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La Bibbia di Gerusalemme.

Nuovo Testamento.

I Vangeli.

Vangelo secondo Matteo.



	 Genealogia di Ges Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.  Abramo gener Isacco, Isacco gener Giacobbe, Giacobbe gener Giuda e i suoi fratelli,  Giuda gener Fares e Zara da Tamar, Fares gener Esrm, Esrm gener Aram,  Aram gener Aminadb, Aminadb gener Naassn, Naassn gener Salmn,  Salmn gener Booz da Racab, Booz gener Obed da Rut, Obed gener Iesse,  Iesse gener il re Davide.
	Davide gener Salomone da quella che era stata la moglie di Ura,  Salomone gener Roboamo, Roboamo gener Aba, Aba gener Asf,  Asf gener Gisafat, Gisafat gener Ioram, Ioram gener Ozia,  Ozia gener Ioatam, Ioatam gener Acaz, Acaz gener Ezechia,  Ezechia gener Manasse, Manasse gener Amos, Amos gener Giosia,  Giosia gener Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
	 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia gener Salatiel, Salatiel gener Zorobable,  Zorobable gener Abid, Abid gener Elacim, Elacim gener Azor,  Azor gener Sadoc, Sadoc gener Achim, Achim gener Elid,  Elid gener Elezar, Elezar gener Mattan, Mattan gener Giacobbe,  Giacobbe gener Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale  nato Ges chiamato Cristo.
	 La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide,  cos di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia  ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo , infine, di quattordici.

	 Ecco come avvenne la nascita di Ges Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trov incinta per opera dello Spirito Santo.  Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.  Mentre per stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quel che  generato in lei viene dallo Spirito Santo.  Essa partorir un figlio e tu lo chiamerai Ges: egli infatti salver il suo popolo dai suoi peccati".
	 Tutto questo avvenne perch si adempisse ci che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

	 'Ecco, la vergine concepir e partorir un figlio
	che sar chiamato Emmanuele,'

	che significa 'Dio con noi'.  Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con s la sua sposa,  la quale, senza che egli la conoscesse, partor un figlio, che egli chiam Ges.



	 Ges nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:  "Dov' il re dei Giudei che  nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo".  All'udire queste parole, il re Erode rest turbato e con lui tutta Gerusalemme.  Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.  Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perch cos  scritto per mezzo del profeta:

	 'E tu, Betlemme', terra di Giuda,
	'non sei'davvero 'il pi piccolo capoluogo di Giuda:
	da te uscir infatti un capo
	che pascer il mio popolo, Israele.'

	 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella  e li invi a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perch anch'io venga ad adorarlo".
	 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finch giunse e si ferm sopra il luogo dove si trovava il bambino.  Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.  Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.  Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

	 Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta l finch non ti avvertir, perch Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".
	 Giuseppe, destatosi, prese con s il bambino e sua madre nella notte e fugg in Egitto,  dove rimase fino alla morte di Erode, perch si adempisse ci che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

	'Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.'

	 Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuri e mand ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in gi, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.  Allora si ademp quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:

	 'Un grido  stato udito in Rama,
	un pianto e un lamento grande;
	Rachele piange i suoi figli
	e non vuole essere consolata, perch non sono pi.'

	 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto  e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va'nel paese d'Israele; perch sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino".  Egli, alzatosi, prese con s il bambino e sua madre, ed entr nel paese d'Israele.  Avendo per saputo che era re della Giudea Archelo al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritir nelle regioni della Galilea  e, appena giunto, and ad abitare in una citt chiamata Nzaret, perch si adempisse ci che era stato detto dai profeti: "Sar chiamato Nazareno".



	 In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea,  dicendo: "Convertitevi, perch il regno dei cieli  vicino!".
	 Egli  colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse:
	'Voce di uno che grida nel deserto:
	Preparate la via del Signore,
	raddrizzate i suoi sentieri!'

	 Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.  Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano;  e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
	 Vedendo per molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: "Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente?  Fate dunque frutti degni di conversione,  e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre. Vi dico che Dio pu far sorgere figli di Abramo da queste pietre.  Gi la scure  posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.  Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me  pi potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzer in Spirito santo e fuoco.  Egli ha in mano il ventilabro, pulir la sua aia e raccoglier il suo grano nel granaio, ma brucer la pula con un fuoco inestinguibile".

	 In quel tempo Ges dalla Galilea and al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.  Giovanni per voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?".  Ma Ges gli disse: "Lascia fare per ora, poich conviene che cos adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsent.  Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.  Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi  il 'Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto'".



	 Allora Ges fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.  E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.  Il tentatore allora gli si accost e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, di'che questi sassi diventino pane".  Ma egli rispose: "Sta scritto:

	'Non di solo pane vivr l'uomo,
	ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".'

	 Allora il diavolo lo condusse con s nella citt santa, lo depose sul pinnacolo del tempio  e gli disse: "Se sei Figlio di Dio, gettati gi, poich sta scritto:

	'Ai suoi angeli dar ordini a tuo riguardo,
	ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,
	perch non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede'".

	 Ges gli rispose: "Sta scritto anche:

	'Non tentare il Signore Dio tuo'".

	 Di nuovo il diavolo lo condusse con s sopra un monte altissimo e gli mostr tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:  "Tutte queste cose io ti dar, se, prostrandoti, mi adorerai".  Ma Ges gli rispose: "Vattene, satana! Sta scritto:

	'Adora il Signore Dio tuo
	e a lui solo rendi culto'".

	 Allora il diavolo lo lasci ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

	 Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Ges si ritir nella Galilea  e, lasciata Nzaret, venne ad abitare a Cafrnao, presso il mare, nel territorio di Zbulon e di Nftali,  perch si adempisse ci che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

	 'Il paese di Zbulon e il paese di Nftali,
	sulla via del mare, al di l del Giordano,
	Galilea delle genti;'
	 'il popolo immerso nelle tenebre
	ha visto una grande luce;
	su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
	una luce si  levata.'

	 Da allora Ges cominci a predicare e a dire: "Convertitevi, perch il regno dei cieli  vicino".

	 Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poich erano pescatori.
	 E disse loro: "Seguitemi, vi far pescatori di uomini".  Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.  Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiam.  Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.

	 Ges andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermit nel popolo.  La sua fama si sparse per tutta la Siria e cos condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva.  E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.



	 Vedendo le folle, Ges sal sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.  Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

	 "Beati i poveri in spirito,
	perch di essi  il regno dei cieli.
	 Beati gli afflitti,
	perch saranno consolati.
	 Beati i miti,
	perch erediteranno la terra.
	 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
	perch saranno saziati.
	 Beati i misericordiosi,
	perch troveranno misericordia.
	 Beati i puri di cuore,
	perch vedranno Dio.
	 Beati gli operatori di pace,
	perch saranno chiamati figli di Dio.
	 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
	perch di essi  il regno dei cieli.

	 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.  Rallegratevi ed esultate, perch grande  la vostra ricompensa nei cieli. Cos infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

	 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
	 Voi siete la luce del mondo; non pu restare nascosta una citt collocata sopra un monte,  n si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perch faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.  Cos risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che  nei cieli.

	 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.  In verit vi dico: finch non siano passati il cielo e la terra, non passer neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.  Chi dunque trasgredir uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegner agli uomini a fare altrettanto, sar considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserver e li insegner agli uomini, sar considerato grande nel regno dei cieli.

