Euripide.

Alcesti.

Traduzione di Umberto Albini.

Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi, dalla Fondazione
Ezio Galiano. Catanzaro, 16 Febbraio 2000.

PERSONAGGI DEL DRAMMA
APOLLO
THANATOS
CORO (dei vecchi di Fere)
ANCELLA DI ALCESTI
ALCESTI
ADMETO
FIGLIO DI ALCESTI
ERACLE
FERETE
SERVO

ALCESTI
APOLLO
Ti saluto, reggia di Admeto, dove io, un celeste, mi sono adattato a
un'esistenza di servo. Di chi la colpa? Ma di Zeus. Aveva ucciso mio figlio
Asclepio, fulminandolo in pieno petto con la folgore e io, sdegnato, sterminai
i Ciclopi, i fabbri delle saette di Zeus. Mio padre me la fece scontare, mi
costrinse a servire nella casa di un mortale. Sono disceso in quest'angolo di
terra, a pascolare le greggi del mio ospite: a tutt'oggi ho vegliato sulla sua
dimora. Io, un essere sacro, mi ero imbattuto in un individuo devoto, il
figlio di Ferete, e cos l'ho salvato dalla morte, raggirando le Moire, le dee
del destino. Mi concessero, le dee, una possibilit: Admeto sarebbe sfuggito
alla fine imminente, se riusciva a offrire un'altra vittima alle potenze
dell'oltretomba. Ha chiesto a tutti i suoi amici, Admeto:  corso di qua e di
l [persino dal padre e dalla vecchia madre che lo aveva messo al mondo]. Ma
non ha trovato nessuno disposto a sacrificarsi, a non vedere pi la luce per
lui, tranne questa donna, che ora stanno trasportando, agonizzante, l dentro:
perch tocca a lei, oggi, morire, uscire dalla vita. Io sto lasciando questa
casa, il mio amatissimo riparo, per evitare di venir contaminato. Ma guardala,
 gi l, la Morte, la sacerdotessa dei defunti, pronta a condurre il cadavere
nell'Ade:  arrivata puntuale, spiava il giorno in cui la donna doveva
spirare.


THANATOS
Ah, ah! Cosa ci fai accanto alla reggia? Come mai vagoli nei dintorni, Febo?
Ricominci a offendere i diritti dell'aldil, ci riprovi a limitarli, a
calpestarli. Non ti  bastato strappare Admeto al suo destino, ingannare le
Moire con arte subdola? Eccoti di nuovo qui, ti sei armato di arco e frecce
per proteggere lei, Alcesti, la figlia di Pelia, che ha acconsentito a
riscattare la vita del marito offrendo in cambio la propria.

APOLLO
Sta calma: ho dalla mia la giustizia e nobili ragioni.

THANATOS
Ah, s? E a cosa ti servono arco e frecce, se hai dalla tua la giustizia?

APOLLO
Ho l'abitudine di portare sempre con me le mie armi.

THANATOS
E di soccorrere, illegalmente, questa reggia.

APOLLO
Ma perch sono abbattuto per le disgrazie di un amico.

THANATOS
E intenderesti strapparmi questo secondo morto?

APOLLO
Veramente, neanche il primo te l'ho tolto a forza.

THANATOS
Ah, no? E come mai  sulla terra e non sottoterra?

APOLLO
Sua moglie si  sostituita a lui; e tu sei venuta a prenderla.

THANATOS
Esatto, me la porter via, nell'oltretomba.

APOLLO
D'accordo, portatela via; non credo che riuscirei a convincerti...

THANATOS
A sopprimere chi di dovere? Il mio compito  questo.

APOLLO
... a concedere una dilazione alle tue future vittime.

THANATOS
Capisco il tuo ragionamento e le tue intenzioni.

APOLLO
Non c' modo, per Alcesti, di giungere a vecchiaia?

THANATOS
No, non c': anche a me, credilo, piace venire onorata.

APOLLO
Ma in fondo si tratta sempre di una vita, chiunque tu ti pigli.

THANATOS
Maggiore guadagno, per me, se muoiono dei giovani.

APOLLO
Ma i funerali di un vecchio sono pi sontuosi.

THANATOS
Febo, tu stabilisci leggi a favore dei ricchi.

APOLLO
Cosa hai detto? Sei anche sofista e non me ne ero accorto!

THANATOS
Chi ha denaro, si comprerebbe il privilegio di morire da vecchio.

APOLLO
Insomma, questo piacere non vuoi farmelo?

THANATOS
No, le mie abitudini le conosci.

APOLLO
Abitudini odiose ai mortali e malviste anche dagli di.

THANATOS
Non puoi avere tutto quello che non ti spetta.

APOLLO
Ti giuro che anche tu, con tutta la tua durezza, dovrai cedere. Alla reggia di
Ferete sta per arrivare un grande eroe, Eracle: il re Euristeo lo ha mandato a
impadronirsi di certe cavalle nelle selvagge regioni della Tracia. Verr
ospitato nella casa di Admeto e ti strapper dalle mani questa donna. Cos non
avrai da me nessun grazie, e farai lo stesso quello che voglio, e ti sarai
guadagnata la mia avversione.

THANATOS
Parla, parla, tanto non concluderai nulla. Questa donna dovr discendere
nell'Ade. Mi affretto a raggiungerla, a iniziare il rito con la mia spada:
basta che questa spada recida un capello dalla testa di qualcuno e quel
qualcuno  consacrato agli di dell'oltretomba.

CORO
Come mai tutto tace davanti alla reggia?
Perch la casa di Admeto
 avvolta nel silenzio?
-    Vicino a me, non c' nessuno degli amici
per dirmi se devo piangere la regina morta
o se Alcesti, la figlia di Pelia,
vive, vede ancora la luce.
Per me e per tutti si  dimostrata
la migliore delle donne verso il suo sposo.

str. a
-    Vi arrivano all'orecchio gemiti,
lamenti, il rumore di colpi battuti contro il petto,
come se tutto fosse finito?
-    Neppure un'ancella
staziona davanti alle porte.
-    Se almeno tra i marosi della sventura
apparissi tu, Pean, dio della salvezza!

-    Non starebbero zitte, se fosse morta.
-    +No, il cadavere non l'hanno portato fuori+.
-    Come lo sai? Io ne dubito. Cosa ti rende sicura?
-    Admeto avrebbe dato esequie private
a una moglie cos straordinaria?

ant. a
-    Non scorgo davanti alle porte
vasi d'acqua lustrale: e si usa
dove c' un morto.
-    Nell'ingresso non c' traccia di capelli recisi,
+ma il lutto comporta chiome rase+,
n arriva l'eco
di +giovani+ donne che si battono il petto.

-    Eppure  oggi il giorno fatale...
-    +Fatale, perch?+
-    ... in cui deve scendere sottoterra.
-    Mi hai piagato mente e cuore.
-    Quando la sventura strazia i buoni,
le persone di animo nobile
debbono avere compassione.

str. b
-    Non c' luogo della terra
raggiungibile per nave
n in Licia,
n nelle aride
+sedi di Zeus Ammonio+
capace di salvare la vita
di questa infelice creatura.
Si presenta scosceso il destino,
non esiste sacerdote o altare a cui rivolgermi.

ant. b
Lei potrebbe ritornare dai cupi recessi,
dalle porte dell'Ade,
se ancora vedesse la luce
il figlio di Febo,
che faceva risorgere gli estinti
prima di essere colpito
dalla folgore rossa di Zeus.
Ma ora quale speranza mi rimane
per la vita di Alcesti?

[+Il re aveva disposto+ ogni cosa:
bruciano sugli altari per tutti
gli di molte offerte cruente:
ma non sussiste rimedio al male.]

- Guarda, un'ancella sta arrivando, in lacrime. Che notizie ci porta? Il
pianto si spiega, se sta capitando qualcosa di grave ai padroni. Ma se lei
fosse ancora viva? O  morta? Vogliamo saperlo.

