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La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri profetici.

Profeti minori.

Osea



	 Parola del Signore rivolta a Osea figlio di Beer, al tempo di Ozia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Gerobomo figlio di Ioas, re d'Israele.

	 Quando il Signore cominci a parlare a Osea, gli disse:

	"Va', prenditi in moglie una prostituta
	e abbi figli di prostituzione,
	poich il paese non fa che prostituirsi
	allontanandosi dal Signore".

	 Egli and a prendere Gomer, figlia di Diblim: essa concep e gli partor un figlio.  E il Signore disse a Osea:

	"Chiamalo Izrel, perch tra poco
	vendicher il sangue di Izrel sulla casa di Ieu
	e porr fine al regno della casa d'Israele.
	 In quel giorno
	io spezzer l'arco d'Israele nella valle di Izrel".

	 La donna concep di nuovo e partor una figlia e il Signore disse a Osea:

	"Chiamala Non-amata,
	perch non amer pi
	la casa d'Israele,
	non ne avr pi compassione.
	 Invece io amer la casa di Giuda
	e saranno salvati dal Signore loro Dio;
	non li salver con l'arco, con la spada, con la guerra,
	n con cavalli o cavalieri".

	 Dopo aver divezzato Non-amata, Gomer concep e partor un figlio.  E il Signore disse a Osea:

	"Chiamalo Non-mio-popolo,
	perch voi non siete mio popolo
	e io non esisto per voi".



	 Il numero degli Israeliti
	sar come la sabbia del mare,
	che non si pu misurare n contare.
	Invece di sentirsi dire:
	"Non siete mio popolo",
	saranno chiamati figli del Dio vivente.
	 I figli di Giuda e i figli d'Israele
	si riuniranno insieme,
	si daranno un unico capo
	e saliranno dal proprio territorio,
	perch grande sar il giorno di Izrel!
	 Dite ai vostri fratelli: "Popolo mio"
	e alle vostre sorelle: "Amata".

	 Accusate vostra madre, accusatela,
	perch essa non  pi mia moglie
	e io non sono pi suo marito!
	Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni
	e i segni del suo adulterio dal suo petto;
	 altrimenti la spoglier tutta nuda
	e la render come quando nacque
	e la ridurr a un deserto, come una terra arida,
	e la far morire di sete.
	 I suoi figli non li amer,
	perch sono figli di prostituzione.
	 La loro madre si  prostituita,
	la loro genitrice si  coperta di vergogna.
	Essa ha detto: "Seguir i miei amanti,
	che mi danno il mio pane e la mia acqua,
	la mia lana, il mio lino,
	il mio olio e le mie bevande".
	 Perci ecco, ti sbarrer la strada di spine
	e ne cinger il recinto di barriere
	e non ritrover i suoi sentieri.
	 Inseguir i suoi amanti,
	ma non li raggiunger,
	li cercher senza trovarli.
	Allora dir: "Ritorner al mio marito di prima
	perch ero pi felice di ora".
	 Non cap che io le davo
	grano, vino nuovo e olio
	e le prodigavo l'argento e l'oro
	che hanno usato per Baal.
	 Perci anch'io torner a riprendere
	il mio grano, a suo tempo,
	il mio vino nuovo nella sua stagione;
	ritirer la lana e il lino
	che dovevan coprire le sue nudit.
	 Scoprir allora le sue vergogne
	agli occhi dei suoi amanti
	e nessuno la toglier dalle mie mani.
	 Far cessare tutte le sue gioie,
	le feste, i noviluni, i sabati, tutte le sue solennit.
	 Devaster le sue viti e i suoi fichi,
	di cui essa diceva:
	"Ecco il dono che mi han dato i miei amanti".
	La ridurr a una sterpaglia
	e a un pascolo di animali selvatici.
	 Le far scontare i giorni dei Baal,
	quando bruciava loro i profumi,
	si adornava di anelli e di collane
	e seguiva i suoi amanti
	mentre dimenticava me!
	- Oracolo del Signore.
	 Perci, ecco, la attirer a me,
	la condurr nel deserto
	e parler al suo cuore.
	 Le render le sue vigne
	e trasformer la valle di Acr
	in porta di speranza.
	L canter
	come nei giorni della sua giovinezza,
	come quando usc dal paese d'Egitto.
	 E avverr in quel giorno
	- oracolo del Signore -
	mi chiamerai: Marito mio,
	e non mi chiamerai pi: Mio padrone.
	 Le toglier dalla bocca
	i nomi dei Baal,
	che non saranno pi ricordati.
	 In quel tempo far per loro un'alleanza
	con le bestie della terra
	e gli uccelli del cielo
	e con i rettili del suolo;
	arco e spada e guerra
	eliminer dal paese;
	e li far riposare tranquilli.
	 Ti far mia sposa per sempre,
	ti far mia sposa
	nella giustizia e nel diritto,
	nella benevolenza e nell'amore,
	 ti fidanzer con me nella fedelt
	e tu conoscerai il Signore.
	 E avverr in quel giorno
	- oracolo del Signore -
	io risponder al cielo
	ed esso risponder alla terra;
	 la terra risponder con il grano,
	il vino nuovo e l'olio
	e questi risponderanno a Izrel.
	 Io li seminer di nuovo per me nel paese
	e amer Non-amata;
	e a Non-mio-popolo dir: Popolo mio,
	ed egli mi dir: Mio Dio.



	 Il Signore mi disse ancora: "Va', ama una donna che  amata da un altro ed  adultera; come il Signore ama gli Israeliti ed essi si rivolgono ad altri di e amano le schiacciate d'uva".
	 Io me l'acquistai per quindici pezzi d'argento e una misura e mezza d'orzo  e le dissi: "Per lunghi giorni starai calma con me; non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; cos anch'io mi comporter con te.

	 Poich per lunghi giorni
	staranno gli Israeliti
	senza re e senza capo,
	senza sacrificio e senza stele,
	senza 'efod'e senza 'terafim'.
	 Poi torneranno gli Israeliti
	e cercheranno il Signore loro Dio,
	e Davide loro re
	e trepidi si volgeranno al Signore
	e ai suoi beni, alla fine dei giorni".



	 Ascoltate la parola del Signore, o Israeliti,
	poich il Signore ha un processo
	con gli abitanti del paese.
	Non c' infatti sincerit n amore del prossimo,
	n conoscenza di Dio nel paese.
	 Si giura, si mentisce, si uccide,
	si ruba, si commette adulterio,
	si fa strage e si versa sangue su sangue.
	 Per questo  in lutto il paese
	e chiunque vi abita langue
	insieme con gli animali della terra
	e con gli uccelli del cielo;
	perfino i pesci del mare periranno.

	 Ma nessuno accusi, nessuno contesti;
	contro di te, sacerdote, muovo l'accusa.
	 Tu inciampi di giorno
	e il profeta con te inciampa di notte
	e fai perire tua madre.
	 Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza.
	Poich tu rifiuti la conoscenza,
	rifiuter te come mio sacerdote;
	hai dimenticato la legge del tuo Dio
	e io dimenticher i tuoi figli.
	 Tutti hanno peccato contro di me;
	cambier la loro gloria in vituperio.
	 Essi si nutrono del peccato del mio popolo
	e sono avidi della sua iniquit.
	 Il popolo e il sacerdote avranno la stessa sorte;
	li punir per la loro condotta,
	e li retribuir dei loro misfatti.
	 Mangeranno, ma non si sazieranno,
	si prostituiranno, ma non avranno prole,
	perch hanno abbandonato il Signore
	per darsi alla prostituzione.

	 Il vino e il mosto tolgono il senno.
	 Il mio popolo consulta il suo pezzo di legno
	e il suo bastone gli d il responso,
	poich uno spirito di prostituzione li svia
	e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio.
	 Sulla cima dei monti fanno sacrifici
	e sui colli bruciano incensi
	sotto la quercia, i pioppi e i terebinti,
	perch buona  la loro ombra.
	Perci si prostituiscono le vostre figlie
	e le vostre nuore commettono adulterio.
	 Non punir le vostre figlie se si prostituiscono,
	n le vostre nuore se commettono adulterio;
	poich essi stessi si appartano con le prostitute
	e con le prostitute sacre offrono sacrifici;
	un popolo, che non comprende, va a precipizio.

	 Se ti prostituisci tu, Israele,
	non si renda colpevole Giuda.
	Non andate a Glgala,
	non salite a Bet-Avn,
	non giurate per il Signore vivente.
	 E poich come giovenca ribelle si ribella Israele,
	forse potr pascolarlo il Signore
	come agnello in luoghi aperti?
	 Si  alleato agli idoli fraim,
	 si accompagna ai beoni;
	si son dati alla prostituzione,
	han preferito il disonore alla loro gloria.
	 Un vento li travolger con le sue ali
	e si vergogneranno dei loro sacrifici.



	 Ascoltate questo, o sacerdoti,
	state attenti, gente d'Israele,
	o casa del re, porgete l'orecchio,
	poich contro di voi si fa il giudizio.
	Voi foste infatti un laccio in Mizp,
	una rete tesa sul Tabor
	 e una fossa profonda a Sittm;
	ma io sar una frusta per tutti costoro.
	 Io conosco fraim e non mi  ignoto Israele.
	Ti sei prostituito, fraim!
	Si  contaminato Israele.
	 Non dispongono le loro opere
	per far ritorno al loro Dio,
	poich uno spirito di prostituzione  fra loro
	e non conoscono il Signore.
	 L'arroganza d'Israele testimonia contro di lui,
	Israele ed fraim cadranno per le loro colpe
	e Giuda soccomber con loro.
	 Con i loro greggi e i loro armenti
	andranno in cerca del Signore,
	ma non lo troveranno:
	egli si  allontanato da loro.
	 Sono stati sleali verso il Signore,
	generando figli bastardi:
	un conquistatore li divorer
	insieme con i loro campi.

	 Suonate il corno in Gbaa
	e la tromba in Rama,
	date l'allarme a Bet-Avn,
	all'erta, Beniamino!
	 fraim sar devastato
	nel giorno del castigo:
	per le trib d'Israele
	annunzio una cosa sicura.
	 I capi di Giuda sono diventati
	come quelli che spostano i confini
	e su di essi come acqua verser la mia ira.
	 fraim  un oppressore, un violatore del diritto,
	ha cominciato a inseguire le vanit.
	 Ma io sar come una tignola per fraim
	e come un tarlo per la casa di Giuda.

	 fraim ha visto la sua infermit
	e Giuda la sua piaga.
	fraim  ricorso all'Assiria
	e Giuda si  rivolto al gran re;
	ma egli non potr curarvi,
	non guarir la vostra piaga,
	 perch io sar come un leone per fraim,
	come un leoncello per la casa di Giuda.
	Io far strage e me ne andr,
	porter via la preda e nessuno me la toglier.
	 Me ne ritorner alla mia dimora
	finch non avranno espiato
	e cercheranno il mio volto,
	e ricorreranno a me nella loro angoscia.



	 "Venite, ritorniamo al Signore:
	egli ci ha straziato ed egli ci guarir.
	Egli ci ha percosso ed egli ci fascer.
	 Dopo due giorni ci ridar la vita
	e il terzo ci far rialzare
	e noi vivremo alla sua presenza.
	 Affrettiamoci a conoscere il Signore,
	la sua venuta  sicura come l'aurora.
	Verr a noi come la pioggia di autunno,
	come la pioggia di primavera, che feconda la terra".
	 Che dovr fare per te, fraim,
	che dovr fare per te, Giuda?
	Il vostro amore  come una nube del mattino,
	come la rugiada che all'alba svanisce.
	 Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,
	li ho uccisi con le parole della mia bocca
	e il mio giudizio sorge come la luce:
	 poich voglio l'amore e non il sacrificio,
	la conoscenza di Dio pi degli olocausti.

	 Ma essi come Adamo hanno violato l'alleanza,
	ecco dove mi hanno tradito.
	 Glaad  una citt di malfattori,
	macchiata di sangue.
	 Come banditi in agguato
	una ciurma di sacerdoti
	assale sulla strada di Sichem,
	commette scelleratezze.
	 Orribili cose ho visto in Betel;
	l si  prostituito fraim,
	si  contaminato Israele.
	 Anche a te, Giuda, io riserbo una mietitura,
	quando ristabilir il mio popolo.



	 Mentre sto per guarire Israele,
	si scopre l'iniquit di fraim
	e la malvagit di Samaria,
	poich si pratica la menzogna:
	il ladro entra nelle case
	e fuori saccheggia il brigante.
	 Non pensano dunque
	che io ricordo tutte le loro malvagit?
	Ora sono circondati dalle loro azioni:
	esse stanno davanti a me.
	 Con la loro malvagit rallegrano il re,
	rallegrano i capi con le loro finzioni.
	 Tutti bruciano d'ira, ardono come un forno
	quando il fornaio cessa di rattizzare il fuoco,
	dopo che, preparata la pasta,
	aspetta che sia lievitata.
	 Nel giorno del nostro re
	i capi lo sommergono negli ardori del vino,
	ed egli si compromette con i ribelli.
	 Il loro cuore  un forno nelle loro trame,
	tutta la notte sonnecchia il loro furore
	e la mattina divampa come fiamma.
	 Tutti ardono come un forno
	e divorano i loro governanti.
	Cos sono caduti tutti i loro sovrani
	e nessuno si preoccupa di ricorrere a me.

	 fraim si mescola con le genti,
	fraim  come una focaccia non rivoltata.
	 Gli stranieri divorano la sua forza
	ed egli non se ne accorge;
	la canizie gli ricopre la testa
	ed egli non se ne accorge.
	 L'arroganza d'Israele
	testimonia contro di loro,
	non ritornano al Signore loro Dio
	e, malgrado tutto, non lo ricercano.
	 fraim  come un'ingenua colomba,
	priva d'intelligenza;
	ora chiamano l'Egitto, ora invece l'Assiria.
	 Dovunque si rivolgeranno
	stender la mia rete contro di loro
	e li abbatter come gli uccelli dell'aria,
	li punir nelle loro assemblee.

	 Guai a costoro, ormai lontani da me!
	Distruzione per loro,
	perch hanno agito male contro di me!
	Li volevo salvare,
	ma essi hanno proferito menzogne contro di me.
	 Non gridano a me con il loro cuore
	quando gridano sui loro giacigli.
	Si fanno incisioni per il grano e il mosto
	e intanto si ribellano contro di me.
	 Eppure io ho rafforzato il loro braccio,
	ma essi hanno tramato il male contro di me.
	 Si sono rivolti ma non a colui che  in alto,
	sono stati come un arco fallace.
	I loro capi cadranno di spada
	per l'insolenza della loro lingua
	e nell'Egitto rideranno di loro.



	 Da'fiato alla tromba!
	Come un'aquila sulla casa del Signore...
	perch hanno trasgredito la mia alleanza
	e rigettato la mia legge.
	 Essi gridano verso di me:
	"Noi ti riconosciamo Dio d'Israele!".
	 Ma Israele ha rigettato il bene:
	il nemico lo perseguiter.

	 Hanno creato dei re
	che io non ho designati;
	hanno scelto capi
	a mia insaputa.
	Con il loro argento e il loro oro
	si sono fatti idoli
	ma per loro rovina.
	 Ripudio il tuo vitello, o Samaria!
	La mia ira divampa contro di loro;
	fino a quando non si potranno purificare
	 i figli di Israele?
	Esso  opera di un artigiano,
	esso non  un dio:
	sar ridotto in frantumi
	il vitello di Samaria.
	 E poich hanno seminato vento
	raccoglieranno tempesta.
	Il loro grano sar senza spiga,
	se germoglia non dar farina,
	e se ne produce, la divoreranno gli stranieri.

	 Israele  stato inghiottito:
	si trova ora in mezzo alle nazioni
	come un vaso spregevole.
	 Essi sono saliti fino ad Assur,
	asino selvaggio, che si aggira solitario;
	fraim si  acquistato degli amanti.
	 Se ne acquistino pure fra le nazioni,
	io li metter insieme
	e fra poco cesseranno
	di eleggersi re e governanti.

	 fraim ha moltiplicato gli altari,
	ma gli altari sono diventati per lui
	un'occasione di peccato.
	 Ho scritto numerose leggi per lui,
	ma esse son considerate come una cosa straniera.
	 Essi offrono sacrifici
	e ne mangiano le carni,
	ma il Signore non li gradisce;
	si ricorder della loro iniquit
	e punir i loro peccati:
	dovranno tornare in Egitto.
	 Israele ha dimenticato il suo creatore,
	si  costruito palazzi;
	Giuda ha moltiplicato le sue fortezze.
	Ma io mander il fuoco sulle loro citt
	e divorer le loro cittadelle.



	 Non darti alla gioia, Israele,
	non far festa con gli altri popoli,
	perch hai praticato la prostituzione,
	abbandonando il tuo Dio,
	hai amato il prezzo della prostituzione
	su tutte le aie da grano.
	 L'aia e il tino non li nutriranno
	e il vino nuovo verr loro a mancare.
	 Non potranno restare nella terra del Signore,
	ma fraim ritorner in Egitto
	e in Assiria mangeranno cibi immondi.
	 Non faranno pi libazioni di vino al Signore,
	i loro sacrifici non gli saranno graditi.
	Pane di lutto sar il loro pane,
	coloro che ne mangiano diventano immondi.
	Il loro pane sar tutto per loro,
	ma non entrer nella casa del Signore.
	 Che farete nei giorni delle solennit,
	nei giorni della festa del Signore?
	 Ecco sono sfuggiti alla rovina,
	l'Egitto li accoglier,
	Menfi sar la loro tomba.
	I loro tesori d'argento passeranno alle ortiche
	e nelle loro tende cresceranno i pruni.

	 Sono venuti i giorni del castigo,
	sono giunti i giorni del rendiconto,
	- Israele lo sappia:
	un pazzo  il profeta,
	l'uomo ispirato vaneggia -
	a causa delle tue molte iniquit,
	per la gravit del tuo affronto.
	 Sentinella di fraim  il profeta con il suo Dio;
	ma un laccio gli  teso su tutti i sentieri,
	ostilit fin nella casa del suo Dio.
	 Sono corrotti fino in fondo,
	come ai giorni di Gbaa:
	ma egli si ricorder della loro iniquit,
	far il conto dei loro peccati.

	 Trovai Israele come uva nel deserto,
	riguardai i vostri padri
	come fichi primaticci al loro inizio;
	ma essi appena arrivati a Baal-Per
	si consacrarono a quell'infamia
	e divennero abominevoli
	come ci che essi amavano.
	 La gloria di fraim voler via come un uccello,
	non pi nascite, n gravidanze, n concepimenti.
	 Anche se allevano figli,
	io li eliminer dagli uomini;
	guai a loro, se io li abbandono.
	 fraim, lo vedo, ha fatto dei figli una preda
	su luoghi verdeggianti.
	fraim tuttavia condurr i figli al macello.
	 Signore, da'loro... Che darai?
	Un grembo infecondo e un seno arido!

	 Tutta la loro malizia s' manifestata a Glgala,
	 l che ho preso a odiarli.
	Per i loro misfatti
	li scaccer dalla mia casa,
	non avr pi amore per loro;
	tutti i loro capi sono ribelli.
	 fraim  stato percosso,
	la loro radice  inaridita,
	non daranno pi frutto.
	Anche se generano, far perire
	i cari frutti del loro grembo.
	 Il mio Dio li rigetter
	perch non gli hanno obbedito;
	andranno raminghi fra le nazioni.



