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La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri profetici.

Isaia.



	 Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme nei giorni di Ozia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda.

	 Udite, cieli; ascolta, terra,
	perch il Signore dice:
	"Ho allevato e fatto crescere figli,
	ma essi si sono ribellati contro di me.
	 Il bue conosce il proprietario
	e l'asino la greppia del padrone,
	ma Israele non conosce
	e il mio popolo non comprende".
	 Guai, gente peccatrice,
	popolo carico di iniquit!
	Razza di scellerati,
	figli corrotti!
	Hanno abbandonato il Signore,
	hanno disprezzato il Santo di Israele,
	si sono voltati indietro;
	 perch volete ancora essere colpiti,
	accumulando ribellioni?
	La testa  tutta malata,
	tutto il cuore langue.
	 Dalla pianta dei piedi alla testa
	non c' in esso una parte illesa,
	ma ferite e lividure
	e piaghe aperte,
	che non sono state ripulite, n fasciate,
	n curate con olio.
	 Il vostro paese  devastato,
	le vostre citt arse dal fuoco.
	La vostra campagna, sotto i vostri occhi,
	la divorano gli stranieri;
	 una desolazione come Sdoma distrutta.
	  rimasta sola la figlia di Sion
	come una capanna in una vigna,
	come un casotto in un campo di cocomeri,
	come una citt assediata.
	 Se il Signore degli eserciti
	non ci avesse lasciato un resto,
	gi saremmo come Sdoma,
	simili a Gomorra.

	 Udite la parola del Signore,
	voi capi di Sdoma;
	ascoltate la dottrina del nostro Dio,
	popolo di Gomorra!
	 "Che m'importa dei vostri sacrifici senza numero?"
	dice il Signore.
	"Sono sazio degli olocausti di montoni
	e del grasso di giovenchi;
	il sangue di tori e di agnelli e di capri
	io non lo gradisco.
	 Quando venite a presentarvi a me,
	chi richiede da voi
	che veniate a calpestare i miei atri?
	 Smettete di presentare offerte inutili,
	l'incenso  un abominio per me;
	noviluni, sabati, assemblee sacre,
	non posso sopportare delitto e solennit.
	 I vostri noviluni e le vostre feste
	io detesto,
	sono per me un peso;
	sono stanco di sopportarli.
	 Quando stendete le mani,
	io allontano gli occhi da voi.
	Anche se moltiplicate le preghiere,
	io non ascolto.
	Le vostre mani grondano sangue.
	 Lavatevi, purificatevi,
	togliete il male delle vostre azioni
	dalla mia vista.
	Cessate di fare il male,
	 imparate a fare il bene,
	ricercate la giustizia,
	soccorrete l'oppresso,
	rendete giustizia all'orfano,
	difendete la causa della vedova".
	 "Su, venite e discutiamo"
	dice il Signore.
	"Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
	diventeranno bianchi come neve.
	Se fossero rossi come porpora,
	diventeranno come lana.
	 Se sarete docili e ascolterete,
	mangerete i frutti della terra.
	 Ma se vi ostinate e vi ribellate,
	sarete divorati dalla spada,
	perch la bocca del Signore ha parlato".

	 Come mai  diventata una prostituta
	la citt fedele?
	Era piena di rettitudine,
	la giustizia vi dimorava;
	ora invece  piena di assassini!
	 Il tuo argento  diventato scoria,
	il tuo vino migliore  diluito con acqua.
	 I tuoi capi sono ribelli
	e complici di ladri;
	tutti sono bramosi di regali,
	ricercano mance,
	non rendono giustizia all'orfano
	e la causa della vedova fino a loro non giunge.
	 Perci, oracolo del Signore,
	Dio degli eserciti,
	il Potente di Israele:
	"Ah, esiger soddisfazioni dai miei avversari,
	mi vendicher dei miei nemici.
	 Stender la mano su di te,
	purificher nel crogiuolo le tue scorie,
	eliminer da te tutto il piombo.
	 Render i tuoi giudici come una volta,
	i tuoi consiglieri come al principio.
	Dopo, sarai chiamata citt della giustizia,
	citt fedele".
	 Sion sar riscattata con la giustizia,
	i suoi convertiti con la rettitudine.
	 Tutti insieme finiranno in rovina ribelli e peccatori
	e periranno quanti hanno abbandonato il Signore.
	 Vi vergognerete delle querce
	di cui vi siete compiaciuti,
	arrossirete dei giardini
	che vi siete scelti,
	 poich sarete come quercia
	dalle foglie avvizzite
	e come giardino senza acqua.
	 Il forte diverr come stoppa,
	la sua opera come scintilla;
	bruceranno tutte e due insieme
	e nessuno le spegner.



	 Ci che Isaia, figlio di Amoz, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme.

	 Alla fine dei giorni,
	il monte del tempio del Signore
	sar eretto sulla cima dei monti
	e sar pi alto dei colli;
	ad esso affluiranno tutte le genti.
	 Verranno molti popoli e diranno:
	"Venite, saliamo sul monte del Signore,
	al tempio del Dio di Giacobbe,
	perch ci indichi le sue vie
	e possiamo camminare per i suoi sentieri".
	Poich da Sion uscir la legge
	e da Gerusalemme la parola del Signore.
	 Egli sar giudice fra le genti
	e sar arbitro fra molti popoli.
	Forgeranno le loro spade in vomeri,
	le loro lance in falci;
	un popolo non alzer pi la spada
	contro un altro popolo,
	non si eserciteranno pi nell'arte della guerra.
	 Casa di Giacobbe, vieni,
	camminiamo nella luce del Signore.

	 Tu hai rigettato il tuo popolo,
	la casa di Giacobbe,
	perch rigurgitano di maghi orientali
	e di indovini come i Filistei;
	agli stranieri battono le mani.
	 Il suo paese  pieno di argento e di oro,
	senza fine sono i suoi tesori;
	il suo paese  pieno di cavalli,
	senza numero sono i suoi carri.
	 Il suo paese  pieno di idoli;
	adorano l'opera delle proprie mani,
	ci che hanno fatto le loro dita.
	 Perci l'uomo sar umiliato,
	il mortale sar abbassato;
	tu non perdonare loro.
	 Entra fra le rocce,
	nasconditi nella polvere,
	di fronte al terrore che desta il Signore,
	allo splendore della sua maest,
	quando si alzer a scuotere la terra.
	 L'uomo abbasser gli occhi orgogliosi,
	l'alterigia umana si piegher;
	sar esaltato il Signore, lui solo
	in quel giorno.
	 Poich ci sar un giorno del Signore degli eserciti
	contro ogni superbo e altero,
	contro chiunque si innalza ad abbatterlo;
	 contro tutti i cedri del Libano alti ed elevati,
	contro tutte le querce del Basan,
	 contro tutti gli alti monti,
	contro tutti i colli elevati,
	 contro ogni torre eccelsa,
	contro ogni muro inaccessibile,
	 contro tutte le navi di Tarsis
	e contro tutte le imbarcazioni di lusso.
	 Sar piegato l'orgoglio degli uomini,
	sar abbassata l'alterigia umana;
	sar esaltato il Signore, lui solo
	in quel giorno
	 e gli idoli spariranno del tutto.
	 Rifugiatevi nelle caverne delle rocce
	e negli antri sotterranei,
	di fronte al terrore che desta il Signore
	e allo splendore della sua maest,
	quando si alzer a scuotere la terra.
	 In quel giorno ognuno getter
	gli idoli d'argento e gli idoli d'oro,
	che si era fatto per adorarli,
	ai topi e ai pipistrelli,
	 per entrare nei crepacci delle rocce
	e nelle spaccature delle rupi,
	di fronte al terrore che desta il Signore
	e allo splendore della sua maest,
	quando si alzer a scuotere la terra.
	 Guardatevi dunque dall'uomo,
	nelle cui narici non v' che un soffio,
	perch in quale conto si pu tenere?



	 Ecco infatti, il Signore, Dio degli eserciti,
	toglie a Gerusalemme e a Giuda
	ogni genere di sostegno,
	ogni riserva di pane
	e ogni sostentamento d'acqua,
	 il prode e il guerriero,
	il giudice e il profeta,
	l'indovino e l'anziano,
	 il capo di una cinquantina e il notabile,
	il consigliere e il mago sapiente
	e l'esperto di incantesimi.
	 Io metter come loro capi ragazzi,
	monelli li domineranno.
	 Il popolo user violenza: l'uno contro l'altro,
	individuo contro individuo;
	il giovane tratter con arroganza l'anziano,
	lo spregevole, il nobile.
	 Poich uno afferra l'altro
	nella casa del padre:
	"Tu hai un mantello: sii nostro capo;
	prendi in mano questa rovina!".
	 Ma quegli si alzer in quel giorno per dire:
	"Non sono un medico;
	nella mia casa non c' pane
	n mantello;
	non mi ponete a capo del popolo!".
	 Certo, Gerusalemme va in rovina
	e Giuda crolla,
	perch la loro lingua e le loro opere sono contro il Signore,
	fino ad offendere la vista della sua maest divina.
	 La loro parzialit verso le persone li condanna
	ed essi ostentano il peccato come Sdoma:
	non lo nascondono neppure; disgraziati!
	Si preparano il male da se stessi.
	 Beato il giusto, perch egli avr bene,
	manger il frutto delle sue opere.
	 Guai all'empio! Lo colpir la sventura,
	secondo i misfatti delle sue mani avr la mercede.
	 Il mio popolo! Un fanciullo lo tiranneggia
	e le donne lo dominano.
	Popolo mio, le tue guide ti traviano,
	distruggono la strada che tu percorri.
	 Il Signore appare per muovere causa,
	egli si presenta per giudicare il suo popolo.
	 Il Signore inizia il giudizio
	con gli anziani e i capi del suo popolo:
	"Voi avete devastato la vigna;
	le cose tolte ai poveri sono nelle vostre case.
	 Qual diritto avete di opprimere il mio popolo,
	di pestare la faccia ai poveri?".
	Oracolo del Signore, Signore degli eserciti.

	 Dice il Signore:
	"Poich si sono insuperbite le figlie di Sion
	e procedono a collo teso,
	ammiccando con gli occhi,
	e camminano a piccoli passi
	facendo tintinnare gli anelli ai piedi,
	 perci il Signore render tignoso
	il cranio delle figlie di Sion,
	il Signore denuder le loro tempie".
	 In quel giorno il Signore toglier l'ornamento di fibbie, fermagli e lunette,  orecchini, braccialetti, veli,  bende, catenine ai piedi, cinture, boccette di profumi, amuleti,  anelli, pendenti al naso,  vesti preziose e mantelline, scialli, borsette,  specchi, tuniche, cappelli e vestaglie.
	 Invece di profumo ci sar marciume,
	invece di cintura una corda,
	invece di ricci calvizie,
	invece di vesti eleganti uno stretto sacco,
	invece di bellezza bruciatura.

	 "I tuoi prodi cadranno di spada,
	i tuoi guerrieri in battaglia".
	 Si alzeranno lamenti e gemiti alle tue porte
	e tu, disabitata, giacerai a terra.



	 Sette donne afferreranno
	un uomo solo, in quel giorno,
	e diranno: "Ci nutriremo del nostro pane
	e indosseremo le nostre vesti;
	soltanto, lasciaci portare il tuo nome.
	Toglici la nostra vergogna".

	 In quel giorno,
	il germoglio del Signore crescer in onore e gloria
	e il frutto della terra
	sar a magnificenza e ornamento
	per gli scampati di Israele.

	 Chi sar rimasto in Sion e chi sar superstite in Gerusalemme sar chiamato santo, cio quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme.  Quando il Signore avr lavato le brutture delle figlie di Sion e avr pulito l'interno di Gerusalemme dal sangue che vi  stato versato con lo spirito di giustizia e con lo spirito dello sterminio,  allora verr il Signore su ogni punto del monte Sion e su tutte le sue assemblee come una nube e come fumo di giorno, come bagliore di fuoco e fiamma di notte, perch sopra ogni cosa la gloria del Signore sar come baldacchino.  Una tenda fornir ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo contro i temporali e contro la pioggia.



	 Canter per il mio diletto
	il mio cantico d'amore per la sua vigna.
	Il mio diletto possedeva una vigna
	sopra un fertile colle.
	 Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi
	e vi aveva piantato scelte viti;
	vi aveva costruito in mezzo una torre
	e scavato anche un tino.
	Egli aspett che producesse uva,
	ma essa fece uva selvatica.
	 Or dunque, abitanti di Gerusalemme
	e uomini di Giuda,
	siate voi giudici fra me e la mia vigna.
	 Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
	che io non abbia fatto?
	Perch, mentre attendevo che producesse uva,
	essa ha fatto uva selvatica?
	 Ora voglio farvi conoscere
	ci che sto per fare alla mia vigna:
	toglier la sua siepe
	e si trasformer in pascolo;
	demolir il suo muro di cinta
	e verr calpestata.
	 La render un deserto,
	non sar potata n vangata
	e vi cresceranno rovi e pruni;
	alle nubi comander di non mandarvi la pioggia.
	 Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
	 la casa di Israele;
	gli abitanti di Giuda
	la sua piantagione preferita.
	Egli si aspettava giustizia
	ed ecco spargimento di sangue,
	attendeva rettitudine
	ed ecco grida di oppressi.

	 Guai a voi, che aggiungete casa a casa
	e unite campo a campo,
	finch non vi sia pi spazio,
	e cos restate soli ad abitare
	nel paese.
	 Ho udito con gli orecchi il Signore degli eserciti:
	"Certo, molti palazzi
	diventeranno una desolazione,
	grandi e belli
	saranno senza abitanti".
	 Poich dieci iugeri di vigna
	produrranno solo un 'bat'
	e un 'comer'di seme
	produrr un''efa'.
	 Guai a coloro che si alzano presto al mattino
	e vanno in cerca di bevande inebrianti
	e si attardano alla sera
	accesi in volto dal vino.
	 Ci sono cetre e arpe,
	timpani e flauti
	e vino per i loro banchetti;
	ma non badano all'azione del Signore,
	non vedono l'opera delle sue mani.
	 Perci il mio popolo sar deportato
	senza che neppure lo sospetti.
	I suoi grandi periranno di fame,
	il suo popolo sar arso dalla sete.
	 Pertanto gli inferi dilatano le fauci,
	spalancano senza misura la bocca.
	Vi precipitano dentro la nobilt e il popolo,
	il frastuono e la gioia della citt.
	 L'uomo sar umiliato, il mortale sar abbassato,
	gli occhi dei superbi si abbasseranno.
	 Sar esaltato il Signore degli eserciti nel giudizio
	e il Dio santo si mostrer santo nella giustizia.
	 Allora vi pascoleranno gli agnelli come nei loro prati,
	sulle rovine brucheranno i capretti.
	 Guai a coloro che si tirano addosso il castigo
	con corde da buoi
	e il peccato con funi da carro,
	 che dicono: "Faccia presto,
	acceleri pure l'opera sua,
	perch la vediamo;
	si facciano pi vicini e si compiano
	i progetti del Santo di Israele,
	perch li conosciamo".
	 Guai a coloro che chiamano
	bene il male e male il bene,
	che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
	che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.
	 Guai a coloro che si credono sapienti
	e si reputano intelligenti.
	 Guai a coloro che sono gagliardi nel bere vino,
	valorosi nel mescere bevande inebrianti,
	 a coloro che assolvono per regali un colpevole
	e privano del suo diritto l'innocente.
	 Perci, come una lingua di fuoco divora la stoppia
	e una fiamma consuma la paglia,
	cos le loro radici diventeranno un marciume
	e la loro fioritura voler via come polvere,
	perch hanno rigettato la legge del Signore degli eserciti,
	hanno disprezzato la parola del Santo di Israele.

	 Per questo  divampato
	lo sdegno del Signore contro il suo popolo,
	su di esso ha steso la sua mano per colpire;
	hanno tremato i monti,
	i loro cadaveri erano come lordura
	in mezzo alle strade.
	Con tutto ci non si calma la sua ira
	e la sua mano resta ancora tesa.

	 Egli alzer un segnale a un popolo lontano
	e gli far un fischio all'estremit della terra;
	ed ecco verr veloce e leggero.
	 Nessuno fra essi  stanco o inciampa,
	nessuno sonnecchia o dorme,
	non si scioglie la cintura dei suoi fianchi
	e non si slaccia il legaccio dei suoi sandali.
	 Le sue frecce sono acuminate,
	e ben tesi tutti i suoi archi;
	gli zoccoli dei suoi cavalli sono come pietre
	e le ruote dei suoi carri come un turbine.
	 Il suo ruggito  come quello di una leonessa,
	ruggisce come un leoncello;
	freme e afferra la preda,
	la pone al sicuro, nessuno gliela strappa.
	 Fremer su di lui in quel giorno
	come freme il mare;
	si guarder la terra: ecco, saranno tenebre, angoscia
	e la luce sar oscurata dalla caligine.



	 Nell'anno in cui mor il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio.  Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.  Proclamavano l'uno all'altro:

	"Santo, santo, santo  il Signore degli eserciti.
	Tutta la terra  piena della sua gloria".

	 Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo.  E dissi:

	"Ohim! Io sono perduto,
	perch un uomo dalle labbra impure io sono
	e in mezzo a un popolo
	dalle labbra impure io abito;
	eppure i miei occhi hanno visto
	il re, il Signore degli eserciti".

	 Allora uno dei serafini vol verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare.  Egli mi tocc la bocca e mi disse:

	"Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
	perci  scomparsa la tua iniquit
	e il tuo peccato  espiato".
	 Poi io udii la voce del Signore che diceva: "Chi mander e chi andr per noi?". E io risposi: "Eccomi, manda me!".  Egli disse: "Va'e riferisci a questo popolo:

	Ascoltate pure, ma senza comprendere,
	osservate pure, ma senza conoscere.
	 Rendi insensibile il cuore di questo popolo,
	fallo duro d'orecchio e acceca i suoi occhi
	e non veda con gli occhi
	n oda con gli orecchi
	n comprenda con il cuore
	n si converta in modo da esser guarito".

	 Io dissi: "Fino a quando, Signore?". Egli rispose:

	"Finch non siano devastate
	le citt, senza abitanti,
	le case senza uomini
	e la campagna resti deserta e desolata".
	 Il Signore scaccer la gente
	e grande sar l'abbandono nel paese.
	 Ne rimarr una decima parte,
	ma di nuovo sar preda della distruzione
	come una quercia e come un terebinto,
	di cui alla caduta resta il ceppo.
	Progenie santa sar il suo ceppo.



	 Nei giorni di Acaz figlio di Iotam, figlio di Ozia, re di Giuda, Rezn re di Aram e Pekach figlio di Romelia, re di Israele, marciarono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla.  Fu dunque annunziato alla casa di Davide: "Gli Aramei si sono accampati in fraim". Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano i rami del bosco per il vento.
	 Il Signore disse a Isaia: "Va'incontro ad Acaz, tu e tuo figlio Seariasb, fino al termine del canale della piscina superiore sulla strada del campo del lavandaio.  Tu gli dirai: Fa'attenzione e sta'tranquillo, non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumosi, per la collera di Rezn degli Aramei e del figlio di Romelia.  Poich gli Aramei, fraim e il figlio di Romelia hanno tramato il male contro di te, dicendo:  Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabel.

	 Cos dice il Signore Dio: Ci non avverr e non sar!
	[a]Perch capitale di Aram  Damasco
	e capo di Damasco  Rezn.
	[a]Capitale di fraim  Samaria
	e capo di Samaria il figlio di Romelia.
	[b]Ancora sessantacinque anni
	ed fraim cesser di essere un popolo.
	[b]Ma se non crederete, non avrete stabilit".

	 Il Signore parl ancora ad Acaz:  "Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lass in alto".  Ma Acaz rispose: "Non lo chieder, non voglio tentare il Signore".  Allora Isaia disse: "Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perch ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?  Pertanto il Signore stesso vi dar un segno. Ecco: la vergine concepir e partorir un figlio, che chiamer Emmanuele.  Egli manger panna e miele finch non imparer a rigettare il male e a scegliere il bene.  Poich prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sar abbandonato il paese di cui temi i due re.  Il Signore mander su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando fraim si stacc da Giuda: mander il re di Assiria".

	 Avverr in quel giorno:
	il Signore far un fischio alle mosche
	che sono all'estremit dei canali di Egitto
	e alle api che si trovano in Assiria.
	 Esse verranno e si poseranno tutte
	nelle valli ricche di burroni,
	nelle fessure delle rocce,
	su ogni cespuglio e su ogni pascolo.
	 In quel giorno il Signore rader
	con rasoio preso in affitto oltre il fiume,
	cio il re assiro,
	il capo e il pelo del corpo,
	anche la barba toglier via.
	 Avverr in quel giorno:
	ognuno allever una giovenca e due pecore.
	 Per l'abbondanza del latte che faranno,
	si manger la panna;
	di panna e miele si ciber
	ogni superstite in mezzo a questo paese.
	 Avverr in quel giorno:
	ogni luogo, dove erano mille viti
	valutate mille sicli d'argento,
	sar preda dei rovi e dei pruni.
	 Vi si entrer armati di frecce e di arco,
	perch tutta la terra sar rovi e pruni.
	 In tutti i monti,
	che erano vangati con la vanga,
	non si passer pi
	per paura delle spine e dei rovi.
	Serviranno da pascolo per armenti
	e da luogo battuto dal gregge.



	 Il Signore mi disse: "Prenditi una grande tavoletta e scrivici con caratteri ordinari: A 'Mahr-sall-cash-baz'".  Io mi presi testimoni fidati, il sacerdote Uria e Zaccaria figlio di Iebaracha.  Poi mi unii alla profetessa, la quale concep e partor un figlio. Il Signore mi disse: "Chiamalo 'Mahr-sall-cash-baz',  poich, prima che il bambino sappia dire babbo e mamma, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate davanti al re di Assiria".

	 Il Signore mi disse di nuovo:
	 "Poich questo popolo ha rigettato
	le acque di Siloe, che scorrono piano,
	e trema per Rezn e per il figlio di Romelia,
	 per questo, ecco,
	il Signore gonfier contro di loro
	le acque del fiume,
	impetuose e abbondanti:
	cio il re assiro con tutto il suo splendore,
	irromper in tutti i suoi canali
	e strariper da tutte le sue sponde.
	 Penetrer in Giuda,
	lo inonder e lo attraverser
	fino a giungere al collo.
	Le sue ali distese copriranno
	tutta l'estensione del tuo paese, Emmanuele.
	 Sappiatelo, popoli: sarete frantumati;
	ascoltate voi tutte, nazioni lontane,
	cingete le armi e sarete frantumate.
	 Preparate un piano, sar senza effetti;
	fate un proclama, non si realizzer,
	perch Dio  con noi".

	 Poich cos il Signore mi disse, quando mi aveva preso per mano e mi aveva proibito di incamminarmi nella via di questo popolo:

	 "Non chiamate congiura
	ci che questo popolo chiama congiura,
	non temete ci che esso teme e non abbiate paura".
	 Il Signore degli eserciti, lui solo ritenete santo.
	Egli sia l'oggetto del vostro timore, della vostra paura.
	 Egli sar laccio e pietra d'inciampo
	e scoglio che fa cadere
	per le due case di Israele,
	laccio e trabocchetto per chi abita in Gerusalemme.
	 Tra di loro molti inciamperanno,
	cadranno e si sfracelleranno,
	saranno presi e catturati.

	 Si chiuda questa testimonianza, si sigilli questa rivelazione nel cuore dei miei discepoli.  Io ho fiducia nel Signore, che ha nascosto il volto alla casa di Giacobbe, e spero in lui.  Ecco, io e i figli che il Signore mi ha dato, siamo segni e presagi per Israele da parte del Signore degli eserciti, che abita sul monte Sion.
	 Quando vi diranno: "Interrogate gli spiriti e gli indovini che bisbigliano e mormorano formule. Forse un popolo non deve consultare i suoi di? Per i vivi consultare i morti?",  attenetevi alla rivelazione, alla testimonianza. Certo, faranno questo discorso che non offre speranza d'aurora.

	 Egli si aggirer nel paese oppresso e affamato,
	e, quando sar affamato e preso dall'ira,
	maledir il suo re e il suo dio.
	Guarder in alto
	 e rivolger lo sguardo sulla terra
	ed ecco angustia e tenebre
	e oscurit desolante.
	Ma la caligine sar dissipata,
	 poich non ci sar pi oscurit
	dove ora  angoscia.

	In passato umili la terra di Zbulon e la terra di Nftali, ma in futuro render gloriosa la via del mare, oltre il Giordano e la curva di Goim.



	 Il popolo che camminava nelle tenebre
	vide una grande luce;
	su coloro che abitavano in terra tenebrosa
	una luce rifulse.
	 Hai moltiplicato la gioia,
	hai aumentato la letizia.
	Gioiscono davanti a te
	come si gioisce quando si miete
	e come si gioisce quando si spartisce la preda.
	 Poich il giogo che gli pesava
	e la sbarra sulle sue spalle,
	il bastone del suo aguzzino
	tu hai spezzato come al tempo di Madian.
	 Poich ogni calzatura di soldato nella mischia
	e ogni mantello macchiato di sangue
	sar bruciato,
	sar esca del fuoco.
	 Poich un bambino  nato per noi,
	ci  stato dato un figlio.
	Sulle sue spalle  il segno della sovranit
	ed  chiamato:
	Consigliere ammirabile, Dio potente,
	Padre per sempre, Principe della pace;
	 grande sar il suo dominio
	e la pace non avr fine
	sul trono di Davide e sul regno,
	che egli viene a consolidare e rafforzare
	con il diritto e la giustizia, ora e sempre;
	questo far lo zelo del Signore degli eserciti.

