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La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri storici.

Primo libro dei Re



	 Il re Davide era vecchio e avanzato negli anni e, sebbene lo coprissero, non riusciva a riscaldarsi.  I suoi ministri gli suggerirono: "Si cerchi per il re nostro signore una vergine giovinetta, che assista il re e lo curi e dorma con lui; cos il re nostro signore si riscalder".  Si cerc in tutto il territorio d'Israele una giovane bella e si trov Abisag da Sunem e la condussero al re.  La giovane era molto bella; essa curava il re e lo serviva, ma il re non si un a lei.
	 Ma Adonia, figlio di Agght, insuperbito, diceva: "Sar io il re". Si procur carri, cavalli e cinquanta uomini che lo precedessero.  Il re suo padre, per non affliggerlo, non gli disse mai: "Perch ti comporti in questo modo?". Adonia era molto bello; sua madre l'aveva partorito dopo Assalonne.  Si accord con Ioab, figlio di Zerui, e con il sacerdote Ebiatr, che stavano dalla sua parte.  Invece il sacerdote Zadk, Benai figlio di Ioiad, il profeta Natan, Simei, Rei e il nerbo delle milizie di Davide non si schierarono con Adonia.  Adonia un giorno immol pecore e buoi e vitelli grassi sulla pietra Zochelet, che  vicina alla fonte di Roghl. Invit tutti i suoi fratelli, figli del re, e tutti gli uomini di Giuda al servizio del re.  Ma non invit il profeta Natan, n Benai, n i pi valorosi soldati e neppure Salomone suo fratello.
	 Allora Natan disse a Betsabea, madre di Salomone: "Non hai sentito che Adonia, figlio di Agght, si  fatto re e Davide nostro signore non lo sa neppure?  Ebbene, ti do un consiglio, perch tu salvi la tua vita e quella del tuo figlio Salomone.  Va', presentati al re Davide e digli: Re mio signore, non hai forse giurato alla tua schiava che Salomone tuo figlio avrebbe regnato dopo di te, sedendo sul tuo trono? Perch si  fatto re Adonia?  Ecco, mentre tu starai ancora l a parlare al re, io ti seguir e confermer le tue parole".
	 Betsabea si present nella camera del re, che era molto vecchio, e Abisag la Sunammita lo serviva.  Betsabea si inginocchi e si prostr davanti al re, che le domand: "Che hai?".  Essa gli rispose: "Signore, tu hai giurato alla tua schiava per il Signore tuo Dio che Salomone tuo figlio avrebbe regnato dopo di te, sedendo sul tuo trono.  Ora invece Adonia  divenuto re e tu, re mio signore, non lo sai neppure.  Ha immolato molti buoi, vitelli grassi e pecore, ha invitato tutti i figli del re, il sacerdote Ebiatr e Ioab capo dell'esercito, ma non ha invitato Salomone tuo servitore.  Re mio signore, gli occhi di tutto Israele sono su di te, perch annunzi loro chi sieder sul trono del re mio signore dopo di lui.  Quando il re mio signore si sar addormentato con i suoi padri, io e mio figlio Salomone saremo trattati da colpevoli".
	 Mentre Betsabea ancora parlava con il re, arriv il profeta Natan.  Fu annunziato al re: "Ecco c' il profeta Natan". Questi si present al re, davanti al quale si prostr con la faccia a terra.  Natan disse: "Re mio signore, tu forse hai decretato: Adonia regner dopo di me e sieder sul mio trono?  Difatti oggi egli  andato ad immolare molti buoi, vitelli grassi e pecore e ha invitato tutti i figli del re, i capi dell'esercito e il sacerdote Ebiatr. Costoro mangiano e bevono con lui e gridano: Viva il re Adonia!  Ma non ha invitato me tuo servitore, n il sacerdote Zadk, n Benai figlio di Ioiad, n Salomone tuo servitore.  Proprio il re mio signore ha ordinato ci? Perch non hai indicato ai tuoi ministri chi sieder sul trono del re mio signore?".
	 Il re Davide, presa la parola, disse: "Chiamatemi Betsabea!". Costei si present al re e, restando essa alla sua presenza,  il re giur: "Per la vita del Signore che mi ha liberato da ogni angoscia!  Come ti ho giurato per il Signore, Dio di Israele, che Salomone tuo figlio avrebbe regnato dopo di me, sedendo sul mio trono al mio posto, cos far oggi".  Betsabea si inginocchi con la faccia a terra, si prostr davanti al re dicendo: "Viva il mio signore, il re Davide, per sempre!".  Il re Davide fece chiamare il sacerdote Zadk, il profeta Natan e Benai figlio di Ioiad. Costoro si presentarono al re,  che disse loro: "Prendete con voi la guardia del vostro signore: fate montare Salomone sulla mia mula e fatelo scendere a Ghicon.  Ivi il sacerdote Zadk e il profeta Natan lo ungano re d'Israele. Voi suonerete la tromba e griderete: Viva il re Salomone!  Quindi risalirete dietro a lui, che verr a sedere sul mio trono e regner al mio posto. Poich io ho designato lui a divenire capo d'Israele e di Giuda".  Benai figlio di Ioiad rispose al re: "Cos sia! Anche il Signore, Dio del re mio signore, decida allo stesso modo!  Come il Signore ha assistito il re mio signore, cos assista Salomone e renda il suo trono pi splendido di quello del re Davide mio signore".
	 Scesero il sacerdote Zadk, il profeta Natan e Benai figlio di Ioiad, insieme con i Cretei e con i Peletei; fecero montare Salomone sulla mula del re Davide e lo condussero a Ghicon.  Il sacerdote Zadk prese il corno dell'olio dalla tenda e unse Salomone al suono della tromba. Tutti i presenti gridarono: "Viva il re Salomone!".  Risalirono tutti dietro a lui, suonando i flauti e mostrando una grandissima gioia e i luoghi rimbombavano delle loro acclamazioni.
	 Li sentirono Adonia e i suoi invitati, che avevano appena finito di mangiare. Ioab, udito il suono della tromba, chiese: "Che cos' questo frastuono nella citt in tumulto?".  Mentre parlava ecco giungere Ginata figlio del sacerdote Ebiatr, al quale Adonia disse: "Vieni! Tu sei un valoroso e rechi certo buone notizie!".  "No - rispose Ginata ad Adonia - il re Davide nostro signore ha nominato re Salomone  e ha mandato con lui il sacerdote Zadk, il profeta Natan e Benai figlio di Ioiad, insieme con i Cretei e con i Peletei che l'hanno fatto montare sulla mula del re.  Il sacerdote Zadk e il profeta Natan l'hanno unto re in Ghicon; quindi sono risaliti esultanti, mentre la citt echeggiava di grida. Questo il motivo del frastuono da voi udito.  Anzi Salomone si  gi seduto sul trono del regno  e i ministri del re sono andati a felicitarsi con il re Davide dicendo: Il tuo Dio renda il nome di Salomone pi celebre del tuo e renda il suo trono pi splendido del tuo! Il re si  prostrato sul letto,  poi ha detto: Sia benedetto il Signore, Dio di Israele, perch oggi ha concesso che uno sedesse sul mio trono e i miei occhi lo vedessero".
	 Tutti gli invitati di Adonia allora spaventati si alzarono e se ne andarono ognuno per la sua strada.  Adonia, che temeva Salomone, alzatosi and ad aggrapparsi ai corni dell'altare.  Fu riferito a Salomone: "Sappi che Adonia, avendo paura del re Salomone, ha afferrato i corni dell'altare dicendo: Mi giuri oggi il re Salomone che non far morire di spada il suo servitore".  Salomone disse: "Se si comporter da uomo leale, neppure un suo capello cadr a terra; ma se cadr in qualche fallo, morir".  Il re Salomone ordin che lo facessero scendere dall'altare; quegli and a prostrarsi davanti al re Salomone, che gli disse: "Vattene a casa!".



