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CARLO DOSSI.

NOTE AZZURRE.
Dietro scena dei miei libri.

Trascrizione elettronica ad uso esclusivo dei non vedenti curata da:
Marina De Stasio, Clelia Mussari, Claudio Paganelli.
Parte prima.

Selva - di pensieri miei e d'altrui
In seme - in fiore - in frutto
Lazzaretto dove il D. tiene in quarantena
I propri e i pensieri altrui
Cervello di carta, aperto in sussidio
Dell'altro gi zeppo
Granai di riserva per le probabili carestie

I. Vi ha risposte che sono insieme una domanda - ottime a protrarre un
discorso. E io invece, nelle mie risposte, pongo sempre punti; mai virgole n
punti e virgola -.
3. strigosus (Gellius) = magro, il nostro milanese striaa da strix, strige
(strega) vampiro succhiasangue.
5. Per la Satira a Roma. V. Gellio - notti attiche (L. IV cap. V.) - (Lib. XV.
IV).
6. Antichi dii Romani - v. Gellio (C. v. - C. XII).
7. Aurum in Gallia effutisti (Svetonio) - scialaquasti, il nostro mil. te
mandaa a fass ftt. -
8. stroppus - (in Gellio) benda del sacerdote - il milanese stroppai.
9. In Gellio si trova degnissimo di memoria - nel Libro II il cap. XXIX - nel
IV il cap. XVIII - nel V il c. X - nel X i capit. I. VI. - nel XII. il c. VI.
- nel XIII, il c. IV. V. - nel XV, il XIX, nel XVI il c. XI - nel XVIII, il c.
IV - nel XVII, il c. XII.
12. affatim nel senso antiquato  il nostro affatto.
14. Degno di nota come la pi parte dei filosofi, essendo in fondo del
medesimo parere sul bene e sul male, non s'accordassero mai per l'incertezza
del significato delle parole da essi usato.
16. E' un lavoro che dimostra molta memoria - si pu dire di lavoro ch'
rifrittura di altri.
17. O gente che scrivete per non esser capita, non sarebbe assai meglio
taceste!
18. Vive moribus praeteritis: loquere verbis praesentibus - Questa  per me.
19. blaterare (lat.) - vedi id. in it. - Erchomai = kommen. - Theios = zio -
Pinna = Zinne, pinacolo.
21. Se oggid si scrivesse secondo la stretta etimologia oppure si leggesse,
nessuno capirebbe pi nulla; tanto le parole si dipartirono dal loro primo
razionale significato.
22. solarium = solajo, la parte pi alta della casa, perch anticamente - in
cima alla casa, si costruivano terrazze per i bagni di sole.
24. Utilissime nelle lingue sono le parole che esprimono idee generali; che
non sviano quindi nelle descrizioni la fantasia del lettore - com' p. es. di
obices, cose che si oppongono.
27. I cavalieri del Casino dei nobili di Milano invitavano una volta all'anno
ad una festa da ballo i loro agenti, ingegneri ecc. colle relative donne - ma
si guardavano bene dal ballar loro insieme. - Le loro dame poi (le quali
venivano a sedersi tutt'intorno adocchiando coll'occhialetto i ballerini)
dicevano di andare a veder ballare gli mini.
29. to usher = introdurre, annunciare - uscio, usciere - to tack = attaccare,
taccaa.
30. A Pavia manca il brougham N. 13 - negli stabilimenti idroterapici e alcuna
volta negli alberghi manca la stanza n. 13 - Come se togliendo il ricordo di
lei, si togliesse la morte!
32. inonesta moneta = carta moneta - E noi la pretendiamo a civilt col corso
forzoso!
34. Se l'acqua si vendesse a bottiglie come parrebbe buona! (Gorini).
36. La iniquit di imporre il nome di Zanata, Colombo, Esposito ai
trovatelli.
37. mischmasch - mizmaze (ingl.) - mis masc, milanese.
38. chaplet (ingl.) = guirlande - sul sacro fonte - del mio battesmo piglier
il cappello (Dante) - laurea poetica.
39. stang (ingl.) = pertica - stang = debole, stanco.
40. Dei plagi innocenti. Si dimanda, se dato uno stesso soggetto da trattare a
due uomini di pari ingegno - lo debbano, per trattarlo superlativamente,
trattare nella stessa maniera.
41. Una corte alta e stretta. In un abbaino abita un affamato - a terreno, una
trattoria. Tutto il giorno c' il piccolo che grida: Tagliarini al burro, bove
alla Fiorentina, stufato alla Russa, ecc.
42. Ho letto, non so dove, che per comprendere bene Vico italiano bisogna
leggerlo nel francese di Michelet.
44. La compagnia dramatica a Merate. Poveri diavoli! hanno i piedi fuori delle
scarpe, e le budella che latrano; eppure recitano sempre comedie in cui si
parla di milioni di scudi, di castelli, di latifondi, di banchetti, di
gemme... d'indigestioni! -
45. ...fight for a plot - Whereon is no tomb enough and continent - to hide
the slain (Shakespeare, Hamlet, 1028) - Si contendean la povert di un poggio
- Non bastevole pure a seppellirli (Aleardi, un'ora della mia giovinezza).
46. Di tempo in tempo si parla di chi ha rimesso filosofia sulle vere sue
basi, liberandola dal gergo scolastico ecc.
47. Cani e gatti ecc. Il cane del S.r Brambilla dato in impresto a un cattivo
cacciatore. Questi fallisce un tiro. Il cane gli volta la coda e se ne torna a
casa - Il Kin, pincino di Zelbi, che guardava il quadrante dell'orologio circa
l'ora in cui Perelli, amico di Zelbi - usava venire. - Dei cani morti di
crepacuore per le carezze fatte dal padrone ad altro cane, o a bimbi - A una
gatta erano stati gettati nel cesso i micini: le si pose sotto un cagnolo cui
era morta la madre, ed essa lo allatt. - Il cane del ricco e il cane del
povero, questi (un barbone) con una sportola in bocca, dimanda timidamente la
carit; quello (un levriere) fiero, colla testa alta, e la coperta blasonata -
Ira dei cani dei ricchi contro la gente malvestita - Il gatto di nonno
Quinterio, che, dalla finestra, stava guardando in istrada se il padrone
veniva. Il nonno usava comperargli tutti i giorni un biscottino. Un d il
povero gatto cadde dal tetto; lo si bend e lo si pose nella sua cuccia che
stava in solajo. Ed egli dopo qualch'ora scese tutto bendato e and a leccare
la mano al padrone in segno di riconoscenza. - Come non sia vero che il gatto
ami la sola casa. Certo che il carattere del gatto  pi indipendente,  pi
nobile di quello del cane: egli ama rimanere in un luogo, perch vi ha gi
fatto le sue relazioni coi gatti circonvicini ecc. - Del topo che mangiava la
penna d'oca di Gorini, mentre questi, studente a Pavia, scriveva nel silenzio
della sua cameruccia. - Gorini scrisse un opuscolo ancora inedito (1875) sui
cani, gatti, passeri ecc.
48. Il conte Carena avea usato di alcuni preparati di Mercurio. A un tratto
s'imagin di essersene immagazinato nel corpo una gran quantit. Tripilla
sempre. Cerca ogni modo per farsi estrarre il mercurio ch'egli crede di
contenere - vuol bagni di elettricit - piglia joduro. E da dodici anni 
perseguitato da una simile imaginazione.
49. < (dupl.) > Molte parole a forza di non esprimere nulla - come ineffabile,
indicibile ecc. - finirono a voler dire qualche cosa. Viceversa, altre, che
significavano molto - per il troppo uso perdettero ogni valore. E cos fu di
molti vizi e di molte virt.
55. Di due che combinavano fra loro i giochi di parole, poi andavano a
produrli nei caff ecc.
59. La servit nasce e vive dalla comune vilt. Tutte le declamazioni contro
gli abusi della tirannide sono meno efficaci che il dire ai servi: contatevi.
60. La pi bell'opera dell'Arrighi fu il Dossi.
61. Tale applic 4 usci alle quattro pareti dell'unica sua camera, perch
altri credesse ch'egli abitava un appartamento.
62. Il miglior incenso a Dio  il fumo delle officine.
63. La terra produce i suoi frutti a date epoche, e cos l'animo.
64. Un principe Belgiojoso, cieco, non volea confessare questo suo difetto,
anzi cercava d'illuder s stesso di non averlo. E per aveva dato ordine a un
suo servo, quando qualche signora gli veniva a far visita, di correrle
incontro, e poi di correre tosto da lui a descrivergli l'abito, l'acconciatura
ecc. di detta signora. Alla quale entrando, egli p. es. dicea ...Oh marchesa,
che bella toilette... quel rosso vi st a meraviglia ecc.
65. Montaigne fu il precursore di Voltaire.
66. Grome riusc a trattare la crocefissione tema stanchissimo, ancora
originalmente, con una trovata artistica, cio non trattandolo. E difatti
delle croci non si vedono nel quadro suo che le tre ombre portate. Tuttavia
colpisce. Ben si dice di quelli che per pretenderla a originalit nella musica
tralasciano la cabaletta,  sempre pi facile a non farne che a farne - Ma
qu non mi pare il caso di ripetere questo giudizio - perch se Grome se la
cav non facendo, nondimeno giunge a suscitare negli spettatori la sensazione
terribile del fatto meglio ancora che se lo avesse dipinto davvero, con un
sublime sottinteso. Resta per sempre - a parte il valore della idea - un
infelice quadro dal lato pittura.
67. Dio! che levada de sol che sa de moccusc! - si pu dire di certe
descrizioni dell'alba che sentono troppa la fatica, oppure di certe in cui il
sole  descritto come se fosse una lampada.
68. Il pensiero  fisico - e per  migliorabile colla selezione. Il bimbo
dell'oggi si pu dire che nasce con idee gi meditate dai padri suoi. Il bimbo
ha gi la vita di tutti i passati. Per vivere molto, bisogna vivere la vita
altrui.
69. I soldati dell'oggi saranno gl'impiccati di domani. - CF. pensiero
consimile nell'Utopia di Moro.
71. Il prurito dei vecchi = il chiacchierare.
75. Un povero mi chiedeva la carit - T'hoo gi daa jer - diss'io - Ed egli:
ma mi gh'hoo de mangi anca incoeu - rispose.
76. Dei militari dati in imprestito per fare da comparse nei carnevali, nei
Teatri ecc. Tale, arrolatosi volontario per imminente guerra coll'Austria - e
mandato al deposito, dovette accontentarsi di intervenire all'assalto di
Sebastopoli - in una azione mimico-ippica del Ciniselli cavalarizzo.
80. vestes - si modo, vestes vocandae sint in quibus nihil est quo defendi
corpus, aut ecc. (Seneca 7. de Benef.). E le donne dicono vado a vestirmi pel
teatro, appunto quando vanno a spogliarsi.
82. Riceveste uno schiaffo? - dicono i preti - bene - offritelo al Signore.
84. Come l'accensione di una candela d a questa in una il principio di vita e
di morte - cos la nascita all'uomo.
85. Gli studenti milanesi che da Pavia volevano tornare a casa e non avevano
quattrini neppure per il barchetto, facevan la strada a piedi giocando alle
boccie.
87. bliteus (Plauto), da niente - blitter (mil.).
