Questo e-text  stato gratuitamente scaricato da
                www.liberliber.it
e adattato dalla Fondazione Ezio Galiano per
renderne autonoma la lettura ai privi della vista.
 
Internet 2000: tecnologie (05 di 06)
tecnologie
01 | 02 | 03 | 04 | 05 | 06
Sicurezza e privacy
La sicurezza del transito dei dati su Internet  un problema che riguarda
sia la grande utenza (le reti locali o su territorio che si connettono a
Internet) sia la moltitudine di navigatori che si collegano alla rete
attraverso le normali linee telefoniche.
La distinzione tra queste due macro-categorie ci permette di identificare
problematiche parzialmente distinte: l'utente medio avr principalmente
l'esigenza di garantire la propria privacy, e di evitare di 'contrarre'in
rete virus pericolosi per l'integrit dei propri dati; un amministratore
di sistema o di una rete locale dovr invece proteggersi da intrusioni
esterne, e mantenere la distinzione fra la parte 'pubblica'e la parte
'privata'del proprio network.
Per quanto riguarda l'utente privato,  bene ribadire che la
corrispondenza non crittografata che viaggia via Internet  potenzialmente
insicura (possiamo pensare all'equivalente elettronico di una cartolina),
nel senso che i gestori dei sistemi attraverso i quali transita la nostra
posta (ed eventualmente anche hacker esterni che fossero riusciti ad avere
accesso al sistema e ad attribuirsi lo stesso livello di autorit del suo
gestore) possono, volendo, leggerne e modificarne il contenuto. A parziale
limitazione di questa intrinseca mancanza di sicurezza, va detto che la
mole immensa di posta elettronica che circola su Internet costituisce da
sola una forte garanzia di privacy.
In ogni caso, una soluzione efficace al problema esiste, ed 
rappresentata proprio dai software di criptatura: dato che la lettera
viaggia in forma binaria (e quindi come una lunga catena di zero e uno),
applicarvi algoritmi di cifratura  assai semplice.
Quanto ai virus,  bene dire subito che, a patto di usare un minimo di
prudenza, 'contrarre'virus attraverso Internet non  cos facile come
vorrebbero i periodici allarmi diffusi al riguardo. I file di testo, i
file HTML, i file di immagini vengono solo 'letti'da altri programmi, e
non eseguiti: non possono dunque trasmettere alcun virus. Virus potrebbero
invece essere contenuti (sotto forma di insiemi di macroistruzioni) in
documenti generati da programmi complessi, come Microsoft Word ed Excel.
Se prelevate in rete (da siti di dubbia affidabilit) documenti di questo
tipo, un controllo antivirus non guasta mai. Quanto ai file eseguibili
prelevati via FTP, la garanzia migliore viene dal sito di provenienza: in
genere li preleveremo infatti direttamente dai computer della casa
produttrice, o da biblioteche shareware pubbliche e molto controllate. In
ogni caso, una verifica antivirus prima di eseguire il file resta una
buona pratica. I rischi aumentano, naturalmente, se andiamo a prelevare
programmi nei newsgroup dedicati allo scambio di software o se eseguiamo
senza controllo programmi ricevuti in attachment con messaggi di posta
elettronica provenienti da sconosciuti. D'altro canto, prendere un virus
in questo modo vuol dire esserselo cercato!
A proposito di virus: ricordate che Internet  anche una formidabile
risorsa per procurarsi - e tenere aggiornati - programmi antivirus. Molte
case produttrici distribuiscono software di questo tipo attraverso la
rete; le pi famose sono probabilmente la Network Associates/McAfee
(http://www.mcafee.com) e la Symantec (http://www.symantec.com). Il CD-ROM
allegato a questo libro contiene alcuni buoni programmi antivirus
(programma su CD), nelle versioni di pubblico dominio; ricordiamo tuttavia
che gli antivirus vanno sempre tenuti aggiornati, e che se si decide di
utilizzare regolarmente un antivirus occorre pagare alla casa produttrice
la relativa registrazione.
Potenzialmente a rischio sono poi le 'applicazioni distribuite', come gli
applet Java o i controlli ActiveX. Tuttavia, i browser in grado di
visualizzarle incorporano una serie di controlli molto stretti, e il fatto
che queste applicazioni girino sempre su macchine virtuali (e quindi non
siano in contatto diretto con il sistema operativo) rende pi facile
controllarne gli effetti. Inoltre, molti degli applet che incontreremo
durante la nostra navigazione sono messi in rete da siti noti, che sono
evidentemente responsabili della 'regolarit'del codice. In ogni caso, il
consiglio - se non si  utenti esperti -  quello di non ridurre mai le
opzioni di sicurezza sulla gestione di applet Java preconfigurate
all'interno del browser.
