Estratto alla voce: Giustino (santo) dell'Enciclopedia Rizzoli-Larousse
GIUSTINO (santo), apologista e martire cristiano
(Flavia Neapolis, odierna Nabtus, in Samaria, 100 circa - Roma 165 circa).
Nato da una famiglia di ellenisti pagani, frequent le varie scuole dei
filosofi del tempo, studiando il pensiero degli stoici, dei peripatetici,
dei pitagorici e, infine, dei neoplatonici. Verso il 135 incontr,
casualmente, un vegliardo (forse nella citt di Efeso) che gli espose
i principi fondamentali del cristianesimo portandolo alla conversione.
Da allora, avvolto nel classico mantello dei filosofi greci, il pallio,
intraprese viaggi missionari e fond a Roma una scuola divenuta
presto celebre. Eusebio di Cesarea gli riconosce otto opere, ma ce ne
sono giunte solo tre: due Apologie e un Dialogo con l'ebreo Trifone.
Non dimostra particolari doti n in quanto scrittore n in quanto pensatore;
ha per il grande pregio di averci trasmesso notizie attendibili sia sulla
vita cristiana sia sulle dottrine del suo periodo, non travisate
da giudizi personali; costituisce, con sant'Ireneo, una delle pi antiche
e preziose fonti del cristianesimo primitivo. La prima Apologia difende
i cristiani dalle accuse dei pagani ed espone gli aspetti fondamentali
del cristianesimo, soprattutto insistendo sulla divinit di Ges Cristo;
la seconda  un'appendice a completamento della prima.
Il Dialogo  una discussione durata due giorni con un dotto ebreo (forse
un certo rabbi Tarphon o Tarfone, allora celebre): descrive la propria
evoluzione spirituale, dimostra che la Legge mosaica aveva solo valore
transitorio e che il culto a Ges Cristo non contraddice al monoteismo,
infine che anche i gentili possono di pieno diritto far parte della Chiesa
cristiana.
