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Internet 2000: temi e percorsi (04 di 09)
temi e percorsi
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Internet per lo studio e per la didattica
Internet  ormai entrata in moltissime case, e - pur se con un certo
ritardo - inizia a fare la sua comparsa anche in molte scuole, di ogni
ordine e grado. La potenziale utilit della rete per lo studio e la
didattica  veramente difficile da negare: proviamo ad elencare, in
maniera certo disordinata, sommaria e incompleta, solo alcuni fra gli usi
possibili:
. la sterminata quantit di informazione disponibile in rete pu
ampliare in maniera decisiva (ma non sostituire) le risorse
informative di qualunque biblioteca d'istituto, in qualunque materia;
. la possibilit di comunicazione globale rende facile stabilire
contatti con classi, scuole e paesi lontani, e pu sia portare alla
realizzazione di progetti didattici comuni, sia dare allo studio delle
lingue straniere una dimensione nuova, quotidiana e divertente;
. la possibilit di realizzare un sito d'istituto o di progetto
trasforma la vecchia realt del giornalino scolastico in uno strumento
ad alta visibilit, facile da realizzare e in grado di includere
informazione multimediale;
. proprio la dimensione multimediale della rete e degli strumenti
informatici utilizzati per la navigazione, oltre a rivelarsi
particolarmente vicina al mondo degli studenti, facilita l'interazione
fra materie diverse e diversi argomenti di studio;
. l'uso di Internet si rivela inoltre - per il forte interesse delle
giovani generazioni verso la rete - uno degli strumenti migliori per
introdurre gli allievi al mondo dell'informatica e dei nuovi media, la
cui conoscenza  ormai fondamentale per l'ingresso nel mondo del
lavoro;
. la rete costituisce poi - come vedremo - un ricchissimo serbatoio di
software didattico e di strumenti educativi;
. l'educazione a distanza (sulla quale torneremo in chiusura di questo
capitolo) trova in Internet uno strumento prezioso, in grado di
modificarne e ampliarne radicalmente le prospettive, e di semplificare
l'integrazione fra educazione a distanza ed educazione in presenza;
. anche in Italia, i vari organi preposti alla definizione e al
coordinamento delle politiche educative del paese - a partire dal
Ministero della Pubblica Istruzione - cominciano ad utilizzare
Internet come strumento privilegiato per la diffusione di informazioni
e notizie.
Le possibilit appena ricordate sono solo alcune fra le molte delle quali
si potrebbe parlare. Eppure, se si parla dell'uso di Internet in un
contesto scolastico o comunque educativo, emergono spesso perplessit e
resistenze, alcune delle quali meritano senz'altro di essere considerate.
In particolare, si osserva spesso che:
. proprio per la vastit dell'informazione disponibile, che - come
abbiamo visto parlando di ricerca in rete - pu spesso presentarsi
come poco omogenea e disorganizzata, l'uso della rete pu finire per
disorientare lo studente, anzich aiutarlo;
. analogamente,  spesso difficile stabilire il grado di affidabilit
dell'informazione reperita in rete, col rischio di fornire
informazioni erronee o di parte;
. inoltre, sulla rete sono facilmente reperibili tipologie di
informazione inadatte a un pubblico giovane e immaturo: l'esempio pi
chiaro (ma non necessariamente l'unico)  fornito dai siti
pornografici;
. gli insegnanti non hanno la preparazione necessaria ad aiutare gli
studenti nella navigazione in rete; il fatto stesso che in alcuni casi
gli studenti possano avere in questo campo delle capacit migliori di
quelle dei loro insegnanti pu portare a indebolire il ruolo del
docente;
. le scuole non dispongono dei fondi e delle attrezzature necessarie ad
allargare l'uso della rete all'intero corpus studentesco.
