IO LO SO
(The Know, 2003)
MARTINA COLE

A Jo e Lesley.
Avanti e in alto, ragazze.
Abbracci affettuosi.

Ad Avril e a Timmy Petherick
(e Gra Geoff e Susan P).
Con affetto sempre,
Minnie X.

E anche a Adele King.
 stato un grande privilegio averti come amica e madrina di
Freddie. Non dimenticher mai la gentilezza e l'amicizia che ho
sempre avuto da te e Darley.


PROLOGO
Quando Joanie Brewer apr la porta d'ingresso, la prima cosa che vide
furono divise da poliziotto. Cerc, invano, di chiudere la porta. Come ave-
va gi fatto in parecchie occasioni.
Poi un grosso piede si piant saldamente sullo zerbino e lei sospir.
Non c',  appena uscito. Ma  stato tutto il giorno qui con me, perci, per
qualsiasi cosa lo vogliate, non  stato lui.
Joanie...
L'agente in borghese la fiss per qualche istante, prima di abbassare gli
occhi e guardarle i piedini minuscoli, avvolti in vecchie ciabatte sporche:
piume di struzzo rosa e tacchi di plastica consumati. Sotto la violenta luce
elettrica dell'ingresso, il viso grazioso aveva un aspetto duro. I capelli
biondi slavati erano raccolti sulla sommit del capo e i lineamenti aspri le
davano un'aria quasi selvatica. Senza il solito trucco, Joanie sembrava pi
vecchia della sua et. Sembrava quello che era: logora, consumata.
Soltanto gli occhi azzurri mostravano una qualche emozione reale: erano
sconsolati. Ora sapeva perch quei poliziotti fossero l. E non voleva senti-
re quello che stavano per dirle, anche se sapeva di doverlo fare.
Mi spiace, Joanie, tesoro, possiamo entrare? disse quello in borghese,
l'ispettore Baxter.
Una volta che lei ebbe spalancato la porta d'ingresso scheggiata e mal-
concia, il suo atteggiamento cambi completamente. Meglio togliersi il
pensiero, allora, eh?
Nessuno dei tre uomini riusciva a guardarla. Una poliziotta dai capelli
scuri, coi seni grossi e con un'aria sdegnosa, prese dolcemente per un brac-
cio Joanie, che se la scroll di dosso con una forza tale da farle quasi per-
dere l'equilibrio.
La tensione nell'aria era tangibile. Nessuno di loro voleva trovarsi l e
tutti sapevano anche di non essere desiderati.
In soggiorno, Joanie prov una punta di soddisfazione vedendo compari-
re sui loro volti un'aria sconcertata. La casa era malridotta, per immacola-
ta. Furono il televisore a quarantotto pollici e il lettore DVD ultimissimo
modello a lasciarli secchi, e lei sorrise tra s e disse: Tutto pagato. Ho le
ricevute in cucina.
Nessuno replic.
La poliziotta guard oltre una porta e vide la cucina; vi si diresse, dicen-
do: Faccio un po' di t, eh?
Nessuno rispose. Joanie si sedette e fece cenno agli altri d'imitarla. L'a-
vete trovata, vero?
L'ispettore Baxter annu.
Stava trattenendo le lacrime, e ancora nessuno degli uomini ce la faceva
a guardarla.
Allora  morta?
L'agente annu di nuovo.
Joanie si prese la testa fra le mani e singhiozz forte, un unico, aspro
singhiozzo sconsolato, poi si costrinse a calmarsi. Asciugandosi gli occhi,
alz la testa e guard in giro per la stanza, combattendo le proprie emozio-
ni come aveva fatto per tutta la vita.
Nemmeno se l'avessero ammazzata avrebbe pianto davanti a quella gen-
te. I suoi occhi si posarono su una fotografia sulla mensola del camino.
L'ultima foto scolastica della sua Kira, gli occhi azzurri vividi di allegria.
Era bellissima, un tesoro di bambina, e l'ultima di Joanie. Nata come gli al-
tri fuori dal vincolo matrimoniale e amata pi di tutti.
Joanie si sentiva il cuore martellare nelle orecchie e per un istante cre-
dette di svenire. Ve l'ho detto che non sarebbe scappata, per da me non
avete mai ascoltato una parola, vero? Era un'accusa. La mia piccina non
mi avrebbe mai lasciato. Mai. Ma nessuno di voi ha voluto ascoltarmi.
Da una borsa che aveva in grembo, l'agente prese un vestito da bambina.
Era piccolo, per un'undicenne. Kira aveva preso da Joanie. Esile, minuta.
Un tempo, quel vestito era stato bianco a fiorellini blu. Adesso era sudicio.
Joanie sapeva benissimo che cosa era successo alla sua bambina.
L'abbiamo trovato insieme col corpo. Abbiamo bisogno che tu...
Lei glielo strapp e se lo strinse al viso, ma l'unico odore che sent fu di
sporcizia, di sporcizia e di odio. Non l'odore fiorito, solare, di un'undicen-
ne sulla soglia della femminilit. Una bambina con tutta la vita davanti a
s. Nella mente, rivide Kira che rideva e scherzava. Era stata una brava
bambina, facile da tirar su.
Allora arrivarono le lacrime e, insieme con quelle, la poliziotta col t.
Anche nella sua pena, Joanie era contenta che la ragazza avesse preso le
tazze buone, quelle per gli ospiti. Per lei era importante essere circondata
da cose belle.
Specialmente in quel momento.
Le parlavano, vedeva le loro bocche muoversi, ma non sentiva niente.
L'unica cosa che sentiva dentro la testa era la voce di sua figlia che chia-
mava mammina.
E mammina non arrivava mai.
Si dondolava, stringendo i resti del vestito e continuando a ripetere in un
sussurro: La mia piccina. La mia piccina.
Uno dei poliziotti disse tristemente: Porto il dottore?
L'ispettore annu e sorseggi il suo t.
Con tutto quello che era Joanie Brewer - ed era una leggenda, gi alla
stazione -, in quel momento era soltanto una donna la cui figlia era stata
brutalmente assassinata. 'Fanculo il t. Avrebbe dovuto portare una botti-
glia di qualcosa di forte, se non per lui, per il rottame di donna che aveva
di fronte.
Lei non era pi Joanie Brewer, la prostituta, l'ubriacona, la turbolenta re-
sponsabile della messa al mondo di una famiglia votata alla criminalit.
Era una madre affranta che piangeva una bambina strappata dalla strada,
usata e abusata e poi gettata via come immondizia.
L'uomo fin il t in silenzio.
Adesso Joanie era tranquilla, fissava il vuoto, e lui sapeva che per quel
giorno non avrebbero ottenuto altro, da lei.
Alla fine arriv il medico.

LIBRO PRIMO
Signore, un pochino pi di verginit, se non vi dispiace.
SIR HERBERT BEERBOHM TREE (1853-1917)

Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e
chiunque ama e pratica la menzogna!
Apocalisse 22,15

1
Faceva caldo e Joanie Brewer accese il ventilatore nella minuscola ca-
mera da letto e spruzz altro deodorante. Il letto a due piazze occupava
quasi tutta la stanza e lei dovette passarci sopra per raggiungere la toeletta
stracarica e dare una rapida boccata alla sua Benson & Hedges Light. Prese
anche una generosa sorsata di vodka e Coca e il gusto acido la fece ruttare
sonoramente.
Un armadio strapieno vomitava vestiti ovunque e l'odore di Avon Musk
aleggiava pesante per la stanza. Quella sera non aveva proprio voglia di
andare a lavorare. Quello che voleva era sedersi fuori con tutte le altre a
bere, fumare, spettegolare. Si stava bene l, d'estate, a parte il tanfo di ri-
fiuti marci e di bambini non lavati; era quasi come essere all'estero. Ma
d'altra parte, si disse, aveva sempre avuto una grande fantasia. Certo non
era Tenerife!
Sorrise tra s, dandosi un'altra mano di rossetto rosa confetto. Se avesse
guadagnato bene, l'indomani si sarebbe presa un giorno libero per divertir-
si. Una pausa le ci voleva, comunque.
Stava ascoltando No Woman No Cry e cantava piano, mentre continuava
ad applicare lo spesso trucco che era un prerequisito del suo lavoro. In quel
periodo s'imponeva di non guardarsi troppo da vicino; da tempo aveva
smesso di andare davvero fiera del proprio aspetto. La vita l'aveva raggiun-
ta, e i soldi che un tempo erano stati abbondanti ora erano appena suffi-
cienti. In effetti, se non fosse stata una puttana tanto pigra, avrebbe potuto
addirittura pensare a trovarsi un lavoro vero, anche se era un po' tardi per
una cosa del genere; i suoi precedenti le avrebbero precluso gran parte de-
gli impieghi rispettabili. Era proprio un circolo vizioso.
Esal un sospiro pesante e diede un altro tiro alla sigaretta. Neppure nei
suoi sogni pi assurdi aveva mai pensato che la sua vita sarebbe stata quel-
la, per cos era, e la sua naturale flessibilit le permetteva di accettarlo. A
riposo aveva un'aria sbattuta, le rughe profonde del viso ancora pi pro-
nunciate, ma restava qualche traccia della bella ragazza che era stata.
D'improvviso, guardandosi allo specchio, le venne voglia di piangere. In-
vece vuot il bicchiere e s'impose un sorriso.
Ecco, ora andava molto meglio. Se non fosse stata attenta, avrebbe spa-
ventato i clienti! Sent Kira che rideva in salotto e istintivamente sorrise
pure lei, anche se non riusciva a capire che cosa dicessero. La sua figlia
minore era una bambina felice, rideva e scherzava sempre. Suo figlio Jon
Jon entr nella stanza in quel momento con un altro bicchierone di vodka e
Coca.
Fa' il pieno, ma'. Serve uno strappo?
Joanie scosse la testa. Grazie, vado con Monika.
Lui rise. Volevo dire, vuoi qualche Valium?
Joanie sorrise. Sto peggiorando, eh? No, grazie, e ti sarei grata se non
andassi a offrirne in giro a mezzo mondo. Prima o poi ti beccano, dammi
retta.
Jon Jon non rispose; era troppo occupato a rimirarsi nella specchiera.
Lei diede un gran sorso e sputacchi. Miseriaccia, Jon Jon, che ci hai
messo, benzina per razzi?
Smirnoff Etichetta Nera. Carty la prende al porto.
Joanie sorseggi il drink e sorrise. Proprio quello che mi serviva. Era
la verit, anche se il figlio non se ne rendeva conto. Le sorrise di rimando e
lei lo guard, meravigliata da quel suo ragazzo. Sapeva quanto lui odiasse
il suo lavoro, eppure, da quando aveva nove anni, le portava da bere prima
che lei uscisse. Bench a scuola lo avessero sempre preso di mira perch
lei era una zoccola, una vacca e vai gi di epiteti, e odiasse ferocemente
quello che lei faceva, ne accettava l'inevitabilit e la rispettava, dato che
era sua madre.
Sta' a casa con Kira, eh? Tocca a Jeanette uscire, ricordi?
Jon Jon annu. Non  necessario reiterare sempre tutto, ma'. Faccio
sempre la mia parte, no? Usc dalla stanza con la dignit offesa di un di-
ciassettenne che la sapeva molto pi lunga della madre.
Con tutte le chiacchiere che giravano su di lui, era un bravo ragazzo, an-
che se lei era l'unica a saperlo. La polizia lo odiava; era il primo che anda-
vano a cercare per qualsiasi cosa accadesse nella zona. Jon Jon era un bello
stronzetto quando gli girava, ma se l'avessero visto leggere! Leggeva tutto
quello su cui riusciva a mettere le mani, e quante parole conosceva! L'or-
goglio di Joanie per quel figlio indisciplinato non aveva confini.
L'orgoglio che nutriva per i suoi figli era incrollabile, nonostante quello
che si diceva dei Brewer, lei compresa. Conosceva quelle chiacchiere e le
ignorava; la gente cercava soltanto di sopravvivere, com'era normale, d'al-
tronde, e, essendo lei fatta in un certo modo, quei pettegolezzi per lo pi le
entravano da un orecchio e le uscivano dall'altro. Non l'avevano mai dav-
vero disturbata... O almeno cos lasciava credere alla gente, scherzando sul
proprio lavoro, parlandone lei per prima e creando cos attorno a s un alo-
ne di leggenda, per quanto limitato al circondario. Era anche nota dalle sue
parti per sapersela cavare nelle risse e ci aiutava. Le aveva suonate a non
pochi vicini di casa, negli anni, e di conseguenza la gente stava attenta a lei
e si comportava in maniera piuttosto civile, in sua presenza. E perch no?
Joanie ti prestava volentieri qualche sterlina e ti dava sempre ascolto cor-
dialmente; poi sapeva tenersi le cose per s ed era al corrente di gran parte
dei pettegolezzi locali, come pure della verit che c'era dietro. Ma non
strombazzava mai quelle cose; Joanie sapeva che avrebbe provocato non
poche baruffe, se mai avesse aperto il becco.
Si occupava anche di vendite per corrispondenza di ogni genere e le
donne compravano da lei, specie per Natale e i compleanni, quindi cono-
sceva anche la situazione finanziaria di tutti. Ed era proprio quello che a-
veva scatenato le crisi peggiori: il mancato pagamento dei debiti. Joanie
andava fiera di non dovere un penny a nessuno, e non le piaceva che la
gente approfittasse del suo buon carattere.
Per una cifra modesta, poi, leggeva anche i tarocchi e quello da solo ba-
stava a elevare il suo status all'interno della comunit, dato che tutte vole-
vano sapere se o - cosa pi importante - quando si sarebbero tirate fuori da
quel cesso di posto e come sarebbe stata la loro vita sentimentale. Dal
momento che quasi tutti gli uomini, da quelle parti, duravano qualche set-
timana appena, le sue letture erano molto richieste. Il pensiero la fece sor-
ridere. Le donne la sorprendevano, erano irriducibili ottimiste. Ma, in fon-
do, come lei stessa sapeva, dovevano esserlo.
Tutto sommato, lei aveva la sua piccola nicchia e ne godeva, quanto riu-
sciva a godere del resto. La vita, credeva Joanie, era come te la facevi e,
date le circostanze, lei se la faceva al meglio possibile. La felicit, aveva
sempre detto ai suoi figli, era solo uno stato d'animo.
S'infil in una stretta minigonna nera e in una camicetta pure nera e tra-
sparente, ficc i piedi in un paio di scarpe con tacchi di altezza impossibile
ed entr impettita in salotto, tutta tette, capelli cotonati e profumo.
Oh, mamma, sei bellissima! La voce di Kira era tremante di ammira-
zione. Il trucco e il profumo le piacevano moltissimo, e la sovrabbondanza
di entrambi faceva apparire la madre esotica e favolosamente bella agli oc-
chi della figlia pi piccola.
Grazie, tesoro. Dunque, i soldi ce li hai, vero?
Kira annu, i luminosi occhi azzurri ancora rapiti da quella madre incan-
tevole. Hai un odore buonissimo.
Quando torna non ce l'avr pi. Puzzer come i cessi degli uomini a
Soho.
Quel commento caustico proveniva dalla figlia Jeanette.
Joanie sorrise. Ci sei stata spesso, eh, amore? Sembra che tu lo conosca
bene, quel posto.
Jon Jon e Kira risero. Joanie rise con loro, bench in cuor suo quel
commento l'avesse ferita; tuttavia, come suo solito, se lo scroll di dosso.
Capiva meglio di chiunque altro quello che dovevano sopportare ogni
giorno i suoi figli a causa del suo lavoro, e di conseguenza si mostrava
comprensiva. Accese una sigaretta e si sistem distrattamente i capelli,
mentre fumava e guardava fuori dalla finestra in attesa di Monika.
Il caseggiato brulicava di attivit come al solito: bambini che scorrazza-
vano, radio e stereo a tutto volume, auto a tutto gas... Sembrava una brutta
giornata a Beirut.
Ma quella era casa loro e a loro piaceva, almeno per quanto era possibi-
le.
Sospir. Far tardi anche al suo funerale, Monika.
Kira rise. Lei, Bethany e io andiamo al cinema, domani.
Che bello, amore. Accendendo un'altra sigaretta, Joanie berci: Pre-
paraci un altro drink, Jon Jon.
Lui le riemp un altro bicchiere in cucina, mentre guardava girare le pa-
tatine nel microonde. Era fatto e all'improvviso si sentiva morire di fame.
Aspir un'altra boccata dallo spinello e torn in salotto col bicchiere per la
madre, circondato dal fetore della skunk.
Niente di strano che la chiamino skunk, puzza davvero.
Jon Jon fece un sorriso pigro.
Jeanette, che era scomparsa in camera sua, ne riusc e Joanie sospir.
Non andrai fuori cos conciata, vero?
Jeanette aveva un corpo da donna fatta e un viso da bambina. Una com-
binazione letale. Ma tutt'e due le ragazze avevano preso da Joanie. Anche
Kira aveva gi un bel paio di tettine. E aveva soltanto undici anni. Quella
sera, Jeanette si era vestita come il suo idolo, Britney, e sembrava una
scritta SESSO con le gambe.
Sei uno schianto! Kira era di nuovo rapita.  il top nuovo della tua
amica?
No, cazzo,  mio.
Kira si abbacchi. Chiedevo solo.
Be', non chiedere, va bene?
Jeanette non aveva tempo per la sorellina, e si vedeva; la considerava
soltanto una seccatura.
Non parlarle cos, lurida mocciosa! E comunque ha ragione. Se non 
della tua amica, dove cazzo l'hai preso?
 di nuovo andata a rubare nei negozi. Jon Jon aveva parlato piano e
nella stanza cal il silenzio. Sei stata in giro ad arraffare, eh? riprese il
ragazzo in tono di sfida.
Jeanette si gett dietro una spalla i lunghi ricci castani. E allora, se fos-
se? Tu cosa c'entri? Mica sei mio padre, cazzo.
Jon Jon fece un passo verso di lei e Kira si piant tra il fratello e la sorel-
la. Per favore, non iniziate a litigare!
Joanie fin il suo drink e sbatt il bicchiere sul tavolo di legno scorticato.
Va bene, ora basta. Perch devo sempre uscire da quella porta con questa
luna? Per una volta, una volta sola, fatemi andare a lavorare un po' in pa-
ce.
Jon Jon punt un dito sul petto della sorella, ringhiando: Attenta a te,
ragazza.
Lei rise. Non ho paura di te, bello!
Lui la fiss negli occhi e Joanie vide la spavalderia della figlia tramutar-
si in paura autentica.
Be', dovresti, Jen. Dovresti avere molta paura.
Ormai Kira era visibilmente sconvolta. L'intera stanza sembrava carica
di un rancore che li condizionava tutti.
La porta d'ingresso si spalanc e Monika entr decisa, obesa, e sfog-
giando la pettinatura afro pi strabiliante a memoria d'uomo.
Ero gi a sbevazzare, grid. Sei pronta, ragazza, o che? Si gratt
una grossa poppa mentre si sistemava il top elasticizzato. 'Sto schifo mi
sta ammazzando.
La prossima volta prova a comprarne uno della tua misura, disse Jea-
nette sarcastica, senza riflettere.
Prima che Monika potesse rispondere, Kira cinguett: Secondo me ...
Tutti, compresa Monika, dissero delizioso insieme con lei, e si ritro-
varono tutti a ridere.
Joanie baci i ragazzi e and al lavoro col cuore pi leggero.
Kira usc di casa e scese la ripida scala di cemento fino alle corde del
bucato comuni. Nessuno le usava pi, perci i bambini ci passavano il
tempo. Un aspetto positivo era la musica proveniente da certi appartamen-
ti, cos almeno si sentiva qualcosa, stando seduti l a chiacchierare.
Quello era anche il posto dei bidoni dell'immondizia stracolmi, quindi il
puzzo, specie d'estate, poteva essere insopportabile. L'inverno precedente,
in uno dei bidoni grossi, era stato trovato un neonato, vivo per miracolo. I
ragazzini lo avevano sentito piagnucolare, l'avevano tirato fuori e chiamato
la polizia, ed erano stati degli eroi per qualche giorno. La madre dello
sventurato bambino aveva lasciato la zona dopo essere scampata al lin-
ciaggio dei vicini e il piccolo era stato dato in affidamento. Era ancora uno
dei loro principali argomenti di conversazione, mesi dopo l'avvenimento, e
ai genitori ormai non dispiaceva pi che loro ciondolassero tanto in quel
luogo.
A Kira piaceva moltissimo, era il suo posto preferito. A differenza della
maggior parte delle altre ragazze, la sua briglia era piuttosto corta: non po-
teva star fuori sino a qualsiasi ora, perci s'impegnava a godersi il tempo
che le era concesso di trascorrere con le amiche. Il fatto di non godere del-
la stessa libert di tutti gli altri era motivo di discussione tra lei, il fratello e
la madre, ma Kira era abbastanza accorta da sapere che si trattava di una
battaglia persa. Sua madre aveva perso la guerra con Jeanette e non l'a-
vrebbe persa con Kira. Di conseguenza, la sorveglianza su di lei era molto
pi stretta e Kira aveva finito per accettare e capire il perch. Fondamen-
talmente era una brava ragazzina, comunque, e faceva come le dicevano.
Quella sera, quando si mise a sedere sul muretto basso, era abbastanza fe-
lice.
Little Tommy Thompson guardava le ragazzine sedute a chiacchiera-
re. Il suo balcone dava sulle corde del bucato e gli consentiva di vederle
bene. Gli piaceva guardare i ragazzini, lo facevano ridere coi loro giochi,
specie Kira e le sue amiche. Salut con la mano, sorridendo, e le ragazze
risposero timidamente con lo stesso gesto.
Si era trasferito l qualche mese prima col padre. A trentotto anni,
Tommy era affetto da un'obesit invalidante, che lo rendeva inabile al la-
voro. E, come suo padre rimarcava sempre con chiunque lo ascoltasse, non
era nemmeno la lampadina pi brillante dell'albero di Natale.
Tommy odiava il padre e a ogni nuovo commento malevolo si fiondava
sul frigorifero. Patologicamente obeso? diceva il padre. Chiunque sa-
rebbe patologico, vicino a lui. Tommy si riprometteva sempre di scoprire
che cosa significasse, ma non l'aveva mai fatto; dimenticava sempre le co-
se. Non aveva voluto nemmeno chiedere al dottore, perch il padre era l
con lui ogni volta e Tommy aveva imparato ad ascoltare e basta, a lasciar
parlare il padre. Era sempre stato cos, anche quand'era viva la mamma.
Spost sulla sedia la sua mole gigantesca. Quel caldo lo ammazzava e
lui sapeva di mandare cattivo odore. Ogni volta che il vento soffiava den-
tro le case, lui stesso avvertiva il lezzo dolciastro. Data la posizione del ca-
seggiato, era come stare in un aspirapolvere e il balcone era il posto pi
fresco. Di conseguenza, Tommy trascorreva parecchio tempo l fuori.
Tutto bene, Ciccio? grid un uomo.
Quel saluto bonario lo fece sorridere. Rispose contento con un cenno
della mano, lieto di essere stato notato. Era quasi raggiante quando grid
verso il basso: Fa abbastanza caldo per te?
L'uomo continu a camminare senza rispondere e Tommy prov un i-
stante d'imbarazzo. Si rimise comodo a osservare le ragazzine di sotto che
chiacchieravano e ridevano. Sentiva Beenie Man a tutto volume dall'appar-
tamento di Kira e cap che suo fratello Jon Jon era ancora in casa e che sua
madre era andata al lavoro. La controllavano come falchi... E facevano be-
ne, dopotutto.
Il pensiero lo fece sorridere, ma il sorriso gli si cancell in fretta dal vol-
to quando ud sbattere la porta d'ingresso.
Suo padre era a casa. Tommy attese con pazienza che cominciasse il
tormento.
Perch torniamo cos presto? Monika parlava con voce smozzicata,
bevendo profusamente da una bottiglia di Bacardi scadente.
Quella roba ti stender, ragazza mia.  pi rapido di tutto, il Bacardi.
Oh, vaffanculo, Lena, e lasciami in pace!
Lena, una giovane scozzese, sospir e inarc le sopracciglia, guardando
Joanie che scuoteva la testa e le diceva di farsi gli affari suoi.
Mi piace quella collana, Lena. Nuova, eh? osserv Monika.
La ragazza si lisci le piume. Si era appena trovata un nuovo protettore,
perci i regali erano ancora all'ordine del giorno; era sempre cos, con le
pi giovani.
 fatta per un collo molto pi magro, ovviamente.
Monika aveva una gran voglia di litigare e si vedeva. Lena era tracagnot-
ta e in effetti quella collana era troppo fine per lei. Ma non era la collana
che bruciava a Monika, era quello che rappresentava. Lo sapevano tutte.
Nessuno si sarebbe preso la briga di convincere Monika a cambiare protet-
tore.
Lena per era una tipa simpatica e disse, bonaria: Be', mi spiace, ma
non conosco Frank Bruno abbastanza bene da farmi prestare i suoi gioiel-
li.
Rise anche Monika, poi disse con cattiveria: Eccola che arriva, Miss
Mondo del cazzo!
Lena scosse la testa.
 troppo giovane. Mi spiace, ma lui dovrebbe stabilire un limite, ag-
giunse Monika.
La ragazza era pi che consapevole dell'agitazione che stava provocan-
do. Cominciava a far buio e il lavoro si sarebbe messo in moto presto, e lei
sapeva che probabilmente sarebbe stata la prima a segnare il punto. Sapeva
pure che ci avrebbe esacerbato la situazione. Ma non se ne curava troppo;
aveva un buon sostegno. A quattordici anni, pensava di sapere tutto, e pur-
troppo sapeva gi fin troppo di certe cose, solo che era troppo stupida per
capirlo da s. Era scappata di casa, e quello la rendeva una facile preda per
gli uomini in cerca di donne da mettere sulla strada.
Monika borbottava la sua disapprovazione cos forte da far ridere Joanie.
Lasciala in pace. Deve sopportare Todd McArthur, imparer presto.
Todd era un giovane protettore che si occupava esclusivamente delle ra-
gazze nuove. Era di bell'aspetto, e aveva una voce bassa e crudele. Tutte le
sue ragazze erano innamorate di lui, anche dopo aver ricevuto la brutta no-
tizia. A differenza delle pi anziane, che non si facevano illusioni sugli
uomini che le sfruttavano, le ragazze pi giovani dovevano provare il ro-
vescio della medaglia, prima di rendersi conto davvero di essere incastrate
per la parte migliore della loro vita. Un bravo protettore riusciva a rintrac-
ciare una ragazza che scappava nel giro di ventiquattr'ore, e accadeva spes-
so. Le botte ricevute e la paura di un bis le tenevano sul chi vive.
Una settimana in ospedale t'insegnava qualcosa, e chiunque fosse cos
ottusa da sgarrare, dopo, se l'andava proprio a cercare.
Una Escort blu accost e un uomo bianco, piccolo, con un brutto riporto
sorrise a Monika. Era un cliente abituale e, avvicinandosi alla macchina, la
donna rivolse alla ragazza pi giovane un sogghigno compiaciuto che le
diceva tutto quello che doveva sapere. Gli abituali erano tutto quello che
desideravano; rendevano la vita pi facile, davano modo di rilassarsi, cosa
che non si poteva mai fare con un estraneo, specie i pazzi bastardi con cui
avevano a che fare tutti i santi giorni.
Cazzarola, grazie al cielo se n' andata, Joanie. Sta peggiorando, con
l'alcol! gemette Lena.
Joanie sospir, senza commentare.
Quella ragazzina  fatta di crack. Guarda, sta dando di testa, cazzo.
La osservarono per qualche istante prima di spostarsi.
McArthur  un sacco di merda, vero?
Joanie annu prima di rispondere. A proposito di merde...
Risero mentre il loro protettore, Paulie Martin, scacciava via la ragazza,
fisicamente e verbalmente. And verso di loro, lo shock chiaramente di-
pinto sul bel volto. Quel McArthur sta per aprire un cazzo di asilo nido,
eh?
Quella bimba  fuori di zucca per il crack.
Glielo do su quella testa di cazzo, il crack, se mi parla ancora in quel
modo! Si lisciava il completo firmato. Mi servi in un salone, Joanie.
Lei sorrise. Nel salone di massaggi si stava meglio, anche se lui glielo
chiedeva soltanto quand'era alla disperazione e lei lo sapeva.
O-kappa, per quanto?
Monta in macchina e basta, d'accordo? Sembra di fare il ruffiano per
William G. Stewart. Niente domande, muoviti.
Una cosa andava detta a merito di Paulie: era divertente e le ragazze ap-
prezzavano il suo senso dell'umorismo. Aveva allietato pi di una serata
merdosa.
Voltando la testa, lui grid: Lena, di' a quello stronzetto di McArthur
che, se rivedo una delle sue ragazze a un tiro di piscio dalle mie, gli rompo
quel collo del cazzo.
D'accordo, Mr Martin.
Mentre Joanie veniva portata a East Ham, si rilass. Era un colpo di for-
tuna, e se lo sarebbe goduto finch durava.
Sembri contenta, Joanie.
Paulie le sorrise e lei si sciolse. Dai folti ricci neri agli occhi di un azzur-
ro profondo, quell'uomo era di una bellezza sconvolgente e ne era consa-
pevole. Era tarchiato e non alto quanto gli sarebbe piaciuto, per aveva un
certo non so che e, qualsiasi cosa fosse, induceva le donne a desiderarlo.
Nel suo campo, era decisamente un vantaggio. Aveva imparato presto che,
con un sorriso e un complimento al momento giusto, ottenevi tutto quello
che volevi, da certe donne.
Mentre guidava, Paulie le massaggiava una gamba sopra il ginocchio e
Joanie sorrise di nuovo. Era un bastardo, ma era il suo bastardo, perci gli
perdonava tutto. Sapeva che le stava dando gli ultimi avanzi, ma era anche
abbastanza saggia da sapere che non sarebbe riuscita a rimediare altro,
perci se li godeva finch poteva.
Riusciva ancora a far colpo su clienti di un certo tipo, per. Aveva quel-
l'aria allegra e a buon mercato che piaceva ai pi anziani. Joanie era l'ami-
ca dei pensionati, e ne era lieta. Di rado le facevano regali, ma finiva in un
baleno, e quello era un vantaggio. In realt, sotto molti aspetti, lei era per-
fetta per il salone di massaggi. Gli uomini che lo frequentavano erano pigri
e temevano di essere visti mentre caricavano le donne dal marciapiede. Si
trattava di gente del posto, che tendeva ad andare nel salone pi vicino al
pub, o di forestieri che lavoravano nelle vicinanze ed entravano esibendo i
loro soldi e i loro sorrisi falsi. Era anche economico; nessuna delle ragazze
sarebbe mai entrata nel giro delle cento sterline a scopata, comunque, per-
ci tutto sommato funzionava bene.
Paulie era abbastanza furbo da sapere quale genere di ragazza poteva
fruttargli dei soldi: quelle che non erano bellissime - ma non erano neppure
cozze - andavano bene per il marciapiede e non nell'ambiente confortevole
di un salone. Allo stesso modo, se le ragazze erano troppo belle, spaventa-
vano gli uomini; se n'era accorto col passare degli anni. Come diceva sem-
pre a chiunque lo ascoltasse, quasi sempre gli uomini se ne sceglievano
una un po' strana, per conservare l'impressione di mantenere il controllo.
Gli uomini senza denaro e senza prestigio erano facilmente intimiditi dalle
donne troppo belle, avevano la sensazione di dover essere pi gentili con
loro. Le sue ragazze - e usava questo termine in senso lato - erano proprio
il genere di baldracche adatto a soddisfare le esigenze dei suoi clienti.
Quando accostarono di fronte al salone di massaggi, l'uomo sbadigli.
Chiedi a Jon Jon se vuole lavorare con me. Ho sentito che si sta facendo
un certo nome per conto suo.
Joanie annu. Okay. Quanto lavoro stanotte?
Una delle ragazze  finita sulla lista delle scomparse. Forse per qualche
giorno. Paulie sbadigli ancora e disse: Proprio vero, eh, cazzo? Con
tutto quello che ho fatto per lei, quella si d.
Joanie si tenne il suo pensiero per s. Sapeva pi che bene quello che
Paulie aveva fatto per la ragazza, dato che lui aveva fatto lo stesso per lei,
e guarda un po' dov'era finita. Non farle male quando la trovi...
Lui non si prese il disturbo di risponderle. Invece si chin verso di lei e
apr la portiera dell'auto. Fa' la brava, Joanie.
Lei annu.
Ah, e fammi un favore, ti spiace? In futuro tieniti per te le tue opinioni
del cazzo sui miei metodi di lavoro. Tu sei di mia propriet, Joanie, come
tutte le mie ragazze e, se mai scoprissi di voler ascoltare le vostre opinioni,
mi farei subito ricoverare in un manicomio giusto per darmi una lezione,
okay?
Lei annu ancora. La rabbia nella voce dell'uomo era evidente e lei sape-
va che poteva prendere fuoco da un momento all'altro.
Allora?
Stavolta Joanie annu con pi forza.
Paulie alz gli occhi al cielo. Volevo dire, vattene a fare in culo, Joa-
nie! Muoviti!
Stava sbraitando e la sua voce era abbastanza forte da sovrastare il ru-
more del traffico. Joanie salt gi dall'auto pi in fretta che pot e si preci-
pit nel salone di massaggi. Era umiliata e ferita, e il peggio era che si ve-
deva.
Gaynor Coleman la guard, scuotendo tristemente la testa, e disse: Che
figlio di troia.
Joanie, la solita buontempona, replic: Chiss dove la fa lavorare, la
sua mamma!
Le pi anziane risero con lei, e Joanie si sent meglio. Ma l'aveva ferita,
il tono con cui le aveva parlato l'aveva ferita profondamente, considerati
tutti gli anni che gli aveva regalato.
Si sedette con le ragazze. L'odore di baby oil e di fumo di sigaretta era
opprimente, ma almeno era meglio dei gas di scarico e degli sproloqui al-
colici di Monika.
Il suo primo cliente arriv dieci minuti dopo.
La notte di lavoro di Joanie era cominciata.
Mentre il sole tramontava, Kira, Bethany e una bambina di nome Ca-
triona, di soli sette anni, stavano giocando e si stavano divertendo moltis-
simo. Diverse mamme erano gi fuori, sedute sulle sedie di cucina a far
due chiacchiere sulle rispettive vite. L'atmosfera era piacevole. I bambini
erano stati rimpinzati di patatine e Coca-Cola ed era stata aperta qualche
bottiglia di vino.
Jon Jon guardava la sorellina dal balcone, rollandosi un'altra canna. Il
suo cellulare stava squillando e lui sapeva chi era a chiamare, ma non ri-
spose. Chiam invece la sorella. Su, Kira,  ora di rientrare.
Lei sent la voce del fratello e fece una faccina triste. Oh, Jon Jon, cin-
que minuti, per piacere.
La sua voce era un gemito studiato.
Gli occhioni erano spalancati al massimo e la madre di Catriona, una
bruna venticinquenne, rise gridando: La guardo io, Jon Jon. Pu dormire
da me, stanotte.
Catriona si stava divertendo come una matta e, se Kira fosse rientrata, si
sarebbe lamentata perch nessuno degli altri ragazzini le dava retta. Era
troppo piccola per la maggior parte delle ragazze, ma a Kira piacevano i
bambini pi piccoli.
Va bene, grazie lo stesso. Porta qua il culo, Kira.
Per piacere, solo cinque minuti, Jon Jon!
Il cellulare ricominci a squillare e lui grid: Cinque minuti e poi ba-
sta!
Una delle vicine sussurr: Dite quello che volete di lui, ma  bravo con
quelle ragazze.
Le altre donne annuirono, approvando, e Kira si crogiol nel piacere di
sentire qualcuno che, una volta tanto, parlava bene del fratello. Di solito
erano tutte sopracciglia alzate e sorrisetti d'intesa, conversazioni sussurrate
o insulti espliciti, anche se in quei mesi la fama crescente del fratello aveva
dato un taglio a questi ultimi. Si stava facendo una reputazione da duro, da
fico, ed era deciso a coltivarla al massimo delle sue possibilit.
Cinque minuti dopo, Kira salut con riluttanza le amiche e ringrazi la
mamma di Catriona per averle offerto un letto per la notte. Poi corse su per
le quattro rampe di scale ed entr in casa. Dopo essersi preparata un pani-
no con la crema di lievito Marmite and a sedersi sul balcone col fratello,
aspettando pazientemente che finisse di strillare nel telefono.
Va bene, Kira, adesso preparati per andare a letto.
Posso mangiare il mio panino?
Il ragazzo rise. Certo, e se stasera non mi rompi le palle ti lascio guar-
dare la tele, okay?
Grazie, Jon Jon. Sei il miglior fratello del mondo.
Devo esserlo, per sopportarti, eh?
Kira era felice; le piaceva quando lui era cos e chiacchierava con lei.
Era bravo davvero, suo fratello, qualsiasi cosa dicessero gli altri. Era bravo
con lei. Mi racconti anche una storia?
Non esagerare, Kira!
Ma il tono era affettuoso e lei comprese di avere una possibilit. Jon Jon
raccontava storie fantastiche. Poi il cellulare squill di nuovo e lei sospir.
Stava di nuovo urlando e imprecando, e Kira cap che la sua storia era vo-
lata dalla finestra. Entr in casa e s'infil il pigiama.
Si mise a letto e guard Queer as Folk USA su Sky finch non si addor-
ment.
2
Joanie era appena tornata dal lavoro e si stava preparando una tazza di
caff quando Jon Jon entr in cucina.
Tutto bene, ma'? Buona nottata?
Lei annu. Era stanca morta e si vedeva. Aveva segni scuri sotto gli oc-
chi e la pelle grigia. Sembrava una donna che avesse trascorso la notte con
troppi uomini, tutti estranei, i quali avevano usato il suo corpo. C'era stato
anche un piantagrane, un cliente che aveva fatto gli affari suoi e poi aveva
cercato di non pagare. Era l'ultima cosa di cui Joanie avesse bisogno, dato
che voleva un posto stabile nel salone. Il guadagno era buono ed era molto
pi sicuro che sul marciapiede.
Tenne per s quella perla di saggezza; sapeva che il figlio aveva altro per
la testa. Comunque la amareggiava. Se l'era cavata bene e lo sapeva. Te-
meva che proprio per quello non l'avrebbero pi usata, specialmente per-
ch sapeva che Patsy, la ragazza a capo del salone di East Ham, non aveva
nessuna simpatia per lei. Dipendeva dal fatto che Joanie era stata con Pau-
lie pi a lungo di tutte le altre ragazze, mentre la povera Patsy aveva perfi-
no creduto di poter diventare Mrs Martin. Stupida lei, anche se Patsy la
vedeva diversamente. Ma chi era Joanie per pisciare sui fuochi d'artificio
della sua rivale? La verit era che Paulie era gi sposato. Obesa, pilastro
della Chiesa locale, sua moglie Sylvia era la rispettabilit fatta persona e
soprattutto era stupida, un complemento perfetto ai nefandi affari del con-
sorte e alla scuderia di altre donne. Paulie aveva abituato lei e le figlie a
vivere in un certo modo e loro si adeguavano. E gli piaceva tener separate
le due facce della sua vita. Se la moglie avesse saputo che cosa faceva
davvero, ne sarebbe morta, lui ne era convinto. Nel corso degli anni, un
paio di volte, Joanie aveva visto la donna aggirarsi dalle parti di quegli af-
fari, ma non l'aveva mai detto a nessuno, men che meno a Paulie. Sapeva
quando tenere il becco chiuso; era un altro prerequisito del suo lavoro.
Allegger il tono, dicendo: Sono finita nel salone,  gi qualcosa.
Jon Jon non le rispose, ma lei se l'era aspettato. Lui non parlava mai a-
pertamente del lavoro della madre. Erano sempre allusioni velate, com-
menti senza impegno.
Allora,  stata brava la mia piccola Kira?
Lui sorrise. Brava come il sole, mamma. Come sempre.
Il ragazzo vide le rughe abbandonare per un momento il volto della ma-
dre, mentre lei pensava alla figlia pi piccola. Jon Jon aveva qualche pro-
blema a tirar fuori l'asse da stiro. Non era facile, nello spazio angusto della
cucina. Joanie sapeva che avrebbe stirato i vestiti di Kira per la scuola. Ec-
co quant'era bravo.
Prendo un caff, ma'.
La donna sentiva ancora su di lui l'odore del sonno. Era bello ed era gen-
tile, a tutto il resto non voleva pensare. Era l'unico modo, altrimenti non
avrebbe pi dormito una sola notte... O un solo giorno, visto come andava
il suo lavoro.
Mentre Jon Jon attaccava la spina del ferro, Joanie disse in tono distac-
cato: Ah, a proposito, Paulie mi ha detto di dirti che se vuoi ha del lavoro
per te.
Quando ebbe afferrato il senso delle parole della madre, lui la fiss, dif-
fidente. Come? La voce era acuta per l'incredulit.
Vuole che lavori per lui.
Joanie sapeva quello che sarebbe successo, ma ci prov comunque. Se
avesse lavorato per Paulie, lei avrebbe almeno saputo dov'era e cosa face-
va.
Prova a sentirlo, non  cos male...
Stronzate! Diglielo pure da parte mia.
Il bel viso di Jon Jon era completamente privo di espressione mentre lui
cercava di comprendere che cosa fosse passato nella testa della donna che
lo aveva partorito per indurla a chiedergli una cosa tanto stupida.
Non parlarmi cos! Ti stavo solo riferendo quello che mi ha chiesto.
Comunque non  una persona cos cattiva.
No, ma certo, mi sfrutta solo la madre! Cazzo, mamma, dovrei andare a
stringergli la mano?
Joanie chiuse gli occhi, angosciata. Avanti, figliolo, non me lo merito e
lo sai. Aveva parlato a voce bassa, nello sguardo il dolore per quell'insul-
to, bench fosse vero. Pensa ai quattrini, e agli extra.
Jon Jon sbatt gi il ferro. Ti sembro un ruffiano del cazzo, allora? A-
vanti, mamma, rispondi!
Joanie sapeva di aver detto la cosa sbagliata e si pentiva anche soltanto
di avervi fatto cenno. Certo che no. Ho solo riferito il messaggio, tutto
qui. Si era messa a gridare.
Be', in futuro non disturbarti pi.
Con lui potresti fare strada. Ha bisogno di qualcuno con un po' di cer-
vello...
Be', non ha bisogno di me. Pensa quello che vuoi, io non sono uno
stronzo che vende le donne.
Piantala, Jon Jon. Potresti farti un bel gruzzolo con...
La interruppe, inferocito. So di essere pi nero che bianco, mamma, ma
non per questo sono un ruffiano. O forse lo era il mio pap?  cos? Pecca-
to che nessuno sembri sapere niente di lui, giusto? Specialmente tu. Sa-
peva di essersi spinto troppo in l e se ne pent subito. Oh, mamma, per-
ch mi fai perdere le staffe? Lo sai come la penso sugli uomini come Mar-
tin.
Joanie usc dalla cucina senza rispondere.
Jon Jon continu a stirare i vestiti di Kira per la scuola, ma il suo cuore
era altrove. Era ancora confuso per quello che la madre aveva detto. L'idea
che lui avrebbe anche soltanto preso in considerazione l'offerta gli brucia-
va, bench capisse le motivazioni della madre.
Il caff di lei era ancora di fianco al suo sul piano della cucina. Glielo
port in camera da letto. Tieni, mamma. Fatti un paio d'ore di sonno.
Lei gli sorrise, triste. All'improvviso appariva vecchia, perduta e sfatta.
Mi dispiace, Jon Jon.
Le arruff i capelli, come se lei fosse la bambina e lui l'adulto. Lo so,
mamma, lo so.
Entrambi sapevano che lui non aveva ricambiato le scuse.
Muoviti, idiota di un ciccione!
Joseph Thompson guardava il figlio affannarsi a preparare un t, impresa
quasi impossibile con la sua gigantesca mole nello spazio limitato della lo-
ro cucina. Tommy stava sudando; faceva gi fin troppo caldo per uno della
sua taglia. Gett un'occhiata fuori dalla finestra della cucina e guard i
bambini che andavano a scuola. Poi sent il padre arrivargli alle spalle e
trasal.
Guardale, ragazzine vestite come troie.  questo che stai guardando,
vero?
Tommy era irritato, ma rispose con voce calma: Non le guardo in quel
modo e lo sai. Mi piace solo guardarle chiacchierare e divertirsi, tutto qui.
Joseph sogghign. Ma certo! Adesso prepara quel t del cazzo, ciccio-
ne pervertito. Devo andare a lavorare tra un minuto. Me li hai fatti i pani-
ni?
Sono nel frigo.
I due non si dissero altro. Dieci minuti dopo, il padre usc di casa senza
nemmeno salutare. Tommy raggiunse goffamente la sua stanza e tir fuori
a fatica una scatola da sotto il suo letto. Aprendola, sorrise.
Era piena di Barbie. Certe erano vestite e a quasi tutte mancava la testa.
Sotto di esse, c'era uno sfolgorante spiegamento di costumi e accessori in
miniatura, tutto quello di cui Barbie aveva bisogno per essere la perfetta
ragazza di citt, dai miniabiti rosa shocking ai perfetti, minuscoli stivali e
alle borsette. Ma Tommy scopr che erano bagnati e, dall'improvvisa zaffa-
ta di tanfo di urina, cap esattamente che cos'era successo. Non era la pri-
ma volta e sapeva che non sarebbe stata l'ultima.
Soffocando un singhiozzo, Tommy si accinse a rimettere insieme le
bambole, mettendo i vestiti da una parte per lavarli. Aveva gi la fronte i-
nondata di sudore. Se lo asciug con un pugno paffuto, mescolandolo alle
lacrime.
Mentre rimetteva a posto le teste continuava a ripetere, borbottando:
Bastardo!
Kira e Bethany erano sedute nell'androne a ridacchiare. Stavano segando
scuola e se ne godevano ogni secondo.
A differenza di Bethany, per Kira era la prima volta ed era una novit
emozionante. Bethany voleva soltanto starsene seduta a oziare e fumare.
Ecco... Andiamo in biblioteca! sugger Kira.
L'amica scosse la testa, incredula. Sei sicura? Due scolare in biblioteca
in un giorno di scuola? chiese, sarcastica.
Kira comprese la logica di quell'osservazione e riprese a ridacchiare.
Non ci avevo pensato.
Sedute l, ascoltavano una radio che trasmetteva la Top Ten. Dondola-
vano a suon di musica e ridevano, entrambe sicure che nessun adulto l at-
torno avrebbe osato fare la spia con le rispettive madri. Sarebbe stata una
seccatura troppo grossa.
Andiamocene al parco.
Bethany scosse la testa e accese un'altra Consulate, inspirando profon-
damente il sapore alla menta e allenandosi a fare anelli di fumo. Vuoi fare
un tiro?
Kira scosse la testa. No, grazie, odio fumare.
Proprio in quel momento si apr una porta e spunt la testa di Little
Tommy. Cosa state facendo, voi due?
Come al solito, fu Bethany a rispondere. A te cosa sembra?
Tommy la guard da capo a piedi. Non era un bello spettacolo, ma lui,
con un sorriso luminoso, disse: Volete una tazza di t?
Le due ragazze si guardarono e sorrisero.
S, grazie.
Ridacchiando per quell'invito da adulti, entrarono in casa di Tommy.
Paulie vide i caratteristici dreadlocks di Jon Jon e diede un colpetto di
clacson, passandogli davanti in macchina. Jon Jon lo ignor e continu a
camminare verso casa del suo amico. Aveva la tasca piena di pasticche di
ecstasy e non vedeva l'ora di scaricarle. Da quand'erano diventate di moda,
negli anni '90, il prezzo si era ridotto drasticamente. Quattro o cinque anni
prima riusciva a tirare su dei bei soldi, dandone via un po' a venticinque
sterline l'una; adesso gli andava bene se riusciva a fare cinquecento sterline
con un migliaio.
Comunque ci guadagnava; e quello era l'essenziale.
Aveva anche un'altra cosa da sbrigare e intendeva levarsi il pensiero
prima di mettersi a lavorare.
Apr la porta dell'alloggio abusivo del suo amico Carty e grid: Sono
io.
Sono qui, capo.
Carty era in cucina a cuocere infornate di crack. L'odore era orribile, ma
soprattutto per via del bidone della spazzatura traboccante e del lavandino
ostruito.
Carty era gi stravolto, e ci bastava a irritare Jon Jon. Poteva capire la
gente che prendeva droghe che rilasciavano serotonina come l'ecstasy, ma
non il crack col suo sballo da concentrazione di dopamina, seguito da de-
pressione profonda. Era proprio una droga da egoisti. Almeno l'ecstasy o
l'erba ti facevano entrare in sintonia con gli altri, godere di pi della com-
pagnia. Con loro andavi nel mondo della felicit, non in quell'inferno di
solitudine che sembrava prodotto dal crack.
In passato, Jon Jon e Carty avevano sniffato un po' di coca nel fine set-
timana, facendo lunghe conversazioni insensate che, all'epoca, erano sem-
brate perfettamente logiche, ma che in realt erano soltanto le parole scon-
nesse di due amici fuori di testa. Per, da quando aveva cominciato a ina-
lare i fumi del crack, Carty era cambiato. Quando si limitava a sniffare era
uno spasso; adesso la sua vita ruotava attorno allo sballo. Era proprio di
quello che Jon Jon voleva parlargli. Un po' presto perfino per te, no?
Carty sospir. Vaffanculo, Jon Jon. Levati dalle scatole, eh? Era sec-
cato.
Sei un amico, ma, cazzo, te la sei data un'occhiata ultimamente? Sem-
bri uno stronzo e come tale ti comporti, disse Jon Jon.
Carty lo ignor, dosando invece con cura la polvere lievitante, trattenen-
do il fiato in attesa di quello che sarebbe venuto dopo. La sua pipa da crack
era appoggiata sul piano della cucina e Jon Jon la tocc. Era ancora calda.
Il suo amico era gi in viaggio verso il nulla, per quel giorno.
Ce l'hai le pasticche? chiese Jon Jon.
Certo che ce le ho. Chi le vuole, comunque?
Marky Morgan. Ha lasciato cinquecento nel freezer. Vuole che passi a
portargliele a casa.
Mica pretende molto, eh, cazzo? Chiamalo e digli di venire qui senn
parto con la grana e pure con la droga.
Jon Jon apr una bottiglia di birra e ne bevve un bel sorso prima di dire:
Che cazzo di faccia tosta, eh?
Ma Carty era gi ripartito per il suo mondo. Jon Jon lo osserv con tri-
stezza. Si guard attorno nella cucina sporca. Era piena di arnesi per il
crack e ci lo irrit ancora di pi. Sapeva che potevano beccarlo per traffi-
co, e in tal caso l'avrebbe presa con filosofia, ma si sarebbe vergognato di
essere collegato al crack. Per lui non era uno sballo ricreativo, era una
condanna a morte. Non avrebbe venduto quella merda nemmeno a quei
tossici teste di cazzo che si meritavano tutto quello che gli capitava. Biso-
gnava avere dei criteri di valore, e lui pensava che i suoi fossero alti, con-
siderato che il suo impiego principale era il traffico.
Prese dal frigo un'altra bottiglia di birra e chiam Carty. Quando l'altro
si volt, Jon Jon gli spacc la bottiglia sulla guancia. Carty croll sotto il
colpo e, non appena tocc terra, Jon Jon lo prese a calci finch non smise
di muoversi. Poi rovist sistematicamente l'appartamento e port via tutti i
soldi che c'erano, oltre a un po' di gioielli e di droga di prima categoria. In-
tasc tutto, ma lasci il crack dov'era. Carty avrebbe avuto pi che mai bi-
sogno di una dose, quando fosse rinvenuto. Comunque Jon Jon era stato
chiaro: l'amicizia era finita.
 stato pi che avvertito, perci si fotta.
Chiamando un taxi, Jon Jon fischiettava piano tra i denti, mentre il cellu-
lare squillava di continuo. Forse era Marky che voleva le sue pasticche,
pens. Be', poteva alzare il culo e venire a prendersele. Chi cazzo credeva
di essere?
Quando arriv il taxi, Jon Jon usc allegramente dall'alloggio abusivo,
sentendosi pi leggero di quanto non gli succedesse da secoli.
Era ora di fare le pulizie di primavera, e aveva cominciato dal suo mi-
gliore amico.
Il taxista lo conosceva e, senza chiedere, lo riport a casa della madre.
Ecco il tipo di reputazione che Jon Jon si stava conquistando. E gli piace-
va.
Dove le hai prese?
Il tono reverenziale di Kira strapp a Tommy un sorriso orgoglioso. Le
colleziono da anni.
Ma non sono un gioco da femmine?
A Bethany le bambole non interessavano; quella era acqua passata.
Kira, invece, era rapita. Adoro Barbie, Tommy, secondo me  fantasti-
ca.
Kira, che adorava la bellezza appariscente, i vestiti e il trucco, aveva fi-
nalmente trovato un'anima gemella.
Tommy era al settimo cielo per la sua reazione, e si vedeva.
Tu le assomigli un po', sai, Kira, disse Bethany.
Il complimento la confuse.
Bethany sospir. Pesava gi quasi sessanta chili: era figlia di sua madre
e invidiava la snella bellezza di Kira, pur volendole bene come amica.
Davvero? Davvero, Beth?
Bethany annu e sorrise con riluttanza. In effetti...
Tommy si trascin goffamente fuori dalla stanza per andare a prendere il
t.
Cazzo, che sciroccato, eh, Kira?
Non essere perfida, la rimprover lei.  carino, solo un po'...
Bethany fece una smorfia e le venne in aiuto: Grasso?
Kira rise suo malgrado e disse: No, triste.
Bethany, i capelli crespi raccolti in una coda, ridacchi. Comunque gli
piaci.
Kira rabbrivid. Smettila, lo sento arrivare.
Tommy entr nella stanza e sistem la sua mole su una grossa poltrona
accanto al letto; le mani tozze reggevano con facilit i tre tazzoni.
Ecco qua, ragazze. Una bella tazza.
Tommy era nel suo elemento. Adorava avere ospiti e quelle due ragazzi-
ne erano il genere di ospiti che aveva sempre sognato. Le ragazzine erano
le sue preferite. Adorava il loro modo di parlare e stare sedute e perfino di
muovere le loro piccole mani. Di Bethany non era ancora troppo sicuro;
aveva la sensazione che potesse essere un po' vacca, se le girava storto. Ma
Kira... Be', era una vera signorina. Una Barbie in erba.
Mi piace la Barbie Bella Addormentata,  una delle mie preferite. E an-
che la Barbie hostess. Con tutte quelle valigette lilla! La voce di Kira era
acuta per l'emozione.
Bethany accese un'altra sigaretta.
Tommy aggrott la fronte.
Lei spense il fiammifero, agitando la mano, e lo guard di traverso come
per dire: Allora, il portacenere?
Lui scosse la testa e borbott tristemente: In salotto.
Bethany lasci la stanza per andare a cercare il portacenere, approfittan-
done per ficcare il naso in giro.
Non lo fa apposta, Tommy. Crede che la faccia sembrare grande, dis-
se Kira.
Be', non  cos. La fa sembrare una piccola sgualdrina. Kira non ri-
spose; non sapeva che cosa dire. Prese invece la Barbie Malibu e sospir
con assoluta felicit. Stava diventando davvero una bella giornata.
Joanie volt un'altra carta. La donna di fronte a lei stava aspettando col
fiato sospeso.
Be', avanti, Joanie!
Re di Bastoni.  proprio lui.
La donna sembr sgonfiarsi. Torner, allora?
Joanie annu e risero entrambe.
Non avevi bisogno di farti leggere le carte per saperlo. Comunque ri-
torna sempre.
Lo so, ma magari un giorno o l'altro non torna. Se ne sta con la tipa che
si scopa, chiunque sia, e mi lascia in pace!
Stavolta Joanie si mise a ridere davvero. Se lo facesse, nessuno reste-
rebbe pi scioccato di te, Suzy, e lo sai.
La vicina pos un biglietto da dieci sterline sul tavolo e si alz a fatica
dalla sedia. Era vistosamente incinta e suo marito Dicky finiva sempre sul-
la lista degli scomparsi quando lei arrivava al settimo mese. Quello era il
settimo figlio e lui se n'era andato di nuovo.
Tieni i soldi, Suzy, non li voglio.
Naa, va bene cos, sei stata l seduta un'ora a dirmi quello che sapevo
gi. Te lo meriti per la tua pazienza, cacchio.
Joanie rise. Grazie, amore, ma te li tolgo dal conto del club, okay?
Suzy scroll goffamente le spalle. Grazie, tesoro. Meglio che vada a
casa a badare agli altri.
Joanie l'accompagn fuori, poi and nel suo salottino e si guard attor-
no. Era pulito e ordinato, e ci la fece sorridere. Accese la TV: UK Style:
The House Doctor era appena cominciato. Era uno dei suoi programmi
preferiti. Un giorno, quando i ragazzi fossero andati via, avrebbe sistemato
la casa a meraviglia. Era il suo sogno.
Poi, inginocchiatasi di fronte a un espositore che ospitava una collezione
di fotografie e ninnoli, apr il grande cassetto in fondo e tir fuori i suoi te-
sori. Negli anni, aveva raccolto oggetti di ogni genere per il suo apparta-
mento. Si andava dalla macchina da caff espresso, nascosta nel suo guar-
daroba, a un contenitore d'argento per gli After Eight, per i suoi inviti a ce-
na immaginari.
Nei suoi sogni pi sfrenati, Joanie invitava a cena personaggi famosi e
programmava con cura affettuosa i menu e i vini da servire. Immaginava i
servizi di bicchieri (aveva comprato alcuni bei servizi, negli anni) e tutte le
porcellane e le posate. Si vedeva in un abito splendido, naturalmente un po'
di anni pi giovane di quello che era, a tener corte sulla tavolata tra una
profusione di motteggi e battute argute.
Con la fantasia riusciva a vedere tutto ci, quasi fosse un ricordo recen-
te, qualcosa che aveva gi vissuto.
La porta d'ingresso sbatt e lei si affrett a mettere via tutto, ma Jeanette
entr nel salotto e disse forte: Ti sto interrompendo, per caso? Chi viene a
cena, stasera, Sidney Poitier come al solito?
Quando i ragazzi erano pi piccoli, Joanie aveva condiviso con loro i
suoi sogni e loro avevano partecipato a quelle fantasticherie, invitando i
divi preferiti e scegliendo il menu e la scenografia. Ma ormai era diventato
uno scherzo e Joanie, interiormente, se ne sentiva ferita, anche se come
sempre ci rise sopra. Sai com', tra me e Sid!
Tu sei matta, cazzo, mamma. Butta via tutto o usalo, cazzo. Chiuso in
quel cassetto per anni, strano che non si sia rovinato.
Joanie chiuse gli occhi e grid: Ragazzina, la smetti di dire parolacce,
cazzo!
Si guardarono e scoppiarono a ridere entrambe.
Dov' Kira?
Che vuoi che ne sappia? Con Bethany, credo.
L'atmosfera si era di nuovo spezzata. Jeanette era gelosa di Kira, lo era
stata fin dal giorno in cui Joanie l'aveva messa al mondo. Tutti avevano
detto che a Jeanette sarebbe passata, ma non era successo. Semmai la cosa
era peggiorata con gli anni.
Fammi una tazza di t, amore, mentre sistemo questa roba.
Non posso, sto uscendo. Jeanette lasci la stanza con la solita espres-
sione arcigna in viso.
Joanie sospir ancora una volta, mormorando: I figli... E chi cazzo li
vuole?
Bethany era gi andata a casa, ma Kira era occupata a giocare con le
bambole e il loro armamentario. Nel suo armadio, Tommy aveva tutto ci
di cui Barbie avesse mai avuto bisogno e Kira era di nuovo in estasi e pas-
sava in rassegna ogni cosa.
Come sei fortunato, Tommy!
Era contento, ora che Bethany se n'era andata. Quella ragazzetta scafata
non gli piaceva nemmeno la met di Kira. Lei gli assomigliava molto. Non
fisicamente, certo, ma aveva la sua stessa ingenuit e a quello lui reagiva
bene. Risparmio per le cose che voglio e poi le ordino.
 quello che voglio fare io quando cresco. Comprare cose.
Tommy le sorrise. Era davvero deliziosa. Gli zigomi alti e i capelli bion-
di le davano un'aria quasi nordica. Di l a pochi anni sarebbe diventata un
vero schianto. Era anche gentile e educata, altre caratteristiche che lo attra-
evano. A differenza di molti ragazzini del caseggiato, non usava parole
volgari n sentiva il bisogno di essere la fotocopia di qualche popstar. Era
assolutamente piacevole.
Vestirono le Barbie e chiacchierarono. Tommy era cos preso che quasi
svenne per la paura quando si rese conto dell'ora. Erano le cinque e un
quarto; suo padre sarebbe rientrato entro dieci minuti. Se l'avesse trovata
l, sarebbe successo il finimondo! Devi andare, Kira, tesoro. Devi proprio
andare.
L'urgenza nella sua voce non sfugg a Kira, che salt in piedi. Okay,
Tommy. Posso tornare a trovarti?
Il viso di lui si ammorbid. Certo che puoi, disse con un sorriso.
Dopo che fu uscita, Tommy rimase fermo per qualche istante a guardare
il caos nella stanza e, pur sapendo che sarebbe stato un macello (niente t
pronto, niente bollitore sul fuoco), assapor la sensazione di aver trovato
un'amica. Un'anima gemella.
Quindi riacquist il controllo di s e corse in cucina per preparare la ce-
na. Si rese conto che non aveva mangiato niente per tutto il pomeriggio.
Quando la chiave del padre gir nella serratura, pochi istanti dopo, Tommy
chiuse gli occhi e aspett la tirata.
Non fu deluso.
I ceffoni poteva sopportarli. Pi difficile era reggere la continua erosione
alla sua autostima.
Ma che altro poteva fare?
Dove sei stata, signorina?
Kira sorrise timidamente e, come al solito, il cuore di Joanie si sciolse.
Si domandava spesso da dove fosse venuta quella bambina; non somiglia-
va a nessuno dei suoi genitori, grazie a Dio.
Mi sono dimenticata l'ora, mamma. Stavo giocando.
Vieni a cenare.
Mentre dava l'assalto a lasagne e patatine surgelate, Kira riflett sulla
sua giornata con Tommy e decise che lui le piaceva. Era grasso e strambo,
ma la sua tranquillit le andava a genio, le ricordava se stessa.
Jeanette sedette a tavola e attacc a mangiare. Arriv anche Jon Jon e
chiese a Kira della sua giornata di scuola. Mentire non fu facile, ma, grazie
al cielo, lui aveva parecchie cose per la testa.
Guardandosi attorno, Kira si sent riscaldare il cuore. Aveva un nuovo
amico, che aveva una stanza piena di Barbie. Che cosa poteva volere di
pi?
Jeanette era pronta. Erano le sette e mezzo e si era messa in gran spolve-
ro. Kira, che per una volta era rientrata di sua volont, dopo una discussio-
ne con Bethany sugli S Club Seven, disse tristemente: Stai uscendo?
Jeanette annu. Se lo dici a mamma o a Jon Jon ti render la vita un in-
ferno, chiaro?
Kira annu. Dove vai?
Jeanette non si degn nemmeno di risponderle.
Sola in casa, la ragazzina si prepar una ciotola di corn flakes e si sedet-
te sul balcone che dava sul cortile. Per una volta, non c'era molto movi-
mento l fuori. L'episodio di EastEnders era particolarmente avvincente e
il posto sarebbe rimasto deserto almeno fino alle otto e mezzo.
Guard il pap di Tommy che si avviava verso la strada principale e il
pub, poi salut con la mano il suo amico che, come lei, era uscito per cer-
care di rinfrescarsi. Il caldo era soffocante.
Tommy fece il gesto di bere una tazza di t e Kira annu, felice. La-
sciando aperta la porta di casa, corse dal suo nuovo amico.
Senza saperlo, aveva evitato per un pelo la polizia armata di un mandato
di perquisizione.
Nel salone di massaggi, il movimento stava appena cominciando.
Joanie port il suo cliente in un minuscolo camerino e gli sorrise, accat-
tivante. Era un tipo veramente brutto, e perfino lei si sent rivoltare lo sto-
maco al pensiero di quello che doveva fare. Quando salt felice sul tavolo
da massaggio, sguarnito di tutto tranne che di un paio di boxer non pro-
priamente puliti, Joanie sospir. Sollev il top corto e scopr il seno come
al solito.
Fammi un servizio speciale, e mettici il tempo che ci vuole. Lei apr il
pacchetto dei preservativi, ma l'uomo agit la mano con decisione. Oh,
no! Io cavalco a pelo.
Be', allora puoi cavalcare da solo, amico. Niente preservativo, niente
sesso.
L'uomo si drizz a sedere di colpo. Aveva passato i cinquanta da un pez-
zo, e aveva l'aria trasandata di chi  stato da solo per troppo tempo, man-
giando il cibo sbagliato, bevendo troppo, senza mai avere nessun tipo di
rapporto con doccia o bagno. Un autentico seduttore. Senti un po', stron-
za, mai sentito l'espressione: 'Il cliente ha sempre ragione'?
Joanie annu. E tu hai mai sentito il detto: 'Infilati questo o la stronza se
ne va'?
Nella stanza accanto, Sherry sent il dialogo e si mise a ridere. Joanie,
guardando l'uomo seduto con una maschera d'incredulit sul viso, si mise a
ridere anche lei.
Era infuriato. Te l'ha mai detto nessuno che hai la bocca troppo grossa
e forse un giorno o l'altro un uomo potrebbe chiudertela?
Joanie butt il preservativo nel cestino. Rimettendosi le tette dentro il
top, disse: S, un mucchio di volte. Ma vedi, amico, dei veri uomini di cui
parli non se ne vedono molti qua dentro, capito il concetto? E ora vattene
affanculo!
Quell'uomo la stava deprimendo e improvvisamente lei vide la propria
vita per quello che era. Succedeva di tanto in tanto. Joanie si sent som-
mergere dal disgusto di se stessa come da un'onda. Gettandogli i vestiti,
aggiunse: Cosa sei, sordo oltre che brutto? Fuori.
E il mio pompino?
Usa l'aspirapolvere, amore. Sono sicura che voi due vi conoscete molto
bene!
Ci vollero un discorso di un quarto d'ora, due battibecchi e mezza botti-
glia di vodka per riportarla al lavoro. Ma sbatterlo fuori l'aveva tirata su da
pazzi. Sar stata anche una troia, ma era pur sempre una persona, e finch
lo avesse creduto non sarebbe sprofondata nella melma come tante prima
di lei.
Il suo cliente successivo era un ventenne estremamente nervoso. Lo mise
a suo agio, gli fece un buon servizio ed ebbe una mancia di cinque sterline.
La luna storta le era gi passata.
3
Jeanette infine sal le scale a mezzanotte e cinquantacinque e trov la
porta dell'appartamento chiusa e un grande avviso rosso di ESECUZIONE
DEL MANDATO che sembrava guardarla in faccia.
Non appena si rese conto di quello che era successo, si sent fermare il
cuore in petto. Il mandato era gi abbastanza brutto, ma, quando avessero
scoperto che aveva lasciato sola Kira, sarebbe successo il finimondo. Suo
fratello le avrebbe strappato il cuore. Senza contare quello che avrebbe
detto sua madre.
Tolse l'avviso dalla porta. Comprendeva armi da fuoco e droga e ci si-
gnificava che gli sbirri avrebbero passato una giornata campale a rivoltare
la casa. Ed era tutto legale. Si domand cosa avesse fatto suo fratello, sta-
volta.
Mentre infilava la chiave nella serratura, un giovane poliziotto apr la
porta.  lei l'occupante di questi locali?
Jeanette lo ignor e gir per tutta casa in cerca di Kira. Non c'era. Do-
v' mia sorella?
Il poliziotto stava parlando alla radio e non le rispose per qualche istante.
Quale sorella? domand infine.
La mia sorellina, Kira. C'era paura nella sua voce, ora.
Quand' stato eseguito il mandato, alle sette e trentanove, non c'era
nessuno. L'immobile era vuoto anche se la porta era aperta. Allora, dov'
suo fratello Jon Jon?
Lei scroll le spalle e usc.
Dove sta andando?
Non hai un mandato per me, perci fatti i cazzi tuoi! lo zitt Jeanette.
Dov' tuo fratello, lo sai?
Lei continu a camminare; non avrebbe degnato di una risposta neanche
quella domanda. Cerc di chiamare il piccolo cellulare rosa di Kira. Nien-
te, a parte la segreteria. Sospir di nuovo. Mancava pure questo. Parl rab-
biosamente al telefono. Kira? Sono io. Chiama, cazzo, capito? Quando
mamma e Jon Jon scoprono che la polizia ci  entrata in casa senza che tu
avvertissi nessuno, sei in guai grossi, signorina! E riattacc, sollevata dal-
lo sfogo.
Forse Kira era da qualche vicina. Mentre scendeva le scale, Jeanette
mand un SMS al cellulare del fratello per avvertirlo del pericolo che lo
aspettava; poi mand un messaggio anche alla madre. In entrambi omise di
dire che aveva perso di vista Kira.
Mezz'ora pi tardi, per, dovette ammettere che perdere di vista non
era proprio l'espressione giusta. Kira era letteralmente scomparsa.
Jeanette cominciava a essere preoccupata sul serio. Nessuno aveva visto
la sorella, le aveva parlato n aveva sentito qualcosa su di lei. Avevano vi-
sto gli sbirri, per, almeno quello era evidente. Ma Kira aveva abbastanza
buonsenso da sparire se arrivava la polizia, si consol la ragazza. Doveva
essere l, da qualche parte. Il telefono di Bethany era staccato, quindi Jea-
nette si avvi verso la casa della ragazza, poche strade pi in l. Era l'unico
altro posto dove poteva trovarsi Kira. Quando le avesse messo le mani ad-
dosso, le avrebbe torto il collo per averla fatta preoccupare tanto.
Per c'era ancora quella paura molesta: perch la sorella non aveva cer-
cato di mettersi in contatto con lei?
Per fortuna nessuno aveva richiamato dopo l'invio dei messaggi, perci
sapeva di avere ancora un po' di tempo per individuare la bambina scom-
parsa. Quando la pentola si fosse scoperchiata, sarebbe scoppiato l'inferno.
Cominciava a rimpiangere di non essere rimasta a casa come stabilito. Fra
tutte le sere, proprio in quella doveva succedere il patatrac.
Jon Jon era in un monolocale di First Avenue, a Manor Park, con Sippy
Marvell, un giovane trafficante giamaicano di Brixton. Stavano progettan-
do un giro per far arrivare della droga da Amsterdam.
Sippy affittava quella stanza da anni e la usava soltanto per affari. Era
disordinata ma pulita e lui ci aveva portato una bella riserva di bottiglie e
fumo, elementi indispensabili per elaborare qualsiasi tipo di programma. O
almeno cos la pensava Sippy. Entrambi tenevano i telefoni staccati, altro
punto su cui Sippy aveva insistito, e fra loro tutto procedeva, come si suol
dire, a gonfie vele.
Sippy era un rasta autentico; accettava Jon Jon per il rasta mezzo bianco
che cercava di essere e i due si capivano.
A Jon Jon interessava il modo in cui Sippy fondeva la religione con la
sua vita quotidiana. Gli piaceva la filosofia rasta anche se la sua occupa-
zione, il traffico di droga, non si accordava molto con la fede che avrebbe
voluto far propria. Poi c'era il problema della violenza. Quella mattina, tan-
to per cominciare. Ma poteva ascoltare Sippy che parlava di Marcus Gar-
vey e citava le Scritture per ore.
Non fu deluso quando Sippy, preparando uno spinello, mormor: 'La
terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano seme secondo la
loro specie e degli alberi che portavano del frutto avente in s la propria
semenza, secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono'. Sorrise
a Jon Jon e aggiunse a voce pi alta: Genesi, fratello. La Bibbia, cazzo.
Il marcato accento giamaicano dava alle parole una risonanza in pi, per
Jon Jon. Con l'accento di South London non avevano proprio lo stesso fa-
scino.
Dobbiamo definire i dettagli pi piccoli, Jon Jon, prima di fare altri
piani. Perci chiama il mio amico James Grey e digli di passare qui a fare
due chiacchiere.
Gli piaceva molto la parlata lenta e strascicata di Sippy; la voce era bas-
sa, eppure decisamente pi autorevole che se lui avesse gridato a gola
spiegata.
Conoscendoti, Sip, i tuoi antenati sono stati i primi trafficanti!
Sippy rise al complimento. Noi fumiamo per meditare. Ricordatelo, se
ti sbattono dentro a Brixton!  una cosa religiosa.
Jon Jon rise. Accese il telefono e il segnale di messaggio in arrivo squil-
l forte. Peter Tosh suonava piano in sottofondo e il rumore improvviso
s'intromise in quel piccolo mondo. Jon Jon lesse velocemente il messaggio,
poi guard Sippy e disse: Guai grossi.
Il suo amico scroll le spalle. Sistemali, io non vado da nessuna parte.
La sera  ancora giovane.
Joanie torn a casa in taxi non appena ebbe ricevuto il messaggio dalla
receptionist del salone di massaggi. Alla fine, per disperazione, Jeanette
aveva chiamato l.
Entrando nell'appartamento, not vagamente il caos lasciato dalla polizia
e imprec sottovoce. L'avviso di esecuzione del mandato era accartocciato
sul pavimento. E poteva pure restarci, per quanto la riguardava.
Dopo qualche minuto, lei mise alla porta il poliziotto e poi, afferrando la
figlia maggiore per la giacca, sbrait: Dov' la mia bambina?
Jeanette scosse la testa. Non lo so, mamma. Non riesco a trovarla.
L'hanno presa gli sbirri? Visto che l'hai mollata per i cavoli suoi,  pos-
sibile. C'era qualcosa dei servizi sociali?
Jeanette scosse la testa. No, niente, solo l'avviso del mandato. Lasciami
andare, mamma!
Ma Joanie non ascoltava; continuando a stringere la giacca della figlia,
chiuse gli occhi e s'impose di calmarsi. Cos'hanno detto?
Scroll ancora una volta la giacca di Jeanette, facendo quasi perdere l'e-
quilibrio a tutt'e due.
Vuoi rispondermi?
Non c'era, mamma. Lasciami andare, adesso!
Joanie scagli la figlia sul divano. Poi le diede un pugno sulla testa. Il
pugno era forte, e il fatto che la figlia non trasalisse neppure per il dolore
la diceva lunga su di lei.
Il telefono squill e Joanie si precipit a rispondere. Pronto, disse con
voce tesa. S, chi ? Dove cazzo  la mia bambina...
Jeanette vide la preoccupazione svanire dal volto della madre.
Oh, grazie a Dio! S, grazie. Sto arrivando.
Riattacc e croll sul pavimento per il sollievo. Le sue gambe avevano
letteralmente ceduto.
Sta bene, mamma? Il tono di Jeanette era sinceramente preoccupato.
Non grazie a te, brutta stronzetta!
Joanie accese una sigaretta con mani tremanti. Dovette fare appello a
tutta la sua forza di volont per non mettere al tappeto una volta per sem-
pre la figlia a forza di pugni. Era un pezzo che quella ragazza la provoca-
va. Vado a prenderla. Meglio che cominci a mettere in ordine, e quando
torno ti faccio blu, cazzo! Ti chiedo di fare una cosa per me e neanche
quella riesci a fare. Aspetta che rientri tuo fratello; lui almeno sa come ba-
dare alle sue sorelline. Te compresa, stronza pigra ed egoista!
Dov'era?
Le sue parole caddero nel vuoto. Joanie stava gi uscendo.
Una cosa buona c'era, per Jeanette: quella notte Jon Jon non sarebbe tor-
nato a casa, col mandato che ancora pendeva su di lui. Perci, almeno da
quel punto di vista, avrebbe avuto un po' di respiro.
 stata qui tutta la sera.
Joanie fiss la mostruosa grassezza dell'uomo di fronte a s e sorrise
nervosamente. Kira dormiva su un divano dietro di lui. Era un divano
sfondato, ma almeno sembrava pulito. Fu quello il primo pensiero che le
pass per la testa.
Tommy aveva steso una coperta sulla bimba addormentata e gliela rim-
bocc distrattamente, come avrebbe fatto una madre. Sul tavolo rovinato
c'erano pacchetti di patatine, lattine di Coca vuote e anche gli avanzi di un
panino. Evidentemente si era preso cura di lei e Joanie gliene era grata.
La sua strana voce acuta si manteneva deliberatamente calma e lenta,
mentre spiegava la situazione. Stavo seduto sul balcone, sa?  il caldo.
Ho visto andare via l'altra sua figlia, poi Kira  uscita sul suo balcone, cio
il vostro balcone, cos l'ho invitata a prendere una tazza di t. Poi  arrivata
la polizia e non sapevo cosa fare. Lei non aveva il telefonino e l'unico nu-
mero che sapeva a memoria era quello di casa sua, ma ho preferito che non
chiamasse prima di vedere che lei era tornata, con la polizia e tutto. Cio,
se le tende sono aperte posso vedere nel vostro soggiorno. Aveva pronun-
ciato le ultime parole in tono un po' nervoso
Joanie sorrise. Grazie, figliolo. Ti sono grata. Hai fatto bene.
Tommy and in cucina a preparare il t e Joanie ringrazi Dio per quel-
l'uomo che aveva involontariamente evitato il disastro. I servizi sociali a-
vrebbero portato via Kira, se l'avessero trovata sola in casa. Chiaramente,
Tommy non sapeva che gran favore le aveva fatto.
Lui torn col t. Senta, se mai aveste bisogno, vengo io da voi a guar-
darla.  una brava bambina. Molto educata e parla bene. Ha modi impec-
cabili, come avrebbe detto la mia vecchia mamma.
Per qualche strana ragione, Joanie lo trov simpatico. Grazie, figliolo,
lo terr a mente.
In realt il pensiero non l'aveva neppure sfiorata, ma non aveva inten-
zione di dirglielo. Le aveva fatto un favore, poteva concedersi di essere
gentile. Inoltre il t e l'atmosfera quieta le facevano bene.
Si sentiva pi calma di quanto non le fosse capitato da tanto tempo. Era
la tranquillit di Tommy. Joanie pens che avesse coltivato quel compor-
tamento calmo e quella voce pacata per compensare i suoi problemi di pe-
so. In effetti parlava come una regina, anche se di un Paese a lei sconosciu-
to.
Leggendole nel pensiero, lui disse semplicemente:  ghiandolare, ma
mangio anche troppo, perci non miglioro.
Il suo volto aperto era cos sincero da suscitare in Joanie un moto di pe-
na per quel colosso d'uomo che aveva di fronte.
Vado molto d'accordo con Kira, sa. Ha fatto uno splendido lavoro, con
lei.
Joanie sorrise a quel complimento. Anche lui era come un bambino,
grande e grosso. Molto grande e grosso. Be', meglio che la porti a casa.
Grazie ancora, Tommy.
 stato un piacere, Mrs Brewer.
Chiamami Joanie, come fanno tutti. A proposito, dov' il tuo pap?
Per una frazione di secondo, Tommy parve a disagio. Certe volte sta
fuori, non so dove. Non mi va di chiedere.
Evidentemente era candido come un giglio, e Joanie gli sorrise. Dai vi-
cini, sapeva che il padre trattava quel poveretto come un cane. Lei stessa
l'aveva sentito esplodere, a volte. Di colpo prov una pena infinita per quel
ragazzo troppo cresciuto. Ti va di passare a prendere un t, domani?
Il sorriso di Tommy andava da un orecchio all'altro. Lei lo vide gonfiarsi
d'orgoglio. Gradirei moltissimo accettare il suo invito, grazie.
Gli sorrise ancora e sollev la ragazzina senza sforzo. Kira era leggera
come una piuma. Si assest tra le braccia della madre e Joanie sent odore
di patatine al formaggio e cipolla misto a burro. Strinse la bimba a s, feli-
ce di riaverla sana e salva.
Torn a casa in fretta e in silenzio. Meno i vicini sapevano, meglio era.
La gente sa solo quello che le dici. Sua madre glielo aveva ficcato in testa
quand'era piccola, ed era vero. Le era sempre tornato molto utile.
Specie da quando abitava l.
Jon Jon era nella stanza degli interrogatori della stazione di polizia.
Non so di che cosa stia parlando. Quale aggressione grave? Scosse la te-
sta ancora una volta e si appoggi allo schienale della sedia.
Falla finita! Il tuo migliore amico  in terapia intensiva, sei stato visto
entrare nel suo appartamento e adesso vorresti dirci che non ne sai nien-
te?
Jon Jon sogghign. Ho detto che non so di che cosa stia parlando e sto
dicendo la verit. Ero con Cherise, una delle mie amichette. Allora, chi 
stato esattamente a vedermi l?
L'agente si stava irritando. Lascia perdere.
Se mi avessero visto l, e sarebbe una menzogna, a quest'ora mi avreste
arrestato, no? Conosco i miei diritti, sa.
Puoi anche permetterti la miglior difesa che ci sia. Cazzo, il sussidio di
disoccupazione deve valere una fortuna, ultimamente. Per quanto ne so,
non hai un lavoro, giusto?
Jeffrey Callington, l'avvocato di Jon Jon, alz la mano. Non sei obbli-
gato a rispondere, Jon Jon. Non hanno trovato nulla a casa tua e non hanno
niente nemmeno per dimostrare che eri sulla scena del crimine. Ora, se a
voi signori sta bene, credo che per noi sia quasi ora di andare. Il mio clien-
te  venuto qui di sua spontanea volont...
Il poliziotto sbuff rumorosamente, interrompendolo: Col suo avvocato
a rimorchio!
Callington squadr sdegnoso l'uomo pi giovane e disse, alzando la vo-
ce: Lo vieta forse qualche legge? Se  cos, non ne ho mai sentito parlare.
Se non sta attento, forse toccher a noi approfondire la questione. Questa 
la settima volta che tirate in ballo il mio cliente, e ogni volta avete fatto
perdere ore preziose a lui e a me. Sorrise freddamente. Ne deduco che
possiamo andare?
L'agente sorrise a sua volta, sarcastico. Accomodatevi pure.
Jon Jon sogghign. No, preferisco andare a casa, ma grazie ancora del-
l'invito.
Quando uscirono dalla stanza, Callington sorrideva ancora.
Mentre la porta si chiudeva dietro di loro, l'agente disse a denti stretti:
Mentiva su tutta la linea.
L'ispettore Baxter, un veterano con vent'anni di servizio, replic, sarca-
stico: Ma no! Non mi dire, cazzo!
Ha un alibi, signore, corrisponde. La ragazza e i suoi genitori sono di-
sposti a rilasciare una dichiarazione.
La poliziotta era ancora abbastanza ingenua da concedere alle persone il
beneficio del dubbio. Sorrise. Chi crede abbia aggredito la vittima, signo-
re?
Be', credo sia stato quel bastardello bugiardo che  appena uscito, ma
forse, in queste particolari circostanze,  pi probabile che sia stato il pro-
fessor Green in biblioteca col candelabro. Quello stronzetto  un tipo sfug-
gente, ma lo avr! Un giorno di questi lo beccher con le mani nel sacco,
quel nero bastardo. Baxter si strofin gli occhi stanchi. Spero che quel
Carty crepi. Cos prenderemmo due piccioni con una fava.
L'agente sogghign ancora una volta, il giovane viso finalmente speran-
zoso. Sarebbe un bel colpo. Su questo non ci piove.
Joanie rimbocc le coperte a Kira per la decima volta; non si era mai
spaventata tanto in vita sua. Jeanette era ancora mogia per la gran legnata
di poco prima. Se i servizi sociali avessero preso la sua sorellina, non l'a-
vrebbe rivista mai pi, Jeanette lo sapeva. A differenza degli altri due, Kira
non era mai stata data in affido, neanche una volta. Quando Joanie era pi
giovane, bastava un niente a far finire in carcere una prostituta e, di conse-
guenza, i suoi figli pi grandi avevano pagato a caro prezzo il modo in cui
la loro madre si guadagnava da vivere. Con tutte le incriminazioni che a-
veva addosso, non avrebbero esitato a dare Kira in affido.
Be', alla sua bambina non sarebbe mai successo. Per la sua piccola a-
vrebbe fatto tutto quello che doveva, a costo della vita.
Tornando in soggiorno, vide la figlia maggiore seduta a fumare una siga-
retta con aria afflitta e prov un moto di pena per lei.
Jeanette era la peggior nemica di se stessa. Il suo atteggiamento finiva
sempre per essere la sua rovina. Anche da bambina era stata un tipetto in-
trattabile. Se le girava, poteva anche prendersi a schiaffi da sola. Ma Joanie
sapeva che si era spaventata, perci da quel punto di vista non era stato un
disastro completo. Se non altro, da quella notte, qualcosa di buono era ve-
nuto.
Jon Jon era capacissimo di badare a s; non occorreva che Joanie si pre-
occupasse per lui o per Jeanette come si preoccupava per Kira. Mentre loro
erano naturalmente smaliziati, la pi piccola non lo era. Non era esatta-
mente ritardata, ma aveva quelle che si chiamavano difficolt di appren-
dimento. Frequentava una scuola normale, per faticava a stare al passo
con gli altri bambini. La sua personalit solare compensava tante cose, Jo-
anie lo sapeva, ma Kira non si poteva lasciare sola. Non aveva il bench
minimo istinto di strada ed era quello a preoccupare tanto la madre.
Come hai potuto lasciarla cos, Jen?
Il viso di Jeanette si accartocci mentre lei piagnucolava: Oh, ma', ra-
giona. Odio starle sempre dietro. Ho quattordici anni, voglio uscire coi
miei amici.
Vuoi scopare, cio. Io sento tutto, ricordatelo.
Sotto il trucco pesante, Jeanette aveva un'aria cos giovane che la donna
s'intener. Si era presa un bello spavento e si vedeva. Joanie osserv il pro-
filo della figlia; sarebbe stata davvero graziosa se, in quel momento, non
apparisse cos simile all'ospite di un volgare talk-show.
Cerc di abbracciarla, ma lei la respinse. Lascia perdere, ma'. Rispar-
miatelo per la tua bambina. Rimasero sedute in silenzio per qualche istan-
te, poi Jeanette disse: Vuoi da bere?
S, dai, amore.
Da parte di Jeanette, quello era quanto di pi vicino al chiedere scusa.
Joanie lo sapeva e lo accett. Una figlia la sapeva troppo lunga, l'altra non
avrebbe mai saputo abbastanza. Dio si divertiva a far scherzi, ne era con-
vinta. Avrebbe soltanto desiderato poter ridere della propria vita.
In quel momento, Kira parl nel sonno e lei si catapult dalla sedia, ma
Jeanette era arrivata per prima e la stava tranquillizzando con dolcezza.
Joanie osservava dalla soglia e si sent il cuore pi leggero.
Osservando il quadretto di fronte a s, si accorse di essere vicina alle la-
crime. Ne aveva proprio abbastanza di quella vita. Era dura continuare a
sorridere, mentre dentro lentamente morivi.
Little Tommy era felice, o pi vicino alla felicit di quanto non fosse
mai stato. Era meraviglioso svegliarsi al mattino con qualcosa da fare. A-
veva un vero appuntamento, non col medico o con qualche specialista, ma
con un'altra persona. Si gust quel pensiero.
Cos'hai da sogghignare?
Il padre irruppe nel suo sogno a occhi aperti, e lui scroll le spalle.
Niente,  solo una bella giornata.
Come sempre, l'uomo rise di lui. E di che cazzo saresti impaziente? Di
mangiare ancora?
Tommy si sent demoralizzato, ma non abbocc all'amo. Vuoi un'altra
tazza, pap?
S, vai, figliolo.
Per una volta, Joseph prov una fitta di senso di colpa. Era duro col fi-
glio, ma in fondo vivere con Tommy era dura per lui. Suo figlio era cos
strambo, nulla di cui andare fieri, e Joseph aveva bisogno di vantarsi, era
nella sua natura. Al lavoro, nessuno sapeva di Tommy, ci era stato attento.
Joseph aveva una specie di fidanzata, che adesso lo voleva a tempo pie-
no. Era un bel pasticcio. E il fatto che lui disprezzasse il figlio non aiutava
granch. Ma per quella mattina lasci perdere le frecciate. Quando usc,
per una volta l'atmosfera era neutra.
Tommy guard il padre dal balcone finch lui non scomparve dietro
l'angolo, poi programm la giornata. Anzitutto la doccia; poi si sarebbe
messo i vestiti migliori e alle dieci e mezzo in punto sarebbe andato a far
visita alle sue nuove amiche. Oh, com'era felice! Era il suo primo impegno
in assoluto e non voleva che andasse storto.
Avrebbe voluto che sua madre fosse viva. Sarebbe stata tanto fiera di lui.
I Brewer sembravano davvero brave persone.
Smettila, Jon Jon, per piacere!
Kira era terrorizzata, mentre il fratello tirava gi dal letto Jeanette per i
capelli.
Tu non impicciarti, Kira, okay?
Jeanette cercava di staccarsi dai capelli le dita del fratello. Piangeva. Lui
la trascin di peso in soggiorno e poi, scagliandola sul divano, sbrait:
Che ti abbiamo detto, eh?
Era cos arrabbiato che gli occhi quasi gli schizzavano dalle orbite. Evi-
dentemente era fatto di qualcosa, e non di marijuana. Che cosa cazzo ti
abbiamo detto? Non devi mai, dico mai, lasciare la nostra Kira per i cavoli
suoi.
Sempre pi spaventata, Kira guardava la scena. Non mi  dispiaciuto,
Jon Jon, sono stata benissimo! Tommy mi ha lasciato giocare con le sue
Barbie, ho bevuto del buon t e tutto quanto.
Jon Jon si afferr i dreadlocks, furioso e frustrato. La senti, Jen? Senti-
la: ha passato la sera con un tizio che gioca con le Barbie del cazzo!
Lui  a posto, Jon Jon. Credo sia finocchio, a dire il vero. Come al so-
lito, Joanie era la voce della ragione. Sapeva che il figlio era pi che capa-
ce di ammazzare la ragazza spaventata di fronte a lui.
Jon Jon protese il viso verso quello della sorella e grid di nuovo: Bar-
bie del cazzo! E la prossima volta? La lasceresti con un serial killer, se
servisse a farti uscire per un paio d'ore. Sputava per la rabbia. Ti rendi
conto che stanotte avrebbero potuto portarla via, farle passare un po' di set-
timane in un cazzo d'istituto? Lo sai di che cosa sono capaci gli sbirri. Si
farebbero una risata, sapendo quanto ci hanno fatto tribolare. E tu dov'eri,
eh, mentre ci facevano a pezzi la casa? Forza, voglio sapere chi  lui, cos
posso strappargli quella testa di cazzo.
Ma non l'hanno presa, giusto? Allora datti una calmata, cazzo.
Jon Jon fece un passo avanti e Kira url. Fu soltanto quello a impedirgli
di saltare addosso alla ragazza in lacrime.
Bene, le cose stanno cos, mamma. Sta chiusa in casa fino a nuovo or-
dine. Jon Jon punt un dito contro Jeanette. Tu non esci di qui finch
Cristo non torna in terra.
Jeanette salt su e si mise a urlare. Al pensiero di non poter uscire, la
paura si era dissolta. Non spetta a te, decide mamma! Dille di smettere di
lavorare per una volta. Dar via la fragola a mezzo mondo, mentre io sto
appresso alla figlia. O, meglio ancora, se sei tu l'uomo di casa, perch non
ci mantieni tu, allora?
Fu Joanie a rispondere. Non ho mai preso un penny da nessuno di voi e
continuer a non farlo, lo sapete. Questa  casa mia, a tutti gli effetti, e
quello che succede qui dentro lo dico io.
Jeanette fece una risata cattiva. Meglio che lo dici a lui, allora, perch
crede che sia casa sua. Poi si precipit in camera sua, urlando: Devo
prepararmi per la scuola.
Jon Jon rise suo malgrado. Questa  nuova, no? Tu che vai a scuola?
Lasciala stare, Jon Jon, ha ricevuto il messaggio. Coraggio, Kira, smetti
di piangere, amore. Cosa vuoi per colazione?
Posso avere tutto quello che voglio?
Nei limiti del ragionevole!
Kira sorrise tra le lacrime e Jon Jon chiuse gli occhi, afflitto. Era bellis-
sima. Bionda, occhi azzurri, sarebbe diventata un vero schianto... E forse
non sarebbe mai cresciuta pi di cos, mentalmente. Era un pensiero dav-
vero spaventoso.
Dopo tutto quello scompiglio, l'unica cosa che le interessava era una cio-
tola di cereali al cioccolato. La sua soglia di attenzione era cos bassa che
tutto sarebbe stato dimenticato dopo la prima cucchiaiata.
Jon Jon le segu in cucina. Jeanette ha ragione, mamma. Forse dovresti
smettere di lavorare. Posso pensarci io.
Joanie vers i cereali nella ciotola senza rispondergli. Lui sapeva come
lei la pensava sulle sue droghe e lei sapeva come la pensava lui sul suo
particolare tipo di traffico. Erano in un vicolo cieco.
Si  presa uno spavento, adesso star bene. Joanie all'improvviso sor-
rise. Non  affatto un tipo strano. Proprio carino, ma tanto grasso! Cio,
sul serio.
Kira rise. Posso stare con Tommy, mamma? Ha tante belle cose a casa
sua, le Barbie e cose buone.
Cosa avete fatto ieri sera, Kira? Jon Jon sembrava sinceramente inte-
ressato.
Lei si concentr per qualche istante, il visetto contratto per lo sforzo.
Uhm... abbiamo giocato con le Barbie, come ho gi detto, e poi abbiamo
guardato La Bella Addormentata. Tommy ha tutti i film, gli piacciono le
principesse, come a me.  stato bello. Abbiamo bevuto Coca-Cola, man-
giato panini e dolci. Ci siamo divertiti.
Joanie arruff i capelli della bambina. Mi  sembrato davvero carino,
benedetto lui. E cerca di essere obiettivo, Jon Jon, ci ha fatto un bel favo-
re.
Credo di s. Ma non sappiamo niente di lui, o s?
Joanie scroll le spalle. Che c' da sapere? Si  dimostrato un amico e
questo mi basta.  un po' tardo. Accenn col capo alla figlia. Forse  per
questo che vanno tanto d'accordo.
Jon Jon annu tristemente. Capisco, mamma. Be', tu studialo bene, vedi
un po'. Potrebbe essere un colpo di fortuna, con Miss Inaffidabile in giro.
Joanie cinse con un braccio la vita del figlio. Sei stato tu a ferire
Carty?
Lui annu. Dovevo farlo, mamma.  una fottuta testa di crack. Mi ha
fatto penare come non so cosa.
Joanie si scost i capelli dagli occhi e sorrise. Ho sentito che si  fatto
male sul serio. Mantenne un tono neutro.
Jon Jon scroll le spalle. Avrebbe dovuto pensarci, no? Non ho tempo
per i buoni a nulla, ma'. Specie quelli fatti di crack.
L'argomento era chiuso e Joanie si stup di quel figlio che poteva essere
cos affettuoso e comprensivo con la sorella e la famiglia, eppure era capa-
ce di menomare un caro amico.
Non voleva pensarci troppo, quindi fece quello che faceva sempre. Sor-
rise, rise, scherz. Kira rideva a pi non posso quando usc col fratello
grande per andare a scuola. Poi Joanie and dritta a prendere il Valium.
Solo per togliere alla vita un po' di spigoli. Era quello che si raccontava
da anni.
4
Monika fissava l'uomo gigantesco di fronte a lei con assoluto sbalordi-
mento. Era grosso sul serio. Era anche un tipo gentile; si sforzava tanto di
essere servizievole che quasi faceva male guardarlo.
Essendo lei stessa una taglia forte, sapeva quale battaglia lui affrontasse
ogni giorno, una battaglia non soltanto interiore, ma anche col mondo e-
sterno. Con Joanie ne ridevano, per Tommy piaceva molto a tutt'e due.
Tommy era gentile e comprensivo.
E, nonostante la sua mole, Monika vide che aveva un passo sorprenden-
temente lieve. Era un'altra caratteristica che aveva notato: riusciva a muo-
versi molto bene. Di gran lunga meglio di quanto si potesse pensare guar-
dandolo, bench soffiasse e ansimasse pi del normale.
Tommy, da parte sua, se la stava godendo come non mai. Due donne se
ne stavano l sedute a parlargli, come se lui fosse una persona reale. Una
persona degna di attenzione, che apparteneva davvero al loro mondo. Or-
mai era la sua terza visita, e lui si sentiva gradito e rispettato. Soprattutto
quest'ultima cosa gli faceva piacere. Per Tommy, Joanie era una dea; inol-
tre, da quando lei lo aveva accolto in casa sua, i vicini avevano cominciato
a dimostrargli un nuovo rispetto, specie perch anche Jon Jon gli aveva ri-
volto la parola. Come sua madre, lui non giudicava dalle apparenze.
Tommy aveva gi deciso che quel tipo gli piaceva: senza dubbio dava la
priorit a tutto ci che riguardava la sua famiglia e per le sorelle era come
un padre. Le sorvegliava come un falco.
Ora, grazie ai Brewer, la gente salutava Tommy quando stava seduto sul
balcone e lui aveva persino cominciato ad affrontare quotidianamente la
lunga scarpinata fino ai negozi. Era dura, ma ne era valsa la pena, perch
adesso la gente gli parlava. S'interessava davvero a lui. Aveva un posticino
tutto suo nella vita del caseggiato.
Aveva anche la facolt di vedere Kira senza limiti, e dopotutto l'obietti-
vo era sempre stato quello. La amava, amava stare con lei. Lei era tutto per
lui, e anche lei lo amava. Glielo aveva detto. Gli aveva pure detto di sentir-
si soffocata dalla sua famiglia, ma lui le aveva spiegato quanto fosse fortu-
nata ad avere qualcuno che le voleva bene davvero. Credeva che lei avesse
capito. Lo sperava, comunque.
Joanie gli sorrise. Quella donna aveva un bel viso. Aveva anche una di-
gnit che, sulle prime, non era evidente, ma che dopo un po' risplendeva
come un faro. Aveva avuto una vita dura, Tommy lo sapeva e poteva ca-
pirla. Lo capiva meglio della maggior parte della gente, in effetti.
Allora lo vuoi, il lavoro?
Il sorriso di Tommy si allarg. Oh, grazie. Sarebbe un piacere.
Poi sventol una mano, suscitando in Monika un nuovo scroscio di risa.
Ma era una risata amichevole, non maligna, non di quelle che feriscono
l'orgoglio. Era una risata condivisa, da lui e da tutti gli altri attorno a lui.
Tommy era nel suo elemento e si atteggiava persino un po' per compiacer-
le.
Ora non ci resta che decidere la paga.
Il volto di Tommy si afflosci. Ti prego, Joanie. Non potrei accettare
denaro da un'amica.
Lei gli sorrise. Sapeva che diceva sul serio e apprezzava il gesto, ma lui
doveva essere pagato. Il giusto e il dovuto. Ascoltami, avrai qualche ster-
lina, figliolo. E non se ne parla pi, d'accordo?
Lui sorrise e annu, contento che la decisione fosse stata presa da lei.
Non vedeva l'ora di dire a suo padre che aveva un lavoro! Un lavoro vero,
non come quelli che aveva gi fatto. Lavoretti in casa, noiosi e alienanti
lavoretti. Ore e ore a montare scatole.
Quello avrebbe dato a pap qualcosa su cui riflettere.
Be', se sei sicura, Joanie...
Era elettrizzato per com'erano andate le cose. Joanie lo lasci preparare
il t, perch sapeva che gli piaceva tanto. Non era un cattivo ragazzo; sem-
plicemente era solo. E, se c'era qualcuno che sapeva cos'era la solitudine,
quel qualcuno era lei.
Poi il viso di Tommy si rannuvol. E se suo padre si fosse opposto a far-
gli fare il baby-sitter? Allora disse piano: L'unico intoppo  mio padre.
Monika scoppi in una di quelle sue allegre risate ed esclam: 'Fanculo
a lui, Tommy. Se sar necessario, gli dir due parole Jon Jon. Perci smet-
tila di preoccuparti, bellezza.
Tommy sorrise, eppure le due donne videro la paura sul suo viso. Una
paura che per svan in fretta, come se fosse stata alzata una tenda. Ci a-
vrebbe pensato Jon Jon. Nemmeno suo padre avrebbe osato contrariare Jon
Jon Brewer.
Le donne notarono che la sua espressione mutava e che la felicit torna-
va a risplendere.
Gli parler io. Non preoccuparti, Tommy. Joanie fece una smorfia a
Monika, provocando un nuovo scoppio di risa.
Fottuto vecchio bastardo schifoso. Senti, Joanie, facciamo come nel
Padrino. Dato che sembra rincoglionito, gli facciamo un'offerta che non
pu rifiutare!
Risero tutti di nuovo, per Tommy rideva soltanto per la scandalosa au-
dacia di quelle parole e non perch le trovasse divertenti. Se soltanto suo
padre avesse saputo che, per una volta, era lui a essere messo in ridicolo!
Gli vennero i sudori freddi solo a pensarci. Eppure, nonostante tutto, era
bello ridere di lui.
Tommy aveva degli amici e suo padre non poteva farci niente. Non sen-
za scoprire gli altarini, comunque.
Scacci quel pensiero in fretta come gli era venuto. Era acqua passata,
ormai, come diceva suo padre. Era meraviglioso anche soltanto stare in
quella cucina, con persone che lo accettavano comunque fosse e qualsiasi
aspetto avesse.
Per la prima volta da quand'era morta sua madre, Tommy si sentiva ap-
prezzato, utile.
Era davvero una sensazione inebriante.
