Questo e-text  stato gratuitamente scaricato da
                www.liberliber.it
e adattato dalla Fondazione Ezio Galiano per
renderne autonoma la lettura ai privi della vista.
 
Internet 2000: temi e percorsi (05 di 09)
temi e percorsi
01 | 02 | 03 | 04 | 05 | 06 | 07 | 08 | 09
Biblioteche in rete
Una delle metafore ricorrenti per descrivere il fenomeno Internet  quella
della biblioteca. Come una biblioteca, la rete contiene una quantit
enorme di documenti testuali (e non testuali come una biblioteca ha i suoi
cataloghi, i suoi strumenti di ricerca dell'informazione. Ma soprattutto,
a differenza di ogni biblioteca reale del mondo, Internet sembra non avere
limiti nella capacit di contenere e diffondere informazioni: sembra anzi
realizzare, per mezzo della tecnologia, il mito della biblioteca
universale, che accompagna l'umanit da molti secoli [47].
In realt il parallelo metaforico tra la rete e il concetto di biblioteca
universale  in parte fuorviante. Come abbiamo avuto modo di vedere
parlando della ricerca di informazioni, lo spazio informativo della rete,
e in particolare quello del Web, non  uno spazio completamente
strutturato; al contrario, esso tende alla 'non organizzazione', in virt
della sua estrema dinamicit e fluidit. I vari strumenti di ricerca delle
informazioni in rete dunque non rendono conto della totalit dei contenuti
informativi presenti sulla rete stessa. Essi ne tracciano semmai mappe
parziali e locali.
Al contrario lo spazio informativo di una biblioteca  uno spazio
completamente strutturato e organizzato, che trova una rappresentazione
esaustiva nei vari tipi di cataloghi di cui essa  dotata.
Potremmo dire che Internet assomiglia piuttosto alla fantastica Biblioteca
di Babele immaginata da Jorge Luis Borges in uno dei suoi racconti pi
belli. La biblioteca borgesiana, che coincide con l'universo stesso (e in
effetti l'universo della rete  l'informazione che contiene), pur
ospitando tutti i libri che potrebbero essere scritti, non ha alcun
criterio di organizzazione, e i suoi abitanti vagano in eterno alla
ricerca del libro che ne spieghi la struttura, senza trovarlo mai.
Nondimeno, sulla rete non mancano servizi informativi strutturati. Tra
questi, sebbene sembri un gioco di parole, fanno bella mostra di s
proprio i servizi gestiti dalle biblioteche 'reali'.
L'incontro tra Internet e biblioteche, che ha ormai una storia assai
lunga,  stato fortemente propiziato dal radicamento della rete nel mondo
universitario statunitense. Gli Stati Uniti, infatti, hanno un enorme
patrimonio di biblioteche [48], tra cui spiccano le biblioteche
universitarie, tradizionalmente dotate di servizi al pubblico assai
avanzati ed efficienti. La predisposizione di servizi on-line da parte di
queste istituzioni  stata, nella gran parte dei casi, un'evoluzione
naturale. Ma, in generale, si deve rilevare che il fenomeno Internet ha
suscitato nel mondo bibliotecario un vasto interesse anche al di fuori
degli Stati Uniti.
In virt di tale interesse, Internet offre oggi una notevole quantit di
servizi di tipo bibliotecario rivolti al pubblico generico, oltre ad
alcuni servizi orientati maggiormente ad una utenza professionale.
Possiamo suddividere tale insieme di servizi nelle seguenti classi:
. servizi di informazione al pubblico basati sul Web relativi a singole
biblioteche (information desk on-line
. servizi di consultazione on-line dei cataloghi informatici di singole
biblioteche o di gruppi di biblioteche (cataloghi individuali e
collettivi
. servizi di distribuzione selettiva di documenti (document delivery
. servizi speciali di informazione e di supporto per i bibliotecari;
. servizi di biblioteca digitale.
Il primo tipo di servizi  costituito dai siti Web approntati da singole
biblioteche che offrono al pubblico informazioni, a vario livello di
dettaglio, sulla biblioteca stessa, sulla sua collocazione, sui
regolamenti e gli orari di accesso, sulla qualit e consistenza delle
collezioni. In alcuni casi  possibile trovare anche servizi avanzati come
la prenotazione del prestito di un volume, o persino l'attivazione di
procedure per il prestito interbibliotecario (di norma questi servizi sono
approntati da biblioteche universitarie, ed hanno un accesso limitato).
Naturalmente la disponibilit di questi ultimi strumenti  legata alla
presenza sul sito bibliotecario di un sistema di consultazione on-line del
catalogo. Tali sistemi, detti OPAC (acronimo di On-line Public Access
Catalog), sono senza dubbio una delle pi preziose risorse informative
attualmente disponibili sulla rete. Essi sono il prodotto di una lunga
fase di innovazione tecnologica all'interno delle biblioteche che ha avuto
inizio sin dagli anni sessanta, e che ha avuto tempi di espletamento e di
diffusione capillare assai differenziati. A tutt'oggi, solo in alcuni casi
l'automazione bibliotecaria  arrivata a pieno compimento, portando alla
sostituzione totale dello schedario cartaceo con sistemi informatici [49].
L'automazione dei sistemi catalografici si  incontrata ben presto con lo
sviluppo delle tecnologie telematiche, ed in particolare con la diffusione
della rete Internet nell'ambito del circuito accademico. Il passaggio dal
catalogo informatizzato al catalogo on-line, infatti, ha comportato una
evoluzione lineare, che si  verificata in un contesto gi informatizzato
e dunque non restio all'innovazione. Attualmente le biblioteche, grandi e
piccole, universitarie, pubbliche e private, che, oltre ad avere un loro
sito su Internet, danno agli utenti la possibilit di consultare on-line i
cataloghi delle loro collezioni, sono nell'ordine delle migliaia.
Se la possibilit di effettuare ricerche bibliografiche in rete  ormai un
dato acquisito, diverso  il discorso per quanto riguarda l'accesso
diretto ai documenti. Infatti, il passaggio dalla biblioteca
informatizzata alla biblioteca digitale  appena agli inizi. Con
biblioteca digitale, in prima approssimazione, intendiamo un servizio
on-line che produce, organizza e distribuisce sulla rete, in vario modo,
versioni digitali di documenti e testi. A un livello intermedio si
collocano i servizi di distribuzione selettiva dei documenti (document
delivery). A questa categoria appartengono organizzazioni ed enti che
archiviano e spogliano grandi quantit di pubblicazioni periodiche e che
permettono a studiosi o ad altri enti bibliotecari di acquistare singoli
articoli, che vengono poi spediti via posta, fax o e-mail. Una risorsa
preziosa per chi deve effettuare attivit di ricerca e non ha a
disposizione una biblioteca dotata di una collezione di periodici
sufficientemente esaustiva.
Internet come fonte di informazione bibliografica
La ricerca bibliografica  una delle attivit fondamentali per tutti
coloro che, per dovere (scolastico o professionale) o per piacere,
svolgono una attivit di studio e ricerca o in generale una forma di
lavoro intellettuale. Essa ha la funzione di fornire un quadro dettagliato
dei documenti pubblicati su un dato argomento, di descriverli in modo
esauriente e di permetterne il reperimento effettivo.