Un'ultima osservazione riguarda chi ha deciso di installare sul proprio
computer non solo moduli client, ma anche moduli server - ad esempio un
server FTP - o chi usa sistemi operativi 'aperti alla rete'come Windows
95/98 o Windows NT/2000. Tenete presente che in questo caso un utente
esterno potrebbe, in linea di principio, accedere al vostro sistema mentre
siete collegati a Internet: per questo motivo, evitate di utilizzare
l'opzione di condivisione delle risorse, e prima di installare un modulo
server assicuratevi di saper padroneggiare i relativi sistemi di sicurezza.
Specialmente nel caso di computer dotati di sistemi operativi Windows
95/98 e connessi alla rete con IP fisso,  particolarmente importante
controllare regolarmente con software antivirus, ed eventualmente far
testare ad un esperto, la configurazione del PC. Windows 95 e 98, infatti,
non sono dotati di un file system (il modulo del sistema operativo che
gestisce i dati sulle unit di memoria di massa) in grado di garantire la
sicurezza in ambienti condivisi, come invece accade con Windows NT e
Windows 2000. Per dare un idea di quanto pu accadere se si trascurano le
opportune misure di protezione basti dire che esistono dei programmi virus
(come Net Bus e Back Orifice), mascherati a volte da video games
apparentemente innocui, che una volta attivati rendono completamente
visibili, cancellabili e modificabili tutti i file e le risorse del nostro
computer: programmi e applicazioni possono essere avviati contro la nostra
volont; la tastiera e il mouse possono essere controllati da un utente
anonimo che sfrutta i canali aperti dai virus; istante per istante
potrebbe essere controllato tutto ci che scriviamo; il nostro browser
potrebbe essere guidato su un sito scelto da un malintenzionato nascosto
nei meandri della rete. Una fondamentale norma di comportamento che aiuta
ad evitare queste spiacevoli situazioni  quella di non installare mai
software di cui non si conosce esattamente la provenienza e non aprire mai
file ricevuti come attachment di messaggi di posta elettronica inviati da
sconosciuti o comunque inaspettati. Su questi temi, comunque, ci siamo gi
soffermati nella sezione del manuale dedicata alla posta elettronica.
Assai pi complesso  il discorso sulla sicurezza di grossi sistemi e di
reti locali connesse ad Internet. In questo caso la protezione delle
risorse informatiche  un compito professionale che va affidato a
personale specializzato: di norma si pu trattare dell'amministratore di
rete, ma nei sistemi pi complessi le figure responsabili possono anche
essere molteplici. Mantenere la sicurezza informatica, infatti,  un
compito assai difficile, e renderemmo un pessimo servigio se fingessimo di
poter riassumere in poche righe i consigli e le istruzioni necessarie.
Per coloro che si trovano a gestire dei sistemi medio piccoli, ricordiamo
che  buona norma disabilitare gli account 'standard'o di prova che i
sistemi operativi Unix e NT creano automaticamente (e che costituiscono
una facile porta di accesso per curiosi o malintenzionati). Altrettanto
importante  l'acquisizione, in merito ai problemi di sicurezza, di
informazioni aggiornate, dettagliate e mirate alla specifica
configurazione del proprio sistema (al riguardo la rete  una ottima
fonte).  inoltre opportuno installare gli aggiornamenti o patch
rilasciati periodicamente dai produttori dei sistemi operativi: con il
tempo, infatti, vengono scoperti e corretti errori nel software che
lasciano margine a possibili effrazioni. Ricordate poi che  sempre
reperibile la separazione logica dei computer 'aperti'a Internet da
quelli nei quali sono contenuti dati delicati o riservati. A tale fine
possono essere utilizzati dei sistemi di firewall. Si tratta di sistemi
software e hardware che mirano a tenere distinti i settori 'pubblici'da
quelli 'privati'di una rete, bloccando gli accessi non desiderati. La
separazione fisica dei computer in rete e di quelli contenenti dati
riservati, infine,  ovviamente il metodo che garantisce la massima
sicurezza.
