Il Pastore 
di Erma
Il "Pastore" di Erma  uno scritto che ci porta nel vivo
della comunit cristiana della prima met del secondo secolo.
La comunit  in via di espansione, e i fedeli, non tutti
entusiasti e pronti al sacrificio per una vita cristiana
coerente e pura, non si conoscono pi tutti fra loro, come
avveniva alla generazione passata. Di qui l'argomento
centrale dell'opera, che  la penitenza, da attuare
attraverso una riforma morale. Erma vuole evitare i due
opposti estremismi, il rigorismo eccessivo che negava la
possibilit della penitenza per i peccati commessi dopo il
battesimo, e il lassismo: la penitenza  possibile e deve
essere attuata finch dura questa esistenza terrena, dice Erma.
Il libro si compone, simbolicamente, di cinque visioni,
dodici precetti e dieci similitudini allegoriche. Il genere
letterario, molto originale, si rif al dialogo che si
intesse tra l'autore e alcune personificazioni della Chiesa.
Il discorso vuole essere semplice ed accessibile a tutti.
Testo  italiano da: I Padri Apostolici, edito da Citt  Nuova.
Trasposizione digitale a cura di Massimo Bernabei, 1999.
VISIONI
Prima visione
L'uomo giusto desidera le cose giuste
1)  1.  Chi  mi aveva allevato a Roma mi vendette a una  certa
Rode.  La  ritrovai  dopo molti anni e incominciai  ad  amarla
come  sorella.  2. Trascorso qualche tempo,  la  vidi  che  si
bagnava  nel  fiume Tevere, le diedi la mano e  la  tirai  dal
fiume.  Vedendo la sua bellezza, dissi nel mio  cuore:  "Sarei
felice  se  avessi una moglie come questa per bellezza  e  per
carattere".  Desideravo  solo ci  e  null'altro.  3.  Qualche
tempo  dopo, mentre andavo verso Cuma, contemplando  le  opere
di  Dio  perch  grandi, splendide e potenti,  mi  addormentai
lungo  la strada. Uno spirito mi prese e mi port in una parte
impraticabile  per  dove l'uomo non poteva camminare.  Era  un
luogo  dirupato e franato dalle acque. Attraversando il fiume,
venni  alla  pianura  e  piegando le ginocchia  incominciai  a
pregare  il Signore e a riconoscere i miei peccati. 4.  Mentre
pregavo,  il cielo si spalanc e vidi quella donna, che  avevo
desiderato,  salutarmi dicendomi: "Salve, Erma".  5.  Fissando
lo  sguardo su di essa le chiesi: "Signora, che fai  tu  l?".
Essa  mi rispose: "Sono stata elevata in cielo per accusare  i
tuoi  peccati  al  Signore". 6. Soggiungo:  "Ora  tu  sei  mia
accusatrice?".  "No,  dice,  ascolta  le  parole  che   voglio
dirti". Dio che abita nei cieli e fece da ci che non  era  le
cose  che  sono, moltiplicandole e accrescendole  per  la  sua
santa  Chiesa,  adirato con te perch hai peccato  contro  di
me". 7. Rispondendo le dico: "Ho peccato contro di te? In  che
modo?  Quando ti ho detto una parola sconveniente? Non  ti  ho
sempre  considerato come una creatura divina? Non ti ho sempre
rispettato come una sorella? Come mai, inventi, o donna,  tali
cattiverie  e  brutture?". 8. Sorridendo  mi  dice:  "Nel  tuo
cuore  sal  il desiderio della cattiveria. Non ti sembra  che
sia  cosa  malvagia  per  un  uomo giusto,  che  un  desiderio
cattivo  entri  nel  suo  cuore?  un  grande  peccato,  dice.
Infatti  l'uomo giusto desidera le cose giuste, e  col  volere
le  cose  giuste,  la  sua gloria si dirige  ai  cieli  ed  ha
propizio  il Signore in ogni cosa. Quelli che nel  loro  cuore
vogliono  cose malvagie si preparano la morte e la  schiavit;
soprattutto  chi si afferra a questo mondo, magnifica  le  sue
ricchezze  e  non  si  preoccupa  dei  beni  futuri.   9.   Si
pentiranno le anime di coloro che non hanno speranza ma  hanno
disperato  di s e della loro vita! Ma tu prega  Dio  ed  egli
guarir  i  tuoi peccati, quelli di tutta la  tua  casa  e  di
tutti i fedeli".
Il cattivo desiderio
2)  1. Dopo aver detto queste parole, i cieli si chiusero  ed
io  rimasi tutto inorridito e addolorato. Dicevo in me: "Se mi
viene  imputato  questo  peccato, in  che  modo  potr  essere
salvato?  In  che  modo  placher  Dio  per  i  miei   peccati
commessi?  Con quali parole supplicher il Signore di  essermi
propizio?".  2.  Stavo considerando e preoccupandomi  di  tali
cose  nel  mio  cuore, quando vedo davanti  a  me  una  grande
cattedra  bianca fatta di candide lane. Venne una vecchia  con
una veste molto splendida e un libro in mano. Si sedette e  mi
salut:  "Salve, Erma!". Ed io addolorato e piangendo risposi:
"Salve,  signora!". 3. Mi disse: "Perch sei triste, Erma?  Tu
che  sei  paziente,  mite e sempre sorridente,  perch  appari
tetro  e  non  gioviale?". Le risposi: "Per una donna  onorata
che  mi  ha detto di aver io peccato contro di lei".  4.  Essa
disse:  "Giammai  contro un servo di Dio una cosa  simile.  Ma
certamente un desiderio di essa venne nel tuo cuore.  Un  tale
desiderio  per i servi di Dio comporta un peccato.  Intenzione
malvagia  e  sorprendente  per uno  spirito  lodevole  e  gi
provato  se desidera un'azione cattiva. Soprattutto  per  Erma
continente  e  alieno da ogni turpe piacere e  pieno  di  ogni
semplicit e di grande innocenza!".
La Chiesa eterna
3)  1. "Non per questo Dio  adirato contro di te, ma perch
tu  faccia ravvedere la tua famiglia, che ha offeso il Signore
e  voi  genitori.  Tu  sei tenero verso  i  figli  e  non  hai
rimproverato la famiglia che, invece, hai lasciato  corrompere
vergognosamente. Perci il Signore  adirato con te.  Ma  egli
saner   tutti  i  mali  accaduti  in  precedenza  nella   tua
famiglia.  Per  i  loro peccati e per i loro  errori,  ti  sei
rovinato  con  i  guadagni terreni.  2.  La  misericordia  del
Signore,  per, avendo piet di te e della tua casa,  ti  dar
la  forza per ben fondarti nella Sua gloria. Basta che tu  non
sia  trascurato, rianima invece e conforta la tua  casa.  Come
il  fabbro a colpi di martello ottiene la cosa che vuole, cos
la  parola  quotidiana giusta viene a capo di ogni cattiveria.
Non  trascurare  di riprendere i tuoi figli.  So  che,  se  si
pentiranno  di  tutto cuore, saranno scritti nei  libri  della
vita  con  i santi". 3. Dopo aver terminato queste parole,  mi
dice:  "Vuoi  sentirmi leggere?". Le rispondo: "S,  signora".
Mi  dice:  "Stammi  attento  e  ascolta  le  glorie  di  Dio".
Ascoltai  cose  grandi  e  meravigliose  che  non  ho   potuto
ricordare.  Le  sue  frasi erano terribili  e  l'uomo  non  vi
poteva reggere. Ricordo solo le ultime parole che erano a  noi
confacenti.  4.  "Ecco  il Dio delle Potenze  che,  con  forza
invisibile  e  superiore e grande intelligenza, ha  creato  il
mondo  e,  con glorioso intento, ha rivestito di splendore  la
sua  creatura e, con la parola potente, ha fissato il cielo  e
ha  stabilito la terra sulle acque e, con la propria  saggezza
e  col  suo disegno, ha fondato la sua santa Chiesa che  anche
benedisse. Egli sposta il cielo e i monti, i colli e i mari  e
tutto  diventa piano per i suoi eletti perch si  compiano  le
promesse   loro  annunziate  con  molta  gloria  e  gioia   se
osservano  i  comandamenti  divini che  ricevettero  con  gran
fede".
I giusti, i pagani, gli apostati.
4)  1.  Non  appena fin di leggere, si alz dalla  cattedra.
Vennero   quattro   giovani,  presero   la   cattedra   e   si
allontanarono verso oriente 2. Ella mi chiama e toccandomi  il
petto  mi  dice:  "Ti   piaciuta la mia lettura?".  Le  dico:
"Signora,  mi sono piaciute le ultime parole, le prime  invece
sono  difficili e dure". Essa poi soggiunge: "Le  ultime  sono
per  i  giusti, le prime per i pagani e gli apostati".  3.  Mi
stava  parlando quando apparvero due uomini. La presero  sulle
spalle e si allontanarono verso la cattedra ad oriente. Se  ne
part lieta e andandosene mi dice: "Coraggio, Erma!".
Seconda visione
Il libretto da trascrivere
5)(1),  1.  Nella stessa stagione dell'anno precedente  andai
verso  Cuma e cammin facendo mi ricordai della visione. Ancora
una  volta lo spirito mi prende e mi porta nello stesso  luogo
dell'anno  avanti. 2. Ivi giunto, mi inginocchio e  incomincio
a  pregare  il Signore e a glorificare i1 suo nome  perch  mi
aveva  stimato degno e mi aveva fatto conoscere i  peccati  di
prima. 3. Dopo che mi alzai dalla preghiera vedo davanti a  me
la   vecchia  signora  dell'anno  precedente  che  passeggiava
leggendo  un  libretto. Essa mi dice: "Vuoi annunziare  queste
cose  agli  eletti di Dio?". Le dico: "Non riesco a ricordarle
tutte.   Dammi   il   libretto  perch  possa   trascriverlo".
"Prendilo  -  dice  -  e  me  lo  renderai".  4.  Lo  presi  e
appartatomi in un luogo del campo lo trascrissi tutto  lettera
per  lettera, perch non mi orientavo con le sillabe. Dopo che
terminai  le lettere, improvvisamente mi fu tolto di  mano  il
libretto e non vidi da chi.
Per i giusti la penitenza ha un termine
6)  (2), 1. Dopo quindici giorni, digiunando e pregando  molto
il  Signore,  mi  fu  rivelato il significato  dello  scritto.
Questo  era  il  suo tenore. 2. "I tuoi figli, Erma,  si  sono
rivoltati  contro Dio, hanno bestemmiato il  Signore  e  hanno
tradito  con grande malvagit i loro genitori. Sono  stati  in
fama  di  traditori  dei  genitori senza  giovamento.  Inoltre
hanno   aggiunto  ai  loro  peccati  impurit  e  impasti   di
cattiveria. Le loro iniquit erano al colmo. 3. Fa'  conoscere
queste  parole  a tutti i tuoi figli e alla tua  consorte  che
deve  essere per te una sorella. Anch'essa non frena la lingua
con  la  quale  fa  la  maligna, ma udendo  queste  parole  si
frener  e  avr  misericordia. 4. Dopo  che  tu  avrai  fatto
conoscere  loro  queste parole che il Signore mi  ha  ordinato
che  ti fossero rivelate, saranno rimessi loro tutti i peccati
prima  commessi  e a tutti i fedeli che hanno peccato  fino  a
questo  giorno, se si pentono con tutto il cuore  e  rimuovono
dal  loro animo la dissociazione. 5. Il Signore ha giurato per
la  sua  gloria a favore dei suoi eletti: se al  compiersi  di
questo  giorno  c'  ancora il peccato, non  conseguiranno  la
salvezza. Per i giusti la penitenza ha un termine, e i  giorni
della  penitenza  sono  compiuti per tutti  i  fedeli.  Per  i
pagani,  per,  la penitenza  valida sino all'ultimo  giorno.
6.  Dirai  ai  capi della Chiesa che dirigano il loro  cammino
nella  giustizia, perch ottengano pienamente con molta gloria
le   promesse.  7.  Siate  perseveranti  voi  che  operate  la
giustizia e non dubitate perch il vostro cammino sia con  gli
angeli  santi.  Beati voi che sopportate la grande  afflizione
che sopraggiunge, e quanti non rinnegheranno la loro vita.  8.
Il  Signore giur per il Figlio suo che siano rigettati  dalla
loro  vita quelli che lo rinnegano e staranno per negarlo  nei
giorni  futuri. Per la grande misericordia  divenuto propizio
a quelli che lo rinnegarono prima".
L'astio genera la morte
7) (3), 1. "Tu, Erma, non essere adirato con i tuoi figli  n
tralasciare  tua  sorella, perch siano  purificati  dai  loro
peccati  di prima. Si educheranno con un indirizzo  giusto  se
non  porterai a loro astio. L'astio genera la morte. Tu, Erma,
molto  soffristi per le colpe della tua famiglia,  perch  non
ti  curasti di essa e la trascurasti, facendoti travolgere  da
affari   sconsiderati.  2.  Ma  sei  salvo  per  non   esserti
allontanato dal Dio vivente, per la tua semplicit  e  per  la
grande  temperanza.  Queste cose, purch tu  perseveri,  hanno
salvato  te  e salvano tutti quelli che le praticano  seguendo
l'innocenza   e   la   semplicit.  Questi  supereranno   ogni
malvagit  e  perverranno alla vita  eterna.  3.  Beati  tutti
coloro  che operano la giustizia; non periranno in eterno.  4.
Dirai  a  Massimo:  "Ecco, sopraggiunge la sofferenza.  Se  ti
pare  nega  di  nuovo. Il Signore  vicino  a  quelli  che  si
convertono,  come  scritto nel libro di Eldad  e  Modat,  che
nel deserto profetarono al popolo".
La Chiesa creata prima di tutte le cose
8) (4), 1. Fratelli, mentre dormivo ebbi una rivelazione  da
un  bellissimo  giovane  che  mi diceva:  "Chi  credi  sia  la
vecchia  dalla  quale prendesti il libretto?".  Io  dico:  "La
Sibilla".  "Ti  sbagli,  non  lo  ".  "Chi    allora?".  "La
Chiesa",  dice. Gli feci notare: Perch cos vecchia? Rispose:
"Perch  fu creata prima di tutte le cose. Perci  vecchia  e
per  essa  fu ordinato il mondo". 2. Dopo ebbi una visione  in
casa  mia.  Venne  la vecchia e mi chiese se  avessi  dato  il
libro  ai  presbiteri. Dissi di non averlo  dato.  "Hai  fatto
bene,  disse,  ho  da  inserire  delle  parole.  Quando   avr
completato tutte le parole tu le farai conoscere a  tutti  gli
eletti.  3.  Scriverai  due  libretti  e  ne  manderai  uno  a
Clemente  e  uno  a Grapte. Clemente poi lo mander  ad  altre
citt,  come  stato incaricato. Grapte esorter le  vedove  e
gli  orfani.  Tu lo leggerai a questa citt con  i  presbiteri
che sono preposti alle Chiese".
Terza visione
Pregare per la giustizia
9)  (1),  1.  Questa, o fratelli, la visione. 2. Avendo  molto
digiunato,   chiesi   al  Signore  che  mi   manifestasse   la
rivelazione  che aveva promesso di farmi conoscere  per  mezzo
di  quella vecchia. Nella stessa notte mi comparve la  vecchia
e  mi disse: "Poich hai bisogno e premura di conoscere tutto,
vieni  nel campo ove coltivi il farro e verso l'ora quinta  ti
apparir  e  ti mostrer ci che devi vedere". 3.  Le  chiesi:
"Signora,  in  qual  luogo del campo?".  "Dove  tu  vuoi".  Mi
scelsi  un  bel  posto  nascosto. Mi  prevenne  prima  che  le
parlassi  e le dicessi il luogo. "Verr l dove tu  vuoi".  4.
Mi  trovai, fratelli, nel campo. Contai le ore e mi recai  nel
luogo   ove  decisi  di  recarmi.  Vedo  collocata  una  panca
d'avorio  e sulla panca giacere un cuscino di lino, con  sopra
disteso un velo di lino finissimo. 5. Vedendo tali cose e  che
nessuno  v'era nel luogo, rimasi stupito. Ebbi un tremito,  mi
si  rizzarono  i capelli e poich ero solo mi assal  come  un
brivido.  Tornato in me stesso e ricordatomi della  gloria  di
Dio,  presi  coraggio. Inginocchiato confessavo  di  nuovo  al
Signore  i  peccati,  come prima. 6.  Essa  venne  con  i  sei
giovani  che avevo visto anche precedentemente, mi si avvicin
e  mi  stette ad ascoltare, mentre pregavo e confessavo i miei
peccati. Toccandomi dice: "Erma, cessa di pregare per tutti  i
tuoi  peccati;  prega  anche per la  giustizia  perch  tu  ne
riceva  qualche parte per la tua casa". 7. Mi solleva  con  la
mano  e  mi  porta  alla panca e dice ai  giovani:  "Andate  a
costruire".  8.  Dopo che i giovani se ne andarono,  rimanemmo
soli  e  mi disse: "Siedi qui". Le dico: "Signora, lascia  che
si  seggano  prima  i  presbiteri". Essa  risponde:  "Ti  dico
siediti".  9. Volevo sedermi alla destra e non me lo  permise,
ma  mi  accenna  con la mano di sedermi alla sinistra.  Mentre
riflettevo  e  mi  addoloravo perch  non  mi  aveva  lasciato
sedere  alla  destra mi dice: "Sei afflitto,  Erma?  Il  posto
della destra  di altri, di quelli che sono piaciuti a Dio  ed
hanno  sofferto per il suo nome. Manca molto a te per  sederti
con  loro.  Ma persevera, come gi fai nella tua semplicit  e
vi  sederete con loro tu e quanti faranno ci che  essi  hanno
fatto e subiranno ci che essi hanno subito".
La destra e la sinistra del luogo santo
10)   (2),  1.  "Che  cosa  subirono?".  "Ascolta,  mi  rispose:
flagelli, carceri, grandi tormenti, croci, belve a motivo  del
nome.  Perci la destra del luogo santo  loro e  di  chiunque
abbia  a patire per il nome; la sinistra  degli altri. Uguali
sono  i  doni e le promesse degli uni e degli altri, di quelli
che  siedono a destra e a sinistra; soltanto quelli siedono  a
destra  ed  hanno  una certa gloria. 2. Tu  hai  desiderio  di
sederti   a   destra   con  loro,  ma  molte   sono   le   tue
insufficienze. Tuttavia sarai mondato dei tuoi peccati.  Tutti
quelli che non hanno tentennato saranno purificati dalle  loro
colpe  sino  a questo giorno". 3. Dopo aver detto  ci  se  ne
voleva andare. Prostratomi ai suoi piedi la scongiurai per  il
Signore  di  mostrarmi la visione che mi  aveva  promesso.  4.
Essa  mi  prese di nuovo per mano, mi sollev, mi fece  sedere
sulla  panca  a  sinistra ed essa si mise a sedere  a  destra.
Alzando  un  bastone  splendente,  mi  dice:  "Vedi  una  cosa
grande?".  Le dico: "Signora, non vedo nulla". Mi  dice:  "Non
vedi  davanti  a  te  una torre grande che   costruita  sulle
acque  con  pietre quadrate luminose?". 5. In un quadrato  una
torre  era  costruita dai sei giovani venuti  con  lei.  Altre
miriadi  di  uomini  trasportavano pietre dal  fondo  e  dalla
superficie  e le porgevano ai sei giovani. Essi le  prendevano
e  costruivano. 6. Situavano tutte le pietre cavate dal  fondo
nella  costruzione poich erano squadrate e combaciavano nella
giuntura con le altre pietre. Erano cos ben connesse che  non
lasciavano  apparire la congiunzione. Sembrava che  l'edificio
della  torre  fosse  come costruito con una  sola  pietra.  7.
Delle  pietre  portate dalla superficie, ne scartavano  alcune
ed   altre  le  mettevano  in  opera  nella  costruzione.   Ne
spezzavano  altre ancora buttandole lontano  dalla  torre.  8.
Molte  altre  pietre  giacevano  intorno  alla  torre  e   non
venivano   utilizzate   nella   costruzione.   Alcune    erano
bitorzolute,  altre avevano delle crepe, altre  erano  mutile,
altre   bianche   e   sferiche  e  non  si   adattavano   alla
costruzione.  9.  Vedevo  che altre  pietre  venivano  gettate
lontano   dalla  torre.  Cadevano  sulla  strada  e   non   si
fermavano,  ma  rotolavano  in  luoghi  impraticabili.  Altre,
invece,  cadevano  nel  fuoco  e  bruciavano;  altre  cadevano
vicino  all'acqua  e  non  potevano  rotolarvisi,  sebbene  lo
volessero, ed entrare nell'acqua.
La salvezza della nostra vita mediante l'acqua
11)  (3),   1.   Avendomi   mostrato   queste   cose,   voleva
allontanarsi. Io a lei: "Signora, quale vantaggio  ho  io  nel
vedere  le  cose  senza  conoscere che cosa  sono?".  Essa  mi
risponde:  "Sei un uomo avveduto poich vuoi conoscere  quello
che  concerne  la  torre". "S, dissi io, per  annunziarlo  ai
fratelli  i  quali,  pi  consolati  nell'ascoltare  le  cose,
conosceranno  il  Signore nella grande  gloria".  2.  Ella  mi
rispose:   "Molti  le  ascolteranno.  ma  nell'udirle   alcuni
gioiranno,  altri  piangeranno.  Anche  questi,  per,  se  le
ascolteranno  e  si pentiranno, godranno. Ascolta,  dunque,  i
simboli  della  torre.  Li riveler tutti,  e  pi  non  darmi
cruccio  con le rivelazioni che pure hanno un termine. Infatti
sono  compiute.  Ma  tu non finirai di chiedermi  rivelazioni;
sei  un insaziabile. 3. La torre, che vedi costruire, sono io,
la  Chiesa, che ti sono apparsa ora e prima. Domandami ci che
vuoi  riguardo  alla  torre e te lo  far  sapere,  perch  tu
gioisca  con  i  santi". 4. Le dico: "Signora, poich  mi  hai
stimato  degno  che tutto mi si riveli, rivelamelo".  Essa  mi
dice:  "Quello  che sar necessario ti sia rivelato,  ti  sar
rivelato. Solo che il tuo cuore sia rivolto al Signore  e  non
dubitare di ci che vedi". 5. Le domandai: "Signora, per  qual
motivo  la  torre  viene  innalzata  sulle  acque?".  Essa  mi
rispose: "Te lo dissi gi che sei curioso e sollecitato  dalla
ricerca. Ricercando, dunque, trovi il vero. Ascolta perch  la
torre  viene costruita sulle acque: la nostra vita fu salva  e
sar  salva  mediante l'acqua. La torre  stata innalzata  con
la  parola  del nome onnipotente e glorioso ed   retta  dalla
potenza invisibile e infinita".
Glorificare il nome di Dio
12)  (4), 1. Di rimando le dico: "Signora, la cosa  grande  e
mirabile.  I sei giovani che costruiscono chi sono?"  "Sono  i
santi  angeli  di Dio creati per primi, cui il Signore  affid
tutta  la  sua  creazione per accrescerla, farla progredire  e
governarla.  Per  mezzo  loro  sar  mandata  a   termine   la
fabbricazione  della  torre"  2.  "Chi  sono  gli  altri   che
trasportano le pietre?". "Anch'essi sono angeli santi di  Dio;
ma  i  sei  sono  superiori. La costruzione della  torre  sar
mandata  a  termine,  e tutti insieme vi gioiranno  intorno  e
glorificheranno il Signore perch fu compiuta  la  costruzione
della  torre". 3. Le domandai: "Signora, desidererei conoscere
la  sorte delle pietre e la loro forza". Rispondendo mi  dice:
"Tu  non  sei  pi  degno degli altri di saperlo.  Altri  sono
prima  di te e migliori di te ai quali sono da rivelare queste
visioni.  Ma perch sia glorificato il nome di Dio, ti  furono
rivelate  e saranno rivelate per i dubbiosi che vanno pensando
nei  loro  cuori se sono o non sono vere. Fa' sapere loro  che
tutte  sono vere e che nessuna  fuori del vero, ma sono tutte
solide, valide e fondate".
Le pietre della torre e la penitenza in tempo utile
13)  (5),  1.  "Ascolta  ora quanto concerne  le  pietre  che
entrano nella costruzione. Le pietre quadrate, bianche  e  che
combaciano  con  le  loro congiunture  sono  gli  apostoli,  i
vescovi,  i maestri e i diaconi, che camminando nella  santit
di  Dio  hanno  governato, insegnato e servito con  purezza  e
santit gli eletti di Dio, quelli che sono morti e quelli  che
sono  ancora vivi. Vissero sempre in armonia tra loro,  stando
in   pace  e  l'uno  ascoltando  l'altro.  Per  questo   nella
costruzione  della torre le loro congiunture sono giuste".  2.
"E  quelle  tratte  dal fondo e poste nella  costruzione,  che
combaciano con le connessure delle altre pietre gi  ordinate,
chi  sono?".  "Sono quelli che hanno patito per  il  nome  del
Signore".  3.  "Le  altre  pietre che  vengono  portate  dalla
superficie  della  terra  vorrei sapere  chi  sono,  signora".
Disse:  "Quelle che si mettono nella costruzione, senza essere
tagliate,  le ha valutate il Signore perch camminarono  nella
sua  rettitudine e ubbidirono ai suoi comandi". 4.  "E  quelle
trasportate e messe in opera chi sono?". "I novizi della  fede
e  i credenti. Sono esortati dagli angeli a fare il bene e non
ci  fu  in  loro malizia". 5. "Quelle che venivano scartate  e
gettate,  chi  sono?".  "Sono  coloro  che  hanno  peccato   e
vogliono  pentirsi;  non furono gettati lontano  dalla  torre,
poich  saranno  utili  alla  costruzione  se  si  pentiranno.
Quelli  che stanno per pentirsi, se faranno penitenza, saranno
forti  nella fede, purch facciano penitenza, ora che la torre
  in costruzione. Quando la costruzione  finita, non avranno
pi  posto e resteranno tagliati fuori. Ottengono soltanto  di
rimanere vicino alla torre".
La diversit delle pietre
14)  (6),  1.  "Vuoi  sapere chi sono  le  pietre  tagliate  e
gettate  lontano  dalla  torre? Sono i  figli  della  malizia.
Credettero  con  ipocrisia e furono di  ogni  cattiveria.  Per
questo  non  hanno salvezza: non sono adatte alla  costruzione
per  la  loro  malvagit.  Dall'ira  del  Signore,  perch  lo
disgustarono,  furono tagliate e scaraventate lontano.  2.  Le
altre,  che  hai  visto in gran numero giacenti  senza  essere
adoperate  nella  costruzione, sono le  scabrose,  quelli  che
hanno  conosciuto la verit, senza permanere in essa  e  senza
unirsi  ai  santi, perci inutili". 3. "Quelli che avevano  le
crepe,  chi sono?". "Quelli che nel cuore sono gli uni  contro
gli  altri e non stanno in pace. Hanno un'apparenza  di  pace,
gli  uni  sono lontani dagli altri, e le malvagit  permangono
nel  loro  cuore,  cio le crepe che le pietre  hanno.  4.  Le
pietre  mozze sono quelli che hanno creduto tenendo  la  parte
maggiore  nella  giustizia e conservando qualche  elemento  di
malvagit.  Per  questo  sono mutili e  non  intere".  5.  "Le
pietre  bianche,  sferiche e non adatte alla costruzione,  chi
sono,  signora?". Mi dice: "Sino a quando tu  sarai  stolto  e
senza  senno?  Vorrai tutto sapere senza  nulla  capire?  Sono
quelli  che  conservano  la fede, ma  anche  le  ricchezze  di
questo  mondo.  Quando sopraggiunge una tribolazione,  per  le
loro  ricchezze e i loro affari rinnegano il Signore".  6.  Le
dico:  "Signora,  quando  saranno  utili  alla  costruzione?".
