CLAUDE COUBAND.

L'ASCESA DI CROMWELL.

In un'Inghilterra barocca, priva di spirito religioso, in cui la vanit di un
Giacomo I si contrappone alle truculenze barbare ed agli eccessi dell'epoca di
Enrico VIII, si fa avanti uno strano personaggio dal naso rosso e dai capelli
stopposi e incolti, un uomo coperto di cuoio e di ferro, con la Bibbia sempre
sotto il braccio: Oliver Cromwell. E' questo il nome di un rivoluzionario,
senza dubbio il primo della storia moderna.
L'epoca in cui vive, la prima met del XVII secolo, vede in Italia le miserie
della dominazione spagnola e la condanna di Galileo nel clima della
Controriforma, in Francia l'atmosfera classica e razionale di Corneille e di
Pascal, in Inghilterra i fermenti romantici che traggono nutrimento dai
tormenti della Riforma.
La storia di tutta l'Europa  del resto scritta in quel periodo sotto il segno
delle guerre di religione, dalla Guerra dei Trent'anni alle lotte che in
Francia culminano nell'assedio di La Rochelle e nell'Editto di grazia
accordato ai protestanti nel 1629.
La guerra dei Trent'anni, la pi lunga delle guerre europee dopo quella dei
Cent'anni,  appunto una guerra di religione, scoppiata in Boemia in seguito
al conflitto fra protestanti e cattolici. Nel 1622 il papa Gregorio XV ha
creato la Sacra Congregazione per la propagazione della fede e nel 1633
l'Inquisizione costringe Galileo ad abiurare i suoi errori...
E' questa l'atmosfera dominante: quella di un'epoca in cui le credenze, i
settarismi, i fanatismi, l'intransigenza si scontrano in un'Europa in cui
l'Inghilterra occupa, per la sua natura stessa, una posizione particolare.
Enrico VIII ha fatto la sua Riforma per motivi di ordine essenzialmente
matrimoniale, ma essa  una riforma senza fede, una riforma di puro comodo,
destinata a facilitare gli eccessi sensuali del sovrano. E' evidente che,
svincolandosi dall'obbedienza al papato, Enrico VIII ottiene anche un altro
vantaggio, anch'esso di ordine materiale: l'ingerenza negli affari del clero e
la confisca dei beni del clero stesso.
E' dunque pi una nazionalizzazione (che ha rafforzato ancora maggiormente la
particolarit e l'insularit britanniche) che non una vera riforma, e questa
inconsistenza sul piano della fede non ha soddisfatto coloro che si
aspettavano qualcosa di pi di un semplice trasferimento di sovranit,
destinato a fare del re d'Inghilterra il successore del papa, per metterlo a
capo di una Chiesa i cui dogmi e riti restano quasi identici a quelli di
prima. Questi insoddisfatti, questi frustrati vogliono una epurazione della
Chiesa ed esigono una vera e propria riforma. Costoro, che vengono chiamati
puritani, cominciano ad apparire verso la fine del regno di Elisabetta. Il
loro credo non  solo religioso ma anche morale ed il rigore che essi si
augurano di instaurare in seno alla Chiesa, e specialmente nel suo culto, lo
vogliono estendere anche alla vita quotidiana per moralizzare una societ che,
nell'Inghilterra fiorente e gioiosa di quest'epoca, sfugge largamente ad ogni
costrizione morale.
Gli scandali alla corte di Giacomo I e le debolezze del sovrano per i suoi
favoriti esasperano i puritani che vedono nel bel George Villiers, diventato
duca di Buckingham, l'incarnazione stessa del diavolo. Per i puritani, vescovi
e favoriti sono tutti da mettere nello stesso sacco. Ma, il che  pi grave,
questo mondo empio e impuro gravita attorno al re, che ne  quasi l'anima.
Ecco che viene cos intaccata la monarchia.
Gi sospettato di aver incarnato i vizi del papato e di Roma, il re si azzarda
a voler regnare come un monarca spagnolo ignorando il Parlamento e rompendo
cos quell'equilibrio fra il trono e il Parlamento stesso, sul quale  fondata
la costituzione dell'Inghilterra. Con Giacomo I, figlio di Maria Stuarda e re
di Scozia col nome di Giacomo VI, ha inizio la lunga serie di conflitti fra il
re e il Parlamento, che costituisce il substrato politico della rivoluzione
inglese.
Mi stupisce, dichiara un giorno Giacomo I all'ambasciatore di Spagna, che i
miei antenati abbiano potuto tollerare una simile istituzione. Arrivando l'ho
trovata gi fatta. Sono dunque costretto a subire ci di cui mi  impossibile
disfarmi. Sciolto nel 1611, il Parlamento non viene ricostituito che nel 1621,
dopo una breve sessione nel 1614, per essere nuovamente sciolto dopo uno
scoppio di collera del re, che strappa un foglio del registro dei reclami, sul
quale il Parlamento ha protestato contro il progetto di matrimonio dell'erede
al trono con la figlia del re di Spagna, il re cattolico, il quale  oltre
tutto, in quell'epoca, il peggiore nemico dell'Inghilterra.
L'avvento di Carlo I nel 1625 non muter la situazione.
Appena convocato, il Parlamento viene subito sciolto. Esso viene riconvocato
nel 1626, poi nel 1628. Ai sussidi reclamati dal re, i Comuni rispondono con
una petizione dei diritti. Essa esige in particolare che la nazione non sia
costretta a sopportare prestiti forzati ed a pagare imposte non votate dal
Parlamento. Inoltre i Comuni chiedono l'arresto e il processo, per
prevaricazione, del duca di Buckingham, che anche dopo la morte di Giacomo I
resta l'uomo pi potente del regno ed il principale consigliere del nuovo re.
Carlo I prende assai a male la cosa e fa immediatamente pervenire ai Comuni un
messaggio in cui minaccia di scioglierli seduta stante, nel caso si rivolga
qualche rimprovero ai ministri di Sua Maest. Le vacanze parlamentari ed il
colpo di pugnale che colpisce a morte il brillante duca di Buckingham evitano
la prova di forza.
La crisi non pu essere tuttavia scongiurata per molto tempo: infatti quando
si riunisce nuovamente nel gennaio del 1629, il Parlamento viene a sapere che,
durante la sua assenza, il re ha imposto nuove tasse a suo piacimento, senza
tenere conto della petizione dei diritti. Tale azione provoca stupore,
collera, proteste e... lo scioglimento, il 10 marzo 1629.
Ma la cosa pi grave  che il giovane re non si ferma a questo comportamento,
tutto sommato usuale, come abbiamo visto, sin dal regno di suo padre, e fa
arrestare dieci deputati tra cui il leader dell'opposizione, John Eliot, che
morir in carcere. Per coronare il tutto, compare un'ordinanza reale: Sua
Maest considerer ingiuria qualunque discorso o azione tendente a
prescrivergli una qualsiasi epoca per la convocazione di nuovi parlamenti.
Quest'ordinanza non  una promessa vana: nei seguenti undici anni Carlo I
governer senza Parlamento, cos come del resto aveva fatto suo padre. Ma gli
errori non possono accumularsi impunemente, tanto pi che i tempi, e senza
dubbio anche gli uomini, sono mutati.
Uno di questi uomini nuovi  Oliver Cromwell. All'inizio della primavera,
quest'uomo di trent'anni torna a cavallo verso il nord-est dell'Inghilterra,
quell'East Anglia che costituisce un po' una regione a s, come anche ai
giorni nostri, dove egli vive da gentiluomo di campagna, dividendo il suo
tempo tra la coltura delle sue terre e la caccia. Nonostante le apparenze, non
 una vita comoda: la terra, specialmente quella, cosparsa di acquitrini, 
aspra, cos come le persone e i costumi, regolati dalla lettura quasi continua
della Bibbia e nient'altro che la Bibbia.
Io non vi minaccio, perch io non minaccio che i miei eguali...  questa frase,
lanciata dal re al Parlamento,  uno dei ricordi della breve sessione alla
quale, come deputato della contea di Huntingdon, Oliver Cromwell ha assistito
senza prendervi alcuna parte attiva, ma piuttosto come osservatore che ascolta
e ricorda. Egli non vi ha pronunciato che un solo discorso, ed anche questo
nel corso di una seduta di lavoro e su una questione di secondaria importanza.
L'uomo di campagna, che torna a casa dopo questo breve soggiorno in un mondo
per lui nuovo, non  certamente pi lo stesso che  partito qualche mese
prima, e ci non solo a causa della nuova passione politica e parlamentare, ma
anche a causa delle esperienze e delle riflessioni che ha avuto modo di fare.
Oliver Cromwell, con il fiuto e il buon senso dell'uomo di campagna, ha
soppesato tutti i difetti del sistema e valutato in qual maniera, non essendo
pi rispettate le regole del gioco, c'era da attendersi il crollo
dell'edificio politico.
Chi  esattamente, in quel momento, Oliver Cromwell? L'abbiamo gi detto, una
specie di gentiluomo di campagna di una regione un po' malinconica
dell'Inghilterra che, per la sua configurazione geografica,  stata talvolta
soprannominata i Paesi Bassi britannici. Egli  nato ad Huntingdon il 25
aprile 1599. La sua famiglia appartiene a quella che viene chiamata la gentry,
vale a dire la piccola nobilt. Lui stesso si  definito dichiarando un
giorno, nel Parlamento riunitosi nel 1628, di essere per nascita un gentiluomo
che non vive in un rango elevato ma neanche nell'oscurit.
C' gi stata qualche figura illustre nella sua famiglia, un bisnonno, Thomas
Cromwell, che  stato ministro di Enrico VIII e uno dei principali artefici
dello scisma con Roma. Oliver Cromwell ha dunque qualcuno da cui prendere. La
sua famiglia conta anche dei ricchi:  questo il caso dello zio, sir Oliver,
figlio maggiore di Thomas Cromwell. Egli vive in una magnifica dimora
signorile di epoca elisabettiana, il maniero di Hinchin-brooke, dove organizza
fastosi ricevimenti, in ogni caso pi fastosi di quelli che si  abituati a
vedere nella regione. Egli  un amico, quasi un familiare dei re: ha ricevuto
Giacomo I a Hinchinbrooke. Tutto questo ad un miglio dalla dimora pi modesta
in cui il giovane Oliver Cromwell vive con i genitori.
La leggenda vuole che il giovane principe di Galles, il futuro Carlo I, abbia
giocato sui prati di Hinchin-brooke con Oliver Cromwell, il che non , alla
fin fine del tutto impossibile.
Un fanciullo grassottello, sempre un po' in disordine, bellicoso e in perpetua
lite con le ragazze, con modi da contadino: questa  l'immagine piuttosto
banale che si conserva dell'infanzia e dell'adolescenza di Oliver Cromwell. A
18 anni egli viene inviato a Cambridge, dove  ammesso come Fellow Commoner,
vale a dire appartenente alla classe privilegiata degli studenti, che in
quest'epoca nell'universit di Cambridge sono divisi in tre categorie: gli
scholars (i pi poveri), i pensioners e i fellow commoners.
Oliver Cromwell resta a Cambridge due anni. Vi subisce l'influenza del
direttore del suo collegio, il dottor Samuel Ward, un uomo piuttosto
originale, teologo di fama e un po' angustiato dai problemi della morale.
Cromwell prova una grande ammirazione per questo strano uomo, le cui bestie
nere sono il duca di Buckingham, l'arcivescovo di Canterbury e la regina
Henriette, figlia di Enrico IV e moglie francese di Carlo I, che ha tenuto a
restare cattolica e a fare dire messa a Whitehall, con grave scandalo della
corte. Tuttavia a questo stadio della sua vita Oliver Cromwell, anche se 
interessato al suo maestro, del quale apprezza soprattutto una certa forma di
anticonformismo e di eclettismo intellettuale,  ancora l'allegro buontempone
che la sua infanzia lasciava prevedere. Certo, il fondo intellettuale e morale
 solidamente protestante e di un protestantesimo austero e rigoroso, ma la
sorgente non  ancora sgorgata, il vulcano resta sotterraneo.
Paludi... E' questa forse la parola che meglio descrive l'ambiente nel quale
Oliver Cromwell ha visto la luce ed  vissuto. I Fens,  cos che viene
chiamata questa parte dell'East Anglia, sono in questo periodo, e sono cos da
molto tempo, le paludi Pontine dell'Inghilterra. E' un paese paludoso,
malsano, pieno di febbri, con un terreno molle. Il problema del suo
risanamento, del recupero delle terre e della loro valorizzazione si  posto
dal tempo in cui i Romani avevano tentato di applicarvi la loro tecnica,
abbastanza avanzata in questo campo.
Nel XVII secolo la questione, che era stata completamente messa da parte da
quando i Romani vi avevano pensato senza arrivare allo stadio della
realizzazione, si pone nuovamente e si riparla di grossi lavori nei Fens. Ma
in questi casi, come quando si tratta di trasformare una regione, si formano
due fazioni avverse, una favorevole e l'altra contraria. Favorevoli sono i
grandi proprietari, quelli che vedono pi lontano degli altri e quelli che, in
ogni caso ragionano in termini di modernizzazione e di rendimento.
Tra i contrari si contano soprattutto i piccoli proprietari e il popolo,
attaccati alle loro abitudini e alle loro superstizioni, riluttanti di fronte
a qualsiasi cambiamento... Oliver Cromwell  tra questi. Egli  in un certo
qual modo l'animatore del comitato di difesa dei Fens. Cosa l'ha indotto a
schierarsi da questa parte? Un sincero attaccamento alla terra, il desiderio
di attirarsi una clientela politica, un sistematico spirito di ribellione
contro il potere centrale o forse una diffidenza quasi ancestrale per i
progetti di modernizzazione? E' verosimile che nell'atteggiamento di Cromwell
siano presenti tutte queste componenti.
Tuttavia egli  una delle vittime dell'insalubrit dei Fens. Cromwell soffre e
soffrir sempre di malaria. Protestantesimo pi malaria, freddezza pi febbri
intermittenti, non si pu spiegare cos Oliver Cromwell?