SSL e connessioni protette
Una recente ricerca dell'Universit Bocconi di Milano ha sottolineato
l'incremento degli investimenti commerciali in rete: sono circa un
migliaio gli esercizi commerciali italiani on-line. Anche le curve
d'incremento dello shopping on-line sono in positivo: sarebbero ormai
circa 400.000 gli italiani che hanno effettuato acquisti attraverso
Internet. Una proiezione della Deloitte Consulting (http://www.dc.com/)
parla di un volume di affari per il commercio elettronico pari a mille
miliardi di dollari entro il 2002! Cifre senz'altro impressionanti, ma
considerando che attualmente il metodo di pagamento pi usato dagli utenti
della rete  ancora l'utilizzo della carta di credito, quali sono gli
strumenti in grado di evitare frodi e violazioni della privacy, a tutela
dei consumatori e di quanti offrono servizi in rete?
Fra le tecnologie di protezione dei dati legate al mondo del commercio
on-line, due hanno assunto il ruolo di standard principali: il protocollo
SET (Secure Electronic Transaction) e le transazioni sicure SSL (Secure
Sockets Layer).
Il pi efficiente  senza dubbio il protocollo SET, sviluppato
congiuntamente da Visa e Master Card con lo specifico obiettivo di
garantire la riservatezza delle transazioni con carta di credito su
Internet e basato su un algoritmo di cifratura RSA a 1024 bit [100]. Ma
alla efficienza si affianca un certa complessit di implementazione, che
ne ha limitato molto la diffusione. Infatti, per poter essere utilizzato,
SET richiede il rilascio ad ogni utente di un certificato da parte di una
banca. Questa operazione avviene mediante la consegna di un software
plug-in strettamente personale, rilasciato (su floppy o CD ROM) in singola
copia, in grado di aggiungere funzionalit di borsellino elettronico ai
comuni browser della rete. Quando si effettua un pagamento il plug-in
interagisce in tempo reale con il server del rivenditore che a sua volta
contatta una Certification Authority, cio una societ abilitata a
certificare che l'utente sia possessore di carta di credito (una delle pi
note  la VeriSign, http://www.verisign.com). In caso di conferma la
richiesta di pagamento viene inoltrata alla banca, che provveder a
inviare la conferma definitiva dell'avvenuta transazione. Il meccanismo
funziona anche nel senso inverso: SET garantisce, infatti, anche
l'identit del rivenditore al cliente, che ha cos la conferma che il suo
acquisto sia effettivamente avvenuto.
L'architettura SET come detto, nonostante garantisca dei livelli di
sicurezza molto elevati, non ha riscosso un grosso successo fra gli utenti
e i rivenditori della rete. Come appare evidente anche dalla nostra breve
descrizione, infatti, si tratta di un meccanismo piuttosto complicato,
specie per l'obbligo da parte dell'utente finale di installare un software
che va ritirato di persona presso un istituto bancario.
Il sistema attualmente pi utilizzato per gli acquisti on-line  invece il
dispositivo per effettuare transazioni HTTP sicure denominato Secure
Socket Layer (SSL). Sviluppato originariamente presso i laboratori di
ricerca della Netscape Communications, SSL  praticamente divenuto uno
standard per le transazioni commerciali in rete ed  utilizzato anche per
altri servizi che richiedono un elevato tasso di sicurezza, come l'home
banking, i servizi per la compravendita on-line di titoli e azioni, o le
reti Extranet.
Come detto, SSL  una sorta di estensione del protocollo HTTP che permette
di scomporre i dati inviati durante una transazione in una serie di
pacchetti cifrati con un sistema a doppia chiave RSA. I pacchetti
viaggiano 'sciolti'per la rete per poi venire decifrati e ricomposti dal
computer remoto, elaborati e infine rispediti di nuovo in forma di
pacchetti cifrati. A questa base, che ovvia alla prima grande lacuna di
sicurezza del Web (il fatto, cio, che il protocollo HTTP fa circolare i
dati in chiaro), SSL aggiunge un sistema di certificazione, anch'esso
controllato da un servizio di Certification Authority capace di garantire
all'utente l'identit del server remoto. Poich SSL viene implementato in
modo nativo da tutti i browser attualmente disponibili, la sua
utilizzazione  per l'utente completamente trasparente. Quando ci si
connette ad un server Web che utilizza SSL, il browser automaticamente
imposta la comunicazione cifrata e avverte l'utente del fatto che ci si
trova in una area 'protetta'. A questo punto tutti i dati che vanno dal
client al server e viceversa saranno cifrati.
A tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza del protocollo SSL
consigliamo di visitare le pagine Web della Netscape dedicate ai problemi
di sicurezza in rete http://www.netscape.com/security/index.html; da
questo sito sar possibile avviare una procedura che vaglia il potenziale
grado di sicurezza del browser con cui stiamo effettuando la navigazione.
