Fonte:   Enchiridion Vaticanum Vol. 1 - Doc. Concilio Vaticano II (1962-1965)
Autore:  Concilio Vaticano II
Luogo:   Roma (S. Pietro), 4 dicembre 1963
Data:    1963/12/04

DECRETO SUI MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE (INTER MIRIFICA)

INDICE
INTRODUZIONE
1 Significato dei termini               
2 Perch il concilio ne tratta         
CAPITOLO I
3. Compiti della chiesa           
4. Legge morale                   
5. Diritto all'informazione       
6. Arte e morale                  
7. Trattazione del male morale    
8. Opinioni pubbliche             
9. Doveri dei recettori           
10. Doveri dei giovani e dei genitori        
11. Doveri degli autori            
12. Doveri dell'autorit civile   
CAPITOLO II
13. Azione dei pastori e dei fedeli         
14. Iniziative dei cattolici            
15. Formazione degli autori             
16. Formazione dei recettori            
17. Mezzi e sussidi                
18. Giornata annuale               
19. Ufficio della santa sede       
20. Competenze dei vescovi         
21. Uffici nazionali               
22. Associazioni internazionali
CONCLUSIONE
23. Istruzione pastorale           
24. Esortazione finale             

                          INTRODUZIONE
Significato dei termini
1. Tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto nel
nostro tempo, l'ingegno umano  riuscito, con l'aiuto di Dio, a
trarre dal creato, la Chiesa accoglie e segue con particolare
sollecitudine quelle che pi direttamente riguardano le facolt
spirituali dell'uomo e che hanno offerto nuove possibilit di
comunicare, con massima facilit, ogni sorta di notizie, idee,
insegnamenti. Tra queste invenzioni occupano un posto di rilievo
quegli strumenti che, per loro natura, sono in grado di
raggiungere e influenzare non solo i singoli, ma le stesse masse
e l'intera umanit. Rientrano in tale categoria la stampa, il
cinema, la radio, la televisione e simili. A ragione quindi essi
possono essere chiamati: strumenti di comunicazione sociale.
Perch il Concilio ne tratta
2. La Chiesa nostra madre riconosce che questi strumenti se bene
adoperati, offrono al genere umano grandi vantaggi, perch
contribuiscono efficacemente a sollevare e ad arricchire lo
spirito, nonch a diffondere e a consolidare il regno di Dio. Ma
essa sa pure che l'uomo pu adoperarli contro i disegni del
Creatore e volgerli a propria rovina; anzi, il suo cuore di madre
 addolorato per i danni che molto sovente il loro cattivo uso ha
provocato all'umanit. Perci questo sacro Concilio, perseverando
nelle sollecitudini dei sommi Pontefici e dei vescovi in un
argomento di s grande importanza, ritiene suo dovere trattare
dei principali problemi relativi agli strumenti di comunicazione
sociale. Confida inoltre che questa esposizione dei suoi principi
dottrinali e delle sue norme non solo sar di giovamento
spirituale ai fedeli, ma contribuir anche al progresso di tutta
l'umanit.
                           CAPITOLO I
                    LA DOTTRINA DELLA CHIESA
Compiti della Chiesa
3. La Chiesa cattolica, essendo stata fondata da Cristo Signore
per portare la salvezza a tutti gli uomini, ed essendo perci
spinta dall'obbligo di diffondere il messaggio evangelico,
ritiene suo dovere servirsi anche degli strumenti di
comunicazione sociale per predicare l'annuncio di questa salvezza
ed insegnare agli uomini il retto uso di questi strumenti.
Compete pertanto alla Chiesa il diritto innato di usare e di
possedere siffatti strumenti, nella misura in cui essi siano
necessari o utili alla formazione cristiana e a ogni altra azione
pastorale. Cos pure  dovere dei sacri pastori istruire e
guidare i fedeli perch essi, anche con l'aiuto di questi
strumenti, perseguano la salvezza e perfezione propria e di tutta
la famiglia umana. Peraltro  compito anzitutto dei laici animare
di valori umani e cristiani tali strumenti, affinch rispondano
pienamente alla grande attesa dell'umanit e ai disegni di Dio.
Legge morale
4. Per usare rettamente questi strumenti  assolutamente
necessario che coloro i quali se ne servono conoscano le norme
della legge morale e le osservino fedelmente in questo settore.