Nel 1620, a 22 anni, Oliver Cromwell sposa la figlia del Presidente dei
mercanti di Londra. Ella porta un nome francese: Elizabeth Bourchier e sembra
sia stata una moglie perfetta. Gli dar otto figli, sei dei quali vivranno:
due figli, Richard e Henry, e quattro figlie: Bridget, Mary, Elizabeth e
Frances.
Dopo l'episodio del Parlamento del 1628 Cromwell abita a Saint-Yves, sulle
rive del fiume Ouse. Poi si trasferisce nuovamente e si stabilisce ad Ely. E'
l che lo colpisce il fulmine della rivelazione e della grazia, come
testimonia la famosa lettera del 13 ottobre 1638. E' una lettera delirante,
indirizzata alla cugina Saint John... Il linguaggio  biblico.
Vissi, come voi sapete, nel Mesheck (Arabia desertica) che si dice significhi:
attesa, nel Kedar, che significa tenebre (Blackness), tuttavia il Signore non
mi ha abbandonato. Bench egli prolunghi l'attesa, mi condurr, ne sono certo,
fino al suo tabernacolo, fino al luogo del suo riposo. La mia anima  con la
Congregazione del Primogenito, il mio corpo riposa nella speranza; e se,
quaggi, potr onorare il mio Dio con l'azione o con la sofferenza, ne sar
molto felice.
Con l'azione o con la sofferenza, questo programma non tarder ad essere messo
in atto.
Per tutto questo tempo Carlo I, sbarazzatosi del Parlamento e delle sue
spiacevoli petizioni, si dedica alla sua esperienza assolutista con l'aiuto di
un nuovo favorito, diventato in un certo senso il suo primo ministro, sir
Thomas Wenworth. Questo ex leader dell'opposizione, che  stato uno degli
ispiratori della Petizione dei diritti, ha cambiato bandiera e, colmato di
onori e di titoli,  stato nominato conte di Strafford,  ora un acceso
conservatore, che per non governa male. Il paese  prospero, ma si pu dire
che il regime di Carlo I e di Strafford sia colpito dal peccato originale:
facendo a meno del Parlamento, egli ha infranto l'equazione magica: re +
Parlamento = potere legale: l'equazione sulla quale  basata l'Inghilterra.
Strafford pagher quest'errore con la propria testa, cos come accadr al re,
e questo sar uno dei primi atti di quel Parlamento che Carlo I si decide a
convocare nel 1640: esattamente il 3 novembre.
Capro espiatorio delle colpe del re, che l'ha lasciato freddamente cadere in
disgrazia, Strafford paga per l'affare di Hampden. Questo compagno di Cromwell
si era rifiutato di pagare l'imposta detta dello ship money, tassa che non
serviva pi al suo scopo primitivo, ma solo a riempire le casse quando era
necessario. Egli paga per la guerra con la Scozia la quale, rifiutando
l'episcopato e il common prayer book della chiesa anglicana, firma il
Covenant, riunisce le truppe ed entra in guerra con l'Inghilterra.
Pagher anche un'altra persona: William Laud, arcivescovo di Canterbury, che 
riuscito a consolidare la chiesa anglicana,  diventato nemico giurato dei
puritani e viene sospettato di voler riportare la Chiesa anglicana
all'obbedienza a Roma. I puritani cominciano ad andare in esilio:  a questo
periodo che risalgono le prime partenze per l'America. Anche Oliver Cromwell
stava per partire e diventare cos uno dei primi coloni di quella Nuova
Inghilterra che avrebbe costituito il nucleo centrale dei futuri Stati Uniti.
Dopo undici anni di separazione come si ritrovano il re e il Parlamento? Male,
molto male.
Il nuovo parlamento si riunisce il 13 aprile e viene sciolto il 5 maggio...
Questa breve sessione passa alla storia sotto il nome di Short Parliament: il
Parlamento Corto. Ancora una volta il re e i deputati si sono scontrati sulla
questione dei sussidi, o piuttosto i deputati hanno messo in atto un piccolo
ricatto che consiste nel non accordare danaro, e il re ne ha bisogno, che in
cambio della soddisfazione di un certo numero di rivendicazioni politiche e
soprattutto religiose. La figura di punta di questa sessione  John Pym,
eletto speaker, il quale nel discorso di apertura definisce i due poli
dell'azione politica del Parlamento, che saranno poi quelli della rivoluzione:
I poteri del Parlamento stanno alla politica come le facolt razionali dello
spirito stanno all'uomo. Quanto alla religione, egli denuncia le nuove
cerimonie religiose che hanno imposto alle chiese un volto di papismo.
Carlo I subisce, sperando che la guerra contro gli Scozzesi sia l'asso nella
manica che far piegare questo inopportuno Parlamento. Non ci riesce, tanto
pi che il Parlamento non prova alcuna ostilit contro quegli Scozzesi
presbiteriani che, di conseguenza, approvano le tendenze religiose
antianglicane. Oliver Cromwell fa parte di questo Parlamento cos come ha
fatto parte di quello del 1628, ma questa volta egli  stato eletto a
Cambridge, dove la sua candidatura ha avuto la meglio su quella del poeta
Cleveland. Questo voto, si dice abbia esclamato Cleveland all'annuncio del
risultato, manda in rovina la Chiesa e la monarchia. Il poeta era anche un po'
indovino.
Possediamo una descrizione di Cromwell fatta in quest'epoca da un deputato
realista, Sir Philip Warwick, che osserva lo strano collega: La prima volta
che lo notai era il novembre del 1640, un periodo in cui, come tutti i
frequentatori abituali della corte, io mi consideravo un giovane elegante.
Avevo, quindi, la tendenza a giudicare le persone dall'abito. Arrivai dunque
una mattina all'Assemblea tutto agghindato e scorsi un gentiluomo che stava
facendo un discorso. Quello che mi colp fu il suo brutto abbigliamento.
Portava un abito di stoffa pesante che sembrava essere stato confezionato da
un sarto di campagna. La sua biancheria era ordinaria e non troppo pulita, e
notai persino una o due piccole macchie di sangue sul collo della camicia che
saliva un po' troppo su dall'abito troppo stretto di collo. Il suo cappello
era privo di nastro. La sua figura sembrava piuttosto tozza. Aveva una voce
aspra e melodiosa. Ma quello che mi colp maggiormente fu la sua eloquenza
piena di fervore, bench l'argomento del quale parlava fosse di secondaria
importanza: una piccola questione di libelli contro la regina e i suoi
ricevimenti...
Con questa figura singolare che attira cos l'attenzione di Warwick, un
giovane realista frivolo ma osservatore, siamo nel novembre del 1640, ad una
nuova sessione del Parlamento riunito dal re, che ha atteso meno a lungo
dell'ultima volta per convocare i deputati. Il 24 settembre Carlo I annuncia
la convocazione di un nuovo Parlamento. Esso si riunisce per la prima volta il
3 novembre.
Sin dall'inizio della sessione, Cromwell si distingue e lancia fuoco e fiamme
contro i vescovi, ed in particolare contro quelli appena nominati.
Parallelamente John Pym, riprendendo il filo della sua azione politica
iniziata durante il Parlamento Corto, reclama l'allontanamento dei cattivi
consiglieri del re ed il diritto per il Parlamento di mettere il veto a
qualunque nomina alle alte cariche dello Stato.
L'offensiva  brutale: si mettono in tavola le carte e questa volta  il
Parlamento a rompere l'equilibrio e a compromettere la famosa equazione. Nel
maggio del 1641, dopo un processo per tradimento, Strafford viene condannato a
morte e giustiziato. L'esecuzione di Laud avverr invece nel 1645.
Non  che l'inizio, perch questo Parlamento, che porter il nome di
Parlamento Lungo, durer infatti 13 anni, prima di diventare il vero e proprio
tribunale del re, che abbatter, si eriger ad assemblea costituente e a
parlamento rivoluzionario. La ribellione dell'Irlanda cattolica fa ribollire
il sangue dei parlamentari che temono un atto di forza dei papisti in favore
di uno sbarco irlandese, incoraggiato e aiutato da un complotto inglese nel
quale si immaginano immischiati il re, la regina, Land, ecc.
Questo duplice spauracchio, all'esterno e all'interno, riflette un pericolo
reale? Probabilmente meno di quanto la propaganda di Pym e dei suoi amici
abbia fatto credere, da buoni politici quali essi sono. In ogni caso  sotto
la sua ombra terrificante che il Parlamento vota la Grande Rimostranza, e i
suoi 206 articoli, uno dei quali riguarda... la questione del drenaggio dei
Fens. A dire il vero questo quaderno delle rimostranze, che  una vera e
propria messa in stato di accusa della monarchia, o almeno di quella praticata
dagli ultimi due sovrani, non viene adottato dal Parlamento che con 159 voti
contro 148. Le deboli maggioranze sono ancora ai nostri giorni una tradizione
britannica. Il testo  notevolmente emendato e ridimensionato rispetto a
quello originale pi radicale.
Effettivamente il dibattito era stato molto laborioso, seguendo una tecnica
parlamentare assai elaborata, gi moderna, con voto articolo per articolo,
richiami, voto dell'insieme, ecc. Avversario di Pym era stato un leader
realista abile e assai intrigante, Edward Hyde, conte di Clarendon. L'ultimo
dibattito, iniziato alle 9 del mattino, era terminato verso mezzanotte.
Restava da votare la pubblicazione, il che aveva portato a nuove discussioni.
I realisti erano riusciti a guadagnare tre settimane e la pubblicazione non
venne votata che il 15 dicembre, dopo una tempestosa riunione che era
terminata anche questa volta di notte. Una settimana dopo il testo della
Grande Rimostranza circolava tra il pubblico. La bomba era sganciata.
Se la Grande Rimostranza non fosse stata approvata, confida Cromwell ad un suo
collega, lord Falkland, uno di quelli che erano contrari al documento, avrei
liquidato tutti i miei beni l'indomani e non avrei mai pi rimesso piede in
Inghilterra.
Ci sta a significare l'enorme importanza di questo documento che era una
lunga requisitoria, come non se ne erano mai viste, contro il re, i vescovi,
la monarchia. Molte erano le richieste: la soppressione dei vescovi-conti,
l'epurazione delle universit, l'eliminazione degli elementi papisti, il
divieto di celebrare la messa, la creazione di sinodi, ossia di assemblee
parrocchiali, alle quali sarebbe stata affidata l'amministrazione della
Chiesa.
E' dunque in un clima prerivoluzionario che viene discusso e votato questo
vero e proprio ultimatum al re, ed alla fine la tensione era diventata tale
che era mancato poco si venisse alle mani, o meglio alle spade, poich ogni
parlamentare, come qualunque gentiluomo di quell'epoca, portava la spada. Pym
fa ancora di pi: manda nelle strade uomini d'azione con i capelli tagliati,
le cosiddette: teste rotonde, che malmenano i vescovi-conti al loro ingresso
in Parlamento. Alla provocazione e alla violenza il re risponde con la
violenza.
Dapprima il re ha cercato di negoziare direttamente con Pym, di vederlo, forse
anche di guadagnarlo alla sua causa, come un tempo gli era riuscito di fare
con Strafford. Ma Pym non abbocca all'amo. Qualcuno pretende che egli non sia
mai venuto a conoscenza dell'invito del re. Non si possono fare che delle
ipotesi su questo particolare, che del resto non  decisivo per gli
avvenimenti che seguiranno. E' in seguito al consiglio della regina, impetuosa
in politica come lo era stato il padre Enrico IV, ma certamente meno accorta
del Bearnese, che Carlo I ordina allora l'arresto di John Pym e di altri
quattro membri del Parlamento.
Molto stranamente, il re in persona fa un'apparizione in Parlamento per
reclamare le persone delle quali ha ordinato l'arresto per alto tradimento.
E' una mossa assai poco abile: naturalmente i cinque non ci sono e il re se ne
torna a corte umiliato e a mani vuote, avendo dato esca ai suoi avversari per
nuove critiche nei suoi confronti. Sembra che la regina abbia minacciato Carlo
I di prendere il velo se egli non avesse agito come aveva appena fatto tanto
sfortunatamente.
Vedendo che le cose volgono al peggio e riscattando la sua mancanza di abilit
con una certa dose di perspicacia, ella decide di lasciare l'Inghilterra per
recarsi in Olanda a raccogliere fondi in vista della guerra civile che le
pare, come a tutti, ineluttabile. Nei primi mesi del 1642 si assiste da una
parte e dall'altra ad una vera e propria mobilitazione, in vista della della
guerra. Gli sforzi del Parlamento tendono a prendere il controllo sulla
milizia. Il re, che fin dai primi di gennaio si  rifugiato ad Hampton Court,
vuole fare il furbo, com' nel suo temperamento. Ma non pu impedire al
Parlamento, malgrado qualche concessione passeggera, di votare il 5 marzo una
legge che pone la milizia agli ordini dell'Assemblea.
Carlo I, che ha accompagnato la regina a Dover, torna a Londra, ma si mette in
viaggio per il nord, dove spera di ritrovare uomini fedeli. Dopo qualche sosta
a Canterbury, a Greenwich, a Theobalds e a Newmarket, giunge a York, della
quale far la sua capitale provvisoria. L'Inghilterra  ormai divisa in due:
da una parte l'Inghilterra del re, con capitale York, e dall'altra quella del
Parlamento e di Londra.
Il re s'insedia a York il 19 maggio 1642. L'indomani, il 20 maggio, il
Parlamento dichiara che il sovrano si prepara ad attaccarlo e decreta che il
regno venga messo in stato di difesa, il che equivale ad una entrata in vigore
della legge marziale. Il mattino del 23 aprile, a Hule, ha luogo un episodio
che costituisce il preambolo della guerra civile. Quando il re si presenta
davanti a quest'importante piazzaforte largamente provvista di armi e di
munizioni, il governatore della citt, sir John Holtham, nominato dal
Parlamento ma che si proclama fedele al re, rifiuta l'ingresso al sovrano. A
nulla valgono le promesse e le minacce: il re deve andarsene, furente, dopo
aver fatto proclamare a suon di tromba sir John Holtham: sleale e traditore.
Il 23 maggio Oliver Cromwell viene nominato presidente di un comitato
incaricato di impedire al re di arruolare le sue forze nello Yorkshire e di
vegliare affinch questa contea resti fedele al Parlamento.
