GABRIELE D'ANNUNZIO: da ALCYONE.
TRASCRIZIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA:
                     EZIO  GALIANO.


L'ALPE SUBLIME.

Svgliati, Ermione,
sorgi dal tuo letto d'ulva,
o donna di liti.
Mira spettacolo novo,
gli Iddii appariti
su lAlpe di Luni
sublime!
Occidue nubi, corone
caduche su cime
eterne.
Ma par che s'aduni
concilio di numi
grande e solenne
tra il Sagro e il Giovo,
tra la Pania e la Tambura,
e che laquila fulva
del Tonante
su le sante
sedi apra tutte le penne.
Oh silenzii tirrenii
nel destero Gombo!
Solitudine pura,
senz'orme!
Candore dei marmi lontani,
statua non nata,
la pi bella!
Dormono i Monti Pisani,
grevi, di cerulo piombo,
su la pianura
che dorme.
Altra stirpe di monti.
Non han numi, non genii,
non aruspici in lor caverne,
non impeti d'ardore
verso i tramonti,
non insania, non dolore;
ma dormono su la pianura
che dorme.
Oh Alpe di Luni,
davanti alla faccia del Mare
la pi bella,
rupe che s'infutura,
oh Segno che lanima cerne,
grande anelito terrestro
verso il Maestro
che crea,
materia prometa,
altitudine insonne,
alata,
Inno senza favella,
carne delle statue chiare,
gloria dei templi immuni,
forza delle colonne
alzata,
sostanza delle forme
eterne!

(Composizione collocabile nella terza decade di giugno 1902)
