LE SETTE IN ITALIA
CECILIA GATTO TROCCHI
Enciclopedia Tascabile "Il Sapere" edito dalla Newton Compton
VERSIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA EZIO GALIANO
REVISIONE DI AMEDEO MARCHINI
Introduzione
1. La babele delle terminologie e lo scoglio delle
classificazioni
2. Sette di origine orientale
Sette legate all'induismo
I sentieri dello yoga
Il buddhismo
Nuove religioni giapponesi
Sette islamiche
3. Sette di matrice cristiana
4. Le psico-sette
Un gruppo tipico tra le psico-sette
Il caso di Scientologia
5. La nebulosa magico-esoterica e l'occultismo
La societ teosofica
La New Age
Culti ufologici
6. Sette sataniche, stregoneria, neopaganesimo, magia
7. Le sette e il mondo contemporaneo: un'interpretazione
Bibliografia essenziale
Introduzione
Il fenomeno dei nuovi movimenti religiosi in Italia  assai
complesso. Ad una prima considerazione generica potrebbe 
sembrare che il nostro Paese, di tradizione spiccatamente cattolica da
un verso (per quanto riguarda la cultura popolare) e laico-marxista
da un altro (per quanto riguarda la cultura cosiddetta d'lite,
l'intellettualit che fa opinione) sia la terra pi inospitale per la
diffusione di religioni altemative.
Ma in realt non  cos. A partire dagli anni '70, dalla crisi cio
delle speranze di palingenesi politica si  impercettibilmente
diffuso in Italia un numero rilevante di nuove sette religiose, spesso
di derivazione orientale.
Il numero delle persone coinvolte nelle nuove sette  in certo
senso esiguo: si pu arrivare a un massimo di 300.000, mentre i
simpatizzanti che hanno un rapporto occasionale con le sette stesse
non superano il milione: appare piuttosto sorprendente il numero
delle religioni presenti oggi in Italia indipendentemente dalla
quantit numerica degli adepti.
Altrettanto interessante  una sorta di cultura diffusa che i nuovi 
movimenti religiosi e le sette hanno determinato in Italia, nella
quale il 35 per cento della gente crede nella reincarnazione, il 45 per
cento nelle capacit extrasensoriali di persone dotate e il 36 per cento
nella veridicit dell'astrologia.
Il proliferare delle sette. un fenomeno tipico della post-modernit,
si  affacciato nella storia degli altri paesi gi da molto tempo.
(Vedi Introvigne M, Le nuove religioni, Milano, Sugarco 1989)
L'Italia, un tempo feudo del cattolicesimo, tra poco non avr
pi nulla da invidiare alla California, patria conclamata delle
iniziazioni esoteriche.
Il fatto  che, nell'attuale situazione, i nuovi soggetti sociali si
trovano a vivere una molteplicit di esperienze che, se giovano
come stimoli all'agire, creano nel contempo un'identit culturale
fluida, imprecisa e fragile.
I nuovi movimenti religiosi o mistico-esoterici (come un tempo i 
partiti politici) presentano in tale contesto un'alternativa alla
dispersione urbana, all'isolamento, alla neutralit affettiva, alla
confusione dei valori fondanti, alla crisi della famiglia e talvolta
delle istituzioni.
Il crollo non tanto dei valori (che per loro definizione sono relativi,
storicamente e culturalmente determinati) quanto di una gerarchia
organica di valori, di un sistema etico coerente,  il vero
dramma della coscienza moderna.
Alla gente comune impreparata a portare il peso di questo
dramma, le religioni alternative offrono una reale e affascinante
via di salvezza. Nonostante le differenze di tono e di qualit, tali
movimenti propongono tre linee di forza su cui si basa la loro 
diffusione: il ricorso ad una esperienza interiore, un messaggio di
salvezza, l'aderenza a una comunit.
L'esperienza interiore proposta conduce all'autorealizzazione,
a un miglioramento delle capacit mentali, all'equilibrio psicofisico,
al benessere generale e si basa su tecniche pratiche alle
quali il cristianesimo ha da contrapporre solo sterili rituali dettati
dall'obbedienza, come dicono i seguaci di Osho. (Vedi nota pi avanti)
Il messaggio di salvezza comporta la scoperta di una verit 
trascendente, segreta, di origine mistica, che si rivela o si capta 
attraverso l'esperienza individuale interiore e che si rafforza con
pratiche rituali in cui  spesso presente uno sfondo magico.
Tale conoscenza mistica e la salvezza finale sono connesse con
la liberazione delle potenzialit dell'Io e con l'impegno ascetico.
Infine i movimenti si presentano come comunit consacrate in
grado di ri-definire non solo l'identit del soggetto, ma l'intera
realt. Tale potere demiurgico, anche se non  (se non raramente)
esplicitato, assume per l'antropologo una rilevanza eccezionale e
pone i movimenti religiosi in esame in una posizione dinamica
nei riguardi dell'intero corpo sociale. Le sette, infatti, si propongono 
tutte un rinnovamento dell'ecumene, una trasformazione a
livello mondiale delle relazioni sociali, individuali e soprattutto
simboliche. Dagli Hare Krishna agli Arancioni, dai praticanti la
meditazione trascendentale ai buddhisti e ai Moonies, tutti gli adepti
pensano di essere il sale della terra capaci di determinare 
trasformazioni straordinarie nei rapporti tra l'uomo e la natura, l'uomo
e la realt sociale, l'uomo e la donna eccetera.
Infine si pu ipotizzare che la causa di fondo del sorgere dei
nuovi culti sarebbe proprio la protesta contro la modernit e 
contro la sua pi lacerante contraddizione che oppone una sfera 
pubblica razionale, astratta, impersonale e una sfera privata priva di
orientamenti e che pure deve decidere del proprio destino.
Occorre sottolineare il desiderio dei nuovi movimenti di offrire 
una dimora all'essere, una visione totalizzante del mondo, in cui
la spaccatura tra pubblico e privato risulti superata e redenta.
Ringrazio Isabella Dettori e Wladimiro Le Rose.
CAPITOLO 1. La babele delle terminologie e lo scoglio delle classificazioni
Il termine setta (per altro rifiutato dagli adepti e dai capi 
carismatici) deriva dal latino sequor (e dal suo rafforzativo sector)
con il senso di seguire, andare dietro, accompagnare un maestro. 
Secta in latino significava linea di condotta, dottrina, scuola
filosofica e gruppo religioso. L'idea che la parola indichi una 
separazione (quindi impropriamente collegata al verbo secare, tagliare)
 molto pi tarda e meno relativistica, in quanto implica il
concetto di una religione pi vasta da cui la setta si sarebbe 
appunto separata.  strano quindi che si leghi al termine una valenza 
negativa, dato che all'origine sectae erano le scuole degli stoici, 
degli epicurei e persino dei giureconsulti, per non parlare dei
primi cristiani seguaci di una secta (o dottrina) a tutti gli effetti.
Si pu anche dire che Aristotele, il grande razionalista, avesse
una setta, anzi una setta esoterica, dato che le lezioni che teneva 
la mattina ai suoi studenti paganti erano chiamate da lui esoteriche
(interne) mentre quelle del pomeriggio aperte a tutti erano 
dette essoteriche (esterne).
Ma la storia gioca dei brutti tiri alle parole (come del resto agli
uomini) e setta  oggi diventato sinonimo di conventicola, covo
di streghe e congrega ereticale. L'attuale panorama italiano delle
sette non giova certo a chiarire n i termini n i contenuti delle
scuole, dei movimenti di pensiero e delle religioni alternative. Si
tratta di un mondo complesso, marginale eppure in rapida e 
irreversibile espansione. Chi come me si  tuffato all'interno di tale
mondo vivendo esperienze iniziatiche dal di dentro, ha ricevuto
come primo impatto un senso di incredulit e di sbalordimento e
questo non solo per il numero delle sette e dei loro adepti. Quel
che meraviglia  proprio accorgersi che non ci si trova di fronte a
residui o a occasionali emergenze di una cultura arcaica, ma a un
fenomeno in rapida espansione che giunge nel nostro paese dalle
sedi centrali della cultura dell'Occidente. La spiritualit alternativa
prospera nelle citt pi ricche dell'Italia settentrionale (pi
in Lombardia e in Emilia che non in Puglia o in Calabria), trova
vasta eco nella piccola e media borghesia, nelle fasce pi alte
della classe operaia ma anche tra le casalinghe che hanno il problema 
di far quadrare i conti della spesa come nel ceto imprenditoriale,
in ambienti di professionisti e tra gli studenti. Il panorama dei
seicento e pi punti di incontro per le associazioni religiose 
e magico-esoteriche rivela una tipologia quanto mai complessa 
e ideologicamente sincretica: dai Templari ai profeti del
libero sesso, dalla Fraternit bianca universale alle sette religiose
neo-orientali, dai gruppi satanici ai centri di ufologia sperimentale,
dalle pi nobili dottrine tradizionali ai pi confusi credo
nati negli ambienti della provincia italiana. Gli adepti sono 
interclassisti e di tutte le et: sono giovani donne, anziani 
professionisti, intere famiglie, persone colte e meno colte residenti 
nelle grandi citt come nei centri pi piccoli. Un altro dato che emerge
in maniera determinante  la grande capacit di proselitismo delle sette.
Questo mondo caleidoscopico e bizzarro presenta una grande
difficolt di classificazione: le tipologie sfumano le une nelle 
altre; gruppi satanici, ad esempio, si configurano come vie di 
salvezza, sette religiose neo-orientali praticano la magia, 
confraternite religiose insospettabili come i Templari si addentrano nei
misteri esoterici. Questo universo dai contorni sfumati e imprecisi 
caratterizzato dalla eterogeneit e dal sincretismo. Inoltre un demone
scissionista agita il mondo delle sette che nascono, si espandono e 
poi scompaiono, oppure si dividono intorno a figure poco
raccomandabili di capi carismatici. Tutto questo costa molto: i 
nuovi movimenti religiosi e l'esoterismo muovono un vertiginoso
giro di miliardi. Per gli addetti ai lavori l'interpretazione del 
successo dei nuovi movimenti religiosi e delle sette  oggetto di 
dibattito e di polemica. Ormai la bibliografia  vasta e molto articolata
e di essa daremo ragione nella parte finale del testo.
La prassi antropologica ci ha insegnato che per comprendere
un fenomeno occorre inserirlo in un contenitore o categoria pi
ampia che ne dia giustificazione e che lo descriva: questo procedimento
comune a ogni forma di conoscenza  estremamente difficile per
quanto riguarda le sette. Gli addetti ai lavori gi discutono 
circa la terminologia da usare per il fenomeno stesso e se
questa terminologia deve essere di matrice psicologica, teologica
o sociologica. (cfr. Introvigne M., Mayer J., Zucchini E., I nuovi
movimenti religiosi, Torino, Elle Di Ci Leumann, 1990)
Il problema  infatti spinoso e da esso vorremmo
uscire proponendo tre elementi che possano giocare nella definizione
e caratterizzazione delle sette stesse: 
1. le origini storiche,
2. il contenuto dottrinale, 
3. le modalit di organizzazione. 
Pensiamo quindi di analizzare una serie di gruppi che vengono 
caratterizzati da questi elementi. Il primo gruppo potrebbe essere quello
delle sette e movimenti religiosi alternativi di origine orientale,
che si ispirano all'induismo, al buddhismo, al taoismo, alle religioni 
giapponesi. In questo ambito assistiamo sia alla diffusione di
movimenti religiosi tradizionali che alla formulazione di nuovi culti
che in genere ruotano intorno a un capo carismatico ben deciso a 
esportare in Occidente i beni spirituali e religiosi della
sua terra d'origine.
Esiste poi un vasto settore di gruppi e movimenti psico-spiritualistici
che si presentano come portatori di sviluppo delle potenzialit 
umane e fisiche dell'individuo. Questi gruppi ostentano 
caratteristiche dichiaratamente taumaturgiche e terapeutiche.
Appare poi il vasto panorama delle sette di matrice cristiana che
si riferiscono a un cristianesimo di frangia e che contengono sia
grandi movimenti di massa come i Testimoni di Geova sia piccoli
gruppi di neoformazione, alcuni con caratteristiche unificazioniste
di cui la pi nota  quella che fa capo al reverendo Moon.
Abbiamo sette islamiche Sufi, i Sikh, i neo-pagani, vari tipi di
gnosticismo, sette esoteriche a sfondo magico-occultistico e 
ovviamente i satanisti. (cfr. Ferrari C., Come orientarsi nel multiforme
mondo delle sette, in Sette e religioni, numero 1, Gennaio-Marzo 1991,
pagina 9 e seguenti).
Esiste infine un movimento complesso e articolato dalle grandiose 
proporzioni planetarie che va sotto il nome di New Age o
Nuova Era la quale propone un sincretismo davvero stupefacente
tra filosofie orientali, psicologia del profondo, visione magica
del mondo, ufologia e religioni primitive. (Vernette J., Il New Age
(traduzione italiana) Edizioni Paoline, 1992).
CAPITOLO 2. Sette di origine orientale
L'Oriente misterioso ha sempre affascinato la cultura occidentale 
che ha connotato le terre del sole di elementi voluttuosi e
cruenti. Gli scrittori e gli intellettuali, dal Settecento in poi,
hanno vagheggiato l'Oriente come luogo mentale dell'intensit
emotiva, della sensualit e della magia. Il decadentismo e 
l'estetismo fin de sicle ha poi utilizzato l'Oriente e la sua filosofia 
religiosa in funzione antioccidentale e anticristiana. Gi Nietzsche
nell'Anticristo (scritto nel 1888 e pubblicato nel 1895) considera
il buddhismo una religione superiore perch affronta il problema 
dell'uomo igienicamente facendosi carico dell'anatomia
e della fisiologia del dolore, e Hermann Hesse ventisette anni pi
tardi propone a milioni di occidentali il suo Siddharta che ha costituito
il vademecum insostituibile della contestazione giovanile degli anni 
Sessanta. La presenza pi o meno stabile di predicatori
orientali in Occidente risale al 1897 quando Vivekananda, discepolo 
illustre di Ramakrishna, giunse negli Stati Uniti dove fond
varie missioni. Costui present in maniera entusiasmante ai suoi
ascoltatori un induismo idealizzato, sottolineando frequentemente
la complementariet della cultura spirituale e mistica dell'Oriente
e di quella tecnicamente avanzata dell'Occidente. Si tratta
di un'idea che sar ripetuta fino ai giorni nostri da varie figure
di predicatori. Ma gi la propaganda della Societ teosofica
(fondata a New York da Madame Blavatsky e Olcott nel 1875)
aveva divulgato in Occidente nozioni annacquate e fascinose
di induismo, yoga e buddhismo. Il famoso Parlamento delle religioni,
tenuto a Chicago nel 1893, aveva legittimato il successo
di vari maestri orientali. Lo stesso Gandhi, razionalista 
occidentalizzato, si riconvert all'induismo dopo l'incontro con due 
iniziati alla Societ teosofica di Londra che lo convinsero della
superiorit della spiritualit indiana rispetto al pragmatismo occidentale.
L'orientalismo raggiunse successivamente gli esponenti della
cultura underground, da Kerouac ad Allen Ginsberg, per poi diffondersi
tra gli hippies, i contestatori, i pacifisti, i figli dei fiori.
Trionf il buddhismo tibetano e lo Zen, la meditazione trascendentale
si spos con la psicologia del profondo (Jung scrisse la prefazione 
del I Ching, testo di divinazione cinese). Tutti recitavano
mantras induisti e molti confondevano il satori (illuminazione
secondo lo Zen) con le esperienze psichedeliche. And a ruba il
Libro tibetano dei morti. I maestri orientali sbarcarono in America 
per divulgare il loro sapere iniziatico: nel grande mare delle
sette elementi religiosi e filosofici eterogenei si fusero tra loro in
un sincretismo pittoresco e bizzarro. Vediamone i fili conduttori.
1. Sette legate all'induismo
Om  l'arco, la saetta  l'anima:
Bersaglio della saetta  Brahma
Dall'irreale conducimi al reale
Dalle tenebre conducimi alla luce
Dalla morte conducimi all'immortalit.
Tra le grandi religioni attuali l'induismo  la pi antica con
una storia continua di oltre quattro millenni. Non  il prodotto di
un unico fondatore storico ma il frutto di una graduale evoluzione 
di ricerca spirituale e mistica di saggi e di religiosi vissuti 
attraverso i secoli la cui prima fase fu il bramanesimo. L'induismo
non ha un'autorit centrale che definisca i limiti della ortodossia
o dell'eresia nei riguardi di dottrine, credenze e rituali. Questo
particolare tipo di religiosit ha mostrato una grande capacit di
accoglimento rispetto a diverse tendenze religiose e spirituali e
ha assorbito elementi provenienti da realt culturali eterogenee.
L'induismo  politeista e accoglie nel suo pantheon migliaia e migliaia 
di divinit, eppure gli antichi maestri ebbero delle intuizioni
che hanno poi permesso un'interpretazione monoteista o monista
del politeismo: La realt  una, anche se viene chiamata con diversi 
nomi, dice il testo del Rgveda. Nella riflessione filosofica delle
Upanishad l'essere supremo  denominato Brahman o Athman ed 
la realt autoesistente che  l'origine e il fine di tutto quanto esiste.
I testi dicono: Quello dal quale le creature nascono, per opera
del quale una volta generate vivono e nel quale morendo ritornano,
questo devi cercare di conoscere: esso  Brahman.
Il mondo intero  manifestazione di Dio, come si legge nelle
Upanishad (i testi filosofico-mistici dei Veda) Dal Signore deve
essere avvolto tutto quello che si muove in quanto mondo mutevole. 
Il samsara il divenire,  cos parte integrante dell'essere:
tutto  unificato e animato dall'immanenza divina. Cos si scrive
Bhagavadgita: Tutto l'universo  intessuto nel Signore come le
perle in un filo.
La complessit dell'induismo si evidenzia nella eterogeneit e
vastit dei libri sacri, scritti in sanscrito e divisi in due categorie
che si rifanno l'una alla rivelazione e l'altra alla tradizione. La 
rivelazione  contenuta nei Veda che contengono le verit eterne
trascendenti e spirituali. In esse troviamo collezioni di inni (in
gran parte in onore di varie divinit), testi liturgici (che descrivono
vari riti sacri, cerimonie e sacrifici) e infine disquisizioni 
filosofiche e mistiche.
Le altre scritture, che si richiamano alla tradizione, sono anch'esse
numerose ed eterogenee come le due grandi epopee, il
Ramajana e il Mahabharata, in cui  contenuta la Bhagavadgita
o il Cantico del Signore, spesso denominato Nuovo Testamento. 
Abbiamo inoltre numerosi Purana o testi mitologico-spirituali 
che costituiscono la principale ispirazione del movimento
Hare Krishna. Nella prima parte dei Veda si ritrovano lodi e 
preghiere a centinaia di divinit, personificazioni assai complesse
che rispecchiano fenomeni naturali come il sole e il cielo, il 
vento e la pioggia, il fuoco e la terra: in realt rappresentano le 
energie potenti di cui questi eventi naturali sono manifestazioni.
Sul piano della religiosit popolare la natura personale della
divinit viene concretamente espressa nelle tre figure divine di
Brahma, Shiva e Vishn e nelle principali incarnazioni di 
quest'ultimo come Rama e Krishna. Grande potenza viene riconosciuta
alla dea madre, la Shakti di cui la manifestazione pi terribile  la
dea Kal. Importante elemento dottrinario  quello dell'avatara
che significa discesa della divinit in forma visibile con scopo
di salvezza. Tale credenza  particolarmente sviluppata nella 
religione di Vishn. Varie sono infatti le incarnazioni o avatara di
tale divinit di cui Krishna e Rama sono forse le pi famose. Dal
punto di vista della dottrina cristiana (ammesso che ci sia pi 
familiare) si pu dire che l'avatara ind  piuttosto una teofania
che non una vera e propria incarnazione.
Gli dei dell'induismo sono sposati e hanno figli: cos Shiva 
sposato con Parvati e ha per figlio Ganesha, il dio-elefante, Vishn
ha per moglie Lakshmi che lo segue in ogni incarnazione
Brahma la Sarasvati, Krishna la Rada (oltre a un nutrito harem di
pastorelle). L'induismo crede che il mondo sia sottoposto a un
continuo processo di creazione, conservazione e dissoluzione
una credenza strettamente legata a quella della reincarnazione
delle anime. Infatti la concezione ind dell'uomo e del suo destino 
 basata sulla credenza della reincarnazione. L'uomo  un'anima
incorporata: l'anima  spirituale, consapevole, eterna, immortale.
Il corpo invece  materiale legato al tempo e purtroppo corruttibile. 
L'incorporazione dell'anima nel corpo  dovuta al karma e
alla ignoranza, due presupposti che hanno nell'induismo un'importanza 
analoga a quella del peccato originale per i cristiani. L'ignoranza
 una potenza inspiegabile ed eterna del male che oscura la visione
dell'anima, la quale perde la sua purezza originaria,
viene contaminata dall'egoismo e precipita nel mondo visibile in
cerca di soddisfazioni psicofisiche, dimenticando i valori spirituali.
L'ignoranza spiega quindi la caduta dell'anima ma il karma
ne spiega il destino e le vicende del corpo nel quale l'anima si 
incarna. Karma, che letteralmente significa azione, viene 
considerata come la legge inesorabile della retribuzione, la quale 
implica l'assegnazione a ciascun individuo di una ricompensa 
corrispondente esattamente alle sue azioni che possono essere 
buone o cattive. Ogni azione ha il suo contraccolpo quindi in una vita
futura e tutto viene espiato attraverso passaggi assai complessi.
La vita umana  dunque un karma-samsara, un ciclo di nascite e
rinascite dell'anima secondo la legge inviolabile della retribuzione.
Ecco che l'ideale profondo della vita induista  la liberazione
eterna dell'anima, il suo uscire dal ciclo durissimo delle reincarnazioni,
dalla schiavit della nascita e della rinascita per raggiungere la 
felicit perenne. Per arrivare a questa liberazione l'induismo ha 
sviluppato una serie di procedure che riguardano la meditazione, la
recitazione del mantra nei quattro stadi della vita via
via pi perfetti: studi sacri, vita familiare, vita eremitica e 
monacheismo solitario (sannyasa).
Nel tardo induismo il mantra ha un compito ben determinato
nel rituale:  un frammento di un testo che viene recitato o 
mormorato o meditato in silenzio ma sempre con una particolare 
respirazione. Il senso letterale de} mantra  meno importante del 
significato esoterico del suono e delle sillabe di cui si compone. Il
mantra pi sacro  la sillaba Om che riassume tutte le altre:  la
musica delle sfere, l'armonia di tutto l'universo. Va detto che anche 
il buddhismo adopera frequentemente dei mantra di cui il pi
famoso  om mani padme aum, il gioiello  nel loto: cio l'assoluto
 nel reale.
Nella liturgia induista il mantra ha un significato magico-rituale
che raggiunge il massimo della sua potenza quando la prassi sacra
della recitazione (esatta pronuncia, ritmo, melodia, posizione e
movimento dei recitanti) viene rigidamente osservata.
Le discipline di perfezionamento individuale, che vengono
scelte a seconda dei gusti personali o delle proprie inclinazioni,
devono essere seguite sotto la guida di un maestro competente.
Tale guida spirituale deve essere una persona veramente illuminata
e non un semplice conoscitore libresco delle procedure spirituali.
