Callimaco.

Inni.

Traduzione di Valeria Gigante Lanzara.

Testo elettronico adattato ai mezzi di lettura dei ciechi, dalla Fondazione
Ezio Galiano. Catanzaro, 16 Febbraio 2000.

Callimaco. Cirene tra il 315 e il 310; 240 circa a.C. Poeta greco.
Di famiglia aristocratica decaduta, trascorse la giovinezza nella povert.
Traferitosi ad Alessandria venne chiamato alla corte di Tolomeo Filadelfo dove
ebbe inizio la sua attivit di poeta e la sua fama.
Collabor al riordinamento della celebre Biblioteca, fu grammatico e poeta di
corte, maestro di Apollonio Rodio e di Eratostene. Restano di lui: gli Inni,
sei componimenti dedicati al altrettante divinit; frammenti delle Tavole,
catalogo ragionato degli autori greci, frutto del lavoro compiuto nella
Biblioteca; gli Aitia (cause), in quattro libri, che narra le origini di
feste, miti e nomi di luoghi (al IV libro degli Aitia  ora ascritto il
poemetto La chioma di Berenice, di cui possediamo la traduzione latina di
Catullo e alcuni frammenti originali); il poemetto Ecale, su un episodio
minore della vita di Teseo, i 13 componimenti dei Giambi e circa 60 Epigrammi.
Perduto  invece il poemetto Ibis. Fu sostenotire di una poesia breve, dotta,
mutevole nella forma, contrapposta al grande poema epico.