 chiaro che, prima di poter considerare brevemente gli enormi vantaggi
che l'uso di Internet in ambito scolastico pu comportare, occorre
affrontare queste obiezioni. Il primo dato da rilevare  che, quand'anche
i problemi appena ricordati comportassero la necessit di evitare o
limitare fortemente l'uso di Internet da parte degli studenti, almeno
all'interno del contesto scolastico (cosa che,  bene anticipare subito,
non crediamo affatto), essi certo non implicano che Internet non debba
essere utilizzata dagli insegnanti: al contrario,  evidente che
l'insegnante deve essere in grado, per svolgere al meglio il proprio
compito, di discriminare fra fonti informative diverse e valutarne
rilevanza e attendibilit. La possibilit di incontrare in rete
informazione considerata per qualunque motivo 'inadatta'ai pi giovani
non dovrebbe poi costituire un problema per gli insegnanti, che si
suppongono adulti e maturi. N si capisce come gli insegnanti possano
affrontare, attenuare e in qualche caso magari addirittura capovolgere
quel 'gap'generazionale di competenze in campo informatico e telematico
che ne metterebbe in pericolo il ruolo e l'autorit, se non attraverso
l'acquisizione delle competenze in questione, che passa necessariamente
attraverso la familiarizzazione con la rete e la pratica del suo uso.
Restano certo problemi gestionali e logistici, ma l'impegno del Ministero
in questo campo - sul quale torneremo fra breve - mostra che il loro
superamento  divenuto ormai una priorit per il sistema educativo
nazionale.
Gli insegnanti, dunque, hanno bisogno di Internet. E, nell'utilizzarla,
troveranno che la rete pu aiutarli notevolmente, sia nella preparazione
delle lezioni, sia nel campo della formazione permanente e
dell'aggiornamento, sia nel contatto con altre esperienze e con altri
progetti didattici, sia, infine, in aspetti non marginali della loro
attivit quali il disbrigo di pratiche burocratiche e l'acquisizione di
informazioni su temi quali le assegnazioni e i trasferimenti, la
formazione delle commissioni d'esame, la definizione dei contratti di
lavoro, le problematiche sindacali.
E per quanto riguarda gli studenti? Siamo convinti che, per quanto alcune
delle obiezioni sopra ricordate non manchino di un qualche fondamento, la
disponibilit di un accesso alla rete, a scuola, anche per gli studenti,
costituisca un passo essenziale sia per migliorare la qualit della
formazione sia per collegarla pi efficacemente al contesto culturale e
sociale. Certo, la navigazione su Internet pu essere dispersiva, ma la
capacit di fornire agli studenti strumenti per reperire, selezionare,
organizzare e valutare l'informazione, in un mondo in cui la quantit di
risorse informative disponibili e la loro eterogeneit sono cresciute in
maniera esponenziale, non pu ormai non costituire una priorit anche per
il mondo della scuola. Molto meglio educare a questa variet - e ai
problemi che essa comporta - piuttosto che rimuoverla artificialmente.
Quanto alla preparazione degli insegnanti, si tratta certo di un problema
di grande rilievo, affrontato pi volte, in molteplici sedi e attraverso
un ventaglio assai ampio di posizioni e di proposte. Non vi  dubbio che
la situazione italiana in questo campo sia ancora fortemente carente, e
che vi sia, in questo, anche una responsabilit precisa del nostro sistema
educativo, a partire da quello universitario.
Tuttavia, va anche ricordato che l'addestramento all'uso e alla padronanza
delle nuove tecnologie ha sempre una fortissima componente di lavoro (e
motivazione) individuale. Non si tratta di scaricare sul docente l'intera
responsabilit della propria 'formazione tecnologica'- mossa che sarebbe
evidentemente poco produttiva, oltre che sbagliata - ma di sollecitarlo ad
agire anche individualmente: le nuove tecnologie 'non mordono',
l'apprendimento per tentativi ed errori non  sempre il pi veloce ma in
genere - soprattutto in campo informatico - produce risultati duraturi ed
efficaci, le librerie e la rete sono piene di manuali e risorse di tutti i
tipi atti ad introdurre in maniera per quanto possibile piana e agevole
tematiche anche complesse. Molto pu essere fatto anche attraverso l'uso
individuale di programmi didattici per computer, e non  ormai difficile
trovarsi accanto, anche nel mondo scolastico, colleghi pi preparati ai
quali chiedere aiuto e suggerimenti.
