GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

I TRIBUTARII.

Questa  la bella foce
che oggi ha il color del miele,
s lene che lAmore
te laccosta alle labbra
come una tazza colma.
Lodata io lho con arte.
Ma quante acque in quest'acqua,
ma quante acque correnti,
quanta forza rapace,
o Fluviale, in questa tarda pace!

E non  dato a noi
votar la colma tazza,
distinguerne i sapori.
Chi loder lOmbrone
cui Lorenzo gi vide
rompere dallo speco
dietro le trecce d'Ambra?
Ancra ei grida allArno:
"In te mia speme  sola.
Soccorri presto, ch la ninfa vola".

Chi loder il Bisenzio
s caro a quellantico
favolatore ornato
che lod la bellezza
della donna perfetta?
E chi la Pescia e lEra?
E chi la Pesa e lElsa?
Chi la Greve e la Sieve?
e i rivi freddi e molli
del Casentino gi p verdi colli?

Strepiti freschi in sassi
politi, argille chiare,
argini d'erba, file
di pioppi alti, vivai
di salci giovinetti,
cupe conche pescose,
ombre che il quadrel d'oro
fiede, ambigui meandri,
or chi di voi si gode
e tempra nel cor suo la vostra lode?

Questa  la foce; e quanto
paese lacqua corre,
che non godiamo immoti!
Le valli sono cave
come la man che beve,
i monti gonfii come
mammella non premuta.
Il gregge passa il guado.
Il mulino rintrona.
Solingo  un fonte nella Falterona.

Cade la sera.Nasce
la luna dalla Verna
cruda, roseo nimbo
di tal cheffonde pace
senza parole dire.
Pace hanno tutti i gioghi.
Si fa pi dolce il lungo
dorso del Pratomagno
come se blandimento
d'amica man linduca a sopor lento.

Su i pianori selvosi
ardon le carbonaie,
solenni fuochi in vista.
LArno luce fra i pioppi.
Stormire grande, ad ogni
soffio, vince il corale
ploro d flauti alati
che la gramigna asconde.
E non s'ode altra voce.
Dai monti lacqua corre a questa foce.

(Romena, 16 agosto 1902)
