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Internet 2000: tecnologie (06 di 06)
tecnologie
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Non solo computer
Network computer
Nel paragrafo dedicato a Java abbiamo visto come le caratteristiche
innovative di questa piattaforma informatica abbiano suscitato una grande
attenzione, testimoniata dalla rapidit con la quale essa  divenuta uno
standard di fatto su Internet. Oggi non esiste azienda informatica
interessata alla rete che non abbia inserito Java nei suoi piani
strategici, in un modo o nell'altro.
Sull'onda di tanto successo, alcuni analisti e operatori del settore,
capitanati da Scott McNealy, amministratore delegato della Sun, si sono
spinti ad asserire che la diffusione di Java avrebbe determinato una vera
e propria rivoluzione nella storia dell'informatica: il passaggio dall'era
del personal computing a quella del network computing.
Fino ai primi anni '80 la storia dell'informatica  stata una storia di
dinosauri tecnologici. Gli elaboratori informatici erano delle macchine
enormi, costose e difficili da utilizzare. Solo i militari, alcune grandi
aziende pubbliche e private, o le grandi universit potevano permettersi
gli investimenti necessari per acquistare e utilizzare questi esosi e
complessi 'ordigni'computazionali.
La svolta epocale inizia in un garage: quello in cui Steve Wozniack e
Steve Jobs, due giovani col pallino dell'informatica, costruirono, usando
materiali di scarto, il primo vero personal, e lo chiamarono Apple.
L'introduzione dei personal computer fu l'inizio vero e proprio della
rivoluzione digitale. I computer, uscirono dai centri di calcolo, e
arrivarono prima sulle scrivanie degli uffici e poi nelle case,
trasformando il modo di lavorare, di studiare, di giocare. Per trovare un
processo di trasformazione economica e sociale di simile portata indotto
da una innovazione tecnologica, bisogna risalire ai tempi della macchina a
vapore e della prima rivoluzione industriale.
Nel giro di venti anni la potenza dei personal computer  cresciuta con
ritmi esponenziali: oggi un desktop casalingo supera la potenza di calcolo
dei mainframe di venti anni fa, che erano grandi come un appartamento.
Questa crescita nella potenza di calcolo  legata strettamente alla
crescita di complessit e potenzialit dei sistemi operativi e dei
programmi applicativi, sempre pi affamati di risorse, di memoria, di
velocit. Un circolo infernale che ci costringe a rinnovare le
apparecchiature informatiche ogni due o tre anni.
L'idea del network computing, affermano i suoi sostenitori, potrebbe
invertire proprio questa tendenza. Piuttosto che avere sul proprio disco
rigido sistemi operativi giganteschi e molti programmi complessi, ci si
potrebbe collegare a potenti server in rete: questi ultimi, oltre ai dati,
potrebbero offrire i moduli software di volta in volta necessari, gran
parte dei quali realizzati in Java. L'utente farebbe uso di queste
'applicazioni distribuite'solo per il tempo necessario, e pagherebbe il
tempo di utilizzo.
Naturalmente se le applicazioni e i programmi vengono distribuiti sulla
rete anzich risiedere permanentemente sul disco fisso dell'utente, il
computer di quest'ultimo potrebbe essere notevolmente alleggerito. Sarebbe
sufficiente un semplice terminale intelligente, dotato di interfaccia per
la connessione in rete ma senza sistema operativo. O meglio, con un
sistema operativo capace di eseguire programmi Java in modo nativo,
affiancato da un potente browser: un cosiddetto network computer. Infatti
gran parte delle funzioni di un vero sistema operativo, come abbiamo gi
visto, risiederebbero sulla rete. I costi di un network computer sarebbero
molto contenuti, e - ci che pi conta - i costi per l'acquisto del
software verrebbero drasticamente abbattuti.
Ma c' anche chi rileva i lati negativi di una 'rivoluzione'di questo
tipo, e i motivi per i quali la sostituzione dei personal computer con i
'computer di rete'potrebbe risultare tutt'altro che desiderabile. Infatti
il personal computer  uno strumento polifunzionale, che - almeno in linea
di principio - permette a chiunque di avere un rapporto attivo con le
tecnologie informatiche, e di utilizzare gli strumenti che desidera in
modo creativo e personalizzato. Non solo: il computer  anche un potente
strumento cognitivo, grazie al quale ognuno dispone, in teoria, dei mezzi
adeguati per produrre e manipolare informazioni complesse - in fondo, 
innegabile che lo stesso fenomeno Internet sia un prodotto dell'era del
personal computer. Il network computing invece tende a centralizzare i
modelli di calcolo in grandi supercomputer, i quali determinano il tipo di
applicazioni che ogni utente pu usare, e il modo di usarle. C' insomma
il rischio di vedere una diminuzione della libert e della creativit
applicativa.