89. L'adorazione in molte famiglie per Napoleone I. - Mia nonna diceva che la
piazza del Duomo era stata ideata da Lui - Per dimostrare poi la sua
onnivegenza, dicea che essendo egli intervenuto ad una festa da ballo ed
avendo vista una signora vestita come era la sera prima ad altra festa da
ballo, le disse: ma lei signora mia  instancabile!
90. I cavioni francesi.
91. Nel prologo dell'Endicott di Longfellow - si d, con una imagine, ragione
del perch certi fatti, storicamente l'uno dall'altro lontani, devono essere
messi filosoficamente vicini. Questo, pu servire di scusa al Giulio Cesare di
Rovani.
93. Regola di onest - essere buoni tanto da non imbrogliare alcuno, non per
tanto buoni da essere da alcuno imbrogliato - Non imbrogliare alcuno n essere
imbrogliato.
94. I tormenti della bont che non pu sfogarsi, sono forse peggiori di quelli
della malvagit sfogata.
95. Voi in quella patria, specchio d'Italia e splendor del mondo, in Vinegia,
come la fate? (Doni, I marmi. Vol. I pag. 88 ed. Barbera) - CF. What do you
do?
97. Quando l'interesse del principe non s'accorda a quello del popolo, il
principe  di danno, e quando s'accorda, il principe  inutile.
100. Testes, testicoli, perch testimoniano la virilit. Priapo, dio degli
orti, perch stava testimonio dei furti - ofen, ted., forno - offella, offa.
101. Il dire felicit a chi starnuta uso antichissimo. Vedi Petronio pag. 65.
- CF. Sen.
103. Dovrebbe, per legge, esser vietato di erigere statue, a qualunque che non
sia morto da oltre 100 anni. Si eviterebbe cos la confusione d'idee che nasce
al vedere tanti somarelli decorati di monumenti - come ne sono un tristissimo
esempio i portici di Brera.
105. Si sotteravano i morti sul campo, la notte della battaglia. Gridavano
alcuni feriti ai becchini... Per carit... no non siamo che feriti - E i
seppellitori ghignando - a darvi ascolto, nessuno di voi sarebbe morto - e gi
nella fossa.
106. Appresso vedi il lume di quel cero (Dante, Par. X 115. parlando di
illuminato scrittore) e Porta: torcion de vott stoppin...
107. Era donna che facilmente veniva all'ultima confidenza.
108. < (tripl.) > L'et dell'oro - (in cui l'oro non c'era) cos detta pel
frumento.
109. La Tea che abbaja alla minestra che scotta. - Il cane affamato colla
muserola che vorrebbe mangiare un osso - Et cum deserti baubantur in aedibus
ecc.
110. Il prof. Bedorci, di latino, cominciava sempre le sue lezioni dicendo:
riepiloghiamo, signori.
115. L'ostinata voglia di servire nei popoli. - E v'hanno uccelli che messi in
gabbia, si rompono la testa contro le sbarre.
116. rta krthina = pani d'orzo, grissini (pare) - tapeins, tapino -
upertes, ministro, servo, prete - kraiple, ingordigia, crapula.
117. La plebe antica, come i nostri birichini, si affollava dietro ai soldati
che menavano prigione taluno, gridando aire autv (ciappel - mollel -) -
(Prxeis ton Ap.).
120. V. Descrizione del foro ai tempi di Domiziano, Stati Silvarum I. 22. e
seg. -
122. Dei professori di latino e greco, gongolanti alle classiche lascivie.
123. La convenienza in Arte  una delle principali condizioni perch un lavoro
abbia probabilit di lunga vita. Di qu, non solo l'inutilit ma il danno di
usare frasi gi usate egregiamente da altri. Per quanto smussate, piallate,
accomodate dal nuovo artefice, sentiranno sempre il raffazzonamento, e il
lavoro non sar pi di getto ma di mosaico. Vedete un po' nella vita! - L'io
sono una orfanella detto da una giovanissima fanciulla vi riempir di piet e
di amore - mentre la stessa frase, udita da una vecchia, vi far lagrimar...
dalle risa.
124. I tapageurs - i fracassosi (p. es. Perelli).
126. Quanto piccolo l'uomo dinanzi l'universo - quanto grande lui che
l'universo comprende!
127. Pppas, pappa - voce famigliare del figlio verso il padre.
128. Sotto il nome di tibicinae si comprendeva, una volta, quanto oggi si
comprende sotto quello di cucitrici.
131. ladrone - anticamente laterones, guardia nobile che stava a lato del
principe.
139. Gonna, gown - abbigliamento da donna - forse da gyn. - E difatti
l'abbigliamento  la donna.
144. dmar, moglie, dama - cminos, fornace, camino - bars, faticoso, pesante
- bara (milanese).
146. hesternum diem, gestern, yesterday.
147. Via dei Matriggiani a Roma - Matriggian a Milano significa, uomo
inutilmente grande e grosso - Via degli Andegari a Milano - Andeghee in
Milanese uomo in arretrato per idee e costumi dalla giornata.
153. La cattedra ci apprende a disputare, non a vivere.
161. nyn, ora, adesso, nun - maraino, corrompere, to mar - chsma, abisso,
chasm - tychein, ottenere, toccare - fyteo, piantare, fottere (per translato
filosofico) - caleo, chiamo, to call - to rethn, il dire, reden - esaurion,
domani, morgen - Veh! lat. - weh, woe! ovej! (mil.) - malum, mela / malus,
male - rammenta la disobedienza del nostro primo parente.
162. Il poiso yms alieis anthrpon di Cristo a Pietro e Paolo,  una
miserabile similitudine - Poveri uomini! trattati come pesci.
164. Borrare, tremare pel freddo da borrs vento di tramontana - excreare,
cracher, sputare.
165. Dicono: disprezzate le ricchezze che dovrete abbandonare - seguite la
gloria. Ecch! ci segue forse la gloria?
166. Set on, ingl., mett su (mil.) - der Greis, er griscio (rom.) il vecchio -
grimm, corruccio, vecchia grima (rom.) - zotig, osceno, zotico - Strapatz,
strapaz (mil.) - plappern, blatter (mil.) - to scour, sgur (mil.), nettare
sciaquando - Schrank, canterano.
168 b). stipes, tronco, per translato, sciocco; stupid (mil.). - pistrinus,
pristinensibus (Svetonio), prestinee (mil.)
169. Frasi stereotipate, tempo edace - humida nox - fulva harena -
170. Per l'origine della claque Vedi Svet. Nero, 237.
173. L'alliterazione cio la ripetizione artificiosa di sillabe (generalmente
triplice) era usitatissima negli antichi poeti sassoni e goti - come si trova
usata di frequente nei nostri antichi italiani. Ad es. Dante Con me medesmo
meco mi vergogno - Credetti ch'ei credeva ch'io credessi ecc.
175. His saint was kept in mew (Warner's Curan and Argentile) - CF. il dentro
della muda di Dante.
176. enantu, avanti - rsso, rompere, gerrissen - poteron, vaso, bicchiere,
pot, poterie.
177. In uno dei Vangeli  detto opu en eislthete eis oikan, eke menete es
an exlthete ekethen.( ! )
178. n d e ida aut os astrap ka to nduma aut leukn ose chin. -
(Vangelo) - CF. Manzoni era folgore l'aspetto - era neve il vestimento -
182. baila sciutta - rimproveratami dal Sig. Ba... critico della Perseveranza
- corrisponde alla dry nurse degli inglesi, e all'assa nutrix dei latini - e
significa colei che custodisce i bimbi latterini senza dar loro latte.
183. Tali leggendo solo credono di studiare. Senza meditazione, la lettura non
 che un perditempo. -
193. Si rassomigliano molto fra loro il finale del carme di Aleardi per D.na
Bianca Regizzo e il finale delle Lettere consolatorie di Seneca a Marcia.
197. Ai tempi di Seneca, pare che durasse ancor l'uso di sbarazzarsi dei figli
deformi, liberos quoque si debiles monstrosique editi sunt, mergimus.
202. Il cerimoniale dei diplomatici e dei professori di una volta - il diritto
di precedenza - l'anzianit - Le processioni. -
203. Le mamme brontolone per abitudine coi loro bimbi - I bimbi sempre colle
lagrime agli occhi e col singhiozzo. - Donde i figli giustamente ingrati -
Vedi il sonetto di Belli sulle creanze a tavola - Dopo una gran ra[ma]nzina,
il bimbo, cui serve ancora l'appetito, fa per mangiare la sua minestra: e la
mamma: vedete eh! quando si tratta di mangiare!
204. Tanta  la confusione e la simultaneit delle idee che hanno travagliato
il mondo che io mi maraviglio come abbiano potuto ridursi allo stato
tranquillo dell'oggi per poco tranquillo ch'ei sia.
209. C'era tale aristocratico cui rincresceva d'aver il sedere a due pezzi
perch cos l'avevano i fornai.
210. Baretti (Vol. 5 - 1044) dice falsa l'opinione di riputare la lingua
italiana prima fra tutte per la ricchezza ecc. poich se la Crusca comprende
44.000 vocaboli, 4000 quindi pi dei dizionari francesi ed inglesi - questi
ultimi (dice) si adoperano da cima a fondo (il che io C. D. nego) mentre la
Crusca - no. Inoltre la Crusca registra i superlativi, i diminutivi ecc.
212. Those critics who attack with the hope of being answered and of being
thereby brought into notion (Moore) CF. Giusti - la smania inutile di una
risposta - e CF. Rovani art. [lacuna].
220. Per la lussuria Romana V. Lucano (pag.140 v. 160 e seg.)
221. Caritas vuol dire anche carestia - ogni cosa rara ha prezzo,  cara.
223. Thou art the cap of all the fools (Shakespeare), cappa di loeucc, ecc.
mil.
225. ...To ruffle in the common wealth of Rome (Sh. in T. Andronico)
...arruffa popoli - fior. - Pelf, denaro - pelter (mil.).
231. Gli scrittori latini parlano sempre dei - Tergaque Parthorum Romanaque
pectora (dicam) (Ov.). I Parti, l'eterno grattacapo di Roma - i perpetuamente
fuggenti, non mai vinti.
234. La magnifica descrizione dei paggi addormentati nell'anticamera del duca
di Firenze, quale si trova nel Lamberto Malatesta di Rovani, pu essere stata
inspirata dalle poche parole di Schiller (D. Carlos 3 atto) Im Hintergrund
des Zimmers einige Pagen auf den Knieen eingeschlafen -
238. Due buoni soggetti da quadri da riscontro sarebbero, il primo - La scena
dei paggetti che vegliano nell'anticamera del duca di Firenze, come si trova
nel Lamberto di Rovani. Tappezzeria verdone cupo - paggi giovinetti in raso
bianco - l'altro, le Aretine -cio le sei bellissime fanciulle che si teneva
nella sua casa di Venezia l'Aretino - Sala veneta, zeppa dei magnifici doni
che piovevano da ogni parte al poeta - quale si trova nella descrizione dello
Chasles - e nelle lettere dello stesso Aretino - Le fanciulle in gruppo, chi
sedute, chi in piedi, chi suonando alla ghitarra, chi cantando - chi
intrecciando corone di fiori.
241. Il miglior sistema filosofico di tutti,  quello di Ges, il sistema
della benevolenza.
244. Dicono che Lei  uno studiosissimo giovine - mi diceva la Sig.ra T. -
Bene m'indovini questa sciarada.