	 Sentendo avvicinarsi il giorno della sua morte, Davide fece queste raccomandazioni al figlio Salomone:  "Io me ne vado per la strada di ogni uomo sulla terra. Tu sii forte e mostrati uomo.  Osserva la legge del Signore tuo Dio, procedendo nelle sue vie ed eseguendo i suoi statuti, i suoi comandi, i suoi decreti e le sue prescrizioni, come sta scritto nella legge di Mos, perch tu riesca in ogni tua impresa e in ogni tuo progetto,  perch il Signore attui la promessa che mi ha fatto quando ha detto: Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con lealt, con tutto il cuore e con tutta l'anima, sul trono d'Israele sieder sempre uno dei tuoi discendenti.
	 Anche tu sai quel che ha fatto a me Ioab, figlio di Zerui, cio come egli ha trattato i due capi dell'esercito di Israele, Abner figlio di Ner e Amas figlio di Ieter, come li ha uccisi spargendo in tempo di pace il sangue, come si fa in guerra, e macchiando di sangue innocente la cintura dei suoi fianchi e i sandali dei suoi piedi.  Tu agirai con saggezza, ma non permetterai che la sua vecchiaia scenda in pace agli inferi.  Agirai con bont verso i figli di Barzilli il Galaadita, che mangeranno alla tua tavola, perch mi hanno assistito mentre fuggivo da Assalonne tuo fratello.  Tu hai accanto a te anche Simi figlio di Ghera, Beniaminita, di Bacurm; egli mi maledisse con una maledizione terribile quando fuggivo verso Macanim. Ma mi venne incontro al Giordano e gli giurai per il Signore: Non ti far morire di spada.  Ora non lasciare impunito il suo peccato. Sei saggio e sai come trattarlo. Farai scendere la sua canizie agli inferi con morte violenta".
	 Davide si addorment con i suoi padri e fu sepolto nella citt di Davide.  La durata del regno di Davide su Israele fu di quaranta anni: sette in Ebron e trentatr in Gerusalemme.
	 Salomone sedette sul trono di Davide suo padre e il suo regno si consolid molto.
	 Adonia figlio di Agght si rec da Betsabea, madre di Salomone, che gli chiese: "Vieni con intenzioni pacifiche?". "Pacifiche", rispose quello,  e soggiunse: "Ho da dirti una cosa". E quella: "Parla!".  Egli disse: "Tu sai che il regno spettava a me e che tutti gli Israeliti si attendevano che io regnassi. Eppure il regno mi  sfuggito ed  passato a mio fratello, perch gli era stato decretato dal Signore.  Ora ti rivolgo una domanda; non respingermi". Ed essa: "Parla!".  Adonia disse: "Di'al re Salomone - il quale nulla ti pu negare - che mi conceda in moglie Abisag la Sunammita".  Betsabea rispose: "Bene! Parler in tuo favore al re".
	 Betsabea si present al re Salomone per parlargli in favore di Adonia. Il re si alz per andarle incontro, si prostr davanti a lei, quindi sedette sul trono, facendo collocare un trono per la madre del re. Questa gli sedette alla destra  e disse: "Ho una piccola grazia da chiederti; non me la negare". Il re le rispose: "Chiedi, madre mia, non ti respinger".  E quella: "Si conceda Abisag la Sunammita in moglie ad Adonia tuo fratello".  Il re Salomone rispose alla madre: "Perch tu mi chiedi Abisag la Sunammita per Adonia? Chiedi anche il regno per lui, poich egli  mio fratello maggiore e per lui parteggiano il sacerdote Ebiatr e Ioab figlio di Zerui".  Il re Salomone giur per il Signore: "Dio mi faccia questo e altro mi aggiunga, se non  vero che Adonia ha manifestato quest'idea a danno della propria vita.  Ebbene, per la vita del Signore che mi ha reso saldo, mi ha fatto sedere sul trono di Davide mio padre e mi ha concesso una casa come aveva promesso, oggi stesso Adonia verr ucciso".  Il re Salomone ordin a Benai figlio di Ioiad, di ucciderlo; cos mor Adonia.
	 Al sacerdote Ebiatr il re ordin: "Vattene in Anatt, nella tua campagna. Meriteresti la morte, ma oggi non ti faccio morire perch tu hai portato l'arca del Signore davanti a Davide mio padre e perch hai partecipato a tutte le traversie di mio padre".  Cos Salomone escluse Ebiatr dal sacerdozio del Signore, adempiendo la parola che il Signore aveva pronunziata in Silo riguardo alla casa di Eli.
	 Quando la notizia giunse a Ioab - questi era stato dalla parte di Adonia, ma non per Assalonne - Ioab si rifugi nella tenda del Signore e si afferr ai corni dell'altare.  Fu riferito al re Salomone come Ioab si fosse rifugiato nella tenda del Signore e si fosse posto al fianco dell'altare. Salomone invi Benai figlio di Ioiad con l'ordine: "Va', colpiscilo!".  Benai and nella tenda del Signore e disse a Ioab: "Per ordine del re, esci!". Quegli rispose: "No! Morir qui". Benai rifer al re: "Ioab ha parlato cos e cos mi ha risposto".  Il re gli disse: "Fa'come egli ha detto; colpiscilo e seppelliscilo; cos allontanerai da me e dalla casa di mio padre il sangue che Ioab ha sparso senza motivo.  Il Signore far ricadere il suo sangue sulla sua testa, perch egli ha colpito due uomini giusti e migliori di lui e li ha trafitti con la sua spada - senza che Davide mio padre lo sapesse - ossia Abner, figlio di Ner, capo dell'esercito di Israele e Amas figlio di Ieter, capo dell'esercito di Giuda.  Il loro sangue ricada sulla testa di Ioab e sulla testa della sua discendenza per sempre, mentre su Davide e sulla sua discendenza, sul suo casato e sul suo trono si riversi per sempre la pace da parte del Signore".  Benai figlio di Ioiad and, lo assal e l'uccise; Ioab fu sepolto nella sua casa, nel deserto.  Il re lo sostitu, nominando capo dell'esercito Benai figlio di Ioiad, mentre mise il sacerdote Zadk al posto di Ebiatr.
	 Il re mand a chiamare Simi per dirgli: "Costruisciti una casa in Gerusalemme; ivi sia la tua dimora; non ne uscirai per andartene qua e l.  Quando ne uscirai, oltrepassando il torrente Cedron - sappilo bene! - sarai degno di morte; il tuo sangue ricadr sulla tua testa".  Simi disse al re: "L'ordine  giusto! Come ha detto il re mio signore, cos far il tuo servo". Simi dimor in Gerusalemme per molto tempo.  Dopo tre anni, due schiavi di Simei fuggirono presso Achis figlio di Maaca, re di Gat. Fu riferito a Simei che i suoi schiavi erano in Gat.  Simei si alz, sell l'asino e part per Gat andando da Achis in cerca dei suoi schiavi. Simei vi and e ricondusse i suoi schiavi da Gat.  Fu riferito a Salomone che Simei era andato da Gerusalemme a Gat e che era ritornato.  Il re, fattolo chiamare, gli disse: "Non ti avevo forse giurato per il Signore e non ti avevo io testimoniato che, quando tu fossi uscito per andartene qua e l - lo sapevi bene! - saresti stato degno di morte? Tu mi avevi risposto: L'ordine  giusto! Ho capito.  Perch non hai rispettato il giuramento del Signore e il comando che ti avevo impartito?".  Il re aggiunse a Simei: "Tu conosci tutto il male che hai fatto a Davide mio padre. Il Signore far ricadere la tua malvagit sulla tua testa.  Invece sia benedetto il re Salomone e il trono di Davide sia saldo per sempre davanti al Signore".  Il re diede ordine a Benai figlio di Ioiad, di andare ad ucciderlo. E quegli mor.
	Il regno si consolid nelle mani di Salomone.



	 Salomone si imparent con il faraone, re di Egitto. Spos la figlia del faraone, che introdusse nella citt di Davide, ove rimase finch non termin di costruire la propria casa, il tempio del Signore e le mura di cinta di Gerusalemme.
	 Il popolo allora offriva sacrifici sulle alture, perch ancora non era stato costruito un tempio in onore del nome del Signore.  Salomone amava il Signore e nella sua condotta seguiva i principi di Davide suo padre; solamente offriva sacrifici e bruciava incenso sulle alture.
	 Il re and a Gbaon per offrirvi sacrifici perch ivi sorgeva la pi grande altura. Su quell'altare Salomone offr mille olocausti.  In Gbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: "Chiedimi ci che io devo concederti".  Salomone disse: "Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande benevolenza, perch egli aveva camminato davanti a te con fedelt, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come avviene oggi.  Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene io sono un ragazzo; non so come regolarmi.  Il tuo servo  in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo cos numeroso che non si pu calcolare n contare.  Concedi al tuo servo un cuore docile perch sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perch chi potrebbe governare questo tuo popolo cos numeroso?".  Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare.  Dio gli disse: "Perch hai domandato questa cosa e non hai domandato per te n una lunga vita, n la ricchezza, n la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause,  ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te n sorger dopo di te.  Ti concedo anche quanto non hai domandato, cio ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai.  Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungher anche la tua vita".  Salomone si svegli; ecco, era stato un sogno. And in Gerusalemme; davanti all'arca dell'alleanza del Signore offr olocausti, comp sacrifici di comunione e diede un banchetto per tutti i suoi servi.
	 Un giorno andarono dal re due prostitute e si presentarono innanzi a lui.  Una delle due disse: "Ascoltami, signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre essa sola era in casa.  Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c' nessun estraneo in casa fuori di noi due.  Il figlio di questa donna  morto durante la notte, perch essa gli si era coricata sopra.  Essa si  alzata nel cuore della notte, ha preso il mio figlio dal mio fianco - la tua schiava dormiva - e se lo  messo in seno e sul mio seno ha messo il figlio morto.  Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L'ho osservato bene; ecco, non era il figlio che avevo partorito io".  L'altra donna disse: "Non  vero! Mio figlio  quello vivo, il tuo  quello morto". E quella, al contrario, diceva: "Non  vero! Quello morto  tuo figlio, il mio  quello vivo". Discutevano cos alla presenza del re.  Egli disse: "Costei dice: Mio figlio  quello vivo, il tuo  quello morto e quella dice: Non  vero! Tuo figlio  quello morto e il mio  quello vivo".  Allora il re ordin: "Prendetemi una spada!". Portarono una spada alla presenza del re.  Quindi il re aggiunse: "Tagliate in due il figlio vivo e datene una met all'una e una met all'altra".  La madre del bimbo vivo si rivolse al re, poich le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: "Signore, date a lei il bambino vivo; non uccidetelo affatto!". L'altra disse: "Non sia n mio n tuo; dividetelo in due!".  Presa la parola, il re disse: "Date alla prima il bambino vivo; non uccidetelo. Quella  sua madre".  Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunziata dal re e concepirono rispetto per il re, perch avevano constatato che la saggezza di Dio era in lui per render giustizia.



	 Il re Salomone estendeva il suo dominio su tutto Israele.  Questi furono i suoi dignitari: Azaria figlio di Zadk fu sacerdote.  Elicoref e Achia, figli di Sisa, scribi. Gisafat, figlio di Achild, archivista.  Benai, figlio di Ioiad, capo dell'esercito. Zadk e Ebiatr, sacerdoti.  Azaria, figlio di Natan, capo dei prefetti. Zabud, figlio di Natan, sacerdote, amico del re.  Achisar maggiordomo. Adoniram, figlio di Abda, sovrintendente ai lavori forzati.
	 Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele; costoro provvedevano al re e alla sua famiglia; ognuno aveva l'incarico di procurare il necessario per un mese all'anno.  Questi sono i loro nomi: ...figlio di Cur, sulle montagne di fraim;  ...figlio di Deker, a Makaz, a Saalbm, a Bet-Smes, ad Aialon fino a Bet-Canan;  ...figlio di Chesed, in Arrubt; a lui appartenevano Soco e tutto il paese di Chefer;  ...figlio di Abinadb, aveva tutta la costa di Dor (sua moglie era Tafat, figlia di Salomone);  Baana, figlio di Achild, aveva Tanach, Meghddo, sino al di l di Iakmeam, e tutto Beisan che  sotto Izrel, da Beisan fino ad Abel-Mecola che  verso Zartan;  ... figlio di Gheber, in Ramot di Glaad; a lui appartenevano i villaggi di Iair figlio di Mansse in Glaad, il distretto di Argob in Basan, sessanta grandi citt con mura e spranghe di bronzo;  Achinadb, figlio di Iddo, a Macanim;  Achimaaz in nftali - anche costui aveva preso in moglie una figlia di Salomone, Bosmat -;  Baana, figlio di Cusai, in Aser e in Zbulon;  Gisafat, figlio di Paruach, in Issacar;  Simei, figlio di Ela, in Beniamino;  Gheber, figlio di Uri, nel paese di Gad, gi terra di Sicon re degli Amorrei e di Og re di Basan. Inoltre c'era un prefetto nel territorio di Giuda.
	 Giuda e Israele erano numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente.



