Marco Tullio Cicerone.

La vecchiaia.

Traduzione di Nicoletta Marini.

Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi, dalla Fondazione
Ezio Galiano. Catanzaro, 16 Febbraio 2000.

I 1 O Tito, se ti aiuto e ti libero dell'angoscia
che ora, confitta nel cuore, ti brucia e ti tormenta,
che ricompensa avr?
Posso davvero rivolgermi a te, Attico, con gli stessi versi con cui a
Flaminino si rivolge
quell'uomo non di grandi ricchezze, ma pieno di lealt
anche se sono sicuro che, diversamente da Flaminino, non
ti agiti cos, Tito, giorno e notte.

Conosco la misura e l'equilibrio del tuo animo e so che da Atene non hai
riportato solo il tuo soprannome, ma anche cultura e saggezza. E tuttavia
sospetto che, talvolta, ti assillino molto gravemente i problemi che
travagliano anche me. Consolarsi da essi  impresa assai ardua e da differirsi
ad altro momento.
Ora, invece, mi  sembrato opportuno comporre per te qualcosa sulla
vecchiaia. 2 Del peso, comune a entrambi, della vecchiaia che gi abbiamo
addosso o almeno si avvicina a grandi passi intendo alleviare me e te, bench
sia sicuro che, come ogni evento, la sopporti e la sopporterai con equilibrio
e ragionevolezza. Ma quando avvertivo il desiderio di scrivere qualcosa sulla
vecchiaia, eri tu che ti presentavi alla mia mente, degno di un dono che
potesse giovare all'uno e all'altro di noi, in comune. Davvero la stesura di
questo libro  stata per me cos piacevole che non solo ha cancellato tutte le
noie della vecchiaia, ma ha reso la vecchiaia persino dolce e piacevole. Mai,
dunque, si potr lodare abbastanza degnamente la filosofia che permette, a chi
la segue, di vivere ogni stagione della vita senza noie.
3 Su altri argomenti molto ho detto e molto dir. Questo libro sulla
vecchiaia lo dedico a te. Ho attribuito l'intero discorso non a Titono, come
fa Aristone di Ceo - ci sarebbe del resto poca autorit in una leggenda -, ma
a Marco Catone il vecchio, per dare maggiore autorit alla dissertazione.
Vicino a lui immaginiamo Lelio e Scipione pieni di stupore perch sopporta la
vecchiaia con tanta serenit e Catone intento a rispondere loro. Se ti
sembrer che discuta con pi cultura di quanto non sia solito fare nei suoi
libri, attribuiscilo alla letteratura greca di cui, com' noto, fu accanito
studioso da vecchio. Ma perch dilungarmi? Ormai il discorso di Catone in
persona illustrer appieno la mia idea della vecchiaia.
II 4 SCIPIONE. Spesso mi sono stupito insieme a Caio Lelio, qui con me,
della tua saggezza eccellente in tutte le cose, o Marco Catone, e perfetta, ma
soprattutto del fatto che non mi hai mai dato la sensazione di vivere la
vecchiaia come un peso. Eppure essa risulta cos odiosa alla maggior parte dei
vecchi che, a sentirli, sosterrebbero un carico pi pesante dell'Etna.
CATONE. Non  davvero un'impresa difficile, cari Scipione e Lelio, quella
di cui sembrate stupirvi. Chi infatti non abbia dentro di s risorse per
vivere bene e felice subisce il peso di tutte le et; chi invece trae da se
stesso ogni bene non pu considerare un male quel che necessit di natura
impone. La vecchiaia fa parte di queste cose pi delle altre. Tutti desiderano
raggiungerla, ma, una volta raggiunta, la investono di accuse: tanta 
l'incoerenza e l'assurdit della stoltezza! Dicono che si insinui prima di
quanto pensassero. Primo: chi li ha indotti a credere il falso? Forse che la
vecchiaia subentra furtiva alla giovinezza pi rapidamente di quanto la
giovinezza subentri furtiva all'infanzia? Secondo: come pu la vecchiaia
essere per loro meno pesante se avessero ottocento anni anzich ottanta?
Quando infatti gli anni passati, per lunghi che siano, sono volati via, non
c' consolazione che possa mitigare la vecchiaia degli stolti. 5 Perci, se
siete soliti stupirvi della mia saggezza - possa essere degna del vostro
giudizio e del mio soprannome! - sono saggio in questo: seguo la natura,
ottima guida, come se fosse un dio e le obbedisco; non  verosimile che essa
abbia descritto bene tutte le altre parti della vita per poi buttare gi
l'ultimo atto, come un poeta senz'arte. Ma era pur necessario che esistesse
qualcosa di ultimo, qualcosa, per cos dire, di vizzo e sul punto di cadere,
per maturit compiuta, come accade ai frutti degli alberi e ai prodotti della
terra. Il saggio deve sopportare questa realt con condiscendenza: la lotta
dei Giganti contro gli di che altro  se non una ribellione contro la natura?
6 LELIO. Ebbene, Catone, sar per noi un grandissimo piacere - e lo dico
anche a nome di Scipione - se impareremo da te, molto tempo prima, come poter
affrontare nel migliore dei modi il peso crescente degli anni, poich
speriamo, o almeno ci auguriamo, di diventare vecchi.
CATONE. Va bene, lo far, Lelio, soprattutto se, come dici, sar un
piacere per tutt'e due.
LELIO. Vorremmo davvero vedere, se non ti rincresce, Catone, come sia
questo luogo cui sei giunto, dopo aver percorso, per cos dire, una lunga
strada, la stessa che si dovr intraprendere anche noi.
III 7 CATONE. Far del mio meglio, Lelio. Spesso, infatti, mi sono
trovato in mezzo alle lamentele dei miei coetanei - come dice un antico
proverbio il simile si accompagna pi facilmente al simile - . Come Caio
Salinatore, come Spurio Albinio, ex consoli, pi o meno miei coetanei, si
lamentavano ora perch non provavano pi quei piaceri senza i quali la vita,
secondo loro, non era vita, ora perch erano disprezzati da chi, prima, li
trattava con abituale deferenza! Secondo me non accusavano quel che si doveva
accusare. Se infatti la vecchiaia fosse responsabile di ci, gli stessi mali
patirei io e tutti gli altri anziani; invece ho conosciuto molti che non si
lamentano di esser vecchi, perch considerano tutt'altro che un dispiacere
l'essersi liberati dai vincoli delle passioni e non sono guardati dall'alto in
basso da amici e parenti. Ma responsabile di tutte queste lagnanze  il
carattere, non l'et: i vecchi equilibrati, che non sono difficili n
scontrosi, trascorrono una vecchiaia sopportabile. L'intrattabilit e la
mancanza di cortesia, invece, sono un peso a tutte le et.
8 LELIO. Hai ragione, Catone. Ma forse qualcuno potrebbe ribattere che la
vecchiaia ti risulta pi sopportabile perch hai potere, ricchezza e
prestigio, privilegi che non possono toccare a molti.
CATONE. Eh s, caro Lelio, questi privilegi valgono qualcosa, ma non sono
certamente tutto. Per esempio, si racconta che Temistocle, in un litigio,
abbia risposto a uno di Serifo che gli rimproverava di aver raggiunto lo
splendore per gloria non sua, ma della patria: Mai, perdio, disse, sarei
diventato famoso se fossi di Serifo, ma nemmeno tu, se fossi di Atene.
Altrettanto si pu dire della vecchiaia: nella pi grande povert non pu
essere leggera neppure per il saggio, per lo stolto non pu essere pesante
anche nella pi grande ricchezza. 9 Le armi in assoluto pi idonee alla
vecchiaia, cari Scipione e Lelio, sono la conoscenza e la pratica delle virt
che, coltivate in ogni et, dopo una vita lunga e intensa, producono frutti
meravigliosi non solo perch non vengono mai meno, neppure al limite estremo
della vita - cosa di per s importantissima -, ma anche perch la coscienza di
una vita spesa bene e il ricordo di molte buone azioni sono una grandissima
soddisfazione.
IV 10 Come a un coetaneo, volli bene, io giovane lui vecchio, a Quinto
Massimo, il riconquistatore di Taranto. C'era in quell'uomo grande una
severit condita dall'affabilit e la vecchiaia non aveva cambiato il suo
carattere. Veramente, iniziai a rendergli onore quando non era molto anziano,
ma tuttavia gi avanti negli anni: era stato console per la prima volta l'anno
successivo alla mia nascita e, quando lo fu per la quarta volta, partii con
lui - ero un giovincello - come soldato semplice per Capua e cinque anni dopo
per Taranto. Divenuto questore, esercitai tale magistratura sotto il consolato
di Tuditano e Cetego quando lui, ormai molto vecchio, sosteneva la legge
Cincia sui doni e le ricompense. Sapeva al tempo stesso combattere come un
ragazzo nonostante l'et molto avanzata e fiaccare con la pazienza un Annibale
pieno di ardore giovanile. Di lui scrisse magnificamente il mio amico Ennio:

Un solo uomo, temporeggiando, salv la nostra patria;
non anteponeva il mormorar della gente al bene pubblico.
Cos, risplende e sempre pi risplender la sua gloria.

