LA MAGIA
di CECILIA GATTO TROCCHI
ENCICLOPEDIA TASCABILE "IL SAPERE" EDITA DALLA NEWTON COMPTON
VERSIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA EZIO GALIANO
REVISIONE DI MARILENA MARCHINI
Introduzione
1.  Storia della magia
2.  Come costruire una mucca con l'aiuto di Platone
3.  La magia del Rinascimento
4.  Il mondo dei primitivi
5.  Effetto "Quesalid"
6.  Le tecniche dell'invisibile
    a) L'uomo e i suoi elementi
    b) Il fondamento del rituale
    c) Magia sessuale
7.  I dintorni della magia
    a) Astrologia
    b) Alchimia
    c) Stregoneria
8.  Il revival 
9.  La magia oggi
10. Dizionario dei termini magici

STORIA DELLA MAGIA.
Introduzione.
La parola magia, mentre evoca sciami di immagini affascinanti e tenebrose,
sfugge a definizioni esaustive; dovrebbe forse essere collocata nello spazio
dell'immaginario, definito acutamente da J. Michelet come: il luogo di
espressione delle attese e delle aspirazioni collettive. La realt della magia
ruota intorno a questi due concetti: espressione e aspirazione. La messa in
scena del mago, il rituale che si esprime in modi diversi come, poniamo, quello
delle candele rosse per l'incantesimo d'amore, non  che l'espressione,
culturalmente condivisa e significante, dell'aspirazione del cliente a possedere
l'oggetto amato. Nell'immaginario collettivo si esprime la forza e la potenza
intramontabile del rituale magico.
La magia si presenta cos come un'ideologia e una prassi che ha come scopo di
dominare le forze della natura (persone comprese) servendosi di apposite
cerimonie. Parti di questa prassi come l'astrologia, la teurgia, la negromanzia
sono state inventariate e ordinate in sistemi pi di cinquemila anni fa in
Egitto e in Mesopotamia, sono poi tracimate nell'elaborazione ellenistica
dell'ermetismo a cui si affianc l'alchimia. Nella magia confluiscono fenomeni
diversi: dalle procedure spicciole delle fattucchiere di campagna alla poderosa
costruzione teorica della magia naturale del Rinascimento che cadde sotto i
colpi della polemica razionalista di Francesco Bacone.
Studiosi di varia estrazione hanno definito il pensiero magico uno: scandalo
concettuale, un'entit paradossale che la riflessione antropologica non ha
cessato di analizzare arrivando a conclusioni contraddittorie e sconcertanti.
Molti studiosi di scienze sociali sono rimasti affascinati dal sapere magico e
dalle tecniche rituali, e ne hanno tralasciato intenzionalmente i risultati e
gli effetti. Personalmente ritengo, come Lvi-Strauss, che il potere della magia
risieda nell'efficacia simbolica della sua ritualit. Definita da Hubert e
Mauss: una gigantesca variazione sul tema del principio di causalit (quindi
deterministica fino allo spasimo) la magia non si lascia ridurre a nessuna delle
categorie che la riguardano: il naturale, l'antinaturale, il soprannaturale.
I padri fondatori dell'antropologia si chiedevano se l'ideologia magica fosse
una tappa dell'evoluzione del pensiero o piuttosto una dimensione universale di
esso, se prefigurasse la scienza o non fosse piuttosto un procedere alternativo
rispetto alla razionalit o addirittura una patologia mentale.
Il concetto di magia deriva dall'idea unitaria della realt che non  scissa in
fisica e spirituale: gli di, i defunti, la natura e gli uomini non appartengono
a due piani distinti ma ad una sfera unica energetica, fluida, multiforme e in
perfetta permeabilit. Tale realt  ordinata gerarchicamente ed  retta dal pi
assoluto determinismo. Questa ideologia che vanta pi di cinquemila anni 
pienamente condivisa da maghi, occultisti ed esoterici contemporanei.
Pur nella sua eterogeneit, la magia presenta quindi una vischiosit di base che
la rende identificabile e la definisce come tale ed esercita un fascino
inesauribile sui soggetti della nostra specie.
L'interesse antropologico per la magia mi ha portato in Africa sulle coste del
Ghana in un villaggio lambito dalla foresta equatoriale. L lo stregone Holusi
evocava gli spiriti dei morti, lanciava sortilegi dall'effetto ritenuto
immancabile, guariva le malattie, uccideva i nemici con la forza del pensiero,
sputando sulla loro effigie. A poche miglia di distanza, a Larteh, la stregona
Oparabea non era da meno: aveva per una clientela assai pi vasta e
qualificata. Facevano anticamera nel suo tempio, oltre ai derelitti locali,
afroamericani venuti in jet da Detroit e da Chicago. Costoro erano operai
specializzati, boxeur, meccanici di alta precisione, giocatori di pallacanestro,
tecnici industriali, membri della classe agiata nera in ascesa. Perch venivano
in uno sperduto villaggio africano per farsi guarire dall'esaurimento nervoso o
per farsi scegliere la moglie da una monumentale stregona, invasata dallo
spirito della dea Oxun? Giustificai il fenomeno pensando alla persistenza
indomabile delle proprie radici culturali, finch non andai in Brasile dove
bianchi di origine portoghese, italiana, ebraica e persino tedesca, oltre a
partecipare assiduamente ai culti di possessione, ricorrevano alle prestazioni
delle madri di santo africane e dei babalorixas (ovvero padri del segreto)
legittimi proprietari dell'axe, la forza magica che tutto risolve o che scatena
la negativit della macumba.
Ancora pi enigmatico fu per me il caso di Cuba ove mi sottoposi all'iniziazione
per ricevere il Cof, l'oggetto magico della divinazione, e i Guerrieri, feticci
di divinit-spiriti che si dovevano proteggere. Si trattava sempre di magia
africana, rifiorita nel suolo caraibico dopo la tratta degli schiavi. A Cuba ero
circondata da chimici e attori, maestri elementari e danzatrici di razza
spagnola, discendenti cio dei conquistadores sterminatori degli Indios, ormai
riscattati dall'antica violenza per merito degli eroi nazionali e del marxismo
populista di Fidel Castro. Costoro si sottoponevano con zelo ai rituali africani
e diventavano essi stessi sacerdoti della  "santeria"  per proteggersi dalla
malasorte, per curare malattie ritenute inguaribili, per riconquistare amori
perduti, per onorare le potenze degli di africani, sincretizzati con i Santi
cristiani.
Devo dire che durante il rituale, quando Opatereo, il babalao, decapit il gallo
e me ne ficc in bocca il collo sanguinante che ancora palpitava, costringendomi
a bere il sangue caldo e dolciastro, fui colta da un attacco di etnocentrismo,
anche se non ricordai esplicitamente i vertici della teologia di San Tommaso.
Dormii tre notti per terra su un letto di erbe raccolte per me durante il
plenilunio allo scopo di purificarmi, ma commisi l'infrazione di aprire la
pentola oscura che costituisce il cuore del segreto.  la nganga, il fondamento
del potere magico del santone, circondata da dodici tab. L'aprii lo stesso e
dovetti soffocare un grido: la testa di un morto mi guardava con occhiaie vuote.
Aveva ancora attaccati brani di cuoio capelluto e pezzi di pelle rinseccolita,
era circondata da piume multicolori, rami, foglie, coleotteri morti di vario
tipo, terra colorata, conchiglie, ossa che parevano di animali. Non solo i
bianchi credevano fervidamente nel potere della magia, ma tenevano anche in casa
roba del genere... Da allora fumo ogni sabato un sigaro per la dea Oxun, la
graziosa mia protettrice e madre, e non metto pi in dubbio la forza e la
potenza delle tradizioni magiche.

1. Storia della magia.
Sembra che persino le pitture del paleolitico superiore, rinvenute nelle caverne
pi oscure, avessero delle finalit magiche. L'idea fondamentale che l'essere
umano possa condizionare, con pratiche adeguate, la realt esterna,  il punto
costitutivo e fondante delle credenze magiche. Nel mondo egizio, assiro, fenicio
e persino ebraico le arti magiche erano presenti e operanti. Scongiuri
propiziatori, incantesimi e sortilegi, divinazione, fatture e controfatture
hanno seguto l'umanit da tempo immemorabile. Se risaliamo all'antico Egitto
troviamo una societ intera fortemente intrisa di credenze occulte: pi di
settemila anni fa i maghi del Nilo definirono la magia come l'arte di rendere
obbediente la realt ai voleri del soggetto. Questa arte si chiamava hike ed
entrava in gioco quando la natura si mostrava recalcitrante di fronte alle
richieste degli umani. Gli stessi di altro non erano che esseri superdotati di
hike: Iside ha mantenuto fino al quarto secolo d.C. le caratteristiche di grande
maga; basta controllare i papiri greci sull'argomento. Thot, che si sincretizz
con Hermes Trismegisto, era un dio dotato di poteri: dalla sua figura si gener
la corrente magico-teurgica dell'ermetismo.
Nell'area linguistica greca, il termine mago venne impiegato da Erodoto per
definire un sacerdote di una trib, anzi di una casta, dei Medi e Persiani.
Costoro erano i magi dotati di poteri extra-ordinari come interpretare i sogni,
avere visioni e identificare presagi che potevano determinare l'inizio di una
spedizione guerriera. La parola mago definiva un personaggio di una trib
consacrata che aveva delle funzioni particolari.
Bisogner attendere la met del quarto secolo a.C. per trovare la parola mageia
utilizzata dai Greci, cos come ancora noi la utilizziamo, riferita cio a un
corpo di dottrine prodottesi dall'incontro delle tradizioni arcaiche e
dell'insegnamento portato in Grecia dai Persiani, con Zoroastro come istruttore
mitico. Sia per i Greci che per i Romani la magia divent un insieme di pratiche
rituali aventi come scopo di modificare l'ordine previsto delle cose e di
ottenere miracoli che il supplicante o l'operatore non potevano attribuire agli
atti religiosi. Porfirio nel terzo secolo d.C. ci d una lista di fatti
mirabolanti attribuiti ai maghi: si tratta di far discendere la Luna dal cielo,
di resuscitare i morti, di far parlare gli animali e le pietre, di far camminare
le statue, di trasformarsi e trasformare gli altri, di uccidere a distanza.
Le pi antiche leggi del diritto romano puniscono i crimini attuati con mezzo
magico. Tale fatto disvela la diffusa credenza nella magia che assume sempre pi
le tinte fosche della stregoneria o magia nera. Nelle opere di Plinio il Vecchio
abbiamo un ampio repertorio sulla magia con descrizioni dettagliate di attivit
occulte tratte anche da autori greci. Plinio ci documenta l'usanza nefas di
servirsi delle ossa del cranio di un malfattore per curare alcune malattie,
oppure di usare il fiele umano contro le cateratte, testimoniando l'uso di
sacrifici umani a scopi magici. Orazio ci racconta un intero rituale: la strega
Canidia, per preparare un filtro d'amore, prende un ragazzetto e gli toglie
l'amuleto fallico o bulla che portava al collo: lo sfortunato sar l'oggetto del
crimine. Con i capelli sciolti, inghirlandata di piccoli serpenti, Canidia
ordina ai suoi aiutanti di prendere fichi selvatici nati in un cimitero,
cipressi funebri, uova e penne di una strige, e di mescolare il tutto con sangue
di rospo, erbe della Tessaglia e ossa sottratte a una cagna affamata.
Gli aiutanti della strega scavano un buco nella terra dove pongono il ragazzo
che morir lentamente sepolto fino al collo, mentre guarda il cibo che non pu
raggiungere. A morte avvenuta la strega gli prender le midolla e il fegato per
un filtro d'amore. In un'altra poesia Orazio ci descrive Canidia con un mantello
nero svolazzante e con i capelli scarmigliati che ulula insieme a Sagana, una
strega pi potente di lei. Terribili a vedersi, le due donne scavano il terreno
con le unghie, poi sbranano e fanno a pezzi con i denti un agnello nero. Il
sangue raccolto  versato in un fosso da cui esse fanno emergere gli spiriti dei
morti perch diano i loro oracoli. Le streghe poi tirano fuori due statuine, una
di lana alta, imponente, che rappresenta Canidia e l'altra di cera pi piccola
che rappresenta il suo amante infedele. Le streghe evocano Ecate e Tisifone, due
divinit preposte ai rituali di negromanzia, mentre serpenti e cani infernali
girano loro intorno; seppelliscono una pelle di lupo mentre gettano nel fuoco
l'immagine di cera al fine di far morire l'amante infedele.
Anche Virgilio, che mantenne fama di occultista per tutto il Medioevo,
nell'egloga ottava richiama i principali elementi della magia d'amore: descrive un
altarino su cui bruciare aromi afrodisiaci e ripete un incantesimo da recitare
segretamente.
Il compendio forse pi interessante di magia latina,  l'opera di Apuleio:
Metamorfosi (detto posteriormente L'asino d'oro) ove si narra di Panfila, una
maga potentissima che utilizzando un olio speciale e una lampada magica sa
trasformarsi in gufo. Panfila  maestra nel fabbricare filtri d'amore, conosce
tutti gli incantesimi da recitare sulle tombe,  in grado di mandare la luce
della Luna nel mondo sotterraneo per ricavare responsi e divinare il futuro.
Testimoniati in ogni cultura sono anche gli amuleti da portare addosso contro
mali di vario genere, mentre un numero sterminato di talismani venivano adoprati
per i rituali. La confusione fra magia positiva e stregoneria (o magia nera) non
si chiarisce nei secoli, anzi, con l'affermarsi del cristianesimo l'accento si
pone pi specificatamente sulle pratiche negative, viste come arti eccezionali
raggiunte e attuate con l'aiuto dei demoni. Pagani e cristiani si scambiano
reciprocamente l'accusa di praticare magie malefiche. Il pagano Celso accusa gli
ebrei, Ges e tutti i cristiani di negromanzia; a sua volta Origene, nella
famosa opera contro Celso, accomuna in una stessa condanna maghi, idolatri e
pagani. I Padri della Chiesa considerano la magia come una menzogna, non
necessariamente nel senso che le arti magiche siano senza efficacia, ma nel
senso che maghi e stregoni producono i loro effetti evocando e utilizzando
quelle forze negative, menzognere e demoniache che Cristo aveva posto sotto la
sua signoria. L'esercizio delle arti magiche significa quindi non riconoscere il
messaggio di salvezza del Cristo e intrattenere un rapporto privilegiato con
Satana, scavalcando, in un certo senso, Dio. La magia diventa la decisione di
prolungare l'efficacia dei demoni oltre i limiti concessi al tempo della
salvezza, iniziatasi con Cristo al di l dei mezzi sacramentali trasmessi da
Ges alla sua Chiesa. Questa tendenza ad assimilare la magia alla negromanzia
non  pero unitaria.
Per S. Agostino, profondamente intriso di neoplatonismo, esiste ancora una
interessante distinzione tra magia perversa e magia benefica atta a purificare
l'anima e prepararla a ricevere spiriti buoni che la conducono fino alla visione
beatifica di Dio.
Per non peccare di ellenocentrismo va ricordato che nel mondo religioso
germanico, contrariamente a quanto si pu credere, ad apparire con maggiore
evidenza non sono i valori guerrieri o virili, bens la magia. Gli di del
pantheon germanico non cessano di trasformarsi, sdoppiarsi, prodigarsi in
affascinazioni (nel senso proprio della parola) e in malefici. Lo stesso Thor,
personaggio in apparenza cos poco conciliabile con quest'ordine d'idee,
incanta, esorcizza, resuscita. Le sue avventure si sviluppano nel paese della
magia per eccellenza, presso Loki  "dei recinti esterni". Le saghe delle famiglie
reali non si concepiscono senza un arsenale molto complesso di pratiche occulte.
Spesso le saghe non sono che cataloghi di riti con un numero impressionante di
scongiuri, malefici, sortilegi e incantesimi. Odino, il capo del pantheon
germanico,  il dio della magia per eccellenza. Anche senza affermare che si
tratta esclusivamente di un parven nord-asiatico di origine sciamanica, 
incontestabile che la potenza di Odino deriva dalla sua pratica della magia
nera. Migrazione di anime, continui passaggi dal mondo naturale a quello
soprannaturale, terrori e urla sacre, conoscenza degli arcani del passato e del
futuro, oggetti benefici o malefici dalle propriet straordinarie, trans,
letargie e reincarnazioni di ogni tipo, il tutto acquisito a prezzo di prove, di
iniziazioni difficili e dolorose: le fonti sulla cultura germanica non fanno che
confermare questa realt e la presenza di due mondi, il naturale e lo
spirituale. La funzione della magia per i germani era quella di liberare le
forze occulte possedute dalle potenze superiori. La maga delle tradizioni pi
tarde, o volva, mantenne tratti decisamente primitivi: poteva comandare agli
elementi, scatenare la tempesta o l'uragano, mandare la sua anima in
perlustrazione nelle oscure regioni dell'Ade. L'insieme delle pratiche magiche
del germanesimo confermano la suprema importanza che aveva il mondo
ultraterreno, spirituale, divino rispetto a quello umano e la continua osmosi
che si stabiliva fra i due domini. Queste ampie e complesse  "regioni oscure"
contribuirono a sviluppare nel cristianesimo un'ostilit nei riguardi della
magia ancora una volta connessa con il paganesimo non solo greco ma anche
germanico.
I vari temi della polemica antimagica del cristianesimo trovano la loro
sistemazione pi completa nella Summa di Tommaso d'Aquino e acquistano un
prestigio storico che perdura ancora oggi. Per San Tommaso l'eventuale
efficacia delle arti magiche deriva dal residuo potere concesso da Dio ai
demoni dopo l'avvento del Cristo. Chi sceglie questa efficacia residua si pone
anche involontariamente in contrasto con il trionfo del Cristo sulle tenebre e
sull'ordine cosmologico del cristianesimo. Tale posizione ideologica non imped
alla magia di continuare ad esistere. Il rapporto tra arti magiche e idolatria 
comunque un punto di grande interesse che gli autori cristiani hanno evidenziato
in tutta la sua complessit. L'intervento diretto del mago sulla natura
prescinde dalla realt religiosa, prescinde dalla concezione di un Dio personale
a cui solo  dovuto il potere di agire sull'ordine naturale delle cose e sulle
leggi che presiedono ai processi del reale.