Questa missione, per quanto insignificante possa apparire a prima vista,
permette a Cromwell di partecipare direttamente alla preparazione della guerra
e gli affida per la prima volta un ruolo militare. Cromwell supera cos una
nuova tappa: prende le armi. Egli dimostra subito una grande autorit. Gi il
10 giugno riferisce al Parlamento l'esistenza di concentrazioni navali
realiste in Norvegia e in Danimarca, e annuncia che alcune navi fedeli al
Parlamento sono state schierate soprattutto al largo di Newcastle per impedire
un eventuale sbarco delle forze fedeli a Carlo I. Dopo la caduta di Newcastle,
il 17 giugno, egli fa parte della commissione d'inchiesta incaricata di
stabilire le cause della disfatta. Due giorni prima Cromwell si trovava a
Cambridge, dove esaminava la possibilit di arruolare due compagnie di
volontari. Il nome di Cromwell appare in tutte le iniziative prese dal
Parlamento su questioni militari nel tormentato periodo che va dal giugno al
luglio del 1642. Oliver Cromwell  molto attivo. E' evidente che le sue nuove
funzioni lo appassionano.
Improvvisamente Cromwell mostra di non accontentarsi pi di una funzione
puramente amministrativa. La sua prima azione militare data infatti dalla
prima settimana di agosto. Dopo molte tergiversazioni, l'universit di
Cambridge accetta di inviare al re, che la sollecita da parecchie settimane,
parte della sua argenteria. Cromwell, che ne viene informato (e a buon
diritto:  il deputato di Cambridge) riesce ad intercettare il convoglio e si
assicura la fortezza di Cambridge. Il Parlamento gli accorda una ricompensa
per questa impresa.
Nel frattempo egli riceve l'ordine di bloccare i ponti e i guadi che
potrebbero permettere al re, che ha posto il quartier generale a Nottingham,
di ricevere rifornimenti e rinforzi. Cromwell passa tutta l'estate del 1642 a
reclutare un esercito. Egli percorre istancabilmente quell'East Anglia che 
il suo paese, attira, persuade, convince spesso anche i realisti che si
accingevano a raggiungere le truppe che il re sta raccogliendo a Nottingham,
attorno alla sua bandiera sulla quale ha scritto: Rendete a Cesare quel che 
di Cesare.
Un uomo dopo l'altro, Cromwell forma un vero e proprio esercito d'lite, del
quale egli conosce tutti i membri ed al quale pu chiedere qualunque cosa:
Felici coloro che muoiono per il Signore, egli ripete. Quest'esercito popolare
non deve, e questa  una novit assoluta per il XVII secolo, compiere alcun
saccheggio, rapina o violenza sul popolo.
Quest'esercito esemplare, che verr chiamato un po' pi tardi l'esercito
modello, non trarr la sua forza dalla sola disciplina, dalla sua piet o dal
suo fervore religioso, ma anche dall'utilizzazione sistematica della
cavalleria, alla quale Cromwell accorda una preponderanza assoluta sulla
fanteria. Preferisco avere un solo gruppo di cavalieri piuttosto che parecchie
unit di fanteria, risponde ad un'offerta della citt di Norwich di fornigli
una compagnia di fanteria. Ma paradossalmente in questo periodo sono i
partigiani di Carlo I ad essere soprannominati i cavalieri, mentre le truppe
di Cromwell saranno note col nome di teste rotonde.
Nel momento in cui sta per aver luogo il primo scontro armato fra le forze
realiste, valutate a 6.000 uomini, e quelle del Parlamento, pi numerose
(16.000 uomini), poste sotto il comando del conte di Essex,  difficile
presentare una precisa panoramica di quest'Inghilterra divisa in due, certo,
ma le cui divisioni non combaciano pi coi contorni delle contee, n seguono
le divisioni di classe e neppure quelle delle famiglie.
Grosso modo, guardando su una carta geografica, i realisti controllano il
nord, il sud dell'Inghilterra e il Galles, mentre il territorio parlamentare
comprende, oltre a Londra, anche le contee del nord-est e del sud-est, con
l'isola di Wight, pi un corridoio che, incuneandosi tra lo Yorkshire ed il
Galles, comprende lo Straffordshire, il Cheshire ed il Lancashire.
Questa descrizione  molto schematica poich, trattandosi di una guerra
civile, ci sono partigiani di una fazione nel campo dell'altra. Per non
parlare che delle regioni a sud di Londra, il Surrey  a maggioranza
parlamentare, mentre il Kent  diviso e l'Hampshire  favorevole al re, e cos
via. Cos come non  possibile trovare una divisione netta tra le zone
favorevoli a questa o a quella fazione, non  possibile neppure vedere un
conflitto di classe. Anche qui le cose non sono chiare e molti aristocratici,
e non dei meno importanti, combatteranno nelle fila del Parlamento contro il
re.
Il 20 settembre Cromwell raggiunge l'armata dell'Essex con una sessantina di
cavalieri: il suo contingente personale da lui scelto ed in parte equipaggiato
a sue spese. L'esercito del re  concentrato a Shrewsbury, agli ordini del
conte di Lindsey. Essex  a Northampton, citt che si trova oggi in prossimit
della strada Londra-Manchester.
Il 23 ottobre il conte di Essex  accampato a Kinedon con dodici reggimenti ed
una quarantina di squadroni di cavalleria: diecimila uomini in tutto. Inoltre
egli ha piazzato qualche unit a protezione di Worcester, Coventry e Banbury.
Avvertito che le truppe del re si sono schierate in forze, quattordicimila
fanti e quattromila cavalieri, sulla collina di Edgehill, si schiera a
battaglia giusto in tempo per sopportare l'urto di un'impetuosa carica
dell'esercito reale. Essex resiste e contrattacca con successo. Lindsey fa
quello che pu; gli nuocciono le sfortunate manovre del principe Rupert, il
nipote del re, che comanda la cavalleria. Lo stendardo di Nottingham viene
catturato dai parlamentari nonostante il sacrificio del portabandiera, sir
Edmund Varney, e di una sessantina di realisti. Ma esso sar riportato al re
da un certo capitano Smith che riesce ad impadronirsene. Il conte di Lindsey
viene colpito a morte.
Chi ha vinto la battaglia? Carlo I fa celebrare un Te Deum ad Oxford, come se
fosse il vincitore. Il Parlamento fa altrettanto a Londra. Ma sembra che la
cerimonia di ringraziamento ordinata dal Parlamento sia pi giustificata:
infatti il re ha dovuto retrocedere di fronte al nemico e il conte di Essex,
il cui padre si era gi ribellato ad Elisabetta, quella notte dorme sul campo
di battaglia in terreno conquistato. La battaglia  stata cruenta: in sole tre
ore, dalle due alle cinque del pomeriggio, essa ha causato 6.000 morti, una
cifra enorme se si pensa che il numero dei combattenti arrivava in tutto a
25.000 uomini.
Ingaggiando battaglia ad Edgehill, il re sperava di forzare i parlamentari a
ripiegare su Londra e di isolare cos la capitale. Ma il suo piano fallisce
definitivamente a Turnham Green, dove viene fermato da Essex.
La campagna del 1642, la prima della guerra civile,  terminata e, come 
d'uso a quest'epoca, i due eserciti entrano nei loro quartieri invernali:
l'esercito reale ad Oxford, quello di Essex a Windsor, ad ovest di Londra sul
Tamigi. Non si muoveranno per tutto l'inverno.
Questa prima campagna  stata studiata accuratamente da Cromwell. Egli ne
conclude, come gi pensava, che il ruolo della cavalleria  predominante. Per
lui conta soprattutto una cosa: la velocit, velocit di movimento e di
esecuzione. Egli sar cos uno dei promotori della guerra di movimento in un
secolo in cui si dava maggiore importanza e maggior cura ai lavori di
fortificazione e di assedio che alle cariche epiche. Bisogner aspettare fino
a Napoleone ed agli eserciti della Rivoluzione per vedere il movimento, quel
movimento che sar la legge di Cromwell, trionfare sui campi di battaglia.
Alla fine di febbraio la regina, che ha reclutato rinforzi in Olanda
(finanziati dalla vendita di parte dei gioielli della corona), sbarca sulla
costa orientale, a Bridlington. Ella spinge il re a marciare su Londra, ma per
il momento assistiamo a semplici azioni sporadiche, che sembrano comunque
favorevoli all'esercito monarchico: vediamo infatti la vittoria del conte di
Newcastle su lord Halifax di Cameron a Tadcaster; il successo di sir Ralph
Hopton, comandante della cavalleria del re, ma assistiamo anche alla sconfitta
di quell'incapace del principe Rupert che non riesce a conquistare Bristol. Si
riscatta per a Licheheld, nello Straflordshire, dove conquista questa
posizione strategica, che permette alla regina di riunirsi alle forze
monarchiche della zona di Oxford ed a portar loro rinforzi e munizioni.
Cromwell concepisce per un audace piano per tagliare la strada alla regina:
bisogna impadronirsi di Newcastle, che domina un guado del fiume Trent.
In vista di quest'offensiva, Oliver Cromwell fortifica Cambridge e rastrella
tutta la regione costiera dell'East Anglia, dove s'impossessa di Lowestoft e
di King's Lynn, sul Walh, ma il suo piano non pu essere messo in atto.
Tuttavia il giorno 13 Cromwell incontra i monarchici a Grantham, a 25 miglia a
sud di Newark, ed ha la meglio in questa piccola battaglia che  la prima
vittoria interamente sua, poich egli  l'unico comandante, e vince i
monarchici conducendo personalmente all'attacco la sua cavalleria.
Nove giorni dopo la vittoria di Cromwell a Grantham sir Thomas Fairfax, da non
confondere con suo padre, lord Thomas Fairlax, anch'egli dell'esercito
parlamentare, vince a Wakefield, dove fa 1.500 prigionieri, tra cui il
generale monarchico Goring.

Nonostante questi successi, l'estate del 1643 segner una grave crisi del
Parlamento sul piano militare: la regina  riuscita a riunirsi alle truppe del
re, passando proprio per Newark, come prevedeva Cromwell, il principe Rupert
ha finalmente conquistato Bristol e Hampden  morto nel corso di un
combattimento. Pym decide allora di affidare il comando dell'esercito al conte
di Manchester e Cromwell ne  il comandante in seconda.
Nel corso di questa campagna, avvenuta nell'estate del 1643, Cromwell ha
un'altra occasione di distinguersi e precisamente davanti alla citt di
Gainsborough, perduta dai monarchici. Venuto in soccorso di lord Willoughby,
che ha conquistato la citt ma che si vede ora contrattaccato dalle forze
massicce agli ordini di lord Cavendish, Oliver Cromwell mostra di possedere
coraggio e capacit militari. Non riesce tuttavia ad impedire la sconfitta di
lord Willoughby e la riconquista della citt da parte delle forze monarchiche.
E' in seguito a quest'episodio che Cromwell viene innalzato allo stesso grado
di lord Manchester. Si  veramente guadagnato i galloni sul campo di
battaglia.
Inoltre, per ricompensarlo, il Parlamento lo nomina governatore di Ely. Il 4
agosto lo speaker della Camera dei Comuni gli manda una lettera per dirgli
quanto la Camera apprezzi i suoi sforzi per la causa di Dio e del regno.
L'alleanza con gli Scozzesi appare al comitato di sicurezza del Parlamento
l'unico mezzo per raddrizzare la situazione militare. Si invia ad Edimburgo
una deputazione del Parlamento. Viene concluso un accordo, ma bisogner
aspettare ancora qualche tempo per vederne i frutti. Nel frattempo si continua
a combattere mentre le sorti della guerra non sono costanti sui tre fronti
tenuti da est ad ovest dalle armate di Essex, di Manchester e di sir William
Waller. Ci si batte a Newbury, a Hull, a Winceby, dove il cavallo di Cromwell
viene ucciso mentre egli lo cavalca durante una carica.
Questi combattimenti non portano a nulla di decisivo. La campagna del 1643, la
seconda della guerra civile, termina alla pari, con un leggero vantaggio dei
monarchici. Manchester rientra nei quartieri invernali ed Oliver Cromwell
torna a casa, ad Ely.
Durante questa campagna Cromwell  salito di grado. Il 2 marzo 1643 viene
nominato colonnello. In settembre comanda dieci squadroni. Le sue capacit
militari, rapidit, colpo d'occhio, coraggio, fanno gi di lui un comandante
fuori dall'ordinario. E' forse gi uno dei pi grandi strateghi di tutti i
tempi, mentre per lo pi non si vede in lui che il puritano, l'uomo di Stato,
il Machiavelli inglese. Il suo pi grosso successo  quello di aver forgiato
un'arma completamente nuova, un esercito di volontari inesperti ma animati da
un fanatismo e da una furia, che travolgono i cavalieri monarchici. A quegli
uomini d'onore, come dice un giorno lui stesso ad Hampden, Cromwell vuole
opporre degli uomini di fede.
Le vostre truppe sono per lo pi composte da persone anziane e indebolite, da
garzoni di albergo e da uomini di questa risma, mentre le loro truppe sono
composte soprattutto da gentiluomini e da persone di qualit. Pensate che
gente tanto indegna e di basso ceto possa sostenere l'urto di gentiluomini
pieni di onore, di coraggio e di risolutezza?... Dovete procurarvi uomini di
fede... e di una fede che si spinga lontano quanto i gentiluomini o sarete
sempre sconfitti...
Il colonnello Cromwell recluta il suo reggimento scegliendo per ufficiali non
veterani o ricchi, ma gente comune, povera e di umili origini, purch si possa
chiamarli "santi" (godly)... L'ho spesso sentito dire che non c'era nessun
bisogno di soldati o di Scozzesi, ma che solo i "santi" si conformavano al suo
pensiero, racconta Manchester. Ed lo stesso Manchester che sembra opporsi ad
uno scontro diretto col re, gli dice: Se sconfiggeremo il re pi volte, sar
sempre il re, ma se il re ci batter una sola volta saremo tutti impiccati.