ANCELLA
Puoi definirla viva e morta nello stesso tempo.

CORO
Ma come fa una persona a essere viva e morta nello stesso tempo?

ANCELLA
Ha reclinato il capo, sta agonizzando.

CORO
Non ci sono pi speranze di salvezza?

ANCELLA
No, il giorno fatale incalza.

CORO
Ma si  pensato ai dovuti onori funebri?

ANCELLA
 gi pronto il corredo che lo sposo seppellir con lei.

CORO
Povero Admeto, di quale donna viene privato un uomo come te!

ANCELLA
Non se ne rende ancora conto, deve provarlo, prima.

CORO
Sappia almeno, Alcesti, che morir gloriosa: il mondo non ha mai visto una
donna cos straordinaria.

ANCELLA
Straordinaria, come no? Chi oserebbe negarlo? Come dovrebbe essere una donna
per superarla? Alcesti ha dimostrato di onorare il marito nel modo pi grande,
accettando di morire per lui. Ma questo  noto all'intera citt. Senti ora, e
te ne stupirai, come si  comportata dentro la reggia. Quando si accorse che
era giunto il giorno prestabilito, bagn con acque di fiume il proprio candido
corpo, scelse con cura dalle stanze in legno di cedro il vestito e gli
addobbi. In piedi, davanti al focolare, cos si rivolse a Estia: Signora, io
sto per scendere sottoterra e per l'ultima volta ti supplico, adorandoti, di
prenderti cura dei miei figli: concedi all'uno una moglie che lo ami, alla
seconda uno sposo dal nobile sentire. E, ti prego, fa' che non muoiano prima
del tempo, com' toccato a me, loro madre, ma che felici vivano intera una
lieta esistenza nella terra del padre. Si accost a tutti gli altari del
palazzo, depose corone di fiori e pregava, staccando foglie dai ramoscelli di
mirto, con gli occhi asciutti, senza un gemito: la morte imminente non segnava
di pallore il suo bel volto. Ma alla fine, gettandosi sul letto della stanza
nuziale, eruppe in pianto e disse: Caro letto, dove offersi la mia verginit
all'uomo per il quale ora muoio, addio. Non ti odio, tu hai condotto alla
rovina me sola: io muoio per non tradire te e il mio sposo. Un'altra donna ti
avr e sar forse pi fortunata di me, ma non pi fedele. Cadde in ginocchio
e baciava il letto, inondando le coltri con un fiume di lacrime. Poi, sazia di
pianto, si allontana a capo chino, esce dalla stanza per rientrarvi pi e pi
volte, per gettarsi ancora sul letto. Aggrappati alle vesti della madre, i
figli singhiozzavano: lei li strinse a s, li abbracciava, prima uno, poi
l'altro, perch sentiva di morire. Tutti i servi del palazzo piangevano,
commiseravano la padrona. Lei porse la mano a tutti, rivolse a tutti, anche ai
pi umili, il suo saluto che venne ricambiato da tutti. Ora conosci la
sventura che ha colpito la casa di Admeto. Se fosse morto, sarebbe finita per
lui: ma scampando alla morte si  procurato un dolore di cui non si scorder
mai.

CORO
Admeto, patisce molto, vero, per questa sventura, per il destino che lo priva
di una moglie cos nobile?

ANCELLA
Si dispera, stringe a s la moglie, la supplica di non tradirlo, chiede
l'impossibile: lei si sta spegnendo, consunta dal male.  sfinita, misero peso
fra le sue braccia, respira ancora, debolmente: ma vuole guardare la luce del
sole [, perch non la vedr pi, e questa  per lei l'ultima volta in cui
contempla i raggi e la sfera del sole]. Vado a riferire che siete qui: non
tutti sono cos attaccati ai sovrani da star vicino a loro nelle disgrazie: ma
voi, da molti anni, siete amici fedeli dei miei padroni.

CORO
str.
Zeus, ci sar mai, e dove,
una via di scampo alla sorte crudele
che incombe sui miei padroni?
-    <Ahim!>
+Esce qualcuno dalla reggia?+
O devo recidermi i capelli,
indossare le nere vesti del lutto?
-     terribile, amici, terribile.
Ma rivolgiamo preghiere agli di:
il loro potere  grande.
-    Apollo, signore,
storna le sventure da Admeto.
-    Pensaci tu, pensaci,
un tempo +lo hai trovato il rimedio+,
allontana da lui la morte,
respingi l'Ade, il dio assassino.

ant.
-    Ahim, <  >
figlio di Ferete,
in che frangente ti trovi,
hai perduto la tua compagna.
-    Ohim,
impiccarsi a un alto cappio
o meglio, sgozzarsi con un pugnale
questa sarebbe la giusta risposta.
-    Oggi vedrai morire
la donna che ami
che ami profondamente.
-    Eccola, eccola:
avanzano fuori dalla reggia lei e Admeto.
-    O terra di Fere, grida, piangi,
sulla migliore delle donne,
su di lei che scende tra i morti,
segnata dal male.

Basta proclamare che le nozze recano gioia pi che dolore: me lo provano gli
eventi passati e vedo la sorte che tocca oggi al mio re. Ha perduto una sposa
esemplare: avr in futuro una vita che non  pi vita.

ALCESTI
str. a
O sole, o luce del giorno
e voi, turbini celesti
di nuvole in fuga.

ADMETO
Il sole ci vede, scorge la nostra miseria. Siamo innocenti di fronte agli di:
eppure, tu muori.

ALCESTI
ant. a
O mia terra e casa
e letto nuziale
nella paterna Iolco.

ADMETO
Fatti forza, povera infelice, non mi lasciare, implora gli di potenti di
avere piet di te.

ALCESTI
str. b
Vedo, vedo nella palude la barca
e il traghettatore dei morti, Caronte:
impugna una lunga pertica,
mi chiama: Perch indugi? Sbrgati,
tu mi sottrai tempo. Mi fa fretta,
irosamente.

ADMETO
Ahim, mi parli di un viaggio amaro. Povera creatura, cosa dobbiamo patire.

ALCESTI
ant. b
Qualcuno mi trascina via - non vedi? -
Mi trascina verso il regno delle ombre.
Ha le ali... nei suoi occhi cupi, semichiusi,
splende la morte.
Che fai? Lasciami!
Mi inoltro, disperata, per un'orribile strada.

ADMETO
Tristissima per chi ti ama, e soprattutto per me, per i figli, accomunati in
questo dolore.

ALCESTI
ep.
Lasciatemi, lasciatemi,
posatemi gi: le gambe non mi sorreggono.
L'Ade  vicino. Striscia furtiva
sui miei occhi la tenebra della notte.
O figli, figli, non avete pi madre.
Vi auguro, figli, di vivere felici.

ADMETO
Ahim, sento parole dolorose, peggiori per me di ogni morte. Non essere cos
crudele da abbandonarmi, te ne prego, per gli di, per questi figli che
lascerai orfani. Non cedere, fatti coraggio! Se tu muori io non sono pi
niente: solo per te esisto e vivo. Mi prostro davanti al tuo amore.

