                                 




Luther Blissett
MIND INVADERS

Come fottere i media: manuale di guerriglia e sabotaggio culturale



A Nando Cicero, sovversivo.
                                                                  













   "Sono andato al mare e ho pisciato e ho pisciato e ho pisciato,
   finch, un tritone non mi ha lanciato un grosso stronzo verde."
                                                       Ray Johnson

           "Conquistare le forze dell'ebbrezza per la rivoluzione,
     organizzare il pessimismo non significa altro che allontanare
     dalla politica la metafora morale, e scoprire nello spazio di
          un'azione politica lo spazio radicalmente, assolutamente
                                                    immaginativo."
                                                   Walter Benjamin

   "Voglio essere il pilota invisibile nel mezzo della bufera pop,
  non un qualsiasi gonzo impaurito dall'idea che la barca affondi,
  il cui benessere economico dipende da quanto riesce a compiacere
          tutti gli altri buffoni che si muovono nell'art system."
                                                      Stewart Home

Immaginate che...

Immaginate che, in un pomeriggio di un'estate afosa, uno strano
personaggio varchi la porta della vostra agenzia e vi dica senza
convenevoli: "Scopra chi muove i fili!". "Quali fili?",  la
naturale, perplessa reazione. Dalla finestra aperta non entra un
alito di vento, e ovviamente il condizionatore  rotto. La
scrivania ricoperta di kleenex accartocciati, intrisi di sudore.
La vostra camicia  madida e appiccicosa, dunque non potete fare a
meno di notare l'aspetto fresco e disinvolto del nuovo cliente.
Non risponde subito alla vostra domanda, si toglie la giacca e la
sistema con cura sullo schienale della poltrona, si siede, si
allenta il nodo della cravatta e comincia:
"Un artista si  suicidato."
"Lo fanno in molti."
"Non in quel modo, e con tutte quelle coincidenze - e comincia uno
scombinato monologo fatto di leggende metropolitane, connessioni
arbitrarie, personaggi inverosimili, sette occulte, complotti
privi di scopo e via dicendo. Sempre pi perplessi, e incapaci di
distogliere l'attenzione dal sudore che continua a colarvi sulla
fronte, chiedete:
"Insomma, in cosa posso esserle utile?"
"Ha mai lavorato su un mito?" vi chiede.
"Attori? Pop-stars? Roba del genere?"
"No, intendo dire il Mito. Voglio sapere che fine ha fatto, se
esiste ancora o che cosa lo ha sostituito, e soprattutto...chi
muove i fili e Perch."
Vi chiede la tariffa. Decidete di sparare alto, per dissuaderlo.
Ma il cliente non fa una piega, estrae il libretto degli assegni
con l'aria di chi  disposto a pagare qualsiasi cifra, strappa
l'assegno e ve lo appoggia tra i kleenex. Lo girate tra le mani: 
l'anticipo di un mese di lavoro, con una firma: Luther Blissett.
Quando rialzate lo sguardo, Blissett sta gi uscendo, e vi viene
in mente che non sapete da dove cominciare. Con un certo affanno,
gli chiedete:
"Ma cosa c'entra il suicidio di quell'artista?"
 per scoprire questo che la pago."
L'unica persona che potrebbe aiutarvi  un tale che abita
nell'East End, in grado di darvi delle dritte su occultismo,
tradizioni esoteriche e cazzate del genere.
Parlandovi del Graal, del quale avete confuse reminiscenze
cinematografiche, il contatto vi fa capire che niente  scontato,
che il mito non  mai stato solo ci che sembrava e che
probabilmente Blissett sa molto pi di quanto vi ha detto. Siete
ben lontani dal capirci qualcosa, e l'unico modo per orientarvi 
saperne di pi sul conto del vostro ambiguo cliente.
Perch, vi ha affidato il caso?
La faccenda si fa pi intricata per le frequenti allusioni al
ruolo e alla figura di Blissett da parte del vostro contatto.
Insistete per avere informazioni pi precise, ne ottenete un
indirizzo e una inquietante affermazione:
"  bene che tu prosegua da solo."
Bingo! Il secondo contatto vi racconta molte cose. Scremate le
informazioni: l'artista morto, Blissett, gli stessi personaggi in
cui vi siete imbattuti... Cominciano a profilarsi i vaghi contorni
di un'incomprensibile cospirazione. Mancano ancora molti tasselli,
ma quel poco che sapete vi sta conducendo dritti al cuore del
Mito. Dal vostro primo incontro, non avete pi visto Blissett e
non sapete come ricontattarlo.
Passate giorni di canicola tra archivi e biblioteche, tra gli
sguardi incuriositi di sbirri e dipendenti del Comune. Incredibili
corrispondenze vi forniscono indizi sulle matrici filosofiche
della cospirazione: il rifiuto dell'individuo e del nome proprio,
la falsificazione e deformazione dei dati, lo sradicamento e
l'attraversamento dei territori... Ma chi muove i fili? Pi cose
scoprite e pi- le vostre certezze vacillano.  ormai una questione
personale, il vostro cliente, o meglio i vostri clienti, non
contano pi nulla. Non vi chiedete pi perch vi  stato affidato
il caso, ci che conta  risolverlo. Vi trovate in un labirinto di
specchi, ed in ognuno di essi vedete il vostro volto fondersi con
quelli di tutti i personaggi che popolano il caso.
Non dormite pi, le vostre giornate sono un frenetico susseguirsi
di ricerche, interrogatori e acquisizioni di nuovi documenti, non
riuscite a pensare ad altro, tutto quello che scoprite non conduce
a una soluzione razionale del caso ma accelera la vostra crisi.
Il Mito ha trovato voi.
Collasso. Catatonia, il cervello saturo di informazioni. Il vostro
fisico non regge ad una torrida estate di sconcertanti
rivelazioni. La vostra identit non ha pi senso, la febbre 
alta. Quando state per cedere, schiacciati nella prostrata
immobilit di una stanza di motel, un'immotivata euforia si
impossessa di voi: la sensazione di essere parte della
cospirazione, anzi di esserne al centro, di esserne il centro.
L'artista morto, il Cliente, il Graal, i contatti, gli sbirri, i
dipendenti del Comune...La loro vita avvinghiata alla vostra,
avete i loro ricordi, percepite le loro sensazioni, il vostro nome
 il loro. Ebbrezza. Un'improvvisa consapevolezza: non sudate pi.
E quando vi trovate nella piazza pi grande della citt, tirati a
lucido e profumati di fresco, allentate la cravatta e annunciate
al mondo:
"Muovo io i fili!"

1. Ray Johnson e Reggie Dunlop tra i Tamariani

                                  "Il mito quel nulla che  tutto"
                                                   Fernando Pessoa

       "Il segreto  sacro; nondimeno,  in qualche modo ridicolo"
                                                 Jorge Luis Borges

Ray Johnson si  ucciso il 13 gennaio 1995, tuffandosi da un ponte
nelle acque gelide di Sag Harbor, Long Island (N.Y.), a circa
cinquanta miglia dalla sua casa a Locust Valley. Aveva 67 anni,
durante i quali aveva conseguito una sorta di "notoriet
antispettacolare": nei primi anni '60 aveva fondato la New York
Correspondence School, embrione di ci che sarebbe divenuto lo
sterminato network della Mail Art.
   "...Un artista del collage che fu pioniere nell'uso di
   immagini prese dalla cultura Pop [...] cap senz'altro
   meglio di chiunque altro la tortuosa dinamica del
   networking. Vi sono altri santi e profeti dell'arte
   postale, ma fu lui a scrivere le Sacre Tavole della Legge,
   tracciando il sentiero per tutti quanti seguirono: i
   concetti base di feedback e di cooperazione [...], di una
   corrispondenza aperta a chiunque [...] e di una
   distribuzione libera e gratuita di arte e di informazioni"
   (Vittore Baroni, ARTE POSTALE! # 69, Near The Edge
   Editions, Viareggio, gennaio-febbraio 1995).
   
   "Le opere di Johnson sono essenzialmente lettere a cui sono
   spesso allegati disegni, timbri e ghirigori. Lavori
   leggiadri e giocosi; anzich venduti come merce, sono
   spediti ad amici e conoscenti. Sebbene molti lavori di
   Johnson siano stati regalati ci non ha impedito che si
   attribuisse loro un valore di mercato: si cita spesso la
   frase di Andy Warhol: "pagherei dieci dollari per qualsiasi
   cosa fatta da Ray Johnson"; si riferiva presumibilmente
   alle sue lettere..." (Stewart Home, The Assault on Culture,
   AK Press, Edinburgh, UK 1991 ["Assalto alla cultura", AAA
   Edizioni]).
   
   "[Johnson] ha un'acuta sensibilit per le parole, tanto per
   la loro forma quanto per il loro suono. Scova una parola
   dentro l'altra, ci gioca in maniera bizzarra, con la stessa
   facilit con cui un missile programmato per colpire le
   fonti di calore rende inutile ogni mimetizzazione del
   bersaglio. Egli d forma alle lettere e alle parole
   deliberatamente e senza sforzo, infondendovi quasi vita
   organica. Sa anche come animare la pagina e come far
   vibrare gli spazi bianchi. Fonde immagini e testo in nuove
   forme ibride che sembrano rispondere a un codice genetico
   proprio. Le spedizioni di Ray Johnson sono concatenamenti
   di idee, che a volte si distinguono e decifrano tra i fogli
   della corrispondenza, a volte fluiscono uno nell'altro.
   Quindi la biografia e la fisionomia di Johnson si
   sovrappongono e mixano a immagini riciclate di opere
   precedenti, a testi [...], a riferimenti all'arte del
   momento, con l'inserzione di motivi che sfidano ogni
   definizione e scorrono quasi in contemporanea al flusso
   stesso del pensiero." (Clive Phillpot, "The Mailed Art of
   Ray Johnson" in AA.VV. Eternal Network - A Mail Art
   Anthology, edited by Chuck Welch, University of Calgary
   Press, Canada 1992).
   
Dalla NYCS in avanti, migliaia di persone hanno animato il network
della Mail Art, scambiandosi collages, cartoline autoprodotte,
fanzines, demotapes, francobolli falsi, carte intestate di nazioni
inesistenti, autoadesivi, fotografie ed oggettini tanto vari
quanto inclassificabili. Dentro il network si sono sperimentate e
ampliate le possibilit di alcuni giochi di origine dada e
surrealista, si sono approntati strumenti di detournement e
simulazione come il Multiple Name [1] & si  stabilita un'efficace
cooperazione-in-rete ben prima che quest'espressione divenisse di
moda. Con l'andare del tempo, il network si  contaminato
irreversibilmente col sottobosco punk degli anni 80, con la scena
musicale sperimentale-rumorista (la cosiddetta "Area Grigia") e
con l'esperienza "cybernautica".
Operazioni di guerriglia culturale partite dalla Mail Art, come il
lancio delle finte avanguardie artistiche Ismo (anni 70) e Neo-
ismo (anni 80), sono servite a irridere il mondo delle gallerie
d'arte.
Ma non m'interessa dare un compendio di storia della Mail Art o
del Neoismo. Stavo parlando del suicidio di Ray Johnson.
Quando si  saputo della sua morte, il contraccolpo  stato
fortissimo. Collages e lettere di Ray, chiusi da chiss quanto
tempo in cassetti ed archivi privati, sono stati rispediti,
riprodotti, ripubblicati. Vittore Baroni ha scritto:
   "C' un tesoro di frizzante genialit negli archivi di Mail
   Art di tutto il mondo, una ricchezza che va ridistribuita,
   non accumulata. Dunque, create le vostre rayliquie
   personali [...], e non solo: create le vostre opere di Ray
   Johnson, e lasciatele circolare liberamente assieme alle
   originali. Teniamo viva e visibile la leggenda dei Ray
   virtuali, e che si caghino addosso i mercanti d'arte e gli
   sfruttatori delle glorie postume!" (AP! 69, cit.).
   
Si tratta di una citazione nascosta: questa  una frase di Ray, un
suo consiglio di qualche anno fa.  un episodio che devo
raccontare, riproducendo la seguente "confessione":
   "Mi chiamo Coleman Healy, vivo tra Londra e New York, mi
   occupo principalmente di truffe mediatiche e di terrorismo
   culturale, fuori e dentro il Mail Art network. Nel maggio
   1993, dopo i fasti di Karen Eliot [2], decisi di lanciare
   un nuovo progetto di multiple name, un po' diverso dai
   precedenti: LUTHER BLISSETT. Allora non sapevamo che
   sarebbe diventato il nome collettivo pi celebre di tutti i
   tempi, e che avrei contribuito a provocare una svolta nella
   storia dell'antagonismo sociale. Lo pseudonimo aveva gi
   una storia pi che bizzarra: era il nome anagrafico di un
   calciatore nero della squadra di Elton John, il Watford, ma
   era anche il nom de plume di un film-maker e performer
   neoista della Londra underground, Harry Kipper. Qualche
   anno prima, con quel nome era stato firmato un misterioso
   Manifesto for a FakeDesign, presumibilmente scritto da
   studenti post-situazionisti della London School of
   Economics (3). I films di Kipper/Blissett erano
   indimenticabilmente ostici e repellenti: un suo
   documentario sullaBody Art, Vendez! Crevez!, ha un effetto
   emetico inimmaginabile. Se tutti ci fossimo ribattezzati
   "Luther Blissett"l'eco della reputazione virtuale di Kipper
   avrebbe raggiunto le pi remote lande, e sarebbe stata
   un'ottima pubblicit per i suoi osceni video. Tanto Kipper
   quanto il neoista Stewart Home colsero subito la sarcastica
   bestialit della proposta, e ne furono entusiasti. Poich,
   ognuno per i fatti suoi, stavamo per andare in vacanza,
   decidemmo di riconvocarci in autunno. A met giugno, come
   tutti gli anni, tornai a New York. Agli inizi di luglio
   andai a trovare Ray Johnson nel suo eremo, e gli feci
   vedere una copia molto rovinata di un film di Kipper, A
   Russian Supreme. Rise come un bambino, anche se (scusami,
   Harry!) il soggetto era piuttosto deprimente...Gli piacque
   anche l'idea di multiple name Luther Blissett': Suona
   davvero buffo!', disse. Passai il week-end a Locust Valley
   ad inventare assieme a Ray storielle su Blissett
   perseguitato da Scotland Yard' e altre facezie utili ad
   avviare la macchina. Prendemmo spunto dai Rosacroce, che
   nel XVII secolo avevano scritto la biografia di Christian
   Rosenkreutz, immaginario fondatore della loro
   confraternita, vissuto duecento anni prima. Harry, suo
   malgrado, divenne il nostro Rosenkreutz, il protagonista
   del mito fondativo. Ray scrisse il primissimo "Luther
   Blissett Manifesto...", un documento che conteneva anche la
   frase poi citata e manipolata da Vittore Baroni: "create le
   vostre opere di Luther Blissett, create il vostro Luther
   Blissett e lasciatelo circolare liberamente assieme
   all'originale. Teniamo viva e visibile la leggenda dei
   Luther Blissett virtuali". Vittore, tra l'altro, suonava e
   suona nei Manitou Scissors/Forbici di Manit (band che
   stava risonorizzando completamente i documentari di Harry)
   e fu uno dei primissimi destinatari di quel Manifesto [4].
   
   Tornai nell'UK a novembre, e all'inizio del '94 Albione
   cominci a riempirsi di Luthers. Oggi Harry si fa chiamare
   Reverend William Cooper, e propaganda il sesso estremo' in
   tutte le sue forme; Stewart  discretamente noto come
   romanziere [5], io faccio performances sul tema delle
   epidemie e Ray  morto, lasciando dietro di s strani
   indizi. Pochi giorni dopo il suicidio, ho fatto alcune
   scoperte sconvolgenti in casa di Ray assieme al suo agente
   Rick Faigen e all'avvocato ingaggiato dai famigliari: tutti
   sapevano del totale disinteresse di Ray per il lusso e le
   comodit, nondimeno abbiamo trovato quasi 400.000 dollari
   in un suo conto in banca, intestato a...Luther Blissett.
   Mentre eravamo in casa, il postino ha consegnato una
   cartolina indirizzata a Ray, spedita da Los Angeles proprio
   il 13 gennaio. C'era scritto: 'Se stai leggendo queste
   righe, vuol dire che sono morto. Firmato: Ray Johnson'. Non
   sembra uno dei suoi collages?
   
Mentre Luther spopola in molti paesi occidentali, dando il suo
contributo a tenere "viva e visibile"la leggenda del Ray virtuale,
e mentre il Ray reale - che aveva soffiato la vita nel multiple
name - giace da qualche parte in America, esce questo libro. Non
si tratta di un bilancio teorico della prima fase del Luther
Blissett Project, anche se pu essere letto in questa chiave. 
piuttosto una deriva tra i fenomeni e i segnali di un nuovo modo
di pensare e di voler cambiare la vita.  oggi possibile
realizzare l'unit essenziale tra sogno e azione, ai fini di una
liberazione totale; per fare questo occorre sbarazzarsi una volta
per tutte del concetto di In-dividuo (nozione profondamente
reazionaria, antropocentrica e strettamente connessa al concetto
di copyright) in nome del [Con-]dividuo, vale a dire di una
singolarit multipla il cui profilo comporta nuove idee di
"responsabilit"e di "volont", e non ha nulla da offrire a
giuristi e magistrati (6). Ogni singolo corpo-mente (ogni -
dividuo)  attraversato da vorticosi flussi di comunicazione che,
travalicando i confini del corpo individuale, creano un'elastica
comunanza tra le singolarit, la condividualit. Il No Copyright,
il plagiarismo, i multiple names, tutte le pratiche di networking
controculturale... Si tratta di tappe importanti nel cammino della
specie umana verso la condividualit.
In una puntata di Star Trek - The Next Generation, intitolata
"Darmok"(data astrale 45047.2) l'equipaggio dell'Enterprise
s'imbatte nei criptici e misteriosi Tamariani, il cui modo di
esprimersi  totalmente incomprensibile agli umani e agli altri
popoli della Federazione dei pianeti. I Tamariani sembrano
comunicare tra loro enumerando nomi e date, nessuna loro frase
segue una consequenzialit logica o linguistica. Ai nostri eroi
occorre un po' di tempo per capire che i Tamariani citano episodi
della loro storia e mitologia, episodi che costituiscono dei veri
e propri "precedenti segnico-linguistici"a cui ricondurre la
situazione in cui ci si trova.
Ad esempio: "Shkah quando caddero le mura" pu significare
"Fallimento", "Ho sbagliato!", oppure "Che sfortuna!"; "Tembh, le
sue braccia aperte" si pu tradurre con "Generosit", "Prendi
questo dono", o "Grazie di questo dono"; "Mirh, le sue vele
spiegate" sta per "fuga", "Andiamo via !"o "Io me ne vado"; "Il
fiume Temark durante l'inverno" significa pi o meno "immobilit",
"Fermo!" o "Stai zitto!"; "Sindah, la sua faccia nera e gli occhi
rossi "significa "morte", "moribondo", "sto per morire" etc. Il
linguaggio tamariano non  logico-referenziale ma immaginativo-
simbolico, iconico, analogico, ed evolvendosi non ha dato luogo a
quella che noi chiamiamo "identit". Da quel poco che lo
spettatore riesce a capire, non si tratta di una "omologazione"
totalitaria all'interno di una societ intesa in maniera
organicistica, o (in parole pi povere) di un livellamento delle
differenze individuali in nome di una tradizione, di una memoria
acritica e monumentale. Al contrario, i tamariani attingono
collettivamente ad un patrimonio di storie e di immagini che si
modifica costantemente, e i loro rapporti interpersonali sono una
specie di gioco di ruolo nel quale il singolo si appropria e/o si
sveste di tutti i ruoli e di tutte le "identit"; la condivisione
delle esperienze, la comunanza e la compartecipazione emotiva,
sono per loro tutt'uno con l'essere "singoli", in quanto
prescindono dal concetto di in-dividuo: l'Io dei tamariani 
molteplice e multiverso, la loro soggettivit  decentrata. Per
questo non c' una vera e propria distinzione tra soggetto,
predicato e complemento oggetto: nelle frasi che ho riportato ci
sono, genericamente, un "non riuscire", un "donare", un "andare
via" e un "non-agire", azioni di cui si ammettono serenamente la
complessit, la ricchezza di significati e l'irriducibilit ad una
analisi logica. La situazione che si crea non viene definita e
intrappolata nel linguaggio [7].
Il linguaggio tamariano non  segreto n esclusivo, non  un argot
che la comunit crea per difendersi dal mondo esterno. Anzi, i
tamariani vogliono condividere il loro immaginario e la loro
memoria, vogliono ampliarli e contaminarli per capire e farsi
capire. Difatti, poich  impossibile capirsi senza conoscere gli
stessi miti, occorre crearne assieme di nuovi, cos Datohn, il
capitano della nave tamariana, si fa teletrasportare assieme al
capitano dell'Enterprise Jean-Luc Picard su El-Adrel IV, un
pianeta disabitato e inospitale, dove essi devono collaborare per
sopravvivere e difendersi dalle irradiazioni di una energia
distruttiva.
Questa situazione si ispira a quella definita "Darmok e Djalad a
Tanagra"(due eroi della mitologia tamariana, intrappolati su
un'isola abitata da una Bestia pericolosa). Resta scolpito nella
memoria dello spettatore il grido d'esultanza di Datohn allorch
Picard inizia a capire i suoi messaggi: "SUQAT, I SUOI OCCHI NON
PI COPERTI!". Dei due si salva solo Picard, ma ormai il
precedente  stabilito: d'ora in poi, tamariani e federati
potranno manifestare l'intenzione di comunicare dicendo: "Picard e
Datohn su El-Adrel".
Potrei accontentarmi di affermare che il Multiple Name  uno scudo
contro i tentativi del potere costituito di identificare e
individuare i suoi nemici, un'arma in mano a quella che Marx
definiva ironicamente "la parte cattiva" della societ: nel film
Spartacus di Stanley Kubrick (USA 1960), tutti gli schiavi
sconfitti e catturati da Crasso dichiarano di essere Spartaco,
come gli zapatisti sono tutti Marcos e io siamo tutti Luther
Blissett. Ma non mi accontento, perch il nome collettivo ha anche
una valenza fondativa, in quanto mira a costruire un mito aperto,
elastico e ridefinibile in un network tamariano degli eventi i cui
prodromi vengono illuminati retrospettivamente dalla morte di Ray
Johnson. Occorre per intenderci su cosa sia il mito. Comunemente
la parola "mito" si usa per designare una cosa non vera. Gli
enunciati che gli antropologi chiamano miti descrivono eventi mai
avvenuti; difatti chi narra i miti non si aspetta certo che si
ripetano: essi appartengono ad una remota "era dei miracoli",
prima che il mondo andasse come va ora.  tuttavia un errore
guardare al mito solo come ad una storia mistificata: esso  il
pi delle volte un atto istitutivo, la storia della prima
esecuzione di quell'atto che il rituale ancora perpetua e che
convalida un certo diritto nei rapporti sociali. Le narrazioni
della venuta del capostipite di una stirpe reale, che reca con s
tutti gli strumenti della civilizzazione, o i miracoli compiuti
dal primo antenato di una autorit rituale o il primo uomo che ha
usato un certo tipo di magia, sono miti perch convalidano il
diritto dei discendenti di esercitare l'autorit politica o
spirituale, o a detenere il monopolio nella pratica della magia.
Ci sono poi i "miti delle origini", che raccontano come la morte e
il lavoro (pi o meno la stessa cosa) si siano introdotti nel
mondo e come la terra fu separata dal cielo per punire chi aveva
disobbedito agli ordini divini. Questi miti cercano di rispondere
a dei "perch" universali. I miti con cui la cultura giudaico-
cristiana ha maggiore dimestichezza sono comunque quelli
escatologici, vale a dire poggianti su una concezione lineare del
tempo e proiettati verso il futuro, come i miti apocalittico-
millenaristici o i miti di rinnovamento sociale. Nel 1962 il
situazionista Raoul Vaneigem scriveva:
   "Nato dalla volont degli uomini di sopravvivere alle forze
   incontrollabili della natura, il mito  una politica di
   salute pubblica che si  mantenuta al di l della sua
   necessit, e si  confermata nella sua forza tirannica
   riducendo la vita all'unica dimensione della sopravvivenza,
   negandola come movimento e totalit."
   
La convivenza col mito  certo scomoda, tuttavia  inevitabile,
come  stato inevitabile che, nel fuoco-e-sangue delle rivolte e
delle guerre di classe, ci si affidasse a questa cristallizzazione
dell'immaginario collettivo che illude nell'incanalarsi di ogni
azione in un divenire lineare e predicibile.
Edgar Morin afferma:
   "Non dobbiamo operare una semplificazione, credendo che i
   miti siano mentitori. Essi sono in grado di creare
   illusioni e di consentire menzogne proprio perch sono
   'veri', veri nel senso in cui il grande mito porta,
   concentra e traduce in s le aspirazioni profonde non
   soltanto di un'epoca o di una societ, ma pi in generale
   anche dell'umanit. Questo vale per i miti democratici
   della libert, dell'eguaglianza, della fraternit e per i
   miti socialisti, comunisti, libertari".
   
Il problema non  la presunta "mendacia" del mito, bens la sua
sopravvivenza oltre le forme storiche delle necessit e
aspirazioni che raccoglie e dirige. L'immaginario sistematizzato e
ritualizzato diviene immagine sociale del potere costituito. Il
mito di trasformazione sociale diventa mito fondante della
comunit fittizia costruita e rappresentata dal potere: il
"Progresso" fonda la cosiddetta "Umanit"- protagonista della
"Storia"-, l'atto istitutivo fonda la "Nazione", etc. Tutte
soggettivit astratte, da scrivere con la maiuscola reverenziale.
Il mito fondante degli USA (di evidente derivazione apocalittica e
millenaristica) non fu forse quello della "Frontiera", risoltosi
poi nello sterminio dei popoli nativi e divenuto infine il
collante ideologico dell'imperialismo yankee novecentesco? Per non
parlare dei guasti provocati dal mito del "Proletariato": anzich
porre le basi della sua AUTONEGAZIONE in quanto classe, il
movimento comunista esalt fin quasi al misticismo il suo ruolo
nel presente, le sue "mani callose", il suo onore e la sua
"dirittura morale"; qui si mescolavano la spazzatura pauperistica
cristiana e una sopravvissuta fiducia nell'attendibilit delle
scienze sociali borghesi: il proletario veniva identificato
sociologicamente con l'operaio in s (mentre Marx aveva scritto
che "il proletariato  rivoluzionario oppure non  nulla"), oppure
fatto combaciare col "povero" delle Sacre Scritture, o addirittura
tutte e due le cose assieme. Risultato: il "realismo socialista",
il puritanesimo dei comunisti, la morale sessuale coercitiva
contro la "decadenza" borghese e tutta l'altra merda, da Kim Il
Sung all'italiano Aldo Brandirali.
Ma le relazioni sociali umane non potranno mai poggiare su
un'impossibile rimozione del fantastico e del simbolico in nome di
una razionalit astratta, quindi l'immaginario collettivo
continuer a produrre mitologie. Non pu dunque trattarsi di
"distruggere i miti": dobbiamo convogliare i nostri sforzi in
un'altra direzione: mantenere l'immaginario in continuo movimento,
non lasciarlo raggrumare, capire quando e come il mito va
smembrato, rielaborato o lasciato cadere del tutto, prima che la
pluralit di immagini torni ad essere "assoluto unitario".
Occorre fare netsurfing, scorribande nell'immaginario collettivo;
occorre creare nuove situazioni teletrasportandosi su pianeti
ostili: Picard e Datowm su Elladrel. Come leggerete nel prossimo
capitolo,  in una nuova "ricerca del Graal" che dobbiamo
cimentarci, ma ad accompagnarci non saranno nobili cavalieri,
bens un incallito truffatore: Reggie Dunlop.
Chi  Reggie Dunlop? Potete incontrare questo Grande Manipolatore
e inventore di leggende metropolitane nel film Slapshot di George
Roy Hill ("Colpo secco", USA 1977). Dunlop, interpretato da Paul
Newman,  capitano e allenatore di una squadra di hockey su
ghiaccio, i Charlestown Chiefs. I Chiefs navigano in cattive acque
di classifica, e l'industria che li sponsorizza rischia la
bancarotta. Per cercare di rimediare, Dunlop si inventa
un'imprecisata e inesistente societ della Florida interessata a
rilevare la squadra, spaccia notizie false a TV e giornali, avvia
un vortice di leggende e panzane dal quale rischia di essere
inghiottito e stritolato. L'atmosfera attorno ai Chiefs cambia
repentinamente, la squadra torna a vincere e altre societ -
stavolta vere - propongono contratti ai giocatori.
Dunlop  solo la versione euforica e briosa di un personaggio
tipico della narrativa americana: colui che riesce a giostrare con
abilit nel "gioco di ruolo" della simulazione e della guerra
psichica, il pi delle volte in corsa contro il tempo, costretto a
saltare di identit in identit, a spiazzare gli avversari e i
media, ad attaccare il nemico non nella postazione che sta
abbandonando bens in quella che sta per occupare. James Ellroy,
nel suo ultraviolento romanzo White Jazz (1992) ha narrato le
gesta del sordido sbirro corrotto Dave D. Klein, la versione pi
dark di Reggie Dunlop che mi sia mai capitato di incontrare. Nel
romanzo di Robert A. Heinlein La luna  una severa maestra (1966),
Dunlop  addirittura un computer autocosciente, Mike, che crea un
leader rivoluzionario virtuale, Adam Selene. Potrei fare decine di
esempi, ma  solo in Slapshot - e, in modo diverso, nella cult-
novel di John Shirley, Transmaniacon (cfr. cap.4) che le tattiche
e le strategie della guerra psichica vengono esposte con la
massima chiarezza. Luther Blissett  attualmente il prototipo pi
avanzato di Reggie Dunlop, perch coniuga la guerra psichica e la
transmaniacalita alla pratica del Multiple Name e alle suggestioni
tamariane in materia di mito. Se Reggie Dunlop era un semplice
individuo, Luther Blissett  un condividuo, una singolarit
multipla.

EXCURSUS: DUE OMAGGI DOVUTI

Luther Blissett  stato preceduto da misconosciute esperienze
"seminali" di networking e di uso della leggenda metropolitana,
una delle quali d il nome al libro che stai leggendo. Mind
Invaders, Italia, primi anni '80. Si trattava di una rock-band non
pi reale dei "misteriosi nuovi proprietari dei Charlestown
Chiefs", band di cui veniva anonimamente prodotto e distribuito
materiale informativo e propagandistico, oltre a gadgets e a false
interviste che venivano presto smentite dagli inesistenti "diretti
interessati"( la smentita veniva a sua volta dichiarata falsa, e i
suoi autori definiti "impostori", poi i presunti impostori
replicavano etc.). Ecco un estratto da un comunicato-stampa
diramato da Udine il 31/5/1980, introdotto dalla frase: "Siamo
venuti in possesso di questo volgare falso che verr presto
smentito":
   "Per soddisfare le morbose curiosit di quanti vogliono
   conoscere la genesi dei Mind Invaders, ma soprattutto per
   porre fine alle dicerie di chi sostiene che sono nati
   recentemente sulla scia di altri gruppi musicali pi
   famosi, vi rendiamo noto quanto segue: gi nel 1976 Chris
   Lutman ed Emoform componevano i loro primi pezzi,
   sperimentando le possibilit di un potente generatore di
   infrasuoni, costruito in collaborazione con il Laboratory
   of Physics - Iowa... In particolare hanno composto la suite
   "Heartquake" che  stata eseguita in pubblico il 6 maggio e
   il 15 settembre dello stesso anno [...] A chiunque volesse
   acquistare il disco Music for Entertainment vorremmo
   precisare che pu essere suonato soltanto con lo speciale
   apparecchio prodotto dalla ALDO MANCUSO & Sons, provvisto
   di due testine che con una presa a tenaglia permettono la
   lettura contemporanea di entrambe le facciate del disco
   [...] firmato: ALDO MANCUSO".
   