	 Poich io vi dico: se la vostra giustizia non superer quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
	 Avete inteso che fu detto agli antichi: 'Non uccidere'; chi avr ucciso sar sottoposto a giudizio.  Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sar sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sar sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sar sottoposto al fuoco della Geenna.
	 Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e l ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,  lascia l il tuo dono davanti all'altare e va'prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
	 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perch l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.  In verit ti dico: non uscirai di l finch tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!
	 Avete inteso che fu detto: 'Non commettere adulterio';  ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gi commesso adulterio con lei nel suo cuore.
	 Se il tuo occhio destro ti  occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.  E se la tua mano destra ti  occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
	 Fu pure detto: 'Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio';  ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
	 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: 'Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti';  ma io vi dico: non giurate affatto: n per 'il cielo', perch  'il trono di Dio';  n per 'la terra', perch  'lo sgabello per i suoi piedi'; n per 'Gerusalemme', perch  'la citt del gran re'.  Non giurare neppure per la tua testa, perch non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.  Sia invece il vostro parlare s, s; no, no; il di pi viene dal maligno.
	 Avete inteso che fu detto: 'Occhio per occhio e dente per dente';  ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra;  e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.  E se uno ti costringer a fare un miglio, tu fanne con lui due.  Da'a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
	 Avete inteso che fu detto: 'Amerai il tuo prossimo'e odierai il tuo nemico;  ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,  perch siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.  Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani?  E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani?  Siate voi dunque perfetti come  perfetto il Padre vostro celeste.



	 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che  nei cieli.  Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro ricompensa.  Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ci che fa la tua destra,  perch la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser.

	 Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro ricompensa.  Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser.

	 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.  Non siate dunque come loro, perch il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.  Voi dunque pregate cos:

	Padre nostro che sei nei cieli,
	sia santificato il tuo nome;
	 venga il tuo regno;
	sia fatta la tua volont,
	come in cielo cos in terra.
	 Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
	 e rimetti a noi i nostri debiti
	come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
	 e non ci indurre in tentazione,
	ma liberaci dal male.

	 Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner anche a voi;  ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner le vostre colpe.

	 E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verit vi dico: hanno gi ricevuto la loro ricompensa.
	 Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,  perch la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che  nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser.

	 Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano;  accumulatevi invece tesori nel cielo, dove n tignola n ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.  Perch l dov' il tuo tesoro, sar anche il tuo cuore.

	 La lucerna del corpo  l'occhio; se dunque il tuo occhio  chiaro, tutto il tuo corpo sar nella luce;  ma se il tuo occhio  malato, tutto il tuo corpo sar tenebroso. Se dunque la luce che  in te  tenebra, quanto grande sar la tenebra!

	 Nessuno pu servire a due padroni: o odier l'uno e amer l'altro, o preferir l'uno e disprezzer l'altro: non potete servire a Dio e a mammona.

	 Perci vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale pi del cibo e il corpo pi del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, n mietono, n ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse pi di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, pu aggiungere un'ora sola alla sua vita?  E perch vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.  Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.  Ora se Dio veste cos l'erba del campo, che oggi c' e domani verr gettata nel forno, non far assai pi per voi, gente di poca fede?  Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.  Non affannatevi dunque per il domani, perch il domani avr gi le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.



	 Non giudicate, per non essere giudicati;  perch col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.  Perch osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?  O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c' la trave?  Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.

	 Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perch non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

	 Chiedete e vi sar dato; cercate e troverete; bussate e vi sar aperto;  perch chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sar aperto.  Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane dar una pietra?  O se gli chiede un pesce, dar una serpe?  Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto pi il Padre vostro che  nei cieli dar cose buone a quelli che gliele domandano!

	 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti  la Legge ed i Profeti.

	 Entrate per la porta stretta, perch larga  la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa;  quanto stretta invece  la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!

	 Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.  Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?  Cos ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi;  un albero buono non pu produrre frutti cattivi, n un albero cattivo produrre frutti buoni.  Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.  Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

	 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrer nel regno dei cieli, ma colui che fa la volont del Padre mio che  nei cieli.  Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?  Io per dichiarer loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquit.
	 Perci chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica,  simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perch era fondata sopra la roccia.  Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,  simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.  Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande".
	 Quando Ges ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento:  egli infatti insegnava loro come uno che ha autorit e non come i loro scribi.



	 Quando Ges fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva.  Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: "Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi".  E Ges stese la mano e lo tocc dicendo: "Lo voglio, sii sanato". E subito la sua lebbra scomparve.  Poi Ges gli disse: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va'a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mos, e ci serva come testimonianza per loro".

	 Entrato in Cafrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:  "Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente".  Ges gli rispose: "Io verr e lo curer".  Ma il centurione riprese: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, di'soltanto una parola e il mio servo sar guarito.  Perch anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fa'questo, ed egli lo fa".
	 All'udire ci, Ges ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: "In verit vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede cos grande.  Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,  mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sar pianto e stridore di denti".  E Ges disse al centurione: "Va', e sia fatto secondo la tua fede". In quell'istante il servo guar.

	 Entrato Ges nella casa di Pietro, vide la suocera di lui che giaceva a letto con la febbre.  Le tocc la mano e la febbre scomparve; poi essa si alz e si mise a servirlo.

	 Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacci gli spiriti con la sua parola e guar tutti i malati,  perch si adempisse ci che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

	'Egli ha preso le nostre infermit
	e si  addossato le nostre malattie.'

	 Vedendo Ges una gran folla intorno a s, ordin di passare all'altra riva.  Allora uno scriba si avvicin e gli disse: "Maestro, io ti seguir dovunque tu andrai".  Gli rispose Ges: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".
	 E un altro dei discepoli gli disse: "Signore, permettimi di andar prima a seppellire mio padre".  Ma Ges gli rispose: "Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti".

	 Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.  Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta cos violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva.  Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: "Salvaci, Signore, siamo perduti!".  Ed egli disse loro: "Perch avete paura, uomini di poca fede?" Quindi levatosi, sgrid i venti e il mare e si fece una grande bonaccia.  I presenti furono presi da stupore e dicevano: "Chi  mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?".

	 Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva pi passare per quella strada.  Cominciarono a gridare: "Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?".
	 A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a pascolare;  e i demni presero a scongiurarlo dicendo: "Se ci scacci, mandaci in quella mandria".  Egli disse loro: "Andate!". Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipit dal dirupo nel mare e per nei flutti.  I mandriani allora fuggirono ed entrati in citt raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.  Tutta la citt allora usc incontro a Ges e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.



	 Salito su una barca, Ges pass all'altra riva e giunse nella sua citt.  Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Ges, vista la loro fede, disse al paralitico: "Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati".  Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: "Costui bestemmia".  Ma Ges, conoscendo i loro pensieri, disse: "Perch mai pensate cose malvagie nel vostro cuore?  Che cosa dunque  pi facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina?  Ora, perch sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e va'a casa tua".  Ed egli si alz e and a casa sua.  A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

	 Andando via di l, Ges vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alz e lo segu.

	 Mentre Ges sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.  Vedendo ci, i farisei dicevano ai suoi discepoli: "Perch il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?".  Ges li ud e disse: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.  Andate dunque e imparate che cosa significhi: 'Misericordia io voglio e non sacrificio'. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".

	 Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: "Perch, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?".  E Ges disse loro: "Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo  con loro? Verranno per i giorni quando lo sposo sar loro tolto e allora digiuneranno.
	 Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perch il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore.  n si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e cos l'uno e gli altri si conservano".

	 Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostr innanzi e gli disse: "Mia figlia  morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivr".  Alzatosi, Ges lo seguiva con i suoi discepoli.
	 Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accost alle spalle e tocc il lembo del suo mantello.  Pensava infatti: "Se riuscir anche solo a toccare il suo mantello, sar guarita".  Ges, voltatosi, la vide e disse: "Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita". E in quell'istante la donna guar.
	 Arrivato poi Ges nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse:  "Ritiratevi, perch la fanciulla non  morta, ma dorme". Quelli si misero a deriderlo.  Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entr, le prese la mano e la fanciulla si alz.  E se ne sparse la fama in tutta quella regione.

	 Mentre Ges si allontanava di l, due ciechi lo seguivano urlando: "Figlio di Davide, abbi piet di noi".  Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Ges disse loro: "Credete voi che io possa fare questo?". Gli risposero: "S, o Signore!".  Allora tocc loro gli occhi e disse: "Sia fatto a voi secondo la vostra fede".  E si aprirono loro gli occhi. Quindi Ges li ammon dicendo: "Badate che nessuno lo sappia!".  Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

	 Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato.  Scacciato il demonio, quel muto cominci a parlare e la folla presa da stupore diceva: "Non si  mai vista una cosa simile in Israele!".  Ma i farisei dicevano: "Egli scaccia i demni per opera del principe dei demni".