Nel caso il servizio della Netscape riscontrasse l'utilizzo da parte del
browser di una vecchia e quindi meno sicura versione di SSL - attualmente
lo standard pi aggiornato  SSL 3 - verranno forniti automaticamente
tutti i suggerimenti necessari per effettuare l'aggiornamento.
Pretty Good Privacy
Pretty Good Privacy (PGP)  un programma, sviluppato da Paul Zimmermann
[101] e gratuitamente distribuito in rete, con cui  possibile cifrare
praticamente tutti i tipi di file informatici, anche se questi non fossero
destinati ad essere inviati tramite una rete telematica. Tuttavia la sua
area di applicazione pi comune  la cifratura della posta elettronica,
scopo per cui, del resto, PGP  nato ed  divenuto uno standard di fatto.
Come le altre tecnologie che abbiamo visto sopra, anche PGP ricorre a un
algoritmo di cifratura 'a doppia chiave'(basato su coppie di numeri primi
assai alti) per garantire un livello di sicurezza quasi assoluto. Non 
questa la sede per una spiegazione tecnica sul funzionamento - piuttosto
complesso - di questo algoritmo. All'utente finale basti sapere che una
volta avviato, PGP  in grado di generare per noi due lunghe stringhe di
caratteri: una  la nostra chiave personale; dovremo custodirla
gelosamente, e non comunicarla a nessuno; l'altra  la nostra chiave
pubblica, che dovremo distribuire a tutti i nostri potenziali
corrispondenti. Chi volesse scriverci un messaggio 'sicuro', dopo averlo
redatto in chiaro lo dovrebbe dare in pasto alla sua versione di PGP,
assieme alla nostra chiave pubblica. PGP usa la chiave pubblica per
crittografare il messaggio, ma attenzione: chiave pubblica e chiave
privata sono legate in modo tale che un messaggio crittografato con una
chiave pubblica pu essere decifrato solo disponendo della corrispondente
chiave privata! Ci significa che lo stesso mittente non potr pi
decifrare il messaggio che PGP ha codificato per lui. Potr per
spedircelo in tutta sicurezza: solo noi, che disponiamo della chiave
privata, potremo leggerlo.
Il meccanismo pu sembrare complicato (e lo : in realt di norma un
messaggio viene crittografato due volte: con la chiave privata del
mittente, il che ne assicura la provenienza, e con la chiave pubblica del
destinatario, il che ne assicura la segretezza). E se la teoria non 
semplice, fino a qualche tempo fa, anche la pratica, cio l'utilizzo e la
configurazione dei software deputati alla cifratura con l'algoritmo
realizzato da Zimmerman, non era affatto intuitiva. In passato esisteva un
solo software di criptatura, la versione DOS di Pretty Good Privacy, sulla
quale si basavano una gran quantit di programmi per Windows che
svolgevano la sola funzione di interfaccia facilitando cos l'utilizzo del
programma. Oggi la situazione  migliorata e l'uso di PGP  diventato
assai pi amichevole, grazie allo sviluppo di interfacce grafiche
sofisticate che si integrano direttamente con i programmi di
videoscrittura e i principali client mail. L'implementazione migliore di
PGP  la versione 6.0 di PGP Personal Privacy, che pu essere scaricata
dal sito della Network Associates, (http://www.nai.com) insieme a un
esauriente manuale in formato Acrobat Reader. Questo programma installa
dei plug in capaci di aggiungere le funzionalit PGP ai principali
programmi di posta (fra questi Eudora, Outlook, Outlook Express), fornendo
cos agli utenti di Internet uno strumento molto potente per tutelare la
privacy della loro corrispondenza elettronica.
Posta elettronica: cifratura e firme digitali
Se PGP ha rappresentato a lungo, e rappresenta tuttora, il migliore
sistema per cifrare la posta elettronica, bisogna dire che i pi recenti
client di posta forniscono degli strumenti di cifratura interni piuttosto
efficienti e versatili. Grazie ad essi programmi come Outlook, Outlook
Express e Netscape Messenger sono in grado sia di cifrare il contenuto dei
messaggi sia di certificare la provenienza di un messaggio (confermando
inequivocabilmente l'identit del mittente).
La possibilit di certificare l'identit del mittente attualmente viene
utilizzata per evitare che il nome di un utente venga speso sulla rete a
sua insaputa ( infatti estremamente semplice mandare una e-mail a nome di
un'altra persona: basta impostare adeguatamente le preferenze del client
di posta elettronica). Ma nel prossimo futuro essa potr trovare
applicazione sia nel contesto del commercio elettronico sia nei rapporti
con la pubblica amministrazione [102]. Per quanto riguarda la cifratura
essa pu essere utile in tutte quelle occasioni in cui  necessario far
viaggiare in rete informazioni riservate (a questo proposito ricordiamo
che le e-mail viaggiano da un mail server all'altro in chiaro).