Cromwell risponde: Se  cos, perch abbiamo preso le armi? Questo equivale ad
un rifiuto di combattere. Se  cos facciamo la pace, per quanto vile essa
possa essere.
Del resto egli non esita ad accusare in pieno Parlamento lo stesso Manchester,
rimproverandogli di indietreggiare sempre di fronte all'azione, e questo
perch non vuole spingere la guerra fino alla vittoria totale. Vittoria
totale, guerra totale, Cromwell sconvolge tutte le tradizioni, gli usi e le
regole del gioco politico-strategico di un'epoca in cui le guerre erano
combattute tra principi pi che tra nazioni. La fede religiosa  senza dubbio
la forza motrice della lotta cos come egli l'intende, ma pur partendo da
questa, la conquista e la sete di potere sono sempre presenti nella polvere
sollevata dalle cariche di cavalleria, anche se alle bestemmie si
sostituiscono i salmi.
L'accordo con gli Scozzesi si era concluso con la firma, alla fine del
settembre 1643, della Solemn League and Covenant, tra la Scozia e il
Parlamento. Secondo questo accordo l'Inghilterra diventava ufficialmente
presbiteriana ed un'armata scozzese avrebbe partecipato alle operazioni a
fianco dell'armata parlamentare. Il 18 gennaio 1644 un forte esercito di
20.000 scozzesi agli ordini di Alessandro Leslie, conte di Leven, un veterano
della guerra dei Trent'anni, penetra in Inghilterra. Newcastle, appena
nominato marchese dal re Carlo, esce dai quartieri invernali e marcia incontro
al nemico, ma si trova ben presto in una situazione delicata, preso com' tra
gli Scozzesi che scendono dal nord e le forze parlamentari.
Non ottenendo alcun aiuto dal re che non si muove da Oxford, Newcastle finisce
per rinchiudersi a York, allora la seconda citt dell'Inghilterra, che le
truppe parlamentari, riunitesi, non tardano ad assediare. L'assedio dura per
tutto il mese di giugno, ma alla notizia dell'imminente arrivo di un esercito
monarchico di soccorso agli ordini del principe Rupert, i parlamentari tolgono
l'assedio e si dirigono verso ovest incontro al principe. Quest'ultimo, che ha
fatto il giro e arriva da nord, raggiunge York senza ostacoli e si riunisce a
Newcastle.
L'esercito parlamentare, che naturalmente non ha trovato il grosso delle
truppe del principe Rupert, piega verso nord su consiglio del conte di Leven.
Il 2 luglio esso si trova faccia a faccia con le forze monarchiche che, per
iniziativa di Rupert, si sono messe alla ricerca del nemico.
L'incontro ha luogo sulla strada tra York e Tockwith, esattamente a met
percorso tra le due citt, che distano circa 15 miglia l'una dall'altra. A sud
della strada, orientata da est a ovest, si trovano le forze parlamentari. La
cavalleria di Cromwell  posta all'ala sinistra, quella di sir Thomas Fairfax,
rinforzata da cavalieri scozzesi, all'ala destra. Lord Fairfax si trova al
centro, con il conte di Leven alla sua destra ed il conte di Manchester a
sinistra.
Le truppe sono schierate su un fronte di 2 miglia. La fanteria scozzese 
disposta secondo l'ordine in uso prima che gli svedesi di Gustavo Adolfo
modificassero questa disposizione: i picchieri al centro e i moschettieri ai
lati. Di fronte a loro le truppe monarchiche, articolate nel seguente modo: il
principe Rupert davanti a Cromwell, lord O'Neil, dietro al quale si trova una
riserva di cavalleria, spiega la sua fanteria davanti a quella dei
parlamentari e degli Scozzesi. All'ala sinistra, di fronte a sir Thomas
Fairfax, si trova la cavalleria di lord Goring. Il terreno  leggermente
vantaggioso per i parlamentari: un lieve pendio, che permette alla cavalleria
di prendere slancio. Il combattimento non ha inizio che alla fine del
pomeriggio. Lo scenario, magnifico,  ravvivato dal sole gi un po' basso
sull'orizzonte che fa brillare le corazze e gli stendardi: quello del principe
Rupert, con la sua croce di San Giorgio color porpora, misura pi di sei piedi
di lunghezza.
Un attacco monarchico all'ala sinistra dei parlamentari, quella tenuta da
Cromwell e da parte della cavalleria scozzese, viene respinto dai dragoni
scozzesi. Il principe Rupert decide allora di rimandare l'attacco all'indomani
e se ne va a cena. Ma alle 7 e mezza il conte di Leven, che per anzianit ed
esperienza  il comandante in capo delle truppe parlamentari, d il segnale di
passare all'attacco. Tutte le forze parlamentari si mettono in marcia.
Cromwell  alla testa di un distaccamento di 300 cavalieri.
I monarchici, che in un primo momento sono rimasti sorpresi, si riprendono ed
il principe Rupert, accorso, ordina il contrattacco. La lotta  accanita. Per
un momento sembra che i parlamentari siano sopraffatti, Cromwell  ferito al
collo, ma l'arrivo di rinforzi scozzesi capovolge la situazione a favore dei
parlamentari e la cavalleria del principe Rupert si ritira. All'ala destra
dello schieramento parlamentare la situazione  del tutto differente: la
cavalleria monarchica di Goring  nettamente in vantaggio. E' allora che
Cromwell, avvisato da sir Thomas Fairfax, lancia la sua cavalleria verso l'ala
destra e, dopo aver attraversato tutto il campo di battaglia, sbuca
all'improvviso alle spalle di Goring. Quest'audace manovra procura la vittoria
ai parlamentari. E' incontestabilmente una vittoria di Cromwell: una vittoria
brutale, travolgente, decisiva e che in pochi istanti ha spezzato le reni
all'esercito monarchico. Questa battaglia, che  passata alla storia sotto il
nome di: battaglia di Marston Moor, segna una svolta nella guerra civile.
Marston Moor ha consacrato il valore militare di Cromwell e gli conferisce un
grande ascendente sul Parlamento. Egli se ne serve immediatamente per
realizzare il suo sogno, che  quello di impossessarsi dell'esercito e di
farne lo strumento della sua politica e delle sue ambizioni.
Per fare ci egli si appresta a mostrare in Parlamento una capacit tattica,
che non ha nulla da invidiare a quella dimostrata sul campo di battaglia. Con
consumata abilit Cromwell riesce a far votare al Parlamento una mozione che
vieta ai membri del Parlamento stesso di esercitare qualsiasi comando in seno
all'esercito.
Quest'ordinanza, detta del Self Denying o della Rinuncia, gli permette cos di
allontanare Manchester ed Essex, che egli trova un po' ingombranti, e di far
nominare al loro posto sir Thomas Fairfax che, in realt, sar il suo uomo di
paglia. Questo fino al giorno in cui, quando il Self Denying sar ormai
dimenticato, potr rimettere le mani sull'esercito che, eliminati ormai i
generali aristocratici e presbiteriani, potr forgiare interamente nel modo da
lui voluto. La Camera dei Lords esita un po', ma dopo il voto favorevole dei
Comuni approva anch'essa l'ordinanza del Self Denying, il 3 aprile 1645.
Seconda vittoria di Cromwell, di poco posteriore al voto che elimina Essex e
Manchester: egli persuade il Parlamento a sciogliere completamente l'esercito
e a crearne un altro. Esso sar un esercito modello, e con tale nome verr
chiamata questa milizia scelta, una specie di guardia pretoriana omogenea
politicamente e religiosamente, e che diverr uno Stato nello Stato, non
riconoscendo che Cromwell come suo unico capo.
Del resto l'ordinanza del New Model, votata il 19 febbraio 1645, non fa altro
che applicare a tutto l'esercito la dottrina e i metodi applicati da Cromwell
in seno ai reparti fino allora da lui comandati. E' dunque un esercito su
misura quello che il Parlamento gli offre su un piatto d'argento. Vediamo
quest'esercito vestito di rosso, un colore che l'esercito inglese conserver a
lungo attraverso i secoli, all'opera per la prima volta in maggio. Cromwell 
presente: ha ottenuto una dispensa e un prolungamento di quaranta giorni del
termine, quasi spirato, lasciatogli dal Self Denying per abbandonare il
comando.
Dopo qualche combattimento di rodaggio, l'esercito modello si scontra il 14
giugno con le truppe monarchiche a Naseby, a 15 chilometri a nord di
Northampton. Il terreno  favorevole alla cavalleria. La battaglia inizia
brutalmente con una doppia carica condotta da ambedue le parti nello stesso
momento. Cromwell si trova nuovamente di fronte al principe Rupert, una
vecchia conoscenza. Questa volta la manovra decisiva della battaglia 
effettuata dai dragoni del nuovo esercito, agli ordini del colonnello John
Okey che irrompe sul fianco destro della fanteria monarchica. Una parte
dell'esercito monarchico si arrende, mentre Carlo I assiste da lontano alla
disfatta. Si fa un enorme bottino: c' di che armare ottomila uomini. E'
veramente una vittoria totale, ed  una vittoria di Cromwell e inglese, perch
nessuno Scozzese ha preso parte al combattimento.
La sera del 14 giugno Cromwell invia questo dispaccio allo speaker dei Comuni:
Signore, l'unico aiuto che abbiamo avuto  quello di Dio, ed a lui solo va la
gloria... Il generale (si tratta di sir Thomas Fairfax) vi ha servito con
lealt e con onore. Gli uomini onesti vi hanno servito fedelmente in questa
battaglia. Ed aggiunge: Signore, queste persone sono degne di fiducia. Vi
imploro di non scoraggiarle.
La prima fase della guerra civile termina a Naseby, dove il re ha perduto il
fior fiore del suo esercito e ha dovuto abbandonare i propri bagagli, compresi
i suoi documenti personali e la corrispondenza con la regina, perch nell'anno
seguente si avr una conquista paziente e sistematica delle piazzeforti tenute
dai monarchici. La vittoria di Naseby vale a Cromwell una proroga di tre mesi.
Egli ottiene una nuova esenzione di sei mesi a partire dal 10 gennaio 1646:
sfugge dunque regolarmente all'ordinanza che ha fatto votare.
Oliver Cromwell ha ora 47 anni. Il Parlamento gli tributa un'ovazione, gli
assegna una rendita annuale di 2.500 franchi e gli concede alcune terre
conquistate ai partigiani di Carlo I. Ma cosa avverr in seguito? A poco a
poco la guerra si placa: il re  sconfitto ovunque e si ritira, errando da un
posto all'altro, da un castello all'altro. Alla fine di giugno Cromwell 
smobilitato, perch questa volta non gli viene confermato il comando
dell'esercito.
Eccolo di ritorno a Londra, dove rientra ai Comuni, che vorrebbero sciogliere
il famoso esercito modello che non serve pi e del quale si hanno ragioni per
dubitare sul piano religioso, composto com' in maggioranza di puritani e di
antipresbiteriani. Si trova inoltre che quest'esercito costa caro e che  un
lusso del quale si pu ormai fare a meno.
Tutto questo amareggia e allarma Cromwell. Nell'inverno tra il 1646 e il 1647
egli si ammala gravemente, senza dubbio per una nuova crisi malarica, ed il
Parlamento approfitta della sua assenza per escogitare un sistema che permetta
di disfarsi dell'esercito mandandolo a combattere in Irlanda, sotto il comando
di generali presbiteriani. Si vota inoltre una risoluzione che sembra
escludere Cromwell da qualunque comando militare.
Alla Camera dei Comuni ha acquistato importanza un certo Denzil Holles,
vecchio antagonista di Cromwell. Egli persuade i colleghi ad inviare una
delegazione al quartier generale dell'esercito, che si trova a Saffron Waldon,
nell'Essex, per indurlo ad acconsentire alla spedizione in Irlanda. Ai
rappresentanti del Parlamento non viene riservata un'accoglienza
eccessivamente calorosa; bisogna per tener presente che la paga delle truppe
 stata un po' trascurata: la fanteria non riceve il soldo da quattro mesi e
la cavalleria da quasi un anno... I rapporti tra il Parlamento e l'esercito si
deteriorano rapidamente e quest'ultimo arriva ad ammutinarsi. Otto reggimenti
procedono alle elezioni e nominano i delegati incaricati di difendere i loro
interessi, ai quali viene dato il nome di agitatori.
Assai presto, in sole due o tre settimane, ogni reggimento ha due agitatori.
Assieme agli ufficiali, essi costituiscono un consiglio generale dell'esercito
che si riunisce in una radura vicino a Newmarket. L essi fanno unanimamente
una solenne dichiarazione: l'esercito inglese non  formato da mercenari, ma 
un'unione di uomini liberi del popolo inglese che si sono riuniti ed intendono
restare alle armi con la ferma intenzione di difendere la libert ed i diritti
fondamentali del popolo.
Il Parlamento comincia ad avere paura e progetta la formazione di un esercito
pi devoto. Nello stesso tempo negozia segretamente con gli Scozzesi, sulla
base di un ritorno di Carlo I...
Il principe Rupert, nonostante la sua focosa devozione alla causa monarchica o
forse proprio in ragione di essa, era stato uno dei primi a consigliare a
Carlo I di guardare le cose in faccia e di trovare uno sbocco politico a
questo conflitto armato che gli era nettamente sfavorevole. Ma una delle
caratteristiche del re era la sua ostinazione. Testardo, dopo Naseby, Carlo I
si adopera come pu a ricostituire un esercito, e con questa intenzione si
reca nel Galles. Inoltre egli pensa che la situazione non sia realmente
compromessa. Ma la perdita di Langport e soprattutto quella di Oxford
accelerano la sconfitta del re, che lascia l'Inghilterra assieme all'esercito
scozzese. E' in questo momento che il Parlamento crede suonata l'ora della
smobilitazione.