	 Ges andava attorno per tutte le citt e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermit.  Vedendo le folle ne sent compassione, perch erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.  Allora disse ai suoi discepoli: "La messe  molta, ma gli operai sono pochi!  Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!".



	 Chiamati a s i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermit.
	 I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedo e Giovanni suo fratello,  Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo,  Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo trad.
	 Questi dodici Ges li invi dopo averli cos istruiti:
	"Non andate fra i pagani e non entrate nelle citt dei Samaritani;  rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele.  E strada facendo, predicate che il regno dei cieli  vicino.  Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.  Non procuratevi oro, n argento, n moneta di rame nelle vostre cinture,  n bisaccia da viaggio, n due tuniche, n sandali, n bastone, perch l'operaio ha diritto al suo nutrimento.
	 In qualunque citt o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e l rimanete fino alla vostra partenza.  Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.  Se quella casa ne sar degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sar degna, la vostra pace ritorni a voi.  Se qualcuno poi non vi accoglier e non dar ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella citt e scuotete la polvere dai vostri piedi.  In verit vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sdoma e Gomorra avr una sorte pi sopportabile di quella citt.

	 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.  Guardatevi dagli uomini, perch vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe;  e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.  E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perch vi sar suggerito in quel momento ci che dovrete dire:  non siete infatti voi a parlare, ma  lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
	 Il fratello dar a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.  E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi perseverer sino alla fine sar salvato.  Quando vi perseguiteranno in una citt, fuggite in un'altra; in verit vi dico: non avrete finito di percorrere le citt di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.
	 Un discepolo non  da pi del maestro, n un servo da pi del suo padrone;   sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebl il padrone di casa, quanto pi i suoi familiari!

	 Non li temete dunque, poich non v' nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.  Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.  E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.  Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadr a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
	 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati;  non abbiate dunque timore: voi valete pi di molti passeri!
	 Chi dunque mi riconoscer davanti agli uomini, anch'io lo riconoscer davanti al Padre mio che  nei cieli;  chi invece mi rinnegher davanti agli uomini, anch'io lo rinnegher davanti al Padre mio che  nei cieli.

	 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada.  Sono venuto infatti a separare

	'il figlio dal padre, la figlia dalla madre,
	la nuora dalla suocera:'
	 e 'i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.'

	 Chi ama il padre o la madre pi di me non  degno di me; chi ama il figlio o la figlia pi di me non  degno di me;  chi non prende la sua croce e non mi segue, non  degno di me.  Chi avr trovato la sua vita, la perder: e chi avr perduto la sua vita per causa mia, la trover.

	 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.  Chi accoglie un profeta come profeta, avr la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avr la ricompensa del giusto.  E chi avr dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perch  mio discepolo, in verit io vi dico: non perder la sua ricompensa".



	 Quando Ges ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, part di l per insegnare e predicare nelle loro citt.

	 Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mand a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:  "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?".  Ges rispose: "Andate e riferite a Giovanni ci che voi udite e vedete:  'I ciechi ricuperano la vista', gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, 'ai poveri  predicata la buona novella',  e beato colui che non si scandalizza di me".  Mentre questi se ne andavano, Ges si mise a parlare di Giovanni alle folle: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?  Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!  E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? S, vi dico, anche pi di un profeta.  Egli  colui, del quale sta scritto:

	'Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
	che preparer la tua via davanti a te.'

	 In verit vi dico: tra i nati di donna non  sorto uno pi grande di Giovanni il Battista; tuttavia il pi piccolo nel regno dei cieli  pi grande di lui.  Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.  La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.  E se lo volete accettare, egli  quell'Elia che deve venire.  Chi ha orecchi intenda.

	 Ma a chi paragoner io questa generazione? Essa  simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:

	 Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
	abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

	  venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.   venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza  stata resa giustizia dalle sue opere".

	 Allora si mise a rimproverare le citt nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perch non si erano convertite:  "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsida. Perch, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gi da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.  Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.  E tu, Cafrnao,

	'sarai'forse 'innalzata fino al cielo?
	Fino agli inferi precipiterai!'

	Perch, se in Sdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!  Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avr una sorte meno dura della tua!".

	 In quel tempo Ges disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perch hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.  S, o Padre, perch cos  piaciuto a te.  Tutto mi  stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

	 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorer.  Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, 'e troverete ristoro'per le vostre anime.  Il mio giogo infatti  dolce e il mio carico leggero".



	 In quel tempo Ges pass tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano.  Ci vedendo, i farisei gli dissero: "Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non  lecito fare in giorno di sabato".  Ed egli rispose: "Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni?  Come entr nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare n a lui n ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti?  O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa?  Ora io vi dico che qui c' qualcosa pi grande del tempio.  Se aveste compreso che cosa significa: 'Misericordia io voglio e non sacrificio', non avreste condannato individui senza colpa.  Perch il Figlio dell'uomo  signore del sabato".

	 Allontanatosi di l, and nella loro sinagoga.  Ed ecco, c'era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Ges: " permesso curare di sabato?". Dicevano ci per accusarlo.  Ed egli disse loro: "Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l'afferra e la tira fuori?  Ora, quanto  pi prezioso un uomo di una pecora! Perci  permesso fare del bene anche di sabato".  E rivolto all'uomo, gli disse: "Stendi la mano". Egli la stese, e quella ritorn sana come l'altra.  I farisei per, usciti, tennero consiglio contro di lui per toglierlo di mezzo.

	 Ma Ges, saputolo, si allontan di l. Molti lo seguirono ed egli guar tutti,  ordinando loro di non divulgarlo,  perch si adempisse ci che era stato detto dal profeta Isaia:

	 'Ecco il mio servo che io ho scelto;
	il mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto.
	Porr il mio spirito sopra di lui
	e annunzier la giustizia alle genti.'
	 'Non contender, n grider,
	n si udr sulle piazze la sua voce.'
	 'La canna infranta non spezzer,
	non spegner il lucignolo fumigante,
	finch abbia fatto trionfare la giustizia;'
	 'nel suo nome spereranno le genti.'

	 In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guar, sicch il muto parlava e vedeva.  E tutta la folla era sbalordita e diceva: "Non  forse costui il figlio di Davide?".  Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: "Costui scaccia i demni in nome di Beelzebl, principe dei demni".
	 Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: "Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna citt o famiglia discorde pu reggersi.  Ora, se satana scaccia satana, egli  discorde con se stesso; come potr dunque reggersi il suo regno?  E se io scaccio i demni in nome di Beelzebl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici.  Ma se io scaccio i demni per virt dello Spirito di Dio,  certo giunto fra voi il regno di Dio.  Come potrebbe uno penetrare nella casa dell'uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potr saccheggiare la casa.  Chi non  con me  contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.  Perci io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sar perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sar perdonata.  A chiunque parler male del Figlio dell'uomo sar perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sar perdonata n in questo secolo, n in quello futuro.

	 Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sar buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sar cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero.  Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poich la bocca parla dalla pienezza del cuore.  L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.  Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio;  poich in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato".

	 Allora alcuni scribi e farisei lo interrogarono: "Maestro, vorremmo che tu ci facessi vedere un segno". Ed egli rispose:  "Una generazione perversa e adultera pretende un segno! Ma nessun segno le sar dato, se non il segno di Giona profeta.  Come infatti 'Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce', cos il Figlio dell'uomo rester tre giorni e tre notti nel cuore della terra.  Quelli di Nnive si alzeranno a giudicare questa generazione e la condanneranno, perch essi si convertirono alla predicazione di Giona. Ecco, ora qui c' pi di Giona!  La regina del sud si lever a giudicare questa generazione e la condanner, perch essa venne dall'estremit della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ecco, ora qui c' pi di Salomone!