	 Rigogliosa vite era Israele,
	che dava frutto abbondante;
	ma pi abbondante era il suo frutto,
	pi moltiplicava gli altari;
	pi ricca era la terra,
	pi belle faceva le sue stele.
	 Il loro cuore  falso;
	orbene, sconteranno la pena!
	Egli stesso demolir i loro altari,
	distrugger le loro stele.
	 Allora diranno: "Non abbiamo pi re,
	perch non temiamo il Signore.
	Ma anche il re che potrebbe fare per noi?".
	 Dicono parole vane, giurano il falso,
	concludono alleanze:
	la giustizia fiorisce come cicuta
	nei solchi dei campi.
	 Gli abitanti di Samaria trepidano
	per il vitello di Bet-Avn,
	ne fa lutto il suo popolo
	e i suoi sacerdoti ne fanno lamento,
	perch la sua gloria sta per andarsene.
	 Sar portato anch'esso in Assiria
	come offerta al gran re.
	fraim ne avr vergogna,
	Israele arrossir del suo consiglio.
	 Perir il re di Samaria
	come un fuscello sull'acqua.
	 Le alture dell'iniquit, peccato d'Israele,
	saranno distrutte,
	spine e rovi cresceranno sui loro altari;
	diranno ai monti: "Copriteci"
	e ai colli: "Cadete su di noi".
	 Fin dai giorni di Gbaa
	tu hai peccato, Israele.
	L si fermarono, e la battaglia
	non li raggiunger forse in Gbaa
	contro i figli dell'iniquit?
	 Io verr a colpirli:
	si raduneranno i popoli contro di loro
	perch sono attaccati alla loro duplice colpa.

	 fraim  una giovenca addestrata
	cui piace trebbiare il grano.
	Ma io far pesare il giogo
	sul suo bel collo;
	attaccher fraim all'aratro
	e Giacobbe all'erpice.
	 Seminate per voi secondo giustizia
	e mieterete secondo bont;
	dissodatevi un campo nuovo,
	perch  tempo di cercare il Signore,
	finch egli venga
	e diffonda su di voi la giustizia.
	 Avete arato empiet e mietuto ingiustizia,
	avete mangiato il frutto della menzogna.
	Poich hai riposto fiducia nei tuoi carri
	e nella moltitudine dei tuoi guerrieri,
	 un rumore di guerra si alzer contro le tue citt
	e tutte le tue fortezze saranno distrutte.
	Come Salmn devast Bet-Arbl
	nel giorno della battaglia
	in cui la madre fu sfracellata sui figli,
	 cos sar fatto a te, gente d'Israele,
	per l'enormit della tua malizia.
	All'alba sar la fine del re d'Israele.



	 Quando Israele era giovinetto,
	io l'ho amato
	e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
	 Ma pi li chiamavo,
	pi si allontanavano da me;
	immolavano vittime ai Baal,
	agli idoli bruciavano incensi.
	 Ad fraim io insegnavo a camminare
	tenendolo per mano,
	ma essi non compresero
	che avevo cura di loro.
	 Io li traevo con legami di bont,
	con vincoli d'amore;
	ero per loro
	come chi solleva un bimbo alla sua guancia;
	mi chinavo su di lui
	per dargli da mangiare.
	 Ritorner al paese d'Egitto,
	Assur sar il suo re,
	perch non hanno voluto convertirsi.
	 La spada far strage nelle loro citt,
	sterminer i loro figli,
	demolir le loro fortezze.

	 Il mio popolo  duro a convertirsi:
	chiamato a guardare in alto
	nessuno sa sollevare lo sguardo.
	 Come potrei abbandonarti, fraim,
	come consegnarti ad altri, Israele?
	Come potrei trattarti al pari di Adm,
	ridurti allo stato di Zebom?
	Il mio cuore si commuove dentro di me,
	il mio intimo freme di compassione.
	 Non dar sfogo all'ardore della mia ira,
	non torner a distruggere fraim,
	perch sono Dio e non uomo;
	sono il Santo in mezzo a te
	e non verr nella mia ira.

	 Seguiranno il Signore
	ed egli ruggir come un leone:
	quando ruggir, accorreranno
	i suoi figli dall'occidente,
	 accorreranno come uccelli dall'Egitto,
	come colombe dall'Assiria
	e li far abitare nelle loro case.
	Oracolo del Signore.



	 fraim mi raggira con menzogne
	e la casa d'Israele con frode.
	Giuda  ribelle a Dio
	al Santo fedele.
	 fraim si pasce di vento
	e insegue il vento d'oriente;
	ogni giorno moltiplica menzogne e violenze;
	fanno alleanze con l'Assiria
	e portano olio in Egitto.
	 Il Signore  in lite con Giuda
	e tratter Giacobbe secondo la sua condotta,
	lo ripagher secondo le sue azioni.
	 Egli nel grembo materno soppiant il fratello
	e da adulto lott con Dio,
	 lott con l'angelo e vinse,
	pianse e domand grazia.
	Ritrov Dio in Betel
	e l gli parl.
	 "Signore, Dio degli eserciti,
	Signore"  il suo nome.
	 Tu ritorna al tuo Dio,
	osserva la bont e la giustizia
	e nel tuo Dio poni la tua speranza, sempre.
	 Canaan tiene in mano bilance false,
	ama frodare.
	 fraim ha detto: "Sono ricco,
	mi son fatto una fortuna;
	malgrado tutti i miei guadagni
	non troveranno motivo di peccato per me".

	 Eppure io sono il Signore tuo Dio
	fin dal paese d'Egitto.
	Ti far ancora abitare sotto le tende
	come ai giorni del convegno.
	 Io parler ai profeti,
	moltiplicher le visioni
	e per mezzo dei profeti parler con parabole.
	 Se Glaad  una colpa,
	essi non sono che menzogna;
	in Glgala si sacrifica ai tori,
	perci i loro altari saranno
	come mucchi di pietre
	nei solchi dei campi.
	 Giacobbe fugg nella regione di Aram,
	Israele prest servizio per una donna
	e per una moglie fece il guardiano di bestiame.
	 Per mezzo di un profeta il Signore
	fece uscire Israele dall'Egitto
	e per mezzo di un profeta lo custod.
	 fraim provoc Dio amaramente,
	il Signore gli far cadere addosso
	il sangue versato
	e lo ripagher del suo vituperio.



	 Quando fraim parlava, incuteva terrore,
	era un principe in Israele.
	Ma si  reso colpevole con Baal
	ed  decaduto.
	 Tuttavia continuano a peccare
	e con il loro argento si sono fatti statue fuse,
	idoli di loro invenzione,
	tutti lavori di artigiani.
	Dicono: "Offri loro sacrifici"
	e mandano baci ai vitelli.
	 Perci saranno come nube del mattino,
	come rugiada che all'alba svanisce,
	come pula lanciata lontano dall'aia,
	come fumo che esce dalla finestra.

	 Eppure io sono il Signore tuo Dio
	fin dal paese d'Egitto,
	non devi conoscere altro Dio fuori di me,
	non c' salvatore fuori di me.
	 Io ti ho protetto nel deserto,
	in quell'arida terra.
	 Nel loro pascolo si sono saziati,
	si sono saziati e il loro cuore si  inorgoglito,
	per questo mi hanno dimenticato.
	 Perci io sar per loro come un leone,
	come un leopardo li spier per la via,
	 li assalir come un'orsa privata dei figli,
	spezzer l'involucro del loro cuore,
	li divorer come una leonessa;
	li sbraneranno le bestie selvatiche.

	 Io ti distrugger, Israele,
	e chi potr venirti in aiuto?
	 Dov' ora il tuo re, che ti possa salvare?
	Dove sono i capi in tutte le tue citt
	e i governanti di cui dicevi:
	"Dammi un re e dei capi"?
	 Ti ho dato un re nella mia ira
	e con sdegno te lo riprendo.

	 L'iniquit di fraim  chiusa in luogo sicuro,
	il suo peccato  ben custodito.
	 Dolori di partoriente lo sorprenderanno,
	ma egli  figlio privo di senno,
	poich non si presenta a suo tempo
	all'uscire dal seno materno.
	 Li strapper di mano agli inferi,
	li riscatter dalla morte?
	Dov', o morte, la tua peste?
	Dov', o inferi, il vostro sterminio?
	La compassione  nascosta ai miei occhi.
	 fraim prosperi pure in mezzo ai fratelli:
	verr il vento d'oriente,
	si alzer dal deserto il soffio del Signore
	e far inaridire le sue sorgenti,
	far seccare le sue fonti,
	distrugger il tesoro di tutti i vasi preziosi.



	 Samaria espier,
	perch si  ribellata al suo Dio.
	Periranno di spada,
	saranno sfracellati i bambini;
	le donne incinte sventrate.

	 Torna dunque, Israele, al Signore tuo Dio,
	poich hai inciampato nella tua iniquit.
	 Preparate le parole da dire
	e tornate al Signore;
	ditegli: "Togli ogni iniquit:
	accetta ci che  bene
	e ti offriremo il frutto delle nostre labbra.
	 Assur non ci salver,
	non cavalcheremo pi su cavalli,
	n chiameremo pi dio nostro
	l'opera delle nostre mani,
	poich presso di te l'orfano trova misericordia".
	 Io li guarir dalla loro infedelt,
	li amer di vero cuore,
	poich la mia ira si  allontanata da loro.
	 Sar come rugiada per Israele;
	esso fiorir come un giglio
	e metter radici come un albero del Libano,
	 si spanderanno i suoi germogli
	e avr la bellezza dell'olivo
	e la fragranza del Libano.
	 Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
	faranno rivivere il grano, coltiveranno le vigne,
	famose come il vino del Libano.
	 fraim, che ha ancora in comune con gl'idoli?
	Io l'esaudisco e veglio su di lui;
	io sono come un cipresso sempre verde,
	grazie a me si trova frutto.

	 Chi  saggio comprenda queste cose,
	chi ha intelligenza le comprenda;
	poich rette sono le vie del Signore,
	i giusti camminano in esse,
	mentre i malvagi v'inciampano.

Gioele



	 Parola del Signore, rivolta a Gioele figlio di Petul.

	 Udite questo, anziani,
	porgete l'orecchio, voi tutti abitanti della regione.
	Accadde mai cosa simile ai giorni vostri
	o ai giorni dei vostri padri?
	 Raccontatelo ai vostri figli
	e i figli vostri ai loro figli
	e i loro figli alla generazione seguente.
	 L'avanzo della cavalletta l'ha divorato la locusta,
	l'avanzo della locusta l'ha divorato il bruco,
	l'avanzo del bruco l'ha divorato il grillo.
	 Svegliatevi, ubriachi, e piangete,
	voi tutti che bevete vino, urlate
	per il vino nuovo che vi  tolto di bocca.
	 Poich  venuta contro il mio paese
	una nazione potente, senza numero,
	che ha denti di leone, mascelle di leonessa.
	 Ha fatto delle mie viti una desolazione
	e tronconi delle piante di fico;
	li ha tutti scortecciati e abbandonati,
	i loro rami appaiono bianchi.
	 Piangi, come una vergine che si  cinta di sacco
	per il fidanzato della sua giovinezza.
	 Sono scomparse offerta e libazione
	dalla casa del Signore;
	fanno lutto i sacerdoti, ministri del Signore.
	 Devastata  la campagna,
	piange la terra,
	perch il grano  devastato,
	 venuto a mancare il vino nuovo,
	 esaurito il succo dell'olivo.
	 Affliggetevi, contadini,
	alzate lamenti, vignaiuoli,
	per il grano e per l'orzo,
	perch il raccolto dei campi  perduto.
	 La vite  seccata,
	il fico inaridito,
	il melograno, la palma, il melo,
	tutti gli alberi dei campi sono secchi,
	 inaridita la gioia tra i figli dell'uomo.

	 Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
	urlate, ministri dell'altare,
	venite, vegliate vestiti di sacco,
	ministri del mio Dio,
	poich priva d'offerta e libazione
	 la casa del vostro Dio.
	 Proclamate un digiuno,
	convocate un'assemblea,
	adunate gli anziani
	e tutti gli abitanti della regione
	nella casa del Signore vostro Dio,
	e gridate al Signore:
	 Ahim, quel giorno!
	 infatti vicino il giorno del Signore
	e viene come uno sterminio dall'Onnipotente.
	 Non  forse scomparso il cibo
	davanti ai nostri occhi
	e la letizia e la gioia
	dalla casa del nostro Dio?
	 Sono marciti i semi
	sotto le loro zolle,
	i granai sono vuoti,
	distrutti i magazzini,
	perch  venuto a mancare il grano.
	 Come geme il bestiame!
	Vanno errando le mandrie dei buoi,
	perch non hanno pi pascoli;
	anche i greggi di pecore vanno in rovina.
	 A te, Signore, io grido
	perch il fuoco ha divorato
	i pascoli della steppa
	e la vampa ha bruciato
	tutti gli alberi della campagna.
	 Anche le bestie della terra
	sospirano a te,
	perch sono secchi i corsi d'acqua
	e il fuoco ha divorato i pascoli della steppa.



	 Suonate la tromba in Sion
	e date l'allarme sul mio santo monte!
	Tremino tutti gli abitanti della regione
	perch viene il giorno del Signore,
	perch  vicino,
	 giorno di tenebra e di caligine,
	giorno di nube e di oscurit.
	Come l'aurora, si spande sui monti
	un popolo grande e forte;
	come questo non ce n' stato mai
	e non ce ne sar dopo,
	per gli anni futuri di et in et.

	 Davanti a lui un fuoco divora
	e dietro a lui brucia una fiamma.
	Come il giardino dell'Eden  la terra davanti a lui
	e dietro a lui  un deserto desolato,
	non resta alcun avanzo.
	 Il loro aspetto  aspetto di cavalli,
	come destrieri essi corrono.
	 Come fragore di carri
	che balzano sulla cima dei monti,
	come crepito di fiamma avvampante
	che brucia la stoppia, come un popolo forte
	schierato a battaglia.
	 Davanti a loro tremano i popoli,
	tutti i volti impallidiscono.
	 Corrono come prodi,
	come guerrieri che scalano le mura;
	ognuno procede per la strada,
	nessuno smarrisce la via.
	 L'uno non incalza l'altro,
	ognuno va per il suo sentiero.
	Si gettano fra i dardi, ma non rompono le file.
	 Piombano sulla citt, si precipitano sulle mura,
	salgono sulle case, entrano dalle finestre come ladri.

	 Davanti a loro la terra trema,
	il cielo si scuote,
	il sole, la luna si oscurano
	e le stelle cessano di brillare.
	 Il Signore fa udire il tuono dinanzi alla sua schiera,
	perch molto grande  il suo esercito,
	perch potente  l'esecutore della sua parola,
	perch grande  il giorno del Signore
	e molto terribile: chi potr sostenerlo?

	 "Or dunque - parola del Signore -
	ritornate a me con tutto il cuore,
	con digiuni, con pianti e lamenti".
	 Laceratevi il cuore e non le vesti,
	ritornate al Signore vostro Dio,
	perch egli  misericordioso e benigno,
	tardo all'ira e ricco di benevolenza
	e si impietosisce riguardo alla sventura.
	 Chi sa che non cambi e si plachi
	e lasci dietro a s una benedizione?
	Offerta e libazione per il Signore vostro Dio.
	 Suonate la tromba in Sion,
	proclamate un digiuno,
	convocate un'adunanza solenne.
	 Radunate il popolo, indite un'assemblea,
	chiamate i vecchi,
	riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
	esca lo sposo dalla sua camera
	e la sposa dal suo talamo.
	 Tra il vestibolo e l'altare piangano
	i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
	"Perdona, Signore, al tuo popolo
	e non esporre la tua eredit al vituperio
	e alla derisione delle genti".
	Perch si dovrebbe dire fra i popoli:
	"Dov' il loro Dio?".

	 Il Signore si mostri geloso per la sua terra
	e si muova a compassione del suo popolo.

	 Il Signore ha risposto al suo popolo:
	"Ecco, io vi mando il grano, il vino nuovo e l'olio
	e ne avrete a saziet;
	non far pi di voi il ludibrio delle genti.
	 Allontaner da voi quello che viene dal settentrione
	e lo spinger verso una terra arida e desolata:
	spinger la sua avanguardia verso il mare d'oriente
	e la sua retroguardia verso il mare occidentale.
	Esaler il suo lezzo, salir il suo fetore,
	perch ha fatto molto male.

	 Non temere, terra,
	ma rallegrati e gioisci,
	poich cose grandi ha fatto il Signore.
	 Non temete, animali della campagna,
	perch i pascoli del deserto hanno germogliato,
	perch gli alberi producono i frutti,
	la vite e il fico danno il loro vigore.
	 Voi, figli di Sion, rallegratevi,
	gioite nel Signore vostro Dio,
	perch vi da'la pioggia in giusta misura,
	per voi fa scendere l'acqua,
	la pioggia d'autunno e di primavera, come in passato.
	 Le aie si riempiranno di grano
	e i tini traboccheranno di mosto e d'olio.
	 "Vi compenser delle annate
	che hanno divorate la locusta e il bruco,
	il grillo e le cavallette,
	quel grande esercito
	che ho mandato contro di voi.
	 Mangerete in abbondanza, a saziet,
	e loderete il nome del Signore vostro Dio,
	che in mezzo a voi ha fatto meraviglie.
	 Voi riconoscerete che io sono in mezzo ad Israele,
	e che sono io il Signore vostro Dio,
	e non ce ne sono altri:
	mai pi vergogna per il mio popolo.



	 Dopo questo,
	io effonder il mio spirito
	sopra ogni uomo
	e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
	i vostri anziani faranno sogni,
	i vostri giovani avranno visioni.
	 Anche sopra gli schiavi e sulle schiave,
	in quei giorni, effonder il mio spirito.
	 Far prodigi nel cielo e sulla terra,
	sangue e fuoco e colonne di fumo.
	 Il sole si cambier in tenebre
	e la luna in sangue,
	prima che venga il giorno del Signore,
	grande e terribile.
	 Chiunque invocher il nome del Signore
	sar salvato,
	poich sul monte Sion e in Gerusalemme
	vi sar la salvezza, come ha detto il Signore,
	anche per i superstiti che il Signore avr chiamati.



	 Poich, ecco, in quei giorni e in quel tempo,
	quando avr fatto tornare i prigionieri di Giuda
	e Gerusalemme,
	 riunir tutte le nazioni
	e le far scendere nella valle di Gisafat,
	e l verr a giudizio con loro
	per il mio popolo Israele, mia eredit,
	che essi hanno disperso fra le genti
	dividendosi poi la mia terra.

	 Hanno tirato a sorte il mio popolo e hanno dato un fanciullo in cambio di una prostituta, han venduto una fanciulla in cambio di vino e hanno bevuto.

	 Anche voi, Tiro e Sidne, e voi tutte contrade della Filistea, che siete per me? Vorreste prendervi la rivincita e vendicarvi di me? Io ben presto far ricadere sul vostro capo il male che avete fatto.  Voi infatti avete rubato il mio oro e il mio argento, avete portato nei vostri templi i miei tesori preziosi;  avete venduto ai Greci i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme per mandarli lontano dalla loro patria.  Ecco, io li richiamo dalle citt, dal luogo dove voi li avete venduti e far ricadere sulle vostre teste il male che avete fatto.  Vender i vostri figli e le vostre figlie per mezzo dei figli di Giuda, i quali li venderanno ai Sabei, un popolo lontano. Il Signore ha parlato.

	 Proclamate questo fra le genti:
	chiamate alla guerra santa,
	incitate i prodi,
	vengano, salgano tutti i guerrieri.
	 Con le vostre zappe fatevi spade
	e lance con le vostre falci;
	anche il pi debole dica: io sono un guerriero!
	 Svelte, venite, o genti tutte, dai dintorni
	e radunatevi l!
	Signore, fa'scendere i tuoi prodi!
	 Si affrettino e salgano le genti
	alla valle di Gisafat,
	poich l sieder per giudicare
	tutte le genti all'intorno.
	 Date mano alla falce,
	perch la messe  matura;
	venite, pigiate,
	perch il torchio  pieno
	e i tini traboccano...
	tanto grande  la loro malizia!
	 Folle e folle
	nella Valle della decisione,
	poich il giorno del Signore  vicino
	nella Valle della decisione.

