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Internet 2000: in breve (02 di 03)
in breve
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Internet come villaggio globale
Dietro all'informazione che circola su Internet ci sono, si  detto, delle
persone. Ogni scambio informativo  una forma di interazione sociale, e la
rete  dunque luogo di innumerevoli interazioni sociali. Chi parla (o
scrive) di Internet da questo punto di vista, tuttavia, ha in genere in
mente alcune tipologie 'classiche'di uso sociale della rete. Ricordiamone
brevemente le principali.
Innanzitutto, vi  lo scambio di posta elettronica. Concettualmente, un
messaggio di posta elettronica non  troppo diverso da una normale lettera
inviata attraverso i canali postali tradizionali. La velocit di
trasferimento dell'informazione, la semplicit della preparazione e
dell'invio del messaggio - che fanno s che spesso l'intera operazione
avvenga, come si dice, 'on-line', e quindi senza la pi tranquilla (e a
volte laboriosa) preparazione che accompagna in genere la stesura di una
lettera - rendono tuttavia la posta elettronica una sorta di ibrido fra la
telefonata e la lettera tradizionale. Correndo il rischio di una qualche
generalizzazione possiamo dire che, rispetto al contatto telefonico, il
messaggio elettronico recupera la dimensione propria del testo scritto,
'costruzione'intenzionale di un singolo autore. Ma  un testo spesso
scritto al volo, immediato, che sollecita una risposta altrettanto veloce.
D'altro canto, come vedremo in dettaglio nel seguito, molte possibilit
offerte dalla posta elettronica sono sconosciute alla posta tradizionale.
Cos, ad esempio, l'interazione resa possibile da una lista di
distribuzione postale su Internet, attraverso cui mantenere in contatto un
gruppo di persone che condividono un interesse comune e il desiderio di
discuterne insieme nella forma neo-epistolare appena descritta,
costituisce sicuramente un fenomeno nuovo e interessante.
Anche i siti World Wide Web, le familiari pagine colorate che uniscono
testo, grafica, brevi animazioni e magari suoni e filmati, e costituiscono
probabilmente il volto pi noto di Internet, rappresentano naturalmente
uno strumento di interazione sociale. Basti pensare che spesso attorno a
un sito si raccolgono vere e proprie comunit di utenti, e che in molti
casi gli stessi strumenti di interazione diretta quali chat o forum
sfruttano ormai come interfaccia una normale pagina Web.
Un altro aspetto ben noto di interazione sociale in rete  quello
rappresentato dai newsgroup e dai chat. Possiamo tentarne una prima
definizione: i newsgroup sono immense bacheche elettroniche, ciascuna (ne
esistono migliaia) dedicata ad uno specifico argomento. Chiunque, da ogni
punto della rete, pu accedervi per leggere i messaggi lasciati dagli
altri e per inserirne a sua volta. Palestre di discussione pubblica e
generalmente non moderata, i newsgroup si rivelano spesso, in forme
diverse, istruttivi, provocanti, offensivi o stimolanti.
Nel caso dei chat, divenuti ormai una vera e propria moda soprattutto fra
i giovanissimi, i partecipanti sono invece collegati contemporaneamente a
uno o pi 'ripetitori'che rendono possibile una interazione in tempo
reale: quanto viene digitato sulla tastiera da un utente compare sul video
degli altri, che possono a loro volta 'parlare'(sempre via tastiera) con
altrettanta immediatezza. Si tratta di una comunicazione che avviene fra
interlocutori reali (non  dunque, come a volte si tende a dire, una
interazione 'virtuale'[1]), ma gli aspetti fisici della normale
interazione sociale vengono meno. I partecipanti possono cos assumere il
ruolo che preferiscono, il nome che preferiscono, difendere posizioni che
non accetterebbero nella vita reale. Questo 'gioco di ruolo', la cui
possibilit  insita in molte forme di rapporto interpersonale attraverso
la rete, ha colpito naturalmente la fantasia degli interpreti; il chat,
tuttavia, non  solo questo: durante la guerra del Kosovo, nei momenti
drammatici seguiti al terremoto del 1999 in Turchia, nelle infinite
discussioni sulla richiesta di impeachment di Bill Clinton, o ancora nel
febbraio 1996 dopo l'approvazione da parte del Congresso americano della
nuova normativa sulle telecomunicazioni, i chat in rete si sono
trasformati in veicoli, talvolta partigiani, talvolta pi indipendenti e
obiettivi, di informazione, di discussione, di organizzazione di
iniziative e interventi.