Tengano perci presente il contenuto, comunicato secondo la
natura propria di ciascuno strumento; considerino inoltre tutto
il contesto --come, ad esempio, il fine, le persone, il luogo, il
tempo ecc.-- nel quale si attua la comunicazione stessa, perch
il contesto  capace di modificarne, o addirittura di cambiare
totalmente, il valore morale. A questo proposito segnaliamo in
particolare il modo di agire proprio di ogni strumento, cio la
sua forza di suggestione, che pu essere tale che gli uomini,
soprattutto se insufficientemente preparati, riescano con
difficolt ad avvertirla, a dominarla e, quando occorresse, a
respingerla.
Diritto all'informazione
5.  anzitutto necessario che tutti gli interessati si formino
una retta coscienza circa l'uso di questi strumenti, soprattutto
a proposito di alcune questioni oggi particolarmente controverse.
La prima di queste riguarda l'informazione, cio la ricerca e la
diffusione di notizie.
Non c' dubbio che l'informazione, dato il progresso raggiunto
dalla societ moderna, ed attese le sempre pi strette relazioni
d'interdipendenza tra i suoi membri,  diventata utilissima ed
anzi, per lo pi, una necessit. Infatti la pubblica e tempestiva
comunicazione degli avvenimenti e dei fatti offre ai singoli
uomini quella pi adeguata e costante conoscenza, che permette
loro di contribuire efficacemente al bene comune e di promuovere
tutti insieme pi agevolmente la prosperit e il progresso di
tutta la societ.  perci inerente alla societ umana il diritto
all'informazione su quanto, secondo le rispettive condizioni,
interessa gli uomini, sia come individui che come membri di una
societ. Tuttavia il retto esercizio di questo diritto esige che
la comunicazione sia sempre verace quanto al contenuto e, salve
la giustizia e la carit, completa; inoltre, per quanto riguarda
il modo, sia onesta e conveniente, cio rispetti rigorosamente le
leggi morali, i diritti e la dignit dell'uomo, sia nella ricerca
delle notizie, sia nella loro diffusione. Non ogni conoscenza
infatti giova, "mentre la carit  costruttiva" (1 Cor 8,1).
Arte e morale
6. La seconda questione riguarda le relazioni tra i diritti
dell'arte--come si suol dire--e le norme della legge morale.
Poich il moltiplicarsi di controversie su questo argomento non
di rado trae origine da dottrine erronee in materia di etica e di
estetica, il Concilio proclama che il primato dell'ordine morale
oggettivo deve essere rispettato assolutamente da tutti. Questo
ordine  il solo a superare e armonizzare tutte le diverse forme
dell'attivit umana, per quanto nobili esse siano, non eccettuata
quella dell'arte. Solo l'ordine morale, infatti, investe l'uomo
nella totalit del suo essere creatura di Dio dotata di
intelligenza e chiamata ad un fine soprannaturale; e lo stesso
ordine morale, se integralmente e fedelmente osservato, porta
l'uomo a raggiungere la perfezione e la pienezza della felicit.
Trattazione del male morale
7. Infine, l'esposizione, la descrizione o la rappresentazione
del male morale possono indubbiamente, anche per il tramite degli
strumenti di comunicazione sociale, servire per una pi
approfondita conoscenza ed analisi dell'uomo, ad illustrare e ad
esaltare lo splendore della verit e del bene, mediante
appropriati effetti drammatici. Tuttavia, se non si vuole che
rechino pi danno che vantaggio alle anime,  necessario
attenersi fedelmente alla legge morale, soprattutto quando si
tratta di cose che richiedono il dovuto rispetto o che si
prestano a favorire le disordinate passioni dell'uomo, ferito
dalla colpa originale.
Opinioni pubbliche
8. Poich le opinioni pubbliche esercitano oggi un enorme
influsso nella vita privata e pubblica dei cittadini di ogni
categoria sociale,  necessario che tutti i membri della societ
compiano, anche in questo campo, i loro doveri di giustizia e di
carit. Perci tutti si adoperino, anche mediante l'uso di questi
strumenti, alla formazione e diffusione di rette opinioni
pubbliche.
Doveri degli utenti
9. Particolari doveri hanno tutti gli utenti --vale a dire i
lettori, gli spettatori, gli uditori-- che con scelta personale e
libera ricevono le comunicazioni diffuse da questi strumenti.