	 Una parola mand il Signore contro Giacobbe,
	essa cadde su Israele.
	 La conoscer tutto il popolo,
	gli Efraimiti e gli abitanti di Samaria,
	che dicevano nel loro orgoglio
	e nell'arroganza del loro cuore:
	 "I mattoni sono caduti,
	ricostruiremo in pietra;
	i sicomori sono stati abbattuti,
	li sostituiremo con cedri".
	 Il Signore suscit contro questo popolo i suoi nemici,
	stimol i suoi avversari:
	 gli Aramei dall'oriente, da occidente i Filistei
	che divorano Israele a grandi morsi.
	Con tutto ci non si calma la sua ira
	e ancora la sua mano rimane stesa.
	 Il popolo non  tornato a chi lo percuoteva;
	non ha ricercato il Signore degli eserciti.
	 Pertanto il Signore ha amputato a Israele capo e coda,
	palma e giunco in un giorno.
	 L'anziano e i notabili sono il capo,
	il profeta, maestro di menzogna,  la coda.
	 Le guide di questo popolo lo hanno fuorviato
	e i guidati si sono perduti.
	 Perci il Signore non avr piet dei suoi giovani,
	non si impietosir degli orfani e delle vedove,
	perch tutti sono empi e perversi;
	ogni bocca proferisce parole stolte.
	Con tutto ci non si calma la sua ira
	e ancora la sua mano rimane stesa.
	 Brucia l'iniquit come fuoco
	che divora rovi e pruni,
	divampa nel folto della selva,
	da dove si sollevano colonne di fumo.
	 Per l'ira del Signore brucia la terra
	e il popolo  come un'esca per il fuoco;
	nessuno ha piet del proprio fratello.
	 Dilania a destra, ma  ancora affamato,
	mangia a sinistra, ma senza saziarsi;
	ognuno mangia la carne del suo vicino.
	 Mansse contro fraim
	ed fraim contro Mansse,
	tutti e due insieme contro Giuda.
	Con tutto ci non si calma la sua ira
	e ancora la sua mano rimane stesa.



	 Guai a coloro che fanno decreti iniqui
	e scrivono in fretta sentenze oppressive,
	 per negare la giustizia ai miseri
	e per frodare del diritto i poveri del mio popolo,
	per fare delle vedove la loro preda
	e per spogliare gli orfani.
	 Ma che farete nel giorno del castigo,
	quando da lontano sopraggiunger la rovina?
	A chi ricorrerete per protezione?
	Dove lascerete la vostra ricchezza?
	 Non vi rester che piegarvi tra i prigionieri
	o cadere tra i morti.
	Con tutto ci non si calma la sua ira
	e ancora la sua mano rimane stesa.

	 Oh! Assiria, verga del mio furore,
	bastone del mio sdegno.
	 Contro una nazione empia io la mando
	e la comando contro un popolo con cui sono in collera
	perch lo saccheggi, lo depredi
	e lo calpesti come fango di strada.
	 Essa per non pensa cos
	e cos non giudica il suo cuore,
	ma vuole distruggere
	e annientare non poche nazioni.
	 Anzi dice: "Forse i miei capi non sono altrettanti re?
	 Forse come Crchemis non  anche Calne?
	Come Arpad non  forse Amat?
	Come Damasco non  forse Samaria?
	 Come la mia mano ha raggiunto quei regni degli idoli,
	le cui statue erano pi numerose
	di quelle di Gerusalemme e di Samaria,
	 non posso io forse, come ho fatto
	a Samaria e ai suoi idoli,
	fare anche a Gerusalemme e ai suoi simulacri?".

	 Quando il Signore avr terminato tutta l'opera sua sul monte Sion e a Gerusalemme, punir l'operato orgoglioso della mente del re di Assiria e ci di cui si gloria l'alterigia dei suoi occhi.
	 Poich ha detto:

	"Con la forza della mia mano ho agito
	e con la mia sapienza, perch sono intelligente;
	ho rimosso i confini dei popoli
	e ho saccheggiato i loro tesori,
	ho abbattuto come un gigante
	coloro che sedevano sul trono.
	 La mia mano, come in un nido, ha scovato
	la ricchezza dei popoli.
	Come si raccolgono le uova abbandonate,
	cos ho raccolto tutta la terra;
	non vi fu battito d'ala,
	nessuno apriva il becco o pigolava".
	 Pu forse vantarsi la scure con chi taglia per suo mezzo
	o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia?
	Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna
	e una verga sollevare ci che non  di legno!
	 Perci il Signore, Dio degli eserciti,
	mander una peste contro le sue pi valide milizie;
	sotto ci che  sua gloria arder un bruciore
	come bruciore di fuoco;
	[b]esso consumer anima e corpo
	e sar come un malato che sta spegnendosi.
	 La luce di Israele diventer un fuoco,
	il suo santuario una fiamma;
	essa divorer e consumer rovi
	e pruni in un giorno,
	[a]la magnificenza della sua selva e del suo giardino;
	 il resto degli alberi nella selva
	si conter facilmente,
	persino un ragazzo potrebbe farne il conto.

	 In quel giorno
	il resto di Israele e i superstiti della casa di Giacobbe
	non si appoggeranno pi su chi li ha percossi,
	ma si appoggeranno sul Signore,
	sul Santo di Israele, con lealt.
	 Torner il resto,
	il resto di Giacobbe, al Dio forte.
	 Poich anche se il tuo popolo, o Israele,
	fosse come la sabbia del mare,
	solo un suo resto ritorner;
	 decretato uno sterminio
	che far traboccare la giustizia,
	 poich un decreto di rovina
	eseguir il Signore, Dio degli eserciti,
	su tutta la regione.

	 Pertanto cos dice il Signore, Dio degli eserciti: "Popolo mio, che abiti in Sion, non temere l'Assiria che ti percuote con la verga e alza il bastone contro di te come gi l'Egitto.  Perch ancora un poco, ben poco, e il mio sdegno avr fine; la mia ira li annienter".  Contro di essa il Signore degli eserciti agiter il flagello, come quando colp Madian sulla rupe dell'Oreb; alzer la sua verga sul mare come fece con l'Egitto.

	 In quel giorno
	sar tolto il suo fardello dalla tua spalla
	e il suo giogo cesser di pesare sul tuo collo.

	Il distruttore viene da Rimmn,
	 raggiunge Ait, attraversa Migrn,
	in Micms depone il bagaglio.
	 Attraversano il passo;
	in Gheba si accampano;
	Rama trema,
	fugge Gbaa di Saul.
	 Grida con tutta la tua voce, Bat-Gallm,
	sta'attenta, Lisa,
	rispondile, Anatt!
	 Madmen  in fuga,
	e alla fuga si danno gli abitanti di Ghebim.
	 Oggi stesso far sosta a Nob,
	agiter la mano verso il monte della figlia di Sion,
	verso il colle di Gerusalemme.
	 Ecco il Signore, Dio degli eserciti,
	che strappa i rami con fracasso;
	le punte pi alte sono troncate,
	le cime sono abbattute.
	  reciso con il ferro il folto della selva
	e il Libano cade con la sua magnificenza.



	 Un germoglio spunter dal tronco di Iesse,
	un virgulto germoglier dalle sue radici.
	 Su di lui si poser lo spirito del Signore,
	spirito di sapienza e di intelligenza,
	spirito di consiglio e di fortezza,
	spirito di conoscenza e di timore del Signore.
	 Si compiacer del timore del Signore.
	Non giudicher secondo le apparenze
	e non prender decisioni per sentito dire;
	 ma giudicher con giustizia i miseri
	e prender decisioni eque per gli oppressi del paese.
	La sua parola sar una verga che percuoter il violento;
	con il soffio delle sue labbra uccider l'empio.
	 Fascia dei suoi lombi sar la giustizia,
	cintura dei suoi fianchi la fedelt.
	 Il lupo dimorer insieme con l'agnello,
	la pantera si sdraier accanto al capretto;
	il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
	e un fanciullo li guider.
	 La vacca e l'orsa pascoleranno insieme;
	si sdraieranno insieme i loro piccoli.
	Il leone si ciber di paglia, come il bue.
	 Il lattante si trastuller sulla buca dell'aspide;
	il bambino metter la mano nel covo di serpenti velenosi.
	 Non agiranno pi iniquamente n saccheggeranno
	in tutto il mio santo monte,
	perch la saggezza del Signore riempir il paese
	come le acque ricoprono il mare.

	 In quel giorno
	la radice di Iesse si lever a vessillo per i popoli,
	le genti la cercheranno con ansia,
	la sua dimora sar gloriosa.
	 In quel giorno il Signore stender di nuovo la mano
	per riscattare il resto del suo popolo
	superstite dall'Assiria e dall'Egitto,
	da Patrs, dall'Etiopia e dall'Elam,
	da Snnaar e da Amat e dalle isole del mare.
	 Egli alzer un vessillo per le nazioni
	e raccoglier gli espulsi di Israele;
	raduner i dispersi di Giuda
	dai quattro angoli della terra.
	 Cesser la gelosia di fraim
	e gli avversari di Giuda saranno sterminati;
	fraim non invidier pi Giuda
	e Giuda non ostegger pi fraim.
	 Voleranno verso occidente contro i Filistei,
	saccheggeranno insieme le trib dell'oriente,
	stenderanno le mani su Edom e su Moab
	e gli Ammoniti saranno loro sudditi.
	 Il Signore prosciugher il golfo del mare d'Egitto
	e stender la mano contro il fiume
	con la potenza del suo soffio,
	e lo divider in sette bracci
	cos che si possa attraversare con i sandali.
	 Si former una strada per il resto del suo popolo
	che sar superstite dall'Assiria,
	come ce ne fu una per Israele
	quando usc dal paese d'Egitto.



	 Tu dirai in quel giorno:
	"Ti ringrazio, Signore; tu eri in collera con me,
	ma la tua collera si  calmata e tu mi hai consolato.
	 Ecco, Dio  la mia salvezza;
	io confider, non temer mai,
	perch mia forza e mio canto  il Signore;
	egli  stato la mia salvezza.
	 Attingerete acqua con gioia
	alle sorgenti della salvezza".
	 In quel giorno direte:
	"Lodate il Signore, invocate il suo nome;
	manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
	proclamate che il suo nome  sublime.
	 Cantate inni al Signore, perch ha fatto cose grandiose,
	ci sia noto in tutta la terra.
	 Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion,
	perch grande in mezzo a voi  il Santo di Israele".



	 Oracolo su Babilonia, ricevuto in visione da Isaia figlio di Amoz.

	 Su un monte brullo issate un segnale,
	alzate per essi un grido;
	fate cenni con la mano perch varchino
	le porte dei principi.
	 Io ho dato un ordine ai miei consacrati;
	ho chiamato i miei prodi a strumento del mio sdegno,
	entusiasti della mia grandezza.
	 Rumore di folla sui monti,
	simile a quello di un popolo immenso.
	Rumore fragoroso di regni,
	di nazioni radunate.
	Il Signore degli eserciti passa in rassegna
	un esercito di guerra.
	 Vengono da un paese lontano,
	dall'estremo orizzonte,
	il Signore e gli strumenti della sua collera,
	per devastare tutto il paese.
	 Urlate, perch  vicino il giorno del Signore;
	esso viene come una devastazione
	da parte dell'Onnipotente.
	 Perci tutte le braccia sono fiacche,
	ogni cuore d'uomo viene meno;
	 sono costernati, spasimi e dolori li prendono,
	si contorcono come una partoriente;
	ognuno osserva sgomento il suo vicino;
	i loro volti sono volti di fiamma.
	 Ecco, il giorno del Signore arriva implacabile,
	con sdegno, ira e furore,
	per fare della terra un deserto,
	per sterminare i peccatori.
	 Poich le stelle del cielo e la costellazione di Orione
	non daranno pi la loro luce;
	il sole si oscurer al suo sorgere
	e la luna non diffonder la sua luce.
	 Io punir il mondo per il male,
	gli empi per la loro iniquit;
	far cessare la superbia dei protervi
	e umilier l'orgoglio dei tiranni.
	 Render l'uomo pi raro dell'oro
	e i mortali pi rari dell'oro di Ofir.
	 Allora far tremare i cieli
	e la terra si scuoter dalle fondamenta
	per lo sdegno del Signore degli eserciti,
	nel giorno della sua ira ardente.
	 Allora, come una gazzella impaurita
	e come un gregge che nessuno raduna,
	ognuno si diriger verso il suo popolo,
	ognuno correr verso la sua terra.
	 Quanti saranno trovati, saranno trafitti,
	quanti saranno presi, periranno di spada.
	 I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
	saranno saccheggiate le loro case,
	disonorate le loro mogli.
	 Ecco, io eccito contro di loro i Medi
	che non pensano all'argento,
	n si curano dell'oro.
	 Con i loro archi abbatteranno i giovani,
	non avranno piet dei piccoli appena nati,
	i loro occhi non avranno piet dei bambini.
	 Babilonia, perla dei regni,
	splendore orgoglioso dei Caldei,
	sar come Sdoma e Gomorra sconvolte da Dio.
	 Non sar abitata mai pi n popolata
	di generazione in generazione.
	L'Arabo non vi pianter la sua tenda
	n i pastori vi faranno sostare i greggi.
	 Ma vi si stabiliranno gli animali del deserto,
	i gufi riempiranno le loro case,
	vi faranno dimora gli struzzi,
	vi danzeranno i stiri.
	 Ululeranno le iene nei loro palazzi,
	gli sciacalli nei loro edifici lussuosi.
	La sua ora si avvicina,
	i suoi giorni non saranno prolungati.



	 Il Signore infatti avr piet di Giacobbe e si sceglier ancora Israele e li ristabilir nel loro paese. A loro si uniranno gli stranieri, che saranno incorporati nella casa di Giacobbe.  I popoli li accoglieranno e li ricondurranno nel loro paese e se ne impossesser la casa di Israele nel paese del Signore come schiavi e schiave; cos faranno prigionieri coloro che li avevano resi schiavi e domineranno i loro avversari.
	 In quel giorno il Signore ti liberer dalle tue pene e dal tuo affanno e dalla dura schiavit con la quale eri stato asservito.  Allora intonerai questa canzone sul re di Babilonia e dirai:

	"Ah, come  finito l'aguzzino,
	 finita l'arroganza!
	 Il Signore ha spezzato la verga degli iniqui,
	il bastone dei dominatori,
	 di colui che percuoteva i popoli nel suo furore,
	con colpi senza fine,
	che dominava con furia le genti
	con una tirannia senza respiro.
	 Riposa ora tranquilla tutta la terra
	ed erompe in grida di gioia.
	 Persino i cipressi gioiscono riguardo a te
	e anche i cedri del Libano:
	Da quando tu sei prostrato, non salgono pi
	i tagliaboschi contro di noi.
	 Gli inferi di sotto si agitano per te,
	per venirti incontro al tuo arrivo;
	per te essi svegliano le ombre,
	tutti i dominatori della terra,
	e fanno sorgere dai loro troni tutti i re delle nazioni.
	 Tutti prendono la parola per dirti:
	Anche tu sei stato abbattuto come noi,
	sei diventato uguale a noi.
	 Negli inferi  precipitato il tuo fasto,
	la musica delle tue arpe;
	sotto di te v' uno strato di marciume,
	tua coltre sono i vermi.
	 Come mai sei caduto dal cielo,
	Lucifero, figlio dell'aurora?
	Come mai sei stato steso a terra,
	signore di popoli?
	 Eppure tu pensavi:
	Salir in cielo,
	sulle stelle di Dio
	innalzer il trono,
	dimorer sul monte dell'assemblea,
	nelle parti pi remote del settentrione.
	 Salir sulle regioni superiori delle nubi,
	mi far uguale all'Altissimo.
	 E invece sei stato precipitato negli inferi,
	nelle profondit dell'abisso!
	 Quanti ti vedono ti guardano fisso,
	ti osservano attentamente.
	 questo l'individuo che sconvolgeva la terra,
	che faceva tremare i regni,
	 che riduceva il mondo a un deserto,
	che ne distruggeva le citt,
	che non apriva ai suoi prigionieri la prigione?
	 Tutti i re dei popoli,
	tutti riposano con onore,
	ognuno nella sua tomba.
	 Tu, invece, sei stato gettato fuori del tuo sepolcro,
	come un virgulto spregevole;
	sei circondato da uccisi trafitti da spada,
	come una carogna calpestata.
	A coloro che sono scesi in una tomba di pietre
	 tu non sarai unito nella sepoltura,
	perch hai rovinato il tuo paese,
	hai assassinato il tuo popolo;
	non sar pi nominata
	la discendenza dell'iniquo.
	 Preparate il massacro dei suoi figli
	a causa dell'iniquit del loro padre
	e non sorgano pi a conquistare la terra
	e a riempire il mondo di rovine".

	 Io insorger contro di loro - parola del Signore degli eserciti -, sterminer il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe - oracolo del Signore -.  Io la ridurr a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoper con la scopa della distruzione - oracolo del Signore degli eserciti -.

	 Il Signore degli eserciti ha giurato:
	"In verit
	come ho pensato, accadr
	e succeder come ho deciso.
	 Io spezzer l'Assiro nella mia terra
	e sui miei monti lo calpester.
	Allora sparir da loro il suo giogo,
	il suo peso dalle loro spalle".
	 Questa  la decisione presa per tutta la terra
	e questa  la mano stesa su tutte le genti.
	 Poich il Signore degli eserciti
	lo ha deciso; chi potr renderlo vano?
	La sua mano  stesa, chi gliela far ritirare?

	 Nell'anno in cui mor il re Acaz fu comunicato questo oracolo:

	 "Non gioire, Filistea tutta,
	perch si  spezzata la verga di chi ti percuoteva.
	Poich dalla radice del serpe uscir una vipera
	e il suo frutto sar un drago alato.
	 I poveri pascoleranno sui miei prati
	e i miseri vi riposeranno tranquilli;
	ma far morire di fame la tua stirpe
	e uccider il tuo resto.
	 Urla, porta; grida, citt;
	trema, Filistea tutta,
	perch dal settentrione si alza il fumo
	e nessuno si sbanda dalle sue schiere".
	 Che si risponder ai messaggeri delle nazioni?
	"Il Signore ha fondato Sion
	e in essa si rifugiano gli oppressi del suo popolo".



	 Oracolo su Moab.

	 stata devastata di notte,
	Ar-Moab  stata distrutta;
	 stata devastata di notte,
	Kir-Moab  stata distrutta.
	  salita la gente di Dibon
	sulle alture, per piangere;
	su Nebo e su Mdaba
	Moab innalza un lamento;
	ogni testa  stata rasata,
	ogni barba  stata tagliata.
	 Nelle sue strade si indossa il sacco,
	sulle sue terrazze si fa il lamento.
	Nelle sue piazze ognuno si lamenta,
	si scioglie in lacrime.
	 Emettono urla Chesbn ed Eleal,
	le loro grida giungono fino a Ias.
	Per questo tremano le viscere di Moab,
	freme la sua anima.
	 Il cuore di Moab geme;
	i suoi fuggiaschi giungono fino a Zoar.
	Ah, la salita di Lucht salgono piangendo.
	Sulla via di Coronim
	mandano grida strazianti.
	 Le acque di Nimrm sono un deserto,
	l'erba si  seccata, finita  la pastura;
	non c' pi nulla di verde.
	 Per questo fanno provviste,
	le loro riserve
	trasportano al di l del torrente dei Salici.
	 Risuonano grida
	per tutto il territorio di Moab;
	fino a Eglaim giunge il suo urlo,
	fino a Bir-Elim il suo urlo.
	 Le acque di Dimn sono piene di sangue,
	eppure colpir Dimn con altri mali;
	un leone per i fuggiaschi di Moab
	e per il resto del paese.



	 Mandate l'agnello al signore del paese,
	dalla rupe verso il deserto
	al monte della figlia di Sion.
	 Come un uccello fuggitivo,
	come una nidiata dispersa
	saranno le figlie di Moab
	ai guadi dell'Arnon.
	 Dacci un consiglio,
	prendi una decisione!
	Rendi come la notte la tua ombra
	in pieno mezzogiorno;
	nascondi i dispersi,
	non tradire i fuggiaschi.
	 Siano tuoi ospiti
	i dispersi di Moab;
	sii loro rifugio di fronte al devastatore.
	Quando sar estinto il tiranno
	e finita la devastazione,
	scomparso il distruttore della regione,
	 allora sar stabilito un trono sulla mansuetudine,
	vi sieder con tutta fedelt, nella tenda di Davide,
	un giudice sollecito del diritto
	e pronto alla giustizia.
	 Abbiamo udito l'orgoglio di Moab,
	l'orgogliosissimo,
	la sua alterigia, la sua superbia, la sua tracotanza,
	la vanit delle sue chiacchiere.

	 Per questo i Moabiti innalzano un lamento per Moab,
	si lamentano tutti;
	per le focacce di uva di Kir-Carset
	gemono tutti costernati.
	 Sono squallidi i campi di Chesbn,
	languiscono le viti di Sibm.
	Signori di popoli
	ne hanno spezzato i tralci
	che raggiungevano Iazr,
	penetravano fin nel deserto;
	i loro rami si estendevano liberamente,
	giungevano al mare.
	 Per questo io pianger con il pianto di Iazr
	sui vigneti di Sibm.
	Ti inonder con le mie lacrime,
	Chesbn, Eleal,
	perch sui tuoi frutti e sulla tua vendemmia
	 piombato il grido dei vignaioli.
	 Sono scomparse gioia e allegria dai frutteti;
	nelle vigne non si levano pi lieti clamori,
	n si grida pi allegramente.
	Il vino nei tini nessuno lo ammosta,
	l'evviva di gioia  cessato.
	 Perci le mie viscere fremono
	per Moab come una cetra,
	il mio intimo freme per Kir-Carset.
	 Moab si mostrer e si stancher sulle alture,
	verr nel suo santuario per pregare,
	ma senza successo.

	 Questo  il messaggio che pronunzi un tempo il Signore su Moab.  Ma ora il Signore dice: "In tre anni, come gli anni di un salariato, sar deprezzata la gloria di Moab con tutta la sua numerosa popolazione. Ne rimarr solo un resto, piccolo e impotente".



	 Oracolo su Damasco.

	Ecco, Damasco sar eliminata dal numero delle citt,
	diverr un cumulo di rovine.
	 Le sue borgate saranno abbandonate per sempre;
	saranno pascolo dei greggi
	che vi riposeranno senza esserne scacciati.
	 A fraim sar tolta la cittadella,
	a Damasco la sovranit.
	Al resto degli Aramei toccher la stessa sorte
	della gloria degli Israeliti,
	oracolo del Signore degli eserciti.
	 In quel giorno verr ridotta la gloria di Giacobbe
	e la pinguedine delle sue membra dimagrir.
	 Avverr come quando il mietitore
	prende una manciata di steli,
	e con l'altro braccio falcia le spighe,
	come quando si raccolgono le spighe
	nella valle dei Rfaim,
	 Vi resteranno solo racimoli,
	come alla bacchiatura degli ulivi:
	due o tre bacche sulla cima dell'albero,
	quattro o cinque sui rami da frutto.
	Oracolo del Signore, Dio di Israele.
	 In quel giorno si volger l'uomo al suo creatore
	e i suoi occhi guarderanno al Santo di Israele.
	 Non si volger agli altari, lavoro delle sue mani;
	non guarder ci che fecero le sue dita,
	i pali sacri e gli altari per l'incenso.
	 In quel giorno avverr alle tue fortezze
	come alle citt abbandonate
	che l'Eveo e l'Amorreo evacuarono
	di fronte agli Israeliti
	e sar una desolazione.
	 Perch hai dimenticato Dio tuo salvatore
	e non ti sei ricordato della Roccia, tua fortezza.
	Tu pianti perci piante amene
	e innesti tralci stranieri;
	 di giorno le pianti, le vedi crescere
	e al mattino vedi fiorire i tuoi semi,
	ma svanir il raccolto in un giorno di malattia
	e di dolore insanabile.
	 Ah, il rumore di popoli immensi,
	rumore come il mugghio dei mari,
	fragore di nazioni
	come lo scroscio di acque che scorrono veementi.
	 Le nazioni fanno fragore
	come il fragore di molte acque,
	ma il Signore le minaccia, esse fuggono lontano;
	come pula sono disperse sui monti dal vento
	e come mulinello di polvere dinanzi al turbine.
	 Alla sera, ecco era tutto uno spavento,
	prima del mattino non  gi pi.
	Questo  il destino dei nostri predatori
	e la sorte dei nostri saccheggiatori.