Solo colui che ha una esperienza personale del perfezionamento 
sar in grado di compiere la sua missione e di giovare ai
discepoli. Su questo sfondo assai complesso vanno ad intersecarsi 
altre forme di religiosit come il tantrismo che si svilupp 
nell'ambito del tardo induismo come del buddhismo del Veicolo
Diamante, mescolando una metafisica magico-esoterica con lo
yoga e con le pratiche erotiche del shaktismo. Questa religione
nata nell'ambito dell'induismo venera la dea, la Shakti, che si
considera sposa di Shiva e alla quale si dedicano le unioni sessuali 
degli adepti. Il tantrismo ha avuto il merito di diffondere in
Occidente alcuni concetti ripresi sistematicamente da tutti i gruppi 
che si ispirano alle religioni orientali: uno di questi concetti 
una visione mistica della fisiologia e della anatomia umana legata 
ai centri vitali o chakras. Secondo queste teorie, che sono 
condivise dallo yoga induista, esiste una corrente energetica 
fondamentale nel corpo umano che  la medesima negli dei e nel cosmo
e che corre nell'organismo concentrandosi nei vari circoli o
centri, o punti vitali dell'anatomia mistica. La mta tantrica (pur
nella estrema complessit delle idee religiose) resta il superamento 
del mondo apparente e la fusione con l'Assoluto. Questa
realizzazione nel tantrismo  raffigurata nel mito (condiviso dallo yoga)
della kundalini, il serpente che nella fisiologia umana
giace in letargo nel chakra inferiore alla base del tronco e ostruisce 
la cosiddetta porta di Brahma. L'opera tantrica  destinata
a svegliare la kundalini dal suo sonno e a guidarla attraverso le
strutture fisiologico-mistiche fino a che non si congiunge con la
realt spirituale maschile. L'ascesa della kundalini  perci il
momento pi importante della vita tantrica: il serpente (che  la
Shakti in persona cio la Dea) in virt della pratica dello yoga 
attraversa i sette chakra, raggiunge la sommit del cranio e ne esce
per congiungersi con Shiva. Questa tematica  stata fatta propria
da innumerevoli sette e dal movimento filosofico-esistenziale
della New Age.
a) Hare Krishna
L'Associazione internazionale per la conoscenza di Krishna fu
fondata nel 1966 negli Usa da Swami Prabhupada. In America
Prabhupada convert i giovani americani della cultura underground
all'osservanza di un'antica tradizione religiosa che si fonda su
Krishna, dio personale, forma spirituale prima e sorgente di tutti
gli esseri. L'Associazione internazionale giunse in Italia 
esattamente nel 1973 ad opera di una giovane devota, Ali Krishna, che
gi aveva tradotto in italiano le opere del maestro. Il piccolo gruppo
arriv a Roma e trov la sua sede in un semplice appartamento.
Dal 1973 al 1980 ci fu un aumento degli adepti e si fond un
asharam in una villa vicino a Firenze, ove si costru un tempio.
Oggi gli Hare Krishna sono attivi in 20 citt italiane.
I punti fondamentali della dottrina degli Hare Krishna riguardano 
la materia che  un'emanazione dell'energia spirituale della
persona suprema. Esistono dei cicli della materia cosmica: ora
viviamo nel kali-juga, epoca nera. Infatti, l'attuale momento storico
della civilt occidentale  conforme alla dura et di Kali, 
dominata dall'ignoranza, dai vizi e dalla dimenticanza delle realt
spirituali. La vita del perfetto devoto deve essere chiusa 
nell'orizzonte della coscienza di Krishna. Il servizio al Dio rappresenta
la via della salvezza.
Nella prassi giornaliera i devoti devono cantare i santi nomi,
devono evitare qualunque tipo di droga, compreso il tabacco e l'alcol,
devono essere continenti e casti. Le restrizioni alimentari sono
molto precise: bisogna osservare una dieta vegetariana. Il cibo 
chiamato prashada, misericordia di Dio ed  considerato nutrimento
spirituale, in quanto Krishna stesso discende nel cibo
puro. Queste pratiche sono necessarie perch l'uomo riscopra la
sua vera vocazione: raggiungere la realizzazione spirituale 
attraverso l'amore puro per Krishna e l'abbandono in Dio. Si deve
svegliare la coscienza assopita e purificarsi dal male. L'unico
metodo per servire Krishna  recitare per 1788 volte al giorno il
mahamantra, vibrazione spirituale canora dai grandi effetti interiori.
Il mantra  meditazione,  unione; le sue vibrazioni trasportano 
l'anima l da dove  venuta, nel cuore delle potenze spirituali.
 importante recitare il nome di Krishna davanti alle Murti,
icone sacre che facilitano il contatto con la divinit.
Ecco un brano di una lezione teorica rivolta ai neofiti.
Krishna appare solo per rivelare i suoi divertimenti. Questo  un punto
fondamentale della personalit del Dio. Krishna  il divino seduttore che 
si mostra per affascinare le anime condizionate, per attrarle e invitarle a 
ritornare alla loro vera dimora, il regno spirituale. La distruzione dei
demoni che si svolge parallelamente ai divertimenti di Krishna  attuata,
secondo la complessa mitologia induista, dall'emanazione di Krishna stesso
conosciuto come Vishn. La dimora suprema degli di  descritta come il
regno di Cinta Mani, cosparso di palazzi di zaffiro e di altre pietre
preziose, compresa la pietra filosofale. Il regno  circondato da 
alberi (chiamati alberi dei desideri) e di mucche, considerate animali
sacri; centinaia e migliaia di dee servono Krishna, la causa di tutte le
cause. L il Signore suona il suo flauto: gli occhi sono come petali di
loto e la carnagione del suo corpo  come una splendida nuvola blu. Una 
piuma di pavone orna il suo capo. Krishna quindi  il dio del fascino e 
della bellezza, egli affascina e seduce le anime per portarle nel suo 
regno. Solo le anime liberate apprezzano e ascoltano i racconti dei 
divertimenti del Signore; le anime condizionate e impure si interessano 
alle attivit materiali come esseri carnali. Le descrizioni dei 
divertimenti del dio mostrano il fascino di Krishna, la sua gioia, la
sua capacit di seduzione. L'attributo che ricorre con insistenza nei
racconti mitologici  seducente per focalizzare la funzione del dio 
che affascina gli esseri liberati e li conduce dai bassi istinti meramente
corporei in alto verso il regno spirituale dove tutto  pura gioia, dove 
tutto  felicit e verit assoluta. I divertimenti di Krishna sono come le
acque del Gange che scorrono dal piede di Vishn purificando i tre mondi,
i sistemi planetari superiori, intermedi e interiori.
(Cfr. Ritorno a Krishna, in Rivista del movimento Hare Krishna, 
novembre 1992, pagina 6 e seguenti.
Per la stona dettagliata del Movimento cfr. Introvigne M., Swami 
Prabhupada e gli Hare Krishna, in Le Nuove religioni, Milano, 1989, 
pagina 309 e segiuenti).
C' da chiedersi quanto i seguaci italiani della religione di Krishna 
siano in grado di comprendere una cos vasta, complessa e
in fondo estranea, mitologia. Il concetto stesso di avatar, il concetto
di incarnazioni successive, le complesse genealogie delle famiglie 
rivali in cui Krishna e Vishn si incarnano sono nozioni assai difficili 
da seguire. Ma ai devoti  chiesto soprattutto di attuare le azioni 
rituali, di seguire le cerimonie e di lasciarsi affascinare da Krishna,
il bel dio dal volto azzurro, seducente e gioioso.
b) I fedeli di Sai Baba
In sale appositamente adorne che fungono da tempio si riuniscono 
centinaia e centinaia di persone che recitano preghiere in
sanscrito in onore di divinit induiste. I canti e le preghiere 
chiamati baijan sono dedicati a figure per noi remote e lontane. Si
prega il dio Ganesh dal volto di elefante; si prega la dea Durga, la
Terribile, imbrattata di sangue, si canta per la dea Kal, si prega
Vishn e soprattutto Shiva, il dio che con la sua danza fa muovere
tutto l'universo; colui dai cui capelli scompigliati nasce il sacro
fiume Gange; colui che tiene in mano il tridente e percuote il
tamburo; colui che  il distruttore della paura e del ciclo della 
nascita e della morte. Cos romani, genovesi, torinesi, milanesi,
napoletani pregano divinit remote che appartengono a un immaginario 
ulturale e a una simbologia che fino a pochi anni fa era
confinata tra gli specialisti. La persona che ha riportato nel 
mondo il nome degli di legati all'induismo  Sai Baba, figura di 
santone, chiamato l'uomo dei miracoli. Costui vive a Puttaparti
nell'India meridionale, vicino a Bangalore e ha creato il pi
grosso centro spirituale e culturale dell'India moderna: una universit,
un ospedale e vari tipi di scuole primarie portano il suo nome.
Il giovane mistico di Puttaparti annunci nel 1940: Sono Sai
Baba, riferendosi a un asceta di Shirdi, nato intorno al 1856 e
morto nel 1918, e ancora oggi venerato in India come un santo. Il
giovane si proclam nuovo avatar (cio incarnazione plenaria) e
continuatore di questo santo. La prova del suo carattere di avatar
 data dai siddhi, cio i segni straordinari, veri e propri miracoli
che gli sono stati sempre familiari. Sai Baba dice di se stesso di
essere un avatar plenario di Dio (mentre Ges, Aurobindo, Rama
Krishna sono solo stati avatar parziali). Egli si conferisce gli 
attributi di un Dio:  onnipotente, onnipresente e onnisciente. I
suoi fedeli testimoniano le levitazioni e le apparizioni a migliaia
di chilometri di distanza. Inoltre gli si attribuisce la conoscenza
di molte lingue che non ha mai studiato. Il maestro di Puttaparti
propone una nuova trinit composta dal primo Sai Baba di Shirdi
(che sarebbe la sua precedente incarnazione), dall'attuale Sai
Baba, cio lui, e dalla sua incarnazione futura, chiamata Prema
Sai Baba che apparir dopo la sua morte che ovviamente il santone 
conosce gi, sar l'anno 2022. Molti discepoli attendono l'avvento 
dell'et dell'oro insieme alla terza incarnazione. Le pretese 
del santo, straordinarie anche per un maestro indiano della
nuova generazione, sconcertano molti, ma centinaia e centinaia
di seguaci ne sono parimenti affascinati, e il movimento sembra
fiorente e in crescita.
Oltre a essere venerato in India come un santo, Sai Baba ha seguaci 
in tutto il mondo che si recano in pellegrinaggio da lui almeno 
una volta all'anno. In Italia i seguaci sono pi di trentamila;
costoro non trovano paradossale passare la domenica pomeriggio 
a cantare inni, a pregare e ad adorare divinit che non sono
quelle che appartengono per tradizione alla propria cultura.
La lingua sanscrita, la pi antica del mondo (come viene
detta da Sai Baba)  la lingua degli di, la lingua del politeismo.
Nella tradizione induista gli di sono infatti milioni di milioni ma
 il personaggio di Sai Baba che galvanizza e affascina i fedeli.
Gli si attribuiscono guarigioni prodigiose e la capacit di 
materializzare anelli d'oro, orologi e rosari in pietre preziose. Una sua
specialit  quella di produrre una cenere considerata miracolosa,
chiamata vibuti. Questa cenere, che ha un vago profumo di incenso
e di rose, ha il potere di autoriprodursi: i fedeli giurano che
tale polvere posta in un bicchiere si riproduce nottetempo fino a
trasbordare dal bicchiere riempiendo il tavolo che lo sorregge.
Da un punto di vista antropologico il miracolo pi eclatante di
Sai Baba  quello di aver esportato in Occidente una realt culturale
e religiosa del tutto estranea e di averla trapiantata senza apparenti
problemi in terra straniera. I fedeli si avvicinano al maestro 
quasi esclusivamente per le sue capacit taumaturgiche, ma
al di l della speranza perenne nel miracolo, sciami di immagini e
di simbologie insolite trasmigrano da Oriente verso Occidente.
Nel libro di preghiere che viene dato ai fedeli, i canti in sanscrito
hanno una traduzione italiana ma nessuno si preoccupa di spiegare 
la mitologia in cui le figure divine sono inserite. Cos il canto
diventa pura espressione vocale, vibrazione, come del resto il
maestro si affanna a ripetere. La preghiera funziona in s e per s
con la sua ripetitivit, con la sua musicalit. Tutto ci viene 
accettato dai fedeli con estremo entusiasmo e mi ha sorpreso per il
fatto che, se la stessa propaganda fosse fatta per il rosario 
mariano, troverebbe sicuramente notevoli ostacoli, dato che si  
sempre accusata la preghiera cristiana di essere ripetitiva e in fondo
automatica. Ma attraverso la conoscenza dell'Oriente veniamo a
scoprire che la preghiera ha un potere in s, in quanto tale: famosa 
in questo senso  la ruota di preghiera tibetana su cui sono incise
formule propiziatorie, inni e invocazioni che viene mossa
dai fedeli e che continua a girare automaticamente: quel movimento 
 l'essenza della preghiera.
Sai Baba, che ha in qualche modo occidentalizzato il suo messaggio,
fa continuamente riferimento ad altre divinit: nel suo
tempio  presente l'immagine di Cristo, venerato insieme a Maometto,
Zoroastro, Buddha e ovviamente Allah. Ma ci non toglie
che i seguaci di Sai Baba qui in Italia abbiano abbandonato 
completamente le tradizioni proprie per abbracciare con zelo 
tradizioni estranee. Il modo di vestire, la pratica del digiuno e del
vegetarianesimo caratterizza i seguaci di Sai Baba e cos pure il
tempo dedicato alle preghiere e il tempo dedicato al proselitismo
e alla cura dei templi.
Che cosa insegna in fondo il maestro? Non si trovano nelle sue
parole memorabili delle complicate dottrine filosofiche, ma 
semplicemente consigli di vita che possono essere utilizzati in 
differenti e spesso anche contraddittorie situazioni. Il messaggio quindi
 semplice: il maestro  il salvatore,  un avatar,  l'incarnazione
plenaria della divinit ed  egli stesso Dio: segui i suoi insegnamenti,
abbandonati a lui e sarai felice.
(Cfr. Introvigne M., I nuovi culti, Milano, Mondadori, 1990 pagina 67 e
seguenti.)
c) Il sincretismo di Osho
Bhagwan Shree Rajneesh, che negli ultimi anni si fece chiamare Osho,
cominci a organizzare campi di meditazione nel 1964 in India, nel 
Rajastan. Nel 1974 fond un asharam a Puna in cui entrarono molti
occidentali. Nel 1981 si stabil negli Stati Uniti, nell'Oregon, dando
vita a una comunit in cui confluirono pi di 7.000 persone. Le 
attivit degli Arancioni erano varie e articolate: aziende agricole, 
case editrici, piccole fabbriche, alberghi, universit.
Osho mise a punto un sincretismo assai originale fra varie dottrine 
orientali. Si possono identificare nella sua predicazione elementi 
portanti, come quelli desunti dall'induismo, dal tantrismo,
secondo i quali tutto  sacro, compreso l'atto sessuale, anzi il 
sesso  un mezzo per progredire nell'ascesi spirituale, per arrivare a
trascendere la sessualit senza reprimerla.
Il buddhismo  presente nel gusto del paradosso, tanto caro ad
Osho mentre le pratiche yoga hanno una parte preponderante nella 
prassi della meditazione e della danza. Osho attinge a piene
mani nelle tradizioni di tutto il mondo dalla mistica Sufi (di cui si
praticano le danze estatiche e i rituali di trance) agli scritti dello
Pseudo Dionigi l'Aeropagita, dall'alchimia tardo-medioevale
alla religione di Zoroastro, dai hassidim ebraici a Eraclito.
Egli per si burla delle religioni e della morale tradizionale e
in questo senso si ispira massicciamente a Friedrich Nietzsche
delle cui opere il maestro propone continui elementi, sempre
omettendo di citare la fonte: Diventa ci che sei, Voi guardate in alto
perch cercate elevazione, io guardo in basso perch sono elevato....
Altri autori sono riscontrabili nel messaggio arancione:
come Freud, Jung, Adler, i saggi del Tao e persino Paolo di Tarso.
La meditazione  il punto di forza di questa prassi religiosa. Esistono 
vari modi di meditare, ogni adepto o sanyasi pu scegliere
il modo che gli  pi congeniale. I seguaci devono osservare tre
precetti: vestire sempre con colori caldi che vanno dall'arancione
al bordeaux, portare al collo il mala, che  una collana di
perle di legno con il ritratto di Osho, e infine sottoporsi 
all'iniziazione durante la quale si riceve un nome nuovo. Osho affermava
di aver fatto una parte del cammino interiore con il Buddha, ma
poi l'Illuminato gli era sembrato eccessivamente ascetico... Ha
camminato con Ges; ma non avrebbe mai condiviso il Calvario (sic!). 
Eppure le parole del maestro sono state linfa vitale per i
suoi discepoli, anche se appaiono estremamente contraddittorie,
paradossali e spesso istrioniche.
Infatti il nocciolo del suo insegnamento  stato di negare ogni
insegnamento. Non esiste per Osho nessun Dio n l'aldil dopo
la morte. Ognuno deve percorrere la sua strada e pu farlo solo
dubitando di tutto: Dubita e dubita radicalmente, perch il dubbio 
un processo di purificazione, sottrae alla mente tutto il pattume 
che la ottunde. Ti rende di nuovo innocente, torni a essere il
bambino che genitori, preti, politici, educatori hanno distrutto,
diceva il maestro ispirato. E ancora: Una persona morale resta
"stupida" e priva di intelligenza perch dipende dalla guida degli
altri. La continua affermazione che bisogna accettarsi come si
 col proprio corpo, i propri istinti, i propri desideri.
Il successo di Osho risiede in un paradossale e superficiale sincretismo
ma soprattutto in un furbesco compromesso che permette di conciliare 
tutte le esigenze, come la ricerca della totale libert e del piacere,
il tutto sublimato come superiore e felice conquista spirituale 
della propria autenticit. (Per un'analisi approfondita cfr. Mayer J.F.,
Le nuove sette, (traduzione italiana) Genova, Marietti, 1987, pagine 32-35).
Pi il guru predicava: Non seguitemi, non abbiate fede in me
siate solo voi stessi, pi gli adepti lo idolatravano, lo vedevano
come un semidio dotato di poteri magici. E questa divinit vestita di
seta con una settantina di Rolls-Royce accumulava una enorme fortuna.
Oggi dopo la morte di Osho nel 1990 gli Arancioni (tre milioni nel 
mondo) si dedicano a vari tipi di cure altemative proponendo 
massaggi, ipnosi, bio-energetica, riflessologia plantare, medicina
olistica e chi pi ne ha pi ne metta.
2. I sentieri dello yoga
Dominando il soffio vedrai forme sottili:
la nebbia, il fumo, il vento, la lucciola,
la folgore, il cristallo e la luna. Nel
soffio tutto diventa Uno e l'Uno  Brahman
- Purusa - Atman.
Oggi in Occidente si intende per yoga un insieme di pratiche
ginnico-psicologiche che servono fondamentalmente al rilassamento e
al benessere fisico. In realt lo yoga  un complesso sistema 
filosofico-ascetico fiorito in India tra il settimo e il quinto 
secolo a C. Il termine etimologicamente  connesso al latino arcaico 
iugum, giogo e indica unione, congiunzione, unificazione delle varie
potenze dell'anima e dell'anima stessa col principio supremo.
Ogni scuola classica dello yoga ha utilizzato questo concetto per
esprimere la sovranit dello spirito sui sensi e il dominio 
della vita psichica, soprattutto nell'ascesi e nella meditazione.
I sistemi teoosofici connessi allo yoga non sono considerati 
ortodossi dai bramini in quanto non si fondano sui testi sacri dei
Veda ma su testi successivi, variamente articolati da scuole di
pensiero differenti. Tali scuole presentano due impostazioni 
diverse: la prima mette l'accento sul dominio del corpo (sia in senso 
materiale che spirituale) per convogliare le forze interne verso
l'acquisizione di stati superiori di coscienza. In questo ambito
abbiamo l'Hatha-yoga, il Laya-yoga e il Tantra-yoga.
La seconda impostazione inserisce concetti riguardanti la divinit 
o principio assoluto universale. Le quattro vie principali di
questo filone sono il Raja-yoga o yoga reale, il Bakti-yoga, lo
Jnana-yoga e il Karma-yoga. Questi sistemi tendono a riunire
l'anima individuale con il principio assoluto universale detto
Brahman Atman attraverso la attivazione di un principio sovrapersonale
chiamato buthi che  proprio di ogni anima e ne costituisce la parte 
pi pura. Questo principio, il buthi,  in grado di trascendere le 
limitazioni della coscienza individuale di ognuno di noi.
Le varie vie o sentieri dello yoga si fondano su differenti facolt:
il Raja si basa sulla volont, il Bhakti sull'affezione e sulla
devozione, l'Jnana sull'intelletto, il Karma sull'azione sociale
disinteressata. Lo yoga implica anche una disciplina personale
sia fisica che etica, una via di salvezza che pu essere raggiunta
senza l'intervento rituale dei sacerdoti e mediante solo autodisciplina 
personale. In questo senso  da intendersi il concetto di
yoga nel buddhismo e nel giainismo. In quest'ultima religione 
presente il concetto soltanto e non la parola, la quale nella 
terminologia giainistica assume il significato paradossalmente diverso
di attivit mondana. Nei primi secoli dell'era cristiana il termine 
yoga assunse un significato pi ristretto e preciso e divent la
designazione di una delle sei scuole filosofiche ortodosse, le quali 
non sono sistemi omogenei ma un insieme di riflessioni, di pratiche 
ascetiche e di considerazioni morali. Il redattore dei testi
pi noti fu Patanjali la cui epoca di nascita  assai dibattuta:
oscilla infatti dal secondo secolo a.C. ai primi secoli dell'era cristiana.
Egli redasse lo Yogasutra che mutua le dottrine fondamentali da
una antica scuola chiamata Samkya, la quale ipotizza due princpi 
eterni, indipendenti l'uno dall'altro: uno attivo, cio la natura
primordiale inconscia chiamata Prakrti, e uno passivo, cio un'infinit
di anime identiche, coscienti chiamate Purusa. Mediante il
giuoco dei suoi tre elementi costitutivi o gunas, la Prakrti seduce
il Purusa che si congiunge con lei. Da questa unione hanno origine 
(in una serie evolutiva di elementi sempre pi concreti) tutte
le parti costitutive del mondo empirico sia psicologiche che fisiche
cio quella realt apparente chiamata samsara. Tutti i processi 
dinamici, da quelli cosmici e fisici a quelli individuali e psichici,
sono opera della Prakrti. La redenzione avviene quando il Purusa 
prende coscienza che egli nulla fa e sente e si separa definitivamente 
dalla Prakrti per ritornare alla sua eterna e immutabile
passivit. Tale redenzione avviene anche per opera dell'uomo: la
conoscenza della verit e la pratica dell'ascesi sono i mezzi per
strappare il Purusa da un'errata identificazione e restituirlo alla
sua impassibilit. Lo yoga di Patanjali aggiunge poi a questa antica 
dottrina samkya la nozione teistica di Isvara, monade spirituale
suprema da cui procedono per polarizzazione interna sia
Purusa che Prakrti. In questo modo viene risolta una dualit che
il sistema pi arcaico presenta come primordiale e assoluta. Va
detto per inciso che queste teorie si intrecciano con la dottrina
della Shakti e quindi influenzano profondamente anche il tantrismo.
Siamo comunque ben lontani dalle pratiche ginniche delle nostre
palestre pseudo-orientaleggianti: lo yoga  una via realizzativa
complessa e profondamente radicata nella cultura indiana.
I sentieri dello yoga esposti da Patanjali vengono identificati
pi frequentemente con il Raja-yoga o yoga reale che fa riferimento 
alla maestosa immutabilit del Purusa.
Tale pratica si articola in otto fasi: la prima riguarda la disciplina
morale che comprende una serie di astinenze dalla violenza, dalla
menzogna, dalla bramosia e dai piaceri puramente carnali. La seconda  
la purificazione corporea e spirituale che prevede uno studio del s. 
Vi  poi la giusta posizione e l'esatta osservanza delle maniere di 
collocare il proprio corpo per la meditazione.
La quarta fase riguarda la regolazione e dominio del respiro,
mentre la quinta  la rimozione degli organi dei sensi dagli oggetti 
esterni come inizio del distacco del Purusa dalla illusione manifestante.
Tali gradi sono solo stati preliminari, mentre le ultime
fasi riguardano gli stati mistici come la fissazione del pensiero
sopra un oggetto spirituale determinato, la meditazione durante
la quale tale oggetto riempie completamente il pensiero e la 
contemplazione o samadhi nella quale anche questa idea viene rimossa
e colui che medita si immerge totalmente in una privazione di coscienza.
Con questo stadio il suo Purusa viene finalmente separato 
dalla Prakrti. Attraverso questa prassi, che non
pu essere svincolata dalla filosofia religiosa che la sostiene,
si possono raggiungere i celebri prodigi tanto decantati dagli
yogin come la insensibilit rispetto alle ferite e alle ustioni, la
capacit di lungamente digiunare, la letargia artificiale o morte 
apparente, la telepatia, doni di ipnotizzazione e capacit di guarigione.