Il dibattito sulle questioni di principio pu risultare senza dubbio
interessante. Ma nella realt il conflitto tra queste due impostazioni 
fortemente determinato dagli enormi interessi in gioco nel mercato
dell'informatica. Infatti lo spostamento di paradigma verso le tecnologie
del network computing metterebbe in discussione l'attuale predominio delle
due imprese leader nel settore dei sistemi operativi e dei
microprocessori, rispettivamente Microsoft e Intel. Una simile prospettiva
ha naturalmente attirato l'attenzione del fronte 'anti-Wintel'(cos si 
soliti appellare il cartello di fatto tra i due colossi dell'informatica),
a partire dalla azienda che ha sviluppato Java, la Sun Microsystem, per
finire con nomi del calibro di IBM e Oracle.
I primi prototipi di network computer aziendali sono stati presentati alla
fine del 1996. Il pi interessante, anche dal punto di vista del design, 
il modello della Sun, battezzato programmaticamente Javastation, basato su
un processore di tipo RISC in grado di eseguire codice Java in modo
nativo. Anche IBM ha realizzato un modello di network computer, basato su
un processore PowerPC, ma controllato da una versione ridotta di AIX, lo
Unix di casa Big Blue.
In realt, a distanza di qualche anno la rivoluzione del netwok computer
sembra segnare il passo (come, se ci si perdona un peccato di indulgenza
autoreferenziale, avevamo gi previsto nella prima edizione di questo
manuale). Gi poco dopo la sua proclamazione si  verificata una decisa
ridefinizione degli obiettivi: abbandonato ben presto l'orizzonte del
mercato consumer, il mercato di riferimento di questa tecnologia  stato
individuato nel settore aziendale, sull'onda del fenomeno
Intranet/Extranet. Infatti la diffusione delle tecnologie Internet nelle
reti aziendali, sia per connessioni a grande distanza, sia per reti
locali, permetterebbe di trarre i massimi benefici dal network computing:
riduzione dei costi hardware, abbattimento dei costi software iniziali e,
soprattutto, crollo dei costi di gestione e di innovazione del software.
Ma anche in questa fascia di mercato non si  verificato quel successo
trionfale che era negli obiettivi dei protagonisti di questa vicenda.
Probabilmente la disponibilit di risorse di memoria e di calcolo sempre
pi veloci, potenti ed economiche rende difficile ipotizzare un abbandono
immediato dei personal, che richiederebbe peraltro una profonda
ridefinizione dei modelli di gestione del flusso informativo nelle aziende.
Di conseguenza il network computer, dalla sua posizione di punta avanzata
della rivoluzione digitale,  rientrato nei ranghi delle tante tecnologie
che caratterizzano questa fase di profonde ma multiformi trasformazioni.
Internet sul televisore
Il testimone abbandonato dal network computer  stato recentemente
raccolto da un'altra tecnologia che promette una profonda rivoluzione, e
attira di conseguenza grandi investimenti: l'accesso alla rete mediante il
televisore. L'idea di fondo  in parte simile: semplificare i sistemi di
accesso al fine di moltiplicare il numero degli utenti, e dunque dei
consumatori, di tecnologie e servizi telematici. Ma in questo caso la
moltiplicazione potrebbe essere prodigiosa: basti pensare alla quantit di
apparecchi televisivi sparsi per il pianeta! E soprattutto al fatto che
decine di milioni di persone che di fronte ad un computer manifestano
timore reverenziale o rifiuto pregiudiziale, trafficano senza batter
ciglio con telecomandi e videoregistratori, le cui interfacce sono spesso
assai pi astruse di quelle dei moderni sistemi operativi.
Dal punto di vista tecnologico, in realt, l'accesso ad Internet mediante
il televisore non rappresenta una gran novit. Infatti i cosiddetti set
top box su cui tutto si basa non sono altro che dei computer semplificati,
privi di tastiera, mouse e monitor tradizionale e dotati esclusivamente
del software per la navigazione sulla rete ed eventualmente per la
consultazione della posta elettronica. Questa 'sottospecie'di computer va
collegata direttamente al televisore, come avveniva per gli home computer
della fase eroica dell'informatica domestica (alcuni lettori ricorderanno
nomi come 'Commodore 64'o 'ZX Spectrum'!).