"Quando  si  elimina  la ricchezza che  li  domina,  mi  dice,
allora  saranno  utili a Dio. Come la pietra  sferica  se  non
viene  ritagliata  e  non perde qualche cosa  di  s  non  pu
diventare  quadrata,  cos i ricchi di questo  mondo,  se  non
perdono  la  ricchezza, non potranno essere utili al  Signore.
7.  Sappilo da te: quando eri ricco eri inutile. Ora sei utile
e  fruttuoso  alla vita. Diventate utili a Dio! Anche  tu  sei
stato utilizzato da queste pietre".
Le pietre scagliate lontano dalla torre
15)  (7),  1.  "Le altre pietre che hai visto lanciare  lontano
dalla torre e cadere sulla strada e dalla strada rotolare  per
luoghi  impraticabili, sono quelli che hanno fede, ma  per  la
doppiezza  del  loro  animo  si allontanano  dalla  via  della
verit.  Essi, credendo di poter trovare una strada  migliore,
si  ingannano  e  da  infelici vagano per luoghi  impervi.  2.
Quelle  che cadono nel fuoco e ardono sono le persone che  per
sempre  hanno  apostatato  dal  Dio  vivente.  Esse,  per   le
passioni e le scostumatezze e per le cattiverie commesse,  non
hanno  mai  in  animo di pentirsi". 3. "Vuoi sapere  chi  sono
quelle  che  cadono  vicino all'acqua e non  possono  rotolare
nell'acqua?  Sono  quelli  che hanno  ascoltato  la  parola  e
vogliono essere battezzati nel nome del Signore. 5. Ma  quando
risale  alla mente la purezza della verit, cambiano parere  e
di  nuovo corrono dietro alle loro turpi passioni". 4. Termin
la  spiegazione  simbolica della torre.  5.  Comportandomi  da
sfacciato,  le chiesi ancora se per le pietre scartate  e  non
adatte  alla  costruzione fosse possibile una penitenza  e  un
posto  nella  torre.  Rispose:  "Hanno  la  possibilit  della
penitenza,  ma  non  possono adattarsi  alla  torre.  6.  Sono
adatte  ad  un altro luogo molto inferiore quando  sono  state
provate dal tormento ed  trascorso il tempo necessario per  i
loro  peccati.  Per  questo vengono  portate  altrove,  perch
parteciparono alla parola del giusto. Riuscir loro di  essere
sollevate  dalle  sofferenze  se  rifletteranno  sulle   opere
malvagie  commesse. Se non riflettono non si  salvano  per  la
durezza del loro cuore".
Le virt sono collegate
16)  (8), 1. Quando ebbi terminato di interrogarla su tutte
queste   cose,  mi  chiede:  "Vuoi  sapere  altro?".   Essendo
desideroso  di  conoscere  ne fui contento.  2.  Mi  guard  e
sorridendo  mi disse: "Vedi sette donne intorno  al  perimetro
della  torre?".  "S, signora". "La torre  da loro  sostenuta
per  ordine  del Signore. 3. Ascolta ora le loro mansioni.  La
prima,  che  ha  molta forza nelle mani, si chiama  Fede;  per
mezzo suo gli eletti di Dio si salvano. 4. La seconda, che  si
cinge  le  vesti  ed ha aspetto virile, si chiama  Continenza;
essa    figlia  della fede. Chi la segue  felice  nella  sua
vita,  perch si asterr da ogni opera malvagia nella  fiducia
che,  lungi  da  ogni  insano desiderio,  conseguir  la  vita
eterna".  5.  "Le  altre, signora, chi  sono?".  "Sono  figlie
l'una   dell'altra   e   si  chiamano   Semplicit,   Scienza,
Innocenza,  Castit  e  Carit. Quando tu  compirai  tutte  le
opere   della  madre,  potrai  vivere".  6.  "Vorrei   sapere,
signora, la capacit di ognuna". "Ascolta, dice, le virt  che
hanno.  7. Le virt sono subordinate l'una all'altra  e  l'una
segue  l'altra  come  sono  generate.  Dalla  Fede  nasce   la
Continenza,  dalla Continenza la Semplicit, dalla  Semplicit
l'Innocenza,  dall'Innocenza  la  Castit,  dalla  Castit  la
Scienza,  dalla Scienza la Carit. Le loro opere  sono  sante,
pure  e  divine.  8.  Chi servir loro ed  avr  la  forza  di
possedere  le loro opere, abiter nella torre con i  santi  di
Dio".  9. Interrogandola sui tempi, se fossero compiuti,  essa
a  gran voce mi grid: "Stolto, non vedi che la torre  ancora
in  costruzione? Quando la torre sar terminata,  si  avr  la
fine.  Ma presto sar compiuta. Non chiedermi pi nulla. Basta
a  te  e ai fedeli questo ricordo e il rinnovamento dei vostri
spiriti.  10.  E non per te solo furono rivelate queste  cose,
ma  perch  tu le partecipi agli altri dopo tre giorni.  Prima
devi  riflettere. Le parole che sto per dirti, Erma,  bisogna,
e  te  lo ordino, che le annunzi agli orecchi dei fedeli. Essi
udendole  e  mettendole  in pratica saranno  purificati  dalle
loro iniquit e tu con loro".
Educatevi per educare
17)  (9), 1. "Ascoltatemi, figli. Io vi ho allevati con molta
semplicit,  innocenza  e  santit  per  la  misericordia  del
Signore  che  ha  versato su di voi la giustizia,  per  essere
corretti  e  santificati da ogni malvagit  e  crudelt.  Voi,
per,  non volete smettere le vostre cattiverie. 2. Ora datemi
ascolto:  vivete  in  pace  tra voi; frequentatevi;  aiutatevi
scambievolmente e non godete da soli a profusione  delle  cose
create  dal Signore, ma datele anche ai bisognosi.  3.  Alcuni
per i molti cibi procurano malessere al corpo e corrompono  la
loro  carne.  Invece,  la carne di coloro  che  non  hanno  da
mangiare   si   consuma,   per   non   avere   il   necessario
sostentamento,  e  il  loro  corpo  si  distrugge.  4.  Questa
intemperanza   dannosa per voi che possedete e  non  date  ai
bisognosi. 5. State attenti al giudizio che  vicino. Voi  che
avete  di pi cercate, dunque, i poveri sino a quando la torre
non    terminata. Dopo che  terminata vorrete fare del  bene
ma  non  avrete modo. 6. Fate attenzione, voi che  vi  vantate
della  vostra  ricchezza,  che  i  bisognosi  non  siano   mai
angustiati  e  il  loro lamento non salga al  Signore.  Con  i
vostri  beni non sia chiusa la porta della torre.  7.  Dico  a
voi  che  siete i capi della Chiesa e occupate i primi  posti:
non  vi fate simili ai fattucchieri. I fattucchieri portano  i
loro  filtri  nei  vaselli, voi portate il vostro  filtro,  il
veleno,   nel   cuore.  8.  Siete  induriti   e   non   volete
purificarvi, fondere il vostro sentimento nel cuore  puro  per
ottenere  misericordia dal grande Re. 9.  Badate,  figli,  che
questi  dissensi non vi privino della vostra  vita.  10.  Come
potete  educare gli eletti di Dio, se non siete  voi  educati?
Educatevi, dunque, l'un l'altro e vivete in pace perch io  al
cospetto del Padre possa contenta parlare di voi tutti".
Il cuore rende insensati
18)  (10),  1.  Quando termin di parlarmi,  vennero  i  sei
giovani che costruivano e la portarono alla torre e gli  altri
quattro  presero la panca e la portarono pure alla torre.  Non
vidi  il  loro  volto perch mi voltavano le  spalle.  2.  Nel
momento  che  se ne andava le chiesi che mi spiegasse  le  tre
forme  in cui era apparsa. Mi rispose: "Di questo bisogna  che
tu  chieda ad un altro, che te lo spieghi". 3. Fratelli, nella
prima  visione dell'anno precedente mi apparve troppo  vecchia
e  seduta  su di una cattedra. 4. Nella seconda visione  aveva
un  aspetto  giovanile, ma la carne e  i  capelli  senili,  mi
parlava  stando  in  piedi  ed era  pi  gioiosa  della  volta
precedente.  5. Nella terza visione, tutta giovane  e  di  una
bellezza  sorprendente  e  solo i capelli  aveva  senili.  Era
molto  gioiosa  e  seduta  su  di  una  panca.  6.  Fui  assai
sconvolto  e  preso  dal  conoscere la rivelazione  di  queste
cose.  Di  notte,  in  una visione, vedo  la  vecchia  che  mi
diceva:  "Ogni  domanda  ha  bisogno  di  umilt;  digiuna   e
otterrai dal Signore ci che vuoi". 7. Digiunai per un  giorno
e  nella  stessa  notte  un giovane mi  apparve  e  mi  disse:
"Perch  nella preghiera chiedi subito rivelazioni?  Bada  che
per  il  troppo  chiedere non indebolisca  la  tua  carne.  8.
Bastano   queste   rivelazioni   avute.   Non   potrai   avere
rivelazioni  pi  grandi di quelle viste".  9.  Gli  rispondo:
"Signore,  domando  solo questo, che ci sia piena  rivelazione
sui  tre  aspetti  della vecchia". Mi  dice:  "Sino  a  quando
sarete   stolti?  Vi  rendono  insensati,  oltre   le   vostre
incertezze,  il  vostro cuore che non  rivolto  al  Signore".
10.  Di  nuovo  gli  dico:  "Ma  da  te,  Signore,  verremo  a
conoscere pi esattamente le cose".
Lo spirito logoro e vecchio
19)  (11), 1. "Ascolta, dice, ci che cerchi sulle tre figure.
2.  Per  qual motivo nella prima visione ti apparve vecchia  e
seduta  su di una cattedra? Perch il vostro spirito  vecchio
e  logoro  e non ha forza per le debolezze e i vostri inganni.
3.  Come  i  vecchi, non avendo speranza di  ringiovanire,  su
altro non si concentrano che sulla loro morte, cos pure  voi,
affievoliti  dagli  affari  del mondo,  vi  siete  abbandonati
all'accidia  e  non  rimettete in Dio  i  vostri  affanni.  La
vostra  mente,  per,  fu menomata e siete  invecchiati  nelle
vostre  amarezze".  4.  "Signore, vorrei  sapere,  perch  era
seduta  sulla  cattedra". "Ogni infermo per la  sua  infermit
siede  su una sedia perch sia sostenuta la debolezza del  suo
corpo. Ecco il significato della prima visione".
Fortezza e fede
20)  (12),  1. "Nella seconda visione l'hai notata in  piedi  e
con  un  aspetto  giovanile e pi gioviale di  prima,  ma  con
carnagione  e  capelli  senili. Ascolta,  dice,  anche  questa
similitudine.  2. Un vecchio quando  disperato,  per  la  sua
debolezza  e  per  la  sua  miseria,  null'altro  aspetta  che
l'ultimo  giorno  della  sua vita. Se d'improvviso  gli  viene
lasciata  un'eredit, ci ascoltando, si  rialza  e,  divenuto
allegro,  prende  forza. Non giace, ma sta dritto,  e  il  suo
spirito,    gi   disfatto   per   i   precedenti    languori,
ringiovanisce,  non  sta pi a sedere  ma  agisce  virilmente.
Cos  anche  voi, ascoltando la rivelazione che il Signore  vi
ha  manifestato. 3. Egli ha avuto piet di voi,  ha  rinnovato
il  vostro spirito e voi avete deposto le vostre debolezze.  
tornata in voi la forza e vi siete irrobustiti nella fede.  Il
Signore  vedendo  la vostra fortezza gio  e,  perci,  vi  ha
mostrato  la  costruzione della torre. Altre cose  manifester
se con tutto il cuore sarete tra voi in pace".
Ringiovanire lo spirito
21)  (13),  1. "Nella terza visione l'hai notata pi  giovane,
bella,  allegra e di aspetto leggiadro. 2. Come chi, mentre  
afflitto,  ha una bella notizia, subito dimentica i precedenti
affanni  e  a  null'altro  pensa che alla  notizia  udita,  si
ravviva  per  il  bene e il suo spirito ringiovanisce  per  la
gioia  appresa,  cos anche voi, vedendo  questi  beni,  avete
ringiovanito  il vostro spirito. 3. L'hai vista seduta  su  di
una  panca perch in una posizione forte; la panca ha  quattro
piedi e sta ben salda. Infatti, anche il mondo  sostenuto  da
quattro   elementi.  4.  Quelli  che  si  pentiranno   saranno
completamente giovani e quelli che si convertiranno  di  tutto
cuore  saranno  ben rinsaldati. Eccoti tutta  la  rivelazione.
Non  chiedere nulla pi e se occorresse qualche cosa  ti  sar
rivelata".
Quarta visione
Non dubitare
22)  (1),  1. Questa, fratelli, la visione che ebbi  a  venti
giorni  da  quando  era  avvenuta la prima,  a  prefigurazione
della  prova che si avvicina. 2. Per la via Campana andavo  al
podere  situato a dieci stadi dalla via pubblica. Il luogo  si
raggiunge  con  facilit.  3. Camminando  da  solo,  prego  il
Signore  di  completare  le  rivelazioni  e  le  visioni   che
manifest   per   mezzo   della  sua   santa   Chiesa   perch
fortificasse  me e facesse pentire i suoi servi che  si  erano
scandalizzati, e glorificasse il suo nome grande  e  glorioso,
avendomi   stimato  degno  che  mi  si  mostrassero   le   sue
meraviglie.  4.  E quando lo stavo esaltando  e  ringraziando,
come l'eco di una voce mi disse: "Non dubitare, Erma". Tra  me
incominciai  a  pensare  e a dire:  "In  che  cosa  ho  io  da
dubitare,  io che sono sostenuto dal Signore e ho  visto  cose
meravigliose?". 5. Avanzai un po' ed ecco, fratelli,  vedo  un
polverone  sollevarsi verso il cielo e cominciai a dire  a  me
stesso:  "Vengono  forse degli armenti e sollevano  polvere?".
Era  lontano  da me uno stadio. 6. Poich la nube  di  polvere
diventava  sempre pi grande, pensavo che fosse  qualche  cosa
di  divino.  Per poco risplendette il sole ed  ecco  vidi  una
grossissima  bestia come un cetaceo e dalla sua  bocca  uscire
locuste  di fuoco. La bestia era di cento piedi di altezza  ed
aveva  la  testa  come un vaso. 7. Cominciai a  piangere  e  a
pregare il Signore che mi liberasse. Mi ricordai della  parola
che   avevo   udito:  "Non  dubitare,  Erma"."  8.  Rivestito,
fratelli, della fede di Dio e memore delle grandi cose che  mi
aveva  insegnato, fattomi coraggio, mi esposi alla  belva.  La
bestia  procedeva con strepito tale quasi si  schiantasse  una
citt.  9. Mi avvicinai e l'enorme cetaceo si stese per terra.
Non  tirava fuori che la lingua e non si mosse per nulla  sino
a  quando non lo oltrepassai. 10. La bestia aveva la testa  di
quattro colori: nero, igneo-sanguigno, aureo e bianco.
Gettare ogni affanno sul Signore
23)  (2), 1. Dopo che oltrepassai la bestia e proseguii  per
circa  trenta piedi, eccomi incontro una vergine  adorna  come
se  uscisse  dalla  camera nuziale,  tutta  in  bianco  e  con
calzari  bianchi,  coperta  sino alla  fronte  ed  aveva  come
berretto  una  mitra.  Aveva i capelli bianchi.  2.  Riconobbi
dalle  precedenti visioni che era la Chiesa e divenni  sereno.
Mi  salut  dicendomi:  "Salve, uomo". Io  ricambiai:  "Salve,
signora".  3.  Rispondendomi  mi  disse:  "Nulla   ti   si   
presentato?".   "Signora,   una   belva   enorme   capace   di
distruggere  delle moltitudini, ma per la potenza del  Signore
e  la  sua misericordia le sono sfuggito". 4. "Orbene, le  sei
sfuggito  perch  hai  rimesso in Dio il  tuo  affanno  e  hai
aperto  il tuo cuore al Signore, credendo che mediante  nessun
altro  potresti  essere  salvato, se non  per  mezzo  del  suo
grande  e  glorioso nome. Per questo il Signore invi  il  suo
angelo  di  nome  Tegri che sovrintende alle belve,  il  quale
chiuse  la  bocca  della bestia perch non ti  sbranasse.  Sei
sfuggito  a  un  grande pericolo per la tua  fede  e  per  non
essere  stato  incerto,  vedendo un  simile  mostro.  5.  Va',
dunque  e  narra  agli eletti di Dio le sue meraviglie  e  di'
loro   che   questa  bestia    il  simbolo  di   una   grande
tribolazione  che  sta  per  venire.  Se  vi  preparate  e  vi
convertite  con  tutto  il cuore al Signore  potete  evitarla,
purch il vostro cuore diventi puro e irreprensibile e per  il
resto  dei  vostri  giorni  di vita serviate  con  slancio  il
Signore.  Gettate  i  vostri affanni sul Signore  ed  egli  li
allevier.  6.  E  voi, incerti, credete nel Signore  che  pu
tutto;  egli  allontana la sua ira da voi e manda flagelli  se
rimanete  esitanti. Guai a coloro che ascoltano queste  parole
senza coglierle. Sarebbe meglio per loro non essere nati.
Gettare le scorie come l'oro
24)  (3),  1. La interrogai sui quattro colori che la  bestia
aveva   sulla  testa.  Rispondendomi  mi  disse:  "Sei  ancora
curioso  di  queste cose?". "S, signora, fammi conoscere  che
cosa  esse sono". 2. "Ascolta, mi dice: il nero  questo mondo
in  cui  abitate.  3. L'igneo-sanguigno, perch  questo  mondo
deve  dissolversi nel sangue e nel fuoco. 4.  La  parte  aurea
siete  voi  che fuggite questo mondo. Come l'oro si prova  col
fuoco  e  diventa prezioso, cos siete provati anche  voi  che
abitate  tra  quelli  del  mondo.  Voi,  dunque,  rimanendo  e
bruciando,  da  essi sarete purificati. Come  l'oro  getta  la
scoria,  cos anche voi lasciando ogni tristezza  e  angustia,
sarete  purificati e adatti alla costruzione della  torre.  5.
La  parte  bianca  il mondo che viene, in cui abiteranno  gli
eletti  di  Dio. Immacolati e puri saranno gli eletti  da  Dio
per  la  vita  eterna.  6.  Tu non lasciare  di  parlare  agli
orecchi dei fedeli. Avete l'immagine della grande prova che  
imminente. Se volete non sar nulla. Ricordatevi di ci che  
stato  scritto".  7. Ci detto, and via e non  vidi  dove  si
dirigesse.  Vi  fu  un  fragore  ed  io  mi  voltai  sgomento,
credendo che ritornasse la bestia.
Quinta visione
Osservare i precetti
25)  1.  In  casa, dopo che ebbi pregato e mi fui seduto  sul
letto,  entr  un uomo di volto venerando, nelle sembianze  di
pastore.  Era  vestito di una bianca pelle di  capra,  con  la
bisaccia  sulle  spalle e il bastone  in  mano.  Mi  salut  e
risposi  al  suo  saluto. 2. Subito mi  si  sedette  vicino  e
disse:  "Sono  stato  inviato dall'angelo pi  venerabile  per
abitare  con te i rimanenti giorni della tua vita". 3.  Pensai
che  fosse a tentarmi e gli dissi: "Tu chi sei? Io  so  a  chi
fui  affidato".  Egli mi risponde: "Non mi  riconosci?".  "No,
dico". " Io sono, riprese, il pastore cui fosti affidato".  4.
Mentre  parlava  la  sua figura cambi  e  riconobbi  che  era
quello a cui fui affidato. Rimasi subito confuso, mi prese  la
paura e mi sentii tutto schiacciato dall'angoscia, perch  gli
avevo  risposto malamente e con stoltezza. 5. Egli  mi  disse:
"Non  ti  confondere e fatti coraggio per i precetti  che  sto
per  darti.  Infatti,  aggiunse,  fui  mandato  per  mostrarti
nuovamente  tutte  le  cose che in precedenza  hai  viste,  le
principali  che  sono per voi utili. Prima di tutto  scrivi  i
miei  precetti  e  similitudini, e le altre cose  come  te  le
mostrer, cos le scriverai. Per questo ti ordino di  scrivere
prima  i precetti e le similitudini perch tu subito li  legga
e  li  possa osservare". 6. Scrissi, dunque, i precetti  e  le
similitudini  come mi aveva ordinato. 7. Se voi,  dopo  averli
sentiti,  li  osserverete e, camminando  nella  loro  via,  li
metterete in pratica con cuore puro, conseguirete dal  Signore
quanto vi ha promesso. Se, invece, dopo averli sentiti non  vi
pentirete, tornando ai vostri peccati, riceverete dal  Signore
il  contrario. Il pastore, l'angelo della penitenza, mi ordin
cos di scrivere tutte queste cose.
PRECETTI
Primo precetto
Un solo Dio
26)  1. "Prima di tutto credi che vi  un solo Dio, il quale
ha  creato  tutte  le  cose e le ha ordinate  dal  non  essere
all'essere;  le contiene tutte ed egli solo non    contenuto.
2.  Credi in lui e temilo, e temendolo sii continente.  Questo
osserva  e allontana da te ogni cattiveria. Rivestiti di  ogni
virt santa e vivrai in Dio, se custodirai tale precetto".
Secondo precetto
Non ascoltare la maldicenza
27) 1. Mi dice: "Sii semplice e buono e sarai come i  bimbi
che  non  conoscono la cattiveria che distrugge la vita  degli
uomini.  2.  Prima  non sparlare di nessuno n  ascoltare  con
piacere  il  maldicente. Diversamente,  tu  pure  che  ascolti
sarai  partecipe  del  peccato del maldicente  se  credi  alla
maldicenza  che  ascolti.  Prestandogli  fede,  anche  tu  sei
contro   tuo   fratello  e  sei  partecipe  del  peccato   del
maldicente.  3.  Perniciosa    la  maldicenza;    un  demone
inquieto  e  non  mai  in  pace,  ma  alligna  sempre  tra  le
discordie.  Lungi  da essa e avrai sempre buoni  rapporti  con
tutti.  4.  Abbi  la  moderazione che  non  ha  alcun  cattivo
inciampo, e tutto ha piano e tranquillo. Opera il bene  e  ci
che  il  Signore  ti  d  delle tue  fatiche  elargiscilo  con
semplicit ai bisognosi, senza esitare a chi dare o a chi  non
dare.  Darai a tutti. Il Signore vuole che a tutti si diano  i
propri  beni. 5. Quelli che ricevono renderanno  conto  a  Dio
perch  hanno  ricevuto  e  a  qual  fine.  Coloro  che  hanno
ricevuto  e  sono  nelle ristrettezze non  saranno  giudicati;
quelli  invece  che hanno ricevuto con ipocrisia,  sconteranno
la  pena.  6  Chi  d   immune. Egli ha ricevuto  da  Dio  di
compiere  un  servizio  e  lo  compie  con  semplicit   senza
discriminare  a chi dare o no. Un tale servizio, compiuto  con
semplicit,    glorioso  presso il  Signore.  Chi  serve  con
semplicit  vivr  in Dio. 7. Osserva dunque questo  precetto,
come  ti  ho  spiegato, perch la penitenza tua  e  della  tua
famiglia    sia   nella   semplicit,   pura,    schietta    e
incorruttibile".
Terzo precetto
Amare la verit
28)  1.  Mi dice di nuovo: "Ama la verit ed  ogni  verit
esca  dalla tua bocca, perch lo spirito che Dio fece  abitare
in  questa  carne  sia veritiero in tutti  gli  uomini  e  sia
glorificato  il Signore che dimora in te. Il Signore  in  ogni
parola    sincero e in lui non si ha menzogna  alcuna.  2.  I
mentitori  offendono il Signore e diventano  suoi  detrattori,
non  rendendo  il  deposito ricevuto. Da lui  ricevettero  uno
spirito    veritiero.    Se    lo   restituiscono    bugiardo,
trasgrediscono   i   precetti   del   Signore   e    diventano
fraudolenti". 3. Sentendo queste cose piansi assai.  Vedendomi
piangere,  mi  dice: "Perch piangi?". "Perch, rispondo,  non
so  se posso salvarmi". "Perch?". "Perch nella mia vita, mai
ho   detto  parola  vera,  ma  sempre  vissi  con  tutti   con
scaltrezza  e  mostrando agli uomini come  vero  la  menzogna.
Nessuno  mi  ha contraddetto, ma ha creduto alla  mia  parola.
Quindi,  come,  o  Signore, posso vivere avendo  fatto  queste
cose?". 4. "Tu pensi bene e veramente. Bisognava che tu  quale
servo  di  Dio  avessi  camminato nella  verit.  Una  cattiva
coscienza  non  doveva  abitare con lo  spirito  di  verit  e
arrecare  dolore  allo Spirito Santo e vero". "Mai,  rispondo,
ho  ascoltato  con esattezza tali parole". 5. "Ora,  dice,  le
intendi.  Osservale, perch anche le menzogne  che  hai  detto
prima  nei  tuoi  affari, trovandosi veritiero  l'attuale  tuo
parlare,  ottengono credibilit.  possibile,  cio,  che  pi
non  siano menzogne. Se osserverai questo sin d'ora,  parlerai
con  tutta  franchezza e potrai guadagnarti la vita.  Chiunque
intendendo   questo  precetto  si  allontana   dalla   pessima
menzogna, vivr in Dio".
Quarto precetto
La castit
29)  (1),  1. "Ti comando, disse, di custodire la  castit  e
che  non entri nel cuore pensiero di donna altrui o di qualche
fornicazione o di altre siffatte malvagit. Ci facendo  compi
un   grande  peccato.  Ricordandoti  sempre  della  tua  donna
giammai peccherai. 2. Se in cuor tuo sale questo desiderio  tu
peccherai, e cos se sale altra malvagit peccherai.  Un  tale
desiderio  per  un  servo  di Dio    un  grande  peccato.  Se
qualcuno  opera una turpe azione, si prepara la morte.  3.  In
guardia dunque: lontano da un siffatto desiderio. L dove  c'
la  santit  non  deve salire l'iniquit nel  cuore  dell'uomo
giusto".  4.  Gli  dico:  "Signore, permettimi  di  domandarti
poche  cose".  "Parla". "Se uno ha la  moglie  credente  e  la
coglie  in  qualche  adulterio, pecca il  marito  vivendo  con
lei?".  5. "Sino a quando, risponde, ignora la cosa non pecca.
Se  il  marito, invece, viene a conoscenza della  colpa  e  la
moglie  non se ne pente e permane nell'adulterio e  il  marito
convive con lei, egli diviene partecipe del peccato di essa  e
complice  dell'adulterio".  6. "Che  cosa,  Signore,  far  il
marito   se   la   moglie  persiste  in   questa   passione?".
