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Internet 2000: manuale HTML (01 di 03)
manuale HTML
01 | 02 | 03
. Manuale HTML (appendice B: pubblicare informazioni su Internet)
. Affittare spazio macchina o realizzare un proprio server?
. Che tipo di informazione si vuole diffondere
. Costruire una pagina per World Wide Web
Manuale HTML (appendice B: pubblicare informazioni su Internet)
Uno degli aspetti innovativi di Internet  la facilit con la quale 
possibile non solo reperire, ma anche diffondere informazione. L'utente
occasionale della rete tende spesso a limitare questa possibilit ai casi
pi ovvi: posta elettronica, messaggi a liste e newsgroup. L'universo di
World Wide Web  visto solo come oggetto di fruizione: la sua
'costruzione' considerata appannaggio di un gruppo ristretto di
'esperti'del computer, capaci di dominare le esoteriche istruzioni di
HTML, il linguaggio utilizzato attualmente per creare le pagine
'multimediali'della grande ragnatela mondiale.
Le ragioni per le quali la diffusione di informazioni attraverso WWW 
talvolta ritenuta fuori dalla portata di un utente ordinario sono
fondamentalmente due. Da un lato, HTML  visto come un linguaggio
'informatico'e dunque per definizione complicato. Dall'altro, per
pubblicare una (o pi) pagine su World Wide Web  necessario disporre
dell'accesso a uno dei server collegati permanentemente alla rete. E il
termine 'server'tende ad evocare un supercomputer inaccessibile, una
macchina circondata da tecnici in camice bianco e lontana anni luce dal
personal computer poggiato sulla scrivania di casa.
Come il lettore avr forse gi intuito, entrambi questi pregiudizi sono
totalmente infondati. HTML non  un linguaggio di programmazione, ma un
assai pi semplice linguaggio di marcatura, e se i due termini possono
suonare egualmente astrusi alle orecchie di un profano, la realt alla
quale si riferiscono  assai diversa: come si  gi accennato nel testo,
un linguaggio di marcatura  concettualmente assai vicino, ad esempio,
alle convenzioni adottate da un correttore di bozze per 'marcare'del
testo da stampare in corsivo o in grassetto; se vogliamo, le stesse
sottolineature che molti di noi utilizzano per evidenziare passi e sezioni
del testo che stanno leggendo sono una forma di marcatura. Uno degli
obiettivi di questa appendice  fornire a chiunque voglia 'vedere dentro
la scatola', e provare a preparare documenti 'Internet-ready', gli
strumenti di base per farlo: con un minimo di pazienza e di curiosit, si
tratta di un compito alla portata di tutti, soprattutto considerando la
progressiva moltiplicazione dei programmi di videoscrittura capaci di
salvare direttamente un documento in formato HTML.
Quanto ai server, non sono inaccessibili n concettualmente n
praticamente; molte delle macchine che sono dietro alle complicate URL
della rete sono in tutto analoghe a quelle che abbiamo sulla scrivania - e
quand'anche cos non fosse, per pubblicare una pagina in rete non c'
alcun bisogno n di possedere, n di saper usare un server: basta disporre
di un po'di spazio sul suo disco rigido. Spazio che molti fornitori di
connettivit saranno felici di affittarci, a prezzi a volte poco pi che
simbolici o addirittura gratuitamente.
Insomma: mettere informazioni su World Wide Web  facile, economico e - se
possiamo permetterci un'osservazione valutativa - anche 'politically
correct': perch si contribuisce a rendere la rete patrimonio collettivo,
si allarga l'offerta informativa, e si evita di lasciarla unicamente nelle
mani della grande industria e (anche questa  in fondo un po'una casta!)
dei 'guru'dell'informatica.
Affittare spazio macchina o realizzare un proprio server?
Supponiamo dunque di aver deciso di compiere il grande passo: o perch
abbiamo deciso noi stessi di cimentarci con HTML (nella pagine che seguono
vedremo che l'operazione  alla portata di tutti), o perch, in qualit di
responsabili di una ditta, di una associazione, o semplicemente
dell'organizzazione di un convegno, desideriamo una 'vetrina'in rete per
la nostra offerta informativa (e magari anche per la nostra offerta di
beni e servizi). Da dove cominciare?
