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La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri poetici e Sapienziali.

Qolet.



	 Parole di Qolet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.

	 Vanit delle vanit, dice Qolet,
	vanit delle vanit, tutto  vanit.
	 Quale utilit ricava l'uomo da tutto l'affanno
	per cui fatica sotto il sole?
	 Una generazione va, una generazione viene
	ma la terra resta sempre la stessa.
	 Il sole sorge e il sole tramonta,
	si affretta verso il luogo da dove risorger.
	 Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
	gira e rigira
	e sopra i suoi giri il vento ritorna.
	 Tutti i fiumi vanno al mare,
	eppure il mare non  mai pieno:
	raggiunta la loro mta,
	i fiumi riprendono la loro marcia.
	 Tutte le cose sono in travaglio
	e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
	Non si sazia l'occhio di guardare
	n mai l'orecchio  sazio di udire.
	 Ci che  stato sar
	e ci che si  fatto si rifar;
	non c' niente di nuovo sotto il sole.
	 C' forse qualcosa di cui si possa dire:
	"Guarda, questa  una novit"?
	Proprio questa  gi stata nei secoli
	che ci hanno preceduto.
	 Non resta pi ricordo degli antichi,
	ma neppure di coloro che saranno
	si conserver memoria
	presso coloro che verranno in seguito.

	 Io, Qolet, sono stato re d'Israele in Gerusalemme. Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ci che si fa sotto il cielo.  questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perch in essa fatichino. Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto  vanit e un inseguire il vento.

	 Ci che  storto non si pu raddrizzare
	e quel che manca non si pu contare.

	 Pensavo e dicevo fra me: "Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e pi vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza".  Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo  un inseguire il vento,  perch

	molta sapienza, molto affanno;
	chi accresce il sapere, aumenta il dolore.



	 Io ho detto in cuor mio: "Vieni, dunque, ti voglio mettere alla prova con la gioia: Gusta il piacere!". Ma ecco anche questo  vanit.

	 Del riso ho detto: "Follia!"
	e della gioia: "A che giova?".

	 Ho voluto soddisfare il mio corpo con il vino, con la pretesa di dedicarmi con la mente alla sapienza e di darmi alla follia, finch non scoprissi che cosa convenga agli uomini compiere sotto il cielo, nei giorni contati della loro vita.  Ho intrapreso grandi opere, mi sono fabbricato case, mi sono piantato vigneti.  Mi sono fatto parchi e giardini e vi ho piantato alberi da frutto d'ogni specie;  mi sono fatto vasche, per irrigare con l'acqua le piantagioni.  Ho acquistato schiavi e schiave e altri ne ho avuti nati in casa e ho posseduto anche armenti e greggi in gran numero pi di tutti i miei predecessori in Gerusalemme.  Ho accumulato anche argento e oro, ricchezze di re e di province; mi sono procurato cantori e cantatrici, insieme con le delizie dei figli dell'uomo.  Sono divenuto grande, pi potente di tutti i miei predecessori in Gerusalemme, pur conservando la mia sapienza.  Non ho negato ai miei occhi nulla di ci che bramavano, n ho rifiutato alcuna soddisfazione al mio cuore, che godeva d'ogni mia fatica; questa  stata la ricompensa di tutte le mie fatiche.  Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi  apparso vanit e un inseguire il vento: non c' alcun vantaggio sotto il sole.
	 Ho considerato poi la sapienza, la follia e la stoltezza. "Che far il successore del re? Ci che  gi stato fatto".  Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza  il vantaggio della luce sulle tenebre:

	 Il saggio ha gli occhi in fronte,
	ma lo stolto cammina nel buio.
	Ma so anche che un'unica sorte
	 riservata a tutt'e due.