"L'allontani  e il marito rimanga per s solo.  Se  dopo  aver
allontanato   la   moglie  sposa  un'altra  donna,   anch'egli
commette  adulterio". 7. "Se, signore, la moglie, dopo  che  
stata  allontanata, si pente e vuole ritornare dal marito  non
sar  ripresa?". 8. "S, dice; e se il marito  non  la  riceve
pecca  e  si addossa una grande colpa. Deve, invece,  ricevere
chi  ha peccato e si  pentito, e non gi per molte volte. Per
i   servi  del  Signore  c'  una  penitenza  sola.  Per  tale
pentimento  il  marito non deve risposarsi.  Questa  direttiva
vale  sia  per  la donna che per l'uomo. 9.  Non  solo  si  ha
adulterio  se  uno  corrompe la propria carne,  ma  anche  chi
compie  cose  simili  ai  pagani  un  adultero.  Se  qualcuno
persiste  in tali azioni e non si pente, lungi da  lui  e  non
vivere  con  lui; diversamente sei partecipe del suo  peccato.
10.  Per  questo vi fu ordinato di rimanere da  soli,  per  la
donna e per l'uomo. Vi pu essere in loro pentimento. 11.  Io,
dunque,  non  voglio dare occasione perch  questa  situazione
venga  a  determinarsi, ma chi ha peccato non pecchi pi.  C'
chi   pu   dare  un  rimedio  per  il  peccato  commesso   in
precedenza: l'Onnipotente".
Il pentimento  saggezza
30)  (2),  1.  Lo  interrogai  di nuovo  dicendo:  "Poich  il
Signore  mi  ha  stimato degno che tu  abiti  sempre  con  me,
tollera  ancora poche mie parole. Non so nulla e il mio  cuore
  indurito  dalle  mie azioni precedenti. Istruiscimi  perch
sono  molto corto di mente e non capisco assolutamente nulla".
2.  Rispondendo mi dice: "Sono preposto alla penitenza e rendo
saggezza  ai  penitenti. Non ti sembra che lo stesso  pentirsi
sia  una  saggezza? Il pentirsi, dice,  una grande  saggezza.
Infatti,  chi  ha  peccato comprende di  aver  fatto  il  male
davanti  al Signore. Risale al suo cuore l'azione che  commise
e  si  pente e pi non compie il male, ma opera magnificamente
il  bene. Umilia la sua anima e la tormenta perch ha peccato.
Considera dunque che il pentimento  una grande saggezza".  3.
"Per  questo, dico, o signore, a te domando ogni cosa.  Prima,
poich  sono  peccatore, che io sappia quali  opere  fare  per
vivere.  Molti  e vari sono i miei peccati".  4.  "Vivrai,  mi
risponde,  se osserverai i miei precetti e in essi camminerai.
Del  resto  chi  ascolta e mette in pratica  questi  precetti,
vivr in Dio".
Dopo il battesimo, la purezza
31)  (3),  1.  "Ancora, signore, continuer a  interrogarti".
"Parla"  mi  dice. "Signore, ho inteso da alcuni  maestri  che
altra  penitenza  non  si  ha se non quella  di  quando  siamo
discesi  nell'acqua e abbiamo ricevuto il perdono  dei  nostri
precedenti  peccati". 2. Mi dice: "Hai inteso  bene,    cos.
Bisogna che chi ha ricevuto il perdono dei peccati non  pecchi
pi,   ma   viva   nella  purezza.  3.   Poich   tu   osservi
accuratamente ogni cosa, anche questo ti spiegher,  ma  senza
dare  un  pretesto a quelli che stanno per credere o a  quelli
che  hanno  gi creduto nel Signore. Invero quelli  che  hanno
gi  creduto,  o  stanno per credere, non  hanno  ottenuto  la
penitenza  dei  peccati,  ma il perdono  dei  loro  precedenti
peccati.  4. Per i chiamati prima di questi giorni il  Signore
stabil  la  penitenza.  Il Signore, che  scruta  il  cuore  e
prevede  le  cose,  conobbe la debolezza  degli  uomini  e  la
furberia  del diavolo nel fare il male ai servi di Dio  e  nel
macchinare contro di loro. 5. Misericordioso, il Signore  ebbe
compassione  della  sua  creatura e stabil  la  penitenza,  e
diede  a  me il potere su di essa. 6. Ma io ti dico:  dopo  la
grande  e  santa chiamata, se qualcuno, sobillato dal  diavolo
pecca,  ha una sola penitenza; se poi subito pecca e si pente,
   inutile  per  lui,  difficilmente  vivr".  7.  Gli  dico:
"Signore,  rinacqui nel sentire da te queste  cose  annunciate
con  tanta  esattezza.  So  che, se non  continuer  nei  miei
peccati, mi salver". "Sarai salvo tu, e tutti quanti  faranno
lo stesso".
Dopo la morte del coniuge, le seconde nozze
32)  (4),  1.  Lo  interrogai di  nuovo  dicendo:  "Signore,
poich mi sopporti, spiegami ancora questo". "Parla" mi  dice.
Ed  io: "Signore, se il marito o la moglie muore e uno di essi
si  risposa,  pecca risposandosi?". 2. "Non pecca,  dice.  Se,
invece,  rimane  da solo si procura un onore  straordinario  e
una  grande gloria presso il Signore. Se si risposa non pecca.
3.  Pratica la castit e la santit e vivrai in Dio.  Le  cose
che  ti  dico e ti dovr dire, osservale sin da questo  giorno
in  cui mi sei stato affidato e abiter nella tua casa. 4. Per
tutte   le  colpe  commesse  prima  ci  sar  il  perdono   se
osserverai i miei precetti. E per tutti ci sar i1 perdono  se
osserveranno questi precetti e cammineranno nella purezza".
Quinto precetto
La pazienza
33)  (1), 1. Mi dice: "Sii paziente e assennato.  Dominerai
tutte  le  azioni  malvagie e opererai ogni giustizia.  2.  Se
sarai  paziente lo Spirito Santo che dimora in te sar puro  e
non  offuscato  da  altro cattivo spirito. Abitando  un  luogo
grande  si  rallegrer ed esulter col corpo in  cui  abita  e
servir  il Signore con molta gioia. Ha in s la felicit.  3.
Se  sopraggiunge una collera, subito lo Spirito Santo,  che  
delicato,  si angustia non avendo il luogo puro,  e  cerca  di
allontanarsi.   come soffocato da un cattivo  spirito,  senza
lo  spazio  per  servire  il  Signore  come  anela,  perch  
contaminato   dalla  collera.  Nella  magnanimit   abita   il
Signore,  nella  collera  il diavolo.  4.    incompatibile  e
dannoso  per l'uomo in cui abitano che i due spiriti  dimorino
insieme. 5. Se tu prendi un pochettino di assenzio e lo  versi
in  un  vaso  di  miele, non si guasta tutto il  miele?  Tanto
miele  viene rovinato da pochissimo assenzio che distrugge  la
dolcezza del miele e non  gradito al padrone perch  fu  reso
amaro  e  inutilizzabile. Se, invece, non si versa  l'assenzio
nel  miele,  il miele rimane dolce ed  assai gradito  al  suo
padrone.   6.  Considera  che  la  pazienza    assai   dolce,
superiore  al  miele, e tanto si addice al  Signore.  In  essa
abita.  La collera  amara e funesta. Se tu mescoli la collera
alla  pazienza, la pazienza si contamina e non  pi utile  la
sua  preghiera a Dio. 7. "Vorrei, signore, conoscere  l'azione
della  collera  per  guardarmene". Mi  dice:  "Se  non  te  ne
guarderai  con  la  tua famiglia, perderai ogni  speranza.  Ma
tieniti  lontano;  io  sono  con  te.  Saranno  lontani  dalla
collera  quanti  fanno  penitenza con  tutto  il  loro  cuore,
poich  sar  con loro e li salver. Tutti furono giustificati
dall'angelo santissimo".
La collera
34)  (2), 1. "Ascolta, dice, l'azione della collera  come  
perversa, e come travolge con il suo impeto i servi di  Dio  e
come  li  devia  dalla giustizia. Non devia  quelli  che  sono
pieni  di  fede, n pu agire contro di loro perch  la  forza
del  Signore   con loro. Fa deviare quelli che sono  vuoti  e
incerti.  2.  Se vede tali uomini che se ne stanno tranquilli,
si  insinua nel cuore di qualcuno e per un nulla l'uomo  o  la
donna  si trova nell'ira o per le faccende del vivere o per  i
cibi  o per qualche futilit o per qualche amico o per il dare
o  l'avere o per simili cose inutili. Queste sono cose futili,
vane,  stolte  e dannose per i servi di Dio. 3.  La  pazienza,
invece,  grande e forte ed ha un vigore formidabile, saldo  e
prospero  e  si  estende largamente. La  pazienza    gioiosa,
contenta,  senza  preoccupazioni, e magnifica  il  Signore  in
ogni  tempo. Nulla ha in s di aspro e rimane sempre  calma  e
tranquilla.  La pazienza abita con quelli che hanno  una  fede
perfetta.  4.  La collera per prima cosa  stolta,  leggera  e
pazza.   Dalla   stoltezza  nasce  l'asprezza,   dall'asprezza
l'animosit,  dall'animosit l'ira,  dall'ira  il  furore.  Il
furore,  poi,  che  si compone di tanti  mali,    un  peccato
grande  e inguaribile. 5. Quando tutti questi spiriti  abitano
in  un  corpo, ove dimora anche lo Spirito Santo,  quel  corpo
non  li  contiene,  ma trabocca. 6. Lo spirito  delicato,  non
avendo,  dunque,  dimestichezza nell'abitare  con  lo  spirito
cattivo,  n  con la durezza, si allontana da un tale  uomo  e
cerca  di abitare con la mansuetudine e la serenit. 7. Quando
si  allontana  dall'uomo in cui abita,  l'uomo  diventa  privo
dello spirito giusto e, pieno di spiriti malvagi, si agita  in
ogni  sua  azione.  Tirato  qua e l  dagli  spiriti  malvagi,
rimane  del tutto cieco nel buon discernimento. Cos capita  a
tutti  gli  iracondi. 8. Lungi dall'ira, lo spirito  perverso!
Rivestiti  di pazienza, resisti alla collera e all'asprezza  e
sarai  con  la  saggezza  amata  dal  Signore.  Vedi  di   non
trascurare  questo  precetto. Se te  ne  impadronisci,  potrai
osservare  anche gli altri precetti che ti devo ordinare.  Sii
forte  e  incrollabile  in  essi, e siano  incrollabili  tutti
quelli che vogliono camminare nella loro via".
Sesto precetto
La via dritta e la via storta
35)  (1),  1.  "Ti  ordinai,  dice,  nel  primo  precetto  di
osservare  la  fede,  il timore e la continenza".  "S,  dico,
signore". "Ma ora ti voglio spiegare le loro forze, perch  tu
conosca  quale potere ed efficacia hanno. Le loro  forze  sono
duplici  e per il giusto e per l'ingiusto. 2. Tu dunque  credi
al  giusto  e non credere all'ingiusto. Il giusto ha  una  via
dritta, l'ingiusto, invece, una via storta, ma tu cammina  per
la  via dritta e piana, lascia la storta. 3. La via storta non
ha  sentieri,  ma tratti impraticabili e molti ostacoli  ed  
scabrosa  e  piena  di  spini; fatale per  coloro  che  vi  si
imbattono.  4.  Quelli  che,  invece,  camminano  per  la  via
dritta,  vanno  in  modo  uniforme e  senza  inciampi.  Non  
scabrosa  n  spinosa. Vedi, dunque, che  pi utile  prendere
la  via  dritta". 5. "Signore, dico, mi piace prendere  questa
via".  "Vi camminerai e camminer in essa chiunque si  rivolge
con tutto il cuore al Signore".
L'angelo della giustizia e l'angelo della iniquit
36)  (2),  1.  Dice: "Ora ascoltami sulla fede.  Con  l'uomo
sono   due  angeli,  uno  della  giustizia  e  l'altro   della
iniquit".  2.  "Come, o signore, conoscer  le  loro  azioni,
poich  entrambi gli angeli abitano con me?". 3." Ascolta,  mi
risponde,  e  rifletti. L'angelo della giustizia    delicato,
verecondo,  calmo e sereno. Se penetra nel tuo  cuore,  subito
ti  parla di giustizia, di castit, di modestia, di frugalit,
di  ogni  azione giusta e di ogni insigne virt. Quando  tutte
queste  cose  entrano  nel tuo cuore, ritieni  per  certo  che
l'angelo  della giustizia  con te. Sono, del resto, le  opere
dell'angelo della giustizia. Credi a lui e alle sue opere.  4.
Guarda  ora  le azioni dell'angelo della malvagit.  Prima  di
tutto    irascibile, aspro e stolto e le  sue  opere  cattive
travolgono  i  servi  di  Dio. Se si insinua  nel  tuo  cuore,
riconoscilo  dalle sue opere". 5. "In che modo,  signore,  gli
obietto, lo riconoscer, non lo so". "Ascoltami, dice.  Quando
ti  prende un impeto d'ira o un'asprezza, sappi che egli   in
te.  Poi,  il desiderio delle molte cose, il lusso  dei  molti
cibi  e bevande, di molte crapule e di lussi vari e superflui,
le  passioni di donne, la grande ricchezza, la molta superbia,
la  baldanza  e tutto quanto vi si avvicina ed    simile.  Se
tutte queste cose si insinuano nel tuo cuore, sappi che    in
te  l'angelo dell'iniquit. 6. Avendo conosciuto le sue opere,
allontanati  da lui e non credergli in nulla,  perch  le  sue
opere  sono  malvagie e dannose ai servi di Dio. Hai,  dunque,
le  azioni  di ambedue gli angeli, rifletti e credi all'angelo
della  giustizia. 7. Lungi dall'angelo della iniquit,  perch
il  suo  insegnamento   cattivo per  ogni  opera.  Se  uno  
credente  e  il  pensiero di questo angelo  gli  subentra  nel
cuore,  uomo  o donna che sia, per forza peccher  in  qualche
cosa.  8. Invece, se uno  pessimo, uomo o donna, e subentrano
nel   suo   cuore   le  opere  dell'angelo  della   giustizia,
necessariamente far qualche cosa di buono. 9.  Vedi,  dunque,
che    bello  seguire l'angelo della giustizia  e  rinunziare
all'angelo  della iniquit. 10. Questo precetto manifesta  ci
che  concerne  la fede perch tu creda alle opere  dell'angelo
della giustizia e, compiendole, tu vivrai in Dio. Credimi.  Le
opere   dell'angelo   della  malizia  sono   perniciose.   Non
facendole, vivrai in Dio".
Settimo precetto
Temere il Signore e custodire i suoi precetti
37)  1.  Mi  disse: "Temi il Signore e custodisci  i  suoi
precetti. Custodendo i precetti di Dio sarai potente  in  ogni
opera,  e  ogni  tua  azione non avr  confronto.  Temendo  il
Signore  farai bene ogni cosa.  il timore che bisogna  avere,
e  sarai  salvo. 2. Non temere il diavolo. Temendo il Signore,
dominerai il diavolo perch egli non ha forza. In chi non  c'
forza  non c' timore; in chi c' la forza gloriosa c'  anche
il  timore. Ognuno che ha forza ha timore; chi non ha forza  
vilipeso  da  tutti.  3. Temi le opere del  diavolo  che  sono
cattive.  Temendo il Signore, temerai le opere del  diavolo  e
non  le  farai, ma ti allontanerai da esse. 4.  Duplice    il
timore.  Se  vuoi compiere il male temi il Signore  e  non  lo
farai; se vuoi, invece, compiere il bene temi il Signore e  lo
farai. Il timore del Signore  forte, grande e glorioso.  Temi
il  Signore e vivrai in lui. Quelli che lo temono e  osservano
i   suoi  precetti  vivranno  in  Dio".  5.  "Perch,  chiedo,
signore,   hai   detto  di  coloro  che   osservano   i   suoi
comandamenti:  vivranno in Dio?". "Perch ogni  creatura  teme
il  Signore, ma non osserva i suoi precetti.  presso  Dio  la
vita di quelli che lo temono e osservano i suoi precetti.  Per
coloro  che non osservano i precetti di lui, non c'  vita in loro".
Ottavo precetto
L'astinenza  duplice
38) 1.  "Ti dissi che le opere di Dio sono  duplici;  ed
anche   l'astinenza     duplice.  Da  alcune   cose   bisogna
astenersi, da altre no". 2. "Fammi conoscere, signore,  quelle
da  cui  bisogna  astenersi, e quelle  da  cui  non  bisogna".
"Ascolta.  Astieniti dal male e non farlo. Non  astenerti  dal
bene,  ma  operalo. Se ti astieni dall'operare il bene,  compi
un  grande peccato. Se ti astieni dal fare il male, operi  una
grande  giustizia.  Astieniti da ogni  malvagit,  facendo  il
bene".  3.  "Quali, signore, sono le malvagit da cui  bisogna
che  ci  asteniamo?". "Ascolta, dice: dall'adulterio  e  dalla
fornicazione,  dal  bere fuori misura,  dalle  prave  delizie,
dalle   molte  vivande,  dal  lusso  della  ricchezza,   dalla
ostentazione,  dall'orgoglio, dalla superbia, dalla  menzogna,
dalla  maldicenza,  dall'ipocrisia,  dal  rancore  e  da  ogni
bestemmia.  4.  Nella vita degli uomini  questi  vizi  sono  i
peggiori.  Da  tutti questi vizi bisogna  che  si  astenga  il
servo  di Dio; chi non se ne astiene non potr vivere in  Dio.
Ascolta  anche le cose che li seguono". 5. "Signore,  vi  sono
ancora  opere inique?". "E sono molte dalle quali bisogna  che
il  servo di Dio si astenga: il furto, la menzogna, la  frode,
la  falsa testimonianza, l'avarizia, la nefasta concupiscenza,
l'inganno,  la  vanagloria,  la baldanza  e  quanto  vi    di
simile.  6.  Non ti sembra che queste cose siano  un  male?  E
sono  un  male assai grave, aggiungo, per i servi di  Dio.  Da
tutti  questi  mali deve astenersi il servo di Dio.  Astieniti
da  tutti  questi mali perch tu viva con Dio e sia annoverato
tra coloro che li tengono lontano. Queste, dunque, le cose  da
cui  bisogna che ti astenga. 7. Ascolta, invece,  le  cose  da
cui  non  ti  devi astenere, ma le devi fare. Non ti  astenere
dal  bene, ma fallo". 8. Chiedo: "Signore, mostrami  la  virt
delle  opere buone, perch io cammini in esse e le persegua  e
facendole mi possa salvare". "Ascolta, dice, le opere di  bene
che  devi  compiere  e non trascurare. 9. Prima  di  tutto  la
fede,  il  timore  del Signore, la carit,  la  concordia,  le
parole  di giustizia, la verit, la pazienza. Nulla  vi    di
meglio  nella vita degli uomini. Se uno osserva queste cose  e
non  se  ne  astiene,  beato nella sua vita. 10.  Ascolta  il
loro  seguito: assistere le vedove, visitare gli  orfani  e  i
bisognosi, liberare dalle ristrettezze i servi di Dio,  essere
ospitale (nella ospitalit talvolta si trova a fare il  bene),
non ostacolare nessuno, essere sereno, essere il pi umile  di
tutti   gli   uomini,  rispettare  i  vecchi,   praticare   la
giustizia,    osservare   la   fratellanza,   sopportare    la
prepotenza,  essere magnanimo, non serbare rancore,  consolare
gli  afflitti,  non allontanare dalla fede  coloro  che  danno
scandalo,  ma  convertirli  e far loro  coraggio,  ammonire  i
peccatori,  non  opprimere i debitori e i bisognosi,  e  altre
cose  simili.  11.  Non ti sembra, mi dice,  che  queste  cose
siano   buone?".  Rispondo:  "Che  cosa  vi    di   meglio?".
"Cammina,  dunque,  mi replica, in esse e non  astenertene,  e
vivrai  in  Dio. 12. Osserva, dunque, il precetto: se  fai  il
bene  e  non  te ne astieni vivrai in Dio, e tutti quelli  che
operano  in questo modo vivranno in Dio. E ancora: se non  fai
il  male  e  te  ne astieni vivrai in Dio. E vivranno  in  Dio
quanti camminano osservando questi precetti".
Nono precetto
Rimuovere l'incertezza
39)  1. Mi dice: "Rimuovi da te l'incertezza e non dubitare
assolutamente  di chiedere a Dio, dicendo in te  stesso:  come
posso  chiedere e ricevere dal Signore avendo io peccato molto
contro di lui? 2. Non pensare cos, ma con tutto il tuo  cuore
rivolgiti  al Signore e pregalo con fermezza, e conoscerai  la
sua  grande  misericordia,  perch  non  ti  abbandoner,   ma
compir  la preghiera della tua anima. 3. Dio non   come  gli
uomini  che serbano rancore, ma egli non ricorda le offese  ed
ha  compassione per la sua creatura. 4. Tu, intanto,  purifica
il  tuo  cuore da tutte le vanit di questo mondo e  dai  vizi
che  ti sono stati prima detti, e chiedi al Signore. Riceverai
tutto  e  sarai esaudito in ogni tua richiesta,  se  chiederai
con  fermezza  al Signore. 5. Se nel tuo cuore sei  titubante,
non  otterrai  nessuna tua richiesta. Coloro che  dubitano  in
Dio,  sono indecisi e assolutamente nulla ottengono delle loro
richieste.  6.  Coloro  che  sono perfetti  nella  fede  tutto
chiedono  credendo  nel Signore e ottengono,  perch  chiedono
con  fermezza, senza mostrarsi incerti. Ogni uomo incerto,  se
non  si  converte,  difficilmente  si  salver.  7.  Purifica,
dunque,  il  tuo cuore dall'incertezza, rivestiti della  fede,
che   forte, credi in Dio ed otterrai tutte le richieste  che
fai.  Se  avendo  fatto al Signore qualche richiesta,  ottieni
pi   tardi,  non  dubitare  perch  non  ottieni  presto   la
richiesta  della  tua anima. Certamente, per qualche  prova  o
per  qualche  colpa che tu ignori, ottieni pi  tardi  la  tua
richiesta.  8. Tu, dunque, non ti stancare di fare al  Signore
la  richiesta  della tua anima, e l'otterrai. Se nel  chiedere
ti  scoraggi  e  dubiti,  accusa te stesso  e  non  chi  ti  
munifico.   9.   Guardati  dall'incertezza:  essa      turpe,
insensata e sradica dalla fede molti credenti e i forti.  Tale
incertezza   figlia del diavolo e troppo inganna i  servi  di
Dio.  10.  Disprezza, dunque, l'incertezza e vincila  in  ogni
cosa,  rivestendoti  della  fede forte  e  potente.  La  fede,
infatti,  tutto  promette, tutto compie, mentre  l'incertezza,
non   avendo  fiducia  in  s,  sbaglia  tutte  le  opere  che
intraprende. 11. Vedi, dunque, dice, che la fede   dall'alto,
da  parte  del  Signore ed ha una grande forza.  L'incertezza,
invece,  spirito terrestre,  dal diavolo e non ha forza.  12.
Tu  servi  la  fede che ha forza e allontana l'incertezza  che
non  ne  ha  e  vivrai con Dio. Vivranno  con  Dio  quanti  la
pensano cos".
Decimo precetto
Allontanare la tristezza
40)  (1), 1. "Allontana da te, dice, la tristezza che  sorella
della incertezza e della collera". 2. "In che modo, chiedo,  o
signore,   sorella di queste? Mi sembra che una cosa  sia  la
collera,  una cosa l'incertezza, ed altro la tristezza".  "Sei
uno  stolto,  risponde, perch non sai che la tristezza    il
peggiore  di tutti gli spiriti ed  la pi nociva ai servi  di
Dio.  Al  di sopra di ogni spirito distrugge l'uomo, contrista
lo  Spirito Santo e poi salva". 3. "Io, signore, sono corto di
mente  e  non  comprendo queste similitudini. Non saprei  come
pu  contristare e poi salvare". 4. "Ascolta, dice: quelli che
non  hanno  mai fatto ricerche sulla verit n hanno  indagato
sulla  divinit  ed  hanno  solo  creduto,  sono  presi  dalle
faccende,  dalla ricchezza, dalle amicizie pagane e  da  molti
altri  affari di questo mondo. Quanti vivono per  queste  cose
non  comprendono  le allegorie della divinit.  Ottenebrati  e
rovinati  dalle  loro attivit diventano  aridi.  5.  Come  le
belle  vigne se vengono trascurate, inaridiscono per le  spine
e  le  varie erbacce, cos gli uomini che hanno creduto quando
si  lasciano distrarre, travolti dalle molte faccende  che  ho
ricordate,   ingannano   la  loro  mente   e   non   capiscono
completamente  nulla della giustizia. Quando  sentono  parlare
della  divinit  e  della verit, la loro  mente  si  trascina
nell'azione, ed essi non comprendono assolutamente  nulla.  6.
Invece,  coloro  che temono Dio e cercano  la  divinit  e  la
verit  ed  hanno  il  cuore rivolto al Signore,  capiscono  e
colgono presto tutto ci che si dice loro. Hanno in se  stessi
il  timore  del  Signore. L ove abita il Signore,  si  ha  la
completa intelligenza. Lgati al Signore e tutto avvertirai  e
comprenderai".
L'incertezza e l'ira
41)  (2),  1.  "Ascolta,  dunque, o stolto,  in  che  modo  la
tristezza  caccia lo Spirito Santo e poi salva. 2.  Quando  un
indeciso    indotto a qualche impresa e fallisce per  la  sua
incertezza,  il dolore entra nell'uomo, contrista  lo  Spirito
Santo  e  lo caccia. 3. Poi se la collera si attacca  all'uomo
per  qualunque faccenda sia, lo esaspera molto;  di  nuovo  la
tristezza  subentra  nel  cuore dell'uomo  adirato  che  prova
dolore  per  l'impresa  compiuta e si pente  perch  ha  agito
male.  4.  Sembra  che questa tristezza abbia salvezza  perch
chi   ha  fatto  i1  male  si    pentito.  Ambedue  le   cose
contristano  lo  spirito;  l'incertezza  perch   non   riusc
nell'impresa,  l'ira  contrista lo  Spirito  perch  oper  il
male. Ambedue sono moleste allo Spirito Santo, l'incertezza  e
la  collera.  5. Lungi da te la tristezza e non angustiare  lo
Spirito  Santo  che abita in te, perch non si rivolga  a  Dio
contro  di te e si allontani da te. 6. Lo Spirito di Dio  dato
a questa carne non tollera n tristezza n angustia".
La gioia
42)  (3),  1.  "Rivestiti, dunque,  di  gioia  che    sempre
gradita  a Dio e gli  accetta. In essa si diletta. Ogni  uomo
allegro  opera  bene, pensa bene e disprezza la  mestizia.  2.
Invece  l'uomo  triste si comporta sempre male.  Prima  agisce
male  perch  contrista lo Spirito Santo che fu  dato  gioioso
all'uomo,   poi,   contristando  lo  Spirito   Santo,   compie
l'ingiustizia  di  non supplicare Dio e di non  confessarsi  a
Lui.  La  preghiera dell'uomo triste non ha mai  la  forza  di
salire  all'altare  del  Signore".  3.  "Perch,  chiedo,   la
preghiera del triste non sale all'altare?". "Perch, dice,  la
tristezza  risiede  nel  suo cuore. La  tristezza  unita  alla
preghiera   non  permette  che  la  preghiera   ascenda   pura
all'altare.  Come  l'aceto  e il vino  mescolati  insieme  non
hanno  lo  stesso  sapore,  cos la tristezza  frammista  allo
Spirito   Santo   non   conserva  la  stessa   preghiera.   4.
Purficati,  dunque, da questa nefasta tristezza e  vivrai  in
Dio.  E vivranno in Dio quanti allontanano la tristezza  e  si
rivestono di ogni gioia".