Una prima decisione che dobbiamo prendere  se affittare spazio macchina
da qualcuno, o realizzare in proprio un nostro server. Vediamo di capire
esattamente qual  la differenza concettuale (ed economica) fra le due
alternative.
Affittare spazio macchina
Affittare spazio macchina vuol dire, come si  accennato, 'noleggiare'una
porzione del disco rigido di una macchina connessa alla rete, per
pubblicarvi le nostre pagine HTML. Normalmente, si tratter della macchina
del nostro fornitore di connettivit [122], o di uno dei tanti 'Web space
provider'sparsi per la rete. Facciamo un esempio pratico, e supponiamo di
voler inserire in rete un insieme di pagine, illustrazioni e informazione
varia (magari un file sonoro, o un catalogo di prodotti completo di modulo
d'ordine). Queste pagine potrebbero essere tranquillamente realizzate da
noi sul computer di casa o dell'ufficio: come vedremo, gli strumenti per
farlo sono alla portata di chiunque; oppure potrebbero essere realizzate
da una societ di servizi ingaggiata allo scopo, e capace di assicurare al
nostro sito un elevato livello di progettazione informativa e grafica.
Naturalmente, sar importante che il server che ci ospita sia facilmente
raggiungibile dagli utenti della rete, disponga cio di linee-dati
sufficientemente ampie in rapporto alla quantit di persone che vi
accedono. Non ha invece importanza la sua collocazione fisica: sia che si
trovi in Italia, sia che si trovi, ad esempio, negli Stati Uniti,
accederemo al server con una connessione via Internet, cio - come 
tipico della rete - a costi indipendenti dalla distanza. I soli problemi
possono essere di immagine, dato che se il server  negli Stati Uniti
l'indirizzo delle nostre pagine potr essere riconducibile a un dominio
americano (tipicamente, finir per '.com') anzich italiano ('.it').
Consulteremo dunque le offerte relative al noleggio spazio macchina di un
certo numero di fornitori. Tenete conto che alcuni, oltre a far pagare lo
spazio su disco rigido, fanno pagare una certa quota anche per il traffico
generato (pagheremo cio di pi, quante pi persone 'visitano'il nostro
sito). In genere, il pagamento a traffico avviene per scaglioni di 50, 100
o 200 Mb mensili di dati e costituisce una buona ragione, assieme alla
velocit di trasferimento, per tenere 'leggere'le nostre pagine. Non
comporta comunque un aggravio di costi eccessivo - tanto pi che
corrisponde al nostro 'successo'in rete.
Quanto dobbiamo preventivare di spendere?  difficile fornire cifre
esatte. Spesso, un individuo o un'associazione no-profit possono inserire
un certo numero di pagine gratis o con forte sconto presso il proprio
fornitore di connettivit, a patto che il traffico generato non sia
eccessivo: in Italia, MC-link (http://www.mclink.it), Tin
(http://clubnet.tin.it), Infostrada (http://www.libero.it) e Tiscali
(http://www.tiscalinet.it) ad esempio, mettono a disposizione un servizio
di questo tipo. Se gli scopi non sono commerciali, prezzi assai bassi sono
garantiti anche da alcune societ americane: Webcom, una delle pi
utilizzate (http://www.webcom.com), fa pagare ad esempio pochi dollari
anche per servizi sofisticati, come la gestione di liste di discussione e
molto altro. Geocities (http://www.geocities.com)  una delle 'comunit
telematiche'pi note e offre il proprio spazio gratuitamente, a patto di
accettare alcune condizioni (es. il logo di Geocities in ogni pagina). Per
avere un elenco aggiornato di siti e provider che offrono servizi di
questo tipo, baster ricorrere, al solito, a Yahoo! (http://www.yahoo.com).