	 Allora ho pensato: "Anche a me toccher la sorte dello stolto! Allora perch ho cercato d'esser saggio? Dov' il vantaggio?". E ho concluso: "Anche questo  vanit".  Infatti, n del saggio n dello stolto rester un ricordo duraturo e nei giorni futuri tutto sar dimenticato. Allo stesso modo muoiono il saggio e lo stolto.
	 Ho preso in odio la vita, perch mi  sgradito quanto si fa sotto il sole. Ogni cosa infatti  vanit e un inseguire il vento.  Ho preso in odio ogni lavoro da me fatto sotto il sole, perch dovr lasciarlo al mio successore.  E chi sa se questi sar saggio o stolto? Eppure potr disporre di tutto il mio lavoro, in cui ho speso fatiche e intelligenza sotto il sole. Anche questo  vanit!  Sono giunto al punto di disperare in cuor mio per tutta la fatica che avevo durato sotto il sole,  perch chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovr poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo  vanit e grande sventura.
	 Allora quale profitto c' per l'uomo in tutta la sua fatica e in tutto l'affanno del suo cuore con cui si affatica sotto il sole?  Tutti i suoi giorni non sono che dolori e preoccupazioni penose; il suo cuore non riposa neppure di notte. Anche questo  vanit!  Non c' di meglio per l'uomo che mangiare e bere e godersela nelle sue fatiche; ma mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio.  Difatti, chi pu mangiare e godere senza di lui?  Egli concede a chi gli  gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore d la pena di raccogliere e d'ammassare per colui che  gradito a Dio. Ma anche questo  vanit e un inseguire il vento!



	 Per ogni cosa c' il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
	 C' un tempo per nascere e un tempo per morire,
	un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
	 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
	un tempo per demolire e un tempo per costruire.
	 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
	un tempo per gemere e un tempo per ballare.
	 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
	un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
	 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
	un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
	 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
	un tempo per tacere e un tempo per parlare.
	 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
	un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

	 Che vantaggio ha chi si d da fare con fatica?
	 Ho considerato l'occupazione che Dio ha dato agli uomini, perch si occupino in essa.  Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell'eternit nel loro cuore, senza per che gli uomini possano capire l'opera compiuta da Dio dal principio alla fine.  Ho concluso che non c' nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita;  ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro  un dono di Dio.  Riconosco che qualunque cosa Dio fa  immutabile; non c' nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce cos perch si abbia timore di lui.  Ci che , gi  stato; ci che sar, gi ; Dio ricerca ci che  gi passato.
	 Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c' l'iniquit e al posto della giustizia c' l'empiet.  Ho pensato: Dio giudicher il giusto e l'empio, perch c' un tempo per ogni cosa e per ogni azione.  Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per s sono come bestie.  Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie  la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c' un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorit dell'uomo rispetto alle bestie, perch tutto  vanit.  Tutti sono diretti verso la medesima dimora:

	tutto  venuto dalla polvere
	e tutto ritorna nella polvere.

	 Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?  Mi sono accorto che nulla c' di meglio per l'uomo che godere delle sue opere, perch questa  la sua sorte. Chi potr infatti condurlo a vedere ci che avverr dopo di lui?



	 Ho poi considerato tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole. Ecco il pianto degli oppressi che non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori sta la violenza, mentre per essi non c' chi li consoli.  Allora ho proclamato pi felici i morti, ormai trapassati, dei viventi che sono ancora in vita;  ma ancor pi felice degli uni e degli altri chi ancora non  e non ha visto le azioni malvage che si commettono sotto il sole.
	 Ho osservato anche che ogni fatica e tutta l'abilit messe in un lavoro non sono che invidia dell'uno con l'altro. Anche questo  vanit e un inseguire il vento.

	 Lo stolto incrocia le braccia
	e divora la sua carne.
	 Meglio una manciata con riposo
	che due manciate con fatica.

	 Inoltre ho considerato un'altra vanit sotto il sole:  uno  solo, senza eredi, non ha un figlio, non un fratello. Eppure non smette mai di faticare, n il suo occhio  sazio di ricchezza: "Per chi mi affatico e mi privo dei beni?". Anche questo  vanit e un cattivo affannarsi.
	 Meglio essere in due che uno solo, perch due hanno un miglior compenso nella fatica.  Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi  solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi.  Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi?  Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto.

	 Meglio un ragazzo povero ma accorto,
	che un re vecchio e stolto
	che non sa ascoltare i consigli.