	 (,)Salomone esercitava l'egemonia su tutti i regni, dal fiume alla regione dei Filistei e al confine con l'Egitto. Gli portavano tributi e servirono Salomone finch visse.
	 ()I viveri di Salomone per un giorno erano trenta 'kor'di fior di farina e sessanta 'kor'di farina comune,  ()dieci buoi grassi, venti buoi da pascolo e cento pecore, senza contare i cervi, le gazzelle, le antilopi e i volatili da stia.  ()Egli, infatti, dominava su tutto l'Oltrefiume, da Tipsach a Gaza su tutti i re dell'Oltrefiume, ed era in pace con tutti i confinanti all'intorno.  ()Giuda e Israele erano al sicuro; ognuno stava sotto la propria vite e sotto il proprio fico - da Dan fino a Bersabea - per tutta la vita di Salomone.
	 ()Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella.  ()Quei prefetti, ognuno per il suo mese, provvedevano quanto serviva al re Salomone e a quelli che erano ammessi alla sua tavola; non facevano mancare nulla.  ()Portavano l'orzo e la paglia per i cavalli da tiro e da sella nel luogo ove si trovava ognuno secondo la propria mansione.
	 ()Dio concesse a Salomone saggezza e intelligenza molto grandi e una mente vasta come la sabbia che  sulla spiaggia del mare.  ()La saggezza di Salomone super la saggezza di tutti gli orientali e tutta la saggezza dell'Egitto.  ()Egli fu veramente pi saggio di tutti, pi di Etan l'Ezrachita, di Eman, di Calcol e di Darda, figli di Macol; il suo nome divenne noto fra tutti i popoli limitrofi.  ()Salomone pronunzi tremila proverbi; le sue poesie furono millecinque.  ()Parl di piante, dal cedro del Libano all'isspo che sbuca dal muro; parl di quadrupedi, di uccelli, di rettili e di pesci.  ()Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la saggezza di Salomone; venivano anche i re dei paesi ove si era sparsa la fama della sua saggezza.
	 (,)Chiram, re di Tiro, mand i suoi ministri da Salomone, perch aveva sentito che era stato consacrato re al posto di suo padre; ora Chiram era sempre stato amico di Davide.  ()Salomone mand a dire a Chiram:  ()"Tu sai che Davide mio padre non ha potuto edificare un tempio al nome del Signore suo Dio a causa delle guerre che i nemici gli mossero da tutte le parti, finch il Signore non li prostr sotto la pianta dei suoi piedi.  ()Ora il Signore mio Dio mi ha dato pace da ogni parte e non ho n avversari n particolari difficolt.  ()Ecco, ho deciso di edificare un tempio al nome del Signore mio Dio, come ha detto il Signore a Davide mio padre: Tuo figlio, che io porr al tuo posto sul tuo trono, edificher un tempio al mio nome.  ()Ordina, dunque, che si taglino per me cedri del Libano; i miei servi saranno con i tuoi servi; io ti dar come salario per i tuoi servi quanto fisserai. Tu sai bene, infatti, che fra di noi nessuno  capace di tagliare il legname come sanno fare quelli di Sidone".
	 ()Quando Chiram ud le parole di Salomone, gio molto e disse: "Sia benedetto, oggi, il Signore che ha dato a Davide un figlio saggio per governare questo gran popolo".  ()Chiram mand a dire a Salomone: "Ho ascoltato il tuo messaggio; far quanto desideri riguardo al legname di cedro e al legname di abete.  ()I miei servi lo caleranno dal Libano al mare; io lo metter in mare su zattere fino al punto che mi indicherai. L lo scaricher e tu lo prenderai. Quanto a provvedere al mantenimento della mia famiglia, tu soddisferai il mio desiderio".  ()Chiram forn a Salomone legname di cedro e legname di abete, quanto ne volle.  ()Salomone diede a Chiram ventimila 'kor'di grano, per il mantenimento della sua famiglia, e venti 'kor'di olio d'olive schiacciate; questo dava Salomone a Chiram ogni anno.
	 ()Il Signore concesse a Salomone la saggezza come gli aveva promesso. Fra Chiram e Salomone regn la pace e i due conclusero un'alleanza.
	 ()Il re Salomone reclut il lavoro forzato da tutto Israele e il lavoro forzato era di trentamila uomini.  ()Ne mand a turno nel Libano diecimila al mese: passavano un mese nel Libano e due mesi nelle loro case. Adoniram sovrintendeva al loro lavoro.  ()Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietre sui monti,  ()senza contare gli incaricati dei prefetti, che erano tremilatrecento, preposti da Salomone al comando delle persone addette ai lavori.
	 ()Il re diede ordine di estrarre grandi massi, tra i migliori, perch venissero squadrati per le fondamenta del tempio.  ()Gli operai di Salomone, gli operai di Chiram e di Biblos li sgrossavano; furono anche preparati il legname e le pietre per la costruzione del tempio.



	 Alla costruzione del tempio del Signore fu dato inizio l'anno quattrocentottanta dopo l'uscita degli Israeliti dal paese d'Egitto, l'anno quarto del regno di Salomone su Israele, nel mese di Ziv, cio nel secondo mese.  Il tempio costruito dal re Salomone per il Signore, era lungo sessanta cubiti, largo venti, alto trenta.  Davanti al tempio vi era un atrio lungo venti cubiti, in base alla larghezza del tempio, ed esteso per dieci cubiti secondo la lunghezza del tempio.
	 Fece nel tempio finestre quadrangolari con grate.  Intorno al muro del tempio fu costruito un edificio a piani, lungo la navata e la cella.  Il piano pi basso era largo cinque cubiti, quello di mezzo sei e il terzo sette, perch le mura esterne, intorno, erano state costruite a riseghe, in modo che le travi non poggiassero sulle mura del tempio.  Per la sua costruzione si usarono pietre lavorate e intere; durante i lavori nel tempio non si ud rumore di martelli, di piccone o di altro arnese di ferro.  La porta del piano pi basso era sul lato destro del tempio; per mezzo di una scala a chiocciola si passava al piano di mezzo e dal piano di mezzo a quello superiore.  In tal modo Salomone costru il tempio; dopo averlo terminato, lo ricopr con assi e travi di cedro.  Innalz anche l'ala laterale intorno al tempio, alta cinque cubiti per piano; la un al tempio con travi di cedro.  E il Signore parl a Salomone e disse:  "Riguardo al tempio che stai edificando, se camminerai secondo i miei decreti, se eseguirai le mie disposizioni e osserverai tutti i miei comandi, uniformando ad essi la tua condotta, io confermer a tuo favore le parole dette da me a Davide tuo padre.  Io abiter in mezzo agli Israeliti; non abbandoner il mio popolo Israele".
	 Terminata la costruzione del tempio,  Salomone rivest all'interno le pareti del tempio con tavole di cedro dal pavimento al soffitto; rivest anche con legno di cedro la parte interna del soffitto e con tavole di cipresso il pavimento.  Separ uno spazio di venti cubiti, a partire dal fondo del tempio, con un assito di tavole di cedro che dal pavimento giungeva al soffitto, e la cella che ne risult all'interno divenne il santuario, il Santo dei santi.  La navata di fronte ad esso era di quaranta cubiti.  Il cedro all'interno del tempio era scolpito a rosoni e a boccioli di fiori; tutto era di cedro e non si vedeva una pietra.  Per l'arca dell'alleanza del Signore fu apprestata una cella nella parte pi segreta del tempio.  La cella interna era lunga venti cubiti e alta venti. La rivest d'oro purissimo e vi eresse un altare di cedro.  Salomone rivest l'interno del tempio con oro purissimo e fece passare, davanti alla cella, un velo che scorreva mediante catenelle d'oro e lo ricopr d'oro.  E d'oro fu rivestito tutto l'interno del tempio, e rivest d'oro anche tutto l'altare che era nella cella.
	 Nella cella fece due cherubini di legno di ulivo, alti dieci cubiti.  L'ala di un cherubino era di cinque cubiti e di cinque cubiti era anche l'altra ala del cherubino; c'erano dieci cubiti da una estremit all'altra delle ali.  Di dieci cubiti era l'altro cherubino; i due cherubini erano identici nella misura e nella forma.  L'altezza di un cherubino era di dieci cubiti, cos anche quella dell'altro.  Pose i cherubini nella parte pi riposta del tempio, nel santuario. I cherubini avevano le ali spiegate; l'ala di uno toccava la parete e l'ala dell'altro toccava l'altra parete; le loro ali si toccavano in mezzo al tempio, ala contro ala.  Erano anch'essi rivestiti d'oro.
	 Ricopr le pareti del tempio con sculture e incisioni di cherubini, di palme e di boccioli di fiori, all'interno e all'esterno.  Ricopr d'oro il pavimento del tempio, all'interno e all'esterno.
	 Fece costruire la porta della cella con battenti di legno di ulivo; il frontale e gli stipiti formavano un pentagono.  I due battenti erano di legno di ulivo. Su di essi fece scolpire cherubini, palme e boccioli di fiori, che ricopr d'oro, stendendo lamine d'oro sui cherubini e sulle palme.  Lo stesso procedimento adott per la porta della navata, che aveva stipiti di legno di ulivo a forma quadrangolare.  I due battenti erano di legno di abete; un battente era costituito da due pezzi girevoli e cos l'altro battente.  Vi scolp cherubini, palme e boccioli di fiori, che ricopr d'oro lungo le linee dell'incisione.
	 Costru il muro del cortile interno con tre ordini di pietre squadrate e con un ordine di tavole di cedro.
	 Nell'anno quarto, nel mese di Ziv, si gettarono le fondamenta del tempio del Signore.  Nell'anno undecimo, nel mese di Bul, che  l'ottavo mese, fu terminato il tempio in tutte le sue parti e con tutto l'occorrente. Salomone lo edific in sette anni.



	 Salomone costru anche la propria reggia e la port a compimento in tredici anni.  Costru il palazzo detto Foresta del Libano, lungo cento cubiti, largo cinquanta e alto trenta su tre ordini di colonne di cedro e con capitelli di cedro sulle colonne.  Un soffitto di cedro si stendeva sopra le stanze che poggiavano sulle colonne; queste erano quarantacinque, quindici per fila.  Vi erano tre serie di finestre, che si corrispondevano faccia a faccia tre volte.  Le porte e i loro stipiti erano a forma quadrangolare; le finestre erano le une di fronte alle altre per tre volte.
	 Costru il vestibolo delle colonne, lungo cinquanta cubiti e largo trenta. Sul davanti c'era un vestibolo e altre colonne e davanti ad esse una tettoia.  Fece anche il vestibolo del trono, ove rendeva giustizia, cio il vestibolo della giustizia; era di cedro dal pavimento alle travi.
	 La reggia, dove abitava, fu costruita con il medesimo disegno, in un secondo cortile, all'interno rispetto al vestibolo; nello stile di tale vestibolo fece anche una casa per la figlia del faraone, che Salomone aveva sposata.
	 Tutte queste costruzioni erano di pietre pregiate, squadrate secondo misura, segate con la sega sul lato interno ed esterno, dalle fondamenta ai cornicioni e al di fuori fino al cortile maggiore.  Le fondamenta erano di pietre pregiate, pietre grandi dieci o otto cubiti.  Al di sopra erano pietre pregiate, squadrate a misura, e legno di cedro.  Il cortile maggiore comprendeva tre ordini di pietre squadrate e un ordine di tavole di cedro; era simile al cortile interno del tempio e al vestibolo del tempio.
	 Salomone fece venire da Tiro Chiram,  figlio di una vedova della trib di nftali; suo padre era di Tiro e lavorava il bronzo. Era dotato di grande capacit tecnica, di intelligenza e di talento, esperto in ogni genere di lavoro in bronzo. Egli si rec dal re ed esegu le sue commissioni.
	 Fuse due colonne di bronzo, ognuna alta diciotto cubiti e dodici di circonferenza.  Fece due capitelli, fusi in bronzo, da collocarsi sulla cima delle colonne; l'uno e l'altro erano alti cinque cubiti.
	 Fece due reticolati per coprire i capitelli che erano sopra le colonne, un reticolato per un capitello e un reticolato per l'altro capitello.  Fece melagrane su due file intorno al reticolato per coprire i capitelli sopra le colonne; allo stesso modo fece per il secondo capitello.  I capitelli sopra le colonne erano a forma di giglio.  C'erano capitelli sopra le colonne, applicati alla sporgenza che era al di l del reticolato; essi contenevano duecento melagrane in fila intorno a ogni capitello.  Eresse le colonne nel vestibolo del tempio. Eresse la colonna di destra, che chiam Iachin ed eresse la colonna di sinistra, che chiam Boaz.  Cos fu terminato il lavoro delle colonne.
	 Fece un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e la sua circonferenza di trenta cubiti.  Intorno, sotto l'orlo, c'erano cucurbite, dieci per ogni cubito; le cucurbite erano disposte in due file ed erano state colate insieme con il bacino.  Questo poggiava su dodici buoi; tre guardavano verso settentrione, tre verso occidente, tre verso meridione e tre verso oriente. Il bacino poggiava su di essi e le loro parti posteriori erano rivolte verso l'interno.  Il suo spessore era di un palmo; il suo orlo fatto come l'orlo di un calice era a forma di giglio. Conteneva duemila 'bat'.
	 Fece dieci basi di bronzo, ciascuna lunga quattro cubiti, larga quattro e alta tre cubiti.  Ecco come erano fatte le basi: si componevano di doghe e di traverse incrociate con le doghe.  Sulle doghe che erano fra le traverse c'erano leoni, buoi e cherubini; le stesse figure erano sulle traverse. Sopra e sotto i leoni e i buoi c'erano ghirlande a forma di festoni.  Ciascuna base aveva quattro ruote di bronzo con gli assi di bronzo; i suoi quattro piedi avevano sporgenze, sotto il bacino; le sporgenze erano di metallo fuso e situate al di l di ogni ghirlanda.  L'estremit della base, dalla parte della sporgenza e sopra, era di un cubito; tale estremit era rotonda, fatta in forma di sostegno, alta un cubito e mezzo; anche su tale estremit c'erano sculture. Le traverse erano di forma quadrata, non rotonda.  Le quattro ruote erano sotto le traverse; gli assi delle ruote erano fissati alla base; l'altezza di ogni ruota era di un cubito e mezzo.  Le ruote erano lavorate come le ruote di un carro; i loro assi, i loro quarti, i loro raggi e i loro mozzi erano tutti di metallo fuso.  Quattro sporgenze erano sui quattro angoli di ciascuna base; la sporgenza e la base erano di un sol pezzo.  Alla cima della base c'era un sostegno rotondo, alto mezzo cubito; alla cima della base c'erano i manici; le traverse e la base erano di un sol pezzo.  Sulle sue pareti scolp cherubini, leoni e palme, secondo gli spazi liberi, e ghirlande intorno.  Fuse le dieci basi in un medesimo stampo, identiche nella misura e nella forma.
	 Fuse poi anche dieci bacini di bronzo; ognuno conteneva quaranta 'bat'ed era di quattro cubiti; un bacino per ogni base, per le dieci basi.  Pose cinque delle basi sul lato destro del tempio e cinque su quello sinistro. Pose la vasca sul lato destro del tempio, a sud-est.
	 Chiram prepar inoltre caldaie, palette e vassoi. E termin tutte le commissioni del re Salomone per il tempio del Signore,  cio le due colonne, i globi dei capitelli che erano sopra le colonne, i due reticolati per coprire i due globi dei capitelli che erano sopra le colonne,  le quattrocento melagrane sui due reticolati, due file di melagrane per ciascun reticolato,  le dieci basi e i dieci bacini sulle basi,  il bacino e i dodici buoi sotto il bacino,  le caldaie, le palette, i vassoi e tutti quei vasi che Chiram aveva fatti al re Salomone per il tempio del Signore; tutto era di bronzo rifinito.  Il re li fece fondere nella valle del Giordano, in suolo argilloso, fra Succot e Zartan.  Salomone install tutti gli arredi in quantit molto grande: non si poteva calcolare il peso del bronzo.
	 Salomone fece anche tutti gli arredi del tempio del Signore, l'altare d'oro, le tavole d'oro su cui si ponevano i pani dell'offerta,  i cinque candelabri a destra e i cinque a sinistra di fronte alla cella d'oro purissimo, i fiori, le lampade, gli smoccolatoi d'oro,  le coppe, i coltelli, gli aspersori, i mortai e i bracieri d'oro purissimo, i cardini per le porte del tempio interno, cio per il Santo dei santi, e i battenti d'oro per la navata.  Fu cos terminato tutto il lavoro che il re Salomone aveva fatto per il tempio. Salomone present le offerte fatte da Davide suo padre, cio l'argento, l'oro e i vari oggetti; le deposit nei tesori del tempio.