ALCESTI
Admeto, tu vedi come vanno le cose per me. Prima che arrivi la fine, vorrei
comunicarti i miei desideri. Ti ho onorato, ti ho permesso, dando in cambio la
vita, di godere ancora la luce del sole: muoio per te, e mi era possibile non
farlo, prendermi, ad arbitrio mio, uno sposo fra i Tessali, abitare in una
casa sovranamente ricca. Ma non ho voluto vivere priva di te, con i figli
orfani, non ho esitato a sacrificare la giovinezza di cui godevo, io. Ma
l'uomo che ti ha generato e la donna che ti ha partorito, ti hanno tradito
entrambi: eppure erano arrivati a un'et in cui  bello andarsene, salvare il
figlio e morire gloriosamente. Eri il loro unico figlio, scomparso te non
potevano sperare di metterne al mondo un altro. Avremmo avuto davanti a noi
ancora molti anni, tutti e due, e tu non piangeresti ora per avere perduto la
sposa, non ti toccherebbe allevare da solo i figli. Ma un dio ha deciso che le
cose andassero cos. Lasciamo stare. Serbami gratitudine per tutto questo. Io
non ti chieder un favore uguale - niente  pi prezioso dell'esistenza -, ma
giusto, e lo ammetterai. Tu, da buon padre, ami i tuoi figli come li amo io.
Lasciali padroni della mia casa, non dargli una matrigna, sposandoti di nuovo.
Sar cattiva, in confronto a me, alzer la mano contro i tuoi, i miei figli,
per gelosia. Non mi fare questo, ti prego. La nuova
arrivata, la matrigna, detesta i figli del primo letto, non  pi gentile di
una vipera. E poi, il maschio ha nel padre una torre robusta [e gli pu
parlare e avere risposta]. Ma tu, figlia mia, come verrai cresciuta per
diventar donna? Che tipo di matrigna ti capiter? Non vorrei che infangando il
tuo nome ti rovinasse le nozze mentre sei nel fiore degli anni. Tua madre non
ci sar alle tue nozze, non ti far coraggio al momento del parto,
assistendoti, ed  il momento in cui non c' niente che valga una madre. Io
devo morire: e non domani o dopodomani +del mese+, ma fra poco entrer nel
novero dei pi. Addio, siate felici: potete vantarvi tu, marito, per la moglie
e voi, bambini, per la madre meravigliosa che avete avuto.

CORO
Sta' tranquilla, non esito a parlare in nome di Admeto: far come dici tu, se
non  uscito di senno.

ADMETO
Proprio cos, proprio cos: non aver paura. Da viva eri mia moglie e anche da
morta sarai nota come la mia unica moglie: nessuna donna tessala prender il
tuo posto, chiamer Admeto marito mio. Non esiste un'altra donna di stirpe
tanto illustre n di bellezza pari alla tua. Quanto ai figli, mi bastano
quelli che ho: chiedo solo agli di che costituiscano il mio conforto, visto
che ho perduto te troppo presto. Il lutto per te non lo porter per un anno,
ma per sempre, finch vivo, insieme all'odio per chi mi ha partorito, al
rancore per chi mi ha generato: mi amavano a parole, e non di fatto. Tu hai
offerto, in cambio della mia vita, quanto c' di pi caro e cos mi hai
salvato. E non devo piangere se perdo una compagna come te? Niente pi feste,
niente pi simposi e convitati, niente pi ghirlande: e via anche la musica
che riempiva le mie stanze. Non mi sentirei pi di prendere in mano una cetra,
non mi darebbe sollievo cantare al suono del flauto libico: tu mi hai tolto
ogni gioia di vivere. Mi far scolpire da un bravo artista una statua che ti
raffiguri, la collocher sul nostro letto. Mi getter su di essa; la stringer
fra le braccia, pronunziando il tuo nome e mi sembrer di stringermi a te,
anche se non  vero. Una fredda gioia, d'accordo, ma anche una consolazione
per la mia anima oppressa. Verrai a visitarmi in sogno e io sar felice: 
dolce vedere i propri cari anche di notte, per il tempo che ci  concesso.
Magari avessi la voce e il canto di Orfeo, per ammaliare la figlia di Demetra
o il suo sposo e cos portarti via dall'Ade. Scenderei tra le ombre, e n il
cane di Plutone n Caronte, il nocchiero delle anime potrebbero impedirmi di
restituirti alla luce. Ma cos come stanno le cose, aspettami, finch non
giunga il mio ultimo giorno: prepara la dimora, dove tu e io abiteremo
insieme. Ordiner ai miei figli di depormi nella tua stessa bara di cedro,
giaceremo fianco a fianco: neanche da morto voglio restar separato da te,
l'unica persona a me fedele.

CORO
Parteciper, da amico, al grave cordoglio di un amico: lei se lo merita.

ALCESTI
Figli, lo avete sentito con le vostre orecchie vostro padre dire che mai vi
imporr una matrigna, che non mi far questo torto.

ADMETO
Lo ripeto, e terr fede all'impegno.

ALCESTI
A questi patti, accogli i nostri figli dalla mia mano.

ADMETO
Li accolgo, come amato dono di una persona amata.

ALCESTI
Gli farai tu da madre, al mio posto.

ADMETO
 davvero necessario, visto che vengono privati di te.

ALCESTI
O figli, scendo nell'aldil proprio quando dovevo vivere.

ADMETO
E io, cosa far io, senza di te?

ALCESTI
Il tempo ti consoler: i morti non sono pi niente.

ADMETO
Portami con te, per gli di, portami laggi.

ALCESTI
Non basta che io muoia al tuo posto ?

ADMETO
O mio destino, di che moglie mi privi!

ALCESTI
La tenebra gi mi scende sugli occhi.

ADMETO
Ma io sono perduto, se tu mi vieni a mancare, moglie.

ALCESTI
Puoi dire di me, ormai, che non sono pi nulla.

ADMETO
Solleva il volto, non lasciare soli i tuoi figli.

ALCESTI
Io non lo voglio, ma vi devo dire addio, figli.

ADMETO
Guardali, guardali, ti prego.

ALCESTI
Io non sono pi nulla.

ADMETO
Che fai? Ci abbandoni?

ALCESTI
Addio.

ADMETO
 lo sfacelo, per me.

CORO
Se ne  andata la moglie di Admeto,  morta.

FIGLIO
str.
Povero me, che sorte crudele la mia. La mamma
mi  stata rapita dalle tenebre,
 morta. Padre mio, mi ha abbandonato,
mi ha lasciato orfano. Come sono infelice.
+Guarda i suoi occhi sbarrati+, le mani rigide.
Rispondimi, ascoltami, madre,
ti prego. Io +ti invoco, madre, io,
il tuo piccolo,
accosto il mio viso+ al tuo.

ADMETO
Non vede pi, non sente pi: che tremenda disgrazia ha colpito voi e me.

FIGLIO
ant.
Padre, sono un ragazzo e mi ha lasciato solo,
mia madre, solo:  un dolore tremendo.
E tu hai patito con me, sorella.
<
> Padre,
sono state inutili le tue nozze:
non siete giunti a vecchiaia insieme.
 morta prima. Te ne sei andata, madre,
e la nostra famiglia  distrutta.

CORO
Admeto, devi rassegnarti alla tua sventura: non sei il primo e non sarai
l'ultimo a venir privato di una brava moglie. Tutti noi abbiamo un debito con
la morte: ammettilo.

ADMETO
Certo, e la disgrazia non mi  piombata addosso all'improvviso. Lo sapevo e mi
ci tormentavo da tanto. Ora, per, devo procedere alle esequie. Restate qui,
voi, e fate eco al peana in onore del dio sotterraneo, che non accetta
libagioni. Io invito tutti i miei sudditi tessali a prendere parte al lutto
per questa donna, a rasarsi il capo, a indossare nere vesti: i proprietari di
quadrighe e di puledri da sella recidano con il ferro le criniere dei cavalli.
Per un intero anno non deve sentirsi in citt musica di flauti, suono di
cetre. Non seppellir mai il cadavere di un'altra creatura a me pi cara di
questa, n migliore verso di me. Si merita i pi ampi onori, perch lei sola
ha accettato di morire al mio posto.