	 Il sole e la luna si oscurano
	e le stelle perdono lo splendore.
	 Il Signore ruggisce da Sion
	e da Gerusalemme fa sentire la sua voce;
	tremano i cieli e la terra.
	Ma il Signore  un rifugio al suo popolo,
	una fortezza per gli Israeliti.
	 Voi saprete che io sono il Signore
	vostro Dio
	che abito in Sion, mio monte santo
	e luogo santo sar Gerusalemme;
	per essa non passeranno pi gli stranieri.

	 In quel giorno
	le montagne stilleranno vino nuovo
	e latte scorrer per le colline;
	in tutti i ruscelli di Giuda
	scorreranno le acque.
	Una fonte zampiller dalla casa del Signore
	e irrigher la valle di Sittm.
	 L'Egitto diventer una desolazione
	e l'Idumea un brullo deserto
	per la violenza contro i figli di Giuda,
	per il sangue innocente sparso nel loro paese,
	 mentre Giuda sar sempre abitato
	e Gerusalemme di generazione in generazione.
	 Vendicher il loro sangue, non lo lascer impunito
	e il Signore dimorer in Sion.

Amos



	 Parole di Amos, che era pecoraio di Teka, il quale ebbe visioni riguardo a Israele, al tempo di Ozia re della Giudea, e al tempo di Gerobomo figlio di Ioas, re di Israele, due anni prima del terremoto.

	 Egli disse:
	"Il Signore ruggisce da Sion
	e da Gerusalemme fa udir la sua voce;
	sono desolate le steppe dei pastori,
	 inaridita la cima del Carmelo".

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Damasco
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno trebbiato
	con trebbie ferrate Glaad.
	 Alla casa di Cazal dar fuoco
	e divorer i palazzi di Ben-Hadd;
	 spezzer il catenaccio di Damasco,
	sterminer gli abitanti di Biqat-Avn
	e chi detiene lo scettro di Bet-Eden
	e il popolo di Aram andr schiavo a Kir",
	dice il Signore.

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Gaza
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno deportato popolazioni intere
	per consegnarle a Edom;
	 appiccher il fuoco alle mura di Gaza
	e divorer i suoi palazzi,
	 estirper da Asdd chi siede sul trono
	e da Ascalna chi vi tiene lo scettro;
	rivolger la mano contro Ekrn
	e cos perir il resto dei Filistei",
	dice il Signore.

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Tiro
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno deportato popolazioni intere a Edom,
	senza ricordare l'alleanza fraterna;
	 appiccher il fuoco alle mura di Tiro
	e divorer i suoi palazzi".

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Edom
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch ha inseguito con la spada suo fratello
	e ha soffocato la piet verso di lui,
	perch ha continuato l'ira senza fine
	e ha conservato lo sdegno per sempre;
	 appiccher il fuoco a Teman
	e divorer i palazzi di Bozra".

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti degli Ammoniti
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno sventrato le donne incinte di Glaad
	per allargare il loro confine;
	 appiccher il fuoco alle mura di Rabb
	e divorer i suoi palazzi
	tra il fragore di un giorno di battaglia,
	fra il turbine di un giorno di tempesta;
	 il loro re andr in esilio,
	egli insieme ai suoi capi",
	dice il Signore.



	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Moab
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch ha bruciato le ossa del re di Edom
	per ridurle in calce;
	 appiccher il fuoco a Moab
	e divorer i palazzi di Kerit
	e Moab morir nel tumulto,
	al grido di guerra, al suono del corno;
	 far sparire da lui il giudice
	e tutti i suoi capi uccider insieme con lui",
	dice il Signore.

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti di Giuda
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno disprezzato la legge del Signore
	e non ne hanno osservato i decreti;
	si son lasciati traviare dai loro idoli
	che i loro padri avevano seguito;
	 appiccher il fuoco a Giuda
	e divorer i palazzi di Gerusalemme".

	 Cos dice il Signore:
	"Per tre misfatti d'Israele
	e per quattro non revocher il mio decreto,
	perch hanno venduto il giusto per denaro
	e il povero per un paio di sandali;
	 essi che calpestano come la polvere della terra
	la testa dei poveri
	e fanno deviare il cammino dei miseri;
	e padre e figlio vanno dalla stessa ragazza,
	profanando cos il mio santo nome.
	 Su vesti prese come pegno si stendono
	presso ogni altare
	e bevono il vino confiscato come ammenda
	nella casa del loro Dio.
	 Eppure io ho sterminato davanti a loro l'Amorreo,
	la cui statura era come quella dei cedri,
	e la forza come quella della quercia;
	ho strappato i suoi frutti in alto
	e le sue radici di sotto.
	 Io vi ho fatti uscire dal paese di Egitto
	e vi ho condotti per quarant'anni nel deserto,
	per darvi in possesso il paese dell'Amorreo.
	 Ho fatto sorgere profeti tra i vostri figli
	e nazirei fra i vostri giovani.
	Non  forse cos, o Israeliti?".
	Oracolo del Signore.
	 "Ma voi avete fatto bere vino ai nazirei
	e ai profeti avete ordinato: Non profetate!
	 Ebbene, io vi affonder nella terra
	come affonda un carro
	quando  tutto carico di paglia.
	 Allora nemmeno l'uomo agile potr pi fuggire,
	n l'uomo forte usare la sua forza;
	il prode non potr salvare la sua vita
	 n l'arciere resister;
	non scamper il corridore,
	n si salver il cavaliere.
	Il pi coraggioso fra i prodi
	fuggir nudo in quel giorno!".
	Oracolo del Signore.



	 Ascoltate questa parola
	che il Signore ha detto riguardo a voi,
	Israeliti,
	e riguardo a tutta la stirpe
	che ho fatto uscire dall'Egitto:
	 "Soltanto voi ho eletto
	tra tutte le stirpi della terra;
	perci io vi far scontare
	tutte le vostre iniquit".

	 Camminano forse due uomini insieme
	senza essersi messi d'accordo?
	 Ruggisce forse il leone nella foresta,
	se non ha qualche preda?
	Il leoncello manda un grido dalla sua tana
	se non ha preso nulla?
	 Cade forse l'uccello a terra,
	se non gli  stata tesa un'insidia?
	Scatta forse la tagliola dal suolo,
	se non ha preso qualche cosa?
	 Risuona forse la tromba nella citt,
	senza che il popolo si metta in allarme?
	Avviene forse nella citt una sventura,
	che non sia causata dal Signore?
	 In verit, il Signore non fa cosa alcuna
	senza aver rivelato il suo consiglio
	ai suoi servitori, i profeti.
	 Ruggisce il leone:
	chi mai non trema?
	Il Signore Dio ha parlato:
	chi pu non profetare?

	 Fatelo udire nei palazzi di Asdd
	e nei palazzi del paese d'Egitto e dite:
	Adunatevi sui monti di Samaria
	e osservate quanti disordini sono in essa,
	e quali violenze sono nel suo seno.
	 Non sanno agire con rettitudine,
	dice il Signore,
	violenza e rapina accumulano nei loro palazzi.
	 Perci cos dice il Signore Dio:
	Il nemico circonder il paese,
	sar abbattuta la tua potenza
	e i tuoi palazzi saranno saccheggiati.
	 Cos dice il Signore:
	Come il pastore strappa dalla bocca del leone
	due zampe o il lobo d'un orecchio,
	cos scamperanno gli Israeliti che abitano a Samaria
	su un cantuccio di divano
	o su una coperta da letto.

	 Ascoltate e attestatelo nella casa di Giacobbe,
	dice il Signore Dio, Dio degli eserciti:
	 Quando far giustizia
	dei misfatti d'Israele,
	io infierir contro gli altari di Betel;
	saranno spezzati i corni dell'altare
	e cadranno a terra.
	 Demolir la casa d'inverno
	insieme con al sua casa d'estate
	e andranno in rovina le case d'avorio
	e scompariranno i grandi palazzi.
	Oracolo del Signore.



	 Ascoltate queste parole,
	o vacche di Basn,
	che siete sul monte di Samaria,
	che opprimete i deboli, schiacciate i poveri
	e dite ai vostri mariti: Porta qua, beviamo!
	 Il Signore Dio ha giurato per la sua santit:
	Ecco, verranno per voi giorni,
	in cui sarete prese con ami
	e le rimanenti di voi con arpioni da pesca.
	 Uscirete per le brecce, una dopo l'altra
	e sarete cacciate oltre l'Ermon,
	oracolo del Signore.

	 Andate pure a Betel e peccate!
	A Glgala e peccate ancora di pi!
	Offrite ogni mattina i vostri sacrifici
	e ogni tre giorni le vostre decime.
	 Offrite anche sacrifici di grazie con lievito
	e proclamate ad alta voce le offerte spontanee
	perch cos vi piace di fare, o Israeliti,
	dice il Signore.
	 Eppure, vi ho lasciato a denti asciutti
	in tutte le vostre citt
	e con mancanza di pane
	in tutti i vostri villaggi:
	e non siete ritornati a me,
	dice il Signore.
	 Vi ho pure rifiutato la pioggia
	tre mesi prima della mietitura;
	facevo piovere sopra una citt
	e non sopra l'altra;
	un campo era bagnato di pioggia,
	mentre l'altro, su cui non pioveva, seccava;
	 due, tre citt si muovevano titubanti
	verso un'altra citt per bervi acqua,
	senza potersi dissetare:
	e non siete ritornati a me,
	dice il Signore.
	 Vi ho colpiti con ruggine e carbonchio,
	vi ho inaridito i giardini e le vigne;
	i fichi, gli oliveti li ha divorati la cavalletta:
	e non siete ritornati a me,
	dice il Signore.
	 Ho mandato contro di voi la peste,
	come un tempo contro l'Egitto;
	ho ucciso di spada i vostri giovani,
	mentre i vostri cavalli diventavano preda;
	ho fatto salire il fetore dei vostri campi
	fino alle vostre narici:
	e non siete ritornati a me,
	dice il Signore.
	 Vi ho travolti
	come Dio aveva travolto Sdoma e Gomorra;
	eravate come un tizzone
	strappato da un incendio:
	e non siete ritornati a me
	dice il Signore.
	 Perci ti tratter cos, Israele!
	Poich questo devo fare di te,
	preprati all'incontro con il tuo Dio, o Israele!

	 Ecco colui che forma i monti e crea i venti,
	che manifesta all'uomo qual  il suo pensiero,
	che fa l'alba e le tenebre
	e cammina sulle alture della terra,
	Signore, Dio degli eserciti  il suo nome.



	 Ascoltate queste parole,
	questo lamento che io pronunzio su di voi,
	o casa di Israele!
	  caduta, non si alzer pi,
	la vergine d'Israele;
	 stesa al suolo,
	nessuno la fa rialzare.
	 Poich cos dice il Signore Dio:
	La citt che usciva con mille uomini
	rester con cento
	e la citt di cento
	rester con dieci, nella casa d'Israele.

	 Poich cos dice il Signore alla casa d'Israele:
	Cercate me e vivrete!
	 Non rivolgetevi a Betel,
	non andate a Glgala,
	non passate a Bersabea,
	perch Glgala andr tutta in esilio
	e Betel sar ridotta al nulla.
	 Cercate il Signore e vivrete,
	perch egli non irrompa come fuoco
	sulla casa di Giuseppe e la consumi
	e nessuno spenga Betel!
	 Essi trasformano il diritto in veleno
	e gettano a terra la giustizia.

	 Colui che ha fatto le Pleiadi e Orione,
	cambia il buio in chiarore del mattino
	e stende sul giorno l'oscurit della notte;
	colui che comanda alle acque del mare
	e le spande sulla terra,
	Signore  il suo nome.
	 Egli fa cadere la rovina sulle fortezze
	e fa giungere la devastazione sulle cittadelle.

	 Essi odiano chi ammonisce alla porta
	e hanno in abominio chi parla secondo verit.
	 Poich voi schiacciate l'indigente
	e gli estorcete una parte del grano,
	voi che avete costruito case in pietra squadrata,
	non le abiterete;
	vigne deliziose avete piantato,
	ma non ne berrete il vino,
	 perch so che numerosi sono i vostri misfatti,
	enormi i vostri peccati.
	Essi sono oppressori del giusto, incettatori di ricompense
	e respingono i poveri nel tribunale.
	 Perci il prudente in questo tempo tacer,
	perch sar un tempo di sventura.

	 Cercate il bene e non il male,
	se volete vivere,
	e cos il Signore, Dio degli eserciti,
	sia con voi, come voi dite.
	 Odiate il male e amate il bene
	e ristabilite nei tribunali il diritto;
	forse il Signore, Dio degli eserciti,
	avr piet del resto di Giuseppe.

	 Perci cos dice il Signore,
	Dio degli eserciti, il Signore:
	In tutte le piazze vi sar lamento,
	in tutte le strade si dir: Ah! ah!
	Si chiamer l'agricoltore a fare il lutto
	e a fare il lamento quelli che conoscono la nenia.
	 In tutte le vigne vi sar lamento,
	perch io passer in mezzo a te,
	dice il Signore.

	 Guai a coloro che attendono il giorno del Signore!
	Che sar per voi il giorno del Signore?
	Sar tenebre e non luce.
	 Come quando uno fugge davanti al leone
	e s'imbatte in un orso;
	entra in casa, appoggia la mano sul muro
	e un serpente lo morde.
	 Non sar forse tenebra e non luce
	il giorno del Signore,
	e oscurit senza splendore alcuno?
	 Io detesto, respingo le vostre feste
	e non gradisco le vostre riunioni;
	 anche se voi mi offrite olocausti,
	io non gradisco i vostri doni
	e le vittime grasse come pacificazione
	io non le guardo.
	 Lontano da me il frastuono dei tuoi canti:
	il suono delle tue arpe non posso sentirlo!
	 Piuttosto scorra come acqua il diritto
	e la giustizia come un torrente perenne.
	 Mi avete forse offerto vittime
	e oblazioni nel deserto
	per quarant'anni, o Israeliti?
	 Voi avete innalzato Sicct vostro re
	e Chiin vostro idolo,
	la stella dei vostri di che vi siete fatti.
	 Ora, io vi mander in esilio
	al di l di Damasco, dice il Signore,
	il cui nome  Dio degli eserciti.



	 Guai agli spensierati di Sion
	e a quelli che si considerano sicuri
	sulla montagna di Samaria!
	Questi notabili della prima tra le nazioni,
	ai quali si recano gli Israeliti!
	 Passate a Caln e guardate,
	andate di l ad Amat la grande
	e scendete a Gat dei Filistei:
	siete voi forse migliori di quei regni
	o  pi grande il vostro territorio del loro?
	 Voi credete di ritardare il giorno fatale
	e affrettate il sopravvento della violenza.
	 Essi su letti d'avorio e sdraiati sui loro divani
	mangiano gli agnelli del gregge
	e i vitelli cresciuti nella stalla.
	 Canterellano al suono dell'arpa,
	si pareggiano a David negli strumenti musicali;
	 bevono il vino in larghe coppe
	e si ungono con gli unguenti pi raffinati,
	ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
	 Perci andranno in esilio in testa ai deportati
	e cesser l'orgia dei buontemponi.

	 Ha giurato il Signore Dio, per se stesso!
	Oracolo del Signore, Dio degli eserciti.
	Detesto l'orgoglio di Giacobbe,
	odio i suoi palazzi,
	consegner la citt e quanto contiene.
	 Se sopravviveranno in una sola casa dieci uomini,
	anch'essi moriranno.
	 Lo prender il suo parente e chi prepara il rogo,
	portando via le ossa dalla casa,
	egli dir a chi  in fondo alla casa:
	"Ce n' ancora con te?".
	L'altro risponder: "No".
	Quegli dir: "Zitto!": non si deve menzionare
	il nome del Signore.
	 Poich ecco: il Signore comanda
	di fare a pezzi la casa grande
	e quella piccola di ridurla in frantumi.
	 Corrono forse i cavalli sulle rocce
	e si ara il mare con i buoi?
	Poich voi cambiate il diritto in veleno
	e il frutto della giustizia in assenzio.
	 Voi vi compiacete di Lo-debr dicendo:
	"Non  per il nostro valore che abbiam preso Karnim?".
	 Ora ecco, io susciter contro di voi, gente d'Israele,
	- oracolo del Signore, Dio degli eserciti -
	un popolo che vi opprimer dall'ingresso di Amat
	fino al torrente dell'Araba.



	 Ecco ci che mi fece vedere il Signore Dio: egli formava uno sciame di cavallette quando cominciava a germogliare la seconda erba, quella che spunta dopo la falciatura del re.  Quando quelle stavano per finire di divorare l'erba della regione, io dissi: "Signore Dio, perdona, come potr resistere Giacobbe?  tanto piccolo".  Il Signore si impietos: "Questo non avverr", disse il Signore.

	 Ecco ci che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore Dio chiamava per il castigo il fuoco che consumava il grande abisso e divorava la campagna.  Io dissi: "Signore Dio, desisti! Come potr resistere Giacobbe?  tanto piccolo".  Il Signore se ne pent: "Neanche questo avverr", disse il Signore.

	 Ecco ci che mi fece vedere il Signore Dio: il Signore stava sopra un muro tirato a piombo e con un piombino in mano.  Il Signore mi disse: "Che cosa vedi, Amos?". Io risposi: "Un piombino". Il Signore mi disse: "Io pongo un piombino in mezzo al mio popolo, Israele; non gli perdoner pi.  Saranno demolite le alture d'Isacco e i santuari d'Israele saranno ridotti in rovine, quando io mi lever con la spada contro la casa di Gerobomo".

	 Amasia, sacerdote di Betel, mand a dire a Gerobomo re di Israele: "Amos congiura contro di te in mezzo alla casa di Israele; il paese non pu sopportare le sue parole,  poich cos dice Amos: Di spada morir Gerobomo e Israele sar condotto in esilio lontano dal suo paese".  Amasia disse ad Amos: "Vattene, veggente, ritirati verso il paese di Giuda; l mangerai il tuo pane e l potrai profetizzare,  ma a Betel non profetizzare pi, perch questo  il santuario del re ed  il tempio del regno".  Amos rispose ad Amasia:

	"Non ero profeta, n figlio di profeta;
	ero un pastore e raccoglitore di sicomori;
	 Il Signore mi prese
	di dietro al bestiame e il Signore mi disse:
	Va', profetizza al mio popolo Israele.

	 Ora ascolta la parola del Signore: Tu dici: Non profetizzare contro Israele, n predicare contro la casa di Isacco.  Ebbene, dice il Signore: Tua moglie si prostituir nella citt, i tuoi figli e le tue figlie cadranno di spada, la tua terra sar spartita con la corda, tu morirai in terra immonda e Israele sar deportato in esilio lontano dalla sua terra".



	 Ecco ci che mi fece vedere il Signore Dio:
	era un canestro di frutta matura.
	 Egli domand: "Che vedi Amos?".
	Io risposi: "Un canestro di frutta matura".
	Il Signore mi disse:
	 maturata la fine per il mio popolo, Israele;
	non gli perdoner pi.
	 In quel giorno urleranno le cantanti del tempio,
	oracolo del Signore Dio.
	Numerosi i cadaveri, gettati dovunque. Silenzio!

	 Ascoltate questo, voi che calpestate il povero
	e sterminate gli umili del paese,
	 voi che dite: "Quando sar passato il novilunio
	e si potr vendere il grano?
	E il sabato, perch si possa smerciare il frumento,
	diminuendo le misure e aumentando il siclo
	e usando bilance false,
	 per comprare con denaro gli indigenti
	e il povero per un paio di sandali?
	Venderemo anche lo scarto del grano".
	 Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe:
	certo non dimenticher mai le loro opere.
	 Non forse per questo trema la terra,
	sono in lutto tutti i suoi abitanti,
	si solleva tutta come il Nilo,
	si agita e si riabbassa come il fiume d'Egitto?