Certo, tutto questo non pu bastare, e non pu scaricare il mondo
scolastico e universitario dal compito fondamentale di 'formare i
formatori'. Ma, senza la spinta rappresentata dalla curiosit e
dall'iniziativa individuale, la sfida in questo campo sarebbe persa in
partenza: spesso  la natura stessa degli strumenti che si vuole imparare
a conoscere, a richiedere una familiarit e un addestramento anche
autonomo e individuale. In alcuni casi, questo pu comportare per
l'insegnante investimenti di tempo e denaro non indifferenti. La scuola
dovr trovare il modo di riconoscere e incentivare questi investimenti
individuali, e dovr fornire un contesto nel quale inserirli e
coordinarli, in modo da evitare la dispersione e il disorientamento: si
tratta di un compito del quale  difficile sopravvalutare l'importanza.
Dal canto nostro, non possiamo che raccomandare all'insegnante di fare
questi investimenti: difficilmente se ne pentir.
In secondo luogo, occorre sollecitare non solo i singoli docenti, ma anche
gli istituti a informarsi, seguire, sfruttare il pi possibile le
iniziative di formazione disponibili, a cominciare da quelle previste dal
Ministero e da strutture come IRRSAE e Universit. Il ruolo che in questo
contesto possono avere i singoli istituti scolastici  fondamentale, anche
per la larga autonomia che  ormai loro riconosciuta. Per gli istituti non
si tratta pi solo di fare da 'cinghia di trasmissione'di informazioni
provenienti dall'alto, ma anche di muoversi autonomamente per sollecitare,
spingere alla partecipazione e se del caso organizzare o coordinare
direttamente iniziative di formazione dei propri docenti. Naturalmente, 
importante che questo accada non in maniera spontanea e disorganizzata ma
seguendo modelli precisi e ragionevolmente uniformi. Fra i siti che
segnaleremo, molti dedicano pagine al problema della formazione e
dell'aggiornamento degli insegnanti, e permettono di seguire le molteplici
iniziative organizzate in questo settore.
Abbiamo accennato, fra le possibili obiezioni all'uso di Internet in
ambito scolastico (ma lo stesso discorso si potrebbe fare, pi in
generale, per quanto riguarda l'uso didattico delle nuove tecnologie) a
uno dei temi 'classici'del dibattito sulla formazione dei docenti: il
'gap'di competenze che pu a volte sussistere fra studenti e docenti, a
tutto favore dei primi. Un gap che ha portato molti a rilevare come nel
campo delle nuove tecnologie possa molto spesso accadere che siano i
docenti a dover imparare dagli studenti, e non viceversa. Il ruolo (e
l'autorit) dell'insegnante non ne risulteranno inevitabilmente indeboliti?
 inutile negare che in alcuni casi questo possa essere vero. Riteniamo
per che occorra guardare a questa prospettiva, che spaventa (a torto!)
molti insegnanti, cum grano salis. Innanzitutto, va notato che le
competenze degli studenti all'interno della classe restano comunque di
norma assai differenziate. Alcuni studenti possono avere una particolare
familiarit con Internet e con i nuovi media, ma molti altri non ne
avranno alcuna. L'insegnante non si trova dunque davanti a una situazione
in cui dover abdicare al proprio ruolo a favore di una generazione
compatta di 'piccoli mostri'tecnologici, ma in una situazione in cui
poter sfruttare nel lavoro didattico quotidiano, a vantaggio proprio ma
anche del resto della classe, le eventuali competenze specifiche gi
acquisite da alcuni dei propri allievi, per promuovere una formazione che
riguarda comunque tutti i partecipanti al dialogo didattico.
Questa situazione dovr essere gestita con saggezza, trasformandola in una
occasione di apprendimento cooperativo, e tenendo sempre presente che le
competenze degli allievi, pur essendo talvolta assai sviluppate, possono
tendere a essere 'poco meditate': sar allora il docente che potr
spingere alla riflessione e all'inquadramento di competenze
prevalentemente pratiche all'interno di un contesto pi complesso e
generale. Occorrer anche guardarsi dal rischio di scambiare la padronanza
dello strumento tecnologico utilizzato per l'apprendimento, con la
padronanza degli argomenti trattati.