Infatti, una scelta retta richiede che essi favoriscano in ogni
modo quanto presenta un reale valore morale, culturale e
artistico; che evitino, invece, quanto costituisce per loro causa
o occasione di danno spirituale, oppure con il cattivo esempio
induce altri in pericolo, o contribuisce a ostacolare le buone
comunicazioni e a incoraggiare quelle cattive. Questo ultimo caso
solitamente si verifica quando si versa il proprio denaro a
quanti adoperano tali strumenti unicamente a scopo di lucro.
Perci gli utenti, per agire moralmente bene, non trascurino il
loro dovere d'informarsi tempestivamente dei giudizi che a questo
proposito vengono dati dalla competente autorit, e di
attenervisi secondo le norme della retta coscienza. Al fine poi
di resistere pi facilmente alle suggestioni meno oneste e di
favorire sicuramente quelle buone, procurino di formare e di
orientare la propria coscienza con i mezzi adatti.
Doveri dei giovani e dei genitori
10. Gli utenti, particolarmente i giovani, si addestrino ad un
uso moderato e disciplinato di questi strumenti; cerchino inoltre
di approfondire le cose viste, udite, lette; ne discutano con i
loro educatori e con persone competenti, e imparino a formarsi un
giudizio retto. Dal canto loro i genitori ricordino che  loro
dovere vigilare diligentemente perch spettacoli, stampa e
simili, che siano contrari alla fede e ai buoni costumi, non
entrino in casa e che i loro figli ne siano preservati altrove.
Doveri degli autori
11. Speciali responsabilit morali circa il retto uso degli
strumenti di comunicazione sociale incombono sui giornalisti, gli
scrittori, gli attori, i registi, gli editori e i produttori, i
programmisti, i distributori, gli esercenti e i venditori, i
critici e quanti altri in qualsiasi modo partecipano alla
preparazione e trasmissione delle comunicazioni.  evidente,
infatti, quali e quanto grandi responsabilit pesino su di loro
nell'evolversi della societ odierna, avendo essi la possibilit
di indirizzare al bene o al male l'umanit con le loro
informazioni e pressioni.
Dovranno pertanto conciliare i propri interessi economici,
politici ed artistici in modo da evitare ogni opposizione al bene
comune. Per raggiungere pi facilmente questo intento, faranno
bene a dare la loro adesione a quelle associazioni professionali
capaci di imporre ai loro membri --se necessario anche
impegnandosi all'osservanza di un "codice morale"-- il rispetto
dell'onest nelle loro attivit e doveri professionali.
Inoltre ricordino sempre che gran parte dei lettori e degli
spettatori  costituita da giovani, i quali hanno bisogno di una
stampa e di spettacoli che offrano un sano divertimento e che
orientino il loro spirito a nobili ideali. Procurino inoltre che
le comunicazioni che riguardano la religione vengano affidate a
persone degne e preparate e che siano attuate con il dovuto
rispetto.
Doveri dell'autorit civile
12. Particolari doveri in questo settore incombono all'autorit
civile in vista del bene comune, al quale questi strumenti sono
ordinati.  infatti compito di tale autorit, nel proprio suo
ambito, difendere e proteggere -- specialmente riguardo alla
stampa--la vera e giusta libert d'informazione che 
indispensabile alla odierna societ per il suo progresso;
favorire i valori religiosi, culturali e artistici; assicurare
agli utenti il libero uso dei loro legittimi diritti.  anche
compito dell'autorit civile appoggiare quelle iniziative che,
per quanto siano di grande utilit, specialmente alla giovent,
non potrebbero altrimenti essere realizzate. Infine lo stesso
potere pubblico, che giustamente si interessa del benessere dei
cittadini, ha il dovere di provvedere con giustizia e diligenza,
mediante la promulgazione di leggi e l'efficace loro
applicazione, che dal cattivo uso di questi strumenti non
derivino gravi danni alla moralit pubblica e al progresso della
societ. Con tale attenta vigilanza non viene conculcata la
libert dei singoli e dei gruppi associati, soprattutto nel caso
in cui mancassero sicure garanzie da parte di coloro che per
professione utilizzano questi strumenti. Una speciale attenzione,
inoltre, sia usata nel difendere gli adolescenti dalla stampa e
dagli spettacoli nocivi alla loro et.