2. Come costruire una mucca con l'aiuto di Platone.
Considerata la condanna pressoch unanime della Chiesa nei riguardi delle
pratiche magiche, sembrerebbe che il Medioevo (dominato da una visione religiosa
della vita) fosse un periodo fondamentalmente asettico nei riguardi
dell'occultismo. Alcuni storici sono orientati ad affermare che nel Medioevo
l'occultismo si limitasse genericamente alla bassa magia delle fattucchiere e
sostengono che la grande magia si diffuse e si afferm nel Rinascimento. 
stato scritto di recente che in fatto di magia il Medioevo avrebbe dimostrato
molta moderazione: non soltanto per l'ostilit ecclesiastica ma soprattutto per
il carattere della cultura medioevale, rattrappita negli schematismi logici
della Scolastica. Ma le cose non andarono affatto cos.
Alla fine del 12esimo secolo il mondo occidentale fu invaso da una produzione
libresca particolare sufficiente a formare una vasta biblioteca: si trattava di
opere di magia, di alchimia, di astrologia che circolarono sotto i nomi falsi ma
venerabili di Salomone, di Platone e di Aristotele, tradotte e compilate da
scrittori o intermediari arabi. Intellettuali e studiosi del tempo imitarono,
commentarono e plagiarono con una costanza inesauribile fino a tutto il secolo
16esimo, e oltre, questa produzione. Si trattava di una letteratura dotta che si
rivolgeva a uomini dotti. Possiamo citare alcuni di questi testi fondamentali
come: l'Introductiorum di Albumasar, la Tetrabiblos di Tolomeo con i commenti di
Avenroda, il famosissimo Picatrix e il misterioso e interessantissimo Liber
Vaccae o Libro degli esperimenti, detto anche Libro delle leggi di Platone. Si
tratta di uno dei pi curiosi testi di pratiche magiche su cui torneremo pi
tardi.
La cultura magica ha comunque rappresentato per tutto il Medioevo un'insidia
affascinante che riusc quasi sempre a insinuare qualche spunto sovvertitore
nelle costruzioni pi organiche e rispettabili. Avicenna, la cui presenza nel
pensiero medioevale non sar mai valutata abbastanza, concludeva uno dei suoi
libri pi importanti con una sezione intera dedicata ai segreti e ai prodigi sui
quali del resto aveva steso un'opera memorabile. Il consiglio di Avicenna (che 
valido per tutti) fornisce una linea di condotta molto interessante a proposito
dei prodigi magici:  "guardati bene dal far pompa di spirito critico trincerandoti
dietro un puro e semplice rifiuto, sarebbe leggerezza e debolezza... Buona linea
di condotta  lasciare tali fatti nel dominio del possibile, finch non te ne
allontani una dimostrazione solida. Ma ricordati che la natura  piena di
meraviglie, che le forze attive si uniscono alle disposizioni passive per dar
luogo a fatti straordinari".
Tutto il Medioevo  cos trasversalmente percorso dalla convinzione che vi  una
zona dell'essere in cui sono possibili operazioni straordinarie oltre l'ordine
prestabilito, mirabili operazioni naturali compiute attraverso azioni spirituali
in cui l'uomo  l'artefice e promotore in quanto connette con forze nuove le
energie del cielo con le potenze degli elementi. E questo  veramente il punto
fondamentale, il centro di tutte le ricerche e preoccupazioni: acquistare per
l'uomo un sapere che sia potenza. Si legge nel Picatrix che la scienza, ossia la
conoscenza magica,  un processo senza fine che viene sempre accrescendosi e che
ha potere meraviglioso, sconfinato. Nel Picatrix, che  forse il manuale magico
pi importante del Medioevo,  espressa una concezione dell'uomo e del suo posto
nel mondo che durer per secoli: l'uomo-microcosmo  capace di agire operando
nuove combinazioni, ossia nuove convergenze di forze e la scienza suprema  la
magia, cio la potenza di regolare, dominare, trasformare uomini e cose.
Nel 12esimo secolo quando si dice magia, si intende anche astrologia e alchimia ad
essa indissolubilmente connesse: l'opera magica non d alcun effetto se non 
compiuta nell'ora conveniente e in un determinato punto della situazione
celeste. Tutti i testi sottolineano fino alla noia la comunione dell'uomo con il
Tutto che  il preludio alla conoscenza e alla trasformazione del Tutto. Si
tratta in fondo di una umanizzazione del cosmo entro il quale si d una vita
umana alla natura, agli animali, piante, pietre e alle stesse stelle. Come
l'uomo che torna a casa  pronto a far del bene, cos le stelle che tornano nel
loro domicilio (ossia nella costellazione in cui primariamente si trovavano
quando si mosse la grande macchina del mondo) sono felici e mandano raggi
benefici. Il cielo degli astrologi medioevali riflette in proporzioni smisurate
il mondo umano con tutte le sue passioni, le sue vicende, i suoi scontri e le
sue angosce. Gli astri si amano, si odiano, si accoppiano, si combattono, si
inseguono, si assediano e si bruciano. L'unit profonda fra uomo e cosmo si
traduce in una corrispondenza precisa, a volte impressionante. I libri di
Tolomeo contengono la famosa sentenza che va innanzi a tutti i manuali di
astrologia:  "Il sapiente vincer le stelle".  Questo straordinario motto va visto
all'interno di una realt omologa: il sapiente, conoscendo il costume dei cieli,
le zone, i climi, gli influssi, corre ai ripari con accorgimenti tattici, con
preghiere, riti, talismani, ossia contrapponendo alla forza delle stelle la
propria forza, alla minaccia astrale i propri scongiuri, alle insidie delle
congiunzioni l'astuzia dei suoi rituali.
In un mondo culturale come il Medioevo che appare fissato in forme prestabilite,
contemplate e riconosciute come una sapienza venerabile, tradizionale e
inamovibile, la potenza della magia che gareggia con Dio, si manifesta come
spinta potente che vuole travolgere e mutare. 0 in questo contesto che va
citato di nuovo il Libro delle leggi di Platone, il Liber Vaccae Platoniane,
ovvero Libro degli esperimenti. Esso ci viene, come molte opere magiche del
tempo, dagli arabi di Harran. Costoro conoscevano a fondo la magia talismanica
ereditata dai Sabei, a loro volta profondamente intrisi di ermetismo ellenistico
con tutti i suoi aspetti filosofici, religiosi e magici. La terra di Harran
raccoglie tra i suoi sapienti l'eredit della cosmologia gnostica ed ermetica.
Il testo  attribuito impropriamente a Platone, ma tale impropriet non  del
tutto arbitraria. Citato da Guglielmo di Alvernia nel 1220, il Liber Vaccae fa
riferimento all'idea platonica dell'anima e alle modalit di unione dell'anima
stessa con il corpo. Il testo insegna ad agire imitando il Demiurgo per attuare
l'unione tra la materia e lo spirito, l'anima e le forme. Queste capacit
magico-demiurgiche vengono finalizzate soprattutto per generare artificialmente
piante, animali e uomini caratterizzati ovviamente dai tre tipi di anime: le
piante con l'anima nutritiva, gli animali con l'anima sensitiva e l'uomo con
l'anima razionale. Le procedure sono assai complesse e misteriose: partono dalla
riflessione sulla generazione spontanea di insetti e piccoli roditori. Da queste
determinazioni di zoologia, si passa ad elaborate ricette che propongono
modalit sacrali e misteriose atte a dare vita ad animali (come la mucca) o
altri esseri animati che possono essere omuncoli e persino demoni.
Non sveleremo l'arcano degli scongiuri e delle purificazioni per mantenere
intatto l'alone di mistero che ha circondato questo libro magico fino alle
soglie dell'et moderna. Vorremmo solo sottolineare che Marsilio Ficino e
Cornelio Agrippa, grandi cultori della magia rinascimentale, citano ampiamente
il Liber Vaccae Platoniane sia per confutarlo che per sottolineare che
attraverso di esso che alcune attivit straordinarie di magia sono prodotte. La
possibilit di costruire con l'aiuto di Platone mucche e vari animali 
considerata comunque una attivit nefasta che vola profondamente le leggi della
natura e che pu essere realizzata solo Satana volente.

3. La magia nel Rinascimento.
Alla met del '400 Marsilio Ficino aveva tradotto in latino il Corpus dei
Dialoghi di Platone, le Enneadi di Plotino, testi di Proclo, Porfirio, Giamblico
e di un Padre della Chiesa di straordinario interesse: Dionigi l'Aeropagita.
Inoltre tra il 1463 e il 1464 Ficino tradusse i 14 trattati del Corpus
Hermeticum. Quei testi, che ebbero una vastissima risonanza, risalgono al secondo
secolo d.C., ma dal Ficino e dagli studiosi del Rinascimento furono attribuiti
al leggendario Hermes Trismegisto, fondatore della religione degli Egiziani,
contemporaneo di Mos e indiretto maestro di Pitagora e di Platone. La grande
rinascita della magia nel tardo '400 e nel '500 e la persistenza dell'ermetismo
nella cultura europea del '600, sono dovuti a questi testi. Tutta l'eredit
magica-alchemica-astrologica del pensiero medievale veniva in tal modo inserita
in un vasto e organico quadro platonico ed ermetico. In questo ambito ci
allontaniamo vorticosamente dalla magia nera, dalle forme di stregoneria
stigmatizzate da Orazio e dai Padri della Chiesa. Nella magia rinascimentale
dominano la tendenza a cogliere l'unit che  nel profondo sottesa alle
differenze, l'aspirazione a conciliare le contraddizioni, la visione di un
universo ordinato secondo gradi di perfezione, l'esigenza di un itinerario
dell'anima verso un totale possesso dell'Uno-Tutto. Il mondo  immagine e
specchio di Dio e l'uomo  l'immagine e lo specchio del mondo, per questa sua
posizione privilegiata l'uomo  in grado di cogliere e di rivelare segrete
corrispondenze. Il mago  colui che sa penetrare entro questa realt
infinitamente complessa, entro questo sistema di relazioni armoniche che
rimandano al Tutto e dentro le quali il Tutto  racchiuso. Questa grandiosa
costruzione unisce e mescola il neoplatonismo con l'astrologia, l'alchimia, la
magia come gi nel Medioevo. Queste tre realt hanno differenti origini storiche
ma sono difficilmente isolabili perch vengono a confluire in un unico contesto
mitico-religioso. Non possiamo pensare a tre diverse discipline nel senso
contemporaneo del termine.
Come abbiamo visto, gi nel Medioevo esisteva una connessione strettissima tra
le pratiche magiche e alchemiche e l'ora e il tempo nel quale venivano
effettuate. La natura non  considerata una materia unica e omogenea che riempie
lo spazio ma una realt vivente che ha in s un'anima, una volont, un principio
di attivit interno e spontaneo. Quest'anima-sostanza, spesso definita Anima
mundi,  come per i filosofi della Ionia del quinto secolo a.C.:  "piena di demoni e di
di". Ogni oggetto del mondo  ricolmo di significati e di correlazioni nascoste
che lo legano al Tutto. Le stelle sono considerate come viventi animali divini.
La vera natura del sapiente che si identifica con il mago  quella di colui che
conosce le catene che discendono dall'alto e sa costruire, attraverso
incantesimi, immagini, numeri, nomi, suoni, accordi e talismani, un'ininterrotta
catena di realt collegate tra loro. Il grande elemento catalizzatore di tutte
queste operazioni  poi l'Amore che stringe fra loro le varie parti del cosmo.
Queste appaiono a Marsilio Ficino:  "collegate le une alle altre in una sorta di
reciproca carit, membra di un solo animale, reciprocamente unite dalla
comunione di una sola natura".
Cinquanta anni pi tardi Cornelio Agrippa di Nettesheim pubblica nel suo testo:
De incertitudine et vanitate scientiarum, una definizione della magia sulla
quale occorrer riflettere. La magia naturale per Cornelio Agrippa, distinta da
quella nera o demoniaca,  "contempla la forza di tutte le cose naturali e celesti,
considera il loro ordine, congiunge le cose inferiori con le superiori e le
attive con le passive"  in modo tale che "spesse volte ne nascono stupendi
miracoli, non tanto per l'arte quanto per la natura alla quale quest'arte si d
per ministra". I maghi sono diligenti esploratori del mondo, in grado di produrre
effetti che anticipano quelli che la natura  in grado di produrre da sola, come
se qualcuno facesse nascere rose nel mese di gennaio.
Secondo questa vasta corrente (che partendo da Marsilio Ficino attraverso Pico
della Mirandola arriva al nostro Cornelio Agrippa), le operazioni del mago non
sono contro natura ma provengono da essa stessa. I miracoli della magia sono in
senso etimologico: "cose degne di essere ammirate", non sono violazioni delle
leggi del cosmo. Questi stessi temi si ritrovano nell'opera di Giambattista
Della Porta (1558) in cui si considera la magia la filosofia della natura e
l'arte portate a compimento. Le operazioni magiche appaiono miracolose perch le
loro cause sono note all'operatore e ignote allo spettatore: non a tutti  dato
di conoscere la natura e di dominarla.
Per giungere ad essere mago e per praticare l'arte,  necessario che l'uomo
arrivi a partecipare ad un principio che  superiore alla sua natura. Le
tecniche magiche come quelle alchemiche sono contemporaneamente una via per
operare sul mondo ma soprattutto un processo di rigenerazione mistico-religiosa.
La conoscenza magica  anche redenzione. Il processo che conduce al
raggiungimento della perfezione individuale coincide con quello che conduce al
dominio sulla natura e non a tutti  dato di raggiungere tale perfezione. Le
virt fondamentali per lo studioso, il sapiente, il mago, sono la disciplina
ascetica, il distacco dal mondo, l'ascolto della parola del maestro,
l'illuminazione, la capacit di sollevarsi a un livello inattingibile ad altri
uomini. Entro tale ottica nascono e si intrecciano temi che compaiono in
moltissimi testi e che vengono ripresi da autori diversi e lontani nel tempo, ma
che rappresentano sicuramente degli elementi costanti.
Per Cornelio Agrippa la segretezza della Verit, e delle procedure che
consentono di raggiungerla,  presentata connessa alla distinzione fra uomini
divini e uomini mortali: confidare al volgo parole impregnate della maest
divina  un'offesa alla religione. E Cornelio Agrippa cita la tradizione antica
secondo la quale Platone imped la divulgazione dei misteri, Pitagora e Porfirio
obbligarono al silenzio i loro discepoli, Orfeo e Tertulliano esigevano il
giuramento di segretezza. Chi infrangeva questi divieti subiva delle gravi
ritorsioni come quel tal Teodoto che divenne cieco per aver tentato di penetrare
i misteri del misticismo ebraico. Plotino, Origene e gli altri discepoli di
Ammonio Sacca giurarono di non divulgare il verbo del maestro. Secondo questa
visione ogni esperienza di magia detesta il pubblico, vuole essere nascosta, si
fortifica nel silenzio, e viene distrutta ove venga dichiarata.
Se volessimo scegliere un tipo ideale di mago rinascimentale dovremmo forse
rivolgerci a Pico della Mirandola. Questo straordinario studioso (proverbiale
per la sua memoria) aveva dell'ideale magico una visione estremamente
interessante. La magia naturale  l'aspetto pratico e pi nobile della scienza:
non c' alcuna virt potenziale o separata, sia in cielo che in terra, che il
mago non possa mettere in atto ed unire. I prodigi dell'arte magica non sono
operati se non dalla congiunzione e dall'attuazione di quelle forze che esistono
in embrione e disgiunte nella natura. Nella famosa Orazione sulla dignit
dell'uomo Pico afferma che:  "il mago, scrutando il consenso dell'Universo,
esplorato il mutuo rapporto delle cose e recando ad ogni cosa le adatte lusinghe
(questi sono i sortilegi del mago) porta alla luce i miracoli nascosti nel
mondo, nel grembo della natura, nei misteri di Dio". Pico connette il
neoplatonismo con la Cabala ebraica, affermando che nessuna operazione di magia
che abbia una qualche efficacia pu essere realizzata se non  riferita a
un'opera della Cabala implicita o esplicita. La Cabala (in ebraico Kabbal,
tradizione)  la vasta e complessa elaborazione della mistica giudaica
medioevale. Essa vede la Torh (l'Antico Testamento) come l'espressione
simbolica e vivente del mistero di Dio. Ogni parola, ogni lettera dell'alfabeto
ebraico presente nella Torh racchiude un segreto potente. Occorre quindi
permutare il valore numerico delle lettere, scambiarlo, moltiplicarlo e
dividerlo per arrivare alla conoscenza segreta, sepolta nella magia della
parola. Il fine della speculazione kabbalistica resta la contemplazione di Dio,
la percezione segreta del Suo mistero, anche se molte attivit di decifrazione
ebbero come scopo l'evocazione degli angeli, la creazione di amuleti e
talismani, esorcismi e scongiuri.
Pico era convinto che parole e formule sono efficienti in magia solo se
pronunciate in ebraico, la lingua originaria di Dio, come sono efficaci i
numeri, le cifre e le lettere. Nella sua Orazione Pico distingue tra due tipi di
magia e ammette che al-Kindi, Ruggero Bacone e Guglielmo di Parigi lo avevano
preceduto nella concezione della magia naturale. Egli fonde insieme ellenismo e
filosofia ebraico-cristiana, affermando ad esempio che nella magia naturale non
esiste nulla che sia pi efficace degli Inni Orfici: i nomi degli di cantati da
Orfeo non sono quelli di demoni ingannatori, ma quelli di virt umane e divine
distribuite dal vero Dio per l'utilit dell'uomo. Per quanto riguarda la Cabbala
ebraica, Pico sostiene persino che essa suggerisce la dottrina cristiana della
Trinit e mette in grado di predire gli eventi futuri; congiunta all'astrologia
ha provato che dall'avvento del Cristo i segreti del tempo sono attingibili da
chi pratica la virt ed  puro di cuore. Pico  ben consapevole che l'operatore
cabbalistico imprudente corre pericolo di morte da parte degli spiriti. Egli
accetta l'esistenza di tre mondi paralleli: l'angelico (che  intellettuale e
invisibile), il celestiale e il sublunare (o degli elementi naturali). Questi
tre mondi sono mirabilmente prefigurati da Mos nella sua costruzione del
Tabernacolo.
Il mondo sublunare  regolato dai corpi celesti e questi sono governati dagli
angeli. Il mondo al di sotto della Luna (quello in cui noi miseramente viviamo),
 corruttibile, mentre i cieli al di sopra di esso sono incorruttibili. Le acque
oltre il firmamento sono pensieri di cherubini. L'uomo  un microcosmo perfetto:
l'anima razionale  chiamata cielo. Infatti Aristotele chiama Cielo un animale
che muove se stesso: la nostra anima, come dimostrano i platonici,  una
sostanza che muove se stessa. Inoltre il cielo  circolare e anche l'anima 
circolare. Anzi, come scrive Plotino, il cielo  un cerchio perch la sua anima
 un cerchio. I cieli si muovono circolarmente, l'anima razionale, andando dalle
cause agli effetti e ancora ritornando dagli effetti alle cause ruota in
un'orbita di ragionamento. Siamo nel regno delle analogie, delle corrispondenze,
delle metafore poetiche...
Una distinzione fondamentale condivisa da tutti i filosofi del Rinascimento 
quella tra magia naturale e magia cerimoniale. Giovambattista Della Porta
descrive la magia naturale come un insieme di procedure che agiscono attraverso
qualit o propriet segrete delle cose. Le forze attraverso le quali la magia
raggiunge i suoi effetti sono presenti in natura. In tale ambito  presente
l'osservazione e l'esperimento come nella scienza attuale. La magia cerimoniale
invece fa uso di riti, incantesimi, nomi sacri (spesso cabalistici), caratteri e
simboli mistici, di vapori e oggetti rituali di vario tipo come i talismani. Il
mago pu invocare non solo le persone della Santissima Trinit, ma anche altri
di, attraverso i quali il Dio Supremo esprime la sua volont. Prima delle
invocazioni il mago deve prepararsi con il pentimento, l'espiazione, il digiuno,
le abluzioni, la meditazione. In questo ambito  possibile scivolare verso la
tentazione di invocare i demoni o addirittura di stringere un patto con essi
proprio come accadde a Faust con Mefistofele. Tra la magia naturale e quella
cerimoniale sta la magia celeste ampiamente descritta da Marsilio Ficino e da
Cornelio Agrippa, che vede i cieli e le forze astrologiche come dotate non solo
di raggi e di calore, ma di intelligenza e volont.
Va sottolineato comunque che alle soglie dell'et moderna, magia naturale e
scienza sperimentale hanno formato un intreccio non facilmente districabile. Una
figura incarna emblematicamente questo intreccio: Paracelso, nato in Svizzera nel
1493. Nella sua vita movimentata e avventurosa, peregrin a lungo per tutta
l'Europa sollevando dibattiti, polemiche e discussioni. Nel 1527 nella notte di
San Giovanni, bruci in un fal eretto dagli studenti di Basilea i libri medici
degli autores come Galeno e Avicenna, affermando che tutto ci che lui sapeva,
lo aveva appreso dalle streghe. Attacc violentemente quei teologi che
definivano ingiustamente la magia come stregoneria in quanto costoro, stupidi
bestioni, non comprendevano che l'essenza della magia tende a scoprire le leggi
dell'universo. In medicina Paracelso condannava il sistema tradizionale e
arcaico che faceva ampio uso di rimedi a base di erbe e invent altre terapie
legate fondamentalmente alla chimica. Sempre evidenziando l'importanza
dell'esperimento, affermava che molti dei medici non sapevano n cosa significhi
sperimentare n come gli esperimenti si attuino, disprezzavano tutti, si
attaccavano alla tradizione, ma erano solo degli emeriti ignoranti. Come
Paracelso ammetteva nel suo orizzonte culturale sia la pratica sperimentale che
l'invocazione rituale degli spiriti, cos i libri della grande magia del
Rinascimento si presentano ai nostri occhi come il frutto di una strana
mescolanza. Troviamo nello stesso manuale pagine di meccanica e di chimica,
ricette di medicina, codificazioni di scritture segrete, distillazioni di veleni
per vermi e topi, consigli per i pescatori e massaie, suggerimenti riguardanti
l'igiene, descrizioni di sostanze afrodisiache, considerazioni sul sesso e sulla
vita sessuale, squarci di metafisica, riflessioni di teologia mistica, richiami
alla tradizione sapienziale dell'Egitto e dei profeti biblici, riferimenti alle
scuole filosofiche classiche e ai maestri della cultura medioevale e persino
considerazioni politiche.
In molti scrittori infatti, da Giordano Bruno a Cornelio Agrippa, a Tommaso
Campanella, la magia si connette profondamente a desideri di riforma della
cultura e alla aspirazione di un radicale rinnovamento politico. Questo vasto
amalgama di studi, di riflessioni e di fantasie si configura con un insieme
eterogeneo eppure affascinante, che continua ad avere sostanza fino alla seconda
met del Settecento, quando gi si era avviata la polemica antimagica.
Le opere di Robert Fludd presentano una elaborazione delle idee di Paracelso, di
Agrippa, del neoplatonismo, dell'ermetismo e della cabala, a cui si mescolano
temi e interpretazioni allegoriche della Scrittura. Robert Fludd insiste sulla
differenza tra uomini rigenerati e coloro che hanno invece solo forma umana e
non hanno speranza di rigenerazione. Si pu presupporre che le opere di Robert
Fludd, scritte tra il 1617 e il 1630, siano il punto di raccordo tra l'antica
magia naturale e le pi moderne forme di occultismo. Certamente il Seicento (un
secolo ricco e complesso in cui si mescolano insieme ottimismo e disperazione,
nascita della scienza e potenti forme residuali di magia)  il periodo in cui si
configur definitivamente la modernit. L'eredit di Fludd fu raccolta dalle
sette esoteriche che fiorirono numerose alla fine del Settecento, spesso
veicolate dalla Massoneria. Contemporaneamente proprio nel Seicento nasce la
polemica antimagica condotta da numerosi intellettuali. Colui che dette il colpo
di grazia alla visione delle segrete corrispondenze e delle tecniche magiche, fu
Francesco Bacone. Proprio fra il 1603 e il 1620 Bacone aveva formulato in modo
articolato le ragioni del rifiuto della cultura magico-alchemica. Secondo lui la
magia naturale raccoglie credule e superstiziose nozioni, punta su osservazioni
di simpatie e antipatie, di propriet occulte, di esperimenti futili, operazioni
strane e spesso incongrue. La magia quindi  tanto pi lontana dalla scienza
quanto la storia di Re Art  lontana dai commentari di Cesare. Il mago "d ali
alla sua immaginazione, perde il senso delle proporzioni, si ripromette il
conseguimento di risultati immensi". Il rifiuto dell'iniquo e fallace connubio
fra indagine sulla natura e discorso mistico-religioso  all'origine, per
Bacone, di tutta una serie di equivoci. L'uomo non  il centro di corrispondenze
segrete, l'universo non  un contesto di simboli che corrispondono ad archetipi
divini, l'impresa scientifica infine non assomiglia affatto ad una
incomunicabile esperienza mistica. Bacone non aveva esitato a qualificare
Paracelso come un mostro, un fanatico accoppiatore di fantasmi, aveva
etichettato Cornelio Agrippa come un triviale buffone che fa di ogni cosa
un'ignobile farsa; si era scagliato contro Cardano definendolo un affannato
costruttore di ragnatele in continua contraddizione con le cose e con se stesso.
Ad opera dei grandi pensatori del Seicento, da Ren Descartes allo stesso
Hobbes, si fece strada una nuova figura di pensatore e di scienziato. Tale
figura di dotto si contrapponeva radicalmente all'immagine presente nei testi
della magia in cui il sapiente era visto come un sacerdote o come un eletto. Ci
che oggi viene chiamata scienza non  n un rispecchiamento di definite verit
n tantomeno una ricerca della perfezione. La scienza (ove non sia coltivata
dallo scienziato autonomamente in spirito di carit) non incarna in se stessa
valori morali n offre alcuna garanzia per la loro realizzazione. Secondo lo
scientismo contemporaneo il sapere non garantisce, come voleva la magia, n la
perfezione n la rigenerazione. Si tratta di un punto delicato su cui mi
interessa riflettere. Per il mago rinascimentale colui che accedeva ai segreti
della natura aveva un qualcosa in pi, era in qualche modo un eletto. Per lo
scienziato del tardo Seicento colui che anela alla verit  un comune mortale
che mette insieme delle pratiche e delle teorie convalidate dall'esperimento.
Assistiamo quindi da un verso alla democratizzazione del sapere: Cartesio pu
affermare che il buonsenso  la cosa del mondo meglio ripartita, e Thomas Hobbes
sostenere che la filosofia, cio la ragione naturale,  innata in ogni uomo e
che la ragione non  meno naturale della passione essendo la medesima in tutti
gli uomini. Questo aspetto di democratizzazione  andato per di pari passo al
disincanto del mondo, alla cancellazione dell'aspetto mistico e spirituale della
conoscenza.
Era forse possibile che i grandi ingegni razionalisti salvassero da un verso la
possibilit all'accesso del sapere per tutti, dall'altro lo sfondo religioso e
spirituale della conoscenza stessa?
Vedendo oggi il ritorno dell'occultismo e della magia, vedendo il pullulare di
sette, congreghe e associazioni che si pongono come scopo la conoscenza del
sapere magico per attuare la propria realizzazione e salvezza spirituale, viene
da chiedersi se l'operazione di pulizia compiuta dagli scienziati razionalisti
del '600 non abbia gettato via, insieme all'acqua sporca, il famoso bambino che
ci si lavava dentro.(1)
(1) William Shakespeare  forse il pi autorevole rappresentante della visione
magica del mondo in senso antireligioso. Nelle opere del drammaturgo inglese non
esiste una visione mistica o religiosa del mondo. Ma non per questo non 
presente il mistero. In Shakespeare compaiono continuamente figure legate al
mondo della magia: dalle streghe del Macbeth allo spettro di Amleto, alle vere e
proprie gesta di personaggi magici come nel: Sogno di una notte di mezza estate.
Per non parlare de: La tempesta, in cui Prospero, descritto come mago potente,
ha incatenato al suo servizio lo spiritello Ariel. Esiste un profondo legame tra
l'epoca elisabettiana e una visione magico-naturalistica del mondo. Francis
Yates ha sottolineato questi rapporti sotterranei tra il periodo d'oro della
letteratura elisabettiana e le teorie magico-occultistiche dei Rosacroce.

