GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

LE ORE MARINE.

Quale delle Ore
che mi conducesti
viventi e furon larve
cinerine
quando il sole disparve
nella triste sera,
o Ermione,
quale delle Ore marine
chebbero il tuo volto
e le tue mani e le tue vesti
e la tua movenza leggiera
e ciascuno d tuoi gesti
e ogni grazia che tu avesti,
o Ermione,
quale delle vergini Ore
che mansuefecero col solo
silenzio il mar selvaggio
quasi che accolto
se lavessero in grembo
come un fanciullo torvo
per blandire il suo duolo
sorridendo,
o Ermione,
quale delle Ore divine,
con gli occulti beni
che tu le dsti,
t'accompagna nel viaggio
di l dai fiumi sereni,
di l dalle verdi colline,
di l dai monti cilestri?

Quella che raccoglie
su la sterile sabbia
le negre foglie
della querce sacra,
o Ermione,
creature dei monti
macere dal sale amaro,
cui rap dalla balza
il vento e diede al flutto amaro
che le travaglia
e le rifiuta?
Quella che guarda il faro
lontano su la rupe nuda
ove il flutto si frange,
o Ermione,
linsonne occhio ardente
che gi volge i suoi fochi
per il deserto specchio
infaticabilmente?
Quella che inclina
pensosa lorecchio
su la conca marina
e ascolta la romba
della voluta
e odevi la tromba
del Tritone che chiama
la Sirena perduta,
o Ermione,
e odevi il mar che piange
la sua Sirena perduta?

Quale delle Ore,
quale delle Ore marine,
con gli occulti beni
che tu le dsti,
col segreto linguaggio
che le apprendesti,
o Ermione,
t'accompagna nel viaggio
di l dai fiumi sereni,
di l dalle verdi colline,
di la dai monti cilestri,
o Ermione,
di l dalle chiare cascine,
di l dai boschi di querci,
di l d bei monti cilestri?

(Composta il 15 agosto 1900)