Al fine di effettuare una ricerca bibliografica si utilizzano soprattutto
due tipi di strumenti: le bibliografie e i cataloghi bibliotecari.
Entrambi questi strumenti si presentano in forma di un elenco di documenti
identificati mediante alcune caratteristiche (o metadati) che ne
permettono o facilitano l'individuazione: nome dell'autore, titolo, dati
editoriali. La differenza tra bibliografia e catalogo consiste nel loro
dominio di riferimento: una bibliografia contiene un elenco, esaustivo o
meno, di documenti relativi ad un determinato argomento o tema, o in
generale accomunati da una data caratteristica, senza far riferimento ai
luoghi fisici in cui sono depositate delle copie di tali documenti; un
catalogo, al contrario, contiene notizie relative a tutti e soli i
documenti contenuti in una singola biblioteca (o in un gruppo di
biblioteche), e fa esplicito riferimento alla collocazione fisica
dell'esemplare (o degli esemplari) posseduti.
Un elemento fondamentale sia delle bibliografie sia dei cataloghi  la
chiave di accesso, cio le caratteristiche del documento in base alle
quali l'elenco viene ordinato e pu essere consultato. Di norma le chiavi
di accesso principali sono il nome (o i nomi) dell'autore, e il titolo.
Tuttavia per i cataloghi bibliotecari molto utili sono anche le chiavi di
accesso semantiche, quelle cio che cercano di descrivere il contenuto del
documento stesso. A tali chiavi possono corrispondere due tipi speciali di
cataloghi: il catalogo alfabetico per soggetti, in cui i documenti sono
ordinati in base a uno o pi termini liberi che ne descrivono il
contenuto, e il catalogo sistematico, in cui i documenti sono ordinati in
base ad uno schema di classificazione prefissato che articola il mondo
della conoscenza in categorie e sottocategorie secondo una struttura ad
albero che procede dall'universale al particolare [50].
Nel 'mondo reale'le bibliografie, di norma, sono contenute a loro volta
in volumi o documenti pubblici, che possono essere acquistati o presi in
prestito. I cataloghi invece sono ospitati, sotto forma di schedari,
all'interno dei locali di una biblioteca, dove possono essere consultati
al fine di stilare bibliografie o di accedere alle pratiche di
consultazione e di prestito. Di norma, dunque, la ricerca bibliografica 
una attivit che richiede numerose fasi di consultazione di bibliografie e
di cataloghi, con annessi spostamenti, che talvolta possono rendere
necessarie trasferte fuori citt o persino all'estero.
Lo sviluppo e la diffusione della rete sta modificando radicalmente il
modo di effettuare la ricerca bibliografica. Internet, infatti, 
diventata ormai la pi preziosa ed esaustiva fonte di informazioni
bibliografiche e, come abbiamo visto nella sezione dedicata alla ricerca
in rete, oggi  possibile stilare una bibliografia completa, su qualsiasi
argomento, stando comodamente seduti a casa davanti al proprio computer.
Questo ha trasformato le modalit di lavoro della comunit scientifica, e
pi in generale di tutti coloro che per passione o professione debbano
reperire notizie su libri e periodici.
Anche su Internet le fonti di informazione bibliografica si articolano in
bibliografie e cataloghi. Le prime, in genere, sono parte del contenuto
informativo dei vari siti Web dedicati ad una data disciplina o ad un
particolare argomento. Non esistono strategie particolari di ricerca per
quanto attiene a queste risorse, che vanno pertanto individuate mediante i
criteri di reperimento delle informazioni in rete che abbiamo gi visto
nel capitolo 'La ricerca di informazioni in rete'. Per quanto riguarda i
cataloghi on-line, invece,  possibile fornire alcune nozioni pi
particolareggiate relative al loro reperimento su Internet, e alla loro
consultazione [51].
Come abbiamo gi detto, un catalogo bibliotecario consultabile attraverso
i canali di comunicazione telematici viene comunemente definito Online
Public Access Catalog (OPAC). Un OPAC  costituito sostanzialmente da un
database (dotato di un proprio motore di ricerca) e da una interfaccia di
accesso ai dati in esso archiviati.
Un database dal punto di vista logico  composto da una serie di schede
(record). Ogni record contiene la descrizione, organizzata per aree
prefissate (o campi), di un determinato oggetto. Nel caso dei database
catalografici tali oggetti sono i documenti che fanno parte della
collezione di una o pi biblioteche.
La struttura di un record catalografico  stata oggetto di un importante
processo di standardizzazione internazionale. Infatti, l'introduzione dei
sistemi informatici in ambito bibliotecario ha ben presto reso evidente i
vantaggi della collaborazione e dell'interscambio dei dati tra
biblioteche. Di conseguenza, si  avvertita l'esigenza di sviluppare dei
sistemi standard per la costruzione delle banche dati catalografiche, in
modo da consentire lo scambio dei dati bibliografici e la costituzione di
cataloghi elettronici collettivi. La comunit internazionale dei
bibliotecari, riunita nella International federation of library
associations (IFLA, http://www.ifla.org), a partire dalla met degli
Settanta ha prodotto una serie di specifiche volte a conseguire tale fine.
La pi importante tra queste specifiche riguarda appunto il formato dei
record catalografici, denominato UNIMARC (Universal Machine Readable
Catalogue), che  ormai adottato (o quantomeno previsto come formato per
l'input/output dei dati) in gran parte dei sistemi OPAC del mondo.
A sua volta UNIMARC ricalca la struttura logica della scheda bibliografica
standard definita dalla International Standard Bibliographic Description
(ISBD). ISBD prescrive infatti quali sono le informazioni che vanno
fornite per caratterizzare un singolo documento:
. titolo (se necessario scomposto in sezioni)
. indicazioni di responsabilit (autore, curatore, eventuale traduttore,
etc.)
. edizione
. luogo di edizione
. editore
. data di dizione
. descrizione fisica
. numero ISBD/ISSN (un numero che viene univocamente assegnato a
ciascuna edizione di ogni monografia o periodico pubblicati)
. eventuale classificazione e soggettazione
Naturalmente, nel caso dei cataloghi digitali la scelta delle chiavi di
accesso non va effettuata preliminarmente, come accade invece nei
cataloghi a stampa al fine di ordinare il catalogo e di permetterne la
consultazione. Un database infatti pu essere ordinato in modo dinamico a
seconda delle esigenze, e - soprattutto - la ricerca pu avvenire in base
a qualsiasi campo, o persino indipendentemente da un qualche campo (
possibile cio indicare al sistema di cercare le occorrenze di una data
stringa indipendentemente da dove appaia nel record).
Ovviamente, le chiavi che possono effettivamente essere usate dagli utenti
nelle ricerche dipendono dal tipo di interfaccia associata al database.
Sfortunatamente, non esistono delle raccomandazioni unitarie sulle
caratteristiche dell'interfaccia di interrogazione di un OPAC. In generale
tutti gli OPAC permettono di effettuare ricerche usando come chiavi le
principali intestazioni presenti in una normale scheda catalografica:
autore, titolo, soggetto. Alcuni forniscono anche altre chiavi o filtri di
ricerca, quali data o luogo di pubblicazione, editore, classificazione
(nei vari sistemi Dewey, CDU, LC, ecc.), codice ISBN.