Undicesimo precetto
Il falso profeta
43)  1.  Mostrandomi uomini seduti su una panca e  un  uomo
seduto  su  di una cattedra mi dice: "Vedi quelli che  siedono
sulla  panca?".  "Vedo, signore". Mi precisa: "Questi  sono  i
fedeli,  e  quello  che  seduto sulla  cattedra    un  falso
profeta  che  rovina la mente dei servi di Dio. Rovina,  cio,
la  mente  dei  dissociati, non dei fedeli.  2.  I  dissociati
vanno  da lui come da un mago e gli chiedono che cosa  accadr
loro.  Il falso profeta, non avendo forza alcuna dello Spirito
di  Dio, risponde secondo le domande e le passioni della  loro
iniquit  e  soddisfa  le loro anime come  essi  vogliono.  3.
Essendo egli vano, cose vane dice ai vani. Su ci che  gli  si
domanda,  risponde con la vanit dell'uomo.  Dice  anche  cose
vere. Il diavolo, infatti, lo riempie del suo spirito, con  lo
scopo  di  piegare  qualche giusto. 4.  Quanti,  dunque,  sono
forti  nella fede del Signore, poich sono rivestiti di verit
non  aderiscono  agli spiriti malvagi, ma se  ne  allontanano.
Quanti,  invece,  sono  incerti e  si  convertono  spesso,  si
rivolgono  agli  indovini  come i pagani  ed  acquisiscono  un
peccato  maggiore divenendo idolatri. Chi interroga  un  falso
profeta  su  qualche  faccenda,  un idolatra,  uno  privo  di
verit,  un insulso. 5. Infatti, ogni spirito dato da Dio  non
si  fa interrogare, ma avendo la forza divina, da s dice ogni
cosa  poich  dall'alto, dalla potenza dello Spirito di  Dio.
6.  Invece,  lo spirito che si fa interrogare e  si  pronunzia
secondo le passioni degli uomini,  terreno, leggero e non  ha
forza.  Addirittura  non  parla  se  non    interrogato".  7.
Chiedo: "Come, o signore, l'uomo distinguer chi  profeta  da
chi    falso  profeta?". "Ascolta, e di entrambi  i  profeti,
come  ti  sto  per  dire,  valuterai il  profeta  e  il  falso
profeta.  Dalla  vita distingui l'uomo che ha  lo  Spirito  di
Dio.  8.  Prima, chi ha dall'alto lo Spirito  calmo,  sereno,
umile  e lontano da ogni malvagit e desiderio vano di  questo
secolo. Egli considera se stesso inferiore a tutti gli  uomini
e,  interrogato,  non risponde a nessuno, n  parla  come  una
monade.  Lo  Spirito Santo non parla quando l'uomo  vuole,  ma
solo  quando Dio vuole che parli. 9. Quando un uomo che ha  lo
Spirito  di  Dio entra in una riunione di uomini  giusti,  che
hanno  la fede dello Spirito di Dio, e c' la preghiera  della
riunione  di  quegli  uomini  a  Dio,  allora  l'angelo  dello
spirito  profetico,  che  dimora in  lui,  riempie  l'uomo,  e
quell'uomo  pieno  dello Spirito Santo parla alla  moltitudine
come  il  Signore  vuole.  10. Cos si  manifesta  lo  spirito
divino.  Tale   la potenza del Signore sullo spirito  divino.
11.  Ascolta  ora,  mi dice, intorno allo  spirito  terreno  e
vano,  che  non ha forza ed  insulso. 12. Prima,  l'uomo  che
crede  di  avere lo spirito si esalta e vuole avere  il  primo
posto  e  subito si presenta sfacciato, impudente  e  loquace.
Vive  fra  molte mollezze e molti altri piaceri e  accetta  le
rimunerazioni  per  la sua preghiera. Se  non  le  riceve  non
profetizza.   Potrebbe   uno  spirito   divino   ricevere   la
ricompensa e profetare? Non  possibile che un profeta di  Dio
faccia  questo. Lo spirito di siffatti profeti  terreno.  13.
Poi  non  si accosta per nulla all'assemblea di uomini giusti,
ma  li  evita.  Si unisce agli incerti e ai vani e  profetizza
loro  in  un angolo. Li inganna parlando loro a vuoto di  ogni
cosa,  secondo  le  loro  passioni; del  resto  ai  vani  egli
risponde.  Un  vaso  vuoto messo con gli altri  vuoti  non  si
rompe,  ma  tra  loro  si armonizzano. 14.  Quando  giunge  in
un'assemblea piena di giusti che hanno lo spirito divino e  da
loro  si  fa  la preghiera, quell'uomo viene reso  vano  e  lo
spirito  terreno,  per  timore, fugge  da  lui.  Diventa  muto
quell'uomo ed  completamente disorientato per non  poter  pi
parlare.  15.  Se conservi in un ripostiglio  vino  e  olio  e
metti  un vaso vuoto e di nuovo vuoi sgombrare il ripostiglio,
il  vaso  che mettesti vuoto, vuoto lo troverai. Cos anche  i
profeti  vuoti,  quando entrano tra gli  spiriti  dei  giusti,
come  vennero  si ritrovano. 16. Ecco la vita  di  entrambi  i
profeti.  Giudicalo dalle opere e dalla vita l'uomo  che  dice
di  essere portatore dello spirito. 17. Tu credi allo  Spirito
che  viene da Dio e che ha forza, e non credere, invece,  allo
spirito  terrestre e vuoto, poich in lui non c' forza.  Egli
viene  dal  diavolo. 18. Ascolta la similitudine che  sto  per
dirti.  Prendi una pietra e lanciala verso il cielo,  vedi  se
puoi  toccarlo.  O meglio, prendi un tubo d'acqua  e  tira  il
getto  verso il cielo e vedi se puoi trapassarlo".  19.  Dico:
"Come,  signore, possono avvenire queste cose?  Sono  entrambe
impossibili  le  cose che hai detto". "Come queste  cose  sono
impossibili,  egli risponde, cos gli spiriti  terrestri  sono
impotenti  e  deboli. 20. Prendi, dunque, la forza  che  viene
dall'alto.  La  grandine  un infimo granello  e  quando  cade
sulla  testa di qualcuno come fa male! Ancora prendi la goccia
che  scende  dal  tetto a terra: fora la  pietra.  21.  Pensa,
dunque,  che  le cose pi piccole che dall'alto  cadono  sulla
terra  hanno  una grande forza. Cos anche lo  spirito  divino
che  viene dall'alto  potente. Tu credi, pertanto,  a  questo
spirito, e allontana l'altro".
Dodicesimo precetto
Liberarsi da ogni desiderio cattivo
44)  (1),  1. Mi dice: "Liberati da ogni desiderio cattivo  e
rivestiti di ogni desiderio buono e santo. Rivestendoti di  un
tale  desiderio  odierai il desiderio cattivo  e  lo  frenerai
come  vuoi. 2. Il cattivo desiderio  violento e difficilmente
si  addolcisce.    terribile e con  la  sua  massima  ferocia
consuma  gli uomini. Specialmente se vi cade un servo  di  Dio
che  non  sia avveduto. Viene terribilmente rovinato.  Rovina,
per,  quelli che non indossano l'abito del desiderio buono  e
si   lasciano  prendere  da  questo  mondo.  Sono  questi  che
consegna alla morte". 3. Domando: "Quali, o signore,  sono  le
opere  del  desiderio cattivo che consegnano gli  uomini  alla
morte?  Fammele conoscere, perch me ne voglio stare lontano".
"Ascolta con quali opere lo spirito cattivo fa morire i  servi
di Dio.
Seguire il desiderio buono
45)  (2),  1.  "Prima  di  tutto il desiderio  della  donna  o
dell'uomo  altrui, dello sfarzo, della ricchezza, delle  molte
inutili   vivande  e  bevande  ed  altre  numerose  e  insulse
mollezze. Ogni mollezza  insulsa e vana per i servi  di  Dio.
2.  Questi  desideri sono cattivi e fanno morire  i  servi  di
Dio.  Il desiderio cattivo  figlio del diavolo. Bisogna stare
lontano  dai desideri cattivi per vivere, standosene  lontani,
in  Dio.  3.  Quanti sono da essi dominati e non si oppongono,
alla  fine  muoiono. Fatali sono questi desideri  cattivi.  4.
Tu,  dunque, rivestiti del desiderio della giustizia e  armato
del  timore di Dio resisti ad essi. Infatti, il timore di  Dio
risiede nel desiderio buono. Il desiderio cattivo, se ti  vede
armato  del  timore di Dio e che tu lo contrasti,  ti  fuggir
lontano  e  non si far pi vedere da te perch  teme  le  tue
armi. 5. Tu dunque, vincendo e trionfando su di esso vieni  al
desiderio  della  giustizia  e  consegnagli  la  vittoria  che
riportasti,  servendolo come vuole. Se tu servi  il  desiderio
buono  e  ad  esso ti sottometti, puoi dominare  il  desiderio
cattivo e sottometterlo come vuoi".
Adempiere il ministero affidato
46)  (3), 1. "Vorrei sapere, signore, con quali maniere  devo
servire il desiderio buono". "Ascolta: pratica la giustizia  e
la  virt, la verit e il timore del Signore, la fiducia e  la
mansuetudine  e  quante  cose  buone  sono  simili  a  queste.
Operando  ci sarai un servo di Dio accetto e vivrai con  Lui.
Tutti  quelli che serviranno il desiderio buono vivr in Dio".
2.  Terminati  i  dodici precetti, mi  dice:  "Questi  sono  i
precetti,  cammina nella loro via e prega quelli che ascoltano
che  la loro conversione sia pura per i rimanenti giorni della
loro  vita.  3. Adempi con cura il ministero che ti  affido  e
opererai   molto.   Sarai  gradito  a  quelli   che   vogliono
convertirsi  e crederanno alle tue parole. Sar con  te  e  li
indurr  a  credere".  4. Gli chiedo:  "Questi  precetti  sono
grandi,  belli,  eccellenti,  e possono  rallegrare  il  cuore
dell'uomo  che  pu osservarli. Non so, o signore,  se  questi
precetti  possono  essere  osservati  dall'uomo,  poich  sono
troppo duri". 5. Rispondendo mi dice: "Se sei convinto che  si
possono  osservare,  li  osserverai  senza  difficolt  e  non
saranno  duri.  Se, invece, si insinua nel tuo cuore  che  non
possono essere osservati dall'uomo, non li osserverai. 6.  Ora
ti  dico:  se  non  li osserverai, ma li trascuri,  non  avrai
salvezza n tu, n i tuoi figli, n la tua casa poich tu  hai
ritenuto  che  questi  precetti non possono  essere  osservati
dall'uomo".
La paura del diavolo non ha forza
47)  (4),  1. Mi disse queste cose con uno sdegno  tale  che
rimasi  sconvolto  ed  ebbi molta paura.  Il  suo  aspetto  si
alter  in modo che un uomo non poteva sostenere la  sua  ira.
2.  Vedendomi  tutto  disorientato  e  confuso,  incomincio  a
parlarmi  con pi moderazione e dolcezza e mi disse: "Insulso,
dissennato e incerto, non sai che la gloria di Dio    grande,
forte  e  stupenda? Egli non cre il mondo per l'uomo e  tutta
la  sua  creazione sottomise all'uomo dandogli  il  potere  di
dominare ogni cosa che  sotto il cielo? 3. Se, dunque,  dice,
l'uomo    il signore di tutte le creature di Dio e  su  tutte
domina,  non pu dominare anche questi precetti? Pu, precisa,
dominare  tutti questi precetti solo l'uomo che ha il  Signore
nel  suo  cuore. 4. Quelli che hanno il Signore sulle  labbra,
ma  il  cuore indurito, sono assai lontani da Dio e  per  loro
questi  precetti  sono  duri  e  inattuabili.  5.  Mettete  il
Signore  nel vostro cuore, voi che siete vani e leggeri  nella
fede,  e  credete che nulla  pi facile pi dolce e pi  mite
di  questi  precetti.  6. Pentitevi,  voi  che  camminate  nei
precetti  del  diavolo, difficili, aspri, duri e licenziosi  e
non  temete il diavolo perch non ha forza contro di  voi.  7.
Sar  con  voi io, l'angelo della penitenza che lo domina.  Il
diavolo  incute solo paura e la sua paura non  ha  forza.  Non
temetelo, dunque, e fuggir da voi".
Il diavolo non trionfa
48)  (5),  1.  Gli  dico:  "Signore,  ascoltami  per  poche
parole".  "Di' pure quello che vuoi". "L'uomo  desideroso  di
osservare i precetti di Dio, e ognuno prega il Signore che  lo
rafforzi  nei  suoi precetti e lo sottoponga ad  essi.  Ma  il
diavolo    duro e domina". 2. "Non pu, replica,  dominare  i
servi  di  Dio  che  sperano con tutto il  cuore  in  Lui.  Il
diavolo   pu  combattere,  ma  non  pu  trionfare.   Se   lo
contrastate, vinto e scornato fuggir da voi. Quelli che  sono
vani  temono il diavolo come se avesse forza. 3. Quando l'uomo
riempie  di  buon vino i recipienti pi adatti  e  tra  questi
pochi  semivuoti, se torna ai recipienti non osserva i  pieni,
perch  li sa pieni, ma osserva i semivuoti temendo che  siano
inaciditi.    Presto,   infatti,   i   recipienti    semivuoti
inacidiscono  e svanisce il sapore del vino. 4. Cos  pure  il
diavolo  va da tutti i servi di Dio, per provarli. Quelli  che
sono  pieni  di  fede gli resistono energicamente,  e  lui  si
allontana da loro non avendo per dove entrare. Allora egli  va
dai  vani  e, trovando lo spazio, entra da loro ed agisce  con
questi come vuole e gli diventano soggetti".
Convertirsi con tutto il cuore al Signore
49) (6),  1.  "Io, l'angelo della penitenza, vi  dico:  "Non
temete  il  diavolo. Fui inviato per stare con  voi  che  fate
penitenza  con  tutto il vostro cuore e per rafforzarvi  nella
fede.  2.  Credete in Dio, voi che per i vostri peccati  avete
disperato   della  vostra  vita,  accresciuto   le   colpe   e
appesantito la vostra esistenza. Se vi convertite  al  Signore
con  tutto  il  vostro  cuore e operate  la  giustizia  per  i
rimanenti  giorni  della vostra vita e lo  servite  rettamente
secondo  la  sua  volont, vi dar  il  perdono  per  tutti  i
precedenti peccati e avrete la forza di dominare le opere  del
diavolo.  Non  temete  assolutamente le minacce  del  diavolo.
Egli    inerte  come  i  nervi di un morto.  3.  Ascoltatemi,
dunque,  e  temete chi pu tutto salvare e perdere.  Osservate
questi  precetti  e vivrete in Dio". 4. Gli chiedo:  "Signore,
ora  mi sento rafforzato in tutti i comandamenti di Dio perch
tu sei con me. So che abbatterai tutta la forza del diavolo  e
noi  lo domineremo e vinceremo tutte le sue opere. E spero che
il  Signore,  dandomi  la  forza,  mi  far  osservare  questi
precetti che hai ordinato". 5. "Li osserverai, mi dice, se  il
tuo  cuore  diviene  puro presso il Signore.  Li  osserveranno
tutti  quelli  che  purificheranno il loro  cuore  dalle  vane
passioni di questo mondo e vivranno in Dio".
SIMILITUDINI
Prima similitudine
La nostra terra  straniera
50)  1. Mi dice: "Voi servi di Dio, sapete di abitare una terra
straniera.  La  vostra  citt  molto lontana  da  questa.  Se
sapete  la  citt  che  dovete  abitare,  perch  mai  qui  vi
procurate campi, apparati sontuosi, case e dimore inutili?  2.
Chi  prepara  queste  cose  per  questa  citt  non  cerca  di
ritornare  nella propria. 3. O stolto, dissociato e  infelice,
non  pensi che tutte queste cose ti sono estranee e  sotto  il
dominio  di  un  altro? Infatti, il signore  di  questa  citt
dir:  Non  voglio  che tu abiti nella mia citt,  ma  vattene
perch  non  obbedisci alle mie leggi. 4. Tu  che  hai  campi,
abitazioni  e  molti altri averi, mandato  via  da  lui,  cosa
potrai  fare del campo, della casa e delle altre cose  che  ti
procurasti?  Ti dice giustamente il signore di  questo  paese:
Obbedisci  alle mie leggi o vattene da questo  paese.  5.  Che
dovrai fare tu, che hai una legge nella tua citt? Per i  tuoi
campi  e  per  le altre sostanze rinnegherai completamente  la
tua  legge e camminerai nella legge di questa citt? Vedi  che
non  sia nocivo rinnegare la tua legge. Se vuoi tornare  nella
tua  citt,  non  sarai ricevuto perch  rinnegasti  la  legge
della  tua  citt  e ne sei rimasto tagliato fuori.  6.  Bada,
abitando  in  terra  straniera, di non  procurarti  pi  dello
stretto  necessario e sii pronto. Quando il signore di  questa
citt  vuole cacciarti perch ti sei opposto alla  sua  legge,
uscirai  da  questa citt e andrai nella tua e obbedirai  alla
tua  legge  senza ostilit e con gioia. 7. Guardate,  voi  che
servite  il Signore avendolo nel cuore. Fate le opere di  Dio,
ricordandovi  dei suoi comandamenti e delle  promesse  che  ha
fatto.  Credetegli,  le  adempir se  sono  osservati  i  suoi
precetti.  8.  Invece dei campi, riscattate le anime  oppresse
come  uno  pu,  visitate vedove e orfani e non disprezzateli.
Consumate  le vostre ricchezze e tutte le sostanze  che  avete
ricevuto  da  Dio  in questi campi e case. 9.  Per  questo  il
Signore vi arricch, per prestare a lui tali servizi.   molto
meglio   acquistare  questi  campi,  sostanze   e   case   che
ritroverai  nella  tua  citt quando vi tornerai.  10.  Questo
investimento   bello e santo, non ha n tristezza  n  paura,
ma  allegria. Non fate, dunque, l'investimento dei pagani  che
  dannoso ai servi di Dio. 11. Fate l'investimento che  vi  
proprio  in  cui  potete  rallegrarvi.  Non  defraudate,   non
toccate  l'altrui  e non desideratelo;  turpe  desiderare  le
cose degli altri. Espleta il tuo lavoro e sarai salvo".
Seconda similitudine
La vite e l'olmo: la preghiera del ricco e del povero
51)  1. Andando per il campo e osservando un olmo e una  vite,
meditavo  su di essi e i loro frutti. Mi apparve il pastore  e
mi  disse: "Mediti sull'olmo e sulla vite?". "Penso,  signore,
che  sono adatti l'uno all'altra". 2. "Questi due alberi  sono
un  simbolo per i servi di Dio". "Vorrei conoscere,  dico,  il
simbolo  di  questi  alberi cui accenni". "Vedi  l'olmo  e  la
vite?".  "Li  vedo,  signore". 3. "La vite  porta  il  frutto,
l'olmo    un  albero senza frutto. Ma la vite,  se  non  sale
sull'olmo,  non  pu dare frutti in abbondanza,  giacendo  per
terra.  Il  frutto  che poi porta, se non  sospeso  all'olmo,
marcisce.  La vite che si attorciglia all'olmo produce  frutto
da  parte  sua  e  da  parte dell'olmo. 4. Vedi,  dunque,  che
l'olmo  produce molto frutto, non meno della vite, e forse  di
pi".  "Come,  signore,  di  pi?".  "Perch,  dice,  la  vite
sospesa  all'olmo porta un bel frutto in abbondanza,  giacendo
per  terra,  invece,  poco e marcio.  Questa  similitudine  si
addice  ai  servi di Dio, al povero e al ricco".  5.  "Fammelo
sapere,  signore, in che modo". "Ascolta, mi  dice.  Il  ricco
possiede  molte  sostanze,  ma  povero  davanti  al  Signore.
Preoccupato  dei suoi beni, fa una preghiera e una confessione
al  Signore  assai  breve,  e  la  fa  fugace,  debole,  senza
principio  n  forza. Il ricco che solleva  il  povero  e  gli
somministra  il  necessario, crede che, se si adopera  per  il
povero,  potr trarne la ricompensa presso Dio.  Il  povero  
ricco  nella  sua  preghiera  e nella  confessione  e  la  sua
preghiera  ha  grande  forza presso  Dio.  Il  ricco,  quindi,
provvede al povero senza titubanza. 6. Il povero, aiutato  dal
ricco,  prega  Dio  per lui e lo ringrazia per  lui  che  l'ha
beneficato.  E  l'altro si preoccupa ancora del povero  perch
non  sia  abbandonato  nella vita. Sa  che  la  preghiera  del
povero    accetta  e feconda presso il Signore.  7.  L'uno  e
l'altro compiono un lavoro; il povero fa la preghiera, in  cui
  ricco,  la preghiera che riceve dal Signore e a  lui  rende
per  chi  l'aiuta. Ugualmente il ricco offre al povero,  senza
titubanza,  la  ricchezza ricevuta da  Dio.  E  quest'opera  
grande  e gradita a Dio perch il ricco, comprendendo  la  sua
ricchezza, ha lavorato per il povero, con i doni del  Signore,
ed  ha  rettamente compiuto un servizio. 8. Presso gli  uomini
l'olmo  sembra che non porti il frutto, ma essi non  sanno  n
comprendono  che  quando  si  ha la  siccit,  l'olmo,  avendo
acqua,  nutre la vite, e la vite, avendo continuamente  acqua,
produce frutto doppio per parte sua e per parte dell'olmo.  In
questo  modo anche i poveri, pregando il Signore per i ricchi,
ricolmano  la  ricchezza di questi e a loro  volta  i  ricchi,
dando  ai  poveri il necessario, riempiono le loro  anime.  9.
L'uno  e l'altro diventano partecipi dell'opera giusta, e  ci
facendo,  non  vengono  abbandonati da Dio,  ma  iscritti  nei
libri   dei  viventi.  10.  Beati  coloro  che  posseggono   e
comprendono  che  sono  ricchi  ad  opera  del  Signore!   Chi
comprende questo potr compiere il bene".
Terza similitudine
Gli abitanti di questo mondo
52)   1.  Mi  mostr  molti  alberi  senza  foglie,  che   mi
sembravano  quasi secchi. Erano tutti uguali. Mi  dice:  "Vedi
questi   alberi?".  "Li  vedo  tutti  uguali  e  secchi".   Mi
risponde:  "Gli  alberi che vedi sono gli abitanti  di  questo
mondo".  2.  "Perch sono come secchi e uguali?".  "Perch  in
questo  mondo  non si vedono n i giusti n  i  peccatori,  ma
sono  uguali. Questo mondo  un inverno per i giusti e non  si
vedono  perch  abitano con i peccatori. 3. Come  nell'inverno
gli  alberi  perdono le foglie e sono uguali e non  si  vedono
quali sono secchi e quali vegeti, cos in questo mondo non  si
vedono n i giusti n i peccatori, ma tutti sono uguali".
Quarta similitudine
La mente pura serve il Signore
53)  1.  Mi mostra ancora molti alberi, alcuni verdeggianti,
altri  secchi  e  mi  dice:  "Vedi questi  alberi?".  "Vedo  i
verdeggianti e i secchi". 2. "Gli alberi verdeggianti  sono  i
giusti che abiteranno nel mondo futuro. Il mondo futuro   una
estate  per  i  giusti  e un inverno per i  peccatori.  Quando
risplender la misericordia del Signore allora si  vedranno  i
servi  di Dio e si manifesteranno a tutti. 3. Come nell'estate
si  vedono  i  frutti  di ogni albero e si  riconoscono  quali
sono,  cos  saranno  manifesti  i  frutti  dei  giusti  e  si
riconosceranno tutti quelli che sono validi in quel mondo.  4.
I  pagani  e  i peccatori, gli alberi secchi che  vedesti,  si
troveranno  aridi e senza frutto in quel mondo  e  come  legna
secca saranno bruciati, e saranno riconosciuti. Cattiva fu  la
loro  condotta  di vita. I peccatori saranno  bruciati  poich
peccarono  e  non si pentirono. I pagani poi saranno  bruciati
perch  non  riconobbero chi li cre. 5.  Tu,  dunque,  in  te
fruttifica,   perch   in  quella  estate   il   frutto   sar
riconosciuto. Allontana da te le molte faccende e non  peccare
in  nulla.  Quelli che fanno molte cose peccano  anche  molto,
perch si distraggono con i loro affari e non servono il  loro
Signore.  6.  Come,  soggiunge, una  simile  persona  potrebbe
chiedere  qualche cosa al Signore e ottenerla non  servendolo?
Otterranno le loro richieste quelli che lo servono.  In  nulla
saranno  esauditi  quelli che non lo servono.  7.  Uno  che  
intento  ad  un  solo lavoro pu servire il  Signore.  La  sua
mente  non  si  dissipa  lontano  dal  Signore,  ma  lo  serve
rimanendo  pura.  8.  Facendo queste cose potrai  fruttificare
nel mondo futuro, e fruttificher pure chiunque le far".
Quinta similitudine
Il vero digiuno
54) (1), 1. Mentre digiunavo e stavo seduto su di un monte  a
ringraziare  il  Signore per tutto ci che ha  fatto  per  me,
vedo  il  pastore che mi si siede accanto e dice: "Perch  mai
di  buon'ora sei venuto qui?". "Perch ho stazione,  signore".
2.  "Che  significa  stazione?". "Digiuno, signore".  "Cosa  
questo  digiuno?". "Come si suole, cos io digiuno".  3.  "Non
sapete, dice, digiunare per amore di Dio, n  digiuno  questa
cosa   inutile  che  fate  a  lui".  "Perch,  signore,   dici
questo?".  "Ti dico che non  digiuno questo che vi sembra  di
fare.  Ti  insegner quale  il digiuno completo e accetto  al
Signore".  "S,  signore,  mi farai contento  e  conoscer  il
digiuno  accetto a Dio". "Ascoltami. 4. Dio non  vuole  questo
digiuno  vano;  cos digiunando per amore di Dio  nulla  operi
per la giustizia. Digiuna, invece, per amore di Dio, cos.  5.
Non  far nulla di male nella tua vita, ma servi il Signore con
cuore  puro; osserva i suoi comandamenti, camminando nei  suoi
precetti,  e non entri nel tuo cuore alcun desiderio  malvagio
e  credi  in  Dio. Se ci farai e Lo temerai,  astenendoti  da
ogni  opera  malvagia, vivrai in Dio. Se adempi  queste  cose,
farai un grande digiuno accetto al Signore".
Il servo fedele  stimato
55) (2),  1.  "Ascolta la similitudine che sto per  dirti  che
concerne  il digiuno. 2. Un tale possedeva un podere  e  molti
servi  e  piant  la  vigna in una parte  del  podere.  Doveva
partire.  Scelto un servo fedele e stimato, lo  chiam  e  gli
disse:   Prendi  la  vigna  che  piantai,  muniscila  di   una
palizzata  e, sino a quando io non torni, altro non fare  alla
vigna. Osserva questo mio precetto, e per me sarai libero.  Il
padrone  part per terra straniera. 3. Partito il padrone,  il
servo  cinse  di una palizzata la vigna. Finita la  palizzata,
vide  che  la  vigna era piena di erbe. 4. Tra  s  pens:  ho
adempiuto  l'ordine del padrone. Vangher poi  la  vigna,  che
vangata  sar  pi curata, e, non soffocata dalle  erbe,  dar
pi  frutto. Zapp la vigna ed estirp tutte le erbe che erano
nella  vigna. La vigna divenne bellissima e rigogliosa,  senza
le  erbe che la soffocavano. 5. Dopo un po' di tempo venne  il
padrone  del campo e del servo ed entr nella vigna.  Vide  la
vigna  ben recintata di uno steccato, che era pure vangata,  e
con  tutte  le erbe estirpate e che le viti erano  rigogliose.