4. Il mondo dei primitivi.
Quando nel 1871 Tylor pubblic: Primitive Culture, una massa di credenze
magiche, selvagge e primitive fece irruzione nel civilizzato pensiero
occidentale. Venne alla luce un universo intriso di incanti e fantasticherie, di
permeabilit tra mondo animale e mondo umano, di instabilit, di metamorfosi
continue. Il selvaggio dava un'anima ad ogni cosa: la pietra, la foresta, il
fiume e pretendeva di comunicare con tali anime attraverso rituali appropriati
come un bambino o un malato di mente che crede nell'onnipotenza del pensiero.
Tylor sentenzi che la magia era una pseudo-scienza e che la vita dell'umanit
primitiva era come un lungo sogno. Le arti magiche non erano che un mostruoso
affastellarsi di false conoscenze destinate a scomparire con l'apparizione anche
tra i selvaggi del pensiero razionale e scientifico.
Quaranta anni pi tardi J.G. Frazer, nel famoso testo: Il ramo d' oro, riprende
le teorie di Tylor affermando che la magia rappresenta uno stadio inferiore
dell'intelletto che storicamente fu soppiantato dalla religione. La scienza poi
far piazza pulita di ogni credenza spiritualista non documentata. Malgrado tali
presupposti Frazer definisce la magia appropriatamente e ne distingue una
omeopatica (basata sull'idea che le cose che si rassomigliano mantengono un
legame profondo) e un'altra contagiosa secondo la quale le cose, una volta
rimaste in contatto, rimangono simpateticamente legate per sempre. Il ramo
d'oro, libro per certi versi suggestivo, fu un best-seller: spaziava per tutto
l'ecumene, accumulando elementi magici tratti dalle culture e dalle etnie pi
disparate, ma rest impigliato in una visione evoluzionista a tutto tondo che
relegava la magia e la religione in stadi mentali arcaici. Due etnologi
francesi, Hubert e Mauss, colgono nel loro testo, Teoria generale della magia,
la dimensione collettiva del pensiero magico e la riferiscono alla volont e
alle speranze dei gruppi umani che ritengono di dominare la realt esterna con
rituali simbolici. La nozione di mana dei melanesiani accomuna il potere
occulto, la natura delle cose e il rituale, esprimendo il concetto di magia
meglio dei nostri termini filosofici. La religione e la scienza si pongono come
realt simili in quanto afferiscono al mondo della collettivit, dominata dallo
scambio e dal principio di reciprocit.
B. Malinowski invece non considera affatto la magia legata alla religione o alla
scienza, anzi egli vede tra le tre realt una totale assenza di parentela. "Ben
lungi dall'essere una forma di scienza primitiva, la magia  la conseguenza del
consapevole riconoscimento che la scienza ha i suoi limiti e che l'intelletto
umano e la capacit umana sono a volte impotenti". Malinowski, considerando il
mondo dei primitivi, traccia in questo ambito una divisione netta tra magia ed
empirismo. "Nonostante tutta la sua apparente megalomania, nonostante sembri
essere la dichiarazione dell'onnipotenza del pensiero, com' stata recentemente
definita da Freud, la magia ha una maggiore affinit con l'esplosione emotiva,
con la fantasticheria, con il desiderio violento e irrealizzabile piuttosto che
con la scienza empirica". Secondo Malinowski anche se il rituale mostra alcune
caratteristiche singolari che hanno fatto asserire a vari studiosi che la magia
abbia a che fare con la scienza primitiva, pure tale affermazione 
insostenibile. La magia  dominata dal principio di simpatia (il simile produce
il simile) e dal principio di contiguit: se il mago agisce su una parte di un
tutto, il tutto ne risente l'effetto. Inoltre il pensiero magico sostiene che
influenze occulte possono essere comunicate per contatto. In queste concezioni
risultano presenti due delle grandi leggi del pensiero, continua il Malinowski:
"vale a dire la legge delle associazioni delle idee per somiglianza e la legge
delle associazioni delle idee per contiguit nello spazio e nel tempo". Se si
studia per la funzione dell'osservazione empirica e della magia entro un
contesto sociale determinato, si deducono delle differenze fondamentali da cui
risulta che la somiglianza tra magia e scienza  solo formale e apparente, non
gi reale. Malinowski descrive l'indigeno delle isole Trobriand che colloca un
germoglio di banana o un tubero in un terreno adatto (come pu fare un qualunque
razionale coltivatore), lo bagna e lo irriga con canali costruiti a tal fine,
sarchia la terra intorno creando condizioni che sono perfettamente ragionevoli.
La magia non  mai stata usata come surrogato del lavoro: nell'orticoltura non
avviene mai che la zappatura o il disboscamento del terreno, o la robustezza
delle palizzate o la qualit dei supporti vengano trascurati perch una magia
pi potente  stata usata su di essi. Malinowski sostiene ripetutamente che
nessun gruppo umano potrebbe sopravvivere se le sue arti e le sue tecniche, le
sue armi e le sue occupazioni economiche si fondassero unicamente su concezioni
di natura mistica e non empirica. L'uomo primitivo non  affatto: "tuffato in un
lungo sogno", come diceva Tylor,  capace di osservazione esatta, di
generalizzazioni valide e di ragionamento logico in questioni che riguardano la
sua vita normale. La magia e l'empirismo risiedono in due ordini diversi di
organizzazione della realt, non nello stesso ordine. Tra i melanesiani e i
papua la conoscenza  costituita da un corpus assai vasto di arti e mestieri, di
processi tecnici e di regole di esecuzione corredate di strumenti particolari
come diagrammi, modelli topografici, misure, sussidi per l'orientamento e per il
calcolo. Malinowski cita come esempio la navigazione. I melanesiani, da lui
giustamente definiti  "argonauti del Pacifico occidentale", per navigare si
rivolgono alla loro scienza e alla loro tecnica. La cura nel lavorare alle canoe
e l'intelligente organizzazione del lavoro stesso (scelta del materiale,
invenzione delle forme, eccetera) come l'osservazione del mare (conoscenza delle
correnti, delle onde, del riflusso eccetera) e delle stelle, testimoniano la fiducia
che il selvaggio ripone nella sua scienza e la sua sottomissione ad essa.
"Il selvaggio sa che un arco robusto maneggiato in maniera appropriata scocca una
freccia veloce, che un ampio galleggiante d stabilit alla canoa, mentre uno
scafo leggero e ben modellato d velocit. Non ci sono in queste conoscenze
associazioni di idee, concetti di simpatia o di contagio o di contatto, nessuna
idea della pars pro toto". Ma un'altra verit  presente nel pensiero umano: sia
il selvaggio che l'uomo civilizzato sanno che esiste l'inesplicabile.
L'inesplicabile pu frustrare gli sforzi e rendere vana ogni misura di sicurezza
come accade sia ai papua che agli europei. Allora e solo allora l'uomo si
rivolge alla magia. L'uomo ha la sensazione di poter far qualcosa anche per
lottare contro l'inesplicabile, contro quelle forze misteriose di cui nessuno di
noi conosce la portata.
Per questo il selvaggio mette in moto il suo armamentario di rituali e coloro
che sono a conoscenza di qualche buona magia possiedono in virt di questa
coraggio e fiducia. E per le stesse motivazioni ancora oggi si ricorre al mago
che con i suoi consigli per quanto riguarda amore, lavoro, salute, assicura la
tutela dall'inesplicabile reclamizzando la sua capacit sui giornali e alla
televisione. Il tentativo di fronteggiare imprevisti nefasti sorregge la fede
nella magia e la lascia vivere nel mondo civilizzato.
Gi da tempo la moderna antropologia, muovendosi sulla scia del Malinowski, vede
nei fatti magici caratteri simbolici ed espressivi, piuttosto che sperimentali.
L'atto magico , al di l delle stesse intenzioni coscienti del soggetto,
l'espressione di un desiderio in termini simbolici. Il rito allora, l'agire
magico  ritenuto efficace in s, indipendentemente ad esempio dalle sostanze
usate nel rito stesso. Potremmo dire che il pensiero magico rende efficiente la
procedura rituale e non i singoli elementi di essa. Come gi Malinowski, anche
Evans-Pritchard evidenzia tra la popolazione primitiva africana degli azande la
duplice posizione nei riguardi della realt. I fenomeni umani sono visti in base
alla conoscenza empirica di causa ed effetto; se gli azande affermano
l'esistenza della stregoneria non trascurano anche le cause efficienti reali che
possono essere state le ragioni di un determinato fatto. Specialmente in campo
medico questa complessit di pensiero viene mostrata dal fatto che ogni
trattamento terapeutico viene eseguito secondo due linee parallele di azione.
Una riguarda la somministrazione di medicinali empirici che combattono la
manifestazione patologica, l'altra mette in moto il meccanismo degli oracoli,
volto a scoprire il nome dello stregone responsabile dello scatenarsi della
malattia e a indurlo a ritirare il suo flusso malefico.
Alle stesse conclusioni arriva anche R. Horton che ha studiato i kalabari del
delta del Niger: costoro hanno una vasta conoscenza medica in base alla quale
hanno individuato varie malattie, per curare le quali dispongono di diverse erbe
e piante medicamentose. Di fronte all'insorgenza della malattia i Kalabari
procedono in un certo senso su tre livelli. Se una persona si ammala essa pu
essere curata da un familiare che ha individuata la malattia e sa il rimedio per
combatterla. Il secondo livello  quello che mette in gioco un guaritore
professionista che senza uscire dal contesto del senso comune, cura il malato
con altre pratiche empiriche. Infine solo quando il malato non guarisce, si fa
avanti l'ipotesi che qualcosa di sovrannaturale domini la malattia. Si ricorre
allora al terzo livello chiamando un indovino che collegher il male
all'universo magico secondo il quale un tab infranto, o dei disordini immorali
del paziente, o una fattura, hanno scatenato lo stato patologico legato al senso
di colpa. In tal caso si prenderanno dei provvedimenti di tipo magico.
Dato che la magia  una realt eterogenea storicamente e culturalmente
determinata, l'unica caratteristica costante che essa presenta nella sua
globalit  quella di rifarsi ad un mondo di segni, ad una sfera di
comunicazione simbolica che solo nel suo assetto formale pu essere sottoposta a
generalizzazioni. Due sono gli assetti formali dell'universo magico: la
formulazione di un sistema articolato di messaggi (basati sul simbolo) e la
possibilit di comunicare, nell'ambito del gruppo sociale, il proprio messaggio
simbolico. Afferma Marcel Mauss: " Perch la magia esista, bisogna che la societ
sia presente". Secondo l'etnologo francese anche i riti pi banali che vengono
compiuti meccanicamente, si accompagnano a un minimo di emozioni collettive e
soprattutto di speranze. La forza del desiderio  costitutiva di tutte le
esperienze magiche. Ma occorre guardarsi dalla riduttivit psicologica di tale
affermazione: dietro all'azione magica c' tutto un gruppo presente in ispirito.
Mauss sottolinea che dietro Mos che tasta la roccia per far scaturire la
sorgente, c' tutto Israele che lo sostiene e se Mos dubita, Israele non
dubita... L'intero piccolo gruppo si mette in movimento quando  in atto un
processo magico. Anche la magia popolare ha fortissima componente di
socializzazione: tutto il corpo sociale che crede nella magia  animato da una
stessa tensione. In ogni caso la magia vive finch si ha una collettivit o un
gruppo che ha fede in essa. Tale dimensione sociale colloca i fatti magici
nell'ambito della comunicazione. Edmund Leach considera il rituale del
fattucchiere che brucia i capelli di un uomo, convinto di distruggere l'uomo
stesso, come un messaggio plurimo. Ci che Leach sostiene  che il mago tratta
il segno come fosse un indice naturale e infine interpreta l'indice naturale
come un segnale capace di determinare conseguenze automatiche a distanza.
In realt il fattucchiere spera che il segnale bruciatura dei capelli determini
conseguenze automatiche a distanza. L'errore del mago non  all'interno del
processo comunicativo ma nel fatto di inviare un messaggio che in s contiene
elementi irreali. L'atto rituale nel suo complesso insieme indica
contemporaneamente speranze, desideri e determinazioni: "io credo e spero che
bruciando i capelli di un uomo quest'uomo morr e penso che sar cos; e siccome
non posso fare altro, faccio questa azione sapendo che appena la persona lo
sapr sar molto turbata e forse si ammaler davvero. Mentre io che brucio sono
molto potente e spesso colgo nel segno". Questa potrebbe essere la tematica del
messaggio di un rituale magico.
Come rivela C. Lvi-Strauss le nozioni magiche non appartengono all'ordine del
reale, ma a quello del pensiero. I concetti magici sono l'espressione di una
funzione semantica, il cui ruolo consiste nel permettere al pensiero simbolico
di esercitarsi, malgrado la contraddizione che gli  propria e di restaurare una
unit.
In altri termini, una descrizione adeguata dei rituali magici nella loro
totalit  possibile solo se essi vengono riferiti all'ordine simbolico della
comunicazione e se si considera che essi assolvono fondamentalmente alla
funzione di attribuire un senso (non importa se fittizio) a quella sfera della
realt che altrimenti resterebbe inesplicabile. Perch l'uomo  condannato alla
sofferenza?
Si chiede la mente umana travagliata dal dolore. La magia risponde: "Perch
qualcuno malignamente ha gettato il malocchio sul sofferente". La risposta 
certamente inadeguata ma  pur sempre una risposta. Chi in fondo ha il coraggio
di ammettere l'esistenza del fato la cui logica e il cui strapotere sfuggono
all'umana considerazione? Talvolta ammettere la presenza del caso nei destini
umani equivale a rendersi impotente. Meglio allora possedere la formula magica
che scaccia il malocchio e ridona insperatamente la salute perduta. Le
riflessioni antropologiche quindi, lungi dal poter affermare che la magia, la
religione e la scienza caratterizzano ognuna adeguatamente una fase dello
sviluppo sociale o un intero tipo di societ, affermano che queste tre forme
coesistono nella pratica sociale della nostra stessa societ e pongono problemi
di comprensione della nostra stessa cultura ancor prima che delle altre. Occorre
capire come mai non solo in gruppi differenti ma a volte negli stessi individui
coesistano convinzioni che a prima vista appaiono incompatibili come la magica,
la scientifica e la religiosa, e come mai si adottano modi e criteri contrastanti 
di valutazione in fatto di teorie e di comportamenti.
Dalle mie ricerche ormai decennali appare con chiarezza che la magia viene
ampiamente praticata in mezzo a noi, e non in luoghi sperduti, bens in citt
universitarie, nei quartieri residenziali di Roma, Milano, Palermo. Le ricerche
indicano contemporaneamente che a praticare la magia non sono personaggi e
figure di disadattati sociali o psichici: molti hanno un lavoro regolare, sono
esperti in computer, sono tecnici di laboratorio o assistenti sociali,
casalinghe razionalissime nel far quadrare i conti della spesa, operai
specializzati, a volte anche personaggi con laurea se non con un dottorato in
filosofia! La nostra magia non presenta caratteristiche fondamentalmente diverse
da quella praticata nelle societ cosiddette primitive, anche se spesso  il
risultato di un volontaristico revival e, soprattutto, ha una scienza
istituzionalizzata e molto forte con cui contendere.
Ma al di l del folklore dei maghi nostrani, degli astrologi e dei veggenti
ormai computerizzati, le credenze nella magia rappresentano sicuramente un
enigma. Inscritte nel segreto cifrato di tale enigma, palpitano le speranze
dell'uomo: la sconfitta del dolore e delle sofferenze che minacciano l'individuo
e le stirpi. La magia appartiene all'ordine del simbolico: le sue credenze, i
suoi riti, le sue pratiche hanno senso solo all'interno di un universo semantico
chiuso e delimitato: si tratta di un linguaggio di gesti che non riesce a
comunicare nulla a chi  privo del codice di decifrazione dei suoi simboli e
delle sue articolazioni significative. La sua morfologia e la sua sintassi si
basano su una struttura immanente che postula l'esistenza di forze occulte
benefiche e malefiche, di realt immateriali e potenti che permeano l'universo e
che sono isomorfe al pensiero umano.
Solo su tale postulato si possono appuntare le critiche di carattere
contenutistico. Il postulato dell'esistenza di forze magiche  dato a priori, 
al di l e al di fuori dell'esperienza,  un assioma incontrovertibile perch
ritenuto vero una volta per tutte. La verifica  un postulato tipico della
scienza, non del pensiero magico.
Nelle societ tradizionali chi si sentiva vittima di una fattura cadeva in uno
stato di ansia profonda che molto spesso scatenava forme patologiche di tipo
psicosomatico. Il sentirsi investito e posseduto da una forza maligna e
distruttrice, agiva in quella sfera ancora poco nota che  al limite tra il
somatico e lo psichico. Tali processi che sembravano scomparsi per sempre in
Occidente sono ora presenti nella nostra societ e nei nostri stessi condomini.
Il messaggio della fattura decifrato a livello psichico dal destinatario, agisce
con un segnale capace di determinare una risposta automatica a distanza: la
risposta  lo stato di malattia. In modo pi blando, colui che  colpito dalla
fattura si comporta come un primitivo che si sente suggestionato dall'idea di
morte formulata dalla collettivit. Secondo i dati riportati da Mauss, quando
tra gli aborigeni australiani qualcuno sa che una fattura  stata fatta contro
di lui, si consuma dalla paura fino a riportare gravi danni somatici. In questa
oscura sfera che investe lo psichico, il somatico e il linguistico, risiede
forse la verit della magia.

