                    ESORTAZIONE APOSTOLICA
                         POST-SINODALE
                      ECCLESIA IN AMERICA
                        DEL SANTO PADRE
                       GIOVANNI PAOLO II
                          AI VESCOVI
                  AI PRESBITERI E AI DIACONI
               AI CONSACRATI ED ALLE CONSACRATE
                   ED A TUTTI I FEDELI LAICI
              SULL'INCONTRO CON GES CRISTO VIVO
                    VIA PER LA CONVERSIONE,
                 LA COMUNIONE E LA SOLIDARIET
                          IN AMERICA
INTRODUZIONE
1. La Chiesa in America, piena di gioia per la fede ricevuta e
riconoscente a Cristo per questo immenso dono, ha da poco
celebrato il quinto centenario dell'inizio della predicazione
del Vangelo sul proprio territorio. Questa commemorazione ha
reso tutti i cattolici americani pi coscienti del desiderio di
Cristo di incontrare gli abitanti del cosiddetto Nuovo Mondo
per incorporarli alla sua Chiesa e cos rendersi presente nella
storia del Continente. L'evangelizzazione dell'America non 
soltanto un dono del Signore;  anche sorgente di nuove
responsabilit. Grazie all'azione di quanti hanno evangelizzato
in lungo e in largo il Continente, sono nati dalla Chiesa e
dallo Spirito innumerevoli figli. Nei loro cuori, nel
passato come nel presente, continuano a risuonare le parole
dell'Apostolo: " Non  infatti per me un vanto predicare il
Vangelo; per me  un dovere: guai a me se non predicassi il
Vangelo! " (1 Cor 9, 16). Tale dovere si fonda sul mandato
conferito dal Signore risorto agli Apostoli prima della sua
Ascensione al cielo: " Predicate il Vangelo ad ogni creatura " (Mc 16, 15).
Questo mandato riguarda tutta la Chiesa, e la Chiesa che  in
America, in questo particolare momento della sua storia, 
chiamata ad accoglierlo e a rispondere con amorosa generosit
al fondamentale compito dell'evangelizzazione. Lo sottolineava
a Bogot il mio predecessore Paolo VI, il primo Papa a visitare
l'America: " Competer a noi, (Signore Ges), in quanto tuoi
rappresentanti e amministratori dei tuoi divini misteri (cfr 1
Cor 4, 1; 1 Pt 4, 10), diffondere i tesori della tua parola,
della tua grazia, dei tuoi esempi tra gli uomini ". Il
dovere della evangelizzazione costituisce, per il discepolo di
Cristo, una urgenza di carit: " L'amore del Cristo ci spinge "
(2 Cor 5, 14), afferma l'Apostolo Paolo, ricordando quanto il
Figlio di Dio ha fatto per noi nel suo sacrificio redentore: "
Uno  morto per tutti (...), perch quelli che vivono non
vivano pi per se stessi, ma per colui che  morto e
risuscitato per loro " (2 Cor 5, 14-15).
La commemorazione di ricorrenze particolarmente evocatrici
dell'amore di Cristo per noi suscita nell'animo, insieme con la
riconoscenza, il bisogno di " annunciare le meraviglie di Dio", 
il bisogno cio di evangelizzare. Cos, il ricordo della
recente celebrazione dei cinquecento anni dell'arrivo del
messaggio evangelico in America, cio, del momento in cui
Cristo chiam l'America alla fede, e il prossimo Giubileo nel
quale la Chiesa celebrer i 2000 anni dell'incarnazione del
Figlio di Dio, sono occasioni privilegiate nelle quali, in modo
spontaneo, sale con pi forza dal cuore l'espressione della
nostra gratitudine al Signore. Consapevole della grandezza dei
doni ricevuti, la Chiesa pellegrina in America desidera rendere
partecipe della ricchezza della fede e della comunione in
Cristo tutta la societ e ciascuno degli uomini e delle donne
che abitano in terra americana.
L'idea di celebrare questa Assemblea sinodale
2. Proprio nel giorno stesso nel quale si compivano i
cinquecento anni dell'inizio della evangelizzazione
dell'America, il 12 ottobre 1992, desiderando aprire nuovi
orizzonti e dare rinnovato impulso all'evangelizzazione,
nell'allocuzione con la quale aprii i lavori della IV
Conferenza generale dell'Episcopato Latino-americano a Santo
Domingo, feci la proposta di un incontro sinodale " con lo
scopo di incrementare la cooperazione tra le diverse Chiese
particolari " per affrontare insieme, all'interno del compito
della nuova evangelizzazione e come espressione di comunione
episcopale, " i problemi relativi alla giustizia ed alla
solidariet tra tutte le Nazioni dell'America ".
L'accoglienza positiva con cui gli Episcopati dell'America
corrisposero a questa mia indicazione mi permise di annunciare
nella Lettera apostolica Tertio millennio adveniente il
proposito di convocare un'assemblea sinodale " sulle
problematiche della nuova evangelizzazione in due parti dello
stesso Continente tanto diverse tra loro per origine e storia,
e sulle tematiche della giustizia e dei rapporti economici
internazionali, tenendo conto dell'enorme divario tra il Nord e
il Sud ".Fu allora possibile iniziare i lavori preparatori
propriamente detti, per giungere finalmente alla celebrazione
della Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l'America,
svoltasi in Vaticano dal 16 novembre al 12 dicembre del 1997.
Il tema dell'Assemblea
3. In coerenza con l'idea iniziale, e dopo aver ascoltato i
suggerimenti del Consiglio pre-sinodale, viva espressione del
sentire di molti Pastori del Popolo di Dio nel Continente
americano, enunciai il tema dell'Assemblea Speciale del Sinodo
per l'America con le parole seguenti: " Incontro con Ges
Cristo vivo, via per la conversione, la comunione e la
solidariet in America ". Il tema cos formulato manifesta
chiaramente la centralit della persona di Ges Cristo risorto,
presente nella vita della Chiesa, che invita alla conversione,
alla comunione e alla solidariet. Il punto di partenza di tale
programma di evangelizzazione  certamente l'incontro con il
Signore. Lo Spirito Santo, dono di Cristo nel mistero pasquale,
ci guida verso le mete pastorali che la Chiesa in America deve
raggiungere nel terzo millennio cristiano.
La celebrazione dell'Assemblea come esperienza di incontro
4. L'esperienza vissuta durante l'Assemblea ebbe, senza dubbio,
il carattere di un incontro con il Signore. Ricordo con
piacere, in modo particolare, le due concelebrazioni solenni
che io stesso ho presieduto nella Basilica di San Pietro per
l'inaugurazione e per la chiusura dei lavori dell'Assemblea. Il
contatto con il Signore Risorto veramente, realmente e
sostanzialmente presente nella Eucaristia, costitu l'atmosfera
spirituale che permise a tutti i Vescovi dell'Assemblea
sinodale di riconoscersi, non solo come fratelli nel Signore,
ma anche come membri del Collegio episcopale, desiderosi di
seguire, sotto la presidenza del Successore di Pietro, le orme
del Buon Pastore, servendo la Chiesa, pellegrina in tutte le
regioni del Continente. Fu evidente a tutti la gioia dei
partecipanti all'Assemblea, che scoprivano in essa un'occasione
eccezionale di incontro con il Signore, con il Vicario di
Cristo, con tanti Vescovi, sacerdoti, consacrati e laici venuti
da tutte le parti del Continente.
Senza dubbio, alcuni fattori precedenti contribuirono, in modo
mediato ma efficace, ad assicurare questo clima di incontro
fraterno nell'Assemblea sinodale. In primo luogo, occorre
segnalare le esperienze di comunione vissute precedentemente
nelle Assemblee generali dell'Episcopato Latino-americano in
Rio de Janeiro (1955), Medellin (1968), Puebla (1979) e Santo
Domingo (1992). In esse i Pastori della Chiesa che  in America
Latina avevano avuto modo di riflettere insieme come fratelli
sulle questioni pastorali pi urgenti in quella regione del
Continente. A tali Assemblee occorre aggiungere le periodiche
riunioni interamericane di Vescovi, nelle quali i partecipanti
hanno la possibilit di aprirsi all'orizzonte dell'intero
Continente, dialogando circa i problemi e le sfide comuni che
riguardano la Chiesa nei Paesi americani.
Contribuire all'unit del Continente
5. Nella prima proposta che feci a Santo Domingo, circa la
possibilit di celebrare un'Assemblea Speciale del Sinodo,
segnalai che " la Chiesa, ormai alle soglie del terzo millennio
cristiano ed in un'epoca in cui sono cadute molte barriere e
frontiere ideologiche, avverte come un dovere ineludibile
l'unire spiritualmente in modo ancor maggiore tutti i popoli
che formano questo grande Continente e, allo stesso tempo,
partendo dalla missione religiosa che le  propria, il
promuovere uno spirito di solidariet fra di essi ". Gli
elementi comuni a tutti i popoli dell'America, tra i quali
risalta una medesima identit cristiana come pure un'autentica
ricerca del consolidamento dei legami di solidariet e di
comunione tra le diverse espressioni del ricco patrimonio
culturale del Continente, sono il motivo decisivo per il quale
ho chiesto che l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi
dedicasse le sue riflessioni all'America come ad una realt
unica. La scelta di usare la parola al singolare voleva
esprimere non solo l'unit sotto certi aspetti gi esistente,
ma anche quel vincolo pi stretto al quale i popoli del
Continente aspirano e che la Chiesa desidera favorire,
nell'ambito della propria missione, volta a promuovere la
comunione di tutti nel Signore.
Nel contesto della nuova evangelizzazione
6. Nella prospettiva del Grande Giubileo dell'anno 2000, ho
voluto che si tenesse un'Assemblea Speciale del Sinodo dei
Vescovi per ciascuno dei cinque Continenti: dopo quelle
dedicate all'Africa (1994), all'America (1997), all'Asia (1998)
e, molto recentemente, all'Oceania (1998), in questo anno 1999
con l'aiuto del Signore sar celebrata una nuova Assemblea
Speciale per l'Europa. In tal modo, durante l'anno giubilare,
sar possibile un'Assemblea Generale Ordinaria che sintetizzi e
tragga le conclusioni dei preziosi materiali che le diverse
Assemblee continentali sono andate elaborando. Ci sar
facilitato dal fatto che in tutti questi Sinodi si sono avute
preoccupazioni simili e centri di interesse comuni. In tal
senso, riferendomi a questa serie di Assemblee sinodali, ho
segnalato come in tutte " il tema di fondo 
l'evangelizzazione, meglio, quello della nuova
evangelizzazione, le cui basi furono gettate dall'Esortazione
apostolica Evangelii nuntiandi di Paolo VI ". Perci, tanto
nella mia prima indicazione sulla celebrazione di questa
Assemblea Speciale del Sinodo come pi tardi nell'annuncio
esplicito della medesima, dopo che tutti gli Episcopati
dell'America avevano fatto propria l'idea, indicai che le sue
deliberazioni dovevano muoversi " nell'ambito della nuova
evangelizzazione ", affrontando i problemi in essa emergenti.
Questa preoccupazione era tanto pi ovvia, in quanto io stesso
avevo formulato il primo programma di una nuova
evangelizzazione in terra americana. In effetti, quando la
Chiesa in tutta l'America si preparava per ricordare i
cinquecento anni dell'inizio della prima evangelizzazione del
Continente, parlando al Consiglio Episcopale Latino-americano
in Port-au-Prince (Haiti), affermai: " La commemorazione del
mezzo millennio di evangelizzazione avr il suo pieno
significato se costituir un impegno vostro come Vescovi,
insieme con il vostro presbiterio ed i fedeli, impegno non
certo di rievangelizzazione, bens di una nuova
evangelizzazione. Nuova nell'ardore, nei metodi e nelle
espressioni ". Successivamente invitai tutta la Chiesa a
portare a compimento tale esortazione, bench il programma di
evangelizzazione, estendendosi alla grande diversit che
presenta oggi il mondo intero, deve diversificarsi alla luce
innanzitutto di due situazioni chiaramente differenti: quella
dei Paesi fortemente toccati dal secolarismo e quella degli
altri dove " si conservano tuttora molto vive tradizioni di
piet e di religiosit popolare cristiana ". Si tratta
senza dubbio di due situazioni presenti, in grado diverso, in
differenti Paesi o, forse meglio, in diversi ambienti concreti
all'interno degli stessi Paesi del Continente americano.
Con la presenza e l'aiuto del Signore
7. Il mandato di evangelizzare, che il Signore risorto ha
lasciato alla sua Chiesa,  accompagnato dalla certezza,
fondata sulla sua promessa, che Egli continua ad essere vivo ed
operante tra noi: " Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino
alla fine del mondo " (Mt 28, 20). Questa misteriosa presenza
di Cristo nella sua Chiesa  per essa garanzia di riuscita
nella realizzazione del compito affidatole. Nel medesimo tempo,
tale presenza rende possibile il nostro incontro con Lui, come
Figlio inviato dal Padre, come Signore della Vita che ci
comunica il suo Spirito. Un incontro rinnovato con Ges Cristo
render tutti i membri della Chiesa in America consapevoli del
fatto che sono chiamati a continuare la missione del Redentore
nelle loro terre.
L'incontro personale con il Signore, se  autentico, porter
con s anche il rinnovamento ecclesiale: le Chiese particolari
del Continente, come Chiese sorelle e tra loro vicine,
accresceranno i vincoli di cooperazione e di solidariet per
prolungare e rendere pi incisiva l'opera salvatrice di Cristo
nella storia dell'America. In atteggiamento di apertura
all'unit, frutto di un'autentica comunione con il Signore
risorto, le Chiese particolari, ed in esse i singoli membri,
scopriranno, attraverso la propria esperienza spirituale, che l'"incontro
con Ges Cristo vivo "  " via di conversione, di
comunione e di solidariet ". E, nella misura in cui queste
mete saranno raggiunte, si render possibile una dedizione
sempre maggiore alla nuova evangelizzazione dell'America.
CAPITOLO 1
L'INCONTRO CON GES CRISTO VIVO
" Abbiamo trovato il Messia " (Gv 1, 41)
Gli incontri con il Signore nel Nuovo Testamento
8. I Vangeli riferiscono numerosi incontri di Ges con uomini e
donne del suo tempo. Una caratteristica, comune a tutti questi
racconti,  la forza trasformante che racchiudono e manifestano
gli incontri con Ges, poich " aprono un autentico processo di
conversione, comunione e solidariet ". Tra i pi
significativi vi  quello con la samaritana (cfr Gv 4, 5-42).
Ges la chiama per saziare la sua sete, che non era soltanto
materiale: in realt, " colui che chiedeva da bere, aveva sete
della fede della donna stessa ". Dicendole " Dammi da bere " (Gv 4, 7)
e parlandole di acqua viva, il Signore suscita
nella samaritana una domanda, quasi una preghiera, il cui
obiettivo vero supera ci che essa in quel momento  in grado
di comprendere: " Signore... dammi di quest'acqua perch non
abbia pi sete " (Gv 4, 15). La samaritana, anche se " ancora
non capisce ", sta in realt chiedendo l'acqua viva di cui
le parla il suo divino Interlocutore. Quando Ges le rivela la
propria messianicit (cfr Gv 4, 26), la samaritana si sente
spinta ad annunciare ai suoi concittadini la scoperta del
Messia (cfr Gv 4, 28-30). Allo stesso modo, quando Ges
incontra Zaccheo (cfr Lc 19, 1-10), il frutto pi prezioso  la
conversione del pubblicano, che diventa consapevole delle
ingiustizie commesse e decide di restituire in abbondanza - "
il quadruplo " -, a chi aveva defraudato. Assume, inoltre, un
atteggiamento di distacco dai beni materiali e di carit verso
i bisognosi, che lo porta a dare ai poveri la met dei suoi averi.
Una menzione speciale meritano gli incontri con Cristo risorto,
narrati nel Nuovo Testamento. Grazie al suo incontro col
Risorto, Maria Maddalena supera lo scoraggiamento e la
tristezza causati dalla morte del Maestro (cfr Gv 20, 11-18).
Nella sua nuova dimensione pasquale, Ges la invia ad
annunciare ai discepoli che Egli  risorto: " Va' dai miei
fratelli " (Gv 20, 17). Per tale motivo, Maria Maddalena ha
potuto essere chiamata " l'apostola degli apostoli ". Da
parte loro, i discepoli di Emmaus, dopo aver incontrato e
riconosciuto il Signore risorto, tornano a Gerusalemme per
raccontare agli apostoli e agli altri discepoli quanto era loro
accaduto (cfr Lc 24, 13-35). Ges " cominciando da Mos e da
tutti i profeti spieg loro in tutte le Scritture ci che si
riferiva a lui " (Lc 24, 27). Essi riconosceranno pi tardi che
il loro cuore ardeva mentre il Signore conversava con loro
lungo il cammino spiegando le Scritture (cfr Lc 24, 32). Non vi
 dubbio che san Luca, nel narrare questo episodio, e
specialmente il momento decisivo nel quale i due discepoli
riconoscono Ges, fa allusione esplicita ai racconti della
istituzione dell'Eucaristia, cio al comportamento di Ges
nell'Ultima Cena (cfr Lc 24, 30). L'evangelista, per riferire
ci che i discepoli di Emmaus raccontano agli Undici, utilizza
un'espressione, che nella Chiesa nascente possedeva un
significato eucaristico preciso: " L'avevano riconosciuto nello
spezzare il pane " (Lc 24, 35).
Fra gli incontri con il Signore risorto, uno di quelli che
hanno avuto un influsso decisivo nella storia del cristianesimo
 senza dubbio la conversione di Saulo, il futuro Paolo
apostolo delle genti, sulla via di Damasco. E l che  avvenuto
il cambiamento radicale della sua esistenza, da persecutore ad
apostolo (cfr At 9, 3-30; 22, 6-11; 26, 12-18). Lo stesso Paolo
parla di questa straordinaria esperienza come di una
rivelazione del Figlio di Dio " perch lo annunziassi in mezzo
ai pagani " (Gal 1, 16).
L'invito del Signore rispetta sempre la libert dei chiamati.
Ci sono casi in cui l'uomo, incontrando Ges, si chiude al
cambiamento di vita al quale Egli lo invita. I casi di persone
contemporanee di Ges che lo videro e lo udirono e tuttavia non
si aprirono alla sua parola, sono numerosi. Il Vangelo di san
Giovanni indica nel peccato la causa che impedisce all'essere
umano di aprirsi alla luce che  Cristo: " La luce  venuta nel
mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce,
perch le loro opere erano malvagie " (Gv 3, 19). I testi
evangelici insegnano che l'attaccamento alla ricchezza
costituisce un ostacolo all'accoglienza della chiamata ad una
sequela piena e generosa di Ges. Tipico, al riguardo,  il
caso del giovane ricco (cfr Mt 19, 16-22; Mc 10, 17-22; Lc 18, 18-23).
Incontri personali e incontri comunitari
9. Alcuni incontri con Ges, riferiti dai Vangeli, sono
chiaramente personali come, ad esempio, le chiamate vocazionali
(cfr Mt 4, 19; 9, 9; Mc 10, 21; Lc 9, 59). In essi, Ges tratta
con intimit i suoi interlocutori: " Rabbi (che significa
Maestro) dove abiti? " (...) " Venite e vedrete " (Gv 1, 38-
39). Altre volte, invece, gli incontri acquistano un carattere
comunitario. Tali sono, in particolare, quelli con gli
Apostoli, che hanno fondamentale importanza per la costituzione
della Chiesa. In effetti, gli Apostoli, scelti da Ges in una
cerchia pi ampia di discepoli (cfr Mc 3, 13-19; Lc 6, 12-16),
sono oggetto di speciale formazione e di una pi intima
comunicazione. Alle folle Ges parla in parabole, che per
spiega ai Dodici: " Perch a voi  dato di conoscere i misteri
del Regno dei cieli, ma a loro non  dato " (Mt 13, 11). Essi
sono chiamati ad essere gli annunciatori della Buona Novella ed
a svolgere una speciale missione per costruire la Chiesa con la
grazia dei Sacramenti. A tale fine, essi ricevono la potest
necessaria: Ges conferisce loro il potere di perdonare i
peccati, richiamandosi alla pienezza dello stesso potere che il
Padre gli ha dato in cielo ed in terra (cfr Mt 28, 18). Essi
saranno i primi a ricevere il dono dello Spirito Santo (cfr At
2, 1-4), dono in seguito dispensato a quanti, in virt dei
Sacramenti di iniziazione, saranno incorporati nella Comunit
cristiana (cfr At 2, 38).
L'incontro con Cristo nel tempo della Chiesa
10. La Chiesa costituisce il luogo nel quale gli uomini,
incontrando Ges, possono scoprire l'amore del Padre: chi,
infatti, ha visto Ges, ha visto il Padre (cfr Gv 14, 9). Dopo
la sua ascensione al cielo, Ges agisce mediante l'intervento
potente dello Spirito Paraclito (cfr Gv 16, 7), che trasforma i
credenti dando loro la vita nuova. E cos che essi diventano
capaci di amare con l'amore stesso di Dio, che "  stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci
 stato dato " (Rm 5, 5). La grazia divina abilita inoltre i
cristiani a farsi operatori della trasformazione del mondo, per
instaurare in esso una nuova civilt che il mio predecessore
Paolo VI opportunamente chiam " la civilt dell'amore ".