                           CAPITOLO II
                 L'AZIONE PASTORALE DELLA CHIESA
Azione dei pastori e dei fedeli
13. Tutti i figli della Chiesa si adoperino, in cordiale unit di
intenti, affinch senza indugio e con ogni impegno gli strumenti
di comunicazione sociale, secondo che le circostanze lo
richiederanno, vengano usati nelle varie forme di apostolato,
cercando di prevenire le iniziative dannose, soprattutto nelle
regioni dove l'evoluzione morale e religiosa richiede una pi
urgente e attiva presenza. Perci i sacri pastori siano solleciti
nel compiere in questo settore un dovere intimamente connesso con
il loro magistero ordinario; e i laici impegnati
professionalmente in questo campo cerchino di rendere
testimonianza a Cristo: anzitutto assolvendo i propri incarichi
con competenza e con spirito apostolico, inoltre collaborando
direttamente all'azione pastorale della Chiesa con contributi
tecnici, economici, culturali e artistici, secondo le possibilit
di ciascuno.
Iniziative dei cattolici
14. Innanzitutto si incrementi la stampa onesta. Al fine poi di
formare i lettori a un genuino spirito cristiano, si promuova e
si sostenga una stampa autenticamente cattolica, tale cio che--
sia essa promossa o dipenda direttamente dalla stessa autorit
ecclesiastica, oppure da laici cattolici--venga pubblicata con
l'esplicito scopo di formare, favorire e promuovere opinioni
pubbliche conformi al diritto naturale, alla dottrina e alla
morale cattolica, e di far conoscere nella giusta luce i fatti
che riguardano la vita della Chiesa. Infine si richiamino i
fedeli alla necessit di leggere e di diffondere la stampa
cattolica, allo scopo di poter giudicare cristianamente ogni
avvenimento.
Con ogni aiuto opportuno si promuova e si assicuri la produzione
e la programmazione di film atti a garantire un sano divertimento
e pregevoli per valori culturali ed artistici, e innanzitutto di
film per la giovent. Tale aiuto viene dato soprattutto
sostenendo e coordinando imprese e iniziative di produttori e di
distributori onesti; curando il lancio dei film meritevoli con
l'appoggio dei critici e con premi; promuovendo e consociando le
sale cinematografiche di gestori cattolici e onesti.
Parimenti, si sostengano in modo efficace i programmi radiofonici
e televisivi moralmente sani, soprattutto quelli adatti
all'ambiente familiare. Si promuovano poi con impegno le
trasmissioni cattoliche, mediante le quali gli uditori e gli
spettatori vengono orientati a partecipare alla vita della Chiesa
e ad assimilare le verit religiose. L dove la cosa risulti
conveniente, si creino sollecitamente anche emittenti cattoliche
e si procuri che le loro trasmissioni si raccomandino per qualit
ed efficacia.
Si procuri inoltre che l'antica e nobile arte del teatro, la
quale oggi viene diffusa largamente dagli strumenti di
comunicazione sociale, contribuisca alla formazione culturale e
morale degli spettatori.
Formazione degli autori
15. Per provvedere alle esigenze sopra esposte si formino senza
indugio sacerdoti, religiosi e laici, i quali sappiano usare con
la dovuta competenza questi strumenti a scopi apostolici.
Il primo compito  quello di preparare tecnicamente,
culturalmente e moralmente i laici, moltiplicando scuole, facolt
e istituti, dove giornalisti, autori di film e di programmi
radiofonici e televisivi e quanti si interessano a queste
attivit, possano acquistare una formazione completa, permeata di
spirito cristiano, specialmente nel campo della dottrina sociale
della Chiesa. Ma occorre preparare ed aiutare anche gli attori,
perch con la loro arte contribuiscano al bene della societ.
Devono infine essere diligentemente preparati i critici
letterari, cinematografici, radiofonici, televisivi, ecc., perch
si distinguano con la loro competenza professionale, e vengano
istruiti e incoraggiati a porre sempre nel dovuto rilievo nei
loro giudizi, l'aspetto morale.
Formazione degli utenti
16. Il retto uso degli strumenti della comunicazione sociale, che
sono a disposizione di utenti diversi per et e preparazione
culturale, esige un'adatta e specifica formazione teorica e
pratica di questi ultimi. Perci le iniziative atte a questo
scopo--soprattutto se destinate ai giovani--siano favorite e
largamente diffuse nelle scuole cattoliche di ogni grado, nei
seminari e nelle associazioni dell'apostolato dei laici. Esse
saranno ispirate ai principi della morale cristiana. Per ottenere
pi prontamente questo scopo, vengano inserite nell'insegnamento
catechistico l'esposizione e la spiegazione della dottrina e
della disciplina cattolica su questo argomento.