	 A questo punto Salomone convoc in assemblea a Gerusalemme gli anziani di Israele, tutti i capitrib, i principi dei casati degli Israeliti, per trasportare l'arca dell'alleanza del Signore dalla citt di Davide, cio da Sion.  Tutto Israele si radun presso il re Salomone per la festa, nel mese di Etanim, cio il settimo mese.  Presenti tutti gli anziani di Israele, l'arca del Signore fu sollevata e i sacerdoti e i leviti la trasportarono  con la tenda del convegno e con tutti gli arredi sacri che erano nella tenda.  Il re Salomone e tutta la comunit di Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all'arca pecore e buoi che non si contavano n si calcolavano.  I sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nella cella del tempio, cio nel Santo dei santi, sotto le ali dei cherubini.  Difatti i cherubini stendevano le ali sopra l'arca; essi coprivano l'arca e le sue stanghe dall'alto.  Le stanghe erano pi lunghe, per questo le loro punte si vedevano dal Santo di fronte alla cella, ma non si vedevano di fuori; tali cose ci sono fino ad oggi.  Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposte Mos sull'Oreb, cio le tavole dell'alleanza conclusa dal Signore con gli Israeliti quando uscirono dal paese d'Egitto.
	 Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nuvola riemp il tempio  e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perch la gloria del Signore riempiva il tempio.  Allora Salomone disse:

	"Il Signore ha deciso di abitare sulla nube.
	 Io ti ho costruito una casa potente,
	un luogo per la tua dimora perenne".

	 Il re si volt e benedisse tutta l'assemblea di Israele, mentre tutti i presenti stavano in piedi.  Salomone disse: "Benedetto il Signore, Dio di Israele, che ha adempiuto con potenza quanto aveva promesso con la sua bocca a Davide mio padre:  Da quando ho fatto uscire Israele mio popolo dall'Egitto, io non mi sono scelto una citt fra tutte le trib di Israele perch mi si costruisse una casa, ove abitasse il mio nome; ora mi sono scelto Gerusalemme perch vi dimori il mio nome e mi sono scelto Davide perch sia capo del popolo di Israele.  Davide mio padre aveva deciso di costruire un tempio al nome del Signore, Dio di Israele,  ma il Signore gli disse: Tu hai pensato di edificare un tempio al mio nome; hai fatto bene a formulare tale progetto.  Non tu costruirai il tempio, ma il figlio che uscir dai tuoi fianchi, lui costruir un tempio al mio nome.  Il Signore ha attuato la parola che aveva pronunziata; io ho preso il posto di Davide mio padre, mi sono seduto sul trono di Israele, come aveva preannunziato il Signore, e ho costruito il tempio al nome del Signore, Dio di Israele.  In esso ho fissato un posto per l'arca, dove c' l'alleanza che il Signore aveva conclusa con i nostri padri quando li fece uscire dal paese di Egitto".
	 Poi Salomone si pose davanti all'altare del Signore, di fronte a tutta l'assemblea di Israele, e, stese le mani verso il cielo,  disse: "Signore, Dio di Israele, non c' un Dio come te, n lass nei cieli n quaggi sulla terra! Tu mantieni l'alleanza e la misericordia con i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il cuore.  Tu hai mantenuto nei riguardi del tuo servo Davide mio padre quanto gli avevi promesso; quanto avevi detto con la bocca l'hai adempiuto con potenza, come appare oggi.  Ora, Signore Dio di Israele, mantieni al tuo servo Davide mio padre quanto gli hai promesso: Non ti mancher un discendente che stia davanti a me e sieda sul trono di Israele, purch i tuoi figli veglino sulla loro condotta camminando davanti a me come vi hai camminato tu.  Ora, Signore Dio di Israele, si adempia la parola che tu hai rivolta a Davide mio padre.
	 Ma  proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!  Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te!  Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: L sar il mio nome! Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
	 Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona.
	 Se uno pecca contro il suo fratello e, perch gli  imposto un giuramento di imprecazione, viene a giurare davanti al tuo altare in questo tempio,  tu ascoltalo dal cielo, intervieni e fa'giustizia con i tuoi servi; condanna l'empio, facendogli ricadere sul capo la sua condotta, e dichiara giusto l'innocente rendendogli quanto merita la sua innocenza.
	 Quando il tuo popolo Israele sar sconfitto di fronte al nemico perch ha peccato contro di te, se si rivolge a te, se loda il tuo nome, se ti prega e ti supplica in questo tempio,  tu ascolta dal cielo, perdona il peccato di Israele tuo popolo e fallo tornare nel paese che hai dato ai suoi padri.
	 Quando si chiuder il cielo e non ci sar pioggia perch hanno peccato contro di te, se ti pregano in questo luogo, se lodano il tuo nome e si convertono dal loro peccato perch tu li hai umiliati,  tu ascolta dal cielo e perdona il peccato dei tuoi servi e di Israele tuo popolo, ai quali indicherai la strada buona su cui camminare, e concedi la pioggia alla terra che hai dato in eredit al tuo popolo.
	 Quando nella regione ci sar carestia o peste, carbonchio o ruggine, invasione di locuste o di bruchi; quando il nemico assedier il tuo popolo in qualcuna delle sue porte o quando scoppier un'epidemia o un flagello qualsiasi;  se uno qualunque oppure tutto Israele tuo popolo, dopo avere provato il rimorso nel cuore, ti prega o supplica con le mani tese verso questo tempio,  tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora, perdona, intervieni e rendi a ognuno secondo la sua condotta, tu che conosci il suo cuore - tu solo conosci il cuore di tutti i figli degli uomini -  perch ti temano durante tutti i giorni della loro vita nel paese che hai dato ai nostri padri.
	 Anche lo straniero, che non appartiene a Israele tuo popolo, se viene da un paese lontano a causa del tuo nome  perch si sar sentito parlare del tuo grande nome, della tua mano potente e del tuo braccio teso, se egli viene a pregare in questo tempio,  tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora, e soddisfa tutte le richieste dello straniero, perch tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome, ti temano come Israele tuo popolo e sappiano che al tuo nome  stato dedicato questo tempio che io ho costruito.
	 Quando il tuo popolo uscir in guerra contro il suo nemico, seguendo le vie in cui l'avrai indirizzato, se ti pregheranno rivolti verso la citt che ti sei scelta e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome,  ascolta dal cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia.
	 Quando peccheranno contro di te, poich non c' nessuno che non pecchi, e tu, adirato contro di loro, li consegnerai a un nemico e i loro conquistatori li deporteranno in un paese ostile, lontano o vicino,  se nel paese in cui saranno deportati rientreranno in se stessi e faranno ritorno a te supplicandoti nel paese della loro prigionia, dicendo: Abbiamo peccato, abbiamo agito da malvagi e da empi,  se torneranno a te con tutto il cuore e con tutta l'anima nel paese dei nemici che li avranno deportati, e ti supplicheranno rivolti verso il paese che tu hai dato ai loro padri, verso la citt che ti sei scelta e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome,  tu ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia.  Perdona al tuo popolo, che ha peccato contro di te, tutte le ribellioni di cui si  reso colpevole verso di te, fa'che i suoi deportatori gli usino misericordia,  perch si tratta del tuo popolo e della tua eredit, di coloro che hai fatto uscire dall'Egitto, da una fornace per fondere il ferro.
	 Siano attenti i tuoi occhi alla preghiera del tuo servo e del tuo popolo Israele e ascoltali in quanto ti chiedono,  perch tu li hai separati da tutti i popoli del paese come tua propriet secondo quanto avevi dichiarato per mezzo di Mos tuo servo, mentre facevi uscire, o Signore, i nostri padri dall'Egitto".
	 Quando Salomone ebbe finito di rivolgere al Signore questa preghiera e questa supplica, si alz davanti all'altare del Signore, dove era inginocchiato con le palme tese verso il cielo,  si mise in piedi e benedisse tutta l'assemblea di Israele, a voce alta:  "Benedetto il Signore, che ha concesso tranquillit a Israele suo popolo, secondo la sua parola. Non  venuta meno neppure una delle parole buone che aveva pronunziate per mezzo di Mos suo servo.  Il Signore nostro Dio sia con noi come  stato con i nostri padri; non ci abbandoni e non ci respinga,  ma volga piuttosto i nostri cuori verso di lui, perch seguiamo tutte le sue vie e osserviamo i comandi, gli statuti e i decreti che ha imposti ai nostri padri.  Queste parole, usate da me per supplicare il Signore, siano presenti davanti al Signore nostro Dio, giorno e notte, perch renda giustizia al suo servo e a Israele suo popolo secondo le necessit di ogni giorno.  Allora tutti i popoli della terra sapranno che il Signore  Dio e che non ce n' altri.  Il vostro cuore sar tutto dedito al Signore nostro Dio, perch cammini secondo i suoi decreti e osservi i suoi comandi, come avviene oggi".
	 Il re e tutto Israele offrirono un sacrificio davanti al Signore.  Salomone immol al Signore, in sacrificio di comunione, ventiduemila buoi e centoventimila pecore; cos il re e tutti gli Israeliti dedicarono il tempio al Signore.  In quel giorno il re consacr il centro del cortile di fronte al tempio del Signore; infatti ivi offr l'olocausto, l'oblazione e il grasso dei sacrifici di comunione, perch l'altare di bronzo, che era davanti al Signore, era troppo piccolo per contenere l'olocausto, l'oblazione e il grasso dei sacrifici di comunione.
	 In quell'occasione Salomone celebr la festa davanti al Signore nostro Dio per sette giorni: tutto Israele, dall'ingresso di Amat al torrente d'Egitto, un'assemblea molto grande, era con lui.  Nel giorno ottavo conged il popolo. I convenuti, salutato il re, tornarono alle loro case, contenti e con la gioia nel cuore per tutto il bene concesso dal Signore a Davide suo servo e a Israele suo popolo.



