Questo e-text  stato gratuitamente scaricato da
www.liberliber.it
e adattato dalla Fondazione Ezio Galiano per
renderne autonoma la lettura ai privi della vista.


La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri profetici.

Ezechiele.



	 Il cinque del quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine.  Il cinque del mese - era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachn -  la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buz, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.

	 Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbino di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente.  Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana  e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali.  Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo.  Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali,  e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a s.
	 Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila.  Le loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo.  Ciascuno si muoveva davanti a s; andavano l dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
	 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori.  Gli esseri andavano e venivano come un baleno.  Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro.
	 Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota.  Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi.  La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno.  Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano.  Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perch lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.  Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perch lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.
	 Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste,  e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo.  Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali.  Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
	 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane.  Da ci che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ci che sembrava dai fianchi in gi, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore  il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.



	 Mi disse: "Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare".  Ci detto, uno spirito entr in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
	 Mi disse: "Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi.  Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio.  Ascoltino o non ascoltino - perch sono una gena di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
	 Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una gena di ribelli.  Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perch sono una gena di ribelli.
	 E tu, figlio dell'uomo, ascolta ci che ti dico e non esser ribelle come questa gena di ribelli; apri la bocca e mangia ci che io ti do".  Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spieg davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai.



	 Mi disse: "Figlio dell'uomo, mangia ci che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va'e parla alla casa d'Israele".  Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo,  dicendomi: "Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo". Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele.  Poi egli mi disse: "Figlio dell'uomo, va', recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie parole,  poich io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti:  non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi inviato, ti avrebbero ascoltato;  ma gli Israeliti non vogliono ascoltar te, perch non vogliono ascoltar me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice e di cuore ostinato.  Ecco io ti do una faccia tosta quanto la loro e una fronte dura quanto la loro fronte.  Come diamante, pi dura della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti a loro; sono una gena di ribelli".
	 Mi disse ancora: "Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti dico accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi:  poi va', recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla loro. Dirai: Cos dice il Signore, ascoltino o non ascoltino".
	 Allora uno spirito mi sollev e dietro a me udii un grande fragore: "Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!".  Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l'una contro l'altra e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono.  Uno spirito dunque mi sollev e mi port via; io ritornai triste e con l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me.  Giunsi dai deportati di Tel-Avv, che abitano lungo il canale Chebr, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.

	 Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele.  Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.  Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perch il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morir per la sua iniquit, ma della sua morte io domander conto a te.  Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagit e dalla sua perversa condotta, egli morir per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
	 Cos, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquit, io porr un ostacolo davanti a lui ed egli morir; poich tu non l'avrai avvertito, morir per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno pi ricordate; ma della morte di lui domander conto a te.  Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccher, egli vivr, perch  stato avvertito e tu ti sarai salvato".

	 Anche l venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: "Alzati e va'nella valle; l ti voglio parlare".  Mi alzai e andai nella valle; ed ecco la gloria del Signore era l, simile alla gloria che avevo vista sul canale Chebr, e caddi con la faccia a terra.  Allora uno spirito entr in me e mi fece alzare in piedi ed egli mi disse: "Va'e rinchiuditi in casa.  Ed ecco, figlio dell'uomo, ti saranno messe addosso delle funi, sarai legato e non potrai pi uscire in mezzo a loro.  Ti far aderire la lingua al palato e resterai muto; cos non sarai pi per loro uno che li rimprovera, perch sono una gena di ribelli.  Ma quando poi ti parler, ti aprir la bocca e tu riferirai loro: Dice il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perch sono una gena di ribelli".



	 "Tu, figlio dell'uomo, prendi una tavoletta d'argilla, mettila dinanzi a te, disegnaci sopra una citt, Gerusalemme,  e disponi intorno ad essa l'assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti.  Poi prendi una teglia di ferro e mettila come muro di ferro fra te e la citt, e tieni fisso lo sguardo su di essa, che sar assediata, anzi tu la assedierai! Questo sar un segno per gli Israeliti.
	 Mettiti poi a giacere sul fianco sinistro e sconta su di esso la iniquit d'Israele. Per il numero di giorni in cui giacerai su di esso, espierai le sue iniquit:  io ho computato a te gli anni della sua espiazione come un numero di giorni. Per centonovanta giorni tu espierai le iniquit degli Israeliti.
	 Terminati questi, giacerai sul fianco destro e sconterai l'iniquit di Giuda per quaranta giorni, computando un giorno per ogni anno.  Terrai fisso lo sguardo contro il muro di Gerusalemme, terrai il braccio disteso e profeterai contro di essa. Ecco ti ho cinto di catene,  in modo che tu non potrai voltarti n da una parte n dall'altra finch tu non abbia compiuto i giorni della tua reclusione.
	 Prendi intanto grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta, mettili in un recipiente e fattene del pane: ne mangerai durante tutti i giorni che tu rimarrai disteso sul fianco, cio per centonovanta giorni.  Il cibo che ti prenderai sar del peso di venti sicli al giorno: lo consumerai nelle ventiquattr'ore.  Anche l'acqua che berrai sar razionata: un sesto di 'hin', nelle ventiquattro ore.  Mangerai questo cibo in forma di una schiacciata d'orzo, che cuocerai sopra escrementi umani davanti ai loro occhi.  In tal maniera, mi disse il Signore, mangeranno gli Israeliti il loro pane impuro, in mezzo alle genti fra le quali li disperder".
	 Io esclamai: "Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato! Dall'infanzia fino ad ora mai ho mangiato carne di bestia morta o sbranata, n mai  entrato nella mia bocca cibo impuro".  Egli mi rispose: "Ebbene, invece di escrementi umani ti concedo sterco di bue; l sopra cuocerai il tuo pane".
	 Poi soggiunse: "Figlio dell'uomo, ecco io tolgo a Gerusalemme la riserva del pane; mangeranno il pane a razione e con angoscia e berranno l'acqua a misura in preda all'affanno;  cos, mancando pane e acqua, languiranno tutti insieme e si consumeranno nella loro iniquit.



	 E tu, figlio dell'uomo, prendi una spada affilata, usala come un rasoio da barbiere e raditi i capelli e la barba; poi prendi una bilancia e dividi i peli tagliati.
	 Un terzo lo brucerai sul fuoco in mezzo alla citt al termine dei giorni dell'assedio; prenderai un altro terzo e lo taglierai con la spada intorno alla citt e l'altro terzo lo disperderai al vento, mentre io sguainer la spada dietro ad essi.  Di questi ne prenderai un piccolo numero e li legherai al lembo del tuo mantello;  ne prenderai ancora una piccola parte e li getterai sul fuoco e li brucerai e da essi si sprigioner il fuoco. A tutti gli Israeliti riferirai:  Cos dice il Signore Dio: Questa  Gerusalemme! Io l'avevo collocata in mezzo alle genti e circondata di paesi stranieri.  Essa si  ribellata con empiet alle mie leggi pi delle genti e ai miei statuti pi dei paesi che la circondano: hanno disprezzato i miei decreti e non han camminato secondo i miei comandamenti.  Perci, dice il Signore Dio: Poich voi siete pi ribelli delle genti che vi circondano, non avete seguito i miei comandamenti, non avete osservato i miei decreti e neppure avete agito secondo i costumi delle genti che vi stanno intorno,  ebbene, cos dice il Signore Dio: Ecco anche me contro di te: far in mezzo a te giustizia di fronte alle genti.  Far in mezzo a te quanto non ho mai fatto e non far mai pi, a causa delle tue colpe abominevoli.  Perci in mezzo a te i padri divoreranno i figli e i figli divoreranno i padri. Compir in te i miei giudizi e disperder ad ogni vento quel che rester di te.  Com' vero ch'io vivo, dice il Signore Dio, poich tu hai profanato il mio santuario con tutte le tue nefandezze e con tutte le tue cose abominevoli, anch'io rader tutto, il mio occhio non s'impietosir, non avr compassione.  Un terzo dei tuoi morir di peste e perir di fame in mezzo a te; un terzo cadr di spada nei tuoi dintorni e l'altro terzo lo disperder a tutti i venti e sguainer la spada dietro di essi.  Allora dar sfogo alla mia ira, sazier su di loro il mio furore e mi vendicher; allora sapranno che io, il Signore, avevo parlato con sdegno, quando sfogher su di loro il mio furore.  Ti ridurr a un deserto, a un obbrobrio in mezzo alle nazioni che ti stanno all'intorno, sotto gli sguardi di tutti i passanti.  Sarai un obbrobrio e un vituperio, un esempio e un orrore per le genti che ti circondano, quando in mezzo a te far giustizia, con sdegno e furore, con terribile vendetta - io, il Signore, parlo -  quando scoccher contro di voi le terribili saette della fame, che portano distruzione e che lancer per distruggervi, e aumenter la fame contro di voi, togliendovi la riserva del pane.  Allora mander contro di voi la fame e le belve che ti distruggeranno i figli; in mezzo a te passeranno la peste e la strage, mentre far piombare sopra di te la spada. Io, il Signore, ho parlato".



	 Mi fu quindi rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgi la faccia verso i monti d'Israele e profetizza contro di essi:  Monti d'Israele, udite la parola del Signore Dio. Cos dice il Signore Dio ai monti e alle colline, alle gole e alle valli: Ecco, mander sopra di voi la spada e distrugger le vostre alture;  i vostri altari saranno devastati e infranti i vostri altari per l'incenso; getter i vostri cadaveri davanti ai vostri idoli  e disseminer le vostre ossa intorno ai vostri altari.  Su tutto il vostro suolo le vostre citt saranno rovinate, le vostre alture demolite, distrutte, e i vostri altari spariranno. Saranno frantumati e scompariranno i vostri idoli, spezzati i vostri altari per l'incenso, periranno le vostre opere.  Trafitti a morte cadranno in mezzo a voi e saprete che io sono il Signore.
	 Tuttavia lascer alcuni di voi scampati alla spada in mezzo alle genti, quando vi avr dispersi nei vari paesi:  i vostri scampati si ricorderanno di me fra le genti in mezzo alle quali saranno deportati; perch io avr spezzato il loro cuore infedele che si  allontanato da me e i loro occhi che si sono prostituiti ai loro idoli; avranno orrore di se stessi per le iniquit commesse e per tutte le loro nefandezze.
	 Sapranno allora che io sono il Signore e che non invano ho minacciato di infliggere loro questi mali.

	 Cos dice il Signore Dio : Batti le mani, pesta i piedi in terra e di': Oh, per tutti i loro orribili abomini il popolo d'Israele perir di spada, di fame e di peste!  Chi  lontano morir di peste, chi  vicino cadr di spada, chi  assediato morir di fame: sfogher su di loro il mio sdegno.
	 Saprete allora che io sono il Signore, quando i loro cadaveri giaceranno fra i loro idoli, intorno ai loro altari, su ogni colle elevato, su ogni cima di monte, sotto ogni albero verde e ogni quercia frondosa, dovunque hanno bruciato profumi soavi ai loro idoli.  Stender la mano su di loro e render la terra desolata e brulla dal deserto fino a Ribla, dovunque dimorino; sapranno allora che io sono il Signore".



	 Questa parola del Signore mi fu rivolta:  "Ora, figlio dell'uomo riferisci: Cos dice il Signore Dio al paese d'Israele: La fine! Giunge la fine per i quattro punti cardinali del paese.  Ora che su di te pende la fine, io scaglio contro di te la mia ira per giudicarti delle tue opere e per domandarti conto delle tue nefandezze.  Non s'impietosir per te il mio occhio e non avr compassione, anzi ti terr responsabile della tua condotta e saranno palesi in mezzo a te le tue nefandezze; saprete allora che io sono il Signore.  Cos dice il Signore Dio: Sventura su sventura, ecco, arriva.  Viene la fine, la fine viene su di te; ecco, viene.
	 Sopraggiunge il tuo destino, o abitante del paese: arriva il tempo,  prossimo il giorno terribile e non di tripudio sui monti.  Ora, fra breve, rovescer il mio furore su di te e su di te dar sfogo alla mia ira. Ti giudicher secondo le tue opere e ti domander conto di tutte le tue nefandezze.  n s'impietosir il mio occhio e non avr compassione, ma ti terr responsabile della tua condotta e saranno palesi in mezzo a te le tue nefandezze: saprete allora che sono io, il Signore, colui che colpisce.  Ecco il giorno, eccolo che arriva.  giunta la tua sorte. L'ingiustizia fiorisce, germoglia l'orgoglio  e la violenza si leva a scettro d'iniquit.   giunto il tempo,  vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non rimpianga; perch l'ira pende su tutti!  Chi ha venduto non torner in possesso di ci che ha venduto anche se rimarr in vita, perch la condanna contro il loro fasto non sar revocata e nessuno nella sua perversit potr preservare la sua esistenza.
	 Si suona la tromba e tutto  pronto; ma nessuno muove a battaglia, perch il mio furore  contro tutta quella moltitudine.

	 La spada all'esterno, la peste e la fame di dentro: chi  per la campagna perir di spada, chi  in citt sar divorato dalla fame e dalla peste.  Chi di loro potr fuggire e salvarsi sui monti gemer come le colombe delle valli, ognuno per la sua iniquit.

	 Tutte le mani cadranno
	e tutte le ginocchia si scioglieranno come acqua.
	 Vestiranno il sacco
	e lo spavento li avvolger.
	Su tutti i volti sar la vergogna
	e tutte le teste saranno rasate.
	 Getteranno l'argento per le strade
	e il loro oro si cambier in immondizia,
	con esso non si sfameranno,
	non si riempiranno il ventre,
	perch  stato per loro causa di peccato.
	 Della bellezza dei loro gioielli
	fecero oggetto d'orgoglio
	e fabbricarono con essi
	le abominevoli statue dei loro idoli:
	per questo li tratter come immondizia,
	 li dar in preda agli stranieri
	e in bottino alla feccia del paese
	e lo profaneranno.
	 Rivolger da loro la mia faccia,
	sar profanato il mio tesoro,
	vi entreranno i ladri e lo profaneranno.
	 Preprati una catena,
	poich il paese  pieno di assassini
	e la citt  piena di violenza.
	 Io mander i popoli pi feroci
	e s'impadroniranno delle loro case,
	abbatter la superbia dei potenti,
	i santuari saranno profanati.
	 Giunger l'angoscia e cercheranno pace,
	ma pace non vi sar.
	 Sventura seguir a sventura,
	allarme seguir ad allarme:
	ai profeti chiederanno responsi,
	ai sacerdoti verr meno la dottrina,
	agli anziani il consiglio.
	 Il re sar in lutto, il principe ammantato di desolazione,
	tremeranno le mani del popolo del paese.
	Li tratter secondo la loro condotta,
	li giudicher secondo i loro giudizi:
	cos sapranno che io sono il Signore".



	 Al quinto giorno del sesto mese dell'anno sesto, mentre mi trovavo in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la mano del Signore Dio si pos su di me  e vidi qualcosa dall'aspetto d'uomo: da ci che sembravano i suoi fianchi in gi, appariva come di fuoco e dai fianchi in su appariva come uno splendore simile all'elettro.  Stese come una mano e mi afferr per i capelli: uno spirito mi sollev fra terra e cielo e mi port in visioni divine a Gerusalemme, all'ingresso del cortile interno, che guarda a settentrione, dove era collocato l'idolo della gelosia, che provocava la gelosia.  Ed ecco l era la gloria del Dio d'Israele, simile a quella che avevo visto nella valle.
	 Mi disse: "Figlio dell'uomo, alza gli occhi verso settentrione!". Ed ecco a settentrione della porta dell'altare l'idolo della gelosia, proprio all'ingresso.  Mi disse: "Figlio dell'uomo, vedi che fanno costoro? Guarda i grandi abomini che la casa d'Israele commette qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri ancora peggiori".  Mi condusse allora all'ingresso del cortile e vidi un foro nella parete.  Mi disse: "Figlio dell'uomo, sfonda la parete". Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta.  Mi disse: "Entra e osserva gli abomini malvagi che commettono costoro".  Io entrai e vidi ogni sorta di rettili e di animali abominevoli e tutti gli idoli del popolo d'Israele raffigurati intorno alle pareti  e settanta anziani della casa d'Israele, fra i quali Iazani figlio di Safn, in piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano, mentre il profumo saliva in nubi d'incenso.  Mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo, quello che fanno gli anziani del popolo d'Israele nelle tenebre, ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno dicendo: Il Signore non ci vede... il Signore ha abbandonato il paese...".  Poi mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai che si commettono nefandezze peggiori di queste".  Mi condusse all'ingresso del portico della casa del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz.  Mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai abomini peggiori di questi".  Mi condusse nell'atrio interno del tempio; ed ecco all'ingresso del tempio, fra il vestibolo e l'altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole.  Mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo? Come se fosse piccola cosa per la casa di Giuda, commettere simili nefandezze in questo luogo, hanno riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici.  Ebbene anch'io agir con furore. Il mio occhio non s'impietosir; non avr compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolter".



	 Allora una voce potente grid ai miei orecchi: "Avvicinatevi, voi che dovete punire la citt, ognuno con lo strumento di sterminio in mano".  Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c'era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all'altare di bronzo.  La gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si posava si alz verso la soglia del tempio e chiam l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba.  Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla citt, in mezzo a Gerusalemme e segna un 'tau'sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono".  Agli altri disse, in modo che io sentissi: "Seguitelo attraverso la citt e colpite! Il vostro occhio non perdoni, non abbiate misericordia.  Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: solo non toccate chi abbia il 'tau'in fronte; cominciate dal mio santuario!". Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio.  Disse loro: "Profanate pure il santuario, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!". Quelli uscirono e fecero strage nella citt.  Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi gettai con la faccia a terra e gridai: "Ah! Signore Dio, sterminerai tu quanto  rimasto di Israele, rovesciando il tuo furore sopra Gerusalemme?".
	 Mi disse: "L'iniquit di Israele e di Giuda  enorme, la terra  coperta di sangue, la citt  piena di violenza. Infatti vanno dicendo: Il Signore ha abbandonato il paese: il Signore non vede.  Ebbene, neppure il mio occhio avr compassione e non user misericordia: far ricadere sul loro capo le loro opere".  Ed ecco l'uomo vestito di lino, che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto: "Ho fatto come tu mi hai comandato".



	 Io guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei cherubini vidi come una pietra di zaffro e al di sopra appariva qualcosa che aveva la forma di un trono.  Disse all'uomo vestito di lino: "Va'fra le ruote che sono sotto il cherubino e riempi il cavo delle mani dei carboni accesi che sono fra i cherubini e spargili sulla citt". Egli vi and mentre io lo seguivo con lo sguardo.
	 Ora i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l'uomo vi and, e una nube riempiva il cortile interno.  La gloria del Signore si alz sopra il cherubino verso la soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il cortile fu pieno dello splendore della gloria del Signore.  Il fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla.
	 Appena ebbe dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prendere il fuoco fra le ruote in mezzo ai cherubini, egli avanz e si ferm vicino alla ruota.  Il cherubino tese la mano per prendere il fuoco che era fra i cherubini; ne prese e lo mise nel cavo delle mani dell'uomo vestito di lino, il quale lo prese e usc.  Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano d'uomo.  Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l'aspetto del topazio.  Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse in mezzo all'altra.  Muovendosi, potevano andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perch si muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento.
	 Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota.  Io sentii che le ruote venivano chiamate "Turbine".  Ogni cherubino aveva quattro sembianze: la prima quella di cherubino, la seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la quarta quella di aquila.  I cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli esseri viventi che avevo visti al canale Chebr.  Quando i cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal loro fianco;  quando si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si alzavano, anche le ruote si alzavano con loro perch lo spirito di quegli esseri era in loro.

	 La gloria del Signore usc dalla soglia del tempio e si ferm sui cherubini.  I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si alzarono con loro e si fermarono all'ingresso della porta orientale del tempio, mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di loro.  Erano i medesimi esseri che io avevo visti sotto il Dio d'Israele lungo il canale Chebr e riconobbi che erano cherubini.  Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani d'uomo sotto le ali.  Il loro sembiante era il medesimo che avevo visto lungo il canale Chebr. Ciascuno di loro procedeva di fronte a s.



	 Uno spirito mi sollev e mi trasport alla porta orientale del tempio che guarda a oriente; ed ecco davanti alla porta vi erano venticinque uomini e in mezzo a loro vidi Iazani figlio d'Azzr, e Pelata figlio di Benai, capi del popolo.  Il Signore mi disse: "Figlio dell'uomo, questi sono gli uomini che tramano il male e danno consigli cattivi in questa citt;  sono coloro che dicono: Non in breve tempo si costruiscon le case: questa citt  la pentola e noi siamo la carne.  Per questo profetizza contro di loro, profetizza, figlio dell'uomo".
	 Lo spirito del Signore venne su di me e mi disse: "Parla, dice il Signore: Cos avete detto, o Israeliti, e io conosco ci che vi passa per la mente.  Voi avete moltiplicato i morti in questa citt, avete riempito di cadaveri le sue strade.  Per questo cos dice il Signore Dio: I cadaveri che avete gettati in mezzo a essa sono la carne, e la citt  la pentola. Ma io vi scaccer.  Avete paura della spada e io mander la spada contro di voi, dice il Signore Dio!  Vi scaccer dalla citt e vi metter in mano agli stranieri e far giustizia su di voi.  Cadrete di spada: sulla frontiera d'Israele io vi giudicher e saprete che io sono il Signore.  La citt non sar per voi la pentola e voi non ne sarete la carne! Sulla frontiera di Israele vi giudicher:  allora saprete che io sono il Signore, di cui non avete eseguito i comandi n osservate le leggi, mentre avete agito secondo i costumi delle genti vicine".
	 Non avevo finito di profetizzare quando Pelata figlio di Benai cadde morto. Io mi gettai con la faccia a terra e gridai con tutta la voce: "Ah! Signore Dio, vuoi proprio distruggere quanto resta d'Israele?".