In effetti 'set top box' un'espressione inglese traducibile in italiano
con qualcosa come 'scatola da mettere sopra', sottointendendo sopra al
televisore. Si tratta di apparecchi che hanno un aspetto molto simile a
quello dei decoder satellitari: sono semplificati non solo dal punto di
vista dell'uso, ma anche per quanto riguarda dimensioni, e numero di cavi
da collegare. Normalmente un set top box pone l'utente di fronte alla sola
incombenza di dover collegare l'uscita video alla presa SCART del
televisore, oltre a inserire nelle rispettive prese la spina elettrica e
il cavo di collegamento alla linea telefonica: la navigazione avviene
tramite quello che assomiglia ad un normale telecomando; una tastiera a
raggi infrarossi (senza fili) permette di digitare gli indirizzi e di
scrivere le e-mail.
Uno dei set top box attualmente pi diffusi  WebTV (la societ che lo
produce  stata recentemente acquistata dalla Microsoft [109]). WebTV,
nella sua configurazione standard (completa di un modem 56K e di un hard
disk da 1.1 GB)  stato gi acquistato da 300 mila famiglie americane al
prezzo di 99 dollari. Anche in Italia la Telecom sta promuovendo la
distribuzione di un set top box, distribuito al costo di circa 500.000
lire.
Oltre a favorire potenzialmente la crescita degli utenti della rete, la
diffusione di strumenti simili a Web TV potrebbe agevolare nel prossimo
futuro - vista la nativa integrazione con gli apparecchi televisivi - lo
sviluppo della televisione e del video on demand: tramite semplici
interfacce basate sul Web sar possibile accedere ad enormi database di
programmi televisivi e film, che potranno essere ordinati, pagati
singolarmente grazie alla disponibilit di connessioni sicure e visti a
qualsiasi ora della giornata. I prossimi anni ci diranno se queste
aspettative saranno destinate a realizzarsi.
Uno strumento in qualche misura analogo, anche se l'integrazione  in
questo caso col telefono anzich con il televisore,  il telefono-browser:
un dispositivo dotato di un piccolo schermo a cristalli liquidi, in grado
sia di svolgere le normali funzioni di un apparecchio telefonico, sia di
collegarsi automaticamente alla rete e permettere la navigazione su Web.
Uno strumento che potrebbe trovare facilmente posto sul comodino della
stanza di un albergo a cinque stelle.
Internet nel taschino
Un'altra famiglia di strumenti per accedere alla rete alternativa alla
canonica coppia computer da tavolo + modem o LAN, e oggetto di un notevole
interesse,  quella delle tecnologie di comunicazioni portatili e wireless.
Prima di iniziare a dare informazioni pi precise in merito a queste
'strade alternative'per usare Internet,  bene chiarire fin da subito che
allo stato attuale le connessioni che utilizzano una linea cellulare GSM
sono sensibilmente pi lente di qualsiasi collegamento basato su linea
telefonica tradizionale. Questa premessa  necessaria per non creare
aspettative ingiustificate negli utenti che intendono, per esempio, andare
in vacanza con il proprio personal computer portatile convinti di poter
navigare e scaricare la posta in qualsiasi luogo grazie al proprio
cellulare GSM, alla stessa velocit garantita dalla loro tradizionale
postazione di lavoro connessa alla rete telefonica urbana. La realt,
purtroppo,  al momento meno rosea. Infatti la velocit massima consentita
da una connessione dati su linea GSM  di 9600 bps. Altro inconveniente 
la necessit di raggiungere una zona che sia ben 'coperta'dalla rete
cellulare, garantendo cos un buon livello, e quindi una buona qualit,
del segnale radio ricevuto dal telefonino.  anche sconsigliabile
l'attivazione di una connessione dati da un mezzo in movimento (treno,
automobile, etc.). In tale situazione, infatti, le possibilit di caduta
della linea o di un collegamento di cattiva qualit sono molto alte, anche
se una normale conversazione vocale si potrebbe magari portare a termine
in tutta tranquillit. Per rendere inutilizzabile una linea dati pu
essere sufficiente il passaggio da una cella della rete GSM ad un'altra.
In buona sostanza, la connessione tramite telefono cellulare, modem e
computer portatile o palmare va quindi utilizzata solo se si ha necessit
di ricevere (seppure con una certa lentezza) e-mail e mandare fax da
luoghi dove non sarebbe possibile raggiungere la tradizionale rete
telefonica. Per quanto riguarda la navigazione sul Web, le funzionalit
sono ancora pi ridotte. La ricezione di immagini e animazioni a 9600 bps
 estremamente lenta, ed  sostanzialmente impossibile accedere a
contenuti multimediali. A tutto ci si debbono aggiungere gli elevati
costi della telefonia cellulare.