5. Effetto Quesalid.
La ricerca antropologica ha evidenziato su quali meccanismi psico-fisiologici si
fondano i casi (attestati in diverse culture primitive) di morte per fattura o
per sortilegio. Come abbiamo visto, un individuo consapevole di essere oggetto
di un maleficio  intimamente persuaso dalle pi solenni tradizioni del suo
gruppo di essere condannato. A quel punto parenti e amici condividono tale
certezza, e la comunit per cos dire si ritrae dal malcapitato. Tutti si
allontanano dall'uomo segnato dal maleficio e si comportano nei suoi riguardi
come se fosse non solo gi morto, ma fonte di pericolo per quelli che lo
circondano. In ogni occasione e con tutti i suoi comportamenti l'intero gruppo
sociale suggerisce la morte alla sventurata vittima che, non potendo pi
sfuggire a quel che considera un suo inevitabile destino, soggiace alla
depressione.
In alcune situazioni vengono addirittura celebrati per il malcapitato riti sacri
che lo introducono al regno delle ombre. Di fronte a questa situazione lo
stregato cede all'azione combinata sia della paura che lo devasta, che
dell'improvviso e totale ritrarsi dei suoi simili, che gli palesano anche una
decisiva avversione. La persona stregata, oggetto di timori, di riti di
espiazione e di tab, non resiste alla dissoluzione della personalit sociale a
cui segue la disintegrazione psichica. Cos funziona la morte per il maleficio
vud della cultura haitiana, cos funzionano i sortilegi nelle culture
originarie australiane.
E' interessante notare che un indigeno dell'Australia, vittima di una fattura a
morte di questo genere, fu trasportato morente all'ospedale della citt di
Darwin. Messo in un polmone d'acciaio e nutrito con una sonda, si ristabil
progressivamente, soprattutto convinto che la magia dell'uomo bianco era molto
pi forte di quella dei suoi compaesani. Senza voler esaminare i complicati
meccanismi psicosomatici che presiedono a tali fenomeni, va sicuramente
affermato che l'efficacia della magia implica la credenza socialmente condivisa
nell'universo magico. Tale complicato meccanismo pu essere definito effetto
Quesalid, in onore di un intelligente ragazzo kwakiutl, la cui biografia 
narrata da Franz Boas. Quesalid non credeva al potere degli stregoni o pi
esattamente degli sciamani perch tale termine  pi adatto a denotare
l'attivit che tali operatori magici hanno presso gli indiani della costa
nord-occidentale del Pacifico. Desideroso di scoprire i loro sotterfugi e i loro
imbrogli e ansioso di smascherarli, Quesalid si mise a frequentare gli sciamani
finch uno di essi si offr per introdurlo nel suo gruppo dove avrebbe ricevuto
l'iniziazione e sarebbe diventato uno di loro. Quesalid non si fece pregare,
convinto che quello fosse l'unico modo per arrivare alla verit. Il suo racconto
ci descrive le lezioni in cui ebbe la possibilit di accedere al sapere magico
segreto che era uno strano miscuglio di prestidigitazione, di conoscenze
empiriche, di abilit teatrali come l'arte di fingere lo svenimento, la
simulazione di crisi nervose, l'apprendistato di canti magici, la tecnica per
vomitare, ma anche nozioni abbastanza precise di auscultazione e di ostetricia,
l'impegno di sognatori, cio di spie incaricate di ascoltare le conversazioni
private e di riferire segretamente allo sciamano elementi di informazione
sull'origine e sui sintomi dei mali sofferti da questo o quello. Ci che
soprattutto Quesalid impar fu l'ars magna della scuola sciamanica kwakiutl,
cio l'uso di un batuffoletto di peluria che il praticante nasconde in un angolo
della bocca per espettorarlo tutto insanguinato al momento opportuno, dopo
essersi morso la lingua o aver fatto uscir sangue dalle gengive e presentarlo
solennemente al malato e ai parenti come il corpo patologico espulso in seguito
alle sue suzioni e manipolazioni, esattamente come alcuni guaritori filippini.
Durante il suo apprendistato Quesalid ricevette la conferma dei suoi peggiori
sospetti circa vari imbrogli; ma volle continuare il suo percorso iniziatico. E
cos fu che un giorno fu chiamato dalla famiglia di un malato che aveva sognato
di lui come del suo salvatore. Questa prima cura fu un successo straordinario.
Da allora Quesalid fu conosciuto come un grande sciamano ma non perse il suo
spirito critico, anzi interpret il suo successo con ragioni psicologiche
dicendo espressamente all'antropologo Franz Boas che aveva guarito il ragazzo
"perch il malato credeva fermamente nel sogno che aveva fatto su di me".
Ma una avventura pi complessa lo rese esitante e pensieroso, per cui si form
l'idea che esistessero delle modalit completamente false e delle modalit
magiche meno false delle altre. In visita presso la trib vicina dei Koshimo,
Quesalid assistette ad una cura operata dai suoi illustri colleghi stranieri e
con grande interesse vide una differenza nella tecnica: anzich sputare la
malattia nella forma di batuffolo sanguinolento, gli sciamani koshimo si
accontentavano di espettorare nelle loro mani un po' di saliva e pretendevano di
affermare che quella fosse la malattia finalmente estratta. Quesalid cominci ad
essere fortemente critico. Quanto valeva questo metodo? A quale teoria
corrispondeva?
Al fine di scoprire quale fosse la forza reale di quegli sciamani, Quesalid
domand e ottenne di provare il suo metodo su un paziente per il quale la cura
fatta con la semplice saliva si era rivelata inefficace. Quesalid mise in atto
la sua tecnica con il famoso batuffolo insanguinato e l'ammalato si dichiar
guarito. A questo punto il suo scetticismo cominci a vacillare. Aveva infatti
trovato tra i Koshimo una tecnica magica ancora pi falsa della sua, se cos si
pu dire, ancora pi mistificatrice, ancora pi disonesta.
Perch la sua magia dava almeno qualcosa alla sua clientela: la presenza della
malattia nella forma visibile e tangibile del batuffolo insanguinato, mentre i
suoi colleghi stranieri non mostravano nulla e pretendevano di aver catturato il
male. Inoltre il suo metodo aveva ottenuto insperabilmente un risultato mentre
l'altro era stato inutile. Nel frattempo gli sciamani koshimo, coperti di
vergogna per il discredito nel quale erano caduti presso i loro compatrioti,
erano anche sprofondati nel dubbio: Quesalid aveva esibito nella forma di un
oggetto materiale intriso di sangue la malattia a cui essi avevano sempre
attribuito una valenza spirituale e non avevano mai pensato di rendere visibile.
Gli mandarono un emissario per invitarlo a partecipare con loro a una conferenza
segreta in una grotta. Quesalid vi si rec ma si limit a discussioni generali
sulla natura dell'anima e della malattia e non rivel il suo segreto.
Persistette nel suo atteggiamento anche quando gli sciamani koshimo gli
mandarono le loro figlie per tentare di sedurlo e strappargli il suo segreto.
Quesalid accett ancora una sfida: pregato di intervenire in un caso giudicato
disperato dal suo predecessore, Quesalid trionf con la sua tecnica del
batuffolo insanguinato. All'interno della visione magica del mondo, Quesalid si
rese conto che esistevano degli sciamani che praticavano un'arte puramente
inventata mentre l'arte che egli aveva appreso, pur essendo frutto di
mistificazione, sembrava meno falsa dell'altra. La magia di Quesalid aveva
trionfato perch aveva allontanato dagli sciamani millantatori il consenso
sociale. Tutto il gruppo vide negli sciamani koshimo degli impostori, mentre in
Quesalid vide il vero attore di una tecnica magica superiore. Meglio di tanti
filosofi Quesalid verific che la magia e la sua capacit operativa sono
legittimazioni simboliche collettive.

6. Le tecniche dell'invisibile.
Il mondo dei primitivi ci insegna che la realt pu essere padroneggiata
dall'uomo in diverse maniere: esiste la tecnologia che con il supporto di varie
conoscenze scientifiche ha padroneggiato il reale basandosi su princpi di causa
ed effetto e esperimenti comprovati in laboratorio. Ma esistono, come sostiene
Jean Servier, altre tecniche, quelle dell'invisibile. Si tratta di azioni
rituali volte ad agire sugli uomini e sui processi comunicativi, oppure sul
mondo e sulle differenti forme di vita, sulla dimensione spazio-temporale e
infine su misteriose e invisibili entit di vario genere. Tali azioni rituali
partono dal presupposto che nell'universo della magia si muovano forze
misteriose che circolano incessantemente sotto la struttura apparente delle
cose, come le correnti invisibili del mare. I loro influssi circondano le cose e
gli uomini anche se pochi ne conoscono la vera natura. Queste forze hanno preso
nomi diversi a seconda dei tempi storici e delle culture umane: sono chiamate
mana dai melanesiani, orenda dagli irochesi, ax dagli africani sulle due coste
dell'Atlantico, dal Golfo di Guinea al Brasile. Nella tradizione mediterranea
queste forze motrici dell'universo presero il nome delle divinit e dei pianeti.
Il fine dei rituali magici consiste nel tentare di dominare tali forze. Cornelio
Agrippa, il grande occultista del Rinascimento si chiese come fosse possibile
per un uomo acquistare tecniche e poteri magici. Dopo lunghe meditazioni cos
rispose: "Nessuno pu avere tali poteri se non ha coabitato con gli elementi,
dominato la natura, data la scalata al pi alto dei cieli, elevandosi al di
sopra degli angeli fino all'archetipo, col quale diviene allora cooperatore e
nulla gli  pi impossibile".

a. L'uomo e i suoi elementi.
Perch queste tecniche siano attive  necessaria una visione dell'uomo in
corrispondenza con quella dell'universo. Secondo il pensiero magico l'universo 
un gigantesco organismo umano e l'uomo ne  la piccola immagine, una replica in
miniatura. Essendo egli stesso una rappresentazione dell'universo (sia pure in
scala ridotta) mediante un processo di espansione spirituale, l'uomo pu
misticamente estendere il suo essere fino a coprire l'intero creato,
sottomettendolo al suo volere. Dato che tutte le cose sono aspetti di una unica
realt, tutte le cose possono essere grano per il mulino del mago, cio
dell'uomo completo che ha sperimentato e dominato tutto, ha sottomesso la natura
e ha dato la scalata al pi alto dei cieli. Arrivare a questo costituisce la
Grande Opera, la suprema operazione magica che ha bisogno di una vita intera o
addirittura di molte vite, per essere completata. Secondo le scoperte degli
antropologi il concetto di anima si ritrova presso tutti i popoli della terra:
si tratta di una concezione antichissima e universale; non soltanto Tylor ma gli
antropologi della scuola americana e anglosassone hanno fatta propria questa
scoperta.
L'anatomia psichica si ritrova analoga pressoch ovunque: le parola fumo, ombra,
soffio, sono termini che tentano di spiegare questa realt immateriale che
permea il corpo dell'uomo e che spesso  costituita da parti. Secondo gli indios
dell'America meridionale ogni organo del corpo umano  dotato di una propria
anima, e l'anima  presente anche nelle pietre, negli alberi e nei fiumi.
Nella tradizione europea dall'epoca classica fino al 16esimo secolo la nozione
dell'anima va di pari passo con quella del cosmo. Secondo queste teorie (spesso
confuse, fumose o altamente poetiche, presenti in ambiti eterogenei, dagli
scritti gnostici alle Tavole Smeraldine), l'anima  composta, come l'universo,
di nove sfere invisibili, disposte l'una dentro l'altra: l'ultima, o sfera delle
stelle fisse,  racchiusa nello strato esterno o Primo mobile, mosso
direttamente da Dio. La sfera minore appartiene alla Luna e all'interno vi 
sospesa la Terra. Nei primii secoli d.C. si diffuse l'idea che l'anima
provenisse originariamente da Dio discendendo attraverso le nove sfere fino alla
terra dov'era imprigionata in un corpo fisico. Ma l'anima desiderava
ardentemente riunirsi a Dio, aspirazione che poteva soddisfare solo risalendo
attraverso le sfere fino al Primo mobile. Ogni sfera  guardata da angeli e lo
spazio fra la Terra e la Luna  affollato da una legione di demoni. Anche se
l'anima riuscisse a negoziare con successo il suo passaggio con questi ultimi, i
guardiani celesti cercherebbero di rimandarla indietro. Solo gli iniziati alle
tradizioni segrete conoscono le parole di passo che faranno aprire ai guardiani
le porte della ascesa verso Dio. In tale ambito nasce l'idea (oggi altamente
ripresa dalla New-Age) che sia la conoscenza ad aprire la strada dell'anima
verso la felicit e non la buona condotta di vita.
Gli elementi che compongono l'uomo si rifanno ai quattro elementi primordiali:
la terra rappresenta il suo corpo, l'acqua il principio vitale che scorre come
linfa e sangue, l'anima  rapportata all'aria e il fuoco allo spirito. Oltre ai
corpi o vesti che sull'anima si strutturano, esistono secondo il pensiero
esoterico, spiriti esterni all'anima che con essa hanno un rapporto
privilegiato. Si tratta degli "spiriti guida", noti presso tutti i gruppi degli
Indiani nordamericani e sudamericani, ovvero del genio, secondo la tradizione
latina arcaica. Tale entit misteriosa  chiamata nell'Islam: "colui che  sopra
la spalla". La presenza di questa entit spirituale, di questo genio, di questo
spirito-guardiano si manifesta nel mondo africano attraverso quella vasta rete
di rapporti religiosi che sono i culti di possessione. Per un indiano americano
entrare in contatto con lo spirito-guida-guardiano  un fatto di vitale
importanza, in quanto  legato alle forze della natura ma non identificato in
esse,  sempre di grande aiuto nei momenti cruciali dell'esistenza e costituisce
un apporto fondamentale per l'acquisizione del sapere e del potere magico.
Secondo queste concezioni unificate dall'idea delle possibili tecniche
dell'invisibile, l'essere umano appare separato in elementi e strutture
differenti: il primo passo della grande opera  quello di riunire queste parti
differenziate, di creare un essere solo, di far nascere una nuova creatura che
sia l'uomo perfetto dotato di potere. Tale operazione richiede di fortificare la
volont con una lunga preparazione: non dimentichiamo che l'apprendistato degli
sciamani tra gli indiani del Nordamerica consiste in lunghe prove dolorose, in
vere e proprie torture, che l'uomo accetta positivamente per rafforzare la sua
volont e riunificare ci che  separato.

b. Il fondamento del rituale.
Una volta che l'operazione di unificazione  stata compiuta, l'essere umano  in
grado di mettere a punto le tecniche rituali per dominare la natura, gli altri
esseri umani, superare le barriere del tempo e dello spazio e mettersi in
contatto con le potenze superiori. La dimensione rituale  fondamentale sia nei
grandi riti collettivi che coinvolgono tutto il corpo sociale, sia nelle
pratiche silenziose, notturne dello stregone dedito alla magia nera. Il rituale
presenta forme universalmente riconoscibili: si tratta della creazione di un
tempo e di uno spazio particolari che, non coincidendo con quelli della realt
ordinaria, permettono di raggiungere la dimensione invisibile dove sono celate
le potenze. La ricostruzione di una realt fittizia  concepita in rapporto con
la realt su cui si vuole interferire. Potrei citare esempi di vario tipo, ma il
pi interessante mi sembra un accadimento molto vicino alla nostra tradizione.
A Roma nel 1628 Papa Urbano ottavo ricorse a Tommaso Campanella, filosofo e
scienziato, di cui era vasta la reputazione come mago e che in precedenza era
stato imprigionato per eresia. Il papa voleva premunirsi contro una eclissi che
temeva avrebbe annunciato la sua morte. Tommaso Campanella e il papa sigillarono
una stanza per impedire che vi entrasse aria dall'esterno, la tappezzarono con
drappi bianchi e la profumarono bruciando aromi. Usarono due lampade per
rappresentare il Sole e la Luna e cinque torce per pianeti. Riunirono pietre,
piante e colori connessi con i pianeti benefici di Giove, Venere e il Sole e
fecero suonare musica gioviale e afrodisiaca. Tutto questo era volto al fine di
creare uno spazio rituale, un piccolo cielo propizio costruito all'interno della
stanza sigillata in sostituzione del cielo reale e ostile che era all'esterno.
Si presupponeva che la forza e la potenza dell'azione rituale avrebbe
salvaguardato il papa che si trovava nella stanza chiusa e che non avrebbe
ricevuto gli effetti nefasti della realt stellare che si stava preparando
all'eclisse. Gli sforzi del filosofo furono evidentemente coronati dal successo,
dato che Urbano ottavo non mor nel 1628 ma nel 1644. Campanella e il papa
costruirono ritualmente il simulacro di un cielo nella loro stanza sigillata: la
potenza del cerimoniale non potrebbe avere una migliore rappresentazione.
All'interno del rituale agiscono prepotentemente le espressioni linguistiche o
quelle che comunemente vengono chiamate "parole magiche". La potenza della parola
 universalmente riconosciuta presso ogni gruppo umano che pratichi la magia.
Nominare una cosa  conoscere la cosa e possederla. Le parole stesse sono come
un velo di vibrazioni tra la forza magica umana e l'invisibile: ogni mago che si
rispetti non rivela i suoi incantesimi e le espressioni per nessun motivo al di
fuori dei suoi discepoli. Esistono dei nomi potenti che non possono essere
pronunciati se non in un quadro cerimoniale. Nella magia ellenistica si riteneva
che esistesse un nome, una parola segreta dal potere infinito che da sola
controllava ogni cosa nell'universo. Un incantesimo greco fa riferimento a un
dio " il cui nome segreto  impronunciabile: quando gli spiriti lo odono
rimpiccioliscono per il terrore, quando il sole e la terra lo odono si rivoltano
su loro stessi, quando l'Ade lo avverte si riempie di angoscia: i fiumi, i
laghi, i mari udendolo si gelano, le rocce e le pietre si spezzano".
La conoscenza della parola di potenza controlla gli stessi di.
Un'iscrizione assira nel settimo secolo a.C. che traduce a sua volta un testo molto
pi antico descrive come il grande dio Ea venne invocato in aiuto contro i sette
terribili demoni chiamati "coloro che sono in agguato". Ea afferma di essere
l'unico a conoscere la suprema parola magica. Quando questa parola  pronunciata
ogni cosa si inchina in cielo, sulla terra e nelle regioni infernali. Solo
questa parola pu vincere i demoni e frenare la loro furia; gli di stessi sono
legati da questa parola e gli obbediscono.
Su questa base pressoch universale si  inserito nel tardo ellenismo l'idea che
il nome segreto dell'infinito potere sia il vero nome del Dio del Vecchio
Testamento. Da allora la magia  stata strettamente connessa alla mistica
ebraica. In realt ci sono elementi che permettono tale associazione anche se
talvolta essa  spuria e superficiale. Nei testi pi antichi della tradizione
mistica ebraica come il Sepher Yetzirah, viene detto che l'azione di Dio nel
creare il mondo consistette nell'incidere il Suo nome, in quanto Dio edific
l'universo estendendo la sua stessa identit. Il nome vero di Dio  quindi
l'universo che contiene e controlla tutte le cose. La ricerca di questo nome
segreto costituisce una delle principali preoccupazioni della magia cabalistica.
I maghi non si limitano a setacciare l'Antico Testamento: i rituali trascritti
nei grimori (famosi testi di magia operativa dall'incerta datazione, ma
sicuramente pi tardi di quanto essi stessi proclamino) usano nomi tratti da
fonti ebraiche, cristiane, egiziane, greche e latine. Nella tradizione magica
conservatasi pressoch immutata, molti dei nomi di potenza che risuonano
fragorosi nei rituali non hanno alcun significato discernibile e la loro origine
 ignota. Un grimorio chiamato: La gallina nera, raccomanda diversi nomi
apparentemente privi di senso. Per avere ai propri ordini le potenze del cielo e
dell'inferno i nomi da invocare sarebbero Siras Etar Desanar; per scoprire i
tesori nascosti occorre pronunciare ritualmente le parole Onaim Perantes; per
aprire al primo tocco le serrature chiuse occorre dire Saritap Pernisocs.
E' interessante sottolineare che l'uso di parole non intelligibili in magia
risale alla tradizione egiziana: i sacerdoti inventarono singolari e quasi
impronunciabili nomi magici, probabilmente per evitare che i rivali se ne
appropriassero. L'uso pass nel mondo ellenistico attraverso testi magici
greco-egiziani dei primi secoli d.C. pieni di parole complicate e contorte prive
di senso riconosciuto, nonch di nomi di divinit e di spiriti egizi, greci ed
ebraici. In alcuni casi le parole magiche sono state alterate deliberatamente
per tenere nascosto il vero incantesimo. Altre volte le traduzioni errate o i
passaggi da una lingua all'altra hanno modificato radicalmente la struttura
delle parole.
Oggi nella mescolanza eterogenea che  presente nella nuova magia, l'idea
antichissima della potenza della parola si sposa con il concetto indu della
recitazione del mantra. Dal sanscrito "parola sacra", il mantra  un suono che
ripetuto, favorisce la concentrazione e la meditazione. Secondo le tradizioni
induiste e buddhiste, il mantra per eccellenza  l'OM, la vibrazione sacra che 
la radice di ogni armonia. Nella divulgazione attuale si ritiene che la
ripetizione del mantra  in grado di attivare in noi il potere magico e occulto.
 uno dei casi tipici in cui la sfera della religiosit si mescola e si
confonde con la dimensione della magia, con buona pace della visione
evoluzionista che da Tylor a Frazer vedeva nettamente divise le due nozioni,
legate a due periodi della storia universale, un lungo periodo in cui gli uomini
sarebbero rimasti irretiti nella falsit della magia, seguito da un lungo
periodo in cui gli uomini avrebbero adorato gli di; a tali errori sarebbe
subentrato un periodo di luminosit intellettiva e razionale in cui gli uomini
avrebbero soltanto scelto la scienza come visione universale delle cose!
Giordano Bruno nella sua opera: De Magia, tenta una classificazione delle
tecniche dell'invisibile distinguendone nove categorie. I criteri di questa
classificazione sono spesso oscuri ma si pu semplificare il tutto sottolineando
che i primi quattro generi di magia si servono di mezzi naturali che sarebbero:
la dottrina, la medicina, la chimica e l'arte di prestidigitazione. Esiste poi
un metodo anch'esso naturale che  la matematica, ampiamente privilegiato dallo
stesso Bruno. Gli ultimi quattro generi di magia si servono di mezzi extra o
sovrannaturali.
Ecco le parole del filosofo: " I procedimenti del quinto genere di magia sono le
parole, gli incantesimi, le ragioni dei numeri e dei tempi, le immagini, le
figure, i sigilli, i caratteri e le lettere. Essa si pone come magia intermedia,
tra la magia naturale e la magia sovrannaturale. Il nome che le conviene 
quello di magia matematica o piuttosto di filosofia occulta. Il sesto genere si
opera mediante il culto e l'invocazione delle intelligenze e degli agenti esterni
superiori, mediante orazioni, scongiuri, fumigazioni, sacrifici, nonch certi
costumi e cerimonie indirizzate agli di, ai demoni e agli eroi. Il loro
risultato  la contrazione dello spirito in se stesso, di modo che lo spirito si
trasformi in recipiente e in istrumento e appaia dotato della saggezza delle
cose; ma tale saggezza la si pu facilmente evacuare, tuttavia,
contemporaneamente allo spirito mediante rimedi adeguati.  questa la magia dei
disperati che divengono i recipienti di demoni malvagi captati con l'aiuto
dell'arte. Suo scopo  comandare ai demoni inferiori mediante l'autorit dei
demoni superiori; i secondi li si coltiva e alletta, i primi li si esorcizza e
li si costringe. Questa forma di magia  trans-naturale o metafisica e il suo
nome proprio  Teurgia".
A prima vista si direbbe che Giordano Bruno abbia cura di tracciare un confine
tra la magia naturale e la magia cerimoniale o demoniaca che consiste
nell'utilizzare l'intervento dei demoni. Ma in realt le differenziazioni non
sono cos semplici. Giordano Bruno polemizza anzi con chi vuol ridurre il grande
ruolo del mago a quello di semplice stregone o fattucchiere: "Ultimamente alle
parole mago e magia sono stati attribuiti significati indegni, che noi non
abbiamo affatto preso in considerazione. Si  affermato che il mago  uno
stregone stupido e cattivo che ha ottenuto, grazie al commercio e ad un patto
con il demone malvagio, la facolt di fare il male o di godere di certe cose.
Opinione che non ha corso tra le persone sagge o tra i grammatici, s per tra
gli incappucciati (vale a dire frati) come l'autore del libro Sul martello delle
streghe. Oggi questa definizione  stata ripresa da ogni sorta di scrittori, del
che ci si pu fare un'idea leggendo le note dei catechismi per gli ignoranti e
per i preti assopiti".  ovvia qui la polemica contro il famosissimo libro
Malleus maleficarum, o Martello delle streghe, che impervers in tutto il
Cinquecento e che fu la base teorica dei processi di stregoneria. In Occidente
la distinzione tra magia e stregoneria passa attraverso la presenza dei demoni.
Lo stesso Giordano Bruno descrive ampiamente questa classe di esseri intermedi
che definisce spiriti invisibili che hanno la facolt di agire sul senso
interno. Essi producono allucinazioni visive, auditive e ne distingue cinque
classi. Giordano Bruno sostiene che ogni ordine di spiriti ha i propri capi,
principi, pastori, comandanti, rettori e graduati. Quelli che sono pi saggi e
potenti dominano e comandano quelli che sono pi deboli e rozzi. La credenza dei
demoni quindi  condivisa sia dalla magia colta che dalla stregoneria.