11 E Taranto, con che instancabilit, con che intelligenza la riprese! In
tale occasione con le mie orecchie lo sentii ribattere a Salinatore che, persa
la citt, si era rifugiato nella rocca e si gloriava con queste parole: Per
opera mia, Quinto Fabio, hai ripreso Taranto! Certo! rispose ridendo. Se tu
non l'avessi persa io non l'avrei mai ripresa! E davvero non fu pi eccellente
nelle armi che in toga: console per la seconda volta, sebbene il suo collega
Spurio Carvilio non prendesse posizione, si oppose finch pot al tribuno
della plebe Caio Flaminio che, contro il volere del senato, intendeva
procedere a una distribuzione fra i singoli individui del territorio piceno e
gallico. Quando fu augure os dire che hanno i migliori auspici le iniziative
intraprese a vantaggio dello stato mentre le proposte avanzate a suo danno
hanno auspici sfavorevoli. 12 Ebbi modo di apprezzare in lui molte eccellenti
qualit, ma nessuna pi ammirevole del modo in cui sopport la morte del
figlio, uomo illustre ed ex console. Il suo elogio funebre  nelle mani di
tutti; quando lo leggiamo, quale filosofo non ne esce sminuito? E non solo si
rivel grande alla luce del sole e agli occhi dei suoi concittadini, ma ancora
pi notevole nell'intimit e in casa. Che modo di esprimersi, che
insegnamenti, che conoscenza dell'antichit, che competenza nel diritto
augurale! E vasta era la sua cultura letteraria, per essere un romano:
ricordava non solo tutte le vicende interne, ma anche quelle estere. Godevo
del suo conversare con tanta avidit come se gi presagissi quanto si sarebbe
avverato in seguito: morto lui, non avrei avuto pi nessuno da cui imparare.
V 13 Allora, perch tante parole su Massimo? Per farvi capire bene che
sarebbe un'empiet dire infelice una simile vecchiaia.  pur vero che non
tutti possono essere degli Scipione o dei Massimi per ricordarsi citt
espugnate, battaglie terrestri e navali, guerre da loro condotte, trionfi. Ma
anche la vecchiaia di una vita trascorsa nella calma, nell'onest e nella
distinzione  tranquilla e dolce, come fu, secondo la tradizione, quella di
Platone, che mori a ottantun anni mentre era impegnato a scrivere, e quella di
Isocrate, che dice di aver composto, novantaquattrenne, l'opera intitolata
Panatenaico e visse ancora cinque anni; il suo maestro, Gorgia di Leontini,
comp centosette anni senza smettere mai di studiare e lavorare; quest'ultimo,
a chi gli chiedeva perch volesse vivere cos a lungo, rispondeva: Non ho
niente da rimproverare alla vecchiaia! Risposta eccezionale e degna di un uomo
colto! 14 Sono infatti gli ignoranti a imputare alla vecchiaia vizi e colpe
loro, diversamente da chi ho menzionato poco fa, Ennio:

Come destriero impetuoso, che spesso nel tratto finale
vinse a Olimpia, ora, dalla vecchiaia stremato, riposa ...

Paragona la sua vecchiaia a quella di un cavallo impetuoso e vincitore.
Lo potete ricordare bene: diciannove anni dopo la sua morte sono stati eletti
i consoli ora in carica, Tito Flaminino e Manlio Acilio; mori l'anno in cui
erano consoli Cepione e, per la seconda volta, Filippo, quando io, allora
sessantacinquenne, sostenevo la legge Voconia con gran voce e buoni polmoni.
Ebbene, a settant'anni - tanto visse Ennio - sopportava cos bene i due pesi
considerati pi gravi, povert e vecchiaia, da sembrare quasi compiacersene.
15 In realt, quando esamino il problema sotto tutti gli aspetti, trovo
quattro motivi che fanno sembrare la vecchiaia infelice. Primo: allontana
dalle attivit. Secondo: indebolisce il corpo. Terzo: priva di [quasi] tutti i
piaceri. Quarto:  a un passo dalla morte. Analizziamo, se siete d'accordo, la
portata e il valore di ciascun motivo.
VI La vecchiaia ci porta via dalle attivit. - Da quali? Da quelle che si
compiono con le energie della giovinezza? Non ci sono forse occupazioni che
gli anziani possano svolgere con la mente, anche senza forze fisiche? Allora
non faceva niente Quinto Massimo, niente Lucio Paolo, tuo padre, suocero di
quell'uomo eccellente che era mio figlio? E gli altri vecchi, i Fabrizi, i
Curi, i Coruncani, quando difendevano lo stato con senno e autorit non
facevano niente? 16 Alla vecchiaia di Appio Claudio si aggiungeva la cecit.
Eppure, quando il senato era incline a stipulare il trattato di pace con
Pirro, non esit a dire quel che Ennio trascrisse in versi:

Dove piegano le vostre menti, dementi,
che sin qui solevano proceder rett?

e cos via con stile molto solenne. Vi  nota l'opera e, del resto,
esiste ancora il discorso di Appio. Ebbene, parl cos diciassette anni dopo
il suo secondo consolato, quando erano trascorsi dieci anni tra il suo primo e
secondo mandato ed era gi stato censore prima del consolato iniziale. Da ci
si capisce che durante la guerra di Pirro era molto avanti con gli anni; e
tuttavia cos ci hanno tramandato i Padri. 17 Non adduce quindi nessuna
valida ragione chi sostiene che la vecchiaia non abbia parte attiva nella vita
pubblica;  come se dicesse che il timoniere, nel corso della navigazione, non
fa niente perch, mentre gli altri salgono sugli alberi, corrono su e gi per
i ponti e svuotano la sentina, lui invece siede tranquillo a poppa a reggere
il timone. Il vecchio non fa le stesse cose dei giovani, ma molto di pi e
meglio: le grandi azioni non sono frutto della forza, della velocit o
dell'agilit fisica, ma del senno, dell'autorit, della capacit di giudizio,
qualit di cui la vecchiaia, di solito, non solo non si priva, ma anzi si
arricchisce.
18 A meno che, dopo aver partecipato a ogni tipo di guerra come soldato
semplice, tribuno, luogotenente e console, non vi dia l'impressione di stare
con le mani in mano perch ho smesso di combattere. Ma consiglio al senato che
politica seguire e con quali strategie: molto in anticipo dichiaro guerra a
Cartagine che da tempo trama contro di noi; non smetter di temerla finch non
la sapr rasa al suolo. 19 Gli di immortali ti riservino questa palma, o
Scipione, e ti concedano di portare a termine l'impresa lasciata incompiuta da
tuo nonno! Sono passati trentatr anni dalla sua morte, ma tutti gli anni a
venire manterranno vivo il ricordo di quel grande. Mor l'anno prima della mia
censura, nove anni dopo il mio consolato durante il quale fu eletto console
per la seconda volta. Ebbene, se fosse vissuto sino a cento anni, sarebbe
forse scontento della propria vecchiaia? Certo non potrebbe fare incursioni,
saltare, combattere da lontano con la lancia o da vicino con il gladio, ma
farebbe valere il senno, la ragione, la capacit di giudizio. Se tali qualit
non fossero nei vecchi, i nostri antenati non avrebbero chiamato senato il
consiglio supremo. 20 A Sparta, appunto, chi esercita la magistratura pi
alta ha l'et e quindi il nome di vecchio. Se poi volete leggere o ascoltare
la storia delle nazioni straniere, scoprirete che sono stati i giovani a
mandare in rovina gli stati pi forti, i vecchi a sostenerli e a rimetterli in
piedi.

Dite, come perdeste in cos poco tempo il vostro stato, tanto potente?

A tale domanda, formulata nel Ludo del poeta Nevio, si risponde, tra le
altre cose, in primo luogo cos:

Spuntavano nuovi oratori, stupidi sbarbatelli.