In effetti, " il Verbo di Dio, assumendo in tutto la natura
umana escluso il peccato (cfr Eb 4, 15), manifesta il piano del
Padre di rivelare alla persona umana il modo di giungere alla
pienezza della propria vocazione (...). Cos Ges non solo
riconcilia l'uomo con Dio, ma lo riconcilia anche con se
stesso, rivelandogli la propria natura ". Con queste parole
i Padri sinodali, sulla scorta del Concilio Vaticano II, hanno
ribadito che Ges  la via da seguire per giungere alla piena
realizzazione personale, culminante nell'incontro definitivo ed
eterno con Dio. " Io sono la via, la verit e la vita. Nessuno
viene al Padre se non per mezzo di me " (Gv 14, 6). Dio ci " ha
predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo,
perch egli sia il primogenito tra molti fratelli " (Rm 8, 29).
Ges Cristo , dunque, la risposta definitiva alla domanda sul
senso della vita, agli interrogativi fondamentali che assillano
anche oggi tanti uomini e donne del Continente americano.
Per mezzo di Maria incontriamo Ges
11. Alla nascita di Ges, dall'Oriente i magi giunsero a
Betlemme e " videro il Bambino con Maria sua Madre " (Mt 2,
11). All'inizio della vita pubblica, alle nozze di Cana, quando
il Figlio di Dio realizza il primo dei segni, suscitando la
fede dei discepoli (cfr Gv 2, 11),  Maria che interviene ed
orienta i servi verso suo Figlio con queste parole: " Fate
quello che vi dir " (Gv 2, 5). Al riguardo, ho scritto in
un'altra occasione: " La Madre di Cristo si presenta davanti
agli uomini come portavoce della volont del Figlio,
indicatrice di quelle esigenze che devono essere soddisfatte
affinch la potenza salvifica del Messia possa manifestarsi
". Per tale ragione, Maria  via sicura all'incontro con
Cristo. La piet verso la Madre del Signore, quando 
autentica, spinge sempre ad orientare la propria vita secondo
lo spirito ed i valori del Vangelo.
E come non porre in luce il ruolo che la Vergine riveste nei
confronti della Chiesa pellegrina in America, in cammino verso
l'incontro con il Signore? In effetti, la Santissima Vergine "
in modo speciale  legata alla nascita della Chiesa nella
storia (...) dei popoli dell'America, che attraverso Maria
giunsero ad incontrare il Signore ".
In ogni parte del Continente, la presenza della Madre di Dio 
stata molto intensa sin dai giorni della prima
evangelizzazione, grazie alle fatiche dei missionari. Nella
loro predicazione, " il Vangelo  stato annunciato presentando
la Vergine Maria come la sua realizzazione pi alta. Sin dalle
origini - nella sua invocazione sotto il titolo di Nostra
Signora di Guadalupe - Maria costitu un grande segno, dal
volto materno e misericordioso, della vicinanza del Padre e di
Cristo con i quali ci invita ad entrare in comunione ".
L'apparizione di Maria all'indio Juan Diego sulla collina di
Tepeyac, nel 1531, ebbe una ripercussione decisiva per
l'evangelizzazione. Questo influsso supera di molto i
confini della nazione messicana, raggiungendo l'intero
Continente. E l'America, che storicamente  stata ed  crogiolo
di popoli, ha riconosciuto nel volto meticcio della Vergine di
Tepeyac, " in Santa Maria di Guadalupe, un grande esempio di
evangelizzazione perfettamente inculturata ". Per questo,
non solo nel Centro e nel Sud, ma anche nel Nord del
Continente, la Vergine di Guadalupe  venerata come Regina di
tutta l'America.
Sempre pi nel tempo  andata crescendo nei Pastori e nei
fedeli la consapevolezza del ruolo svolto dalla Vergine
nell'evangelizzazione del Continente. Nella preghiera composta
per l'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per l'America,
Maria Santissima di Guadalupe  invocata come " Patrona di
tutta l'America e Stella della prima e della nuova
evangelizzazione ". In questa prospettiva, accolgo con gioia la
proposta dei Padri sinodali che il giorno 12 dicembre si
celebri nell'intero Continente la festa di Nostra Signora di
Guadalupe, Madre ed Evangelizzatrice dell'America. Coltivo
nel mio cuore la ferma speranza che Ella, alla cui
intercessione si deve il fortificarsi della fede nei primi
discepoli (cfr Gv 2, 11), guidi con la sua materna
intercessione la Chiesa in questo Continente, ottenendole
l'effusione dello Spirito Santo come gi sulla Chiesa nascente
(cfr At 1, 14), affinch la nuova evangelizzazione produca una
splendida fioritura di vita cristiana.
Luoghi di incontro con Cristo
12. Facendo affidamento sull'aiuto di Maria, la Chiesa in
America desidera condurre gli uomini e le donne del Continente
all'incontro con Cristo, punto di partenza per un'autentica
conversione e per una rinnovata comunione e solidariet. Tale
incontro contribuir efficacemente a rinsaldare la fede di
molti cattolici, favorendone la maturazione in fede convinta,
viva ed operante.
Perch la ricerca di Cristo presente nella sua Chiesa non si
riduca a qualcosa di meramente astratto,  necessario mostrare
i luoghi ed i momenti concreti nei quali, all'interno della
Chiesa,  possibile incontrarlo. La riflessione dei Padri
sinodali al riguardo  stata ricca di suggerimenti e di
osservazioni.
Essi hanno indicato, innanzitutto, " la Sacra Scrittura letta
alla luce della Tradizione, dei Padri e del Magistero,
approfondita attraverso la meditazione e la orazione ". Si
 raccomandato di promuovere la conoscenza dei Vangeli, nei
quali  proclamato, con parole facilmente accessibili a tutti,
il modo in cui Ges visse tra gli uomini. La lettura di questi
testi sacri, quando ci si pone in ascolto con la stessa
attenzione con cui le folle ascoltavano Ges sul pendio del
monte delle Beatitudini, o sulla sponda del lago di Tiberiade
mentre predicava dalla barca, produce autentici frutti di
conversione del cuore.
Un secondo luogo d'incontro con Ges  la sacra Liturgia.
Al Concilio Vaticano II dobbiamo una ricchissima esposizione
della molteplice presenza di Cristo nella Liturgia, la cui
importanza deve indurre a farne oggetto di predicazione
costante: Cristo  presente nel celebrante che rinnova
sull'altare lo stesso ed unico Sacrificio della Croce; 
presente nei Sacramenti nei quali esercita la sua forza
efficace. Quando viene proclamata la sua parola,  Lui stesso
che ci parla. Egli  presente, inoltre, nella comunit in virt
della promessa: " Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io
sono in mezzo a loro " (Mt 18, 20). Presente  egli "
soprattutto sotto le specie eucaristiche ". Il mio
predecessore Paolo VI ritenne necessario spiegare la
singolarit della presenza reale di Cristo nella Eucaristia,
che "  chiamata "reale" non per esclusione, come se le altre
presenze non fossero "reali", ma per antonomasia, perch 
sostanziale ". Sotto le specie del pane e del vino, "
Cristo tutto intero  presente nella sua "realt fisica" anche
corporalmente ".
La Scrittura e l'Eucaristia, quali luoghi di incontro con
Cristo, sono richiamati dal racconto dell'apparizione del
Risorto ai discepoli di Emmaus. Ma il testo del Vangelo sul
giudizio finale (cfr Mt 25, 31-46), in cui viene detto che
saremo giudicati sull'amore verso i bisognosi, nei quali
misteriosamente  presente il Signore Ges, indica che non
bisogna trascurare un terzo luogo di incontro con Cristo: " le
persone, specialmente i poveri, con i quali Cristo si
identifica ". Alla chiusura del Concilio Vaticano II, il
Papa Paolo VI ricordava che " nel volto d'ogni uomo,
specialmente se reso trasparente dalle sue lacrime e dai suoi
dolori, possiamo e dobbiamo ravvisare il volto di Cristo 
(cfr Mt 25, 40), il Figlio dell'uomo ".
CAPITOLO 2
L'INCONTRO CON GES CRISTO NELL'OGGI DELL'AMERICA
" A chiunque fu dato molto, molto sar chiesto" (Lc 12, 48)
La situazione degli uomini e delle donne d'America
e il loro incontro con il Signore
13. Nei Vangeli vengono narrati gli incontri con Cristo di
persone in situazioni molto diverse. A volte si tratta di
situazioni di peccato, che lasciano trasparire il bisogno della
conversione e del perdono del Signore. In altre circostanze
emergono atteggiamenti positivi di ricerca della verit, di
autentica fiducia in Ges, che favoriscono lo stabilirsi di una
relazione di amicizia con Lui e stimolano il desiderio di
imitarlo. N possono essere dimenticati i doni con i quali il
Signore prepara alcuni ad un incontro successivo. Cos Dio,
rendendo Maria " piena di grazia " (Lc 1, 28) sin dal primo
momento, la prepar in vista della realizzazione in lei del suo
pi alto incontro con la natura umana: il mistero ineffabile
dell'Incarnazione.
Poich i peccati come le virt sociali non esistono in
astratto, ma sono il risultato di atti personali, 
necessario tener presente che l'America  oggi una realt
complessa, frutto delle tendenze e dei modi di procedere degli
uomini e delle donne che la abitano. E in questa situazione
reale e concreta che essi devono incontrarsi con Ges.
L'identit cristiana dell'America
14. Il dono pi grande che l'America ha ricevuto dal Signore 
la fede, che ne ha forgiato l'identit cristiana. Sono gi pi
di cinquecento anni che il nome di Cristo  stato annunciato
nel Continente. Frutto dell'evangelizzazione che ha
accompagnato i movimenti migratori dall'Europa  la fisionomia
religiosa americana, segnata dai valori morali che, anche se
non sempre vissuti coerentemente e in alcune occasioni messi in
discussione, possono considerarsi in un certo modo patrimonio
di tutti gli abitanti dell'America, anche di coloro che
esplicitamente non vi si riconoscono. E chiaro che l'identit
cristiana dell'America non pu considerarsi come sinonimo di
identit cattolica. La presenza di altre confessioni cristiane,
in grado maggiore o minore nelle diverse parti dell'America,
rende particolarmente urgente l'impegno ecumenico, per
ricercare l'unit tra tutti i credenti in Cristo.
Frutti di santit
15. L'espressione e i frutti pi alti dell'identit cristiana
dell'America sono i Santi. In essi, l'incontro con Cristo vivo
"  tanto profondo e impegnativo (...) che diventa fuoco che li
consuma totalmente e li spinge a costruire il suo Regno, a far
s che Lui e la nuova alleanza siano il senso e l'anima (...)
della vita personale e comunitaria ". L'America ha visto
fiorire i frutti della santit sin dagli inizi della sua
evangelizzazione. E il caso di santa Rosa da Lima (1586-1617),
" il primo fiore di santit nel Nuovo Mondo ", proclamata
patrona principale dell'America nel 1670 dal Papa Clemente decimo.
A partire da lei, il santorale americano  andato
crescendo fino a raggiungere la sua attuale ampiezza. Le
beatificazioni e le canonizzazioni con le quali non pochi figli
e figlie del Continente sono stati elevati all'onore degli
altari offrono modelli eroici di vita cristiana secondo la
diversit degli stati e degli ambienti sociali. La Chiesa,
beatificandoli o canonizzandoli, addita in essi dei potenti
intercessori uniti a Cristo, sommo ed eterno Sacerdote,
mediatore tra Dio e gli uomini. I Beati ed i Santi d'America
accompagnano con sollecitudine fraterna gli uomini e le donne
loro conterranei, tra gioie e sofferenze, fino all'incontro
definitivo con il Signore. Per favorire una sempre maggiore
loro imitazione ed un pi frequente e fruttuoso ricorso da
parte dei fedeli alla loro intercessione, considero molto
opportuna la proposta dei Padri sinodali di preparare " una
collezione di brevi biografie dei Santi e Beati americani. Ci
pu illuminare e stimolare in America la risposta alla
vocazione universale alla santit ".
Tra i suoi Santi, " la storia della evangelizzazione
dell'America riconosce numerosi martiri, uomini e donne,
vescovi e presbiteri, religiosi e laici che con il loro sangue
irrigarono (...) (queste) nazioni. Essi, come nubi di testimoni
(cfr Eb 12, 1), ci stimolano a farci carico oggi, senza timore
e con ardore, della nuova evangelizzazione ".  necessario
che i loro esempi di dedizione senza limite alla causa del
Vangelo siano non solo preservati dall'oblio, ma pi conosciuti
e diffusi tra i fedeli del Continente. Scrivevo, in proposito,
nella Tertio millennio adveniente: " Le Chiese locali facciano
di tutto per non lasciar perire la memoria di quanti hanno
subito il martirio, raccogliendo la necessaria documentazione ".
La piet popolare
16. Una caratteristica particolare dell'America  l'esistenza
di una intensa piet popolare radicata nelle diverse Nazioni.
Si incontra a tutti i livelli e in tutti i settori sociali,
rivestendo un'importanza speciale come luogo di incontro con
Cristo per quanti con spirito di povert ed umilt di cuore
cercano sinceramente Dio (cfr Mt 11, 25). Le espressioni di
tale piet sono numerose: " I pellegrinaggi ai santuari di
Cristo, della Beata Vergine e dei Santi, la preghiera per le
anime del purgatorio, l'uso dei sacramentali (acqua, olio,
ceri...). Queste e tante altre espressioni della piet popolare
offrono ai fedeli l'opportunit di incontrare il Cristo vivente
". I Padri sinodali hanno sottolineato l'urgenza di
scoprire, nelle manifestazioni della religiosit popolare, i
veri valori spirituali, per arricchirli con gli elementi della
genuina dottrina cattolica, affinch tale religiosit possa
condurre ad un impegno sincero di conversione e ad
un'esperienza concreta di carit. La piet popolare, se
convenientemente orientata, contribuisce anche ad accrescere
nei fedeli la consapevolezza della propria appartenenza alla
Chiesa, alimentandone il fervore ed offrendo cos una risposta
valida alle attuali sfide della secolarizzazione.
Dal momento che in America, la piet popolare  espressione
della inculturazione della fede cattolica e molte delle sue
manifestazioni hanno assunto forme religiose autoctone, non
deve essere sottovalutata la possibilit di trarre anche di l,
con prudenza illuminata, indicazioni valide per una maggiore
inculturazione del Vangelo. Ci riveste rilevante
importanza specialmente fra le popolazioni indigene, perch " i
semi del Verbo " presenti nella loro cultura giungano alla loro
pienezza in Cristo. Simile discorso pu farsi per gli
americani di origine africana. La Chiesa " riconosce che ha
l'obbligo di avvicinarsi a questi americani a partire dalla
loro cultura, considerando seriamente le ricchezze spirituali e
umane di tale cultura che segna il loro modo di celebrare il
culto, il loro senso di gioia e di solidariet, la loro lingua
e le loro tradizioni ".
Presenza cattolico-orientale
17. L'immigrazione in America costituisce quasi una costante
della sua storia dall'inizio dell'evangelizzazione fino ai
nostri giorni. All'interno di questo complesso fenomeno va
segnalato che, negli ultimi tempi, diverse regioni dell'America
hanno accolto numerosi membri delle Chiese cattoliche orientali
i quali, per diversi motivi, hanno abbandonato i loro territori
d'origine. Un primo movimento migratorio proveniva soprattutto
dall'Ucraina occidentale; in seguito, esso si  allargato alle
nazioni del Medio Oriente. Si  cos resa pastoralmente
necessaria la creazione di una gerarchia cattolica orientale
per questi fedeli immigrati e per i loro discendenti. Le norme
emanate dal Concilio Vaticano II, che i Padri sinodali hanno
ricordato, riconoscono che le Chiese Orientali " hanno il
diritto e il dovere di reggersi secondo le proprie discipline
particolari ", avendo la missione di rendere testimonianza ad
un'antichissima tradizione dottrinale, liturgica e monastica.
D'altra parte, queste Chiese devono conservare le proprie
discipline, essendo queste " pi corrispondenti ai costumi dei
loro fedeli e sono ritenute pi adatte a provvedere al bene
delle anime ". Se alla Comunit ecclesiale universale 
necessaria la sinergia tra le Chiese particolari di Oriente e
di Occidente per permetterle di respirare con i due polmoni,
nella speranza di giungere a farlo pienamente attraverso la
perfetta comunione tra la Chiesa cattolica e quelle orientali
separate, non c' che da gioire della recente implantazione
in America delle Chiese orientali accanto a quelle latine, ivi
presenti sin dall'inizio, perch in tal modo pu meglio
manifestarsi la cattolicit della Chiesa del Signore.
La Chiesa nel campo dell'educazione e dell'azione sociale
18. Tra i fattori che favoriscono l'influsso della Chiesa sulla
formazione cristiana degli americani va segnalata la sua vasta
presenza nel campo dell'educazione e, specialmente, nel mondo
universitario. Le numerose Universit cattoliche disseminate
nel Continente costituiscono un tratto caratteristico della
vita ecclesiale in America. Cos pure nell'ambito
dell'insegnamento primario e secondario, l'alto numero di
scuole cattoliche offre la possibilit di un'azione
evangelizzatrice di portata molto ampia, sempre che sia
accompagnata da una decisa volont di impartire una educazione
veramente cristiana.
Altro campo importante in cui la Chiesa  presente in ogni
parte d'America  l'assistenza caritativa e sociale. Le
molteplici iniziative a favore degli anziani, degli infermi e
di quanti sono nel bisogno mediante asili, ospedali,
dispensari, mense gratuite e altri centri sociali, sono
palpabile testimonianza dell'amore preferenziale per i poveri
che la Chiesa in America nutre mossa dall'amore del Signore e
consapevole che " Ges si  identificato con loro (cfr Mt 25,
31-46) ". In questo compito che non conosce frontiere, essa
ha saputo creare una coscienza di solidariet concreta tra le
diverse comunit del Continente e del mondo intero,
manifestando cos la fraternit che deve caratterizzare i
cristiani di ogni tempo e luogo.
Il servizio ai poveri, perch sia evangelico ed
evangelizzatore, deve essere riflesso fedele dell'atteggiamento
di Ges, che venne " per annunciare ai poveri la Buona Novella
" (Lc 4, 18). Se svolto con questo spirito, esso diventa
manifestazione dell'amore infinito di Dio per tutti gli uomini
e modo eloquente di trasmettere la speranza di salvezza che
Cristo ha portato al mondo, e che risplende in modo particolare
quando  comunicata agli abbandonati o ai rifiutati dalla
societ.
Questa costante dedizione ai poveri ed ai diseredati si
riflette nel Magistero sociale della Chiesa, che non si stanca
di invitare la comunit cristiana ad impegnarsi per il
superamento di ogni forma di sfruttamento e di oppressione. Si
tratta, infatti, non soltanto di alleviare i bisogni pi gravi
e urgenti mediante azioni individuali o sporadiche, ma di
evidenziare le radici del male, proponendo interventi che diano
alle strutture sociali, politiche ed economiche una
configurazione pi giusta e solidale.
Crescente rispetto dei diritti umani
19. Nell'ambito civile, ma con implicazioni morali immediate,
si devono segnalare, tra gli aspetti positivi dell'America di
oggi, la crescente affermazione in tutto il Continente di
sistemi politici democratici e la progressiva riduzione dei
regimi dittatoriali. La Chiesa guarda con simpatia a questa
evoluzione, nella misura in cui ci favorisce un sempre pi
chiaro rispetto dei diritti di ciascuno, compresi quelli
dell'inquisito e del reo, nei cui confronti non  legittimo il
ricorso a metodi di detenzione e di indagine - il pensiero va
in particolare alla tortura - lesivi della dignit umana. " Lo
stato di diritto , in effetti, la condizione necessaria per
stabilire una vera democrazia ".
L'esistenza di uno stato di diritto, peraltro, implica nei
cittadini, e molto pi nella classe dirigente, la convinzione
che la libert non pu essere svincolata dalla verit. In
effetti, " i gravi problemi che minacciano la dignit della
persona umana, la famiglia, il matrimonio, l'educazione,
l'economia e le condizioni di lavoro, la qualit della vita e
la vita stessa, propongono la questione del diritto ". I
Padri sinodali con ragione hanno sottolineato che " i diritti
fondamentali della persona umana sono scritti nella stessa
natura, che sono voluti da Dio e che perci esigono una
universale osservanza e accettazione. Nessuna autorit umana
pu trasgredirli appellandosi alla maggioranza o al consenso
politico, con il pretesto che in tal modo vengono rispettati il
pluralismo e la democrazia. Perci, la Chiesa deve impegnarsi
nel formare e accompagnare i laici che sono presenti
nell'ambito legislativo, nel governo e nell'amministrazione
della giustizia, perch le leggi esprimano sempre principi e
valori morali che siano conformi ad una sana antropologia e che
tengano presente il bene comune ".
Il fenomeno della globalizzazione
20. Caratteristica del mondo contemporaneo  la tendenza alla
globalizzazione, fenomeno che, pur non essendo esclusivamente
americano,  pi percettibile ed ha maggiori ripercussioni in
America. Si tratta di un processo che si impone a motivo della
maggiore comunicazione delle diverse parti del mondo tra loro,
conducendo in pratica al superamento delle distanze, con
effetti evidenti in campi molto differenti.