Paulie era a casa e stava finendo la sua colazione. Faceva sempre cola-
zione tardi ed era sempre sua moglie Sylvia a servirlo.
Era massiccia, carnosa, con le ossa grosse. Aveva un bel viso e non ave-
va il minimo criterio nel vestire, il che a Paulie andava alla perfezione.
Non si faceva mai notare negli incontri massonici ed era un pilastro della
Chiesa locale. Era anche una madre esemplare.
Le sue due figlie - Pauline di undici anni e Jacqueline di nove - erano
perfette signorine borghesi con la pettinatura giusta e abiti e personalit
convenientemente decorosi. Non c'era rischio che entrassero nella ditta di
famiglia, con tutto quello che lui scuciva per le loro rette scolastiche.
Gli piaceva la sua vita domestica, lo soddisfaceva. In effetti era riluttante
a lasciare il focolare quel giorno, perch era stanco morto e aveva voglia di
combinare qualcosina con la vecchia Sylvia. Le doveva una bella ripassata
e lo sapevano entrambi.
Paulie era convinto di essere stato fortunato, nella vita. Aveva il control-
lo totale di tutto e di tutti quelli che lo circondavano. Si vers dell'altro caf-
f e sorrise alla moglie.
Sylvia guard il marito e soffoc la risata che le stava montando dentro
e minacciava di esplodere. Di certo quello era l'uomo pi tronfio, compia-
ciuto e ignorante del pianeta. Lei sapeva ogni cosa di lui, ma non gliel'a-
vrebbe mai fatto capire. E se lui pensava di toccarla, quel giorno o nel fu-
turo, lo aspettava una grossa sorpresa. Un tempo lo aveva amato, molti an-
ni prima. Ora non sapeva bene che cosa provava per lui.
Sapeva per che non le faceva mancare niente e, per lei, quella era la co-
sa pi importante. Non sarebbe finita come sua madre, a vivere sui fasti
del passato, campando in una decorosa povert.
Sylvia si era dunque costruita una vita separata, e Paulie non aveva idea
del fatto che lei stesse gradualmente manovrando per allontanarlo da se
stessa e dalle figlie.
Trascorreva sempre pi tempo nel loro rifugio di campagna. In realt,
si trattava di una casa finto-georgiana con quattro camere da letto nel Kent,
ma, per quanto la riguardava, funzionava a dovere. Teneva lei e le ragazze
lontane da quel cretino che lei chiamava marito e quel fatto, per lei, era gi
una benedizione.
Ormai erano come estranei, che risiedevano per caso sotto lo stesso tetto.
Un tetto pagato da lui, certo. Lei presenziava con lui alle cerimonie, stan-
dogli al fianco, da buona moglie qual era. Ed era davvero una buona mo-
glie, bench lui non fosse sempre stato un buon marito. Per farla breve,
Sylvia sapeva gestire i propri interessi.
Quando lui la scrut con aria lasciva, distolse lo sguardo. Gli uomini so-
no cos prevedibili... Lo aveva sempre pensato. Be', c'era una bella sorpre-
sa in vista per Paulie!
Jeanette era con Jasper, l'uomo dei suoi sogni. Come al solito, la scuola
era fuori discussione: aveva segato scuola e si trovava in un alloggio abu-
sivo, usato dagli amici di lui. Per lei, Jasper era il mondo intero. I suoi pro-
fondi occhi azzurri erano come calamite per quella donna-bambina, e lui lo
sapeva. E ne approfittava.
Jasper Copes piaceva alle ragazze. Era bello ed era un duro. Che altro
avrebbero potuto desiderare?
L'unico neo era che Jasper e tutti i suoi amici erano razzisti. Appartene-
vano alla specie degli skinhead. Il fatto di avere un fratello di padre gia-
maicano non contribuiva certo a far apprezzare Jeanette alla gente che fre-
quentava quel luogo. Anche le ragazze la guardavano di traverso e spette-
golavano su lei e Jasper.
Jeanette odiava segretamente quel posto, ma era l che Jasper voleva sta-
re, quindi lo seguiva, da brava ragazza qual era. Quando Jon Jon avesse
scoperto con chi usciva, sarebbe scoppiato l'inferno, lo sapeva, per Jasper
esercitava una forte influenza su di lei e Jeanette aveva la sensazione che,
se non fosse stata con lui, la sua vita non avrebbe pi avuto nessun valore.
Pregava ogni giorno che Jon Jon e Jasper si conoscessero e andassero
d'accordo; ma quello era un miracolo che perfino Ges avrebbe avuto dif-
ficolt a compiere.
Gli occhi le si posarono sul poster del British National Party e lei cess
di dare ascolto agli sfott razzisti di quelli che la circondavano. Si sentiva
tagliata fuori, ma, finch amava Jasper, le andava bene cos. Non avrebbe
voluto sentirsi a proprio agio in un posto come quello. Quella gente era i-
gnorante e brutta, dentro e fuori.
Le sarebbe piaciuto sapere che cosa aveva Jasper di tanto speciale da
farle dimenticare il suo modo di vivere. Era vero, lui era il capo, quello cui
tutti guardavano e davano ascolto. Talvolta, quando lo vedeva in quella
veste, si spaventava. Ma quand'era solo con lei era pi dolce, la faceva sta-
re bene. Perci non poteva essere del tutto cattivo, no?
Uno degli amici di Jasper, Polo Jenkins, la strapp ai suoi pensieri. Ho
detto: tuo fratello non l'hanno ancora preso, gli sbirri? grid.
Certo che no!
Gli aveva parlato come se fosse stupido e tutti l'avevano notato. C'era un
vantaggio a essere la sorella di Jon Jon: la gente ti trattava con cautela.
Anche essere la ragazza di Jasper aiutava parecchio.
Per qualche istante l'atmosfera fu elettrica, poi lei vide Jasper sorridere.
Gli piaceva quando Jeanette si difendeva.
Lei sospir. Avevano ricominciato a parlare del loro dio, Nick Griffin, e
reinser il pilota automatico. Dieci minuti dopo disse: Io vado, Jasper.
La conversazione si era spostata sui poveri immigrati africani di Nor-
thampton e sull'aumento del trecento per cento dei casi di AIDS da quan-
d'erano arrivati.
Jasper le sorrise. Dammi un minuto, bellezza.
Lei scosse il capo. Ho detto che vado. E vuol dire adesso. Lo fiss e lo
vide riflettere prima di reagire.
Alla fine, lui scroll le spalle. D'accordo.
Jeanette usc. All'impatto con l'aria fresca, respir profondamente, come
a ripulire i polmoni dal tanfo di quell'odio. Sent anche ridere forte all'in-
terno ed era abbastanza furba da sapere che la battuta era a spese sue.
Sentendosi triste, ma anche stranamente pi leggera, s'incammin verso
casa. Quella gente - Jasper compreso - era malata e lei non voleva averci
niente a che fare. Non lo credeva sul serio, e lo sapeva, ma la faceva stare
meglio il pensiero di potersi comportare da dura. Non aveva bisogno di lui,
non aveva bisogno di nessuno. Ci avevano pensato la negligenza della ma-
dre e gli anni trascorsi passando da un affido all'altro. La parte assennata di
lei le diceva: Allontanati da lui. Le loro vite erano troppo diverse e tutti
quei sotterfugi per incontrarlo la stavano distruggendo. Se Jon Jon avesse
saputo! Si sentiva la febbre ogni volta che ci pensava. Per, quando Jasper
la raggiunse, cinque minuti dopo, Jeanette si sent inspiegabilmente felice.
Le era corso dietro. Gi quella era una novit. Una prova che teneva dav-
vero a lei. E, quando lui abbass lo sguardo per sorriderle, Jeanette si sent
sciogliere il cuore.
Non era del tutto cattivo, non come lui credeva di essere. Se fosse stato
vero, non si sarebbe trovato l con lei.
Lei se n'era andata e lui l'aveva seguita. Per una volta, era lei a detenere
il potere nel loro rapporto, ed era una bella sensazione. Sperava soltanto
che durasse.
Venti minuti dopo era sdraiata sul letto di lui, tra le lenzuola sudicie che
emanavano il solito lezzo. Della madre, tanto per cambiare, non c'era trac-
cia. Karen Copes trascorreva la maggior parte dei pomeriggi nel pub con la
sua combriccola.
La cosa strana era che a Jeanette nemmeno quella parte piaceva, ma, se
serviva a tenerselo, pazienza.
Faceva quello che Jasper voleva, e lo faceva spontaneamente.
Kira e Tommy erano ormai ottimi amici, e la certezza di avere accesso
illimitato alla sua collezione di Barbie era la ciliegina sulla torta, per quan-
to la riguardava. Anche il pap di Tommy era cordiale con lei, bench
spesso la bambina avvertisse la tensione tra lui e Tommy. Ma Joseph
Thompson aveva sempre una parola gentile e, in qualche modo, Kira sen-
tiva che per Tommy la vita era pi facile, quando c'era lei.
Andava a casa sua quasi ogni pomeriggio dopo la scuola, soltanto per
dare una sbirciata alle bambole. Tommy passava secoli a stirare i comple-
tini; avevano perfino le loro minuscole grucce. Quando osservava Kira
che, estasiata, risistemava il guardaroba delle bambole, non poteva fare a
meno di sorridere.
Le prepar un bicchiere di aranciata e tir fuori un pacchetto di patatine
per merenda. Ormai conosceva i gusti della bambina, e anche quello gli fa-
ceva piacere.
Il padre li guard e scosse la testa. Dobbiamo stare attenti, Tommy, lo
sai.
Lui annu.
Desiderava davvero che suo padre smettesse di tormentarlo. Come lui
stesso diceva, era acqua passata. Quello era un nuovo inizio per entrambi.
Jon Jon sent Paulie prima di vederlo. Sospirando, vuot il bicchiere.
Poi, in un istante, Paulie fu al suo fianco. Che ci fai qui dentro, figliolo?
La voce di Paulie era cordiale ma cauta. Sapeva di non essere la persona
preferita di Jon Jon, ma era una cosa che poteva sopportare. Dopotutto lo
conosceva da quand'era bambino e gli era sempre piaciuto. Si ricordava di
quando anche lui piaceva a Jon Jon, molte lune or sono. Bisognava ricono-
scerlo alla vecchia Joanie: non aveva fatto un cattivo lavoro, con lui.
Ma girava voce che stesse guadagnando benino, e Paulie era sempre a
caccia dell'occasione migliore.
Bevo qualcosa. Jon Jon gli rispose con calma.
Il sarcasmo non sfugg a Paulie. Sei grande abbastanza, allora?
Suo malgrado, Jon Jon sorrise. Qui dentro, s. Da quando avevo quat-
tordici anni.
Come Jon Jon, Paulie non riusc a resistere alla tentazione di guardarsi
nello specchio del bar. Si aggiust i capelli e domand: Cosa bevi? Poi,
senza aspettare risposta, si rivolse alla bionda alta, senza reggiseno e con
un sorriso permanente e ordin: Due brandy abbondanti, amore.
Quindi si guard in giro nel bar, valut l'et di tutte le femmine e classi-
fic tutti i maschi. Salut con un cenno un paio di uomini e sorrise a quasi
tutte le donne sopra i sedici e sotto i trentacinque anni. Allora come se la
passa Hail Selassi ultimamente? Abita sano e salvo a South London?
Nel dirlo, diede una tirata ai dreadlocks di Jon Jon.
Vaffanculo, Paulie.
Il sorriso era svanito. Cazzo, ho ammazzato per meno e tu dovresti sa-
perlo, disse Paulie serissimo. Ma, per amore di tua madre, ci passer so-
pra. Si ferm, poi aggiunse: Almeno per stavolta.
Era un avvertimento e Jon Jon lo sapeva. Non replic. Paulie era classi-
ficato tra i cattivi, su quello non ci pioveva. Non era un pezzo grosso della
malavita come Big John McClellan - la leggenda locale -, per era un du-
ro, capace di difendere i propri interessi e Jon Jon sapeva che sarebbe stato
saggio ricordarsene.
Il jukebox part e Gareth Gates si mise a cantare in sottofondo. C'era un
gran brusio l dentro, pur essendo molto presto. Alle sei sarebbe stato stra-
pieno. Jon Jon prese il bicchiere e lo sollev verso Paulie. Te l'ha detto,
tua mamma, che volevo vederti?
Il ragazzo scosse la testa. Paulie sapeva che era una bugia. Se avesse det-
to a una delle sue ragazze di correre nuda per Park Lane dando fuoco alle
proprie scoregge, lei l'avrebbe fatto.
Jon Jon guardava fisso davanti a s e, per un istante, Paulie ebbe l'impul-
so di mollargli un ceffone, di dargli un colpetto umiliante. Come osava
trattarlo con sufficienza, quel ragazzino? Perch era quello il messaggio
che gli trasmetteva.
Invece sorseggi il suo brandy, quindi disse: Sentimi, stronzo, non vo-
glio il tuo culo, voglio solo sapere in che giro sei e, se la cosa m'interessa,
potrei volerne una fettina, capito? Ora, scelta numero due, che, devo am-
metterlo,  molto pi vantaggiosa per me che per te: lo scopro per i cazzi
miei e te la levo di mano una volta per sempre. Afferrato il senso?
Jon Jon sent il calore dell'umiliazione diffondersi sul viso e sul collo.
Guardandolo, Paulie prov quasi compassione. Gli piaceva la temerariet
di quel ragazzo. Gli ricordava se stesso alla sua et. A sedici anni aveva
munto la sua prima donna... Il fatto che si trattasse della madre, lo teneva
ben segreto. Ora lei viveva a Eastbourne e si godeva una vita tranquilla.
Lui la evitava come la peste, ma per qualche sterlina andava a trovarla.
Conosceva le proprie priorit.
Allora, Jon Jon, vogliamo sederci e ricominciare da capo questa con-
versazione? Solo che stavolta tu sarai pi disponibile e io meno aggressi-
vo. Che ne dici, eh?
Sorrise, e Jon Jon seppe di essere in trappola. Ma un giorno... Un giorno
sarebbe stato in grado di strizzare le palle a quell'uomo. Poteva aspettare.
Era ancora giovane, poteva attendere il momento opportuno. E l'avrebbe
fatto. Ma, quando il momento fosse arrivato, avrebbe goduto nel cancellare
il sorriso dalla faccia di quell'uomo una volta per tutte.
Presero i bicchieri e si diressero a un tavolo che si liber miracolosa-
mente non appena i due mostrarono di volersi sedere l.
Pur odiando Paulie, Jon Jon ammirava il rispetto che otteneva da tutti.
Era quello che era deciso a conquistare per s e la sua famiglia. Specie per
sua madre. Sapeva che, qualsiasi cosa avesse fatto, l'aveva fatto per il mo-
tivo giusto. Se lo rammentava da quando aveva otto anni.
Quando si furono seduti, parl con Paulie. In realt, non aveva altra scel-
ta.
Joanie era tornata sul marciapiede e lo odiava. In effetti, aveva pensato
di prendersi una notte di libert. Le faceva male un dente e aveva inzuppa-
to l'ovatta nel brandy coi chiodi di garofano, premendola nel buco.
Aveva anche bevuto bicchieroni di vodka e Coca, cos, quand'era andata
a sedersi fuori con le altre, era gi ubriaca.
Kira andava in giro con Bethany e le loro risa echeggiavano sonore nel-
l'aria estiva. Una ragazza dai capelli rossi era seduta di fronte a Joanie, sul
lato sinistro dello spiazzo per il bucato. Era molto graziosa e ben vestita e
ci la faceva risaltare.
Chi ? farfugli Joanie.
 la sorella di Caroline. Sta da lei per qualche giorno. Ha piantato il
suo uomo.
Ah, s? Ha un'aria familiare.
Barbara Moxon, la vicina di Joanie, alz gli occhi al cielo e disse: Non
te ne ricordi? Sua figlia  stata uccisa l'anno scorso. O forse l'anno pri-
ma...
Ecco. Adesso mi ricordo. Povera ragazza, una roba cos che va a suc-
cedere alla tua bambina.
Da andare fuori di testa, no?
Una ragazza cos carina e tutto.
Barbara annu, come se essere carina avesse mai tenuto lontano il male.
Guardarono la ragazza che raccoglieva le sue cose e si avviava verso l'ap-
partamento della sorella. Camminando verso l'androne si volt a guardarle
per qualche istante, poi scomparve all'interno.
L'atmosfera si era sgonfiata e Joanie deglut una gran sorsata dal bic-
chiere. Il cellulare squill e lei rispose.
Come? Oh, cazzarola...!
Che succede?
Hanno beccato Monika e lei vuole che le tenga Bethany stanotte. Ha
menato una guardia privata in un negozio. Quella ragazza sta decisamente
peggiorando, cazzo. Il cellulare squill di nuovo e lei rispose con un sec-
co: Okay. Poi si alz, stiracchiandosi. A dopo.
Salendo le scale, telefon a Jeanette chiedendole di venire a casa. Grazie
a Monika, quella notte avrebbe dovuto lavorare, mal di denti o no.
Ma avrebbe potuto farne a meno. Era gi ciucca come una biglia e sa-
rebbe stata una lunga notte, quello lo sapeva.
Era gi abbastanza brutto quand'eri al cento per cento della forma, ma
quand'eri alla deriva era proprio una porcata.
Nemmeno si cur di fare un bagno.
Jasper era seccato e si vedeva. Perch devi starle appresso? Non pu
tenersela il ciccione? Erano a letto ed erano fatti, ma la voce era rabbiosa.
Volevo che passassimo una notte insieme, Jen.
Jeanette prese una decisione. Se ne vada affanculo. Pu tenerla il cic-
cione. Non vado a casa e basta.
Si rimise comoda e si tolse completamente dalla testa madre, fratello e
sorella. Sarebbe successo il finimondo, ma ci avrebbe pensato poi. Per il
momento, stava bene dove stava.
Dopo un'ora, Joanie cap che la figlia non sarebbe venuta a casa e chia-
m Tommy. Mentre lo aspettava, imprec sottovoce contro Jeanette. Non
voleva rompere l'anima a Tommy, caso mai si fosse scocciato di venire
tanto spesso. Pur sapendo che gli piaceva tanto, anche delle cose belle si
poteva averne abbastanza. Inoltre aveva fatto un patto con Jeanette: se a-
vesse dato un'occhiata alla sorella ogni tanto, Joanie non sarebbe stata
troppo dura con lei.
Ma ora Jeanette l'aveva mollata di nuovo e, pur sapendo che la figlia si
stava semplicemente comportando da adolescente, quella totale mancanza
di riguardo cominciava a darle sui nervi. Be', se Jen voleva dei soldi, quel-
la settimana, col fischio che glieli avrebbe dati.
Si domand chi stesse frequentando la figlia, che genere di persona fos-
se. Jeanette era cos reticente che Joanie aveva ormai rinunciato a cavare
qualcosa da quell'abbottonatissima ragazza. Avrebbe chiesto a Jon Jon di
aguzzare le orecchie, di vedere cosa riusciva a scoprire.
Kira era pronta per andare a letto e aspettava Tommy col fiato sospeso.
Joanie sorrise, guardando la figlia pi piccola. Era una brava bambina, be-
nedetta lei. Sapeva che non le avrebbe dato neanche la met dei problemi
che aveva avuto con l'altra.
Gi era qualcosa di cui essere contenta. Non ce l'avrebbe fatta a ripassa-
re un'altra volta tutta la storia, neanche per tutto il denaro del mondo.
Paulie e Jon Jon scoprirono che la loro tregua funzionava meglio di
quanto non si fossero aspettati. In effetti avevano molto in comune, e in
fondo, quando Jon Jon era piccolo, quell'uomo era stato buono con lui. Ora
Jon Jon si rendeva conto che Paulie l'aveva fatto perch voleva la madre
nella sua scuderia, per l'aveva accettato. Se si fosse messo a pestare tutti
quelli che l'avevano sfruttata, non avrebbe avuto il tempo di dormire. E
comunque lei ci era andata spontaneamente, anche se ci non significava
che dovesse piacergli, giusto?
Tuttavia, per quanto odiasse l'attivit pi redditizia di Paulie, Jon Jon
ammirava l'acume e il senso degli affari di quell'uomo. Poteva imparare
molto da lui. E, se usava la zucca, poteva addirittura tirar via la madre dal-
la strada e farla entrare nel giro giusto.
Parlando con Paulie, non ci volle molto a Jon Jon per rendersi conto che,
con lui dalla sua parte, avrebbe potuto aumentare i profitti di almeno dieci
volte. E soltanto al livello del traffico attuale. Una volta entrato nel com-
mercio grosso, avrebbe fatto una quantit di soldi assurda.
Hai sistemato tu Carty, vero? La voce di Paulie era bassa, confiden-
ziale.
Jon Jon scroll le spalle, ma non rispose, il volto completamente privo di
espressione.
Paulie rise. Bravo, ragazzo. Ho sentito dire in giro che si fumava i pro-
fitti.
Jon Jon si accigli. Chi te l'ha detto?
Lo seccava pensare di essere stato oggetto di chiacchiere, glielo si leg-
geva in faccia. Era furioso all'idea che i suoi affari privati fossero di pub-
blico dominio; non faceva che aumentare la sua soddisfazione per aver
scaricato quel peso morto di Carty. Perch doveva essere stato lui, Carty, a
spifferare tutto; di certo non era uscito nulla dalla bocca di Jon Jon. E,
quando Carty fosse uscito dall'ospedale, ci sarebbe tornato in un batter
d'occhio. Ci avrebbe pensato Jon Jon di persona.
Paulie stava ridendo di nuovo. Tranquillo, tigre! Fin il suo brandy,
poi disse: Calmati, era solo un'osservazione fatta da una persona di cui mi
fido.
Ma la reazione del ragazzo gli era piaciuta. Era orgoglioso - fin troppo, a
dire il vero -, per ci dimostrava che era capace di tenere la bocca chiusa;
una cosa importante, per Paulie. Jon Jon si costrinse a controllare le pro-
prie emozioni e Paulie s'imped di ridere ancora.
Quel giovanotto gli piaceva! Bench fosse grosso come un uomo e senza
dubbio intelligente, aveva il temperamento di un bambino di cinque anni.
Ma avrebbe imparato; gliel'avrebbe insegnato Paulie. Sapeva che il ragaz-
zo aveva stoffa per gli affari e, a soli diciassette anni, tirava su dei bei sol-
di. Sotto una guida esperta, sarebbe diventato uno che si faceva rispettare.
Aveva anche una personalit violenta, una caratteristica importante per il
loro genere di attivit. Se necessario, Jon Jon sapeva mollare un ceffone e,
nel farlo, accumulare ulteriore rispetto.
Paulie gett sul tavolo un biglietto da cinquanta sterline. Riempili u-
n'altra volta, figliolo, e tieni il resto.
Jon Jon esegu.
Paulie osserv il ragazzo farsi strada nel bar ormai affollato e sorrise di
nuovo. Jon Jon aveva un'arroganza evidente perfino nella camminata, nel-
l'atteggiamento. Era innata. Si domand chi fosse suo padre, dal momento
che la povera Joanie non vi aveva mai fatto cenno. Joanie era una vittima
predestinata; lo era sempre stata e lo sarebbe stata sempre.
Mentre Jon Jon si faceva largo per tornare al tavolo, Paulie vide uno dei
suoi scagnozzi entrare nel bar in compagnia di una ragazza minuta dai ca-
pelli scuri. Nel locale ormai c'erano un gran baccano e un sacco di fumo e
lui dovette gridare per attirare la loro attenzione. Jon Jon si era appena se-
duto quando l'uomo raggiunse il loro tavolo.
Tutto bene, Paulie? Era grosso, nerboruto e palesemente assai nervo-
so. Non mi aspettavo di trovarti qui.
Chiaro che no. Allora, ce li hai i miei soldi?
L'uomo stava aprendo la bocca per rispondere quando il pugno di Paulie
scatt e lo fece cadere all'indietro. Quindi Paulie si alz dalla sedia e lo
prese ripetutamente a calci in faccia e sul petto. Infine lo sollev di peso e
lo scagli verso la ragazza con cui era entrato. Hai ventiquattr'ore, stron-
zo.
Jon Jon era colpito, ma, come sempre, manteneva un'espressione neutra.
La sua stima per Paulie crebbe ulteriormente allorch l'uomo sedette al
tavolo senza neppure accennare a quanto era accaduto, riprendendo invece
la conversazione l dove si era interrotta. Si era fatto capire, per, e lo sa-
pevano entrambi. E la diceva lunga sul locale in cui si trovavano il fatto
che nessuno si prendesse la briga di aiutare l'uomo ferito e tirarlo su dal
pavimento. Anche la ragazzina bruna lo aveva lasciato l.
Dunque, dov'eravamo rimasti?
Senza rendersene conto, Paulie e Jon Jon divennero amici, quella sera,
bench nessuno dei due l'avrebbe ammesso ad alta voce.
Per gli osservatori esterni, tra quei due c'era una tregua ben studiata.
5
Carty aveva ripreso conoscenza e, dopo una visita di Jon Jon, si era im-
provvisamente deciso a rilasciare una dichiarazione che scagionava del tut-
to il suo ex amico. Carty era davvero malconcio, ma in fondo al cuore Jon
Jon non riusciva a provare rimorso per quanto aveva fatto. Era stato neces-
sario, inevitabile.
Si era sentito sollevato quando la cosa era stata ufficialmente chiusa.
Non aveva importanza quello che la polizia pensava, giacch non poteva
dimostrare nulla. L'aveva imparato in tenerissima et.
Carty aveva avuto perfino il coraggio di provare a fargli cambiare idea...
Come se lui fosse tanto stupido da stringere una qualsiasi relazione con
uno che si faceva di crack! Affari o non affari, ormai era una zavorra e si
trovava fuori dalla cerchia di amicizie di Jon Jon. Poteva anche crepare.
Jon Jon gliele aveva cantate chiare a proposito della sua boccaccia, di quel-
lo che aveva detto in giro dei loro affari privati, e Carty si era preso il rim-
provero senza emettere un fiato. Era terrorizzato e si vedeva.
Quell'uomo era grottesco, l'ombra di quello che era stato. Jon Jon spera-
va soltanto che il ricovero in ospedale lo aiutasse a perdere il vizio prima
che il vizio perdesse lui.
Dopotutto non era un tipo vendicativo.
Uscito dall'ospedale, fece un po' di telefonate e organizz qualche ap-
puntamento, poi si avvi verso casa della madre col solito mezzo di tra-
sporto, un taxi abusivo.
Jon Jon sapeva di poter guidare soltanto dopo aver superato l'esame. Era
abbastanza sveglio da rendersi conto che, con la sua fama crescente, era
candidato a essere fermato dagli sbirri in qualsiasi momento. Guidare sen-
za patente sarebbe stato un modo cos stupido di farsi pizzicare che lui non
avrebbe mai corso quel rischio. Non aveva il minimo rispetto per la gente
che andava in galera per infrazioni al codice stradale; erano imbarazzanti,
a suo parere. Una volta superato l'esame, si sarebbe messo la cintura di si-
curezza e avrebbe fatto in modo di pagare regolarmente bollo e assicura-
zione. Essere corretti conveniva, talvolta. E neppure avrebbe superato i li-
miti di velocit, perch non avrebbe mai, in nessun modo, reso la vita faci-
le alla madama.
E, ora che si era messo con Paulie, le probabilit di farsi una macchina
decente aumentavano di giorno in giorno.
Si domand come avrebbe reagito la madre al fatto che aveva accettato
il lavoro. Dopo tutte quelle chiacchiere, gli sembrava di aver tradito se
stesso, ma l'occasione era troppo buona per lasciarsela scappare. E, cono-
scendo la madre, era sicuro che avrebbe capito le sue motivazioni.
Finalmente la sua vita cominciava ad andare da qualche parte.
Era una bella sensazione.
Joanie rideva, come al solito. Kira si era messa certi suoi vecchi vestiti e
Jeanette - ben disposta, una volta tanto - stava aiutando la sorellina a truc-
carsi. Mentre girava lo spezzatino che aveva cucinato per cena, le ascolta-
va chiacchierare. Quand'era piccola, Jeanette aveva passato ore a metterle
sottosopra il guardaroba, ad agghindarsi, a mettersi i suoi trucchi e il suo
profumo. Era un tesorino, una volta.
Le mancava averli tutti piccoli. La vita era molto pi facile, allora: lei
era il loro mondo e loro erano il suo. Ormai soltanto Kira la voleva davve-
ro. Gli altri tolleravano il suo affetto sconnesso, anche se, a essere giusti,
Jon Jon la abbracciava, quando sapeva che lei ne aveva bisogno. Era l'uo-
mo di casa onorario da tanto di quel tempo, come il marito che non aveva
mai avuto!
A quel pensiero, rise ancora. Ma nel profondo sapeva che non c'era pro-
prio nulla di divertente. Nessun padre dei suoi figli era rimasto a lungo con
lei dopo il concepimento, figurarsi dopo la nascita. Ma lei aveva tenuto i
suoi bambini ed era contenta di averlo fatto. In fin dei conti, erano tutto ci
che ti restava. Joanie non ramment a se stessa che erano sempre stati tutto
ci che aveva avuto, fin dal principio.
Stava sorridendo come sempre quando si gir a guardare Kira, ferma
sulla soglia della cucina.
Il sorriso si cancell dal suo volto in un istante.
Kira sembrava un'adulta e, in un certo senso, faceva paura. Gli occhi e-
rano pesantemente truccati, le labbra contornate di rosso e lucidate, e appa-
rivano cos carnose da sembrare fissate in un broncio perenne. I capelli
biondi erano pettinati all'indietro e apparivano pi gonfi, perfino sexy. Era
come vedere la sua bambina di l a dieci anni, a parte il fatto che la povera
Kira, esteriormente, sarebbe sembrata una bambolona, ma dentro sarebbe
rimasta comunque una bambina.
Kira si accorse dello stato d'animo della madre e prese un'aria avvilita.
Ho fatto male, mamma?
Joanie l'abbracci. No, amore. Solo che  uno shock, vederti cos gran-
de, tutto qui, disse, pi per s che per la figlia.
Kira si rilass e restitu l'abbraccio. Posso stare cos e farlo vedere a
Jon Jon e a tutti quanti?
Joanie scosse la testa, pensando: Me la immagino proprio, la faccia che
farebbe! No, tesoro, lavati la faccia. La cena  quasi pronta.
Kira annu e torn in camera da letto. Joanie si sentiva il cuore galoppare
in petto. Era stato quasi surreale, vederla cos. Sembrava talmente adulta, e
un'adulta bella, persino. La cosa peggiore era che Kira sembrava una Joa-
nie in miniatura alla stessa et.
Fin il bicchiere di vino rosso e aspir profondamente la Benson. Guar-
dando fuori dalla finestra della cucina, si accorse che le giornate si stavano
accorciando e quello le fece piacere. Il buio rendeva il suo lavoro pi faci-
le. E poi teneva la figlia piccola l dove lei poteva vederla.
Dentro casa.
Jeanette entr in cucina, anche lei in gran spolvero, e disse allegramente:
Non era fantastica, ma'?
L'orgoglio nella sua voce fece venire voglia di piangere a Joanie, che pe-
r annu. Era cos raro che Jeanette facesse qualcosa con la sorella... Non
voleva rovinare tutto. Come una piccola donna. Ma fammi un favore, Jen,
non la addobbare cos troppo spesso.
Jeanette si tir indietro i folti capelli castani. Non preoccuparti, mam-
ma, mormor.  stato davvero scioccante vederla cos, anche se le pia-
ceva tanto. Capisci cosa voglio dire?
S, amore. Sinceramente mi ha messo paura.
Le ho fatto qualche foto in camera da letto per farla contenta, poi le ho
lavato la faccia. Prima che la vedesse Jon Jon. Ma dovevi vederla mettersi
in posa sul letto, naturalissima, un momento con un sorriso largo cos e il
momento dopo tutta sensuale. Che bel tipetto, eh?
Joanie arruff i capelli della ragazza. Che cuoricino tenero che sei!
Jeanette rise e non respinse la madre come sempre. Joanie si arrischi a
darle un abbraccio. Fu ricambiato, e ben presto Kira si un a loro. Stavano
ancora ridendo abbracciate quando Jon Jon irruppe in casa.
Si pu partecipare o bisogna esser membri del club?
Che cos' un membro?
La voce di Kira era acuta e curiosa e Joanie le rispose con una battutina.
Dipende a chi lo chiedi, gioia mia.
Risero tutti tranne Kira, che per poi, contenta della felicit che la cir-
condava, rise comunque, senza sapere perch.
Jon Jon li stava mettendo tutti di buon umore di proposito e Joanie a-
vrebbe voluto baciarlo per quello. Risero forte e a lungo. Da tanto lei non
si sentiva cos felice.
Pi tardi, servendo la cena, Joanie guard i figli e sent montare l'ondata
di orgoglio che sempre provava quando li vedeva tutti insieme. Quand'era-
no tutti felici e uniti, le sembrava che valesse la pena.
Non erano una brutta famiglia. Almeno si amavano, si volevano bene.
Quasi sempre.
Il venticello della sera era fresco e Monika e Joanie chiacchieravano in
attesa che le macchine si fermassero.
Una delle ragazze di Todd McArthur si avvicin. Era sbronza marcia e
la pelle liscia del suo volto era grigia.
Tutto bene, tesoro? domand Joanie.
La ragazza la fiss con occhi vitrei e riusc a stento ad annuire. Il suo
lento battito di palpebre era un segnale evidente per le altre donne: era fuo-
ri di brutto. Sembrava appena uscita da un'anestesia.
Joanie sospir. Quella poveraccia non sapeva neppure cosa stava succe-
dendo. Non era in grado di montare su nessuna macchina, quella notte.
Forza, adesso ti portiamo a casa.
La ragazza scosse il capo, ma chiaramente quello era il gesto pi disin-
volto che potesse compiere. Non che la cosa sarebbe dispiaciuta ai clienti,
in quella fetta del mercato. Certo non pretendevano il romanticismo.
Lasciala, Joanie, ti ritroverai soltanto McArthur addosso. La voce di
Monika era annoiata.
Joanie afferr la ragazza per un braccio. Si fotta! Questa non  in con-
dizione di fare niente.  un pericolo per se stessa.
La ragazza cercava di divincolarsi, ma era cos fuori che riusciva soltan-
to a scuotere un po' la testa.
Chiama un taxi, Mon.
Tocc a Monika scuotere la testa. No, non  responsabilit nostra.
Joanie si diresse con la ragazza verso il pub l vicino. La giovane avan-
zava, incespicando e, nel prenderle il braccio per sorreggerla, Joanie vide
la fila di buchi e sospir.
Che tipaccio era McArthur! Feccia, ecco cos'era. Joanie ricordava la
madre, una brava donna dall'aria rispettabile. Perfino il padre, che ancora
stava scontando venticinque anni per omicidio, aveva ripudiato quel figlio
che sfruttava le ragazzine. Mentre aiutava la ragazza, una Mercedes in-
chiod e Todd McArthur in persona si piazz sul marciapiede, sbarrando
loro la strada. Che cazzo state facendo? La voce era acuta, rabbiosa e
venata d'incredulit.
Joanie cerc di scansarlo, ma lui si era piantato saldamente sul marcia-
piede. Le sue scarpe fatte a mano apparivano incongrue tra i preservativi
usati, le siringhe e le cicche di sigaretta.
Che cazzo state facendo, ho detto? Era forte, asciutto, con l'aspetto at-
letico di un calciatore. Andava fiero del suo fisico, e anche del fatto che,
sebbene fosse cos giovane, era considerato un campione di papponaggio.
La sua arroganza dava un gran fastidio a Joanie.
Monika osservava, attenta, e alcune delle altre si assieparono, pronte ad
affrontarlo per difendere Joanie.
Per la prima volta in assoluto, Todd era innervosito dalle sue dipendenti.
Questa bimba  cotta, la metto in un taxi che la porti a casa. Stanotte
non  in condizione di lavorare.
Sulla faccia di Todd era stampata un'espressione di assoluto stupore di
fronte a tanta sfacciataggine. Guard il cerchio di visi preoccupati attorno
a s. Doveva essere uno scherzo. Quasi si aspettava di veder spuntare una
telecamera da dietro un'auto. Questo lo giudico io! Ora levatele di dosso
quelle mani del cazzo!
Lo shock di trovarsi di fronte il suo pappone scaten nella ragazza un
improvviso terrore. Si mise a tremare, mentre Todd la trascinava per i ca-
pelli verso la sua macchina. Tutte guardavano Joanie, in attesa di seguire il
suo esempio. Un cliente solitario si ridusse a fischiare per attirare la loro
attenzione e Monika, sempre egoista, se la squagli, saltando in macchina
pi in fretta possibile.
Joanie esplose in una rabbia sconsiderata. Meglio che la porti a casa,
ragazzo.
Ora tutte annuivano, approvando. Todd guard quel mare di facce e sent
il primo formicolio di disagio autentico. Ma il suo istinto di strada gli di-
ceva che doveva risolvere la cosa, altrimenti avrebbe perso il timore e il ri-
spetto di cui aveva bisogno per esercitare la sua attivit.
Spinton la ragazza verso la sua auto e poi, rivolto a Joanie, sbrait: E
tu chi cazzo sei per criticare?
Lei allora sent la collera divampare dentro di s. La ragazza giaceva sul
marciapiede del tutto ignara di quello che le succedeva attorno. Joanie
piant con forza un dito sul petto di Todd e sibil: Mi ricordo di te, ra-
gazzino, quando correvi per strada col culo fuori dai calzoni. Stronzetto eri
e stronzetto sei rimasto. Ti avverto, bello, fare la vita  dura per una donna,
ma  ancora pi dura per un ruffiano quando perde il rispetto delle sue
donne. Mettitelo in quella testa di cazzo per il futuro, perch una delle tue
ragazze ci rester secca presto e allora vedrai il lato pi oscuro mio e di
quelle come me.
Todd McArthur era assolutamente sconvolto.
Doveva essere uno scherzo.
Tutte le donne lo fissavano, le facce pesantemente truccate e gli abiti
succinti vagamente sinistri nella notte che si faceva sempre pi buia.
Poi la sua naturale animosit venne a galla: tir indietro il pugno e lo
scaravent in faccia a Joanie. Lei vol all'indietro e lui, estraendo la sua
arma preferita, un taglierino, le si avvicin.
Ormai le donne erano tutte terrorizzate. Poi, mentre Joanie giaceva sul
marciapiede sporco, il naso sanguinante e gli occhi che gi cominciavano a
gonfiarsi, scoppi l'inferno. Con stupore, vide il figlio che trascinava Todd
McArthur sul marciapiede e si accingeva a dargli una strapazzata memora-
bile.
Una delle donne l'aiut a rimettersi in piedi e tutte osservarono con me-
raviglia e morboso rapimento il figlio di Joanie che infliggeva la giusta
punizione alla sagoma a terra a faccia in gi.
Joanie stava ancora cercando di superare lo shock di vedere il figlio sul
suo posto di lavoro, cosa mai successa prima. Poi, quando scorse Paulie
Martin, tutto cominci a chiarirsi.
Le si avvicin con calma. Prendendole la mano, le sollev il mento e la
guard dritto in faccia. Sopravvivrai, Joanie. Quanto a Todd McArthur,
per, non ne sono tanto sicuro. Forte, quel fetente del tuo ragazzo. Le sor-
rise porgendole un fazzoletto immacolato. Comunque, dopo stanotte, sei
nel salone di massaggi a tempo pieno.
La faccia di Joanie era uno spettacolo. Quando si resero conto di chi fos-
se quel giovane rasta, tutte le donne si guardarono.
Paulie ferm la rissa e gli occhi di Jon Jon e della madre s'incontrarono.
Joanie vide il turbamento sul suo viso, sapendo che si specchiava nel pro-
prio.
Lei gli apparve cos piccola, col volto pesto e sanguinante, curva per il
dolore e l'umiliazione di essere vista da lui in quello stato. La cap benis-
simo e, in quell'istante, si rese conto di quanto amava quella donna che lo
aveva messo al mondo. Qualsiasi cosa lei fosse, era tutto ci che lui avesse
mai avuto o desiderasse avere.
And da lei e l'abbracci stretta. Stai bene, mamma?
Paulie li guard e prov una strana tristezza di fronte all'evidente amore
che li univa. Si rese conto che da anni le sue ragazze non lo abbracciavano
senza un secondo fine, di solito per chiedere soldi, una dose o roba del ge-
nere.
Un'auto della polizia pass lentamente e Paulie la salut cordialmente
con la mano. L'auto pass oltre.
Andiamo a casa, piccola.
Aiut Joanie a salire sul sedile posteriore e poi, voltandosi verso il croc-
chio di donne, disse in tono scherzoso: Chiamate un'ambulanza per la ra-
gazza. Per lui, chiamate un carro funebre. Cazzo, prima che la settimana
sia finita non sperer di meglio.
Proprio mentre l'auto di Paulie partiva, Monika veniva scaricata un'altra
volta al suo posto. Guard Todd McArthur e ascolt la storia, spalancando
i grandi occhi scuri.
Le sorprese non finivano mai.
Ma era affranta per essersi persa lo spettacolo. Sarebbe certamente valso
pi di un biglietto da dieci, vedere qualcosa di tanto straordinario che sa-
rebbe diventato una leggenda del marciapiede negli anni a venire.
Tommy rimase sconvolto nel veder tornare Joanie cosi presto, specie
con Jon Jon e con uno strano tipo appresso. Le evidenti ferite della donna
lo turbarono molto. Stai bene?
Joanie fece del suo meglio per sorridere. S, solo un piccolo incidente.
Paulie guard quell'uomo gigantesco con morboso rapimento.
Come sempre, Jon Jon and dritto in camera di Kira per controllarla.
Dormiva tranquilla e contenta sotto le coperte rimboccate. Lui sorrise, chi-
nandosi a baciarla lievemente sui capelli di seta.
Poi cacci venti sterline in mano a Little Tommy, che se ne and in fret-
ta. Capiva quando non lo volevano.
Chi cazzo era quello? domand Paulie.
Joanie lo guard e cominci a ridere. Dapprincipio un risolino silenzio-
so, che gradualmente si tramut in uno scroscio. Alla fine, si mise a ridere
anche Paulie. Era il sollievo di cui tutti avevano bisogno. Nel loro mondo,
peggio andavano le cose, pi se ne rideva. Era l'unico modo per soprav-
vivere.
Paulie sedette sul divano accanto a lei. Col braccio attorno alle spalle di
Joanie, risero insieme fino alle lacrime. Jon Jon li guardava senza capire,
intuendo che doveva trattarsi di qualche scherzo noto soltanto a loro.
Capiva, per, che la madre e quell'uomo avevano una relazione di qual-
che genere e, di qualsiasi tipo fosse, lui ne era escluso. Prepar da bere per
tutti e si diede da fare nella piccola cucina.
Quando Kira entr nella stanza col suo pigiama di Campanellino, Joanie
le apr le braccia, poi, ricordandosi della sua faccia, le disse:  tutto a po-
sto, tesoro, mamma  caduta dai tacchi alti. Kira le salt in grembo e ba-
ci lievemente la guancia dolorante della madre.
Paulie guard affascinato Jon Jon che portava prima da bere, poi un im-
pacco freddo e infine degli analgesici. Spinse i cuscini dietro Joanie per
farla stare comoda, poi prese la sorellina e la rimise a letto, continuando a
parlarle con dolcezza e scacciando le sue paure, prima di farla ridere.
Suo malgrado, Paulie era colpito. Ricord i bei momenti vissuti in quella
casa. Era ancora malridotta, per immacolata. Ehi, Joanie, ce l'hai ancora
tutta quella tua robaccia negli armadi?
Lei sorrise, anche se le faceva male, e rispose: Gi. Continuo a com-
prarla.
Ti senti bene, Joanie? Sul serio?
Lei sent nella voce di lui una preoccupazione autentica, e ci la rese fe-
lice. Aveva amato quell'uomo per tanto tempo e adesso lui aveva suo figlio
sul libro paga. Era quello a spingerlo a darle il rispetto di cui lei aveva bi-
sogno, che in realt desiderava ardentemente, per tirare avanti in quella sua
aspra esistenza.
Ma certo. Spero solo che stia bene, quella ragazzina. Era troppo giova-
ne... Troppo, cazzo.
Jon Jon li ascoltava. La madre e Paulie parlavano insieme con naturalez-
za, come vecchi amici, e lui pens che, in qualche strano modo, lo erano
davvero. Ricordava di essersi svegliato e di aver visto Paulie nel letto della
mamma, anni prima; ricordava anche quanto era felice lei, ogni volta che
ci accadeva. Paulie preparava una gran colazione per tutti e li faceva ride-
re. Era l'unico uomo a essersi comportato in qualche maniera da padre con
loro.
Ma le sue visite a Joanie si erano diradate fino poi a cessare del tutto. A
modo loro, tutti avevano sentito la sua mancanza, ma non quanto la donna.
Dentro di lei era morto qualcosa. Vedendoli di nuovo insieme, Jon Jon ca-
p che la madre adorava ancora quell'uomo che l'aveva venduta a chiunque
avesse un biglietto da dieci, e da lei aveva anche preso una percentuale di
quello.
Il mondo era folle, ma Jon Jon si sentiva fortunato per averlo saputo fin
dalla pi tenera et.
Come la madre, prendeva dalla vita quello che poteva.
Paulie scopr di stare bene, l con Joanie, a godersi le sue buffe chiac-
chiere e le ancor pi buffe manie. Si ricord di quando lei e i bambini pro-
gettavano fantastici inviti a cena, con ospiti che andavano da Batman a E-
lizabeth Taylor. Aveva partecipato con piacere a quei giochi; a dire il vero,
non ricordava di aver mai riso tanto, a casa propria.
Era gentile, Joanie, aveva un cuore grande... All'improvviso, lui sent la
mancanza del conforto che aveva trovato tra le sue gambe e nella sua fa-
miglia felice. I suoi figli, a differenza dei propri, trovavano gioia nelle pic-
cole cose e adoravano quella donna che vendeva il culo per mettere il cibo
in tavola e per acquistare i vestiti per coprirli.
Gli mancava quel senso di appartenenza e, per quanto folle potesse sem-
brare, un tempo quello era stato il suo posto. Non come a casa propria, do-
ve doveva levarsi le scarpe e strisciare come un ladro del cazzo per non fa-
re rumore o mettere le cose in disordine. Gli piaceva quella tazza di t a
letto, la mattina, sentire i bambini che giocavano e litigavano e la voce di
Joanie che bonariamente li sgridava. Lei sapeva dare una pacca sul culo o
un bacio con assoluta imparzialit. Gli mancava l'odore di quel posto: dei
bambini, di Joanie. L'odore di casa sua era asettico, di potpourri e va-
rechina, un po' come sua moglie.
Gli mancava anche il modo che aveva Joanie di stringerselo al seno e
tranquillizzarlo, di farlo rilassare nella certezza che lei ci sarebbe stata
sempre, per lui, qualsiasi cosa fosse accaduta. La guard negli occhi e si
sent ancora attratto da lei. Era stata la sua gentilezza, la sua generosit ad
averlo conquistato tanti anni prima, e lui si rese conto che ancora aveva il
potere di commuoverlo. Lei gli aveva messo a disposizione tutta la sua vita
e lui se l'era presa: le aveva preso i figli, la casa, aveva preso da lei quello
che voleva e poi l'aveva buttata via. E lei non se l'era davvero meritato. Gli
aveva dato molto pi di quanto lui avesse mai dato a lei. Molto, molto di
pi.
C'erano state altre Joanie, pi giovani, pi sode, ma nessuna aveva avuto
quell'elemento decisivo che lei possedeva da sempre. Qualsiasi cosa fosse,
gli aveva fatto sentire le campane ed era ancora cos. E quello era stato lo
spauracchio: perch lei era una puttana, in fin dei conti, e Paulie era un
uomo con cui non si scherzava. Perch allora si sentiva cos con una che
era stata sbattuta pi di un tappeto vecchio? Cos'era quell'attrazione cos
forte da farlo sentire completo soltanto insieme con lei, dentro di lei, perfi-
no contento di stare con quei suoi figli che sembravano una confezione di
salse multicolori?
Insomma aveva ancora il potere di fargliela desiderare, anche se ultima-
mente lei appariva invecchiata, un po' smunta. Ma il suo sorriso s'incre-
spava ancora sui lati e gli occhi brillavano ancora, bench uno si stesse ra-
pidamente chiudendo per il colpo ricevuto poco prima. Joanie afferrava
dalla vita quello che poteva e prendeva al volo tutto quello che essa le lan-
ciava. Era il suo istinto di sopravvivenza cos acuto a farla sembrare dop-
piamente viva.
Era possibile che lui, in realt, la ammirasse? Non lo sapeva, non voleva
saperlo. Di colpo, era una cosa troppo dolorosa da prendere in considera-
zione.
Le pass un braccio attorno alle spalle e l'attir dolcemente verso di s.
Lei si accoccol addosso a lui e ascolt con gioia il battito del suo cuore.
Lui la strinse forte, felice di sentirla vicina e la baci con dolcezza sulla te-
sta. Poi Jon Jon strisci fuori dalla stanza, lasciandoli soli.
Aveva un suo programma per quella notte e, ora che Paulie era l, nessu-
no avrebbe indagato sulla sua uscita. Si domand anzi se avrebbero notato
la sua assenza.
Mentre la porta di casa si chiudeva alle sue spalle, si domand quale sa-
rebbe stato l'esito di quella notte.
Sperava in ogni caso che rendesse felice sua madre. Meritava di essere
felice, felice davvero, per una volta in vita sua. E, se la sua felicit ruotava
attorno a Paulie, amen. Sperava che, una volta tanto, lei ottenesse ci che
voleva. Chi era lui per dirle che cosa fare e come vivere la sua vita?
Aveva cos poco per essere felice, perch suo figlio avrebbe dovuto ne-
garle quella notte con l'uomo che desiderava tanto? Sperava solo che Pau-
lie non la ferisse pi di quanto lei non era gi stata ferita.
Attraversando l'aria gelida della notte, Jon Jon si concentr sul conto che
doveva saldare.
Dei colpi sulla porta di casa svegliarono Jeanette e Jasper. Stavano
sdraiati fianco a fianco e sentirono la madre di Jasper bestemmiare e im-
precare, mentre andava a rispondere a quel bussare frenetico. Jasper si sta-
va gi infilando i pantaloni quando la porta della camera da letto si spalan-
c e i due videro sulla soglia il fratello di Jeanette.
Come cazzo ti permetti di entrare qui cos, negro bastardo? La voce di
Karen Copes era forte e roca. Evidentemente aveva trascorso la notte al
pub e il figlio si vergognava davvero di lei.
Jasper chiuse gli occhi e sbrait: Levati dalle palle, mamma! E la
spinse via dalla stanza, spedendola a gambe levate nel corridoio. Poi fiss
negli occhi Jon Jon. Cos adesso lo sai, eh?
Jon Jon guard la sorella. Era nuda. Lui scosse tristemente la testa. Al-
zati e vestiti, le disse.
Era imbarazzato, e lo era anche lei. Era penoso per entrambi. Jon Jon si
volt e usc nel corridoio.
Jasper guard Jeanette schizzare fuori dal letto, terrorizzata. Le gett i
vestiti e segu Jon Jon, gridandogli: Fuori, subito!
I due uscirono di casa, Jasper dietro l'intruso, scendendo le scale e por-
tandosi sul retro. L'oscurit era rotta soltanto dalle luci della muratura di
sostegno sopra l'androne dell'ingresso. Erano tremolanti e fioche, ma i due
si vedevano perfettamente e negli occhi di ciascuno si specchiava la me-
desima rabbia e animosit.
Sul lato della testa rasata, Jasper portava incisa col rasoio la sigla BNP.
Sembrava uno scarto del Terzo Reich. Poi c'era Jon Jon coi suoi morbidi
dreadlocks e con la pelle color caff. L'unica cosa che avevano in comune
in quel momento era l'odio reciproco.
Ha quattordici anni e tu sei morto, stronzetto.
Jasper scosse la testa. Ci tengo a lei e tu non puoi farci niente. Non ti
appartiene.
L'arroganza nella sua voce fu come uno straccio rosso per un toro. Lei
 mia sorella, il sangue del mio sangue, e la feccia come te non le si avvi-
ciner mai pi.
Mentre Jon Jon alzava il pugno per abbattere Jasper una volta per sem-
pre, arriv Jeanette. Schizzando fuori dalla porta, grid: Per favore, Jon
Jon! Per favore... Mi dispiace. Andiamo a casa e basta.
Aveva afferrato il braccio del fratello e Jasper la guardava, sentendosi
stranamente distaccato. Senza il solito trucco, Jeanette sembrava quello
che era: una ragazzina. E una ragazzina terrorizzata, a dirla tutta.
Jon Jon pens alla madre, all'aspetto che aveva prima, pens alla sua vita
e cap che, se non avesse fatto subito qualcosa, quella ragazza avrebbe fini-
to per seguire le stesse orme. Tocc ancora una volta il coltello che aveva
in tasca e lo accarezz dolcemente prima di estrarlo.
Jeanette lo vide e url.
Jon Jon afferr Jasper, rapido ed efficace. Mentre Jon Jon gli accostava
la lama alla gola, l'altro si sent avvampare di vergogna.
Potrei farti fuori adesso, ma non ne vale la pena. Un bulletto del cazzo
non vale una condanna all'ergastolo. Ma voglio dirti questo. Guarda bene
mia sorella: suo padre era un turco.  rimasto per qualche settimana e poi
si  dato. Perci, grand'uomo, ricordatelo, quando la incroci per strada. Ma
non le parlare, fa' finta che non esista nemmeno, altrimenti giuro che ti
ammazzo come un cane! Quindi lo scagli via, come se non pesasse nul-
la. La sua forza stava in quel gesto di ripulsa sprezzante e lo sapevano en-
trambi.
Jeanette era sconvolta dal fatto che il fratello l'avesse fatta apparire come
una nullit. Che bastardo, Jon Jon! Tu mi faresti questo?
La sua voce ferita non lo turb minimamente. Un bulletto del cazzo.
Guardalo, Jen. Guarda bene per che cazzo stai buttando via la tua vita. Non
ti ha neanche difeso, ragazzina! Vive per dire stronzate e giocare a guardie
e ladri con la polizia. Vedi di svegliarti, prima di farmi diventare un assas-
sino... Perch lo far, far a pezzi 'sto stronzo prima che ti tocchi un'altra
volta. Un bulletto con una turca? Ride di te, lui e tutti i suoi amici, cretinet-
ta!
Jeanette era mortificata all'idea che Jon Jon stesse dicendo la verit.
Guard Jasper e le si strinse il cuore. Lui non riusciva nemmeno a guardar-
la negli occhi.
Jon Jon rise. Bulletto di merda! Avanti, prova a toccare ancora mia so-
rella. Fece un sorriso cattivo. Fumi l'erba dei neri, ascolti il reggae, ep-
pure vuoi spaccarci la testa... Malato testa di cazzo!
Quindi si accinse a dare a Jasper la peggiore ripassata che si fosse mai
preso in vita sua e Jasper, senza i suoi amici a spalleggiarlo, si copr la te-
sta e se la prese. Non poteva fare altro. Sapeva che, in uno scontro a due,
Jon Jon avrebbe sempre avuto la meglio.
Il pestaggio fu rapido, brutale e umiliante. Quindi Jon Jon trascin via
Jeanette, che pianse come non aveva mai pianto prima.
Jasper era a terra e in realt sentiva di essersela cavata a buon mercato.
Si era aspettato che Jon Jon usasse il coltello da un momento all'altro e la
paura era stata soffocante. Era uno straccio, gli pareva di andare a fuoco e
sapeva che, al mattino, il suo volto sarebbe stato irriconoscibile. Ma era
vivo.
Nel buio accese una sigaretta e sent il pizzicore delle lacrime. Era vivo
e completamente umiliato.
Joanie era a letto con Paulie e ancora non riusciva a credere che lui fosse
davvero l con lei. Il sesso era stato proprio come ricordava: lui era l'unico
uomo con cui ne avesse mai davvero goduto, e sapeva che quello non sa-
rebbe cambiato. Il contatto con lui addormentato sul suo seno, poi, era cos
familiare... come se gli ultimi anni di abbandono non ci fossero mai stati.
Lo stringeva dolcemente a s, godendosi il suo russare profondo e sfrut-
tando al massimo il tempo che lui avrebbe concesso, perch sapeva che
quella era un'eccezione.
Nella penombra riusciva a distinguere il suo viso: aveva ancora il potere
di commuoverla. Lo amava cos tanto... In realt, una volta, si era trastulla-
ta con l'idea di stare con lui a tempo pieno. Si era vista come la sua ragaz-
za, ovviamente, non come sua moglie: non era illusa a tal punto. Ma, forse,
sempre la sua donna numero uno, la pi importante.
Sorrise a quel pensiero. Un tempo, quello, e tutto il resto, era sembrato
possibile. C'era una cosa che avrebbe voluto dirgli ma, dopo tutti quegli
anni, si domandava se fosse il caso. Forse lo avrebbe fatto restare con lei,
inducendolo a vederla pi spesso, ma forse lo avrebbe fatto allontanare de-
finitivamente.
Ma no. Aveva perduto la sua occasione tanti anni prima. Doveva accet-
tarlo, limitarsi a prendere quello che poteva da quell'uomo addormentato al
suo fianco. Assaporare le briciole che le gettava. Il suo problema era che
lei conosceva il proprio valore, fino all'ultimo insulto.
Lo strinse ancora una volta e gli baci la pelle morbida della fronte, gra-
ta di quel momento; a dire il vero, non aveva mai pensato che gli sarebbe
stata ancora tanto vicina. Sent entrare i ragazzi e le rispettive porte chiu-
dersi. Ora poteva tentare di dormire anche lei.
Era strano, ma, sebbene i ragazzi avessero la loro vita e i suoi sforzi di
aiutarli ulteriormente fossero vani, non riusciva comunque a dormire fin-
ch non erano tutti a casa. Al sicuro. Cos le piaceva pensarli, sotto le co-
perte nei loro lettini. Al sicuro. E cos era lei quella notte, al sicuro tra le
braccia dell'uomo che aveva amato fin dal primo sguardo, tanti anni prima.
Assapor tutti i ricordi di loro due insieme, godendo di quelle memorie
agrodolci, bench alcune le facessero venir voglia di piangere.
Infine, dopo quelle che le parvero ore, si addorment.
6
Alle cinque e mezzo del mattino, allorch il personale dell'ospedale le
chiese di andarsene, Karen stava ancora urlando. Piantava casino da quan-
d'erano arrivati al pronto soccorso e le urla, le imprecazioni e i pianti co-
minciavano a perdere mordente. Fino a quel momento aveva minacciato fi-
sicamente due infermiere, un medico e l'addetto all'accettazione. Anche se
per suo figlio veniva fatto tutto il possibile, a lei non sembrava si dessero
abbastanza da fare. Infine decisero che doveva andarsene, ma Karen di-
chiar che non se ne sarebbe andata senza combattere.
La notizia che era stato proprio il figlio a chiedere il suo allontanamento
non fece che aumentare la sua rabbia. Il suo linguaggio scurrile si sentiva
in tutto il pronto soccorso. Ci vollero tre medici, un uomo della sicurezza e
infine l'ira del figlio per tirarla fuori di l.
Torn a casa soltanto perch aveva bisogno di mandare gi un bicchiere,
anche se non lo avrebbe mai ammesso. Perfino lei si era ormai accorta che,
col bere, stava veramente passando ogni limite. Il peggio erano le mattine:
era difficile farsi un rapido cicchetto, dato che la sorvegliavano come fal-
chi. Continuava a sostenere di essere una che beveva in compagnia, ma
quell'argomento ormai suonava falso perfino a lei stessa.
Ora, con la batosta subita da Jasper, si era convinta che nessuno avesse
da ridire se si faceva un paio di bicchieri per mitigare l'ansia. Tuttavia era
risentita perch l'avevano costretta ad andarsene. La amareggiava l'idea
che suo figlio non volesse aver nulla a che fare con lei, ed era abbastanza
furba da capire che le avrebbe preferito quella ragazzetta dagli occhi bovi-
ni.
Ma adesso che il figlio aveva incominciato la grande battaglia, non le sa-
rebbe piaciuto vederne la conclusione? Non le pass nemmeno per la testa
che Jasper sarebbe potuto morire, che si trovava in gravi condizioni per le
serie lesioni subite. La interessavano di pi le conseguenze di quella storia.
Il fatto che era successa e che ci sarebbero stati degli strascichi. In fondo,
le sembrava persino che il figlio si stesse comportando un po' da finocchio,
anche se non avrebbe mai espresso quel pensiero. Quando si fosse rimesso
in piedi, si sarebbe risolto tutto. Pisciava sangue? Sai che roba! Gi visto,
gi sentito! Chiunque poteva prevedere che Jasper sarebbe stato il primo a
prendersi una bella legnata. I giovani avevano una vita troppo facile, ecco
il problema.
L'autista del radiotaxi dovette aprire i finestrini, perch la donna puzzava
come il carretto di un birraio. Ma Karen non si offese. Anche lei aveva bi-
sogno d'aria fresca.
Per Jasper fu un sollievo vedere la madre allontanarsi... Era un tale stra-
zio! Chiese a sua sorella Junie di chiamare Jeanette al cellulare e di dirle
che cosa stava succedendo; le ordin anche di non raccontare a nessun al-
tro l'accaduto. Sapeva che, se si fosse sparsa la voce, avrebbe scatenato
una piccola guerra tra i rispettivi caseggiati. Il problema era che non aveva
in mente nulla, meno che mai il genere di seccature che quella storia a-
vrebbe provocato. Per lui era peggio, perch sapeva che avrebbe fatto la
stessa cosa, nei panni di Jon Jon. Era nell'aria da parecchio, quello scontro,
ma la sua capitolazione era stata uno shock, per lui.
Disteso in quel letto, si sentiva un ragazzo spaventato, e quella consape-
volezza era pi difficile da sopportare di tutto il resto.
Nemmeno sapere che il padre di Jeanette era un turco cambiava i suoi
sentimenti per lei, e anche quella era una sorpresa. Forse, dentro di s, lo
aveva sempre saputo. Lei aveva un'aria straniera, e ci andava contro tutto
quello che lui era stato educato ad apprezzare. La madre aveva cresciuto
lui e la sorella nell'odio per chiunque non fosse inglese. Aveva fatto crede-
re loro di essere migliori, semplicemente per via del loro retaggio.
Ma ora Jasper non ne era pi cos sicuro. A parte i suoi amici dell'ICF,
che lavoravano, tutti gli altri suoi cosiddetti compagni campavano col sus-
sidio, condizione non tra le pi invidiabili. Ma chi voleva davvero lavorare
per vivere, poi? Be', Jon Jon lavorava, anzi, a detta di tutti, si faceva un cu-
lo a capanna e, qualsiasi cosa Jasper pensasse di lui, era quello il motivo
per cui aveva avuto la meglio nello scontro. Nel tipo di lavoro di Jon Jon
bisognava essere dei duri per sopravvivere.
Lui comunque teneva a Jeanette, e ci teneva anche Jon Jon, come aveva
dimostrato quella notte. E lui doveva tenerne conto. L'avrebbe pensata allo
stesso modo se sua sorella Junie si fosse messa con un tipo come Jon Jon.
Per una volta in vita sua, Jasper Copes cominciava a capire il punto di
vista di un altro e quella novit lo frastornava.
Joanie s'intravide nello specchio in camera da letto e comprese di aver
conosciuto giorni migliori. Aveva gli occhi gonfi e lividi, ma almeno il na-
so sembrava a posto ed era gi qualcosa.
Sent Kira ridere in cucina con Paulie; la voce bassa dell'uomo penetrava
attraverso le pareti. Cap che stava ridendo anche lui.
Joanie rest sdraiata ad assaporare quel momento. Avrebbe desiderato
soltanto che la stanza fosse pi in ordine. Sapeva che la casa di Paulie era
sempre tirata a specchio e invidiava la moglie di lui, che poteva permetter-
si la donna delle pulizie e il giardiniere. La invidiava soprattutto per il
giardino, un lusso che nessuno dei figli di Joanie aveva mai conosciuto.
Certa gente non sapeva neppure di esser nata.
Jon Jon entr nella stanza con un tazzone di t dolce e forte e due com-
presse di paracetamolo. Joanie sorrise per ringraziarlo e gli permise di e-
saminarle il viso.
Quel fottuto pezzo di merda! Ci penser due volte prima di alzare anco-
ra le mani su una donna.
Joanie non replic, ma gli prese la mano e gliela strinse dolcemente. Poi
disse: Sei un bravo ragazzo, Jon Jon.
E lo era davvero, per lei. Lui le voleva bene e lei sentiva quell'affetto,
come lui sentiva da sempre l'affetto della madre. Era stato quello a dargli
la fiducia che lo sosteneva ogni giorno. Sedette sul letto e sospir. Paulie
si sta dando da fare alla grande in cucina. Come ai vecchi tempi, eh?
Lei annu, felice.
Lui le sorrise con dolcezza. Ti sta bene se faccio marcia indietro e mi
metto a lavorare per lui?
Joanie sorrise. Certo. Almeno ti dar una mano. Se hai intenzione di fa-
re soldi per strada, figlio mio,  meglio che cerchi di avere qualcuno che ti
guardi le spalle. In tutta franchezza, Jon Jon, sono contenta.
Lo aveva tranquillizzato e lo sapevano tutti e due. Tra loro, le cose non
dette erano cos numerose che, talvolta, entrambi provavano una sorta di
timidezza nei confronti dell'altro. Ma sarebbe venuto il momento di parla-
re, e allora avrebbero risolto tutto.
Per non con Paulie in casa; non prima di potersi entrambi concentrare
su quanto avrebbe detto l'altro.
Tuttavia Jon Jon sapeva di dovere in qualche modo metterla in guardia
su quello che poteva succedere. Era stupito che non l'avessero ancora piz-
zicato. Jasper era un cagone, e i cagoni chiamavano la madama.
Ma la madre sembrava cos felice... Non ebbe il coraggio di rovinarle
tutto. Perci sorrise e chiacchier, e aspett che bussassero alla porta. Non
fil via subito, perch sapeva che, se Jasper avesse cantato, non ci sarebbe
stato nessun posto dove filare. Rivide Paulie che salutava i poliziotti, la
notte precedente. Quando Jon Jon l'aveva fatta scontare a McArthur, aveva
sperato che il suo nuovo datore di lavoro avesse abbastanza influenza da
mettere a tacere la cosa. Ma Jasper era un altro paio di maniche.
Port del t a Jeanette e non fu sorpreso nel trovare la sua camera vuota.
Per la prima volta in vita sua, aveva davvero paura che restasse invischiata
in chiss cosa.
Come Jasper, non voleva che sua sorella commettesse l'errore pi grosso
della sua vita.
Kira and a scuola piena di uova, pancetta e benevolenza. Il viso le
splendeva di felicit.
Dal balcone, Tommy la guard mentre lei lo salutava allegramente.
Si rese conto di amarla. Vederla era come una droga, per lui. Pi tempo
trascorreva in sua compagnia, pi si sentiva solo quando lei non c'era.
La guard finch non scomparve poi, sospirando, torn dentro a far pas-
sare la giornata finch non avesse potuto vederla e parlarle di nuovo.
Guard la fotografia di lei che teneva sul davanzale in cucina. Kira ride-
va, era una bella foto. La prese e accarezz il viso di lei con un dito tozzo.
Suo padre lo guard, ma non disse nulla.
Facendo il giro dei saloni di massaggi, Paulie spieg a Jon Jon i suoi
compiti. Bisognava assegnare il lavoro duro all'attuale numero uno di Pau-
lie, Earl Jones. Con tatto, naturalmente. Paulie avrebbe detto a Earl che in-
tendeva affidargli responsabilit pi ampie, fargli imparare altri aspetti del
lavoro... Almeno, cos gli avrebbe descritto la situazione. In realt, Paulie
lo voleva come uomo di fatica e nient'altro. Earl era un ottimo ragazzo, pe-
r non era proprio una cima. Era solo la sua lealt a Paulie a fargli conser-
vare l'impiego. Jon Jon era molto meglio, come vice. Almeno sapeva con-
tare senza levarsi i calzini. E poi aveva un'astuzia innata. Il fatto che quel
ragazzo gli era sempre piaciuto, Paulie non lo confessava nemmeno a se
stesso. Analizzare troppo le cose poteva frastornarti il cervello; aveva im-
parato la lezione in tenera et.
Devi imparare gli indirizzi dei saloni e ritirare i soldi per me come e
quando te lo chieder. Non ho mai seguito un giro di routine. Quando co-
minci ad averne una, sei fottuto. Ricordatelo, Jon Jon. Anche quando ti sei
fatto una reputazione, ci sono sempre le bande che vogliono i soldi facili,
perci, per impedire i furti e la seccatura di farti rapinare da un mucchio di
sballati del cazzo, non far mai capire a nessuno le tue mosse, chiaro?
Jon Jon annu, ma Paulie not che aveva la testa altrove e disse, in tono
maligno: Cazzo, ti sto annoiando o che? Sono qui che ti offro il privilegio
della mia considerevole saggezza ed esperienza e tu te ne stai l come l'ul-
timo trofeo di un imbalsamatore.
Jon Jon si pass una mano sulla faccia. Ho quasi ammazzato uno, la
notte scorsa, gli rivel.
Paulie rise. Non ti preoccupare, Jon Jon, McArthur sopravvivr, ed 
solo un peccato, cazzo.
Jon Jon sospir, poi accese una Marlboro e raccont al suo capo la storia
di Jeanette e Jasper.
Paulie guid per un po' in silenzio, poi disse, serio: Alla tua et avrei
fatto lo stesso. Sei ancora un mezzo matto. Vediamo che cosa succede
prima di fare programmi, okay? Non sarebbe cos stupido da andare dalla
madama, no? Non un bulletto come lui.
Lo disse in tono beffardo, ma Paulie, come Jon Jon, si domand se Ja-
sper avrebbe rilasciato una dichiarazione alla polizia. Se voleva ancora Je-
anette, doveva levarsi dalle scatole suo fratello. I problemi personali face-
vano scoppiare i casini peggiori, nel loro lavoro. Molti bravi uomini fini-
vano dentro per le dichiarazioni fatte dalla moglie o dalla madre, se una di
quelle lo voleva fregare. Era una cosa che sapevano tutti.
Joanie era pi felice di quanto non fosse stata da molto tempo. Quando
Paulie aveva detto che l'avrebbe messa a lavorare a tempo pieno in un sa-
lone, lei aveva creduto che avrebbe continuato a fare la puttana. Invece,
grazie all'ascesa del figlio, sembrava proprio che il suo incarico sarebbe
stato quello di receptionist. Praticamente avrebbe portato avanti lei il po-
sto, dopo un periodo di addestramento con la responsabile, una ragazza no-
ta come Caroline la Pigra.
Paulie era sembrato ben disposto quando le aveva spiegato il suo nuovo
ruolo e lei aveva nuovamente sentito risvegliarsi la speranza. Se avesse u-
sato la zucca, forse avrebbe potuto far tornare la situazione com'era stata.
Ma, qualsiasi cosa accadesse, avrebbe gestito gli affari di Paulie come mai
erano stati gestiti. Era la sua possibilit, un'occasione d'oro, e non l'avrebbe
sprecata. Sorseggiando il suo t, Joanie sent di poter quasi esplodere per la
felicit.
Per prima cosa, quel giorno, sarebbe andata a farsi un bel taglio e la tin-
ta, mettendo a posto le mche e le unghie. Magari si sarebbe concessa an-
che un vestito nuovo, adeguato alla sua nuova posizione di receptionist-
direttrice di un salone di massaggi. Era come una favola.
L'occhio non era troppo malconcio - era stata peggio -, e per il momento
poteva coprirlo. Una volta sistemati i capelli, sarebbe stata bene.
Quando ud bussare alla porta, pens fosse Monika. Aprendo, rimase
scossa nel vedere Jeanette. Dove cazzo sei stata tutta la notte? Hanno di
nuovo telefonato dalla scuola... Poi not qualcosa nel viso della figlia ed
esclam: Cosa? Che cosa c'?  Kira?
Jeanette era sconvolta e la voce la trad quando strill: No, cazzo, non
si tratta della tua preziosissima Kira!
Cos venne fuori tutta la storia.
Jasper Copes? Tra tutti quelli con cui sua figlia poteva mettersi! Jasper,
il bulletto locale, il razzista.
Ci sarebbe stato da ridere, se a Joanie fosse rimasta una risata.
Jasper scrut i due poliziotti, cauto. Non so cosa cercate. Sono stato
aggredito.
Il pi anziano sospir profondamente. E questo aggressore aveva un
bastone bianco e un cane, per caso? Ha lasciato soltanto il portafogli, le
chiavi, i gioielli e la droga.
Jasper scroll le spalle.
L'uomo si sporse sopra il letto. Consapevole che il reparto ospitava an-
che donne, sussurr: Non prendermi per uno stronzo, Jasper. Tua madre
mi ha gi ragguagliato sui particolari.
Jasper tent di sorridere. Era sbronza come al solito? Rise di nuovo.
Era doloroso e aveva un suono doloroso. Passa met del tempo senza sa-
pere che giorno , e l'altra met non si ricorda neppure il suo cazzo di no-
me. Allora, come ho detto, mi hanno aggredito. O devo riformularlo? 
stato un tentativo di aggressione. Perch non mi lasciate in pace?
Quindi vuoi sistemare la faccenda da solo, giusto?
La domanda era beffarda e come tale venne accolta dal ragazzo acciac-
cato steso in quel letto d'ospedale. Jasper fece un cenno al poliziotto, che si
chin su di lui, la faccia di colpo rianimata dall'interesse.
Vaffanculo, sbirro.
L'agente scosse il capo con tristezza. Non impari mai, eh? comment
tristemente. La prossima volta quello ti seppellisce, figliolo, e avr pi te-
stimoni di uno sbirro corrotto che fa bisboccia. Ti seppellisce... E sai una
cosa? Non mi scomoder nemmeno a sudarci sopra. Non vale la pena aiu-
tarti, ti meriti tutto quello che avrai. E, conoscendo Jon Jon Brewer, ne a-
vrai parecchio.
I poliziotti se ne andarono, ma Jasper continu a riflettere su quelle paro-
le. Per non intendeva fare la spia a nessuno; non era nel suo carattere. E
poi non sarebbe durato cinque minuti in strada, se si fosse arrischiato. Vo-
leva soltanto andare a casa, ma soffriva ancora terribilmente e almeno in
ospedale si sentiva al sicuro.
Jasper Copes sapeva di trovarsi in un incubo creato da lui stesso.
Kira usc da scuola all'ora di pranzo. Stava andando da sola al negozio di
fish and chips quando, attraversando la strada trafficata, vide Jeanette e le
fece un cenno di saluto. La sorella la ignor completamente. Mortificata,
Kira continu a camminare verso il negozio, ma ormai il sole della sua
giornata si era oscurato.
Poi vide Tommy che le si avvicinava, ondeggiando, e il grande sorriso
con cui la accolse compens il disprezzo della sorella. Aveva scoperto che,
di tanto in tanto, s'imbatteva in lui all'ora di pranzo e aveva cominciato a
sperare in quegli incontri. Bethany aveva segato scuola come al solito, ma
Kira aveva troppa paura di farlo di nuovo. Sapeva che sua madre si preoc-
cupava per lei, e le aveva spiegato che, quand'era a scuola, non era preoc-
cupata perch sapeva dov'era la sua bambina. Gliel'aveva detto con tale
slancio che Kira ne era rimasta atterrita e si era convinta che, segando
scuola, avrebbe spezzato il cuore a sua madre. Di conseguenza, spesso era
sola.
Ma quello era un giorno fortunato. Non soltanto aveva visto Tommy, ma
nel negozio c'era anche Bethany. L'amica corse fuori dal negozio, la pre-
occupazione dipinta sul viso rotondo. Hai sentito?
Kira scosse la testa. Sentito cosa?
Di Jon Jon!
Di Jon Jon cosa? Kira era allarmata.
Mentre Bethany raccontava un'ulteriore versione degli eventi della notte
prima, Tommy le salut. No, con Bethany non si trovava proprio. Aveva
capito che tipo era e lui voleva Kira tutta per s. Soltanto loro due. A lui
bastava, e quasi sempre anche a lei. Tommy era cos deluso che non si fer-
m neppure ad ascoltare il pettegolezzo su Jon Jon.
Mentre aspettava suo fratello, Jeanette aveva l'aria sperduta. I capelli
lunghi erano spettinati e lei non si era presa la briga di truccarsi, visto che
le lacrime cancellavano tutto. Sua madre ci aveva messo dieci minuti a
convincere Jon Jon a incontrarla. Era seduta da McDonald's, e si sentiva
nervosa e turbata. Fortunatamente il personale era abituato ai clienti come
lei. Quel McDonald's era un ritrovo per tossici. C'era pi traffico che in
piena City, a neanche dieci minuti da l.
Guardando il parcheggio, Jeanette osserv l'andirivieni attorno a lei. Vi-
de pacchettini e biglietti da dieci arrotolati che cambiavano mano a un rit-
mo allarmante. Conosceva la maggior parte dei trafficanti e dei loro clienti.
Ogni tanto un'elegante BMW o una ZX accostava e riempiva le tasche dei
trafficanti di buste di plastica piene di crack, eroina o cocaina.
Se volevi erba o hashish, ormai li trovavi a ogni angolo di strada; depe-
nalizzare rendeva soltanto la vita pi facile ai trafficanti. Non dovevano
andare lontano per lavorare. Bastava rimanere in giro, a chiacchierare e
stare belli calmi, come diceva Jon Jon.
Rimase sorpresa nel vederlo arrivare in auto col numero due di Paulie,
Earl. Se Jon Jon portava con s un picchiatore, allora aveva paura di una
rappresaglia. Ma di chi si preoccupava di pi? Di Jasper e della sua banda
o della polizia?
Jeanette sospir. Inutile fare congetture. L'avrebbe scoperto presto.
Paulie gli aveva assegnato il lavoro duro, ma Earl era ben contento della
sua nuova mansione. In cuor suo, ammetteva che talvolta le cose erano sta-
te troppo complicate per lui. Era bravissimo con le riscossioni, ma i calcoli
e i conti coi soldi gli davano problemi. Se stava facendo i conti e gli pas-
sava davanti una bambola o gli squillava il cellulare, era fottuto, doveva ri-
cominciare tutto da capo. Portava via tempo ed era noioso.
Ora faceva da baby-sitter a Wonder Boy, come chiamava Jon Jon tra s.
Aveva saputo delle sue prodezze della notte precedente e lo ammirava,
seppure con riluttanza. Era un duro, quel fetente, e aveva solo diciassette
anni. Paulie, per, era bravo a scegliersi gli uomini. Non aveva forse scelto
lui, Earl? E poi Jon Jon gli piaceva. Earl era nero, come i suoi genitori. Jon
Jon, pur essendo un meticcio, era un bravo ragazzo.
Era anche amico di Sippy, e ci bastava a garantirgli l'accesso a qualsia-
si compagnia scegliesse. Sippy era il cugino di Earl e i due erano molto le-
gati. Aveva detto a Earl di tenere d'occhio Jon Jon, spiegandogli che, entro
la fine dell'anno, sarebbe diventato un pezzo grosso del circuito, e la profe-
zia si stava avverando.
Il gorilla strizz amichevolmente l'occhio a Jon Jon mentre entravano
nel locale. Jon Jon ne fu contento. La reazione di Earl alla prospettiva di
vedersi usurpato il suo status di numero due lo aveva preoccupato. Invece
l'altro l'aveva presa bene.
Poi concentr tutte le sue energie sulla sorella. Aveva un'aria cos giova-
ne e supplichevole, con quel viso devastato dalle lacrime, che a Jon Jon
venne una gran voglia di fare a pezzi Jasper Copes un'altra volta.
Karen Copes era cos ubriaca che non riusciva ad afferrare quello che le
stavano dicendo. Perci sorrideva e annuiva, domandandosi quando cazzo
la polizia se ne sarebbe andata da casa sua.
Era sua figlia Junie a parlare, come al solito. Era stata istruita da Jasper e
sapeva esattamente quali parole usare e in quale contesto.
I poliziotti se ne andarono senza sapere niente di pi. Erano estrema-
mente frustrati, consapevoli che non sarebbero andati oltre. A loro di Ja-
sper non fregava un tubo; era solo uno dei tanti teppistelli che volevano le-
vare dalla strada. Ma avrebbero gradito la testa di Jon Jon Brewer su un
vassoio, e per stavolta non l'avrebbero avuta.
Aveva pi vite di quegli X Men del cazzo ed era uno stronzo viscido
come un'anguilla. Ma avrebbero aspettato. Aspettato e ascoltato.
Sarebbe stato loro, alla fine.
Joseph Thompson era soddisfattissimo della sua giornata. Quando ebbe
parcheggiato l'auto davanti a casa della sua fidanzata Della, la vide che lo
salutava dal giardino. Aveva sperato che riuscisse a essere a casa per pran-
zo. In casa, lei mise il bollitore sul fuoco e cominci a chiacchierare, men-
tre svuotava i sacchetti della spesa. Gli piaceva tanto l, era luminoso, so-
leggiato, caldo.
Della aveva da poco passato i cinquanta ed era pettoruta e grassoccia. I
capelli grigi erano corti e di solito indossava i pantaloni di una tuta da gin-
nastica e una T-shirt. Ma sorrideva sempre ed era sempre contenta di ve-
derlo. Hai pensato a quello che abbiamo detto, Joe?
Lo fissava con sguardo interrogativo e divertito, ma lui sapeva che non
era tipo da pressarlo. Le sorrise, tranquillo, sperando che, quando avesse
sentito ci che lui aveva da dirle, non avrebbe continuato.  dura, Della.
Sai com' con Tommy.
Lei sospir. Capisco, certo. Ma, a quanto ho sentito, se la caver bene
da solo.
Joseph si accigli. Che cos' che hai sentito?
Lei colse una sfumatura risentita nella sua voce. Sapeva che era suscetti-
bile riguardo al figlio e credeva di capire il perch. Joseph non lo sapeva,
ma lei aveva gi visto Tommy. Mentre girava per negozi con la sua amica
del Bingo, lei glielo aveva indicato. La donna abitava nello stesso caseg-
giato e aveva detto a Della che l Tommy, o Little Tommy, come lo chia-
mavano, piaceva a tutti. Ma, dopo averlo visto coi suoi occhi, Della aveva
compreso quello che provava Joseph. Suo figlio era obeso in modo crudele
e lei capiva che, per un uomo del carattere di Joseph, doveva essere dura
vivere con qualcuno tanto lontano dalla perfezione.
Era stato cos riservato sul figlio, rifiutandosi perfino di parlarne per
molto tempo. Gi questo bastava a dimostrare come la pensava. A lei era-
no anche giunte voci sul fatto che Joseph non fosse gentile con lui, ma non
sapeva se crederci; era tanto gentile con lei e i suoi figli e stravedeva per le
sue nipoti. Diceva che era cos bello far parte di una vera famiglia, e lei
aveva capito cosa intendeva.
Non ho sentito niente di preciso, gli rispose. Stupidone! Voglio dire,
pare che si sia creato un angolino per s a casa tua, tutto qui.
Joseph si rilass visibilmente. Non so, Della. Non posso proprio la-
sciarlo l cos.
Lei sorrise. Be', quando ti senti pronto, l'offerta  sempre valida. Poi
cambi argomento. Non voleva avventurarsi in un discorso che avrebbe
portato lui a chiederle di accogliere in casa sua quel mostro di figlio. O,
meglio, lei avrebbe dovuto dirgli chiaro e tondo che quello non sarebbe
mai successo. Della non era buona e cara come la gente credeva. Se neces-
sario, sapeva difendere la sua posizione. La buonanima di suo marito lo
aveva scoperto e, di conseguenza, aveva cambiato atteggiamento. Era sicu-
ra che Joseph Thompson avrebbe fatto lo stesso.
Prima le cose importanti, per. Doveva convincerlo a varcare la soglia.
Sorrise e disse: Che te ne pare di un bell'uovo con la pancetta, per pran-
zo?
Joseph fece un ampio sorriso. Molto invitante.
Lei apr il frigorifero e tir fuori un piatto di pur di patate e di cavolo
fritto. Ieri ho fatto un po' di pur e cavolo in pi. Ci star benissimo, eh?
Tir fuori anche pomodori, funghi e salsicce. Sapeva come far sentire
desiderato un uomo, Della. Ed era una cuoca fantastica, una splendida
donna di casa, e non aveva voglia di quella cosa l mattina, mezzogiorno e
sera.
A Joseph poteva andare molto peggio, lo sapeva. Avrebbe studiato il
modo di dare la brutta notizia a Tommy.
Jasper si sentiva meglio, per, mentre parlava Dessie, un suo grande a-
mico, era un po' distratto.
Guard il suo compagno quasi fosse la prima volta e vide gli sguardi che
le infermiere lanciavano ai suoi tatuaggi. Sul collo c'era scritto TAGLIA-
RE QUI con una sfilza di lineette blu a indicare il punto preciso. Un giorno
qualcuno l'avrebbe fatto... A quel pensiero, Jasper si sent di nuovo stanco.
Un'infermiera di colore, dal sorriso luminoso e dai modi cordiali, si avvi-
cin al letto, ma dopo una sola occhiata a Dessie e ai suoi occhi gelidi si ri-
trasse. Jasper si sent da capo imbarazzato. Stava diventando un'abitudine,
negli ultimi giorni. Quella donna era stata un vero tesoro, con lui; avver-
tendo la sua paura, aveva fatto il proprio lavoro con efficienza e gentilezza.
E adesso Jasper sentiva di nuovo male e l'iniezione che lei gli avrebbe fatto
sarebbe stata benaccetta. Desider che Dessie se ne andasse, ma natural-
mente non l'avrebbe mai detto.
Hai bisogno di lei, eh?
 una cazzo d'infermiera e, s, in questo momento me ne serve una.
Dessie annu, ma si vedeva che non era contento. Qualcosa non quadra-
va, lo sentiva. Stava aspettando di sentire l'intera storia e Jasper continuava
a svicolare. Alla fine, Dessie perse tutta la comprensione che poteva aver
provato e sbott: Senti, Jasper, non star qui a cazzeggiare tutto il giorno.
Cos' successo? Tua madre sostiene che  stato quello stronzo di Jon Jon
Brewer. Guard l'amico con aria sorniona, ma non un fremito percorse il
viso di Jasper.
Cazzate.
Non secondo tua madre.
Cos', d'un tratto  diventata la bocca della verit? Non mi dire che 
sobria, per una volta... L'hanno pure buttata fuori di qui. Odia la povera Je-
anette e vuole che la metta alla porta. Datti una calmata, cazzo!
Il tono era stato cos deciso che Dessie si rilass. Nonostante tutte le sue
chiacchiere, non era certo ansioso di avere un vero scontro. Jon Jon era u-
n'anomalia. Tanto per cominciare, piaceva alla gente, il che era pi di
quanto si potesse dire di loro. Ma era anche imprevedibile. Guarda cosa
aveva fatto a Carty.
Erano negri?
Jasper scosse la testa. Nah. Skinhead come te.
Dessie aggrott la fronte. Sul suo largo viso c'era un'aria perplessa.
Vuoi dire noi?
No, Dessie, voglio dire che erano come te. Grossi, ignoranti come ca-
pre e intruppati.
Dessie si sent offeso e non lo nascose. Non era la prima volta che gli fa-
cevano notare che non era l'animo pi intrepido, quand'era da solo. Si bat-
teva esclusivamente in gruppo. Carino, eh?
Jasper sorrise. Sfotterti  cos facile.
Dessie rise, ma non l'aveva trovato divertente. La verit non lo era mai.
Sapevano entrambi che ormai il danno era fatto. Di dove pensi che fosse-
ro, allora?
Spesso si scontravano con altri skinhead. Rientrava nella natura della lo-
ro particolare bestia.
Jasper scroll le spalle. Cazzo ne so. Non  che si siano presentati. Si
rilass un poco. Dessie gli credeva e l'avrebbero fatto anche gli altri. Ave-
va dato il via alla balla, adesso doveva portarla avanti. Sperava che Jeanet-
te se la stesse cavando bene come lui.
Lei gli piaceva... La amava, in realt, ma naturalmente non l'avrebbe mai
detto. Era troppo duro per quelle cose.
Per favore, Jon Jon.
Lui bevve il caff e studi il viso della sorella. Era carina ed era furba...
E dava i numeri per un bulletto del cazzo che passava i sabati allo stadio a
menare insieme con quelli dell'ICF e il resto del tempo a predicare la con-
servazione della Gran Bretagna bianca.
Com'era potuto succedere a Jeanette?
Se non altro, la loro era una famiglia multirazziale. I lunghi capelli scuri
della sorella venivano da un turco con cui sua madre era stata per un po'.
Se n'era andato cinque mesi dopo con la tele, il videoregistratore e il bor-
sellino di Joanie. Il suo regalo d'addio era stato una pancia piena di braccia
e gambe.
Jeanette era piuttosto bianca di pelle, ma il tratto turco c'era, a ben guar-
dare. Le conferiva quell'aspetto insolito. Gli splendidi occhi erano color
nocciola, anzi di un verde-marrone. Ma anche sua madre era naturalmente
scura di capelli, si faceva le mche per avere quell'aria da bionda che desi-
derava tanto. Jeanette faceva lo stesso, per lei aveva colpi di luce di un
rosso castano che ammorbidivano i suoi lineamenti decisi.
Jon Jon si pass una mano sulla faccia. Era stanco morto.
Jeanette ritent. Non ha detto niente agli sbirri. A tutti gli altri dir che
 stata una banda di skin, una banda rivale. Non ti ha fatto la spia.
Jon Jon continuava a non risponderle. Tutti gli altri erano la banda di
skinhead di Copes. Se accetto questo, dovrai smettere di vederlo, lo sai,
vero?
Lei annu e lui non riusc a guardarla negli occhi. Cap che se l'era aspet-
tato. Allora riprese, a voce bassa e con calore: Dico sul serio, Jeanette.
Non parlo perch ho la lingua in bocca. Voglio dire stop, finito, una volta
per sempre. Altrimenti la prossima volta lo ammazzo davvero e finisco
dentro col sorriso sulle labbra.
Lei annu di nuovo, pi che mai vicina alle lacrime quando lui mormor:
Lascia che ci pensi su, okay?
Jeanette si asciug gli occhi. Era pi di quanto avesse sperato.
7
Joanie aveva un bell'aspetto. E si sentiva bene.
I capelli erano perfetti, le mche precise al millimetro e il trucco raffina-
to e sobrio, applicato con cura da una graziosa ragazza al Lakeside di De-
benham's. Indossava un tailleur pantalone nero su misura con sotto una
camicetta bianca. Aveva un'aria sexy, ma anche efficiente e dinamica. Le
unghie erano lunghe, con manicure alla francese, le scarpe alte e aperte sul
davanti.
Si guard nello specchio e fu sorpresa dalla trasformazione. Sembrava
una donna che stava andando al lavoro, un lavoro vero; il pensiero di non
dover pi mostrare il cespuglietto per vivere la rendeva pi felice di quanto
avesse creduto possibile.
Quando Jon Jon entr, il suo sguardo ammirato fu un balsamo per la sua
anima. Sei splendida, mamma.
Joanie lo abbracci. Era un bell'uomo, suo figlio. Perfino i dreadlocks
stavano bene, su di lui. Aveva tratti aquilini, che gli davano un'aria intelli-
gente - che corrispondeva alla realt - e da artista. Jon Jon era molto sve-
glio. A scuola, quando si era degnato di andarci, aveva dimostrato di poter
diventare qualcuno. E avrebbe potuto diventarlo. Poteva ancora... Solo,
non in maniera legale.
Joanie scacci quei pensieri. Era una buona giornata e non intendeva la-
sciarsela sciupare da niente e nessuno. Sento che sto cominciando una
nuova vita ed  tutto merito tuo, Jon Jon.
Lui sorrise. Nah, non  merito mio, mamma. Avevi soltanto bisogno di
una spinta per cominciare un lavoro vero e proprio. Paulie dice che forse
dovrai perfino metterti in regola coi documenti.
Joanie sorrise ancora. Io che faccio un vero lavoro, eh? Mi piacerebbe
sapere dov' mia madre, andrebbe in brodo di giuggiole.
Risero entrambi.
Conoscendo mia nonna, sarebbe cos ubriaca che comunque non capi-
rebbe di che stai parlando.
Joanie annu. Kira  in ritardo.
Entrambi si voltarono a guardare l'orologio alla parete; era una riprodu-
zione del Taj Mahal, tutto plastica dorata e brillantini. Veniva dritto dal
mercato delle pulci di Brick Lane. L'aveva comprato Kira un Natale, nes-
suno aveva avuto il coraggio di dirle cosa ne pensavano veramente e da al-
lora era rimasto alla parete. Chiunque lo notava, non appena entrava nella
stanza. Joanie e Jon Jon lo fissarono, il viso rannuvolato dalla preoccupa-
zione. Erano quasi le cinque e Kira sarebbe dovuta essere l da un'ora.
Forse  andata su da Tommy.
Vado a vedere, mamma. Tu fai un bel t, eh?
Jon Jon sgusci fuori, lieto della tregua. Si sentiva sballato, aveva fuma-
to tutto il pomeriggio e sapeva di dover sgombrare la testa; pi tardi lo a-
spettava un lavoro che richiedeva un comportamento assennato.
Era in paranoia per la storia di Jasper. Era venuto a sapere di aver quasi
spaccato il fegato di quello skinhead e che Jasper Copes era ancora in o-
spedale, conciato davvero di brutto. Buffo: Jon Jon poteva essere brutale e
lo sapeva, ma ferire Jasper era un altro paio di maniche. Quella era una
faccenda di famiglia e rendeva tutto pi emotivo.
Non era come pestare qualcuno per lavoro o per soldi... Quella era una
seccatura che lui dimenticava in fretta. Preoccupato com'era per sua sorel-
la, la violenza non era pi calcolata. Aveva perso il controllo. Ed era quel-
lo a infastidire Jon Jon.
Kira era ubriaca.
Grazie a Bethany e a un'altra ragazza di nome Alana, era ciucca persa.
Era uno spettacolo terribile. Bethany era spaventata perch quello che era
cominciato come uno scherzo le era ormai sfuggito di mano.
Infilarsi sotto la giacca una bottiglia del Bacardi della madre era stato
eccitante, e anche farsi un rifugio tra i cespugli del parco era stato fantasti-
co. Ma i Bacardi e Coca, cos dolci e buoni, le avevano fatte star male in
fretta. E Kira aveva continuato a bere. Adesso stava vomitando dapper-
tutto. L'odore dolciastro del vomito faceva venire i conati anche a Bethany.
Alana era gi corsa a casa.
Bethany sapeva anche dello screzio tra sua madre e la madre di Kira.
Sapeva che sua madre non era entusiasta del nuovo lavoro di Joanie. Be-
thany non capiva bene perch, capiva soltanto che la pi vecchia amica
della madre non era pi al massimo della popolarit, a casa sua, e le era
stato detto di tenersi alla larga da Kira.
E ora aveva da risolvere quel casino.
Kira era distesa sull'erba. Faceva fresco e lei era molto calda e febbrici-
tante. Se soltanto fosse riuscita a mettere a fuoco le immagini, sarebbe sta-
to tutto a posto. Ma, ogni volta che ci provava, c'erano troppe Bethany e le
facevano venir voglia di ridere. Aveva i capelli sparsi ovunque.
Bethany era prossima alle lacrime. Anche lei si era sentita male per quel-
lo che aveva bevuto, e vedere Kira vomitare orridi fiotti neri la fece rico-
minciare.
Fu allora che il sorvegliante del parco le trov.
Venti minuti dopo arriv la polizia e Bethany piangeva, mentre Kira a-
veva ricominciato a spanciarsi dalle risate.
Disgustata da quello spettacolo, la poliziotta rivolse un'occhiata al guar-
diano e scosse la testa. Kira continuava ad avere conati e i suoi vestiti era-
no macchiati di vomito. Ne aveva nei capelli e sulle mani.
La poliziotta chiam un'ambulanza.
Jon Jon non aveva mai visto nessuno delle dimensioni di Tommy muo-
versi cos velocemente. Non appena ebbe saputo che Kira non era tornata
da scuola, si era infilato la giacca, pronto a battere la zona per cercarla. Jon
Jon era stato colpito dall'evidente preoccupazione di quell'uomo per la sua
sorellina. Ci aveva messo un po' a fidarsi davvero di Tommy, ma ormai lo
vedeva come lo vedeva sua madre: bravo e affettuoso.
Quando Tommy chiam il padre al telefono e gli chiese se avesse visto
Kira, l'urgenza nella sua voce era contagiosa. Anche Jon Jon cominciava a
preoccuparsi seriamente. Tommy continuava a dire: Sei sicuro di non a-
verla vista?
Jon Jon gli disse di calmarsi e allora lui finalmente riagganci.  l'uni-
co numero che ho a parte il vostro. Non pu essere lontana, no? disse.
Kira non si perderebbe, sa quanto tutti noi ci preoccupiamo. Stava per
piangere.
Meglio che torni da mia mamma, okay? Ti terremo informato.
Jon Jon fu contento di uscire da quella casa. Tommy gli aveva passato
tutto il suo nervosismo e la sua angoscia.
Joanie arriv in ospedale poco dopo le otto e un quarto. Alla fine, Be-
thany si era decisa a confessare i loro nomi e Joanie era giunta l contem-
poraneamente a Monika. Nessuna delle due parl finch il dottore non eb-
be spiegato loro la situazione.
Kira aveva avuto un lieve attacco epilettico e soffriva di un'intossicazio-
ne da alcol; Bethany non aveva subito danni e poteva tornare subito a casa.
Maledetta Bethany! esclam Joanie senza pensarci due volte.
Monika, per, non era disposta a lasciare che la figlia venisse incolpata
di quel disastro, come lo defin tra s. Senti qua, Joanie Brewer, la tua Ki-
ra ha le stesse colpe. Ha bevuto quella robaccia, nessuno l'ha forzata.
Joanie scosse la testa, infuriata. Stronzate! Lo sai che non si sarebbe
mai sognata di fare una cosa del genere da sola, Mon.  Bethany che s'in-
venta 'sto genere di scherzi.
Monika, cui ancora bruciava la recente promozione di Joanie, non era in
vena di discussioni. Decise di dare il colpo di grazia, senza mezzi termini.
Chi cazzo ti credi di essere, eh?
Tutti la sentirono e Joanie chiuse gli occhi, angosciata, prevedendo quel-
lo che sarebbe successo.
Arrivi qui a passo di valzer tutta vestita da vecchia tardona di merda e
te la prendi con la mia piccola Bethany! Come se Kira fosse candida come
la neve. Solo perch hai smesso di svendere il culo non vuol dire che sei
migliore di me, bella. Io so tutto di te, tesoro, ricordatelo.
Sai che la mia Kira non farebbe una cosa del genere, Mon, se non glie-
lo dicesse qualcuno. Lo sai com' fatta. Joanie si sforzava di reprimere la
rabbia, ma era difficile.
Monika appoggi le mani sui fianchi larghi e strill: Allora perch non
lo dici, Joanie?  sei secondi indietro a tutti gli altri, stupida come una ca-
pra,  questo che mi stai dicendo, finalmente? Peccato che quasi tutti l'ave-
vano gi capito da soli. Poi vide l'espressione di Joanie e si pent all'istan-
te di quelle parole.
La mia bambina  malata, Monika. Ha un'intossicazione da alcol, ha
avuto un attacco epilettico. Sar un mucchio di cose, ma non  stupida,
chiaro?
La mano di Joanie si stava stringendo in un pugno e Monika ricord ap-
pena in tempo quello che Joanie era capace di fare, se si alterava.
Una donna imponente, con lunghi capelli rossi e occhiali firmati, stava
osservando entrambe. Indossava un completo pantalone in tessuto stampa-
to e stivali neri. Le due avevano pensato che fosse l in visita a qualcuno,
ma lei, in tono prudentemente professionale, disse: Sono Tammy Jones,
l'assistente sociale di questo ospedale. Quando avrete finito forse possiamo
scambiare due parole, eh?
Le due donne la guardarono, sbalordite.
Fu Jon Jon a evitare il disastro. Prendendo saldamente per un braccio
Monika, la condusse via, lasciando Joanie a parlare con quella donna.
Monika era terrorizzata. Di certo Jon Jon aveva sentito l'ultima parte del
diverbio e lei era pi che pentita di quello che aveva detto. Ma lui aveva
altro per la testa. Spingendola brutalmente fuori dall'ospedale, ringhi:
Vattene affanculo, Monika. Prendi Bethany e andatevene a casa.
Lei non se lo fece dire due volte.
Jeanette approfitt del fatto che la sorveglianza si fosse allentata per
mandare un SMS a Jasper. Dopo l'incidente, avevano continuato a scam-
biarsi messaggi e il loro amore - tale lo consideravano - era pi forte che
mai. Nel ricevere un'ennesima dichiarazione della totale devozione di lui,
Jeanette si sent scoppiare di felicit.
Doveva esserci un modo... Era decisa a trovare un modo per creare un
ponte e tornare insieme. Bastava aspettare l'occasione giusta.
Jon Jon credeva di aver risolto tutto, ma lei non avrebbe preso ordini da
lui n da nessun altro su come vivere la propria vita.
Mand un messaggio a Jasper sull'ultima batosta di Kira, la figlia adora-
ta... e una rottura di coglioni, il pi delle volte. Quello per non lo scrisse,
naturalmente. Era soltanto lieta che le avessero tolto di dosso i riflettori per
un po'.
Tammy Jones sorrise alla donna ben vestita di fronte a lei. Quando si fu-
rono accomodate nel suo piccolo ufficio caotico, con davanti due tazzone
di caff amaro, interrog Joanie sull'incidente.