In Scozia Carlo I non  praticamente altro che un prigioniero, bench agli
occhi degli Scozzesi egli sia il loro re. Senza dubbio risale a questo momento
un nuovo errore che pu essere attribuito alla sua mancanza di senso
psicologico e di capacit di adattamento. Forse giocando la carta della Scozia
contro l'Inghilterra egli avrebbe avuto la possibilit di salvarsi. Ma questo
re nel complesso piuttosto misterioso, incapace di ogni demagogia e, chiss,
forse affascinato dal tragico ricordo degli Stuart, va incontro al suo
destino, come trascinato dalla fatalit. Nell'agosto del 1646 egli respinge le
proposte di Newcastle, tra le quali figurano in particolare la soppressione
della gerarchia anglicana, il riconoscimento della religione presbiteriana e
la proscrizione di un certo numero di monarchici. Le condizioni sono troppo
dure. Soprattutto quest'ultima clausola, che egli respinge nelle
controproposte presentate nel maggio del 1647. In compenso egli accetta
l'instaurazione della religione presbiteriana, ma solo per tre anni...
D'altra parte la sua posizione sembra essere migliorata nel frattempo,
soprattutto a causa dei difficili rapporti tra i suoi nemici del Parlamento e
l'esercito modello. Si ha ora un vero e proprio colpo di scena: gli Scozzesi,
ritirandosi improvvisamente da Newcastle, abbandonano il re nelle mani del
Parlamento e il 3 gennaio 1647 i commissari del Parlamento conducono Carlo I
nel castello di Holmby, dove egli  posto agli arresti domiciliari.
Il re  prigioniero. Cosa succeder ora? Siamo in piena crisi tra il
Parlamento e l'esercito. Questa situazione pu convenire a Carlo I; egli tenta
di fungere da arbitro tra il Parlamento e l'esercito per mettersi in una
posizione pi comoda, ma non ci riesce. Al contrario, preda ed ostaggio, egli
diventa la posta in gioco, una posta assai desiderata dall'esercito. Ed ecco
che Cromwell torna sulla scena e che la storia ritrova i suoi personaggi e il
suo corso normale; Cromwell si prepara a rapire il re.
Il rapimento avviene il 2 giugno 1647. Il re sta giocando a bocce nel giardino
del castello di lord Spencer ad Altrope, vicino a Holmby. Arriva una squadra
di cavalieri, comandati dall'alfiere Joyce. Voglio parlare con il re. Il re,
che si  rifugiato in una camera, tiene una pistola in mano. Joyce si ritira,
ma torna l'indomani.
Avete un ordine scritto? chiede Carlo I. Dov'?
L, dietro di me. risponde l'alfiere indicando i suoi uomini. Sembra che
Fairfax non fosse al corrente di questo rapimento e che per lo meno non vi
abbia preso parte: pare anzi che l'arrivo del sovrano nel campo del suo
esercito lo abbia irritato.
Cromwell lo convince e gli spiega che questo rapimento  indispensabile per
affermare l'autorit dell'esercito di fronte al Parlamento. Cromwell agisce
dunque da ribelle: non soltanto ha rapito il re che si trovava sotto la
sorveglianza dei commissari del Parlamento, ma ordina anche di marciare su
Londra. Nello stesso tempo viene inviato al lord-mayor un messaggio che ha
tutta l'apparenza di un vero e proprio ultimatum, firmato da Fairfax, da
Cromwell e da undici colonnelli. In esso si minaccia di mettere a sacco Londra
se non si dar soddisfazione alle loro giuste rivendicazioni.
Di fronte a questo pronunciamiento Londra cede ed i Comuni espellono undici
membri, indicati dall'esercito come i principali responsabili della crisi.
Il re, tenuto in ostaggio, viene allora trasferito nel castello di Hampton
Court dove, e questo  uno degli aspetti pi strani di questa vicenda,
Cromwell va a trovarlo. Tra i due personaggi si stabilisce quella che pu
essere definita non proprio una simpatia, ma piuttosto una specie di dialogo
del quale purtroppo nulla ci  rimasto, ma che possiamo immaginare come uno di
quegli scontri verbali che finiscono col creare una sorta di intimit fra i
protagonisti.
Carlo I cerca di farsi amico Cromwell, di accattivarselo offrendogli il
comando supremo dell'esercito e della guardia reale, nonch l'ordine della
Giarrettiera... Cromwell rifiuta questi onori, cos come aveva rifiutato il
titolo di baronetto che gli era stato offerto dal Parlamento. Avr per la
sgradita sorpresa di venire a sapere, quando si pubblicher in seguito la
corrispondenza tra il re e la regina, che Carlo I ha tentato di ingannarlo:
Per quanto riguarda l'ordine della Giarrettiera, egli scriveva infatti, quella
che gli riservo  una collana di canapa.
Il re  arrivato ad Hampton Court il 24 agosto, ma ne fugge l'11 novembre,
senza dubbio su consiglio e con l'aiuto di Cromwell, il quale ritiene che
Hampton Court non sia abbastanza sicuro per custodirvi il re; in altre parole,
che in questo luogo non gli sia possibile dominarlo completamente. L'isola di
Wight  il luogo scelto dal re. Vuole forse lasciare l'Inghilterra per
rifugiarsi dall'altra parte della Manica? Comunque cade in una trappola: al
suo arrivo a Wight egli viene condotto nel vecchio castello di Carisbrooke,
una prigione assai pi temibile di tutte quelle conosciute finora.
Tuttavia Carlo I non ha perso ogni speranza: negozia infatti con gli Scozzesi,
quegli stessi Scozzesi che lo hanno tradito, ma che restano ai suoi occhi la
sua unica ancora di salvezza. Il 26 dicembre le negoziazioni segrete si
concludono con la firma di un trattato che porta il nome di Engagement, il cui
testo viene seppellito dal re nel giardino del castello. Fatica sprecata: i
termini di questo strano trattato, stipulato tra un prigioniero detenuto in
un'isola e gli Scozzesi, vengono ben presto conosciuti dal Parlamento.
Questa  la reazione di Cromwell: Il re ha concluso un trattato con gli
Scozzesi per fare affondare ancora di pi la nazione nel sangue. Cromwell
moltiplica poi le pi infiammate dichiarazioni contro il sovrano. Dopo aver
conquistato l'esercito, soggiogato nuovamente il Parlamento, isolato il re,
Cromwell si prepara alla stoccata finale contro la monarchia.
Con questa nuova fase ha inizio la seconda guerra civile: quella attesa da
Cromwell e dall'esercito per impadronirsi completamente del potere. Dopo il
trattato dell'Engagement, Carlo I si trova nella identica situazione di Luigi
XVI dopo la fuga a Varennes. Il Parlamento decide di non ricevere pi messaggi
dal re e di non inviargliene. Siamo alla rottura totale.
Il Parlamento costituisce un comitato di salute pubblica, creando cos il
proprio organo esecutivo. Si parla di instaurare la Repubblica e Cromwell
ascolta queste proposte con compiacimento, ma anche con prudenza: non  ancora
giunta l'ora di scoprire le proprie carte. Non  escluso che per un certo
periodo di tempo Cromwell abbia creduto alla restaurazione del re sulla base
di una monarchia costituzionale. E' provato questo dai suoi colloqui di
Hampton Court? Non a sufficienza. La posizione di Cromwell  a quest'epoca una
specie di attesa attiva: vale a dire che egli mette in movimento forze
contrarie e, mantenendo le distanze, aspetta di vedere quale prevarr.
Egli sorveglia il re, ma sorveglia e si sforza di controllare anche le fazioni
pi estremiste dell'esercito, che si raggruppano attorno agli agitatori e che
s'ispirano agli scritti di quello strano colonnello avventuriero e di
quell'instancabile propagandista che fu Wilburne.
Alla fine dell'ottobre del 1647, poco prima della fuga del re, il consiglio
dell'esercito (detto Council) si riunisce a Putney per discutere una nuova
costituzione, che equivale all'abolizione della monarchia in Inghilterra ed
alla proclamazione della repubblica. Questo progetto, che prevede inoltre il
suffragio universale, porta il marchio della dottrina dei Levellers. Ma chi
sono i Levellers? In italiano questo termine significa Livellatori, o almeno 
questo il nome dato loro dai loro avversari. Essi sono forse i primi comunisti
della storia moderna. Sono diffusi soprattutto tra il popolo e i piccoli
artigiani. Vi  poi tutta una schiera di visionari, di umanisti, di
intellettuali. Essi vanno pi lontano, assai pi lontano degli indipendenti di
Cromwell, specie sul piano religioso. Uno di essi, il colonnello Overton, nega
l'immortalit dell'anima, Walwyn oppone l'amore egualitario ai dogmi. Ma 
soprattutto Lilburne che si distingue pubblicando feroci libelli nei quali
attacca le fondamenta della societ inglese e per i quali sar pi di una
volta incarcerato.
I Livellatori fanno paura: al tempo della Fronda, Mazarino teme che essi
possano diffondersi anche in Francia. Essi sono uno spauracchio per tutti e li
si mette al bando: I livellatori credono di ristabilire l'uguaglianza
distruggendo le tombe di famiglia, si scriver di loro. A parte il fatto che
le loro idee colpiscono il lato puritano di Cromwell, il futuro dittatore 
preoccupato per il fermento anarchico da essi suscitato, che si oppone
chiaramente alle sue vedute. Ben presto dovr combatterli, ma per il momento
il repubblicanesimo lo aiuta, perch fa parte dei suoi disegni: infatti, si
pu esserne certi, la fuga di Carlo I rappresenta per Cromwell la prima scena
della grande tragedia che raggiunger l'apice con l'esecuzione del re.
Il 3 gennaio 1648 Cromwell dichiara ai Comuni di ritenere il sovrano: un uomo
ostinato al quale Dio ha indurito il cuore. Lo stesso giorno egli invia una
lettera al colonnello Hammond, il carceriere del re nell'isola di Wight,
raccomandandogli di sorvegliare i maneggi del prigioniero. La posizione del
colonnello Hammond  per delicata; egli ha sposato una figlia di John
Hampden, cugino di Cromwell, e suo fratello, il reverendo Henry Hammond,
cappellano del re,  restato fedele al sovrano.
A quest'epoca Cromwell svolge un'intensa attivit politica: egli saggia tutte
le forze politiche in campo, escogitando combinazioni che gli permettono di
conoscere il pensiero e di provare la forza delle parti in causa:
parlamentari, presbiteriani, colonnelli. Cos egli indice riunioni, organizza
pranzi. Una ballata intitolata Oh, bravo Oliver! ricorda questa attivit:
Perch Oliver  dovunque.
Egli  qua.
Egli  l.
E Oliver  a Whitehall.
E Oliver prende nota di tutto.
Vota tutto.
E tamburella sulla sua Bibbia.
Oliver Cromwell, da bravo stratega, ha ora valutato le forze in gioco e si
prepara a sconfiggerle. Egli inizia dagli Scozzesi, poich si impone la
necessit di risolvere per primo questo problema. Infatti un esercito
scozzese, agli ordini del duca di Hamilton, invade nuovamente l'Inghilterra,
ma questa volta come alleato di Carlo I e nemico del Parlamento.
Cromwell si trova nel Galles, dove  stato inviato per reprimere
un'insurrezione che quando arriva  gi quasi sedata. Venendo a conoscenza del
pericolo incombente, egli si dirige immediatamente verso nord per soccorrere
il generale Lambert, che rischia di essere travolto dagli Scozzesi. Il fattore
velocit ha ora una grande importanza e Cromwell fa coprire alla sua fanteria
in soli 27 giorni le 600 miglia da Pembroke a Pontefract. Il 12 agosto egli si
congiunge con Lambert e assume il comando di tutte le forze: circa 9.000
uomini.
Il duca di Hamilton gode di una leggera superiorit numerica. Ma il suo
esercito, messo insieme frettolosamente, manca di materiale bellico, 
praticamente privo di artiglieria, e di coesione; esso  pi un'orda
predatrice e devastatrice che un esercito e sar travolto al primo scontro con
Cromwell. La battaglia avviene il 17 agosto, a Preston, e termina con la
sconfitta degli Scozzesi. Avviene un fatto che si riscontra raramente negli
annali militari: viene fatto prigioniero tutto l'esercito scozzese, 4.000
uomini a Preston e il resto, 6.0OO uomini, a Wigan e a Warrington... Anche il
duca di Hamilton, inseguito dalla cavalleria di Cromwell, viene catturato il
25 agosto.
Due giorni dopo la battaglia di Preston, Colchester cade nelle mani di
Fairfax. Carlisle e Berwick sono a loro volta occupate dalle truppe
parlamentari. La seconda guerra civile  finita. Militarmente il pericolo
monarchico  cessato. Il re non pu pi sperare in nessun aiuto. L'esercito,
che ha appena schiacciato gli Scozzesi e messo nello stesso tempo fuori causa
il re, si rivolta subito contro il Parlamento. E' una vera e propria sommossa
militare della quale Cromwell tira le fila da lontano: egli torna dalla Scozia
e non si fa vedere a Londra fino a quando non  finito tutto.
Cosa significa  finito tutto? L'esercito che ha investito Westminster procede
all'espulsione dei deputati presbiteriani. E' un colonnello, il colonnello
Thomas Pride, a dirigere l'operazione. Assistito da lord Grey of Wark egli si
fa sfilare davanti i parlamentari e seguendo un elenco, fa arrestare o
espellere i deputati segnalati. Alla fine non restano che 53 parlamentari sui
340 originari dell'Assemblea: il Rump, come sar chiamato questo Parlamento, 
ridotto a proporzioni irrisorie. L'esercito ha conquistato il potere.
Esso si rivolta ora nuovamente contro il re per mezzo di questa Camera che il
2 gennaio 1649 ordina l'incriminazione di Carlo I. Malgrado tutto, molti
membri di questo nuovo Parlamento vi si opposero. Il motivo
dell'incriminazione  che il re ha dichiarato guerra al Parlamento. Per
giustificare l'accusa di lesa maest, che si sta preparando, si inizia da
quella di leso Parlamento: si torna dunque all'origine del conflitto, a
quell'equazione britannica che, diventando un antagonismo, ha schiuso le porte
alla rivoluzione.
Si  dunque creata una situazione eccezionale, spiegata da Cromwell lo stesso
2 gennaio quando dichiara: Mentre una volta chi avesse concepito l'idea di
deporre il re o diseredare i suoi discendenti mi sarebbe apparso il pi grande
traditore o ribelle, ora che la Provvidenza e la necessit hanno fatto s che
la Camera debba prendere questa deliberazione, io prego Dio di benedire i suoi
consigli, bench io non sia pronto ad esprimere subito la mia opinione.