	 In quel giorno - oracolo del Signore Dio -
	far tramontare il sole a mezzod
	e oscurer la terra in pieno giorno!
	 Cambier le vostre feste in lutto
	e tutti i vostri canti in lamento:
	far vestire ad ogni fianco il sacco,
	render calva ogni testa:
	ne far come un lutto per un figlio unico
	e la sua fine sar come un giorno d'amarezza.

	 Ecco, verranno giorni,
	- dice il Signore Dio -
	in cui mander la fame nel paese,
	non fame di pane, n sete di acqua,
	ma d'ascoltare la parola del Signore.
	 Allora andranno errando da un mare all'altro
	e vagheranno da settentrione a oriente,
	per cercare la parola del Signore,
	ma non la troveranno.

	 In quel giorno appassiranno le belle fanciulle
	e i giovani per la sete.
	 Quelli che giurano per il peccato di Samaria
	e dicono: "Per la vita del tuo dio, Dan!"
	oppure: "Per la vita del tuo diletto, Bersabea!",
	cadranno senza pi rialzarsi!



	 Vidi il Signore che stava presso l'altare e mi diceva:
	"Percuoti il capitello
	e siano scossi gli architravi,
	spezza la testa di tutti
	e io uccider il resto con la spada;
	nessuno di essi riuscir a fuggire,
	nessuno di essi scamper.
	 Anche se penetrano negli inferi,
	di l li strapper la mia mano;
	se salgono al cielo, di l li tirer gi;
	 se si nascondono in vetta al Carmelo,
	di l li scover e li prender;
	se si occultano al mio sguardo in fondo al mare,
	l comander al serpente di morderli;
	 se vanno in schiavit davanti ai loro nemici,
	l comander alla spada di ucciderli.
	Io volger gli occhi su di loro
	per il male e non per il bene".

	 Il Signore, Dio degli eserciti,
	colpisce la terra ed essa si fonde
	e tutti i suoi abitanti prendono il lutto;
	essa si solleva tutta come il Nilo
	e si abbassa come il fiume d'Egitto.
	 Egli costruisce nel cielo il suo soglio
	e fonda la sua volta sulla terra;
	egli chiama le acque del mare
	e le riversa sulla terra;
	Signore  il suo nome.

	 Non siete voi per me come gli Etiopi,
	Israeliti? Parola del Signore.
	Non io ho fatto uscire Israele dal paese d'Egitto,
	i Filistei da Caftr e gli Aramei da Kir?
	 Ecco, lo sguardo del Signore Dio
	 rivolto contro il regno peccatore:
	io lo sterminer dalla terra,
	ma non sterminer del tutto la casa di Giacobbe,
	oracolo del Signore.
	 Ecco infatti, io dar ordini
	e scuoter, fra tutti i popoli, la casa d'Israele
	come si scuote il setaccio
	e non cade un sassolino per terra.
	 Di spada periranno tutti i peccatori del mio popolo,
	essi che dicevano: "Non si avviciner,
	non giunger fino a noi la sventura".

	 In quel giorno rialzer la capanna di Davide,
	che  caduta;
	ne riparer le brecce, ne rialzer le rovine,
	la ricostruir come ai tempi antichi,
	 perch conquistino il resto di Edom
	e tutte le nazioni
	sulle quali  stato invocato il mio nome,
	dice il Signore, che far tutto questo.
	 Ecco, verranno giorni,
	- dice il Signore -
	in cui chi ara s'incontrer con chi miete
	e chi pigia l'uva con chi getta il seme;
	dai monti stiller il vino nuovo
	e coler gi per le colline.
	 Far tornare gli esuli del mio popolo Israele,
	e ricostruiranno le citt devastate
	e vi abiteranno;
	pianteranno vigne e ne berranno il vino;
	coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
	 Li pianter nella loro terra
	e non saranno mai divelti da quel suolo
	che io ho concesso loro,
	dice il Signore tuo Dio.

Abdia

	 Visione di Abdia.
	Cos dice il Signore Dio per Edom:
	Udimmo un messaggio da parte del Signore
	e un araldo  stato inviato fra le genti:
	"Alzatevi, marciamo contro Edom in battaglia".

	 Ecco, ti faccio piccolo fra le nazioni,
	tu sei molto spregevole.
	 L'orgoglio del tuo cuore ti ha esaltato,
	tu che abiti nei crepacci rocciosi,
	delle alture fai la tua dimora
	e dici in cuor tuo:
	"Chi potr gettarmi a terra?".
	 Anche se t'innalzassi come un'aquila
	e collocassi il tuo nido fra le stelle,
	di lass ti farei precipitare,
	dice il Signore.

	 Se entrassero da te ladri o predoni di notte,
	- come sarebbe finita per te! -
	non ruberebbero quanto basta loro?
	Se vendemmiatori venissero da te,
	non ti lascerebbero forse se non qualche grappolo?
	 Come  stato perquisito Esa,
	come sono stati scovati i suoi nascondigli!
	 Ti hanno cacciato fino alla frontiera,
	tutti i tuoi alleati ti hanno ingannato,
	i tuoi amici ti hanno vinto,
	quelli che mangiavano il tuo pane
	ti hanno teso tranelli:
	in lui non c' senno!
	 Forse in quel giorno, dice il Signore,
	non disperder i saggi da Edom
	e l'intelligenza dal monte di Esa?
	 Saranno fiaccati i tuoi prodi, o Teman,
	e sar sterminato ogni uomo dal monte di Esa.

	Per la carneficina  e la violenza
	contro Giacobbe tuo fratello
	la vergogna ti coprir
	e sarai sterminato per sempre.
	 Poich tu eri presente
	quando gli stranieri ne deportavano le ricchezze,
	quando i forestieri entravano per le sue porte
	e gettavano le sorti su Gerusalemme,
	anzi ti sei comportato come uno di loro.
	 Non guardare con gioia al giorno di tuo fratello,
	al giorno della sua sventura.
	Non gioire dei figli di Giuda
	nel giorno della loro rovina.
	Non spalancare la bocca
	nel giorno della loro angoscia.
	 Non varcare la soglia del mio popolo
	nel giorno della sua sventura,
	non guardare con compiacenza la sua calamit;
	non stendere la mano sui suoi beni
	nel giorno della sua sventura.
	 Non appostarti ai crocicchi delle strade,
	per massacrare i suoi fuggiaschi;
	non far mercato dei suoi superstiti,
	nel giorno dell'angoscia.
	 Perch  vicino il giorno del Signore
	contro tutte le genti.
	Come hai fatto tu, cos a te sar fatto,
	ci che hai fatto agli altri ricadr sul tuo capo.

	 Poich come avete bevuto sul mio monte santo
	cos berranno tutte le genti senza fine,
	berranno e tracanneranno:
	e saranno come se non fossero mai stati.
	 Ma sul monte Sion vi saranno superstiti e saranno santi
	e la casa di Giacobbe avr in mano i suoi possessori.
	 La casa di Giacobbe sar un fuoco
	e la casa di Giuseppe una fiamma,
	la casa di Esa sar come paglia:
	la bruceranno e la consumeranno,
	non scamper nessuno della casa di Esa,
	poich il Signore ha parlato.

	 Quelli del Negheb possederanno il monte d'Esa
	e quelli della Sefla il paese dei Filistei;
	possederanno il territorio di fraim e di Samaria
	e Beniamino il Glaad.
	 Gli esuli di questo esercito degli Israeliti
	occuperanno Canaan fino a Sarfta
	e gli esuli di Gerusalemme, che sono in Sefard,
	occuperanno le citt del Negheb.
	 Saliranno vittoriosi sul monte Sion
	per governare il monte di Esa
	e il regno sar del Signore.

Giona



	 Fu rivolta a Giona figlio di Amittai questa parola del Signore:  "Alzati, va'a Ninive la grande citt e in essa proclama che la loro malizia  salita fino a me".  Giona per si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scese a Giaffa, dove trov una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s'imbarc con loro per Tarsis, lontano dal Signore.
	 Ma il Signore scaten sul mare un forte vento e ne venne in mare una tempesta tale che la nave stava per sfasciarsi.  I marinai impauriti invocavano ciascuno il proprio dio e gettarono a mare quanto avevano sulla nave per alleggerirla. Intanto Giona, sceso nel luogo pi riposto della nave, si era coricato e dormiva profondamente.  Gli si avvicin il capo dell'equipaggio e gli disse: "Che cos'hai cos addormentato? Alzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si dar pensiero di noi e non periremo".  Quindi dissero fra di loro: "Venite, gettiamo le sorti per sapere per colpa di chi ci  capitata questa sciagura". Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona.

	 Gli domandarono: "Spiegaci dunque per causa di chi abbiamo questa sciagura. Qual  il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual  il tuo paese? A quale popolo appartieni?".  Egli rispose: "Sono Ebreo e venero il Signore Dio del cielo, il quale ha fatto il mare e la terra".  Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: "Che cosa hai fatto?". Quegli uomini infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva il Signore, perch lo aveva loro raccontato.  Essi gli dissero: "Che cosa dobbiamo fare di te perch si calmi il mare, che  contro di noi?". Infatti il mare infuriava sempre pi.  Egli disse loro: "Prendetemi e gettatemi in mare e si calmer il mare che ora  contro di voi, perch io so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia".  Quegli uomini cercavano a forza di remi di raggiungere la spiaggia, ma non ci riuscivano perch il mare andava sempre pi crescendo contro di loro.  Allora implorarono il Signore e dissero: "Signore, fa'che noi non periamo a causa della vita di questo uomo e non imputarci il sangue innocente poich tu, Signore, agisci secondo il tuo volere".  Presero Giona e lo gettarono in mare e il mare plac la sua furia.  Quegli uomini ebbero un grande timore del Signore, offrirono sacrifici al Signore e fecero voti.



	 Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona rest nel ventre del pesce tre giorni e tre notti.  Dal ventre del pesce Giona preg il Signore suo Dio  e disse:

	"Nella mia angoscia ho invocato il Signore
	ed egli mi ha esaudito;
	dal profondo degli inferi ho gridato
	e tu hai ascoltato la mia voce.
	 Mi hai gettato nell'abisso, nel cuore del mare
	e le correnti mi hanno circondato;
	tutti i tuoi flutti e le tue onde
	sono passati sopra di me.
	 Io dicevo: Sono scacciato
	lontano dai tuoi occhi;
	eppure torner a guardare il tuo santo tempio.
	 Le acque mi hanno sommerso fino alla gola,
	l'abisso mi ha avvolto,
	l'alga si  avvinta al mio capo.
	 Sono sceso alle radici dei monti,
	la terra ha chiuso le sue spranghe
	dietro a me per sempre.
	Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita,
	Signore mio Dio.
	 Quando in me sentivo venir meno la vita,
	ho ricordato il Signore.
	La mia preghiera  giunta fino a te,
	fino alla tua santa dimora.
	 Quelli che onorano vane nullit
	abbandonano il loro amore.
	 Ma io con voce di lode offrir a te un sacrificio
	e adempir il voto che ho fatto;
	la salvezza viene dal Signore".

	 E il Signore comand al pesce ed esso rigett Giona sull'asciutto.



	 Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore:  "Alzati, va'a Ninive la grande citt e annunzia loro quanto ti dir".  Giona si alz e and a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una citt molto grande, di tre giornate di cammino.  Giona cominci a percorrere la citt, per un giorno di cammino e predicava: "Ancora quaranta giorni e Ninive sar distrutta".  I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal pi grande al pi piccolo.  Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alz dal trono, si tolse il manto, si copr di sacco e si mise a sedere sulla cenere.  Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: "Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua.  Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che  nelle sue mani.  Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno s che noi non moriamo?".  Dio vide le loro opere, che cio si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietos riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.



	 Ma Giona ne prov grande dispiacere e ne fu indispettito.  Preg il Signore: "Signore, non era forse questo che dicevo quand'ero nel mio paese? Per ci mi affrettai a fuggire a Tarsis; perch so che tu sei un Dio misericordioso e clemente, longanime, di grande amore e che ti lasci impietosire riguardo al male minacciato.  Or dunque, Signore, toglimi la vita, perch meglio  per me morire che vivere!".  Ma il Signore gli rispose: "Ti sembra giusto essere sdegnato cos?".
	 Giona allora usc dalla citt e sost a oriente di essa. Si fece l un riparo di frasche e vi si mise all'ombra in attesa di vedere ci che sarebbe avvenuto nella citt.  Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona per fare ombra sulla sua testa e liberarlo dal suo male. Giona prov una grande gioia per quel ricino.
	 Ma il giorno dopo, allo spuntar dell'alba, Dio mand un verme a rodere il ricino e questo si secc.  Quando il sole si fu alzato, Dio fece soffiare un vento d'oriente, afoso. Il sole colp la testa di Giona, che si sent venir meno e chiese di morire, dicendo: "Meglio per me morire che vivere".
	 Dio disse a Giona: "Ti sembra giusto essere cos sdegnato per una pianta di ricino?". Egli rispose: "S,  giusto; ne sono sdegnato al punto da invocare la morte!".  Ma il Signore gli rispose: "Tu ti dai pena per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte  cresciuta e in una notte  perita:  e io non dovrei aver piet di Ninive, quella grande citt, nella quale sono pi di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantit di animali?".

Micea



	 Parola del Signore, rivolta a Michea di Morset, al tempo di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda. Visione che egli ebbe riguardo a Samaria e a Gerusalemme.

	 Udite, popoli tutti!
	Fa'attenzione, o terra,
	con quanto contieni!
	Il Signore Dio sia testimone contro di voi,
	il Signore dal suo santo tempio.
	 Poich ecco, il Signore esce dalla sua dimora
	e scende e cammina
	sulle alture del paese;
	 si sciolgono i monti sotto di lui
	e le valli si squarciano
	come cera davanti al fuoco,
	come acque versate su un pendio.
	 Tutto ci per l'infedelt di Giacobbe
	e per i peccati della casa di Israele.
	Qual  l'infedelt di Giacobbe?
	Non  forse Samaria?
	Qual  il peccato di Giuda?
	Non  forse Gerusalemme?
	 Ridurr Samaria a un mucchio di rovine in un campo,
	a un luogo per piantarvi la vigna.
	Rotoler le sue pietre nella valle,
	scoprir le sue fondamenta.
	 Tutte le sue statue saranno frantumate,
	tutti i suoi doni andranno bruciati,
	di tutti i suoi idoli far scempio
	perch messi insieme a prezzo di prostituzione
	e in prezzo di prostituzione torneranno.

	 Perci far lamenti e grider,
	me ne andr scalzo e nudo,
	mander ululati come gli sciacalli,
	urli lamentosi come gli struzzi,
	 perch la sua piaga  incurabile
	ed  giunta fino a Giuda,
	si estende fino alle soglie del mio popolo,
	fino a Gerusalemme.
	 Non l'annunziate in Gat,
	non piangete in Acri,
	a Bet-le-Afr avvoltolatevi nella polvere.
	 Emigra, popolazione di Safr,
	nuda, nella vergogna;
	non  uscita la popolazione di Zaann.
	In lutto  Bet-sel;
	egli vi ha tolto la sua difesa.
	 Si attendeva il benessere
	la popolazione di Mart,
	invece  scesa la sciagura
	da parte del Signore
	fino alle porte di Gerusalemme.
	 Attacca i destrieri al carro,
	o abitante di Lachis!
	Essa fu l'inizio del peccato
	per la figlia di Sion,
	poich in te sono state trovate
	le infedelt d'Israele.
	 Perci sarai data in dote a Morset-Gat,
	le case di Aczb saranno una delusione
	per i re d'Israele.
	 Ti far ancora giungere un conquistatore,
	o abitante di Mares,
	egli giunger fino a Adullm,
	gloria d'Israele.
	 Tagliati i capelli, rasati la testa
	per via dei tuoi figli, tue delizie;
	renditi calva come un avvoltoio,
	perch vanno in esilio
	lontano da te.



	 Guai a coloro che meditano l'iniquit
	e tramano il male sui loro giacigli;
	alla luce dell'alba lo compiono,
	perch in mano loro  il potere.
	 Sono avidi di campi e li usurpano,
	di case, e se le prendono.
	Cos opprimono l'uomo e la sua casa,
	il proprietario e la sua eredit.
	 Perci cos dice il Signore:
	"Ecco, io medito contro questa gena
	una sciagura da cui non potran sottrarre il collo
	e non andranno pi a testa alta,
	perch sar quello tempo di calamit.
	 In quel tempo
	si comporr su di voi un proverbio
	e si canter una lamentazione: " finita!",
	e si dir: "Siamo del tutto rovinati!
	Ad altri egli passa l'eredit del mio popolo;
	- Ah, come mi  stata sottratta! -
	al nemico egli spartisce i nostri campi".
	 Perci non ci sar nessuno
	che tiri la corda per te,
	per il sorteggio nell'adunanza del Signore.

	 "Non profetizzate!" - "Ma devono profetizzare".
	"Non profetizzate riguardo a queste cose!"
	- "Ma non si terr lontano l'obbrobrio".
	  forse gi cosa detta, o casa di Giacobbe?
	 forse stanca la pazienza del Signore,
	o questo  il suo modo di agire?
	Non sono forse benefiche le sue parole
	per chi cammina con rettitudine?
	 Ma voi come nemici
	insorgete contro il mio popolo.
	Da chi  senza mantello
	esigete una veste,
	dai passanti tranquilli,
	un bottino di guerra.
	 Cacciate le donne del mio popolo
	fuori dalla casa delle loro delizie,
	e togliete ai loro bambini il mio onore per sempre.
	 Su, andatevene,
	perch questo non  pi luogo di riposo.
	Per una inezia esigete un pegno insopportabile.
	 Se uno che insegue il vento
	e spaccia menzogne dicesse:
	"Ti profetizzo in virt del vino e di bevanda inebriante",
	questo sarebbe un profeta
	per questo popolo.

	 Certo ti raduner tutto, o Giacobbe,
	certo ti raccoglier, resto di Israele.
	Li metter insieme come pecore in un sicuro recinto,
	come una mandria in mezzo al pascolo,
	dove muggisca lontano dagli uomini.
	 Chi ha aperto la breccia li preceder;
	forzeranno e varcheranno la porta
	e usciranno per essa;
	marcer il loro re innanzi a loro
	e il Signore sar alla loro testa.



	 Io dissi:
	"Ascoltate, capi di Giacobbe,
	voi governanti della casa d'Israele:
	Non spetta forse a voi conoscere la giustizia?
	 Nemici del bene e amanti del male,
	voi strappate loro la pelle di dosso
	e la carne dalle ossa".
	 Divorano la carne del mio popolo
	e gli strappano la pelle di dosso,
	ne rompono le ossa e lo fanno a pezzi
	come carne in una pentola, come lesso in una caldaia.
	 Allora grideranno al Signore,
	ma egli non risponder;
	nasconder loro la faccia, in quel tempo,
	perch hanno compiuto cattive azioni.

	 Cos dice il Signore
	contro i profeti che fanno traviare il mio popolo,
	che annunziano la pace
	se hanno qualcosa tra i denti da mordere,
	ma a chi non mette loro niente in bocca
	dichiarano la guerra.
	 Quindi per voi sar notte
	invece di visioni,
	tenebre per voi invece di responsi.
	Il sole tramonter su questi profeti
	e oscuro si far il giorno su di essi.
	 I veggenti saranno ricoperti di vergogna
	e gli indovini arrossiranno;
	si copriranno tutti il labbro,
	perch non hanno risposta da Dio.
	 Mentre io son pieno di forza
	con lo spirito del Signore,
	di giustizia e di coraggio,
	per annunziare a Giacobbe le sue colpe,
	a Israele il suo peccato.