	 Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova.  Allora dice: Ritorner alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna.  Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima. Cos avverr anche a questa generazione perversa".

	 Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli.  Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti".  Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi  mia madre e chi sono i miei fratelli?".  Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;  perch chiunque fa la volont del Padre mio che  nei cieli, questi  per me fratello, sorella e madre".



	 Quel giorno Ges usc di casa e si sedette in riva al mare.  Si cominci a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e l porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia.
	 Egli parl loro di molte cose in parabole.

	E disse: "Ecco, il seminatore usc a seminare.  E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.  Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogli, perch il terreno non era profondo.  Ma, spuntato il sole, rest bruciata e non avendo radici si secc.  Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.  Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta.  Chi ha orecchi intenda".

	 Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: "Perch parli loro in parabole?".
	 Egli rispose: "Perch a voi  dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non  dato.  Cos a chi ha sar dato e sar nell'abbondanza; e a chi non ha sar tolto anche quello che ha.  Per questo parlo loro in parabole: perch pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono.  E cos si adempie per loro la profezia di Isaia che dice:

	'Voi udrete, ma non comprenderete,
	guarderete, ma non vedrete.'
	 'Perch il cuore di questo popolo
	si  indurito, son diventati duri di orecchi,
	e hanno chiuso gli occhi,
	per non vedere con gli occhi,
	non sentire con gli orecchi
	e non intendere con il cuore e convertirsi,
	e io li risani.'

	 Ma beati i vostri occhi perch vedono e i vostri orecchi perch sentono.  In verit vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ci che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ci che voi ascoltate, e non l'udirono!

	 Voi dunque intendete la parabola del seminatore:  tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ci che  stato seminato nel suo cuore: questo  il seme seminato lungo la strada.  Quello che  stato seminato nel terreno sassoso  l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia,  ma non ha radice in s ed  incostante, sicch appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato.  Quello seminato tra le spine  colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non da'frutto.  Quello seminato nella terra buona  colui che ascolta la parola e la comprende; questi da'frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta".

	 Un'altra parabola espose loro cos: "Il regno dei cieli si pu paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.  Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, semin zizzania in mezzo al grano e se ne and.  Quando poi la messe fior e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania.  Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania?  Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?  No, rispose, perch non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.  Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dir ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio".

	 Un'altra parabola espose loro: "Il regno dei cieli si pu paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo.  Esso  il pi piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto,  pi grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami".

	 Un'altra parabola disse loro: "Il regno dei cieli si pu paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perch tutta si fermenti".

	 Tutte queste cose Ges disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole,  perch si adempisse ci che era stato detto dal profeta:

	'Aprir la mia bocca in parabole,'
	proclamer cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.

	 Poi Ges lasci la folla ed entr in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo".  Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme  il Figlio dell'uomo.  Il campo  il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno,  e il nemico che l'ha seminata  il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli.  Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, cos avverr alla fine del mondo.  Il Figlio dell'uomo mander i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquit  e li getteranno nella fornace ardente dove sar pianto e stridore di denti.  Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, intenda!

	 Il regno dei cieli  simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
	 Il regno dei cieli  simile a un mercante che va in cerca di perle preziose;  trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

	 Il regno dei cieli  simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci.  Quando  piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.  Cos sar alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni  e li getteranno nella fornace ardente, dove sar pianto e stridore di denti.

	 Avete capito tutte queste cose?". Gli risposero: "S".  Ed egli disse loro: "Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli  simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche".

	 Terminate queste parabole, Ges part di l  e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: "Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?  Non  egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?  E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?".  E si scandalizzavano per causa sua. Ma Ges disse loro: "Un profeta non  disprezzato se non nella sua patria e in casa sua".  E non fece molti miracoli a causa della loro incredulit.



	 In quel tempo il tetrarca Erode ebbe notizia della fama di Ges.  Egli disse ai suoi cortigiani: "Costui  Giovanni il Battista risuscitato dai morti; per ci la potenza dei miracoli opera in lui".

	 Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione per causa di Erodade, moglie di Filippo suo fratello.  Giovanni infatti gli diceva: "Non ti  lecito tenerla!".  Bench Erode volesse farlo morire, temeva il popolo perch lo considerava un profeta.
	 Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodade danz in pubblico e piacque tanto a Erode  che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato.  Ed essa, istigata dalla madre, disse: "Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista".  Il re ne fu contristato, ma a causa del giuramento e dei commensali ordin che le fosse data  e mand a decapitare Giovanni nel carcere.  La sua testa venne portata su un vassoio e fu data alla fanciulla, ed ella la port a sua madre.  I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informarne Ges.

	 Udito ci, Ges part di l su una barca e si ritir in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo segu a piedi dalle citt.  Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sent compassione per loro e guar i loro malati.
	 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: "Il luogo  deserto ed  ormai tardi; congeda la folla perch vada nei villaggi a comprarsi da mangiare".  Ma Ges rispose: "Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare".  Gli risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci!".  Ed egli disse: "Portatemeli qua".  E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunzi la benedizione, spezz i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.  Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati.  Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

	 Subito dopo ordin ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla.  Congedata la folla, sal sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lass.
	 La barca intanto distava gi qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario.  Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare.  I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: " un fantasma" e si misero a gridare dalla paura.  Ma subito Ges parl loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura".  Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque".  Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e and verso Ges.  Ma per la violenza del vento, s'impaur e, cominciando ad affondare, grid: "Signore, salvami!".  E subito Ges stese la mano, lo afferr e gli disse: "Uomo di poca fede, perch hai dubitato?".
	 Appena saliti sulla barca, il vento cess.  Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".

	 Compiuta la traversata, approdarono a Gensaret.  E la gente del luogo, riconosciuto Ges, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati,  e lo pregavano di poter toccare almeno l'orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano.



	 In quel tempo vennero a Ges da Gerusalemme alcuni farisei e alcuni scribi e gli dissero:  "Perch i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poich non si lavano le mani quando prendono cibo!".  Ed egli rispose loro: "Perch voi trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?  Dio ha detto:

	'Onora il padre e la madre'

	e inoltre:

	'Chi maledice il padre e la madre sia messo a morte.'

	 Invece voi asserite: Chiunque dice al padre o alla madre: Ci con cui ti dovrei aiutare  offerto a Dio,  non  pi tenuto a onorare suo padre o sua madre. Cos avete annullato la parola di Dio in nome della vostra tradizione.  Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

	 'Questo popolo mi onora con le labbra
	ma il suo cuore  lontano da me.'
	 'Invano essi mi rendono culto,
	insegnando dottrine che sono precetti di uomini'".

	 Poi riunita la folla disse: "Ascoltate e intendete!  Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!".
	 Allora i discepoli gli si accostarono per dirgli: "Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?".  Ed egli rispose: "Ogni pianta che non  stata piantata dal mio Padre celeste sar sradicata.  Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!".  Pietro allora gli disse: "Spiegaci questa parabola".  Ed egli rispose: "Anche voi siete ancora senza intelletto?  Non capite che tutto ci che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna?  Invece ci che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo.  Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.  Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo, ma il mangiare senza lavarsi le mani non rende immondo l'uomo".

	 Partito di l, Ges si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.  Ed ecco una donna Canana, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: "Piet di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia  crudelmente tormentata da un demonio".  Ma egli non le rivolse neppure una parola.
	Allora i discepoli gli si accostarono implorando: "Esaudiscila, vedi come ci grida dietro".  Ma egli rispose: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele".  Ma quella venne e si prostr dinanzi a lui dicendo: "Signore, aiutami!".  Ed egli rispose: "Non  bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".  " vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni".  Allora Ges le replic: "Donna, davvero grande  la tua fede! Ti sia fatto come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita.

	 Allontanatosi di l, Ges giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si ferm l.  Attorno a lui si radun molta folla recando con s zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guar.  E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele.