Si  rallegr dei lavori del servo. 6. Chiamato il  figlio  che
gli  era  molto  caro  e  suo erede, e  gli  amici  che  aveva
consiglieri, disse loro ci che aveva ordinato al servo e  ci
che  aveva  trovato. Essi si congratularono col servo  per  la
testimonianza  resagli dal padrone. 7. Disse  loro:  A  questo
servo  promisi  la libert, se avesse osservato  l'ordine  che
gli  davo.  L'osserv e in aggiunta fece un  bel  lavoro  alla
vigna  che  mi piacque molto. Per questo lavoro che ha  fatto,
voglio  crearlo  erede insieme a mio figlio. Egli  ha  pensato
una  cosa buona, non l'ha scartata, ma l'ha mandata a termine.
8.  A questa intenzione, il figlio del padrone acconsent  che
il  servo  divenisse con lui erede. 9. Dopo pochi  giorni,  il
suo  padrone  di  casa  diede un festino  e  gli  mand  molte
vivande  del  banchetto.  Il servo prese  le  vivande  che  il
padrone  gli  aveva  mandato e, tolto il  necessario  per  s,
diede  poi  il resto a tutti i suoi conservi. 10.  I  conservi
ricevendo  le vivande gioirono e incominciarono a pregare  per
lui  perch  egli, che li aveva trattati cos  bene,  trovasse
grazia  ancora  pi grande presso il padrone. 11.  Il  padrone
seppe  tutto  questo e molto si rallegr per la  condotta  del
servo.  Il  padrone di nuovo chiam gli amici e  il  figlio  e
parl  loro  del  comportamento che  il  servo  tenne  per  le
vivande  ricevute.  Essi ancor pi approvarono  che  il  servo
divenisse erede insieme al figlio".
Il digiuno unito ai precetti del Signore
56) (3),  1.  Gli  dico:  "Signore,  non  comprendo   queste
similitudini  n  potrei coglierle se non me le  spieghi".  2.
"Tutto  ti  spiegher chiarendoti quanto ti  dir.  Osserva  i
precetti  del  Signore e gli sarai gradito e sarai  annoverato
tra  quelli che custodiscono i suoi comandamenti. 3. Se  farai
qualche  cosa  di  buono  oltre il  comandamento  di  Dio,  ti
procurerai  una gloria maggiore e pi glorioso di  quello  che
dovevi  essere sarai presso Dio. Se osservando i  precetti  di
Dio  aggiungi anche questi servizi, gioirai, facendoli secondo
il  mio  volere". 4. Gli dico: "Signore, osserver ci che  tu
vuoi.  So  che tu sei con me". "Sar con te, dice, perch  hai
tanto  desiderio  di  fare il bene, e sar  con  tutti  quanti
hanno  lo  stesso  desiderio.  5.  Il  digiuno,  osservando  i
precetti del Signore,  molto bello. Cos osserverai,  dunque,
il  digiuno  che stai per fare. 6. Prima di tutto guardati  da
ogni  parola cattiva e da ogni desiderio malvagio e purificati
il  cuore da tutte le cose vane di questo mondo. Se osserverai
ci,  sar  questo  il digiuno perfetto. 7.  Farai  poi  cos.
Compiute  le cose prescritte, il giorno in cui digiunerai  non
gusterai  nulla,  tranne pane e acqua. Dei  cibi  che  avresti
mangiato  calcola  la quantit del denaro di  quella  giornata
che  avresti speso, mettila da parte e la darai alla vedova  o
all'orfano  o al bisognoso. In questo modo ti farai  umile  e,
per  questa  umilt, chi ha ricevuto riempie la  sua  anima  e
pregher il Signore per te. 8. Se compi il digiuno che  ti  ho
comandato,  il  tuo  sacrificio sar  accetto  al  Signore,  e
questo  digiuno sar notato e il servizio che compi  bello  e
gioioso  e  ben  accolto dal Signore. 9. Questo osserverai  tu
con  i  tuoi  figli  e tutta la tua casa e osservandolo  sarai
felice.  E quelli che udendo i precetti li osservano,  saranno
beati e riceveranno dal Signore le cose che chiedono".
Chiedere l'intelligenza delle cose al Signore
57) (4), 1. Lo pregai molto che mi spiegasse la similitudine
del  campo,  del  padrone, della vite,  del  servo  che  aveva
recintato  la  vigna,  dei pali, delle  erbe  estirpate  dalla
vigna,  del  figlio  e degli amici consiglieri.  Compresi  che
tutto  questo   una parabola. 2. Rispondendo mi  disse:  "Sei
molto   audace   nell'interrogare.  Non   devi   assolutamente
chiedere  nulla. Ci che occorre sia spiegato, sar spiegato".
Gli  dico: "Quanto mi hai mostrato e non hai spiegato, lo avr
visto  invano se non ho capito cosa sia. Ugualmente, anche  se
mi  dici  similitudini e non le spieghi, invano avr ascoltato
qualcosa  da  te".  3. Di nuovo mi rispose dicendo:  "Chiunque
sia  servo di Dio ed abbia il Signore nel cuore, se chiede  da
lui  intelligenza,  la riceve e spiega  ogni  parabola,  e  le
parole  per similitudini diventano comprensibili, con  l'aiuto
del  Signore. Invece, quelli che sono infingardi e pigri nella
preghiera,  esitano a chiedere al Signore.  4.  Il  Signore  
assai  misericordioso e dona senza dilazione  a  tutti  coloro
che  gli  rivolgono  domanda. Tu,  poi,  che  sei  fortificato
dall'angelo  glorioso  e  hai  ricevuto  da  lui  spirito   di
preghiera  e  pigro  non  sei, perch non  chiedi  al  Signore
l'intelligenza?  L'otterrai". 5. Gli dico: "Signore,  avendoti
con  me ho bisogno di pregarti e di interrogarti. Tu mi mostri
tutto  e mi parli. Se, invece, vedessi o ascoltassi ci  senza
di te, mi sarei rivolto al Signore perch me lo spiegasse".
La spiegazione della parabola della vigna e il servo
58) (5), 1. "Ti ho detto poc'anzi che sei scaltro e  audace
nel  chiedere la spiegazione delle parabole. Poich  sei  cos
perseverante, ti spiegher la parabola del campo  e  di  tutte
le  cose  relative  perch  tu la faccia  conoscere  a  tutti.
Ascolta,  dunque e afferrale. 2. Il campo  questo  mondo,  il
padrone del campo chi cre tutte le cose, le perfezion  e  le
consolid; il figlio  lo Spirito Santo; il servo  il  figlio
di  Dio; le viti sono questo popolo che ha piantato. 3. I pali
sono  gli  angeli  santi  del Signore  che  difendono  il  suo
popolo.  Le  erbe strappate dalla vigna sono le malvagit  del
popolo  di  Dio.  Le vivande che mand dal  banchetto  sono  i
precetti che diede al suo popolo per mezzo di suo figlio.  Gli
amici  e  i  consiglieri sono i primi santi angeli creati.  Il
viaggio  del padrone  il tempo che resta per la sua  venuta".
4.  Gli  dico:  "Signore,   tutto grandioso,  meraviglioso  e
glorioso.  Come  potevo io capire tutte  queste  cose?  Nessun
altro  uomo,  anche  se  molto edotto, potrebbe  comprenderle.
Ancora,  signore,  spiegami ci che  sto  per  chiederti".  5.
"Parlami,  se desideri qualche cosa". "Signore, chiedo  perch
il figlio di Dio  sotto forma del servo in questa parabola".
La legge ricevuta dal Padre
59) (6),  1.  "Ascolta, dice, il figlio di Dio  non    sotto
forma  di  servo,  ma  in  grande  potenza  e  signoria".  Gli
rispondo: "Non intendo come". 2. "Perch, dice, Dio piant  la
vigna,  cio  cre il popolo e lo diede al  figlio  suo  e  il
figlio  stabil  gli angeli su di loro per  custodire  ognuno.
Egli  cancell i loro peccati patendo assai e sostenendo molte
fatiche.  Nessuna  vigna  pu essere vangata  senza  sudore  e
sofferenza.  3.  Egli avendo purificato i peccati  del  popolo
insegn le vie della vita, dando la legge ricevuta dal  Padre.
Osserva,  dice,  che egli  il Signore del  popolo  perch  ha
ricevuto  ogni potere dal Padre. 4. Ascolta perch il  Signore
prese  come  consigliere suo figlio e  gli  angeli  santi  per
l'eredit  da dare al servo. 5. Dio fece abitare  nella  carne
che  volle  lo Spirito Santo, che preesisteva e che fece  ogni
creatura. Questa carne, in cui prese dimora lo Spirito  Santo,
serv  bene  lo  Spirito  camminando  nella  santit  e  nella
castit,  e non lo contamin in nulla. 6. Scelse questa  carne
a   partecipare  dello  Spirito  Santo,  perch  essa  si  era
comportata  degnamente e castamente e aveva  sofferto  con  lo
Spirito   collaborando  in  ogni  cosa  e   conducendosi   con
fortezza.  Piacque a Dio il comportamento di questa carne  che
avendo  lo Spirito Santo non si macchi sulla terra. 7.  Prese
come  consigliere  il  figlio  e gli  angeli  gloriosi  perch
questa  carne, avendo ubbidito allo Spirito con soddisfazione,
ottenesse   una  tenda  e  non  sembrasse  aver   perduta   la
ricompensa  del  suo  servizio. Ogni carne  ritrovata  pura  e
senza  macchia  ricever  una ricompensa;  in  essa  abit  lo
Spirito   Santo.  8.  Hai  la  spiegazione  anche  di   questa
parabola".
60) (7),   1.   "Ho   gioito,  signore,   ascoltando   questa
spiegazione".  "Ascolta ora: serba pura ed  immacolata  questa
tua  carne,  perch  lo spirito che abita  in  essa  le  renda
testimonianza  e la carne sia giustificata.  2.  Vedi  di  non
insinuare  mai nel tuo cuore che questa carne sia corruttibile
e  di  non  abusarne  per qualche colpa. Se  tu  contamini  la
carne,  contamini  lo Spirito Santo, e se contamini  la  carne
non   vivrai".  3.  "Signore,  dico,  se  c'  stata   qualche
ignoranza  precedente  prima  che  si  fossero  udite   queste
parole,  come  si pu salvare l'uomo che ha macchiato  la  sua
carne?".  "Per  le precedenti mancanze, dice,  a  Dio  solo  
possibile dare la guarigione, suo  ogni potere. 4.  Ora  sta'
attento e il Signore assai misericordioso le guarir,  se  non
contamini  pi la carne e lo spirito. Entrambi sono accomunati
e  l'una  non pu contaminarsi senza l'altro. Conservali  puri
entrambi e vivrai in Dio".
Sesta similitudine
Il pentimento rimuove le iniquit del mondo
61) (1), 1. Seduto nella mia casa glorificavo il Signore  per
tutte  le cose che avevo visto e meditavo sui precetti  che  -
belli,  potenti, gioiosi e gloriosi - potevano salvare l'anima
dell'uomo. Dicevo tra me: sar felice se cammino nella via  di
questi  precetti, e beato sar chiunque camminer  nella  loro
via.  2.  Mentre  tra  me dico questo,  lo  vedo  d'improvviso
seduto  vicino  a  me che mi diceva: "Perch  ti  dissoci  sui
precetti  che  ti diedi? Sono buoni, non dubitare minimamente,
ma  rivestiti della fede del Signore e marcia sulla loro  via.
Ti  rafforzer in essi. 3. Sono precetti vantaggiosi a  quelli
che  vogliono pentirsi. Se non camminano nella loro via,  vana
  la  loro  penitenza.  4. Voi che vi  pentite  rimuovete  le
iniquit  di questo mondo che vi rovinano. Rivestiti  di  ogni
verit  della  giustizia, potete osservare questi  precetti  e
non  accrescere i vostri peccati. Non aggiungendo  pi  nulla,
cancellerete i vostri peccati precedenti. Camminate nella  via
dei  precetti  e  vivrete in Dio. Questo vi  stato  detto  da
me".  5. Dopo che ebbe parlato con me disse: "Andiamo al campo
e  ti  mostrer  i pastori delle pecore". "Andiamo,  signore".
Andammo  in  una pianura, e mi mostr un giovane  pastore  che
indossava  un insieme di vestiti di color giallo. 6. Pascolava
molte  pecore  e  queste pecore erano come  lascive  e  troppo
dissolute  e  giulive saltellando qua e l. Lo stesso  pastore
era  assai contento del suo gregge. Il volto di lui era  molto
allegro  ed  egli  andava su e gi tra le  pecore.  Vidi  pure
altre pecore lascive e dissolute, per non saltellavano.
Morte e corruzione
62) (2), 1. Mi dice: "Vedi il pastore?". "Lo vedo, signore".
"Questo    l'angelo della dissolutezza e della volutt.  Egli
guasta  le  anime dei servi di Dio che sono vuoti e  li  devia
dalla  verit,  seducendoli con le malvagie passioni  per  cui
trovano  la  morte.  2. Si dimenticano dei  precetti  del  Dio
vivente  e  camminano nella via dei piaceri  e  dei  godimenti
vani e sono rovinati da questo angelo. Chi va a morte, chi  si
corrompe". 3. Gli dico: "Signore non capisco chi a morte,  chi
a  corruzione". "Ascolta, dice, le pecore che vedi  giulive  e
saltellanti  sono coloro che per sempre si sono distaccati  da
Dio  e  si  sono dati ai piaceri di questo mondo. In loro  non
c'  conversione  di vita perch hanno aggiunto  la  bestemmia
contro  il  nome  del Signore. Per loro c' la  morte.  4.  Le
pecore che vedesti non saltellare, ma pascolare insieme,  sono
quelli  dediti ai godimenti e ai piaceri, ma non bestemmiarono
il  Signore.  Essi, lontani dalla verit, furono  corrotti  ma
per  loro  c'  speranza  di  penitenza  nella  quale  possono
vivere. La corruzione ha qualche speranza di rinnovamento,  la
morte,  invece, ha la rovina eterna". 5. Avanziamo  ancora  un
poco   e   mi  mostra  un  pastore  grande  d'aspetto,   quasi
selvaggio,  che  vestiva  una pelle  caprina  bianca  con  una
bisaccia  sulla spalla e un bastone molto ruvido e  nodoso  in
mano  e  una grande frusta. Aveva uno sguardo tanto truce  che
mi  mise paura. 6. Questo pastore riceveva dal pastore giovane
le  pecore  che  erano lascive e dissolute e non saltellavano.
Egli  le  cacciava in un dirupo pieno di spine e di triboli  e
le  pecore non potevano districarsi dalle spine e dai  triboli
perch  ne rimanevano impigliate. 7. Pascolavano prese tra  le
spine  e  i  triboli e soffrivano assai, percosse da  lui.  Le
spingeva  qua  e  l e non dava ad esse pace; addirittura  non
riuscivano a reggersi.
Le prove della vita
63) (3),  1.  Vedendole  cos  flagellate  e  percosse,  mi
dispiacevo  perch  erano cos tormentate e  non  avevano  mai
pace.  2. Dico al pastore che parlava con me: "Signore  chi  
quel  pastore implacabile e duro che non ha nessuna  piet  di
queste  pecore?".  Mi risponde: " l'angelo del  castigo;  uno
degli  angeli  giusti  assegnato al castigo.  3.  Egli  prende
quelli  che hanno errato lontano da Dio camminando  nella  via
delle  passioni e dei piaceri di questo mondo  e  li  punisce,
come  ognuno  ha  meritato, con diversi castighi  atroci".  4.
"Signore,   desidererei  sapere  quali  sono  questi   diversi
tormenti". "Ascolta, le varie prove e castighi sono  le  prove
della  vita.  Alcuni  sono  puniti  con  malanni,  altri   con
privazioni,   altri  con  malattie  varie,  altri   con   ogni
disgrazia;  altri, infine, sono offesi da indegni  e  soffrono
parecchi  altri  mali.  5.  Molti,  incerti  nelle  decisioni,
intraprendono molte cose e nulla loro riesce. Dicono  che  non
hanno  successo nei loro affari e, non ricordandosi  nel  loro
cuore  che  operarono male, incolpano il  Signore.  6.  Quando
sono   afflitti  da  ogni  tribolazione,  allora  mi   vengono
consegnati  per  una buona rieducazione. Si  rafforzano  nella
fede  del  Signore e, per i rimanenti giorni della loro  vita,
lo  servono con cuore puro. Quando si pentono allora risaltano
nel  loro cuore le opere perverse che compirono, e glorificano
Dio  perch    giudice giusto e giustamente ognuno  ha  tutto
sofferto  secondo le proprie azioni. Dopo servono  il  Signore
con  cuore  puro e riescono in ogni azione, ricevendo  da  Dio
quello che chiedono. Allora glorificano il Signore, perch  mi
furono affidati e non soffrono pi alcun male".
L'ora del tormento
64) (4),  1.  Gli dico: "Signore, spiegami  ancora  questo".
"Che  cerchi?". "Dunque, signore, i lussuriosi  e  i  traviati
sono  tormentati tanto tempo per quanto sono stati  lussuriosi
e  traviati?".  Mi risponde: "Sono tormentati  per  lo  stesso
tempo".   2.   "Per  pochissimo,  rispondo,  sono  tormentati.
Occorre,  invece,  che i gaudenti, poich dimentichi  di  Dio,
siano  puniti per sette volte". 3. Mi dice: "Sei  insensato  e
non   conosci  la  forza  del  tormento".  "Se  la  conoscevo,
signore,  non  ti avrei pregato di spiegarmela". Mi  risponde:
"Ascolta  la  forza  di entrambe le cose. 4.  Il  tempo  della
lussuria  e  del traviamento  solo di un'ora,  ma  l'ora  del
tormento  ha  la  forza di trenta giorni. Passando  un  giorno
nella lussuria e nel traviamento e un giorno nel tormento,  un
giorno  del  tormento vale un anno intero. Per  quanti  giorni
uno   stato dissoluto, per tanti anni  tormentato. Vedi,  mi
dice,  che  il  tempo del piacere e della  seduzione    assai
breve, mentre  lungo quello della pena e del tormento".
La volutt
65)  (5),  1.  "Signore, non ho del tutto capito i  tempi  del
traviamento,  della  lussuria e  della  pena,  spiegamelo  pi
chiaramente". 2. Mi risponde: "La tua testardaggine   dura  e
non  vuoi purificare il tuo cuore e servire Dio. Bada che  non
si  compia  il  tempo  e tu sia trovato  stolto.  Ascolta  per
capire,  come desideri, le cose. 3. Chi agisce da dissoluto  e
traviato  e  facendo quello che vuole per un giorno  solo,  ha
molta  stoltezza addosso e non sa ci che fa. Il  giorno  dopo
dimentica ci che ha fatto il giorno prima. La lussuria  e  il
traviamento non hanno memoria per la follia che si  ritrovano,
mentre  la  pena e il castigo, se si attaccano  all'uomo,  per
una  giornata,  affliggono e tormentano sino ad  un  anno.  La
pena  e  il  tormento  hanno  memoria  grande.  4.  Chi  viene
tormentato  e  punito  per un anno intero,  si  ricorda  della
lussuria  e  del  tormento e sa che per loro  colpa  soffre  i
mali.  Ogni  uomo  dissoluto e traviato viene tormentato  cos
perch  in  vita  si consegn alla morte". 5. "Quali  piaceri,
signore, sono dannosi?". "Ogni cosa  una volutt per  l'uomo,
se  la  fa  per il piacere. Anche un iracondo, facendo  quello
che    consentaneo alla sua passione,  un  voluttuoso.  Cos
l'adultero,  l'ubriaco, il maledico, il  menzognero,  l'avaro,
il  ladro  e  chi opera cose simili, fa ci che   consentaneo
alla  propria infermit. Egli  voluttuoso nella  sua  azione.
6.  Tutte  queste delizie sono dannose ai servi  di  Dio.  Per
tali  deviazioni soffrono quelli che sono puniti e  castigati.
7.  Si  hanno anche dei piaceri che salvano gli uomini.  Molti
invero  facendo il bene, godono attirati dal loro piacere.  ,
un  piacere questo, proficuo ai servi di Dio e procura la vita
a   un   uomo  siffatto.  Le  volutt  nocive,  invece,  prima
ricordate  procurano loro tormenti e castighi. Se si  ostinano
e non si pentono si procurano la morte".
Settima similitudine
La penitenza forte e pura
66)  1.  Pochi giorni dopo lo vidi nella stessa  pianura  in
cui  avevo  visto  anche  i  pastori  e  mi  dice:  "Che  cosa
cerchi?".  "Sono  qui,  rispondo, a chiederti  che  ordini  al
pastore  addetto  al castigo di uscire dalla mia  casa  perch
troppo  mi  tormenta".  "Bisogna che  tu  sia  afflitto.  Cos
dispose  l'angelo glorioso nei tuoi riguardi. Egli  vuole  che
tu  sia provato". "Che cosa ho fatto di tanto grave, rispondo,
per  essere  consegnato a tale angelo?". 2. "Ascolta,  i  tuoi
peccati  sono  molti, ma non tali perch sia dato  in  mano  a
questo  angelo.  La tua casa, per, commise grandi  peccati  e
ingiustizie. L'angelo glorioso fu irritato dalle  loro  azioni
e  dispose  che tu per qualche tempo fossi tormentato,  perch
anch'essi  si pentano e si lavino da ogni cupidigia di  questo
mondo.  Quando si saranno pentiti e purificati,  allora  andr
via  da  te  l'angelo della punizione". 3. Gli faccio  notare:
"Essi  operarono cose tali da far sdegnare l'angelo  glorioso,
ma  io  che  cosa feci?". "Diversamente, mi dice,  quelli  non
possono  essere tormentati, se tu, capo della casa, non  vieni
tormentato.  Per  forza  essi  sono  tormentati,  se  tu   sei
tormentato;  se  tu  stai  bene  non  possono  avere  tormento
alcuno".  4. "Ma vedi, signore, che si sono pentiti con  tutto
il  loro  cuore". "So anch'io, dice, che si sono  pentiti  con
tutto  il loro cuore. Ritieni che i peccati di quelli  che  si
pentono   siano  subito  rimessi?  Assolutamente  no.  Bisogna
invece  che  chi  si pente tormenti la sua anima  e  si  umili
profondamente  in ogni cosa e soffra molte e varie  punizioni.
Se  sopporta  i castighi che gli vengono, chi ha creato  tutte
le  cose  e  le  ha consolidate, di lui avr ogni  compassione
dandogli  un  rimedio. 5. Ci  sicuro se vede  il  cuore  del
penitente  puro da ogni cosa malvagia. A te e  alla  tua  casa
giova  ora  essere  castigati. Ma perch  parlo  troppo?  Devi
essere  tormentato, come ordin l'angelo del  Signore  che  ti
affid  a  me.  Di questo ringrazia il Signore  che  ti  stim
degno   che   ti   fosse   rivelata  la   punizione,   perch,
conoscendola prima, la potrai fortemente sopportare".  6.  Gli
chiedo:   "Stammi   vicino  ed  io   potr   sopportare   ogni
afflizione".  Mi  risponde: "Star con te e pregher  l'angelo
punitore  che  ti  castighi  nella forma  pi  leggera.  Sarai
castigato  per  breve durata e di nuovo sarai  ristabilito  al
tuo  posto.  Soltanto mantieniti nell'umilt e nel servizio  a
Dio  Signore, con il cuore puro, insieme ai tuoi figli e  alla
tua casa. Cammina nella via dei precetti che ti ho ordinato  e
la  tua penitenza sar forte e pura. 7. Se tu osservi ci  con
la  tua  casa, si allontaner da te ogni disgrazia. Il castigo
pure  si  allontaner da tutti quelli che camminano nella  via
di questi miei precetti".
Ottava similitudine
I rami del salice e l'angelo
67)  (1), 1. Mi mostr un grande salice che copriva piani  e
monti e alla sua ombra si erano raccolti tutti i chiamati  nel
nome  del Signore. 2. Il glorioso angelo del Signore, che  era
assai  alto,  stava  sopra il salice. Con una  grande  roncola
tagliava  i  rami  dell'albero e li dava  al  popolo  che  era
riparato   sotto  il  salice.  Erano  piccoli   i   rami   che
distribuiva,  di  circa  un  cubito.  3.  L'angelo  depose  la
roncola,  dopo che tutti avevano ricevuto i rami,  e  l'albero
rimase  integro, come l'avevo visto prima. 4.  Mi  meravigliai
in  me stesso dicendo: "Come mai dopo il taglio di tanti  rami
l'albero  rimasto integro?". Mi risponde il pastore: "Non  ti
meravigliare se l'albero  rimasto integro dopo il  taglio  di
tanti  rami.  Lascia che tu veda tutto, mi  dice,  e  ti  sar
spiegata  ogni cosa". 5. L'angelo richiedeva di nuovo  i  rami
che   aveva   distribuito  al  popolo.  Come  ognuno   l'aveva
ricevuto,  cos  veniva chiamato dall'angelo  e  gli  dava  il
ramo.  L'angelo del Signore li prendeva e li osservava. 6.  Da
alcuni  riaveva i rami secchi e rosi come dal tarlo.  L'angelo
dispose  che  i  consegnatari di tali rami  fossero  messi  in
disparte.  7. Altri li consegnavano secchi ma non  erano  rosi
dal  tarlo; dispose che anche loro fossero messi in  disparte.
8.  Altri li ridiedero mezzi secchi; anche questi furono messi
in  disparte. 9. Altri rendevano i rami mezzo secchi con delle
fessure;  anche  questi furono messi in  disparte.  10.  Altri
consegnavano  i  rami  verdi con delle fessure;  anche  questi
messi  in disparte. 11. Altri ridavano i rami per met  secchi
e  met  verdi; anche questi messi in disparte. 12. Altri  poi
riportarono  i  rami  per due parti  verdi  e  per  una  terza
secchi;   anche  questi  messi  in  disparte.  13.  Altri   li
consegnarono  per  due  parti secchi e per  una  terza  verdi;
anche  questi  messi in disparte. 14. Altri rendevano  i  rami
quasi  tutti  verdi, mentre era secca una piccolissima  parte,
la  punta  e con fessure; anche questi messi in disparte.  15.
Altri  rami  avevano una piccolissima parte verde,  il  resto,
invece,  era secco; anche questi messi in disparte. 16.  Altri
vennero  a  consegnare i rami verdi come li  avevano  ricevuti
dall'angelo. La maggior parte consegnava tali rami e  l'angelo
se  ne  rallegr  molto; anche questi messi in  disparte.  17.
Altri  ridavano i loro rami verdi e con germogli; anche questi
in  disparte.  L'angelo pure per loro si rallegr.  18.  Altri
consegnarono  i loro rami verdi e con germogli  che  portavano
quasi  il  frutto.  Gli  uomini di  questi  rami  erano  molto
gioiosi. L'angelo si rallegrava nei loro riguardi, e  con  lui
era pure lieto il pastore.
Il salice ama la vita
68)  (2), 1. L'angelo del Signore comand che si portassero
delle  corone. Furono portate corone intrecciate come di palma
e  incoron  gli uomini che avevano consegnato i  rami  con  i
germogli  e  i  frutti e li mand alla torre.  2.  Mand  alla
torre  anche gli altri, quelli che avevano consegnato  i  rami
con  germogli ma senza il frutto, e diede loro un sigillo.  3.