CORO
str. a
Addio, figlia di Pelia,
sii felice laggi
nelle oscure case dell'Ade.
Deve sapere l'Ade, il dio dai neri capelli,
e il vecchio che traghetta le ombre
stando ai remi e al timone,
deve sapere di avere portato sulla sua barca
oltre la palude di Acheronte
la donna pi nobile,
s, la pi nobile che esista.

ant. a
Spesso ti celebreranno i poeti
con inni accompagnati dalla cetra
silvestre, a sette corde
o con semplici cori
a Sparta, quando ricorre il ciclo
delle feste Carnee, in autunno,
e la luna si leva alta nel cielo,
a Atene, splendida e opulenta citt.
Morendo hai offerto
argomento di canto agli aedi.

str. b
Se dipendesse da me,
se ne fossi capace,
ti riporterei alla luce
dalle case dell'Ade
dalle correnti del Cocito,
trovando remi adatti ai fiumi d'oltretomba.
Perch tu sola, prediletta fra le donne,
tu hai liberato, <liberato> il tuo sposo dalla morte
sacrificando la vita.
Che la terra ti sia leggera.
E se tuo marito
accogliesse una nuova moglie nel suo letto,
grande sarebbe l'odio nostro e dei figli.

ant. b
La madre si  rifiutata di
scendere nella tomba al posto del figlio
e anche suo padre, un vecchio.
<    >
S, lo hanno messo al mondo,
ma non hanno voluto salvarlo,
disgraziati, e pensare che hanno i capelli bianchi.
Ma tu, fiorente di giovinezza,
te ne vai, precedi il tuo uomo nell'Ade.
Vorrei una compagna come lei
- ma  un destino che capita di rado ai viventi -
starebbe al mio fianco,
sino alla fine, con armonia.   |[continua]|


|[ALCESTI, 2]|

ERACLE
Amici, gente di Fere, lo trovo in casa, Admeto?

CORO
S, Eracle, il figlio di Ferete  in casa. Ma dimmi, che motivo ti ha indotto
a spingerti in Tessaglia, a passare da Fere?

ERACLE
Un'altra delle fatiche che mi impone Euristeo, re di Tirinto.

CORO
E dove sei diretto? Qual  la meta del tuo viaggio forzoso?

ERACLE
Vado a portar via la sua quadriga a Diomede, in Tracia.

CORO
E come farai? Lo conosci bene, Diomede?

ERACLE
Non lo conosco affatto. Non sono mai capitato nella terra dei Bistoni.

CORO
Non ti sar possibile impadronirti delle cavalle senza combattere.

ERACLE
Non mi  neanche possibile rifiutare le fatiche.

CORO
E allora o lo ammazzi e torni, o resti l perch ti ha ammazzato lui.

ERACLE
Non sarebbe il primo rischio che corro.

CORO
Ma se lo vinci, cosa ne ricavi?

ERACLE
Porter le cavalle al re di Tirinto.

CORO
Non  facile mettere il morso a quelle bestie.

ERACLE
Perch, spirano fuoco dalle froge?

CORO
No, ma sbranano la gente, e in un lampo.

ERACLE
Tu parli di un pasto da belve, non da cavalli.

CORO
Le loro greppie sono lorde di sangue, vedrai.

ERACLE
Ma il loro allevatore di chi si vanta figlio?

CORO
Di Ares, ed  il signore dei Traci dallo scudo bordato d'oro.

ERACLE
Ancora una fatica, questa che tu menzioni, in sintonia col mio destino; 
aspro e sempre in salita. Evidentemente mi tocca battermi con i figli di Ares:
prima Licaone, poi Cicno, e adesso, ecco il terzo scontro, con le cavalle e il
loro padrone. Ma nessuno vedr mai il figlio di Alcmena tremare di fronte a un
nemico.

CORO
Guarda, sta uscendo dalla reggia Admeto, il sovrano di questa terra.

ADMETO
Salute a te, figlio di Zeus, sangue di Perseo.

ERACLE
Salute a te, Admeto, signore dei Tessali.

ADMETO
Magari, so che  l'augurio di un amico sincero.

ERACLE
Come mai quei capelli rasati a lutto?

ADMETO
Ho un morto da seppellire, oggi.

ERACLE
Che dio tenga lontana la sventura dai tuoi figli.

ADMETO
I miei figli li ho in casa e stanno bene.

ERACLE
Tuo padre, comunque, era anziano, se si tratta di lui.

ADMETO
No, mio padre e mia madre sono ancora in vita.

ERACLE
Non  mica successo qualcosa a Alcesti?

ADMETO
Sono due i discorsi che posso fare su di lei.

ERACLE
Cosa intendi dire?  viva o no?

ADMETO
 viva e non  pi viva, e la faccenda mi angoscia.

ERACLE
Ne so meno di prima: parli per enigmi.

ADMETO
Conosci il destino che l'aspetta?

ERACLE
Certamente: ha accettato di morire al posto tuo.

ADMETO
E come fa a essere viva dopo una promessa simile?

ERACLE
Ah, non disperarti prima del tempo, rimanda il lutto a quando la cosa sar
successa.

ADMETO
Chi sta per morire  gi morto, e chi  morto non  pi.

ERACLE
L'essere e il non essere sono ritenute due cose diverse.

ADMETO
Tu tieniti la tua opinione, Eracle, e io mi terr la mia.

ERACLE
Ma allora, perch piangi? Chi  scomparso dei tuoi cari?

ADMETO
Una donna. Parlavamo di una donna poco fa.

ERACLE
Estranea o del tuo sangue?

ADMETO
Estranea, eppure legata alla mia famiglia.

ERACLE
E come mai  morta a casa tua?

ADMETO
Era venuta a abitare da noi, orfana, dopo la scomparsa di suo padre.

ERACLE
Ah, mi spiace. Non avrei voluto trovarmi qui mentre sei in lutto.

ADMETO
Che strano discorso mi stai imbastendo?

ERACLE
Intendo cercare ospitalit da qualche altra parte.

ADMETO
Impossibile, amico: depreco una iattura simile!

ERACLE
Un ospite che arriva tra gente in gramaglie  un fastidio.

ADMETO
I morti sono morti; su, entra in casa.

ERACLE
 vergognoso, per un ospite, banchettare tra persone in lacrime.

ADMETO
Le stanze dove ti condurranno sono isolate dal resto della casa.

ERACLE
Lasciami andare: te ne sar gratissimo.

ADMETO
Che tu vada in un'altra casa  escluso. Servo, accompagnalo nell'ala riservata
ai forestieri e avverti gli addetti di imbandire una ricca tavola. Chiudete
bene le porte: gli ospiti, mentre banchettano, non devono venir disturbati,
sentire lamenti.

CORO
Ma cosa fai? In un momento come questo, non esiti a accogliere gente a casa
tua. Sei impazzito?

ADMETO
Perch, mi avreste apprezzato di pi se cacciavo un amico giunto nella mia
citt, nel mio palazzo? No di certo: il mio lutto non diventava meno grave e
io sarei passato per un individuo poco socievole. Avrei aggiunto disgrazia a
disgrazia: sentir definire inospitale casa mia! Ho sempre trovato in Eracle un
anfitrione straordinario, ogni volta che capitavo nella sitibonda Argo.

CORO
Ma perch hai nascosto la tua disgrazia al nuovo arrivato, all'amico, come lo
chiami tu?

ADMETO
Perch non avrebbe mai accettato di rimanere da noi, se avesse saputo la
verit. Qualcuno, penso, mi riterr pazzo e mi disapprover: ma la mia reggia
ignora cosa sia respingere o far torto a un ospite.

CORO
str. a
O casa del mio padrone, sempre generosa e ospitale,
anche Apollo Pizio, signore della cetra,
si degn di abitarti,
accett di diventare
pastore, o Admeto,
nelle tue propriet
suonando
agresti inni nuziali alle tue greggi
per i ripidi sentieri.

ant. a
Chiamate dai canti gioiosi
accorrevano a frotte le linci screziate,
si affollavano fulve torme di leoni,
lasciata la valle dell'Otri;
al suono della tua cetra, Febo,
danzava il maculato cerbiatto
sbucato con agili garretti
di tra i pini svettanti,
allietati dalle soavi melodie.

str. b
E cos, la casa che tu abiti, Admeto,
presso la palude Bebia
dalle belle correnti
 la pi ricca di greggi.
Alle terre arate, alle distese di prati
fa da confine +il paese+ <    > dei Molossi,
l dove sono gli oscuri stabuli del sole,
il nostro re domina sul mare egeo
sino alle inospitali coste del Pelio.

ant. b
E anche ora ha spalancato la reggia,
pur con occhio umido di pianto
e disperato per la cara moglie
morta da poco, ha accolto un ospite.
Chi  nobile
sa bene comportarsi:
ogni saggezza alberga nell'uomo di valore.
Lo ammiro. Nel mio cuore regna la fiducia:
 pio, Admeto: sar benedetto dagli di.