	 Ah! paese dagli insetti ronzanti,
	che ti trovi oltre i fiumi di Etiopia,
	 che mandi ambasciatori per mare,
	in canotti di papiro sulle acque:
	"Andate, messaggeri veloci,
	verso un popolo alto e abbronzato,
	verso un popolo temuto ora e sempre,
	un popolo potente e vittorioso,
	il cui paese  solcato da fiumi".
	 O voi tutti abitanti del mondo, che dimorate sulla terra,
	appena si alzer un segnale sui monti, guardatelo!
	Appena squiller la tromba, ascoltatela!
	 Poich questo mi ha detto il Signore:
	"Io osserver tranquillo dalla mia dimora,
	come il calore sereno alla luce del sole,
	come una nube di rugiada al calore della mietitura".
	 Poich prima della raccolta, quando la fioritura  finita
	e il fiore  diventato un grappolo maturo,
	egli taglier i tralci con roncole,
	strapper e getter via i pampini.
	 Saranno abbandonati tutti insieme
	agli avvoltoi dei monti e alle bestie selvatiche;
	su di essi gli avvoltoi passeranno l'estate
	su di essi tutte le bestie selvatiche passeranno l'inverno.
	 In quel tempo saranno portate offerte al Signore degli eserciti da un popolo alto e abbronzato, da un popolo temuto ora e sempre, da un popolo potente e vittorioso, il cui paese  solcato da fiumi, saranno portate nel luogo dove  invocato il nome del Signore degli eserciti, sul monte Sion.



	 Oracolo sull'Egitto.

	Ecco, il Signore cavalca una nube leggera
	ed entra in Egitto.
	Crollano gli idoli d'Egitto davanti a lui
	e agli Egiziani vien meno il cuore nel petto.
	 Aizzer gli Egiziani contro gli Egiziani:
	combatter fratello contro fratello,
	uomo contro uomo,
	citt contro citt, regno contro regno.
	 Gli Egiziani perderanno il senno
	e io distrugger il loro consiglio;
	per questo ricorreranno agli idoli e ai maghi,
	ai negromanti e agli indovini.
	 Ma io metter gli Egiziani
	in mano a un duro padrone, un re crudele li dominer.
	Oracolo del Signore, Dio degli eserciti.
	 Si prosciugheranno le acque del mare,
	il fiume si inaridir e seccher.
	 I suoi canali diventeranno putridi,
	diminuiranno e seccheranno i torrenti dell'Egitto,
	canne e giunchi ingialliranno.
	 I giunchi sulle rive e alla foce del Nilo
	e tutti i seminati del Nilo
	seccheranno, saranno dispersi dal vento, non saranno pi.
	 I pescatori si lamenteranno, gemeranno
	quanti gettano l'amo nel Nilo,
	quanti stendono le reti sull'acqua saranno desolati.
	 Saranno delusi i lavoratori del lino,
	le cardatrici e i tessitori impallidiranno;
	 i tessitori saranno avviliti,
	tutti i salariati saranno costernati.
	 Quanto sono stolti i principi di Tanis!
	I pi saggi consiglieri del faraone sono uno stupido consiglio.
	Come osate dire al faraone:
	"Sono figlio di saggi, figlio di re antichi"?
	 Dove sono, dunque, i tuoi saggi?
	Ti rivelino e manifestino
	quanto ha deciso il Signore degli eserciti
	a proposito dell'Egitto.
	 Stolti sono i principi di Tanis;
	si ingannano i principi di Menfi.
	Hanno fatto traviare l'Egitto
	i capi delle sue trib.
	 Il Signore ha mandato in mezzo a loro
	uno spirito di smarrimento;
	essi fanno smarrire l'Egitto in ogni impresa,
	come barcolla un ubriaco nel vomito.
	 Non riuscir all'Egitto qualunque opera faccia:
	il capo o la coda, la palma o il giunco.

	 In quel giorno gli Egiziani diventeranno come femmine, tremeranno e temeranno all'agitarsi della mano che il Signore degli eserciti agiter contro di loro.  Il paese di Giuda sar il terrore degli Egiziani; quando se ne parler, ne avranno spavento, a causa del proposito che il Signore degli eserciti ha formulato sopra di esso.
	 In quel giorno ci saranno cinque citt nell'Egitto che parleranno la lingua di Canaan e giureranno per il Signore degli eserciti; una di esse si chiamer Citt del sole.  In quel giorno ci sar un altare dedicato al Signore in mezzo al paese d'Egitto e una stele in onore del Signore presso la sua frontiera:  sar un segno e una testimonianza per il Signore degli eserciti nel paese d'Egitto. Quando, di fronte agli avversari, invocheranno il Signore, allora egli mander loro un salvatore che li difender e li liberer.  Il Signore si riveler agli Egiziani e gli Egiziani riconosceranno in quel giorno il Signore, lo serviranno con sacrifici e offerte, faranno voti al Signore e li adempiranno.  Il Signore percuoter ancora gli Egiziani ma, una volta colpiti, li risaner. Essi faranno ritorno al Signore ed egli si placher e li risaner.
	 In quel giorno ci sar una strada dall'Egitto verso l'Assiria; l'Assiro andr in Egitto e l'Egiziano in Assiria; gli Egiziani serviranno il Signore insieme con gli Assiri.  In quel giorno Israele sar il terzo con l'Egitto e l'Assiria, una benedizione in mezzo alla terra.  Li benedir il Signore degli eserciti: "Benedetto sia l'Egiziano mio popolo, l'Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredit".



	 Nell'anno in cui il 'Tartn', mandato ad Asdd da Sargon re di Assiria, giunse ad Asdd, la assal e la prese.
	 In quel tempo il Signore disse per mezzo di Isaia figlio di Amoz: "Va', sciogliti il sacco dai fianchi e togliti i sandali dai piedi!". Cos egli fece, andando spoglio e scalzo.
	 Il Signore poi disse: "Come il mio servo Isaia  andato spoglio e scalzo per tre anni, come segno e simbolo per l'Egitto e per l'Etiopia,  cos il re di Assiria condurr i prigionieri d'Egitto e i deportati dell'Etiopia, giovani e vecchi, spogli e scalzi e con le natiche scoperte, vergogna per l'Egitto.  Allora saranno abbattuti e confusi a causa dell'Etiopia, loro speranza, e a causa dell'Egitto, di cui si vantavano.  In quel giorno gli abitanti di questo lido diranno: Ecco che cosa  successo al paese al quale ci eravano rivolti e nel quale cercavamo rifugio per essere aiutati e liberati dal re di Assiria! Ora come ci salveremo?".



	 Oracolo sul deserto del mare.

	Come i turbini che si scatenano nel Negheb,
	cos egli viene dal deserto, da una terra orribile.
	 Una visione angosciosa mi fu mostrata:
	il saccheggiatore che saccheggia,
	il distruttore che distrugge.
	Salite, o Elamiti,
	assediate, o Medi!
	Io faccio cessare ogni gemito.
	 Per questo i miei reni tremano,
	mi hanno colto i dolori come di una partoriente;
	sono troppo sconvolto per udire,
	troppo sbigottito per vedere.
	 Smarrito  il mio cuore,
	la costernazione mi invade;
	il crepuscolo tanto desiderato
	diventa il mio terrore.
	 Si prepara la tavola,
	si stende la tovaglia,
	si mangia, si beve.
	"Alzatevi, o capi,
	ungete gli scudi!".
	 Poich cos mi ha detto il Signore:
	"Va', metti una sentinella
	che annunzi quanto vede.
	 Se vede cavalleria,
	coppie di cavalieri,
	gente che cavalca asini,
	gente che cavalca cammelli,
	osservi attentamente,
	con grande attenzione".
	 La vedetta ha gridato:
	"Al posto di osservazione, Signore,
	io sto sempre, tutto il giorno,
	e nel mio osservatorio
	sto in piedi, tutta la notte.
	 Ecco, arriva una schiera di cavalieri,
	coppie di cavalieri".
	Essi esclamano e dicono: " caduta,
	 caduta Babilonia!
	Tutte le statue dei suoi di
	sono a terra, in frantumi".
	 O popolo mio, calpestato,
	che ho trebbiato come su un'aia,
	ci che ho udito
	dal Signore degli eserciti,
	Dio di Israele,
	a voi ho annunziato.

	 Oracolo sull'Idumea.

	Mi gridano da Seir:
	"Sentinella, quanto resta della notte?
	Sentinella, quanto resta della notte?".
	 La sentinella risponde:
	"Viene il mattino, poi anche la notte;
	se volete domandare, domandate,
	convertitevi, venite!".

	 Oracolo sull'Arabia.

	Nel bosco, nell'Arabia, passate la notte,
	carovane di Dedan;
	 andando incontro agli assetati,
	portate acqua.
	Abitanti del paese di Tema,
	presentatevi ai fuggiaschi con pane per loro.
	 Perch essi fuggono di fronte alle spade,
	di fronte alla spada affilata,
	di fronte all'arco teso,
	di fronte al furore della battaglia.

	 Poich mi ha detto il Signore: "Ancora un anno, contato alla maniera degli anni di un salariato, e scomparir tutta la potenza gloriosa di Kedr.  E il numero degli archi dei prodi di Kedr rester molto esiguo, perch il Signore Dio di Israele ha parlato".



	 Oracolo sulla valle della Visione.
	Che hai tu dunque, che sei salita
	tutta sulle terrazze,
	 citt rumorosa e tumultuante,
	citt gaudente?
	I tuoi caduti non sono caduti di spada
	n sono morti in battaglia.
	 Tutti i tuoi capi sono fuggiti insieme,
	fatti prigionieri senza un tiro d'arco;
	tutti i tuoi prodi sono stati catturati insieme,
	o fuggirono lontano.
	 Per questo dico: "Stornate lo sguardo da me,
	che io pianga amaramente;
	non cercate di consolarmi
	per la desolazione della figlia del mio popolo".
	 Poich  un giorno di panico,
	di distruzione e di smarrimento,
	voluto dal Signore, Dio degli eserciti.
	Nella valle della Visione un diroccare di mura
	e un invocare aiuto verso i monti.
	 Gli Elamiti hanno preso la faretra;
	gli Aramei montano i cavalli,
	Kir ha tolto il fodero allo scudo.
	 Le migliori tra le tue valli
	sono piene di carri;
	i cavalieri si sono disposti contro la porta.
	 Cos egli toglie la protezione di Giuda.
	Voi guardavate in quel giorno
	alle armi del palazzo della Foresta;
	 le brecce della citt di Davide
	avete visto quante fossero;
	avete raccolto le acque della piscina inferiore,
	 avete contato le case di Gerusalemme
	e demolito le case per fortificare le mura;
	 avete costruito un serbatoio fra i due muri
	per le acque della piscina vecchia;
	ma voi non avete guardato a chi ha fatto queste cose,
	n avete visto chi ha preparato ci da tempo.
	 Vi invitava il Signore, Dio degli eserciti, in quel giorno
	al pianto e al lamento,
	a rasarvi il capo e a vestire il sacco.
	 Ecco invece si gode e si sta allegri,
	si sgozzano buoi e si scannano greggi,
	si mangia carne e si beve vino:
	"Si mangi e si beva, perch domani moriremo!".
	 Ma il Signore degli eserciti si  rivelato ai miei orecchi:
	"Certo non sar espiato questo vostro peccato,
	finch non sarete morti",
	dice il Signore, Dio degli eserciti.

	 Cos dice il Signore, Dio degli eserciti:
	"Rcati da questo ministro,
	presso Sebn, il maggiordomo,
	[b]che si taglia in alto il sepolcro
	e si scava nella rupe la tomba:
	[a]Che cosa possiedi tu qui e chi hai tu qui,
	che ti stai scavando qui un sepolcro?
	 Ecco, il Signore ti scaglier gi a precipizio, o uomo,
	ti afferrer saldamente,
	 ti rotoler ben bene a rotoli
	come palla, verso un esteso paese.
	L morirai e l finiranno i tuoi carri superbi,
	o ignominia del palazzo del tuo padrone!
	 Ti toglier la carica,
	ti rovescer dal tuo posto.
	 In quel giorno chiamer il mio servo
	Eliakm, figlio di Chelkia;
	 lo rivestir con la tua tunica,
	lo cinger della tua sciarpa
	e metter il tuo potere nelle sue mani.
	Sar un padre per gli abitanti di Gerusalemme
	e per il casato di Giuda.
	 Gli porr sulla spalla la chiave della casa di Davide;
	se egli apre, nessuno chiuder;
	se egli chiude, nessuno potr aprire.
	 Lo conficcher come un paletto in luogo solido
	e sar un trono di gloria per la casa di suo padre.

	 A lui attaccheranno ogni gloria della casa di suo padre: discendenti e nipoti, ogni vaso anche piccolo, dalle tazze alle anfore".
	 In quel giorno - oracolo del Signore degli eserciti - ceder il paletto conficcato in luogo solido, si spezzer, cadr e andr in frantumi tutto ci che vi era appeso, perch il Signore ha parlato.



	 Oracolo su Tiro.

	Fate il lamento, navi di Tarsis,
	perch  stato distrutto il vostro rifugio!
	Mentre tornavano dal paese dei Kittim,
	ne fu data loro notizia.
	 Ammutolite, abitanti della costa,
	mercanti di Sidne,
	i cui agenti attraversavano
	 grandi acque.
	Il frumento del Nilo, il raccolto del fiume
	era la sua ricchezza; era il mercato dei popoli.
	 Vergognati, Sidne,
	perch ha parlato il mare, la fortezza marinara, dicendo:
	"Io non ho avuto doglie, non ho partorito,
	non ho allevato giovani,
	non ho fatto crescere ragazze".
	 Appena si sapr in Egitto,
	saranno addolorati per la notizia di Tiro.
	 Passate in Tarsis, fate il lamento, abitanti della costa.
	  questa la vostra citt gaudente,
	le cui origini risalgono a un'antichit remota,
	i cui piedi la portavano lontano
	per fissarvi dimore?
	 Chi ha deciso questo
	contro Tiro l'incoronata,
	i cui mercanti erano principi,
	i cui trafficanti erano i pi nobili della terra?
	 Il Signore degli eserciti lo ha deciso
	per svergognare l'orgoglio
	di tutto il suo fasto,
	per umiliare i pi nobili sulla terra.
	 Coltiva la tua terra come il Nilo, figlia di Tarsis;
	il porto non esiste pi.
	 Ha steso la mano verso il mare,
	ha sconvolto i regni,
	il Signore ha decretato per Canaan
	di abbattere le sue fortezze.
	 Egli ha detto: "Non continuerai a far baldoria,
	tu duramente oppressa, vergine figlia di Sidne.
	Alzati, va'pure dai Kittim;
	neppure l ci sar pace per te".

	 Ecco il paese da lui fondato per marinai, che ne avevano innalzato le torri; ne han demoliti i palazzi: egli l'ha ridotto a un cumulo di rovine.

	 Fate il lamento, navi di Tarsis,
	perch  stato distrutto il vostro rifugio.

	 In quel giorno Tiro sar dimenticata per settant'anni, quanti sono gli anni di un re. Alla fine dei settanta anni a Tiro si applicher la canzone della prostituta:

	 "Prendi la cetra,
	gira per la citt, prostituta dimenticata;
	suona con abilit,
	moltiplica i canti,
	perch qualcuno si ricordi di te".

	 Ma alla fine dei settant'anni il Signore visiter Tiro, che ritorner ai suoi guadagni; essa trescher con tutti i regni del mondo sulla terra.  Il suo salario e il suo guadagno saranno sacri al Signore. Non sar ammassato n custodito il suo salario, ma andr a coloro che abitano presso il Signore, perch possano nutrirsi in abbondanza e vestirsi con decoro.



	 Ecco che il Signore spacca la terra,
	la squarcia e ne sconvolge la superficie
	e ne disperde gli abitanti.
	 Avverr lo stesso al popolo come al sacerdote,
	allo schiavo come al suo padrone,
	alla schiava come alla sua padrona,
	al compratore come al venditore,
	al creditore come al debitore,
	a chi riceve come a chi da'in prestito.
	 Sar tutta spaccata la terra
	sar tutta saccheggiata,
	perch il Signore ha pronunziato questa parola.
	  in lutto, languisce la terra;
	 squallido, languisce il mondo,
	il cielo con la terra perisce.
	 La terra  stata profanata dai suoi abitanti,
	perch hanno trasgredito le leggi,
	hanno disobbedito al decreto,
	hanno infranto l'alleanza eterna.
	 Per questo la maledizione divora la terra,
	i suoi abitanti ne scontano la pena;
	per questo sono bruciati gli abitanti della terra
	e sono rimasti solo pochi uomini.

	 Lugubre  il mosto, la vigna languisce,
	gemono tutti.
	  cessata la gioia dei timpani,
	 finito il chiasso dei gaudenti,
	 cessata la gioia della cetra.
	 Non si beve pi il vino tra i canti,
	la bevanda inebriante  amara per chi la beve.
	  distrutta la citt del caos,
	 chiuso l'ingresso di ogni casa.
	 Per le strade si lamentano, perch non c' vino;
	ogni gioia  scomparsa,
	se ne  andata la letizia dal paese.
	 Nella citt  rimasta la desolazione;
	la porta  stata abbattuta, fatta a pezzi.
	 Perch cos accadr nel centro della terra,
	in mezzo ai popoli,
	come quando si bacchiano le ulive,
	come quando si racimola, finita la vendemmia.
	 Quelli alzeranno la voce, acclameranno
	alla maest del Signore.
	Gridano dal mare:
	"Acclamate, pertanto, popoli!
	 Voi in oriente, glorificate il Signore,
	nelle isole del mare, il nome del Signore, Dio d'Israele.
	 Dagli angoli estremi della terra abbiamo udito il canto:
	Gloria al giusto".

	Ma io dico: "Guai a me!
	Guai a me! Ohim!".
	I perfidi agiscono perfidamente,
	i perfidi operano con perfidia.
	 Terrore, fossa e laccio
	ti sovrastano, o abitante della terra.
	 Chi fugge al grido di terrore
	cadr nella fossa, chi risale dalla fossa
	sar preso nel laccio.
	Le cateratte dall'alto si aprono
	e si scuotono le fondamenta della terra.
	 A pezzi andr la terra,
	in frantumi si ridurr la terra,
	crollando croller la terra.
	 Certo, barcoller la terra come un ubriaco,
	vaciller come una tenda;
	peser su di essa la sua iniquit,
	cadr e non si rialzer.
	 In quel giorno il Signore punir
	in alto l'esercito di lass
	e qui in terra i re della terra.
	 Saranno radunati e imprigionati in una fossa,
	saranno rinchiusi in un carcere
	e dopo lungo tempo saranno puniti.
	 Arrossir la luna,
	impallidir il sole,
	perch il Signore degli eserciti regna
	sul monte Sion e in Gerusalemme
	e davanti ai suoi anziani sar glorificato.



	 Signore, tu sei il mio Dio;
	voglio esaltarti e lodare il tuo nome,
	perch hai eseguito progetti meravigliosi,
	concepiti da lungo tempo, fedeli e veri.
	 Poich hai ridotto la citt ad un mucchio di sassi,
	la cittadella fortificata ad una rovina,
	la fortezza dei superbi non  pi citt,
	non si ricostruir mai pi.
	 Per questo ti glorifica un popolo forte,
	la citt di genti possenti ti venera.
	 Perch tu sei sostegno al misero,
	sostegno al povero nella sua angoscia,
	riparo dalla tempesta, ombra contro il caldo;
	poich lo sbuffare dei tiranni  come pioggia d'inverno,
	 come arsura in terra arida il clamore dei superbi.
	Tu mitighi l'arsura con l'ombra d'una nube,
	l'inno dei tiranni si spegne.

	 Preparer il Signore degli eserciti
	per tutti i popoli, su questo monte,
	un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,
	di cibi succulenti, di vini raffinati.
	 Egli strapper su questo monte
	il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
	e la coltre che copriva tutte le genti.
	 Eliminer la morte per sempre;
	il Signore Dio asciugher le lacrime
	su ogni volto;
	la condizione disonorevole del suo popolo
	far scomparire da tutto il paese,
	poich il Signore ha parlato.
	 E si dir in quel giorno: "Ecco il nostro Dio;
	in lui abbiamo sperato perch ci salvasse;
	questi  il Signore in cui abbiamo sperato;
	rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza.
	 Poich la mano del Signore si poser su questo monte".
	Moab invece sar calpestato al suolo,
	come si pesta la paglia nella concimaia.
	 L esso stender le mani,
	come le distende il nuotatore per nuotare;
	ma il Signore abbasser la sua superbia,
	nonostante l'annaspare delle sue mani.
	 L'eccelsa fortezza delle tue mura
	egli abbatter e demolir,
	la rader al suolo.



	 In quel giorno si canter questo canto nel paese di Giuda:

	Abbiamo una citt forte;
	egli ha eretto a nostra salvezza
	mura e baluardo.
	 Aprite le porte:
	entri il popolo giusto che mantiene la fedelt.
	 Il suo animo  saldo;
	tu gli assicurerai la pace,
	pace perch in te ha fiducia.
	 Confidate nel Signore sempre,
	perch il Signore  una roccia eterna;
	 perch egli ha abbattuto
	coloro che abitavano in alto;
	la citt eccelsa
	l'ha rovesciata, rovesciata fino a terra,
	l'ha rasa al suolo.
	 I piedi la calpestano,
	i piedi degli oppressi, i passi dei poveri.

	 Il sentiero del giusto  diritto,
	il cammino del giusto tu rendi piano.
	 S, nella via dei tuoi giudizi,
	Signore, noi speriamo in te;
	al tuo nome e al tuo ricordo
	si volge tutto il nostro desiderio.
	 La mia anima anela a te di notte,
	al mattino il mio spirito ti cerca,
	perch quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra,
	giustizia imparano gli abitanti del mondo.
	 Si usi pure clemenza all'empio,
	non imparer la giustizia;
	sulla terra egli distorce le cose diritte
	e non guarda alla maest del Signore.
	 Signore, sta alzata la tua mano,
	ma essi non la vedono.
	Vedano, arrossendo, il tuo amore geloso per il popolo;
	anzi, il fuoco preparato per i tuoi nemici li divori.
	 Signore, ci concederai la pace,
	poich tu di successo a tutte le nostre imprese.
	 Signore nostro Dio, altri padroni,
	diversi da te, ci hanno dominato,
	ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.
	 I morti non vivranno pi,
	le ombre non risorgeranno;
	poich tu li hai puniti e distrutti,
	hai fatto svanire ogni loro ricordo.
	 Hai fatto crescere la nazione, Signore,
	hai fatto crescere la nazione, ti sei glorificato,
	hai dilatato tutti i confini del paese.
	 Signore, nella tribolazione ti abbiamo cercato;
	a te abbiamo gridato nella prova, che  la tua correzione.
	 Come una donna incinta che sta per partorire
	si contorce e grida nei dolori,
	cos siamo stati noi di fronte a te, Signore.
	 Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori
	quasi dovessimo partorire: era solo vento;
	non abbiamo portato salvezza al paese
	e non sono nati abitanti nel mondo.
	 Ma di nuovo vivranno i tuoi morti,
	risorgeranno i loro cadaveri.
	Si sveglieranno ed esulteranno
	quelli che giacciono nella polvere,
	perch la tua rugiada  rugiada luminosa,
	la terra dar alla luce le ombre.

	 Va', popolo mio, entra nelle tue stanze
	e chiudi la porta dietro di te.
	Nasconditi per un momento
	finch non sia passato lo sdegno.
	 Perch ecco, il Signore esce dalla sua dimora
	per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra;
	la terra ributter fuori il sangue assorbito
	e pi non coprir i suoi cadaveri.



	 In quel giorno il Signore punir
	con la spada dura, grande e forte,
	il Leviatn serpente guizzante,
	il Leviatn serpente tortuoso
	e uccider il drago che sta nel mare.

	 In quel giorno si dir:
	"La vigna deliziosa: cantate di lei!".
	 Io, il Signore, ne sono il guardiano,
	a ogni istante la irrigo;
	per timore che venga danneggiata,
	io ne ho cura notte e giorno.
	 Io non sono in collera.
	Vi fossero rovi e pruni, io muoverei loro guerra,
	li brucerei tutti insieme.
	 O, meglio, si stringa alla mia protezione,
	faccia la pace con me,
	con me faccia la pace!

	 Nei giorni futuri Giacobbe metter radici,
	Israele fiorir e germoglier,
	riempir il mondo di frutti.
	 Il Signore lo ha forse percosso come i suoi percussori?
	O lo ha ucciso come uccise i suoi uccisori?
	 Lo ha punito cacciandolo via, respingendolo,
	lo ha rimosso con soffio impetuoso
	come quando tira il vento d'oriente!
	 Proprio cos sar espiata l'iniquit di Giacobbe
	e questo sar tutto il frutto per la rimozione del suo peccato:
	mentre egli ridurr tutte le pietre dell'altare
	come si fa delle pietre che si polverizzano per la calce,
	non erigeranno pi pali sacri n altari per l'incenso.
	 La fortezza  divenuta desolata,
	un luogo spopolato e abbandonato come un deserto;
	vi pascola il vitello, vi si sdraia e ne bruca gli arbusti.
	 I suoi rami seccandosi si spezzeranno;
	le donne verranno ad accendervi il fuoco.
	Certo, si tratta di un popolo privo di intelligenza;
	per questo non ne avr piet chi lo ha creato,
	n chi lo ha fatto ne avr compassione.

	 In quel giorno,
	dal corso dell'Eufrate al torrente d'Egitto,
	il Signore batter le spighe
	e voi sarete raccolti uno a uno, Israeliti.
	 In quel giorno suoner la grande tromba,
	verranno gli sperduti nel paese di Assiria
	e i dispersi nel paese di Egitto.
	Essi si prostreranno al Signore
	sul monte santo, in Gerusalemme.