	 Allora mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta la casa d'Israele gli abitanti di Gerusalemme vanno dicendo: Voi andate pure lontano dal Signore: a noi  stata data in possesso questa terra.  Di'loro dunque: Dice il Signore Dio: Se li ho mandati lontano fra le genti, se li ho dispersi in terre straniere, sar per loro un santuario per poco tempo nelle terre dove hanno emigrato.  Riferisci: Cos dice il Signore Dio: Vi raccoglier in mezzo alle genti e vi raduner dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi dar il paese d'Israele.  Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini.  Dar loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metter dentro di loro; toglier dal loro petto il cuore di pietra e dar loro un cuore di carne,  perch seguano i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica; saranno il mio popolo e io sar il loro Dio.  Ma su coloro che seguono con il cuore i loro idoli e le loro nefandezze far ricadere le loro opere, dice il Signore Dio".

	 I cherubini allora alzarono le ali e le ruote si mossero insieme con loro mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di loro.  Quindi dal centro della citt la gloria del Signore si alz e and a fermarsi sul monte che  ad oriente della citt.  E uno spirito mi sollev e mi port in Caldea fra i deportati, in visione, in spirito di Dio, e la visione che avevo visto disparve davanti a me.  E io raccontai ai deportati quanto il Signore mi aveva mostrato.



	 Questa parola del Signore mi fu riferita:  "Figlio dell'uomo, tu abiti in mezzo a una gena di ribelli, che hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono, perch sono una gena di ribelli.
	 Tu, figlio dell'uomo, fa'il tuo bagaglio da deportato e, di giorno davanti ai loro occhi, preprati a emigrare; emigrerai dal luogo dove stai verso un altro luogo, davanti ai loro occhi: forse comprenderanno che sono una gena di ribelli.  Prepara di giorno il tuo bagaglio, come il bagaglio d'un esiliato, davanti ai loro occhi; uscirai per al tramonto, davanti a loro, come partirebbe un esiliato.  Fa'alla loro presenza un'apertura nel muro ed esci di l.  Mettiti alla loro presenza il bagaglio sulle spalle ed esci nell'oscurit: ti coprirai la faccia in modo da non vedere il paese, perch io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti".
	 Io feci come mi era stato comandato: preparai di giorno il mio bagaglio come il bagaglio d'un esiliato e sul tramonto feci un foro nel muro con le mani, uscii nell'oscurit e mi misi il bagaglio sulle spalle sotto i loro occhi.
	 Al mattino mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, non t'ha chiesto il popolo d'Israele, quella gena di ribelli, che cosa stai facendo?  Rispondi loro: Cos dice il Signore Dio: Quest'oracolo  per il principe di Gerusalemme e per tutti gli Israeliti che vi abitano.
	 Tu dirai: Io sono un simbolo per voi; infatti quello che ho fatto a te, sar fatto a loro; saranno deportati e andranno in schiavit.  Il principe, che  in mezzo a loro si caricher il bagaglio sulle spalle, nell'oscurit, e uscir per la breccia che verr fatta nel muro per farlo partire; si coprir il viso, per non vedere con gli occhi il paese.  Ma io tender la mia rete contro di lui ed egli rimarr preso nei miei lacci: lo condurr in Babilonia, nel paese dei Caldei, ma egli non la vedr e l morir.  Disperder ad ogni vento quanti sono intorno a lui, le sue guardie e tutte le sue truppe, e snuder dietro a loro la spada.  Allora sapranno che io sono il Signore, quando li avr dispersi fra le genti e li avr disseminati in paesi stranieri.  Tuttavia ne risparmier alcuni, superstiti alla spada, alla fame e alla peste, perch raccontino tutte le loro scelleratezze alle genti fra le quali andranno e anch'esse sappiano che io sono il Signore".
	 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, mangia il pane con paura e bevi l'acqua con trepidazione e con angoscia.  Al popolo del paese dirai: Cos dice il Signore Dio agli abitanti di Gerusalemme, al paese d'Israele: Mangeranno il loro pane nell'angoscia e berranno la loro acqua nella desolazione, perch la loro terra sar spogliata della sua abbondanza per l'empiet di tutti i suoi abitanti.  Le citt popolose saranno distrutte e la campagna ridotta a un deserto: saprete che io sono il Signore".

	 Mi fu ancora rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, che cos' questo proverbio che si va ripetendo nel paese di Israele: Passano i giorni e ogni visione svanisce?  Ebbene, riferisci loro: Cos dice il Signore Dio: Far cessare questo proverbio e non si sentir pi ripetere in Israele; anzi riferisci loro: Si avvicinano i giorni in cui si avverer ogni visione.
	 Infatti non ci sar pi visione falsa, n predizione fallace in mezzo agli Israeliti,  perch io, il Signore, parler e attuer senza indugio la parola che ho detta. Anzi, ai vostri giorni, o gena di ribelli, pronunzier una parola e l'attuer: parola del Signore Dio".
	 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, ecco, gli Israeliti van dicendo: La visione che costui vede  per i giorni futuri; costui predice per i tempi lontani.  Ebbene, riferisci loro: Dice il Signore Dio: Non sar ritardata pi a lungo ogni mia parola: la parola che dir l'eseguir. Oracolo del Signore Dio".



	 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, profetizza contro i profeti d'Israele, profetizza e di'a coloro che profetizzano secondo i propri desideri: Udite la parola del Signore:  Cos dice il Signore Dio:
	Guai ai profeti stolti, che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni.  Come sciacalli fra le macerie, tali sono i tuoi profeti, Israele.  Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa degli Israeliti, perch potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore.  Hanno avuto visioni false, vaticini menzogneri coloro che dicono: Oracolo del Signore, mentre il Signore non li ha inviati. Eppure confidano che si avveri la loro parola!  Non avete forse avuto una falsa visione e preannunziato vaticini bugiardi, quando dite: Parola del Signore, mentre io non vi ho parlato?  Pertanto dice il Signore Dio: Poich voi avete detto il falso e avuto visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, dice il Signore Dio.  La mia mano sar sopra i profeti dalle false visioni e dai vaticini bugiardi; non avranno parte nell'assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro d'Israele e non entreranno nel paese d'Israele: saprete che io sono il Signore Dio,  poich ingannano il mio popolo dicendo: Pace! e la pace non c'; mentre egli costruisce un muro, ecco essi lo intonacano di mota.  Di'a quegli intonacatori di mota: Cadr! Scender una pioggia torrenziale, una grandine grossa, si scatener un uragano  ed ecco, il muro  abbattuto. Allora non vi sar forse domandato: Dov' la calcina con cui lo avevate intonacato?  Perci dice il Signore Dio: Con ira scatener un uragano, per la mia collera cadr una pioggia torrenziale, nel mio furore per la distruzione cadr grandine come pietre;  demolir il muro che avete intonacato di mota, lo atterrer e le sue fondamenta rimarranno scoperte; esso croller e voi perirete insieme con esso e saprete che io sono il Signore.
	 Quando avr sfogato l'ira contro il muro e contro coloro che lo intonacarono di mota, io vi dir: Il muro non c' pi e neppure gli intonacatori,  i profeti d'Israele che profetavano su Gerusalemme e vedevano per essa una visione di pace, mentre non vi era pace. Oracolo del Signore.

	 Ora tu, figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza contro di loro.  Dirai loro: Dice il Signore Dio: Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dar la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse?  Voi mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche manciata d'orzo e per un tozzo di pane, facendo morire chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne.
	 Perci dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapper dalle vostre braccia e liberer la gente che voi avete catturato come uccelli.  Straccer i vostri veli e liberer il mio popolo dalle vostre mani e non sar pi una preda in mano vostra; saprete cos che io sono il Signore.  Voi infatti avete rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre io non l'avevo rattristato e avete rafforzato il malvagio perch non desistesse dalla sua vita malvagia e vivesse.  Per questo non avrete pi visioni false, n pi spaccerete incantesimi: liberer il mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore".



	 Vennero a trovarmi alcuni anziani d'Israele e sedettero dinanzi a me.  Mi fu rivolta allora questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, questi uomini hanno posto idoli nel loro cuore e tengono fisso lo sguardo all'occasione della loro iniquit appena si mostri. Mi lascer interrogare da loro?  Parla quindi e di'loro: Dice il Signore Dio: Qualunque Israelita avr innalzato i suoi idoli nel proprio cuore e avr rivolto lo sguardo all'occasione della propria iniquit e verr dal profeta, gli risponder io, il Signore, riguardo alla moltitudine dei suoi idoli,  per raggiungere al cuore gli Israeliti, che si sono allontanati da me a causa di tutti i loro idoli.  Riferisci pertanto al popolo d'Israele: Dice il Signore Dio: Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete la faccia da tutte le vostre immondezze,  poich a qualunque Israelita e a qualunque straniero abitante in Israele, che si allontana da me e innalza nel suo cuore i suoi idoli e rivolge lo sguardo all'occasione della propria iniquit e poi viene dal profeta a consultarmi, risponder io, il Signore, da me stesso.  Distoglier la faccia da costui e ne far un esempio e un proverbio, e lo sterminer dal mio popolo: saprete cos che io sono il Signore.
	 Se un profeta si lascia sedurre e fa una profezia, io, il Signore, ho sedotto quel profeta: stender la mano contro di lui e lo canceller dal mio popolo Israele.  Ambedue porteranno la pena della loro iniquit. La pena di chi consulta sar uguale a quella del profeta,  perch gli Israeliti non vadano pi errando lontano da me, n pi si contaminino con tutte le loro prevaricazioni: essi saranno il mio popolo e io sar il loro Dio. Parola del Signore".

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, se un paese pecca contro di me e si rende infedele, io stendo la mano sopra di lui e gli tolgo la riserva del pane e gli mando contro la fame e strmino uomini e bestie;  anche se nel paese vivessero questi tre uomini: No, Daniele e Giobbe, essi con la loro giustizia salverebbero solo se stessi, dice il Signore Dio.  Oppure se io infestassi quel paese di bestie feroci, che lo privassero dei suoi figli e ne facessero un deserto che nessuno potesse attraversare a causa delle bestie feroci,  anche se in mezzo a quella terra ci fossero questi tre uomini, giuro com' vero ch'io vivo, dice il Signore Dio: non salverebbero n figli n figlie, soltanto loro si salverebbero, ma la terra sarebbe un deserto.
	 Oppure, se io mandassi la spada contro quel paese e dicessi: Spada, percorri quel paese; e sterminassi uomini e bestie,  anche se in mezzo a quel paese ci fossero questi tre uomini, giuro com' vero ch'io vivo, dice il Signore: non salverebbero n figli n figlie, soltanto loro si salverebbero.
	 Oppure, se io mandassi la peste contro quella terra e sfogassi nella strage lo sdegno e sterminassi uomini e bestie,  anche se in mezzo a quella terra ci fossero No, Daniele e Giobbe, giuro com' vero ch'io vivo, dice il Signore Dio: non salverebbero n figli n figlie, soltanto essi si salverebbero per la loro giustizia.
	 Dice infatti il Signore Dio: Quando mander contro Gerusalemme i miei quattro tremendi castighi: la spada, la fame, le bestie feroci e la peste, per estirpare da essa uomini e bestie,  ecco vi sar in mezzo un residuo che si metter in salvo con i figli e le figlie. Essi verranno da voi perch vediate la loro condotta e le loro opere e vi consoliate del male che ho mandato contro Gerusalemme, di quanto ho mandato contro di lei.  Essi vi consoleranno quando vedrete la loro condotta e le loro opere e saprete che non invano ho fatto quello che ho fatto in mezzo a lei". Parola del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, che pregi ha il legno della vite di fronte a tutti gli altri legni della foresta?

	 Si adopera forse quel legno per farne un oggetto?
	Ci si fa forse un piolo per attaccarci qualcosa?
	 Ecco, lo si getta sul fuoco a bruciare,
	il fuoco ne divora i due capi
	e anche il centro  bruciacchiato.
	Potr essere utile a qualche lavoro?
	 Anche quand'era intatto,
	non serviva a niente:
	ora, dopo che il fuoco lo ha divorato,
	l'ha bruciato,
	ci si ricaver forse qualcosa?
	 Perci cos dice il Signore Dio:
	Come il legno della vite
	fra i legnami della foresta
	io l'ho messo sul fuoco a bruciare,
	cos tratter gli abitanti di Gerusalemme.
	 Volger contro di loro la faccia.
	Da un fuoco sono scampati,
	ma un fuoco li divorer!
	Allora saprete che io sono il Signore
	quando volger contro di loro la faccia
	 e render il paese deserto,
	poich sono stati infedeli",
	dice il Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, fa'conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini.  Dirai loro: Cos dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era Amorreo e tua madre Hittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato l'ombelico e non fosti lavata con l'acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale, n fosti avvolta in fasce.  Occhio pietoso non si volse su di te per farti una sola di queste cose e usarti compassione, ma come oggetto ripugnante fosti gettata via in piena campagna, il giorno della tua nascita.
	 Passai vicino a te e ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue  e cresci come l'erba del campo. Crescesti e ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza: il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubert; ma eri nuda e scoperta.
	 Passai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua et era l'et dell'amore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudit; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia.  Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio;  ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di seta;  ti adornai di gioielli: ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo:  misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo.  Cos fosti adorna d'oro e d'argento; le tue vesti eran di bisso, di seta e ricami; fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo; diventasti sempre pi bella e giungesti fino ad esser regina.  La tua fama si diffuse fra le genti per la tua bellezza, che era perfetta, per la gloria che io avevo posta in te, parola del Signore Dio.
	 Tu per, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita concedendo i tuoi favori ad ogni passante.  Prendesti i tuoi abiti per adornare a vari colori le alture su cui ti prostituivi.  Con i tuoi splendidi gioielli d'oro e d'argento, che io ti avevo dati, facesti immagini umane e te ne servisti per peccare;  poi tu le adornasti con le tue vesti ricamate e davanti a quelle immagini presentasti il mio olio e i miei profumi.  Il pane che io ti avevo dato, il fior di farina, l'olio e il miele di cui ti nutrivo ponesti davanti ad esse come offerta di soave odore. Oracolo del Signore Dio.
	 Prendesti i figli e le figlie che mi avevi generati e li sacrificasti loro in cibo. Erano forse poca cosa le tue infedelt?  Immolasti i miei figli e li offristi a loro, facendoli passare per il fuoco.  Fra tutte le tue nefandezze e infedelt non ti ricordasti del tempo della tua giovinezza, quando eri nuda e ti dibattevi nel sangue!  Ora, dopo tutta la tua perversione, guai, guai a te! Oracolo del Signore Dio.  In ogni piazza ti sei fabbricata un tempietto e costruita una altura;  ad ogni crocicchio ti sei fatta un altare, disonorando la tua bellezza, offrendo il tuo corpo a ogni passante, moltiplicando le tue prostituzioni.  Hai concesso i tuoi favori ai figli d'Egitto, tuoi corpulenti vicini, e hai moltiplicato le tue infedelt per irritarmi.  Ed ecco io ho steso la mano su di te; ho ridotto il tuo cibo e ti ho abbandonato in potere delle tue nemiche, le figlie dei Filistei, che erano disgustate della tua condotta sfrontata.
	 Non ancora sazia, hai concesso i tuoi favori agli Assiri; ma non soddisfatta  hai moltiplicato le tue infedelt nel paese di Canaan, fino nella Caldea: e neppure allora ti sei saziata.  Come  stato abbietto il tuo cuore - dice il Signore Dio - facendo tutte queste azioni degne di una spudorata sgualdrina!  Quando ti costruivi un postribolo ad ogni crocevia e ti facevi un'altura in ogni piazza, tu non eri come una prostituta in cerca di guadagno,  ma come un'adultera che, invece del marito, accoglie gli stranieri!  Ad ogni prostituta si da'un compenso, ma tu hai dato il compenso a tutti i tuoi amanti e hai distribuito loro doni perch da ogni parte venissero da te per le tue prostituzioni.  Tu hai fatto il contrario delle altre donne, quando ti prostituivi: nessuno  corso dietro a te, mentre tu hai distribuito doni e non ne hai ricevuti, tanto eri pervertita.
	 Perci, o prostituta, ascolta la parola del Signore.  Cos dice il Signore Dio: Per le tue ricchezze sperperate, per la tua nudit scoperta nelle prostituzioni con i tuoi amanti e con tutti i tuoi idoli abominevoli, per il sangue dei tuoi figli che hai offerto a loro,  ecco, io aduner da ogni parte tutti i tuoi amanti con i quali sei stata compiacente, coloro che hai amati insieme con coloro che hai odiati, e scoprir di fronte a loro la tua nudit perch essi la vedano tutta.
	 Ti infligger la condanna delle adultere e delle sanguinarie e riverser su di te furore e gelosia.
	 Ti abbandoner nelle loro mani e distruggeranno i tuoi postriboli, demoliranno le tue alture; ti spoglieranno delle tue vesti e ti toglieranno i tuoi splendidi ornamenti: ti lasceranno scoperta e nuda.  Poi ecciteranno contro di te la folla, ti lapideranno e ti trafiggeranno con la spada.  Incendieranno le tue case e sar fatta giustizia di te sotto gli occhi di numerose donne: ti far smettere di prostituirti e non distribuirai pi doni.  Quando avr saziato il mio sdegno su di te, la mia gelosia si allontaner da te; mi calmer e non mi adirer pi.  Per il fatto che tu non ti sei ricordata del tempo della tua giovinezza e mi hai provocato all'ira con tutte queste cose, ecco anch'io far ricadere sul tuo capo le tue azioni, parola del Signore Dio; non accumulerai altre scelleratezze oltre tutti gli altri tuoi abomini.
	 Ecco, ogni esperto di proverbi dovr dire questo proverbio a tuo riguardo: Quale la madre, tale la figlia.  Tu sei la degna figlia di tua madre, che ha abbandonato il marito e i suoi figli: tu sei sorella delle tue sorelle, che hanno abbandonato il marito e i loro figli. Vostra madre era una Hittita e vostro padre un Amorreo.  Tua sorella maggiore  Samaria, che con le sue figlie abita alla tua sinistra; tua sorella pi piccola  Sdoma, che con le sue figlie abita alla tua destra.  Tu non soltanto hai seguito la loro condotta e agito secondo i loro costumi abominevoli, ma come se ci fosse stato troppo poco, ti sei comportata peggio di loro in tutta la tua condotta.  Per la mia vita - dice il Signore Dio - tua sorella Sdoma e le sue figlie non fecero quanto hai fatto tu e le tue figlie!  Ecco, questa fu l'iniquit di tua sorella Sdoma: essa e le sue figlie avevano superbia, ingordigia, ozio indolente, ma non stesero la mano al povero e all'indigente:  insuperbirono e commisero ci che  abominevole dinanzi a me: io le vidi e le eliminai.  Samaria non ha peccato la met di quanto hai peccato tu. Tu hai moltiplicato le tue nefandezze pi di loro, le tue sorelle, tanto da farle apparire giuste, con tutte le nefandezze che hai commesse.
	 Devi portare anche tu la tua umiliazione, tu che hai giustificato le tue sorelle. Per i tuoi peccati che superano i loro esse sono pi giuste di te: anche tu dunque devi essere svergognata e portare la tua umiliazione, perch hai giustificato le tue sorelle.  Ma io cambier le loro sorti: cambier le sorti di Sdoma e delle citt dipendenti, cambier le sorti di Samaria e delle citt dipendenti; anche le tue sorti muter in mezzo a loro,  perch tu porti la tua umiliazione e tu senta vergogna di quanto hai fatto per consolarle.  Tua sorella Sdoma e le citt dipendenti torneranno al loro stato di prima; Samaria e le citt dipendenti torneranno al loro stato di prima e anche tu e le citt dipendenti tornerete allo stato di prima.  Eppure tua sorella Sdoma non era forse sulla tua bocca al tempo del tuo orgoglio,  prima che fosse scoperta la tua malvagit? Perch ora tu sei disprezzata dalle figlie di Aram e da tutte le figlie dei Filistei che sono intorno a te, le quali ti dileggiano da ogni parte?  Tu stai scontando la tua scelleratezza e i tuoi abomini. Parola del Signore.  Poich, dice il Signore Dio: Io ho ricambiato a te quello che hai fatto tu, che hai disprezzato il giuramento e violato l'alleanza.  Anch'io mi ricorder dell'alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilir con te un'alleanza eterna.  Allora ti ricorderai della tua condotta e ne sarai confusa, quando riceverai le tue sorelle maggiori insieme a quelle pi piccole e io le dar a te per figlie, ma non in forza della tua alleanza;  io ratificher la mia alleanza con te e tu saprai che io sono il Signore,  perch te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra pi bocca, quando ti avr perdonato quello che hai fatto. Parola del Signore Dio".



