GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

LA TENZONE.

O Marina di Pisa, quando folgora
il solleone!
Le lodolette cantan su le pratora
di San Rossore
e le cicale cantano su i platani
d'Arno a tenzone.

Come lEstate porta loro in bocca,
lArno porta il silenzio alla sua foce.
Tutto il mattino per la dolce landa
quinci  un cantare e quindi altro cantare;
tace lacqua tra luna e laltra voce.
E lEstate or si china da una banda
or dallaltra si piega ad ascoltare.
E' lento il fiume, il naviglio  veloce.
La riva  pura come una ghirlanda.
Tu ridi tuttavia c raggi in bocca,
come lEstate a me, come lEstate!
Sopra di noi sono le vele bianche
sopra di noi le vele immacolate.
Il vento che le tocca
tocca anche le tue palpebre un po' stanche,
tocca anche le tue vene delicate;
e un divino sopor ti persuade,
fresco ne' cigli tuoi come rugiade
in erbe allalbeggiare.
S'inazzurra il tuo sangue come il mare.
Lanima tua di pace s'inghirlanda.
LArno porta il silenzio alla sua foce
come lEstate porta loro in bocca.
Stormi d'augelli varcano la foce,
poi tutte lali bagnano nel mare!
Ogni passato mal nelloblio cade.
S'estingue ogni desio vano e feroce.
Quel che ieri mi nocque, or non mi nuoce;
quello che mi tocc, pi non mi tocca.
E' paga nel mio cuore ogni dimanda,
come lacqua tra luna e laltra voce.
Cos discendo al mare;
cos veleggio. E per la dolce landa
quinci  un cantare e quindi altro cantare.

Le lodolette cantan su le pratora
di San Rossore
e le cicale cantano su i platani
d'Arno a tenzone.

(Marina di Pisa, 5 luglio 1899)