ADMETO
Cittadini di Fere, presenti qui con il vostro affetto, la salma  pronta e i
servi la stanno oramai trasportando a spalle verso il rogo e la tomba. Dite
addio, come vuole l'uso, a chi compie il viaggio estremo.

CORO
Vedo tuo padre che si avvicina con il passo dei vecchi: lo seguono i suoi
famuli, hanno in mano il corredo funebre per la tua sposa, gli ornamenti
mortuari.

FERETE
Sono qui per partecipare al tuo dolore, figlio: hai perduto un'ottima e fedele
moglie. Nessuno oser certo negarlo. Ma occorre farsi coraggio, in questi
casi, anche se non  facile. Accogli questi oggetti preziosi e scendano
sottoterra con Alcesti. Bisogna onorarne le spoglie, perch si  immolata per
te e non mi ha privato del figlio: non mi vedr costretto a consumare una
penosa vecchiaia senza di te. Con il suo gesto coraggioso e nobile, Alcesti ha
reso onore al proprio sesso. Tu hai salvato Admeto, hai rimesso in piedi noi
che stavamo per cadere: ti dico addio, ti auguro di essere felice nell'Ade.
Secondo me, sono questi i matrimoni utili ai mortali o altrimenti  meglio che
uno non si sposi.

ADMETO
Io qui, a questo funerale non ti ho invitato e la tua presenza non la
considero gradita. Lei non indosser mai il corredo funebre che le hai
portato, non ha bisogno dei tuoi doni, per la sepoltura. Al mio dolore dovevi
partecipare quando ero in pericolo di vita. E dopo esserti defilato, dopo
avere permesso che morisse un'altra persona, giovane, tu, cos vecchio, vieni
ora a piangere su questo cadavere? Tu non fosti mai il vero padre di questo
mio corpo e non mi mise al mondo quella che sostiene di averlo fatto e si
attribuisce il nome di madre. No, io sono sangue di schiavi e mi hanno
attaccato di nascosto al seno di tua moglie. Nel momento decisivo hai
dimostrato chi sei realmente: non mi ritengo nato da te. Ti distingui per
vilt da tutti: decrepito come sei, al termine dell'esistenza, non hai voluto,
non hai avuto il coraggio di sacrificarti per tuo figlio. Avete permesso che
lo facesse lei, una straniera, l'unica persona che devo giustamente ritenere
mio padre, mia madre. Eppure era una bella sfida da affrontarsi: ti immolavi
per il figlio, tanto non ti restava molto da campare. [E io potevo trascorrere
insieme a lei il resto dei miei giorni, e non sarei qui solo a piangere sui
miei mali.] Tutto ci che fa felice un uomo lo hai avuto. Sei salito al trono
da giovane, ti sei garantito un erede, il sottoscritto, in famiglia, non
rischiavi, dunque, morendo senza figli, di lasciare in preda ad altri la tua
reggia, vuota di un legittimo successore. Non sosterrai di avermi abbandonato
alla morte perch non onoravo la tua vecchiaia: io ero un figlio
rispettosissimo, e in cambio ricevo da te e da chi mi ha partorito questo bel
grazie. Sbrgati a fabbricare altri figli che ti assistano negli anni tardi e
ti compongano nella bara e provvedano alle esequie. Perch non sar io, con le
mie mani, a seppellirti: per quanto ti riguarda, io sono defunto. Se continuo
a vedere la luce, se sono salvo grazie ad un altro, di lui mi proclamo figlio,
a lui manifester la mia devozione. I vecchi mentono quando si augurano di
scomparire, imprecando contro la senilit e l'esistenza troppo lunga. Appena
la fine si avvicina, nessuno vuole morire, e la vecchiaia non appare pi un
peso.

CORO
Smettetela: basta gi la disgrazia in corso. Figlio, non esasperare tuo padre.

FERETE
Figlio, ma chi ti credi di insultare cos malamente? Uno schiavo lidio o
frigio che ti sei comperato? Non sai che sono un Tessalo, e figlio legittimo
di un Tessalo, un uomo libero? Tu offendi troppo e non te la caverai a buon
mercato, dopo questa raffica di accuse infantili contro di me. Io ti ho
generato e allevato come padrone di questa casa, ma non ho l'obbligo di morire
in vece tua. Non ho ereditato dai nostri avi la legge che i padri debbano
immolarsi per i figli, e non  neanche greca questa legge. Della tua vita,
felice o infelice che sia, sei responsabile tu: quello che dovevi avere da
noi, lo hai avuto. Comandi su molti sudditi, ti lascer molte terre: sono i
beni che ho ricevuto da mio padre. Che torti ti ho fatto? E di che cosa ti
privo? Non ti chiedo di morire per me, e tu non chiedermi di morire per te. Ti
piace vivere: e credi che a tuo padre non piaccia? Se computo il tempo che
dovr trascorrere laggi,  lungo, mentre la vita  breve: ma  pur sempre
piacevole. Hai lottato spudoratamente per evitare la morte e vivi oltre il
termine a te assegnato uccidendo lei. E accusi me di vilt, tu un codardo
vinto da una donna, che  crepata per la tua bella faccia? Hai trovato un modo
brillante per scamparla sempre, se riuscirai ogni volta a persuadere la moglie
che ti trovi a prendere il tuo posto. E insulti i tuoi che si rifiutano di
farlo, pusillanime che non sei altro? Chiudi la bocca: e pensa che se tu ami
l'esistenza, anche tutti gli altri la amano: se ci ricopri di ingiurie, ti
sentirai replicare molte spiacevoli verit.

CORO
Vi siete scambiati troppe contumelie, prima e adesso: finiscila, vecchio, di
inveire contro tuo figlio.

ADMETO
Parla pure, io quel che avevo da dire l'ho detto: se ti offendi a sentire la
verit, non dovevi agire in modo sbagliato nei miei riguardi.

FERETE
Avrei sbagliato di pi se morivo in vece tua.

ADMETO
Perch,  la stessa cosa se muore un giovane o un vecchio?

FERETE
Abbiamo avuto in sorte un'esistenza sola, non due.

ADMETO
Ti auguro di vivere pi a lungo di Zeus.

FERETE
Non essere sacrilego con i tuoi genitori, che non ti hanno fatto niente.

ADMETO
Gi, mi ero accorto che ti piace vivere in eterno.

FERETE
Ma non sei tu che porti a seppellire un cadavere al tuo posto?

ADMETO
Miserabile, questo  il segno della tua codardia.

FERETE
Non mi verrai a dire che  deceduta per colpa nostra.

ADMETO
Come vorrei che un giorno tu avessi bisogno di me.

FERETE
Sposane molte di donne, cos saranno in tante a andare all'altro mondo.

ADMETO
La vergogna ricade su di te, che hai rifiutato di morire.

FERETE
La luce del sole  un bene caro, molto caro.

ADMETO
Pensiero meschino il tuo, indegno di un uomo.

FERETE
Ma intanto non te la ridi trasportando la bara di un vecchio.

ADMETO
Quando verr la tua ora, morirai disonorato.

FERETE
Da morto, la cattiva fama non mi interessa.

ADMETO
Dio mio, la vecchiaia non ha nessun pudore.

FERETE
Lei s, lo aveva: ti sei trovato una bella pazza.

ADMETO
Vattene e lasciami seppellire questo cadavere.