Tutti  quelli che andavano alla torre avevano una veste bianca
come  la  neve. 4. Mand alla torre anche quelli  che  avevano
consegnato  i rami verdi come li avevano ricevuti, dando  loro
una  veste  bianca e il sigillo. 5. Dopo aver compiuto  queste
operazioni, l'angelo disse al pastore: "Io vado e  tu  mandali
alle  mura  come uno  degno di abitare. Osserva  con  cura  i
loro  rami  e cos licenziali. Esamina bene. Sta' attento  che
nessuno  resti fuori e che qualcuno non ti sfugga; li  prover
io  sull'altare". Detto questo al pastore, and via.  6.  Dopo
che l'angelo part, il pastore mi disse: "Prendiamo i rami  di
tutti  e  piantiamoli, se mai qualcuno potr riprendere".  Gli
faccio  notare:  "Signore,  come potranno  riprendere  i  rami
secchi?".  7. Mi risponde: "L'albero  un salice  che  ama  la
vita.  Se  noi  piantiamo i rami ed essi prendono  un  po'  di
umidit,   molti   potranno  riprendere;  proveremo   poi   ad
innaffiarli.   Se   qualche  ramo  potr  riprendere   me   ne
rallegrer;  diversamente, se non riprender, non  sar  stato
negligente".   8.  Il  pastore  mi  ordin   di   chiamare   i
consegnatari  dei rami, secondo il posto in  cui  erano  stati
assegnati.  Vennero gruppo a gruppo e consegnarono al  pastore
i  rami.  Il  pastore prendeva i rami e secondo  i  gruppi  li
piantava.  Dopo averli piantati vers su di essi molta  acqua,
tanto che i rami non ne emergevano. 9. Dopo aver innaffiato  i
rami,  mi  dice: "Andiamo via, e tra pochi giorni  ritorneremo
ad  ispezionarli  tutti. Chi fece nascere  quest'albero  vuole
che  tutti  quelli che hanno da esso preso i rami  vivano.  Io
pure  spero  che  questi rami, prendendo  umidit  e  imbevuti
d'acqua, per la maggior parte riprendano".
I rami del salice sotto la legge
69) (3),1.  Gli  dico:  "Signore  spiegami   che   cosa   
quest'albero.  Su  di  esso  sono perplesso  perch,  dopo  il
taglio  di  tali  rami, l'albero  integro e nulla  appare  da
esso  tagliato.  Per questo sono esitante".  2.  "Ascolta,  mi
dice, questo grande albero che copre piani e monti e tutta  la
terra  la legge di Dio data a tutto il mondo. Questa legge  
il  Figlio  di  Dio  che fu annunziato sino ai  confini  della
terra.  I popoli che sono sotto l'ombra sono quelli che  hanno
ascoltato  la  predicazione  e creduto  in  Lui.  3.  L'angelo
grande  e glorioso  Michele che ha il potere su questo popolo
e  lo  governa.  Egli pone la legge nel cuore dei  credenti  e
scruta se quelli cui la diede l'hanno osservata. 4. Osserva  i
rami  di  ciascuno: i rami sono la legge. Vedi che molti  rami
sono  inservibili  e  vi riconoscerai  quelli  che  non  hanno
osservato  la legge; di ognuno noterai la posizione".  5.  Gli
chiedo:  "Signore,  perch alcuni mand  alla  torre  e  altri
affid  a  te?".  Mi  risponde: "Quelli che  trasgredirono  la
legge  da  lui  ricevuta  li  lasci  in  mio  potere  per  la
penitenza;  quelli poi che furono nella legge e la osservarono
sono  a  lui  soggetti".  6. Chiedo:  "Signore  chi  sono  gli
incoronati  che  si dirigono alla torre?". Mi  risponde:  "Gli
incoronati  sono quelli che lottarono contro il diavolo  e  lo
sconfissero.  Essi hanno sofferto per la legge. 7.  Gli  altri
che  hanno  consegnato i rami verdi, con i germogli  senza  il
frutto,  sono  quelli che hanno sofferto  per  la  legge.  Non
avendola  rinnegata non sono stati torturati.  8.  Quelli  che
hanno  consegnato  i rami verdi come li hanno  ricevuti,  sono
santi  e  giusti.  Hanno molto camminato con  il  cuore  puro,
osservando  i  precetti del Signore. 9.  Conoscerai  il  resto
quando ispezioner i rami piantati e innaffiati".
La consegna dei rami
70) (4),  1.  Dopo  alcuni giorni ritornammo  sul  luogo,  il
pastore  si sedette al posto dell'angelo di grande altezza  ed
io  vicino  a lui. Mi disse: "Mettiti un grembiule e servimi".
Cinsi  il  grembiule  di sacco che era pulito.  2.  Visto  che
avevo  il  grembiule  e che ero pronto a servirlo,  mi  disse:
"Chiama  gli  uomini per gruppi, come ognuno consegn  i  rami
che  abbiamo piantato". Andai alla pianura e li chiamai  tutti
e  si  disposero per gruppi. 3. Disse loro: "Ognuno prenda  il
proprio  ramo  e  me lo porti". 4. Li consegnarono  per  primi
quelli  che  li  avevano  secchi e  mutili.  Perch  secchi  e
mutili,  ordin  che  fossero  messi  in  disparte.   5.   Poi
consegnarono quelli che li avevano secchi e non mutili.  Altri
consegnarono i rami verdi, altri ancora i rami secchi  e  rosi
come  dal  tarlo. Ordin che fossero messi in disparte  quelli
che  avevano consegnato i rami verdi e quelli, invece, che  li
avevano  consegnati  secchi  e mutili,  fossero  posti  con  i
primi. 6. Poi li consegnarono quelli che avevano i rami  mezzo
secchi e con fessure; molti poi li consegnarono verdi e  senza
fessure;  alcuni, invece, verdi e con germogli che avevano  il
frutto,  come  li avevano coloro che incoronati  erano  andati
alla  torre.  Altri, invece, li consegnarono  secchi  e  rosi,
altri  ancora secchi e non rosi; alcuni erano mezzo  secchi  e
con  fessure.  Dispose  che ognuno fosse messo  separatamente,
chi presso il suo gruppo, chi in disparte.
Continua la consegna
71) (5), 1. Poi consegnarono quelli che avevano i rami verdi
con  le  fessure. Tutti questi li davano verdi e si  fermavano
nel  loro gruppo. Il pastore si rallegr con loro perch tutti
si  erano  trasformati  e  avevano eliminato  le  fessure.  2.
Consegnarono poi quelli che li avevano una met  verde  e  una
met  secca.  I  rami  di alcuni furono trovati  completamente
verdi,  di altri mezzo secchi, di altri ancora secchi e  rosi,
di  altri verdi e con i germogli. Di questi ognuno andava  nel
proprio gruppo. 3. Poi consegnarono quelli che li avevano  due
parti  verdi  e  la terza secca. Molti li consegnarono  verdi,
altri  met  secchi,  altri secchi e  rosi.  Di  tutti  questi
ognuno  era mandato al proprio gruppo. 4. Consegnarono  quelli
che  avevano  i rami per due parti secchi e una  terza  verde.
Molti  di  loro li consegnarono mezzo secchi, altri  secchi  e
rosi,  altri  meta  secchi e con fessure, pochi  verdi.  Tutti
questi  si  misero nel proprio gruppo. 5. Consegnarono  quelli
che  avevano i rami verdi, una piccolissima parte secca e  con
fessure; tra questi alcuni li consegnarono verdi, altri  verdi
e  con  germogli.  Essi  andarono al proprio  gruppo.  6.  Poi
consegnarono quelli che li avevano per una piccolissima  parte
verdi  e  il  resto  mezzo secchi. I loro rami  erano  per  la
maggior  parte  mezzo verdi e con germogli  che  portavano  il
frutto,  gli  altri  erano tutti verdi.  Per  questi  rami  il
pastore  si  rallegr assai, perch trovati  cos.  Ognuno  di
loro and nel proprio gruppo.
Il pentimento salva la vita
72)  (6),  1.  Dopo aver ispezionato i  rami  di  tutti,  il
pastore  mi  parl: "Ho detto che quest'albero   vitalissimo.
Vedi  quanti  fecero  penitenza e si  salvarono?".  "Li  vedo,
signore".  "Sappi, mi disse, che la misericordia del  Signore,
grande  e  gloriosa,  ha concesso lo spirito  di  penitenza  a
coloro  che  erano degni di pentirsi". 2. "Come  mai,  chiedo,
tutti  non  si pentirono?". "Il Signore concesse pentimento  a
quelli il cui cuore vede che sta per diventare puro e sta  per
servirlo   dal  profondo.  A  quelli,  invece,  di  cui   vede
l'inganno   e   la   malizia  e  che  si   sarebbero   pentiti
ipocritamente non concesse pentimento per non far  bestemmiare
di  nuovo  la legge di Dio". 3. Gli chiesi: "Signore, spiegami
ora  chi  sono quelli che hanno consegnato i rami  e  il  loro
posto.  Il motivo  che, dopo averlo inteso, quelli che  hanno
creduto  e  ricevuto il sigillo, che hanno rovinato invece  di
conservare  integro, riconoscendo le loro azioni si  pentano".
"Essi  poi  ricevendo  da  te il sigillo,  glorificheranno  il
Signore  che  ha avuto piet di loro e invi te a rinnovare  i
loro  spiriti.  4. Ascolta, disse: i rami secchi  e  rosi  dal
tarlo   sono   gli  apostati  e  i  traditori  della   Chiesa.
Bestemmiando nei loro peccati il Signore, si vergognarono  del
nome  del Signore invocato su di loro. Questi per sempre  sono
morti  a Dio. Vedi che nessuno si pent, sebbene essi avessero
sentito  le  parole che dicesti loro e che io ti  ordinai.  Da
loro  la  vita  si    allontanata. 5.  Quelli  che  li  hanno
consegnati  secchi  e  non guasti sono vicini  ai  precedenti.
Erano ipocriti e portavano dottrine estranee e pervertirono  i
servi  di  Dio,  principalmente perch non lasciavano  che  si
pentissero  quelli che avevano peccato, mentre li persuadevano
con  stolte  opinioni. Questi hanno speranza di  pentirsi.  6.
Vedi  che molti di essi si sono pentiti da quando hai  parlato
loro  dei  miei precetti e altri ancora si pentiranno.  Quanti
non  si  pentiranno  hanno perduto  la  vita.  Quelli  che  si
pentirono, diventando buoni, hanno la loro dimora nelle  prime
mura.  Altri salirono nella torre. Vedi dunque, mi  dice,  che
il  pentimento dei peccatori salva la vita, mentre il  mancato
pentimento  la morte".
La dimora dentro la torre
73)  (7),  1.  "Ascolta di quelli che consegnarono  i  rami
mezzo  secchi  e  con le fessure. I rami di quelli  che  erano
mezzo  secchi sono i dissociati che n vivono n  sono  morti.
2.  Quelli  che  li hanno mezzo secchi e con  fessure  sono  i
dissociati e i calunniatori, che non trovano mai pace in s  e
sono  sempre in discordia. Anche per questi, dice, c'  ancora
possibilit di penitenza. Vedi, disse, che alcuni si sono  gi
pentiti. In loro c' speranza di pentimento. 3. Quelli che  si
sono pentiti hanno dimora entro la torre, quelli, invece,  che
si  pentiranno molto tardi, abiteranno nelle mura. Quanti  poi
non  si  pentiranno, persistendo nelle loro  azioni,  morranno
sicuramente. 4. Quelli che hanno consegnato i rami  verdi  con
fessure  furono  sempre fedeli e buoni.  Hanno  avuto  qualche
invidia  tra  loro  per  i primi posti e  per  qualche  onore.
Stolti  sono  quelli  che  hanno una tale  invidia!  5.  Anche
questi  avendo ascoltato i miei precetti ed essendo  buoni  si
purificarono e si pentirono subito. La loro dimora era  dentro
la  torre.  Per  se  qualcuno torner  alla  discordia,  sar
cacciato dalla torre e roviner la sua vita. 6. La vita    di
coloro che osservano i precetti del Signore. Nei precetti  non
  da  parlare  di priorit o di onore, ma di  pazienza  e  di
umilt  dell'uomo.  In  questi c' la vita  del  Signore;  nei
sediziosi e nei trasgressori, invece, la morte".
Met vivi e met morti
74) (8), 1. "Quelli che consegnarono i rami mezzo secchi  e
mezzo  verdi sono gli immersi negli affari e distaccati  dalle
cose  sante.  Perci una met  viva, una  met    morta.  2.
Molti  avendo inteso i miei precetti si pentirono. Quelli  che
si  pentirono, hanno la loro dimora nella torre. Alcuni, per,
si  separarono completamente e non hanno avuto pentimento. Per
i  loro  affari  hanno  bestemmiato e  rinnegato  il  Signore.
Perdettero  la  loro  vita per la cattiveria  che  fecero.  3.
Molti  di  essi furono indecisi. Hanno ancora modo di pentirsi
se  si  danno subito alla penitenza. La loro dimora sar entro
la  torre.  Se  invece indugiano a pentirsi  abiteranno  nelle
mura;  se  non  si pentono affatto perdono la  loro  vita.  4.
Quelli che hanno consegnato i rami per due parti verdi, e  per
una  terza  secchi  sono i rinnegatori, di varie  specie,  del
Signore.  5.  Molti  si pentirono e sono  entrati  ad  abitare
nella  torre, molti altri, invece, si staccarono completamente
da  Dio  perdendo irrimediabilmente la loro vita. Alcuni  sono
incerti  e  discordi ed hanno possibilit di  pentirsi  se  si
convertono  rapidamente e non permangono nei loro piaceri.  Se
persistono nelle loro cose si procurano la morte".
Il pentimento sollecito
75) (9),  1.  "Quelli che hanno consegnato i  rami  per  due
parti  secchi  e  un  terzo verdi sono i fedeli  arricchiti  e
onorati  presso  i  pagani.  Si  rivestirono  di  una   grande
superbia  e divennero sfrontati. Abbandonarono la verit,  non
si  unirono  ai giusti, e vissero con i pagani. Questa  fu  la
via loro pi gradita. Tuttavia non si distaccarono da Dio,  ma
rimasero  nella fede, senza compiere le opere della  fede.  2.
Molti  di  essi fecero penitenza e la loro dimora fu entro  la
torre.  3.  Altri poi, vivendo sino alla fine con i  pagani  e
trascinati dalla vanagloria di costoro, si separarono da  Dio.
Agirono  da pagani e furono annoverati tra questi.  4.  Altri,
invece,  rimasero incerti, senza la speranza di  salvarsi  per
le  azioni  compiute.  Alcuni,  rimasti  nella  dissociazione,
gettavano  discordie  tra loro. Anche  per  questi  dissociati
delle  loro  azioni c' pentimento; ma deve  essere  sollecito
perch  abitino nella torre. Per quelli, invece,  che  non  si
pentono, ma persistono nei loro piaceri, la morte  vicina".
La sofferenza piacevole
76) (10), l. "Quelli che hanno consegnato i rami verdi,  con
le  punte  secche e le fessure, furono sempre buoni, fedeli  e
gloriosi  presso Dio, ma peccarono di poco, per vani  desideri
e  piccole  cose tra loro. Dopo aver ascoltato le mie  parole,
la  maggior parte subito si pent, e la loro dimora  fu  entro
la   torre.   2.   Alcuni  di  essi  furono   incerti,   altri
nell'incertezza  suscitarono  grossi  dissensi.  In  loro  c'
ancora  speranza  di  penitenza perch  furono  sempre  buoni.
Difficilmente  qualcuno di loro morr.  3.  Quelli  che  hanno
consegnato  i  rami secchi con pochissimo verde,  sono  coloro
che  ebbero solo fede, compiendo poi opere di ingiustizia. Non
apostatarono  mai  da Dio, e ne portarono volentieri  il  Nome
accogliendo  affabilmente nelle loro  case  i  servi  di  Dio.
All'annunzio  di  questa  penitenza  si  convertirono  subito,
praticando  ogni  virt  di  giustizia.  4.  Alcuni  di  essi,
conoscendo  le  azioni  che fecero, soffrono  e  soffrono  con
piacere. Per tutti questi la dimora  entro la torre".
La chiamata per mezzo del Figlio di Dio
77) (11), 1. Dopo aver terminato la spiegazione su tutti  i
rami,  mi  disse: "Va' e riferisci a tutti che  si  pentano  e
vivano  in Dio. Il Signore ha avuto piet e mi ha mandato  per
dare  a tutti la penitenza, sebbene alcuni non siano degni  di
essere  salvati  per le loro opere. Ma il  Signore,  poich  
magnanimo,  vuole che sia viva la chiamata per  mezzo  di  suo
Figlio".  2. Gli dissi: "Spero che tutti, Signore,  ascoltando
queste   cose   si  pentiranno.  Sono  convinto  che   ognuno,
conoscendo  le  proprie opere e temendo Dio, si  pentir".  3.
Rispondendo mi disse: "Quanti si pentono con tutto il cuore  e
si   purificano   dalle   loro  malvagit   anzidette,   senza
accrescere  di pi i loro peccati, riceveranno dal Signore  la
guarigione  delle loro colpe precedenti, se non sono  indecisi
in  questi  precetti, e vivranno con Dio. Invece,  quelli  che
accrescono  le  iniquit e camminano nei  desideri  di  questo
mondo,  condannano  se stessi alla morte. 4.  Tu  cammina  nei
miei  precetti  e  vivrai  in Dio. E  vivr  in  Dio  chiunque
cammina   in   essi  e  agir  rettamente".  5.  Dopo   avermi
manifestato questo e parlato di tutto, mi disse: "Ti  mostrer
il resto tra pochi giorni".
Nona similitudine
Lo Spirito Santo
78)  (1),  1.  Dopo  che  io  scrissi  i  precetti  e   le
similitudini del pastore, angelo della penitenza,  egli  venne
da  me  e  mi disse: "Voglio mostrarti quanto ti manifest  lo
Spirito  Santo  nella figura della chiesa.  Lo  Spirito    il
figlio  di  Dio. 2. Eri molto debole nella carne e non  ti  fu
rivelato  per mezzo dell'angelo. Quando ti irrobustisti  nello
spirito  e  fosti  forte della tua forza,  in  modo  da  poter
vedere  anche l'angelo, allora ti fu manifestata, mediante  la
chiesa,  la  costruzione della torre. Hai  visto  bene  e  con
venerazione  ogni cosa come da parte di una  vergine.  Ora  da
parte  di  un  angelo vedi per mezzo dello stesso spirito.  3.
Bisogna  che tu ora impari con maggiore precisione  ogni  cosa
da  me.  L'angelo glorioso mi ha indotto ad abitare nella  tua
casa  perch  tu vedessi tutto con coraggio e non  con  timore
come  prima". 4. Mi port in Arcadia, su un monte a  forma  di
mammella.  Mi  fece sedere sulla cima e mi mostr  una  grande
pianura e nel suo orizzonte dodici monti, dei quali chi  aveva
un  aspetto  chi un altro. 5. Il primo nero come la fuliggine;
il  secondo spoglio, senza erbe; il terzo pieno di spine e  di
triboli;  6.  il  quarto con erbe mezzo  secche,  verdi  nella
parte  superiore,  secche nella parte verso le  radici;  certe
erbe  quando il sole scottava divenivano secche. 7. Il  quinto
monte  era  assai scabroso e aveva erbe verdi. Il sesto  monte
era pieno di crepacci grandi e piccoli. I crepacci avevano  le
erbe  che non erano molto rigogliose ma come appassite. 8.  Il
settimo  monte  aveva  erbe  floride  e  tutto  il  monte  era
fiorente  e  vi pasceva ogni specie di animali e  di  uccelli.
Pi  vi  pascevano animali ed uccelli pi crescevano  le  erbe
del  monte.  L'ottavo  monte  era  pieno  di  sorgenti,  e  si
abbeverava  ogni specie di creature del Signore alle  sorgenti
di  questo  monte.  9.  Il nono monte non aveva  assolutamente
acqua  ed era del tutto deserto. Vi abitavano fiere e serpenti
mortiferi  che  uccidevano gli uomini. Il decimo  monte  aveva
alberi  giganti  ed  era del tutto ombroso e  all'ombra  degli
alberi  le  pecore  giacevano  riposandosi  e  ruminando.  10.
L'undecimo   monte  era  molto  alberato.  Gli  alberi   erano
fruttiferi  e  coperti  di  frutti diversi  e  chi  li  vedeva
desiderava mangiarli. Il dodicesimo monte era bianco, con  una
vista ridente. In s il monte era meraviglioso.
Guardare avanti
79) (2),  1.  Mi  mostr in mezzo alla pianura  una  grande
roccia  bianca  che  vi emergeva. La roccia,  pi  alta  delle
montagne, era quadrangolare, tale da poter contenere tutto  il
mondo. 2. La roccia era antica ed aveva una porta scavata;  lo
scavo  della  porta sembrava recente. La porta  splendeva  pi
del  sole, ed io mi meravigliai di tale splendore. 3.  Intorno
alla  porta vi erano dodici vergini. Le quattro che occupavano
gli  angoli  sembravano pi gloriose;  anche  le  altre  erano
gloriose. Stavano alle quattro parti della porta a due  a  due
le  vergini  a mezza distanza. 4. Vestivano una tunica  bianca
ed  erano  cinte  splendidamente con la spalla  destra  fuori,
come  per portare qualche peso. Cos erano pronte, molto liete
e  volenterose. 5. Nell'osservare ci stupivo  in  me  stesso,
perch  vedevo  cose grandi e gloriose. Ero  ancora  perplesso
per  quelle  vergini  che  essendo  delicate  si  comportavano
virilmente, come se dovessero sostenere tutto il cielo. 6.  Il
pastore  mi  dice:  "Che vai in te pensando  preoccupandoti  e
attirandoti  tristezza?  Le  cose  che  non  puoi  capire  non
trattarle  come  se  tu  fossi pieno di  senno,  ma  prega  il
Signore  di  ottenere l'intelligenza per comprenderle.  7.  Tu
non  puoi vedere quello che  dietro di te, guarda quello  che
ti    davanti.  Non ti tormenti quello che non  puoi  vedere.
Domina  le  cose che vedi e non ti angustiare delle altre.  Ti
spiegher tutte le cose che ti mostrer. Considera il resto".
La costruzione della torre
80)  (3),  1.  Vidi  che  erano  arrivati  sei  uomini  alti,
venerabili e simili di aspetto. Chiamarono una moltitudine  di
persone  e  quelli  che venivano erano  alti,  molto  belli  e
forti.  I  sei uomini comandarono loro di costruire una  torre
sulla  roccia. Si ebbe un grande frastuono tra gli uomini  che
erano  venuti  a  costruire la torre e che  correvano  intorno
alla  porta.  2.  Le  vergini che stavano intorno  alla  porta
esortavano  gli  uomini a costruire la torre. Esse  stendevano
le  mani come se dovessero ricevere qualche cosa dagli uomini.
3.  I  sei  uomini  comandarono che dal fondo  si  estraessero
delle  pietre  e si portassero alla costruzione  della  torre.
Vennero  estratte  dieci  pietre  quadrate,  lucenti   e   non
ritagliate.   4.  I  sei  uomini  chiamarono  le   vergini   e
comandarono  loro  di  portare tutte le  pietre  da  sistemare
nella  costruzione della torre, di passare per la porta  e  di
porgerle  agli uomini che stavano costruendo la torre.  5.  Le
vergini  mettevano  l'una sull'altra  le  prime  dieci  pietre
estratte   dal   fondo   e,  insieme,   una   per   volta   le
trasportavano.
Non affaticarsi invano
81)  (4), 1. Come stavano intorno alla porta, cos portavano
le  pietre  le  vergini che apparivano vigorose  e  che  erano
piazzate  agli  angoli della roccia. Le altre si  erano  messe
dai  lati  e  trasportavano  tutte le  pietre.  Attraverso  la
porta, come era stato comandato, le porgevano agli uomini  che
le   ricevevano  per  la  costruzione  della  torre.   2.   La
costruzione della torre aveva luogo sopra la grande  roccia  e
la  porta. Le dieci pietre furono adattate e riempirono  tutta
la  roccia,  divenendo il fondamento della  costruzione  della
torre.  La  roccia e la porta sostenevano tutta la  torre.  3.
Dopo  le  dieci  pietre, si estrassero dal  fondo  venticinque
pietre  che ugualmente furono adattate alla costruzione  della
torre,  portate dalle vergini come le precedenti. Dopo  queste
si   estrassero  trentacinque  pietre  che  ugualmente  furono
adattate   alla  costruzione  della  torre.  Dopo  queste   si
estrassero  quaranta  altre pietre e  furono  impiegate  nella
costruzione  della  torre.  Si  fecero  quattro   file   nelle
fondamenta  della torre. 4. Si cess allora  di  estrarle  dal
fondo  e i costruttori si riposarono un poco. Di nuovo  i  sei
uomini  comandarono alla moltitudine di popolo di portare  dai
monti le pietre per la costruzione della torre. 5. Da tutti  i
monti  le  pietre  di  vari colori tagliate  venivano  portate
dagli  uomini  e consegnate alle vergini. Poi  le  vergini  le
passavano   attraverso  la  porta  e  le  porgevano   per   la
costruzione  della  torre. E quando  le  varie  pietre  furono
messe  in opera divennero uguali di color bianco, cambiando  i
colori di prima. 6. Alcune furono consegnate dagli uomini  per
la  costruzione e non diventavano lucenti. Come furono  poste,
cos  furono trovate. Non erano state consegnate dalle vergini
n  passate  per  la  porta. Queste erano pietre  che  non  si
addicevano  alla  costruzione della torre.  7.  I  sei  uomini
videro che queste pietre non erano adatte alla costruzione  ed
ordinarono che fossero tolte e riportate nel luogo  ove  erano
state  estratte. 8. Dissero alle persone che trasportavano  le
pietre:   "Assolutamente   non  consegnate   pietre   per   la
costruzione.  Collocatele  vicino  alla  torre   affinch   le
vergini,  facendole passare attraverso la porta, le utilizzino
nella  costruzione. Se non sono recapitate  dalle  mani  delle
vergini  attraverso  la  porta, non possono  cambiare  i  loro
colori. Dunque non vi affaticate invano".
Andiamo alla torre
82) (5),  1. Si termin in quel giorno la costruzione,  ma
la  torre non fu finita. La costruzione doveva riprendere e ci
fu  una  sospensione di lavoro. I sei uomini  comandarono  che
tutti i costruttori si ritirassero un poco e si riposassero  e
che  le vergini non si allontanassero dalla torre. Mi sembrava
che  le vergini fossero lasciate a custodire la torre. 2. Dopo
che  tutti  si  allontanarono a riposare,  dissi  al  pastore:
"Perch,  signore,  non  stata compiuta la costruzione  della
torre?".  Mi rispose: "Giammai pu essere finita la  torre  se
non  viene  il  suo padrone ed esamina la costruzione.  Se  si
trovano   pietre  rovinate  egli  le  cambia.  La   torre   si
costruisce  secondo  la  sua  volont".  3.  "Signore,  volevo
sapere  che cosa significa la costruzione di questa torre,  la
roccia,  la porta, i monti, le vergini, le pietre scavate  dal
fondo   e  non  ritagliate,  ma  messe  cos  in  opera  nella
costruzione. 4. Inoltre, perch furono poste nelle  fondamenta
prima  dieci  pietre, poi venticinque, poi  trentacinque,  poi
quaranta   e   cosa  significano  le  pietre   entrate   nella
costruzione  e  di  nuovo tolte e rimesse al  loro  posto.  Su
queste  cose appaga l'anima mia e fammele conoscere".  5.  "Se
non  sarai  curioso, dice, conoscerai tutto. Tra pochi  giorni
verremo  qui e vedrai il resto che accadr in questa  torre  e
conoscerai  con  esattezza  tutte le  similitudini".  6.  Dopo
pochi giorni venimmo nel luogo, dove ci eravamo seduti,  e  mi
disse:  "Andiamo  alla  torre, sta venendo  ad  esaminarla  il
padrone".  Andammo alla torre e non vi era  nessuno,  solo  le
vergini.  7.  Il  pastore  chiese alle  vergini  se  c'era  il
padrone  della  torre. Esse risposero che  sarebbe  venuto  ad
esaminare la costruzione.