	 Udite questo, dunque, capi della casa di Giacobbe,
	governanti della casa d'Israele,
	che aborrite la giustizia e storcete quanto  retto,
	 che costruite Sion sul sangue
	e Gerusalemme con il sopruso;
	 i suoi capi giudicano in vista dei regali,
	i suoi sacerdoti insegnano per lucro,
	i suoi profeti danno oracoli per denaro.
	Osano appoggiarsi al Signore dicendo:
	"Non  forse il Signore in mezzo a noi?
	Non ci coglier alcun male".
	 Perci, per causa vostra,
	Sion sar arata come un campo
	e Gerusalemme diverr un mucchio di rovine,
	il monte del tempio un'altura selvosa.



	 Alla fine dei giorni
	il monte del tempio del Signore
	rester saldo sulla cima dei monti
	e s'innalzer sopra i colli
	e affluiranno ad esso i popoli;
	 verranno molte genti e diranno:
	"Venite, saliamo al monte del Signore
	e al tempio del Dio di Giacobbe;
	egli ci indicher le sue vie
	e noi cammineremo sui suoi sentieri",
	poich da Sion uscir la legge
	e da Gerusalemme la parola del Signore.
	 Egli sar arbitro tra molti popoli
	e pronunzier sentenza fra numerose nazioni;
	dalle loro spade forgeranno vomeri,
	dalle loro lame, falci.
	Nessuna nazione alzer la spada contro un'altra nazione
	e non impareranno pi l'arte della guerra.
	 Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite
	e sotto il fico
	e pi nessuno li spaventer,
	poich la bocca del Signore degli eserciti ha parlato!
	 Tutti gli altri popoli
	camminino pure ognuno nel nome del suo dio,
	noi cammineremo nel nome del Signore Dio nostro,
	in eterno, sempre.

	 "In quel giorno - dice il Signore -
	raduner gli zoppi,
	raccoglier gli sbandati
	e coloro che ho trattato duramente.
	 Degli zoppi io far un resto,
	degli sbandati una nazione forte.
	E il Signore regner su di loro
	sul monte Sion,
	da allora e per sempre.
	 E a te, Torre del gregge,
	colle della figlia di Sion, a te verr,
	ritorner a te la sovranit di prima,
	il regno della figlia di Gerusalemme".

	 Ora perch gridi cos forte?
	Non c' forse nelle tue mura alcun re?
	I tuoi consiglieri sono forse periti,
	perch ti prendono i dolori come di partoriente?
	 Spasima e gemi, figlia di Sion, come una partoriente,
	perch presto uscirai dalla citt
	e dimorerai per la campagna
	e andrai fino a Babilonia.
	L sarai liberata,
	l il Signore ti riscatter
	dalla mano dei tuoi nemici.

	 Ora si sono adunate contro di te
	molte nazioni
	che dicono: "Sia profanata
	e godano i nostri occhi
	alla vista di Sion".
	 Ma esse non conoscono
	i pensieri del Signore
	e non comprendono il suo consiglio,
	poich le ha radunate
	come covoni sull'aia.
	 Alzati e trebbia, figlia di Sion,
	perch render di ferro il tuo corno
	e di bronzo le tue unghie
	e tu stritolerai molti popoli:
	consacrerai al Signore i loro guadagni
	e le loro ricchezze al padrone di tutta la terra.

	 Ora fatti incisioni, o figlia dell'orda,
	han posto l'assedio intorno a noi,
	con la verga percuotono sulla guancia
	il giudice d'Israele.



	 E tu, Betlemme di Efrata
	cos piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
	da te mi uscir colui
	che deve essere il dominatore in Israele;
	le sue origini sono dall'antichit,
	dai giorni pi remoti.
	 Perci Dio li metter in potere altrui
	fino a quando colei che deve partorire partorir;
	e il resto dei tuoi fratelli ritorner ai figli di Israele.
	 Egli star l e pascer con la forza del Signore,
	con la maest del nome del Signore suo Dio.
	Abiteranno sicuri perch egli allora sar grande
	fino agli estremi confini della terra

	 e tale sar la pace:
	se Assur entrer nella nostra terra
	e metter il piede sul nostro suolo,
	noi schiereremo contro di lui
	sette pastori e otto capi di uomini,
	 che governeranno la terra di Assur con la spada,
	il paese di Nimrd con il suo stesso pugnale.
	Ci libereranno da Assur,
	se entrer nella nostra terra
	e metter piede entro i nostri confini.

	 Il resto di Giacobbe
	sar, in mezzo a molti popoli,
	come rugiada mandata dal Signore
	e come pioggia che cade sull'erba,
	che non attende nulla dall'uomo
	e nulla spera dai figli dell'uomo.
	 Allora il resto di Giacobbe sar,
	in mezzo a popoli numerosi,
	come un leone tra le belve della foresta,
	come un leoncello tra greggi di pecore,
	il quale, se entra, calpesta e sbrana
	e non c' scampo.

	 La tua mano si alzer
	contro tutti i tuoi nemici,
	e tutti i tuoi avversari
	saranno sterminati.
	 In quel giorno - dice il Signore -
	distrugger i tuoi cavalli in mezzo a te
	e mander in rovina i tuoi carri;
	 distrugger le citt della tua terra
	e demolir tutte le tue fortezze.
	 Ti strapper di mano i sortilegi
	e non avrai pi indovini.
	 Distrugger in mezzo a te
	le tue sculture e le tue stele,
	n pi ti prostrerai
	davanti a un'opera delle tue mani.
	 Estirper da te i tuoi pali sacri,
	distrugger i tuoi idoli.
	 Con ira e furore,
	far vendetta delle genti,
	che non hanno voluto obbedire.



	 Ascoltate dunque ci che dice il Signore:
	"Su, fa'lite con i monti
	e i colli ascoltino la tua voce!
	 Ascoltate, o monti, il processo del Signore
	e porgete l'orecchio, o perenni fondamenta della terra,
	perch il Signore  in lite con il suo popolo,
	intenta causa con Israele.
	 Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
	In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
	 Forse perch ti ho fatto uscire dall'Egitto,
	ti ho ridi schiavit
	e ho mandato davanti a te
	Mos, Aronne e Maria?
	 Popolo mio, ricorda le trame
	di Balk re di Moab,
	e quello che gli rispose
	Blaam, figlio di Beor.
	Ricordati di quello che  avvenuto
	da Sittm a Glgala,
	per riconoscere
	i benefici del Signore".
	 Con che cosa mi presenter al Signore,
	mi prostrer al Dio altissimo?
	Mi presenter a lui con olocausti,
	con vitelli di un anno?
	 Gradir il Signore
	le migliaia di montoni
	e torrenti di olio a miriadi?
	Gli offrir forse il mio primogenito
	per la mia colpa,
	il frutto delle mie viscere
	per il mio peccato?
	 Uomo, ti  stato insegnato ci che  buono
	e ci che richiede il Signore da te:
	praticare la giustizia,
	amare la piet,
	camminare umilmente con il tuo Dio.

	 La voce del Signore grida alla citt!
	Ascoltate trib
	e convenuti della citt:
	 Ci sono ancora nella casa dell'empio
	i tesori ingiustamente acquistati
	e le misure scarse, detestabili?
	 Potr io giustificare
	le false bilance
	e il sacchetto di pesi falsi?
	 I ricchi della citt sono pieni di violenza
	e i suoi abitanti dicono menzogna.
	 Anch'io ho cominciato a colpirti,
	a devastarti per i tuoi peccati.
	 Mangerai, ma non ti sazierai,
	e la tua fame rimarr in te;
	metterai da parte, ma nulla salverai
	e se qualcuno salverai io lo consegner alla spada.
	 Seminerai, ma non mieterai,
	frangerai le olive, ma non ti ungerai d'olio;
	produrrai mosto, ma non berrai il vino.

	 Tu osservi gli statuti di Omri
	e tutte le pratiche della casa di Acab,
	e segui i loro propositi,
	perci io far di te una desolazione,
	i tuoi abitanti oggetto di scherno
	e subirai l'obbrobrio dei popoli.



	 Ahim! Sono diventato
	come uno spigolatore d'estate,
	come un racimolatore dopo la vendemmia!
	Non un grappolo da mangiare,
	non un fico per la mia voglia.
	 L'uomo pio  scomparso dalla terra,
	non c' pi un giusto fra gli uomini:
	tutti stanno in agguato
	per spargere sangue;
	ognuno da'la caccia con la rete al fratello.
	 Le loro mani son pronte per il male;
	il principe avanza pretese,
	il giudice si lascia comprare,
	il grande manifesta la cupidigia
	e cos distorcono tutto.
	 Il migliore di loro non  che un pruno,
	il pi retto una siepe di spine.
	Il giorno predetto dalle tue sentinelle,
	il giorno del castigo  giunto,
	adesso  la loro rovina.
	 Non credete all'amico,
	non fidatevi del compagno.
	Custodisci le porte della tua bocca
	davanti a colei che riposa vicino a te.
	 Il figlio insulta suo padre,
	la figlia si rivolta contro la madre,
	la nuora contro la suocera
	e i nemici dell'uomo
	sono quelli di casa sua.
	 Ma io volgo lo sguardo al Signore,
	spero nel Dio della mia salvezza,
	il mio Dio m'esaudir.

	 Non gioire della mia sventura,
	o mia nemica!
	Se son caduta, mi rialzer;
	se siedo nelle tenebre,
	il Signore sar la mia luce.
	 Sopporter lo sdegno del Signore
	perch ho peccato contro di lui,
	finch egli tratti la mia causa
	e mi renda ragione,
	finch mi faccia uscire alla luce
	e io veda la sua giustizia.
	 La mia nemica lo vedr
	e sar coperta di vergogna,
	lei che mi diceva:
	"Dov' il Signore tuo Dio?".
	I miei occhi gioiranno nel vederla
	calpestata come fango della strada.

	  il giorno in cui le tue mura
	saranno riedificate;
	in quel giorno pi ampi saranno i tuoi confini;
	 in quel giorno si verr a te
	dall'Assiria fino all'Egitto,
	dall'Egitto fino all'Eufrate,
	da mare a mare, da monte a monte.
	 La terra diventer un deserto
	a causa dei suoi abitanti,
	a motivo delle loro azioni.

	 Pasci il tuo popolo con la tua verga,
	il gregge della tua eredit,
	che sta solitario nella foresta
	in mezzo ai giardini;
	pascolino in Basn e in Glaad
	come nei tempi antichi.
	 Come quando sei uscito dall'Egitto,
	mostraci cose prodigiose.
	 Vedranno le genti e resteranno deluse
	di tutta la loro potenza.
	Si porranno la mano sulla bocca,
	i loro orecchi ne resteranno assorditi.
	 Leccheranno la polvere come il serpente,
	come i rettili della terra;
	usciranno tremanti dai loro nascondigli,
	trepideranno e di te avranno timore.

	 Qual dio  come te,
	che toglie l'iniquit e perdona il peccato
	al resto della sua eredit;
	che non serba per sempre l'ira,
	ma si compiace d'usar misericordia?
	 Egli torner ad aver piet di noi,
	calpester le nostre colpe.
	Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
	 Conserverai a Giacobbe la tua fedelt,
	ad Abramo la tua benevolenza,
	come hai giurato ai nostri padri
	fino dai tempi antichi.

Naum



	 Oracolo su Ninive. Libro della visione di Naum da Elcos.

	 Un Dio geloso e vendicatore  il Signore,
	vendicatore  il Signore, pieno di sdegno.
	Il Signore si vendica degli avversari
	e serba rancore verso i nemici.
	 Il Signore  lento all'ira, ma grande in potenza
	e nulla lascia impunito.
	Nell'uragano e nella tempesta  il suo cammino
	e le nubi sono la polvere dei suoi passi.
	 Minaccia il mare e il mare si secca,
	prosciuga tutti i ruscelli.
	Basn e il Carmelo inaridiscono,
	anche il fiore del Libano languisce.
	 Davanti a lui tremano i monti,
	ondeggiano i colli;
	si leva la terra davanti a lui,
	il mondo e tutti i suoi abitanti.
	 Davanti al suo sdegno chi pu resistere
	e affrontare il furore della sua ira?
	La sua collera si spande come il fuoco
	e alla sua presenza le rupi si spezzano.
	 Buono  il Signore, un asilo sicuro
	nel giorno dell'angoscia:
	 conosce quelli che confidano in lui
	quando l'inondazione avanza.
	Stermina chi insorge contro di lui
	e i suoi nemici insegue nelle tenebre.
	 Che tramate voi contro il Signore?
	Egli distrugge:
	non sopravverr due volte la sciagura,
	 poich come un mucchio di pruni
	saranno consunti, come paglia secca.
	 Da te  uscito colui che trama
	il male contro il Signore, il consigliere malvagio.
	 Cos dice il Signore:
	Siano pure potenti, siano pure numerosi,
	saranno falciati e spariranno.
	Ma se ti ho afflitto, non ti affligger pi.
	 Ora, infranger il suo giogo che ti opprime,
	spezzer le tue catene.
	 Ma contro di te ecco il decreto del Signore:
	Nessuna discendenza porter il tuo nome,
	dal tempio dei tuoi di far sparire
	le statue scolpite e quelle fuse,
	far del tuo sepolcro un'ignominia.



	 Ecco sui monti i passi d'un messaggero,
	un araldo di pace!
	Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
	poich non ti attraverser pi il malvagio:
	egli  del tutto annientato.
	 Il Signore restaura la vigna di Giacobbe,
	come la vigna d'Israele;
	i briganti l'avevano depredata,
	ne avevano strappato i tralci.

	 Contro di te avanza un distruttore:
	montare la guardia alla fortezza,
	sorvegliare le vie, cingerti i fianchi,
	raccogliere tutte le forze.
	 Lo scudo dei suoi prodi rosseggia,
	i guerrieri sono vestiti di scarlatto,
	come fuoco scintillano i carri di ferro
	pronti all'attacco; le lance lampeggiano.
	 Per le vie tumultuano i carri,
	scorazzano per le piazze,
	il loro aspetto  come di fiamma,
	guizzano come saette.
	 Si fa l'appello dei pi coraggiosi
	che accorrendo si urtano:
	essi si slanciano verso le mura,
	la copertura di scudi  formata.
	 Le porte dei fiumi si aprono,
	la reggia  in preda allo spavento.
	 La regina  condotta in esilio,
	le sue ancelle gemono come con voce di colombe
	percuotendosi il petto.
	 Ninive  come una vasca d'acqua agitata
	da cui sfuggono le acque.
	"Fermatevi! Fermatevi!" ma nessuno si volta.
	 Saccheggiate l'argento, saccheggiate l'oro,
	ci sono tesori infiniti, ammassi d'oggetti preziosi.
	 Devastazione, spogliazione, desolazione;
	cuori scoraggiati, ginocchia vacillanti,
	in tutti i cuori  lo spasimo
	su tutti i volti il pallore.
	 Dov' la tana dei leoni,
	la caverna dei leoncelli?
	L si rifugiavano il leone e i leoncelli
	e nessuno li disturbava.
	 Il leone rapiva per i suoi piccoli,
	sbranava per le sue leonesse;
	riempiva i suoi covi di preda, le sue tane di rapina.
	 Eccomi a te, dice il Signore degli eserciti,
	mander in fumo i tuoi carri
	e la spada divorer i tuoi leoncelli.
	Porr fine alle tue rapine nel paese,
	non si udr pi la voce dei tuoi messaggeri.



	 Guai alla citt sanguinaria,
	piena di menzogne,
	colma di rapine,
	che non cessa di depredare!
	 Sibilo di frusta, fracasso di ruote,
	scalpitio di cavalli, cigolio di carri,
	 cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
	scintillare di lance, feriti in quantit,
	cumuli di morti, cadaveri senza fine,
	s'inciampa nei cadaveri.
	 Per le tante seduzioni della prostituta,
	della bella maliarda, della maestra d'incanti,
	che faceva mercato dei popoli con le sue tresche
	e delle nazioni con le sue male.
	 Eccomi a te, oracolo del Signore degli eserciti.
	Alzer le tue vesti fin sulla faccia
	e mostrer alle genti la tua nudit,
	ai regni le tue vergogne.
	 Ti getter addosso immondezze,
	ti svergogner, ti esporr al ludibrio.
	 Allora chiunque ti vedr, fuggir da te
	e dir: "Ninive  distrutta!". Chi la compianger?
	Dove cercher chi la consoli?

	 Sei forse pi forte di Tebe,
	seduta fra i canali del Nilo,
	circondata dalle acque?
	Per baluardo aveva il mare
	e per bastione le acque.
	 L'Etiopia e l'Egitto erano la sua forza
	che non aveva limiti.
	Put e i Libi erano i suoi alleati.
	 Eppure anch'essa fu deportata,
	and schiava in esilio.
	Anche i suoi bambini furono sfracellati
	ai crocicchi di tutte le strade.
	Sopra i suoi nobili si gettarono le sorti
	e tutti i suoi grandi furon messi in catene.
	 Anche tu berrai fino alla feccia e verrai meno,
	anche tu cercherai scampo dal nemico.

	 Tutte le tue fortezze sono come fichi
	carichi di frutti primaticci:
	appena scossi, cadono i fichi
	in bocca a chi li vuol mangiare.
	 Ecco il tuo popolo: in te vi sono solo donne,
	spalancano la porta della tua terra ai nemici,
	il fuoco divora le tue sbarre.
	 Attingi acqua per l'assedio, rinforza le tue difese,
	pesta l'argilla, impasta mattoni, prendi la forma.
	 Eppure il fuoco ti divorer,
	ti sterminer la spada,

	anche se ti moltiplicassi come le cavallette,
	se diventassi numerosa come i bruchi,
	 e moltiplicassi i tuoi mercenari
	pi che le stelle del cielo.
	La locusta mette le ali e vola via!
	 I tuoi prncipi sono come le locuste,
	i tuoi capi come sciami di cavallette,
	che si annidano fra le siepi quand' freddo,
	ma quando spunta il sole si dileguano
	e non si sa dove siano andate.
	
	 Re d'Assur, i tuoi pastori dormono,
	si riposano i tuoi eroi!
	Il tuo popolo vaga sbandato per i monti
	e nessuno lo raduna.
	 Non c' rimedio per la tua ferita,
	incurabile  la tua piaga.
	Chiunque sentir tue notizie batter le mani.
	Perch su chi non si  riversata
	senza tregua la tua crudelt?

Abacuc



	 Oracolo che ebbe in visione il profeta Abacuc.

	 Fino a quando, Signore, implorer
	e non ascolti,
	a te alzer il grido: "Violenza!"
	e non soccorri?
	 Perch mi fai vedere l'iniquit
	e resti spettatore dell'oppressione?
	Ho davanti rapina e violenza
	e ci sono liti e si muovono contese.
	 Non ha pi forza la legge,
	n mai si afferma il diritto.
	L'empio infatti raggira il giusto
	e il giudizio ne esce stravolto.

	 Guardate fra i popoli e osservate,
	inorridite e ammutolite:
	c' chi compir ai vostri giorni una cosa
	che a raccontarla non sarebbe creduta.
	 Ecco, io faccio sorgere i Caldei,
	popolo feroce e impetuoso,
	che percorre ampie regioni
	per occupare sedi non sue.
	 Egli  feroce e terribile,
	da lui esce
	il suo diritto e la sua grandezza.
	 Pi veloci dei leopardi sono i suoi cavalli,
	pi agili dei lupi della sera.
	Balzano i suoi destrieri, venuti da lontano,
	volano come aquila che piomba per divorare.
	 Tutti avanzano per la rapina.
	La loro faccia  infuocata come il vento d'oriente,
	ammassano i prigionieri come la sabbia.
	 Egli dei re si fa beffe,
	e dei capi si ride;
	si fa gioco di ogni fortezza,
	assale una citt e la conquista.
	 Poi muta corso il vento: passa e paga il fio.
	Questa la potenza del mio Dio!