Infine, strumenti pi recenti - e in particolare i programmi per la
telefonia e la videotelefonia via Internet - prefigurano la possibilit di
utilizzare la rete come veicolo per far viaggiare, in tempo reale e a
prezzo assai pi basso di quello tradizionale, un tipo di comunicazione
ancor pi diretta. Che le 'telefonate via Internet'non siano solo una
curiosit per tecnofili appassionati,  dimostrato dalla preoccupazione
con la quale le compagnie telefoniche tradizionali guardano al fenomeno:
un fenomeno ancora 'di nicchia', anche per il fatto di richiedere
connessioni alla rete particolarmente veloci, ma del quale  prevedibile
una notevole espansione. In un futuro non troppo lontano una quota
consistente delle comunicazioni telefoniche e videotelefoniche
internazionali avverr sfruttando tecnologie digitali, e viaggiando quindi
attraverso canali telematici: Internet e la rete telefonica tenderanno
dunque a integrarsi ancor pi strettamente. Dal 1999, del resto, Omnitel e
TIM offrono anche in Italia la possibilit di telefonare in America, a
tariffe assai scontate, utilizzando in realt Internet anzich la normale
rete telefonica come veicolo di trasmissione dati. Per farlo, basta un
normale cellulare: la qualit sonora  minore, ma la spesa  molto pi
bassa.
Su tutte queste modalit di comunicazione in rete, e sui programmi
necessari per sfruttarle al meglio, ci soffermeremo dettagliatamente nel
corso del libro. Ci preme per sottolineare fin d'ora che l'interazione
sociale che si realizza attraverso Internet non rientra solo nelle
categorie fin qui ricordate. Ogni informazione immessa in rete, ogni
pagina su World Wide Web, ogni file reso disponibile alla comunit degli
utenti, costituisce una forma di interazione sociale. Pensiamo, solo per
fare qualche esempio, ad alcuni fra gli usi della rete che si sono
sviluppati negli ultimi anni: vendita di beni e servizi; riviste e
giornali elettronici; scuole e universit che utilizzano Internet per
distribuire materiale didattico e favorire l'interazione fra docenti e
studenti; pubblicit; distribuzione di informazione di interesse politico
e sociale; creazione di gruppi di iniziativa e di pressione; raccolte di
fondi o di adesioni a progetti, appelli, associazioni; realizzazione di
lavori artistici (nei pi diversi campi, dalle arti visive alla
letteratura, o alla musica) aperti al commento o alla collaborazione
altrui; giochi...
Ognuna di queste iniziative - e delle molte altre che si potrebbero citare
- costituisce una forma di interazione sociale. E generalmente si tratta
di interazioni sociali 'aperte', rivolte cio non a un gruppo
precostituito di utenti ma a un pubblico potenzialmente vastissimo ed
eterogeneo, le cui caratteristiche specifiche prendono forma man mano che
l'iniziativa si sviluppa.
Da questo punto di vista, concentrare l'attenzione unicamente su alcune
forme di interazione sociale - l'esempio tipico  costituito dai chat - e
considerarle 'tipiche'della comunicazione interpersonale su Internet pu
rivelarsi fuorviante. Solo considerando il quadro pi vasto rappresentato
dall'insieme delle funzionalit informative e comunicative della rete se
ne comprende appieno la portata sociale. E ci si rende conto di quanto la
metafora del 'villaggio globale'(si potrebbe anzi parlare di insiemi
interconnessi di pi villaggi globali) spesso applicata a Internet sia
appropriata, e si dimostri sempre pi adeguata man mano che passano gli
anni e le funzionalit della rete aumentano.
Naturalmente, anche questa medaglia ha una doppia faccia. Il villaggio
globale costituito da Internet  solo sotto certi profili egualitario e
addirittura 'anarchico'come viene spesso presentato. Innanzitutto, perch
i suoi abitanti costituiscono una ben precisa lite culturale ed
economica. La maggior parte degli utilizzatori di Internet  giovane e
proviene dalle fasce sociali benestanti e culturalmente pi avanzate dei
paesi industrializzati. La stessa competenza informatica e telematica che
li caratterizza contribuisce ad accentuare il divario che separa il
'cittadino delle reti'dal resto del mondo.
La divisione fra 'Nord'e 'Sud'informativo, fra paesi ricchi e paesi
poveri di risorse e capacit nel campo della telematica e
dell'informazione distribuita, purtroppo non costituisce semplicemente un
rischio:  gi una realt consolidata, che va tenuta sempre presente.
Altrettanto reale  il 'gap'esistente fra la generazione che precede e
quella che segue la rivoluzione informatica. E se  vero che differenze
anche profonde di interessi e conoscenze fra generazioni diverse sono una
costante della storia occidentale negli ultimi secoli,  a nostro avviso
fuorviante (e forse pericolosamente consolatorio) ricondurre a questa
'tranquillizzante'tipologia il 'gap'con il quale abbiamo attualmente a
che fare nel campo delle tecnologie informatiche. Si tratta invece di un
salto radicale, che avviene con una velocit che  figlia solo dell'ultima
met del nostro secolo. La generazione dei nostri figli vivr - se
riusciremo a mantenere il fragile equilibrio attuale - in un mondo
profondamente diverso da quello che abbiamo conosciuto. Ma in quel mondo
dovranno e vorranno vivere anche molti di noi, perch la durata media
della vita si allunga, e con essa cresce la sovrapposizione fra
generazioni diverse potenzialmente attive e concorrenti sul mercato del
lavoro.
Note
[1] Considerazioni interessanti sul rapporto fra reale e virtuale sono
svolte da Furio Colombo in un'intervista alla trasmissione MediaMente di
RAI Educational; il testo  disponibile in rete alla URL
http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/c/colomb02.htm.
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