Ed ecco un altro comunicato, stavolta senza data, preceduto
dall'annuncio "Seguiranno al pi presto il disco e alcune
cassette":
   "Nel concerto di Udine del 29.9.79 all'auditorium Zanon
   (strapieno) siamo intervenuti con una macchina di nostra
   creazione che produce sensazioni sonore, tattili e
   olfattive che hanno provocato un'esplosione di rigetto da
   parte del pubblico il quale si  allontanato in massa.
   Consideriamo questo esperimento non perfettamente riuscito
   data la completa omogeneit di risposta da parte del
   pubblico che si  riconfermato tale [...]".
   
Grazie a questa impressionante sequela di panzane e all'appoggio
di alcune fanzines e di bands vere che li citavano nelle
interviste o che inserivano il loro nome nei credits dei dischi, i
Mind Invaders ebbero i loro album immaginari recensiti pi volte -
in tutta seriet - da alcune riviste del settore (su tutte
Rockstar, che all'epoca aveva una certa importanza e diffusione).
Questo provoc anche le lagnanze di altri gruppi. Ad esempio, tali
Electric Eyes di Firenze scrissero quanto segue alla rubrica di
Red Ronnie su Rockstar:
   "Carissimo direttore, vorrei proporle un quesito: non le
   pare che Lei, pubblicando per due volte di seguito nella
   rubrica Rockers la recensione dei Mind Invaders, rubi
   spazio a tutti gli altri gruppi (tra i quali il mio) che le
   scrivono fiduciosi?...Andate a fanculo!".
   
Si dice che dietro i Mind Invaders ci fossero alcuni mail-artisti
italiani, ed in particolare Piermario Ciani, amico personale di
quell'Harry Kipper che all'epoca gi usava lo pseudonimo "Luther
Blissett". Se per caso avete Slapshot su videocassetta (e se siete
degli osservatori) scoprirete che, durante una carrellata sul
pubblico della finale del campionato, sulla T-shirt di una ragazza
si legge chiaramente la scritta in rosso "MIND INVADERS". Tutto
torna. Abituatevi per tempo a questo andamento ellittico e
divagante.
Il netsurfing inizia, l'ultimo click di questo capitolo ci porta a
TRAX, un condividuo materializzatosi nel Mail Art Network nel
1981, i cui preziosi testi sono stati ampiamente saccheggiati,
plagiati e rivisitati da Luther Blissett in molti manifesti,
volantini, editoriali, e il cui sistema "modulare"di propagazione
 servito a seminare ci che Luther ha raccolto. Per sei lunghi
anni, TRAX fu
   un corpo misterioso vagante nello scenario dei media
   'giovanili' degli anni '80: una cospirazione
   internazionale, un sistema impersonale, un network autonomo
   e indipendente. Esistono molti punti di riferimento, ma
   sono pi importanti gli spazi vuoti [...] TRAX si adegua
   solo in parte a qualsiasi tipo di realt: la ricerca
   elettronica, la musica 'industriale', la Mail Art, la Copy
   Art, la poesia visiva e sonora, il cut-up, la performance,
   etc. TRAX frantuma le forme consuete del disco,
   dell'audiocassetta, della rivista o dell'opera grafica,
   creando una serie di works in progress smontabili e
   rimontabili a piacimento dal fruitore..."(AA.VV. "LAST TRAX
   - Final Report of the Trax Project", libro+disco
   autoprodotto da Piermario Ciani, Vittore Baroni e Massimo
   Giacon).
   
TRAX ("Tracks"- tracce, solchi - o, leggendo al contrario, "X-
Art", arte proibita) si proponeva di produrre il pi possibile,
coinvolgendo il maggior numero possibile di persone, parodiando le
multinazionali per quanto riguardava i modelli produttivi. In
pratica, TRAX era una specie di griffe con cui chiunque poteva
firmare i propri lavori. Chiunque aderiva al progetto diventava
un'unit TRAX, contrassegnata dalla parola magica e da un numero
che indicava solamente l'ordine progressivo di adesione (es.
"Piermario Ciani - TRAX 01; "Vittore Baroni"- TRAX 02... Shozo
Shimamoto - TRAX 0383..."etc.). Il progetto prevedeva due ruoli
operativi intercambiabili: erano dette Unit Centrali quelle che
organizzavano e producevano un dato "modulo"(vale a dire un
evento, una collana, una determinata ramificazione del progetto),
e Unit Periferiche tutti gli altri partecipanti. Dal giugno 1981
al giugno 1987 operarono come Unit Periferiche circa 500 persone
da una trentina di nazioni diverse, e dieci Unit Centrali. Tra i
media coinvolti in Italia, le riviste Frizzer, Frigidaire e Tempi
supplementari, che nel 1985-86 pubblicarono a puntate il fumetto
"TRAXMAN"(testi di TRAX 02, disegni di TRAX 03). I moduli furono
performances, concerti, dischi, cassette, fumetti, racconti,
poesie, films, videoinstallazioni, T-shirts, cartoline etc. La
fine del progetto era prevista per il 1987, e fu ufficializzata da
queste frasi di TRAX 02:
   "TRAX ha proposto un modello operativo, ha fornito un
   esempio, ma preferisce dissolversi prima che il gioco si
   trasformi in una sterile ripetizione di gesti. Occorre un
   nuovo scarto dalla norma, ora che sono state saggiate le
   capacit dei diversi networks sotterranei. Questi universi
   paralleli, di cui spesso non si sospetta neppure
   l'esistenza, potranno incrociarsi e proiettarsi sempre pi
   all'esterno, verso milioni di persone potenzialmente
   interessate a ricucire, in senso evoluzionistico, il
   divario tra scienza e creativit..." (LAST TRAX, cit.).
   
 superfluo ribadire l'importanza di TRAX, basti pensare che tutto
ci  successo 8-14 anni fa. TRAX gioc d'anticipo col franchising
[8] quando ancora era poco chiara la portata delle
ristrutturazioni industriali che stavano disgregando il modello
fordista -taylorista, e quando un VIC 20 o un Commodore 64 erano
l'esperienza pi tangibile della "terza rivoluzione industriale"
che un ragazzino potesse fare. Un triplo hurr per TRAX!

NOTE
1. " I Multiple Names sono firme che l'avanguardia degli anni
Settanta e Ottanta ha proposto per un uso seriale. Sebbene ve ne
siano stati di diverso tipo, i pi comuni sono nomi propri
inventati che, per volont di chi li propone, possono essere usati
da chiunque come contesti o come identit. L'idea  quella di
creare un corpus di opere artistiche usando quest'identit
inventata [...] I Multiple Names hanno a che fare con le teorie
dei giochi pi radicali..." (Festival of Plagiarism, London
January/February 1988).
2. "Karen Eliot  il nome di un singolo essere umano che pu
essere chiunque. Il nome  stabilito, le persone che lo usano non
lo sono. L'intento di tante diverse persone che usano lo stesso
nome  quello di creare una situazione di cui nessuno in
particolare  responsabile, oltre ad esaminare praticamente le
nozioni filosofiche occidentali di identit, individualit,
originalit, valore e verit. Chiunque pu divenire Karen Eliot
semplicemente adottando il nome, ma chi lo adotta  Karen Eliot
solo nel periodo di tempo in cui usa il nome. Karen Eliot non 
nata: piuttosto, si  materializzata come contesto aperto
nell'estate del 1985. Quando si diventa Karen Eliot, la propria
precedente esistenza consiste nelle azioni che altre persone hanno
compiuto usando il nome. Quando si diventa Karen Eliot, non si ha
pi famiglia n nascita. Si diceva sopra che Karen Eliot non 
nata: ella  l'incarnazione delle correnti sociali, ed  stata
costruita come uno strumento per muoversi sul terreno franoso che
circonda l'"individuo" e la societ. Il nome Karen Eliot pu
essere usato strategicamente per siglare azioni, interventi,
mostre e testi di ogni tipo. Quando rispondi a lettere o domande
riguardanti un testo o azione siglato Karen Eliot, rispondi
continuando a usare questo nome. Invece nei rapporti amicali e
personali dove hai un'esistenza altra rispetto a quella di chi usa
il nome, non ha senso continuare ad usarlo. Se usi il nome nella
tua vita privata c' il rischio che Karen Eliot venga identificata
con una persona precisa"(da: Stewart Home, Neoism, Plagiarism &
Praxis, AK Press, Edinburgh, UK 1995)
3. Pubblicato per la prima volta in Italia su Virus #5, giugno
1995. Traduzione di Antonio Caronia.
4. Sul n.42-43 della rivista italiana di musica e controcultura
Rumore (luglio-agosto 1995), Vittore ha curato un inserto speciale
sull'"effetto Blissett", ed esordiva con questa frase: "...il
fenomeno Blissett, splendida concretizzazione di un sistema auto-
generante di ogni sorta di imprevedibili e strampalate azioni di
guerriglia culturale, portate avanti collettivamente e
anonimamente senza alcuna gerarchia o coordinamento centrale, ci
ha colti [...] di sorpresa, apparendo come dal nulla...". Questa 
una classicissima Diminutio auctoris, un atto di falsa modestia a
cui non va dato troppo credito: Vittore non solo era al corrente
fin dai primi giorni di quale fosse la natura della cospirazione,
ma ne  stato anche uno dei massimi promotori e teorici dal
gennaio 1994 in avanti.
5. Di Stewart Home dal 1989 al 1994 sono usciti i seguenti
romanzi: Defiant Pose (Peter Owen 1991), Pure Mania (Polygon
Books, 1992), Red London (AK Press, Edinburgh 1994) e la raccolta
di racconti No Pity (AK Press, Edinburgh 1993) [Oggi sono
reperibili in italiano: "Assalto alla cultura", Venezia, AAA
Edizioni, 1996; "Marci, sporchi e imbecilli", Roma, Castelvecchi,
1996; "Neoismo e altri scritti", Milano, Costa & Nolan, 1997 ].
6. Uno spunto filosofico su questo argomento ci  dato da un
episodio della terza serie di Star Trek, Deep Space Nine,
intitolato "Il passato di Dax"(scritto da Peter Allen Fields, data
astrale 46910.1). Dax - uno dei protagonisti della serie -  un
Trill, un essere composto da due entit interdipendenti: un
ospitante e un simbionte, cio una sorta di parassita alquanto
longevo che viene installato nel corpo di un volontario fino al
termine della vita di quest'ultimo, per poi essere trapiantato in
un nuovo ospite e cos via per svariate generazioni. La cosa
interessante  che il simbionte trasmette a chi lo accoglie parte
della memoria delle sue vite precedenti e, viceversa, acquisisce
l'esperienza dell'essere ospitante, creando ogni volta
un'originale contaminazione di personalit. Nell'episodio in
questione, il Trill Jadzia Dax viene processato/a per un crimine
commesso dal Trill precedente Curzon Dax. La linea di difesa
vincente del Comandante Sisko si basa sulla constatazione che
Jadzia Dax  un essere nuovo rispetto a Curzon Dax, poich con la
nuova unione si  verificata una ricombinazione di personalit che
si sono modificate reciprocamente e che sono ormai
indistinguibili. Non  possibile processare singolarmente il
simbionte Dax che vive dentro Jadzia per il crimine che ha
commesso nella sua vita/unione precedente: esso  ormai
irrimediabilmente diverso da come era prima di unirsi a lei.
Una lettura allegorica di questo episodio ci porta ad affermare
che ognuno di noi  un Trill: non siamo unit chiuse sempre
identiche a se stesse, bens dei sistemi aperti e ricettivi
disponibili a un'infinit di reincarnazioni, di nuove simbiosi,
che spazzano via le responsabilit delle vite precedenti e ci
arricchiscono di nuovi ricordi e nuove sensazioni. Questa
constatazione ci schiera necessariamente contro il sistema
poliziesco che, nella vita reale come in Star Trek, vorrebbe
imporci di essere sempre e soltanto una persona singola,
distinguibile, un'unit numerabile, tassabile, processabile,
eleggibile e via di questo passo...
7. Persone di buone letture, gli autori dello script (Philip
Labeznik e Joe Menosky). Tra le cose lette e ruminate, sicuramente
questi passi di F.W. Nietzsche, da Crepuscolo degli idoli: "Il
linguaggio appartiene, secondo la sua origine nel tempo, alla
forma pi rudimentale di psicologia: se prendiamo coscienza dei
presupposti fondamentali della metafisica del linguaggio - in
parole pi chiare, della ragione - penetriamo in un rozzo
feticismo. Esso vede ovunque autore e atto: crede nella volont
come causa in generale; crede nell'io', nell'io come essere,
nell'io come sostanza, e proietta su ogni cosa la fede nell'io-
sostanza - solo cos crea il concetto di 'cosa'[...] La 'ragione'
nel linguaggio: oh, vecchia infida baldracca!
Temo che non ci libereremo di Dio, perch crediamo ancora nella
grammatica..."
8. Franchising. Modalit con cui l'impresa-a-rete postfordista
(es. Benetton) organizza la distribuzione del marchio e del
prodotto, "gestione sociale e politica delle reti attraverso il
marchi, piuttosto che vincoli diretti, disciplinari o
amministrativi"(M. Lazzarato) come invece accadeva nel fordismo.
Un commerciante pu aprire un negozio sfruttando marchio, materie
prime e tecnologie di una casa madre che programma il piano di
investimento da affrontare e concede l'eventuale esclusiva
territoriale. Progetto, scelta e arredamento dei locali nonch
promozione sono a carico della casa madre (franchisor), mentre al
gestore spettano i costi di arredamento e gestione. Il franchisor,
in pratica, offre al commerciante "un'aura, un'identit, un mezzo
di produzione di reddito. Il commerciante non sar pi il
commerciante anonimo, ma il negozio Benetton"(Idem). In questo
modo una grande ditta pu lasciare che sia una rete di lavoratori
autonomi "nobilitati" dal trademark a sobbarcarsi i costi
amministrativi e fiscali della distribuzione. TRAX ha funzionato
ad un tempo come anticipazione e parodia del franchising.


                        ...Tra uno e due...

     "Ci piace pensare che quelli che cercavano il Graal non erano
                                                          stupidi"
                  Internationale Lettriste, Potlatch #8, 10/8/1954

Quella che segue  la traduzione di "The Grail Unveiled", un breve
saggio pubblicato sul n.2 di RE:ACTION - Newsletter of the Neoist
Alliance (London, Summer Solstice 1995). La Neoist Alliance (BM
Senior, London WC1N 3XX, UK)  una delle pi importanti realt
dell'underground londinese, aderente al Luther Blissett Project
sin dal suo avvio. "The Grail Unveiled"  una vera e propria
dichiarazione di poetica del gruppo. Sebbene il testo sia
complesso e pieno di riferimenti non immediatamente comprensibili
ai lettori italiani, ho scelto di includerlo in questo libro
(eliminando alcune divagazioni, dividendolo in paragrafi e
corredandolo di note esplicative) perch si tratta di una
brillante esposizione di come Luther Blissett usa il mito (antico
o contemporaneo che sia), e di come quest'uso non abbia
assolutamente nulla a che fare con quello tipico delle filosofie
reazionarie. La Neoist Alliance - d'ora in poi NA -  stata
fondata nel 1993 da Stewart Home. La parola "Neoismo" significa
letteralmente "un nuovo ismo", quindi significa tutto e niente
[1]. La NA si dedica alla "distruzione di ogni credo monoteistico"
e alla diffusione di "strani culti, misticismo, para-scienza e
antifilosofie", oltrech a "incoraggiare il culto della
turpitudine"e a "provocare invidia, malcontento, rivolta e guerra
di classe". Tutto ci si concretizza in un'incessante guerriglia
mediatica contro l'establishment culturale "per prendere il
controllo della stampa e delle telecomunicazioni, del cinema e del
teatro, di tutto quanto possa influenzare la pubblica opinione...
allo scopo di distruggere dall'interno le istituzioni della classe
dominante, provocando dissenso"[2]. Questo programma  in realt
un capovolgimento "in positivo"di un testo dell'Imperial Fascist
League in cui era esposto il presunto modus operandi di quanti tra
le due guerre si opponevano all'avanzata del fascismo.
La NA maneggia e manipola con disinvoltura metafore alchemiche,
religiosit neo-pagana, teorie della cospirazione, dottrine
rosacrociane e riferimenti alle architetture massoniche. Ma non vi
 alcuna superficialit nel suo approccio: la provocatoriet di
certe affermazioni non  mai fine a s stessa, bens - come ha
scritto Mikhail Bachtin a proposito di Rabelais - porta a "creare
tra le cose e le idee nuovi vicinati...[a] porre accanto e riunire
ci che  stato fallacemente diviso e allontanato e disgiungere
ci che  stato fallacemente avvicinato"[3]. Ad esempio, l'uso
della parola "celtico" come sinonimo di "meticcio", di
"multietnico" o addirittura di "afro-europeo" non  un semplice
detournement, anzi ha una precisa rispondenza in alcune teorie
storico-antropologiche e serve - come vedremo - a portare
l'attacco al cuore stesso del mito di una "cultura europea"
ancestrale, mito tanto caro alle vecchie e nuove destre.
Per capire "The Grail Unveiled" necessario avere anche solo
un'infarinatura di cosa sia il Graal e di cosa sia il druidismo.
Il Sacro Graal (ant. franc. coppa) , secondo le leggende, il
calice di cui Ges Cristo si sarebbe servito nell'ultima cena e in
cui Giuseppe d'Arimatea avrebbe raccolto un po' del sangue di
Cristo deposto dalla croce, portandolo poi in Bretagna. Essendo
andato perduto, sarebbe sorto l'ordine dei Cavalieri del Sacro
Graal per cercarlo e, dopo che fu ritrovato, conservarlo e
difenderlo. Il calice era invisibile a chi non fosse in stato di
assoluta purezza spirituale. La leggenda ha dato vita a diversi
poemi cavallereschi. La destra cattolica e/o fascista legge la
ricerca del Graal come l'allegoria di una restaurazione della
"cultura europea" e della sua purezza razziale, di una rivolta
contro il mondo moderno, borghese, secolarizzato. La NA sconvolge
questa interpretazione, e vede nel Graal il simbolo di quei
politeismi pagani che hanno costantemente solcato e corroso la
cristianit, di un melting pot che non smetter mai di arricchire
l'esperienza della specie umana. Non c' mai stata alcuna
"purezza", e i miti non vanno restaurati ma usati come
"significanti di un continuo divenire", di un networking che
costruisce il con-dividuo. A questo punto  facile capire che
l'attenzione della NA (e di un altro importante gruppo, la London
Psychogeographical Association [4]) per il druidismo  la
negazione attiva della fascinazione nazista per i miti nordici: si
tratta di un'indagine su come un coacervo di incerte mitologie, di
identit remote e immagini vaghe sia stato riempito di nuovi
significati, detournato e adattato a nuove esigenze. Nel caso dei
druidi (gli antichi sacerdoti del culto celtico della vegetazione)
ci  avvenuto a partire dal Rinascimento e ha subito una decisa
accelerazione dopo il Romanticismo. Da allora in poi il revival
druidico  consistito in un continuo processo di reinvenzione
della tradizione, finalizzato a un'esperienza religiosa
cosmopolitica che, in nome del Legame Universale ("the Universal
Bond") tra tutti gli esseri umani, ha accettato e assorbito
elementi delle filosofie orientali e della cultura nativo-
americana. Questi elementi sono stati integrati in un culto del
Paesaggio Sacro ("Sacred Landscape") che, nel Regno Unito, ha
avuto una qualche influenza sul socialismo utopistico a cavallo
tra XIX e XX secolo [5].  proprio questa tendenza del druidismo
alla "cultural cross-fertilisation"che la NA vuole ampliare e
radicalizzare, e per questo in "The Grail Unveiled"viene descritto
l'Avanbardo, vale a dire chi si pone creativamente oltre
l'antitesi tra Progresso e Tradizione. Ci che l'Avanbardo(6)
annuncia  il definitivo superamento della crisi postmoderna.
Il/la portavoce della NA si chiama, manco a dirlo, Luther
Blissett.

NOTE
1. Cfr. Stewart Home, The Assault on Culture - Utopian Currents
from Lettrisme to Class War, AK Press, Edinburgh 1991; Stewart
Home, Neoist Manifestos/The Art Strike Papers, AK Press, Edinburgh
1991; Stewart Home, Neoism, Plagiarism & Praxis, cit.
2. "Programme of the Neoist Alliance", da S. Home, Neoism,
Plagiarism & Praxis, cit.
3. M. Bachtin, Estetica e romanzo, Einaudi, Torino 1979.
4. La London Psychogeographical Association  stata fondata da
Richard Essex nel 1992, e prende il nome da uno dei gruppi
radicali che nel 1957 confluirono nell'Internazionale
Situazionista. La psicogeografia  "lo studio degli effetti
specifici dell'ambiente geografico, consciamente disposto o meno,
sulle emozioni e sul comportamento degli
individui"("Internationale Situationniste"n. 1, Paris 1958), e la
LPA esplora Londra e il territorio circostante studiando gli
effetti sullo spazio urbano del periodico riequilibrarsi dei
poteri costituiti e delle faide interne alla classe dominante.
L'approccio della LPA alla psicogeografia  molto complesso e
peculiare e, per quanto riguarda l'esplicito richiamo ai
situazionisti,  basato sullo sviluppo delle riflessioni
"situlogiche"di Asger Jorn anzich sul sopravvalutato apporto
teorico di Guy Debord. Nel 1994 la LPA ha fondato la Luther
Blissett 3-Sided Football League (Cfr. Luther Blissett - rivista
di guerra psichica e adunate sediziose, #0, Bologna, Grafton 9
aprile-maggio 1995). Chiunque sia interessato a ricevere
regolarmente il newsletter della LPA pu spedire un vaglia
internazionale di 5 sterline a: UNPOPULAR BOOKS, Box 15, 138
Kingsland High Street, London E8 2NS, Gran Bretagna.
5. Dal 1909 al 1946 fu Capo dell'Ordine Britannico dei Druidi
l'erborista, dietologo e salutista George Watson MacGregor Reid,
pi volte candidato socialista alla Camera dei Comuni e al
Congresso degli Stati Uniti. Egli "visit l'Afghanistan e l'India,
e ricevette un'iniziazione mistica al buddhismo nel famoso
monastero di Kapila, India settentrionale - come druido, adott il
nome di Ayu Subhadra Savvanus. Pare che, pi che diventare
buddhista, egli abbia integrato il buddhismo nel credo e nella
filosofia druidica. MacGregor Reid fu in grado di armonizzare
tutto ci in una forma completamente occidentale, di modo che
l'influenza buddhista - al pari di quella islamica e genericamente
cristiana - sui riti pubblici dei druidi fosse quasi
impercettibile. Uno dei suoi detti pi frequenti era: "Dio 
troppo grande e grandioso per qualsiasi chiesa
6. Bardi: poeti e cantori sacri e profani, presso i Celti. Insieme
ai druidi e agli ovati costituivano la classe sacerdotale dei
Galli.
Nei loro canti, tanto eulogici quanto satirici, celebravano le
tradizioni del clan a cui appartenevano e le gesta del capo. Dopo
la conquista romana i bardi scomparvero dalle Gallie ma in qualche
modo sopravvissero durante il Medioevo in Bretagna, Irlanda,
Scozia e Galles. Il Romanticismo riscopr il termine e defin
"bardi" i poeti che cantavano la patria, i tormenti dell'anima e
il sacrificio dell'eroe. L'avanbardo non ha tradizioni da
celebrare, perch si pone come superamento e sintesi di TUTTE le
tradizioni; il suo clan  l'intera Specie e anzich cantare le
gesta del capo preconizza e predica l'emergere dello Homo
Gemeinwesen, del Con-dividuo.

2. Il Graal rivelato

 "La nostra natura consiste nel movimento, tutto il resto  morte"
                                                     Blaise Pascal

 "L'essenza della vita non  mai la sua fruizione, ma l'incessante
                                                         divenire"
                                                  Johann G. Herder

  "L'uomo vuole concordia, ma la natura sa meglio cosa  buono per
                                  le specie: essa vuole discordia"
                                                     Immanuel Kant


NON "SERVIRE IL GRAAL" MA "SERVIRSI DEL GRAAL"

Molti testi critici sul Sacro Graal contengono osservazioni banali
su quale sia la "giusta" richiesta. In molte leggende, il figlio
della vedova porta la tragedia sul suo popolo per non aver
formulato una determinata domanda, di conseguenza i raccolti
inaridiscono e i castelli vanno in rovina. Studiosi reazionari
come Anna Morduch nel suo The Sovereign Adventure: The Grail of
Mankind (James Clarke, Cambridge and London 1970) suggeriscono di
distinguere due tipi di domande al/sul Graal. La prima domanda :
"Chi pu servire il Graal? Qual  la natura del Graal, e come
posso servirlo?". Secondo Morduch, la seconda categoria di domande
riguarda "i doni e le ricompense" del Graal. Questi due tipi di
richieste ci suggeriscono interpretazioni diverse da quella di
Morduch. Di fatto, quanti desideravano servire il Graal si
limitavano a porre assurde domande retoriche su questo mondo. Si
trattava di leccaculi incapaci di rompere i legami che li
incatenavano, perch desideravano davvero, e in tutta sincerit,
servire i poteri costituiti. Invece , coloro che ponevano il
secondo tipo di richiesta, pur partendo dalle stesse premesse dei
pi "nobili" Cavalieri del Graal, rompevano il codice della
cavalleria, perch anzich offrire i propri servigi chiedevano
grazie e favori. In passato questi poveracci conoscevano solo
l'esilio e la messa al bando, mentre ai loro odierni corrispettivi
si gettano poche briciole d'elemosina.
Nelle prime pagine di L'Unico e la sua propriet, scritto 150 anni
fa, Max Stirner scacciava gli spettri che oggi Morduch cerca di
rievocare:
   "Quale si suppone che sia il mio interesse!? Prima di tutto
   la Causa del Bene, poi la causa di Dio, la causa del genere
   umano, della verit, della libert, dell'umanit, della
   giustizia; poi, la causa del mio popolo, del mio principe e
   della mia patria; infine la causa dell'Intelletto, e mille
   altre cause. Solo la mia causa non dovrebbe mai
   riguardarmi, vergogna all'egoista che pensa solo a s
   stesso!". Voi avete molto da insegnarci a proposito di Dio,
   per migliaia di anni vi siete interrogati sui 'misteri
   della natura divin e avete guardato nel cuore di Dio,
   quindi potete dirci senza dubbio in che modo Dio stesso
   bada alla propria 'causa', quella che siamo chiamati a
   servire...".
   
Quelli tra noi che desiderano vedere i castelli dei nostri
oppressori andare in rovina, che sono felici nel vedere i frutti
del vecchio mondo seccarsi e morire e che spargerebbero volentieri
il sale su queste gi aride lande se ci servisse ad avviare il
crollo, non si faranno intrappolare nel sistema dualistico di
"pensiero" riverito da Morduch. Noi possiamo liberamente porre una
domanda che  gi stata posta molte volte, una domanda che ha una
risposta molto semplice.
Bestsellers internazionali come Il Santo Graal di Baigent, Leigh e
Lincoln [1] dimostrano che molte persone sono ancora curiose di
sapere cos' il Graal, o almeno cos' stato o cosa sarebbe potuto
essere. Baigent e soci ipotizzano che il Graal sia il sangue di
Cristo trasfuso nei suoi diretti discendenti [Sain Graal = Sang
Ral ]. Risposte pi tradizionali hanno incluso il calice che
raccolse il sangue di Cristo e una pietra caduta dalla corona di
Satana. Si dice che i poemi cavallereschi sul Graal siano una
versione cristianizzata delle pi antiche leggende celtiche, e che
varianti di queste fiabe esistano in tutte le culture. Nel suo "La
dea bianca", Robert Graves ha scritto che tutti i poeti intendono
esprimere una verit, verit che pu essere rinvenuta nella sua
forma pi pura nelle opere dei bardi celtici [2]. Come per la
poesia, cosi' per il Graal: come Graves non capisce che "poesia"
significa letteralmente "creazione" o "costruzione", e va a
cercare una verit pi pura, cos non si potr mai apprendere
nulla di rilevante continuando a chiedersi cos' stato il Graal o
cosa sarebbe potuto essere. Ci che il Graal simboleggiava in
passato non pu interessare a quanti hanno rotto con la
Tradizione. In ogni caso, la tradizione  essa stessa discontinua:
gli individui che desiderano "tornare" alla tradizione rompono
allo stesso tempo con le tradizioni che hanno ereditato. Ci
spiega la fertilit del Protestantesimo nella sua fase storica
(quando cio l'influenza della cultura islamica diede la spinta
propulsiva alla Riforma (3) e anche la totale miseria
dell'ideologia nazionalista nel nostro secolo. La contaminazione
tra le culture ci arricchisce, e il Graal rappresenta una
stratificazione storica di miti che non possono essere riassunti
uno nell'altro n "restaurati" nella "purezza" di un culto
celticheggiante della vegetazione senza essere ridotti a una
banale unidimensionalit. La potenza delle leggende sul Graal
risiede nel fatto che esse sono ad un tempo cristiane e pagane,
sebbene ci sia evidentemente sfuggito all'attenzione dei
"Tradizionalisti" come Rn Gunon o Julius Evola [4]

PROGRESSO/TRADIZIONE, AVANGUARDIA/OCCULTISMO. DUE FACCE DELLA
STESSA MEDAGLIA

Il Graal pu essere compreso solo se visto in una prospettiva
storica, vale a dire come un instabile significante di un continuo
divenire. Il 20 febbraio 1909 il futurista Filippo Tommaso
Marinetti annunci a un allarmato mondo che "il tempo e lo spazio
morirono ieri". Furono queste parole a inaugurare l'epoca attuale,
l'epoca dell' AVANBARDISMO. Il druidismo fu (re)inventato dopo il
Rinascimento, quando l'opinione pubblica "colta" si divise sui
meriti degli Antichi e dei Moderni. Con l'emergere di una
concezione dinamica della storia, le dicotomie medievali erano
state rimpiazzate da guerre ideologiche laiche, come quella tra
"Progresso" e "Tradizione". Il moderno "revival" del druidismo si
fa di solito risalire all'elezione dell'inglese John Toland a capo
del neonato Ordine dei Druidi, nel 1717, lo stesso anno in cui a
Londra fu fondata la United Grand Lodge of Freemasonry. Pare poi
che il fondatore dell'Ecole Druidique sia stato Max Jacob, noto
cubista, poeta, critico, occultista e imbroglione. Le avanguardie
storiche - futurismo, dadaismo, surrealismo... - emersero nello
stesso periodo in cui Aleister Crowley [5] stava operando nella
Golden Dawn una mirabile sintesi delle tradizioni occulte, per
creare l'"Alta Magia"(High Magick) come la conosciamo oggi.
Proprio come l'avanguardia simula un'assoluta modernit, cos il
druidismo o l'esoterismo simulano un'inverificabile antichit: non
esistono prove che le "tradizioni" pagane ed esoteriche
contemporanee risalgano a prima del Rinascimento. L'avanguardia e
l'occulto sono due facce della stessa medaglia. Tale stato di cose
permane, insoluto ma ad un superiore livello di disarmonia,
nell'AVANBARDISMO.