Naturale: la temerariet  tipica dell'et in fiore, la saggezza dell'et
declinante.
VII 21 Ma la memoria diminuisce.  vero, se non la eserciti o se per
natura sei un po' tardo. Temistocle sapeva a memoria il nome di tutti i suoi
concittadini; credete forse che, arrivato a una certa et, si sia messo a
salutare Aristide chiamandolo Lisimaco? Da parte mia, non solo conosco le
persone vive ai giorni nostri, ma anche i loro padri e i loro avi, e quando
leggo le iscrizioni sepolcrali non ho paura, come si dice, di perdere la
memoria: anzi, nel leggerle, rinnovo il ricordo dei morti. In realt non ho
mai sentito dire che uno da vecchio si sia dimenticato del luogo in cui aveva
nascosto il tesoro; i vecchi ricordano quanto hanno a cuore, le malleverie
prestate, i debitori, i creditori. 22 E i giureconsulti? E i pontefici? E gli
uguri? E i filosofi? Sono vecchi, ma quante cose ricordano! I vecchi
conservano le capacit intellettuali purch preservino interessi e dinamismo;
e questo non solo negli uomini famosi e insigniti di cariche, ma anche nella
tranquilla vita privata. Sofocle compose tragedie sino all'estremo limite
della vecchiaia; poich, per questa sua passione, sembrava trascurare il
patrimonio familiare, fu chiamato in giudizio dai figli: volevano che, allo
stesso modo in cui, da noi, si  soliti interdire quei padri che gestiscono
male le loro sostanze, cos i giudici lo rimuovessero dal controllo del
patrimonio familiare come se fosse un rimbambito. Allora il vecchio, cos si
racconta, declam ai giudici la tragedia che, da poco composta, aveva tra le
mani, l'Edipo a Colono, e chiese se quell'opera sembrava scritta da un
rimbambito; finita la declamazione, i giudici decisero di proscioglierlo. 23
Ebbene, forse Sofocle e forse Omero, Esiodo, Simonide, Stesicoro e quelli
prima nominati, Isocrate e Gorgia, e i primi filosofi, Pitagora, Democrito,
Platone, Senocrate, e successivamente Zenone e Cleante o colui che voi stessi
avete visto a Roma, Diogene lo stoico, vennero ridotti al silenzio nei loro
interessi dalla vecchiaia? O in tutti loro il fervore intellettuale non dur
quanto la vita?
24 Orbene, per tralasciare questi studi divini, potrei menzionare i
contadini romani della Sabina, miei vicini e amici, senza i quali non si
eseguono mai lavori agricoli di una certa importanza, non si semina, non si
raccolgono i frutti e non si ripongono. Ma, nel loro caso, c' meno da
stupirsi: nessuno, infatti,  cos vecchio da non pensare di poter vivere
almeno un altr'anno; eppure si danno un gran da fare anche in lavori che - lo
sanno bene - non presentano per loro nessuna utilit:

Pianta alberi che daranno frutti alla generazione successiva.

come dice il nostro Stazio nei Sinefebi. 25 L'agricoltore, in realt,
per quanto vecchio sia, se gli viene chiesto per chi pianta, non esita a
rispondere: Per gli di immortali, i quali vollero che non solo ricevessi tali
doni dai miei antenati, ma li trasmettessi anche ai posteri.
VIII E meglio si esprime Cecilio a proposito del vecchio che provvede
alla generazione futura rispetto a quando dice:

Perdio, vecchiaia, se non portassi al tuo arrivo
nessun altro male, questo solo basterebbe:
vedere, vivendo a lungo, molte cose che non si vorrebbero.

e forse molte che si vorrebbero! Anzi, anche la giovinezza si imbatte
spesso in quel che non vuole. Ma ecco un passo di Cecilio ancora peggiore:

Della vecchiezza questo reputo il male pi grande:
sentire che, da vecchi, si  odiosi agli altri.