	 Guai alla corona superba degli ubriachi di fraim,
	al fiore caduco, suo splendido ornamento,
	che domina la fertile valle, o storditi dal vino!
	 Ecco, inviato dal Signore, un uomo potente e forte,
	come nembo di grandine, come turbine rovinoso,
	come nembo di acque torrenziali e impetuose,
	getta tutto a terra con violenza.
	 Dai piedi verr calpestata
	la corona degli ubriachi di fraim.
	 E avverr al fiore caduco del suo splendido ornamento,
	che domina la valle fertile,
	come a un fico primaticcio prima dell'estate:
	uno lo vede, lo coglie e lo mangia appena lo ha in mano.
	 In quel giorno sar il Signore degli eserciti
	una corona di gloria, uno splendido diadema
	per il resto del suo popolo,
	 ispiratore di giustizia per chi siede in tribunale,
	forza per chi respinge l'assalto alla porta.

	 Anche costoro barcollano per il vino,
	vanno fuori strada per le bevande inebrianti.
	Sacerdoti e profeti barcollano
	per la bevanda inebriante,
	affogano nel vino;
	vanno fuori strada per le bevande inebrianti,
	s'ingannano mentre hanno visioni,
	dondolano quando fanno da giudici.
	 Tutte le tavole sono piene di fetido vomito;
	non c' un posto pulito.
	 "A chi vuole insegnare la scienza?
	A chi vuole spiegare il discorso?
	Ai bambini divezzati, appena staccati dal seno?
	 S: precetto su precetto, precetto su precetto,
	norma su norma, norma su norma,
	un po'qui, un po'l".
	 Con labbra balbettanti e in lingua straniera
	parler a questo popolo
	 colui che aveva detto loro:
	"Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco.
	Ecco il sollievo!". Ma non vollero udire.
	 E sar per loro la parola del Signore:
	"precetto su precetto, precetto su precetto,
	norma su norma, norma su norma,
	un po'qui, un po'l",
	perch camminando cadano all'indietro,
	si producano fratture, siano presi e fatti prigionieri.

	 Perci ascoltate la parola del Signore,
	uomini arroganti,
	signori di questo popolo
	che sta in Gerusalemme:
	 "Voi dite: Abbiamo concluso
	un'alleanza con la morte,
	e con gli inferi
	abbiamo fatto lega;
	il flagello del distruttore, quando passer,
	non ci raggiunger;
	perch ci siamo fatti della menzogna un rifugio
	e nella falsit ci siamo nascosti".
	 Dice il Signore Dio:
	"Ecco io pongo una pietra in Sion,
	una pietra scelta,
	angolare, preziosa, saldamente fondata:
	chi crede non vaciller.
	 Io porr il diritto come misura
	e la giustizia come una livella.
	La grandine spazzer via il vostro rifugio fallace,
	le acque travolgeranno il vostro riparo.
	 Sar cancellata la vostra alleanza con la morte;
	la vostra lega con gli inferi non regger.
	Quando passer il flagello del distruttore,
	voi sarete la massa da lui calpestata.
	 Ogni volta che passer,
	vi prender,
	poich passer ogni mattino,
	giorno e notte.
	E solo il terrore far capire il discorso".
	 Troppo corto sar il letto per distendervisi,
	troppo stretta la coperta per avvolgervisi.
	 Poich come sul monte Perasm
	si lever il Signore;
	come nella valle di Gbaon si adirer
	per compiere l'opera, la sua opera singolare,
	e per eseguire il lavoro, il suo lavoro inconsueto.
	 Ora cessate di agire con arroganza
	perch non si stringano di pi le vostre catene,
	perch un decreto di rovina io ho udito,
	da parte del Signore, Dio degli eserciti,
	riguardo a tutta la terra.

	 Porgete l'orecchio e ascoltate la mia voce,
	fate attenzione e sentite le mie parole.
	 Ara forse tutti i giorni l'aratore,
	rompe e sarchia la terra?
	 Forse non ne spiana la superficie,
	non vi semina l'anto e non vi sparge il cumino?
	E non vi pone grano e orzo
	e spelta lungo i confini?
	 E la sua perizia rispetto alla regola
	gliela insegna il suo Dio.
	 Certo, l'anto non si batte con il tribbio,
	n si fa girare sul cumino il rullo,
	ma con una bacchetta si batte l'anto
	e con la verga il cumino.
	 Il frumento vien forse schiacciato?
	Certo, non lo si pesta senza fine,
	ma vi si spinge sopra il rullo
	e gli zoccoli delle bestie senza schiacciarlo.
	 Anche questo proviene
	dal Signore degli eserciti:
	egli si mostra mirabile nel consiglio,
	grande nella sapienza.



	 Guai ad Aril, ad Aril,
	citt dove pose il campo Davide!
	Aggiungete anno ad anno,
	si avvicendino i cicli festivi.
	 Io metter alle strette Aril,
	ci saranno gemiti e lamenti.
	Tu sarai per me come un vero Aril,
	 io mi accamper come Davide contro di te
	e ti circonder di trincee,
	innalzer contro di te un vallo.
	 Allora prostrata parlerai da terra
	e dalla polvere saliranno fioche le tue parole;
	sembrer di un fantasma la tua voce dalla terra,
	e dalla polvere la tua parola risuoner come bisbiglio.
	 Sar come polvere fine la massa dei tuoi oppressori
	e come pula dispersa la massa dei tuoi tiranni.
	Ma d'improvviso, subito,
	 dal Signore degli eserciti sarai visitata
	con tuoni, rimbombi e rumore assordante,
	con uragano e tempesta e fiamma di fuoco divoratore.
	 E sar come un sogno,
	come una visione notturna,
	la massa di tutte le nazioni
	che marciano su Aril,
	di quanti la attaccano
	e delle macchine poste contro di essa.
	 Avverr come quando un affamato sogna di mangiare,
	ma si sveglia con lo stomaco vuoto;
	come quando un assetato sogna di bere,
	ma si sveglia stanco e con la gola riarsa:
	cos succeder alla folla di tutte le nazioni
	che marciano contro il monte Sion.
	 Stupite pure cos da restare sbalorditi,
	chiudete gli occhi in modo da rimanere ciechi;
	ubriacatevi ma non di vino,
	barcollate ma non per effetto di bevande inebrianti.
	 Poich il Signore ha versato su di voi
	uno spirito di torpore,
	ha chiuso i vostri occhi,
	ha velato i vostri capi.

	 Per voi ogni visione sar come le parole di un libro sigillato: si da'a uno che sappia leggere dicendogli: "Leggilo", ma quegli risponde: "Non posso, perch  sigillato".  Oppure si da'il libro a chi non sa leggere dicendogli: "Leggilo", ma quegli risponde: "Non so leggere".

	 Dice il Signore: "Poich questo popolo
	si avvicina a me solo a parole
	e mi onora con le labbra,
	mentre il suo cuore  lontano da me
	e il culto che mi rendono
	 un imparaticcio di usi umani,
	 perci, eccomi, continuer
	a operare meraviglie e prodigi con questo popolo;
	perir la sapienza dei suoi sapienti
	e si eclisser l'intelligenza dei suoi intelligenti".

	 Guai a quanti vogliono sottrarsi alla vista del Signore
	per dissimulare i loro piani,
	a coloro che agiscono nelle tenebre, dicendo:
	"Chi ci vede? Chi ci conosce?".
	 Quanto siete perversi! Forse che il vasaio
	 stimato pari alla creta?
	Un oggetto pu dire del suo autore:
	"Non mi ha fatto lui"?
	E un vaso pu dire del vasaio: "Non capisce"?
	 Certo, ancora un po'
	e il Libano si cambier in un frutteto
	e il frutteto sar considerato una selva.
	 Udranno in quel giorno i sordi le parole di un libro;
	liberati dall'oscurit e dalle tenebre,
	gli occhi dei ciechi vedranno.
	 Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
	i pi poveri gioiranno nel Santo di Israele.
	 Perch il tiranno non sar pi, sparir il beffardo,
	saranno eliminati quanti tramano iniquit,
	 quanti con la parola rendono colpevoli gli altri,
	quanti alla porta tendono tranelli al giudice
	e rovinano il giusto per un nulla.
	 Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore
	che riscatt Abramo:
	"D'ora in poi Giacobbe non dovr pi arrossire,
	il suo viso non impallidir pi,
	 poich vedendo il lavoro delle mie mani tra di loro,
	santificheranno il mio nome,
	santificheranno il Santo di Giacobbe
	e temeranno il Dio di Israele.
	 Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza
	e i brontoloni impareranno la lezione".



	 Guai a voi, figli ribelli
	- oracolo del Signore -
	che fate progetti da me non suggeriti,
	vi legate con alleanze che io non ho ispirate
	cos da aggiungere peccato a peccato.
	 Siete partiti per scendere in Egitto
	senza consultarmi,
	per mettervi sotto la protezione del faraone
	e per ripararvi all'ombra dell'Egitto.
	 La protezione del faraone sar la vostra vergogna
	e il riparo all'ombra dell'Egitto la vostra confusione.
	 Quando i suoi capi saranno giunti a Tanis
	e i messaggeri avranno raggiunto Cans,
	 tutti saran delusi di un popolo che non giover loro,
	che non porter n aiuto n vantaggio
	ma solo confusione e ignominia.

	 Oracolo sulle bestie del Negheb.
	In una terra di angoscia e di miseria,
	adatta a leonesse e leoni ruggenti,
	a vipere e draghi volanti,
	essi portano le loro ricchezze sul dorso di asini,
	i tesori sulla gobba di cammelli
	a un popolo che non giova a nulla.
	 Vano e inutile  l'aiuto dell'Egitto;
	per questo lo chiamo:
	Raab l'ozioso.

	 Su, vieni, scrivi questo su una tavoletta davanti a loro,
	incidilo sopra un documento,
	perch resti per il futuro
	in testimonianza perenne.
	 Poich questo  un popolo ribelle, sono figli bugiardi,
	figli che non vogliono ascoltare la legge del Signore.
	 Essi dicono ai veggenti: "Non abbiate visioni"
	e ai profeti: "Non fateci profezie sincere,
	diteci cose piacevoli, profetateci illusioni!
	 Scostatevi dalla retta via, uscite dal sentiero,
	toglieteci dalla vista il Santo di Israele".
	 Pertanto dice il Santo di Israele:
	"Poich voi rigettate questo avvertimento
	e confidate nella perversit e nella perfidia,
	ponendole a vostro sostegno,
	 ebbene questa colpa diventer per voi
	come una breccia che minaccia di crollare,
	che sporge su un alto muro,
	il cui crollo avviene in un attimo, improvviso,
	 e si infrange come un vaso di creta,
	frantumato senza misericordia,
	cos che non si trova tra i suoi frantumi
	neppure un coccio
	con cui si possa prendere fuoco dal braciere
	o attingere acqua dalla cisterna".
	 Poich dice il Signore Dio, il Santo di Israele:
	"Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza,
	nell'abbandono confidente sta la vostra forza".
	Ma voi non avete voluto,
	 anzi avete detto: "No, noi fuggiremo su cavalli".
	- Ebbene, fuggite! -
	"Cavalcheremo su destrieri veloci".
	Ebbene pi veloci saranno i vostri inseguitori.
	 Mille si spaventeranno per la minaccia di uno,
	per la minaccia di cinque vi darete alla fuga,
	finch resti di voi qualcosa
	come un palo sulla cima di un monte
	e come un'asta sopra una collina.

	 Eppure il Signore aspetta per farvi grazia,
	per questo sorge per aver piet di voi,
	perch un Dio giusto  il Signore;
	beati coloro che sperano in lui!

	 Popolo di Sion che abiti in Gerusalemme, tu non dovrai pi piangere; a un tuo grido di supplica ti far grazia; appena udr, ti dar risposta.  Anche se il Signore ti dar il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione, tuttavia non si terr pi nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,  i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: "Questa  la strada, percorretela", caso mai andiate a destra o a sinistra.  Considererai cose immonde le tue immagini ricoperte d'argento; i tuoi idoli rivestiti d'oro getterai via come un oggetto immondo. "Fuori!" tu dirai loro.  Allora egli conceder la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno; il pane, prodotto della terra, sar abbondante e sostanzioso; in quel giorno il tuo bestiame pascoler su un vasto prato.  I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita, ventilata con la pala e con il vaglio.  Su ogni monte e su ogni colle elevato, scorreranno canali e torrenti d'acqua nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri.  La luce della luna sar come la luce del sole e la luce del sole sar sette volte di pi, quando il Signore curer la piaga del suo popolo e guarir le lividure prodotte dalle sue percosse.

	 Ecco il nome del Signore venire da lontano;
	ardente  la sua ira e gravoso il suo divampare;
	le sue labbra traboccano sdegno,
	la sua lingua  come un fuoco divorante.
	 Il suo soffio  come un torrente che straripa,
	che giunge fino al collo.
	Viene per vagliare i popoli con il vaglio distruttore
	e per mettere alle mascelle dei popoli
	una briglia che porta a rovina.
	 Voi innalzerete il vostro canto
	come nella notte in cui si celebra una festa;
	avrete la gioia nel cuore come chi parte al suono del flauto,
	per recarsi al monte del Signore,
	alla Roccia d'Israele.
	 Il Signore far udire la sua voce maestosa
	e mostrer come colpisce il suo braccio
	con ira ardente,
	in mezzo a un fuoco divorante,
	tra nembi, tempesta e grandine furiosa.
	 Poich alla voce del Signore tremer l'Assiria,
	quando sar percossa con la verga.
	 Ogni colpo del bastone punitivo,
	che il Signore le far piombare addosso,
	sar accompagnato con timpani e cetre.
	Egli combatter contro di essa con battaglie tumultuose;
	 poich il Tofet  preparato da tempo,
	esso  pronto anche per il re;
	profondo e largo  il rogo,
	fuoco e legna abbondano,
	lo accender, come torrente di zolfo,
	il soffio del Signore.



	 Guai a quanti scendono in Egitto per cercar aiuto,
	e pongono la speranza nei cavalli,
	confidano nei carri perch numerosi
	e sulla cavalleria perch molto potente,
	senza guardare al Santo di Israele
	e senza cercare il Signore.
	 Eppure anch'egli  capace di mandare sciagure
	e non rinnega le sue parole.
	Egli si alzer contro la razza dei malvagi
	e contro l'aiuto dei malfattori.
	 L'Egiziano  un uomo e non un dio,
	i suoi cavalli sono carne e non spirito.
	Il Signore stender la sua mano:
	inciamper chi porta aiuto e cadr chi  aiutato,
	tutti insieme periranno.

	 Poich cos mi ha parlato il Signore:
	"Come per la sua preda
	ruggisce il leone o il leoncello,
	quando gli si raduna contro
	tutta la schiera dei pastori,
	e non teme le loro grida
	n si preoccupa del loro chiasso,
	cos scender il Signore degli eserciti
	per combattere sul monte Sion e sulla sua collina.
	 Come gli uccelli proteggono i loro pulcini,
	cos il Signore degli eserciti protegger Gerusalemme;
	egli la protegger, ed essa sar salvata,
	la risparmier ed essa sar liberata".

	 Ritornate, Israeliti, a colui al quale vi siete profondamente ribellati.  In quel giorno ognuno rigetter i suoi idoli d'argento e i suoi idoli d'oro, lavoro delle vostre mani peccatrici.

	 Cadr l'Assiria sotto una spada che non  di uomo;
	una spada non umana la divorer;
	se essa sfugge alla spada,
	i suoi giovani guerrieri saranno ridotti in schiavit.
	 Essa abbandoner per lo spavento la sua rocca
	e i suoi capi tremeranno per un'insegna.
	Oracolo del Signore che ha un fuoco in Sion
	e una fornace in Gerusalemme.



	 Ecco, un re regner secondo giustizia
	e i principi governeranno secondo il diritto.
	 Ognuno sar come un riparo contro il vento
	e uno schermo dall'acquazzone,
	come canali d'acqua in una steppa,
	come l'ombra di una grande roccia su arida terra.
	 Non si chiuderanno pi gli occhi di chi vede
	e gli orecchi di chi sente staranno attenti.
	 Gli animi volubili si applicheranno a comprendere
	e la lingua dei balbuzienti parler
	spedita e con chiarezza.
	 L'abietto non sar chiamato pi nobile
	n l'imbroglione sar detto gentiluomo,

	 poich l'abietto fa discorsi abietti
	e il suo cuore trama iniquit,
	per commettere empiet
	e affermare errori intorno al Signore,
	per lasciare vuoto lo stomaco dell'affamato
	e far mancare la bevanda all'assetato.
	 L'imbroglione - iniqui sono i suoi imbrogli -
	macchina scelleratezze
	per rovinare gli oppressi con parole menzognere,
	anche quando il povero pu provare il suo diritto.
	 Il nobile invece si propone cose nobili
	e agisce sempre con nobilt.

	 Donne spensierate, suvvia ascoltate la mia voce; figlie baldanzose, porgete l'orecchio alle mie parole.  Fra un anno e pi giorni voi tremerete, o baldanzose, perch finita la vendemmia non ci sar pi raccolto.  Temete, o spensierate; tremate, o baldanzose, deponete le vesti, spogliatevi, cingetevi i fianchi di sacco.  Battetevi il petto per le campagne amene, per i fertili vigneti,  per la terra del mio popolo, nella quale cresceranno spine e pruni, per tutte le case in gioia, per la citt gaudente;  poich il palazzo sar abbandonato, la citt rumorosa sar deserta, l'Ofel e il torrione diventeranno caverne per sempre, gioia degli asini selvatici, pascolo di mandrie.

	 Ma infine in noi sar infuso uno spirito dall'alto;
	allora il deserto diventer un giardino
	e il giardino sar considerato una selva.
	 Nel deserto prender dimora il diritto
	e la giustizia regner nel giardino.
	 Effetto della giustizia sar la pace,
	frutto del diritto una perenne sicurezza.
	 Il mio popolo abiter in una dimora di pace,
	in abitazioni tranquille,
	in luoghi sicuri,
	 anche se la selva cadr
	e la citt sar sprofondata.
	 Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli
	e lascerete in libert buoi e asini.



	 Guai a te, che devasti e non sei stato devastato,
	che saccheggi e non sei stato saccheggiato:
	sarai devastato, quando avrai finito di devastare,
	ti saccheggeranno, quando avrai finito di saccheggiare.
	 Signore, piet di noi, in te speriamo;
	sii il nostro braccio ogni mattina,
	nostra salvezza nel tempo dell'angoscia.
	 Al rumore della tua minaccia fuggono i popoli,
	quando ti levi si disperdono le nazioni.
	 Si ammucchia la preda come si ammucchiano le cavallette
	vi si precipita sopra come vi si precipitano le locuste.
	 Eccelso  il Signore poich dimora lass;
	egli riempie Sion di diritto e di giustizia.
	 C' sicurezza nelle sue leggi,
	ricchezze salutari sono sapienza e scienza;
	il timore di Dio  il suo tesoro.
	 Ecco gli araldi gridano di fuori,
	i messaggeri di pace piangono amaramente.
	 Sono deserte le strade,
	non c' chi passi per la via.
	Egli ha violato l'alleanza,
	ha respinto i testimoni,
	non si  curato di alcuno.
	 La terra  in lutto e piena di squallore,
	si scolora il Libano e intristisce;
	la pianura di Saron  simile a una steppa,
	brulli sono il Basan e il Carmelo.
	 "Ora mi alzer", dice il Signore,
	"ora mi innalzer, ora mi esalter.
	 Avete concepito fieno, partorirete paglia;
	il mio soffio vi divorer come fuoco.
	 I popoli saranno fornaci per calce,
	spini tagliati da bruciare nel fuoco.
	 Sentiranno i lontani quanto ho fatto,
	sapranno i vicini qual  la mia forza".
	 Hanno paura in Sion i peccatori,
	lo spavento si  impadronito degli empi.
	"Chi di noi pu abitare presso un fuoco divorante?
	Chi di noi pu abitare tra fiamme perenni?".
	 Chi cammina nella giustizia e parla con lealt,
	chi rigetta un guadagno frutto di angherie,
	scuote le mani per non accettare regali,
	si tura gli orecchi per non udire fatti di sangue
	e chiude gli occhi per non vedere il male:
	 costui abiter in alto,
	fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio,
	gli sar dato il pane, avr l'acqua assicurata.

	 I tuoi occhi vedranno un re nel suo splendore,
	contempleranno un paese sconfinato.
	 Il tuo cuore si chieder nei suoi terrori:
	"Dov' colui che registra?
	Dov' colui che pesa il denaro?
	Dov' colui che ispeziona le torri?".
	 Non vedrai pi quel popolo straniero,
	popolo dal linguaggio oscuro, incomprensibile,
	dalla lingua barbara che non si capisce.
	 Guarda Sion,
	la citt delle nostre feste!
	I tuoi occhi vedranno Gerusalemme,
	dimora tranquilla, tenda che non sar pi rimossa,
	i suoi paletti non saranno divelti,
	nessuna delle sue cordicelle sar strappata.
	 Poich se l c' un potente,
	noi abbiamo il Signore,
	al posto di fiumi e larghi canali;
	non ci passer nave a remi
	n l'attraverser naviglio pi grosso.
	[a] Sono allentate le sue corde,
	[b] non tengono pi l'albero diritto,
	[c] non spiegano pi le vele.
	 Poich il Signore  nostro giudice,
	il Signore  nostro legislatore,
	il Signore  nostro re;
	egli ci salver.
	[d] Allora anche i ciechi divideranno una preda enorme
	[e] gli zoppi faranno un ricco bottino.
	 Nessuno degli abitanti dir:
	"Io sono malato";
	il popolo che vi dimora
	 stato assolto dalle sue colpe.



	 Avvicinatevi, popoli, per udire,
	e voi, nazioni, prestate ascolto;
	ascolti la terra e quanti vi abitano,
	il mondo e quanto produce!
	 Poich il Signore  adirato contro tutti i popoli
	ed  sdegnato contro tutti i loro eserciti;
	li ha votati allo sterminio, li ha destinati al massacro.
	 I loro uccisi sono gettati via,
	si diffonde il fetore dei loro cadaveri;
	grondano i monti del loro sangue.
	 Tutta la milizia celeste si dissolve,
	i cieli si arrotolano come un libro,
	tutti i loro astri cadono
	come cade il pampino della vite,
	come le foglie avvizzite del fico.
	 Poich nel cielo si  inebriata la spada del Signore,
	ecco essa si abbatte su Edom,
	su un popolo che egli ha votato allo sterminio per fare giustizia.
	 La spada del Signore  piena di sangue,
	 imbrattata di grasso,
	del sangue di agnelli e di capri,
	delle viscere grasse dei montoni,
	perch si compie un sacrificio al Signore in Bozra,
	una grande ecatombe nel paese di Edom.
	 Cadono bisonti insieme con essi,
	giovenchi insieme con tori.
	La loro terra si imbeve di sangue,
	la polvere si impingua di grasso.
	 Poich  il giorno della vendetta del Signore,
	l'anno della retribuzione per l'avversario di Sion.
	 I torrenti di quel paese si cambieranno in pece,
	la sua polvere in zolfo,
	la sua terra diventer pece ardente.
	 Non si spegner n di giorno n di notte,
	sempre salir il suo fumo;
	per tutte le generazioni rester deserta,
	mai pi alcuno vi passer.
	 Ne prenderanno possesso il pellicano e il riccio,
	il gufo e il corvo vi faranno dimora.
	Il Signore stender su di essa la corda della solitudine
	e la livella del vuoto.
	 Non ci saranno pi i suoi nobili,
	non si proclameranno pi re,
	tutti i suoi capi saranno ridotti a nulla.
	 Nei suoi palazzi saliranno le spine,
	ortiche e cardi sulle sue fortezze;
	diventer una tana di sciacalli,
	un recinto per gli struzzi.
	 Gatti selvatici si incontreranno con iene,
	i satiri si chiameranno l'un l'altro;
	vi faranno sosta anche le civette
	e vi troveranno tranquilla dimora.
	 Vi si annider il serpente saettone, vi deporr le uova,
	le far dischiudere e raccoglier i piccoli alla sua ombra;
	vi si raduneranno anche gli sparvieri,
	l'uno in cerca dell'altro;
	[c]nessuno si far attendere.
	[a]Cercate nel libro del Signore e leggete:
	nessuno di essi vi manca,
	poich la bocca del Signore lo ha comandato
	e il suo spirito li raduna.
	 Egli ha distribuito loro la parte in sorte,
	la sua mano ha diviso loro il paese con tutta esattezza,
	lo possederanno per sempre,
	lo abiteranno di generazione in generazione.