	 Il ragazzo infatti pu uscir di prigione ed esser proclamato re, anche se, mentre quegli regnava,  nato povero.  Ho visto tutti i viventi che si muovono sotto il sole, stare con quel ragazzo, il secondo, cio l'usurpatore.  Era una folla immensa quella di cui egli era alla testa. Ma coloro che verranno dopo non avranno da rallegrarsi di lui. Anche questo  vanit e un inseguire il vento.
	 Bada ai tuoi passi, quando ti rechi alla casa di Dio. Avvicinarsi per ascoltare vale pi del sacrificio offerto dagli stolti che non comprendono neppure di far male.



	 Non essere precipitoso con la bocca e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio, perch Dio  in cielo e tu sei sulla terra; perci le tue parole siano parche, poich

	 Dalle molte preoccupazioni vengono i sogni
	e dalle molte chiacchiere il discorso dello stolto.

	 Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare a soddisfarlo, perch egli non ama gli stolti: adempi quello che hai promesso.   meglio non far voti, che farli e poi non mantenerli.  Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole e non dire davanti al messaggero che  stata una inavvertenza, perch Dio non abbia ad adirarsi per le tue parole e distrugga il lavoro delle tue mani.  Poich dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole. Abbi dunque il timor di Dio.

	 Se vedi nella provincia il povero oppresso e il diritto e la giustizia calpestati, non ti meravigliare di questo, poich sopra un'autorit veglia un'altra superiore e sopra di loro un'altra ancora pi alta:  l'interesse del paese in ogni cosa  un re che si occupa dei campi.

	 Chi ama il denaro, mai si sazia di denaro e chi ama la ricchezza, non ne trae profitto. Anche questo  vanit.  Con il crescere dei beni i parassiti aumentano e qual vantaggio ne riceve il padrone, se non di vederli con gli occhi?

	 Dolce  il sonno del lavoratore, poco o molto che mangi;
	ma la saziet del ricco non lo lascia dormire.

	 Un altro brutto malanno ho visto sotto il sole: ricchezze custodite dal padrone a proprio danno.  Se ne vanno in fumo queste ricchezze per un cattivo affare e il figlio che gli  nato non ha nulla nelle mani.  Come  uscito nudo dal grembo di sua madre, cos se ne andr di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaver nulla da portar con s.  Anche questo  un brutto malanno: che se ne vada proprio come  venuto. Qual vantaggio ricava dall'aver gettato le sue fatiche al vento?  Inoltre avr passato tutti i suoi giorni nell'oscurit e nel pianto fra molti guai, malanni e crucci.
	 Ecco quello che ho concluso:  meglio mangiare e bere e godere dei beni in ogni fatica durata sotto il sole, nei pochi giorni di vita che Dio gli d:  questa la sua sorte.  Ogni uomo, a cui Dio concede ricchezze e beni, ha anche facolt di goderli e prendersene la sua parte e di godere delle sue fatiche: anche questo  dono di Dio.  Egli non penser infatti molto ai giorni della sua vita, poich Dio lo tiene occupato con la gioia del suo cuore.



	 Un altro male ho visto sotto il sole, che pesa molto sopra gli uomini.  A uno Dio ha concesso beni, ricchezze, onori e non gli manca niente di quanto desidera; ma Dio non gli concede di poterne godere, perch  un estraneo che ne gode. Ci  vanit e malanno grave!
	 Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l'aborto,  perch questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome  coperto dalla tenebra.  Non vide neppure il sole: non conobbe niente; eppure il suo riposo  maggiore di quello dell'altro.  Se quello vivesse anche due volte mille anni, senza godere dei suoi beni, forse non dovranno andare tutt'e due nel medesimo luogo?

	 Tutta la fatica dell'uomo  per la bocca e la sua brama non  mai sazia.  Quale vantaggio ha il saggio sullo stolto? Quale il vantaggio del povero che sa comportarsi bene di fronte ai viventi?
	 Meglio vedere con gli occhi, che vagare con il desiderio. Anche questo  vanit e un inseguire il vento.  Ci che , gi da tempo ha avuto un nome; e si sa che cos' un uomo: egli non pu competere con chi  pi forte di lui.  Le molte parole aumentano la delusione e quale vantaggio v' per l'uomo?  Chi sa quel che all'uomo convenga durante la vita, nei brevi giorni della sua vana esistenza che egli trascorre come un'ombra? Chi pu indicare all'uomo cosa avverr dopo di lui sotto il sole?