Se bene affrontata, dunque, la situazione in cui si 'impara dagli
studenti'(e perch non si dovrebbe? Forse che il dialogo didattico e
l'attivit di insegnamento non costituiscono in ogni caso una occasione di
formazione continua per il docente?) si trasforma in una situazione in cui
si impara con gli studenti. Una situazione che, lungi dallo svuotare di
significato la figura del docente, gli pu offrire al contrario - e lo
diciamo per esperienza diretta - particolari soddisfazioni.
Resta da discutere un'ultima, delicata questione, quella della presenza in
rete di informazione 'vietata ai minori', talvolta particolarmente
spiacevole, o addirittura illegale. La scuola non dovrebbe avere l'obbligo
di impedire l'accesso a informazione di questo tipo, anche a costo di
rinunciare, tout court, ai possibili benefici derivanti dall'uso didattico
di Internet?
Si tratta certo di problemi reali, ed  indubbio che una certa vigilanza
sia opportuna. Vorremmo per raccomandare anche una buona dose di
pragmatismo. Gli studenti hanno mille occasioni, nel mondo che li
circonda, per 'navigazioni'spesso ben pi pericolose di quelle sulle
pagine di un sito pornografico, e d'altro canto il divieto e la sanzione
in questi casi possono poco, da un lato perch entrano in conflitto con la
natura di risorsa informativa generale propria della rete, dall'altro
perch da sempre il fascino del proibito tende ad incentivare piuttosto
che disincentivare i comportamenti che si vorrebbe sanzionare. La scuola
pu certo cercare di scoraggiare usi poco opportuni della rete, sia
attraverso la presenza (pi che la censura) degli insegnanti, sia, se
proprio lo si ritiene opportuno, attraverso l'installazione di prodotti
software che blocchino la navigazione su alcuni fra i siti dal contenuto
meno accettabile. Alla pagina
http://home.snap.com/main/channel/item/0,4,-8263,00.html troverete una
rassegna di alcuni di questi strumenti - che noi personalmente non amiamo
molto - con link a altri siti che discutono il problema. Dovendo
selezionare uno strumento di 'protezione'consigliamo di orientarsi verso
la tecnologia PICS (Platform for Internet Content Selection) definita dal
W3 Consortium, di cui abbiamo gi parlato nell'ambito della discussione
sulla dimensione sociale di Internet, nella sezione dedicata a 'Internet
per bambini'e su cui torneremo ampiamente in seguito. Riteniamo per che
sarebbe sbagliato limitare pi di tanto l'uso - anche libero - di Internet
da parte degli studenti: una scuola che affrontasse l'educazione degli
studenti alla rete preoccupandosi principalmente di come esercitare uno
stretto controllo censorio non renderebbe un buon servigio n ai propri
allievi, n alla societ.
Alcune risorse in rete su scuola e didattica
Ma cosa si pu trovare concretamente su Internet di utile al lavoro
quotidiano di un insegnante o di uno studente?  arrivato il momento di
soffermarsi brevemente su alcune delle risorse che la rete mette a
disposizione in questo settore. Naturalmente, la nostra rassegna non potr
essere in alcun modo esaustiva, sia per la variet delle risorse
esistenti, sia per l'inevitabile differenza fra le necessit degli
insegnanti e degli studenti inseriti in cicli e percorsi didattici
diversi. Per questo motivo, cercheremo anche in questo campo di indicare
da un lato alcune metarisorse, dall'altro alcune iniziative che ci
sembrano particolarmente rappresentative o indicative delle potenzialit
della rete.
Il primo sito da segnalare, per quanto riguarda le risorse italiane in
rete,  sicuramente quello del Ministero della pubblica istruzione.
Recentemente rinnovato nella struttura e nella grafica, questo sito
(all'indirizzo http://www.istruzione.it) ospita informazioni di interesse
didattico (ad esempio tutte le notizie relative al 'Programma di Sviluppo
delle Tecnologie Didattiche', che rappresenta il maggior sforzo fatto
finora in Italia per introdurre la multimedialit nel mondo della scuola),
notizie sulle attivit di formazione e aggiornamento del corpo docente,
materiale normativo e circolari varie, informazioni pratiche come le
notizie su assegnazioni e trasferimenti e sul contratto nazionale di
lavoro, e molto altro ancora. In rete sono anche i siti di molti
provveditorati agli studi (un elenco  all'indirizzo
http://www.istruzione.it/linkprovv.htm) e di molte sedi IRRSAE (Istituti
Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Aggiornamento Educativi; un elenco
 all'indirizzo http://www.istruzione.it/linkirrsae.htm).