c. Magia sessuale.
Fin dai tempi pi remoti si  ritenuto che l'energia sessuale e l'erotismo
fossero due elementi fondamentali per il potenziamento delle forze occulte. In
moltissime tradizioni magiche  presente l'idea che l'energia sessuale
conservata e immagazzinata, compressa per un lungo periodo di astinenza rituale,
possa poi essere fatta esplodere e indirizzata a potenziare cerimonie magiche.
Varie tradizioni mistico-occulte convengono su tali idee. Una  costituita
dall'alchimia intesa come rigenerazione interiore e come potenziamento e
realizzazione di una particolare specie di immortalit. L'alchimia taoista
insiste sull'idea che attraverso operazioni interne al corpo umano si possa
raggiungere una longevit cos straordinaria da coincidere con l'immortalit.
Tale percorso  identificato misteriosamente con l'espressione " i campi di
cinabro".
L'importanza del cinabro  da ricollegarsi non tanto al suo colore rosso (colore
del sangue e del principio vitale), quanto al fatto che messo sul fuoco esso
produce mercurio. Il cinabro nasconde quindi il mistero della rigenerazione
attraverso la morte e la rinascita. Ne consegue che esso pu assicurare la
rigenerazione perpetua del corpo umano, e procurare l'immortalit. Non esiste
solo il cinabro minerale: esso pu essere creato all'interno del corpo umano.
Secondo i segreti alchemici, i celebri campi di cinabro si trovano nelle parti
pi segrete del cervello e del ventre; l si prepara alchemicamente l'embrione
dell'immortalit distillando i fluidi corporei. Tali campi conducono ad una
camera misteriosa simile ad una grotta, che designa anche la camera nuziale e il
nirvana. Si percorrono tali campi attraverso la meditazione mistica che permette
l'ingresso in uno stato psichico simile allo stato primordiale, inconscio,
paradisiaco del mondo increato. Questi elementi, presenti nell'alchimia cinese,
si ritrovano nel tantrismo indiano con le sue pratiche di magia sessuale e di
potenziamento dell'atto in funzione di una rigenerazione spirituale. Le pratiche
ritualizzate nei riguardi del sesso e dei fluidi corporei, esprimono
simbolicamente da un verso il desiderio di sacralizzare la sessualit,
dall'altro la spinta interiore a trascendere la situazione umana naturale,
interferendo con cerimonie pilotate nella sfera pi istintuale e intima
dell'uomo. Vari gruppi magici moderni hanno fatto proprie queste teorie e le
hanno rielaborate concependo una serie di iniziazioni segrete che porta al
disvelamento dell'ultima finale grande meraviglia: l'arcano degli arcani, la
chiave che apre tutti i segreti "ermeticamente" chiusi ai profani.
Si tratta dell'insegnamento di pratiche sessuali che condensano senza eccezioni
tutti i segreti e tutti i sistemi religiosi. Le tesi si equivalgono: prendiamo
come esempio la legge di Thelema di Aleister Crowley, famoso mago moderno: il
segreto ultimo di tutti i misteri risiede per lui nel culto fallico e nella
magia sessuale. Tale tematica  variamente interpretata e spesso converge nei
rituali volti alla costruzione di un "corpo di gloria", attraverso procedimenti
mistici interiori e accoppiamenti sessuali di vario tipo. Il corpo di gloria
(espressione derivata nientemeno che dall'apostolo Paolo)  l'equivalente del
corpo immortale e del possesso dei campi di cinabro dell'alchimia cinese. In
Occidente tali tematiche si arricchiscono con l'apporto delle teorie gnostiche.
Alcune sette legate allo gnosticismo prevedevano una serie di procedimenti che
richiamavano quelli dell'alchimia cinese. I Fibioliti ad esempio, seguaci
libertini delle gnosi citati da Epifanio nel suo Panarion o Contravveleno (devo
dire con una certa sprezzante animosit) praticavano orge sessuali con
consumazione del sangue mestruale e dello sperma degli adepti in vista di
fabbricare appunto il corpo di gloria, l'equivalente mistico della nostra anima
resa immortale attraverso pratiche segrete.
Oggi una quantit incredibile di gruppi e gruppetti che si richiamano a vari
insegnamenti misterici pratica segretamente operazioni consimili. Dai seguaci di
Kremmerz all'Ordo Templi Orientis, dal gruppo di Samael (Gnosi e Antropologia)
tutta una serie di sette, conferisce agli adepti segreti iniziatici che
riguardano appunto la magia sessuale. Se lo sfondo comune pu essere in qualche
modo unitario, diversissimi sono i simboli e le forme espressive dei vari
rituali magici. Si spazia da pratiche che richiamano l'antico Egitto e la
Grecia, al mondo indiano, cinese e celtico. L'alchimia nelle sue forme pi
elementari si mescola ad espressioni che riguardano il linguaggio scientifico
moderno. Simboli e forme sono i pi disparati e vari ma rimane una trama comune
che si riferisce ad una visione del mondo gnostica e ad un insieme di pratiche
contemporaneamente teurgiche e fisiologiche. La costruzione in questa vita del
corpo di gloria permette di acquisire la certezza dell'immortalit futura e
conferisce poteri magici fisicamente visibili e utilizzabili.

7. I dintorni della magia.
a. Astrologia.
"L'uomo saggio partecipa dell'attivit delle stelle", dice Tolomeo nel suo
Tetrabiblos. La consapevolezza di un nesso profondo tra la volta celeste e la
vita umana  una realt che ha accompagnato la nostra specie per migliaia di
anni. Com' noto furono i Babilonesi i primi a ipotizzare che il bene e il male
di ciascuno dipendessero dal cielo e dalle stelle. Secondo le pi antiche teorie
astrologiche, esiste una circolazione di forze e di energie che permea tutto
l'universo. Attraverso di esse si arriva a scoprire la presenza di affinit e
corrispondenze fra tutte le cose esistenti, come se un'armonia profonda le
unisse in una sorta di accordo musicale: il linguaggio dell'astrologia condivide
con la musica la mistica dei numeri. Dall'esplorazione del cielo nelle calde e
limpidissime notti dei deserti iraniani nacque anche una descrizione astrale
diciamo cos pre-scientifica: si seppero determinare le posizioni degli astri e
se ne calcolarono i movimenti; il cielo fu diviso e sezionato, fu tracciato il
cerchio astronomico dello zodiaco a sua volta diviso in dodici parti, l'una
contraddistinta da un segno stabilito. Si deterrnin che il sole percorreva
queste parti o case in trenta giorni. In queste case, contraddistinte ognuna con
il nome di una costellazione, gli di avevano le loro regge e vivevano con le
loro corti. Le divinit astrali inviavano sulla terra i loro comandi sotto forma
di influssi che condizionavano il carattere e il destino di ogni uomo. Ancora
oggi i segni dello zodiaco portano i nomi delle antiche costellazioni. Ad ogni
segno viene attribuita una natura diversa corrispondente ad uno dei quattro
elementi fondamentali che costituiscono l'intero universo. Sono gli stessi
princpi primi o arch del filosofo greco Empedocle: l'acqua, l'aria, la terra e
il fuoco. Ogni elemento domina su tre segni zodiacali ai quali conferisce
propriet, attributi e caratteristiche.
Siamo cos nel regno delle segrete corrispondenze tra uomo, segno astrale, cosmo
e destino. Forse nessuna costruzione simbolica del passato ha ancora oggi un
linguaggio cos presente e vivo. Alla banale domanda salottiera: "Di che segno
sei?" fa riscontro una storia plurimillenaria di significati e di simboli. Al di
l delle banalizzazioni attuali possiamo notare che tutti questi elementi stanno
a dimostrare la tenace aspirazione dell'uomo a mettere il proprio agire in
armonia con l'ambiente cosmico. L'astrologia  stato il sistema simbolico pi
appropriato per rendere palesi le affinit fra il macrocosmo universale e il
microcosmo della realt umana individuale. Tale linguaggio di simboli e di
corrispondenze mostra affinit strutturali nei popoli pi diversi. L'idea di
universo come macchina organizzata da leggi misteriose ma decifrabili (idea
specifica dell'astrologia) ha appartenuto da millenni al patrimonio collettivo
dell'umanit al punto di essere considerata una disciplina universale.
Forse solo nei segni del cielo cristiani, ebrei, mussulmani e buddhisti non
ebbero mai difficolt a comprendersi fin dalle epoche pi remote e nei momenti
pi ostili. Vorrei sottolineare questo aspetto relazionale che il linguaggio
zodiacale ha fornito all'umanit e che secondo me sta ancora fornendo.
Attraverso le espressioni dei segni zodiacali e delle segrete armonie tra il
temperamento umano e le stelle,  possibile ancora la comunicazione al di fuori
delle tempeste ideologiche. La tenace consapevolezza che le stelle non sbagliano
e non smarriscono l'antico sentiero  uno degli elementi di forza della
persistenza dell'astrologia. Di fronte alla pura bellezza della luce astrale e
alla maest dell'incedere dei pianeti nelle sconfinate regioni del cielo, nasce
il confuso sentimento che l'universo non sia retto dal caso o dalla sciocca
perfidia dei demoni, ma da una legge eterna immutabile.
Nel cielo vanno quindi cercati i presagi e gli archetipi di tutto ci che 
terreno. Su questa base che vari popoli e varie situazioni storiche hanno
condiviso, la magia operativa ha tracciato pi forti e pi tenaci
corrispondenze. Questa antica disciplina ha generato l'ipotesi di una
informazione cosmica prenatale che si imprime nell'anima e determina il destino
dell'individuo. Secondo questa dottrina ci si figura che l'anima penetrando nel
mondo assimili le influenze planetarie che abbandoner solo alla sua uscita dal
cosmo nell'ascesa che la ricondurr al suo luogo natale. Perfezionata dai
neoplatonici, la dottrina del veicolo dell'anima far il suo glorioso ritorno
nell'astro-magia di Ficino e dei suoi discepoli.
Ancora oggi questa idea  viva e presente nel concetto di corpo astrale diffuso
tra tutti gli esoterici contemporanei. Nelle operazioni magiche  tenuto sempre
presente non soltanto l'ora e il luogo astronomico entro il quale operare
rituali, ma anche questa dottrina pi generale del rapporto tra l'anima e i
pianeti. Dell'astrologia ermetica popolare facevano parte numerosi libri per lo
pi andati perduti o rimaneggiati nelle traduzioni latine del Rinascimento.
Erano opere che si occupavano di astrologia universale, di cicli cosmici, di
divinazione mediante il lampo, delle predizioni del nuovo anno, di astrologia
individuale ovvero di estrazioni delle sorti planetarie, di rapporti di simpatia
tra i pianeti e dell'informazione astrale contenuta nel microcosmo e infine di
farmacopea e di farmacologia astrologica. Come si pu notare siamo assai lontani
dalle banalizzazioni ridicole che attualmente vengono contrabbandate per
"oroscopi". A queste concezioni si mescol quella del veicolo dell'anima, ovvero
della discesa dell'anima umana attraverso le sfere planetarie su un veicolo o
corpo astrale. (1)
Nella gnosi volgare del secondo secolo d.C. si esprime una dottrina secondo la quale
l'anima umana  presente ab eterno nella silenziosa memoria di Dio. Spinta da
una misteriosa necessit, l'anima scende con il suo veicolo attraverso i mondi e
le sfere planetarie le quali le attribuiscono una loro "pesantezza". In base alla
loro "natura", Saturno regna sulla fatalit, Marte domina la sfera
dell'aggressivit, Venere determina la spinta erotica, da Giove dipende il rango
e la gloria del soggetto, Mercurio definisce le qualit dell'intelligenza e le
capacit espressive, il Sole determina sia il genio personale sia la forma del
destino umano, ivi compresa la necessit di esercitare il libero arbitrio, la
Luna infine stabilisce ci che ha attinenza con il corpo fisico. Nel percorso
del ritorno verso Dio, l'anima deve liberarsi dalle incrostazioni dovute ai vari
pianeti e deve sconfiggere i misteriosi personaggi che permettono i passaggi da
una sfera all'altra.
In virt delle tematiche neoplatoniche e gnostiche, la iconografia astrologica
domina l'immaginario collettivo e per la magia le considerazioni astrali sono
sempre state di estrema importanza. I maghi del Rinascimento connettevano i
pianeti alle grandi forze che muovono l'universo: controllare gli influssi
planetari significava controllare gli influssi motori che corrono sotto la
superficie delle cose. Il fatto che le stelle si comportano in modo regolare e
prevedibile amplific l'importanza dell'astrologia nel mondo antico.
Gi i greci scoprirono divinit nei pianeti che seguivano leggi rigide e
immutabili, e Platone nei suoi ultimi anni evidenzi nel cielo le divinit vere.
Tutte le forze che obbediscono a leggi immutabili come pianeti e numeri sono
fondamentali per la magia, in quanto l'operatore pu confidare che esse agiranno
sempre nel modo che egli richiede e nel momento che desidera. L'influsso di un
pianeta pu essere catturato magicamente mediante l'uso di elementi che ad esso
sono legati: ad esempio il colore rosso, il ferro e il numero cinque possono
imprigionare le forze di Marte. Gli influssi delle stelle si indirizzano sulla
terra grazie ad un legame magico creato dalle parole, come in un interessante
incantesimo d'amore tratto dal Grimorium verum che cattura il potere del pianeta
Venere ed  descritto come" un esperimento della forza meravigliosa delle
intelligenze superiori".
Secondo la magia del Rinascimento si possono evocare gli spiriti planetari o
attrarre gli influssi dei pianeti usando delle immagini che ne sono
raffigurazioni simboliche. Nel 1479 Marsilio Ficino pubblic un testo intitolato
Libri de vita, nel quale raccomandava l'uso di immagini per attirare influenze
benefiche. Quando si  troppo stanchi a causa dell'influsso di Saturno (che
regola il temperarnento malinconico ed  antagonista dell'energia e della forza
vitale della giovent) occorre intervenire. Gli studenti sovraffaticati e le
persone anziane le cui forze vitali stanno svanendo, devono captare gli influssi
dei pianeti benefici come Giove, Venere e il Sole. Per ottenere salute e
felicit si deve costruire un'immagine di Venere: disegnare una bella fanciulla
vestita di bianco o di giallo che tiene nel grembo fiori e frutti.
Il Ficino propose le sue immagini molto cautamente temendo di essere accusato di
praticare la magia cerimoniale: cento anni pi tardi Giordano Bruno adott la
stessa tecnica con grande entusiasmo. Egli proponeva diverse immagini positive
del sole: Apollo con un arco ma senza frecce che sorride, un arciere che saetta
un lupo con un corvo che gli vola sul capo, oppure un uomo con la barba ed elmo
a cavallo di un leone con una corona sulla fronte e un gallo con la cresta
multicolore. Queste figure erano per Giordano Bruno simboli della natura solare:
meditando su di esse l'influsso del pianeta poteva essere guidato entro la
personalit umana. Tutta la magia dei talismani si basa sull'idea che le forze
planetarie possano essere dominate concentrandosi sui rispettivi simboli.
Probabilmente questa idea che ha influenzato sia il Ficino che Giordano Bruno
deriva dall'antico Picatrix. Vi  un testo magico impropriamente attribuito ad
Agrippa e aggiunto al: De occulta philosophia, che reca il titolo di Quarto
Libro. Probabilmente  un'attribuzione spuria, ma in questo testo vengono
descritti gli spiriti dei pianeti sulla stessa scia del Picatrix. Uno spirito
solare pu mostrarsi come un re con scettro e corona in groppa a un leone,
oppure assiso su un trono con una sfera ai piedi e sullo sfondo un pavone. Uno
spirito lunare  incarnato da un arciere che cavalca un'antilope oppure da una
cacciatrice con arco e frecce, ma pu apparire anche come una giovenca, un'oca o
una freccia. Lo spirito di Mercurio si presenta come un principe in groppa a un
orso o una donna che fila con la conocchia.
Tali rappresentazioni hanno lo stesso scopo delle immagini planetarie di Ficino
e di Bruno: aiutano il mago a potenziare le forze dell'anima mettendola in
relazione con gli spiriti astrali. Cos, in una temperie culturale dominata
dalle immagini fantastiche, la grande metafora dell'astrologia fu impiegata da
artisti e pensatori fino alle soglie dell'et moderna.
Nella vecchia sagrestia in Santa Croce nella Cappella dei Pazzi, si pu ammirare
proprio sopra all'altare una cupola con le rappresentazioni mitiche delle
costellazioni. Tali visioni non sono infrequenti: ma la cosa notevole  che le
cupole fiorentine non rappresentano un firmamento qualsiasi ma l'aspetto del
cielo in un determinato giorno importante per la vita della Chiesa: nella
sagrestia di San Lorenzo  rappresentato il cielo di Firenze il 6 luglio del
1422, data in cui fu consacrato l'altare maggiore.
Gli astri che le chiese accolgono nei propri santuari riempiranno in seguito i
palazzi dei papi. Lo zodiaco, le costellazioni, i pianeti, giocano un ruolo
particolare nella decorazione del Vaticano.
Possiamo citare gli appartamenti Borgia, e la sala dei pontefici decorata per
ordine di Leone decimo il quale tra l'altro istitu la prima cattedra di Astrologia
nell'Universit romana La Sapienza. Sulla volta della sala dei pontefici i nomi
dei successori di Pietro sono circondati da simboli celesti: al di sopra di
Bonifacio nono, il Cigno vola tra i Pesci e lo Scorpione, in ciascun lato dei
medaglioni Marte e Giove passano sul loro carro. Nel periodo pi splendente del
Rinascimento gli elementi plastici e spirituali dei grandi temi
astrologico-mitologici compaiono in due grandi costruzioni dovute al mecenatismo
di Agostino Chigi. La prima  la sala della Farnesina dipinta da Raffaello e da
Baldassarre Peruzzi. L le decorazioni astrali descrivono la mappa del cielo nel
giorno natale dello stesso Agostino Chigi: sono ancora le potenze fatali
dell'astrologia che vegliano sotto il velo adorno della favola mitica. Nulla
sembrerebbe ricordare alla Farnesina il mondo spirituale cristiano, ma se ci
rechiamo a Santa Maria del Popolo, nella cappella ove riposa il corpo di
Agostino Chigi, vi scopriremo un senso pi profondo e decisamente legato al
cristianesimo. Sul fondo bleu e oro del mosaico appaiono di nuovo le figure
divine dei pianeti, disposte in cerchi secondo l'ordine delle sfere, ma questa
volta esse non sono sole: al di sopra di ciascuna appare un angelo e al vertice,
il Creatore si mostra imperioso, con le braccia levate in un gesto insieme di
benedizione e di comando. Il senso della composizione  chiaro: le divinit
planetarie alle quali sono sottoposti il mondo terrestre e il destino degli
uomini, sono a loro volta subordinate ad una volont suprema di cui non sono
altro che docili strumenti.
(1) La tematica  presente nella sua forma pi compiuta in Proclo, tardo
scrittore neoplatonico. Egli cita Platone come il primo pensatore che
concep (o rivel) l'idea del veicolo dell'anima

