GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

ALTIUS EGIT ITER.

Lombra d'Icaro ancor p caldi seni
del Mar Mediterraneo si spazia.
Segue di nave solco che pi ferva.
Ogni rapidit di vnti agguaglia.
Voce d'uom che comandi ama nel turbine.
Ode clamor di nufraghi iterato
e n'ha disdegno, ch silenzioso
fu quel rimoto suo precipitare.

Io la vidi laggi, verso loccaso.
Era nel palischermo io c miei due
remi. A prora il mio Dspota seduto
era, e guatava fiso la mia cura.
Tra quegli e me subitamente vidi
ignuda lombra d'Icaro apparire.
Quasi il color marino aveano assunto
le sue membra, ma gli occhi eran solari.

Sul petto giovenile intraversate
ancor gli stavan le due rosse zone,
gi per gli meri vincoli dellale,
simili a inermi bltei di porpora.
"O Dspota, costui" disse " lantico
fratel mio. Le sue prove amo innovare
io nellignoto. Indulgi, o Invitto, a questa
mia d'altezze e d'abissi avidita!".

(Data di composizione sconosciuta)