	 Quando Salomone ebbe terminato di costruire il tempio del Signore, la reggia e quanto aveva voluto attuare,  il Signore apparve per la seconda volta a Salomone, come gli era apparso in Gbaon.  Il Signore gli disse: "Ho ascoltato la preghiera e la supplica che mi hai rivolto; ho santificato questa casa, che tu hai costruita perch io vi ponga il mio nome per sempre; i miei occhi e il mio cuore saranno rivolti verso di essa per sempre.
	 Se tu camminerai davanti a me, come vi cammin tuo padre, con cuore integro e con rettitudine, se adempirai quanto ti ho comandato e se osserverai i miei statuti e i miei decreti,  io stabilir il trono del tuo regno su Israele per sempre, come ho promesso a Davide tuo padre: Non ti mancher mai un uomo sul trono di Israele.  Ma se voi e i vostri figli vi allontanerete da me, se non osserverete i comandi e i decreti che io vi ho dati, se andrete a servire altri di e a prostrarvi davanti ad essi,  eliminer Israele dal paese che ho dato loro, rigetter da me il tempio che ho consacrato al mio nome; Israele diventer la favola e lo zimbello di tutti i popoli.  Riguardo a questo tempio, gi cos eccelso, chiunque vi passer vicino si stupir e fischier, domandandosi: Perch il Signore ha agito cos con questo paese e con questo tempio?  Si risponder: Perch hanno abbandonato il Signore loro Dio che aveva fatto uscire i loro padri dal paese d'Egitto, si sono legati a di stranieri, prostrandosi davanti ad essi e servendoli; per questo il Signore ha fatto piombare su di loro tutta questa sciagura".
	 Venti anni dopo che Salomone aveva costruito i due edifici, il tempio del Signore e la reggia,  poich Chiram, re di Tiro, aveva fornito a Salomone legname di cedro e legname di abete e oro a piacere, Salomone diede a Chiram venti villaggi nella regione della Galilea.  Chiram part da Tiro per vedere i villaggi che Salomone gli aveva dati, ma non gli piacquero.  Perci disse: "Sono questi i villaggi che tu mi hai dati, fratello mio?". Li chiam paese di Kabul, nome ancora in uso.  Chiram mand al re centoventi talenti d'oro.
	 Questa  l'occasione del lavoro forzato che reclut il re Salomone per costruire il tempio, la reggia, il Millo, le mura di Gerusalemme, Cazor, Meghiddo, Ghezer.  Il faraone, re d'Egitto, con una spedizione aveva preso Ghezer, l'aveva data alle fiamme, aveva ucciso i Cananei che abitavano nella citt e poi l'aveva assegnata in dote alla figlia, moglie di Salomone.  Salomone riedific Ghezer, Bet-Corn inferiore,  Baalat, Tamr nel deserto del paese  e tutte le citt di rifornimento che gli appartenevano, le citt per i suoi carri, quelle per i suoi cavalli e quanto Salomone aveva voluto costruire in Gerusalemme, nel Libano e in tutto il territorio del suo dominio.  Quanti rimanevano degli Amorrei, degli Hittiti, dei Perizziti, degli Evei e dei Gebusei, che non appartenevano agli Israeliti,  e cio i discendenti rimasti dopo di loro nel paese, coloro che gli Israeliti non erano riusciti a sterminare, Salomone li costrinse ai lavori forzati, e tale  ancora la loro condizione.  Ma degli Israeliti, Salomone non assoggett nessuno alla schiavit: costoro divennero suoi guerrieri, suoi ministri, suoi ufficiali, suoi scudieri, capi dei suoi carri e dei suoi cavalieri.  I capi dei prefetti, che dirigevano i lavori per Salomone, erano cinquecentocinquanta; essi sovrintendevano alla massa impiegata nei lavori.
	 Dopo che la figlia del faraone si trasfer dalla citt di Davide alla casa che Salomone le aveva costruita, questi costru il Millo.
	 Tre volte all'anno Salomone offriva olocausti e sacrifici di comunione sull'altare che aveva costruito per il Signore e bruciava incenso su quello che era davanti al Signore. Cos termin il tempio.
	 Salomone costru anche una flotta in Ezion-Gheber, cio in Elat, sulla riva del Mare Rosso nella regione di Edom.  Chiram invi sulle navi i suoi servi, marinai che conoscevano il mare, insieme con i servi di Salomone.  Andarono in Ofir, ove presero oro - quattrocentoventi talenti - e lo portarono al re Salomone.



	 La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne per metterlo alla prova con enigmi.  Venne in Gerusalemme con ricchezze molto grandi, con cammelli carichi di aromi, d'oro in grande quantit e di pietre preziose. Si present a Salomone e gli disse quanto aveva pensato.  Salomone rispose a tutte le sue domande, nessuna ve ne fu che non avesse risposta o che restasse insolubile per Salomone.  La regina di Saba, quando ebbe ammirato tutta la saggezza di Salomone, il palazzo che egli aveva costruito,  i cibi della sua tavola, gli alloggi dei suoi dignitari, l'attivit dei suoi ministri, le loro divise, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza fiato.  Allora disse al re: "Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua saggezza!  Io non avevo voluto credere a quanto si diceva, finch non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n'era stata riferita neppure una met! Quanto alla saggezza e alla prosperit, superi la fama che io ne ho udita.  Beati i tuoi uomini, beati questi tuoi ministri che stanno sempre davanti a te e ascoltano la tua saggezza!  Sia benedetto il Signore tuo Dio, che si  compiaciuto di te s da collocarti sul trono di Israele. Nel suo amore eterno per Israele il Signore ti ha stabilito re perch tu eserciti il diritto e la giustizia".  Essa diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantit e pietre preziose. Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne port la regina di Saba a Salomone.  Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, port da Ofir legname di sandalo in gran quantit e pietre preziose.  Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai pi arriv, n mai pi si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo.
	 Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto essa desiderava e aveva domandato, oltre quanto le aveva dato con mano regale. Quindi essa torn nel suo paese con i suoi servi.
	 La quantit d'oro che affluiva nelle casse di Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti,  senza contare quanto ne proveniva dai trafficanti e dai commercianti, da tutti i re dell'Arabia e dai governatori del paese.
	 Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per ciascuno dei quali adoper seicento sicli d'oro,  e trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ciascuno dei quali adoper tre mine d'oro, e il re li colloc nel palazzo della Foresta del Libano.
	 Inoltre, il re fece un grande trono d'avorio che rivest d'oro puro.  Il trono aveva sei gradini; sullo schienale c'erano teste di vitello; il sedile aveva due bracci laterali, ai cui fianchi si ergevano due leoni.  Dodici leoni si ergevano di qua e di l, sui sei gradini; non ne esistevano di simili in nessun regno.
	 Tutti i vasi per le bevande del re Salomone erano d'oro; tutti gli arredi del palazzo della Foresta del Libano erano d'oro fino; al tempo di Salomone l'argento non si stimava nulla.  Difatti il re aveva in mare la flotta di Tarsis, oltre la flotta di Chiram; ogni tre anni la flotta di Tarsis portava carichi d'oro e d'argento, d'avorio, di scimmie e di babbuini.
	 Il re Salomone super, dunque, per ricchezza e saggezza, tutti i re della terra.  In ogni parte della terra si desiderava di avvicinare Salomone per ascoltare la saggezza che Dio aveva messo nel suo cuore.  Ognuno gli portava, ogni anno, offerte d'argento e oggetti d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli.
	 Salomone radun carri e cavalli; aveva millequattrocento carri e dodicimila cavalli, distribuiti nelle citt per i carri e presso il re in Gerusalemme.  Fece s che in Gerusalemme l'argento abbondasse come le pietre e rese il legname di cedro tanto comune quanto i sicomri che crescono nella Sefela.  I cavalli di Salomone provenivano da Muzri e da Kue; i mercanti del re li compravano in Kue.  Un carro, importato da Muzri, costava seicento sicli d'argento, un cavallo centocinquanta. In tal modo tutti i re degli Hittiti e i re di Aram vendevano i loro cavalli.