26 - benvoluti, non odiosi! Come i ragazzi di indole onesta piacciono ai
vecchi saggi e la vecchiaia di chi  onorato e amato dai giovani diventa pi
leggera, cos i ragazzi ricevono con gioia i precetti dei vecchi dai quali son
condotti all'amore della virt; e so di piacere a voi non meno di quanto voi
piacciate a me.
Vedete dunque come la vecchiaia, lungi dall'essere fiacca e inerte, sia
invece attiva e sempre impegnata a fare e meditare qualcosa, in relazione,
s'intende, alle attitudini che ciascuno aveva negli anni precedenti. E le
persone che si aggiornano sempre? Per esempio, vediamo Solone vantarsi, nei
suoi versi, quando dice di invecchiare imparando ogni giorno qualcosa di
nuovo. L'ho fatto pure io, che da vecchio ho studiato la letteratura greca.
L'ho abbordata con tanta avidit, come se desiderassi spegnere una lunga sete,
da riuscire ad apprendere le nozioni che ora mi vedete usare a mo' di esempio.
E quando sento dire che Socrate fece lo stesso con la lira, vorrei imitarlo
anch'io - gli antichi, infatti, studiavano la lira -, ma almeno mi sono
dedicato anima e corpo alle lettere.
IX 27 E ora non rimpiango davvero la forza di un giovane - ecco il
secondo punto sui difetti della vecchiaia - pi di quanto, da giovane, non
desiderassi la forza di un toro o di un elefante. Conviene valersi di quel che
si ha e, qualunque cosa si faccia, farla secondo le proprie forze. Si possono
immaginare parole pi spregevoli di quelle di Milone di Crotone? Si racconta
che, mentre assisteva, ormai vecchio, a un allenamento di atleti nello stadio,
si guard i bicipiti ed esclam in lacrime: Ahim, sono belli e morti! Non
tanto loro, quanto te stesso, cialtrone, perch sei diventato famoso, non per
merito tuo, ma dei tuoi polmoni e dei tuoi bicipiti! Niente del genere Sestio
Elio, n, molti anni prima, Tiberio Coruncanio, n, di recente, Publio Crasso,
che fornivano consulenze ai loro concittadini in materia giuridica; sino
all'ultimo respiro conservarono la loro competenza. 28 L'oratore, temo, perde
vigore con la vecchiaia; la sua professione, infatti, non dipende solo
dall'intelletto, ma anche dai polmoni e dalla forza fisica.  vero che la
sonorit della voce continua a spiccare, non so come, anche in vecchiaia; io
non l'ho ancora persa e vedete gli anni che ho. Tuttavia il conversare calmo e
disteso si addice a un vecchio e i suoi discorsi eleganti e dolci si
conciliano da soli l'attenzione del pubblico. Se non ci riuscissi pi,
potresti sempre fornire precetti a Scipione o a Lelio: infatti, cosa c' di
pi bello di una vecchiaia circondata dal fervore dei giovani? 29 O non
vogliamo lasciare alla vecchiaia neppure forze sufficienti per istruire i
giovani, per formarli e prepararli a tutti i compiti imposti dal dovere? Pu
esistere missione pi nobile di questa? Davvero fortunati mi sembravano
Cornelio e Publio Scipione, e i tuoi due nonni, Lucio Emilio e Publio
Africano, per il loro sguito di giovani; e non c' maestro di arti liberali
che non sia da considerar felice nonostante il declino e il venir meno delle
forze fisiche. Del resto, proprio questa defezione delle forze dipende pi
spesso dai vizi della giovinezza che dai difetti della vecchiaia: una
giovinezza sfrenata e intemperante, infatti, consegna alla vecchiaia un corpo
esaurito. 30 Ciro appunto, nel discorso che tenne in punto di morte quando
era molto vecchio, come scrive Senofonte, dice di non essersi mai accorto di
esser diventato, da anziano, pi debole di quanto lo fosse da giovane. Mi
ricordo di Lucio Metello - ero allora un ragazzo - che, eletto pontefice
massimo quattro anni dopo il suo secondo consolato, esercit quel sacerdozio
per ventidue anni: ebbene, conserv sino alla fine forze cos prospere da non
rimpiangere la giovinezza. Non  necessario che parli di me, bench questo sia
un comportamento senile e lo si perdoni alla nostra et. X 31 Non vedete
come Nestore, in Omero, vanti molto spesso le proprie virt? Vedeva ormai la
terza generazione di uomini e non aveva da temere, vantandosi a ragione, di
sembrare troppo presuntuoso o troppo loquace: come dice Omero, dalla sua
lingua la parola fluiva pi dolce del miele. E non aveva bisogno della forza
del corpo per ottenere questa soavit; tuttavia il grande condottiero della
Grecia non si augura mai di avere dieci uomini come Aiace, ma come Nestore s;
nel qual caso non ha dubbi: Troia cadrebbe in poco tempo.
32 Ma ritorno a me. Vado per gli ottantaquattro anni e vorrei davvero
vantarmi come Ciro: ma almeno posso dire questo, che, anche se non ho pi le
forze di quando ero soldato semplice nella guerra punica o questore nella
stessa guerra o console in Spagna o, quattro anni dopo, di quando ho
combattuto strenuamente alle Termopili come tribuno militare sotto il console
Manlio Acilio Glabrione, nonostante ci, come vedete, la vecchiaia non mi ha
tolto il nerbo, non mi ha messo a terra, e non lamentano l'assenza delle mie
forze il senato, i rostri, i clienti, gli ospiti. Mai, infatti, ho approvato
l'antico e lodato proverbio che consiglia di invecchiare prematuramente se si
voglia restare vecchi a lungo; per quanto mi riguarda, preferirei esser
vecchio meno a lungo che diventarlo prima del tempo. E cos, finora, nessuno
che abbia voluto un appuntamento con me non  stato ricevuto perch ero
occupato.
33 Ma ho meno forze di ciascuno di voi due. - Neppure voi, per, avete le
forze del centurione Tito Ponzio: averle, lo rende superiore? L'importante 
che ciascuno usi le forze con moderazione e si sforzi quel tanto che pu: non
ne sentir cos una grande mancanza. Si racconta che Milone abbia attraversato
lo stadio di Olimpia con un bue sulle spalle. Ebbene, preferiresti avere le
forze fisiche di Milone o le forze intellettuali di Pitagora? Insomma, usa
questa risorsa finch c', quando non ci sar pi non rimpiangerla, a meno che
i giovani non debbano rimpiangere l'infanzia e, pi avanti negli anni, la
giovinezza. La vita ha un corso determinato, la natura segue una via unica e
questa  semplice; ogni fase dell'esistenza ha ricevuto una fisionomia tale
che la fragilit dei bambini, la spavalderia dei giovani, la seriet dell'et
adulta e la maturit della vecchiaia corrispondono a una predisposizione
naturale da cogliersi a tempo opportuno. 34 Credo che tu sappia, Scipione,
cosa fa oggi a novant'anni Massinissa, ospite di tuo nonno: quando inizia un
viaggio a piedi non sale mai a cavallo, quando invece lo inizia a cavallo non
smonta mai; non c' pioggia, non c' vento che lo inducano a coprirsi il capo;
il suo fisico  asciuttissimo; in questo modo adempie a tutti i doveri e gli
obblighi di un re. L'esercizio e la temperanza permettono dunque di conservare
parte dell'antica forza anche da vecchi.
XI Non ci sono forze in vecchiaia? - Ma dalla vecchiaia non si richiede
neppure la forza fisica! Tant' vero che le leggi e le consuetudini dispensano
la nostra et da quei compiti non assolvibili senza vigore fisico. Cos non
solo non siamo tenuti a fare ci che non possiamo, ma nemmeno quel tanto che
potremmo.
35 Molti vecchi, per, sono cos deboli da non poter attendere a nessun
compito imposto dal dovere o addirittura dalla vita. S, ma non  un difetto
tipico della vecchiaia quanto in generale della salute. Com'era debole il
figlio di Publio Africano, tuo padre adottivo! Che salute cagionevole o
addirittura inesistente! In caso contrario si sarebbe levato come secondo faro
della citt: alla grandezza d'animo paterna, infatti, si aggiungeva una
cultura pi ricca. Allora, che c' di strano se talvolta i vecchi sono malati
quando neppure i giovani possono evitarlo? Bisogna affrontare la vecchiaia con
coraggio, cari Lelio e Scipione, e compensare i suoi difetti con le cure,
bisogna combattere contro di essa come contro una malattia, aver riguardo
della salute, 36 praticare esercizi con moderazione, mangiare e bere quel
tanto da ricostituire le energie, non da schiacciarle. Non bisogna provvedere
solo al corpo, ma molto di pi alla mente e all'animo: come se in una lampada
non versassi pi olio, la vecchiaia li spegne; ma mentre il corpo per lo
sforzo degli esercizi si sente pesante, l'animo esercitandosi si fa pi
leggero. Quando Cecilio dice stupidi vecchi da commedia intende i creduloni,
gli smemorati, gli scapestrati; e questi non son difetti di ogni vecchiaia, ma
di una vecchiaia inerte, imbelle e sonnacchiosa. Come l'insolenza, come il
piacere dei sensi  pi dei giovani che dei vecchi, e non di tutti i giovani
ma di quelli che non sono perbene, cos la demenza senile chiamata di solito
rimbambimento  dei vecchi poveri di spirito, non di tutti. 37 Quattro figli
nel fiore degli anni, cinque figlie, una grande casa, una numerosa clientela:
ecco su chi dominava Appio Claudio, ed era cieco e vecchio. Teneva infatti
l'animo teso come un arco e non soccombeva alla vecchiaia cedendo all'inerzia.
Conservava non solo l'autorit, ma anche il comando sui suoi; i servi lo
temevano, i figli lo rispettavano, tutti lo avevano caro; in quella casa
vigeva la tradizione e la disciplina dei Padri. 38 La vecchiaia  infatti
rispettata soltanto se sa difendersi da sola, se mantiene inalterati i propri
diritti, se non si rende schiava di nessuno, se sino all'ultimo respiro
esercita il dominio sui suoi. Come infatti approvo il giovane in cui ci sia
qualcosa di senile, cos il vecchio in cui ci sia qualcosa di giovanile; chi
si attiene a tale norma potr essere vecchio di corpo, ma non lo sar mai di
spirito.
Sto lavorando al settimo libro delle Origini, sto raccogliendo tutti i
documenti storici e proprio ora do l'ultimo ritocco alle orazioni di tutte le
cause famose che ho difeso, mi occupo di diritto augurale, pontificale e
civile, dedico molto tempo anche alle lettere greche e, come i Pitagorici, per