b. Alchimia.
Non intendo affrontare lo studio dei princpi e dei metodi dell'alchimia:
l'argomento  vastissimo, ma mi limiter ad analizzare il rapporto tra
l'alchimia e le esperienze magiche. L'alchimia rientra nella pi generale e
complessa operazione umana di conquista della materia. Si pu dire che tale
conquista inizi nel Paleolitico superiore a partire, cio, dal momento in cui
l'uomo  riuscito a costruire utensili e a utilizzare il fuoco per modificare
gli stati della materia. Si trattava non soltanto di semplici tecniche bens di
veri e propri misteri che implicavano la sacralit della natura e che si
trasmettevano attraverso iniziazioni (quelle che noi ancora oggi chiamiamo  i
"segreti del mestiere"). L'uomo contemporaneo  incapace di sperimentare il sacro
nelle sue relazioni con la materia; ma  evidente che il pensiero primitivo,
dominato dal simbolismo cosmologico, aveva un'esperienza del mondo diversa da
quella di cui disponiamo noi. Per il pensiero simbolico il mondo non solo  vivo
ma anche aperto; un oggetto non  mai semplicemente se stesso:  anche segno o
ricettacolo di qualcos'altro di una realt che trascende il livello d'essere
dell'oggetto. Non che l'uomo delle societ arcaiche fosse impossibilitato a
liberarsi dalle cosiddette partecipazioni mistiche con la natura o incapace di
pensiero logico e di lavoro utilitaristico: tutto ci che sappiamo sui nostri
contemporanei primitivi invalida queste immagini di illogicit o pre-logismo.
Ma  certo che nella mentalit primitiva l'intero cosmo era una manifestazione
del divino e la vita umana era in tal senso sacralizzata, per cui il lavoro
implicava un valore liturgico che sopravvive a volte in modo oscuro presso le
popolazioni contadine dell'Europa contemporanea. In questo quadro va inserita la
grande esperienza operativa e contemporaneamente simbolica dell'alchimia. Come
sottolinea molto chiaramente Mircea Eliade, l'alchimia si riferisce alla vita
complessa e drammatica della materia.  assolutamente riduttivo voler collegare
gli sforzi dell'alchimia semplicemente a contraffare l'oro: si tratt piuttosto
di una disciplina misterica che ossession l'uomo per duemila anni.
La trasmutazione, meta principale di queste pratiche, era legata all'idea della
Terra madre portatrice degli embrioni dei minerali; le trasmutazioni nel
laboratorio alchemico altro non erano che operazioni per accelerare i processi
generativi della Terra madre stessa. Storicamente l'alchimia si organizza nel
periodo greco e percorre tre fasi. Una prima riguarda le ricette tecniche,
mentre una seconda riguarda le teorie filosofiche: tale fase fu iniziata
probabilmente da Bolo di Mende nel secondo secolo a.C. ed  rappresentata dai testi
Physica kai Mystica attribuiti a Democrito.
Abbiamo poi una terza fase: quella della letteratura alchemica propriamente
detta che si evidenzia nelle opere di Zosimo (del quarto secolo d.C.) e dei suoi
commentatori. Nell'alchimia confluiscono una serie di suggestioni che vanno
dalle religioni misteriche al neopitagorismo, dall'orfismo all'astrologia, dallo
gnosticismo alle tradizioni popolari (custodi dei segreti del mestiere e delle
tecniche pi arcaiche di fusione dei metalli). Abbiamo anche un'alchimia cinese
che si sincretizza con il taoismo e il neotaoismo, mentre in India le pratiche
alchemiche si mescolano con il tantrismo e lo Hata-Yoga. Questa tradizione che
si consolid nei primi secoli dell'era cristiana continu ad arricchirsi fino a
tutto il Seicento. Secondo l'alchimia antica e moderna i minerali e i metalli
sono pensati come organismi viventi: si parla della loro gestazione, nascita e
crescita e persino della loro unione. Alla combinazione alchemica dello zolfo e
del mercurio si fa riferimento quasi ovunque in termini di matrimonio o nozze
alchemiche. All'interno di tale concezione la vita della materia non  pi
espressa in termini solo vitalistici ma assume una dimensione spirituale, e una
significazione iniziatica del dramma e della sofferenza: la materia assume cos
il destino dello spirito.
Le prove iniziatiche che sul piano dello spirito conducono alla libert, alla
illuminazione e alla immortalit, sul piano della materia portano alla
trasmutazione e al possesso della pietra filosofale.  chiaro che il grande
sogno della trasmutazione ha strettamente a che fare con le operazioni magiche:
si tratta di un intervento in profondit nella struttura della natura che
accelera, altera e condiziona i processi naturali dei metalli.  altres chiaro
che le pratiche alchemiche hanno preso due vie: una operativa che porter alle
elaborazioni della chimica, l'altra spirituale che rester profondamente
inserita nelle concezioni esoteriche. Non vi  dubbio che l'opus alchymicum
presenta analogie profonde con la vita mistica. Gi nel 1600 gli alchimisti
scrivevano che il loro intento non era di insegnare a fabbricare l'oro ma di
rivelare le modalit per concepire e riconoscere la Natura come emanazione
divina e per vedere Dio nella natura: ottenere la pietra filosofale equivaleva a
conoscere perfettamente Dio, per cui anche la ricerca dell'elisir di lunga vita
va intesa in senso spirituale. Esiste una convergenza tra la magia
rinascimentale, che presupponeva un'ascesa dell'anima verso la suprema realt
divina, e le pratiche alchemiche di ricerca della pietra filosofale. Essa 
dotata di propriet magiche: contenuta nel palmo della mano rende invisibili, se
la si cuce nella biancheria e si porta questa biancheria ben serrata intorno al
corpo in maniera da tenere la pietra al caldo, si pu volare nell'aria tanto in
alto quanto lo si desideri; per discendere  sufficiente allentare la biancheria.
I princpi magici dell'alchimia tradizionale, cio la crescita dei minerali, la
trasmutazione dei metalli, la scoperta dell'elisir di lunga vita, della pietra
filosofale e soprattutto l'obbligo al segreto, non furono mai contestati al
tempo del Rinascimento n all'epoca della Riforma, e ancora per tutto il
Settecento i dotti non mettevano in discussione l'ipotesi della crescita dei
minerali. Essi si domandavano tuttavia se l'alchimia poteva realmente accelerare
i processi naturali e se coloro che proclamavano di averlo fatto erano persone
degne di fede o impostori. Resta comunque documentato che l'alchimia condivise
con la magia la pretesa di compiere miracoli e contemporaneamente di proporre un
percorso di perfezione.

c. Stregoneria.
In tutte le societ umane  presente una magia positiva volta a propiziare le
forze della natura e sottometterle alla volont degli umani. Parallelamente si
manifesta una forma notturna, segreta, privata e spesso proibita: la magia nera o
stregoneria. In molte societ africane si sostiene l'esistenza di streghe e di
stregoni che nottetempo tramano azioni negative per gli esseri umani; le
malattie sono spesso attribuite all'intervento nefasto della stregoneria.
In Europa il termine stregoneria ha un significato molto pi preciso e
storicamente determinato che fa riferimento a un complesso di situazioni che
portarono alla cosiddetta caccia alle streghe, la quale raggiunse il suo apice
proprio nel Rinascimento. L'interesse per la stregoneria gode di una popolarit
stupefacente nella contemporanea cultura occidentale; assistiamo a una pletora
di interpretazioni e di controversie di storici di tutto rispetto relative alla
natura della stregoneria e al suo sviluppo. I punti pi controversi sono le
origini della stregoneria occidentale e la sua eventuale relazione con credenze
e rituali pre-cristiani. Si analizzano parimenti i rituali del famoso sabba
consistente fondamentalmente in orge sessuali che scatenarono le accuse
inquisitoriali, una volta che la stregoneria fu identificata con l'eresia.
L'aspetto pi sorprendente dell'attuale interesse per questi fenomeni,  che
un'ottantina di anni fa il problema delle origini della stregoneria occidentale
era considerato definitivamente risolto.
Come afferma Mircea Eliade, il testo-tipo che concludeva queste ricerche fu
quello di Joseph Hansen, un libro dedicato alla stregoneria e all'Inquisizione
che accludeva numerosissimi atti dei processi. Secondo le parole di Hansen
l'epidemica persecuzione di maghi e streghe fu il prodotto della teologia
medioevale, dell'organizzazione ecclesiastica e dei processi per magia istruiti
dal papato e dall'Inquisizione. Sotto l'influenza della demonologia scolastica e
della tortura, le streghe confessarono nefandi rituali mai compiuti. Anche il
dotto storico americano Henry C. Lea era arrivato ad una analoga conclusione:
era stata l'Inquisizione e non le streghe ad inventare la stregoneria. Questa
opinione, che rifletteva il razionalismo e l'anticlericalismo della fine
dell'Ottocento, si appoggiava su numerosi documenti e fu considerata la
spiegazione definitiva della nascita, dell'espansione e della fine della
stregoneria in Europa. Gli unici che contrastavano questa opinione erano gli
ultraconservatori i quali sostenevano che effettivamente le streghe erano in
rapporto con Satana. Cos l'interpretazione razionalista e positivista negava
l'esistenza delle streghe perch ci comportava l'accettazione di elementi
soprannaturali impliciti. Gli antropologi sanno bene che la stregoneria non pu
essere nata da persecuzioni religiose o politiche e neppure pu essere
considerata una setta demoniaca legata a Satana e promotrice del male.
Nel 1921 comparve il testo di Margareth Murray intitolato: Il culto delle
streghe nell'Europa occidentale che, mentre ebbe un inaspettato successo fra i
dilettanti, non fu accettato positivamente dagli specialisti. La Murray
proponeva un'interpretazione assolutamente diversa della stregoneria, secondo la
quale la strega era essenzialmente partecipe di una organizzazione rituale in
cui non si esprimeva solo una rivolta contro il cristianesimo ma anche la
sopravvivenza di una religione del tutto indipendente e pi antica del
cristianesimo: il paganesimo precristiano, ancora vivo nelle campagne. Questo
culto contadino agreste e pagano (ricordiamoci che pagano viene da pagus,
villaggio, e che la conversione al cristianesimo spesso era stata molto
superficiale), aveva per oggetto un dio con due fronti e con le corna
identificato con Giano o Diano oppure con il Cernummun celtico. Si trattava di
una vera e propria religione attiva in Inghilterra e nei paesi vicini durante
tutto il Medioevo. Le pratiche di questo culto, contraffatte, complicate e
distorte non erano per considerate malefiche e antisociali dalle piccole
comunit: anzi, erano considerate necessarie per il benessere e la prosperit.
Gli Inquisitori confusero il dio con le corna con il Diavolo e il rito assunse
il nome di sabba. Gli storici rilevarono innumerevoli e disastrosi errori nel
testo della Murray: fatto che tolse credito alla sua costruzione interpretativa.
In particolar modo l'assimilazione delle pratiche della stregoneria con i culti
di fertilit era assai difficile da sostenere. Le streghe medioevali infatti
erano famose per la loro capacit distruttiva: determinavano siccit, grandine,
epidemia, sterilit e persino la morte. Inoltre le streghe erano accusate di
pratiche orgiastiche nonch di sacrifici umani e di cannibalismo. Era assai
difficile omologare le orge delle streghe tra i culti di fertilit. Il testo
della Murray dette comunque l'avvio ad un rinnovato interesse per il fenomeno
della stregoneria. Gli studi si susseguirono con un ritmo incessante e serrato:
basta ricordare il caso dei Beneandanti esaminato da Carlo Ginzburg, il quale
riprender la problematica delle origini precristiane della stregoneria nel
libro Storia notturna. Mircea Eliade esamina il problema delle cosiddette orge
segrete dei rituali stregoneschi. Distinguere gli elementi reali da quelli
immaginari nelle deposizioni delle streghe,  difficile per non dire
impossibile. Molte di queste deposizioni sono il risultato degli interrogatori
condotti dai tribunali ecclesiastici, fossero essi cattolici, luterani o
calvinisti. L'insistenza sulle nefandezze orgiastiche prova che i teologi erano
ben consapevoli dei poteri magico-sacrali della sessualit, poteri capaci di
trasformare cristiani in eretici sacrileghi e in definitiva in pericolosi esseri
demoniaci.
Ma se si considera il moderato interesse che le popolazioni rurali hanno
generalmente per il sesso, appare evidente che gli eccessi sessuali rituali del
sabba perseguivano obbiettivi che andavano al di l della semplice
gratificazione voluttuosa. Quando leggiamo le deposizioni delle streghe si ha
pi l'impressione di severe prove di iniziazione che di parties de plaisir.
Questo carattere penoso delle orge del sabba era chiaro a coloro che cadevano in
sospetto di stregoneria. Eliade sostiene che le orge sessuali esprimevano una
protesta radicale contro la situazione religiosa e sociale contemporanea, una
rivolta suscitata e nutrita dalla speranza di recuperare la beata perfezione
perduta fuori dalle regole, dal tempo e dallo spazio. Le pratiche sessuali nel
rito e nel cerimoniale non fanno altro che ripristinare simbolicamente la
perfezione dei primordi, la beatitudine che affascina l'immaginazione umana
specialmente in tempi di crisi e di catastrofi. Non era il semplice desiderio
carnale a indurre le donne delle campagne a diventare streghe: era l'oscura
speranza che, infrangendo i tab sessuali e partecipando ai rituali demoniaci,
la loro condizione sarebbe in qualche modo mutata. La tentazione della
stregoneria derivava dalle forze magiche e occulte contenute nelle pratiche
sessuali, fosse pure immaginario lo scenario in cui siffatte avventure
sacrileghe si compivano.
Tutte le streghe sono d'accordo nelle loro deposizioni a sottolineare che nel
commercio sessuale col Diavolo esisteva una assoluta mancanza di piacere. Il
tentativo incompleto e forse inconscio di recuperare il senso perduto della
beatitudine delle origini, fa sicuramente da sfondo alle pratiche misteriose
della stregoneria come dei culti agrari che ad essa si riferiscono. Esiste
quindi una convergenza di interpretazioni tra la nuova storiografia e quella che
fu la prassi ecclesiastica. L'interdizione da parte della Chiesa delle assemblee
tradizionali come le feste di Pan, i Baccanali e altre forme paganeggianti pi
misteriose, provoc naturalmente una reazione popolare. Tali cerimonie
tradizionali furono identificate come turpitudini e vennero ascritte ad un
"catechismo" della religione demoniaca o come una liturgia satanica. Le
deposizioni inquisitoriali presentano comunque descrizioni assolutamente
omogenee: ci si recava a queste riunioni misteriose dopo essersi spalmato il
corpo con un unguento segreto che permetteva di volare dalla finestra o dalla
cappa del camino. La cerimonia era diretta dal diavolo sotto forma di
personaggio mascherato o di capro nero, davanti al quale ci si prostrava
all'inizio della cerimonia. In una sorta di stato allucinatorio ci si
accoppiava, si gridavano canti osceni, si girava in folli danze circolari.
Talvolta veniva sacrificato un animale, si scambiavano ricette magiche:
l'assemblea, entrata in una sorta di trance e al di fuori di qualunque
convenzione o gerarchia sociale, comunicava con i segreti della natura e danzava
in concerto abbandonandosi poi ad un'orgia sessuale collettiva. In moltissime
altre culture troviamo gli stessi ingredienti e le stesse connotazioni: il
viaggio estatico verso una sfera privilegiata rituale o cerimoniale  ampiamente
documentato in moltissime aree culturali. Questo elemento traduce il desiderio
di evadere dalla condizione quotidiana, di trascendere i propri limiti naturali,
di conoscere i segreti della natura e di acquisire i poteri magici. Questi
viaggi, rivelatori di una sorta di trasgressione codificata che porta nel cuore
dell'ignoto, sono comuni allo sciamano siberiano, al guaritore indiano, all'uomo
della medicina africano, al fachiro della tradizione islamica come pure al guru
della tradizione Yoga.
Nel tardo Medioevo il sabba delle streghe esprimeva una pluralit di esigenze:
il bisogno di festa primitiva, la persistenza di un vecchio fondo pagano che si
contrapponeva alla religione cristiana vincente, il desiderio di evasione dalla
dura realt quotidiana. Schiacciate dal lavoro e dalla sottomissione, oppresse
da un sistema sociale gerarchizzato, moltissime persone trovarono in queste
riunioni notturne in cui tutto era permesso, in cui regole e ranghi sociali
sparivano nell'orgia comune e nella festa collettiva, un modo di riappropriarsi
di una parziale felicit e di mettersi in contatto con le forze vitali e magiche
della natura. L'Inquisizione ha soltanto identificato in Satana il grande
direttore di queste cerimonie scatenate. Secondo stime non del tutto accertate
la caccia alle streghe fece ardere in Europa 50.000 roghi, l'80 per cento dei suppliziati
erano donne. Su questo scenario inquisitoriale le comunit stesse si rivoltarono
contro persone marginali, donne sole, ragazze belle ovvero vecchie deformi e
scatenarono contro di loro l'accusa di stregoneria e di partecipazione a rituali
demoniaci. Oggi occultisti ed esoterici condividono parimenti l'idea di una
stregoneria contrapposta al potere ecclesiastico e statale. Uno strano ritorno
di culti stregoneschi mostra quanto sia popolare oggi tale problematica
soprattutto tra gli amatori della messa nera e di altri intrattenimenti
luciferini.

8. Il revival.
La fortuna del termine "occultismo" si deve a Eliphas Lvi, tipica figura di mago
moderno alla cui opera attinse tutto l'esoterismo ottocentesco e novecentesco. I
suoi libri, anche se definiti da Mircea Eliade: "un'accozzaglia di frasi
pretenziose", ebbero un successo senza precedenti. Eliphas Lvi fu tenuto in
grande considerazione dalle generazioni successive dei neo-occultisti francesi.
Alcune delle tematiche chiave dell'occultismo fin de sicle, come quelle
proposte da Papus, sono filtrate nei gruppi attuali, presenti anche in Italia,
di cui  sufficente considerare le denominazioni. Papus fond l'Eglise gnostique
universelle e l'Ordre cabalistique de la Rose-Croix: oggi abbiamo in Italia
decine di chiese gnostiche e vari ordini rosacrociani; Papus fa continuo
riferimento ad un maestro alquanto misterioso chiamato Dom Martinez de Pasqually
e si proclama inoltre il vero discepolo di Louis-Claude de Saint-Martin, il
"philosophe inconnu". Lo scopo dell'iniziazione  per Papus la reintegrazione
dell'uomo nei suoi perduti privilegi adamitici cio il recupero della condizione
primitiva di uomini divini creati ad immagine dell'Assoluto. L'idea del recupero
di un potere taumaturgico arcaico e di una armonia interiore  condivisa nei
gradi pi alti dei Rosacroce: gli iniziati praticano la teurgia, l'alchimia,
l'alta magia cerimoniale allo scopo di raggiungere la rigenerazione dell'uomo.
L'occultismo fin de sicle coinvolse intellettuali e scrittori, artisti e
filosofi di mezza Europa. Anatole France scriveva che " la magia occupa largo
spazio nell'immaginazione dei nostri poeti e romanzieri. Li ha colti la
vertigine dell'invisibile, li ossessiona l'idea dell'ignoto: il tempo  tornato
ad Apuleio e a Flegetonte di Tralle".
Infatti da Baudelaire a Huysmans fino a W.B. Yeats e ad Andr Breton, l'occulto
viene utilizzato come un'arma potente di ribellione contro il conformismo
religioso, il razionalismo utilitaristico, il positivismo e l'ideologia borghese
nel suo insieme. Alcuni artisti non solo sono anticlericali ma anche
anticristiani: il loro rifiuto abbraccia sia i valori giudaico-cristiani sia il
razionalismo greco-romano. L'interesse per lo gnosticismo e la Kabbal o per
gruppi ereticali (i catari ad esempio) non  solo motivato dal recupero di
conoscenze segrete ma  influenzato dalla persecuzione che questi gruppi hanno
subto dalla Chiesa. Nella tradizione occultistica vengono ricercati elementi
precristiani: basti pensare al revival celtico-pagano della Golden Dawn che
filtr nell'opera poetica di Yeats e nella sua cosmogonia.
 la critica radicale alla cultura dell'Occidente che spinge Mallarm a
privilegiare la poesia indiana dei Veda rispetto ad Omero e il surrealista Andr
Breton a proclamare la morte dell'intera tradizione estetica occidentale e a
stimolare le avanguardie a cercare ispirazione nelle maschere e nelle statue
dell'Africa e dell'Oceania. Per l'arte simbolista, per l'imagismo di Ezra Pound
e per l'orfismo di Apollinaire e di F. Kupka (disegnatore e medium), per la
musica di Webner (che si ispira al quadrato magico sator arepo tenet opera) la
scelta dell'occultismo equivale al rifiuto dell'Occidente. L'interesse
artistico-letterario odierno per l'occulto risale a questo periodo in cui si
svilupparono parallelamente le indagini di Freud sull'inconscio che venne
assunto come protagonista e sorgente inesauribile di ispirazione artistica a
discapito dell'io pensante, del soggetto cartesiano cosciente. Jung ha poi
egregiamente fatto da ponte tra la complessa nozione di inconscio collettivo
della psicologia dinamica e gli universi simbolici dell'occultismo d'lite. Le
teorie di Jung sono entrate ancor pi fortemente nell'attuale milieu
occultistico legato in qualche modo alla New Age.
Di esempio sono le idee di THOMPSON circa la visualizzazione creativa della New
Age, secondo cui la forma segue l'idea " se riusciamo a creare delle immagini
vive di persone od eventi, queste finiranno per manifestarsi nella nostra vita
reale". L'idea  alla base del gruppo Evo Cris che ha come slogan: pensa in
positivo. Visualizzando intensamente i propri desideri come scene di un copione
teatrale, essi si realizzeranno.
Esistono certamente legami tra la pratica dell'immaginazione attiva di Jung,
mediante la quale si entra coscientemente nel regno dell'inconscio, e le diverse
pratiche estatiche visionarie dell'lite culturale del Novecento. Del resto i
cultori di spiritismo e di metapsichica trassero le loro teorie esplicative
dalle nozioni di inconscio collettivo di Jung. Potremmo senz'altro affermare che
Jung  ancora lo psicologo di punta di tutto il movimento esoterico
contemporaneo.
Il coinvolgimento nell'occulto e nella magia rappresenta per le avanguardie (sia
letterarie che artistiche che musicali, da Mussorgski a Satis, a Stravinsky) una
delle forme pi efficaci di critica e di posizione alternativa nei riguardi
dell'establishment borghese e dei suoi valori, rifiuto che coinvolse e mise in
discussione quaranta secoli di arte. In ambito anglosassone tali tematiche,
accentuate da un forte anelito paganeggiante, si ritrovano nell'opera di D.H.
Lawrence che ebbe un successo senza pari. Nei suoi romanzi e specialmente in:
Apocalypse, si evidenzia una svalutazione della civilt occidentale, una
polemica contro lo scientismo e la riduzione della conoscenza sapienziale a
banale esoterismo da baraccone. Erano i tempi delle sperimentazioni di
metapsichica, delle sonnambule meravigliose, che andando in trance pretendevano
di comunicare con l'inesplicabile. Lawrence rimpiange un'epoca di partecipazione
cosmica dell'uomo con la natura, di intensa vita simbolica, di profonda sapienza
esoterica, un'epoca che, prolungatasi sino agli egizi e ai greci, si sia perduta
nella tradizione giudaico-cristiana che avrebbe svalutato il mondo e la carne.
Tali tematiche ora sono sulla bocca di tutti i capi carismatici di gruppi e
conventicole ma vengono proposte senza l'abilit linguistica e la fascinazione
del grande romanziere creatore di mitologia: "noi abbiamo smarrito il sole e i
pianeti ed il Signore con le sette stelle dell'Orsa nella mano destra. Povero,
meschino, piatto piccolo mondo quello in cui viviamo: persino le chiavi dell'Ade
sono perdute, la grande madre del cosmo  sparita, essa  cacciata nel deserto e
il drago del caos delle acque riversa su di lei i suoi flutti".
Lawrence, molto pi suggestivamente degli esoterici e degli astrologi di oggi,
afferma: "noi e il cosmo siamo uno. Il cosmo  un vasto corpo vivente del quale
siamo ancora parte. Il Sole  un grande cuore i cui palpiti si diffondono nelle
nostre pi sottili vene. La Luna  un grande lucente centro nervoso che di
continuo ci trasmette le sue vibrazioni. Chi conosce il potere che hanno su di
noi Saturno e Venere? Deve essere un potere vitale che si increspa squisitamente
attraverso il nostro essere, senza posa. E se noi rinnegassimo Aldebaran, esso
ci ferirebbe con le infinite stoccate della sua spada".
La tradizione esoterica occultistica ha avuto altri grandi rappresentanti come
il poeta W.B. Yeats, che fece parte della Societ Teosofica e della Golden Dawn
al fianco del mago Aleister Crowley. Tutta l'arte simbolista soggiace alle
influenze mistico-esoteriche. Negli ultimi anni dell'Ottocento Josphin Peladan
fond a Parigi il Salon de la Rose-Croix, dopo aver raccolto le suggestioni di
famosi occultisti come Stanislao de Guaita e il romanziere Huysmans.
Quest'ultimo si alle temporaneamente con il mago Boullan che ritrasse poi nel
suo romanzo: Nell'abisso. Tutti comunque credevano nelle operazioni magiche, nel
potere occulto, nelle stregonerie. La moda non declin. Kandinski partecip
all'astrattismo con spirito teosofico e simbolista e come non ricordare che il
surrealismo si configur come una vera setta esoterica con i suoi profeti (il
marchese de Sade, Baudelaire, Lautramont, Jarry, Apollinaire), con i suoi riti
(le sedute surrealiste, "i cadaveri squisiti", i sogni), con le sue eresie e
scomuniche, con il suo grande sacerdote Andr Breton? Ma soprattutto il
surrealismo come magia propose un corpo comune di dottrine che abbracciavano
ogni aspetto dell'uomo e della realt. Il compito di tali dottrine era di
permettere di raggiungere una diversa sfera di realt, pi profonda e pi vera,
inconscia, magmatica e sublime.