Lo standard su cui si basano gli strumenti crittografici interni dei
software di posta elettronica si chiama S/MIME (Secure Multi-Purpose
Internet Mail Extensions) [103]. Anch'esso adotta il pi volte menzionato
algoritmo di cifratura a doppia chiave RSA. Tuttavia, poich i numeri
primi generati sono limitati a cifre di 40 bit, il livello di sicurezza
ottenibile non  elevatissimo.
La prima cosa da fare per utilizzare questi strumenti  ottenere da una
Certification Authority un certificato (o 'ID digitale') che contiene,
opportunamente codificate, le nostre chiavi pubblica e privata. Si tratta
di una operazione che viene gestita direttamente dal programma. Una volta
ottenuto il certificato, il software  in grado di utilizzarlo in modo
automatico per firmare e cifrare le nostre e-mail e per gestire le mail
cifrate o firmate dai nostri corrispondenti. Anche queste operazioni sono
completamente trasparenti per l'utente, che dovr limitarsi ad indicare se
vuole firmare o cifrare un dato messaggio.
Nei prossimi paragrafi vedremo in dettaglio come configurare e utilizzare
gli strumenti di cifratura interni dei tre client di posta pi diffusi:
Outlook Express 5, Outlook 2000, e Netscape Messenger 4.61.
Come ottenere un ID Digitale
Un certificato o ID digitale, come detto, contiene la coppia di chiavi
(una pubblica e una privata) associate univocamente ad un dato utente.
Tale ID viene generato da un servizio abilitato di certificazione (o
Certification Authority, CA), il cui server si adatta automaticamente ai
software che lo richiedono (infatti i client Microsoft e quelli Netscape
impiegano dei formati leggermente diversi). La pi nota CA  la gi citata
VeriSign (http://www.verisign.com) [104].
Per ottenere un ID occorre effettuare una procedura di registrazione che
coinvolge sia il client di posta elettronica sia il browser Web. Poich
durante questa procedura si ha una forte interazione fra i due software, 
necessario impostare opportunamente il browser predefinito del sistema: se
si utilizza un programma e-mail Microsoft  necessario avere come browser
predefinito Explorer; lo stesso vale per Netscape Messenger che va
utilizzato necessariamente insieme a Netscape Communicator. Vediamo ora il
dettaglio della procedura di registrazione con i tre client.
Con Outlook 2000, il pi sofisticato client mail sviluppato dalla
Microsoft,  necessario compiere i seguenti passi:
. Selezionare dal menu 'Strumenti'la voce 'Opzioni';
. Selezionare la linguetta della scheda 'Protezione';
. Premere il pulsante 'Ottieni ID digitale'che avvier Internet
Explorer;
. Dalla finestra di Explorer selezionare il server CA desiderato (ad
esempio VeriSign
. Seguire le istruzioni nelle pagine Web inviate dal server (ci verr
chiesto di scrivere alcuni nostri dati personali come nome e cognome,
la data di nascita, l'indirizzo e-mail, etc.
. Aspettare il messaggio di conferma del server CA con l'abilitazione
del certificato;
. Aprire il messaggio di conferma e seguire le istruzioni accluse
(Verisign ad esempio invia una mail in formato HTML con un apposito
bottone 'Installa'che porta a compimento in modo automatico
l'installazione dell'ID).
Molto simili sono le operazioni da effettuare per ottenere un ID digitale
mediante Outlook Express 5:
. Selezionare dal menu 'Strumenti'la voce 'Account';
. Selezionare la linguetta della scheda 'Posta elettronica';
. Selezionare l'account per cui si vuole ottenere un ID;
. Premere il pulsante 'Propriet';
. Selezionare la linguetta della scheda 'Protezione';
. Permere il pulsante 'Ottieni ID digitale';
. Da questo punto in poi le operazioni da compiere sono le medesime del
caso precedente.
Se si utilizza Netscape Messenger 4.61, infine, i passi da seguire sono i
seguenti:
. Premere dalla finestra del browser Web di Netscape Communicator il
pulsante con il lucchetto;
. Sotto la voce 'Certificates'selezionare 'Yours'e poi 'Get a
certificate';
. Premere il pulsante 'Go';
. Seguire le istruzioni del server CA sulla finestra di Netscape
Communicator;
. Accettare la generazione delle chiavi;
. Attendere l'e-mail del server CA e seguire le istruzioni.