I risvolti dal punto di vista etico possono essere positivi o
negativi. C' in realt una globalizzazione economica che porta
con s alcune conseguenze positive come il fenomeno della
efficienza e l'incremento della produzione e che, con lo
sviluppo delle relazioni tra i diversi paesi in ambito
economico, pu rinforzare il processo di unit dei popoli e
rendere migliore il servizio alla famiglia umana. Se per la
globalizzazione  retta dalle pure leggi del mercato applicate
secondo la convenienza dei potenti, le conseguenze non possono
essere che negative. Tali sono, ad esempio, l'attribuzione di
un valore assoluto all'economia, la disoccupazione, la
diminuzione e il deterioramento di alcuni servizi pubblici, la
distruzione dell'ambiente e della natura, l'aumento delle
differenze tra ricchi e poveri, la concorrenza ingiusta che
pone le Nazioni povere in una situazione di inferiorit sempre
pi marcata. La Chiesa, sebbene stimi i valori positivi che
la globalizzazione comporta, guarda con inquietudine agli
aspetti negativi da essa veicolati.
E che dire della globalizzazione culturale prodotta dalla forza
dei mezzi di comunicazione sociale? Essi impongono dappertutto
nuove scale di valori, sovente arbitrari e nel fondo
materialistici, di fronte ai quali  difficile mantenere viva
l'adesione ai valori del Vangelo.
La crescente urbanizzazione
21. In crescita in America  pure il fenomeno
dell'urbanizzazione. Gi da alcuni lustri il Continente sta
vivendo un esodo costante dalle campagne alla citt. Si tratta
di un fenomeno complesso gi descritto dal mio predecessore
Paolo sesto. Diverse sono le cause, ma tra queste emergono
principalmente la povert ed il sottosviluppo delle zone
rurali, dove frequentemente mancano servizi, comunicazioni,
strutture educative e sanitarie. La citt, inoltre, con le
connotazioni di divertimento e di benessere con cui viene
presentata non poche volte dai mezzi di comunicazione sociale,
esercita un'attrazione speciale per la gente semplice
dell'ambiente rurale.
La frequente mancanza di pianificazione in questo processo 
fonte di molti mali. Come hanno segnalato i Padri sinodali, "
in certi casi, talune zone delle citt sono come delle isole
nelle quali si accumula la violenza, la delinquenza giovanile e
l'atmosfera di disperazione ". Il fenomeno
dell'urbanizzazione presenta poi grandi sfide per l'azione
pastorale della Chiesa, che deve far fronte allo sradicamento
culturale, alla perdita di consuetudini familiari, al distacco
dalle proprie tradizioni religiose, con la conseguenza non
infrequente del naufragio della fede, privata di quelle
manifestazioni che contribuivano a sostenerla.
Evangelizzare la cultura urbana costituisce una sfida
formidabile per la Chiesa, che come per secoli seppe
evangelizzare la cultura rurale, cos  chiamata oggi a portare
a compimento un'evangelizzazione urbana metodica e capillare
mediante la catechesi, la liturgia e il modo stesso di
organizzare le proprie strutture pastorali.
Il peso del debito estero
22. I Padri sinodali hanno manifestato preoccupazione per il
debito estero che affligge non poche Nazioni americane,
esprimendo solidariet nei loro confronti. Essi richiamano con
forza l'attenzione dell'opinione pubblica sulla complessit del
tema, riconoscendo che " il debito  frequentemente frutto
della corruzione e della cattiva amministrazione ". Nello
spirito della riflessione sinodale tale riconoscimento non
pretende di concentrare in un solo polo le responsabilit di un
fenomeno sommamente complesso nella sua origine e nelle sue soluzioni.
In effetti, tra le cause che hanno contribuito al formarsi di
un debito estero schiacciante, vanno segnalati non solo gli
elevati interessi, frutto di politiche finanziarie speculative,
ma anche l'irresponsabilit di alcuni governanti che, nel
contrarre il debito, non hanno riflettuto sufficientemente
sulle reali possibilit di estinguerlo, con l'aggravante che
somme ingenti ottenute grazie a prestiti internazionali vanno
talora ad arricchire persone singole, invece che essere
destinate a sostenere i cambiamenti necessari per lo sviluppo
del Paese. D'altra parte, sarebbe ingiusto far pesare le
conseguenze di tali decisioni irresponsabili su chi non le ha
assunte. La gravit della situazione  ancor pi comprensibile
se si tien conto che " gi il solo pagamento degli interessi
costituisce per l'economia delle Nazioni povere un peso che
toglie alle autorit la disponibilit del denaro necessario per
lo sviluppo sociale, l'educazione, la sanit e la istituzione
di un fondo per creare lavoro ".
La corruzione
23. La corruzione, frequentemente presente tra le cause del
debito pubblico opprimente,  un problema grave che va
attentamente considerato. La corruzione " senza rispettare
confini, riguarda persone, strutture pubbliche e private di
potere e le classi dirigenti ". Si tratta di una situazione che
" favorisce l'impunit e l'accumulo illecito del denaro, la
mancanza di fiducia verso le istituzioni politiche, soprattutto
nell'amministrazione della giustizia e negli investimenti
pubblici, non sempre chiari, uguali per tutti e efficaci ".
A tale proposito, desidero ricordare quanto ho scritto nel
Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1998, che
cio la piaga della corruzione va denunciata e combattuta con
forza da coloro che detengono l'autorit e con il " sostegno
generoso di tutti i cittadini, sorretti da una forte coscienza
morale ". Gli adeguati organismi di controllo e la
trasparenza delle transazioni economiche e finanziarie
prevengono ulteriormente ed evitano in molti casi il dilagare
della corruzione, le cui nefaste conseguenze ricadono
principalmente sui pi poveri e derelitti. Sono ancora i poveri
a soffrire per primi i ritardi, l'inefficienza, l'assenza di
una difesa adeguata e le carenze strutturali, quando ad essere
corrotta  l'amministrazione della giustizia.
Il commercio e il consumo di droga
24. Il commercio col conseguente consumo di sostanze
stupefacenti costituisce una seria minaccia per le strutture
sociali delle Nazioni in America. Esso " contribuisce ai
crimini ed alla violenza, alla distruzione della vita
familiare, alla distruzione fisica ed emotiva di molti
individui e comunit, soprattutto tra i giovani. Corrode
inoltre la dimensione etica del lavoro e contribuisce ad
aumentare il numero di persone nelle carceri, in una parola, al
degrado della persona creata ad immagine di Dio ". Un tale
nefasto commercio porta inoltre a " distruggere governi,
corrodendo la sicurezza economica e la stabilit delle Nazioni". 
Siamo qui in presenza di una delle sfide pi urgenti con
cui devono misurarsi molte Nazioni nel mondo:  infatti una
sfida che pone in forse gran parte dei vantaggi ottenuti negli
ultimi tempi per il progresso dell'umanit. Per alcune Nazioni
in America, la produzione, il traffico ed il consumo di droghe
costituiscono fattori compromettenti per il loro prestigio
internazionale, perch riducono la loro credibilit e rendono
pi difficile quell'auspicata collaborazione con altri Paesi,
che  tanto necessaria nei nostri giorni per lo sviluppo
armonico di ogni popolo.
La preoccupazione per l'ecologia
25. " E Dio vide che era cosa buona " (Gn 1, 25). Queste parole
che leggiamo nel primo capitolo del libro della Genesi, offrono
il senso dell'opera da lui realizzata. Il Creatore affida
all'uomo, coronamento di tutto il processo creativo, la cura
della terra (cfr Gn 2, 15). Nascono da qui obblighi concreti
per ogni persona in ordine all'ecologia. Il loro adempimento
suppone l'apertura ad una prospettiva spirituale ed etica che
superi gli atteggiamenti e " gli stili di vita egoistici che
portano all'esaurimento delle risorse naturali ".
Anche in questo settore, oggi tanto attuale, l'intervento dei
credenti  quanto mai importante. E necessaria la
collaborazione di tutti gli uomini di buona volont con le
istanze legislative e di governo per conseguire una protezione
efficace dell'ambiente, considerato come dono di Dio. Quanti
abusi e danni ecologici anche in molte regioni americane! Basti
pensare all'incontrollata emissione di gas nocivi o al
drammatico fenomeno degli incendi forestali, provocati talvolta
intenzionalmente da persone mosse da interessi egoistici. Tali
devastazioni possono condurre ad una reale desertificazione in
non poche zone dell'America con le inevitabili conseguenze di
fame e di miseria. Il problema si pone, con speciale intensit,
nella foresta amazzonica, immenso territorio che interessa
varie nazioni: dal Brasile alla Guyana, al Suriname, al
Venezuela, alla Colombia, all'Ecuador, al Per ed alla
Bolivia. E uno degli spazi naturali pi apprezzati nel
mondo per la sua diversit biologica, che lo rende vitale per
l'equilibrio ambientale di tutto il pianeta.
CAPITOLO 3
CAMMINO DI CONVERSIONE
"Pentitevi dunque e cambiate vita " (At 3, 19)
Urgenza della chiamata alla conversione
26. "Il tempo  compiuto e il regno di Dio  vicino;
convertitevi e credete al Vangelo " (Mc 1, 15). Queste parole,
con le quali Ges diede inizio al suo ministero in Galilea,
continuamente risuonano alle orecchie di Vescovi, presbiteri,
diaconi, persone consacrate e fedeli laici di tutta l'America.
Come la recente celebrazione del quinto centenario dell'inizio
dell'evangelizzazione dell'America, cos anche la
commemorazione dei 2000 anni della nascita di Ges, il grande
Giubileo appunto che ci apprestiamo a celebrare, costituiscono
altrettanti richiami ad approfondire la propria vocazione
cristiana. La grandezza dell'evento dell'Incarnazione e la
gratitudine per il dono del primo annuncio del Vangelo in
America invitano a rispondere prontamente a Cristo con una pi
convinta conversione personale e, al tempo stesso, stimolano a
sempre pi generosa fedelt evangelica. L'esortazione di Cristo
a convertirsi trova eco in quella dell'Apostolo: " E ormai
tempo di svegliarvi dal sonno, perch la nostra salvezza  pi
vicina ora di quando diventammo credenti " (Rm 13, 11).
L'incontro con Ges vivo spinge alla conversione.
Nel Nuovo Testamento per parlare di conversione viene
utilizzata la parola metanoia, che significa cambiamento di
mentalit. Non si tratta solo di un diverso modo di pensare a
livello intellettuale, ma della revisione alla luce dei criteri
evangelici delle proprie convinzioni operative. San Paolo
parla, a questo proposito, di " fede che opera per mezzo della
carit " (Gal 5, 6). Per questo l'autentica conversione va
preparata e coltivata mediante la lettura orante della Sacra
Scrittura e la pratica dei sacramenti della Riconciliazione e
dell'Eucaristia. La conversione conduce alla comunione
fraterna, perch fa comprendere che Cristo  il capo della
Chiesa, suo mistico corpo; spinge alla solidariet, perch
rende consapevoli che quanto facciamo agli altri, specialmente
ai pi bisognosi,  rivolto a Cristo. Essa favorisce, pertanto,
una vita nuova, nella quale non vi sia separazione tra fede ed
opere nella quotidiana risposta all'universale chiamata alla
santit. Superare la frattura tra la fede e la vita 
indispensabile, perch si possa effettivamente parlare di
conversione. In presenza, infatti, di tale divisione, il
cristianesimo diventa soltanto nominale. Per essere vero
discepolo del Signore, il credente dev'essere testimone della
propria fede ed " il testimone rende la sua testimonianza non
solo con le parole, ma anche con la propria vita ".
Dobbiamo tener presenti le parole di Ges: " Non chiunque mi
dice: Signore, Signore, entrer nel regno dei cieli, ma colui
che fa la volont del Padre mio che  nei cieli " (Mt 7, 21).
L'apertura alla volont del Padre suppone una totale
disponibilit, che non escluda nemmeno il dono della vita: " La
massima testimonianza  il martirio ".
Dimensione sociale della conversione
27. La conversione non  per completa se manca la coscienza
delle esigenze della vita cristiana e se non ci si sforza di
realizzarle. A questo proposito i Padri sinodali hanno rilevato
che purtroppo " esistono grandi carenze di ordine personale e
comunitario riguardo sia ad una conversione pi profonda che
alle relazioni tra gli ambienti, le istituzioni e i gruppi
nella Chiesa ". " Chi non ama il proprio fratello che vede,
non pu amare Dio che non vede " (1 Gv 4, 20).
La carit fraterna implica attenzione a tutte le necessit del
prossimo. " Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il
suo fratello in necessit, gli chiude il proprio cuore, come
dimora in lui l'amore di Dio? " (1 Gv 3, 17). Per questo,
convertirsi al Vangelo per il popolo cristiano che vive in
America significa rivedere " tutti gli ambienti e le dimensioni
della vita, specialmente tutto ci che concerne l'ordine
sociale ed il conseguimento del bene comune ". In modo
speciale, occorrer " coltivare la crescente coscienza sociale
della dignit di ogni persona e, perci, promuovere nella
comunit la sensibilit al dovere di partecipare all'azione
politica secondo il Vangelo ". E chiaro infatti che anche
l'attivit in campo politico fa parte della vocazione e
dell'azione dei fedeli laici.
A questo proposito, tuttavia, si rivela di grande importanza,
soprattutto in una societ pluralistica, avere una giusta
visione dei rapporti tra la comunit politica e la Chiesa ed
una chiara distinzione tra le azioni che i fedeli,
individualmente o in gruppo, compiono in proprio nome, come
cittadini, guidati dalla coscienza cristiana, e le azioni che
essi compiono in nome della Chiesa in comunione con i loro
Pastori. La Chiesa, che, in ragione del suo ufficio e della sua
competenza, in nessuna maniera si confonde con la comunit
politica e non  legata ad alcun sistema politico,  insieme il
segno e la salvaguardia del carattere trascendente della
persona umana.
Conversione permanente
28. La conversione quaggi  traguardo mai pienamente
raggiunto: nel cammino che il discepolo  chiamato a percorrere
sulle orme di Ges, essa  impegno che investe tutta la vita.
D'altro canto, mentre siamo in questo mondo, il nostro
proposito di conversione  sempre insidiato dalle tentazioni.
Dal momento che " nessuno pu servire a due padroni " (Mt 6,
24), il cambiamento di mentalit (metanoia) consiste nello
sforzo di assimilare i valori evangelici, che contrastano con
le tendenze dominanti nel mondo. E necessario, pertanto,
rinnovare costantemente " l'incontro con Ges Cristo vivo ",
via questa che, come hanno messo in luce i Padri sinodali, " ci
conduce alla conversione permanente ".
La chiamata universale alla conversione acquista sfumature
particolari per la Chiesa che  in America, impegnata anch'essa
nel rinnovamento della propria fede. I Padri sinodali hanno
cos formulato quest'impegno concreto ed esigente: " Questa
conversione esige specialmente da noi Vescovi un'autentica
identificazione con lo stile personale di Ges Cristo, che ci
conduce alla semplicit, alla povert, al farci prossimo, alla
rinuncia ai vantaggi, affinch, come Lui, senza riporre la
nostra fiducia nei mezzi umani, traiamo dalla forza dello
Spirito e dalla Parola tutta l'efficacia del Vangelo, rimanendo
aperti anzitutto a quanti sono maggiormente lontani ed esclusi". 
Per essere Pastori secondo il cuore di Dio (cfr Ger 3,
15),  indispensabile assumere un modo di vivere che assimili a
Colui che disse di se stesso: " Io sono il buon pastore " (Gv
10, 11), e che san Paolo pone in evidenza quando scrive: "
Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo " (1 Cor 11, 1).
Guidati dallo Spirito Santo verso un nuovo stile di vita
29. La proposta di un nuovo stile di vita non  solo per i
Pastori, bens per tutti i cristiani che vivono in America. Ad
essi viene chiesto di approfondire e fare propria l'autentica
spiritualit cristiana. " In effetti, col termine spiritualit
si intende uno stile o una forma di vita secondo le esigenze
cristiane. Spiritualit  "vita in Cristo" e "nello Spirito",
che si accetta nella fede, si esprime nell'amore e, animata di
speranza, si traduce nel quotidiano della comunit ecclesiale".
In questo senso, per spiritualit, che  la meta a cui
conduce la conversione, si intende non " una parte della vita,
bens la vita intera guidata dallo Spirito Santo ". Tra gli
elementi di spiritualit che ogni cristiano deve fare propri,
spicca la preghiera. Essa lo " condurr a poco a poco ad
acquisire uno sguardo contemplativo sulla realt, che gli
permetter di riconoscere Dio in ogni momento e in ogni cosa;
di contemplarlo in ogni persona; di cercare la sua volont
negli avvenimenti ".
La preghiera sia personale che liturgica  dovere di ogni
cristiano. " Ges Cristo, vangelo del Padre, ci avverte che
senza di Lui non possiamo far nulla (cfr Gv 15, 5). Egli
stesso, nei momenti decisivi della sua vita, prima di agire, si
ritirava in un luogo solitario per dedicarsi alla preghiera ed
alla contemplazione, e domand agli Apostoli che facessero
altrettanto ". Ai suoi discepoli, senza eccezioni, egli
ricorda: " Entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il
Padre tuo nel segreto " (Mt 6, 6). Questa intensa vita di
preghiera dev'essere adattata alle capacit e condizioni di
ogni cristiano, cos che ciascuno nelle diverse situazioni
della vita possa attingere " alla fonte del suo incontro con
Cristo per abbeverarsi all'unico Spirito (cfr 1 Cor 12, 13)".
In questo senso, la dimensione contemplativa non  un
privilegio riservato a pochi; al contrario nelle parrocchie,
nelle comunit e all'interno dei movimenti va promossa una
spiritualit aperta e orientata alla contemplazione delle
verit fondamentali della fede: i misteri della Trinit,
dell'Incarnazione del Verbo, della Redenzione degli uomini, e
le altre grandi opere salvifiche di Dio.
Gli uomini e le donne dediti esclusivamente alla contemplazione
svolgono una missione fondamentale nella Chiesa che  in
America. Essi costituiscono, secondo l'espressione del Concilio
Vaticano II, " una gloria per la Chiesa e una sorgente di
grazie celesti ". Per questo, i monasteri disseminati in
ogni parte del Continente devono essere " oggetto di speciale
amore da parte dei Pastori, i quali siano pienamente persuasi
che le anime dedite alla vita contemplativa ottengono
abbondanza di grazia, mediante la preghiera, la penitenza e la
contemplazione, a cui consacrano la vita. I contemplativi
devono esser consapevoli che sono inseriti nella missione della
Chiesa nel tempo presente e che, con la testimonianza della
propria vita, cooperano al bene spirituale dei fedeli
aiutandoli a cercare il volto di Dio nell'esistenza quotidiana ".
La spiritualit cristiana si alimenta anzitutto di costante
vita sacramentale, essendo i Sacramenti radice e fonte
inesauribile della grazia di Dio necessaria per sostenere il
credente nel suo pellegrinaggio terreno. Tale vita dev'essere
integrata con i valori della piet popolare, valori che a loro
volta risulteranno arricchiti dalla pratica sacramentale ed
affrancati dal pericolo di degenerare inconsuetudini
ripetitive. Va inoltre notato che questa spiritualit non si
contrappone alla dimensione sociale dell'impegno cristiano. Al
contrario, attraverso un cammino di preghiera il credente si
rende pi cosciente delle esigenze del Vangelo e dei suoi
doveri nei confronti dei fratelli, ottenendo la forza della
grazia indispensabile per perseverare nel bene. Per maturare
spiritualmente, il cristiano far bene a ricorrere al consiglio
dei sacri ministri o di altre persone esperte in questo campo
mediante la direzione spirituale, pratica tradizionalmente
presente nella Chiesa. I Padri sinodali hanno creduto
necessario raccomandare ai sacerdoti questo ministero tanto importante.
Vocazione universale alla santit
30. " Siate santi, perch io, il Signore, Dio vostro, sono
santo " (Lv 19, 2). L'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi
per l'America ha voluto ricordare con vigore a tutti i
cristiani l'importanza della dottrina della universale
vocazione alla santit nella Chiesa. Si tratta di uno dei
punti centrali della Costituzione dogmatica sulla Chiesa del
Concilio Vaticano secondo. La santit  la meta del cammino di
conversione, poich essa " non  fine a se stessa, bens
itinerario verso Dio, che  santo. Essere santi  imitare Dio e
glorificare il suo nome nelle opere che realizziamo nella
nostra vita (cfr Mt 5, 16) ". Nel cammino della santit,
Ges Cristo  il punto di riferimento e il modello da imitare:
Egli  " il Santo di Dio e fu riconosciuto come tale (cfr Mc 1,
24). E Lui stesso ad insegnarci che il cuore della santit 
l'amore, che conduce anche a dare la vita per gli altri (cfr Gv
15, 13). Per questo, imitare la santit di Dio, cos come si 
manifestato in Ges Cristo, suo Figlio, non  altro che
prolungare il suo amore nella storia, specialmente nei
confronti dei poveri, dei malati, degli indigenti (cfr Lc 10, 25 seguenti)".
Ges, unica via alla santit
31. " Io sono la Via, la Verit e la Vita " (Gv 14, 6). Con
queste parole, Ges si presenta come l'unica via che conduce
alla santit. Ma la conoscenza concreta di tale itinerario
avviene principalmente mediante la Parola di Dio che la Chiesa
proclama con la sua predicazione. Per questo, la Chiesa in
America " deve assegnare una chiara priorit alla riflessione
orante sulla Sacra Scrittura, da parte di tutti i fedeli ".