247. Notabile l'Epistola XII di Seneca. - Mirabile il principio. Seneca va in
villa. Trova la casa cadente. S'adira. Il villico dice: che vuoi? la casa 
vecchia. E allora Seneca si rammenta che chi ha fabricata quella casa fu lui,
ed esclama: haec villa inter manus meas crevit; quid mihi futurum est, si jam
putria sunt aetatis meae saxa? - CF. colle parole di Manzoni a Perelli. - <
Manzoni sedeva a Brusuglio sotto certe piantone. Che belle piante! fece
Perelli - Rispose Manzoni I hoo piant mi; e seguiten a vegn bei intant che
mi vegni brutt.>
251. Si vis amari, ama (Ovidio?) - CF. Dante amor che a nullo amato amar
perdona.
254. summa ergo summarum - insomma delle somme.
256. Si pu scrivere usufruendo dell'ingegno altrui, non si pu dell'altrui
cuore.
261. pan - tutto - il pane  appunto tutto - edon, gioia, felicit, ecc. -
CF. dono - traghmata, dolci, treggea - Nilo (nihil) il nostro filo - nulla. -
panatunea, festa solenne in onor di Minerva. Vi si sar mangiato qualche
torta. Vedi panettone.
262. Una vendemmia di bastonate - vinus cibarius, de taj col cortel - cupas
vinarias sipare noli, cio non impagliare (Lib. Priap. per l'uso dei fiaschi
impagliati).
267. L'infibulazione del membro virile riproposta da quell'esageratore di
Malthus, economista americano di cui non ricordo pi il nome - venne spesso
usata nell'antichit - CF. il Neve imponite fibulam Priapo (liber Priap.).
268. nunc sumus in rutuba, si va a rotoli (Varro) - ac populum asymbolon
dimitterent cubitum, mandaven a dorm.
271. Le idee sono di tutti. Il grado della loro coordinazione determina il
massimo, il medio o il minimo artista.
272. thaumzo, mi maraviglio, to amaze, meravigliare - sma, il corpo, soma
(peso) - chithra, ghitarra - los, tutto, all (ingl. pronuncia oll), all
(ted.) - esthls, edel - estho, essen - kalo, to call -
273. kahl, cal-vo - roh, ro-zzo - toll, c-oll-erico - satt, sta-is, sat (mil.)
- rund, ro-to-ndo, ronde (franc.) - fahl, fallo -
274. Oi ap skens, modo di dire simile al milanese, quii del teater, quel
della birra, quii del fer rott ecc.
275. Cerberus, forensis erat causidicus (Petronio). Importante  Petronio per
la storia dell'Umorismo - Cos pure Seneca, nel Ludus de morte Claudi, e
Ovidio nei Fasti.
276. Vitrea fracta, sententiolae declamatoriae - non valet lotium suum, non
val quel che piscia - aquam liberam gustare - udi tamquam mures - te natum non
puto - multis pedibus sto - nummos modio metitur - clavo tabulari fixum est -
ingeniosus est et bono filo - licet barbam auream habes - (Tutte frasi di
Petronio).
277. pernae missionem dedimus, ghem daa licenza al porscell (mil.), l'abbiamo
mangiato - Alcuni brani di Petronio si potrebbero tradurre facilissimamente
colle identiche loro frasi in lingua milanese.
278. L'uso di sincopar le parole s in latino che in italiano - matus, per
madefactus (CF. matella, orinale) - compro, per comprato etc. - Il Portogh. 
spagnolo sincopato.
283. haematites, pietra di color sanguigno, donde la nostra matita (lapis,
pietra) - Cos rubrica dicevasi antic. l'indice, perch scritto in rosso -
Monile, braccialetto, da monere, rammentare - l'odierno souvenir. - camella,
gamella (scodella, voce mil.) - carpere somnum, carpi (milanese) - dicta
facit, detto fatto -
284. Traccie d'umorismo in Ovidio e in Orazio - Vedi per es. Ovidio sp. i
Fasti - l'Ars amandi, e il remedium Amoris.
285. La nostra terzina si pu ravvisare in embrione nei fasti di Ovidio.
286. Notabile in Ovidio (per l'umorismo) la preghiera del mercante a Mercurio
(Fasti 120) e la supplica alla Dea Rubigo (id. 105).
287. Per l'origine dei barconi nelle mascherate V. Ovidio Fasti 153 - Vedi id.
117 per pronostici ortolani.
290. Quod mihi das uni, coelum partire duobus - Dimidium toto munere majus
erit (id.) Pensiero ripetutissimo fra i poeti antichi e moderni, nostri e
forastieri.
292. Minerva, dea delle smacchiatrici (Ov. Fasti 77).
293. V. per la descrizione di un pic nic romano (romanata) Ovidi Fastorum pag.
67 ed. minor Lipsia.
298. copia ipsa nocet (id.) CF. dal troppo impoverito.
301. Vedi Catullo XXIX In Caesarem per la Satira a Roma.
303. L'uso di mangiar noci nelle nozze - Vedi Catullo LXI.
304. cur non exsilium malasque in oras - itis? (Cat.)... andar in malora.
305. ...nam Cytorio in jugo - loquente saepe (Cat.) - E per combinazione, il
Parlamento italiano  a monte Citorio -
306. L'ode di Catullo che comincia Multas per gentes... ecc. - ricorda il
sonetto di Foscolo, un d s'io non andr sempre fuggendo... - Foscolo del
resto <come Carducci>,  tutto un mosaico di frasi rubacchiate, <o a meglio
dire confiscate, conquistate> ai classici greci e latini.
307. Il caso d'amore  pi spesso patologico che non fisiologico - almeno in
noi uomini artificiali.
308. Sallustio usa la parola argentum nel senso francese di denaro.
310. Il carme latino di Prati ricorda l'Epitalamio di Catullo.
311. Nella campagna di Roma, a un'osteria, leggevo a forte alcuni versi
latini, presente il mio bottaio (ossia vetturino). E il vetturino sorrideva
soddisfatto. Capisco, sapete mi disse. - Non capiva altro, s'intende, se non
che io leggevo in latino, ma s'illudeva come Romano - di capire anche il senso
del suono. -
312 a). cuculo in Plauto anche adultero - forse da cucullus, cappuccio col
quale l'adultero si copriva il capo per recarsi dalla moglie infedele - Cuculo
si dice ora al marito.
312 b). V. per l'Umorismo il discorso del servo Ludus sui tempi vecchi e
moderni - nella Bacchides di Plauto Atto 3 Sc. 2a. - Posto dei Comici e spec.
di Plauto nell'Um.
318 a). Corbetta, si distingue per valore a Custoza; Leopoldo Pull, si
distingue colle sue commedie sui teatri, Raimondo Boucheron  autore di una
insigne opera sulla Armonia, e tutti e tre sono fatti cavalieri della Corona
d'Italia, i due primi per aver appartenuto un anno al Comitato del
Carnevalone, l'ultimo per esser socio di una certa academia: il che vuol dire
che in Italia quando si vuole dar premi a chi ne merita, si cerca almeno di
non premiarne il merito. <Ricorda pur Verdi fatto senatore del Regno pel
titolo di pagare 3000 lire d'imposte!!!>
318 b). Il Diavolo ha resi tali servigi alla Chiesa, che io mi meraviglio
com'esso non sia ancor stato canonizzato per santo...
320. Simul (Caesar) a tribunis militum centurionibusque mutuas pecunias
sumpsit: has exercitui tribuit;  quo facto duas res consecutus est;  quod
pignore animos centurionum devinxit et largitione militum voluntates redemit
(Caesar). <Origine del Debito e della Rendita pubblica.>
334. Il terribile umorismo di Macchiavelli.
337. Nel De tranquillitate animi Seneca dopo aver insegnato bellissime cose
per mantenerla, conchiude con un elogio alla felicit che si trova nel vino.
339. Dice S. Agostino, il gran freddurista, di credere l'impossibile, appunto
perch impossibile.
341. Una lettera della Ballerina Carmine a Rovani finiva e se non mi
comprendi, indovinami!
342. Studiano gli scienziati il modo di immagazinare il Sole. Io dico loro:
guardate i quadri di T. Cremona.
343. Le donne sono tante serrature in cerca di chiave.
346. si trvia, el se tr-via (mil.) - aluta, scarpa antica, da lutum, fango e
a privativa.
352. V. per la descrizione di Napoli e suoi contorni Silio Italico XII. 110 e
seg. - V. per la descrizione delle citt di Sicilia p. 297. L. XIV. v. 192 e
seg. - Vedi pei popoli nei dintorni di Roma, L. VIII. v. 358 e seg.
356. Preterea, ventus cum per loca subcava terrae... ecc. (Lucr.) - Opinione
sull'origine dei terremoti frequente nell'antica fisica, e ora esperimentata
per vera da Paolo Gorini.
357. Morente la mamma di Elvira (Maggio 1871 gioved 25) per vajuolo alla
Rotonda di Milano - diceva in delirio: oh come sono ricca! che bell'ospedale
pei poveri... letti soffici, ad elastico... poltrone di velluto... ciascuno la
sua stanza... - E la Rotonda era il pi orribile degli ospedali! Vicino al
letto di lei giaceva, pur di vajolo, un uxoricida, il quale guar.
367. Spirito dell'Umorismo  di provar spesso sensualmente l'opposto di quanto
il comun senso sostiene.
368. A Merate c'era un notajo, insigne bevitore - che nel discorso faceva
sempre la rima a quant'altri gli diceva. Lettore assiduo di romanzi tali quali
il sorbetto della regina e simili - stava intanto scrivendo la storia di
Russia...
369. Ogni dovere e diritto nasce e procede dall'istinto della propria
conservazione.
370. Il campo della giustizia si va sempre pi estendendo. Prima esisteva nel
solo uomo (simbolica guerra tra Abele e Caino) - poi si allarg nella famiglia
(guerre famigliari - poi nelle citt (guerre civili) - finalmente nelle
nazioni (guerre nazionali)...
371. Haud Ligurum extremus (Virgilio). Non l'ultimo tra i Genovesi - Notisi
che i Genovesi ebbero sempre fama d'ingannatori, conseguenza del loro
carattere di mercanti. V. Sonetto d'Alfieri.
372. ...aut mixta rubent ubi lilia multa - alba rosa (Virgilio) CF. pos
prpei leuk - rdois krna plaknta (Anacreonte).
373. Fontana a T. Cremona: incoeu te set pussee stupid del solit - T. Cremona.
L' per pod famm cap de t.
374. arte colla fede di miserabilit... - lavoro denso di bellezze - bellezza
a perdita d'occhio.
375. Giulio Uberti, poeta. - D lezioni di mimica e di declamazione ai coristi
- e perci tiene sempre in tasca i 40 segni che esprimono tutte quante le
gradazioni degli affetti. - E' sucidissimo. La sua faccia, dice lo scultore
Grandi, sembra di pietra di Viggi cui non furono tolti ancora i punti. Non si
lava che quando  sorpreso dalla pioggia... Gli amici si augurano allora
ch'egli si trovi fuori dalle porte, e lontano da ogni gronda. Uberti crede di
far toilette quando si cambia il solo colletto della camicia (la quale non
c') mentre invece questo non fa che rilevare il sudiciume del resto.
Imaginate la puzza - Dicono per i maliziosi ch'egli se la conservi con ogni
cura per non farsi perder di pista dal fedele barbino... Tiene poi sempre
ingambati - anche a letto - un paio di stivali alla Souvaroff.