9. La magia oggi.
In un mondo concreto e razionalizzato, tecnologicamente avanzato come il nostro,
la magia ha ritagliato un suo spazio ampio e prestigioso. Le cifre parlano
chiaro: nel 1993 risult che due italiani su dieci andavano dal mago almeno una
volta all'anno. Le domande che vengono poste riguardavano per il 65 per cento che cosa
riserva il futuro, mentre il 35 per cento dei clienti chiedeva prestazioni pi complesse
che andavano dalla eliminazione del malocchio al filtro d'amore, dalle pozioni
contro le malattie, ai talismani per trovare lavoro, fino alle fatture a morte.
La magia muove un vertiginoso giro di miliardi. L'Italia non  un'eccezione; in
tutto il mondo occidentale la magia  altrettanto viva che presso i cosiddetti
popoli primitivi: nelle metropoli trionfano la cartomanzia, l'occultismo, la
medicina alternativa a sfondo magico, lo spiritismo, la mania degli oroscopi, il
culto degli Ufo e quel nuovo movimento esoterico che va sotto il nome di New
Age. Negli Stati Uniti Louise Cabot, fondatrice e presidentessa
dell'associazione delle Streghe del Nuovo Mondo, ha affermato che praticano la
magia come culto pi di sette milioni di persone solo negli Stati Uniti. I
150.000 operatori italiani iscritti a ben due sindacati si fanno rclame sui
giornali e sulle televisioni private, sulle riviste specializzate e persino
sulle pagine della Sip che peraltro fornisce agli abbonati oroscopi e lettura
dei tarocchi. Chiunque pu trovare il suo operatore magico: si presentano
principi delle tenebre laureati in universit americane, streghe docenti di
scienze occulte, veggenti che praticano i rituali di re Salomone e dichiarano di
raggiungere i loro scopi con la magia nera, con l'esoterismo cosmico e il
neopaganesimo. La magia si configura ancora una volta come l'arte del concreto,
come aveva suggerito Marcel Mauss nel lontano 1940: la gente va dal mago per
risolvere problemi quotidiani che afferiscono alla dura realt.
Si tratta di un "servizio sociale" sui generis che copre quella parte di
esperienza a rischio che le Assicurazioni hanno lasciato libera. Le sette
esoteriche a sfondo magico poi si propongono, pi o meno marcatamente, come
spazi consacrati in grado di trasformare l'uomo e il mondo e come veri e propri
gruppi di guarigione e, se coinvolgono direttamente solo una minoranza di
persone, pure sono riuscite a creare un milieu molto articolato di cultura
alternativa condivisa dalla gente comune. Reincarnazione, astrologia, lettura
delle carte, parapsicologia, fiducia nei poteri eccezionali di pranoterapeuti e
veggenti, sono elementi che fanno ormai parte della vita quotidiana; ma al di l
del folclore degli stregoni, degli adoratori di Satana e dei santoni taumaturghi
appare evidente all'analisi antropologica che oggi l'esoterismo e la magia
trovino nuovi adepti e incontrino una vasta diffusione.
Alla crisi irreversibile delle ideologie mitico-politiche laiche, la cultura
diffusa risponde con un sorprendente interesse per gli spazi interiori, per
l'ascolto di voci genericamente spiritualistiche o per meglio dire energetiche.
Altrettanto stupefacente  la credenza nell'astrologia: questa antichissima
disciplina occulta gode oggi di un ritrovato prestigio. Il 35 per cento degli italiani
ritiene che gli astri abbiano una qualche influenza sulle faccende umane e che
la mappa del cielo condizioni alla nascita il carattere e il comportamento delle
persone. In tutto l'Occidente si diffondono gruppi esoterici segreti che
insegnano a potenziare le capacit magiche e paranormali degli adepti con
rituali appropriati, con vere e proprie iniziazioni misteriche. Il disincanto
del mondo, la scomparsa della dimensione religiosa socialmente condivisa, la
razionalizzazione della societ, la cosiddetta neutralit affettiva (pilastro
della modernizzazione) ha creato un vuoto abissale nell'immaginario della gente
comune che vive, soffre, muore e vuol sapere il perch.
"Credo nell'astrologia perch ho smesso di credere in Dio"; mi ha risposto il 43 per
cento di intervistati durante la mia inchiesta. In un mondo secolarizzato il richiamo
della magia riaffiora continuamente e il fascino dell'occulto si rinnova con
successo. Peccato che oggi i rappresentanti del pensiero esoterico non abbiano
n il prestigio n l'autorevolezza culturale che avevano i dotti teorici
dell'ermetismo, dell'alchimia e dell'astrologia nelle raffinate corti del
Rinascimento, n degli artisti fin de sicle. Oggi la magia, anche se assolve
una funzione consolatoria e talvolta sortisce effetti psicosomatici non
trascurabili, pure spinge i veggenti e i loro clienti in regioni nebulose di
menzogne condivise, che nulla hanno a che fare con la spiritualit.
Incapace di pensare al mistero, la magia odierna pretende di dissolverlo,
intervenendo sulla realt con riti, cerimonie, talismani, sortilegi che
legittimano nel mago e nei suoi seguaci una bugiarda onnipotenza. Certo oggi la
magia non ha pi l'aspetto tenebroso che poteva avere fino alle soglie dell'et
moderna. Anzi, la sua legittimazione viene cercata sempre pi nella scienza o
meglio da una particolare scienza di confine che non si sa con esattezza che
cosa sia. La visione energetica della realt che fa riferimento a fluidi,
vibrazioni, potenze o forze occulte crede di potersi uniformare alla visione
scientifica della realt. I maghi confondono le loro vibrazioni con gli isotopi
dell'uranio e sono convinti che l'energia che permea tutto l'universo sia
l'equivalente metafisico di Dio. Il nuovo magismo  ampiamente accettato anche
dalla cultura di sinistra, la quale attraverso l'alchimia e l'occultismo cerca
quella palingenesi dell'uomo e del mondo che l'ideologia non ha compiuto.
Bisogna aggiungere a queste tematiche l'insicurezza e la paura del domani,
l'isolamento dei soggetti nelle metropoli, la mancanza di punti di riferimento
certi, la crisi della psicoanalisi (ormai diventata un argomento da rotocalco
scandalistico) e il gioco dei maghi e degli indovini  fatto. Magia e occultismo
sono in linea con la modernit. Il monoteismo della tradizione
giudaico-cristiana si dissolve a una mitologia di seconda mano e il contenuto
piattamente naturale delle incursioni nel sovrannaturale  una spia del
materialismo tipico della modernit. Gli esoterici e gli occultisti nostrani
sono materialisti nel senso pi profondo della parola: ci che  a loro pi
lontano  il concetto di trascendenza. Nelle loro visioni del mondo si esercita
il trionfo del binomio materia-energia del mondo fisico: parlano di corpi
materiali via via pi sottili di cui lo spirito sarebbe il pi rarefatto;
parlano del potere della mente che  energetico, magnetico, parlano del fluido
che esce dalle mani e spesso lo confondono con le onde elettromagnetiche.
L'occultismo contemporaneo  il segno della regressione della coscienza che ha
perduto la forza di pensare il mistero e contemporaneamente di accettare la
realt oggettiva: invece di differenziare l'uno e l'altro, l'occultismo li
mescola arbitrariamente.
Eppure questa panacea inferiore denuncia una sete condivisa di conoscenza e di
giustificazione del reale da cui la cultura ufficiale sembra escludere la gente
comune. Questa sete non  per saziata dall'esoterismo: le rivelazioni
spettacolari date dopo anni di percorso iniziatico noioso e melenso non vanno al
di l di una bizzarra poltiglia culturale in cui ogni storico delle religioni
potrebbe rintracciare agevolmente le fonti, anche senza illuminazioni
particolari. Eppure occorre distinguere da una parte la miseria culturale dei
moderni maestri di salvezza, dall'altra l'emergenza di effettive istanze
psicologiche, etiche, sociali di coloro che seguono la magia, o che fruiscono
sistematicamente di prestazioni degli occultisti. Emerge il desiderio del
reincantamento del mondo, di una rivalutazione del soggetto, di una
autorealizzazione totale e soprattutto del ripristino della comunitas.
I gruppi a sfondo magico si reggono sul bisogno di aggregazione, mai cos forte
nella nostra specie umana da quando si  determinato uno stile di vita basato
sull'isolamento urbano e su una generica e piatta elargizione di servizi
sociali. La moda della magia e dell'occultismo non  un relitto del passato ma
uno dei valori dominanti del mondo presente e una grave ipoteca del futuro. In
questo panorama variegato e inquietante sorgono e si diffondono gruppi a sfondo
magico che pur nella loro eterogeneit propongono linee programmatiche in cui
ricorrono vari luoghi comuni fortemente condivisi.
Tutti i vari gruppi propongono una antropologia alternativa, in cui l'uomo 
visto come un essere privilegiato che ha un potenziale enorme di energia
psichica che pu usare a scopi magici, cio adatti a cambiare il corso naturale
degli eventi. Allo stesso modo i seguaci della magia propongono una cosmologia
alternativa, in cui domina l'idea dell'emanazione: un'energia primitiva forse di
natura divina ha originato la materia per emanazione. Da questo deriva il
destino dell'anima che risente fortemente del romanzo gnostico. Essendo l'anima
umana parte dell'energia del cosmo dopo la morte, l'anima  costretta a
reincarnarsi. Le dottrine esoteriche attuali presentano aspetti sincretici
spesso incongrui, sintesi a volte arbitrarie di dottrine arcaiche a cui si
mescolano innovazioni talvolta superficiali. Le teorie e gli autores pi
saccheggiati sono Platone e il neoplatonismo, lo gnosticismo (che, gi complesso
da parte sua, diventa un guazzabuglio incomprensibile): l'ermetismo e la sua
sintesi rinascimentale; la kabbala (mistica ebraica di cui ben pochi esoterici
conoscono i testi), l'alchimia l'astrologia, la mitologia di tutto il mondo.
Punti di riferimento sono parimenti gli occultisti dell'Ottocento e del
Novecento, da Eliphas Lvi a Madame Blavatsky da Gurgjieff ad Aleister Crowley,
da Rudolph Steiner a Giuliano Kremmers. Inoltre un cospicuo apporto alla magia
contemporanea  dato dalle religioni orientali. Un altro elemento in comune ai
gruppi magico-esoterici  un rituale di iniziazione per i nuovi adepti, rituale
che pu essere appena accennato o estremamente elaborato e complesso come quello
dell'Ordo Templi Orientis o di altri gruppi segreti.
Come rileva M. Introvigne, almeno quattro sistemi di pensiero si mescolano nel
continente magico attuale. Il primo  costituito dalle massonerie di frangia,
cio da quei riti massonici a prevalente interesse magico ovvero da quei gruppi
fondati da massoni insoddisfatti dall'ufficialit razionalistica.  il caso
della Golden Dawn (la pi importante organizzazione di magia cerimoniale fondata
nel 1888 da tre massoni inglesi) o delle varie sette dei Rosacroce (spesso in
conflitto tra loro) e delle chiese gnostiche nate nell'800 e tuttora attive.
Un secondo filone  quello dello spiritismo e del nuovo channeling in cui la
medianicit permette il contatto con entit di vario tipo. Esiste poi il filone
occultista che porta con s le tematiche gnostiche, le tecniche per acquisire
potere magico e formare il famoso corpo di gloria, incorruttibile e immortale.
Infine il satanismo con l'adorazione di Satana, visto come il depositario di
tutta la potenza magica, entra pesantemente nell'occultismo e spesso (anche se
impropriamente) si mescola alla neostregoneria e al neopaganesimo. A tali
tematiche occorre aggiungere la magia della New Age, complessa corrente
culturale che recupera forme occulte assai diverse che vanno dai riti dello
sciamanesimo alla filosofia orientale, dallo spiritismo al culti di possessione
afro-americani come la Santeria cubana e il Candombl brasiliano. Tale visione
magica pretende di incantare nuovamente il mondo, a cui si attribuisce un'anima
cosmica, una memoria ancestrale e una forma embrionale di coscienza. I seguaci
di tali teorie credono in una progressiva evoluzione del proprio potenziale
magico e alla completa riconquista della natura divina.
Assistere oggi ad una riunione di uno dei tanti gruppetti a sfondo magico che
pullulano nel nostro paese  un'esperienza a dir poco stupefacente. Per chi come
me ha perlustrato le terre della magia da pi di otto anni, un elemento si
impone come vistosamente emergente: l'occultismo  diventato una sorta di
religione pop, buona per tutte le stagioni. L'ultimo gruppo nel quale sono stata
iniziata si chiama Esoterismo magico di scuola egizia. Le riunioni si svolgono a
Roma in un portierato di periferia e la grande sacerdotessa Elsa ha una
conoscenza della grammatica e della sintassi italiana a dir poco approssimativa,
cosa del resto poco influente dato che Elsa si dichiara "iniziata da guide
invisibili alla magia occulta tramite scrittura automatica, telepatia,
chiaroveggenza, capacit di vedere malattie passate, presenti e future".
La sacerdotessa testimonia inoltre di essere un canale tra la terra e i mondi
invisibili e di poter accedere alla visione chiara e limpida delle vite
precedenti. Dichiara infatti di occuparsi di esoterismo da sette anni in questa
vita ma di avere un bagaglio di conoscenze che le derivano dalle reincarnazioni
antiche pi di mille anni. Fra gli iniziati spiccano due signore che hanno un
negozio di verdura, vari elettrotecnici, alcuni meccanici, ragazzi in cerca di
lavoro, due giovani commesse, tre parrucchiere, un travestito di periferia.
Un evento interessante fu l'apparizione, durante le lezioni, della figlia della
sacerdotessa in abiti succinti (indossava solo la biancheria intima) che
reclamava nei riguardi della madre un certo vestito rosso introvabile
nell'armadio.
 inevitabile per chi conosce la storia e lo sviluppo della magia e
dell'esoterismo, chiedersi fino a che punto la cosiddetta gente comune possa
accedere senza preparazione culturale a problematiche di questo tipo. Io non ho
nulla contro la democratica diffusione del sapere occulto: quello che mi
preoccupa  l'ignoranza.
Mi viene in mente la critica di Gunon alla teosofia che pure, rispetto alle
teorizzazioni della nostra sacerdotessa egizia, era una realt culturale di
tutto rispetto. Ren Gunon smont tutti i cosiddetti gruppi occultistici ed
esoterici del primo Novecento: dalla Societ teosofica a Papus, da diverse logge
neospiritualiste agli pseudo-rosacroce. Considerandosi un iniziato e parlando in
nome della vera tradizione esoterica, Gunon negava l'autenticit del cosiddetto
occultismo moderno occidentale e negava anche la capacit dell'uomo di oggi di
entrare in contatto con organizzazioni esoteriche valide. Il suo pessimismo
arrivava al punto di considerare l'intero mondo occidentale ormai perduto per la
visione spiritualistica della realt: non si doveva attendere che la totale
dissoluzione delle coscienze perch qualcosa di nuovo potesse realmente nascere.
Gunon si convert all'islamismo, convinto che la spiritualit e la religiosit
non potessero allignare nel nostro mondo da un verso troppo meccanicistico e
tecnologico, dall'altro dominato dall'ignoranza e dalla presunzione.
Con i suoi simboli e il suo immaginario la magia parla all'uomo di se stesso: a
lei va restituita tutta la sua profondit.

10. Dizionario dei termini magici.
ALCHIMIA. (Dal greco kemeya passato all'arabo al-kimiya.) Pratica sperimentale e
mistica volta a trasformare la natura dei metalli. La trasmutazione del piombo
in oro avveniva attraverso la PIETRA FILOSOFALE che parimenti esercitava un
influsso trasformativo sull'alchimista, cambiandone la natura materiale in
spiritualit. Oggi praticano l'Alchimia sessuale (di derivazione cinese) piccoli
ma numerosi gruppi di occultisti.

AMULETO. Oggetto della pi svariata foggia e natura da portare indosso contro il
malocchio, le fatture, le negativit di ogni genere e per propiziare la buona
sorte. Gli Amuleti naturali possono essere ricavati da animali (zanne di lupo,
peli di tasso, corna di cervo, zampe di lepre eccetera), da vegetali come piante
sacre e da minerali come metalli nobili e pietre preziose il cui colore preserva
da mali diversi. Esistono poi numerosi amuleti artificiali come sonagli, manine,
falli (il fascinum delle matrone romane), astucci con formule magiche,
incantesimi e nomi divini. I gioielli che oggi portiamo non sono che derivazioni
desacralizzate degli Amuleti.

CANDOMBLE. Culto afro-brasiliano, simile al vud di Haiti e alla santera
cubana, fondato sulla possessione da parte di spiriti-divinit chiamati Orixas e
sincretizzati con i Santi cattolici. La possessione conferisce all'adepto,
attraverso complicati rituali, poteri magici e divinatori.

CORPO Dl GLORIA. Costruzione spirituale di un corpo immortale e incorruttibile.
Si attua con pratiche magiche diverse che costituiscono l'arcana arcanorum di
numerosi gruppi segreti che praticano la magia sessuale.

CROWLEY ALEISTER. Il pi noto mago del Novecento, si defin un santo di Satana e
Maestro Therion (la Grande Bestia). Colto e dotato di notevole talento
artistico, egli elabor una dottrina occulta tanto raffinata quanto depravata e
provocatoria, dalle forti tinte anticristiane e neopagane. Fu capo della sezione
inglese dell'ORDO TEMPLI ORIENTIS. Nel 1923 si fece espellere dalla Sicilia per
gli scatenati riti sessuali e orgiastici organizzati nella sua abbazia di
Thelema, a Cefal. Descrisse teorie e pratiche magiche ne: Il Libro della legge
(1929), proponendo una magia sessuale volta a sfruttare le energie erotiche, per
la conquista del potere occulto.

DIAVOLO. Il grande artefice delle esperienze di magia nera. Si identifica con
Satana, il nemico, ed  dotato di poteri soprannaturali. Come Lucifero 
l'angelo decaduto che si ribell a Dio. Come metafora metafisica del male, il
Diavolo mira all'annientamento dei valori positivi e alla schiavit dell'anima
dell'uomo a cui per promette potere magico, volutt e ricchezze.

DONNE SCARLATTE. Nella magia sessuale rappresentano le partner del mago, in
grado di scatenare le energie occulte legate all'eros. Furono fondamentali per
ALEISTER CROWLEY, il pi famoso occultista del Novecento.

ELLENISMO. La tarda cultura greca sincretica, che assimila elementi egizi,
ebraici, medio-orientali e arcaici. Nell'ambito dell'Ellenismo si diffusero i
Misteri e presero corpo l'Astrologia, l' Alchimia, la Teurgia, l'Ermetismo, la
Magia, lo Gnosticismo e ovviamente il cristianesimo.

ERMETISMO. Corrente magico-filosofica che utilizzava il Corpus Hermeticum,
insieme di testi eterogenei (scritti tra il terzo secolo d.C. e il 12esimo secolo) di
magia, alchimia, astrologia attribuiti a Hermes Trismegisto, tarda derivazione
della figura del dio greco Hermes, patrono dei ladri e dell'eloquenza, guida
delle anime nel mondo dei morti, per cui era detto psicopompo. Fu sincretizzato
con il dio egizio Thot, custode di una tradizione sapienziale segreta, i cui
iniziati praticavano le arti magiche.

ESOTERISMO. Esoteriche erano le lezioni che Aristotele faceva di mattina ai suoi
allievi interni (esoterikos in greco), mentre essoteriche (esterne) erano le
lezioni o conferenze del pomeriggio per un pubblico pi vasto.
Oggi Esoterismo implica conoscenze segrete di tipo magico-spiritualistico,
riservate agli iniziati e contrapposte al sapere comune.