Parlando di interfacce degli OPAC, tuttavia, l'aspetto su cui mette conto
soffermarci riguarda il tipo di strumento Internet su cui esse sono
basate. I primi OPAC sono stati sviluppati e immessi in rete sin
dall'inizio degli anni ottanta. In quell'epoca gli unici strumenti
disponibili per l'accesso interattivo ad un computer remoto erano i
sistemi di emulazione terminale, il telnet o la sua versione specifica per
mainframe IBM, denominata tn3270. Di conseguenza tutti gli OPAC che sono
stati sviluppati in quegli anni hanno adottato delle interfacce utente
basate su linea di comando o su schermate a carattere. Sebbene con il
passare degli anni tali interfacce abbiano subito una certa evoluzione, 
innegabile che questa modalit di accesso presenti qualche difficolt.
Infatti essa richiede all'utente la conoscenza dei comandi e della
sintassi di ricerca usata da ciascun OPAC; sintassi che, oltre ad essere
alquanto complessa (ancora oggi basta provare ad utilizzare l'accesso
telnet all'OPAC della Library of Congress, o quello al nostro SBN per
rendersene conto), di norma varia da un OPAC all'altro.
Con lo sviluppo dei gopher prima, e del Web poi, un nuovo paradigma di
accesso interattivo ha iniziato a farsi strada anche nelle interfacce
degli OPAC. In particolare il Web ha fornito l'opportunit di realizzare
delle interfacce utente in ambiente grafico, basate su moduli interattivi
e dispositivi grafici (caselle combinate, menu a scelta multipla, caselle
di testo e pulsanti, attivati con il sistema point and click) con cui un
utente medio ha gi dimestichezza e la cui curva di apprendimento all'uso
 decisamente bassa.
Ovviamente, dal lato server, questo ha significato lo sviluppo di appositi
programmi di collegamento tra il database catalografico e il server Web,
detti gateway. In questo campo un ruolo prominente  stato giocato dal
protocollo Z39.50 [52], un protocollo sviluppato appositamente per far
interagire un database e un modulo di ricerca senza che fosse necessario
conoscere la particolare sintassi di ricerca del database. Se quest'ultimo
 dotato di una interfaccia Z39.50, un client che implementi lo stesso
protocollo pu effettuare ricerche sul database anche in via remota. In
una prima fase il protocollo Z39.50  stato implementato direttamente in
software client utilizzabili dall'utente. Ma ben presto tali software sono
stati abbandonati per lasciare il posto ad una architettura basata sul
Web, in cui il server HTTP interagisce con un gateway Z39.50 che a sua
volta pu interrogare uno o pi database contemporaneamente. L'utente
finale in questo caso accede al servizio di ricerca direttamente mediante
un pagina Web usando il suo normale Web browser.
Attualmente la migrazione verso questi sistemi di interfaccia basata su
Web  stata intrapresa da quasi tutti i grandi OPAC storici, mentre i pi
recenti sono nati direttamente adottando tale tecnologia. Tuttavia in
molti casi i vecchi sistemi di accesso via telnet o tn3270 sono stati
mantenuti, e spesso forniscono ancor oggi degli strumenti di ricerca pi
raffinati e potenti dei loro pi amichevoli 'cugini'basati sul Web.
I repertori di siti bibliotecari
I siti di carattere bibliotecario accessibili attraverso Internet sono
ormai migliaia, ed  ovviamente impossibile elencarli tutti. Come sempre,
per, la rete fornisce ai suoi utenti degli strumenti di orientamento di
secondo livello. Esistono infatti diversi 'repertori'di siti
bibliotecari, che possono essere consultati per scoprire l'indirizzo di
rete della biblioteca che si sta cercando (posto che ne abbia uno), o per
individuare quali biblioteche in una certa area geografica sono dotati di
servizi in rete.
Occorre tuttavia ricordare che non tutte le biblioteche dotate di un sito
Web hanno anche un OPAC pubblico, o (evenienza pi rara) che alcuni OPAC
non sono associati ad un sito Web. Purtroppo i repertori di siti
bibliotecari non sempre tengono nel dovuto conto queste distinzioni,
specialmente se non sono specificamente dedicati alle risorse
bibliotecarie. Rientrano in questa categoria tutti i repertori di siti
bibliotecari che fanno parte di pi vasti repertori di risorse di rete,
come quello organizzato da Yahoo
(http://www.yahoo.com/Reference/Libraries) o da Excite
(http://www.excite.com/education/libraries).
Passando ai repertori specializzati in siti bibliotecari, uno dei pi
aggiornati e completi  Libweb realizzato alla University of Berkeley, in
California, a cura di Thomas Dowling (l'indirizzo 
http://sunsite.berkeley.edu/Libweb). L'elenco  diviso per aree
geografiche (Stati Uniti, Africa, Asia, Australia, Europa, Sud America,
Canada), e successivamente per nazioni. Solo il ramo dedicato alle
biblioteche statunitensi  articolato anche per tipo di biblioteca. Oltre
alla possibilit di scorrere il repertorio, Libweb fornisce anche un
sistema di ricerca per parole chiave, basato su una sintassi abbastanza
semplice.
Molto completo  anche il repertorio Bibliotheks-OPACs und
Informationsseiten (http://www.hbz-nrw.de/hbz/toolbox/opac.htm) curato da
Hans-Dieter Hartges. Si tratta di una unica grande pagina Web che elenca
centinaia di servizi OPAC con interfaccia Web, classificandoli per nazioni.
Un altro ottimo repertorio globale di OPAC basati sul Web  webCats
(http://www.lights.com/webcats/) curato da Peter Scott. In questo caso
l'elenco pu essere scorso in base a tre criteri di ordinamento: per aree
geografiche e nazioni, per tipologia di biblioteca e per tipo di software.
Quest'ultima categoria articola i vari OPAC in base al prodotto di
catalogazione utilizzato, e pu essere utile per coloro che hanno
dimestichezza con l'interfaccia e la sintassi di ricerca di uno di essi.
Sempre a Peter Scott si deve il repertorio di OPAC basato su interfaccia a
caratteri denominato Hytelnet. In origine Hytelnet era un programma
indipendente, anche esso basato su interfaccia a caratteri (ne esistevano
varie versioni), che permetteva di navigare attraverso un repertorio di
OPAC strutturato per aree geografiche. La sua interfaccia era simile, per
intendersi, a quella di un gopher, basata su una serie di menu gerarchici
attraverso i quali si poteva 'scendere'all'indirizzo della singola
risorsa. Successivamente Scott ha realizzato un gateway tra Hytelnet e
Web, il cui aggiornamento  stato sospeso nel 1997. Tuttavia, poich si
tratta di un repertorio di OPAC basati su telnet, pu ancora essere di
grande utilit. Il sito Web ufficiale di questo servizio 
http://www.lights.com/hytelnet. Una volta selezionata la biblioteca che si
desidera consultare si arriva ad una pagina Web in cui, oltre al link
diretto con l'OPAC (che naturalmente avvia una sessione telnet), sono
contenute le istruzioni per effettuare la procedura di accesso e un link
che porta ad un breve manuale sulla sintassi di ricerca dei principali
software di catalogazione informatica.