	 Si rallegrino il deserto e la terra arida,
	esulti e fiorisca la steppa.
	 Come fiore di narciso fiorisca;
	s, canti con gioia e con giubilo.
	Le  data la gloria del Libano,
	lo splendore del Carmelo e di Sarn.
	Essi vedranno la gloria del Signore,
	la magnificenza del nostro Dio.
	 Irrobustite le mani fiacche,
	rendete salde le ginocchia vacillanti.
	 Dite agli smarriti di cuore:
	"Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,
	giunge la vendetta,
	la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi".
	 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
	e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
	 Allora lo zoppo salter come un cervo,
	grider di gioia la lingua del muto,
	perch scaturiranno acque nel deserto,
	scorreranno torrenti nella steppa.
	 La terra bruciata diventer una palude,
	il suolo riarso si muter in sorgenti d'acqua.
	I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli
	diventeranno canneti e giuncaie.
	 Ci sar una strada appianata
	e la chiameranno Via santa;
	nessun impuro la percorrer
	e gli stolti non vi si aggireranno.
	 Non ci sar pi il leone,
	nessuna bestia feroce la percorrer,
	vi cammineranno i redenti.
	 Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
	e verranno in Sion con giubilo;
	felicit perenne splender sul loro capo;
	gioia e felicit li seguiranno
	e fuggiranno tristezza e pianto.



	 Nell'anno decimoquarto del re Ezechia, Senncherib re di Assiria assal e si impadron di tutte le fortezze di Giuda.  Il re di Assiria mand poi da Lachis a Gerusalemme contro il re Ezechia il gran coppiere con un grande esercito. Egli fece sosta presso il canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio.
	 Gli andarono incontro Eliakm figlio di Chelka, il maggiordomo, Sebn lo scrivano e Ioach figlio di Asaf, l'archivista.  Il gran coppiere disse loro: "Riferite a Ezechia: Cos dice il grande re, il re di Assiria: Che significa questa sicurezza che dimostri?  Pensi forse che la semplice parola possa sostituire il consiglio e la forza nella guerra? Ora, in chi confidi tu, che ti ribelli contro di me?  Ecco, tu confidi nell'Egitto, in questo sostegno di canna spezzata che penetra la mano e la fora a chi vi si appoggia; tale  il faraone re d'Egitto per chiunque confida in lui.  Se mi dite: Noi confidiamo nel Signore nostro Dio, non  forse lo stesso a cui Ezechia distrusse le alture e gli altari, ordinando alla gente di Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete solo davanti a questo altare?  Or bene, fa'una scommessa con il mio signore, il re di Assiria; io ti dar duemila cavalli, se puoi procurarti cavalieri per essi.  Come potresti far indietreggiare uno solo dei pi piccoli sudditi del mio signore? Eppure tu confidi nell'Egitto per i carri e i cavalieri!  Ora,  forse contro il volere del Signore che io mi sono mosso contro questo paese per distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Muovi contro questo paese e distruggilo".
	 Eliakm, Sebn e Ioach risposero al gran coppiere: "Parla ai tuoi servi in aramaico, poich noi lo comprendiamo; non parlare in ebraico alla portata degli orecchi del popolo che  sulle mura".  Il gran coppiere replic: "Forse sono stato mandato al tuo signore e a te dal mio signore per dire tali parole o non piuttosto agli uomini che stanno sulle mura, i quali presto saranno ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con voi?".
	 Il gran coppiere allora si alz e grid in ebraico: "Udite le parole del gran re, del re di Assiria.  Dice il re: Non vi inganni Ezechia, poich egli non potr salvarvi.  Ezechia non vi induca a confidare nel Signore dicendo: Certo, il Signore ci liberer; questa citt non sar messa nelle mani del re di Assiria.  Non date ascolto a Ezechia, poich cos dice il re di Assiria: Fate la pace con me e arrendetevi; allora ognuno potr mangiare i frutti della propria vigna e del proprio fico e ognuno potr bere l'acqua della sua cisterna,  finch io non venga per condurvi in un paese come il vostro, paese di frumento e di mosto, di pane e di vigne.  Non vi illuda Ezechia dicendovi: Il Signore ci liberer. Gli di delle nazioni hanno forse liberato ognuno il proprio paese dalla mano del re di Assiria?  Dove sono gli di di Amat e di Arpad? Dove sono gli di di Sefarvim? Hanno essi forse liberato Samaria dalla mia mano?  Quali mai, fra tutti gli di di quelle regioni, hanno liberato il loro paese dalla mia mano? Potr forse il Signore liberare Gerusalemme dalla mia mano?".
	 Quelli tacquero e non gli risposero neppure una parola, perch l'ordine del re era: "Non rispondetegli".
	 Eliakm figlio di Chelka, il maggiordomo, Sebn lo scrivano e Ioach figlio di Asaf, l'archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere.



	 Quando ud, il re Ezechia si stracci le vesti, si ricopr di sacco e and nel tempio del Signore.  Quindi mand Eliakm il maggiordomo, Sebn lo scrivano e gli anziani dei sacerdoti ricoperti di sacco dal profeta Isaia figlio di Amoz,  perch gli dicessero: "Cos dice Ezechia: Giorno di angoscia, di castigo e di vergogna  questo, perch i figli sono arrivati fino al punto di nascere, ma manca la forza per partorire.  Spero che il Signore tuo Dio, udite le parole del gran coppiere che il re di Assiria suo signore ha mandato per insultare il Dio vivente lo voglia castigare per le parole che il Signore tuo Dio ha udito. Innalza ora una preghiera per quel resto che ancora rimane in vita".
	 Cos andarono i ministri del re Ezechia da Isaia.  Disse loro Isaia: "Riferite al vostro padrone: Dice il Signore: Non temere per le parole che hai udite e con le quali i ministri del re di Assiria mi hanno ingiuriato.  Ecco io infonder in lui uno spirito tale che egli, appena udr una notizia, ritorner nel suo paese e nel suo paese io lo far cadere di spada".

	 Ritornato il gran coppiere, trov il re di Assiria che assaliva Libna. Egli, infatti, aveva udito che si era allontanato da Lachis.

	 Appena Senncherib sent dire riguardo a Tirka, re di Etiopia: " uscito per muoverti guerra"; invi di nuovo messaggeri a Ezechia per dirgli:  "Direte cos a Ezechia, re di Giuda: Non ti illuda il tuo Dio, in cui confidi, dicendoti: Gerusalemme non sar consegnata nelle mani del re di Assiria;  ecco tu sai quanto hanno fatto i re di Assiria in tutti i paesi che hanno votato alla distruzione; soltanto tu ti salveresti?  Gli di delle nazioni che i miei padri hanno devastate hanno forse salvato quelli di Gozan, di Carran, di Rezef e la gente di Eden in Telassr?  Dove sono il re di Amat e il re di Arpad e il re della citt di Sefarvim, di En e di Ivv?".
	 Ezechia prese la lettera dalla mano dei messaggeri, la lesse, quindi sal al tempio del Signore. Ezechia, spiegato lo scritto davanti al Signore,  lo preg:  "Signore degli eserciti, Dio di Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra; tu hai fatto i cieli e la terra.  Porgi, Signore, l'orecchio e ascolta; apri, Signore, gli occhi e guarda; ascolta tutte le parole che Senncherib ha mandato a dire per insultare il Dio vivente.   vero, Signore, i re di Assiria hanno devastato tutte le nazioni e i loro territori;  hanno gettato i loro di nel fuoco; quelli per non erano di, ma solo lavoro delle mani d'uomo, legno e pietra; perci li hanno distrutti.  Ma ora, Signore nostro Dio, liberaci dalla sua mano perch sappiano tutti i regni della terra che tu sei il Signore, il solo Dio".

	 Allora Isaia, figlio di Amoz mand a dire a Ezechia: "Cos dice il Signore, Dio di Israele: Ho udito quanto hai chiesto nella tua preghiera riguardo a Senncherib re di Assiria.  Questa  la sentenza che il Signore ha pronunciato contro di lui:

	Ti disprezza, ti deride
	la vergine figlia di Sion.
	Dietro a te scuote il capo
	la figlia di Gerusalemme.
	 Chi hai insultato e schernito?
	Contro chi hai alzato la voce
	e hai elevato, superbo, gli occhi tuoi?
	Contro il Santo di Israele!
	 Per mezzo dei tuoi ministri hai insultato il Signore
	e hai detto: "Con la moltitudine dei miei carri
	sono salito in cima ai monti,
	sugli estremi gioghi del Libano,
	ne ho reciso i cedri pi alti,
	i suoi cipressi migliori;
	sono penetrato nel suo angolo pi remoto,
	nella sua foresta lussureggiante.
	 Io ho scavato e bevuto
	acque straniere,
	ho fatto inaridire con la pianta dei miei piedi
	tutti i torrenti dell'Egitto".
	 Non l'hai forse sentito dire?
	Da tempo ho preparato questo,
	dai giorni antichi io l'ho progettato;
	ora lo pongo in atto.
	Era deciso che tu riducessi in mucchi di rovine
	le fortezze;
	 i loro abitanti impotenti
	erano spaventati e confusi,
	erano come l'erba dei campi,
	come tenera verzura,
	come l'erba dei tetti,
	bruciata dal vento d'oriente.
	 Io so quando ti alzi o ti metti a sedere,
	io ti conosco sia che tu esca sia che rientri.
	 Poich tu infuri contro di me e la tua insolenza
	 salita ai miei orecchi,
	ti metter il mio anello nelle narici
	e il mio morso alle labbra;
	ti far tornare per la strada per cui sei venuto.

	 Questo ti serva da segno:
	si manger quest'anno ci che nascer dai semi caduti,
	nell'anno prossimo quanto crescer da s,
	ma nel terzo anno seminerete e mieterete,
	pianterete vigne e ne mangerete il frutto.
	 Ci che scamper della casa di Giuda
	continuer a mettere radici in basso
	e a fruttificare in alto.
	 Poich da Gerusalemme uscir un resto,
	dei superstiti dal monte Sion.
	Questo far lo zelo del Signore degli eserciti.

	 Pertanto dice il Signore contro il re di Assiria:
	Non entrer in questa citt
	n vi lancer una freccia,
	non l'affronter con gli scudi
	n innalzer contro di essa un terrapieno.
	 Ritorner per la strada per cui  venuto;
	non entrer in questa citt.
	Oracolo del Signore:
	 Io protegger questa citt e la salver,
	per riguardo a me stesso e al mio servo Davide.

	 Ora l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco erano tutti cadaveri.
	 Senncherib re di Assiria lev le tende e part; tornato a Ninive, rimase col.  Ora, mentre egli era prostrato in venerazione nel tempio di Nisrok suo dio, i suoi figli Adram-Mlech e Zarzer lo uccisero di spada, mettendosi quindi al sicuro nel paese di Ararat.
	Assarhddon suo figlio regn al suo posto.



	 In quei giorni Ezechia si ammal gravemente.
	Il profeta Isaia figlio di Amoz si rec da lui e gli parl: "Dice il Signore: Disponi riguardo alle cose della tua casa, perch morirai e non guarirai".
	 Ezechia allora volt la faccia verso la parete e preg il Signore.  Egli disse: "Signore, ricordati che ho passato la vita dinanzi a te con fedelt e con cuore sincero e ho compiuto ci che era gradito ai tuoi occhi". Ezechia pianse molto.
	 Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia:  "Va'e riferisci a Ezechia: Dice il Signore Dio di Davide tuo padre: Ho ascoltato la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco io aggiunger alla tua vita quindici anni.  Liberer te e questa citt dalla mano del re di Assiria; protegger questa citt.  Da parte del Signore questo ti sia come segno che egli manterr la promessa che ti ha fatto.  Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l'ombra sulla meridiana, che  gi scesa con il sole sull'orologio di Acaz".
	E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.

	 Cantico di Ezechia re di Giuda, quando cadde malato e guar dalla malattia.

	 Io dicevo: "A met della mia vita
	me ne vado alle porte degli inferi;
	sono privato del resto dei miei anni".
	 Dicevo: "Non vedr pi il Signore
	sulla terra dei viventi,
	non vedr pi nessuno
	fra gli abitanti di questo mondo.
	 La mia tenda  stata divelta e gettata lontano da me,
	come una tenda di pastori.
	Come un tessitore hai arrotolato la mia vita,
	mi recidi dall'ordito.
	In un giorno e una notte mi conduci alla fine".
	 Io ho gridato fino al mattino.
	Come un leone, cos egli stritola
	tutte le mie ossa.
	 Come una rondine io pigolo,
	gemo come una colomba.
	Sono stanchi i miei occhi di guardare in alto.
	Signore, io sono oppresso; proteggimi.
	 Che dir? Sto in pena
	poich  lui che mi ha fatto questo.
	Il sonno si  allontanato da me
	per l'amarezza dell'anima mia.
	 Signore, in te spera il mio cuore;
	si ravvivi il mio spirito.
	Guariscimi e rendimi la vita.
	 Ecco, la mia infermit si  cambiata in salute!
	Tu hai preservato la mia vita
	dalla fossa della distruzione,
	perch ti sei gettato dietro le spalle
	tutti i miei peccati.
	 Poich non gli inferi ti lodano,
	n la morte ti canta inni;
	quanti scendono nella fossa
	non sperano nella tua fedelt.
	 Il vivente, il vivente ti rende grazie
	come io oggi faccio.
	Il padre far conoscere ai figli
	la tua fedelt.
	 Il Signore si  degnato di aiutarmi;
	per questo canteremo sulle cetre
	tutti i giorni della nostra vita,
	canteremo nel tempio del Signore.

	 Isaia disse: "Si prenda un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, cos guarir".  Ezechia disse: "Qual  il segno per cui io entrer nel tempio?".



	 In quel tempo Merodach-Bladan figlio di Bladan, re di Babilonia, mand lettere e doni a Ezechia, perch aveva udito che era stato malato ed era guarito.  Ezechia se ne rallegr e mostr agli inviati la stanza del tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e gli unguenti preziosi, tutto il suo arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci fu nulla che Ezechia non mostrasse loro nella reggia e in tutto il regno.
	 Allora il profeta Isaia si present al re Ezechia e gli domand: "Che hanno detto quegli uomini e da dove sono venuti a te?". Ezechia rispose: "Sono venuti a me da una regione lontana, da Babilonia".  Isaia disse ancora: "Che hanno visto nella tua reggia?". Ezechia rispose: "Hanno visto quanto si trova nella mia reggia, non c' cosa alcuna nei miei magazzini che io non abbia mostrata loro".
	 Allora Isaia disse a Ezechia: "Ascolta la parola del Signore degli eserciti:  Ecco, verranno giorni nei quali tutto ci che si trova nella tua reggia e ci che hanno accumulato i tuoi antenati fino a oggi sar portato a Babilonia; non vi rester nulla, dice il Signore.  Prenderanno i figli che da te saranno usciti e che tu avrai generati, per farne eunuchi nella reggia di Babilonia".  Ezechia disse a Isaia: "Buona  la parola del Signore, che mi hai riferita". Egli pensava: "Per lo meno vi saranno pace e sicurezza nei miei giorni".



	 "Consolate, consolate il mio popolo,
	dice il vostro Dio.
	 Parlate al cuore di Gerusalemme
	e gridatele
	che  finita la sua schiavit,
	 stata scontata la sua iniquit,
	perch ha ricevuto dalla mano del Signore
	doppio castigo per tutti i suoi peccati".
	 Una voce grida:
	"Nel deserto preparate
	la via al Signore,
	appianate nella steppa
	la strada per il nostro Dio.
	 Ogni valle sia colmata,
	ogni monte e colle siano abbassati;
	il terreno accidentato si trasformi in piano
	e quello scosceso in pianura.
	 Allora si riveler la gloria del Signore
	e ogni uomo la vedr,
	poich la bocca del Signore ha parlato".
	 Una voce dice: "Grida"
	e io rispondo: "Che dovr gridare?".
	Ogni uomo  come l'erba
	e tutta la sua gloria  come un fiore del campo.
	 Secca l'erba, il fiore appassisce
	quando il soffio del Signore spira su di essi.
	 Secca l'erba, appassisce il fiore,
	ma la parola del nostro Dio dura sempre.
	Veramente il popolo  come l'erba.
	 Sali su un alto monte,
	tu che rechi liete notizie in Sion;
	alza la voce con forza,
	tu che rechi liete notizie in Gerusalemme.
	Alza la voce, non temere;
	annunzia alle citt di Giuda: "Ecco il vostro Dio!
	 Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
	con il braccio egli detiene il dominio.
	Ecco, egli ha con s il premio
	e i suoi trofei lo precedono.
	 Come un pastore egli fa pascolare il gregge
	e con il suo braccio lo raduna;
	porta gli agnellini sul seno
	e conduce pian piano le pecore madri".

	 Chi ha misurato con il cavo della mano le acque del mare
	e ha calcolato l'estensione dei cieli con il palmo?
	Chi ha misurato con il moggio la polvere della terra,
	ha pesato con la stadera le montagne
	e i colli con la bilancia?
	 Chi ha diretto lo spirito del Signore
	e come suo consigliere gli ha dato suggerimenti?
	 A chi ha chiesto consiglio, perch lo istruisse
	e gli insegnasse il sentiero della giustizia
	e lo ammaestrasse nella scienza
	e gli rivelasse la via della prudenza?
	 Ecco, le nazioni son come una goccia da un secchio,
	contano come il pulviscolo sulla bilancia;
	ecco, le isole pesano quanto un granello di polvere.
	 Il Libano non basterebbe per accendere il rogo,
	n le sue bestie per l'olocausto.
	 Tutte le nazioni sono come un nulla davanti a lui,
	come niente e vanit sono da lui ritenute.
	 A chi potreste paragonare Dio
	e quale immagine mettergli a confronto?
	 Il fabbro fonde l'idolo,
	l'orafo lo riveste di oro
	e fonde catenelle d'argento.
	(,)Si aiutano l'un l'altro;
	uno dice al compagno: "Coraggio!".
	Il fabbro incoraggia l'orafo;
	(,)chi leviga con il martello incoraggia chi batte l'incudine,
	dicendo della saldatura: "Va bene"
	e fissa l'idolo con chiodi perch non si muova.
	 Chi ha poco da offrire
	sceglie un legno che non marcisce;
	si cerca un artista abile,
	perch gli faccia una statua che non si muova.
	 Non lo sapete forse? Non lo avete udito?
	Non vi fu forse annunziato dal principio?
	Non avete capito
	le fondamenta della terra?
	 Egli siede sopra la volta del mondo,
	da dove gli abitanti sembrano cavallette.
	Egli stende il cielo come un velo,
	lo spiega come una tenda dove abitare;
	 egli riduce a nulla i potenti
	e annienta i signori della terra.
	 Sono appena piantati, appena seminati,
	appena i loro steli hanno messo radici nella terra,
	egli soffia su di loro ed essi seccano
	e l'uragano li strappa via come paglia.
	 "A chi potreste paragonarmi
	quasi che io gli sia pari?" dice il Santo.
	 Levate in alto i vostri occhi
	e guardate: chi ha creato quegli astri?
	Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
	e li chiama tutti per nome;
	per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
	non ne manca alcuno.
	 Perch dici, Giacobbe,
	e tu, Israele, ripeti:
	"La mia sorte  nascosta al Signore
	e il mio diritto  trascurato dal mio Dio?".
	 Non lo sai forse?
	Non lo hai udito?
	Dio eterno  il Signore,
	creatore di tutta la terra.
	Egli non si affatica n si stanca,
	la sua intelligenza  inscrutabile.
	 Egli da'forza allo stanco
	e moltiplica il vigore allo spossato.
	 Anche i giovani faticano e si stancano,
	gli adulti inciampano e cadono;
	 ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
	mettono ali come aquile,
	corrono senza affannarsi,
	camminano senza stancarsi.



	 Ascoltatemi in silenzio, isole,
	e voi, nazioni, badate alla mia sfida!
	Si accostino e parlino;
	raduniamoci insieme in giudizio.
	 Chi ha suscitato dall'oriente
	colui che chiama la vittoria sui suoi passi?
	Chi gli ha consegnato i popoli
	e assoggettato i re?
	La sua spada li riduce in polvere
	e il suo arco come paglia dispersa dal vento.
	 Li insegue e passa oltre, sicuro;
	sfiora appena la strada con i piedi.
	 Chi ha operato e realizzato questo,
	chiamando le generazioni fin dal principio?
	Io, il Signore, sono il primo
	e io stesso sono con gli ultimi.
	 Le isole vedono e ne hanno timore;
	tremano le estremit della terra,
	insieme si avvicinano e vengono.

	 Ma tu, Israele mio servo,
	tu Giacobbe, che ho scelto,
	discendente di Abramo mio amico,
	 sei tu che io ho preso dall'estremit della terra
	e ho chiamato dalle regioni pi lontane
	e ti ho detto: "Mio servo tu sei
	ti ho scelto, non ti ho rigettato".
	 Non temere, perch io sono con te;
	non smarrirti, perch io sono il tuo Dio.
	Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto
	e ti sostengo con la destra vittoriosa.
	 Ecco, saranno svergognati e confusi
	quanti s'infuriavano contro di te;
	saranno ridotti a nulla e periranno
	gli uomini che si opponevano a te.
	 Cercherai, ma non troverai,
	coloro che litigavano con te;
	saranno ridotti a nulla, a zero,
	coloro che ti muovevano guerra.
	 Poich io sono il Signore tuo Dio
	che ti tengo per la destra
	e ti dico: "Non temere, io ti vengo in aiuto".
	 Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,
	larva di Israele;
	io vengo in tuo aiuto - oracolo del Signore-
	tuo redentore  il Santo di Israele.
	 Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova,
	munita di molte punte;
	tu trebbierai i monti e li stritolerai,
	ridurrai i colli in pula.
	 Li vaglierai e il vento li porter via,
	il turbine li disperder.
	Tu, invece, gioirai nel Signore,
	ti vanterai del Santo di Israele.
	 I miseri e i poveri cercano acqua ma non ce n',
	la loro lingua  riarsa per la sete;
	io, il Signore, li ascolter;
	io, Dio di Israele, non li abbandoner.
	 Far scaturire fiumi su brulle colline,
	fontane in mezzo alle valli;
	cambier il deserto in un lago d'acqua,
	la terra arida in sorgenti.
	 Pianter cedri nel deserto,
	acacie, mirti e ulivi;
	porr nella steppa cipressi,
	olmi insieme con abeti;
	 perch vedano e sappiano,
	considerino e comprendano a un tempo
	che questo ha fatto la mano del Signore,
	lo ha creato il Santo di Israele.

	 Presentate la vostra causa, dice il Signore,
	portate le vostre prove, dice il re di Giacobbe.
	 Vengano avanti e ci annunzino
	ci che dovr accadere.
	Narrate quali furono le cose passate,
	sicch noi possiamo riflettervi.
	Oppure fateci udire le cose future,
	cos che possiamo sapere quello che verr dopo.
	 Annunziate quanto avverr nel futuro
	e noi riconosceremo che siete di.
	S, fate il bene oppure il male
	e lo sentiremo e lo vedremo insieme.
	 Ecco, voi siete un nulla,
	il vostro lavoro non vale niente,
	 abominevole chi vi sceglie.
	 Io ho suscitato uno dal settentrione ed  venuto,
	dal luogo dove sorge il sole l'ho chiamato per nome;
	egli calpester i potenti come creta,
	come un vasaio schiaccia l'argilla.
	 Chi lo ha predetto dal principio, perch noi lo sapessimo,
	chi dall'antichit, cos che dicessimo: " vero"?
	Nessuno lo ha predetto,
	nessuno lo ha fatto sentire,
	nessuno ha udito le vostre parole.
	 Per primo io l'ho annunziato a Sion
	e a Gerusalemme ho inviato un messaggero di cose liete.
	 Guardai ma non c'era nessuno,
	tra costoro nessuno era capace di consigliare;
	nessuno da interrogare per averne una risposta.
	 Ecco, tutti costoro sono niente;
	nulla sono le opere loro, vento e vuoto i loro idoli.



	 Ecco il mio servo che io sostengo,
	il mio eletto di cui mi compiaccio.
	Ho posto il mio spirito su di lui;
	egli porter il diritto alle nazioni.
	 Non grider n alzer il tono,
	non far udire in piazza la sua voce,
	 non spezzer una canna incrinata,
	non spegner uno stoppino dalla fiamma smorta.
	Proclamer il diritto con fermezza;
	 non verr meno e non si abbatter,
	finch non avr stabilito il diritto sulla terra;
	e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
	 Cos dice il Signore Dio
	che crea i cieli e li dispiega,
	distende la terra con ci che vi nasce,
	da'il respiro alla gente che la abita
	e l'alito a quanti camminano su di essa:
	 "Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
	e ti ho preso per mano;
	ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo
	e luce delle nazioni,
	 perch tu apra gli occhi ai ciechi
	e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
	dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.
	 Io sono il Signore: questo  il mio nome;
	non ceder la mia gloria ad altri,
	n il mio onore agli idoli.
	 I primi fatti, ecco, sono avvenuti
	e i nuovi io preannunzio;
	prima che spuntino,
	ve li faccio sentire".

	 Cantate al Signore un canto nuovo,
	lode a lui fino all'estremit della terra;
	lo celebri il mare con quanto esso contiene,
	le isole con i loro abitanti.
	 Esulti il deserto con le sue citt,
	esultino i villaggi dove abitano quelli di Kedr;
	acclamino gli abitanti di Sela,
	dalla cima dei monti alzino grida.
	 Diano gloria al Signore
	e il suo onore divulghino nelle isole.
	 Il Signore avanza come un prode,
	come un guerriero eccita il suo ardore;
	grida, lancia urla di guerra,
	si mostra forte contro i suoi nemici.
	 Per molto tempo, ho taciuto,
	ho fatto silenzio, mi sono contenuto;
	ora grider come una partoriente,
	mi affanner e sbuffer insieme.
	 Render aridi monti e colli,
	far seccare tutta la loro erba;
	trasformer i fiumi in stagni e gli stagni far inaridire.
	 Far camminare i ciechi per vie che non conoscono,
	li guider per sentieri sconosciuti;
	trasformer davanti a loro le tenebre in luce,
	i luoghi aspri in pianura.
	Tali cose io ho fatto e non cesser di farle.
	 Retrocedono pieni di vergogna
	quanti sperano in un idolo,
	quanti dicono alle statue: "Voi siete i nostri di".