La mia Kira non  stupida, sotto certi aspetti  sveglissima, ma ha delle
difficolt di apprendimento, capisce?
Tammy Jones capiva benissimo. Joanie cercava disperatamente di uscire
da quell'ufficio e di allontanarsi da una persona che, per lei, stava sullo
stesso piano della polizia.
 solo che si fa trascinare facilmente, tutto qui. Joanie cominciava a
sentirsi disperata. Voglio tornare da mia figlia, ha bisogno di me. Senza
di me non ce la fa e bisogna che stia con lei.
Tammy non dubitava della sincerit di Joanie. L'aver appena avuto a che
fare con un neonato con due gambe rotte e con una donna anziana sospet-
tata, secondo il personale, di subire abusi sessuali dal proprio figlio, pone-
va Kira su un gradino piuttosto basso della scala di Tammy. Avrebbe scrit-
to il rapporto e amen. Ci sarebbe stata una visita di controllo entro un paio
di settimane, giusto per stare tranquilli, ma sembrava che tutti avessero
imparato un'utile lezione. Il fatto che Joanie fosse una prostituta non la
preoccupava; la bambina era ben nutrita e ben curata. Non c'erano segni
visibili di maltrattamenti. Sembrava davvero uno scherzo da bambini anda-
to storto.
Sospirando di sollievo, poco dopo Joanie usc per tornare da Kira. Tre-
mava dentro e fuori. Quando le avesse messo le mani addosso, Bethany se
la sarebbe vista brutta.
Monika poteva ringraziare Dio che Kira non fosse stata inserita nel regi-
stro dei soggetti a rischio o esposta alle visite di un assistente sociale che
poteva presentarsi a qualsiasi ora del giorno o della notte. Se fosse succes-
so, Joanie avrebbe dovuto sistemare Monika una volta per tutte e, nello
stato d'animo in cui era, per la polizia sarebbe stata davvero una giornata
campale.
Jon Jon era accanto alla sorella. Joanie lo guardava attentamente mentre
lui le dava piccoli sorsi d'acqua. Kira aveva un aspetto terribile. Dopo
qualche istante giunse Tommy, e tutti e tre sedettero accanto a Kira, che si
sentiva sofferente e nauseata, ma pi amata di quanto fosse mai stata in vi-
ta sua.
Quando, poco dopo, entr Paulie, a tutti sembr naturale trovarsi l in-
sieme, bench per un osservatore esterno formassero un quadretto assai
singolare.
Bethany era preoccupata. Sua madre l'aveva quasi ammazzata per quella
faccenda della bevuta; si sentiva dolorante e sconvolta. Kira le piaceva,
anzi le voleva bene, e in fondo sapeva che non avrebbe mai dovuto darle
da bere.
Bethany soffriva i postumi della sbornia e le faceva male lo stomaco.
Tutti ce l'avevano con lei, perci se l'era svignata da scuola ed era tornata a
casa, dove si era truccata nella camera della madre, sorseggiando dal bic-
chiere di Bacardi e Coca che si era versata, attingendo alla riserva segreta
di Monika. Chiodo schiaccia chiodo, diceva sempre sua madre dopo una
sbronza. E, dal momento che le sbronze di Monika erano quotidiane, Be-
thany sapeva di che cosa stava parlando.
La casa era sporca, ma la colpa era sua, giacch gi da qualche anno la
madre aveva affidato a lei i lavori domestici. I vestiti e le lenzuola erano
sempre un tantino sudici, l: Monika faceva quel genere di cose soltanto
quand'era abbastanza sobria e lucida da starci con la testa. Dopo il litigio
con Joanie, non andava pi da lei nel corso della giornata e allora si rifu-
giava nel pub, quindi Bethany sapeva di avere la casa tutta per s. Diver-
samente da Kira, le piaceva la sensazione che le dava l'alcol, anche se era
decisa a non bere mai pi troppo... giusto quel tanto da farle venir voglia di
ridere. Da scacciare il dolore che sentiva dentro.
Kira aveva tutta una rete di persone che si occupavano di lei. Bethany
non aveva nessuno, in realt, tranne Monika che, nel migliore dei casi, era
una madre irregolare, il cui sporadico affetto per la figlia era superato dal
bisogno di bere per cancellare la vita che conduceva.
Quel giorno l'alcol fece piangere Bethany, ma anche quello era meglio di
niente. Guard desolata in giro per la stanza in disordine e le lacrime si
misero a scorrere ancora pi veloci. E, mentre piangeva, sorseggiava sem-
pre pi spesso il Bacardi e Coca. Il che attut il dolore, proprio come face-
va con sua madre.
Tommy era ancora mortalmente spaventato per quello che era successo a
Kira. Joseph ascolt i suoi interminabili piagnistei, ma alla fine ne ebbe
abbastanza. Era gi brutto doverlo sopportare mentre si trascinava per la
casa, abbattendo gli oggetti con la sua mole e continuando a ciarlare su
quella maledetta famiglia Brewer. Joseph voleva uscire. Voleva stare con
la sua fidanzata e la sua famiglia, godere di tutti i vantaggi che potevano
offrirgli.
E i vantaggi erano una marea. La casa era di Della, quello l'aveva sco-
perto. Lei aveva avuto un po' di sterline dall'assicurazione del marito, era
una splendida cuoca e le piaceva farsi qualche bicchierino giocando al
Bingo. Era anche una puritana e, quelle poche volte che avevano fatto ses-
so, era finita in fretta e con un'agitazione minima. Era proprio la compagna
giusta per lui; l'ultima che si era trovato ce l'aveva sempre in testa. Lo ave-
va sfiancato. Il sesso era sopravvalutato, secondo lui, specie alla loro et.
La casa di Della era luminosa e allegra, aveva l'abbonamento ai canali
Sky e con le sue nipoti la casa risuonava sempre di risa.
Che cosa aspettava?
Fiss ancora una volta il figlio e sent il disprezzo montare dentro di s.
Doveva uscire di l. Si sentiva come in prigione, in trappola,
Sta' zitto un secondo e ascoltami, va bene?
Little Tommy guard il padre. Le sue grasse mani erano occupate ad a-
sciugare una tazza da t che sembrava incongrua nel suo pugno gonfio,
come un giocattolo in miniatura.
Me ne vado di casa, Tommy.
L'altro lo fiss per alcuni lunghi istanti, poi disse: Come sarebbe, te ne
vai?
Joseph sospir.  ora che impari a badare a te stesso. Vado a stare dalla
mia fidanzata.
Joseph attese una reazione, ma rimase sorpreso quando Little Tommy si
limit a sorridere e disse: Buon per te. Quando pensi di andartene?
Per un momento, Joseph non riusc a rispondere. Fra tutto quello che si
era aspettato, l'evidente e genuina felicit di Tommy non c'era. Che diavo-
lo avrebbe fatto suo figlio senza di lui, che lo comandava a bacchetta? Te
la caverai, Tommy?
Il padre non gli aveva mai fatto quella domanda in precedenza e lui si
sent schiacciato da una tremenda solitudine, rendendosi conto che erano
stati costretti a stare insieme per troppo tempo.
Decisamente troppo.
Fece un largo sorriso. Certo, che sciocchezza. Quando potr conoscere
la fortunata?
Tutto a tempo debito, rispose Joseph in tono evasivo, come se facesse
una piccola marcia indietro. Prima fammi uscire di qui.
Tommy intu che il padre non aveva parlato molto di lui, ammesso che
ne avesse mai parlato, e lo riprese la tristezza per le loro due esistenze, cos
legate eppure cos distanti. Era da ridere, in effetti.
Be', il tuo bucato  quasi fatto e finir di stirare in un batter d'occhio.
Immagino che tu sia ansioso di andare.  carina?
Joseph scroll le spalle.  a posto. Abbastanza carina, direi.
Ha bambini?
La domanda era del tutto innocente, quindi Little Tommy non era prepa-
rato alla risposta che arriv.
Fatti i cazzi tuoi, stronzo ficcanaso! Ha delle bambine, volevi dire, eh?
Ti conosco e so come funziona la tua testa.
Tommy scosse il capo. Non volevo dire niente del genere e tu lo sai.
Sent la tensione nella propria voce. Sono contento per te, soltanto per te.
Penso che ti far bene stare con qualcun altro. Quasi piangeva, ormai.
Perch mi odi cos tanto, accidenti! grid. Che cosa ti ho mai fatto?
Che sentisse di poterlo sfidare cos, la diceva lunga su Tommy e sul suo
nuovo rapporto col padre. Prima che Kira e Joanie entrassero nella sua vi-
ta, aveva accettato tutto, dai maltrattamenti del padre alla sua completa in-
differenza. Ora, invece, fissava l'uomo che gli aveva dato la vita e si do-
mandava che diavolo di rapporto potessero avere.
Ma il padre lo ignorava, e avrebbe potuto continuare a ignorarlo per
giorni, anche per settimane.
Joseph continu a bere il suo t, indifferente all'amarezza del figlio. A-
veva detto ci che aveva da dire, ora avrebbe fatto i suoi preparativi. Si
guard attorno, nella cucina piccola e angusta, e pens alla casa conforte-
vole in cui si sarebbe ben presto installato.
La promessa di una nuova vita port un raro sorriso sulle labbra di Jo-
seph.
Paulie osserv la ragazza che era entrata con disinvoltura nel suo salone
di massaggi. Di altezza media, paffuta, capelli biondi naturali e grandi oc-
chi azzurri... Sarebbe stata una calamita per certi suoi clienti.
Lei gli sorrise e mormor: Posso parlare col responsabile, per corte-
sia? Era educata, bisognava ammetterlo.
Che cosa vuoi, amore?
Lei sorrise nuovamente. Mi serve un lavoro.
Paulie sent le ondate di sicurezza che quella donna emanava. E quanti
anni hai, allora? chiese, sorridendo.
La ragazza sorrise di rimando, come se si fosse aspettata la domanda.
So che non li dimostro ma ne ho quasi venti. Ho portato il certificato di
nascita.
Nella sua parvenza di onest era disarmante. Aveva anche un lieve ac-
cento, ma Paulie non riusc a capire di dove fosse. Vieni con me in uffi-
cio.
Senza aspettare un invito, la ragazza sedette di fronte alla scrivania di
Paulie e accavall le gambe. Il suo punto forte era quella rotondit infanti-
le, e lei lo sapeva. L'abbigliamento era semplice e sexy. Dimostrava sedici,
diciassette anni. Gonna nera, un tantino troppo corta, e camicetta bianca
sbottonata a mostrare la pelle color crema. Gambe abbronzate e sandali a
suola alta.
Ma la vera chiave della sua personalit stava negli occhi. Aveva l'aria di
una che sapeva troppo, e Paulie era consapevole che quegli occhi avrebbe-
ro attratto clienti a frotte. Sembrava anche troppo innocente... finch non la
guardavi negli occhi. Ebbe la sensazione che lei conoscesse meglio di
chiunque l'effetto che faceva agli uomini.
Era letteralmente seduta su una miniera d'oro.
Come ti chiami? Il nome vero, dico, non quello che usi oggi, mi sono
spiegato?
Annu. Liz Parker, ma sono conosciuta come Angel.
Ne sono sicuro. Ora, hai idea di quello che comporta in realt questo
lavoro?
Lei sorrise, imperterrita. So esattamente che cosa comporta il lavoro; lo
faccio da quando avevo tredici anni. Vuole che le offra un assaggio gratui-
to?
Gli occhi si erano fatti pi duri. Paulie comprese che stava valutando
l'occasione. Doveva desiderarlo proprio, quel lavoro, per offrirsi di fare u-
n'audizione. Sapeva che molti altri pretendevano audizioni con le ragazze.
Era un pompino gratis e la maggior parte degli uomini non l'avrebbe ri-
fiutato.
Lei aveva ancora il sorriso sulle labbra. Ora toccava a lui sorridere; ma
fu un sorriso maligno e la ragazza se ne accorse immediatamente. Amore,
non ti toccherei neanche con un bastone. Ora, fammi vedere il certificato
di nascita e qualche altro documento d'identit. Poi magari arriveremo a un
accordo. Ma niente che implichi il contatto fisico, okay?
Ormai la fresca bellezza della ragazza era come sfigurata dall'espressio-
ne dura del viso. Apr la borsa, una falsa Burberry, e pos sulla scrivania le
carte richieste. Non parlarono finch lei non lo vide andare a fotocopiare i
documenti. Ehi, cosa crede di fare?
Paulie rise della sua temerariet. Mi paro il culo, tesoro. Se qualcuno
mi fa domande su di te, mi serve qualche supporto.
Nessuno le far domande, Mr Martin.
Lui sorrise ancora. Adesso era diventato Mr Martin.
Da principio la ragazza aveva travisato la situazione, ma adesso aveva
capito chi era lui. Paulie ammir il suo modo di cambiare approccio tanto
rapidamente. Ora era la brava ragazza tutta compita in cerca di un lavoro.
Un lavoro vero, non il lavoretto che gli avrebbe fatto prima.
L'uomo aveva voglia di ridere, ma non lo fece. Svuota la borsa.
Lei se la strinse al petto. Perch?
L'aveva completamente spiazzata e si stava divertendo. Svuota la borsa
e basta. Subito.
Lei continuava a tenerla stretta al petto. La mia borsa  una cosa perso-
nale!
Non nel mio salone, amore. Ed  meglio che ti ci abitui.
Le prese la borsa a forza e ne rivers il contenuto sulla scrivania. Lei
protest sonoramente, ma lui la zitt in fretta. Chiudi quella cazzo di boc-
ca!
Dalla borsa caddero i soliti trucchi, alcuni preservativi e penne assortite,
come pure una pipa da crack e qualche sasso dentro un borsellino della
banca HSBC. C'era anche dell'ecstasy e qualcosa che, secondo Paulie, era
nitrato di amile. Ma a irritarlo di pi fu il coltello a serramanico da una
quindicina di centimetri. Per, la piccola farmacista...
Lei era bianca come un cencio.
Chi avevi intenzione di pugnalare, amore, qualcuno che conosco?
Paulie teneva il coltello in mano, come a soppesarlo.
 per protezione. Lavoro sul marciapiede. Sa come funziona.
La voce era normale e quasi le fece pena. Tutta la spavalderia era svani-
ta; ormai era soltanto una ragazzina terrorizzata. Non personalmente, no.
Adesso ascoltami, amore. Il tuo primo errore  stato offrirmi un pompino.
Quello avrei potuto mandarlo gi, se mi scusi il gioco di parole, ma qui
dentro droga e armi non devono entrarci in nessun modo. Non quella mer-
da l, comunque. E adesso alza i tacchi e via dalle palle.
La ragazza non si mosse e lo guard. Per la prima volta, lui vide una
scintilla di quello che avrebbe potuto essere se non avesse cominciato a fa-
re la vita cos presto. I suoi occhi gli ricordavano quelli della figlia pi pic-
cola. Lo sguardo infantile, ma consapevole, di un'adolescente che esercita
il suo fascino col maschio pi vicino che ha a disposizione, di solito il pa-
dre.
La prego, Mr Martin, ho davvero bisogno di questo lavoro. Non avrei
mai portato niente al lavoro. Sono nel giro da tanto tempo e giuro che
niente sarebbe entrato qui dentro. Niente.
Che mi dici del crack? Non passerai la notte senza. Qui gira un po' di
coca, ma  tutto. Magari una canna ogni tanto, ma di crack non se ne parla
proprio, tesoro.
Non  mio,  del mio ragazzo.
L'hai preso solo per lui?
Lei annu.
Bel tipo. Hai anche guadagnato tu i soldi per prenderlo, immagino.
Annu ancora.
Lo vuoi un consiglio, amore? Cambia ragazzo e cambialo presto. Nel
giro di tre mesi ci sarai dentro. L'ho gi visto mille volte.
Sospir, e Paulie vide che era vicina alle lacrime. Ho bisogno di questo
lavoro. Non posso reggere un'altra notte sul marciapiede. Voglio il lavoro
per trovarmi un posto decente e tutto.
Lui si appoggi allo schienale e la squadr. C'era qualcosa, in lei. Sape-
va che avrebbe giovato all'attivit. Joanie le avrebbe dato una chance, ma
ora non c'era, per via di Kira e della sua puntatina nel mondo dell'alcoli-
smo. Caroline la Pigra era in giro a spassarsela con la sua nuova fiamma e
lui era rimasto a badare alla bottega. Chi  il tuo ragazzo?
La domanda la sconcert. Perch vuole saperlo?
Perch sono un fottuto bastardo ficcanaso! Avanti, chi ? Lei sospir
ancora una volta e lui vide che stava per mentirgli, perci aggiunse bru-
scamente: Posso scoprirlo in due ore, bella. Posso scoprire il suo nome,
l'indirizzo e la lunghezza del suo uccello, perci dimmi la verit.
Pippy Light.
Paulie sollev le sopracciglia. Pippy! Ges, amore, stai veramente ra-
schiando il fondo, eh? Vuoi fare carriera verso il basso, per caso?
Lei scroll le spalle.
Di dove sei?
Un'altra alzata di spalle. Poi la ragazza decise di cambiare atteggiamento
e mormor: Sono nata a Cardiff, ma sono passata da un affido all'altro per
buona parte della mia vita.
Le addestrano bene, in affido. Ho un mucchio di voi che vanno e ven-
gono.
Lei gli rivolse un sorriso amichevole. Questa occasione mi serve, Mr
Martin. Mi far letteralmente il culo se lei mi d l'opportunit.
E Pippy?  un ruffiano da due soldi, violento e arrogante. Non voglio
che venga qui a piantare casino.
Non lo far. Senta, posso parlarle chiaro?
Lui annu. Sarebbe la prima volta, ma vai avanti, amore.
Ho scelto questo salone per via di Pippy. So che lei ha la reputazione
giusta per levarmelo di dosso mentre faccio il mio lavoro. La scorsa notte
ha pestato un altro cliente e io non lavoro cos. Voglio andare a spron bat-
tuto, ma  dura se uno ti porta via ogni penny che guadagni.
Lui le credette, e prov una certa pena per lei. Aveva visto mille volte
ragazze in quella situazione. Quindi diede un'occhiata all'orologio. Era in
ritardo e gi stufo della conversazione e della compagnia. Pippy non sa-
rebbe venuto a scocciarlo, quello lo sapeva. Cominci stasera, alle sei pre-
cise. Lavori fino alle due, okay?
Grazie, Mr Martin, non se ne pentir.
Meglio di no, amore, altrimenti te ne accorgerai.
Quando uscirono dall'ufficio, Liz era pi felice di quanto non fosse da
settimane, e si vedeva. Jon Jon aspettava fuori. Guard la ragazza e sorrise.
Lei ricambi e Paulie not che era un sorriso vero, non di quelli per i clien-
ti. La fece sembrare ancora pi giovane e graziosa.
In macchina guard Jon Jon e fece, caustico: Allora, ci siamo innamo-
rati?
L'altro non rispose e Paulie rise.
 in pista da pi tempo di un purosangue, figliolo, e attualmente sta
con quel pazzo di Pippy Light, perci buona fortuna, Jon Jon, ne avrai bi-
sogno.
Jon Jon si limit a sorridere.
La ragazza gli piaceva e soltanto quello lo preoccupava.
8
Kira si sentiva male. E stava male.
Come tanti prima di lei, giur che non avrebbe mai pi bevuto alcol. La
testa le pulsava ancora e aveva una sete spropositata. Era trascorsa una set-
timana dall'incidente e ne sentiva ancora i postumi. Ma pi di tutto le man-
cava Bethany. Sapeva che sua madre e Monika erano in guerra, per non
riusciva a capire perch anche a Bethany fosse vietato avvicinarsi. Si con-
solava al pensiero che, quando fosse tornata a scuola, avrebbero chiarito
tutto. Almeno lo sperava. Sua madre e Monika non erano mai state ai ferri
corti per cos tanto tempo e lei cominciava a preoccuparsi.
Sdraiata sul divano a guardare Coronation Street appariva piccola e vul-
nerabile. Perfino a Jeanette faceva pena. Per una volta, i problemi della ra-
gazza passavano in secondo piano, cos lei preparava tazze di t per la so-
rella e in generale le si agitava attorno. Vedere Kira cos malata le aveva
fatto capire quanto in realt le volesse bene. Eppure la lealt, tanto abbon-
dante negli altri membri della famiglia, continuava a mancarle. Si accinge-
va a fare qualcosa di cos sbagliato - in rapporto alla situazione dei Brewer
-, che il semplice pensiero avrebbe dovuto terrorizzarla. Figurarsi cosa
provava nel progettare quel qualcosa.
Dato che Joanie poteva finalmente tornare al lavoro, Jeanette si era of-
ferta di badare alla sorella, ma con un secondo fine. Jon Jon la sorvegliava
come un falco, perci lei avrebbe fatto credere a lui e alla madre di essere
in casa con Kira, mentre, in realt, usciva per vedere Jasper. A due setti-
mane dall'aggressione, lui era tornato a casa e stava velocemente recupe-
rando le forze. Da un punto di vista mentale, invece, era ancora debole. Je-
anette era decisa a incontrarlo. Quella sera, Karen sarebbe andata al pub
con le amiche e Junie l'avrebbe accompagnata per tenerla d'occhio e avvi-
sarli in caso stesse per rientrare. A tutti gli effetti, Jasper era solo. Sebbene
ancora fiacco, la sua guarigione aveva sorpreso tutti. Il medico aveva detto
che la capacit di ripresa del corpo umano lo stupiva sempre; infatti Jasper
aveva recuperato a meraviglia.
Per era diverso, ora: nervoso, smilzo ed emaciato. Jeanette si sentiva
responsabile di ci che gli era successo. Era stato suo fratello ad aggredir-
lo, dopotutto.
Per quello aveva odiato ferocemente Jon Jon, pur volendogli bene. Sa-
peva che il razzismo di Jasper era il nocciolo dell'ostilit tra i due, eppure
l'attrazione per lui le faceva trascurare ogni residuo sentimento di lealt nei
confronti della propria famiglia. Voleva Jasper e tanto le bastava.
Si erano scambiati messaggi per tutto il pomeriggio e lei sarebbe andata
a trovarlo, fosse l'ultima cosa che faceva. Anche se significava compiere
un gesto cos enorme che soltanto prenderlo in considerazione la spaventa-
va. Ma l'avrebbe fatto, a ogni costo.
Guard Kira bere le ultime gocce del t zuccherato e aspett che le si
chiudessero le palpebre. La pastiglietta di sonnifero avrebbe dovuto met-
terla KO per tutta la notte. Un'amica le aveva detto che lei dava sempre
quelle pastiglie alla figlia piccola, per poter uscire a fare quello che doveva
fare, ovvero procurarsi droga o lavorare un po' per pagarla.
La ragazza in questione occupava un punto ancor pi basso della catena
alimentare rispetto alla famiglia di Jeanette. A diciannove anni aveva una
figlia di cinque e un altro bambino in arrivo. Era la regina della sua ca-
setta a due piani e, a detta di tutte le ragazzine, era favolosa. Era una fonte
di saggezza su ogni argomento, dal sesso (dagli quello che vogliono e ot-
terrai quello che vuoi) alla scuola (non ci andare: quelli dicono, fanno, e al-
la fine ti lasciano a piedi). Tutti buoni consigli che si erano dimostrati giu-
sti. Lorna era una celebrit.
E, se sua figlia non aveva sofferto effetti collaterali, allora Jeanette era
disposta a rischiare con Kira. Inoltre, dopo quello che era appena successo
alla sorella, nessuno avrebbe pensato che Jeanette sarebbe stata cos stupi-
da da lasciarla sola. Era un piano perfetto. Quando tutti fossero tornati, l'a-
vrebbero trovata sul divano a guardare la TV, come se nulla fosse succes-
so.
Little Tommy si meritava una notte di libert, anche perch stava lavan-
do e stirando tutti i vestiti del padre in preparazione del grande trasloco.
Tutto aveva funzionato alla perfezione, quasi che il fato ci stesse mettendo
lo zampino.
Jon Jon era uscito a trombarsi una tipa nuova del salone e la madre era
fuori con Paulie. A controllare la contabilit, aveva detto. Jeanette sorrise.
Era la prima volta che lo sentiva chiamare cos!
Ultimamente Paulie era sempre da loro e la madre brillava di gioia per
tutta quell'attenzione. Da un canto, Jeanette era contenta per lei; d'altro
canto, per, era in attesa della bomba, che sapeva sarebbe scoppiata. Paulie
sarebbe scomparso, come aveva sempre fatto, e la madre sarebbe stata di
nuovo distrutta.
Ma, come Joanie, lei aveva intenzione di afferrare la sua occasione di fe-
licit finch le era concesso farlo. Jasper era tutto per lei e, bench non ne
capisse il motivo, lo accettava come sua madre aveva accettato lo stesso
sentimento, tanti anni prima.
Ormai gli occhi di Kira si stavano chiudendo; Jeanette le prese delicata-
mente la tazza e la appoggi sul tavolino. Si sentiva cos emozionata che
temeva di scoppiare all'idea di vedere Jasper, di toccarlo, di amarlo.
Dieci minuti dopo, diede un'ultima occhiata alla sorellina che dormiva
profondamente e sgattaiol fuori dalla porta di casa.
Jon Jon era in fregola e lo sapeva.
Liz Parker era una calamita per lui. Pur disprezzandone le debolezze, l'i-
dea di fare sesso con lei gli piaceva da pazzi.
Ma, una volta finito, voleva sbarazzarsi di lei pi in fretta possibile. Il
fatto che fosse una puttana non lo disturbava per niente; voleva soltanto
scopare, non impegnarsi con lei per il resto della vita. Eppure si sobbarca-
va tutta la menata di portarla fuori e, per quanto continuasse a domandarse-
lo, non riusciva a capire la logica delle sue stesse azioni. Lui era uno della
ditta di Paulie Martin e, come tale, poteva scegliersi qualsiasi puttana. Era
una prerogativa del suo lavoro. Si domand vagamente se fosse a causa
della madre. Forse era per quello che trattava la ragazza con un rispetto di
certo immeritato?
Non lo sapeva. Sapeva soltanto che voleva sbarazzarsi di lei, e in fretta.
Mentre Liz s'infilava le mutandine, le disse con disinvoltura: Guarda
che ora ! Meglio che vada, devo vedere Paulie tra venti minuti.
Non gli rispose e lui sapeva che lei sapeva che mentiva. Le allung un
biglietto da dieci per il taxi - non per pagarla, soltanto per il viaggio -,
quindi usc dal piccolo appartamento vicino a casa di lui, dove Liz affitta-
va una camera in attesa di trovare una sistemazione. Sarebbe andato a casa
a farsi una doccia, prima di cominciare il lavoro della notte. Dopo essere
stato con lei, sentiva sempre un gran bisogno di darsi una bella strofinata.
Ecco un'altra anomalia che cercava di spiegarsi. Se la faceva tre volte al
giorno e ci significava tre docce al giorno. Sperava soltanto che gli pas-
sasse presto, per poter tornare alla normalit.
Bethany era in casa di Joanie e fissava la ragazzina sul divano. Aveva
aperto la porta con la chiave nascosta da Joanie nella carbonaia che si tro-
vava di fianco alla porta di tutti gli appartamenti. Ormai le carbonaie veni-
vano usate per stivare robaccia, da vecchie latte di vernice a bottiglie di
birra vuote e addobbi natalizi. Quasi tutti nascondevano le chiavi di riserva
l dentro e Joanie non era diversa. Bethany era venuta soltanto per dare u-
n'occhiata in giro; non si era aspettata di trovare Kira sola e addormentata.
Kira non veniva mai lasciata sola, a differenza di Bethany, naturalmente,
che si era cresciuta da s, dato che non c'era nessuno a occuparsi di lei.
Cerc di svegliare la sua amichetta e, non riuscendoci, port via due o
tre cosette, tra cui un anello dalla toeletta di Joanie e cinquanta sterline in
biglietti da cinque dall'armadio di Jon Jon. Usc dall'appartamento in silen-
zio come ci era entrata, senza ben sapere che fare dei soldi e dell'anello,
ma contenta di averli presi. Come sua madre, era sempre stata un tipo am-
bizioso.
Paulie e Joanie erano in un pub in Essex Road. Avevano ordinato il piat-
to della casa e stavano discutendo del salone. Lui era contento che Joanie
tornasse al lavoro, perch cominciava a stufarsi di gestire quel posto. Tan-
to per cominciare, la sua presenza innervosiva le ragazze. Cos doveva es-
sere, naturalmente, ma non contribuiva a creare una buona atmosfera. E
poi lui era un convinto sostenitore del vecchio adagio: Se hai un cane, la-
scia che sia lui ad abbaiare. E, dal momento che qualche volta, in privato,
si riferiva alle sue ragazze chiamandole cani, quel detto era piuttosto ap-
propriato, pens.
Era restio a mettere un'altra al suo posto; se poi Joanie fosse tornata, a-
vrebbe suscitato delle proteste. Quando una ragazza assaggiava il potere,
quel fatto la mandava fuori di testa e, dato che erano gi fuori di testa quasi
tutte, ci non facilitava le cose.
Anche Caroline la Pigra sarebbe dovuta tornare al lavoro quella settima-
na, dopo il soggiorno nelle isole greche con una ragazzina per cui si era
presa una scuffia. Paulie scroll le spalle e pens che il mondo era bello
perch vario.
Eppure ultimamente Joanie era in splendida forma, nonostante le secca-
ture che aveva avuto. La voleva ancora, e il fatto di volere ancora una don-
na dopo tutto quel tempo lo sorprendeva e lo preoccupava.
Stava invecchiando. Di quei tempi, le ragazze pi giovani erano decise a
far divertire i ragazzi e non si risparmiavano. Talvolta era davvero sfian-
cante, specie quando le sue uniche vere esigenze erano una pucciatina ve-
loce e due coccole. Se avesse voluto fare ginnastica sessuale sarebbe anda-
to su nel West End e se la sarebbe pagata. Ma tutte le puttane pi giovani
volevano un unico uomo da scoparsi ed erano disposte a tutto per raggiun-
gere quell'obiettivo.
Era come essere prigionieri in un film a luci rosse e lui si era lasciato al-
le spalle da un pezzo quei trastulli; inoltre sapeva che non si divertivano
sul serio. Perch mai avrebbero dovuto? Per loro era soltanto un mezzo per
realizzare un fine. Lui era un bel tipo e aveva un po' di soldi: per loro era
come lo schema del Mirror per calcolare la pensione, mentre lui voleva
soltanto una trombata veloce e poi addio. Era chiedere troppo?
Guardava Joanie che mangiava con gusto la sua bistecca con patatine.
Era bello veder mangiare la vecchia Joanie, e lui si accorse degli sguardi
che le lanciavano gli altri uomini nel bar. Le erano del tutto indifferenti e,
per qualche ragione, ci gli faceva piacere.
Non era affatto male, la vecchia Joanie, non si poteva negarglielo. Co-
munque erano l per parlare d'affari e cos fecero. Paulie capiva quanto lei
si stesse divertendo e osservava le rughe di tensione sul suo viso distender-
si pian piano. Aveva dovuto sopportare parecchio nelle ultime settimane e,
come al solito, se l'era cavata molto meglio di quanto avrebbe fatto la
maggior parte della gente.
Era una sopravvissuta, Joanie, e in fondo al cuore lui sapeva che era me-
glio cos. La sua vita non avrebbe potuto essere vissuta da nessun altro.
Almeno non tanto bene quanto l'aveva vissuta lei.
Dopo l'avrebbe presa in macchina. Gli piaceva farlo sul sedile posterio-
re; si stava stretti, ma c'era da farsi due risate.
E una cosa bisognava dirla, di Joanie: a ridere era sempre pronta.
Doveva esserlo.
Mentre Jon Jon saliva le scale, Jean Best stava bussando alla porta di ca-
sa di Joanie. Era piccola, scura ed evidentemente non della casa.
Le rivolse un sorriso disarmante. Posso esserle d'aiuto?
Jean sorrise a sua volta a quel giovane beneducato e disse con disinvol-
tura: Sto cercando Mrs Brewer, Joan Brewer.
Jon Jon annu.  mia madre. Temo che sia uscita. Vuole parlare con
me?
Una parte del suo cervello stava registrando il fatto che la donna era
chiaramente l per una missione di qualche genere; l'altra parte sbirciava la
cartellina che teneva sotto il braccio. Era dei servizi sociali o della libert
vigilata, non c'era dubbio.
Apr la porta con la sua chiave e la invit a entrare. Pens che Jeanette
non avesse aperto a quella sconosciuta e per una volta fu contento dell'a-
cume che aveva dimostrato.
 soltanto un controllo di routine, dopo la piccola disavventura della
sorella.
Jean Best stava marcando il territorio e lui lo sapeva. Gli stava dicendo
gentilmente che era l soltanto per verificare che la sorella stesse bene, poi
se ne sarebbe andata. La voce era tranquillizzante e il tono era abbastanza
cordiale per Jon Jon da essere credibile.
Quando entrarono nel soggiorno, il sorriso si cancell dai loro volti. Kira
si era girata nel sonno ed era sdraiata tutta storta sul pavimento. Cadendo,
aveva trascinato con s tutto quello che c'era sul tavolino. Era lampante
che la piccola era priva di sensi.
Jean Best vide lo shock sul volto del ragazzo, sapendo che si rispecchia-
va sul proprio.
Jeanette? strill Jon Jon, mentre sollevava la sorella da terra. Lei apr
un occhio e lo richiuse immediatamente. Era chiaro che le avevano dato
qualcosa per farla dormire.
Che sta succedendo qui?
La voce di Jean Best era diversa; l'autorit di anni stava uscendo allo
scoperto. Per una volta sconcertato, Jon Jon non rispose. Vedeva soltanto
come appariva la situazione e voleva sapere dov'era Jeanette. Voleva sa-
perlo subito.
Si alz e guard la donna di fronte a lui. Il suo volto era deciso e gli oc-
chi sembravano duri come pietra. Perfino i capelli castani un po' radi erano
dritti. Si era chinata su Kira per prenderle il polso e sentirle la fronte. La
piccola continuava a dormire.
Jon Jon prese una decisione e chiese alla donna di andarsene, spiegando
che l'altra sorella avrebbe dovuto essere l con Kira e lui avrebbe scoperto
dov'era andata. Probabilmente era andata a cercare lui... Ma mise anche in
chiaro con l'assistente sociale che lui era stato fuori soltanto venti minuti.
Sapeva che lei non gli avrebbe creduto, ma sapeva pure che le sarebbe sta-
to difficile dimostrare il contrario.
Infine la donna se ne and, ma Jon Jon era certo che sarebbe tornata. A
quel punto, sarebbero stati guai. Guai grossi. Ma non tanto grossi quanto i
guai in cui si sarebbe trovata Jeanette quando lui le avesse messo le mani
addosso.
Chiam prima la madre sul cellulare, poi la sorella. Nessuna delle due
rispose, il che non lo sorprese affatto. Quindi chiam Little Tommy e gli
chiese di venire a guardare Kira.
Poi s'incammin verso casa di Jasper.
Joanie e Paulie erano avvinghiati sul sedile posteriore della Jaguar di lui,
ridendo a crepapelle.
Ehi, Joanie, ti ricordi quella volta che siamo andati nel bosco, anni fa, e
gli sbirri hanno puntato una torcia in macchina e tu hai urlato: 'Non scendo
da questa macchina finch non mi pagano'?
Lei scoppi di nuovo a ridere. Che facce! Erano uno spettacolo.
La strinse a s, sentendo la sua pelle sotto la mano. Il suo calore. La
morbidezza. Nella penombra sembrava pi giovane. Paulie vide la ragazza
che lei era stata, tanti anni prima, quando aveva cominciato a lavorare per
lui. Anche allora c'era stato qualcosa in lei, sebbene lui non avesse mai
scoperto che cosa fosse esattamente. Sapeva soltanto che lei gli piaceva,
che gli piaceva stare con lei.
Meglio che ci muoviamo, fanciulla.
Mentre pronunciava quelle parole, lui non tent di muoversi, cos Joanie
rimase ferma. Quel contatto le piaceva tanto, come piaceva a lui.
Grazie, Paulie.
Lui abbozz un sorriso. Di che cosa?
Di esserci stato in queste ultime settimane.
La baci dolcemente sulla fronte. A questo servono gli amici, no, Joa-
nie?
Le stava dicendo di non prendere troppo sul serio la cosa; stava pren-
dendo le distanze verbalmente e fisicamente. Era quello che aveva sempre
fatto e lei si domand perch non lasciava perdere e basta.
Staccandosi da lei, finse di stiracchiarsi. Nessuno dei due ci casc. Joa-
nie si vest in silenzio; l'atmosfera in macchina era cambiata.
Joanie sospir profondamente.
Avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa, e sarebbero stati ancora sdraiati
l a godersi la tranquillit e la compagnia reciproca. Adesso invece stavano
tornando a razzo alla realt ed era tutta colpa sua.
Quella boccaccia sarebbe sempre stata la sua rovina.
Quando Monika entr in casa, Bethany dormiva. Era crollata sul divano
e aveva un'aria tanto giovane... Provando un insolito senso di colpa, Moni-
ka decise di portarla a letto. Nel sollevarla, adocchi l'anello e le cinquanta
sterline sotto il cuscino del divano che la ragazza usava come guanciale.
Allora svegli bruscamente Bethany e la triste storia venne raccontata. A
Monika, per, non interessava tanto la sortita ladresca della figlia quanto il
fatto che Kira, la bambina prodigio, fosse stata lasciata in casa da sola. I
miracoli non finivano mai.
Coi fatti recenti che ancora le bruciavano, mise in moto quasi immedia-
tamente la macchina del pettegolezzo. Joanie aveva lasciato la sua Kira,
quella con le difficolt di apprendimento, da sola.
Era una dolce vendetta, per Monika.
Joanie aveva i suoi figli, il suo lavoro, adesso aveva anche quel grasso
ruffiano sempre a disposizione. Lei, Joanie, una puttana che non era mi-
gliore di Monika stessa. Eppure piaceva a tutti, era sempre piaciuta.
Be', Monika le aveva trovato un tallone d'Achille e lo avrebbe usato, a-
vrebbe fatto sapere alla gente che Joanie non era cos candida come finge-
va di essere.
Dopotutto, chi diavolo si credeva di essere Joanie Brewer?
Il triste era che Monika sapeva che, qualsiasi cosa fosse Joanie Brewer,
era una madre dieci volte migliore di quanto lei potesse mai sperare di di-
ventare ed era quello ad amareggiarla di pi.
La figlia maggiore di Monika non aveva nulla a che fare con lei e ben
presto Bethany l'avrebbe imitata. Era dura la vita per donne come lei, e lei
se l'era resa ancora pi dura, interessandosi solo ed esclusivamente a se
stessa. Cos era sempre stato, purtroppo. Le sue figlie si erano cresciute da
sole; Monika se n'era stata seduta con un bicchiere in mano e le aveva la-
sciate fare.
Joanie entr nel caseggiato. Era felice della serata trascorsa. Era stata
lievemente guastata dal suo commento sciocco, per lei si era comunque
divertita. Si sentiva addosso l'odore di Paulie ed era riluttante a lavarlo via.
Amava stare con lui e la feriva sapere che poche parole fuori luogo aveva-
no bruscamente interrotto ogni cosa. Avrebbe dovuto ricordare che, per es-
sere vicina a Paulie, bisognava fingere di essere tutt'altro. A lui piaceva
che lei si comportasse come una semplice amica. Una buona amica, certo,
ma sempre un'amica.
Quando entr, aveva un ampio sorriso sulle labbra. Paulie le aveva detto
di tornare al suo posto l'indomani sera di buon'ora. Era convinto che stesse
facendo un buon lavoro nel salone e lei era contenta che andasse cos bene.
Se fosse riuscita a sistemare anche i ragazzi e la sua vita privata, sarebbe
stata davvero felice. Ma fino ad allora si sarebbe concentrata sul lavoro:
trovarsi l il giorno seguente e far andare il posto a gonfie vele, una volta
per sempre. In realt, non vedeva l'ora.
Quando entr in soggiorno, la faccia di Jon Jon le disse che le cose si e-
rano appena messe male.
Che succede?
La voce della madre era rassegnata. Guardandola, Jon Jon si sent triste
per ci che aveva da dirle.
Jeanette ha lasciato sola Kira. Credo che le abbia dato delle pillole, non
ce la faccio a svegliarla.
Joanie si stava sforzando di comprendere quelle parole. Jeanette... Che
cosa?
Jon Jon sospir e glielo spieg un'altra volta.
Jeanette, la nostra Jeanette, ha drogato la nostra Kira?
Ecco di nuovo l'incredulit, insieme con lo sgomento per quello che sen-
tiva. Jon Jon le spieg meglio.
Lei dov'? La voce di Joanie era piatta, quasi attutita dalla rabbia.
Se n' andata, mamma.
Joanie parve sconcertata. Come sarebbe, andata?
Lui scroll le spalle e disse con voce aspra: Andata. L'ho buttata fuori.
Joanie strabuzz gli occhi e disse, incredula: Cos'hai fatto?
Jon Jon si sedette accanto a lei.  fuori, mamma, e qui non ci torna. Ne
ora, n mai. Stasera ha passato ogni limite, quella stronzetta ipocrita! 
venuta un'assistente sociale... Vide la madre sbiancare.
La donna scosse la testa. Non avranno visto Kira lasciata qui per i ca-
voli suoi, eh? Ci mancava proprio, cazzo!
Lui le raccont di aver spiegato all'assistente sociale che era stato fuori
soltanto per venti minuti, che era lui l'adulto responsabile che si prendeva
cura della sorella. Cerc di calmare la madre, di rassicurarla, ma la verit
non si poteva nascondere.
Ha drogato Kira?
Jon Jon annu. Cos sembra, mamma. Ho trovato quattro Temazepam
nel cassetto del suo comodino. Immagino che glieli abbia procurati quel
pezzo di merda della sua amica, quella che vive nella casetta a due piani.
Un'altra stronza che ricever una visita da me.
Le sue parole indussero Joanie a chiedersi dove fosse la figlia. Jasper?
Era una domanda, ma la sua voce trad la paura che provava nel pronuncia-
re quel nome.
Non ti preoccupare mamma, sta bene. Se la vuole cos tanto, pu tener-
sela. Fra un minuto porto l tutta la sua roba.
Joanie entr nella stanza di Kira e fiss la figlia pi piccola: non sem-
brava star peggio, dopo la sua ultima disavventura. Era perseguitata dalla
sfortuna, quella bambina. Ogni volta che faceva qualcosa, sollevava un bel
polverone. Joanie sperava soltanto che la vita della figlia non fosse segnata
per sempre dalla sfortuna.
Scostandole i capelli dalla fronte e guardando il suo bellissimo viso, si
domand come poteva una sorella drogare e abbandonare una creatura cos
piccola e vulnerabile, e tutto per un bulletto da quattro soldi come Jasper
Copes.
Joanie avrebbe perdonato molte cose alla figlia maggiore, ma dare il
Temazepam a Kira era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Se
voleva tanto Jasper Copes, si accomodasse pure. Jeanette poteva vivere
con lui e coi suoi vari annessi e connessi, compresi la madre ubriaca e la
banda di razzisti suoi amici. L'unico membro decente della famiglia era
Junie, la sorella, la quale aveva dovuto sopportare la madre per tutta la vi-
ta. Se era per quello, Joanie aveva dovuto sopportare la propria, dunque
poteva ben comprendere la ragazza, a quel proposito. Ma la lurida casa dei
Copes e l'alcolismo della madre erano un problema di Jeanette, ormai. Jo-
anie non voleva mai pi posare gli occhi su di lei.
Quella ragazza era cos stupida da non capire che il suo retaggio sarebbe
sempre stato un ostacolo tra loro? Il padre di Jeanette era un musulmano...
Certo, in fondo era un brav'uomo, ma pur sempre un miscredente. E lei a-
veva sangue turco, che le piacesse o no.
Jon Jon aveva ragione: che se la tenessero pure, perch Joanie aveva su-
perato il limite di sopportazione. Jeanette aveva quasi quindici anni ed era
gi fuori controllo; lo era sempre stata, ammise la madre. Era egoista, ar-
rogante e ignorante, e non sarebbe mai cambiata. Ed era pure gelosa di
quella povera bambina che aveva bisogno di tutto l'aiuto possibile. Ma, in
fin dei conti, Jeanette era proprio cos: sempre io, soltanto io, stronzissi-
mamente io.
Joanie si copr il volto con le mani e pianse come non aveva mai pianto
prima. Per tutta la sera, aveva avuto l'inesplicabile convinzione di trovarsi
a una svolta. E, grazie a Paulie, aveva pensato che quella svolta sarebbe
stata per il meglio. Adesso per non ne era cos sicura.
Era come se su tutti loro fosse sospesa una nuvola scura. Per quanto fos-
se stupido credere a cose simili, in quel momento le pareva pi reale di tut-
ti i clienti che le erano passati tra le gambe, ed erano una moltitudine.
Se Jeanette fosse stata di fronte a lei, Joanie l'avrebbe fatta a pezzi. Me-
glio che non ci fosse, dunque. Sperava soltanto che Jasper Copes valesse il
dolore che aveva causato, perch Joanie aveva la sensazione che non va-
lesse la classica sega.
Singhiozz tutta la notte finch Jon Jon non le grid contro, ma Joanie
sent pi frustrazione e paura che rabbia, nella sua voce.
Joanie faceva tante cose quand'era sconvolta. Urlava, strillava, lanciava
oggetti, piangeva addirittura. Ma non c'erano mai stati quei singhiozzi pro-
fondi e interminabili. E Jon Jon non sapeva come affrontarli. Come affron-
tare tutto quanto.
Paulie stava seduto al buio nel suo salotto e sorseggiava il brandy versa-
to da un'antica caraffa di cristallo. Si guard attorno. Nell'oscurit, la stan-
za aveva un'aria sinistra. Tuttavia sapeva che, per la maggior parte della
gente, quello sarebbe stato un luogo da ammirare, bench nessuno l'a-
vrebbe considerato una stanza accogliente. No, decisamente non era una
stanza in cui rilassarsi. Non si era mai davvero rilassato, a casa sua. Si era
sempre sentito un estraneo. Era pazzesco, perch era merito suo se la mo-
glie e le figlie avevano potuto comprare tutte quelle cose. Ma, in un certo
senso, quelle donne erano separate da lui. Esistevano vicino a lui, non con
lui. Lui pagava tutto, loro gli sorridevano e ogni tanto lo ringraziavano.
Sulle sue ragazze non ne sapeva di pi di quand'erano neonate.
Si trovavano di nuovo in campagna. Erano sempre in campagna, negli
ultimi tempi, e a Paulie non dispiaceva. Sapeva che avrebbe dovuto, ma
non gli dispiaceva. Non sapeva mai cosa dire, quando c'erano loro. In pas-
sato era andato l per il fine settimana; ormai le aveva lasciate in quel luo-
go e si limitava a parlare al telefono con l'una o l'altra di tanto in tanto... Di
solito perch avevano bisogno di qualcosa, ovvio. In genere aveva a che
fare coi cavalli o con una gita che stavano programmando. Sapeva che, alle
sue spalle, loro lo chiamavano Barclays Bank e una volta la cosa lo aveva
fatto sorridere. Adesso non pi. Ultimamente suonava fin troppo vero.
Pens alla casa scombinata di Joanie e poi riflett sulla propria, con tre
stanze da bagno adiacenti alle camere e un giardino in cui ci si sarebbe
perso un circo. Tuttavia l'atmosfera era sterile, impersonale. Perfino sua
madre, nelle rare occasioni in cui le era stato consentito di varcare la so-
glia, aveva osservato che i Borgia sarebbero stati pi ospitali.
Non aveva torto. Anche lui si sentiva come una scoreggia in un ascenso-
re gremito, e quella era la sua casa, tutta comprata e pagata da lui, cazzo!
Si vers dell'altro brandy e accese una luce. La stanza prese una tonalit
pi rosea. All'improvviso, lui decise che avrebbe acceso tutte le luci della
casa e si mise a correre in giro, ridendo e inondando tutto di luce.
Tanto vale dare una festa, cazzo!
Strillava nelle stanze vuote, vedendole per la prima volta tutte illumina-
te. Lampade, lampadari, perfino il giardino e le luci esterne erano accesi.
Paulie corse fuori sul vialetto e guard la casa. Non ricordava di averla mai
vista cos accogliente.
Allora rientr e bevve il brandy in un unico sorso, tossendo per il brucio-
re quando gli arriv allo stomaco.
Poi si domand che cosa avrebbe pensato Joanie della sua casa. Le sa-
rebbe piaciuta da matti, lo sapeva. Ma che cosa avrebbe pensato se lui le
avesse detto che in realt preferiva l'appartamento di lei, con la sua folle
collezione di servizi da tavola e i suoi ragazzini chiassosi che, per quanto
fossero bastardi, erano anche molto simili alla loro madre, perch erano
cos come li vedevi?
Gli dispiaceva averla lasciata cos presto. Aveva deciso di andare nel
club di un suo amico a King's Cross, ma all'ultimo momento gli era passata
la voglia. Avrebbe voluto averla con s per farsi due risate e ricordare i
vecchi tempi.
Era davvero pazzesco. Aveva tutto quello che tutti gli altri volevano: de-
naro, prestigio... Era conosciuto da mezzo mondo. Aveva il tavolo miglio-
re al ristorante e godeva del rispetto dei suoi pari. Eppure avrebbe preferito
passare il tempo con una battona da niente che aveva tre figli da tre uomini
diversi e vendeva la passera per due soldi a chiunque ne facesse richiesta.
Sent le lacrime bruciargli gli occhi.
Che cos'era diventata la sua vita, se il figlio di Joanie per lui era pi im-
portante del proprio sangue, se era il figlio che non aveva mai avuto? Ep-
pure, se Paulie avesse avuto un figlio, sapeva che sarebbe cresciuto nell'in-
differenza per il padre, come le figlie. Ci avrebbe pensato Sylvia.
Non c'era pi amore da nessuna delle due parti. In quel momento di one-
st con se stesso, Paulie ammise che neppure le sue figlie gli volevano
davvero bene.
Sospir.
Che c'era da voler bene, comunque? Come aveva fatto notare qualcuno
una volta, lui era uno sfruttatore, un traditore e un trafficone. Quante volte
l'avevano chiamato cos? Troppe, davvero. Anni prima ci aveva riso su.
Ora raccoglieva quello che aveva seminato, e faceva male. Certe volte,
come quella sera, gli procurava un dolore quasi fisico.
Sprofond la testa sul bracciolo della poltrona e continu a ripetere u-
n'unica parola: Joanie.
9
Stanotte  successo qualcosa l dentro, te lo dico io.
Joseph ascoltava svogliatamente il parlottio del figlio, lieto che quello
fosse l'ultimo giorno che passava l e, di conseguenza, l'ultima volta che
doveva ascoltare la saga dei nuovi amici del figlio, i Brewer.
A Joseph scottava ancora che, a causa loro, fosse costretto a trattenersi.
Non poteva pi dire o fare quello che voleva. I suoi attacchi al vetriolo
contro il figlio si erano diradati perch Jon Jon Brewer avrebbe potuto ca-
ricarlo di botte, se lui avesse contrariato il suo baby-sitter. Joseph non ve-
deva l'ora di andarsene. Il figlio non vedeva l'ora che se ne andasse. En-
trambi avevano un obiettivo recondito e ciascuno conosceva quello dell'al-
tro.
Ma avevano firmato una tregua e finora aveva funzionato.
Secondo me Jeanette  una poco di buono... Sai che tipo dico, no, pa-
p? Guai, quella ragazza non combina altro.
Joseph aveva smesso di ascoltare il figlio e torn alla realt soltanto
quando sent i suoi piani per Kira.
Sta' attento con quella ragazza... disse. Ti ricordi l'ultima volta, i
guai?
Little Tommy lo scrut, con quello sguardo piatto, fisso che aveva avuto
fin da piccolissimo. Era impressionante, come fosse un vaso vuoto.
Quindi Tommy si avvicin al padre e, chinandosi sul tavolo di cucina, lo
guard in faccia e disse con semplicit: No, tu lo ricordi molto meglio di
me, anzi lo tiri fuori in continuazione! Tra Kira e me c' qualcosa di spe-
ciale. Io la amo, la amo davvero. Ma non in un modo brutto. Quel genere
di amore lo lascio ai pervertiti.
Tu non sai cos' l'amore.
Tommy sorrise. Che mi stai dicendo? Che lo sai tu?
Il padre abbass gli occhi per primo e nessuno dei due manc di notarlo.
Joseph voleva soltanto andarsene di l, una volta per sempre.
C'era stato un piccolo spostamento nell'equilibrio del potere; ora era
Tommy a prendere le decisioni. Gi quello bastava a far sentire inadeguato
Joseph. Gli ci era voluto molto tempo per sottomettere la moglie, ma il fi-
glio era stato una preda facile. E adesso era come se stesse uscendo da un
bozzolo, portando alla luce un individuo energico, con una vena di cattive-
ria.
Per Joseph era decisamente il momento di cambiare aria.
A proposito, di' alla tua signora che far un salto quando vi sarete ben
sistemati.
Il tono era minaccioso ed entrambi ne erano consapevoli. Rimasero in si-
lenzio, un silenzio duro e ostinato, esasperante.
Heidi Marks lesse attentamente il rapporto che aveva di fronte. Sembra-
va che quella bambina, Kira Brewer, fosse stata in ospedale per intossica-
zione da alcol, ma il personale aveva creduto che fosse una ragazzata, un
fatto accidentale. Comunque una visita di controllo aveva accertato che la
bambina era stata probabilmente drogata e senza dubbio lasciata sola. Il
fratello - Heidi aveva scoperto che su di lui c'era un dossier grosso quanto
un elenco telefonico - aveva detto che la piccola era stata lasciata con la
sorella maggiore - altro grosso dossier - e che era stato fuori di casa soltan-
to venti minuti. Il ragazzo aveva anche sostenuto che la sorella maggiore,
Jeanette, fosse uscita per cercarlo.
Era una storia credibile, a parte la bambina messa KO. Heidi vide che
l'assistente sociale aveva scritto a penna rossa che la bambina sembrava
drogata o forse ubriaca, magari tutt'e due? L'alcol aveva gi avuto un ruo-
lo nella sua vita, come ben sapevano.
Gli altri figli, da piccoli, erano passati da un affido all'altro a causa delle
condanne per prostituzione della madre. Tuttavia, a modo suo, a quanto
pareva, quella donna era una buona madre. L'anomalia stava nel fatto che i
figli delle prostitute erano quasi sempre ben vestiti e ben nutriti, essendo
quella una delle ragioni principali per cui le donne si davano al mestiere.
I figli pi grandi erano tipici della loro et e del loro ambiente. Abituati a
marinare la scuola e dediti a piccoli furti, sembravano abbastanza adulti da
sopravvivere nel loro mondo. Jeanette Brewer era scappata varie volte da
casa e dalle famiglie affidatarie. Era stata in diverse case in giro per il Pae-
se, se ne andava nottetempo e, una volta riacciuffata, rifiutava di tornare.
Stessa cosa il ragazzo, Jon Jon. Ma che razza di nome aveva?
Alla pi piccola, tuttavia, non si erano mai avvicinati. Non era mai stata
in affidamento e, fino ad allora, non era mai stata neppure portata alla loro
attenzione. Secondo la scuola, si comportava bene; era lenta a causa delle
difficolt di apprendimento, ma ben alimentata e curata. In effetti, era di
gran lunga meglio nutrita e vestita di molti suoi coetanei. S'impegnava
molto, la sua frequenza era regolare ed era una ragazzina molto amata ed
equilibrata. In realt, la scuola ci teneva molto a sottolineare che Kira era
un'allieva tra le pi privilegiate, avendo una buona rete familiare che si
prendeva cura di lei. Quasi sempre la accompagnavano e la venivano a
prendere e la madre era affettuosa, interessata all'educazione della figlia.
Ma allora come stavano le cose?
Heidi ci avrebbe riflettuto attentamente prima di buttarsi, ma, basandosi
sugli altri figli, c'era forse da pensare che Kira fosse sfuggita alla rete?
Lesse e rilesse le note su tutti e tre i figli. C'era qualcosa che non quadrava,
ma lei non riusciva assolutamente a individuarlo. Aveva nel cervello un ri-
velatore di merda a ventiquattro carati, che stava facendo gli straordinari,
mentre lei cercava di capire cosa la disturbasse.
La madre, a quanto pareva, stava passando a un impiego regolare a tem-
po pieno, altra situazione impraticabile per le prostitute, che quasi mai si
tirano fuori dal pantano in cui le trascinano i soldi facili. Il denaro guada-
gnato facilmente si spende facilmente, per Heidi era un fatto assodato mil-
le volte. Aveva visto donne che guadagnavano centinaia di sterline a notte,
eppure non avevano in casa una fetta di pane o un paio di scarpe decenti
per i figli. D'altra parte, ci succedeva di solito dopo che erano diventate
vittime dell'alcol o della droga. Un tipo di passatempo indispensabile per
continuare a fare quel lavoro cos ben pagato.
Era un circolo vizioso.
Gli uomini erano proprio fortunati; l'aveva sempre pensato. Quella pove-
retta, per esempio, aveva tre figli e nessun uomo all'orizzonte. Lei soltanto
era responsabile di quei ragazzi, mentre i padri se ne andavano in giro a
ingravidare una donna dopo l'altra, senza pensare un secondo ai figli che
avevano abbandonato. E spesso senza neppure sapere di essersi lasciati
dietro altro che un calzino spaiato o una camicia. Eppure il risultato della
loro fregola era una persona, un essere che pensava e respirava e si trovava
a dover fare i conti con un padre che era un'entit sconosciuta. La vita
prendeva a calci nei denti quei poveri bambini prima ancora che si regges-
sero da soli sulle loro gambe.
Heidi Marks si sent triste per loro, ma a dire il vero si sentiva triste piut-
tosto spesso.
Colpa del suo mestiere.
Joanie era tornata a lavorare e ne traeva la maggiore soddisfazione pos-
sibile, considerato tutto quello contro cui doveva lottare. Ma la cosa pi fa-
stidiosa era che aveva perduto ogni desiderio di vedere Jeanette. Aveva
perso ogni interesse per lei, in realt.
La casa era pi silenziosa senza di lei e le baruffe erano cessate del tutto.
Era sorprendente il vuoto che una sola persona poteva lasciare nello spazio
di ventiquattr'ore. Tuttavia, bench nessuno lo dicesse, le cose andavano
meglio da quando Jeanette se n'era andata, mettendo fine al tumulto co-
stante che lei stessa provocava.
Joanie si sforzava di tenere a freno le emozioni riguardo alla figlia mag-
giore, ma si sentiva in colpa. Strano: in un certo senso, riusciva finalmente
a comprendere la propria madre. Anche lei - Joanie - era stata una Jeanette,
ma in fondo aveva avuto tutte le ragioni per esserlo. Sapeva che lo sballato
sistema di rapporti personali della madre - la sfilza di uomini che aveva at-
traversato la sua vita - si era replicato nella propria esistenza e in quella dei
suoi figli. Storie di una notte, relazioni durate una settimana... Poi, dopo
che quegli individui se n'erano andati - di solito col portafogli e con qual-
che apparecchio elettrico -, rimanevano soltanto l'inevitabile sofferenza e il
senso di tradimento. Scacci quei pensieri. Paulie era rimasto pi a lungo,
era stato l'unico a farlo. S, alla fine l'aveva lasciata, ma era sempre torna-
to. I fatti recenti ne erano la prova.
Il passato era una cosa, il presente un'altra.
A differenza della madre, Joanie aveva tentato di migliorarsi, e ci si
vedeva in Kira. Lei aveva avuto tutte le cose che n Joanie n gli altri suoi
figli avevano mai avuto. Sarebbe stata bene, quella ragazzina, di quello Jo-
anie era certa. E, ora che aveva progetti stabili per il futuro, li avrebbe
messi in atto non appena possibile. Dissolta la nube dell'assistenza sociale,
si sarebbe data da fare per prendere in affitto un appartamento pi bello in
una zona migliore.
Cos avrebbe fatto in modo che Kira, crescendo, avesse l'occasione di
conoscere gente normale. Gente con un lavoro vero, con una vita vera. An-
che Jon Jon avrebbe contribuito. Aveva persino detto di essere intenziona-
to a comprare una casa, in futuro, e quel pensiero aveva quasi fatto girare
la testa a Joanie per la gioia.
E l'avrebbe fatto. Era capace di fare qualsiasi cosa volesse, quel ragazzo.
Paulie ne era stato colpito, e se lo portava dappertutto. Che Jon Jon non
avesse pi fatto del male a Jasper la diceva lunga su di lui. Stava imparan-
do a controllarsi. Era l'influenza di Paulie, Joanie ne era certa.
Perci, a parte Jeanette, tutto il giardino era decisamente verde. Per,
quando a Joanie veniva in mente che Jeanette aveva dato del Temazepam a
quel tesoro di bimba, il cuore le s'induriva ancora di pi nei riguardi della
figlia maggiore.
Jeanette era stata la causa del suo male e ora avrebbe potuto piangersi
addosso finch voleva. Che si facesse una scorpacciata di Karen Copes.
Quella sarebbe stata una punizione sufficiente per chiunque.
Liz Parker stava uscendo di casa per andare al lavoro, quando vide Pippy
Light appoggiato al muretto di un giardino, poche case pi gi.
Liz sospir.
Ci mancava solo quello. Ed era gi in ritardo.
Pippy le sorrideva pigramente e lei si domand come potesse avere un'a-
ria cos innocente e apparire persino bello, in quel suo modo rozzo, eppure
essere pazzo come il proverbiale cavallo. E Pippy era pazzo. Non era un
mattoide o uno svitato: era un pazzo autentico. In effetti, era responsabile
di pi aggressioni violente di Saddam Hussein e tutti i suoi scagnozzi mes-
si insieme. Non era grosso, non era robusto, ma nutriva uno spregio cos
assoluto della vita umana - compresa la propria - da rasentare la mania.
Avrebbe cercato di uccidere chiunque e sarebbe morto nel farlo, se ci fos-
se servito a raggiungere il suo scopo.
Era dunque comprensibile che Liz, nell'avvicinarsi a lui, fosse assai cau-
ta. Per favore, Pippy...
Lui sorrise, sollevando una mano ben curata. Si era fatto un paio di can-
ne, quindi pareva discretamente calmo. Liz ne fu rincuorata.
Tranquilla, Liz. So che stai lavorando per Martin e posso soltanto loda-
re la tua scelta in fatto di ruffiani. Il sarcasmo nella sua voce era palese.
Voglio soltanto un piccolo favore, e me lo devi, bella.
Lei annu. Sapevano entrambi che non aveva scelta.
Lui sorrise ancora. Mi hanno chiesto di procurare uno svago a certi
uomini d'affari che vengono in citt ogni tanto.
Lei annu di nuovo, anche se l'apprensione la fece star male: sapeva che
sarebbe stata lei lo svago per quegli uomini. Si trattava di una di quelle
scopate di gruppo aziendali, tanto in voga. Era il modo escogitato da Pippy
per punirla senza doverla toccare di persona. Lei si consol al pensiero
che, considerato il carattere dell'uomo, in fondo se l'era cavata con poco.
I tipi saranno tra sette e dieci, e tu farai tutto quello che ti chiederanno.
Ti voglio da Jesmond stasera per le nove, okay?
Lei annu ancora.
Quindi Pippy la fiss negli occhi, ridacchiando.
Jesmond era un nero grande e grosso che trattava letteralmente di tutto.
Jesmond trovava il modo di procurarti qualsiasi cosa volessi. Pippy e Je-
smond erano anime gemelle, per quanto riguardava le devianze di ogni ge-
nere; per quello andavano cos d'accordo. L'unica persona che avesse un
vero rapporto con Pippy era Jesmond, perch era pazzo quasi al pari del-
l'amico. A favore di Jesmond, per, c'era il fatto che lui aveva una ragazza
stabile e due figli, che adorava.
Pippy non aveva nessuno che gli stesse a cuore o che lo avesse a cuore.
Quando lo aveva mollato, Liz sapeva che non l'avrebbe passata liscia, ma,
finch si trattava di una volta, l'avrebbe mandata gi. Dopotutto ne aveva
gi fatti, di spettacolini cos.
Una volta erano routine, per lei. Era scappata dall'orfanotrofio a tredici
anni e si era rapidamente immersa nello squallido mondo della prostituzio-
ne minorile, un mondo che inizialmente aveva abbracciato perch i soldi le
davano la libert e gli uomini con cui aveva a che fare la trattavano come
una regina. Dopo un po', tuttavia, avevano smesso di essere cos gentili e i
soldi erano diminuiti. Non sapeva che si trattava di uno schema usato e a-
busato. Dai alle ragazzine e ai ragazzini amore e affetto, soldi e un certo
status; poi, quando cominciano a sentirsi al sicuro, comincia a trattarli ma-
le, a insinuare il timore che la loro posizione possa essere usurpata da ra-
gazze e ragazzi pi graziosi. Ed ecco come si combina un disastro di pro-
porzioni grandiose, ma molto redditizio.
Un tempo, Liz aveva creduto di saperla lunga, ma poi si era resa conto
che in realt non sapeva niente. A parte manipolare gli uomini per denaro,
certo, e sfruttare al meglio il proprio corpo.
Non provava veri impulsi sessuali e, nelle rare occasioni in cui un uomo
le aveva dimostrato un sano, normale interesse, aveva confuso il sesso con
l'amore. Ma era una sopravvissuta, quindi non smetteva di combattere,
domandandosi come mai si trovava sempre a fare da bersaglio alle crudelt
dei Pippy e dei Jesmond. Eppure aveva accettato la sua vita, quella che in-
cautamente aveva scelto. Ripetendosi di continuo che doveva abituarsi e
accettarla.
A ogni buon conto, almeno Pippy sarebbe ben presto appartenuto al pas-
sato. Quindi lei avrebbe stretto i denti e sorriso sino alla fine di quell'ulti-
mo spettacolo.
Se serviva a levarselo dai piedi e a non dover mai pi partecipare a uno
di quei giochetti, allora ne valeva sicuramente la pena.
Tommy stava mostrando a Kira la camera da letto che era stata del pa-
dre. La vernice che aveva comprato per le pareti era di un bel rosa vivace;
quella per l'armadio aveva una tonalit pi chiara. Sarebbe diventata la
stanza di Barbie e Kira era in estasi.
Tommy aveva sempre comprato la rivista Barbie e aveva conservato o-
gni numero, con relativo poster della pagina centrale. Avrebbero ornato le
pareti. Con vere cornici, sottoline, non attaccate con la gommina adesiva.
Kira immaginava tutto e suggeriva a Tommy dove mettere le bambole e
il loro armamentario.
Per lei, come per Little Tommy, era un sogno che diventava realt.
Come ti senti, fiorellino?
Meglio di prima, Tommy.
La fiss negli occhi azzurri e il respiro gli si blocc in gola. Era davvero
amabile. Prese la Barbie Cenerentola e la accost a lei, dicendo in tono tri-
ste:  come guardare in uno specchio.
Poi l'abbracci stretta e lei restitu l'abbraccio.
Allora, che ne dici se vado gi al negozio a prendere qualcosa di buo-
no? Quando torno, puoi aiutarmi a progettare il suo ufficio. Cio, Barbie
deve avere un ufficio, no?
Kira annu. Pensavo anche, se per te va bene, Tommy, che potremmo
mettere tutti i suoi vestiti nel guardaroba, laggi, e tutte le scarpine e le
borsette si possono mettere coi completi abbinati.
Sei proprio brava, Kira. Se vuoi, puoi cominciare a fare la cernita, men-
tre io penso al nostro sostentamento, eh?
Lei sorrise, felice. Okay.
La lasci in ginocchio in camera da letto, a riversare sul pavimento il
contenuto delle scatole da scarpe. And a fare la spesa quasi saltellando.
Adesso che il padre se n'era andato, la vita era fantastica, assolutamente
fantastica. Aveva libert d'azione in casa propria. Non doveva pi temere
che qualcuno pisciasse sulle sue adorate Barbie, non doveva pi nascon-
derle.
Little Tommy era quasi stordito dalla gioia.
L'ispettore Baxter stava bevendo un t alla mensa della polizia, pensan-
do a Jon Jon Brewer e alla sua ultima prodezza. Come al solito non aveva-
no niente contro di lui; niente di concreto, almeno. E, adesso che era pappa
e ciccia con Martin, era quasi intoccabile. Per certi versi, Paulie Martin era
un pilastro della comunit, sempre sui giornali per le sue opere di benefi-
cenza, anche se aveva nella sua scuderia pi ragazze di tutti i ruffiani di
Sodoma e Gomorra messi insieme.
Baxter era seccato, bench dovesse ammettere di essere stato lui stesso
destinatario della generosit di Martin, in alcune occasioni. Era successo a
tutti, una volta o l'altra. Se volevi i biglietti per la boxe, era lui quello ca-
pace di procurarteli, a buon prezzo. Poteva anche, per un favore, orga-
nizzarti un incontro coi pugili nello spogliatoio e farti fotografare insieme
con loro. Ecco quant'era in gamba, quel Martin. Ma ci non significava
che alla polizia dovesse piacere o che dovesse mandar gi ancora il suo
comportamento scandaloso.
'Fanculo Martin, pens Baxter. Era Jon Jon Brewer che lui voleva. Quel
subdolo coglioncello si stava facendo un tale nome per conto suo che il
tanfo cominciava ad arrivare in tutte le stazioni di polizia su quel lato del
fiume.
Baxter avrebbe atteso. Sorvegliato e atteso. Carty era ormai uscito dal-
l'ospedale, e anche Jasper Copes. Qualcosa sarebbe successo. Era la legge
della strada.
Be'? Pulisci la cabina, ho detto.
La ragazza era sballata, ma non tanto da non sapere cosa succedeva at-
torno a lei.
L'ho pulita prima, Joanie. Il tono era cordiale ma la sfumatura di sfida,
comunque, c'era.
Joanie teneva il salone molto pi pulito di quanto avesse mai fatto Caro-
line la Pigra e quasi tutte le ragazze contribuivano volentieri. Ma un paio
di loro non si prendevano il disturbo, anche se, da quando aveva introdotto
la nuova regola, l'odore di quel posto era molto migliorato.
Joanie sorrise, disarmando la ragazza che aveva di fronte. Non fare la
scema. Da' solo una passata con lo spray. Non  chiedere troppo e, finch
non lo fai, non ti mando altri clienti, Deirdre, d'accordo?
Deirdre sospir, ma annu. Okay, allora. Per  stupido, perch tra un
minuto sar di nuovo piena d'olio e sa Dio cosa.
Joanie scroll le spalle. E raccogli le bustine dei preservativi e da' una
pulita al pavimento prima che qualcuno faccia un volo e ci chieda i danni
perch si  rotto il cazzo o qualcosa del genere!
Deirdre si diede da fare. Si poteva dire tutto di Joanie, ma non che non
fosse uno spasso. Pul la cabina e Joanie torn al suo ufficio.
Il telefono squill e lei rispose. Quanto le piaceva quel lavoro! Era pro-
prio come essere una vera segretaria.
Jon Jon e Sippy stavano bevendo una birra al Mad Hatter, sul South
Bank. Era un bel pub e l avevano la certezza di non incontrare nessuno
che conoscevano. Si scambiarono dettagli sulle rispettive occupazioni e
sbrigarono i loro soliti affari. Erano davvero una strana coppia. Due ragaz-
ze svedesi fecero loro l'occhiolino e i due cercarono d'ignorarle finch non
avessero finito di parlare d'affari.
Sippy era lieto del nuovo status di Jon Jon, specie perch aveva predetto
che sarebbe andata cos. Al giorno d'oggi, i lavori grossi andavano a uomi-
ni sempre pi giovani, perch le sentenze pesanti emesse dai giudici
sgombravano il loro campo in modo rapido ed efficace. Di conseguenza,
entrambi avevano amici un pochino pi vecchi di loro che stavano al gab-
bio e ci faceva s che prendessero i loro affari molto pi seriamente. Se li
beccavano, sapevano che avrebbero chiuso una volta per tutte. Sippy aveva
una vasta rete di conoscenze attraverso cui la polizia avrebbe dovuto pas-
sare prima di arrivare a lui, e stava consigliando Jon Jon di fare lo stesso.
Lui ascoltava avidamente tutto quello che aveva da dirgli il suo amico e
mentore.
Com' quella Liz?
Jon Jon scroll le spalle. Non so. Chi se ne frega.
Palesemente Sippy non gli credette. Ho sentito che fa ancora un lavo-
retto per quel Pippy. Occhio a quel bastardo,  veramente un pazzo.
Jon Jon scroll di nuovo le spalle.  un Paese libero.
Sippy rise. Occhio anche a Liz.  una di quelle ragazze che non posso-
no o non vogliono essere leali. Certe troie sono cos, oppure sono tanto
leali da spezzare il cuore. Specie col loro ruffiano. Guardati le spalle, con
lei. Pippy fa comunella con quel Jesmond, e lui  una jella per le donne,
specie per quelle bianche.
In quel preciso istante, Sippy si rese conto di quello che aveva appena
detto. La madre di Jon Jon era una puttana ed era bianca, ma lui lo dimen-
ticava spesso e sapeva che Jon Jon non avrebbe preso quelle parole come
un insulto, se venivano dal suo amico.
Jon Jon scroll le spalle ancora una volta, con ostentazione. Pippy non
mi fa paura.
Sippy rise forte. No? Allora dovrebbe, perch a me fa paura, amico. Gli
hai preso quello che era suo e ha tutte le intenzioni di darti una lezione,
Paulie Martin o no.
Faccia pure. Mi piacciono le sfide.
Risero entrambi, perch sapevano che pi facce Jon Jon avesse spaccato,
pi grande sarebbe diventato. Il successo della loro attivit stava tutto nella
reputazione. Era quella a farti guadagnare i soldi grossi e la fedelt.
Paulie e la moglie stavano cenando. Lui la guardava, mentre lei lo servi-
va. La tavola era fantastica, come sempre. Il servizio gli era costato una
piccola fortuna, glielo aveva regalato un Natale e all'epoca gli era parso
che valesse la spesa soltanto per vedere la gioia dipinta sul suo viso.
Gli oggetti facevano felice Sylvia.
I begli oggetti.
Quella sera avevano bistecca alla griglia con funghi, pomodori e patate
fritte fatte in casa, tagliate spesse. C'erano anche insalata, pannocchie di
granturco grondanti di burro e altre tre verdure: broccoli e cavolfiori con
una ricca e cremosa salsa al formaggio, e taccole. Ce n'era abbastanza per
sfamare un piccolo esercito. Le ragazze erano dai loro amici, perci tutto
quel cibo era davvero uno spreco.
Un piatto era molto pi zeppo dell'altro. Ci lo fece sorridere: sapeva
che era il piatto di Sylvia. Riusciva a mangiare per l'Inghilterra intera, sua
moglie.
Ne hai abbastanza, Sylv? Non vorrei mai che morissi di fame.
Stava scherzando e lei lo sapeva, ma la irrit ugualmente. Si chiamava
Sylvia, era un bel nome e si domandava perch per lui fosse sempre un
problema pronunciarlo.
Sono stata battezzata Sylvia, mi sono sposata come Sylvia. Mi chiamo
Sylvia. Il modo in cui lo disse - pi delle parole in s - rese il sarcasmo
quasi palpabile. E lo irrit sul serio, raggiungendo lo scopo che la donna si
era prefissata.
Paulie si appoggi allo schienale e la osserv. La moglie ingurgitava ci-
bo a palate e a lui sembr di vederla per la prima volta. La bocca flaccida
quasi si gettava sulla forchetta. Joanie mangiava con pi eleganza di
Sylvia. Con tutte le arie che si dava, sua moglie mangiava come un anima-
le. Lei vide che la osservava e si ferm, con la forchetta a mezz'aria.
Che c' adesso? Il tono era quello che si usa con un bambino recalci-
trante.
Che, vuoi sfottere, Sylvia? Notando che l'accento cockney della donna
peggiorava quando lei si atteggiava a dama del castello, Paulie si co-
strinse a ridere. Rallenta. Chiunque penserebbe che stanno per portarti via
il cibo da un secondo all'altro, disse.
Si fissarono per alcuni lunghi istanti.
Sylvia era brava a lanciare occhiatacce. E tanto tempo prima, quando
ancora fingevano di piacersi, la cosa lo aveva fatto ridere.
Lei appoggi la forchetta sul piatto e disse in tono disinvolto: Davvero
vuoi sapere perch mangio in fretta, Paulie?
Lui annu. Aveva la sensazione che stesse succedendo qualcosa. C'era un
motivo recondito in quella domanda, ci avrebbe scommesso. Lo sentiva
dalla voce di lei, dalla sfumatura delle sue parole.
Lei trasse un respiro profondo, quasi avesse bisogno di farsi coraggio
prima di mormorare: Mangio in fretta per non dover stare seduta in tua
compagnia pi a lungo del necessario. Sono tanti anni che non gradisco la
tua compagnia e lo sappiamo entrambi, vero? Trascorro periodi infiniti
nella nostra casa di campagna per non doverti vedere, per non sentire il tuo
odore o parlare con te. In parole povere, tutto il tempo trascorso con te 
una costrizione. E, con aria trionfante, si appoggi allo schienale, lieta per
l'effetto sortito da quelle parole.
Paulie rimase in silenzio per un po', quindi chiese: E le ragazze, la pen-
sano cos anche loro?
Lei sorrise e annu. Cosa credi, Paulie? Che siano contente di avere uno
sciatto ruffiano per padre? Cosa credi che possiamo avere in comune con
un uomo che vende le donne per il suo profitto personale?
Per Paulie fu un colpo basso. Non aveva idea che lei sapesse come gua-
dagnava i suoi soldi. Traffici, le aveva sempre detto. Ma, a quanto pare-
va, lei aveva capito. Si lecc le labbra prima di dire: Com' cominciato
questo discorso?
Lei scroll le spalle. Ne ho abbastanza di questo matrimonio-burla, tut-
to qui. Voglio farla finita.
Lui non replic subito, dando a Sylvia l'impressione che fosse sconvolto.
Vorrai le case e una liquidazione, immagino, disse poi.
 il minimo che puoi fare. E le tasse scolastiche, naturalmente, pi il
mantenimento dei cavalli.
Paulie scosse la testa, riflettendo.  giusto, direi.
Sylvia annu con veemenza. Se avesse saputo che sarebbe stato cos faci-
le, l'avrebbe fatto anni prima.
Che mi dici della villa di Marbella, Sylv? Scusa, Sylvia. Vuoi anche
quella?
Lei torn ad annuire.
A quel punto, Paulie si mise a ridere.
Lei rimase seduta, immobile, cominciando a sentirsi a disagio.
Cazzo, non pretendi molto, eh, Sylvia? Sai quanti pompini hanno dovu-
to fare le mie ragazze per comprare tutta questa roba? E scagli violen-
temente sul tavolo il piatto, che cadde in terra e and in pezzi. Quindi Pau-
lie sollev il tavolo, inclinandolo verso la moglie. E, con un rumore as-
sordante, tutte le altre stoviglie seguirono la sorte del piatto.
Infine lui si chin verso di lei. Ti sembro uno stronzo?
Lei non rispose.
Paulie le afferr il viso e la costrinse a guardarlo. Rispondimi, cagna
lardosa, o ti uso per pulire il pavimento.
Sylvia scosse la testa.
Rispondi, ho detto!
No... No, Paul. Smettila, per favore!
Ormai la donna era nel panico.
Tu guardi me dall'alto in basso? Il tuo vecchio era un impiegato di ban-
ca del cazzo! Ti credi di essere una specie di regina? Non sei niente, sei so-
lo una snob compiaciuta. Be', non lo sarai coi miei soldi, amore. Pensa
quello che vuoi delle mie ragazze, loro almeno sono l fuori a guadagnarsi
il pane. E in futuro puoi fare lo stesso perch tu, signora mia, adesso ti ag-
giusti per i cazzi tuoi!
La spinse via e lei si afferr al tavolo per evitare di cadere. Poi rimase a
guardarlo, terrorizzata, mentre lui faceva sistematicamente a pezzi la sala
da pranzo, senza smettere di urlare e strillare.
La polizia arriv venti minuti dopo. Sylvia era acquattata in un angolo e
piangeva.
S, avrebbe sporto denuncia. Voleva anche un'ingiunzione contro di lui il
pi presto possibile, singhiozz.
Fu soltanto quando gli sorrise, compiaciuta, mentre lo portavano via, che
Paulie Martin si rese conto di essere stato nient'altro che un burattino nelle
sue mani.
10
Kira e Tommy erano coperti di vernice rosa. Si guardarono, scoppiando
in una risata.
Grazie al cielo  lavabile, altrimenti tua madre mi spellerebbe vivo!
Osservarono la camera da letto trasformata e convenirono che era fanta-
stica. Ogni centimetro era rosa, tranne il soffitto e il pavimento. Anche i
battiscopa e la porta erano di un rosa carico.
Tommy si guard attorno con orgoglio. Cullava quel sogno da tanti anni
e ora lo stava realizzando. Una cosa che non avrebbe mai creduto di poter
fare. E soprattutto aveva accanto una piccola aiutante, un'aiutante graziosa
e volenterosa tutta per lui. Un'altra cosa che non aveva mai creduto possi-
bile.
Kira sorseggi la sua Diet Coke, mentre lui ripuliva gli sgocciolamenti e
le sbavature. Era un lavoro da dilettanti, ma nessuno dei due se ne accor-
geva. Per loro, quella era la stanza di Barbie ideale.
Salta nella vasca da bagno, Kira, e io preparo qualcosa da mangiare.
La ragazzina usc di corsa dalla stanza, felice. Sentendo scorrere l'acqua,
Tommy fu ancora una volta sopraffatto da un moto di pura felicit.
Kira era nel suo bagno.
Era diventata una parte cos grande della sua vita, ormai, da fargli teme-
re che qualcosa potesse portargliela via. Ma non sarebbe successo nulla, ci
avrebbe pensato lui.
Da quando suo padre si era trasferito da Della, la vita di Tommy era di-
ventata come lui l'aveva sempre desiderata: piena di gente e di amici. E la
piccola Kira, naturalmente, era la persona pi importante di tutte.
Mentre lei cantava e sciaguattava, lui prov una serenit che non sentiva
da quand'era viva la madre. Buss alla porta del bagno e grid: E adesso
una bella strofinata, ricordati.
Lei gli grid qualcosa e Tommy sent nella sua voce la felicit che si ri-
specchiava nella propria.
Paulie sembrava una tigre in gabbia e Joanie se ne accorse subito. Nes-
suno ne faceva una giusta. Perfino lei cominciava a non reggerlo pi, e
quello la diceva lunga, considerato ci che, negli anni, aveva dovuto sop-
portare da lui.
Non potete tenere pi in ordine 'sto cazzo di posto? Puzza come la bor-
setta di una puttana!
Tutte le ragazze lo fissarono, poi si fissarono tra loro.
Erano perplesse; il salone non era mai stato cos pulito. Lo sapeva lui, lo
sapevano tutte. Il nuovo soprannome di Joanie era Madame Spic&Span,
e a lei piaceva molto. Alleggeriva l'atmosfera del posto e inoltre dimostra-
va alle ragazze che Joanie non aveva perduto il senso dell'umorismo.
Puoi venire a vedere una cosa, Paulie, per piacere? Joanie faticava a
controllare la voce. Lui la segu in ufficio, la faccia scura di rabbia, borbot-
tando e imprecando.
Joanie chiuse la porta e mormor: Chi cazzo  stato a pestarti i calli?
Paulie sapeva che la domanda era giusta. In cuor suo, sapeva di non es-
sere stato giusto con nessuno. Ma era cos infuriato che esplose. Non osa-
re contestarmi in casa mia!
Joanie non poteva mandarla gi. Chi credeva di essere, Paulie? Quel
giorno non era disposta a sopportare le sue paturnie. E doveva anche di-
mostrare alle ragazze che lei era in grado di tenergli testa, comunque. Ti
contesto dove mi pare, bello. Vieni qua con quell'aria da esattore e strilli
alle mie ragazze...
Le ragazze di chi? Di chi cazzo sono le ragazze, Joanie Brewer? A-
desso era livido, gli occhi che sembravano schizzar fuori dalle orbite.
Joanie lo fiss per lunghi istanti prima di sbraitare: Lo porto avanti io
questo posto, non tu. E se hai intenzione di minare la mia autorit, il lavoro
puoi ficcartelo in culo!
Come? Paulie era assolutamente scioccato da quelle parole.
Mi hai sentito. Non ho intenzione di ascoltare queste cose ogni volta
che hai la luna storta. Non sono il capro espiatorio di nessuno, cazzo, spe-
cialmente non il tuo.
In cuor suo, Paulie sapeva che quella protesta era giusta, ma sapeva pure
che le ragazze erano tutte l fuori ad aspettare la sua reazione. Se si fosse
tirato indietro, gli avrebbero messo i piedi in testa. Fa' come ti pare.
Joanie rise. Oh, certo, Paulie. Non ti preoccupare.
Quella replica lo fece infuriare ancora di pi. Dove vuoi andare, Joa-
nie? Di nuovo sul marciapiede?
Era ingiusto, e lui lo sapeva. E soprattutto lo sapeva Joanie. Che ingoi
le lacrime, gridando: Se ci torno, bello, non lavorer per te, perci alme-
no per questo non vedo l'ora! Lo spinse via e prese la borsetta.
Lui l'afferr per un braccio. Si era gi pentito. Com'era potuta sfuggirgli
cos di mano, quella storia? Che stava facendo, se la prendeva con lei? Mi
spiace, Joanie. Giuro su Dio, mi dispiace tanto.
Lei lo guard negli occhi azzurri, ma questi, una volta tanto, non la
commossero affatto. Qual  il problema, Paulie? Cos' successo? L'inna-
ta gentilezza di lei stava tornando a galla. Voleva sinceramente sapere che
cosa lo tormentava.
 Sylvia. Mi ha messo alla porta.
Joanie sorrise. Tutte quelle storie per un battibecco coniugale? C'era da
ridere, lo capiva anche lui, no? Tutto qui, Paulie? Non durer. Voi due
state insieme da secoli...
Lui scosse la testa. Ha chiesto un'ingiunzione contro di me.
Joanie era allibita. Non sapeva pi cosa dirgli. Un'ingiunzione? Che a-
veva in mente Sylvia Martin? Avete litigato, allora?
No, certo che no, eravamo tanto uniti, io e Sylv... replic lui, sarcasti-
co. Certo che abbiamo litigato, cazzo! Stava di nuovo alzando la voce.
Talvolta era cos infantile che a Joanie sembrava di parlare con Jeanette,
quando la ragazza non poteva fare a modo suo.
Se non ti calmi,  meglio che vai a casa finch non sarai in grado di
parlare come si deve. Allora, per piacere, cos' successo?
Lui si accasci sulla poltrona dell'ufficio. Vuole andarsene, vuole pren-
dersi tutto quanto e vuole che io mi rotoli come un cane ammaestrato.
Joanie vers da bere a tutti e due. Poi and alla porta, l'apr e fiss le ra-
gazze ammassate come se non avesse mai immaginato di trovarle l. Vo-
levate qualcosa?
Si allontanarono tutte in fretta.
Lei fece loro l'occhiolino prima di richiudere la porta.
Grazie, Joanie. Tu pensi a tutto, eh?
Lei sorrise, dispiaciuta di vederlo cos a terra. E le tue figlie?
Paulie scroll le spalle. Mah... Ha fatto in modo che siano pi figlie sue
che mie. Mand gi un sorso.
Mi spiace tanto, Paulie. Avevi avuto qualche sentore di 'sta cosa?
Lui scosse la testa. Certo che no. Altrimenti mi sarei organizzato.
Joanie non l'aveva mai visto in quello stato e una piccola parte di lei era
gelosa di una donna capace di provocare in Paulie una simile reazione.
Questa ingiunzione... Non gliele hai suonate, vero?
Lui scosse la testa, ma non riusc a guardarla negli occhi.
Joanie pens che quel fatto la diceva lunga. Dove dormi?
Stanotte sono stato da un amico.
Da una ragazza, voleva dire, e Joanie era seccata che non fosse andato
da lei. Ma, in fondo, perch avrebbe dovuto? Potevi venire da noi, lo sai.
Lui ritrov l'arroganza di prima. Bell'effetto farebbe nella causa di di-
vorzio, se scopre che ero da te, da una...
Non fin la frase. La fin lei al suo posto. ... da una puttana? Joanie fe-
ce una risata cattiva. Be', quando gli avvocati avranno finito di scavare
nei tuoi interessi economici, su una scala da uno a dieci questo avr un
punteggio piuttosto basso, ti pare?
Lo vide sbiancare in volto e cap che lui non aveva ancora pensato a
quello sviluppo. Di colpo, Paulie si rese conto di quello che stava realmen-
te accadendo. Se Sylvia si fosse affidata a un avvocato e questi avesse
davvero cominciato a scavare nei suoi affari... Sent di nuovo montare la
rabbia dentro di s.
Quella subdola vacca!
Pens ai suoi conti in banca, ai soldi che aveva all'estero e dei quali non
poteva rispondere legalmente. A tutti i suoi turpi affari, che in realt servi-
vano a coprire altre pratiche ancor meno legali, dal traffico di droga allo
strozzinaggio. Aveva le mani in pasta praticamente ovunque e Sylvia, se
avesse voluto, avrebbe potuto far saltare tutto. Oh, cazzo, Joanie, che fac-
cio adesso?
Lei scroll le spalle.  a questo che servono gli avvocati, no? Consigli.
Perci procuratene uno. Cerca di capire la tua posizione.
Lui annu.
Gli riemp ancora il bicchiere e gli pos dolcemente una mano sulla
spalla. Lui le copr la mano con la propria e le sorrise. La vecchia, saggia
Joanie, eh?
Sono soltanto soldi, e tu ne hai a carrettate. Dalle una liquidazione o
come si chiama e, prima chiudi la faccenda, meglio .
Lui annu, ma lei sapeva che sarebbe stato difficile per Paulie dar via
denaro che considerava proprio a buon diritto. Denaro per cui aveva lavo-
rato. Mi costerebbe meno farla fuori, cazzo!
Joanie non era sicura che stesse scherzando. Sperava di s.
Usc dall'ufficio e si rese conto che probabilmente tutte le ragazze erano
state ad ascoltare il loro dialogo, non appena lei aveva richiuso la porta.
L'avevano sempre apprezzata ma ora, sentendo come aveva parlato a Pau-
lie Martin, passandola liscia, l'ammiravano pure.
Lorna Bright se ne stava seduta a intrattenere le ragazzine coi racconti
delle sue imprese. Come al solito, sua figlia Laeticia aveva saltato la scuo-
la; cos erano passati quelli del comitato scolastico. Stava riferendo quello
che aveva detto. Si trattava per lo pi d'improperi.
Le ragazzine erano nel contempo scandalizzate ed eccitate, e avrebbero
desiderato vivere tutte da Lorna, invece che nelle loro case dove non pote-
vano fumare, dire parolacce o drogarsi.
Da Lorna facevi quello che volevi.
La casa era lurida. Pile di piatti, urina di gatto, indumenti e corpi non la-
vati producevano un tanfo acido che ti assaliva non appena varcata la so-
glia. Le tende non venivano mai aperte e il soggiorno era immerso in un
buio perenne, illuminato soltanto dallo sfarfallio del televisore che non ve-
niva mai spento, neppure quando la musica era assordante, come accadeva
per quasi quindici ore al giorno.
Insomma, quando qualcuno cominci a battere alla porta, Lorna era nel
suo elemento. La donna spalanc l'uscio, aspettandosi altre amichette. Il
pancione in gravidanza avanzata spuntava da un top elasticizzato e da un
paio di jeans a vita bassa. I piedi sporchi erano cinti da infradito di plastica
e il trucco malfatto le dava un'aria eternamente sbigottita. Ma era la fila di
buchi su tutto il braccio che la gente notava di pi; quelli e la pancia che
sporgeva, neanche fosse un accessorio di moda.
Nel vedere Jon Jon Brewer, l'ampio sorriso della donna scomparve.
Bene, bene, Lorna, disse. Poi entr nell'appartamento come se ne fos-
se il padrone.
Il naso arricciato del giovane le rivel quello che lui pensava dell'am-
biente e, per la prima volta in vita sua, Lorna si sent imbarazzata. Le sa-
rebbe piaciuto da matti acchiappare uno come Jon Jon. Le avrebbe garanti-
to una vita facile in tutti i sensi.
In cucina, le ragazzine erano spaventate ed eccitate. Seduta sul piano di
lavoro, Bethany sembrava assolutamente terrorizzata. Il pensiero delle cin-
quanta sterline e dell'anello incombeva ancora, minaccioso.
Fuori.
La voce del ragazzo era calma e non ammetteva obiezioni. Nessuna se lo
fece dire due volte. Il parapiglia della fuga fu rumoroso e prolungato.
Fuori dalle palle, ho detto!
Lorna osserv l'esodo a occhi spalancati. Quando furono soli, Jon Jon
guard la bambina e le sorrise.
Vai a guardare la TV e chiudi la porta, okay?
La piccola annu, inconsapevole e incurante di quanto stava accadendo
attorno a lei. Jon Jon vide il suo braccno pelle e ossa e sent montare la
rabbia. Aveva lividi blu, ovviamente impronte di dita, e gli occhi erano i-
nespressivi. Inoltre era sudicia; chiaramente aveva addosso quel pigiama
da giorni.
Quando la figlia se ne fu andata nell'altra stanza, Lorna cerc di sorride-
re e disse: Che succede, Jon Jon?
La spavalderia di prima era svanita. Lui la fiss, sapendo di metterla a
disagio. Alla fine, dopo quelle che a Lorna parvero ore, mormor: Hai
dato il Temazepam a mia sorella Jeanette?
Lei non rispose, pensando che, se non altro, adesso conosceva il motivo
di quella visita.
Jon Jon cap che Lorna si stava arrovellando per togliersi dall'imbarazzo
e, traendo un respiro profondo, disse:  la tua ultima possibilit, prima
che ti spedisca quel bambino nella cassa toracica con un pugno. Ora, per
l'ultima volta: hai dato il Temazepam a mia sorella Jeanette o no?
Non aveva intenzione di mettere in atto quella minaccia, ma lei non po-
teva saperlo.
Lorna annu.
Sapevi a cosa serviva? Attenta a come rispondi, perch io conosco la
verit.
Lei annu ancora, in preda a un'angoscia cos tangibile che a Jon Jon
sembr di sentirne l'odore. Poi si avvicin a Lorna e lei fece un salto,
strappandogli una risata.
Non poteva farle male, Jon Jon. Davvero! Io lo uso sempre.
Lui sput sul pavimento, in segno di disprezzo e anche perch l dentro
l'odore era cos opprimente che ne sentiva il sapore. Sollev la mano per
togliersi i dreadlocks dagli occhi e lei indietreggi, incespicando, convinta
che lui volesse aggredirla. Non preoccuparti, ora non far niente, Lorna.
Ma, se scopro che racconti ancora le tue stronzate alle ragazzine, torno. Mi
hai capito?
La ragazza annu di nuovo, il viso ormai terreo.
Se vedi qualcuno della mia famiglia mettiti a correre. Corri, cazzo, ca-
pito? Mi stai troppo sull'anima e noi due avremo un conto da regolare dopo
che avrai messo al mondo 'sto stronzetto, chiaro?
Lei continu ad annuire.
Raggiunto il suo obiettivo, Jon Jon se ne and. Lorna ci avrebbe pensato
due volte prima di regalare altre caramelle alle ragazzine.
Lo irritava, comunque. Se c'era una cui avrebbero dovuto portar via i fi-
gli, quella era Lorna. Invece avrebbe ricevuto tutto l'aiuto del mondo; era
sempre cos, per gli eroinomani.
Era tutto sbagliato.
La sua povera madre aveva spostato mari e monti per vestirli e nutrirli, e
a nessuna delle assistenti sociali fregava un cazzo. Da piccoli, avevano a-
vuto tutto ci di cui avevano avuto bisogno: amore, calore e cibo in ab-
bondanza. Eppure, dato che Joanie faceva la vita, la piazzavano al livello
pi basso. Era sbagliatissimo, lo sapeva per esperienza.
Jeanette venne a sapere di Lorna e le vennero i sudori freddi. Jasper
sembrava convinto che Jon Jon non aveva torto, e ci non aiutava. Lei vo-
leva che Jasper odiasse suo fratello almeno quanto lo odiava lei.
In fondo, l'aveva sbattuta fuori di casa!
Di conseguenza, ora aveva sul groppone la madre di Jasper, per cui pre-
parare la cena significava aprire una scatoletta o andare al negozio di fish
and chips. Di recente, poi, la donna aveva venduto la lavatrice perch le
servivano i contanti e lei non riusciva neppure a trovare il ferro da stiro,
sotto le montagne di vestiti non lavati. La pulizia e la cucina di Joanie non
erano state apprezzate fino ad allora. La casa caotica ma accogliente della
madre sembrava un palazzo ducale, rispetto a quella dei Copes.
Adesso Lorna avrebbe fatto girare brutte voci su di lei e ci avrebbe cau-
sato ripercussioni su tutti i fronti. Nessuno avrebbe dato niente a Jeanette,
sapendo che poi si sarebbero trovati Jon Jon addosso, giusto? Cos il fratel-
lo le aveva praticamente sbarrato ogni attivit e, conoscendolo, ne era cer-
tamente consapevole. Se n'era andato in giro a minacciare chiunque avesse
avuto in qualche modo a che fare con lei.
Jasper era di gran lunga meno eccitante, ora che Jeanette lo vedeva mat-
tina, mezzogiorno e sera, e il senso di colpa per quello che aveva fatto il
fratello si stava esaurendo. Era troppo giovane per portarsi quel peso sul
groppone, non era giusto! Detestava Jon Jon per quello, pur amandolo co-
me fratello.
E il colmo era che la sua famiglia le mancava da morire. Il casino della
mamma, le norme e le regole concrete di Jon Jon... Le mancava perfino
Kira, lo strumento della sua rovina.
E, cosa peggiore di tutte, se l'era cercata.
Bethany vide Kira dirigersi verso il negozio e si affrett a raggiungerla.
Mentre aspettavano sul marciapiede una pausa nel traffico sull'A13, si mi-
sero a chiacchierare. Era una giornata senza vento. I gas di scarico delle
auto che sfrecciavano sulla strada, in quel movimentato sabato po-
meriggio, indugiavano nell'aria visibilmente sporca.
Kira sapeva bene che Bethany non avrebbe dovuto rivolgerle la parola,
ma sua madre non le aveva imposto nessun divieto del genere; Joanie non
avrebbe mai coinvolto sua figlia nei propri battibecchi. A Kira era stato
detto soltanto di non ficcarsi in altri pasticci con Bethany: quelle erano sta-
te le esatte parole della madre. Vale a dire: sii gentile e cordiale, ma non
sognarti di partecipare alle balordaggini di Bethany.
In quel sabato di sole, per, Kira era cos contenta di vedere la sua amica
da dimenticare le parole della mamma. Si avviarono sottobraccio verso i
negozi, indifferenti ai rumori del traffico e alla sporcizia. Camminavano,
parlando e ridendo.
Bethany si comportava al meglio. Sapeva di doverlo fare. Si raccontava-
no i loro segreti, e a Bethany interessava specialmente sentire di Tommy
che, quel pomeriggio, sarebbe andato a conoscere la ragazza del padre.
Bethany era un po' pi grande della sua amica e certi suoi commenti
caustici sfuggivano a Kira. Naturalmente Bethany scimmiottava la madre,
ma Kira non lo sapeva.
 bravo, per, Tommy.
Bethany era gelosa e replic: Mia mamma dice che  un pervertito e
non mi lascerebbe con lui per tutto l'oro del mondo.
Sapevano entrambe che non era vero. Sua madre non ci pensava nean-
che, a un baby-sitter. Era stato un motivo di discussione tra Joanie e Moni-
ka in diverse occasioni.
Be', a me piace e anche a mia mamma.
Bethany sapeva quanto Kira fosse leale. Aveva preso le sue parti moltis-
sime volte. Ma, quel giorno, la gelosia ebbe la meglio su di lei.  un per-
vertito. Mia mamma dice che  gi stato condannato per quello.
La madre l'aveva detto, ma sapevano entrambe che erano parole dettate
dalla rabbia. Non c'era niente di vero, per quanto ne sapevano.
Kira stacc bruscamente il braccio da quello di Bethany e url: Non 
un pervertito!
Invece s!
Bethany era irremovibile. Guardalo, Kira,  cos strambo!
Non  vero.  solo grasso, tutto qui.
Un verme grasso! Bethany aveva voglia di piangere. Aveva desiderato
ricucire l'amicizia con Kira e invece...
Anche Kira era arrabbiata - un evento raro - e grid abbastanza forte
perch i passanti sentissero: Tua mamma ti lascia sola perch non gliene
frega un tubo di te! Mia mamma l'ha sempre detto. Dice che ti tratta in
modo vergognoso, e tu lo sai che  vero.
Bethany sapeva benissimo che Joanie aveva litigato tante volte con sua
madre per come lei trattava le sue figlie, ma una lealt malriposta e la vo-
glia di bisticciare la fecero esplodere. Be', almeno lei non mi lascia con
uno stronzo molestatore di bambini come fa la tua.
Una vicina di Joanie, passando, sollev le sopracciglia a quelle parole.
Non  un mostel... quella roba l. Kira non riusc a pronunciare la pa-
rola, cos grid:  solo grasso! Come tua mamma!
Bethany aveva sopportato abbastanza. Moll a Kira un sonoro ceffone.
Poi tutt'e due si misero a piangere, ma ormai il danno era fatto.
Scusa, Kira, mi dispiace tanto...