esercitare la memoria, ricordo di sera ci che ho detto, ascoltato, fatto ogni
giorno. Questi sono gli esercizi dell'intelligenza, questa la palestra della
mente, in questi sudo e mi sforzo senza sentire una grande mancanza del vigore
fisico. Assisto gli amici, vado spesso in senato, di mia iniziativa vi porto
idee meditate a fondo e a lungo e le difendo con le forze dell'animo, non del
corpo. Se non riuscissi ad adempiere a tutto ci, troverei ugualmente conforto
nel mio caro divano dove farei rivivere con il pensiero quelle attivit per me
non pi accessibili; ma a renderle accessibili contribuisce la mia vita
passata: chi infatti dedica tutta l'esistenza a studi e a fatiche di questo
genere, non avverte l'insinuarsi della vecchiaia. Cos, a poco a poco e senza
farsene accorgere, la vita invecchia, non si interrompe di colpo, ma si spegne
col tempo.
XII 39 Segue la terza critica: la vecchiaia, dicono,  priva dei piaceri
dei sensi. O magnifico dono dell'et se ci strappa il male pi dannoso della
giovinezza! Ascoltate, nobili giovani, le antiche parole di Archita di
Taranto, uomo tra i pi grandi ed eminenti, parole che mi furono riferite
quando, da giovane, mi trovavo a Taranto con Quinto Massimo. La natura non ha
dato agli uomini peste pi esiziale del piacere sensuale, diceva Archita, e le
voglie, ingorde di tal piacere e sfrenate, si lanciano ciecamente a
conquistarlo. 40 Da qui i tradimenti della patria, da qui i colpi di stato,
da qui nascono le collusioni segrete con il nemico, insomma, non c' delitto,
non c' crimine che la brama del piacere non spinga a commettere; e poi
stupri, adulteri e ogni infamia del genere non sono provocati da altro
incitamento se non dal piacere dei sensi. Se  vero che la natura o un dio non
ha dato all'uomo niente di pi bello dell'intelligenza,  altresi vero che
niente, come il piacere,  nemico di questo munifico dono divino. 41 Infatti,
dove domina la passione non c' posto per la temperanza e nel regno del
piacere non pu certo resistere la virt. Per rendere il concetto pi
comprensibile, consigliava di immaginare un uomo eccitato dal piacere sensuale
pi grande che si possa provare: secondo Archita, nessuno avrebbe dubitato che
costui, finch fosse immerso in un godere cos intenso, potesse pensare,
giudicare, intendere qualcosa. Perci nulla  cos detestabile e pestilenziale
come il piacere, se  vero che, quanto pi  intenso e prolungato, tanto pi
spegne ogni lume della ragione. Queste le parole di Archita al sannita Caio
Ponzio, padre di colui che sconfisse i consoli Spurio Postumio e Tito Veturio
nella battaglia di Caudio, e Nearco di Taranto, mio ospite e incrollabile
amico del popolo romano, diceva di averle apprese dai suoi vecchi; avrebbe
assistito alla conversazione l'ateniese Platone che, come mi risulta, si era
recato a Taranto all'epoca del consolato di Lucio Camillo e Appio Claudio.
42 Cosa si propone questo racconto? Vuole farvi capire che, se non
fossimo in grado di respingere il piacere con la ragione e la saggezza, molto
dovremmo esser grati alla vecchiaia capace di non farci desiderare quel che
non si deve. Il piacere, infatti, ostacola la capacit di giudizio,  nemico
della ragione, abbaglia, per cos dire, gli occhi della mente e non ha niente
a che vedere con la virt. A malincuore feci espellere dal senato, sette anni
dopo il suo consolato, Lucio Flaminino, fratello del valorosissimo Tito
Flaminino, ma credetti mio dovere bollarne la dissolutezza. Quando si trovava
in Gallia come console, durante un banchetto si lasci persuadere dalle
preghiere di una prostituta a giustiziare personalmente uno dei prigionieri
che erano condannati a morte. Finch fu censore suo fratello Tito - che
esercit tale carica subito prima di me - se la cav; ma n io n Flacco
potemmo ammettere in alcun modo una dissolutezza tanto scandalosa e depravata,
che associava alla vergogna privata il disonore della carica.
XIII 43 Spesso ho sentito dire dai pi anziani, i quali lo avrebbero
appreso nella loro infanzia dai loro vecchi, che Caio Fabrizio non finiva di
meravigliarsi del discorso che, all'epoca della sua ambasceria presso il re
Pirro, aveva sentito dal tessalo Cinea: ad Atene viveva un tale che si
professava saggio e nonostante ci sosteneva che tutte le nostre azioni devono
tendere al piacere. Alle parole di Fabrizio, Manlio Curio e Tiberio Coruncanio
si auguravano che i Sanniti e lo stesso Pirro si persuadessero di tale teoria
perch sarebbe stato pi facile vincerli se si fossero dati ai piaceri. Manlio
Curio era stato compagno di Publio Decio, l'uomo che, quando era console per
la quarta volta, cinque anni prima del consolato di Curio, si era sacrificato
per la patria. Lo aveva conosciuto anche Fabrizio, lo aveva conosciuto
Coruncanio. Entrambi, a giudicare sia dalla loro vita sia dal gesto del Decio
di cui parlo, credevano fermamente nell'esistenza di qualcosa di bello e
nobile per natura, tale da essere ricercato per il suo valore intrinseco ed
essere seguito da tutti i migliori nel disprezzo e nella condanna del piacere.
44 Perch insisto tanto sul piacere? Perch la vecchiaia, lungi dal meritare
rimproveri,  degna invece della massima lode in quanto non sente molto la
mancanza di nessun piacere. Ignora i festini, le tavole imbandite e le coppe
una dietro l'altra; ignora perci l'ubriachezza, le indigestioni e i sonni
agitati.
Ma se bisogna concedere qualcosa al piacere, ch non resistiamo
facilmente alle sue tentazioni, - Platone lo definisce in modo divino esca dei
mali proprio perch gli uomini vi abboccano come pesci - la vecchiaia, pur
ignorando i bagordi, pu sempre godere di conviti moderati. Da bambino vedevo
spesso tornarsene da cena il vecchio Caio Duilio, figlio di Marco, il primo a
sconfiggere i Cartaginesi sul mare: gli procuravano diletto una torcia di cera
e un suonatore di flauto, lusso che, ormai privato cittadino, si era preso
senza precedenti.Tanta libert gli concedeva la gloria! Ma perch parlare
degli altri? 45 Ritorno subito a me. In primo luogo ho sempre avuto compagni
di sodalizio; i sodalizi si costituirono durante la mia questura quando fu
introdotto il culto ideo della Gran Madre. Banchettavo, dunque, con i miei
compagni con moderazione,  vero, ma si faceva sentire un certo ardore
giovanile; col passare degli anni, poi, di giorno in giorno tutto si calma. E
infatti misuravo il diletto di questi conviti non tanto dal piacere dei sensi
quanto dalla compagnia e dal conversare tra amici. Bene i nostri antenati
chiamarono con-vivio lo stare insieme degli amici a banchetto poich comporta
una comunione di vita, meglio dei Greci che lo definiscono ora bere in
compagnia ora mangiare in compagnia, mostrando cos di apprezzare di pi ci
che, in questi casi, vale molto di meno. XIV 46 In realt, proprio per il
piacere della conversazione amo anche i lunghi banchetti e non solamente in
compagnia dei miei coetanei - ormai ne restano ben pochi -, ma anche delle
persone della vostra et e di voi, e sono molto riconoscente alla vecchiaia di
aver accresciuto in me il desiderio di conversare e di aver eliminato quello
di mangiare e bere. Se poi c' chi si diverte anche a mangiare e bere - non si
pensi che ho dichiarato, senza mezzi termini, guerra al piacere, di cui forse
esiste un limite naturale - credo che la vecchiaia, anche nei confronti di
simili piaceri, non sia insensibile. A me, anzi, piacciono i magisteri
conviviali, istituiti dagli antenati, e quel conversare con le coppe in mano
che, secondo tradizione, parte dall'ospite d'onore, e mi piacciono le coppe,
come nel Simposio di Senofonte, piccole e stillanti, e il fresco d'estate e,
al contrario, il sole o il fuoco d'inverno, tutte soddisfazioni che ho
l'abitudine di prendermi in Sabina dove, ogni giorno, riempio di vicini il
convito che prolunghiamo, pi che si pu, sino a notte fonda con discorsi di
vario genere.
47 Nei vecchi, per, quel titillamento dei piaceri non  un granch. - 
vero, ma non ne sentono neppure la mancanza: del resto non pesa quel che non
si rimpiange. Bene rispose Sofocle a chi gli chiedeva se, alla sua et,
godesse ancora dei piaceri di Venere: Gli di me ne guardino! esclam. Sono
felice di esserne scampato come a un padrone zotico e furioso. Per chi
desidera simili cose, risulta forse odioso e pesante esserne privo, ma per chi
se ne  tolto completamente la voglia  pi piacevole esserne privo che
goderne. Tuttavia non si pu dire che ne sia privo chi non ne sente la
mancanza. Quindi, sostengo, il non sentir mancanza  condizione pi piacevole.
48 Se la verde et gusta di pi questi piaceri, primo gode di inezie, come ho
detto, secondo gode di cose di cui la vecchiaia, pur non avendone in eccesso,
non  priva del tutto. Come chi siede in prima fila si diverte di pi allo
spettacolo di Turpione Ambivio, ma si diverte anche chi siede in ultima, cos
la giovinezza, che guarda i piaceri da vicino, gode pi intensamente, ma anche
la vecchiaia, che li contempla da lontano, si diletta quanto basta.
49 Invece com' prezioso per l'animo che ha preso congedo, per cos dire,
dal piacere dei sensi, dall'ambizione, dalle rivalit, dalle inimicizie, da
tutte le passioni, starsene con se stesso e, come si dice, vivere con se
stesso! Se poi trova, diciamo cos, di che alimentarsi nello studio e nella
cultura, niente  pi piacevole di una vecchiaia libera da impegni. Vedevamo
Caio Galo, amico di tuo padre, Scipione, struggersi nello sforzo di misurare
quasi il cielo e la terra. Quante volte la luce del giorno lo sorprese a
tracciare disegni iniziati di notte, quante volte la notte quando aveva
iniziato al mattino! Come gli piaceva predirci con largo anticipo le eclissi
di sole e di luna! 50 E non  lo stesso per interessi pi leggeri, ma pur