UNIRE IL DIVISO, DIVIDERE L'UNITO

A questo punto i lettori che non sono iniziati alla Neoist
Alliance potrebbero sentirsi trattati da stupidi, ma ci  del
tutto naturale, dato che nei poemi sul Graal il "figlio della
vedova"  solo uno tra i tanti rappresentanti di questa figura
archetipa, lo stupido o il folle che acquisisce giudizio
attraverso il continuo divenire, cio attraverso la propria
ricerca del Graal.
Come il popolo del Graal, i celti non sono una "razza" bens
provano, se ce ne fosse bisogno, che l'incrocio di razze  il
principio creativo dell'evoluzione messo all'opera. Negli anni '20
il nobile Drew Ali permise ai "celti" di unirsi alla sua religione
Mussulmana Nera perch li considerava africani. Pi recentemente,
quest'idea  servita da tesi per il libro di Ahmed Ali e Ibrahim
Ali The Black Celts: An Ancient African Civilization in Ireland
and Britain (1992). Gli autori affermano molto esplicitamente che
la cultura del primo stanziamento africano si fuse completamente
con quella di una pi tarda ondata di pionieri indoeuropei. La
scoperta dell'Europa da parte degli indiani irochesi del Nord
America, i cui approdi in Islanda e Irlanda suggerirono a molti
capi vichinghi di navigare verso ovest, port all'altamente
sviluppata cultura tri-etnica degli antichi celti.
Proprio come l'urbanizzazione distrusse le sacre querce dei "veri"
druidi, cos l' AVANBARDO distrugger ogni residua "aura" emanata
dalle sfere dell'arte e della religione. [...] I popoli
dell'"Occidente" oggi sono tutti celti, e quanti accettano questo
dato di fatto sono AVANBARDI. Poich il Graal  un instabile
significante del continuo divenire, esso funziona necessariamente
come un simbolo dell'innesto di una cultura sull'altra. Dunque,
sicuri della nostra condotta, partiamo ancora una volta per
l'infinita Ricerca.
Il nostro primo compito  fonderci con la sorgente cultura del
versante del Pacifico sotto l'egida di un Disordine Internazionale
dei Consigli Druidici... Gli inglesi non esistono, e certo non ci
prenderemo il disturbo di re-inventarli.
AVANTI, VERSO UN MONDO SENZA FRONTIERE!

NOTE
1. Il Santo Graal - una catena di misteri lunga duemila anni,
Mondadori, Milano 1982
2. Robert Graves, La Dea Bianca - grammatica storica del mito
poetico, Adelphi, Milano 1992.
3. Con "cultura islamica "ci si riferisce qui, con una spiazzante
sineddoche (figura retorica che consiste nel dire il tutto per
intendere la parte o viceversa), alla Hermetica e all'Alchimia,
che il medioevo eredit dall'Egitto ellenistico attraverso gli
arabi, dopo il VII secolo d.C. Alcuni ipotizzano che pi tardi
anche i Templari, l'ordine di monaci guerrieri che dal XI secolo
ebbe il compito di mantenere l'ordine in Terrasanta (e che nel XIV
venne sciolto d'autorit con l'accusa di adorare il demone Bafomet
e di cospirare contro il Papa) abbiano avuto un ruolo importante
in questa contaminazione culturale. A grandi linee, l'Alchimia 
un insieme di religione (soprattutto il Sufismo, corrente mistica
dell'Islam), numerologia pitagorica, astrologia e tecniche di
lavorazione dei metalli.  innegabile che l'Illuminismo e le
rivoluzioni borghesi, per il tramite dei Rosacroce e della
Frammassoneria, abbiano attinto linguaggio e simbologie dalla
tradizione esoterico-occulta, in particolare dall'alchimia e da un
adattamento cristiano della Cabala ebraica. [N.d.T.]
4. Rn Gunon (Blois 1886 - Il Cairo 1951), esponente di spicco
del pensiero Tradizionale-sapienziale, orientalista e storico
delle religioni, occultista e filosofo. Julius Evola (Roma 1898-
1974), ex-dadaista, teorico dell'"idealismo magico", pensatore
razzista e reazionario, capostipite del filone composito dell'
ultradestra paganeggiante [N.d.T.]
5. Aleister Crowley (Leamington 1875 - Londra 1947), conosciuto
anche come "Ipsissimus", "Prince Chioa Khan", "conte Vladimir
Svareff", "Bafomet" o "la Grande Bestia". Il pi importante
esponente delle tradizioni magico-occulte dal XVIII secolo in
avanti, poeta e pittore, libellista satirico e pornografico,
bisessuale e sperimentatore di droghe, appassionato traditore
della propria patria durante la Prima Guerra Mondiale. Negli anni
'20 fu proclamato dalla stampa popolare inglese "l'uomo pi
malvagio del mondo". Nel 1898 riform completamente l'Ordine
Ermetico dell'Alba Dorata, importante setta rosacrociana fondata
dieci anni prima. Durante un'esistenza nomade e tormentata scrisse
i testi sacri The Book of the Law (dettatogli in Egitto da un
demone di nome Aiwass) e Magick - Book Four [N.d.T.].


                        ...Tra due e tre...

Come avrete capito non sono granch interessato alla linearit. Mi
rendo conto di avere gi messo molta carne al fuoco senza dire
niente di come  nata tutta questa storia. Occorre fare un passo
indietro che ci consenta poi di farne tre in altrettante
direzioni. Non si tratta di rintracciare una Vera Origine. Credo
che l'inizio di ogni storia sia frutto di una scelta arbitraria,
non potrebbe essere altrimenti: noi ci immettiamo nelle storie in
un punto determinato del loro svolgimento e facciamo subire ad
esse delle deviazioni. In qualche modo le facciamo ricominciare,
dando il nostro personale contributo, partecipando a crearle e a
raccontarle (le due cose non sono mai nettamente distinte);
mescolando il nostro essere a quello di tutti gli altri che della
storia fanno parte.
Ecco dunque un incipit, quello che sono riuscito a rintracciare
percorrendo a ritroso tutte le diramazioni del Luther Blissett
Project.
Devo ammettere che quando per la prima volta Kipper mi parl di
Healy, nell'estate del '94, non ero cosi' sicuro che si trattasse
di una persona reale - in carne ed ossa intendo. Pensavo piuttosto
si trattasse di una delle tante creature con cui Harry popolava le
sue storie.  stato solo all'inizio del '95 - quando mi sono
trovato a Londra per accompagnare due giornalisti della RAI che ho
potuto constatare il contrario. Dopo aver svolto la mia parte in
quella che  passata agli annali del Luther Blissett Project come
la beffa a 'Chi l'ha visto?', mi sono trattenuto in citt per
giringirarla un po' in pace. Erano dieci anni che non tornavo a
Londra.  cosi' che ho potuto incontrare Coleman Healy, per
l'esattezza al numero 49 di Hayles Street, vicino a Elephant &
Castle, tra il 20 e il 21 Gennaio 1995. Eravamo entrambi ospiti di
Jason C., un comune amico membro della London Psychogeographical
Association. Healy era appena arrivato dagli Stati Uniti, dove
solo una settimana prima aveva assistito al funerale di Ray
Johnson. Quella che segue  l'intervista, o meglio, la lunga
chiacchierata che abbiamo avuto in quei due grigi giorni piovosi,
davanti a numerose tazze di t e a un registratore portatile.
Oltre all'inserimento di un articolo sulle attivit di Healy,
uscito per una testata inglese, il mio intervento si  limitato a
una minima risistemazione di domande e risposte - per dare
organicit al lavoro - e ad alcuni miglioramenti per quanto
riguarda la forma. Ciononostante l'impostazione complessiva dei
discorsi pronunciati da Healy non  stata modificata.

3. Rendez-vous coi ribelli: Intervista a Coleman Healy

                          "Capo... sta venendo su uno. Uno serio."
                                           Luc Besson - Leon, 1995

Nato a Sacramento (California) nel 1960, Coleman Healy 
attualmente uno dei body-artisti pi radicali nell'underground
planetario delle subculture. Negli ultimi dieci anni ha lavorato
con i Krononauts a Baltimora e con la Chiesa del Subgenio,
rivoluzionando completamente ed esasperando le concezioni anti-
artistiche di questi movimenti.
Nel 1992, insieme a Ron Athey (un terrorista teatrale di New
York), Healy ha fondato la Body Modification Community e oggi
organizza regolarmente molte performance-pirata (che lui chiama
"raves") nell'ambiente underground della costa orientale e in
quello londinese. Non c' mai un cartellone ufficiale, ma gli
annunci dei suoi spettacoli viaggiano attraverso il tam-tam
metropolitano e spesso i ravers giungono anche da posti lontani
alcune centinaia di chilometri per assistere e soprattutto per
partecipare. Sfortunatamente questo ha l'effetto negativo di
mettere le forze dell'ordine in massima allerta e le perfromance
presto vengono interrotte dall'irruzione di adirati ma cauti
poliziotti. Di solito infatti la B.M.C. utilizza sangue infetto
nei suoi lavori oltre a frattaglie animali e arti amputati
sottratti agli ospedali. Le performance quindi sono praticamente
disgustosi e putridi riti di estatico autolesionismo (Branding,
Scaring, eccetera...).
Il maggior successo Healy lo ha ottenuto sulla scena underground
del Regno Unito. L trascorre regolarmente almeno sei mesi
all'anno in compagnia del suo amico e seguace il
"Reverendo"William Cooper, acclamato autore di Radical Sex (Exit
communications Ltd., London, 1995), un libro che  diventato
rapidamente il nuovo manifesto libertario degli anni '90.
Dermographics  il nuovo nome che Healy d alle sue pratiche. Ogni
incontro  un evento che non si dimentica facilmente e che di
solito riesci a vedere fino alla fine soltanto se hai uno stomaco
forte. Si tratta di scaring, branding e altre tecniche di
"insurrezione corporea", che rivelano il vero significato delle
due espressioni preferite di Healy: "filth is freedom"e "splatter
is the lighter side of matter".
Il 1994  stato un anno di buon raccolto per Healy. Gli eventi in
Rwandah sono diventati il trampolino ideale per African
Slaughterhouse - I Need A Blow Job, allestito in uno squat di
Londra in commemorazione dei recenti bagni di sangue on line,
goduti grazie alla totale copertura CNN degli eventi.
Nel novembre dello stesso anno Healy, con l'aiuto di Ron Athey, ha
organizzato uno spettacolo intitolato 4 Scenes From A Hard Life,
nella palestra della Public School 122 a New York. Mentre Athey e
Healy tracciavano figure sacre sui corpi di volontari
sieropositivi appesi a una carrucola, la polizia ha fatto
irruzione ed ha arrestato i performers.
Il sindaco di New York Rudolph Giuliani si  fatto un punto
d'onore di questa operazione repressiva e ha promesso ai suoi
allarmati sostenitori che "nessun mezzo sar tralasciato per
debellare questa gang di terroristi dell' A.I.D.S."
L'attivit di performer non  l'unica a riempire la vita di Healy.
Un altro aspetto interessante  la sua decennale amicizia con il
recentemente scomparso Ray Johnson e il suo svolgere un ruolo
carismatico nel circuito internazionale della Mail Art.
Per sbarcare il lunario e pagarsi i viaggi in giro per il mondo
Healy scrive sceneggiature per vari serials americani (ricordiamo
tra tutti i pi noti Dream West, Paper Dolls e Bare Essence), ma
si rifiuta categoricamente di recitare o compiere qualunque azione
di scena davanti a una telecamera. La sua filosofia d'azione 
assolutamente anti-spettacolare e privilegia il contatto diretto
col pubblico. Questo trova riscontro anche nella scelta dei luoghi
per le sue performance: strade, scuole, mezzi di trasporto
pubblico (memorabile e divertentissimo il suo Sub-way Portrait,
nel quale con una muta da sub e tanto di bombole, pinne e un polpo
vivo in braccio prendeva la metropolitana alla Euston Station per
poi scendere a Greenwich e tuffarsi nel canale).
L'ultimo coniglio uscito dal cilindro di questo poliedrico anti-
artista sembra essere il cosiddetto Luther Blissett Project, un
"assalto culturale" che prevede l'utilizzo da parte dei
partecipanti di un nome collettivo, Luther Blissett appunto, dal
nome dell' ex-centroavanti giamaicano del Watford. Verit o
leggenda metropolitana? A questo punto non ci meraviglieremmo pi
di niente.
(Estratto da: The Indipendent del 30/3/95).

Intervista

Luther Blissett: Come  nata l'idea del Multiple Name e quando si
 cominciato a parlarne?
Coleman Healy: Beh... Se proprio dovessimo individuare una data,
credo che si potrebbe partire dall'autunno del 1992, quando Fundi
ci invit a casa sua per il Meeting Pan-americano sulla
Sovversione.
Mi arriv per posta un invito a questo MPS da parte di un
situazionista giamaicano, Fundi appunto. Per la verit non  che
Fundi avesse mai avuto gran che a che fare con l'Internazionale
Situazionista di Debord & co. Non credo nemmeno che gliene fosse
mai importato molto dei destini dei situazionisti europei. Era un
gesto abbastanza autoironico quello di essersi battezzato 'Sezione
Caraibica dell'I.S.', visto che era solo lui. Io lo conoscevo
tramite il circuito della Mail-Art. Avevo letto un suo opuscolo
scritto nell'85 riguardante i fatti di Grenada nel quale sfotteva
l'ottusit dei 'marxisti' locali. Questi pretendevano di dare
all'insurrezione nata spontaneamente un imprinting dogmatico-
teorico.
La demenzialit stava soprattutto nel fatto che Grenada ha una
popolazione di poco pi di centomila abitanti e una superficie di
appena 350 chilometri quadrati. Non si capisce che bisogno
avrebbero avuto quei centomila di un partito-guida! Poco ci
mancava che fossero tutti parenti...
L'opuscolo di Fundi mi era capitato tra le mani verso la fine
dell'86 e a suo tempo avevo scritto al suo indirizzo postale di
Falmouth, per prendere contatti. Qualche settimana dopo mi era
arrivata per posta una sua foto: era un classico rasta nero con
tanto di dredlocks, ma dallo sguardo molto sveglio.
Nel '92 Fundi mi sped l'invito a questo Meeting.
Non so a quante persone lo mandasse, ma da quel che ho avuto modo
di capire in un secondo tempo la scelta degli invitati era stata
molto meticolosa.
L.B.: Hai idea del perch tu fosti scelto?
C.H.: Credo per la mia notoriet nell'ambiente ultra-radiacale e
per la mia amicizia e collaborazione decennale con Ray Johnson,
che fu uno degli invitati.
L.B.: Chi erano gli altri partecipanti al meeting?
C.H.: Appunto Ray, grande padre della Mail-Art, che per i
rispettivi impegni di lavoro non vedevo da tempo. Credo sia stata
una delle pochissime volte che ha lasciato lo stato di New York...
Joseph Georges, un haitiano che aveva lottato contro la dittatura
di Duvalier e poi contro quella dei suoi generali utilizzando una
radio cattolica - Radio Soleil. Parl della sua esperienza
personale: pare che fosse riuscito a dare vita a una rete
nazionale di solidariet, nella quale, per la prima volta,
studenti, professori, sacerdoti e rappresentanti delle
organizzazioni di quartiere e contadini lavoravano insieme. Tutto
era finito in vacca grazie ai vescovi locali che avevano assunto
posizioni concilianti coi militari e avevano deciso di cambiare la
redazione della radio...
Poi c'era una inglese, aspetta, come si chiamava...? Gladis se non
sbaglio, s Gladis... non ricordo il cognome... ma non parl gran
che, era una tipa timida che continuava a prendere appunti con una
calligrafia tonda. Ricordo che beveva un sacco di t freddo, litri
e litri al giorno... . Poi c'era un messicano, un certo Marcos.
L.B.: Quel Marcos? Il subcomandante Marcos?
C.H.: Non so se si trattasse della stessa persona... Marcos  un
nome molto comune in America Latina. E comunque credo che ormai
nessuno possa pi stabilirlo con esattezza. Oggi Marcos 
diventato un nome collettivo per chiunque nel mondo vuole
affiancare la lotta dell'EZLN.
I discorsi del Marcos che incontrai io furono molto interessanti.
Il tema che svilupp fu quello della possibilit di una lotta
comune nel Nord e nel Sud del mondo per la creazione di uno spazio
di discussione, di una rete d'opinione e d'azione che portasse
avanti delle rivendicazioni libertarie. La sua analisi partiva
dalla constatazione che la mondializzazione del potere
capitalistico si  ormai compiuta, cos come si  compiuto il
totale decentramento del potere stesso. Conseguentemente le
strategie di lotta non potevano pi basarsi su vecchi schemi
teorico-pratici. In America Latina secondo lui occorreva innanzi
tutto riguadagnare lo spazio di discussione, riuscire a porre i
problemi all'attenzione dei vari governi ubriachi di balle
neoliberiste. Il suo continente aveva visto generazioni intere di
rivoluzionari scivolare nell'ombra della burocratizzazione e delle
ideologie prese a prestito dal Nord sviluppato. Anche all'interno
dei singoli paesi non era pi pensabile una lotta di liberazione
in senso classico.
Bisognava fare i conti con una nuova realt.
L'esempio che port - lo ricordo come fosse ora - fu quello dei
licenziamenti in massa agli stabilimenti della Volkswagen a Citt
del Messico proprio nell'estate di quell'anno. In una situazione
del genere, i quarantamila che si erano trovati da un giorno
all'altro in mezzo alla strada, non avevano ottenuto un bel niente
piantando le tende in Plaza de la Costitution per una settimana.
Il loro datore di lavoro era a migliaia di chilometri di distanza
e non potevano farci niente...
Ricordo che disse una cosa tipo: 'Non si raccoglie acqua con una
rete da pesca'. Mi piacciono le metafore dei latinoamericani:
intendeva dire che se il potere capitalistico era diventato
fluido, non aveva senso cercare di costituire un fronte. Occorreva
combattere in modo nuovo.
Ti dir, si vedeva che era un tipo disilluso e con le idee chiare.
Personalmente ero molto in soggezione nei suoi confronti.
Capisci? Non era pi il vecchio internazionalismo, il gemellaggio
tra partiti politici e roba del genere... Era andare direttamente
al nocciolo della questione: linkare le attivit mantenendo le
necessarie differenze e potenziandone cos l'efficacia e
l'originalit.
Disse che era assolutamente stufo di petizioni di solidariet e di
collette internazionaliste. Voleva vedere agire la gente nel posto
in cui viveva, perch la loro lotta poteva essere anche la sua e
viceversa. Ognuno con le armi adatte al proprio mondo. Johnson si
trov assolutamente d'accordo con Marcos. Fu lui a coniare il
termine Network degli Eventi.
L.B.: Cio?
C.H.: Devi sapere che Ray aveva sperimentato per anni le
possibilit di comunicare orizzontalmente attraverso gli
indirizzari sterminati della Mail-Art. Ora per si poneva un
problema di prassi. Occorreva andare oltre...concretizzare il
Network degli Eventi in un'azione reale destabilizzante e
sovversiva.
Ray si rendeva perfettamente conto che le esigenze e i rapporti di
forza variano da situazione a situazione. L'America Latina non 
il Nord America n l'Europa. Ma proprio per questo voleva
costruire una rete di contatti attivi a livello planetario
(attraverso la posta, la telematica e quant'altro...) che
potessero canalizzare l'attenzione su eventi specifici e crearne a
loro volta.
La proposta di Johnson mi entusiasm moltissimo. Non era certo il
primo a teorizzare il collegamento orizzontale, dai migliori
filosofi ai peggiori cazzari ne hanno parlato, ma qui si
prospettava la creazione di una rete globale. Era un'impresa mai
tentata prima.
Ricordo che dopo gli interventi di Marcos e Johnson facemmo una
pausa per andare a mangiare. Io mi misi a correre perch non
riuscivo a contenere l'entusiasmo e feci una doccia fredda.
Quel pomeriggio tocc a me intervenire. Devi sapere che io e Ray
eravamo stati in contatto con l'ambiente Neoista americano e
inglese. Era stato in quel giro che negli anni '80 si erano
tentati i primi esperimenti di multiple names.
L.B.: Ti riferisci a Monty Cantsin...
C.H.: Appunto. E qui in Inghilterra a Karen Eliot. Ero venuto a
sapere delle iniziative dei Neoisti tramite la Mail Art, ma
l'occasione di approfondire quelle tematiche l'ho avuta solo
nell'88 a Londra, al I Festival del Plagiarismo. L ho incontrato
per la prima volta Stewart Home e Richard Essex e abbiamo parlato
a lungo delle nostre attivit.  stato allora che siamo diventati
grandi amici, per via di Nurse...
L.B.: Nurse?
C.H.: S, un tipo molto rancoroso che voleva picchiare Stewart
perch lui lo aveva sfottuto in un suo pamphlet o qualche idiozia
del genere... Credo fosse un anarchico o un trotzkista, adesso non
ricordo bene. Comunque lo atterrai proprio un attimo prima che
potesse rompere una bottiglia sulla testa rapata di Stewart.
Stewart non si  fatto niente. Cos ci siamo conosciuti.
L.B.: E Nurse, che fine ha fatto?
C.H.: Si  rotto il naso cadendo gi dalla balconata...Eravamo su
un piano rialzato e lui  finito di sotto. Non credo di aver fatto
apposta comunque... Devo confessarti che mi capita sempre pi
spesso di dover tirare fuori quel provocatore di Stewart dai
guai... Ma scusa, mi stavi chiedendo dei multiple names... Beh,
quegli esperimenti - Monty Cantsin e Karen Eliot intendo - pur con
tutto il loro valore di esperienze originali e interessanti, come
sai hanno avuto il grosso limite di rimanere relegati all'ambiente
artistico. Quindi bisognava stabilire se era pensabile un
allargamento della pratica del multiple name anche al di fuori di
una ristretta cerchia di intellettuali, per estenderla all'intero
network degli eventi. Quando presi la parola, quel pomeriggio al
Meeting, azzardai l'ipotesi che forse il multiple name avrebbe
potuto essere una buona soluzione per garantire almeno due cose
essenziali.
Innanzi tutto l'invisibilit nei confronti del potere. 
importante riuscire a non essere individuati se si vuole rimanere
fluidi. E allo stesso tempo  necessario farsi conoscere e
raggiungere il maggior numero di persone possibile. Soggetti
diversi, in contesti diversi, avrebbero potuto agire portando la
stessa maschera. Questo avrebbe reso difficile il recupero
spettacolare, nonch l'identificazione poliziesca, e allo stesso
tempo avrebbe garantito la notoriet e l'efficacia, perch
l'azione singola di ogni piccolo gruppo si sarebbe inserita nel
quadro dell'azione generale di tutti i gruppi. Capisci? Sfuggendo
il tallone di ferro del Codice, della Nominazione, quali psicosi
avremmo creato negli anfratti reconditi del potere? Ci si apriva
davanti un vastissimo terreno inesplorato. Occorreva fare qualche
ricognizione.
In secondo luogo si tratta di un'esperienza esistenziale
fondamentale. C' una frase di Orson Welles che definisce bene
quello che voglio dire: "In un mondo perfetto, chiunque dovrebbe
potere prendersi una vacanza dalla propria identit di tanto in
tanto". Ecco credo che sia molto vero. L'epoca in cui viviamo 
caratterizzata dal riemergere di identit forti, ancestrali, e
comunque strumentali e fittizie. La difesa di identit pure (e
quindi artefatte), culturali, etniche, religiose, ecc...  un
compito che preferisco lasciare ai reazionari di tutto il mondo.
Serve alla destra per prendere il potere e al capitale per
mantenere il controllo mondiale: tanti micro-conflitti fanno una
grande Pax Augusta nella quale ingrassano i mercanti di armi.
L.B.: Pensi che non dovrebbero essere tutelate le minoranze... ?
C.H.: No, non penso questo. Quello che voglio dire  che non
abbiamo alcun bisogno dell'identit.  un concetto fittizio,
strumentale, di cui dobbiamo sbarazzarci. E non solo per quel che
riguarda la razza, ma anche la cultura. Ogni cultura  frutto di
una serie infinita di meticciati ed  in continua trasformazione,
non pu risolversi in un'identit.  questo che le minoranze
dovrebbero sbattere in faccia a chi - in nome dell'identit - le
vuole schiacciare! Non difendersi con le stesse armi di chi le
opprime!
Fin dal suo emergere come potere colonialista, il capitalismo
occidentale si  caratterizzato per questa assegnazione di
identit e gerarchizzazione delle culture. E vedi... il guaio 
che  riuscito ad imporre lo stesso modo di pensare anche agli
altri. La verit fin troppo banale  che chiunque - al di l della
pigmentazione della pelle, della cultura, religione, attitudini
sessuali eccetera - va tutelato nella libert di essere quello che
gli pare. Ma l'ideologia vuole costringerci a sentirci tutti
'appartenenti' a identit predefinite. Assecondare questo gioco
significa lasciarsi dominare. Il modo migliore di fottere le
potenzialit di cambiamento  vincolare la gente al senso di
appartenenza - e possibilmente lasciarle solo quello - cos da
osteggiare il meticciato, l'incontro con persone diverse, quindi
il cambiamento e l'arricchimento reciproco... insomma, le cose
interessanti della vita. Su questo i reazionari occidentali -
tanto di destra quanto di sinistra - si trovano in perfetto
accordo con gli integralisti islamici - cio i fascisti arabi.
Sono le due facce della stessa medaglia.
L.B.: Vorrei trascinarti su un altro argomento... Una settimana fa
Ray Johnson si  suicidato. Come te lo spieghi? Forse la pista che
credevate di aver scoperto quel giorno in Giamaica si  rivelata
pi accidentata del previsto...?
C.H.: Perch pensi che se uno si suicida ci significhi
automaticamente che era triste e frustrato? Ray Johnson ha
compiuto la performance pi bella della sua vita... Non credo che
io e te riusciremo ad andarcene con altrettanto stile... E
comunque adesso anche il suo  diventato un multiple name
utilizzabile da chiunque...
L.B.: Eri rimasto in contatto con lui dopo il meeting?
C.H.: Beh, nel '94 io e lui abbiamo lanciato insieme a Harry
Kipper e alla Neoist Alliance il Luther Blissett Project. Per un
anno ci siamo dati da fare per diffondere il nome in ogni
ambiente. Per tutto il 94 - come Harry gi faceva da qualche anno
- ho usato il nome per firmare le mie azioni sceniche. In quel
periodo Harry  venuto a fare un giro in bicicletta gi in Italia
e ha preso contatto con voi. Mentre io e Ray abbiamo cercato di
coinvolgere il maggior numero di terroristi culturali nella
cosa...
L.B.: Ad esempio chi?
C.H.: Beh, in Italia, Vittore Baroni... Ho approfittato del fatto
che Stewart lo aveva conosciuto al cosiddetto Festival Neoista di
Pontenossa, nell'85. Quando si tratt di cercare collaborazioni
per lanciare il progetto  stato uno dei primi che abbiamo
contattato. E infatti ci ha fornito subito una serie di idee
pubblicitarie interessanti... Negli ultimi mesi invece io e Ray
non ci eravamo visti molto. Sai, io ho passato dei lunghi periodi
in California con Athey ad occuparmi della fondazione di questo
Luther B. Center for the Arts (1) e cos non ho potuto essere qui.
Mi pare che in una lettera Ray accennasse al fatto che voleva
andare in Messico per uno dei suoi strani affari. La cosa mi ha
lasciato sbalordito perch non era un gran viaggiatore, anzi,
direi proprio che faceva fatica a superare il cortile di casa...
L.B.: Toglimi una curiosit: perch sceglieste proprio Luther
Blissett?
C.H.: Fu per via delle figurine dei calciatori: dieci anni fa un
mail artista inglese si era messo a mandare in giro figurine di
calciatori a tutti i suoi corrispondenti. Ci faceva delle
composizioni, dei collages. Alcuni erano davvero molto belli.
Insomma Harry aveva letto quel nome, che secondo lui aveva un
suono bellissimo... Ed  vero: non solo  molto musicale, ma se ci
pensi il nome Luther ha una pronuncia molto simile a quella di
'looter', con due (2). Se ci aggiungi 'bliss'(3) il gioco 
fatto: d l'idea di una razzia gioiosa, di uno sciacallaggio
felice... Harry stava gi usando questo pseudonimo per firmare
alcuni dei suoi video e delle sue performance.  stato il primo
nome a venirmi in mente quando si  trattato di scegliere il
multiple name. Non  perfetto?
L.B.: Hai pi saputo niente degli altri partecipanti al Meeting?
C.H.: So che Fundi  ancora attivo in Giamaica, mi scrive spesso.
Con Marcos avevamo iniziato una corrispondenza, ma dopo un po' le
lettere che spedivo al suo indirizzo di Citt del Messico hanno
cominciato a tornare al mittente. Ad ogni modo non faccio fatica a
credere che possa avere preso contatti anche indiretti con gli
Zapatisti. Da quel che so nel Chiapas hanno adottato la pratica
del Multiple Name secondo le esigenze locali, che sono chiaramente
molto diverse dalle nostre. Credo sia un'esperienza di lotta
interessante proprio perch - come dice il subcomandante Marcos -
non ha niente a che fare con le passate guerriglie rivoluzionarie
dell'America Latina. Trovo anzi patetico che molti intellettuali e
compagni in Europa corrano a dare la propria solidariet nominale
e a rispolverare le vecchie magliette di Che Guevara.
L.B.: Perch?
C.H.: Perch il Che - senza voler togliere nulla alla sua storia
di rivoluzionario e combattente -  quella che io chiamo un'icona
chiusa, cio che ha gi espresso quello che poteva esprimere, che
ha percorso tutto il cammino classico: da simbolo di lotta
libertaria per una generazione a icona pop per l'industria delle
magliette.
Il parallelo con Marcos dimostra che l'Occidente sviluppato 
privo dei parametri culturali per comprendere il fenomeno del
Chiapas e spiega perch un sacco di gente si accanisce a cercare
di farlo rientrare per forza nei modelli del passato. In relt
nella lotta dell'EZLN non c' niente del romanticismo che la
sinistra europea cerca. C' anche poco marxismo, inteso in senso
ortodosso, a essere onesti. C' invece una lucida analisi politica
e sociale e un nuovo modo di concepire la guerriglia, basato
sull'invisibile visibilit dell'EZLN e sull'uso del multiple name
-Marcos'. Non si tratta di una lotta di liberazione in senso
stretto, gli zapatisti non vogliono conquistare militarmente un
territorio per liberarlo. Non cercano nemmeno lo scontro aperto
con l'esercito regolare... L'EZLN c' e basta. E questo  gi
sufficiente a porre un problema all'ordine del giorno: quello del
Chiapas e delle aree sottosviluppate - problema che altrimenti
verrebbe considerato secondario.
L'icona Marcos  un'icona aperta, cio viva: i suoi contorni sono
elastici e tratteggiati. Come dice lo stesso subcomandante in pi
di un'intervista, il passamontagna che i guerriglieri indossano
non serve a celare l'identit di chi combatte, quanto a permettere
a chiunque, nel Chiapas e nel mondo, di partecipare alla sua
lotta: di spacciarsi per lui, di essere Marcos come lo  lui. 
per questo che sfrutta le reti telematiche per lanciare messaggi
verso l'esterno. Vuole costruire il network.
Cos qui nel Nord il Luther Blissett Project offre una possibilit
a chiunque voglia inserire la propria creativit, fantasia,
rabbia, frustrazione eccetra - in una rete che ne moltiplichi la
risonanza mediologica e l'effetto pratico. Questo network si sta
sviluppando, ma occorrer del tempo... La lotta nell'Occidente
post-industriale dal punto di vista strategico non  meno dura che
nel Chiapas.  vero che qui non rischi di venire ammazzato, ma in
compenso i metodi di repressione culturale sono molto pi
raffinati che in Messico.
Occorrer alimentare il terrorismo culturale ad ogni livello - io
preferisco chiamarla Guerra Psichica - e non accontentarsi delle
vecchie strategie come non si  accontentato Marcos. Si tratta di
far nascere nuovi bisogni anche qui, dove non si muore (per ora)
di fame ed epidemie, ma dove la noia, la disoccupazione e
l'inconcludenza regnano incontrastate.
L.B.: E fin ora come si  sviluppata la pratica del nome
collettivo?
C.H.: Beh, senz'altro l'area interessata  vasta. Blissett 
dilagato dal Regno Unito verso gli Stati Uniti, l'Italia,
l'Olanda, la Germania, l'Austria, la Finlandia e credo anche
l'Ungheria. Penso che non ci si possa proprio lamentare.
Addirittura il mese scorso alcuni file firmati Luther Blissett
sono apparsi su una BBS australiana di Perth. Ho un'amica
all'universit di Perth, Sonya Jeffery, che  ricercatrice di
antropologia e lavora spesso con le comunit aborigene del West
Australia oltre ad essere membro della N.I.M.A.A. (4). Pare che il
L.B.P. abbia preso piede tra gli Aborigeni ritornati. Sai, quelli
che ogni tanto lasciano giacca e blue jeans e passano dei periodi
in trib nel loro territorio d'origine... Sono in molti a fare
cos, una vera e propria sottocultura trasversale. Sonya dice che
i pi politicizzati tra loro usano il multiple name per azioni di
sabotaggio e per firmare rivendicazioni e petizioni. Lo usano
soprattutto per non farsi registrare dall'Aborigenal Protection
Board, l'istituto governativo che dovrebbe controllarli e
procurargli il lavoro: danno tutti lo stesso nome cos quelli
impazziscono e continuano a spostarsi per giorni e giorni a
cercare di capirci qualcosa...
Sonya mi ha spedito anche il CD di un gruppo rock multietnico di
laggi che si  ribattezzato da poco Luther Blissett, i Koncealed
Konceit, li conosci?
L.B.: No. Comunque tutto questo suona incredibile...
C.H.: Non direi... anzi,  probabile che culture non
individualiste - cio che non impostano la loro struttura sociale
sull'idea di individuo - come appunto quella aborigena,
recepiscano meglio la pratica del multiple name...  chiaro che la
adattano alle loro esigenze e ai loro schemi culturali, ma del
resto i concetti sono fatti per essere usati, sarebbe assurdo
pensare di salvaguardarne la presunta purezza ideale, non trovi?
Pensa che dall'Australia mi arriva per posta la rivista che fanno,
Limit Of Maps. Ed  la miglior rivista di psicogeografia che abbia
mai letto. Il finanziatore  uno che conosci sicuramente, Bernard
Hickey.
L.B.: Il critico letterario?
C.H.: Proprio lui. Da quando  andato in pensione ha un sacco di
tempo a disposizione e si diverte a fare cose del genere insieme a
Robert Bropho, un nativo impegnato sul fronte della difesa degli
aborigeni. Bropho deve essere piuttosto noto laggi. Dovresti
leggere qualcuno dei suoi racconti...
L.B.: Capisco. Ma non hai paura che proprio grazie a questa
malleabilit un movimento reazionario possa appropriarsi di questa
pratica e farne un uso razzista o peggio?
C.H.: Capisco cosa vuoi dire. Ma vedi,  molto difficile che un
razzista, un nazionalista o comunque un reazionario riesca anche
solo a comprendere cosa significa e cosa implica la pratica del
multiple name. Non credo sarebbe in grado di usarlo per i propri
scopi.  vero che anche il pensiero reazionario, nel suo filone
pi mistico ha prodotto fenomeni di identificazione collettiv. Ma
h proprio qui la differenza. In quei casi si  trattato di
un'identificazione delle masse con una figura carismatica - come
spiega Weber -, con un leader, un dominatore, un capo politico...
Si  trattato della costruzione di una macro-identit spettacolare
che ha assorbito tutte le altre, che le ha fagocitate e asservite
al proprio volere.
Il progetto di multiple name funziona esattamente al contrario.
Innanzi tutto, la macro-identit nella quale le soggettivit
confluiscono  palesemente fittizia, cio si esalta la fama di un
fantasma, che proprio per questo risulta manipolabile
collettivamente. Non c' identificazione, non si aderisce a una
soggettivit gi data, ma si partecipa alla sua costruzione libera
e fantasiosa.  un gioco, come se una marionetta venisse fatta
muovere da milioni di fili sul palcoscenico del mondo.
Questo ci aiuta a liberarci dell'aspetto negativo
dell'individualit, intesa come ideologia borghese storicamente
determinata. Non  tornare alla dimensione del mito eroico e a un
modello sociale pre-capitalistico - come vorrebbero i catto-
fascisti che esaltano lo stato etico - ma  andare oltre
l'ideologia dell'Individuo, dell'Indivisibile - del genio
creativo, dell'artista - che conserva ancora troppo idealismo, e
riscoprire invece la dimensione del racconto collettivo, come
semplice narrazione in cui tutti sono raccontati e immaginati da
tutti.
L.B.: Insomma  come se tutti gli Star Trek fan club sparsi per il
mondo partecipassero alla stesura delle sceneggiature del
serial...
C.H.: Esempio azzeccato! Johnatan Frakes, l'attore che nella
seconda serie interpretava il Comandante Riker,  assolutamente
favorevole a un'idea del genere. Mi diceva che ha provato pi di
una volta a fare pressioni sulla produzione perch allargasse la
partecipazione creativa in questo senso.
L.B.: Dici sul serio?
C.H.: Ho conosciuto Frakes ai tempi in cui girava Paper Dolls e
ogni tanto ci sentiamo ancora. Personalmente sono un fan di Star
Trek. Anche Frakes come noi crede che la propriet privata della
cultura di massa sia una contraddizione in termini. Questo fin
dall'inizio della sua carriera, quando impersonava Capitan America
per le inaugurazioni dei supermercati. Mi ha raccontato che gi
allora protestava contro gli organizzatori sostenendo che il suo
era un personaggio pubblic - il simbolo dell'America libera - e
che era ingiusto prestarlo agli interessi privati dei grandi
trust.
L.B.: Eppure - anche alla luce di questo discorso - non trovi che
forse gli ostacoli che abbiamo davanti siano troppo grandi...
Credi davvero che tramite il network degli eventi e il multiple
name sar possibile far nascere nuovi desideri e cambiare il
mondo?
C.H.: Non ne ho la pi pallida idea. L'unica cosa che posso dirti
 che se vogliamo evadere dal carcere dell'arte non bisogna
dimenticare che anche l'intellettualit pu trasformarsi in un
riformatorio quando diventa autoreferente. Dovremo essere pop come
Star Trek, dovremo ripartire dal potenziale di vita frustrato
dentro ognuno di noi e cercare di proiettarlo nel mondo
circostante. Cito ancora Marcos quando dice che non sa cosa
farsene di un'avanguardia che  talmente all'avanguardia da non
poter essere raggiunta da nessuno...  terribilmente vero. Non si
pu far finta che tutti abbiano il nostro stesso grado di
consapevolezza o i nostri stessi interessi e bisogni, anzi,
sarebbe presuntuoso e ingiusto pretenderlo.
Ognuno ha i propri desideri e frustrazioni. Il mio fegato 
diverso dal tuo! Ma - sar scontato - la societ capitalistica
nega appunto questa differenza e ci vuole tutti uguali, con gli
stessi desideri e le stesse frustrazioni.  per questo che
dobbiamo darle un'immagine angosciante di se stessa, metterla
davanti allo specchio, metterle davanti un fegato, il suo fegato
pieno di bile e di vermi. Perch nasca il desiderio comune di
smantellarla.