Tenendo presenti tutti questi limiti, vediamo ora quali sono gli strumenti
necessari per accedere alla rete con tecnologie wireless. La
configurazione pi comune  quella costituita da telefonino GSM, computer
portatile e modem GSM su scheda PC card. Poich non esistono standard
consolidati in questo settore, ogni marca di telefono cellulare utilizza
una interfaccia proprietaria con le schede modem. Al momento
dell'acquisto, pertanto,  necessario verificare l'effettiva compatibilit
fra la scheda e il proprio telefono cellulare. La scelta pi opportuna 
costituita dagli apposti kit, completi di scheda e cavi di connessione,
prodotti o certificati dalla stesse aziende produttrici di telefoni
cellulari GSM: la spesa sar un po'superiore, ma si eviter ogni
problema. Ricordatevi inoltre di assicuravi che il software di connessione
che permette di predisporre computer e modem alla trasmissione dati
cellulare sia compatibile con il sistema operativo installato sul computer.
Prima di effettuare la connessione, qualora non lo faccia automaticamente
il software allegato al kit,  necessario impostare alcuni parametri che
regolano la trasmissione dati del computer: in particolare occorre
disabilitare l'uso del buffer FIFO e impostare a 9600bps la velocit di
trasmissione/ricezione della porta seriale assegnata al modem PC Card
[110]. Le restanti operazioni per stabilire la connessione sono le
medesime che vanno effettuate per accedere alla rete con i normali modem
da tavolo.
Il fatto che allo stato attuale queste tecnologie non siano ancora
all'altezza delle aspettative dell'utenza non significa che non avranno,
in un prossimo futuro, uno sviluppo concreto e interessante [111]. In
primo luogo, a medio termine saranno introdotti dei nuovi standard di
comunicazione cellulare che permetteranno un notevole aumento della
velocit di trasferimento dati. La tecnologia GPRS (General Packet Radio
Services), che introduce la trasmissione a commutazione di pacchetto nelle
reti GSM, garantir ad esempio velocit comprese tra 56 e 114 mila bps.
L'incremento della banda passante permetter lo sviluppo di una serie di
servizi innovativi. Gi oggi, d'altra parte, le compagnie di telefonia
cellulare, oltre ai canonici abbonamenti, iniziano a fornire pacchetti di
servizi informativi che integrano telefonia cellulare, messaggi SMS,
e-mail e persino navigazione sul Web. In questa direzione, peraltro, si
muove la ricerca di nuovi standard dedicati alla fruizione di Internet con
tecnologie wireless. Ricordiamo in particolare il Wireless Application
Protocol (WAP; un indirizzo utile al riguardo  quello del WAP forum,
http://www.wapforum.org), un protocollo specifico per la distribuzione di
servizi Internet su connessione radiomobile. WAP - sviluppato in comune da
Ericsson, Motorola, Nokia e Unwired Planet - sar implementato su speciali
telefonini GSM dotati di un display particolarmente ampio e di un software
di navigazione in grado di leggere i documenti prodotti con il linguaggio
di marcatura WML (Wireless Markup Language), a sua volta parte
dell'architettura WAP [112]. Sono peraltro gi disponibili dei software di
conversione che rendono HTML compatibile con WML, permettendo cos, non
appena il protocollo WAP sar adeguatamente supportato, di mettere a
disposizione degli utenti di telefonia cellulare l'intero spazio
informativo del Web.
Ulteriori aperture per il mercato wireless saranno determinate
dall'ampliarsi del mercato dei palmtop computer, che da semplici agende
elettroniche vanno sempre pi assomigliando a veri e propri computer.
L'onnipresente Microsoft ha sviluppato proprio per questo tipo di computer
in miniatura una apposita versione di Windows (Windows CE) dotata di tutti
gli strumenti necessari all'uso di Internet (compresa le versioni light di
Internet Explorer e di Outlook). Le procedure per connettere a Internet un
computer palmare dotato di Windows CE non sono troppo diverse da quelle
proprie di Windows 98.
Elettrodomestici in rete
Un'ennesima novit che si va profilando nel settore delle nuove
tecnologie, novit che potrebbe avere delle conseguenze enormi nel mondo
dell'informatica e dell'elettronica di consumo,  la tecnologia Jini (la
cui pronuncia inglese  la stessa della parola genie: 'genio'), sviluppata
ancora una volta dalla Sun Microsystems.