sempre profondi? Che gioia provava Nevio per la sua Guerra Punica! Che gioia
Plauto per il Truculento e per lo Pseudolo! Ho visto anche Livio, ormai
vecchio: allest un dramma sei anni prima della mia nascita, quando erano
consoli Centone e Tuditano, e visse sino alla mia giovinezza. E la passione
per il diritto pontificale e civile mostrata da Publio Licinio Crasso o dal
nostro Publio Scipione, eletto pontefice massimo proprio in questi giorni?
Tutti gli uomini che ho ricordato li abbiamo visti, da vecchi, accendersi per
queste attivit. Prendiamo Marco Cetego, a ragione definito da Ennio midollo
della Persuasione, con che passione lo vedevamo esercitarsi nell'eloquenza
anche da vecchio! E allora, quali piaceri procurati da festini, giochi e
prostitute sono paragonabili a questi piaceri? Voglio dire, appunto, all'amore
del sapere che cresce di pari passo con l'et nelle persone di senno e di
cultura? Ecco perch  degno di lode il versetto, che ho gi citato, in cui
Solone afferma di invecchiare imparando ogni giorno molte cose. Non pu
esistere piacere pi grande di quello intellettuale.
XV 51 Vengo ora ai piaceri dei contadini, per me fonte di incredibile
diletto, piaceri che, per nulla ostacolati dalla vecchiaia, mi sembrano
particolarmente conformi alla vita del saggio. I contadini hanno un conto
aperto con la terra che mai ricusa il loro dominio e mai restituisce senza
interessi il capitale ricevuto, ma lo rende talvolta a un tasso minore, per lo
pi maggiore.  vero che mi delizia non solo il profitto, ma anche la forza e
l'essenza della terra stessa: quando ha accolto nel suo grembo ammorbidito e
smosso il seme gettato, prima lo racchiude al buio, come accecato, da cui
occatio  detta l'operazione dell'erpicatura, poi, scaldatolo col suo fiato e
con il suo abbraccio, lo dilata e fa germogliare da esso un qualcosa di verde,
un'erbetta che, salda sulle fibre delle radici, cresce poco a poco e,
ergendosi sullo stelo nodoso,  stretta in pellicole come se giungesse a
pubert; quando se ne libera, dischiude un frutto disposto a mo' di spiga e
contro le beccate degli uccelli pi piccoli si difende con il baluardo delle
reste. 52 E dovrei ricordare come nasce, si pianta e cresce la vite? Non
posso saziarmi di questo piacere - ve lo dico perch conosciate la pace e il
divertimento della mia vecchiaia -: non parler della forza intrinseca di
tutti i prodotti della terra, forza capace di generare tronchi e rami cos
grandi da un cos piccolo grano di fico o dal vinacciolo del chicco d'uva o
dai minuscoli semi delle altre piante e alberi; magliuoli, talee, tralci,
barbatelle, polloni non riempiono chiunque di piacere e di ammirazione?
Prendiamo la vite che per natura tende a cadere e, se non viene sostenuta, si
abbatte a terra, ebbene, per reggersi, si intreccia con i suoi viticci, come
fossero mani, a tutto ci che trova; se poi serpeggia in un tortuoso ed
erratico propagarsi, l'agricoltore, potandola col falcetto, la frena per
impedirle di metter su una foresta di tralci e di spandersi troppo in ogni
direzione. 53 E cos, all'inizio della primavera, nelle parti risparmiate
spunta, quasi alle giunture dei tralci, la cosiddetta gemma da cui nascendo si
mostra il grappolo che, ingrossandosi con l'umore della terra e il calore del
sole, dapprima  molto aspro al gusto poi, con la maturazione, si addolcisce;
rivestito di pampini, non manca del giusto calore e al tempo stesso si difende
dall'eccessiva vampa del sole. Cosa pu essere pi ricco di profitto, cosa pi
bello a vedersi di questa pianta? Della vite non solo l'utilit, come ho gi
detto, ma anche la semplice coltivazione e la natura mi danno gioia: e poi le
file dei pali di sostegno, fissarne le cime, legare e propagginare le viti,
potare alcuni tralci, come ho detto, lasciar crescere gli altri. Perch dovrei
ricordare irrigazioni, sterri e rivangature dei campi con cui si accresce la
fertilit del suolo? Perch dovrei trattare dell'utilit della concimazione?
54 Ne ho parlato nel libro che ho scritto sull'agricoltura; il dotto Esiodo
non ne ha fatto parola scrivendo sulla coltivazione dei campi, ma Omero,
vissuto, credo, molte generazioni prima, rappresenta Laerte intento a
coltivare e concimare il suo campo per tentare di lenire il dolore dovuto alla
mancanza del figlio. La campagna, del resto, non solo  rigogliosa di messi,
prati, vigneti e alberi, ma anche di giardini, frutteti, pascoli per il
bestiame, sciami di api e ogni variet di fiori. E al piacere di piantare si
aggiunge quello di innestare, l'invenzione pi ingegnosa dell'agricoltura.
XVI 55 Potrei proseguire parlando delle numerosissime gioie della campagna;
credo per di essermi dilungato troppo. Vorrete con tutto ci perdonarmi: mi
sono lasciato prendere dalla passione per la vita contadina e poi la vecchiaia
 per costituzione una buona chiacchierona - lo confesso perch non sembri che
la scuso di ogni difetto.
Ecco perch Manlio Curio, dopo aver trionfato sui Sanniti, sui Sabini e
su Pirro, scelse per i suoi ultimi anni questo stile di vita. E quando
contemplo la sua villa, che non dista molto dalla mia, non mi stanco mai di
ammirare la continenza dell'uomo e la severit dei tempi. Curio sedeva al
focolare quando vennero i Sanniti a portargli una gran quantit d'oro. Li
cacci via perch, disse, non gli sembrava onesto possedere l'oro, ma
comandare su chi ne possedeva. 56 Un animo cos grande poteva forse non
rendergli piacevole la vecchiaia? Ma vengo ai contadini per non allontanarmi
da me stesso. In quel tempo i senatori, cio dei vecchi, passavano la vita in
campagna se  vero che Lucio Quinzio Cincinnato stava arando quando ricevette
la notizia della sua nomina a dittatore; per ordine di Cincinnato, dittatore,
il comandante della cavalleria Caio Servilio Ahala prevenne il complotto di
Spurio Melio che aspirava alla tirannide e lo uccise. Curio e gli altri vecchi
venivano convocati in senato dalle loro case di campagna; per cui furono detti
corrieri i messi che li andavano a chiamare. Allora, era forse da compatire la
vecchiaia di uomini che passavano il tempo a coltivar la terra? Personalmente,
dubito che esista vecchiaia pi felice: non solo per la funzione che svolge,
in quanto l'agricoltura  utile a tutto il genere umano, ma anche perch
procura il diletto, di cui ho parlato, e la profusione di tutto quel che serve
al sostentamento degli uomini e anche al culto degli di e, dal momento che
alcuni non riescono proprio a fare a meno di questi beni, eccoci riconciliati
con il piacere. In realt, un padrone abile e attivo ha sempre rifornite la
cantina, l'orciaia e la dispensa, tutta la sua villa  ricca e ha in
abbondanza maiali, capretti, agnelli, galline, latte, formaggio e miele. E poi
c' l'orto che i contadini stessi chiamano seconda dispensa. A rendere pi
piacevole questa vita anche nel tempo libero contribuisce la caccia agli
uccelli e all'altra selvaggina. 57 E dovrei ricordare ancora il verde dei
prati, le file degli alberi, la bellezza delle vigne o degli oliveti? Taglier
corto: niente pu essere pi ricco di profitto o pi bello a vedersi di un
campo ben coltivato. E a goderne, la vecchiaia non solo non  un ostacolo, ma
anzi uno stimolo e un incitamento: dove, infatti, questa et pu scaldarsi
meglio al sole o al fuoco, oppure, viceversa, prendere il fresco salutare
dell'ombra o dell'acqua? 58 I giovani si tengano pure armi, cavalli, lance,
clava e palla, cacce e corse; a noi vecchi lascino, tra molti giochi, gli
astragali e i dadi, e dei due quelli che vogliono, perch la vecchiaia non ne
ha bisogno per essere felice.
XVII 59 I libri di Senofonte sono utilissimi sotto molti aspetti:
leggeteli con attenzione, vi prego, come state gi facendo. Con quanti
argomenti loda l'agricoltura nel libro relativo all'amministrazione del
patrimonio intitolato Economico! E, perch capiate che nulla gli sembrava
degno di un re quanto l'agricoltura, Socrate, in quel libro, racconta a
Critobulo un episodio. Quando lo spartano Lisandro, uomo di eccezionale
valore, si rec a Sardi a portare a Ciro i doni degli alleati, Ciro il
giovane, re dei Persiani di straordinaria intelligenza e gloria militare, lo
tratt con grande affabilit e cortesia e, tra le altre cose, gli mostr un
parco coltivato con cura. Lisandro apprezzava molto l'altezza degli alberi, la
loro disposizione a scacchiera, la terra lavorata e ripulita, la soavit dei
profumi che esalavano dai fiori e disse di ammirare non solo la cura ma anche
la maestria dell'uomo che aveva disegnato e disposto ogni cosa. Ciro rispose:
Ma sono stato io a disegnare tutto! Mie sono le file, mia la disposizione,
addirittura molti di questi alberi li ho piantati di mia mano. Al che Lisandro
guard la porpora, l'eleganza della persona e l'abbigliamento persiano,
prezioso di oro e gemme, ed esclam: Hanno ragione, Ciro, a dirti felice,
perch la tua fortuna si congiunge alla virt.
60 Questa  dunque la fortuna di cui possono godere i vecchi; l'et non
ci impedisce di conservare sino all'ultima ora della vecchiaia il gusto di
svolgere altre attivit e soprattutto l'agricoltura. Sappiamo che Marco
Valerio Corvino continu a occuparsene sino a cento anni vivendo nei campi e
coltivandoli in et gi avanzata; tra il suo primo e il suo sesto consolato
trascorsero quarantasei anni; cos, tutto lo spazio di tempo fissato dai
nostri antenati per raggiungere l'inizio della vecchiaia fu da lui impiegato
nella carriera politica; e l'ultimo periodo della sua esistenza fu pi felice
di quello di mezzo perch maggiore era la sua autorit, ma minori gli impegni
gravosi. Il coronamento della vecchiaia  proprio l'autorit.
61 Quanta ne aveva Lucio Cecilio Metello, quanta Aulo Attilio Calatino a
cui  dedicato l'epitaffio:

I pi convengono nel dire che
quest'uomo fu il primo del suo popolo.

Conoscete tutti il carme inciso sul sepolcro. Era a buon diritto
influente, dunque, uno sui cui meriti l'opinione pubblica concordava. Che uomo
abbiamo visto, poco tempo fa, in Publio Crasso, il pontefice massimo, che
uomo, dopo, in Marco Lepido, investito dello stesso sacerdozio! Che dire di
Paolo o dell'Africano o, come ho gi fatto prima, di Massimo? La loro autorit
si manifestava non solo nella parola, ma anche in un cenno. La vecchiaia,
specie di chi ha ricoperto cariche pubbliche, ha un'autorit cos grande da
superare tutti i piaceri della giovinezza. XVIII 62 Ricordatevi per che, in
tutto il mio discorso, intendo lodare solo la vecchiaia che poggia sulle
fondamenta della giovinezza. Ne consegue che, come ho avuto occasione di dire
con il consenso di tutti, la vecchiaia costretta a difendersi a parole 
infelice; non sono i capelli bianchi o le rughe che riescono a conquistare di
colpo l'autorit, ma  la vita passata, vissuta con onore, a raccogliere alla
fine i frutti dell'autorit. 63 Sono infatti un'attestazione di rispetto
gesti in apparenza insignificanti e comuni come ricevere il saluto, essere
cercati, vedere che ti cedono il passo o che si alzano in piedi, essere
accompagnati e riaccompagnati, essere consultati, abitudini che da noi e in
altri paesi si osservano con tanto pi riguardo quanto pi i costumi sono
giusti. Dicono che lo spartano Lisandro, di cui ho appena fatto menzione,
ripetesse che Sparta era la pi nobile dimora degli anziani: in nessun altro
paese, infatti, si d tanta importanza all'et, in nessun altro paese la
vecchiaia riceve pi onori. Anzi, a proposito, si tramanda un episodio. Ad
Atene, in occasione dei giochi, un uomo di una certa et era entrato nel
teatro gremito di folla, ma i suoi concittadini non gli lasciarono il posto in
nessun settore. Quando si avvicin agli Spartani, che, in qualit di
ambasciatori, sedevano in posti riservati, si alzarono tutti, cos si
racconta, e lo fecero sedere tra di loro. 64 Tutto il pubblico decret loro
un lungo applauso. Allora uno Spartano disse che gli Ateniesi sapevano quel
che era bene, ma non lo volevano fare. Nel vostro collegio vigono molte e
nobili consuetudini, ma la migliore, e fa al caso nostro,  questa: si ha
diritto di precedenza nel voto in base all'et e gli uguri pi anziani non
solo hanno la priorit rispetto a chi ricopre magistrature pi alte, ma anche
rispetto a chi detiene il potere supremo. E allora, quali piaceri del corpo si
possono paragonare ai privilegi dell'autorit? Chi ne ha goduto
magnificamente, secondo me ha recitato bene sino alla fine la propria parte
sulla scena della vita senza fare fiasco all'ultimo atto come un guitto
inesperto.
65 Ma i vecchi sono intrattabili, inquieti, irascibili e difficili; a
dire il vero, anche avari. - S, ma si tratta di difetti del carattere, non
della vecchiaia. E poi l'intrattabilit e le altre mancanze di cui ho parlato
hanno una scusa, non voglio dire legittima, ma almeno in un certo senso
ammissibile: i vecchi si sentono trascurati, guardati dall'alto in basso,
presi in giro; aggiungiamo che ogni offesa risulta insopportabile in un corpo
fragile. Tutti questi difetti, per, si attenuano vuoi con le buone abitudini
vuoi con l'educazione. Come nella vita, lo si pu vedere in teatro nei
fratelli che sono protagonisti degli Adelfi: quanta asprezza in uno e quanta
gentilezza nell'altro! Cos vanno le cose: come non tutti i vini, non tutti i
caratteri inacidiscono col tempo. Approvo la severit nei vecchi, ma in giusta
misura, come in ogni situazione; l'asprezza nient'affatto. 66 Quanto
all'avarizia senile non capisco a cosa miri: ci pu essere comportamento pi
assurdo che voler aumentare le provviste da viaggio quando si  quasi
arrivati?
XIX Rimane il quarto motivo che, pi degli altri, sembra angosciare e
tenere in affanno la nostra et: l'avvicinarsi della morte, che certamente non
 lontana dalla vecchiaia. Infelice il vecchio che, in un'esistenza tanto
lunga, non  riuscito a capire che la morte va disprezzata! Bisogna tenerla in
nessun conto, se porta all'annientamento dell'anima, o addirittura
desiderarla, se conduce l'anima in un luogo di vita eterna.  proprio
impossibile trovare una terza possibilit. 67 Allora, perch dovrei temere
se, dopo morto, non sar infelice o se sar persino beato? E poi chi  cos
folle, per quanto giovane sia, da avere l'assoluta certezza di vivere sino a
sera? Anzi,  proprio la giovinezza a essere esposta al pericolo di morire
molto pi della vecchiaia: i ragazzi contraggono malattie pi facilmente, si
ammalano in modo pi grave, vengono curati con maggior difficolt; quindi in
pochi arrivano alla vecchiaia. Se cos non fosse, si vivrebbe meglio e con pi
saggezza, perch riflessione, ragione e buon senso sono prerogative dei vecchi
e senza i vecchi non sarebbe mai esistito lo stato. Ma ritorno alla morte
incombente: perch farne un capo d'accusa della vecchiaia quando vedete che la
condivide con la giovinezza? 68 Ho capito con la perdita del mio ottimo
figlio e tu, Scipione, con la morte dei tuoi fratelli destinati agli onori pi
alti, che la morte  comune a ogni et.
Ma il giovane spera di vivere a lungo, mentre il vecchio non pu sperare
la stessa cosa. - Folle speranza, la sua: cosa c' di pi stupido di prendere
l'incerto per certo, il falso per vero? - Ma il vecchio non ha nemmeno di che
sperare. Ecco perch si trova in una condizione migliore del giovane! Quel che
il giovane spera, lui lo ha gi ottenuto; il giovane vuole vivere a lungo, lui
ha vissuto a lungo. 69 Anche se, o buon dio, cosa significa a lungo nella
natura umana? Prendi l'esistenza pi lunga che ci sia, aspettiamoci di vivere
quanto il re dei Tartessi - a Cadice ci fu un certo Argantonio che, come
leggo, regn ottant'anni e ne visse centoventi -; non mi sembra per nemmeno
duraturo quel che presenta una fine. Quando la fine arriva, allora il passato
 volato via; rimane solo quanto hai conseguito con la virt e le azioni
giuste. Se ne vanno le ore, i giorni, i mesi, gli anni: non torna pi indietro
il tempo passato ed  impossibile conoscere il futuro. Ciascuno deve
accontentarsi del tempo che gli  concesso di vivere. 70 L'attore, del resto,
per aver successo, non ha bisogno di recitare il dramma sino alla fine: gli
basta suscitare l'applauso in qualunque scena appaia; cos i saggi non devono
necessariamente arrivare all'applaudite. Il breve tempo dell'esistenza  lungo
abbastanza per vivere bene e con dignit; se poi si prolungasse, non bisogna
affliggersi pi di quanto i contadini si affliggono perch, passata la
dolcezza della primavera, arriva l'estate e l'autunno. La primavera
rappresenta quasi la giovinezza e mostra i frutti del domani, le altre
stagioni invece sono fatte per la mietitura e la raccolta dei frutti. 71 Il
frutto della vecchiaia, come ho detto pi volte,  il ricordo e l'abbondanza
dei beni conseguiti in passato. Tutto quel che avviene secondo natura, poi, va
riposto tra i beni: e cosa c' di pi naturale, per i vecchi, della morte?
Anche ai giovani capita di morire, ma allora la natura si oppone alla morte
con una strenua resistenza. Quando muoiono i giovani, secondo me  come se la
forza di una fiamma venisse domata da un gran getto d'acqua, ma quando muoiono
i vecchi, allora  come se un fuoco, gi consumato, si spegnesse da solo senza
l'intervento di nessuna forza esterna. E come i frutti, se acerbi, si
strappano a fatica dagli alberi, ma se sono maturi e cotti dal sole cadono da
soli, cos  una forza esterna a strappare la vita ai giovani, ai vecchi  la
maturit. E io amo tanto questa maturit che, pi mi avvicino alla morte, e
pi mi sembra quasi di veder terra e di dover entrare finalmente in porto dopo
lungo navigare.
XX 72 La vecchiaia, poi, non ha un termine preciso, e da vecchi si vive
bene finch si possa adempiere e far fronte ai propri doveri nel disprezzo
della morte. Ecco perch la vecchiaia  pi coraggiosa della giovinezza e pi
forte, come disse del resto Solone in risposta al tiranno Pisistrato, che gli
aveva chiesto in cosa confidasse per opporsi a lui con tanta audacia: Nella
vecchiaia, avrebbe risposto. Ma la fine migliore della vita si ha quando, sana
la mente e attivi i sensi,  la natura stessa a disfare l'opera che ha messo
insieme. Come una nave, come un edificio vengono demoliti pi facilmente da
chi li ha costruiti, cos l'uomo viene disfatto meglio dalla medesima natura
che lo ha composto; ogni composizione si disgrega a fatica se nuova, ma con
facilit se antica. Per questo i vecchi non devono attaccarsi avidamente a
quel breve residuo di vita, n abbandonarlo senza motivo. 73 Pitagora vieta
che si diserti dal proprio posto di guardia nella vita senza un ordine del
comandante, cio del dio. C' un distico di Solone il sapiente in cui dice di
non volere una morte priva del dolore e del pianto degli amici; vuole, credo,
esser caro ai suoi. Ma forse si esprime meglio Ennio:

Nessuno mi onori con le lacrime
e celebri le mie esequie con il pianto.

Ritiene che non si debba piangere la morte perch  seguita
dall'immortalit.
74 Pu darsi che ci sia una sensazione di morire, ma dura poco, specie in
un vecchio. Dopo la morte, comunque, la capacit di sentire o  desiderabile o
non esiste affatto. Ma si deve riflettere fin da giovani su questo: non
dobbiamo preoccuparci della morte. Senza tale riflessione nessuno pu vivere
sereno. Che si debba morire, infatti,  sicuro, non  sicuro se proprio oggi.
Come potr colui che teme la morte, che incombe a ogni istante, mantenere la
propria fermezza di spirito? 75 Non  il caso di spendere, credo, troppe
parole sull'argomento: mi basta ricordare non dico Lucio Bruto, che fu ucciso
nel liberare la patria, non i due Deci, che spronarono i cavalli a morte
volontaria, non Marco Attilio, che and al supplizio per non tradire la parola
data al nemico, non i due Scipioni, che vollero sbarrare la strada ai
Cartaginesi persino con il proprio corpo, non tuo nonno, Lucio Paolo, che
nella vergogna di Canne pag con la morte la temerariet del collega, non
Marco Marcello, la cui vita neppure il pi crudele dei nemici os privare
dell'onore della sepoltura, ma le nostre legioni, come ho scritto nelle
Origini, spesso partite con animo acceso e fiero per una meta da cui pensavano
di non tornare mai pi. Allora, quel che disprezzano i giovani, non solo
ignoranti, ma anche zotici, spaventer dei vecchi pieni di cultura?
76 In conclusione, come almeno mi sembra, la saziet di tutte le
inclinazioni porta alla saziet della vita. L'infanzia ne ha di precise: le
rimpiangono forse i ragazzi? Anche la giovinezza ne ha: le ricerca forse l'et
adulta, detta di mezzo? E poi ci sono quelle dell'et adulta: anch'esse non si
cercano pi in vecchiaia. Ci sono infine certe inclinazioni della vecchiaia:
dunque, come tramontano le inclinazioni delle et precedenti, cos tramontano
anche le inclinazioni senili; arrivato questo momento, la saziet della vita
porta con s il tempo maturo della morte.
XXI 77 Non vedo perch dovrei tacervi la mia idea della morte dal
momento che mi sembra di giudicare meglio quanto pi mi avvicino a essa. Credo
che i vostri padri, il tuo, Scipione, e il tuo, Lelio, uomini molto in vista e
miei cari amici, vivano ancora, e addirittura l'unica vita degna di chiamarsi
tale. Infatti, finch siamo oppressi dalla prigione del corpo, adempiamo a un
dovere di necessit, a una pesante incombenza: questo perch l'anima, celeste,
dalla sua dimora altissima  stata sprofondata e quasi sepolta in terra, luogo
contrario alla natura divina e all'eternit. Ma, secondo me, gli di immortali
hanno disseminato le anime nei corpi umani perch ci fossero dei custodi della
terra che, contemplando l'ordine delle cose celesti, lo imitassero vivendo con
misura e coerenza. E non solo la logica del ragionamento mi ha indotto a
crederlo, ma anche la riconosciuta autorit dei maggiori filosofi. 78
Apprendevo che Pitagora e i pitagorici - quasi nostri conterranei, tant' vero
che un tempo erano chiamati filosofi italici - non misero mai in dubbio che le
nostre anime emanassero dalla mente divina universale. Mi venivano illustrati
anche i discorsi sull'immortalit che Socrate, giudicato dall'oracolo di
Apollo l'uomo pi saggio, fece l'ultimo giorno della sua vita. Perch tante
parole? Ecco di cosa sono convinto, ecco come la penso: cos grande  la
velocit del pensiero, cos potente il ricordo del passato e la preveggenza
del futuro, cos numerose le arti, cos vasto il campo delle scienze, cos
grande il numero delle invenzioni che la natura, capace di contenere tutto
questo, non pu essere mortale. E siccome l'anima  sempre attiva e il suo
movimento non ha principio, poich essa si muove da s, il movimento non avr
neppure fine, poich l'anima non potr mai sottrarsi alla propria natura. E
siccome la natura dell'anima  semplice e non contiene mescolanza di elementi
diversi per quantit e qualit, non pu dividersi; non potendo dividersi, non
pu morire. Ecco una grande prova del fatto che gli uomini conoscono
moltissime cose prima di nascere: fin da bambini, quando imparano discipline
difficili, afferrano con tanta rapidit un gran numero di nozioni che sembrano
non acquisirle per la prima volta, ma ricordarle. Questo , all'incirca, il
pensiero di Platone.
XXII 79 In Senofonte, Ciro il vecchio pronuncia queste parole in punto
di morte: Non pensiate, o figli carissimi, che, quando me ne sar andato da
voi, non sar da nessuna parte o non esister pi. Mentre ero con voi,
infatti, non vedevate la mia anima, ma, sulla base delle mie azioni, pensavate
che si trovasse in questo mio corpo. Dovete credere allora che sar sempre la
stessa, anche se non la vedrete pi. 80 Gli uomini illustri non
continuerebbero a ricevere onori dopo la morte se non fossero le loro anime a
rinnovare in noi il loro ricordo. Quanto a me, non sono mai riuscito a
convincermi che le anime, finch si trovano nei corpi mortali, vivano, ma, una
volta uscite, muoiano, n che l'anima perda il senno quando si stacca dal
corpo che senno non ha, ma sono convinto che quando l'anima, liberatasi da
ogni contatto fisico, incomincia a essere pura e incorrotta, allora acquisisca
il senno. Inoltre, una volta che l'organismo umano si disfa con la morte, si
vede bene dove si disperdono gli altri elementi: vanno tutti a finire l da
dove sono sorti; soltanto l'anima non appare n quando c', n quando se n'
andata. 81 E ancora vedete che niente assomiglia alla morte come il sonno:
ebbene, l'anima di chi dorme manifesta nel modo migliore la sua natura divina:
rilassata e libera, infatti, prevede molte cose future. Da ci si capisce come
sar l'anima una volta che si sia liberata dai legami con il corpo. Perci, se
le cose stanno cos, onoratemi, afferma, come un dio. Se invece l'anima deve
perire con il corpo, voi, tuttavia, rispettosi degli di che custodiscono e
reggono tutto questo splendore, conserverete il ricordo di me con devozione e
rispetto. Cos Ciro prima di morire. Se siete d'accordo, guardiamo agli esempi
di casa nostra.
XXIII 82 Nessuno mi convincer mai, Scipione, che tuo padre, Paolo, i
tuoi due nonni, Paolo e l'Africano, il padre dell'Africano, suo zio o molti
uomini di spicco, che non  il caso di enumerare, intrapresero azioni cos
grandi da mirare al ricordo della posterit senza pensare che la posterit
potesse riguardar loro. O forse pensi che, per vantarmi un po' come fanno i
vecchi, mi sarei accollato tante incombenze di giorno e di notte, in pace e in
guerra, se avessi dovuto circoscrivere la mia gloria entro gli angusti confini
della vita? Non sarebbe stato molto meglio passar la vita nella calma e nel
riposo, al di fuori di fatiche e di lotte? Ma, non so come, il mio animo,
levandosi in alto, si affacciava sempre sulla posterit come se, una volta
dipartitosi dalla vita, avesse dovuto finalmente vivere. Se poi non fosse vero
che le anime sono immortali, le anime di tutti i migliori non aspirerebbero
quanto pi possono all'immortalit e alla gloria. 83 E poi, dal fatto che
quanto pi uno  saggio tanto pi muore serenamente, invece quanto pi 
stolto tanto pi muore nell'angoscia, non vi sembra forse che l'anima del
primo, capace di guardare meglio e pi lontano, vede di partire per un mondo
migliore, mentre l'anima del secondo, dalla vista meno acuta, non lo vede? Da
parte mia, ardo dal desiderio di vedere i vostri padri, che onorai e amai, e
non vedo l'ora di incontrare non solo chi ho conosciuto personalmente, ma
anche gli uomini di cui ho sentito parlare, ho letto e ho scritto di mio
pugno. E quando partir, nessuno potr facilmente tirarmi indietro o
ricuocermi come Pelia. Se poi un dio mi concedesse di ritornar bambino, da
vecchio che sono, e di vagire nella culla, direi decisamente di no e non
vorrei proprio esser richiamato dalla meta al punto di partenza dopo aver
quasi finito la corsa. 84 Infatti, che vantaggi offre la vita? Non presenta
piuttosto dei problemi? Ma ammettiamo pure che dei vantaggi ci siano: tuttavia
comportano o la saziet o un limite. Non mi piace deplorare la vita, come
hanno fatto spesso molti, persino saggi, e non mi pento di aver vissuto perch
ho vissuto in modo tale che credo di non essere nato invano. E lascio la vita
come un albergo, non come una casa: la natura, infatti, ha messo a nostra
disposizione un alloggio per farvi una sosta, non per abitarvi. O splendido il
giorno in cui partir per quel divino consesso di anime e taglier i ponti con
questa immonda confusione! Me ne andr non solo per unirmi a quegli uomini, di
cui ho parlato prima, ma soprattutto al mio Catone, del quale non  mai nato
uomo migliore o superiore per amore filiale. Ho cremato il suo corpo, quando
lui avrebbe dovuto cremare il mio, ma la sua anima non mi ha abbandonato:
volgendosi a guardarmi, se ne andava in quel mondo che, come sapeva, avrei
raggiunto anch'io. Se vi  parso che sopportassi con coraggio questa mia
disgrazia, sappiate che in me non c'era indifferenza, ma intimamente mi
consolavo al pensiero che il nostro distacco e la nostra separazione non
sarebbero durati a lungo.
85 Ecco perch, Scipione - hai detto, infatti, che tu e Lelio vi stupite
di solito di questo - la vecchiaia  per me leggera, per nulla fastidiosa, ma
anzi piacevole. Se per mi sbaglio nel credere che le anime degli uomini siano
immortali, sbaglio volentieri e non voglio, finch vivo, che mi si strappi
questo errore capace di darmi gioia; se poi, da morto, come credono alcuni
filosofi di poco valore, non sentir nulla, non temo che dei filosofi morti
deridano il mio errore. Se invece non siamo destinati all'immortalit, 
sempre augurabile per l'uomo spegnersi al momento giusto: la natura infatti
fissa la misura dell'esistenza come di tutte tutte le cose. La vecchiaia 
come l'ultimo atto sulla scena della vita: dobbiamo evitarne la stanchezza,
specie se abbiamo raggiunto la saziet.
Ecco che cosa avevo da dire sulla vecchiaia. Voglia il cielo che possiate
giungervi cos da poter confermare le mie parole con la vostra esperienza.
FINE.