FERETE
Me ne vado. Seppellisci tu la donna che hai assassinato. Ma ai suoi parenti
dovrai renderne conto. Non  pi un uomo, Acasto, se non vendica il sangue di
sua sorella.

ADMETO
Va' in malora tu e la tua compagna! Invecchiate da soli, senza figli, anche se
uno  ancora al mondo. Ve lo meritate! Non metterete pi piede in questa mia
casa. Se potessi ripudiare pubblicamente il focolare paterno, lo ripudierei.
Noi - occorre sopportare la sciagura che ci ha colpito - noi muoviamoci,
andiamo a deporre il feretro sulla pira.

CORO
Ahi, ahi, sei stata grande,
nobile, coraggiosa. Addio,
che Hermes ctonio e l'Ade ti accolgano
benevoli. Se per i buoni c' una ricompensa
nell'aldil, l'avrai: tu siederai accanto
alla sposa di Ade.

SERVO
Ospiti arrivati alla reggia di Admeto ne ho conosciuti e serviti a tavola
tanti, ma sinora non me n'era capitato nessuno peggiore di questo. Aveva ben
visto la tristezza del mio padrone, ma ha avuto lo stesso la faccia tosta di
entrare, di oltrepassare le soglie del palazzo. E poi, pur conoscendo la
situazione, non si  accontentato dei cibi che gli venivano imbanditi, no,
quello zotico se qualcosa mancava ce la chiedeva con insistenza. Agguantata
+con le mani+ una coppa di edera, tracanna vino puro, cos com' prodotto
dalla nera terra, ne tracanna finch il calore fiammeggiante del vino non gli
si diffonde per tutte le vene. E poi si ficca in testa una corona di mirto,
ululando canzoni stonate. Cos, si sentiva una duplice musica: lui berciava
indifferente alle disgrazie familiari di Admeto, e noi servi piangevamo
Alcesti, nascondendo all'ospite le nostre lacrime, perch cos ci aveva
ordinato Admeto. E ora io rifocillo in casa lo straniero, un ladro, un
mascalzone, un predone. La mia signora ha lasciato la sua dimora, e io non ho
seguito il corteo funebre, non ho proteso le mani verso di lei, gemendo su una
padrona che era una madre per me e tutte le ancelle, che stornava da noi tanti
guai, placando la collera di suo marito. Non ho ragione di odiare il
forestiero che  arrivato qui mentre regna l'angoscia?

ERACLE
Ehi, tu, perch mi guardi con quell'aria seria e preoccupata? Un servo non
deve mostrarsi tetro con gli ospiti, ma deve accoglierli affabilmente. Hai
davanti agli occhi un amico del tuo padrone e sei scuro in volto, arcigno, te
la prendi per un lutto che non coinvolge la reggia. Vieni qui, che penser io
a educarti meglio. +Lo sai+ come vanno le cose per i mortali? Credo di no. Da
dove lo ricaveresti? E allora, stammi a sentire.
Tutti i mortali li attende la morte
e nessuno di loro mai sapr
il giorno dopo se ancora vivr,
come vada a finire la sua sorte.
 un gioco che non si impara, quello della sorte, non c' arte che tenga. Su,
ascolta, apprendi da me la lezione. Goditela, bevi, ritieni tua la vita giorno
per giorno, e il resto invece nelle mani del caso. Onora Cipride, la pi
piacevole di tutte le dee, per gli uomini:  davvero benefica. Lascia perdere
il rimanente, dammi retta, se ti pare che io dica giusto. E credo proprio di
s. E dunque
scrdati l'eccessivo dispiacere,
[mettiti una corona], vieni a bere,
[getta alle spalle l'infelicit].
L'alzarsi e l'abbassarsi del bicchiere
col ritmo adatto ti piloter
fuori dal cupo e dalla tua ansiet.
I mortali devono avere pensieri mortali. Per la gente troppo seriosa e
accigliata, a mio giudizio, la vita non  davvero vita, ma una iattura.

SERVO
Le sappiamo queste cose. Ma la situazione attuale non richiede n baldoria n
riso.

ERACLE
 morta un'estranea: non ti addolorare troppo. I tuoi padroni -  quello che
conta - sono vivi.

SERVO
Come? Vivi? Lo sai cos' successo nella reggia?

ERACLE
Se il tuo padrone non mi ha detto delle menzogne.

SERVO
 troppo ospitale, lui, troppo.

ERACLE
Perch, non dovevo essere trattato bene, per un'estranea che  morta?

SERVO
E come no? Era proprio un'estranea!

ERACLE
 capitata una disgrazia a Admeto e me l'ha taciuto?

SERVO
Addio, statti bene. Le sventure dei nostri padroni riguardano noi.

ERACLE
Questo discorso scaturisce da dolori interni alla reggia.

SERVO
Certo, altrimenti non mi sarei tanto risentito vedendoti gozzovigliare.

ERACLE
Ho patito un grave torto dai miei anfitrioni.

SERVO
Non sei capitato nel momento giusto, per un ospite. [Siamo in lutto: non vedi
gli abiti neri e la testa rasa?

ERACLE
Ma chi  morto?]

ERACLE
 mancato uno dei suoi figli oppure il vecchio padre?

SERVO
 morta la moglie di Admeto, straniero.

ERACLE
Ma cosa dici? E mi avete dato ospitalit?

SERVO
S, perch il re si vergognava a mandarti via.

ERACLE
Povero infelice, che compagna hai perso!

SERVO
 finita per tutti noi, non solo per lei.

ERACLE
L'avevo intuito, vedendo gli occhi gonfi di lacrime, i capelli rasi, il volto
di Admeto. Ma era riuscito a convincermi, raccontandomi che stava seppellendo
una persona non di famiglia. E io, facendo violenza ai miei sentimenti, ho
oltrepassato lo stesso la porta, ho bevuto nella casa di un uomo ospitale, in
un momento cos grave per lui. E sono qui a gozzovigliare, con la testa cinta
di fiori? Ma tu, tacermi la disgrazia che c'era in casa! Dove seppellisce
Alcesti? Dove posso raggiungerlo?

SERVO
Prendi la strada che porta dritto a Larissa. Vedrai, appena fuori di citt,
una tomba di pietra levigata.

ERACLE
Tu mio cuore, che molto hai osato, e voi, mie mani mostrate ora quale figlio
Alcmena di Tirinto, nata da Elettrione, ha generato a Zeus. Devo salvare la
donna spirata di recente, riportare tra queste mura Alcesti, ricambiare la
gran cortesia di Admeto. Mi precipito laggi e aspetto al varco il signore dei
morti, Thanatos dalle nere vesti: penso di sorprenderlo mentre beve il sangue
delle vittime, vicino alla tomba. Balzando dal luogo della mia imboscata, lo
agguanter, lo stringer nella morsa delle mie mani e nessuno potr
strapparlo, semisoffocato, dalla mia presa finch non mi abbia restituito
Alcesti. Se fallisco questa caccia perch Thanatos non viene alle libagioni di
sangue, scender gi, alle oscure dimore di Core e di Ade, e chieder che mi
sia consegnata Alcesti. Sono convinto che la riporter su, la rimetter nelle
mani di chi mi ha accolto benevolmente nella reggia e non mi ha respinto,
nonostante il grave lutto che lo aveva colpito. Fedele alla sua nobilt, me ne
aveva tenuto all'oscuro per rispetto verso di me. C' qualcuno fra i Tessali,
fra i Greci che abbia maggior senso di ospitalit di lui? Ma non dovr dire di
avere beneficato, nella sua generosit, un uomo indegno.

ADMETO
Amaro ritorno
odioso spettacolo di stanze vuote.
Sono disperato <, disperato>.
Ma dove andare, dove restare?
Che dire, che tacere?
Come posso morire? Mia madre
ha generato un infelice.
Invidio i morti, anzi li amo,
voglio abitare laggi, con loro.
Non mi allieta il sole,
n il camminare su questa terra.
Quale pegno mi ha rapito
Thanatos, per consegnarlo all'Ade!