376. Tale entra in una chiesa, dove si stava preparando lo scurolo per il
venerd santo, e soprapensieri chiede: che c'? - L' mort noster Signor -
risponde una vecchietta. -Mort? - fa egli - com? se saveva nanca ch'el fuss
ammalaa.
377. Il prof. di litografia, credo, Tanola, diceva non bastare tutta la vita
di uomo per imparare a far bene la punta ad una matita.
378. Una spropositona diceva sempre, collier d'emmorroid per dire d'meraudes,
color muffa per mauve - armoire, per moire...
379. Allo stile di Rovani tutte le arti e le scienze pagarono il loro tributo.
387. Camerini non riusc mai a fare un libro, ma sempre prefazioni. Gli stessi
suoi cosidetti libri non sono che prefazioni... Cos  di Beethoven, che
metteva tutta la sua musicale stoffa nelle sinfonie, tanto da non restargli
pi nulla per l'opera.
388. Nella Storia dell'Umorismo - si accenni al non-umorismo del Malmantile,
del Boccaccio, del Ricciardetto ecc. N si dimentichi Franco Sacchetti.
389. Il Vescovo di Lodi, gran cacciatore da brescianella e roccolo,
intervenuto agli esami in un collegio di fanciulle, diede loro per tema del
modo de ciapp i osei -domandando poi, in particolare, a una che gli
parlasse dei verbi che esprimono il venire - Nello stesso collegio il maestro
di musica avea composto per le educande una cantata dal titolo la passarina.
391. Un giovine si moriva d'amore. Per salvarlo un suo amico, lo fa giacere
con una meretrice, facendogli credere ch'ella sia l'amata - Giaciuto, il
giovine disama tosto - e guarisce.
392. Una certa contessa (Arese) interrogata di chi fosse il figlio di cui
trovavasi incinta rispose: credo che sia dello stato maggiore del reggimento
tale dei tali.
400. Chi comandava veramente al popolo Romano? Gli storni e le quaglie - dice
Verri - (ma questo  uno storico farfallone) - Comandavano gli uomini di
genio, ma le loro sagge risposte perch fossero accolte le mettevano in bocca
alla bestialit.
404. Oh quanto comode e di poca spesa le parole simpatia, spiriti animali,
Dio, antipatia, destino, natura ecc.!
428. foemella (Catullus) femelle (franc.).
429. balteo, budriere da spalla - basterna, lettiga a muli - bulla, testa di
chiodo ricca di ornati - cesarie, capigliatura abbondante - o barba maestosa -
acetabolo - ambivio, ogni via che mena attorno a un posto - atriense, matre
d'htel che avea cura dell'atrio - agitator equorum, cocchiere - aequipondio,
il romano della stadera -
430. L'idea del moderno cappello a cilindro pu essere stata tolta dal modius
(moggio) che tiene in capo Giove Serapide.
431. bajulus, facchino che porta pesi - CF. baule, cassa contenente roba.
432. brabeum, premio che si dava ai vincitori nei giochi publici. CF. il
nostro grido di bravo! ai vincitori, attori ecc.
434. Le inutili occupazioni di molti derise da Rabelais (Vol. 2 Cap. XXII)
descrivendo gente affacendata a lavar i coppi per far lor perdere il colore -
a tirar l'aqua dalle pomici - a tonder gli asini per far della buona lana - a
tagliare il fumo col coltello - a cavare l'aqua con una rete - a imbianchire
gli etiopi ecc. CF. a un passo consimile nel Gulliver di Swift.
438. spirito che alloggia alla prima osteria - osterie dei cani, le pozze
d'aqua - selle da naso, gli occhiali.
440. Le alberelle, specie di salici, non da albero, ma da albus, bianco.
Latinamente, si dicevano albae... quos pumiliones dicimus graece nnous
appellant (Gellio).
451. Il delitto d'adulterio nasce da un principio fondatore della societ,
mentre tutti gli altri ne sono distruttori - (Beccaria). Si potrebbe opporre a
Beccaria che anche questo delitto distrugge qualche cosa... la famiglia.
456. Tale studente di legge, copiando il lavoro d'esame di un suo compagno,
per non farsi scorgere cambi tutte le affermative in negative e viceversa - e
cos cambi contratto unilaterale in bilaterale etc.
457. Minghetti ex-ministro venne, credo nel '73, assalito e derubato in una
via di Roma. Colti i suoi assalitori, furono condannati ai lavori forzati a
vita. Dimando io, dove la gradazione delle pene, che pu prevenire i
delitti?... A Firenze, altri che uccise l'assalito venne condannato a simile
pena. D'ora innanzi gli assalitori uccideranno sempre.
458. Carlo Righetti (a sua moglie): Com'hin piscinitt sti boton che te m'ee
portaa a c - S.ra Righetti: cos'hoo de fagh m se mi han daa apenna nassuu! -
460. Il prof. Nova si unge il corpo di olio di merluzzo, e favorisce quelli
de' suoi discepoli che ne fanno la cura.
464. A. Io rispetto le donne. B. Eh caro mio, le donne meno si rispettano e
pi si credono rispettate.
465. Le viragi spartane. - Gorgone, moglie di Leonida e per Damatria
ucciditrice dei figli. V. Plutarco, dove si parla anche di quella che vedendo
i figliuoli fuggire dalla pugna, si pose a gridare: ove fuggite figli?...
forse per rientrare donde usciste?... e si alz i panni mostrando loro la
fica. La virt delle Spartane fa orrore. - CF. colle odierne petroline.
471. Il principe Amedeo promette di diventare un buon ammiraglio dicono i
giornali ufficiali!
473. Una ragazza portando al giovine amante di una amica i saluti di costei
che se ne partiva, dice al giovine disperato ella mi lasci sulle labbra un
bacio per voi - E se lo fanno - e s'innamorano.
474. Con l'amor non si scherza. Molti che cominciano fingendo amore, ci
restano poi colti davvero.
475. Dante (Paradiso C. VI) fa la Stella Mercurio, pianeta degli Attivi - Di
uno che non sta mai fermo si dice ha l'argento vivo addosso.
476. - Basta minga una candela per vedegh no? - si pu dire parlando di pi
lumi che bruciano in una sala dove uno dorma.
477. Quod si tam Graecis novitas invisa fuisset - quam nobis, quid nunc esset
vetus? (Horatius) - E pensare che Orazio il flagello dei pedanti antichi,
divent il dio dei pedanti moderni.
485. A S. Giuseppe, i nostri vecchi - qualunque tempo facesse - riponevano i
bracieri - appendevano i tabarri e si mettevano in calzoni bianchi e scarpini.
- A S. Caterina poi (25 nov.) - tornavano in inverno.
486. Cesare Cant  un letterario ciabattino. Forbice e colla, ecco il suo
stile.
487. Altro  scienza, altro  erudizione. Senza meditazione nessuno sar mai
scienziato. Con un dizionario storico ecc. un dotto  bell'e fatto. Basta
saper nominare tanti autori e tanti cartoni di libri.
488. Ci sono prefazioni dell'editore, scritte dall'autore, in cui si loda il
libro - in cui si parla degli amici che l'hanno obbligato a stampare - etc. Ci
sono altre in cui l'autore chiede un benigno compatimento che non accetter
mai.
492. Chi vuol riposare, lavori.
494. Come il bollo di garanzia ai metalli preziosi legalizzi la truffa. Gli
orefici portano a bollare centinaja di oggetti di differente titolo e quindi
di differente bollo e valore: poi a casa mettono per es. l'anello di una
catena bollata a bollo spada (che indica il maggiore titolo) al resto di
catena che lo dovrebbe avere col bollo di nave - e cos via. E del resto sfido
io quando l'orefice ti dice: guardi c' il bollo spada - a vederlo. Intanto la
maggior parte delle spadine, comperate dalle villane ai mercanti girovaghi -
vale poco pi dello stagno - mentre le povere diavole credono di aversi in
testa un capitale.
495. La ragione del consenso universale  stolidissima. Le pi alte assurdit
furono da tutti credute, per es. l'immortalit dell'anima <(s'intende l'anima
individuale) >.
496. Un certo pittore faceva il ritratto a una gran dama - gli cade il
pennello - si sbassa a riprenderlo - ma nella fretta e nello sforzo gli sfugge
un peto. E resta colla testa abbassata, e non l'ha ancor da levare.
497. Tale milanese, parlando dei francesi, diceva i scarp hi camen bott
(bottes) - i bott hi ciamen coo (coups) - i coo hi ciamen tett (ttes) - e i
tett, tetton (ttons) - oh che parl de cojon!
498. Dice T. Cremona che pitturando paesaggi gli vien voglia di pisciare.
499. Il cavaliere Pica gi direttore della Zecca di Milano era una fra le
bestie governative le pi orecchiute. Ogni giorno dopo aver fatte le sue 3 o 4
firme a quanto i suoi subalterni avevano scritto si alzava dallo scrittojo
dicendo: ecco servita S. M. - Avendo sentito che altri ancor pi bestia di lui
era stato fatto ufficiale dei SS. Maurizio e compagno, dimand ed ottenne di
esser nominato commendatore - Egli avea ordinato al suo ramiere un mobile che
gli dovesse servire, di inverno da scaldaletto, e in estate da casserola. - E'
ancor oggi meravigliato del come in Milano non passi notte senza luna, la
quale batte precisamente sull'orologio di Piazza Mercanti - E non s' ancora
accorto che la luna viene da un apparato elettrico congegnato di faccia al
quadrante di detto orologio.
500. L'Apocalisse  la pi alta ciarlatanata fatta per imbrogliare la gente
minchiona. E' l'impotenza che assume il far misterioso per farsi creder
potenza. La Nuova Gerusalemme, ivi descritta,  il vero paradiso degli
ignoranti, anzi dei birbi. Vi si fa gran scialaquo di pietre preziose. Vi si
parla di porte margheritine, dicendo che di giorno non saranno mai serrate
colla bella osservazione che nx ouk stai eke. A che dunque serviranno? -
ecc. ecc. Unico pregio dell'Apocalisse  qualche passo (a parte la giunteria)
efficace - per es. Ap prospu fughen e g, ka urans, ka tpos ouk eurthe
autos. - ka doken e thlassa tous en aut nekrs - ka edon ena nghelon
estta en t elo;  ka kraze fon megle, lgon psi tois ornois tois
petomnois en mesuranmati, Deute ka sunghesthe eis to depnon tu meglu
The, na fghete srkas basilon kai srkas chilirchon;  ka srkas ischurn
ka srkas ppon ka ton kathemenon ep'autn... - e ua e ma aplthen;  id
rchontai eti duo ua met tauta. -
501. Vi ha gente che  sempre del parere dell'ultimo libro che legge.
502. Le sgridate e le battiture non riconducono l'ordine nelle idee dei
fanciulli; ma non fanno che aumentarne la confusione.
507. Tutti gli uomini per i diversi lor posti - titoli - successioni ecc. si
riguardano con l'occhio nemico di vicendevoli eredi, e si coltivano a questo
solo scopo. Scorre tra gli uomini un general desiderio dell'altrui morte.
508. Dice Plinio che il vino bevuto in una coppa d'ametista non ubbriaca. Ci
 vero, perch la coppa non potr essere se non ben piccola.
509. I copisti non riescono che nelle opere di erudizione e di spirito - non
in quelle scritte per umore - dal cuore.