Questa parte dello yoga viene deno anche Hatha-yoga o yoga
dello sforzo. Il cosiddetto Laya-yoga o yoga dello spegnimento si 
preoccupa di fondare teoricamente questi risultati attraverso 
una singolare fisiologia (la quale  oggi di gran moda) che
concepisce il corpo umano come immagine del macrocosmo e
stabilisce tra gli organi sessuali e il capo sette centri congiunti
mediante ruote o chakra, i quali corrispondono in parte agli elementi
cosmici. Il pi alto dei quali  il loto dalle mille foglie, si
trova sotto la scatola cranica e corrisponde alla sede del dio Shiva.
Le pratiche servono soprattuno ad attivare la potenza misteriosa
che dorme nel chakra inferiore simboleggiata dalla serpe kundalini e 
di condurla attraverso i chakra fino alla sommit del capo. Questo
risultato finale viene presentato come unione della Shakti con Shiva.
Per quanto questa fisiologia possa sembrare fantastica non  per 
del tutto campata in aria poich con l'aiuto di essa gli yogin 
raggiungono un dominio del corpo straordinario. I chakra sembrano 
corrispondere al sistema neurovegetativo che gli yogin indiscutibilmente 
possono controllare con tecniche appropriate.
(Il testo pi attendibile resta quello di Eliade M., Tecniche dello
Yoga, Torino, Boringhieri, 1984)
Mentre il Raja-yoga ha un contenuto religioso di grande rilevanza, 
l'Hatha-yoga e il Laya-yoga sboccano spesso in pratiche magiche e 
attivit terapeutiche. In Italia esistono centinaia di centri, 
associazioni e gruppi che pretendono di praticare lo yoga
spesso premettendo un Hatha o Laya alle loro attivit. Le palestre 
frequentate personalmente da chi scrive non hanno alcuno
spessore culturale n propongono in maniera esaustiva i punti di
riferimento filosofici e religiosi che a tale pratica appunto si 
riferiscono e che nel territorio indiano fanno da sfondo e da sostegno
alle pratiche cosiddette magiche.
a) Yoga e meditazione
Varie forme di meditazione orientale sono presenti oggi in Occidente e
in Italia. Val la pena di soffermarsi sulla pratica nota
come Meditazione trascendentale diffusa nel mondo da Maharishi 
Mahesh Yogi, fondatore dell'Associazione Meru. Costui alla
fine degli anni '60 riscosse un enorme successo soprattutto 
nell'ambito della controcultura occidentale. Alle sue pratiche aderirono
personaggi dello spettacolo come i Beatles, i Beach Boys e attori
come Mia Farrow, solo per fare i nomi pi prestigiosi. Negli anni
'70 il Maharishi in Occidente ripropose una versione pi secolarizzata 
della sua meditazione trascendentale. Oggi i seguaci di
questa pratica insistono nel conferire alle loro attivit la veste di
una semplice tecnica di rilassamento scientificamente fondata e
religiosamente neutra. L'associazione stessa propaganda la sua
attivit in questi termini: La meditazione trascendentale  una
tecnica evolutiva molto semplice ed efficace che permette di 
raggiungere un livello di rilassamento molto profondo in maniera
naturale. La naturalezza, la grande efficacia e la semplicit di
questa tecnica evolutiva la rendono utile. Questo  il foglio 
pubblicitario della stessa setta ma, a un'analisi pi approfondita lo
sfondo di questa pratica  chiaramente legato allo yoga: basterebbe
pensare al nome del fondatore Maharishi Mahesh Yogi che
significa Mahesh il grande saggio che ha raggiunto l'unione
cio lo yoga. Egli stesso del resto ha affermato che lo yoga  il
sentiero dell'unione e il cammino diretto per sperimentare la natura 
essenziale della realt. Senza dubbio anche a detta di molti
esperti la meditazione trascendentale si rif all'Jnana-yoga ossia
allo yoga della conoscenza e il Maharishi fa sue le finalit della
contemplazione quali risultano dallo Yogasutra di Patanjali. Il
fine ultimo di ogni meditazione  quindi la liberazione del S e
l'unione con Dio. La prassi si concentra sui tre ultimi stadi dello
yoga e pone l'accento sull'ottavo, il samadhi: quando la mente
arriva al samadhi ossia alla conoscenza trascendentale la finalit
di tutti`i sentieri viene raggiunta. Ma la meditazione trascendentale
costruita ad usum occidentalis fa fuori in maniera drastica i
primi cinque stati della pratica yoga, soprattutto le dottrine ascetiche 
e morali che abbiamo gi esaminato. Il maestro afferma che
i suoi adepti occidentali raggiungeranno uno stato interiore in cui
senza sforzo l'onnipotenza della natura sar a loro disposizione.
Tutti i loro voleri saranno esauditi nel modo pi generoso e glorioso.
Il senso della rinuncia viene quindi completamente trascurato o 
addirittura stravolto in favore della ricerca del benessere e della
autorealizzazione. Stranamente quindi la meditazione
trascendentale che scaturisce da una tradizione religiosa di elevata 
spiritualit si connette ai vari movimenti del potenziale umano, 
cio a quelle prassi che tendono allo sviluppo delle potenzialit 
latenti o presunte della persona al fine di ottenere il successo
mondano. Le famose siddhi o potenze magiche (cos secondarie
per lo yoga classico di Patanjali) assumono una importanza determinante.
Le siddhi permetterebbero di potenziare le proprie
energie al punto di ottenere un maggior successo economico e un
benessere puramente materiale. Siamo agli antipodi dello yoga
classico (e delle teorie del Vedanta) per le quali il fine 
dell'attivit religiosa culminava nell'esperienza che consente all'uomo 
di prendere coscienza dell'identit del S e di Dio, dell'atman e del
Brahman. Chiedi ci che  Brahman? E il tuo stesso atman, lo
spirito che permea tutto: tat tvam asi-anche tu sei quello. Nelle
filosofie tradizionali si postulava una identit totale tra la nostra
pi profonda intimit spirituale e l'anima universale, l'Assoluto
divino, il Brahman. Penso che non debba sorprendere che coloro
che praticano anche con zelo la meditazione trascendentale mai
siano riusciti (anche se dichiarano diversamente, mentendo in
maniera spudorata) a ottenere quel controllo del corpo e quella
potenzialit miracolosa che i grandi yogin legati allo spirito 
universale hanno forse a volte raggiunto.
b) Centri di yoga
La figura che ha reso noto in Occidente la cultura mistico-filosofica 
dell'induismo e dello yoga  stato sicuramente Paramahansa Yogananda.
La pubblicazione (nel 1946) del suo libro Autobiografia di uno yogi
fu un successo grandioso e fu fonte di ispirazione per numerosi 
discepoli. Il testo fa riferimento all'esperienza personale di 
Yogananda il cui nome significa yoga  benedizione. Egli si
riallaccia alla tradizione dei suoi maestri che erano chiamati 
e venerati come Kriya-avatar, cio avatar nella linea del dio 
Shiva e possessori dei segreti del Kriya-yoga. 
La scienza del Kriya-yoga ha uno sfondo segreto che viene trasmesso 
da maestro a discepolo. Secondo le parole stesse di Yogananda la 
parola significa unione con l'infinito attraverso una
data azione o rito. (Yogananda P., Autobiografia di uono yogi,
(traduzione italiana), Roma, Astrolabio, 1971, pagina 238)
Uno yogi che segua scrupolosamente la tecnica Kriya viene
progressivamente liberato del karma, l'inesorabile legge di 
causa-effetto che porta a successive reincarnazioni. Il Kriya-yoga 
metodo semplice di tipo psicofisico, mediante il quale il sangue
umano viene purificato dell'anidride carbonica e risaturato di ossigeno.
Cos si definisce questa antica scienza che Yogananda legittima 
attraverso collegamenti con la fisiologia occidentale. Secondo 
Yogananda il Kriya-yoga  la stessa scienza che Krishna il pi grande 
profeta dell'India diede migliaia di anni fa ad Arjuna e che fu 
conosciuta da Ges Cristo, da San Giovanni, da San Paolo e da 
altri suoi discepoli. (Ibidem, pagina 229)
Il Kriya-yoga consta di disciplina corporea, controllo mentale
e meditazione sull'Om. L'autore pi importante dei testi yoga,
Patanjali, parla di Dio come il reale suono cosmico Om che si
ode nella meditazione. Om  la parola creativa, il suono del motore
vibratorio, il testimonio della divina presenza. Secondo
quindi questa tecnica (in parte segreta) la liberazione pu essere
raggiunta mediante quel soffio vitale cui si arriva separando i
processi dell'inspirazione e della espirazione. Gli antichi yogin
scoprirono che il segreto della coscienza cosmica  intimamente
legato alla padronanza del respiro. Dice Yogananda: Questo  il
contributo impareggiabile e immortale che l'India ha portato al
patrimonio di conoscenza del mondo. La forza vitale, che normalmente 
viene assorbita dal compito di sostenere il pulsare del cuore, 
deve essere liberata per svolgere attivit pi elevate, con
l'aiuto di un metodo per acquietare le incessanti esigenze del respiro.
(Ibidem pagina 229).
Yogananda parla insistentemente del sistema astrale di ogni essere 
umano collegato alle costellazioni dello zodiaco. Nel
testo afferma di essere stato permanentemente in contatto con il
suo maestro che gli trasmetteva informazioni da un misterioso
Pianeta illuminato, abitato da esseri intelligenti che dovevano
liberarsi del loro karma astrale e giungere cos alla liberazione 
totale dei rischi di nuove rinascite. Questi erano persone altamente
sviluppate spiritualmente che avevano gi superato alcuni stadi
mistici della tecnica yoga. Il messaggio pi interessante del maestro
di Yogananda riguarda la struttura dell'universo astrale che 
popolato da milioni di esseri che vi sono giunti dalla Terra in
periodi pi o meno recenti e anche da miriadi di fate, sirene, pesci,
animali, folletti, gnomi, semidei e fantasmi. Tutti risiedono
in pianeti diversi secondo le loro qualifiche karmiche. 
(ibidem pagina 337).
Questo romanzo cosmico  filtrato ampiamente nelle visioni
astrali della New Age. Ma a parte tali bizzarrie Yogananda ha
tentato una sintesi coraggiosa tra varie forme religiose, tenendo
tra l'altro in grande considerazione la figura di Ges Cristo, convinto
com'era che fosse un grande maestro yogi. Il centro di collegamento 
fra le scuole Yogananda  a Los Angeles. In Italia abbiamo diversi 
centri di cui il pi noto si chiama Ananda Europa,
ha sede in Umbria presso Assisi e propone meditazioni sui testi
del Maestro e pratiche yoga ispirate alla scuola dei Kriya-avatar.
Il centro Bole Baba si rifa a un mitico Babaji uno dei pi famosi 
Kriya-avatar, cio incarnazione o manifestazione di Shiva in
possesso dei segreti del Kriya-yoga. Oggi il misterioso Babaji 
stato visto un po' dappertutto, comprese le pendici dell'Himalaya
dove poi avrebbe fondato un ashram. Il centro Bole Baba  frequentato 
da circa 500 persone, ha una casa madre a Cisternino in
provincia di Brindisi e una a Milano. A Babaji sono attribuiti 
numerosi miracoli.
Allo yoga si riconnette anche l'universit spirituale mondiale
Brahma Kumaris fondata nel 1937 nel Pakistan da Dada Lek Raji, 
un mercante induista che afferm di avere avuto delle visioni:
gli apparve un giorno l'essenza benedetta del dio Shiva, l'anima 
suprema. Da allora Dada Lek abbandon ogni negozio e fond il 
Brahma Kumaris, che ebbe come punto di forza la pratica
del Raja-yoga. La meditazione che si pratica nel Brahma Kumaris 
non  un rifiuto del mondo ma una preparazione per la vita
nel mondo. Il distacco insegnato porta con s una obbiettivit che
rende l'attivit costantemente positiva. Cos si legge nel volantino
che pubblicizza questo gruppo. Si afferma ancora che lo yoga non 
ha bisogno di mantra, posizioni speciali o tecniche di respirazione
n la presenza di un guru: lo yoga si pratica normalmente seduti 
con gli occhi aperti. All'adepto si insegna a comprendere la mente 
e successivamente a liberarne i poteri nascosti fino a crescere 
nella realizzazione de11a natura dell'essere supremo. Il movimento 
(che ha la sua sede centrale sul monte Abu nel Rajastan)  
fondamentalmente governato da donne (kumaris infatti significa 
donne nubili). Secondo le loro stime, oggi nel mondo pi di 
duecentomila persone praticano il Raja-yoga.
Coloro che appartengono a tempo pieno a questa organizzazione
vivono nel celibato, si vestono di bianco e sono vegetariani.
Anche il movimento Ananda Marga propone una sintesi delle
pratiche tantriche dello Hatha-yoga con in pi un aspetto socio-politico 
nuovo. I candidati alla conversione seguono un breve
corso teorico dopo il quale subiscono un rituale di iniziazione
guidati da un maestro e apprendono le tecniche di respirazione e
un mantra miracoloso che serve per dirigere le menti verso la
consapevolezza suprema; esso : ba-ba nam -kevalam.
La pratica della meditazione  uno degli obblighi dell'adepto
come anche una serie di regole che riguardano la pulizia, la dieta,
(che  rigorosamente vegetariana ed esclude anche l'aglio e le cipolle).
Il movimento si definisce non come una religione ma come
uno stile di vita collegato a una filosofia e a una organizzazione
spirituale a sfondo sociale. Il concetto-base formulato dal fondatore
Ananda Murti (morto nel 1990) consiste nell'idea che la civilt
umana si trovi di fronte a un momento finale e a una transizione 
critica. L'alba di una nuova gloriosa epoca si trova da un
verso e lo scheletro divorato dai vermi del passato, dall'altro.
L'adepto deve scegliere una di queste prospettive e ovviamente
salvare se stesso e il mondo. Anche in questo caso assistiamo a
un riadattamento delle tecniche tantriche e dello yoga in funzione
occidentale e a una contaminazione sincretica di elementi diversi
in cui spiccano come molto particolari le teorie politico-sociali
connotate da un forte anticomunismo.
Il movimento di Sri Chinmoy  nato negli Stati Uniti intorno al
1964 dopo un viaggio del maestro spirituale che decise di deporre 
la sua ricchezza interiore ai piedi di tutti i ricercatori sinceri.
Oggi il suo gruppo conduce sessioni di meditazione alle Nazioni
Unite e guida oltre cento centri di meditazione in tutto il mondo.
La prassi religiosa che gli adepti devono seguire riguarda la 
meditazione (per almeno quindici minuti sia la mattina che la sera),
l'astensione dalle droghe, dagli alcolici, dal tabacco e dalla carne.
Contemporaneamente agli esercizi interiori di meditazione
sono caldamente raccomandati anche gli esercizi fisici e un certo 
numero di attivit atletiche sono direttamente organizzate dal
gruppo. Si tratta di nuoto, tennis, ciclismo, atletica leggera, 
sollevamento pesi: il motto popolare del movimento  Corri e divieni.
Si tratta di una tipica via Bakti-yoga o della devozione
in cui l'abbandono all'amore divino tramite il maestro ha una
importante funzione. Come in molte altre forme occidentalizzate 
di religiosit orientale, Sri Chinmoi non predica la fuga
dal mondo ma la necessit di trasformare il mondo. Assai importante
 l'iniziazione o SiKsha attraverso la quale il discepolo si 
abbandona al maestro e il maestro gli concede una parte del suo spirito.
(Cfr. Barker E., I nuovi movimenti religiosi, Milano Mondadori, 1992
pagine 326-327).
3. Il buddhismo
A tutte le azioni
che muovono la vita
ha rinunciato il saggio.
Sereno nell'interiore
Profondo nel meditare
infrange la vita
come fosse uno specchio.
Il buddhismo  forse la religione orientale che si propone
come emergente in Italia. Da una stima approssimativa risulta
che trentamila adepti sono gi presenti nel nostro Paese. Nel
1986 si  formata l'Ubi, Unione buddhista italiana, a cui aderiscono
venti centri principali. Esistono diverse riviste come Paramita, e 
Siddhi Zen in cui il messaggio del Buddha  diffuso fra gli
adepti e i simpatizzanti. In Italia  presente anche il pi importante 
centro per la diffusione del buddhismo tibetano:  l'Istituto
Lama Song Kapa di Pomaia in provincia di Pisa. Si tratta di un
punto di riferimento fondamentale per i buddhisti europei e 
ovviamente italiani. Ad Arcidosso in Toscana agisce la comunit
Merigar con un centinaio di discepoli fissi che seguono gli 
insegnamenti del maestro tibetano Norbu che si ispira allo Dogs-Zen.
Ma il gruppo pi attrezzato per attirare proseliti  quello della 
Nichiren Shosho, setta giapponese che si ispira agli insegnamenti
del monaco Nichiren (nato nel 1211).
Vediamo brevemente i concetti ispiratori del buddhismo.
Il principe Gautama della stirpe dei Sakya viveva tra agi, piaceri
e ricchezze. A trent'anni, gi sposato e con un figlio, vide per
la prima volta uomini malati, sofferenti e agonizzanti. La macabra
visione del dolore e della morte gli rivel l'infinita vanit del
tutto. Traumatizzato, lasci il benessere del suo palazzo, fugg
dai suoi cari e, cambiati i suoi abiti con quelli di un mendicante,
segu due dotti bramini. Ancora insoddisfatto, si dedic a solitaria 
ascesi, macerando il suo corpo nella penitenza. Un giorno
mentre meditava sotto un albero, ebbe la rivelazione, l'illuminazione
improvvisa circa la natura della sofferenza e il mezzo per eliminarla.
Era il quinto secolo a.C. Da allora Gautama fu il Buddha, il Risvegliato,
l'Illuminato e predic la sua dottrina. L'origine del dolore
 la sete di vivere, il desiderio, che conduce entro l'interminabile
ciclo delle rinascite, accompagnandoci con la cupidigia e il vano
piacere. Spegnere questa brama di vita, annientare il desiderio:
cos si fa fronte al dolore. Il folle costruttore del desiderio 
ricostruisce sempre l'edificio delle passioni nuove e lo prolunga 
all'infinito, facendo sorgere, dall'appagamento di alcune, sempre
nuove passioni. Occorre, disse il Buddha, annientare la sete di 
vivere con la purezza: purezza di fede, di volont, di linguaggio, 
d'azione, di esistenza, d'applicazione, di memoria, di meditazione.
Forte di tali dottrine, il buddhismo si diffuse rapidamente in 
India nel sesto secolo a.C. come reazione al monopolio religioso dei
bramini.
Rispetto alle tarde correnti dell'induismo la dottrina del Buddha
era molto pi semplice, facilmente comprensibile e di alto
valore etico. Il suo procedimento  pragmatico, rifiuta come non
necessarie le speculazioni che non mirino direttamente a liberare
dalla sofferenza. Tale liberazione viene ottenuta eliminando la
causa della sofferenza stessa che  insita nella caducit dell'esistenza,
nell'essenza dolorosa del divenire che  la caratteristica
del mondo empirico. Esso appare contrapposto al mondo dell'Assoluto 
che  immutabile ed eterno. Una parte costitutiva dell'individuo 
umano, il suo corpo, le sue percezioni sensibili, i suoi
sentimenti fanno parte del mondo empirico. Soltanto la coscienza 
 originariamente considerata eterna e appartenente alla sfera
dell'Assoluto. La via della salvezza consiste nel liberare a poco a
poco la coscienza dalle catene dell'elemento caduco fino a che
non raggiunge il luogo da cui non si pu pi cadere fuori cio
uno stato dopo il quale non si rinasce pi. Questo stato  anche
chiamato nirvana ossia estinzione dalle condizioni materiali
del mondo fenomenico. Il nirvana indica anche l'aldil, uno stato
ineffabile e l'assoluto mistero. Il sistema buddhista si dispiega in
tre gioielli cio nelle tre verit che sono il Buddha, la dottrina
o Dharma e la comunit o Sangha. I buddhisti tacciono sul problema 
di Dio di cui non negano esplicitamente la realt ma non si
esprimono neppure e non parlano in ogni caso di un Dio personale 
e trascendente. Rispetto all'induismo il buddhismo port la 
democratizzazione della religione che si rivolgeva non pi a determinati
strati socili o etnologici ma pi semplicemente a tutti gli
uomini, superando i problemi di casta. La via della salvezza che
conduce al nirvana  riassunta nel Sentiero a otto lati della purezza
e costituisce per la sua moderazione un sorprendente contrasto
con i metodi di salvezza raccomandati dall'induismo. Esso evita
tutti gli estremi, sia la tendenza ai divertimenti mondani che 
l'ascesi troppo dura e l'inutile sacrificio. Questa moderazione ha
meritato al buddhismo il nome Via Media. Altre tre virt costituiscono
la via della salvezza: l'etica, la conoscenza e la meditazione. 
L'etica viene fortemente valorizzata: infatti il ritualismo 
soppiantato dalla disciplina morale, dal cambiamento intenzionale
del valore del Karma, dalla accentuazione positiva dell'amicizia
e della compassione che fanno del buddhismo la prima religione
mondiale in ordine cronologico della compassione e della fratellanza.
Nell'ambito del buddhismo dopo la morte del fondatore si
ebbero scismi, divisioni e forme ereticali di ogni genere. Eppure
il buddhismo si diffuse (in maniera sempre mite e direi quasi passiva)
in tutte le regioni dell'Asia. Tra il secondo e il sesto secolo d.C. il
buddhismo raggiunse l'Indonesia, la Cina, I'Indocina, la Corea,
infine il Giappone e il Tibet. In India si ebbe un processo inverso:
il buddhismo inclin verso la corrente detta Veicolo Diamante,
lasci di nuovo il campo all'induismo e alla fine scomparve. Si 
conservato pi a lungo nel Bengala ma i conquistatori maomettani 
l'estirparono. Dal 13esimo secolo in poi il buddhismo nel sub-continente
indiano si  conservato solo a Nord nel Nepal, nelle regioni 
dell'Himalaya e nel Sud, a Ceylon. La complessit degli scismi 
in seno al buddhismo pu riassumersi in tre grandi correnti
che corrispondono anche a tre luoghi geografici nei quali tali 
correnti ebbero maggior sviluppo. La prima  il cosiddetto Veicolo
Piccolo o Hinayana che corrisponde (a detta dei seguaci) al
buddhismo originario ed  oggi diffuso particolarmente a Ceylon
e nel Sud-Est asiatico. La caratteristica del Veicolo Piccolo 
la grande importanza data alla vita monastica. Inoltre, alcuni 
atteggiamenti psicologici rappresentano una particolarit. La realt 
empirica, il samsara,  concepita come un numero indefinito di
correnti individuali formate da molti fattori psicofisici momentanei 
e indivisibili che vengono chiamati dharma. Queste correnti
non hanno nessun sostrato stabile, la loro continuit  dovuta alla
concatenazione causale di tutti i dharma. La via della salvezza
consiste nell'eliminare a poco a poco le correnti di tutti gli
elementi che determinano altre formazioni fino a che la corrente
non sia completamente estinta e non sia raggiunto lo stato di nirvana.
Siccome queste correnti sono isolate l'una dall'altra, la salvezza
 raggiunta solo individualmente: ognuno deve operare da
solo la propria redenzione. L'ideale pi alto dei seguaci del Veicolo
Piccolo  il raggiungimento dello stato perfetto mentre un
ideale ancora pi alto  l'illuminazione (bodhi) che trasforma gli
uomini in Buddha. In questa dimensione la compassione originaria 
del buddhismo diventa in realt benevolenza indifferente e la
partecipazione ai sentimenti altrui  priva di piet. Grandissima
importanza  data al monastero o vihara, originariamente solo un
rifugio provvisorio per i monaci mendicanti, che poi divenne una
vera e propria struttura. Il tipo buddhistico del Veicolo Piccolo
della Tradizione Theravada  presente in Italia con differenti 
vihara (ve ne  uno a Sezze in provincia di Latina).
L'altra corrente principale del buddhismo  chiamata Mahayana 
o Veicolo Grande, che non privilegia esclusivamente i monaci 
come il Veicolo Piccolo ma tutti i fedeli: l'ideale proposto
o illuminazione (bodhi)  una possibilit raggiungibile da ogni
essere. Questa elevata forma di redenzione non pu essere raggiunta
con sforzi individuali e indipendenti, ha bisogno di aiuto.
