/:/ Michelangelo poeta.

   Il centro motore della poesia michelangiolesca  un contrasto
drammatico che impegna tutta la personalit dell'artista sicch  cer-
tamente errato risolvere l'attivit delle rime in un furore di esercizio
e di sperimentazione di linguaggio senza intenderne e rilevarne la
necessit e l'intrecciatissimo sgorgo interiore: n l'intreccio e le ap-
parenti contraddizioni possono giustificare un piano di considerazioni
che recida i legami fra situazioni interne e singoli componimenti e
porti a ricercare una pura dialettica di antitesi metaforiche fisse e
variate solo per esigenze di effetti di stile senza storia. 
   N volubilit dilettantistica, n incertezza di un semplice appren-
dista, n disposizione di uno stilista sperimentatore su temi fissi ed
astorici, ma invece profonda ricchezza e complessit di questi e
delle loro implicazioni personali e storiche, in un movimento con-
tinuo e crescente che arricchisce enormemente la profondit interna
delle stesse soluzioni figurative fra la Sistina, le tombe medice
il Giudizio Universale.
   Sensualit ardente e senso del peccato, spinta platonica e sua
accezione drammatica complicata dal sentimento di una vita scissa
e in crisi, di una caducit che cerca faticosamente valori divini ri-
flessi nella vita e ne scopre alla fine la falsit di fronte alla pura di-
mensione del divino e dell'assoluto, e infine scontentezza o incapa-
cit a vivere solo in questa e doloroso riimmergersi nell'attrito della
vita e della realt: e tutto animato da questa potente molla del con-
trasto espresso dall'interno di una eccezionale densit di sensibilit
e fisicit, non semplicemente astratto in una conoscenza ferma delle
 coppie metaforiche  del mondo, che abolirebbe o cristallizzereb-
be il dramma e svuoterebbe la ragione interna suscitatrice di energia
espressiva, di tensione inesausta. Anzi questa tensione, questo invol-
gersi nella volont di una soluzione assoluta, mai attinta se non in
forza degli atti estetici creativi, questo  di pi  sempre come meta
sfuggente, son pure essenziali a capire le stesse rime, pi che come
variazioni di un tema fisso, come ripresa e svolgimento ossessivo,
ma effettivo di una vita interna in continuo divenire drammatico.
Ed  la tensione a un pi che estetico, a un pi che bello, che (men-
tre rafforza il rifiuto dell'idillio, del facile, dell'edonistico, del facil-
mente compiuto e armonizzato ed euforico) motiva le ragioni di una
poetica del difficile, dell'arduo, e la stessa forza delle antitesi e dei
procedimenti concettistici-metaforici all'estremo del loro impiego
pi  virtuosistico  mai privo del tutto di una base generale, ma
gari pi indiretta e rarefatta, ma mai del tutto assente.
   Ma se, nella zona centrale delle rime (quando le esigenze tec-
niche saranno pi sicure e raggiungeranno forme di organizzazione
dei componimenti pi stabili e fortemente concettistiche) la stessa
maggiore unitariet della tecnica e della poetica condurr ad un eser-
cizio poetico pi stretto intorno alle punte estreme e divnute pi
emblematiche della fusione fra termini essenziali del dramma interno
e loro mezzi espressivi concettistici e antitetici, in questa lunga zona
iniziale tutto  pi scoperto e insieme ci insegna a guardar meglio
sotto l'arduo giuoco stilistico e persino ai suoi aspetti e momenti
pi virtuosistici per riscoprirvi le ragioni interne e il nesso di con-
solidamento di questo pi irrequieto, scoperto e insieme scandibile
esprimersi di tensioni interne in forte movimento non prive certo
di legami con occasioni e vicende, e il loro corrispettivo di espe-
rienza sofferta, di meditazione, di nuova tensione.
   Cos, le vicende dell'assedio fiorentino sembrano suscitare anzi-
tutto la formidabile rivincita morale del frammento 48 (certo fra
i versi pi alti che Michelangelo abbia mai scritto e quasi alto em-
blema della sua strenua volont eroica di offeso, di frustrato nei
propri ideali e nella sua stessa aspirazione dantesca:

Come fiamma pi cresce pi contesa
dal vento, ogni virt che il cielo esalta
tanto pi splende quant' pi offesa,

