GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
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                     EZIO  GALIANO.

IL POLICEFALO.

Spezzate i flauti. Il lino che connette
le canne  quel medesmo degli astuti
lacci, e la cera troppo sa di miele.

Il suono puerile  breve oblio
pel cor prestante che non ama il gioco
facile n cattare il sonno lieve.

N tu sei cittadino d'Agrigento
nomato Mida, vincitore in Delfo.
N t'insegn la Csia il grande carme.

Pallade Atena dai fermi occhi chiari
prima invent tal melodia, nel giorno
in cui Medusa tronca fu dallarpe.

Ud le grida e i pianti chEurile
mettea tra il sibilare dei serpenti
verso la strage; ud lorrendo ploro.

I gemiti di Steno come dardi
fendeano letra, e tutti gli angui eretti
minacciavan leroe nato dalloro.

Cos la Meloda di Mille Teste
nacque in giorno sanguigno; e la raccolse
Pallade Atena e modul per luomo.

Le canne dei canneti d'Orcomno
ella guarn con lmine di brinzo
e s ne fece pi possente il tuono.

Spezzate i flauti esigui, auleti imberbi,
poi che non han potenza al grande carme.
Cercatemi nel mare i nicchi intorti.

V'insegner davanti alle tempeste
dedurre dalle bccine profonde
la melodia delle mie mille sorti.

(Data di composizione ignota)