L'aiuto  prestato dai bodhisattva, cio da quegli esseri che sono
giunti alle soglie del nirvana ma vi hanno rinunciato liberamente
per aiutare gli altri nella via della salvezza. Siamo quindi molto
lontani dall'egoismo soteriologico del Veicolo Piccolo, anzi la
compassione raggiunge nel Veicolo Grande la forma di un
amore quasi passionale per il prossimo, per tutti gli esseri sofferenti.
E i bodhisattva diventano l'oggetto di un vero culto e di un
amore mistico. Contrariamente all'ateismo del Veicolo Piccolo, 
il Mahayana, almeno nel suo aspetto popolare, appare come
un politeismo molto variopinto in cui gli antichi di vengono
soppiantati dalle innumerevoli incarnazioni del Buddha e dai
bodhisattva. A una pi attenta considerazione il Mahayana appare 
vicino all'induismo e si ricollega all'atteggiamento mistico coltivato 
nei circoli laici piuttosto che nei monasteri. Il problema del
rapporto fra l'Assoluto e il mondo empirico riceve una soluzione
fondamentalmente diversa. Se nel Veicolo Piccolo l'Assoluto
era spostato nella sfera dell'inafferrabile, nel Veicolo Grande
diventa l'unica realt sperimentata negli stati mistici. La vita 
empirica  considerata come illusione, apparenza (maya) che costituisce 
la molteplicit non solo degli elementi del mondo esterno
ma anche dei bodhisattva; cos la realt indifferenziata e tutte le
cose e tutti gli esseri sono identici nella loro natura intima. In
conseguenza di ci si deve mirare non solo alla salvezza propria
ma a quella di tutti gli esseri. Qui sta il fondamento dell'amore
per il prossimo che in questo veicolo  cos accentuato: si redime
se stessi soltanto se si aiuta tutti gli altri, siano essi divinit o 
formiche, a redimersi. Questo tipo di dottrina  quella dominante
oggi in Cina, nel Giappone, nella Corea e nell'Indocina.
Il Veicolo Diamante si conferm verso il sesto secolo d.C. sotto 
l'influsso del tantrismo e della religione della Shakti. Tale
scuola si diffuse non solo nell'India orientale ma nell'Indonesia e
particolarmente nel Tibet. Il politeismo viene mantenuto, anzi 
arricchito di numerosi di nuovi e di dee che richiamano la Shakti
induistica. Nel Veicolo Diamante esiste l'adorazione dei cinque 
principali bodhisattva. Questi esseri vengono propiziati mediante 
un processo magico-rituale molto complicato con la recita
di formule magiche, con la meditazione su un disegno o mandala
che rappresenta simbolicamente l'universo visibile e invisibile.
Esistono anche pratiche erotiche molto simili a quelle del tantrismo. 
Il Veicolo Diamante parte dall'idea che il mondo apparente 
altro non  che manifestazione dell'Assoluto o nirvana. Quindi 
non c' pi bisogno di fuggire il mondo, anzi, persino nelle
peggiori cose mondane si pu trovare il germe della perfezione.
Non bisogna reprimere le passioni per non distruggere il germe
della perfezione contenuto in esse. Si deve invece asservirle alla
propria salvezza. In questo modo anche l'unione sessuale potr
giovare alla salvezza in quanto in questo atto si sperimenta 
l'identit del samsara (mondo apparente) e del nirvana (l'Assoluto).
Per conferire a queste azioni sessuali una forza magica bisogna 
conoscere il loro significato nascosto e agire secondo rituali
consacrati. Il Veicolo Diamante ha quindi una fortissima 
componente esoterica. A detta di molti, questa dottrina ha contribuito
alla alienazione e alla decadenza del buddhismo. La sua influenza,
per, non fu sempre negativa: specialmente nel Tibet si trovano
fra i consacrati al Veicolo Diamante dei mistici molto elevati.
Il buddhismo fu introdotto in Giappone nel 538 d.C. ed ebbe
una grandissima fioritura anche se non mantenne la purezza originaria:
si sincretizz anzi con lo Shintoismo (la religione ufficiale del 
Sol Levante) e in alcuni casi persino con il cristianesimo.
Oggi il Giappone presenta un panorama di sette e nuove religioni
assai interessante nel cui ambito (oltre alle varie sette Zen)
fanno capo al buddhismo le religioni che si ispirano al Sutra del
Loto, assai vivaci anche in Italia. Lo Zen si riallaccia alla vicenda
del Buddha in meditazione sotto l'albero, lo stato meditativo estremo 
che gli permise la prima illuminazione. Il punto fondamentale 
di tutta la dottrina  quindi la meditazione che va eseguita
spesso in forme inconsuete e paradossali al di fuori della trasmissione
testuale. La pratica punta alla realizzazione spontanea dell'illuminazione
o satori. La paradossalit della meditazione Zen elimina ogni 
contatto con forme particolari di dottrina e lancia la
mente in uno stato di lucida presenza, in una vacuit che non conosce 
pi concetti: perdersi nella presenza mistica, acquistare la
natura del Buddha, toccare l'ineffabile: sono questi i doni che ci
si aspetta dalla pratica Zen.
Le religioni che si ispirano al Sutra del Loto partono dalla 
riforma dottrinale del monaco Nichiren che visse intorno al 1230.
Nichiren era animato da uno zelo religioso estremista che lo 
condusse a situazioni non prive di suspense. Riusc a fondare una
setta patriottico-militare-religiosa attribuendo al Sutra del Loto
una qualit sacramentale.
Polemizzando con le varie correnti buddhiste, Nichiren giunse
alla conclusione che tutta la legge fosse racchiusa nel Sutra del
Loto. Recitare quindi la frase Nam, Myoho Renge Kyo (devozione al 
Sutra del Loto)  l'unica via di salvezza.
Tale preghiera, detta daimoku, ha, secondo gli adepti, effetti
miracolosi e immediati: pu far passare il mal di testa, far trovare
lavoro, evitare le contravvenzioni nel traffico, togliere la timidezza 
e i complessi di inferiorit. (Si tratta della volgarizzazione dell'idea
buddhista che esiste una legge karmica universale che opera all'interno 
delle coscienze e con la quale si pu entrare in contatto attraverso la 
recitazione della preghiera).
Gli adepti in Italia sono pi di 5.000 e sono in costante aumento, data
la capillare attivit di proselitismo della setta. La facilit delle
adesioni trova una sua giustificazione nel vuoto religioso che gli 
adepti riscontrano nella societ italiana. Le pratiche devozionali si
limitano alla recitazione del daimoku, alla lettura del gonghio (una
preghiera pi lunga) e al possesso del gohonzon, un altarino in cui 
sono racchiuse pergamene sacre. In Giappone esiste il movimento Soka
Gakkai fondato nel 1975 da Doviseku Ikeda che fino al 1991 
stato il corrispondente laico della religione di Nichiren, anche se
oggi i rapporti non sono pi cos ottimalill.
(Nakano T., Soka Gakkai and its Peace Mouvement, in Religion Today, 
volume 7, 2, 1992).
4. Nuove religioni giapponesi
Sull'onda della secolarizzazione e del laicismo la religione
tradizionale giapponese sembrava perdere terreno. Ma nella terra
del Sol Levante sono comparse altre forme religiose, alcune delle
quali sono state rapidamente esportate in Europa e accettate 
fervidamente in Italia. Una di esse rappresenta un caso emblematico.
Si tratta della religione Mahikari, fondata nel 1959 da Yoshikasu Okada
che prese poi il nome di Okada Kotama, gioiello di luce. La principale 
caratteristica della dottrina Mahikari non  nell'insegnamento di teorie
ma nella pratica dell'Okiyome, ovvero la trasmissione della luce. 
Questo rituale fondamentale  il centro e il fulcro di tutta la 
religiosit del gruppo. La luce  data da un officiante ai fedeli
in una situazione mesmerica e incantata attraverso il palmo della 
mano che viene rivolto prima alla fronte del fedele poi al collo e
infine ai reni. Il potere e l'autorit di conferire la luce vengono 
dati attraverso l'Omitama, un amuleto che si riceve dopo la cerimonia 
di iniziazione che conclude i tre giorni del corso elementare 
delle dottrine di questa fede.
Oggi in Italia esistono strutture organizzate della religione
Mahikari con una ventina di centri per la trasmissione della luce,
fondamentalmente a Genova, Milano e Roma, e la religione si sta
rapidamente espandendo. Gli iniziati trasmettono la luce con 
entusiasmo, nelle loro stesse case e adesso anche in locali che 
vengono presi in affitto. Infatti, quando un gruppo di almeno venti
persone si riunisce intorno a un officiante, si fa richiesta per 
ricevere gli oggetti consacrati che consistono nel Goshintai, ovvero
il rotolo di pergamena consacrato, dove  scritto in giapponese la
parola Mahikari, e il Kuon che  il simbolo della divinit chiamata 
Su dal quale in realt emana la luce divina.
Ma l'oggetto di culto pi importante  la statua di Izu Nomesama, 
il dio che rappresenta la materializzazione dell'energia
spirituale che  venerata e dal quale si ricevono i benefici materiali. 
Il possesso di questi oggetti di culto permette di fondare un
gruppo consacrato da cui si pu operare sia in senso terapeutico
sia in senso di trasmissione della luce. Il punto di forza della 
religione  infatti rappresentato dalla capacit terapeutica. La 
religione Mahikari (letteralmente luce di verit) vuole collocarsi
al di sopra delle parti; infatti nel testo diffuso a cura del movimento
si legge: Mahikari non costituisce una religione nuova nel senso
comune del termine, ma impartisce insegnamenti che si collocano al
di l degli insegnamenti abituali delle religioni o delle sette, e
che sono destinati a tutti gli uomini.
Il 3 novembre 1984  stato inaugurato in Giappone a Takayama un 
grande tempio dedicato al dio Su, per permettere cos agli
uomini di tutte le razze e di tutte le religioni di unirsi al fine di
venerare il creatore dell'universo e dell'umanit, identificato con
una divinit preesistente del pantheon giapponese.
Il Giappone  considerato comunque la terra delle origini e il
cuore del continente Mu che fu il centro del mondo. Nel tempio
di Suza, a Takayama, chiamato il centro del mondo, gli adepti
sono ricevuti con queste parole: Benvenuti in patria, parole
che vengono ripetute ogni volta che si entra in tempio Mahikari.
La pratica rituale fondamentale, che  quella dell'emanazione
della luce,  vissuta come un rito di purificazione. La luce infatti
fondamentalmente non serve tanto a illuminare quanto a purificare 
sia il corpo fisico dell'adepto che il corpo astrale. La luce
espelle gli spiriti malvagi, si mescola con le tossine del corpo e le
getta via purificando e facendo guarire l'adepto da ogni male.
Le pratiche rituali legate all'amuleto sacro, il famoso Omitama, 
sono circondate da numerosi tab che riguardano la purezza;
 necessario avvolgere l'amuleto in varie coperture che devono
essere di seta, occorre purificare la scatola dove deve essere 
riposto e appenderlo con un chiodo che  stato a sua volta oggetto di
purificazione. Se uno di questi tab viene trasgredito o se per
esempio l'amuleto cade a terra o in un luogo non purificato, si
devono compiere numerosissimi riti di espiazione che sono al 
limite della paranoia.
Cos l'adepto impara ed esegue una serie di rituali che riguardano
la purificazione degli individui, del cibo, del denaro, delle
cose e addirittura della natura circostante come ruscelli, piante e
delle intere citt. Oggi questi riti di purificazione sono 
strettamente connessi a necessit ecologiche e quindi sono recepiti 
come istanze attuali anche se la loro origine  nell'antico culto 
giapponese scintoista.
I peccati nel senso tradizionale cristiano sono ignorati dalla
religione Mahikari; l'unica concessione all'apparato concettuale
dell'Occidente  che la purificazione attraverso la luce  vista
come una formula espiativa anche dei peccati. Cos la grande 
purificazione della citt di Amsterdam compiuta nel 1988 fu letta
dai cristiani calvinisti come una purificazione della citt 
estremamente licenziosa e dedita a passatempi proibiti.
L'idea centrale che gli adepti sembrano accettare senza alcuna
difficolt  quella che riguarda gli spiriti degli antenati i quali
sono in grado di possedere e invasare i corpi dei loro discendenti
e che hanno necessit di essere nutriti con cibo umano. Gli spiriti
si reincarnano ogni due-trecento anni, esiste quindi la possibilit
di espiare la propria impurit in vite successive; la reincarnazione 
 del resto una verit di fede presente sia nello scintoismo che
nel buddhismo, ma comunque assolutamente estranea alla dottri-
na cristiana dell'Occidente.
(Cfr. Corneille C., The Phoenix flies West. The Dinamic of Mahikari,
Lovanio, Peeter Press, 1991).
Accade anche che molti iniziati siano all'interno della religione
ma non ne conoscano tutte le pratiche e tutte le teorie. Uno degli
elementi di maggior successo della religione Mahikari  la capacit
di guarigione; secondo gli adepti la trasmissione di luce permette di
ottenere risultati stupefacenti, in specie guarigioni spettacolari.
Mediante la trasmissione della luce gli spiriti malvagi che invadono
e possiedono il corpo sono purificati e trasformati in spiriti buoni 
che si porranno al servizio prima del dio Su e poi degli
uomini. La luce purifica gli animali, le piante, gli oggetti inanimati,
il cibo che ci si appresta a mangiare. Si raccomanda tra gli
adepti di ricevere l'Okiyome con la maggior frequenza possibile
anche se non si  colpiti da alcuna malattia. Gli individui cos 
purificati costituiranno i semi della prossima civilt spirituale. 
Mahikari  ben altro che un metodo di guarigione: si tratta di una
vera e propria religione che mette in pratica l'arte di purificazione 
tipica della mentalit e della religiosit giapponese.
Tutte le preghiere sono recitate in giapponese e non hanno alcuna 
traduzione tranne una breve formula nota come Amazu No Rigoto. 
Il fatto che si recitino preghiere in una lingua incomprensibile 
 fondamentalmente giustificato in senso misterioso ed
esoterico. La lingua delle preghiere  definita non tanto quanto
giapponese, ma come Kodo Dama, cio il linguaggio degli
di. Il potere delle preghiere quindi riposa nel suono, nelle vibrazioni,
nell'aura sonora che si crea e non tanto nel significato.
Quindi, la completa incomprensibilit delle preghiere aggiunge a
esse un alone di mistero e di potere magico. Simile capacit magica
 attribuita al termine Mahikari che  scritto secondo l'ideogramma 
giapponese e che  impresso nell'oggetto di culto chiamato Goshintai.
5. Sette islamiche
Il Sufi o amico
 figlio dell'istante:
nella sua via non
conosce domani
(Rumi)
L'Islam (letteralmente abbandono in Dio)  la religione fondata 
da Maometto (Mohamed). Intomo al 610 d.C. il profeta proclam 
di avere avuto delle rivelazioni da Dio tramite l'arcangelo
Gabriele, che furono trascritte fedelmente nel libro sacro, il Corano.
La lotta di Mohamed contro il politeismo dominante tra le
trib arabe si incentrava su una visione di Dio desunta dal giudaismo 
e dal cristianesimo e rigorosamente monoteista. Dopo alcuni anni
di insuccessi Mohamed emigr nel 622 alla volta di Medina dove
fond una comunit teocratica diventando oltre che profeta anche
politico e uomo di Stato. Dopo contrasti bellicosi di vario tipo, 
la religione dell'Islam si impose nel mondo arabo e dilag a Oriente 
come a Occidente. Oggi si considera statisticamente l'Islam la seconda 
religione del mondo con 990.000.000 di credenti (i cristiani sono 
secondo una recente stima 1.000.700.000 circa). Secondo Maometto
l'Islam non  una nuova religione ma il ritorno al monoteismo primitivo 
grazie alla rivelazione fatta scendere da Dio sul Profeta come era gi 
avvenuto durante la storia a molti altri esseri privilegiati come Abramo,
Mos, Davide e Ges. La rivelazione fatta a Mohamed, sigillo dei 
profeti, porta a compimento le esperienze profetiche e si
propone come l'ultima e definitiva. La rivelazione  contenuta
nel Corano libro increato, esistente presso Dio, rivelato al Profeta
in lingua araba chiara e da questi poi proclamato (Corano viene 
da Quran recitazione, proclamazione). Il testo coranico raccolto
e messo per iscritto dai primi seguaci del Profeta fu fissato
nella versione ufficiale (oggi presente in tutto il mondo islamico)
verso l'anno 650 d.C. L'Islam rappresenta una enorme variet di
famiglie spirituali, di diverse culture, di scuole teologiche e 
persino di sette eretiche, ma tutte, anche nelle loro espressioni 
differenti, si riconoscono nella professione del pi assoluto monoteismo 
e nel riconoscimento del carisma profetico di Mohamed. La
professione di fede proclama infatti questo: Non c' altro Dio al
di fuori di Allah e Mohamed  il suo profeta. La fede quindi
consiste nel credere in Dio, nei suoi angeli, nei suoi libri, nei suoi
profeti, nel giudizio finale, e nella predestinazione per il bene o
per il male. Oltre la professione di fede, l'Islam impone ai fedeli
la preghiera rituale (salat) da farsi cinque volte al giorno secondo
un rito ben preciso e preceduta da abluzioni cerimoniali, l'elemosina,
che deve corrispondere al 10 per cento delle proprie entrate, il digiuno
durante il mese di Ramadan, e una volta nella vita il pellegrinaggio
ai luoghi sacri dell'Islam. L'atteggiamento religioso non  
limitato all'osservanza dei riti:  vissuto nell'adempimento
della legge morale e in tutti gli atti e settori della vita personale,
familiare e sociale regolata interamente dalla Legge, manifestazione
positiva della volont divina. All'intemo dell'Islam vi sono 
gruppi e tradizioni differenti: la prima grande distinzione 
tra i sunniti (la maggiore comunit islamica che prende il nome
dalla Tradizione o Sunna) e gli sciiti (circa il 10 per cento dei 
musulmani). Vi sono poi altri gruppi come gli ismailiti del Pakistan 
e dell'India, che riconoscono nell'attuale Aga Khan il 49esimo imam, o i
drusi del Libano e della Siria che seguono dottrine esoteriche al
limite dell'ortodossia islamica. L'Islam, religione semplice, basata 
fondamentalmente su una serie di leggi da osservare, sembrerebbe 
l'ambito meno adatto per la fioritura di sistemi esoterici ma
non  cos: abbiamo numerose scuole (ancor oggi fiorenti dopo vari
periodi di stasi) che si interrogano sul rapporto personale tra l'anima
e Dio e mettono a punto una visione misterica assai interessante.
Pur essendo sostanzialmente una forma di giurisprudenza religiosa,
l'Islam presenta anche una tendenza verso il misticismo,
che fiorisce nelle confraternite e si differenzia in varie correnti
spirituali. La pi importante va sotto il nome di sufismo. Il mistico 
Sufi pratica l'ascesa graduale dell'anima fino al trionfo sopra
le passioni e al colloquio estatico con Dio. L'ostilit di teologi 
ortodossi e liberali ha portato a persecuzioni e processi come nel
caso del mistico Hallag impiccato nel 922 il quale declamava
versi di rara bellezza ma che suonavano eretici:
Il Signore vidi io con l'occhio del cuore
io chiesi chi sei tu?
egli disse Tu...
O essenza dell'essenza della mia esistenza...
o tutto del mio tutto!
Nel quarto secolo d.C. la filosofia ellenizzante introdotta da Avicenna
fornisce una spiegazione razionale dell'unione estatica con 
Dio e al-Gazhali (morto nel 1111) riconcilia la mistica con la
ortodossia della Sunna. Dal settimo secolo si impone la sovranit 
della scuola monistica il cui maestro fu Ibn al-Arabi morto nel 1440
nel cui pensiero Dio si manifesta come il senso delle cose create
che nella loro sostanza segreta sono identiche a Dio. Il pensiero
dei mistici sufi si amplia e si complica nei secoli: Ibn al-Arabi,
come il suo scolaro Ghili, non insistono sulla fusione dell'anima
in Dio che rimane il Signore, mentre il mistico resta servo eterno 
nonostante l'esperienza estatica della identit dei due. Nella
poesia persiana le idee dei sufi vennero esaltate da Dim Rumi
(morto nel 1231). Alcuni seguaci particolari del sufismo sono
noti come dervisci: si tratta di membri di confraternite religiose
di monaci mendicanti diffusi nel mondo islamico a partire dal
1100 d.C. La loro ortodossia in fatto di fede  rivendicata dalla
discendenza leggendaria dei fondatori dal profeta Maometto (e
con ci  giustificata anche l'introduzione di riti extraislamici al
fine di ottenere lo stato dell'estasi). I1 novizio  introdotto nella
confraternita dal maestro spirituale il quale gode di una venerazione 
illimitata ed  considerato ricco di doni carismatici. L'ammissione 
del novizio avviene con una sorta di giuramento di fedelt e con
l'acquisizione di un abito speciale. L'elemento principale dei 
riti  costituito dall'esercizio del dikr, cio dalla lode di
Dio, per mezzo di formule ripetitive accompagnate da respirazioni 
e movimenti del corpo particolari che producono una elevata 
eccitazione nervosa e un rapimento trasognato. L'elemento 
caratteristico e noto anche in Occidente  la danza rotatoria dei
dervisci ritmata al suono dei tamburi e dei flauti che pu riprodurre
effetti ipnotici. Queste tecniche possono determinare l'insensibilit 
corporea che viene manifestata con il camminare sui carboni accesi,
forarsi con aghi e coltelli, farsi ricoprire da serpenti e scorpioni. 
Talvolta si tratta di trucchi da prestigiatore, ma sicuramente lo 
stato estatico prodotto dalle danze dei dervisci  innegabile. Chi
scrive ha potuto sperimentare gli effetti sia della danza rotatoria 
sia dell'esercizio del dikr, cio la lode di Dio con parole 
ripetute e movimenti del corpo particolari.
Malgrado il fenomeno dei dervisci sia considerato dagli specialisti 
in completo regresso, notiamo che numerosi gruppi e centri si
sono aperti in Occidente e si ispirano a questo insieme di regole 
e di pratiche. Uno di essi fa capo al Centro studi metafisici
Ren Guenon. Costui fu un coltissimo studioso di esoterismo e
un sincero ricercatore delle vie dello spirito che si convert 
all'Islam nel 1930 per poi recarsi in Egitto dove pass il resto della
sua vita. Guenon polemizz con tutti i cosiddetti gruppi occultistici 
ed esoterici del suo tempo dalla Societ teosofica alle varie
logge neospiritualistiche e pseudorosacrociane. Il suo scetticismo 
lo portava a sostenere che solo in Oriente sopravvivevano
tradizioni esoteriche autentiche.
In Italia il sufismo  presente con vari gruppi come quello di
Sheik Ibraim o quello che fa capo a Meer Baba. Si tratta di cerchie 
riservate e di difficile accesso. In senso generale, possiamo
dire che la via del sufismo si presenta con una sorta di viaggio 
interiore in cui l'adepto deve risvegliare in s i profeti interiori
che vivono in ogni essere, e il cui contatto costituisce una serie di
tappe del risveglio spirituale: tale processo  stato evocato con la
simbologia delle luci di diverso colore. Queste procedure segrete
dovrebbero comportare la possibilit di evadere dal mondo dei
fenomeni e di ascendere al piano della coscienza angelica fino a
una progressiva identificazione con il regno dei nomi divini o secondo
un'immagine affascinante con lo stadio dei cherubini, fino
a confondersi con un tuffo finale nell'Assoluto.
Altro gruppo islamico a sfondo esoterico  costituito dai Fedeli 
della Verit che sono circa duemila in Italia e hanno la loro
sede in una casa nobiliare romana. Il fondatore di questa setta 
Nur Al Elahi, un maestro curdo dell'Iran che ha mantenuto viva
una via spirituale che ingloba tutti gli elementi della mistica
musulmana, quindi sfiora il sufismo senza identificarsi con esso.
Tale tradizione nasce dal contesto dell'Islam sciita che si origin
quando, dopo la morte di Maometto, i seguaci della gnosi musulmana 
si riunirono intorno all'imam Al Elahi. Le dottrine del
gruppo sono esposte nel testo L'esoterismo kurdo.
(Nur Al-Shah Elahi, L'esoterisme kurde, Paris, Albin Michel, 1966).
Dopo la caduta di Adamo (il primo profeta) nel corso dei secoli gli uomini
hanno beneficiato della guida di alcuni inviati di Dio: nella tradizione 
semitica tali inviati furono i profeti dell'Antico Testamento, Ges 
il Cristo e infine Maometto. In altre tradizioni essi hanno portato
altri nomi e molti tra loro sono stati dimenticati.