Questa lettura della Bibbia, accompagnata dalla preghiera, 
nota nella tradizione della Chiesa con il nome di Lectio
divina, pratica da incoraggiare fra tutti i cristiani. Per i
presbiteri, essa deve costituire un elemento fondamentale nella
preparazione delle loro omelie, specialmente di quelle domenicali.
Penitenza e riconciliazione
32. La conversione (metanoia), a cui ogni essere umano 
chiamato, porta ad accettare e fare propria la nuova mentalit
proposta dal Vangelo. Questo chiede l'abbandono del modo di
pensare e di agire mondano, che tante volte condiziona
pesantemente l'esistenza. Come ricorda la Sacra Scrittura, 
necessario che muoia l'uomo vecchio e nasca l'uomo nuovo, cio,
che tutto l'essere umano si rinnovi " per una piena conoscenza,
ad immagine del suo Creatore " (Col 3, 10). In tale cammino di
conversione e di ricerca della santit " si devono raccomandare
i mezzi ascetici da sempre presenti nella prassi della Chiesa,
che culminano nel Sacramento del perdono, ricevuto e celebrato
con le debite disposizioni ". Solo chi  riconciliato con
Dio  protagonista di autentica riconciliazione con e tra i fratelli.
L'attuale crisi del sacramento della Penitenza, da cui non 
esente la Chiesa che  in America e circa la quale ho espresso
la mia preoccupazione fin dall'inizio del mio Pontificato,
potr essere superata grazie anche ad un'azione pastorale
assidua e paziente.
Al riguardo, i Padri sinodali chiedono giustamente " che i
sacerdoti dedichino il debito tempo alla celebrazione del
sacramento della Penitenza, ed invitino con insistenza e con
forza i fedeli a riceverlo, senza che i Pastori trascurino la
loro frequente confessione personale ". I Vescovi ed i
sacerdoti sperimentano personalmente il misterioso incontro con
Cristo che perdona nel sacramento della Penitenza e sono del
suo amore misericordioso testimoni privilegiati.
La Chiesa cattolica, che abbraccia uomini e donne " di ogni
nazione, razza, popolo e lingua " (Ap 7, 9),  chiamata ad
essere, " in un mondo segnato da divisioni ideologiche,
etniche, economiche e culturali ", il " segno vivo dell'unit
della famiglia umana ". L'America, sia nella complessa
realt delle singole Nazioni e nella variet dei diversi gruppi
etnici, sia nei tratti caratterizzanti l'intero Continente,
presenta molte differenze che non vanno ignorate ed alle quali
 doveroso prestare attenzione. Grazie ad un'efficace opera di
integrazione tra i membri del Popolo di Dio all'interno d'ogni
Paese e tra i membri delle Chiese particolari delle diverse
Nazioni, le differenze di oggi potranno essere fonte di mutuo
arricchimento. Come affermano giustamente i Padri sinodali, " 
di grande importanza che la Chiesa in tutta l'America sia segno
vivo di una comunione riconciliata, appello permanente alla
solidariet, testimonianza sempre presente nei nostri diversi
sistemi politici, economici e sociali ". Ecco un
significativo contributo che i credenti possono offrire
all'unit del Continente americano.
CAPITOLO 4
VIA ALLA COMUNIONE
"Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una 
cosa sola" (Gv 17, 21)
La Chiesa, sacramento di comunione
33. " Davanti ad un mondo diviso e desideroso di unit 
necessario proclamare con gioia e fermezza di fede che Dio 
comunione, Padre, Figlio e Spirito Santo, unit nella
distinzione, il quale chiama tutti gli uomini a partecipare
alla medesima comunione trinitaria. E necessario proclamare che
questa comunione  il progetto magnifico di Dio (Padre); che
Ges Cristo, fattosi uomo,  il centro di questa stessa
comunione, e che lo Spirito Santo opera costantemente per
creare la comunione e restaurarla quando si  rotta. E
necessario proclamare che la Chiesa  segno e strumento della
comunione voluta da Dio, iniziata nel tempo e destinata alla
perfezione nella pienezza del Regno ". La Chiesa  segno di
comunione perch i suoi membri, come i tralci, sono partecipi
della stessa vita di Cristo, la vera vite (cfr Gv 15, 5). In
effetti, mediante la comunione con Cristo, Capo del Corpo
mistico, entriamo in comunione viva con tutti i credenti.
Questa comunione, esistente nella Chiesa ed essenziale alla sua
natura, deve manifestarsi attraverso segni concreti, " come
potrebbero essere: la preghiera in comune gli uni per gli
altri, l'impulso alle relazioni tra le Conferenze Episcopali, i
legami tra Vescovo e Vescovo, le relazioni di fraternit tra le
diocesi e le parrocchie, e la mutua comunicazione tra operatori
pastorali per attivit missionarie specifiche ". Essa
chiede di conservare il deposito della fede nella sua purezza
ed integrit, nonch l'unit dell'intero Collegio dei Vescovi
sotto l'autorit del Successore di Pietro. In tale contesto, i
Padri sinodali hanno rilevato che " il rafforzamento del
ministero petrino  fondamentale per la preservazione
dell'unit della Chiesa ", e che " il pieno esercizio del
primato di Pietro  fondamentale per l'identit e la vitalit
della Chiesa in America ".  Per mandato del Signore, a
Pietro ed ai suoi Successori appartiene il compito di
confermare nella fede i fratelli (cfr Lc 22, 32) e di pascere
l'intero gregge di Cristo (cfr Gv 21, 15-17). Cos pure, il
Successore del principe degli Apostoli  chiamato ad essere la
pietra sulla quale la Chiesa  edificata, ed a esercitare il
ministero derivante dall'essere egli depositario delle chiavi
del Regno (cfr Mt 16, 18-19). Il Vicario di Cristo , infatti,
" il perpetuo principio di (...) unit e il fondamento visibile " 
della Chiesa. 
Iniziazione cristiana e comunione
34. La comunione di vita nella Chiesa si ottiene mediante i
sacramenti dell'iniziazione cristiana: Battesimo, Confermazione
ed Eucaristia. Il Battesimo  " la porta d'ingresso alla vita
spirituale; per mezzo di esso diventiamo membra del Cristo ed
entriamo a far parte del corpo della Chiesa ".  I
battezzati, ricevendo la Confermazione, " vengono vincolati pi
perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale
forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono pi
strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola
e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo ". 
L'itinerario dell'iniziazione cristiana raggiunge il suo
perfezionamento ed il suo culmine con l'Eucaristia, per la
quale il battezzato si inserisce pienamente nel Corpo di Cristo. 
" Questi sacramenti sono un'eccellente opportunit per una
buona evangelizzazione e catechesi, quando la loro preparazione
 affidata ad operatori dotati di fede e competenza ". 
Bench nelle diverse Diocesi dell'America vi sia stato un
innegabile progresso nella preparazione ai Sacramenti
dell'iniziazione cristiana, i Padri sinodali hanno tuttavia
lamentato che " sono molti coloro che li ricevono senza la
sufficiente formazione ".  Nel caso poi del Battesimo di
bambini, non si deve omettere uno sforzo catechistico nei
confronti dei genitori e dei padrini.
L'Eucaristia, centro di comunione con Dio e con i fratelli
35. La realt dell'Eucaristia non si esaurisce nel fatto di
essere il Sacramento in cui culmina l'iniziazione cristiana.
Mentre il Battesimo e la Confermazione hanno la funzione di
iniziare ed introdurre alla vita propria della Chiesa, e non
sono reiterabili,  l'Eucaristia costituisce il centro vivo
permanente intorno al quale si raduna l'intera comunit
ecclesiale. I diversi aspetti di questo Sacramento ne
mostrano l'inesauribile ricchezza: esso , al tempo stesso,
Sacramento-sacrificio, Sacramento-comunione, Sacramento-presenza. 
L'Eucaristia  il luogo privilegiato per l'incontro con Cristo
vivo. Per questo, i Pastori del Popolo di Dio in America,
mediante la predicazione e la catechesi, devono sforzarsi di "
dare alla celebrazione eucaristica domenicale una nuova forza,
come fonte e culmine della vita della Chiesa, garanzia della
comunione nel Corpo di Cristo e invito alla solidariet come
espressione del mandato del Signore: "Come io vi ho amato, cos
amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13, 34) ".  Come
suggeriscono i Padri sinodali, tale sforzo deve tener conto di
varie dimensioni fondamentali. Anzitutto,  necessario
risvegliare nei fedeli la consapevolezza che l'Eucaristia  un
immenso dono: ci li porter a fare il possibile per
parteciparvi in modo attivo e degno almeno la domenica e i
giorni di festa. Al tempo stesso, devono essere incoraggiati "
gli sforzi dei sacerdoti per facilitare questa partecipazione e
renderla possibile alle comunit pi lontane ".  Occorre
richiamare ai fedeli che " la partecipazione piena, cosciente
ed attiva, bench essenzialmente distinta dall'ufficio del
sacerdote ordinato,  un'attuazione del sacerdozio comune
ricevuto nel Battesimo ". 
La necessit che i fedeli partecipino all'Eucaristia e le
difficolt connesse con la scarsit di sacerdoti sottolineano
l'urgenza di promuovere le vocazioni sacerdotali.  Occorre
pure ricordare a tutta la Chiesa in America " il legame
esistente tra l'Eucaristia e la carit ",  legame che la
Chiesa primitiva esprimeva unendo l'agape con la Cena
eucaristica.  La partecipazione all'Eucaristia deve
condurre ad un'azione caritativa pi intensa, come frutto della
grazia ricevuta in questo sacramento.
I Vescovi, promotori di comunione
36. La comunione nella Chiesa, proprio perch segno di vita,
deve crescere continuamente. Di conseguenza, i Vescovi,
ricordando che " singolarmente presi, sono il principio
visibile e il fondamento dell'unit nelle loro Chiese
particolari ",  non possono non sentirsi impegnati a
promuovere la comunione nelle loro Diocesi, perch pi efficace
risulti lo sforzo per la nuova evangelizzazione in America. La
tensione comunitaria risulta favorita dagli organismi previsti
dal Concilio Vaticano II a sostegno dell'attivit del Vescovo
diocesano, organismi che la legislazione post-conciliare ha pi
dettagliatamente definito.  " Spetta al Vescovo, con la
cooperazione di sacerdoti, diaconi, consacrati e laici (...),
realizzare un piano di azione pastorale coordinata, che sia
organico e partecipato e che raggiunga tutti i membri della
Chiesa e susciti la loro coscienza missionaria ". )
Ogni Ordinario non mancher di promuovere nei sacerdoti e nei
fedeli la consapevolezza che la Diocesi  l'espressione
visibile della comunione ecclesiale, che si forma alla mensa
della Parola e dell'Eucaristia intorno al Vescovo, unito con il
Collegio episcopale e sotto il suo Capo, il Romano Pontefice.
Essa, in quanto Chiesa particolare, ha il mandato di iniziare
ed incrementare l'incontro di tutti i membri del Popolo di Dio
con Ges Cristo,  nel rispetto e nella promozione di
quella pluralit e di quella diversificazione che non
ostacolano l'unit, ma le conferiscono il carattere di
comunione.  Lo spirito di partecipazione e di
corresponsabilit nella vita degli organismi diocesani sar
certamente favorito da una conoscenza pi approfondita della
natura della Chiesa particolare. 
Una comunione pi intensa tra le Chiese particolari
37. L'Assemblea Speciale per l'America del Sinodo dei Vescovi,
la prima nella storia ad aver riunito Vescovi di tutto il
Continente,  stata da tutti percepita come una grazia speciale
del Signore alla Chiesa pellegrina in America. Essa ha
rafforzato la comunione che deve esistere tra le Comunit
ecclesiali del Continente, facendo percepire a tutti l'urgenza
di incrementarla ulteriormente. Le esperienze di comunione
episcopale, frequenti soprattutto dopo il Concilio Vaticano II
per il consolidarsi e il diffondersi delle Conferenze
Episcopali, sono da intendersi come incontri con Cristo vivo,
presente nei fratelli riuniti nel suo nome (cfr Mt 18, 20).
L'esperienza sinodale ha mostrato altres le ricchezze di una
comunione che si estende oltre gli ambiti della singola
Conferenza Episcopale. Bench gi esistano forme di dialogo che
superano tali confini, i Padri sinodali hanno sottolineato
l'opportunit di intensificare le riunioni interamericane, gi
promosse dalle Conferenze Episcopali delle diverse Nazioni
americane, come espressione di solidariet effettiva e come
luogo di incontro e di studio delle comuni sfide
all'evangelizzazione in America. Sar ugualmente
opportuno definire con esattezza il carattere di tali incontri,
in modo che siano, sempre pi, espressione di comunione tra
tutti i Pastori. Oltre a queste riunioni pi ampie, pu essere
utile, quando le circostanze lo richiedano, creare commissioni
specifiche per approfondire i temi comuni che riguardano tutta
l'America. Settori nei quali sembra particolarmente necessario
" che si dia impulso alla cooperazione sono le mutue
comunicazioni pastorali, la cooperazione missionaria,
l'educazione, le migrazioni, l'ecumenismo ". 
I Vescovi, ai quali incombe il dovere di promuovere la
comunione tra le loro Chiese particolari, non mancheranno di
stimolare i fedeli a vivere in misura crescente la dimensione
comunitaria, assumendosi " la responsabilit di sviluppare i
vincoli di comunione con le Chiese locali in altre zone
dell'America mediante l'educazione, la mutua comunicazione,
l'unione fraterna tra parrocchie e diocesi, progetti di
cooperazione e di prevenzione comune in temi di maggiore
importanza, soprattutto in quelli che riguardano i poveri ".
Comunione fraterna con le Chiese cattoliche orientali
38. Il recente fenomeno dell'impiantarsi e dello svilupparsi in
America di Chiese particolari cattoliche orientali, dotate di
gerarchia propria,  stato oggetto di speciale attenzione da
parte di alcuni Padri sinodali. Un sincero desiderio di
abbracciare cordialmente ed efficacemente questi fratelli nella
fede e nella comunione gerarchica sotto il Successore di
Pietro, ha condotto l'Assemblea sinodale a proporre iniziative
concrete di aiuto fraterno da parte delle Chiese particolari
latine nei confronti di quelle cattoliche orientali presenti
nel Continente. Cos, per esempio,  stata avanzata l'ipotesi
che sacerdoti di rito latino, soprattutto se di origine
orientale, possano offrire la loro cooperazione liturgica alle
comunit orientali, sprovviste di un numero sufficiente di
presbiteri. Ugualmente per gli edifici sacri, i fedeli
orientali potranno utilizzare, nei casi in cui ci apparir
conveniente, le chiese di rito latino.
In questo spirito di comunione meritano di essere considerate
varie proposte dei Padri sinodali: che, l dove  necessario,
si dia vita, nelle Conferenze Episcopali nazionali e negli
organismi internazionali di cooperazione episcopale, ad una
commissione mista incaricata di studiare i problemi pastorali
comuni; che la catechesi e la formazione teologica per i laici
ed i seminaristi della Chiesa latina includano la conoscenza
della tradizione viva dell'Oriente cristiano; che i Vescovi
delle Chiese cattoliche orientali partecipino alle Conferenze
Episcopali latine delle rispettive Nazioni. Non c'
dubbio che questa cooperazione fraterna, mentre offrir un
aiuto prezioso alle Chiese orientali, di recente fondazione in
America, permetter alle Chiese particolari latine di
arricchirsi con il patrimonio spirituale della tradizione
dell'Oriente cristiano.
Il presbiterio come segno di unit
39. " Come membro di una Chiesa particolare, ogni sacerdote
dev'essere segno di comunione con il Vescovo essendo suo
immediato collaboratore, unito ai suoi fratelli nel
presbiterio. Con carit pastorale esercita il suo ministero,
principalmente nella comunit che gli  stata affidata, e la
conduce all'incontro con Cristo Buon Pastore. La sua vocazione
richiede che egli sia segno di unit. Per questo deve evitare
qualunque partecipazione all'attivit politica di tipo
partitico, che dividerebbe la comunit ".  E auspicio dei
Padri sinodali che " si sviluppi un'azione pastorale a favore
del clero diocesano, che renda pi solida la sua spiritualit,
la sua missione e la sua identit, il cui centro consiste nella
sequela di Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, sempre teso al
compimento della volont del Padre. Egli  il modello della
dedizione generosa, della vita austera e del servizio fino alla
morte. Il sacerdote sia cosciente del fatto che, in forza del
sacramento dell'Ordine,  portatore di grazia, che distribuisce
ai fratelli nei sacramenti. Egli stesso si santifica
nell'esercizio del ministero ". 
Immenso  il campo in cui si svolge l'azione dei sacerdoti.
Conviene, pertanto, " che essi pongano al centro della loro
attivit ci che  essenziale per il ministero: lasciarsi
configurare a Cristo Capo e Pastore, fonte della carit
pastorale, offrendo se stessi quotidianamente con Cristo
nell'Eucaristia, per aiutare i fedeli a vivere l'incontro
personale e comunitario con Ges Cristo vivo ".  Come
testimoni e discepoli di Cristo misericordioso, essi sono
chiamati a farsi strumenti di perdono e di riconciliazione,
impegnandosi generosamente al servizio dei fedeli secondo lo
spirito del Vangelo.
I presbiteri, in quanto pastori del Popolo di Dio in America,
devono inoltre essere attenti alle sfide del mondo attuale e
sensibili ai problemi e alle speranze della loro gente,
condividendone le vicissitudini e, soprattutto, assumendo un
atteggiamento di solidariet con i poveri. Avranno cura di
discernere i carismi e le qualit dei fedeli capaci di
contribuire all'animazione della comunit, ascoltandoli e
dialogando con essi, per stimolarne cos la partecipazione e la
corresponsabilit. Questo favorir una migliore distribuzione
dei compiti, permettendo loro di " dedicarsi a ci che  pi
strettamente connesso con l'incontro e l'annuncio di Ges
Cristo, cos da rappresentare al meglio, in seno alla comunit,
la presenza di Ges che raduna il suo popolo ". 
Quest'opera di discernimento dei carismi s'estender anche alla
valorizzazione di quei sacerdoti che appaiono atti a compiere
particolari ministeri. A tutti i sacerdoti, peraltro, si chiede
di prestare il loro aiuto fraterno nel presbiterio e di
ricorrere ad esso con fiducia in caso di bisogno.
Di fronte alla splendida realt di tanti sacerdoti in America
che, con la grazia di Dio, si sforzano di far fronte ad una
mole di lavoro veramente notevole, faccio mio il desiderio dei
Padri sinodali di riconoscere e lodare il loro " infaticabile
impegno di pastori, evangelizzatori e animatori della comunione
ecclesiale, esprimendo loro gratitudine ed incoraggiandoli a
continuare ad offrire la loro vita al servizio del Vangelo ".
Promuovere la pastorale vocazionale
40. Il ruolo indispensabile del sacerdote in seno alla comunit
deve render consapevoli tutti i figli della Chiesa in America
dell'importanza della pastorale vocazionale. Il Continente
americano possiede una giovent numerosa, ricca di valori umani
e religiosi. Per questo, occorre coltivare gli ambienti in cui
nascono le vocazioni al sacerdozio ed alla vita consacrata, e
invitare le famiglie cristiane ad aiutare i figli qualora si
sentano chiamati a seguire tale cammino.  In effetti, le
vocazioni " sono un dono di Dio " e " nascono nelle comunit di
fede, anzitutto nella famiglia, nella parrocchia, nelle scuole
cattoliche e in altre organizzazioni della Chiesa. I Vescovi e
i presbiteri hanno la speciale responsabilit di stimolare tali
vocazioni mediante l'invito personale, e principalmente con la
testimonianza di una vita di fedelt, gioia, entusiasmo e
santit. La responsabilit di promuovere vocazioni al
sacerdozio compete a tutto il Popolo di Dio e trova il suo
principale compimento nella preghiera costante e umile per le
vocazioni ". 
I seminari, quali luoghi di accoglienza e di formazione dei
chiamati al sacerdozio, devono preparare i futuri ministri
della Chiesa a vivere " in una solida spiritualit di comunione
con Cristo Pastore e di docilit all'azione dello Spirito, che
li render capaci in modo speciale di discernere le attese del
Popolo di Dio e i diversi carismi, e di lavorare insieme ".
Per questo, nei seminari " si deve insistere specialmente
sulla formazione specificamente spirituale, in modo che con la
costante conversione, l'atteggiamento di preghiera,
l'accostamento ai sacramenti dell'Eucaristia e della Penitenza,
i candidati si formino all'incontro con il Signore e si
preoccupino di fortificarsi per il generoso impegno pastorale". 
I formatori abbiano cura di accompagnare e guidare i
seminaristi verso una maturit affettiva che li renda atti ad
abbracciare il celibato sacerdotale e capaci di vivere in
comunione con i confratelli nella vocazione sacerdotale.
Inoltre, promuovano in essi la capacit di osservazione critica
della realt circostante, cos che siano in grado di discernere
valori e disvalori, essendo questo un requisito indispensabile
per stabilire un dialogo costruttivo con il mondo di oggi.
Particolare attenzione sar riservata alle vocazioni sbocciate
tra gli indigeni: occorre curare una formazione inculturata nel
loro ambiente. Questi candidati al sacerdozio, mentre ricevono
l'adeguata formazione teologica e spirituale per il loro futuro
ministero, non devono smarrire le radici che hanno nella loro cultura. 