	 Sordi, ascoltate,
	ciechi, volgete lo sguardo per vedere.
	 Chi  cieco, se non il mio servo?
	Chi  sordo come colui al quale io mandavo araldi?
	Chi  cieco come il mio privilegiato?
	Chi  sordo come il servo del Signore?
	 Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione,
	hai aperto gli orecchi, ma senza sentire.
	 Il Signore si compiacque, per amore della sua giustizia,
	di dare una legge grande e gloriosa.
	 Eppure questo  un popolo saccheggiato e spogliato;
	sono tutti presi con il laccio nelle caverne,
	sono rinchiusi in prigioni.
	Furono saccheggiati e nessuno li liberava;
	furono spogliati, e nessuno diceva: "Restituisci".
	 Chi fra di voi porge l'orecchio a ci,
	vi fa attenzione e ascolta per il futuro?
	 Chi abbandon Giacobbe al saccheggio,
	Israele ai predoni?
	Non  stato forse il Signore contro cui peccarono,
	per le cui vie non vollero camminare,
	la cui legge non osservarono?
	 Egli, perci, ha riversato su di esso
	la sua ira ardente e la violenza della guerra.
	L'ira divina lo ha avvolto nelle sue fiamme
	senza che egli se ne accorgesse,
	lo ha bruciato, senza che vi facesse attenzione.



	 Ora cos dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe,
	che ti ha plasmato, o Israele:
	"Non temere, perch io ti ho riscattato,
	ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
	 Se dovrai attraversare le acque, sar con te,
	i fiumi non ti sommergeranno;
	se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai,
	la fiamma non ti potr bruciare;
	 poich io sono il Signore tuo Dio,
	il Santo di Israele, il tuo salvatore.
	Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
	l'Etiopia e Seba al tuo posto.
	 Perch tu sei prezioso ai miei occhi,
	perch sei degno di stima e io ti amo,
	do uomini al tuo posto
	e nazioni in cambio della tua vita.
	 Non temere, perch io sono con te;
	dall'oriente far venire la tua stirpe,
	dall'occidente io ti raduner.
	 Dir al settentrione: Restituisci,
	e al mezzogiorno: Non trattenere;
	fa'tornare i miei figli da lontano
	e le mie figlie dall'estremit della terra,
	 quelli che portano il mio nome
	e che per la mia gloria ho creato
	e formato e anche compiuto".

	 "Fa'uscire il popolo cieco, che pure ha occhi,
	i sordi, che pure hanno orecchi.
	 Si radunino insieme tutti i popoli
	e si raccolgano le nazioni.
	Chi pu annunziare questo tra di loro
	e farci udire le cose passate?
	Presentino i loro testimoni e avranno ragione,
	ce li facciano udire e avranno detto la verit.
	 Voi siete i miei testimoni - oracolo del Signore -
	miei servi, che io mi sono scelto
	perch mi conosciate e crediate in me
	e comprendiate che sono io.
	Prima di me non fu formato alcun dio
	n dopo ce ne sar.
	 Io, io sono il Signore,
	fuori di me non v' salvatore.
	 Io ho predetto e ho salvato,
	mi son fatto sentire
	e non c'era tra voi alcun dio straniero.
	Voi siete miei testimoni - oracolo del Signore -
	e io sono Dio,
	 sempre il medesimo dall'eternit.
	Nessuno pu sottrarre nulla al mio potere;
	chi pu cambiare quanto io faccio?".

	 Cos dice il Signore
	vostro redentore, il Santo di Israele:
	"Per amor vostro l'ho mandato contro Babilonia
	e far scendere tutte le loro spranghe,
	e quanto ai Caldei muter i loro clamori in lutto.
	 Io sono il Signore, il vostro Santo,
	il creatore di Israele, il vostro re".

	 Cos dice il Signore che offr una strada nel mare
	e un sentiero in mezzo ad acque possenti
	 che fece uscire carri e cavalli,
	esercito ed eroi insieme;
	essi giacciono morti: mai pi si rialzeranno;
	si spensero come un lucignolo, sono estinti.
	 Non ricordate pi le cose passate,
	non pensate pi alle cose antiche!
	 Ecco, faccio una cosa nuova:
	proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
	Aprir anche nel deserto una strada,
	immetter fiumi nella steppa.
	 Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
	sciacalli e struzzi,
	perch avr fornito acqua al deserto,
	fiumi alla steppa,
	per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
	 Il popolo che io ho plasmato per me
	celebrer le mie lodi.

	 Invece tu non mi hai invocato, o Giacobbe;
	anzi ti sei stancato di me, o Israele.
	 Non mi hai portato neppure un agnello per l'olocausto,
	non mi hai onorato con i tuoi sacrifici.
	Io non ti ho molestato con richieste di offerte,
	n ti ho stancato esigendo incenso.
	 Non mi hai acquistato con denaro la cannella,
	n mi hai saziato con il grasso dei tuoi sacrifici.
	Ma tu mi hai dato molestia con i peccati,
	mi hai stancato con le tue iniquit.
	 Io, io cancello i tuoi misfatti,
	per riguardo a me non ricordo pi i tuoi peccati.
	 Fammi ricordare, discutiamo insieme;
	parla tu per giustificarti.
	 Il tuo primo padre pecc,
	i tuoi intermediari mi furono ribelli.
	 I tuoi principi hanno profanato il mio santuario;
	per questo ho votato Giacobbe alla esecrazione,
	Israele alle ingiurie.



	 Ora ascolta, Giacobbe mio servo,
	Israele da me eletto.
	 Cos dice il Signore che ti ha fatto,
	che ti ha formato dal seno materno e ti aiuta:
	"Non temere, Giacobbe mio servo,
	Iesurn da me eletto,
	 poich io far scorrere acqua sul suolo assetato,
	torrenti sul terreno arido.
	Spander il mio spirito sulla tua discendenza,
	la mia benedizione sui tuoi posteri;
	 cresceranno come erba in mezzo all'acqua,
	come salici lungo acque correnti.
	 Questi dir: Io appartengo al Signore,
	quegli si chiamer Giacobbe;
	altri scriver sulla mano: Del Signore,
	e verr designato con il nome di Israele".

	 Cos dice il re di Israele,
	il suo redentore, il Signore degli eserciti:
	"Io sono il primo e io l'ultimo;
	fuori di me non vi sono di.
	 Chi  come me? Si faccia avanti e lo proclami,
	lo riveli di presenza e me lo esponga.
	Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico?
	Ci annunzi ci che succeder.
	 Non siate ansiosi e non temete:
	non forse gi da molto tempo
	te l'ho fatto intendere e rivelato?
	Voi siete miei testimoni: C' forse un dio fuori di me
	o una roccia che io non conosca?".

	 I fabbricatori di idoli sono tutti vanit e le loro opere preziose non giovano a nulla; ma i loro devoti non vedono n capiscono affatto e perci saranno coperti di vergogna.  Chi fabbrica un dio e fonde un idolo senza cercarne un vantaggio?  Ecco, tutti i suoi seguaci saranno svergognati; gli stessi artefici non sono che uomini. Si radunino pure e si presentino tutti; saranno spaventati e confusi insieme.
	 Il fabbro lavora il ferro di una scure, lo elabora sulle braci e gli da'forma con martelli, lo rifinisce con braccio vigoroso; soffre persino la fame, la forza gli viene meno; non beve acqua ed  spossato.  Il falegname stende il regolo, disegna l'immagine con il gesso; la lavora con scalpelli, misura con il compasso, riproducendo una forma umana, una bella figura d'uomo da mettere in un tempio.  Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere robusta nella selva; pianta un frassino che la pioggia far crescere.
	 Tutto ci diventa per l'uomo legna da bruciare; ne prende una parte e si riscalda o anche accende il forno per cuocervi il pane o ne fa persino un idolo e lo adora, ne forma una statua e la venera.  Una met la brucia al fuoco, sulla brace arrostisce la carne, poi mangia l'arrosto e si sazia. Ugualmente si scalda e dice: "Mi riscaldo; mi godo il fuoco".  Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega: "Salvami, perch sei il mio dio!".
	 Non sanno n comprendono; una patina impedisce agli occhi loro di vedere e al loro cuore di capire.  Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire: "Ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto perfino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo far un idolo abominevole? Mi prostrer dinanzi ad un pezzo di legno?".  Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire: "Ci che tengo in mano non  forse falso?".

	 Ricorda tali cose, o Giacobbe,
	o Israele, poich sei mio servo.
	Io ti ho formato, mio servo sei tu;
	Israele, non sarai dimenticato da me.
	 Ho dissipato come nube le tue iniquit
	e i tuoi peccati come una nuvola.
	Ritorna a me, poich io ti ho redento.
	 Esultate, cieli, poich il Signore ha agito;
	giubilate, profondit della terra!
	Gridate di gioia, o monti,
	o selve con tutti i vostri alberi,
	perch il Signore ha riscattato Giacobbe,
	in Israele ha manifestato la sua gloria.

	 Dice il Signore, che ti ha riscattato
	e ti ha formato fino dal seno materno:
	"Sono io, il Signore, che ho fatto tutto,
	che ho spiegato i cieli da solo,
	ho disteso la terra; chi era con me?
	 Io svento i presagi degli indovini,
	dimostro folli i maghi,
	costringo i sapienti a ritrattarsi
	e trasformo in follia la loro scienza;
	 confermo la parola dei suoi servi,
	compio i disegni dei suoi messaggeri.
	Io dico a Gerusalemme: Sarai abitata,
	e alle citt di Giuda: Sarete riedificate
	e ne restaurer le rovine.
	 Io dico all'oceano: Prosciugati!
	Faccio inaridire i tuoi fiumi.
	 Io dico a Ciro: Mio pastore;
	ed egli soddisfer tutti i miei desideri,
	dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata;
	e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta".



	 Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
	"Io l'ho preso per la destra,
	per abbattere davanti a lui le nazioni,
	per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
	per aprire davanti a lui i battenti delle porte
	e nessun portone rimarr chiuso.
	 Io marcer davanti a te;
	spianer le asperit del terreno,
	spezzer le porte di bronzo,
	romper le spranghe di ferro.
	 Ti consegner tesori nascosti
	e le ricchezze ben celate,
	perch tu sappia che io sono il Signore,
	Dio di Israele, che ti chiamo per nome.
	 Per amore di Giacobbe mio servo
	e di Israele mio eletto
	io ti ho chiamato per nome,
	ti ho dato un titolo sebbene tu non mi conosca.
	 Io sono il Signore e non v' alcun altro;
	fuori di me non c' dio;
	ti render spedito nell'agire, anche se tu non mi conosci,
	 perch sappiano dall'oriente fino all'occidente
	che non esiste dio fuori di me.
	Io sono il Signore e non v' alcun altro.
	 Io formo la luce e creo le tenebre,
	faccio il bene e provoco la sciagura;
	io, il Signore, compio tutto questo.

	 Stillate, cieli, dall'alto
	e le nubi facciano piovere la giustizia;
	si apra la terra
	e produca la salvezza
	e germogli insieme la giustizia.
	Io, il Signore, ho creato tutto questo".

	 Potr forse discutere con chi lo ha plasmato
	un vaso fra altri vasi di argilla?
	Dir forse la creta al vasaio: "Che fai?"
	oppure: "La tua opera non ha manichi"?
	 Chi oser dire a un padre: "Che cosa generi?"
	o a una donna: "Che cosa partorisci?".
	 Dice il Signore,
	il Santo di Israele, che lo ha plasmato:
	"Volete interrogarmi sul futuro dei miei figli
	e darmi ordini sul lavoro delle mie mani?
	 Io ho fatto la terra e su di essa ho creato l'uomo;
	io con le mani ho disteso i cieli
	e do ordini a tutte le loro schiere.
	 Io l'ho stimolato per la giustizia;
	spianer tutte le sue vie.
	Egli ricostruir la mia citt
	e rimander i miei deportati,
	senza denaro e senza regali",
	dice il Signore degli eserciti.

	 Cos dice il Signore:
	"Le ricchezze d'Egitto e le merci dell'Etiopia
	e i Sabei dall'alta statura
	passeranno a te, saranno tuoi;
	ti seguiranno in catene,
	si prostreranno davanti a te,
	ti diranno supplicanti:
	Solo in te  Dio; non ce n' altri;
	non esistono altri di.
	 Veramente tu sei un Dio nascosto,
	Dio di Israele, salvatore.
	 Saranno confusi e svergognati
	quanti s'infuriano contro di lui;
	se ne andranno con ignominia
	i fabbricanti di idoli.
	 Israele sar salvato dal Signore
	con salvezza perenne.
	Non patirete confusione o vergogna
	per i secoli eterni".
	 Poich cos dice il Signore,
	che ha creato i cieli;
	egli, il Dio che ha plasmato
	e fatto la terra e l'ha resa stabile
	e l'ha creata non come orrida regione,
	ma l'ha plasmata perch fosse abitata:
	"Io sono il Signore; non ce n' altri.
	 Io non ho parlato in segreto,
	in un luogo d'una terra tenebrosa.
	Non ho detto alla discendenza di Giacobbe:
	Cercatemi in un'orrida regione!
	Io sono il Signore, che parlo con giustizia,
	che annunzio cose rette.

	 Radunatevi e venite,
	avvicinatevi tutti insieme,
	superstiti delle nazioni!
	Non hanno intelligenza coloro che portano
	un loro legno scolpito
	e pregano un dio
	che non pu salvare.
	 Manifestate e portate le prove,
	consigliatevi pure insieme!
	Chi ha fatto sentire quelle cose da molto tempo
	e predetto ci fin da allora?
	Non sono forse io, il Signore?
	Fuori di me non c' altro Dio;
	Dio giusto e salvatore
	non c' fuori di me.
	 Volgetevi a me e sarete salvi,
	paesi tutti della terra,
	perch io sono Dio; non ce n' altri.
	 Lo giuro su me stesso,
	dalla mia bocca esce la verit,
	una parola irrevocabile:
	davanti a me si piegher ogni ginocchio,
	per me giurer ogni lingua".
	 Si dir: "Solo nel Signore
	si trovano vittoria e potenza!".
	Verso di lui verranno, coperti di vergogna,
	quanti fremevano d'ira contro di lui.
	 Nel Signore saranno vittoriosi e si glorieranno
	tutti i discendenti di Israele.



	 A terra  Bel,
	rovesciato  Nebo;
	i loro idoli sono per gli animali e le bestie,
	caricati come loro fardelli,
	come peso sfibrante.
	 Sono rovesciati, sono a terra insieme,
	non hanno potuto salvare chi li portava
	ed essi stessi se ne vanno in schiavit.
	 Ascoltatemi, casa di Giacobbe
	e voi tutti, superstiti della casa di Israele;
	voi, portati da me fin dal seno materno,
	sorretti fin dalla nascita.
	 Fino alla vostra vecchiaia io sar sempre lo stesso,
	io vi porter fino alla canizie.
	Come ho gi fatto, cos io vi sosterr,
	vi porter e vi salver.
	 A chi mi paragonate e mi assomigliate?
	A chi mi confrontate, quasi fossimo simili?
	 Traggono l'oro dal sacchetto
	e pesano l'argento con la bilancia;
	pagano un orefice perch faccia un dio,
	che poi venerano e adorano.
	 Lo sollevano sulle spalle e lo portano,
	poi lo ripongono sulla sua base e sta fermo:
	non si muove pi dal suo posto.
	Ognuno lo invoca, ma non risponde;
	non libera nessuno dalla sua angoscia.
	 Ricordatevelo e agite da uomini;
	rifletteteci, o prevaricatori.
	 Ricordatevi i fatti del tempo antico,
	perch io sono Dio e non ce n' altri.
	Sono Dio, nulla  uguale a me.
	 Io dal principio annunzio la fine
	e, molto prima, quanto non  stato ancora compiuto;
	io che dico: "Il mio progetto resta valido,
	io compir ogni mia volont!".
	 Io chiamo dall'oriente l'uccello da preda,
	da una terra lontana l'uomo dei miei progetti.
	Cos ho parlato e cos avverr;
	l'ho progettato, cos far.
	 Ascoltatemi, voi che vi perdete di coraggio,
	che siete lontani dalla giustizia.
	 Faccio avvicinare la mia giustizia: non  lontana;
	la mia salvezza non tarder.
	Io dispenser in Sion la salvezza
	a Israele, oggetto della mia gloria.



	 Scendi e siedi sulla polvere,
	vergine figlia di Babilonia.
	Siedi a terra, senza trono,
	figlia dei Caldei,
	poich non sarai pi chiamata
	tenera e voluttuosa.
	 Prendi la mola e macina la farina,
	togliti il velo, solleva i lembi della veste,
	scopriti le gambe,
	attraversa i fiumi.
	 Si scopra la tua nudit,
	si mostri la tua vergogna.
	"Prender vendetta
	e nessuno interverr",
	 dice il nostro redentore
	che si chiama Signore degli eserciti,
	il Santo di Israele.
	 Siedi in silenzio e scivola nell'ombra,
	figlia dei Caldei,
	perch non sarai pi chiamata
	Signora di regni.
	 Ero adirato contro il mio popolo,
	avevo lasciato profanare la mia eredit;
	perci lo misi in tuo potere,
	ma tu non mostrasti loro piet;
	perfino sui vecchi facesti gravare
	il tuo giogo pesante.
	 Tu pensavi: "Sempre
	io sar signora, sempre".
	Non ti sei mai curata di questi avvenimenti,
	non hai mai pensato quale sarebbe stata la fine.
	 Ora ascolta questo,
	o voluttuosa che te ne stavi sicura,
	che pensavi: "Io e nessuno fuori di me!
	Non rester vedova,
	non conoscer la perdita dei figli".
	 Ma ti accadranno queste due cose,
	d'improvviso, in un sol giorno;
	perdita dei figli e vedovanza
	piomberanno su di te,
	nonostante la moltitudine delle tue magie,
	la forza dei tuoi molti scongiuri.
	 Confidavi nella tua malizia, dicevi:
	"Nessuno mi vede".
	La tua saggezza e il tuo sapere
	ti hanno sviato.
	Eppure dicevi in cuor tuo:
	"Io e nessuno fuori di me".
	 Ti verr addosso una sciagura
	che non saprai scongiurare;
	ti cadr sopra una calamit
	che non potrai evitare.
	Su di te piomber improvvisa una catastrofe
	che non prevederai.
	 Sta'pure ferma nei tuoi incantesimi
	e nella moltitudine delle magie,
	per cui ti sei affaticata dalla giovinezza:
	forse potrai giovartene,
	forse potrai far paura!
	 Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri:
	si presentino e ti salvino
	gli astrologi che osservano le stelle,
	i quali ogni mese ti pronosticano
	che cosa ti capiter.
	 Ecco, essi sono come stoppia:
	il fuoco li consuma;
	non salveranno se stessi dal potere delle fiamme.
	Non ci sar bracia per scaldarsi,
	n fuoco dinanzi al quale sedersi.
	 Cos sono diventati per te i tuoi maghi,
	con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza;
	ognuno se ne va per suo conto,
	nessuno ti viene in aiuto.



	 Ascoltate ci, casa di Giacobbe,
	voi che siete chiamati Israele
	e che traete origine dalla stirpe di Giuda,
	voi che giurate nel nome del Signore
	e invocate il Dio di Israele,
	ma senza sincerit e senza rettitudine,
	 poich prendete il nome dalla citt santa
	e vi appoggiate sul Dio di Israele
	che si chiama Signore degli eserciti.
	 Io avevo annunziato da tempo le cose passate,
	erano uscite dalla mia bocca, le avevo fatte udire.
	D'improvviso io ho agito e sono accadute.
	 Poich sapevo che tu sei ostinato
	e che la tua nuca  una sbarra di ferro
	e la tua fronte  di bronzo,
	 io te le annunziai da tempo,
	prima che avvenissero te le feci udire,
	per timore che dicessi: "Il mio idolo le ha fatte,
	la mia statua e il dio da me fuso le hanno ordinate".
	 Tutto questo hai udito e visto;
	non vorresti testimoniarlo?
	Ora ti faccio udire cose nuove
	e segrete che tu nemmeno sospetti.
	 Ora sono create e non da tempo;
	prima di oggi tu non le avevi udite,
	perch tu non dicessi: "Gi lo sapevo".
	 No, tu non le avevi mai udite n sapute
	n il tuo orecchio era gi aperto da allora
	poich io sapevo che sei davvero perfido
	e che ti si chiama sleale fin dal seno materno.
	 Per il mio nome rinvier il mio sdegno,
	per il mio onore lo frener a tuo riguardo,
	per non annientarti.
	 Ecco, ti ho purificato per me come argento,
	ti ho provato nel crogiuolo dell'afflizione.
	 Per riguardo a me, per riguardo a me lo faccio;
	come potrei lasciar profanare il mio nome?
	Non ceder ad altri la mia gloria.

	 Ascoltami, Giacobbe,
	Israele che ho chiamato:
	Sono io, io solo, il primo
	e anche l'ultimo.
	 S, la mia mano ha posto le fondamenta della terra,
	la mia destra ha disteso i cieli.
	Quando io li chiamo,
	tutti insieme si presentano.
	 Radunatevi, tutti voi, e ascoltatemi.
	Chi di essi ha predetto tali cose?
	Uno che io amo compir il mio volere
	su Babilonia e, con il suo braccio, sui Caldei.
	 Io, io ho parlato; io l'ho chiamato,
	l'ho fatto venire e ho dato successo alle sue imprese.

	 Avvicinatevi a me per udire questo.
	Fin dal principio non ho parlato in segreto;
	dal momento in cui questo  avvenuto io sono l.
	Ora il Signore Dio
	ha mandato me insieme con il suo spirito.
	 Dice il Signore tuo redentore,
	il Santo di Israele:
	"Io sono il Signore tuo Dio
	che ti insegno per il tuo bene,
	che ti guido per la strada su cui devi andare.
	 Se avessi prestato attenzione ai miei comandi,
	il tuo benessere sarebbe come un fiume,
	la tua giustizia come le onde del mare.
	 La tua discendenza sarebbe come la sabbia
	e i nati dalle tue viscere come i granelli d'arena;
	non sarebbe mai radiato n cancellato
	il tuo nome davanti a me".

	 Uscite da Babilonia,
	fuggite dai Caldei;
	annunziatelo con voce di gioia,
	diffondetelo,
	fatelo giungere fino all'estremit della terra.
	Dite: "Il Signore ha riscattato
	il suo servo Giacobbe".
	 Non soffrono la sete
	mentre li conduce per deserti;
	acqua dalla roccia egli fa scaturire per essi;
	spacca la roccia,
	sgorgano le acque.
	 Non c' pace per i malvagi, dice il Signore.



	 Ascoltatemi, o isole,
	udite attentamente, nazioni lontane;
	il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
	fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
	 Ha reso la mia bocca come spada affilata,
	mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
	mi ha reso freccia appuntita,
	mi ha riposto nella sua faretra.
	 Mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele,
	sul quale manifester la mia gloria".
	 Io ho risposto: "Invano ho faticato,
	per nulla e invano ho consumato le mie forze.
	Ma, certo, il mio diritto  presso il Signore,
	la mia ricompensa presso il mio Dio".
	 Ora disse il Signore
	che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
	per ricondurre a lui Giacobbe
	e a lui riunire Israele,
	- poich ero stato stimato dal Signore
	e Dio era stato la mia forza -
	 mi disse: " troppo poco che tu sia mio servo
	per restaurare le trib di Giacobbe
	e ricondurre i superstiti di Israele.
	Ma io ti render luce delle nazioni
	perch porti la mia salvezza
	fino all'estremit della terra".
	 Dice il Signore,
	il redentore di Israele, il suo Santo,
	a colui la cui vita  disprezzata, al reietto delle nazioni,
	al servo dei potenti:
	"I re vedranno e si alzeranno in piedi,
	i principi vedranno e si prostreranno,
	a causa del Signore che  fedele,
	a causa del Santo di Israele che ti ha scelto".