NOTE
1. 50 Mark West Springs, California 95403, U.S.A.
2. looter: predatore; saccheggiatore; predone; sciacallo (Il Nuovo
Ragazzini, Dizionario Inglese-Italiano Italiano-Inglese a cura di
Giuseppe Ragazzini, II ed., Zanichelli, Bologna 1987).
3. bliss: grande gioia; felicit perfetta; beatitudine. (Ibidem).
4. The National Indigenous Media Association of Australia, suite
3, 25-27 Cordelia St., South Brisbane, QLD 4101, Queensland,
Australia


                      ...Tra tre e quattro...

                                 "Che cosa credi?", domand Gimli.
     "Credo che il nemico abbia portato con s il proprio nemico",
                                                  rispose Aragorn.
      J.R.R. Tolkien - Il Signore degli Anelli, libro III, cap.II.

Siamo seduti intorno a un tavolo insieme a Healy, Athey, Kipper e
Marcos per una partita di Dungeons & Dragons. Scegliamo un
personaggio e lanciamo i dadi per stabilire quali caratteristiche
fisiche e psicologiche esso avr dall'inizio alla fine della
giocata. Possiamo essere un guerriero, un mago, un ladro, un elfo,
un nano, eccetra... Inoltre possiamo servire il Bene o il Male
oppure essere Neutrali, avere certe armi, certe abilit
particolari e via dicendo.
C' qualcuno che funge da supervisore in questa laboriosa
operazione: il Dungeon Master. Costui  l'avversario di tutti i
giocatori.  lui che inventa il contesto, costruisce i dungeons,
crea gli ostacoli nel cammino che la comitiva di avventurieri
dovr compiere. I giocatori avranno s un margine di
deliberazione, ma sempre all'interno delle opzioni che il Dungeon
Master prestabilisce.
D&D  il gioco della rappresentazione. Ossia ci a cui l'ideologia
dominante vuole costringerci.
A ciascuno dei partecipanti viene assegnata un'identit e si
costruiscono degli avversari ad hoc per impegnarlo.
Soggettivamente egli/ella crede che la sua battaglia sia
importante, vitale, necessaria... ma sta soltanto incrociando la
spada con un fantasma, con una marionetta mossa dal Dungeon
Master. Al prossimo crocicchio del dungeon  gi pronto un nuovo
avversario che distolga l'attenzione del giocatore dalla strada
per l'uscita.
Il difensore dell'identit  il giocatore stolto che in buona fede
si accanisce contro le ombre e non si accorge di restare fermo.
Sta accettando il terreno di sfida che gli offre l'avversario in
cui quest'ultimo sa di poterlo neutralizzare.
Come si esce dal dungeon? Semplicemente - ma si fa per dire -
riuscendo a essere pi scaltri, imprendibili e creativi del
Dungeon Master. Bisogna insomma rendersi conto che oggi davanti
all'alienazione e all'espropriazione del soggetto non serve a
niente cercare di difendersi chiudendo il soggetto stesso nella
"riserva"identitaria. Essa  la sua morte, la sua negazione
definitiva. Oltretutto un'Identit si stabilisce sempre sulla base
di una Tradizione, cio di un dominio del passato sul presente:
gi questo dovrebbe farci intuire che si tratta di un concetto che
ci  stato messo a disposizione per mandarci in battaglia con una
spada di plastica.
Solo un contrattacco che parta dall'evasione e dalla dissoluzione
creativa del soggetto nel mondo pu spiazzare il Dungeon Master,
che si trova cos a non sapere pi contro chi scagliare i suoi
cavalieri.
Nel depliant illustrativo distribuito per la performance The Weak
Wanker, svoltasi a Londra nell'aprile del 1995, Coleman Healy
scrive:
   "A un'esperienza che si consuma nell'assenza del soggetto
   pu rispondere solo il progetto di un multiversum, le
   differenze com-possibili che si fissano policentricamente
   nello spazio sgombrato"(la traduzione  mia).
   
Most Advanced D&D. I giocatori scelgono i personaggi, gettano i
dadi, stabiliscono le loro abilit. Ma questa volta le regole sono
cambiate: nessuno di loro comunicher al Dungeon Master quali sono
i risultati ottenuti. Nessuno consegner pi al Dominio la propria
carta d'identit di Nano, Guerriero o Elfo. Anzi, a seconda delle
situazioni i giocatori scambieranno i loro personaggi e le loro
carte-avventura e si considereranno un unico, polimorfo,
personaggio.
Chi  Gimli? Dove  finito Aragorn? Una carta d'identit che
brucia. Ecco una bella sequenza iniziale per il nostro film.
   Identity is the crisis
   can't you see
   identity
   identity
   When you look in the mirror do you see yourself
   do you see yourself on the t.v. screen
   do you see yourself in the magazine
   when you see yourself does it make you scream
   
   "Identity"- X-Ray-Spex
   (1978 - Awesome Record Ltd.)
   

4. Arma impropria

                              "E allora, chi sei? Come ti chiami?"
  "No!... Tra noi due niente nomi, n generalit n stato civile."
         "...E vabbe', ma in qualche modo ci dobbiamo chiamare..."
             "No. Ma...se proprio mi vuoi chiamare in qualche modo
                                           chiamami...chiamami..."
                                                           "Come?"
                                       "Prrrt! [pernacchia breve]"
                                                         "Come???"
                                                          "Prrrt!"
                                                        "...E io?"
                             "Tu...Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrttt!!!"
                                                        "Minchia!"
                      Nando Cicero, Ultimo tango a Zagarolo (1973)

Lo scopo di questo capitolo  quello di rendervi evidente
l'assoluta necessit di abbandonare il vostro nome proprio, a meno
di non voler rimanere per sempre legati alle strategie dissuasive
dei codici di dominio imperanti. Fare ci con tutte le armi messe
a disposizione della retorica, poich reputo cruciale il
definitivo superamento di ogni "identit ascritta"al fine di un
umano e completo dispiegarsi delle singolarit. Non si tratta di
una proposta sovversiva, ma di una necessit storica, a meno di
non voler restare infangati nella logica postmoderna di fine della
storia stessa (dello sciopero degli eventi). Ma se la proposta non
 sovversiva,  probabile invece che le pratiche che mirano al suo
raggiungimento debbano esserlo. Se ci potremo dare o meno la
possibilit di avere ancora storia dipender inanzitutto dal
superamento della logica identitaria del nome proprio.  finita
l'epoca della storia con i nomi dei regnanti e siam giunti
nell'epoca della storia simulacrale con i nomi delle videostar,
che in un eterno presente non rimandano altro che a se stessi: un
altro salto ci resta da compiere, quello della storia senza alcun
nome proprio, una storia di persone, non di nomi, di umanit, non
di uomini.
    vero signori, io sono il Provocatore Professionista noto
   a Chicago col nome di Lo Sperone Nascosto, a Fallon col
   nome di Frusta Invisibile, in molte citt con molti altri
   nomi Transmaniacon - John Shirley (1979 - Urania n.834)
   
In un'America trasformata dalla barriera che la separa dal resto
del mondo, un'America di citt-stato indipendenti, Ben Rackey,
protagonista del romanzo, naviga come dentro una rete telematica
assumendo identit diverse nei differenti nodi.  d'altronde la
situazione dell'individuo contemporaneo quella di insufficienza di
una singola dimensione identitaria, e della ricerca, dentro e
fuori di s, di altri ii. Bateson ci parla di una mente come
aggregato di parti interagenti che non sono altro che frammenti
della nostra identit, altre nostre identit. D'altronde
l'identit si definisce sempre in rapporto a qualcosa di altro
rispetto al s', nella modernit al dominio istituzionale di stato
e capitale. Oggi di fronte alla de-istituzionalizzazione (che in
realt altro non  che un proliferare di istituzioni mutanti), 
evidente che l'identit singola non basta pi,  per un certo
verso un retaggio del passato, un freno al libero dispiegarsi
delle soggettivit.
Ricordo una lunga discussione con il Rev.William Cooper nel 1977 a
Londra. Alla fine di un concerto degli X-Ray-Spex mi disse: "Nel
SadoMaso riesci a scinderti in due, proprio quando sei tutt'uno
con l'altro". Ho sempre rimproverato a Willy di essere un dualista
dialettico, ma quella frase aveva colto nel segno. Nel SM etico
antagonista, ci che appare in tutta la sua evidenza 
l'insufficienza della propria unit identitaria. Riesci ad essere
Master e Servant contemporaneamente,  una sorta di illuminazione
sotto alcuni punti di vista, non pi uno, ma due... ed  solo il
primo passo. Ho poi incontrato Willy molte altre volte su svariati
IRC Internet, l'ho visto con alias di donna, di trans, di bambola
gonfiabile... Credo che ormai anche lui converrebbe con me quando
dico che la convenzione del nome proprio  una sciagura, e che la
telematica  qui a dimostrarlo. In telematica si danno infinite
possibilit di giocare con la propria identit, si pu cambiare il
proprio nome e costituirsi un nuovo personaggio, una nuova
identit. Alcuni retrogradi reazionari, sono convinti che tutto
ci sia semplicemente immorale, che fingersi qualcun altro sia un
atto da vigliacchi. Sbagliano, e di grosso.
C' un limite storico di fondo nell'Identit Unica Imposta (IUI),
quello di considerare come immutabile l'articolazione identitaria
dell'io. pi che di identit sarebbe opportuno parlare di
costellazioni identitarie, una sorta di sistema satellitare dei
corpi, che di fronte alla massiccia invasione mediatica si danno
la possibilit di assumere differenti ruoli. Se nel passato era
ancora possibile l'IUI, ci era dovuto al fatto che esisteva
ancora uno spazio unico di comunicazione, la comunicazione era
prevalentemente vis--vis, quella mediata era ancorata ad un
supporto, la carta, terribilmente fisico, corporeo quasi. Sulla
carta delle lettere si poteva sentire il profumo di sudore delle
mani dello scrivente. Due sono gli eventi che hanno oggi reso
definitivamente obsoleta questa realt: la digitalizzazione della
comunicazione (e quindi la sua deriva simulacrale) e la pervasione
(siamo immersi in migliaia di flussi comunicativi che non possiamo
pi controllare). Sono gli attori della comunicazione a definirne
lo spazio. In quanto fonte di informazione io posso modificare
sempre e continuamente lo spazio che mi circonda. Si aprono
possibilit nuove di comunicazione. Agendo sull'ambiente posso
indurre il mio interlocutore (e me stesso) in stati di coscienza
condivisi da entrambi. Ma ci non  possibile se lui/lei scopre
informazioni che io giudico controproducente comunicargli in quel
frangente: la mia storia, la mia identit, il mio nome proprio.
Gi, anche il mio nome proprio costruisce il nostro spazio di
comunicazione: l'arredamento di un chat, oltre che dal nome della
stanza,  costituito dagli alias degli interlocutori; cos
l'ambiente di una conference su qualsiasi BBS di provincia, assume
il profumo degli alias che vi partecipano. Lascio a voi di
sbizzarrirvi sulle potenzialit della realt virtuale... Quello
che vi sto dicendo  che se non decidiamo consapevolmente di
rinunciare al nome proprio, ci precludiamo una parte consistente
della nostra possibilit di comunicare. Rischiamo di subire, di
essere comunicati da altri, che hanno ambiti di informazione,
(cio di messa in forma dello spazio psichico) ben pi ampi dei
nostri.
Lo sviluppo dell'archiviazione elettronica ha fatto emergere due
atteggiamenti distinti rispetto alla possibilit di
interconnettere i diversi archivi. Da una parte c' chi sostiene
(governi, polizia) la necessit di poter incrociare i database con
le informazioni provenienti da diversi ambiti (sanitarie,
giudiziarie, economiche, sui consumi, sulle preferenze politiche,
religiose, sessuali) al fine di prevenire la criminalit assumendo
maggior controllo sulle persone. Era questo il sistema sudafricano
dell'apartheid, dove grazie ai potenti mezzi forniti dall'IBM fin
dal 1955, il governo era in grado di controllare tutti gli
spostamenti di occupazione e residenza dei cittadini di colore.
Dall'altra parte si schierano invece quanti pensano che se ho dato
certe informazioni al medico della USL  evidente che non pensavo
che ne sarebbero venuti a conoscenza il commissario Basettoni, il
cardinal Ruini, il mio datore di lavoro e mio marito.
Cos ricordo il mio impegno del 1987 contro l'introduzione in
Germania Occidentale di carte d'identit leggibili al computer,
che permettevano cos di integrare dati provenienti da pi parti
in base ad un codice di riconoscimento. In Australia, negli anni
'70, un milione di persone scesero in piazza contro l'introduzione
della carta d'identit. In Svezia dal 1972  stato istituito il
Data Inspection Board a sostegno dei provvedimenti stabiliti dal
Data Act, col duplice obbiettivo di tutelare l'integrit dei dati
posseduti e di impedire inoltre la sintesi di dati provenienti da
differenti fonti. Ma cosa significa tutto ci? Significa
riconoscere che accumulare dati differenti su un'unica persona 
una pratica che viola la privacy, e che si ha diritto ad essere
differenti rispetto ad istituzioni diverse. In verit vi dico che
se accettate questo principio,  evidente che non potete tollerare
ancora per molto l'imposizione del nome proprio, unico e ultimo
retaggio di una concezione poliziesca e statalista di invasione
della sfera privata, che mira a riconoscervi (a pedinarvi) ovunque-
chiunque-comunque voi siate. Puntarvi il dito e dire TU, tu sei
nome e cognome, so tutto di te.
L'uso dei pronomi  molto interessante da questo punto di vista.
Nelle lingue latine, ma anche nel tedesco (o nell'inglese
arcaico), esistono due (o pi) pronomi con cui rivolgersi
all'altro, che testimoniano differenti livelli di distanza
sociale. Nella modernit i signori si scambiavano del voi (o del
lei), per periodi piuttosto lunghi prima di arrivare a darsi del
tu, giunti ad un notevole livello di intimit. Cos le mogli
davano del voi al marito anche in camera da letto. La barbarie pi
grande (che peraltro talvolta ancora sopravvive)  data dall'uso
non reciproco del pronome: si d del tu, ma si pretende del lei...
Una serie di battaglie culturali, il cui momento massimo 
coinciso col '68 francese ed italiano, ha provocato un progressivo
spostarsi del pronome distanziante in ambiti sempre pi marginali
dell'aristocrazia borghese, o nella barbarie del lavoro salariato.
Ma la rivolta pronominale del '68 non  sufficiente: non basta
poter dare del tu a chiunque, dobbiamo rivendicare la possibilit
di dare dell'io a qualcun altro. Tutte le volte che  necessario,
tutte le volte che ci sentiamo un altro, che ci troviamo di fronte
ad una distanza che non ci appartiene, che condividiamo un libro,
un film, un fumetto, dobbiamo poter dire: "L'ho fatto io!  mio!".
Si tratta di una battaglia consapevolmente avvinghiata a quella
contro il Copyright.  infatti ormai evidente che tutta la
produzione testuale (in senso lato, semiologico) non  altro, n
pu essere altro, che frutto di incroci intertestuali, di sintesi
fra differenti prodotti culturali, di operazioni semiurgiche; e
che non possiamo pi pretendere di dirci "autori"di nulla, proprio
perch siamo autori di tutto. Badate, non sto parlando di quella
ignobile barbarie estetica che qualcuno si ostina ancora a
chiamare col nome di Arte, sto parlando dei processi materiali di
produzione di ricchezza, che passano ormai per i processi di
concatenazione simbolica, e che slegati da qualsiasi logica di
valorizzazione classica, mi fanno chiedere per me medesimo (quindi
per tutti) un reddito di sussistenza e di lusso.
Insomma tutta questa merda  resa possibile da uno strumento base
di identificazione: il nome proprio. Concetto gi semanticamente
menzognero, in quanto ci racconta della propriet da parte nostra
di qualcosa (il nome, appunto) di cui in realt non possiamo
disfarci (come di qualunque altra propriet). In realt il nome
proprio  proprio di qualcun'altro!  proprio del sistema di
dominio, che ce lo impone per imporci un'identit. Si dovrebbe
parlare quindi pi correttamente di nome espropriato. Le ricadute
reali sono quelle di non poter essere altri che se stessi (se
stessi chi? Quelli con quel nome e cognome, ovviamente) quando in
realt diventa sempre pi necessario spalancare le proprie
identit per metterle in comunicazione tra di loro:  il sistema
mediale che ce lo impone, pena rimanere fuori dal mondo. Va
rivendicata con forza la possibilit dell'uso di un nome
improprio, un nome di cui appropriarsi occasionalmente con una
finalit specifica (come un'arma impropria appunto). Considerare
la possibilit di un nome che, come le nostre identit, ci sia
esterno, oggetto fluido di propriet di alcuno, solo di chi lo
vuole, anche solo per un istante, anche solo per una vita. Come
dice il Rev.Korda della Chiesa dell'Eutanasia: Save The Planet -
Kill YourSelf! Uccidi il tuo s, perch il s  la prima
rivendicazione di propriet su te stesso!


                    ...Tra quattro e cinque...

 "Trecento di voi restino qui a difendere la Prefettura. Gli altri
 escano e si sparpaglino per la citt. Dobbiamo essere ovunque..."
        Comandante della Resistenza Francese all'occupazione della
                                             Prefettura di Parigi.

Una carta d'identit che brucia, dicevamo...
Tutti sanno che Hitler non sopportava gli ebrei. E nemmeno gli
zingari. Prima di riservare lo stesso trattamento a comunisti e
omosessuali mand nei campi i "Giudei"e i Rom. Non si trattava di
una paranoia personale: il razzismo di Hitler attingeva
direttamente a quel sentimento di un legame di sangue con la terra
tipico della pi antica cultura folklorica tedesca - e per altro
gi rispolverato in versione letteraria dai romantici prima di
lui. La figura che pi di ogni altra si era attirata addosso
l'antipatia popolare nel Medioevo e che si era sedimentata
nell'immaginario collettivo era quella dell'ebreo errante: colui
che non ha una terra propria, il vagabondo, lo zingaro.
Certo a rendere indesiderati gli ebrei si era sempre aggiunto il
fardello non indifferente del deicidio; ma Hitler aveva idee tutte
sue sulla religione e le crociate che gli interessavano erano
quelle in nome della razza e della potenza germanica, piuttosto
che della punizione divina per la vecchia faccenda del Calvario.
Chi non ha un land, chi rifiuta di radicarsi e legarsi anima e
corpo a una terra sua,  un parassita, uno spostato, un usurpatore
che importa nella terra d'altri la sua cultura usuraia e corrotta.
Non occorse molto al Fhrer per innestare questo odio atavico sul
nazionalismo - sconosciuto nel Medioevo - cio sull'ideologia pi
funzionale a una moderna potenza imperialista. L'idea ben nota era
quella di un colossale complotto giudaico, esteso a tutte le
potenze ai danni della Germania e di tutti i veri tedeschi. Due
pi due quattro: per salvare la Germania e il mondo intero
occorreva cancellare gli ebrei dalla faccia della terra.
Non c' che dire: Hitler sapeva fare il suo mestiere. Invent dal
nulla i concetti di razza ariana e di razza ebraica e gioc su
questa antitesi. Gioc sulla rappresentazione. L'Identit, sotto
forma di razza, volk, tradizione,  connessa a un certo rapporto
col Territorio.
Per tornare alla nostra sequenza, insieme alla carta d'identit
non vanno in cenere soltanto Cognome, Nome, Stato civile,
Professione, eccetera. Ma soprattutto nato il, a, Cittadinanza,
Residenza, Via.
Il significato  evidente. Nessuno riuscir mai a metterci in mano
un fucile e dirci che dobbiamo sparare ai musulmani perch cinque
secoli fa un turco baffuto violent la nostra trisavola. Molto
probabilmente quella trisavola rimase incinta e mise al mondo un
bambino: il nostro bisavolo. I Custodi del Sangue e della Terra
non potranno farci difendere i Confini Patrii dal nuovo arrivato:
perch i confini non sono nostri e noi non apparteniamo ai
confini.
Siamo noi il nuovo arrivato. La storia non  mai stata altro che
la storia di meticciati e spostamenti di popoli interi...
Per fortuna esistono altri modi di rapportarsi al territorio (gli
Aborigeni australiani ne sanno qualcosa) e una pratica
estremamente salutare che ci impedir sempre e comunque di
rimanere vincolati da esso: la psicogeografia.
Psych: anima, gh': terra, graphia: segno, descrizione. Lo
psicogeografo  il nomade consapevole che attraversa il territorio
e lo vive, recependo ogni sensazione che esso gli rimanda e
tracciando mappe trasversali che non potranno mai essere strumenti
di dominio, di occupazione e tantomeno quindi di identit.
Chiunque assume questo modo di vivere le cose - come lo scaltro
giocatore di D&D - non reagir all'espropriazione dello spazio
cercando di ritagliarsi un'oasi tutta sua in cui attendere
l'estinzione. Questo  quello che consentirebbe ancora ai gerarchi
di turno di giocare con la rappresentazione: di circoscriverlo, di
individuarlo sulla mappa appunto e infine di schiacciarlo. La
scommessa  proprio quella di chi vuole evitare di subire lo
spazio passivamente senza per questo identificarsi con esso. Di
chi vuole navigarci dentro liberamente insomma, interagendo il pi
possibile con ogni suo punto.
Non si tratta mai di chiudere il cerchio di un confine, ma sempre
di tracciare una rotta. Pare che Scotty abbia orientato i campi di
curvatura. L'Enterprise  pronta per partire. Come direbbe il mio
amico James Tiberius Kirk: "Ci porti fuori signor Sulu. Curvatura
10, rotta sul pianeta Tlon."

5. Rotta sul pianeta Tlon

    "Lo specchio e la copula sono ignobili perch moltiplicano gli
                                                        individui"
                                                           Anonimo

Nell'episodio di Marcovaldo intitolato La citt smarrita nella
neve, Italo Calvino ha regalato agli psicogeografi di tutto il
mondo una delle metafore pi ricche e suggestive (nonch ignorate)
sul rapporto tra individuo e territorio. Non  un caso che il
racconto sia stato recentemente ripubblicato in Australia (con una
splendida introduzione di Bernard Hickey) all'interno di una
straordinaria antologia dal titolo Reading the Country (1).
Quello che succede  molto semplice. Dopo un'abbondante nevicata
Marcovaldo si sveglia e scopre una citt priva delle sue
caratteristiche pi odiose: le auto sono bloccate nei garage, i
segnali stradali sono cancellati, i rumori attutiti, la
carreggiata e il marciapiede si sono fusi insieme in un unico
spazio pedonale, i punti di riferimento consueti sono scomparsi.
Fin qui niente di speciale. Se le considerazioni del protagonista
si fermassero al pensiero che una citt cos  meno carceraria del
solito, saremmo nel consueto filone della retorica stile
"Metropoli Bastarda". Ma il bello ha da venire:
   "Le vie e i corsi s'aprivano sterminate e deserte come
   candide gole tra rocce di montagne. La citt nascosta sotto
   quel mantello chiss se era sempre la stessa o se nella
   notte l'avevano cambiata con un'altra? Chiss se sotto quei
   monticelli bianchi c'erano ancora le pompe della benzina,
   le edicole, le fermate dei tram o se non c'erano che sacchi
   e sacchi di neve? Marcovaldo camminando sognava di perdersi
   in una citt diversa..."
   
Stabilita cos l'equazione neve = sogni+emozioni, le intuizioni di
Calvino cominciano a prendere forma in maniera sorprendente, come
spesso succede quando una semplice metafora si mostra via via
sempre pi coerentemente in corrispondenza con l'oggetto di
riferimento. Fin qui Marcovaldo si  limitato a constatare
l'effetto di una neve caduta dal cielo. Dal momento in cui il
capomagazziniere della sua ditta gli affida un'enorme pala per
liberare il marciapiede di fronte all'ingresso, diventa sempre pi
consapevole della possibilit di manipolare quella sterminata
massa bianca e di interagire con essa.
Il primo ostacolo che gli si presenta  il disoccupato Sigismondo,
una chiara allegoria di un'illuminata amministrazione comunale. Si
tratta di un disoccupato arruolato nelle file degli spalatori
comunali, desideroso di mettersi in mostra con il caposquadra e di
fare carriera. La neve non gli d nessuna suggestione particolare,
ma lo porta a calcoli ben precisi sui metri cubi da spalare per
liberare tot metri quadri di strada. Quando si accorge che
Marcovaldo coi suoi disordinati colpi di pala sta gettando la neve
dal marciapiede alla strada, gli prende un'accidente.
Sigismondo  l'immagine di coloro per i quali i sogni sono solo e
soltanto business. Li rimuovono dalla loro sede naturale e
pericolosa (la strada) e ammonticchiano in bell'ordine i loro
surrogati contro al muro.  la politica del divertimento s,
purch disciplinato e rega(o)lato da noi. Divertimento a tutti i
costi, perch la chitarra di Beppe Maniglia copra il frastuono dei
cingolati. Sono le roussoviane " ghirlande di fiori sulle nostre
catene". Ma tra i sogni e i divertimenti c' lo stesso scarto
qualitativo che separa le tagliatelle della nonna da quelle
Barilla. E qui ancora il bello ha da venire. Marcovaldo impara da
Sigismondo a fare i mucchietti di neve. Usa la sua stessa tecnica,
lo tranquilizza, gli offre una cicca di sigaretta, ripulisce il
tratto che gli ha ingombrato. Ma i suoi sentimenti non cambiano,
per lui non si tratta di metri cubi su metri quadri:
   "Se continuava a fare dei muretti cos, poteva costruirsi
   delle vie per lui solo, vie che avrebbero portato dove
   sapeva solo lui, e in cui tutti gli altri si sarebbero
   persi. Rifare la citt, ammucchiare montagne alte come
   case, che nessuno avrebbe potuto distinguere dalle case
   vere. O forse ormai tutte le case erano diventate di neve,
   dentro e fuori; tutta una citt di neve con i monumenti e i
   campanili e gli alberi, una citt che si poteva disfare a
   colpi di pala e rifarla in un altro modo".
   