Kira corse via e Bethany, piangendo tutte le sue lacrime, le corse dietro.
Allora, cosa ne pensi, Joanie?
Verna Obadiah, una ragazza delle isole caraibiche sposata con un nige-
riano, aspettava col fiato sospeso quello che stava per dirle Joanie.
L'altra volt un'altra carta.
L'Appeso! Morir, Joanie?
Joanie sorrise. No, scemona. Questa ha un sacco di significati. Ma una
cosa posso dirtela subito: non lascer sua moglie per te.
L'amante di Verna era un autista d'autobus di nome Roger, con favolosi
occhi azzurri e capelli di un biondo rossiccio. Il marito non aveva idea che
si frequentassero e neppure la venuta al mondo di un bambino di pelle
chiara lo aveva messo sul chi vive. Verna, tuttavia, viveva nella speranza e
la speranza, come Joanie aveva sempre sostenuto, quasi sempre era tutto
ci che aveva la gente come loro.
Se il vecchio scopre quello che hai combinato, l'appesa sarai tu, bella
mia!
Verna rise. Non si accorgerebbe che manco se non aprendo il frigo e
scoprendo che  finita la birra!
Joanie rise con lei. Che vuoi fare, Verna?
La domanda era giusta, e Verna rispose sinceramente. Joanie dava ottimi
consigli, lo sapevano tutti. Voglio mollare il vecchio. Speravo che il mio
tipo mi aiutasse.
Joanie scosse il capo e si alz per mettere il bollitore sul fuoco. Tuo
marito ti ammazzer, Verna, e poi ammazzer Roger.
La donna fece un sorriso triste. Lo so. Roger sta cercando di liberarsi di
me. Credo che sua moglie abbia fiutato qualcosa. Si stiracchi e sbadi-
gli. Dimmi solo che si sistemer tutto, eh?
Joanie mise lo zucchero nelle tazze e rispose stancamente: Le cose si
sistemano sempre,  questo il problema. Non c' bisogno che te lo dicano
le carte, Verna. Qualsiasi cosa succeda, prima o poi passa.
Erano consigli che negli anni aveva dato a innumerevoli donne, dalle sue
compagne di marciapiede alle gran dame in visita come Kathy McClellan,
la moglie di Big John, che andava a trovarla regolarmente ogni volta che il
marito la piantava. Ora, a quanto pareva, era in giro a dar la caccia a qual-
siasi cosa con una gonna addosso, ma Kathy continuava a pensare che Jo-
anie fosse meravigliosa perch diceva che tutto si sarebbe sistemato.
Gli altri consideravano Joanie un'ancora di salvezza. E lei avrebbe dav-
vero voluto sentirsi tale.
Per Della, il figlio di Joseph era stato una sorpresa. Era gigantesco, s,
ma anche molto beneducato e tanto servizievole. Scopr con stupore che le
piaceva. Le aveva fatto i complimenti per la casa, l'arredamento e la cuci-
na. Aveva ammirato le foto di famiglia e mangiato soltanto piccole por-
zioni di cibo, pur apprezzandolo visibilmente.
Le stava raccontando del piccolo impegno che aveva assunto come
baby-sitter della figlia di una vicina. Della conosceva Joanie e le piaceva,
almeno per quanto ci fosse possibile. Aveva una buona reputazione nella
zona, Joanie Brewer, che i suoi figli non avevano guastato, indipenden-
temente da quello che facevano. Se Joanie riteneva opportuno affidargli la
sua bambina, e senza dubbio era una madre esemplare, Della l'avrebbe vi-
sto sotto la stessa luce.
La donna avvertiva il nervosismo di Joseph; sembrava emanare da lui a
ondate. Quasi non aveva aperto bocca, tuttavia suo figlio aveva ignorato la
cosa, colmando il silenzio con le sue chiacchiere spigliate e facendo anche
ridere Della. Quando si alz per congedarsi, lei ne fu rattristata. Sicuro
che non vuoi un'altra tazza di t?
Le sorrise. No, davvero. Devo tornare. Il lavoro. Sa com'.
Lei gli sorrise di rimando e annu.
Grazie per lo splendido pomeriggio; capisco perch mio padre  voluto
venire qui.  una casa davvero deliziosa e lei  un'ospite cortesissima.
Mentre Tommy attraversava il vialetto, Della gli sorrideva, raggiante.
Diede una gomitata a Joseph, che salut fiaccamente con la mano il suo
unico figlio che avanzava, goffo.
Che caro ragazzo, Joseph.
L'uomo annu, ma lei not che non aveva ribattuto nulla. Gli uomini era-
no cos strani, certe volte.
Nel crepuscolo, Tommy procedeva verso casa. La visita era stata davve-
ro piacevole, ma lui ammise con se stesso che pi piacevole ancora era sta-
to lo sconcerto del padre.
La faccia che aveva fatto, quando Tommy era andato in visibilio di fron-
te alla bellezza delle nipotine di Della! Sarebbe valsa la pena di andare sol-
tanto per quello.
Dio ripaga i debiti senza moneta. Era proprio vero.
Camminando, pensava alla serata che lo aspettava. Quella sera avrebbe-
ro incorniciato i poster, e Kira voleva mettere i brillantini sul legno, per
rendere le cornici pi scintillanti. Lui aveva comprato la colla coi brillanti-
ni e sapeva che lei sarebbe andata in estasi.
Poi, pi tardi, sarebbero andati insieme a casa di lei, dove Tommy l'a-
vrebbe messa a letto, le avrebbe rimboccato le coperte e raccontato una
storia. Per lui era la parte migliore della serata: il piccolo corpo di Kira
premuto contro il suo, mentre lui le sussurrava una storia nell'orecchio.
11
Jon Jon ritir i soldi dal salone come al solito. Era di buon umore; la vita
migliorava di giorno in giorno. Non doveva far altro che risolvere il pro-
blema Jeanette e tutto sarebbe andato a posto.
Entr nel nuovo salone a Barking. L'interno era tranquillo, riposante.
Sorrise alle ragazze e and dritto in ufficio.
Ginger Carvey, una prostituta cinquantenne che aveva preso il sopran-
nome Ginger dai capelli color zenzero, gli sorrise. Il suo aspetto grade-
vole era guastato dai denti neri che esibiva ogni volta che apriva la bocca.
A quella vista, Jon Jon rabbrivid.
Ti fai pi bello ogni volta che ti vedo, ragazzo!
Jon Jon rise. Peccato che non posso dire lo stesso di te, Ginger!
La donna ridacchi. Bastardello impudente.
Gli vers da bere e lui inghiott il whisky in fretta, ritir i soldi e se ne
and. Tutte le ragazze gli sorrisero. Da quando girava voce che stava con
una puttana, ognuna di loro sperava di essere la prossima. Qualsiasi cosa
pur di alleggerirsi la vita.
E poi era un bel ragazzo, Jon Jon Brewer, e sembrava pi vecchio della
sua et. Uscendo dall'edificio, rivolse loro una strizzata d'occhio collettiva.
Fu allora che ud le grida.
Torn dentro di corsa, verso la fonte di quel rumore. Una donna stava
acquattata nella sua cabina; su di lei, stava chino un omone e la teneva per
i capelli. Lei era quasi nuda e lui era senza pantaloni e senza mutande. Era
davvero grosso, tutto pancia e gambe pelose.
Jon Jon lo afferr per i capelli e lo costrinse a inginocchiarsi a terra. La-
sciando andare la ragazza, l'uomo cominci a imprecare e urlare.
Che cazzo stai facendo, amico? Perch te la prendi con la ragazza?
rugg Jon Jon.
Lasciami, stronzetto!
Il ragazzo gli moll un calcio nella trippa e lasci andare i capelli. L'uo-
mo riusc a tirarsi in piedi.
Jon Jon tir fuori il coltello a serramanico. Non voleva correre rischi.
Vecchio casinista, qual  il problema?
La ragazza era uscita dalla cabina e le altre l'avevano circondata.
Me lo deve! Diglielo, brutta vacca. Su, diglielo, cazzo!
La ragazza stava piangendo e Jon Jon prov un moto di pena per lei.
No, bestione, dimmelo tu.
Mi deve dei soldi. Lavoro per un esattore ed  cos che paga il suo de-
bito.
No, non pi. Era stata Ginger a parlare. La stai facendo un po' troppo
grossa per quelle duecento sterline. Ti ha gi ripagato dieci volte. Sei sem-
pre qui dentro, cazzo!
Jon Jon raccolse i pantaloni dell'uomo e glieli gett. Vestiti e vaffancu-
lo. Il debito  pagato.
Oh, no, che non lo !
Jon Jon lo fronteggi. Allora, vuoi vedertela davvero con me?
C'era qualcosa nella voce di Jon Jon che metteva in allarme. Gli occhi
diventavano due fessure e la bocca si serrava in una linea sottile, risoluta.
La posa era salda. Era pronto a battersi. A battersi sul serio.
L'omone non era pronto a un bel niente, e si vedeva. Era un vigliacco e
l'aveva dimostrato fin dall'inizio, prendendosela con la ragazza. S'infil i
pantaloni e se ne and, ma, uscendo, sput in faccia alla ragazza.
Allora Jon Jon lo butt gi con forza. Il coltello a serramanico apr un
taglio nella testa dell'uomo e, quando quest'ultimo fece per afferrarlo, la
lama gli penetr anche nelle dita. Poi Jon Jon lo prese a calci e pugni fino
a sfiancarlo. Infine un po' lo tir e un po' lo trascin sul retro, lasciandolo
nel parcheggio dietro la fila di negozi.
Una volta dentro, chiuse la porta a chiave, si lav le mani e pul la lama,
poi disse a Ginger: Se torna chiamami, d'accordo?
Lei annu. Sei un bravo ragazzo, Jon Jon.
Per chi lavora?
Per Jesmond.
Jon Jon rise. Allora posso aspettarmi una sua telefonata, eh?
Anche Ginger rise. Non sei nemmeno preoccupato, vero?
Lui scroll le spalle con l'arroganza della giovent.
Be', dovresti esserlo. Quello  un osso duro.
Jon Jon le strizz l'occhio. Ah, Ginger, ma io anche.
Usc e, quando fu salito in macchina, Earl disse: Il tuo telefono squilla-
va come un matto.
Perch non hai risposto?
Earl scroll le spalle. Sul display c'era MAMMA. Non era una chiama-
ta di lavoro.
Mentre svoltavano, un'auto della polizia li sorpass ed Earl le tagli la
strada al semaforo. Quando gli sbirri fecero segno di accostare, Earl co-
minci a ridere.
Sei un cazzone! sibil Jon Jon.
Resosi conto di quello che aveva fatto, Earl smise di ridere. Jon Jon non
era in vena di altre seccature, specie per via degli oltre quaranta testoni na-
scosti sotto il sedile del passeggero. Avrebbe richiamato la madre pi tardi.
Joanie era preoccupata: Kira non si era vista per tutto il pomeriggio. Poi,
per, andando verso casa di Tommy, sorrise: Kira era cos estasiata dalla
tinteggiatura della stanza di Barbie, che probabilmente si trovava l a di-
scuterne con lui.
Tommy apr la porta e parve sorpreso di vedere Joanie. Era in accappa-
toio e chiaramente aveva appena fatto il bagno. Ciao, Joanie.
Non la invit a entrare e, per un momento, lei si sent imbarazzata.
Sono appena uscito dalla vasca.
Joanie annu. Non ci vuole un Einstein per capirlo, Tommy. Hai visto
Kira, per caso?
No, pensavo che passasse, ma non l'ho ancora vista, rispose, palese-
mente preoccupato. Si stringeva l'accappatoio addosso, impresa non sem-
plice dato che era di due taglie troppo piccolo.
Ti ha detto se andava da qualche parte?
Tommy sent la paura nella voce di Joanie. Scosse la testa. Neanche
una parola. Hai gi provato dalle sue amichette?
Sono quasi le sette, Tommy. Non starebbe via cos tanto.
Lui scosse la testa, perplesso. Senti, Joanie, aspetta che mi vesta e ven-
go con te, okay?
Lei annu. Tommy la guard allontanarsi. Poi, chiusa la porta, si strapp
di dosso l'accappatoio e si vest affannosamente.
Quando vide Joanie sulla sua soglia, Monika quasi svenne. Il fatto che
era sobria e che si era appena alzata non l'aiut a mascherare lo sconcerto.
Tutto bene, Mon?
Joanie sembrava cordiale, e Monika le rivolse il miglior sorriso di cui
fosse capace e la invit a entrare. In cuor suo, non vedeva l'ora di fare la
pace. Nessuno la sopportava come Joanie.
Joanie sent l'odore dell'ultimo pasto take away di Monika sopra quello
acre di sporcizia stratificata. Monika aveva spesso lasciato dormire Be-
thany a casa sua, ma Joanie non aveva mai permesso a Kira di dormire in
quella casa. Era stato un motivo di discussione, una volta. Ora era tanto
preoccupata che non le sarebbe dispiaciuto trovare Kira al sicuro nel letto
di Bethany, con tanto di lenzuola sudicie.
C' Bethany? Sto soltanto cercando Kira.
Monika batt le palpebre un paio di volte, poi sbrait il nome della fi-
glia, quindi scroll le spalle. Si diresse verso la cucina, seguita da Joanie.
Non sono neanche le sette... Sar fuori con le sue amiche. Il tono di Mo-
nika era annoiato. Tu ti preoccupi troppo, cazzo. Dovresti lasciarle un po'
d'indipendenza, ogni tanto. Le farebbe un mondo di bene.
Come fai tu con Bethany, cio?
Quasi non si era resa conto di quello che aveva detto. Le era sfuggito di
bocca.
Monika scatt. Cosa vorrebbe dire? La voce e l'atteggiamento erano
aggressivi.
Joanie trasse un respiro profondo. Scusa, Monika, ma sono preoccupa-
ta.
Le scuse ammansirono l'altra donna. Senti, ai ragazzini piace andare in
giro.  naturale. Sar fuori a giocare e avr dimenticato l'ora. Bethany lo fa
sempre.
Perch Bethany sa che a casa non c' mai nessuno. Nessuno cui importi
qualcosa, almeno. Ma Joanie s'impose di non dirlo.
Non  con quel Tommy?
Il tono era allusivo e Joanie mormor: Monika, fammi un favore, bel-
lezza, e non mi stuzzicare, oggi. So che cosa vai dicendo e non ho proprio
voglia di litigare, okay?
Monika sbuff e sospir. C' qualcosa che non va, Joanie. Un uomo
adulto con tutte quelle bambole... Non  naturale.
La voce era cordiale ma saccente e Joanie decise di andarsene, prima di
perdere le staffe una volta per tutte. Se vedi la tua Bethany, dille di farmi
sapere se ha visto Kira, okay?
Dove stai andando?
Joanie sospir con tristezza. Sto andando a cercare la mia bambina,
Mon. A proposito, dov' Bethany, esattamente?
Monika non rispose.
Non ne hai la pi pallida idea, vero? Potrebbe essere ovunque e non te
ne pu fregare di meno, giusto?
Sa badare a se stessa. Il tono era piatto, privo di emozione.
Joanie fiss la sua amica di un tempo e poi, guardando in giro per la
stanza devastata, replic caustica: Be', ha sempre dovuto farlo, no?
Scendendo lungo il vialetto invaso dalle erbacce, si meravigli della
completa indifferenza di quella donna nei confronti delle figlie. Povera Be-
thany... Niente di strano che fosse com'era.
Quando avesse trovato Kira, Joanie le avrebbe dato una strigliata di
quelle che non si dimenticavano in fretta. Poi le avrebbe preso qualche
ghiottoneria e l'avrebbe tenuta abbracciata tutta la notte.
Paulie e Jon Jon stavano dando una lavata di capo a Earl, che la stava
prendendo molto bene.
Non riesco a credere che tu l'abbia fatto, Earl. Cazzo, sei scemo? Se gli
sbirri avessero perquisito la macchina e trovato i soldi, a quest'ora voi due
sareste dentro. Come li avreste giustificati?
Earl non rispose.
Paulie era furibondo. Non gli mancava che quello, adesso.
Aveva ricevuto la prima lettera dall'avvocato di Sylvia e gi soltanto il
nome sull'intestazione lo aveva stordito. Quei tizi costavano una fortuna e
lui aveva la sensazione che avrebbe dovuto pagare il conto del suo stesso
divorzio. E adesso era arrivato Wonder Boy, e se ne stava seduto l, come
un'ameba o un decerebrato. Per un pelo, Earl non gli aveva scagliato con-
tro gli sbirri. Sarebbe stato come finire sotto una tonnellata di mattoni.
Gi sarebbe stata dura con l'esattore delle tasse, ma mi dici come avresti
fatto a spiegare pi di quaranta testoni in contanti?
Earl continuava a non rispondere.
A Jon Jon dispiaceva per lui, ma capiva le ragioni di Paulie. Bisognava
rimettere in riga Earl. Poi il suo telefono segnal un messaggio in arrivo e
lo lesse in fretta. Che ora ?
Perch? Ti stiamo trattenendo, Jon Jon? Hai un appuntamento di fuoco
con la tua bella?
Lui scosse la testa.  sparita la mia sorellina, se proprio lo vuoi sape-
re.
Earl guard l'orologio. Sono le nove passate, Jon Jon. Era grato che
gli avessero tolto la pressione di dosso.
Sar con quel ciccione. Il tono di Paulie era noncurante, ma Jon Jon
stava gi uscendo, seguito da Earl.
Mi spiace, Paulie, devo andare.
Paulie si alz. E il resto dei soldi?
Lo ritiro pi tardi.
Cos Jon Jon se n'era andato ed Earl lo aveva seguito come una pecorella
smarrita. Paulie era irritato, ma non reag. Sapeva com'era Jon Jon con la
sorella.
Quando sent le novit su Kira, Bethany era davanti alla casa della sua
amica. Pareva che fosse scomparsa dal primo pomeriggio. Tutte le madri
ne parlavano e lei rimase ad ascoltare.
Dite quello che volete, a quella ragazzina stavano bene attenti.
Le altre fecero un mormorio d'assenso. Mariti, conviventi, bambini...
Tutti avevano partecipato alla ricerca, nelle case e nelle strade circostanti.
Ma nessuno aveva trovato niente. Erano quasi le undici di sera.
Bethany non era ancora andata a casa e le venne in mente che nessuno
stava cercando lei. Sua madre sarebbe andata al lavoro senza nemmeno
controllare che lei fosse a casa. Si sent sommergere da un'enorme ondata
di autocommiserazione.
Vedendola piangere, una delle donne mormor tristemente: Su, Beth,
tesoro, vedrai che salter fuori.
E quelle parole la fecero piangere ancora di pi. Tutte la colmarono di
attenzioni, ma ci non la compensava, poich sapeva che Kira era scom-
parsa a causa sua.
Ho chiamato la polizia, Jon Jon.
Lui annu.
Mezzanotte era passata e di Kira ancora non c'era traccia. Avevano cer-
cato dappertutto - in ogni casa e in ogni appartamento - e guardato in tutte
le rimesse e nei locali del caseggiato. Erano stati al parco, al lotto abban-
donato e perfino in tutti i pub della zona. Jon Jon aveva guardato nei locali
pattumiera e nei bidoni, senza per dirlo alla madre. Era come se Kira fos-
se svanita dalla faccia della terra.
Joanie cominciava a preoccuparsi seriamente, soprattutto perch sapeva
che la sua bambina non sarebbe mai scomparsa di sua volont; sapeva di
non dover andare da nessuna parte senza che almeno uno di loro fosse al
corrente di dov'era.
Bussarono alla porta e Joanie fece entrare una vicina. Mary Brannagh
era una donna minuta e malinconica con cespugliosi capelli grigi e occhi
scuri e brillanti; i tratti da zingara erano evidenti. Tra Joanie e Mary c'era
sempre stata una certa rivalit, perch anche Mary leggeva i tarocchi.
Tutto bene, Joanie?
Lei annu. Salter fuori, Mary, tesoro. E allora la far nera, rispose,
cercando di mantenere un tono disinvolto.
 con una persona che conosce, Joanie... Qualcuno coi capelli scuri,
replic Mary in tono sinistro.
Aveva parlato sottovoce e Joanie, pur sapendo che Mary aveva buone
intenzioni, avrebbe voluto strangolarla e sbatterla fuori di casa.
Fu Jon Jon a risparmiarle la fatica. Su, Mary. Basta con questi discorsi,
la mamma  gi abbastanza preoccupata. Tra un minuto arriva la polizia.
La sospinse fuori e lei non ne fu contenta. Ma non poteva farci niente.
Quando la porta si fu chiusa alle sue spalle, Joanie guard il figlio. Do-
ve cazzo , Jon Jon? gemette. Mary l'aveva spaventata. Joanie credeva al-
le carte e a quello che dicevano.
Jon Jon sospir. Non lo so, mamma. Adesso calmati, probabilmente si
 soltanto dimenticata che ora .
Joanie non intendeva lasciarsi placare. Si  dimenticata l'ora? Neanche
sa leggerla, l'ora! Se n' andata. Ma almeno  con qualcuno che conosce.
Cos ha detto Mary, no? Chi conosce che la terrebbe fuori fino a quest'ora?
Chi conosciamo coi capelli scuri?
Jon Jon sedette sul divano con la testa tra le mani. Lascia perdere,
mamma. Se cominci a dar retta a Mary Brannagh, tanto vale che ti fai ri-
coverare in un fottuto ospedale psichiatrico e morta l.
Be', dov' allora? Ormai Joanie era isterica e urlava.
Come cazzo faccio a saperlo? Sei tu che l'hai lasciata andare ai negozi,
mamma, non io!
Joanie sapeva che non era giusto, ma url comunque: Stai dando la
colpa a me?
Jon Jon cerco di abbracciarla. Sapeva quanto fosse sconvolta e si sentiva
impotente, perch non sapeva come rimediare.
Lei lo respinse. Lasciami, Jon Jon. Voglio Kira. Non te n nessun altro.
Voglio la mia bambina, cazzo!
Poi cominci a piangere davvero. Quando arriv la polizia, un'ora dopo,
Joanie era sull'orlo di un collasso nervoso. Non riusciva a smettere di
piangere.
Jon Jon spieg tutto ai poliziotti, mentre lei se ne stava seduta, a fumare
una sigaretta dopo l'altra e a bere t corretto alla vodka.
Tommy era stato instancabile nelle sue ricerche. Chiunque lo aveva no-
tato. All'alba, quasi tutti avevano rinunciato per farsi qualche ora di sonno
prima di andare al lavoro.
Tutto il caseggiato si era mosso. Perfino Sippy Marvell e i suoi scagnoz-
zi avevano fatto la ronda in macchina. Paulie aveva impegnato i suoi uo-
mini. Si era mossa anche la banda di Jasper.
Jeanette era distrutta. Era arrivata a casa della madre all'una di notte,
piangendo tutte le sue lacrime, e adesso stava l, con Tommy e Joanie, ad
aspettare notizie. Provava una simpatia sempre pi grande per Little
Tommy, soprattutto dopo averlo visto abbracciare dolcemente Joanie che
piangeva. Il dolore sul suo volto era autentico.
I poliziotti stavano perquisendo la stanza di Kira in cerca di qualcosa che
potesse dar loro un indizio su dove fosse andata. Joanie cominciava a dare
segni d'impazienza.
Piomb nella stanza e grid: Non  scappata! Quante volte ve lo devo
dire?
La poliziotta sorrise gentilmente. Spesso i ragazzi hanno contatti con
persone di cui non parlano ai genitori. Dobbiamo assicurarci che non scri-
va o telefoni in segreto a qualcuno. Usa il computer a scuola? Frequenta
gli Internet Caf?
Joanie scosse la testa. Ve l'ho detto, ha delle difficolt di apprendimen-
to. A malapena riesce a scrivere il proprio nome, benedetta figliola. I com-
puter nemmeno esistono per lei. Guardate questa stanza. Lei ha quasi do-
dici anni e la camera sembra quella di una bambina di quattro! Qualcuno
l'ha presa, l'ha trovata per strada, e voi ve ne state qui a cazzeggiare!
Smettila, mamma! Smettila. Forse si  soltanto persa.
Joanie guard Jon Jon, incredula. Tutto il caseggiato  in giro a cercarla
e tu ancora credi che si sia persa? Non mi stupirei se avessero trovato Bin
Laden, per quanto si sono sbattuti! La conoscono tutti, allora dove cazzo
? Dov' la mia bambina! Gridava, tirandosi i capelli.
La poliziotta prese da parte Jon Jon e gli disse: Mi dispiace, figliolo,
ma  ora di chiamare un medico.
Lui annu, triste. Ormai la paura della madre si stava trasmettendo a tut-
ti.
Alle otto e trentacinque del mattino, Joanie era sedata. C'era voluta pi
di un'ora per convincerla a fare l'iniezione. Jon Jon ne fu contento. Il noti-
ziario locale stava dando la notizia e, da com'era formulata, era chiaro che,
a parere di tutti, Kira Brewer non sarebbe tornata a casa. C'erano perfino
gli uomini rana che dragavano il fiume.
Jon Jon and in camera sua e pianse come un bambino.
Paulie Martin stava guardando il notiziario a casa di Jenny, la sua ami-
chetta. Era giovane e graziosa, con folti capelli biondi e occhi azzurro
chiaro. Era magrissima, quasi macilenta, ma aveva due tette strepitose. Gli
prepar del caff forte e si mise con lui sulla comoda poltrona di pelle.
Povera Joanie, eh?
Paulie annu.
Se  successo qualcosa a quella bambina uscir di testa, le vuole un be-
ne dell'anima.
Lui annu ancora, per niente contento del modo in cui quella ragazza
parlava di Joanie. Joanie era la sua amica privata. Si domand quanto sa-
pesse Jenny di loro due e quanto stesse cercando di scoprire. Sapeva co-
m'erano pettegole le puttane.
 stata cos buona con me, quando ho avuto l'aborto.
Paulie drizz le orecchie. Quale aborto? chiese, cercando di ascoltare
sia il notiziario sia Jenny.
Lei rise. Non ti preoccupare, non era tuo! Non c' in giro nessun Martin
'assente ingiustificato'.
E non ci sarebbe stato mai. Era l'ultima volta che lei l'avrebbe visto, ma
Paulie non aveva intenzione di dirglielo.
L'anno scorso ero incinta del mio tipo. Lui comunque non voleva sa-
perne e nemmeno io, francamente. Cos me lo sono fatto togliere e la cosa
strana  che dopo sono stata davvero male... Piangevo eccetera. Joanie mi
ha aiutato, mi ha spiegato degli ormoni e quelle cose l. Per qualche istan-
te, prese un'aria triste. Joanie mi ha detto che ci aveva pensato quando
aveva saputo di Kira, ma non era riuscita a farlo. Ha detto che amava trop-
po il padre e che probabilmente era l'unica cosa che avrebbe mai avuto da
lui. Rise. Non credo che fosse proprio il massimo dell'affidabilit, sai?
Ma diceva che si erano ripresi e lasciati per anni. Poi si alz, si stiracchi
e disse in tono innocente: Joanie mi piace, vorrei che fosse mia madre.
Quei suoi ragazzi sono tutto il suo mondo, e la pi piccola... Sospir.
Be', se le succede qualcosa, Joanie morir, non credi?
Ti ha detto chi era il padre?
La ragazza scosse la testa. No. Vado a fare un bagno. Magari passo pi
tardi a vedere come sta. Tu puoi uscire, se vuoi.
Paulie annu.
Si era sempre domandato se Kira fosse sua e, all'epoca, quel dubbio lo
aveva tenuto lontano da Joanie. Se Sylvia avesse pensato che il marito a-
veva avuto un figlio, Paulie se la sarebbe vista brutta. Cos aveva aspettato
la notizia da Joanie. Ma lei non gliel'aveva data e lui aveva sospirato di
sollievo, riprendendo poi le cose da dov'erano rimaste.
Scosse la testa, pensieroso. Joanie gliel'avrebbe detto, no? Aveva pensa-
to fosse stato un cliente, come i padri degli altri due. Certi uomini si sce-
glievano una puttana e vivevano alle sue spalle per qualche mese, per poi
tornare alla loro vita reale.
Paulie non includeva se stesso in quella categoria, naturalmente.
La fotografia di Kira era di nuovo sullo schermo. Ricord il suo viso ri-
dente. La ricord quando, ancora piccina, gli stava seduta in grembo e gli
sorrideva. Ricord quanto Joanie e gli altri l'avevano amata. La rivide, ri-
vide i suoi occhi luminosi, quando lui le aveva preparato la colazione,
qualche settimana prima. Ricord la sua preoccupazione quando Joanie era
stata pestata da Todd McArthur.
Era una cara ragazzina.
L'immagine sullo schermo era una fotografia scolastica e lui l'aveva vi-
sta tante volte da Joanie, senza per mai guardarla davvero. Conosceva Ki-
ra da quand'era nata. Gli pareva di vederla, con gli altri due, a progettare
cene fantastiche e ridere alle folli invenzioni della madre.
Joanie era una buona madre. Paulie aveva sempre saputo che quello fa-
ceva parte del suo fascino, per quanto lo riguardava. La casa di lei era l'an-
titesi della propria.
Le figlie erano sempre venute per prime a casa di Paulie, cio erano
sempre venute prima di lui. Sylvia le aveva usate cos. Da Joanie i figli e-
rano sempre venuti per primi, ma lui aveva condiviso con loro il primato.
Infatti i bambini gradivano la sua presenza semplicemente perch lui face-
va felice la loro madre. L'amavano tanto da volere quello che voleva lei.
Se Kira fosse stata sua, Joanie glielo avrebbe detto, no?
Ma il buonsenso gli diceva che non l'avrebbe fatto, perch, in tal modo,
l'avrebbe perduto.
Quando Jenny usc dal bagno, lui era ancora in poltrona ed evidentemen-
te aveva pianto. Ma era anche al telefono, a organizzare un incontro per le
undici di quella mattina. Quando lei usc dalla cucina, lui se n'era andato.
Senza un saluto, senza niente.
E, soprattutto, senza lasciarle neanche un soldo! Proprio tipico di Paulie
Martin.
12
L'ispettore Baxter guard Joanie e prov per lei una pena che non sapeva
di avere in s. Era invecchiata di vent'anni in una notte; era grigia in volto
e gli occhi parevano morti. Ma, osservandola bene, vide lo stesso terrore
gi scorto negli occhi di ogni vittima con cui aveva avuto a che fare nella
sua lunga carriera di poliziotto.
Lei non gli era mai piaciuta - se era per quello, non gli piacevano neppu-
re gli altri della famiglia -, per nemmeno quella naturale antipatia poteva
impedirgli di sentirsi triste per lei. Era gi sconfitta; la speranza la stava
abbandonando. Glielo leggeva negli occhi, in ogni suo atteggiamento.
Fino a quel momento li aveva disprezzati tutti, i Brewer. Negli anni, Jo-
anie aveva messo al mondo una famiglia responsabile, da sola, di un im-
provviso aumento dei crimini. Jon Jon era un trafficante di droga violento
e buono a nulla e Jeanette era stata una gran rottura di scatole fin da quan-
do aveva cominciato a taccheggiare negozi. Il suo nome era anche diventa-
to sinonimo di fuga. Si  fatta una brewerata, dicevano gi alla stazione.
Ma ora non faceva pi ridere. S, Jeanette era stata una rottura, ma Joanie
non si era mai ridotta cos, quando la figlia maggiore se l'era filata.
La prima volta che aveva sentito il nome di Kira, Baxter aveva pensato
che anche lei fosse matura per combinare guai. Non avrebbe potuto sba-
gliarsi di pi. A quanto sembrava, quella ragazzina non era del tutto in
quadro e l'intera famiglia si prendeva affettuosamente cura di lei.
Prov un'enorme tristezza per Joanie e perfino per Jon Jon. Vedeva la
disperazione sui loro volti. Sapeva esattamente quello che stavano passan-
do, pur senza provarlo. Te la senti di fare l'appello, Joanie?
Lei annu.
Andavano in onda sulla rete nazionale, nella speranza che qualcuno a-
vesse visto Kira e rispondesse. O, per la precisione, nella speranza che, se
qualcuno l'avesse avuta, la lasciasse andare. Ma l'ultima cosa non l'aveva-
no detta a Joanie, naturalmente.
Certo che me la sento. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per ritrovare la fi-
glia. Crede che possa averla presa qualcuno, Mr Baxter?
Lui non rispose. Non facciamo supposizioni, eh, Joanie? E ora muoviti,
dai, disse invece.
Lo guard con tristezza. Apprezzo tutto quello che ha fatto. Lo sa, ve-
ro?
L'ispettore annu, sentendosi peggio che mai.
Mentre Joanie usciva dalla stanza, lui not le sue spalle curve e il passo
strascicato, quasi fosse gi una vecchia.
Baxter aveva parlato al telefono col capo della polizia locale e si era reso
conto che la faccenda era seria, pi seria di quanto chiunque avesse ini-
zialmente creduto. Il capo gli aveva detto chiaro e tondo che si trattava di
un'urgenza paragonabile alla scomparsa della regina. Sulle prime, Baxter si
era domandato chi mai si scopasse Joanie, per ottenere una reazione simile
dal suo capo, ma aveva concluso che era stato Paulie Martin ad agitargli le
acque.
Dal momento che la scomparsa era una Brewer, all'inizio tutti avevano
creduto che si trattasse dell'ennesima fuga. Con Jeanette ce n'erano state
tante che avevano perso il conto... Anche se nessuno l'avrebbe ammesso
apertamente. Ora, per, lo stesso Baxter era preoccupato e si sentiva anche
in colpa. Se si fossero mossi prima, forse la bambina sarebbe stata trovata.
Ma era una Brewer!
Tutti i figli di Joanie avevano esperienza della vita di strada, da sempre.
Soltanto che Kira aveva ben poco sale in zucca. Se non era una mongola,
poco ci mancava. Ma lui come faceva a saperlo? A basarsi su Jeanette e
Jon Jon, ci sarebbe stato da pensare che facesse la vita, come la madre. O
che vivesse con un delinquente locale, al pari della sorella. Jeanette scopa-
va come un'ossessa con un vagabondo della zona, procurando infinite sec-
cature alle forze dell'ordine. Jon Jon era il primo indiziato nel pestaggio da
cui quello stronzo era uscito quasi storpio, senza contare tutti quelli che
aveva aggredito negli anni, compreso il suo migliore amico, Carty. C'era
stato uno scontro anche la sera della scomparsa della sorella.
Anche la stanza di Jon Jon era stata rivelatrice. Non c'erano che libri, li-
bri e ancora libri. Chi avrebbe mai pensato che Jon Jon Brewer avesse un
vero cervello dentro la testa? Baxter sapeva che era un tipo navigato, ma
quei libri erano un'altra cosa. Classici di autori russi dai nomi impronun-
ciabili... A sentire uno dei poliziotti, Jon Jon aveva pure scritto delle note
sui margini; i suoi pensieri su quello che aveva letto.
Ora l'avrebbero tenuto d'occhio pi che mai, perch la gente dotata di un
cervello vero sapeva inventarsi dei bei casini e Jon Jon sarebbe diventato
un boss della zona, Baxter ci avrebbe scommesso. Era il cocco d'oro di
Paulie Martin. Be', un cocco coi dreadlocks, era lo stesso. Se era pure un
campione di Mastermind, che altro era capace di sognarsi?
Quella mattina, i servizi sociali gli avrebbero mandato le schede dei
Brewer. Baxter sperava di potersi salvare il culo con quello che ci avrebbe
trovato. Ma, qualsiasi cosa si dicesse, in qualsiasi modo giustificasse pub-
blicamente le proprie azioni, in cuor suo si sentiva colpevole.
Kira Brewer sembrava proprio una cara ragazzina.
A quanto aveva sentito, era una cara ragazzina.
Per, anche se fosse stata una bastarda non soltanto di nome, le sarebbe
comunque spettata la cortesia di un'indagine completa, non appena fosse
stata resa nota la sua scomparsa.
Accese un'altra sigaretta e la fum in fretta. In realt, aveva smesso due
anni prima, ma quella mattina sentiva il bisogno pazzesco di una paglia
perch, se c'era di mezzo il capo della polizia, erano tutti in guai seri. Spe-
cie se, come pareva, il boss si stava interessando personalmente al caso.
Baxter sperava che l'appello televisivo avrebbe portato qualche indizio.
Sarebbe andato in onda sulla rete nazionale. Forse, se Dio voleva, Kira era
seduta in un McDonald's da qualche parte, sperduta o in compagnia di u-
n'amica. Era gi successo. Le persone scomparse erano spuntate fuori, sen-
za neppure rendersi conto di aver causato tanto subbuglio. I ragazzini non
guardavano i telegiornali, dopotutto.
Ma si stava arrampicando sugli specchi e lo sapeva.
Nessuno l'aveva vista. Era come se fosse semplicemente svanita dalla
faccia della terra, ed era quello a preoccuparlo.
Quella ragazzina era sempre stata sorvegliatissima, perci era probabile
che chi l'avesse presa - e lui non dubitava che fosse cos - la conoscesse e
fosse conosciuto da lei.
Ma, col curriculum di Joanie, chi avrebbe potuto dire che non era un
cliente, un possibile ragazzo, un ex fidanzato? Qualcuno avrebbe potuto
seguire Joanie dal suo posto di lavoro. Occorreva scandagliare tutte le sue
abitudini. Stavano anche esaminando la vita di amici e conoscenti, specie
di quel culone del baby-sitter di casa. Quello risultava sospetto dal preciso
istante in cui gli posavi gli occhi addosso. Era un pervertito o un perfetto
finocchio? Difficile a dirsi, ma Baxter l'avrebbe scoperto.
Kira Brewer era scomparsa da oltre venti ore. Se i bambini scomparsi
non venivano ritrovati entro le prime venti ore, si riteneva che non sareb-
bero tornati.
Perch di solito, purtroppo, cos andavano le cose.
La polizia aveva finito in camera di Kira e Joanie la stava nuovamente
ripulendo. Aveva cambiato le lenzuola e messo su il nuovo copripiumino
di Barbie. Quando fosse tornata, l'avrebbe fatta davvero contenta. Da
quando Jeanette era andata a stare da Jasper, la cameretta sembrava pi
grande. Kira aveva sentito la mancanza della sorella, ma le piaceva tanto la
libert di poter fare quello che voleva, l dentro.
Tommy dava una mano a Joanie. Non parlavano, ma la sua compagnia
la faceva star meglio. Sistemarono tutti i peluche di Kira sul letto, come
piaceva a lei.
Guardando le fotografie e i giocattoli della figlia, Joanie aveva voglia di
urlare per la paura, ma si controll. Era ancora convinta che Kira sarebbe
tranquillamente rientrata, o che l'avrebbero trovata da qualche parte, smar-
rita e disorientata.
Non era morta.
Pur sapendo benissimo che nulla avrebbe impedito alla figlia di tornare a
casa da lei, sperava contro ogni speranza che Kira fosse con qualcuno che
conosceva. Qualcuno coi capelli scuri, aveva detto Mary. Joanie si aggrap-
pava a quella speranza. Era con qualcuno che la conosceva; e, chiunque
conoscesse Kira, le voleva bene. Dio non le avrebbe portato via la sua
bambina. Non sarebbe stato cos implacabile. Comunque avesse vissuto la
propria vita, quello non lo meritava. Lui lo sapeva.
Tommy le sorrise dolcemente. Sei venuta proprio bene alla tele, Joa-
nie.
Grazie, Tommy. Spero che qualcuno la veda, la riconosca e la porti a
casa.
Lui lustr il piccolo tavolo della specchiera e mormor: Anch'io lo spe-
ro, cara, anch'io.
Joanie sapeva che, come tutti gli altri, Tommy non nutriva grandi spe-
ranze.
Se Kira non fosse tornata a casa, Joanie pregava che fosse stato un inci-
dente a portarsi via la sua piccina. L'alternativa era cos terrificante che
neppure osava pensarci. Doveva continuare a scacciarsela di mente.
Nel suo lavoro aveva visto di cosa erano capaci gli uomini. Nel corso
degli anni, certi clienti l'avevano sconvolta coi loro desideri e con le loro
cosiddette esigenze, quindi non si faceva illusioni su ci che gli uomini
erano capaci di fare alle donne, alle ragazze o perfino ai bambini.
Sapeva che Kira non avrebbe mai lasciato di proposito lei o la famiglia.
Lo sapevano tutti. Ma dov'era, allora? Con chi era? Con una persona dai
capelli scuri? Quello le aveva detto Mary Brannagh, e lei le credeva.
Era poco, niente, ma non aveva altro cui aggrapparsi. Quella consapevo-
lezza le faceva venir voglia di aggredire il mondo urlando. Invece ripul la
camera della figlia e prepar tutto per il suo ritorno.
Prese una camicia da notte, se la strinse al viso e inspir il profumo della
sua bambina; vide il suo visino sorridente e ud la sua risata felice. Il sudo-
re della piccola aveva un odore cos dolce che il dolore nel petto di Joanie
parve lacerarle tutto il corpo.
Cristo, Paulie, gliel'ho cacciato, il proiettile su per il culo. Che altro
posso fare? David Smith, il capo della polizia, era irritato.
D'accordo, non ti scaldare.
Smith era arrabbiato e, per un momento, dimentic con chi stava parlan-
do. Potevamo risolverla per telefono.
Paulie stava rapidamente perdendo la pazienza. No, non potevamo.
Adesso piantala di dire stronzate e ascoltami bene. Voglio che la cosa sia
risolta e voglio che la ragazzina torni a casa, meglio prima che dopo. Mi
sono spiegato?
Smith annu. All'improvviso si era ricordato perfettamente con chi aveva
a che fare. Gli erano balzati in mente tutti i suoi rapporti passati con Paulie
Martin e aveva il terribile presentimento che Paulie intendesse usarli con-
tro di lui.
Naturalmente aveva ragione.
Paulie era stato la sua gratifica natalizia fin da quando aveva messo
piede sul primo gradino di una scala molto alta e di rapida ascesa. Negli
anni, Paulie gli aveva chiesto qualche favore e Smith aveva fatto in modo
di esaudirlo. Niente di troppo grosso; soltanto permessi garantiti per i suoi
saloni, un paio di condanne annullate... Non proprio roba da serie A, in-
somma.
Quello che preoccupava Smith era ci che lui aveva accettato in cambio.
Soldi, ovviamente, e vacanze. Una volta un'automobile, una Jaguar nuova,
per aver aiutato uno dei soci in affari di Paulie che aveva qualche problema
con le banche, a causa di certe precedenti condanne. E quelle condanne e-
rano miracolosamente svanite dal database nazionale.
In seguito, Smith aveva accettato la macchina e dieci testoni in contanti,
da cui aveva detratto due testoni per la ragazza che aveva concretamente
cancellato dagli atti il nome dell'uomo. All'epoca aveva pensato di essere
davvero in gamba. Adesso, per, si domandava se Paulie avesse intuito che
era stato lui a tenersi il grosso dei soldi e che lo aveva fatto perch spinto
dall'avidit e da una valutazione esagerata della propria importanza.
Tutto stava tornando ad assillarlo e Smith era avvilito al pensiero che i
suoi intrallazzi diventassero di pubblico dominio. Come tutti gli uomini
del suo genere, si preoccupava soprattutto dell'onta di essere scoperto, del-
la pubblica vergogna. Si preoccupava di come sarebbe stato considerato da
amici e colleghi.
Paulie sapeva tutto quello che gli stava passando per la testa e aveva vo-
glia di ridergli in faccia. Sempre e solo Smithy e la sua posizione nella
comunit. Be', avrebbe dovuto pensarci quando intrallazzava! Nessuno l'a-
veva costretto a infilarsi in quella situazione, l'aveva scelto lui. Gli piaceva
circondarsi di tipi fichi, sentirsi l'uomo da un milione di dollari di fronte ai
suoi compari.
Ma Smith credeva davvero di essere mai piaciuto a Paulie Martin? Pen-
sava che loro due fossero compari? Non sapeva che si usavano a vicenda?
Era stupido? Era davvero un cazzone, ma Paulie avrebbe fatto pressioni su
di lui per fornire a quella ragazzina ogni briciola d'aiuto possibile. Quel ti-
po era ridicolo. Non pensava che a se stesso. Anche le puttane ridevano di
lui, e le puttane piacevano, a David Smith. E anche giovani. Maggiorenni,
ma che non si vedesse.
Giovane e dall'aria vulnerabile... Avrebbe fatto un figurone sulla prima
pagina del Sun, eh? E proprio l l'avrebbe fatto finire Paulie se non stava in
riga, cazzo! Smith era suo, lo era stato fin dall'istante in cui aveva accettato
un bicchiere per i servizi resi.
Paulie non provava per lui il minimo senso di lealt. Era uno sbirro...
Peggio, era uno sbirro corrotto. Gli altri, almeno, sapevi come la pensava-
no e potevi permetterti un po' di rispetto. Quel pezzo di merda, invece, si
credeva speciale? Be', Paulie stava per disilluderlo definitivamente.
Ascolta, Dave, fagli una ramanzina e spiegagli il punto: se non aiuti un
amico, quello racconter a tutto il mondo i tuoi piccoli traffici. E di' a Ba-
xter che Joanie Brewer dev'essere trattata come una regina in visita. Quello
che  successo  abbastanza brutto senza bisogno che si comporti come se
le stesse facendo un favore solo ad ascoltarla.
Smith annu quasi impercettibilmente.
Devi darti da fare per me, ora, Davie bello, come io mi sono dato da fa-
re per te in tutti questi anni. Si chiama patto, capisci, e io ho fatto la mia
parte, no? Be', adesso tocca a te. Cagherai bolle di chewing-gum, se te lo
dico io, chiaro?
Il capo della polizia annu ancora una volta, la faccia bianca e tirata, ogni
spavalderia dissolta.
Ho detto chiaro?
Paulie aveva sbraitato e Smith balbett, impaurito: Okay, Paulie,
okay.
Non cercare di fottermi, Davie bello, perch manca un pelo che am-
mazzi qualcuno io stesso, e non vogliamo che il cadavere sia il tuo, giu-
sto?
Smith annu di nuovo e Paulie comprese di aver detto abbastanza, per il
momento. Chiaramente, Smith non era contento della situazione, ma sape-
va di non poter fare nulla. Cos avrebbe imparato a restare entro i confini
della legge, in futuro. Quindi almeno qualcosa di buono ne era venuto.
Il problema grosso di Smith era liberarsi di Paulie una volta per sempre,
dopo quella storia. Aveva capito di dover prendere le distanze da quel-
l'uomo il pi presto possibile. La faccenda poteva scoppiargli in faccia, se
non stava attento. Ora gli era perfettamente chiaro quello che lo aspettava.
La prima volta che aveva accettato un regalo da Paulie, gli era stato dato
con tale discrezione che non gli era sembrato di fare davvero qualcosa di
sbagliato. E poi, all'epoca, era stato il suo capo a incoraggiarlo. In effetti,
era stato lui a presentare Smith a Paulie, tanto per cominciare, quindi non
gli era sembrato discutibile neppure la met di quanto avrebbe dovuto. Se
il suo boss ci stava, perch non lui?
Sua moglie ne era stata felicissima: quei soldi in pi e la bella vita... E, a
essere onesto, ne era stato felicissimo anche lui. Donne quante ne voleva,
disponibili ventiquattr'ore al giorno. Aveva anche messo a disposizione le
donne ai suoi amici, godendo della loro incredulit di fronte a ci che lui
poteva ottenere con una semplice telefonata. Gli piaceva esibire il potere.
Aveva finto che Paulie avesse soggezione di lui, e adesso si domand se
ci aveva creduto sul serio. Fino a quel momento, la sua patina di rispettabi-
lit non era mai stata messa in dubbio. Ora che era successo, si pentiva di
tutto ci che aveva detto o fatto con Paulie Martin. Ogni spacconata, ogni
promessa, era l centuplicata di fronte a lui.
Sta' certo che i tuoi peccati ti troveranno.
Sua madre non aveva idea di quanto fosse vero quel detto.
Penny Cross lavorava al SupaSnaps da cinque anni e amava il suo lavo-
ro. Le piaceva guardare le foto quando sbucavano fuori e lei riusciva a ru-
bare un'immagine della vita degli altri. Era una pettegola e di conseguenza
amava raccogliere quei piccoli indizi sulle vacanze, sui compleanni o sulle
semplici gite delle persone.
Il volto di Kira era sulla prima pagina del giornale locale. L dentro la
scomparsa della ragazzina era sulla bocca di tutti, perch tutti la conosce-
vano. Penny si sentiva offesa dal fatto che avessero scelto una foto scola-
stica e non una delle tante sviluppate da lei. A Joanie piaceva scattare foto
ai bambini, Penny lo sapeva meglio di chiunque.
Era stata Joanie a dirle che suo marito aveva un'altra. Come quasi tutti
nella zona, Penny si faceva fare le carte, ogni tanto. In seguito, Joanie era
stata gentile con lei, ma Penny sapeva che suo marito se n'era andato per-
ch la ragazza, una certa Pauline Garston, poteva avere figli. Ne aveva gi
avuti due, da lui, quando Penny aveva saputo di lei.
Pauline aveva dieci anni di meno ed era molto pi fertile. Ormai Penny
poteva riderci su, per all'epoca si era sentita menomata.
Ma era acqua passata.
Era luned mattina e aveva un po' di arretrati da sabato, perci era me-
glio muovere le chiappe.
Mentre sorseggiava il caff, all'improvviso vide uscire dalla macchina
alcune fotografie di Kira Brewer. Il suo cuore perse un colpo.
Kira doveva aver lasciato il rullino sabato, ma Penny non l'aveva vista.
Chi c'era l al lavoro con Penny quel giorno? Doveva essere Maurice, quel
giovanotto appena uscito dalla scuola. Strano, sullo scaffale non sembrava
esserci nessuna busta coi dati del cliente.
Penny raccolse le fotografie e le fiss. Quello che vide non le piacque,
soprattutto dopo ci che era successo, dopo la scomparsa della ragazza,
dopo le ricerche a tappeto.
Poi si spavent. Non sapeva bene che cosa fare. Doveva dare le foto alla
polizia o a Joanie? Non voleva problemi.
Guard ancora attentamente quelle immagini inquietanti per cinque mi-
nuti buoni e poi compose il 999. Le avrebbe date alla polizia, forse pote-
vano servire. Tuttavia, mentre le riponeva in una busta marrone e le chiu-
deva a chiave in un cassetto, per consegnarle ai poliziotti quando fossero
arrivati, la paura non la abbandon.
Della sent le urla prima ancora di entrare in casa. Infilando la chiave
nella serratura, la scandalizz il pensiero che i vicini sentissero quel rumo-
re.
Joseph e suo figlio stavano litigando, ma era Joseph a gridare. In un cer-
to senso, era inimmaginabile per lei che fosse Little Tommy; parlava sem-
pre tanto piano... Si affrett a raggiungere il salotto e vide Tommy acquat-
tato sul divano e Joseph che lo sovrastava con un pugno alzato.
Che diavolo sta succedendo?
I due uomini la guardarono per alcuni lunghi istanti. Poi Joseph abbass
il braccio. Come mai sei tornata cos presto? chiese. Lo disse come se
Della avesse fatto qualcosa di brutto, di subdolo. Era soltanto tornata a ca-
sa sua!
Scusa? Ora devo chiedere il permesso per rientrare in casa mia?
Tommy attese la reazione del padre, aspettandosi che la sbattesse a terra
con un colpo solo come faceva con la madre di Tommy se osava rispon-
dergli in quel modo.
Joseph invece sorrise - sorrise davvero - e disse: Sei entrata mentre sta-
vamo discutendo una questione di famiglia, amore. Siediti, che preparo un
t, eh?
Il tono la rabbon un poco, ma lei continuava a domandarsi che cosa
stesse accadendo. Volevi picchiarlo? Guard Tommy. Voleva picchiar-
ti?
Tommy non rispose, ma ammise con se stesso che quella donna gli pia-
ceva sempre di pi, soprattutto perch la sua voce era aumentata di volu-
me.
Sto parlando con te, Joseph Thompson, perci  meglio che mi rispon-
di!
Joseph usc dalla stanza e and in cucina. Fu chiaro a tutti che non a-
vrebbe detto una parola.
Della si rivolse a Tommy. Che diavolo sta succedendo?
Lui si tir su a fatica. Era evidente che aveva pianto.  meglio se lo
chiede a lui, Della. Mi dispiace che lei abbia dovuto assistere a tutto que-
sto. Mi dispiace davvero.
Credo di dover sapere che cos' successo. Tommy?
Lui scosse tristemente il capo. Deve parlare con mio padre, davvero.
In quel momento, Joseph rientr nella stanza. Fuori, bastardo incapace!
Va' fuori da questa casa e sta' fuori dalla mia vita. Se mi capiti ancora sotto
gli occhi, ti ammazzo.
Della era profondamente scossa. Non avrebbe mai creduto che Joseph
fosse capace di parlare cos a qualcuno, figurarsi al proprio figlio. Tommy
fiss il padre e lei vide l'odio nei suoi occhi, lo stesso odio che si specchia-
va negli occhi del padre.
Su, diglielo, Tommy. Forza, se ne hai il coraggio. Chiss perch, Jo-
seph stava quasi ridendo. Nei guai ti ci metterai tu, figliolo, non io.
Lento e pesante, Tommy usc dalla stanza. Sembrava che camminasse
nell'acqua.
Credevi che non ci fossi arrivato, vero? Be', pensaci, ragazzo, e pensaci
bene. Io non ho fatto niente, ricordi? Niente. Sei stato tu, a tutti gli effetti,
non io. Se n' occupata tua madre, bello. Ricordatelo, la prossima volta che
senti il bisogno di aprire quel tuo forno.  stata opera di tua madre, non
mia.
Della guard uscire Tommy e, per la prima volta in vita sua, rimase
ammutolita. Poi ripet: Che diavolo sta succedendo?
Joseph scosse la testa. Non ha mai superato la morte della madre e con-
tinua a rivangare il passato. Ammetto di non essere stato sempre gentile
con lei, Della, ma  dura avere una moglie costretta a letto per quasi tutto il
tempo. E per giunta avevo sul groppone lui. Scosse ancora la testa e al-
larg le braccia, a comprendere lei e la stanza. Non sai che cosa significa
per me tutto questo, Della. Questa vita che ho con te. Senza dover cucinare
e pulire per una donna malata e per un figlio che dava ascolto a tutte le cat-
tive parole che lei diceva su di me. Lei ha scavato un abisso tra me e lui,
un abisso che Ges Cristo in persona faticherebbe a colmare. Era gelosa, e
in questo Tommy  come lei: sa che, per una volta, sono davvero felice.
Non sopporta che io abbia una donna vera, bella, che adoro. Non gli va
gi, cos  venuto qui a rivangare di nuovo il passato, che sarebbe meglio
lasciare morto e sepolto.
Appariva sconfitto, rattrappito, e Della prov una gran compassione per
lui.
Anche i complimenti avevano aiutato.
Era adorata, no?
Be', era un buon inizio. Dimenticato ogni dubbio, lo abbracci e lo strin-
se forte. Adesso hai me, gioia.
Lui le sorrise e disse: Lo so, Della, e per questo ringrazio Dio ogni
giorno.
Camminando verso casa, Tommy si sent montare dentro la nausea. Non
intendeva tollerare che il padre parlasse della madre. Sua madre era buona,
anche se era debole, e aveva dovuto sopportare quello scimmione e le sue
prepotenze fino alla morte.
Be', un coniglio si poteva scuoiare in molte maniere e lui avrebbe fatto
in modo che il padre pagasse per quelle parole e per quello che aveva fatto
in passato. Aveva sempre tenuto Tommy sotto controllo. Anche quel gior-
no gli aveva ricordato certe cose, in modo da tenerlo al suo posto.
Ormai per era tutto inutile. Era la guerra. E lui, Tommy, l'avrebbe vinta
a mani basse. Della avrebbe capito chiaramente che cosa si era accollata.
La poliziotta guard le fotografie e sospir. Non era affatto una buona
cosa. In realt, gettava una luce nuova su tutta la storia.
Infil le foto nella borsa e prese il numero di telefono e l'indirizzo di
Maurice Delray. Poi, con la borsa ben stretta al petto, usc dal SupaSnaps.
Penny Cross la guard andare via e si domand se avesse fatto la cosa
giusta. Joanie era una buona amica nel suo genere e Penny era sicura che
quelle terribili fotografie non potevano aver nulla a che fare con lei. E poi,
riflett, Joanie faceva la vita. Quel genere di roba probabilmente era rou-
tine per lei.
Prese il telefono e cominci a chiamare le sue amiche per sentire che ne
pensavano.
In fondo, di l a poco, le fotografie sarebbero state comunque di dominio
pubblico.
13
Maurice Delray era nervoso. Oleta, sua madre, lo fissava come se gli
fosse appena spuntata una seconda testa. Era totalmente sconvolta. Si sent
sommergere da un'ondata bollente di paura, tutto per via del poliziotto in
soggiorno. Pareva cos fuori luogo, l, immobile, in divisa nella loro casa
pulita e ordinata. Oleta era terrorizzata all'idea che il suo Maurice si fosse
messo in qualche guaio.
Guardando il figlio, vide la tensione sul suo volto e il terrore negli occhi.
Se avesse preso la strada di Wendell, suo fratello, lei avrebbe dovuto esse-
re pi dura di quanto non fosse mai stata, per avrebbe impedito a quel ra-
gazzo di darsi al crimine.
Wendell stava scontando diciotto anni per rapina a mano armata e ormai
per lei era come se non esistesse pi. Sarebbe stato lo stesso se lei fosse
rimasta a St. Lucia e lui fosse tornato a vivere con un padre che non aveva
lavorato onestamente un solo giorno in vita sua.
Quand'era arrivata in Inghilterra, aveva cercato di dar loro una vita one-
sta, ma era stata dura. Wendell non era mai stato tipo da prendere ordini.
Era figlio di suo padre, in quello.
Adesso Oleta lavorava dodici ore al giorno nella mensa di una fabbrica a
Barking, stava comprando il suo piccolo appartamento e mandando all'u-
niversit il figlio minore, Maurice. Li aveva rimessi in sesto, assicurando
loro una vita dignitosa, diversa da quella scelta dal marito. E in suo figlio
Maurice stava raccogliendo i frutti di quella vita conquistata con fatica. Al-
lora, cos'era quella storia? Si stava torcendo le mani per il terrore e la delu-
sione.
Che cosa vuole?
La voce di Maurice tremava di paura e tensione. L'inflessione caraibica
era l, appena percepibile ma presente. Il poliziotto l'attribu al nervosismo.
Vorremmo parlarti di Kira Brewer.
Maurice vide la madre sbiancare in volto.
Non sapeva chi fosse, dichiar, non l'aveva mai vista in vita sua.
Allora il poliziotto gli mostr la sua fotografia.  la ragazzina scompar-
sa. L'avrai vista in televisione o sui giornali...
In quel momento, il poliziotto si rese conto che in quella stanza non c'era
un televisore, ma soltanto una piccola radio portatile. La casa era immaco-
lata, tanto pulita da scintillare. Divano e poltrone erano ancora coperti dal-
la plastica originale e il tappeto era circondato da una guida per tenerlo pu-
lito. Sulle pareti c'erano stampe con soggetti religiosi in bei colori pastello.
Tutte mostravano un Ges bello e biondo con gli occhi rivolti all'alto dei
cieli.
Il ragazzo annu lievemente.
L'hai vista al SupaSnaps, sabato?
Maurice riflett per un momento, con la massima attenzione, consapevo-
le che si trattava di una domanda importante. Poi scosse la testa. No, non
l'ho vista l. Me ne ricorderei. Ma sulla busta dovrebbe esserci il nome del-
la persona che ha portato il rullino a sviluppare.
Il poliziotto annu. Ma non c'era nessuna busta, vedi. Ci chiedevamo se
magari hai sviluppato le fotografie per fare un favore a un amico o un pa-
rente.
Maurice scosse la testa ancora una volta. No, non farei mai una cosa
del genere. Potrei perdere il lavoro.
Il poliziotto gli credette; da quel ragazzo traspariva un'innata onest.
Oppure era un ottimo attore, ma l'agente non ne era convinto. Quando lo
aveva visto l, Maurice aveva quasi avuto un infarto.
La maggior parte dei ragazzi con cui aveva a che fare mentiva come se
niente fosse, e mentiva bene. Vide la madre tranquillizzarsi, mentre il ra-
gazzo rispondeva alle domande in un modo chiaro e conciso. Fu lieto di
non darle problemi; sembrava una brava donna. Puoi venire gi al com-
missariato con me, figliolo? Soltanto per escluderti. Impronte digitali e ro-
ba del genere.
Maurice annu, ma chiaramente non ne era contento.
Possiamo farti venire a prendere da un'auto civetta, se vuoi. L'agente
si rese conto che la madre non aveva idea di che cosa fosse. Cio, Mrs
Delray, possiamo mandare un'auto normale al posto dell'auto della polizia.
Cos nessuno sapr dove sta andando.
Vide la gratitudine sul viso della donna. Per lei, i vicini erano importan-
tissimi e lui lo capiva. Quella donna stava ancora cercando di far dimenti-
care Wendell. Il piedipiatti sapeva tutto di lui, ma fu abbastanza accorto da
non rivelarlo.
Maurice sorrise alla madre, che gli sorrise a sua volta.
C'erano volte in cui l'agente odiava il suo lavoro, ma cercava di non farlo
pesare alla gente con cui doveva trattare. Era in minoranza al commissaria-
to, non il prediletto della compagnia. Per la maggior parte dei suoi colle-
ghi, la loro missione consisteva nel complicare la vita il pi possibile a tut-
ti e a chiunque non fosse nel Corpo.
Ma vedere il viso di quella donna, ora, valeva ogni secondo della secca-
tura di non essere quel genere di poliziotto.
Della era preoccupata per il comportamento di Joseph nei confronti di
Tommy. Ripensandoci, aveva concluso che non gliel'aveva raccontata tut-
ta. Non le aveva spiegato ci che era successo tra loro, neppure a grandi li-
nee. L'aveva fatta fessa con quelle moine, con quei ti amo e ti adoro.
Ma lei voleva la storia vera.
Ora che si era messa ad assillarlo, per, Joseph aveva ricominciato a
perdere la pazienza. Della vedeva chiaramente che la rabbia stava crescen-
do.
Lascia perdere, Della. Sono affari di famiglia.
Adesso sono io la tua famiglia, no?
L'uomo sospir e si pass la grossa mano sulla faccia sudata. Era nervo-
so e arrabbiato, una combinazione letale per Joseph Thompson, ma lei non
doveva saperlo.
Della insistette, ignara di quanto stava rischiando. Ma cosa intendevi
quando hai detto: 'Diglielo, Tommy, se ne hai il coraggio'? Era decisa ad
arrivare sino in fondo.
Non intendevo niente.
Della non si lasci scoraggiare. Be', doveva pur significare qualcosa.
Non  una frase che si usa, se non c' niente da dire.
Joseph la afferr per un braccio e la spinton verso il divano. Non si-
gnificava niente! Ero solo seccato. Ora la piantiamo con 'sta storia? Porca
troia, ragazza, ma prima che lavoro facevi? Distribuivi i viveri ad Au-
schwitz?
Nessuno le aveva mai parlato in quel modo. L, stesa sul divano, Della si
rese conto che Joseph non era cos disponibile come lei aveva creduto. In
realt era pericoloso; sembrava capace di farle del male sul serio.
Mentre lo fissava, la sua figlia maggiore entr dalla porta sul retro. Della
non era mai stata tanto contenta di vedere qualcuno.
Patricia, la figlia maggiore di Della, era tutta suo padre: bassa, grassot-
tella e molto mansueta. Le sue tre figlie erano estroverse come la nonna e,
quand'era il caso, sapevano richiamare l'attenzione facendo un gran chias-
so.
Che sta succedendo, mamma?
Joseph la implor con gli occhi e Della, pur intuendo che non era la cosa
pi saggia da fare, nascose tutto. Nessuno doveva sapere che nel giardino
non c'erano soltanto rose e fiori. Niente, tesoro. Metti su l'acqua per il t.
Pat obbed, ma c'era qualcosa che non andava e lei lo sapeva. E, soprat-
tutto, le bambine lo avevano capito.
Tutte guardavano il loro nuovo nonno a occhi spalancati, tranne la pi
piccola, Aurora, che gli salt in braccio per farsi coccolare.
Quel giorno, per, la vista non riemp Della di gioia; la mise a disagio e
lei non sapeva bene perch.
Sotto la superficie, la collera di Joseph continuava a ribollire e ci la
preoccupava.
La preoccupava parecchio.
Lorna era davanti a casa di Jon Jon e lui le pass accanto senza vederla.
La pancia sembrava farle da zavorra e la ragazza ansimava, cercando di
raggiungerlo.
Jon Jon!
Lui si ferm con calma sul bordo del marciapiede e aspett che lei lo
raggiungesse. Cosa? Era una domanda e anche un modo di liquidarla.
Lorna non si sentiva affatto sicura che quella fosse la cosa giusta da fare.
Jon Jon guard dall'alto in basso quel viso che aveva perso la sua occa-
sione di essere grazioso. Non ho tutta la giornata da perdere, Lorna.
Lei si morse le labbra prima di rispondergli e il gesto la fece apparire
giovanissima. Per pochi istanti, lui intravide la ragazza sotto il trucco e sot-
to la patina di durezza. Vide quello che sarebbe diventata Jeanette, se non
fosse stata attenta. Jeanette era sulla stessa strada di quella disgraziata, sol-
tanto che era troppo stupida per capirlo. Ho sentito certe chiacchiere... Ho
pensato che bisognava dirtelo.
Le rise in faccia. Che cosa sono, un cazzo di pescivendolo? Ti sembro
come te?
Lei scosse la testa. Riguarda tua sorella. Tua sorella Kira, cio.
Improvvisamente Jon Jon era tutto orecchi. Cos'?
Lorna non era ancora sicura di quanto stava per fare. Voleva guadagnar-
si qualche punto nella stima di Jon Jon, ma forse non era quello il modo.
Earl strombazzava dalla macchina e lei sapeva che Jon Jon aveva fretta.
Doveva spiegarsi il pi rapidamente possibile.
Lorna continuava a dirsi che sua cugina non era una contaballe, perci
quello che le aveva detto si avvicinava tanto alla verit da somigliarle co-
me una goccia d'acqua.
Be', ti decidi a sputare?
Spaventata, lei disse:  Little Tommy Thompson.
Jon Jon sospir e disse, secco: Allora?
 gi stato condannato per molestie.
Lui si pass una mano sulla faccia. Hai parlato con Monika?
La ragazza scosse la testa. No, Jon Jon, l'ho sentito da mia cugina,
Carly Lanesborough. Lo conosce da quando abitavano su a Bermondsey.
Lui l'afferr per un braccio. Sali in macchina!
La spinse dentro e lei atterr goffamente sul sedile posteriore, col pan-
cione che le impacciava i movimenti.
Parti! Si va a Bermondsey.
Earl mise in moto.
Non chiese neppure che cosa stesse succedendo, lo avrebbe scoperto
presto. Era quello il bello, con Jon Jon: non la tirava per le lunghe. Andavi,
facevi quello che dovevi fare e basta.
Carly abitava in un piccolo, grazioso appartamento con suo marito Co-
lin. Era l'opposto della cugina e Jon Jon ne fu lieto. Se avesse dovuto sop-
portare un'altra Lorna, forse non avrebbe potuto contare sulla propria pa-
zienza, gi precaria. Preparando il caff per tutti, Carly gli rifer ci che sa-
peva. Ero di passaggio dalle vostre parti quando mi  venuta in mente la
faccenda di tua sorella. Lo sanno tutti, comunque, coi telegiornali eccete-
ra.
Lui annu. Stava cercando di giustificarsi per aver spettegolato; poteva
capirla.
Comunque, ho sentito di questo Tommy, e, se  lo stesso che conosco
io,  stato accusato di aver molestato una ragazzina. Poi non se ne  fatto
niente, meglio che te lo dica subito. Alz le mani. Ma  stato accusato
dalla famiglia della ragazza e in seguito si  trasferito, insieme con suo pa-
dre. Nessuno ha saputo dove. Sono scomparsi e basta. Ma se  lui  una
grossa coincidenza, no?
Jon Jon annu. Dimmi che cosa sai di lui, Carly. Che aspetto aveva?
Era un tipo grosso e grasso e viveva con suo padre. Non sono rimasti in
zona per molto. Lui aveva un mucchio di bambole e certe bambine anda-
vano a casa sua a giocarci.
A quelle parole, Jon Jon sent il cuore che galoppava.
Comunque, una ragazzina ha detto di essere stata toccata, tutto qui.
Come puoi immaginare, all'epoca tutto il vicinato ha dato loro la caccia,
ma subito dopo abbiamo saputo che la denuncia era stata ritirata. Poi loro
se ne sono andati affanculo e nessuno ci ha pi pensato, finch non  suc-
cesso tutto questo.
Sai perch la denuncia  stata ritirata?
Lei scosse la testa. Ho sentito dire che  stato perch la nonna o la zia o
qualcosa del genere era la fidanzata del padre, ma sai come sono i pettego-
lezzi. Comunque adesso abitano alle case popolari al Canary Wharf. Si
chiamavano Rowe... In pratica  tutto quello che so.
Baxter fiss le fotografie e si sent stringere il cuore. Fra tutte le cose che
si era aspettato, quello non lo aveva mai messo in conto.
Le guard ancora una volta e vide una Kira che non si sarebbe mai a-
spettato di vedere. Sembrava incredibilmente distante dalla bambina della
foto scolastica. Impiastricciata di trucco, pareva un'adulta. Ma erano stati
soprattutto gli occhi a catturare la sua attenzione.
Lo sguardo di chi la sa lunga.
Lo sguardo di chi sta offrendo il piacere, di un'undicenne decrepita.
Lo sguardo della madre.
Era una Joanie rinata, quello era il vero shock. Si sent come se gli aves-
sero dato un pugno nello stomaco, come se gli avessero tolto l'aria. No,
proprio non si era aspettato una cosa del genere. Ma era il pensiero di par-
larne a Joanie, a preoccuparlo di pi.
Se le foto rappresentavano quello che pensava lui, allora o Joanie era al-
l'oscuro di molte cose o era un'attrice migliore di qualsiasi premio Oscar.
Fiss ancora una volta le foto. Non riusciva a credere a quello che vede-
va.
Jeanette stava preparando i suoi pochi bagagli per tornare a casa dalla
madre. Era contenta di tornare, a dire il vero. Jasper sapeva come si sentiva
e, onestamente, la capiva. Se avesse potuto, anche lui avrebbe preferito vi-
vere da un'altra parte. Nessuno avrebbe scelto di trascorrere del tempo con
Karen. Adesso che era preda dell'alcol, era un incubo.
Mentre Jeanette faceva la valigia, la madre di Jasper riferiva l'opinione
di tutti sulla scomparsa della sorella. Senza riguardo per i sentimenti di Je-
anette, disse:  morta, tesoro, questo  sicuro.
La ragazza chiuse gli occhi per un istante, angosciata. Ti spiace, Ka-
ren? Stai parlando della mia sorellina.
Il tono era stato secco, sgarbato, e la cosa non era sfuggita a Karen Co-
pes, che si trovava a quello stadio di ubriachezza in cui si andava proprio
in cerca di una situazione come quella. Ti sto solo dicendo quello che ho
sentito. Le parole erano smozzicate e a malapena comprensibili. Karen
faticava a mettere a fuoco le immagini e sbatteva le palpebre, cercando di
fronteggiare Jeanette. Senza un nesso logico, not come fosse ordinata la
stanza, ora. Jeanette l'aveva pulita da cima a fondo e ci, per qualche ra-
gione, irrit Karen. Pareva una forma di disprezzo per lei e la sua casa.
Sei troppo in alto per noi, ultimamente, vero?
Jeanette non le rispose; sapeva che era inutile.
Pensi che la tua merda non puzzi? Be', ho sentito che tua madre  mes-
sa male, signorina. La tua sorellina subiva violenze e lei sapeva tutto.
In una parte del suo cervello, Jeanette sapeva che quelle erano soltanto
chiacchiere da ubriaca e che attaccar briga era tipico di Karen. Ne aveva
sempre voglia quando aveva bevuto e, di solito, era la povera Junie a farne
le spese.
Ma sapeva pure che doveva esserci un granello di verit nel fatto che gi-
rasse una voce. Le voci, nel caseggiato, erano sempre eccessive, per quello
alla gente piacevano tanto. Piacevano anche a lei, quando non riguardava-
no la sua famiglia. Ora, per, c'era in gioco il suo onore... Tuttavia, per
amore di Jasper, era disposta a lasciar correre. Perci continu a fare la va-
ligia, anche se il suo pi grande desiderio era uccidere quella donna.
Karen prese il silenzio come una conferma di quello che aveva detto.
Allora, non hai niente da ribattere? La verit fa male, vero?
Perch non chiudi quella bocca, Karen?
La donna si mise a ridere cos forte che dovette sostenersi allo stipite
della porta. Si va a casetta dalla Mamma dell'Anno, eh? Joanie la troia.
Jeanette chiuse gli occhi e cerc di controllare la rabbia. Solo lei poteva
dire quello che voleva sulla propria madre. Nessun altro poteva farlo. Di
certo non con lei presente. Se tu fossi una madre buona la met della mia,
saresti perfetta, Karen.
La ragazza aveva abboccato e Karen era al settimo cielo. Voleva ottene-
re una reazione ed era stata accontentata. Si fissarono per alcuni istanti,
l'atmosfera carica della loro ostilit.
Avr i miei difetti, ma almeno per i miei figli ci sono, biascic Karen.
I tuoi figli ti odiano! Sei una barzelletta, la beona del quartiere.  gi
abbastanza brutto in un uomo, ma in una donna  disgustoso.
Jeanette aveva parlato con voce bassa e intensa. Karen sapeva che stava
dicendo sul serio.
Mia madre, con tutti i suoi difetti,  una donna buona, una brava perso-
na. E sai una cosa? A differenza dei tuoi figli, noi le vogliamo bene. Qual-
siasi cosa abbia fatto, l'ha fatta per noi, per il nostro bene; tu forse non lo
sai, ma noi s!
Se vostra madre  cos meravigliosa, com' che tua sorella  finita nel-
l'elenco delle persone scomparse?
Una parte di Karen sapeva di essere ingiusta, sapeva di dire cose cattive,
odiose; per lei le disse comunque. Quella ragazza non se ne sarebbe anda-
ta senza una scenata, quello Karen l'aveva deciso. Era come tutti gli altri.
Tutti credevano di essere cos in gamba, cos splendidi, cazzo, ma non era-
no migliori di lei.
Vivevano tutti in quel misero caseggiato popolare e tutti sopravvivevano
a malapena, sognando il giorno in cui il comune li avrebbe spediti in qual-
che posto migliore, anche se ormai il danno era fatto. I figli erano fuori
controllo e i genitori si erano separati o erano troppo abituati a quell'am-
biente per poter vivere altrove.
C'era da ridere, osservando il modo in cui certi si davano ancora un sac-
co di arie, col loro schermo piatto del cazzo e coi programmi di giardinag-
gio. Quello era il buco del culo del mondo. Prima se ne rendevano conto,
meglio era.
Aveva sentito che Jon Jon voleva comprare un cavallo. Chi cazzo si cre-
deva di essere? Chi cazzo si credevano di essere tutti quanti i Brewer,
compresa questa qui?
Ritira quello che hai detto, Karen.
Lei rise. La verit fa male, eh? Tua sorella  scomparsa, no? O mi 
sfuggito qualcosa? Forse si  soltanto persa, giusto?
Jeanette si lecc le labbra, guardando quella megera che vomitava mali-
gnit davanti a lei. Era come se avesse fatto scoppiare una vescica e il pus
ributtante fluisse dalla bocca della donna, sotto forma di parole odiose. Ma
Jeanette cap pure che l'oggetto di quell'astio avrebbe potuto essere chiun-
que, che Karen era pronta a colpire e lei era soltanto lo sfortunato bersaglio
del giorno. Ma quello che diceva era talmente perfido, e talmente ingiusto
nei confronti della madre, che non importava nulla cosa Jeanette pensasse
della madre. La verit era che, a suo modo, aveva ben provveduto ai suoi
figli.
Le carte non gliel'hanno detto, a tua madre, dov' la bambina? Si fa una
fortuna alle spalle degli altri con le sue letture. Non pu consultare i taroc-
chi e farsi dire l'indirizzo di quella poverina?
Jeanette resisteva, ma per riuscirci doveva fare appello a ogni briciolo di
energia. La madre di Jasper era ancora in piedi soltanto perch era la ma-
dre di Jasper. Per nessun'altra ragione. Fosse stata un'altra persona, Jeanet-
te l'avrebbe usata per strofinare il pavimento.
Ma Karen Copes non aveva ancora finito. Anzi aveva appena comincia-
to. Mi stupisce che non abbiano arruolato te per il marciapiede. Cio,  un
fatto ereditario, no? La puttaneria  un affare di famiglia... Anche tua non-
na la sbatteva in faccia a mezzo mondo. E tu ti credi al di sopra di me e dei
miei? Nessuno di voi sa chi era suo padre. Nessuno ha la minima idea da
dov' venuto. Siete dei bastardi, gentaglia, tutti quanti! Prese le sigarette e
se ne accese una, aspirando profondamente prima di aggiungere, in tono
disinvolto:  questo che  successo a Kira, allora? L'hanno maciullata, eh,
e non  tornata a casa?
Non furono soltanto le parole a far esplodere Jeanette, fu il sogghigno
che le accompagn. Il colpo, quando and a segno, fu pi duro di qualsiasi
altro colpo Karen avesse mai sperimentato in vita sua.
Karen Copes era stata pestata da tutti quelli che erano entrati nella sua
orbita, una volta o l'altra. Marito, figli, amici, parenti... A un certo punto,
tutti erano stati spinti a suonargliele, a causa della sua boccaccia. Ma da
nessuno si era mai presa quello che si stava prendendo in quel momento.
Jeanette era come posseduta dal demonio. Dietro ogni pugno e ogni cal-
cio stavano tutte le sue preoccupazioni, le paure, il dolore. Mentre aggre-
diva quella donna, che le aveva fornito una scusa per dar sfogo alle sue
emozioni, Jeanette non riusciva a pensare ad altro che alle parole appena
udite. Poi, quando ebbe finito, Jeanette guard il corpo sanguinante sul pa-
vimento e si mise a piangere. Che cosa aveva fatto? Come poteva tornare a
casa dalla madre e portarle altri problemi? Non poteva, non sarebbe stato
giusto nei suoi confronti. Non ora. Jeanette aveva appena suggellato il pro-
lungamento del proprio esilio e si odiava per quello.
Poi vide Junie che la guardava e tese le mani in un gesto di supplica.
Non si era neppure accorta che la ragazza era in casa.
Mi ha provocato, Junie, mi ha provocato troppo.
La sorella di Jasper annu, indifferente. Non era una novit per lei.
Sopravvivr. Vattene fuori di qui per un po', mentre io chiamo l'ambu-
lanza. A lei ci penso io, non preoccuparti.
In realt, in quel momento, Junie odiava sua madre pi di quanto l'aves-
se mai odiata. Dopotutto aveva sentito ogni parola crudele che lei aveva
pronunciato.
Sylvia aveva tutta la documentazione degli affari di Paulie. Aveva ripuli-
to le tre casseforti che teneva in casa e stava sfogliando quei pezzi di carta
come fossero polvere d'oro. E per lei lo erano, naturalmente.
Lo aveva fatto seguire per mesi, e adesso sapeva tutto di lui. La relazio-
ne con quella Brewer l'aveva stupita, per. Conoscendo la sua predilezione
per le donne pi giovani, in realt si era sentita quasi gelosa di quella pro-
stituta che, a quanto pareva, aveva attirato l'attenzione del marito. Anche il
figlio lavorava per lui.
Ora la bambina di quella donna era scomparsa, e quello era terribile.
Qualsiasi cosa fosse, Sylvia era sempre e comunque una madre.
Lei considerava le proprie figlie un investimento per il futuro. Finch le
aveva con s, era al sicuro. Aveva qualcosa per scavalcare Paulie. Qualco-
sa per continuare a far piovere soldi.
Sapeva del marito tutto quello che c'era da sapere, e il vecchio detto se-
condo cui sapere  potere non le era mai parso tanto vero. Se lui fosse
stato d'accordo, e Sylvia ne era sicura, lei avrebbe accettato una liquida-
zione e si sarebbe fatta da parte, dimenticando tutto ci che sapeva. In caso
contrario, avrebbe fornito ogni informazione in suo possesso alle autorit
competenti, correndo i rischi del caso.
Ma quella prospettiva non la preoccupava troppo. Se Paulie sapeva cura-
re i propri interessi, lei non era da meno. Scosse la testa osservando le car-
te, poi le ripose. Le ragazze erano da sua madre per qualche settimana, fin-
ch le acque non si fossero calmate.
Sylvia si prepar un bagno e rimase sdraiata nell'acqua calda, godendosi
la solitudine e l'aroma di ylang-ylang.
Chiuse gli occhi e si mise a canticchiare a bocca chiusa. Amava quella
casa, ma l'amava soprattutto quando lei era sola. Paulie non l'aveva mai
capito, quel suo bisogno di essere sola, a volte.
Aveva imparato, per. Lei si era fatta un dovere d'insegnargli le buone
maniere, come diceva a se stessa. Se lo avesse lasciato fare, si sarebbe ri-
trovata come una di quelle tremende mogli dei suoi soci in affari: oche
bionde passatelle con mariti pieni di donne, capaci di parlare soltanto di
ville, lettini solari e dei loro stupidi figli.
Be', quella non era roba per Sylvia. Non intendeva finire i suoi giorni
con un uomo privo della minima educazione e ancor meno personalit del
Labrador che, grazie al cielo, lui aveva sepolto in giardino due anni prima.
Era stata l'unica occasione in cui Paulie si era opposto al volere di Sylvia,
quella in cui le ragazze avevano voluto un cane. L'avevano tormentata e lei
aveva detto di no; poi, un giorno, lui era tornato dal deposito di rottami di
un amico col cucciolo in una scatola di cartone.
Quel giorno, le ragazze erano state tutte per lui e Sylvia aveva imparato
una lezione preziosa: non permettere mai che credano che lui abbia a cuore
il loro interesse; deve sembrare che tutto nasca da te. Di conseguenza, le
ragazze avevano sempre creduto che lui non avesse la minima intenzione
di comprare i cavalli; pensavano che fosse stata la loro madre a convincer-
lo.
Sorrise a quel pensiero.
Tutto bene, Sylv?
Apri gli occhi di scatto nell'udire la voce del marito. Per una frazione di
secondo, credette di avere le allucinazioni. E invece eccolo l, sulla porta
del bagno, del tutto a suo agio, nonostante l'ingiunzione che gli vietava
l'ingresso in casa. Sylvia si drizz a sedere e il movimento brusco fece
schizzare acqua su tutto il pavimento.
Oh, Sylv, non  da te fare tutto 'sto casino, no?
La donna era sbalordita.
Adesso alza quel culo lardoso dalla vasca e portalo gi dalle scale, cos
possiamo fare una chiacchierata.
Il viso di lei era tutto rughe, lo sbigottimento evidente.
E, mentre lei se ne stava seduta l, Paulie la guard da capo a piedi. Poi,
per essere certo che capisse cosa stava pensando, disse: Cazzo, Sylv, sen-
za veli fai sfaceli!
Paulie rise di quella rima sciocca, consapevole che stava irritando a mor-
te la donna e godendosela pi che mai.
14
La vecchia apr la porta e squadr il ragazzo con nuda ostilit. Jon Jon
seppe d'istinto che quella donna aveva affrontato pi combattimenti di Mi-
ke Tyson e probabilmente li aveva vinti quasi tutti.
Mi scusi, sto cercando la famiglia Rowe e mi hanno detto che abita
qui. Jon Jon sfoggi il suo miglior sorriso, ma, da come lei lo guardava,
cap che forse un'espressione luminosa e cordiale non sarebbe stata suffi-
ciente. Ebbe la sensazione che il politicamente corretto non fosse il suo
forte: vedeva un nero, e nient'altro. Probabilmente pensava che i rapinatori
si fossero messi a caccia di affari porta a porta.
Chi vuole saperlo?
Era una voce profonda, un'autentica voce cockney, e sentirla provenire
da quella donna minuscola di fronte a lui gli fece venir voglia di sorridere.
Era una vera cockney di vecchia scuola, e fiera di esserlo.
Jon Jon sapeva che la cosa migliore da fare era trattarla come lo stava
trattando lei, perci disse senza preamboli: Io voglio saperlo, Mrs Rowe.
Era la legge della strada, da quelle parti, e lui la conosceva. Quindi aggiun-
se, in tono pi basso e rispettoso: Sono Jon Jon Brewer. La mia sorellina
Kira  scomparsa, l'hanno detto i telegiornali.
La donna annu lentamente, continuando a scrutarlo con sospetto. Evi-
dentemente pensava che fosse un cretino. E noi cosa c'entriamo?
Era cos sospettosa che Jon Jon si domand come cazzo facessero a leg-
gerle i contatori. Sentiva che sarebbe stato pi facile entrare nella Banca
d'Inghilterra di domenica pomeriggio che metter piede oltre la soglia di
quella cara vecchietta. Sentiva pure che la ragione di tutto ci era il colore
della sua pelle. Ormai ci era abituato, ma la cosa lo irritava ancora. Ripro-
v, con la sua voce migliore. Mi hanno detto che avete avuto a che fare
con un certo Little Tommy...
La porta gli si stava chiudendo in faccia e lui tese un braccio e un piede
per fermarla.
Per piacere, Mrs Rowe,  importante.
Leva quel piede schifoso dalla mia porta, bimbo.
Aveva fegato e Jon Jon, se non altro, l'ammirava per quello. Ma stava
anche cominciando a irritarlo parecchio. Se sapeva che cosa poteva essere
successo a Kira, gliel'avrebbe detto, anche se lui avesse dovuto tirarglielo
fuori a suon di pugni. E l'avrebbe fatto, vecchia o non vecchia. Voleva sa-
pere, e voleva sapere subito. Aveva tenuto le sue emozioni sotto un coper-
chio, ma stava diventando pi difficile, di ora in ora. Sospir e tenne aperta
la porta.
Earl apparve e la donna lo squadr da capo a piedi, aggressiva. Jon Jon
non poteva fare a meno di apprezzarla. Ai suoi tempi, di certo si era fatta
rispettare, ci avrebbe scommesso. Probabilmente ancora adesso si faceva
rispettare.
Apra la porta, signora, per piacere. La voce di Jon Jon era bassa, quasi
supplichevole.
Non ho niente da dirti. Gli si piant di fronte a braccia conserte. Il lin-
guaggio del corpo parlava chiaro.
Lui sospir ancora. Stavolta parl a voce pi alta e assai pi autoritaria.
Be', io credo di s. Dicono che sua figlia o sua nipote o quello che ,  sta-
ta molestata da quello stronzo e io voglio sapere che cos' successo. Non
mi muovo finch non lo scopro.
Si era spiegato, sapeva che non aveva senso girarci attorno. Si fissarono.
Mrs Rowe era piccola, quasi un uccellino. I capelli grigi, un tempo neri,
erano raccolti in una crocchia; alle orecchie c'erano larghi anelli d'oro. In-
dossava una quantit di ninnoli sufficiente ad aprire una gioielleria: anelli,
braccialetti e collane, tante collane da sembrare la sorellina di Mister T.
Portava anche un grembiule, di quelli che si chiudono sul fianco, per non
sporcare i vestiti. Ma era soprattutto il volto ad affascinare Jon Jon: era ru-
goso tutto nei punti sbagliati. Sembrava una piccola scimmia ragno con gli
occhi marroni pieni di astuzia o d'intelligenza; non aveva ancora capito
quale delle due, ma l'avrebbe scoperto.
Ora, la cosa si pu fare in modo piacevole o spiacevole, Mrs Rowe.
Dipende da lei.
Il tono di Jon Jon era abbastanza aggressivo da indurla a pensarci due
volte, prima di compiere la mossa seguente. Lo fiss ancora per qualche i-
stante prima di aprire la porta, riluttante, e soltanto quanto bastava per far-
lo passare. Lui non entra.
Accenn col capo a Earl, che sogghign. E neanche mi va di entrare,
tesoro. Guard Jon Jon. Aspetto in macchina, okay?
Jon Jon annu.
Sicuro di cavartela? Quella sembra feroce.
Fottuto drittone! La donna era irritata, ma ormai era un'ostilit cordia-
le. Aveva preso le parole di Earl come un complimento. Tutta impettita,
Mrs Rowe entr in casa senza una parola.
Jon Jon la segu, dopo essersi pulito i piedi sul tappetino e aver chiuso
lentamente la porta dietro di s. Sent odore di focaccine che cuocevano:
un profumo casereccio adatto all'ambiente.
Nel minuscolo soggiorno c'erano un divano a due posti, una poltrona, un
caminetto rivestito di mattonelle con una decrepita stufa a gas e, su un lato,
una scaffalatura di mattoni rossi fatta a mano con sopra un vecchio televi-
sore portatile e una radio decrepita.
C'erano anche le fotografie di tre ragazze sorridenti, tutte bionde e con
gli occhi azzurri. Jon Jon pens che una di esse fosse la bambina in que-
stione.
Sopra il caminetto, c'era il quadro di un ragazzo in lacrime. Le pareti e-
rano tappezzate di carta bordeaux in rilievo e la modanatura era scheggiata
e ingiallita dalla stufa.
In quella stanza, Jon Jon avvert l'impotenza della vecchiaia e ne fu tur-
bato. La povera vecchia strega era sopravvissuta a una guerra mondiale per
quello: un misero appartamento, umido e malandato, che avrebbero dovuto
abbattere da un pezzo, dato che laggi i magazzini venivano sgombrati e
venduti per centinaia di migliaia di sterline come loft per gli yuppie.
Si sforz di sorriderle. La paura per sua sorella stava prendendo il so-
pravvento su tutto il resto. L'aveva tenuta a bada per amore della madre,
ma ora era al limite e tutta la marijuana di questo mondo non poteva cam-
biarlo.
La vecchia continuava a fissarlo e lui avvertiva in modo quasi fisico l'in-
tensit di quella valutazione, eppure, stranamente, pi quella donna si osti-
nava a squadrarlo, pi gli piaceva. Aveva cuore e Jon Jon sapeva che,
qualsiasi cosa avesse detto, sarebbe stata la verit.
Una tazza di t? disse la donna di malavoglia, lasciando prevalere la
cortesia sul razzismo.
Lui annu. Tutto pur di farla parlare senza dover ricorrere a linguaggio o
modi violenti. Ebbe la netta sensazione di essere la prima persona di colore
a varcare quella soglia.
Zucchero e latte?
Jon Jon annu di nuovo e, quando infine la donna si fu accomodata ac-
canto al caminetto con una tazza di t, riprese a parlare. Ho veramente bi-
sogno del suo aiuto, Mrs Rowe. Avr sentito di mia sorella, Kira Brewer,
vero? Ha soltanto undici anni ed  scomparsa. Be', ho saputo da una sua
vecchia vicina di casa che un tale, che adesso abita vicino a me, era stato
accusato di molestie da qualcuno della sua famiglia.  davvero importante,
Mrs Rowe, perch lui potrebbe sapere che cos' successo a Kira... Potrebbe
sapere dove si trova.
Lei lo squadr e la sua naturale ostilit torn ad affiorare. Infine, dopo
quello che parve un secolo, disse: Il mio ragazzo, il pi grande, si sta fa-
cendo trent'anni: droga e rapina a mano armata. Sua moglie Leigh, una
baldracca fatta e finita, abitava qui vicino. Sorseggi il t per darsi il
tempo di riflettere ed esprimersi con precisione. Aveva cominciato a la-
sciare le bambine con 'sto Little Tommy Thompson. Comunque, subito
dopo, abbiamo saputo che si era messa col padre, Joseph. Un altro sorso
di t per guadagnare tempo.
Jon Jon immagin che fosse dura per quella donna parlare della sua fa-
miglia con un estraneo.
La seconda figlia, Caitlin, era sempre l; le piaceva da matti, non riu-
scivi a tenerla lontana. Poi un giorno ha detto che era stata toccata, in-
somma, fisicamente. Ma non siamo mai arrivati in fondo alla cosa. Non ha
mai spiegato chi era stato, se il padre o il figlio; sapevamo soltanto quello
che aveva raccontato. Leigh ci ha tenuto fuori da tutta la storia. Non voleva
che qualcuno lo sapesse, capito, per via di mio figlio. Era gi dentro, allo-
ra, ma Leigh sapeva che comunque avrebbe voluto delle risposte, cos se
l' filata con le ragazze. Lui voleva bene a quelle figlie... Qualsiasi cosa
avesse fatto, gli voleva bene. Ma la mamma... Era in prigione da poco e lei
gi girava pi di un gatto randagio.  stata la paura che lui scoprisse quan-
to era stata disattenta con le figlie a farla scappare. Dalla sera alla mattina
era sparita, e pure i Thompson se n'erano andati. Sapevano di non poter re-
stare qui, quando si fosse sparsa la voce. La merda ti resta attaccata, no? E
da allora non ho pi visto nessuno di loro. Se la son data tutti quanti, bel-
lo. Trasse un pesante sospiro. Nessuno sa dove sono andate Leigh e le
mie nipoti. Io dico che qualcuno le ha dato una dritta e credimi, ragazzo,
voleva andarsene. Voleva levarsi da tutto quanto. In un certo senso la capi-
sco. Il mio ragazzo non era il pi facile dei mariti, anzi era un bastardo sa-
dico e violento come il suo vecchio, ma, come ho detto, non siamo mai ar-
rivati al fondo di tutte queste storie. Le sole persone a sapere cos' succes-
so davvero sono Leigh, sua figlia e i tizi in questione. E, diciamocelo,
quelli mica parleranno, no? Si appoggi allo schienale, come fosse stanca
di tutto quel parlare.
Jon Jon intu, a ragione, che quella donna riceveva pochi ospiti. Trascor-
reva le giornate a far visita al figlio o ad aspettare le sue lettere. Un'esi-
stenza terribile per chiunque, specie per una donna orgogliosa come lei. E
non ha idea di dove sia Leigh? chiese.
La vecchia scosse la testa. Posso dirti una cosa, per: non mi sono mai
piaciuti n il padre n il figlio, ma tra i due  mille volte meglio il figlio.
Era trattato di merda e ingoiava tutto. Non potevo dire granch della situa-
zione, capito, perch mia nuora stava gi cercando di uscire dalla vita di
mio figlio e questo significava uscire anche dalla mia. Dovevo stare attenta
a quello che dicevo, perch sapevo che lei voleva tagliare la corda. Avevo
perso mio figlio, e poi ho perso anche le mie nipoti. Adesso cosa mi resta,
eh?
In risposta, la donna vide la paura negli occhi di quel ragazzo.
Allora gli offr una briciola di consolazione. Ho l'indirizzo della madre.
Non so se abita ancora l ma, se c', sapr dov' sua figlia. Sono legatissi-
me, quelle due. A me non vuole dire un cazzo e ho rinunciato a provarci.
Pensa che lo direi a mio figlio, e sinceramente credo che abbia ragione.
Ma, se scopri qualcosa di sicuro, fammelo sapere, ti spiace?
Jon Jon annu. Certo. Come se la cava senza suo figlio?
La donna scroll le spalle. Come posso. Che altro si pu fare?
E i suoi amici vengono a trovarla?
Era la legge della strada: bisognava occuparsi della famiglia degli amici
in gabbia. Loro avevano perso un appiglio e tu glielo davi.
Guardati attorno, ragazzo... Tu che ne pensi? Poi la donna si alz, an-
d in camera da letto e torn con una busta su cui era scritto chiaramente
l'indirizzo. Non ho il numero di telefono e non so se stanno ancora l, ma
puoi fare un tentativo. Torn a sedersi e aggiunse, a voce bassa: Se trovi
le mie nipoti, fammi sapere come stanno, okay?
Jon Jon prov una gran compassione per lei. Era chiaro che le mancava-
no. Promesso. Quindi si alz, le prese entrambe le mani e disse: Gra-
zie, Mrs Rowe. Le sono davvero grato del suo aiuto.
Allora la donna, per la prima volta, gli sorrise e lui seppe di averla fi-
nalmente conquistata. Ma quale aiuto, giovanotto? Comunque spero che
trovi la tua sorellina.
Lui tir fuori un rotolo di banconote e ne estrasse cinquecento sterline.
Lei sbirci i soldi avidamente. Si prenda qualcosa di buono da mangia-
re.
Lei afferr i soldi con le mani ad artiglio. Non andr a bermeli, giova-
notto, ti ringrazio.
Poi Jon Jon scrisse il proprio numero di cellulare e glielo diede. Se sen-
te qualcosa, Mrs Rowe, mi faccia uno squillo.
La donna annu.
E, se mai avesse bisogno di qualcosa, faccia quel numero,  chiaro?
Lei annu di nuovo, sapendo che il ragazzo diceva sul serio. Buona for-
tuna per la tua ricerca.
Jon Jon sospir. Se lasciassimo fare agli sbirri, ne sapremmo quanto
prima.
 sempre cos, con quelli.
Era la voce dell'esperienza a parlare.
Lo accompagn fuori e lui le strinse ancora la mano. Stia bene, Mrs
Rowe.
E anche tu, giovanotto, in bocca al lupo.
Non chiuse subito la porta, ma aspett che fosse salito in macchina; poi
fece un cenno di saluto e infine rientr. Era un bravo ragazzo. Rispettoso.
Alla visita successiva avrebbe raccontato tutto di lui al suo Harold.
Si strinse al petto i soldi e guard l'orologio. Se si dava una mossa, pote-
va ancora farcela ad andare dall'allibratore prima dell'ultima corsa.
Paulie si godeva la faccia spaventata della moglie. Erano anni che non
sentiva - nemmeno lontanamente - di avere il coltello dalla parte del mani-
co. In pratica per tutta la durata del matrimonio, Sylvia era sempre stata la
madre delle sue figlie. E lui, almeno per quello, l'aveva rispettata.
Ora per la odiava. Si potevano dire un sacco di cose di lui, per si era
sempre preso cura di lei e Sylvia avrebbe dovuto sapere che lui avrebbe
continuato a farlo per sempre. Se aveva un tale desiderio di lasciarlo, lui se
ne sarebbe fatta una ragione. Avrebbe provveduto alla moglie e alle figlie,
continuando a pagare le rette scolastiche e tutto il resto. Invece lei aveva
piantato un bel casino, procurandogli grosse seccature. Pensava che lui
fosse tanto stupido da starsene zitto?
Vide la tavola apparecchiata per uno. Come al solito, Sylvia si preparava
a un pranzo-maratona. Quella donna ingurgitava in un sol giorno pi di
quanto la maggior parte delle donne facesse in una settimana. Paulie apr il
frigorifero. Era stracolmo di cibarie; soltanto a guardarlo gli venne da ride-
re.
Quando finalmente lei lo raggiunse in cucina, stava ancora ridendo.
Sylvia indossava una vestaglia pesante, allacciata stretta in vita. Mancava
soltanto il cartello VIETATO L'INGRESSO. Ma quello, per lei, non era
certo insolito. Il viso era stato strofinato e la pelle grassa appariva lucida
alla luce del giorno.
Paulie la guard e si chiese com'era possibile che quella donna gli fosse
appartenuta. Doveva avere avuto gli occhi coperti di merda. La sentiva tan-
to lontana dalla propria vita quanto un abitante della luna, ma era ben deci-
so a impedirle di continuare a godere di tutti i suoi cosiddetti diritti. Sia-
mo bene allacciate, eh, Sylv?
Cosa vuoi?
Ah, quindi aveva ritrovato la voce, eh? Gli si era rivolta come avrebbe
fatto con un servitore o col commesso di un negozio. Una persona indegna
della sua attenzione.
Paulie si appoggi al piano di lavoro in granito e incroci le braccia con
disinvoltura. Con chi cazzo stai parlando?
Lei non rispose. Dal tono di lui, aveva capito che Paulie poteva perdere
le staffe da un momento all'altro. Rimase in silenzio, limitandosi a fissarlo,
in attesa che parlasse di nuovo.
Lui conosceva i segnali. In quello era brava, Sylvia. Alla fine credevi di
essere tu, quello in torto. Era capace di prolungare la cura del silenzio per
giorni interi. Lo faceva anche con le ragazze. Meglio che cominci a parla-
re, Sylv... Non ho tutto il giorno. Noi due risolveremo questa faccenda, una
volta per tutte. Si mosse verso il lavello, facendola sobbalzare, e fu con-
tento di averla spaventata. Ne aveva bisogno, Sylvia, di un bello spavento.
Aveva bisogno di una bella lezione, secondo lui, e, se lo avesse fatto in-
cazzare, l'avrebbe avuta.
Paulie mise il bollitore sul fuoco.
Lei si spost lentamente verso la porta di servizio e lui, senza guardarla,
mormor: Se ti avvicini al pulsante dell'allarme ti strappo le tette, chia-
ro? Poi si volt, fissandola.
Lei annu.
Adesso ti siedi e mi parli come si deve. Se provi a rivolgerti a me con
sufficienza o a fare qualche altro dei tuoi trucchetti, finisce che noi due li-
tighiamo di brutto, ci siamo capiti?
Lei annu ancora e si sedette al tavolo.
Paulie prese la teiera e due tazze. Versando il t, domand: Dove sono
le mie figlie?
Nella casa di campagna.
Lui sorrise, sarcastico. Non  una casa di campagna, Sylv,  una villa in
stile Tudor che casualmente si trova in campagna. Chi c' con loro, tua
madre?
Sylvia annu di nuovo.
Oh, splendido. E Morticia si sta dando da fare come al solito per rivol-
tarle contro di me... Contro tutti gli uomini, se  per questo, no? Come ha
fatto con te, vero?