Un altro sito che merita senz'altro attenzione  quello della Biblioteca
di Documentazione Pedagogica di Firenze (http://www.bdp.it): oltre
all'informazione su numerosi progetti didattici italiani ed europei (a
cominciare dai progetti Socrates e Leonardo), il sito consente l'accesso a
banche dati bibliografiche e di materiali multimediali per la didattica, e
a notiziari e raccolte di link.
Il sito del CEDE (Centro Europeo dell'Educazione - http://www.cede.it)
ospita fra l'altro l'osservatorio sugli esami di stato e un archivio
relativo all'autovalutazione delle scuole.
Il progetto 'Internet Scuola', nato grazie a un accordo fra il Ministero
della pubblica istruzione e l'ENEA (Ente per le nuove tecnologie,
l'energia e l'ambiente),  stato uno dei primi siti italiani dedicati al
mondo della scuola. Ospita un vasto archivio che raccoglie le iniziative
nella rete di moltissime scuole italiane. L'indirizzo 
http://www.quipo.it/internetscuola.
Spazio a s meritano anche le pagine sul mondo della scuola realizzate da
TIN, il provider di casa Telecom. L'indirizzo  http://webscuola.tin.it/.
Si tratta naturalmente di un sito 'sponsorizzato', ma la ricchezza di
materiali e informazioni  notevole. Fra l'altro, il sito ospita forum
tematici sulla didattica, una rubrica di lettere e quesiti coordinata da
Roberto Maragliano, e una raccolta di risorse e materiali didattici su
numerosi argomenti (da Dante all'Amleto, dai Fenici ai Quark). Inoltre, il
sito comprende il testo completo della convenzione fra Ministero della
Pubblica Istruzione e Telecom Italia per facilitare l'accesso delle scuole
alla rete. La convenzione prevede che le scuole statali di ogni ordine e
grado, nonch quelle non statali parificate o legalmente riconosciute,
possano richiedere un accesso gratuito alla rete, attraverso linee
commutate o ISDN. Prevede inoltre uno sconto del 20% sul prezzo degli
abbonamenti privati per docenti, e del 10% sul prezzo degli abbonamenti
privati per studenti (ma con la diffusione da parte di numerosi provider
delle offerte di accesso gratuito alla rete, l'effettiva convenienza di
questi ultimi pacchetti  senz'altro discutibile).
Un altro sito 'sponsorizzato'di estremo interesse  quello realizzato dal
quotidiano economico Il Sole 24 ore (http://www.ilsole24ore.it/scuola),
che raccoglie fra l'altro molto materiale normativo. Una ricca raccolta di
materiale normativo, organizzata in una vera e propria banca dati,  anche
presente, assieme a notizie di ogni genere, sul sito della rivista La
tecnica della scuola, all'indirizzo http://www.tecnicadellascuola.it/.
Numerosissimi sono anche i siti che fanno capo ad associazioni di docenti
(ad esempio il CIDI, http://www.cidi.it/), o a sindacati nazionali e di
base (un elenco  all'indirizzo
http://www.edscuola.com/archivio/sind.shtml).
Un progetto certamente interessante per gli insegnanti, in grado di far
apprezzare le potenzialit didattiche dell'integrazione fra media diversi,
 rappresentato da 'Mosaico - Una mediateca per la scuola'. Si tratta di
un'iniziativa promossa da RAI Educational. Attraverso un apposito sito
Internet, all'indirizzo http://www.mosaico.rai.it,  possibile consultare
una vera e propria banca dati di unit didattiche audiovisive realizzate
dalla RAI. Un modulo presente sul sito permette agli insegnanti di
richiederne la messa in onda nell'ambito della programmazione quotidiana
del canale televisivo satellitare di RAI Educational; i programmi
trasmessi possono essere registrati nelle scuole e utilizzati nel corso
delle lezioni.