I Padri sinodali hanno poi voluto ringraziare e benedire tutti
coloro che consacrano la vita alla formazione dei futuri
presbiteri nei seminari. Hanno pure invitato i Vescovi a
destinare a tale compito i sacerdoti pi adatti, dopo averli
preparati mediante una formazione specifica atta ad abilitarli
ad una missione cos delicata. 
Rinnovare l'istituzione parrocchiale
41. La parrocchia  un luogo privilegiato in cui  possibile
per i fedeli fare l'esperienza concreta della Chiesa. 
Oggi, in America come altrove nel mondo, la parrocchia
attraversa talora alcune difficolt nello svolgimento della
propria missione. Essa ha bisogno di un rinnovamento continuo
partendo dal principio fondamentale che " la parrocchia deve
continuare ad essere primariamente comunit eucaristica ".
Tale principio implica che " le parrocchie sono chiamate
ad essere accoglienti e solidali, luogo dell'iniziazione
cristiana, dell'educazione e della celebrazione della fede,
aperte alla variet di carismi, servizi e ministeri,
organizzate in modo comunitario e responsabile, capaci di
coinvolgere i movimenti di apostolato gi esistenti, attente
alla diversit culturale degli abitanti, aperte ai progetti
pastorali e sovraparrocchiali ed alle realt circostanti ".
Una speciale attenzione meritano, per le loro problematiche
specifiche, le parrocchie nei grandi agglomerati urbani, dove
le difficolt sono cos grandi che le normali strutture
pastorali risultano inadeguate e le possibilit di azione
apostolica notevolmente ridotte. L'istituzione parrocchiale,
tuttavia, conserva la sua importanza e va mantenuta. Per
ottenere questo obiettivo, occorre " continuare la ricerca di
mezzi con i quali la parrocchia e le sue strutture pastorali
giungano ad essere pi efficaci nelle zone urbane ".  Una
via di rinnovamento parrocchiale, particolarmente urgente nelle
parrocchie delle grandi citt, si pu forse trovare
considerando la parrocchia come comunit di comunit e di
movimenti.  Appare perci opportuno il formarsi di
comunit e di gruppi ecclesiali di dimensione tale da
permettere vere relazioni umane: ci consentir di vivere pi
intensamente la comunione, avendo cura di coltivarla non solo "
ad intra ", ma anche con la comunit parrocchiale alla quale
tali raggruppamenti appartengono, e con l'intera Chiesa
diocesana e universale. Sar inoltre pi facile, all'interno di
un simile contesto umano, raccogliersi in ascolto della Parola
di Dio, per riflettere alla sua luce sui vari problemi umani, e
maturare scelte responsabili ispirate all'amore universale di
Cristo. L'istituzione parrocchiale cos rinnovata " pu
suscitare una grande speranza. Pu formare la gente in
comunit, offrire aiuto alla vita familiare, superare la
condizione di anonimato, accogliere le persone e aiutarle ad
inserirsi nell'ambito del vicinato e della societ ".  In
tal modo, ogni parrocchia oggi, e particolarmente quelle
operanti nelle citt, potr promuovere un'evangelizzazione pi
personale, e al tempo stesso incrementare le relazioni positive
con gli altri operatori sociali, educativi e comunitari. 
Inoltre, " questo tipo di parrocchia rinnovata richiede una
figura di pastore che, anzitutto, coltivi una profonda
esperienza di Cristo vivo, spirito missionario, cuore paterno,
sia animatore della vita spirituale ed evangelizzatore capace
di promuovere la partecipazione. La parrocchia rinnovata ha
bisogno della collaborazione dei laici, di un animatore
dell'attivit pastorale e della capacit del pastore di
lavorare con gli altri. Le parrocchie in America debbono
segnalarsi per lo spirito missionario, che le spinga ad
estendere la loro azione ai lontani ". 
I diaconi permanenti
42. Per seri motivi pastorali e teologici, il Concilio Vaticano
II ha deciso di ristabilire il diaconato come grado permanente
della gerarchia nella Chiesa latina, lasciando alle Conferenze
Episcopali, con l'approvazione del Sommo Pontefice, di valutare
l'opportunit di istituire i diaconi permanenti e in quali
luoghi. Si tratta di un'esperienza assai varia non solo
tra le diverse zone dell'America, ma addirittura tra le diocesi
di una medesima regione. " Alcune diocesi hanno formato e
ordinato non pochi diaconi, e sono pienamente soddisfatte della
loro integrazione e del loro ministero ". Qui si vede con
gioia come i diaconi, " sostenuti dalla grazia sacramentale,
nel ministero (diaconia) della liturgia, della parola e della
carit sono al servizio del Popolo di Dio, in comunione col
Vescovo e il suo presbiterio ". Altre diocesi non hanno
intrapreso questo cammino, mentre altrove esistono difficolt
nell'integrazione dei diaconi permanenti all'interno della
struttura gerarchica.
Fatta salva la libert delle Chiese particolari di ristabilire,
consentendolo il Sommo Pontefice, il diaconato come grado
permanente,  chiaro che il buon esito di tale ripristino
implica un diligente processo di selezione, una formazione
seria ed un'attenzione scrupolosa ai candidati, come pure un
sollecito accompagnamento non solo di questi sacri ministri,
ma, nel caso dei diaconi sposati, anche della loro famiglia,
della loro moglie e dei loro figli. 
La vita consacrata
43. La storia dell'evangelizzazione in America costituisce
un'eloquente testimonianza dello sforzo missionario compiuto da
tante persone consacrate, che, fin dall'inizio, hanno
annunciato il Vangelo, hanno difeso i diritti degli indigeni e,
con amore eroico a Cristo, si sono dedicati al servizio del
Popolo di Dio nel Continente.  L'apporto delle persone
consacrate all'annuncio del Vangelo in America continua ad
essere di enorme importanza; si tratta di un apporto
differenziato secondo i carismi propri di ogni gruppo: " gli
Istituti di vita contemplativa che testimoniano l'assoluto di
Dio, gli Istituti apostolici e missionari che rendono presente
Cristo nei pi svariati campi dell'esistenza umana, gli
Istituti secolari che aiutano a risolvere la tensione tra
apertura reale ai valori del mondo moderno e profonda offerta
del cuore a Dio. Nascono inoltre nuovi Istituti e nuove forme
di vita consacrata, che richiedono discernimento evangelico ".
Poich " il futuro della nuova evangelizzazione (...) 
impensabile senza un rinnovato contributo delle donne,
specialmente delle donne consacrate ",   urgente
favorirne la partecipazione in vari settori della vita
ecclesiale, inclusi i processi nei quali si elaborano le
decisioni, soprattutto in ci che le riguarda direttamente.
" Anche oggi la testimonianza della vita pienamente consacrata
a Dio  un'eloquente proclamazione del fatto che Egli basta a
dare pienezza all'esistenza di qualunque persona ". 
Questa consacrazione al Signore deve prolungarsi nel generoso
servizio alla diffusione del Regno di Dio. Per tale ragione,
alle soglie del terzo millennio occorre far s " che la vita
consacrata sia maggiormente stimata e promossa da Vescovi,
sacerdoti, e comunit cristiane, e che i consacrati,
consapevoli della gioia e della responsabilit della loro
vocazione, si integrino pienamente nella Chiesa particolare
alla quale appartengono e promuovano la comunione e la mutua
collaborazione ". 
I fedeli laici e il rinnovamento della Chiesa
44. " La dottrina del Concilio Vaticano II sull'unit della
Chiesa, come Popolo di Dio radunato nell'unit del Padre e del
Figlio e dello Spirito Santo, sottolinea che sono comuni alla
dignit di tutti i battezzati l'imitazione e la sequela di
Cristo, la comunione reciproca ed il mandato missionario ".
E necessario, pertanto, che i fedeli laici siano
consapevoli della loro dignit di battezzati. Da parte loro, i
Pastori abbiano profonda stima " della testimonianza e
dell'azione evangelizzatrice dei laici che, inseriti nel Popolo
di Dio con spiritualit di comunione, conducono i fratelli
all'incontro con Ges Cristo vivo. Il rinnovamento della Chiesa
in America non sar possibile senza la presenza attiva dei
laici. Per questo, appartiene in gran parte ad essi la
responsabilit per il futuro della Chiesa ". 
Due sono gli ambiti in cui si realizza la vocazione dei fedeli
laici. Il primo, e pi proprio del loro stato laicale,  quello
delle realt temporali, che sono chiamati ad ordinare secondo
la volont di Dio. Infatti, " col loro peculiare modo di
agire, il Vangelo  portato dentro le strutture del mondo e
"operando santamente dappertutto consacrano a Dio il mondo
stesso" ".  Grazie ai fedeli laici, " la presenza e la
missione della Chiesa nel mondo si realizza, in modo speciale,
nella variet di carismi e ministeri che possiede il laicato.
La secolarit  la nota caratteristica e propria del laico e
della sua spiritualit, che lo porta ad agire nei vari ambiti
della vita familiare, sociale, professionale, culturale e
politica, in vista della loro evangelizzazione. In un
Continente nel quale si riscontrano la competizione e
l'aggressivit, il consumo sregolato e la corruzione, i laici
sono chiamati ad incarnare valori profondamente evangelici come
la misericordia, il perdono, l'onest, la trasparenza di cuore
e la pazienza nelle situazioni difficili. Si attende dai laici
una grande forza creativa in gesti e opere che manifestino una
vita coerente con il Vangelo ". 
L'America ha bisogno di laici cristiani in grado di assumere
ruoli direttivi nella societ. E urgente formare uomini e donne
capaci di incidere, secondo la propria vocazione, nella vita
pubblica, orientandola al bene comune. Nell'esercizio della
politica, vista nel suo senso pi nobile ed autentico di
amministrazione del bene comune, essi possono trovare la via
della propria santificazione. A tale scopo,  necessario che
siano formati sia nei principi e nei valori della dottrina
sociale della Chiesa, che nelle nozioni fondamentali della
teologia del laicato. La conoscenza approfondita dei principi
etici e dei valori morali cristiani consentir loro di farsene
paladini nel loro ambiente, proclamandoli anche nei confronti
della cosiddetta " neutralit dello Stato ". 
Vi  un secondo ambito nel quale molti fedeli laici sono
chiamati a lavorare, ed  quello che si potrebbe definire "
intraecclesiale ". Non sono pochi i laici in America che
nutrono la legittima aspirazione di contribuire con i loro
talenti e carismi " alla costruzione della comunit ecclesiale,
come delegati della Parola, catechisti, visitatori di malati o
di carcerati, animatori di gruppi, ecc. ".  I Padri
sinodali hanno espresso l'auspicio che la Chiesa riconosca
alcuni di questi compiti come ministeri laicali, fondati nei
sacramenti del Battesimo e della Confermazione, ferma restando
la specificit dei ministeri propri del sacramento dell'Ordine.
Si tratta di un tema vasto e complesso per il cui studio, gi
da qualche tempo, ho costituito un'apposita Commissione e
circa il quale gli organismi della Santa Sede sono andati
offrendo di volta in volta alcune linee direttive. E
necessario promuovere la proficua collaborazione di fedeli
laici ben preparati, uomini e donne, nelle diverse attivit
all'interno della Chiesa, evitando tuttavia che ci sia
confusione con i ministeri ordinati e con le azioni proprie del
sacramento dell'Ordine, al fine di ben distinguere il
sacerdozio comune dei fedeli da quello ministeriale.
A questo riguardo, i Padri sinodali hanno raccomandato che i
compiti affidati ai laici siano ben " distinti da quelli che
costituiscono tappe verso il ministero ordinato ", e che
i candidati al sacerdozio ricevono prima del presbiterato. Come
pure  stato osservato che tali compiti laicali " non devono
essere conferiti se non a persone, uomini e donne, che abbiano
acquisito la formazione richiesta, secondo precisi criteri: una
certa permanenza, una reale disponibilit nei confronti di un
determinato gruppo di persone, l'obbligo di rendere conto al
proprio Pastore ". In ogni caso, bench l'apostolato
intraecclesiale dei laici debba essere stimolato, occorre far
s che esso coesista con l'attivit propria dei laici nella
quale essi non possono essere sostituiti dai sacerdoti: il
campo cio delle realt temporali.
Dignit della donna
45. Speciale attenzione va riservata alla vocazione della
donna. In altre occasioni ho voluto esprimere il mio
apprezzamento per lo specifico apporto della donna al progresso
dell'umanit e riconoscere la legittimit delle sue aspirazioni
a partecipare in modo pieno alla vita ecclesiale, culturale,
sociale ed economica. Senza tale contributo verrebbero a
mancare alcune ricchezze che solo il " genio femminile " 
pu apportare alla vita della Chiesa e della societ stessa.
Non riconoscerlo costituirebbe un'ingiustizia storica
specialmente in America, se si tien conto del contributo dato
dalle donne allo sviluppo materiale e culturale del Continente,
come pure nella trasmissione e conservazione della fede. In
effetti, " il loro ruolo fu decisivo soprattutto nella vita
consacrata, nell'educazione, nell'assistenza sanitaria ". 
Purtroppo, in non poche regioni del Continente americano la
donna  ancora oggetto di discriminazioni. Per questo, si pu
dire che il volto dei poveri in America  anche il volto di
molte donne. Ecco perch i Padri sinodali hanno parlato di un "
aspetto femminile della povert ". La Chiesa si sente in
dovere di insistere sulla dignit umana comune ad ogni persona.
Essa " denuncia la discriminazione, l'abuso sessuale e la
prepotenza maschile come azioni contrarie al piano di Dio ".
In particolare, deplora come abominevole la
sterilizzazione, a volte programmata, delle donne, soprattutto
delle pi povere ed emarginate, che viene praticata spesso in
maniera surrettizia, all'insaputa delle stesse interessate; ci
 tanto pi grave quando vien fatto per ottenere aiuti
economici a livello internazionale.
La Chiesa nel Continente si sente impegnata ad intensificare
l'attenzione per le donne e a difenderle " affinch la societ
in America aiuti maggiormente la vita familiare fondata sul
matrimonio, protegga maggiormente la maternit ed abbia pi
rispetto per la dignit di tutte le donne ". Occorre
aiutare le donne americane a prendere parte attiva e
responsabile alla vita ed alla missione della Chiesa, 
come pure bisogna riconoscere la necessit della saggezza e
della collaborazione delle donne nei ruoli dirigenziali della
societ americana.
Le sfide per la famiglia cristiana
46. " Dio Creatore, formando il primo uomo e la prima donna, e
comandando loro "siate fecondi e moltiplicatevi" (Gn 1, 28),
costitu definitivamente la famiglia. In questo santuario nasce
la vita ed  accolta come dono di Dio. La Parola divina, letta
assiduamente nella famiglia, la costruisce a poco a poco come
chiesa domestica e la rende feconda in umanit e virt
cristiane; l si trova la sorgente delle vocazioni. La
devozione mariana, alimentata dalla preghiera, conserver la
famiglia unita e in attitudine orante con Maria, come i
discepoli di Ges prima della Pentecoste (cfr At 1, 14) ".
Molte sono le insidie che minacciano la solidit
dell'istituzione familiare nella maggior parte dei Paesi
dell'America, e costituiscono altrettante sfide per i
cristiani. Vanno menzionate, tra le altre, l'aumento dei
divorzi, la diffusione dell'aborto, dell'infanticidio e della
mentalit contraccettiva. Di fronte a questa situazione occorre
ribadire " che il fondamento della vita umana  la relazione
coniugale tra il marito e la moglie, relazione che tra i
cristiani  sacramentale ". 
E perci urgente un'ampia opera di catechesi circa l'ideale
cristiano della comunione coniugale e della vita familiare, che
includa una spiritualit della paternit e della maternit.
Maggior attenzione pastorale va dedicata al ruolo degli uomini
come mariti e padri, cos come alla responsabilit che
condividono con le mogli riguardo al matrimonio, alla famiglia
ed all'educazione dei figli. N va omessa una seria
preparazione dei giovani prima del matrimonio, nella quale sia
presentata con chiarezza la dottrina cattolica su questo
sacramento, a livello teologico, antropologico e spirituale. In
un Continente caratterizzato da un notevole sviluppo
demografico, com' l'America, devono essere continuamente
incrementate le iniziative pastorali rivolte alle famiglie.
Per essere veramente " chiesa domestica ", la famiglia
cristiana  chiamata a costituire l'ambito in cui i genitori
trasmettono la fede, dovendo essere " per i loro figli, con la
parola e con l'esempio, i primi annunciatori della fede ".
Non manchi nella famiglia la pratica della preghiera,
nella quale si ritrovino uniti i coniugi tra loro e con i
figli. Sono, in proposito, da favorire momenti di vita
spirituale in comune: la partecipazione all'Eucaristia nei
giorni di festa, la pratica del sacramento della
Riconciliazione, la preghiera quotidiana in famiglia e gesti
concreti di carit. Si consolider cos la fedelt nel
matrimonio e l'unit della famiglia. In un ambiente familiare
con queste caratteristiche non sar difficile che i figli
sappiano scoprire la loro vocazione al servizio della comunit
e della Chiesa e che apprendano, specialmente guardando
all'esempio dei loro genitori, che la vita familiare  una via
per realizzare l'universale vocazione alla santit. 
I giovani, speranza del futuro
47. I giovani sono una grande forza sociale e di
evangelizzazione. Essi " costituiscono una parte numerosissima
della popolazione in molte Nazioni dell'America. Nel loro
incontro con Cristo vivo si fondano le speranze e le
aspettative di un futuro di maggior comunione e solidariet per
la Chiesa e le societ in America ". Sono evidenti gli
sforzi che le Chiese particolari compiono nel Continente per
accompagnare gli adolescenti nell'itinerario catechetico prima
della Confermazione e degli altri supporti che loro offrono
perch crescano nell'incontro con Cristo e nella conoscenza del
Vangelo. L'itinerario formativo dei giovani dev'essere costante
e dinamico, atto ad aiutarli a trovare il loro posto nella
Chiesa e nel mondo. Pertanto, la pastorale giovanile deve
essere tra le preoccupazioni primarie dei Pastori e delle
comunit. In realt, molti sono i giovani americani in cerca
d'un significato vero da dare alla vita ed assetati di Dio, ma
molto spesso mancano le condizioni adatte per mettere a frutto
le loro capacit e realizzare le loro aspirazioni. Purtroppo,
la carenza di lavoro e di prospettive di futuro li conduce a
volte all'emarginazione ed alla violenza. La sensazione di
frustrazione, che sperimentano a causa di tutto ci, non di
rado li conduce ad abbandonare la ricerca di Dio. Dinanzi a
cos complessa situazione, " la Chiesa si impegna a mantenere
la sua opzione pastorale e missionaria per i giovani, perch
possano incontrare oggi Ges Cristo vivo ". 
L'azione pastorale della Chiesa raggiunge molti di questi
adolescenti e giovani mediante l'animazione cristiana della
famiglia, la catechesi, le istituzioni educative cattoliche e
la vita comunitaria nella parrocchia. Ma ve ne sono molti
altri, specialmente tra quanti soffrono varie forme di povert,
che rimangono fuori del raggio di attivit ecclesiale. Devono
essere i giovani cristiani, formati ad una matura coscienza
missionaria, gli apostoli dei loro coetanei. E necessaria
un'azione pastorale che raggiunga i giovani nei loro vari
ambienti: nei collegi, nelle universit, nel mondo del lavoro,
negli ambienti rurali, con appropriato adattamento alla loro
sensibilit. In ambito parrocchiale e diocesano sar opportuno
sviluppare pure un'attivit pastorale della giovent che tenga
conto dell'evoluzione del mondo dei giovani, che cerchi il
dialogo con loro, che non tralasci le occasioni propizie per
incontri pi ampi, che animi le iniziative locali e valorizzi
ci che gi si realizza a livello interdiocesano ed internazionale.
E che fare di fronte ai giovani che indugiano in atteggiamenti
adolescenziali di una certa incostanza e difficolt ad assumere
impegni seri e definitivi? Davanti a questa carenza di maturit
 necessario invitare i giovani ad avere coraggio, formandoli
ad apprezzare il valore dell'impegno per tutta la vita, quale
si ha nel caso del sacerdozio, della vita consacrata e del
matrimonio cristiano. 
Accompagnare il bambino nel suo incontro con Cristo
48. I bambini sono dono e segno della presenza di Dio. "
Occorre accompagnare il bambino nel suo incontro con Cristo,
dal Battesimo fino alla prima Comunione, giacch fa parte della
comunit vivente di fede, speranza e carit ".  La Chiesa
 riconoscente per le fatiche dei genitori, degli insegnanti,
degli operatori pastorali, sociali e sanitari, e di tutti
coloro che sono al servizio della famiglia e dei bambini con il
medesimo atteggiamento di Ges Cristo che dice: " Lasciate che
i bambini vengano a me, non glielo impedite perch a chi  come
loro appartiene il regno di Dio " (Mt 19, 14).
A ragione i Padri sinodali lamentano e condannano la condizione
dolorosa di molti bambini in tutta l'America, privati della
dignit, dell'innocenza e persino della vita. " Questa
condizione include la violenza, la povert, la carenza di casa,
la mancanza di adeguata assistenza sanitaria e di educazione, i
danni delle droghe e dell'alcool, e altri stati di abbandono e
di abuso ".  A questo proposito, nel Sinodo si  fatta
speciale menzione della problematica dell'abuso sessuale dei
bambini e della prostituzione infantile, ed i Padri hanno
lanciato un accorato appello " a tutti coloro che sono
investiti di autorit nella societ, perch, come realt
prioritaria, facciano tutto ci che  in loro potere per
alleviare la sofferenza dei bambini in America ". 
