Eschilo.

Prometeo incatenato.

Traduzione di Ezio Savino.

Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi, dalla Fondazione
Ezio Galiano. Catanzaro, 16 Febbraio 2000.

Eleusi 525 circa, Gela 456 a.C. Poeta tragico, attore e musicista greco.
Di famiglia aristocratica, si distinse a Maratona e a Salamina contro i
persiani. Fu in Sicilia, dove entr in contatto con i circoli pitagorici.
Dei 90 drammi attribuitigli ce ne sono pervenuti, interi, 7: I persiani (472,
unica tragedia storica rimastaci); I sette contro Tebe (467); Prometeo e
Supplici (entrambe di impossibile datazione); la trilogia Orestea (Agamennone,
Coefore, Eumenidi), andata in scena nel 458.
Inquadrato in un fasto scenografico che impiega le macchine (cocchi alati nel
Prometeo), l'esotismo (costumi barbari nei Persiani e nelle Supplici), i
movimenti di massa dei cori, il dramma di Eschilo consegna un fondamentale
messaggio etico-religioso: la colpa, individuale o di popolo,  sempre punita
dagli dei, custodi di giustizia, e si trascina per generazioni.
Non manca l'aggancio con la realt politica: i Persiani per esempio sono anche
una sorta di manifesto della politica marittima di Temistocle.
Dopo i trionfi contemporanei, Eschilo fu posto in secondo piano, e soltanto
con il romanticismo la cultura europea ne riscopr tutta la grandezza.