	 Allora Ges chiam a s i discepoli e disse: "Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perch non svengano lungo la strada".  E i discepoli gli dissero: "Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla cos grande?".  Ma Ges domand: "Quanti pani avete?". Risposero: "Sette, e pochi pesciolini".  Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra,  Ges prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezz, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla.  Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene.  Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini.  Congedata la folla, Ges sal sulla barca e and nella regione di Magadn.



	 I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo.  Ma egli rispose: "Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perch il cielo rosseggia;  e al mattino: Oggi burrasca, perch il cielo  rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?  Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sar dato se non il segno di Giona". E lasciatili, se ne and.

	 Nel passare per all'altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane.  Ges disse loro: "Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei".  Ma essi parlavano tra loro e dicevano: "Non abbiamo preso il pane!".  Accortosene, Ges chiese: "Perch, uomini di poca fede, andate dicendo che non avete il pane?  Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila e quante ceste avete portato via?  E neppure i sette pani per i quattromila e quante sporte avete raccolto?  Come mai non capite ancora che non alludevo al pane quando vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei?".  Allora essi compresero che egli non aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.

	 Essendo giunto Ges nella regione di Cesara di Filippo, chiese ai suoi discepoli: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?".  Risposero: "Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti".  Disse loro: "Voi chi dite che io sia?".  Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".  E Ges: "Beato te, Simone figlio di Giona, perch n la carne n il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.  E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificher la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.  A te dar le chiavi del regno dei cieli, e tutto ci che legherai sulla terra sar legato nei cieli, e tutto ci che scioglierai sulla terra sar sciolto nei cieli".  Allora ordin ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

	 Da allora Ges cominci a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.  Ma Pietro lo trasse in disparte e cominci a protestare dicendo: "Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadr mai".  Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perch non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".

	 Allora Ges disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.  Perch chi vorr salvare la propria vita, la perder; ma chi perder la propria vita per causa mia, la trover.  Qual vantaggio infatti avr l'uomo se guadagner il mondo intero, e poi perder la propria anima? O che cosa l'uomo potr dare in cambio della propria anima?  Poich il Figlio dell'uomo verr nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e render a ciascuno secondo le sue azioni.  In verit vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finch non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno".



	 Sei giorni dopo, Ges prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.  E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brill come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.  Ed ecco apparvero loro Mos ed Elia, che conversavano con lui.  Pietro prese allora la parola e disse a Ges: "Signore,  bello per noi restare qui; se vuoi, far qui tre tende, una per te, una per Mos e una per Elia".  Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: "Questi  il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".  All'udire ci, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore.  Ma Ges si avvicin e, toccatili, disse: "Alzatevi e non temete".  Sollevando gli occhi non videro pi nessuno, se non Ges solo.

	 E mentre discendevano dal monte, Ges ordin loro: "Non parlate a nessuno di questa visione, finch il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti".
	 Allora i discepoli gli domandarono: "Perch dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?".  Ed egli rispose: "S, verr Elia e ristabilir ogni cosa.  Ma io vi dico: Elia  gi venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Cos anche il Figlio dell'uomo dovr soffrire per opera loro".  Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.

	 Appena ritornati presso la folla, si avvicin a Ges un uomo  che, gettatosi in ginocchio, gli disse: "Signore, abbi piet di mio figlio. Egli  epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e spesso anche nell'acqua;  l'ho gi portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo".  E Ges rispose: "O generazione incredula e perversa! Fino a quando star con voi? Fino a quando dovr sopportarvi? Portatemelo qui".  E Ges gli parl minacciosamente, e il demonio usc da lui e da quel momento il ragazzo fu guarito.
	 Allora i discepoli, accostatisi a Ges in disparte, gli chiesero: "Perch noi non abbiamo potuto scacciarlo?".  Ed egli rispose: "Per la vostra poca fede. In verit vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a l, ed esso si sposter, e niente vi sar impossibile.  Questa razza di demni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno".

	 Mentre si trovavano insieme in Galilea, Ges disse loro: "Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini  e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorger". Ed essi furono molto rattristati.

	 Venuti a Cafrnao, si avvicinarono a Pietro gli esattori della tassa per il tempio e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa per il tempio?".  Rispose: "S". Mentre entrava in casa, Ges lo prevenne dicendo: "Che cosa ti pare, Simone? I re di questa terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?".  Rispose: "Dagli estranei". E Ges: "Quindi i figli sono esenti.  Ma perch non si scandalizzino, va'al mare, getta l'amo e il primo pesce che viene prendilo, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".



	 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Ges dicendo: "Chi dunque  il pi grande nel regno dei cieli?".  Allora Ges chiam a s un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:  "In verit vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.  Perci chiunque diventer piccolo come questo bambino, sar il pi grande nel regno dei cieli.

	 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
	 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.  Guai al mondo per gli scandali!  inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
	 Se la tua mano o il tuo piede ti  occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te;  meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.  E se il tuo occhio ti  occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te;  meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.
	 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perch vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che  nei cieli.   venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ci che era perduto.

	 Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascer forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?  Se gli riesce di trovarla, in verit vi dico, si rallegrer per quella pi che per le novantanove che non si erano smarrite.  Cos il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.

	 Se il tuo fratello commette una colpa, va'e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolter, avrai guadagnato il tuo fratello;  se non ti ascolter, prendi con te una o due persone, perch 'ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni'.  Se poi non ascolter neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolter neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.  In verit vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sar legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sar sciolto anche in cielo.

	 In verit vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che  nei cieli ve la conceder.  Perch dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro".

	 Allora Pietro gli si avvicin e gli disse: "Signore, quante volte dovr perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?".  E Ges gli rispose: "Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.

	 A proposito, il regno dei cieli  simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.  Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.  Non avendo per costui il denaro da restituire, il padrone ordin che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse cos il debito.  Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituir ogni cosa.  Impietositosi del servo, il padrone lo lasci andare e gli condon il debito.  Appena uscito, quel servo trov un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi!  Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonder il debito.  Ma egli non volle esaudirlo, and e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.
	 Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.  Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perch mi hai pregato.  Non dovevi forse anche tu aver piet del tuo compagno, cos come io ho avuto piet di te?  E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch non gli avesse restituito tutto il dovuto.  Cos anche il mio Padre celeste far a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".



	 Terminati questi discorsi, Ges part dalla Galilea e and nel territorio della Giudea, al di l del Giordano.  E lo segu molta folla e col egli guar i malati.
	 Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: " lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?".  Ed egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio 'li cre maschio e femmina'e disse:  Per questo l'uomo 'lascer suo padre e sua madre e si unir a sua moglie e i due saranno una carne sola'?  Cos che non sono pi due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi".  Gli obiettarono: "Perch allora Mos ha ordinato 'di darle l'atto di ripudio e mandarla via'?".  Rispose loro Ges: "Per la durezza del vostro cuore Mos vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos.  Perci io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio".

	 Gli dissero i discepoli: "Se questa  la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi".  Egli rispose loro: "Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali  stato concesso.  Vi sono infatti eunuchi che sono nati cos dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi pu capire, capisca".

	 Allora gli furono portati dei bambini perch imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.  Ges per disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, perch di questi  il regno dei cieli".  E dopo avere imposto loro le mani, se ne part.

	 Ed ecco un tale gli si avvicin e gli disse: "Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?".  Egli rispose: "Perch mi interroghi su ci che  buono? Uno solo  buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti".  Ed egli chiese: "Quali?". Ges rispose: "'Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso,' 'onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso'".  Il giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?".  Gli disse Ges: "Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi".  Udito questo, il giovane se ne and triste; poich aveva molte ricchezze.

	 Ges allora disse ai suoi discepoli: "In verit vi dico: difficilmente un ricco entrer nel regno dei cieli.  Ve lo ripeto:  pi facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli".  A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: "Chi si potr dunque salvare?".  E Ges, fissando su di loro lo sguardo, disse: "Questo  impossibile agli uomini, ma a Dio tutto  possibile".