Alcuni non sono nemmeno conosciuti, ma sono stati pur sempre 
degli iniziati: i Vali, i Santi amati da Dio e incaricati di una
missione spirituale. I mistici musulmani sanno che essi sono gli
intermediari indispensabili tra Dio e l'uomo, i custodi della verit 
esoterica. Tali uomini, i Vali, formano una Chiesa spirituale,
un ordine che talvolta si adegua a un ordine temporale, ma che
ignora ogni limitazione storica, spaziale e confessionale.
Dal primo imam fino all'ultimo, il Mehdi, la Perfezione Assoluta 
si  manifestata in ciascuno dei dodici imam che, nel corso
dei secoli, insegnarono segretamente l'essenza della fede e della
Conoscenza, mentre all'esterno gli adepti dei dogmi ufficiali 
elaboravano la brillante civilt islamica.
In certi ordini molto riservati, i sufi perpetuarono le tradizioni
esoteriche valorizzando alcuni maestri, i Vali, che via via si 
manifestarono. Uno di essi fu Soltan Eshaq, che fond la setta dei
Ferventi di Dio nel 14esimo secolo. La setta si diffuse in molte 
province del Kurdistan ma, con il passare del tempo, parte delle 
dottrine andarono perdute o furono fraintese. Nur Al Elahi ha 
purificato la via dei Fedeli della Verit dalle aggiunte, dai falsi
riti e dalle deviazioni accumulate dagli adepti nel corso dei tempi.
Il maestro Nur Al Elahi  stato il penultimo di tali maestri 
segreti: oggi suo figlio Sha Bahram Elahi  il capo della setta. Nato
a Jeyhoonabad, un villaggio dell'Iran occidentale, il 24 agosto
del 1931, ha studiato medicina in Francia, si  laureato, specializzato 
come medico-chirurgo e solo nel 1963  tornato in patria ed
 diventato discepolo di suo padre; attualmente  professore alla
facolt di Medicina dell'Universit di Teheran e dedica il suo
tempo a guidare i discepoli. Si deve a lui un testo che sintetizza le
idee di suo padre e i fondamenti della Via del Perfezionamento,
alcuni dei quali di alta levatura spirituale.
(Sha Bahram Elhai, La via della perfezione, Roma Astrolabio, 1981)
Al termine di un periodo di apprendistato tecnico-pratico (di
circa un anno) l'adepto  pronto per il Salsepurdam, un rituale di
abiura della religione di origine e di conversione all'Islam e alle
leggi comportamentali coraniche.
Secondo gli scritti di Nur Al, la religione della verit, cio
il cuore dell'insegnamento della setta,  l'ultima mta del cammino 
spirituale:  l'unione segreta con Dio. Tale unione si esprime 
in immagini di rara bellezza come il ritorno allo stato originario 
in cui esistevano solo il silenzio, l'acqua e la Perla, dimora 
segreta del Dio segreto.
CAPITOLO 3. Sette di matrice cristiana
L'Italia, feudo incontrastato del cattolicesimo fino alla seconda 
guerra mondiale, ha visto progressivamente affermarsi un
nuovo panorama religioso in cui le sette di matrice cristiana 
extracattolica occupano un posto considerevole. (cfr. Introvigne M.,
Le sette cristiane, Milano, Mondadori, 1989).
Prendiamo ad esempio la Societ della Torre di Guardia (meglio nota
come setta dei Testimoni di Geova) che  presente oggi
in Italia con pi di duecentomila tra seguaci e simpatizzanti. La
setta fu fondata da C.T. Russel nato nel 1862 in Pennsylvania,
che si fece le ossa all'interno di vari gruppi avventisti. Nel 1879
abbandon gli avventisti e pubblic il primo numero della sua rivista
La Torre di Guardia. Con la moglie e cinque soci fond la
Societ nella quale cominci a divulgare le sue teorie religiose.
Nel 1886 stamp il suo primo libro: Studi sulle Scritture di cui
vendette 5 milioni di copie. Sub vari processi ma ne usc in maniera
sempre abbastanza pulita. Alla sua morte (nel 1916) fu sostituito 
da J. F. Rutheford. Costui rimaneggi in parte l'opera di
Russel, svilupp una forte avversione contro le Chiese cristiane e
in particolare contro la Chiesa cattolica. Fond la rivista che prima 
si chiam L'Et dell'Oro e poi, come oggi, Svegliatevi, in cui
annunciava il crollo della cristianit (nell'anno 1918). Prevedeva
la resurrezione dei principi dell'Antico Testamento per i quali
anzi fece costruire una grandiosa residenza in California (che divenne
poi casa sua). Abol varie feste tradizionali come Halloween,
il Natale e chiam i suoi adepti: Testimoni di Geova. Profetizz la
fine del mondo per il 1941. Alla sua morte divenne presidente della
setta Knorr che dette l'avvio alla traduzione delle Sacre Scritture,
proib le trasfusioni di sangue e fiss per l`autunno del 1975 la
fine del presente stato di cose e l'inizio del millennio. Knorr mor
nel 1977 e gli successe l'attuale presidente F. W. Franz. La dottrina 
dei Testimoni di Geova  assai complessa: uno dei punti focali
di essa  il concetto di rivelazione progressiva secondo cui Dio
(chiamato Geova) rivela nel tempo la propria volont al genere
umano secondo modalit da lui stesso decise. I Testimoni devono
adeguarsi a queste continue rivelazioni correggendo le proprie
idee nei tempi dovuti. Geova  una divinit dotata di un corpo
spirituale con cervello, vista e udito, costituita da una particolare
essenza chiamata energia dinamica. Abita in un luogo preciso
ma non conosciuto (mentre secondo Rutheford abitava nella 
costellazione delle Pleiadi). Lo Spirito Santo  una forza attiva 
impersonale che pu essere proiettata da Geova ovunque. Per quanto 
riguarda la personalit di Ges Cristo, i Testimoni di Geova 
ritengono che si tratti della creatura pi eccelsa di Dio tanto da 
essere chiamato Figlio ma  spesso anche identificato con l'arcangelo
Michele. Il compito terreno di Ges Cristo  stato quello di cedere 
la propria vita per riscattare ci che Adamo aveva perduto e liberare
cos gli umani dal peccato e dalla morte. Ges fu inchiodato a 
un palo e non a una croce e deposto nella tomba. Resuscitato da Dio
con un corpo spirituale, Ges, cacciati dal cielo Satana e gli angeli
ribelli, regna invisibilmente sul cosmo. I consacrati
destinati alla vita eterna sono 140.000 soltanto, quelli ancora in
vita sono 8.869 persone. Non deve sorprendere questo ricorso
continuo a una sorta di ragioneria dello spirito:  un tratto 
peculiare dei Testimoni di Geova. Tutto il gruppo  fortemente intriso
di millenarismo che prevede insieme la fine del mondo e l'instaurazione
di un regno messianico di mille anni. La fine del mondo, che  
imminente, culminer nella famosa battaglia di Armagheddon nella 
quale saranno distrutti tutti coloro che non hanno aderito alla setta. 
Dopo tale battaglia (citata in realt nell'Apocalisse di Giovanni) 
i sopravvissuti vivranno per mille anni sulla Terra trasformata in 
un vero e proprio Paradiso terrestre.
Durante questo millennio Geova dar un nuovo corpo fisico anche 
ai giusti che sono morti prima della battaglia di Armagheddon e
rivestir di carne anche gli ingiusti, cio coloro che non
hanno voluto diventare Testimoni di Geova. Questa nuova creazione
del corpo avverr perch alla fine della vita non muore soltanto
la spoglia fisica ma anche l'anima. Infatti alla fine di questo
regno millenario le persone saranno giudicate per come si sono
comportate durante questo periodo. Finito il millennio Satana
sar lasciato libero di tentare l'umanit ancora per un certo tempo 
prima di essere annientato definitivamente con tutti i malvagi
che l'avranno seguito. I fedeli Testimoni di Geova sopravvissuti
potranno finalmente vivere per sempre su una terra paradisiaca
ed essere chiamati figli di Dio.
Sono omnai presenti nel nostro Paese anche i Mormoni che si
definiscono Chiesa di Ges Cristo degli ultimi giorni.
Questo gruppo occupa nel panorama delle religioni a sfondo
cristiano un posto particolare per l'accresciuta consistenza numerica 
(15.000 in Italia gi nel 1990).
Il fondatore fu Joseph Smith, nato nel 1905 a Sharon negli Stati Uniti.
Suo padre che si dedicava alla ricerca di tesori perduti,
stimol in lui l'interesse per la magia e il folklore esoterico. Nel
1820 Smith sostenne di aver avuto un'esperienza di contatto con
Dio Padre e Dio Figlio che gli comunicarono di averlo scelto per
restaurare la cristianit e ripristinare il sacerdozio di Aronne e di
Melchisedec. Il 22 settembre del 1827 Smith ricevette la prima
rivelazione dall'angelo Moroni che gli annunci la presenza di
tavole d'oro scritte in geroglifici egizi da un profeta, tale Mormon,
che narravano le migrazioni in America da parte di alcune
trib del popolo ebraico e la missione di Ges Cristo nel nuovo
continente dopo la sua crocefissione. Queste tavole furono tradotte 
con l'aiuto di occhiali miracolosi e pubblicate nel 1830
con il titolo ll libro di Mormon. Fra il 1831 e il 1844 Smith ebbe
altre 135 visioni e rivelazioni private che lo indussero a tradurre
parti della Bibbia e dei frammenti di un Libro dei morti egiziano
che egli pubblic col titolo Libro di Abramo. Nello stesso periodo 
elabor anche le dottrine della sua Chiesa e introdusse tra i fedeli 
la poligamia. Malgrado i successi ottenuti e le schiere di seguaci,
Joseph Smith e suo fratello Hyrum ebbero una sorte atroce: furono 
linciati perch ritenuti colpevoli di aver distrutto la tipografia
di un giornale nemico della loro setta. La dottrina di
Smith considera Dio Padre un essere fisico, una volta uomo mortale,
ora persona glorificata. Ges Cristo, primogenito del Padre
e della Madre celeste, cre il mondo dalla materia eterna per 
permettere alle intelligenze o spiriti del cielo (di cui i primi furono
Adamo ed Eva a volte considerati Dio stesso) di manifestarsi. Lo
Spirito Santo  puro spirito e abita nell'uomo dopo il battesimo e
dopo l'imposizione delle mani. Gli spiriti dei santi salgono in 
Paradiso, quelli degli altri uomini attendono in una sorta di prigione
da cui vengono liberati se accolgono la catechesi di missionari
celesti e se non rifiutano il battesimo richiesto per loro dai 
discendenti. Chi non accoglie tale opportunit  precipitato
all'inferno. La seconda venuta di Cristo inaugurer un millennio di
pace nel quale le dieci trib perdute di Israele e ora disperse nelle
regioni polari saranno riunite in una localit dell'America. Al 
termine del millennio tutti gli esseri umani risorgeranno: i malvagi
per essere sommersi in un lago di zolfo e di fuoco, i meno malvagi 
saranno accolti in una gloria detta con uno strano neologismo
teleste, coloro che non avranno accolto pienamente il Vangelo
saranno pronti per la gloria terrestre e i santi infine per la gloria
celeste. Questi ultimi potranno diventare degli di, procreare figli
spirituali e abitare un proprio pianeta, secondo teorie che sono
condivise dalla New Age e dall'esoterismo contemporaneo.
I Mormoni hanno una serie di rituali come il battesimo per immersione
da compiersi all'et di otto anni e il battesimo per i morti richiesto
dai discendenti. L'eucarestia consiste in una cena a base di pane
e acqua che commemora l'alleanza tra Dio e l'uomo. Essendo il 
sacerdozio potenzialit comune a tutti i battezzati, non esiste un
vero e proprio clero professionale ma tutti possono ricoprire
degli incarichi che sono quelli di diacono, insegnante, anziano 
e sommo sacerdote. L'organizzazione della Chiesa dei Mormoni 
prevede al vertice una prima presidenza formata dal presidente 
che  considerato sia veggente che profeta e da due consiglieri. 
Vi  poi il consiglio dei dodici apostoli il cui membro
pi anziano succede al presidente in caso di morte, il primo e il 
secondo quorum dei settanta e il vescovado presiedente i cui membri 
sono responsabili dell'amministrazione dei beni economici
della chiesa. Esiste poi un'organizzazione periferica assai 
complessa che prevede un'unit molto piccola che  il rione guidato
da un vescovo con due consiglieri: pi rioni formano un palo
retto da un presidente, due consiglieri e dodici alti preti.
Sia i Testimoni di Geova che i Mormoni hanno come sfondo
teorico le dottrine avventiste, quelle cio che attendono l'avvento
o ritorno di Ges Cristo.
In Italia sono presenti anche gli Avventisti del Settimo giorno.
Come gli altri cristiani protestanti il gruppo degli Avventisti ritiene 
Ges Cristo figlio di Dio quindi compartecipe della natura divina, 
crede nel peccato originale, nella redenzione e nella Bibbia
come regola di fede, professa il battesimo per immersione, il rito
della lavanda dei piedi, la festivit del sabato e l'idea che 
l'immortalit dell'anima  condizionata e viene garantita soltanto ai 
giusti. Il nucleo di queste dottrine  condiviso da altri gruppi 
millenaristi e da molti gruppi protestanti: la specificit degli avventisti
del Settimo giorno  racchiusa in alcune idee-guida. Una di queste  
la dottrina del santuario per cui nel giorno tanto atteso del
ritorno di Cristo (il 1844 era stato additato da numerosi gruppi
avventisti come quello della manifestazione di Cristo e l'instaurazione 
di un regno millenario) si sarebbe verificato un importantissimo 
evento non sulla Terra, come ci si aspettava, ma in cielo. Ges, 
che per diciotto secoli aveva esercitato per noi la sua
funzione sacerdotale nella prima parte del santuario celeste 
sarebbe passato nella parte pi sacra e santa dello stesso santuario
per svolgervi una fase conclusiva, una fase espiatoria che avrebbe 
preparato degnamente il suo avvento. Quest'idea di un santuario 
celeste  desunta dall'interpretazione di alcuni passi dell'Esodo 
e dalla Lettera agli Ebrei di san Paolo oltre che dal bisogno di
individuare sulla base delle Sacre Scritture quale potesse essere
l'avvento centrale ma invisibile che secondo le credenze degli
avventisti non pu non essersi verificato nel fatidico anno 1844.
Trasferendo l'avvento di Cristo in una dimensione spirituale e
identificandolo con un passaggio da una parte del santuario a
un'altra, era possibile continuare ad attendere il secondo avvento
e contemporaneamente non snaturare l'elemento base del movimento stesso.
Il grande conflitto che avrebbe dovuto precedere l'avvento del
Cristo sarebbe iniziato in cielo in una sorta di lotta cosmica fra Dio,
il diavolo e gli angeli ribelli. Gli angeli ribelli si sarebbero
precipitati sulla Terra dove Satana avrebbe continuato la sua 
opera ai danni degli uomini tentandoli perch si ribellassero a Dio.
La missione di Cristo rappresenterebbe la riscossa di
Dio nel conflitto iniziato all'origine del mondo. Gli Avventisti 
ritengono che la redenzione sia stata solo annunciata e che il 
Regno sia una realt cosmico-politica privilegiando in tal modo gli
effetti visibili della redenzione piuttosto che la natura intima di
tale mistero. Si tratta di teorie che identificano il mistero della
salvezza in un grande dramma cosmico che coinvolge gli angeli,
i demoni e gli uomini e si richiama all'Apocalisse di san Giovanni. 
In tale visione il suggello di Dio che distingue i buoni dai malvagi 
 interpretato secondo gli Avventisti nell'osservanza del sabato 
come festivit mentre il marchio della Bestia  quello della
celebrazione della domenica. La Bestia che ha modificato il giorno 
festivo altri non  che la Chiesa di Roma e il pontificato. Alla
fine dei tempi e prima del regno millenario del Cristo (venuto in
gloria personale e visibile) gli eletti risorgeranno e insieme con i
viventi saliranno al cielo dove partecipano al giudizio dei malvagi. 
La terra sar deserta e desolata e i malvagi saranno uccisi, Satana
sar incatenato circondato dai corpi dei malvagi. Alla fine
del regno millenario la Gerusalemme celeste discender sulla
Terra, i malvagi risorgeranno ancora una volta per udire la sentenza 
che li condanna alla distruzione insieme con Satana e gli
angeli ribelli, mentre i buoni vivranno sulla Terra ritornata una
sorta di Paradiso terrestre.
Simile a tale gruppo  la Chiesa di Dio Universale presente in
Italia con una rivista a larga diffusione intitolata La pura verit e
con un programma televisivo, Il mondo di domani programmato
su Rete 4. Il fondatore H. W. Armstrong milit nelle chiese avventiste
per poi fondare nel febbraio del 1934 il mensile La pura verit 
e aprire in California il primo Collegio di Ambasciatori
vero e proprio seminario della Chiesa che non fu mai per riconosciuto
dal governo americano. Successivamente Armstrong propose conferenze 
e viaggi in tutto il mondo, visit i paesi in via di sviluppo 
assicurando aiuti e promozioni economiche. Si dette da fare anche 
con ricerche archeologiche soprattutto in Israele e intorno al 
secondo tempio di Gerusalemme. La Chiesa sub numerosi scismi e 
numerose defezioni soprattutto perch alcuni seguaci accusarono 
Armstrong di autoritarismo. Il profeta mor nel 1986 dopo aver
affidato la guida della Chiesa a G. W. Tkach. Una delle caratteristiche 
pi rilevanti di questo gruppo  la forte influenza 
dell'anglo-israelismo, sistema teologico dell'inglese Richard 
Brothers (morto nel 1824) condiviso oggi da oltre tre milioni di 
persone appartenenti a gruppi religiosi diversi. Secondo
l'anglo-israelismo, inglesi e americani sarebberO gli eredi delle
trib perdute di Israele: la parola british deriverebbe da berit
alleanza, pi ish che in ebraico vuol dire uomo La parola
saxons deriverebbe da Isaac's son, cio figlio di Isacco Gran
Bretagna e Stati Uniti sarebbero rispettivamente derivate dalla
trib di Efraim e da quella di Manasse. Gli eredi della promessa
di Giacobbe sono i re d'Inghilterra discendenti dalla stirpe di David. 
Il trono su cui vengono incoronati, la cosiddetta pietra di Scone 
conservata nell'abbazia di Westminster, non sarebbe che la pietra 
usata da Giacobbe prima cuscino e poi come stele votiva innalzata
a Betel. Armstrong si consider quindi un profeta, primo e unico 
messaggero di verit dai tempi degli apostoli e sostenne di aver 
ricevuto da Ges Cristo l'ordine di avvertire il mondo della catastrofe 
finale. La Chiesa di Armstrong non  che l'ecclesia dell'Apocalisse 
dispersa per 1260 anni ed ora nuovamente riunita, mentre la Chiesa 
cattolica e le 500 sette nate dalla Riforma protestante sono da 
considerarsi come la grande meretrice di Babilonia. Secondo Armstrong
esistono due divinit: uno  Elohim padrone del cielo e della Terra 
e padre di Ges Cristo, l'altro  il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe
chiamato Jahv, Dio creatore che poi diventer Ges Cristo. Lo
Spirito Santo non  una persona ma una forza impersonale che
promana da Dio e arriva all'uomo attraverso la mediazione di
Ges Cristo. Gli uomini salvati diventeranno divinit essi stessi.
Ges si  fatto completamente di carne ed  diventato identico
all'uomo anche nel peccato e nella possibilit di peccare. Primo e
unico uomo a essere salvato, Ges Cristo  stato aiutato dallo
Spirito Santo a evitare il male dimostrando che la legge di Dio
pu essere osservata. Ci che salva l'uomo non  la fede ma 
l'osservanza scrupolosa della legge. L'elemento millenaristico  
assai forte nella predicazione di Armstrong. Sia detto per inciso, il
giornale La pura verit, che viene distribuito gratuitamente anche 
in Italia, non mostra chiaramente questi temi teologico-religiosi.
Si occupa piuttosto di commenti sull'attualit anche se viene 
citata espressamente la possibilit di prendere contatto con i
funzionari e gli adepti di Armstrong. Il messaggio apocalittico si
risolve in questi temi: i buoni risorgeranno e i cattivi saranno 
annientati, quindi avr inizio il regno dei mille anni al termine del
quale risorgeranno coloro che non hanno conosciuto o non hanno
accolto il Vangelo e che potranno scegliere tra la salvezza o la
morte definitiva. Risorgeranno anche i malvagi per essere annientati
definitivamente con Satana in un lago di fuoco e di zolfo.
I santi vivranno in un mondo perfetto che  governato dai patriarchi
Abramo, Mos, Elia, Davide e Ges con gli apostoli. I seguaci di
Armstrong osservano come festa non la domenica ma il sabato e 
seguono con zelo tutte le feste ebraiche.
Una delle pi recenti sette a sfondo cristiano  quella dei Bambini 
di Dio, oggi chiamata The Family.
Si tratta di un movimento religioso di matrice evangelica fondato
nel 1969 in California dal pastore David Berg. Inizialmente
noti come Bambini di Dio, i suoi adepti hanno assunto una nuova
denominazione, quella di Famiglia dell'Amore che ha la sua
sede principale in Canada, a Montreal. Si sa che alla fine degli
anni '70 i Bambini di Dio avevano sedi in pi di settanta paesi
compresi Stati dell'Estremo Oriente come Thailandia e Singapore.
Vi erano colonie che raccoglievano cinquemila fedeli e di
queste colonie ne risultavano almeno quattromila. I portavoce del
movimento stesso affermavano di aver convertito 250.000 persone
ma la cifra non  stata mai confermata. Oggi si parla di diecimila 
fedeli che non vivono pi in comunit e quindi non rinunciano 
al proprio lavoro. La Famiglia dell'Amore o Bambini di Dio  
presente in Italia e ha la sede principale a Roma. Il fondatore 
David Berg nacque nel 1919 in Califomia da una famiglia di
pastori evangelici. Durante il movimento della cultura underground 
califomiano riscosse notevole successo tra i giovani che
egli chiam gregge senza pastore. Nel 1965, il profeta Geremia 
gli preannunci l'imminente fine del mondo. Negli anni successivi
diffuse il suo verbo tra i tossicodipendenti e tra i gruppi
altemativi. Nel 1969 Berg ebbe un'altra rivelazione circa un cataclisma
che avrebbe distrutto la Califomia. Berg, raccolti centocinquanta
seguaci e assunto il nome di Mos, comp un lungo pellegrinaggio
attraverso i deserti degli Stati Uniti per poi fissare la sua residenza
in un ranch del Texas. Nel 1971 i suoi seguaci erano gi cinquecento 
e in quel periodo Berg divorzi dalla prima moglie evidenziata come 
la sposa-chiesa vecchia e si spos con una tale Maria identificata 
nella nuova chiesa. Il profeta si ritir in un luogo segreto e 
continu a dirigere il movimento attraverso i suoi scritti che da 
allora vengono chiamati Le lettere di Mo (abbreviazione del 
termine Mos). Il punto nodale della dottrina consiste nel riconoscere 
Berg come profeta di Dio e la sua parola come rivelazioni divine. 
Del cristianesimo ortodosso Berg salva ben poco: non esiste la Trinit,
sostiene che Ges  semplicemente una creatura di Dio e che ebbe
rapporti sessuali con tutte le donne del suo seguito. La sua chiesa
si colloca nel filone avventista perch insiste sul concetto della fine 
dei tempi dovuta tra l'altro alla corruzione del mondo occidentale. 
L'Anticristo si sarebbe manifestato quando il comunismo avesse 
schiacciato il capitalismo. Anche se i dati storici hanno smentito questa
possibilit, i seguaci di Berg affemmano che sta per avvenire la
battaglia di Armagheddon; poi si scatener la grande tribolazione per
coloro che saranno fedeli al Cristo e non vorranno seguire Satana. 
Nel 1993 doveva avvenire il rapimento dei santi che
dovevano essere sottratti alla rovina del mondo per poi regnare
con Ges. Il movimento si caratterizza con un intenso proselitismo 
che assume aspetti e caratteristiche molto particolari. La Famiglia 
dell'Amore ha adottato la tecnica chiamata flirty-fishing,
temmine che si pu tradurre come pesca d'amore o pesca voluttuosa.