A questo punto i nostri programmi di posta sono abilitati a mandare
messaggi cifrati e/o firmati.
Come firmare i messaggi e spedire o ricevere messaggi cifrati
Utilizzando le chiavi contenute negli ID digitali i programmi di posta
elettronica sono in grado spedire e ricevere messaggi cifrati e firmati.
Il seguente quadro sinottico mostra le varie operazioni che i software
possono compiere e quali chiavi vengono utilizzate per ciascuna di esse:
Azione da compiere
Chiave usata
Di chi?
Spedire un messaggio firmato
Chiave privata
Di chi spedisce
Autenticare un messaggio firmato ricevuto
Chiave pubblica
Di chi spedisce
Spedire un messaggio criptato
Chiave pubblica
Del ricevente
Decifrare un messaggio criptato
Chiave privata
Del ricevente
Per spedire un messaggio firmato con Outlook 2000  sufficiente premere il
pulsante 'Opzioni'nella finestra del modulo di scrittura della posta, e
aggiungere il segno di spunta alla casella 'Aggiungi la firma digitale al
messaggio in uscita'. Con Outlook Express, invece, occorre selezionare
dalla finestra per spedire l'e-mail il menu 'Strumenti'e poi la voce
'Firma digitale'. Chi utilizza Netscape Messenger 4.61, infine, sempre dal
modulo di composizione dei messaggi, deve premere il pulsante con il
lucchetto e aggiungere il segno di spunta a 'Firma digitale'.
La spedizione di un messaggio cifrato ad un dato utente richiede invece la
conoscenza della sua chiave pubblica (come si evince dal quadro
sinottico). A tale fine  necessario avere ricevuto in precedenza un
messaggio del nostro corrispondente contenente la sua firma digitale e
aver inserito il mittente nella rubrica del client mail. Per effettuare
quest'ultima operazione - con tutti i programmi presi in considerazione in
questa sede -  sufficiente fare un click con il tasto destro del mouse
sul campo del mittente e selezionare l'opzione 'aggiungi alla rubrica'.
Oltre ai normali dati personali, nella rubrica viene memorizzata anche la
chiave pubblica del mittente.
A questo punto, per spedire un messaggio cifrato con Outlook 2000 basta
selezionare il destinatario dalla rubrica, premere 'Opzioni'nella
finestra di composizione e selezionare 'Crittografa contenuto e allegati
del messaggio'. Con Outlook Express si preme 'Nuova mail', e in seguito
dal menu 'Strumenti'la voce 'Cifratura'. Con Netscape dalla finestra
'Nuovo messaggio'occorre scegliere l'icona con il lucchetto e selezionare
l'opzione per la cifratura. Simmetricamente, se desideriamo ricevere posta
cifrata dovremo prima inviare ai nostri corrispondenti una e-mail con
allegata la firma digitale (abbiamo appena visto come si fa).
La decifrazione delle e-mail criptate, infine, avviene automaticamente:
l'utente non deve far altro che controllare - come fa abitualmente - la
sua posta, anche se i messaggi decifrati saranno opportunamente segnalati
mediante una piccola icona nell'elenco dei messaggi ricevuti.
Attenzione: ricordiamo che i messaggi cifrati viaggiano in maniera sicura
dal mittente al destinatario, ma - a meno di non prendere precauzioni
ulteriori o di non cancellarli appena scritti o letti - possono essere
ritrovati in chiaro da chiunque abbia accesso al computer sul quale sono
stati composti o ricevuti.
PICS e il controllo dei contenuti
Uno dei problemi relativi ad Internet che sembrano maggiormente
appassionare la pubblicistica  il controllo dell'accesso ai siti Web in
base al loro contenuto. La ragione per cui questo controllo viene da pi
parti evocato  il pericolo che soggetti a rischio (bambini o comunque
minori) possano accedere a risorse 'informative'che potrebbero arrecare
turbamento, come siti contenenti materiali pornografici o violenti.
L'incidenza percentuale di questi materiali rispetto al totale delle
risorse disponibili su Web  assai bassa. Tuttavia  innegabile che molti
siti pornografici siano facilmente raggiungibili. Ma esigenze di controllo
simili sono state espresse anche da zelanti manager che intendono limitare
le occasioni di 'distrazione telematica'dei loro dipendenti.
La soluzione al problema proposta con maggiore frequenza  l'introduzione
di sistemi di controllo di tipo legislativo sui contenuti della rete.