	 Dice il Signore:
	"Al tempo della misericordia ti ho ascoltato,
	nel giorno della salvezza ti ho aiutato.
	Ti ho formato e posto
	come alleanza per il popolo,
	per far risorgere il paese,
	per farti rioccupare l'eredit devastata,
	 per dire ai prigionieri: Uscite,
	e a quanti sono nelle tenebre: Venite fuori.
	Essi pascoleranno lungo tutte le strade,
	e su ogni altura troveranno pascoli.
	 Non soffriranno n fame n sete
	e non li colpir n l'arsura n il sole,
	perch colui che ha piet di loro li guider,
	li condurr alle sorgenti di acqua.
	 Io trasformer i monti in strade
	e le mie vie saranno elevate.
	 Ecco, questi vengono da lontano,
	ed ecco, quelli vengono da mezzogiorno e da occidente
	e quelli dalla regione di Assuan".
	 Giubilate, o cieli; rallegrati, o terra,
	gridate di gioia, o monti,
	perch il Signore consola il suo popolo
	e ha piet dei suoi miseri.
	 Sion ha detto: "Il Signore mi ha abbandonato,
	il Signore mi ha dimenticato".
	 Si dimentica forse una donna del suo bambino,
	cos da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
	Anche se queste donne si dimenticassero,
	io invece non ti dimenticher mai.
	 Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani,
	le tue mura sono sempre davanti a me.
	 I tuoi costruttori accorrono,
	i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te.
	 Alza gli occhi intorno e guarda:
	tutti costoro si radunano, vengono da te.
	"Com' vero ch'io vivo - oracolo del Signore-
	ti vestirai di tutti loro come di ornamento,
	te ne ornerai come una sposa".
	 Poich le tue rovine e le tue devastazioni
	e il tuo paese desolato
	saranno ora troppo stretti per i tuoi abitanti,
	bench siano lontani i tuoi divoratori.
	 Di nuovo ti diranno agli orecchi
	i figli di cui fosti privata:
	"Troppo stretto  per me questo posto;
	scostati, e mi accomoder".
	 Tu penserai: "Chi mi ha generato costoro?
	Io ero priva di figli e sterile;
	questi chi li ha allevati?
	Ecco, ero rimasta sola
	e costoro dove erano?".
	 Cos dice il Signore Dio:
	"Ecco, io far cenno con la mano ai popoli,
	per le nazioni isser il mio vessillo.
	Riporteranno i tuoi figli in braccio,
	le tue figlie saran portate sulle spalle.
	 I re saranno i tuoi tutori,
	le loro principesse tue nutrici.
	Con la faccia a terra essi si prostreranno davanti a te,
	baceranno la polvere dei tuoi piedi;
	allora tu saprai che io sono il Signore
	e che non saranno delusi quanti sperano in me".
	 Si pu forse strappare la preda al forte?
	Oppure pu un prigioniero sfuggire al tiranno?
	 Eppure dice il Signore:
	"Anche il prigioniero sar strappato al forte,
	la preda sfuggir al tiranno.
	Io avverser i tuoi avversari;
	io salver i tuoi figli.
	 Far mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori,
	si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.
	Allora ogni uomo sapr
	che io sono il Signore, tuo salvatore,
	io il tuo redentore e il Forte di Giacobbe".



	 Dice il Signore:
	"Dov' il documento di ripudio
	di vostra madre, con cui l'ho scacciata?
	Oppure a quale dei miei creditori io vi ho venduti?
	Ecco, per le vostre iniquit siete stati venduti,
	per le vostre scelleratezze  stata scacciata vostra madre.
	 Per qual motivo non c' nessuno, ora che io sono venuto?
	Perch, ora che chiamo, nessuno risponde?
	 forse la mia mano troppo corta per riscattare
	oppure io non ho la forza per liberare?
	Ecco, con una minaccia prosciugo il mare,
	faccio dei fiumi un deserto.
	I loro pesci, per mancanza d'acqua, restano all'asciutto,
	muoiono di sete.
	 Rivesto i cieli di oscurit,
	do loro un sacco per mantello".

	 Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati,
	perch io sappia indirizzare allo sfiduciato
	una parola.
	Ogni mattina fa attento il mio orecchio
	perch io ascolti come gli iniziati.
	 Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio
	e io non ho opposto resistenza,
	non mi sono tirato indietro.
	 Ho presentato il dorso ai flagellatori,
	la guancia a coloro che mi strappavano la barba;
	non ho sottratto la faccia
	agli insulti e agli sputi.
	 Il Signore Dio mi assiste,
	per questo non resto confuso,
	per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
	sapendo di non restare deluso.
	  vicino chi mi rende giustizia;
	chi oser venire a contesa con me? Affrontiamoci.
	Chi mi accusa?
	Si avvicini a me.
	 Ecco, il Signore Dio mi assiste:
	chi mi dichiarer colpevole?
	Ecco, come una veste si logorano tutti,
	la tignola li divora.
	 Chi tra di voi teme il Signore,
	ascolti la voce del suo servo!
	Colui che cammina nelle tenebre,
	senza avere luce,
	speri nel nome del Signore,
	si appoggi al suo Dio.
	 Ecco, voi tutti che accendete il fuoco,
	e tenete tizzoni accesi,
	andate alle fiamme del vostro fuoco,
	tra i tizzoni che avete acceso.
	Dalla mia mano vi  giunto questo;
	voi giacerete fra le torture.



	 Ascoltatemi, voi che siete in cerca di giustizia,
	voi che cercate il Signore;
	guardate alla roccia da cui siete stati tagliati,
	alla cava da cui siete stati estratti.
	 Guardate ad Abramo vostro padre,
	a Sara che vi ha partorito;
	poich io chiamai lui solo,
	lo benedissi e lo moltiplicai.
	 Davvero il Signore ha piet di Sion,
	ha piet di tutte le sue rovine,
	rende il suo deserto come l'Eden,
	la sua steppa come il giardino del Signore.
	Giubilo e gioia saranno in essa,
	ringraziamenti e inni di lode!

	 Ascoltatemi attenti, o popoli;
	nazioni, porgetemi l'orecchio.
	Poich da me uscir la legge,
	il mio diritto sar luce dei popoli.
	 La mia vittoria  vicina,
	si manifester come luce la mia salvezza;
	le mie braccia governeranno i popoli.
	In me spereranno le isole,
	avranno fiducia nel mio braccio.
	 Alzate al cielo i vostri occhi e guardate la terra di sotto,
	poich i cieli si dissolveranno come fumo,
	la terra si logorer come una veste
	e i suoi abitanti moriranno come larve.
	Ma la mia salvezza durer sempre,
	la mia giustizia non sar annientata.
	 Ascoltatemi, esperti della giustizia,
	popolo che porti nel cuore la mia legge.
	Non temete l'insulto degli uomini,
	non vi spaventate per i loro scherni;
	 poich le tarme li roderanno come una veste
	e la tignola li roder come lana,
	ma la mia giustizia durer per sempre,
	la mia salvezza di generazione in generazione.

	 Svegliati, svegliati, rivestiti di forza,
	o braccio del Signore.
	Svegliati come nei giorni antichi,
	come tra le generazioni passate.
	Non hai tu forse fatto a pezzi Raab,
	non hai trafitto il drago?
	 Forse non hai prosciugato il mare,
	le acque del grande abisso
	e non hai fatto delle profondit del mare una strada,
	perch vi passassero i redenti?
	 I riscattati dal Signore ritorneranno
	e verranno in Sion con esultanza;
	felicit perenne sar sul loro capo;
	giubilo e felicit li seguiranno;
	svaniranno afflizioni e sospiri.

	 Io, io sono il tuo consolatore.
	Chi sei tu perch tema
	uomini che muoiono e un figlio dell'uomo
	che avr la sorte dell'erba?
	 Hai dimenticato il Signore tuo creatore,
	che ha disteso i cieli
	e gettato le fondamenta della terra.
	Avevi sempre paura, tutto il giorno,
	davanti al furore dell'avversario,
	perch egli tentava di distruggerti.
	Ma dove  ora il furore dell'avversario?

	 Il prigioniero sar presto liberato; egli non morir nella fossa n mancher di pane.  Io sono il Signore tuo Dio, che sconvolge il mare cos che ne fremano i flutti, e si chiama Signore degli eserciti.  Io ho posto le mie parole sulla tua bocca, ti ho nascosto sotto l'ombra della mia mano, quando ho disteso i cieli e fondato la terra, e ho detto a Sion: "Tu sei mio popolo".

	 Svegliati, svegliati,
	alzati, Gerusalemme,
	che hai bevuto dalla mano del Signore
	il calice della sua ira;
	la coppa della vertigine
	hai bevuto, l'hai vuotata.
	 Nessuno la guida
	tra tutti i figli che essa ha partorito;
	nessuno la prende per mano
	tra tutti i figli che essa ha allevato.
	 Due mali ti hanno colpito,
	chi avr piet di te?
	Desolazione e distruzione, fame e spada,
	chi ti consoler?
	 I tuoi figli giacciono privi di forze
	agli angoli di tutte le strade,
	come antilope in una rete,
	pieni dell'ira del Signore,
	della minaccia del tuo Dio.
	 Perci ascolta anche questo, o misera,
	o ebbra, ma non di vino.
	 Cos dice il tuo Signore Dio,
	il tuo Dio che difende la causa del suo popolo:
	"Ecco io ti tolgo di mano
	il calice della vertigine,
	la coppa della mia ira;
	tu non lo berrai pi.
	 Lo metter in mano ai tuoi torturatori
	che ti dicevano: Crvati che noi ti passiamo sopra.
	Tu facevi del tuo dorso un suolo
	e come una strada per i passanti".



	 Svegliati, svegliati,
	rivestiti della tua magnificenza, Sion;
	indossa le vesti pi belle,
	Gerusalemme, citt santa;
	perch mai pi entrer in te
	il non circonciso n l'impuro.
	 Scuotiti la polvere, alzati, Gerusalemme schiava!
	Sciogliti dal collo i legami, schiava figlia di Sion!

	 Poich dice il Signore: "Senza prezzo foste venduti e sarete riscattati senza denaro".
	 Poich dice il Signore Dio: "In Egitto  sceso il mio popolo un tempo per abitarvi come straniero; poi l'Assiro senza motivo lo ha oppresso.  Ora, che faccio io qui? - oracolo del Signore - S, il mio popolo  stato deportato per nulla! I suoi dominatori trionfavano - oracolo del Signore - e sempre, tutti i giorni il mio nome  stato disprezzato.  Pertanto il mio popolo conoscer il mio nome, comprender in quel giorno che io dicevo: Eccomi qua".

	 Come sono belli sui monti
	i piedi del messaggero di lieti annunzi
	che annunzia la pace,
	messaggero di bene che annunzia la salvezza,
	che dice a Sion: "Regna il tuo Dio".
	 Senti? Le tue sentinelle alzano la voce,
	insieme gridano di gioia,
	poich vedono con gli occhi
	il ritorno del Signore in Sion.
	 Prorompete insieme in canti di gioia,
	rovine di Gerusalemme,
	perch il Signore ha consolato il suo popolo,
	ha riscattato Gerusalemme.
	 Il Signore ha snudato il suo santo braccio
	davanti a tutti i popoli;
	tutti i confini della terra vedranno
	la salvezza del nostro Dio.
	 Fuori, fuori, uscite di l!
	Non toccate niente d'impuro.
	Uscite da essa, purificatevi,
	voi che portate gli arredi del Signore!
	 Voi non dovrete uscire in fretta
	n andarvene come uno che fugge,
	perch davanti a voi cammina il Signore,
	il Dio di Israele chiude la vostra carovana.

	 Ecco, il mio servo avr successo,
	sar onorato, esaltato e molto innalzato.
	 Come molti si stupirono di lui
	- tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto
	e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -
	 cos si meraviglieranno di lui molte genti;
	i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
	poich vedranno un fatto mai ad essi raccontato
	e comprenderanno ci che mai avevano udito.



	 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
	A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
	  cresciuto come un virgulto davanti a lui
	e come una radice in terra arida.
	Non ha apparenza n bellezza
	per attirare i nostri sguardi,
	non splendore per provare in lui diletto.
	 Disprezzato e reietto dagli uomini,
	uomo dei dolori che ben conosce il patire,
	come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
	era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
	 Eppure egli si  caricato delle nostre sofferenze,
	si  addossato i nostri dolori
	e noi lo giudicavamo castigato,
	percosso da Dio e umiliato.
	 Egli  stato trafitto per i nostri delitti,
	schiacciato per le nostre iniquit.
	Il castigo che ci da'salvezza si  abbattuto su di lui;
	per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
	 Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
	ognuno di noi seguiva la sua strada;
	il Signore fece ricadere su di lui
	l'iniquit di noi tutti.
	 Maltrattato, si lasci umiliare
	e non apr la sua bocca;
	era come agnello condotto al macello,
	come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
	e non apr la sua bocca.
	 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
	chi si affligge per la sua sorte?
	S, fu eliminato dalla terra dei viventi,
	per l'iniquit del mio popolo fu percosso a morte.
	 Gli si diede sepoltura con gli empi,
	con il ricco fu il suo tumulo,
	sebbene non avesse commesso violenza
	n vi fosse inganno nella sua bocca.
	 Ma al Signore  piaciuto prostrarlo con dolori.
	Quando offrir se stesso in espiazione,
	vedr una discendenza, vivr a lungo,
	si compir per mezzo suo la volont del Signore.
	 Dopo il suo intimo tormento vedr la luce
	e si sazier della sua conoscenza;
	il giusto mio servo giustificher molti,
	egli si addosser la loro iniquit.
	 Perci io gli dar in premio le moltitudini,
	dei potenti egli far bottino,
	perch ha consegnato se stesso alla morte
	ed  stato annoverato fra gli empi,
	mentre egli portava il peccato di molti
	e intercedeva per i peccatori.



	 Esulta, o sterile che non hai partorito,
	prorompi in grida di giubilo e di gioia,
	tu che non hai provato i dolori,
	perch pi numerosi sono i figli dell'abbandonata
	che i figli della maritata, dice il Signore.
	 Allarga lo spazio della tua tenda,
	stendi i teli della tua dimora senza risparmio,
	allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti,
	 poich ti allargherai a destra e a sinistra
	e la tua discendenza entrer in possesso delle nazioni,
	popoler le citt un tempo deserte.
	 Non temere, perch non dovrai pi arrossire;
	non vergognarti, perch non sarai pi disonorata;
	anzi, dimenticherai la vergogna della tua giovinezza
	e non ricorderai pi il disonore della tua vedovanza.
	 Poich tuo sposo  il tuo creatore,
	Signore degli eserciti  il suo nome;
	tuo redentore  il Santo di Israele,
	 chiamato Dio di tutta la terra.
	 Come una donna abbandonata
	e con l'animo afflitto, ti ha il Signore richiamata.
	Viene forse ripudiata la donna sposata in giovent?
	Dice il tuo Dio.
	 Per un breve istante ti ho abbandonata,
	ma ti riprender con immenso amore.
	 In un impeto di collera ti ho nascosto
	per un poco il mio volto;
	ma con affetto perenne ho avuto piet di te,
	dice il tuo redentore, il Signore.
	 Ora  per me come ai giorni di No,
	quando giurai che non avrei pi riversato
	le acque di No sulla terra;
	cos ora giuro di non pi adirarmi
	con te e di non farti pi minacce.
	 Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero,
	non si allontanerebbe da te il mio affetto,
	n vacillerebbe la mia alleanza di pace;
	dice il Signore che ti usa misericordia.

	 Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata,
	ecco io pongo sulla malachite le tue pietre
	e sugli zaffiri le tue fondamenta.
	 Far di rubini la tua merlatura,
	le tue porte saranno di carbonchi,
	tutta la tua cinta sar di pietre preziose.
	 Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore,
	grande sar la prosperit dei tuoi figli;
	 sarai fondata sulla giustizia.
	Sta'lontana dall'oppressione, perch non dovrai temere,
	dallo spavento, perch non ti si accoster.
	 Ecco, se ci sar un attacco, non sar da parte mia.
	Chi ti attacca cadr contro di te.
	 Ecco, io ho creato il fabbro
	che soffia sul fuoco delle braci
	e ne trae gli strumenti per il suo lavoro,
	e io ho creato anche il distruttore per devastare.
	 Nessun'arma affilata contro di te avr successo,
	farai condannare ogni lingua
	che si alzer contro di te in giudizio.
	Questa  la sorte dei servi del Signore,
	quanto spetta a loro da parte mia. Oracolo del Signore.



	 O voi tutti assetati venite all'acqua,
	chi non ha denaro venga ugualmente;
	comprate e mangiate senza denaro
	e, senza spesa, vino e latte.
	 Perch spendete denaro per ci che non  pane,
	il vostro patrimonio per ci che non sazia?
	Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
	e gusterete cibi succulenti.
	 Porgete l'orecchio e venite a me,
	ascoltate e voi vivrete.
	Io stabilir per voi un'alleanza eterna,
	i favori assicurati a Davide.
	 Ecco l'ho costituito testimonio fra i popoli,
	principe e sovrano sulle nazioni.
	 Ecco tu chiamerai gente che non conoscevi;
	accorreranno a te popoli che non ti conoscevano
	a causa del Signore, tuo Dio,
	del Santo di Israele, perch egli ti ha onorato.
	 Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
	invocatelo, mentre  vicino.
	 L'empio abbandoni la sua via
	e l'uomo iniquo i suoi pensieri;
	ritorni al Signore che avr misericordia di lui
	e al nostro Dio che largamente perdona.
	 Perch i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
	le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore.
	 Quanto il cielo sovrasta la terra,
	tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
	i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
	 Come infatti la pioggia e la neve
	scendono dal cielo e non vi ritornano
	senza avere irrigato la terra,
	senza averla fecondata e fatta germogliare,
	perch dia il seme al seminatore
	e pane da mangiare,
	 cos sar della parola
	uscita dalla mia bocca:
	non ritorner a me senza effetto,
	senza aver operato ci che desidero
	e senza aver compiuto ci per cui l'ho mandata.

	 Voi dunque partirete con gioia,
	sarete condotti in pace.
	I monti e i colli davanti a voi
	eromperanno in grida di gioia
	e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.
	 Invece di spine cresceranno cipressi,
	invece di ortiche cresceranno mirti;
	ci sar a gloria del Signore,
	un segno eterno che non scomparir.



	 Cos dice il Signore:
	"Osservate il diritto e praticate la giustizia,
	perch prossima a venire  la mia salvezza;
	la mia giustizia sta per rivelarsi".
	 Beato l'uomo che cos agisce
	e il figlio dell'uomo che a questo si attiene,
	che osserva il sabato senza profanarlo,
	che preserva la sua mano da ogni male.
	 Non dica lo straniero
	che ha aderito al Signore:
	"Certo mi escluder
	il Signore dal suo popolo!".
	Non dica l'eunuco:
	"Ecco, io sono un albero secco!".
	 Poich cos dice il Signore:
	"Agli eunuchi, che osservano i miei sabati,
	preferiscono le cose di mio gradimento
	e restan fermi nella mia alleanza,
	 io conceder nella mia casa
	e dentro le mie mura un posto e un nome
	migliore che ai figli e alle figlie;
	dar loro un nome eterno
	che non sar mai cancellato.
	 Gli stranieri, che hanno aderito
	al Signore per servirlo
	e per amare il nome del Signore,
	e per essere suoi servi,
	quanti si guardano dal profanare il sabato
	e restano fermi nella mia alleanza,
	 li condurr sul mio monte santo
	e li colmer di gioia nella mia casa di preghiera.
	I loro olocausti e i loro sacrifici
	saliranno graditi sul mio altare,
	perch il mio tempio si chiamer
	casa di preghiera per tutti i popoli".
	 Oracolo del Signore Dio
	che raduna i dispersi di Israele:
	"Io ancora raduner i suoi prigionieri,
	oltre quelli gi radunati".
	 Voi tutte, bestie dei campi,
	venite a mangiare;
	voi tutte, bestie della foresta, venite.

	 I suoi guardiani sono tutti ciechi,
	non si accorgono di nulla.
	Sono tutti cani muti,
	incapaci di abbaiare;
	sonnecchiano accovacciati,
	amano appisolarsi.
	 Ma tali cani avidi,
	che non sanno saziarsi,
	sono i pastori
	incapaci di comprendere.
	Ognuno segue la sua via,
	ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione.
	 "Venite, io prender vino
	e ci ubriacheremo di bevande inebrianti.
	Domani sar come oggi;
	ce n' una riserva molto grande".



	 Perisce il giusto, nessuno ci bada.
	I pii sono tolti di mezzo, nessuno ci fa caso.
	Il giusto  tolto di mezzo a causa del male.
	 Egli entra nella pace,
	riposa sul suo giaciglio
	chi cammina per la via diritta.

	 Ora, venite qui, voi,
	figli della maliarda,
	progenie di un adultero e di una prostituta.
	 Su chi intendete divertirvi?
	Contro chi allargate la bocca
	e tirate fuori la lingua?
	Forse voi non siete figli del peccato,
	prole bastarda?
	 Voi, che spasimate fra i terebinti,
	sotto ogni albero verde,
	che sacrificate bambini nelle valli,
	tra i crepacci delle rocce.
	 Tra le pietre levigate del torrente  la parte che ti spetta:
	esse sono la porzione che ti  toccata.
	Anche ad esse hai offerto libazioni,
	hai portato offerte sacrificali.
	E di questo dovrei forse consolarmi?
	 Su un monte imponente ed elevato
	hai posto il tuo giaciglio;
	anche l sei salita per fare sacrifici.
	 Dietro la porta e gli stipiti
	hai posto il tuo emblema.
	Lontano da me hai scoperto il tuo giaciglio,
	vi sei salita, lo hai allargato;
	hai patteggiato con coloro
	con i quali amavi trescare;
	guardavi la mano.
	 Ti sei presentata al re con olio,
	hai moltiplicato i tuoi profumi;
	hai inviato lontano i tuoi messaggeri,
	ti sei abbassata fino agli inferi.
	 Ti sei stancata in tante tue vie,
	ma non hai detto: " inutile".
	Hai trovato come ravvivare la mano;
	per questo non ti senti esausta.
	 Chi hai temuto? Di chi hai avuto paura
	per farti infedele?
	E di me non ti ricordi,
	non ti curi?
	Non sono io che uso pazienza e chiudo un occhio?
	Ma tu non hai timore di me.
	 Io divulgher la tua giustizia
	e le tue opere, che non ti saranno di vantaggio.
	 Alle tue grida ti salvino i tuoi guadagni.
	Tutti se li porter via il vento, un soffio se li prender.
	Chi invece confida in me posseder la terra,
	erediter il mio santo monte.

	 Si dir: "Spianate, spianate, preparate la via,
	rimuovete gli ostacoli sulla via del mio popolo".
	 Poich cos parla l'Alto e l'Eccelso,
	che ha una sede eterna e il cui nome  santo:
	In un luogo eccelso e santo io dimoro,
	ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati,
	per ravvivare lo spirito degli umili
	e rianimare il cuore degli oppressi.
	 Poich io non voglio discutere sempre
	n per sempre essere adirato;
	altrimenti davanti a me verrebbe meno
	lo spirito e l'alito vitale che ho creato.
	 Per l'iniquit dei suoi guadagni mi sono adirato,
	l'ho percosso, mi sono nascosto e sdegnato;
	eppure egli, voltandosi,
	se n' andato per le strade del suo cuore.
	 Ho visto le sue vie,
	ma voglio sanarlo, guidarlo e offrirgli consolazioni.
	E ai suoi afflitti
	 io pongo sulle labbra: "Pace,
	pace ai lontani e ai vicini",
	dice il Signore, "io li guarir".
	 Gli empi sono come un mare agitato
	che non pu calmarsi
	e le cui acque portan su melma e fango.
	 Non v' pace per gli empi, dice il mio Dio.



	 Grida a squarciagola, non aver riguardo;
	come una tromba alza la voce;
	dichiara al mio popolo i suoi delitti,
	alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
	 Mi ricercano ogni giorno,
	bramano di conoscere le mie vie,
	come un popolo che pratichi la giustizia
	e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
	mi chiedono giudizi giusti,
	bramano la vicinanza di Dio:
	 "Perch digiunare, se tu non lo vedi,
	mortificarci, se tu non lo sai?".
	Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
	angariate tutti i vostri operai.
	 Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
	e colpendo con pugni iniqui.
	Non digiunate pi come fate oggi,
	cos da fare udire in alto il vostro chiasso.
	  forse come questo il digiuno che bramo,
	il giorno in cui l'uomo si mortifica?
	Piegare come un giunco il proprio capo,
	usare sacco e cenere per letto,
	forse questo vorresti chiamare digiuno
	e giorno gradito al Signore?
	 Non  piuttosto questo il digiuno che voglio:
	sciogliere le catene inique,
	togliere i legami del giogo,
	rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
	 Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
	nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
	nel vestire uno che vedi nudo,
	senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?
	 Allora la tua luce sorger come l'aurora,
	la tua ferita si rimarginer presto.
	Davanti a te camminer la tua giustizia,
	la gloria del Signore ti seguir.
	 Allora lo invocherai e il Signore ti risponder;
	implorerai aiuto ed egli dir: "Eccomi!".
	Se toglierai di mezzo a te l'oppressione,
	il puntare il dito e il parlare empio,
	 se offrirai il pane all'affamato,
	se sazierai chi  digiuno,
	allora briller fra le tenebre la tua luce,
	la tua tenebra sar come il meriggio.
	 Ti guider sempre il Signore,
	ti sazier in terreni aridi,
	rinvigorir le tue ossa;
	sarai come un giardino irrigato
	e come una sorgente
	le cui acque non inaridiscono.
	 La tua gente riedificher le antiche rovine,
	ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
	Ti chiameranno riparatore di brecce,
	restauratore di case in rovina per abitarvi.

	 Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
	dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
	se chiamerai il sabato delizia
	e venerando il giorno sacro al Signore,
	se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
	di sbrigare affari e di contrattare,
	 allora troverai la delizia nel Signore.
	Io ti far calcare le alture della terra,
	ti far gustare l'eredit di Giacobbe tuo padre,
	poich la bocca del Signore ha parlato.