511. I commercianti si regolano pi colle consuetudini che non col codice di
commercio. Minime le cause comm. a rispetto le civili; e s che in commercio
si fanno 1000 atti per uno che avvenga nella vita civile. Tutti i giorni poi
introducendosi nuove forme di contratto comm. - il codice avrebbe bel tenere
lor dietro, massime che il codice nostro  ancora quello del 1808.
512. In una sala del cappellano imperiale della corte austriaca a Milano si
raccoglievano ogni sera dieci o 12 amantissimi della musica classica - e l
sonavano le pi serene melodie della Germania e dell'Italia. Tra gli altri,
sonava egregiamente il violino un consigliere di Stato - il quale, deposto
l'archetto, pigliava la penna a firmare, colla pi grande fermezza - le
sentenze di morte dei facinorosi italiani. - E poi si dice: music, the food of
love.
513. I segnati dalla scrofola al collo - si chiamano in milanese pescaa. La
similitudine non potrebbe essere pi bella.
514. Che buon tempo! Star l a fare la fatica di far versi quando ce ne sono
tanti gi belli e fatti.
515. Creder d'ingegno chi sa molto a memoria - gli  come riputare sapiente
chi tiene in casa una grande biblioteca. Molti, anzi, a forza di studio,
diventano ignorantissimi.
516. L'arte - e le astuzie dell'arte.
520. L'uomo che sa leggere parla cogli assenti, e si mantiene in vita gli
estinti. Egli  in comunicazione con l'universo - non conosce la noja -
viaggia - s'illude. Ma chi legge e non sa scrivere  un muto.
521. A molti non mancano che i denari per essere onesti.
522. Quanto indirizza le umane azioni non  n l'attrazione al piacere n la
repulsione dal dolore, n alcuna altra ragione sognata dai filosofi - ma  il
non poter far diverso, per una folla di perch, fisici e morali.
531. numquam enim quamvis obscura virtus latet, sed mittit sui signa (Seneca).
Questo sed corrisponde al but avversativo degli inglesi, che non - Totum
interim vitium, tout vice.
532. Danda est animis remissio. (Sen.) - Quindi il fanullone, per riposare,
dovrebbe lavorare.
535. T. Cremona doveva sloggiare e tra i coinquilini correva la voce ch'egli
avrebbe fatto ci in punta di piedi, per non pagare il fitto. - Quella voce
venne all'orecchio di Tranquillo. - Che fa? - comincia a pagare le poche lire
di fitto - poi accorda una gran bara a due cavalli, e entra nel cortile
fracassosamente. Si noti che nello studio di lui non restava pi che qualche
cavalletto e qualche sedia rotta. E l, comincia a gettar tutto dalla finestra
- Gridava: piano quello specchio e gi un'assa - Prudenza con quel pianoforte,
e gi una sedia - E intanto il Ranzoni, altro pittore, sonava un tamborone.
Poi Tranquillo, una sua amante modella, e vari amici - si posero a far tutto
il giro della corte e della contrada vestiti da turchi e cantando la Marcia
Reale. Cos Cremona rispose al sospetto ch'egli intendesse di fare il S.
Michele in punta di piedi.
536. La poca scienza economica faceva dire a Parini parlando del bisogno: o
male, o persuasore - orribile di mali.
537. Mi diceva uno storpio: gh'hoo avuu la fortuna de vegh ona gamba e on
brasc stort, e per quest hoo poduu f carriera. Me diseva semper la bonanima
de me mader: Va l, ch'el Signor el t'ha provveduu. Te ghe el pan in di man. -
I t fradei deven invece lavor - e intant che a mi la m'insegnava a cerc la
caritaa - ai alter la ghe insegnava a rob - I me pover fradei hin finii sulla
forca - mi a stora me troeuvi tant in del pajon de pod, se voriss, par on
scior.
538. A che servono i cos detti cani di lusso?... C'era una famiglia composta
di una madre, una zia, ed un figlio - sempre in lite tra loro. Capitato in
quella casa un cagnolino - su lui si concentrarono le tre affezioni - ed ei ne
divenne il trait-d'union - Ora non litigano pi.
540. Un dott. Sella di Valle d'Andorno lasci un patrimonio di circa 900.000
lire al suo paese, perch se ne impiegassero i frutti nella compera e nella
distribuzione a gratis dei medicinali. Dal d che il lascito fu publicato,
tutti sono ammalati, e tutti chiedono medicine. - Ci sono anzi ammalati che ne
fanno traffico agli altri paesi - ai caff dei dintorni si beve del gran
tamarindo; si  giunti perfino a unger le ruote dei carri coll'olio di
ricino...
541. Sulla buca delle lettere a Piedicavallo (Valle d'Andorno) un ragno ha
tessuta pacificamente la sua ragnaja.
542. gente che ha da mantenersi in buona colla questura... Improvvisa con
facilit i versi altrui.
543. Ci sono generi nelle donne, ma non caratteri.
545. Tutti parlano di Dante e pochi l'hanno letto da cima a fondo. Di Dante
non si citano che quei 10 o 12 brani triti e ritriti nelle scuole: il resto lo
si reputa seccaggine.
549. L'amor patrio in Italia (1872). C' un ministero birbone che rovina il
paese. I deputati se ne sono avveduti, ma hanno rendita dello stato e
tacciono... Chi combatte il Ministero vuol dire che non ha publica rendita.
Intanto molti uomini che nelle scienze e nella politica avrebbero fatto onore
a s e al paese, per la gola dei subiti arricchimenti si danno agli affari - e
diventano banchieri - (per es. Allievi e Brioschi)... Parlate loro oggi di
Omero e di Dante, vi risponderanno soprapensieri: a quanto per cento?
550. I contadini, quali al presente, sono il pi terribile flagello
dell'umanit. E c' chi propugna il suffragio universale!... Mandateli prima a
scuola - Vi sia di esempio la Francia.
551. Fa il tuo vero interesse e farai l'interesse di tutti.
563. Naseweis, saputello. CF. Dante (Parad.), nasetto, nello stesso senso.
566. Due e due quattro, ecco i nostri matrimoni - Rispetto ai figli si
potrebbe anche dire: uno e uno, tre.
567. home, heim, casa - heimlich = segreto - pokal, pecchero, boccale.
569. Buone finanze, buona politica. Volete conoscere lo stato di un paese?
guardate le sue finanze. Le sole condizioni finanziarie fanno le rivoluzioni.
Oggid (1870) in Italia non si vogliono economie, e si crede di cancellare il
deficit imponendo nuove tasse - rubando il pane del povero col tassare le lire
600 di reddito, mentre si lasciano le spese di rappresentanza ai prefetti per
far ballare gli aristocratici che possono ballare benissimo a casa loro. Ma il
signor Sella pensa di riempire i vuoti crescendo le tasse, senza riflettere
che la forza di un paese d fino a un certo segno, come, nell'agricoltura, la
fruttibilit di un terreno: e, in conclusione, facendo come chi chiudesse una
fossa colla terra tolta da un'altra.
570. Apolloni  professore di latinucci nella III ginnasio del Parini - e
venne creato di fresco cavaliere. Questo Apolloni, per punire talvolta i suoi
scolaretti, fa loro scrivere sui loro fascicoli: io non studio niente - ho
avuto 0 in latino - 0 in italiano - 0 in geografia - e prender altrettanti 0
agli esami - oppure, per dieci volte di fila: La mia scioperataggine mi
condurr all'asinit ed alla perdizione - od anche, per cento io sono un
grand'asino - poi vuole che i ragazzi gli riportino il giorno dopo il dettato
firmato dai loro signori parenti!
571. Correnti - dice la Perseveranza - rifiut jeri di far parte della
commissione tale, appartenendo gi a 22 altre. (!) Questo tratto di
delicatezza ecc.... Domando io se non sono da impiccare e Correnti e l'autore
dell'articolo laudativo.
572. Emilio Visconti Venosta, il ministro dalla facile politica del lasciar
fare - sta un pajo d'ore ogni mattina allo specchio, per farsi la
scriminatura, impomatarsi ecc. - n manca a nessun teatro, a nessuna soire.
Abita al primo piano del palazzo della Consulta avendo messi gli uffici del
suo ministero a terreno e negli ammezzati. Un po' di corte alle donne, e
qualche poesietta sulle strenne di Natale - ecco la sua letteraria e politica
giovent. Si ajuta parlando a mezze frasi... dando a tutti ragione - facendo
il servo dilettante, prima alla Francia, poi alla Prussia. - Che non ti
svegli, o Cavour!
573. Il professore *, noto matematico - preg un giorno L. Perelli di far
stampare un suo articolo nella Gazzetta di Milano contro il prof. di
aritmetica del ginnasio credo Parini, per un errore in quesito di esami, che
era tutto fattura di quell'altra celebrit del Commendatore Brioschi, sozio
allora di lui. - Il detto * faceva servire poi le sale della Direzione
dell'Istituto Tecnico Superiore di Milano pe' suoi convegni, amorosi - Ebbe la
decorazione lucrosa del merito civile di Savoja per intercessione di Cesare
Cant.
574. Raramente s' dato un ciarlatano pi spudorato del professore *
dell'Universit di ** - in cui la impudenza tenea luogo di scienza - Fu lui
che riusc a fare 16 lezioni sull'elettricit, quando l'elettricit come
scienza era ancora bambina - con brillantissimi discorsi che nulla dicevano -
fu lui, che s'incaric di mostrare il gabinetto di anatomia all'imperatore
Ferdinando, dicendo imperturbabilmente i pi madornali spropositi, mentre
l'egregio Panizza diventava di tutti i colori - fu lui che si mangiava
annualmente la dote del gabinetto di fisica... in conseguenza di che,
scopertasi la cosa, dovette per evitar la prigione, uccidersi. - *, qualunque
cosa gli si fosse dimandata, rispondeva - e non all'ingrosso - ma nel pi
minuto dei modi.
575. Base del commercio, l'inganno.
576. Inutile anzi dannoso  il programma a sorteggio negli esami. Il programma
rende l'esame un caso. Conosco studenti scampagnoni, che preparatisi per la
mancanza di voglia e di tempo a una sola scheda fra cento, la sortirono, e
passarono con tutti gli onori: conosco diligentissimi, i quali, per una fra
cento che non sapevano - dovettero rifare gli esami. -
577. Il ministro di Grazia e Giustizia (credo, Vacca) nella relazione sul cod.
civile, a giustificare la differenza di trattamento tra il marito e la moglie
nella questione dell'adulterio, osserv che se l'adulterio del marito
autorizasse la moglie a chiedere la separazione, sparirebbe ad un tratto
l'indissolubilit del matrimonio. Oh che vacca di un ministro! <(V. n. 681
a).>
578. G. Rossi si nomina Presidente di una societ di economia politica che non
esisteva e manda brevetti a tutti gli uomini insigni dell'Italia e
dell'Estero. Qualcuno (fra gli altri Napoleone III) cade nella pania e gli
risponde accettando. R. diventa ad un tratto uomo di importanza ed  fatto
commendatore.
579. Le donne hanno il buonsenso dove gli uomini tengono il coglionesimo.
589. L'enfant terrible - potrebbe essere il titolo di un giornale di
pettegolezzo.
590. Il S. Michele e la Quaresima (in cui i preti vanno a benedire le case)
danno a molti curiosi il modo di aquetare il loro prurito.