CORO
str. a
Va' avanti, avanti, entra nella reggia.

ADMETO
 tremendo.

CORO
Muove a piet il tuo patire.

ADMETO
Dio mio.

CORO
Il dolore ti ha attraversato, lo so.

ADMETO
Sono sconvolto.

CORO
Non puoi darle nessun aiuto, laggi...

ADMETO
Che destino, il mio.

CORO
 straziante non vedersi pi davanti il viso della moglie.

ADMETO
Ecco cosa mi ha piagato l'animo:
nulla  peggio per un uomo
che perdere una moglie devota.
Magari non l'avessi mai sposata,
non avessimo abitato qui insieme!
Invidio chi non ha moglie n figli;
dispone di una vita sola,
con i suoi bastevoli tormenti.
Ma le malattie dei figli,
i letti nuziali devastati dalla morte,
questo  intollerabile,
quando invece si pu vivere
senza nozze, senza prole.

CORO
ant. a
La sorte, la sorte ineluttabile  sopraggiunta.

ADMETO
 tremendo.

CORO
Non poni limite al dolore.

ADMETO
Dio mio.

CORO
 duro sopportare, eppure...

ADMETO
Sono sconvolto.

CORO
Coraggio, non sei il primo a perdere...

ADMETO
Che destino il mio.

CORO
... la sposa; la sventura, in varie maniere, colpisce un mortale poi l'altro.

ADMETO
O lunghi lutti, o angoscia
patita per i cari ormai scomparsi.
Perch mi hai impedito di gettarmi
nella fossa funebre
e di giacere, morto, accanto a lei,
donna di grandi virt?
L'Ade avrebbe avuto non una,
ma due vite insieme, le pi fedeli,
insieme avremmo varcato la palude degli inferi.

CORO
str. b
A un mio parente mor
il figlio in casa, ed era degno di compianti,
un figlio unico.
Ma il padre sopport il colpo,
eppure non aveva altra prole,
era un uomo con i capelli bianchi,
in l con gli anni,
vicino alla fine.

ADMETO
O reggia, come posso entrare in te,
e abitarti?
La sorte  cambiata, tutto  mutato.
Il mio ingresso, allora, avvenne
con fiaccole del Pelio e imenei,
tenevo per mano mia moglie,
mi seguiva un corteo chiassoso.
Inneggiavano a me e a lei, la morta,
gridando viva la coppia patrizia,
viva gli sposi, figli entrambi di nobili.
Ora risuonano pianti e non inni,
e vesti non candide, ma nere
mi scortano dentro le stanze, a un letto deserto.

CORO
ant. b
Eri felice, non toccato dal male,
 sopraggiunto il dolore,
ma hai salvato la vita e l'animo.
 morta tua moglie, lasciando un vuoto d'amore.
Non  una grande novit. La morte
ha strappato la sposa a tanti altri.

ADMETO
Amici, ritengo la sorte di mia moglie migliore della mia, anche se non sembra.
Il dolore non la colpir pi, si  liberata dei molti affanni, in un alone di
gloria. E io che non dovevo vivere, che sono sfuggito al mio fato, avr una
vita di pena: adesso capisco. Mi sar intollerabile entrare in questa reggia.
A chi mi rivolger e chi si rivolger a me per darmi il benvenuto? C' ancora
un posto per me? La solitudine che c' dentro mi scaccer: vedr le sue stanze
vuote, vuoto il trono su cui si sedeva, e i pavimenti tutti sporchi. I figli,
gettandosi ai miei piedi, piangeranno la madre, i servi gemeranno per la
padrona che hanno perduta. Ecco cosa succeder in casa, e fuori mi
respingeranno i matrimoni dei Tessali, le liete brigate di donne: non
sopporter di vedere le coetanee di mia moglie. E chiunque sia mio nemico
dir: Guarda questo miserabile, vive, non se l' sentita di morire, si 
sottratto all'Ade da vigliacco, offrendo in cambio la moglie. E si crede di
essere un uomo? Odia i genitori, ma lui non ha voluto morire. Alla mia
sventura si accompagner questa bella fama. Mala sorte e cattiva nomea
insieme: a che mi serve vivere, amici?

CORO
str. a
Io grazie alle Muse mi sono levato
alto nel cielo, io mi sono fatto padrone
di molte idee, ma nulla ho incontrato
pi forte della Necessit.
Contro di lei non ho trovato rimedi
nelle tavolette tracie dettate da Orfeo
e neppure nei farmaci che Febo
diede agli Asclepiadi come antidoto
ai tanti mali degli uomini.

ant. a
Solo di questa dea
non esistono altari
o immagini a cui accostarsi:
non si placa con sacrifici.
Non aggredirmi, ti prego, signora,
pi crudelmente che nel passato.
Persino Zeus, qualunque cosa voglia
la realizza con il tuo permesso.
Tu domi a forza anche il ferro dei Calibi,
la tua inaccessibile volont
non rispetta nessuno.

str. b
La dea ha preso anche te, Admeto,
nei suoi lacci implacabili.
Conslati: non riuscirai con le lacrime
a riportare sulla terra i defunti.
Anche i figli degli di scompaiono
nelle tenebre della morte.
Alcesti ci era molto cara quando era in mezzo a noi,
ci sar cara anche da morta.
Hai legato a te come sposa la migliore delle donne.

ant. b
Il luogo dove giace tua moglie
non  un semplice sepolcro.
Come un altare divino
lo onori il viandante.
Raggiungendolo per un sentiero appartato dir:
 morta per suo marito,
ora  con gli spiriti beati.
Ti saluto, ti venero, proteggimi.
Ecco le parole che le saranno rivolte.

Admeto, se non mi sbaglio, il figlio di Alcmena si sta dirigendo verso la
reggia.

ERACLE
Con un amico bisogna parlare con franchezza e non tacere, tenendosi dentro le
rimostranze. Io ti ero vicino in una situazione grave e mi sarei aspettato di
venir messo alla prova come amico. Ma tu non mi hai detto che il cadavere
esposto era quello di tua moglie, e mi hai ospitato, facendomi capire che i
tuoi pensieri non nascevano da un lutto in famiglia. Io mi sono incoronato il
capo di fiori, ho libato agli di in una reggia funestata dalla tua disgrazia.
E ti incolpo, ti incolpo per quello che mi  successo, ma non voglio
rattristarti ulteriormente mentre stai patendo. Ti spiego la ragione per cui
sono di nuovo qui. Ti prego di prendere questa donna e di custodirmela finch
non sar di nuovo qui con le cavalle tracie, dopo avere ucciso il sovrano dei
Bistoni. Se mi succede quello che non vorrei - io mi auguro di tornare - te ne
faccio dono: tienila come ancella in casa. Ne sono venuto in possesso con
molta fatica.  andata cos. Cpito in un posto dove avevano bandito una gara
aperta a tutti, una bella competizione atletica, e ne riporto lei come premio
della mia vittoria. Per chi trionfava nelle prove minori c'erano dei cavalli,
chi vinceva nelle prove pi impegnative, come lotta e pugilato, si assicurava
una mandria di buoi e, in pi, una donna. Mi trovavo l, sarebbe stato
disonorevole per me trascurare questo glorioso guadagno. Ma, come ti avevo gi
detto, devi averne cura tu di questa donna: non l'ho rubata, me la sono
conquistata battendomi duramente. Verr il momento in cui anche tu,
probabilmente, mi elogerai per questo.