Qui al vero psicogeografo scappano le lacrime. Al curatore di
Reading the Country, Robert Bropho prende un mezzo colpo che gli
fa inserire una nota in cui esclama senza mezzi termini "This is
walkabout!"(2) e cita alcune strofe dal brano "Walking on a
dream"dei Koncealed Konceit. E niente potrebbe essere pi vero.
Ma la cosa ancor pi interessante da cogliere sta nel fatto che
Marcovaldo ha usato la migliore delle strategie: servirsi del
sistema, sfruttare i suoi canali d'azione. I sogni ingombrano la
strada e bisogna ammucchiarli ai lati? Benissimo. Questo in realt
non fa altro che allargare il sogno, raddoppiarlo (fino a
diventare bi-sogno), fino a che da un po' di neve sull'asfalto si
passa ad una citt fatta di neve. E allora vengono in mente gli
ultimi due versi di "Terrorista", una delle ballate pi acide dei
Frida Frenner, che dicono: "Bolle gi
un'apocalisse/verosimile/sparale sempre pi grosse/fino a che lo
show/non finir. Diffondiamo le leggende/pi incredibili/ Non
saprai dove ti trovi/neanche a casa tua/deturnati."
Calvino ci d un'immediata conferma dei nostri sospetti. 
veramente dell'inquinamento del sistema con i suoi stessi
liquami(3) che si sta parlando in un racconto dall'apparenza tanto
innocua? Senza dubbio, gente! Perch immediatamente dopo,
Marcovaldo, notando quanta poca differenza passi tra un mucchio di
neve ed un'auto, comincia a modellare la forma di una macchina,
con tanto di rubinetto al posto della maniglia. E la vittima dello
scherzo  il potentissimo commendator Alboino, che, uscendo dalla
ditta, afferra il rubinetto sporgente e si infila a testa bassa
nel mucchio di neve. La perdita della distinzione tra Vero e
Falso, tra Sogno e Realt, tra Leggenda e Fatto di Cronaca che
costituisce l'arma preferita di uno stato orwelliano gli si 
ritorta contro grazie alla psicogeografia(4). Viene da pensare
allo scherzo, durato anni, che Pierluca Sabbatino e altri due suoi
amici napoletani giocarano ai danni delle Poste. Questi tre
scugnizzi, particolarmente ferrati come grafici, si sono inventati
francobolli di ogni genere da applicare alle loro cartoline.
Nessuno ha batutto ciglio. Lettere affrancate con francobolli
ritraenti piccioni viaggiatori e la scritta "Quando le poste
funzionavano"sono stati regolarmente timbrati. La cartolina con il
francobollo per il "Furto dell'auto di Lucariello",  stata
recapitata senza l'ombra di tassazione. Ebbene: si tratta di
ottenere il timbro del Vero per ci che  Falso, di far passare
per normale ci che  pazzesco, in modo che i Normali impazziscano
e sentano come la loro distanza dal folle sia solo una questione
di condizionamento ambientale, di non aver mai incontrato uno come
Ron Athey durante una performance.
Negli anni settanta in America si facevano degli esperimenti su
questo tema. Una donna entrava completamente nuda in un ufficio
dove tutti, tranne uno, erano stati sollecitati a comportarsi come
se niente fosse. Il condizionamento ambientale su quell'uno era
tale che egli si comportava in modo assolutamente deviante per
potersi ritenere normale. Della serie: colpisci cento per educarne
uno. Le potenzialit rivoluzionarie di un fatto simile sono
incredibili. Quando Albert Funt vide i filmati di quegli
esperimenti ebbe una folgorazione e si invent Candid Camera. Ma
la telecamera nascosta era un limite di quella trasmissione, non
un vero punto di forza, come ha dimostrato in maniera strepitosa
uno psichiatra napoletano. Mi riferisco all'autore del famoso
"Referendum per l'abolizione della Juventus"e di altri banchetti
di questo genere. In questi casi l'arrivo della telecamera, come
appendice della televisione, veniva costantemente considerato come
una conferma dell' avvenimento, un imprimatur, un timbro di
veridicit. La gente rimaneva delusa quando gli si diceva che era
tutto finto. Molti non ci credevano. Qualcuno si mise veramente a
organizzare una raccolta di firme per cancellare il Milan dal
campionato.
Tutto questo ci porta su Tlon. Poi ritorneremo alla citt smarrita
nella neve e al suo finale mozzafiato.
Che cos' Tlon?  una creatura di Jorge L. Borges che ce ne parla
nella sua raccolta Ficciones del 1941-44. Si immagina che una
combricola di idealisti, con a capo Barkeley, abbia concepito il
disegno di dar vita ad un paese immaginario, diventato poi un
pianeta per la megalomania americana, chiamato Tlon. Il progetto 
quello di stilare un'enciclopedia in molti volumi su questo
pianeta, decrivendone la geografia, la letteratura, i linguaggi,
le gastronomie, le citt... Nel 1944 un reporter del quotidiano
The American di Nashville, Tennessee, scova in una biblioteca di
Memphis i quaranta tomi dell'opera. Un ritrovamento voluto
prpbabilmente dagli stessi direttori dell'Enciclopedia di Tlon, i
quali cominciano contemporaneamente a mettere in giro alcuni
oggetti, come bussole contrassegnate con lettere di alfabeti di
lingue tloniane, piccoli coni dal peso specifico indescrivibile
(fatti d'un metallo che non  di questo mondo) che costituiscono
l'immagine della divinit in una religione di Tlon.
   "Quasi immediatamente la realt ha ceduto in pi punti.
   Dieci anni fa, bastava una qualunque simmetria con
   apparenza di ordine - il materialismo dialettico,
   l'antisemitismo, il nazismo - per mandare in estasi la
   gente. Come, allora, non sottomettersi a Tlon, alla vasta e
   minuziosa evidenza di un pianeta ordinato? Il contatto con
   Tlon, l'assuefazione ad esso, hanno disintegrato questo
   mondo."
   
pi chiaro di cos!  il sistema battuto con le sue armi
sistemiche, infettato dalla sua ebola, che lo uccide per
emorragia. "Gi, nelle memorie, un passato fittizio occupa il
luogo dell'altro, di cui nulla sapevamo con certezza... neppure se
fosse falso."
La storia di Tlon  la storia di una costruzione fittizia che
prende il posto di una costruzione (ritenuta) reale. Tlon potrebbe
essere un mondo ideale, stupendo, cui basta credere per farlo
vivere. E questa sembra la strategia suggerita da Borges. Una
rivoluzione dell'immaginario pi profonda di qualsiasi cambiamento
di prospettiva su una realt immutabile. Ma Luther Blissett avanza
l'idea di una distruzione ancora pi radicale. Qualcosa che non
dia la possibilit di sostituire Tlon con qualcosa di ancor pi
cristallino ma, probabilmente, micidiale. Propongo di sbriciolare
il meccanismo psicologico di adesione a questi sistemi,
mostrandone la putredine. Come? Accellerando al massimo il
processo. Proponendo continuamente nuovi sistemi, nuove "True Lies
". Diffondendo il Caos Mediatico fino a che con le balle
dell'ultimo giornalista inchioderemo l'ultimo burocrate. Allora
saremo liberi dal mondo. E anche da Tlon.
Del resto Borges pi che proporre un nuovo modo di imporre una
mitopia (attraverso una postmoderna seduzione ), sembra proprio
voler criticare il meccanismo stesso e a questo proposito crea un
sistema in cui viene distrutto uno degli ingranaggi pi importanti
dell'adesione ai sistemi stessi: L'Identit. Se rinunciamo a
questa, rinunciamo al bi-sogno di narrazioni e tutt'al pi
possiamo cadere vittime di nuovi mondi, piuttosto che di nuove
storie.
Nella congetturale Ursprache dell'emisfero australe di Tlon non
esistono sostantivi ma il nucleo del linguaggio  il verbo
impersonale: per dire "Sorse la luna sul fiume"si dice hl-r u fang
axaxaxas mlo ovvero, letteralmente: verso su dietro semprefluire
luneggi. Sostituire ai nomi i verbi impersonali significa
sostituire ai soggetti gli eventi(5), a identit predeterminate,
agenti ben pi nebulosi. In questo modo tutti coloro che
partecipano ad una stessa azione sono la stessa persona, o meglio,
sono lo stesso atto, perch di persone, su Tlon, non vale nemmeno
la pena di parlare.
Questa impressione  rafforzata da una nota dell'autore riguardo
ad alcune dottrine panteistiche del pianeta, nella quale si
accenna ad una chiesa di Tlon secondo la quale "tutti gli uomini,
nel vertiginoso istante del coito, sono lo stesso uomo. Tutti
coloro che ripetono un verso di William Shakespeare sono William
Shakespeare."
La faccenda diventa ancora pi evidente se si passa all'emisfero
boreale del pianeta. Qui il sostantivo si forma per accumulazione
di aggettivi monosillabici, che costituiscono la cellula
primordiale della lingua. Qualsiasi congiunzione di aggettivi ha
il potere di evocare e rendere reale un oggetto. Cos esiste
un'entit denotata ( sempre che questo termine abbia senso)
dall'espressione moplakagfarad che significa: il colore del sole
nascente e il grido acuto di uccello in volo. Ci sono famosi poemi
composti da un'unica, enorme parola corrispondente all'oggetto
poetico creato dall'autore. Nel descrivere un simile linguaggio,
Borges aveva sicuramente in mente qualcosa di molto vicino al
concetto johnsoniano di Network degli Eventi. Non si tratta di una
congettura, lui stesso ne parl nelle Lettere ad un amico che non
ho in maniera molto chiara:
   "Ci sono idee che probabilmente non potranno mai prendere
   forma senza che si introduca un linguaggio adatto alla loro
   espressione. Questo spiega la fatica che mi  costata lo
   spiegarti quel mio sogno di tanti avvenimenti in giro per
   il mondo, diversi tra loro, ma collegabili insieme da un
   qualche filo invisibile e riconducibili tutti al medesimo
   autore...".
   
Non occoreva andare su Tlon per reperire una simile lingua: la
pratica del Multiple Name ha tutte le potenzialit descritte da
Borges. E anche questa volta l'autore ci stupisce mostrando di
aver sfiorato, nella sua costruzione, persino quest'altro
concetto. Nella sezione dedicata alla letteratura di Tlon spiega
come raramente i libri vengano firmati. La nozione di plagio non
esiste. Tutte le opere sono di uno stesso autore, atemporale e
anonimo. Ci manca solo che il suo nome d'arte sia Luther
Blissett...
Un' ultima caratteristica di Tlon merita di essere ricordata. Si
tratta dei hronir. Su Tlon il verbo "cercare"  fattivo, come
scoprire; presuppone che la cosa cercata esista. O meglio, lo
implica. Se cerco una matita che qualcun altro ha gi preso, prima
o poi ne trover una, un po' diversa, ma bene o male
corrispondente all'oggetto della mia ricerca.  un hron. I hronir
evocati dalla speranza e dalla suggestione si chiamano anche ur. I
hronir sono fatti della neve di Marcovaldo sulla terra, di
neutrini su Solaris. La cosa incredibile  che i hronir, come
sottolinea l'autore, hanno reso grandi servigi agli archeologi;
hanno permesso di interrogare il passato e di renderlo non meno
plastico dell'avvenire. Cos su Tlon cade anche una delle maggiori
alleate dell'identit: la Memoria. Perch anche il Passato, come
il Territorio, pu diventare Sistema. Ma su Tlon non ci sono n
Autori n Autorit (concetti fin troppo simili anche
nell'espressione linguistica). E i Sistemi sono numerosissimi, ma
non cercano la Verit, sono sottogeneri della letteratura
fantastica e mirano alla sorpresa. Perch ogni evento 
irriducibile, e classificarlo  gi tradirlo. Nessuna spiegazione
 possibile (oppure tutte) perch nessun fatto  collegabile ad un
altro in maniera causale, ma solo poeticamente, per associazione
di idee.
Si dice che chi non conosce il passato  costretto a riperterlo.
Io direi: a chi non conosce il passato capita di ripeterlo. Chi lo
conosce, molto pi spesso, ci  costretto. Perch senza memoria
non c' identit, nazione, popolo. Non c' soggetto. La pratica
del hron , forse, revisionismo. Ma sarebbe ingenuo credere che la
Storia sia Verit. E non abbiamo appena detto che il dominio del
Verosimile e del Falso devono essere fatti detonare con le loro
stesse mine? Abbiamo paura che qualcuno ci venga a dire che i
Lager Nazisti non sono mai esistiti. Ma intanto i Lager li hanno
ricostruiti proprio quegli slavi che, insieme a zingari, ebrei e
omosessuali ci hanno sofferto dentro. E Roma antica, gloria
d'Italia, non era forse il terreno preferito di Mussolini? La
ripetizione rituale del mito, nelle culture tradizionali, ne fa
rivivere gli effetti, d l'impressione di averlo ripetuto. Cos la
trib della Sinistra, in piazza per il 25 Aprile, pu mettere il
cuore in pace e credersi ancora "resistente". Questa, diciamocelo,
 Merda. E se un atteggiamento pi disilluso nei confronti della
Memoria facesse dubitare con la Resistenza, anche della Razza e
della Patria, non saprei chiamarlo davvero uno svantaggio.
I tempi sono maturi per tornare finalmente a Marco(s)valdo. Dopo
lo scherzo della macchina, il nostro eroe comincia a pensare che
c' una cosa che la neve non pu confondere o imitare: l'uomo
(ovvero l'Identit). Il pupazzo di neve che alcuni bambini stanno
plasmando non potr mai essere confuso con lui. Ma mentre 
assorto in questi pensieri un cumulo di neve, scivolato da un
tetto, lo sommerge completamente. I bambini arrivano, muniti di
carote e altri ortaggi con cui confezionare il naso del loro
pupazzo, e se ne trovano davanti due perfettamente identici.
Quando per conficcano la carota sul faccione del secondo, questa
scompare a vista d'occhio. E lo stesso succede con un peperone.
Marcovaldo, infreddolito e mezzo congelato, accetta volentieri il
cibo che gli viene offerto e i bambini scappano terrorizzati al
grido di - Aiuto!  vivo!  vivo!
Con questo finale credo che nessuno potr dubitare oltre sulla
forzatura di un' interpretazione psicogeografica di questo
racconto. Disorientamento del territorio - sfruttamento del
sistema - derisione del potere - perdita dell'identit... La
sequenza non poteva essere studiata in maniera pi perfetta. Tutto
torna in maniera mirabile. Marcovaldo abbandona la tuta da operaio
e si veste di quella stessa neve che ha cambiato la citt e ha
infradiciato il commendator Alboino. Diventa per un pupazzo molto
particolare. La maschera non lo priva di una forza vitale che ora
lo rende addirittura spaventoso. Non c' ombra di nichilismo. I
bambini restano del tutto spiazzati di fronte a quel vivente uomo
di neve. Perduta l'identit, l'attacco pu arrivare da qualunque
parte, inaspettato.Tutto diventa Imprevedibile. E quindi
pericoloso per chi deve sorvegliare e punire.
Alla fine Marcovaldo, tutto infreddolito, si dirige verso una
grata da cui sale una nube di calore. La neve si scioglie e al
nostro eroe parte uno starnuto talmente forte che libera il
cortile da tutta la neve. E cos si rimaterializzano le cose di
tutti i giorni, spigolose e ostili. Perch se Marcovaldo si
rifiuta di essere un bianco pupazzo di neve mangiacarote e
preferisce il grigio operaio apparentemente diverso da tutti gli
altri, allora anche la citt si rifiuter di plasmare i suoi sogni
e torner a farsi grigia di duro cemento.
Un eroe metropolitano certamente pi noto di Marcovaldo e ben pi
convinto della necessit di non farsi identificare  l'Uomo Ragno.
La sua scelta di vita , inizialmente, del tutto occasionale. La
maschera gli serve in principio pi per salvare la faccia (e
l'identitario orgoglio) che per scelta di vita: avendo
scoperto(6), in seguito ad un malriuscito esperimento di
laboratorio, di possedere la forza proporzionale di un ragno,
Peter Parker decide di sfidare un campione di lotta da circo che
offre 100 dollari a chi gli resister per tre minuti. Per evitare
di essere deriso in caso di sconfitta, si maschera il volto.
Risultato: vince i 100 dollari e viene ingaggiato dal circo per
fare i suoi numeri. Durante gli show indossa il famigerato costume
rossobl dell'Uomo Ragno. A questo punto non si capisce bene
perch non voglia svelare la sua identit: qualcuno sostiene che
sia per farsi pubblicit, ma io credo lo faccia perch Peter
Parker non riesce a convivere armonicamente con i suoi
superpoteri. Gasato dal
successo dei suoi Spettacoli, assume un atteggiamento da star,
distaccato dal mondo al punto che nel suo primo incontro (casuale)
con un ladro non se ne cura e lo lascia scappare, nonostante una
guardia chieda il suo aiuto. Quel ladro uccider suo zio Ben
qualche ora dopo. Per questo Peter non pu accettare del tutto la
sua identit di ragno. E quando torna a esibirsi chiede al
direttore del Circo di intestare l'assegno a l'Uomo Ragno.
Risultato: non riesce a incassarlo. Il dialogo col banchiere 
illuminante:
   UR: "Vorrei incassare quest'assegno!"
   Banchiere: "Dovrei vedere un documento!"
   UR: "Non basta il mio costume?"
   Banchiere: "Non sia ingenuo! chiunque potrebbe indossarlo!
   Ha un tesserino sanitario, o una patente intestata a Uomo
   Ragno??!"
   UR: "No. Non ce l'ho."
   
L'identit segreta dell'Uomo Ragno spaventa la burocrazia, ma,
assai di pi, spaventa la stampa, che senza volti noti e
personaggi di cui sbandierare le love stories rischia di fare
bancarotta. Di questo si accorge perfettamente lo psicotico
direttore del Daily Bugle, J. Jonah Jameson che comincia fin da
subito a scrivere editoriali e a tenere conferenze per stroncare
la carriera di Spiderman. Ecco il testo di uno dei suoi interventi
pubblici:
   "Non possiamo permettere che quella minaccia mascherata si
   faccia giustizia da s! Ha una cattiva influenza sui
   giovani! I ragazzi potrebbero cercare di imitarne le
   fantastiche imprese! Pensate cosa accadrebbe se facessero
   di questo mostro il loro eroe! Non dobbiamo permetterlo!
   Dico che l'Uomo Ragno deve essere cacciato! Non c' posto
   per un tale pericolo nella nostra citt! I giovani di
   questa nazione devono imparare a rispettare i veri eroi
   come mio figlio (ne mostra la foto) John Jameson, il pilota
   collaudatore. Non dei mostri egoisti come l'Uomo Ragno...
   Una minaccia in maschera che si rifiuta di mostrare la sua
   identit!"
   
Jameson  talmente determinato da questo punto di vista che anche
quando l'Uomo Ragno salva suo figlio a bordo di una navicella
spaziale ingovernabile, continua a denigrarlo sostenendo che lui
stesso aveva sabotato la capsula spaziale per poi poter fare
l'eroe. Ma  chiaro che la minaccia-Uomo Ragno  un altra. Lo
stesso Peter Parker quando legge le accuse contro di s si chiede
come facciano i Fantastici Quattro ad essere tanto osannati. Il
fatto  che i F4 non nascondono il loro volto(7). Johnny Storm, la
Torcia Umana, usa i suoi poteri alle feste di compleanno per
intrattenere gli amici, parla alle assemblee studentesche, si
prende il merito delle azioni portate a termine a fianco
dell'arrampicamuri. E del resto l'Uomo Ragno verr rifiutato come
quinto uomo del quartetto.
Per il resto Stan Lee e lo staff Marvel non hanno molti altri
spunti da offrirci. Ma tanto basta.
Non dobbiamo aspettarci molto di pi. E se anche i supereroi come
Spiderman fossero solo degli Zorro con una maschera un po' pi
metropolitana, tuttavia la tematica dello scontro tra anti-
identitari e costruttori autorizzati di bugie sembra qui trattata
davvero al meglio.
E per un attimo possiamo ritornare a Marcovaldo. Per chi volesse
ulteriori prove delle inclinazioni psicogeografiche di Calvino,
c' ancora un episodio che pu risultare illuminante.
 quello intitolato La fermata sbagliata. Marcovaldo, dopo aver
assistito ad una proiezione di un film ambientato in India, esce
dal cinema e si trova completamente immerso nella nebbia. Perde
l'orientamento, sale sul tram sbagliato, si trova al centro di una
strada stranamente illuminata, sale su un pullman pieno di confort
e scopre che si tratta di un aereo quando il mezzo volante  ormai
alto nel cielo diretto verso Bombay, Calcutta e Singapore. Anche
questa volta il trovarsi disorientati rispetto ad un territorio
familiare ( i dintorni del condominio di via Pancrazietti)  la
condicio sine qua non per il raggiungimento dei propri sogni. La
citt scompare e sullo schermo grigio della nebbia si proiettano i
colori delle foreste del Kerala e delle gopuram del Tamil Nadu. La
nebbia inoltre  anche un fattore di disattivazione dei meccanismi
dell'identit. Federico Fellini la descriveva dicendo:
   "La nebbia  una grande esperienza esistenziale. Rimini
   d'inverno non c'era pi. Via la piazza, via il palazzo
   comunale, e il Palazzo Malatestiano dov' andato a finire?
   La nebbia ti nasconde agli altri, ti mette nella
   clandestinit pi inebriante, diventi l'uomo invisibile:
   non ti vedono e quindi non ci sei."
   
La nebbia  quasi un nome collettivo. A chi possiamo attribuire un
calcio che ci percuote le chiappe in mezzo ad una via cancellata
dal grigio? In questo  anche meglio della neve.
Ma oltre che nella citt avviluppata di nebbia, i sogni conoscono
un altro posto dove materializzarsi: su Solaris. Di questo pianeta
ci parla il romanzo omonimo di Stanislav Lem e, soprattutto, il
film Solaris ( 1972 ) di Andrej Tarkovskij.
La vicenda  ambientata su una stazione spaziale russa. Lo
psicologo Kris Kelvin viene inviato su di essa perch i suoi
abitanti manifestano preoccupanti sintomi di squilibrio mentale.
Il magma che costituisce la superficie del pianeta Solaris 
infatti in grado di captare i pi remoti desideri degli individui
e di materializzarli in esseri identici agli originali ma con una
struttura organica diversa. Gli astronauti della base sono
ossesionati ( come lo  lo spettatore) da questi "ospiti"non
sempre graditi, e uno di loro ha finito per suicidarsi. La tortura
finisce quando il pianeta viene bombardato con particolari onde
aventi la stessa frequenza dell'elettroencefalogramma di Kelvin.
Nello stesso istante si cominciano a formare sulla superficie di
Solaris delle strane isole. Kelvin  combattuto tra la speranza
che "l'epoca dei miracoli crudeli non sia finita"e il desiderio di
tornare sulla terra. Nella scena finale lo vediamo arrivare a casa
e inginocchiarsi ai piedi del padre. La telecamera comincia ad
alzarsi e la vediamo oscurarsi con le nuvole rosa che circondano
il magma di Solaris. La ripresa area ci mostra un' isola in mezzo
ad uno strano oceano.
Non credo che abbia sbagliato chi ha identificato nel magma di
Solaris l'immagine del dispotismo sociale. I miracoli crudeli, le
allucinanti risposte alle nostre aspettative sembrano infatti il
suo campo da gioco. Nel film la tortura degli "ospiti", ai quali i
protagonisti si attaccano al punto di non poterne fare a meno,
termina quando gli umani si scuotono dalla loro passivit e
muovono un attacco psichico(8) al pianeta. A quel punto il
territorio di Solaris comincia a cambiare. Compaiono le isole.
Inizialmente queste sono piccole enclaves dove realizzare i propri
progetti. Sono riserve indiane dove rinchiudersi, oasi di sogno
nel bel mezzo del deserto. Ma piace pensare che il regista voglia
suggerire un ulteriore sviluppo della vicenda. O almeno, io l'ho
immaginato.  arrivato il momento in cui gli uomini di Solaris
hanno trovato una via d'uscita dalla loro memoria (Kelvin ha
materializzato la sua vecchia fidanzata, morta suicida dieci anni
prima). Ora, nelle isole sul magma, cominciano a vivere il loro
presente. Presto forse riusciranno a dar vita al loro futuro. E a
plasmarlo come Marcovaldo le sue auto e le sue vie. Infine a
uscire dall'isolamento, a collegare le loro realt, facendo in
mondo che la crosta di Solaris dia vita ad una terra nuova, e non
pi a simulacri del passato o a isole nel cantiere. Proprio come
nell'Et del sogno gli Antenati totemici dei clan australiani
fecero sorgere dal nulla il loro mondo di canti.

NOTE
1. Fremantle Arts Centre Press, Fremantle, West Australia, 1994.
2. Gli aborigeni australiani posseggono delle vere e proprie mappe
canore (e quindi psicogeografiche) del loro territorio. Grazie ad
esse possono orientarsi nel bush. Ogni individuo ha in affidamento
una porzione di territorio di cui conosce i canti. La pratica del
walkabout consiste in una ricognizione con la quale l'aborigeno
custode di una regione, le infonde nuova energia, garantisce la
sopravvivenza delle piste descritte dai canti e potenzia la
propria anima. ( cfr Bugarrigarra, psicogeografia e walkabout in
Luther Blissett, #1/2, Grafton 9 edizioni, giugno-settembre 1995)
3. Questa pratica  stata riscontrata varie volte nella storia. In
particolare la setta giudaica del frankismo propugnava l'antinomia
(la violazione sistematica della Legge, che pur si considera
Sacra) come l'unico mezzo per avvicinare la venuta del Messia
4. Viene da pensare alla celebre fiaba in cui il pastorello che
troppe volte a gridato "Al lupo! Al lupo!"per prendersi gioco dei
compaesani, finisce alla fine sbranato senza che nessuno si muova
per soccorrerlo.
5. Anche i dharma, gli elementi primordiali e irriducibili del
cosmo, del buddhismo non sono cose ma eventi. E non a caso il
buddhismo  una disciplina che nega fermamente l'esistenza di
un'anima e di un'identit personale. Questo tipo di ontologia,
secondo alcuni studiosi, si adatterebbe meglio di quella greco-
occidentale alla descrizione del materia fornitaci dalla teoria
fisica moderna.
6. Amazing Spider-man 1- marzo 1963
7. Anche i F4 ad un certo punto della carriera sperimenteranno con
successo la pratica dell'identit segreta, sebbene con
implicazioni molto meno interessanti (Fantastic Four 263 -
febbraio 1984 )
8. Anche qui si tratta di combattere il sistema con le sue stesse
armi. Il regime di Guerra Psichica  fortemente funzionale al
potere fino a che Luther non trova il modo di scaricargli addosso
tutta l'energia prodotta da tale conflitto. (vedi Introduzione
alla Guerra Psichica in Luther Blissett #1/2, Grafton 9 edizioni,
Bologna, giugno-settembre 1995)


                      ...Tra cinque e sei...

Una rayliquia. La mattina del 9 novembre 1994 il postino recapita
a Ray Johnson una grossa busta avana proveniente dalla Francia,
priva del mittente. Oltre a una copia originale dell'albo Asterix
le gaoulois opportunamente dtournato con frasi di Gramsci e di
Ernst Bloch, la busta contiene un lungo dattiloscritto su carta
velina verde, firmato "Luther Blissett, Lione"(anche se il timbro
postale  di Bordeaux). Si tratta di un'azzardata genealogia dei
multiple names risalente addirittura a Pitagora. Johnson ne fa 13
fotocopie che spedisce ad altrettanti suoi corrispondenti: Lloyd
Dunn (Iowa), Philippe Bill (Francia), James Fugazza (West
Australia), Alberto Rizzi (Italia), Andrs Voith (Ungheria), Serge
Segay (CSI), Graf Haufen (Germania), Kathleen Van der Maar
(Olanda), Vittore Baroni (Italia), Mike Dyar (California), Sappo
Knuttila II (Finlandia), Satoru Nagau (Giappone) e Raphael Akendo
(Kenya). Dopo la morte di Ray, e dopo l'appello di Vittore Baroni,
che incita tutti i corrayspondenti a rispedire in giro per il
mondo ci che hanno ricevuto da Johnson nel corso degli anni, il
documento viene riprodotto e diffuso in pi copie, ed ora viene
incluso in questo libro.

6. Manoscritto ricevuto da Ray Johnson il 9 novembre 1994

                     Domanda: Dov' la chiave della vostra loggia?
      Risposta: In una scatola ossea ricoperta da un vello irsuto.
          Domanda: Ditemi le caratteristiche della vostra scatola.
 Risposta: La mia testa  la scatola, i miei denti le ossa, i miei
                      capelli il vello, la mia lingua  la chiave.
                                                    Dumfries, 1710

    "La nostra istituzione gi esisteva in diversi sistemi solari,
                        prima della creazione del globo terrestre"
                                                     Olivier, 1823

L'idea di nome collettivo precede di molto l'uso che se ne  fatto
negli ultimi anni.  per difficile riuscire ad individuare un
multiple name, per il semplice fatto che nei documenti storici a
noi giunti si parla semplicemente delle azioni di un personaggio,
o di un nome, senza far trapelare la possibile rete che si
infittisce alle sue spalle.
Cos tra cento o duecento anni,gli storici, spulciando tra i
giornali, i libri, i film, i dischi, ecc.., del nostro periodo,
disegneranno l'immagine di un tale chiamato Luther Blissett,
eccezionalmente eccletico, e lo considereranno uno dei perni
politici e culturali della fine del XX secolo.
Tra i vari campi d'indagine sull'uso del Multiple Name, quello pi
interessante e proficuo  probabilmente la Massoneria. Ben lungi
dall'essere una setta destrorsa e conservatrice, la massoneria ha
avuto un ruolo storico importante, soprattutto nel periodo
antecedente la formazione (e istituzionalizzazione) della Grande
Loggia d'Inghilterra (24 giugno 1717), momento che caratterizz il
passaggio dalla"massoneria operativa"alla "massoneria
speculativa". Infatti la Massoneria, legata a diversi collegi
invisibili come i Templari e i Rosacroce,  sempre stata
caratterizzata da un continuo schierarsi, pi o meno esplicito,
contro il Potere. Sta di fatto che le ideologie totalitarie hanno
spesso attaccato e proscritto l'ordine massonico(1), come spiega
Serge Hutin nel tomo Esoterismo, spiritismo, massoneria del suo
Storia delle religioni. La Massoneria, per definizione, era al di
l della politica. In un passo di James Anderson estratto da I
Doveri dei Liberi Muratori (1723), opera che, sebbene appartenga
gi alla fase di decadenza della massoneria, cerca di
ripristinarne un fondamento, possiamo leggere: "[Noi massoni] ci
diciamo di tutte le nazioni, di tutte le lingue, di tutte le razze
e possessori di tutti i linguaggi e pertanto risolutamente
contrari ad ogni politica". I ruoli politici e le gerarchie in
realt non avevano un ruolo dogmatico e istituzionale nemmeno
all'interno dell'ordine, poich, come dice Lessing in Ernst e Falk
- dialoghi massonici, "tutti possono iniziare e ognuno pu esservi
iniziato". Ci sfalda, inevitabilmente, tutte le accuse di
litismo che possono sorgere vista l'importanza dei riti di
iniziazione, delle cerimonie, dei segreti e dei simboli. I massoni
usavano questi elementi con un mero atteggiamento plagiaristico.
Sempre Lessing scrive in uno dei suoi dialoghi:
   ERNST: La massoneria non  una cosa arbitraria? Ma non ha
   forse formule, simboli, riti che [...] sono arbitrari?
   FALK: Naturalmente, ma queste formule, questi simboli,
   questi riti non sono la massoneria.
   