	 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, proponi un enigma e racconta una parabola agli Israeliti.  Tu dirai: Dice il Signore Dio:

	Un'aquila grande
	dalle grandi ali
	e dalle lunghe penne,
	folta di piume
	dal colore variopinto,
	venne sul Libano
	e port via la cima del cedro;
	 stronc il ramo pi alto
	e lo port in un paese di mercanti,
	lo depose in una citt di negozianti.
	 Scelse un germoglio del paese
	e lo depose in un campo da seme;
	lungo il corso di grandi acque,
	lo piant come un salice,
	 perch germogliasse
	e diventasse una vite estesa,
	poco elevata,
	che verso l'aquila volgesse i rami
	e le radici crescessero sotto di essa.
	Divenne una vite,
	che fece crescere i tralci
	e distese i rami.
	 Ma c'era un'altra aquila grande,
	larga di ali,
	folta di penne.
	Ed ecco quella vite
	rivolse verso di lei le radici
	e tese verso di lei i suoi tralci,
	perch la irrigasse
	dall'aiuola dove era piantata.
	 In un campo fertile,
	lungo il corso di grandi acque,
	essa era piantata,
	per metter rami e dar frutto
	e diventare una vite magnifica.
	 Riferisci loro: Dice il Signore Dio:
	Riuscir a prosperare?
	O non sveller forse l'aquila le sue radici
	e vendemmier il suo frutto
	e seccheranno tutti i tralci che ha messo?
	Non ci vorr un grande sforzo
	o molta gente
	per svellerla dalle radici.
	 Ecco, essa  piantata:
	riuscir a prosperare?
	O non seccher del tutto
	non appena l'avr sfiorata il vento d'oriente?
	Proprio nell'aiuola dove  germogliata, seccher!".

	 Mi fu rivolta ancora questa parola del Signore:  "Parla dunque a quella gena di ribelli: Non sapete che cosa significa questo? Di'ancora: Ecco, il re di Babilonia  giunto a Gerusalemme, ha preso il re e i prncipi e li ha trasportati con s in Babilonia.  Si  scelto uno di stirpe reale e ha fatto un patto con lui, obbligandolo con giuramento. Ha deportato i potenti del paese,  perch il regno fosse debole e non potesse innalzarsi ed egli osservasse e mantenesse l'alleanza con lui.  Ma questi gli si  ribellato e ha mandato messaggeri in Egitto, perch gli fossero dati cavalli e molti soldati. Potr prosperare, potr scampare chi ha agito cos? Chi ha infranto un patto potr uscirne senza danno?  Per la mia vita, dice il Signore Dio, proprio nel paese del re che gli aveva dato il trono, di cui ha disprezzato il giuramento e infranto l'alleanza, presso di lui, morir, in Babilonia.  Il faraone con le sue grandi forze e il suo ingente esercito non gli sar di valido aiuto in guerra, quando si eleveranno terrapieni e si costruiranno baluardi per distruggere tante vite umane.  Ha disprezzato un giuramento, ha infranto un'alleanza: ecco, aveva dato la mano e poi ha agito in tal modo. Non potr trovare scampo.
	 Perci cos dice il Signore Dio: Com' vero ch'io vivo, il mio giuramento che egli ha disprezzato, la mia alleanza che ha infranta li far ricadere sopra il suo capo.  Stender su di lui la mia rete e rimarr preso nel mio laccio. Lo porter in Babilonia e l lo giudicher per l'infedelt commessa contro di me.  Tutti i migliori delle sue schiere cadranno di spada e i superstiti saranno dispersi a tutti i venti: cos saprete che io, il Signore, ho parlato.

	 Dice il Signore Dio:
	Anch'io prender dalla cima del cedro,
	dalle punte dei suoi rami coglier un ramoscello
	e lo pianter sopra un monte alto, massiccio;
	 lo pianter sul monte alto d'Israele.
	Metter rami e far frutti
	e diventer un cedro magnifico.
	Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
	ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposer.
	 Sapranno tutti gli alberi della foresta
	che io sono il Signore,
	che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso;
	faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero secco.
	Io, il Signore, ho parlato e lo far".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Perch andate ripetendo questo proverbio sul paese d'Israele:

	I padri han mangiato l'uva acerba
	e i denti dei figli si sono allegati?

	 Com' vero ch'io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripeterete pi questo proverbio in Israele.  Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio  mia; chi pecca morir.
	 Se uno  giusto e osserva il diritto e la giustizia,  se non mangia sulle alture e non alza gli occhi agli idoli della casa d'Israele, se non disonora la moglie del suo prossimo e non si accosta a una donna durante il suo stato di impurit,  se non opprime alcuno, restituisce il pegno al debitore, non commette rapina, divide il pane con l'affamato e copre di vesti l'ignudo,  se non presta a usura e non esige interesse, desiste dall'iniquit e pronunzia retto giudizio fra un uomo e un altro,  se cammina nei miei decreti e osserva le mie leggi agendo con fedelt, egli  giusto ed egli vivr, parola del Signore Dio.  Ma se uno ha generato un figlio violento e sanguinario che commette qualcuna di tali azioni,  mentre egli non le commette, e questo figlio mangia sulle alture, disonora la donna del prossimo,  opprime il povero e l'indigente, commette rapine, non restituisce il pegno, volge gli occhi agli idoli, compie azioni abominevoli,  presta a usura ed esige gli interessi, egli non vivr; poich ha commesso queste azioni abominevoli, costui morir e dovr a se stesso la propria morte.  Ma, se uno ha generato un figlio che vedendo tutti i peccati commessi dal padre, sebbene li veda, non li commette,  non mangia sulle alture, non volge gli occhi agli idoli di Israele, non disonora la donna del prossimo,  non opprime alcuno, non trattiene il pegno, non commette rapina, da'il pane all'affamato e copre di vesti l'ignudo,  desiste dall'iniquit, non presta a usura n a interesse, osserva i miei decreti, cammina secondo le mie leggi, costui non morir per l'iniquit di suo padre, ma certo vivr.  Suo padre invece, che ha oppresso e derubato il suo prossimo, che non ha agito bene in mezzo al popolo, morir per la sua iniquit.
	 Voi dite: Perch il figlio non sconta l'iniquit del padre? Perch il figlio ha agito secondo giustizia e rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li ha messi in pratica, perci egli vivr.
	 Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquit del padre, n il padre l'iniquit del figlio. Al giusto sar accreditata la sua giustizia e al malvagio la sua malvagit.
	 Ma se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivr, non morir.  Nessuna delle colpe commesse sar ricordata, ma vivr per la giustizia che ha praticata.
	 Forse che io ho piacere della morte del malvagio - dice il Signore Dio - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
	 Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette l'iniquit e agisce secondo tutti gli abomini che l'empio commette, potr egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui  caduto e del peccato che ha commesso, egli morir.
	 Voi dite: Non  retto il modo di agire del Signore.
	Ascolta dunque, popolo d'Israele: Non  retta la mia condotta o piuttosto non  retta la vostra?  Se il giusto si allontana dalla giustizia per commettere l'iniquit e a causa di questa muore, egli muore appunto per l'iniquit che ha commessa.  E se l'ingiusto desiste dall'ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e rettitudine, egli fa vivere se stesso.  Ha riflettuto, si  allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivr e non morir.  Eppure gli Israeliti van dicendo: Non  retta la via del Signore. O popolo d'Israele, non sono rette le mie vie o piuttosto non sono rette le vostre?
	 Perci, o Israeliti, io giudicher ognuno di voi secondo la sua condotta. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquit, e l'iniquit non sar pi causa della vostra rovina.  Liberatevi da tutte le iniquit commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perch volete morire, o Israeliti?  Io non godo della morte di chi muore. Parola del Signore Dio. Convertitevi e vivrete".



	 Intona ora un lamento sui capi d'Israele  dicendo:

	"Che cos'era tua madre?
	Una leonessa fra leoni.
	Accovacciata in mezzo ai leoni
	allevava i suoi cuccioli.
	 Essa innalz uno dei cuccioli
	che divenne leone,
	impar a sbranare la preda,
	a divorare gli uomini.
	 Ma contro di lui le genti fecero lega,
	rest preso nella loro fossa
	e in catene fu condotto in Egitto.
	 Quando essa vide che era lunga l'attesa
	e delusa la sua speranza,
	prese un altro cucciolo
	e ne fece un leoncino.
	 Egli se ne andava e veniva fra i leoni,
	divenuto leoncello,
	e impar a sbranare la preda,
	a divorare gli uomini.
	 Penetr nei loro palazzi,
	devast le loro citt.
	Il paese e i suoi abitanti
	sbigottivano al rumore del suo ruggito.
	 Lo assalirono le genti,
	le contrade all'intorno;
	tesero un laccio contro di lui
	e rest preso nella loro fossa.
	 Lo chiusero in una gabbia,
	lo condussero in catene al re di Babilonia
	e lo misero in una prigione,
	perch non se ne sentisse la voce sui monti d'Israele.
	 Tua madre era come una vite
	piantata vicino alle acque.
	Era rigogliosa e frondosa
	per l'abbondanza dell'acqua;
	 ebbe rami robusti
	buoni per scettri regali;
	il suo fusto si elev
	in mezzo agli arbusti
	mirabile per la sua altezza
	e per l'abbondanza dei suoi rami.
	 Ma essa fu sradicata con furore
	e gettata a terra;
	il vento d'oriente la dissecc,
	dissecc i suoi frutti;
	il suo ramo robusto inarid
	e il fuoco lo divor.
	 Ora  trapiantata nel deserto,
	in una terra secca e riarsa;
	 un fuoco usc da un suo ramo,
	divor tralci e frutti
	ed essa non ha pi alcun ramo robusto,
	uno scettro per dominare".
	Questo  un lamento e come lamento  passato nell'uso.



	 Il dieci del quinto mese, anno settimo, alcuni anziani d'Israele vennero a consultare il Signore e sedettero davanti a me.  Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, parla agli anziani d'Israele e di'loro: Dice il Signore Dio: Venite voi per consultarmi? Com' vero ch'io vivo, non mi lascer consultare da voi. Oracolo del Signore Dio.  Vuoi giudicarli? Li vuoi giudicare, figlio dell'uomo? Mostra loro gli abomini dei loro padri.  Di'loro: Dice il Signore Dio: Quando io scelsi Israele e alzai la mano e giurai per la stirpe della casa di Giacobbe, apparvi loro nel paese d'Egitto e giurai per loro dicendo: Io, il Signore, sono vostro Dio.  Allora alzai la mano e giurai di farli uscire dal paese d'Egitto e condurli in una terra scelta per loro, stillante latte e miele, che  la pi bella fra tutte le terre.  Dissi loro: Ognuno getti via gli abomini dei propri occhi e non vi contaminate con gl'idoli d'Egitto: sono io il vostro Dio.
	 Ma essi mi si ribellarono e non mi vollero ascoltare: non gettarono via gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli idoli d'Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia ira, in mezzo al paese d'Egitto.  Ma feci diversamente per riguardo al mio nome, perch non fosse profanato agli occhi delle genti in mezzo alle quali si trovavano, poich avevo dichiarato che li avrei fatti uscire dal paese d'Egitto sotto i loro occhi.  Cos li feci uscire dall'Egitto e li condussi nel deserto;  diedi loro i miei statuti e feci loro conoscere le mie leggi, perch colui che le osserva viva per esse.  Diedi loro anche i miei sabati come un segno fra me e loro, perch sapessero che sono io, il Signore, che li santifico.
	 Ma gli Israeliti si ribellarono contro di me nel deserto: essi non camminarono secondo i miei decreti, disprezzarono le mie leggi, che bisogna osservare perch l'uomo viva, e violarono sempre i miei sabati. Allora io decisi di riversare su di loro il mio sdegno nel deserto e di sterminarli.
	 Ma agii diversamente per il mio nome, perch non fosse profanato agli occhi delle genti di fronte alle quali io li avevo fatti uscire.  Avevo giurato su di loro nel deserto che non li avrei pi condotti nella terra che io avevo loro assegnato, terra stillante latte e miele, la pi bella fra tutte le terre,  perch avevano disprezzato i miei comandamenti, non avevano seguito i miei statuti e avevano profanato i miei sabati, mentre il loro cuore si era attaccato ai loro idoli.  Tuttavia il mio occhio ebbe piet di loro e non li distrussi, non li sterminai tutti nel deserto.
	 Dissi ai loro figli nel deserto: Non seguite le regole dei vostri padri, non osservate le loro leggi, non vi contaminate con i loro idoli:  sono io, il Signore, il vostro Dio. Camminate secondo i miei decreti, osservate le mie leggi e mettetele in pratica.  Santificate i miei sabati e siano un segno fra me e voi, perch si sappia che sono io, il Signore vostro Dio.
	 Ma anche i figli mi si ribellarono, non camminarono secondo i miei decreti, non osservarono e non misero in pratica le mie leggi, che danno la vita a chi le osserva; profanarono i miei sabati. Allora io decisi di riversare il mio sdegno su di loro e di sfogare contro di essi l'ira nel deserto.
	 Ma ritirai la mano e feci diversamente per riguardo al mio nome, perch non fosse profanato agli occhi delle genti, alla cui presenza io li avevo fatti uscire.  E nel deserto giurai loro, alzando la mia mano, che li avrei dispersi fra le genti e disseminati in paesi stranieri,  perch non avevano praticato le mie leggi, anzi, avevano disprezzato i miei decreti, profanato i miei sabati e i loro occhi erano sempre rivolti agli idoli dei loro padri.
	 Allora io diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali non potevano vivere.  Feci s che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perch riconoscessero che io sono il Signore.  Parla dunque agli Israeliti, figlio dell'uomo, e di'loro: Dice il Signore Dio: Ancora in questo mi offesero i vostri padri agendo con infedelt verso di me:  dopo che io li ebbi introdotti nel paese che, levando la mia mano, avevo giurato di dare loro, essi guardarono ogni colle elevato, ogni albero verde e l fecero i sacrifici e portarono le loro offerte provocatrici: l depositarono i loro profumi soavi e versarono le loro libazioni.  Io dissi loro: Che cos' quest'altura alla quale voi andate? Il nome altura  rimasto fino ai nostri giorni.
	 Ebbene, di'agli Israeliti: Cos dice il Signore Dio: Vi contaminate secondo il costume dei vostri padri, vi prostituite secondo i loro abomini,  vi contaminate con tutti i vostri idoli fino ad oggi, facendo le vostre offerte e facendo passare per il fuoco i vostri figli e io mi dovrei lasciare consultare da voi, uomini d'Israele? Com' vero ch'io vivo - parola del Signore Dio - non mi lascer consultare da voi.  E ci che v'immaginate in cuor vostro non avverr, mentre voi andate dicendo: Saremo come le genti, come le trib degli altri paesi che prestano culto al legno e alla pietra.  Com' vero ch'io vivo - parola del Signore Dio - io regner su di voi con mano forte, con braccio possente e rovesciando la mia ira.  Poi vi far uscire di mezzo ai popoli e vi raduner da quei territori dove foste dispersi con mano forte, con braccio possente e con la mia ira traboccante  e vi condurr nel deserto dei popoli e l a faccia a faccia vi giudicher.  Come giudicai i vostri padri nel deserto del paese di Egitto cos giudicher voi, dice il Signore Dio.  Vi far passare sotto il mio bastone e vi condurr sotto il giogo dell'alleanza.  Separer da voi i ribelli e quelli che si sono staccati da me; li far uscire dal paese in cui dimorano, ma non entreranno nel paese d'Israele: cos saprete che io sono il Signore.  A voi, uomini d'Israele, cos dice il Signore Dio: Andate, servite pure ognuno i vostri idoli, ma infine mi ascolterete e il mio santo nome non profanerete pi con le vostre offerte, con i vostri idoli;  poich sul mio monte santo, sull'alto monte d'Israele - oracolo del Signore Dio - mi servir tutta la casa d'Israele, tutta riunita in quel paese; l mi saranno graditi e l richieder le vostre offerte, le primizie dei vostri doni in qualunque forma me li consacrerete.  Io vi accetter come soave profumo, quando vi avr liberati dai popoli e vi avr radunati dai paesi nei quali foste dispersi: mi mostrer santo in voi agli occhi delle genti.
	 Allora voi saprete che io sono il Signore, quando vi condurr nel paese d'Israele, nel paese che alzando la mia mano giurai di dare ai vostri padri.  L vi ricorderete della vostra condotta, di tutti i misfatti dei quali vi siete macchiati, e proverete disgusto di voi stessi, per tutte le malvagit che avete commesse.  Allora saprete che io sono il Signore, quando agir con voi per l'onore del mio nome e non secondo la vostra malvagia condotta e i vostri costumi corrotti, uomini d'Israele". Parola del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgi la faccia verso il mezzogiorno, parla alla regione australe e predici contro la selva del mezzogiorno.  Dirai alla selva del mezzogiorno: Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Ecco, io accender in te un fuoco che divorer in te ogni albero verde e ogni albero secco: la fiamma ardente non si spegner e ogni sembiante sar bruciato dal mezzogiorno al settentrione.  Ogni vivente vedr che io, il Signore, l'ho incendiato e non si spegner".
	 Io dissi: "Ah! Signore Dio, essi vanno dicendo di me: Non  forse costui uno che racconta delle favole?".
	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgi la faccia verso Gerusalemme e parla contro i suoi santuari, predici contro il paese d'Israele.  Tu riferirai al paese d'Israele: Cos dice il Signore Dio: Eccomi contro di te. Sguainer la spada e uccider in te il giusto e il peccatore.  Se uccider in te il giusto e il peccatore, significa che la spada sguainata sar contro ogni carne, dal mezzogiorno al settentrione.  Cos ogni vivente sapr che io, il Signore, ho sguainato la spada ed essa non rientrer nel fodero.  Tu, figlio dell'uomo, piangi: piangi davanti a loro con il cuore infranto e pieno d'amarezza.  Quando ti domanderanno: Perch piangi?, risponderai: Perch  giunta la notizia che il cuore verr meno, le mani s'indeboliranno, lo spirito sar costernato, le ginocchia vacilleranno. Ecco  giunta e si compie". Parola del Signore Dio.  Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, profetizza e di'loro: Cos dice il Signore Dio:

	Spada, spada aguzza e affilata,
	 aguzza per scannare, affilata per lampeggiare!
	 L'ha fatta affilare perch la si impugni,
	l'ha aguzzata e affilata
	per darla in mano al massacratore!
	 Grida e lamntati, o figlio dell'uomo,
	perch essa pesa sul mio popolo,
	su tutti i prncipi d'Israele:
	essi cadranno di spada insieme con il mio popolo.
	Perci battiti il fianco,
	 perch  una prova:
	che cosa accadrebbe se nemmeno un bastone sprezzante ci fosse
	Parola del Signore Dio.
	 Tu, o figlio dell'uomo,
	predici e batti le mani:
	la spada si raddoppi e si triplichi,
	 la spada dei massacri,
	la grande spada del massacro che li circonda.
	 Perch i cuori si struggano e si moltiplichino le vittime,
	ho messo ad ogni porta la punta della spada,
	fatta per lampeggiare, affilata per il massacro.
	 Volgiti a destra, volgiti a sinistra,
	ovunque si diriga la tua lama.
	 Anch'io batter le mani e sazier la mia ira.
	Io, il Signore, ho parlato".

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:
	 "Figlio dell'uomo, traccia due strade per il passaggio della spada del re di Babilonia; proverranno tutte e due dallo stesso paese; tu metti un segnale a capo della strada che conduce nella citt.  Traccia la strada per cui la spada giunga a Rabb degli Ammoniti e in Giuda, a Gerusalemme nella citt fortificata.  Infatti il re di Babilonia  fermo al bivio, all'inizio delle due strade, per interrogare le sorti: agita le frecce, interroga gli di domestici, osserva il fegato.  Nella sua destra  uscito il responso: Gerusalemme, per porre contro di essa gli arieti, per farle udire l'ordine del massacro, echeggiare grida di guerra, disporre gli arieti contro le sue porte, innalzare terrapieni, costruire trincee.
	 Ma questo non  che un vano presagio agli occhi di quelli che hanno fatto loro solenni giuramenti. Egli per ricorda loro l'iniquit per cui saranno catturati".  Perci dice il Signore: "Poich voi avete fatto ricordare le vostre iniquit, rendendo manifeste le vostre trasgressioni e palesi i vostri peccati in tutto il vostro modo di agire, poich ve ne vantate, voi resterete presi al laccio.  A te, sconsacrato, empio principe d'Israele, di cui  giunto il giorno con il tempo della tua iniquit finale,  cos dice il Signore Dio: Deponi il turbante e togliti la corona: tutto sar cambiato: ci che  basso sar elevato e ci che  alto sar abbassato.  In rovina, in rovina, in rovina la ridurr e non si rialzer pi finch non giunga colui al quale appartiene di diritto e al quale io la dar".