Fra gli altri siti da visitare, suggeriamo anche di dare un'occhiata a
http://www.eurolink.it/scuola/ e al quotidiano didattico in rete
Educazione & Scuola (http://www.eduscuola.it - il sito dispone anche di un
chat).
A livello europeo, ricordiamo il sito dell'European Schoolnet, progetto di
raccordo tra i ministeri della pubblica istruzione di numerosi paesi
europei, all'indirizzo http://www.en.eun.org/front/actual/, Eurydice, rete
informativa sull'educazione in Europa, all'indirizzo
http://www.eurydice.org/, il Thematic Network of Teacher Education in
Europe, all'indirizzo http://tntee.umu.se/, e il sito del XXII direttorato
generale della Commissione Europea (Education, Training and Youth)
all'indirizzo http://europa.eu.int/en/comm/dg22/dg22.html.
Fra i moltissimi link di oltreoceano che si potrebbero segnalare, ci
limitiamo a ricordare l'Educational Resources Information Center,
all'indirizzo http://www.accesseric.org/ il sito del Dipartimento
all'educazione statunitense, all'indirizzo http://www.ed.gov/, il vero e
proprio 'portale scolastico'di Education World, all'indirizzo
http://www.education-world.com/, e il sito Web66 dell'Universit del
Minnesota, all'indirizzo http://web66.umn.edu/, al cui interno trovate il
pi vasto elenco mondiale di scuole presenti in rete (Italia compresa) e
numerosissime altre risorse, fra cui una 'macchina virtuale'(una
Mustang!) per accompagnare gli insegnanti all'esplorazione degli usi
didattici ella rete. Infine, un esempio interessante di uso didattico
della rete da parte di un giornale  fornito dal New York Times, che
all'indirizzo http://www.nytimes.com/learning/ offre un sito dedicato a
insegnanti, genitori e studenti, ricco di materiali didattici direttamente
connessi alle notizie di attualit del quotidiano. Un insegnante vi pu
cos trovare, ad esempio, proposte di articolazione in unit didattiche di
un argomento di attualit, informazioni multimediali e strumenti
bibliografici di approfondimento, per realizzare lezioni che partano da
articoli del giornale, e ne approfondiscano e analizzino il contenuto.
Durante la guerra del Kosovo, questo sito ha messo a disposizione agli
insegnanti di tutto il mondo la raccolta forse pi completa e articolata
di materiale didattico su radici, motivazioni e sviluppi del conflitto.
In rete sono presenti anche molte raccolte di software educativo di vario
genere, a pagamento e no; per farsene un'idea, basta dare un'occhiata a
qualcuno dei siti elencati nella pagina
http://www.geocities.com/Athens/4557/software.htm.
Se i siti dei quali ci siamo occupati finora sembrano interessare
innanzitutto i docenti, non mancano certo risorse nate in primo luogo per
gli studenti. Per quanto riguarda il nostro paese, lo stesso sito del
Ministero per la pubblica istruzione, alla pagina
http://www.istruzione.it/studenti/, ne segnala diverse, compreso un elenco
delle associazioni studentesche in rete. I siti destinati a studenti di
tutte le et sono del resto numerosissimi; uno dei molti esempi che si
potrebbero fare, in questo caso dedicato ai pi piccini,  il sito
statunitense http://www.funschool.com/; per quanto riguarda i 'pi
grandi', un interessante esempio italiano destinato agli studenti
universitari  il sito http://www.university.it/, dotato di una vera e
propria banca dati di appunti di lezioni, a disposizione per lo scambio
fra i frequentatori del sito. Qualsiasi elenco, comunque,  in questo caso
carente: i siti di moltissime scuole, e larghe sezioni di quelli di quasi
tutte le universit italiane, sono in gran parte opera degli studenti, e
ne riflettono dunque direttamente attivit ed interessi.