Pur se con un certo ritardo, oramai sono molte le biblioteche italiane che
hanno realizzato dei sistemi OPAC su Internet. Il migliore repertorio di
OPAC italiani  ospitato sull'ottimo sito Web della Associazione Italiana
Biblioteche (AIB, http://www.aib.it), coordinato da Riccardo Ridi. Il
repertorio (il cui indirizzo  http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm) 
suddiviso in due sezioni: una dedicata ai cataloghi collettivi nazionali,
e una sezione dedicata ai cataloghi collettivi regionali, provinciali,
comunali e ai cataloghi di singole biblioteche. Per ciascun OPAC vengono
forniti delle brevi note informative e una serie di link alle pagine di
ricerca e alle eventuali pagine di istruzioni per l'uso.
Oltre al repertorio, l'AIB, in collaborazione con il CILEA, ha realizzato
in via sperimentale il Meta-OPAC Azalai Italiano (MAI). Si tratta di un
sistema di interrogazione unificato dei cataloghi bibliotecari italiani su
Internet, che permette di inviare una medesima ricerca a pi OPAC
contemporaneamente. MAI permette di selezionare in anticipo quali
cataloghi interrogare (in base alla collocazione geografica o al tipo di
biblioteca), e poi fornisce una maschera in cui  possibile specificare i
termini di ricerca (ovviamente occorre tenere conto che non tutte le
chiavi di ricerca sono disponibili su tutti i sistemi). Il risultato
dell'interrogazione viene composto in una unica pagina Web che mostra
l'output di ciascun catalogo, completo di pulsanti e collegamenti per
visualizzare la scheda bibliografica o per raffinare la ricerca.
Un altro repertorio di siti bibliotecari italiani (anche se non
necessariamente di cataloghi on-line)  Biblioteche italiane
(http://www.biblio.polito.it/it/documentazione/biblioit.html), a cura del
Sistema bibliotecario del Politecnico di Torino, anche esso organizzato
per aree geografiche.
Il Servizio Bibliotecario Nazionale e altri OPAC italiani
Il numero di OPAC italiani ha ormai superato la soglia delle trecento
unit. Vi si trovano grandi cataloghi collettivi e piccoli OPAC di
biblioteche locali. Per avere un quadro generale rimandiamo ai repertori
citati nel paragrafo precedente. In questa sede ci soffermeremo invece su
alcuni OPAC italiani di particolare rilievo.
Tra tutti, il pi importante in assoluto  senza dubbio il Servizio
Bibliotecario Nazionale (SBN), il catalogo collettivo delle biblioteche
italiane promosso dal Ministero dei Beni Culturali e dal Ministero
dell'Universit e della Ricerca Scientifica. SBN, che ha avuto una storia
alquanto travagliata, dal 1992  entrato finalmente in funzione e fornisce
oggi un servizio di buon livello. Vi aderiscono oltre 800 istituti
bibliotecari, tra biblioteche statali (incluse le Biblioteche Nazionali
Centrali di Roma e Firenze), universitarie, comunali e di istituzioni
pubbliche, organizzate in 34 poli locali. Ciascun polo gestisce un
catalogo collettivo locale, che poi confluisce nell'indice SBN, il
catalogo unico nazionale gestito dall'Istituto Centrale per il Catalogo
Unico (ICCU).
Il servizio SBN  suddiviso in pi banche dati catalografiche, divise per
tipologia di documenti, che vengono incrementate continuamente. Ricordiamo
in particolare:
. la Base dati libro moderno, che  il catalogo dei testi a stampa;
contiene al momento circa 2 milioni e 700 mila monografie pubblicate
dal 1830 ai giorni nostri, e 180 mila periodici;
. la Base dati libro antico, che cataloga circa 71 mila testi a stampa
editi dall'invenzione della stampa al 1830;
. la Base dati beni musicali, che contiene le schede relative a circa
350 mila tra edizioni e manoscritti musicali, conservati in cento tra
biblioteche e archivi pubblici, ecclesiastici e privati;
. la Base dati manoscritti, per ora limitata a 900 descrizioni di testi
in alfabeto latino.
Sono inoltre disponibili altri cataloghi specializzati, come quello della
'letteratura grigia', quello della Discoteca di Stato, e l'elenco di tutte
le biblioteche italiane. Ulteriori informazioni relative al sistema SBN
sono disponibili sul sito Web dell'ICCU, all'indirizzo
http://www.iccu.sbn.it.
L'accesso all'OPAC SBN  possibile sia tramite collegamento con emulazione
di terminale TN3270, all'indirizzo tn3270://vm.nettuno.it:1336 (sul sito
Web del Centro Inter-bibliotecario dell'Universit di Bologna,
all'indirizzo http://www.cib.unibo.it/cataloghi/sbn/accesso.html sono
disponibili tutte le informazioni necessarie), sia, pi comodamente, in
modalit Web, all'indirizzo http://www.sbn.it, mediante un gateway Z39.50
che accede alle basi dati libro moderno, libro antico e beni musicali.
La maschera di interrogazione dell'interfaccia Web  alquanto articolata,
e permette di effettuare due tipi di ricerche. La ricerca base, che si
applica a tutte le basi dati, fornisce una maschera di interrogazione
contenente le chiavi 'autore', 'titolo', 'soggetto'e 'classificazione';
tutte le parole fornite nei campi sono considerate come termini di ricerca
obbligatori. Le ricerche specializzate invece si applicano a una sola
delle banche dati. Oltre a fornire le ulteriori chiavi di ricerca 'data di
pubblicazione', 'collezione', 'parole chiave'e 'ISBN/ISSN', esse
permettono di specificare degli operatori booleani che si applicano ai
termini specificati nei singoli campi, al fine di effettuare
interrogazioni molto raffinate. In entrambi i casi  possibile indicare
l'ordinamento e il formato dell'output.
figura 102: La maschera di interrogazione specializzata di SBN
Il risultato di una ricerca, oltre alle schede bibliografiche dettagliate
relative ai documenti rintracciati, fornisce anche l'elenco delle
biblioteche che li possiedono, con relativa collocazione.
Accanto al catalogo unico nazionale, sono disponibili alcuni gateway tra i
database SBN locali e World Wide Web, realizzati dai poli regionali (in
questo caso non si pu accedere all'intero catalogo unico, ma solo alle
sezioni realizzate direttamente dal polo in questione). Ad esempio,
ricordiamo il polo universitario bolognese, il cui indirizzo Web 
http://www.cib.unibo.it, che ha sviluppato una maschera di interrogazione
molto efficace e di semplice utilizzo; il polo triestino con il suo
servizio 'Prontobiblioteca'(http://www.biblio.univ.trieste.it il polo
regionale SBN del Piemonte, con il servizio 'Librinlinea'
(http://www.regione.piemonte.it/opac).