Le pietre della costruzione
83) (6), 1. Ecco che vedo poco dopo venire una schiera  di
uomini  ed  in  mezzo a loro uno tanto alto che sovrastava  la
torre.   2.   I  sei  uomini  che  dirigevano  la  costruzione
camminavano  con  lui  a  destra  e  a  sinistra.  Insieme  si
trovavano  anche  tutti  quelli  che  avevano  lavorato   alla
costruzione  e l'attorniavano molti altri uomini  insigni.  Le
vergini  che  custodivano la torre gli  corsero  incontro,  lo
baciarono  e  incominciarono a camminare con lui intorno  alla
torre. 3. Quell'uomo osservava accuratamente la costruzione  e
toccava  una  ad  una  le pietre. Con una  verga  in  mano  le
percuoteva.  4.  Quando toccava le pietre,  alcune  divenivano
nere  come  fuliggine,  altre o scabrose,  o  con  fessure,  o
mutile,  o n bianche n nere, o ruvide e non combacianti  con
le  altre,  infine  altre  con molte macchie.  Tali  erano  le
variet  delle pietre trovate difettose nella costruzione.  5.
Comand   che  tutte  queste  fossero  tolte  dalla  torre   e
depositate  vicino e che fossero invece portate  altre  pietre
da  collocare al loro posto. 6. I costruttori gli chiesero  da
quale  monte  volesse che si portassero per rimpiazzarle.  Non
ordin  che  fossero estratte dai monti,  ma  da  una  pianura
vicina.  7.  Fu  scavata  la pianura  e  si  trovarono  pietre
lucenti  quadrangolari e alcune tonde.  Le  pietre  che  erano
nella  pianura  furono tutte estratte e portate dalle  vergini
attraverso   la   porta.  8.  Furono  ritagliate   le   pietre
quadrangolari e situate al posto di quelle scartate. Le  tonde
non  venivano utilizzate nella costruzione, perch dure  e  si
facevano  lentamente tagliare. Furono depositate  vicino  alla
torre  perch  dovevano essere ritagliate  e  adoperate  nella
costruzione. Erano molto splendenti.
Le pietre scartate dalla costruzione
84) (7), 1. Ci terminato, l'uomo glorioso, il signore  di
tutta  la torre, chiam a s il pastore e gli affid tutte  le
pietre  depositate presso la torre e che erano state  scartate
dalla  costruzione  e  gli  disse: 2. "Pulisci  diligentemente
queste  pietre e poni in opera, nella costruzione della torre,
quelle  che possono combaciare con le altre, e quelle che  non
combaciano  gettale lontano dalla torre". 3.  Ordinato  questo
al  pastore, con tutti quelli che erano venuti con  lui,  and
via  dalla torre. Le vergini rimanevano intorno alla torre per
custodirla.  4.  Chiesi  al  pastore:  "Dopo  che  sono  state
scartate,  in  che  modo queste pietre possono  entrare  nella
costruzione?".  Egli  rispondendo  mi  disse:   "Vedi   queste
pietre?".  "Le vedo, signore". "Io, riprese l'altro,  lavorer
la   maggior   parte  di  queste  pietre,  le  getter   nella
costruzione  e  combaceranno con le altre". 5. "In  che  modo,
chiesi,  risquadrate  possono  occupare  lo  stesso  spazio?".
Rispondendo  mi disse: "Quelle che si trovano piccole  saranno
situate  nel  mezzo  della  costruzione,  quelle  pi   grandi
saranno  poste dalla parte esterna e cementeranno  le  altre".
6.  Avendomi spiegato questo, mi disse: "Andiamo  e,  tra  due
giorni,  ritorniamo e puliremo queste pietre  e  le  metteremo
nella  costruzione. Bisogna che sia ripulito tutto ci che  si
trova  intorno  alla  torre.  Se  all'improvviso  ritorna   il
padrone,   trovando  tutto  sporco  intorno  alla  torre,   si
sdegner.  Queste  pietre  non  entreranno  nella  costruzione
della torre e agli occhi del padrone sembrer negligente".  7.
Dopo   due   giorni  ritornammo  alla  torre   e   mi   disse:
"Ispezioniamo  tutte le pietre e vediamo  quelle  che  possono
entrare    nella    costruzione".    Acconsentii:    "Signore,
esaminiamole".
L'esame delle pietre nere
85) (8),  1.  Ad incominciare, esaminammo prima  le  pietre
nere.   Come  furono  scartate  dalla  costruzione,  cos   le
trovammo.  Il  pastore dispose che fossero portate  via  dalla
torre  e messe in disparte. 2. Esamin le scabrose e ne  prese
a  squadrare molte, ordinando che le vergini le pigliassero  e
le  sistemassero nella costruzione. Le vergini le presero e le
collocarono  nel mezzo della costruzione della  torre.  Ordin
che  le rimanenti fossero sistemate con le nere, poich furono
trovate  anch'esse nere. 3. Poi esamin quelle con le fessure;
ne  squadr  molte e dispose che mediante le  vergini  fossero
portate   alla  costruzione.  Furono  collocate  dalla   parte
esterna,  perch  si  trovavano pi sane.  Le  altre,  per  il
numero grande delle fessure, non potevano essere squadrate  e,
per  questa  ragione, furono scartate dalla costruzione  della
torre.  4.  Ispezion  poi le pietre  mutile,  molte  di  esse
furono  trovate  nere, altre avevano fatto  grandi  fessure  e
ordin  che  anche queste fossero poste tra le scartate.  Dopo
aver  pulito e squadrato le pietre di avanzo, dispose di porle
nella  costruzione. Le vergini le presero e le adattarono  nel
mezzo  della  costruzione della torre; erano,  infatti,  molto
deboli. 5. Poi ispezion le mezzo bianche e le mezzo nere;  di
queste  molte  furono trovate nere. Dispose che  anche  queste
fossero  portate  con  quelle scartate.  Le  rimanenti  furono
prese  dalle  vergini; essendo bianche furono  adattate  dalle
stesse  vergini  alla costruzione. Furono  poste  all'esterno,
perch  erano  sane e potevano reggere quelle  che  erano  nel
mezzo.  Nulla fu da esse tagliato. 6. Poi esamin  le  dure  e
scabrose  e poche di esse furono rigettate perch non potevano
essere   squadrate.  Erano  troppo  dure.  Le   altre   furono
squadrate,  portate dalle vergini e situate  nel  mezzo  della
costruzione della torre; erano, infatti, assai deboli. 7.  Poi
ispezion  quelle con le macchie e di queste pochissime  erano
nere  e  furono  deposte presso le altre. Le  rimanenti  erano
lucenti  e  forti.  Furono  adattate  alla  costruzione  dalle
vergini  e, per la loro compattezza, furono poste dalla  parte
esterna.
La torre come un monolito
86) (9),  1.  Poi venne ad esaminare le pietre  bianche  e
tonde  e  mi disse: "Che facciamo di queste pietre?". "Che  so
io,  signore?"  gli  risposi. "Nulla proprio  ne  pensi?",  mi
replic.  2. Gli dissi: "Signore, non ho quest'arte, non  sono
tagliapietre  e  non posso intendermene".  "Non  le  vedi,  mi
soggiunse,   che   sono  troppo  tonde?  Se  voglio   renderle
quadrangolari,  molto  bisogna tagliarne.  D'altra  parte  per
forza bisogna situarle nella costruzione". 3. "Signore,  se  
per  forza,  perch  sei imbarazzato,  e  non  scegli  per  la
costruzione  quelle che vuoi e le adatti allo scopo?".  Scelse
le  pi grandi e splendenti e le squadr. Le vergini, presele,
le  adattarono alla parte esterna della costruzione. 4. Quelle
di  avanzo  furono  prese  e  riposte  nel  piano  ove  furono
estratte. Non furono rigettate, perch, disse, rimane  un  po'
della   torre   da   ricostruire.  Il  padrone   della   torre
assolutamente  vuole  che  queste  pietre  si  adattino   alla
costruzione  perch  sono lucenti. 5. Furono  chiamate  dodici
donne,  di tipo distintissimo, vestite di nero, cinte  con  le
spalle  in  fuori e i capelli sciolti. A me pareva che  queste
donne  fossero selvagge. Il pastore comand loro  di  prendere
le  pietre  scartate  dalla costruzione e  di  riportarle  sui
monti,  da dove erano state estratte. 6. Esse, liete,  tolsero
e  portarono  via tutte le pietre e le posero ove erano  state
prese.  Dopo  che furono tolte tutte le pietre e non  pi  una
rimaneva  intorno  alla torre, il pastore mi  disse:  "Giriamo
intorno  alla torre e vediamo che non ci sia qualche  cosa  di
difettoso".  Ed  io  girai con lui. 7. Il  pastore  era  molto
allegro   perch  vedeva  che  la  torre  era   di   magnifica
struttura. Davvero, la torre era di una costruzione  tale  che
io  vedendola la invidiavo. Era costruita come se fosse di una
sola  pietra  non  avendo nessuna giuntura. La  pietra  pareva
come scavata dalla roccia. Sembrava che fosse un monolito.
La pulizia intorno alla torre
87) (10),  1. Camminavo con lui ed ero lieto  nel  vedere
cose  tanto  belle. Il pastore mi disse: "Va',  e  portami  la
calce  viva  e il coccio sottile per riempire le  forme  delle
pietre  asportate e messe in opera nella costruzione.  Bisogna
che  intorno  alla torre sia tutto uguale".  2.  E  feci  come
ordin  e  gli recai tutto. "Aiutami, mi disse,  e  subito  il
lavoro  sar compiuto". Riemp le forme delle pietre messe  in
opera  e  dispose  che si scopasse intorno  alla  torre  e  si
facesse pulizia. 3. Le vergini presero le scope, spazzarono  e
tolsero  tutte  le immondizie dalla torre e sparsero  l'acqua.
Il  posto della torre divenne ridente e grandioso. 4. Mi disse
il  pastore:  "Tutto   stato pulito; se viene  il  padrone  a
vedere  la  torre non avr nulla da rimproverarci". Ci  detto
voleva  partire.  5.  Gli  presi la  bisaccia  e  cominciai  a
scongiurarlo  per  amore del Signore che mi  spiegasse  quello
che mi aveva mostrato. Mi disse: "Ho da fare un poco e poi  ti
spiegher  tutto.  Aspettami sino  a  quando  torno".  6.  Gli
dissi: "Signore, stando solo qui, cosa far?". "Non sei  solo,
mi  replic, con te sono queste vergini". "Allora affidami  ad
esse". Il pastore le chiam e disse loro: "Vi affido lui  sino
a  quando torno" e part. 7. Io fui solo con le vergini.  Esse
erano   molto  gioiose  e  ben  disposte  nei  miei  riguardi.
Specialmente le quattro pi onorate.
Ho mangiato le parole del Signore
88) (11), 1. Le vergini mi dissero: "Oggi il pastore  non
ritorna  qui". "Che cosa far io?". "Aspettalo sino  a  questa
sera.  Se  ritorna parler con te, se non viene  resterai  con
noi  sino a quando ritorna". 2. "Lo aspetter sino a sera.  Se
non  viene  me  ne  andr  a  casa e  ritorner  la  mattina".
Rispondendo mi dissero: "Fosti a noi consegnato e  non  potrai
andartene". 3. "Ma dove mi fermer?". "Dormirai con  noi  come
fratello,  non  come  marito.  Sei  nostro  fratello  e  ormai
abiteremo  con  te,  troppo ti amiamo". Io  mi  vergognavo  di
rimanere  con  loro.  4.  Quella  che  pareva  il  loro   capo
incominci a baciarmi e ad abbracciarmi. Le altre, nel  vedere
quella   che   mi  abbracciava,  incominciarono  anch'esse   a
baciarmi  e  a  condurmi intorno alla torre e a scherzare  con
me.  5.  Diventato quasi pi ringiovanito, incominciai anch'io
a  scherzare  con  loro. Alcune facevano danze  corali,  altre
ballavano,  altre  ancora cantavano. Io in silenzio  con  loro
camminavo  intorno  alla  torre e  gioivo.  6.  Fattosi  tardi
volevo   ritornarmene  a  casa,  esse  non  permisero   e   mi
trattennero.  Rimasi con loro la notte e  dormii  vicino  alla
torre.  7.  Le  vergini distesero a terra le loro  tuniche  di
lino  e  mi fecero adagiare vicino a loro. Altro non  facevano
che  pregare, ed io pregavo senza interruzione e non  meno  di
loro.  Le  vergini erano contente che io pregassi.  Rimasi  l
con  le vergini sino alla seconda ora dell'indomani. 8.  Venne
poi  il  pastore  e  disse  alle  vergini:  "Gli  avete  fatto
violenza?".  "Interroga lui, risposero". Gli dissi:  "Signore,
sono  stato  contento di rimanere con loro". Mi domand:  "Che
cosa  hai  mangiato?".  "Ho mangiato le  parole  del  Signore,
tutta  la  notte". "Ti hanno trattato bene?". "S,  bene".  9.
"Ora, disse, cosa vuoi ascoltare prima?". "Nell'ordine che  mi
hai  fatto  vedere  da principio. Ti prego, signore,  come  ti
interrogher  cos  tu chiarisci". "Come tu  vuoi,  mi  disse,
cos ti spiegher e assolutamente nulla ti nasconder".
La roccia e la porta
89) (12) 1. "Prima di tutto, signore, spiegami questo:  chi
  la roccia e la porta". "La roccia e la porta sono il figlio
di  Dio". "Come mai, gli chiesi, la roccia  antica e la porta
  nuova?". "Ascolta, insensato, e comprendi. 2. Il figlio  di
Dio   generato prima di ogni creatura, per essere consigliere
del  Padre  nella creazione. Per questo la roccia    antica".
"Ma  la  porta,  domandai, perch   nuova?".  3.  "Perch  si
manifest  negli ultimi giorni della fine. Per  questo  ci  fu
una  porta  nuova,  perch quelli che devono salvarsi  entrino
nel  regno  di  Dio attraverso di essa. 4. Hai  visto  che  le
pietre   fatte  passare  per  la  porta  furono  messe   nella
costruzione  della  torre e che quelle non  fatte  passare  di
nuovo  sono  state  riportate al  loro  posto?".  "Ho  visto".
"Cos,  disse, nessuno entrer nel regno di Dio, se non prende
il  suo  santo nome. 5. Se tu vuoi entrare in una citt  e  la
citt  cinta intorno dalla fortezza di mura e non ha che  una
sola  porta,  puoi entrare nella citt senza  passare  per  la
porta  che  ha?".  Risposi: "E come pu essere diversamente?".
"Se  non  puoi entrare nella citt che per quella porta,  cos
nel  regno di Dio l'uomo non pu entrare diversamente, se  non
mediante  il  nome  del  suo amato Figlio.  6.  Hai  visto  la
moltitudine  che  costruiva la torre?". "L'ho vista".  "Quelli
sono  tutti angeli gloriosi; per mezzo loro il Signore  stato
cinto  da una fortezza di mura. La porta  il figlio  di  Dio,
essa   il solo accesso al Signore. Nessuno diversamente potr
andare  da  Lui se non attraverso suo Figlio. 7. Hai  visto  i
sei  uomini  e  in mezzo a loro l'uomo glorioso e  grande  che
camminava  intorno  alla torre ed esaminava  le  pietre  della
costruzione?". "L'ho visto". 8. "L'uomo glorioso   il  figlio
di  Dio  e i sei sono gli angeli gloriosi che lo rafforzano  a
destra  e  a  sinistra.  Nessuno  di  questi  angeli  gloriosi
arriver  a Dio senza di lui. Chi non prende il Suo  nome  non
entrer nel regno di Dio".
La torre  la Chiesa
90)  (13),  1.  "La  torre, chiedo, chi ?".  "La  torre    la
Chiesa".  2. "Le vergini chi sono?". "Sono gli spiriti  santi.
Diversamente l'uomo non pu trovarsi nel regno di Dio, se  non
lo  rivestono della loro veste. Se tu prendi solo  il  nome  e
non  prendi  la  loro veste, nulla ti giover. Queste  vergini
sono  le  potenze del figlio di Dio. Se porti il  nome  e  non
porti  la  sua fortezza, invano sarai portatore del suo  nome.
3.  Le  pietre  che  hai visto rigettare  -  egli  aggiunse  -
portavano  il nome, ma non indossavano l'abito delle vergini".
"Come,  signore,  l'abito loro?". "I nomi stessi sono l'abito
loro.  Chi porta il nome del figlio di Dio, deve anche portare
il  nome  di  esse. Il figlio di Dio porta il nome  di  queste
vergini.  4.  Le pietre che vedesti entrare nella  costruzione
della  torre  consegnate  dalle  loro  mani  e  situate  nella
costruzione,  sono quelli rivestiti della fortezza  di  queste
vergini. 5. Perci vedi la torre divenuta una pietra sola  con
la  roccia.  Cos anche quelli che hanno creduto  al  Signore,
per  mezzo  di  suo figlio, ed hanno rivestito questi  spiriti
saranno  un  solo spirito, un corpo solo e di un  solo  colore
delle  loro  vesti.  La dimora nella torre    di  questi  che
portano il nome delle vergini". 6. "Signore, perch le  pietre
scartate furono scartate? Passarono attraverso la porta e  per
le  mani delle vergini furono messe in opera nella costruzione
della  torre". "Poich ti sta a cuore tutto e vuoi sapere  con
diligenza, ascoltami sulle pietre scartate. 7. Questi  presero
tutti  il nome del figlio di Dio e presero la virt di  queste
vergini.  Ricevuti questi spiriti furono rafforzati  e  con  i
servi di Dio costituivano un solo spirito, un sol corpo  e  un
solo  abito.  Pensavano  le  stesse  cose  e  praticavano   la
giustizia. 8. Dopo un certo tempo furono persuasi dalle  donne
che  hai  visto  vestite di nero, con le spalle  in  fuori,  i
capelli   sciolti   e   di  belle  fattezze.   Vedendole,   le
desiderarono  e si rivestirono della loro indole,  ma  smisero
l'abito  e  la virt delle vergini. 9. Questi furono  respinti
dalla  casa  di Dio e consegnati a quelle. Quelli che  non  si
lasciarono  ingannare dalla bellezza di queste donne  rimasero
nella   casa   di  Dio.  Ecco  la  spiegazione  delle   pietre
scartate".
Il figlio di Dio ci sorregge
91)  (14), 1. Gli dissi: "Se questi uomini che sono stati tali
si  pentono, cacciano i desideri di quelle donne, si rivolgono
alle  vergini e camminano nella loro virt e nelle loro opere,
non   potranno  entrare  nella  casa  di  Dio?".  2.  Rispose:
"Entreranno   se  rinunziano  alle  opere  di  quelle   donne,
assumono  la  fortezza  delle vergini e  camminano  nella  via
delle  loro  opere.  Appunto c' stato il  rinvio  dei  lavori
della  costruzione, perch, se si pentono, possono partecipare
alla  costruzione  della torre. Invece,  se  non  si  pentono,
allora  altri  parteciperanno ed  essi  saranno  respinti  per
sempre".  3.  Di  ogni cosa ringraziai il  Signore  perch  ha
avuto  misericordia di tutti quelli che sono chiamati col  suo
nome,  ed  ha  inviato  l'angelo della  penitenza  a  noi  che
abbiamo peccato contro di lui. Inoltre perch ha rinnovato  il
nostro  spirito, mentre eravamo gi corrotti e ha ringiovanito
la  nostra vita, mentre non avevamo pi speranza di vivere. 4.
"Ora,  signore, spiegami perch la torre non  stata costruita
sul  terreno, ma sulla roccia e sulla porta". Mi  disse:  "Sei
ancora  sciocco e insensato?". "Ma io avverto la necessita  di
interrogarti   su   tutto   perch   non   riesco   a   capire
assolutamente  nulla.  Sono  cose  straordinariamente  grandi,
gloriose  e  non comprensibili dagli uomini!". 5.  "Ascoltami,
mi  disse:  il  nome  del figlio di Dio  grande,  infinito  e
regge  tutto il mondo. Se ogni creatura  sorretta dal  figlio
di  Dio,  che  ti pare di quelli che sono chiamati  da  Lui  e
portano   il  suo  nome  e  camminano  nella  via   dei   suoi
comandamenti?  6. Vedi, dunque, chi sostiene? Quelli  che  con
tutto  il cuore portano il suo nome. Egli  divenuto  il  loro
fondamento  e li regge con amore, poich non si vergognano  di
portare il suo nome".
I nomi delle vergini e delle donne vestite di nero
92) (15),  1.  "Dimmi, signore, i nomi delle  vergini  e  di
quelle  donne  vestite di nero". "Ascolta,  mi  fece,  i  nomi
delle vergini pi forti che stanno agli angoli. 2. La prima  
Fede,  la  seconda  Continenza, la terza Fortezza,  la  quarta
Pazienza.  Le altre che stanno in mezzo a queste si  chiamano:
Semplicit,  Innocenza, Castit, Gioia, Verit,  Intelligenza,
Concordia, Carit. Chi porta questi nomi e il nome del  figlio
di  Dio  potr entrare nel regno di Dio. 3. Ascolta, disse,  i
nomi  delle donne vestite di nero. Tra queste sono  pi  forti
quattro:  la  prima  Infedelt, la seconda  Intemperanza,  la
terza  Disobbedienza, la quarta Inganno. Le altre che  seguono
si  chiamano:  Tristezza, Malvagit, Libidine, Ira,  Menzogna,
Stoltezza, Maldicenza, Odio. Il servo di Dio che porta  questi
nomi  vedr  il  regno di Dio ma non vi  entrer".  4.  "E  le
pietre,   signore,   scavate  dal  fondo   e   adattate   alla
costruzione chi sono?". "Le prime dieci, quelle situate  nelle
fondamenta,  sono  la prima generazione;  le  venticinque,  la
seconda generazione dei giusti; le trentacinque, i profeti  di
Dio  e  i  suoi servi; le quaranta, gli apostoli e  i  maestri
della  predicazione  del figlio di Dio". Perch,  signore,  le
vergini  porgevano  anche  queste pietre  per  la  costruzione
della  torre,  portandole per la porta?". "Costoro  per  primi
portarono questi spiriti e non si separarono affatto  gli  uni
dagli  altri, n gli spiriti dagli uomini, n gli uomini dagli
spiriti.  Gli  spiriti rimasero con loro sino alla  morte.  Se
non  avessero  avuto  con loro questi spiriti,  non  sarebbero
stati utili alla costruzione della torre".
Il battesimo
93)  (16),  1.  "Spiegami  ancora,  signore".   "Che   vuoi
sapere?".  "Perch avendo questi spiriti, le  pietre  estratte
dal  fondo  furono collocate nella costruzione della  torre?".
2.  "Avevano  bisogno, per essere vivificate, di  passare  per
l'acqua. Non potevano entrare altrimenti nel regno di  Dio  se
non morivano alla vita precedente. 3. Questi morti presero  il
sigillo  del  figlio di Dio ed entrarono  nel  regno  di  Dio.
Infatti,  disse, l'uomo prima che porti il nome del figlio  di
Dio   morto. Quando poi prende il sigillo, lascia la morte  e
riprende  la  vita.  4.  Il  sigillo    l'acqua,  gli  uomini
discendono  morti nell'acqua e risalgono vivi. Anche  ad  essi
fu  annunziato  questo sigillo e lo usarono  per  entrare  nel
regno  di Dio". 5. "Perch, signore, anche le quaranta  pietre
salirono   con  loro  dal  fondo,  avendo  gi   ricevuto   il
sigillo?".  "Perch  questi, gli  apostoli  e  i  maestri  che
annunziarono  il  nome del figlio di Dio,  addormentati  nella
potenza e nella fede del figlio di Dio, lo annunziarono  anche
a  quelli che si erano addormentati prima, e diedero  loro  il
sigillo  della predicazione. 6. Con loro discesero  nell'acqua
e  di  nuovo risalirono. Ma questi discesero vivi e risalirono
vivi;   quelli,  invece,  che  si  erano  addormentati  prima,
scesero  morti  e  risalirono vivi. 7. Per loro  mezzo  furono
vivificati  e  conobbero il nome del  figlio  di  Dio.  Perci
risalirono   insieme   e   insieme  furono   collocati   nella
costruzione della torre e collocati senza taglio. Erano  morti
nella  giustizia  e  nella purezza, soltanto  non  avevano  il
sigillo. Ecco la spiegazione di queste cose". "S signore".
Una sola mente e un solo animo
94)  (17),  1.  "Ora fammi sapere dei monti, perch  gli  uni
sono  diversi  dagli  altri  e di aspetti  vari".  "Ascoltami,
disse:  questi dodici monti sono le dodici trib  che  abitano
il  mondo  intero.  Il  figlio di Dio fu annunziato  loro  per
mezzo  degli  apostoli". 2. "Ma spiegami,  signore,  perch  i
monti  sono vari e di aspetti diversi". "Ascoltami, disse:  le
dodici  trib  che abitano il mondo intero sono dodici  popoli
di  animo  e di mentalit diversi. Come sono vari i monti  che
vedi,  cos  le qualit della mente e l'animo dei  popoli.  Ti
spiegher  il comportamento di ciascuno". 3. "Prima,  signore,
dimmi  questo: perch, nonostante la variet dei monti  quando
le  pietre furono poste nella costruzione divennero lucenti di
un  solo  colore, come le pietre estratte dal fondo?".  4.  Mi
rispose:  "Perch tutti i popoli che abitano  sotto  il  cielo
avendo  ascoltato e creduto sono stati chiamati col  nome  del
figlio  di Dio. Dopo aver ricevuto il sigillo ebbero una  sola
mente  e  un solo animo, ed una fu la loro fede e carit.  Col
nome portarono anche gli spiriti delle vergini. Per questo  la
costruzione  della  torre divenne di un solo  colore,  lucente
come  il  sole.  5. Dopo essere arrivati allo stesso  punto  e
aver  formato  un solo corpo, alcuni di loro si contaminarono.
Furono  esclusi dal novero dei giusti e divennero quali  erano
prima e piuttosto peggiori".
Purificare la Chiesa di Dio
95) (18),  1.  "Come,  signore,  divennero  peggiori  avendo
conosciuto  Dio?". "Chi non ha conosciuto Dio ed  agisce  male
ha  un  certo  castigo  per la sua colpa,  chi,  invece,  l'ha
conosciuto  non  deve comportarsi male ma bene.  2.  Se  opera
male  chi dovrebbe agire bene, non ti sembra che commette  una
colpa  pi grave di quello che non conosce Dio? Perci  quelli
che  non  conoscono  Dio ed agiscono male  sono  condannati  a
morte,  ma quelli che hanno conosciuto Dio ed hanno  visto  le
sue  grandezze ed operano male, vengono doppiamente  puniti  e
muoiono  per sempre. Cos dunque sar purificata la Chiesa  di
Dio.  3.  Come  hai  visto togliere dalla torre  le  pietre  e
consegnarle  agli  spiriti malvagi e  scartarle,  anche  delle
pietre  purificate  ci sar un corpo solo.  Appunto  la  torre
divenne  come  un  solo blocco dopo essere  stata  purificata.