Per concludere questa breve rassegna, risulter dunque senz'altro
opportuna la segnalazione di alcune metarisorse: una raccolta (commentata)
di link sul Web scolastico italiano, curata da Antonio Marsano, 
all'indirizzo http://www.infocom.it/edulinks/, mentre un'ottima raccolta
di link di interesse per i docenti, realizzata da Stefano Franzato, 
all'indirizzo http://www.geocities.com/Athens/4557/index.html. Le pagine
di Franzato contengono molti link utili anche a far capire che l'uso di
Internet per la didattica non deve riguardare necessariamente solo World
Wide Web: vi troviamo cos elenchi di chat, newsgroup, mailing list
(ricordiamo in particolare le liste Didaweb), progetti di collaborazione a
distanza attraverso la posta elettronica, e cos via. Alla pagina
http://www.clearinghouse.net/cgi-bin/chadmin/viewcat/Education?kywd++
trovate un elenco di documenti settoriali relativi alle risorse educative
di tutto il mondo presenti in rete. Se cercate documenti, informazioni e
materiali relativi a progetti educativi e corsi sulle materie pi
disparate, dalla tecnica alberghiera alla viticoltura, dalla biochimica
alla filosofia stoica, date poi un'occhiata all'indirizzo
http://www.wco.com/~ejia/. Una guida a Internet per insegnanti, in
italiano,  all'indirizzo http://helios.unive.it/~cli/guida/hguida.htm,
mentre una ottima raccolta di risorse e link sull'uso didattico delle
nuove tecnologie, relativa soprattutto alla situazione statunitense, 
all'indirizzo http://www.wam.umd.edu/~mlhall/teaching.html.
Didattica a distanza
Resta da dire qualcosa su quella che  per certi versi la modalit pi
avanzata di uso della rete a scopi didattici: la didattica a distanza via
Internet.
La didattica a distanza non nasce certo con l'informatica: corsi di
istruzione e formazione per via postale esistono da pi di un secolo, e
gi negli anni '50 molto lavoro si  concentrato sui progetti di
educazione a distanza attraverso l'uso della televisione. In Italia,
un'esperienza di grande rilievo in tal senso  stata la famosa serie
televisiva Non  mai troppo tardi, condotta negli anni '60 dal maestro
Alberto Manzi, che ha contribuito all'alfabetizzazione di base di decine
di migliaia di persone. E, per citare solo una delle pi importanti fra le
moltissime esperienze estere, a partire dal 1969 in Inghilterra la Open
University ha esplorato tutte le strade della didattica a distanza,
integrando corsi a dispense e su audio e videocassette con trasmissioni
radio e televisive, l'uso degli strumenti postali e, da qualche anno,
anche di quelli telematici.
Proprio l'esperienza della Open University pu dire qualcosa sul rilievo
che possono avere gli strumenti dell'educazione a distanza per la societ:
pi di due milioni di iscritti, 200.000 dei quali nel solo 1998, un numero
maggiore di quello di qualunque altro istituto di istruzione secondaria o
universitaria del Regno Unito.
Non vi  dubbio che la diffusione di Internet apra all'educazione a
distanza strade e possibilit del tutto nuove. Innanzitutto, rende
possibile la formazione di vere e proprie comunit didattiche, mentre
tutti gli altri strumenti (dispense, audio e videocassette, trasmissioni
radio e televisive) riuscivano al pi a stabilire un canale di
comunicazione (ad esempio postale o telefonica) fra docenti e discenti, ma
lasciavano in genere questi ultimi nell'impossibilit pratica di
comunicare fra loro, condividere e discutere problemi ed esperienze. In
sostanza, la didattica a distanza attraverso la rete rende possibile forme
di apprendimento collaborativo, che sappiamo essere un aspetto
fondamentale della didattica in presenza.
Ma la possibilit di lavoro didattico collaborativo non riguarda solo gli
studenti: la teledidattica facilita infatti l'interazione anche fra
docenti e centri didattici, magari distribuiti sul territorio o
addirittura su scala internazionale.  cos possibile, ad esempio,
prevedere all'interno di un corso, accanto al corpus docente 'stabile',
l'intervento a distanza di 'docenti ospiti'.
L'educazione a distanza permette inoltre notevoli vantaggi ed economie di
scala anche nella distribuzione e nell'utilizzazione degli strumenti di
sussidio alla didattica: per fare solo un esempio, la consultazione a
distanza di biblioteche, audio e videoteche pu permettere sia a centri
educativi distribuiti sul territorio, sia ai singoli docenti e discenti di
utilizzare in qualunque momento risorse essenziali al loro percorso di
apprendimento, in maniera semplice e immediata e senza necessit di
spostamenti fisici.