	 Un buon nome  preferibile all'unguento profumato
	e il giorno della morte al giorno della nascita.
	  meglio andare in una casa in pianto
	che andare in una casa in festa;
	perch quella  la fine d'ogni uomo
	e chi vive ci rifletter.
	  preferibile la mestizia al riso,
	perch sotto un triste aspetto il cuore  felice.
	 Il cuore dei saggi  in una casa in lutto
	e il cuore degli stolti in una casa in festa.
	 Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
	che ascoltare il canto degli stolti:
	 perch com' il crepitio dei pruni sotto la pentola,
	tale  il riso degli stolti.
	Ma anche questo  vanit.
	 Il mal tolto rende sciocco il saggio
	e i regali corrompono il cuore.

	  Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
	 meglio la pazienza della superbia.

	 Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perch l'ira alberga in seno agli stolti.  Non domandare: "Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?", poich una tale domanda non  ispirata da saggezza.   buona la saggezza insieme con un patrimonio ed  utile per coloro che vedono il sole;  perch si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede.
	 Osserva l'opera di Dio: chi pu raddrizzare ci che egli ha fatto curvo?  Nel giorno lieto sta'allegro e nel giorno triste rifletti: "Dio ha fatto tanto l'uno quanto l'altro, perch l'uomo non trovi nulla da incolparlo".
	 Tutto ho visto nei giorni della mia vanit: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l'empio nonostante la sua iniquit.

	 Non esser troppo scrupoloso
	n saggio oltre misura.
	Perch vuoi rovinarti?
	 Non esser troppo malvagio
	e non essere stolto.
	Perch vuoi morire innanzi tempo?

	  bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perch chi teme Dio riesce in tutte queste cose.
	 La sapienza rende il saggio pi forte di dieci potenti che governano la citt.  Non c' infatti sulla terra un uomo cos giusto che faccia solo il bene e non pecchi.  Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te,  perch il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri.  Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: "Voglio essere saggio!", ma la sapienza  lontana da me!  Ci che  stato  lontano e profondo, profondo: chi lo pu raggiungere?
	 Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perch delle cose e a conoscere che la malvagit  follia e la stoltezza pazzia.  Trovo che amara pi della morte  la donna, la quale  tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi  gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
	 Vedi, io ho scoperto questo, dice Qolet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione.  Quello che io cerco ancora e non ho trovato  questo:

	Un uomo su mille l'ho trovato:
	ma una donna fra tutte non l'ho trovata.

	 Vedi, solo questo ho trovato:

	Dio ha fatto l'uomo retto,
	ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti.



	 Chi  come il saggio?
	Chi conosce la spiegazione delle cose?
	La sapienza dell'uomo ne rischiara il volto,
	ne cambia la durezza del viso.

	 Osserva gli ordini del re e, a causa del giuramento fatto a Dio,  non allontanarti in fretta da lui e non persistere nel male; perch egli pu fare ci che vuole.  Infatti, la parola del re  sovrana; chi pu dirgli: "Che fai?".  Chi osserva il comando non prova alcun male; la mente del saggio conosce il tempo e il giudizio.  Infatti, per ogni cosa vi  tempo e giudizio e il male dell'uomo ricade gravemente su chi lo fa.  Questi ignora che cosa accadr; chi mai pu indicargli come avverr?  Nessun uomo  padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, n alcuno ha potere sul giorno della sua morte, n c' scampo dalla lotta; l'iniquit non salva colui che la compie.
	 Tutto questo ho visto riflettendo su ogni azione che si compie sotto il sole, quando l'uomo domina sull'altro uomo, a proprio danno.  Frattanto ho visto empi venir condotti alla sepoltura; invece, partirsene dal luogo santo ed essere dimenticati nella citt coloro che avevano operato rettamente. Anche questo  vanit.  Poich non si d una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore dei figli dell'uomo  pieno di voglia di fare il male;  poich il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perch provano timore davanti a lui,  e non sar felice l'empio e non allungher come un'ombra i suoi giorni, perch egli non teme Dio.  Sulla terra si ha questa delusione: vi sono giusti ai quali tocca la sorte meritata dagli empi con le loro opere, e vi sono empi ai quali tocca la sorte meritata dai giusti con le loro opere. Io dico che anche questo  vanit.
	 Perci approvo l'allegria, perch l'uomo non ha altra felicit, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole.
	 Quando mi sono applicato a conoscere la sapienza e a considerare l'affannarsi che si fa sulla terra - poich l'uomo non conosce riposo n giorno n notte -  allora ho osservato tutta l'opera di Dio, e che l'uomo non pu scoprire la ragione di quanto si compie sotto il sole; per quanto si affatichi a cercare, non pu scoprirla. Anche se un saggio dicesse di conoscerla, nessuno potrebbe trovarla.