Elementi di comunione con le altre Chiese e Comunit ecclesiali
49. Tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese e Comunit
ecclesiali esiste uno sforzo di comunione che ha la sua radice
nel Battesimo amministrato in ognuna di esse. E uno
sforzo che si alimenta mediante la preghiera, il dialogo e
l'azione comune. I Padri sinodali hanno voluto esprimere una
speciale volont di " collaborazione al dialogo gi avviato con
la Chiesa ortodossa, con la quale abbiamo in comune molti
elementi di fede, di vita sacramentale e di piet ". Le
proposte concrete dell'Assemblea sinodale circa l'insieme delle
Chiese e Comunit ecclesiali cristiane non cattoliche sono
molteplici. Si suggerisce, in primo luogo, " che i cristiani
cattolici, pastori e fedeli, promuovano l'incontro dei
cristiani delle diverse confessioni, nella collaborazione, in
nome del Vangelo, per rispondere al grido dei poveri, con la
promozione della giustizia, la preghiera comune per l'unit e
la partecipazione alla Parola di Dio ed all'esperienza della
fede in Cristo vivo ". Vanno altres favorite, quando sia
opportuno e conveniente, le riunioni di persone esperte delle
diverse Chiese e Comunit ecclesiali per facilitare il dialogo
ecumenico. L'ecumenismo dev'essere oggetto di riflessione e di
comunicazione di esperienze tra le diverse Conferenze
Episcopali cattoliche del Continente.
Sebbene il Concilio Vaticano II si riferisca a tutti i
battezzati e i credenti in Cristo come a " fratelli nel Signore", 
 necessario saper distinguere con chiarezza le
comunit cristiane, con le quali  possibile stabilire
relazioni ispirate alla dinamica ecumenica, dalle sette, culti
ed altri fallaci movimenti religiosi.
Rapporto della Chiesa con le comunit ebraiche
50. Nella societ americana esistono altres comunit di ebrei,
con le quali la Chiesa ha instaurato in questi ultimi anni una
collaborazione crescente. Nella storia della salvezza 
evidente la nostra speciale relazione con il popolo ebreo. Del
popolo ebreo fa parte Ges, che diede inizio alla sua Chiesa
all'interno della Nazione giudaica. Gran parte della Sacra
Scrittura, che noi cristiani leggiamo come Parola di Dio,
costituisce un patrimonio spirituale comune con gli ebrei.
Va, pertanto, evitato ogni atteggiamento negativo nei
loro confronti, poich " per benedire il mondo  necessario che
gli ebrei e i cristiani siano prima benedizione gli uni per gli altri ". 
Religioni non cristiane
51. Quanto alle religioni non cristiane, la Chiesa cattolica
nulla rigetta di ci che in esse vi  di vero e di santo. 
Per questo, nei confronti delle altre religioni i cattolici
intendono sottolineare gli elementi di verit dovunque possano
trovarsi, ma al tempo stesso testimoniano fortemente la novit
della rivelazione di Cristo, custodita nella sua integrit
dalla Chiesa. Coerentemente con questo atteggiamento,
essi rifiutano come estranea allo spirito di Cristo ogni
discriminazione o persecuzione contro persone a motivo della
razza, del colore o della condizione di vita o della religione.
La differenza di religione mai deve essere causa di violenza o
di guerra. Al contrario, persone di credenze diverse devono
sentirsi portate, proprio in ragione della loro adesione ad
esse, a lavorare unite per la pace e per la giustizia.
" I musulmani, come i cristiani e gli ebrei, chiamano Abramo
loro padre. Questo fatto deve assicurare che in tutta l'America
queste tre comunit vivano in armonia e lavorino insieme per il
bene comune. Ugualmente, la Chiesa in America deve sforzarsi di
aumentare il mutuo rispetto e le buone relazioni con le
religioni native americane ".  Analogo atteggiamento va
promosso verso i gruppi induisti e buddisti o di altre
religioni che i recenti flussi immigratori, provenienti da
paesi orientali, hanno condotto in terra americana.
CAPITOLO 5
VIA ALLA SOLIDARIET
" Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13, 35)
La solidariet, frutto della comunione
52. " In verit vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose
a uno solo di questi miei fratelli pi piccoli, l'avete fatto a
me " (Mt 25, 40; cfr 25, 45). La consapevolezza della comunione
con Cristo e con i fratelli, che  a sua volta frutto della
conversione, conduce a servire il prossimo in tutte le sue
necessit, sia materiali che spirituali, perch in ogni uomo
risplende il volto di Cristo. Per questo, " la solidariet 
frutto della comunione che si fonda nel mistero di Dio uno e
trino, e nel Figlio di Dio incarnato e morto per tutti. Si
esprime nell'amore del cristiano che cerca il bene degli altri,
specialmente dei pi bisognosi ". 
Da qui scaturisce per le Chiese particolari del Continente
americano l'impegno alla reciproca solidariet e alla
condivisione dei doni spirituali e dei beni materiali con cui
Dio le ha benedette, favorendo la disponibilit delle persone a
lavorare dove necessario. Partendo dal Vangelo, occorre
promuovere una cultura della solidariet che incentivi
opportune iniziative di sostegno ai poveri ed agli emarginati,
in modo speciale ai rifugiati, i quali si vedono forzati a
lasciare i loro villaggi e le loro terre per sfuggire alla
violenza. La Chiesa in America deve stimolare gli organismi
internazionali del Continente, affinch si stabilisca un ordine
economico nel quale non domini soltanto il criterio del
profitto, ma anche quelli della ricerca del bene comune
nazionale ed internazionale, dell'equa distribuzione dei beni e
della promozione integrale dei popoli. 
La dottrina della Chiesa, espressione delle esigenze della conversione
53. Mentre il relativismo ed il soggettivismo conoscono nel
campo della dottrina morale una diffusione preoccupante, la
Chiesa in America  chiamata ad annunciare con rinnovato vigore
che la conversione consiste nell'adesione alla persona di Ges
Cristo, con tutte le implicazioni teologiche e morali
illustrate dal Magistero ecclesiale. Occorre riconoscere " il
ruolo che svolgono, in questa linea, i teologi, i catechisti e
gli insegnanti di religione che, esponendo la dottrina della
Chiesa in fedelt al Magistero, cooperano direttamente alla
retta formazione della coscienza dei fedeli ".  Se
crediamo che Ges  la Verit (cfr Gv 14, 6), non possiamo non
desiderare ardentemente d'essere suoi testimoni per avvicinare
i fratelli alla verit piena che dimora nel Figlio di Dio fatto
uomo, morto e risorto per la salvezza del genere umano. " In
tal modo potremo essere, in questo mondo, lampade viventi di
fede, speranza e carit ". 
La dottrina sociale della Chiesa
54. Davanti ai gravi problemi di ordine sociale che, con
caratteristiche diverse, sono presenti in tutta l'America, il
cattolico sa di poter trovare nella dottrina sociale della
Chiesa la risposta da cui partire per individuare le soluzioni
concrete. Diffondere tale dottrina costituisce, pertanto,
un'autentica priorit pastorale. Perci  importante " che in
America gli operatori di evangelizzazione (Vescovi, sacerdoti,
insegnanti, animatori pastorali, ecc.) assimilino questo tesoro
che  la dottrina sociale della Chiesa e, da essa illuminati,
si rendano capaci di leggere la realt attuale e di cercare
delle vie per l'azione ".  A tale proposito, va
privilegiata la formazione dei fedeli laici capaci di lavorare,
in nome della fede in Cristo, per la trasformazione delle
realt terrene. Inoltre, sar opportuno promuovere e sostenere
lo studio di questa dottrina in tutti gli ambiti delle Chiese
particolari in America e, soprattutto, in quello universitario,
perch sia conosciuta con maggior profondit ed applicata alla
societ americana. La complessa realt sociale di questo
Continente  un campo fecondo per l'analisi e l'applicazione
dei principi universali di tale dottrina.
Per raggiungere questo obiettivo sarebbe assai utile un
compendio o una sintesi autorizzata della dottrina sociale
cattolica, compreso un " catechismo ", che mostri la relazione
esistente tra di essa e la nuova evangelizzazione. La parte che
il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica a tale materia, a
proposito del settimo comandamento del decalogo, potrebbe
costituire il punto di partenza di questo " Catechismo di
dottrina sociale cattolica ". Naturalmente, com' avvenuto per
il Catechismo della Chiesa Cattolica, anche questo si
limiterebbe a formulare i principi generali, lasciando a
successivi sviluppi applicativi la trattazione dei problemi
collegati con le diverse situazioni locali. 
Nella dottrina sociale della Chiesa occupa un posto importante
il diritto a un lavoro dignitoso. Per questo, di fronte agli
alti tassi di disoccupazione che affliggono molti Paesi
americani e di fronte alle dure condizioni in cui versano non
pochi lavoratori nell'industria e nelle campagne, " 
necessario apprezzare il lavoro come elemento di realizzazione
e di dignit della persona umana. E responsabilit etica di una
societ organizzata promuovere e sostenere una cultura del lavoro ". 
Globalizzazione della solidariet
55. Il complesso fenomeno della globalizzazione, come ho
ricordato in precedenza,  una delle caratteristiche del mondo
attuale, particolarmente riscontrabile in America. Entro tale
realt multiforme, grande importanza riveste l'aspetto
economico. Con la sua dottrina sociale, la Chiesa offre un
valido contributo alla problematica che presenta l'attuale
economia globalizzata. La sua visione morale in tale materia "
poggia sulle tre pietre angolari fondamentali della dignit
umana, della solidariet e della sussidiariet ". 
L'economia globalizzata dev'essere analizzata alla luce dei
principi della giustizia sociale, rispettando l'opzione
preferenziale per i poveri, che devono esser messi in grado di
difendersi in un'economia globalizzata, e le esigenze del bene
comune internazionale. In realt, " la dottrina sociale della
Chiesa  la visione morale che mira a stimolare i governi, le
istituzioni e le organizzazioni private affinch configurino un
futuro congruente con la dignit di ogni persona. In questa
prospettiva si possono considerare le questioni che si
riferiscono al debito estero, alla corruzione politica interna
ed alla discriminazione sia all'interno delle Nazioni che tra di loro". 
La Chiesa in America  chiamata non solo a promuovere una
maggiore integrazione tra le Nazioni, contribuendo cos a
creare un'autentica cultura globalizzata della solidariet,
bens a collaborare con ogni mezzo legittimo alla
riduzione degli effetti negativi della globalizzazione, quali
il dominio dei pi forti sui pi deboli, specialmente in campo
economico, e la perdita dei valori delle culture locali in
favore di una male intesa omogeneizzazione.
Peccati sociali che gridano al cielo
56. Alla luce della dottrina sociale della Chiesa si valuta pi
chiaramente anche la gravit dei " peccati sociali che gridano
al cielo, perch generano violenza, rompono la pace e l'armonia
tra le comunit di una stessa Nazione, tra le Nazioni e tra le
diverse zone del Continente ". Tra questi si devono
ricordare " il commercio di droghe, il riciclaggio di guadagni
illeciti, la corruzione in qualunque ambiente, il terrore della
violenza, la corsa agli armamenti, la discriminazione razziale,
le disuguaglianze tra i gruppi sociali, l'irragionevole
distruzione della natura ". Questi peccati manifestano
una profonda crisi dovuta alla perdita del senso di Dio ed
all'assenza di quei principi morali che devono guidare la vita
di ogni uomo. Senza riferimenti morali si cade nella bramosia
illimitata della ricchezza e del potere, che offusca ogni
visione evangelica della realt sociale.
Non di rado, questo porta alcune istanze pubbliche a trascurare
la situazione sociale. Sempre pi, in molti Paesi americani,
domina un sistema noto come " neoliberismo "; sistema che,
facendo riferimento ad una concezione economicista dell'uomo,
considera il profitto e le leggi del mercato come parametri
assoluti a scapito della dignit e del rispetto della persona e
del popolo. Tale sistema si  tramutato, talvolta, in
giustificazione ideologica di alcuni atteggiamenti e modi di
agire in campo sociale e politico, che causano l'emarginazione
dei pi deboli. Di fatto, i poveri sono sempre pi numerosi,
vittime di determinate politiche e strutture spesso ingiuste.
La migliore risposta, a partire dal Vangelo, per questa
drammatica situazione  la promozione della solidariet e della
pace, in vista dell'effettiva realizzazione della giustizia. A
tal fine occorre incoraggiare e aiutare quanti sono esempio di
onest nell'amministrazione delle finanze pubbliche e della
giustizia. Come pure occorre appoggiare il processo di
democratizzazione in atto in America, poich in un
sistema democratico sono maggiori le possibilit di controllo
che permettono di evitare gli abusi.
" Lo Stato di diritto  la condizione necessaria per stabilire
un'autentica democrazia ".  Perch questa si possa
sviluppare,  necessaria l'educazione civica e la promozione
dell'ordine pubblico e della pace. In effetti, " non vi 
democrazia autentica e stabile senza giustizia sociale. Per
questo  necessario che la Chiesa ponga maggior attenzione alla
formazione delle coscienze, prepari dirigenti sociali per la
vita pubblica a tutti i livelli, promuova l'educazione civica,
l'osservanza della legge e dei diritti umani, ed attui un
maggior sforzo per la formazione etica della classe politica ".
Il fondamento ultimo dei diritti umani
57. E opportuno ricordare che il fondamento su cui poggiano
tutti i diritti umani  la dignit della persona. " Il
capolavoro divino, l'uomo,  immagine e somiglianza di Dio.
Ges ha assunto la nostra natura eccetto il peccato; ha
promosso e difeso la dignit di ogni persona umana senza alcuna
eccezione;  morto per la libert di tutti. Il Vangelo ci
mostra come Cristo ha esaltato la centralit della persona
umana nell'ordine naturale (cfr Lc 12, 22-29), nell'ordine
sociale e nell'ordine religioso, anche nei confronti della
Legge (cfr Mc 2, 27); difendendo l'uomo ed anche la donna (cfr
Gv 8, 11) e i bambini (cfr Mt 19, 13-15), che nel suo tempo e
nella sua cultura occupavano un posto secondario nella societ.
Dalla dignit dell'uomo in quanto figlio di Dio nascono i
diritti umani e i relativi doveri ". Per questa ragione,
" ogni offesa alla dignit dell'uomo  offesa a Dio stesso, di
cui  immagine ". Tale dignit  comune a tutti gli
uomini senza eccezione, poich tutti sono stati creati ad
immagine di Dio (cfr Gn 1, 26). La risposta di Ges alla
domanda " Chi  il mio prossimo? " (Lc 10, 29) esige da
ciascuno un atteggiamento di rispetto per la dignit dell'altro
e di sollecita cura per lui, si trattasse anche di uno
straniero o di un nemico (cfr Lc 10, 30-37). In ogni parte
dell'America la consapevolezza che i diritti umani vanno
rispettati  andata crescendo in questi ultimi tempi, tuttavia
rimane ancora molto da fare, se si considerano le violazioni
dei diritti di persone e di gruppi sociali ancora in atto nel Continente.
Amore preferenziale per i poveri e gli emarginati
58. " La Chiesa in America deve incarnare nelle sue iniziative
pastorali la solidariet della Chiesa universale verso i poveri
e gli emarginati di ogni genere. Il suo atteggiamento deve
comprendere l'assistenza, la promozione, la liberazione e
l'accoglienza fraterna. L'obiettivo della Chiesa  che non vi
sia alcun emarginato ". Il ricordo dei capitoli oscuri
della storia dell'America, concernenti la pratica della
schiavit e altre situazioni di discriminazione sociale, non
pu non suscitare un sincero desiderio di conversione che
conduca alla riconciliazione ed alla comunione.
L'attenzione ai pi bisognosi scaturisce dalla scelta di amare
in modo preferenziale i poveri. Si tratta di un amore che non 
esclusivo e non pu essere pertanto interpretato come segno di
parzialit o di settarismo; amando i poveri il cristiano
segue gli atteggiamenti del Signore, il quale nella sua vita
terrena si dedic con sentimenti di particolare compassione
alle necessit delle persone indigenti spiritualmente e materialmente.
L'opera della Chiesa in favore dei poveri in tutte le zone del
Continente  importante; si deve per continuare a lavorare
perch questa linea di azione pastorale sia sempre pi
finalizzata all'incontro con Cristo, il quale, da ricco che
era, si fece povero per noi al fine di arricchirci per mezzo
della sua povert (cfr 2 Cor 8, 9). Occorre intensificare ed
estendere quanto gi si va facendo in questo campo, al fine di
raggiungere il maggior numero di poveri. La Sacra Scrittura
ricorda che Dio ascolta il grido dei poveri (cfr Sal 34 (33),
7) e la Chiesa dev'essere attenta al grido dei pi bisognosi.
Ascoltando la loro voce, essa " deve vivere con i poveri e
partecipare dei loro dolori. (...) Col suo stile di vita, le
sue priorit, le sue parole e le sue azioni essa deve
testimoniare di essere in comunione e in solidariet con loro ". 
Il debito estero
59. L'esistenza di un debito estero che soffoca non pochi
popoli del Continente americano costituisce un problema
complesso. Pur senza entrare nei suoi numerosi aspetti, la
Chiesa nella sua sollecitudine pastorale non pu ignorare tale
problema, poich esso riguarda la vita di tante persone. Per
questo, diverse Conferenze Episcopali in America, consapevoli
della sua gravit, hanno organizzato in proposito incontri di
studio ed hanno pubblicato documenti tesi a indicare soluzioni
operative. Anch'io ho espresso pi volte la mia
preoccupazione per questa situazione, diventata in alcuni casi
insostenibile. Nella prospettiva dell'ormai prossimo Grande
Giubileo dell'anno 2000 e ricordando il significato sociale che
i giubilei rivestivano nell'Antico Testamento, ho scritto: "
Nello spirito del Libro del Levitico (25, 8-12), i cristiani
dovranno farsi voce di tutti i poveri del mondo, proponendo il
Giubileo come un tempo opportuno per pensare, tra l'altro, ad
una consistente riduzione, se non proprio al totale condono,
del debito internazionale, che pesa sul destino di molte
nazioni ". 
Ribadisco l'auspicio, fatto proprio dai Padri sinodali, che il
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, insieme con
altri organismi competenti, come la sezione per i rapporti con
gli Stati, della Segreteria di Stato, " cerchi, nello studio e
nel dialogo con rappresentanti del Primo Mondo e con
responsabili della Banca Mondiale e del Fondo Monetario
Internazionale, vie di soluzione al problema del debito estero
e normative che impediscano il ripetersi di simili situazioni
in occasione di prestiti futuri ". Al livello pi ampio
possibile, sarebbe opportuno che " esperti in economia e in
questioni monetarie, di fama internazionale, procedessero ad
un'analisi critica dell'ordine economico mondiale, nei suoi
aspetti positivi e negativi, cos da correggere l'ordine
attuale, e proponessero un sistema e dei meccanismi in grado di
assicurare lo sviluppo integrale e solidale delle persone e dei popoli". 
Lotta contro la corruzione
60. Anche in America il fenomeno della corruzione 
notevolmente esteso. La Chiesa pu contribuire efficacemente a
sradicare questo male dalla societ civile con " una maggior
presenza di laici cristiani qualificati che, per la loro
educazione familiare, scolastica e parrocchiale, promuovano la
pratica di valori come la verit, l'onest, la laboriosit ed
il servizio del bene comune ". Per raggiungere questo
obiettivo, come pure per illuminare tutti gli uomini di buona
volont desiderosi di porre fine ai mali derivati dalla
corruzione, occorre insegnare e diffondere il pi possibile la
parte che corrisponde a questo tema nel Catechismo della Chiesa
Cattolica, promuovendo al tempo stesso tra i cattolici delle
singole Nazioni la conoscenza dei documenti pubblicati al
riguardo dalle Conferenze Episcopali delle altre Nazioni. 
I cristiani cos formati contribuiranno in modo significativo
alla soluzione del problema segnalato, impegnandosi a tradurre
in pratica la dottrina sociale della Chiesa in tutti gli
aspetti che toccano la loro vita e in quelli dove pu giungere
il loro apporto.
Il problema delle droghe
61. Circa il grave problema del commercio di droghe, la Chiesa
in America pu collaborare efficacemente con i responsabili
delle Nazioni, i dirigenti di imprese private, le
organizzazioni non governative e le istanze internazionali per
sviluppare progetti tesi ad abolire tale commercio, che
minaccia l'integrit dei popoli in America. Questa
collaborazione deve estendersi agli organi legislativi,
appoggiando le iniziative che impediscono il " riciclaggio di
denaro ", favoriscono il controllo dei beni di coloro che sono
coinvolti in tale traffico e fanno s che la produzione ed il
commercio delle sostanze chimiche da cui si ottengono le droghe
avvengano secondo le norme di legge. L'urgenza e la gravit del
problema rendono impellente un appello ai diversi ambienti e
gruppi della societ civile per lottare uniti contro il
commercio della droga. Per quanto concerne specificamente
i Vescovi,  necessario - secondo un suggerimento dei Padri
sinodali - che loro stessi, come Pastori del Popolo di Dio,
denuncino con coraggio e con forza l'edonismo, il materialismo
e quegli stili di vita che facilmente inducono alla droga.