Un'altra importante risorsa bibliografica italiana  il Catalogo Italiano
dei Periodici (ACNP), nato per iniziativa dell'Istituto di Studi sulla
Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS-CNR) nel 1970. Il catalogo
contiene le descrizioni bibliografiche, e in parte gli spogli, dei
periodici e delle riviste possedute da oltre duemila biblioteche sparse
sul territorio nazionale. Al momento la consistenza della banca dati
ammonta a quasi centomila periodici.
La consultazione avviene mediante una interfaccia Web messa a punto dal
CIB di Bologna e raggiungibile all'indirizzo
http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html. La maschera di
ricerca, piuttosto semplice, permette di interrogare il catalogo per
titolo del periodico, ente responsabile, numero ISSN, codice di
classificazione CDU, e codice della biblioteca. La ricerca fornisce in
prima istanza una pagina con elenco dei periodici che rispondono ai
criteri specificati, dalla quale  poi possibile passare ad una pagina che
indica tutte le biblioteche in possesso del periodico cercato (con
relative informazioni). Se disponibili, si possono consultare anche gli
spogli degli articoli.
OPAC e siti bibliotecari nel resto del mondo
Come detto, gli OPAC disponibili su Internet sono diverse migliaia, ed 
impossibile rendere conto di queste risorse in modo sistematico. Ci
limiteremo pertanto ad esaminare alcuni di essi, in genere realizzati
dalle grandi biblioteche nazionali.
La nostra rassegna non pu che iniziare della pi grande e importante
biblioteca del mondo, la Library of Congress. Si tratta della biblioteca
nazionale degli Stati Uniti fondata nel 1800, con lo scopo di acquisire
tutti i libri e i documenti necessari ai rappresentanti del Congresso, e
divenuta poi sede del deposito legale delle pubblicazioni edite negli
Stati Uniti. Ma la collezione della biblioteca, nel corso di questi
duecento anni  cresciuta ben al di l della sua missione statutaria. Nei
suoi edifici di Washington sono conservati oltre cento milioni di
documenti e pubblicazioni in 450 lingue (tra cui oltre nove milioni di
libri), oltre ad una sterminata mediateca; per alcune lingue le collezioni
sono persino pi complete di quelle delle biblioteche nazionali di
riferimento. Oggi la Library of Congress non  solo una biblioteca, ma un
vero e proprio centro di produzione culturale e di ricerca scientifica,
anche e soprattutto nel campo delle nuove tecnologie: la catalogazione
digitale, lo sviluppo di protocolli e standard come USMARC (variante
americana di UNIMARC), Z39.50, SGML, la digitalizzazione del patrimonio
culturale sono solo alcuni dei temi intorno ai quali sono creati centri di
ricerca e avviati progetti sperimentali. Il sito Web della LC, dunque, 
una vera e propria miniera di informazioni e documentazione sia per gli
addetti ai lavori, sia per l'utenza generale.
Ma ovviamente il vero cuore dei servizi on-line realizzati da questa
grande istituzione  costituito dal suo OPAC, accessibile sia in modalit
terminale remoto, sia in modalit Web. Il sistema  costituito
complessivamente da una serie di archivi, ciascuno contenente notizie
relative ad una particolare tipologia di documenti.
L'accesso in modalit terminale al Library of Congress Information Service
(LOCIS) pu essere effettuato sia mediante telnet (all'indirizzo
telnet://locis.loc.gov) sia mediante tn3270 (all'indirizzo
tn3270://locis.loc.gov). Una volta connessi,  possibile selezionare gli
archivi su cui si desidera effettuare la ricerca, per poi passare
all'interrogazione vera e propria. La sintassi di ricerca  alquanto
complessa, e prima di avventurarsi nell'uso di LOCIS  bene dare una
occhiata alla documentazione, naturalmente disponibile sul sito web della
biblioteca. Tuttavia la difficolt di utilizzo  ben ripagata dalla
potenza e dalle caratteristiche di questo OPAC.
Per quanto riguarda l'accesso in modalit Web, la LC offre due diversi
sistemi di consultazione dei suoi cataloghi (all'indirizzo
http://www.loc.gov/catalog), entrambi molto articolati e dotati di opzioni
assai sofisticate. Il primo si basa su un gateway Z39.50, e si articola a
sua volta in due sezioni. La ricerca per scorrimento degli indici,
limitata ad una parte degli archivi, permette di scorrere l'indice in base
ad una delle tradizionali chiavi di ordinamento. La ricerca per parola,
invece, consente di utilizzare fino a tre chiavi di ricerca a scelta tra
tutti i campi della scheda catalografica, collegate da operatori booleani.
In ogni campo inoltre possono essere inseriti pi termini che si possono
considerare come termini singoli o come interi sintagmi. L'ouput della
ricerca, infine pu essere visualizzato come scheda breve, come scheda
completa e come record in formato MARC.
figura 103: La ricerca per parole avanzata sul Web OPAC Z39.50 della
Library of Congress
Il secondo sistema di accesso Web della LC si chiama Experimental Search
Service (ESS). Come il nome suggerisce si tratta di un servizio
sperimentale, ma le sue possibilit sono decisamente ricchissime. La
ricerca infatti, oltre a fornire tutte le opzioni che abbiamo gi visto,
consente di limitare l'interrogazione in base alla lingua, al genere
letterario, nonch di cercare automaticamente tutte le possibili varianti
del termine indicato. Una volta effettuata la ricerca, poi,  possibile
organizzare l'output per soggetti, o per data, e persino richiedere i
soggetti associati ai volumi individuati, per trovare altri titoli
concernenti il tema in essi trattato. Si tratta insomma di uno strumento
molto potente e flessibile, che richiede tuttavia una certa esperienza.
figura 104: ESS, il sistema sperimentale di interrogazione della Library
of Congress
Il sito Web della Library of Congress, come si  accennato, fornisce oltre
al catalogo anche un'ingente mole di informazioni e documenti. In
particolare segnaliamo il progetto Thomas, che d accesso ai testi delle
leggi in esame alla Camera e al Senato degli Stati Uniti e agli atti delle
discussioni parlamentari. Altrettanto interessante  il progetto American
Memory, una biblioteca digitale che contiene documenti, testi a stampa e
manoscritti digitalizzati, registrazioni sonore, fotografie e filmati
relativi alla storia americana, dotato di un suo sistema di ricerca.
Sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti, va detto che le biblioteche di
tutte le pi importanti universit sono collegate ad Internet, e offrono
servizi OPAC, di norma raggiungibili mediante espliciti link segnalati
sulle home page delle rispettive sedi universitarie. La maggior parte di
questi OPAC raccoglie in un catalogo collettivo tutti i singoli cataloghi
dei molti istituti bibliotecari presenti in ciascun campus, ed  dotata
sia di interfacce telnet sia di accessi basati sul Web.
A puro titolo esemplificativo ricordiamo qui la biblioteca della
prestigiosa Harvard University, la pi grande biblioteca universitaria del
mondo (possiede circa 12 milioni di volumi) e la pi antica degli Stati
Uniti (fu fondata infatti nel 1638) il cui OPAC, battezzato HOLLIS, 
raggiungibile dal sito http://hplus.harvard.edu. Le biblioteche del
Massachusetts Institute of Technology, il cui OPAC collettivo Barton 
raggiungibile dal sito http://libraries.mit.edu. La biblioteca della
Dartmouth University, raggiungibile all'indirizzo
http://www.dartmouth.edu/~library. Le biblioteche della Yale University,
il cui OPAC ORBIS  su Web all'indirizzo http://webpaclibrary.yale.edu.