	 Non sei tu fin da principio, Signore,
	il mio Dio, il mio Santo?
	Noi non moriremo, Signore.
	Tu lo hai scelto per far giustizia,
	l'hai reso forte, o Roccia, per castigare.
	 Tu dagli occhi cos puri
	che non puoi vedere il male
	e non puoi guardare l'iniquit,
	perch, vedendo i malvagi, taci
	mentre l'empio ingoia il giusto?
	 Tu tratti gli uomini come pesci del mare,
	come un verme che non ha padrone.
	 Egli li prende tutti all'amo,
	li tira su con il giacchio,
	li raccoglie nella rete,
	e contento ne gode.
	 Perci offre sacrifici alla sua rete
	e brucia incenso al suo giacchio,
	perch fanno grassa la sua parte
	e succulente le sue vivande.
	 Continuer dunque a vuotare il giacchio
	e a massacrare le genti senza piet?



	 Mi metter di sentinella,
	in piedi sulla fortezza,
	a spiare, per vedere che cosa mi dir,
	che cosa risponder ai miei lamenti.
	 Il Signore rispose e mi disse:
	"Scrivi la visione
	e incidila bene sulle tavolette
	perch la si legga speditamente.
	  una visione che attesta un termine,
	parla di una scadenza e non mentisce;
	se indugia, attendila,
	perch certo verr e non tarder".
	 Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto,
	mentre il giusto vivr per la sua fede.

	 La ricchezza rende malvagi; il superbo non sussister;
	spalanca come gli inferi le sue fauci
	e, come la morte, non si sazia,
	attira a s tutti i popoli,
	raduna per s tutte le genti.
	 Forse che tutti non lo canzoneranno,
	non faranno motteggi per lui?
	Diranno:

	Guai a chi accumula ci che non  suo,
	- e fino a quando? -
	e si carica di pegni!
	 Forse che non sorgeranno a un tratto i tuoi creditori,
	non si sveglieranno i tuoi esattori
	e tu diverrai loro preda?
	 Poich tu hai spogliato molte genti,
	gli altri popoli spoglieranno te,
	a causa del sangue umano versato,
	della violenza fatta alla regione,
	alla citt e ai suoi abitanti.

	 Guai a chi  avido di lucro, sventura per la sua casa,
	per mettere il nido in luogo alto,
	e sfuggire alla stretta della sventura.
	 Hai decretato il disonore alla tua casa;
	hai soppresso popoli numerosi,
	hai fatto del male contro te stesso.
	 La pietra infatti grider dalla parete
	e dal tavolato risponder la trave.

	 Guai a chi costruisce una citt sul sangue
	e fonda un castello sull'iniquit.
	 Non  forse volere del Signore degli eserciti
	che i popoli fatichino per il fuoco
	e le nazioni si stanchino per un nulla?
	 Poich, come le acque colmano il mare,
	cos la terra dovr riempirsi
	di conoscenza della gloria del Signore.

	 Guai a chi fa bere i suoi vicini
	versando veleno per ubriacarli
	e scoprire le loro nudit.
	 Ti sei saziato di vergogna, non di gloria.
	Bevi, e ti colga il capogiro.
	Si riverser su di te il calice della destra del Signore
	e la vergogna sopra il tuo onore,
	 poich lo scempio fatto al Libano ricadr su di te
	e il massacro degli animali ti colmer di spavento,
	a causa del sangue umano versato,
	della violenza fatta alla regione,
	alla citt e a tutti i suoi abitanti.
	 A che giova un idolo
	perch l'artista si dia pena di scolpirlo?
	O una statua fusa o un oracolo falso,
	perch l'artista confidi in essi,
	scolpendo idoli muti?

	 Guai a chi dice al legno: "Svegliati",
	e alla pietra muta: "Alzati".
	Ecco,  ricoperta d'oro e d'argento
	ma dentro non c' soffio vitale.
	 Il Signore risiede nel suo santo tempio.
	Taccia, davanti a lui, tutta la terra!



	 Preghiera del profeta bacuc, in tono di lamentazione.

	 Signore, ho ascoltato il tuo annunzio,
	Signore, ho avuto timore della tua opera.
	Nel corso degli anni manifestala
	falla conoscere nel corso degli anni.
	Nello sdegno ricordati di avere clemenza.

	 Dio viene da Teman, il Santo dal monte Parn.
	La sua maest ricopre i cieli,
	delle sue lodi  piena la terra.
	 Il suo splendore  come la luce,
	bagliori di folgore escono dalle sue mani:
	l si cela la sua potenza.
	 Davanti a lui avanza la peste,
	la febbre ardente segue i suoi passi.
	 Si arresta e scuote la terra,
	guarda e fa tremare le genti;
	le montagne eterne s'infrangono,
	e i colli antichi si abbassano:
	i suoi sentieri nei secoli.
	 Ho visto i padiglioni di Cusn in preda a spavento,
	sono agitate le tende di Madian.

	 Forse contro i fiumi, Signore,
	contro i fiumi si accende la tua ira
	o contro il mare  il tuo furore,
	quando tu monti sopra i tuoi cavalli,
	sopra i carri della tua vittoria?
	 Tu estrai il tuo arco e ne sazi di saette la corda.
	Fai erompere la terra in torrenti;
	 i monti ti vedono e tremano,
	un uragano di acque si riversa,
	l'abisso fa sentire la sua voce.
	In alto il sole tralascia di mostrarsi,
	 e la luna resta nella sua dimora,
	fuggono al bagliore delle tue saette,
	allo splendore folgorante della tua lancia.
	 Sdegnato attraversi la terra,
	adirato calpesti le genti.
	 Sei uscito per salvare il tuo popolo,
	per salvare il tuo consacrato.
	Hai demolito la cima della casa dell'empio,
	l'hai scalzata fino alle fondamenta.
	 Con i tuoi dardi hai trafitto il capo dei suoi guerrieri
	che irrompevano per disperdermi
	con la gioia di chi divora il povero di nascosto.
	 Hai affogato nel mare i suoi cavalli
	nella melma di grandi acque.

	 Ho udito e fremette il mio cuore,
	a tal voce trem il mio labbro,
	la carie entra nelle mie ossa
	e sotto di me tremano i miei passi.
	Sospiro al giorno dell'angoscia
	che verr contro il popolo che ci opprime.
	 Il fico infatti non germoglier,
	nessun prodotto daranno le viti,
	cesser il raccolto dell'olivo,
	i campi non daranno pi cibo,
	i greggi spariranno dagli ovili
	e le stalle rimarranno senza buoi.
	 Ma io gioir nel Signore,
	esulter in Dio mio salvatore.
	 Il Signore Dio  la mia forza,
	egli rende i miei piedi come quelli delle cerve
	e sulle alture mi fa camminare.

	'Per il maestro del coro. Su strumenti a corda.'

Sofonia



	 Parola del Signore rivolta a Sofona figlio dell'Etiope, figlio di Godolia, figlio di Amaria, figlio di Ezechia, al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda.

	 Tutto far sparire dalla terra.
	Oracolo del Signore.
	 Distrugger uomini e bestie;
	sterminer gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
	abbatter gli empi; sterminer l'uomo dalla terra.
	Oracolo del Signore.

	 Stender la mano su Giuda
	e su tutti gli abitanti di Gerusalemme;
	sterminer da questo luogo gli avanzi di Baal
	e il nome stesso dei suoi falsi sacerdoti;
	 quelli che sui tetti si prostrano
	davanti alla milizia celeste
	e quelli che si prostrano davanti al Signore,
	e poi giurano per Milcom;
	 quelli che si allontanano dal seguire il Signore,
	che non lo cercano, n si curano di lui.
	 Silenzio, alla presenza del Signore Dio,
	perch il giorno del Signore  vicino,
	perch il Signore ha preparato un sacrificio,
	ha mandato a chiamare i suoi invitati.

	 Nel giorno del sacrificio del Signore,
	io punir i prncipi e i figli di re
	e quanti vestono alla moda straniera;
	 punir in quel giorno chiunque salta la soglia,
	chi riempie di rapine e di frodi
	il palazzo del suo padrone.

	 In quel giorno - parola del Signore -
	grida d'aiuto verranno dalla Porta dei pesci,
	ululati dal quartiere nuovo
	e grande fragore dai colli.
	 Urlate, abitanti del Mortaio,
	poich tutta la turba dei trafficanti  finita,
	tutti i pesatori d'argento sono sterminati.

	 In quel tempo
	perlustrer Gerusalemme con lanterne
	e far giustizia di quegli uomini
	che riposando sulle loro fecce
	pensano:
	"Il Signore non fa n bene n male".
	 I loro beni saranno saccheggiati
	e le loro case distrutte.
	Hanno costruito case ma non le abiteranno,
	hanno piantato viti, ma non ne berranno il vino.

	  vicino il gran giorno del Signore,
	 vicino e avanza a grandi passi.
	Una voce: Amaro  il giorno del Signore!
	anche un prode lo grida.
	 "Giorno d'ira quel giorno,
	giorno di angoscia e di afflizione,
	giorno di rovina e di sterminio,
	giorno di tenebre e di caligine,
	giorno di nubi e di oscurit,
	 giorno di squilli di tromba e d'allarme
	sulle fortezze
	e sulle torri d'angolo.
	 Metter gli uomini in angoscia
	e cammineranno come ciechi,
	perch han peccato contro il Signore;
	il loro sangue sar sparso come polvere
	e le loro viscere come escrementi.
	 Neppure il loro argento, neppure il loro oro
	potranno salvarli".
	Nel giorno dell'ira del Signore
	e al fuoco della sua gelosia
	tutta la terra sar consumata,
	poich far improvvisa distruzione
	di tutti gli abitanti della terra.



	 Radunatevi, raccoglietevi,
	o gente spudorata,
	 prima di essere travolti
	come pula che scompare in un giorno;
	prima che piombi su di voi
	la collera furiosa del Signore.
	 Cercate il Signore
	voi tutti, umili della terra,
	che eseguite i suoi ordini;
	cercate la giustizia,
	cercate l'umilt,
	per trovarvi al riparo
	nel giorno dell'ira del Signore.

Gaza infatti sar desolata
	e Ascalna ridotta a un deserto.
	Asdd in pieno giorno sar deportata
	ed Ekrn distrutta dalle fondamenta.
	 Guai agli abitanti della costa del mare,
	alla gente dei Cretei!
	La parola del Signore  contro di te,
	Canaan, paese dei Filistei:
	"Io ti distrugger privandoti di ogni abitante.
	 Diverrai pascoli di pastori
	e recinti di greggi".
	 La costa del mare
	apparterr al resto della casa di Giuda;
	in quei luoghi pascoleranno e a sera
	nelle case di Ascalna prenderanno riposo,
	quando il Signore loro Dio li avr visitati
	e avr restaurato le loro sorti.

	 "Ho udito l'insulto di Moab
	e gli oltraggi degli Ammoniti,
	con i quali hanno insultato il mio popolo
	gloriandosi del loro territorio.
	 Perci, com' vero ch'io vivo,
	- parola del Signore degli eserciti Dio d'Israele -
	Moab diventer come Sdoma
	e gli Ammoniti come Gomorra:
	un luogo invaso dai pruni, una cava di sale,
	un deserto per sempre.
	I rimasti del mio popolo li saccheggeranno
	e i superstiti della mia gente ne saranno gli eredi".
	 Questo accadr ad essi per la loro superbia,
	perch hanno insultato, hanno disprezzato
	il popolo del Signore.
	 Terribile sar il Signore con loro,
	poich annienter tutti gli idoli della terra,
	mentre a lui si prostreranno, ognuno sul proprio suolo,
	i popoli di tutti i continenti.

	 "Anche voi, Etiopi,
	sarete trafitti dalla mia spada".

	 Stender la mano anche al settentrione
	e distrugger Assur,
	far di Ninive una desolazione,
	arida come il deserto.
	 Alloggeranno in mezzo a lei, a branchi,
	tutti gli animali della valle.
	Anche il pellicano, anche il riccio
	albergheranno nei suoi capitelli;
	il gufo strider sulle finestre e il corvo sulle soglie.
	  questa la citt gaudente
	che si sentiva sicura
	e che pensava:
	"Io e non altri all'infuori di me"?
	Come mai  diventata un deserto,
	un rifugio di animali?
	Chiunque le passa vicino fischia e agita la mano.



	 Guai alla citt ribelle e contaminata,
	alla citt prepotente!
	 Non ha ascoltato la voce,
	non ha accettato la correzione.
	Non ha confidato nel Signore,
	non si  rivolta al suo Dio.
	 I suoi capi in mezzo ad essa
	sono leoni ruggenti,
	i suoi giudici sono lupi della sera,
	che non hanno rosicchiato dal mattino.
	 I suoi profeti sono boriosi,
	uomini fraudolenti.
	I suoi sacerdoti profanano le cose sacre,
	violano la legge.
	 In mezzo ad essa il Signore  giusto,
	non commette iniquit;
	ogni mattino da'il suo giudizio,
	come la luce che non viene mai meno.

	 Ho sterminato le nazioni,
	le loro torri d'angolo sono state distrutte;
	ho reso deserte le loro strade
	s che non c' alcun passante;
	sono state depredate le loro citt
	e nessuno pi le abita.
	 Io pensavo: "Almeno ora mi temer!
	Accoglier la correzione.
	Non si cancelleranno dai suoi occhi
	tutte le punizioni che le ho inflitte".
	Ma invece si sono affrettati
	a pervertire di nuovo ogni loro azione.
	 Perci aspettatemi - parola del Signore -
	quando mi lever per accusare,
	perch ho decretato di adunare le genti,
	di convocare i regni,
	per riversare su di essi la mia collera,
	tutta la mia ira ardente:
	poich dal fuoco della mia gelosia
	sar consumata tutta la terra.

	 Allora io dar ai popoli un labbro puro
	perch invochino tutti il nome del Signore
	e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.
	 Da oltre i fiumi di Etiopia
	fino all'estremo settentrione,
	i miei supplicanti mi porteranno offerte.

	 In quel giorno non avrai vergogna
	di tutti i misfatti commessi contro di me,
	perch allora eliminer da te
	tutti i superbi millantatori
	e tu cesserai di inorgoglirti
	sopra il mio santo monte.
	 Far restare in mezzo a te
	un popolo umile e povero;
	confider nel nome del Signore
	 il resto d'Israele.
	Non commetteranno pi iniquit
	e non proferiranno menzogna;
	non si trover pi nella loro bocca
	una lingua fraudolenta.
	Potranno pascolare e riposare
	senza che alcuno li molesti.

	 Gioisci, figlia di Sion,
	esulta, Israele,
	e rallegrati con tutto il cuore,
	figlia di Gerusalemme!
	 Il Signore ha revocato la tua condanna,
	ha disperso il tuo nemico.
	Re d'Israele  il Signore in mezzo a te,
	tu non vedrai pi la sventura.
	 In quel giorno si dir a Gerusalemme:
	"Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
	 Il Signore tuo Dio in mezzo a te
	 un salvatore potente.
	Esulter di gioia per te,
	ti rinnover con il suo amore,
	si rallegrer per te con grida di gioia,
	 come nei giorni di festa".

	Ho allontanato da te il male,
	perch tu non abbia a subirne la vergogna.
	 Ecco, in quel tempo io sterminer
	tutti i tuoi oppressori.
	Soccorrer gli zoppicanti, raduner i dispersi,
	li porr in lode e fama
	dovunque sulla terra sono stati oggetto di vergogna.
	 In quel tempo io vi guider,
	in quel tempo vi raduner
	e vi dar fama e lode
	fra tutti i popoli della terra,
	quando, davanti ai vostri occhi,
	ristabilir le vostre sorti, dice il Signore.

Aggeo



	 L'anno secondo del re Dario, il primo giorno del sesto mese, questa parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele figlio di Sealtil, governatore della Giudea, e a Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote.
	 Cos parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: "Non  ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore!".  Allora questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo:  "Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa  ancora in rovina?  Ora, cos dice il Signore degli eserciti: riflettete bene al vostro comportamento.  Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino a inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l'operaio ha avuto il salario, ma per metterlo in un sacchetto forato.  Cos dice il Signore degli eserciti: Riflettete bene al vostro comportamento!  Salite sul monte, portate legname, ricostruite la mia casa. In essa mi compiacer e manifester la mia gloria - dice il Signore -.  Facevate assegnamento sul molto e venne il poco: ci che portavate in casa io lo disperdevo. E perch? - dice il Signore degli eserciti -. Perch la mia casa  in rovina, mentre ognuno di voi si da'premura per la propria casa.  Perci su di voi i cieli hanno chiuso la rugiada e anche la terra ha diminuito il suo prodotto.  Ho chiamato la siccit sulla terra e sui monti, sul grano e sul vino nuovo, sull'olio e su quanto la terra produce, sugli uomini e sugli animali, su ogni prodotto delle mani".
	 Zorobabele figlio di Sealtil, e Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo ascoltarono la parola del Signore loro Dio e le parole del profeta Aggeo, secondo la volont del Signore che lo aveva loro inviato, e il popolo ebbe timore del Signore.  Aggeo, messaggero del Signore, rivolto al popolo, disse secondo la missione del Signore: "Io sono con voi, oracolo del Signore".  E il Signore dest lo spirito di Zorobabele figlio di Sealtil governatore della Giudea e di Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote, e di tutto il resto del popolo ed essi si mossero e intrapresero i lavori per la casa del Signore degli eserciti.  Questo avvenne il ventiquattro del sesto mese dell'anno secondo del re Dario.



	 Il ventuno del settimo mese, questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo:  Su, parla a Zorobabele figlio di Sealtil, governatore della Giudea, a Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote, e a tutto il resto del popolo:  Chi di voi  ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a quella, non  forse ridotta a un nulla ai vostri occhi?  Ora, coraggio, Zorobabele - oracolo del Signore - coraggio, Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perch io sono con voi - oracolo del Signore degli eserciti -  secondo la parola dell'alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall'Egitto; il mio spirito sar con voi, non temete.
	 Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po'di tempo e io scuoter il cielo e la terra, il mare e la terraferma.  Scuoter tutte le nazioni e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempir questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti.  L'argento  mio e mio  l'oro, dice il Signore degli eserciti.  La gloria futura di questa casa sar pi grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porr la pace - oracolo del Signore degli eserciti -.

	 Il ventiquattro del nono mese, secondo anno di Dario, questa parola del Signore fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo:  Dice il Signore degli eserciti: Interroga i sacerdoti intorno alla legge e chiedi loro:  Se uno in un lembo del suo vestito porta carne consacrata e con il lembo tocca il pane, il companatico, il vino, l'olio o qualunque altro cibo, questo verr santificato? No, risposero i sacerdoti.  Aggeo soggiunse: "Se uno che  contaminato per il contatto di un cadavere tocca una di quelle cose, sar essa immonda?" "S", risposero i sacerdoti, " immonda".  Ora riprese Aggeo: "Tale  questo popolo, tale  questa nazione davanti a me - oracolo del Signore - e tale  ogni lavoro delle loro mani; anzi, anche ci che qui mi offrono  immondo".

	 Ora, pensate, da oggi e per l'avvenire: prima che si cominciasse a porre pietra sopra pietra nel tempio del Signore,  come andavano le vostre cose? Si andava a un mucchio da cui si attendevano venti misure di grano e ce n'erano dieci; si andava a un tino da cinquanta barili e ce n'erano venti.  Io vi ho colpiti con la ruggine, con il carbonchio e con la grandine in tutti i lavori delle vostre mani, ma voi non siete ritornati a me - parola del Signore -.  Considerate bene da oggi in poi (dal ventiquattro del nono mese, cio dal giorno in cui si posero le fondamenta del tempio del Signore),  se il grano verr a mancare nei granai, se la vite, il fico, il melograno, l'olivo non daranno pi i loro frutti. Da oggi in poi io vi benedir!

	 Il ventiquattro del mese questa parola del Signore fu rivolta una seconda volta ad Aggeo:  "Parla a Zorobabele, governatore della Giudea, e digli: Scuoter il cielo e la terra,  abbatter il trono dei regni e distrugger la potenza dei regni delle nazioni , rovescer i carri e i loro equipaggi: cadranno cavalli e cavalieri; ognuno verr trafitto dalla spada del proprio fratello.  In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - io ti prender, Zorobabele figlio di Sealtil mio servo, dice il Signore, e ti porr come un sigillo, perch io ti ho eletto, dice il Signore degli eserciti".