	 Tu, figlio dell'uomo, profetizza e annunzia: "Cos dice il Signore Dio agli Ammoniti e riguardo ai loro insulti. Di'dunque: La spada, la spada  sguainata per la strage,  affilata per sterminare, per lampeggiare,  mentre tu hai false visioni e ti si predicono sorti bugiarde, la spada sar messa alla gola degli empi perversi, il cui giorno  venuto, al colmo della loro malvagit.
	 Rimettila nel fodero. Nel luogo stesso in cui tu fosti creato, nella terra stessa in cui sei nato, io ti giudicher;  rovescer su di te il mio sdegno, contro di te soffier nel fuoco della mia ira e ti abbandoner in mano di uomini violenti, portatori di distruzione.  Sarai preda del fuoco, del tuo sangue sar intrisa la terra, non ti si ricorder pi perch io, il Signore, ho parlato".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Tu, figlio dell'uomo, forse non giudicherai, non giudicherai tu la citt sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini.  Tu riferirai: Dice il Signore Dio: O citt che sparge il sangue in mezzo a se stessa, perch giunga il suo tempo, e fabbrica a suo danno idoli con cui contaminarsi!  Per il sangue che hai sparso, ti sei resa colpevole e ti sei contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi anni. Ti render perci l'obbrobrio dei popoli e lo scherno di tutta la terra.  I vicini e i lontani si faran beffe di te o citt infamata e piena di disordini.  Ecco in te i prncipi d'Israele, ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue.  In te si disprezza il padre e la madre, in te si maltratta il forestiero, in te si opprime l'orfano e la vedova.  Hai disprezzato i miei santuari, hai profanato i miei sabati.  Vi sono in te calunniatori che versano il sangue. C' in te chi banchetta sui monti e chi commette scelleratezze.  In te si hanno rapporti col proprio padre, in te si giace con la donna in stato di mestruazione.  Uno reca oltraggio alla donna del prossimo, l'altro contamina con incesto la nuora, altri viola la sorella, figlia del padre.  In te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo prossimo e di me ti dimentichi. Oracolo del Signore Dio.
	 Ecco, io batto le mani per le frodi che hai commesse e per il sangue che  versato in mezzo a te.  Regger il tuo cuore e saranno forti le mani per i giorni che io ti preparo? Io, il Signore, l'ho detto e lo far;  ti disperder fra le nazioni e ti disseminer in paesi stranieri; ti purificher della tua immondezza,  poi ti riprender in eredit davanti alle nazioni e tu saprai che io sono il Signore".
	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, gli Israeliti si son cambiati in scoria per me; sono tutti rame, stagno, ferro e piombo dentro un crogiuolo: sono scoria di argento.  Perci cos dice il Signore: Poich vi siete tutti cambiati in scoria, io vi raduner dentro Gerusalemme.  Come si mette insieme argento, rame, ferro, piombo, stagno dentro un crogiuolo e si soffia nel fuoco per fonderli, cos io, con ira e con sdegno, vi metter tutti insieme e vi far fondere;  vi raduner, contro di voi soffier nel fuoco del mio sdegno e vi fonder in mezzo alla citt.  Come si fonde l'argento nel crogiuolo, cos sarete fusi in mezzo ad essa: saprete che io, il Signore, ho riversato il mio sdegno contro di voi".
	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, di'a Gerusalemme: Tu sei una terra non purificata, non lavata da pioggia in un giorno di tempesta.  Dentro di essa i suoi prncipi, come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la gente, s'impadroniscono di tesori e ricchezze, moltiplicano le vedove in mezzo ad essa.  I suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le cose sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano, non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non osservano i miei sabati e io sono disonorato in mezzo a loro.  I suoi capi in mezzo ad essa sono come lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno perire la gente per turpi guadagni.  I suoi profeti hanno come intonacato tutti questi delitti con false visioni e oracoli fallaci e vanno dicendo: Cos parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha parlato.  Gli abitanti della campagna commettono violenze e si danno alla rapina, calpestano il povero e il bisognoso, maltrattano il forestiero, contro ogni diritto.  Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di fronte a me, per difendere il paese perch io non lo devastassi, ma non l'ho trovato.  Io rovescer su di essi il mio sdegno: li consumer con il fuoco della mia collera: la loro condotta far ricadere sulle loro teste". Oracolo del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, vi erano due donne, figlie della stessa madre,  le quali si erano prostituite in Egitto fin dalla loro giovinezza, dove venne profanato il loro petto e oppresso il loro seno verginale.  Esse si chiamano Ool la maggiore e Oolib la pi piccola, sua sorella. L'una e l'altra divennero mie e partorirono figli e figlie. Ool  Samaria e Oolib  Gerusalemme.  Ool mentre era mia si dimostr infedele: arse d'amore per i suoi spasimanti, gli Assiri suoi vicini,  vestiti di porpora, prncipi e governatori, tutti giovani attraenti, cavalieri montati su cavalli.  Concesse loro i suoi favori, al fiore degli Assiri, e si contamin con gli idoli di coloro dei quali si era innamorata.  Non rinunci alle sue relazioni amorose con gli Egiziani, i quali avevano abusato di lei nella sua giovinezza, avevano profanato il suo seno verginale, sfogando su di lei la loro libidine.  Per questo l'ho data in mano ai suoi amanti, in mano agli Assiri, dei quali si era innamorata.  Essi scoprirono la sua nudit, presero i suoi figli e le sue figlie e la uccisero di spada. Divenne cos come un monito fra le donne, per la condanna esemplare che essi avevano eseguita su di lei.
	 Sua sorella Oolib la vide e si corruppe pi di lei nei suoi amoreggiamenti; con le sue infedelt super la sorella.  Spasim per gli Assiri suoi vicini, prncipi e capi, vestiti di porpora, cavalieri montati su cavalli, tutti giovani attraenti.  Io vidi che si era contaminata e che tutt'e due seguivano la stessa via.  Ma essa moltiplic le prostituzioni. Vide uomini effigiati su una parete, figure di Caldei, disegnati con il minio,  con cinture ai fianchi, ampi turbanti in capo, dall'aspetto di grandi capi, rappresentanti i figli di Babilonia, originari di Caldea:  essa se ne innamor non appena li vide e invi loro messaggeri in Caldea.  I figli di Babilonia andarono da lei al letto degli amori e la contaminarono con le loro fornicazioni ed essa si contamin con loro finch ne fu nauseata.  Poich aveva messo in pubblico le sue tresche e scoperto la sua nudit, anch'io mi allontanai da lei come mi ero allontanato dalla sorella.  Ma essa continu a moltiplicare prostituzioni, ricordando il tempo della sua giovent, quando si prostituiva in Egitto.  Arse di libidine per quegli amanti lussuriosi come asini, libidinosi come stalloni,  e cos rinnov l'infamia della sua giovinezza, quando in Egitto veniva profanato il suo petto, oppresso il suo seno verginale.  Per questo, Oolib, cos dice il Signore Dio: Ecco, io suscito contro di te gli amanti di cui mi sono disgustato e li condurr contro di te da ogni parte,  i figli di Babilonia e di tutti i Caldei, quelli di Pekd, di Soa e di Koa e con loro tutti gli Assiri, tutti i giovani attraenti, prncipi e capi, tutti capitani e cavalieri famosi;  verranno contro di te dal settentrione con cocchi e carri e con una moltitudine di popolo e si schiereranno contro di te da ogni parte con scudi grandi e piccoli ed elmi. A loro ho rimesso il giudizio e ti giudicheranno secondo le loro leggi.  Scatener la mia gelosia contro di te e ti tratteranno con furore: ti taglieranno il naso e gli orecchi e i superstiti cadranno di spada; deporteranno i tuoi figli e le tue figlie e ci che rimarr di te sar preda del fuoco.  Ti spoglieranno delle tue vesti e s'impadroniranno dei tuoi gioielli.  Metter fine alle tue scelleratezze e alle tue prostituzioni commesse in Egitto: non alzerai pi gli occhi verso di loro, non ricorderai pi l'Egitto.
	 Perch cos dice il Signore Dio: Ecco, io ti consegno in mano a coloro che tu odii, in mano a coloro di cui sei nauseata.  Ti tratteranno con odio e si impadroniranno di tutti i tuoi beni, lasciandoti nuda e scoperta; sar svelata la turpitudine delle tue scelleratezze, la tua libidine e la tua disonest.  Cos sarai trattata perch tu mi hai tradito con le genti, perch ti sei contaminata con i loro idoli.  Hai seguito la via di tua sorella, la sua coppa porr nelle tue mani".

	 Dice il Signore Dio:
	"Berrai la coppa di tua sorella,
	profonda e larga,
	sarai oggetto di derisione e di scherno;
	la coppa sar di grande capacit.
	 Tu sarai colma d'ubriachezza e d'affanno,
	coppa di desolazione e di sterminio
	era la coppa di tua sorella Samaria.
	 Anche tu la berrai, la vuoterai, ne succhierai i cocci,
	ti lacererai il seno,
	poich io ho parlato". Parola del Signore.

	 Perci dice il Signore Dio: "Poich tu mi hai dimenticato e mi hai voltato le spalle, sconterai dunque la tua disonest e le tue dissolutezze!".
	 Il Signore mi disse: "Figlio dell'uomo, non giudicherai tu Ool e Oolib? Non mostrerai ad esse i loro abomini?  Sono state adultere e le loro mani sono lorde di sangue, hanno commesso adulterio con i loro idoli; perfino i figli che mi avevano partorito, li hanno fatti passare per il fuoco in loro pasto.  Ancor questo mi hanno fatto: in quello stesso giorno hanno contaminato il mio santuario e profanato i miei sabati;  dopo avere immolato i loro figli ai loro idoli, sono venute in quel medesimo giorno al mio santuario per profanarlo: ecco quello che hanno fatto dentro la mia casa!
	 Si rivolsero anche a uomini di paesi lontani, invitandoli per mezzo di messaggeri, ed essi giunsero. Per loro ti sei lavata, ti sei dipinta gli occhi, ti sei adornata dei tuoi vestiti preziosi,  ti sei stesa su un magnifico divano davanti ad una tavola imbandita, su cui hai posto il mio olio, i miei profumi.  Si udiva lo strepito di una moltitudine festante di uomini venuti dal deserto, i quali avevano messo braccialetti ai polsi e una corona di gloria sul loro capo.  Io pensavo di costei, abituata agli adultri: Ora costoro si faranno complici delle sue prostituzioni.  Infatti entrarono da lei, come si entra da una prostituta: cos entrarono da Ool e da Oolib, donne di malaffare.  Ma uomini retti le giudicheranno come si giudicano le adultere e le assassine. Le loro mani sono lorde di sangue".
	 Dice infatti il Signore Dio: "Si far venire contro di loro una folla ed esse saranno abbandonate alle malversazioni e al saccheggio.  La folla le lapider e le far a pezzi con le spade; ne uccider i figli e le figlie e dar alle fiamme le case.  Eliminer cos un'infamia dalla terra e tutte le donne impareranno a non commettere infamie simili.  Faranno ricadere la vostra infamia su di voi e sconterete i vostri peccati di idolatria: saprete cos che io sono il Signore Dio".



	 Il dieci del decimo mese, dell'anno nono, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, metti per iscritto la data di oggi, di questo giorno, perch proprio oggi il re di Babilonia punta contro Gerusalemme.  Proponi una parabola a questa gena di ribelli dicendo loro: Cos dice il Signore Dio:

	Metti su la pentola,
	mettila e versavi acqua.
	 Mettici dentro i pezzi di carne,
	tutti i pezzi buoni, la coscia e la spalla,
	e riempila di ossi scelti;
	 prendi il meglio del gregge.
	Mettici sotto la legna e falla bollire molto,
	s che si cuociano dentro anche gli ossi.
	 Poich dice il Signore Dio:
	Guai alla citt sanguinaria,
	alla pentola arrugginita,
	da cui non si stacca la ruggine!
	Vuotala pezzo per pezzo, senza fare le parti,
	 poich il suo sangue  dentro,
	lo ha versato sulla nuda roccia,
	non l'ha sparso in terra per ricoprirlo di polvere.
	 Per provocare la mia collera,
	per farne vendetta,
	ha posto il suo sangue
	sulla nuda roccia, senza ricoprirlo.
	 Perci dice il Signore Dio:
	Guai alla citt sanguinaria!
	Anch'io far grande il rogo.
	 Ammassa la legna,
	fa'divampare il fuoco,
	fa'consumare la carne,
	riducila in poltiglia
	e le ossa siano riarse.
	 Vuota la pentola sulla brace,
	perch si riscaldi
	e il rame si arroventi;
	si distrugga la sozzura che c' dentro
	e si consumi la sua ruggine.
	 Quanta fatica!
	Ma l'abbondante sua ruggine non si stacca,
	non scompare da essa neppure con il fuoco.

	 La tua immondezza  esecrabile: ho cercato di purificarti, ma tu non ti sei lasciata purificare. Perci dalla tua immondezza non sarai purificata finch non avr sfogato su di te la mia collera.  Io, il Signore, ho parlato! Questo avverr, lo compir senza revoca; non avr n piet, n compassione. Ti giudicher secondo la tua condotta e i tuoi misfatti". Oracolo del Signore Dio.

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo ecco, io ti tolgo all'improvviso colei che  la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non piangere, non versare una lacrima.  Sospira in silenzio e non fare il lutto dei morti: avvolgiti il capo con il turbante, mettiti i sandali ai piedi, non ti velare fino alla bocca, non mangiare il pane del lutto".
	 La mattina avevo parlato al popolo e la sera mia moglie mor. La mattina dopo feci come mi era stato comandato  e la gente mi domandava: "Non vuoi spiegarci che cosa significa quello che tu fai?".  Io risposi: "Il Signore mi ha parlato:  Annunzia agli Israeliti: Cos dice il Signore Dio: Ecco, io faccio profanare il mio santuario, orgoglio della vostra forza, delizia dei vostri occhi e amore delle vostre anime. I figli e le figlie che avete lasciato cadranno di spada.  Voi farete come ho fatto io: non vi velerete fino alla bocca, non mangerete il pane del lutto.  Avrete i vostri turbanti in capo e i sandali ai piedi: non farete il lamento e non piangerete: ma vi consumerete per le vostre iniquit e gemerete l'uno con l'altro.  Ezechiele sar per voi un segno: quando ci avverr, voi farete in tutto come ha fatto lui e saprete che io sono il Signore.  Tu, figlio dell'uomo, il giorno in cui toglier loro la loro fortezza, la gioia della loro gloria, l'amore dei loro occhi, la brama delle loro anime, i loro figli e le loro figlie,  allora verr a te un profugo per dartene notizia.  In quel giorno la tua bocca si aprir per parlare con il profugo, parlerai e non sarai pi muto e sarai per loro un segno: essi sapranno che io sono il Signore".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, rivolgiti agli Ammoniti e predici contro di loro.  Annunzierai agli Ammoniti: Udite la parola del Signore Dio. Dice il Signore Dio: Poich tu hai esclamato: Ah! Ah! riguardo al mio santuario poich  stato profanato, riguardo al paese di Israele perch  stato devastato, e riguardo alla casa di Giuda perch condotta in esilio,  per questo:

	Ecco, io ti do in mano ai figli d'oriente.
	Metteranno in te i loro accampamenti,
	e in mezzo a te pianteranno le loro tende:
	mangeranno i tuoi frutti e berranno il tuo latte.
	 Far di Rabb una stalla da cammelli
	e delle citt di Ammn un ovile per pecore.
	Allora saprete che io sono il Signore".
	 Perch dice il Signore Dio:
	"Siccome hai battuto le mani,
	hai pestato i piedi in terra e hai gioito in cuor tuo
	con pieno disprezzo per il paese d'Israele,
	 per questo, eccomi:
	Io stendo la mano su di te
	e ti dar in preda alle genti;
	ti sterminer dai popoli
	e ti canceller dal numero delle nazioni.
	Ti annienter e allora saprai che io sono il Signore".

	 Dice il Signore Dio:
	"Poich Moab e Seir hanno detto:
	Ecco, la casa di Giuda  come tutti gli altri popoli,
	 ebbene, io apro il fianco di Moab,
	in tutto il suo territorio anniento le sue citt,
	decoro del paese,
	Bet-Iesimt, Baal-Men, Kiriatim,
	 e le do in possesso ai figli d'oriente,
	come diedi loro gli Ammoniti,
	perch non siano pi ricordati fra i popoli.
	 Cos far giustizia di Moab
	e sapranno che io sono il Signore".

	 Dice il Signore Dio: "Poich Edom ha sfogato crudelmente la sua vendetta contro la casa di Giuda e s' reso colpevole vendicandosi su di essa,  per questo, cos dice il Signore Dio:

	Anch'io stender la mano su Edom,
	sterminer in esso uomini e bestie
	e lo ridurr a un deserto.
	Da Teman fino a Dedan cadranno di spada.
	 La mia vendetta su Edom la compir
	per mezzo del mio popolo, Israele,
	che tratter Edom secondo la mia ira e il mio sdegno.
	Si conoscer cos la mia vendetta".
	Oracolo del Signore Dio.

	 Dice il Signore Dio: "Poich i Filistei si son vendicati con animo pieno di odio e si son dati a sterminare, mossi da antico rancore,  per questo, cos dice il Signore Dio:

	Ecco, io stendo la mano sui Filistei,
	sterminer i Cretei e annienter
	il resto degli abitanti sul mare.
	 Far su di loro terribili vendette,
	castighi furiosi,
	e sapranno che io sono il Signore,
	quando eseguir su di loro la vendetta".



	 Il primo giorno del mese, dell'anno undecimo, mi fu rivolta questa parola del Signore:

	 "Figlio dell'uomo, poich Tiro ha detto di Gerusalemme:
	Ah, Ah! eccola infranta la porta delle nazioni;
	verso di me essa si volge, la sua ricchezza  devastata.
	 Ebbene, cos dice il Signore Dio:
	Eccomi contro di te, Tiro.
	Mander contro di te molti popoli,
	come il mare solleva le onde,
	 e distruggeranno le mura di Tiro,
	e demoliranno le sue torri:
	spazzer via da essa anche la polvere
	e la ridurr a un arido scoglio.
	 Essa diverr, in mezzo al mare,
	un luogo dove stendere le reti,
	poich io ho parlato - oracolo del Signore.
	Essa sar data in preda ai popoli
	 e le sue figlie in piena campagna
	saranno uccise di spada;
	allora sapranno che io sono il Signore.
	 Perch dice il Signore Dio:
	Io mando da settentrione contro Tiro
	Nabucodnosor re di Babilonia, il re dei re,
	con cavalli, carri e cavalieri
	e una folla, un popolo immenso.
	 Le tue figlie, in terra ferma, uccider di spada,
	contro di te costruir bastioni, alzer terrapieni,
	disporr un tetto di scudi.
	 Con gli arieti colpir le tue mura,
	demolir le tue torri con i suoi ordigni.
	 La moltitudine dei suoi cavalli sar tale
	che ti coprir con la sua polvere,
	per lo strepito dei cavalieri, delle ruote e dei carri
	tremeranno le tue mura,
	quando entrer dalle tue porte
	come si entra in una citt espugnata.
	 Con gli zoccoli dei suoi cavalli
	calpester tutte le tue strade,
	passer il tuo popolo a fil di spada,
	abbatter le tue colonne protettrici.
	 Saccheggeranno le tue ricchezze,
	faran bottino delle tue mercanzie.
	Abbatteranno le tue mura,
	demoliranno i tuoi splendidi palazzi:
	getteranno in mezzo al mare
	le tue pietre, i tuoi legnami e la tua polvere.
	 Far cessare lo strepito delle tue canzoni
	e non si udr pi il suono delle tue cetre.
	 Ti render simile a un arido scoglio,
	a un luogo dove stendere le reti;
	tu non sarai pi ricostruita,
	poich io, il Signore, ho parlato".
	Oracolo del Signore Dio.

	 Cos dice a Tiro il Signore Dio: "Al fragore della tua caduta, al gemito dei feriti, quando la strage infierir in mezzo a te, le isole forse non tremeranno?  Tutti i prncipi del mare scenderanno dai loro troni, deporranno i loro manti, si spoglieranno delle vesti ricamate, si vestiranno a lutto e seduti per terra tremeranno ad ogni istante, spaventati per te.
	 Su di te alzeranno un lamento e diranno:

	Perch sei scomparsa dai mari, citt famosa,
	potente sui mari?
	Essa e i suoi abitanti,
	che incutevano terrore
	su tutta la terraferma.
	 Ora le isole tremano,
	nel giorno della tua caduta,
	le isole del mare sono spaventate per la tua fine".

	 Poich dice il Signore Dio: "Quando avr fatto di te una citt deserta, come sono le citt disabitate, e avr fatto salire su di te l'abisso e le grandi acque ti avranno ricoperto,  allora ti far scendere nella fossa, verso le generazioni del passato, e ti far abitare nelle regioni sotterranee, in luoghi desolati da secoli, con quelli che sono scesi nella fossa, perch tu non sia pi abitata: allora io dar splendore alla terra dei viventi.
	 Ti render oggetto di spavento e pi non sarai, ti si cercher ma n ora n mai sarai ritrovata". Oracolo del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Ors, figlio dell'uomo, intona un lamento su Tiro.  Di'a Tiro, alla citt situata all'approdo del mare, che commercia con i popoli e con le molte isole:

	Cos dice il Signore Dio:
	Tiro, tu dicevi: Io sono una nave di perfetta bellezza.
	 In mezzo ai mari  il tuo dominio.
	I tuoi costruttori ti hanno reso bellissima:
	 con cipressi del Senr
	hanno costruito tutte le tue fiancate,
	hanno preso il cedro del Libano
	per farti l'albero maestro;
	 i tuoi remi li hanno fatti con le querce di Basan;
	il ponte te lo hanno fatto d'avorio,
	intarsiato nel bssolo delle isole di Chittim.
	 Di lino ricamato d'Egitto
	era la tua vela che ti servisse d'insegna;
	di giacinto scarlatto delle isole di Elis
	era il tuo padiglione.
	 Gli abitanti di Sidne e d'Arvad erano i tuoi rematori,
	gli esperti di Semer erano in te, come tuoi piloti.
	 Gli anziani di Biblos e i suoi esperti erano in te
	per riparare le tue falle.
	Tutte le navi del mare e i loro marinai
	erano in te per scambiare merci.
	 Guerrieri di Persia, di Lud e di Put
	erano nelle tue schiere,
	appendevano in te lo scudo e l'elmo,
	ti davano splendore.
	 I figli di Arvad e il loro esercito
	erano intorno alle tue mura
	vigilando sui tuoi bastioni,
	tutti appendevano intorno alle tue mura gli scudi,
	coronando la tua bellezza.