Soprattutto le giovani seguaci di Mos David sono considerate esche 
per Ges e vengono invitate esplicitamente ad avere comportamenti 
provocanti per attirare nel movimento nuovi seguaci.  consigliato 
alle ragazze di bruciare il reggiseno e indossare camicette trasparenti
afffinch i potenziali seguaci si innamorino di loro. Berg ha tentato 
di dare un fondamento ideologico a questo messaggio: le relazioni 
sessuali sarebbero un metodo estremo per testimoniare l'amore di Dio. 
In un'epoca di grande sensualit come la nostra molti non crederebbero 
di essere veramente amati se non trovassero persone disposte a soddisfare i
loro desideri sessuali. Chi aderisce al movimento cambia il nome
che aveva nel sistema e ne assume uno biblico. Il gruppo presenta 
tre gradi di iniziazione: coloro che hanno militato per meno di
sei mesi vengono chiamati adulti-bambini, nei seguenti sei
mesi si  adulti-discepoli. Chi supera queste due fasi pu diventare 
adulto-aspirante al comando e assumere cariche direttive.
Fondamentale  la pratica del dare testimonianza che
consiste nell'avvicinare la gente per strada e distribuire i testi di
Berg-Mos in cambio di un'offerta. Chi riesce a distribuire almeno 
settecento di queste lettere viene chiamato shiner luminoso,
chi resta sotto tale quota  considerato invece shamer vergognoso. 
In questi ultimissimi tempi The Family ha iniziato un mailing
inviando lettere di propaganda in cui da un verso si esprimono
elementi-dottrinali e dall'altro ci si difende dalle accuse. Eccone
un esempio.
Crediamo che il sesso se praticato secondo le intenzioni e proponimenti di
Dio  una funzione fisiologica pura: una meraviglia necessaria e stupenda 
della creazione di Dio, tuttora naturale e incorrotta come Dio la cre e 
intese originalmente. Tuttavia come conseguenza del peccato, l'uomo spesso
vede il sesso come un male. Crediamo che mediante Cristo e il suo 
sacrificio espiatorio possiamo trovare purezza di cuore e di atteggiamento
non solo nei riguardi del corpo e delle sue funzioni naturali ma in 
molti altri aspetti della vita.
Nelle lettere inviate a potenziali seguaci si rigettano le accuse
di razzismo e di antisemitismo, le infamanti accuse sull'abuso di
minori e si rifiuta recisamente di aver mai effettuato lavaggio del
cervello o plagio mentale agli adepti. Si proclama con molta forza 
il fatto che: il mondo si trova ora nell'era che la Bibbia definisce
il "tempo della fine" e che presto sorger un nuovo ordine
mondiale malvagio e contrario a Dio guidato da un dittatore crudele,
l'incarnazione del diavolo che le scritture chiamano Anticristo. 
Denunciamo inoltre la cospirazione in corso per perpetrare questo 
orrore. Per questi motivi siamo stati perseguitati spesso
da rappresentanti ostili e legati all'Anticristo che operano nei
mezzi di comunicazione di massa.
Ultimamente nel marzo 1993 il gruppo The Family ha anche
diffuso una lettera in cui prende le distanze in maniera molto precisa 
dai tragici avvenimenti di Waco in Texas dove la polizia fece
irruzione in un ranch di una setta guidata da un profeta chiamato
anch'esso David.
Tra le sette di matrice cristiana non va dimenticata quella del
reverendo Moon detta Chiesa dell' Unificazione dalla storia assai
controversa e dalle molteplici cause giudiziarie che in Italia non
ha pi di 1.000 seguaci.
(Cfr. Introvigne M., Il reverendo Moon e il Movimento dell'Unificazione
in Le sette cristiane, pagina 122 e seguenti).
Altra vicenda  quella di Scienza cristiana fondata da Mary M.
Baker Eddy nel 1875 e considerata da molti come un sistema di
guarigione basato sul trionfo spirituale della verit.
Anche Vita universale, una setta sorta recentemente, si configura 
come terapeutica e soteriologica. La fondatrice Gabriel Wittek chiam
dapprima il suo gruppo Opera del Rimpatrio di Ges Cristo e afferm
di aver avuto rivelazioni originali da Fratello Emanuele, un Cherubino 
eccelso. Dal 1974 il movimento si  rapidamente diffuso dalla Germania
in varie regioni d'Europa (Italia compresa) e presenta una sintesi
originale di elementi orientali (come la fede nella reincarnazione),
di forme di nuovo magismo alla New Age e di temi di origine cristiana.
CAPITOLO 4. Le psico-sette
Si tratta di un vasto gruppo di movimenti che si rifanno al 
cosiddetto incremento del potenziale umano, ovvero dello sviluppo
personale.  una congerie di aggregazioni o di singoli operatori
che sviluppano idee e posizioni teoriche variamente articolate e
spesso assai differenti. La frammentariet e la eterogeneit di
questi gruppi porta a definire piuttosto che la loro struttura la loro
mentalit, che consiste in un nuovo modo di intendere e di
pensare l'essere umano, il cosmo, i rapporti interpersonali, la 
salute e la malattia. Inoltre sulle teorie dei cosiddetti gruppi di 
potenziale umano si  sovrapposta la nuova ideologia della New
Age. Tali gruppi o psico-sette si presentano sotto forme diverse:
centri di psicoterapie, associazioni culturali, gruppi orientalisti
che volgarizzano tecniche yoga e addirittura scuole per manager
che erano gi attive negli Stati Uniti fin dagli anni '60. Se si 
vogliono esaminare le varie strutture di questi gruppi salta agli 
occhi uno strano dosaggio di elementi di training autogeno, yoga,
Zen, varie forme di psicoterapia, nuovi dettami di dietologia o di
alimentazione integrata, forme di ginnastica o di concentrazione,
meditazione, medicina tradizionale e non ufficiale...
(Westley F., The Complex Form of religious Life, Chico CA Scholars, 1983).
Le psico-sette si fanno propaganda offrendo dei corsi (tutti a
pagamento) che vengono proposti o per potenziare le proprie 
capacit oppure per risolvere i propri problemi di malessere. Si
tratta come si  detto di una congerie di tecniche e di idee che 
intervengono su vari piani dell'essere
(Vedi Antonello M., Le psico-sette~, in Sette e religioni, n. 7, 
luglio-settembre 1992. pagina 368 e seguenti).
Su un pial1o fisico si propaganda una maggiore efficienza corporea 
basata su tecniche che vengono affiancate da un nuovo regime alimentare.
Sul piano emozionale si fa appello a un miglioramento nella sfera della 
socialit, un aumento della comunicazione interpersonale, maggiori 
capacit di ascolto dell'altro, empatia spesso di tipo emotivo-sessuale.
Sul piano mentale si assicura un grandioso sviluppo
della memoria e delle capacit di concentrazione, un aumento del
quoziente di intelligenza, un controllo del pensiero che, se negativo,
 ritenuto origine e causa di tutte le malattie psicosomatiche. 
Si afferma anche di insegnare a privilegiare la mente intuitiva e
creativa piuttosto della razionalit. Sul piano spirituale si
assicura uno sviluppo e un ampliamento della propria coscienza,
una autorealizzazione e consapevolezza profonda per cui l'adepto 
viene stimolato a compiere esperienze particolari quali i famosi 
viaggi astrali gi propagandati dalla teosofia, il channelling o
altre esperienze paranormali. Spiccata  quindi in questi gruppi
la dimensione magica, che si appoggia a uno sfondo esoterico
con meccanismi di trasmissione attraverso precisi corsi di iniziazione 
in cui l'adepto viene a conoscenza di verit segrete. Esiste
infatti la proibizione di parlare di ci che avviene in questi corsi
cos come era presente l'antico divieto di divulgare le segrete
cose dei misteri Eleusini. L'obiettivo reclamizzato da questi
gruppi  visto come affrancamento dell'individuo dai condizionamenti 
socio-culturali, dalle paure, dalle esperienze negative.
Sommessamente viene anche insinuata la speranza di raggiungere 
potenzialit pi particolari come la chiaroveggenza, la trasmissione 
e la lettura del pensiero, la preveggenza e lo sviluppo
di capacit miracolose. Nelle psico-sette il contributo della 
psicologia umanistica o dell'autorealizzazione  determinante. Per
psicologia umanistica si intende non tanto una particolare scuola
quanto una mentalit o un modo di sentire nei riguardi dell'essere
umano. Pur nella differenza delle posizioni teoriche e delle
ideologie, si pu ritrovare nella psicologia umanistica un tema
comune: l'accento posto sulla positivit della natura umana e 
l'importanza data a grandi mte che sono riservate a chi sviluppa il
proprio potenziale. All'interno di questo tema comune si possono
comunque distinguere due versioni: la prima riguarda l'attualizzazione 
cio la tendenza a esprimere sempre meglio le capacit e
le potenzialit che l'individuo gi possiede e che la frustrante 
societ occidentale ha messo fra parentesi. L'altra versione  quella
della perfezione in cui l'accento  posto sulla tendenza a lottare e
a combattere per realizzare ci che pu rendere la vita armonica,
eccellente, completa.  chiaro che le due tendenze spesso si 
incrociano e si fondono. Resta il fatto che la psicologia umanistica
identifica nel proprio S il fulcro di ogni devozione e di ogni 
culto. Le esperienze personali e l'interiorit sono il valore sommo e
l'oggetto di tutte le proprie attenzioni. I metodi delle tecniche pi
reclamizzati fanno ricorso a varie forme in cui campeggia lo 
psico-dramma, il training autogeno, il rilassamento, oltre a tecniche
yoga di meditazione e di concentrazione completamente
avulse per dalle tematiche filosofiche e teologiche che in 
ambito religioso le sostanziavano. Il principio fondamentale pi o
meno identificabile in tutte le psico-sette  quello che propone di
intervenire sull'anima, (o sullo spirito o sulla mente) per guarire 
il corpo. Molti movimenti nati come forme religiose si
stanno oggi orientando verso la terapia o la cura dell'anima.
Le modalit di queste terapie sono altrettanto stupefacenti. 
Basta scorrere il programma del gruppo degli Arancioni legati a
Osho Rajneesh. Vengono proposti gruppi di bioenergetica in
cui respiro ed espressione corporea ci forniscono mezzi efficaci 
per liberare il corpo e sciogliere le tensioni in un vivido
flusso di energia che rid al corpo la sua naturale grazia e bellezza.
Oppure gruppi di Gestalt (espressione e consapevolezza) nei quali 
si pu capire il mondo in una disciplina di auto-sviluppo che 
ci insegna ad assumere la responsabilit della nostra esistenza.
Attraverso l'esperienza emozionale-corporea di questo contatto 
col prossimo possiamo rivivere i nostri comportamenti
spesso ripetitivi e inadeguati per ritrovare fantasia e stimoli per
soluzioni creative e soddisfacenti. Ma non basta. Esistono corsi
di riflessologia plantare nei quali si stimolano le aree di riflesso
nella pianta dei piedi, connesse ciascuno con un organo, una
ghiandola, e una certa parte del corpo; si tratta di identificare le
possibilit terapeutiche e le tecniche per stimolare tutte le aree
del corpo. Cos si possono impostare diagnosi ed eseguire trattamenti 
specifici. C' poi il gruppo di lavoro sull'ipnosi (che attraverso 
il rilassamento fa esplorare spazi interiori nuovi), corsi di
massaggio cranio-sacrale, gruppi di sciamanesimo, esperienze di
rinascita (cio della vita prenatale e del parto). Pur nella diversit
ed estrema variet delle tecniche e delle impostazioni, le psico-sette 
o quelle forme che a esse si richiamano usano per il proselitismo 
due forze fondamentali: la prima consiste nel far prendere
coscienza al neofita che gli manca qualcosa: per esempio la 
padronanza di doti o di qualit esistenti ma nascoste che devono 
essere valorizzate, oppure l'equilibrio, oppure l'armonia, oppure
un buon rapporto con gli altri. La seconda leva consiste nel 
sottolineare le limitazioni e i condizionamenti che la societ ha 
pesantemente imposto al soggetto il quale ora risulta incapace di essere
se stesso. Quando l'ignaro adepto entra in uno di questi gruppi
(vuoi che sia una tecnica sufi volta a prendere contatto con la 
divinit che  in noi, vuoi che sia un corso di controllo della mente
o di autorealizzazione) viene sconvolto da una tempesta emozionale
provocata dall'uso di tecniche molto particolari che allentano le
difese del soggetto mediante esercizi di vario genere e che
vanno dalla danza che dura ore e ore fino alla respirazione 
programmata, tecniche di rilassamento profondo o di posizioni yoga.
Particolare e interessante  l'esperienza est inventata da Werner
Erhard che propone benefici strabilianti e procede con forti
manipolazioni emotive.
(Vedi Garvei K., La mia esperienza est, in Sette e religioni, 
n. 8, ottobre-dicembre 1992, pagine. 490-514).
Nella prassi attiva di tali corsi, incontri e iniziazioni (che ho
conosciuto di prima mano attraverso la tecnica della osservazione 
partecipante) si crea inevitabilmente un rapporto di 
dominanza-sottomissione tra i vari aspiranti al corso e gli istruttori. 
La legittimazione dei direttori o istruttori di questi vari gruppi  
determinata da una mitica professionalit che si appoggia a un senso 
molto particolare di scientificit. Prendiamo come esempio il
personaggio Maha Yoga Sudha che dirige un processo intensivo
chiamato Primal. Tale processo ci aiuta a riconoscere i nostri
condizionamenti profondi e a non identificarci pi con essi. Per
sopravvivere in un mondo che non d spazio n all'amore n 
all'autenticit fin da bambini impariamo a sviluppare negativit e 
diffidenza. Le tecniche proposte e gli stratagemmi per risvegliare
il rispetto di noi stessi e del nostro lavoro, per ritrovare quella 
fiducia che abbiamo perso a causa dei condizionamenti infantili
sono tutti esposti nel corso. Il corso si svolger in silenzio e in
isolamento. L'organizzatrice  cos legittimata: Maha Yoga Sudha
ha svolto un ruolo preminente nel movimento del potenziale
umano per oltre 18 anni; si  formata in bioenergetica e sul lavoro 
sul corpo neo-reichiano ha lavorato sul S.  specialista in respiro, 
lavoro sul corpo, tecniche di regressione, arte della meditazione.
Vedremo ora in maniera pi dettagliata alcune di queste psico-sette.
Prendiamo ad esempio il Silva Mind Control. Si tratta di gruppi 
che attuano tecniche inventate da Jos Silva, nato nel Texas nel
1914, elettrotecnico autodidatta che nella sua giovinezza aveva esteso
i suoi interessi alla psicologia e all'ipnosi. Aveva letto Freud, Jung e
Adler in testi divulgativi, ma ci che lo colp definitivamente fu una
corrente psicologica che tentava di studiare il funzionamento del
cervello a partire da omologie con l'elettromagnetismo mettendo in
connessione i vari stati della mente con la frequenza di onde cerebrali
misurabili in laboratorio. Silva in questo ambito identific la
possibilit di accedere attraverso l'ipnosi e l'autoipnosi a stati
mentali caratterizzati da frequenze cerebrali diverse da quelle ordinarie
di veglia chiamate onde Beta, senza per perdere la lucidit e 
l'efficienza del pensiero. Accedere a queste frequenze profonde,
chiamate onde Alfa, permette di migliorare le potenzialit del
cervello e di espandere in tale stato quelle facolt mentali sopite
che a loro volta permettono di raggiungere fenomeni di tipo
extrasensoriale. Il successo scolastico strabiliante dei figli di Silva
avrebbe dato pubblicit al metodo, che dal 1966 si diffuse rapidamente
in tutti gli Stati Uniti. Coloro che frequentavano i corsi di
Silva Mind Control venivano ben presto a conoscenza della possibilit 
di attivare capacit paranormali come la lettura del pensiero altrui
e attivit taumaturgiche capaci di curare disturbi anche organici in 
virt del controllo mentale. Proseguendo nel corso si poteva anche
apprendere a entrare in contatto con spiriti consiglieri o spiriti-guida
che aiutano l'apprendista a prendere coscienza dei poteri latenti 
della propria mente. Queste entit non escono dal piano mentale ed
elettromagnetico e scaturiscono spesso dalla stessa psiche del soggetto.
Punto focale di tutta la prassi  l'affermazione dei poteri 
indefinitamente espansibili della mente umana. Il metodo Silva Mind 
Control arriv in Italia nel 1976 ed entr a far parte del bagaglio 
ormai consolidato di tutte le forme di medicina alternativa o di gruppi 
che sviluppano le capacit extrasensoriali ovvero del potenziale umano.
In Italia tal Carolina Zalce, messicana, ha aperto un centro denominato 
Evo Cris in cui mette in atto tecniche e modalit psicologiche assai
vicine a quelle del Silva.
(Cfr. Gatto Trocchi C., Viaggio nella magia, Roma-Bari, Laterza, 1993,
pagian107 e seguenti).
1. Un gruppo tipico tra le psico-sette
Uno dei gruppi pi caratteristici dei movimenti del potenziale
umano  noto negli ambienti degli addetti ai lavori con una sigla:
LDP. Si tratta delle iniziali delle parole inglesi Life Discovery
Principles che identifica una associazione nata ufficialmente a
Vicenza alla fine del 1981. Il capo  tal Basil De Luca sulla cui 
figura circola il pi rigoroso riserbo. Secondo lo statuto 
dell'associazione lo scopo e la finalit del gruppo sono quelli di 
rilanciare i valori fondamentali della persona, svolgere opera di 
informazione sulle tecniche e metodi di sviluppo della personalit a ogni
livello, stabilire princpi informativi e formativi delle persone di
successo, sia dal punto di vista del proprio sviluppo armonico
che in rapporto alla dinamica del comportamento dell'individuo
stesso. Il tutto  in prospettiva di una nuova situazione socio-culturale
che dovrebbe dare dei frutti insperati nel campo del rapporto con 
la famiglia, con l'ambiente di lavoro e con le problematiche dei
vari ambienti di pertinenza. Le finalit dell'associazione (in sostanza
molto nebulose) dovrebbero essere la possibilit di svolgere una serie 
di attivit che specialmente attraverso un'impostazione positiva 
della vita conduca all'autorealizzazione intesa come attuazione concreta 
delle proprie potenzialit.
Cos almeno  scritto nello statuto dell'associazione. LDP  presente
in tutta Italia oltre che ovviamente negli Stati Uniti, nel Canada, 
in Argentina e in moltissime nazioni europee.
(Cfr. Antonello M.,Le psico-sette, in Sette e religioni, cit. pagina 370).
LDP propone corsi di vario genere gestiti da due differenti societ 
economiche, una con sede in Germania l'altra con sede a Vicenza. Tali
proposte sono assai variate: vi sono corsi di psicosessuologia definiti
come offerte di un'informazione sulla sessualit dove la sessualit
non vuol dire solo sesso ma anche star bene col proprio
corpo, essere capaci di instaurare una comunicazione gioiosa e
positiva con gli altri. Si presentano corsi di memory nei quali si
sviluppa l'efficienza mentale e le tecniche mnemoniche e si insegna
a ricordare dati, informazioni, nomi, numeri, e come migliorare la
propria capacit di concentrazione. Non poteva certo mancare il
training mentale: un corso che mette ogni allievo in condizione di 
sfruttare maggiormente il potenziale psicofisico di cui tutti
sono dotati fin dalla nascita ma che l'educazione tradizionale 
ha ovviamente messo in parentesi. Pi recentemente
sono comparsi due interessantissimi corsi: uno  camminare
sulle braci ardenti definito come un'esperienza del potere sulla
risoluta intenzione e poi il cosiddetto pole course ovvero corso
del palo. Si tratta di salire su un palo alto 15 metri e buttarsi gi
tentando di afferrare una sbarra trasversale situata a mezz'aria.
Questa attivit ginnico-esperienziale  definita come un'esperienza 
entusiasmante che ha lo scopo di aiutare una persona ad
andare oltre i limiti che si  imposta. Ma il corso pi interessan-
te per le tecniche che vengono adottate, per i contenuti che ven-
gono propagandati  il cosiddetto DBN ovvero Dinamic Business
Management. La parola business, affare, deve essere inteso
come l'affare pi importante per ognuno di noi cio la propria
vita. Si tratta di un corso in cui si impara a condurre la propria
esistenza in modo dinamico diventando dei leader di se stessi. Il
tutto si svolge in quattro giorni in un albergo di Ginevra dove
vengono adottati stili e tecniche a dir poco sorprendenti. 
I partecipanti vengono invitati a confessare episodi problematici della
loro vita come per esempio aver avuto rapporti omosessuali, aver
avuto relazioni extraconiugali, aver fatto l'amore di gruppo, aver
maltrattato familiari o figli, aver sperperato i denari, o, per le
donne, aver abortito. Una volta che l'istruttore o l'istruttrice avr
ottenuto queste informazioni le user durante la tecnica fondamentale
del corso che  quella dello psicodramma. Si fa rappresentare su 
un fittizio palcoscenico l'evento che ha pi condizionato il
soggetto o che in qualche modo fa soffrire il soggetto stesso. Lo 
psicodramma (elaborato dallo psicanalista viennese J. L. Moreno)
nell'ambito del DBM diventa molto forte e molto violento. Abbiamo 
assistito a un tale evento. Una donna, che aveva confessato di
avere abortito, venne spogliata e messa al centro della sala con
una bambolina in mano, mentre una musica diffusa riproponeva
il ritmo martellante del cuore che batte, e una delle istruttrici 
leggeva un brano letterario che parlava di bambini non nati o che 
faceva appello alla maternit. Nel testo letterario si descriveva 
l'aspetto del bambino facendo leva sull'emotivit. La donna cominci 
a urlare, cadde a terra, dibattendosi e chiedendo piet. In un
altro caso un uomo disse di aver avuto relazioni con donne diverse 
e di aver fatto l'amore di gruppo nonch di aver usato sostanze
stupefacenti leggere. Venne messo in una gabbia e trattato come
se fosse una scimmia. Quando costui reag venne preso a schiaffi
dall'istruttore. Un ragazzo raccont di avere avuto rapporti omosessuali.
Posto al centro di un circolo completamente nudo venne
coperto con una pelle e con una maschera di maia1e e sottoposto
alla violenza di essere penetrato da un fallo artificiale. 
I partecipanti pare non possano sottrarsi alle regole rigidissime del 
gruppo. In caso di trasgressione vengono sottoposti a punizioni 
collettive nel senso che tutti i componenti devono vibrare un colpo
sul malcapitato trasgressore e con una certa violenza. Si verificano 
svenimenti causati dalla deprivazione sensoriale e dalla mancanza di
sonno. Le persone in questo caso sono soccorse da un giovane medico
che segue i partecipanti durante tutto il corso. Il tutto si svolge
con le serrande abbassate, i pasti vengono serviti in maniera 
sfalsata e le ore di sonno sono limitatissime. Il corso termina con
una festa durante la quale tutte le forme aggressive vengono in
qualche modo disconfermate e una generale affettivit viene esibita e 
condivisa in maniera direi non troppo sincera. Il gruppo ovviamente
utilizza un linguaggio specifico che permette ai membri di sentirsi
parte di una comunitas in qualche modo differente perch migliore
rispetto al resto dei comuni mortali. Ogni incontro  caratterizzato
da esuberanti manifestazioni affettive come abbracci, baci e strette 
di mano e l'impressione che se ne ricava  quella di una esasperata 
esibizione che fa sfoggio di forme puramente esteriori.
2. Il caso di Scientologia
La Scientologia  uno dei movimenti pi controversi e di difficile
classificazione anche se adotta stili da psico-setta. Nonostante le 
polemiche, la sua attivit di propaganda resta intensa in diversi paesi. 
I suoi insegnamenti rimangono decisamente segreti e mescolano insieme 
gnosticismo e fantascienza.
La Scientologia ha spesso avviato azioni giudiziarie contro coloro
che ha percepito come avversari o peggio stranieri interni,
il che ha senza dubbio contribuito a rendere prudenti alcuni po-
tenziali ricercatori...
(Cfr. Mayer J. F., Tra gnosi, magia e fantascienza: la Scientologia, 
in I nuovi movimenti religiosi, citato, pagina 292.)