Occorre, altres, tener presente che bisogna aiutare gli
agricoltori poveri, affinch non cadano nella tentazione del
denaro facile, ottenibile con la coltivazione delle piante da
cui si ricavano le droghe. In proposito gli Organismi
internazionali possono offrire una preziosa collaborazione ai
Governi favorendo con vari incentivi le produzioni agricole
alternative. Va pure incoraggiata l'opera di quanti si sforzano
di recuperare coloro che fanno uso di droga, dedicando
un'attenzione pastorale a chi  vittima della
tossicodipendenza. Di fondamentale importanza  offrire il
giusto " senso della vita " alle nuove generazioni, che in
mancanza di esso finiscono per cadere non di rado nella spirale
perversa degli stupefacenti. Questo lavoro di ricupero e di
riabilitazione sociale pu costituire, come l'esperienza
insegna, un vero e proprio impegno di evangelizzazione. 
La corsa agli armamenti
62. Un fattore che paralizza gravemente il progresso di non
poche Nazioni in America  la corsa agli armamenti. Dalle
Chiese particolari d'America deve alzarsi una voce profetica
che denunci sia il riarmo che lo scandaloso commercio di armi
da guerra, il quale assorbe ingenti somme di denaro che
dovrebbero essere, invece, destinate a combattere la miseria ed
a promuovere lo sviluppo. D'altra parte, l'accumulo di
armamenti costituisce una causa di instabilit ed una minaccia
per la pace. Ecco perch la Chiesa rimane vigilante di
fronte al rischio di conflitti armati anche tra Nazioni
sorelle. Essa, quale segno e strumento di riconciliazione e di
pace, deve cercare " con tutti i mezzi possibili, anche con la
via della mediazione e dell'arbitrato, di agire in favore della
pace e della fraternit tra i popoli ". 
Cultura della morte e societ dominata dai potenti
63. In America, come in altre parti del mondo, sembra oggi
profilarsi un modello di societ in cui dominano i potenti,
emarginando e persino eliminando i deboli: penso qui ai bambini
non nati, vittime indifese dell'aborto; agli anziani ed ai
malati incurabili, talora oggetto di eutanasia; ed ai tanti
altri esseri umani messi ai margini dal consumismo e dal
materialismo. N posso dimenticare il non necessario ricorso
alla pena di morte, quando altri " mezzi incruenti sono
sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la
sicurezza delle persone (...). Oggi, infatti, a seguito delle
possibilit di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente
il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza
togliergli definitivamente la possibilit di redimersi, i casi
di assoluta necessit di soppressione del reo "sono ormai molto
rari, se non addirittura praticamente inesistenti" ". Un
simile modello di societ  improntato alla cultura della morte
ed  perci in contrasto col messaggio evangelico. Dinanzi a
tale desolante realt, la Comunit ecclesiale intende sempre
pi impegnarsi a difesa della cultura della vita.
In proposito, i Padri sinodali, facendo eco ai recenti
documenti del Magistero della Chiesa, hanno ribadito con vigore
l'incondizionata venerazione e la totale dedizione in favore
della vita umana dal momento del concepimento fino a quello
della morte naturale, ed esprimono la condanna di mali come
l'aborto e l'eutanasia. Per mantenere questi insegnamenti della
legge divina e naturale,  essenziale promuovere la conoscenza
della dottrina sociale della Chiesa, ed impegnarsi affinch i
valori della vita e della famiglia siano riconosciuti e difesi
nel costume sociale e negli ordinamenti dello Stato. 
Accanto alla tutela della vita, va intensificata, mediante
molteplici istituzioni pastorali, un'attiva promozione delle
adozioni ed una costante assistenza alle donne con gravidanze
problematiche, sia prima che dopo la nascita del figlio.
Speciale attenzione pastorale va, inoltre, riservata alle donne
che hanno subito o attivamente procurato l'aborto. 
Come non rendere grazie a Dio e come non esprimere vivo
apprezzamento ai fratelli e sorelle nella fede che in America,
uniti ad altri cristiani e ad innumerevoli persone di buona
volont, sono impegnati nel difendere con ogni mezzo legale la
vita e nel tutelare il nascituro, il malato incurabile e i
disabili? La loro azione  ancor pi meritoria se si
considerano l'indifferenza di molti, le minacce eugenetiche e
gli attentati alla vita e alla dignit umana, che vengono
quotidianamente perpetrati dappertutto. 
Questa stessa premura va diretta agli anziani, talora
trascurati e lasciati in balia di se stessi. Essi vanno
rispettati come persone;  importante realizzare per loro
iniziative di accoglienza e di assistenza, che promuovano i
loro diritti e assicurino per quanto possibile il loro
benessere fisico e spirituale. Gli anziani vanno protetti dalle
situazioni e pressioni che potrebbero spingerli verso il
suicidio; in particolare, essi vanno oggi sostenuti contro la
tentazione del suicidio assistito e dell'eutanasia.
Insieme con i Pastori del Popolo di Dio in America, faccio
appello ai " cattolici che operano nel campo medico-sanitario
ed a quanti ricoprono cariche pubbliche, come pure a quanti
sono impegnati nell'insegnamento, affinch facciano tutto il
possibile per difendere le vite che corrono maggior pericolo,
agendo con una coscienza rettamente formata secondo la dottrina
cattolica. I Vescovi e i presbiteri hanno, in questo campo, la
speciale responsabilit di dare instancabile testimonianza a
favore del Vangelo della vita e nell'esortare i fedeli ad agire
conseguentemente ".  Al tempo stesso,  indispensabile che
la Chiesa in America illumini con opportuni interventi
l'elaborazione delle decisioni delle assemblee legislative,
stimolando i cittadini, sia i cattolici che le altre persone di
buona volont, a costituire organizzazioni per promuovere
validi progetti di legge ed opporsi a quanti minacciano la
famiglia e la vita, che sono due realt inseparabili. Ai nostri
giorni occorre in modo speciale tener presente quanto si
riferisce alla diagnosi prenatale, perch non si leda in alcuna
maniera la dignit umana.
I popoli indigeni e gli americani di origine africana
64. Se la Chiesa in America, fedele al Vangelo di Cristo,
intende percorrere la via della solidariet, deve dedicare una
speciale attenzione a quelle etnie che ancor oggi sono oggetto
di ingiuste discriminazioni. In effetti, occorre sradicare ogni
tentativo di emarginazione nei confronti delle popolazioni
indigene. Questo implica, in primo luogo, che si devono
rispettare i loro territori e i patti stabiliti con esse;
ugualmente, occorre rispondere ai loro legittimi bisogni
sociali, sanitari, culturali. E come dimenticare l'esigenza di
riconciliazione tra i popoli indigeni e le societ in cui vivono?
Vorrei qui ricordare che anche gli americani di origine
africana continuano a subire, in alcune zone, pregiudizi
etnici, che costituiscono per loro un serio ostacolo
all'incontro con Cristo. Dal momento che ogni persona, di
qualunque razza e condizione,  stata creata da Dio a sua
immagine, occorre promuovere programmi concreti, in cui non
deve mancare la preghiera in comune, i quali favoriscano la
comprensione e la riconciliazione tra popoli diversi,
costituendo ponti di amore cristiano, di pace e di giustizia
tra tutti gli uomini. 
Per raggiungere questi obiettivi  indispensabile formare
competenti operatori pastorali, capaci di servirsi, nella
catechesi e nella liturgia, di metodi gi legittimamente 
"inculturati ", evitando sincretismi che facciano ricorso ad
un'esposizione parziale della genuina dottrina cristiana. Cos
pure, si otterr pi facilmente un numero adeguato di Pastori
che svolgano la loro attivit tra gli indigeni, se ci si
preoccuper di promuovere le vocazioni al sacerdozio ed alla
vita consacrata tra questi popoli. 
La problematica degli immigrati
65. Il Continente americano ha conosciuto nella sua storia
molti movimenti di immigrazione, con schiere di uomini e di
donne giunti nelle varie regioni con la speranza di un futuro
migliore. Il fenomeno continua anche oggi ed interessa, in
particolare, numerose persone e famiglie provenienti da Nazioni
latino-americane, che si sono stanziate nelle regioni del Nord
del Continente, fino a costituire in alcuni casi una parte
considerevole della popolazione. Spesso esse recano con s un
patrimonio culturale e religioso ricco di significativi
elementi cristiani. La Chiesa  consapevole dei problemi
suscitati da questa situazione ed  impegnata a sviluppare con
ogni sforzo la propria azione pastorale tra tali immigrati, per
favorirne l'insediamento nel territorio e per suscitare allo
stesso tempo un atteggiamento di accoglienza da parte delle
popolazioni locali, nella convinzione che dalla mutua apertura
deriver un arricchimento per tutti.
Le comunit ecclesiali non mancheranno di vedere nel fenomeno
una specifica chiamata a vivere il valore evangelico della
fraternit ed insieme l'invito ad imprimere rinnovato slancio
alla propria religiosit per una pi incisiva azione
evangelica. In questo senso i Padri sinodali hanno ricordato
che " la Chiesa in America deve essere avvocata vigilante che
difende, contro ogni ingiusta restrizione, il diritto naturale
di ogni persona a muoversi liberamente all'interno della sua
Nazione e da una Nazione all'altra. Bisogna porre attenzione ai
diritti dei migranti e delle loro famiglie ed al rispetto della
loro dignit umana, anche nei casi di immigrazioni non legali ". 
Nei confronti dei migranti occorre un comportamento ospitale ed
accogliente, che li incoraggi ad inserirsi nella vita
ecclesiale, fatte salve sempre la loro libert e la loro
peculiare identit culturale. A tal fine, risulta quanto mai
proficua la collaborazione tra le Diocesi da cui essi
provengono e quelle in cui sono accolti, anche mediante
specifiche strutture pastorali previste nella legislazione e
nella prassi della Chiesa. Si pu assicurare cos una
cura pastorale il pi possibile adeguata e completa. La Chiesa
in America deve essere mossa dalla costante sollecitudine di
non far mancare un'efficace evangelizzazione a quanti sono
arrivati di recente e ancora non conoscono Cristo. 
CAPITOLO 6
LA MISSIONE DELLA CHIESA OGGI IN AMERICA:
LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE
"Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi " (Gv 20, 21)
Mandati da Cristo
66. Cristo risorto, prima della sua ascensione al cielo, invi
gli Apostoli ad annunciare il Vangelo al mondo intero (cfr Mc 16, 15), 
conferendo loro i poteri necessari per realizzare tale
missione. E significativo che, prima di affidare l'ultimo
mandato missionario, Ges faccia riferimento al potere
universale ricevuto dal Padre (cfr Mt 28, 18). In effetti,
Cristo ha trasmesso agli Apostoli la missione ricevuta dal
Padre (cfr Gv 20, 21), e li ha resi cos partecipi dei suoi poteri.
Ma anche i " fedeli laici, proprio perch membri della Chiesa,
hanno la vocazione e la missione di essere annunciatori del
Vangelo: per quest'opera sono abilitati e impegnati dai
Sacramenti dell'iniziazione cristiana e dai doni dello Spirito
Santo ".  Essi, infatti, sono stati " resi partecipi nella
loro misura della funzione sacerdotale, profetica e regale di
Cristo ". Di conseguenza, " i fedeli laici, in forza
della loro partecipazione all'ufficio profetico di Cristo, sono
pienamente coinvolti in questo compito della Chiesa "  e,
pertanto, devono sentirsi chiamati ed inviati a proclamare la
Buona Novella del Regno. Le parole di Ges: " Andate anche voi
nella mia vigna " (Mt 20, 4)  devono intendersi rivolte
non solo agli Apostoli, ma a tutti coloro che desiderano essere
autentici discepoli del Signore.
Il compito fondamentale per il quale Ges invia i suoi
discepoli  l'annuncio della Buona Novella, vale a dire
l'evangelizzazione (cfr Mc 16, 15-18). Ne deriva che "
evangelizzare  la grazia e la vocazione propria della Chiesa,
la sua identit pi profonda ".  Come ho detto in altre
occasioni, la singolarit e la novit della situazione in cui
il mondo e la Chiesa si trovano, alle porte del terzo
millennio, e le esigenze che ne derivano, fanno s che la
missione evangelizzatrice richieda oggi anche un nuovo
programma, che si pu definire nel suo insieme " nuova
evangelizzazione ".  Come supremo Pastore della Chiesa
desidero ardentemente invitare tutti i membri del Popolo di
Dio, e particolarmente quanti vivono nel Continente americano -
dal quale per la prima volta feci appello ad un impegno nuovo "
nel suo fervore, nei suoi metodi, nella sua espressione " 
- a fare proprio questo progetto e a collaborare ad esso.
Accettando questa missione, ognuno ricordi che il nucleo vitale
della nuova evangelizzazione dev'essere l'annuncio chiaro e
inequivocabile della persona di Ges Cristo, cio l'annuncio
del suo nome, della sua dottrina, della sua vita, delle sue
promesse e del Regno che Egli ci ha conquistato attraverso il
suo mistero pasquale. 
Ges Cristo, " buona novella " e primo evangelizzatore
67. Ges Cristo  la " buona novella " della salvezza
comunicata agli uomini di ieri, di oggi e di sempre; ma al
tempo stesso Egli  anche il primo e supremo evangelizzatore.
La Chiesa deve porre il centro della sua attenzione
pastorale e della sua azione evangelizzatrice in Cristo
crocifisso e risorto. " Tutto quello che si progetta in campo
ecclesiale deve partire da Cristo e dal suo Vangelo ". 
Perci, " la Chiesa in America deve parlare sempre pi di Ges
Cristo, volto umano di Dio e volto divino dell'uomo. E questo
annuncio che veramente scuote gli uomini, risveglia e trasforma
gli animi, vale a dire, converte. Bisogna annunciare Cristo con
gioia e con forza, ma soprattutto con la testimonianza della
propria vita ". 
Ogni cristiano potr compiere efficacemente la sua missione
nella misura in cui assume la vita del Figlio di Dio fatto uomo
come il modello perfetto della sua azione evangelizzatrice. La
semplicit del suo stile e le sue scelte devono essere
normative per tutti nell'impresa dell'evangelizzazione. In
questa prospettiva, i poveri saranno certamente considerati tra
i primi destinatari dell'evangelizzazione, sull'esempio di
Cristo, che diceva di se stesso: " Lo Spirito del Signore (...)
mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato per annunziare
ai poveri un lieto messaggio " (Lc 4, 18). 
Come ho gi rilevato in precedenza, l'amore per i poveri
dev'essere preferenziale, ma non esclusivo. L'aver impostato la
cura pastorale verso i poveri con un certo esclusivismo - hanno
segnalato i Padri sinodali - ha talvolta portato a trascurare
gli ambienti dirigenziali della societ e ci ha avuto come
conseguenza l'allontanamento dalla Chiesa di non pochi di essi.
I danni derivati dalla diffusione del secolarismo in tali
ambienti, sia politici che economici, sindacali, militari,
sociali, culturali, mostrano l'urgenza di una loro
evangelizzazione, animata e guidata dai Pastori che si sentono
chiamati da Dio a prendersi cura di tutti. Essi potranno
contare sull'apporto di quanti - e per fortuna sono ancora
numerosi - sono restati fedeli ai valori cristiani: a questo
proposito, i Padri sinodali hanno ricordato " l'impegno di non
pochi (...) dirigenti per costruire una societ giusta e
solidale ". Con il loro sostegno i Pastori affronteranno
il non facile compito dell'evangelizzazione di questi settori
della societ: con fervore rinnovato e metodi aggiornati si
volgeranno ai dirigenti, uomini e donne, per portare loro
l'annuncio di Cristo, insistendo principalmente sulla
formazione delle coscienze mediante la dottrina sociale della
Chiesa. Tale formazione costituir il miglior antidoto contro i
non pochi casi di incoerenza e, talvolta, di corruzione che
segnano le strutture sociopolitiche. Viceversa, se si trascura
questa evangelizzazione dei dirigenti, non deve sorprendere che
molti di essi seguano criteri estranei al Vangelo e, talvolta,
ad esso apertamente contrari.
L'incontro con Cristo spinge ad evangelizzare
68. L'incontro con il Signore produce una profonda
trasformazione di quanti non si chiudono a Lui. Il primo
impulso che nasce da tale trasformazione  comunicare agli
altri la ricchezza scoperta nell'esperienza di questo incontro.
Non si tratta solo di insegnare quello che abbiamo conosciuto,
ma anche di far s, come la donna samaritana, che gli altri
incontrino personalmente Ges: " Venite a vedere " (Gv 4, 29).
Il risultato sar lo stesso che si verific nel cuore dei
samaritani, che dissero alla donna: " Non  pi per la tua
parola che noi crediamo; ma perch noi stessi abbiamo udito e
sappiamo che questi  veramente il salvatore del mondo " (Gv 4,
42). La Chiesa, che vive della presenza permanente e misteriosa
del suo Signore risorto, ha come centro della sua missione
l'impegno di " condurre tutti gli uomini all'incontro con Cristo ". 
Essa  chiamata ad annunciare che davvero Cristo  il Vivente,
il Figlio di Dio, che si fece uomo, mor e risuscit. Egli 
l'unico Salvatore di tutti gli uomini e di tutto l'uomo e, come
Signore della storia, agisce continuamente nella Chiesa e nel
mondo per mezzo del suo Spirito fino alla fine dei secoli.
Questa presenza del Risorto nella Chiesa rende possibile il
nostro incontro con Lui, grazie all'azione invisibile del suo
Spirito vivificante. Tale incontro si realizza nella fede
ricevuta e vissuta nella Chiesa, corpo mistico di Cristo. Esso,
pertanto, possiede essenzialmente una dimensione ecclesiale e
porta ad un impegno di vita. Infatti, " incontrare Cristo vivo
significa accogliere il suo amore preveniente, scegliere Lui,
aderire liberamente alla sua persona e al suo progetto, che
consiste nell'annuncio e nella realizzazione del Regno di Dio ". 
La chiamata suscita la ricerca di Ges: " "Rabbi (che significa
maestro), dove abiti?". Disse loro: "Venite e vedrete".
Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si
fermarono presso di lui " (Gv 1, 38-39). " Questo "fermarsi"
non si limita al giorno della vocazione, bens si estende a
tutta la vita. Seguirlo comporta vivere come Lui ha vissuto,
accettare il suo messaggio, fare propri i suoi criteri,
abbracciare il suo destino, condividere il suo progetto che 
il disegno del Padre: invitare tutti alla comunione trinitaria
ed alla comunione con i fratelli in una societ giusta e
solidale ". L'ardente desiderio di invitare gli altri a
incontrare Colui che noi abbiamo incontrato, sta alla radice
della missione evangelizzatrice alla quale  chiamata tutta la
Chiesa, ma che si fa particolarmente urgente oggi in America,
dopo aver celebrato i 500 anni della prima evangelizzazione e
mentre ci prepariamo a commemorare con riconoscenza i 2000 anni
della venuta del Figlio unigenito di Dio nel mondo.
Importanza della catechesi
69. La nuova evangelizzazione, nella quale tutto il Continente
 impegnato, indica che la fede non pu essere presupposta, ma
che dev'essere proposta esplicitamente in tutta la sua ampiezza
e ricchezza. Questo  l'obiettivo principale della catechesi,
la quale, per sua stessa natura,  una dimensione essenziale
della nuova evangelizzazione. " La catechesi  un itinerario di
formazione nella fede, nella speranza e nella carit, che
informa la mente e tocca il cuore, conducendo la persona ad
abbracciare Cristo in modo pieno e completo. Introduce pi
pienamente il credente nell'esperienza della vita cristiana,
che comprende la celebrazione liturgica del mistero della
redenzione e il servizio cristiano agli altri ". 
Ben conoscendo la necessit di una catechesi completa, ho fatto
mia la proposta dei Padri dell'Assemblea straordinaria del
Sinodo dei Vescovi del 1985, di elaborare " un catechismo o
compendio di tutta la dottrina cattolica per quanto riguarda
sia la fede che la morale ", che potesse essere " punto di
riferimento per i catechismi o compendi che vengono preparati
nelle diverse regioni ". Tale proposta  stata realizzata
con la pubblicazione dell'edizione tipica del Catechismus
Catholicae Ecclesiae. Oltre al testo ufficiale del
Catechismo, e per un migliore utilizzo dei suoi contenuti, ho
voluto che si elaborasse e si pubblicasse altres un Direttorio
generale per la catechesi.  Raccomando vivamente l'uso di
questi due strumenti, di valore universale, a quanti in America
si dedicano alla catechesi. E auspicabile che entrambi i
documenti vengano utilizzati " nella preparazione e nella
verifica di tutti i programmi parrocchiali e diocesani di
catechesi, tenendo presente che la situazione religiosa dei
giovani e degli adulti richiede una catechesi pi kerigmatica e
pi organica nella presentazione dei contenuti della fede ".
E necessario riconoscere e incoraggiare la benemerita missione
che svolgono tanti catechisti in tutto il Continente americano,
come autentici messaggeri del Regno: " La loro fede e la loro
testimonianza di vita sono parte integrante della catechesi ".