In alcuni casi sono stati realizzati anche dei cataloghi interbibliotecari
unificati. Tra questi molti importante sia per la consistenza degli
archivi sia per le istituzioni che raccoglie  Melvyl. Si tratta di un
progetto che riunisce in un catalogo collettivo gli archivi catalografici
della California State Library e di tutte le biblioteche universitarie
della California (tra cui UCLA, Berkeley e Stanford), oltre a una serie di
banche dati bibliografiche. L'OPAC di Melvyl  accessibile sia tramite
telnet (telnet://melvyl.ucop.edu), sia attraverso una interfaccia Web, il
cui indirizzo  http://www.dla.ucop.edu.
Arrivando alle risorse bibliotecarie europee, ricordiamo innanzitutto la
prestigiosa British Library. Il fondo della BL  veramente enorme, e
ammonta a oltre 150 milioni di documenti in tutte le lingue. A fronte di
tanto materiale, raccolto nel corso di 250 anni di storia, non esiste un
catalogo unico. Ogni collezione infatti ha un suo catalogo, spesso di
formato e struttura particolare. Per questa ragione la BL ha potuto
realizzare dei servizi on-line solo in anni molto recenti. Tra questi
ricordiamo il British Automated Information Service (BLAISE,
http://blaiseweb.bl.uk), che fornisce a pagamento l'accesso a 22 archivi
contenenti circa 18,5 milioni di notizie bibliografiche. Opac97, invece, 
il servizio gratuito di accesso on-line ai principali cataloghi della BL,
basato su una semplice ma efficace interfaccia Web.
Un'altra grande risorsa bibliotecaria anglosassone  il catalogo unico
delle biblioteche dell'Universit di Oxford. Il sistema informativo
bibliotecario di Oxford, denominato OLIS (Oxford University Libraries
System), raccoglie i cataloghi informatizzati di oltre cento tra
biblioteche generali, di college e di facolt. Tra le varie biblioteche di
questa prestigiosa universit ricordiamo la Bodleian Library, una delle
maggiori biblioteche del mondo per le scienze umane, il cui catalogo
elettronico , per, limitato alle accessioni posteriori al 1988. La
consultazione degli OPAC pu essere effettuata sia tramite telnet
(l'indirizzo diretto  telnet://library.ox.ac.uk) sia tramite GeoWeb, un
gateway Z39.50 recentemente allestito, il cui indirizzo 
http://www.lib.ox.ac.uk:8000.
Anche la monumentale Bibliothque Nationale di Parigi fornisce accesso al
suo catalogo tramite Internet. L'OPAC della BNF, battezzato OPALE, uno dei
pi 'antichi'della rete, fino alla met del 1999 era accessibile
esclusivamente tramite una sessione telnet, all'indirizzo
telnet://opale02.bnf.fr/. Dal maggio del '99  stata finalmente attivata
l'interfaccia Web, battezzata OPALE-PLUS, che consente di interrogare un
archivio contenente circa 7 milioni di notizie bibliografiche relative ai
documenti conservati nella biblioteca. L'accesso a OPALE-PLUS  collocato
nel sito Web della biblioteca, il cui indirizzo  http://www.bnf.fr. Oltre
al catalogo, il sito offre una serie di informazioni e di servizi, tra cui
l'accesso (basato su telnet) ad OPALINE, il catalogo delle collezioni
speciali, e la banca dati multimediale Gallica, sui cui torneremo nel
paragrafo dedicato alle biblioteche digitali.
Chiudiamo con un una risorsa bibliotecaria di area tedesca, il Karlsruher
Virtueller Katalog (http://www.ubka.uni-karlsruhe.de/kvk.html), un
meta-OPAC basato sul protocollo Z39.50 che consente di consultare i
cataloghi di alcune fra le maggiori biblioteche tedesche e anglosassoni.
I cataloghi editoriali
Accanto agli OPAC delle biblioteche, su Internet si trova anche un altro
tipo di archivi che contengono informazioni bibliografiche: i cataloghi
on-line delle case editrici. I cataloghi editoriali sono uno strumento
essenziale per il bibliotecario, ma possono essere molto utili anche per
uno studioso, o per un normale lettore. Essi infatti consentono di essere
costantemente aggiornati sui vari titoli pubblicati.
I tradizionali cataloghi editoriali su carta vengono rilasciati con
frequenza prefissata, e molto spesso contengono informazioni molto
succinte sui titoli disponibili, anche a causa degli elevati costi di
stampa. I cataloghi editoriali su World Wide Web possono invece esser
aggiornati in tempo reale, e sono in grado di offrire una informazione pi
completa su ciascun titolo: si va dall'immagine della copertina a
riassunti o estratti di interi capitoli di un libro. Queste informazioni
mettono in grado il lettore di farsi un'idea migliore della qualit o
della rilevanza di un testo. Recentemente, alcune case editrici hanno
affiancato ai servizi informativi anche dei servizi di vendita diretta
on-line.
Le case editrici che dispongono di versioni elettroniche dei loro
cataloghi sono moltissime. Un elenco molto esteso degli editori che
dispongono di un sito Web  consultabile attraverso Yahoo!, all'indirizzo
http://www.yahoo.com/Business_and_Economy/Companies/Publishing/.
Segnaliamo per qualit ed efficienza il catalogo della grande casa
editrice statunitense Prentice Hall (http://www.prenhall.com). Le notizie
bibliografiche e editoriali sono molto complete. Inoltre dalla pagina
relativa ad un titolo si pu direttamente ordinare il volume, mediante il
servizio di vendita della pi grande libreria telematica del mondo,
Amazon, della quale abbiamo gi avuto occasione di parlare.
Molto ben fatto anche il catalogo editoriale della O'Reilly Associates
(http://www.ora.com), specializzata nel settore informatico; o quello
della MIT Press (http://www-mitpress.mit.edu), casa editrice universitaria
legata al prestigioso ateneo di Boston.
Per quanto riguarda l'Italia, ormai la maggior parte delle case editrici
possiede dei siti Web, dotati di sistemi di interrogazione del catalogo.
Un utile punto di partenza per avere informazioni sul mercato librario
nazionale  il sito Alice.it (http://www.alice.it) realizzato da
Informazioni Editoriali [53]. Accanto a moltissime informazioni sui nuovi
titoli in uscita, interviste e curiosit, vi si trova un elenco delle
editrici on-line molto completo
(http://www.alice.it/publish/net.pub/ediita.htm).
Tra le altre, ricordiamo la casa editrice Laterza (http://www.laterza.it)
che pubblica questo manuale. La Laterza  stata anche la prima casa
editrice in Italia a sperimentare l'integrazione tra testo elettronico su
Web e edizione a stampa.
Altre risorse di interesse bibliotecario
Su Internet esistono molte altre risorse di interesse bibliotecario. Una
fonte di informazione preziosa per chi lavora in questo ambito  il sito
Web della International Federation of Library Associations and
Institutions (IFLA), all'indirizzo http://www.ifla.org.