	 Allora Pietro prendendo la parola disse: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?".  E Ges disse loro: "In verit vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sar seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici trib di Israele.  Chiunque avr lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, ricever cento volte tanto e avr in eredit la vita eterna.
	 Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi".



	 "Il regno dei cieli  simile a un padrone di casa che usc all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.  Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mand nella sua vigna.  Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati  e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che  giusto ve lo dar. Ed essi andarono.  Usc di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.  Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano l e disse loro: Perch ve ne state qui tutto il giorno oziosi?  Gli risposero: Perch nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
	 Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e da'loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.  Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.  Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di pi. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno.  Nel ritirarlo per, mormoravano contro il padrone dicendo:  Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.  Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?  Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te.  Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perch io sono buono?  Cos gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi".

	 Mentre saliva a Gerusalemme, Ges prese in disparte i dodici e lungo la via disse loro:  "Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sar consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi, che lo condanneranno a morte  e lo consegneranno ai pagani perch sia schernito e flagellato e crocifisso; ma il terzo giorno risusciter".

	 Allora gli si avvicin la madre dei figli di Zebedo con i suoi figli, e si prostr per chiedergli qualcosa.  Egli le disse: "Che cosa vuoi?". Gli rispose: "Di'che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno".  Rispose Ges: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?". Gli dicono: "Lo possiamo".  Ed egli soggiunse: "Il mio calice lo berrete; per non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma  per coloro per i quali  stato preparato dal Padre mio".

	 Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;  ma Ges, chiamatili a s, disse: "I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere.  Non cos dovr essere tra voi; ma colui che vorr diventare grande tra voi, si far vostro servo,  e colui che vorr essere il primo tra voi, si far vostro schiavo;  appunto come il Figlio dell'uomo, che non  venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti".

	 Mentre uscivano da Grico, una gran folla seguiva Ges.  Ed ecco che due ciechi, seduti lungo la strada, sentendo che passava, si misero a gridare: "Signore, abbi piet di noi, figlio di Davide!".  La folla li sgridava perch tacessero; ma essi gridavano ancora pi forte: "Signore, figlio di Davide, abbi piet di noi!".  Ges, fermatosi, li chiam e disse: "Che volete che io vi faccia?".  Gli risposero: "Signore, che i nostri occhi si aprano!".  Ges si commosse, tocc loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono.



	 Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Btfage, verso il monte degli Ulivi, Ges mand due dei suoi discepoli  dicendo loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me.  Se qualcuno poi vi dir qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimander subito".  Ora questo avvenne perch si adempisse ci che era stato annunziato dal profeta:

	 'Dite alla figlia di Sion:
	Ecco, il tuo re viene a te
	mite, seduto su un'asina,
	con un puledro figlio di bestia da soma.'

	 I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Ges:  condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere.  La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via.  La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava:

	'Osanna'al figlio di Davide!
	'Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
	Osanna'nel pi alto dei cieli!

	 Entrato Ges in Gerusalemme, tutta la citt fu in agitazione e la gente si chiedeva: "Chi  costui?".  E la folla rispondeva: "Questi  il profeta Ges, da Nzaret di Galilea".

	 Ges entr poi nel tempio e scacci tutti quelli che vi trov a comprare e a vendere; rovesci i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe  e disse loro: "La Scrittura dice:

	'La mia casa sar chiamata casa di preghiera'
	ma voi ne fate 'una spelonca di ladri'".

	 Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guar.  Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide", si sdegnarono  e gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Ges rispose loro: "S, non avete mai letto:

	'Dalla bocca dei bambini e dei lattanti
	ti sei procurata una lode?'".

	 E, lasciatili, usc fuori dalla citt, verso Betnia, e l trascorse la notte.

	 La mattina dopo, mentre rientrava in citt, ebbe fame.  Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicin, ma non vi trov altro che foglie, e gli disse: "Non nasca mai pi frutto da te". E subito quel fico si secc.  Vedendo ci i discepoli rimasero stupiti e dissero: "Come mai il fico si  seccato immediatamente?".  Rispose Ges: "In verit vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ci che  accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di l e gettati nel mare, ci avverr.  E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete".

	 Entrato nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: "Con quale autorit fai questo? Chi ti ha dato questa autorit?".  Ges rispose: "Vi far anch'io una domanda e se voi mi rispondete, vi dir anche con quale autorit faccio questo.  Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?". Ed essi riflettevano tra s dicendo: "Se diciamo: "dal Cielo", ci risponder: "perch dunque non gli avete creduto?";  se diciamo "dagli uomin", abbiamo timore della folla, perch tutti considerano Giovanni un profeta".  Rispondendo perci a Ges, dissero: "Non lo sappiamo". Allora anch'egli disse loro: "Neanch'io vi dico con quale autorit faccio queste cose".

	 "Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va'oggi a lavorare nella vigna.  Ed egli rispose: S, signore; ma non and.  Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso. Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci and.  Chi dei due ha compiuto la volont del padre?". Dicono: "L'ultimo". E Ges disse loro: "In verit vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.   venuto a voi Giovanni nella via della giustizia e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, pur avendo visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli.

	 Ascoltate un'altra parabola: C'era un padrone che 'piant una vigna e la circond con una siepe, vi scav un frantoio, vi costru una torre', poi l'affid a dei vignaioli e se ne and.  Quando fu il tempo dei frutti, mand i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto.  Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l'altro lo uccisero, l'altro lo lapidarono.  Di nuovo mand altri servi pi numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.  Da ultimo mand loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio!  Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra s: Costui  l'erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredit.  E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l'uccisero.  Quando dunque verr il padrone della vigna che far a quei vignaioli?".  Gli rispondono: "Far morire miseramente quei malvagi e dar la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo".  E Ges disse loro: "Non avete mai letto nelle Scritture:

	'La pietra che i costruttori hanno scartata
	 diventata testata d'angolo;
	dal Signore  stato fatto questo
	ed  mirabile agli occhi nostri?'

	 Perci io vi dico: vi sar tolto il regno di Dio e sar dato a un popolo che lo far fruttificare.  Chi cadr sopra questa pietra sar sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno, lo stritoler".
	 Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta.



	 Ges riprese a parlar loro in parabole e disse:  "Il regno dei cieli  simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio.  Egli mand i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.  Di nuovo mand altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gi macellati e tutto  pronto; venite alle nozze.  Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari;  altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
	 Allora il re si indign e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro citt.  Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale  pronto, ma gli invitati non ne erano degni;  andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.  Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riemp di commensali.  Il re entr per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale,  gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutol.  Allora il re ordin ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l sar pianto e stridore di denti.  Perch molti sono chiamati, ma pochi eletti".

	 Allora i farisei, ritiratisi, tennero consiglio per vedere di coglierlo in fallo nei suoi discorsi.  Mandarono dunque a lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verit e non hai soggezione di nessuno perch non guardi in faccia ad alcuno.  Dicci dunque il tuo parere:  lecito o no pagare il tributo a Cesare?".  Ma Ges, conoscendo la loro malizia, rispose: "Ipocriti, perch mi tentate?  Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro.  Egli domand loro: "Di chi  questa immagine e l'iscrizione?".  Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che  di Cesare e a Dio quello che  di Dio".  A queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono.

	 In quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei, i quali affermano che non c' risurrezione, e lo interrogarono:  "Maestro, Mos ha detto: 'Se qualcuno muore senza figli, il fratello ne sposer la vedova e cos susciter una discendenza al suo fratello'.  Ora, c'erano tra noi sette fratelli; il primo appena sposato mor e, non avendo discendenza, lasci la moglie a suo fratello.  Cos anche il secondo, e il terzo, fino al settimo.  Alla fine, dopo tutti, mor anche la donna.  Alla risurrezione, di quale dei sette essa sar moglie? Poich tutti l'hanno avuta".  E Ges rispose loro: "Voi vi ingannate, non conoscendo n le Scritture n la potenza di Dio.  Alla risurrezione infatti non si prende n moglie n marito, ma si  come angeli nel cielo.  Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi  stato detto da Dio:  'Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe?'Ora, non  Dio dei morti, ma dei vivi".  Udendo ci, la folla era sbalordita per la sua dottrina.