La filosofia alla base di questa nuova piattaforma sviluppata dalla Sun si
pu riassumere nel motto spontaneous networking (connessione in rete
automatica). Jini, infatti,  un mini sistema operativo (occupa solo 600
Kbyte) derivato da Java. Grazie alla minima occupazione di memoria, esso
pu essere immagazzinato su un semplice microchip. In tal modo pu essere
utilizzato per il controllo automatico e per la interconnessione di ogni
sorta di apparecchiatura elettronica: comuni elettrodomestici, telefoni
cellulari, periferiche per computer come stampanti, scanner, modem, etc.
L'innovazione pi interessante introdotta dell'architettura Jini consiste
nell'inversione delle normali procedure di configurazione di una
periferica. Attualmente per aggiungere una stampante ad un computer 
necessario 'insegnare'al sistema operativo a riconoscerla mediante dei
software specifici (driver). I sistemi operativi pi recenti, al fine di
facilitare questa operazione, hanno adottato la cosiddetta tecnologia Plug
and Play. Grazie ad essa  il sistema operativo stesso, non appena viene
connessa una nuova periferica, che la identifica e sceglie (andandoli a
pescare in un sempre pi vasto serbatoio di driver) i software 'pilota'in
grado di integrarla correttamente al sistema. Jini, invece, rovescia il
processo: un dispositivo basato su questa piattaforma  in grado di
'autopresentarsi'a tutti gli altri dispositivi con cui viene connesso.
Inoltre, Jini non solo facilita il riconoscimento reciproco, ma aumenta
anche la capacit cooperazione fra i dispositivi interconnessi: un
computer palmare, ad esempio, pu collegarsi ad un PC da tavolo e
condividerne le risorse di calcolo; un videoregistratore pu interagire
con il computer e il televisore utilizzando le funzionalit di entrambi.
Dal punto di vista tecnico la piattaforma Jini si articola su quattro
'layers'(livelli): Directory Service; JavaSpace; Remote Method Invocation
(RMI Boot, Join, and Discover Protocol. I primi due livelli gestiscono
le informazioni relative al dispositivo su cui  installata e le
istruzioni di base per interagire con altri macchinari Jini powered. Il
livello RMI  il protocollo con cui Jini scambia i dati e riconosce le
altre periferiche in una rete. L'ultimo livello  dedicato all'interazione
vera e propria (diretta) con gli altri strumenti con cui Jini entra in
contatto.
Questa architettura non solo funziona fra macchinari che utilizzano Jini,
ma  anche compatibile con tutti i principali sistemi operativi
funzionanti su personal computer. Infatti, affinch un normale PC possa
connettersi ad una periferica Jini, sar sufficiente che abbia in
dotazione un interprete Java (cio una Java Virtual Machine), strumento
ormai integrato in tutti i moderni browser Web e sistemi operativi.
La tecnologia Jini, se avr una adeguata diffusione, potr effettivamente
cambiare il nostro modo di interagire con l'ambiente tecnologico in cui
siamo immersi, e con esso anche molte delle nostre abitudini di vita.
Possiamo immaginare che in un futuro non troppo lontano, prima di lasciare
l'ufficio in una calda giornata d'agosto, ci potremo connettere alla rete
per avviare il condizionatore della macchina, regolare la temperatura
dell'abitacolo, accendere il forno a microonde a casa e avviare la cottura
della nostra pietanza preferita.
Note
[109] In realt, pi dell'oggetto fisico alla Microsoft interessa
l'insieme di specifiche software che consentono a un 'client'WebTV di
dialogare col server che fornisce informazioni e contenuti. Nelle
intenzioni, WebTV dovrebbe cos trasformarsi in un sistema adatto non solo
alla navigazione su Web, ma anche a ricevere canali TV interattivi.
[110] Con Win95/98 queste operazioni si effettuano dal 'Pannello di
controllo'. Per regolare la velocit sar necessario compiere i seguenti
passaggi: aprire il 'Pannello di controllo'e accedere alla finestra di
configurazione 'Modem'; selezionare il modem PC card a cui  connesso il
telefonino e poi premere il pulsante 'Propriet'; selezionare 9600 nella
finestra a cascata. Per disabilitare il buffer FIFO, sempre nella finestra
di configurazione del modem selezionare la scheda 'Connessione', premere
il pulsante 'Impostazioni della porta'ed eliminare il segno di spunta
dalla casella 'Usa buffer FIFO'.
[111] L'interesse per questo tipo di tecnologie  confermato anche dagli
investimenti della Microsoft, che ha creato un portale per servizi Web
specifici per la telefonia cellulare (http://mobile.msn.com).
[112] Alcune case produttrici di hardware hanno gi intrapreso questa
strada, producendo delle agendine elettroniche in grado di navigare su
Internet che, allo stesso tempo, svolgono funzioni di telefono cellulare.
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