dove tensione morale e tensione espressiva e fantastica fanno tut-
t'uno in un singolare equilibrio tensivo di immagini e di tema poetico)
e, magari, quel singolare tentativo di apparente idillio campestre e ru-
sticale (le ottave del 67 con il loro inizio di vaga consonanza polizia-
nesca subito arricchito con echi della Nencia e con un maggiore
attrito realistico) che si svolge poi in ngurazioni sdegnate dei vizi
specie della  corte  e delle sue  opre orrende  (i dubbi, le am-
bagi di una falsa scienza di comportamento diplomatico, la falsit
e ipocrisia  che a iusti sol fa guerra , l'adulazione) in contrasto con
il rifugio della verit e della fede fra la  gente umil . Ma esse
provocano, soprattutto, un pi intenso acceso ripiegamento del poe-
ta in se stesso e nello scandaglio doloroso del senso della propria
Vita, e una pi accesa tensione di amore platonico come compenso
in alte vicende di amicizia e di amore (i due termini continuamente
si confondono nell'intenso affetto per le persone eccezionali per
bellezza e virt colorandosi di accenti passionali).
   Tensione accentuata anche dalla vicenda sofferta della morte
dell'amatissimo fratello Buonarroto nel '28. In un mondo cos po-
vero di virt e cos battuto dagli eventi storici, Michelangelo tanto
plu sente il valore di un compenso nell'un;one con  spiriti ben nati ,
nell'amore spirituale, unica via  mondana  verso il divino. [...]
    questa certo la zona in cui il platonismo amoroso  pi di-
rettamente usufruito come motivo centrale della poesia michelan-
giolesca ed esso permette una maggiore costanza anche nella dire-
zione dell'impegno tecnico-stilistico che in questa fase assume una
maggiore consapevolezza di poetica, una maggiore continuit e uni-
formit e tanto pi allontana l'immagine di un Michelangelo dilet-
tante sprovveduto e inesperto, e oscillante perci fra rozzezza e arti-
ficio.
E quell'impegno comporta ora una pi precisa ricercali sin-
golare misura compositiva, realizzata nel metro del sonetto, poi in
quello pi libero e articolabile del madrigale. In questa fase il so-
netto offre una possibilit di maggiore delimitazione compositiva en-
tro cui si muovono le varie situazioni interne, espresse al solito sen-
za ricorso a sfondo e ad appoggio di paesaggio (rifiuto ben signi-
ficativo di una poesia che si vieta ogni alleggerimento descrittivo e
ogni espansione esterna, tutta tesa com' a sottolineare energicamente
colloqui, meditazioni, prese di coscienza interiori) e comporta insieme
come una maggior fiducia nel valore del profilarsi della poesia come
svolgimento sostanziale di un concetto: donde la forma prevalente
deile aperture ipotetiche e delle chiuse conclusive e affermative di
una verit raggiunta nell'iter del sonetto; fino alla costruzione in-
tera sorretta dai  e  che guida all'affermazione conclusiva, nel 59:

  S'un casto amor, s una piet superna,
s'una fortuna infra due amanti equale,
s'un aspra sorte all'un dell'altro cale,
s'un spirto, sun voler due cor governa;
  s'un anima in duo corpi  fatta etterna,
ambo levando ai ciel e con pari ale;
s'amor d'un colpo e d'un dorato strale
le viscer di duo petti arda e discerna;
  s'amar l'un l'altro e nessun se medesmo,
d'un gusto e d'un diletto, a tal mercede
c'a un fin voglia l'uno e l'altro porre:
  se mille e mille, non sarien centesmo
a tal nodo d'amore, a tanta fede;
e sol l'isdegno il pu rompere e sciorre.

   Profilo e plasticit concettistica di una situazione dell'animo inda-
gata ed evidenziata che non annulla per il fatto fondamentale che
anche la prospettiva platonica tesa a risultati spirituali positivi
(unione dell'amante all'amato come via mondana a Dio) e raffor-
zante una forma pi emblematica-concettistica legata al rilievo del
concetto e dei suoi termini fondamentali (morte-vita, ardore-ghiac-
cio, luce-tenebre, foco-cenere ecc. )  effettivamente immersa pur
sempre in una dialettica interiore ed espressiva di tipo drammatico,
si esercita in un attrito con una pi densa realt interiore, ben lontana
dalla possibilit di soluzione e di armonia rinascimentale del Bem
bo e del Castiglione. [...l.
   Questi termini emblematici pi riassuntivi e compendiosi (not-
te-sole ad esempio) valgono poeticamente non come segni estremi
riduttivi di una fissa e monotona situazione senza movimento, ma
in quanto si caricano di diverse disposizioni tensive interne e in-
sieme suscitano, provocano l'erompere di sentimenti e meditazioni
poetiche a livello pi profondo. Cos come l'arduo giuoco concet-
tistico, che pu giungere a limiti di pi aperto virtuosismo e di ec-
cessiva fiducia nella poetica del mirabile, dell'inatteso, dell'ingegno-
so (fino ad anticipi di manierismo e di prebarocco proprio nel senso
di pi lambiccate e autonome trovate) raramente per resta iso-
lato e slegato da ragioni e possibilit pi poetiche. [...]
   La poetica del difficile, del concettoso, del singolare, trova poi
un suo pi impegnativo sviluppo nella fase centrale dell'attivit
poetica michelangiolesca dopo il '34 circa e fin verso il '43-'44:
date approssimative ma certo orientative per un periodo che bio-
graficamente vede l'intreccio dell'amore-amicizia per il Cavalieri,
gli inizi dell'amicizia per la Colonna e la maggior apertura di Mi-
chelangelo a un cerchio di amici, fiorentini e romani, con maggiori
rapporti con musicisti come l'Arcadelt. Un periodo che vede len-
tamente riprendere (e le rime in parte ne risentiranno) una rinno-
vata tensione platonica-religiosa, fortemente complicata da riaccen-
sioni di amore passionale e  crudele , certamente contraddistinta
da un'operosit poetica assai continua e unificata da elementi di poe-
tica, con i suoi corrispettivi di tecnica e persino di metrica, in cui
prevale nettamente la scelta del madrigale in una sua forma assai
libera e varia di articolazione e lunghezza, mal configurabile in una
adesione a un preciso strumento convenzionale, in una specie di in-
contro di libert inventiva e di misura pi costante coerente a un bi-
sogno interno di complessit articolata e delimitata, in cui il dramma
di base si esplica e si contiene nelle sue tensioni e nella novit delle
sue impostazioni e variazioni.
   S che certo questa fase pu indicarsi come la pi artisticamente
e consapevolmente elaborata, senza con ci attribuire ad essa una
totale maggiore validit poetica e un'assoluta esemplarit del fare
poetico michelangiolesco, in realt pi vario e pi ricco di atteggia-
menti e di vie espressive.

WALTER BINNI:
Da Michelangelo scrittore, Roma, Edizioni dell'Ateneo, pp. 54-64.