Zaccaria



	 Nell'ottavo mese dell'anno secondo del regno di Dario, fu rivolta questa parola del Signore al profeta Zaccaria figlio di Barachia, figlio di Idd:  "Il Signore si  molto sdegnato contro i vostri padri.  Tu dunque riferirai loro: Cos parla il Signore degli eserciti: Convertitevi a me - oracolo del Signore degli eserciti - e io mi rivolger a voi, dice il Signore degli eserciti.  Non siate come i vostri padri, ai quali i profeti di un tempo andavan gridando: Dice il Signore degli eserciti: Tornate indietro dal vostro cammino perverso e dalle vostre opere malvage. Ma essi non vollero ascoltare e non mi prestarono attenzione, dice il Signore.  Dove sono i vostri padri? I profeti forse vivranno sempre?  Le parole e i decreti che io avevo comunicato ai miei servi, i profeti, non si sono forse adempiuti sui padri vostri? Essi si sono convertiti e hanno detto: Quanto il Signore degli eserciti ci aveva minacciato a causa dei nostri traviamenti e delle nostre colpe, l'ha eseguito sopra di noi".

	 Il ventiquattro dell'undecimo mese, cio il mese di Sebt, l'anno secondo di Dario, questa parola del Signore si manifest al profeta Zaccaria, figlio di Idd.  Io ebbi una visione di notte. Un uomo, in groppa a un cavallo rosso, stava fra i mirti in una valle profonda; dietro a lui stavano altri cavalli rossi, sauri e bianchi.  Io domandai: "Mio signore, che significano queste cose?". L'angelo che parlava con me mi rispose: "Io t'indicher ci che esse significano".  Allora l'uomo che stava fra i mirti prese a dire: "Essi sono coloro che il Signore ha inviati a percorrere la terra".  Si rivolsero infatti all'angelo del Signore che stava fra i mirti e gli dissero: "Abbiamo percorso la terra:  tutta tranquilla".  Allora l'angelo del Signore disse: "Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di aver piet di Gerusalemme e delle citt di Giuda, contro le quali sei sdegnato? Sono ormai settant'anni!".  E all'angelo che parlava con me il Signore rivolse parole buone, piene di conforto.  Poi l'angelo che parlava con me mi disse: "Fa'sapere questo: Cos dice il Signore degli eserciti: Io sono ingelosito per Gerusalemme e per Sion di gelosia grande;  ma ardo di sdegno contro le nazioni superbe, poich mentre io ero un poco sdegnato, esse cooperarono al disastro.  Perci dice il Signore: Io di nuovo mi volgo con compassione a Gerusalemme: la mia casa vi sar riedificata - parola del Signore degli eserciti - e la corda del muratore sar tesa di nuovo sopra Gerusalemme.  Fa'sapere anche questo: Cos dice il Signore degli eserciti: Le mie citt avranno sovrabbondanza di beni, il Signore avr ancora compassione di Sion ed elegger di nuovo Gerusalemme".



	 Poi alzai gli occhi ed ecco, vidi quattro corna.  Domandai all'angelo che parlava con me: "Che cosa sono queste?". Ed egli: "Sono le corna che hanno disperso Giuda, Israele e Gerusalemme".  Poi il Signore mi fece vedere quattro operai.  Domandai: "Che cosa vengono a fare costoro?". Mi rispose: "Le corna hanno disperso Giuda a tal segno che nessuno osa pi alzare la testa e costoro vengono a demolire e abbattere le corna delle nazioni che cozzano contro il paese di Giuda per disperderlo".

	 Alzai gli occhi ed ecco un uomo con una corda in mano per misurare.  Gli domandai: "Dove vai?". Ed egli: "Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual  la sua larghezza e qual  la sua lunghezza".  Allora l'angelo che parlava con me usc e incontr un altro angelo  che gli disse: "Corri, va'a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sar priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovr accogliere.  Io stesso - parola del Signore - le far da muro di fuoco all'intorno e sar una gloria in mezzo ad essa.

	 Su, su, fuggite dal paese del settentrione - parola del Signore - voi che ho dispersi ai quattro venti del cielo - parola del Signore.  A Sion mettiti in salvo, tu che abiti ancora con la figlia di Babilonia!  Dice il Signore degli eserciti alle nazioni che vi hanno spogliato:  Ecco, io stendo la mano sopra di esse e diverranno preda dei loro schiavi e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato.

	 Gioisci, esulta, figlia di Sion,
	perch, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te
	- oracolo del Signore -.
	 Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore
	e diverranno suo popolo ed egli dimorer in mezzo a te
	e tu saprai che il Signore degli eserciti
	mi ha inviato a te.
	 Il Signore si terr Giuda
	come eredit nella terra santa,
	Gerusalemme sar di nuovo prescelta.
	 Taccia ogni mortale davanti al Signore,
	poich egli si  destato dalla sua santa dimora".



	 Poi mi fece vedere il sommo sacerdote Giosu, ritto davanti all'angelo del Signore, e satana era alla sua destra per accusarlo.  L'angelo del Signore disse a satana: "Ti rimprovera il Signore, o satana! Ti rimprovera il Signore che si  eletto Gerusalemme! Non  forse costui un tizzone sottratto al fuoco?".  Giosu infatti era rivestito di vesti immonde e stava in piedi davanti all'angelo, il quale prese a dire a coloro che gli stavano intorno: "Toglietegli quelle vesti immonde". Poi disse a Giosu: "Ecco, io ti tolgo di dosso il peccato; fatti rivestire di abiti da festa".  Poi soggiunse: "Mettetegli sul capo un diadema mondo". E gli misero un diadema mondo sul capo, lo rivestirono di candide vesti alla presenza dell'angelo del Signore.  Poi l'angelo del Signore dichiar a Giosu:  "Dice il Signore degli eserciti: Se camminerai nelle mie vie e osserverai le mie leggi, tu avrai il governo della mia casa, sarai il custode dei miei atri e ti dar accesso fra questi che stanno qui.

	 Ascolta dunque, Giosu sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che siedono davanti a te, poich essi servono da presagio: ecco, io mander il mio servo Germoglio.  Ecco la pietra che io pongo davanti a Giosu: sette occhi sono su quest'unica pietra; io stesso incider la sua iscrizione - oracolo del Signore degli eserciti - e rimuover in un sol giorno l'iniquit da questo paese.  In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - ogni uomo inviter il suo vicino sotto la sua vite e sotto il suo fico".



	 L'angelo che mi parlava venne a destarmi, come si desta uno dal sonno,  e mi disse: "Che cosa vedi?". Risposi: "Vedo un candelabro tutto d'oro; in cima ha un recipiente con sette lucerne e sette beccucci per le lucerne.  Due olivi gli stanno vicino, uno a destra e uno a sinistra".  Allora domandai all'angelo che mi parlava: "Che cosa significano, signor mio, queste cose?".  Egli mi rispose: "Non comprendi dunque il loro significato?". E io: "No, signor mio".

	 Egli mi rispose: "Questa  la parola del Signore a Zorobabele: Non con la potenza n con la forza, ma con il mio spirito, dice il Signore degli eserciti!  Chi sei tu, o grande monte? Davanti a Zorobabele diventa pianura! Egli estrarr la pietra, quella del vertice, fra le acclamazioni: Quanto  bella!".
	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Le mani di Zorobabele hanno fondato questa casa: le sue mani la compiranno e voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato a voi.  Chi oser disprezzare il giorno di cos modesti inizi? Si gioir vedendo il filo a piombo in mano a Zorobabele. Le sette lucerne rappresentano gli occhi del Signore che scrutano tutta la terra".  Quindi gli domandai: "Che significano quei due olivi a destra e a sinistra del candelabro?  E quelle due ciocche d'olivo che stillano oro dentro i due canaletti d'oro?".  Mi rispose: "Non comprendi dunque il significato di queste cose?". E io: "No, signor mio".  "Questi, soggiunse, sono i due consacrati che assistono il dominatore di tutta la terra".



	 Poi alzai gli occhi e vidi un rotolo che volava.  L'angelo mi domand: "Che cosa vedi?". E io: "Vedo un rotolo che vola:  lungo venti cubiti e largo dieci".  Egli soggiunse: "Questa  la maledizione che si diffonde su tutta la terra: ogni ladro sar scacciato via di qui come quel rotolo; ogni spergiuro sar scacciato via di qui come quel rotolo.  Io scatener la maledizione, dice il Signore degli eserciti, in modo che essa penetri nella casa del ladro e nella casa dello spergiuro riguardo al mio nome; rimarr in quella casa e la consumer insieme con le sue travi e le sue pietre".

	 Poi l'angelo che parlava con me si avvicin e mi disse: "Alza gli occhi e osserva ci che appare".  E io: "Che cosa  quella?". Mi rispose: " un''efa'che avanza". Poi soggiunse: "Questa  la loro corruzione in tutta la terra".  Fu quindi alzato un coperchio di piombo; ecco dentro all''efa'vi era una donna.  Disse: "Questa  l'empiet!". Poi la ricacci dentro l''efa'e ricopr l'apertura con il coperchio di piombo.  Alzai di nuovo gli occhi per osservare e vidi venire due donne: il vento agitava le loro ali, poich avevano ali come quelle delle cicogne, e sollevarono l''efa'fra la terra e il cielo.  Domandai all'angelo che parlava con me: "Dove portano l''efa'costoro?".  Mi rispose: "Vanno nella terra di Snnaar per costruirle un tempio. Appena costruito, l''efa'sar posta sopra il suo piedistallo".



	 Alzai ancora gli occhi per osservare ed ecco quattro carri uscire in mezzo a due montagne e le montagne erano di bronzo.  Il primo carro aveva cavalli bai, il secondo cavalli neri,  il terzo cavalli bianchi e il quarto cavalli pezzati.  Domandai all'angelo che parlava con me: "Che significano quelli, signor mio?".  E l'angelo: "Sono i quattro venti del cielo che partono dopo essersi presentati al Signore di tutta la terra.  I cavalli neri vanno verso la terra del settentrione, seguiti da quelli bianchi; i pezzati invece si dirigono verso la terra del mezzogiorno.  Essi fremono di percorrere la terra". Egli disse loro: "Andate, percorrete la terra". Essi partirono per percorrere la terra;  Poi mi chiam e mi disse: "Ecco, quelli che muovono verso la terra del settentrione hanno fatto calmare il mio spirito su quella terra".

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Prendi fra i deportati, fra quelli di Cheldi, di Tobia e di Iedai, oro e argento e va'nel medesimo giorno a casa di Giosia figlio di Sofona, che  ritornato da Babilonia.  Prendi quell'argento e quell'oro e ne farai una corona che porrai sul capo di Giosu figlio di Iozedk, sommo sacerdote.  Gli riferirai: Dice il Signore degli eserciti: Ecco un uomo che si chiama Germoglio: spunter da s e ricostruir il tempio del Signore.  S, egli ricostruir il tempio del Signore, egli ricever la gloria, egli sieder da sovrano sul suo trono. Un sacerdote sar alla sua destra e fra i due regner una pace perfetta.  La corona per Cheldi, Tobia, Iedai e Giosia, figlio di Sofona, rester di ricordo nel tempio del Signore.  Anche da lontano verranno a riedificare il tempio del Signore. Cos riconoscerete che il Signore degli eserciti mi ha inviato a voi. Ci avverr, se ascolterete la voce del Signore vostro Dio".



	 L'anno quarto di Dario, il quarto giorno del nono mese, detto Casleu, la parola del Signore fu rivolta a Zaccaria.  Betel aveva inviato Sarzer alto ufficiale del re con i suoi uomini a supplicare il Signore  e a domandare ai sacerdoti addetti al tempio del Signore degli eserciti e ai profeti: "Devo io continuare a far lutto e astinenza nel quinto mese, come ho fatto in questi anni passati?".

	 Allora mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Parla a tutto il popolo del paese e a tutti i sacerdoti e di'loro: Quando avete fatto digiuni e lamenti nel quinto e nel settimo mese per questi settant'anni, lo facevate forse per me?  Quando avete mangiato e bevuto non lo facevate forse per voi?  Non  questa forse la parola che vi proclamava il Signore per mezzo dei profeti del passato, quando Gerusalemme era ancora abitata e in pace ed erano abitate le citt vicine e il Negheb e la pianura?".  Questa parola del Signore fu rivolta a Zaccaria:  "Ecco ci che dice il Signore degli eserciti: Praticate la giustizia e la fedelt; esercitate la piet e la misericordia ciascuno verso il suo prossimo.  Non frodate la vedova, l'orfano, il pellegrino, il misero e nessuno nel cuore trami il male contro il proprio fratello".  Ma essi hanno rifiutato di ascoltarmi, mi hanno voltato le spalle, hanno indurito gli orecchi per non sentire.  Indurirono il cuore come un diamante per non udire la legge e le parole che il Signore degli eserciti rivolgeva loro mediante il suo spirito, per mezzo dei profeti del passato. Cos si accese un grande sdegno da parte del Signore degli eserciti.  Come al suo chiamare essi non vollero dare ascolto, cos quand'essi grideranno, io non li ascolter, dice il Signore degli eserciti.   "Io li ho dispersi fra tutte quelle nazioni che essi non conoscevano e il paese si  desolato dietro di loro, senza che alcuno lo percorresse; la terra di delizie  stata ridotta a desolazione".



	 Questa parola del Signore degli eserciti mi fu rivolta:  "Cos dice il Signore degli eserciti:

	Sono acceso di grande gelosia per Sion,
	un grande ardore m'infiamma per lei.

	 Dice il Signore: Torner a Sion e dimorer in Gerusalemme. Gerusalemme sar chiamata Citt della fedelt e il monte del Signore degli eserciti Monte santo".  Dice il Signore degli eserciti: "Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevit.  Le piazze della citt formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze".  Dice il Signore degli eserciti: "Se questo sembra impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sar forse impossibile anche ai miei occhi?" - dice il Signore degli eserciti -.

	 Cos dice il Signore degli eserciti:
	"Ecco, io salvo il mio popolo
	dalla terra d'oriente e d'occidente:
	 li ricondurr ad abitare in Gerusalemme;
	saranno il mio popolo e io sar il loro Dio,
	nella fedelt e nella giustizia".

	 Dice il Signore degli eserciti: "Riprendano forza le vostre mani. Voi in questi giorni ascoltate queste parole dalla bocca dei profeti; oggi vien fondata la casa del Signore degli eserciti con la ricostruzione del tempio.

	 Ma prima di questi giorni
	non c'era salario per l'uomo,
	n salario per l'animale;
	non c'era sicurezza alcuna
	per chi andava e per chi veniva
	a causa degli invasori:
	io stesso mettevo gli uomini l'un contro l'altro.
	 Ora invece verso il resto di questo popolo
	io non sar pi come sono stato prima
	- dice il Signore degli eserciti -.
	  un seme di pace:
	la vite produrr il suo frutto,
	la terra dar i suoi prodotti,
	i cieli daranno la rugiada:
	dar tutto ci al resto di questo popolo.

	 Come foste oggetto di maledizione fra le genti, o casa di Giuda e d'Israele, cos quando vi avr salvati, diverrete una benedizione. Non temete dunque: riprendano forza le vostre mani".
	 Cos dice il Signore degli eserciti: "Come decisi di affliggervi quando i vostri padri mi provocarono all'ira - dice il Signore degli eserciti - e non mi lasciai commuovere,  cos invece mi dar premura in questi giorni di fare del bene a Gerusalemme e alla casa di Giuda; non temete.  Ecco ci che voi dovrete fare: parlate con sincerit ciascuno con il suo prossimo; veraci e sereni siano i giudizi che terrete alle porte delle vostre citt.  Nessuno trami nel cuore il male contro il proprio fratello; non amate il giuramento falso, poich io detesto tutto questo" - oracolo del Signore -.

	 Mi fu ancora rivolta questa parola del Signore degli eserciti:  "Cos dice il Signore degli eserciti: Il digiuno del quarto, quinto, settimo e decimo mese si cambier per la casa di Giuda in gioia, in giubilo e in giorni di festa, purch amiate la verit e la pace".

	 Dice il Signore degli eserciti: "Anche popoli e abitanti di numerose citt si raduneranno  e si diranno l'un l'altro: Su, andiamo a supplicare il Signore, a trovare il Signore degli eserciti; ci vado anch'io.  Cos popoli numerosi e nazioni potenti verranno a Gerusalemme a consultare il Signore degli eserciti e a supplicare il Signore".
	 Dice il Signore degli eserciti: "In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle genti afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: Vogliamo venire con voi, perch abbiamo compreso che Dio  con voi".



	 Oracolo.

	La parola del Signore  sulla terra di Cadrch
	e si posa su Damasco,
	poich al Signore appartiene la perla di Aram
	e tutte le trib d'Israele;
	 anche Amat sua confinante
	e Sidne, che  tanto saggia.
	 Tiro si  costruita una fortezza
	e vi ha accumulato argento come polvere
	e oro come fango delle strade.
	 Ecco, il Signore se ne impossesser,
	sprofonder nel mare le sue ricchezze
	ed essa sar divorata dal fuoco.
	 Ascalna vedr e ne sar spaventata,
	Gaza sar in grandi dolori,
	come anche Ekrn,
	perch svanir la sua fiducia;
	scomparir il re da Gaza
	e Ascalna rimarr disabitata.
	 Bastardi dimoreranno in Asdd,
	abbatter l'orgoglio del Filisteo.
	 Toglier il sangue dalla sua bocca
	e i suoi abomini dai suoi denti.
	Diventer anche lui un resto per il nostro Dio,
	sar come una famiglia in Giuda
	ed Ekrn sar simile al Gebuseo.
	 Mi porr come sentinella per la mia casa
	contro chi va e chi viene,
	non vi passer pi l'oppressore,
	perch ora io stesso sorveglio con i miei occhi.

	 Esulta grandemente figlia di Sion,
	giubila, figlia di Gerusalemme!
	Ecco, a te viene il tuo re.
	Egli  giusto e vittorioso,
	umile, cavalca un asino,
	un puledro figlio d'asina.
	 Far sparire i carri da fraim
	e i cavalli da Gerusalemme,
	l'arco di guerra sar spezzato,
	annunzier la pace alle genti,
	il suo dominio sar da mare a mare
	e dal fiume ai confini della terra.

	 Quanto a te, per il sangue dell'alleanza con te,
	estrarr i tuoi prigionieri dal pozzo senz'acqua.
	 Ritornate alla cittadella, prigionieri della speranza!
	Ve l'annunzio fino da oggi:
	vi ripagher due volte.
	 Tendo Giuda come mio arco,
	fraim come un arco teso;
	ecciter i tuoi figli, Sion, contro i tuoi figli, Grecia,
	ti far come spada di un eroe.
	 Allora il Signore comparir contro di loro,
	come fulmine guizzeranno le sue frecce;
	il Signore dar fiato alla tromba
	e marcer fra i turbini del mezzogiorno.
	 Il Signore degli eserciti li protegger:
	divoreranno e calpesteranno le pietre della fionda,
	berranno il loro sangue come vino,
	ne saranno pieni come bacini, come i corni dell'altare.
	 Il Signore loro Dio
	in quel giorno salver come un gregge il suo popolo,
	come gemme di un diadema
	brilleranno sulla sua terra.
	 Quali beni, quale bellezza!
	Il grano dar vigore ai giovani
	e il vino nuovo alle fanciulle.



	 Chiedete al Signore la pioggia tardiva di primavera;
	 il Signore che forma i nembi,
	egli riversa pioggia abbondante
	da'il pane agli uomini,
	a ognuno l'erba dei campi.
	 Poich gli strumenti divinatori dicono menzogne,
	gli indovini vedono il falso,
	raccontano sogni fallaci,
	danno vane consolazioni:
	per questo vanno vagando come pecore,
	sono oppressi, perch senza pastore.