	 Tarss commerciava con te, per le tue ricchezze d'ogni specie, scambiando le tue merci con argento, ferro, stagno e piombo.  Anche la Grecia, Tubal e Mesech commerciavano con te e scambiavan le tue merci con schiavi e oggetti di bronzo.  Quelli di Togarm ti fornivano in cambio cavalli da tiro, da corsa e muli.  Gli abitanti di Dedan trafficavano con te; il commercio delle molte isole era nelle tue mani: ti davano in pagamento corni d'avorio ed ebano.  Aram commerciava con te per la moltitudine dei tuoi prodotti e pagava le tue merci con pietre preziose, porpora, ricami, bisso, coralli e rubini.  Con te commerciavano Giuda e il paese d'Israele. Ti davano in cambio grano di Minnt, profumo, miele, olio e balsamo.  Damasco trafficava con te per i tuoi numerosi prodotti, per i tuoi beni di ogni specie scambiando vino di Chelbn e lana di Zacar.  Vedn e Iavn da Uzl ti rifornivano ferro lavorato, cassia e canna aromatica in cambio dei tuoi prodotti.  Dedan trafficava con te in coperte di cavalli.  L'Arabia e tutti i prncipi di Kedr mercanteggiavano con te: trafficavano con te agnelli, montoni e capri.  I mercanti di Saba e di Raem trafficavano con te, scambiando le tue merci con i pi squisiti aromi, con ogni sorta di pietre preziose e con oro.
	 Carran, Cann, Eden, i mercanti di Saba, Assur, Kilmd commerciavano con te.  Scambiavano con te vesti di lusso, mantelli di porpora e di broccato, tappeti tessuti a vari colori, funi ritorte e robuste, sul tuo mercato.  Le navi di Tarss viaggiavano, portando le tue mercanzie.

	Cos divenisti ricca e gloriosa
	in mezzo ai mari.
	 In alto mare ti condussero i tuoi rematori,
	ma il vento d'oriente ti ha travolto
	in mezzo ai mari.
	 Le tue ricchezze, i tuoi beni e il tuo traffico,
	i tuoi marinai e i tuoi piloti,
	i riparatori delle tue avarie
	i trafficanti delle tue merci,
	tutti i guerrieri che sono in te
	e tutta la turba che  in mezzo a te
	piomberanno nel fondo dei mari,
	il giorno della tua caduta.
	 All'udire il grido dei tuoi nocchieri
	tremeranno le spiagge.
	 Scenderanno dalle loro navi
	quanti maneggiano il remo:
	i marinai, e tutti i piloti del mare
	resteranno a terra.
	 Faranno sentire il lamento su di te
	e grideranno amaramente,
	si getteranno sulla testa la polvere,
	si rotoleranno nella cenere;
	 si raderanno i capelli per te
	e vestiranno di sacco;
	per te piangeranno nell'amarezza dell'anima
	con amaro cordoglio.
	 Nel loro pianto intoneranno su di te un lamento,
	su di te comporranno elegie:
	Chi era come Tiro, ora distrutta in mezzo al mare?
	 Quando dai mari uscivano le tue mercanzie,
	saziavi tanti popoli;
	con l'abbondanza delle tue ricchezze
	e del tuo commercio
	arricchivi i re della terra.
	 Ora tu giaci travolta dai flutti
	nelle profondit delle acque:
	il tuo carico e tutto il tuo equipaggio
	sono affondati con te.
	 Tutti gli abitanti delle isole
	sono rimasti spaventati per te
	e i loro re, colpiti dal terrore,
	hanno il viso sconvolto.
	 I mercanti dei popoli fischiano su di te,
	tu sei divenuta oggetto di spavento,
	finita per sempre".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, parla al principe di Tiro: Dice il Signore Dio:

	Poich il tuo cuore si  insuperbito e hai detto:
	Io sono un dio,
	siedo su un seggio divino in mezzo ai mari,
	mentre tu sei un uomo e non un dio,
	hai uguagliato la tua mente a quella di Dio,
	 ecco, tu sei pi saggio di Daniele,
	nessun segreto ti  nascosto.
	 Con la tua saggezza e il tuo accorgimento
	hai creato la tua potenza
	e ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
	 con la tua grande accortezza e i tuoi traffici
	hai accresciuto le tue ricchezze
	e per le tue ricchezze si  inorgoglito il tuo cuore.
	 Perci cos dice il Signore Dio:
	Poich hai uguagliato la tua mente a quella di Dio,
	 ecco, io mander contro di te
	i pi feroci popoli stranieri;
	snuderanno le spade contro la tua bella saggezza,
	profaneranno il tuo splendore.
	 Ti precipiteranno nella fossa e morirai
	della morte degli uccisi in mezzo ai mari.
	 Ripeterai ancora: "Io sono un dio",
	di fronte ai tuo uccisori?
	Ma sei un uomo e non un dio
	in bala di chi ti uccide.
	 Della morte dei non circoncisi morirai
	per mano di stranieri, perch io l'ho detto".
	Oracolo del Signore Dio.

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, intona un lamento sul principe di Tiro e digli: Cos dice il Signore Dio:

	Tu eri un modello di perfezione,
	pieno di sapienza,
	perfetto in bellezza;
	 in Eden, giardino di Dio,
	tu eri coperto d'ogni pietra preziosa:
	rubini, topazi, diamanti, crisliti, nici
	e diaspri, zaffri, carbonchi e smeraldi;
	e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature,
	preparato nel giorno in cui fosti creato.
	 Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa;
	io ti posi sul monte santo di Dio
	e camminavi in mezzo a pietre di fuoco.
	 Perfetto tu eri nella tua condotta,
	da quando sei stato creato,
	finch fu trovata in te l'iniquit.
	 Crescendo i tuoi commerci
	ti sei riempito di violenza e di peccati;
	io ti ho scacciato dal monte di Dio
	e ti ho fatto perire, cherubino protettore,
	in mezzo alle pietre di fuoco.
	 Il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza,
	la tua saggezza si era corrotta
	a causa del tuo splendore:
	ti ho gettato a terra
	e ti ho posto davanti ai re che ti vedano.
	 Con la gravit dei tuoi delitti,
	con la disonest del tuo commercio
	hai profanato i tuoi santuari;
	perci in mezzo a te ho fatto sprigionare un fuoco
	per divorarti.
	Ti ho ridotto in cenere sulla terra
	sotto gli occhi di quanti ti guardano.
	 Quanti fra i popoli ti hanno conosciuto
	sono rimasti attoniti per te,
	sei divenuto oggetto di terrore, finito per sempre".

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgiti verso Sidne e profetizza contro di essa:  Annunziale: Dice il Signore Dio:

	Eccomi contro di te, Sidne,
	e mostrer la mia gloria in mezzo a te.
	Si sapr che io sono il Signore
	quando far giustizia di te
	e manifester la mia santit.
	 Mander contro di essa la peste
	e il sangue scorrer per le sue vie:
	cadranno in essa i trafitti di spada
	e questa da ogni parte graver;
	e sapranno che io sono il Signore.

	 Non ci sar pi per gli Israeliti un aculeo pungente, una spina dolorosa tra tutti i suoi vicini che la disprezzano: sapranno che io sono il Signore".
	 Cos dice il Signore Dio; "Quando avr radunato gli Israeliti di mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io manifester in essi la mia santit davanti alle genti: abiteranno il paese che diedi al mio servo Giacobbe,  vi abiteranno tranquilli, costruiranno case e pianteranno vigne; vi abiteranno tranquilli, quando avr eseguito i miei giudizi su tutti coloro che intorno li disprezzano: e sapranno che io sono il Signore loro Dio".



	 Il dodici del decimo mese, anno decimo, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, rivolgiti contro il faraone re d'Egitto e profetizza contro di lui e contro tutto l'Egitto.  Parla dunque dicendo: Cos dice il Signore Dio:

	Eccomi contro di te, faraone re d'Egitto;
	grande coccodrillo, sdraiato in mezzo al fiume,
	hai detto: Il fiume  mio,  mia creatura.
	 Metter ganci alle tue mascelle
	e far s che i pesci dei tuoi fiumi
	ti si attacchino alle squame
	e ti far uscire dalle tue acque
	insieme con tutti i pesci dei tuoi fiumi
	attaccati alle squame;
	 getter nel deserto te
	e tutti i pesci dei tuoi fiumi
	e andrai a cadere in mezzo alla campagna
	e non sarai n raccolto n sepolto:
	ti dar in pasto alle bestie selvatiche
	e agli uccelli del cielo.
	 Tutti gli abitanti dell'Egitto
	sapranno che io sono il Signore,
	poich tu sei stato un sostegno di canna
	per gli Israeliti.
	 Quando questi ti vollero afferrare
	ti rompesti lacerando loro tutta la spalla
	e quando si appoggiarono a te, ti spezzasti
	facendo vacillare loro tutti i fianchi".

	 Perci dice il Signore Dio: "Ecco, io mander contro di te una spada ed eliminer da te uomini e bestie.  L'Egitto diventer un luogo desolato e deserto e sapranno che io sono il Signore. Perch egli ha detto: Il fiume  mio,  mia creatura.  Ebbene eccomi contro di te e contro il tuo fiume. Io far dell'Egitto, da Migdl ad Assuan, fino alla frontiera d'Etiopia, una terra deserta e desolata.  Piede d'uomo o d'animale non vi transiter e rimarr deserto per quarant'anni.  Ridurr l'Egitto una terra desolata fra le terre assolate e le sue citt saranno distrutte, rimarranno una desolazione per quarant'anni e disperder gli Egiziani fra le genti e li disseminer fra altre regioni".
	 Perch dice il Signore Dio: "Al termine dei quarant'anni io raduner gli Egiziani dai popoli in mezzo ai quali li avevo dispersi:  muter la loro sorte e li ricondurr nel paese di Patrs, nella loro terra d'origine, e l formeranno un piccolo regno;  sar il pi modesto fra gli altri regni e non si erger pi sugli altri popoli: li render piccoli e non domineranno pi le altre nazioni.  Non costituiranno pi una speranza per gli Israeliti, anzi ricorderanno loro l'iniquit di quando si rivolgevano ad essi: sapranno allora che io sono il Signore Dio".
	 Ora, il primo giorno del primo mese dell'anno ventisettesimo, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, Nabucodnosor re di Babilonia ha fatto compiere al suo esercito una grave impresa contro Tiro: ogni testa  diventata calva e ogni spalla  piagata, ma il re e il suo esercito non hanno ricevuto da Tiro il compenso per l'impresa compiuta contro di essa.  Perci cos dice il Signore Dio: Ecco, io consegno a Nabucodnosor re di Babilonia il territorio d'Egitto; porter via le sue ricchezze, si impadronir delle sue spoglie, lo sacchegger; questa sar la mercede per il suo esercito.  Per l'impresa compiuta contro Tiro io gli consegno l'Egitto, poich l'ha compiuta per me. Oracolo del Signore Dio.
	 In quel giorno io far spuntare un potente per la casa d'Israele e a te far aprire la bocca in mezzo a loro: sapranno che io sono il Signore".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, predici dicendo: Dice il Signore Dio:

	Gemete: Ah, quel giorno!
	 Perch il giorno  vicino,
	vicino  il giorno del Signore,
	giorno di nubi sar il giorno delle nazioni.
	 La spada verr sull'Egitto
	e ci sar l'angoscia in Etiopia,
	quando cadranno in Egitto i trafitti,
	le sue ricchezze saranno asportate
	e le sue fondamenta disfatte.
	 Etiopia, Put e Lud e stranieri d'ogni specie
	e Cub e i figli del paese dell'alleanza
	cadranno con loro di spada.  Dice il Signore:
	Cadranno gli alleati dell'Egitto
	e sar abbattuto l'orgoglio della sua forza:
	da Migdl fino ad Assuan cadranno di spada.
	Parola del Signore Dio.
	 Sar un deserto fra terre devastate
	e le sue citt fra citt desolate.
	 Sapranno che io sono il Signore
	quando dar fuoco all'Egitto
	e tutti i suoi sostenitori saranno schiacciati.

	 In quel giorno partiranno da me messaggeri su navi a spargere il terrore in Etiopia che si crede sicura, e in essa vi sar spavento nel giorno dell'Egitto, poich ecco gi viene".  Cos dice il Signore Dio: "Far cessare il tumultuare dell'Egitto per mezzo di Nabucodnosor re di Babilonia.  Egli e il suo popolo, il pi violento dei popoli, saranno inviati a devastare il paese e sguaineranno la loro spada contro l'Egitto e riempiranno il terreno di cadaveri.  Far seccare i fiumi e dar il paese in mano a genti barbare, devaster il territorio e ci che contiene, per mezzo di stranieri: io, il Signore, l'ho detto".

	 Dice il Signore Dio: "Distrugger gli idoli
	e far sparire gli di da Menfi.
	Non ci sar pi principe nel paese d'Egitto,
	vi spander il terrore,
	 devaster Patrs,
	dar fuoco a Tanis,
	far giustizia su Tebe.

	 Scatener l'ira su Sin, la roccaforte d'Egitto, sterminer la moltitudine di Tebe.  Metter a fuoco l'Egitto: Sin si torcer dal dolore, Tebe sar squassata, Menfi sar smantellata dai nemici in pieno giorno.  I giovani di Elipoli e di Bubste cadranno di spada e queste citt andranno in schiavit.  In Tafni si oscurer il giorno, quando vi spezzer i gioghi imposti dall'Egitto e verr meno in lei l'orgoglio della sua potenza; una nube la coprir e le sue figlie saranno condotte schiave.  Far giustizia dell'Egitto e si sapr che io sono il Signore".
	 Al settimo giorno del primo mese dell'undecimo anno, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, ho spezzato il braccio del faraone re d'Egitto; egli non  stato curato con medicamenti n fasciato con bende per fargli riprender forza e maneggiare la spada".  Perci dice il Signore Dio: "Eccomi contro il faraone re d'Egitto: gli spezzer il braccio ancora valido e gli far cadere la spada di mano.  Disperder gli Egiziani fra le genti e li disperder in altre regioni.  Invece rafforzer le braccia del re di Babilonia e nella sua mano porr la mia spada: spezzer le braccia del faraone che gemer davanti a lui come geme uno ferito a morte.  Fortificher le braccia del re di Babilonia, mentre le braccia del faraone cadranno. Si sapr che io sono il Signore, quando porr la mia spada nella mano del re di Babilonia ed egli la stender sulla terra d'Egitto.  Disperder gli Egiziani fra le genti e li disperder in altre regioni: si sapr che io sono il Signore".



	 Il primo giorno del terzo mese dell'undecimo anno, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, di'al faraone re d'Egitto e alla moltitudine dei suoi sudditi:

	A chi credi di essere simile nella tua grandezza?
	 Ecco, l'Assiria era un cedro del Libano,
	bello di rami e folto di fronde, alto di tronco;
	fra le nubi era la sua cima.
	 Le acque lo avevano nutrito,
	l'abisso lo aveva fatto innalzare
	inviando i suoi fiumi
	attorno al suolo dov'era piantato
	e mandando i suoi ruscelli
	anche a tutti gli alberi dei campi.
	 Per questo aveva superato in altezza
	tutti gli alberi dei campi:
	i suoi rami si erano moltiplicati,
	le sue fronde si erano distese
	per l'abbondanza delle acque, durante la sua crescita.
	 Fra i suoi rami fecero il nido
	tutti gli uccelli del cielo,
	sotto le sue fronde partorirono
	tutte le bestie selvatiche,
	alla sua ombra sedettero
	tutte le grandi nazioni.
	 Era bello nella sua altezza
	e nell'ampiezza dei suoi rami,
	poich la sua radice era presso grandi acque.
	 I cedri non l'uguagliavano
	nel giardino di Dio,
	i cipressi non gli assomigliavano con le loro fronde,
	i platani non erano neppure
	come uno dei suoi rami:
	nessun albero nel giardino di Dio
	lo pareggiava in magnificenza.
	 Bello lo aveva fatto
	nella moltitudine dei suoi rami,
	perci lo invidiavano tutti gli alberi dell'Eden
	nel giardino di Dio".

	 Perci dice il Signore Dio: "Poich si era elevato in altezza e aveva messo la cima fra le nubi e il suo cuore si era inorgoglito per la sua grandezza,  io lo diedi in bala di un principe di popoli; lo rigettai a causa della sua empiet.  Popoli stranieri, fra i pi barbari, lo tagliarono e lo distesero sui monti. Per ogni valle caddero i suoi rami e su ogni pendice della terra furono spezzate le sue fronde. Tutti i popoli del paese si allontanarono dalla sua ombra e lo abbandonarono.

	 Sui suoi resti si posano
	tutti gli uccelli del cielo
	e fra i suoi rami
	ogni bestia selvatica,

	 perch nessun albero irrigato dalle acque si esalti nella sua altezza ed elevi la cima fra le nubi, n per la propria altezza confidi in s nessun albero che beve le acque. Poich

	tutti sono destinati alla morte,
	alla regione sotterranea,
	in mezzo ai figli dell'uomo,
	fra coloro che scendono nella fossa".

	 Cos dice il Signore Dio: "Quando scese negli inferi io feci far lutto: coprii per lui l'abisso, arrestai i suoi fiumi e le grandi acque si fermarono; per lui feci vestire il Libano a lutto e tutti gli alberi del campo si seccarono per lui.  Al rumore della sua caduta feci tremare le nazioni, quando lo feci scendere negli inferi con quelli che scendono nella fossa. Si consolarono nella regione sotterranea tutti gli alberi dell'Eden, la parte pi scelta e pi bella del Libano, tutti quelli abbeverati dalle acque.  Anch'essi con lui erano scesi negli inferi fra i trafitti di spada, quelli che in mezzo alle nazioni erano il suo braccio e dimoravano alla sua ombra.
	 A chi credi di essere simile per gloria e per grandezza fra gli alberi dell'Eden? Anche tu sarai precipitato insieme con gli alberi dell'Eden nella regione sotterranea; giacerai fra i non circoncisi insieme con i trafitti di spada. Tale sar il faraone e tutta la sua moltitudine". Parola del Signore Dio.



	 Il primo giorno del dodicesimo mese dell'anno decimosecondo, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, intona un lamento sul faraone re d'Egitto dicendo:

	Leone fra le genti eri considerato;
	ma eri come un coccodrillo nelle acque,
	erompevi nei tuoi fiumi
	e agitavi le acque con le tue zampe,
	intorbidandone i corsi".
	 Dice il Signore Dio:
	"Tender contro di te la mia rete
	con una grande assemblea di popoli
	e ti tireranno su con la mia rete.
	 Ti getter sulla terraferma
	e ti abbandoner al suolo.
	Far posare su di te tutti gli uccelli del cielo
	e sazier di te tutte le bestie della terra.
	 Sparger per i monti la tua carne
	e riempir le valli della tua carogna.
	 Far bere alla terra il tuo scolo,
	il tuo sangue, fino ai monti,
	e i burroni saranno pieni di te.
	 Quando cadrai estinto, coprir il cielo
	e oscurer le sue stelle,
	veler il sole di nubi e la luna non briller.
	 Oscurer tutti gli astri del cielo su di te
	e stender sulla tua terra le tenebre.
	Parola del Signore Dio.

	 Sgomenter il cuore di molti popoli, quando far giungere la notizia della tua rovina alle genti, in regioni a te sconosciute.  Per te far stupire molti popoli e tremeranno i loro re a causa tua, quando sguainer la spada davanti a loro. Ognuno tremer ad ogni istante per la sua vita, nel giorno della tua rovina".  Poich dice il Signore Dio: "La spada del re di Babilonia ti raggiunger.

	 Abbatter la tua moltitudine con la spada dei prodi,
	dei popoli pi feroci;
	abbatteranno l'orgoglio dell'Egitto
	e tutta la sua moltitudine sar sterminata.
	 Far perire tutto il suo bestiame
	sulle rive delle grandi acque,
	che non saranno pi turbate da piede d'uomo,
	n unghia d'animale le intorbider.
	 Allora far ritornare tranquille le loro acque
	e far scorrere i loro canali come olio.
	Parola del Signore Dio.
	 Quando avr fatto dell'Egitto una terra desolata,
	tutta priva di quanto contiene,
	quando avr percosso tutti i suoi abitanti,
	allora si sapr che io sono il Signore.

	 Questo  un lamento e lo si canter. Lo canteranno le figlie delle genti, lo canteranno sull'Egitto e su tutta la sua moltitudine". Oracolo del Signore Dio.

	 Ai quindici del primo mese, dell'anno decimosecondo, mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, intona un canto funebre sugli abitanti dell'Egitto. Falli scendere insieme con le figlie di nazioni potenti, nella regione sotterranea, con quelli che scendono nella fossa.

	 Di chi tu sei pi bello?
	Scendi e giaci con i non circoncisi.