La massoneria si serve plagiaristicamente dell'esoterismo per
opporsi alla religione. Esso non  che la fusione di elementi
delle correnti mistiche pi disparate (dagli antichi Egizi ai
Druidi), quindi non pu che essere un'arma letale contro il
dogmatismo religioso. Infatti la massoneria fu pi volte
perseguitata dalla Chiesa, e da ci nacque la comune necessit per
i suoi membri di non essere identificati. Si potr capire, ora, a
quale livello di decadimento arriv la massoneria quando, in
seguito alla detronizzazione del re cattolico Giacomo II Stuart da
parte del protestante Guglielmo III d'Orange, le logge inglesi
giacobite (favorevoli alla restaurazione degli Stuart) si opposero
a quelle orangiste. Tale conflitto si risolse nel 1717 con
l'unione di tutte le logge orangiste nella Grand Lodge, con la
conseguente stesura di una Costituzione che conferiva a
quest'ultima il potere di giudicare la regolarit delle altre
logge.
Questa regolamentazione della massoneria fu un chiaro sintomo di
degrado. La situazione continu a peggiorare, soprattutto con il
progressivo aumento all'interno delle logge di scholars
aristocratici e borghesi, che trasformarono la massoneria in un
club esclusivo, cio in quella che viene chiamata comunemente
"massoneria speculativa". Ad esempio nel 1804 vennero proclamati
Alti dignitari del Grande Oriente di Francia personaggi come
Napoleone e il prefetto della polizia Fouch.
Nel 1848 una parte dei moti parigini fu pilotata dal Rito Scozzese
Antico e Accettato, che si ispirava alla Grand Lodge of Scotland,
famosa per i suoi rapporti con gli ordini druidici. Ma il governo
provvisorio della nuova Repubblica obblig le logge a richiedere
una licenza per potersi costituire, come accadeva per tutte le
associazioni. In risposta a questo tentativo di
istituzionalizzazione alcuni massoni (tra cui quelli del Rito
Scozzese) formarono nel 1849 la Gran Loggia Nazionale di Francia.
Il Grande Oriente, ormai completamente schiavo del potere non
ritard per a sgunzagliarle contro la polizia di Parigi, che dopo
diverse repressioni costrinse la Gran Loggia a sciogliersi
definitivamente nel '51. L'anno successivo, quando Napoleone III
ristabil l'Impero, il Grande Oriente si mise immediatamente al
suo servizio.  in questo periodo (1862) che esso raggiunse il suo
momento pi trash: un'assemblea di Alti Dignitari dell'Ordine
offr la Grande Maestranza al principe Napoleone Giuseppe (1822-
1891) detto Girolamo, popolarmente conosciuto con l'appellativo di
Plon-Plon! Ma l'Imperatore si riserv il diritto di nominare il
Gran Maestro, impedendo cos a Plon-Plon di prendere la carica,
conferendola invece al fido Maresciallo Magnan. Proprio
quest'ultimo, nel maggio dello stesso anno, annunci lo
scioglimento di tutte le logge massoniche eccetto il Grande
Oriente, reprimendo con violenza le associazioni non autorizzate.
Questo non imped alle logge clandestine di riunirsi, tant' che
nel 1871 un corteo di seimila massoni si un alle insurrezioni
cittadine che avrebbero portato alla Comune di Parigi.
Negli anni successivi il Grande Oriente divent, sempre pi
l'organizzazione della borghesia laica. Nel 1876-77 decise di
abbandonare ogni tipo di esoterismo per diventare una vera e
propria istituzione. Logge minori continuarono per a
sopravvivere, pi o meno segretamente.
 chiaro quindi che la massoneria vera e propria non esiste pi da
tempo, ed  stata rimpiazzata da un suo simulacro decaduto.
Bisogna studiare cosa accadde prima del 1717. Innanzitutto, pare
che la massoneria abbia origini remotissime. Gi tra gli antichi
egizi si possono rinvenire tracce di sette segrete. Tutta la
massoneria successiva fece un abbondante uso della simbologia
egiziana, cos come di quella pitagorica. Proprio ai Pitagorici si
pu attribuire l'uso di uno pseudonimo collettivo.
L'uso di nomi multipli da parte della massoneria  ormai
accertato, tant' che, come scrive Christian Jacq ne La
Massoneria, storia e iniziazione:
   "in molti, moltissimi manoscritti massonici si narra di un
   grande iniziato che fu ammesso nei pi segreti cenacoli del
   mondo allora conosciuto, dove rec segreti ammaestramenti.
   Si dice anche ch'egli fondasse proprie logge a Groton e che
   i suoi discepoli si siano stabiliti per tempo in Francia e
   in Inghilterra. Il personaggiio  chiamato, in tali
   documenti, Peter Gower"
   
che non  altro che una storpiatura di "Pitagora"come "Groton" lo
 di "Crotone", citt della Magna Grecia in cui il filosofo fond
la sua scuola. Sebbene gli storici diano quasi per scontato che
Pitagora sia vissuto realmente, ci non  affatto certo, poich
non scrisse mai niente, e una serie di indizi pi o meno evidenti
lasciano intuire la possibilit che fosse solo un nome collettivo.
"Pitagora"appare diverse volte nella storia antica. Lo storico
Giamblico in Vita di Pitagora, scrive dell'esistenza di un
Pitagora di Eratocle, un matematico pitagorico. Durante il governo
di Cesare il Pitagorismo, che era stato represso violentemente nel
450 a. C., torn a diffondersi in tutt'Italia. Questo fenomeno non
era visto positivamente dagli imperatori romani, giacch i
pitagorici volevano risanare la societ togliendo il potere agli
avidi e agli ambiziosi. Di conseguenza Cesare Ottaviano Augusto
espulse da Roma un certo Pytagorias. Pitagora stesso nella sua
vita fu molto ecclettico. Jacq scrive che "ottenne la fama di
possedere una cultura universale che incideva in campi tanto
diversi quanto la filosofia, la politica, le scienze e le arti. Ma
egli non era solo un intellettuale, tanto che si raccontava avesse
vinto un premio nello sport del pugilato, durante la XIV
Olimpiade. Tale capacit di spaziare abilmente in campi diversi
pu essere facilmente compresa se si pensa che il nome Pitagora
non si riferisca a una sola persone, ma a un ambito collettivo. Un
simile stupore emerse tra i critici musicali, negli anni 1985-86,
nei confronti dell'incredibile poliedricit di Karen Eliot. Ma la
prova pi convincente la si pu trovare tra gli scritti dei
"contemporanei"di Pitagora. Ancora Giamblico, parlando di Ippaso,
racconta che questi aveva "per primo divulgato e diffuso la sfera
risultante dai dodici pentagoni [cio il dodecaedro inscritto
nella sfera]", ma lo si era poi trovato morto in mare, forse
assassinato perch si era "preso la fama d'esserne lo scopritore,
mentre tutte le scoperte sarebbero di quell'uomo' [Pitagora]",
cio si era attribuito la scoperta come Ippaso anzich come
Pitagora, probabilmente per brama di successo (gli ambiziosi erano
visti di cattiva luce dai Pitagorici).
Diogene Laerzio scrive:
   "Costui [Pitagora], afferma Eraclide Pontico, che di se
   stesso andasse dicendo le cose seguenti, che sarebbe cio
   stato una volta Etalide e sarebbe stato considerato figlio
   di Ermes [...]. In un tempo seguente, poi, sarebbe passato
   a Euforbo e sarebbe stato ferito da Menelao. [...] Dopo che
   mor Euforbo, la sua anima[-nome] sarebbe passata a
   Ermotimo [...]. Dopo sarebbe diventato Pirro di Delo,
   pescatore [...]. Dopo... sarebbe diventato Pitagora"
   
Quello di Pitagora non fu, comunque, l'unico caso di nome
collettivo nella preistoria della massoneria. Nell'alto Medioevo
troviamo gli Gnostici, i quali professavano una religione
composita, che mescolava e plagiava elementi ebraici, cristiani,
greci, egizi, babilonesi e persiani. La loro dottrina si basava
sull'indeterminazione e il continuo cambiamento dei dogmi a
seconda delle situazioni. Christian Jacq, descrivendo questa
corrente, sottolinea il fatto che "in questo caso non ci si trova
pi in presenza di una comunit ben definibile, nel tempo e nello
spazio". Questo loro anti-dogmatismo si tradusse in una
miscredenza nelle scritture sacre cristiane. Una tale disciplina
non poteva non essere attaccata dalla Chiesa, che accus gli
gnostici di allucinanti crimini sessuali (per es. orge durante le
quali si uccidevano le donne incinte per mangiarne il feto). Per
sfuggire alle persecuzioni che ne conseguirono gli gnostici
adottarono un nome collettivo. Pi che un nome vero e proprio era
un soggetto collettivo. In altre parole, gli gnostici si
riconoscevano in un unico Uomo reale, un macro-corpo formato da
tutta la comunit, ogni uomo era, cio, l'Uomo. Tutti sono l'uomo
(io, voi, mio padre, il Papa...).
Lo stratagemma del multiple name fu ampiamente usato anche in
seguito, soprattutto dopo il decreto del Maresciallo Magnan. Per
opporsi all'istituzionalizzato e anti-mistico Grande Oriente, le
piccole logge sopravvissute si cementarono nella riscoperta della
tradizione massonica. Qui riscoprirono i multiple names di
Pitagora, degli Gnostici, ecc..., e ne riadottarono l'uso, che
dilag a macchia d'olio, fino a diventare un intreccio infinito di
nomi collettivi che generavano altri nomi collettivi. Si venne a
formare cos uno sciame caotico che assicurava alle logge la
sopravvivenza. All'interno di questa massoneria minore non si
sapeva pi chi era chi, il che disorientava le forze dell'ordine
subordinate al Grande Oriente. Da allora in avanti ci che
rimaneva della massoneria operativa e sovversiva si  sempre pi
polverizzato e disintegrato. Ciononostante la pratica del multiple
name e altri elementi di scienza cospirativa si sono riversati da
un lato nel nascente movimento operaio (grazie a personaggi come
Filippo Buonarroti e George Watson McGregor Reid) e dall'altro
nell'avanguardia artistica del XX secolo. Proprio quest'ultima ha
ereditato l'idea di una comunit transnazionale i cui membri
manipolassero l'informazione e l'immaginario collettivo per
"trasformare il mondo" e "cambiare la vita". Ad esempio il
Lettrismo di Isidore Isou, sotto la veste artistica, non era che
una nuova Cabala. Le messe Fluxus officiate negli anni '70 da
George Maciunas, ricombinavano la simbologia dei rituali cristiani
in modo decisamente post-massonico. La Mail Art, nata da una
costola di Fluxus, ha talmente esteso il proprio circuito da far
ricordare la definizione che secondo Georg Simmel la massoneria
dava di se stessa: "la societ pi generale, la lega delle leghe,
l'unica, quella che respinge qualsiasi finalit particolare e con
essa qualsiasi essenza particolaristica..."(Das Geheimnis und die
geheime Gesellschaftt, 1908).
In tempi pi recenti la Cospirazione Culturale Neoista ha
riproposto il multiple name come tecnica di depistaggio dei
critici d'arte (Monty Cantsin). Dal 1990 al 1993, il cosiddetto
Art Strike (Sciopero dell'Arte)(2), ha sfruttato una strategia di
invisibile visibilit di chiara impronta massonica.
Dopo l'Art Strike, Luther Blissett ha riassunto in s tutte queste
esperienze. Saluto in Ray Johnson il Gran Maestro del Disordine
della Performance Cosmica Neoista.
                                            Luther Blissett, Lione

NOTE
1. Antonio Gramsci, in un celebre intervento alla Camera dei
Deputati il 16 maggio 1925, afferm che lo scontro tra regime
fascista e massoneria avveniva su un piano puramente spettacolare,
e che il disegno di legge contro le societ segrete aveva in
realt tutt'altri scopi: "Che cos' la massoneria? Voi avete fatto
molte parole sul significato spirituale, sulle correnti
ideologiche che essa rappresenta, ecc.; ma tutte queste sono forme
di espressione di cui voi vi servite solo per ingannarvi
reciprocamente, sapendo di farlo. La massoneria, dato il modo con
cui si  costituita l'Italia in unit, data la debolezza iniziale
della borghesia capitalistica italiana,  stata l'unico partito
reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo
tempo [...] Il fascismo lotta contro la sola forza organizzata
efficientemente che la borghesia avesse in Italia, per
soppiantarla nell'occupazione dei posti che lo Stato d ai suoi
funzionari. La rivoluzione fascista  solo la sostituzione di un
personale amministrativo ad un altro personale [...] La realt
dunque  che la legge contro la massoneria non  prevalentemente
contro la massoneria, con i massoni il fascismo arriver
facilmente a un compromesso. Verso la massoneria il fascismo
applica, intensificandola, la stessa tattica che ha applicato a
tutti i partiti borghesi non fascisti: in un primo tempo ha creato
un nucleo fascista in questi partiti: in un secondo periodo ha
cercato di esprimere dagli altri partiti le forze migliori che gli
convenivano, non essendo riuscito ad ottenere il monopolio come si
proponeva [...] noi diciamo che in realt la legge  fatta
specialmente contro le organizzazioni operaie [...] Poich la
massoneria passer in massa al Partito fascista e ne costituir
una tendenza,  chiaro che con questa legge voi sperate di
impedire lo sviluppo di grandi organizzazioni operaie e contadine
[...] Concludendo: la massoneria  la piccola bandiera che serve
per far passare la merce reazionaria antiproletaria!"(A. Gramsci,
Scritti politici, Editori Riuniti, Roma 19 67). [N.d.T.]
2. "Art Strike. Invitiamo tutti i lavoratori della cultura a
posare i loro strumenti e smettere di creare, distribuire,
vendere, mostrare o discutere le loro opere dall'1 gennaio 1990
all'1 gennaio 1993. Invitiamo tutte le gallerie d'arte, i musei,
le agenzie, gli spazi alternativi, i periodici, i teatri, le
scuole d'arte etc. a sospendere le loro attivit durante lo stesso
periodo. Il concetto di arte  definito da un lite che si
autoriproduce, ed  venduta come merce a livello internazionale.
Le opere di quei lavoratori della cultura che si oppongono al
modello di societ dominante vengono relegate ai margini oppure
cooptate dall'establishment dell'arte borghese.
La classe al potere usa l'arte come attivit trascendentale nello
stesso modo in cui un tempo usava la religione per giustificare
l'arbitrariet dei suoi enormi privilegi. L'arte crea l'illusione
che, mediante attivit disinteressate, questa civilt sia in
contatto con livelli pi elevati di sensisbilit', i quali
compensano e redimono gli altri suoi aspetti. Quanti accettano
questa logica fanno il gioco della borghesia anche se sono esclusi
da quella classe dal punto di vista del reddito. L'idea che tutto
 arte  il momento supremo di questa mistificazione, poich
significa soltanto che certi membri della classe dominante si
sentono particolarmente liberi di rappresentarsi l'un l'altro la
comune egemonia sul proletariato. Chiamare una persona artista
significa negare alle altre lo stesso dono della visione; il mito
del genio' diviene dunque una legittimazione ideologica della
diseguaglianza, della repressione e della fame. Quella che un
artista ritiene essere la propria identit  solo un insieme di
attitudini inculcate, di preconcetti che imprigionano l'umanit
nella Storia. I ruoli che derivano da quest'identit, tanto quanto
i prodotti artistici destinati alla reificazione, vanno respinti.
A differenza dell'Art Strike 1977-1980 proposto da Gustav Metzger,
il nostro non intende distruggere quelle istituzioni che hanno un
percepibile effetto negativo sulla produzione artistica. Il nostro
proposito  invece quello di mettere in discussione il ruolo
stesso dell'artista e il suo legame con le dinamiche del potere
nella societ capitalistica", da: The Art Strike Papers/Neoist
Manifestos, edited by S.Home, AK Press, Edinburgh 1991. [N.d.T.]


                       ...Tra sei e sette...

Evidentemente il Luther Blissett Project non pu essere paragonato
ad una societ segreta di stampo massonico. Dalle parole di
Coleman Healy (capitolo 3)  emerso che si tratta di un network
aperto in cui non esiste una gerarchia n un nucleo centrale di
eletti con funzioni dirigenziali: non c' traccia di elitismo n
tantomeno di cerimonie iniziatiche. Per la verit, pare che
nemmeno il completo abbandono del nome proprio sia conditio sine
qua non per aderire al Progetto, se  vero che Healy, Home e
altri, oltre a firmare Luther Blissett molti loro lavori,
continuano anche ad operare e farsi pubblicit coi nomi originari.
Ci non toglie che - come afferma la Rayliquia di cui siamo in
possesso - la pratica del multiple name abbia radici antiche; cos
come molte delle implicazioni che essa comporta riecheggiano
esperienze del passato, una sorta di storia pi o meno sommersa
che attraversa almeno un paio di millenni.
In particolare c' un elemento della Cospirazione che trova gi
dei precursori (in tempi relativamente recenti) in molti esponenti
di sette massoniche e templariste: la creazione arbitraria di
leggende.
Questa strategia di panico mediatico e sabotaggio dell'immaginario
si svilupp specificamente tra XVIII e XIX secolo, in alcuni
ambienti rivoluzionari animati da "cospiratori di professione" del
calibro di Filippo Michele Buonarroti. Queste confraternite
miravano a esasperare la tensione tra borghesia e aristocrazia in
vista di uno scontro risolutivo imminente.
Nel 1816 - in piena Restaurazione - Charles Nodier, esponente di
spicco della cultura francese e personaggio centrale di varie
associazioni alchemico-massoniche, pubblic anonima una delle sue
opere pi curiose e influenti: Storia delle societ segrete
nell'esercito sotto Napoleone.
   "In questo libro, Nodier  volutamente ambiguo. Non
   chiarisce in modo definitivo se la sua  un'opera narrativa
   o documentale. Lascia capire invece che si tratta di
   un'allegoria appena velata di autentici fatti storici. E
   attribuisce a queste societ un gran numero di imprese
   storiche, inclusa la caduta di Napoleone" (1).
   
Ai fini della nostra indagine, le conseguenze di questa
pubblicazione sono interessantissime:
   "Il libro di Nodier apparve sulla scena quando la paura
   delle societ segrete aveva assunto proporzioni
   virtualmente patologiche. Spesso queste societ venivano
   accusate di avere istigato la Rivoluzione francese; e sotto
   molti aspetti l'atmosfera dell'Europa post-napoleonica era
   simile a quella del periodo maccartista negli Stati Uniti
   durante gli anni '50. La gente vedeva cospirazioni
   dappertutto, o credeva di vederle. Imperversavano le cacce
   alle streghe. Ogni disordine, ogni evento anomalo, ogni
   fatto spiacevole veniva attribuito alla attivit
   sovversiv, all'opera di organizzazioni clandestine che
   lavoravano insidiosamente dietro le quinte, corrodendo le
   istituzioni e perpetrando ogni sorta di subdolo sabotaggio.
   Questa mentalit port a misure estremamente repressive. E
   la repressione, spesso diretta contro una minaccia
   fittizia, generava a sua volta oppositori autentici,
   autentici gruppi di cospiratori sovversivi, che potevano
   formarsi ispirandosi ai modelli fittizi. Anche come
   creature dell'immaginazione, le societ segrete fomentavano
   una diffusa paranoia agli alti livelli dei governi; e di
   frequente questa paranoia causava pi danni di quanti
   avrebbe potuto farne qualunque societ segreta. Non c'
   dubbio che il mito della societ segreta, se non la societ
   segreta vera e propria, ebbe un ruolo importante nella
   storia dell'Europa nel secolo XIX. E uno dei principali
   architetti del mito, e forse di una realt che stava dietro
   il mito, fu Charles Nodier" (2).
   
L'elemento della vaghezza, della traccia lasciata appena intuire,
sembra essere essenziale:
   "Quello che conta per la societ  il vago, inquietante
   effetto indotto sia dei propagandisti che diffondono voci
   allarmanti su cospirazioni di societ segrete, sia dei
   pubblicisiti esoterici che diffondono idee di miracoli e
   prodigi, dando l'impressione che il cambiamento sociale
   possa essere facilmente attuato dagli esecutori di
   portenti. Questo secondo gruppo, come si  pi volte
   presunto, pu preparare il terreno alle rivoluzioni anche
   se non professa esplicitamente idee rivoluzionarie. Resta
   la preoccupazione che novit superstiziose e irrazionali
   possano predisporre la mente umana all'accettazione di pi
   grandi novit, facilitando cos importanti e indesiderati
   cambiamenti politici" (3).
   
Quasi tutte queste sette ricostruirono la storia della massoneria,
dell'Ordine Templare e di altre misteriose confraternite, in
maniera del tutto fantastica. Svilupparono cio un controuso del
mito, riappropriandosene in positivo e rivolgendolo contro il
potere stesso che l'aveva creato per criminalizzare i suoi
oppositori. Per colpire al cuore il clero serviva rievocare i
fantasmi di coloro che - come i Templari - erano stati demonizzati
e messi al rogo dalla Chiesa.
Cos eretici millenaristi, massoni, alchimisti e Cavalieri del
Tempio potevano essere ripescati dal pozzo della storia e portati
sulle barricate insieme ai sanculotti. Si poteva dimostrare che la
Chiesa non era riuscita a cancellarne le vestigia n a spazzarli
via completamente; o magari che sotterraneamente essi erano
sopravvissuti e ora avevano tutta l'intenzione di saldare il
debito coi loro persecutori di un tempo.
Alla luce di queste considerazioni ho raccolto qui la
testimonianza di Luther, che qualche tempo fa ha intervistato due
moderni Nodier aderenti al Progetto.  un contributo importante,
per capire dove andr a parare tutta questa storia...

NOTE
1. Baigent - Leigh - Lincoln, op. cit.
2. Ibidem
3. P. Partner, I Templari, Einaudi, Torino 1991

7. Spronando il lama della storia fino a farlo sputare

Un'alba. Il cielo  terso ma non troppo. Un uomo cammina in mezzo
agli alberi. In lontananza, la Tour Eiffel e il Big Ben, ma
potrebbe anche essere una scenografia di compensato. L'uomo ha un
sacchetto in mano che contropendola rispetto al braccio. Ogni
tanto si china sotto un albero, sparge un po' del contenuto del
sacchetto, poi attraversa il prato e ripete l'operazione da
un'altra parte. La scena si ripete per parecchi giorni. Nelle
settimane seguenti, i quotidiani cittadini e le pagine locali del
Daily Planet, del Monde e del Daily Bugle, sono costretti a dar
conto di un fenomeno, abnorme per le sue proporzioni, di uso
diffuso di allucinogeni naturali.
L'Amanita Muscaria, se ingerito senza precauzioni pu dar luogo a
reazioni molto pericolose e portare finanche al decesso, ma nelle
dosi giuste d visioni e deliri. Una droga usata tradizionalmente,
celebrata in canzoni e storielle popolari, probabilmente usata
anche dagli antichi druidi durante le celebrazioni religiose.
Dai giornali locali risulta che da qualche tempo una fetta
notevole della popolazione giovanile di ******  entrata in
possesso del know-how relativo ai modi di preparazione e alla
tabella dosi-effetti di quel benedetto (o maledetto) fungo. Da
perquisizioni della polizia effettuate in diverse scuole emerge
che mentre l'uso di hashish e marjuana  rimasto stazionario, si
sono avuti segnali dell'esplosione nelle ultime settimane del
consumo di "droghe di altro tipo", correlato con ricettari medico-
gastronomici di incredibile accuratezza.
Corrono voci decisamente allarmistiche, altre tentano di
tranquillizzare benpensanti e padri di famiglia sul fatto che i
nuclei sanitari, con la consulenza di esperti micologi,
elimineranno presto ogni residuo della mortale Amanita dal verde
cittadino.
C. si definisce Corsaro Situazionauta e Provocatore
Professionista. Ha aderito un anno fa al Luther Blissett Project.
Del tutto casualmente  venuto in contatto con me, Luther, ed un
mio collega, Luther. Ci ha mostrato del materiale sulla singolare
stagione d'oro a ****** di quello che  da tempo (e giustamente)
classificato come fenomeno modaiolo ciclico, incentivato in questo
caso da una natura generosa. Si tratta di qualche filmato tv e di
un archivio di ritagli di giornali e riviste risalenti a un paio
di anni fa, che fanno riferimento alla proliferazione nei parchi e
nei giardini privati di ****** del fungo Amanita Muscaria.
Nelle pagine locali del Daily Bugle si legge:
   "Da alcune settimane nella periferia si registra un aumento
   nella diffusione dell'Amanita Muscaria dovunque vi siano
   aree verdi. Non  possibile dire al momento se il fenomeno
   sia dovuto a un improvviso innalzamento nel tasso di
   fecondit della specie o all'azione di qualche
   sconsiderato. Il fungo  pericoloso per ingestione,
   soprattutto per i bambini."
   