FATE. Dal latino Fatae (nome delle Parche), esseri dotati di potere magico,
ambivalenti e misteriose, si mostrano bellissime ma sono plurisecolari e odorano
di muschio e muffa. Presenti nel folklore europeo, ove sono le pi potenti
manifestazioni del piccolo popolo (costituito da elfi, gnomi, ondine e altri
esseri magici), sono state banalizzate dalla letteratura dell'infanzia. Vivono
ora una nuova popolarit grazie al movimento della New Age.

FATTURA. Azione rituale volta a nuocere. Pu essere indirizzata agli organi
sessuali del nemico o alla sua intera persona. Si basa sia sulla magia simpatica
(per cui il nemico  colpito in effigie) che sulla magia contagiosa per cui il
rito si attua su parti (capelli, unghie, peli) o vestiti della persona.
Esistono numerosi riti apotropaici volti a disfare la negativit delle Fatture.

GNOMI. Spiriti della terra, vivono in dimore sotterranee e custodiscono tesori.
Appartengono al folklore europeo: secondo la magia cerimoniale possono essere
evocati insieme agli spiriti dell'aria (silfidi), del fuoco (salamandre) e
dell'acqua (ondine). Soffrono molto per via dell'inquinamento e rischiano di
scomparire per sempre.

GNOSTICISMO. Vasta corrente filosofico-religiosa dagli incerti confini e dalla
non precisabile origine, fiorita dal primo secolo al terzo secolo d.C., che mescola
elementi del giudaismo e della filosofia ellenistica. Costituito da numerose
piccole comunit iniziatiche che contrapponevano alla fede (pistis) la
conoscenza (gnosi) come forma di salvezza, lo Gnosticismo presenta una complessa
e non sempre chiara mitologia, dominata dal principio dell'emanazione. Dio,
l'inconoscibile Principio primo, fa emanare da S gli eoni, di cui l'ultimo,
Sophia, genera nel peccato la materia che deve essere ricondotta alla sua
origine spirituale. L'anima umana, riconosciuta la sua natura divina, deve
ascendere verso il Principio primo e divinizzarsi. Gli Gnostici proponevano vari
modi per questa ascesa: comunit marginali egizie prevedevano orge rituali di
scatenata sessualit. Il cristianesimo si contrappose alla Gnosi con una
articolazione ideologica durata vari secoli. Il testo PISTIS SOPHIA  l'insieme
pi noto delle dottrine gnostiche.

GRAAL. Mistica coppa di smeraldo in cui, secondo la tradizione medioevale, fu
raccolto il sangue di Ges. Portato dalla Terrasanta in Bretagna, fu smarrito.
La ricerca dell'inaccessibile Graal da parte dei cavalieri della Tavola Rotonda
 simbolo di un'avventura spirituale di purificazione e di iniziazione che apre
le porte della Gerusalemme celeste in cui risplende il divino calice che nutre,
illumina, rende invincibili.

KABBALAH. Mistica ebraica medioevale. Consta di molti testi volti ad
interpretare la Bibbia come un vasto sistema simbolico vivente di lettere,
parole, frasi e numeri nei cui recessi  nascosto il segreto di Dio. Nel
Rinascimento la Kabbalah influenz i pi importanti pensatori e fu utilizzata
dalla Magia Naturale per scoprire i nomi segreti degli Angeli e dei demoni. Fu
divulgata impropriamente dagli esoteristi ottocenteschi, fino alla
volgarizzazione della cabala del lotto. La Kabbalah non ha nulla a che vedere
con i Tarocchi.

KARMA. In sanscrito azione, legge cosmica e destino individuale.

KREMMERS GlULlANO. Alias Ciro Formisano (1861-1930)  il fondatore della setta
detta Fratellanza terapeutica e magica di Myriam, che pratica un'alchimia tutta
speciale e pretende tra le altre cose di padroneggiare le anime del prossimo e
di costruire per gli adepti un corpo di gloria.

LEVI ELIPHAS. Abate francese (1810-1875) che coni il termine Occultismo e vi si
dedic, abbandonando la vita religiosa e presentando una sintesi ardita ma
scarsamente documentata dei testi magici dell'India, dell'Egitto, della Grecia e
della tradizione ebraica medioevale. La sua Storia della magia (1860) ebbe un
successo senza pari. Gli altri suoi testi contengono in nuce tutte le dottrine
delle sette occultistiche dell'Ottocento e del Novecento.

MADAME BLAVATSKY. Fondatrice della Teosofia.

MAGIA CERIMONIALE. Arte segreta rivolta a padroneggiare le forze della natura
con l'evocazione degli spiriti elementali o degli elementi (fate, gnomi, ondine,
salamandre) o demonio o creature angeliche. Spesso sconfina nella stregoneria.

MAGIA NATURALE. Arte simbolico-sperimentale volta a conoscere e dominare le
forze della natura con rituali appropriati. Nel Rinascimento si fondava sulle
segrete corrispondenze tra microcosmo (l'uomo) e il macrocosmo (l'universo), fu
praticata da filosofi, matematici, astronomi e medici come Marsilio Ficino, Pico
della Mirandola, Paracelso, Giordano Bruno, Tommaso Campanella. Non prevedeva
l'evocazione di spiriti.

MALOCCHIO. Facolt attribuita ad alcune persone di arrecare danno a uomini,
animali e piante con una semplice occhiata malevola. Tale credenza  diffusa in
tutto il mondo e si riferisce alla magia dell'occhio, considerato specchio
dell'anima e sua espressione. Anche per San Tommaso d'Aquino l'anima incitata al
male dal demonio pu lanciare sguardi velenosi e dannosi. Ogni cultura ha
elaborato mezzi difensivi contro il Malocchio.

MANTRA. Dal sanscrito parola sacra il Mantra  un suono che, ripetuto, favorisce
la concentrazione e la meditazione, secondo le tradizioni induiste e buddiste.
Il Mantra per eccellenza  l'OM (o AUM), la vibrazione sacra che  la radice di
ogni cosa. Nella divulgazione popolare si ritiene che la ripetizione del Mantra
sarebbe in grado di attivare in noi il potere occulto e le forze magiche.

MARSILIO FICINO. Vedi Magia  Naturale.

MASSONERIA. Associazione segreta di incerta origine, raggiunse una notevole
espansione nel Settecento, periodo in cui inser nella sua struttura gli alti
gradi del Rito scozzese che recuperavano il patrimonio occulto e
magico-esoterico di diverse tradizioni.

MESSA GNOSTICA. Rituale magico segretissimo dell'Ordo Templi Orientis che
prevede l'unione sessuale dell'uomo e della donna, seguita dalla preparazione
dell'Elisir, miscuglio delle secrezioni maschili e femminili che va subito
consumato. Il tutto deve essere eseguito all'interno di un tempio e con
invocazioni e formule prestabilite. Tale cerimoniale assicurerebbe il potere
magico.

MESSA NERA. Con tale espressione si intendono forme rituali assai diversificate
in onore di Satana che prevedono una parodia alla rovescia dell'Eucarestia
cattolica, con profanazione dell'ostia e affronti alla Santa Croce. Famosa fu la
Messa Nera della Voisin, maga parigina che sotto il regno di Luigi 14 accolse
nel suo tempio diabolico il fior fiore delle dame di corte e che fu arsa viva
nel 1680. Nelle Messe Nere del satanismo classico non necessariamente sono
attuate orge sessuali (oggi peraltro molto diffuse), mentre spesso  presente la
nudit femminile e il sacrificio di un animale (piccione, gallo, capretto). Il
romanziere Huysmans descrive un rituale satanico assai interessante nel suo
testo L-Bas (Nell'abisso).

MISTERI. Cerimonie segrete delle religioni misteriche, diffuse nel periodo
ellenistico, che privilegiavano una divinit personale al quale l'adepto (in
greco miste) si consacrava. I Misteri pi diffusi erano quelli di Eleusi per le
grandi Dee Demetra e Core, quelli di Dioniso-Zagreo, della dea Cibele, e quelli
egizi di Iside.

NEOPLATONISMO. Corrente filosofica che riprende le dottrine di Platone. Il
maggior esponente del Neoplatonismo, Plotino, elabor il concetto dell'Uno,
Principio Primo ed essere trascendente da cui emanano tutte le entit del reale,
in scala gerarchica. Il metodo filosofico per eccellenza diventa la
contemplazione mistica della divina bellezza del Principio Primo.

NEW AGE - ETA DELL'ACQUARIO. Vasto ed eterogeneo movimento di ricerca spirituale
fortemente intriso di magia che ritiene (impropriamente secondo alcuni studiosi
di astrologia) iniziata una nuova era zodiacale legata all'Acquario. La nuova
era vuole contrapporsi alla precedente (quella dei Pesci) dominata da
razionalit, conformismo, paura, dolore, fanatismo, violenza, valorizzando
l'emotivit, l'espressivit del corpo, l'energia della mente-spirito che pu
creare il destino di ognuno, la visione magica del mondo.
Se anche astrologicamente non siamo nell'Et dell'Acquario, la New Age trova
sempre nuovi adepti e gode di una vasta diffusione. Nata sulla scia della
contro-cultura americana (gi nel 1960 l'opera rock: Hair, cantava la prossima
venuta dell' Acquario), la New Age mescola nei suoi innumerevoli gruppi credenze
diverse che vanno dall'esistenza di fate gnomi alla fede di un Cristo cosmico
(che anima tutto l'universo come un'energia sottile), dalla legge del Karma alla
presenza di Maestri che vengono da altri mondi a guidare l'umanit verso la
rigenerazione finale. L'influenza del pensiero orientale (induismo, buddhismo,
yoga) e delle religioni dei primitivi (sciamanesimo, animismo, magia)  molto
forte.
Il mondo degli affari statunitense ha accettato alcuni paradigmi della New Age:
si organizzano seminari di sciamanesimo e di yoga, corsi di occultismo e di
pratiche tantriche per attivare le energie e migliorare l'efficienza di manager
e funzionari, mentre l'astrologia e la numerologia sono talvolta utilizzate per
selezionare i candidati ad un impiego.
Elementi fondanti della New Age sono l'espansione del piano di coscienza,
l'attenzione al corpo e alle medicine alternative, l'ecologia mistica,
l'interesse per le filosofie orientali, il rigetto delle Chiese ufficiali, la
fede nella Grande Energia Cosmica o Vibrazione Universale che  Dio.
Le fonti del pensiero acquariano sono la Teosofia, l'esoterismo, il misticismo
orientale, l'Antroposofia, l'occultismo, l'ecologia profonda. Esiste una
corrente musicale New Age ormai consolidata, che pubblica una rivista dallo
stesso nome.

OCCULTISMO. Termine rilanciato da ELIPHAS LEVI per indicare le dottrine magiche,
segrete, riservate che permettono di accedere ad un potere superiore.

ONDINE. Spiriti delle acque in forme di fanciulle, affascinanti ma spesso
pericolose e malvagie. Appaiono agli uomini soli, li seducono e li trascinano
nei gorghi profondi.

ORDO TEMPLI ORIENTIS. Setta dominata dalla figura di ALEISTER CROWLEY che ne
fece una congrega di magia sessuale a sfondo gnostico. L'O.T.O. esiste ancora
oggi e cerca di attuare gli insegnamenti del Crowley.

PARACELSO. Medico, naturalista e filosofo svizzero (1493-1541) un la ricerca
empirica alla pratica magica, come tutti i pensatori del suo tempo.

PICATRIX. Trattato di magia e astrologia che fa parte del Corpus Hermeticum.
Scritto in arabo intorno al 12esimo secolo, fu tradotto in latino e influenz la
Magia Naturale del Rinascimento. Presenta dottrine confuse quanto quelle degli
esoterici contemporanei: la teoria dell'emanazione del mondo fisico da quello
spirituale o Intelletto Divino, la pratica magica di costruire immagini mentali
capaci di produrre effetti nel reale, la mistica dei talismani, invocazioni,
sortilegi e incantesimi.

PIETRA FILOSOFALE. Elemento misterioso e indefinibile dell'Alchimia che
permetterebbe la trasmutazione dei metalli vili in oro.

PISTIS SOPHIA. Opera gnostica in lingua copta che, in forma di dialogo, narra la
genesi dell'universo sensibile dal mondo soprannaturale e le vicende di Sophia,
eone o emanazione di Dio che genera un figlio senza l'apporto del suo compagno,
il vergine spirito tre volte maschio. Il figlio  un drago dalla faccia di leone
e dagli occhi fiammeggianti: la colpa di Sophia genera il mondo delle tenebre e
il male, identificato con la materia.

PITAGORA. Filosofo e matematico greco (580-497 a.C.) fond una scuola a Crotone.
Intu che il numero  l'essenza di tutte le cose e pass alla storia per la
Tavola Pitagorica e il teorema sul triangolo rettangolo. Una leggenda, che narra
di una sua discesa agli Inferi, ne fa il sacerdote di un culto misterico di
impronta orientale. Nel suo insegnarnento si ritrovano elementi di matematica
babilonese, di religione persiana e della dottrina indiana della metempsicosi o
Reincarnazione.

PLOTINO. Principale filosofo del Neoplatonismo.

REINCARNAZIONE. Credenza induista e buddista del passaggio dell'anima umana,
dopo la morte, in un altro corpo (anche animale) secondo la legge del Karma.
Tracce della Reincarnazione erano presenti nel pitagorismo, nello gnosticismo,
in alcune correnti della mistica ebraica e islamica, mentre rest
fondamentalmente estranea al cristianesimo. Elemento di punta nelle credenze
della New Age, la Reincarnazione oggi gode di vasta popolarit anche in
Occidente.

SANTERIA. Versione cubana del Candombl, culto di possessione di origine
africana che venera gli spiriti o Orishas, sincretizzati con i Santi cristiani.

SCIAMANESIMO. Complesso religioso proprio delle popolazioni nord-asiatiche e
amerindiane. Tracce di Sciamanesimo sono presenti in altre popolazioni. Si fonda
sulla figura dello sciamano, guaritore dotato di poteri, intermediario tra i
vivi e il mondo dei morti, che raggiunge magicamente volando sul suo tamburo.

TALISMANO. (Dal persiano tilisman che traduceva il greco telesma, rito.) Oggetto
decorato con disegni o figure, cui si attribuisce potere magico. Il Talismano,
spesso dalla natura misteriosa, ha un potere attivo-realizzativo e non va
confuso con l'amuleto che ha il potere passivo di allontanare il male.

TANTRISMO. Versante magico-esoterico sia dell'induismo che del tardo buddismo,
si basa sui Tantra, canestri di saggezza o libri. Le pratiche del Tantrismo
ripetono ritualmente l'unione del dio Shiva con la sposa Shakti e presentano
vistosi aspetti di magia sessuale simili a quelli praticati da sette minori dello
Gnosticismo.

TAOISMO. Scuola religiosa e filosofica fondata da Lao-tze. Il versante popolare
 ricco di pratiche magiche e di rituali (spesso erotici) volti a risolvere gli
squilibri dell'esistenza, in vista di una generale armonia.

TAROCCHI. Mazzo di 78 carte composto dai 4 semi tradizionali (coppe, denari,
spade, bastoni) pi 22 Arcani maggiori miniati nelle corti italiane del
Rinascimento, probabilmente a Milano. Gli esoterici li videro come il risultato
di un'arcana sapienza occulta. Servirono per la divinazione a partire dal 1789
per opera di un mercante parigino, tal Etteilla ammiratore di uno studioso, Court
de Gebelin, che aveva visto nei Tarocchi un antico culto egizio.

TAU. Lettera dell'alfabeto ebraico che simboleggia la croce e che gli occultisti
tracciano durante i rituali.

TEOSOFIA. Il termine Teosofia fu coniato dai neoplatonici e ripreso dai mistici
medioevali per indicare la scienza delle cose divine. Nel Rinascimento indic la
dottrina mistica dell'unit dell'uomo, della natura e di Dio, la cui essenza
nascosta  la meta delle ricerche dell'anima. Attualmente si intende per
Teosofia Ia dottrina della Societ teosofica, fondata nel 1875 a New York da
Madame Blavatsky che afferm di aver ricevuto l'illuminazione attraverso un
testo, scritto prima della creazione del mondo e intitolato: le Stanze di Dyzan.
La Blavatsky scrisse: Iside svelata, la Dottrina segreta, La voce del silenzio,
presentando teorie complicatissime e spesso incoerenti, meglio comprensibili
attraverso gli scritti di Annie Besant, presidentessa della Societ Teosofica
dal 1907 al 1933.
La cosmologia teosofica  dualistica: Spirito e materia si contrappongono. La
Coscienza Spirituale si manifesta nella materia discendendo in essa. L'uomo
iniziato ai misteri  il solo che permette alla materia di ritornare allo
Spirito. Il cosmo  ordinato secondo una complessa gerarchia al cui vertice si
trova il Logos Cosmico (Dio) che discende in altri sette logoi. La Terra ha
percorso quattro dei sette stadi di materializzazione. L'umanit attuale  la
quinta razza: le precedenti, imperfette, o colpevoli, sono state distrutte, come
la civilt di Atlantide.
L'anima umana (entit universale dotata di sette corpi via via pi sottili di
cui l'ultimo  divino),  sottoposta al Karma e deve reincarnarsi, fino a
raggiungere la coscienza del Logos Cosmico col quale deve fondersi e
divinizzarsi. Per far questo necessita dell'aiuto dei Maestri Invisibili che
formano una gerarchia intermedia, detta la Grande Fratellanza Bianca posta tra
il Logos del Sole (che governa il nostro sistema planetario) e noi comuni
mortali. Lo scopo principale della Teosofia  aprire linee di forza psichica,
canali attraverso cui i Maestri possano guidare l'umanit. Per far questo
occorre la meditazione, il rilassamento e una sorta di training autogeno.
Durante l'iniziazione si giura fedelt alle dottrine apprese e si accettano
alcuni tab: niente alcool, tabacco, droghe e carne. La Teosofia promette lo
sviluppo di facolt paranormali: telepatia, preveggenza, guarigioni miracolose.
L'uomo determina il proprio destino creandolo con il pensiero attraverso la
meditazione su una parola simile ad un MANTRA che segue le fasi della Luna (pu
essere Om, Um, Om mani padme um, eccetera). La meditazione permette di ricevere e
incanalare verso la Terra l'energia (o la Luce) che deriva dai Maestri
Invisibili. La Teosofia ha influenzato profondamente l'esoterismo contemporaneo
e il pensiero della New Age. La Teosofia  organizzata in logge come la
Massoneria, formate di solito da una sala per le conferenze e da una biblioteca.
La sede ufficiale  in India ad Adyar (nei pressi di Madras). La Teosofia,
arrivata in Italia nel 1902,  presente a Torino, Milano, Roma, Perugia, Napoli,
Palermo. La Societ Teosofica, oltre che all'insegnamento di Blavatsky si
ricollega alle idee di Annie Besant, allieva prediletta della Blavatsky che si
stabil in India e intensific la sua attivit intellettuale nel campo
dell'occultismo, della reincarnazione e dello spiritismo.
La Societ Teosofica fu influenzata anche dalle idee di Krishamurti che la
Besant identific con il Nuovo Istruttore del mondo. Il pensatore ind rifiut
in seguito questa missione, ma ci non tolse che si fondassero scuole e
istituzioni ispirate al suo nome.
La Societ Teosofica pubblica una rivista mensile che si pu comprare nelle sedi
ufficiali del gruppo. I concetti della Teosofia passati ad altri gruppi sono: i
Maestri, intermediari essenziali per l'ascesi, la cosmologia e l'antropologia
che vede il mondo e l'uomo diviso in sette sfere. Inoltre molti gruppi hanno
fatta propria l'idea degli sconfinati poteri della mente, delle vibrazioni, e
delle forze; la possibilit di diventare simili a Dio con pratiche adeguate; la
fede nella reincarnazione, la figura di Ges ha subto per opera della Societ
Teosofica una sorta di scissione che vuole vedere da un lato il Profeta di
Nazareth, grande iniziato, reincarnazione dei Maestri ascesi e portatore di un
messaggio esoterico che la Chiesa non ha mai capito, da un altro lato il Cristo,
Logos eterno, realt astratta. Tali idee sono presenti anche nella setta di
Carolina, in tutti i circoli dell'Et dell'Acquario, tra i Rosacroce, nei gruppi
cosiddetti gnostici, ovviamente tra gli steineriani e i gruppi della Massoneria
esoterica.

TETRAGRAMMATON. Le quattro lettere simboliche YHWE che esprimono
l'impronunciabile e sacro nome di Dio. Lo studio pi segreto della Kabbalah
consiste nel vocalizzare il Tetragrammaton per afferrare il riverbero del
mistero di Dio.

TEURGIA. Attivit magica del tardo Ellenismo basata sull'evocazione degli di
che una volta presenti avrebbero dovuto fornire il proprio potere al teurgo.

THEOSOPHIA PRACTICA. Testo alchemico di incerta datazione in cui si descrive il
corpo di gloria incorruttibile, celeste e immortale che sarebbe il fine delle
pratiche rituali pi arcane e dei vari processi dell'Alchimia.

UFO. I dischi volanti, entrati alla grande nella filosofia della New Age e
dell'Esoterismo attuale che spesso identifica negli extraterrestri personaggi
della mitologia universale e della Bibbia. Alcuni capi si dicono contattati da
extraterrestri, che avrebbero conferito loro il sapere arcano.

VUDU. Complesso mitico-rituale degli africani del Dahomey, trapiantato ad Haiti
dagli schiavi. Simile al candombl brasiliano,  un culto di possessione che
prevede sacrifici agli di, forme di divinazione e conquista di potere magico.

YOGA. Scuola filosofica e ascetica dell'India (impropriamente identificata con
un tipo di ginnastica), che ha come scopo iniziale la liberazione dell'adepto
dalle illusioni del mondo sensibile. Le pratiche Yoga, tutte assai complesse,
sono volte all'unificazione delle varie potenze dell'anima e dell'anima stessa
con il principio supremo. Oggi la New Age utilizza molto parzialmente alcune
tecniche per rimuovere lo stress e raggiungere un pi efficiente ritmo di vita.
FINE.

