GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

STABAT NUDA ESTAS.

Primamente intravidi il suo pi stretto
scorrere su per gli aghi arsi dei pini
ove estuava laere con grande
tremito, quasi bianca vampa effusa.
Le cicale si tacquero. Pi rochi
si fecero i ruscelli. Copiosa
la rsina gemette gi p fusti.
Riconobbi il colbro dal sentore.

Nel bosco degli ulivi la raggiunsi.
Scorse lombre cerulee dei rami
su la schiena falcata, e i capei fulvi
nellargento palldio trasvolare
senza suono. Pi lungi, nella stoppia,
lallodola balz dal solco raso,
la chiam, la chiam per nome in cielo.
Allora anchio per nome la chiamai.

Tra i leandri la vidi che si volse.
Come in bronzea msse nel falasco
entr, che richiudeasi strepitoso.
Pi lungi, verso il lido, tra la paglia
marina il piede le si torse in fallo.
Distesa cadde tra le sabbie e lacque.
Il ponente schium ne' suoi capegli.
Immensa apparve, immensa nudit.

(Data di composizione ignota)