	 Ma il re Salomone am donne straniere, moabite, ammonite, idumee, di Sidne e hittite,  appartenenti a popoli, di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: "Non andate da loro ed essi non vengano da voi: perch certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro di". Salomone si leg a loro per amore.  Aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine; le sue donne gli pervertirono il cuore.  Quando Salomone fu vecchio, le sue donne l'attirarono verso di stranieri e il suo cuore non rest pi tutto con il Signore suo Dio come il cuore di Davide suo padre.  Salomone segu Astrte, dea di quelli di Sidne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.  Salomone commise quanto  male agli occhi del Signore e non fu fedele al Signore come lo era stato Davide suo padre.
	 Salomone costru un'altura in onore di Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che  di fronte a Gerusalemme, e anche in onore di Milcom, obbrobrio degli Ammoniti.  Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro di.
	 Il Signore, perci, si sdegn con Salomone, perch aveva distolto il cuore dal Signore Dio d'Israele, che gli era apparso due volte  e gli aveva comandato di non seguire altri di, ma Salomone non osserv quanto gli aveva comandato il Signore.  Allora disse a Salomone: "Poich ti sei comportato cos e non hai osservato la mia alleanza n i decreti che ti avevo impartiti, ti strapper via il regno e lo consegner a un tuo suddito.  Tuttavia non far ci durante la tua vita per amore di Davide tuo padre; lo strapper dalla mano di tuo figlio.  Ma non tutto il regno gli strapper; una trib la dar a tuo figlio per amore di Davide mio servo e per amore di Gerusalemme, citt da me eletta".
	 Il Signore suscit contro Salomone un avversario, l'idumeo Hadd che era della stirpe regale di Edom.  Dopo la disfatta inflitta da Davide a Edom, quando Ioab capo dell'esercito era andato a seppellire i cadaveri e aveva ucciso tutti i maschi di Edom -  Ioab e tutto Israele vi si erano fermati sei mesi per sterminare tutti i maschi di Edom -  Hadd con alcuni Idumei a servizio del padre fugg in Egitto. Allora Hadd era giovinetto.  Essi partirono da Madian e andarono in Paran; presero con s uomini di Paran e andarono in Egitto dal faraone, che ospit Hadd, gli assicur il mantenimento, parl con lui e gli assegn terreni.  Hadd trov grazia agli occhi del faraone, che gli diede in moglie una sua cognata, la sorella della regina Tafni.  La sorella di Tafni gli partor il figlio Ghenubt, che Tafni allev nel palazzo del faraone. Ghenubt visse nella casa del faraone tra i figli del faraone.  Quando Hadd seppe in Egitto che Davide si era addormentato con i suoi padri e che era morto Ioab capo dell'esercito, disse al faraone: "Lasciami partire; voglio andare nel mio paese".  Il faraone gli rispose: "Ti manca forse qualcosa nella mia casa perch tu cerchi di andare nel tuo paese?". Quegli soggiunse: "No! ma, ti prego, lasciami andare". [b]Ecco il male fatto da Hadd: fu nemico di Israele e regn su Edom.
	 Dio suscit contro Salomone un altro avversario, Razn figlio di Eliada, che era fuggito da Hadad-zer re di Zoba, suo signore.  Egli adun gente contro di lui e divenne capo di una banda, quando Davide aveva massacrato gli Aramei. Quindi egli prese Damasco, vi si stabil e ne divenne re. [a]Fu avversario di Israele per tutta la vita di Salomone.
	 Anche Geroboamo, figlio dell'efraimita Nebt, di Zereda - sua madre, una vedova, si chiamava Zerua -, mentre era al servizio di Salomone, insorse contro il re.  La causa della sua ribellione al re fu la seguente: Salomone costruiva il Millo e chiudeva la breccia apertasi nella citt di Davide suo padre;  Geroboamo era un uomo di riguardo; Salomone, visto come il giovane lavorava, lo nomin sorvegliante di tutti gli operai della casa di Giuseppe.  In quel tempo Geroboamo, uscito da Gerusalemme, incontr per strada il profeta Achia di Silo, che indossava un mantello nuovo; erano loro due soli, in campagna.  Achia afferr il mantello nuovo che indossava e lo lacer in dodici pezzi.  Quindi disse a Geroboamo: "Prendine dieci pezzi, poich dice il Signore, Dio di Israele: Ecco lacerer il regno dalla mano di Salomone e ne dar a te dieci trib.  A lui rimarr una trib a causa di Davide mio servo e a causa di Gerusalemme, citt da me scelta fra tutte le trib di Israele.  Ci avverr perch egli mi ha abbandonato, si  prostrato davanti ad Astrte dea di quelli di Sidne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ci che  retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre.  Non gli toglier il regno di mano, perch l'ho stabilito capo per tutti i giorni della sua vita a causa di Davide, mio servo da me scelto, il quale ha osservato i miei comandi e i miei decreti.  Toglier il regno dalla mano di suo figlio e ne consegner a te dieci trib.  A suo figlio lascer una trib perch a causa di Davide mio servo ci sia sempre una lampada dinanzi a me in Gerusalemme, citt che mi sono scelta per porvi il mio nome.  Io prender te e tu regnerai su quanto vorrai; sarai re di Israele.  Se ascolterai quanto ti comander, se seguirai le mie vie e farai quanto  giusto ai miei occhi osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide mio servo, io sar con te e ti edificher una casa stabile come l'ho edificata per Davide. Ti consegner Israele;  umilier la discendenza di Davide per questo motivo, ma non per sempre".
	 Salomone cerc di uccidere Geroboamo, il quale per trov rifugio in Egitto presso Sisach, re di quella regione. Geroboamo rimase in Egitto fino alla morte di Salomone.
	 Le altre gesta di Salomone, le sue azioni e la sua sapienza, sono descritte nel libro della gesta di Salomone.  Il tempo in cui Salomone aveva regnato in Gerusalemme su tutto Israele fu di quaranta anni.  Salomone si addorment con i suoi padri e fu sepolto nella citt di Davide suo padre; gli succedette nel regno il figlio Roboamo.



	 Roboamo and in Sichem, perch tutto Israele era convenuto in Sichem per proclamarlo re.  Quando lo seppe, Geroboamo figlio di Nebt, che era ancora in Egitto ove si era rifugiato per paura del re Salomone, torn dall'Egitto.  Lo mandarono a chiamare e Geroboamo venne con tutta l'assemblea di Israele e dissero a Roboamo:  "Tuo padre ci ha imposto un pesante giogo; ora tu alleggerisci la dura schiavit di tuo padre e il giogo pesante che quegli ci ha imposto e noi ti serviremo".  Rispose loro: "Ritiratevi per tre giorni; poi tornerete da me". Il popolo se ne and.  Il re Roboamo si consigli con gli anziani, che erano stati al servizio di Salomone suo padre durante la sua vita, domandando: "Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo?".  Gli dissero: "Se oggi ti mostrerai arrendevole verso questo popolo, se darai loro soddisfazione, se dirai loro parole gentili, essi saranno tuoi servi per sempre".  Ma egli trascur il consiglio che gli anziani gli avevano dato e si consult con giovani che erano cresciuti con lui ed erano al suo servizio.  Domand loro: "Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo che mi ha chiesto di alleggerire il giogo imposto loro da mio padre?".  I giovani che erano cresciuti con lui gli dissero: "Cos risponderai a questo popolo, che ti ha chiesto: Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, tu alleggeriscilo! cos dirai loro: Il mio mignolo  pi grosso dei fianchi di mio padre.  Ora, se mio padre vi caric di un giogo pesante, io render ancora pi grave il vostro giogo; mio padre vi castig con fruste, io vi castigher con flagelli".
	 Quando Geroboamo e tutto il popolo si presentarono a Roboamo il terzo giorno, come il re aveva ordinato affermando: "Ritornate da me il terzo giorno",  il re rispose duramente al popolo respingendo il consiglio degli anziani;  egli disse loro secondo il consiglio dei giovani: "Mio padre vi ha imposto un giogo pesante; io render ancora pi grave il vostro giogo. Mio padre vi ha castigati con fruste, io vi castigher con flagelli".  Il re non ascolt il popolo; ci accadde per disposizione del Signore, perch si attuasse la parola che il Signore aveva rivolta a Geroboamo, figlio di Nebt, per mezzo di Achia di Silo.  Quando compresero che il re non dava loro ascolto, tutti gli Israeliti risposero al re:

	"Che parte abbiamo con Davide?
	Non abbiamo eredit con il figlio di Iesse!
	Alle tue tende, Israele!
	Ora pensa alla tua casa, Davide!".

	Israele and alle sue tende.  Sugli Israeliti che abitavano nelle citt di Giuda regn Roboamo.
	 Il re Roboamo mand Adoniram, che era sovrintendente ai lavori forzati, ma tutti gli Israeliti lo lapidarono ed egli mor. Allora il re Roboamo sal in fretta sul carro per fuggire in Gerusalemme.  Israele si ribell alla casa di Davide fino ad oggi.
	 Quando tutto Israele seppe che era tornato Geroboamo, lo mandarono a chiamare perch partecipasse all'assemblea; lo proclamarono re di tutto Israele. Nessuno segu la casa di Davide, se non la trib di Giuda.
	 Roboamo, giunto in Gerusalemme, convoc tutta la casa di Giuda e la trib di Beniamino, centottantamila guerrieri scelti, per combattere contro Israele e per restituire il regno a Roboamo, figlio di Salomone.  Ma il Signore disse a Semeia, uomo di Dio:  "Riferisci a Roboamo figlio di Salomone, re di Giuda, a tutta la casa di Giuda e di Beniamino e al resto del popolo:  Dice il Signore: Non marciate per combattere contro i vostri fratelli israeliti; ognuno ritorni a casa, perch questa situazione  stata voluta da me". Ascoltarono la parola del Signore e tornarono indietro come aveva ordinato loro il Signore.
	 Geroboamo fortific Sichem sulle montagne di fraim e vi pose la residenza. Uscito di l, fortific Penul.
	 Geroboamo pens: "In questa situazione il regno potrebbe tornare alla casa di Davide.  Se questo popolo verr a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio, il cuore di questo popolo si rivolger verso il suo signore, verso Roboamo re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboamo, re di Giuda".  Consigliatosi, il re prepar due vitelli d'oro e disse al popolo: "Siete andati troppo a Gerusalemme! Ecco, Israele, il tuo dio, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto".  Ne colloc uno a Betel e l'altro lo pose in Dan.  Questo fatto port al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli.
	 Egli edific templi sulle alture e costitu sacerdoti, presi qua e l dal popolo, i quali non erano discendenti di Levi.  Geroboamo istitu una festa nell'ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso sal sull'altare; cos fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretti; a Betel stabil sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.  Il quindici dell'ottavo mese sal sull'altare che aveva eretto a Betel; istitu una festa per gli Israeliti e sal sull'altare per offrire incenso.



	 Un uomo di Dio, per comando del Signore, si port da Giuda a Betel, mentre Geroboamo stava sull'altare per offrire incenso.  Per comando del Signore, quegli grid verso l'altare: "Altare, altare, cos dice il Signore: Ecco nascer un figlio nella casa di Davide, chiamato Giosia, il quale immoler su di te i sacerdoti delle alture che hanno offerto incenso su di te, e brucer su di te ossa umane".  E ne diede una prova, dicendo: "Questa  la prova che il Signore parla: ecco l'altare si spaccher e si spander la cenere che vi  sopra".  Appena sent il messaggio che l'uomo di Dio aveva proferito contro l'altare di Betel, il re Geroboamo tese la mano dall'altare dicendo: "Afferratelo!". Ma la sua mano, tesa contro di quello, gli si paralizz e non la pot ritirare a s.  L'altare si spacc e si sparse la cenere dell'altare secondo il segno dato dall'uomo di Dio per comando del Signore.  Presa la parola, il re disse all'uomo di Dio: "Placa il volto del Signore tuo Dio e prega per me perch mi sia resa la mia mano". L'uomo di Dio plac il volto del Signore e la mano del re torn come era prima.  All'uomo di Dio il re disse: "Vieni a casa con me per rinfrancarti; ti dar un regalo".  L'uomo di Dio rispose al re: "Anche se mi dessi met della tua casa, non verrei con te e non mangerei n berrei nulla in questo luogo,  perch mi  stato ordinato per comando del Signore: Non mangiare e non bere nulla e non tornare per la strada percorsa nell'andata".  Se ne and per un'altra strada e non torn per quella che aveva percorsa venendo a Betel.
	 Ora viveva a Betel un vecchio profeta, al quale i figli andarono a riferire quanto aveva fatto quel giorno l'uomo di Dio a Betel; essi riferirono al loro padre anche le parole che quegli aveva dette al re.  Il vecchio profeta domand loro: "Quale via ha preso?". I suoi figli gli indicarono la via presa dall'uomo di Dio, che era venuto da Giuda.  Ed egli disse ai suoi figli: "Sellatemi l'asino!". Gli sellarono l'asino ed egli vi mont sopra  per inseguire l'uomo di Dio che trov seduto sotto una quercia. Gli domand: "Sei tu l'uomo di Dio, venuto da Giuda?". Rispose: "Sono io".  L'altro gli disse: "Vieni a casa con me per mangiare qualcosa".  Egli rispose: "Non posso venire con te n mangiare o bere nulla in questo luogo,  perch ho ricevuto questo comando per ordine del Signore: Non mangiare e non bere l nulla e non ritornare per la strada percorsa nell'andata".  Quegli disse: "Anch'io sono profeta come te; ora un angelo mi ha detto per ordine di Dio: Fallo tornare con te nella tua casa, perch mangi e beva qualcosa". Egli mentiva a costui,  che ritorn con lui, mangi e bevve nella sua casa.
	 Mentre essi stavano seduti a tavola, il Signore parl al profeta che aveva fatto tornare indietro l'altro  ed egli grid all'uomo di Dio che era venuto da Giuda: "Cos dice il Signore: Poich ti sei ribellato all'ordine del Signore, non hai ascoltato il comando che ti ha dato il Signore tuo Dio,  sei tornato indietro, hai mangiato e bevuto in questo luogo, sebbene ti fosse stato prescritto di non mangiarvi o bervi nulla, il tuo cadavere non entrer nel sepolcro dei tuoi padri".  Dopo che ebbero mangiato e bevuto, l'altro sell l'asino per il profeta che aveva fatto ritornare  e quegli part. Un leone lo trov per strada e l'uccise; il suo cadavere rimase steso sulla strada, mentre l'asino se ne stava l vicino e anche il leone stava vicino al cadavere.  Ora alcuni passanti videro il cadavere steso sulla strada e il leone che se ne stava vicino al cadavere. Essi andarono e divulgarono il fatto nella citt ove dimorava il vecchio profeta.  Avendolo saputo, il profeta che l'aveva fatto ritornare dalla strada disse: "Quello  un uomo di Dio, che si  ribellato all'ordine del Signore; per questo il Signore l'ha consegnato al leone, che l'ha abbattuto e ucciso secondo la parola comunicatagli dal Signore".  Egli aggiunse ai figli: "Sellatemi l'asino". Quando l'asino fu sellato,  egli and e trov il cadavere di lui steso sulla strada con l'asino e il leone accanto. Il leone non aveva mangiato il cadavere n sbranato l'asino.  Il profeta prese il cadavere dell'uomo di Dio, lo sistem sull'asino e se lo port nella citt dove abitava, per piangerlo e seppellirlo.  Depose il cadavere nel proprio sepolcro e fece il lamento su di lui: "Ohim, fratello mio!".  Dopo averlo sepolto, disse ai figli: "Alla mia morte mi seppellirete nel sepolcro in cui  stato sepolto l'uomo di Dio; porrete le mie ossa vicino alle sue,  poich certo si avverer la parola che egli grid, per ordine del Signore, contro l'altare di Betel e contro tutti i santuari delle alture che sono nelle citt di Samaria".
	 Dopo questo fatto, Geroboamo non si convert dalla sua condotta perversa. Egli continu a prendere qua e l dal popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderasse dava l'investitura e quegli diveniva sacerdote delle alture.  Tale condotta costitu, per la casa di Geroboamo, il peccato che ne provoc la distruzione e lo sterminio dalla terra.