Indipendentemente dalla posizione ideologica che si pu assumere nei
confronti della censura - che gli autori di questo manuale comunque non
approvano - l'idea di un controllo autoritario sui contenuti della rete si
scontra con la sua struttura tecnica, che permette di superare qualsiasi
sistema di controllo o impedimento esterno. Ad esempio non  facile
bloccare l'arrivo di informazioni da paesi che non applicano restrizioni
legali, a meno di impedire del tutto l'accesso alla rete (come avviene di
norma in paesi controllati da regimi autoritari).
Una soluzione alternativa alla censura delle fonti  l'uso di sistemi di
filtri che agiscano sul lato client, impedendo l'accesso a determinati
contenuti da parte di soggetti non autorizzati. Come  noto, nel mondo
dell'informatica uno dei problemi pi difficili da risolvere 
l'interpretazione semantica dei contenuti da parte degli elaboratori
[105]. Per ovviare ai limiti 'cognitivi'degli attuali computer, dunque, e
implementare un sistema di valutazione del contenuto dei siti Web, l'unica
strada percorribile  quella del vaglio dei materiali pubblicati da parte
di operatori umani.
Su questo principio si basa la Platform for Internet Content Selection
(PICS), sviluppata dal W3 Consortium, e rilasciata come recommendation
alla fine del 1996. Sul sito del W3C, all'indirizzo
http://www.w3.org/PICS/ sono disponibili le specifiche ufficiali e altre
informazioni su questa tecnologia.
PICS  un sistema che permette di associare etichette valutative alle
pagine Web [106]. Ogni etichetta, mediante una sintassi formalizzata,
fornisce una valutazione (rating) del contenuto della pagina in base ad
una determinata classificazione, ed  univocamente associata alla pagina
per la quale  stata rilasciata [107]. Le etichette PICS possono essere
usate da apposite applicazioni o direttamente dai browser per filtrare le
informazioni in arrivo dalla rete. Tali applicazioni sono in grado di
confrontare l'etichetta del documento in arrivo con un insieme di criteri
di valutazione indicati dall'utente: se la valutazione indicata risponde
ai criteri prescelti la ricezione della pagina viene autorizzata; in caso
contrario l'accesso alla pagina viene impedito.
L'aspetto positivo di questa tecnologia  che non esiste una autorit
centrale che censura o approva il contenuto di un sito su World Wide Web.
Il sistema si basa interamente sull'autocontrollo e sulla
responsabilizzazione dei gestori di siti, degli autori di pagine Web e
degli utenti. Le etichette PICS, infatti, possono essere assegnate in due
modi: con il self-rating chi pubblica un sito applica autonomamente i
marcatori PICS; con il third-party rating, i marcatori vengono apposti da
specifiche agenzie indipendenti abilitate a svolgere questa funzione
(Rating Agency) su esplicita richiesta dei responsabili dei singoli siti.
Un importante servizio di rating  quello del Recreational Software
Advisory Council (RSAC). Si tratta di un osservatorio indipendente
finanziato da un gruppo di aziende e organizzazioni, tra cui lo stesso
W3C, la Microsoft, Disney, IBM, Compuserve e Dell. Per avere informazioni,
o richiedere una valutazione, si pu visitare il sito Web
http://www.rsac.org. In Italia un servizio di analogo  fornita da IT-RA
(http://www.csr.unibo.it/ra/).
I sistemi di valutazione adottati fanno capo essenzialmente a due scale
convenzionali: RSACi e SafeSurf. La scala RSACi (Recreational Software
Advisory Council internet) seleziona i siti secondo una serie di
dettagliati parametri che suddividono i possibili contenuti scabrosi in
quattro categorie: linguaggio, scene di nudo, sesso, violenza. La scala
SafeSurf ha un sistema pi complicato: un gruppo di esperti ha definito
quali siano gli argomenti 'adatti'a varie fasce di et. Il parametro
'fascia di et'viene poi combinato con valutazioni contenutistiche sulle
seguenti categorie di contenuti: irreligiosit; soggetti eterosessuali;
soggetti omosessuali; nudit; violenza; sesso; intolleranze religiose,
razziali, sessuali; apologia dell'uso delle droghe; soggetti vari per
adulti; gioco d'azzardo [108].
Le etichette PICS, come detto, possono essere utilizzate sia da appositi
software che si interpongono tra il client Web e il pacchetto di accesso
alla rete, sia direttamente dai browser. Tanto Internet Explorer quanto
Netscape hanno la capacit di riconoscere i marcatori PICS e, a seconda
delle impostazioni dell'utente, controllare l'accesso ai siti durante la
navigazione.