591. La prigione pei debitori  una pura e stolta vendetta. I creditori devono
loro passare una lira al giorno, e i debitori bevono intanto alla salute dei
creditori. D'altra parte si noti che la mancanza di libert, mette il debitore
nell'impossibilit di procurarsi i mezzi di soddisfare al suo debito.
592. Il prof. di diritto penale Antonio Buccellati s' fabricato il suo
sistemetto dell'ordine giuridico, che secondo lui, spiega tutto - serve a
tutto, per discorrere, per camminare, per fare il risotto ecc.
593. Tale diceva fortezza irreperibile o impregnabile, per dire imprendibile.
594. Sciupio di denaro in Italia. Una Societ inglese per la coniazione delle
monete avea convenuto di pagare al nostro Governo la penale di 300 lire al
giorno, se dopo un dato tempo non consegnava i tondini coniati. Passa pi di
un mese - la multa  gi ascesa a un centinajo di mille lire. Oh non fa
niente! dice il nostro ministro ad uno della Societ, come se si trattasse
del suo. - E si trattava difatti perch s'ebbe l'offa di 12.000 lire. - Cos,
la stessa societ piant nella nostra zecca 24 presse, fruste e rifruste -
mettendo nel contratto che a coniazione finita lo Stato dovea rilevarle pel
primitivo lor costo - 6000, mentre non ne valevano pi che 2000. Poi il
direttore della zecca, tanto per gettar denaro, propose al ministro di
cambiare la disposizione della sala di coniazione - da - a | sul che si
spesero 900.000 lire, delle quali un terzo fu naturalmente rubato. - Infine si
noti che 18 uffici della zecca sotto gli Austriaci consumavano in carta di
amministrazione dalle 600 alle 700 lire annue... Riuniti oggi in un ufficio
solo ne richiedono 2000 - che sono sempre insufficienti.
595. L'affamato pittore Lazzari va sempre a trovare gli amici sulla fine del
pranzo, e pulisce la tavola dalla mollica di pane, vuota se pu il mastelletto
della senape e l'ampollino ecc. Lodiamo la sua delicatezza di non andarci in
principio.
596. I figli naturali, gi s maltrattati dai loro genitori, lo sono poi anche
in ogni maniera dalla nostra societ, che dovrebbe invece avere per loro una
speciale piet - Domandate, per es. come sono accolte le loro domande dalle
Cause cosidette Pie.
597. La signora T. detta la Venere Cilappa,  una donna gi sull'infrollire, e
col viso tutto camolato (tanto che mio fratello le suggerisce di tenersi in
tasca dei mozziconi di zigaro) - ma che ancora si crede sul candelliere, e fa
mille attucci e mille complimenti - e dice, con una bocca che non  pi bella,
migliaja di trullerie. Per es. a mia madre, che era venuta da lei per vedere
le maschere... Che la guarda - dice - che son minga mi che l'ha invidata...
l' so fioeu... mi no gh'entri - e poi, I alter ann derviva per i mascher tutt
l'appartament... ma stann essend mort el me pover pap... una finestra sola, e
ghe foo nanca tir via i contraveder - In seguito porgendo a mia madre un
bicchiere di vermut: che la beva pur adasi, gh' minga premura... La voeur
aqua calda...? la voeur inversass la pelizza...? Per mi, sura Pisani, l'adori
come el fumo negli occhi (Voleva dire, il lume degli occhi) ecc. ecc.
599. Poca es la lujuria de una ramera - quien siempre beve, jamas tiene sed -
Ma mettel dent - diceva una puttana al suo fottitore. - Ma se l' dent -
rispondeva questi. Ah s? - faceva la puttana sorpresa, e riprendendosi -
Allora... oh che gust!
600. Pi che comedia divina l'opera di Dante si potrebbe chiamare la Satira
divina - Nella storia dell'umorismo si possono citare i 4 sonetti satirici di
Petrarca. Fiamma dal ciel... - L'avara Babilonia... - Dell'empia
Babilonia... - Fontana di dolore... -
605. Tal ride in vista, che s'asconde in core - Pianto infinito e spesso
invidia s'have - Di tal ch' dentro di miseria pieno (Alemanni)... M sunt
come el capnegher - Forsi el piang: el par allegher (Ventura) - Pars major
lacrymis ridet et intus habet (Martialis).
613. Il sermone I di Zanoja al lettore si pu CF. colla introduzione alla
satira Ia di Persio. - Maraviglioso  il Sermone 2 Sulle Pie disposiz.
testamentarie.
629. La storia dei letterati  piena di contradizioni fra lo scrittore e
l'uomo. - Rousseau, che invocava l'educazione domestica pei figli, mand i
propri (naturali) a un ospedale di trovatelli - Bernardino S. Pierre, il
tenero scrittore del Paolo e Virginia, fu un cattivo soggetto - Sallustio e
Seneca, che alzarono nelle loro opere altari alla povert - si dimostrarono
nella vita avidi dei pi infami lucri. - Molti scrissero cose oscene, e si
mantennero castissimi - Pagina lubrica est, vita proba - altri, al contrario.
<Crede mihi, distant mores a carmine nostro. Vita verecunda est, Musa jocosa
mea (Ovidio).>
630. L'ammiraglio Cologn usava di tenere in bocca uno stuzzicadenti - Morto e
imbalsamato, fu esposto collo stuzzicadenti in bocca nella camera ardente.
631. Disraeli dice che i Romani bruciavano i libri Giudei, dei Cristiani e dei
filosofi - i Giudei quelli dei Cristiani e dei Pagani - i Cristiani quelli dei
Pagani e dei Giudei.
632. Gregorio il Grande bruci la biblioteca Palatina e bruci Varrone per
salvare S. Agostino dalla taccia di plagiario - Leone Aretino tradusse
Procopio, della guerra dei Goti, e lo public per suo, credendo che non ne
esistesse altro manoscritto.
633. Il De-officiis, si trov in pescaria: parte della seconda decade di T.
Livio in una sacchetta.
634. Quando il carnefice, mostrando la testa tagliata di Maria Stuarda, grid:
dio salvi la regina! - la testa gli sfugg dalla mano. Maria era grigia - e
coperta di treccie finte.
635. La duchessa d'Orlans durante la sua vedovanza portava sotto i ginocchi
lagrime e pensieri di perle - Naturalmente per mostrare i segni del suo
dolore, dovea mostrare le gambe.
636. Cicerone e Horace Walpole pensavano e correggevano i loro epistolari. -
Cos Plinio il giov.
637. Molti uomini d'ingegno non possono prodursi bene che per bocca d'altri.
Corneille, corto per conto suo - diventava sommo sulle labbra de' suoi
personaggi.
638. A Roma si us spesso, per economia, quando il Senato per es. ordinava che
in ogni municipio si erigesse una statua al tale o tal altro - di adoperarne
una gi scolpita, cambiandovi il nome sul plinto - oppure la testa sulle
spalle. - Si usarono pure per le statue delle imperatrici coquettes
pettinature mobili di marmo, affine di tenerle sempre pettinate all'ultima
moda.
640. La ingegnosa oscurit - chiarezza non plebea (si parla di stile).
655. Alvigine (Aretino, Cortigiana Att. IV S. VIII) dando un appuntamento a
Togna, intercala le sue parole coll'Ave Maria e col Pater, affinch il marito
non le rilevi - CF. il miserere di Carlo Porta.
657. S'impara spesso dai ricchi a fare il pitocco.
658. con mas tachas y alifafes - que el caballo de Gonela (Moratin) CF. frase
simile in lingua milanese.
660. desmayar, svenire, l'antico it. dismagare - jayan, grosso uomo e robusto,
giavan (milan.).
661. Passi umoristici nel don Quixote. Vol. I p. 1, 4, 23, 24, 68.
662. Bizzarie. Un piccione si posa sulla calva testa di un dottore della
Chiesa scolpita in sasso in un finestrone del Duomo, poi vola via. Il dottore
della chiesa alza la mano e si gratta la testa. -
663. Alle volte, coi libri di teologia e di filosofia, si fa una strenua
fatica per capire che quanto si arriva a capire non valeva la pena di esser
capito.
665 a). Sont a ses atmosfer - diceva un macchinista per dire di esser alticcio
- se desbuscionava el temporal (al primo colpo di tuono) -
665 b). Date agli altri molta libert, se volete averne.
666. Nelle sue lettere Metastasio parla sempre degli acidi de' fiati e degli
stiramenti di nervi che soffre il povero autore etc. - oppure dice Sfido
tutti ora che ho l'approvazione dell'illustre personaggio tal dei tali... - e
fa pompa della pi schifosa modestia, e beato di respirare in una atmosfera
[parola indecifr.] di corte, non s'accorge delle nuove idee preparatrici di
nuovi tempi che si allargano viepi pei paesi, se non per deriderle... Ci in
generale. In particolare per non si potrebbe negare che talune delle sue
lettere sono veramente belle, e utili alla scienza della letteratura, e tali
altre racchiudono pregevoli passi. - Bella  per es. la lettera CXI
all'Algarotti (Ediz. di Mantova del Pazzoni 1819 Vol. 17 a pag. 255) dove
parla del far versi all'improvviso... quell'inutile e meraviglioso mestiere
il poeta che elegge il soggetto ecc. cerca la veste per l'uomo -
l'improvvisatore l'uomo per la veste. Altra buona lettera  la CXXXI (stessa
edizione) al conte Bathiany sul metodo d'insegnare la lingua italiana
all'arciduca Giuseppe - Altra lettera importante per la storia della musica,
la quale musica gi tentava ai tempi di Metastasio di assoggettarsi la gemella
poesia,  la CCXXXXVI (vol. 18 stessa ed.) - Altra lettera sulla Musica antica
e moderna -  la CCLXXXXIX -
667. Metastasio adula nelle sue lettere ai pi vili poetici aborti.
675. Come Metastasio sentiva l'addensarsi del turbine politico che poi scoppi
nella grande rivoluzione francese, vedilo p. es. nella lettera 279 (ediz. come
sopra) al principe Chigi.
679, poners, malvagio - povero (milanese pover) misero qual filosofico
rapporto!
680. Erodoto disse che quando la donna si spoglia della camicia si spoglia
della vergogna - Presa l'Olanda - facilmente vassi - alla conquista dei paesi
bassi -
681 a). Se un uomo... commette fallo con meretrice, non se ne sdegni la
moglie n si conturbi, pensando che per ragione e reverenza non vuol far seco
comune l'ebbrezza (Plutarco vol. I 398). Scusa molto comoda per i signori
uomini! <(V. 577)>
685. Ci sono scrittori che sono magazzini, cave di pensieri, come per es.
Plutarco - Montaigne - Richter.
687. etaron, compagno, quasi teron, altro. - lubrica testa (Ovidio) =
slitta.
688. Gli artisti sono i mediatori tra la Scienza e l'ignoranza. Nur das
Morgenthor des Schnen - drangst da in der Erkenntniss Land.
689. Caetera fortunae, non mea turba fuit (Ovidio) - CF. Dante, Amico mio e
non della fortuna.
690. Sed audaces cogimus esse metu (id) - CF. Dossi - temerari per la paura,
nell'Alb. Pisani - <Dat vires nimius terror (Statius) - Animam laqueo
claudent, mortisque timorem morte fugant (Ovidio).>
691 b). Il falso amico  come l'ombra che ci segue finch dura il sole.
693. Pangere osculum - fa di basitt s'ciasser (mil.)
694. ...non vitae gaudia quaero - nec fas; sed nato Manis perferre sub imos.