Lei non rispose e lui decise di lasciar correre. Comunque non gli impor-
tava.
Ora, riprese Paulie, sorseggiando rumorosamente il t, tu ti prendi
questa casa, quel buco di campagna, un bel reddituccio per mantenere lo
stile di vita cui sei abituata e accetti la somma che decido io. Perch altri-
menti, Sylv, provveder a farti finire i tuoi giorni appiccicata a un pezzo di
autostrada qui vicino. Non sto scherzando. Stavolta mi hai spinto al limite.
 il modo subdolo, viscido in cui mi hai sbattuto fuori da casa mia - perch
questa  casa mia - e fuori dalla vita delle ragazze, a bruciare davvero. E
sai una cosa, Sylv? Quelle ragazze nemmeno mi piacciono. Gli voglio be-
ne, ma non mi piacciono. Sono due stronze presuntuose, ma in fondo que-
sta  opera tua, no? Sollev la tazza e rovesci il t. Evidentemente era
furioso. Erano anni che volevo liberarmi di te, Sylv. Non avevi che da
chiedere, bella mia, e me ne sarei andato con gioia.
Lei si sent ferita e non sapeva perch. Le parole di lui la pungevano sul
vivo. Cosa vuoi fare, andare da una delle tue puttane?
Allora era gelosa! Lui ne fu sorpreso e, nel contempo, rattristato. Sa-
rebbe questo il punto? Sono andato da loro, Sylv, perch tu hai troncato
ogni contatto tra noi anni fa. E io ho bisogno di un po' d'affetto, di amore, a
differenza di te. Ho provveduto a te, e l'ho fatto bene.
Hai provveduto a te stesso, alle tue esigenze. E le mie?
Paulie rise. Le tue esigenze? Le tue esigenze consistono in un frigo
pieno di cibarie, in una dispensa piena di dolci e patatine e in due figlie che
puoi manipolare e mettere in ghingheri. Volevi una casa e l'hai avuta. Vo-
levi una Mercedes e l'hai avuta. Volevi una cucina su misura e l'hai avuta.
Sono queste le tue esigenze soddisfatte, Sylv, e ho provveduto a tutto io,
amore. E cosa ne ho ricavato? Vuoi che te lo dica? Un cazzo, come al soli-
to. Neanche un'allargatina di cosce ogni tanto. Non una parola gentile dalle
mie bambine... E sono le mie bambine. Qualsiasi cosa provi a raccontargli,
sono mie.
Sylvia chiuse gli occhi e Paulie quasi prov pena per lei. La verit era
un'arma potente e lui sapeva che lei non poteva sostenerla. Non sono tuo
padre, asfissiato fino a morte prematura, povero vecchio coglione. Tua
madre ha passato a te le sue delusioni e tu le passerai a quelle ragazze, che
Dio le aiuti... Ma sto di nuovo uscendo dal seminato. Provveder a tutte
voi, ma, se provi a rifarmi un fottuto scherzo come questo, Sylv, hai chiu-
so. Affanculo tutto. E posso farlo, ormai dovresti conoscermi abbastanza
bene.
Non lo aveva mai visto comportarsi cos, almeno non con lei. L'aveva
sempre trattata con rispetto. Ma a volte lo aveva odiato, aveva odiato i suoi
modi disinvolti con la gente e la facilit con cui accettava ogni cosa. Paulie
piaceva alla gente. Alle feste, Sylvia aveva notato l'interesse delle sue ami-
che per lui. C'era qualcosa, in Paulie.
Sapeva che quelle donne si domandavano che cosa ci avesse trovato, in
lei, e, pi si sentiva trascurata, pi mangiava e pi lo respingeva, finch
non era arrivata a odiarlo, a odiare il proprio marito. Lei non poteva com-
petere con le ragazze che lui si portava a letto. Come avrebbe potuto? Loro
facevano tutte le cose che lei non aveva mai voluto fare. Perch lui non po-
teva abbracciarla, qualche volta? Perch ogni contatto doveva portare al
sesso? Certe volte le sembrava che, per Paulie, lei avrebbe potuto essere
chiunque. Una volta trovato un buco in cui cacciarlo, era contento.
Quelle sue donne passavano la giornata a letto con gli uomini; era cos
che facevano i soldi e lui lo sapeva, ci guadagnava sopra, eppure riusciva
ugualmente ad avere con loro rapporti intimi. Riusciva comunque a baciar-
le, a desiderarle. E adesso osava chiederle perch non voleva che la toccas-
se?
Paulie osservava il viso di lei mutare espressione e comment, aspro:
Che c', Sylv? Ti sto sottraendo del tempo per mangiare? Saranno dieci
minuti che non t'infili in bocca qualcosa, ormai sarai in crisi di astinenza.
Sapeva di ferirla profondamente, eppure non riusciva a smettere. Quan-
do lei aveva chiamato la polizia per sbatterlo fuori di casa, qualsiasi senti-
mento provasse per lei era scomparso. Era arrivato il momento di essere ri-
sarciti. E lui si stava divertendo.
Le ragazze sono la mia vita... Ricominciava col piagnisteo; la vecchia
Sylv era tornata.
Le ragazze stanno benissimo e lo sai! Cazzo, le hai lasciate con l'equi-
valente femminile di Frankenstein. Tu pensi di essere una madre cos
splendida, Sylv. Be', io conosco qualcuno che non ha avuto nessuno dei
tuoi vantaggi, eppure i suoi figli sono venuti su benissimo. Sono brave per-
sone che le vogliono un gran bene. Ora una di loro  scomparsa, lei sta
dando i numeri e tu non potresti nemmeno capire com' la sua vita, l'effet-
to che ha avuto su di lei. Per te un problema  una delle ragazze che non
finisce i compiti. Cazzo, dovresti farti un giro nel mondo reale con tutti gli
altri, Sylv.
Fare la vita, vuoi dire?
Paulie scoppi a ridere. In bocca a lei, quelle parole avevano un suono
davvero bizzarro. Sarebbe un inizio. Almeno sapresti com' guadagnarsi
dei soldi.
Vide le lacrime negli occhi di lei, ma non moll. Ormai voleva uscirne
ancor pi di quanto lo volesse lei. Non t'importa nemmeno che sia scom-
parsa una bambina? Non hai chiesto se l'hanno trovata, non ti sei doman-
data se stia bene. Sei una madre, certe cose dovrebbero importarti. Cazzo,
importa a me!
Lei scroll le spalle e, col solito tono noncurante, rispose: Salter fuori.
Succede sempre cos ai ragazzini di quel tipo.
Cosa significa: 'i ragazzini di quel tipo'?
La voce di Paulie era tornata bassa e lei era irritata da tutto quell'interes-
se per la figlia di una prostituta. Aveva sentito parlare della madre. Chi
non la conosceva?
Con cattiveria, e una voce pi acuta a ogni parola, rispose: Ragazzini la
cui madre  remunerata per andare a letto con gli uomini. Quelli che si ti-
rano su da soli. Quelli abituati a scorrazzare per strada a tutte le ore del
giorno e della notte. Quelli che tu evidentemente preferisci alle tue figlie.
E poi, se lei non torna, basta che la madre ne abbia un altro, no? Non fanno
cos, le persone del suo genere?
Paulie era sbigottito per la parola remunerata. Soltanto Sylvia poteva
parlare a quel modo come se fosse normale, come se tutti parlassero cos.
Tu sei malata, cazzo, Sylv, lo sai? Quella bambina potrebbe essere morta,
e il tuo snobismo t'impedisce di preoccupartene. Be', Joanie Brewer  una
brava donna, una persona migliore di quanto tu possa mai sperare di esse-
re, e anche una madre migliore. E i suoi figli le fanno onore. E la sai un'al-
tra cosa? Mi sento pi a mio agio in quella sua casa popolare di quanto mi
sia mai sentito qui.
Paulie si alz. Doveva uscire, altrimenti le avrebbe messo le mani ad-
dosso. Ora puoi tornare al tuo hobby, disse. Poi apr il frigo e gett tutto
il contenuto in terra, godendosi quel caos, godendo nel vederla cos abbat-
tuta. Rimpinzati per bene, forza. Fatti una torta alla facciazza mia. Ma ri-
cordati quello che ho detto, Sylv: dammi un'altra spinta e hai chiuso.
Quindi usc, sbattendo la porta. Da anni non si sentiva cos leggero.
Joanie stava ascoltando l'ispettore Baxter, intento a spiegare che avreb-
bero dovuto farle qualche altra domanda su sua figlia. Annu, il volto ine-
spressivo, concentrandosi su quanto l'ispettore stava per dire.
L'avete trovata, Mr Baxter? La risposta la terrorizzava.
Lui scosse la testa. Devo chiederti di certe fotografie che ci hanno dato.
Voglio che tu ci dica chi le ha scattate, se puoi, e anche perch sono state
scattate.
Lei annu ancora, senza capire di che cosa stesse parlando.
L'ispettore pos le fotografie sul tavolo, una per volta. Joanie fiss le
immagini della sua bambina, ricord quand'erano state scattate e quanto si
erano divertite. Ricord la propria improvvisa paura nel vedere Kira cos
cresciuta, cos adulta. Con un moto di nausea, si rese conto che la stavano
interrogando su quelle foto proprio per quel motivo. Si erano convinti che
lei molestasse la propria figlia!
Le ha scattate mia figlia Jeanette, un secolo fa... Mesi fa. Aveva ag-
ghindato Kira, l'aveva truccata. Come vede, sembra molto pi grande.
Confusa e sorpresa com'era, stava balbettando. Ma sapeva che Baxter ve-
deva nelle foto qualcosa di sinistro. Lui era sicuro che ci fosse sotto qual-
cosa di cui lei non parlava. Mr Baxter, Jeanette ha fatto queste foto per
scherzo. Crede davvero che siano state scattate per un'altra ragione?
Lui non rispose. Quelle foto erano tutto ci che aveva, e chi poteva dire
che l'altra figlia non c'entrasse?
Joanie era una puttana, ergo avrebbe fatto di tutto per qualche sterlina.
Chi poteva dire che non avesse dato la bambina in affitto? Lei si era data
un bel po' di volte. Doveva affrontare la cosa con molta calma, cercando di
trovare un punto d'incontro. C'era anche uno psicologo, specializzato in
quel genere di cose, che stava analizzando le foto, anche se un uomo capa-
ce di guardare merda simile tutto il giorno lo lasciava perplesso. A Baxter
bastava vedere il viso imbellettato e sorridente di Kira per star male. Quel-
la bambina si stava divertendo da matti, non c'erano dubbi.
Deve credermi, Mr Baxter, sono state fatte per gioco, nient'altro. Alla
mia Kira piaceva mettersi in ghingheri. Le piacevano il trucco, i vestiti,
tutta quella roba scintillante da ragazzine. Quando l'ho vista in quelle foto,
sono rimasta scioccata. Sembrava cos grande.
Joanie aveva ricominciato a piangere e Baxter la osserv attentamente.
Chi le ha portate al SupaSnaps, sabato?
Lei scosse la testa. Non ne ho idea. E se fosse stata proprio Kira?
No, non  stata lei, rispose l'ispettore. Il rullino non era neanche in
una busta. Nessun nome, nessun indirizzo, niente.
Joanie pareva sconcertata. O era una brava attrice, o non aveva idea di
che cosa stava succedendo. Baxter non riusciva a decidersi, ma l'avrebbe
scoperto.
La donna era in quello stato perch sua figlia era scomparsa o perch lei
c'entrava qualcosa? L'aveva gi visto mille volte. Quando uccidi qualcuno,
di proposito o per caso, il senso di colpa ti divora; se poi la persona uccisa
 un parente stretto, ti nascondi dietro le lacrime che la gente si aspetta di
vederti versare. E senti perfino di meritare comprensione.
Ora quelle foto avevano gettato una luce diversa sulla situazione. Era
improbabile che un bambino venisse ucciso da un estraneo. Statisticamente
c'erano poche probabilit, bench succedesse comunque. Ma di solito a uc-
cidere era un parente o un amico, qualcuno che la vittima conosceva e di
cui si fidava.
E ormai lui era certo che Kira Brewer era morta. Non restava che trovare
il corpo e identificare il colpevole. Che poteva benissimo essere la madre
addolorata.
15
Credono che abbiamo avuto qualcosa a che fare con la sua scomparsa,
Jon Jon. La voce di Joanie era incredula.
Non dire stupidaggini, mamma.
Lei scosse la testa. Tu non c'eri. Ho dovuto sorbirmi le domande di
quel finocchio di Baxter su certe foto di Kira scattate mesi fa. Una sera,
Jeanette l'aveva truccata un po' mentre si preparava per uscire e le aveva
fatto qualche foto. Aspetta di vederle... Kira dimostra una ventina d'anni.
Comunque Baxter e tutti i suoi compari credono che servissero a stuzzica-
re. Sul carrozzone c' pure uno psicologo. Sorseggi il t. Faccio la vita
e, per gli sbirri, questo significa che non ho la bench minima moralit. Si-
gnifica che sono capace di molestare mia figlia. Che cazzo sanno? Gliel'ho
detto chiaro: forse se fossero venuti subito, quando ho telefonato, a que-
st'ora l'avrebbero trovata. Pi di due ore ho dovuto aspettare, prima che
quegli stronzi si degnassero di arrivare.
Aveva ricominciato a piangere. Jon Jon sentiva il dolore della madre
come se fosse il proprio.
Non sanno nemmeno come sono arrivate al Supa-Snaps, quelle foto. A
quanto mi hanno detto, non  stata una consegna normale. Non c'era il no-
me, niente. Ma gli ho detto: se avevamo intenzioni del genere, difficilmen-
te avremmo portato quella roba a far sviluppare l, no? E sai cos'ha rispo-
sto, quella faccia di merda? Ha chiesto dove le avrei portate, allora?
Quelli devono far domande, mamma. Jon Jon si accasci sul divano, il
bel volto grigio di apprensione.
Tu sarai il prossimo a essere interrogato.
Lui sospir. Be', non abbiamo niente di cui preoccuparci, no? Se Jea-
nette le ha scattate per scherzo, alla fine dovranno accettarlo.
Joanie fin il t e accese un'altra sigaretta. Come possono anche soltan-
to pensare che c'entriamo qualcosa con la sua scomparsa, Jon Jon?
Lui le circond le spalle con un braccio. Devono considerare tutti gli
aspetti.  il loro lavoro.
Non le disse che stava facendo alcune indagini per conto suo. Prima a-
vrebbe aspettato di vedere che cosa ne fosse venuto fuori. Non c'era biso-
gno di angosciare la madre prima di sapere com'erano andate le cose. Era
stato due volte a casa della madre di Leigh e non aveva trovato nessuno,
per cui ci sarebbe tornato pi tardi quella sera, per coglierli alla sprovvista.
Era sempre il modo migliore per ottenere informazioni: colpire quando
meno se lo aspettavano.
Non pens di comunicare alla polizia quello che sapeva. Era una faccen-
da personale; non aveva intenzione di lasciare che gli mandassero tutto a
puttane. Se avessero preso il colpevole, lo avrebbero semplicemente rin-
chiuso in cella, ma che se ne faceva lui, Jon Jon, di quello? Lui voleva pu-
nirlo, e l'avrebbe fatto. Per quello non aveva detto niente alla madre. A
ciascun giorno basta la sua pena. Conosceva la Bibbia, l'aveva letta spes-
so, grazie a Sippy e ai suoi insegnamenti. Occhio per occhio. S, glieli
avrebbe cavati, gli occhi, a quel pezzo di merda. La Bibbia consigliava
buone punizioni, quella semplicit gli piaceva. Tu hai fatto la cazzata, tu
paghi. Tu desideri le cose mie, io ti schiaccio la testa. In fondo, era come la
legge della strada. Duemila anni dopo, sentiva che la Bibbia aveva pi pe-
so per la gente come lui che per tutti gli ecclesiastici e i politici del mondo.
Ti preparo un panino, mamma, Devi mangiare qualcosa.
Joanie scosse la testa. Fallo per te, io non riuscirei a mandare gi nien-
te.
Lui prepar il panino comunque e cerc di convincerla a mangiare. Poi
aspett insieme con lei finch non arriv Paulie a sostituirlo per la notte.
Era stato un sostegno in quegli ultimi giorni e Jon Jon sapeva che la madre
si sentiva meglio quando c'era Paulie. Non poteva lasciarla con nessun al-
tro, perch lei non avrebbe dato retta a nessun altro.
Paulie la teneva occupata. Li aveva sentiti fare sesso, e ne era contento.
Se la distoglieva da quello che stava succedendo, a Jon Jon non sarebbe di-
spiaciuto che si facesse uomini a decine. E Paulie le voleva bene. Cercava
di nasconderlo, ma era chiaro a chiunque si prendesse la pena di os-
servarlo. In realt, Jon Jon provava pena per entrambi. In un'altra vita, si
sarebbero sistemati insieme e sarebbero stati felici.
Guard ancora una volta la foto di Kira e preg Dio di riportarla a casa.
Non nutriva troppe speranze che le sue preghiere sarebbero state esaudite.
Li lasci poco pi tardi, sua madre sdraiata sul divano e Paulie Martin a
servirla e riverirla.
Erano uno spettacolo.
Jasper Copes e i suoi amici stavano ancora cercando Kira. Era come fos-
sero in missione. Jasper si sentiva moralmente obbligato a cercare di trova-
re la sorella di Jeanette.
Anche Sippy e i suoi amici erano ancora impegnati nella ricerca; nelle
ultime ventiquattr'ore, poi, col sopraggiungere di altri amici di Jon Jon, il
numero di BMW in strada era raddoppiato. La polizia apprezzava la parte-
cipazione e aveva assegnato a tutti zone specifiche da perlustrare. E, per la
prima volta in assoluto, quegli uomini obbedivano agli sbirri.
Le troupe televisive ci andavano a nozze: skinhead e rasta, hooligan e
giamaicani che lavoravano insieme... Si facevano riprese fantastiche. O-
gnuno metteva da parte le differenze per cercare quella ragazzina. Kira
Brewer aveva fatto di pi per i rapporti interrazziali nella zona, in poche
ore, di quanto qualsiasi governo fosse riuscito a ottenere in anni.
Ma ormai tutti lo sapevano: stavano cercando un cadavere, non una ra-
gazzina viva e vegeta.
Nessuno lo diceva, per.
Quando Sippy si accese una canna nel corso di un'accurata perlustrazio-
ne di Victoria Park, la polizia non batt ciglio. Lavoravano tutti insieme
per un obiettivo comune. Nient'altro importava.
Era arrivata gente dai locali notturni; al diffondersi della notizia, i pub si
erano svuotati. E, davanti a casa di Joanie, la gente aveva posato fiori e
messaggi di speranza. Ma ormai il tempo era scaduto. Quello era l'aspetto
peggiore per tutte le persone coinvolte.
La madre di Leigh Rowe era grossa, coi capelli ossigenati e con una si-
garetta perennemente appesa alle labbra. Quando sent bussare alla porta,
pens che fossero ragazzini. Quelli che abitavano l erano dei bastardi e il
loro scopo nella vita era scassare il cazzo a chiunque gli capitasse. Bussa e
Scappa era praticamente l'unico gioco in voga da quelle parti.
Apr la porta con indosso una corta vestaglia nera di pizzo; aveva un'aria
corrucciata e la sigaretta in bocca. Quando vide Earl e Jon Jon, non ne fu
minimamente turbata. Era mezzanotte e aveva aperto come fosse stato pie-
no giorno. Che c'? Il suo viso era duro e chiuso.
Earl guard Jon Jon e scroll le spalle.
Be'? Cos', una visita di cortesia? Si tolse la sigaretta dalle labbra e,
con un gesto esperto, la lanci in strada.
E lei Mandy Costner?
La donna guard Jon Jon quasi fosse un ratto davanti alla sua porta.
Chi cazzo vuole saperlo?
Jon Jon ne aveva abbastanza di quegli ossi duri dell'East End. La spinse
dentro, nel corridoio, sbraitando: Io! Voglio saperlo io!
Ridacchiando, Earl lo segu in casa.
Be', lui non c'!
La donna stava cercando di spingerli fuori. Jon Jon ed Earl capirono che
li aveva presi per esattori in cerca del suo uomo. Non siamo qui per i sol-
di. Stiamo solo cercando di rintracciare sua figlia...
Come mai la volete? chiese lei, ansimando per lo sforzo. Vi ha man-
dato Harold? Solo che io non so dov'.
La porta del soggiorno si apr e un omone calvo, con le spalle larghe e
una pancia ancora pi larga entr nello stretto corridoio. Che cazzo sta
succedendo qui?
Jon Jon era stufo marcio. Torna l dentro! Earl, chiudi la porta. E tu...
- indic la donna -, chiudi quel forno, va' in salotto e lasciami spiegare,
cazzo.
Lo fissarono con aria ebete finch Earl non disse gentilmente: Fate co-
me dice. Non  proprio dell'umore per farsi prendere per il culo.
Entrate in casa nostra e vi mettete a dare ordini...
L'omone era irritato e Jon Jon non se ne stupiva. Ma aveva gi perso ab-
bastanza tempo. Sospinse lui e la donna in salotto. Earl lo segu e chiuse la
porta a chiave. L'uomo e la donna non capivano perch erano stati chiusi l
dentro da due tizi che sembravano fuori di testa. In realt era soltanto un
modo per esercitare una pressione psicologica maggiore.
La coppia fiss con trepidazione Earl e Jon Jon.
Quest'ultimo trasse un pesante sospiro. Non sono qui per conto di Ha-
rold, per voglio trovare vostra figlia.
L'uomo e la donna si scambiarono un'occhiata scettica.
Ma davvero? La voce di Mandy era piatta, libera da ogni paura. E
scommetto che quello l che vola sopra il tetto  un maiale. Accese len-
tamente un'altra sigaretta, aspirando il fumo prima di riprendere: C'
sempre di mezzo Harold. La pestava a sangue e ci godeva. Cos'ha dovuto
sopportare, quella ragazza... Fece un secondo tiro. Non me ne importa se
avete le pistole, potete anche spararmi, ma non vi dico un cazzo. Perci
state perdendo tempo.
Sembrava irremovibile.
L'uomo si accomod su una poltrona accanto al caminetto e cominci ad
arrotolarsi una sigaretta. Ha ragione, amico, mia figlia se ne  prese abba-
stanza quando lui era fuori. Non diremo niente, in nessun caso.
Jon Jon sedette sul divano e, nel suo tono pi cordiale, disse: Lo giuro,
amico, io non lo conosco nemmeno, Harold.
Che cosa vuoi, allora? Mentre faceva la domanda, l'uomo si era messo
a leccare la cartina. Era chiaro che la risposta lo lasciava del tutto indiffe-
rente.
Mia sorella si chiama Kira Brewer.  scomparsa.
Li vide scambiarsi un'occhiata.
Ci dispiace, ma questo che c'entra con noi? Era stata Mandy a parlare,
con voce pi gentile.
Jon Jon inspir profondamente, poi disse: Vostra figlia ha accusato un
tizio di aver molestato sua figlia Caitlin. Be', questo stesso tizio, Little
Tommy Thompson, badava a mia sorella.
I due si guardarono di nuovo. L'uomo grugn: Vai a fare un t, Mandy.
Lei annu e usc dalla stanza, seguita da Earl. Non erano stupidi; quella
notte nessuno se ne andava per i cazzi suoi da nessuna parte.
Allora, che cos'ha da dirmi?
Mentre l'uomo lo squadrava, Jon Jon attese. Capiva quella cautela. Sa-
peva tutto di Harold Rowe: era una brutta bestia. Avrebbe dovuto guada-
gnarsi la fiducia dei due, ma quel cazzeggio cominciava a irritarlo.
Caitlin aveva nove anni quando l'ha accusato. Andava sempre da lui
con gli altri bambini. Leigh si era messa col padre, anche se non so cosa ci
trovasse... aveva la mia et! Ma chiunque era meglio di Harold, credo. Era
davvero stronzo: le ha rotto il naso, il braccio... Una volta le ha forato un
polmone. La accusava di qualsiasi cosa, quel bastardo geloso. Ma Harold
era anche furbo e, quando l'hanno messo dentro,  andata perfino peggio. I
suoi cosiddetti amici le entravano in casa a tutte le ore del giorno e della
notte. Sai come funziona. Tieni compagnia alla vedova bianca, che le piac-
cia o no.
Jon Jon annu.
Comunque, questo Joseph aveva un po' di soldi - un'indennit o qual-
cosa del genere, non so - e voleva portarsi via madre e figlia. Poi  andato
tutto a monte, non mi chiedere perch, e allora  venuta fuori la storia di
Caitlin. Non sono andati dagli sbirri o altro. Ci sono stati un paio di scon-
tri... Naturalmente ho pestato il padre. Poi Leigh si  trovata un posto e se
n' andata, e i Thompson hanno dovuto trasferirsi perch per loro era di-
ventato troppo pericoloso.
Allora Caitlin chi ha accusato, esattamente? chiese Jon Jon.
Prima il padre e poi il figlio, a quanto ricordo, e poi  venuto fuori che
erano tutti e due. Bella coppia di porci, eh? E quel ciccione pareva un san-
terellino, anche se devo ammettere che ho avuto le mie riserve su di lui fin
dal principio. Bambole del cazzo! Quale uomo gioca con le bambole se
non  un po' squinternato? Si punt l'indice alla tempia per rimarcare il
concetto. La cosa non  mai stata chiarita sino in fondo. Leigh ci ha rac-
contato soltanto il succo, come e quando l'ha scoperto.  pi che naturale,
a ben pensarci. Chi vorrebbe far sapere che i propri figli sono stati mole-
stati?
E adesso lei dov'?
L'uomo sogghign. Scusa, figliolo, ma di questo non ti dir un cazzo.
Si  presa una bella vacanza da Harold Rowe e non vorrei mai rischiare di
fargliela trovare. L'ammazzerebbe, o comunque la farebbe ammazzare. Mi
spiace.
Jon Jon comprese. Anche lui avrebbe protetto la propria sorella o la pro-
pria figlia.
Mandy ritorn col t. Stava ridendo; evidentemente lei ed Earl avevano
fatto amicizia.
Cos'erano quei soldi che Joseph doveva avere? Jon Jon si domandava
se provenissero dalla pornografia infantile o da qualche traffico del genere.
Ha offerto una somma alla nostra Leigh perch non mettesse di mezzo
gli sbirri e io le ho detto di accettarla. Le ho detto: 'Prendili, ragazza, e
manda tutto quanto affanculo'. E lei lo ha fatto. Giusto o sbagliato, lo ha
fatto.
Earl colse il senso della cosa, ma fu Jon Jon a colpire nel segno, quando
disse: Ma, se era un pervertito, perch lei non gli ha impedito di rifarlo?
Mia sorella  scomparsa, forse  morta, perch sua figlia  stata zitta.
Leigh gliel'ha lasciata passare liscia.
Mandy ebbe la delicatezza di assumere un'aria contrita ma ribatt: Tu
non conosci Harold. Quando Joseph le ha offerto quei soldi  stato come
un dono di Dio. Ne aveva bisogno per allontanarsi da suo marito una volta
per tutte.
Jon Jon era inorridito. Cos per farlo ha usato le molestie alla figlia,
giusto? Scosse la testa, disgustato. Sapete una cosa? La gente come voi
mi d la nausea. Se vostra figlia si fosse rivolta alle autorit, forse mia so-
rella sarebbe ancora qui. Quella situazione assurda lo colm di una vio-
lenta rabbia.
Ma noi come facevamo a saperlo?
Se l'ha fatto una volta, era probabile che lo avrebbe fatto ancora o che
l'avesse gi fatto prima. Non si scende a patti con gente come quella. A-
vrebbe dovuto prendere i soldi e poi denunciarlo lo stesso.
Adesso anche Mandy era irritata e fece, caustica: Be', non l'ha fatto.
Come poteva sapere che quello se la sarebbe presa con qualcun altro?
Se l'era presa con sua figlia, forse questo poteva farle nascere qualche
sospetto, no? sbrait Jon Jon. O crede che sua nipote abbia l'esclusiva?
Se sei un pervertito, resti un pervertito del cazzo.  come una malattia,
no?
Nessuno parl.
Il padre di Leigh si arrotol un'altra sigaretta, ma le mani gli tremavano.
Abbiamo pensato soltanto a toglierla da Harold e dalla sua famiglia,
grugn.
Mandy si attacc a quelle parole. Tu non hai idea di com'era... Anche
noi abbiamo dovuto trasferirci, per questo siamo venuti qui. Ci tormentava
di continuo: merda di cane nella buca delle lettere, taxi a tutte le ore del
giorno e della notte, insulti da quella maledetta della madre ogni volta che
uscivamo per strada... Quella  un'altra vecchia strega pazza. Era un incu-
bo. La mia bambina era diventata un cadavere, cazzo, non riusciva a man-
giare, a dormire. Lui le controllava la vita anche dalla prigione. Di quelle
ragazze non gli importava, le usava solo per arrivare a lei. Lei ha preso i
soldi ed  scappata, chi pu fargliene una colpa?
Jon Jon era nauseato. Nessuno le fa una colpa di questo, ma avrebbe
dovuto denunciare i Thompson.
E mettere di mezzo gli sbirri? Per Harold sarebbe stato pi facile avere
il suo indirizzo da loro che da chiunque altro. Dovresti saperlo, giovanotto.
Quella  gente che farebbe di tutto per una bevuta, e cosa vuoi che sia un
indirizzo, eh? No, Harold avrebbe mandato mia figlia all'altro mondo. Ab-
biamo fatto quello che in quel momento ci sembrava pi giusto.
Jon Jon scoppi in una risata cinica. Pi giusto per voi, comunque.
Poi si alz. Vieni, Earl, 'sto posto mi sta facendo scoppiare la testa.
Sapeva che non avrebbero avuto altre informazioni su Leigh. Non chie-
dendole, almeno. Fuori, accesero il ricevitore scanner che avevano in mac-
china e armeggiarono finch non sentirono Mandy parlare su una linea fis-
sa. Avrebbero potuto intercettarla anche al cellulare. Avevano supposto
che lei avrebbe informato la figlia dell'accaduto. E infatti cos fu.
Lo scanner era una manna, nel loro lavoro. Si poteva ascoltare qualsiasi
cosa: radio della polizia, telefoni cellulari e linee fisse, ammesso che fosse-
ro collegate a un cordless. E ormai ce l'avevano quasi tutti. Mandy, eviden-
temente, ce l'aveva. I rifugiati li usavano per intercettare i radiotaxi e fre-
gargli i clienti. Erano aggeggini fantastici.
Mandy spieg la situazione alla figlia - che sembrava spaventata dagli
ultimi avvenimenti - e si affrett a tranquillizzarla. Erano bravi ragazzi,
tesoro. E comunque non credo che il tuo Harold avrebbe qualche rapporto
con degli affumicati, lo sai com' fatto. E quello grosso, Earl... Devo dirte-
lo, sai, se me lo trovassi nel letto non lo sbatterei via a calci!
Le due donne risero ed Earl alz gli occhi al cielo, imbarazzato.
Comunque hai rimorchiato, Earl, disse Jon Jon.
L'uomo si limit a scrollare le spalle.
Mamma, sei tremenda.
Le due donne risero di nuovo.
No, davvero, era un bel tipo.
Mandy rise ancora.
Quella piccola Kira... pensi che la troveranno, mamma?
Chi lo sa? Spero di s. Anima santa, sembra Caitlin, con quei capelli
biondi e gli occhi azzurri.
Povera creatura.
E se c'entrano quei due bastardi dei Thompson... Be', non vorrei essere
nei loro panni quando i due tipi che sono venuti qui stasera gli metteranno
le mani addosso. Non le disse che il fratello di Kira riteneva Leigh colpe-
vole per non aver parlato, ma quel pensiero inespresso rimase come so-
speso tra loro.
Leigh si affrett a cambiare argomento. Tu e pap... Tutto bene?
S, benissimo. E l come va?
Bene. Siamo ancora a Pevensey Bay a goderci la fine dell'estate. Torno
domenica. Stanno benissimo qui, ma', e anch'io.
Come va la roulotte?
Era un po' incasinata. Quelli cui l'avete affittata l'ultima volta non erano
troppo schizzinosi, ma ho fatto grandi pulizie, non preoccuparti. A propo-
sito, ti ho messo delle piante nuove nei vasi di terracotta fuori.
Bene, tesoro, grazie. Ci sentiamo domani.
Grazie di tutto, mamma. Ciao.
Le parole di Leigh erano cariche di sottintesi e Mandy concluse triste-
mente: Ti voglio bene, bambina.
Ma la figlia aveva riattaccato.
Earl stava gi cercando Pevensey Bay sulla cartina.
Lascia perdere. Ho sentito abbastanza, disse Jon Jon.
Adesso andiamo l?
Jon Jon scosse la testa. No, andiamo a procurarci un alibi.
Earl scroll le spalle. Vabbe'.
Vuoi che ti procuri il numero di cellulare della madre?
Earl sogghign. Vaffanculo, Brewer!
Mentre si allontanavano, Jon Jon disse: Come hanno potuto prendere
dei soldi, sapendo che permettevano a quei porci di andarsene in giro a ri-
farlo? La mia piccola Kira...
Earl rallent. Ho sentito parlare di Rowe e, credimi,  uno stronzo peri-
coloso. Cercavano di proteggere la loro famiglia. Anche noi l'avremmo fat-
to, al posto loro. E hanno ragione, sugli sbirri: quanti indirizzi abbiamo
avuto da loro in questi ultimi mesi? Avrebbe potuto trovare Leigh nelle
copie dei verbali o nei documenti del tribunale locale. Usa la zucca, Jon
Jon.
Ma non  la tua sorellina che sono andati a molestare, no?
La mia sorellina sembra Ms Dynamite sotto anfetamine e con una boc-
ca larga il doppio. Nessun pervertito con un minimo di buonsenso le si av-
vicinerebbe.
Jon Jon non sorrise, anche se aveva visto Rene diverse volte. Aveva
tredici anni, ma sembrava andare per i ventinove.
A parte gli scherzi, Jon Jon... Non sei proprio sicuro che siano stati i
Thompson, eh?
Certo che sono stati loro.
Credi che avrebbero toccato tua sorella, conoscendoti cos bene?
Jon Jon sospir. Be', ma non ha senso, ti pare, visto che hanno molesta-
to una Rowe e Harold non era precisamente il pi gentile rapinatore di
banche del circondario, no?
Earl annu. Non hai torto.
Mentre si avviavano, Jon Jon cominci a rollarsi una canna, cosa che
non aveva mai fatto in pubblico. Poi, d'un tratto, grid: Torna indietro!
Mi sono dimenticato di fare una cosa!
Earl obbed.
Mentre Mandy guardava un film, suo marito stava riempiendo due gene-
rosi bicchieri di brandy. Era stata una serata movimentata.
Mi sento male, tu no, Mandy?
Lei annu.
Ma come potevamo sapere che sarebbe successo?
La donna non riusciva a sopportare l'idea di avere qualcosa a che fare
con la scomparsa di una bambina.
Quanto hanno dato a Leigh, i Thompson?
Venticinque testoni.
Per lo shock, all'uomo and di traverso il brandy. Cazzo! Un bel gruz-
zoletto, eh? Non mi ero reso conto che fosse cos tanto.
Mandy annu.
Per se l' cavata facile, Mandy. Sar sincero: per un po' mi sono chie-
sto se Leigh non se l'era inventato. Sai come fa la nostra Leigh certe vol-
te...
La moglie lo interruppe. Non stavolta. E comunque  successo anni fa,
quand'era ragazzina.
L'uomo sorseggi il brandy, poi riprese: Non ci ho mai creduto, sai,
Mandy, per niente.
Lei si gir sulla poltrona per guardare in faccia il marito, completamente
dimentica del film. Che stai dicendo?
Lui scroll le spalle e il movimento gli fece gorgogliare il pancione. Ho
chiesto a Caitlin e lei ha detto che Leigh l'aveva istruita su quello che do-
veva dire alla gente.
 ovvio che l'ha istruita! Vorresti forse che tua figlia se ne andasse a
raccontare Dio sa cosa a mezzo mondo?  tua figlia, cazzo, e non credi a
una parola di quello che dice.
D'accordo, non ti scaldare. Sinceramente, per, di panzane ne ha rac-
contate, negli anni, no? Sto soltanto dicendo che non ho mai visto niente
d'insolito.
E allora? sbott Mandy con rabbia. Ti aspettavi che lo facessero sot-
to i tuoi occhi?  questo che stai dicendo?
Sto soltanto dicendo: quando ne avrebbero avuto l'occasione? Leigh
non viveva l, giusto? Cio, andava a trovarli, andavano al parco con le
bambine, roba cos...
Mandy scosse la testa, costernata. Se sei cos sicuro che sono innocenti
e che tua figlia  una fottuta bugiarda, perch non l'hai detto a quel tizio,
allora?
Perch  mia figlia, ecco perch.
Fu in quel momento che il pezzo di lastricato entr dalla finestra del
soggiorno. Inermi, Mandy e il marito guardarono Jon Jon che, impugnata
una mazza da baseball, si accaniva sulla loro auto.
Chiamate gli sbirri, forza! Ah, ma voialtri non li chiamate, gli sbirri,
nemmeno per dei fottuti molestatori di bambini e per degli assassini!
strill il ragazzo.
Non gli risposero.
Non c'era nulla da dire.
Contenta adesso, Mandy? mormor il marito.
Lei sedette sul divano, contemplando lo stato del suo soggiorno, e pian-
se. Ma, come aveva detto Jon Jon, non chiamarono la polizia. Non erano
cos stupidi.
Come al solito, Joanie era sveglia. Strisci fuori dal letto il pi silenzio-
samente possibile per non disturbare Paulie. In cucina, si prepar una tazza
di t e lo corresse con abbondante scotch. Mary Brannagh le aveva portato
la bottiglia qualche ora prima; era l'unica bevanda alcolica in casa e lei lo
bevve con avidit.
Quindi tir fuori i tarocchi e, dopo averli mischiati pigramente, li pos
sul tavolo di fronte a s. Fiss le carte quasi fossero nemici, ed era cos che
le considerava in quel momento. Da parecchie notti avrebbe voluto dare
un'occhiata alle carte per sua figlia, vedere cosa le avrebbero rivelato. Da
quando Mary le aveva detto che Kira stava con una persona dai capelli
scuri, Joanie oscillava tra speranza e disperazione.
Tutti pensavano che Kira fosse morta, lo sapeva. Ed era terrorizzata al-
l'idea di vederlo scritto nelle carte. Inghiott il t tiepido e lo scotch la ria-
nim, anche se il sapore la disgustava. Poi appoggi la testa sul tavolo e ri-
cominci a piangere silenziosamente. Non erano pi i singhiozzi violenti
cui aveva dato sfogo in precedenza. Quelle erano lacrime di paura e recri-
minazione.
Non avrebbe mai dovuto lasciar uscire Kira quel giorno, per aveva avu-
to tanto da fare che non era stata attenta come al solito. Dal suo strappo
con Monika, la povera Kira vagava come una pecorella smarrita, a meno
che non fosse da Tommy. Ma quel giorno era fuori anche lui.
Che diavolo le era passato per la testa, a lasciarla andare da sola ai nego-
zi? E adesso dov'era la sua bambina? Da qualche parte, stanca e infreddoli-
ta? Qualcuno l'aveva imprigionata? Era intrappolata in un frigorifero a
boccheggiare?
Le possibilit erano infinite e Joanie sapeva che le supposizioni non ser-
vivano a nulla. Gemette, e la sua voce, nell'appartamento silenzioso, risuo-
n, sorprendendola. Anche la musica ad alto volume, tipica del caseggiato,
quella sera non si sentiva, forse per rispetto del suo lutto.
Era cos? si domand. Era in lutto per la sua bambina?
Quindi si ritrov a vomitare, con la mano sulla bocca per non schizzare
tutto quello schifo in giro per la cucina. Barcoll fino al lavello e diede
sfogo ai conati.
Poi sent una mano che le accarezzava dolcemente la schiena.
Era Paulie.
Lei ebbe un altro conato e lui continu ad accarezzarle la schiena, sus-
surrandole all'orecchio parole di conforto.
Ma Joanie non lo sentiva.
Sentiva soltanto la sua piccola Kira che chiamava mammina. E mammi-
na non c'era.
16
Little Tommy stava davanti a casa e parlava con una folla di donne e
uomini; le ricerche di Kira proseguivano ancora intensamente, ma dopo tre
giorni era subentrato lo sconforto. Ormai tutti - polizia compresa - stavano
cercando un cadavere.
Per la ricerca aveva riunito quelle persone in un modo che nessuno a-
vrebbe creduto possibile. Avevano tutti un obiettivo comune, e quell'obiet-
tivo era una bambina di nome Kira Brewer. Il posto era ancora pieno di
giornalisti, anche se le telecamere dei telegiornali erano sparite per via di
una bomba esplosa nel centro di Londra. L'intero caseggiato era in fermen-
to e, sebbene le speranze di trovare Kira viva stessero sfumando, era co-
munque emozionante per gli abitanti trovarsi in prima pagina.
Si erano messi a leggere ad alta voce le loro dichiarazioni riportate sui
giornali. Non trovavano affatto strano che la scomparsa di Kira li avesse
riuniti. In quella comunit, ciascuno conosceva a fondo la vita degli altri.
Ciascuno poteva vedere nelle case degli altri. Conoscevano le rispettive fa-
miglie, le rispettive manie, sapevano esattamente chi si drogava e chi no.
Chi andava a letto con chi, chi stava dentro e chi era appena uscito. Cono-
scevano i nomi e l'et dei rispettivi figli e nipoti. Vivevano appiccicati l'u-
no all'altro a causa del modo in cui le loro case erano state progettate.
Quand'erano state costruite, negli anni '60, non si era lasciato il minimo
spazio alla privacy. Quel caseggiato, in particolare, era stato costruito per
ospitare l'eccedenza di popolazione dei bassifondi dell'East End. Si trattava
di un vecchio edificio dell'istituto case popolari e ne aveva tutta l'aria: edi-
fici fatiscenti, bisognosi di una ristrutturazione da cos tanto tempo che
ormai erano buoni soltanto per essere buttati gi e ricostruiti.
Ma quel posto era casa loro e, a modo loro, lo utilizzavano al meglio. Il
comune li aveva messi l e poi li aveva lasciati liberi. Esistevano leggi non
scritte su come comportarsi in quella zona.
Monika non c'era, ma nessuno aveva commentato la sua assenza finch,
aprendo il Sun, non apparve una sua foto, in cui aveva un'aria triste e pudi-
ca nel contempo. Accanto, c'era il titolo: Facevo la vita con la madre del-
la ragazza scomparsa.
L'articolo di due pagine spiegava come aveva conosciuto Joanie, com'era
Kira, e come Joanie aveva battuto il marciapiede e lavorato nei saloni.
Non c'erano bugie, ma erano tutti d'accordo che Monika non avrebbe
dovuto usare gli affari personali di Joanie per foderarsi le tasche. Invece
era proprio quello che aveva fatto. Era un tradimento cos odioso, per loro,
che Monika non avrebbe mai pi potuto percorrere quelle strade, almeno
non senza essere insultata da tutti. Quella era una comunit solidale, e lei
aveva passato il segno.
Quella puttana di merda! Come se Joanie non avesse gi abbastanza ca-
sini, disse una vicina che aveva litigato con Joanie sistematicamente per
anni, di solito per via dei bambini. Di fronte alla tragedia di Kira, per, tut-
to veniva dimenticato. Avr la sua giusta punizione. Nessuno le rivolger
pi la parola, dopo quello che ha fatto.
Vi fu un mormorio di assenso e infine tutti si dispersero per andare a
comprare una copia del giornale e discuterne il contenuto con amici e fa-
miliari. Da quel momento in avanti, dire Monika o immondizia sareb-
be stato lo stesso.
Di Joanie si potevano dire un sacco di cose, ma lei era una buona madre
- esemplare, perfino - e questo lo ricordavano tutti. Era apprezzata; un fatto
importante per la gente del quartiere, che aveva a cuore i suoi figli. Ecco
perch Monika doveva pagare quello sgarbo.
Little Tommy risal lentamente le scale di casa. Rientrato, mise su il bol-
litore e prepar un tazzone di caff. Aveva tutti i giornali di quel giorno e
li pos sul tavolo per passarli in rassegna, lasciando indugiare gli occhi
sulla foto di Kira.
La mia bella principessina... disse ad alta voce, e si guard attorno,
come se si aspettasse di vederla l. Mentre l'acqua bolliva, bussarono alla
porta d'ingresso. Strascicando i piedi, Tommy percorse il corridoio per an-
dare ad aprire.
Aveva i piedi gonfi. Aveva camminato cos tanto negli ultimi giorni e
ora la stava pagando. Quando apr la porta, il suo viso cascante e il suo at-
teggiamento rivelavano tutta la sua profonda tristezza per quello che era
successo.
Jeanette si trovava gi alla stazione di polizia. L'avevano arrestata per
l'aggressione a Karen Copes. Sebbene Karen non avesse sporto denuncia,
avevano tenuto l Jeanette per una notte, perch incontrasse un'assistente
sociale. La ragazza era fuori controllo e lo sapevano tutti, ma non potevano
farci niente.
Jeanette aveva detto all'assistente sociale di andare a farsi benedire, e la
donna se l'era filata, ma non prima di aver aggiunto un'altra nota al suo fa-
scicolo. Jeanette aveva quattordici anni e viveva con un diciottenne con
precedenti penali. La madre di lui era un'alcolista e le fedine penali di
quella donna e di suo figlio erano degne di due mafiosi.
Tuttavia, legalmente parlando, Jeanette poteva fare ci che voleva della
propria vita; se ci significava che aveva deciso di vivere con loro, allora
la cosa doveva star bene a tutti. Anche se Joanie avesse tentato di riportarla
a casa, non sarebbe stato possibile. La Carta dei Minori le aveva dato quei
diritti e Jeanette li usava a proprio beneficio, per fare esattamente quello
che desiderava.
Baxter era stupito da quella ragazza, capace di ficcarsi nei guai perfino
in quelle circostanze, cio con la sorella probabilmente morta ammazzata
da qualche parte. Non teneva conto del suo stato di tensione e del fatto che
Karen Copes l'aveva provocata. Baxter non vedeva in lei altro che una put-
tana; non aveva dubbi sul fatto che Jeanette lo era, non meno della madre.
Tutta quella famiglia era feccia. Quelle fotografie di una bambina impia-
stricciata di trucco gli avevano finalmente fatto capire che cosa aveva di
fronte. Si era convinto che Kira Brewer partecipasse agli affari di famiglia
e non gli importava quante volte gli telefonasse il capo della polizia, non
avrebbe cambiato opinione.
Hai portato a sviluppare quelle fotografie? le chiese.
Jeanette scosse la testa. No. Perch avrei dovuto farlo senza lasciare il
mio nome e indirizzo? Usi la zucca, deve sapere chi le ha portate. Il tono
della ragazza diceva che uno di loro due era stupido, e di certo non lo era
lei. Sospir profondamente, come annoiata da quelle domande. Senta,
gliel'ho gi detto, era solo uno scherzo. L'ho messa in ghingheri e le ho fat-
to qualche foto, sai che cazzo di roba. C' mica una legge che lo proibisce,
no?
Jeanette si appoggi allo schienale della sedia e lui la squadr. Dalla mi-
nigonna nera al top elasticizzato, era decisamente la ragazza del bullo. A-
veva i capelli coperti di un qualche gel lucido che le dava l'aria di aver bi-
sogno di una bella lavata. Le gambette ossute erano piene di graffi di ra-
soio e le scarpe pesanti sembravano ceppi ai suoi piedi.
Era anche truccatissima: una crosta di fondotinta e fard sul viso, colori
vivaci sugli occhi, rossetto di un rosa carico che le dava l'aria di una che la
sa lunga. La stessa aria che aveva l'altra, Kira Brewer, nelle fotografie.
Baxter guardava Jeanette, sconfortato. Se gi non partecipava all'attivit
di famiglia, l'avrebbe fatto ben presto. L'aveva visto mille volte; le ragazze
seguivano la madre in strada. Era come una vocazione, per loro. Quindi
ammetti di aver scattato queste fotografie a tua sorella?
Lei annu. Certo. Ma cosa c' da ammettere? L'ho gi detto, non c' mi-
ca una legge che lo proibisce.
Per quel genere di foto, s. Indic le immagini, quasi pugnalandole col
dito.
Jeanette alz gli occhi al soffitto.  lei che ci vede qualcosa di male. 
lei che le trasforma in qualcosa che non sono. Le ho fatte per far piacere a
Kira. Le piace mettersi in ghingheri e le piacciono il trucco e i vestiti. Co-
me a tutte le bambine. Adesso posso andare, per favore?
Dov'era il rullino, l'ultima volta che l'hai visto?
Jeanette riflett. In camera... Nella camera di Kira. Deve averlo portato
lei al negozio, nessun altro poteva prenderlo. Adesso posso andare, per fa-
vore?
Lo stava congedando e lui lo sapeva. L'arroganza di quella ragazza non
aveva limiti. Forse era nell'acqua del rubinetto, e tutti i ragazzi della zona
la assorbivano dalla nascita.
Ma doveva lasciarla andare. Non aveva nulla di cui accusarla.
Tommy apr la porta a Jon Jon e a Earl.
Al sorriso sul suo volto si sostitu un'espressione di terrore quando Jon
Jon lo afferr per la collottola e lo sbatt contro le pareti del corridoio, tra-
scinandolo poi in soggiorno. Lo spinse a terra. Sai perch siamo qui, ve-
ro?
Tommy non rispose. Stava ancora ansimando per lo sforzo, ma i suoi
occhi rivelavano che ne aveva un'idea piuttosto chiara.
Che cos'hai fatto a mia sorella, pervertito di merda? La voce di Jon
Jon era bassa. Niente urla, soltanto pura intimidazione. Diede a Tommy
qualche calcio, sentendo la morbidezza della carne flaccida contro la scar-
pa. Il semplice contatto con lui lo infuri; era convinto che quel grasso, i-
nutile bastardo stesse ridendo di lui. Guardando quella faccia che sembrava
una luna piena lo sent, sent il disprezzo di quel mostro obeso. Credevate
di passarla liscia, tu e quello stronzo di tuo padre, eh? So tutto di Caitlin,
ho visto sua nonna e mi ha detto di te.
Nell'udire il nome della ragazza, Tommy impallid. Non  vero, Jon
Jon, lo giuro!  una bugiarda, quella ragazza. Non l'ho mai toccata. Era
palesemente terrorizzato.
Jon Jon lo sollev di peso, a fatica, e gli sput in faccia. Se non mi dici
cos' successo, ti ammazzo, hai capito?
Fallo, Jon Jon. Dagli una pugnalata. Fallo fuori subito, cazzo, mormo-
r Earl.
Jon Jon fece per girare la testa verso l'amico. Poi si accorse che Tommy
era svenuto. Aveva perso i sensi per il terrore.
Fa sempre cos, la paura, comment Earl in tono pedante.
Jon Jon and in cucina. Vedendo il bollitore ancora fumante, riaccese il
fuoco. Quando ricominci a bollire lo prese, lo port in soggiorno e lo ro-
vesci sullo stomaco di Tommy e tra le sue gambe.
Tommy indossava pantaloni di cotone e una camicia sottile. L'acqua bol-
lente la attravers, bruciandola. Gli occhi di lui si spalancarono e un grido
gli sfugg dalle labbra.
Adesso dimmi quello che voglio sapere, disse Jon Jon. Quindi porse il
bollitore a Earl. Fallo bollire di nuovo. Lo voglio cuocere.
Gli occhi di Tommy erano vitrei per il dolore. Ti prego, Jon Jon, ti
scongiuro...
Fa male, vero, grasso porco? Che cosa le hai fatto? Ti pregava di smet-
tere di farle del male? Eh?
Tommy scosse la testa. Era quasi paralizzato dal terrore e non riusciva a
parlare.
 morta, vero? Jon Jon lo colp di nuovo alla testa. Dov' mia sorel-
la? Dimmelo, dov'?
Tommy scoppi a piangere, il viso coperto di muco e di sputo. Non lo
so, lo giuro... Chiedi a mio padre... Era lui... Non io... Ora che il dolore lo
aveva sopraffatto, vaneggiava. A lui piacevano le bambine... non a me.
Non in quel modo! Non io... Gemeva per il dolore e l'angoscia, ma conti-
nuava a cercare di convincere Jon Jon.
Dov' mia sorella? Che cosa le hai fatto?
Ormai Tommy quasi delirava. Non so niente. Lo giuro sulla tomba di
mia madre, disse piangendo. Quei profondi singhiozzi rendevano le paro-
le quasi incomprensibili.
Jon Jon lo fiss con distacco.
Era cos dolce, cos dolce. La mia Kira... Il pianto si alz di tono. La
amavo... la amavo. Non ho mai voluto che si facesse del male.
Non appena Jon Jon ebbe assorbito il significato di quelle parole, co-
minci sul serio a prenderlo a calci. Ormai aveva perso del tutto la ragione.
Continu a colpire sino allo sfinimento. La amavi, eh? Ansimava per lo
sforzo. Ti ammazzo, stronzo, te e tuo padre!
Ma ormai era troppo tardi per parlare con Tommy.
Tommy non poteva sentire pi niente.
Prima di andarsene, Jon Jon gli vers altra acqua bollente sul viso. Poi,
dopo avergli sputato addosso, usc.
Andarono dritti a casa della fidanzata del padre, Earl al volante e Jon Jon
al suo fianco, imprecando contro gli assassini della bambina.
Jon Jon stava piangendo tutte le sue lacrime, perch ormai sapeva che
Kira non c'era pi; bisognava soltanto trovare ci che restava di lei. Il do-
lore lo rendeva quasi isterico; adesso che le cateratte si erano aperte, pare-
va che non sarebbe mai pi riuscito a smettere di piangere.
Immaginava lei, il suo terrore, il dolore di quello che le era successo. Era
come un film proiettato nella sua testa.
E lui aveva accolto in casa il suo traditore.
Jon Jon sentiva che era tutta colpa sua.
Non gli venne in mente di chiamare la polizia. Quella era una faccenda
personale, quindi se ne sarebbe occupato di persona.
La vicina di Tommy, Mrs Carling, aspett che se ne andassero prima di
telefonare alla polizia, per mantenne l'anonimato. Neanche per sogno si
sarebbe messa in mezzo con Jon Jon Brewer, quando lui era sul piede di
guerra. L'aveva deciso sabato, e non aveva cambiato idea.
Della e Joseph erano stati a casa di Patricia. Sulla via del ritorno, si era-
no fermati a pranzo a Upminster. Della era pi contenta. Joseph l'aveva
convinta che la sua discussione con Little Tommy era esclusivamente una
questione di famiglia. Il figlio era evidentemente geloso del fatto che lui si
fosse trasferito, bench, in tutta onest, a Della non fosse sembrato una
persona di quel tipo. In realt, come lei continuava a notare, Tommy era
parso contento che suo padre abitasse da un'altra parte.
Ora che Kira Brewer era scomparsa, Della si preoccupava della ricaduta
che quel fatto avrebbe avuto su di loro. La polizia era gi stata a casa sua e
aveva interrogato Joseph. Pur sapendo che era pi che naturale - chiunque
conoscesse la bambina di certo veniva interrogato -, la cosa la disturbava.
Non riusciva a lasciar perdere e sapeva d'irritare Joseph. Ma era successa
una cosa cos scandalosa che era naturale continuare a parlarne, giusto?
Pensi che Kira conoscesse la persona che l'ha rapita?
Joseph sorseggi la sua pinta di birra e non le rispose. Anche a casa del-
la figlia si era rifiutato di parlarne, e a Patricia l'argomento interessava,
come a tutti del resto. Avevano conoscenza diretta di una notizia di rile-
vanza nazionale, e lui se ne stava l seduto, zitto come un pupazzo im-
bottito. Il figlio di Joseph, come aveva osservato Patricia, conosceva la
bambina meglio di chiunque altro. Era il suo baby-sitter, diamine. Ma Jo-
seph non si era lasciato coinvolgere.
Aveva invece portato al parco le nipoti di Della, lasciandole a discuterne
tra loro. E adesso se ne stava l seduto, tutto intento a sorseggiare la sua
birra come se nulla fosse successo.
Era cos strano.
Hai intenzione di rispondermi, Joe?
Lui scosse la testa. Non voglio tornare sull'argomento.  una cosa ter-
ribile da pensare.
Il commento suon giusto, ma lei non era ancora soddisfatta. Come suo
marito prima di lui, Joseph stava per scoprire esattamente come diventava
la sua nuova fidanzata se si fissava con qualcosa. Chiunque penserebbe
che hai qualcosa da nascondere.
Lui la fiss, la pinta bloccata a mezz'aria. E questo che vorrebbe dire?
Della scroll le spalle con indifferenza, poi disse, sarcastica: Quello
che ti pare. Solo che a chiunque altro, a qualsiasi persona normale, interes-
serebbe quello che sta succedendo. Ma non a te.
Joseph sogghign. Allora, visto che non sono pettegolo, sono un indi-
viduo sospetto, vero? Stava cercando di mantenere una parvenza di cor-
dialit nella voce, ma diventava ogni secondo pi difficile. Aveva voglia di
prendere a ceffoni le guance grasse di quella faccia compiaciuta.
Della scroll le spalle ancora una volta. Prendila come vuoi. Ormai
aveva voglia di litigare sul serio. Voleva fargli capire con chi aveva a che
fare.
Lui trangugi la sua birra. Fammi un favore, ti spiace, Della? chiese
in tono calmo e cordiale.
Lei annu.
Chiudi quella bocca del cazzo.
La faccia di lei era uno spettacolo. Joseph pens che ne era valsa la pena
anche soltanto per vederla cos scioccata.
Come osi! Aveva parlato a voce bassa. Dopotutto erano in un pub e
lei non voleva farsi notare.
Giusto, andiamo, Della. Non mi metto a discutere qui. Lo aveva detto
come a sottintendere che era pi che disposto a discutere nell'intimit del-
l'auto. Un fatto nuovo, per Della. Fino ad allora, lei aveva sempre avuto il
controllo totale.
In macchina, Della riprese da dove aveva interrotto prima ancora che lui
avesse fatto marcia indietro per uscire dal parcheggio. Non riesco a capire
esattamente cosa sia, ma c' qualcosa che non mi quadra in tutta la sto-
ria...
Lui non rispose perch stava imboccando una stradina di campagna. Poi
disse:  vero, Della? Dev'essere fantastico essere te, sapere tutto. Essere
l'unica donna sulla terra ad avere poteri paranormali del cazzo.
Era un Joseph che lei non aveva mai sentito prima e non sapeva bene
come gestirlo, finch lui non aggiunse: Di che cos' morto tuo marito?
Noia terminale, direi, a forza di sentirti dar aria a quel forno mattina, mez-
zogiorno e sera.
La stoccata colp nel segno. Come osi, Joseph Thompson...
Lui alz una mano per farla tacere, e miracolosamente fu accontentato.
Oso, cazzo, oso, perch tu non puoi proprio mollare, eh? Lo sai cosa sto
passando? Conoscevo quella bambina, la conoscevo bene. Veniva a casa
mia con me e mio figlio. Mi piaceva.
La sua voce grondava di emozione e Della si stava domandando che co-
sa mai avesse scatenato. Il tono di lui sembrava sincero. Senti, Joe...
Oh, no, no, Della. Stavolta non mi convinci. Sei tu la prepotente. Era
il bue che dava del cornuto all'asino e lui lo sapeva, ma non gli importava
nulla. Be', storia chiusa, bella. Me ne vado a casa mia dal mio povero fi-
glio.
Il cellulare di lei squill, risparmiandole una risposta. Della ascolt e lui
vide con la coda dell'occhio la sua espressione sconcertata. Oh, mio
Dio! esclam lei.
Che succede, Della?
Little Tommy  stato aggredito in casa.  all'ospedale, Joe... Conciato
molto male, pare.
Con gran disappunto delle auto che lo seguivano, Joseph rallent. Chi 
stato? chiese. Si ferm in un vialetto per lasciar passare le altre auto e fis-
s dritto davanti a s per qualche minuto. Poi, chinandosi su di lei, apr lo
sportello dell'auto. Scendi.
Come?
Hai sentito, Della, scendi dalla macchina.
Qualcosa nella sua voce trapass la rabbia di lei. Lei scese dall'auto e lui
ripart.
Della cominci a singhiozzare al telefono, mentre sua figlia si sforzava
di capire che diavolo stesse succedendo.
Baxter stava considerando l'idea della pensione anticipata. Quell'aggres-
sione a Little Tommy Thompson aveva scatenato un altro putiferio e la
stampa ci andava a nozze. La cosa peggiore era che tutti conoscevano il
colpevole, ma Jon Jon Brewer aveva un pub pieno di gente che lo piazzava
l all'ora dell'aggressione.
Baxter stava indagando sulle voci secondo cui Tommy era stato accusato
di molestie. L'avevano inserito nel database nazionale senza trovare nulla.
Lo avevano sondato da cima a fondo, sempre senza trovare nulla. Ma
qualcuno aveva sentito una voce e adesso Tommy era in fin di vita al cen-
tro ustioni del Billericay Hospital, mentre a Baxter toccava fronteggiare le
critiche.
Anche Joseph Thompson se l'era squagliata. Forse perch era coinvolto
in qualcosa di losco, o perch aveva paura di essere accusato insieme con
suo figlio? Non l'avrebbero saputo finch non l'avessero trovato.
Jon Jon il vigilante non aveva fatto favori a nessuno, ma per la gente del
posto era un eroe.
Baxter l'avrebbe arrestato comunque. Per vedere che cosa sarebbe suc-
cesso.
Joanie non voleva credere a quello che il figlio le stava dicendo. Non vo-
leva credere di aver fatto entrare in casa lo strumento della distruzione del-
la figlia.
Ascoltami, mamma,  un fottuto porco, lo  lui e lo  anche suo padre.
Sono stati accusati e hanno dato dei soldi a una per chiuderle il becco. Lei
aveva un marito in galera, uno stronzo violento di cui voleva liberarsi una
volta per sempre. Quei soldi le hanno dato il mezzo per farlo. Sto ancora
cercando di rintracciarla, la troia, e, quando ci riesco, scoprir esattamente
cos' successo. Ma uno di quei Thompson sa dov' Kira, sa dov' se...
Si ferm prima di dire sepolta, ma Joanie aveva gi capito. Era strano,
non riusciva pi a piangere. Era come se tutte le lacrime fossero state ver-
sate. Si sentiva prosciugata, dentro e fuori. Si vers una vodka liscia e la
butt gi. Poi prese la bottiglia, and in camera da letto e chiuse la porta.
A cosa cazzo pensi che serva, mamma?
Jon Jon stava piangendo.
Lei apr la porta e lo guard, poi ribatt: Hai qualche idea migliore?
Si era arresa e Jon Jon lo sapeva. Si guard attorno. Tutta la sua roba
degli armadi era sparsa sul pavimento. Prima che lui tornasse a casa, la
madre era stata l a guardarla, a ricordare i momenti felici coi bambini, le
sue feste immaginarie che a loro piacevano tanto. Vi si era rifugiata come
faceva sempre, per rallegrarsi. Era tutto quello che aveva avuto dalla vita...
All'improvviso, Jon Jon si rese conto che era davvero una cosa infinita-
mente penosa. Quella donna aveva avuto tre figli e una vita lunga, ma, in
fin dei conti, tutto ci che le restava era qualche centinaio di sterline di ri-
cordi.
Si inginocchi sul pavimento e raccolse un coltello da dolce in argento.
Poi se lo strinse al petto e pianse come un bambino.
Little Tommy Thompson era in condizioni critiche. Era seriamente u-
stionato e aveva subito lesioni gravi. Ormai tutti sapevano che era un mo-
lestatore e persino per le infermiere, che inizialmente avevano mostrato
compassione, era diventato difficile toccarlo senza vedere l'immagine
mentale di Kira Brewer.
Il suo volto era inciso nella memoria di tutti.
Mentre guardavano l'uomo creduto responsabile della scomparsa di Ki-
ra, non potevano fare a meno di domandarsi se stessero rimettendo in salu-
te un assassino.
Il poliziotto seduto accanto al suo letto non la pensava diversamente. Per
quanto lo riguardava, se Jon Jon Brewer o uno dei suoi scagnozzi si fosse
presentato in ospedale per finire il lavoro, lui avrebbe opportunamente vol-
tato la testa dall'altra parte. Quell'enorme montagna di anelli di grasso che
passava per un essere umano poteva morire fra atroci tormenti, se fosse
stato per lui. Non si meritava nient'altro.
Stando alle voci che giravano, non c'era dubbio che Little Tommy o suo
padre - o, meglio ancora, entrambi - erano i colpevoli.
I giornali stavano indagando su come la polizia aveva abbandonato Kira
Brewer e la sua famiglia trascurando le accuse di pedofilia riferite dai vici-
ni. Joseph Thompson era opportunamente svanito, rafforzando la convin-
zione generale che ci fosse davvero qualcosa di sospetto nella sua famiglia.
Per Little Tommy, orribilmente sfigurato, non c'era che la morfina; or-
mai era fuori da tutto ci. Se fosse sopravvissuto, avrebbe avuto di fronte a
s soltanto la prigione e una condanna a vita.
A patto, naturalmente, che gli altri detenuti lo lasciassero vivere per
scontarla.
17
Baxter lesse e rilesse i servizi dei giornali. Trasse un pesante sospiro.
Odiava quel caso. Per i giornali era una giornata campale e su di lui piove-
vano critiche da tutte le parti.
Affanculo Jon Jon Brewer.
Che andasse a farsi fottere all'inferno.
Ormai era un eroe nazionale. Tutti sapevano che era stato lui, ma nessu-
no poteva provarlo. Congetture, il grande passatempo inglese. Ormai tutto
quello che Baxter poteva fare era limitare i danni. Se avessero incriminato
Jon Jon, avrebbero scatenato la pubblica furia. Il ricordo del dolce viso di
Kira sarebbe stato sufficiente allo scopo.
Baxter sentiva di voler soltanto andare a casa, dormire e non risvegliarsi
mai pi.
Aveva la sensazione che ci valesse anche per Joanie Brewer, ma per
ragioni diverse.
Monika era appagata. Le sue accuse disgustose si erano dimostrate esatte
e Jon Jon si era fatto giustizia da solo, pestando quel bastardo ciccione una
volta per tutte.
Mentre sorseggiava il caff, bussarono alla porta.
Va' ad aprire, Bethany.
Non si preoccupava pi dei vicini. Grazie a Jon Jon, aveva dimostrato di
essere nel giusto. A suo modo di vedere, pure lei era quasi un'eroina. L'e-
gocentrismo di Monika non aveva confini.
Bethany vide chi era alla porta e le venne voglia di scappare. Non riu-
sciva a guardarla in faccia.  Joanie Brewer, mamma.
Monika ebbe la sensazione che la sua coppa stesse davvero traboccando.
Probabilmente Joanie era venuta a scusarsi, e lei avrebbe accettato le scuse
con buona grazia. Dopotutto erano state amiche per anni e anche Joanie
poteva commettere un errore. Be', allora apri la porta, o stai aspettando
che ci passi attraverso?
Normalmente Bethany avrebbe riso a una battuta come quella, ma, da
quando Kira era scomparsa, la piccola era profondamente depressa. A dif-
ferenza di Monika, Bethany l'aveva presa male. Quasi su un piano perso-
nale. Stava incollata a Sky News giorno e notte. Che ragazzina morbosa,
pens Monika.
Bethany fece entrare Joanie e, nel guardarla, si rattrist ancora di pi.
Era invecchiata nel giro di una notte e ora appariva decrepita. Trasandata e
sciatta, era l'ombra della Joanie di un tempo.
Ciao, Joanie, tesoro. Tutto bene?
La voce di Monika era tutta amicizia e cameratismo. Come se, tra loro,
non fosse successo nulla d'insolito. Come se lei non avesse mai tradito la
sua migliore - in effetti unica - amica.
Joanie annu quasi impercettibilmente.
Vuoi una tazza di t?
Joanie scosse la testa lentamente. Hai niente di forte?
Anche la sua voce sembrava morta, cavernosa, quasi non l'avesse usata
per mesi. Monika le vers una generosa dose di Bacardi e aggiunse uno
schizzo di Coca-Cola. Ecco qua, bellezza, assaggia questo.
Joanie ne prese un lungo sorso, poi si appollai sull'orlo del divano.
Sei cos secca, Joanie!
Lei rispose con indifferenza al suo sguardo.
Stai bene, sembri molto pi giovane...
Joanie interruppe quelle chiacchiere idiote. Soltanto Monika poteva bla-
terare di peso e di bellezza in momenti del genere. Ma, in fondo, Monika
avrebbe chiesto se il suo culo sembrava grosso anche con una pistola pun-
tata alla tempia. Mentivi quando hai detto tutte quelle cose su Tommy?
Qualsiasi cosa Monika si aspettasse, non era di certo quella. La sua e-
spressione attonita parlava chiaro. Come sarebbe a dire? Il tono era offe-
so.
Sarebbe a dire, quello che hai detto di Tommy, che sarebbe un perver-
tito. Te lo sei inventato?
Joanie aveva lo sguardo duro e Monika si rese conto che stava cammi-
nando sulle uova.
Voglio la verit.
Monika ormai era mortalmente offesa. Certo che no. Comunque, anche
se ho esagerato un pochino, avevo ragione, no? replic tutta compiaciuta,
tutta orgoglio ferito.
Lo sai che hai fatto, Monika? Ti rendi conto di cos'hai provocato?
Monika non era affatto felice della piega che aveva preso la conversa-
zione.
Hanno fermato mio figlio e lo incastreranno per questa cosa, fosse l'ul-
tima mossa che fanno. Joanie prosciug il bicchiere. Sai come la pensa-
no su di lui e, grazie a te, hanno una buona scusa per metterlo dentro.
Quasi piangeva.
Quando avevano chiesto a Jon Jon di andare alla centrale con loro, il suo
cuore si era quasi fermato per il terrore. Era convinta che lo avrebbero
messo dentro. Baxter lo voleva da cos tanto che probabilmente il suo tem-
po era scaduto. La fortuna di quel ragazzo non poteva durare per sempre.
Dalla scomparsa di Kira, l'intera famiglia era andata in pezzi. Joanie
punt il dito contro la sua ex amica. Ho mandato gi le storie sui giornali
di noi che facevamo la vita; non m'importava perch comunque erano vere.
Ma questo non posso perdonartelo... Se mi portano via il mio bambino non
mi rester pi nessuno e allora verr a cercare te. Capisci cosa intendo? E,
quando lo far, Jon Jon non potr fermarmi.
Monika aveva capito benissimo. Era la vecchia Joanie, quella che la gen-
te evitava se l'aveva fatta arrabbiare troppo. La Joanie che faceva i salti
mortali per un amico, un bambino o anche per lei. Monika doveva usare
bene la lingua, per evitarla. Ma  stato Tommy, lo sanno tutti ormai.
Joanie scroll le spalle ancora una volta. Davvero? Non crederei a Lor-
na o a sua cugina pi di quanto non creda a te. Fottute bugiarde, tutte
quante. La fiss. Dici solo stronzate, Monika. Non fai che mentire e a-
desso hai messo in mezzo il mio ragazzo. Potrebbero tenerlo dentro per an-
ni. Se succede, vederti soffrire sar lo scopo della mia vita. E, cazzo, sof-
frirai come non avresti mai creduto possibile. Si alz. Ho gi perso una
figlia, Monika, e se ne perdo un altro... Non termin la frase.
Ma non succeder, Joanie. Jon Jon  un eroe. Nessuno oserebbe pizzi-
carlo adesso. Ha fatto un favore agli sbirri. Odiano i pervertiti quanto noi.
Joanie sospir. Quei pervertiti li abbiamo serviti tutta la nostra vita col
nostro lavoro, eravamo solo troppo stupide per capirlo. Pensa a tutte le ra-
gazzine che abbiamo visto andare e venire negli anni. Noi eravamo guaste
al pari dei ruffiani, perch non avremmo mai dovuto entrarci. Il sesso sta
dietro tutto quello che succede di male in questo Paese. Tu e io eravamo
soltanto al fondo della scala, quando si trattava di farsi pagare per quello.
Monika non riusciva a trovare nessuna logica nelle parole di Joanie. Il
dolore la stava spingendo ad attribuirsi la colpa per qualcosa su cui non
aveva il minimo controllo. E Joanie lo aveva perduto definitivamente, il
controllo.
Questo non c'entra niente con noi e con quello che facciamo, ragazza
mia. A modo suo, Monika stava cercando di calmare l'amica, di farle ca-
pire che non era colpa loro.
No? Perch allora siamo perseguitate dalla sfortuna? Tutte noi che fac-
ciamo il mestiere, lo siamo. Una cazzo di tragedia dopo l'altra. Usa la zuc-
ca, Monika. Per una volta in vita tua, guarda il quadro completo.
Ma, Joanie, senti quello che stai dicendo...
Oh, vaffanculo, Monika. Smettila di fare l'amica, tu l'amicizia non la
riconosceresti nemmeno se ti cascasse sulla testa. Pensa alla tua famiglia,
per una volta. Occupati di quella ragazzina l, sovrappeso e infelice, la tua
Bethany.  una piccola Monika e finir proprio come te, che Dio l'aiuti.
Sei soltanto feccia, Mon, feccia. Non vali un cazzo e lo sai. Ma te lo ripe-
to: guardati le spalle e guardatele bene.
Quindi se ne and e Bethany rimase a fissare ottusamente la madre,
mentre Monika s'incazzava come una biscia di fronte all'ingiustizia della
sua cosiddetta amica.
Bethany tenne i propri pensieri per s, ma il suo senso di colpa era scon-
finato.
Aveva mentito alla polizia. Aveva mentito a tutti.
Ma chi faceva caso a lei, comunque? Certo non sua madre, la quale a-
vrebbe dovuto capire che qualcosa non quadrava. Joanie lo avrebbe capito,
se fosse stata Kira a tenere segreto qualcosa.
And nella sua stanza e bevve di soppiatto un sorso dalla propria botti-
glia di Bacardi e Coca. Si faceva una bottiglia ogni mattina con la scorta
della madre. Monika credeva di averla bevuta la sera prima. Dava a Be-
thany una bella sensazione, le teneva caldo dentro. Portava via un po' di
solitudine e di colpa, per un poco.
Quando usc dalla stanza, la madre se n'era andata senza prendersi nem-
meno il disturbo di salutarla.
Mrs Carling era di fronte a un dilemma.
Aveva visto Kira Brewer nei negozi il sabato che era scomparsa, ma non
lo aveva detto ad anima viva. L'aveva vista con quella sfacciatella di Be-
thany, ma, essendo una donna che non si lasciava mai coinvolgere nei fatti
degli altri, se non per spettegolarne, si era tenuta per s quella perla di no-
tizia.
Convinta che la bambina alla fine sarebbe saltata fuori, aveva deciso di
stare alla larga. Specie perch la faccenda riguardava i Brewer. Non voleva
trovarsi uno di loro alla porta, nessuno sano di mente lo avrebbe voluto.
Bastava vedere quello che era successo a Tommy. Per Joanie non era cos
male, onestamente. Faceva del suo meglio, e non era un compito facile, col
fardello che Dio le aveva caricato sulle spalle. Il suo bucato era bianco che
pi bianco non si poteva, comunque, e Mrs Carling giudicava la gente dal
suo bucato e da quanto teneva pulito il pianerottolo.
Adesso, per, sembrava che la bambina fosse scomparsa davvero, e lei
cominciava a sentirsi la coscienza sporca. Il povero Tommy era all'ospeda-
le... Era tutto un tale casino. Ma non poteva andare alla polizia, vero? Non
cos tardi. E Tommy e il padre erano gli indiziati pi probabili. Nulla di
quanto lei avesse detto o fatto poteva cambiare quella realt, no? Non era
sicura al cento per cento di aver visto la ragazzina montare su quell'auto...
Quindi se lo tenne per s, convinta di fare la cosa giusta. Tommy e il pa-
dre sarebbero stati incriminati, e cos la storia sarebbe finita. A che cosa
mai poteva servire infilarsi in quella che poteva essere soltanto una situa-
zione esplosiva?
Si prepar un'altra tazza di t e decise di andare al Bingo, quella sera,
soltanto per distrarsi da quella faccenda.
Seduto di fronte a Baxter, Jon Jon aveva un aspetto terribile. Aveva l'aria
di una persona con un segreto che nessuno sarebbe riuscito a scoprire.
Sono stato al Ship and Shovel tutto il giorno, Mr Baxter, lo sa. Trenta
persone lo hanno giurato. Cosa vuole, una dichiarazione firmata da un giu-
dice, per provarlo? Peccato che l dentro non si trovino molti giudici, capi-
sce cosa intendo?
Il ragazzo sorrideva e Baxter aveva una gran voglia di cancellargli quel-
l'espressione dalla faccia una volta per tutte. Andavi d'accordo con
Tommy?
Jon Jon scroll le spalle, ma per lui era sempre pi difficile tenere quella
maschera d'innocenza. S. Ma allora non avevo idea che fosse un perver-
tito, giusto?
Chi ti ha detto che era un pervertito? Abbiamo fatto controlli rigorosi e
non abbiamo trovato niente.
Jon Jon riprese a sorridere. Con tutto il rispetto, Mr Baxter, voialtri non
riuscireste a trovare il telescopio Hubble nemmeno se atterrasse sul merca-
to di Roman Road.
Adesso ascoltami, Jon Jon...
Il ragazzo scosse la testa e i suoi dreadlocks fremettero per l'indignazio-
ne. No, cazzo, mi ascolti lei! Mia sorella  l fuori da qualche parte, or-
mai probabilmente morta, e lei ha il coraggio d'interrogare me sull'aggres-
sione a un pervertito del cazzo! Cos', mi sta prendendo per il culo? Pec-
cato che non avete speso altrettanto tempo per trovarla, eh? Ci avete messo
un secolo soltanto per degnarvi di darvi una mossa. Era solo una Brewer, e
a chi frega un cazzo di quelli? Sono feccia. Si pass una mano sulla fac-
cia lievemente sudata. I giornali ci stanno appresso e con loro non par-
liamo. Sono carogne di merda. Ma ci parler, se non la piantate di starmi
addosso e non fate il lavoro che i contribuenti si aspettano da voi. Vale a
dire scoprire dov' mia sorella e che cosa le  successo. Ha undici anni ed 
sparita. Tutti i giornali e tutte le televisioni parlano di lei, eppure non l'ha
vista nessuno. E, comunque, Joseph Thompson lo state cercando, o tor-
mentate solo la mia famiglia?
Baxter sospir. La sua ulcera gli dava fastidio. Il dolore era come un col-
tello che lo pugnalava a ripetizione; inoltre, tanto per peggiorare le cose, in
fondo al cuore sapeva che il ragazzo diceva la verit. Non puoi farti giu-
stizia da solo, Jon Jon.
Ma non l'ho fatto, giusto? Qualcun altro l'ha fatto per me. Guardiamo le
cose in faccia, Mr Baxter. Se avessero aspettato voi, quello sarebbe ancora
l a godersi la sua merdosa vita. Jon Jon si pass di nuovo la mano sul vi-
so, chiaramente agitato. E non si permetta di parlarmi di fare giustizia da
solo. Avete cercato d'incastrarmi un bel po' di volte negli ultimi anni.
Qualsiasi cosa gli sia successa, se l'era cercata, e spero che ne abbia un po'
anche suo padre.
Baxter si appoggi allo schienale e osserv Jon Jon per qualche istante,
poi disse lentamente: Posso fidarmi di te per una cosa, Jon Jon?
L'altro ignorava dove volesse andare a parare, quindi non rispose.
Baxter sapeva che stava per fare una cosa sbagliata, ma doveva spiegare
a quel ragazzo che cosa stava succedendo. Era un tipo intelligente e, a suo
modo, onesto.
Pos un fascicolo sul tavolo di fronte a Jon Jon e mormor: Vado a
prenderti una tazza di t e, se guardi questo fascicolo mentre non ci sono,
non posso farci niente, giusto? Perch non so che lo hai guardato, vero?
Non sar qui.
Perch dovrei guardarlo?
Baxter scroll le spalle. Per curiosit?
A scherzare col fuoco...
Penso che sopravvivrai a una sbirciatina, Jon Jon. Si alz. Latte e
zucchero?
Jon Jon annu e lo guard uscire. Fiss per un po' il fascicolo di fronte a
s, incerto. Non escludeva che Baxter stesse comunque cercando d'inca-
strarlo. Ma la curiosit ebbe la meglio e lui apr il fascicolo: all'interno c'e-
ra un unico foglio di carta. Era la cartella clinica di Little Tommy.
Jon Jon la lesse lentamente due volte, poi la rimise via, si alz e usc in
fretta dalla stanza. Baxter torn col t e, quando vide che la stanza era vuo-
ta, sorrise. Quindi diede un'altra occhiata alla cartella clinica.
A quanto pareva, Little Tommy Thompson era incapace di avere rappor-
ti sessuali con chicchessia. I suoi organi genitali non si erano mai sviluppa-
ti completamente e i farmaci che prendeva per stabilizzare l'obesit aveva-
no ulteriormente rimpicciolito quel poco che c'era.
Ci, naturalmente, non significava che il pensiero del sesso fosse assen-
te, ma dimostrava che, da un punto di vista fisico, quell'uomo avrebbe po-
tuto fare ben poco. Tutti i referti psichiatrici dicevano la stessa cosa: il ses-
so non gli interessava, n ne aveva una reale conoscenza.
Il povero Little Tommy Thompson, percosso e bruciato, era praticamen-
te un eunuco.
Della era andata alla polizia a raccontare ci che le era successo. Essere
stata buttata fuori dall'auto la sconvolgeva pi di tutto il resto. Ma il fatto
che Joseph avesse portato via dalla casa di lei tutti i suoi effetti personali la
diceva lunga, a suo parere.
Non le pass neppure per la testa che qualcuno potesse averlo spaventa-
to, mettendolo in fuga; per lei era colpevole di tutti i delitti del mondo. E
certo non lo nascondeva.
Alle cinque e mezzo di quel pomeriggio, la notizia era approdata in stra-
da. Ormai Joseph Thompson era finito: chiunque l'avesse visto, avrebbe
saputo chi era. La sua foto era in tutti i notiziari e su tutti i giornali. Nel gi-
ro di ventiquattr'ore, era stato avvistato in tutta Europa da vigili turisti in-
glesi.
Eppure, come Kira Brewer, pareva scomparso nel nulla.
Liz Parker era sdraiata di fianco a Jon Jon, felice del contatto con lui.
Era arrivato da lei poco prima e il sesso tra loro era stato breve ma sfrena-
to. Poi, invece di uscire di scena come suo solito, Jon Jon era rimasto l,
sdraiato con lei a fumare una canna dopo l'altra.
Vuoi una birra, Jon Jon?
Lui annu.
Liz tir fuori dal suo piccolo frigorifero una Bud Ice per ciascuno; le a-
pr entrambe e le sorseggiarono insieme. Jon Jon le pass la canna.
Tutto bene, Jon Jon?
Lui rise. S, fantastico. La mia sorellina  scomparsa e data per morta,
ma il resto va una favola. E tu?
La ragazza sospir. Chiedevo solo, non c' bisogno di fare il sarcasti-
co.
L'aveva fatta arrabbiare, cosa che non aveva mai sospettato potesse ac-
cadere. Guardando il suo visetto da ragazzina, all'improvviso si sent male.
Mi spiace, Liz.
Aveva parlato a voce bassa, e nessuno dei due avrebbe saputo dire chi
aveva ricevuto lo shock pi violento da quelle parole, se lei o lui.
Allora Liz sorrise, un sorriso vero, non quello professionale che, chiss
come, non si rispecchiava mai negli occhi. A me spiace. La tua sorellina
sembrava simpatica.
Poi, mentre dava una lunga tirata allo spinello, lui le chiese: Quando
mai hai visto mia sorella?
Lei si volt per guardarlo meglio. L'ho vista un po' di volte con te e tua
mamma. In giro, sai.
Jon Jon annu.
Liz torn a rannicchiarsi contro di lui, contro quell'uomo che trovava
rassicurante la rotondit del suo corpo. Lei si sentiva bene, si sentiva al si-
curo.
Jon Jon si guard attorno nella piccola stanza, che, tanto per cambiare,
era pulita, anche se le lenzuola non venivano lavate da qualche settimana.
Erano sempre le stesse ogni volta che andava l; era sicuro che nessun altro
uomo le usava.
Erano lenzuola frivole, infantili. Sul copripiumino c'era scritto BELLA
POLLASTRELLA in colori sgargianti, con una ragazza disegnata sul co-
tone di una tinta rosa carico. A Kira sarebbero piaciute da matti.
Alle pareti c'era un'orrenda carta da parati a fiori e la moquette era verde
scuro e arancione. Sembrava un dormitorio pubblico.
E in fondo, sotto molti aspetti, lo era. Era un posto dove appoggiare la
testa stanca. Dove l'aveva letto? Gli era venuto in mente, per poi svanire
nel giro di qualche nanosecondo. Negli ultimi tempi non riusciva a tenere a
mente nulla. Pensava che fosse per via della situazione, e non cercava di
analizzare i motivi.
Liz appoggi una gamba bianca e morbida su quelle scure di lui e lui os-
serv il contrasto; gli piaceva. Lei gli massaggi lo stomaco con una mano
ben curata, facendogliela scivolare tra le gambe, accarezzandolo ancora.
In questo momento c' pi vita in un video musicale, fanciulla.
Ma anche lui sent i primi segni di risveglio e, dal sorriso trionfante di
Liz, cap che li aveva sentiti anche lei. Che cosa aveva quella ragazza per
farlo sentire cos? Soddisfaceva dieci uomini al giorno, eppure non gli im-
portava. C'era qualcosa di sbagliato in lui?
La baci a bocca aperta, succhiandole la lingua; era la prima volta che la
baciava sul serio.
Poi visioni di lei che succhiava il cazzo ad altri uomini lo indussero a re-
spingerla in fretta. Liz and a sbattere contro la parete e rest l seduta a
massaggiarsi la spalla, che aveva assorbito il colpo in pieno.
Che cazzo succede, Jon Jon? Che cos'ho fatto?
Lui si appoggi ai cuscini. Oggi  il mio compleanno.
Quindi cominci a piangere. A piangere davvero. Singhiozzava. Liz lo
prese goffamente tra le braccia e lo strinse meglio che poteva.
Paulie e Joanie erano nella camera di lei. Lui l'aveva distesa sul letto e le
stava preparando un bel bagno.
Non voglio!
Paulie la ignor. Tanfi come una puzzola, adesso fai il bagno.
Col cazzo!
Lui continu a far scorrere l'acqua versandoci dentro dei sali profumati.
Levati quella roba di dosso ed entra nella vasca.
Il suo tono non ammetteva repliche, ma lei non si mosse. Lui and in
cucina e cominci a svuotare i sacchetti della spesa che aveva portato con
s. Il vino era freddo, cos lo apr e riemp due bicchieri. Non era un vino
eccelso, per era il migliore in vendita nel reparto frigo.
Ancora non sei in quella vasca? Paulie entr in camera da letto, ten-
dendo l'orecchio per sentire se joanie era nell'acqua. Invece stava ancora
sul letto.
Le strapp di dosso il piumino, allora lei si drizz a sedere, tutta indi-
gnazione e biancheria sudicia. La sollev di peso e la port, scalciante, in
bagno, dove la butt senza cerimonie nell'acqua profumata.
La testa di Joanie sprofond. Poi lei riemerse, sputacchiando acqua e in-
sulti. Paulie, tuttavia, era uscito dal bagno e adesso stava tornando coi bic-
chieri di vino. Ora Joanie stava distesa nell'acqua, quieta, accettando il
proprio destino.
Lui le porse un bicchiere. Lei lo accett con gratitudine, sorseggi e so-
spir.
Non te le togli, le mutande?
Di colpo, lei si mise a ridere come una matta. Non era una risata normale
ma acuta, un tantino isterica.
Lui abbass il coperchio del water e si sedette. Ma s, che ridesse. Se le
serviva a sfogarsi, tanto meglio. Ormai Joanie era letteralmente scossa dal-
le risa e si stava rovesciando addosso il vino. Lui si chin e le prese di ma-
no il bicchiere, poi si alz e chiuse a chiave la porta del bagno.
Si spogli, rimanendo in boxer, e lei lo guard, ridendo pi forte. Quindi
entr nella vasca e ci la fece ridere ancora di pi.
Non te li togli, i boxer?
Altre risate. Paulie scivol dietro di lei nella vasca, stringendola a s
come meglio poteva, mentre la forza della sua ilarit la faceva tossire e
sputacchiare. Poi le risate cessarono, di colpo com'erano cominciate e lei
rest appoggiata a lui, girando lievemente la testa per nascondere il viso
sul suo petto.
Si mise a piangere, singhiozzando; lui la baci dolcemente e la strinse
forte a s. Le sussurr parole d'amore che Joanie non aveva mai udito da
lui, e che lui non aveva mai pensato di poter dire. Ti amo, Joanie Brewer.
Ti ho sempre amato, ragazza mia.
Joanie si crogiolava in quelle attenzioni, sapendo che lui parlava cos
soltanto perch lei stava soffrendo. Aveva davvero la sensazione che il do-
lore potesse ucciderla. Lo sperava, cos non avrebbe dovuto affrontare un
altro giorno senza la sua bambina. Sperava nel sollievo della morte, pur
desiderando il ritorno della figlia.
Ma Kira non sarebbe tornata, ormai lo sapeva.
Si era fatta definitiva, quella notte, la consapevolezza che la sua bambina
l'aveva lasciata per sempre.
Adesso la sua paura era per gli altri.
Jeanette, lo sapeva, sarebbe sempre andata per la sua strada, e ci terro-
rizzava Joanie pi che mai. Ma sarebbe stato Jon Jon, il suo primogenito, a
reggere il peso maggiore della sua preoccupazione, d'ora in avanti.
Lui era l'unico dei tre a essere sempre stato una costante, per lei. Sarebbe
sempre stato presente, comunque andasse. Era stato un marito onorario e
aveva felicemente interpretato quel ruolo nella sua vita. A volte Joanie si
sentiva in colpa per come lo aveva trattato e rimpiangeva di non essersi
comportata in modo del tutto diverso. Perch non aveva semplicemente
conosciuto un uomo e non si era sistemata con lui, come faceva la gente
normale? Perch aveva vissuto quell'esistenza di favori sessuali indiscri-
minati e accumulo di denaro? Incolpava se stessa e il suo lavoro di quanto
era successo alla sua figlia minore.
E adesso Paulie, l'uomo che aveva amato per tanto tempo, le stava di-
cendo di amarla e ci non aveva nessun significato, per lei.
Era troppo tardi.
Era vuota d'amore, non poteva darne n riceverne. Ma era bello sentire
le sue braccia attorno a s. Aveva bisogno di qualcuno che rendesse tutto
migliore. Nessuno poteva farlo davvero. Ma almeno le sue braccia la face-
vano sentire meno sola.
Quando lui le slacci il reggiseno, non lo ferm. Paulie era come la
maggior parte degli uomini: ogni manifestazione emotiva portava al sesso.
La prese rapido e dolce come faceva sempre, poi rimasero distesi nell'ac-
qua che si andava raffreddando velocemente. Godendo ciascuno del con-
tatto con la pelle dell'altro, dei corpi scivolosi che si abbracciavano in quel
letto d'acqua.
Infine lui la baci sul capo. Ti amo, Joanie.
Diceva sul serio. Lei lo sapeva. Era quello che aveva aspettato per tutti
quegli anni, eppure, ora che l'aveva detto, lei non gli rispose. Fece soltanto
di s con la testa e, chiudendo gli occhi, si appoggi a lui e ascolt il battito
del suo cuore.
Era troppo tardi e lo sapevano entrambi.
Poi si assopirono. Paulie la stringeva come se fosse un prezioso oggetto
di porcellana. La consapevolezza di amare davvero quella donna lo travol-
geva. Qualsiasi cosa lei facesse o avesse fatto, con Joanie sentiva un lega-
me che non aveva mai sperimentato con nessun altro. Neppure con le pro-
prie figlie.
Lei apr gli occhi e li alz su di lui. Sembrava pi giovane, chiss come.
Le rughe erano svanite per qualche minuto mentre si rilassava e si assopiva
appoggiata a lui.
Kira era mia figlia, Joanie?
Lei lo guard negli occhi e annu.
Sapevano entrambi che aveva detto era, non .
Allora piansero insieme.

LIBRO SECONDO
(...) vita per vita: occhio per occhio, dente per dente, mano per
mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita,
livido per livido.
Esodo 21,23-25

18
Era incredibile quello che s'imparava a sopportare. Joanie a volte aveva
la sensazione che Kira non fosse mai vissuta, che sua figlia fosse soltanto
un sogno, fatto tanti anni prima.
Altre volte le sembrava di cedere sotto il peso assoluto del proprio dolo-
re; gli incubi in cui vedeva la figlia supplicare disperatamente erano cos
vividi, cos realistici da farla svegliare in un bagno di sudore, convinta che
fossero la realt.
Ma ormai era scomparsa da tre mesi e ancora non si avevano notizie. I
giornali avevano dimenticato sua figlia. Tutti sembravano aver dimenticato
Kira, a parte quella piccola comunit che Joanie considerava la sua casa.
Vedeva gli sguardi di commiserazione di amici e vicini, avvertiva il dolore
che provavano perfino mentre lo sentiva dentro di s.
Non c'erano pi le troupe dei telegiornali, nessun articolo sui giornali
nazionali. Ormai Kira era soltanto una fotografia negli archivi della poli-
zia. Uno degli amici di Jasper, per, aveva allestito il sito Internet di Kira
Brewer e Joanie gli era stata grata, anche se si era chiesta a che cazzo po-
tesse servire. Sua figlia l'aveva lasciata. Stava da qualche parte a marcire.
Era morta. Altrimenti sarebbe stata a casa, ormai, a chiacchierare con la
sua vocetta allegra, col suo splendido sorriso da mostrare a tutti. Ma la fe-
rita, la ferita nel cuore della madre, non se n'era andata, e neppure la rab-
bia.
Bussarono alla porta e Joanie apr, con un sorriso la cui falsit era evi-
dente a lei se non al destinatario. Aveva smesso di emozionarsi a ogni col-
po sull'uscio; non si aspettava pi di vedersi davanti Kira che le raccontava
di essersi persa e di aver ritrovato la strada di casa.
Joanie apr la porta all'ispettore Baxter e, suo malgrado, quando lo guar-
d, la speranza le brill ancora una volta negli occhi.
Lui le rivolse un sorriso triste. Posso entrare, Joanie?
Dalla sua voce, lei cap che non c'erano novit, almeno non quelle che
avesse voglia di sentire.
Baxter la segu in casa.  a proposito di Tommy Thompson.
Joanie trasse un pesante sospiro. Tommy era l'arcinemico, per quanto la
riguardava. Jon Jon l'aveva convinta di questo. Che gli  successo? Fece
segno a Baxter di sedersi e lui si appollai in posizione precaria sull'orlo
del divano. Joanie riusciva quasi a sentire la sua scomodit.
Decisamente non erano buone notizie.
 morto? Nella sua voce era tornata la speranza.
L'ispettore scosse la testa. Joanie, ascoltami, tesoro. Abbiamo fatto tut-
to il possibile per scoprire cos' successo, ma proprio non vediamo che co-
sa possa aver fatto di male.
Prima di continuare, attese che lei assorbisse quell'informazione.
In realt, non abbiamo trovato nessuna incriminazione precedente, n
per lui n per suo padre. La ragazza che secondo voi lo ha accusato, questa
Caitlin Rowe, ha negato con decisione, sostenendo che si trattava soltanto
di una diceria. Ora sua madre ha chiesto al comune di essere trasferita per
evitare che la rintraccino ancora. La madre  terrorizzata all'idea che Cait-
lin venga trascinata in qualcosa con cui non ha niente a che fare. Baxter
guard il viso tirato di Joanie, le nuove rughe attorno agli occhi e alla boc-
ca, rughe disegnate dalle notti insonni e dal troppo alcol.
Allora fine della storia? Ne esce pulito? E i soldi sborsati da Joseph?
Non potete provare che lo ha fatto, scoprire come se li  procurati?
Baxter trasse un pesante sospiro. Non  che possiamo prenderci un t,
Joanie?
La donna and in cucina e mise il bollitore sul fuoco. Lui la segu, il
cuore pesante quanto quello di lei.
Non abbiamo trovato niente, Joanie, niente che si possa usare. L'appar-
tamento dei Thompson era completamente pulito. L'abbiamo perquisito
due volte. Non c'era nemmeno una cosa che non avrebbe dovuto esserci.
Perch il padre ha tagliato la corda, allora? Adesso Joanie aveva vo-
glia di litigare.
Forse era spaventato, Joanie. Tu non lo saresti?
Glielo concesse, ma senza dirlo esplicitamente.
Io so che lo sarei, se avessi il tuo Jon Jon alle calcagna.
Non avete trovato niente? E la madre della ragazzina, quella Leigh
Rowe?
Ha negato tutto e, se non si sbottona lei, abbiamo le mani legate. Non
possiamo arrestare qualcuno in base a voci, Joanie; abbiamo bisogno di
prove.
Lei rise, beffarda. Questa  nuova! Non ve lo ha mai impedito, prima.
Questo  ingiusto, Joanie, e lo sai.  una cosa diversa.
Lei vers l'acqua sulle bustine di t, ma in realt avrebbe voluto soltanto
scagliare il bollitore addosso a Baxter. Causargli lo stesso dolore che pro-
vava lei. Lo stesso dolore che aveva provato Little Tommy, le sussurr una
voce.  stato lui, lo so. Sono stati lui e suo padre. Quella coppia di stronzi
depravati.
Nella voce di Joanie la violenza era a malapena repressa e l'ispettore ca-
p che Little Tommy non sarebbe mai pi stato al sicuro. Senza prove,
Joanie...
Lei rise ancora. Un suono vuoto. Senza un cadavere, vuol dire.  que-
sto che vuol dire, giusto?
Era cos, ma lui non lo avrebbe mai detto ad alta voce. Senti, mi spiace
per te e per i tuoi con tutto il cuore, davvero, ma non riusciamo a trovare
nessuna ragione per incriminare Tommy Thompson. Le voci non bastano,
tesoro, anche se sembrano plausibili. Ho bisogno di prove solide come la
roccia.
Non ne ha mai avuto bisogno quando stava alle costole mie e dei miei,
vero? Ho aspettato ore che voialtri arrivaste, la notte che  scomparsa. Jo-
anie era vicina alle lacrime.
Lui tese una mano compassionevole ma lei la respinse con uno schiaffo.
Ho aspettato ore qui dentro, cazzo. Si guard attorno, quasi vedesse la
propria casa come l'aveva vista quella notte. Di voialtri, neanche l'ombra.
Ma non era importante, vero? Era solo una Brewer nell'elenco delle perso-
ne scomparse. A chi mai poteva sbattere il cazzo?
Baxter vedeva l'angoscia sul volto della donna; non si era mai sentito co-
s male per qualcuno.
Quelli non sono niente, sono la feccia della terra, i Brewer. La madre
batte, i figli sono come animali... Crede sul serio che non sapessi cosa pas-
sava per la testa di tutti voi, quella notte?
Lui non riusciva a guardarla. Sapeva che Joanie aveva ragione e che lui
era colpevole come tutti gli altri. Ma neg comunque. Doveva farlo. Non
 vero, Joanie. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, stiamo ancora fa-
cendo tutto il possibile...
Oh, la pianti di sparare cazzate, Mr Baxter.
Il poliziotto decise di dirle la verit. Joanie... Tommy Thompson  in-
capace di qualunque attivit sessuale. Jon Jon lo sa. Ha visto la sua cartella
clinica.
Me lo ha detto, per non ci credo. E non ci crede neanche lui. Forse
Tommy non era capace, per non significa che non ci pensasse, giusto?
Baxter sospir ancora una volta. Ti stai soltanto rendendo le cose pi
difficili. Non sai se abbia subito qualcosa di sessuale, Joanie. Potrebbe es-
sere caduta nel fiume... o qualsiasi altra cosa. Stai presumendo il peggio.
Joanie alz gli occhi al soffitto. Sia serio, Mr Baxter, lei la pensa come
me. Anche lei crede che siano stati quel pervertito e suo padre. Stava cer-
cando di costringerlo a condividere con lei la colpa, oltre che il dolore.
L'ho portato in casa mia! Ero sua amica. Gli volevo bene... Mi fidavo di
lui. Era di nuovo vicina alle lacrime. Mi sono documentata, sui maniaci.
'Preparativi', li chiamano. Farsi amica la famiglia. E ammettiamolo, con
Jon Jon e me, chi avrebbe pensato che qualcuno potesse avere il fegato di
fare uno scherzo del genere? So che non  caduta in nessun fiume. Se cos
fosse, a quest'ora l'avrebbero trovata. Nessuno l'ha vista, nessuno! Quindi
era in zona,  ancora in zona.  solo questione di trovarla o di trovare
quello che resta di lei. Non  successo niente che non fosse stato progettato
da quel pezzo di merda e da suo padre. E dov' il padre, comunque? Perch
sarebbe scomparso cos, se non fosse un indiziato? Anche per i criminali
mica  facile darsi alla macchia per cos tanto tempo.
Baxter aveva pensato esattamente la stessa cosa, ma non lo disse. Forse
si  impiccato, Joanie, sugger invece. Dobbiamo prendere in considera-
zione tutte le evenienze.
Lei annu; per un istante, sembr pi serena, pi rilassata. Spero che
abbia ragione, Mr Baxter, e spero che Little Tommy segua le tracce del
padre. Finch non saranno cancellati dalla faccia della terra non potr
dormire decentemente nel mio letto un'altra notte.