I prezzi per servizi commerciali sono naturalmente pi alti; tuttavia, con
una cifra che parte (a seconda della quantit di materiale inserita in
rete, dei servizi offerti, ecc.) dal milione di lire annuo [123] si
dovrebbe essere in grado di inserire in rete un sito completo, piuttosto
elaborato e con un traffico abbastanza sostenuto. I prezzi di un fornitore
italiano sono in media pi elevati di quelli praticati sul mercato
americano [124], ma il vantaggio di 'trattare'nella nostra lingua (specie
se non si ha grande familiarit con l'uso della rete) e di figurare
all'esterno come sito italiano possono rendere comunque utile la maggiore
spesa.
Oltre ad affittare (e riempire) lo spazio macchina, dobbiamo anche
decidere con che tipo di indirizzo renderci 'visibili'all'esterno.
Normalmente, se il nostro fornitore di spazio Web ha un indirizzo del tipo
'fornitore.it'e la nostra ditta si chiama, poniamo, 'Pippo S.r.l.', le
nostre pagine saranno raggiungibili all'indirizzo
'http://www.fornitore.it/ pippo'. Ma non sarebbe pi prestigioso un
indirizzo del tipo 'http:// www.pippo.it'? Probabilmente s - e per averlo
non  nemmeno necessario disporre di un proprio server:  sufficiente
registrare il dominio (in Italia presso la Registration Authority
italiana, http://www.nic.it/) e associarvi, creando un cosiddetto virtual
host, la porzione (directory) di disco rigido noleggiata. Due pratiche
delle quali si occuper volentieri (ma non gratis) il nostro fornitore di
spazio Web, oppure la societ alla quale abbiamo affidato la realizzazione
delle pagine.
Realizzare un proprio server
Se affittare spazio macchina  cos facile, quand' che conviene invece
'mettersi in casa'un server? Intuitivamente, in tutti i casi nei quali
l'informazione da immettere in rete  davvero molta, e vogliamo
controllarla direttamente. Una grande industria, una banca, un ente di
ricerca vorranno probabilmente disporre di un server interno per motivi di
sicurezza, di prestigio, ma anche e soprattutto di comodit (anche tenendo
conto della possibilit di utilizzare tecnologie Internet per collegamenti
di rete interni, realizzando una Intranet). Tenete conto, comunque, che la
realizzazione e la gestione di un server Internet hanno costi ben
superiori a quelli dell'affitto di spazio macchina. E questo non tanto per
il costo delle macchine, quanto per la necessit di disporre di personale
qualificato per configurarle e farle lavorare: la manutenzione di un
server Internet richiede competenze da amministratore di sistema, e si
tratta di competenze che hanno il loro prezzo.
Per farsi una idea di massima, si consideri che una connessione diretta a
Internet da 64 Kb - il minimo consigliabile - ha un costo annuo di una
trentina di milioni, che un computer di potenza sufficiente a gestire un
server ha un costo che si aggira attorno ai 7-8 milioni, che il prezzo del
software non dovrebbe superare i 4 milioni e che la consulenza di un
amministratore di sistema esperto pu costare anche un milione al giorno.
Doveroso ribadire che queste sono cifre assolutamente indicative e che non
tengono conto di numerosi fattori (non si  parlato ad esempio dei gruppi
di continuit, che assicurino il funzionamento delle apparecchiature anche
in caso di black-out, delle unit di backup per la sicurezza dei dati,
ecc.).
Note
[122] La quasi totalit dei provider che vendono abbonamenti a Internet, a
richiesta, noleggia (e spesso regala) anche 'spazio macchina'per pagine
HTML.
[123] Da queste cifre sono naturalmente esclusi i costi di progettazione e
realizzazione grafica del sito, che se ci si affida a professionisti del
settore possono essere anche piuttosto alti (ma la qualit delle nostre
pagine in genere ne trarr notevoli benefici).
[124] Questo soprattutto a causa della politica tariffaria Telecom Italia,
che offre i suoi servizi agli Internet provider (alcuni dei quali in
regime di monopolio) a prezzi anche 8 volte pi elevati rispetto a quelli
praticati in altri paesi.
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