	 Cadranno fra gli uccisi di spada; la spada  gi consegnata. Colpite a morte l'Egitto e tutta la sua gente.  I pi potenti eroi si rivolgeranno a lui e ai suoi ausiliari e dagli inferi diranno: Vieni, giaci con i non circoncisi, con i trafitti di spada.  L  Assur e tutta la sua gente, intorno al suo sepolcro, uccisi, tutti trafitti di spada;  poich le loro sepolture sono poste nel fondo della fossa e la sua gente  intorno alla sua tomba: uccisi, tutti, trafitti di spada, essi che seminavano il terrore nella terra dei viventi.
	 L  Elam e tutto il suo esercito, intorno al suo sepolcro. Uccisi, tutti, trafitti di spada, scesi non circoncisi nella regione sotterranea, essi che seminavano il terrore nella terra dei viventi. Ora portano la loro ignominia con quelli che scendono nella fossa.  In mezzo ai trafitti posero il suo giaciglio e tutta la sua gente intorno al suo sepolcro, tutti non circoncisi, trafitti di spada; perch avevano sparso il terrore nella terra dei viventi, portano la loro ignominia con quelli che scendono nella fossa; sono stati collocati in mezzo ai trafitti di spada.
	 L  Mesech, Tubal e tutta la sua gente, intorno al suo sepolcro: tutti non circoncisi, trafitti di spada, perch incutevano il terrore nella terra dei viventi.  Non giaceranno al fianco degli eroi caduti da secoli, che scesero negli inferi con le armi di guerra, con le spade disposte sotto il loro capo e con gli scudi sulle loro ossa, perch tali eroi erano un terrore nella terra dei viventi.  Cos tu giacerai fra i non circoncisi e con i trafitti di spada.
	 L  Edom, i suoi re e tutti i suoi prncipi che, nonostante il loro valore, sono posti con i trafitti di spada: giacciono con i non circoncisi e con quelli che scendono nella fossa.  L sono tutti i prncipi del settentrione, tutti quelli di Sidne, che scesero con i trafitti, nonostante il terrore sparso dalla loro potenza; giacciono i non circoncisi con i trafitti di spada e portano la loro ignominia con quelli che scendono nella fossa.
	 Il faraone li vedr e si consoler alla vista di tutta questa moltitudine; il faraone e tutto il suo esercito saranno trafitti di spada. Oracolo del Signore Dio.  Perch aveva sparso il terrore nella terra dei viventi, ecco giace in mezzo ai non circoncisi, con i trafitti di spada, egli il faraone e tutta la sua moltitudine". Parola del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, parla ai figli del tuo popolo e di'loro: Se mando la spada contro un paese e il popolo di quella terra prende un uomo del suo territorio e lo pone quale sentinella,  e questa, vedendo sopraggiungere la spada sul paese, suona la tromba e da'l'allarme al popolo:  se colui che ben sente il suono della tromba non ci bada e la spada giunge e lo sorprende, egli dovr a se stesso la propria rovina.  Aveva udito il suono della tromba, ma non ci ha badato: sar responsabile della sua rovina; se ci avesse badato, si sarebbe salvato.  Se invece la sentinella vede giunger la spada e non suona la tromba e il popolo non  avvertito e la spada giunge e sorprende qualcuno, questi sar sorpreso per la sua iniquit: ma della sua morte domander conto alla sentinella.  O figlio dell'uomo, io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li avvertirai da parte mia.  Se io dico all'empio: Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l'empio dalla sua condotta, egli, l'empio, morir per la sua iniquit; ma della sua morte chieder conto a te.
	 Ma se tu avrai ammonito l'empio della sua condotta perch si converta ed egli non si converte, egli morir per la sua iniquit. Tu invece sarai salvo.

	 Tu, figlio dell'uomo, annunzia agli Israeliti: Voi dite: I nostri delitti e i nostri peccati sono sopra di noi e in essi noi ci consumiamo! In che modo potremo vivere?  Di'loro: Com' vero ch'io vivo - oracolo del Signore Dio - io non godo della morte dell'empio, ma che l'empio desista dalla sua condotta e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perch volete perire, o Israeliti?
	 Figlio dell'uomo, di'ancora ai figli del tuo popolo: La giustizia del giusto non lo salva se pecca, e l'empio non cade per la sua iniquit se desiste dall'iniquit, come il giusto non potr vivere per la sua giustizia se pecca.  Se io dico al giusto: Vivrai, ed egli, confidando sulla sua giustizia commette l'iniquit, nessuna delle sue azioni buone sar pi ricordata e morir nella malvagit che egli ha commesso.  Se dico all'empio: Morirai, ed egli desiste dalla sua iniquit e compie ci che  retto e giusto,  rende il pegno, restituisce ci che ha rubato, osserva le leggi della vita, senza commettere il male, egli vivr e non morir;  nessuno dei peccati che ha commessi sar pi ricordato: egli ha praticato ci che  retto e giusto e certamente vivr.
	 Eppure, i figli del tuo popolo vanno dicendo: Il modo di agire del Signore non  retto.  invece il loro modo di agire che non  retto!  Se il giusto desiste dalla giustizia e fa il male, per questo certo morir.  Se l'empio desiste dall'empiet e compie ci che  retto e giusto, per questo vivr.  Voi andate dicendo: Non  retto il modo di agire del Signore. Giudicher ciascuno di voi secondo il suo modo di agire, Israeliti".

	 Il cinque del decimo mese dell'anno decimosecondo della nostra deportazione arriv da me un fuggiasco da Gerusalemme per dirmi: La citt  presa.  La sera prima dell'arrivo del fuggiasco, la mano del Signore fu su di me e al mattino, quando il fuggiasco giunse, il Signore mi apr la bocca. La mia bocca dunque si apr e io non fui pi muto.

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d'Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque  stato dato in possesso il paese!
	 Perci dirai loro: Cos dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne con il sangue, sollevate gli occhi ai vostri idoli, versate il sangue, e vorreste avere in possesso il paese?  Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo prossimo e vorreste avere in possesso il paese?  Annunzierai loro: Dice il Signore Dio: Com' vero ch'io vivo, quelli che stanno fra le rovine periranno di spada; dar in pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di peste.  Ridurr il paese ad una solitudine e a un deserto e l'orgoglio della sua forza cesser. I monti d'Israele saranno devastati, non ci passer pi nessuno.  Sapranno che io sono il Signore quando far del loro paese una solitudine e un deserto, a causa di tutti gli abomini che hanno commessi.

	 Figlio dell'uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le mura e sulle porte delle case e si dicono l'un l'altro: Andiamo a sentire qual  la parola che viene dal Signore.  In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perch si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno.  Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore: bella  la voce e piacevole l'accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.  Ma quando ci avverr ed ecco avviene, sapranno che c' un profeta in mezzo a loro".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?  Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore pi grasse, ma non pascolate il gregge.  Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudelt e violenza.  Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate.  Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura.  Perci, pastori, ascoltate la parola del Signore:  Com' vero ch'io vivo, - parla il Signore Dio - poich il mio gregge  diventato una preda e le mie pecore il pasto d'ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poich i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge - hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge -  udite quindi, pastori, la parola del Signore:  Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chieder loro conto del mio gregge e non li lascer pi pascolare il mio gregge, cos i pastori non pasceranno pi se stessi, ma strapper loro di bocca le mie pecore e non saranno pi il loro pasto.  Perch dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercher le mie pecore e ne avr cura.  Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, cos io passer in rassegna le mie pecore e le raduner da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.  Le ritirer dai popoli e le raduner da tutte le regioni. Le ricondurr nella loro terra e le far pascolare sui monti d'Israele, nelle valli e in tutte le praterie della regione.  Le condurr in ottime pasture e il loro ovile sar sui monti alti d'Israele; l riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli sui monti d'Israele.  Io stesso condurr le mie pecore al pascolo e io le far riposare. Oracolo del Signore Dio.  Andr in cerca della pecora perduta e ricondurr all'ovile quella smarrita; fascer quella ferita e curer quella malata, avr cura della grassa e della forte; le pascer con giustizia.
	 A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicher fra pecora e pecora, fra montoni e capri.  Non vi basta pascolare in buone pasture, volete calpestare con i piedi il resto della vostra pastura; non vi basta bere acqua chiara, volete intorbidare con i piedi quella che resta.  Le mie pecore devono brucare ci che i vostri piedi hanno calpestato e bere ci che i vostri piedi hanno intorbidato.  Perci dice il Signore Dio a loro riguardo: Ecco, io giudicher fra pecora grassa e pecora magra.  Poich voi avete spinto con il fianco e con le spalle e cozzato con le corna le pi deboli fino a cacciarle e disperderle,  io salver le mie pecore e non saranno pi oggetto di preda: far giustizia fra pecora e pecora.
	 Susciter per loro un pastore che le pascer, Davide mio servo. Egli le condurr al pascolo, sar il loro pastore;  io, il Signore, sar il loro Dio e Davide mio servo sar principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato.  Stringer con esse un'alleanza di pace e far sparire dal paese le bestie nocive, cosicch potranno dimorare tranquille anche nel deserto e riposare nelle selve.
	 Far di loro e delle regioni attorno al mio colle una benedizione: mander la pioggia a tempo opportuno e sar pioggia di benedizione.  Gli alberi del campo daranno i loro frutti e la terra i suoi prodotti; essi abiteranno in piena sicurezza nella loro terra. Sapranno che io sono il Signore, quando avr spezzato le spranghe del loro giogo e li avr liberati dalle mani di coloro che li tiranneggiano.  Non saranno pi preda delle genti, n li divoreranno le fiere selvatiche, ma saranno al sicuro e nessuno li spaventer.
	 Far germogliare per loro una florida vegetazione; non saranno pi consumati dalla fame nel paese e non soffriranno pi il disprezzo delle genti.  Sapranno che io, il Signore, sono il loro Dio e loro, la gente d'Israele, sono il mio popolo. Parola del Signore Dio.
	 Voi, mie pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono il vostro Dio". Oracolo del Signore Dio.



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgiti verso il monte Seir e profetizza contro di esso.  Annunzierai: Dice il Signore Dio:

	Eccomi a te, monte Seir,
	anche su di te stender il mio braccio
	e far di te una solitudine, un luogo desolato.
	 Ridurr le tue citt in macerie,
	e tu diventerai un deserto;
	cos saprai che io sono il Signore.

	 Tu hai mantenuto un odio secolare contro gli Israeliti e li hai consegnati alla spada nel giorno della loro sventura, quando ho posto fine alla loro iniquit;  per questo, com' vero ch'io vivo - dice il Signore Dio - ti abbandoner al sangue e il sangue ti perseguiter; tu hai odiato il sangue e il sangue ti perseguiter.  Far del monte Seir una solitudine e un deserto e vi eliminer chiunque su di esso va e viene.  Riempir di cadaveri i tuoi monti; sulle tue alture, per le tue pendici, in tutte le tue valli cadranno i trafitti di spada.  In solitudine perenne ti ridurr e le tue citt non saranno pi abitate: saprete che io sono il Signore.  Poich hai detto: Questi due popoli, questi due territori saranno miei, noi li possiederemo, anche se l  il Signore.  Per questo, com' vero ch'io vivo - oracolo del Signore Dio - io agir secondo quell'ira e quel furore che tu hai dimostrato nell'odio contro di loro e mi riveler in mezzo a loro quando far giustizia di te:  saprai allora che io sono il Signore. Ho udito tutti gli insulti che tu hai proferiti contro i monti d'Israele: Sono deserti; son dati a noi perch vi pascoliamo.  Contro di me avete fatto discorsi insolenti, contro di me avete moltiplicato le parole: ho udito tutto.  Cos dice il Signore Dio: Poich tutto il paese ha gioito, far di te una solitudine:  poich tu hai gioito per l'eredit della casa d'Israele che era devastata, cos io tratter te: sarai ridotto a una solitudine, o monte Seir, e tu Edom, tutto intero; si sapr che io sono il Signore".



	 "Ora, figlio dell'uomo, profetizza ai monti d'Israele e di': Monti d'Israele, udite la parola del Signore.  Cos dice il Signore Dio: Poich il nemico ha detto di voi: Ah! Ah! I colli eterni son diventati il nostro possesso,  ebbene, profetizza e annunzia: Dice il Signore Dio: Poich siete stati devastati e perseguitati dai vicini per renderci possesso delle altre nazioni e poich siete stati fatti oggetto di maldicenza e d'insulto della gente,  ebbene, monti d'Israele, udite la parola del Signore Dio: Dice il Signore Dio ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli, alle rovine desolate e alle citt deserte che furono preda e scherno dei popoli vicini:  ebbene, cos dice il Signore Dio: S, con gelosia ardente io parlo contro gli altri popoli e contro tutto Edom, che con la gioia del cuore, con il disprezzo dell'anima, hanno fatto del mio paese il loro possesso per saccheggiarlo.  Per questo profetizza al paese d'Israele e annunzia ai monti, alle colline, alle pendici e alle valli: Dice il Signore Dio: Ecco, io parlo con gelosia e con furore: Poich voi avete portato l'obbrobrio delle genti,  ebbene, dice il Signore Dio, io alzo la mano e giuro: anche le genti che vi stanno d'intorno subiranno il loro vituperio.
	 E voi, monti d'Israele, mettete rami e producete frutti per il mio popolo d'Israele perch sta per tornare.  Ecco infatti a voi, a voi io mi volgo; sarete ancora lavorati e sarete seminati.  Moltiplicher sopra di voi gli uomini, tutta la gente d'Israele, e le citt saranno ripopolate e le rovine ricostruite.
	 Moltiplicher su di voi gli uomini e gli armenti e cresceranno e saranno fecondi: far s che siate popolati come prima e vi elargir i miei benefici pi che per il passato e saprete che io sono il Signore.
	 Ricondurr su di voi degli uomini, il mio popolo Israele: essi vi possederanno e sarete la loro eredit e non li priverete pi dei loro figli.
	 Cos parla il Signore Dio: Poich si va dicendo di te: Tu divori gli uomini, tu hai privato di figli il tuo popolo,  ebbene, tu non divorerai pi gli uomini, non priverai pi di figli la nazione. Oracolo del Signore Dio.  Non ti far pi sentire gli insulti delle nazioni e non ti far pi subire lo scherno dei popoli; non priverai pi di figli la tua gente". Parola del Signore Dio.
	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava il suo paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue azioni. Come l'impurit di una donna nel suo tempo  stata la loro condotta davanti a me.  Perci ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l'avevano contaminato.  Li ho dispersi fra le genti e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni.  Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio nome santo, perch di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese.  Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le genti presso le quali sono andati.  Annunzia alla casa d'Israele: Cos dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, gente d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete andati.  Santificher il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio - quando mostrer la mia santit in voi davanti ai loro occhi.  Vi prender dalle genti, vi raduner da ogni terra e vi condurr sul vostro suolo.  Vi asperger con acqua pura e sarete purificati; io vi purificher da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli;  vi dar un cuore nuovo, metter dentro di voi uno spirito nuovo, toglier da voi il cuore di pietra e vi dar un cuore di carne.  Porr il mio spirito dentro di voi e vi far vivere secondo i miei statuti e vi far osservare e mettere in pratica le mie leggi.  Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sar il vostro Dio.  Vi liberer da tutte le vostre impurit: chiamer il grano e lo moltiplicher e non vi mander pi la carestia.  Moltiplicher i frutti degli alberi e il prodotto dei campi, perch non soffriate pi la vergogna della fame fra le genti.  Vi ricorderete della vostra cattiva condotta e delle vostre azioni che non erano buone e proverete disgusto di voi stessi per le vostre iniquit e le vostre nefandezze.  Non per riguardo a voi, io agisco - dice il Signore Dio - sappiatelo bene. Vergognatevi e arrossite della vostra condotta, o Israeliti".  Cos dice il Signore Dio: "Quando vi avr purificati da tutte le vostre iniquit, vi far riabitare le vostre citt e le vostre rovine saranno ricostruite.  Quella terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un deserto, sar ricoltivata  e si dir: La terra, che era desolata,  diventata ora come il giardino dell'Eden, le citt rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate.  I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io, il Signore, ho ricostruito ci che era distrutto e ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore, l'ho detto e lo far".
	 Dice il Signore Dio: "Permetter ancora che la gente d'Israele mi preghi di intervenire in suo favore. Io moltiplicher gli uomini come greggi,  come greggi consacrati, come un gregge di Gerusalemme nelle sue solennit. Allora le citt rovinate saran ripiene di greggi di uomini e sapranno che io sono il Signore".



	 La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi port fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa;  mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantit sulla distesa della valle e tutte inaridite.  Mi disse: "Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?". Io risposi: "Signore Dio, tu lo sai".  Egli mi replic: "Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore.  Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete.  Metter su di voi i nervi e far crescere su di voi la carne, su di voi stender la pelle e infonder in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore".  Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente.  Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro.  Egli aggiunse: "Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perch rivivano".  Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entr in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
	 Mi disse: "Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza  svanita, noi siamo perduti.  Perci profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele.  Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprir le vostre tombe e vi risusciter dai vostri sepolcri, o popolo mio.  Far entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi far riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo far". Oracolo del Signore Dio.

	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, prendi un legno e scrivici sopra: Giuda e gli Israeliti uniti a lui, poi prendi un altro legno e scrivici sopra: Giuseppe, legno di fraim e tutta la casa d'Israele unita a lui,  e accostali l'uno all'altro in modo da fare un legno solo, che formino una cosa sola nella tua mano.  Quando i figli del tuo popolo ti diranno: Ci vuoi spiegare che significa questo per te?,  tu dirai loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io prendo il legno di Giuseppe, che  in mano d'fraim e le trib d'Israele unite a lui, e lo metto sul legno di Giuda per farne un legno solo; diventeranno una cosa sola in mano mia.
	 Tieni in mano sotto i loro occhi i legni sui quali hai scritto e  di'loro: Cos dice il Signore Dio: Ecco, io prender gli Israeliti dalle genti fra le quali sono andati e li raduner da ogni parte e li ricondurr nel loro paese:  far di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d'Israele; un solo re regner su tutti loro e non saranno pi due popoli, n pi saranno divisi in due regni.  Non si contamineranno pi con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquit; li liberer da tutte le ribellioni con cui hanno peccato; li purificher e saranno il mio popolo e io sar il loro Dio.  Il mio servo Davide sar su di loro e non vi sar che un unico pastore per tutti; seguiranno i miei comandamenti, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica.  Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, attraverso i secoli; Davide mio servo sar loro re per sempre.  Far con loro un'alleanza di pace, che sar con loro un'alleanza eterna. Li stabilir e li moltiplicher e porr il mio santuario in mezzo a loro per sempre.  In mezzo a loro sar la mia dimora: io sar il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.  Le genti sapranno che io sono il Signore che santifico Israele quando il mio santuario sar in mezzo a loro per sempre".



	 Mi fu rivolta questa parola del Signore:  "Figlio dell'uomo, volgiti verso Gog nel paese di Magg, principe capo di Mesech e Tubal, e profetizza contro di lui.
	Annunzierai:  Dice il Signore Dio: Eccomi contro di te Gog, principe capo di Mesech e Tubal,  io ti aggirer, ti metter ganci alle mascelle e ti far uscire con tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri tutti ben equipaggiati, truppa immensa con scudi grandi e piccoli, e tutti muniti di spada.  La Persia, l'Etiopia e Put sono con loro, tutti con scudi ed elmi.  Gomer e tutte le sue schiere, la gente di Togarm, le estreme regioni del settentrione e tutte le loro forze, popoli numerosi sono con te.
	 Sta'pronto, fa'i preparativi insieme con tutta la moltitudine che si  radunata intorno a te: sii a mia disposizione.  Dopo molto tempo ti sar dato l'ordine: sul finire degli anni tu andrai contro una nazione che  sfuggita alla spada, che in mezzo a molti popoli si  radunata sui monti d'Israele, rimasti lungamente deserti. Essa rimpatri dalle genti e tutti abitano tranquilli.  Tu vi salirai, vi giungerai come un uragano: sarai come un nembo che avvolge la terra, tu con tutte le tue schiere e con i popoli numerosi che sono con te.  Dice il Signore Dio: In quel giorno ti verranno in mente dei pensieri e concepirai progetti malvagi.  Tu dirai: Andr contro una terra indifesa, assalir genti tranquille che si tengono sicure, che abitano tutte in luoghi senza mura, che non hanno n sbarre n porte,  per depredare, saccheggiare, metter la mano su rovine ora ripopolate e sopra un popolo che si  riunito dalle nazioni, dedito agli armenti e ai propri affari, che abita al centro della terra.
	 Saba, Dedan, i commercianti di Tarsis e tutti i suoi leoncelli ti domanderanno: Vieni per saccheggiare? Hai radunato la tua gente per venir a depredare e portar via argento e oro, per rapire armenti e averi e per fare grosso bottino?  Perci predici, figlio dell'uomo, e annunzia a Gog: Cos dice il Signore Dio: In quel giorno, quando il mio popolo Israele dimorer del tutto sicuro, tu ti leverai,  verrai dalla tua dimora, dagli estremi confini del settentrione, tu e i popoli numerosi che sono con te, tutti su cavalli, una turba grande, un esercito potente.  Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Sul finire dei giorni io ti mander sulla mia terra perch le genti mi conoscano quando per mezzo tuo, o Gog, manifester la mia santit davanti ai loro occhi.  Cos dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi, i profeti d'Israele, i quali, in quei tempi e per molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro?  Ma, quando Gog giunger nel paese d'Israele - parola del Signore Dio - divamper la mia collera.  Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sar un gran terremoto nel paese di Israele:  davanti a me tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che  sulla terra: i monti franeranno, le rocce cadranno e ogni muro roviner al suolo.
	 Contro di lui, per tutti i monti d'Israele, chiamer la spada. Parola del Signore Dio. La spada di ognuno di essi sar contro il proprio fratello.  Far giustizia di lui con la peste e con il sangue: far piovere su di lui e le sue schiere, sopra i popoli numerosi che sono con lui, torrenti di pioggia e grandine, fuoco e zolfo.  Io mostrer la mia potenza e la mia santit e mi riveler davanti a genti numerose e sapranno che io sono il Signore".