	 In quel tempo si ammal Abia, figlio di Geroboamo.  Geroboamo disse alla moglie: "Alzati, cambia vestito perch non si sappia che tu sei la moglie di Geroboamo e va'a Silo. L c' il profeta Achia, colui che mi disse che avrei regnato su questo popolo.  Prendi con te dieci pani, focacce e un vaso di miele; va'da lui. Egli ti riveler che cosa avverr del ragazzo".  La moglie di Geroboamo fece cos. Si alz, and in Silo ed entr nella casa di Achia, il quale non poteva vedere, perch i suoi occhi erano offuscati per la vecchiaia.
	 Il Signore aveva detto ad Achia: "Ecco, la moglie di Geroboamo viene per chiederti un oracolo sul figlio, che  malato; tu le dirai questo e questo. Arriva travestita".  Appena Achia sent il rumore dei piedi di lei che arrivava alla porta, disse: "Entra, moglie di Geroboamo. Perch ti sei travestita cos? Io ho per te cattive notizie.  Su, riferisci a Geroboamo: Dice il Signore, Dio di Israele: Io ti ho innalzato dalla turba del popolo costituendoti capo del popolo di Israele,  ho strappato il regno dalla casa di Davide e l'ho consegnato a te. Ma tu non ti sei comportato come il mio servo Davide, che osserv i miei comandi e mi segu con tutto il cuore, facendo solo quanto  giusto davanti ai miei occhi,  anzi hai agito peggio di tutti i tuoi predecessori e sei andato a fabbricarti altri di e immagini fuse per provocarmi, mentre hai gettato me dietro alle tue spalle.  Per questo, ecco, mander la sventura sulla casa di Geroboamo, distrugger nella casa di Geroboamo ogni maschio, schiavo o libero in Israele, e spazzer la casa di Geroboamo come si spazza lo sterco fino alla sua totale scomparsa.  I cani divoreranno quanti della casa di Geroboamo moriranno in citt; quelli morti in campagna li divoreranno gli uccelli dell'aria, perch il Signore ha parlato.  Ma tu alzati, torna a casa; quando i tuoi piedi raggiungeranno la citt, il bambino morir.  Ne faranno il lamento tutti gli Israeliti e lo seppelliranno, perch soltanto costui della famiglia di Geroboamo entrer in un sepolcro, perch in lui solo si  trovato qualcosa di buono da parte del Signore Dio di Israele nella famiglia di Geroboamo.  Il Signore stabilir su Israele un suo re, che distrugger la famiglia di Geroboamo.  Inoltre il Signore percuoter Israele, il cui agitarsi sar simile all'agitarsi di una canna sull'acqua. Eliminer Israele da questo ottimo paese da lui dato ai loro padri e li disperder oltre il fiume perch si sono eretti i loro pali sacri, provocando cos il Signore.  Il Signore abbandoner Israele a causa dei peccati di Geroboamo, commessi da lui e fatti commettere a Israele".
	 La moglie di Geroboamo si alz e se ne and a Tirza. Proprio mentre essa entrava nella soglia di casa, il giovinetto mor.  Lo seppellirono e tutto Israele ne fece il lamento, secondo la parola del Signore comunicata per mezzo del suo servo, il profeta Achia.
	 Le altre gesta di Geroboamo, le sue guerre e il suo regno, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  La durata del regno di Geroboamo fu di ventidue anni; egli si addorment con i suoi padri e gli succedette nel regno Nadb suo figlio.
	 Roboamo, figlio di Salomone, regn in Giuda. Aveva quarantun anni quando divenne re; regn diciassette anni in Gerusalemme, citt scelta dal Signore fra tutte le trib di Israele per collocarvi il suo nome. Sua madre, ammonita, si chiamava Naama.  Giuda fece ci che  male agli occhi del Signore; essi provocarono il Signore a gelosia pi di quanto non l'avessero fatto tutti i loro padri, con i loro peccati.  Anch'essi si costruirono alture, stele e pali sacri su ogni alto colle e sotto ogni albero verde.  Inoltre nel paese c'erano prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati davanti agli Israeliti.
	 Nell'anno quinto del re Roboamo, il re di Egitto, Sisach, assal Gerusalemme.  Costui depred i tesori del tempio e vuot la reggia dei suoi tesori. Prese anche gli scudi d'oro fatti da Salomone.  Roboamo li sostitu con scudi di bronzo, che affid agli ufficiali delle guardie addette alle porte della reggia.  Ogni volta che il re andava nel tempio, le guardie li prendevano, poi li riportavano nella sala delle guardie.
	 Le altre gesta di Roboamo, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Ci fu guerra continua fra Roboamo e Geroboamo.  Roboamo si addorment con i suoi padri e fu sepolto nella citt di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Abiam.



	 Nell'anno diciottesimo del re Geroboamo, figlio di Nebt, divenne re su Giuda Abiam.  Egli regn tre anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Maaca, figlia di Assalonne.  Egli imit tutti i peccati che suo padre aveva commessi prima di lui; il suo cuore non fu sottomesso al Signore suo Dio, come lo era stato il cuore di Davide suo antenato.  Ma, per amore di Davide, il Signore suo Dio gli concesse una lampada in Gerusalemme, innalzandone il figlio dopo di lui e rendendo stabile Gerusalemme,  perch Davide aveva fatto ci che  giusto agli occhi del Signore e non aveva traviato dai comandi che il Signore gli aveva impartiti, durante tutta la sua vita, se si eccettua il caso di Uria l'Hittita.
	 Le altre gesta di Abiam, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Ci fu guerra fra Abiam e Geroboamo.  Abiam si addorment con i suoi padri; lo seppellirono nella citt di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Asa.
	 Nell'anno ventesimo di Geroboamo, re di Israele, divenne re su Giuda Asa.  Costui regn quarantun anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Maaca, figlia di Assalonne.  Asa, come Davide suo antenato, fece ci che  giusto agli occhi del Signore.  Elimin i prostituti sacri dal paese e allontan tutti gli idoli eretti da suo padre.  Anche sua madre Maaca egli priv della dignit di regina madre, perch essa aveva eretto un obbrobrio in onore di Asera; Asa abbatt l'obbrobrio e lo bruci nella valle del torrente Cedron.  Ma non scomparvero le alture, anche se il cuore di Asa si mantenne integro nei riguardi del Signore per tutta la sua vita.  Fece portare nel tempio le offerte consacrate da suo padre e quelle consacrate da lui stesso, consistenti in argento, oro e vasi.
	 Ci fu guerra fra Asa e Baasa, re di Israele, per tutta la loro vita.  Baasa, re di Israele, assal Giuda; egli fortific Rama per impedire le comunicazioni con Asa re di Giuda.  Asa prese tutto l'argento e l'oro depositato nei tesori del tempio e nei tesori della reggia, li consegn ai suoi ministri, che li portarono per ordine del re Asa a Ben-Hadd, figlio di Tab-Rimmn, figlio di Chezion, re d'Aram, che risiedeva in Damasco, con la proposta:  "Ci sia un'alleanza fra me e te, come ci fu fra mio padre e tuo padre. Ecco ti mando un dono d'argento e d'oro. Su, rompi la tua alleanza con Baasa, re di Israele, s che egli si ritiri da me".  Ben-Hadd ascolt il re Asa; mand contro le citt di Israele i capi delle sue forze armate, occup Iion, Dan, Abel-Bet-Maaca e l'intera regione di Gensaret, compreso tutto il territorio di nftali.  Quando lo seppe, Baasa smise di fortificare Rama e torn in Tirza.  Allora il re Asa convoc tutti quelli di Giuda, senza esclusione alcuna; costoro presero da Rama le pietre e il legname che Baasa aveva usato per le costruzioni. Con tale materiale il re Asa fortific Gheba di Beniamino e Mizp.
	 Le altre gesta di Asa, tutte le sue prodezze e tutte le sue azioni, le citt che egli edific, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda. Egli nella sua vecchiaia ebbe la podgra.  Asa si addorment con i suoi padri; fu sepolto nella citt di Davide suo antenato e al suo posto divenne re suo figlio Gisafat.
	 Nadb, figlio di Geroboamo, divenne re d'Israele nell'anno secondo di Asa, re di Giuda, e regn su Israele tre anni.  Egli fece ci che  male agli occhi del Signore, imitando la condotta di suo padre e il peccato che questi aveva fatto commettere a Israele.  Contro di lui congiur Baasa figlio di Achia, della casa di ssacar, e lo assassin in Ghibbeton che apparteneva ai Filistei, mentre Nadb e tutto Israele assediavano Ghibbeton.  Baasa lo uccise nell'anno terzo di Asa re di Giuda, e divenne re al suo posto.  Appena divenuto re, egli distrusse tutta la famiglia di Geroboamo: non lasci vivo nessuno di quella stirpe, ma la distrusse tutta, secondo la parola del Signore pronunziata per mezzo del suo servo Achia di Silo,  a causa dei peccati di Geroboamo, commessi da lui e fatti commettere a Israele, e a causa dello sdegno a cui aveva provocato il Signore Dio di Israele.
	 Le altre gesta di Nadb e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Ci fu guerra fra Asa e Baasa, re di Israele, per tutta la loro vita.(())
	 Nell'anno terzo di Asa, re di Giuda, Baasa, figlio di Achia, divenne re d'Israele in Tirza. Regn ventiquattro anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, imitando la condotta di Geroboamo e il peccato che questi aveva fatto commettere a Israele.