	 Contro i pastori divampa il mio sdegno
	e contro i montoni dirigo lo sguardo,
	poich il Signore visiter il suo gregge
	e ne far come un cavallo da parata.
	 Da lui uscir la pietra d'angolo,
	da lui il chiodo, da lui l'arco di guerra,
	da lui tutti quanti i condottieri.
	 Saranno come prodi che calpestano
	il fango delle strade in battaglia.
	Combatteranno perch il Signore  con loro
	e rimarranno confusi coloro che cavalcano i destrieri.
	 Io rafforzer la casa di Giuda
	e render vittoriosa la casa di Giuseppe:
	li ricondurr in patria, poich ne ho avuto piet;
	saranno come se non li avessi mai ripudiati,
	poich io sono il Signore loro Dio
	e li esaudir.
	 Saranno come un eroe quelli di fraim,
	gioir il loro cuore come inebriato dal vino,
	vedranno i loro figli e gioiranno
	e il loro cuore esulter nel Signore.
	 Con un fischio li chiamer a raccolta
	quando li avr riscattati
	e saranno numerosi come prima.
	 Dopo essere stati dispersi fra i popoli,
	nelle regioni remote, si ricorderanno di me,
	alleveranno i figli e torneranno.
	 Li far ritornare dall'Egitto,
	li raccoglier dall'Assiria,
	per ricondurli nella terra di Glaad e del Libano
	e non baster per loro lo spazio.
	 Attraverseranno il mare verso Tiro,
	percuoteranno le onde del mare,
	saranno inariditi i gorghi del Nilo.
	Sar abbattuto l'orgoglio di Assur
	e rimosso lo scettro d'Egitto.
	 Li render forti nel Signore
	e del suo nome si glorieranno.
	Parola del Signore.



	 Apri, Libano, le tue porte,
	e il fuoco divori i tuoi cedri.
	 Urla, cipresso, perch il cedro  caduto,
	gli splendidi alberi sono distrutti.
	Urlate, querce di Basn,
	perch la foresta impenetrabile  abbattuta!
	 Si ode il lamento dei pastori,
	perch la loro gloria  distrutta!
	Si ode il ruggito dei leoncelli,
	perch  devastata la magnificenza del Giordano!

	 Cos parla il Signore mio Dio: "Pasci quelle pecore da macello  che i compratori sgozzano impunemente, e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito, e i pastori non se ne curano affatto.  Neppur io perdoner agli abitanti del paese. Oracolo del Signore. Ecco, io abbandoner gli uomini l'uno in bala dell'altro, in bala del loro re, perch devastino il paese - non mi curer di liberarli dalle loro mani".
	 Io dunque mi misi a pascolare le pecore da macello da parte dei mercanti di pecore. Presi due bastoni: uno lo chiamai Benevolenza e l'altro Unione e condussi al pascolo le pecore.  Nel volgere d'un sol mese eliminai tre pastori. Ma io mi irritai contro di esse, perch anch'esse si erano tediate di me.  Perci io dissi: "Non sar pi il vostro pastore. Chi vuol morire, muoia; chi vuol perire, perisca; quelle che rimangono si divorino pure fra di loro!".  Presi il bastone chiamato Benevolenza e lo spezzai: ruppi cos l'alleanza da me stabilita con tutti i popoli.  Lo ruppi in quel medesimo giorno; i mercanti di pecore che mi osservavano, riconobbero che quello era l'ordine del Signore.  Poi dissi loro: "Se vi pare giusto, datemi la mia paga; se no, lasciate stare". Essi allora pesarono trenta sicli d'argento come mia paga.  Ma il Signore mi disse: "Getta nel tesoro questa bella somma, con cui sono stato da loro valutato!". Io presi i trenta sicli d'argento e li gettai nel tesoro della casa del Signore.  Poi feci a pezzi il secondo bastone chiamato Unione per rompere cos la fratellanza fra Giuda e Israele.  Quindi il Signore mi disse: "Prenditi gli attrezzi di un pastore insensato,  poich ecco, io susciter nel paese un pastore, che non avr cura di quelle che si perdono, non cercher le disperse, non curer le malate, non nutrir le affamate; manger invece le carni delle pi grasse e strapper loro perfino le unghie.

	 Guai al pastore stolto che abbandona il gregge!
	Una spada sta sopra il suo braccio
	e sul suo occhio destro.
	Tutto il suo braccio si inaridisca
	e tutto il suo occhio destro resti accecato".



	 Oracolo. Parola del Signore su Israele. Dice il Signore che ha steso i cieli e fondato la terra, che ha formato lo spirito nell'intimo dell'uomo:  "Ecco, io far di Gerusalemme come una coppa che da'le vertigini a tutti i popoli vicini e anche Giuda sar in angoscia nell'assedio contro Gerusalemme.  In quel giorno io far di Gerusalemme come una pietra da carico per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno sgraffiati; contro di essa si raduneranno tutte le genti della terra.  In quel giorno - parola del Signore - colpir di terrore tutti i cavalli e i loro cavalieri di pazzia; mentre sulla casa di Giuda terr aperti i miei occhi, colpir di cecit tutti i cavalli delle genti.  Allora i capi di Giuda penseranno: La forza dei cittadini di Gerusalemme sta nel Signore degli eserciti, loro Dio.  In quel giorno far dei capi di Giuda come un braciere acceso in mezzo a una catasta di legna e come una torcia ardente fra i covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli vicini. Solo Gerusalemme rester al suo posto.  Il Signore salver in primo luogo le tende di Giuda; perch la gloria della casa di Davide e la gloria degli abitanti di Gerusalemme non cresca pi di quella di Giuda.  In quel giorno il Signore far da scudo agli abitanti di Gerusalemme e chi tra di loro vacilla diverr come Davide e la casa di Davide come Dio, come l'angelo del Signore davanti a loro.  In quel giorno io m'impegner a distruggere tutte le genti che verranno contro Gerusalemme.  Riverser sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.  In quel giorno grande sar il lamento in Gerusalemme simile al lamento di Adad-Rimmn nella pianura di Meghddo.  Far il lutto il paese, famiglia per famiglia:

	la famiglia della casa di Davide a parte
	e le loro donne a parte;
	la famiglia della casa di Natn a parte
	e le loro donne a parte;
	 la famiglia della casa di Levi a parte
	e le loro donne a parte;
	la famiglia della casa di Sime a parte
	e le loro donne a parte;
	 cos tutte le altre famiglie a parte
	e le loro donne a parte".



	 In quel giorno vi sar per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l'impurit.  In quel giorno - dice il Signore degli eserciti - io estirper dal paese i nomi degli idoli, n pi saranno ricordati: anche i profeti e lo spirito immondo far sparire dal paese.  Se qualcuno oser ancora fare il profeta, il padre e la madre che l'hanno generato, gli diranno: "Tu morirai, perch proferisci menzogne nel nome del Signore", e il padre e la madre che l'hanno generato lo trafiggeranno perch fa il profeta.  In quel giorno ogni profeta si vergogner della visione che avr annunziata, n indosser pi il mantello di pelo per raccontare bugie.  Ma ognuno dir: "Non sono un profeta: sono un lavoratore della terra, ad essa mi sono dedicato fin dalla mia giovinezza".  E se gli si dir: "Perch quelle piaghe in mezzo alle tue mani?", egli risponder: "Queste le ho ricevute in casa dei miei amici".

	 Insorgi, spada, contro il mio pastore,
	contro colui che  mio compagno.
	Oracolo del Signore degli eserciti.
	Percuoti il pastore e sia disperso il gregge,
	allora volger la mano sopra i deboli.
	 In tutto il paese,
	- oracolo del Signore -
	due terzi saranno sterminati e periranno;
	un terzo sar conservato.
	 Far passare questo terzo per il fuoco
	e lo purificher come si purifica l'argento;
	lo prover come si prova l'oro.
	Invocher il mio nome e io l'ascolter;
	dir: "Questo  il mio popolo".
	Esso dir: "Il Signore  il mio Dio".



	 Ecco, viene un giorno per il Signore; allora le tue spoglie saranno spartite in mezzo a te.  Il Signore raduner tutte le genti contro Gerusalemme per la battaglia; la citt sar presa, le case saccheggiate, le donne violate, una met della cittadinanza partir per l'esilio, ma il resto del popolo non sar strappato dalla citt.  Il Signore uscir e combatter contro quelle nazioni, come quando combatt nel giorno della battaglia.  In quel giorno i suoi piedi si poseranno sopra il monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente, e il monte degli Ulivi si fender in due, da oriente a occidente, formando una valle molto profonda; una met del monte si ritirer verso settentrione e l'altra verso mezzogiorno.  Sar ostruita la valle fra i monti, poich la nuova valle fra i monti giunger fino ad Asal; sar ostruita come fu ostruita durante il terremoto, avvenuto al tempo di Ozia re di Giuda. Verr allora il Signore mio Dio e con lui tutti i suoi santi.  In quel giorno
	non vi sar n luce n freddo, n gelo:  sar un unico giorno, il Signore lo conosce; non ci sar n giorno n notte; verso sera risplender la luce.  In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme e scenderanno parte verso il mare orientale, parte verso il Mar Mediterraneo, sempre, estate e inverno.  Il Signore sar re di tutta la terra e ci sar il Signore soltanto, e soltanto il suo nome.  Tutto il paese si trasformer in pianura da Gbaa fino a Rimmn nel Negheb; Gerusalemme si elever e sar abitata nel luogo dov', dalla porta di Beniamino fino al posto della prima porta, cio fino alla porta dell'Angolo, e dalla torre di Cananel fino ai torchi del re.  Ivi abiteranno: non vi sar pi sterminio e Gerusalemme se ne star tranquilla e sicura.
	 Questa sar la piaga con cui il Signore colpir tutti i popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: imputridiranno le loro carni, mentre saranno ancora in piedi; i loro occhi marciranno nelle orbite; la lingua marcir loro in bocca.  In quel giorno vi sar per opera del Signore un grande tumulto tra di loro: uno afferrer la mano dell'altro e alzer la mano sopra la mano del suo amico.  Anche Giuda combatter in Gerusalemme e l si ammasseranno le ricchezze di tutte le nazioni vicine: oro, argento e vesti in grande quantit.  Di piaga simile saranno colpiti i cavalli, i muli, i cammelli, gli asini e tutte le bestie degli accampamenti.  Allora fra tutte le genti che avranno combattuto contro Gerusalemme, i superstiti andranno ogni anno per adorare il re, il Signore degli eserciti, e per celebrare la solennit delle capanne.  Se qualche stirpe della terra non andr a Gerusalemme per adorare il re, il Signore degli eserciti, su di essa non ci sar pioggia.  Se la stirpe d'Egitto non salir e non vorr venire, sar colpita dalla stessa pena che il Signore ha inflitta alle genti che non sono salite a celebrare la festa delle capanne.  Questo sar il castigo per l'Egitto e per tutte le genti che non saliranno a celebrare la festa delle capanne.
	 In quel tempo anche sopra i sonagli dei cavalli si trover scritto: "Sacro al Signore", e le caldaie nel tempio del Signore saranno come i bacini che sono davanti all'altare.  Anzi, tutte le caldaie di Gerusalemme e di Giuda saranno sacre al Signore, re degli eserciti; quanti vorranno sacrificare verranno e le adopereranno per cuocere le carni. In quel giorno non vi sar neppure un Cananeo nella casa del Signore degli eserciti.

Malachia



	 Oracolo. Parola del Signore a Israele per mezzo di Malachia.  Vi ho amati, dice il Signore. E voi dite: "Come ci hai amati?". Non era forse Esa fratello di Giacobbe? - oracolo del Signore - Eppure ho amato Giacobbe  e ho odiato Esa. Ho fatto dei suoi monti un deserto e ho dato la sua eredit agli sciacalli del deserto.  Se Edom dicesse: "Siamo stati distrutti, ma ci rialzeremo dalle nostre rovine!", il Signore degli eserciti dichiara: Essi ricostruiranno: ma io demolir. Saranno chiamati Regione empia e Popolo contro cui il Signore  adirato per sempre.  I vostri occhi lo vedranno e voi direte: "Grande  il Signore anche al di l dei confini d'Israele".

	 Il figlio onora suo padre e il servo rispetta il suo padrone. Se io sono padre, dov' l'onore che mi spetta? Se sono il padrone, dov' il timore di me? Dice il Signore degli eserciti a voi, sacerdoti, che disprezzate il mio nome. Voi domandate: "Come abbiamo disprezzato il tuo nome?".  Offrite sul mio altare un cibo contaminato e dite: "Come ti abbiamo contaminato?". Quando voi dite: "La tavola del Signore  spregevole"  e offrite un animale cieco in sacrificio, non  forse un male? Quando voi offrite un animale zoppo o malato, non  forse un male? Offritelo pure al vostro governatore: pensate che l'accetter o che vi sar grato? Dice il Signore degli eserciti.
	 Ora supplicate pure Dio perch abbia piet di voi! Se fate tali cose, dovrebbe mostrarsi favorevole a voi? Dice il Signore degli eserciti.  Oh, ci fosse fra di voi chi chiude le porte, perch non arda pi invano il mio altare! Non mi compiaccio di voi, dice il Signore degli eserciti, non accetto l'offerta delle vostre mani!   Poich dall'oriente all'occidente grande  il mio nome fra le genti e in ogni luogo  offerto incenso al mio nome e una oblazione pura, perch grande  il mio nome fra le genti, dice il Signore degli eserciti.  Ma voi lo profanate quando dite: "La tavola del Signore  contaminata e spregevole ci che v' sopra, il suo cibo".  Voi aggiungete: "Ah! che pena!". Voi mi disprezzate, dice il Signore degli eserciti, e offrite animali rubati, zoppi, malati e li portate in offerta! Posso io gradirla dalle vostre mani? Dice il Signore.  Maledetto il fraudolento che ha nel gregge un maschio, ne fa voto e poi mi sacrifica una bestia difettosa. Poich io sono un re grande, dice il Signore degli eserciti, e il mio nome  terribile fra le nazioni.



	 Ora a voi questo monito, o sacerdoti.  Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, mander su di voi la maledizione e cambier in maledizione le vostre benedizioni. Anzi le ho gi maledette, perch nessuno tra di voi se la prende a cuore.

	 Ecco, io spezzer il vostro braccio
	e spander sulla vostra faccia escrementi,
	gli escrementi delle vittime
	immolate nelle vostre solennit,
	perch siate spazzati via insieme con essi.
	 Cos saprete che io ho diretto a voi questo monito,
	perch c' anche un'alleanza fra me e Levi,
	dice il Signore degli eserciti.
	 La mia alleanza con lui
	era alleanza di vita e di benessere
	e io glieli concessi; alleanza di timore
	ed egli mi temette ed ebbe riverenza del mio nome.
	 Un insegnamento fedele era sulla sua bocca,
	n c'era falsit sulle sue labbra;
	con pace e rettitudine ha camminato davanti a me
	e ha trattenuto molti dal male.
	 Infatti le labbra del sacerdote
	devono custodire la scienza
	e dalla sua bocca si ricerca l'istruzione,
	perch egli  messaggero del Signore degli eserciti.
	 Voi invece vi siete allontanati dalla retta via
	e siete stati d'inciampo a molti
	con il vostro insegnamento;
	avete rotto l'alleanza di Levi,
	dice il Signore degli eserciti.
	 Perci anch'io vi ho reso spregevoli
	e abbietti davanti a tutto il popolo,
	perch non avete osservato le mie disposizioni
	e avete usato parzialit riguardo alla legge.

	 Non abbiamo forse tutti noi un solo Padre? Forse non ci ha creati un unico Dio? Perch dunque agire con perfidia l'uno contro l'altro profanando l'alleanza dei nostri padri?  Giuda  stato sleale e l'abominio  stato commesso in Israele e in Gerusalemme. Giuda infatti ha osato profanare il santuario caro al Signore e ha sposato le figlie d'un dio straniero!  Elimini il Signore chi ha agito cos dalle tende di Giacobbe, il testimone e il mallevadore, e colui che offre l'offerta al Signore degli eserciti.
	 Un'altra cosa fate ancora; voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l'altare del Signore, perch egli non guarda all'offerta, n la gradisce con benevolenza dalle vostre mani.  E chiedete: Perch? Perch il Signore  testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che ora perfidamente tradisci, mentr'essa  la tua consorte, la donna legata a te da un patto.
	 Non fece egli un essere solo dotato di carne e soffio vitale? Che cosa cerca quest'unico essere, se non prole da parte di Dio? Custodite dunque il vostro soffio vitale e nessuno tradisca la donna della sua giovinezza.  Perch io detesto il ripudio, dice il Signore Dio d'Israele, e chi copre d'iniquit la propria veste, dice il Signore degli eserciti. Custodite la vostra vita dunque e non vogliate agire con perfidia.

	 Voi avete stancato il Signore con le vostre parole; eppure chiedete: Come lo abbiamo stancato? Quando affermate: Chiunque fa il male  come se fosse buono agli occhi del Signore e in lui si compiace; o quando esclamate: Dov' il Dio della giustizia?



	 Ecco, io mander un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrer nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti.  Chi sopporter il giorno della sua venuta? Chi resister al suo apparire? Egli  come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.  Sieder per fondere e purificare; purificher i figli di Levi, li affiner come oro e argento, perch possano offrire al Signore un'oblazione secondo giustizia.  Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sar gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani.  Io mi accoster a voi per il giudizio e sar un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all'operaio, contro gli oppressori della vedova e dell'orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il Signore degli eserciti.

	 Io sono il Signore, non cambio;
	voi, figli di Giacobbe, non siete ancora al termine.
	 Fin dai tempi dei vostri padri
	vi siete allontanati dai miei precetti,
	non li avete osservati.
	Ritornate a me e io torner a voi,
	dice il Signore degli eserciti.
	Ma voi dite:
	"Come dobbiamo tornare?".
	 Pu un uomo frodare Dio?
	Eppure voi mi frodate
	e andate dicendo:
	"Come ti abbiamo frodato?".
	Nelle decime e nelle primizie.
	 Siete gi stati colpiti dalla maledizione
	e andate ancora frodandomi,
	voi, la nazione tutta!
	 Portate le decime intere nel tesoro del tempio,
	perch ci sia cibo nella mia casa;
	poi mettetemi pure alla prova in questo,
	- dice il Signore degli eserciti -
	se io non vi aprir le cateratte del cielo
	e non riverser su di voi benedizioni sovrabbondanti.
	 Terr indietro gli insetti divoratori
	perch non vi distruggano i frutti della terra
	e la vite non sia sterile nel campo,
	dice il Signore degli eserciti.
	 Felici vi diranno tutte le genti,
	perch sarete una terra di delizie,
	dice il Signore degli eserciti.

	 Duri sono i vostri discorsi contro di me - dice il Signore - e voi andate dicendo: "Che abbiamo contro di te?".  Avete affermato: "inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall'aver osservato i suoi comandamenti o dall'aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti?  Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti".
	 Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l'orecchio e li ascolt: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome.  Essi diverranno - dice il Signore degli eserciti - mia propriet nel giorno che io preparo. Avr compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve.  Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l'empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
	 Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendier - dice il Signore degli eserciti - in modo da non lasciar loro n radice n germoglio.  Per voi invece, cultori del mio nome, sorger il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla.  Calpesterete gli empi ridotti in cenere sotto le piante dei vostri piedi nel giorno che io preparo, dice il Signore degli eserciti.

	 Tenete a mente la legge del mio servo Mos,
	al quale ordinai sull'Oreb,
	statuti e norme per tutto Israele.
	 Ecco, io invier il profeta Elia prima che giunga
	il giorno grande e terribile del Signore,
	 perch converta il cuore dei padri verso i figli
	e il cuore dei figli verso i padri;
	cos che io venendo non colpisca
	il paese con lo sterminio.