Non dovresti dire queste cose di fronte a me, Joanie...
Lei sbuff. Come se me ne fregasse un cazzo di quello che mi succe-
de.
Poco dopo, Baxter usc e Joanie rimase seduta da sola a fumare, com'era
sua abitudine negli ultimi tempi.
Paulie afferr le chiappe della ragazza e lei squitt di gioia.
Paulie!
Lui rise, scese dal letto e cominci a vestirsi. Era una nuova, una ragazza
di nome Linette. Aveva capelli biondi naturali e occhi verdi. Se non avesse
fatto la vita fin da giovanissima, ormai probabilmente sarebbe stata sposata
e tenuta in gran conto per la sua bellezza. Invece veniva usata da un uomo
abbastanza vecchio da poter essere suo padre. Perch Paulie la usava come
aveva usato tutte le donne nella sua vita.
Allora, sono nel nuovo salone?
Lui annu. Comunque era da un po' che voleva piazzarla l. Il nuovo sa-
lone si stava specializzando in ragazze giovani e carine. Lo dicevano anche
i prezzi e il nome: Angel Girls. Si trovava a King's Cross, vicino allo Spe-
armint Rhino e i suoi clienti sarebbero stati tipi della City. Gli avrebbe da-
to tempo sei mesi. Se i profitti non fossero stati all'altezza dei costi, ne sa-
rebbe uscito. Ma Jon Jon aveva fatto i suoi compiti e Paulie era contento di
vederlo riprendere interesse alle cose. Se soltanto il ragazzo fosse riuscito
a concentrarsi sempre sul lavoro!
Negli ultimi tre mesi, per, era cambiato cos tanto da essere praticamen-
te irriconoscibile rispetto al ragazzo che Paulie aveva preso con s. Sem-
brava pi vecchio e pi duro. La bellezza fanciullesca se n'era andata da un
pezzo, sommersa dal dolore in un lampo, dall'oggi al domani.
Jon Jon era un violento, ma la sua era una violenza controllata. Mentre
prima era soggetto a rapidi sbalzi d'umore, adesso cercava costantemente
lo scontro. E, quando lo trovava, lo vinceva.
Pensandoci, Paulie sospir. Ma c'era almeno un aspetto positivo in tutto
quello: si era buttato a capofitto nel lavoro, e ci aveva dato buoni frutti.
Era soprattutto per Joanie che lui si preoccupava.
Sembrava sprofondata in se stessa, come se fosse in vita ma senza vive-
re. Era l'unico modo in cui Paulie riusciva a descrivere il cambiamento av-
venuto in lei. Camminava, parlava e qualche volta mangiava, per tutto al
rallentatore. Come se fosse tutta una finzione. Avrebbe tirato avanti soltan-
to finch non avesse saputo per certo che la bambina era morta. Allora l'a-
vrebbe seguita presto, lui ne era sicuro.
Il pensiero di quello che poteva essere successo a Kira spaventava anche
lui. Era gi abbastanza brutto che fosse successo a una bambina che cono-
sceva; ma sapere che quella bambina era davvero sua lo aveva sconvolto.
Paulie scacci ancora una volta quell'idea; non riusciva a pensarci. E poi,
comunque, c'era soltanto la parola di Joanie. Come faceva a esserne sicu-
ra?
Si era passata pi uomini di Dockyard Dolly, l'amichetta degli scaricato-
ri di porto, perci non sapeva se Kira fosse davvero sua figlia o se Joanie,
semplicemente, voleva che fosse sua. Paulie sapeva che lei ci credeva, ma
non era certo di crederci lui stesso. A ogni modo, non voleva pensarci.
Quando Linette usc di casa, le rivolse un breve sorriso. Una volta vesti-
ta, non nutriva pi per lei nessun vero interesse. Era strano, e sapeva di es-
serlo.
Ma teneva le orecchie aperte e aveva messo una taglia sulle teste dei
Thompson. Se li si poteva trovare, li avrebbe trovati, fosse l'ultima cosa
che faceva.
Little Tommy era ancora in preda a un dolore costante, ma migliorava di
giorno in giorno. Si trovava in una clinica privata a Sheffield, pagata dal
governo, dato che in prigione avrebbe rischiato rappresaglie. Nessuno sa-
peva dove fosse ed era ricoverato col nome di Jeffrey Palmer. Quel nome
gli piaceva; in un certo senso, era incisivo.
Si domand per l'ennesima volta cosa stesse facendo suo padre e dove
fosse andato. Joseph aveva parecchi compari dei vecchi tempi, quindi
Tommy pensava che avesse cercato qualcuno di loro. Aveva dato ai poli-
ziotti vari nomi, ma non erano approdati a niente. Ma comunque non a-
vrebbero potuto, giusto?
Non aveva fatto tutti i nomi, non era cos stupido. Non voleva che suo
padre saltasse di nuovo fuori.
La sua faccia era conciata in modo orribile. Avevano fatto in modo che
non avesse specchi nella stanza, ma a volte lui vedeva il suo riflesso nella
finestra e sapeva quanto era brutto. Comunque non era mai stato tutto 'sto
granch, aveva concluso.
Era l'unico modo per tirare avanti.
Quasi tutte le notti sognava la madre, la sentiva stringerlo, come quan-
d'era piccolo. Se fosse stata ancora viva, niente di tutto quello sarebbe suc-
cesso, ne era sicuro.
Aveva ricominciato a mangiare. Nutrimento consolatorio.
Magari non avesse mai posato gli occhi su Kira Brewer. Suo padre ave-
va avuto ragione fin dall'inizio: avrebbe causato soltanto guai, aveva detto,
e ancora una volta bisognava dargli ragione. Perch non lo aveva ascolta-
to?
L'infermiera gli port una caraffa d'acqua fresca. Lui ignor la donna. In
realt, naturalmente, era lei a ignorare lui. Nessuna delle infermiere parla-
va davvero con lui, e Tommy sapeva che non amavano toccarlo. Ma, in
fondo, per quasi tutta la sua vita era stato cos.
Nessuno aveva mai voluto stargli vicino.
A parte Kira, naturalmente.
E guarda che guaio ne era venuto fuori.
Sospir e apr un'altra barretta di Mars. Masticando, si domand per
quanto tempo sarebbe rimasto l prima che lo trasferissero di nuovo. Lo
spostavano in continuazione.
Era in fuga? In un certo senso pensava di s. Un buon argomento su cui
riflettere, cibo per la mente, come diceva sua madre.
Jon Jon aveva appena incontrato un tizio di North London. Era un rasta,
originario della Giamaica e poi trasferitosi a Newcastle upon Tyne. L'uo-
mo gli sorrise e si strinsero la mano, con un rispetto reciproco evidente
nell'atteggiamento e nell'espressione del viso.
Piacere di conoscerti, finalmente.
Sippy sorrise a entrambi. Era contento di averli fatti incontrare. Sippy
voleva bene a Jon Jon. Tra loro c'era una naturale affinit, tanto professio-
nale quanto personale. Da quando sua sorella era scomparsa, erano ancora
pi legati. Anche Sippy aveva una sorella, rimasta coinvolta in una spara-
toria tra bande in Giamaica. Pensava ancora a lei come a una bambina, an-
che se ormai aveva un corpo di donna. Pagava ogni mese una cospicua
somma perch si prendessero cura di lei in un ambiente pulito e cordiale,
nel Surrey. In fin dei conti lei era il suo sangue; soltanto quello importava.
Il fatto che non divulgasse l'esistenza di quella sorella era affar suo. Ma si
era confidato con Jon Jon, per aiutarlo a capire come si superavano le cose.
Anche le peggiori.
Guardando Errol e Jon Jon, Sippy era contento di aver organizzato quel-
l'incontro. Se c'era qualcuno in grado di trovare quel Tommy, quel qualcu-
no era Errol. Aveva tutti gli sbirri in pugno, poteva procurarsi qualsiasi in-
formazione su chiunque. E adesso era sulle tracce dell'uomo che credevano
responsabile della dipartita di Kira... e dipartita era la parola giusta.
Era morta, tutti loro lo sapevano.
Volevano scoprire come era morta.
Sippy si chin in avanti sulla sedia e mormor: Se Jon Jon avesse il
corpo, potrebbe seppellirla e met del dolore se ne andrebbe, Errol.  il
non sapere...
Errol fece cenno di s, abbassando la testa grossa. Era un bell'uomo e lo
sapeva. Molto propenso a indossare canottiere bianche coi jeans, sembrava
l'incarnazione del Rastaman... Almeno finch non saltava sulla sua Merce-
des AMG.
Di rado portava scarpe chiuse - preferiva i sandali infradito - e, facendo
pesi, aveva il fisico ben pompato.
Errol si appoggi allo schienale e sorseggi con gusto la sua pinta di
Guinness. Be', forse abbiamo qualche buona notizia. Ho due possibilit
per te: una  a Sheffield e l'altra a Birmingham, entrambi ustionati, en-
trambi sotto falso nome. L'ho saputo da uno dei miei alla Met. Un bravo
ragazzo. Lavora per il CPS e anche per me. Gett indietro la testa e rise,
aggiungendo: L'ho sempre detto che avrebbe fatto strada.
Sippy e Jon Jon risero con lui. Jon Jon non riusciva davvero a immagi-
nare che cazzo avesse da ridere, ma conosceva le regole del gioco ed Errol
gli piaceva. In circostanze diverse, si sarebbe spanciato dal ridere.
Errol gli pass un foglietto con gli indirizzi. Qui ci sono due numeri.
Chiamali e avrai un sostegno specializzato, okay?
Jon Jon annu. Grazie, Errol, ti sono grato.
Lui scroll le spalle, imbarazzato. Spero che lo trovi, e spero che trovi
tua sorella. Dev'essere dura, amico, molto dura.
Jon Jon annu.
Sippy mormor: Ha bisogno di vendetta, capisci?
Errol annu ancora. Certo, e faremo in modo che la ottenga.
Poi continuarono a chiacchierare del pi e del meno, solo per rilassarsi,
tutti consapevoli che Jon Jon non vedeva l'ora di andarsene e seguire la pi-
sta. Ma rimase l un po', per buona creanza e perch Errol gli aveva fatto
un favore impagabile.
Jeanette stava parlando con Liz Parker. Le due ragazze s'intendevano a
meraviglia.
Allora, quanto fai in media a notte? domand Jeanette.
Liz sospir e inclin la testa di lato, riflettendo. Quel gesto la faceva ap-
parire molto pi giovane del solito. In genere sulle trecento sterline. Se
faccio le feste speciali posso guadagnare molto di pi, ovviamente.
Jeanette era affascinata. Cosa sono le feste speciali?
Be',  quando sembri veramente giovane, tipo niente trucco, grembiule
da scuola e calzini alla caviglia! Rideva. Certi tipi pagano una fortuna
per quella roba, sai, e puoi farti tre pezzi solo per un paio d'ore di lavoro.
Devi fare tutta la timidina, a meno che non ti dicano di comportarti diver-
samente. A certi piaci tutta verginella, ad altri puttanona, dipende, ma pa-
gano tutti bene. E poi sei a casa loro, capito?
Jeanette capiva. E le piaceva.
Una volta ero a casa di 'sto tizio, e arriva la moglie...
Jeanette sgran gli occhi. No! Cos'hai fatto?
Sono scappata dalla porta di servizio, ho dovuto portarmi via il baby
oil, la divisa e tutto. Quello mi ha spinto fuori di casa, manco stessi andan-
do a fuoco. Comunque ero gi in fondo alla strada quando mi sono resa
conto che non ero stata pagata.
Gli occhi di Jeanette erano sbarrati. Non ci sei pi tornata?
Liz sorrise. No, ma ci  andato il mio protettore e ha avuto i soldi in
quattro e quattr'otto, te lo dico io.
Anche Paulie Martin fa tutte queste cose, allora?
Liz fu bene attenta a rispondere. Sapeva che la madre di Jeanette e Pau-
lie formavano una coppia di vecchia data. Non le passava nemmeno per la
testa d'incasinarsi per via di qualche parola fuori posto. Gli uomini come
Paulie Martin venivano sempre a sapere quello che si diceva di loro. Oh,
Paulie va liscio come l'olio, ultimamente, tesoro. Rise. Perch tutto 'sto
interesse, eh?
Jeanette scroll le spalle. Cos. M'interessa, tutto qui.
Eh, s, le interessava... Perch stava pensando di farlo anche lei. Jeanette
voleva una casa tutta sua, un posto dove lei e Jasper potessero stare insie-
me, soli, senza la linguaccia di Karen in moto perpetuo tutto il santo gior-
no. Per chi le facevi quelle feste, allora?
Liz rest in silenzio per qualche istante, quindi chiese: Perch lo vuoi
sapere?
Sono solo curiosa.
Un certo Pippy Light, un pezzo di merda. Tuo fratello lo odia.
Ah, s? Perch?
Liz si stava ficcando nei guai fino al collo, e lo sapeva. Jon Jon non l'a-
vrebbe presa bene, se avesse saputo che raccontava i fatti suoi a mezzo
mondo, specie a sua sorella.  solo che odia i ruffiani schifosi, tutto qui.
Da che parti gira, questo Pippy?
Liz rise. Mica starai pensando di darti alla vita?
Jeanette rise a sua volta. Certo che no! Chiedevo soltanto. Una sana cu-
riosit, nient'altro.  quello che dice sempre Jon Jon quando mi domanda
dove vado e cosa faccio. Pensa che non sappia che cerca di farmi la guar-
dia.
Ti vuole bene, Jeanette.
La ragazza gett i lunghi capelli castani all'indietro con un gesto sprez-
zante. Vuole vivere la mia vita al posto mio, cio.
Al pensiero di quanto fosse legata ultimamente, il suo viso s'incup. Sua
madre non era meglio. Non voleva Jeanette a casa, non a tempo pieno, al-
meno. Continuava a dire che aveva bisogno di spazio, di tempo per piange-
re la sua perdita. Di nuovo Kira. Era ancora Kira, anche adesso che se n'era
andata per sempre. Ma Joanie continuava ad assillare Jeanette, la riprende-
va per quei suoi furtarelli, e lei ne aveva abbastanza. Voleva la sua vita.
Non correre, tesoro. Magari qualcuno si fosse interessato tanto a me,
anche solo una volta, disse Liz in tono nostalgico.
Jeanette fece una smorfia. Be', se fosse cos, non lo vorresti.  una gran
rottura di palle.
Dopo quello che  successo a tua sorella...
E ora? disse improvvisamente Jeanette, brusca. Devo andare. Mia
madre mi sta aspettando da lei.
Cambiava sempre argomento se qualcuno accennava a sua sorella. Non
sopportava di pensare a Kira, di sentire ancora una volta il cocente senso di
colpa per come aveva trattato la bambina.
Incamminandosi verso casa di Joanie, si domand per l'ennesima volta
cosa fosse successo alla sua sorellina. Non pensava ad altro, quand'era so-
la. Sentiva un gran bisogno di stare con gli altri, per non sostenere quel do-
lore da sola. Jasper era buono con lei, ma la persona che desiderava vera-
mente era la sua mamma. Ultimamente le succedeva sempre pi spesso,
anche se nessuno, vedendo quel suo faccino duro e imbellettato, avrebbe
mai indovinato la desolazione che nascondeva.
Jon Jon osserv le mutevoli espressioni sul viso della madre e prov una
gran pena per lei.
Pensi che sia davvero laggi? chiese lei, ansiosa.
Jon Jon annu. Io dico che  a Sheffield. Non so perch,  solo una sen-
sazione, ma prima vado all'indirizzo di Birmingham e poi, se non funziona,
prendo e vado a nord. Questo Errol  un tipo davvero a posto. Sta ancora
cercando per noi e non vuol prendere neanche un penny per il disturbo,
sai.
La gente d il meglio in momenti come questo, disse Joanie.
Parlando, si vers l'ennesimo bicchiere e Jon Jon sospir, sforzandosi di
non dirle niente, per evitare un'altra discussione. Ultimamente la madre
non si controllava pi, col bere. Sentiva che avrebbe dovuto fermarla, per
sapeva che la situazione era tutt'altro che normale e che Joanie aveva bi-
sogno di qualcosa che la sostenesse nelle sue giornate cos vuote. Forse,
quando finalmente lui avesse trovato Tommy, lei avrebbe cominciato a ri-
mettersi in sesto.
Sembrava dolorosamente compiaciuta dalla notizia; il pensiero che pro-
babilmente quello sarebbe stato il suo unico piacere per molto tempo - sa-
pere dove si trovava la bestia che aveva assassinato la sua bambina - quasi
fece piangere Jon Jon. Invece lui la abbracci e Joanie gli restitu l'ab-
braccio, respirando il suo odore confortante, domandandosi che cosa aves-
se ancora in serbo la vita per loro.
Usc di casa un quarto d'ora dopo, e allora Joanie fece una rapida telefo-
nata. Poi prepar di corsa la sua roba. Aveva il cappotto addosso ed era
pronta a partire quando il radiotaxi suon il clacson. Lei scese le scale, get-
t il borsone nell'auto e disse all'autista di portarla alla stazione il pi velo-
cemente possibile.
Hai fretta, tesoro?
E tu sei un bastardo ficcanaso!
Il taxista cap che gli conveniva tenere il becco chiuso.
Joanie apr la sacca e controll di avere tutto quello che le serviva.
Sorrise.
Jon Jon avrebbe dato fuori di matto, scoprendo che era andata a Shef-
field prima di lui. Aveva programmato di andare a Birmingham il giorno
seguente: dato che il nuovo salone apriva quella sera, lui doveva esserci;
poi avrebbe cercato qualcuno che lo sostituisse.
Ma lei aveva entrambi gli indirizzi; se non avesse trovato quello stronzo
a Sheffield, sarebbe andata gi a Birmingham. Ci avrebbe fatto un salto
mentre tornava a casa, per cos dire.
Joanie si sentiva euforica.
Forse avrebbe scoperto dov'era sua figlia... In ogni caso, l'avrebbe fatta
pagare a Little Tommy per quello che aveva fatto a lei e alla sua famiglia.
Quando aveva salutato Jon Jon, era cos eccitata e felice da aver voglia di
ridere. Lui non sarebbe tornato fino al mattino seguente, ma, per allora, lei
ormai sarebbe stata lontana. Era una cosa che voleva risolvere da sola.
Jeanette trov la casa buia e deserta. Nessun segno di Joanie, a parte una
bottiglia di vodka quasi vuota e i posacenere traboccanti. Si prepar qual-
cosa da mangiare e usc di nuovo. Era palesemente seccata.
Da qualche tempo, nessuno si curava di lei. La madre, lo sapeva, la rite-
neva ancora responsabile della scomparsa della sorella. Per la verit, era
Jeanette a ritenersi responsabile.
Sconsolata, si diresse verso la casa di Jasper. Non sapeva dove altro an-
dare.
19
Considerato quello che era successo negli ultimi mesi sembrava impos-
sibile, eppure Jon Jon si stava divertendo all'inaugurazione dell'Angel
Girls. Aprire quel posto lo aveva distratto dal pensiero della sorella nel
momento in cui aveva pi bisogno di rilassarsi. Una cosa di cui essere gra-
ti.
C'era un gran viavai e una bella atmosfera. Il nuovo salone avrebbe fatto
girare un po' di soldi, e il merito sarebbe stato tutto suo. Era fiero di quanto
era riuscito a conquistare in un tempo cos breve.
A differenza degli altri saloni, poi, per quello c'era una vera e propria i-
naugurazione. Di solito aprivano senza rumore, con discrezione, per miti-
gare le solite proteste delle casalinghe e delle bigotte che, in realt, si pre-
occupavano pi del fatto che i loro mariti potessero frequentare il posto
che del degrado del quartiere.
Finch tenevano un profilo basso, tutto filava liscio. Ci si procurava le
licenze da uno studio legale rispettabile e si faceva il possibile per muover-
si con discrezione. Niente risse per la strada, n tra le ragazze, n tra le ra-
gazze e i clienti. Niente linguaggio sboccato e soprattutto niente alcol.
Quella sera, per, c'erano vino e champagne. E anche la musica. Jon Jon
teneva le dita incrociate perch tutto funzionasse come un orologio: aveva
fatto investire a Paulie quasi tutti i suoi soldi in quel locale. Nelle ultime
sette settimane, si era gettato anima e corpo nell'impresa e aveva aperto il
locale a tempo di record. Quella, almeno, era una cosa che gli avrebbe fat-
to segnare dei bei punti. Paulie voleva sempre tutto pronto per ieri, e an-
che Jon Jon era fatto un po' cos.
L'Angel Girls aveva tutto: cabine all'avanguardia per le ragazze, coi mi-
gliori oli da massaggio e con candele profumate. Asciugamani e lenzuola
erano di ottima qualit; non avevano lesinato su niente. C'erano specchi su
ogni parete, in modo che i clienti potessero vedersi in azione da ogni an-
golatura e le cabine erano anche isolate acusticamente, perch potessero
fare tutto il rumore che volevano. Ognuna aveva il suo lettore CD e DVD
per i video porno-soft o per la musica, a seconda dei gusti. Era un posto da
urlo e Jon Jon era orgoglioso di esserne stato il promotore.
Lui e Paulie avevano spedito inviti personalizzati a tutte le grandi societ
della zona e quella sera l'affluenza era davvero grandiosa. La loro probabi-
le clientela aveva soldi a palate e le ragazze scelte erano tutte molto belle.
Avevano ricevuto istruzioni di parlare ai potenziali clienti in modo sincero
e intelligente... pi intelligente che potevano, insomma. E, finch fossero
state loro l'argomento di conversazione, probabilmente tutto sarebbe anda-
to liscio. Era davvero il locale pi esclusivo in cui Paulie si fosse mai im-
barcato.
Jon Jon studi la faccia del suo capo, che stava distribuendo sorrisi
compiaciuti nella sala affollata, e comprese che stava cominciando a rilas-
sarsi. Paulie stava valutando i costi esatti di quell'impresa e il possibile ba-
cino di clienti. Avevano deciso che la tariffa sarebbe stata di quattrocento
sterline per mezz'ora. Ben presto sarebbero cominciati a piovere un bel po'
di soldi.
Il locale si sarebbe pagato da s in meno di tre mesi; tutto il resto sareb-
be stato grana.
Avrebbe funzionato; i signori della City avevano gi i loro club di lap-
dance, ma l avrebbero servito gli uomini d'affari pi stressati. Le ragazze
avevano le loro belle qualifiche in aromaterapia, in Reiki, addirittura in
pronto soccorso. Una era terapista sportiva diplomata... o almeno Jon Jon
le aveva comprato il diploma. I suoi sport prevedevano pi moto del foo-
tball, comunque aveva il suo pezzo di carta.
Qualsiasi cosa si potesse chiedere, l'avrebbero avuta, e quello sarebbe
stato il minimo. Il posto sarebbe stato a tutti gli effetti un regolare salone
di bellezza in cui, per puro caso, le terapiste erano particolarmente attraen-
ti.
Tra gli ospiti c'erano anche non poche donne. Jon Ton ne aveva tenuto
conto, facendo circolare un paio di ragazzi prestanti, che aveva preso in
una discreta agenzia di accompagnatori. Se tutto avesse funzionato, sareb-
bero passati l a tempo pieno e avrebbero fatto molti pi soldi di prima. Se
qualcuno dei clienti maschi preferiva gli uomini, erano pronti a servire an-
che loro.
Siccome Paulie era convinto che tutti gli uomini di ceto elevato fossero
finocchi - come si esprimeva lui sinteticamente -, nessuna richiesta lo a-
vrebbe sorpreso e le fanciulle angeliche potevano benissimo cedere il po-
sto ad angioletti maschi. Tutto il personale poteva soddisfare clienti di en-
trambi i sessi, con rapidit ed efficienza. In realt, le ricerche di Jon Jon
avevano evidenziato che molte donne erano disposte a pagare per fare ses-
so e Paulie era disposto a finanziare qualsiasi cosa, posto che rendesse in
maniera sostanziosa.
Facendosi largo tra la folla, Jon Jon si vide riflesso in una parete a spec-
chio. Indossava un completo nero di Versace, camicia bianca spiegazzata
aperta sul collo e scarpe di fattura artigianale. Era una divisa perfetta per
quel mestiere, e lui lo sapeva.
Kira sarebbe stata entusiasta di vederlo cos. Lei adorava vedere la gente
scintillare. Meccanicamente si lisci i dreadlocks e in quel momento
colse lo sguardo di Paulie, che fece un gesto frivolo con la mano, facendo-
lo sogghignare. Poi il boss lo convoc in ufficio con un cenno del capo e
Jon Jon lo segu lungo le scale coperte di spessa moquette, mentre una mu-
sica R&B pulsava forte alle sue spalle.
L'ufficio era austero e funzionale; schedari rivestiti d'acciaio, una scriva-
nia col piano di vetro e un parquet in rovere lucidato. Era all'ultimissimo
grido, con l'aria condizionata e insonorizzato. Un ritiro monastico in con-
trasto col lusso spurio delle cabine di sotto.
Paulie sogghign.  un successone, Jon Jon, sono fiero di te.
Jon Jon fu molto soddisfatto della lode, sincera e spontanea. Lieto di
sentirtelo dire, Paulie. Mi sono cagato sotto per tutta la settimana.
Paulie rise. So come ci si sente, bello mio! Ma te lo dico io, questi qua
ne vanno pazzi. Una roba un po' sporca da fare e da raccontare agli amici.
Deliziare tutto il pub con le storie delle belle bambine che si sono fatti. E
sempre pagando! Capirei tirarsela se lo facessero gratis. Coglioni assoluti,
tutti quanti. E cos Paulie aveva liquidato la sua clientela. Odiava gli uo-
mini che frequentavano i suoi saloni, li considerava scadenti, perdenti nati.
Per quanti soldi avessero, per lui erano sempre degli inetti. Lo sai quale
sar il prossimo passo, vero?
Jon Jon scosse la testa. Quale?
Paulie storse le labbra e rispose, acido: Certe ragazze le perderemo, per
via dei clienti. Ecco con che razza di cazzoni abbiamo a che fare, qui: s'in-
namorano, quegli stronzi! L'ho visto mille volte, anche se non ho mai capi-
to gli uomini che vogliono sposare le puttane. La danno a tutti,  nella loro
natura. Perch venderebbero il culo, senn?
Jon Jon non replic, limitandosi a fissare Paulie. E, a poco a poco, lui si
rese conto di quello che aveva detto. Non aveva intenzione di scusarsi,
specie con un suo dipendente, ma la serata aveva perso smalto per entram-
bi.
Dopo un silenzio pesante, Paulie tese la mano e mormor: Complimen-
ti, comunque. Bel lavoro, ragazzo.
Jon Jon esit un istante prima di stringere la mano che gli veniva offerta.
Rispettava Paulie, capiva persino quello che aveva voluto dire, ma la sua
devozione andava anzitutto alla madre e lui sapeva che Paulie lo rispettava
per quello.
Era un rapporto strano, e per molti versi affettuoso. Jon Jon era come un
figlio per Paulie, ed entrambi lo accettavano senza farla tanto lunga.
In quel momento, Linette entr in ufficio senza bussare e guard Jon Jon
di traverso, chiaramente aspettandosi che uscisse perch era arrivata lei.
Voglio parlare con Paulie... Mise su una vocetta infantile, tanto irri-
tante quanto falsa. Era anche fatta e aveva ancora la polvere bianca sotto il
naso. Ci non le sarebbe servito a ingraziarsi Paulie Martin, ma Jon Jon
decise di lasciare che lo scoprisse da s.
Dopo qualche istante, la ragazza aggiunse con voce roca: Da sola.
Jon Jon sorrise a Paulie e alz un sopracciglio, divertendosi a commen-
tare: Cazzo, ne  proprio sicura?
Paulie si avvicin alla ragazza poco vestita. Lei gli stava rivolgendo il
suo miglior sorriso professionale: secondo errore della serata.
Se mi fai un altro scherzo come questo far in modo che nessuno ti fot-
ta gratis, figuriamoci a pagamento! Brutta vacca sfacciata. Aveva parlato
in tono basso e pacato, di gran lunga pi terrificante che se le avesse stril-
lato contro.
L'atteggiamento della ragazza cambi completamente; il turbamento
emerse in tutta la sua evidenza. Aveva creduto che Paulie Martin pendesse
dalle sue labbra ma adesso, come molte prima di lei, era costretta a ricre-
dersi.
Fuori! sbrait allora Paulie, indicandole la porta quasi fosse una scola-
retta maleducata. Esci subito, cazzo, e non tornare se non te lo chiedo e-
spressamente.
Lei corse fuori, quasi in lacrime. Paulie guard Jon Jon, alz le mani e
disse, scherzoso: Gli dai venti centimetri e subito se ne approfittano.
Jon Jon cominci a ridere e poco dopo sghignazzavano entrambi alle-
gramente. In un certo senso, quell'allegria li rimise sul piede giusto. Torna-
rono insieme alla festa, guardando i soldi che scorrevano a fiumi.
Il taxi di Joanie era sicuro. Si era messa in contatto con un vecchio ami-
co-cliente che, senza fare domande, le aveva trovato un radiotaxi da King's
Cross a Sheffield. L'autista era un bosniaco con scarsa padronanza dell'in-
glese, ma per lei andava benissimo. L'uomo non aveva la patente, quindi
non c'era da temere che, dopo il fatto, diventasse un po' troppo loquace.
Gli avevano rifiutato la richiesta di asilo e, di fatto, era latitante. E ci ba-
stava a renderlo gradito a Joanie.
Mentre percorrevano la M1, si appoggi allo schienale del sedile e cerc
di dormire per qualche ora, ma sapeva che sarebbe stato impossibile. Era
troppo emozionata. Controll l'interno del borsone e sorrise un'altra volta.
Joanie era attrezzata per qualsiasi eventualit. Davvero non vedeva l'ora
di lasciarsi alle spalle quello sporco lavoro una volta per tutte.
Aveva sempre fatto del suo meglio per proteggere i figli. E adesso dove-
va insegnare a Little Tommy che cosa faceva una buona madre se qualcu-
no osava far male ai suoi bambini. Doveva venire da lei, Joanie Brewer,
non da Jon Jon o dalla polizia. Da lei, Joanie Brewer, la madre della bam-
bina che lui aveva distrutto. Voleva vendetta, e l'avrebbe avuta.
Se avesse lasciato fare alla polizia - sempre ammesso che lo collegassero
alla scomparsa di Kira, naturalmente -, Tommy sarebbe finito in carcere,
nel settore riservato ai detenuti vulnerabili, cio a rischio di aggressione.
E l si sarebbe fatto due risate: in realt la sua vita non sarebbe cambiata
granch; avrebbe avuto accesso ai computer e a una tazza di t come e
quando lo volesse. Quel tipo di detenuti era classificato come passivo.
Passivo? Dopo quello che aveva fatto?
Aveva chiesto in giro, agli amici e ai vicini, aveva parlato con uomini
che erano stati dentro e avevano visto perfettamente quello che succedeva
ai merdosi in regime di articolo 43. In pratica potevano fare quello che
cazzo volevano tutto il giorno, perch erano classificati come passivi! Di
nuovo quella parola.
Tutti gli altri disgraziati stavano rinchiusi ventitr ore al giorno; loro no.
Oh, no, i pervertiti del cazzo se la spassavano. Le storie che le avevano
raccontato erano incredibili!
Si stava caricando di rabbia; gliene occorreva molta per riuscire a fare
quello che doveva. Nutriva la propria rabbia per impedire a se stessa di ti-
rarsi indietro.
Sapeva come quelli in prigione la pensassero - e giustamente - sui per-
vertiti, e ci rendeva pi insopportabile l'idea che il settore dei detenuti
vulnerabili fosse un vero e proprio rifugio per quel genere d'individui. Per
la natura stessa dei loro crimini erano un'infamia per tutti gli altri, quindi
facevano gregge, per sicurezza. La maggior parte di loro non aveva mai
incontrato altri maniaci sessuali prima di finire dentro. Poi, all'improvviso,
per loro era Natale e compleanno insieme. Non dovevano pi nascondere
quello che erano e non si sentivano isolati o soli. Di colpo si trovavano fra
persone uguali a loro. Li faceva sentire normali. Li mandava al settimo
cielo scoprire che le loro attivit, fino a quel momento clandestine, per la
gente che li circondava erano consuete come prendere il t. Almeno cos se
la cantavano.
Be', lei avrebbe fatto in modo che Tommy pagasse per quello che aveva
fatto e si sarebbe assicurata che non avesse mai pi l'occasione di farlo a
qualcun altro. Appoggiata al sedile, Joanie canticchiava sottovoce, cercan-
do di rilassarsi. L'autista guard nello specchietto e le sorrise. Lei gli resti-
tu il sorriso. Poi, accendendosi l'ennesima sigaretta, torn col pensiero al
lavoro che l'aspettava.
Jeanette aveva chiesto in giro di Pippy Light, ma Karen Copes e anche
Jasper le avevano detto la stessa cosa. La persona pi adatta cui chiedere, a
quanto pareva, era Lorna Bright, che lo conosceva da anni. In realt, era
pure stata la sua ragazza. Ma ultimamente Lorna aveva il terrore di Jeanet-
te, per via di Jon Jon e delle sue minacce. Se la vedeva ai negozi, non le ri-
volgeva nemmeno pi la parola.
Comunque Jeanette era decisa a scoprire quello che voleva sapere e per
riuscirci era disposta a rischiare.
Sal le scale della casetta a due piani di Lorna e buss alla porta. Era
buio ed era tardi, quindi lei si sentiva abbastanza al sicuro. Sperava soltan-
to che la casa non fosse piena di sfaccendati come al solito. Magari qual-
cuno voleva entrare nelle grazie di Jon Jon facendo la spia su di lei. Suo
fratello ormai era un dio, l in zona. Era riverito da tutti, specie da quando
si era fatto giustizia da solo con Little Tommy. Bruciare il pervertito l'ave-
va fatto diventare un grande per la comunit; era sempre stato un duro, an-
che da bambino, ma adesso era duro e rispettato, come chiunque, nel loro
mondo, ambiva a diventare.
Lorna apr la porta e l'odore di skunk si diffuse nell'ingresso. Jeanette
cap che era strafatta. Con un sorriso incerto, disse: Tutto bene, Lorna?
Come va la bambina?
Lorna non trovava affatto strano che qualcuno bussasse alla sua porta
cos tardi, facendo domande sulla sua bambina. Era normalissimo, per lei e
per i suoi cosiddetti amici.
Allora, non hai intenzione di farmi entrare?
Lorna si fece da parte e Jeanette la precedette nella penombra, in cui a-
leggiava un odore stantio. Nel soggiorno, l'unica luce proveniva dal televi-
sore, acceso come sempre, e la neonata giaceva sul pavimento. Si era spor-
cata e l'odore era acre. Sul sof era sdraiato un uomo che russava, il corpo
nudo luccicante di sudore. La bambina cominci a piangere e Lorna le die-
de un colpetto con un piede sporco. Poi, inginocchiandosi sul tappeto, dis-
se allegramente: Chi  la stronzetta di mamma, eh?
Jeanette sospir. Vuoi che te la cambi? chiese. Poi vide il bagliore del
calcolo negli occhi della tossica. Un'altra incombenza spiacevole evitata.
Lorna era davvero un pezzo di merda.
I servizi sociali vengono a prenderla domani. Hanno gi quell'altra
rompipalle, Laeticia. Era cos gelosa della bambina nuova che ha cercato
di darle un cazzotto! Lorna rise. Comunque, ho bisogno di una pausa.
Pu stare l per qualche settimana, cos dormir un po'.
Sapevano entrambe che qualche settimana sarebbe diventata qualche
mese. La prima figlia era nata con un piede equino ed era molto sottopeso.
Quando Lorna era andata in ospedale per portarla finalmente a casa, la pic-
cola aveva gi quattro mesi e le infermiere si erano rifiutate di conse-
gnargliela perch non sapevano chi fosse quella donna. Non era andata a
trovare la figlia nemmeno una volta.
La stessa madre di Lorna aveva ammesso di aver provato un grande im-
barazzo allorch le infermiere avevano detto: Non ti abbiamo mai visto
prima, potresti essere chiunque.
Ci erano voluti due assistenti sociali e un'ordinanza del tribunale per
portare la bambina nella casa di quella madre non proprio devota. L'aveva
tenuta abbastanza a lungo da incassare i sussidi e le indennit familiari
prima che cominciassero i lunghi periodi di affidamento. Laeticia era di-
ventata una bambina graziosa, seppur irrequieta, e quell'altra, una volta
cresciuta, sarebbe stata uguale.
Come l'hai chiamata?
Lorna sospir. Trelayne Sioux.
Jeanette sorrise. Ancora Jerry Springer?
L'altra rise. Indovinato! Quegli americani hanno nomi favolosi, non
credi? Volevo che fosse diversa, capito. Il nome  importante, no?
Il triste era che Lorna parlava sul serio.
Eh, s, sar diversa! comment Jeanette, incerta se Lorna fosse cos
sballata o cos stupida da non prendere l'insulto per quello che era.
Come mai da queste parti, eh? Lorna la guardava cambiare la bambi-
na, rapida ed efficiente.
Te lo dico tra un minuto. Jeanette ripul bene Trelayne, la vest e la
cull un poco. Sta morendo di fame, non  che puoi darle da mangiare?
Lorna salt su. Mi dimentico sempre che devono mangiare in continua-
zione... Ecco perch  meglio se va via per un po'. Sai, finch non diventa
pi facile da gestire.
Torn con un po' di latte che ovviamente le avevano dato in ospedale e
che altrettanto ovviamente veniva dritto dal frigorifero. La bambina lo pre-
se comunque, afferrando il biberon e succhiando, rumorosa e vorace. Ave-
va gi le unghie sporche e un piccolo livido sullo zigomo. Per gentile con-
cessione di Laeticia, suppose Jeanette, anche se non l'avrebbe sorpresa se
fosse stata la stessa Lorna, che poi aveva incolpato la povera bambina. Ri-
cord la propria madre che dava da mangiare a Kira, la quale aveva sem-
pre avuto un buon profumo ed era sempre pulita e in ordine. Era strano, ma
cominciava a rendersi conto di quanto Joanie fosse stata una buona madre.
Sei bravissima, dovresti averne uno tuo.
Voleva essere un complimento e Jeanette lo sapeva. Tuttavia la irrit.
Lorna non aveva altre ambizioni che quella: fare figli e prendere i sussidi.
Che vita! Non solo per Lorna, ma soprattutto per quei poveri bambini che
sarebbero passati da un affido all'altro per tutta la vita, e poi avrebbero por-
tato avanti l'impresa familiare. Prendi allo Stato quello che puoi, quello
che ti spetta.
Era quel verbo, spettare, che irritava sempre la madre di Jeanette quando
ne parlava con Monika. Monika non riusciva ad afferrare che, nella vita,
prima di ricevere sovvenzioni, bisognava pagare le tasse. Non comprende-
va la logica di Joanie, secondo la quale il sussidio di disoccupazione e i
contributi dovevano esserci soltanto a patto che ti reggessi in piedi e che ti
cercassi un lavoro. Il sussidio non era stato concepito come uno stile di vi-
ta, sosteneva.
Guardando Lorna, Jeanette cap perch la madre aveva sempre insistito
perch lei si facesse una cultura.
Be', per quello era troppo tardi, ormai.
Lorna apr un paio di lattine di Red Stripe e ne pos una di fronte a Jea-
nette. Tracann dalla propria lattina e rutt sonoramente.
L'uomo sul divano gemette e si rigir. Lorna neppure si volt a guardar-
lo. Aveva una mezza erezione che spingeva sulle mutande sudicie; Jeanette
si sent accapponare la pelle. Chi  quello?
Lorna scroll le spalle. Peter qualcosa, l'ho incontrato ieri al pub. Ave-
va vinto alle corse. Non credo che tu possa saperlo, ma ero sbronza marcia
come al solito! Rise forte della propria arguzia. Cosa vuoi, Jeanette? Sai
che tuo fratello non  proprio il mio fan numero uno, eh?
Senti, Lorna, non pu dirmi di chi essere amica.
Allora non  stato lui a mandarti?
Lei scosse il capo e vide il sollievo negli occhi dell'altra. Certo che no!
Mica  il mio padrone, cazzo.
Era l'approccio giusto.
Dove posso mettere la bambina?
Jeanette segu Lorna in una piccola camera da letto; c'erano un materas-
so con un piumino buttato sopra e una piccola culla di vimini. Nient'altro,
nemmeno un giocattolo. Sul materasso c'erano un paio di pannolini sporchi
e l'odore era di nuovo acre. Jeanette pens che probabilmente il materasso
era stato comunque bagnato dall'altra bambina.
Posando la piccola, mormor:  bellissima.  vero che il padre  Pippy
Light?
Lorna scroll le spalle. Pu darsi, credo. Almeno  uscita bianca, perci
so chi non  il padre! Ricominci a ridere e la piccola si mosse nella cul-
la.
Jeanette non riusc a reprimere una smorfia di disgusto alle parole di
Lorna. Per fortuna, lei fraintese e annu con fare cospiratorio. L'ultima
cosa che vogliamo  che si svegli di nuovo, eh?
Uscirono dalla stanza in punta di piedi. Jeanette si sentiva malissimo a
dover lasciare la piccina nella sua cesta su un pavimento nudo e sporco, i
vestiti e le lenzuola macchiati e inzaccherati. Si consol pensando che al-
meno la bambina era stata pulita e nutrita, anche se a farlo era stata Jeanet-
te e non sua madre. Presumibilmente Lorna alla fine si sarebbe decisa a
farlo. Almeno lo sperava. Era contrario alla natura della gente come loro
chiamare la polizia o i servizi sociali, ma, per la prima volta in vita sua, Je-
anette cap a che cosa servissero realmente quelle istituzioni.
Aveva visto bambini che giocavano in strada a tutte le ore, trasandati e
sporchi. Ma sapeva pure che erano nutriti e amati, seppure in maniera cao-
tica. La bambina di Lorna, per, avrebbe tormentato i suoi sogni. Lo sape-
va tanto bene quanto sapeva il proprio nome.
In cucina, Jeanette sorseggi la sua Red Stripe, guardando Lorna che
cercava invano di far pulizia attorno a lei.
Allora, cos' questo improvviso interesse per Pippy Light?
Mah, chiedevo solo.
Tuo fratello lo sa, che sei interessata?
Jeanette sorrise. Non sa tutto. Gli piace solo credere di saperlo.
Lorna spalanc gli occhi a quella bestemmia. Che bastarda! Be', Pippy
puoi trovarlo quasi sempre a casa sua. Ma ti avverto, Jeanette, non cacciar-
ti in cose pi grosse di te. Se vuoi fare soldi, posso darti nomi di gente un
po' meno pesante, capisci cosa intendo? Si gratt la testa. Certe volte ar-
ruolo gente per lui, sai. Gli piaccio, al vecchio Pippy. A volte ci facciamo
insieme. Con lui ci devo stare subito, ma non  il peggiore. Sta' solo atten-
ta. Ti dar un'occhiata e vorr subito mandarti a lavorare per lui. Sei mino-
renne, e quello  il suo passatempo preferito. Le scolarette...
Paga bene?
Lorna la fiss negli occhi. Mica ci starai pensando sul serio?
Jeanette scroll ancora le spalle. Probabilmente avrebbe troppa strizza
di mio fratello, comunque.
Lorna scosse la testa. Non Pippy Light, tesoro. A lui piacerebbe da
matti. Lui e Jesmond lo troverebbero divertente. Quei due non hanno paura
di nessuno. Quelle ultime parole erano state pronunciate con spavalderia.
Dopotutto erano suoi amici.
Dov' casa sua, allora?
Non scherzi?
Jeanette annu. Ovvio che no.
Aspetta, te lo chiamo.
Lorna si sarebbe guadagnata una bevuta da Pippy e si sarebbe levata dal-
le scatole Jon Jon in un colpo solo. E, tra l'assistente sociale che al mattino
si sarebbe portata via la bambina e i soldi da Pippy per la presentazione, il
giorno dopo entro l'ora di pranzo avrebbe potuto essere fuori di testa e ca-
rica di grana.
La vita andava sempre meglio.
Joanie arriv a Sheffield poco dopo le dieci di sera. Chiam il numero di
cellulare fornitole da Errol e venne indirizzata a un caseggiato popolare ai
margini del centro cittadino. Salendo le scale di cemento che portavano a
casa della persona che l'avrebbe condotta da Tommy, si guard attorno.
Quel posto avrebbe potuto essere ovunque. A parte l'accento che si sentiva
per strada, avrebbe potuto essere Londra, Cardiff, Manchester o Glasgow.
Ovunque ci fosse un caseggiato popolare che ospitava i dimenticati. L'odo-
re le aggred le narici: urina, sudore e fritto; poi, al di sotto dell'odore di
povert, c'era quello di droga e di alcol. Riconobbe il familiare odore mu-
schiato degli eroinomani; ne aveva incrociati due nel corridoio, gli occhi
vitrei che la seguivano lungo le scale. La donna era emaciata e faceva un
gran casino; disse a Joanie in termini eloquenti quello che pensava del fat-
to di doversi scostare per lasciarla passare. Il maschio era pi giovane, con
la barba lunga e i capelli cespugliosi. Non si sarebbe accorto nemmeno del
passaggio di una fanfara nell'androne umido. Era in orbita e, quando fosse
tornato sulla terra, si sarebbe schiantato pi forte di uno Shuttle. Ma per il
momento era lontano, ed era felice.
Joanie buss, incerta, alla porta dell'appartamento che cercava. Le apr
una donna coi capelli tinti di rosso e con un sorriso allegro. Joanie?
Lei annu.
Vieni dentro, cara. Ci hai trovato facilmente?
Joanie annu ancora, indecisa sul da farsi, spaventata da tutto.
All'interno, l'appartamento era decisamente diverso: pareti dai colori vi-
vaci, tutto immacolato e molto ben illuminato, con lampade e candele ac-
cese dappertutto. Il profumo era fantastico: ylang-ylang, gelsomino e la-
vanda. Il corridoio era dipinto di rosa vivace e c'era un poster incorniciato
di Marilyn Monroe di fronte alla porta d'ingresso. Le pareti del salotto era-
no di un verde carico, i mobili erano tutti Habitat verde chiaro e i tavoli in
vetro tubolare. Joanie fu pi contenta di trovarsi l. Se fosse stato sporco o
trascurato, avrebbe fatto dietrofront e sarebbe tornata a casa. Per un mo-
mento si domand se, in realt, era proprio quello che desiderava segreta-
mente: fare dietrofront e andare a casa.
Ma sapeva di dover restare. Ormai si era spinta troppo avanti; lo com-
prese con una chiarezza che la terrorizz. La donna le sorrise, esibendo
una dentatura irregolare ma bianchissima, e Joanie cap che era molto pi
vecchia di quanto lei avesse creduto all'inizio. Un t, qualcosa di serio o
tutti e due?
Joanie sorrise timidamente. Vodka?
Io e questa ragazza andiamo d'accordo!
Cinque minuti dopo, erano sedute sul comodo divano con generosi bic-
chieri di vodka e Coca.
Sembri nervosa, tesoro, osserv la donna.
Joanie sorrise. Forse  perch lo sono.
L'altra tese la mano e si present: Marie Drinkwater, anche se in effetti
dovrei chiamarmi Drinkvodka!
Joanie rise forte.
Anche mia figlia  stata uccisa, riprese Marie, seria. Aveva sette anni
quand' scomparsa. L'hanno trovata tre giorni dopo in casa di un vicino.
Una brava persona e tutto, almeno cos pensavamo. L'aveva violentata e
ficcata in un sacco della spazzatura, che poi aveva messo in un armadio
nella sua camera da letto. Ha scontato due anni per molestie e otto anni per
omicidio. Ci aveva anche aiutato a cercare. Sai, nessuno pensava che le
fosse successo qualcosa di male, a quel punto. Marie trangugi il conte-
nuto del suo bicchiere in due sorsi rapidi e abbondanti. Sei passata davan-
ti a casa sua, salendo. La madre ci abita ancora; una brava donna, che 
morta dentro a causa del figlio. Si vers un'altra dose generosa di vodka.
Non avevo mai toccato l'alcol in vita mia, prima che succedesse. Ora mi
chiedo che cosa ci faccio, viva, mentre lei, la luce della mia vita, se n' an-
data. Sai, Joanie, le persone partecipano, ma soltanto quando succede a lo-
ro capiscono com'. Quante volte l'avrai letto: 'bambina scomparsa' e avrai
pensato: 'Che cosa terribile...' ma poi avrai abbracciato i tuoi figli perch
non erano loro? Loro ci sono ancora, allora spegni la TV e te ne scordi, fi-
no alla volta seguente. Guard fuori dalla finestra e aggiunse con tristez-
za: Nessun altro sa come sono le notti, quando vedi le loro facce, ti do-
mandi se ti hanno chiamato, se hanno chiesto aiuto. E sai che  cos perch
tu eri la loro mamma, e la mamma  cos importante per i bambini. Credo-
no che tu possa fare qualsiasi cosa. A parte il fatto che non puoi fare niente
per loro quando ne hanno pi bisogno. Quando hanno pi bisogno di te.
Afferr la mano di Joanie. E poi, in tribunale, quando vedi quel bastardo
che se ne fotte, sapendo che nel giro di qualche anno sar fuori... Lo sapevi
che la maggior parte dei pedofili commette un nuovo reato entro sei setti-
mane? Per me  l'arroganza degli psichiatri: credono di aver guarito qual-
cuno che non pu essere guarito. Se uno si eccita guardando gambe, gli
piaceranno sempre le gambe, se  tipo da tette gli piaceranno sempre le tet-
te e se gli piacciono i bambini vorr sempre bambini. Ammazzalo, ragazza
mia, altrimenti lo ammazzo io per te, se vuoi. So benissimo quello che pro-
vi, te lo leggo negli occhi. Strinse forte la mano di Joanie. Non c' giu-
stizia in questo Paese, almeno non per le vittime. Soldi e patrimonio, solo
questo importa ai tribunali. Un rapinatore di banche si beccherebbe una
condanna pi dura di un pedofilo, pensaci.
Joanie sentiva di aver finalmente trovato un'anima gemella. E in effetti
era cos: Marie sapeva meglio di chiunque altro quello che stava passando.
Ci era passata anche lei.
Ora toccava a Joanie.
20
Jon Jon guard la ragazza sul letto. Era nera, coi capelli stirati e con un
culo su cui potevi portarci una valigia. Era bella, era in gamba ed era co-
stosa. Molto costosa. Per qualche ora era stata sua, ed era valsa fino all'ul-
timo centesimo. Conosceva tutte le mosse e le eseguiva con grazia.
Una vera professionista.
Ancor prima di aver affrontato i preliminari, Candace lo aveva informato
che di rado la dava via per niente. Che fare la vita, per lei, era tutta que-
stione di soldi e che non era tipo da omaggi.
Stando a quanto aveva detto, non aveva mai fatto una sola scopata per
beneficenza, e lui le aveva creduto. Se non vuoi pagare, non puoi resta-
re. Quelle parole lo avevano fatto ridere.
Ma lo avevano fatto ridere la sera precedente, quand'era ubriaco e fatto.
Alla fredda luce del giorno, non era pi divertente, anche se, guardando la
casa della ragazza, dovette ammettere che l'idea era giusta. E, se sua madre
avesse avuto lo stesso senso degli affari, avrebbe potuto avere in mano
qualcosa di pi, dopo tutti gli anni passati a fare la vita.
Candace era furba, ma anche fredda e calcolatrice. Jon Jon pens che a-
vrebbe venduto anche la propria madre, per denaro. Il denaro era il suo dio
e lei lo dichiarava apertamente. Jon Jon aveva chiacchierato con lei per u-
n'ora prima che lasciassero la festa e quello lo irritava perch in giro c'era
un mucchio di fica gratis. Ultimamente le ragazze gli stavano addosso co-
me un'orticaria.
Adesso Candace esigeva che lui pagasse il conto e la cosa non gli piace-
va.
La sera prima l'aveva desiderata, per via della droga e dell'alcol. Adesso
invece le aveva comunicato la brutta notizia: non era valsa il prezzo. Era
stata una scopata puramente professionale e ci lo aveva indispettito. Sotto
quell'aspetto, Jon Jon era come Paulie: si considerava migliore del cliente
medio. Per Candace, lui avrebbe potuto essere chiunque. Ma che cosa ave-
va preteso da lei? si domand. Forse perch era nera come lui, non si a-
spettava di essere trattato come un tizio qualsiasi?
Per Candace glielo aveva detto chiaro e tondo: tutti erano tizi qualsiasi,
per lei.
Jon Jon aveva la testa incasinata e all'improvviso aveva voglia di litiga-
re, e lei sarebbe servita allo scopo. Perch Candace era piuttosto abile a di-
fendere la sua posizione, quello lo aveva capito.
Cos' che mi stai dicendo esattamente, bello mio? gli mormor, fis-
sandolo con quei suoi grandi occhi marroni.
Jon Jon comprese che era sinceramente sconvolta da ci che le aveva
appena detto. Scroll le spalle e dichiar in tono arrogante: Non pago.
Lei rise. Paghi, e subito. Ti ho detto quali erano le mie tariffe ancora
prima che arrivassimo al letto, disse in tono spavaldo, puntandogli un dito
contro. Ti ho anche portato a casa mia. Niente sovrapprezzo per l'albergo,
bello mio. Adesso fai la tua parte, perch io ho fatto la mia. La sua voce
rivelava, senza dirlo, che era stata lei a trovarlo insoddisfacente, tanto a let-
to quanto fuori dal letto. Rivelava anche il suo accento di South London,
che la sera prima era stato smussato e raffinato.
Nossignora. Te l'ho detto, io non pago.
Lei si appoggi su un gomito e lo fiss dritto negli occhi. Segaiolo di
merda.
Mi hanno detto di peggio.
Si alz lentamente dal letto, continuando a sentirsi addosso gli occhi di
lei. Sapeva che Candace avrebbe voluto aggredirlo e sapeva che non l'a-
vrebbe fatto perch lui, fondamentalmente, era il suo datore di lavoro. Per
aveva la sensazione che, se non altro, avrebbe continuato a battersi a paro-
le. Lo sperava, almeno.
Metter in giro la voce che sei una scopata di merda, e pure tirchio,
dichiar lei, col tono di chi vuole darci un taglio. Quindi gli volt le spalle
e chiuse gli occhi, come per mettersi a dormire.
Lui vag per l'appartamento, and in cucina e si fece un caff. Si aspet-
tava da un momento all'altro che lei lo seguisse come una gatta selvatica,
ma Candace non si mosse dalla camera da letto.
Che appartamento, per. Tutto era bello e scelto con cura e rispecchiava
perfettamente Candace. Pareti bianche, tappeti color crema, sbuffi di voile
strategicamente appesi a bastoni da tenda in ottone... Era anche asettico,
come se in realt non ci vivesse nessuno. Una casa fittizia per gente falsa
che vive un'esistenza finta. Una vita perfetta. Era come una pubblicit. E
quello era Candace, che lei se ne rendesse conto o no. Come tutte le putta-
ne, viveva dietro una facciata, e tener su quella facciata era la cosa pi dif-
ficile in assoluto. Fingere di non patire quel lavoro, fingere di provare at-
trazione per gli uomini che le pagavano, fingere che la loro vita fosse
splendida perch potevano permettersi bei vestiti e una bella casa. Almeno,
nel ramo pi basso del mestiere, le ragazze avevano superato tutte quelle
stronzate.
Ma gli uomini che pagavano una piccola fortuna avevano bisogno di
sentire che la ragazza in questione li voleva davvero e che i soldi erano un
accessorio. Loro erano pagate per fingere di ammirare pance sporgenti,
gambe ossute e cazzi raggrinziti. Era come essere attrici, a parte che nessu-
no ti avrebbe dato un premio, se non i contanti che avevi gi contrattato,
magari con qualche sterlina extra come gratifica. Jon Jon chiuse gli occhi,
contemplando la distruzione della vita di una bella ragazza.
Con tutti i suoi vestiti alla moda e la sua bellissima casa, Candace non
aveva niente; era un fallimento emotivo. Non c'era da stupirsi che sua ma-
dre li avesse tutti quasi soffocati d'amore materno: era l'unica emozione re-
ale che avesse mai provato.
Bevve il caff e guard pigramente fuori dalla finestra della cucina, spa-
ziando su Londra, sul mondo che tornava alla vita. Qualche taxi nero per-
correva Portobello Road, dopo aver portato a casa gente che aveva folleg-
giato sino a tardi. Si accese uno spinello e ne aspir una profonda boccata.
Si domand che cosa stesse facendo ancora l. Dopo essere uscito dal
suo letto, perch era ancora in casa di Candace? E, soprattutto, perch ul-
timamente gli succedevano sempre pi spesso cose di quel genere? Era
come se volesse sentirsi ferito e sconvolto, come se volesse sentirsi usato.
Forse era per quello che lo faceva.
Quand'era disgustato di se stesso se non altro provava qualcosa. Dopo
Kira, aveva perduto ogni sensazione reale e ci lo spaventava. Mentre fu-
mava, ricord il viso di lei e sorrise.
Fu allora che torn in camera da letto. Candace era ancora distesa come
l'aveva lasciata e lui le pos dolcemente una mano sulla spalla, per voltarla
verso di s. Si aspettava di vederla col broncio, ancora arrabbiata per il suo
rifiuto di pagare. L'avrebbe pagata, le avrebbe dato anche un extra. Non
poteva approfittarsi di lei, in fondo era una brava ragazza. E almeno era
stata onesta, non li aveva fatti passare per i soldi del taxi. E, attenzione, coi
suoi prezzi sarebbe stato un viaggio non da poco.
In fin dei conti, un patto era un patto. E lei l'aveva chiarito subito, anche
se le sue tariffe erano un tantino salate.
Poi Jon Jon si rese conto che dormiva davvero. Candace respinse la sua
mano bruscamente e si volt di nuovo, russando piano mentre cadeva in un
sonno pi profondo.
Jon Jon non riusciva a crederci.
Cominci a ridere sommessamente.
A Candace non fregava davvero un cazzo. Aveva accettato quello che le
aveva detto, e lui la ammirava anche per quello. Aveva ingoiato il rospo
senza fare una piega. Sapeva di non poter vincere quella battaglia, dunque
l'aveva semplicemente accettata come esperienza. Candace non lo sapeva,
ma quella sua reazione pragmatica aveva centuplicato la stima di Jon Jon
per lei.
Il ragazzo sedette sull'orlo del letto e rise finch, a poco a poco, non co-
minci a piangere. Si sentiva tanto solo, cos solo, ferito e infelice. Erano
sentimenti ai quali non era ancora abituato. E dubitava che sarebbe mai
riuscito ad abituarsi. La scomparsa di Kira aveva lasciato nella sua vita un
buco profondo che nessuno avrebbe mai potuto riempire. Era quello il pro-
blema, se si perdeva qualcuno tanto giovane. Li ricordavi sempre come
bambini, non ne vedevi mai i difetti, perch non ne avevano ancora. Erano
ancora integri, ancora buoni, dentro e fuori.
Jon Jon si prese la testa tra le mani e singhiozz, mentre Candace conti-
nuava a dormire accanto a lui.
Non si era mai sentito cos solo in vita sua.
Aveva fatto tutto per sua madre e le sue sorelle; l'unica volta in cui non
c'era stato, quella tragedia si era abbattuta su di loro. Si sentiva responsabi-
le. Era colpa sua. Non si era occupato di Kira come avrebbe dovuto, non
era stato presente quando lei aveva avuto bisogno di lui. Avrebbe dovuto
portare il peso di quella colpa per il resto della sua vita.
Se quel giorno fosse stato l, non le sarebbe successo niente. Sarebbe sta-
ta ancora con loro; lui le avrebbe ancora stirato la divisa della scuola e le
avrebbe preparato la colazione. Sarebbe stato a casa ogni sera invece di
star dietro a una processione di troiette e prostitute, in cerca di qualcosa
che non avrebbe mai trovato. Ora tutta la sua famiglia era a pezzi, distrutta
da qualcuno di cui credevano di potersi fidare. Ma gliela avrebbe fatta pa-
gare, a Tommy e a suo padre. Sarebbe andato a Birmingham quella matti-
na e, dopo, a Sheffield, se avesse dovuto.
All'improvviso si sent un braccio attorno alle spalle.
Stai bene?
Finalmente Candace si era svegliata.
S, sto bene.
Lo baci dolcemente sulla fronte. La prossima  gratis, ti va? Alz un
sopracciglio perfettamente depilato, e gli apparve bellissima e giovanissi-
ma.
Jon Jon sorrise. Non riesco a tirar su nemmeno un sorriso, gioia, figu-
riamoci il resto.
Stai pensando a tua sorella, Jon Jon?
Adesso era sincera. Aveva completamente abbandonato le pose del me-
stiere ed era se stessa.
Il ragazzo annu.
Dev'essere terribile, non sapere cosa le  successo. Quell'uomo che 
sparito... C' una taglia sulla sua testa?
Lui annu, guardandola con attenzione. Certo che c'.
E se qualcuno sapesse qualcosa che forse... - Candace toss nervosa-
mente - ... e dico forse, potrebbe in qualche modo aiutarti a trovarlo...
Quei soldi potrebbero essere pagati in privato? Cio senza che nessuno
sappia mai da chi hai ottenuto l'informazione?
Lui annu ancora, chiedendosi dove volesse andare a parare.
La ragazza s'inginocchi sul letto e gli fece scivolare entrambe le braccia
attorno al collo. Lui sentiva i suoi piccoli seni premere contro la schiena e
cominci a eccitarsi. Perfino nello stato in cui era, lei riusciva a smuover-
lo. Sai che c' gente fissata coi ragazzini, no? Gente che pagherebbe per
una bambina. E che paga, in effetti.
Jon Jon volt la testa per guardarla. Cos' che stai dicendo, di preciso?
Candace sospir. Poi, mettendosi a sedere di fianco a lui, si strinse attor-
no il lenzuolo e continu, col bel viso sincero e preoccupato: Questo ri-
mane tra te e me, giusto? Non esce da questa stanza.
Lui annu. La paura della ragazza era quasi tangibile, Jon Jon non voleva
innervosirla ulteriormente. Certo. Dimmi. Cominciava a sentirsi impa-
ziente; lo spinello che aveva fumato lo stava rendendo paranoico. Gli sem-
brava che la testa stesse per esplodergli.
Dico sul serio. Devi promettere che non dirai mai che l'hai sentito da
me, d'accordo?
Jon Jon ne aveva abbastanza. Sembrava di parlare con un agente segreto.
Cazzo, Candace, lo prometto. Ora dimmi quello che sai.
Lei lo fiss, come se ancora non fosse certa di potersi fidare. Infine dis-
se:  Jesmond. Lo conosci, penso?
Lui annu ancora una volta, e la fronte gli s'incresp. Cosa c'entra lui?
Lei sospir. Jon Jon sapeva che quella ragazza aveva paura, ma che vo-
leva i soldi. Candace era una delle poche puttane che avesse conosciuto
capace di risparmiare davvero, di pensare al futuro. L'ho sentito da una
delle altre ragazze... Sai come parliamo tra noi... Una che serve i clienti
appassionati di bambini. Di solito sono maschi, anche se, a quanto pare, 
passata per casa sua anche qualche ragazzina. Me l'ha detto Dahlia. Una
delle sue sorelle si fa di crack e ha dato in affitto sua figlia, Mirabell. A-
desso la bambina  in affidamento, l'avevano usata per una festa. Bella fe-
sta, eh? Scommetto che non le hanno dato gelati e caramelle. Ma Dahlia...
Cazzo, gente, lei Jesmond lo odia. Sparla di lui a ogni occasione. La bam-
bina aveva nove anni ed era anche carina. Anche a Jesmond piacciono pic-
cole, sai. Pi piccole possibile, a quanto dicono.
Jon Jon la fissava, cercando di assimilare quelle parole. Jesmond? Non
l'avevo mai sentito, questo, su di lui.
Candace avvert l'incredulit nella sua voce, quindi aggiunse in fretta:
Non l'hai mai sentito da me, chiaro? Ma, se viene fuori che Jesmond sa
qualcosa, sei in debito con me, okay? Se quei Thompson avevano la fissa
dei bambini,  probabile che abbiano avuto a che fare con lui, visto che 
di zona e si occupa della stessa merda. Potrebbe sapere dove sono adesso;
tutti i suoi clienti ce li ha in testa, sai, non mette niente per iscritto ma fa
dei video, un mucchio di siti Internet. Ho lavorato per lui qualche anno fa.
Roba da scolarette, sai.
Lui la fiss come se non l'avesse mai vista prima. Facevi roba da per-
vertiti?
Candace sospir. No, scemo. Erano ragazze grandi vestite da bambine,
sai, quei giochetti l. Facevi della bella grana e nessuno ti vedeva in fac-
cia.
Jon Jon aveva qualche problema a digerire tutto ci, ma capiva il suo ra-
gionamento. Se Tommy e suo padre appartenevano a quel giro, era logico
che avessero contatti con gente simile a loro. Jesmond doveva tenere per s
l'identit dei propri clienti; nessuno con un po' di buonsenso avrebbe mes-
so per iscritto cose del genere.
Se ne viene fuori qualcosa, avr una ricompensa? insistette Candace.
Lui annu. Certo, avrai la ricompensa.
Quindi la lasci e, per un poco, il viaggio a nord fu dimenticato. Doveva
concentrarsi su ci che aveva appena sentito.
Marie e Joanie erano davanti alla clinica Sunny Day. Marie teneva d'oc-
chio quel posto da giorni e sapeva che il paziente grosso e grasso con quel-
le terribili ustioni usciva ogni giorno dopo pranzo. Jeffrey Palmer, lo
chiamavano. Lei lo chiamava pezzo di merda. Soltanto a guardarlo, le
veniva voglia di vomitare. Sapendo quello che aveva fatto a quella bambi-
na, sapendo di che cosa era colpevole... Quelli non erano soltanto i soldi
pi facili che lei avesse mai guadagnato, erano anche i pi soddisfacenti.
Gli avrebbe portato la madre della sua vittima e, per lei, si trattava quasi
di un'esperienza mistica. Una dolce vendetta per quanto era accaduto an-
che alla sua bambina. Marie considerava la sua missione nella vita cancel-
lare dalla faccia della terra gli avvoltoi come quello.
Lorna e Pippy erano insieme al pub. Erano appena le undici del mattino
ed erano entrambi gi ben avviati sulla strada dell'ubriachezza. L'assistente
sociale era venuta presto a prendere la bambina e Lorna era stata sciolta
dalle proprie responsabilit materne prima di quanto si fosse aspettata.
Dopo, si era tirata a lucido, il che, per Lorna, significava una rapida sciac-
quata sotto le ascelle e un'abbondante spruzzata di profumo, un colpo di
pettine e i jeans e la maglietta meno sporchi che avesse. Adesso stava l a
bere sidro generosamente corretto con brandy, mentre contrattava il pro-
prio compenso per aver presentato Pippy alla sorellina di Jon Jon Brewer.
Che colpo!
Sua mamma fa la vita, vero? indag lui.
Lorna annu.  una a posto, la vecchia Joanie, davvero. Non ha mai una
parola cattiva da dire su nessuno.
Allora che cosa porta la piccola Jeanette nel mio ovile? Perch non si fa
proteggere dal fratello?
Lorna alz gli occhi al soffitto, irritata. Oh, usa quella cazzo di zucca,
Pip! Non vuole fare il mestiere a tempo pieno, vuole solo guadagnarsi un
paio di sterline ogni tanto. Mica tutti i santi minuti della giornata, e lei non
 niente male.
Anni?
Quattordici o gi di l. Cerca di sembrare pi grande.
Pippy sogghign. Una scolaretta!
Lorna rise con lui. Le ho detto che avrei sondato il terreno, per vedere
se t'interessava.
Pippy si pass una mano sudicia sul mento non rasato. Per un compen-
so, ovviamente.
Ovviamente. Cento sterline. Lorna sorrise ancora. Sull'unghia. Ti
conosco. Se mi passi la grana subito, posso farla venire da te ogni volta
che vuoi.
D'accordo. Puttana bastarda.
A quelle parole, lei rise a squarciagola. Senti chi parla! Non  che tu sia
proprio Justin Timberlake.
Quando avr finito con la piccola Brewer, non gliene fregher un cazzo
di chi sono, tesoro. Scoper con un tavolo, se glielo dico io.
Lorna sapeva che era vero. Pippy terrorizzava le sue ragazze; l'unica ra-
gione per cui Lorna se l'era cavata con poco dipendeva dal fatto che lei era
una tossica e, per qualche ragione, gli piaceva. Pippy non aveva bisogno di
spaventarla; lei era gi disposta a fare qualsiasi cosa per procurarsi un bu-
co. Ultimamente, poi, aveva un aspetto orribile, perci le si avvicinava sol-
tanto quand'era fuori di testa. Neanche i suoi clienti erano entusiasti, specie
da quando aveva avuto le bambine. In teoria avevi soltanto quindici anni,
ma, in pratica, le smagliature scoprivano le carte. Per Jeanette era perfetta
per quello che voleva lui e, nel giro di qualche settimana, le avrebbe fottu-
to il cervello.
A quel punto, nemmeno Jon Jon sarebbe stato in grado di controllarla.
Ma Lorna era furba quel tanto che bastava a ricordare che Jon Jon Bre-
wer l'avrebbe spedita in orbita, se mai l'avesse scoperto. Per non parlare di
quello che avrebbe fatto la madre. Anche Joanie sapeva difendersi. Non
avrebbe ringraziato Lorna per aver iniziato sua figlia alla vita.
Si era ficcata in una storia pi grande di lei, stava davvero giocando col
fuoco, ma gi si sentiva l'eroina nella tasca dei jeans, e la sua seduzione era
decisamente pi forte della paura di Jon Jon Brewer. Finch avesse tenuto
la bocca chiusa, sarebbe andato tutto bene.
Se ne and alla toilette per un assaggio. Quando l'ago le scivol nella
vena, si sent libera da ogni tensione, da ogni dolore. Stava seduta sul luri-
do asse del water e pian piano cominci ad appoggiare la schiena sui tubi
sporchi, continuando a respirare il lezzo delle feci di qualcun altro. Lorna
chiuse gli occhi, godendosi quei bei momenti.
Jesmond doveva incontrare il suo commercialista, che in realt era il suo
esattore, ma lui lo chiamava il commercialista perch teneva nota di tut-
te le transazioni di Jesmond. Diversamente da certi altri che lavoravano per
lui, Bernard Lee non aveva mai levato a un debitore un solo penny pi del
dovuto. Una volta che avevano pagato, avevano pagato. Ma, se non paga-
vi, allora era di gran lunga pi crudele di tutti gli altri esattori messi insie-
me.
Il sistema di Bernard per ottenere i soldi consisteva nel colpire un mem-
bro della famiglia, non il diretto debitore. Il suo ragionamento era sempre
stato: perch mandare all'ospedale un uomo se pu stare fuori a sgobbare
per tirar su la grana? Manda all'ospedale sua moglie, piuttosto, e il senso di
colpa abbinato al terrore lo far sgobbare pi in fretta di tutto il resto.
Ecco cos'era solida economia, secondo Bernard.
Era molto apprezzato dalla sua cerchia di amici pi intimi, sempre buo-
no con le persone che gli interessavano, viveva con una cara ragazza e i lo-
ro due cari bambini, e la sua compagna credeva che fosse davvero un
commercialista.
In realt, era un ragioniere diplomato, ma occuparsi dei libri contabili e
delle dichiarazioni dei redditi dei clienti non faceva per lui. Abitava in una
zona residenziale del Surrey e, stando alle apparenze, era un perfetto bor-
ghese. Ma Bernard aveva una strana tendenza, se n'era accorto da giovane:
poteva infliggere dolore e sofferenza a chiunque, non aveva bisogno di
provare rabbia o rancore personale. Non aveva la bench minima inibizio-
ne nel fare del male agli altri, specie se c'erano di mezzo i soldi.
Era un uomo grosso, prestante nella sua bionda robustezza, dotato di una
personalit magnetica. Aveva accettato un lavoro di esattore per finanziarsi
l'universit e alla fine aveva scoperto la sua vera vocazione. Aveva com-
pletato gli studi, sapendo che avrebbe avuto bisogno di una facciata legale
per coprire quello che avrebbe fatto realmente. Vent'anni dopo era ricco,
affermato e rispettato. Aveva fatto un colpaccio con gli investimenti im-
mobiliari, tra le altre cose, e viveva nel lusso e nella tranquillit.
Jesmond lo rispettava, e lui rispettava Jesmond. Non si facevano visita
nelle loro rispettive case, non era necessario. Di rado li si vedeva insieme,
ma sul lavoro erano una buona squadra e godevano della reciproca compa-
gnia. Era un rapporto assai proficuo.
Stavano sorseggiando un cappuccino nel retro di un club privato di pro-
priet di Jesmond e chiacchieravano.
Allora cosa vuoi che faccia?
Jesmond scroll le spalle. Era grosso, pesante e, con l'et, stava ingras-
sando per le troppe pinte di Guinness e rum bianco, troppo capretto e riso e
banane plantain fritte. Ormai siamo a quindici testoni con gli interessi
composti, perci voglio che si faccia male. Anzi, per meglio dire, voglio
che si faccia male qualcuno vicino a lui. Ha un figlio adolescente, un bravo
ragazzo sotto ogni profilo, molto sveglio, potrebbe entrare a Oxford. Che
ne dici di minacciare lui?
Bernard annu. I ragazzi erano sempre un buono strumento di pressione
per far pagare i debiti alla gente. Pens che probabilmente il padre del ra-
gazzo avrebbe preso in prestito i soldi da qualcun altro, e di pagare si sa-
rebbe preoccupato in seguito. Non gliene fregava un tubo, fintanto che
prendeva la sua parte. Gli spettava un terzo di ogni incasso ed erano soldi
facili. Non c'era mai stato nessuno che non avesse pagato Bernard Lee.
Scrisse le ultime istruzioni in fondo al suo elenco degli impegni. Lo a-
spettavano un paio di giorni intensi e avrebbe dovuto incassare poco meno
di quaranta testoni in contanti. Un bel gruzzoletto.
Jon Jon irruppe su quella scena di dolce intimit familiare, tutta sorrisi e
bonariet. Sapeva di Bernard, che a volte lavorava anche per Paulie, perci
vederlo non lo sconvolse pi di tanto, ma rimase cauto. Bernard faceva
quell'effetto a chiunque lo conoscesse.
Ciao, Jon Jon. Bernard sembrava contento di vederlo.
Come vanno le cose?
Non male. Tu?
Bernard si era accorto di una certa tensione, ma non se ne lasci condi-
zionare. Quel ragazzo lavorava per Paulie, Jesmond lo sapeva e non poteva
farci niente. Bernard Lee faceva legge a s. Ma Jon Jon Brewer gli piace-
va, in lui vedeva se stesso da giovane. Gli piaceva la faccia tosta di Jon
Jon, e quel ragazzo ne aveva da vendere.
Jesmond, cauto, studi il nuovo arrivato. Cosa posso fare per te?
Il tono era amichevole e Jon Jon gli rivolse un sorriso disarmante. Ho
bisogno di un favore, di un'informazione. Prese una sedia e si accomod
senza essere invitato, cosa che non sfugg agli altri due. Vedendo la faccia
di Jesmond, Bernard represse una risata.
Che cosa vuoi? Ti ha mandato Paulie?
Jon Jon scosse la testa. I suoi dreadlocks apparivano infantili rispetto al-
la folta capigliatura di Jesmond.
Be', allora parla. Cosa aspetti?
Jesmond si stava irritando; aveva la netta sensazione che volessero inca-
strarlo, solo non sapeva come.
Jon Jon guard con rispetto in direzione di Bernard Lee e alz lievemen-
te un sopracciglio. A quel punto, Jesmond sorrise, esibendo una chiostra di
costosissimi denti d'oro. Qualsiasi cosa tu abbia da dire, Jon Jon, la puoi
dire di fronte a Bernard. Era di nuovo giamaicano: lo si sentiva nella vo-
ce.
Perfino Jesmond rimase colpito, seppure con riluttanza, dal modo in cui
il ragazzo gli aveva chiesto di parlare in privato. Quasi nessuno, conoscen-
do Bernard, avrebbe avuto il fegato di farlo. Jesmond vide pure che Ber-
nard Lee ne era divertito: tanto meglio.
Sai che mia sorella  scomparsa, Jesmond?
Gli altri due uomini assunsero immediatamente un'espressione contrita;
annuirono con rispetto, le facce serie.
Be', mi  giunta voce che organizzi incontri per pedofili.
Jesmond lo fiss, scioccato, poi il suo sguardo guizz verso Bernard. Un
istante dopo, Jesmond si scagli contro Jon Jon come un orso impazzito...
Ma c'era stata quella brevissima pausa e Bernard cap che Jon Jon aveva
toccato un nervo. Saltarono in piedi insieme.
Prima che Bernard facesse una mossa, Jon Jon prese lo slancio con la
gamba e con un solo, rapido calcio ridusse Jesmond a un rottame tremante.
Si afflosci sulle ginocchia, stringendosi i testicoli e cercando di non vo-
mitare sul pavimento.
Fuori ho abbastanza rinforzi per scatenare una guerra di strada, Je-
smond. I tuoi uomini sanno che siamo in riunione e che non sono ammesse
interruzioni. Non mi fai paura, amico. Ora voglio solo qualche risposta.
Perci dimmi: lavori per i pervertiti?
Meglio che tu gli dia quello che vuole, Jesmond. Adesso interessa an-
che me.
Quando si posarono sull'omone lungo disteso di fronte a lui, gli occhi di
Bernard erano freddi. Jon Jon decise che avrebbe preferito trovarsi in una
gabbia di tigri che essere il destinatario di quello sguardo.
Jesmond respirava affannosamente; sapeva che le sue prime parole a-
vrebbero deciso dei suoi rapporti futuri con Bernard Lee. Si domand co-
me Jon Jon avesse scoperto del loro appuntamento, perch la presenza di
Bernard gettava una luce completamente diversa sulla faccenda. Tutti e tre
lo sapevano.
E nessuno lo sapeva meglio di Bernard.
Poi Jesmond ricord che era stato Bernard a volere quell'incontro. Era
una trappola? In tal caso, era un uomo morto.
Jon Jon si rimise a sedere. Tir fuori una canna, la accese e diede una
lunga tirata prima di sorridere a Bernard dicendo: Allora devo prenderlo
come un s, giusto?
Marie guard Little Tommy che veniva spinto fuori sulla carrozzella
perch prendesse un po' di aria fresca. Era repellente. La grassezza era gi
abbastanza brutta, ma le ustioni lo avevano lasciato quasi calvo e con la
pelle grinzosa e violacea. Anche le mani erano state colpite; le dita tozze
sembravano palmate. Nessuno degli altri pazienti parlava con lui, ma non
sembrava che avessero molto da dirsi neppure tra loro.
Era una giornata luminosa. Il vento era fresco e gelava l'aria. Marie si
strinse nel soprabito, ma sapeva che non era il tempo a farle sentire freddo;
era quello cui stava per assistere.
Guard oltre il prato e vide Joanie intenta a studiare la sua preda. Una
delle infermiere guard in direzione di Joanie e Marie si sent balzare il
cuore in gola, ma Joanie si era nascosta dietro una siepe.
Mentre le infermiere andavano in giro a servire il t e distribuire biscotti,
Marie osservava Joanie che, sicura, costeggiava la siepe e si dirigeva al
sentiero che conduceva a un'area pubblica, per poi fare un rapido dietro-
front, come se fosse appena uscita dalla portafinestra della sala visite. A
tracolla, portava una grossa borsa di vimini e indossava un vivace cappello
blu, un soprabito lungo di pelle nera e guanti. A completare la tenuta, ave-
va un paio di grandi occhiali da sole Armani.
Tommy la vide prima che chiunque altro si rendesse conto che stava ac-
cadendo qualcosa d'insolito. Il suo grido di paura non fu che un basso ge-
mito; vedersela apparire di fronte all'improvviso fu uno shock.
Joanie apr la borsa e ne estrasse una bottiglia di vetro. Mentre svitava il
tappo, Tommy la fissava in preda a un terrore assoluto.
Ti prego, Joanie...
Non osare pronunciare il mio nome, stronzo!
La sua voce era un sibilo basso e Tommy si rese conto del pericolo mor-
tale in cui si trovava. Un'infermiera li stava fissando. Quindi Jeffrey Pal-
mer aveva visite, finalmente? Non sembrava esserne contento. La donna si
avvicin ai due.
Mi scusi, si  presentata alla caporeparto?
Ormai la donna era quasi di fianco a Joanie e vide Mr Palmer che cerca-
va freneticamente di muovere la sua carrozzella. Ma lei l'aveva bloccata.
Era un vecchio modello ingombrante, l'unico adatto al peso di quell'uomo.
Era una preda facile.
Ciao, Tommy. O dovrei dire Jeffrey?
Joanie guard l'infermiera con un largo sorriso, ma la donna stava fis-
sando la bottiglia di limonata sporca che teneva in mano.
Sono una vecchia amica, cara, gli ho portato una cosa.
Torn a guardare Tommy e, nonostante la rabbia, prov un moto di pie-
t. Jon Jon aveva fatto un buon lavoro. Ma non bastava, non l'aveva pagata
abbastanza cara. Non c'era un prezzo troppo alto per quello che aveva fat-
to.
Va tutto bene, Mr Palmer?
Tommy stava fissando Joanie. Non le toglieva gli occhi di dosso per il
terrore che gli facesse qualcosa.
Dov' la mia bambina? Avanti, dimmi dov' e possiamo finirla qui.
Senta, mi dice cosa sta succedendo qui?
Joanie si rivolse all'infermiera e sibil tra i denti: Vaffanculo, bella, 
molto meglio se ne stai fuori. Credimi,  meglio se stai alla larga. Torn a
rivolgersi a Tommy: Dov'? Ho bisogno di saperlo. Mentre parlava, si
era messa a svitare lentamente il tappo della bottiglia, da cui emanava un
odore inconfondibile. Tommy si acquatt.
L'infermiera si guardava attorno freneticamente, mentre un inserviente
osservava la scena, come affascinato. Va' a cercare aiuto! grid la don-
na.
Tommy sollev un braccio come a farsi scudo. Non so dov', lo giuro!
Non pensi che te lo direi, se lo sapessi? La amavo quanto te...
Joanie si mise a piangere. Tu non sai che cazzo sia l'amore. Il tuo amo-
re  malato...
Mentre sollevava la bottiglia, pronta a spaccargliela sulla testa, l'infer-
miera le afferr il braccio e glielo torse.
La bottiglia le scivol di mano e, prima che cadesse a terra, fracassando-
si, l'acido cloridrico schizz sulle gambe di Tommy e sulle scarpe dell'in-
fermiera. Poi Joanie colp al volto l'infermiera, costringendola a lasciarle il
braccio, e infine corse nella direzione da cui era venuta.
D'un tratto si volt e url all'uomo che si contorceva, singhiozzando:
Torner. Non la passerai liscia, stavolta!
Marie era in una Sierra bianca - rubata la notte prima - e aspettava Joa-
nie, col motore acceso.
Ho mandato tutto a puttane!
Marie scoppi a ridere per il nervosismo e l'adrenalina. Sa che adesso
puoi trovarlo, tesoro. Non dormir pi tranquillo d'ora in poi, consolati con
questo. L'abbiamo trovato una volta, quel bastardo, e lo troveremo anco-
ra.
21
Allora, cos' che vuoi, Jeanette?
Pippy sorrideva alla ragazza di fronte a lui. Era uno schianto. Bench
avesse il viso impiastricciato di trucco, la bambina in lei era ancora eviden-
te. Aveva il seno un tantino troppo grande per la maggior parte dei suoi
clienti, ma si poteva sfruttare comunque.
Le vers un'altra tazza di t. Mentre lo zuccherava, Jeanette si guard at-
torno. L'appartamento non era affatto come se l'era aspettato. Appariva
confortevole e un po' malandato. I mobili erano tutti vecchi, il sof era lo-
goro, ma di una comodit grandiosa. Le pareti erano di un color limone
pallido e le tende erano di chintz pesante. Nel complesso, sembrava il set
di un film in bianco e nero degli anni '50.
Anche Pippy era diverso. Aveva sempre un'aria trasandata, ma al polso
portava un Tag-Heuer e al mignolo un anello con diamante. Jeanette aveva
la sensazione che stesse cercando di far colpo su di lei e ne era stranamente
lusingata.
Le porse la tazza di t; prendendola, lei sorrise, facendo del proprio me-
glio per sembrare adulta e raffinata. Ho soltanto bisogno di guadagnare
un po' di spiccioli, tutto qui.
Lui sogghign. Dunque, fammi capire... Hai deciso per conto tuo di
metterti a fare la vita, giusto? La sua voce grondava sarcasmo. E dici
che ti serve solo qualche spicciolo?
Jeanette annu.
Allora perch non ti cerchi un lavoro al sabato ai grandi magazzini?
Lei abbass gli occhi e not che la moquette davanti al caminetto era al-
quanto consunta. Dovresti metterci sopra un tappetino, osserv, indi-
cando quel punto.
La faccia di Pippy era tesa di collera. Era successo in un batter d'occhio;
di colpo, lei cap perch lo chiamavano Pippy il Pazzo.
E tu dovresti farti visitare quella testa di cazzo, se pensi che abbia in-
tenzione di prendere te.
Jeanette lo fiss, senza sapere cosa dire. Stava andando tutto cos bene,
poi all'improvviso lui si era inferocito, aveva scoperto i denti scuri e l'ave-
va guardata, minaccioso, con un mezzo sorriso. Il suo sorriso somigliava a
quello di Jon Jon: di rado anche gli occhi s'illuminavano.
D'un tratto la ragazza ebbe paura. Per giunta nemmeno sapeva perch si
trovasse in quella stanza con lui, a parte che, in un certo senso, sentiva di
dover essere l. Di dover pagare per tutte le volte che aveva dato buca a Ki-
ra, che l'aveva mandata via, che era stata odiosa con lei. Jeanette sapeva di
essere colpevole di negligenza, di non aver amato abbastanza sua sorella, e
voleva punirsi.
Ogni volta che chiudeva gli occhi, ricordava un altro sgarbo fatto alla so-
rellina, un altro commento maligno che le aveva rivolto. Kira, invece, ave-
va sempre voluto soltanto piacere a Jeanette, nient'altro.
E l'assurdit era che Kira le piaceva, che a Kira voleva bene, ma non era
stata capace di dimostrarlo... E ora era troppo tardi e lei non meritava altro
che quello: presentarsi a un uomo tanto temuto quanto odiato. Uno che po-
teva procurarle un lavoro facile, a patto che non facesse la schizzinosa.
Ma... Se fosse stata pi schizzinosa di quanto pensava? Ogni momento
che trascorreva in quella stanza claustrofobia faceva emergere in Jeanette
nuovi aspetti di s.
Da quando la sorella era stata portata a casa dall'ospedale, la gelosia era
stata per lei un'emozione travolgente. Jon Jon si era subito innamorato di
Kira, coi suoi capelli biondi e con gli occhioni azzurri. Era come una bam-
bola di porcellana. Chiunque la vedesse, la colmava di attenzioni, si oc-
cupava di lei. Kira non aveva mai dovuto lottare perch si accorgessero di
lei, perch le volessero bene. Non come Jeanette. Quando Kira era scom-
parsa, tra loro due c'era un abisso, un abisso creato da Jeanette stessa. E lei
soffriva per quello. Meritava di soffrire ancora. Ma cos? Non ne era pi
tanto sicura.
Pippy la guardava. Riusciva a leggere le espressioni che le attraversava-
no il viso come se fossero parole. Aveva visto tante ragazze come Jeanette,
in tutti quegli anni; erano merce sua. Di solito usava a proprio favore il lo-
ro odio verso se stesse. Ma adesso la faccia di Jon Jon Brewer si stava so-
vrapponendo a quella di Jeanette e lui si sentiva inesplicabilmente nervoso.
Cosa immaginavi di fare? Di prenderti un cliente alla settimana? Due
clienti? O magari quattro o cinque al giorno? Cio, cosa intenderesti esat-
tamente per spiccioli?
Jeanette non era pronta per un discorso del genere. Aveva creduto che
lui l'avrebbe presa al volo. Non aveva messo in conto la minima resistenza
ai suoi piani. Era stranamente contenta che tale resistenza fosse emersa, ma
non gliel'avrebbe lasciato capire. Sapeva per istinto che qualsiasi segno di
debolezza sarebbe stato uno sbaglio anche peggiore di quello che aveva
commesso andando da lui. Hai cos tante ragazze tra cui scegliere, allo-
ra? ribatt in tono deliberatamente sarcastico.
Pu darsi, tesoro, o forse sono schizzinoso su quello che io e i miei
clienti tocchiamo. Cio, immagina che cosa potrebbe succedere a uno di
loro se tuo fratello saltasse fuori al momento cruciale, eh?
Molto divertente, Pippy. Si alz per andarsene, con le gambe tremanti.
Sei tu che ci perdi.
Pippy rimase seduto a guardarla.  stato Jon Jon a mandarti? Dimmi la
verit.
Lei sospir, come se fosse la cosa pi stupida che avesse mai sentito.
Oh, certo, non vede l'ora che tu diventi il mio pappa. Ma usala, quella te-
sta di cazzo!
Lui non accenn ad accompagnarla fuori. Jeanette si costrinse a girare
attorno alla sua sedia e ad attraversare lentamente il corridoio fino alla por-
ta in acciaio rinforzato. Si aspettava che le andasse dietro da un momento
all'altro.
Tir due chiavistelli, armeggi con uno dei due e si ruppe un'unghia nel-
la fretta di trovarsi fuori da quel posto terribile. Pippy aveva lasciato la
chiave nella serratura. Jeanette la gir e, con un singhiozzo, usc. Poi co-
minci a correre e non si ferm fino alla casa dei Copes, il petto e la gola
serrati dalla paura e un saporaccio in bocca.
In casa c'era soltanto Karen. Per la prima volta, Jeanette fu contenta di
vederla.
Dopo che se ne fu andata, Pippy rimase seduto per qualche minuto a
mangiarsi l'unghia del pollice, poi prese il cellulare e compose un numero.
Credo che ci abbiano sganciato.
Rimase in ascolto per qualche istante, poi spense il telefono. Aveva or-
ganizzato un incontro per la sera e sperava soltanto di riuscire a evitare Jon
Jon Brewer fino ad allora.
Joanie era ancora scossa dall'incontro con Tommy. Una met di lei a-
vrebbe voluto portare a compimento il piano, l'altra met era contenta che
gliel'avessero impedito.
Qualsiasi cosa avesse fatto, quel ragazzo sembrava cos abbandonato,
cos terrorizzato, che in effetti aveva provato per lui un barlume di piet.
Quel fatto la irritava e, insieme, le dava il voltastomaco. Perch avrebbe
dovuto preoccuparsi di quello che succedeva alla feccia come lui? Se lei
aveva ragione - ed era convinta di averla -, era stato lui la causa della mor-
te della sua bambina.
Stai bene? domand Marie a bassa voce.
Joanie annu. Credo di s.
Devi tornare a Londra al pi presto. Lo faranno trasferire in quattro e
quattr'otto e t'interrogheranno di sicuro. Ti sei coperta il culo?
Joanie non si era coperta il culo, n altre parti anatomiche. No. Non
pensavo...
Marie sospir. Attaccati al telefonino, tesoro, e procurati un buon alibi,
okay?
Joanie annu ancora.
Adesso ti riportiamo a Londra. Abbiamo tutto il tempo di metter su una
storia. Hai fame?
Joanie scosse la testa. Per non mi spiacerebbe bere qualcosa.
Marie rise. E a chi spiacerebbe?
Jesmond era alle strette e lo sapeva, ma si batteva con coraggio. Se non
ci fosse stato Bernard, non si sarebbe nemmeno preso la briga di risponde-
re alle accuse di Jon Jon. Se lo sarebbe levato dai piedi senza pensarci due
volte. Ma adesso era sotto i riflettori e doveva uscirne da innocente.
Non sono mai stato coinvolto in niente del genere e mi offende che tu
venga qui a urlare come un pazzo di fronte a un amico.
Talvolta le voci sono vere, Jesmond.
Era stato Bernard a parlare. Pareva quasi che lui e Jon Jon avessero pro-
vato la scena.
Jesmond si alz, dolorante, in tutta la sua minacciosa altezza e, deciso a
fronteggiare la situazione, disse: Be', che storia ? Che ti frega se ogni
tanto servo i patiti dei grembiulini? Non uso bambine vere, solo ragazze
che sembrano giovani per la loro et, ecco tutto. Cio, detto da te, Jon Jon,
 un po' ridicolo, considerato che siamo nello stesso ramo. Cazzo, vuoi
dirmi che nei vostri saloni non avete nessuna scolaretta?
Jon Jon aveva capito che cosa stava cercando di fare Jesmond. Non
cambiare le carte in tavola. So bene chi sei e di che cosa sei capace. Nei
nostri saloni lavorano donne adulte, lo sai, o stai cercando di far scendere
Paulie al tuo livello? E che mi dici delle tue festicciole, con un bambino
come ospite d'onore? So tutto.
Bernard Lee era allibito. Evidentemente quella era una novit, per lui.
Che storia  questa, Jon Jon?
Il ragazzo scosse i dreadlocks in direzione di Jesmond. Chiedilo a lui.
Bernard e Jesmond si fissarono. Infine Jesmond scroll le spalle, come
annoiato. Non so di che cosa stia parlando. Era tornato a essere un uo-
mo, aveva riacquistato il suo equilibrio. Non puoi venire qui e dare aria a
quella cazzo di bocca senza un qualche appoggio, e non parlo dei tuoi ami-
ci grandi e grossi. Voglio dire senza prove, e di prove non ce ne sono per-
ch io non ho fatto un cazzo. Guard Bernard con la coda dell'occhio, da-
to che, in realt, era lui che stava cercando di convincere della propria in-
nocenza.
Non  quello che ho sentito, ringhi Jon Jon.
Chi te l'ha detto, allora? Jesmond allarg le braccia in un gesto di sup-
plica. Avanti,  il minimo che puoi fare. Passiamo ai fatti concreti, cazzo.
Io ho tante colpe, ma non sono un fottuto pervertito.
Solo una cosa voglio sapere: hai mai avuto a che fare con Tommy
Thompson o suo padre?
Come? Merda, mi stai prendendo per il culo o che? Il tono di Jesmond
era diventato risoluto. Una rabbia autentica si stava sostituendo alla paura
per Bernard. Chi cazzo si credeva di essere Jon Jon Brewer, Big John? E,
soprattutto, come si era procurato quell'informazione? Senti, tu sarai an-
che il pupillo di Paulie Martin, ma questo non ti d il diritto di venire qui a
mancarmi di rispetto. Sei sulla strada sbagliata, te lo dico io, figliolo, per-
ci, finch non puoi dimostrare che sono coinvolto in qualcosa,  meglio
che ti levi dalle palle mie e dei miei amici. L'ultima parte era a beneficio
di Bernard e l'altro lo sapeva.
Avanti, Jes, puoi sicuramente fare di meglio!
Jon Jon studiava di nascosto i due uomini. C'era una tensione sotterranea
che non riusciva a identificare. Jesmond si stava chiaramente lasciando
prendere dal panico.
Vorresti pestarmi in base alle chiacchiere di questo stronzetto, Bernard,
dopo che abbiamo lavorato insieme per tutti questi anni?
Lui annu. Certo che s, se scoprissi che sei un pervertito. Sogghign.
E ti strapperei i dreadlocks con un paio di pinze e sarebbe soltanto l'ini-
zio, Ciccio. La sua pi grande paura era essere considerato della stessa ri-
sma. La gente avrebbe dato per scontato il suo coinvolgimento perch lui e
Jesmond avevano lavorato a stretto contatto per tanto tempo, e non era di-
sposto ad accettarlo. Bernard aveva i suoi valori e, secondo il suo codice,
chiunque si trastullasse coi bambini meritava la pena di morte, che fosse
fuori o dentro i confini della legge.
Jesmond era in trappola e lo sapeva, ma non intendeva cedere nulla che
non fosse indispensabile. Paulie sa che sei qui, Jon Jon?
Questo non c'entra, Jesmond. Smettila di cambiare argomento.
Facciamo cos. Va' a parlargli di tutta questa storia e dopo torni a tro-
varmi, capito?
Ci sta prendendo per il culo! Jon Jon si rivolse a Bernard. Si sta fa-
cendo due risate, eh?
Io non sto ridendo e nemmeno tu! replic l'altro, serio. Ora, chi c'
fuori con te?
Big Earl e un paio degli altri. Perch?
Portali dentro, che facciamo una festa.
Jesmond non credeva alle proprie orecchie. Non oserai, cazzo!
Be', o ci dici quello che vogliamo sapere, o te lo tiriamo fuori noi. Giu-
sto, Jon Jon?
Per la prima volta in vita sua, Jesmond veniva minacciato. Anche da ra-
gazzino era sempre stato troppo grosso perch qualcuno sgarrasse con lui.
Ora, come tutti i bulli, sembrava aver finalmente trovato pane per i suoi
denti. Non poteva far altro che sperare di mettere in salvo qualcosa.
Quello che sentirai non ti piacer, Jon Jon, ti avverto.
Il ragazzo scroll le spalle, con aria indifferente, anche se il cuore gli
martellava in petto. Sono cresciuto, vedrai che ce la far.
Jesmond scosse la testa. Non ne sarei troppo sicuro.
Quando vide nuovamente Jeanette alla sua porta, Lorna fece un largo
sorriso. Adesso lei era una delle ragazze e Lorna la trattava come tale.
Vieni, bella.
Jeanette si ricord d'inspirare profondamente prima di entrare. Una volta
arrivati al soggiorno, l'odore non era insopportabile, ma bisognava anzitut-
to passare davanti al gabinetto, separato dalla stanza da bagno.
Allora com' andata?
Per una volta non c'era gente in casa, ed era strano. Jeanette si guard at-
torno come se fosse la prima volta: nella fredda luce del giorno, sembrava
ancora peggio del solito. Nella piccola cucina c'era un sacco nero della
spazzatura appoggiato sul ripiano accanto al lavandino. Si muoveva per
conto suo; all'interno i vermi si moltiplicavano. Jeanette si sent montare la
bile in gola. Pippy non mi ha voluto, mi ha sbattuto fuori. Gli hai detto
qualcosa?
Cos'ha fatto? Lorna non credeva alle proprie orecchie. Allora avrebbe
voluto indietro i suoi cento? Peccato che il bigliettone fosse sparito da un
pezzo. Ci avevano pensato l'eroina e le sigarette. Cominci a perdere la
calma. Senti, Jeanette, non preoccuparti, posso convincerlo.  solo per
Jon Jon. Gli parler di nuovo. Andr benone, vedrai.
Jeanette sorrise. Sono contenta, davvero.
Lorna la fiss come se fosse pazza.
Guardandoti adesso, guardando questo posto, mi rendo conto che que-
sta avrebbe potuto essere la mia vita. Sono gi messa abbastanza male, con
tutti i guai che combino, ma ti dico una cosa: comunque mi possa andare,
non sar mai lo schifo che sei tu. Sei una merda, e quelle bambine merita-
no qualcosa di meglio. Io merito qualcosa di meglio.
Gli insulti infine penetrarono il cervello di Lorna, che si alz di scatto e
disse: Bene, allora vaffanculo.
Jeanette sorrise. Vado, Lorna, non preoccuparti. Solo che prima avevo
una gran voglia di comunicarti un paio di verit spiacevoli.
Lasci l'appartamento e attravers l'ingresso. Uscendo dal portone, vide
Jasper che l'aspettava. Cosa avevi da dire a Lorna?
Lei scroll le spalle. Soltanto un messaggio. Mi accompagni da mia
mamma? Voglio darle una bella pulita alla casa. Ieri  uscita un po' in fret-
ta, ho pensato di occuparmene io.
Certo.
Pi tardi usciamo, Jasper? Andiamo a vedere un film o qualcosa del
genere?
Siamo di nuovo in forma, Jeanette?
Lei gli strinse il braccio e gli sorrise. Credo di s.
Nello studio del suo avvocato, Paulie stava firmando la cessione dei suoi
risparmi. Gli seccava dare qualcosa a Sylvia, tuttavia sapeva di fare la cosa
giusta. Era il male minore, quindi trasse un respiro profondo e scrisse il
proprio nome.
L'avvocato, uno scozzese di mezza et patito dei completi di Versace e
dei tatuaggi, era stato abbastanza furbo da specializzarsi in clienti come
Paulie Martin. Danny McBane sapeva nascondere il denaro a chiunque,
anche ai suoi clienti, sebbene non lo gridasse ai quattro venti. Se mai aves-
se combinato qualcosa, avrebbe potuto ritirarsi semplicemente premendo
un bottone; cos funzionava la sua testa ed era quella la ragione per cui an-
dava tanto d'accordo con gli uomini coi quali faceva affari. Non aveva mo-
rale n scrupoli, ma un sano disinteresse per le persone. E quel fatto, in-
sieme con la sua personalit aggressiva, lo rendeva perfetto a rappresentare
Paulie e il suo pornoimpero.
Non c'era nulla che non sapesse di Paulie Martin. Un'altra cosa che non
aveva gridato ai quattro venti. S'impegnava sempre a scoprire tutto il pos-
sibile sui suoi clienti. Se a un certo punto fossero andati a fondo, lui non li
avrebbe seguiti. Se poteva evitarlo, almeno. Aveva una famiglia e due fi-
danzate da mantenere.