	 "E tu, figlio dell'uomo, profetizza contro Gog e annunzia: Cos dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Gog, principe capo di Mesech e di Tubal.  Io ti sospinger e ti condurr e dagli estremi confini del settentrione ti far salire e ti condurr sui monti d'Israele.  Spezzer l'arco nella tua mano sinistra e far cadere le frecce dalla tua mano destra.  Tu cadrai sui monti d'Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d'ogni specie e alle bestie selvatiche.  Tu sarai abbattuto in aperta campagna, perch io l'ho detto. Oracolo del Signore Dio.
	 Mander un fuoco su Magg e sopra quelli che abitano tranquilli le isole: sapranno che io sono il Signore.  Far conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele, e non permetter che il mio santo nome sia profanato; le genti sapranno che io sono il Signore, santo in Israele.  Ecco, questo avviene e si compie - parola del Signore Dio -:  questo il giorno di cui ho parlato.  Gli abitanti delle citt d'Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno armi, scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette anni.  Non andranno a prendere la legna nei campi e neppure a tagliarla nei boschi perch faranno il fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano spogliati e deprederanno coloro che li avevano saccheggiati. Parola del Signore Dio.
	 In quel giorno assegner a Gog come sepolcro un luogo famoso in Israele, la valle di Abarm, a oriente del mare: essa chiude il passo ai viandanti. L sar sepolto Gog e tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamer Valle della moltitudine di Gog.  La casa di Israele dar loro sepoltura per sette mesi per purificare il paese.  L seppellir tutto il popolo del paese e sar per loro glorioso il giorno in cui manifester la mia gloria. Parola del Signore Dio.  Saranno scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per seppellire con l'aiuto dei viandanti quelli che son rimasti a fior di terra, per renderla pura; cominceranno le ricerche alla fine del settimo mese.  Quando percorrendo il paese vedranno ossa umane, vi porranno un segnale, finch i becchini non le seppelliscano nella valle della moltitudine di Gog:  Hamon sar chiamata la citt. Cos purificheranno il paese.  A te, figlio dell'uomo, dice il Signore Dio: Annunzia agli uccelli d'ogni specie e a tutte le bestie selvatiche: Radunatevi, venite; raccoglietevi da ogni parte sul sacrificio che offro a voi, sacrificio grande, sui monti d'Israele. Mangerete carne e berrete sangue;  mangerete carne d'eroi, berrete sangue di prncipi del paese: montoni, agnelli, capri e tori grassi di Basn, tutti.  Mangerete grasso a saziet e berrete fino all'ebbrezza il sangue del sacrificio che preparo per voi.  Alla mia tavola vi sazierete di cavalli e cavalieri, di eroi e di guerrieri d'ogni razza. Parola del Signore Dio.

	 Fra le genti manifester la mia gloria e tutte le genti vedranno la giustizia che avr fatta e la mano che avr posta su di voi.  La casa d'Israele da quel giorno in poi sapr che io, il Signore, sono il loro Dio.  Le genti sapranno che la casa d'Israele per la sua iniquit era stata condotta in schiavit, perch si era ribellata a me e io avevo nascosto loro il mio volto e li avevo dati in mano ai loro nemici, perch tutti cadessero di spada.  Secondo le loro nefandezze e i loro peccati io li trattai e nascosi loro la faccia.
	 Perci cos dice il Signore Dio: Ora io ristabilir la sorte di Giacobbe, avr compassione di tutta la casa d'Israele e sar geloso del mio santo nome.  Quando essi abiteranno nella loro terra tranquilli, senza che alcuno li spaventi, si vergogneranno di tutte le ribellioni che hanno commesse contro di me.
	 Quando io li avr ricondotti dalle genti e li avr radunati dalle terre dei loro nemici e avr mostrato in loro la mia santit, davanti a numerosi popoli,  allora sapranno che io, il Signore, sono il loro Dio, poich dopo averli condotti in schiavit fra le genti, li ho radunati nel loro paese e non ne ho lasciato fuori neppure uno.  Allora non nasconder pi loro il mio volto, perch diffonder il mio spirito sulla casa d'Israele". Parola del Signore Dio.



	 Al principio dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la citt, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse l.  In visione divina mi condusse nella terra d'Israele e mi pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava costruita una citt, dal lato di mezzogiorno.  Egli mi condusse l: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per misurare.  Quell'uomo mi disse: "Figlio dell'uomo: osserva e ascolta attentamente e fa'attenzione a quanto io sto per mostrarti, perch tu sei stato condotto qui perch io te lo mostri e tu manifesti alla casa d'Israele quello che avrai visto".

	 Ed ecco il tempio era tutto recinto da un muro. La canna per misurare che l'uomo teneva in mano era di sei cubiti, d'un cubito e un palmo ciascuno. Egli misur lo spessore del muro: era una canna, e l'altezza una canna.

	 Poi and alla porta che guarda a oriente, sal i gradini e misur la soglia della porta; era una canna di larghezza.  Ogni stanza misurava una canna di lunghezza e una di larghezza, da una stanza all'altra vi erano cinque cubiti: anche la soglia del portico dal lato dell'atrio della porta stessa, verso l'interno, era di una canna.  Misur l'atrio della porta: era di otto cubiti;  i pilastri di due cubiti. L'atrio della porta era verso l'interno.
	 Le stanze della porta a oriente erano tre da una parte e tre dall'altra, tutt'e tre della stessa grandezza, come di una stessa misura erano i pilastri da una parte e dall'altra.  Misur la larghezza dell'apertura del portico: era di dieci cubiti; l'ampiezza della porta era di tredici cubiti.  Davanti alle stanze vi era un parapetto di un cubito, da un lato e dall'altro; ogni stanza misurava sei cubiti per lato.  Misur poi il portico dal tetto di una stanza al suo opposto; la larghezza era di venticinque cubiti; da un'apertura all'altra;  i pilastri li calcol alti sessanta cubiti, dai pilastri cominciava il cortile che circondava la porta.  Dalla facciata della porta d'ingresso alla facciata dell'atrio della porta interna vi era uno spazio di cinquanta cubiti.  Le stanze e i pilastri avevano finestre con grate verso l'interno, intorno alla porta, come anche vi erano finestre intorno che davano sull'interno dell'atrio. Sui pilastri erano disegnate palme.

	 Poi mi condusse nel cortile esterno e vidi delle stanze e un lastricato costruito intorno al cortile; trenta erano le stanze lungo il lastricato.  Il lastricato si estendeva ai lati delle porte per una estensione uguale alla larghezza delle porte stesse: era il lastricato inferiore.  Misur lo spazio dalla facciata della porta inferiore da oriente a settentrione alla facciata della porta interna, erano cento cubiti.

	 Poi misur la lunghezza e la larghezza della porta che guarda a settentrione e conduce al cortile esterno.  Le sue stanze, tre da una parte e tre dall'altra, i pilastri, l'atrio avevano le stesse dimensioni della prima porta: cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.  Le finestre, l'atrio e le palme avevano le stesse dimensioni di quelle della porta che guarda a oriente. Vi si accedeva per sette scalini: l'atrio era davanti.  Di fronte al portico di settentrione vi era la porta, come di fronte a quello di oriente; misur la distanza fra portico e portico: vi erano cento cubiti.

	 Mi condusse poi verso mezzogiorno: ecco un portico rivolto a mezzogiorno. Ne misur i pilastri e l'atrio; avevano le stesse dimensioni.  Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre uguali alle altre finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.  Vi si accedeva per sette gradini: il vestibolo stava verso l'interno. Sui pilastri, da una parte e dall'altra, vi erano ornamenti di palme.  Il cortile interno aveva un portico verso mezzogiorno; egli misur la distanza fra porta e porta in direzione del mezzogiorno; erano cento cubiti.

	 Allora mi introdusse nell'atrio interno, per il portico meridionale, e misur questo portico; aveva le stesse dimensioni.  Le stanze, i pilastri e l'atrio avevano le medesime misure. Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
	 Intorno vi erano vestiboli di venticinque cubiti di lunghezza per cinque di larghezza.
	 Il suo vestibolo era rivolto verso l'atrio esterno; sui pilastri c'erano ornamenti di palme; i gradini per i quali si accedeva erano otto.

	 Poi mi condusse al portico dell'atrio interno che guarda a oriente e lo misur: aveva le solite dimensioni.  Le stanze, i pilastri e l'atrio avevano le stesse dimensioni. Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.  Il suo vestibolo dava sull'atrio esterno: sui pilastri, da una parte e dall'altra vi erano ornamenti di palme: i gradini per i quali si accedeva erano otto.

	 Poi mi condusse al portico settentrionale e lo misur: aveva le solite dimensioni,  come le stanze, i pilastri e l'atrio. Intorno vi erano finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.  Il suo vestibolo dava sull'atrio esterno; sui pilastri, da una parte e dall'altra, c'erano ornamenti di palme: i gradini per cui vi si accedeva erano otto.

	 C'era anche una stanza con la porta vicino ai pilastri dei portici; l venivano lavati gli olocausti.  Nell'atrio del portico vi erano due tavole da una parte e due dall'altra, sulle quali venivano sgozzati gli olocausti e i sacrifici espiatori e di riparazione.  Altre due tavole erano sul lato esterno, a settentrione di chi entra nel portico, e due tavole all'altro lato presso l'atrio del portico.  Cos a ciascun lato del portico c'erano quattro tavole da una parte e quattro tavole dall'altra: otto tavole in tutto. Su di esse si sgozzavano le vittime.  C'erano poi altre quattro tavole di pietre squadrate, per gli olocausti, lunghe un cubito e mezzo, larghe un cubito e mezzo e alte un cubito: su di esse venivano deposti gli strumenti con i quali si immolavano gli olocausti e gli altri sacrifici.  Uncini d'un palmo erano attaccati all'interno tutt'intorno; sulle tavole si mettevano le carni delle offerte.
	 Fuori del portico interno, nell'atrio interno, vi erano due stanze: quella accanto al portico settentrionale guardava a mezzogiorno, l'altra accanto al portico meridionale guardava a settentrione.  Egli mi disse: "La stanza che guarda a mezzogiorno  per i sacerdoti che hanno cura del tempio,  mentre la stanza che guarda a settentrione  per i sacerdoti che hanno cura dell'altare: sono essi i figli di Zadk che, tra i figli di Levi, si avvicinano al Signore per il suo servizio".

	 Misur quindi l'atrio: era un quadrato di cento cubiti di larghezza per cento di lunghezza. L'altare era di fronte al tempio.

	 Mi condusse poi nell'atrio del tempio e ne misur i pilastri: erano ognuno cinque cubiti da una parte e cinque cubiti dall'altra; la larghezza del portico: tre cubiti da una parte e tre cubiti dall'altra.  La lunghezza del vestibolo era di venti cubiti e la larghezza di dodici cubiti. Vi si accedeva per mezzo di dieci gradini; accanto ai pilastri c'erano due colonne, una da una parte e una dall'altra.



	 M'introdusse poi nel santuario e misur i pilastri: erano larghi sei cubiti da una parte e sei cubiti dall'altra.  La porta era larga dieci cubiti e i lati della porta cinque cubiti da una parte e cinque cubiti dall'altra. Misur quindi il santuario: era lungo quaranta cubiti e largo venti.

	 And poi nell'interno e misur i pilastri della porta, due cubiti, e la porta, sei cubiti; la larghezza della porta, sette cubiti.  Ne misur ancora la lunghezza, venti cubiti e la larghezza, davanti al santuario, venti cubiti, poi mi disse: "Questo  il Santo dei santi".

	 Misur poi il muro del tempio, sei cubiti; poi la larghezza dell'edificio laterale, quattro cubiti, intorno al tempio.  Le celle laterali erano una sull'altra, trenta per tre piani. Per le celle all'intorno, c'erano, nel muro del tempio, rientranze in modo che fossero collegate fra di loro, ma non collegate al muro del tempio.  Salendo da un piano all'altro l'ampiezza delle celle aumentava, perci la costruzione era pi larga verso l'alto. Dal piano inferiore si poteva salire al piano di mezzo e da questo a quello pi alto.  Io vidi intorno al tempio una elevazione. I fondamenti dell'edificio laterale erano di una canna intera di sei cubiti.  La larghezza del muro esterno dell'edificio laterale era di cinque cubiti, come quella dello spazio rimanente. Fra l'edificio laterale del tempio  e le stanze c'era una larghezza di venti cubiti intorno al tempio.  Le porte dell'edificio laterale rimanevano sullo spazio libero; una porta dava a settentrione e una a mezzogiorno. Lo spazio libero era cinque cubiti tutt'intorno.

	 La costruzione che era di fronte allo spazio libero sul lato d'occidente, aveva settanta cubiti di larghezza; il muro della costruzione era tutt'intorno dello spessore di cinque cubiti; la sua lunghezza di novanta cubiti.
	 Poi misur il tempio: lunghezza cento cubiti; lo spazio libero, edificio e sue mura, anch'essi cento cubiti.  La larghezza della facciata del tempio con lo spazio libero, cento cubiti.  Misur ancora la larghezza dell'edificio di fronte allo spazio libero nella parte retrostante, con le gallerie di qua e di l: era cento cubiti.

	L'interno del santuario, il suo vestibolo,  gli stipiti, le finestre a grate e le gallerie attorno a tutti e tre, a cominciare dalla soglia, erano rivestiti di tavole di legno, tutt'intorno, dal pavimento fino alle finestre, che erano velate.  Dalla porta, dentro e fuori del tempio e su tutte le pareti interne ed esterne erano dipinti  cherubini e palme. Fra cherubino e cherubino c'era una palma; ogni cherubino aveva due aspetti:  aspetto d'uomo verso una palma e aspetto di leone verso l'altra palma, effigiati intorno a tutto il tempio.  Da terra fino sopra la porta erano disposti cherubini e palme sulle pareti del santuario.
	 Gli stipiti del santuario erano quadrangolari.

	Davanti al Santo dei santi c'era come  un altare di legno, alto tre cubiti, due cubiti di lunghezza e due di larghezza. Gli angoli, la base e i lati erano di legno. Mi disse: "Questa  la tavola che sta davanti al Signore".

	 Il santuario e il Santo dei santi avevano due porte ciascuno.  Ogni porta aveva due battenti e ogni battente si ripiegava in due pezzi: due per un battente e due per l'altro.  Sulle porte erano dipinti cherubini e palme come sulle pareti: un portale di legno era sulla facciata dell'atrio all'esterno.  Finestre e grate e palme erano da tutt'e due le parti, ai lati del vestibolo, alle celle annesse al tempio e agli architravi.



	 Allora mi fece uscire nell'atrio esterno dal lato settentrionale e mi condusse all'appartamento che sta di fronte allo spazio libero prospicente l'edificio verso settentrione.  Nella facciata aveva una lunghezza di cento cubiti, verso settentrione, e cinquanta cubiti di larghezza.  Di fronte ai venti cubiti dell'atrio interno e di fronte al lastricato esterno, vi era un porticato davanti a un altro porticato a tre piani;  davanti alle stanze c'era un corridoio di dieci cubiti di larghezza per cento di lunghezza: le porte delle stanze guardavano a settentrione.  Le stanze superiori erano pi strette delle inferiori e intermedie, perch i porticati occupavano parte dello spazio.  Erano a tre piani, ma non avevano colonne come quelle degli altri, e perci le stanze superiori erano pi strette rispetto a quelle intermedie e a quelle inferiori.  Il muro esterno parallelo alle stanze, dal lato del corridoio esterno, aveva, davanti alle stanze, una lunghezza di cinquanta cubiti.  Infatti la lunghezza delle stanze dell'atrio esterno era di cinquanta cubiti, mentre dal lato del tempio era di cento cubiti.  In basso le stanze avevano l'ingresso rivolto verso oriente, entrando dall'atrio esterno, sulla larghezza del muro dell'atrio.
	 A mezzogiorno, di fronte allo spazio libero e alla muraglia di cinta, c'erano stanze  e, davanti ad esse, un passaggio simile a quello delle stanze poste a settentrione: la lunghezza e la larghezza erano uguali a quelle, come anche le varie uscite e le loro disposizioni; come le porte di quelle,  cos erano le porte delle stanze che davano a mezzogiorno; una porta era al principio dell'ambulacro, lungo il muro corrispondente, a oriente di chi entra.  Egli mi disse: "Le stanze a settentrione e quelle a mezzogiorno, di fronte allo spazio libero, sono le stanze sacre, dove i sacerdoti che si accostano al Signore mangeranno le cose santissime: ivi riporranno le cose santissime, le oblazioni e le vittime di espiazione e di riparazione, perch santo  questo luogo.  Quando i sacerdoti vi saranno entrati, non usciranno dal luogo santo verso l'atrio esterno, ma deporranno l le loro vesti con le quali hanno prestato servizio, perch esse sono sante: indosseranno altre vesti e cos si avvicineranno al luogo destinato al popolo".

	 Terminato ch'egli ebbe di misurare l'interno del tempio mi condusse fuori per la porta che guarda a oriente, e misur la cinta intorno.  Misur il lato orientale con la canna per misurare: era cinquecento canne, in canne da misura, all'intorno.  Misur il lato settentrionale: era cinquecento canne, in canne da misura, all'intorno.  Misur il lato meridionale: era cinquecento canne, con la canna da misura.  Si volse al lato occidentale: misur cinquecento canne con la canna da misura.  Da quattro lati egli misur il tempio; aveva intorno un muro lungo cinquecento canne e largo cinquecento, per separare il luogo sacro da quello profano.



	 Mi condusse allora verso la porta che guarda a oriente  ed ecco che la gloria del Dio d'Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.  La visione che io vidi era simile a quella che avevo vista quando andai per distruggere la citt e simile a quella che avevo vista presso il canale Chebr. Io caddi con la faccia a terra.  La gloria del Signore entr nel tempio per la porta che guarda a oriente.
	 Lo spirito mi prese e mi condusse nell'atrio interno: ecco, la gloria del Signore riempiva il tempio.  Mentre quell'uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro il tempio mi parlava  e mi diceva: "Figlio dell'uomo, questo  il luogo del mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiter in mezzo agli Israeliti, per sempre. E la casa d'Israele, il popolo e i suoi re, non profaneranno pi il mio santo nome con le loro prostituzioni e con i cadaveri dei loro re e con le loro stele,  collocando la loro soglia accanto alla mia soglia e i loro stipiti accanto ai miei stipiti, cos che fra me e loro vi era solo il muro, hanno profanato il mio santo nome con tutti gli abomini che hanno commessi, perci li ho distrutti con ira.  Ma d'ora in poi essi allontaneranno da me le loro prostituzioni e i cadaveri dei loro re e io abiter in mezzo a loro per sempre.
	 Tu, figlio dell'uomo, descrivi questo tempio alla casa d'Israele, perch arrossiscano delle loro iniquit; ne misurino la pianta  e, se si vergogneranno di quanto hanno fatto, manifesta loro la forma di questo tempio, la sua disposizione, le sue uscite, i suoi ingressi, tutti i suoi aspetti, tutti i suoi regolamenti, tutte le sue forme e tutte le sue leggi: mettili per iscritto davanti ai loro occhi, perch osservino tutte queste norme e tutti questi regolamenti e li mettano in pratica.  Questa  la legge del tempio: alla sommit del monte, tutto il territorio che lo circonda  santissimo; ecco, questa  la legge del tempio.

	 Queste sono le misure dell'altare in cubiti, di un cubito e un palmo ciascuno. La base era di un cubito di altezza per un cubito di larghezza: il suo bordo intorno era un palmo. Tale lo zoccolo dell'altare.
	 Dalla base che posava a terra fino alla piattaforma inferiore vi erano due cubiti di altezza e un cubito di larghezza: dalla piattaforma piccola alla piattaforma pi grande vi erano quattro cubiti di altezza e un cubito di larghezza.
	 Il focolare era di quattro cubiti e sul focolare vi erano quattro corni.  Il focolare era dodici cubiti di lunghezza per dodici di larghezza, cio quadrato.  La piattaforma superiore era un quadrato di quattordici cubiti di lunghezza per quattordici cubiti di larghezza, con un orlo intorno di mezzo cubito, e la base, intorno, di un cubito: i suoi gradini guardavano a oriente.

	 Egli mi parl: "Figlio dell'uomo, dice il Signore Dio: Queste sono le leggi dell'altare, quando verr costruito per offrirvi sopra il sangue.  Ai sacerdoti leviti della stirpe di Zadk, che si avvicineranno a me per servirmi, tu darai - parola del Signore Dio - un giovenco per l'espiazione.  Prenderai di quel sangue e lo spanderai sui quattro corni dell'altare, sui quattro angoli della piattaforma e intorno all'orlo. Cos lo purificherai e ne farai l'espiazione.  Prenderai poi il giovenco del sacrificio espiatorio e lo brucerai in un luogo appartato del tempio, fuori del santuario.  Il secondo giorno offrirai, per il peccato, un capro senza difetto e farai la purificazione dell'altare come hai fatto con il giovenco.  Terminato il rito della purificazione, offrirai un giovenco senza difetti e un montone del gregge senza difetti.  Tu li presenterai al Signore e i sacerdoti getteranno il sale su di loro, poi li offriranno in olocausto al Signore.  Per sette giorni sacrificherai per il peccato un capro al giorno e verr offerto anche un giovenco e un montone del gregge senza difetti.  Per sette giorni si far l'espiazione dell'altare e lo si purificher e consacrer.  Finiti questi giorni, dall'ottavo in poi, i sacerdoti immoleranno sopra l'altare i vostri olocausti, i vostri sacrifici di comunione e io vi sar propizio". Oracolo del Signore Dio.