Il fondatore di questa chiesa fu Ron Hubbard (1911-1986),
scrittore di fantascienza. Agli inizi degli anni Cinquanta, 
Hubbard present la Dianetica, sistema complesso che in certi punti
ricorda la psicanalisi. Secondo la teoria dianetica gli engrammi
(cio i ricordi inconsci di esperienze passate doiorose o angosciose)
ci impediscono di godere del nostro pieno potenziale. Attraverso
una pratica originale, queste esperienze passate sono riportate 
alla memoria e in qualche modo cancellate. Con le sue
tecniche Hubbard entr subito in polemica con la psichiatria e la
psicanalisi ufficiali, dando origine a controversie non ancora 
quietate. Il maestro con un colpo di genio fond una religione, La
chiesa di Scientologia, per usufruire della libert di culto che  fiore
all'occhiello della democrazia USA. Hubbard elabor cos una
vera e propria cosmologia e una antropologia alternative. 
(Cfr. New Age Encyclopedie, (a cura di G. Melton), edizioni Gale Res. 
Inc., 1990, pagina. 103 e seguenti).
L'uomo  uno spirito che ha un corpo: alla morte fisica l'uomo abbandona
questo corpo, ma quello che si perpetua attraverso incarnazioni 
successive  il thetan (lo spirito, che viene a unirsi al corpo
qualche minuto dopo il parto).
Per la Scientologia l'uomo  dirty, cio sporco, in quanto infettato
dagli engrammi negativi. Tutto il processo di costruzione
e di evoluzione consiste nel diventare clear attraverso le tecniche
della dianetica. Il clear  una persona che ha raggiunto uno stato
cos evoluto da godere di poteri telepatici, conservare il ricordo
di tutte le percezioni passate e acquistare una memoria straordinaria,
per cui pu liberarsi dai mali del corpo, dai dolori e da ogni
tipo di reumatismi. In effetti non si tratta soltanto per il clear di
essere capace di perseguire i suoi fini nell'esistenza, ma anche di
acquisire una formazione scientologica con la quale egli pu raggiungere 
in seguito tutta una scala di stati ulteriori, cio quelli di
thetan operante, come dice la sigla OT. Dopo essersi sbarazzati
del mentale reattivo che impedisce di godere del loro pieno potenziale,
gli Scientologi passeranno successivamente ai diversi livelli di OT che
permetteranno loro di sviluppare ancora di pi le loro capacit, 
soprattutto quella di esteriorizzazione.  importante precisare che 
tutto questo processo costa una piccola fortuna
(Introvigne M.. La Scientologia, in I nuovi culti. citato, pagina 152).
Nell'itinerario scientologico di gratuito c' solo il test di 
personalit iniziale che serve per adescare il futuro membro. In base a
duecento risposte a domande molto diverse, i reclutatori della
Scientologia suggeriranno alla persona avvicinata di seguire un
corso per potenziare la comunicazione, a un prezzo ragionevole e
con effetti sicuramente positivi. Solo alla fine di questo corso, il
discepolo sar oggetto di richieste insistenti perch si impegni di
pi. I nuovi corsi avranno un prezzo sempre pi elevato. Le successive 
operazioni riguardano il cosiddetto auditing, nel corso del quale 
avvengono i ritorni nel passato, nelle vite anteriori, per
cancellare gli engrammi. Se qualcuno decide di impegnarsi ancora 
di pi, entrer nella Sea Organization. Si tratta di una organizzazione
di fraternit in seno alla struttura della chiesa di Scientologia. 
I suoi membri sono persone estremamente devote che hanno fatto voto 
di servire in eterno la chiesa stessa. La Sea Organization vive in
comunit come gli ordini religiosi tradizionali. Si chiama cos, 
Sea, mare, perch tra il 1966 e il 1975 parecchi battelli servivano 
come luoghi di ritiro religioso. L'equipaggio era composto da membri
dell'organizzazione, che aveva adottato anche l'uniforme della Marina.
I membri di tale organizzazione servono in eterno Scientology, in 
quanto firmano un impegno per il prossimo... miliardo di anni.
Le conoscenze segrete della Scientologia si apprendono a tappe 
successive, e quindi molto lentamente. Possiamo rivelare alcuni 
elementi, ma non tutto l'insieme delle credenze e delle mitologie. 
Intanto la Scientologia considera soppressive le persone che le
si oppongono; si tratta di persone che commettono azioni volontarie
volte a fermare o a distruggere la Scientologia o uno dei suoi membri.
Scrivere una lettera contro la Scientologia alla stampa, per esempio,
 gi un atto soppressivo. Gli adepti della Scientologia devono
deconnettersi dalle persone soppressive, anche se si tratta di
parenti o di amici molto vicini. L'invenzione di un linguaggio pi 
o meno mitologico  parte integrante della visione del mondo tipica 
della Scientologia. E cos  altrettanto tipico un mito di origine 
cos riassunto da Cragnon:
All'origine i Thetan esistevano da soli, onnipotenti, onniscienti, 
indistruttibili e immortali. Ma non avendo nulla da fare, soffrivano 
della loro stessa immortalit. Per uscire dalla noia decisero di 
giocare un gioco, creando vari universi. I Thetan caddero vittima del
loro stesso tranello: si fecero assorbire dagli universi che avevano 
creato, universi fatti di materia, di energia, di spazio e di tempo,
fino a dimenticare che essi stessi ne erano i creatori. Cos essi persero 
la loro potenza e la loro onniscienza. Nel mondo in cui viviamo, giacch 
i Thetan hanno dimenticato la loro autentica identit spirituale, essi 
credono di essere soltanto dei corpi.
(Cfr. Cragnon R., La Scientologie, une nouvelle religion de la
puissance, citato in Mayer J. F. pagina 303).
Alcune testimonianze di dissidenti che hanno percorso l'intero
processo di iniziazione hanno permesso di ricostruire altri segreti. 
Per esempio, il passaggio al livello di OT terzo  descritto come
la traversata del muro di fuoco. Gli insegnamenti segreti spiegano
che le disgrazie degli esseri umani risalgono ai misfatti di
un tiranno chiamato Xenu, capo della confederazione intergalattica, 
vissuto circa 75 milioni di anni fa. Egli provoc una catastrofe
terrificante, che ancora oggi ha un impatto terribile sulle
nostre vite e sulla nostra civilt. Ma coloro che arrivano al livello
di OT terzo apprendono che numerosi Thetan del corpo (non meglio 
identificati) sono come incrostati su ciascuno di noi in quanto Thetan;
quindi si tratta di una sorta di invasamento o di possessione.
L'evoluzione consiste nell'apprendimento delle tecniche
segrete che permettono di separarsi da queste centinaia di Thetan. 
Chi vuole avanzare nel processo spirituale deve liberarsi dalle 
incrostazioni. Siamo quindi infestati da spiriti parassiti. Una
fuoriuscita dalla setta, Giulia Darcondo, ha narrato che le tecniche
segrete sono in sostanza una serie di esorcismi laici. Le esperienze 
sono sconvolgenti in quanto si assiste a una sorta di lotta
contro queste entit estranee durante la quale si odono voci 
interiori che si suppone provenire da questi Thetan. Il tutto  
comunque avvolto nel pi fitto mistero, anche perch i membri 
ancora operanti nella Scientologia contestano le affermazioni dei 
fuoriusciti e sono sempre pronti a scatenare offensive giuridiche, 
coadiuvati dai migliori avvocati che si possono trovare sulla piazza.
(Cfr. Mayer J. F., opera citata, pagina 293)
CAPITOLO 5. La nebulosa magico-esoterica e l'occultismo
Nel mondo minoritario delle sette si mescolano realt diverse
che vanno dalle societ occultiste di tradizione ottocentesca
come la Teosofia (che conta decine di migliaia di adepti in Italia
e un paio di milioni nel mondo) fino a gruppetti di dimensioni 
ridottissime come quello della scuola esoterica Claudio D., 
composto dal signor D., sua moglie, la suocera e tre figli. Vale la
pena di ricordare come sono entrata in contatto con questo gruppo 
che si faceva pubblicit con dei depliant poggiati sui banconi
delle librerie esoteriche. La scuola esoterica-sciamanica del 
signor Claudio aveva sede presso la sua casa. Alla mia richiesta di
iniziazione il signor Claudio mi ha insegnato ad evocare gli spiriti.
Durante il rituale sua moglie, nella cucina antistante il cenacolo
friggeva la cipolla. L'effluvio dell'allium cepa si mescolava agli
incensi di kush con effetti prodigiosi. Forse  stata proprio
la puzza di cipolla a richiamare gli spiriti: nel Rinascimento 
Giovanni Della Porta lo sospettava. Si sentivano infatti dei colpi che
sembravano provenire da un armadio del corridoio ma che furono 
immediatamente etichettati come le risposte degli spiriti evocati. 
Dopo questa esperienza, spinta da una travolgente curiosit
antropologica, programmai una vasta ricerca prendendo contatto
oltre che con le congreghe tradizionali dei Rosacroce, dei teosofi,
degli Steineriani, degli archeosofisti, degli ufologi anche con una
miriade di piccoli gruppi esoterici che mi accolsero nel loro
grembo attraverso pi di cinquanta iniziazioni. Sono entrata nella 
setta di tal Oscar di Firenze, ferroviere ed ex pope ortodosso,
che mi ha consacrata all'Amore Cosmico e alla Mente Universale 
mentre ero tutta velata di bianco con due candele rosse in
mano. Ho seguito i corsi degli Ergoniani che con un aggeggio
atto a captare i raggi cosmici ingrandiscono i rettili vicino a Sutri,
nel Lazio: una lucertola di 10 centimetri diventa secondo loro una specie
di caimano. I neopagani mi hanno invitata sul lago di Albano per
il solstizio d'inverno: abbiamo offerto libagioni a Giano, Vesta,
Diana nemorense, agli di inferi (quelli giusti per la magia nera)
con il rosso di Pitigliano. Questi gruppetti sono pi di 600 e sono
destinati certamente ad aumentare. Un demone scissionista agita
infatti il mondo delle sette occultiste che nascono, si espandono e
poi scompaiono oppure si dividono intorno a figure poco raccomandabili
di capi carismatici. Che cosa promettono costoro agli adepti? Intanto
lo svelamento di verit segrete che sono in esclusivo loro possesso 
e che si possono riassumere in questi termini:
l'uomo ha un potenziale enorme di energia psichica che pu usare a 
scopi magici, cio atti a cambiare il corso degli eventi. Sotto
la guida del profeta l'adepto pu diventare simile a Dio e possedere 
la Terra. Tutto questo costa molto: l'esoterismo muove in
Italia un vertiginoso giro di miliardi. In questo mondo dagli incerti 
confini le tipologie sfumano le une nelle altre: gruppi satanici si 
configurano come vie di salvezza, sette neo-orientali praticano la
magia, confraternite religiose come i Templari praticano
l'esoterismo e l'occultismo. Su questi gruppi poi si sovrappone
una serie di tematiche legate alla New Age che rende il tutto 
apparentemente pi nuovo e propone un linguaggio al passo con i
tempi. Inseguire questa realt non  stato facile: personalmente
ho praticato mantra in varie lingue orientali, ho ascoltato 
interminabili conferenze su cosmologie improbabili, ho percepito onde
e vibrazioni di persone esistenti in altri pianeti, ho danzato ai 
ritmi pi diversi, da quelli dei dervisci a quelli degli indiani del
Nord America, ho meditato per ore e ore ma non sono riuscita a
sviluppare in me quelle potenzialit magiche che il capo carismatico 
prometteva a tutti. Malgrado le differenze sia numeriche
che di impostazione teorica e soprattutto di linguaggio, tutti 
questi gruppi propongono una antropologia alternativa, un'immagine 
dell'uomo del tutto originale. L'uomo  visto come un essere
privilegiato che ha un potenziale enorme di energia psichica che
pu usare a scopi magici, cio atti a cambiare il corso naturale
degli eventi. I testi in circolazione per gli adepti insistono tutti su
tale punto. Basta considerare i titoli: ll potere della mente (del
gruppo Carolina), Bio-psico-energetica. I corpi sottili dell'uomo
eccetera.
L'altro elemento che si affianca a questo  la creazione di una
cosmogonia alternativa: dai teosofi ai Martinisti, dagli gnostici
alla scuola scientifica Basilio tutti i gruppi hanno un'idea 
universalmente diffusa che  quella dell'emanazione: un'energia 
primitiva (spesso di natura divina) ha originato la materia per 
emanazione. Essendo l'anima umana parte dell'energia del cosmo,
dopo la morte o meglio la disincarnazione, l'anima  99 volte su
100 costretta a reincarnarsi. Tutto questo fa da supporto a una
aperta polemica antiscientifica in nome dell'uomo, del suo destino 
e della difesa dell'ambiente. In realt i fatti maggiormente
esecrati dalla maggior parte dei gruppi sono: la scienza e la 
tecnologia moderna, Tommaso d'Aquino e/o Aristotele, la carne 
bovina e quella suina, le comunicazioni di massa (soprattutto la TV
espressamente vietata ai Rosacroce e ai Cenacolisti di Prometeo), il
sesso praticato con i non adepti (mentre tra gli adepti sono ammesse
varie specie di perversioni). La vis polemica pi spinta  nei riguardi
della Chiesa cattolica che  criticata su due versanti: sia perch  
gerarchizzata ed  stata colpevole dei roghi dell'Inquisizione, sia perch
 al corrente delle verit segrete ma si guarda bene dal divulgarle.
Infatti il suo messaggio  di tipo exoterico, aperto, comprensibile
mentre l'aspetto esoterico, misterioso, realmente salvifico e 
tenuto nascosto. Solo i capi carismatici delle singole sette (come,
poniamo, il signor Claudio D.) hanno capito il vero messaggio
biblico e lo rivelano agli adepti attraverso segrete iniziazioni.
I capi e gli adepti hanno una cultura di base medio-bassa, non
hanno rispetto per la filologia dei testi religiosi n per la storia
della filosofia e per la storia politico-sociale tout-court. Le dottrine 
esoteriche presentano cos aspetti sincretici a dir poco arditi,
sintesi di dottrine arcaiche a cui si mescolano innovazioni recentissime.
Le dottrine e gli auctores pi saccheggiati e mai citati
sono sicuramente quelli della teosofia: le opere di Madame Blavatski e 
di Annie Besant fanno da sfondo a quasi tutte le teorie
dei gruppi magico-mistico-esoterici. Ma non mancano riferimenti 
a Platone e ai neoplatonici, allo gnosticismo (che, gi complesso 
da parte sua, fornisce ulteriori elementi di confusione), alla
Kabbal ebraica (mistica di cui ben pochi esoterici conoscono
i testi), l'alchimia, l'astrologia, la mitologia di tutto il mondo. E
ovviamente le religioni orientali.
Un altro elemento in comune ai gruppi esoterici  un rituale di
iniziazione per i nuovi adepti, rituale che pu essere appena 
accennato come la recitazione di una formula, o elaborato e complesso 
come quello dell'Ordo Templi Orientis o quello segretissimo
del gruppo Carolina.
1. La societ teosofica
La teosofia di Madame Blavatski ha, come si  visto, profondamente 
influenzato l'occultismo e l'esoterismo contemporaneo.
La teosofia (che letteralmente significa conoscenza di Dio)  un
singolare sincretismo di psicologismo, spiritismo e religioni indiane.
La fondatrice, Elena Blavatski, era certamente dotata di una forte 
personalit e di un potente carisma. Unitamente a H. S. Olcott
fond nel 1875 a New York la Societ teosofica. La Bibbia dei
teosofi  il misterioso Libro Dzyan di cui si ignorano le fonti. La
cosmogonia teosofica conosce un lungo processo di sviluppo
del mondo attraverso diversi gradi intermedi tra la materia e lo
spirito visti come situazioni-limite bipolari le quali per, 
vedute assialmente, sono una cosa sola. I vari gradi di evoluzione 
sono subordinati ai pianeti e chiamati con i loro nomi. L'uomo,
composto di corpo, anima e spirito, cresce attraverso stadi
particolari che sono materia, corpo, corpo etereo, corpo astrale,
ragione e anima fino allo spirito. Forze conoscitive accresciute 
nella meditazione portano con il tempo alla contemplazione 
immediata di tutte le cose. Con espressioni assai 
complesse e spesso astruse viene spiegato il mistero del male che
venne all'uomo nell'Et del Sole per colpa di uno spirito solare 
bruciato: Cristo come spirito solare buono  il vincitore 
vittorioso di ogni male. La teosofia insegna la indifferenza di
fronte alle varie religioni che sarebbero fondamentalmente
tutte uguali. L'anima umana non ha n principio n fine: essa 
avviluppata in un processo continuo di ritorni. In successive
reincarnazioni l'anima giunge alla unificazione con la sostanza 
assoluta del mondo. Come punto di partenza per lo stadio
successivo, l'anima  posta sulla bilancia del bene e del male e
ci si ripete alla fine di ogni singola esistenza chiamata karma.
 chiaro nella teosofia il grande apporto delle filosofie orientali 
e di elementi occultistici desunti da varie differenti tradizioni.
Un elemento-chiave di queste teorie  quello dei Maestri
Invisibili o Maestri Ascesi che pur avendo completato il ciclo
delle reincarnazioni (cos come i bodhisattva della tradizione
buddhista del Veicolo Piccolo) decidono di rimanere sulla Terra
per aiutare e guidare gli uomini alla loro realizzazione. Madame 
Blavatski aveva degli spiriti-guida che le rivelavano sia le
modalit di comportamento all'interno della setta sia le verit pi
segrete. Alla morte della Blavatski la Societ teosofica fu seguita
da Annie Besant che prosegu le attivit della fondatrice utilizzando
in maniera pi precisa elementi del cristianesimo, vissuti e
interpretati in termini esoterici. La teosofia ha influenzato in 
maniera determinante la New Age al punto che si parla oggi, soprattutto 
negli Stati Uniti, di una Nuova teosofia.
2. La New Age
(In inglese la parola age  neutra. In francese l'age  maschile e porta
l'articolo maschile. In italiano et  femminile. Nell'articolare
l'espressione inglese New Age preferisco usare il femminile a differenza 
del traduttore dell'opera di Jean Vernet, Le Nouvelle Age, che adotta
il maschile Il New Age.
La New Age  un vasto ed eterogeneo movimento di ricerca
spirituale che ritiene (impropriamente secondo alcuni studiosi
di astrologia) iniziata una nuova era zodiacale legata all'Acquario.
La Nuova Era vuole contrapporsi alla precedente (quella dei
Pesci dominata da razionalit, conformismo, paura, dolore, fanatismo,
violenza) e si impegna a valorizzare l'emotivit, l'espressivit 
del corpo, l'energia della mente-spirito, la visione magica
del mondo. Se anche astrologicamente non siamo nell'et dell'Acquario, 
la New Age trova sempre nuovi adepti e gode di una vasta 
diffusione. Questa nuova sensibilit  nata sulla scia della
controcultura americana: gi nel 1960 l'opera rock, Hair, cantava 
la prossima venuta dell'Acquario. E una nota sorprendente  che
nella New Age Encyclopedia tra gli elementi che precorrono il
pensiero New Age  citato a chiare lettere: il razionalismo di
Ren Descartes (1596-1650).
(New Age Encyclopedia, a cura di J. G. Melton, edizione Gale Res. 
Inc., 1990, pagina 128).
Penso che il vecchio Cartesio debba sentirsi veramente lusingato di 
essere un precursore del pensiero pi anti-metodico che il secolo
20esimo ha potuto produrre.
Pur nella sua eterogeneit e vastit, la New Age si presenta
come un modo nuovo di pensare che guarda verso le tradizioni
millenarie di tutte le mitologie e verso la saggezza orientale3.
(Il vangelo della New Age  il testo di Marylin Ferguson, The 
Acquariam Conspiracy, Los Angeles, 1980, che identifica nella Nuova
Era il tempo della vera liberazione dello spirito. Cfr. anche
Vernette J., Il New Age, (traduzione italiana), Milano, Edizioni 
Paoline, 1992.)
I fedeli della New Age detti anche Acquariani vogliono fondersi
con la natura e il cosmo fino a scoprire in loro stessi la scintilla
della grande energia universale che  Dio. Essi rigettano le
chiese istituzionali che vogliono imporre un rapporto definito col
divino attraverso magari una gerarchia sacerdotale: gli Acquariani 
vogliono stabilire un contatto immediato e diretto con la divinit
che  sentita presente nell'universo. Il credo implicito della
New Age ha molte somiglianze con l'esoterismo e con l'occultismo.
Potremmo dire che nel grande fiume della New Age confluiscono 
ruscelli disparati provenienti da tradizioni spirituali assai diverse.
Esiste una componente legata al folklore magico che rivaluta 
la presenza delle fate e degli gnomi, chiamati a volte con
il termine induista di devas. Esiste un largo filone che si rif a un
Cristo cosmico che anima tutto l'universo come una energia sottile. 
La componente extraterrestre  anch'essa molto forte: si
suppone la presenza di Maestri Invisibili che vengono da altri
mondi per guidare l'umanit verso la rigenerazione finale. 
L'influenza del pensiero orientale (vuoi buddhista vuoi induista o
yoga)  altres costante: concetti come quello di karma e di chakra 
(punti energetici del corpo) sono ormai passati nel linguaggio
corrente della New Age. Ma anche le religioni dei primitivi come
lo sciamanesimo e l'animismo hanno convogliato le loro acque
nel fiume della New Age. Non va dimenticato il channeling, ammodernamento
del tradizionale spiritismo, che presuppone l'apertura di canali
privilegiati dai quali spiriti e Maestri Superiori possono, con i 
loro messaggi, guidare l'umanit attraverso medium ben pagati dai 
clienti. Pi frequentemente i messaggi provengono da sotto-personalit
spirituali di un'unica Mente Universale, di cui anche noi, comuni 
mortali, siamo parte integrante.
Il mondo degli affari statunitensi ha accettato alcuni paradigmi
del nuovo modo di pensare: si organizzano seminari di sciamanesimo
e di yoga, corsi di occultismo e di pratiche tantriche per attivare 
le energie e migliorare l'efficienza di manager e funzionari, mentre 
l'astrologia e la numerologia sono talvolta utilizzate
per selezionare candidati a un impiego. Tra i fini che il nuovo 
paradigma acquariano si propone dobbiamo sottolineare l'espansione 
del piano di coscienza, l'attenzione al corpo e alle medicine
alternative, l'ecologia mistica, l'interesse per la filosofia, il 
rigetto per le chiese ufficiali. La fede nella grande energia cosmica
o vibrazione universale sarebbe alla base di fatti prodigiosi che
vengono ritenuti reali e puntualmente riferiti dai seguaci della
New Age. Le pratiche e le ideologie acquariane sono estremamente 
differenziate ma unificate da una visione olistica, parola 
continuamente ripetuta in seminari, conferenze e conversazioni. 
Le pratiche pi diffuse vanno dalle tecniche di espansione della
coscienza a terapie dell'anima, dalla lettura dei tarocchi alla 
comunicazione con le entit del mondo invisibile, dalle attivit
di padronanza del corpo (come la danza sacra o il Tai Chi) fino 
all'arte floreale dell'ikebana e alla dieta vegetariana. Lo scopo
dichiarato  quello di ricondurre a una totalit
ci che  scisso e differenziato. La New Age trova elementi
comuni nel buddhismo, nell'induismo, nel sufismo, nella 
tradizione biblica ma anche nello gnosticismo di cui ricupera 
forse inconsapevolmente l'idea delle conoscenze segrete e della
salvezza degli eletti. La New Age  fondamentalmente un nuovo 
modo di pensare che risintetizza valori spirituali, filosofici
e persino scientifici per realizzare una nuova civilt, una nuova 
coscienza planetaria. Nella vita di ogni giorno la New Age
ha portato al potenziamento di concetti che si credevano ormai
sorpassati: un italiano su due consulta regolarmente il suo oroscopo, 
uno su tre crede che ci sia del vero nelle previsioni dei
veggenti e degli indovini ed  incline a una visione magica del
mondo. Ma a questo sfondo tradizionale la New Age ha inserito 
idee estranee alla nostra tradizione come quella fondante
della reincarnazione. Esistono ormai dei santuari della New
Age; uno di questi  a Esalen, collina tra San Francisco e Los
Angeles, dove gi negli anni Settanta si dettero appuntamento
psicoterapeuti, artisti, psicologi, scienziati. L nacque il 
Movimento per lo sviluppo del potenziale umano. Il fine era quello
di espandere le percezioni dell'uomo, di togliere dai ceppi il
suo essere, di sbloccare la sua anima e di accogliere le nuove forme 
di pensiero venute dall'Oriente. Un secondo punto di riferimento 
si trova a Findhorn nella Scozia settentrionale non lontano dal 
lago di Loch Ness. L due avventurieri dello spirito,
Peter e Eilin Caddy, diedero vita a un orto dove affermavano
di far nascere degli enormi legumi. Il miracolo accadeva
perch essi si intrattenevano direttamente con gli spiriti delle
piante chiamati con termini induistici devas. Da questo luogo
si diffonder un messaggio che ha raggiunto tutte le nazioni
dell'Occidente, Russia compresa. Questo insieme disparato di
idee, sentimenti, posizioni interiori e spiritualit alternativa si
sta espandendo in maniera sempre pi forte e presenta una nuova
forma culturale e un nuovo linguaggio. Esiste infine una corrente
musicale New Age ormai consolidata che pubblica una rivista
dallo stesso nome.