" un articolo chiaramente reticente e tendenzioso", spiega C. in
una intervista da noi fattagli per conto di una radio antagonista
di Amburgo, "chiunque fosse uscito di casa in quei tempi e,
normalmente, avesse parlato con un po' di gente, si sarebbe
accorto del fatto che tutti sapevano molto bene che il funghetto
si poteva trovare in qualunque giardino, anche in centro.
Tutti sapevano che la sua diffusione era effettivamente dovuta a
uno sconsiderato. Altro che esuberanza della natura!"
Si sar ormai capito che qui C. parla di se stesso e di alcuni
amici che in quell'umido inverno per parecchie notti batterono
l'area metropolitana con sacchetti di spore.
"Tutti erano capaci di usare il fungo o come minimo avevano un
amico che sapeva come fare...". C. & co. infatti non avevano
dimenticato di lasciare in giro innumerevoli volantini con vere e
proprie istruzioni per l'uso.
C.: "Gi da qualche settimana lasciavamo nei cessi delle scuole
superiori e dell'Universit i ricettari. In un primo tempo i pi
si sono dimostrati restii ad abbandonare le droghe leggere
tradizionali, perch pi che agli effetti liberatori e di
socializzazione che esse implicano, erano interessati al valore
feticistico delle canne... allo status. Quando si sono accorti che
la valenza trasgressiva e l'aura che circonda le canne non  la
cosa pi importante, hanno capito il vantaggio di poter accedere
gratuitamente a una droga leggera, senza favorire il racket dello
spaccio e aprendosi a una serie di esperienze attive e non pi
passive. Per va chiarita una cosa: personalmente non mi interesso
di sperimentazione creativa tramite sostanze psicotrope, e non me
ne frega niente della ricerca dell'ipercoscienza o cose di questo
genere. Chi non conosceva l'autore di questa grande polluzione -
ma anche qualcuno che mi conosceva - ha pensato di avere a che
fare con un freakettone megalomane. Ma i freakettoni sono loro. Io
sono un Provocatore Professionista e un Netsurfer dell'inconscio
collettivo. Non mi interessano le tante esperienze singole, i
tanti viaggi che singolarmente si possono intraprendere con l'uso
di questa o quella sostanza. Sono interessato invece a dare il mio
contributo alla costruzione di un network degli eventi. La
liberazione dei segni e delle esperienze pu avere all'origine
molto di visionario e di poetico, ma si dovrebbe basare
essenzialmente su un comune savoir-faire nell'uso spassionato dei
segni stessi. Il vero viaggio sar quello l, e render inutili i
simulacri mediatici da cui oggi le esperienze comuni vengono
masticate, la tv e le sue discendenze interattive'".
Luther Blissett: "Ma qual era l'effetto immediato che ti proponevi
di raggiungere con questo evento? Perch hai usato un cavallo di
Troia cos pop?"
C.: "Il fungo allucinogeno era adattissimo a suscitare l'interesse
e la preoccupazione di molte persone. Non mi interessava tanto
l'oggetto specifico, quanto il modo della comunicazione. Volevo
vedere quante persone avrebbero mangiato la foglia. Le leggende
metropolitane - fondate o meno - sono lo specchio delle storie che
i media ci propinano quotidianamente e sono virtualmente
indistinguibili da esse. L'estetica della tv conferisce alla
leggenda un grado di probabilit superiore che ne determina
l'evoluzione successiva..."
Un numero sempre maggiore di persone  in grado di percepire le
differenze tra un si dice e una notizia riportata dai media, ma
solo perch tali differenze sono suggerite dagli operatori dei
media stessi. Si tratta quindi di costruire delle leggende
metropolitane che gi all'origine si prestino ad essere riportate
dai media, cio che impediscano agli operatori di prendere
posizione sulla loro tendenziosit. Insomma, devono crederci loro
prima di tutti e non essere in grado di capire chi pu avere
interesse alla diffusione della notizia.
A questo proposito C. dice: "Le leggende metropolitane hanno in
genere delle grosse pecche: trattano argomenti marginali o tab,
sono troppo pop nei canoni espressivi o troppo poco, esprimono
punti di vista singoli. Bisognerebbe fare un salto di qualit
verso l'iperreale, costruire storie prive di abbellimenti
coloriti, trattare argomenti di interesse generale, ma mirare a
target precisi in ogni singola fase dello sviluppo. E nel momento
in cui il loro cammino attraversa i media bisogna interagire con
molta cautela."
L.B.: "Abbiamo letto le numerosissime lettere false che i giornali
vi hanno pubblicato..."
C.: "S, come vedi sono firmate da persone di tutte le et e
contengono le opinioni pi diverse sulla faccenda: costringono i
lettori a prendere posizione ed esasperano gli animi. Ne abbiamo
scritte centinaia, statisticamente ogni giornale doveva per forza
pubblicarne almeno una. La leggenda del fungo  stata un esempio
di penetrazione nell'immaginario mediatico da parte di eventi
creati arbitrariamente per strada. Tornando al discorso generale,
oggi la paura della disinformazione  massima e soprattutto
fondata. Logicamente radio marciapiede non ha mai smesso di
funzionare, ma il suo territorio di azione non  pi ampio come
una volta. Funziona pi che altro all'interno di ambiti e
interessi ultralocali. L'interesse di molti e la paura di
catastrofi globali ridiffondono l'uso di radio marciapiede. Ma
tutto questo evidentemente  strumentale ad altro. Ed  proprio
qui che viene il bello: una volta create le onde dell'immaginario
bisogna prendere la tavola e fare surf. Ognuno trova il suo stile
di netsurfer. C munque ci vogliono coordinazione ed equilibrio.
Infatti non bisogna mai farsi sommergere dall'onda della cronaca,
n allontanarsene troppo, ma scartare al momento giusto e nella
direzione meno prevedibile. Tra l'altro  una pratica che ha preso
piede anche in Italia, ho sentito..."
L.B.: "Modestamente... Domanda retorica: il vostro scopo  la
delegittimazione dei media?"
C.: "Evidentemente no. L'unica legittimazione reale che i media
hanno  politica, e distruggerla equivale a fare la rivoluzione,
il che realisticamente non pu essere tra gli obiettivi pi
immediati... Lo scopo  un altro. All'inizio  necessario fare
sperimentazione, per rendersi conto di quali siano i margini
possibili di incidenza sull'immaginario collettivo - abbiamo
riscontrato che essi sono amplissimi - e gettare teste di ponte su
territori pi vasti possibile. pi tardi il rapporto con la
comunicazione di massa si porr in termini del tutto diversi.
Usando come tavola da surf il multiple name, la delegittimazione
che opereremo sar pi profonda, perch colpir i nessi tra
immaginario e produzione materiale."
L.B.: "Cio?"
C.: "Le idee poduttive vengono dal basso. In effetti oggi la
produzione, di merci e di immaginario, si appropria delle idee e
ne abusa indiscriminatamente. Il sistema dell'informazione mette
solo in collegamento intelligenze che sondano i bisogni-desideri
espressi al momento dall'organizzazione del lavoro, oppure da arte
e moda. Dobbiamo riprenderci la facolt di organizzare questi
collegamenti.
Il Prodotto intellettuale ha bisogno di un nome proprio che lo
accompagni: trade mark, griffes, nomi di personaggi famosi... 
cos che si verifica un livellamento verso il peggio: esperienze
interessanti vengono massificate e banalizzate e dall'altra parte
spaventose cazzate occupano l'immaginario, grazie all'accostamento
con altri segni di successo.
Dal nostro punto di vista il nome proprio insinua sospetti sulla
consistenza e sugli scopi di qualsiasi progetto."
L.B.: "In effetti, il multiple name  un grosso deterrente per i
cazzari..."
C.: "Eh gi... [dallo zainetto Invicta, estrae un quaderno
Benetton e legge] Karen Eliot afferma che il nome collettivo
illumina i problemi sollevati dai vari atteggiamenti mentali
sull'identit [ma anche] l'individualit, l'originalit, il valore
della propriet e la verit'(1). Dunque il nome collettivo 
l'arma definitiva per squarciare il simulacro dei rapporti
sociali(2).
Anche se il viaggio di Luther Blissett nei suoi primi passi 
stato aperto a un'interpretazione ludica che giustamente lo
caratterizza,  evidente che il multiple name ha delle
implicazioni pi ampie. Ci che qui stiamo preconizzando, sia
chiaro,  la genesi di un nuovo tipo di vita. La gioiosa e al
tempo stesso faticosa liberazione che ci aspetta non  sufficiente
venga attuata singolarmente. Deve essere lo sforzo collettivo di
una nuova comunit. Tra l'altro, cosa ci pu essere di pi adatto
ad essere descritto-infiammato da un mito? "Perch s, i miti a
volte descrivono a posteriori, ma altre volte giocano col loro
oggetto mentre ancora si evolve, cos da influenzare gli
avvenimenti in modo meraviglioso"(Jacques Le Goff).
L.B.: "Io direi che chiunque voglia salvare il culo deve prendere
atto che questo passaggio  ormai una necessit impellente. Ci
dovrebbe renderci poco tranquilli anzich no... "
C.: " vero. Ci che il Luther Blissett Project intende avviare 
la vera politica di salute pubblica, attesa anche da troppo. La
mitologia  nata per conferire unit e identit a popoli e classi
sociali a cui esse erano state strappate, oppure per aiutare a
compiere un superamento, a fornire l'energia necessaria per una
trasformazione. Il nome collettivo crea e decrea mitologie per
dissolvere le identit che ci vengono assegnate ogni giorno a
scopo di controllo, e che oggi costituiscono l'impasse da
superare. Cos Luther Blissett chiude il circolo della Storia come
Tradizione. Ma se vogliamo che un'evoluzione di pensiero si compia
davvero e in tempi non eterni, dobbiamo stare attenti...
In ogni epoca i poteri costituiti hanno avuto il bisogno
strutturale di superare dei momenti di crisi rigenerativi, di
assecondare adattamenti di mentalit che coinvolgevano larghe
fasce di individui. Ci piace pensare che, tutto sommato, ci abbia
comunque prodotto un'effettiva evoluzione del pensiero umano, che
di volta in volta si  sbarazzato di certezze e identit fittizie.
Sta di fatto che l'establishment, vampirizzando (recuperando) i
miglioramenti che venivano dal basso, ha sempre mantenuto il
controllo della situazione. All'interno dei sistemi politici gli
sbocchi dei processi critici sono sempre stati indotti e in
seguito pilotati. La Chiesa romana corrotta ha reagito alle
critiche radicali con la Controriforma, e nell'era moderna la
borghesia ha inventato la socialdemocrazia per neutralizzare la
lotta del proletariato".
L.B.: "Stanno riemergendo teosofie e spiritualismi vari - questa
non  forse una reazione alla crisi dell'Individuo e delle
ideologie liberali e borghesi?"
C.: "Certo. Se oggi l'individuo  l'ultimo ingombrante totem, pur
essendone chiari i limiti, significa che  anche il pi
resistente;  ben difficile intravvedere un modo di riformarlo e
nondimeno i suoi difensori si chiuderanno a riccio per difenderlo,
proprio come una chiesa (o un tempio). Ora cercano di scavare
nell'interiorit fino a trovare il nucleo dell'animo umano e della
sua infinita potenza. Puah!  per questo che Luther ha iniziato un
dtournement di questi culti: per sfilare il tappeto da sotto i
piedi a questi guru del cazzo... La partita va giocata in chiave
dinamica e non statica. Solo Luther Blissett pu tessere la rete
poich essa deve essere elastica. L.B. crea miti che (come  stato
storicamente per molti di essi) vengono continuamente ridefiniti
da altri me stesso. Personalmente ho sentito raccontare almeno tre
diverse origini del Progetto. Solo che ora le fasi storiche si
misurano in settimane..."

Avevo conosciuto C. ad una conferenza accademica sul teatro di
ricerca a Milano nel dicembre '94. In quei giorni io e Luther
fummo invitati ad un pigiama party nella zona dei Navigli, credo.
Non eravamo mai stati ad un pigiama party ed eravamo parecchio
divertiti all'idea. Ci portarono in una casa molto grande, in un
palazzo quasi diroccato. La festa era silenziosa e al tempo stesso
vitale. Si erano formati vari ambienti interessanti, tutti con
un'atmosfera tenue. L cominciammo uno scambio di idee con un
austriaco sulla sua attivit di sabotatore neoista. Uno pieno di
contatti... Aveva scambi anche con la Brooklyn Psychogeographical
Association, della cui esistenza a quel tempo noi non sapevamo
neanche... e l'omologa di Helsinki. Del tutto en passant, gli
chiedemmo come si chiamava e avemmo la conferma del fatto che
avevamo parecchio in comune. Si chiamava Luther. Disse di essere
interessato alla psicogeografia e ai modi di sviluppo e
manifestazione delle paure metropolitane. In questa fine di
millennio il corpus del rimosso sociale - ci diceva -  destinato
ad essere squassato sempre pi dalle esigenze del libero mercato.
Verremo bombardati da proposte palliative ai guasti irreversibili
che sono stati prodotti alla qualit della vita e all'ambiente, ma
questa inquietudine di fondo pu essere sfruttata e provocata.
Gi da alcuni anni questo Luther di Innsbruck e alcuni suoi amici
si autotassano per far pervenire per posta, a cittadini scelti a
caso sull'elenco telefonico, perfetti dpliant a colori con
proposte di acquisto di rifugi antiatomici da parte di ditte
serissime. Mi ha detto, pi o meno: "Non  che vogliamo aiutare a
formarsi l'ennesimo movimento di opinione antinuclearista. L'idea
 quella di impaurire la gente basandosi sulla comune
consapevolezza dell'irresponsabilit del mercato mondiale."
A questo punto Reiner ha detto: "Nell'immaginario collettivo nord-
occidentale certe sicurezze basiche del passato sono ormai
incrinate. Ad esempio, riguardo al controllo che possiamo
esercitare effettivamente sui potentati economici o all'esistenza
di limiti precisi che questi devono osservare nel perseguire i
loro interessi. I tentativi spettacolari di rassicurazione, come
gli interventi concertati delle forze ONU nei conflitti locali,
risolvendosi in clamorosi fallimenti, non fanno che acuire la
sensazione di smarrimento."
Mi sono dichiarato d'accordo su questo: oggi si  modificato
l'ambito di ci che  verosimile, sia a livello di politica
internazionale sia di quella locale. Tutti hanno capito che
qualunque cosa serva al mercato diventa plausibile. Non  ben
chiaro di cosa dobbiamo aver paura, l'unica certezza  che abbiamo
paura. La mafia russa e le sue presunte bombe atomiche sono una
dimostrazione scioccante di questo, ma ne abbiamo molte altre
davanti.
Questa paura, secondo Reiner (e secondo me), va fatta montare. Per
riuscirci non bisogna far altro che ventilare ipotesi sempre pi
terrorizzanti, anticipando situazioni che il capitalismo
presenterebbe comunque presto. Al limite, anche suggerire al
mercato nuovi modi di sfruttare la parvenza di ordine e
tranquillit che ancora sussiste, insomma mostrare all'occidente
il suo fegato cirrotico. Accelerare, come dice Giuliano Berruti,
la dinamica delle situazioni verso la sua conclusione logica, non
lasciare che i tempi di un declino materiale e di sistema (che
potrebbe portare alla catastrofe,  vero, ma  peggio questo
stillicidio) siano gestiti dall'alto. Contro il dominio del Codice
c' solo la paura della morte. Dunque, assaporiamo questa paura e
lasciamola assaporare agli altri.
Reiner ci ha detto ancora: "Dopo la faccenda del Sarin nella
metropolitana di Tokyo, nessuno si  stupito molto (neanche in
Italia) del fatto che in borsa le quotazioni delle aziende
produttrici di maschere anti-gas fossero salite vertiginosamente e
il loro fatturato cresciuto di milioni di yen. Si pensa che
attualmente un impiegato su tre a Tokyo vada al lavoro premunito
di maschera. Ti faccio notare, tra l'altro, che contro il Sarin la
maschera anti-gas non ha alcun effetto..."
Questi fatti sono emblematici: se nessuno fa troppo caso a queste
coincidenze vuol dire che per molti l'ipotesi che i bisogni
possano essere creati tramite la paura, con tutte le conseguenze
del caso, non  pi cos infondata.
Reiner e i suoi hanno usato anche questo episodio per la loro
guerra psichica ad ampio raggio. Oltre a dpliant nelle buche
della posta, tempestano i cittadini austriaci con inchieste di
mercato telefoniche, grazie alla collaborazione di un'amica con
voce suadente, che presenta le maschere anti-gas come "un prodotto
utile per tutta la famiglia", e chiede qual  il loro
atteggiamento mentale verso questo accessorio. Sembra che il
responso generale sia abbastanza positivo, nel senso che le
persone intervistate tendono a perdere la pazienza o ad impaurirsi
o a buttare gi il telefono, reagendo al tono di assoluta
tranquillit con cui la ragazza introduce l'argomento.  chiaro
che una simile strategia di guerra psichica produce effetti
soprattutto sub limine. Non  possibile rilevarne l'efficacia n a
breve n a lungo termine.  una scommessa che vale comunque la
pena di fare. Agendo su larga scala, Luther Blissett diverr
profeta dell'Apocalisse del Secondo Millennio. Finalmente, queste
pietrificate condizioni sociali danzeranno...
Luther Blissett gira per queste metropoli di plastica a cavallo di
un lama che sputa negli occhi di tutti i trafficanti di anime.
Ogni giorno io, Luther, imparo qualcosa di nuovo su Luther. Ogni
giorno mi giungono idee e proclami su cosa Luther , ma
soprattutto su cosa non . Quindi Luther non ha una teoria, ma
moltissime. Ogni volta che qualcuno con sguardo furbo gli chieder
cosa pensa di questo e di quello, Luther potr rispondere una cosa
e poi proseguire contraddicendosi PERFETTAMENTE, oppure prendere
una mano al suo interlocutore, appoggiargli l'altra dietro la
schiena e iniziare a ballare uno spericolato tango. Questo
corrisponde ai dettami di un corretto scambio di opinioni, secondo
quanto esponenti della Neoist Alliance hanno pi volte fatto
notare.
Nel devastare i merdosi compromessi del politically correct e nel
perforare i capaci serbatoi del Buon Senso Comune, Luther Blissett
impara a basarsi sul dato di fatto della propria invincibile
potenza. Luther Blissett irrompe nell'autosufficienza dei
dibattiti da gruppetti antagonisti, da bar, da cyber-bar o da anti-
stadio, con la potenza di un'asserzione categorica, che gli deriva
dal suo proprio modo di non essere, per imparare il quale ha
seguito numerosi corsi di addestramento presso altri se stesso. Se
la realt, nel senso pi ampio,  ridotta a un cumulo di data che
risiedono in molti computer biologici, Luther Blissett  il Virus
che arriva a sconvolgere la loro organizzazione.
Luther Blissett conosce la potenza che deriva ai virus dal fatto
di mutare il proprio patrimonio genetico. Tralasciamo per un
attimo il punto di vista del parassita Uomo; i virus ricercano la
propria sopravvivenza. Essi costringono la scienza a studiarli di
nuovo e ancora di nuovo, e si trasformano di continuo in qualcosa
che  altro da loro. Lasciano una carcassa inutile nella provetta
che aveva fatto urlare di gioia (per i soldi) uno studioso
appartenente alla arretrata razza umana. Questo perch la loro
esistenza viaggia libera e non si lascia certo imprigionare in una
provetta. Tantomeno la vita pu essere costretta in un nome
proprio o in una fulgida opinione di s.
Per quanto detto finora, quando Luther Blissett - uno spostato -
cammina in una sera umida per le stradacce del paese da cui
proviene, sa di essere solo, ma al tempo stesso di far parte della
Performance Globale Neoista dell'Universo.
Luther Blissett rivendica l'ossessiva apparizione del suo nome sui
tavoli delle osterie, sui muri di periferia, nei cessi delle
scuole, sulle pareti delle dighe, sull'asta della bandiera
americana sul suolo lunare, in queste pagine, sul Muro del Pianto
e via dicendo. Probabilmente qualcuno si innervosir. Non
preoccupatevi,  un ottimo segno...

NOTE
1. The Art Strike Papers/Neoist Manifestos, op. cit.
2. "[Il nome collettivo, come] il Teatro Situazionautico, realizza
una de-propriazione. Quest'ultimo  un concetto antitetico a
quello di ri-appropriazione (trasferire qualcosa da una propriet
a un'altra) e pi ampio di quello di es-propriazione (sottrarre
qualcosa ad una propriet): si tratta di abolire il principio
stesso di propriazione; nulla  proprio a nulla."("Mr. Pacco's, I
suppose"- Luther Blissett #1/2, Grafton 9, Bologna giugno-
settembre 1995).

8. Impatto Imminente

   L'elemento mitico non mancher di farsi avanti, e gi si
   sta avvicinando. In realt esso  sempre presente, e al
   momento opportuno affiora alla superficie come i tesori.
   Tuttavia emerger, come principio eterogeneo, proprio dal
   movimento quando questo sar pervenuto al suo livello pi
   alto, al massimo della sua potenza. E, inteso in questo
   senso, il movimento  soltanto il meccanismo, il grido
   della nascita. Non si ritorna indietro verso il mito, il
   mito lo si incontra di nuovo quando il tempo vacilla sin
   dalle fondamenta, sotto l'incubo di un pericolo estremo
   (Ernst Jnger, Der Waldgang).
   
Questo brano del pensatore reazionario tedesco, scritta nel 1951,
preconizzava ci che il giro di boa del millennio ci sta portando
ad affrontare. Ma l'opinione di Jnger , nello specifico,
condivisibile solo se si pone l'accento su quel "come principio
eterogeneo"che fa sbandare la frase e la spezza in due tronconi.
Altrimenti ci toccherebbe seguire questo longevo puttaniere fino
in fondo, fino alla constatazione che "i popoli non abbandonano
mai la speranza di un nuovo Teodorico, di un nuovo Augusto - un
principe il cui mandato si annunci nelle costellazioni celesti.
Essi intuiscono che la vena aurea del mito  appena al di sotto
della superficie della storia, appena sotto il terreno misurato
dagli agrimensori del tempo"(1).
Il mito che voglio far emergere come principio non solo eterogeneo
ma caotico e in continua trasformazione  quello del network
tamariano degli eventi. L'armonia, la trasparenza e la concordia
tra le persone mi interessano ancor meno della linearit, e Reggie
Dunlop non  un bardo che canter le gesta del nuovo Teodorico
rivoluzionario bens un avanbardo che canta la Gemeinwesen. La
comunit aperta che sorge dal network non  una societ liberata
post-rivoluzionaria, n tantomeno una classe rivoluzionaria: essa
 la rivoluzione in atto, se per rivoluzione intendiamo
un'evoluzione impredicibile e sul filo della catastrofe, un gioco
del continuo divenire. Non ci sono pi un prima e un dopo la
rivoluzione, c' solo un durante. Mi spiego meglio: il mito
tamariano non  solo una semplice leva per muovere le masse alla
rivoluzione (com'era invece il "mito dello sciopero generale"di
Georges Sorel), non ha solo un'importanza strategica di pars
destruens: le allegorie che ho usato in questo libro sono
fondative, teogoniche, in esse  pi importante la pars
construens. Se un tale mi dicesse che il rifiuto del lavoro  solo
un modo per spezzare gli ingranaggi capitalistici e vale solo fino
alla rivoluzione, e che dopo di essa bisogner tornare a lavorare
perch l'ozio  una prerogativa della borghesia corrotta e
decadente, mi chiederei da quale letamaio stalinista  uscito
questo sopravvissuto del XX secolo.
La questione  analoga per il soggetto che ho chiamato - a seconda
dei contesti - Reggie Dunlop, Luther Blissett, Tamariano, Con-
dividuo, Avanbardo, Situazionauta etc.: se un giorno riusciremo a
spodestare l'lite capitalistica, proprio allora sar il momento
di approfondire ed estendere l'uso tamariano del mito, del
segreto, della simulazione e della menzogna per creare situazioni,
perch queste non sono prerogative della marcia societ di classe
da superare in nome della Verit e di rapporti "pi naturali".
Lascio volentieri queste sconcezze a chi sguazza nei letamai
pseudo-anarco-francescani. Come scrisse Georg Simmel:
   "La concordia, l'armonia, la collaborazione, che hanno
   valore di forze socializzanti per eccellenza, devono venire
   interrotte da distanza, concorrenza, repulsione per creare
   la reale configurazione della societ: le forme fisse
   organizzatrici, che sembrano forgiare la societ o crearne
   una simile, devono continuamente essere disturbate,
   squilibrate, intaccate da forze individualistiche
   irregolari per vincere, cedendo e resistendo, la vitalit
   della loro reazione e della loro evoluzione [...] La
   reciproca conoscenza che condiziona positivamente i
   rapporti non lo fa di per s sola: lo stato delle cose,
   cos com', include anche una certa ignoranza, presuppone
   una certa misura, ovviamente incommensurabile, di alterna
   reciproca segretezza [...] Il segreto in questo senso,
   l'occultamento di realt sorretto da mezzi negativi o
   positivi,  una delle massime conquiste dell'umanit.
   Rispetto alla condizione infantile in cui ogni
   rappresentazione viene subito espressa, ogni iniziativa 
   accessibile a tutti, tramite il segreto si ottiene un
   infinito ampliamento della vita perch molti dei suoi
   contenuti non possono affiorare neppure nel caso in cui
   tutto venga reso pubblico" (2).
   
La descrizione di Simmel non vale solo per la societ
capitalistica, ma per ogni consorzio umano passato, presente e
futuro, si tratti di societ o di comunit. Poich nessuna
rivoluzione  tanto radicale da proiettare chi la fa al di l di
ogni precedente alienazione e catapultare l'umanit in una sorta
di Storia Sacra,  lecito supporre che dopo il crollo dell'lite
sorgeranno nuovi problemi di convivenza e comprensione reciproca,
e il segreto e la menzogna continueranno ad avere le loro preziose
funzioni. L'elemento mitico non mancher dunque di farsi avanti:
il futuro appartiene, forse, al network tamariano degli eventi. La
comunit che viene  comunit del rischio, delle collisioni e del
conflitto. Se possibile, ci sar ancor pi conflitto che nella
presente comunit-capitale, ma non sar competizione nel mercato
n guerra civile, bens un conflitto che non scorder mai di
essere anche cooperazione sociale: una continua creazione di
situazioni di vita vissuta dove nessuno perder perch la vittoria
sar la stessa partecipazione al gioco, la stipulazione di nuove
alleanze momentanee e di regole che prevedano gi il proprio
aggiramento e la propria trasgressione. Un grande "Darmok e Tjalad
a Tanagra", o "Picard e Datohn su El-Adrel", qualcosa che non
avreste mai associato all'idea di una fuoriuscita dal capitalismo.
   "Si  alzato il vento con polvere dentro. Forse un
   temporale in arrivo"- disse, chiudendo le finestre,
   qualcuno. Ignorando quanto fosse nel falso. E nel vero.
   (Gilberto Centi, 1995).
   

NOTE
1. E. Jnger, Trattato del ribelle, Adelphi, Milano 1980. Il
titolo originale  Der Waldgang, ovvero "il passare al bosco", "il
darsi alla macchia".
2. Georg Simmel, Il segreto e la societ segreta, SugarCo, Varese
1992. Oggi diremmo dividualistiche anzich "individualistiche"e
dinamica delle cose anzich "stato delle cose".

9. Ratfucking

     "Era evidente che qualcuno forniva quel materiale, ma il vero
      scopo restava oscuro. A volte eravamo tentati di considerare
 l'intero caso come uno scherzo complesso, un falso di proporzioni
    colossali. Ma se era cos, era un falso che sembrava durare da
 secoli: e se c' chi investe tanto tempo, tante energie e risorse
                    in un falso, si pu davvero parlare di falso?"
                        H. Lincoln- M. Baigent- R. Leigh, op. cit.

    "La guerra nel mondo reale non , come abbiamo visto, nulla di
            cos assoluto da scaricare la sua tensione in una sola
 detonazione;  l'azione di forze che non si svolgono nello stesso
 perfetto modo e ritmo, ora s'ingrossano quanto basta per superare
la resistenza opposta dall'inerzia e dall'attrito, ora invece sono
troppo deboli per esercitare una qualunque azione.  come un pi o
meno energico pulsare di forze, che scarica pi o meno rapidamente
   la tensione e la esaurisce - in altre parole, si avvicina pi o
      meno alla meta - ma in un lasso di tempo abbastanza lungo da
  permettere influssi sul suo corso, da permettere questa o quella
 direzione, da restare insomma sotto il dominio di un'intelligenza
                                                       direttrice"
                             Karl von Clausewitz, Vom Kriege, 1832

Questo  un breve capitolo operativo. Non  un fai-da-te del
complotto n una sfilza di precetti per la guerriglia semiologica:
come disse Mr.X (Donald Sutherland) a Jim Garrison (Kevin
Costner), io vi ho solo dipinto lo sfondo; sta a voi dare nuovi
contributi alla cospirazione. Le pagine che seguono sono piuttosto
una camera di decompressione, vi portano dritti nel mondo reale,
pronti ad agire.
Quello che ho descritto  un "conflitto a bassa intensit"e a
massima estensione potenziale, basato su rifrazioni insospettate,
echi, myth-surfing, rimandi da una teoria cospirativa all'altra.
Non si tratta di inanellare clamorosi exploits, improvvise
detonazioni che suscitino il "panico mediatico"come una scarica
orgasmica dopo la quale il cazzo s'ammoscia: l'erotismo
cospirativo  tantrico e lunare, lavora su ombre e silenzi,
procede quasi asintoticamente verso un orgasmo clitorideo, estende
i contatti, prolunga il piacere.  una rivoluzione caotica e
molecolare, che non necessita di maschie "prove di forza".
Avvolgere e confondere, colpire tanti piccoli obiettivi, operare
un'ubiqua e obliqua seduzione  molto pi bello che attardarsi in
battaglie campali perse in partenza. Le grandi rotture sono sempre
rinegoziabili e recuperabili, non cos le quasi impercettibili
incrinature, lo sciogliersi inesorabile del ghiaccio sotto i piedi
dei fratelli Messner, che si accorgeranno troppo tardi
dell'aprirsi dei crepacci.
Guerriglia mediatica + teoria della cospirazione = ratfucking.
"Fottere i topi",  cos che lo staff di Nixon chiamava il
sabotaggio infocognitivo prima dello scandalo Watergate (Cfr.
Bernstein-Woodward, Tutti gli uomini del presidente - L'affare
Watergate, Garzanti, Milano 1974). Dobbiamo inquadrare il
ratfucking nel contesto di una strategia tamariana, avanbardica,
situazionautica: togliere al verbo "to fuck"ogni connotazione
militare-offensiva derivante da una ritenzione anale omofobica, e
ricollegarlo al piacere di un lento, estatico amplesso. Inoltre, i
ratti hanno a che fare con le tenebre, sono l'emblema di ci che 
considerato "basso", sporco, losco, nondimeno essi sono il futuro,
sono decine di miliardi, si nutrono di ci che l'uomo butta via,
sono in grado di sopravvivere alle catastrofi radioattive: i ratti
sono gi oltre l'apocalisse. "Ratfucking", con un significativo
dtournement etimologico, diventa "fare l'amore con il futuro",
muoversi in una sorta di palingenesi strisciante, essere avanbardi
"sporcandosi le mani"nelle reti infofognarie delle dicerie e delle
leggende urbane, e con il significato precedente dell'espressione.
   "Definivano il loro particolare tipo di attivit elettorale
   ratfucking', mettevano schede false nelle urne, si
   infiltravano nel campo avversario e diffondevano materiale
   propagandistico contraffatto [...] Si trattava di viaggiare
   di qua e di l, di andare in qualche piccola citt di
   provincia e aspettare che succedesse qualcosa. Se, ad
   esempio, uno veniva a sapere che un candidato democratico
   stava prendendo in affitto una sala per tenerci un comizio,
   il suo compito era semplicemente quello di telefonare al
   proprietario della sala dicendo che il comizio era stato
   rinviato, in modo da mandare all'aria i piani logistici
   degli avversari [...] Lo scopo principale era di impedire
   ai democratici di ritrovare un minimo di unit interna dopo
   una campagna senza esclusione di colpi... quello che
   vogliamo  provocare tanto casino che poi non riescano pi
   a mettersi d'accordo [...] Una volta, durante le primarie
   della Florida, Howard aveva fatto stampare dei volantini
   con la notizia che il sindaco Lindsay, di New York, stava
   organizzando una manifestazione dove ci sarebbe stata birra
   gratis per tutti, e li distribu nei quartieri dei neri. I
   neri sarebbero corsi in massa per farsi una bevuta gratis,
   e visto che non c'era n manifestazione n birra, se ne
   sarebbero andati stramaledicendo Lindsay. Secondo Howard,
   era la pi grossa trovata dopo la dama cinese [...] Il 17
   aprile 1972 un pranzo organizzato all'Hilton Hotel di
   Washington per raccogliere fondi per la campagna di Muskie
   era stato disturbato dall'arrivo, con pagamento alla
   consegna, di liquori, fiori, pizze e torte che nessuno
   aveva ordinato, e di animatori di professione che nessuno
   aveva ingaggiato" (Bernstein-Woodward, cit.).
   
Questo lavoro da guastatori  solo una delle tante attivit che
definiscono il ratfucking di Reggie Dunlop, che  un grande gioco
di ruolo, network degli eventi, guerriglia mediatica + teoria
della cospirazione + necessit della Gemeinwesen (Cfr. cap.1).