Le donne sono stronze, Danny. Quando ho conosciuto Sylvia, viveva
con una miseria insieme con quella pazza della madre. Una fottuta elemo-
sina statale! Adesso se ne va coi miei sudati soldi, con due case e un sorri-
so pi largo di quello dello Stregatto di Alice. Trangugi il suo brandy e
aggiunse: Avrei dovuto farla togliere di mezzo. Aveva parlato in tono
basso e intenso. Chiaramente aveva detto sul serio.
Certo, era pi economico, ma doversi occupare delle figlie ventiquat-
tr'ore al giorno... Il tono finto-serio di Danny fece sorridere Paulie. ... al-
la lunga costa di pi. Comunque ho inserito una clausola extra. Quando le
ragazze avranno compiuto diciassette anni, pagherai per i cavalli, gli studi
eccetera a tua discrezione.
E a che serve?
 un buon elemento di contrattazione, potresti averne bisogno. Quelle
pensano pi ai loro ronzini che a te. Non fa una gran differenza, ma, se
schiattano, hai in mano l'asso.
Paulie sorrise. Mai sentite parole pi giuste. Se c' uno che ha bisogno
di un asso, quello sono io.
Cosa ti ha spinto a sposarla, Paulie? Non ho mai capito cosa ci trovas-
si.
Lui scroll le spalle. Pensavo che fosse un articolo esclusivo, e forse lo
era, rispetto a me e mia madre. Sylvia aveva quel modo di guardare tutti
dall'alto in basso... Era questo che mi piaceva di lei, chiss perch. In fin
dei conti, guardava dall'alto in basso anche me. In fondo, credo che mi ab-
bia sempre considerato al di sotto di lei. Porca troia, quasi mai l'ho vista
stare sotto di me! E, quando ci stava, non si muoveva mai. Di solito le sen-
tivo il polso mentre ci davamo da fare, per controllare che non fosse mor-
ta.
Risero insieme.
In un obitorio c'era pi attivit sessuale che a casa mia, credimi.
Stai scherzando, Paulie? Per neanche a mia moglie  mai piaciuta, di-
ceva che era fredda.
Aveva ragione. Pi fredda di un ghiacciolo, Sylvia.
Danny sorrise. Be', presto sarai un uomo libero, tornerai sul mercato.
Mai pi. D'ora in poi rester scapolo.
Cascherai in trappola di nuovo, succede a tutti. Nonostante le migliori
intenzioni. A proposito, come sta Joanie ultimamente?
Paulie scroll le spalle. Non troppo bene. Qualche novit?
Danny scosse la testa. I folti capelli rossi e i tratti marcati lo facevano
sembrare pi un veterinario di campagna che un avvocato. Nessuna. Ma
ci teniamo le strade aperte. Baxter si sta comportando da stronzo, ma que-
sta non  una novit.
Oggi Jon Jon va a Sheffield. Ha trovato un contatto prima di noi, tutta-
via non si rende conto di quanto so, perci tienilo a mente.
Certo. Bravo ragazzo, Jon Jon. Hai scelto bene, nel suo caso.
Certe volte ho qualche dubbio, anche se questo nuovo club sar redditi-
zio.
Sa di te?
Paulie scosse la testa. Non sa nemmeno met della storia.
Glielo dirai?
Ne dubito. Paulie si alz, irritato dalla piega che stava prendendo la
conversazione.  meglio che vada.
Danny non si alz, limitandosi a un pigro sorriso. Non faceva mai male
ricordare alla gente quanto sapevi di loro. Li teneva sul chi vive.
Baxter guard Joanie che tirava fuori la valigia dal taxi. L'aveva colta
con le mani nel sacco e scopr che la cosa gli dispiaceva davvero.
Mentre pagava l'autista, vide sua figlia Jeanette uscire di casa e correre
dritta fra le braccia della madre. Joanie la strinse forte, la baci sulla fronte
e le tenne il viso tra le mani mentre le parlava. Poi Jeanette sollev la borsa
della madre e la port dentro.
Entriamo, signore?
Baxter guard il giovane al suo fianco. Era alto, di una magrezza pieto-
sa, e parlava in tono nasale. Baxter non pot fare a meno di pensare. E
questo sarebbe il meglio del gruppo? Se  cos, Dio aiuti la polizia di Lon-
dra. Zitto, Ritter. Lasciale prendere una tazza di t prima che le saltiamo
addosso e cominciamo a interrogarla.
Il vantaggio psicologico, eh, signore? Invasione del suo territorio do-
mestico?
Baxter chiuse gli occhi, sconfortato. No, Ritter, voglio dire che ha l'aria
di aver bisogno di una tazza di t. Se, e dico se,  stata a Sheffield, a que-
st'ora star morendo di sete. Non abbiamo nessuna prova che sia stata da
qualche parte, figurarsi su a nord, e in questo Paese si  ancora innocenti,
fino a prova contraria. Allora,  abbastanza semplice da afferrare, il con-
cetto?
Ritter annu. Okay, signore. Non sapeva che cosa pensare di quel-
l'uomo battagliero e dal brutto carattere. Talvolta sembrava che stesse dalla
parte sbagliata della legge.
Baxter tir fuori un cellulare e riprov il numero di Paulie.
Niente.
Accese una sigaretta e la fum lentamente.
Stava calcolando il tempo di preparazione del t. Una tazza non sarebbe
dispiaciuta neppure a lui.
Joanie e Jeanette erano in casa. Era immacolata, molto pi pulita di
quando Joanie l'aveva lasciata.
Grazie, Jeanette, amore.  bello tornare e trovare tutto questo.
Il suo gesto comprese l'intera casa, che era stata strofinata sino a risplen-
dere. Si sentiva il profumo di un pollo nel forno e la lavatrice girava. Quel-
la scenetta accogliente sembrava del tutto in contrasto con quella figlia so-
litamente intrattabile, e Joanie si commosse, rendendosi conto di quanto
Jeanette si fosse data da fare per trovare il modo giusto per rassicurarla.
Avere la casa pulita era importante per Joanie, perch era in base a quello
che la giudicavano le persone come lei, ma anche perch, nel caos che era
la sua vita, l'unica cosa che fosse mai riuscita a controllare era l'ambiente
in cui viveva.
Guardando la figlia che aveva fatto quello per lei, sent che un gran peso
le si sollevava dalle spalle. Aveva ancora due figli... Aveva una famiglia,
per cos dire. Mentre fissava Jeanette si rese conto di amare enormemente
quella ragazza difficile.
Mi dispiace tanto, mamma. Joanie strinse forte la madre. Era da tanto
tempo che non la abbracciava perch ne aveva davvero voglia e non per-
ch Joanie ne aveva bisogno. Dove sei andata, mamma? Ero in ansia per
te. Dalla sua voce emergeva la preoccupazione.
Sono stata fuori una notte, ho avuto un po' da fare... Te l'avrei detto, pe-
r, ammettiamolo, Jeanette, non ci sei mai, vero?
Non aveva pronunciato quelle parole in tono di rimprovero, ma a Jeanet-
te venne voglia di piangere. Non lo fece, e neppure diede inizio a una di-
scussione.
Preparo un t.
Mentre Joanie si dava da fare, bussarono alla porta. Jeanette apr con u-
n'aria allegra in viso. Quando vide Baxter, cerc di sbattergli la porta in
faccia: qualcosa nel suo atteggiamento le diceva che portava brutte notizie.
Se ne vada, Mr Baxter.
Lui apr la porta con una spinta e disse: Posso tornare col reparto al
completo, se volete, ma a un certo punto entrer. Metti su l'acqua, Joanie,
ti spiace? Poi and dritto in cucina. Buon odore. Sorrise a Joanie con
aria triste. Ho un fesso ignorante fuori in macchina, quindi spicciamoci.
Stamattina eri a Sheffield, Joanie, e ti serve un buon alibi. Per questo sono
qui.
Cos', una specie di scherzo, Mr Baxter?
Lui fiss il borsone e gli abiti che lei indossava. Fammi solo un favore,
Joanie. Non prendermi per un idiota, eh?
Lei non pot fare a meno di sorridere. Non potrei mai, Mr Baxter.
Sto cercando di aiutarti in questa faccenda, dovresti capirlo. Ora fa' il t
e ti dir che cosa sappiamo e quello che devi fare.
Lei prepar il t senza fretta, ma con un turbinio di pensieri in testa.
Piaci al mio capo, Joanie. Pare che abbiate un amico comune.
Lei gli pos di fronte una tazza di t. Guardando Jeanette, mormor:
Lasciaci soli, piccina.
Per una volta, la figlia obbed senza discutere.
Joanie sedette di fronte a Baxter. Allora, sputi il rospo, lo esort.
Sei stata tu ad aggredire Tommy Thompson, ieri. Alz una mano per
tacitare le sue proteste. Vuoi lasciarmi parlare, una buona volta? Cazzo,
Joanie, sei peggio della mia vecchia, e ce ne vuole. Sarebbe capace d'inter-
rompere Joan Rivers senza batter ciglio, lei. Sorb il t bollente, poi disse:
Sappiamo tutti che sei stata tu, ma l'infermiera non ha potuto identificarti
con certezza. Little Tommy ha indicato te, per poi ha ritrattato, grazie a
un mio amico che si trova in un reparto, lass, e che ha un problema di
gioco d'azzardo, un'ex moglie e una fidanzata incinta. Ma sto divagando.
Monika la cicciona e certe tue amichette del salone ti hanno fornito un ali-
bi. Hanno tutte rilasciato dichiarazioni secondo cui la notte scorsa e sta-
mattina eri con loro.
Joanie ascoltava, sorpresa.
Le hai dato una bella botta, a quella povera infermiera, Joanie. Ha un
occhio nero! Allora, adesso ti do una copia delle dichiarazioni delle tue
amiche, cos puoi imparare la storia per bene, okay? Come ti ho detto, sei
sotto la protezione del mio capo e ci significa che stavolta la passi liscia.
Ma, Joanie, dammi retta, la prossima volta Paulie Martin non sar in grado
di aiutarti, e nemmeno io. Perci tienilo a mente per il futuro e fa' fare il
lavoro sporco a qualcun altro, okay?
Lei annu. Oh, Mr Baxter, non so come ringraziarla.
Lui sorrise tristemente. Fammi solo un favore: tieni i remi in barca per
un po'. Sar sufficiente come ringraziamento.
Joanie prese le sigarette e lui vide che le tremavano le mani. Aspetta,
faccio io. Accese la sigaretta e gliela porse, poi ne accese un'altra per s.
Come si  comportata Monika? Non siamo proprio amiche del cuore,
ultimamente.
Monika giurerebbe di aver visto Cristo in persona che si dava al tac-
cheggio, per qualche sterlina, e qualche sterlina l'hanno avuta tutte, anche
se, a dire il vero, erano pi che disposte a darti una mano, Joanie. Solo tie-
ni gi la testa e su il culo per un poco; non possiamo continuare a proteg-
gerti.
Novit sul padre di Tommy?
Credevamo di averlo trovato ieri,  saltato fuori un corpo a Epping Fo-
rest. Non era lui, purtroppo. Ma alla fine salter fuori. La schiuma viene
sempre a galla. Baxter sbadigli. Mi hai fatto prendere un colpo, Joanie.
Non mi andrebbe proprio di doverti arrestare per quello che in effetti  sta-
to un pubblico servizio.
La donna sorrise. Se pu consolarla, in un certo senso sono contenta di
non averlo fatto fuori. Perch abbassarmi al suo livello? Ma quando penso
alla mia Kira...
Baxter trasse un pesante sospiro. Ascoltami, Joanie, in realt non siamo
certi che le sia successo qualcosa del genere.
Lei scosse la testa. Invece s, Mr Baxter. E lei lo sa bene quanto me.
22
Jesmond si stava facendo una canna. Se l'era rollata con tutta calma e
Jon Jon aveva tenuto rigorosamente sotto controllo la propria impazienza.
Poteva aspettare. Voleva la verit, e adesso l'avrebbe avuta.
Era folle pensare che si trovava l soltanto perch aveva voluto fare ses-
so con una puttana che aveva vuotato il sacco con lui a proposito di Je-
smond.
Incredibile, perfino.
Ma sapeva pure che l'incredibile era la norma per gente come loro. Tutto
il loro stile di vita era contrario alla natura dell'uomo medio. E adesso riu-
sciva a capire come si sentissero quelle persone. Avrebbe soltanto deside-
rato essere uno di loro. Se aveva imparato qualcosa dalla scomparsa di Ki-
ra, era che la normalit non era cos noiosa quanto aveva creduto. In effet-
ti, ora pareva quasi desiderabile.
Tutta la sua vita non era come l'aveva desiderata, come se l'era aspettata,
specie perch adesso sapeva che la maggior parte delle persone non voleva
avere nulla a che fare col suo genere di vita. Non lo avrebbero mai deside-
rato, erano troppo ragionevoli.
Una volta aveva creduto di essere intelligente, andando contro la norma-
lit, eppure non aveva fatto altro che intrappolarsi in un'esistenza dura,
precaria, al di fuori della morale comune. Cosa c'era d'intelligente in tutto
ci?
Forse stava finalmente crescendo... Chiss? Ma, guardando i due uomini
di fronte a lui, si rese conto che non voleva trascorrere il resto dei suoi
giorni al fianco di criminali incalliti come loro. Per lui aveva soltanto di-
ciotto anni; aveva ancora tutto il tempo. A scuola gli avevano detto che era
sveglio per natura, studioso, perfino. Avrebbe potuto diventare tutto ci
che voleva. E gliel'avevano detto persone che non si erano mai trovate in
disgrazia come lui, che non avevano mai dovuto subire tutti i giorni a
pranzo il tormento dei ragazzi pi grandi perch la loro mamma faceva la
vita. Era stato quello a fare di lui un combattente; aveva imparato a pro-
teggersi e, nel contempo, a proteggere la madre.
L'aveva amata allora, e la amava ancora. Qualsiasi cosa fosse, valeva
cento volte chiunque altro avesse mai conosciuto. Era una brava persona,
nell'unico senso che avesse importanza. Era onesta, leale e sincera, e lui
doveva credere in lei perch, in fin dei conti, era tutto quello che lui avesse
mai avuto. Qualsiasi cosa Joanie avesse fatto, l'aveva fatta per le ragioni
giuste.
Se lo ripeteva come un mantra.
Stava di nuovo stringendo i pugni, la sua naturale animosit combatteva
contro la freddezza che si era imposto. Si costrinse alla calma.
La verit sarebbe emersa, doveva crederlo.
In fin dei conti, potevano anche essere tutte stronzate, pure supposizioni.
Per lui, nel caso, avrebbe fatto a pezzi un maniaco pedofilo, perci ne va-
leva la pena.
Era un piccolo rimborso.
Quel giorno, per la prima volta, Jon Jon vedeva la propria vita e il pro-
prio lavoro con sorprendente chiarezza. In un certo senso, sua madre non
aveva avuto scelta. Mettersi sulla strada era l'unica cosa che poteva fare,
l'unica cosa per cui fosse preparata. Quella era diventata la sua vita troppo
presto, per poterla cambiare. Ma lui aveva scelto per s quella vita, cono-
scendone i lati negativi perch aveva dovuto conviverci da quand'era nato.
Cos era sempre stato descritto, da tutti quelli che conosceva. Gli pareva
ancora di sentirli: Conosci Jon Jon Brewer? Sua mamma fa la vita,
oppure: Sua mamma batte il marciapiede, o anche: Sua mamma  una
di quelle. Ci si era abituato, ma ancora bruciava, ancora lo feriva. Lo ave-
va portato a tutto quello e adesso voleva uscirne. Prima, per, voleva vede-
re Jesmond strisciare.
Era ben lieto che Bernard fosse rimasto, perch Jesmond aveva decisa-
mente pi paura di quell'uomo di quanta non ne avesse di lui.
Qualsiasi persona con le rotelle a posto avrebbe avuto paura di Bernard,
l'esattore che aveva incendiato una casa per un misero debito di settanta-
cinque sterline. Non erano i soldi, aveva detto all'epoca, era il principio. Il
debitore lo aveva mandato affanculo, e nessuno mandava affanculo Ber-
nard Lee. Per poco non aveva arrostito viva tutta la famiglia. Li aveva sal-
vati soltanto un costoso allarme antincendio e il fatto che la moglie del de-
bitore soffrisse d'insonnia, probabilmente a causa dei problemi di soldi. I
debiti avevano l'abitudine di scacciare il sonno. Tua moglie poteva lasciar-
ti, i tuoi genitori morire, ma al primo posto c'erano i debiti, quando si trat-
tava di tenerti sveglio la notte. Un debito era un gran livellatore perch non
spariva mai. Era l a tormentarti ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla
settimana.
Ma a Bernard tutto ci non importava. Aveva avuto i suoi soldi ed era
l'unica cosa che gli interessava. Se aveva fatto una cosa simile per settan-
tacinque sterline, cosa sarebbe stato capace di fare a un molestatore di
bambini?
Jon Jon immaginava che gli stessi pensieri passassero per la testa di Je-
smond e che dunque lui stesse prendendo tempo.
Forza, non abbiamo tutta la giornata, cazzo. La voce di Bernard era
tesa e irritata.
Jesmond cerc d'ignorarlo. Aveva bisogno di pensare e cominciava a
sentirsi in preda al panico. Mentre leccava la cartina Rizla, il pugno di
Bernard gli assest un colpo poderoso sull'orecchio destro.
Mi stai prendendo per il culo o che? Gi al pub mi hanno servito pi in
fretta di cos! Allora, ti  stata fatta una domanda ed  meglio che rispondi,
cazzo. Bernard era sudato. La sua rabbia stava montando a livelli perico-
losi. Il pensiero di essere davvero legato a una bestia gli era insopportabile.
D'un tratto Bernard Lee, l'esattore che era la personificazione del castigo
freddo e controllato, era impaziente di ricevere risposte.
Jesmond era frastornato, non soltanto dal pugno, ma anche dalla paura.
Se mai la cosa fosse trapelata, per lui sarebbe finita. Ammesso che trovas-
se uno stratagemma per levarsi dai guai con Bernard. I soldi potevano fare
molto, ma prima doveva dargli una bella succhiata, come si diceva, e apri-
re la bocca. Era l'unica via d'uscita, ormai. Stava sudando e, a peggiorare la
situazione, sentiva il proprio odore. Non aveva mai provato una paura del
genere.  cominciato qualche anno fa... Diede una bella tirata allo spi-
nello per darsi coraggio.
Il fumo colp Jon Jon, che avrebbe voluto sorridere. Jesmond, grande e
grosso com'era, fumava skuff? In qualche modo, la cosa allent la tensione.
Fumo da donne. Fumo insipido. Un salto indietro agli anni '70, ad Amster-
dam. Non era nemmeno un bel ciocchetto di libanese o Acapulco Gold. In
qualche modo, saperlo lo fece sentire meglio.
Che cos' cominciato qualche anno fa?
La voce di Bernard era pi bassa di quella di Jesmond e Jon Jon avvici-
n la sedia per non perdersi una parola. Sapeva che era meglio lasciar par-
lare Bernard.
Jesmond si aggrappava ai suoi dreadlocks con una mano, tirandoli ner-
vosamente. Tempo fa si  messo in contatto con me un romeno, un tipo
che aveva ragazze da vendere... Quasi balbettava. Be', in realt non 
proprio esatto: si  messo in contatto con me tramite uno dei miei debitori.
Mi aveva ripagato completamente e se la passava bene; troppo bene, a dire
il vero. Mi ha chiesto se volevo prendermi certe sue ragazze. Guard Jon
Jon, cercando di giustificare se stesso e le proprie azioni. Lavorano tutto
il giorno per niente. Tengo i loro passaporti e le faccio lavorare fino al rim-
borso dei soldi che le hanno portate in questo Paese. Molte di loro non esi-
sterebbero nemmeno, senza di me, sai. Hanno bisogno di me.
Bernard rise. Che cuore d'oro, eh? Stronzo! Quelle ragazze sono marce
di sifilide fino agli occhi, lo sanno tutti, senza contare quelle sieropositive
e con l'AIDS.
Non tutte...
Oh, vaffanculo! Quelle portano rogne, lo sanno tutti. L'unica cosa che
non sono riuscite a farsi attaccare sono le buone maniere e l'inglese. Ber-
nard era palesemente disgustato. Comunque, dove sono?
Jesmond trasse un respiro profondo. La droga lo aveva reso paranoico.
Sentiva il battito del proprio cuore. A Londra e dintorni soprattutto, in ca-
se mie. Sospir, come fosse annoiato. Sono soldi facili, i pi facili che
abbia mai fatto. Una fortuna, cazzo.
Contro ogni logica, Bernard era affascinato e anche un po' colpito. A-
mava i soldi facili. Come sarebbe, una fortuna?
Lieto di cambiare argomento, Jesmond sorrise, con uno scintillio di denti
d'oro nella luce fluorescente. Sessanta testoni alla settimana. Si stava fa-
cendo bello, era la sua natura. Era un esibizionista nato.
E ti sei tenuto tutto per te, giusto? L'ostilit di Bernard era evidente
agli altri due.
Avanti, amico, non avevo molta scelta...
Non mi hai nemmeno offerto da bere una volta! Vogliamo parlare di
mancanza di rispetto? Bernard scosse la testa con aria di rimprovero.
Be', ora sappiamo entrambi come la pensiamo, vero? Avido nero bastar-
do!
Jon Jon si alz. Aveva sentito abbastanza. Scusate se vi rovino la festa,
ma come c'entrano i bambini in tutto questo, esattamente?
I due guardarono Jon Jon. Stava cercando di riportarli in carreggiata. A
Jesmond pareva di avere un blocco di cemento incastrato nel petto, tanta
era la paura. Sapeva pure che, una volta data la stura a quella storia terribi-
le, il mondo di tutti loro sarebbe cambiato completamente. Non si poteva
dire che fino ad allora avesse avuto rimorsi di coscienza, ma sapeva di do-
ver convincere Bernard e Jon Jon del contrario. Se avesse avuto sentore di
essere beccato, se la sarebbe squagliata molto tempo prima che quei due lo
acciuffassero. Ora non poteva fare altro che salvarsi il culo e dire loro
quello che volevano sentire, cercando di farsi passare per un semplice spet-
tatore innocente. I bambini facevano parte dell'affare, ecco...
Di che cosa stai parlando? Di bambini? Mi stai dicendo che avevi dei
bambini rinchiusi da qualche parte? Bernard esplose. C'era disgusto nella
sua voce, perfino nel suo atteggiamento. Aveva una gran voglia di menare
le mani.
I bambini non sono qui! C'erano, ma ora finiscono all'estero... Je-
smond sospir.  una lunga storia. Prima ho bisogno di bere.
Bernard fece un cenno col capo a Jon Jon. Tutti vogliamo bere qualco-
sa. Vai gi a prendere una bottiglia, figliolo, penso che ne avremo biso-
gno.
Jon Jon annu e usc dalla stanza. I gorilla di Jesmond erano fuori e sem-
bravano nervosi. Li guard sorridendo. Una bottiglia di scotch e una di
brandy. Subito.
Il numero uno di Jesmond, un uomo grosso dalla testa fulva, con bicipiti
enormi e un piede storto, domand con un sorriso forzato: Tutto a posto l
dentro? Come butta?
Jon Jon spalanc le braccia. Cosa sei, il Martin Bashir di South Lon-
don? Se vuoi fare domande, va' a fare il presentatore di Chi vuol esser mi-
lionario? Prendi da bere, eh? Muovi quel fottuto culo bianco, se sai cosa ti
conviene fare. Jon Jon aveva voglia di litigare e, per dar sfogo alla sua
rabbia, quell'uomo andava benissimo.
Quello guard i suoi compari, avvertendo la furia repressa del giovanot-
to che aveva di fronte. L stava succedendo qualcosa, e lui aveva la sensa-
zione che ne sarebbero usciti tutti parecchio malconci, quando la faccenda
fosse venuta a galla. Decise di essere cordiale ma fermo. Chiss cosa gli
avrebbero portato le settimane seguenti... Magari, prima della fine del me-
se, si sarebbe trovato a lavorare per l'uomo di Paulie. Sapeva meglio di tut-
ti come funzionavano quelle storie. Nel loro giro, la gente andava e veniva.
E lui aveva la sensazione che Jesmond stesse per andare. Non ti scaldare,
cazzo!
Jon Jon fece un sorriso sarcastico. No, stai tranquillo. Ora datti una
mossa, non abbiamo tutta la notte. Aveva voglia di ridere. Quale che fos-
se l'esito della faccenda, sarebbe stato a suo favore, lo sapeva bene come
sapeva di chiamarsi Jon Jon. Avrebbe potuto rilevare le ragazze di Jes-
mond, se voleva. Trasferirle e depositare gli utili.
Poi si ferm di colpo.
L si stava parlando della sua sorellina, e lui ci trovava un vantaggio per
s? Per qualche minuto, aveva davvero dimenticato Kira. Come aveva po-
tuto?
Era diventato sul serio il pupillo di Paulie, e quella consapevolezza co-
minciava a spaventarlo.
Aveva visto un vantaggio per s laddove avrebbe dovuto vedere soltanto
una bestia.
Monika apr la porta a Joanie e, nel vederla, sorrise. La sua amica le era
mancata tanto e il fatto che, da quand'erano in rotta, nessun altro le avesse
dato retta, non aveva aiutato. Era stata bellamente ignorata tanto dagli ami-
ci quanto dai vicini.
Joanie piaceva alla gente, era sempre stato cos. Senza di lei, Monika
non riusciva a tenere nessuno dalla propria parte. Con lei aveva amici, pre-
stigio, aveva un posto dove andare in qualsiasi momento, giorno o notte.
Le erano mancate le scappate quotidiane a casa della sua amica, tutte le
piccole gentilezze di Joanie, la sua amicizia. Specie ora che aveva speso
tutti i soldi avuti dal giornale. Entra, Joanie, bella mia.
Joanie l'abbracci. Sei un tesoro, Monika. Ti sei fatta avanti per me,
cosa posso dire? Aveva voglia di piangere.
Monika scroll le spalle. Sei mia amica, la mia unica amica, in effetti.
Mi spiace per tutta 'sta merda, Joanie. Sorrise.
Senti, Mon, hai preso le mie difese e soltanto questo conta.
E Caroline la Pigra, allora? Da non credere! L'ultima volta che ha fatto
un favore a qualcuno  stato quando ha smesso di portare le minigonne!
Con quei cazzo di tronchi che ha al posto delle gambe...
Joanie si mise a ridere, a ridere sul serio per la prima volta da secoli. Era
bello essere di nuovo l. Monika era uno spasso, faceva dimenticare a Joa-
nie i suoi problemi ed era una cosa impagabile, in quel momento.
Tutto si poteva dire di Monika, ma senz'altro era spiritosa.
Andarono in soggiorno e Monika vers da bere a entrambe.
Come sta Bethany? s'inform Joanie.
Monika fece un sorriso teso. Non ricominciamo subito a litigare!
Quindi ridacchi, lasciando all'amica il beneficio del dubbio. Avevano
sempre discusso sui figli. Monika era decisa a scherzarci su. Sta bene, Jo-
anie.  sempre una gran rottura di palle.
Niente di nuovo, allora?
Erano tornate sui vecchi binari. Nessuna delle due sapeva quanto sareb-
be durata, quindi se la godevano finch potevano. Si sarebbero ancora ac-
capigliate prima della fine della settimana, ma per il momento erano sere-
ne.
Dov', comunque? L'interesse di Joanie era sincero. Per i suoi figli,
era normale dirle sempre dove si trovavano. Monika, al contrario, nemme-
no lo chiedeva.
Chi lo sa, Joanie? Da quando la piccola Kira  scomparsa, non  pi la
stessa.
Per una volta, Monika sembr turbata, preoccupata dei pensieri e dei
sentimenti della figlia.
Erano unite, Mon. Mi piaceva tanto vederle insieme. Kira le voleva be-
ne e lei voleva bene a Kira.
Era la prima volta che Joanie parlava della figlia senza piangere. Senza
immaginare il suo viso e vedere il suo terrore mentre moriva. Era quella la
cosa peggiore, non sapere che cosa le fosse accaduto prima della morte.
Perch era morta, Joanie ne era certa come del proprio nome. Se Kira fos-
se stata ancora viva lo avrebbe saputo, lo avrebbe sentito.
Monika avvert la tensione ed esclam: Chi se la sarebbe aspettata, una
bella sorpresa da Baxter, eh? Per quel vecchio stronzo che  di solito!
Joanie rise con lei. Non aveva molta scelta, no? Se n' occupato Pau-
lie.
Monika sedette sul divano sporco accanto all'amica e la strinse in un
caldo, goffo abbraccio. Sono contenta che tutto stia tornando alla norma-
lit, Joanie. Ero davvero preoccupata per te, bellezza.
Joanie sent l'odore di sudore rancido e di fast food che emanava dall'a-
mica. Ma in quel momento ne fu contenta: era familiare, e tutto ci che era
familiare era benvenuto. In un certo senso, i battibecchi con Monika le e-
rano mancati. Anche se quella donna riusciva a essere la persona pi egoi-
sta e sgradevole del mondo, talvolta sapeva anche essere generosa e ma-
gnanima.
Non sovente,  vero, per era successo.
Monika sapeva anche essere una buona ascoltatrice ed era quello di cui
Joanie aveva bisogno, al momento: qualcuno cui aprire il cuore.
Quanto hai avuto dai giornali, Mon?
Monika smise di sorridere e sul viso le torn la solita espressione im-
bronciata. Non molto, ma quanto basta per agevolare un po' la vita.
Joanie sorrise. Voglio sperare!
Monika torn a sorridere, il sollievo dipinto sulla faccia tonda come la
luna piena. L'argomento era stato intavolato ed era tutto a posto, era stata
perdonata, anche se in fondo al cuore aveva sempre saputo che, se c'era
qualcuno che la capiva veramente, quel qualcuno era Joanie. Qualche
sterlina mi  rimasta, se vuoi. Ti pago il taxi per tornare a Sheffield, se ti
va.
Scoppiarono in una risata fragorosa.
Perfino Baxter era colpito, Joanie, si vedeva! Si riemp di nuovo il
bicchiere. Forse sto bevendo pi di quanto non mi renda conto, la botti-
glia non sembrava cos vuota ieri sera! Monika rise di nuovo. Strano, ma
 come se noi due non ci fossimo mai separate, eh? Sono contenta che sei
tornata, lo sai, vero, Joanie?
Lei annu, triste. Certo che lo so, gioia.  lo stesso per me.
Sarei venuta con te a Sheffield se me lo avessi chiesto.
Lo so, Mon.
Scommetto che  stata una bella sensazione, no?
Joanie sorrise e annu, restia a spiegare come si era sentita davvero per-
ch sapeva che Monika non avrebbe capito.
Neppure lei lo capiva.
L'arrivo di Bethany le risparmi una risposta. Joanie ricord di aver
riordinato la roba della Barbie in camera di Kira; aveva deciso di dare
qualcosa a Bethany. Non era granch fornita nel reparto giocattoli e Kira
avrebbe voluto che li avesse Bethany, ne era sicura. Se poi Bethany non li
voleva, era un'altra questione.
Proprio la ragazza che volevo vedere.
La bambina impallid. Per cosa mi vuoi vedere, zia Joanie? Non so
niente, lo giuro.
Era terrorizzata. Joanie e Monika si fissarono, poi Monika scroll le
spalle, come a dire: Cosa sta succedendo qui?
Con chi stai parlando, bastardella? Eccola l, finalmente di nuovo con
Joanie, e quella piccola miserabile arrivava a rovinare tutto! Monika era
furente.
Non chiamarla cos. Vieni qui, Bethany, tesoro.
Joanie tese le braccia come per abbracciarla, cosa che a Bethany era
sempre piaciuta perch gli abbracci, da parte di Monika, scarseggiavano.
Ma rimase dov'era, quasi inchiodata al pavimento. Io non so niente, dav-
vero! Stava piangendo.
Cosa ci fai qui, eh? Non ti vogliamo!
Joanie era allibita. Monika, su tutte le furie, si precipit verso la figlia,
ma Joanie la afferr per un braccio e la ferm. Bethany aveva gli occhi
sgranati per la paura. Ma non era paura della madre, quello Joanie lo sape-
va. Che succede, Bethany? A me puoi dirlo, tesoro.
Non l'ho mai detto! Penseranno che l'ho fatto, no, se continui a venire
qui?
Monika si mise a urlare: Che cazzate sono queste, Bethany? Guard
Joanie. Visto cosa devo sopportare? Questa ragazzina  una stronza, mi fa
impazzire.
Sta' zitta, Monika, le intim seccamente l'altra. La piccola aveva un
aspetto terribile e Joanie era preoccupata per lei. Si mise in ginocchio di
fronte alla ragazzina. C'era qualcosa di strano; non sapeva bene che cosa,
ma l'avrebbe scoperto. Di chi hai paura, Beth? Avanti, a me puoi dirlo. Li
sistemer io, lo sai e, se non posso farlo io, lo far Jon Jon. Perci non aver
paura, gioia, dimmi soltanto cosa c' che non va. Le sorrise, cercando di
calmarla e soprattutto di scoprire di cosa stesse parlando. Non finirai nei
guai, te lo prometto, va bene?
Bethany sembrava stordita. Il viso tozzo appariva ancora inquieto e gli
occhi erano pieni di lacrime. Aveva la stessa capigliatura selvaggia della
madre e, dal momento che Monika raramente ci passava un pettine afro,
aveva un'aria sciatta e trasandata.
Joanie prov per lei una gran pena. Dimmi cos' che ti tormenta.
Non posso, Joanie. Non farmelo dire, per favore. Verranno a cercarmi,
lo so. Tu non sai come sono.
Ormai piangeva forte, torcendosi le manine grasse. Joanie vide che le
unghie erano rosicchiate fino alla carne. Aveva anche perso qualche chilo,
pur essendo sempre ben piantata. Joanie comprese che la ragazzina era
davvero un fascio di nervi, ma Monika, essendo Monika, non se n'era nep-
pure accorta n aveva chiesto alla figlia che problemi avesse. La abbracci
dolcemente. Dimmelo e sistemer tutto io, te lo prometto.
Bethany odorava di alcol. A Joanie ci volle qualche istante per notarlo,
ma conosceva quell'odore: quella era Monika vestita da bambina.
Va' in camera tua, Beth, io ti raggiungo subito.
La ragazza corse via, contenta di avere una scusa per allontanarsi.
Odora di alcol, Mon.
Monika rise. Non mi stupisce, bella. Lo sai com' fatta. Ti ricordi quel-
la volta con Kira e il Bacardi?
Joanie scosse la testa, irritata. Dico, Mon, ha un alito da bevitrice. Sta
bevendo sul serio.
Monika continuava a non afferrare. Non nutriva nessun reale interesse
per quello che sua figlia faceva o non faceva: Bethany era un'appendice
indesiderata, niente di pi e niente di meno. Per lei, era come una fotogra-
fia, soltanto un ricordo di un passato svanito. Le sarebbe stata attorno fin-
ch non fosse stata legalmente pronta ad andarsene, e allora Monika le a-
vrebbe fatto ciao ciao con la mano. Era quello che la maggior parte della
gente faceva coi propri figli, secondo lei: se ne occupavano finch per loro
non veniva il momento di andarsene, poi tiravano un sospiro di sollievo.
Ma sapeva com'era fatta Joanie, perci finse interesse. Si appiccic sulla
faccia un'espressione preoccupata, sperando che fosse sufficiente.
Mon, quella bambina ha bevuto come una spugna, tesoro, insistette
Joanie.
Tale madre, tale figlia, eh?
Monika era gi stufa. Non era mai riuscita a interessarsi a Bethany a
lungo. Anche quand'era piccola, si era occupata di lei soltanto quand'era
dell'umore giusto per farlo. E da parecchio tempo non era di quell'umore.
Joanie chiuse gli occhi, angosciata. Ecco una donna che aveva tutto e
non lo sapeva. Aveva una figlia che l'amava, eppure non lo sapeva n le
importava. Non sapeva nulla del terrore di avere una figlia scomparsa; se
avesse saputo, se lo sarebbe scrollato di dosso con un'alzata di spalle, come
faceva col resto della sua vita.
Joanie cerc d'ingoiare la propria rabbia, perch sapeva che Monika si
limitava a trattare sua figlia com'era stata trattata lei stessa.
La madre di Monika era ancora viva e vegeta, ma non nutriva il bench
minimo interesse per i suoi figli. Mai l'aveva fatto, mai l'avrebbe fatto.
Nessuno di loro lo trovava inquietante. Per loro era la norma; avevano vis-
suto tutta la vita con quella consapevolezza. Monika era incapace di nutrire
sentimenti profondi. Non rientrava nella sua natura.
Vado a vedere come sta Bethany. Okay, Mon?
Monika non stava ascoltando; si stava versando ancora da bere. Bethany
era gi uscita dai suoi pensieri. Dille che non uscir dalla sua stanza per il
resto della notte. Stronza sfacciata!
Di cosa pensi che stesse parlando, Mon? Di chi potrebbe avere tanta
paura per farla reagire in questo modo?
Monika alz gli occhi al soffitto. Lo sai come le piace fare la dramma-
tica. Ignorala, le passer. Probabilmente ha aperto quella boccaccia a spro-
posito, come al solito.  sempre nella merda con qualcuno. Bevve un
lungo sorso dal bicchiere. Sempre da quella maledetta Lorna... Un'altra
calamita per le disgrazie, quella. Cazzo, vorrei che Bethany si trasferisse l.
Tanto varrebbe... Qui non c' quasi mai, ultimamente.
Joanie si mosse verso la stanza della ragazzina.
Oh, lasciala perdere, Joanie. La cosa migliore  ignorarla. Se la fai tan-
to lunga, non la finir mai pi.
C' decisamente qualcosa che non va in quella bambina, Monika. Ver-
sami un altro bicchiere e torner in un batter d'occhio, okay?
Come ti pare. Era irritata; voleva starci lei, con Joanie. Ma come al
solito Bethany concentrava su di s tutta l'attenzione. Monika fiss le bot-
tiglie vuote e grid: Faccio un salto gi allo spaccio a prendere ancora un
po' di vodka.
Joanie si limit ad annuire, poi and in camera a vedere come stava Be-
thany. Era raggomitolata sul letto. Le guance rotonde erano macchiate di
sporcizia e lacrime. Aveva bisogno di fare un bel bagno e cambiarsi. Joa-
nie sentiva sempre il bisogno di ripulire Bethany; l'aveva fatto spesso in
quegli anni.
Si sedette sull'orlo del letto e pos dolcemente una mano sulla spalla del-
la ragazza. Bethany non voleva guardarla, cos lei la baci sulla sommit
del capo e disse: Non vado da nessuna parte finch non mi avrai detto co-
sa c' che non va.
Bethany non le rispose, ma la tranquillit della voce di Joanie e la genti-
lezza del suo tono la fecero piangere pi forte.
Joanie era l'unica persona che le avesse mai dimostrato gentilezza o af-
fetto. Che le avesse preparato qualcosa di speciale per Natale. Aveva per-
messo che restasse con Kira la vigilia di Natale perch avesse qualcosa per
cui svegliarsi il mattino dopo. Monika di solito si faceva vedere all'ora di
cena, scarmigliata e mezza ubriaca, ma a Bethany non importava, perch
era con Kira, era al caldo, ben nutrita e aveva ricevuto dei regali. Joanie le
aveva sempre preso qualcosa di bello da indossare: pigiami, pantofole e
anche giocattoli.
E lei aveva ripagato quella gentilezza col tradimento.
Ti prego, dimmi cosa c' che non va, Bethany. Voglio soltanto aiutarti,
tesoro.
Ormai in preda ai singhiozzi, la bambina si alz a sedere. Abbracciando
Joanie, sussurr: Se te lo dico, prometti di non dire che sono stata io? Me
lo prometti, Joanie?
Lei scost i capelli umidi dalla faccia della bambina e sorrise. Tu dim-
melo, amore. Non posso promettere niente del genere finch non so cosa
c' che non va.
Possiamo andare a casa tua?
Joanie annu.
Non lasciar venire mia mamma, va bene?
Riguarda Kira, vero?
Bethany annu, gli occhioni ancora pieni di lacrime. Era soltanto un'un-
dicenne, ma la sapeva gi pi lunga della maggior parte delle donne sposa-
te. Lo si vedeva chiaramente in quei grandi occhi marroni, bastava pren-
dersi la briga di guardare.
Mettiti il cappotto, Bethany. Tua mamma lasciala a me, eh?
Joanie accompagn fuori Bethany. Le faceva male la mano, tanto forte
era la stretta della ragazzina.
Non voleva sentire quello che aveva da dirle, per sapeva di doverlo fa-
re. Camminarono in silenzio, spaventate e confortate insieme dalla reci-
proca presenza.
23
Al suo ritorno, Monika trov la casa vuota e un biglietto di Joanie in cui
c'era scritto che sarebbe tornata presto, aveva una commissione da fare. A
Monika non pass nemmeno per la testa che Bethany potesse essere con
lei; era gi troppo ubriaca per pensare lucidamente. Non si prese neppure
la briga di controllare se sua figlia fosse ancora in camera.
Invece si vers di nuovo da bere e accese la TV. Accomodandosi sul di-
vano, si dispose a sgranocchiare il sacchetto di dolciumi che aveva preso
allo spaccio.
Monika era felice. Le cose con Joanie erano tornate a posto e soltanto
quello importava.
A dirla tutta, Joanie era parecchio in debito con lei.
Lanci un'occhiata all'orologio. Sarebbe gi dovuta stare sul marciapie-
de, ma non le importava. Comunque aveva bevuto troppo e sarebbe finita a
litigare con un cliente. Quando Joanie fosse tornata al lavoro, avrebbe cer-
cato di entrare in un salone. Era il suo sogno e, come si era gi detta, Joa-
nie Brewer era in debito con lei, perci in realt era il minimo che potesse
fare.
Se ne sarebbe stata l seduta fino al ritorno di Joanie, poi ci avrebbe la-
vorato su.
Era un'amica, in fondo.
Jesmond era seduto, con un bicchiere di brandy in mano. Lo inghiott,
domandandosi quali conseguenze avrebbero avuto le sue rivelazioni. Ave-
va coperto le proprie tracce per tutti quegli anni e adesso, proprio quand'e-
ra pronto a raccogliere i frutti, gli era scoppiato tutto in faccia. Ma aveva
una gran capacit di ripresa.
Guard Jon Jon e disse: Dopo le ragazze romene sono venute le ceche,
solo che erano un po' pi che bambine. Sapevano tutto, per, prima di arri-
vare qui. Erano state ben addestrate. Comunque qui noi non le usiamo, in
realt. Diciamo che le passiamo.
Come sarebbe, le passate?
Jesmond ebbe la decenza di fingere vergogna. Le vendiamo.
Jon Jon aggrott la fronte, pensando ai sottintesi di quell'espressione. A
chi?
Jesmond scroll le spalle, facendo tremolare i pesanti dreadlocks. A
Pippy Light... era lui il mediatore. Da quanto ho sentito, alcune ragazze
venivano usate qui per i film e le altre partivano per Amsterdam. Non so
esattamente cosa gli succedesse, dovresti chiederlo a lui.
Quanti anni avevano queste bambine? Era evidente dalla sua voce che
Bernard non soltanto era scioccato da quanto stava sentendo, ma era anche
pronto a dar sfogo alla propria rabbia. Si percepiva dal suo atteggiamento,
dalla sua voce. Stringeva e apriva i pugni come se aspettasse il momento
giusto per aggredire l'uomo che aveva di fronte.
Jesmond non riusciva a guardare in faccia nessuno dei due. Tutte di et
diverse. Non  che chiedessi il fottuto certificato di nascita...
Bernard gli diede un calcio forte sulle ginocchia, facendolo quasi cadere
dalla sedia. Di che et stiamo parlando? Quindici anni? Dieci? Pi giova-
ni ancora?
Jesmond aveva la bocca tanto secca che le parole uscirono a stento. Te
l'ho detto, amico. Di tutte le et.
Jon Jon e Bernard lo fissavano, pensando entrambi che non aveva obiet-
tato a nessuna delle et menzionate.
Pezzo di merda, non te ne frega una beata mazza, eh?
Jesmond non osava alzare gli occhi. Non  questione di fregarsene. Una
volta conclusa la prima parte dell'affare, si fa un passo indietro. Le bambi-
ne erano il settore di Pippy, non il mio. Io tratto le pi vecchie.
Bernard rise, sarcastico. Le pi vecchie? Quanti anni hanno, allora?
Non quelle grandi e grosse di nove anni? Un po' troppo vecchie per te,
no?
Jon Jon dovette trattenere Bernard e gli occorse tutta la sua forza. Je-
smond si alz dalla sedia e cerc di andare verso la porta.
Torna a sederti! E tu calmati, cazzo, va bene? Jon Jon cerc di con-
trollare la situazione, tenendo Bernard lontano da Jesmond con la spalla.
Calmati, Bernard. Potrai fare quello che vuoi con lui quando avr scoper-
to quello che ho bisogno di sapere, okay? Fino ad allora, resta di ghiac-
cio. Con difficolt riusc a far sedere Bernard, versandogli un altro bic-
chiere.
Per tutto questo tempo ho fatto affari col Gary Glitter di Barking and
Dagenham! Ci credi? Mi dispiace, Jon Jon, ma questo  incredibile, caz-
zo. Scosse la testa ancora una volta e inghiott il brandy in un sol sorso.
In-cre-di-bi-le! Tra tutta la gente che c', capito? Fosse stato chiunque al-
tro... Ho lavorato con lui, gli sono stato amico, per cos tanto tempo... Si
vers ancora da bere. Non posso proprio mandarla gi,  troppo. Aspetta
che dica a tutti gli altri che hanno avuto a che fare con un pervertito, una
bestia di merda! Non ci creder nessuno.
Puoi dirlo forte. Adesso lascia che gli parli, okay? Jon Jon torn a ri-
volgersi a Jesmond, che in qualche modo sembrava rimpicciolito. Senza la
sua abituale durezza, senza la sua arroganza, non sembrava pi cos perico-
loso. Cos' successo a mia sorella? Hai avuto qualcosa a che fare con la
sua scomparsa? Little Tommy o suo padre sono mai venuti da te?
Meglio che chiedi a Pippy Light, Jon Jon. Tutta quella parte del lavoro
era compito suo e di un suo amico. Io non ci ho avuto niente a che fare,
dopo che era stato organizzato.
Per i soldi li hai presi, no?
Jesmond guard Bernard negli occhi. Devi capirmi. Te l'ho detto, sono
cifre astronomiche, pi di quello che potresti mai guadagnare con droga,
cocaina, quello che vuoi tu. Ed  merce viva. Si pu spostare se  necessa-
rio. Jesmond si pass una mano sulla faccia. Stava cercando di far capire
a Bernard la dura realt finanziaria. Sapeva che il denaro era Dio, per Ber-
nard. In quegli anni si erano impegnati insieme per ottenerlo... Tranne in
quell'unica occasione.
Avanti, Jesmond. Per una volta nella tua vita del cazzo, di' la verit.
Tua sorella, Jon Jon, non sarebbe mai arrivata neanche vicino a noi.
Non abbiamo mai trattato bambini inglesi, soltanto stranieri. E tutti erano
gi pratici quando arrivavano qui.
Bernard e Jon Jon non riuscivano a credere alle proprie orecchie. Era
agghiacciante sentirlo parlare come se quello che aveva fatto non signifi-
casse nulla. E il peggio era che per lui, davvero, non aveva nessun signifi-
cato.
Se fossi un pedofilo e andassi da Pippy, che cosa mi offrirebbe?
Jesmond scosse la testa. Non lo so. Te l'ho detto, dovresti chiedere a
lui. Ha qualcun altro che gli d una mano con la roba particolare... Non ha
voluto dirmi chi ; non occorreva che lo sapessi, secondo lui.
Non sai molto, eh, socio? Bernard gli si era avvicinato di nuovo e sta-
volta Jon Jon non tent di fermarlo.
Giuro sulla vita di mia figlia che non so niente della tua sorellina, Jon
Jon, n di quel paio di stronzi che le hanno fatto del male.
Jon Jon lo fiss negli occhi e credette di vederci la verit. Ti prego, Je-
smond, se sai qualcosa... Qualsiasi cosa.
Non so niente. Forse dovresti chiedere a Paulie Martin.
Jon Jon sospir. Paulie ti sbudeller solo per aver pronunciato il suo
nome vicino a quello di Pippy.
Il tono era stato sprezzante e fu soprattutto quello a irritare Jesmond, che
lo guard con un sogghigno, sbuffando tra i denti.
Bernard decise che era stato zitto abbastanza. Io ti ammazzo, Jes.
Lui chiuse gli occhi un istante. Non l'avrei mai immaginato, Bernie,
vecchio mio. Ma va' a chiedere a Paulie dei suoi affari con Pippy Light,
okay? Ormai era rassegnato al proprio destino e cercava di collaborare
davvero.
Pure Jon Jon se ne accorse. Ma continuava a respingere quello che Je-
smond stava dicendo. Non Paulie, mai. Non poteva sapere cosa c'era sot-
to...
Chi stai cercando di convincere, Jon Jon? Me o te? Jesmond aveva
smesso di preoccuparsi. Sapeva di essere un uomo morto.
Non poteva sapere. Mette soldi in affari di ogni tipo, finanzia una ma-
rea di gente. Non sempre conosce la posta in gioco...
Ah, no? Chiedigli dei siti Internet e delle feste in una casa di Clerken-
well. Chiediglielo, cazzo, e digli che sono stato io a dirti di farlo.
Ti ammazzer, rugg Jon Jon.
Bernard rise, fregandosi le mani, come fossero fredde. Digli che dovr
mettersi in coda, Jon Jon. Questo finocchio  mio. Fammi un favore, fi-
gliolo, informa i Rottweiler mentre esci. E mandami il mio Jimmy,  in
macchina qui fuori. Digli che voglio il gas per accendini e le pinze. Per te
torniamo agli anni '60, Jesmond, vecchio stile!
Bernard voleva vendetta, e Jon Jon era disposto a lasciare che se la
prendesse per lui. Era anche abbastanza furbo da capire che Bernard vole-
va saperne di pi su dov'erano imboscati i soldi di Jesmond.
Mentre usciva, Bernard gli mormor: Fammi sapere di Paulie. Mi 
sempre piaciuta l'idea di una scazzottata con lui.
Jon Jon rise. Sono tutte stronzate, Bernard. Paulie  tante cose, ma...
una bestia del genere? No, neanche per idea.
Vedremo, figliolo. E, Jon Jon...
Il ragazzo si volt a guardarlo.
Sei un bravo ragazzo. Se mai ti andasse di cambiare scena, fammi uno
squillo.
Jon Jon annu e usc dalla stanza. Quando arriv ai gorilla di Jesmond,
cominciarono le urla.
Che sta succedendo, Jon Jon?
Not che nessuno di loro stava correndo in aiuto del capo. Vecchia, vec-
chissima storia. Il re era morto, lunga vita al nuovo re.
Bethany era accovacciata sul divano di Joanie, con un bicchiere di latte e
un pacchetto di patatine. Joanie le stava preparando un bagno. A un certo
punto, la bambina si era bagnata e aveva i vestiti fradici. Non si poteva as-
solutamente lasciarla cos. Joanie le aveva dato una sua maglietta, troppo
grande. Mentre raccoglieva i vestiti che le aveva tolto, not lo stato della
biancheria. C'era sangue secco sulle mutandine, che evidentemente portava
da giorni.
Joanie sospir, frustrata. Povera piccina. Ovviamente Monika non si era
presa il disturbo di spiegarle che le sarebbero venute le sue cose. Chiss
quanto si era spaventata. Vers un po' del bagnoschiuma di Kira e guard
formarsi la schiuma attraverso le lacrime che le inondarono gli occhi allor-
ch si rese pienamente conto di quanto la sua amica trascurasse Bethany.
Su, amore, vieni qui.
Bethany entr nella piccola stanza da bagno e Joanie le tir via la ma-
glietta dalla testa. Fu allora che, sul corpo robusto della ragazzina, vide al-
cuni lividi. Non aveva seni veri e propri: era soltanto grasso. Bethany sem-
brava una versione in miniatura dell'Omino Michelin. Mentre si distendeva
nell'acqua calda, fece una smorfia.
Senti dolore, tesoro?
Lei annu.
Qualcuno ti ha fatto del male, Bethany?
Non posso dirlo a nessuno, Joanie, senn verranno a prendermi. Me
l'hanno detto. Forse Bethany era davvero incline a fare la drammatica, ma
la paura nei suoi occhi era autentica.
Chi te l'ha detto, tesoro? Dillo a zia Joanie e prometto che penser io a
te.
Sent che Bethany voleva crederle. Ma talvolta la paura era pi forte del-
l'amore e Joanie sapeva che la chiave, l, era proprio la paura. Doveva an-
darci piano, altrimenti avrebbe perso quell'opportunit. Bethany doveva
dirle la verit perch voleva dirla. Se Joanie l'avesse forzata, non le avreb-
be mai raccontato tutta la storia.
Posso stare qui?
Era pi una supplica che una domanda. Fissando quei grandi occhi mar-
roni, Joanie ebbe un tuffo al cuore. Quella bambina era bella, sotto il sudi-
ciume e gli anelli di grasso, ma le mancavano l'amore e l'attenzione. Joanie
le avrebbe dato tutto quello di cui aveva bisogno. Tuttavia, per esperienza
personale, sapeva quello che succedeva di solito alle ragazzine come Be-
thany. La gente le prendeva, le usava e ne abusava.
Com'era successo a lei.
Certo che puoi stare qui, per tutto il tempo che vuoi. Ma qui non puoi
bere, lo sai, vero?
Bethany annu. Qui non avr bisogno di bere, no? Non star da sola
tutto il tempo.
Tutta la solitudine che aveva conosciuto era nella sua voce, nella curva
rassegnata delle sue spalle grassocce. Joanie le lavava i capelli con dolcez-
za. Erano aggrovigliati alle radici, quindi prese un po' di balsamo per di-
stricarli.
Da dove vengono questi lividi? domand in tono distaccato.
Bethany era ancora distesa nell'acqua, a godersi il tocco delle mani di
Joanie che le massaggiava la testa. Teneva gli occhi chiusi, e per un po'
non rispose. Joanie aveva una gran voglia di tornare da Monika e spedirla
in orbita per la totale insensibilit che dimostrava nei confronti della figlia.
Monika non avrebbe mai dovuto avere figli; era di un egoismo assoluto, da
sempre. Quando ne avevano discusso, Monika aveva dichiarato che stava
soltanto emulando la propria madre. Ma la madre di Joanie non era stata
molto migliore, e lei aveva fatto del suo meglio. Aveva deciso che i suoi
figli non avrebbero conosciuto la tristezza che aveva sopportato lei. Sapeva
bene cosa significava essere Bethany, ma, dopo la scomparsa di Kira, ave-
va completamente dimenticato quella povera ragazzina. Quindi disse:
Devi dirmi chi ti ha fatto male. Sul serio, Bethany, devo saperlo.
Bethany non rispondeva. Si limitava a fissarla con quegli occhioni tristi.
E mia mamma, Joanie? Le dirai che te l'ho detto?
No, se non vuoi. Adesso ti sciacquo via questa roba dai capelli e poi
voglio che ti metti a parlare, d'accordo?
Bethany annu e si distese nell'acqua calda, felice di quel contatto con-
fortante. Aveva sempre invidiato a Kira la sua vita domestica e, in quel
momento, si sent ancor pi in colpa, ricordando quello che le aveva fatto.
Certe volte la gelosia aveva avuto la meglio su di lei. Kira era sempre stata
amata e curata, si era crogiolata per tutta la vita nelle attenzioni della sua
famiglia. Gli unici momenti in cui Bethany si fosse mai sentita apprezzata
erano stati in quel minuscolo appartamento, in cui Joanie aveva fatto del
suo meglio per farla sentire parte della famiglia.
Ora, distesa nell'acqua, si sentiva avviluppata dall'affetto di Joanie e sa-
peva di potersi fidare. Se aveva detto che si sarebbe occupata di lei, sareb-
be stato proprio cos.
Quindi rimase l a godersi le cure della migliore amica della madre.
Paulie aveva un incontro con Big John McClellan. John era un tipo di
South London che aveva le mani in pasta quasi ovunque in citt. Si era fat-
to ventitr anni in carcere e ne era uscito pi ricco di quando ci era entrato;
aveva continuato a gestire i suoi affari tramite i figli; essendo un uomo
d'affari accorto, gli era andata di bene in meglio.
La pi grande risorsa di John consisteva nel non avere coscienza. Fin
dall'inizio della sua carriera, aveva fatto pagare un alto prezzo a chiunque
gli mancasse di rispetto o gli facesse scherzi. C'erano parecchi ex galeotti
che ancora giravano con una cicatrice dal sopracciglio alla bocca, la puni-
zione che si usava negli anni '60 per quegli sgarri.
Adesso stava cercando di coinvolgere Paulie in una spedizione di cocai-
na da Amsterdam a Harwich in contenitori di plastica per la frutta. La frut-
ta in realt era piena della polvere bianca e, dato che la custodia di plastica
era stata trattata con un agente per mascherare l'odore, i cani non l'a-
vrebbero riconosciuta.
John aveva gi organizzato un paio di giri di prova e ora era pronto a
giocare in serie A. Avrebbe fruttato una fortuna con gli investitori giusti e
lui aveva bisogno di gente che disponesse di una buona fetta per aiutarlo a
procurarsi i contatti. Ecco il motivo di quella visita al suo vecchio amico
Paulie Martin. Che, dal canto suo, era felice di fare affari con Big John,
perch erano sempre un po' di quattrini garantiti. Big John non investiva
mai un penny senza prima esaminare tutti i dettagli e aveva sempre fatto
grana a palate.
Paulie si ricordava di un fatto avvenuto anni prima. Loro due stavano
seduti su una spiaggia del Sussex in attesa di una consegna di cannabis,
che doveva essere scaricata da piccole imbarcazioni. Quando l'avevano vi-
sta, erano scesi in acqua, per trascinarla poi sulla spiaggia con delle canne
da pesca.
Che bei tempi!
Si era creato un legame tra i due uomini, un legame rimasto ben saldo in
tutti quegli anni. E adesso Jon Jon era stato presentato a quel tipo di cui
aveva sempre sentito parlare e ne era rimasto colpito. Ma sapeva pure che
avrebbe dovuto aspettare la chiusura dell'affare, prima di poter raccontare
a Paulie quello che stava succedendo con Jesmond.
Li ascolt parlare dei vecchi tempi e invidi la loro esperienza, pur con-
tinuando a dirsi che, non appena tutta quella storia fosse finita, avrebbe fat-
to il bilancio della propria vita, una volta per sempre.
In condizioni normali lo avrebbe emozionato trovarsi in compagnia di
una leggenda vivente, ma stavano succedendo troppe cose perch potesse
davvero apprezzarlo. Si guard attorno nell'ufficio di Paulie e, per la prima
volta, si rese conto di quanto tutto l dentro fosse costoso. Quella roba va-
leva un occhio della testa e si vedeva.
Era nel carattere di Paulie scegliere soltanto il meglio, e Jon Jon sapeva
che, al suo posto, avrebbe fatto altrettanto. Ma, se mai quello fosse stato
alla sua portata, sapeva pure che si sarebbe accontentato. Paulie, invece,
non ne aveva mai abbastanza. Gli sembrava che tutti i soldi spesi fossero
soldi sprecati, anche se gli fruttavano, e faceva del suo meglio per rimpiaz-
zarli il pi velocemente possibile.
Jon Jon fu riportato al presente quando ud Paulie dire a Big John: Por-
ta con te Jon Jon, allora.  un bravo ragazzo e l'esperienza gli pu servire.
Paulie gli sorrise. Vai con John, ascolta e impara, d'accordo? Perch sar
questo il tuo ramo. Tanto vale che impari dal migliore.
Anche Big John stava sorridendo, e Jon Jon si ritrov a ricambiare il sor-
riso. Big John sembrava l'archetipo del cattivo: testa quadrata, completa-
mente calvo, con una costosa dentatura incapsulata. Massiccio, tendente al
grasso, ma sempre abbastanza potente perch la maggior parte degli uomi-
ni ci pensasse due volte prima di scontrarsi con lui, anche senza sapere chi
fosse.
Ma quello che maggiormente attirava l'attenzione, in lui, erano gli occhi:
di un color grigio chiaro e completamente privi di espressione, tranne
quando sorrideva e appariva benevolo. Quasi.
Jon Jon and via con lui dieci minuti dopo per imparare tutte le sotti-
gliezze legate al traffico della cocaina. Ma avrebbe visto Paulie quella sera
alle nove nel club di King's Cross.
Avrebbe aspettato. Sapeva di non avere scelta.
Joanie aveva asciugato Bethany e le aveva rimesso la maglietta, poi le
aveva preparato qualcosa da mangiare e si erano accoccolate insieme sul
letto di Kira. Mentre si rimpinzava, Bethany cercava di esprimere quello
che voleva dire, ma le parole le sfuggivano.
Sentiva il sapore del burro nei sandwich. Era da tanto tempo che non
mangiava qualcosa di cos buono. Generalmente viveva di cibi da asporto
e dolci, e un pasto come quello era una grande novit. Era anche tanto pia-
cevole l'abbraccio di Joanie. Si sentiva al sicuro e al caldo.
Ma Joanie l'avrebbe ancora voluta con s quando le avesse raccontato
quello che era successo? Sapeva che prima o poi avrebbe dovuto dire la
verit e farla finita.
Avanti, Bethany. Il tira e molla  durato abbastanza, per questa sera, e
tua mamma sar qui da un momento all'altro. Si star chiedendo dove sono
finita. Joanie la strinse a s. Qualsiasi cosa tu possa pensare, amore, non
c' niente che possa sconvolgermi o cambiare i miei sentimenti verso di
te.
Ne sei sicura, Joanie?
Lei annu.
Bethany pos il vassoio sul piumino e si lecc lentamente le dita prima
di rispondere. E se ti dicessi che ho visto Kira il giorno in cui  scompar-
sa?
Ecco, finalmente l'aveva detto, e sent il fardello di colpa che comincia-
va a scivolarle via di dosso. Vide anche l'espressione sbalordita sul viso di
Joanie e avrebbe desiderato fare qualcosa per migliorare la situazione.
Come sarebbe che l'hai vista, Bethany? Dove?
Abbiamo litigato gi al corso. Sono stata molto cattiva con lei, ma non
volevo.  corsa via e io l'ho seguita...
Joanie stava cercando di afferrare le parole della ragazzina. Perch non
l'hai detto a nessuno?
Bethany abbass gli occhi e poi mormor tristemente: Avevo troppa
paura.
Paura di chi, amore? Dimmi chi  che ti spaventa tanto.
Bethany ricominci a piangere. Pippy... Quando ho raggiunto Kira, ha
portato via me e lei nella sua macchina, ha detto che ci avrebbe fatto vede-
re dove giocavano certi bambini. Ma io sapevo che non voleva farci vedere
quello, perch... Sembrava sul punto di soffocare. Era incapace di tirar
fuori le parole.
A Joanie girava la testa. Perch avevi gi avuto a che fare con lui, 
questo che stai cercando di dire?
Bethany annu, incapace di rispondere alla domanda a voce.
Mentre assimilava quanto le veniva detto, Joanie vide l'angoscia della
colpa sul viso della bambina e prov un irrefrenabile desiderio di ammaz-
zare Pippy. Dove ha portato Kira, tesoro?
Non lo so, Joanie. Mi ha lasciato in una casa a Ilford, vicino a Mortlake
Road. Bethany stava di nuovo piangendo. Gli piaccio, a quello, sai? Mi
d delle cose.
Oh, santo Dio, Bethany! Che diamine sta succedendo qui?
Per Bethany quelle parole furono la prova della sua colpa. Si scost da
Joanie e si gett sul letto, affondando il viso nella coperta della Barbie di
Kira e pianse tutte le sue lacrime.
Infine Joanie la prese tra le braccia, bench lei cercasse di respingerla.
Mi dispiace, Joanie. Non mi sarei mai sognata che le facessero del ma-
le.  stato per i suoi capelli lunghi e per il suo bel viso che ho parlato di
lei. Pippy fa delle feste, sai. Io ci sono stata. Ha detto se conoscevo qual-
cun altro da portare, qualche amica davvero carina. Ti mettono il trucco e
ti lasciano bere e fumare. Ti danno delle pasticche che ti fanno sentire
strana e non riesci a smettere di ridere... Stava cercando di spiegare me-
glio che poteva quello che l'avevano spinta a fare. Mi piace.  bello, sai?
Sono gentili con te quasi sempre, ti fanno male solo se cerchi di fermar-
li... Ricominci a piangere.
A Joanie girava la testa sempre di pi. Non riusciva ad assorbire quelle
informazioni. Aveva un bisogno irrefrenabile di scoprire che cosa fosse
successo a Kira. Allora non hai proprio idea di dove l'abbia portata, teso-
ro? Dove potrebbe essere adesso?
Bethany scosse la testa. Non l'ho mai pi vista dopo quel giorno. E,
quando ho chiesto, Pippy mi ha picchiato e mi ha detto che se raccontavo
qualcosa a qualcuno mi avrebbero ammazzato.
In questa storia c'entravano Tommy o suo padre? Joanie doveva cono-
scere la risposta a quella domanda.
Bethany piangeva pi forte che mai. Aveva il viso gonfio, inondato di
lacrime, e Joanie comprese che quella era soltanto la punta dell'iceberg,
per lei. Bethany aveva portato quel peso tanto a lungo che l'aveva spezzata.
Ti prego, Joanie, non voglio parlarne pi.
Devi rispondermi, tesoro. Ho bisogno di sapere cos' successo alla mia
bambina.
Cercava di non far trapelare la paura dalla propria voce, altrimenti a-
vrebbe spaventato Bethany, facendola chiudere nel silenzio. Il pensiero che
una bambina avesse dovuto affrontare tutto quello era allucinante. E, ben-
ch la poverina avesse anche subito abusi - abusi sessuali -, alla madre non
era importato abbastanza da scoprire che cosa la tormentasse. Joanie ricor-
d il sangue e le impronte di dita che le aveva visto all'attaccatura delle
braccia e sulle cosce. Con l'esperienza che aveva, non le occorse un grande
sforzo per capire come mai fossero l.
Abbracci Bethany. Era stata lontano dalla madre soltanto poche ore,
eppure gi si avvertiva la differenza. Sapeva che ora Bethany sarebbe ri-
masta sotto la sua responsabilit e in parte avrebbe preso il posto di Kira,
perch lei, Joanie, si sentiva in colpa per quello che le era successo. A-
vrebbe dovuto capire quello che stava accadendo. Pens con stupore a un
mondo in cui un cane veniva sottratto al padrone se questi lo trascurava e
invece una bambina veniva abbandonata alla sua vita infelice anche se la
scuola e tutte le altre persone a lei vicine capivano che qualcosa andava
decisamente storto.
Kira mi aveva detto delle fotografie che le aveva fatto Jeanette. Ho por-
tato il rullino al negozio e l'ho dato a Maurice. Lavora l, fa qualche rullino
per Pippy. Sai, le foto, quella roba... L'ho rubato coi soldi e con l'anello.
Joanie annu, anche se non aveva idea di che cosa stesse parlando la
bambina. Alla fine l'avrebbe scoperto, lo sapeva. Per il momento l'avrebbe
lasciata parlare, per toglierle il peso di dosso. Le avrebbe fatto soltanto una
domanda qua e l. Non voleva ancora bombardare Bethany di domande.
Sarebbe successo ben presto, non appena l'avesse detto a Jon Jon. Soltanto
allora sarebbero stati in grado di comprendere con chiarezza quello che era
successo a Kira.
Bethany era assolutamente terrorizzata da quello che stava rivelando. E
Joanie sapeva che, prima di essere in grado di mettere un certo ordine in
tutta la storia, doveva lasciarla parlare. Poteva riferire tutto a Jon Jon solo
se veniva a conoscenza di tutto quello che sapeva la ragazzina. Chi ti ha
presentato a Pippy?
Lorna.  stata lei a dire che potevamo guadagnare un po' di soldi, soldi
facili, senza dover andare a scuola.
Joanie rivolse alla bambina un sorriso addolorato. Lorna conosceva
Tommy e suo pap?
Bethany, di nuovo, non fiat. Poi disse: Posso avere un po' d'acqua, Jo-
anie? Mi sento male.
Lei annu. Aspetta, te la vado a prendere.
In cucina, si appoggi al piano di lavoro e sent il cuore che le martella-
va nel petto. Finalmente avrebbe scoperto che cosa era successo alla figlia.
Ma non era sicura di poterlo affrontare.
Mise i polsi sotto l'acqua corrente per calmare la nausea che provava an-
che lei. La sua bambina, il suo angioletto, avrebbe seguito quelle persone
come un agnello al macello. Era quella la cosa peggiore. Kira non sarebbe
stata capace di vedere quella situazione per ci che era, avrebbe visto sol-
tanto facce sorridenti e la promessa di qualcosa di bello. Non le sarebbe
mai venuto in mente che le volessero fare del male.
Joanie riemp d'acqua il bicchiere e torn in camera. Bethany era cos
patetica, distesa l, sul letto. Pos il bicchiere sul comodino e, sedendosi
accanto a lei, le massaggi dolcemente il braccio e la spalla.
Bethany sollev una manina grassoccia e strinse le mani di lei. Mi di-
spiace, Joanie. Non te la prenderai con me, me lo prometti?
Non me la prenderei mai con te, tesoro. Sei soltanto una bambina. Ma
devi dirmi tutto quello che sai, d'accordo? Cos posso decidere che cosa fa-
re.
Chiamerai la polizia?
Joanie non rispose. Dipendeva da quello che avrebbe sentito. Aveva la
sensazione che le sarebbe piaciuto vendicarsi da sola. L'odio e il disprezzo
per Tommy erano tornati a farsi sentire in tutta la loro forza. La ragazzina
non voleva dire niente su di lui, e ci poteva significare soltanto una cosa.
Mentre massaggiava il braccio della piccola e le sussurrava parole di
conforto, Joanie immagin Little Tommy e suo padre nelle loro bare.
In qualche modo, quell'immagine era l'unica cosa che la faceva sentire
meglio.
24
Big John McClellan apr la porta di casa sua e fece cenno a Jon Jon di
entrare. Il ragazzo si guard attorno con immenso stupore: non aveva mai
visto nulla di simile in vita sua. Era fenomenale.
La casa era interamente dipinta di bianco e, nell'ingresso, c'erano soltan-
to un imponente caminetto di pietra e un enorme divano di cuoio color
crema. Alla parete era appeso un solo lungo quadro, un violento schizzo di
colore vivo. Era di Jackson Pollock, lo inform Big John. Niente balle,
figliolo,  autentico. La mia pensione, cazzo! E rise fragorosamente della
propria battuta.
Suo malgrado, Jon Jon era impressionato e, quando vide la cucina a
pianta aperta col refrigeratore per vini ultimissimo modello, lungo quasi
due metri, e i mobili in acciaio inossidabile, si sent sopraffatto. Quella era
la casa di un ricco, ma era anche molto di pi: era un'esibizione quasi ag-
gressiva di fiducia in se stesso e di potere, che esigeva un adeguato rispetto
da parte di chiunque, tranne che del padrone.
Nel profondo di Jon Jon qualcosa si mosse. Per tutta la vita lui aveva
apprezzato il modo in cui la madre aveva fatto del proprio meglio per ren-
dere piacevole la loro casa. Era pulita, ordinata, e lei conservava con affet-
to le porcellane, i bicchieri e l'argenteria migliori, di gran lunga troppo
buoni per usarli tutti i giorni. Non si era mai vergognato di Joanie e del
modo in cui vivevano, in nessun senso, ma aveva sempre saputo che certi
vivevano in modo diverso, in un mondo remoto rispetto al loro buco di ap-
partamento in un caseggiato popolare. Aveva sempre desiderato un luogo
in cui poter portare chiunque, non importava chi, e scorgere sul volto del-
l'ospite sorpresa e piacere di fronte a quell'ambiente, al suo modo di vivere,
proprio come Big John stava godendo nel vederlo osservare la propria ca-
sa. Quasi sghignazzava all'espressione incredula del ragazzo.
Qui ci porto le femmine, figliolo. La mia vera casa, quella dove vivo
con mia moglie,  pi lussuosa, ma non ha la stessa ricercatezza, capisci?
La mia vecchia potrebbe dilapidare il montepremi di una settimana della
lotteria e sarebbe sempre solo chintz e legno chiaro. Ti ci vorrebbe un paio
di Ray-Ban solo per entrare nel gabinetto del pianoterra!
Jon Jon cap perfettamente ci che intendeva.
Comunque la mia Kathy  una brava ragazza. Sono trentaquattro anni
che sto con lei, e abbiamo sette maschi. Bravi figli e tutto, a parte il pi
giovane. Big John aveva smesso di sorridere. Ho paura che il mio ragaz-
zo sia finito con brutte compagnie, compreso Pippy Light il Pazzo. L'ho
messo in guardia tante di quelle volte che manco me ne ricordo. Nessun al-
tro ha mai messo alla prova la mia pazienza cos tanto ed  sopravvissuto,
ma Kieron... La sua vita  una tazza di merda.
Mentre parlava, apr due birre e Jon Jon comprese che lo aspettava una
lunga notte. Ma, nonostante tutto quello che stava succedendo nella sua ri-
cerca di Kira, sapeva di non poter ignorare Big John; sarebbe stata una
leggerezza pericolosa. L'uomo era in vena di confessioni; il suo compito
era tenere il becco chiuso e ascoltare.
So di tua sorella, figliolo. Le strade sono piene della feccia della terra,
in questi tempi del cazzo. Non c' stronzo di cui possa fidarti, ricordatelo.
Diede una lunga sorsata alla sua birra. Una delle mie nipoti  stata mole-
stata, e proprio dal padre di mia nuora!
Jon Jon si mostr convenientemente scioccato. Porca troia, e lei cos'ha
fatto?
Big John rise. Diciamo solo che non si vede pi in giro da parecchio
tempo, e neanche si vedr a meno che Osama bin Laden non decida di far
saltare un pezzo della M25. Fin la sua birra in un sorso. Peccato che il
pervertito non fosse uno dei premi della lotteria da duecentocinquantamila
sterline del Reader's Digest. A quest'ora l'avrebbero trovato! Rise di quel-
la spiritosaggine. Ma quei pervertiti... sono come il cancro. Io dico che
bisogna ammazzarli. Stapp un'altra birra.  l'unica, con quei bastardi!
Bisogna cancellarli dalla faccia della terra. Sono un cancro, e l'unico modo
per liberarsene  tranciarlo via una volta per sempre. E, se ti ammazza lo
stesso, lo cuoci, quel bastardo, ti fai cremare. Bruci quella merda, bruci via
la malattia!
Jon Jon sorrise all'uomo, comprendendo i suoi sentimenti.
Big John apr un armadio e ne estrasse una scatola di madreperla. Era
bellissima e sembrava molto preziosa. Rollatene una, figliolo. Sono sicu-
ro che sei un esperto. Vado a levarmi questo cazzo di vestito, okay?
Jon Jon apr la scatola, rassegnato a rollarsi la canna, ma quello che vide
lo lasci a bocca aperta: l dentro c'era ogni tipo di fumo immaginabile e
anche una cospicua quantit di cocaina. C'era perfino un kit in argento per
tagliare e sniffare... Niente biglietti da cinque arrotolati, in quella casa! Era
innegabile che Big John sapeva vivere, ed era pi vicino ai sessanta che ai
venti. Cio era decrepito, secondo il metro di Jon Jon. Ma John McClellan
aveva il denaro per vivere da re, e soltanto quello importava.
Jon Jon scelse una piccola fiala di resina di cannabis e l'apr. Poi inspir
l'aroma pungente e sospir. Quella era una cosa di cui aveva soltanto senti-
to parlare e che non aveva mai sperimentato davvero, ma per quella sera
scelse qualcosa di pi morbido. Era sicuro che presto sarebbe venuta fuori
anche la coca, perci prese della buona erba. Prepar lo spinello con fare
esperto, in tutta calma. Nonostante l'alta opinione che aveva di s, sentiva
il bisogno di far colpo su quell'uomo.
Jon Jon si rese conto con sorpresa che gi apprezzava e rispettava Big
John. Negli anni aveva sentito tante storie su di lui, come tutti. Big John
era una leggenda nella loro zona e Paulie era stato molto eloquente su di
lui, quando alzava un po' il gomito. Ma quelle storie non grattavano nem-
meno la superficie di Big John, ormai Jon Jon ne era sicuro.
Mentre accendeva lo spinello, l'uomo rientr in cucina con indosso un
paio di jeans e una maglietta; sembrava pi giovane e, in un certo senso,
pi minaccioso. Jon Jon not che, nonostante la mole, aveva ancora buoni
muscoli, braccia forti che avevano fatto la loro parte, negli anni. Chiara-
mente si era mantenuto in forma meglio che poteva. Ma la giovinezza pas-
sava, come sempre aveva fatto e come sempre avrebbe fatto. Aveva detto a
Paulie di aver bisogno di un po' di sangue fresco per il lavoro di Amster-
dam. Si sarebbero dati una mossa, parlando di affari? Jon Jon aveva biso-
gno urgente di discutere certe cose con Paulie.
Come sta tua madre? domand Big John.
Jon Jon sospir e scroll stancamente le spalle. A pezzi, se devo essere
sincero.
Big John assunse un'aria comprensiva. Be',  naturale, no? Quella bam-
bina era la luce della vita di Joanie, secondo Paulie. Toss e sput catarro
nel lavandino della cucina. Le puttane sono fatte cos, lo so.
Vide le spalle di Jon Jon irrigidirsi e rise ancora, di cuore. Tranquillo,
ragazzo, so di che cosa sto parlando. Lo era anche mia madre. Non  un
segreto... Anche se ora nessuno me lo direbbe sul muso, naturalmente, per
paura di rappresaglie! Trasse un pesante sospiro e guard fuori dalla fi-
nestra della cucina, rimuginando per qualche istante sulla sua vita prece-
dente. Gli anni senza soldi n gloria. Mia mamma si  messa a fare la vita
quand'eravamo piccoli. Mio padre se l'era squagliata e lei aveva otto boc-
che da sfamare. Una faticaccia, benedetta donna. Le volevo un bene dell'a-
nima. L'hanno fiaccata prima dei cinquant'anni. Non ho mai pi visto mio
padre finch non ho cominciato a passarmela bene, a farmi un nome. Poi 
saltato fuori da quel ruffiano sanguisuga che era. Rise forte, ma stavolta
era un suono innaturale.
E lei che ha fatto?
La faccia di Big John divent di pietra. Quello che avresti fatto tu se il
tuo vecchio si presentasse a chiedere l'elemosina: gli ho dato un testone e
gli ho detto che, se l'avessi visto un'altra volta, l'avrei ammazzato. Diede
una bella tirata allo spinello. Non l'ho mai pi visto nemmeno dipinto, lo
stronzo! L'avrei rispettato di pi se me l'avesse tirato in faccia, il testone,
invece ha tagliato la corda proprio come tutte le altre volte, quand'ero pic-
colo. Ha preso ed  sparito come aveva sempre fatto. Ha lasciato me, il
maggiore, a tirar su i miei fratelli e le mie sorelle, a occuparmi di loro, co-
sa che ho fatto. E buon viaggio a quel pezzo di merda, eh?
Jon Jon annu saggiamente. Mezzo stonato e mezzo lucido, fu colto da
un'imbarazzante voglia di piangere. Non ho mai conosciuto il mio vec-
chio, confess.
Big John gli porse lo spinello. Pazienza, figliolo. Ti avrebbe soltanto
deluso.  sempre cos con le mezze seghe. Allora, di che stavi parlando
oggi con Jesmond?
Come? Lo sconcerto sul volto e nella voce di Jon Jon era evidente.
Era l'ultima domanda che si aspettava di sentire.
Big John rise, portandosi una mano a coppa sull'orecchio per addolcire
le sue parole, commentando, in tono pratico: Io sento tutto, figliolo. Un
tipo che lavora per me, lavora anche per lui. Ho pi informatori di un alle-
vatore di canarini. Serve a tenere a bada l'opposizione... Un po' come fa
Tony Blair, solo che io non li pugnalo alle spalle quando le cose vanno a
rotoli. E non devono nemmeno farsi fuori da soli, mi faccio un dovere di
pensarci io. Sogghign, e Jon Jon ricord di aver letto da qualche parte di
denti come lapidi. Ora capiva il significato dell'espressione. Ho avuto
Ginger... Sai, il suo numero uno, quello che chiamano Piede Sbilenco? 
uno storpio, ma sa pestare... Comunque, l'ho avuto sul libro paga per un
paio d'anni. Mi ha detto che tu e Bernard volevate sistemare una faccenda
col suo capo. Diede un'altra tirata allo spinello e, nella sua migliore imi-
tazione dello sbirro inquisitore, continu: Perci, ragazzotto caro, adesso
taglio un paio di piste di questo costosissimo e, se posso dirlo, eccellente
carburante colombiano, mentre tu mi racconti tutto quello che devo sape-
re. Sorrise. E me lo racconterai, figliolo, sia chiaro.
Era una minaccia e Jon Jon lo sapeva, bench fosse accuratamente cal-
colata. Stava a Jon Jon decidere se andarsene. E certo non l'avrebbe fatto,
non era cos stupido.
Era soltanto stupito della piega che aveva preso la giornata.
Quando Paulie ha detto di venire qui, pensavo ci fosse un nuovo affare
in ballo. Cio,  per questo che lei  andato a trovarlo, dopotutto.
Mentre assimilava quelle parole, Big John studiava il viso di Jon Jon. Il
ragazzo era svelto ed era astuto. Tempo qualche anno, e si sarebbe fatto ri-
spettare. Era anche leale; un requisito indispensabile nell'organizzazione di
Big John. Decise di essere onesto. O, almeno, di essere il pi onesto possi-
bile, finch non fosse stato certo che il ragazzo era a bordo. Ascolta, fi-
gliolo. Oggi sono andato a trovare Paulie perch volevo fare due parole
con te. L'affare di Amsterdam pu andare in porto o no, al momento ho al-
tre priorit. Il fatto che oggi tu te la sia presa con Jesmond mi ha un po'
scombussolato, diciamo che mi ha colto di sorpresa. Magari me lo sarei
aspettato tra qualche anno, come sbocco naturale degli eventi. Un giorno o
l'altro, qualcuno gli avrebbe preso quello che ha, e tanto valeva che fossi
tu. Hai gi una buona reputazione, te lo concedo. Ma in questo momento
sei ancora un lattante. Ho dedotto che dovevi avere un motivo personale
per aggredirlo. Ed essendo fatto in un certo modo, voglio sapere qual 
questo motivo. Apr la scatola con la cautela e il rispetto che si conface-
vano alla roba di qualit, puntando nel contempo un dito contro Jon Jon.
Ci sono cose che ancora non sai. Mi esprimer diversamente: che ancora
non puoi sapere. Ma le saprai, se sento quello che voglio sentire.
Jon Jon lo guard mentre tagliava due piste con mano esperta e senza fa-
re scene. Gi soltanto in quello era diverso. La maggior parte della gente
parlava di quanto era buona la sua roba mentre la stendeva, si vantava del-
la qualit, della bont. Ma Big John importava la sua e nessuno con la testa
a posto ne avrebbe messo in dubbio la qualit. Quella era cultura, e Jon Jon
era deciso a imparare tutte le lezioni che poteva da quella serata. Tuttavia
stava attento a non dire troppo e troppo presto. Mentre pensava al da farsi,
decise di cambiare argomento. Come conosce mia mamma?
Big John sorrise. Me la ricordo da tanti anni. Brava donna, Joanie. Nes-
suno ha mai avuto da ridire su di lei... E perch avrebbero dovuto?  fida-
ta, ha fatto un po' di favori agli amici in questi anni. C' stato un periodo
che mia moglie non andava neanche al cesso se tua madre non le aveva
fatto i tarocchi! Quand'ero dentro, quella era un'ancora di salvezza per
Kathy. Vuole molto bene a tua mamma.
Parole buone, rincuoranti, ma Jon Jon non si lasciava prendere in giro.
Che tipo di favori ha fatto?
Aveva colto il nocciolo del discorso. Big John sorrise. Quel ragazzo gli
piaceva sul serio. Con tutti i suoi dreadlocks e il suo abbigliamento da ado-
lescente, era uno stronzetto furbo, e a John piacevano gli stronzetti furbi,
facevano fare soldi. Lascia perdere, chiedilo a lei. Ma Paulie ha sempre
avuto un debole per lei, lo so. Non vuole ammetterlo, naturalmente. Lui
con una puttana! Ma ti dico una cosa: lei vale cinquanta volte quella grassa
troia che ha sposato. La scarterebbero anche a una mostra di cani, quella!
Jon Jon non obiett. Sniff una pista velocemente, sentendo quasi subito
l'effetto.
Questa roba ti tiene su pi di una band irlandese! Big John rise di
nuovo. Avanti, allora, cos'hai scoperto?
Jon Jon lo guard, chiedendosi se fosse una trappola. Decise di rispon-
dere nel modo pi ambiguo possibile, sondando il terreno a mano a mano
che procedeva. Be', vede...
Dammi del tu, figliolo. Aveva intuito, giustamente, che Jon Jon non
sapeva come rivolgersi a lui.
 complicato.
Big John sorrise, e stavolta soltanto con le labbra. La vita  complicata,
figliolo. E la scomparsa di tua sorella lo dimostra. A proposito, ho sentito
che Joanie ha cercato di fare un bagno acido a quel pervertito.
A quanto pare, senti proprio tutto, John.
Big John lo guard per un momento. Era chiaro che stava scegliendo
con cura le parole. Quindi disse: Vediamo se stiamo cantando la stessa
canzone, qui. Ho sentito certe voci su Jesmond, Paulie e Pippy Light. Non
proprio il pi gran cervellone d'Inghilterra, Pippy Light. Quando tutti gli
altri si davano al computer, lui si  comprato il suo primo pallottoliere...
Ma sto divagando. Quello che m'interessa davvero  Paulie Martin. Ho
sentito dire che fa soldi sui ragazzini e penso che tu possa ulteriormente il-
luminarmi in proposito. Fece una pausa, poi continu: Almeno spero.
Jesmond venderebbe sua madre per qualche birra. I pezzi di merda come
lui non possono farci niente, per lui almeno non ha mai finto di essere di-
verso, mi spiego? Tir su col naso rumorosamente per sottolineare il con-
cetto, ma anche per aspirare meglio la coca. Paulie  tutto un altro paio di
maniche. Fa il santerellino, sai. Ma tu lo conosci il problema di Paulie,
no?
No. Quale sarebbe?
Jon Jon sapeva di correre un rischio. Ora da Big John emanavano ondate
di ostilit e, in fin dei conti, Jon Jon lavorava per Paulie Martin. Erano a-
mici. Eppure Jon Jon cominciava a inquietarsi non poco per tutte le volte
in cui, nel corso della giornata, aveva sentito parlare del suo capo, e da
fonti del tutto inaspettate.
Il problema di Paulie, figliolo,  che non l'hanno mai messo dentro in
vita sua. Io sto molto attento con uno che  in circolazione da tanto tempo
quanto lui senza mai essersi fatto nemmeno una notte in gabbia. Capisci
cosa voglio dire?
Jon Jon capiva benissimo, anche se non era certo di volerlo. Era strano
che Paulie non fosse stato mai acciuffato. Fortuna sfacciata, diceva sempre
lui. Ma forse no.
Io sono stato beccato, ho scontato la mia pena, gi la testa e culo in a-
ria. Pena mica da ridere, pi di vent'anni. Big John cominci a tagliarsi
un'altra pista. Ma cos  la vita vera, no? Un giorno ti farai la tua galera
anche tu, ragazzo, perch tu non svenderai gli amici, capito? Fa parte della
curva di apprendimento, per la gente come noi.
La bocca di Jon Jon, non avvezza alla cocaina, era arida. Non ne pren-
deva da mesi. Ma sapeva che era anche perch lui si stava innervosendo.
Quella era chiaramente una faccenda personale per Big John. Jon Jon si era
reso improvvisamente conto che l'uomo si aspettava che gli servisse Paulie
su un piatto d'argento.
Forse  solo stato fortunato.
Big John rise forte, pi forte stavolta, e poi in un batter d'occhio smise
anche di sorridere. Fissando Jon Jon dritto in faccia, disse: Nessuno ha
una cazzo di fortuna del genere, ragazzo. Se avesse tutta quella fortuna di
scorta, potrebbe sbancare il telequiz dei milionari, pensaci.
Jon Jon ci pens. Non aveva molta scelta. Stava andando tutto a rotoli e
lui non sapeva cosa fare. Avrebbe dovuto aspettare che finisse e, nel men-
tre, improvvisare. Non poteva uscire di l incazzato, sarebbe stato gi for-
tunato ad arrivare all'ascensore.
Eppure, nonostante tutto, le parole di Big John erano assolutamente sen-
sate.
Jeanette entr in casa, tutta sorrisi e buon umore. Joanie non era in vena
n per gli uni n per l'altro. In realt, Jeanette era l'ultima persona che si
sarebbe aspettata di vedere quella sera.
In un altro momento, veder tornare a casa la figlia sarebbe stato un mo-
tivo di gioia. Cerc di controllarsi mentre Jeanette si versava da bere e la
informava che sarebbe rimasta a dormire l.
Joanie sorrise a fatica. Se non ti dispiace, amore, stanotte mi serve la
casa per me.
Jeanette sorrise. Ah! Serata calda?
Joanie fece del suo meglio per sorridere a sua volta. Diciamo cos.
Oh, avanti, mamma! Raccontami.
Lei not l'evidente contentezza della figlia e cap che, nonostante tutto
quello che era successo alla famiglia, Jeanette ne era uscita migliorata. A-
veva avuto bisogno di qualcosa che le aprisse un po' gli occhi. Ma quale
prezzo aveva dovuto pagare Joanie per vedere sua figlia sorriderle con ve-
ro affetto?
Non c' niente da raccontare, amore. Joanie prese la vodka che lei le
porgeva e la sorseggi, poi disse piano: Vuoi farmi un favore, e tornare
da Jasper?
Jeanette colse il nervosismo nella voce della madre. Cosa succede?
Era diventata sospettosa; capiva se le si nascondeva qualcosa.
Niente, amore. Mi serve solo la casa per me.
Oh, piantala, mamma. Ti sembro un'allocca? Jeanette stava cercando
di alleggerire la situazione e quello, per Joanie, era un comportamento da
dieci e lode. Ma voleva che uscisse prima di vedere Bethany e cominciare
a far domande. Non ne aveva proprio bisogno, quella sera. Jeanette avreb-
be soltanto creato confusione.
Quando Jeanette si diresse alla camera che aveva diviso con Kira, Joanie
sbott, irritata: Cazzo, non puoi fare quello che ti chiedo, per una volta?
Jeanette si volt a guardarla. Che sta succedendo qui?
Joanie trasse un respiro profondo, poi rispose: Per piacere, Jeanette. Va'
da Jasper e basta, d'accordo? La sua voce era stanca e lei aveva un'aria
ancor pi sciupata del solito.
Mamma, per piacere, che succede?
Joanie drizz le spalle e grid pi forte che poteva: Vuoi andartene af-
fanculo? Per una volta in vita tua, fa' quello che ti chiedo e basta, va be-
ne?
Jeanette la fiss per alcuni lunghi istanti, poi sbott: Be', grazie di un
cazzo, mamma.
Era mortalmente offesa e Joanie avrebbe voluto rimediare, ma non pote-
va. Non ancora. Non prima di aver scoperto quello che le serviva sapere.
Jeanette avrebbe soltanto tormentato la bambina e quella era l'ultima cosa
di cui Bethany avesse bisogno. La stessa Joanie, nonostante tutti i suoi no-
bili pensieri, doveva fare appello a tutta la forza di volont per non tirar
fuori la verit dalla povera piccola a suon di ceffoni. Se avesse saputo co-
me stavano le cose, Jeanette non ci avrebbe pensato due volte. Prima a-
vrebbe menato e poi pensato.
Era figlia di sua madre, in quello.
Jeanette si precipit fuori di casa, sbattendo la porta. Joanie si afflosci
sul pavimento. Non sapeva che diavolo fare. Per la prima volta in vita sua,
non sapeva come rimediare.
In camera da letto, Bethany si era raggomitolata sotto le lenzuola chie-
dendosi il perch di quelle grida. Sapeva soltanto una cosa: la causa era lei.
Big John aveva preso il volo. Era rosso in faccia, parlava a raffica, ma la
testa era limpida come l'acqua di una spiaggia tropicale. Tuttavia la coca
l'aveva anche reso aggressivo e non aveva pi intenzione di girare attorno
all'argomento con Jon Jon. Parl chiaro e tondo. Jesmond e Paulie stanno
architettando qualche imbroglio?  una domanda semplice, basta un s o
un no. Non sono in vena di cazzeggiare, okay?
Jon Jon annu. Credo di s.
Aveva deciso di tagliare i ponti e di passare dalla parte di Big John, an-
che se in fondo sapeva che non aveva altra scelta se non accontentare quel-
l'uomo.
Ecco il bello di essere una leggenda come John McClellan. Alla fine, la
gente faceva sempre quello che volevi. Era la legge della strada, che Jon
Jon aveva sempre rispettato.
All'improvviso, Paulie era diventato un'entit ignota. Fino a quel giorno
era stato un modello per lui, e Jon Jon era stato grato della sua guida. Ma
davvero si era messo con una bestia, e di quelle del peggior tipo? Davvero
Paulie era il proverbiale lupo travestito da pecora? Cos pareva. Per quanto
cercasse di abbellire mentalmente le cose, a Jon Jon sembrava che Paulie
fosse... contaminato. E nel loro mondo il tanfo di pervertito non poteva es-
sere tollerato. E non lo sarebbe stato. Sospir cos profondamente da sen-
tirsi vuoto dentro. Secondo Jesmond, lavorava con Paulie e Pippy. Pren-
devano ragazze e bambine arrivate dall'Europa dell'Est e le rivendevano.
Sniff un'altra pista e continu: Voglio andare da Pippy per questo, ma, a
quanto dici, tuo figlio  in combutta con lui, perci devo sapere esattamen-
te fin dove posso arrivare. Devo passare attraverso te, John? Guard
l'uomo direttamente in faccia, con un'espressione onesta e leale.
Big John si appoggi a un ripiano di granito, il volto grinzoso congelato
in una maschera di sofferenza. Si prese la testa fra le mani, le grosse spalle
tremanti come se stesse tentando di non piangere. Rimase cos per qualche
minuto, mentre nella stanza montava la tensione. Poi parve riprendersi e,
alzando gli occhi sul ragazzo di fronte a s, disse: Puoi arrivare fino a
mettere mio figlio fuori gioco, no? Si port una grossa mano ben curata
alla bocca per un momento, come in preda alla nausea, poi aggiunse tri-
stemente: La mia Kathy ne morir.  il pi piccolo, ma non posso pro-
teggerlo, figliolo. Non voglio, non se traffica in bambini. Ma devi farlo tu,
perch io non posso. Se lo facessi, non potrei mai pi guardare in faccia
mia moglie. E, con tutti i difetti che ho, io la amo, come un tempo ho ama-
to Kieron. Debole e stupido com'era, amavo quel ragazzo.
Aveva ricominciato a preparare le piste, ma Jon Jon vide che gli trema-
vano le mani. Quando ebbe finito, guard il ragazzo e mormor: Meglio
che tu veda una cosa.
Usc dalla stanza e Jon Jon lo sent salire la scala in ferro battuto che
portava alla camera da letto di sopra. A Jon Jon pareva di trovarsi in una
specie di sogno. Si domand se tutto quello stava realmente accadendo.
Davvero quell'uomo si aspettava che lui facesse fuori il figlio minore al
posto suo?
Al suo ritorno, Big John gli porse una cartellina, simile a quelle che usa-
vano i bambini a scuola. Aprila, guarda dentro.
Jon Jon l'apr con trepidazione. Adesso che erano arrivati al dunque, non
era pi tanto sicuro di voler proseguire. Si sentiva un po' come Pandora,
per sapeva che, qualsiasi cosa fosse rimasta nel vaso, non sarebbe stata la
speranza. La speranza se n'era andata affanculo da anni e non c'era nessuna
probabilit che tornasse. Ne sei sicuro, John?
L'uomo gli pos una mano pesante sulla spalla. Tua madre ha fatto uno
splendido lavoro con te. Lo dicono tutti. Parlano di quanto ti sei preso cura
di lei e delle tue sorelle. Di che persona forte sei. Io questo lo ammiro, ve-
di. I miei figli pi grandi sono cos. Delinquenti, certo, non discuto, ma il
mio ultimo, il mio Kieron,  una merda. Ma non ci avevo mai creduto fin-
ch non ho visto queste foto. Le ho tirate gi io stesso dal suo PC. Non ci
sono dubbi su quello che ha fatto. Avevo soltanto bisogno di sapere se era
un cliente o se faceva anche parte dell'organizzazione. Punt un dito in
faccia a Jon Jon. Non dire ad anima viva quello che vedrai qui stasera,
chiaro? Gli altri miei figli saranno informati, ma soltanto a cose fatte. Non
sapranno neanche la met, solo quanto basta a chiudergli la bocca. Capirai
perch voglio tenerlo segreto. Mi liberer del suo corpo io stesso, per vo-
glio che fai questo lavoretto per me e ti sar debitore, figliolo, alla gran-
de. Si schiar rumorosamente la gola. Ora guarda dentro quella cazzo di
cartellina, ti spiace?
Ci vedr mia sorella?
Jon Jon aveva bisogno di saperlo, prima. Prima di rovistare l dentro e
tagliarsi i ponti alle spalle una volta per sempre.
No, e ringrazierai Dio per questo tutta la vita, quando avrai guardato l
dentro. Io devo vivere sapendo che il mio ragazzo  un lurido pervertito, e
anche peggio: uno che ha permesso ad altri stronzi malati di rovinare dei
bambini.
Jon Jon apr la cartellina con riluttanza ed estrasse le immagini stampate.
Fissandole, si sent montare la bile. Eccolo l, Kieron McClellan, a colori
vividi, con bambini piccoli, maschi e femmine. Fu sufficiente a fargli sali-
re la bile dallo stomaco in bocca. Jon Jon vomit nel modernissimo lavan-
dino della cucina fino a sentir male alle costole. Sentiva soltanto il sapore
della birra e della cocaina. Big John gli massaggi la schiena finch non
ebbe finito.
Allora Jon Jon guard l'omone. Mi dispiace tanto, amico.
Ed era vero. Vedere quello che aveva appena visto e sapere che l'autore
di quel crimine era sangue del tuo sangue doveva essere la cosa peggiore
che potesse capitare a chiunque.
Big John apr il grande frigorifero americano e tir fuori una bottiglia di
Bourbon e una ciotola di ghiaccio. Non riesco ancora a ficcarmelo in te-
sta. Ci penso e ci ripenso e ancora non riesco a capirci niente. E sai qual 
il peggio, no?  Paulie Martin che finanzia tutto. Scosse la testa al pen-
siero degli intrallazzi del suo ex amico. Allora, figliolo, sei dentro o sei
fuori?
Jon Jon prese la bottiglia di Bourbon e vers a entrambi una dose gene-
rosa. Sono dentro.
Big John sorrise. Il primo sorriso schietto della serata. Bravo, ragazzo.
Sapevo che non ti saresti tirato indietro. Salute, Jon Jon. Stai facendo la
cosa giusta.
25
Joanie fum una sigaretta e cerc di calmarsi. Una met di lei avrebbe
voluto uscire di casa e lasciarsi alle spalle tutta quella disgraziata situazio-
ne. Ma l'altra met sapeva di non avere scelta. Doveva resistere sino alla
fine e, cosa pi importante, risolverla meglio che poteva.
Tuttavia, pur odiando ferocemente Little Tommy, aveva avuto i suoi
problemi a colpirlo; inoltre, in fondo al cuore, non era pi cos sicura di
voler sapere esattamente cosa fosse successo alla figlia.
Aveva gi abbastanza problemi a dormire; come si sarebbe sentita, co-
noscendo l'intera storia? E quanto alla povera Jeanette... Be', non l'avrebbe
perdonata facilmente per quella notte, specie quando avesse scoperto quel-
lo che stava succedendo realmente. Si sarebbe sentita respinta, non abba-
stanza considerata da essere messa al corrente. Non era vero, tuttavia era
ci che lei avrebbe scelto di credere.
Infine Joanie and in camera e vide che Bethany aveva acceso il televi-
sorino portatile e stava guardando il canale dei ragazzi.
Tutto bene, gioia?
La ragazzina si volt e la fiss con sguardo incolore. Possiamo parlare
ora, Joanie?
Lei annu e sedette sul letto al suo fianco. Bethany ader al corpo di Joa-
nie, che istintivamente la strinse a s.
Bethany fiss lo schermo per qualche istante, mentre si sistemavano, poi
mormor: Kira era una brava bambina. Non come me.
Joanie si sent di nuovo il cuore martellare nel petto. Raccontami, teso-
ro. Di' alla zia Joanie com' andata.
Vedi, io e Kira andavamo spesso da Lorna. Ma a Kira non piaceva, di-
ceva che era troppo sporco e che tu l'avresti ammazzata se lo scoprivi. Poi
 arrivato Little Tommy e lei ha cominciato a passare tutto il tempo con
lui. Io ero gelosa. Parlava sempre di lui. Ma io sapevo dei Thompson, e lui
sapeva che sapevo.
Joanie deglut con forza, poi domand: Cosa sapevi, Bethany?
Lei continuava a fissare lo schermo, riluttante a guardare Joanie in fac-
cia. Del pap.
Del pap, cosa?
Lui la guardava sempre, ma aveva troppa paura di Tommy, sai. Questo
devo ammetterlo, Tommy non lasciava avvicinare suo pap a Kira.
Come fai a sapere tutte queste cose? domand Joanie, con la bocca
secca.