	 Ecco non  troppo corta la mano del Signore
	da non poter salvare;
	n tanto duro  il suo orecchio,
	da non poter udire.
	 Ma le vostre iniquit hanno scavato un abisso
	fra voi e il vostro Dio;
	i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto
	cos che non vi ascolta.
	 Le vostre palme sono macchiate di sangue
	e le vostre dita di iniquit;
	le vostre labbra proferiscono menzogne,
	la vostra lingua sussurra perversit.
	 Nessuno muove causa con giustizia,
	nessuno la discute con lealt.
	Si confida nel nulla e si dice il falso,
	si concepisce la malizia e si genera l'iniquit.
	 Dischiudono uova di serpenti velenosi,
	tessono tele di ragno;
	chi mangia quelle uova morir,
	e dall'uovo schiacciato esce una vipera.
	 Le loro tele non servono per vesti,
	essi non si possono coprire con i loro manufatti;
	le loro opere sono opere inique,
	il frutto di oppressioni  nelle loro mani.
	 I loro piedi corrono al male,
	si affrettano a spargere sangue innocente;
	i loro pensieri sono pensieri iniqui,
	desolazione e distruzione sono sulle loro strade.
	 Non conoscono la via della pace,
	non c' giustizia nel loro procedere;
	rendono tortuosi i loro sentieri,
	chiunque vi cammina non conosce la pace.
	 Per questo il diritto si  allontanato da noi
	e non ci raggiunge la giustizia.
	Speravamo la luce ed ecco le tenebre,
	lo splendore, ma dobbiamo camminare nel buio.
	 Tastiamo come ciechi la parete,
	come privi di occhi camminiamo a tastoni;
	inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo;
	tra i vivi e vegeti siamo come i morti.
	 Noi tutti urliamo come orsi,
	andiamo gemendo come colombe;
	speravamo nel diritto ma non c',
	nella salvezza ma essa  lontana da noi.
	 Poich sono molti davanti a te i nostri delitti,
	i nostri peccati testimoniano contro di noi;
	poich i nostri delitti ci stanno davanti
	e noi conosciamo le nostre iniquit:
	 prevaricare e rinnegare il Signore,
	cessare di seguire il nostro Dio,
	parlare di oppressione e di ribellione,
	concepire con il cuore e pronunciare parole false.
	 Cos  trascurato il diritto
	e la giustizia se ne sta lontana,
	la verit incespica in piazza,
	la rettitudine non pu entrarvi.
	 Cos la verit  abbandonata,
	chi disapprova il male viene spogliato.
	Ha visto questo il Signore ed  male ai suoi occhi
	che non ci sia pi diritto.
	 Egli ha visto che non c'era alcuno,
	si  meravigliato perch nessuno intercedeva.
	Ma lo ha soccorso il suo braccio,
	la sua giustizia lo ha sostenuto.
	 Egli si  rivestito di giustizia come di una corazza,
	e sul suo capo ha posto l'elmo della salvezza.
	Ha indossato le vesti della vendetta,
	si  avvolto di zelo come di un manto.
	 Il retributore ripagher le azioni come si deve:
	con sdegno ai suoi avversari,
	con vergogna ai suoi nemici.
	 In occidente vedranno il nome del Signore
	e in oriente la sua gloria,
	perch egli verr come un fiume irruente,
	sospinto dal vento del Signore.
	 Come redentore verr per Sion,
	per quelli di Giacobbe convertiti dall'apostasia.
	Oracolo del Signore.

	 Quanto a me, ecco la mia alleanza con essi, dice il Signore: Il mio spirito che  sopra di te e le parole che ti ho messo in bocca non si allontaneranno dalla tua bocca n dalla bocca della tua discendenza n dalla bocca dei discendenti dei discendenti, dice il Signore, ora e sempre.



	 Alzati, rivestiti di luce, perch viene la tua luce,
	la gloria del Signore brilla sopra di te.
	 Poich, ecco, le tenebre ricoprono la terra,
	nebbia fitta avvolge le nazioni;
	ma su di te risplende il Signore,
	la sua gloria appare su di te.
	 Cammineranno i popoli alla tua luce,
	i re allo splendore del tuo sorgere.
	 Alza gli occhi intorno e guarda:
	tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
	I tuoi figli vengono da lontano,
	le tue figlie sono portate in braccio.
	 A quella vista sarai raggiante,
	palpiter e si dilater il tuo cuore,
	perch le ricchezze del mare si riverseranno su di te,
	verranno a te i beni dei popoli.
	 Uno stuolo di cammelli ti invader,
	dromedari di Madian e di Efa,
	tutti verranno da Saba, portando oro e incenso
	e proclamando le glorie del Signore.
	 Tutti i greggi di Kedr si raduneranno da te,
	i montoni dei Nabatei saranno a tuo servizio,
	saliranno come offerta gradita sul mio altare;
	render splendido il tempio della mia gloria.
	 Chi sono quelle che volano come nubi
	e come colombe verso le loro colombaie?
	 Sono navi che si radunano per me,
	le navi di Tarsis in prima fila,
	per portare i tuoi figli da lontano,
	con argento e oro,
	per il nome del Signore tuo Dio,
	per il Santo di Israele che ti onora.
	 Stranieri ricostruiranno le tue mura,
	i loro re saranno al tuo servizio,
	perch nella mia ira ti ho colpito,
	ma nella mia benevolenza ho avuto piet di te.
	 Le tue porte saranno sempre aperte,
	non si chiuderanno n di giorno n di notte,
	per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli
	e i loro re che faranno da guida.
	 Perch il popolo e il regno
	che non vorranno servirti periranno
	e le nazioni saranno tutte sterminate.
	 La gloria del Libano verr a te,
	cipressi, olmi e abeti insieme,
	per abbellire il luogo del mio santuario,
	per glorificare il luogo dove poggio i miei piedi.
	 Verranno a te in atteggiamento umile
	i figli dei tuoi oppressori;
	ti si getteranno proni alle piante dei piedi
	quanti ti disprezzavano.
	Ti chiameranno Citt del Signore,
	Sion del Santo di Israele.
	 Dopo essere stata derelitta,
	odiata, senza che alcuno passasse da te,
	io far di te l'orgoglio dei secoli,
	la gioia di tutte le generazioni.
	 Tu succhierai il latte dei popoli,
	succhierai le ricchezze dei re.
	Saprai che io sono il Signore tuo salvatore
	e tuo redentore, io il Forte di Giacobbe.
	 Far venire oro anzich bronzo,
	far venire argento anzich ferro,
	bronzo anzich legno,
	ferro anzich pietre.
	Costituir tuo sovrano la pace,
	tuo governatore la giustizia.
	 Non si sentir pi parlare di prepotenza nel tuo paese,
	di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini.
	Tu chiamerai salvezza le tue mura
	e gloria le tue porte.
	 Il sole non sar pi la tua luce di giorno,
	n ti illuminer pi
	il chiarore della luna.
	Ma il Signore sar per te luce eterna,
	il tuo Dio sar il tuo splendore.
	 Il tuo sole non tramonter pi
	n la tua luna si dileguer,
	perch il Signore sar per te luce eterna;
	saranno finiti i giorni del tuo lutto.
	 Il tuo popolo sar tutto di giusti,
	per sempre avranno in possesso la terra,
	germogli delle piantagioni del Signore,
	lavoro delle sue mani per mostrare la sua gloria.
	 Il piccolo diventer un migliaio,
	il minimo un immenso popolo;
	io sono il Signore:
	a suo tempo, far ci speditamente.



	 Lo spirito del Signore Dio  su di me
	perch il Signore mi ha consacrato con l'unzione;
	mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri,
	a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
	a proclamare la libert degli schiavi,
	la scarcerazione dei prigionieri,
	 a promulgare l'anno di misericordia del Signore,
	un giorno di vendetta per il nostro Dio,
	per consolare tutti gli afflitti,
	 per allietare gli afflitti di Sion,
	per dare loro una corona invece della cenere,
	olio di letizia invece dell'abito da lutto,
	canto di lode invece di un cuore mesto.
	Essi si chiameranno querce di giustizia,
	piantagione del Signore per manifestare la sua gloria.
	 Ricostruiranno le vecchie rovine,
	rialzeranno gli antichi ruderi,
	restaureranno le citt desolate,
	devastate da pi generazioni.
	 Ci saranno stranieri a pascere i vostri greggi
	e figli di stranieri saranno vostri contadini e vignaioli.
	 Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
	ministri del nostro Dio sarete detti.
	Vi godrete i beni delle nazioni,
	trarrete vanto dalle loro ricchezze.
	 Perch il loro obbrobrio fu di doppia misura,
	vergogna e insulto furono la loro porzione;
	per questo possiederanno il doppio nel loro paese,
	avranno una letizia perenne.
	 Poich io sono il Signore che amo il diritto
	e odio la rapina e l'ingiustizia:
	io dar loro fedelmente il salario,
	concluder con loro un'alleanza perenne.
	 Sar famosa tra i popoli la loro stirpe,
	i loro discendenti tra le nazioni.
	Coloro che li vedranno ne avranno stima,
	perch essi sono la stirpe che il Signore ha benedetto.

	 Io gioisco pienamente nel Signore,
	la mia anima esulta nel mio Dio,
	perch mi ha rivestito delle vesti di salvezza,
	mi ha avvolto con il manto della giustizia,
	come uno sposo che si cinge il diadema
	e come una sposa che si adorna di gioielli.
	 Poich come la terra produce la vegetazione
	e come un giardino fa germogliare i semi,
	cos il Signore Dio far germogliare la giustizia
	e la lode davanti a tutti i popoli.



	 Per amore di Sion non tacer,
	per amore di Gerusalemme non mi dar pace,
	finch non sorga come stella la sua giustizia
	e la sua salvezza non risplenda come lampada.
	 Allora i popoli vedranno la tua giustizia,
	tutti i re la tua gloria;
	ti si chiamer con un nome nuovo
	che la bocca del Signore indicher.
	 Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
	un diadema regale nella palma del tuo Dio.
	 Nessuno ti chiamer pi Abbandonata,
	n la tua terra sar pi detta Devastata,
	ma tu sarai chiamata Mio compiacimento
	e la tua terra, Sposata,
	perch il Signore si compiacer di te
	e la tua terra avr uno sposo.
	 S, come un giovane sposa una vergine,
	cos ti sposer il tuo architetto;
	come gioisce lo sposo per la sposa,
	cos il tuo Dio gioir per te.
	 Sulle tue mura, Gerusalemme,
	ho posto sentinelle;
	per tutto il giorno e tutta la notte
	non taceranno mai.
	Voi, che rammentate le promesse al Signore,
	non prendetevi mai riposo
	 e neppure a lui date riposo,
	finch non abbia ristabilito Gerusalemme
	e finch non l'abbia resa il vanto della terra.
	 Il Signore ha giurato con la sua destra
	e con il suo braccio potente:
	"Mai pi dar il tuo grano in cibo ai tuoi nemici,
	mai pi gli stranieri berranno il vino
	per il quale tu hai faticato.
	 No! Coloro che avranno raccolto il grano
	lo mangeranno e canteranno inni al Signore,
	coloro che avranno vendemmiato berranno il vino
	nei cortili del mio santuario".
	 Passate, passate per le porte,
	sgombrate la via al popolo,
	spianate, spianate la strada,
	liberatela dalle pietre,
	innalzate un vessillo per i popoli.
	 Ecco ci che il Signore fa sentire
	all'estremit della terra:
	"Dite alla figlia di Sion:
	Ecco, arriva il tuo salvatore;
	ecco, ha con s la sua mercede,
	la sua ricompensa  davanti a lui.
	 Li chiameranno popolo santo,
	redenti del Signore.
	E tu sarai chiamata Ricercata,
	Citt non abbandonata".



	 Chi  costui che viene da Edom,
	da Bozra con le vesti tinte di rosso?
	Costui, splendido nella sua veste,
	che avanza nella pienezza della sua forza?
	- "Io, che parlo con giustizia,
	sono grande nel soccorrere".
	 - Perch rossa  la tua veste
	e i tuoi abiti come quelli di chi pigia nel tino?
	 - "Nel tino ho pigiato da solo
	e del mio popolo nessuno era con me.
	Li ho pigiati con sdegno,
	li ho calpestati con ira.
	Il loro sangue  sprizzato sulle mie vesti
	e mi sono macchiato tutti gli abiti,
	 poich il giorno della vendetta era nel mio cuore
	e l'anno del mio riscatto  giunto.
	 Guardai: nessuno aiutava;
	osservai stupito: nessuno mi sosteneva.
	Allora mi prest soccorso il mio braccio,
	mi sostenne la mia ira.
	 Calpestai i popoli con sdegno, li stritolai con ira,
	feci scorrere per terra il loro sangue".

	 Voglio ricordare i benefici del Signore,
	le glorie del Signore,
	quanto egli ha fatto per noi.
	Egli  grande in bont per la casa di Israele.
	Egli ci tratt secondo il suo amore,
	secondo la grandezza della sua misericordia.
	 Disse: "Certo, essi sono il mio popolo,
	figli che non deluderanno"
	e fu per loro un salvatore
	 in tutte le angosce.
	Non un inviato n un angelo,
	ma egli stesso li ha salvati;
	con amore e compassione egli li ha riscattati;
	li ha sollevati e portati su di s,
	in tutti i giorni del passato.
	 Ma essi si ribellarono e contristarono
	il suo santo spirito.
	Egli perci divenne loro nemico
	e mosse loro guerra.
	 Allora si ricordarono dei giorni antichi,
	di Mos suo servo.
	Dov' colui che fece uscire dall'acqua del Nilo
	il pastore del suo gregge?
	Dov' colui che gli pose nell'intimo
	il suo santo spirito;
	 colui che fece camminare alla destra di Mos
	il suo braccio glorioso,
	che divise le acque davanti a loro
	facendosi un nome eterno;
	 colui che li fece avanzare tra i flutti
	come un cavallo sulla steppa?
	Non inciamparono,
	 come armento che scende per la valle:
	lo spirito del Signore li guidava al riposo.
	Cos tu conducesti il tuo popolo,
	per farti un nome glorioso.
	 Guarda dal cielo e osserva
	dalla tua dimora santa e gloriosa.
	Dove sono il tuo zelo e la tua potenza,
	il fremito della tua tenerezza
	e la tua misericordia?
	Non forzarti all'insensibilit
	 perch tu sei nostro padre,
	poich Abramo non ci riconosce
	e Israele non si ricorda di noi.
	Tu, Signore, tu sei nostro padre,
	da sempre ti chiami nostro redentore.
	 Perch, Signore,
	ci lasci vagare lontano dalle tue vie
	e lasci indurire il nostro cuore, cos che non ti tema?
	Ritorna per amore dei tuoi servi,
	per amore delle trib, tua eredit.
	 Perch gli empi hanno calpestato il tuo santuario,
	i nostri avversari hanno profanato il tuo luogo santo?
	 Siamo diventati come coloro
	su cui tu non hai mai dominato,
	sui quali il tuo nome non  stato mai invocato.
	Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
	Davanti a te sussulterebbero i monti.



	 Come il fuoco incendia le stoppie
	e fa bollire l'acqua,
	cos il fuoco distrugga i tuoi avversari,
	perch si conosca il tuo nome fra i tuoi nemici.
	Davanti a te tremavano i popoli,
	 quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,
	 di cui non si ud parlare da tempi lontani.
	Orecchio non ha sentito,
	occhio non ha visto
	che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto
	per chi confida in lui.
	 Tu vai incontro a quanti praticano la giustizia
	e si ricordano delle tue vie.
	Ecco, tu sei adirato perch abbiamo peccato
	contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.
	 Siamo divenuti tutti come una cosa impura
	e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia
	tutti siamo avvizziti come foglie,
	le nostre iniquit ci hanno portato via come il vento.
	 Nessuno invocava il tuo nome,
	nessuno si riscuoteva per stringersi a te;
	perch tu avevi nascosto da noi il tuo volto,
	ci hai messo in bala della nostra iniquit.
	 Ma, Signore, tu sei nostro padre;
	noi siamo argilla e tu colui che ci da'forma,
	tutti noi siamo opera delle tue mani.
	 Signore, non adirarti troppo,
	non ricordarti per sempre dell'iniquit.
	Ecco, guarda: tutti siamo tuo popolo.
	 Le tue citt sante sono un deserto,
	un deserto  diventata Sion,
	Gerusalemme una desolazione.
	 Il nostro tempio, santo e magnifico,
	dove i nostri padri ti hanno lodato,
	 divenuto preda del fuoco;
	tutte le nostre cose preziose sono distrutte.
	 Dopo tutto questo, resterai ancora insensibile, o Signore,
	tacerai e ci umilierai sino in fondo?



	 Mi feci ricercare da chi non mi interrogava,
	mi feci trovare da chi non mi cercava.
	Dissi: "Eccomi, eccomi"
	a gente che non invocava il mio nome.
	 Ho teso la mano ogni giorno a un popolo ribelle;
	essi andavano per una strada non buona,
	seguendo i loro capricci,
	 un popolo che mi provocava
	sempre, con sfacciataggine.
	Essi sacrificavano nei giardini,
	offrivano incenso sui mattoni,
	 abitavano nei sepolcri,
	passavano la notte in nascondigli,
	mangiavano carne suina
	e cibi immondi nei loro piatti.
	 Essi dicono: "Sta'lontano!
	Non accostarti a me, che per te sono sacro".
	Tali cose sono un fumo al mio naso,
	un fuoco acceso tutto il giorno.
	 Ecco, tutto questo sta scritto davanti a me;
	io non tacer finch non avr ripagato
	 le vostre iniquit e le iniquit dei vostri padri,
	tutte insieme, dice il Signore.
	Costoro hanno bruciato incenso sui monti
	e sui colli mi hanno insultato;
	cos io calcoler la loro paga
	e la riverser nel loro grembo.
	 Dice il Signore: "Come quando
	si trova succo in un grappolo,
	si dice: Non distruggetelo,
	perch v' qui una benedizione,
	cos io far per amore dei miei servi,
	per non distruggere ogni cosa.
	 Io far uscire una discendenza da Giacobbe,
	da Giuda un erede dei miei monti.
	I miei eletti ne saranno i padroni
	e i miei servi vi abiteranno.
	 Sarn diventer un pascolo di greggi,
	la valle di Acr un recinto per armenti,
	per il mio popolo che mi ricercher.
	 Ma voi, che avete abbandonato il Signore,
	dimentichi del mio santo monte,
	che preparate una tavola per Gad
	e riempite per Men la coppa di vino,
	 io vi destino alla spada;
	tutti vi curverete alla strage,
	perch ho chiamato e non avete risposto;
	ho parlato e non avete udito.
	Avete fatto ci che  male ai miei occhi,
	ci che mi dispiace avete scelto".
	 Pertanto, cos dice il Signore Dio:
	"Ecco, i miei servi mangeranno
	e voi avrete fame;
	ecco, i miei servi berranno
	e voi avrete sete;
	ecco, i miei servi gioiranno
	e voi resterete delusi;
	 ecco, i miei servi giubileranno
	per la gioia del cuore,
	voi griderete per il dolore del cuore,
	urlerete per la tortura dello spirito.
	 Lascerete il vostro nome
	come imprecazione fra i miei eletti:
	Cos ti faccia morire il Signore Dio.
	Ma i miei servi saranno chiamati con un altro nome.
	 Chi vorr essere benedetto nel paese,
	vorr esserlo per il Dio fedele;
	chi vorr giurare nel paese,
	giurer per il Dio fedele;
	perch saranno dimenticate le tribolazioni antiche,
	saranno occultate ai miei occhi.
	 Ecco infatti io creo
	nuovi cieli e nuova terra;
	non si ricorder pi il passato,
	non verr pi in mente,
	 poich si godr e si gioir sempre
	di quello che sto per creare,
	e far di Gerusalemme una gioia,
	del suo popolo un gaudio.
	 Io esulter di Gerusalemme,
	godr del mio popolo.
	Non si udranno pi in essa
	voci di pianto, grida di angoscia.
	 Non ci sar pi
	un bimbo che viva solo pochi giorni,
	n un vecchio che dei suoi giorni
	non giunga alla pienezza;
	poich il pi giovane morir a cento anni
	e chi non raggiunge i cento anni
	sar considerato maledetto.
	 Fabbricheranno case e le abiteranno,
	pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
	 Non fabbricheranno perch un altro vi abiti,
	n pianteranno perch un altro mangi,
	poich quali i giorni dell'albero,
	tali i giorni del mio popolo.
	I miei eletti useranno a lungo
	quanto  prodotto dalle loro mani.
	 Non faticheranno invano,
	n genereranno per una morte precoce,
	perch prole di benedetti dal Signore essi saranno
	e insieme con essi anche i loro germogli.
	 Prima che mi invochino, io risponder;
	mentre ancora stanno parlando,
	io gi li avr ascoltati.
	 Il lupo e l'agnello pascoleranno insieme,
	il leone manger la paglia come un bue,
	ma il serpente manger la polvere,
	non faranno n male n danno
	in tutto il mio santo monte". Dice il Signore.



	 Cos dice il Signore:
	"Il cielo  il mio trono,
	la terra lo sgabello dei miei piedi.
	Quale casa mi potreste costruire?
	In quale luogo potrei fissare la dimora?
	 Tutte queste cose ha fatto la mia mano
	ed esse sono mie - oracolo del Signore -.
	Su chi volger lo sguardo?
	Sull'umile e su chi ha lo spirito contrito
	e su chi teme la mia parola.
	 Uno sacrifica un bue e poi uccide un uomo,
	uno immola una pecora e poi strozza un cane,
	uno presenta un'offerta e poi sangue di porco,
	uno brucia incenso e poi venera l'iniquit.
	Costoro hanno scelto le loro vie,
	essi si dilettano dei loro abomini;
	 anch'io sceglier la loro sventura
	e far piombare su di essi ci che temono,
	perch io avevo chiamato e nessuno ha risposto,
	avevo parlato e nessuno ha ascoltato.
	Hanno fatto ci che  male ai miei occhi,
	hanno preferito quello che a me dispiace".

	 Ascoltate la parola del Signore,
	voi che venerate la sua parola.
	Hanno detto i vostri fratelli che vi odiano,
	che vi respingono a causa del mio nome:
	"Mostri il Signore la sua gloria,
	e voi fateci vedere la vostra gioia!".
	Ma essi saranno confusi.
	 Giunge un rumore, un frastuono dalla citt,
	un rumore dal tempio:
	 la voce del Signore che paga
	il contraccambio ai suoi nemici.
	 Prima di provare i dolori, ha partorito;
	prima che le venissero i dolori,
	ha dato alla luce un maschio.
	 Chi ha mai udito una cosa simile,
	chi ha visto cose come queste?
	Nasce forse un paese in un giorno;
	un popolo  generato forse in un istante?
	Eppure Sion, appena sentiti i dolori,
	ha partorito i figli.
	 "Io che apro il grembo materno,
	non far partorire?" dice il Signore.
	"Io che faccio generare, chiuderei il seno?"
	dice il tuo Dio.
	 Rallegratevi con Gerusalemme,
	esultate per essa quanti la amate.
	Sfavillate di gioia con essa
	voi tutti che avete partecipato al suo lutto.
	 Cos succhierete al suo petto
	e vi sazierete delle sue consolazioni;
	succhierete, deliziandovi,
	all'abbondanza del suo seno.
	 Poich cos dice il Signore:
	"Ecco io far scorrere verso di essa,
	come un fiume, la prosperit;
	come un torrente in piena
	la ricchezza dei popoli;
	i suoi bimbi saranno portati in braccio,
	sulle ginocchia saranno accarezzati.
	 Come una madre consola un figlio
	cos io vi consoler;
	in Gerusalemme sarete consolati.
	 Voi lo vedrete e gioir il vostro cuore,
	le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca.
	La mano del Signore si far manifesta ai suoi servi,
	ma si sdegner contro i suoi nemici.
	 Poich, ecco, il Signore viene con il fuoco,
	i suoi carri sono come un turbine,
	per riversare con ardore l'ira,
	la sua minaccia con fiamme di fuoco.
	 Con il fuoco infatti il Signore far giustizia
	su tutta la terra
	e con la spada su ogni uomo;
	molti saranno i colpiti dal Signore.
	 Coloro che si consacrano e purificano nei giardini,
	seguendo uno che sta in mezzo,
	che mangiano carne suina, cose abominevoli e topi,
	insieme finiranno - oracolo del Signore -
	 con le loro opere e i loro propositi.

	Io verr a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria.  Io porr in essi un segno e mander i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal e di Grecia, ai lidi lontani che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunzieranno la mia gloria alle nazioni.  Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme, dice il Signore, come i figli di Israele portano l'offerta su vasi puri nel tempio del Signore.  Anche tra essi mi prender sacerdoti e leviti, dice il Signore.

	 S, come i nuovi cieli
	e la nuova terra, che io far,
	dureranno per sempre davanti a me
	- oracolo del Signore -
	cos dureranno la vostra discendenza e il vostro nome.
	 In ogni mese al novilunio,
	e al sabato di ogni settimana,
	verr ognuno a prostrarsi
	davanti a me, dice il Signore.
	 Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini
	che si sono ribellati contro di me;
	poich il loro verme non morir,
	il loro fuoco non si spegner
	e saranno un abominio per tutti".