Il server della IFLA offre una quantit enorme di notizie e documenti
sulle attivit di questa associazione, che coordina gli enti bibliotecari
nazionali di tutto il mondo. Si possono trovare i testi delle
pubblicazioni, gli atti delle conferenze internazionali, e la
documentazione relativa agli standard di catalogazione e classificazione
in ambito biblioteconomico e documentalistico, con particolare riguardo ad
UNIMARC, del cui sviluppo l'IFLA  responsabile.
La IFLA mantiene anche tre liste di discussione alle quali partecipano
bibliotecari di tutto il mondo e che sono dedicate ai problemi relativi
alla gestione e alla classificazione, sia con metodi tradizionali sia
mediante strumenti informatici, dei patrimoni di biblioteche e centri di
documentazione.
Un'altra iniziativa di grande interesse per i bibliotecari, e per chi con
i libri ha un rapporto professionale,  rappresentata dall'Online Computer
Library Center (OCLC). Si tratta di un consorzio che raccoglie oltre
ventiduemila biblioteche in tutto il mondo, e offre servizi informativi e
supporto tecnologico ai suoi associati.
L'OCLC fu fondato nel 1967 come centro servizi informatici centralizzato
per le biblioteche dello Stato americano dell'Ohio (da cui il primo nome,
Ohio College Library Center). Nel 1977 ha cambiato ragione sociale,
diventando una societ di servizi bibliotecari internazionali, con
particolare riguardo alla applicazione di tecnologie informatiche nella
gestione e catalogazione delle risorse librarie e documentali.
I servizi che OCLC offre ai suoi associati sono molti. Ma senza dubbio il
pi rilevante  l'Online Union Catalog (OLUC), un enorme catalogo
elettronico unitario - denominato anche WorldCat - che contiene dati
bibliografici su ogni genere di documento e risorsa informativa: libri,
periodici, audiovisivi, mappe e materiali cartografici, manoscritti,
materiali audio e file digitali. I record del catalogo sono attualmente
pi di 41 milioni, e sono memorizzati in formato UNIMARC.
Alla creazione del catalogo concorrono tutte le biblioteche associate.
Ciascuna di esse, a sua volta, ha la possibilit di esportare sul suo
sistema locale i record gi presenti su OLUC. In questo modo, quando una
biblioteca associata acquisisce un testo o un documento,  in grado di
aggiornare il suo catalogo elettronico locale senza dover effettuare di
nuovo la catalogazione (operazione lunga e costosa). Un altro servizio
molto importante  l'Authority Control, che permette alle biblioteche di
correggere o aggiornare le voci dei loro cataloghi informatizzati.
L'organizzazione inoltre fornisce supporto all'acquisto di materiali dai
fornitori (case editrici, librai, ecc.) e un vasto spettro di servizi di
consulenza per le biblioteche che vogliono aggiornare i loro sistemi
informativi, o tradurre i record da formati proprietari ai formati di
catalogazione standard.
Infine, oltre a fornire servizi alle biblioteche associate, OCLC promuove
una serie di progetti di ricerca nell'ambito delle tecnologie informatiche
e dei sistemi telematici per la gestione dei documenti e dei relativi
metadati. I risultati di queste ricerche, tutte le informazioni sui
prodotti e sui servizi offerti, e una grande quantit di documentazione
nel settore bibliotecario, sono disponibili sul sito Web
dell'organizzazione, il cui indirizzo  http://www.oclc.org.
I servizi di diffusione dei documenti
La ricerca bibliografica, di norma,  solo il primo passo che deve essere
effettuato da uno studioso per conoscere la letteratura specifica su un
dato argomento. Una volta costituito un quadro bibliografico, infatti, si
deve finalmente avere accesso al contenuto dei documenti, o almeno di
quelli che sono ritenuti fondamentali. In moltissimi settori di ricerca, i
documenti che rivestono maggiore interesse non sono poi le monografie, ma
gli articoli che escono sui periodici specializzati.
L'editoria scientifica  uno dei settori pi prolifici in assoluto del
comparto editoriale. Esistono infatti decine di migliaia di riviste
accademiche, pubblicate in ogni parte del mondo, che con varia periodicit
pubblicano articoli e saggi su ogni ambito disciplinare immaginabile.
Purtroppo, l'accesso a queste pubblicazioni, spesso le pi preziose per un
ricercatore, non  sempre facile. Il costo di abbonamento ai periodici
scientifici infatti pu essere molto elevato, e solo poche grandi
biblioteche possono sopportare l'onere di alcune migliaia di abbonamenti.
Ma soprattutto, moltissime biblioteche limitano gli abbonamenti alle
riviste internazionali, cosa che specialmente nel nostro paese, esclude
praticamente una gran parte delle riviste importanti in ogni settore
disciplinare. In alcuni casi  possibile reperire, magari grazie a
conoscenze personali, il numero che si desidera, ma non tutti hanno la
fortuna di avere amici o colleghi all'estero.
Per fortuna, i recenti sviluppi intervenuti nei sistemi di riproduzione e
trasmissione a distanza di documenti (fotocopiatrice, scanner, fax e la
stessa rete Internet) hanno permesso la creazione di cosiddetti servizi di
document delivery, servizi di diffusione dei documenti (DD). Si tratta di
servizi che permettono ad un ricercatore di ordinare ad uno speciale
fornitore la copia di un articolo di rivista o di un saggio su opere
miscellanee, e di riceverlo (via fax o posta elettronica) direttamente a
casa. In genere, i servizi di questo tipo sono affiancati da banche dati
in cui vengono archiviati gli spogli delle riviste stesse, ovvero in cui
vengono inserite una serie di informazioni (dati bibliografici, abstract,
descrizione del contenuto per parola chiave) relative ad ogni articolo
pubblicato in tutte le riviste di cui il fornitore del servizio detiene
una copia. In questo modo il ricercatore pu prima consultare la banca
dati per individuare gli articoli e i saggi di suo interesse, e poi -
volendo - ordinarne una copia.
Di norma i fornitori di servizi DD sono le grandi biblioteche, le agenzie
di gestione degli abbonamenti o le librerie commissionarie, gli stessi
editori. Naturalmente si tratta di servizi a pagamento, con costi che
variano a seconda dei casi, ma che comunque vanno dalle venti alle
cinquanta mila lire per articolo. Non  poco, si potrebbe pensare, ma in
alcuni casi si tratta dell'unico modo per avere in poche ore il testo di
un articolo appena uscito, il cui interesse scientifico pu ben valere la
spesa.
Tra i pi importanti fornitori di servizi DD ricordiamo Uncover, fondato
da un consorzio di universit americane (CARL) che si  in seguito
trasformato in una vera e propria societ, con sede a Denver nel Colorado.
Nell'agosto 1995 CARL e Uncover sono stati acquisiti dalla Knight-Ridder
Information, la societ responsabile di DIALOG (uno dei principali servizi
per l'accesso remoto a data base in linea), che a sua volta offre servizi
DD per molti articoli e documenti archiviati nelle sue banche dati
professionali (http://www.dialogweb.com).