	 Mi condusse poi alla porta esterna del santuario dalla parte di oriente; essa era chiusa.  Mi disse: "Questa porta rimarr chiusa: non verr aperta, nessuno vi passer, perch c' passato il Signore, Dio d'Israele. Perci rester chiusa.  Ma il principe, il principe sieder in essa per cibarsi davanti al Signore; entrer dal vestibolo della porta e di l uscir".

	 Poi mi condusse per la porta settentrionale, davanti al tempio. Guardai ed ecco la gloria del Signore riempiva il tempio. Caddi con la faccia a terra  e il Signore mi disse: "Figlio dell'uomo, sta'attento, osserva bene e ascolta quanto io ti dir sulle prescrizioni riguardo al tempio e su tutte le sue leggi; sta'attento a come si entra nel tempio da tutti gli accessi del santuario.  Riferirai a quei ribelli, alla gente d'Israele: Cos dice il Signore Dio: Troppi sono stati per voi gli abomini, o Israeliti!  Avete introdotto figli stranieri, non circoncisi di cuore e non circoncisi di carne, perch stessero nel mio santuario e profanassero il mio tempio, mentre mi offrivate il mio cibo, il grasso e il sangue, rompendo cos la mia alleanza con tutti i vostri abomini.  Non vi siete presi voi la cura delle mie cose sante ma avete affidato loro, al vostro posto, la custodia del mio santuario.  Cos dice il Signore Dio: Nessuno straniero, non circonciso di cuore, non circonciso nella carne, entrer nel mio santuario, nessuno di tutti gli stranieri che sono in mezzo agli Israeliti.

	 Anche i leviti, che si sono allontanati da me nel traviamento d'Israele e hanno seguito i loro idoli, sconteranno la propria iniquit;  serviranno nel mio santuario come guardie delle porte del tempio e come servi del tempio; sgozzeranno gli olocausti e le vittime del popolo e staranno davanti ad esso pronti al suo servizio.  Poich l'hanno servito davanti ai suoi idoli e sono stati per la gente d'Israele occasione di peccato, perci io ho alzato la mano su di loro - parola del Signore Dio - ed essi sconteranno la loro iniquit.  Non si avvicineranno pi a me per servirmi come sacerdoti e toccare tutte le mie cose sante e santissime, ma sconteranno la vergogna degli abomini che hanno compiuti.  Affido loro la custodia del tempio e ogni suo servizio e qualunque cosa da compiere in esso.

	 I sacerdoti leviti figli di Zadk, che hanno osservato le prescrizioni del mio santuario quando gli Israeliti si erano allontanati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue. Parola del Signore Dio.  Essi entreranno nel mio santuario e si avvicineranno alla mia tavola per servirmi e custodiranno le mie prescrizioni.
	 Quando entreranno dalle porte dell'atrio interno, indosseranno vesti di lino; non porteranno alcun indumento di lana, quando essi eserciteranno il ministero alle porte dell'atrio interno e nel tempio.  Porteranno in capo turbanti di lino e avranno mutande ai fianchi: non si cingeranno di quanto provochi il sudore.  Quando usciranno nell'atrio esterno verso il popolo, si toglieranno le vesti con le quali hanno ufficiato e le deporranno nelle stanze del santuario: indosseranno altre vesti per non comunicare con esse la consacrazione al popolo.  Non si raderanno il capo, n si lasceranno crescere la chioma, ma avranno i capelli normalmente tagliati.  Nessun sacerdote berr vino quando dovr entrare nell'atrio interno.  Non prenderanno in sposa una vedova, n una ripudiata, ma solo una vergine della stirpe d'Israele: potranno sposare per una vedova, se  la vedova di un sacerdote.  Indicheranno al mio popolo ci che  santo e ci che  profano e gli insegneranno ci che  mondo e ci che  immondo.  Nelle liti essi saranno i giudici e decideranno secondo le mie leggi. In tutte le mie feste osserveranno le mie leggi e i miei statuti e santificheranno i miei sabati.  Nessuno di essi si avviciner a un cadavere per non rendersi immondo, ma potr rendersi immondo per il padre, la madre, un figlio, una figlia, un fratello o per una sorella non maritata:  dopo essersi purificato, gli si conteranno sette giorni  e quando egli rientrer nel luogo santo, nell'atrio interno per servire nel santuario, offrir il suo sacrificio espiatorio. Parola del Signore Dio.
	 Essi non avranno alcuna eredit. Io sar la loro eredit: non sar dato loro alcun possesso in Israele; io sono il loro possesso.  Saranno loro cibo le oblazioni, i sacrifici espiatori, i sacrifici di riparazione; apparterr loro quanto  stato votato allo sterminio in Israele.  La parte migliore di tutte le vostre primizie e ogni specie di offerta apparterranno ai sacerdoti: cos darete al sacerdote le primizie dei vostri macinati, per far posare la benedizione sulla vostra casa.  I sacerdoti non mangeranno la carne di alcun animale morto di morte naturale o sbranato, di uccelli o di altri animali".



	 "Quando voi spartirete a sorte la regione, in eredit, preleverete dal territorio, in offerta al Signore, una porzione sacra, lunga venticinquemila cubiti e larga ventimila: essa sar santa per tutta la sua estensione.  Di essa sar per il santuario un quadrato di cinquecento cubiti per cinquecento, con una zona libera all'intorno di cinquanta cubiti.  In quella superficie misurerai un tratto di venticinquemila cubiti di lunghezza per diecimila di larghezza, dove sar il santuario, il Santo dei santi.  Esso sar la parte sacra del paese, sar per i sacerdoti ministri del santuario, che si avvicinano per servire il Signore: questo luogo servir per le loro case e come luogo sacro per il santuario.  Uno spazio di venticinquemila cubiti di lunghezza per diecimila di larghezza sar il possesso dei leviti che servono nel tempio, con citt dove abitare.  Come possesso poi delle citt assegnerete un tratto di cinquemila cubiti di larghezza per venticinquemila di lunghezza, parallelo alla parte assegnata al santuario: apparterr a tutta la gente d'Israele.

	 Al principe sar assegnato un possesso di qua e di l della parte sacra e del territorio dalle citt, al fianco della parte sacra e al fianco del territorio della citt, a occidente fino all'estremit occidentale e a oriente sino al confine orientale, per una lunghezza uguale a ognuna delle parti, dal confine occidentale sino a quello orientale.  Questa sar la sua terra, il suo possesso in Israele e cos i miei prncipi non opprimeranno il mio popolo, ma lasceranno la terra alla gente d'Israele, alle sue trib".
	 Dice il Signore Dio: "Basta, prncipi d'Israele, basta con le violenze e le rapine! Agite secondo il diritto e la giustizia; eliminate le vostre estorsioni dal mio popolo. Parola del Signore Dio.  Abbiate bilance giuste, 'efa'giusta, 'bat'giusto.  L''efa'e il 'bat'saranno della medesima misura cos che il 'bat'e l''efa'contengano un decimo del 'comer', la loro misura sar in relazione al 'comer'.  Il siclo sar di venti 'ghere': venti sicli, venticinque sicli e quindici sicli saranno la vostra mina.

	 Questa sar l'offerta che voi preleverete: un sesto di 'efa'per ogni 'comer'di frumento e un sesto di 'efa'per ogni 'comer'di orzo.  Norma per l'olio - che si misura con il 'bat'-  un decimo del 'bat'per ogni 'kor'. Dieci 'bat'corrispondono ad un 'comer', perch dieci 'bat'formano un 'comer'.  Dal gregge, una pecora ogni duecento, dai prati fertili d'Israele. Questa sar data per le oblazioni, per gli olocausti, per i sacrifici di comunione, in espiazione per loro. Parola del Signore Dio.  Tutta la popolazione del paese sar tenuta a questa offerta verso il principe d'Israele.  A carico del principe saranno gli olocausti, le oblazioni e le libazioni nelle solennit, nei noviluni e nei sabati, in tutte le feste della gente d'Israele. Egli provveder per il sacrificio espiatorio, l'oblazione, l'olocausto e il sacrificio di comunione per l'espiazione della gente d'Israele".

	 Dice il Signore Dio: "Il primo giorno del primo mese, prenderai un giovenco senza difetti e purificherai il santuario.  Il sacerdote prender il sangue della vittima per il peccato e lo metter sugli stipiti del tempio e sui quattro angoli dello zoccolo dell'altare e sugli stipiti delle porte dell'atrio interno.  Lo stesso far il sette del mese per chi abbia peccato per errore o per ignoranza: cos purificherete il tempio.  Il quattordici del primo mese sar per voi la pasqua, festa d'una settimana di giorni: mangeranno pane azzimo.  In quel giorno il principe offrir, per s e per tutto il popolo del paese, un giovenco per il peccato;  nei sette giorni della festa offrir in olocausto al Signore sette giovenchi e sette montoni, senza difetti, in ognuno dei sette giorni, e un capro in sacrificio per il peccato, ogni giorno.  In oblazione offrir un''efa'per giovenco e un''efa'per montone, con un 'hin'di olio per ogni 'efa'.

	 Il quindici del settimo mese far per la festa come in quei sette giorni, per i sacrifici espiatori, per gli olocausti, le oblazioni e l'olio".



	 Dice il Signore Dio: "Il portico dell'atrio interno che guarda a oriente rimarr chiuso nei sei giorni di lavoro; sar aperto il sabato e nei giorni del novilunio.  Il principe entrer dal di fuori passando dal vestibolo del portico esterno e si fermer presso lo stipite del portico, mentre i sacerdoti offriranno il suo olocausto e il suo sacrificio di comunione. Egli si prostrer sulla soglia del portico, poi uscir e il portico non sar chiuso fino al tramonto.  Il popolo del paese si prostrer nei sabati e nei giorni del novilunio all'ingresso del portico, davanti al Signore.
	 L'olocausto che il principe offrir al Signore nel giorno di sabato sar di sei agnelli e un montone senza difetti;  come oblazione offrir un''efa'per il montone, per gli agnelli quell'offerta che potr dare; di olio un 'hin'per ogni 'efa'.  Nel giorno del novilunio offrir in olocausto un giovenco senza difetti, sei agnelli e un montone senza difetti;  in oblazione, un''efa'per il giovenco e un''efa'per il montone e per gli agnelli quanto potr dare; d'olio, un 'hin'per ogni 'efa'.  Quando il principe entrer, dovr entrare passando per l'atrio del portico e da esso uscir.  Quando verr il popolo del paese davanti al Signore nelle solennit, coloro che saranno entrati dalla porta di settentrione per adorare, usciranno dal portico di mezzogiorno; quelli che saranno entrati dal portico di mezzogiorno usciranno dal portico di settentrione. Nessuno uscir dal portico da cui  entrato ma uscir da quello opposto.  Il principe sar in mezzo a loro; entrer come entrano loro e uscir come escono loro.  Nelle feste e nelle solennit l'oblazione sar di un''efa'per il giovenco e di un''efa'per il montone; per gli agnelli quello che potr dare; l'olio sar di un 'hin'per ogni 'efa'.
	 Quando il principe vorr offrire volontariamente al Signore un olocausto o sacrifici di comunione, gli sar aperto il portico che guarda ad oriente e offrir l'olocausto e il sacrificio di comunione come li offre nei giorni di sabato; poi uscir e il portico verr chiuso appena sar uscito.
	 Ogni giorno tu offrirai in olocausto al Signore un agnello di un anno, senza difetti; l'offrirai ogni mattina.  Su di esso farai ogni mattina un'oblazione di un sesto di 'efa'; di olio offrirai un terzo di 'hin'per intridere il fior di farina:  un'oblazione al Signore, la legge dell'olocausto quotidiano.  Si offrir dunque l'agnello, l'oblazione e l'olio, ogni mattina:  l'olocausto quotidiano".
	 Dice il Signore Dio: "Se il principe dar in dono ad uno dei suoi figli qualcosa della sua eredit, il dono rimarr ai suoi figli come eredit.  Se invece egli far sulla sua eredit un dono a uno dei suoi servi, il dono apparterr al servo fino all'anno dell'affrancamento, poi ritorner al principe: ma la sua eredit rester ai suoi figli.  Il principe non prender niente dell'eredit del popolo, privandolo, con esazioni, del suo possesso; egli lascer in eredit ai suoi figli parte di quanto possiede, perch nessuno del mio popolo sia scacciato dal suo possesso".
	 Poi egli mi condusse, per il corridoio che sta sul fianco del portico, alle stanze del santuario destinate ai sacerdoti, dalla parte di settentrione: ed ecco alla estremit di occidente un posto riservato.  Mi disse: "Questo  il luogo dove i sacerdoti cuoceranno le carni dei sacrifici di riparazione e di espiazione e dove cuoceranno le oblazioni, senza portarle fuori nell'atrio esterno e correre il rischio di comunicare la consacrazione al popolo".  Mi condusse nell'atrio esterno e mi fece passare presso i quattro angoli dell'atrio e a ciascun angolo dell'atrio vi era un cortile;  quindi ai quattro angoli dell'atrio vi erano quattro piccoli cortili lunghi quaranta cubiti e larghi trenta, tutti d'una stessa misura.  Un muro girava intorno a tutt'e quattro e dei fornelli erano costruiti in basso intorno al muro.  Egli mi disse: "Queste sono le cucine dove i servi del tempio cuoceranno i sacrifici del popolo".



	 Mi condusse poi all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poich la facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell'altare.  Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all'esterno fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che l'acqua scaturiva dal lato destro.  Quell'uomo avanz verso oriente e con una cordicella in mano misur mille cubiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva alla caviglia.  Misur altri mille cubiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva al ginocchio. Misur altri mille cubiti, poi mi fece attraversare l'acqua: mi giungeva ai fianchi.  Ne misur altri mille: era un fiume che non potevo attraversare, perch le acque erano cresciute, erano acque navigabili, un fiume da non potersi passare a guado.  Allora egli mi disse: "Hai visto, figlio dell'uomo?".
	Poi mi fece ritornare sulla sponda del fiume;  voltandomi, vidi che sulla sponda del fiume vi era un grandissima quantit di alberi da una parte e dall'altra.  Mi disse: "Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque.  Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivr: il pesce vi sar abbondantissimo, perch quelle acque dove giungono, risanano e l dove giunger il torrente tutto rivivr.  Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engddi a En-Eglim vi sar una distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo.  Per le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate: saranno abbandonate al sale.  Lungo il fiume, su una riva e sull'altra, crescer ogni sorta di alberi da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perch le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina".

	 Dice il Signore Dio: "Questi saranno i confini della terra che spartirete fra le dodici trib d'Israele, dando a Giuseppe due parti.  Ognuno di voi posseder come l'altro la parte di territorio che io alzando la mano ho giurato di dare ai vostri padri: questa terra sar in vostra eredit.
	 Ecco dunque quali saranno i confini del paese. A settentrione, dal Mar Mediterraneo lungo la via di Chetln fino a Zedd;  il territorio di Amat, Berot, Sibrim, che  fra il territorio di Damasco e quello di Amat, Cazer-Ticn, che  sulla frontiera di Haurn.  Quindi la frontiera si estender dal mare fino a Cazer-Enn, con il territorio di Damasco e quello di Amat a settentrione. Questo il lato settentrionale.  A oriente, fra l'Haurn, Damasco e Glaad e il paese d'Israele, sar di confine il Giordano, fino al mare orientale, e verso Tamr. Questo il lato orientale.
	 A mezzogiorno, da Tamr fino alle acque di Meriba-Kads, fino al torrente verso il Mar Mediterraneo. Questo il lato meridionale verso il Negheb.
	 A occidente, il Mar Mediterraneo, dal confine sino davanti all'ingresso di Amat. Questo il lato occidentale.
	 Vi spartirete questo territorio secondo le trib d'Israele.  Lo dividerete in eredit fra voi e i forestieri che abitano con voi, i quali hanno generato figli in mezzo a voi; questi saranno per voi come indigeni fra gli Israeliti e tireranno a sorte con voi la loro parte in mezzo alle trib d'Israele.  Nella trib in cui lo straniero  stabilito, l gli darete la sua parte". Parola del Signore Dio.



	 Questi sono i nomi delle trib: dal confine settentrionale, lungo la via di Chetln che conduce ad Amat, fino a Cazer-Enn, con a settentrione la frontiera di Damasco e lungo il confine di Amat, dal lato d'oriente fino al mare, sar assegnata a Dan una parte.
	 Sulla frontiera di Dan, dal limite orientale al limite occidentale: Aser, una parte.
	 Sulla frontiera di Aser, dal limite orientale fino al limite occidentale: Nftali, una parte.
	 Sulla frontiera di Nftali, dal limite orientale fino al limite occidentale: Mansse, una parte.
	 Sulla frontiera di Mansse, dal limite orientale fino al limite occidentale: fraim, una parte.
	 Sulla frontiera di fraim, dal limite orientale fino al limite occidentale: Ruben, una parte.
	 Sulla frontiera di Ruben, dal limite orientale fino al limite occidentale: Giuda, una parte.
	 Sulla frontiera di Giuda, dal limite orientale fino al limite occidentale, star la porzione che preleverete, larga venticinquemila cubiti e lunga come una delle parti dal limite orientale fino al limite occidentale: in mezzo sorger il santuario.
	 La parte che voi preleverete per il Signore avr venticinquemila cubiti di lunghezza per ventimila di larghezza.  Ai sacerdoti apparterr la parte sacra del territorio, venticinquemila cubiti a settentrione e diecimila di larghezza a ponente, diecimila cubiti di larghezza a oriente e venticinquemila cubiti di lunghezza a mezzogiorno. In mezzo sorger il santuario del Signore.  Essa apparterr ai sacerdoti consacrati, ai figli di Zadk, che furono fedeli alla mia osservanza e non si traviarono nel traviamento degli Israeliti come traviarono i leviti.  Sar per loro come una parte sacra prelevata sulla parte consacrata del paese, cosa santissima, a fianco del territorio assegnato ai leviti.
	 I leviti, lungo il territorio dei sacerdoti, avranno venticinquemila cubiti di lunghezza per diecimila di larghezza: tutta la lunghezza sar di venticinquemila cubiti e tutta la larghezza di diecimila.
	 Essi non ne potranno vendere n permutare, n potr essere alienata questa parte migliore del paese, perch  sacra al Signore.
	 I cinquemila cubiti di lunghezza che restano sui venticinquemila, saranno terreno profano per la citt, per abitazioni e dintorni; in mezzo sorger la citt.  Le sue misure saranno le seguenti: il lato settentrionale avr quattromilacinquecento cubiti; il lato meridionale, quattromilacinquecento cubiti; il lato orientale quattromilacinquecento cubiti e il lato occidentale quattromilacinquecento cubiti.  I dintorni della citt saranno duecentocinquanta cubiti a settentrione, duecentocinquanta a mezzogiorno, duecentocinquanta a oriente e duecentocinquanta a ponente.  Rimarr accanto alla parte sacra un terreno lungo diecimila cubiti a oriente e diecimila a occidente, i cui prodotti saranno il cibo per coloro che prestan servizio nella citt,  i quali saranno presi da tutte le trib d'Israele.  Tutta la zona sar di venticinquemila cubiti per venticinquemila. Preleverete, come possesso della citt, un quarto della zona sacra.
	 Il resto, da una parte e dall'altra della zona sacra e del possesso della citt, su un fronte di venticinquemila cubiti della zona sacra a oriente, verso il confine orientale, e a ponente, su un fronte di venticinquemila cubiti verso il confine occidentale, parallelamente alle parti, sar per il principe. La zona sacra e il santuario del tempio rimarranno in mezzo,  fra il possesso dei leviti e il possesso della citt, e fra ci che spetta al principe; quel che si trova tra la frontiera di Giuda e quella di Beniamino sar del principe.
	 Per le altre trib, dalla frontiera orientale a quella occidentale: Beniamino, una parte.
	 Al lato del territorio di Beniamino, dalla frontiera orientale a quella occidentale: Simeone, una parte.
	 Al lato del territorio di Simeone, dalla frontiera orientale a quella occidentale: ssacar, una parte.
	 Al lato del territorio di ssacar, dalla frontiera orientale a quella occidentale: Zbulon, una parte.
	 Al lato del territorio di Zbulon, dalla frontiera orientale a quella occidentale: Gad, una parte.
	 Al lato del territorio di Gad, dalla frontiera meridionale verso mezzogiorno, la frontiera andr da Tamr alle acque di Meriba-Kads e al torrente che va al Mar Mediterraneo.  Questo  il territorio che voi dividerete a sorte in eredit alle trib d'Israele e queste le loro parti, dice il Signore Dio.

	 Queste saranno le uscite della citt: sul lato settentrionale: quattromilacinquecento cubiti.  Le porte della citt porteranno i nomi delle trib d'Israele. Tre porte a settentrione: la porta di Ruben, una; la porta di Giuda, una; la porta di Levi, una.  Sul lato orientale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Giuseppe, una; la porta di Beniamino, una; la porta di Dan, una.  Sul lato meridionale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Simeone, una; la porta di ssacar, una; la porta di Zbulon, una.
	 Sul lato occidentale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Gad, una; la porta di Aser, una; la porta di Nftali, una.
	 Perimetro totale: diciottomila cubiti. La citt si chiamer da quel giorno in poi: L  il Signore.