	 Infatti ho riflettuto su tutto questo e ho compreso che i giusti e i saggi e le loro azioni sono nelle mani di Dio.
	L'uomo non conosce n l'amore n l'odio; davanti a lui tutto  vanit.

	 Vi  una sorte unica per tutti,
	per il giusto e l'empio,
	per il puro e l'impuro,
	per chi offre sacrifici e per chi non li offre,
	per il buono e per il malvagio,
	per chi giura e per chi teme di giurare.

	 Questo  il male in tutto ci che avviene sotto il sole: una medesima sorte tocca a tutti e anche il cuore degli uomini  pieno di male e la stoltezza alberga nel loro cuore mentre sono in vita, poi se ne vanno fra i morti.  Certo, finch si resta uniti alla societ dei viventi c' speranza: meglio un cane vivo che un leone morto.  I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c' pi salario per loro, perch il loro ricordo svanisce.  Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto  ormai finito, non avranno pi alcuna parte in tutto ci che accade sotto il sole.

	 Va', mangia con gioia il tuo pane,
	bevi il tuo vino con cuore lieto,
	perch Dio ha gi gradito le tue opere.
	 In ogni tempo le tue vesti siano bianche
	e il profumo non manchi sul tuo capo.

	 Godi la vita con la sposa che ami per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perch questa  la tua sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole.  Tutto ci che trovi da fare, fallo finch ne sei in grado, perch non ci sar n attivit, n ragione, n scienza, n sapienza gi negli inferi, dove stai per andare.
	 Ho visto anche sotto il sole che non  degli agili la corsa, n dei forti la guerra e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza e nemmeno degli intelligenti il favore, perch il tempo e il caso raggiungono tutti.  Infatti l'uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l'uomo  sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui.

	 Anche questo fatto ho visto sotto il sole e mi parve assai grave:  c'era una piccola citt con pochi abitanti. Un gran re si mosse contro di essa, l'assedi e vi costru contro grandi bastioni.  Si trovava per in essa un uomo povero ma saggio, il quale con la sua sapienza salv la citt; eppure nessuno si ricord di quest'uomo povero.  E io dico:

	 meglio la sapienza della forza,
	ma la sapienza del povero  disprezzata
	e le sue parole non sono ascoltate.
	 Le parole calme dei saggi si ascoltano
	pi delle grida di chi domina fra i pazzi.
	 Meglio la sapienza che le armi da guerra,
	ma uno sbaglio solo annienta un gran bene.



	 Una mosca morta guasta l'unguento del profumiere:
	un po'di follia
	pu contare pi della sapienza e dell'onore.
	 La mente del sapiente si dirige a destra
	e quella dello stolto a sinistra.

	 Per qualunque via lo stolto cammini  privo di senno e di ognuno dice: " un pazzo".

	 Se l'ira d'un potente si accende contro di te, non lasciare il tuo posto, perch la calma placa le offese anche gravi.
	 C' un male che io ho osservato sotto il sole: l'errore commesso da parte di un sovrano:  la follia vien collocata in posti elevati e gli abili siedono in basso.  Ho visto schiavi a cavallo e prncipi camminare a piedi come schiavi.

	 Chi scava una fossa ci casca dentro
	e chi disf un muro  morso da una serpe.
	 Chi spacca le pietre si fa male
	e chi taglia legna corre pericolo.

	 Se il ferro  ottuso e non se ne affila il taglio, bisogna raddoppiare gli sforzi; la riuscita sta nell'uso della saggezza.  Se il serpente morde prima d'essere incantato, non c' niente da fare per l'incantatore.