Alcune sommarie indicazioni

cercare di compiere il "bel gesto", l'atto puro di sabotaggio caro
a certi anarchici, non ha senso: occorre sempre progettare eventi-
ambienti, azioni che siano precedute da notizie vere/false di cui
nessuno - nemmeno ogni cospiratore singolarmente preso - possieda
il quadro globale, e che non smettano di circolare neppure dopo la
"detonazione"e il conseguente disvelamento: il "clima"deve essere
creato prima dell'azione ed essere modificato retroattivamente da
quest'ultima, poi sedimentarsi nel sottobosco degli archetipi,
diventare terreno fertile per nuove azioni che in una fase
successiva del Progetto possano essere linkate tra loro in mille
modi diversi.
Il "clima"(la media algebrica tra i "toni"emotivi degli ambienti
di un infosistema) non pu essere creato a tavolino: occorre
"tenere il culo in strada", tenersi in continuo movimento,
esplorare tanto il paesaggio mediale quanto la rete info-fognaria,
l'incessante ri/produzione di storielle e barzellette, i "si
dice"etc.
Scegliete un infosistema in cui testare le vostre leggende, una
rete di milieux sociali che abbiano delle peculiarit ma che siano
aperti, che intersechino altri ambienti direttamente o attraverso
anticamere stagne, vere e proprie "cerchie di compensazione ".
Nell'infosistema eserciterete le vostre facolt mitopoietiche e di
ratfuckers. Ecco lo schema di un infosistema ideale, tipico di una
citt italiana di media grandezza. Con il simbolo "<--->"
rappresento lo scambio di informazioni:
LA STAMPA LOCALE (utilissimo leggere tutti i giorni la cronaca
nera e mondana, per determinare i livelli di notiziabilit e
credibilit di uno pseudoevento montato ad arte, e per capire le
psicologie dei diversi reporters) <---> LA RETE INFORMALE DEI
CIRCOLI E DEI SALOTTI (ambiti relativamente infiltrabili,
frequentati da persone che attraversano e collegano tra loro quasi
tutti gli ambienti anche grazie a pettegolezzi, piccoli inganni
e/o ricatti reciproci. Indagate l'esatto rapporto tra
pseudomecenati partitici, artistucoli di regime e opinion-makers
compiacenti)<---> IL "MONDO DELLA CULTURA"(le gallerie d'arte
della vostra citt, la cultura assistita, rivalit e invidie,
l'irreprimibile istinto di ossequiare il principe di turno...) <--
-> LA POLITICA, I POLITICANTI, IL POLITICUME ( la costellazione
di riferimento tanto della stampa locale quanto del gossip da
salotto; non fa mai male conoscere qualcuno che lavora in un
assessorato e alle dipendenze di qualche personaggio-chiave, un
amico di amici, chiunque possa, se necessario, copiare un
documento o dare dritte di qualunque genere) <---> L'AMBIENTE
UNDERGROUND E DEI CENTRI SOCIALI (specie nelle piccole citt,
nonostante la fraseologia tardo-gauchistica o sub-anarchica, sono
milieux interclassisti, e talora sono frequentati da persone che
collegano tutti gli snodi dell'infosistema. Si tratta di ambienti
molto pi trasversali di molti circoli o discoteche: mentre un
borghese pu andare in un C.S.A. quando vuole, certo un
disoccupato non pu frequentare assiduamente posti come il
Cocoric o la Capannina...) <---> INTERNET (soprattutto i
newsgroups, dentro c' di tutto).
Per ovvie ragioni non ho incluso altri possibili snodi, come i
milieux della "religiosit alternativa", dei servizi di
Intelligence, della criminalit organizzata etc. Sebbene la
chiusura e segretezza di tali ambienti siano caratteristiche
strutturali e necessarie dell'infosistema reale globale, il loro
inserimento nello schema di un infosistema-tipo non avrebbe alcun
senso. La percezione dell'infosistema e dei suoi scambi interni e
con l'esterno  chiaramente soggettiva, dipende da dove ci si
trova o dove ci si vuole trovare. A seconda dello snodo su cui si
decide di intervenire, l'infosistema cambia forma. La dinamica di
diffusione del Luther Blissett Project, spiegata in alcuni dei
capitoli precedenti,  un "modello"a cui ispirarsi (modificabile e
trasfigurabile sinch si vuole). A proposito di Blissett, Stewart
Home ha scritto:
   " come se, dal 1994 in avanti, una fuga di materiale
   pertinente sia stata orchestrata in modo sistematico,
   frammento per frammento. In gran parte questi frammenti
   sembrano provenire, implicitamente o esplicitamente, da una
   fonte privilegiata', sebbene questo sia impossibile...Molti
   di essi contengono ulteriori informazioni che integrano
   quanto gi si sapeva e quindi aiutano a ricostruire
   l'intero rompicapo. Tuttavia, finora non sono stati
   indicati la natura e il significato del rompicapo. Anzi,
   ogni nuovo frammento  servito ad addensare il mistero
   anzich a diradarlo. Il risultato  stato una rete sempre
   pi complessa di allusioni, di accenni provocatori, di
   riferimenti e di collegamenti indicativi. Di fronte alla
   massa di dati oggi disponibili, chi legge pu facilmente
   avere l'impressione di essere preso in giro, o di venire
   ingegnosamente condotto da una conclusione all'altra per
   mezzo delle esche che gli vengono messe sotto il naso. E
   alla base di tutto c' la continua, onnipresente allusione
   sottintesa a un segreto: un segreto di proporzioni
   monumentali, esplosive, segrete, che ovviamente non esiste.
    con questa elettrizzante ambivalenza di sensazioni che
   attendo il libro che state scrivendo"(lettera all'autore,
   datata 30/8/1995)
   
Come disse Gola Profonda a Bob Woodward:
   "il laccio deve stringersi adagio adagio intorno al collo
   di tutti quanti. Parti dal livello pi basso, raccogliendo
   il decuplo delle prove necessarie per incastrare i vari
   Hunt e Liddy. Quelli si sentono finiti, irrimediabilmente
   finiti: magari non vuotano subito il sacco, ma tu li hai in
   pugno. A questo punto ti sposti pi in su, e fai lo stesso
   lavoro al livello successivo. Se miri troppo in alto e
   manchi il bersaglio, tutti si sentono pi sicuri. I
   procuratori lavorano cos. E anche i giornalisti in gamba,
   scommetto"(Bernstein-Woodward, cit.).
   
 questo l'approccio standard alle cospirazioni, a tutte le
cospirazioni, da parte di chi intende svelarne i retroscena e
smascherarne gli artefici. Ma il tipo di cospirazione che vado
proponendo  del tutto a-gerarchico e acentrico, praticamente non
ha veri e propri "retroscena"; in compenso ha un numero
spropositato di " artefici"pi o meno inconsapevoli (ad esempio,
chiunque sia entrato anche solo una volta nel gioco dei
"passaparola"e delle deformazioni); inoltre, non c' alcuna
maschera da strappare, o meglio,  la maschera il vero volto del
cospiratore; per non dire poi dell'inesistenza di "livelli
successivi"collocati "pi in su"; infine, non valgono le
rivelazioni delle "gole profonde", perch ci che c' da scoprire
non  in profondit, il segreto  paradossalmente tutto in
superficie.
Il punto  questo: se migliaia di persone in tutto il mondo
"fottono i topi", ne vedremo delle belle: il risultato pu essere
una stagnante crisi di legittimazione, durante la quale tutto pu
succedere.
Sebbene il monito di Gola Profonda non possa essere di alcuna
utilit agli aspiranti smascheratori, il suo invito a "non mirare
subito troppo in alto"risulta molto utile al cospiratore: le
vittorie di Diem Bien Phu o le offensive del Tet sono possibili
solo dopo centinaia e centinaia di piccoli agguati nella giungla,
una paziente opera di demoralizzazione degli avversari preliminare
al loro completo disarmamento. Una truffa clamorosa come quella
del cane miliardario Gunther, recentemente rivendicata a mezzo
stampa da alcuni pisani,  stata preparata in due o tre anni di
leggende, distorsioni, resoconti parziali etc. Molte delle
fandonie che lastricarono la via per la truffa alla trasmissione
RAI "Chi l'ha visto?"(Cfr. Luther Blissett - L'impossibilit di
possedere la creatura una e multipla, a cura di Gilberto Centi,
Synergon, Bologna 1995) non sono mai state smentite, e sono ancora
operanti e fertili di nuovi "climi".
 tutto.  il Tutto. Andate e moltiplicatevi. Letteralmente.
   "Chi sa bene utilizzare un multiple name pu essere
   paragonato al serpente shuairan del monte Chang: se lo
   colpisci sul capo, la coda risponde; se lo colpisci sulla
   coda,  il capo a rivoltarsi; se lo colpisci nel mezzo, si
   rivoltano entrambi. Chiedetemi se  possibile far muovere
   un multiple name come quel serpente, e vi risponder di s"
   (Sun Tsu, L'arte della guerra).
   
   Cos tanto da fare, cos tanti a cui farlo (Bob Black,
   Theses on Groucho-Marxism).
   

Appendice
                    Introduzione all'Ipocalisse
                                 
Constatiamo che il mondo  fatto di particelle di materia; ma
perch non di antimateria? Perch mai la materia  cos abbondante
e l'antimateria cos scarsa? Perch mai tante molecole con
chilarit sinistrorsa e cos poche molecole con chilarit
destrorsa? E allo stesso modo, laddove pensiamo di trovare
stabilit, troviamo invece variet, come nel caso del clima: per
lunghi periodi l'energia inviataci dal Sole  quasi costante
eppure si verificano enormi variazioni climatiche. Cosa vuol dire
tutto questo? La domanda che ci poniamo  se queste variazioni
siano dovute a un gioco d'azzardo, come la roulette, oppure se ci
troviamo di fronte a un attrattore strano. Quando gioco alla
roulette, posso aver giocato mille volte e giocare una
milleunesima volta, ma la situazione si presenta ogni volta nuova,
non rimane nulla del passato. Mentre quando ho un sistema dinamico
anche il carattere casuale  il risultato del sistema dinamico
stesso. Soltanto di recente i biofisici e i chimici si sono
interessati a quanto accade quando i meccanismi di retroazione
sono multipli. Un sistema pu presentare due o pi meccanismi
d'amplificazione: perci saranno possibili pi tipi di ciclo-
limite, pi ritmi - si parla di biritmicit o poliritmicit - e
questo fenomeno  stato verificato nel campo della biochimica e
della chimica inorganica.
Sono situazioni in cui il sistema assume ritmi diversi a seconda
delle diverse condizioni. L'irreversibilit porta dunque
all'autonomia: debolissimi cambiamenti nell'ambiente esterno
possono portare a comportamenti interni del tutto diversi, con
possibilit per il sistema di adeguarsi al mondo esterno.
Nella concezione classica il determinismo era fondamentale e la
probabilit era un'approssimazione alla descrizione
deterministica, dovuta alla nostra informazione imperfetta.
Oggi  l'inverso: le strutture della natura ci costringono a
introdurre le probabilit indipendentemente dall'informazione che
possediamo. La descrizione determinista non si applica infatti che
a delle situazioni semplici, idealizzate, che non sono
rappresentative della realt fisica che ci circonda.

                             La Storia

L'esistenza di questi stati che possono trasformarsi l'uno
nell'altro introduce un elemento storico nella descrizione di
sistemi estremamente semplici: sembrava che la storia fosse
riservata alla biologia o alle scienze umane, e invece la vediamo
apparire persino nella descrizione di sistemi semplici.
Un esempio che colpisce  la storia del clima, coi suoi numerosi
periodi di glaciazione dall'inizio del quaternario. Storia del
clima: questa sola espressione implica gi che la biosfera  un
sistema lontano dall'equilibrio. Un sistema in equilibrio non ha e
non pu avere una storia: non pu che persistere nel suo stato, in
cui le fluttuazioni sono nulle.
Non possiamo prevedere l'avvenire della vita, della nostra societ
o dell'universo: l'escatologia teleologica muore leccando le
putride membra stanche del determinismo che l'ha cresciuta.
Gli sviluppi recenti della termodinamica ci propongono dunque un
universo in cui il tempo non  n illusione (da Einstein), n
degradazione-dissipazione (entropia e morte termica), ma nel quale
il tempo  creazione.
Io possiedo il Transmaniacon, io conosco i meccanismi di
amplificazione, io
                      Luther Blissett, erudito di Guerra Psichica.

IPOCALISSE (1)

              "Devo parlare a favore della vasta confraternita dei
      professionisti della meccanica. Noi collettivamente vorremmo
   chiedere scusa per avere ingannato il pubblico diffondendo idee
   sul determinismo dei sistemi con alla base le leggi sul moto di
               Newton che, dal 1960, si sono dimostrate inesatte."
  R.Lighthill, The Recently Recognized Failure of Predicability in
                                               Newtonian Dynamics.

                                                          "Da-da."
                                                      Ges Bambino

Prologo

Intestazione. Rivelazione di Luther Blissett, che Luther Blissett
gli diede per rendere noto a s stesso le cose che devono presto
accadere, e che egli manifest inviandosi a Luther Blissett.
Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa
profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perch
il tempo  vicino.
Destinazione, saluto e dossologia. Luther Blissett ai sette volte
sette volte sette Luther Blissett del pianeta Terra. Grazia a voi
da Colui che , che era e che viene. Io sono l'Alfa e l'Omega.

Le Visioni Profetiche

Visione preparatoria (2). Io, Luther, vostro compagno nella
tribolazione, nel regno e nella sostanza nel Sistema Capitale mi
trovavo nell'isola chiamata Inghilterra a causa della parola di
Harry Kipper e Ray Johnson. Rapito in estasi, nel Giorno del Rave,
udii dietro di me una voce potente, come di tromba campionata con
frequenza di riproduzione diminuita, che diceva: Quello che vedi e
quello che odi scrivilo in un libro e mandalo ai sette angoli del
pianeta, perch tu sia ed essi siano Luther Blissett. Ora, come mi
voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette
candelabri d'oro e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a
figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto
con una fascia d'oro. I capelli della testa erano purpurei, simili
a velluto purpureo, come di moderno scooter. Aveva gli occhi
fiammeggianti come fuoco, i piedi avevano l'aspetto del bronzo
splendente purificato nel crogiuolo. La voce simile al fragore di
grandi acque. Nella destra teneva un guantone da box, dalla bocca
gli usciva un fischietto d'arbitro e dal fischietto d'arbitro
fluidi sanguinolenti; giallo di plasma e il suo volto assomigliava
al sole quando splende in tutta la sua forza. Appena lo vidi,
caddi a terra come morto. Ma egli, posando su di me la sinistra,
mi disse: Non temere! Io sono il Primo e non sono l'Ultimo e sono
il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sul
nihilismo e sopra i media. Scrivi dunque le cose che hai visto,
quelle che sono e quelle che accadranno dopo.
La corte terrestre. Poi ebbi una visione. Ecco: L'ingresso di un
palazzo in King's Road. Una porta si apr in cima alle scale e la
voce che prima avevo udita parlarmi a somiglianza di tromba disse:
"Sali quass affinch ti mostri ci che dovr accadere in futuro".
Improvvisamente mi ri-trovai in estasi; ed ecco: un trono stava
eretto nel cielo e sul trono Uno e Centomila stava seduto, simile
nell'aspetto a diaspro e cornalina e indossava un arcobaleno e
delle scarpe da tennis.
Disposti attorno al trono vi erano ventiquattro seggi e sui seggi
vidi seduti ventitr seniori separati da aria e nient'altro e due
seniori siamesi: cravatte nere su camice bianche. In mezzo al
trono e intorno al trono vi erano quattro Viventi, pieni d'occhi
davanti e dietro. Ora il primo vivente era simile a uno skin, il
secondo vivente era simile a un cyberpunk, il terzo vivente aveva
l'aspetto di Ettore Majorana, il quarto vivente simile a Marx e
indossavano abiti druidici. E i quattro Viventi muniti di sei ali
ciascuno avevano occhi tutt'intorno e senza sosta ripetevano notte
e giorno:
   Gli spaccheremo il culo,
   gli spaccheremo il culo,
   stavolta ce la facciamo,
   gli spaccheremo il culo.
   
E Colui che siede sul trono ed  ovunque mosse impercettibilmente
le labbra e un balloon comparve sulla sua testa e un lettering di
fumetto d'oltreoceano intimava:
   Dateci un taglio e ascoltate.
   
Il libro dei sette sigilli. E vidi nelle mani di Luther Blissett
che sedeva sul trono un CD-Rom sigillato con sette sigilli. Harry
Kipper, che era sino ad allora in posizione tantrica, assunse i
modi di un angelo ribelle e si mise a camminare sulle mani con le
gambe al cielo mentre proclamava a gran voce: Chiunque  degno di
aprire i files dell'ipertesto rompendone i sette sigilli; la
password  password oppure kipper. La propriet privata della
cultura di massa  una contraddizione in termini. Aprite gli
archivi e lasciate che i veri proprietari, vale a dire TUTTI,
entrino e facciano copie elettroniche della loro cultura.
Allora uno che fino ad allora aveva condotto una vita di merda
disse: Da ora Io sono Luther Blissett: se permettete apro i
sigilli.
E i venticinque druidi dissero: Buona scelta! Nascondi ora la tua
identit al potere e colpisci nel nome e cognome di Luther
Blissett. Leggi pure l'archivio.
S'appress e prese il libro dalla sinistra di colui che siede sul
trono e sul trono sedette. Un neon viola disegn in aria la frase:
stronca i leader politici. I quattro Viventi e i venticinque
seniori si prostrarono ognuno davanti ad uno specchio che
rifletteva i loro corpi con il volto di Luther, ciascuno tenendo
un'arpa e coppe d'oro piene di profumi che sono gli slogan
plagiaristi, e cantavano un canto nuovo:
Degno sei tu di prendere il libro
e di aprirne i sigilli,
poich in e col nome Luther Blissett
hai interessato alla lotta di classe
uomini di ogni trib e lingua
e popolo e nazione,
e ne farai finalmente un regno di uomini
ed essi regneranno sulla terra e la terra su di essi

   e nient'altro.
   
I sette sigilli. Quando il novello Luther apr il primo dei sette
sigilli, udii in visione il primo dei quattro Viventi dire con una
voce di tuono: Vieni! E vidi apparire un cavallo bianco, su cui
sedeva un cavaliere neoista con il volto di Luther; venne dunque
da vittorioso per vincere ancora.
All'apertura del secondo sigillo udii il secondo Vivente
esclamare: Vieni! Allora usc un cavallo rosso vivo; a colui che
lo cavalcava era stata data la potest di togliere via dalla terra
la pace e le mezze misure; per questo portava nelle mani un
Transmaniacon.
All'apertura del terzo sigillo udii il terzo Vivente dire: Vieni!
Apparve allora un cavallo nero cavalcato da un hacker: le sue mani
recavano floppy disk e sulla sua corona bruciava una password.
Udii fra i quattro viventi come una voce dire: Un fascicolo
elettronico per un denaro e tre passwords per un denaro. Ma ai
nostri archivi non recar danno.
All'apertura del quarto sigillo udii il quarto Vivente dire:
Vieni! Ed ecco, apparve un cavallo verdastro; colui che lo montava
aveva il nome di Creatore di Interzone, e Sabotaggio e Occupazione
e Faccio del Mio Meglio lo seguivano.
All'apertura del quarto sigillo apparvero le facce stanche di
coloro che erano stati martoriati per le ragioni d'azienda. Essi
si misero a gridare a gran voce:
   Fino a quando Luther
   continuerai con le tue pippe
   e non farai giustizia
   sugli abitanti del centro!
   
Ma a ciascuno di essi fu data una veste bianca e fu detto di
pazientare ancora un poco, finch non si completi il numero dei
loro compagni che ancora dovranno patire. All'apertura del sesto
sigillo apparve ai miei occhi questa visione: si ud un gran
terremoto; il sole si offusc, da apparire nero come un sacco di
crine e vidi Bill Gates ed Elisabetta di Inghilterra e Bobby di
Dallas giacere su sedie di plastica in un corridoio della U.S.L.
di Bari circondati da altre centinaia di (im-) pazienti in attesa
e tutti dicevano ai muri verdi lavabili ed ai regolamenti
ingialliti: Chi potr resistere?
All'apertura del settimo sigillo si fece silenzio per circa
mezz'ora; poi mezz'ora di handbag music; poi mezz'ora di ohm.
Quindi vidi che ai sette Luther ritti davanti a Luther furono date
sette trombe e i sette Luther si disposero a dar fiato.
I flagelli delle prime quattro trombe. Il primo suon la sua
tromba: vi fu grandine con fuoco mescolato a sangue su tutta la
terra e centinaia di strade di tutte le citt furono occupate e i
party iniziarono attorno ai furgoni con i generatori e pure i
probi irati se la presero con gli improbi irati e i probi irati
lottarono con i probi irati e gli improbi irati con gli improbi
irati ovunque; ma anche i non irati furono presi in mezzo, sotto
le insegne al neon e migliaia di flyers d'invito alla
riappropriazione dello spazio urbano.
Il secondo Luther suon la sua tromba: come una enorme massa
incandescente cadde nel mare; la terza parte del mare divent
sangue. Le porte dei musei caldi ed accoglienti laddove regna il
Gelo e riposanti e rinfrescanti nelle citt di Calore furono
abbattute, i suoi guardiani costretti a strisciare e a dipingere e
a scrivere e a mostrare le loro opere contro la loro volont di
lacch. E le biblioteche divennero pubbliche ed i libri nelle
librerie liberamente fotocopiabili e ognuno pot fare copie
elettroniche nei templi che furono dati all'arte, religione
borghese.
Il terzo angelo suon la sua tromba: cadde dal cielo una stella
enorme che bruciava come una fiaccola e cadde sulla terza parte
dei fiumi e sulle sorgenti d'acqua. Il nome della stella  Buon
Senso. Difatti inizi subito lo sciopero cosmico per il
"diritto"ad insorgere contro il lavoro e non vi furono pi
picchetti alle nostre galere che impedivano a noi stessi di
evadere e non vi fu pi "patto sociale" a difendere le
compatibilit capitalistiche e ognuno inizi a gestire la propria
lotta contro i nemici pi facili da odiare.
Il quarto angelo suon la sua tromba: fu colpita la terza parte
dei porti, dei binari, delle torri di controllo e delle strade, in
modo che s'offusc la terza parte degli spostamenti e lo
spaesamento crebbe tra chi era costretto al paesamento forzato.
La quinta tromba. Il quinto angelo suon la sua tromba: vidi un
astro caduto dal cielo sulla terra; gli fu consegnata la chiave
della voragine dell'Abisso. Egli apr la voragine dell'Abisso e da
essa sal un fumo come il fumo di una grande fornace, che offusc
contemporaneamente Sole e Luna. Il fumo era in realt fatto di
piccoli oggetti solidi: non cavallette, come ci si aspetta da un
dio, ma da flyers e volantini e piccoli saggi pop, come ci si
aspetta da un Uomo. Ed essi recavano l'invito a entrare nelle case
pi comode con decine di stanze sprecate, nelle auto pi lussuose
nei garage pi inutili e colmi, nei posti pi privati per renderli
di tutti. Erano firmati col suo nome, Luther, angelo dell'abisso.
Il primo "guai"  passato, ma ecco: vengono subito gli altri due.
La sesta tromba. Il sesto angelo suon la sua tromba: dai quattro
angoli della piazza udii uscire una voce, la quale al sesto angelo
che teneva la tromba diceva: sciogli i centoquarantaquattromila
Luther che sono sul grande Eufrate della comunicazione di massa.
Cos fu e gli attacchi manipolatori ai mezzi di comunicazione si
estesero come cancrene che da diverse parti attraverso singoli
organi si estendono alla totalit delle membra; la falsa verit e
la vera falsit inondarono le menti e vi furono menzogne per i
mentitori. [...]
Il secondo "guai"  passato; ma ecco: il terzo guai viene presto.
La settima tromba. Finalmente il settimo angelo suon la sua
tromba: si levarono tutto d'intorno grandi clamori, ch la sua
tromba aveva il suono di fischietto campionato. Allora i
ventiquattro druidi rivolsero una compiaciuta preghiera di
glorificazione a s stessi, quando fantastilioni di bit persero il
valore di I/O ed ogni cosa perse di importanza nelle Dieci Ore che
Immobilizzarono il Mondo e i lutheristi presero il controllo del
giogo nel giogo del controllo.
Luther e il Padrone. E un segno grandioso apparve nel cielo: un/a
Luther indossava il sole e la luna e una corona di foglio di
giornale su cui era scritto a biro: Neuronomicon. Era in cinta, ma
nullo era il patimento per le doglie. E un altro segno apparve nel
cielo; ecco: un grosso padrone a sette teste, sulle teste sette
diademi. Il padrone si pose di fronte a Luther che era sul punto
di partorire, per divorare il bimbo appena fosse nato. S/he diede
dunque alla luce un figlio ermafrodito, che era destinato a
governare su tutto s stesso e nient'altro. Esso fu subito tratto
in salvo dagli altri Luther che facevano cordone, mentre Luther
riparava nel mercato deserto.
Guerra in cielo ed in terra e in acqua ed altrove. E vi fu guerra:
Luther con i suoi Luther ingaggi battaglia con il padrone, che
venne scaraventato nella city. Quivi si accinse a perseguitare
Luther, quello che aveva partorito. Ma questi fu di nuovo tratto
in salvo. Il padrone adirato si pose all'entrata della borsa.
La bestia che sale dal garage della borsa. Vidi poi una bestia che
viene dalla borsa; aveva dieci corna e sette teste; sulle corna vi
erano dieci diademi e le teste portavano i nomi delle sette
nazioni pi industrializzate. Il padrone comunic ad essa la
propria potenza e il suo trono con potest grande.
Ora una delle teste appariva come colpita a morte, ma la sua
ferita mortale fu guarita. Per questo tutta la terra fu presa
d'ammirazione per la bestia, e adorarono la bestia dicendo:
   Chi  simile alla bestia?
   E chi pu combattere con essa?
   
Alla bestia fu data una bocca che proferiva parole d'orgoglio e le
fu data potest su ogni trib, popolo, lingua e nazione.
L'adoreranno tutti gli abitanti della terra.
La bestia che sale dal ministero. Poi vidi un'altra bestia salire
dal ministero di Propaganda e Burocrazia; aveva due corna come un
agnello, ma parlava come un dragone. Esercitava tutta l'autorit
della prima bestia per conto di essa; s'adoperava, infatti, che la
terra e tutti i suoi abitanti si prostrassero davanti alla prima
bestia, la cui ferita mortale era stata guarita. Faceva prodigi
strabilianti; cos traeva in inganno gli abitanti della terra con
i portenti che aveva il potere di fare a servizio della bestia;
spingeva infatti costoro ad erigere un immagine alla bestia che
aveva ricevuto la ferita della spada e aveva poi ripreso vita.
Quindi fu dato ad essa di infondere lo spirito al simulacro della
bestia in modo che questa potesse parlare. Quanti non avessero
voluto adorare l'immagine della bestia, ordinava che fossero
uccisi. S'adoperava, inoltre, che a tutti, piccoli e grandi,
ricchi e poveri, liberi e schiavi, fosse impresso sulla loro mano
destra o sulla fronte un marchio o codice a barre, in modo che
nessuno potesse comprare o vendere all'infuori di coloro che
portavano il marchio, cio il nome della bestia, oppure il numero
del suo nome.
Qui sta la sapienza. Chi ha mente computi il numero della bestia;
 un numero d'uomo. Il suo numero  Centoquarantaquattro (3).
L'annuncio universale. Poi vidi un altro Luther che pedalando nel
mezzo della piazza, recava un vangelo eterno per annunciarlo agli
abitanti della terra. Diceva a gran voce:
    caduta,  caduta
   Babilonia, la grande,
   quella che con il vino dell'ardore
   della sua mercificazione
   ha abbeverato tutte le genti.
   
Un altro Luther segu dicendo:
   Se qualcuno adora la bestia
   e la sua immagine
   e accetta il suo marchio
   sulla sua fronte o sulla mano,
   cazzi sua.
   
Sta qui la pazienza dei lutheristi, che conservano i terreni
precetti e la malafede di Luther.
Il Verbo di Luther. Vidi poi aprirsi il cielo; ed ecco un cavallo
bianco; colui che lo cavalcava  chiamato Infedele e Mendace. I
suoi occhi sono come fiamma ardente; sul capo numerosi diademi e
porta scritto un nome di nessuno, ma che tutti comprendono; pure,
il suo nome : il Verbo di Luther.
E vidi la bestia insieme ai re della terra e i loro eserciti
radunati per combattere contro il Cavaliere e il suo esercito. Ma
la bestia venne presa insieme allo pseudo-profeta, quello che per
conto di essa aveva fatto prodigi, con i quali aveva sedotto gli
uomini, inducendoli a ricevere il marchio della bestia e adorarne
l'immagine. Vivi furono gettati i due nello stagno di fuoco che
brucia con zolfo. Gli uccelli e i giornalisti ancora in vita si
saziarono delle loro carni.
Il regno millenario. Quindi vidi scendere dal cielo un Luther con
in mano la chiave dell'Abisso e una grossa catena. Afferr il
dragone, il serpente antico, quello che  chiamato lavoro ed anche
merce, e l'incaten per mille anni; quindi gettatolo nell'Abisso,
chiuse e vi pose il sigillo, affinch non potesse pi sedurre ed
alienare le genti sino al compimento dei mille anni, quando dovr
essere sciolto, ma per breve tempo. Vidi le anime di coloro che
sono stati traviati per la testimonianza Libertaria o la parola
Comunismo, come anche le anime di coloro che non hanno adorato la
bestia e la sua immagine, le anime di coloro che non hanno
ricevuto il marchio sulla fronte o sulla mano. Si sentirono molto
meglio e gli pareva d'essere tornati in vita come se prima non
appartenessero al regno dei viventi; questa  la prima
resurrezione.
L'estremo combattimento. Una volta compiuti i mille anni, il
serpente antico sar lasciato libero da un nuovo recupero e uscir
ad ingannare le genti dei quattro angoli della terra, cio Gog e
il Mago G, convocandoli per la guerra; il loro numero eguaglia
l'arena del mare. Saliti sull'altipiano delle comunicazioni
presero d'assalto l'accampamento dei freakettoni e la citt' dei
fancazzisti. Ma scese dal cielo un orda di incazzati che li divor
all'urlo di:
   Ma perch dovete sempre
   romperci i coglioni?
   
La serpe scassacazzo fu gettata nello stagno di fuoco e zolfo,
proprio dove si trovavano la bestia e lo pseudo-profeta: saranno
tormentati giorno e notte nei secoli dei secoli.
La resurrezione finale. Tutti, grandi e piccoli, se la spassavano
e stavano davanti al trono finalmente vuoto, perch a nessuno pi
faceva gola, mentre venivano aperti dei libri; e un altro libro fu
aperto, quello cio della vita. La Morte e l'Ade e lo Scassamento
di Palle furono gettati nello stagno del fuoco.
La nuova creazione. Poi vidi un cielo nuovo e una terra nuova.
Infatti il cielo e la terra di prima erano scomparsi con i loro
ipermercati e vigili urbani.
 compiuto!
Io sono l'Alfa e l'Omega,
il Principio e la Fine
quello che ci sta in mezzo
A colui che ha sete dar da bere
dalla sorgente dell'acqua viva gratuitamente.

   Gran bazza.
   Io sar per lui Dio
   ed egli sar per me Dio.
   
Ma quanto ai codardi, fedeli, moralisti, pudichi, venefici,
idolatri, a quanti sono pieni d'ogni sorta di verit, la loro
sorte  nello stagno, quello che brucia con fuoco e con zolfo,
naturalmente.  questa la morte seconda.
La Gerusalemme celeste. Poi uno dei sette Luther dalle sette coppe
piene dei sette estremi flagelli, si avvicin a me e mi disse:
Ors, voglio mostrarti la sposa dell'Agnello. E mi trasport su
una gigantesca ruota panoramica, dove mi mostr la citt nuova. Il
suo splendore  simile a quello di pietre preziosissime, come di
diaspro cristallino. Ha un muro di cinta alto quindici centimetri,
con dodici porte sempre aperte perch non vi  pi il giorno e la
notte ed ognuno si fa i cazzi suoi; una citt dove abitare non 
il "bevete coca cola"dell'urbanistica.
I basamenti della citt sono ornati di pietre e metalli preziosi:
il primo basamento, diaspro; il secondo, oro impuro; il terzo,
laidonio; il quarto, calcedonio; il quinto, emeraldo; il sesto,
gorniola; il settimo, idillio; l'ottavo, usolito; il nono,
laudazio; il decimo, iacinto; l'undicesimo, ametista.
Un insieme arbitrario di castelli, grotte, laghi et coetera; i
quartieri corrispondono ai diversi sentimenti catalogati che si
incontrano per caso nella vita corrente. L'attivit principale
degli abitanti sar la deriva continua. Il cambiamento del
paesaggio di ora in ora sar responsabile dello spaesamento
totale. Gli ambienti saranno modificati regolarmente e
deliberatamente, con l'aiuto di tutti i mezzi tecnici da gruppi di
creatori specializzati, che saranno dunque situazionisti di
professione.
Fra la piazza e il fiume, di qua e di l, vi sono alberi di vita,
che portano frutto dodici volte, una ogni mese.

Epilogo

Ecco, vengo presto! Io, Luther, ho udito e veduto queste cose. Ora
quando le audizioni e le visioni ebbero termine, caddi collassato
in segno di affaticamento psichico ed epatico. Ma egli aggiunse:
"Non tener nascoste le parole profetiche di questo libro; il tempo
infatti  vicino! L'ingiusto commetta pure ingiustizie, l'immondo
si faccia sempre pi immondo, e il giusto seguiti ad agire secondo
giustizia e il santo si santifichi ancor di pi."
   Fuori i cani, venefici,
   pudichi, idolatri
   e chiunque ama e pratica la verit.
   
A chi ascolta le parole profetiche di questo libro dichiaro: "se
qualcuno far delle aggiunte ad esse, no problem"; e se qualcuno
sottrarr qualcosa dalle parole di questo libro, no problem. Colui
che attesta queste cose dice: "Si, vengo presto. I apologize for
being late".
Augurio conclusivo. Speriamo bene e buon pro ci faccia.
Luther Blissett, whatever is on, wherever it's at.

NOTE
1. Ipocalisse: testo ritrovato nel 1995 dal sovversivo newyorkese
Bob Black nella sua Casella Postale (PO Box 3142, Albany NY 12203-
0142). Appartiene al genere apocalittico, con tutti i crismi del
caso: per mettere a contatto la rivelazione con la storia si serve
del simbolo. Esso si specifica nelle visioni, negli sconvolgimenti
cosmici, diventa a tratti teriomorfo, a tratti aritmetico. In
genere questa letteratura  pseudonima, perch ha bisogno di
attualizzare nella storia un messaggio antico, ricorre dunque ad
un personaggio non identificabile (in questo caso il multiple name
Luther Blissett) e fa uso di uno stile immaginoso e ritmato, molte
volte appesantito dall'accavallarsi delle immagini e del loro
significato.
2. L'autore descrive il proprio incontro con Ray Johnson che ebbe
luogo in Inghilterra durante un rave party; era al momento sotto
l'effetto di sostanze psicotrope.
3. Centoquarantaquattro, 144  il detournemont usato da Luther per
Seicentosessantasei, 666: la chiave di relazione  la somma
interna, operazione sui numeri naturali che applicata ad entrambi
fornisce sempre il numero perfetto nove, elemento neutro della
s.i.; infatti:
   1+4+4 = 9
   6+6+6 = 18
   1+8 = 9
   
Elemento neutro significa che la sua addizione ad altri addendi
non varia il risultato. Per la somma interna gli elementi neutri
sono lo 0, il nulla, e il 9, nihilismo totalizzante.