Quest'ultima frase tradisce esitazione, prudenza, ipocrisia o un dramma di
coscienza? Forse un po' di tutto. E' certo comunque che le coscienze, senza
parlare poi dell'opinione pubblica, non sono ancora mature per opporsi cos al
sovrano: non si diventa regicidi in questo modo e la rivoluzione del 1789
riprodurr una situazione sotto molti aspetti paragonabile a questa. Molti
lords si rifiutano di fare parte dell'Alta Corte di Giustizia riunitasi dall'8
al 19 gennaio in sedute preliminari.
Il re, che  stato ricondotto a Windsor, viene portato nel palazzo di Saint
James. A mezzogiorno del 20 egli compare davanti all'Alta Corte di Giustizia a
Westminster Hall. Il re si rifiuta di difendersi, non riconoscendo n
l'autorit dell'Alta Corte, n le accuse di tradimento e di tirannia fattegli.
Infine il 26 gennaio i 62 commissari presenti votano in favore della pena di
morte. Solo 28 commissari accettano di firmare la condanna. Durante il
processo Cromwell si adopera con straordinaria tenacia per incoraggiare i
giudici a votare per la pena di morte. Ha negoziato con una delegazione
scozzese venuta per tentare di salvare il re, facendole notare che poich
quest'ultimo non era re che per contratto, era stato lui stesso a rompere il
contratto con la nazione. Tenta inoltre di convincere sir Thomas Fairfax ad
approvare la sentenza di morte. Tuttavia il 27 gennaio, quando la sentenza
viene pronunciata dal lord-presidente Bradshaw in nome del popolo inglese,
lady Fairfax dalla tribuna del pubblico esclama: N la met n un quarto di
esso! Oliver Cromwell  un traditore!
L'esecuzione avviene il giorno 30. Ci sono dunque voluti 10 soli giorni per
condannare il re e, recidendogli il capo con un colpo di scure, abbattere
l'albero della monarchia britannica le cui radici avevano ceduto l'una dopo
l'altra. La monarchia non avr pi lo stesso carattere in Inghilterra, cos
come essa non ritrover la stessa fisionomia di prima in Francia dopo la morte
di Luigi XVI, che in vari punti sembra una replica del dramma che si conclude
il 30 gennaio su un palco eretto a Whitehall. L'Inghilterra non  pi un
regno,  un Commonwealth.
E Cromwell? Si dice che nella notte seguente all'esecuzione del re egli si sia
recato a Whitehall, dove lord Southampton e un amico vegliavano le spoglie di
Carlo I. La scena  degna di un dramma shakespeariano. Si avvicina alla bara,
solleva il coperchio e, dopo aver contemplato per qualche istante la salma del
sovrano, sospira: Crudele necessit!
C' ora un'altra necessit: quella di disfarsi dei Livellatori, che stanno
diventando un po' scomodi. Tanto pi che Lilburne diventa sempre pi
impossibile: non contento di rifiutarsi di far parte dell'Alta Corte di
Giustizia, egli deplora i processi ai capi militari realisti, Hamilton,
Goring, e nei suoi libelli insinua che Cromwell miri alla dittatura.
L'azione dei Livellatori si manifesta nelle campagne e in particolare nelle
contee vicine a Londra dove, siamo nel 1649, essi organizzano delle rivolte.
In aprile ha luogo l'operazione: vanga, sulla collina Saint George, nel
Surrey, dove si abbattono gli steccati. Non ci deve pi essere danaro, si
legge in un manifesto di quest'epoca. Volgiamo gli occhi verso quella libert
promessaci in eredit... Essa non pu esistere a meno che l'Inghilterra non si
liberi dei proprietari e non divenga un tesoro comune a tutti i suoi figli.
A fianco dei Livellatori sorgono altri gruppi;  questo il caso dei Ranters
(leggi: energumeni o sognatori), dei Quacqueri e dei Diggers, o zappatori, dei
quali abbiano gi visto l'intervento nel Surrey. La rivoluzione inglese
diventer proletaria? No, perch l'esercito arginer con decisione questa
tendenza a sinistra. Qualche arresto baster ad eliminare il pericolo e questa
opposizione, troppo frammentaria, disorganizzata e priva di appoggi
consistenti, diventer un movimento troppo marginale per poter contrastare le
imprese di Cromwell.
L'accordo tra Cromwell e l'esercito  ora al culmine. Un libello scritto da un
colonnello loda Oliver Cromwel e lo definisce uno strumento di Dio. Tanto
meglio, perch Cromwell ha ancora bisogno di quest'esercito. E anche
l'esercito ha bisogno di lui: una nuova insurrezione monarchica si prepara in
Irlanda. Chi meglio di Oliver Cromwell, con le sue capacit militari,  capace
di dirigere una spedizione? Il 15 marzo  fatta: Cromwell  nominato
comandante in capo.
Esita un po' prima di accettare, temendo di essere allontanato dagli affari di
Stato, in altre parole di essere esiliato in un paese difficile. Teme inoltre
che l'Irlanda non sia il punto pi pericoloso di questo nuovo ritorno di
fiamma monarchico, e che ci si sbagli accordando la priorit all'Irlanda
quando la minaccia maggiore e pi diretta pu venire ancora dalla Scozia, dove
il Parlamento di Edimburgo ha proclamato re il figlio di Carlo I.
Egli finisce tuttavia con l'accettare di dirigere le operazioni in Irlanda,
della quale viene anche nominato governatore generale. Lascia Londra il 10
luglio, dopo una cena d'addio durante la quale pronuncia, com' sua abitudine,
qualcosa che sta a met tra un discorso e una predica.
Una carrozza trainata da sei cavalli e scortata da una sessantina di ufficiali
a cavallo, un corteo da re, lo conduce a Bristol, dove resta un mese prima di
imbarcarsi. In questo periodo pi di un centinaio di navi ha sbarcato truppe,
100.00O uomini, e munizioni in Irlanda, grazie ad un'operazione navale
superbamente condotta e la cui importanza e perfetta esecuzione ne fanno un
modello del genere. La traversata da Milford Haven a Dublino dura due giorni.
Il mare  agitato. Cromwell sta molto male ma, arrivando a Dublino ritrova la
sua vivacit e quello stile che gli  particolare e che gli fa dichiarare che:
Dio l'ha protetto per poter compiere la grande missione di combattere i
barbari Irlandesi assetati di sangue.
L'Irlanda nella quale Cromwell sbarca  praticamente in stato di insurrezione
dal 1641. Questa ribellione, oltre ad essere consona al temperamento
irlandese,  stata in qualche modo incoraggiata dalla debolezza di Carlo I e
dalle concessioni da lui accordate agli Scozzesi. La Scozia ha avuto diritto
al presbiterianesimo, perch dunque l'lrlanda non potrebbe proclamarsi
cattolica o papista? La lotta degli Irlandesi, appoggiati dagli Spagnoli,
contro gli Inglesi, ha assunto l'aspetto di una guerriglia, della quale i
coloni inglesi sono stati le vittime.
I soldati puritani giunti dall'Inghilterra devono dunque non soltanto
sottomettere degli eretici, e proprio quelli maggiormente detestati: i
cattolici, ma anche vendicare dei compatrioti, tra i quali molte donne e
bambini.
Cromwell vuole concludere rapidamente la campagna in Irlanda, che assomiglia
pi a una conquista coloniale che a una vera e propria guerra. I suoi metodi
sono duri, a volte feroci. A Drogheda, a quaranta miglia da Dublino, egli
agisce con estrema brutalit. Drogheda  un porto di considerevole importanza
strategica: esso domina la strada che va da Dublino all'Ulster. Il 3 settembre
con 10.000 uomini Cromwell assedia la citt, difesa da sir Arthur Aston, un
Inglese cattolico che ha combattuto a lungo contro i Turchi e che reputa la
citt inespugnabile. L'artiglieria delle teste rotonde apre il fuoco il 9
settembre. L'indomani Cromwell intima la resa della citt. Aston rifiuta.
Resiste a due assalti. Al terzo Cromwell, con la spada sguainata, entra nelle
trincee irlandesi. Dopo aver conquistato la citt, gli ufficiali inglesi
sarebbero disposti a risparmiare i difensori sopravvissuti. Cromwell vi si
oppone e fa passare l'intera guarnigione a fil di spada. Un testimone scrive:
Siamo padroni di Drogheda. Sono stati massacrati pi di 3.500 Irlandesi. Anche
sir Arthur Aston, il governatore,  morto. Non si  risparmiato nessuno. Esco
dalla grande chiesa dove ho reso grazie a Dio.
Si uccide, si terrorizza e anche si colonizza. Sin dall'inizio della
spedizione il Parlamento vota l'attribuzione di 25.00 000 acri di terra ad
avventurieri inglesi. Guerra di religione, guerra di sterminio, guerra di
conquista territoriale ed agraria: la guerra d'Irlanda, condotta da Oliver
Cromwell,  tutto questo. L'lrlanda non ne esce asservita e Cromwell non
riesce a domare questo paese irriducibile; lasciato il comando al proprio
genero, Ireton, egli lascia l'isola nel maggio del 1650. Il Parlamento lo
richiama gi da qualche settimana, perch incombe il pericolo scozzese.
Ma Cromwell, che durante l'inverno  stato malato, non ha potuto rispondere
subito alla richiesta del Parlamento.
Nel maggio del 1650 Cromwell sbarca a Bristol. Carlo II, che il 10 maggio ha
firmato con gli Scozzesi il trattato di Breda, in seguito confermato da quello
di Heligoland, arriva in Scozia, dove  proclamato re. Lo stesso giorno
Cromwell viene nominato capitano generale e comandante in capo delle forze
inglesi, mentre il Consiglio di stato dichiara guerra alla Scozia.
Il 19 luglio Cromwell entra in Scozia con 16.000 uomini. Il giorno prima in un
proclama ha spiegato tanto l'esecuzione del re quanto i fini bellici degli
Inglesi: la difesa della religione e della libert.
Gli Scozzesi attuano la tattica della terra bruciata. Tra Berwick, alla
frontiera, ed Edimburgo c' il vuoto; la popolazione  fuggita col bestiame, e
i raccolti sono stati bruciati. Si  costruita una specie di linea fortificata
tra Leith ed Edimburgo. Cromwell marcia rapidamente su Dunbar, nelle vicinanze
di Edimburgo, dove deve incontrarsi con una flotta che gli porta i
rifornimenti.
Poich le truppe Scozzesi sono pi numerose delle sue, Cromwell si arresta
limitandosi ad esplorare le difese nemiche. Egli subissa inoltre il nemico di
dichiarazioni pari a quella indirizzata alla Chiesa scozzese, the Kirk: Non
fate che ricada su di voi la morte di innocenti che si sono lasciati ingannare
dalle apparenze offerte dal re e dal Covenant. Ve ne supplico, per le viscere
del Cristo, pensate che potete aver sbagliato. Si  potuto concludere un
Covenant con la morte e l'inferno... Vi prego di leggere il ventottesimo
capitolo di Isaia, dal nono al quindicesimo versetto... che il Signore dia a
voi come a noi l'intelligenza necessaria per compiere la sua volont.
L'urto tra i due eserciti avviene a Dunbar, dove gli Scozzesi sono molto pi
numerosi. Solo un miracolo pu salvarci, scriver Cromwell. Il miracolo
avviene: il comandante in capo scozzese, generale David Leslie, commette
l'errore di spostare l'ala sinistra, aprendo cos un varco nel suo
dispositivo. Con il colpo d'occhio e la rapidit che gli sono propri, Cromwell
irrompe in questo punto e sconfigge gli Scozzesi che si ritirano verso
Stirling. Cromwell occupa Leith ed Edimburgo, ma il castello che domina la
citt  ancora nelle mani degli Scozzesi che fanno delle incursioni notturne
contro gli Inglesi. E qui termina la campagna. Cromwell trascorre tutto
l'inverno in un castello scozzese, il castello di Moray.
Tornato il caldo, Cromwell, che non  certo venuto per ricondurre in seno a
quella inglese la chiesa di Scozia e per tramutare i presbiteriani in buoni
puritani, riprende le operazioni militari contro Leslie e stabilisce una testa
di ponte sulla riva nord del Firth of Forth. Gli Scozzesi ritengono giunto il
momento di marciare verso l'Inghilterra approfittando del fatto che Cromwell
si  allontanato verso nord. Ma quest'ultimo torna indietro e si lancia
all'inseguimento degli Scozzesi, che raggiunge a marce forzate, pi di trenta
miglia al giorno, e sconfigge a Worcester, a 150 miglia da Londra. Era ora.
Grazie a questa mossa strategica audace e rischiosa, Cromwell ha riportato
sugli Scozzesi, attirati nel cuore del paese nemico, una completa vittoria.
Siamo nel settembre del 1651. Qualche giorno dopo Cromwell rientra a Londra,
dove viene accolto come un vincitore ed un re.
La guerra civile  vinta. Resta ora da consolidare la vittoria e senza dubbio
da estenderla all'interno del paese. Ora che il re  morto e suo figlio
sconfitto, credo sia necessario dedicarsi all'organizzazione della nazione.
(The Settlement of the Nation), dichiara Cromwell ai suoi amici.
Gli ampi poteri di cui dispone, in quest'autunno del 1651, gli permettono di
realizzare i suoi fini: oltre ad essere comandante in capo dell'esercito egli
 membro del Consiglio di Stato, i 41 che assicurano il potere esecutivo, ed 
sempre membro del Parlamento. E' inoltre lord-luogotenente dell'Irlanda e
cancelliere dell'universit di Oxford. A tutti questi titoli e prerogative
egli aggiunge il simbolo della maest: la sua dimora  la residenza reale di
Hampton Court.
La prima opera che si impone  la pacificazione, il perdono, l'amnistia dopo
tanti anni di lotta fratricida. Cromwell vi si dedica subito. Bisogna decidere
la sorte di migliaia di prigionieri monarchici e soprattutto provvedere alla
loro reintegrazione nella nazione. E' questo il senso dell'Act of Oblivion.