Cos   sar  anche  la  Chiesa  di  Dio,  dopo  essere   stata
purificata  ed  aver  respinto  i  malvagi,  gli  ipocriti,  i
bestemmiatori,  i  dissociati  e  coloro  che  commisero  ogni
specie  di  iniquit. 4. Dopo che questi saranno respinti,  la
Chiesa  di  Dio  sar un sol corpo, una sola anima,  una  sola
mente,  una  sola  fede, una sola carit.  Il  figlio  di  Dio
allora  gioir e si compiacer con essi trovando il suo popolo
puro".  "Dissi,  Signore,  tutto    grande  e  glorioso.   5.
Signore, ripeto, spiegami la virt e l'azione di ciascuno  dei
monti,  perch  ogni  anima che crede nel  Signore  ascoltando
glorifichi  il  suo  nome  grande, meraviglioso  e  glorioso".
"Ascolta, disse, la diversit dei monti e dei dodici popoli".
I credenti del primo e secondo monte
96) (19),  1.  "I  credenti del primo monte  nero  sono  gli
apostati, i bestemmiatori contro il Signore e i traditori  dei
servi  di  Dio. Per questi non c' penitenza, ma la  morte,  e
perci  sono  neri. La loro razza  iniqua. 2. I credenti  del
secondo  monte, quello spoglio, sono gli ipocriti e i  maestri
d'iniquit.  Essi  sono  simili ai  primi,  perch  non  hanno
frutto  di  giustizia. Infatti, come il  loro  monte    senza
frutto,  cos  tali uomini hanno il nome,  ma  sono  privi  di
fede,  e  nessun  frutto di verit  in  loro.  Per  loro  c'
penitenza,  se si pentono subito. Se attendono, la morte  loro
sar  insieme ai primi". 3. "Perch, signore, gli  dissi,  per
questi  c'  penitenza,  mentre per  i  primi  no?  Tranne  in
qualche  cosa,  le  loro  azioni  sono  le  stesse".  "Perci,
rispose,  c' penitenza, in quanto non bestemmiarono  il  loro
Signore,  n furono traditori dei servi di Dio. Per  desiderio
di  guadagno  hanno  agito  ipocritamente  ed  ognuno  insegn
secondo  le  passioni dei peccatori. Tuttavia  pagheranno  una
certa  pena.  Per  loro  c' penitenza poich  non  furono  n
blasfemi, n traditori".
I credenti del terzo monte
97)  (20), 1. "I credenti del terzo monte, che  ha  spine  e
rovi, sono i ricchi e le persone coinvolte in molti affari.  I
rovi  sono  i  ricchi,  le  spine sono  quelli  coinvolti  nei
diversi  affari.  2. Gli implicati in diversi  affari  non  si
uniscono  ai  servi di Dio ma se ne tengono lontani  soffocati
dai loro stessi affari. I ricchi difficilmente si uniscono  ai
servi di Dio poich temono che si chieda loro qualche cosa,  e
pertanto  difficilmente entreranno nel regno di Dio.  3.  Come
tra  i rovi  difficile camminare a piedi nudi, cos per  loro
  difficile  entrare nel regno di Dio. 4. Ma per  tutti  loro
c'  la  penitenza, per subito. Per quello che non  operarono
nel  passato, ora ricuperino i giorni e facciano del bene.  Se
si  pentono  e  fanno del bene vivranno in  Dio;  se,  invece,
permangono  nelle  loro azioni, saranno  consegnati  a  quelle
donne che toglieranno loro la vita".
I credenti del quarto monte
98) (21),  1. "I credenti del quarto monte, che  ha  molte
erbe,  verdi  in  cima  e secche verso  le  radici,  e  alcune
inaridite  dal  sole, sono i dissociati che hanno  il  Signore
sulle  labbra, ma non nel cuore. 2. Per questo la loro base  
secca  e  non ha forza. Solo le loro parole vivono, mentre  le
loro  opere  sono morte. Essi n vivono n sono morti  e  sono
pertanto simili ai dissociati. I dissociati, invero, non  sono
n  verdi n secchi, n vivono n sono morti. 3. Come le  erbe
vedendo  il  sole  si  disseccano, cos  anche  i  dissociati,
quando  sentono la persecuzione, per la loro vilt sacrificano
agli  idoli  e  si  vergognano del nome del loro  Signore.  4.
Questi  non vivono e non sono morti. Tuttavia, se fanno presto
penitenza  potranno  vivere.  Se  non  si  pentono,  sono  gi
consegnati a quelle donne che toglieranno loro la vita".
I credenti del quinto monte
99) (22), 1. "I credenti del quinto monte, che ha erbe verdi
ed   scabroso, sono i fedeli duri di comprendonio, arroganti,
pieni  di  s,  che si piccano di sapere tutto e assolutamente
nulla  conoscono. 2. Per questa loro arroganza  perdettero  il
senno  e  subentr in loro, con la insensatezza,  la  demenza.
Lodano  se  stessi come se avessero intelligenza e  desiderano
essere   maestri,   mentre  sono   stolti.   3.   Per   questa
esaltazione,  molti innalzando se stessi si  resero  vani.  Un
gran  demonio    l'arroganza e la vana presunzione!  Di  essi
molti  furono  respinti, altri si pentirono, credettero  e  si
sottomisero  a  quelli  che  hanno saggezza,  riconoscendo  la
propria  stoltezza.  4.  Anche per  altri,  come  questi,  c'
penitenza. Non furono cattivi, ma piuttosto stolti e  insulsi.
Essi  se  si  pentono, vivranno in Dio, se non  si  pentiranno
abiteranno  con  le  donne che esercitano il  male  contro  di
loro".
I credenti del sesto monte
100) (23),  1.  "I  credenti del sesto monte,  che  ha  crepacci
grandi  e  piccoli e nei crepacci erbe inaridite, sono  quelli
che  2.  hanno piccole rotture, cio, ce l'hanno tra  loro,  e
per  le  maldicenze sono divenuti aridi nella fede. Di  questi
per  molti  si pentirono. Anche gli altri quando ascolteranno
i  miei precetti si pentiranno. In realt piccole sono le loro
maldicenze e subito si pentiranno. 3. Quelli che hanno  grandi
crepacci  sono gli ostinati nelle loro maldicenze, vendicativi
e   furibondi  tra  loro.  Essi,  non  ritenuti  adatti   alla
costruzione,  furono  gettati via dalla  torre.  Difficilmente
potranno vivere. 4. Dio e nostro Signore, che domina  su  ogni
cosa  ed ha in suo potere tutto il creato, non ha rancore  con
quelli  che  confessano i loro peccati, ma    misericordioso.
Perch  l'uomo  che   mortale e pieno di peccati  ha  rancore
contro  l'uomo, come se potesse lui perderlo o  salvarlo?.  5.
Io,  l'angelo  della penitenza, vi dico: quanti  avete  questa
tendenza,  allontanatela e pentitevi.  Il  Signore  guarir  i
vostri  peccati  precedenti  se  vi  purificherete  da  questo
demonio; altrimenti sarete consegnati a lui per la morte".
I credenti del settimo monte
101) (24),  1.  "I credenti del settimo monte in  cui  le  erbe
erano  verdi e ridenti e tutto era fiorente ed ogni specie  di
animali  e  di uccelli si pasceva delle erbe che pur consumate
divenivano  pi  fiorenti, sono quelli 2.  che  furono  sempre
semplici,   innocenti   e   beati,  senza   alcun   disappunto
reciproco.  Essi, ognora contenti dei servi di Dio,  rivestiti
del   santo   spirito  di  queste  vergini  e  avendo   sempre
compassione  di ogni uomo, con le loro fatiche provvedevano  a
ciascuno,  senza rammarico e senza esitazione. 3. Il  Signore,
vedendo  la loro semplicit e il loro candore, li ha ricolmati
nelle  fatiche delle loro mani e li ha favoriti in  ogni  loro
azione.  4.  Io, angelo della penitenza, dico a voi  che  tali
siete:  rimanete cos e il vostro seme non si distrugger  per
sempre.  Il  Signore vi ha provato e vi ha scritto nel  nostro
numero.  Tutto  il vostro seme abiter con il  figlio  di  Dio
poich partecipate del suo spirito".
I credenti dell'ottavo monte
102)  (25), 1. "I credenti dell'ottavo monte, dove erano  molte
sorgenti  ed  ogni creatura del Signore vi si dissetava,  sono
2.  gli apostoli e i maestri che predicarono a tutto il mondo,
insegnando  con purezza e santit la parola del Signore.  Essi
non  si  sono fatti per nulla sviare da passione malvagia,  ma
hanno   sempre  camminato  nella  giustizia  e  nella  verit,
secondo lo Spirito Santo che hanno ricevuto. La loro strada  
con gli angeli".
I credenti del nono monte
103) (26), 1. "I credenti del nono monte deserto,  che  aveva
in  s  rettili e fiere nocive che divorano gli  uomini,  sono
questi.  2.  Quelli  che  hanno macchie  sono  i  diaconi  che
amministrarono male e derubarono le vedove e gli orfani.  Essi
fecero  un  loro  profitto  della  diaconia  che  presero   ad
amministrare.  Se dunque permangono in questa  cupidigia  sono
morti e non hanno alcuna speranza di vita. Se si convertono  e
compiono  santamente  il loro ministero, potranno  vivere.  3.
Gli   scabbiosi   sono  quelli  che,  rinnegandolo,   non   si
convertirono  al  loro  Signore. Essi,  inariditi  e  divenuti
solitari,  non  si  sono uniti ai servi  di  Dio,  ma  isolati
rovinano  le  loro  anime.  4. Come una  vite  abbandonata  in
qualche  parte,  caduta nella incuria, si  rovina  e,  isolata
dalle  erbacce, col tempo diventa selvatica e non  pi  utile
al  suo padrone, cos questi uomini, non avendo pi fiducia in
s  e  inselvatichiti, diventano inutili al loro  Signore.  5.
Per  loro  c'  penitenza, se non vengono trovati  rinnegatori
dal   profondo  del  cuore.  Ma  se  qualcuno  viene   trovato
rinnegatore  dal profondo del cuore, non so se  potr  vivere.
6.  Non  dico  questo  per  i nostri giorni  perch  qualcuno,
avendo  rinnegato, si penta.  impossibile che  si  salvi  chi
vorr  ora  rinnegare il Suo Signore. Sembra esserci penitenza
per  quelli che hanno rinnegato nel passato. Se qualcuno vuole
convertirsi sia tempestivo, prima che la torre sia  terminata.
Diversamente sar rovinato a morte dalle donne.  7.  I  mutili
sono  gli  ingannatori e i maldicenti. Essi sono le fiere  che
vedesti   sul  monte.  Come  le  fiere  con  il  loro   veleno
contagiano  l'uomo  e  l'ammazzano, cos  le  parole  di  tali
uomini  contagiano  e ammazzano. 8. Questi sono  mutili  nella
fede  per  la condotta che hanno in s. Alcuni si pentirono  e
si  salvarono.  Gli altri come sono possono  salvarsi,  se  si
pentiranno. Se non si pentiranno, morranno da parte di  quelle
donne di cui hanno lo spirito".
I credenti del decimo monte
104) (27),  1.  "I  credenti del decimo  monte,  dove  c'erano
alberi  che  facevano ombra alle pecore, sono 2. i  vescovi  e
persone ospitali che sempre volentieri ricevettero nelle  loro
case  i  servi di Dio, senza ipocrisia. I vescovi con il  loro
ministero  protessero continuamente i bisognosi e  le  vedove,
diportandosi  sempre  con  purezza.  3.  Questi   sono   tutti
eternamente  protetti dal Signore. Quelli  che  ci  operarono
sono  gloriosi presso il Signore. Il loro posto  gi con  gli
angeli, se nel servire il Signore persistono sino alla fine".
I credenti dell'undecimo monte
105) (28),  1.  "I credenti dell'undecimo monte,  dove  c'erano
alberi  pieni  di frutti di varie specie, sono 2.  quelli  che
hanno  sofferto per il nome del figlio di Dio e  che  patirono
coraggiosamente con tutto il cuore, dando la loro  anima".  3.
Chiesi:  "Perch, signore, tutti gli alberi  hanno  frutti,  e
dei  frutti  alcuni  sono  pi belli?".  "Ascolta,  mi  disse:
quelli  che  un  giorno  patirono per il  Nome  sono  gloriosi
presso  Dio  e  i  peccati di tutti loro  furono  rimessi,  in
quanto  patirono per il nome del figlio di Dio. Ascolta perch
i  loro  frutti sono diversi e alcuni migliori. 4. Quelli  che
tradotti  alle autorit furono interrogati e non negarono,  ma
soffrirono  volentieri,  sono molto  pi  gloriosi  presso  il
Signore;  il loro frutto  il migliore. Di quelli  che  furono
timorosi  e, nel dubbio, patirono, pensando nel loro cuore  se
rinnegare  o confessare, i frutti sono inferiori,  perch  nel
loro   animo  sal  una  tale  intenzione.  Cattiva    questa
intenzione  che  il  servo rinneghi il suo Signore.  5.  State
bene  attenti voi che pensate ci, che mai una tale intenzione
rimanga  nei  vostri cuori per morire a Dio. Voi che  soffrite
per  il Nome, dovete glorificare Dio. Egli vi ha stimato degni
di  portare questo nome perch siano risanati tutti  i  vostri
peccati.  6.  Reputatevi felici dunque. Credete pure  di  aver
realizzato  un'opera grande, se qualcuno di voi soffrisse  per
Dio.  Non considerate che il Signore ci dona la vita? I vostri
peccati vi comprimevano e, se non aveste sofferto per il  nome
del  Signore,  sareste morti a Dio per i  vostri  peccati.  7.
Dico  questo  a  quelli  che sono incerti  sulla  negazione  o
affermazione.   Confessate  che  avete  un  Signore,   perch,
negandolo,  non siate affidati alla prigione. 8. Se  i  pagani
puniscono  i  loro servi, se qualcuno rinnega il suo  padrone,
che  pensate  far  a voi il Signore onnipotente?  Allontanate
questi  pensieri  dai  vostri cuori per vivere  eternamente  a
Dio".
I credenti del dodicesimo monte
106) (29),  1.  "I credenti del dodicesimo monte  bianco  sono
come  i  bambini  innocenti che nessuna  malvagit  hanno  nel
cuore,   n  conobbero  cosa  essa  sia,  ma  rimasero  sempre
nell'innocenza.  2. Essi abiteranno certamente  nel  regno  di
Dio  in  quanto  non  violarono i suoi  comandamenti  in  cosa
alcuna.  Con  innocenza essi permasero tutti  i  giorni  della
loro   vita   nella   stessa  saggezza.  3.  Quanti,   dunque,
persevererete  e  sarete  come bambini  senza  malizia,  dice,
sarete  pi onorati di tutti quelli prima ricordati.  Tutti  i
bambini  sono  onorati da Dio e sono i primi  presso  di  lui.
Beati   voi   se  estirpate  la  cattiveria  e  vi   rivestite
dell'innocenza! Primi fra tutti vivrete in Dio". 4. Dopo  aver
terminato le similitudini dei monti gli dico: "Signore,  dimmi
ora  delle pietre asportate dalla pianura e messe in opera  in
sostituzione  delle  pietre tolte dalla torre,  delle  rotonde
che  furono  poste  nella costruzione,  e  delle  rotonde  che
ancora rimangono".
Tutte le pietre
107) (30), 1. "Ascolta, disse, intorno a tutte queste pietre.
Le  pietre  estratte dalla pianura e poste  nella  costruzione
della  torre, al posto di quelle scartate, sono le  radici  di
questo  monte  bianco.  2. Tutti i credenti  di  questo  monte
bianco  furono  trovati  innocenti e il  Signore  della  torre
dispose  che  dalle radici di questo monte essi fossero  posti
nella  costruzione della torre. Sapeva che, se  queste  pietre
fossero  situate  nella  costruzione  della  torre,  sarebbero
rimaste lucenti e nessuna di esse si sarebbe annerita.  3.  Se
avesse   preso   pietre  dagli  altri  monti,  sarebbe   stato
costretto  a visitare di nuovo la torre e a purificarla.  Sono
tutti  candidi  e  quelli  che  hanno  creduto  e  quelli  che
crederanno;  sono  dello stesso genere. Beato  questo  genere,
perch  innocente. 4. Ascolta ora intorno alle pietre  rotonde
e  splendide  che  sono tutte di questo monte bianco.  Ascolta
perch  sono  state  trovate rotonde.  Le  loro  ricchezze  li
oscurarono  un pochino nella verit e li offuscarono.  Da  Dio
per  non  si  allontanarono mai, n  usc  della  loro  bocca
parola  malvagia, ma ogni giustizia, virt  e  verit.  5.  Il
Signore  pertanto vide il loro animo. Poich potevano  seguire
la  verit  e  rimanere  anche  buoni,  dispose  che  le  loro
sostanze  fossero  diminuite, ma non  tolte  del  tutto.  Essi
potevano  fare qualche bene con quello che fu loro lasciato  e
vivere  in  Dio, poich d'indole buona. Perci furono  un  po'
ritagliate ed usate nella costruzione di questa torre".
Innocenti come bambini
108) (31),  1. "Le altre che sono rimaste ancora  rotonde  e
non  sono  state messe in opera nella costruzione, poich  non
hanno  ricevuto il sigillo, sono state rimesse al loro  posto.
Sono  state  trovate  assai rotonde. 2. Occorre,  invece,  che
essi  si  taglino fuori da questo secolo e dalla vanit  delle
sue  ricchezze,  e  allora converranno nel  regno  di  Dio.  
necessario  che  essi entrino nel regno  di  Dio.  Il  Signore
benedisse  questo genere innocente. Di questo  genere  nessuno
perir.  Ammettiamo  pure che qualcuno di  loro,  tentato  dal
diavolo  infame,  abbia peccato in qualche cosa:  egli  subito
ricorrer  al  suo  Signore. 3. Io angelo della  penitenza  vi
reputo tutti beati. Siete innocenti come i bambini, perch  la
vostra  stirpe  buona ed onorata presso Dio. 4.  Dico  poi  a
voi  tutti che avete ricevuto questo sigillo, di osservare  la
semplicit,  di  non  essere vendicativi,  di  non  persistere
nella   vostra  malizia  o  nel  ricordo  dell'amarezza  delle
offese,  di  diventare ognuno un solo spirito, di  riparare  e
togliere  da  voi  le permalose scissioni, perch  il  padrone
delle pecore ne abbia a godere. 5. Se le trover tutte sane  e
nessuna  sviata,  godr.  Se poi ne trover  qualcuna  sviata,
guai  ai  pastori.  6. Se gli stessi pastori  saranno  trovati
sviati,   che  cosa  potranno  dire  al  padrone  del  gregge?
Potranno forse dire di essere stati sviati dal gregge? Non  si
prester  loro  fede.    incredibile  che  il  pastore  abbia
sofferto qualche cosa da parte del gregge. Sar punito di  pi
per  la  sua  menzogna. Anche io sono pastore  e  bisogna  che
renda un rigoroso conto di voi".
Il Signore ama la pace
109) (32),  1.  "Curatevi, dunque,  finch  la  torre  si  sta
costruendo.  2.  Il Signore abita negli uomini  che  amano  la
pace.  A  Lui, invero,  cara la pace.  invece,  lontano  dai
litigiosi e dai maliziosi. Rendetegli lo spirito integro  come
lo  avete  ricevuto. 3. Se tu dai alla lavanderia  un  vestito
nuovo  e non strappato, lo vuoi riavere sano. Se la lavanderia
te  lo dar strappato, lo riprenderai? Non ti riscalderai  con
male  parole dicendo: ti ho dato un abito sano, perch lo  hai
lacerato  rendendolo  inutile? Per  lo  squarcio  che  vi  hai
fatto,  non pu essere usato. Dunque, per lo strappo  nel  tuo
abito non dirai tutte queste parole alla lavanderia? 4. Se  ti
duoli  del  tuo abito e ti lagni che non l'hai ricevuto  sano,
che  cosa  pensi  che ti far il Signore?  Egli  ti  diede  lo
spirito sano, e tu lo rendesti del tutto inutile, in modo  che
non  pu  servire  affatto  al  suo  Signore.  L'uso  di  esso
incomincia  ad  essere inutile, se da te  viene  corrotto.  Il
padrone  dello  spirito  per questo fatto  non  ti  colpir  a
morte?".  5.  "Certo, dissi, colpir tutti quelli che  serbano
rancore".  "Non  calpestate  la  sua  clemenza,  ma  piuttosto
onoratelo  perch  tanto paziente per i vostri delitti.  Egli
non  come voi. Fate, dunque, una penitenza utile per voi".
La forma delle pietre
110) (33),   1.  "Io  pastore,  angelo  della  penitenza,   ho
manifestato  e  detto ai servi di Dio tutte  queste  cose  che
sono  state  scritte  sopra. Potrete  vivere  se  crederete  e
udirete  le  mie parole, camminando in esse e raddrizzando  le
vostre  vie. Se poi permarrete nella malizia e nella vendetta,
nessuna  di  tali persone potr vivere in Dio. Tutte  le  cose
che  dovevo  dirvi sono state dette". 2. Mi  disse  lo  stesso
pastore:  "Mi  hai interrogato su tutto?". Gli  risposi:  "S,
signore".  "Perch non mi hai interrogato intorno  alla  forma
delle  pietre  messe  in opera nella costruzione  dopo  averle
perfezionate?".   "Me  ne  sono  dimenticato,   signore".   3.
"Ascoltami  ora intorno a queste. Sono coloro che, ora,  hanno
ascoltato  i miei precetti ed hanno fatto penitenza con  tutto
il  cuore. Il Signore, avendo visto che la loro penitenza  era
buona e pura e che potevano perseverare in essa, ordin che  i
precedenti peccati fossero cancellati. Quelle forme,  infatti,
erano   i   loro   peccati  e  furono  spianate   perch   non
risultassero".
Decima similitudine
Vincere ogni cupidigia e dolcezza del mondo
111) (1),  1. Dopo aver scritto questo libro l'angelo  che  mi
aveva  consegnato  a questo pastore venne nella  casa  in  cui
ero. Si sedette sul letto e il pastore rimase alla destra.  Mi
chiam  e mi disse: 2. "Ho affidato te e la tua casa a  questo
pastore, perch tu possa essere protetto da lui". "S,  dissi,
signore".  "Se  vuoi essere protetto da ogni vessazione  e  da
ogni  violenza, se vuoi avere successo in ogni opera  buona  e
parola  e  avere ogni virt di giustizia, cammina nei precetti
che  ti  diedi,  e potrai superare ogni malvagit.  3.  Se  tu
osservi  i  suoi precetti, vincerai ogni cupidigia e  dolcezza
di  questo  secolo,  e ti seguir il successo  in  ogni  buona
impresa. Accogli in te la sua santit e la sua modestia e  fai
sapere a tutti che egli  in grande onore e dignit presso  il
Signore.  Egli detiene una grande potenza e la sua funzione  
forte.  A  lui  solo per tutto il mondo  stato  conferito  il
potere  della  penitenza.  Non  ti  sembra  potente?  Ma   voi
disprezzate  la sua prudenza e moderazione che ha  nei  vostri
riguardi".
Le grandezze del Signore
112) (2), 1. Gli dissi: "Interrogalo, signore, se da quando  
in  casa  mia  io ho fatto qualche cosa contraria che  l'abbia
offeso".  2.  "So, disse, che tu nulla hai fatto  e  farai  in
contrario.  Ti  dico questo perch tu possa perseverare.  Egli
mi  ha  parlato  bene e con stima di te. Tu  fai  sapere  agli
altri  queste parole, perch quelli che fecero o staranno  per
fare  penitenza abbiano gli stessi sentimenti  tuoi.  Egli  ne
sar interprete presso di me ed io presso il Signore". 3.  "Ed
io,  gli  dissi,  manifester ad ogni uomo  le  grandezze  del
Signore. Spero che tutti quelli che prima peccarono, se  odono
queste  cose,  per  recuperare  la  vita,  volentieri  faranno
penitenza".  4.  "Permani  in questo  ministero  e  portalo  a
termine.  Quelli  che  poi praticano i suoi  precetti  avranno
vita  e  avranno  un grande onore presso il  Signore.  Quanti,
invece,  non  osservano i suoi precetti, si allontanano  dalla
vita  e  lo  disprezzano. Ma lui presso Dio ha il  suo  onore.
Quelli  che  lo disprezzano, non seguendo i suoi precetti,  si
consegnano  alla  morte  e ciascuno diviene  reo  del  proprio
sangue.  Ti raccomando di ubbidire a questi precetti, e  avrai
il rimedio dei peccati".
La casa pulita
113) (3), 1. "Ti ho inviato le vergini perch abitino con  te
ed  ho  notato che ti sono affabili. Le tieni come  ausiliarie
perch  tu  possa  osservare meglio i Suoi precetti.  Non  pu
accadere  che  senza di queste vergini siano  osservati.  Vedo
pure  che  esse volentieri stanno con te. Ma io pregher  loro
che non si allontanino dalla tua casa. 2. Soltanto pulisci  la
tua  casa,  perch volentieri abiteranno in una  casa  pulita.
Esse,  invero,  sono pure, caste e industriose ed  hanno  ogni
grazia  presso  il Signore. Pertanto se avranno  la  tua  casa
pulita  rimarranno  con te; se ci sar  un  po'  di  sporcizia
subito  si  allontaneranno dalla tua casa. Queste vergini  non
amano   affatto  sporcizia  alcuna".  3.  Gli  dissi:  "Spero,
signore,  di piacere ad esse perch abitino sempre  volentieri
nella  mia  casa.  Come questo a cui mi hai  affidato  non  si
lagna  di  me, neppure esse si lagneranno di me". 4.  Disse  a
quel  pastore:  "Noto che il servo di Dio  vuol  vivere.  Egli
osserver  questi precetti e porr le vergini in un'abitazione
pulita".  5. Avendo detto ci, mi affid di nuovo al  pastore,
e  chiamate  le  vergini  disse loro:  "Poich  vedo  che  voi
abitate  volentieri nella casa di costui, vi affido lui  e  la
casa   sua   e   non  allontanatevene  mai".   Esse,   invero,
ascoltarono volentieri queste parole.
Operare incessantemente il bene
114) (4),  1.  Poi  mi disse: "Sii forte in  questo  compito,
mostra  ad  ogni  uomo le grandezze del Signore,  e  ne  avrai
grazia.  Chiunque camminer in questi principi  vivr  e  sar
felice  nella  sua vita. Chiunque, invece, li trascurer,  non
vivr  e sar infelice nella vita sua. 2. Di' a tutti che  non
cessino  di  operare  il bene quanti lo possono.  Per  loro  
vantaggioso  compiere le buone opere. Affermo  pure  che  ogni
uomo  va  sottratto ai disagi. Colui che  stretto dal bisogno
e  soffre  nella  vita  quotidiana    in  grande  tormento  e
angustia.  3. Chi sottrae un'anima dalle angustie, si  procura
una  grande  gioia. Chi  vessato da un disagio  afflitto  da
un  tormento  e  si  angoscia come chi    in  catene.  Molti,
infatti,  per  tali disgrazie che non possono  sopportare,  si
danno  la  morte. Chi conosce la sventura di un uomo simile  e
non  lo sottrae, commette un grande peccato e diventa reo  del
suo  sangue.  4. Fate opere buone voi che avete  ricevuto  dal
Signore  e  non  tardate  a  farle  quando  sia  terminata  la
costruzione  della torre. Per voi fu interrotta l'opera  della
sua  costruzione.  Se non vi affrettate a  fare  il  bene,  la
torre  sar  ultimata  e  ne sarete  esclusi".  5.  Dopo  aver
parlato  con  me, si alz dal letto e preso il  pastore  e  le
vergini se ne and. Mi disse per che mi avrebbe rimandato  in
casa mia il pastore e le vergini.