	 Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme  e uno di loro, un dottore della legge, lo interrog per metterlo alla prova:  "Maestro, qual  il pi grande comandamento della legge?".  Gli rispose: "'Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima'e con tutta la tua mente.  Questo  il pi grande e il primo dei comandamenti.  E il secondo  simile al primo: 'Amerai il prossimo tuo come te stesso'.  Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti".

	 Trovandosi i farisei riuniti insieme, Ges chiese loro:  "Che ne pensate del Messia? Di chi  figlio?". Gli risposero: "Di Davide".  Ed egli a loro: "Come mai allora Davide, sotto ispirazione, lo chiama Signore, dicendo:

	 'Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,
	finch io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?'

	 Se dunque Davide lo chiama Signore, come pu essere suo figlio?".  Nessuno era in grado di rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, os interrogarlo.



	 Allora Ges si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:  "Sulla cattedra di Mos si sono seduti gli scribi e i farisei.  Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perch dicono e non fanno.  Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito.  Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattri e allungano le frange;  amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe  e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare "rabb" dalla gente.  Ma voi non fatevi chiamare "rabb", perch uno solo  il vostro maestro e voi siete tutti fratelli.  E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perch uno solo  il Padre vostro, quello del cielo.  E non fatevi chiamare "maestri", perch uno solo  il vostro Maestro, il Cristo.  Il pi grande tra voi sia vostro servo;  chi invece si innalzer sar abbassato e chi si abbasser sar innalzato.

	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perch cos voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci  .
	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi.
	 Guai a voi, guide cieche, che dite: Se si giura per il tempio non vale, ma se si giura per l'oro del tempio si  obbligati.  Stolti e ciechi: che cosa  pi grande, l'oro o il tempio che rende sacro l'oro?  E dite ancora: Se si giura per l'altare non vale, ma se si giura per l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati.  Ciechi! Che cosa  pi grande, l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta?  Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra;  e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che l'abita.  E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi  assiso.
	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'anto e del cumno, e trasgredite le prescrizioni pi gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedelt. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle.  Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza.  Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perch anche l'esterno diventi netto!
	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.  Cos anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquit.
	 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti,  e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti;  e cos testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti.  Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!

	 Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?  Perci ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di citt in citt;  perch ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la terra, dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di Baracha, che avete ucciso tra il santuario e l'altare.  In verit vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.

	 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!  Ecco: 'la vostra casa vi sar lasciata deserta!' Vi dico infatti che non mi vedrete pi finch non direte: 'Benedetto colui che viene nel nome del Signore!'".



	 Mentre Ges, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio.  Ges disse loro: "Vedete tutte queste cose? In verit vi dico, non rester qui pietra su pietra che non venga diroccata".
	 Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: "Dicci quando accadranno queste cose, e quale sar il segno della tua venuta e della fine del mondo".

	 Ges rispose: "Guardate che nessuno vi inganni;  molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno.  Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi;  necessario che tutto questo avvenga, ma non  ancora la fine.  Si sollever popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi;  ma tutto questo  solo l'inizio dei dolori.  Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome.  Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda.  Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti;  per il dilagare dell'iniquit, l'amore di molti si raffredder.  Ma chi perseverer sino alla fine, sar salvato.  Frattanto questo vangelo del regno sar annunziato in tutto il mondo, perch ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verr la fine.

	 Quando dunque vedrete 'l'abominio della desolazione', di cui parl il profeta Daniele, stare 'nel luogo santo'- chi legge comprenda -,  allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti,  chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa,  e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.  Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni.  Pregate perch la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.
	 Poich vi sar allora 'una tribolazione'grande, 'quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora', n mai pi ci sar.  E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.  Allora se qualcuno vi dir: Ecco, il Cristo  qui, o:  l, non ci credete.  Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, cos da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.  Ecco, io ve l'ho predetto.

	 Se dunque vi diranno: Ecco,  nel deserto, non ci andate; o:  in casa, non ci credete.  Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, cos sar la venuta del Figlio dell'uomo.  Dovunque sar il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

	 Subito dopo la tribolazione di quei giorni,

	'il sole si oscurer,
	la luna non dar pi la sua luce,
	gli astri cadranno'dal cielo
	'e le potenze dei cieli'saranno sconvolte.

	 Allora comparir nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e 'allora si batteranno il petto tutte le trib della terra', e vedranno 'il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo'con grande potenza e gloria.  Egli mander i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.

	 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate  vicina.  Cos anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli  proprio alle porte.  In verit vi dico: non passer questa generazione prima che tutto questo accada.  Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
	 Quanto a quel giorno e a quell'ora, per, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

	 Come fu ai giorni di No, cos sar la venuta del Figlio dell'uomo.  Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando No entr nell'arca,  e non si accorsero di nulla finch venne il diluvio e inghiott tutti, cos sar anche alla venuta del Figlio dell'uomo.  Allora due uomini saranno nel campo: uno sar preso e l'altro lasciato.  Due donne macineranno alla mola: una sar presa e l'altra lasciata.
	 Vegliate dunque, perch non sapete in quale giorno il Signore vostro verr.  Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.  Perci anche voi state pronti, perch nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verr.

	 Qual  dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto?  Beato quel servo che il padrone al suo ritorno trover ad agire cos!  In verit vi dico: gli affider l'amministrazione di tutti i suoi beni.  Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire,  e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi,  arriver il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa,  lo punir con rigore e gli infligger la sorte che gli ipocriti si meritano: e l sar pianto e stridore di denti.



	 Il regno dei cieli  simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.  Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;  le stolte presero le lampade, ma non presero con s olio;  le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.  Poich lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.  A mezzanotte si lev un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!  Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.  E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perch le nostre lampade si spengono.  Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.  Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arriv lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.  Pi tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!  Ma egli rispose: In verit vi dico: non vi conosco.  Vegliate dunque, perch non sapete n il giorno n l'ora.

	 Avverr come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiam i suoi servi e consegn loro i suoi beni.  A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacit, e part.  Colui che aveva ricevuto cinque talenti, and subito a impiegarli e ne guadagn altri cinque.  Cos anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagn altri due.  Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, and a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.  Dopo molto tempo il padrone di quei servi torn, e volle regolare i conti con loro.  Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne present altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.  Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti dar autorit su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.  Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due.  Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti dar autorit su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.  Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;  per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.  Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;  avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cos, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.  Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.  Perch a chiunque ha sar dato e sar nell'abbondanza; ma a chi non ha sar tolto anche quello che ha.  E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; l sar pianto e stridore di denti.

	 Quando il Figlio dell'uomo verr nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si sieder sul trono della sua gloria.  E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separer gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,  e porr le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.  Allora il re dir a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.  Perch io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,  nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.  Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?  Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?  E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?  Rispondendo, il re dir loro: In verit vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli pi piccoli, l'avete fatto a me.  Poi dir a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.  Perch ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;  ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.  Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?  Ma egli risponder: In verit vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli pi piccoli, non l'avete fatto a me.  E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".



	 Terminati tutti questi discorsi, Ges disse ai suoi discepoli:  "Voi sapete che fra due giorni  Pasqua e che il Figlio dell'uomo sar consegnato per essere crocifisso".
	 Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa,  e tennero consiglio per arrestare con un inganno Ges e farlo morire.  Ma dicevano: "Non durante la festa, perch non avvengano tumulti fra il popolo".

	 Mentre Ges si trovava a Betnia, in casa di Simone il lebbroso,  gli si avvicin una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo vers sul capo mentre stava a mensa.  I discepoli vedendo ci si sdegnarono e dissero: "Perch questo spreco?  Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!".  Ma Ges, accortosene, disse loro: "Perch infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me.  I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete.  Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura.  In verit vi dico: dovunque sar predicato questo vangelo, nel mondo intero, sar detto anche ci che essa ha fatto, in ricordo di lei".