(?) - Questo sed corrisponde al but avversativo degli inglesi - e al ma (dom
mil.) dantesco.
696. Ogni scrittore ha certe sue frasi, o parole cui ritorna sovente - e alle
volte pi spesso che non dovrebbe - p. es. in Virgilio il litus  sempre
accompagnato dal curvum, il nox dall'humida, la lux dall'alma ecc. Vedi per
gli altri scrittori qua e l in queste note sotto il tit. Ritornelli di frasi.
698. schonos, giunco - scoin (milanese) scopino - kre, fanciulla, e pupilla
dell'occhio, nia (spagn.) id.
702. Il tutta la notte per gli alloggiamenti - dei mal sicuri Saracini
oppressi ecc. <epis. di Medoro> di Ariosto  tolto di peso da Stazio Theb. C.
X.
707. Esempi dell'esagerazione di pensiero e di frasi che permeava nella
letteratura latina ai tempi di Stazio - (come nell'Italiana ai tempi
Frugoniani ecc. - e nella francese ai tempi di Hugo) si possono trovare in
moltissimi punti della Tebaide - V. p. es. libro X V. 658 - libro XI V. 55
ecc. (descendit ab aere vulnus - ...fugit in vacuas jam spiritus auras - jam
gelida ora tacent, carmen tuba sola peregit.) -
710. Sulla fama che tardi segue i migliori (Seneca V. III. Lib. XI ep. I.
Hodierno die non tantum ecc.).
714. Tale pescava. Pigli un pesce persico. Lo diede al barcajolo, dicendo di
gettarlo insieme agli altri - ma altri non avea pigliati - e per il barcajolo
lo gett nel lago insieme agli altri.
715. querer (spagn.) amare, l'antico ital. cherere. - quaerere, cercare.
716. In mezzo a tanti belatori di rime amorose, e piangitori di puttanelle
morte di sifilide, fa gioja trovare un Celio Magno, veneto, che non arrossa di
piangere in versi la morte di suo padre.
721. I secentisti fecero un gran bene alla italiana letteratura che minacciava
di sfasciarsi per iterazione e convenzionalismo.
722. Del cav. Marini  buono il sonetto che incomincia Apre l'uomo infelice
ecc. specialmente nelle due prime quartine. - Vincer non potea Roma altro che
Roma (id.).
723. Fulvio Testi avea tanto ingegno da poter farsi uno stile a s: segu
invece il comodo vezzo di rubacchiarlo ad altrui sotto pretesto della
imitazione (come dice S. Rosa) <quasi che si potesse lodare o biasimare cosa
presente con frase antica>. Donde le mille impropriet di frase, e le mille
sciocchezze di pensiero, sparse a piene mani nelle sue poesie. - Bel
complimento per es. ch'egli fa al duca Alfonso, dicendogli ch'egli solo Amor
non muove! - Ma  bella la sua canzone che incomincia poco spazio di terra
ecc., bella l'altra del ruscelletto orgoglioso ecc. bench troppo ripetuta
la metafora che la comincia. - Bellissima la non si veloce su le lubrich'onde
... etc.
732. Nelle canzoni di Fulvio Testi mi par buono e imitabile il metro di strofa
che risulta come segue. -
I endecasillabo che rima col 6 verso. -
2 settenario  "    "  5     "
3 endecasillabo    "    "  4     "
4   "    "    "  3     "
5 settenario  "    "  2     "
6 endecasillabo    "    "  I     "
7   "    "    "  8     "
8 settenario  "    "  7     "
9 endecasillabo    "    "10      "
10       "    "    "  9     "
733. Di Redi letterato, oltre il celebre Bacco in Toscana, sono pregevoli i
sonetti, massime il donne gentili, devote d'amore - ...santi costumi e per
virt baldanza - baldanza umile.
734. Delle poesie italiane di Carlo Maria Maggi (l'alto poeta milanese) i
pensieri sono assai buoni, ma la forma fiacchissima. Anche Carlo Porta, che
sta nella letteratura milanese a Maggi, come nella Musica Rossini sta a Mozart
- quando si volse dalla musa nostrana alla fina - perdette le ali.
735. Buono il sonetto di Lemene (il noto autore della Sposa francesca in
lingua lodigiana) - che comincia Stravaganza di un sogno! ...
736. E' davvero stupendo il sonetto (d'altra parte gi celebre) di Filicaja
all'Italia - deh fossi tu men bella o almen pi forte... del non tuo ferro
cinta -
737. asciutta neve, cipria (Magalotti). Magalotti, come Galileo, Redi,
Marchetti, Mascheroni, Cocchi ed altri - fu eccellente fisico e nel tempo
stesso eccellente poeta.
738. Il carniere (Jagdtasche) in spagnolo si dice el morral - mentre in
Lomellina si dice la morl alla borsa per la pescagione. - Nota la filosofia
della parola lomellinese morale, adoperata in questo senso, quasi per fine
dell'apologo che avrebbe per titolo esca ingannatrice in cui i pesci fanno
la parte dell'ingannato.
739. laudemium, da laudare che nel vecchio lat. significa permettere,
accordare, collaudare - erlauben (ted.). L'olio in spagn. si dice aceite, CF.
il nostro aceto, vinagro. - kalt in tedesco vuol dire freddo, e in milanese al
caldo si dice appunto cald. <Il freddo lombardo  il caldo tedesco.>
740. Regola di vita - dimenticare il passato, non pensare al futuro, godere il
presente.
741. L'architettura si pu chiamare una musica muta o pietrificata.
745. La tradizione di Adamo e Eva trovasi tanto nel Veda che nella Bibbia
colla differenza che nella Bibbia Adamo pecca per Eva, e nel Veda Eva pecca
per Adamo. Nel Veda c' anche un Visn che redime gli uomini, molto
somigliante al Ges nostro.
749. aliis servis miser atque - duceris ut nervis alienis mobile lignum
(Horatius). Il mobile lignum indica la marionetta - la imaguncula, magatell
(mil.).
750. Gelida cum perluor aqua per medium frigus (Horatius). Anche Antonio Musa
medico di Augusto era fautore dell'idropatia - e cos un altro antico medico
di Marsiglia, di nome, credo, Carino.
758. core (ingl.), gheriglio, quasi cuore, interiore - mil. cucurucu.
759. Sulle rose vedi passim i poeti greci. In part. Moore V. 2 (ediz.
Tauchnitz) nota.
760. Il gran Milton  da leggersi la domenica, tra il profumo degli incensi, e
le armonie dell'organo.
761. lucida Phocei - canities - Fecunda virorum paupertas - egestas ingeniosa
- <CF. la bolletta la guzza el talent, di Grossi> - Silva minax (dell'istrice)
- la magnete che si ciba di ferro - i templi vestiti di vittoria - l'amo
vestito di cibo - mens ignara nocendi (Claudiano).
762. Tra le imprecazioni genovesi, si trova che tu possa inghiottire un
paraqua chiuso e cacarlo aperto - Che il mare gonfi tanto da cacciare i pesci
nel culo del padre eterno - Che possano cader dal cielo in una botte tutti i
santi con Ges Cristo per tappo.
765. La Fescennina I di Claudiano negli sponsali di Maria e Onorio contiene
passi che assomigliano assai a passi del coro di Manzoni intorno alla morente
Edmengarda. - Molto bello, il carme dello stesso Claudiano a F. Mallio Teodoro
Cons. - Buonissimi i consigli ad Onorio nel de V consulatu. - Birbantissimi
peraltro i versi contro Eutropio, dove merc il poeta - chi fa la peggior
figura sono infine Onorio ed Arcadio, che aveano potuto sopportare, anzi
onorare per tanto tempo, l'ora caduto in disgrazia Eutropio.
772. Claudiano, deridendo il caduto Eutropio parla delle sue tineae - (tegna?
mil.).
793. Di Franck medico, che impieg tutti i suoi guadagnati averi per erigersi
un monumento funebre colossale <(sul lago di Como)>, pu dirsi che restitu
al cimitero quanto il cimitero gli diede. -
802. She wept and kist her children twain - Said bairns, we been but dead!
(Antica poesia inglese) - <Ecco il sublime!>
807. mercante nel guadagnare, re nello spendere (Aretino) <- si pu dire del
Duca di Galliera e del Pr. Torlonia.>
813. Goldoni fece una commediola per le marionette - Ercole fra i pigmei, i
quali fuggivano a uno starnuto di Ercole -
815. I cicisbei delle nostre ave, erano tre - quello d'onore - quello dei
guanti e ventaglio - e il cicisbeo sostanziale. - Il cicisbeo quando la dama
andava in chiesa, sollevava la tenda, bagnava il dito nella pila dell'acqua
santa, e la dama si segnava e lo ringraziava con una piccola riverenza.
816. Perch oggid le declamazioni contro la tirannia, mosaici di frasi
classiche, non fanno pi n caldo n freddo? Perch la tirannia non c' pi.
818. La Sofonisba del Trissino pare scritta, non da un poeta, ma da un
estensore di atti notarili.
822. La coscienza e la parola - fanno l'uomo re della terra.
823. char, allegrezza, cara (milanese) nell'escl. oh cara! (oh gioja!) -
doke moi, daucht mir, mi sembra - flegma, infiammazione, (in it. flemma,
l'opposto) - bablion, cana Balia -.
824. krion, busecca - era un piatto assai gradito ai Greci fatto con le
interiora e condito di latte e miele.
825. fltra = amores - chi dice dunque filtri amatori, dice amori amatori.
828. CF. nuovo e uovo. - bba, grido del bimbo, babbo - kros, fanciullo, e
fastidio.
842. Quarta quoque his igitur quaedam natura necesse est - Attribuatur (ea est
omni nomine expers)... CF. Gorini - dove parla del fluido histico.
843. Gorini dice che per conservare un cadavere, bisogna ucciderlo
completamente. CF. Lucrezio. L. III, v. 715 e seg.
844. Democriti quod sancta viri sententia ponit - (id.) CF. Dante: Democrito
che il mondo a caso pone.
849. Vedi mirabile descrizione della Venere fisica in Lucrezio Libro IV dal
verso 1024 al 1281.
862. E' buono l'epitalamio di Claudiano per Palladio e Celerina - Buona 
anche l'introduzione del de raptu Proserpinae. Annojano per le solite
stereotipate descrizioni di ricami, in cui si trovano dipinti coll'ago, il
solito caos ecc. ecc.
864. Il prof. Nespoli di 5 ginnasio, dicea agli scolari ch'egli non voleva
dar loro soltanto istruzione ma anche educazione, e intanto si puliva il naso
con un fazzolettone a colori, tutto tabaccoso, e vi guardava con attenzione il
moccio, e lo seguitava a piegare e spiegare sul tavolo della cattedra per
tutta la lezione. - Il prof. Sacchi di matematica (al liceo) sempre in ritardo
di un buon quarto d'ora impiegava due altri quarti della sua ora a fare i
preparativi per la lezione, nettando la lavagna, aprendo i suoi scartafacci,
temperando matite, tagliandosi le unghie ecc. ecc. cosich non gli restava
perch facesse il suo dovere che l'ultimo scarso quarto dell'ora. - Il Reale
prof. dell'Universit di Pavia, salito in cattedra per supplire al Cantoni di
fisica, in una lezione sul moto - s'impaper talmente che dovette restare di
botto, esclamando: insomma, o signori, si persuadano che tutto  moto! - e
siccome gli studenti si diedero a fischiare, aggiunse: scuseranno la mia
limitata capacit, perch sono padre di numerosa famiglia.