Nello stesso tempo bisogna sradicare le ultime vestigia del passato, ed  per
questo che Cromwell ingaggia battaglia contro quel vecchio mozzicone
superstite: il Rump Parliament, ridicolo rudere del Parlamento Lungo.
Il suo scioglimento ( questa un'abitudine che Cromwell sembra aver mutuato
dalla monarchia) avr luogo in un modo particolarmente brutale. Bisogna dire
per che dal 1651 questo Parlamento-groppone crede di poter dominare la
situazione: abolisce la carica di luogotenente generale attribuita a Cromwell
e sopprime anche le funzioni affidate al maggiore generale John Lambert, amico
intimo di Cromwell. Questo Parlamento, che assomiglia un po' al rospo che si
crede un bue, d inizio ad un'opposizione all'esercito e cerca di liberarsene
per mezzo della smobilitazione e dei licenziamenti. Questo significa
sopravvalutare le proprie forze ed attirarsi l'ostilit dei militari.
Inoltre il Rump crede di avere un'idea geniale, quando pensa di trovare, con
la guerra contro l'Olanda, un diversivo patriottico che far dimenticare
Cromwell, l'esercito modello e dar il primato alla marina, che  meno
inquietante e pi docile. La necessit di rafforzare la Navy sar inoltre il
miglior pretesto per indebolire l'esercito. In breve, grazie al nemico
olandese, che negli ambienti mercantili si sarebbe felici di vedere in fondo
all'oceano, si volter pagina in un modo per molti piacevole.
Nell'ottobre del 1651 il Parlamento vota un Navigation Act che vieta
l'importazione di prodotti stranieri per mezzo di navi che non battano
bandiera britannica, salvo che si tratti di prodotti che abbiano la
nazionalit delle navi che li trasportano. E' un colpo diretto soprattutto
contro la marina olandese, che aveva preso un posto preponderante
nell'importazione dei prodotti esteri in Inghilterra e che, per tutta la
durata della guerra civile, aveva in gran parte assicurato
l'approvvigionamento delle isole britanniche.
Cromwell  favorevole o ostile a questo conflitto? Probabilmente ostile,
bench non lo dimostri e stia al gioco partecipando attivamente ai preparativi
strategici. Certamente non gli dispiace fiaccare l'orgoglio della marina
olandese, ma forse pensa anche che il malcontento provocato nell'esercito da
questa guerra (la rivalit tra le armi  sempre stata e resta ancora viva in
Inghilterra) gli sar utile, facilitando lo scontro decisivo con il
Parlamento.
E' in questo momento che Cromwell sembra pensare ad una restaurazione
monarchica e che manifesta il suo pensiero a lord Whitelocke durante una
passeggiata nel parco di Saint James. Sembra che pensi al duca di Gloucester,
il figlio pi giovane di Carlo I, che si trova prigioniero in Inghilterra.
Cerca forse di saggiare il terreno?
E se un uomo assumesse la carica di re? aggiunge.
Ma c' un ostacolo, per quanto irrisorio: il Rump Parliament. Il 18 novembre,
con 49 voti contro 47, Cromwell ottiene che il Parlamento fissi la data del
suo scioglimento. E' una vittoria solo di principio, perch il Parlamento
decide di restare riunito fino al 3 novembre 1654: bisogna dunque sopportare
il Rump ancora per tre anni! Troppi.
Un tentativo del Parlamento di perpetuarsi con future elezioni, un modo per
consolidare la situazione dei membri del Rump, spinge Cromwell ad agire. Siamo
nell'aprile del 1653: Non avete tempo da perdere, gli si dice.
Ed effettivamente egli non ne perde e, scortato da un drappello di
moschettieri, penetra nel Parlamento. Ha luogo allora una scena incredibile.
Cromwell, che ha preso posto tra i deputati, si alza per pronunciare un
discorso che, iniziato con un tono misurato, si trasforma rapidamente in una
violenta requisitoria, come se la vista di quei parlamentari avesse
improvvisamente scatenato il suo furore.
Nulla per il bene pubblico, tutto per il vostro interesse! esclama. Volete
perpetuarvi, ma la vostra ora  venuta. Il Signore ha finito con voi, il
Signore mi ha preso la mano e mi fa fare quello che faccio. Mai Carlo I ha
parlato tanto duramente al Parlamento. Andate, andate, voglio farla finita con
queste chiacchiere.
E' il segnale. I moschettieri, che stavano sulle porte, irrompono nella sala:
Non siete pi un Parlamento, andatevene, lasciate il posto a persone pi degne
di voi! Una specie di sacra eccitazione sembra essersi impadronita di
Cromwell. Egli misura a grandi passi la sala, vocifera e pesta i piedi. Se la
prende con i singoli deputati.
Si rivolge allo speaker, il presidente dell'Assemblea, e gli intima di
scendere dalla tribuna... Mettetelo alla porta! urla.
Cromwell non sembra pi padrone dei suoi nervi. Agisce come in una crisi
isterica e si comporta come se avesse voglia da molto tempo di dire il fatto
loro a quei parlamentari che, dopo tutto, sono i suoi colleghi. Accusa l'uno
di correre dietro alle sottane, l'altro di essere un ubriacone, si sentono
accuse di adulterio, di prevaricazione...
Dopo questa crisi, Cromwell sembra vergognarsi un po' e tenta di scusarsi.
Quando sono venuto alla Camera non pensavo che mi sarei comportato cos, ma ho
sentito lo spirito di Dio cosi potente su di me che non ho pi ascoltato la
carne n il sangue.
In Inghilterra non c' pi n re n Parlamento. C' ormai spazio, un ampio
spazio, per Cromwell. Quest'azione di Cromwell viene accolta favorevolmente
dall'opinione pubblica. Lo scioglimento del Parlamento, scrive l'ambasciatore
di Venezia,  considerato con ammirazione pi che con sorpresa, e soddisfa
tutti.
Che far ora Cromwell? Egli sembra esitare ad attraversare il Rubicone e la
sua prima preoccupazione  quella di costituire una nuova Assemblea. Essa sar
un'Assemblea ideale, fatta su misura, poich sar basata sui nominativi
indicati dalle Chiese indipendenti, sui quali il consiglio dell'esercito: il
Council of the Army, far la sua scelta...
Il nuovo Parlamento si riunisce il 4 luglio 1653. Esso costituisce il riflesso
abbastanza fedele del puritanesimo ed il suo nome non pu essere che questo:
l'Assemblea dei Santi. Cromwell pronuncia un discorso che sembra
un'invocazione, un vaneggiamento. Esso  in gran parte costituito da un
monologo in cui Cromwell si slancia in una confessione esaltata. E' l'apogeo
dell'eloquenza cromwelliana: 14 pagine intere.
Nella conclusione l'esaltazione giunge al massimo: Confesso, egli dice, di non
avere mai visto un giorno simile a questo, e forse nemmeno voi, in cui Ges
Cristo  riconosciuto dalla vostra elezione e voi lo riconoscete nella vostra
volont di testimoniare per lui... Oggi  il giorno del potere di Cristo!
Quest'Assemblea dei Santi, che sostituisce il Parlamento-fantasma,  stata
definita una via di mezzo tra il congresso e l'assemblea costituente.
Tuttavia, se buona parte di questi Santi vede in Cromwell una specie di
profeta capace di realizzare il regno di Dio in Inghilterra, c' chi  ancora
pi puritano di lui; questo  il caso dei Levellers, che criticano e
condannano. E' anche il caso dei predicatori anabattisti che denunciano
Cromwell come l'incarnazione del peccato e lo accusano di favorire una Chiesa
di Stato... il che non impedisce a Cromwell di essere eletto il 1 novembre
1653 membro del Consiglio di Stato, organo esecutivo di natura collegiale.
Ma il Parlamento dei Santi non si rivela uno strumento docile come Cromwell
aveva sperato e gli estremisti, guidati da Harrison, finiscono per esasperare
Cromwell, al punto che egli dichiara: Ho pi nemici tra i pazzi che tra i
furfanti...
L'incanto  rotto. Questa volta tocca al maggiore generale Lambert l'incarico
di disfarsi di questi Santi. L'operazione ha luogo il 12 dicembre. La scena 
quasi identica a quella della volta precedente. Lambert arriva con i
moschettieri. I Santi rifiutano di obbedire. I moschettieri chiedono loro cosa
facciano l. Cerchiamo il Signore. essi rispondono. Andate a cercarlo altrove,
perch qui non lo troverete. E' questo l'elogio funebre fatto dalla
soldataglia a questa famosa camera...
E' stata la storia della mia follia e della mia debolezza, concluder
Cromwell.
Quattro giorni dopo, Cromwell viene proclamato Lord Protettore dal Consiglio
di Stato. Ha raggiunto l'apice. L'intenzione di Lambert e dei suoi amici era
quella di conferire a Cromwell il titolo di re. Piuma sul cappello di un uomo,
giocattolo, egli risponde. Ha fatto cadere la corona di Cristo e se l' messa
in testa, ribattono i suoi avversari.
Il 12 dicembre, nel corso di una conversazione con lo stesso Hohn Lambert,
Oliver Cromwell respinge l'idea di farsi proclamare re. Il titolo di Lord
Protettore non  nuovo nella storia dell'Inghilterra. Esso  gi stato
conferito nel 1422 dal Parlamento al duca di Gloucester durante la minore et
del re Enrico VI. Pi tardi questo titolo, che equivale a quello di reggente,
sar esercitato dal duca di Somerset durante il regno di Edoardo VI.
Gli attributi e i poteri del Lord Protettore sono in principio limitati da una
Costituzione, The Instrument of Government, elaborata dall'esercito.
Comandante in capo dell'esercito e della marina, il Lord Protettore, dispone
di un appannaggio, proprio come il re, e la sua persona  protetta da una
legge che dichiara reo di tradimento chiunque gli rechi offesa.
In compenso i poteri del nuovo monarca sono controbilanciati da un Parlamento
che, eletto per tre anni, deve riunirsi almeno cinque mesi all'anno, e dal
Consiglio di Stato, nuovo termine della famosa equazione britannica e la cui
natura fa un po' pensare al Gran Consiglio della Repubblica di Venezia.
Bisogna ora fare la pace con l'Olanda. Nonostante qualche vittoria degli
Inglesi, non si  ancora concluso nulla.
L'instaurazione del Protettorato facilita le cose. Gli Olandesi mandano a
Londra alcuni plenipotenziari e si giunge abbastanza presto alla redazione di
un protocollo in virt del quale i due paesi riconoscono la reciproca libert
di navigazione. L'Olanda pagher inoltre i danni di guerra per riparare ai
danni causati alla Compagnia delle Indie. Ormai le navi da guerra olandesi
riceveranno il saluto da quelle battenti bandiera inglese, per lo meno nelle
acque territoriali inglesi. E' un successo per Cromwell e il suo prestigio ne
esce molto rafforzato.
Cromwell riallaccia le relazioni con molti paesi, fino allora molto riservati,
per non dire di pi, nei confronti della rivoluzione inglese ed anche della
sua stessa persona: la Francia, la Danimarca, il Portogallo, la Svezia. Con
quest'ultima si produce per un intoppo: la regina Cristina ha deciso di
abdicare e di farsi cattolica...
Una specie di simpatico avventuriero, Antonio di Bordeaux,  il primo
ambasciatore di Francia presso il Lord Protettore. E' stato mandato con un
pretesto commerciale per riferire a Mazarino la situazione in Inghilterra. Ma
se le relazioni con la Francia restano un po' fredde, questo non dipende solo
dalla reticenza di Anna d'Austria ma anche dallo stesso Cromwell. Egli infatti
non desidera tanto un'alleanza con la Francia, quanto una specie di
neutralizzazione, che impedisca a quest'ultima di diventare il focolaio ed il
punto d'incontro degli emigrati monarchici rifugiatisi sul continente,
lasciandolo cos libero di rivolgersi contro la Spagna, che  il suo nemico
marittimo e religioso...
Un'incursione contro i galeoni spagnoli ha pieno successo. Ancora una volta la
fortuna delle armi arride a Cromwell. Nel frattempo la pacificazione della
Scozia termina con successo sotto la direzione del generale Monk.
All'interno dell'Inghilterra, Cromwell si adopera per ristabilire la pace
degli spiriti e soprattutto la pace religiosa, cosa che lo indurr a prendere
delle misure pi liberali di quanto ci si potesse aspettare da lui. I
cattolici ricevono l'assicurazione che non saranno perseguitati e vengono
autorizzati a celebrare la messa, a condizione che essa sia privata. Il rito
anglicano continua ad essere praticato qua e l, senza che le autorit
intervengano. Gli Ebrei sono autorizzati a tornare in Inghilterra. Si permette
loro di celebrare le loro funzioni in privato e di acquistare un cimitero
presso Londra...
Come vive ora Oliver Cromwell, quest'uomo onnipotente che regna da monarca
sull'Inghilterra? A Whitehall o a Hampton Court egli vive da re, tra i mobili
del re, con una corte reale: guardie del corpo dalle sontuose livree,
gentiluomini al seguito, concerti, banchetti, feste... Una specie di Luigi
XIV, ma pi bonario, pi borghese. Allora un Luigi Filippo? In realt n l'uno
n l'altro, ma un personaggio ambiguo, molto inglese, che talvolta ride di se
stesso, ma sempre abbastanza simile al campagnolo vestito di ruvida stoffa che
tanto stonava nel Parlamento snob in cui aveva fatto la sua prima apparizione.
I suoi divertimenti preferiti sono giocare a bocce, andare a caccia e...
sposare le figlie. Ma nello stesso tempo egli vieta in Inghilterra le corse
dei cavalli e i combattimenti dei galli. L'adulterio e l'incesto vengono
perseguiti come delitti. E' proibito anche il duello.
Come i suoi reali predecessori, Cromwell governa senza Parlamento. Fino a
quando? La nuova Costituzione ha fissato le elezioni per l'estate del 1654. Il
nuovo Parlamento assomiglia molto al Parlamento Lungo, ad eccezione del fatto
che vi si contano pochissimi monarchici. Cromwell dispone di una larga
maggioranza ma, come  gi accaduto, dal momento in cui i parlamentari si
trovano riuniti tutto il loro comportamento politico si modifica, in funzione
dell'idea di potere e di autorit che essi si fanno del Parlamento. E non si
devono forse prendere una rivincita sull'esercito che ha fatto tanto poco caso
ai loro privilegi ed alla loro dignit?