La ragazzina scroll le spalle grassocce. Lui veniva in una delle case
dove mi portava Pippy.
Joanie chiuse gli occhi per eludere la visione evocata da quelle parole.
Stiamo parlando di Tommy o del pap?
Non di Tommy, di suo pap, di Joseph. Da me si teneva alla larga, pe-
r, e io ho sempre fatto finta di non conoscerlo. Guard Joanie di sottec-
chi. Ma non si  mai avvicinato a Kira, Tommy glielo ha impedito. Lo so
per certo.
Dunque il pervertito era il padre. Ma Tommy? Cos'era lui esattamente?
Joanie affront l'argomento per gradi. Quindi non ti ha mai toccato... Jo-
seph Thompson, dico?
Bethany scosse la testa. Aveva troppa paura di me, te l'ho detto. Lorna
lo conosceva da prima, sai. Lei trova i ragazzini per Pippy e per il suo a-
mico Kieron.  Kieron che d le feste per gli uomini come Joseph. Gli pia-
ce un sacco e, a differenza di Pippy,  davvero gentile. Ma al pap di
Tommy, le ragazzine gli piacciono piccole, piccole e secche. Bionde, se
possibile. Io non sono mai stata il suo tipo. Kieron, per, lui mi amava...
Joanie aveva sentito abbastanza, ma si costrinse a proseguire quella spe-
cie d'interrogatorio. Dov'era questa casa in cui andavi, allora?
Quella dove sono andata pi spesso era a Ilford, te l'ho detto, vicino a
Mortlake Road. Bethany sorrise. Sono andata anche a casa di altra gen-
te, dopo che ho imparato a farlo bene. Pippy diceva che  un talento natu-
rale.
Lo aveva detto con un orgoglio spaventoso. Era l'unica cosa per cui fos-
se mai stata lodata in vita sua e quella lode veniva da un pervertito. Che
spreco criminale dell'innocenza e della fiducia di una bambina... Joanie
prov una tale furia nei confronti di Monika da domandarsi se la loro ami-
cizia, che aveva avuto pi alti e bassi del mercato azionario giapponese,
sarebbe sopravvissuta a quello.
Bethany continu, sognante: Alcune di quelle case erano proprio belle,
come quelle che si vedono alla tele. E mi davano da bere e da fumare e mi
prendevano in giro. Gli piacevo, Joanie. Lo dicevano. E mi davano dei
soldi. Mia mamma credeva che rivendessi roba rubata nei negozi.
Joanie abbass lo sguardo sul viso della ragazzina. I suoi soffici capelli
si stavano asciugando e sembravano esplodere attorno alla testa. Le davano
un'aria cos giovane... Gli occhioni erano tristi, come gli occhi di tante
donne con cui Joanie aveva lavorato in quegli anni.
Quella bambina sapeva gi tutto quello che c'era da sapere, e il peggio
era che sarebbero passati anni prima che l'orrore di quella consapevolezza,
infine, la colpisse. Non lo avrebbe voluto, naturalmente, ma, a quel punto,
si sarebbe data alla droga e all'alcol per eludere il dolore di una vita con-
sumata troppo presto. Di lei non sarebbe rimasta che la rabbia, e sarebbe
stata devastante, Joanie lo sapeva per esperienza.
C'era un'ultima domanda da fare.
E Kira... Cosa le  successo?
Bethany diede un sorso alla lattina di Coca-Cola accanto al letto prima
di parlare. Joanie vide che la bambina cercava di farsi forza.
L'ho vista mentre andava ai negozi, come ho detto. Abbiamo litigato...
a causa mia. Si affrett ad attribuirsi la colpa.  corsa via e io l'ho inse-
guita. Allora Pippy Light si  fermato con la macchina e le ha parlato.
Joanie si sent svenire per il terrore. Va' avanti, tesoro.
Lui mi ha visto e mi ha chiamato. La voleva per una festa. Mi ha detto
di dire a Kira che lui ti conosceva, che conosceva la sua mamma, sai. Per
la prima volta guard Joanie in faccia. Vedi, non potevo non farlo. Pippy
mi avrebbe fatto male, Joanie, lo so e, anche se volevo dirle di scappare,
avevo troppa paura. Ricominci a piangere. Tu non sai com' fatto, Joa-
nie. Prima  tutto per te, a dirti quanto sei carina, e un minuto dopo cam-
bia. Se non fai quello che ti dice, d i numeri. Ti picchia, ti sputa addosso,
ti tira i capelli e devi fare come dice lui. Cos  pi facile.
Pippy Light terrorizzava gli adulti. Doveva essersi spanciato dalle risate
di fronte all'ingenuit e alla docilit di quelle povere bambine. Ma non la
sua Kira. Joanie aveva insegnato bene a Kira cos'era il suo corpo e a chi
apparteneva.
Bethany guardava Joanie negli occhi, implorando comprensione. Non
puoi dirgli di no, Joanie. Non puoi proprio...
Il campanello della porta suon e Joanie sospir. Doveva essere Monika,
l'ultima persona che lei voleva vedere.
 mia mamma? La paura di Bethany era fin troppo evidente. Monika
si sarebbe infuriata trovandola l, e il peggio era che si sarebbe infuriata
per i motivi sbagliati.
Stai qui zitta. Ci penso io, okay?
Joanie usc dalla stanza col cuore pesante. Ormai sapeva al di l di ogni
dubbio che la sua piccina era morta. E conosceva il responsabile.
Ma non le venne in mente di chiamare la polizia.
Era un fatto personale. Che bisogno c'era di quelli a piantare casino?
Pippy Light aveva i soldi per pagarsi buoni avvocati e per una difesa i-
nattaccabile, basata su testimoni che aveva comprato. Joanie non poteva
permettere che la cosa arrivasse in tribunale. Che possibilit di giustizia
avrebbe avuto, allora?
Ascoltando la storia di Big John, Jon Jon si roll un'altra canna. Sapeva
che quell'uomo aveva bisogno di parlare, di levarsi il peso dal cuore spie-
gandolo ad alta voce a qualcuno.
Jon Jon lo capiva; si sarebbe sentito cos anche lui.
Di tutte le cose che sarebbero potute accadere a Big John McClellan,
quella era la peggiore. Avrebbe potuto sopportare tutto, tranne sapere che
suo figlio era una bestia. Nel loro mondo, si trattava di una cosa che non si
poteva mai mandar gi. Era una tara, una macchia sull'intera famiglia.
Quand'era piccolo, sai, lei gli dava tutto quello che voleva. E anche ai
suoi fratelli. Come molti padri prima di lui, John stava cercando di spie-
gare le azioni del figlio. Aveva soltanto nove mesi quando mi hanno bec-
cato, perci mi vedeva sempre e solo durante le visite in prigione. Quando
sono finalmente uscito aveva ventun anni. Non l'ho mai conosciuto, me ne
rendo conto adesso. Come avrei potuto, stando dentro tutto quel tempo?
Onestamente, mia moglie ha fatto del suo meglio e gli altri sono venuti su
uno splendore.  un'anomalia naturale, credo, no?
Jon Jon annu. Sapeva che Big John doveva crederci, altrimenti non sa-
rebbe pi riuscito a dormire in pace.
Ora ha ventiquattro anni e gli piace fare sesso coi bambini. Che razza
di storia ? Era francamente sconcertato.
Jon Jon non sapeva cosa dire. Pensano che sia una mania, che sia la na-
tura a giocare scherzi. Almeno l'hai scoperto in tempo per fermare la cosa.
Immagina se fosse venuta fuori, John.
Big John annu. Quel pensiero lo faceva sudare.
E la sai un'altra cosa? aggiunse Jon Jon.
Big John gli lanci un'occhiata interrogativa.
Tutti dovranno sparire, no? Tutti quelli che sapevano di Kieron do-
vranno essere cancellati. Fine del gioco, cazzo, non  cos, in tutti i sensi?
Big John si rilass.
Quel ragazzo sapeva esattamente ci che ci si aspettava da lui; non c'era
bisogno di dilungarsi in spiegazioni. E si fidava di lui, si fidava davvero.
Quello lo stupiva pi di tutto. Jon Jon Brewer era proprio cos come lo ve-
devi. Big John si sarebbe preso cura di lui, a cose fatte. Quel ragazzo sa-
rebbe stato un principe ereditario, avrebbe provveduto lui stesso. Avrebbe
dato a Jon Jon una vita che gli uomini del suo genere potevano soltanto
sognare; infatti gli avrebbe dato una cospicua fetta dell'impero di Paulie.
Dopotutto a Paulie non sarebbe pi servita... Non dove sarebbe finito,
almeno.
Non gliel'avrebbe dato tutto, naturalmente; non era cos riconoscente,
cazzo. Ma lo era abbastanza da fare in modo che quel ragazzo non cono-
scesse mai pi un giorno di merda in vita sua. Lo avrebbe tenuto d'occhio.
Jon Jon Brewer sarebbe stato il depositario del suo pi grande segreto e lui
se lo sarebbe tenuto vicino.
Ormai Jon Jon era abbastanza rilassato da tagliarsi la coca da solo, senza
chiedere il permesso. Sniff e disse: Smettila di farti del male, John. Kie-
ron era un'eccezione, un mutante del cazzo. Concentrati solo su come ri-
durre il danno al minimo, non solo per te, ma anche per gli altri tuoi figli.
Cio, l'ultima cosa che ti serve  averlo in galera nel settore pervertiti, giu-
sto? Perci devi assicurarti che vada a dormire sotto l'erba al pi presto.
Cos sono tutti contenti. Lui sparisce, tua moglie ha una tomba da visitare
e tu salvi il nome della famiglia.  semplice.
Sei un bastardello in gamba, ragazzo.
Jon Jon sorrise. Anch'io ho un conto da regolare, ricordi? Lo far per
mia sorella, poverina. Neanche lei era del tutto a posto, sai. Non una mon-
gola, niente del genere, per non era proprio una cima. Ma era la mia vita.
Dall'istante in cui  nata e l'ho presa in braccio, era la mia vita. Sospir,
come sempre vicino alle lacrime. Canceller dalla faccia della terra lo
stronzo che l'ha uccisa, e me la godr un mondo. Se mi sbattono dentro per
venti, trenta, quarant'anni, ne sar valsa totalmente la pena. Porse a Big
John lo specchio con le piste pronte e prosegu a voce bassa: Allora... Co-
sa farai con quelle sue foto? Garantito che sono nell'hard disk del compu-
ter. Magari stanno gi girando su Internet. Sniff rumorosamente, poi ri-
prese: Quelle foto sono state stampate dal suo computer. Chi altri pu a-
verci avuto accesso? A chi le ha mandate Kieron? Perch  questo che fan-
no i pedofili, sai.
Big John, bench pieno di cocaina e Bourbon, vide improvvisamente le
reali dimensioni del suo problema.
Internet  pi grande del mondo, amico. Queste porcherie sopravvivo-
no. Potrebbero stare sul monitor di qualcuno tutti i giorni per i prossimi
cinquant'anni.
Oh, Dio santo, Jon Jon. Non ci avevo pensato. Dovremo coinvolgere
qualcun altro, penso. Uno di quei fanatici del computer. Dovr fiutare l'a-
ria, cercare qualcuno che posso controllare. Dio mio, va sempre peggio.
Prima vorrei vedere tutte le foto che Kieron ha nel computer, e anche i
computer dei suoi amici, perch ho la sensazione che potrei vederci un
membro della mia famiglia e, diversamente da te, non mi vergogner della
cosa. Kira non  andata lontano, ne sono convinto. In cuor mio, ho sempre
saputo che  stata una persona vicina. Non se ne sarebbe andata con uno
qualunque, non era cos imprudente. Doveva essere qualcuno che conosce-
va. Pensavo fosse Tommy o suo padre, ma ora, dopo aver visto quella ro-
ba, sapendo quello che so, non ne sono cos sicuro. La ragazzina nera gras-
sa che tromba con tuo figlio  la figlia di Monika la Bocca... La conosci,
quella del mio caseggiato? Lavora per Paulie. La migliore amica di mia
mamma quando si parlano, la sua peggiore nemica quando non si parlano.
Ma quella  sicuramente la sua Bethany, e lei era la migliore amica di mia
sorella. Questo cosa ci dice, allora?
Big John scrutava nel suo bicchiere. Cristallo Waterford, cento sterline
l'uno, gli erano costati. Ne aveva comprati una dozzina. Il vetro intagliato
concentrava la luce dal faretto sul soffitto. Lo spettro di colori era bello,
caldo.
Scagli il bicchiere e il suo contenuto dall'altra parte della stanza, com-
piacendosi del rumore che produsse, frantumandosi in centinaia di scheg-
ge. Parler con Kieron, scoprir tutto. Tu devi solo finire il lavoro, affare
fatto?
Jon Jon annu.  un onore, amico. Ma voglio esserci e sentire tutto con
le mie orecchie. Devo sapere di Paulie Martin oltre che di mia sorella. Lo
capisci, vero?
Big John acconsent con un cenno del capo. Meglio di quanto ti renda
conto, figliolo. Lo credevo mio amico. Pensavo fosse leale. Va' a fidarti,
eh?
Si sorrisero, uniti nella pena.
Quindi Big John si alz e disse: Avanti, meglio che mettiamo in moto
le chiappe. So dove trovare mio figlio a quest'ora.
Jon Jon si alz in fretta e attese, mentre Big John prendeva un paio di
bustine da un armadietto della cucina.
Stanotte scopriremo quello che ci serve sapere, te lo giuro. Dovessi ti-
rarglielo fuori a calci.
Jon Jon non rispose.
Non sapeva davvero cosa dire.
Ma una cosa era certa: il padre riteneva Kieron, suo figlio, capace di uc-
cidere Kira, e quello aveva sancito la sua condanna.
Sulla soglia, Paulie sprizzava energia, sorrideva e si fregava le mani.
Quando entr in casa, Joanie sent per lui la consueta attrazione.
Tutto bene, fanciulla?
La baci sulla bocca e lei rispose al bacio come aveva sempre fatto, con
lui.
Si pu avere una sbirciatina e un panino al bacon?
Era una vecchia espressione cockney usata dalle persone sposate da an-
ni. Lei rise, ma lui cap che non c'era entusiasmo.
Stai bene?
Joanie annu. Sono solo stanca. E aspetto Monika da un momento al-
l'altro.
Me l'ha detto Baxter. Bel colpo, eh, fanciulla?
Allora lei sorrise. Grazie, Paulie, so che sei stato tu a organizzarlo.
Lui la strinse a s. Il minimo che posso fare per la mia ragazza preferi-
ta, no?
Era meraviglioso sentirlo parlare in quel modo. Era cos raro che mo-
strasse a qualcuno il vero Paulie, l'uomo gentile e buono che lei amava da
tanto tempo.
Noi due ci conosciamo da tanti anni, Joanie. Nessun'altra mi ha mai fat-
to l'effetto che mi fai tu.
All'improvviso, quelle parole la imbarazzarono. Di solito lui parlava cos
soltanto al buio della notte.
Dov' Jon Jon? L'ho cercato al cellulare e non lo trovo.
Lei scosse la testa. Non so. Non l'ho visto e mi stupisce. Credevo fosse
qui ad aspettarmi per farmi una lavata di capo.
Jeanette  in casa?
Joanie scosse la testa.
Per mi  sembrato di sentire la sua TV.
Parlando, Paulie sorrideva, ma i suoi occhi saettavano in giro per la casa
come in cerca di qualcosa. Per qualche ragione, Joanie decise di non dirgli
cosa stava facendo, non ancora. Avrebbe solo perso le staffe con Bethany e
poi ci sarebbero state soltanto urla e recriminazioni. Quindi mormor: E-
ro io. Certe volte vado a rannicchiarmi sul suo letto. Cos la sento pi vici-
na.
Lui fece un sorriso cattivo. Sei una pessima bugiarda, Joanie.
La guard, mentre le pupille di lei si dilatavano per lo shock provocato
da quelle parole. Come?
C' Jon Jon l dentro? Era la voce di un uomo che non tollerava men-
zogne.
Che sta succedendo, Paulie?
Che sta succedendo? Cazzo, Joanie, vuoi sfottere? Quel bastardello di
Jon Jon  andato da Jesmond a massacrarlo, con quel Bernard Balordo
come complice! Capisci, adesso, perch lo prender a ceffoni sinch non
mi cascano le braccia, quando gli avr messo le mani addosso? Che cazzo
crede di fare?
Non lo so, Paulie. Non so di che cosa stai parlando.
Lui la allontan con una spinta. Oh, non rifilarmi 'ste menate, Joanie. I
tuoi figli non vanno al cesso senza prima consultarti. E ora  con Big John
McClellan, e chiss che cazzo succede visto che nessuno dei due mi ri-
sponde al telefono! Cos', di colpo sono diventato un fottuto pupazzo del
Muppet Show? grid. Ma cap che Joanie non ne sapeva pi di lui, su do-
ve fosse Jon Jon. Ce l'aveva scritto in faccia.
Paulie entr ugualmente in camera delle ragazze e lei lo segu, tirandolo
per un braccio perch si voltasse a guardarla.
Che diavolo di problemi hai? Arrivi tutto sorrisi e confidenza, poi mi
aggredisci cos? Vattene pure affanculo, Paulie Martin. Tutto questo non
mi serve, non stasera.
Perch, cosa succede, stasera? ringhi lui.
Joanie lo fissava come se non l'avesse mai visto prima, e in effetti quello
era un lato di Paulie che lei non conosceva. Aveva lo sguardo esaltato, fre-
netico di rabbia, d'impazienza e di qualcosa che sembrava paura. Ma per-
ch? Cosa aveva da preoccuparsi Paulie, se pure Jon Jon si fosse cacciato
in altri guai? Non avrebbe mai tradito il suo capo, aveva troppa considera-
zione per lui.
Paulie si precipit nella cameretta.
Era vuota.
Quindi pass al setaccio l'appartamento, tirando fuori i vestiti dagli ar-
madi, strappando la tenda della doccia.
Quando ebbe finito, affront Joanie. Puntandole un dito contro il petto,
sbrait: Di' a tuo figlio che lo voglio. Meglio che venga da me prima pos-
sibile, perch, se devo continuare a cercarlo, sar molto peggio, quando gli
metter le mani addosso. Avevo appuntamento con lui alle nove e non si 
fatto vedere. Meglio che abbia una buona ragione, cazzo.
E usc senza salutare, sbattendosi la porta alle spalle.
Joanie rimase l, sconcertata, a fissare la porta. Chi diavolo credeva di
essere? E, soprattutto, dov'era Jon Jon e a che gioco stava giocando? Se
non era con Paulie, con chi era?
Torn nella cameretta col cuore pesante e aiut Bethany a uscire da sotto
il letto. Il mondo era impazzito, non c'era dubbio.
Bethany si aggrapp a lei e Joanie strinse forte la bambina. Tranquilla,
tesoro, non fa mica sul serio, okay?  solo agitato.
Ma non sapeva chi stesse cercando di convincere, se Bethany o se stessa.
Kieron era con Pippy Light in un club privato a Holborn. Due dei suoi
fratelli maggiori erano appena entrati e lui sorrise mentre si avvicinavano.
Il proprietario del club lo odiava, e odiava Pippy. C'erano sempre pro-
blemi, quando arrivavano. Strafottenti, troppo rumorosi... Quando vide i
due fratelli McClellan tir un sospiro di sollievo. Kieron e Pippy si frena-
vano sempre se c'erano i fratelli, si comportavano da persone diverse.
Riemp automaticamente due bicchieri di vodka in modo che i ragazzi,
raggiunto il bar, li avrebbero trovati ad aspettarli.
Prima c'era un'elaborata gerarchia da rispettare: se salutavano tutti en-
trando, nessuno li avrebbe disturbati quando infine si sarebbero seduti a
bere.
Sapeva pure che Pippy Light sarebbe stato gradito agli altri McClellan
come un preservativo in un monastero, perci se la sarebbe filata al pi
presto. Una cosa andava detta, di Pippy: sapeva capire che aria tirava.
Gerald, il maggiore dei fratelli, un clone del padre, sorrise amichevol-
mente. Tutto bene, Kieron?
Kieron sorrise di rimando. Era sballato, tra le nuvole pi di un 747 sopra
l'Atlantico, e si vedeva. S, tu?
Aveva lo sguardo vitreo di un eroinomane, per era decisamente elettri-
co. Gerald pens che fosse un misto di coca ed ecstasy. Di solito era cos.
Lo stato del fratello lo infastidiva, ma non disse nulla. Pippy veniva accu-
ratamente ignorato, ma ci era abituato. Coi fratelli McClellan non si scher-
zava e lui capiva di dover affrontare quel gelo senza batter ciglio. Avrebbe
aspettato il momento buono. Pippy aveva dei progetti, ma, a differenza di
quella gente, lui se li teneva per s.
James McClellan stava parlando al cellulare e intanto fissava Pippy. Poi
assent col capo. Stacc il telefono e and da Gerald, che gli porse il bic-
chiere. Lo butt gi e disse a suo fratello qualcosa che lo fece accigliare.
La musica era forte e pulsante, anche se il locale era pieno solo per un
quarto. Pippy, che si vantava di avere un rivelatore di merda pari a quello
di un pilota d'intercettore F14, pens che forse era ora di congedarsi dalla
compagnia e finire nell'elenco dei dispersi. Kieron era svagato come al so-
lito.
Le peggiori paure di Pippy ebbero conferma quando lo compresero nel
secondo giro di bevute, cosa mai successa in compagnia di quella gente.
Comunque sorrise e accett il generoso Jack Daniel's e Coca-Cola. Sapeva
stare al gioco.
Kieron dondolava a suon di musica. Era uno dei suoi pezzi preferiti: Ti-
ga che cantava Hot in Here. Era una canzone provocante e Kieron ne se-
guiva le parole, ma solo muovendo le labbra e guardando una ragazza che
stava con un nero grande e grosso. Aveva i capelli biondi e il seno piccolo;
sedici anni, a dir tanto.
Kieron cominci a cantare: It's getting hot in here... So take off all your
clothes! Era il massimo insulto alla virilit del nero e alla sua donna.
Gerald comprese da che parte stava tirando il vento e fece un cenno al-
l'uomo, come a dirgli: Ignoralo. E per l'uomo andava benone. Non voleva
proprio scontrarsi con quella gente, ma nemmeno poteva farsi vedere men-
tre ingoiava il rospo.
Piantala, Kieron. Avanti, bevete. Ce ne facciamo un altro, poi il vec-
chio vuole vedervi tutti e due, okay?
Kieron annu, ma palesemente non era contento. Volevo uscire, avevo
combinato.
James si mise a ridere alle parole del fratellino. Be', allora dovrai disdi-
re, no? Fece un cenno al barista aggiungendo, seccato: E smettila di
stuzzicare la gente. Quello  il mio vecchio compagno di scuola, Easton,
ed  un tipo a posto. Poi scosse la testa, guardando Gerald. Probabilmente
Kieron era pi fuori del solito.
Perch vuole vedere Pippy? Per quanto fuori di testa, capiva che c'e-
rano guai in vista, se suo padre voleva vedere Pippy Light.
James scroll le spalle. Puoi chiederglielo tu stesso tra un minuto. Gli
ho detto di passare qui o chiamare per dirmi dove incontrarci, come prefe-
riva lui. Perci facciamocene un altro prima che lo spettro arrivi alla festa.
Quando ti vede te le canta, Kieron. Hai l'aria di esserti fatto e, conoscen-
doti, ti sei fatto di sicuro.
Era un avvertimento fraterno. Anche se il padre si faceva un po' di coca
o di fumo ogni tanto, non sopportava di vederlo fare ai figli e soltanto Kie-
ron e un altro fratello, Dennis, avevano ceduto alla tentazione. Gli altri
cinque erano bevitori, punto e basta.
James offr da bere anche a Easton e alla sua ragazza, rivolgendo loro un
sorriso e roteando gli occhi in direzione del fratellino, mentre l'altro rin-
graziava con un cenno del capo. La faccia era salva e la serata poteva pro-
seguire, indisturbata. Ma c'era mancato un pelo. Il problema coi McClellan
era che, se ti scontravi con uno, ti scontravi con tutti. Non c'erano soltanto
i fratelli e il padre: avevano pi cugini della famiglia reale saudita. Easton
non si sarebbe messo contro quella gente a meno di non avere con s mez-
za Railton Road durante il carnevale di Notting Hill, e anche in quel caso
ci avrebbe pensato due volte. I McClellan erano ossi duri.
Comunque tenne ben d'occhio il fratellino. Se Kieron si fosse ancora ac-
canito, gli avrebbe spaccato il bicchiere in faccia, non aveva scelta. Quasi
svenne per il sollievo quando, cinque minuti dopo, vide entrare Jon Jon
Brewer insieme col padre.
Jon Jon si avvicin a Easton e i due si strinsero la mano. Giovane com'e-
ra, Sippy gli voleva bene, e a Easton tanto bastava. Jon Jon torn dai
McClellan; Gerald e James lo salutarono entrambi con calore, come da i-
struzioni ricevute al telefono.
Big John osservava tutto.
Poi guard Kieron e Pippy Light e la nausea torn ad assalirlo. Il suo
Kieron aveva avuto tutto su un piatto d'argento. Il nome stesso, McClellan,
gli dava accesso a chiunque e a qualsiasi cosa volesse. Gli aveva permesso
di farla franca con qualcosa che era peggio dell'omicidio.
Chi si sarebbe mai sognato che uno dei ragazzi di Big John McClellan
fosse una bestia? Era un pensiero insopportabile, come lo erano le conse-
guenze della vita depravata del figlio.
Aveva spedito al gabbio un bel po' di pervertiti, li aveva fatti picchiare,
bruciare, aveva partecipato con gusto... e intanto ne aveva uno che cresce-
va proprio nella sua famiglia. Rivide mentalmente ancora una volta quelle
fotografie e ingoi la bile. Diede un'occhiata all'orologio. Ancora un paio
di bicchieri e sarebbe stato abbastanza intorpidito da dare inizio ai giochi.
Jon Jon gli strizz l'occhio e lui sent una terribile voglia di piangere.
Stava diventando troppo tenero con l'et? Non poteva ancora rispondere a
quella domanda, ma sperava di poterlo fare prima della fine di quella notte.
Pippy stava seduto e guardava tutto, e not il modo in cui veniva trattato
Jon Jon. Vide che Big John lo osservava come se fosse lui suo padre, e non
un lurido negro che se l'era data a gambe alla prima occasione. E seppe
con assoluta certezza che, alla fine, tutto era venuto a galla.
Scol in fretta il liquore, pronto a cogliere l'opportunit di svignarsela.
Ma sapeva che non ce l'avrebbe fatta. Non sarebbe andato da nessuna parte
senza i McClellan. A quello avrebbero provveduto loro.
26
Gerald e James guardarono il padre e il fratello e capirono che c'era in
ballo qualcosa di grosso. Adesso erano fuori dal club e Jon Jon Brewer li
fissava, scuotendo la testa come ad avvertirli di non interferire.
Pensarono entrambi la stessa cosa.
Quando mai un estraneo aveva saputo sui loro affari di famiglia qualcosa
che nessuno di loro sapeva?
Anche Pippy stava osservando la scena.
Poi i ragazzi McClellan videro il padre agguantare per la gola il loro fra-
tellino e, istintivamente, intervennero.
Big John fiss i suoi due figli maggiori. Di solito l'orgoglio che provava
per i suoi ragazzi era sconfinato. Se mai qualcuno gli avesse detto che uno
di loro era una bestia...
Riboll di rabbia.
Prendete la vostra macchina e andatevene affanculo, ragazzi. Lasciate
questo stronzo a me.
Gerald pos una mano sul braccio del padre. Su, pap. Lascialo andare
a casa, adesso, e poi domani parleremo di tutto, eh?
Kieron guard il padre, cap che era sotto coca e mormor: Su, pap.
Non vogliamo mettere in piazza le nostre cose, eh?
Era una minaccia.
Anche Gerald colse la sfumatura nella voce del fratello e si volt a fis-
sarlo. Cos'hai fatto stavolta, Kieron?
Era un'accusa, e lui l'aveva gi formulata molte volte.
Big John sogghign. Forza, diglielo, se hai il coraggio. Ma non hai le
palle per farlo, vero?
Kieron non abbocc e Big John sapeva che non l'avrebbe mai fatto.
Davvero non aveva il coraggio. Era soprattutto un vigliacco.
Che storia  questa? Cosa mi sono perso? Gerald fiss prima il padre,
poi il fratello. Le spalle e le braccia possenti di Gerald ricordarono chiara-
mente a Kieron la sua situazione. Gli venne in mente che, in quell'occasio-
ne, sua madre non avrebbe potuto soccorrerlo, dato che non era al corrente
di quell'incontro. Suo padre, come Kieron sapeva, faceva quasi sempre
quello che voleva lei, sentendosi in colpa perch si scopava qualsiasi cosa
respirasse, a ogni occasione.
Glielo aveva detto James una volta. Pap trattava mamma in quel modo
perch era stato dentro tanto di quel tempo che ora doveva godersi al mas-
simo la vita. Aveva anche cercato di dire che lei sapeva tutto delle sue
scappatelle e non le importava.
Comunque fosse, Kieron sapeva di avere un'ultima vita di riserva, con
suo padre, e avrebbe dovuto giocarsela con molta cautela.
Big John indic Gerald e ordin: Metti in macchina Pippy e seguici,
okay? Saprai tutto tra poco.
Era stata una decisione lampo: su due piedi aveva stabilito che dovevano
sapere. Quando il loro fratello fosse sparito, avrebbero ricordato quella
notte e si sarebbero fatti delle domande. E, siccome avrebbero voluto ven-
dicare la sua morte, era meglio mettere al corrente tutti gli interessati fin
dall'inizio. E poi non voleva che tutta la colpa ricadesse su di lui e su Jon
Jon. Era un affare di famiglia, dopotutto. Voleva anche assicurarsi che non
mollassero all'ultimo momento. Di fronte ai suoi figli, faceva sempre la
parte del duro. Con sua moglie era un'altra storia. Non osava pensare a
come avrebbe fatto a nasconderle quel fatto.
Kieron l'aveva intuito, naturalmente. Come sempre. Pap... Mamma lo
sa che sei qui? chiese, fissando il padre con insolenza.
Sali su quella cazzo di macchina, stronzo!
Ehi, un momento, pap. Che cazzo ha fatto stavolta? Lo sistemo io, si
offr Gerald.
Questa  una cosa che nessuno pu sistemare, figlio mio. Te ne rende-
rai conto prima che venga mattina. Il tuo cosiddetto fratello ha passato il
segno e, se si far a modo mio, stanotte lo metteremo a dormire una volta
per sempre.
Gerald non credeva alle proprie orecchie. Su, pap, stai dando i nume-
ri! Aspetta domattina. Lo porto a casa, mamma sar preoccupata...
Chiudi il becco e seguimi al cantiere del rottamaio a Romford.  un po-
sto tranquillo e riservato. E, in ogni caso, non lasciare che Pippy Light si
allontani. Voglio anche lui, chiaro? Poi spinse bruscamente il figlio mino-
re nell'auto. Jon Jon era gi sul sedile posteriore.
Gerald raggiunse la propria auto. Sapeva che era inutile discutere con
suo padre quand'era di quell'umore.
Che sta succedendo, Ger? James era preoccupato quanto lui.
L'altro scroll le spalle. Cazzo ne so. Quindi guard Pippy e aggiunse:
Ma lui pu illuminarci durante il viaggio, se sa cosa gli conviene.
Joanie e Bethany avevano parlato finch la ragazzina non si era addor-
mentata. Era strana, quella cosa: i pi piccoli, qualsiasi cosa gli succeda,
riescono sempre a dormire. Le rimbocc le coperte, poi si riemp un gene-
roso bicchiere e sedette sul divano a sorseggiarlo, sforzandosi di compren-
dere quello che le aveva raccontato Bethany.
Le due ragazzine se n'erano andate con Pippy Light e un tizio di nome
Kieron in una macchina. Kira era stata indotta ad andare con loro. Bethany
era stata lasciata in una casa a Ilford, e Kira non si era vista mai pi.
Non serviva essere Sherlock Holmes per immaginare cosa le fosse suc-
cesso. In fondo al cuore, Joanie aveva sempre saputo che sua figlia era sta-
ta assassinata. Era il suo istinto di madre. Ora la preoccupava di pi quello
che avrebbe fatto Jon Jon dopo averlo scoperto. Quello le impediva di pen-
sare a Kira e a ci che le era successo prima di morire.
Joanie inghiott in un sol sorso il contenuto del bicchiere e sent il bru-
ciore quando le arriv allo stomaco. Poi s'inginocchi a terra e apr il cas-
setto dei tesori. Tir fuori tutte le sue cose e le guard ancora una volta,
sapendo che mai pi le avrebbero donato la pura gioia di un tempo. Mai
pi avrebbe fantasticato di avere una bella casa, con un giardino e un'alta-
lena per Kira, con bei piatti in cui mangiare durante cene coi ricchi e famo-
si.
Mai pi avrebbe potuto pensare a tutto ci senza ricordare la sua figlia
minore. Mai pi avrebbe conosciuto un giorno felice.
Il volto di Little Tommy le apparve davanti agli occhi e lei scacci quel-
l'immagine. Il senso di colpa che provava per la sofferenza di quel ragazzo
era sconvolgente; al momento, lei non aveva il tempo n l'energia per af-
frontarlo.
Quindi and in cucina, prese un grosso sacco di plastica nero e cominci
a riempirlo di tutti i suoi tesori, come li chiamava Jon Jon.
A Kira piaceva tanto guardarli, era una festa per entrambe. Joanie era
stata felice di vedere la figlia gioire di tutte le cose belle. Insieme avevano
progettato le cene: i piatti, portata per portata, il vino... Tutto quanto, fino
al colore dei tovaglioli e al servizio di posate.
Ormai tutto, ogni momento d'innocente felicit, era svanito.
Anche la sua piccina era svanita e non sarebbe tornata mai pi.
Quando prese il sacco e lo port fuori, allo scivolo dei rifiuti, Joanie
piangeva. Ferma sul pianerottolo, guard il caseggiato e pens con stupore
a una vita in cui per tanto tempo non era accaduto nulla di buono. Nelle ra-
re parentesi in cui le era sembrato che le cose funzionassero, aveva sempre
aspettato che andasse tutto a rotoli. Ormai la sua vita era andata in pezzi.
Era buona solo come materiale per i tabloid e per le chiacchiere del vicina-
to.
Guard dentro le finestre delle case attorno a s. Vide le luci, le varie
carte da parati, il tremolio degli schermi televisivi; ascolt la musica pul-
sante, le grida, le risate degli adolescenti che ciondolavano in strada, e in-
vidi quella vita senza complicazioni.
Sua madre diceva sempre che la vita era una merda quasi per tutti e che
erano gli altri a renderla tale. In realt, non si aveva mai scelta, erano gli
altri a fotterti. Fino a quella sera, Joanie non aveva capito cosa volesse di-
re. Il dolore delle persone nasceva sempre e soltanto dall'amore per qual-
cuno. La piccola Bethany, per esempio: amava cos tanto Monika... ed era
un amore sprecato. E il peggio era che, giovane com'era, Bethany lo aveva
gi capito.
Joanie strinse a s il sacco nero e, scivolando in ginocchio, pianse come
una bambina. Nel petto sentiva un dolore cos acuto che credette davvero
di morire.
Per favore, pap, ascoltami un momento, va bene? Kieron cominciava
a essere nel panico. Qualsiasi cosa dicesse a suo padre, veniva ignorata o
ridicolizzata.
Big John imit la sua voce con cattiveria. Pap, ascoltami, va bene?
Va bene i miei coglioni!
Jon Jon guard Kieron senza la minima compassione. Perch non chiu-
di il becco, fottuto stronzo degenerato?
Lasciando emergere un po' della sua animosit, Kieron replic: Davve-
ro gli permetti di parlarmi cos, pap? Un fottuto negro, lasci che parli cos
a me? Dov' il Big John McClellan che conosco e odio?
Big John rise. Oh, ti ha turbato, eh? Pervertito pezzo di merda!
Hai avuto a che fare con mia sorella Kira? Dalle foto che mi ha mostra-
to tuo padre, vedo che conosci intimamente la sua amichetta Bethany.
Big John rise ancora. Questa  bella, Jon Jon, ci sai fare con le parole.
Intimamente. Quanti anni aveva allora, Kieron? Nove, dieci?
Non ti piacerebbe saperlo?
Kieron si mise a ridere e Big John, pur guidando, si pieg all'indietro e
cerc di mollare un pugno in faccia al figlio.
Piccolo bastardo attaccabrighe! Ti ammazzer per quello che mi hai
fatto...
Ferm la macchina in mezzo alla strada e salt fuori. Apr lo sportello
del passeggero e cominci a prendere a pugni il figlio. Stava perdendo il
controllo. Dopo tutte le lotte che aveva dovuto sostenere, stava finalmente
perdendo il controllo.
A Jon Jon occorsero tutta la sua forza e la sua persuasione per far tornare
John al posto di guida.
La gente li fissava, chiedendosi che cosa stesse accadendo, ma senza
nessuna intenzione di farsi coinvolgere. E chi avrebbe potuto darle torto,
guardando quell'omone arrabbiato?
Calmati, prima che ci arrestino tutti! Accosta la macchina. La gente ci
sta guardando!
Kieron era stramazzato sul sedile, finalmente zitto. Stava anche sangui-
nando copiosamente.
Jon Jon vide che Gerald e James avevano accostato dietro di loro e os-
servavano in silenzio la scena. Non riuscendo a vedere Pippy, pens che
gli avessero gi parlato. Quindi si avvicin alla loro macchina. Portandosi
agli occhi le mani a coppa, guard attraverso il finestrino posteriore. Pippy
giaceva sul sedile. Era pesto e insanguinato, ma ancora vivo, ed era quello
che interessava a Jon Jon.
Gerald abbass il finestrino del posto di guida.  vero, Jon Jon?
Lui annu.
Ges Cristo, non pu essere... Kieron  uno stronzo, ma non farebbe
una cosa del genere...
Jon Jon tir fuori dalla tasca della giacca la cartellina e gliela porse at-
traverso il finestrino. Indic Pippy Light. Non provate ad ammazzarlo.
Ho bisogno di parlargli della mia sorellina, okay?
Entrambi annuirono.
Quando avr scoperto quello che mi occorre, sar tutto vostro.
Mentre tornava alla macchina di Big John, un'auto della polizia li oltre-
pass, veloce, con tutti i lampeggianti accesi e le sirene spiegate, diretta al
luogo di un incidente stradale che era stato segnalato.
Ma Jon Jon, come gli altri, la ignor.
Come al solito, erano arrivati troppo tardi.
Paulie era nel suo ufficio all'Angel Girls. Ultimamente gli piaceva stare
l, era l'unico luogo in cui riuscisse a rilassarsi. Quella sera, per, non ci
riusciva. Stava fumando una sigaretta, cosa che faceva solo ogni tanto e,
tra una boccata e l'altra, sminuzzava documenti. Aveva gi distrutto tutti i
dischi che aveva e i computer dove poteva esserci del materiale. Non che
qualcun altro si fosse mai avvicinato ai suoi computer, ma la paura e la pa-
ranoia avevano preso il sopravvento. Aveva immediatamente capito il nes-
so tra Jon Jon e McClellan, e adesso sapeva che l'omone, in qualche modo,
aveva subodorato qualcosa. Si era fatto vivo in un momento troppo oppor-
tuno, a proporre un affare vantaggioso, a chiedere se Paulie aveva un uomo
in gamba da metterci. Ma, solo quando Jon Jon era mancato all'appunta-
mento con lui, aveva fatto due pi due.
Perch mai si era permesso d'invischiarsi con Jesmond e Pippy? Perch
non gli era mai passato per la testa che un'innocente come Kira potesse re-
stare coinvolta in quello che lui aveva finanziato. Mai si sarebbe sognato
che la cosa potesse arrivare a quel punto. Bambini stranieri, avevano detto.
Nati e cresciuti per quello. Non conoscevano niente di meglio.
Un sacco di gente gli chiedeva di sovvenzionare i loro piani e lui li ave-
va sovvenzionati; a un prezzo, naturalmente. Aveva fatto soldi a palate, in
quel modo. E solo quello aveva fatto con Pippy: aveva finanziato le sue i-
niziative. Aveva lavorato col presupposto che quello che non sai non pu
farti male. Come si era sbagliato!
Dopotutto si trattava di Pippy Light, un pazzo che di pi non si poteva e
con la fissa delle scolarette. In fondo al cuore, Paulie sapeva che non a-
vrebbe mai dovuto avere a che fare con Pippy o Jesmond: erano la feccia
della criminalit. Ma Jesmond aveva illustrato i vantaggi economici e l'oc-
casione gli era sembrata troppo buona per rinunciare.
Era l'unica ragione per cui aveva dato a Sylvia quello che voleva. Sape-
va di non essere in una posizione tale da poter sostenere un controllo trop-
po accurato delle proprie finanze. E lo sapeva anche il suo avvocato. Pau-
lie aveva avuto una brutta sensazione fin dal principi, ma la prospettiva di
tutti quei soldi aveva acquietato ogni possibile scrupolo o qualsiasi paura
di essere beccato.
E il peggio era che temeva maggiormente di essere beccato dalla gente
come lui che dalla polizia. Per la legge sarebbe stato pi facile controllare
la striscia di Gaza che Internet, ed era quello a preoccupare tanto Paulie.
Potevi trovarci di tutto, se volevi dimostrare qualcosa. Una volta che il suo
nome fosse stato legato a quello di noti pedofili, sarebbe stato fottuto. Or-
mai Jesmond era morto... Ma cosa aveva detto?
Quella sera Paulie era andato a casa di Pippy e aveva ordinato a Earl di
farvi irruzione. Quello che aveva visto sui computer lo aveva terrorizzato.
Aveva distrutto tutto l'armamentario e dato fuoco alla casa. Non prima di
averla messa sottosopra, ovviamente.
Ma, come Big John, temeva che altri computer in giro per il mondo con-
tenessero prove fotografiche relative a bambini che lui aveva contribuito a
fornire. E forse c'era il suo nome collegato, da qualche parte, in una e-mail
diretta in Romania o nella Repubblica Ceca. Pippy era abbastanza stronzo
da dire chi li aveva sponsorizzati.
Soltanto al pensiero, Paulie si sentiva la febbre.
Quando si era reso conto che c'era di mezzo anche Kieron, gli era presa
una strizza della madonna, ma Pippy aveva giurato che Big John non ave-
va la pi pallida idea che c'entrasse suo figlio, e lui, conoscendo Big John,
gli aveva creduto.
Per di Kira non aveva saputo nulla. Non aveva chiesto ragguagli a
Pippy e Jesmond sulla clientela o sulle persone impiegate. Non gli era pas-
sato per la testa che fossero tanto pazzi da toccare bambini del posto; ave-
va sinceramente creduto che la scomparsa della piccola fosse opera di un
balordo, non della rete internazionale di pedofili che aveva finanziato in
previsione di un sostanzioso ritorno.
Era stata la sua spaventosa avidit a portarlo alla rovina, Paulie lo sape-
va. E anche alla morte della bambina innocente di cui era padre. Sua fi-
glia... Sua e di Joanie. Ma a quello non poteva pensare. Doveva tener chiu-
so fuori quel pensiero e concentrarsi su come salvarsi la pelle.
Kira. Si ritrov a parlare ad alta voce, ricordando il visino di lei. La
figlia che aveva negato. Non posso pensare a te. Non ce la faccio a pensa-
re... Oh, Dio mio, Kira, cos'ho fatto? Tesoro, mi dispiace. Mi dispiace tan-
to...
Nel cantiere del rottamaio di Romford c'era un grande deposito per i ri-
cambi d'auto. I due dobermann, Pixie e Dixie, erano abituati a dormire l
dentro tra un pattugliamento e l'altro del cantiere. Quella notte il loro pa-
drone, un vecchio di nome Arnold Jigson, era stato strappato al camper ab-
bandonato in cui dormiva perch li portasse a casa.
Non aveva fatto domande, limitandosi a intascare le cinquanta sterline
senza guardarsi indietro. Era abituato agli intrallazzi del suo boss Big John
e non nutriva il minimo desiderio di farsi coinvolgere in qualsiasi cosa che
non avesse conseguenze dirette su di lui o sulla sua famiglia. Se gli sbirri
avessero chiesto, lui era stato l tutta la notte, da solo. Arnold sapeva come
funzionava.
Nell'angolo ufficio del deposito, Gerald vers da bere a tutti. Jon Jon
riavvi il portatile e inser il disco che gli aveva dato Big John.
Mentre lo schermo si accendeva con un guizzo, osserv le reazioni di
Pippy e Kieron. Pippy ebbe la decenza di mostrare vergogna, ma Kieron
persistette nella sua arroganza, quasi credesse davvero di non aver fatto
niente di male.
Spiccava in tutte le foto, molto pi che in quelle stampate da suo padre;
ben presto Jon Jon si rese conto che quello doveva essere il suo disco per-
sonale, quello che teneva per il proprio piacere privato. Dove tenevano gli
altri, allora? Quelli che vendevano ad altri pervertiti come loro?
Gerald e James avevano l'aria di star male. Erano entrambi pallidi e su-
dati.
James stacc a fatica gli occhi dal monitor e fiss il fratellino. Ma gli
mancavano le parole, non riusciva a parlare n a reagire, tale era lo shock.
Suo padre cap benissimo quello che provava.
Bella roba ho messo al mondo, eh, ragazzi? Cazzo, che splendore di
consanguineo. Siete fieri di lui, eh? Volete ancora portarlo a casa dalla sua
mammina?
Big John trascin il figlio minore per i capelli e gli sospinse la faccia
contro il monitor. Su, dai un'occhiata. Sar l'ultimo ricordo che ti porti
appresso, eh? Singhiozzava e tremava, mentre Kieron era silenzioso e
passivo. Lasciava che le cose facessero il loro corso. Sapeva di essere fini-
to. Non c'era nulla che potesse dire per tirarsene fuori.
Si stacc dal padre con uno strattone e si raddrizz, riordinandosi i vesti-
ti, infilandosi la camicia nei pantaloni e lisciandosi i capelli. Un dandy sino
alla fine.
Dov' mia sorella? domand Jon Jon.
Kieron sogghign. Perch me lo chiedi?
Digli quello che vogliono sapere e facciamola finita! La voce di Pippy
era acuta per la tensione. Voleva soltanto che tutto terminasse il pi in fret-
ta e il pi semplicemente possibile.
Jon Jon si volt a guardarlo. Dov', Pippy?
Pippy scroll le spalle.  stato lui. Fece un cenno col capo verso Kie-
ron.  successo altre volte. Poi fu preso da un accesso di tosse. Un oc-
chio era gonfio e insanguinato e il labbro era rotto per le botte che gli ave-
vano dato i fratelli.
Kieron rise, sprezzante, poi guard James e disse: Meglio che ti fai ve-
dere quelle nocche. Sono tutte graffiate e sanguinanti. Devi averlo preso
sui denti, scommetto che fa male. Sogghign e concluse: Ed  sieroposi-
tivo, lo sapevi?
Fu l'ultima goccia.
James prese un palanchino - usato per aprire le cassette di contrabbando
che arrivavano regolarmente al cantiere - e lo sbatt sul cranio del fratello.
Il rumore fu nauseante. Kieron scivol sul pavimento.
Tiralo su e buttalo fuori nel cantiere. Questo tappeto  quasi nuovo.
Il tono di Big John era quello di una casalinga sdegnata: Jon Jon non riu-
sc a trattenere una risata. Fu una risata contagiosa. Gerald si un a lui.
Non so di cosa stiate ridendo. Potrei avere l'AIDS! fece James, offeso.
Piantala, stronzo!
Kieron si sollev su un gomito e boccheggi: Guardatevi, tutti l, con
quell'aria cos virtuosa. Ho usato la feccia, come fate voialtri. A loro pia-
ceva, una volta capito quello che volevamo. La tua sorellina sarebbe anco-
ra in circolazione se non fosse stata cos fottutamente cocciuta! 'Oh, no...
Per piacere... Voglio la mia mamma'.
Tutti lo guardarono, inorriditi. Nessuno di loro riusciva a credere a quel-
lo che stava sentendo. Erano le ultime parole di una bimba morente mentre
quell'uomo la brutalizzava.
Continu a straparlare, sapendo di aver catturato la loro attenzione. Sa-
peva che sarebbe morto quella notte, ma prima aveva qualcosa da dire. Era
convinto che le sue azioni fossero pienamente giustificate. Erano tutti in-
cidenti annunciati. Quella Bethany non ne aveva mai abbastanza: l'alcol e
la droga, trovarsi al centro dell'attenzione... Alle bambine piace stare con
noi, noi le amiamo. Le amiamo davvero.
Ges Cristo! Era stato Gerald a sbottare, totalmente sconvolto e in-
credulo, com'era evidente dall'espressione e dalla voce. Che cazzo di sto-
ria , pap? Sapeva che il fratello credeva a quello che stava dicendo. Ed
era la cosa peggiore. Portatelo via! Non voglio pi vedermelo davanti,
cazzo!
Quando si avvicinarono per tirarlo su, Kieron gemette. Rotol su un
fianco e guard il padre. Grazie a Internet non siamo pi soli. Siamo mi-
lioni nel mondo e un giorno potremo uscire allo scoperto. Tutti voi bastar-
di ignoranti ci avete pensato, solo che non avete il fegato per fare qual-
cosa.
Se la pedofilia fosse legalizzata domattina, per te sarebbe troppo tardi,
stronzo, ringhi Big John. Ora cacciatelo nel baule di una macchina, poi
lo buttiamo nel frantumatore. Non sar il primo a finire cos in questo can-
tiere e non sar l'ultimo, direi. Si rivolse a Pippy Light. Meglio che vuoti
il sacco, bello, e per te sar pi facile. Ma lui... Indic il figlio. Lui sar
cosciente e del tutto consapevole di quello che succede.
Pippy capiva quand'era sconfitto. Annu. Posso chiedere una cosa pri-
ma di andare?
Chiedi pure. Se poi la ottieni o no,  un'altra storia.
Non fatelo sapere a mia mamma. Non lasciate che lo scopra, vi prego.
Ne morirebbe.
Jon Jon non riusc a ignorare l'ironia delle parole di Pippy. Allora sa-
rebbe un po' come mia mamma, no? A pezzi, sconvolta, distrutta? Hai un
bel coraggio, cazzo, tutto goduto a chiederci di proteggere la tua famiglia!
E la mia, di famiglia? E le famiglie degli altri bambini, eh?
Pippy deglut. Ti dir tutto quello che vuoi sapere.
Non ci piove, cazzo.
James e Gerald trascinarono il fratello via dall'ufficio, schiaffeggiandolo
e prendendolo a calci, mentre lui cercava di sfuggire alla loro presa.
Allora, Jon Jon, diamo il via allo spettacolo, okay?
Jon Jon annu.
Le urla e le suppliche del figlio minore di Big John, ora che il momento
del castigo era arrivato, li lasciarono del tutto indifferenti. Ma servirono a
rendere Pippy pi eloquente di quanto non sarebbe stato altrimenti. Alla
fine, Jon Jon lo uccise. In un modo o nell'altro, quella notte Big John aveva
voluto fare di lui un assassino e, quando infine premette il grilletto, Jon
Jon scopr di non provare altro che sollievo.
Paulie fin di sbrigare le sue cose e si accese un'altra sigaretta. Aveva
mandato a casa Earl. Attendeva pazientemente l'arrivo della sua Nemesi.
Era quasi l'alba quando Jon Jon entr nell'ufficio sopra i locali dell'Angel
Girls.
Sapevo che ti avrei trovato qui, disse.
Era il giocattolo nuovo di Paulie, quello di cui era andato pi fiero, e lui
aveva sempre attribuito maggior valore alle cose che alle persone. Era in-
vecchiato dalla sera alla mattina, per, sembrava quasi decrepito, e Jon Jon
prov un moto di pena. Ma la respinse nel profondo di se stesso.
Paulie gli rivolse un sorriso storto. Non serve a molto dire che mi di-
spiace, giusto? Il coinvolgimento di Kira... Non sarebbe mai dovuto succe-
dere.
Troppo tardi, Paulie. Cosa sa Earl?
Niente. Avevo intenzione di lasciar fare a te. La mander gi. Sei tu il
capo, per quello che lo riguarda.
Jon Jon era sollevato. Gli sarebbe dispiaciuto dover estendere quella
guerra a Earl.
Ne deduco che ora sai tutto, continu Paulie.
Il ragazzo annu di nuovo, incapace di dire a quell'uomo tutto quello che
avrebbe voluto. Si sentiva tradito. E non c'era modo di far capire quanto.
Io non sapevo nulla. Era solo una questione di soldi, sai, farfugli
Paulie.
 sempre cos, no? Quando si tratta di te, voglio dire. Jon Jon non po-
t impedire all'amarezza d'insinuarsi nella sua voce.
Come sta Big John?
Era a pezzi, quando l'ho lasciato. Voleva venire, ma gli ho detto che a-
vrei sistemato tutto io.
Paulie rise. Ho sempre saputo di poter contare su di te. Poi apr il cas-
setto della scrivania e ne estrasse una piccola rivoltella. Quando vide Jon
Jon irrigidirsi, si affrett a spiegare: Tranquillo, amico,  per me. Ho sol-
tanto una condizione: tieni il mio nome fuori dalla merda che verr a galla,
d'accordo?
Il volto di Jon Jon era grigio per la tensione e i suoi occhi erano velati.
Non posso garantirlo, ma ci prover, Paulie. Big John e i suoi ragazzi vo-
gliono che resti un segreto, per questo  naturale, no?
Cosa dirai a Joanie?
Jon Jon scroll le spalle. Non lo so, davvero.
Paulie chin il capo. Tutti i dettagli del caso sono in quella cartellina
blu. La indic, poi mand gi l'ultimo sorso di brandy.
Okay, sistemer tutto io, Paulie.
Bravo, ragazzo. A proposito, Baxter  mio da anni. Anche il capo della
polizia. Adesso sono tuoi, se hai bisogno di qualcosa. Il sorriso di Paulie
era spaventoso. Non avrei mai pensato che sarebbe finita cos, figliolo,
ma eccoci qua. La vita ha l'abitudine di prenderti a calci nei denti quando
meno te l'aspetti.
Jon Jon non replic. Lo sapeva molto meglio di quel relitto d'uomo se-
duto di fronte a lui, ma evit di farglielo notare.
Immagino non ci sia nessuna possibilit che Big John...
No, nessuna. Se non lo fai tu, lo faccio io, Paulie. A te la scelta.
Paulie sospir. Se l'era aspettato. Perch rimandare l'inevitabile? Ad-
dio, allora. Buona fortuna.
Jon Jon si volt e and alla finestra. Rimase a guardare la gente gi in
strada, la gente che andava al lavoro presto, che faticava per pagare le bol-
lette e magari andare in vacanza.
Gente normale, con una vita normale.
Il colpo di pistola fu assordante, ma Jon Jon non era preoccupato. L'inte-
ro edificio apparteneva a Paulie. E comunque si era ammazzato lui, no?
Forse omicidio assistito sarebbe stato una definizione pi appropriata,
ma ormai era pura accademia. Paulie Martin era morto e aveva lasciato lui
a raccogliere i cocci. Jon Jon non provava assolutamente nulla.
Cancell le proprie impronte dalla maniglia della porta, port di sotto la
cartellina e sedette nella reception deserta a sfogliare tutte le carte che Pau-
lie gli aveva lasciato.
Dopo mezz'ora usc, chiam un taxi e vi sal, domandandosi che diavolo
avrebbe detto a sua madre.
Joanie era restata sveglia tutta la notte ad aspettare Jon Jon. Adesso era-
no le otto del mattino e Bethany dormiva ancora. Joanie aveva lasciato
qualche messaggio sul cellulare di Monika, ma non l'aveva ancora sentita;
non che se lo aspettasse, comunque. Monika sarebbe emersa dalla sua fos-
sa verso l'ora di pranzo, come al solito. E, come al solito, senza avere idea
di dove si trovasse sua figlia.
Joanie sorseggiava il suo t. La porta d'ingresso si apr e lei vide entrare
Jeanette. Tutto bene, amore?
La ragazza fece un sorriso tirato.
Arrivi presto. Vuoi una tazza di t? domand Joanie, conciliante.
Grazie. Poi  meglio che vada a scuola.
Joanie non credeva che dentro di lei fosse rimasta una risata, ma quella
dichiarazione da parte di Jeanette dimostr che si sbagliava. Mi stai pren-
dendo in giro?
La ragazza sospir e and in cucina. Nah. Oggi ho voglia di andare a
scuola.
Joanie era contenta. Era un inizio, comunque.
Senti, Bethany sta dormendo in camera tua. Non svegliarla, ti dispia-
ce?
Certo che no.  l'ultima persona che mi va di sentir blaterare.
Si voltarono entrambe verso l'ingresso quando sentirono entrare Jon Jon.
Tutto bene, ragazze?
Stai di merda, Jon Jon. Che ti  successo? esclam Jeanette, notando
gli abiti rovinati e la faccia tesa del fratello.
Preparati per la scuola, le ordin lui.
Con grande stupore del fratello e della madre, Jeanette obbed.
Siediti, mamma, disse Jon Jon.
Joanie era affaccendata a preparargli il t e il pane tostato. Paulie ti cer-
cava, ieri sera.  venuto qua che pareva una tigre in gabbia...
Paulie  morto, mamma. Si  ucciso un'ora fa.
Joanie si blocc, poi si volt a guardare il figlio. Si ... cosa?
Si  sparato. Era scritto da un po', ormai. Aveva un mucchio di casini...
il divorzio, problemi d'affari. Era sorpreso della facilit con cui gli usci-
vano di bocca le bugie.
Lei osserv suo figlio da vicino e vide le linee sottili attorno agli occhi e
alla bocca. Cos' successo davvero, Jon Jon?
Lui scroll le spalle.
Come sarebbe? Dal primo istante in cui aveva tenuto tra le braccia Jon
Jon, lui le aveva rubato il cuore. Era stato cos per tutti i suoi figli, e lei li
conosceva meglio di quanto loro non conoscessero se stessi. Per favore,
dimmi cosa sta succedendo, Jon Jon. Non sono cos boccalona. So che c'
dell'altro.
In quel momento, Bethany usc dalla camera e Jon Jon la guard come
se quella ragazzina uscisse dritta dal suo peggiore incubo.
Non avrebbe mai pi potuto vederla come una ragazzina dal viso fresco,
dopo quello che, stando alle foto, aveva volontariamente fatto. Com'era
diversa dalla sua sorellina, che aveva lottato con tutte le sue forze sino alla
fine...
Joanie vide la reazione del figlio e si rese conto che Jon Jon sapeva.
Torna a letto, tesoro, poi ti porto un po' di colazione, disse a Bethany.
La ragazzina non se lo fece ripetere. Avvertiva l'atmosfera di tensione
nella stanza. Jon Jon la terrorizzava, da sempre, ma, dalla scomparsa di Ki-
ra, la paura per lui era raddoppiata.
Aspetta che Jeanette vada a scuola e poi credo che dovremmo parlare,
figlio mio.
Lui annu e continu a bere il t. Sua madre meritava la verit. Forse -
forse - avrebbero potuto lasciarsi tutto alle spalle.
27
Joanie aveva preparato la valigia del figlio e ora sorseggiava il caff del
mattino, come al solito generosamente corretto con vodka.
Era come se il mondo fosse impazzito e lei fosse l'unica persona sana.
Ma scacci quel pensiero; aveva imparato a fare cos tanti anni prima. Da
tutta la vita scacciava pensieri, lasciava perdere, cercando di accontentarsi
sempre. Era quello che si faceva, se si avevano figli che ancora di-
pendevano da te per tutto, anche se non se ne rendevano conto.
Eppure le piaceva consolarsi col fatto che Paulie non poteva sapere che
cosa stava finanziando... Anche se la parte pi razionale del cervello di Jo-
anie sapeva che di certo lui ne aveva un'idea piuttosto precisa.
Perch allora non riusciva a odiarlo?
Immaginava che, prima o poi, sarebbe riuscita a pensarci come si dove-
va, e avrebbe visto tutto nella giusta prospettiva. Fino ad allora l'avrebbe
tenuto sepolto, con tutti gli altri pensieri e gli avvenimenti infelici che ave-
vano intasato la sua vita fin da quando lei poteva ricordare. Aveva voluto
per i suoi figli qualcosa di meglio di quello che lei aveva avuto e, nel suo
piccolo, c'era riuscita. Doveva trovare conforto in quella convinzione, al-
trimenti non sarebbe riuscita a tirare avanti neppure un giorno. Si mise a
preparare la colazione per Jeanette. Una bella omelette. Sua figlia mangia-
va parecchio, ultimamente, e Joanie sospettava che avesse una pagnotta in
forno, ma non voleva forzarla a parlare. Di scontri e discussioni ne aveva-
no avuti abbastanza per una vita; sua figlia glielo avrebbe detto quando sa-
rebbe stata pronta. Inoltre, Joanie si sentiva utile e, in quel momento, ne
aveva bisogno pi di qualunque altra cosa.
Butt un po' di bacon sotto il grill e decise che Jon Jon avrebbe fatto una
colazione calda, gli piacesse o no.
Quando lui fosse uscito, lei si sarebbe preparata per il funerale di Paulie.
Ancora non aveva deciso se andarci, ma forse ne avrebbe sentito il biso-
gno. C'era anche qualcos'altro che doveva fare, ma non aveva ancora tro-
vato il coraggio necessario. Jon Jon le aveva detto chiaro e tondo di te-
nersene bene alla larga.
Come evocato dai suoi pensieri, il ragazzo entr in cucina. Era cos bello
da farle venir voglia di piangere. Perfino i dreadlocks gli stavano bene. Era
la sua ossatura delicata: poteva portare qualunque cosa.
Oh, mamma! esclam lui.
Ma lei cap che il profumo del bacon stava compiendo il consueto mira-
colo e che lui avrebbe mangiato qualunque cosa lei avesse preparato.
I rasta possono mangiare il bacon?
Jon Jon rise dolcemente. Chi se ne fotte, mamma? Butta sul piatto, fan-
ciulla.
Era bello quando si comportavano come se tutto fosse ancora normale.
Quasi riusciva a immaginare Kira che veniva a chiederle le stesse cose che
aveva avuto il suo fratellone. A vedere Jon Jon che le dava qualche bocco-
ne dal suo piatto. Che bravo fratello era stato.
Tutto pronto?
Lui annu. Baxter viene a prendermi tra una decina di minuti.
Sei un bravo ragazzo, Jon Jon.
Lui sorrise e le afferr la mano. Ho avuto una brava insegnante, no?
Jon Jon vide le lacrime bagnare gli occhi della madre e, alzandosi, l'ab-
bracci. Negli ultimi tempi, anche la pi piccola gentilezza la faceva pian-
gere. Senti, mamma, tutto quello che  successo non  colpa nostra, okay?
Abbiamo fatto del nostro meglio ed  tutto quello che si pu fare.
Dimmi che Paulie non sapeva. Ti prego, Jon Jon... Giura che mi hai
detto la verit.
Non sapeva, mamma, parola mia. Perci smetti di torturarti.
Joanie capiva quand'era il caso di lasciar stare e annu tristemente. Jon
Jon non poteva continuare a ripercorrere quella storia; lo turbava troppo.
Bussarono forte alla porta e lui salt su per andare ad aprire. Si ud la
voce sonora di Baxter e automaticamente Joanie gli prepar il t.
Sembra squisito, Joanie, comment il poliziotto, facendo un cenno
verso la colazione non finita di Jon Jon.
Lei sorrise. Se ha tempo, posso farne un'altra per lei.
Ho un mucchio di tempo, bellezza.
Quindi, come al solito, lei cucin per tutti. Ultimamente Baxter era sem-
pre tra i piedi e Joanie aveva scoperto, con una certa meraviglia, che in re-
alt lui le piaceva.
Le sorprese non finivano mai.
Big John sedeva con la moglie di fronte a una colazione simile a quella
di Jon Jon e Baxter. Kathy era sovrappeso, ma aveva ancora il bel viso che
lo aveva affascinato tanti anni prima. Era stata una buona moglie; lo aveva
aspettato mentre lui era dentro senza che il minimo pettegolezzo si dif-
fondesse su di lei. Ma ora aveva l'aspetto torturato di una donna privata del
suo figlio prediletto e lui sapeva di non poter rimediare.
Quando gli pos davanti un'altra tazza di t, lui l'abbracci, stringendo
quel suo grosso corpo, Tutto a posto, bambina?
Lei tent di sorridergli. Sopravvivr, John. Non ho molta scelta, vero?
Dentro di s, in qualche modo, sapeva che la scomparsa del figlio era pi
complicata di quanto apparisse. Big John e gli altri suoi ragazzi fingevano
tutti di preoccuparsi di quanto era successo a Kieron, ma lei li conosceva
meglio di quanto loro non conoscessero se stessi. Kathy McClellan aveva
imparato anni prima a non interferire mai nei loro affari, e l si trattava di
affari, qualunque cosa cercassero di darle a bere.
Avevano messo sottosopra la stanza di Kieron, in apparenza alla ricerca
d'indizi su dove lui si trovasse, ma lei aveva capito che stavano cercando
qualcos'altro e che, alla fine, l'avevano trovato. Kieron era stato il suo ul-
timo nato, il suo bambino. Ora non c'era pi, e pareva che importasse sol-
tanto a lei.
Ma non avrebbe insistito. Aveva la netta sensazione che la verit - se
mai gliel'avessero detta - sarebbe stata di gran lunga peggiore del non sa-
pere.
Quando atterrarono all'aeroporto Otopeni di Bucarest, Baxter sembrava
un ragazzino. Si guardava attorno, incantato, incapace di contenere l'emo-
zione di trovarsi in un luogo che aveva visto soltanto al telegiornale.
Bene, Jon Jon, comunque siamo arrivati. Speriamo che Little Tommy ti
abbia detto la verit. Il tono era scettico, ma Jon Jon sapeva che Tommy
era stato sincero. Era il minimo che potesse fare, in fin dei conti.
In tutti quegli anni, la paura era stata un'arma terribile. Suo padre lo ave-
va terrorizzato, come aveva terrorizzato sua madre. Ma alla fine Tommy
gliel'aveva fatta pagare, a suo padre. Era quella la cosa importante, ci che
doveva ricordare.
Tommy era abbastanza ragionevole da sapere che gli avrebbero affibbia-
to lo stesso marchio e il suo istinto di conservazione era stato forte. Jon
Jon lo capiva meglio di chiunque altro.
Datti una calmata, eh? disse a Baxter. Abbiamo davanti un po' di
lunghi giorni.
Ma l'ispettore sembrava un cane davanti a sei lampioni. Per lui era tutto
cos nuovo da sentirsi travolto. Jon Jon dovette praticamente trascinarlo
fuori dal terminal verso il poliziotto in attesa, Michael Crasna.
Baxter strinse la mano all'uomo smilzo e present Jon Jon. Dopo che
ebbero acceso le sigarette e scambiato due parole sul volo, Michael li con-
dusse a una Mercedes in attesa. Dentro c'era un uomo grande e grosso che
doveva condurli a destinazione. Si chiamava Peter.
Bellissima campagna, comment Baxter, gioviale.
Michael annu, accettando il complimento. Ci stiamo ancora riprenden-
do dal passato. Ma noi rumeni siamo tenaci. Poi scroll le spalle e Jon
Jon lo rispett per la quieta discrezione che aveva dimostrato.
Dove stiamo andando?
In un posto che si chiama Rahova. Non  molto bello. Vorrei potervi
mostrare le montagne o magari i quartieri di Bucarest che hanno ancora i
loro edifici storici. Ma c' poco tempo. Magari un'altra volta.
Jon Jon annu educatamente, ma sapevano tutti che non sarebbero mai
pi tornati laggi. Chiuse gli occhi per bloccare ogni ulteriore tentativo di
fare conversazione e cerc di rilassarsi. Aveva notato che Peter lo guarda-
va nello specchietto posto sul cruscotto e vide un lampo di comprensione
nei suoi occhi scuri.
Per stanotte vi ho trovato una sistemazione in un posto che si chiama
Ferentari. Non molto meglio di Rahova, ma il migliore per voi, date le cir-
costanze.
Jon Jon annu ancora, senza aprire gli occhi.
Ora che erano veramente prossimi alla meta, Baxter aveva smesso di
parlare. Capiva che ormai aveva tagliato i ponti sul serio, eppure non gli
importava. Aveva fatto bene ad accompagnare Jon Jon, lo sapeva senz'om-
bra di dubbio.
Joanie scese dal taxi e, dopo aver chiesto all'autista di aspettare, si dires-
se al Crematorium di East London. Si stup di non trovarci quasi nessuno.
Entrando nella cappella, vide Sylvia in piedi, sola, e alcuni uomini sedu-
ti, con l'aria inquieta.
Joanie si accost alla bara e pos il suo piccolo tributo sul tappeto sotto-
stante. La semplice cassa di pino poggiava su due cavalletti ed era singo-
larmente spoglia. La adornava soltanto una piccola croce di crisantemi
bianchi.
Sylvia le si avvicin. Joanie non sapeva che cosa si fosse aspettata, per
il debole sorriso sul volto della donna la sorprese.
Puoi metterli sul coperchio, se vuoi.
Joanie scosse la testa. No, grazie. Sono venuta soltanto per un ultimo
saluto.
Oh, non ti fermi?
La vedova di Paulie aveva assunto un tono beffardo e Joanie sent risve-
gliarsi la rabbia. Non oggi, tesoro. Vedo che sei sommersa di amici, non
hai bisogno di me.
La stoccata and a segno e Joanie usc a testa alta dalla cappella. In un
certo senso, si sentiva meglio, ma ancora le dispiaceva che Paulie uscisse
di scena in quel modo.
Ma, come lui le aveva sempre detto, quello che hai pagato  tuo. Ed evi-
dentemente la vedova di Paulie aveva deciso di non sprecare un solo penny
pi del necessario per sotterrarlo.
Signori, questa  Rahova.
Fu allora che Jon Jon apr gli occhi. Guard fuori dal finestrino i caseg-
giati di cemento e le strade sporche.
Edilizia popolare. Di certo l'avrete anche in Inghilterra, no?
Michael si stava scusando per il suo Paese e Jon Jon si sent imbarazzato
per lui. S. Ci siamo quasi?
Michael annu. Ferma qui, ordin all'autista.
Scesero in una viuzza laterale.
Se vi guardate attorno, signori, noterete che tutte queste case hanno
tendine blu o rosa.
Baxter e Jon Jon obbedirono. Era vero. Quasi tutte le case avevano lo
stesso tipo di tende. Soprattutto blu, notarono.
Sono bordelli infantili. A seconda del colore delle tende, ci sono ma-
schi o femmine. Colori molto chiari significa bambini molto piccoli.
Jon Jon e Baxter erano increduli. Faticavano ad assimilare quelle parole.
Ci stai prendendo per il culo, vero? L'ispettore Baxter, convinto che
nulla potesse pi sconvolgerlo dopo tutto quello che aveva visto in tanti
anni, era completamente stravolto.
Sarebbe bello se scherzassi, amico mio. Questi edifici sono tutti di pro-
priet dei russi e noi abbiamo ben poca giurisdizione su di loro. Se ne
chiudiamo uno, rischiamo di metterci nei guai coi nostri superiori che fan-
no un bel po' di soldi chiudendo un occhio, come dite voi. Ma, una volta
che avrete fatto il vostro lavoro, noi vi proteggeremo, okay? Abbiamo in-
formato i proprietari delle vostre intenzioni e ci sono venuti incontro. In
cambio gli daremo respiro per qualche mese.
Mentre erano l, pass una donna con un bambino. Il piccolo piangeva e
lei lo rimproverava ad alta voce. Poi, trascinandolo per la maglia, gli diede
un ceffone. Infine i due scomparvero oltre la soglia di una casa.
Michael sospir con tristezza. Se li chiudessimo tutti, ora, in questo i-
stante, riaprirebbero nel giro di poche ore in altre zone. Ma ora basta coi
nostri problemi. Indic un edificio anonimo sull'altro lato della strada.
La casa che cercate  l.
Che numero?
Fuori vedrete un cartello con scritto KINDERGARTEN. Vorrebbe es-
sere una spiritosaggine, ma dimostra anche il disprezzo che nutrono per
noi. La maggior parte dei loro clienti sono tedeschi o inglesi. L'uomo che
cercate  l dentro.  quello che riceve gli ordini via Internet e fa in modo
che si provveda alle esigenze del cliente. Ma siete fortunati, visto che il
romeno per cui lavora vuole levarselo dai piedi tanto quanto voi. Interferi-
sce nelle transazioni finanziarie. Sospir. L'etica dei criminali, eh?
Nella sua voce c'era la vergogna dello sconfitto e Jon Jon sapeva che
quell'uomo aveva corso un grosso rischio, fornendo loro quell'indirizzo. Si
era chiaramente messo in gioco per loro e, anche se ne avrebbe ricavato un
po' di soldi, Jon Jon ebbe la sensazione che ci fossero ragioni pi perso-
nali. Sapeva pure che Michael avrebbe accettato i loro soldi, per. E per-
ch no? Aveva fatto loro un vero favore.
Michael, dal canto suo, era fin troppo lieto di aiutarli. Trattandosi d'in-
glesi, sarebbe finito tutto sotto il tappeto. L avevano un bisogno disperato
di turismo, ma purtroppo quello sfruttamento di bambini faceva parte del
settore turistico.
Baxter spense la sigaretta. Forza, allora. Diamo il via allo spettacolo.
Il paziente gravemente obeso stava mangiando una banana e, tra un boc-
cone e l'altro, mordicchiava una tavoletta di cioccolato fondente Bourne-
ville. La combinazione tra i due sapori era la sua preferita, al momento.
Guardava i giardini dalla finestra della sua camera privata. Era bello, l
nell'Essex. Gli piaceva come tutti erano allegri e scherzavano con lui. Ben
presto sarebbe arrivato il suo t e lui sapeva che la ragazza gli avrebbe la-
sciato prendere tutti i biscotti che voleva. Aveva ripreso a vivere in attesa
del pasto seguente. L'assenza di qualunque altra cosa o persona nella sua
vita lo stava riportando alle vecchie abitudini.
Un'ombra si pos su di lui. Si volt sulla sedia, aspettandosi di vedere
l'inserviente col t. Ma, quando vide, in piedi di fronte a lui, la donna che
amava e temeva, il suo viso perse ogni colore.
Ciao, disse lei.
Lui non le rispose. Si sent serrare la gola e il cuore sembrava sul punto
di esplodere.
Joanie vide il suo terrore e prov per lui un moto di pena. Tommy cre-
deva che lei fosse venuta per finire il lavoro che aveva cominciato.
Non preoccuparti. So che hai visto Jon Jon. Mi ha detto quello che hai
fatto per lui, indirizzandolo in Romania, e ti siamo riconoscenti. Davvero
riconoscenti.
Joanie cerc di non guardare le cicatrici sul suo volto. Sapeva che lo sta-
vano ancora curando per eliminare le ustioni e sapeva pure che gli innesti
cutanei erano estremamente dolorosi. La pelle sulla guancia destra era ros-
sa e grinzosa, pi che sull'altro lato del viso. I capelli erano un po' ricre-
sciuti e Tommy somigliava un poco di pi all'uomo che era stato. Soltanto
gli occhi erano diversi. Erano tormentati, colmi di paura. Lei capiva perch
lui si sentiva cos e cerc nuovamente di placare quei timori. Sono venuta
a chiederti scusa.
Allora lui annu, il faccione visibilmente pi rilassato. Jon Jon ti ha det-
to tutto, allora?
S.
E non ce l'hai con me?
Lei sedette sul letto e sorrise. Ci ho provato, Tommy, ma non posso.
Come potrei? So quanto temevi tuo padre. Mi dispiace soltanto che allora
non ne sapessimo di pi. Perch non ce l'hai detto?
Non potevo, Joanie. Lo capisci, vero?
Lei scorse sul volto di Tommy la sua assoluta umiliazione e quasi sent
l'imbarazzo per quanto gli era accaduto per mano del padre. Cap il suo bi-
sogno di tenere tutto segreto; sapeva che, come lui aveva detto a Jon Jon, il
fango ti rimaneva attaccato, specie dove vivevano loro. Se avesse denun-
ciato il padre, la cosa si sarebbe soltanto ritorta contro di lui. Se ne sarebbe
occupato Joseph.
Quando aveva cominciato a guidare i camion, sai, io e mamma pote-
vamo respirare. Ma era stato allora che lui aveva stabilito tutti i suoi con-
tatti. Per io ho fatto del mio meglio, Joanie.
Lei annu ancora.
Il povero Little Tommy non aveva colpe, se non quella del suo eterno
terrore per Joseph Thompson, l'uomo che l'aveva violentato per la prima
volta a sette anni e aveva continuato a farlo, smettendo solo quando
Tommy era diventato un ragazzo crudelmente obeso e introverso.
Ma la crudelt era continuata. Bastava il minimo gesto irritante per Jo-
seph e Tommy e la madre venivano picchiati. Con lo spirito annientato e il
corpo indebolito, sua moglie si era rifugiata nei farmaci, cercando di can-
cellare quello che stava avvenendo sotto i suoi occhi. Sapeva quello che
Joseph aveva fatto al figlio e quella consapevolezza le era insopportabile.
E il peggio doveva ancora arrivare.
Tommy non si era sviluppato come un adolescente normale. Sotto certi
aspetti, era sempre rimasto un bambino e coi bambini aveva mantenuto
una naturale affinit. Joseph ne approfittava senza piet, usando l'interesse
persistente del figlio per i giocattoli e i giochi infantili per attirare in trap-
pola le sue prede ignare. Ma, quando un genitore infuriato aveva chiamato
la polizia e i servizi sociali, la colpa era ricaduta sul figlio. In fondo,
Tommy aveva un aspetto e un comportamento strambi: era un adolescente
grande e grosso, che giocava con le bambole e parlava con una vocetta a-
cuta e infantile. E, allorch avevano interrogato la madre, lei, con gli occhi
vitrei a causa del Valium e del gin, aveva mentito, come il marito le aveva
detto di fare. S, era un po' cos, il suo povero ragazzo. Non voleva fare del
male, per. Non che potesse proprio fare qualcosa...
Non come il mostro che aveva sposato, l'uomo grande, virile, normale,
che aveva minacciato di farla a pezzi se non lo avesse appoggiato. E lei
aveva fatto come lui le aveva detto di fare. Non aveva scelta.
Da allora, avevano cambiato indirizzo sei volte, cambiato nome cinque
volte. Una volta che se n'erano andati da Bermondsey, nessuno li aveva di-
sturbati. Avendo bisogno dei contatti che Joseph teneva con l'estero, Pippy
e Kieron avevano messo i soldi per tirarli fuori dai guai, e Leigh Rowe non
era stata tanto stupida da lasciar trapelare la storia.
Per giunta, Little Tommy non si chiamava affatto Tommy. Il suo vero
nome era Darren Weeks. Cos lo chiamavano in ospedale, in quello nuovo,
pagato da Jon Jon. L le infermiere lo trattavano bene; non c'era motivo di
non farlo. Darren Weeks, che aveva sempre un sorriso e una parola gentile,
piaceva a tutti.
Ora Jon Jon sistemer mio padre, vero? domand lui.
Joanie annu, ma non rispose  carino, qui. I giardini sono bellissimi,
disse invece.
La circospezione di lui lasci il posto al sollievo. Non ci sarebbe stato
bisogno di spiegazioni, lui era generoso, era fatto cos. Joanie si era scusa-
ta e a lui bastava. Aveva tanto bisogno di lei, le voleva tanto bene, perch
era stata l'unica persona adulta che si fosse degnata di parlare con lui. Ma
gli aveva dato ben pi di quello, e lo sapevano entrambi.
Lui aveva tradito quella fiducia, sapevano entrambi anche quello, per
era successo perch non gli era mai passato per la testa che suo padre o
uno dei suoi compari potesse toccare una Brewer.
Come si era sbagliato.
Vorrei averti detto tutto dall'inizio, Joanie.
Anch'io, ma non l'hai fatto, perci non pensiamoci pi, va bene? Alla
fine ti sei dato da fare per noi.
Lui annu e si asciug gli occhi.
La ragazza col t entr e si stup nel vedere che Darren il ciccione - co-
me lo chiamava tra s - aveva visite. Un t?
Darren annu e la ragazza guard Joanie. Riconoscendola dalle foto sui
giornali, domand gentilmente: Ne porto uno anche a lei?
Grazie, molto volentieri, rispose lei. Quindi tese la mano a Darren e
lui, dopo una breve esitazione, l'afferr e se la strinse al petto. Mentre
piangeva, lei fece del proprio meglio per consolarlo.
Quel volto ustionato, distorto dal pianto... Sent montare la vergogna,
tanto che le venne voglia di scappare, ma non lo fece. Rest e trascorse
con lui un gradevole pomeriggio. Darren Weeks aveva consegnato suo pa-
dre, e di quello lei gli sarebbe sempre stata riconoscente.
Il portone della palazzina era aperto. Entrarono in fretta.
Jon Jon indossava un lungo cappotto. Mentre si guardavano attorno nel
corridoio, se lo sbotton. C'erano quattro porte e una era aperta. Dentro
c'erano due bambine sui nove anni e un ragazzino poco pi grande. Tutti
avevano gli occhi infossati e nessuno rispose al sorriso di Jon Jon e Baxter,
ma abbassarono gli occhi. C'erano giocattoli ovunque, ma nessuno ci gio-
cava. Sedevano immobili su un divano sconquassato, in silenzio.
Jon Jon si sent montare la bile in gola.
Se era quello il modo di ricavare un favoloso utile sul capitale investito,
non voleva saperne niente. Paulie doveva essere al corrente di tutto ci.
Jon Jon sapeva che teneva sempre traccia di dove finivano i suoi soldi.
Quel pensiero lo fer.
Aveva creduto che Paulie fosse pi serio di cos. Che fosse una persona
migliore.
Una bambina appoggi la testa sul bracciolo e prese a succhiarsi il polli-
ce. Aveva sonno, era evidente. Sembravano tutti stanchi.
Baxter si diresse verso una delle porte chiuse e Jon Jon lo segu. Quando
la apr, videro una donna tra i venti e i trent'anni che stava spogliando una
bambina. La donna indossava soltanto un tanga e uno sporco reggiseno
bianco. Si volt, sorpresa, e sorrise a entrambi.
Soltanto osservandola pi da vicino, Jon Jon si rese conto che il suo cor-
po ossuto era ancora quello di un'adolescente. Il viso precocemente invec-
chiato era il segno dell'esistenza che lei aveva condotto.
Baxter le sorrise, incoraggiante. Joseph? Lei sospir. Josef?
Lui annu, cordiale, atrocemente imbarazzato dall'abbigliamento di lei,
dai lividi su quel corpo gracile e mal sviluppato. Non c'era nulla di giusto
l dentro: tutto puzzava di bambini non lavati e di degrado. La ragazza gli
indic un'altra porta nella stanza e, mentre loro due le passavano davanti,
lei abbracci teneramente la bambina. Jon Jon cap che dovevano essere
imparentate, perch la somiglianza tra loro era fortissima.
La porta dava in una stanza da bagno. L'uomo che conoscevano come
Joseph Thompson era disteso in una vasca sudicia, insieme con un'adole-
scente. Quando la porta si apr, l'uomo si volt e lo sbalordimento sul suo
viso ripag Jon Jon di ogni ora della sua lunga caccia.
Portatela via, ordin il ragazzo.
Baxter tir fuori dall'acqua la ragazzina, la avvolse in un asciugamano
sporco e la condusse fuori dalla stanza.
Jon Jon chiuse la porta con un calcio. Poi, aprendo il cappotto, ne estras-
se una sbarra di piombo che Michael Crasna gli aveva dato mentre erano in
viaggio verso Rahova. Se lo batt sul palmo e sussurr: Bene, bene...
Scommetto che non pensavi di rivedermi.
Joseph tent di alzarsi, ma la sbarra di piombo che si abbatt sulle sue
gambe lo dissuase ben presto. Sudava per la paura. Non sarebbe uscito vi-
vo da quella stanza, lo sapeva. Non poteva far altro che rannicchiarsi nel-
l'acqua calda e aspettare l'inevitabile. Come hai fatto a trovarmi?
Jon Jon gli sput addosso, poi rispose: Tuo figlio ti ha fregato. Ormai
sappiamo tutto. Di te, di Jesmond, di Pippy e di tutti gli altri pezzi di mer-
da amici tuoi.
Cosa vuoi farmi?
Jon Jon lo fiss e comprese che quell'uomo aveva voluto Kira fin dalla
prima volta che le aveva messo gli occhi addosso. Seppe che aveva deciso
di prenderla, in un modo o nell'altro. Era anche il contatto inglese per quel
posto d'inferno, l'uomo fornito come tramite a Jesmond e Pippy perch ci
veniva da anni. La conoscenza di quel Paese aveva fruttato a Joseph una
fortuna, e lui era scappato l, certo che nessuno l'avrebbe mai trovato.
Ora sapeva di essersi sbagliato.
Devi aver pensato che i Natali e i compleanni della tua vita fossero ar-
rivati tutti in una volta, quando Kieron l'ha portata in quella casa a Dep-
tford. Ecco la ragazza dei tuoi sogni, e voi due ne avete riso insieme. Be',
suo padre si  sbarazzato di Kieron, perci torniamo alla tua domanda: co-
sa voglio fare a te?
Jon Jon finse di riflettere. Poi, avvicinandosi all'uomo nudo e tremante,
lo colp di nuovo alle ginocchia con la sbarra, stavolta rompendo l'osso e
fracassando completamente la rotula.
Joseph urlava di dolore quando Jon Jon sussurr: Sono sicuro che mi
verr in mente qualcosa di ancora pi adatto, non credi?
Joanie arriv a casa e, come al solito, per prima cosa mise il bollitore sul
fuoco. Nell'attesa, si accese una sigaretta, guardando dalla finestra della
cucina. Monika sarebbe arrivata da un momento all'altro con la piccola Be-
thany. Ormai, pi o meno, la bambina abitava l. Era stata la molla che a-
veva spinto Jon Jon ad andare via di casa per stare da Sippy per un po'.
Ma per lui era venuto il momento di andare. Si sarebbe trasferito nella
casa nuova alla fine della settimana e, francamente, capiva il bisogno della
madre di occuparsi di quella bambina che nessuno sembrava volere, tranne
lei.
Joanie sapeva perch Jon Jon non riusciva a guardare Bethany. Dopo
aver saputo quello che lui aveva visto in quelle fotografie, era stato diffici-
le anche per lei guardare la bambina. Ma, a differenza di lui, lei vedeva
Bethany come una vittima. Il vero spettro era la consapevolezza che lei a-
veva portato Kira a quella gente, e Joanie doveva lottare con se stessa ogni
giorno perch quel fatto smettesse di essere considerato un problema.
Kira aveva combattuto per uscire da quella casa a Deptford, e aveva con-
tinuato a combattere anche dopo che le avevano dato alcol e tranquillanti.
Pippy aveva raccontato tutto a Jon Jon prima di morire.
Joanie era orgogliosa del fatto che sua figlia si fosse difesa, bench ter-
rorizzata. Ma Kira era fatta proprio cos: era testarda. E, essendo fatta cos,
non c'era nessuna possibilit che la lasciassero uscire viva di l. E lei dove-
va averlo capito. Joanie chiuse gli occhi un momento e aspir pi profon-
damente il fumo.
Il corpo di Kira era dove aveva detto Pippy. Quello era stato un sollievo.
Almeno Joanie poteva seppellire la sua bambina, ora.
La povera Kira si era trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato.
Se quel pomeriggio non fosse stata con Bethany, non sarebbe successo
nulla.
Ma Joanie non voleva incolpare Bethany. Quella bambina era una vitti-
ma, proprio come lo era stata sua figlia. Bethany era stata troppo impaurita
per parlare delle violenze che aveva subito. Avrebbe dovuto convivere per
tutta la vita con ci che le era successo e con quello che aveva invo-
lontariamente arrecato alla sua amica.
Era una punizione gi abbastanza dura.
All'oscuro della verit, Monika era contenta di lasciare quella rogna di
figlia alla sua migliore amica. A caro prezzo, naturalmente.
Ma neppure quello disturbava Joanie, al momento.
Era ancora una ferita troppo aperta, troppo sconvolgente per guardarla
con obiettivit. Per ci sarebbe arrivata; il tempo avrebbe rimarginato qua-
si tutto. O almeno lo sperava.
Si prepar il t e lo inond di vodka. Si era rappacificata con Little
Tommy - tra s ancora lo chiamava cos - e cominciava a ritrovare una cer-
ta serenit. Se fosse riuscita a superare i mesi seguenti, alla fine sarebbe
emersa dal pozzo di disperazione in cui era intrappolata, lo sapeva.
Jeanette rientr da scuola alle quattro e mezzo e and dritta in camera
sua, com'era ormai solita fare.
Joanie la segu e domand allegramente: Bella giornata?
Jeanette sorrise, mesta. Sono davvero andata a scuola, mamma! Come
faceva a essere una bella giornata?
Joanie rise. Lo so che eri a scuola. Ancora mi telefonano tutti stupiti
ogni volta che ti fai vedere!
Sei mesi prima, Jeanette si sarebbe risentita per quelle parole, le avrebbe
prese come una specie di critica. Adesso, invece, sorrise. A dire il vero
mi piace stare l, ma a loro non dirlo!
Promesso. Ti va una tazza?
Jeanette sorrise di nuovo. Uh... No, grazie.
Anche per me era cos, quando ti aspettavo, mormor Joanie.
Jeanette, che stava svuotando lo zaino di scuola sul letto, si blocc. Oh,
mamma... Poi si mise a piangere. Da un po' si chiedeva come darle la no-
tizia. Come darla a quella sua mamma meravigliosa che lei non aveva mai
davvero apprezzato fino a quegli ultimi mesi. Mi dispiace...
Joanie abbracci quella sua figlia irrequieta, lieta di avere un'occasione
per farla stare meglio, per darle un po' di pace. Ce la caveremo, amore. Su
una scala da uno a dieci, dopo tutto quello che abbiamo dovuto affrontare,
questo non  esattamente un disastro, ti pare? E strinse forte la figlia,
piangendo di sollievo.
Dio era buono. Joanie l'aveva sentito dire tante volte nella sua vita. E
talvolta - solo talvolta - lo era davvero.
Jon Jon era in un bar a Ferentari. Era un cesso di posto, pieno di bulli lo-
cali e di donne con gli occhi sfuggenti e con brutte tette finte.
Baxter chiacchierava con una donna dai capelli ossigenati e dall'ombret-
to azzurro e Jon Jon si chiese quando avrebbe dovuto avvertirlo che si trat-
tava di un travestito. Ma Baxter era cos partito che probabilmente non a-
vrebbe comunque notato la differenza.
Michael e Peter stavano in silenzio. Jon Jon rivolse loro un sorriso e or-
din un altro giro. Avevano ricevuto cinquemila sterline per diffondere un
po' di gioia nella loro stazione di polizia. Erano soldi ben spesi. Avrebbero
fatto in modo che la morte di Joseph Thompson fosse archiviata come:
Morte per percosse, aggressore ignoto.
Jon Jon voleva che la feccia con cui quell'uomo aveva avuto a che fare
in Inghilterra sapesse della fine che aveva fatto. Era una sorta di giustizia e
lui era grato a Baxter per averla rispettata.
Avevano bevuto senza sosta per tutta la sera, per Jon Jon non si sentiva
affatto ubriaco. Era intorpidito, s, tuttavia aveva fatto quello che era stato
deciso. Quindi bisognava festeggiare.
Ordin un altro Chivas Regal abbondante e lo inghiott in un sorso. Non
vedeva l'ora di tornare a casa, l'indomani. Per la prima volta dopo tanto
tempo, era davvero ansioso di fare qualcosa, ed era un sollievo sapere che
poteva ancora sentirsi cos.
Peter gli offr un altro drink.
Salute.
Peter e Michael risero, sollevando i bicchieri, e gridarono: Salute.
Chiss perch, trovavano quell'espressione esilarante. Erano in vena di
festeggiamenti, come Baxter.
Jon Jon brind a un lavoro ben fatto, contando le ore che lo separavano
da casa. Aveva bisogno della sua famiglia pi di quanto non gli fosse mai
successo, anche se non lo avrebbe mai ammesso. Sentiva un forte deside-
rio di essere con sua madre e sua sorella, di assicurarsi che stessero bene,
che avessero tutto il necessario.
Aveva anche bisogno di sentire l'affetto che provavano l'una per l'altra.
Ormai era l'unica cosa che gli permetteva di restare sano di mente.

EPILOGO
Joanie e i suoi due figli superstiti sedevano in silenzio nel carro funebre
allorch questo arriv al cimitero. Era una giornata fredda e ventosa e,
scendendo per unirsi agli altri, si strinsero ben bene nei cappotti.
Gli occhi di Joanie erano fissi sulla minuscola bara bianca che racchiu-
deva i resti della figlia, rinvenuti dalla polizia in un garage di Plaistow, in
seguito a una soffiata anonima. C'erano anche i resti di altri due bambi-
ni, dell'Europa dell'Est, stando alle dentature, ma nessuno dei due era an-
cora stato identificato.
Monika si avvicin e sorrise tristemente alla sua amica. Jon Jon si allon-
tan. Non sopportava pi la vista di Monika o della figlia. Monika non bat-
t ciglio. Era rimasta tanto colpita dalla nuova casa di Jon Jon e, inoppor-
tuna come al solito, lo disse a Joanie ad alta voce. Lei si limit a sorridere
e ad assentire.
Era una casa bellissima, certo, ma lei era contenta nel suo vecchio appar-
tamento, dove ancora le sembrava di vedere Kira che correva da una stanza
all'altra.
Buffo, ma, ora che finalmente aveva l'occasione di vivere nella casa che
aveva sognato, di dare veramente grandi feste, aveva scoperto di non vo-
lerlo. Doveva esserci una morale in tutto ci, lo sapeva, ma non aveva la
forza di pensarci.
Era stata una bellissima cerimonia. Tutti i compagni di scuola di Kira
avevano partecipato e, con loro, c'erano tutti i vicini di casa. I fiori erano
un mare.
Joanie infil il braccio sotto quello di Jeanette e le due donne si diresse-
ro lentamente verso Jon Jon, in attesa accanto alla fossa. Indugiarono
quando videro Big John McClellan e i suoi due figli maggiori andare a
porgergli le loro condoglianze.
Ormai il figlio di Joanie era un uomo facoltoso, bench avesse soltanto
diciotto anni. Prima di ammazzarsi, Paulie gli aveva intestato i saloni. Ini-
zialmente Jon Jon non voleva accettarli, sostenendo che quello era denaro
sporco di sangue, ma Joanie lo aveva fatto ragionare. Paulie era in debito
con loro.
Ultimamente, lei preferiva ricordarlo soltanto come il suo protettore: un
uomo che le aveva fatto dar via il culo finch gli era convenuto. Una vita
da poco. Da niente.
Cos era molto pi facile.
C'era anche Jasper; teneva Jeanette per l'altra mano. Joanie accettava la
sua presenza. Dopo gli eventi degli ultimi mesi, sentiva che l'amore, di
qualunque specie fosse, non andava disprezzato e, dal momento che nes-
sun altro avrebbe sopportato Jeanette, pensava che fosse meglio abituarsi
ad averlo attorno. Specialmente perch la ragazza era incinta di lui. Jon
Jon non lo sapeva ancora, naturalmente. Joanie teneva in serbo la notizia
per il momento giusto.
E cos, addio al nuovo inizio scolastico di Jeanette, anche se lei aveva
parlato d'insegnanti privati e di lasciare il bambino a Joanie. Era gi qual-
cosa.
Con la coda dell'occhio, Joanie not Baxter, che indossava il completo
nero buono. Era una cosa che aveva notato spesso, negli agenti in borghe-
se: tutti sapevano far scena ai funerali. Cos, rendendo omaggio al defunto,
potevano scrutare i partecipanti; non che quel giorno ci fosse molto da sco-
prire, per. Inoltre Baxter, in Romania, si era prodigato per loro. I suoi su-
periori avevano chiuso un occhio. Eredit di Paulie, immaginava Joanie.
Per l'opinione pubblica, la caccia della polizia all'assassino di Kira Bre-
wer e dei due bambini senza nome era ancora in corso; ma gli sbirri e i vi-
cini di Joanie sapevano come stavano realmente le cose. Sylvia aveva se-
polto suo marito in una tomba senza nome. Pippy Light e Kieron McClel-
lan non avevano avuto neppure quello, a segnare il loro non compianto
trapasso. La polizia sapeva perfettamente chi aveva chiuso i conti, ma Big
John aveva spalmato soldi un po' dappertutto e non c'erano state repliche.
Joanie aveva ripreso a gestire il salone di Ilford e continuava a occuparsi
delle ragazze e della loro vita. Cercava ancora di arrivare in fondo alle
giornate senza bere troppo e di mantenere Bethany sulla retta via.
Ormai Bethany aveva dodici anni e il suo fisico sempre pi esuberante
minacciava di somigliare a quello - da peso massimo - della madre. Insie-
me con la sua consapevolezza precoce, quel fatto la rendeva una minoren-
ne del tipo pericoloso, ma Joanie avrebbe fatto del suo meglio per lei.
Quella ragazza aveva voluto bene a Kira, a modo suo.
Jon Jon teneva d'occhio la madre. Se la stava cavando bene ed era fiero
di lei. C'era stato un lungo, doloroso intervallo tra il ritrovamento dei pove-
ri resti di Kira e quel giorno. L'inchiesta era stata un incubo. Jon Jon aveva
tassativamente proibito alla madre e a Jeanette di avvicinarsi e ringraziava
Dio che gli avessero dato ascolto. I McClellan gli erano stati vicini dall'i-
nizio alla fine, spianando la via da dietro le quinte. L'ultimo lascito di Pau-
lie, il capo della polizia David Smith, ora era alle loro dipendenze, senza
che nessuno, in cambio, dovesse fare il canarino, come aveva fatto Paulie.
E infine il giorno tanto temuto era arrivato: il giorno in cui avrebbero
detto addio alla piccola Kira. Fino a quel momento, stava andando meglio
di quanto ciascuno di loro avrebbe creduto.
Jon Jon si guard attorno. Neppure la presenza di Jasper lo irritava come
avrebbe fatto qualche tempo prima. Negli ultimi mesi, Big John gli aveva
insegnato molto sul non agitarsi troppo per le piccole cose e sul valore del-
l'autocontrollo. Senza contare che, se qualcosa si faceva troppo seccante,
un uomo importante come Jon Jon poteva sempre pagare qualcun altro che
se ne occupasse. Avrebbe visto come andavano le cose e avrebbe concesso
a sua sorella quell'occasione di felicit. Sapeva Dio se la meritava.
Vide Sippy con Earl e altri compari che si passavano un rapido spinello
prima dell'inumazione. Jon Jon sorrise. Non intendevano certo mancare di
rispetto. Per loro l'erba era un sacramento, per nulla fuori posto in quel-
l'occasione solenne.
Jon Jon aveva ancora qualche conto da regolare, qualche debito da sal-
dare, ma a poco a poco stava sistemando tutto. Liquidazione, la definiva
qualcuno. Lui preferiva chiamarla accettazione.
Cominci a piovere; una fredda pioggerella che avrebbe inzuppato gli
abiti di tutti. Uno di loro era ancora malato, ma aveva ignorato gli ordini
del medico, insistendo per partecipare. Jon Jon apr l'ombrello e si avvici-
n a Darren Weeks, per conto suo in un angolo. La gente del caseggiato
pensava ancora a lui come a Little Tommy e nessuno voleva andargli vici-
no. Jon Jon doveva mettere le cose a posto.
Ripar entrambi con l'ombrello. Era pi che altro un gesto simbolico,
dato che l'enorme mole dell'altro era tutta scoperta da un lato. Ma per Dar-
ren aveva un valore incalcolabile.
Grazie, Jon Jon.
Quando vuoi, amico.
Jon Jon sapeva che li stavano guardando: era quello l'importante. Voleva
far capire a tutti che Darren Weeks aveva lo stesso diritto di trovarsi l di
tutti gli altri. Pi di molti altri, in realt.
Mentre davano l'estremo saluto a Kira, Jon Jon strinse a s la madre. Je-
anette singhiozzava forte e Joanie ricord vagamente la propria madre che
diceva: Non devi piangere quando sei incinta perch le lacrime prosciu-
gano l'acqua attorno al bambino. Per poco non lo disse ad alta voce, ma si
trattenne in tempo.
Sperava che Jen avesse una bambina. Joanie aveva bisogno di un'anima
incontaminata, intatta, in cui riversare il suo amore, e una nipotina sarebbe
stata perfetta.
Abbass lo sguardo sulla bara bianca della figlia e in silenzio le disse
addio. La pioggia cess di colpo e un debole raggio di sole si fece strada
tra le nuvole. Per Joanie, era la benedizione di Kira su tutti loro.
Guard le ragazze del salone, tutte vestite di nero, l'espressione solenne
sui volti imbellettati. Perfino Caroline la Pigra era uscita. Il cimitero era
gremito. Erano venuti a centinaia per porgere a Kira l'estremo saluto.
Era come diceva Jon Jon: una cosa terribile come quella non si dimenti-
cava, ma anche la gioia e la felicit lasciavano ricordi duraturi. Lei non
doveva indugiare su quella morte tremenda, le aveva detto, ma concentrar-
si sulla vita di Kira, per quanto breve fosse stata.
Ricordare le risate e l'amore travolgente.
Bisognava soltanto crearsi ricordi nuovi, sperare che un giorno sarebbe-
ro diventati preziosi come quelli che avevi gi.
E proprio questo avrebbe fatto Joanie.
FINE