ADMETO
Non per spregio verso di te o perch pensassi che era una cosa di cui
vergognarsi ti avevo tenuta nascosta la fine della mia sfortunata sposa. Ma si
sarebbe aggiunta pena a pena, se andavi a cercare ospitalit altrove, era gi
sufficiente per me piangere sulle mie disgrazie. Ma ti prego, se  possibile,
affida questa donna a un altro Tessalo che non abbia patito le mie sofferenze,
hai tanti amici qui a Fere: non richiamarmi le mie angosce. A vedermi questa
donna in casa non riuscirei a trattenere le lacrime: sto male, non peggiorare
la situazione, sono gi abbastanza oppresso dalla mia disgrazia. Una giovane
donna, dove la sistemo nella reggia? Perch  giovane, lo rivelano i suoi
abiti, gli accessori che porta. La vedi abitare nella stanza destinata agli
uomini? E come farebbe a mantenersi casta, trovandosi in mezzo a dei giovani?
Non  facile frenare gli ardori di chi  nel fiore dell'et: io me ne
preoccupo per te. O le assegno stabilmente il talamo della defunta? Ma come la
intrudo nel letto di Alcesti? Temo un duplice biasimo: da un lato ci sono i
cittadini e qualcuno di loro potrebbe accusarmi di avere tradito la mia
benefattrice infilandomi sotto le coperte di un'altra donna giovane. E poi c'
la morta, e devo stare molto attento: merita il mio pi profondo rispetto.
Quanto a te, donna, chiunque tu sia: lo sai che hai la stessa statura di
Alcesti e che le assomigli, fisicamente? Ahi. Portala via, lontano dalla mia
vista, per gli di, non colpire uno che  gi segnato dal dolore. La guardo e
mi sembra di vedere la mia sposa: il cuore mi batte forte, gli occhi mi si
riempiono di lacrime, sono disperato, adesso provo tutta l'amarezza del mio
dolore.

CORO
Io non potrei definire buona la situazione, ma si deve accettare, qualunque
esso sia, il dono del dio.

ERACLE
Magari avessi tanto potere da riportare tua moglie dal regno delle ombre alla
luce, da concederti questa grazia.

ADMETO
So bene che lo vorresti. Ma  desiderio vano: i morti non possono risuscitare.

ERACLE
E allora non eccedere, sopporta con misura.

ADMETO
Dare consigli  pi facile che sopportare quando si soffre.

ERACLE
Cosa ci guadagni a voler sempre piangere?

ADMETO
Niente, lo riconosco: ma mi travolge questo desiderio di lacrime.

ERACLE
Naturale, l'amore per gli estinti porta lacrime.

ADMETO
Mi ha distrutto, quest'amore, e ben pi di quanto dicano le mie parole.

ERACLE
Hai perduto un'ottima moglie: chi lo negherebbe?

ADMETO
Con la conseguenza che quest'uomo non prova pi gioia a stare al mondo.

ERACLE
Il tempo lenir la ferita: adesso  ancora troppo recente.

ADMETO
Il tempo? S, se tempo significa morte.

ERACLE
Una donna e nuove nozze metteranno fine al tuo rimpianto.

ADMETO
Chiudi la bocca. Che bestemmia! Non me lo sarei mai immaginato da te.

ERACLE
Come? Non ti risposerai? Vuoi rimanere vedovo?

ADMETO
Nessuna donna entrer mai nel mio letto!

ERACLE
Credi che la morta ne trarr qualche vantaggio?

ADMETO
Dovunque si trovi,  mio dovere onorarla.

ERACLE
Io, per me, ti elogio, ma ti attirerai la taccia di pazzo.

ADMETO
Non potrai pi definirmi uno sposo.

ERACLE
Ti ho lodato perch sei un amico fedele di tua moglie.]

ADMETO
Possa io morire prima di tradirla, anche se non  pi.

ERACLE
Via, accogli questa donna nelle tue nobili case.

ADMETO
No, ti supplico, in nome di tuo padre Zeus.

ERACLE
Bada,  un errore non fare come ti dico.

ADMETO
E se lo facessi, l'angoscia mi divorerebbe.

ERACLE
Dammi retta. Il favore che ti chiedo potrebbe volgersi a tuo vantaggio.

ADMETO
Come vorrei che non te la fossi conquistata in una gara!

ERACLE
Io l'ho vinta, ma anche tu partecipi alla mia vittoria.

ADMETO
Perfetto: ma che se ne vada.

ERACLE
Se ne andr, se  necessario: ma prima accrtati che sia necessario.

ADMETO
Lo , a meno che tu non te la prenda a male.

ERACLE
Anch'io ho le mie ragioni, se insisto tanto.

ADMETO
Vuoi averla vinta? D'accordo. Ma fai una cosa che non mi piace.

ERACLE
Verr il momento in cui mi ringrazierai: ora dammi retta.

ADMETO
Servi, conducetela dentro, visto che bisogna accoglierla in casa.

ERACLE
Non affiderei questa donna a dei servi.

ADMETO
E allora, se credi, accompagnala tu.

ERACLE
No, io la consegner unicamente nelle tue mani.

ADMETO
Preferirei non toccarla: ma pu entrare in casa.

ERACLE
Io mi fido solo della tua destra.

ADMETO
Signore, tu mi costringi a fare cose che non voglio.

ERACLE
Non aver paura, tendile la mano, tocca la straniera.

ADMETO
S, tendo la mano come per decapitare la Gorgone.

ERACLE
Fatto?

ADMETO
Fatto, s.

ERACLE
Custodiscila, adesso e riconoscerai, dopo, che il figlio di Zeus  un nobile
ospite.]

ERACLE
Guardala, se non sembra che assomigli in qualche modo a tua moglie: la fortuna
 dalla tua, cessa di affliggerti.

ADMETO
O di, cosa devo dire? - che miracolo insperato -  davvero mia moglie quella
che vedo? O mi stordisce una gioia celeste illusoria?

ERACLE
No, quella che vedi  proprio tua moglie.

ADMETO
Bada che non sia uno spettro degli inferi.

ERACLE
Non hai dato ospitalit a un negromante.

ADMETO
Ma ho davvero davanti agli occhi la donna che avevo seppellito?

ERACLE
Esatto. Ma non sono sorpreso che tu non creda alla tua fortuna.

ADMETO
Posso toccarla, posso parlarle come se fosse mia moglie realmente viva?

ERACLE
Fa' pure. Hai tutto quello che desideravi.

ADMETO
 il viso, il corpo di mia moglie. Insperatamente sei mia, mentre credevo di
non rivederti mai pi.

ERACLE
 tua. E che l'invidia degli di non cada su di voi.

ADMETO
Nobile figlio del grande Zeus, sii felice e ti protegga il padre che ti ha
generato: tu solo hai raddrizzato la mia sorte. Ma come l'hai riportata dagli
inferi alla luce?

ERACLE
Ho ingaggiato battaglia col demone che la teneva in suo potere.

ADMETO
E dove dici di aver combattuto contro Thanatos?

ERACLE
Proprio accanto alla tomba. Ero appostato e l'ho artigliato con le mie mani.

ADMETO
Perch questa donna se ne sta l, muta?

ERACLE
Non ti  ancora permesso di udire parole da lei, prima che sia stata sciolta
dal vincolo che la consacra agli di inferi e siano passati tre giorni. Ma
accompagnala dentro, e anche in futuro, Admeto, cerca di essere pio e giusto
con gli ospiti. Ora io devo andare e compiere l'impresa che mi  stata imposta
dal sovrano figlio di Stenelo.

ADMETO
Resta con noi, condividi il nostro focolare.

ERACLE
Un'altra volta, adesso devo affrettarmi.

ADMETO
Buona fortuna e rapido ritorno! Ordino ai cittadini, in tutta la tetrarchia:
si levino cori per festeggiare la lieta sorte, gli altari fumino per sacrifici
di buoi in onore degli di. La nostra vita ha mutato corso, in meglio: non
negher di essere felice.

CORO
Molte sono le forme del divino, molte sono le risoluzioni inattese dei
celesti; quello che si credeva non si  compiuto, un dio trov la strada per
l'impossibile. E questa vicenda si  suggellata cos.
FINE.