Desidero incoraggiare sempre pi i fedeli ad assumere con
impegno ed amore al Signore questo servizio alla Chiesa,
offrendo generosamente il loro tempo e i loro talenti. Da parte
loro, i Vescovi si preoccupino di offrire ai catechisti
un'adeguata formazione perch possano svolgere questo compito
cos indispensabile nella vita della Chiesa.
Nella catechesi sar opportuno tener presente, soprattutto in
un Continente come l'America, dove la questione sociale
costituisce un aspetto rilevante, che " la crescita nella
comprensione della fede e la sua espressione pratica nella vita
sociale stanno in intima correlazione. Le forze che si
adoperano per favorire l'incontro con Cristo non possono non
avere un favorevole contraccolpo nella promozione del bene
comune in una societ giusta ". 
Evangelizzazione della cultura
70. Il mio predecessore Paolo VI, con sapiente ispirazione,
rilevava che la " rottura tra Vangelo e cultura  senza dubbio
il dramma della nostra epoca ". Giustamente, pertanto, i
Padri sinodali hanno ritenuto che " la nuova evangelizzazione
richiede uno sforzo lucido, serio e ordinato per evangelizzare
la cultura ". Il Figlio di Dio, nell'assumere la natura
umana, si incarn in un determinato popolo, bench la sua morte
redentrice abbia portato la salvezza a tutti gli uomini, di
qualsiasi cultura, razza e condizione. Il dono del suo Spirito
ed il suo amore sono diretti a tutti e singoli i popoli e le
culture per unirli tra loro sull'esempio della perfetta unit
che esiste in Dio Uno e Trino. Perch ci sia possibile, 
necessario inculturare la predicazione, in modo che il Vangelo
sia annunciato nel linguaggio e nella cultura di quanti lo
ascoltano. Al tempo stesso, per, occorre non dimenticare
che solo il mistero pasquale di Cristo, somma manifestazione
del Dio infinito nella finitezza della storia, pu essere punto
di riferimento valido per tutta l'umanit pellegrina alla
ricerca dell'autentica unit e della vera pace.
Il volto meticcio della Vergine di Guadalupe sin dall'inizio fu
nel Continente un simbolo dell'inculturazione della
evangelizzazione, della quale  stata la stella e la guida. Con
la sua potente intercessione, l'evangelizzazione potr
penetrare il cuore degli uomini e delle donne d'America, e
permeare le loro culture trasformandole dal di dentro. 
Evangelizzare i centri educativi
71. Il mondo dell'educazione  un campo privilegiato per
promuovere l'inculturazione del Vangelo. Tuttavia, i centri
educativi cattolici, e quelli che, pur non essendo
confessionali, hanno una chiara ispirazione cattolica, potranno
sviluppare un'azione di autentica evangelizzazione soltanto se
a tutti i livelli, compreso quello universitario, sapranno
conservare con chiarezza il loro orientamento cattolico. I
contenuti del progetto educativo dovranno fare riferimento
costante a Ges Cristo e al suo messaggio, cos come lo
presenta la Chiesa nel suo insegnamento sia dogmatico che
morale. Solo cos si potranno formare dirigenti autenticamente
cristiani nei diversi campi dell'attivit umana e della
societ, specialmente nella politica, nell'economia, nella
scienza, nell'arte e nella riflessione filosofica. In
questo senso, "  essenziale che l'Universit Cattolica sia,
nello stesso tempo, veramente e realmente entrambe le cose:
Universit e Cattolica. (...) L'indole cattolica  un elemento
costitutivo della Universit in quanto istituzione, e non
dipende pertanto dalla semplice decisione degli individui che
dirigono l'Universit in un determinato tempo ". Il
lavoro pastorale nelle Universit Cattoliche sar, quindi,
oggetto di particolare sollecitudine: si deve suscitare
l'impegno apostolico degli studenti, perch diventino essi
stessi evangelizzatori del mondo universitario. E inoltre
" occorre stimolare la cooperazione tra le Universit
Cattoliche di tutta l'America, perch si arricchiscano a
vicenda ", contribuendo in tal modo a realizzare anche a
livello universitario il principio della solidariet e
dell'interscambio tra i popoli di tutto il Continente.
Qualcosa di simile si deve dire anche a proposito delle scuole
cattoliche, in particolare per quanto concerne l'insegnamento
secondario: " Occorre fare uno sforzo speciale per rafforzare
l'identit cattolica delle scuole, che fondano la loro natura
specifica in un progetto educativo che ha la sua origine nella
persona di Cristo e la sua radice nella dottrina del Vangelo.
Le scuole cattoliche devono cercare non soltanto di impartire
un'educazione qualificata dal punto di vista tecnico e
professionale, ma anche e soprattutto di curare la formazione
integrale della persona umana ". Data l'importanza del
compito che svolgono gli educatori cattolici, mi unisco ai
Padri sinodali nell'incoraggiare con animo riconoscente tutti
coloro che si dedicano all'insegnamento nelle scuole
cattoliche: sacerdoti, uomini e donne consacrati, e laici
impegnati, " perch perseverino nella loro missione cos
importante ". Occorre far s che l'influsso di questi
centri d'insegnamento arrivi a tutti i settori della societ,
senza distinzioni n esclusivismi. E indispensabile che si
faccia ogni sforzo possibile affinch le scuole cattoliche,
nonostante le difficolt economiche, continuino ad impartire "
l'educazione cattolica ai poveri ed agli emarginati nella
societ ". Non sar mai possibile liberare gli indigenti
dalla loro povert, se prima non li si libera dalla miseria
dovuta alla carenza di una degna educazione.
Nel progetto globale della nuova evangelizzazione, il settore
dell'educazione occupa un posto privilegiato. Per questo, va
incoraggiata l'attivit di tutti i docenti cattolici, anche di
quelli impegnati in scuole non confessionali. Rivolgo pure un
appello urgente ai consacrati ed alle consacrate, perch non
abbandonino questo campo tanto importante per la nuova evangelizzazione. 
Come frutto ed espressione della comunione tra tutte le Chiese
particolari d'America, certamente rafforzata dall'esperienza
spirituale dell'Assemblea sinodale, non si tralascer di
promuovere convegni per gli educatori cattolici in ambito
nazionale e continentale, procurando di ordinare ed
incrementare l'azione pastorale educativa in tutti gli ambienti. 
Per adempiere a tutti questi compiti, la Chiesa in America ha
bisogno nel campo dell'insegnamento di un suo spazio di
libert, che non va inteso come un privilegio, ma come un
diritto, in virt della missione evangelizzatrice affidatale
dal Signore. Inoltre, i genitori hanno il diritto fondamentale
e primario di decidere dell'educazione dei loro figli e, per
tale motivo, i genitori cattolici devono avere la possibilit
di scegliere l'educazione consona con le proprie convinzioni
religiose. La funzione dello Stato in questo ambito 
sussidiaria. Esso ha l'obbligo " di garantire a tutti
l'educazione e di rispettare e difendere la libert
d'insegnamento. Il monopolio dello Stato in questo campo va
denunciato come una forma di totalitarismo lesivo dei diritti
fondamentali che deve difendere, specialmente del diritto dei
genitori all'educazione religiosa dei propri figli. La famiglia
 il primo spazio educativo della persona ". 
Evangelizzare con i mezzi di comunicazione sociale
72. E fondamentale, per l'efficacia della nuova
evangelizzazione, una profonda conoscenza della cultura attuale
nella quale i mezzi di comunicazione sociale hanno grande
influenza. Conoscere e usare questi mezzi, sia nelle loro forme
tradizionali che in quelle pi recenti introdotte dal progresso
tecnologico, , pertanto, indispensabile. L'odierna realt
richiede che si sappia dominare il linguaggio, la natura e le
caratteristiche dei mass media. Usandoli in maniera corretta e
competente, si pu portare a compimento un'autentica
inculturazione del Vangelo. D'altra parte, questi stessi mezzi
contribuiscono a modellare la cultura e la mentalit degli
uomini e delle donne del nostro tempo; ragion per cui gli
operatori nel campo degli strumenti di comunicazione sociale
devono essere destinatari di una speciale azione pastorale.
Al riguardo, i Padri sinodali hanno indicato numerose
iniziative concrete per una presenza efficace del Vangelo nel
mondo dei mezzi di comunicazione sociale: la formazione di
operatori pastorali per tale ambito; la promozione di centri di
produzione qualificata; l'uso prudente e mirato di satelliti e
delle nuove tecnologie; la formazione dei fedeli perch siano
utenti " critici "; l'unione degli sforzi per acquisire e per
poi gestire insieme nuove emittenti e reti radiotelevisive,
come pure il coordinamento di quelle gi esistenti. Quanto poi
alle pubblicazioni cattoliche, esse meritano di essere
sostenute ed hanno bisogno di raggiungere un auspicato sviluppo
qualitativo.
Occorre incoraggiare gli imprenditori perch sostengano
economicamente prodotti di qualit che promuovono i valori
umani e cristiani. Tuttavia, un programma tanto vasto
supera di molto le possibilit delle singole Chiese particolari
del Continente americano. Per questo, gli stessi Padri sinodali
hanno proposto il coordinamento interamericano delle attivit
esistenti nel campo dei mezzi di comunicazione sociale per
aiutare la reciproca conoscenza e cooperazione delle
realizzazioni gi esistenti nel settore. 
La sfida delle sette
73. L'attivit di proselitismo, che le sette e nuovi gruppi
religiosi sviluppano in non poche regioni d'America,
costituisce un grave ostacolo per l'impegno evangelizzatore. La
parola " proselitismo " ha un senso negativo quando riflette un
modo di conquistare adepti non rispettoso della libert di
coloro ai quali si rivolge una determinata propaganda
religiosa. La Chiesa cattolica in America critica il
proselitismo delle sette e, per questa stessa ragione, nella
sua azione evangelizzatrice esclude il ricorso a metodi simili.
Proponendo il Vangelo di Cristo in tutta la sua integrit,
l'attivit evangelizzatrice deve rispettare il santuario della
coscienza di ciascun individuo, nel quale si sviluppa il
dialogo decisivo, assolutamente personale, tra la grazia e la
libert dell'uomo.
Questo deve esser tenuto presente specialmente nei confronti
dei fratelli cristiani delle Chiese e Comunit ecclesiali
separate dalla Chiesa cattolica, stabilite gi da molto tempo
in determinate regioni. I vincoli di vera comunione, anche se
imperfetta, che, secondo la dottrina del Concilio Vaticano II,
queste Comunit gi hanno con la Chiesa cattolica, devono
illuminare gli atteggiamenti di questa e di tutti i suoi membri
nei confronti di esse. Questi atteggiamenti, tuttavia,
non potranno essere tali da pregiudicare la ferma convinzione
che soltanto nella Chiesa cattolica vi sia la pienezza dei
mezzi di salvezza stabiliti da Ges Cristo. 
I successi del proselitismo delle sette e dei nuovi gruppi
religiosi in America non possono essere guardati con
indifferenza. Essi esigono dalla Chiesa in questo Continente
uno studio approfondito, da realizzare in ogni Nazione ed anche
a livello internazionale, per scoprire i motivi per i quali non
pochi cattolici abbandonano la Chiesa. E necessario rivedere i
metodi pastorali adottati, in modo che ogni Chiesa particolare
offra ai fedeli un'attenzione religiosa pi personalizzata,
fortifichi le strutture di comunione e missione ed usi le
possibilit evangelizzatrici che offre una religiosit popolare
purificata, cos da rendere pi viva la fede di tutti i
cattolici in Ges Cristo, attraverso la preghiera e la
meditazione della Parola di Dio opportunamente commentata.
A nessuno sfugge l'urgenza di una tempestiva azione
evangelizzatrice nei confronti di quei settori del Popolo di
Dio che risultano pi esposti al proselitismo delle sette: le
fasce degli immigrati, i quartieri periferici delle citt o i
paesi della campagna privi di una sistematica presenza del
sacerdote e perci segnati da diffusa ignoranza religiosa, le
famiglie di persone semplici provate da difficolt materiali di
vario genere. Di grande utilit si rivelano, anche da questo
punto di vista, le comunit di base, i movimenti, i gruppi di
famiglie ed altre forme associative in cui  pi facile
coltivare relazioni interpersonali di reciproco sostegno
spirituale ed anche economico.
E tuttavia necessario tenere sempre presente il rischio
segnalato da alcuni Padri sinodali: una pastorale orientata in
modo quasi esclusivo alle necessit materiali dei destinatari
finisce per deludere la fame di Dio che hanno questi popoli,
lasciandoli cos in una situazione vulnerabile davanti a
qualsiasi presunta offerta spirituale. Per questo, " 
indispensabile che tutti si tengano uniti a Cristo mediante
l'annuncio kerigmatico gioioso e trasformante, specialmente
quello della predicazione nella liturgia ".  Una Chiesa
che viva intensamente la dimensione spirituale e contemplativa,
e che si prodighi generosamente nel servizio della carit, sar
in maniera sempre pi eloquente testimone credibile di Dio per
uomini e donne alla ricerca di un senso per la propria vita.
A tal fine  quanto mai necessario che i fedeli passino
da una fede abitudinaria, sostenuta forse solo dall'ambiente,
ad una fede consapevole, vissuta personalmente. Rinnovarsi
nella fede sar sempre la via migliore per condurre tutti alla
Verit che  Cristo.
Affinch la risposta alla sfida delle sette sia efficace, si
richiede un adeguato coordinamento delle iniziative a livello
sovradiocesano, allo scopo di realizzare una cooperazione
attraverso progetti comuni che potranno dare maggiori frutti.
La missione ad gentes
74. Ges Cristo ha affidato alla sua Chiesa la missione di
evangelizzare tutte le Nazioni: " Andate dunque e ammaestrate
tutte le Nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ci
che vi ho comandato " (Mt 28, 19-20). La coscienza
dell'universalit della missione evangelizzatrice che la Chiesa
ha ricevuto deve rimanere viva, come ha sempre dimostrato la
storia del Popolo di Dio peregrinante in America.
L'evangelizzazione si fa pi urgente nei confronti di quanti,
vivendo in questo Continente, ancora non conoscono il nome di
Ges, l'unico nome dato agli uomini per salvarsi (cfr At 4,
12). Questo nome, purtroppo,  sconosciuto in una vasta parte
dell'umanit e in molti ambienti della societ americana. Basti
pensare alle etnie indigene tuttora non cristianizzate o alla
presenza di religioni non cristiane come l'Islam, il Buddismo,
o l'Induismo, soprattutto tra gli immigrati provenienti
dall'Asia.
Questo obbliga la Chiesa in America a rimanere aperta alla
missione ad gentes. Il programma di una nuova
evangelizzazione nel Continente, obiettivo di molti progetti
pastorali, non pu limitarsi a rivitalizzare la fede dei
credenti abitudinari, ma deve cercare anche di annunciare
Cristo negli ambienti nei quali  sconosciuto.
Inoltre, le Chiese particolari d'America sono chiamate ad
estendere il loro slancio evangelizzatore oltre le frontiere
continentali. Non possono tenere per s le immense ricchezze
del loro patrimonio cristiano. Devono portarlo al mondo intero
e comunicarlo a quanti ancora lo ignorano. Si tratta di molti
milioni di uomini e di donne che, senza la fede, patiscono la
pi grave delle povert. Davanti a questa povert sarebbe un
errore non favorire un'attivit evangelizzatrice fuori del
Continente con il pretesto che c' ancora molto da fare in
America o nell'attesa di giungere prima ad una situazione, in
fondo utopica, di piena realizzazione della Chiesa in America.
Con l'auspicio che il Continente americano, in sintonia con la
sua vitalit cristiana, partecipi al grande compito della
missione ad gentes, faccio mie le proposte concrete che i Padri
sinodali hanno presentato: quelle cio di " sostenere una
maggiore cooperazione tra le Chiese sorelle; di inviare
missionari (sacerdoti, consacrati e fedeli laici) dentro e
fuori il Continente; di rafforzare o creare Istituti
missionari; di favorire la dimensione missionaria della vita
consacrata e contemplativa; di dare un maggior impulso
all'animazione, alla formazione e all'organizzazione
missionaria ".  Sono sicuro che lo zelo pastorale dei
Vescovi e degli altri figli della Chiesa in tutta l'America
sapr trovare iniziative concrete, anche a livello
internazionale, che portino a realizzare con grande dinamismo e
creativit questi propositi missionari.
CONCLUSIONE
Con speranza e gratitudine
75. " Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo " (Mt 28, 20). Confidando in questa promessa del Signore,
la Chiesa pellegrina nel Continente americano si dispone con
entusiasmo ad affrontare le sfide del mondo attuale e quelle
che il futuro potr presentare. Nel Vangelo la buona notizia
della resurrezione del Signore  accompagnata dall'invito a non
temere (cfr Mt 28, 5.10). La Chiesa in America desidera
camminare nella speranza, come hanno affermato i Padri
sinodali: " Con fiducia serena nel Signore della storia, la
Chiesa si dispone a superare la soglia del Terzo Millennio
senza pregiudizi, n pusillanimit, senza egoismo, senza timore
n dubbi, persuasa del servizio fondamentale e primario che
deve prestare come testimonianza di fedelt a Dio e agli uomini
e alle donne del Continente ". 
Inoltre, la Chiesa in America si sente particolarmente spinta a
camminare nella fede, rispondendo con gratitudine all'amore di
Ges, " manifestazione incarnata dell'amore misericordioso di
Dio (cfr Gv 3, 16) ". La celebrazione dell'inizio del
terzo millennio cristiano pu essere un'occasione opportuna
perch il popolo di Dio in America rinnovi " la sua gratitudine
per il gran dono della fede ",  che cominci a ricevere
cinque secoli fa. Il 1492, al di l degli aspetti storici e
politici, fu il grande anno di grazia per la fede accolta in
America: una fede che annuncia il supremo beneficio
dell'Incarnazione del Figlio di Dio, avvenuta 2000 anni fa,
come solennemente ricorderemo nel Grande Giubileo ormai vicino.
Questo duplice sentimento di speranza e di gratitudine deve
accompagnare tutta l'azione pastorale della Chiesa nel
Continente, permeando di spirito giubilare le diverse
iniziative delle diocesi, delle parrocchie, delle comunit di
vita consacrata, dei movimenti ecclesiali, come pure le
attivit che potranno organizzarsi a livello regionale e
continentale. 
Preghiera a Ges Cristo per le famiglie d'America
76. Pertanto, invito tutti i cattolici d'America a prendere
parte attiva nelle iniziative evangelizzatrici che lo Spirito
Santo va suscitando in ogni parte di questo immenso Continente,
cos pieno di potenzialit e di speranze per il futuro. In
special modo invito le famiglie cattoliche ad essere " chiese
domestiche ", dove si vive e si trasmette alle nuove
generazioni la fede cristiana come un tesoro, e dove si prega
insieme. Le famiglie cattoliche, se sapranno realizzare in se
stesse l'ideale che Dio affida loro, si convertiranno in
autentici focolai di evangelizzazione.
A conclusione di questa Esortazione apostolica, con la quale ho
ripreso le proposte dei Padri sinodali, accolgo volentieri il
loro suggerimento di redigere una preghiera per le famiglie in
America. Invito singoli, comunit e gruppi ecclesiali,
dove due o pi si riuniscono nel nome del Signore, a rafforzare
mediante l'orazione il legame spirituale di unione tra tutti i
cattolici americani. Si uniscano tutti alla supplica del
Successore di Pietro nell'invocare Cristo, che  " la via per
la conversione, per la comunione e per la solidariet in America ":
Signore Ges, ti ringraziamo
perch il Vangelo dell'Amore del Padre,
con il quale sei venuto a salvare il mondo,
 stato ampiamente proclamato in America
come dono dello Spirito Santo
che fa fiorire la nostra gioia.
Ti rendiamo grazie per il dono della tua vita,
che ci hai offerto amandoci fino alla fine:
essa ci rende figli di Dio e fratelli tra noi.
Aumenta, Signore, la nostra fede e l'amore per Te,
che sei presente nei tanti tabernacoli
del Continente.
Concedici di essere testimoni fedeli
della tua Resurrezione
davanti alle nuove generazioni d'America,
perch conoscendoti ti seguano
e trovino in Te la loro pace e la loro gioia.
Solo cos potranno sentirsi fratelli
di tutti i figli di Dio, dispersi nel mondo.
Tu, che facendoti uomo, hai voluto essere
membro di una famiglia umana,
insegna alle famiglie le virt che rifulsero
nella casa di Nazaret.
Fa' che esse restino unite,
come Tu e il Padre siete Uno,
e siano testimonianza viva di amore,
di giustizia e di solidariet;
fa' che siano scuola di rispetto,
di perdono e di aiuto vicendevole,
perch il mondo creda;
fa' che siano sorgente di vocazioni
al sacerdozio, alla vita consacrata
e a tutti gli altri modi
di forte impegno cristiano.
Proteggi la tua Chiesa e il Successore di Pietro,
al quale Tu, Buon Pastore, hai affidato
l'incarico di pascere tutto il tuo gregge.
Fa' che la tua Chiesa fiorisca in America
e moltiplichi i suoi frutti di santit.
Insegnaci ad amare tua Madre, Maria,
come l'amasti Tu.
Dacci forza di annunciare coraggiosamente
la tua Parola
nell'impegno della nuova evangelizzazione,
per corroborare nel mondo la speranza.
Nostra Signora di Guadalupe, Madre dell'America,
prega per noi!
Dato a Citt del Messico, il 22 gennaio dell'anno 1999, 
ventunesimo di Pontificato.