L'amministrazione delle restrizioni di accesso con il browser Microsoft si
effettua mediante la scheda 'Contenuto'nella finestra di configurazione
delle 'Opzioni Internet'. Il pulsante 'Attiva'mette in funzione il
sistema di controllo; il pulsante 'Impostazioni'invece ne consente la
configurazione. Sia l'attivazione sia l'impostazione delle restrizioni
sono protette da una password. Quando la restrizione  attiva il browser
impedisce l'accesso a ogni pagina priva di etichette PICS. Le pagine
etichettate vengono invece confrontate con il sistema di classificazione
del servizio RSAC.
Per abilitare il controllo delle etichette PICS con Netscape suggeriamo di
connettersi al sito http://www.netscape.com/communicator/netwatch e
seguire le istruzioni fornite dalle pagine Web.
Note
[100] RSA, dal nome degli sviluppatori Rivest-Shamir-Adleman,  un
algoritmo crittografico e di autenticazione specifico per la rete
sviluppato a partire dal 1977. RSA  un sistema di cifratura a doppia
chiave basato su calcoli eseguiti usando come base dei prodotti di numeri
primi (un numero primo pu essere diviso solo per s stesso e per il
numero uno). Impiegando numeri primi estremamente lunghi (con molte cifre)
la scomposizione risulta estremamente difficile. Pi sono lunghi i numeri
primi generati e pi  alto il livello si sicurezza. Nel caso del SET
viene utilizzato un RSA a 1024 bit in grado di garantire un ottimo livello
di sicurezza. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo al sito
http://www.rsa.com.
[101] E, come abbiamo visto, fonte per lo stesso Zimmermann di una lunga
vicenda giudiziaria, per via della incriminazione affibbiatagli dal
governo federale degli Stati Uniti.
[102] Ricordiamo a tale proposito che l'Italia ha recentemente elaborato
una legislazione sulla firma digitale che  tra le pi avanzate del mondo
e che permette di attribuire valore legale ai documenti digitali.
[103] In alternativa alcuni software utilizzano PGP/MIME.
[104] Verisign mette a disposizione un ID di prova, gratuito per 60
giorni. Scaduti i giorni di prova il costo annuo di un ID con Verisign 
di 14 dollari.
[105] Per la verit alcuni studi, che non hanno comunque prodotto standard
validi, sono stati fatti basandosi sul riconoscimento delle immagini
(tecnologia attualmente in continuo sviluppo): sono stati implementati
software che, in base a studi statistici sui materiali pubblicati su
pagine Web con contenuti pornografici, inibiscono la visualizzazione di
immagini con determinati pattern di colori e forme. Altri esperimenti sono
stati fatti in alcuni ambienti chat. La tecnica era quella di inibire
automaticamente la pubblicazione di parole poste all'indice, arrivando a
paradossi come quello di vietare conversazioni che utilizzano parole come
"seno" che potrebbero, per esempio, essere intese nell'accezione
scientifico/matematica (seno e coseno)!
[106] Normalmente le etichette PICS sono inserite all'interno di un file
HTML. Tuttavia  possibile anche usare un servizio di etichettatura (label
bureau) dinamico, che invia etichette su richiesta. Questo facilita la
gestione del sistema di classificazione e aumenta le garanzie rispetto a
possibili manomissioni delle etichette - rese comunque difficili dalla
presenza di firme digitali cifrate. L'idea che sta alla base di questa
proposta  simile a quella del famoso 'V-chip', introdotto negli Stati
Uniti per controllare l'accesso dei bambini alla televisione. Ogni
emissione televisiva trasporta anche delle informazioni sulla natura del
contenuto trasmesso. Il V-chip, opportunamente programmato, pu bloccare
la ricezione di determinate categorie di programmi, impedendone la
visione. Si  tuttavia rilevato che con tutta probabilit saranno i figli
ad insegnare ai genitori come programmare il V-chip!
[107] Questo significa che ogni minima variazione della pagina invalida
l'etichetta.
[108] Queste poche note descrittive ci permettono di percepire anche i
limiti della tecnologia PICS.  facile intuire le difficolt determinate
dall'immensa mole di pagine Web da vagliare, la difficolt di offrire
criteri univoci di valutazione, gli ostacoli informatici per bloccare
effettivamente la fruizione dei contenuti considerati inadatti per
motivazioni morali o di copyright. Ma soprattutto occorre considerare che
sia la legislazione relativa ai diritti d'autore, sia soprattutto le
posizioni morali ed etiche rispetto alcuni argomenti, possono variare da
paese a paese, da comunit a comunit, e persino da soggetto a soggetto.
... pagina precedente
pagina successiva ...