868. Stazio e Dante offrono alcuni punti di contatto. Che Dante amasse Stazio,
ne  prova lo averlo fatto comparire nel Purgatorio. P. es. Orribili favelle
- Parole di dolore, accenti d'ira etc. (Dante) CF. Stazio Thebaida C. II. v.
50. - Il conte Ugolino che mangia il capo dell'arc. Ruggiero trova riscontro
in Tideo che fa lo stesso con quello di Menalippo (Theb. C. VIII in fine) - Il
Capaneo poi della Tebaide pu aver suggerito il Rodomonte all'Ariosto.
869. Sive laborantes concepto flamine terrae - Ventorum rabiem et clausum
eiecere furorem (Stazio VII, parlando dei terremoti). - La quale opinione era
accreditatissima nell'antichit e fu riprodotta da Dante - caduta poi in
disuso, venne ora rimessa alla luce da Paolo Gorini.
871. Notabile in Stazio Theb. VIII dal verso 303 in av. l'inno alla Terra. CF.
con Dossi, in Colonia felice. - Cos nelle Silvae, la descrizione del Sonno,
mitissimo fra gli Dei.
878. Stazio, come ogni altro autore di una letteratura che giunta all'estrema
maturanza sta per marcire - abbonda di esagerazioni nell'espressione, p. es.
Th., X. v. 145 - Tiene anche qualche frase che apparterebbe all'umorismo p.
es. L. V verso 430 Thebaid. - et paulum respirat coelifer Atlas.
883. pieno di mostri il cazzo.
886. latrans stomachus = inanis - vinum mutatum, che l'ha voltaa casacca
(mil.) - beco, gallinacei rostrum, becco.
896. sis per si vis, o sultis per si vultis, forma imperativa familiarissima a
Plauto, che corrisponderebbe al modo poli dei Francesi, s'il vous plait -
Citus mutus (Plauto) - taci subito. CF. frase milanese.
903. Citare nella S. Um. i giochi di parole di Plauto - di Marziale etc. <- di
Eschilo, sul nome di Elena e di Sofocle, su quello di Ajace, di Shakespeare
etc.>
904. Num deerit, Priamum qui defleat, Hectora narret; - Ludere, Musa, juvat:
Musa severa, vale (Anth. lat.) Traccie di umorismo nell'antichit si ravvisano
specialmente in quelle scritture, che dicevano di non voler pi cantare
primordia mundi - pugnas Panthasileae etc.
910. Giova dividere un libro a capitoli, perch intervalla viae fessis
praestare videtur - qui notat inscriptus milia crebra lapis (Rutilius
Namatianus).
917. Dei figli dei grandi uomini, V. Hist. Augusta in vita Severi V. I, pag.
140 (Teubner).
921. skmma - poene dixerim morsum figuratum, scocch (milanese) V. Macrobio L.
VII. III dove parla anche delle loidora, quibus nec vocabula Latina repperio
etc. - Sunt alia scommata minus aspera quasi edentatae beluae morsus.
923. uri Gallica vox et qua feri boves significantur. CF. il cantone d'Uri,
svizzero, che porta per arme la testa di un bue selvatico (id.).
924. Tale, uscendo dal Teatro della Scala dove era stato fischiato la prima
volta il Lohengrin di Wagner, disse che la miglior aria che avea sentito
quella sera, era quella della strada.
927. bais, piccolo, basso - bajo (spagnolo).
930. Sit tibi terra levis mollique tegaris harena - ne tua non possint eruere
ossa canes (Mart.) - Questa forma di componimento la prima parte del quale
prepara il lettore a credere una cosa, e la seconda gliene dice una affatto
opposta trova molti riscontri, anche nelle letterature odierne. CF. p. es. De
profundis  l'usage de deux ou trois maris di Branger, e an elegy on the
glory of her sex Mrs Mary Blaize di Goldsmith - pag. 224 ed. Tauchnitz.
931. Semper pauper eris, si pauper es, Aemiliane: - Dantur opes nulli nisi
divitibus (Martialis) CF. Richter Lettera a Vogel 1782: man muss nicht arm
sein, wenn man reich werden will. Marziale  un trattato di scienza umana. -
932. Lethum, mors ap tes lthes, hoc est ab oblivione dictum. Alii per
antiphrasim dictum putant ab adiectivo laetus, quod minime sit laetum, sed
omnium rerum tristissimum. (!!) - (La stessa ragione per cui alcuni dottissimi
etimologisti fanno derivare lucus, bosco sacro, da lux,-cis - appunto per non
potervi penetrare la luce!).
934. L'umorista  l'avvocato delle cosidette cause perse, che egli riesce
ancora, taluna volta, a salvare. L'umorista, in ogni fatto, cerca e trova il
lato non conosciuto.
936. Deprendi veto te, Lesbia, non festui (Martialis) - E' il si non castum,
saltem cautum dei preti.
938. Il sonetto di Porta, che inaugura le sue poesie oscene preet, tosann,
vicc, bagaj, sant de mestee ecc. par tolto dagli epigrammi LXVIII e LXXXVI
del libro III di Marziale.
946. Hostem cum fugerit, se Fannius ipse peremit - hic, rogo, non furor est ne
moriare, mori? (id. L. II) - CF. Dossi, A. Pisani e per paura di morte mor
-.
952. Sexstiliane bibis quantum subsellia quinque - solus (id.). CF. il mil.
cicch come la giustizia.
954. Sulla fama che tarda segue i migliori. Vedi Mart. (L. V. Ep. 10).
957. Victurus Genium debet habere liber (id.) - est sub alapa (Petronio), el
va anm alla scoeula del cardeghin del boeucc (mil.).
958. Comune a tutti gli umoristi  l'odio contro i falsi dotti (V. pref. di
Didimo Chierico al Viaggio Sentimentale dello Sterne) e contro i camminatori
per le vie trite. Marziale che ha la sua buona parte di umore - d a vedere
quest'odio in parecchi de' suoi epigrammi - per es. nel 49 del libro IV
nescit crede mihi, quod sint epigrammata, Flacce ecc.. Da citarsi nella
Stor. dell'Umorismo l'epig. 25 del libro VII di Marziale, dulcia cum tantum
ecc. <V. 969.>
959. Non est paupertas, Nestor, habere nihil (Martialis). <CF. Cardano: Et
desii pauper esse dum mihi nihil relictum est.>
961. Tam mihi nigrescunt tonsa sudaria barba - et queritur labris puncta
puella meis - (id.) - Cecilio, Atreo delle cucurbite - O tunicata quies -
inutilis uva Lyaeo, uva duracina (biciollana) pizzutella.
974. Clausa mihi texto cum prandia vimine mittis... (porta vivande in vimini)
- torta meta, forma torta pei pasticci (donde, torta?).
975. Di Marziale sono notevoli gli epigrammi - 14 e 55 del L. X - 14, 18, 19,
34, 35, 40, 93, 102 del L. XI. (Si noti che il L. XI di Marziale  il pi
sconcio, ma  anche il migliore) - e gli epig. 12, 17, 39 del L. XII.
977. morosi amantes - fantastici amanti (Cicerone) - i nostri moros. - domum,
home - Intyba, indivia - cichoreum.
978. Scelus est pietas in conjuge Tereo (Ovidio). CF. Dante qu vive la piet
quando  ben morta - Faedaque fit volucris venturi nuntia luctus. CF. Dante,
con tristo annunzio di futuro danno - Si gratia, dixit, ulla mea est ecc. CF.
Dante ...ho io grazia appo di te ecc. - Satis ad fata vel unum - vulnus erat.
CF. Dante sol uno - Deme meis annos et demptos adde parenti (Ovidio) -
pensiero ripetutissimo tra gli scrittori antichi e moderni. CF. p. es. Lamb
ne' suoi Sketches. - Non sum qui fueram. CF. Foscolo <sonetto, non son chi
fui, per di noi gran parte - Sonetto, che come le altre cose di Ugo  tutto
un mosaico di frasi tolte dagli antichi>.
979. Et satis a media sit tibi plebe legi (Ov.) - il mezzo ceto, la borghesia.
- cappa del camino, da kapns fumo? - patres et medium vulgus (L. VII. v.
432).
981. Ovidio  uno dei soliti pozzi a cui molti autori sono andati a cavare il
loro ingegno, e la loro fama. Ariosto ad es. tolse da lui la descrizione della
tempesta e della casa del sonno (L. XI v. 592 e seg. Metam.) - Dante quella
della foresta, che sanguina e parla ecc.
982. La lingua latina era poco pieghevole all'umorismo. Poich anticamente
mancava la borghesia, che oggid  tutto, e di cui l'umorismo  la
letteratura. Ovidio sfiora qua e l i nuovi tempi, ma la maest romana gli 
sempre d'impedimento. Il paludamento Romano gli va sempre tra i piedi. Era
esso un vestito che non faceva bella figura se non negli affari di Stato e di
alta Poesia - Gittato via, si rimaneva alla plebea tunica - Plauto  meno
umoristico che comico - e il comico  plebe. - Fra i passi di Ovidio
(Metamorfosi) citabili per ironia umoristica sono p. es. i seguenti: L. II v.
235... 254... 366... 544... - L. III 587... - L. IV... 187 - L. IX 692 - L.
XIV 679. - L. XV. 139, 760. - In Ovidio si trovano maravigliosi brani, che
hanno aperto la via al romanzo, e ne sono gi sommi esempi per la condotta
degli affetti e del dialogo. V. p. es. le storie di Bibli e Cauno (L. IX) e di
Mirra e Cinira. - La chiave delle Metamorfosi si trova nel L. XV - nella
parlata di Pitagora - Altri esempi poi di finissima ironia e di umorismo li
danno l'Ars amandi, e il remedium amoris. - Nella descrizione della peste
(Metamorfosi) si ravvisano molti punti di contatto fra quella di Ovidio e
quella di Lucrezio - che stanno tra loro appressapoco come quelli del
Ripamonti - Fiamma e del Manzoni. Nojose peraltro le solite prolisse
descrizioni delle Pugne tra i centauri e Teseo (Metam. L. XII).
986. Ars adeo latet arte sua (Ov.) - L'arte che tutto fa, nulla si scopre
(Dante).
987. nec conjugis usquam - busta meae videam, nec sim tumulatus ab illa (Ov.)
- CF. Pozzone, parlando a sua madre O un d medesmo una medesma squilla -
passati insiem ci pianga.
992. Utque ego majores sic me coluere minores (Ov.). CF. qui coluere, coluntur
(id.). La coscienza del proprio merito  comune ai grandi scrittori, e anche a
quelli che meglio sapevano velar di modestia il proprio orgoglio come Manzoni.
Dante  pieno di s - Ovidio termina le sue metamorfosi, dicendo quaque patet
domitis Romana potentia terris - ore legar populi, perque omnia saecula fama,
- si quid habent veri vatum praesagia, vivam - Cos Camoens (bench poeta di
2 ordine) - ecc. ecc. cos lo stesso Manzoni e sciolgo all'urne un cantico -
che forse non morr.
1005. Quod tu cum olfacies, deos rogabit - totum ut te faciant, Fabulle, nasum
- CF. Porta Che per usmaj se vorev vess tutt nas (nel miracol).

Fine prima parte.