	 Le parole della bocca del saggio procurano benevolenza,
	ma le labbra dello stolto lo mandano in rovina:
	 il principio del suo parlare  sciocchezza,
	la fine del suo discorso pazzia funesta.

	 L'insensato moltiplica le parole: "Non sa l'uomo quel che avverr: chi gli manifester ci che sar dopo di lui?".

	 La fatica dello stolto lo stanca;
	poich non sa neppure andare in citt.
	 Guai a te, o paese, che per re hai un ragazzo
	e i cui prncipi banchettano fin dal mattino!
	 Felice te, o paese, che per re hai un uomo libero
	e i cui prncipi mangiano al tempo dovuto
	per rinfrancarsi e non per gozzovigliare.
	 Per negligenza il soffitto crolla
	e per l'inerzia delle mani piove in casa.
	 Per stare lieti si fanno banchetti
	e il vino allieta la vita;
	il denaro risponde a ogni esigenza.
	 Non dir male del re neppure con il pensiero
	e nella tua stanza da letto non dir male del potente,
	perch un uccello del cielo trasporta la voce
	e un alato riferisce la parola.



	 Getta il tuo pane sulle acque, perch con il tempo lo ritroverai.  Fanne sette od otto parti, perch non sai quale sciagura potr succedere sulla terra.

	 Se le nubi sono piene di acqua,
	la rovesciano sopra la terra;
	se un albero cade a sud o a nord,
	l dove cade rimane.
	 Chi bada al vento non semina mai
	e chi osserva le nuvole non miete.
	 Come ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa dentro il seno d'una donna incinta, cos ignori l'opera di Dio che fa tutto.
	 La mattina semina il tuo seme
	e la sera non dar riposo alle tue mani,
	perch non sai qual lavoro riuscir,
	se questo o quello
	o se saranno buoni tutt'e due.

	 Dolce  la luce
	e agli occhi piace vedere il sole.
	 Anche se vive l'uomo per molti anni
	se li goda tutti,
	e pensi ai giorni tenebrosi, che saranno molti:
	tutto ci che accade  vanit.
	 Sta'lieto, o giovane, nella tua giovinezza,
	e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua giovent.
	Segui pure le vie del tuo cuore
	e i desideri dei tuoi occhi.
	Sappi per che su tutto questo
	Dio ti convocher in giudizio.
	 Caccia la malinconia dal tuo cuore,
	allontana dal tuo corpo il dolore,
	perch la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.



	 Ricrdati del tuo creatore
	nei giorni della tua giovinezza,
	prima che vengano i giorni tristi
	e giungano gli anni di cui dovrai dire:
	"Non ci provo alcun gusto",
	 prima che si oscuri il sole,
	la luce, la luna e le stelle
	e ritornino le nubi dopo la pioggia;
	 quando tremeranno i custodi della casa
	e si curveranno i gagliardi
	e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
	perch rimaste in poche,
	e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
	 e si chiuderanno le porte sulla strada;
	quando si abbasser il rumore della mola
	e si attenuer il cinguettio degli uccelli
	e si affievoliranno tutti i toni del canto;
	 quando si avr paura delle alture
	e degli spauracchi della strada;
	quando fiorir il mandorlo
	e la locusta si trasciner a stento
	e il cappero non avr pi effetto,
	poich l'uomo se ne va nella dimora eterna
	e i piagnoni si aggirano per la strada;
	 prima che si rompa il cordone d'argento
	e la lucerna d'oro s'infranga
	e si rompa l'anfora alla fonte
	e la carrucola cada nel pozzo
	 e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,
	e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
	 Vanit delle vanit, dice Qolet,
	e tutto  vanit.

	 Oltre a essere saggio, Qolet insegn anche la scienza al popolo; ascolt, indag e compose un gran numero di massime.
	 Qolet cerc di trovare pregevoli detti e scrisse con esattezza parole di verit.  Le parole dei saggi sono come pungoli; come chiodi piantati, le raccolte di autori: esse sono date da un solo pastore.  Quanto a ci che  in pi di questo, figlio mio, bada bene: i libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo.
	 Conclusione del discorso, dopo che si  ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perch questo per l'uomo  tutto.
	 Infatti, Dio citer in giudizio ogni azione, tutto ci che  occulto, bene o male.