L'uso degli strumenti informatici a fini didattici, con la connessa
applicazione dei concetti di ipertesto e ipermedia, facilita la creazione
di itinerari di studio personalizzati, rendendo lo studente molto pi
autonomo nella scelta, nella graduazione e nel controllo del proprio
percorso di apprendimento. La telematica allarga ulteriormente questa
possibilit, dato che gli itinerari didattici proposti possono essere
collegati direttamente a risorse e materiali esterni. Cos, ad esempio, la
scelta ormai abituale della rete Internet come strumento privilegiato per
la comunicazione didattica a distanza permette, fra gli altri vantaggi, di
inserire i contenuti didattici all'interno di un ambiente informativo
aperto: in ogni momento lo studente ha la possibilit di affiancare e
integrare ai contenuti specifici del corso che sta seguendo altre
informazioni tratte dalla rete.
L'educazione a distanza per via telematica pu utilizzare sia strumenti di
comunicazione asincrona, sia strumenti di comunicazione sincrona. Nel
primo caso, l'interazione degli studenti fra loro e con i docenti avviene
sfruttando la posta elettronica, o appositi sistemi di messaggistica come
le liste o i newsgroup, mentre i contenuti didattici possono essere in
rete, ad esempio sotto forma di pagine Web. Nel secondo caso si possono
utilizzare strumenti quali stanze chat e videoconferenze, eventualmente
integrati da una lavagna condivisa (si tratta di una 'lavagna virtuale'
disegnata sullo schermo del computer, sulla quale gli utenti connessi
possono tutti scrivere o disegnare: le modifiche effettuate sulla lavagna
di uno dei computer collegati vengono automaticamente trasmesse alle
lavagne degli altri).
Ovviamente, i risultati migliori si ottengono con progetti educativi che
utilizzano un ventaglio differenziato di strumenti, scegliendo di volta in
volta quelli pi adeguati ai contenuti didattici e agli obiettivi che si
vogliono raggiungere. Da questo punto di vista, non bisogna pensare che
l'uso delle reti telematiche renda automaticamente obsoleti altri, pi
tradizionali mezzi di trasferimento di contenuti didattici. Ad esempio,
strumenti di rete e televisione possono bene integrarsi, come mostrano le
esperienze della gi citata Open University e, in Italia, l'esperienza del
consorzio Nettuno. Quest'ultimo offre veri e propri corsi di diploma
universitario a distanza e dispone dal 1998 di un canale satellitare
digitale per la trasmissione delle lezioni, affiancato non solo da
dispense e videocassette tradizionali, ma anche da un sito Internet
(http://nettuno.stm.it) che ospita, fra l'altro, lo streaming video di
alcune delle lezioni. Un altro esempio interessane  dato dalla gi
ricordata trasmissione Mosaico di RAI SAT 3, il canale educational della
RAI, che trasmette contenuti didattici su richiesta dei singoli docenti.
Questi contenuti possono essere registrati e inseriti nella mediateca
della scuola, ed essere integrati, da parte del docente, nella normale
lezione in presenza. Va tenuto presente, a questo proposito, che la
diffusione della televisione digitale permetter di utilizzare lo
strumento televisivo non solo per trasmettere video, ma anche per
trasmettere testi (ad esempio le pagine Web di un corso, senza necessit
di una connessione diretta alla rete), e soprattutto software: si pu
dunque prevedere che anche le trasmissioni digitali via satellite
costituiranno un canale di crescente importanza per i progetti di
educazione a distanza.
figura 101: la home page del consorzio Nettuno
Pur correndo il rischio di sottolineare un aspetto apparentemente ovvio,
occorre infine ribadire che l'educazione a distanza non  necessariamente
alternativa e concorrenziale rispetto all'educazione in presenza. Al
contrario, i risultati migliori si ottengono spesso integrando i due
momenti, ad esempio affiancando a contenuti didattici trasmessi a distanza
momenti di verifica e di esercitazione pratica in presenza.
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