Mezzi e sussidi
17. Sarebbe evidentemente disonorante per i figli della Chiesa
tollerare che la parola della salvezza resti inceppata e
ostacolata da difficolt tecniche o dalle spese, indubbiamente
ingentissime, che questi strumenti richiedono. Per questa ragione
il sacro Concilio ricorda che essi hanno il dovere di sostenere e
di aiutare i giornali e i periodici, le iniziative nel settore
cinematografico, le stazioni e i programmi radiofonici e
televisivi cattolici, il cui fine principale  quello di
diffondere e difendere la verit e curare la formazione cristiana
della societ umana. Esorta inoltre insistentemente quanti,
associazioni e singoli, dispongono di rilevanti possibilit
economiche o tecniche, ad aiutare volentieri e generosamente con
i loro mezzi e con la loro competenza le iniziative in questo
settore, che si propongono scopi genuinamente culturali e
apostolici.
Giornata annuale
18. Al fine poi di rendere pi efficace il multiforme apostolato
della Chiesa con l'impiego degli strumenti di comunicazione
sociale, ogni anno in tutte le diocesi del mondo, a giudizio dei
vescovi, venga celebrata una " giornata " nella quale i fedeli
siano istruiti sui loro doveri in questo settore, invitati a
speciali preghiere per questo scopo e a contribuirvi con le loro
offerte. Queste saranno debitamente destinate a sostenere le
iniziative e le opere promosse dalla Chiesa in questo campo,
secondo le necessit dell'orbe cattolico.
Commissione della santa Sede
19. Nell'esercizio della sua suprema sollecitudine pastorale
circa gli strumenti di comunicazione sociale, il sommo Pontefice
dispone di una speciale commissione della santa Sede.
Competenze dei vescovi
20. Spetta poi ai vescovi vigilare nelle proprie diocesi sulle
iniziative e sulle attivit in questo settore, promuoverle e,
nella misura in cui riguardano l'apostolato pubblico, regolarle,
non eccettuate quelle che dipendono da religiosi esenti.
Uffici nazionali
21. Tuttavia, poich un'efficace attivit apostolica nell'ambito
di tutta una nazione richiede l'unione di intenti e di forze,
questo sacro Concilio decreta e ordina che dappertutto vengano
costituiti ed efficacemente aiutati degli uffici nazionali per la
stampa, il cinema, la radio e la televisione. Sar compito
principale di questi uffici provvedere a che i fedeli si formino
una retta coscienza circa l'uso di questi strumenti, come pure di
incrementare e regolare tutte le iniziative dei cattolici in
questo settore. In ciascuna nazione la vigilanza su questi uffici
venga affidata ad una commissione di vescovi o a un vescovo
delegato; facciano poi parte degli stessi uffici anche dei laici,
formati nella dottrina cattolica e esperti in materia.
Organizzazioni internazionali
22. Inoltre, poich l'efficacia di tali strumenti si estende
oltre i confini delle singole nazioni e fa sl che i singoli
individui diventino quasi cittadini del mondo, le iniziative
nazionali in questo settore vengano coordinate anche su piano
internazionale. Gli uffici, di cui al n. 21, collaborino
attivamente con le rispettive organizzazioni cattoliche
internazionali. Queste ultime vengono legittimamente approvate
soltanto dalla santa Sede e da essa dipendono.
                           CONCLUSIONE
Istruzione pastorale
23. Per l'applicazione di tutti questi principi e norme circa gli
strumenti di comunicazione sociale, su espresso mandato del
Concilio, sia pubblicata un'apposita istruzione pastorale, a cura
della commissione della santa Sede, di cui al n. 19, con la
collaborazione di esperti scelti nelle varie nazioni.
Esortazione finale
24. Del resto il sacro Concilio confida che questa sua
esposizione di principi dottrinali e di norme sar accolta di
buon grado e fedelmente osservata da tutti i figli della Chiesa,
in modo che essi, servendosi anche di questi strumenti, non solo
non ne riportino danno, ma come sale e luce fecondino e
illuminino il mondo. Inoltre esso rivolge la sua esortazione a
tutti gli uomini di buona volont, specialmente a quanti hanno
nelle loro mani questi strumenti. Li invita a impiegarli
unicamente per il bene dell'umanit, il cui avvenire dipende ogni
giorno di pi dal loro retto uso. Pertanto, come gi avvenne con
i capolavori delle arti antiche, cos anche da queste invenzioni
recenti sia glorificato il nome del Signore, secondo il detto
dell'Apostolo: " Ges Cristo, ieri e oggi e per tutti i secoli"
(Eb 13,8).
4 dicembre 1963