3. Culti ufologici
Gi dalla fine degli anni Quaranta varie persone hanno sostenuto
di essere entrate in contatto con entit extraterrestri. Su questa
moda si  sviluppata una nuova sensibilit che fa dei messaggi 
degli extraterrestri il punto di forza di gruppi a sfondo spirituale 
e mistico, spesso non molto numerosi ma assai attivi. I gruppi
che hanno raggiunto una maggiore visibilit sociale sono il 
movimento Raeliano, il gruppo Nonsiamosoli oltre a una miriade di
piccoli gruppi che considerano il rapporto con gli extraterrestri
una sorta di esperienza mistica. A volte l'intera storia delle 
religioni e i grandi libri rivelati vengono letti in chiave ufologica e
gli spiriti superiori (leggi: angeli, arcangeli e cherubini) vengono
interpretati come figure di extraterrestri giunti fino a noi da 
lontanissime galassie. Nel grande movimento della New Age la realt 
extraterrestre si mescola anche con l'idea del channeling. Si
tratta di un processo mediante il quale vengono ricevute da un
canale privilegiato delle informazioni da una realt diversa da
quella fisica ordinaria e situata al di l del mondo fenomenico.
Questa attivit molto diffusa tra i gruppi della Nuova Era include
messaggi di fonti non identificate con la coscienza o l'inconscio,
ma da interlocutori extraterrestri che rivelano verit misteriose.
Gruppi religiosi ufologici ruotano intorno alla figura di un 
contattato, una persona che ha ricevuto un messaggio privilegiato
dalle entit misteriose dello spazio;  il caso di Nonsiamosoli
che ruota intorno alla figura di Eugenio Siragusa, uno dei pi 
famosi contattati d'Italia, e del suo successore Giorgio Bongiovanni.
Oppure il caso del movimento Raeliano che si ispira alle
esperienze del francese Rael contattato dagli extraterrestri nel
1973. Si tratta probabilmente del culto ufologico di maggiori
proporzioni oggi in Occidente con una visione religiosa sostanzialmente
atea secondo la quale non esiste un Dio creatore ma
una miriade di extraterrestri che hanno creato gli uomini in laboratorio 
impiantandoli poi sul nostro pianeta. La morale raeliana 
assai interessante perch propone una libert sessuale in linea
con i tempi, non garantisce l'immortalit ma la vita in pianeti
straordinari dove gli onnipotenti extraterrestri fabbricheranno
compagne o compagni di grandissima bellezza e pronti a soddisfare 
ogni tipo di desiderio erotico.
CAPITOLO 6. Sette sataniche, stregoneria, neopaganesimo, magia
I gruppi e i gruppetti che si riuniscono nel nome di Satana hanno 
come loro caratteristica di sfuggire alle indagini e agli inventari
(Cfr. Introvigne M., Il cappello del mago, Milano, Sugarco, 1990,
pagine. 367-414, in cui si propone una tipologla dei vari culti.)
Si tratta in Italia di un fenomeno clandestino, composto da
persone che si riuniscono, fondano una congrega, celebrano riti e
restano per lo pi segreti. Eppure tali insignificanti frange 
demoniache vengono legittimate dalle comunicazioni di massa che
amplificano incredibilmente il fenomeno. Il gruppo dei Bambini
di Satana, attivo nella citt di Bologna, viene sistematicamente
intervistato e coccolato da giornalisti in cerca di emozioni. Ma
tale gruppo, lungi dall'essere un caso isolato di folklore urbano
bolognese, si riconnette a uno stile di vita trasgressivo che viene
a essere sempre di pi legittimato. Siamo arrivati al punto che
ben tre ditte specializzate inviano contrassegno l'occorrente per
messe nere: cappucci, mantelli, candele, messale con la liturgia
in un assai discutibile latino, calici, stole e coltelli rituali. Il
tutto costa 380.000 lire, la vergine nuda per l'altare e le ostie 
consacrate da profanare non sono comprese nel prezzo.
(Cfr. Gatto Trocchi C., Viaggio nella magia, Roma-Bari, Laterza, 1993.)
A parte questi casi folkloristici va detto che il satanismo puro
dovrebbe essere quello che pone il Principe delle Tenebre nella
pi alta sfera della adorazione e lo sostituisce a Dio. Forme di
questo tipo sono rarissime in Italia mentre ne abbiamo esempi
nella Chiesa di Satana e nel Tempio di Set, entrambe in California.
Il satanismo doc dovrebbe essere quello che crede nelle stesse
configurazioni religiose del cristianesimo ma le rovescia, 
trasformando le preghiere in bestemmie e procedendo au rebours
nel ritule in tutte le azioni cerimoniali. Anche la messa nera
dei satanisti ortodossi non dovrebbe presentare elementi di orge
sessuali ma esclusivamente forme cerimoniali a rovescio. In realt 
nel pantano satanista tutto si mescola e si confonde ed ogni
capo o sacerdote inventa per cos dire il proprio rituale e la propria
ideologia. In Italia oltre le cosiddette chiese di Torino (la cui
realt  stata notevolmente gonfiata dalla stampa e dalla TV) abbiamo
delle chiese luciferine nelle quali la visione del Principe
delle Tenebre  sostanzialmente positiva. Lucifero non  visto
come il male bens come principio di ribellione verso Dio e come
erede delle divinit pagane. In questo senso forme di satanismo
sfumano sia nella stregoneria che nel neopaganesimo il quale
sottolinea (forse a ragion veduta almeno per quanto riguarda 
l'iconologia) che i diavoli dell'inferno cristiano altro non sono che
le antiche divinit pagane degradate. Va inoltre detto che non tutti
quelli che invocano il diavolo sono satanisti; si ricorre anzi al
Principe delle Tenebre per potenziare incantesimi di magia nera
contro i propri nemici, per realizzare azioni considerate impossibili,
per assicurarsi il potere magico. Ecco quindi che il satanismo 
sconfina nella stregoneria in quanto il demonio  visto come
il depositario di ogni potere e dominio magico.
(Vernette J, La stregonena oggi. (traduzione italiana) Milano, Sugarco 1992)
La presenza del diavolo  quindi portatrice di forme rituali assai 
eterogenee e differenziate. In alcuni casi viene mescolata all'occultismo 
satanista l'assunzione di droghe o di enormi quantit di alcol che danno
luogo a cocktail esplosivi e a comportamenti autolesionisti. 
noto inoltre che sono stati raccolti dati inquietanti sui messaggi
satanici contenuti nella musica rock, messaggi del tipo: Satana
 Dio, vivi per Satana. Autori come Ozzy Osburn, gli Ac-Dc,
i Led Zeppelin, i Judas Priests si ispirano all'occultismo demoniaco 
e amano Aleister Crowley, il grande mago nero della tradizione 
anglosassone. In Brasile sono recentemente scomparsi pi
di dieci bambini probabilmente sacrificati nei rituali della setta
chiamata Lineamento Universal Superior su cui la polizia federale 
 gi intervenuta. In Messico furono arrestati nel luglio del
1991 i capi di una congrega che coltivava marijuana e sacrificava
a un demonio in forma di scimmia bambini e animali per assicurarsi 
magicamente la buona resa delle coltivazioni stesse. Infatti i
narcotrafficanti mescolano elementi satanici al loro stile di vita:
un paio di anni fa esplose il caso del padrino di Matamoros (un
altro paese messicano al confine con gli Stati Uniti) responsabile,
insieme alla sua compagna, la strega Villareal, di aver sacrificato
ritualmente una ventina di esseri umani per ottenere la protezione 
di Satana sul suo gruppo di spacciatori. In Italia non siamo ancora
a tali livelli di pericolosit sociale ma il corteggiamento delle
forze occulte  persistente e inquietante. Sette sataniche selvagge 
crescono un po' ovunque come funghi, si aggregano per brevi periodi
e poi scompaiono.
La neo-stregoneria si configura come un insieme di piccoli
gruppi altrettanto instabili, i quali presentano un curioso sfondo
intellettualistico-culturale che si rif a studi antropologici. Nel
1933 la studiosa inglese Margareth A. Murray pubblic un testo,
Il dio delle streghe, nel quale sosteneva che la stregoneria europea 
altro non era che un residuo di antichi culti pre-cristiani che
mettevano in scena cerimonialmente un misterioso dio delle
corna e una sacerdotessa legata a una dea di cui Diana sarebbe
una tardiva manifestazione.
Il testo fu accolto sprezzantemente dagli addetti ai lavori, ma 
pi recentemente alcune ipotesi sono state riprese e analizzate a fondo 
da Ginsburg C.. nel volume La storia Notturna, Torino, Einaudi, 1989.)
I riti, segreti e notturni, trassero in inganno l'Inquisizione che boll
come demoniaco questo culto. Tali idee si mescolarono al revival 
celtico e druidico, al neo-paganesimo, alla magia cerimoniale che in
Inghilterra si espresse nell'Ordine Ermetico della Golden Dawn o 
Alba Dorata, che vide nel suo interno intellettuali, artisti e scrittori,
compreso il grande poeta simbolista W. B. Yeats.
(Cfr. Introvigne M., Il cappello del mago, citato pagina 257 e seguenti)
Nella Golden Dawn era presente anche Aleister Crowley, il pi importante 
e colto mago del Novecento.
Da questi apporti eterogenei trassero e traggono tuttora ispirazione 
gruppetti di neo-stregoneria come l'anglosassone Wicca o
le associazioni statunitensi che, a detta della presidentessa Laurie
Cabot, contano un milione di simpatizzanti. Tali gruppi sono altres
influenzati dall'attivit di G. B. Gardner che pubblic nel
1954 una sorta di vangelo dal titolo La stregoneria oggi, nonch
il misterioso Book of Shadows o Libro delle Ombre.
In Italia vi sono due ordini segreti a sfondo femminista: Le Ierodule
di Iside, e Le Figlie di Mat.
La magia di Aleister Crowley (di cui si vedono spesso ricostruzioni
televisive della famosa messa gnostica a forte contenuto sessuale 
e con paludamenti di gusto kitch) vive in Italia in
due rami dell'Ordo Templi Orientis, uno a Bologna e l'altro a Milano.
Il neopaganesimo  pi fiorente: oltre allo storico Centro neo-ellenico 
di religiosit politeista del ragioniere e commercialista
Antonio de Bono di Milano e al Cenacolo dei Sacri Lari di Roma, 
sorto nel 1993 sempre a Roma il gruppo segretissimo denominato 
Eliopolis che si prefigge come scopo la rinascita degli antichi
di pagani, depositari della magia. Va ricordato che la pi importante
comunit magica d'Italia, chiamata Damanhur, si trova in Piemonte,
presso Baldissero Canavese.
(Per ulteriori informazioni sulla magia rimandiamo a un prossimo testo
di questa stessa collana.)
CAPITOLO 7. Le sette e il mondo contemporaneo: un interpretazione
Da pi parti si mette in risalto la pericolosit nei riguardi delle
sette e dei nuovi culti religiosi. C' chi invoca leggi statali pi 
rigide, chi si riunisce in associazioni anticulti, chi si affida a
discutibili de-programmatori. Si sostiene che le sette operino il 
lavaggio del cervello e una forte manipolazione mentale. Certo 
che gli adepti dei nuovi culti sono soggetti a processi interiori
che l'antropologo non esita a chiamare di de-culturalizzazione.
Nelle religioni alternative  proprio l'universo simbolico della
cultura occidentale che viene messo in crisi e sistematicamente
distrutto,  il legame con i predecessori che viene negato e 
rigettato: non a caso gli adepti o simpatizzanti dei nuovi culti hanno
gravi problemi di armonia con la loro famiglia e molto spesso i
legami con essa vengono radicalmente recisi. Esistono situazioni
in cui i matrimoni vengono sciolti perch gli appartenenti ai
gruppi alternativi non condividono pi in nessun caso l'universo
simbolico del partner. Il passato tradizionale europeo con un 
immaginario cristiano, con una serie di valori legati alla storia 
dell'Occidente viene negato mentre si accettano in maniera anche 
abbastanza ingenua valori, sciami di immagini, costruzioni simboliche
che non hanno nessun riscontro nella cultura occidentale e
che appaiono senza radici. Ci  provocato dalla generale crisi
della post-modernit: viviamo in un'epoca di pensiero disarmato, 
debole, incapace di rendere intellegibile il mondo in cui la
sola certezza  quella del movimento, in cui il reale sembra
schermirsi in molteplici metamorfosi o simulazioni, sottraendosi
a ogni tentativo di indagine. La post-modernit produce incessantemente 
il nuovo e rende l'uomo estraneo a ci che crea al punto che
egli non sa pi nominare e dare senso all'universo sociale e 
culturale che si forma e si muove. La post-modernit 
movimento pi incertezza. Siamo in un tempo in cui nulla  
sicuramente acquisito, n il sapere e la competenza, n il sostegno
sociale e affettivo. L'uomo post-moderno pu sentirsi nella 
condizione di straniero nel suo stesso condominio. Di fronte alla 
privazione di significato, si moltiplicano i tentativi individuali di
riappropriarsi del senso ed ecco che i gruppi religiosi alteRNativi e
le sette ne rappresentano uno. Contemporaneamente la loro forma 
 quella peculiare del post-moderno che si edifica per costruzione
e decostruzione, per addizione del nuovo sul vecchio, per
utilizzazione nuova di elementi ricevuti dal passato o presi in
prestito da tradizioni straniere. Le sette infatti assemblano riferimenti 
dottrinali, temi, valori, simbologie, modetli di vita e di
comportamento spirituale di origine diversa. Il fatto di scegliere
la propria estraneit, di definirsi come stranieri d'elezione, di
porsi con una opzione precisa e volontaria al di fuori dell'universo
simbolico del proprio gruppo  una realt sintomatica di questi
gruppi alternativi. Non a caso lo sfondo comune di tali aggregati
 il concetto di New Age, della Nuova Era, epoca storica e insieme 
realt simbolica che si contrappone alla modernit, vista
come dominanza dello scientismo, della tecnocrazia, dell'arida
razionalit aristotelico-galileiana e di altri malanni dell'Occidente.
Va ricordato che le opzioni per l'esotismo in qualche modo legato 
a tradizioni aliene erano gi state compiute dalle avanguardie 
culturali tardo-ottocentesche e novecentesche. L'esotismo, 
l'orientalismo, la magia erano stati utilizzati come arma potente di
ribellione contro l'establishment borghese e la sua ideologia. Le
avanguardie misero in gioco non solo il rifiuto della religione 
ufficiale, ma dei costumi sociali, dei sistemi assiologici ed estetici
contemporanei. Tale rifiuto abbracciava sia i valori ebraico-cristiani 
che gli ideali greco-romani e rinascimentali.
Tra gli stranieri interni dei gruppi altemativi si ostenta un
disprezzo per la cultura occidentale (peraltro nota solo 
sommariamente e attraverso luoghi comuni) che fu ripresa dalla 
polemica sessantottesca di stampo marxista terzomondista. Il percorso
pi comune degli adepti ai culti stranieri  stato dal marxismo
all'esoterismo. In Italia i fermenti delle nuove forme culturali
che sfoggiavano l'esotismo nacquero nell'ambito del movimento
studentesco. In quel vasto fenomeno generazionale si potevano
delineare due differenti spinte: il movimento militante rigorosamente
politico e il movimento desiderante impegnato in una modernizzazione 
dei costumi e degli stili di vita. In questo secondo ambito l'esotismo
e l'orientalismo erano obbligatori. Movimenti esoterici ispirati a 
fedi estranee alla tradizione giudaico-cristiana acquistarono la
loro visibilit sociale proprio alla fine degli anni Sessanta.
Sorsero tra i giovani nuove forme religiose orientali: il 
buddhismo zen pressoch sconosciuto prima degli anni Sessanta apr
le sue sedi a Roma, a Milano, a Bologna tra il 1971 e il 1973. 
Arriv la meditazione trascendentale, la religione di Krishna, 
la predicazione di Osho. Sempre nell'ambito del movimento 
desiderante era d'obbligo la lettura di Siddharta di Hermann Hesse 
e delle opere di Carlos Castaneda: i giovani contestatori facevano
a gara per andare a scuola dallo stregone. Le teorie 
di Don Juan, maestro Yaqui inventato dai romanzi del 
misterioso Carlos Castaneda (non si  mai saputo chi fosse veramente 
costui), fecero adepti anche tra gli intellettuali. Elemire Zolla 
scrisse entusiasticamente che A scuola dallo stregone era il
classico per le nuove generazioni:  un testo sacro capace di in-
trodurre nella esperienza metafisica.
(Zolla E., I letterati e lo sciamano, Milano, Bompiani, 1978)
L'esotismo e l'orientalismo hanno fatto cos irruzione nel tessuto 
sociale, nel mondo della semicultura (come la chiama Adorno) e hanno
contribuito a distaccare i gruppi dall'universo simbolico dei padri. 
Con le parole dell'ormai celebre Don Juan si criticano e si disprezzano
dell'Occidente quelle realt che costituiscono la cultura in senso
antropologico e che vanno dalle abitudini alimentari (come 
l'abominevole consumo di carne) alla medicina ufficiale, dalle
strutture di pensiero legate alla razionalit a una presunta repressione
sessuale, dall'arredamento domestico alle modalit di educazione 
dei giovani. Contemporaneamente al disprezzo per la cultura
tradizionale, emerge una ricerca sotterranea di rincantamento del 
mondo, per dirla con Max Weber, e di organizzazione
di una mitologia alternativa, di sistemi assiologici forti, di spazi
psicologici comunitari, di una visione del mondo totalizzante.
Non esiste infatti setta o nuovo culto che non si configuri come
comunit consacrata in grado di fornire una nuova definizione
del mondo, una nuova cosmologia (che include spesso gli extraterrestri), 
una nuova antropologia, una nuova fede in realt escatologiche 
come il destino dell'anima, la vita dopo la morte e il
senso da dare all'esistenza. Tutto questo  definito esplicitamente 
in contrasto con l'universo dei valori caratteristico della nostra
tradizione. Va comunque sottolineato che la tanto avversata cultura 
occidentale  nota solo sommariamente e in modo spesso distorto,
parziale e impreciso: si ignorano le basi dottrinali e teologiche 
del cristianesimo, la sua storia, la sua tradizione, mentre se
ne conoscono alcuni aspetti etici e di questi quasi esclusivamente
la morale sessuale. Dalle piccole sette di magia nera fino alle
grandi religioni ispirate al buddhismo e all'induismo la critica
dell'Occidente  radicale e totalizzante. Esiste quindi una 
convergenza di linee di forza tra l'adepto che  insofferente nei 
riguardi della propria cultura e la predicazione delle comunit
consacrate alternative, le quali insistono in maniera quasi ossessiva
nel distruggere i modelli concettuali, valutativi e interpretativi 
preesistenti nell'adepto. Esistono nuovi movimenti come la
chiesa di Scientologia e le psico-sette in cui la prima parte della
catechesi consiste nel distruggere sistematicamente tutti i 
parametri conoscitivi e tutti i modelli di riferimento del neofita fino
ad annientare il vecchio modo di pensare. Tale processo viene
attuato con modalit pi o meno equivalenti in tutti i gruppi che
abbiamo esaminato: i processi di vera e propria de-culturalizzazione 
tendono a riportare la mente dell'adepto a una tabula rasa
su cui sia pi facile inscrivere i nuovi sistemi simbolici, le nuove
formulazioni di parametri valutativi e concettuali, unitamente a
rivelazioni misteriche riservate a pochi eletti, come il fatto ad
esempio che esisterebbero nel cosmo migliaia di esseri intelligenti 
che abitano altri sistemi stellari e che gli scienziati attuali
(ottusamente positivisti) si affannano a non riconoscere, mentre
sono ben noti agli indios del Per e agli abitanti dell'isola di Pasqua.
A loro volta i gruppi degli adepti non tollerano contrapposizioni 
e polemiche, non tollerano chi non si confomma al credo dominante 
nel gruppo. Chi scrive ha vissuto queste esperienze direttamente:
presentandosi come scienziata sociale desiderosa di
apprendere i riti e la mitologia del gruppo, ne  stata scacciata.
Sarebbe stata una straniera interna, una spia, una potenziale
nemica in veste di amica. Per conoscere i segreti delle sette sono
state necessarie trasformazioni e camuffamenti e soprattutto 
proporsi come adepta bisognosa di redenzione. Il desiderio inconsapevole 
di ordine viene sfruttato dalle comunit e dai capi allorch
si trasformano in organizzazioni settarie e si ristrutturano come
sistemi criptototalitari. Le sette reclutano i loro membri ricorrendo 
alla seduzione di una pubblicit magico-spiritualistica, separano 
gli adepti, allentano la rete dei rapporti familiari e di amicizia
imponendo il gruppo nuovo come quello dei veri parenti,
condizionano i mezzi di espressione eliminando il linguaggio 
tradizionale e sostituendolo con quello specifico della comunit; 
spesso assoggettano il corpo o con il piacere (la sessualit tra gli 
adepti  promossa e incoraggiata) o con varie forme di tab; sorvegliano e
controllano ogni tentativo di autonomia. Mentre si presentano come
organizzazioni spirituali, i gruppi intraprendono imprese economiche 
spesso multinazionali con attivit e risorse diversificate. Per
mettere in evidenza tali meccanismi segreti  stato necessario uno
sguardo da lontano, cio esterno rispetto agli appartenenti al
gruppo stesso. L'antropologia  abituata a penetrare legami e 
ideologie, a relativizzare il pensiero immanente e a smascherare le
mitologie collettive. I gruppi religiosi alternativi, anche se di 
piccole dimensioni e relativamente poco incisivi sui modelli generali 
della comunit, rappresentano (come le trib) laboratori sociali e 
culturali dove si attuano fenomeni dinamici di notevole interesse. Le 
sette si configurano come luoghi culturali dotati di senso capaci di 
incanalare i rapidi mutamenti sociali, capaci di dare loro nuove 
interpretazioni.
Alla domanda pragmatica che fare? le risposte sono complesse e 
differenziate. Spesso accade che parenti o amici di adepti integrati 
in nuove sette chiedano consiglio agli addetti ai lavori. Va intanto
sottolineato che l'adepto tipo  dotato di una sorta di nomadismo
culturale: spesso abbandona spontaneamente la setta per rifugiarsi 
in un'altra organizzazione spiritualistica o religiosa. Ma al 
di l di questo spontaneo nomadismo culturale va tenuto conto 
che una via intermedia  la migliore da seguire.
Parenti e amici devono mantenersi in contatto con l'adepto e 
sviluppare un rapporto positivo, evitando di ridicolizzare o di 
prendere posizione troppo violenta contro la setta scelta in quel 
momento dal soggetto. L'esortazione del vecchio Spinoza: non ridere,
non piangere, ma comprendere pu sempre tornare utile in
casi di questo genere. Un'altra operazione importante da parte di
familiari e amici  di ottenere informazioni precise sul movimento 
e sulla setta. In tal caso si possono avere delle coordinate specifiche
sulle attivit e sui rapporti tra convertito e gruppo. Spesso
non  facile per l'adepto riconoscere il proprio fallimento: la 
sicurezza di avere qualcuno su cui contare (vuoi parenti, vuoi amici)
pu essere un punto di forza utile e significativo.
Bibliografia essenziale:
La bibliografia sulle sette (scientifica e divulgativa)  ormai 
vastissima, specialmente nei paesi di lingua inglese. Abbiamo 
selezionato i testi di interesse generale e quelli che presentano un 
approfondimento di un problema specifico. Una particolare menzione 
merita la rivista Sette e religioni (a cura del Gruppo di ricerca e
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