La seduta di apertura ha luogo a Westminster il 3 settembre 1654. E'
I'anniversario della battaglia di Dunbar, ma  anche domenica. Il maggiore
generale Lambert, al quale era stato affidato il compito di mettere
brutalmente fine al Parlamento precedente,  uno dei nuovi eletti.
Come un tempo il re, Cromwell arriva al Parlamento in carrozza. Al suo fianco
sono Henry, il suo secondogenito, e Lambert. L'ambasciatore di Francia osserva
che il Lord Protettore  vestito assai modestamente.
Nel suo discorso, molto pi equilibrato di quelli pronunciati a suo tempo alla
tribuna del Parlamento, Cromwell difende e giustifica il Protettorato e
critica gli estremisti puritani, e in particolare i Livellatori, che accusa di
voler provocare il caos economico. Cicatrizzazione e normalizzazione, ecco il
suo programma che, come dice ancora, mira ad assicurare il benessere alla
nazione. Come si pu notare, il linguaggio di Cromwell  un po' mutato.
Il Parlamento reagisce piuttosto freddamente. La cosa pi grave per il momento
sono i vari focolai di agitazione anticromwelliana che si riaccendono nel
paese, come fuochi male estinti che si riattizzano al soffio dell'opposizione
al regime.
L'esercito stesso sembra mutato. Si stabiliscono in quest'epoca contatti tra
alcuni comandanti dell'esercito e i Livellatori. Questi ultimi contano del
resto adepti molto altolocati, come l'ammiraglio John Lawson, che comanda una
flotta pronta a salpare per le Antille e che  un Leveller convinto.
Cos, checch ne dica, Cromwell ritiene che non sia il momento di scontrarsi
col Parlamento. Adotta persino nei suoi confronti un atteggiamento in
apparenza deferente, offrendo per esempio ai deputati di tenerli al corrente
di certe decisioni militari e in particolare delle spedizioni navali in
preparazione.
Il Parlamento declina l'offerta per ragioni di segretezza militare, ma il
gesto viene molto apprezzato. E' in questo periodo che a Cromwell accade un
incidente che potrebbe essergli fatale. Mentre conduce in Hyde Park un tiro a
sei cavalli, questi si impennano e fanno cadere Cromwell che, nella caduta,
non si uccide per un pelo con la pistola che porta addosso, dalla quale
nell'urto parte un colpo. Quest'incidente gli serve: l'eventualit della sua
scomparsa, l'incognita politica che essa comporta, fa riflettere i
parlamentari. Ma questo momento di pausa, interrotto per lui il 10 novembre
dalla morte della madre,  di breve durata.
Un consiglio degli ufficiali dell'esercito, riunitosi il 29 per decidere su
alcuni diverbi che avvelenano i rapporti tra l'esercito e la marina, ha
risvegliato i timori e i sospetti del Parlamento, che teme una nuova rivolta
militare. Si rispolvera lo spauracchio dello scioglimento. Il Parlamento
riprender l'offensiva per prendere il controllo delle forze armate. Cromwell
rafforza la guarnigione della Torre di Londra.
Nel gennaio del 1655 il Parlamento diventa sempre meno manovrabile e ben
presto Cromwell si trova di fronte allo stesso problema dei suoi predecessori
reali: il Parlamento si fa pregare per concedere il voto per i sussidi, e in
particolare per quelli destinati all'esercito. Non soltanto questo Parlamento,
che si prende sempre pi sul serio, tenta di esercitare, per mezzo del
bilancio militare, un certo controllo sull'esercito, ma interviene anche a pi
riprese sul piano religioso in un senso che non piace a Cromwell: quello
dell'intolleranza e della persecuzione.
Stesse cause, stesso effetto: Cromwell, stanco, deluso, esasperato da questo
Parlamento, viene indotto ancora una volta a comportarsi come Carlo I, il cui
fantasma decapitato sembra prendersi una rivincita postuma. Tenter di
governare da solo.
Nel 1655 inizia la dittatura assoluta di Cromwell. Un Cromwell malato, sempre
pi vittima della malaria. Un Cromwell celebre, incensato dai pi grandi
personaggi ed al quale il sultano del Marocco ha donato un leone vivo.
Nonostante tutto  un momento di distensione per quest'uomo aspro, combattivo,
vendicativo, vincitore nato, che vediamo mentre, simile a un sovrano benigno,
fuma la pipa giocando a bocce ad Hampton Court, la Versailles sulle rive del
Tamigi.
Non mancano le congiure: esse vengono sventate grazie alla vigilanza di John
di Thurloe, il Fouch del regime. Il paese  strettamente controllato
dall'esercito, quell'esercito che sar sempre il principale sostegno di
Cromwell, che  soprattutto un capo militare. Soldato di Dio, ma soldato
innanzitutto: crociato fanatico del mondo chiuso delle isole britanniche.
La mancanza di danaro, sentita per le necessit della guerra con la Spagna,
obbliga una nuova volta Cromwell a richiamare il Parlamento, che sar per lo
meno un nuovo Parlamento. Sar migliore degli altri?
Le elezioni vengono organizzate dall'esercito, che governa effettivamente il
paese, per mezzo dei maggiori-generali. Meno della met dei membri del
Parlamento precedente vengono eletti. Sono eletti tutti i generali comandanti
di regione, con una sola eccezione.
Dopo il Parlamento-fantasma e quello dei Santi, ecco l'avvento del Parlamento
dei generali. E riecco Cromwell di fronte a questo nuovo Parlamento: in una
calda giornata di settembre, circondato dai suoi principali consiglieri
militari, torna in questo posto in cui tanti ricordi lo riportano a un tempo
ormai passato che sembra sempre pi irreale, tanto le cose e le persone sono
cambiate...
Nuovo sfoggio di eloquenza di Cromwell. Siamo ancora, ma per quanto tempo? nel
periodo della luna di miele. Per cominciare, il Parlamento, apparentemente
esaltato dalla notizia della vittoria riportata dall'ammiraglio Stayner sulla
flotta spagnola, vota uno stanziamento straordinario di 400.000 sterline per
pagare la guerra contro Sua Maest Cattolica.
Tuttavia le cose non andranno a lungo cos lisce. La situazione muter con
l'affare James Naylor, un quacquero che ha percorso a cavallo tutta Bristol
proclamando che Cristo era in lui. Trascinato da qualche fanatico, il
Parlamento costata che non ci sono leggi abbastanza severe per condannare un
tale blasfemo e decide di punire severamente quest'illuminato, nonostante i
consigli di clemenza prodigati dall'inviato di Cromwell.
Quest'affare, a prima vista di scarso rilievo, avr due conseguenze: esso
opporr ancora una volta il Parlamento al potere esecutivo ed indurr Cromwell
a considerare che i suoi poteri di Lord Protettore sono insufficienti e che 
venuto forse il momento di sostituirli con quelli della monarchia. In effetti
Naylor viene condannato ad essere frustato e marchiato a fuoco, senza che
Cromwell possa impedire qucst'atto di crudelt, frutto di un'intolleranza
religiosa da lui aborrita nonostante una lettera indirizzata ai Comuni, nella
quale egli mostra la sua indignazione per il fatto che Naylor  stato
giudicato senza il suo consenso.
E' per questo che egli presta sempre pi orecchio agli amici che lo invitano a
diventare re. Questa crisi di coscienza di Cromwell avviene in una situazione
ancora agitata, che possiamo definire romantica, cos riassunta da Cromwell:
Ho passato gli ultimi anni della mia vita nel fuoco. Fuoco del pericolo? Fuoco
dell'inferno? Per ora Cromwell, a cui non restano pi di due anni di vita, 
costantemente minacciato: le congiure si succedono alle congiure.
Per quanto si allontanino da Londra i realisti conosciuti e si rinforzino le
guarnigioni, tutto pu succedere. Il 25 marzo, il Parlamento vota a larga
maggioranza, circa i due terzi, una risoluzione che invita Cromwell ad
accettare il titolo di re. Egli chiede di poter riflettere. Poi si ammala.
Malattia diplomatica? No,  veramente ammalato: ha un altro accesso di febbre.
In ogni caso  un nuovo rinvio, durante, il quale si consulta e riflette
intensamente. Un giorno accetta, l'indomani rifiuta. Infine, nel marzo del
1657, decide di respingere l'offerta del Parlamento.
I puritani, tutti i vecchi cromwelliani che ai tempi eroici hanno combattuto
non tanto contro Carlo I quanto contro il principio del potere monarchico,
tirano un sospiro di sollievo.
Il 26 giugno 1657 vengono riconfermate le cariche di Cromwell. A Westminster
si fa una bella cerimonia: Cromwell  sotto un baldacchino reale, seduto sul
trono di Scozia. Su un tavolo davanti a lui, ricoperto di velluto color rosa
di Genova, sono posati la Bibbia, una spada ed uno scettro d'oro. La guerra
con la Spagna  al culmine. Cromwell prepara inoltre una spedizione per andare
in soccorso di Carlo X di Svezia che si trova di fronte a una coalizione
formata dal papa, dall'imperatore, dalla Russia, dalla Polonia e dall'Olanda.
L'Inghilterra, che per la sua flotta ha bisogno del legno e del catrame delle
regioni nordiche, non pu permettere a nessuno di esercitare un'egemonia sul
Baltico; essa chiede a Carlo X, in cambio del suo appoggio, la cessione della
citt di Brema, che potrebbe eventualmente diventare una base per riunire i
principi protestanti tedeschi in vista di una crociata contro le potenze
cattoliche.
Ma la guerra contro la Spagna assorbe la maggior parte delle forze inglesi e
l'aiuto a Carlo X, che riesce a vincere la coalizione,  piuttosto modesto.
La salute di Cromwell  sempre pi cagionevole. Egli passa tutto il mese di
agosto a letto ad Hampton Court. Si succedono alti e bassi, con crisi sempre
pi frequenti: catarro bronchiale, catarro intestinale, febbre. Quando
presiede alla riunione del Parlamento del gennaio 1658 Cromwell appare assai
dimagrito.
Nel febbraio del 1658 a Roskilde viene firmata la pace tra la Svezia e la
Danimarca, in gran parte grazie alla mediazione britannica. In giugno la
cavalleria britannica vince contro gli Spagnoli la battaglia delle Dune e
Luigi XIV, che rinnova con gli Inglesi la sua alleanza contro la Spagna, cede
loro Dunkerque, un avamposto sul continente al quale Cromwell tiene
particolarmente e che egli considera un compenso per la perdita di Calais,
della quale ritiene responsabile la regina cattolica Maria Tudor. Strana
alleanza, questa, tra un uomo malato, stanco, contestato, e il pi splendente,
il pi assoluto dei monarchi francesi.
La salute di Cromwell peggiora sempre pi: non riesce pi a dormire senza
ricorrere a sonniferi. La guerra contro la Spagna, il mantenimento dell'ordine
in Irlanda e in Scozia, la campagna delle Antille costano molto care.
Soprattutto i realisti cercano la riscossa, e Cromwell li sente premere,
scalpitare alle porte del suo impero. Un corpo di spedizione formato da Carlo
II aspetta nei Paesi Bassi il momento favorevole. E' in questo momento che
Cromwell prova un grande dolore: la figlia Elisabetta muore di cancro. Anche
lui  molto malato: ha la gotta e un po' di tutto. Non pu nemmeno assistere
alle esequie della figlia tanto amata.
A fine agosto egli viene ricondotto da Hampton Court a Londra, dove, dicono i
medici, l'aria gli far meglio... Ma il suo stato di salute peggiora
rapidamente. Perde conoscenza. E' ormai prossimo alla morte. Muore nel
pomeriggio del 3 settembre 1658 all'et di 59 anni.
La salma di Cromwell fu inumata a Westminster Abbey, nella cappella di Enrico
VII, vicino alla figlia Elisabetta Claypole. I funerali ufficiali non ebbero
luogo che il 23 novembre: l'effigie del dittatore, adorna di una corona
imperiale tempestata di pietre preziose, attravers Londra con pompa reale,
scortata da 9.000 persone vestite a lutto. Tuttavia le casse del tesoro erano
vuote a tal punto che il figlio Richard, che Cromwell aveva nominato e fatto
riconoscere come suo successore, dovette dedicare parte del tempo della sua
breve permanenza al potere nel cercare il danaro necessario per pagare i
funerali.
Ma Richard era troppo debole e incapace per seguire la strada verso la
monarchia apertagli dal padre. All'inizio del 1660 il generale Monk, con
l'aiuto degli Scozzesi, restaura la monarchia degli Stuart. Una missione
governativa va a cercare il Pretendente in Olanda. Carlo II, accompagnato dai
duchi di York, il futuro Giacomo II, e di Gloucester, sbarca a Dover e
raggiunge Londra tra una immensa folla che lo acclama.
E' la rivincita. I regicidi vengono giudicati. Samuel Pepys annota nel suo
Journal, il 13 ottobre 1660: Sono andato a Charing Cross per vedere impiccare
e squartare il maggiore Harrison; il maggiore appariva del migliore umore
possibile per un uomo in simili circostanze. Fu tagliato a pezzi e la sua
testa e il suo cuore furono presentati al popolo, che lanci alte grida di
gioia. Cos, la sorte ha voluto che io vedessi decapitare il re a Whitehall e
che vedessi anche, oggi, a Charing Cross, il primo sangue versato per
vendicarlo. E, qualche giorno dopo: Abbiamo passato due settimane piene di
sangue. Ci sono state non meno di dieci persone impiccate e squartate. Infine,
il 4 dicembre 1660: Oggi il Parlamento ha votato un editto per il quale i
cadaveri di Oliver Cromwell, Ireton, Bradshaw, ecc. saranno riesumati dalle
loro tombe, a Westminster, trascinati al patibolo e l impiccati e poi
sepolti. Trovo penoso che un uomo di tale coraggio subisca un simile disonore,
anche se si considera che per altri motivi se l' meritato.

Fine.