	 Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, and dai sommi sacerdoti  e disse: "Quanto mi volete dare perch io ve lo consegni?". E quelli gli 'fissarono trenta monete d'argento'.  Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.

	 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Ges e gli dissero: "Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?".  Ed egli rispose: "Andate in citt, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo  vicino; far la Pasqua da te con i miei discepoli".  I discepoli fecero come aveva loro ordinato Ges, e prepararono la Pasqua.

	 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.  Mentre mangiavano disse: "In verit io vi dico, uno di voi mi tradir".  Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?".  Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradir.  Il Figlio dell'uomo se ne va, come  scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!".  Giuda, il traditore, disse: "Rabb, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".

	 Ora, mentre essi mangiavano, Ges prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezz e lo diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo  il mio corpo".  Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: "Bevetene tutti,  perch questo  il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.  Io vi dico che da ora non berr pi di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berr nuovo con voi nel regno del Padre mio".

	 E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.  Allora Ges disse loro: "Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:

	'Percuoter il pastore
	e saranno disperse le pecore del gregge,'

	 ma dopo la mia risurrezione, vi preceder in Galilea".  E Pietro gli disse: "Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzer mai".  Gli disse Ges: "In verit ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte".  E Pietro gli rispose: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegher". Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.

	 Allora Ges and con loro in un podere, chiamato Getsmani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado l a pregare".  E presi con s Pietro e i due figli di Zebedo, cominci a provare tristezza e angoscia.  Disse loro: "La mia anima  triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me".  E avanzatosi un poco, si prostr con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se  possibile, passi da me questo calice! Per non come voglio io, ma come vuoi tu!".  Poi torn dai discepoli e li trov che dormivano. E disse a Pietro: "Cos non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?  Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito  pronto, ma la carne  debole".  E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: "Padre mio, se questo calice non pu passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volont".  E tornato di nuovo trov i suoi che dormivano, perch gli occhi loro si erano appesantiti.  E lasciatili, si allontan di nuovo e preg per la terza volta, ripetendo le stesse parole.  Poi si avvicin ai discepoli e disse loro: "Dormite ormai e riposate! Ecco,  giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sar consegnato in mano ai peccatori.  Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina".

	 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo.  Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: "Quello che bacer,  lui; arrestatelo!".  E subito si avvicin a Ges e disse: "Salve, Rabb!". E lo baci.  E Ges gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Ges e lo arrestarono.  Ed ecco, uno di quelli che erano con Ges, messa mano alla spada, la estrasse e colp il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
	 Allora Ges gli disse: "Rimetti la spada nel fodero, perch tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.  Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito pi di dodici legioni di angeli?  Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali cos deve avvenire?".  In quello stesso momento Ges disse alla folla: "Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato.  Ma tutto questo  avvenuto perch si adempissero le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.

	 Or quelli che avevano arrestato Ges, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale gi si erano riuniti gli scribi e gli anziani.  Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
	 I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Ges, per condannarlo a morte;  ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni.  Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: "Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni".  Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?".  Ma Ges taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro, per il Dio vivente, perch ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".  "Tu l'hai detto, gli rispose Ges, anzi io vi dico:

	d'ora innanzi vedrete 'il Figlio dell'uomo
	seduto alla destra di Dio,
	e venire sulle nubi del cielo'".

	 Allora il sommo sacerdote si stracci le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! Perch abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia;  che ve ne pare?". E quelli risposero: " reo di morte!".  Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano,  dicendo: "Indovina, Cristo! Chi  che ti ha percosso?".

	 Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicin e disse: "Anche tu eri con Ges, il Galileo!".  Ed egli neg davanti a tutti: "Non capisco che cosa tu voglia dire".  Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: "Costui era con Ges, il Nazareno".  Ma egli neg di nuovo giurando: "Non conosco quell'uomo".  Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: "Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!".  Allora egli cominci a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo!". E subito un gallo cant.  E Pietro si ricord delle parole dette da Ges: "Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte". E uscito all'aperto, pianse amaramente.



	 Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Ges, per farlo morire.  Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato.

	 Allora Giuda, il traditore, vedendo che Ges era stato condannato, si pent e riport le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani  dicendo: "Ho peccato, perch ho tradito sangue innocente". Ma quelli dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!".  Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontan e and ad impiccarsi.  Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: "Non  lecito metterlo nel tesoro, perch  prezzo di sangue".  E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri.  Perci quel campo fu denominato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi.  Allora si ademp quanto era stato detto dal profeta Geremia: 'E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato,  e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.'

	 Ges intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrog dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?". Ges rispose "Tu lo dici".  E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla.  Allora Pilato gli disse: "Non senti quante cose attestano contro di te?".  Ma Ges non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore.
	 Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta.  Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba.  Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: "Chi volete che vi rilasci: Barabba o Ges chiamato il Cristo?".  Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
	 Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mand a dire: "Non avere a che fare con quel giusto; perch oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua".  Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Ges.  Allora il governatore domand: "Chi dei due volete che vi rilasci?". Quelli risposero: "Barabba!".  Disse loro Pilato: "Che far dunque di Ges chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!".  Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!".
	 Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre pi, presa dell'acqua, si lav le mani davanti alla folla: "Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!".  E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli".  Allora rilasci loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Ges, lo consegn ai soldati perch fosse crocifisso.

	 Allora i soldati del governatore condussero Ges nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte.  Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto  e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: "Salve, re dei Giudei!".  E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.  Dopo averlo cos schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.

	 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.  Giunti a un luogo detto Glgota, che significa luogo del cranio,  gli 'diedero da bere vino'mescolato con 'fiele'; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere.  Dopo averlo quindi crocifisso, 'si spartirono le'sue 'vesti tirandole a sorte'.  E sedutisi, gli facevano la guardia.  Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "'Questi  Ges, il re dei Giudei'".
	 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.

	 E quelli che passavano di l lo insultavano 'scuotendo il capo'e dicendo:  "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".  Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano:  "Ha salvato gli altri, non pu salvare se stesso.  il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo.  'Ha confidato in Dio; lo liberi lui'ora, 'se gli vuol bene'. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!".  Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.

	 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra.  Verso le tre, Ges grid a gran voce: "'El, El, lem sabactni?'", che significa: "'Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato?'".  Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: "Costui chiama Elia".  E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala 'di aceto', la fiss su una canna e cos gli 'dava da bere'.  Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!".  E Ges, emesso un alto grido, spir.
	 Ed ecco il velo del tempio si squarci in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono,  i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.  E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella citt santa e apparvero a molti.  Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Ges, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio!".
	 C'erano anche l molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Ges dalla Galilea per servirlo.  Tra costoro Maria di Mgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedo.

	 Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimata, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Ges.  Egli and da Pilato e gli chiese il corpo di Ges. Allora Pilato ordin che gli fosse consegnato.  Giuseppe, preso il corpo di Ges, lo avvolse in un candido lenzuolo  e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne and.  Erano l, davanti al sepolcro, Maria di Mgdala e l'altra Maria.

	 Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo:  "Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorger.  Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perch non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo:  risuscitato dai morti. Cos quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!".  Pilato disse loro: "Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete".  Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.



	 Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Mgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro.  Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accost, rotol la pietra e si pose a sedere su di essa.  Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve.  Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite.  Ma l'angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Ges il crocifisso.  Non  qui.  risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto.  Presto, andate a dire ai suoi discepoli:  risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; l lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto".  Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli.

	 Ed ecco Ges venne loro incontro dicendo: "Salute a voi". Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono.  Allora Ges disse loro: "Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e l mi vedranno".

	 Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in citt e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto.  Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo:  "Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo.  E se mai la cosa verr all'orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia".  Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Cos questa diceria si  divulgata fra i Giudei fino ad oggi.

	 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Ges aveva loro fissato.  Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni per dubitavano.  E Ges, avvicinatosi, disse loro: "Mi  stato dato ogni potere in cielo e in terra.  Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,  insegnando loro ad osservare tutto ci che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
