GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.

FURIT AESTUS

Un falco stride nel color di perla:
tutto il cielo si squarcia come un velo.
O brivido su i mari taciturni,
o soffio, indizio del sbito nembo!
O sangue mio come i mari d'estate!
La forza annoda tutte le radici:
sotto la terra sta, nascosta e immensa.
La pietra brilla pi d'ogni altra inerzia.

La luce copre abissi di silenzio,
simile ad occhio immobile che celi
moltitudini folli di desiri.
LIgnoto viene a me, lIgnoto attendo!
Quel che mi fu da presso, ecco,  lontano.
Quel che vivo mi parve, ecco, ora  spento.
T'amo, o tagliente pietra che su lerta
brilli pronta a ferire il nudo piede.

Mia dira sete, tu mi sei pi cara
che tutte le dolci acque dei ruscelli.
Abita nella mia selvaggia pace
la febbre come dentro le paludi.
Pieno di grida  il riposato petto.
Lora  giunta, o mia Msse, lora  giunta!
Terribile nel cuore del meriggio
pesa, o Msse, la tua maturit.

(Circa met agosto 1902)
