TRASCRIZIONE ELETTRONICA, PER I NON VEDENTI, A CURA DI EZIO GALIANO. 
FOSCOLO NICOL UGO.

SONETTI, ODI E GRAZIE.

A Zacinto.

N pi mai toccher le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque 
Venere, e fa quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque 
cant fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baci la sua petrosa Itaca Ulisse. 
Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura. 