Uncover permette di interrogare gratuitamente una banca dati contenente lo
spoglio completo di circa 18.000 riviste scientifiche internazionali, in
tutti i campi dello scibile umano. Complessivamente la banca dati consta
di circa 9 milioni di articoli, schedati per autore e titolo (in alcuni
casi  presente anche un breve abstract), e cresce a un ritmo quotidiano
di circa 5.000 articoli. La banca dati  accessibile via World Wide Web
(http://uncweb.carl.org) e via telnet partendo dai menu principali di
oltre mille biblioteche inglesi e americane (il sito telnet principale 
telnet://database.carl.org).
Il servizio di base fornito (gratuitamente) da Uncover  la ricerca sulla
banca dati degli articoli, ricerca che pu svolgersi per autore, rivista,
parole chiave nel titolo o nell'abstract. Una volta individuato l'articolo
o gli articoli che ci interessano,  possibile ordinarne direttamente
on-line una copia che viene recapitata in tempi brevissimi (normalmente
entro 24 ore) via fax. Considerando che il progetto effettua lo spoglio
delle riviste al momento della loro uscita, spesso Uncover permette di
reperire e ricevere articoli molto prima dell'arrivo nelle biblioteche
italiane della relativa rivista. Il costo si aggira in genere, fra spese
fax e diritti d'autore, attorno ai 20 dollari (il pagamento  automatico,
via carta di credito). Un altro servizio di grande interesse offerto da
Uncover  Uncover reveal, che d la possibilit di ricevere via posta
elettronica l'indice completo di ogni fascicolo delle riviste di nostro
interesse, al momento dell'uscita del fascicolo stesso. In questo caso il
prezzo per gli utenti privati  di 25 dollari l'anno, e permette di
'abbonarsi'all'indice elettronico di 50 riviste a nostra scelta.
Molto importante  anche il British Library Document Supply Center,
(http://portico.bl.uk/services/bsds/dsc), realizzato dalla grande
biblioteca nazionale britannica. I servizi del BLDSC sono molteplici e si
rivolgono sia alle biblioteche e alle istituzioni accademiche e di
ricerca, sia agli utenti finali. Si va dalla possibilit di ordinare
fotocopie di volumi e articoli, accessibile direttamente dalle pagine Web
dei cataloghi on-line BLAISE e Opac97, ai servizi di document delivery
Lexicon, indirizzato alla utenza occasionale, e Inside, che permette di
effettuare ricerche e di ordinare on-line articoli o saggi tratti dalla
collezione di oltre 20.000 periodici scientifici e 70 mila atti di
convegno della British Library. Il costo dei servizi tuttavia,
specialmente di quelli pi avanzati come Inside (che richiede un
abbonamento annuo oltre al pagamento dei singoli articoli)  piuttosto
alto.
Altri fornitori di servizi DD sono OCLC, che si rivolge per solo alle
biblioteche, Northern Light (http://www.northernlight.com), di cui abbiamo
gi parlato a proposito dei motori di ricerca, e due tra le maggiori
librerie commissionarie internazionali, Ebsco (http://www.ebsco.com), e
Swets (http://www.swets.nl).
Un nuovo paradigma: la biblioteca digitale
L'informatizzazione e la messa in rete dei cataloghi, pur avendo
radicalmente trasformato le modalit di organizzazione e di ricerca dei
documenti su supporto cartaceo, non ha modificato i procedimenti di
accesso al contenuto dei documenti stessi, n la natura fondamentale della
biblioteca in quanto luogo fisico di conservazione e distribuzione dei
documenti testuali.
A far emergere un paradigma affatto nuovo in questo ambito sono
intervenuti gli sviluppi delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione negli ultimi dieci anni. In particolare, due sono i fattori
che hanno fornito la maggiore spinta propulsiva in questa direzione.
In primo luogo, l'estensione e la autonomizzazione del documento digitale.
Lo sviluppo tecnologico nel settore dei nuovi media ha infatti conferito
ai supporti digitali lo status di possibili o probabili sostituti dei
supporti tradizionali, sia nell'ambito della comunicazione linguistica
(libro, nelle sue varie forme, rivista, giornale, rapporto, relazione,
atto, certificato, etc.), sia in quello della comunicazione visiva
(fotografia, pellicola, etc.) e sonora (cassetta, vinile). Il documento
digitale, dunque, ha assunto una funzione autonoma rispetto alla sua
(eventuale) fissazione su un supporto materiale.
In secondo luogo, lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie telematiche
in generale, e della rete Internet in particolare. Questa diffusione sta
trasformando radicalmente le modalit di distribuzione e di accesso alle
informazioni, e sta determinando la progressiva digitalizzazione e
'telematizzazione'della comunicazione scientifica che, specialmente in
alcuni contesti disciplinari, si svolge ormai quasi completamente mediante
pubblicazioni on-line su Internet.
La convergenza tra diffusione del documento elettronico e sviluppo delle
tecnologie di comunicazione telematica ha favorito la sperimentazione di
nuove forme di archiviazione e diffusione del patrimonio testuale. In
questo contesto si colloca l'emergenza del paradigma della biblioteca
digitale.
Note
[47] In effetti, sin dalle origini, la biblioteca  stata concepita come
uno strumento di conservazione universale del sapere, in cui fosse
consentito a chiunque un immediato accesso alla conoscenza depositata nei
documenti. James O'Donnell cita ad esempio la 'Lettera di Aristeo a
Philocrate', in cui l'autore parlando della biblioteca di Alessandria,
attribuisce a Demetrio di Phaleron, ministro della cultura del faraone
Tolomeo, l'intenzione di raccogliere nella sua meravigliosa collezione
tutti libri del mondo. Al mito della biblioteca universale  stato
dedicato il convegno The universal library: From Alexandria to the
Internet (http://www.fdgroup.co.uk/univweb.htm), organizzato nel settembre
del 1997 dal Library History Group della Library Association
(http://www.fdgroup.co.uk/lhg.htm).
[48] In base a stime recenti si contano oltre 120 mila biblioteche, di cui
3 mila e cinquecento a carattere universitario.
[49] E peraltro si rileva una notevole sperequazione nell'adozione di
sistemi informatici nelle biblioteche sia a livello internazionale sia
all'interno degli ambiti nazionali.
[50] Esistono vari sistemi catalogazione sistematica: i pi diffusi sono
la Classificazione Decimale Dewey (CDD), ideata dall'americano Melvil
Dewey nel 1873; la Classificazione Decimale Universale (CDU), ideata da
Paul Otlet e Henry Lafontaine nel 1905, simile alla precedente ma con una
notazione pi complessa; la classificazione della Library of Congress
(LC), sviluppata nel 1901 per la catalogazione della grande biblioteca
nazionale statunitense.
[51] A questo argomento sono dedicati diversi volumi. Tra tutti si segnala
per completezza e semplicit il citato Ricerche bibliografiche in
Internet, di Fabio Metitieri e Riccardo Ridi, Apogeo, Milano 1998.
[52] Informazioni dettagliate sul protocollo Z39.50 sono disponibili sul
ricchissimo sito Web della Library of Congress, all'indirizzo
http://www.loc.gov/Z39.50.
[53] Si tratta della casa editrice di Alice CD, il catalogo su CD-ROM dei
libri italiani in commercio.
... pagina precedente
pagina successiva ...