	 La parola del Signore fu rivolta a Ieu figlio di Canni contro Baasa:  "Io ti ho innalzato dalla polvere e ti ho costituito capo del popolo di Israele, ma tu hai imitato la condotta di Geroboamo e hai fatto peccare Israele mio popolo fino a provocarmi con i loro peccati.  Ecco, io spazzer Baasa e la sua casa e render la tua casa come la casa di Geroboamo figlio di Nebt.  I cani divoreranno quanti della casa di Baasa moriranno in citt; quelli morti in campagna li divoreranno gli uccelli dell'aria".
	 Le altre gesta di Baasa, le sue azioni e le sue prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Baasa si addorment con i suoi padri e fu sepolto in Tirza e al suo posto regn suo figlio Ela.
	 Attraverso il profeta Ieu figlio di Canni la parola del Signore fu rivolta a Baasa e alla sua casa. Dio condann Baasa per tutto il male che aveva commesso agli occhi del Signore, irritandolo con le sue opere, tanto che la sua casa era diventata come quella di Geroboamo, e perch egli aveva sterminato quella famiglia.
	 Nell'anno ventiseiesimo di Asa re di Giuda, su Israele in Tirza divenne re Ela figlio di Baasa; regn due anni.  Contro di lui congiur un suo ufficiale, Zimri, capo di una met dei carri. Mentre quegli, in Tirza, beveva e si ubriacava nella casa di Arza, maggiordomo in Tirza,  arriv Zimri, lo sconfisse, l'uccise nell'anno ventisettesimo di Asa, re di Giuda, e regn al suo posto.  Quando divenne re, appena seduto sul suo trono, distrusse tutta la famiglia di Baasa; non lasci sopravvivere alcun maschio fra i suoi parenti e amici.  Zimri distrusse tutta la famiglia di Baasa secondo la parola che il Signore aveva rivolta contro Baasa per mezzo del profeta Ieu,  a causa di tutti i peccati di Baasa e dei peccati di Ela suo figlio, di quelli commessi da loro e di quelli fatti commettere a Israele, irritando con le loro vanit il Signore Dio di Israele.
	 Le altre gesta di Ela e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
	 Nell'anno ventisettesimo di Asa re di Giuda, Zimri divenne re per sette giorni in Tirza, mentre il popolo era accampato contro Ghibbeton, che apparteneva ai Filistei.  Quando il popolo accampato col venne a sapere che Zimri si era ribellato e aveva ucciso il re, tutto Israele in quello stesso giorno, nell'accampamento, proclam re di Israele Omri, capo dell'esercito.  Omri e tutto Israele, abbandonata Ghibbeton, andarono a Tirza.  Quando vide che era stata presa la citt, Zimri entr nella fortezza della reggia, incendi il palazzo e cos mor bruciato.  Ci avvenne a causa del peccato che egli aveva commesso compiendo ci che  male agli occhi del Signore, imitando la condotta di Geroboamo e il peccato con cui aveva fatto peccare Israele.
	 Le altre gesta di Zimri e la congiura da lui organizzata sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
	 Allora il popolo di Israele si divise in due parti. Una met parteggiava per Tibni, figlio di Ghinat, con il proposito di proclamarlo re; l'altra met parteggiava per Omri.  Il partito di Omri prevalse su quello di Tibni figlio di Ghinat. Tibni mor e Omri divenne re.
	 Nell'anno trentunesimo di Asa re di Giuda, divenne re di Israele Omri. Regn dodici anni, di cui sei in Tirza.  Poi acquist il monte Someron da Semer per due talenti d'argento. Costru sul monte e chiam la citt che ivi edific Samaria dal nome di Semer, proprietario del monte.  Omri fece ci che  male agli occhi del Signore, peggio di tutti i suoi predecessori.  Imit in tutto la condotta di Geroboamo, figlio di Nebt, e i peccati che quegli aveva fatto commettere a Israele, provocando con le loro vanit a sdegno il Signore, Dio di Israele.
	 Le altre gesta di Omri, tutte le sue azioni e le sue prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Omri si addorment con i suoi padri e fu sepolto in Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Acab.
	 Acab figlio di Omri divenne re su Israele nell'anno trentottesimo di Asa re di Giuda. Acab figlio di Omri regn su Israele in Samaria ventidue anni.  Acab figlio di Omri fece ci che  male agli occhi del Signore, peggio di tutti i suoi predecessori.  Non gli bast imitare il peccato di Geroboamo figlio di Nebt; ma prese anche in moglie Gezabele figlia di Et-Bal, re di quelli di Sidone, e si mise a servire Baal e a prostrarsi davanti a lui.  Eresse un altare a Baal nel tempio di Baal, che egli aveva costruito in Samaria.  Acab eresse anche un palo sacro e comp ancora altre cose irritando il Signore Dio di Israele, pi di tutti i re di Israele suoi predecessori.
	 Nei suoi giorni Chiel di Betel ricostru Grico; gett le fondamenta sopra Abiram suo primogenito e ne innalz le porte sopra Segub suo ultimogenito, secondo la parola pronunziata dal Signore per mezzo di Giosu, figlio di Nun.



	 Elia, il Tisbita, uno degli abitanti di Glaad, disse ad Acab: "Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sar n rugiada n pioggia, se non quando lo dir io".
	 A lui fu rivolta questa parola del Signore:  "Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherit, che  a oriente del Giordano.  Ivi berrai al torrente e i corvi per mio comando ti porteranno il tuo cibo".  Egli esegu l'ordine del Signore; and a stabilirsi sul torrente Cherit, che  a oriente del Giordano.  I corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera; egli beveva al torrente.
	 Dopo alcuni giorni il torrente si secc, perch non pioveva sulla regione.  Il Signore parl a lui e disse:
	 "Alzati, va'in Zarepta di Sidne e ivi stabilisciti. Ecco io ho dato ordine a una vedova di l per il tuo cibo".  Egli si alz e and a Zarepta. Entrato nella porta della citt, ecco una vedova raccoglieva la legna. La chiam e le disse: "Prendimi un po'd'acqua in un vaso perch io possa bere".  Mentre quella andava a prenderla, le grid: "Prendimi anche un pezzo di pane".  Quella rispose: "Per la vita del Signore tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po'di olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andr a cuocerla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo".  Elia le disse: "Non temere; su, fa'come hai detto, ma prepara prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio,  poich dice il Signore: La farina della giara non si esaurir e l'orcio dell'olio non si svuoter finch il Signore non far piovere sulla terra".  Quella and e fece come aveva detto Elia. Mangiarono essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni.  La farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminu, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo di Elia.
	 In seguito il figlio della padrona di casa si ammal. La sua malattia era molto grave, tanto che rimase senza respiro.  Essa allora disse a Elia: "Che c' fra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia iniquit e per uccidermi il figlio?".  Elia le disse: "Dammi tuo figlio". Glielo prese dal seno, lo port al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto.  Quindi invoc il Signore: "Signore mio Dio, forse farai del male a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?".  Si distese tre volte sul bambino e invoc il Signore: "Signore Dio mio, l'anima del fanciullo torni nel suo corpo".  Il Signore ascolt il grido di Elia; l'anima del bambino torn nel suo corpo e quegli riprese a vivere.  Elia prese il bambino, lo port al piano terreno e lo consegn alla madre. Elia disse: "Guarda! Tuo figlio vive".  La donna disse a Elia: "Ora so che tu sei uomo di Dio e che la vera parola del Signore  sulla tua bocca".



	 Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell'anno terzo: "Su, mostrati ad Acab; io conceder la pioggia alla terra".  Elia and a farsi vedere da Acab.
	In Samaria c'era una grande carestia.  Acab convoc Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio;  quando Gezabele uccideva i profeti del Signore, Abdia prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e procur loro pane e acqua.  Acab disse ad Abdia: "Va'nel paese verso tutte le sorgenti e tutti i torrenti della regione; forse troveremo erba per tenere in vita cavalli e muli e non dovremo uccidere una parte del bestiame".  Si divisero la regione da percorrere; Acab and per una strada e Abdia per un'altra.
	 Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quegli lo riconobbe e si prostr con la faccia a terra dicendo: "Non sei tu il mio signore Elia?".  Gli rispose: "Lo sono; su, di'al tuo padrone: C' qui Elia".  Quegli disse: "Che male ho fatto perch tu consegni il tuo servo ad Acab perch egli mi uccida?  Per la vita del Signore tuo Dio, non esiste un popolo o un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a cercarti. Se gli rispondevano: Non c'! egli faceva giurare il popolo o il regno di non averti trovato.  Ora tu dici: Su, di'al tuo signore: C' qui Elia!  Appena sar partito da te, lo spirito del Signore ti porter in un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non trovandoti, mi uccider; ora il tuo servo teme il Signore fin dalla sua giovinezza.  Non ti hanno forse riferito, mio signore, ci che ho fatto quando Gezabele sterminava tutti i profeti del Signore, come io nascosi cento profeti, cinquanta alla volta, in una caverna e procurai loro pane e acqua?  E ora tu comandi: Su, di'al tuo signore: C' qui Elia? Egli mi uccider".  Elia rispose: "Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi mostrer a lui".
	 Abdia and incontro ad Acab e gli rifer la cosa. Acab si diresse verso Elia.  Appena lo vide, Acab disse a Elia: "Sei tu la rovina di Israele!".  Quegli rispose: "Io non rovino Israele, ma piuttosto tu insieme con la tua famiglia, perch avete abbandonato i comandi del Signore e tu hai seguito Baal.  Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele".
	 Acab convoc tutti gli Israeliti e radun i profeti sul monte Carmelo.  Elia si accost a tutto il popolo e disse: "Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore  Dio, seguitelo! Se invece lo  Baal, seguite lui!". Il popolo non gli rispose nulla.  Elia aggiunse al popolo: "Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta.  Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparer l'altro giovenco e lo porr sulla legna senza appiccarvi il fuoco.  Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocher quello del Signore. La divinit che risponder concedendo il fuoco  Dio!". Tutto il popolo rispose: "La proposta  buona!".
	 Elia disse ai profeti di Baal: "Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perch siete pi numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco".  Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: "Baal, rispondici!". Ma non si sentiva un alito, n una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto.  Essendo gi mezzogiorno, Elia cominci a beffarsi di loro dicendo: "Gridate con voce pi alta, perch egli  un dio! Forse  soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglier".  Gridarono a voce pi forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.  Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce n una risposta n un segno di attenzione.
	 Elia disse a tutto il popolo: "Avvicinatevi!". Tutti si avvicinarono. Si sistem di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito.  Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle trib dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: "Israele sar il tuo nome".  Con le pietre eresse un altare al Signore; scav intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme.  Dispose la legna, squart il giovenco e lo pose sulla legna.  Quindi disse: "Riempite quattro brocche d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!". Ed essi lo fecero. Egli disse: "Fatelo di nuovo!". Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: "Per la terza volta!". Lo fecero per la terza volta.  L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riemp d'acqua.  Al momento dell'offerta si avvicin il profeta Elia e disse: "Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando.  Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!".  Cadde il fuoco del Signore e consum l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto.  A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: "Il Signore  Dio! Il Signore  Dio!".  Elia disse loro: "Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!". Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scann.
	 Elia disse ad Acab: "Su, mangia e bevi, perch sento un rumore di pioggia torrenziale".  Acab and a mangiare e a bere. Elia si rec alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia.  Quindi disse al suo ragazzo: "Vieni qui, guarda verso il mare". Quegli and, guard e disse. "Non c' nulla!". Elia disse: "Tornaci ancora per sette volte".  La settima volta rifer: "Ecco, una nuvoletta, come una mano d'uomo, sale dal mare". Elia gli disse: "Va'a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perch non ti sorprenda la pioggia!".  Subito il cielo si oscur per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab mont sul carro e se ne and a Izrel.  La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finch giunse a Izrel.



	 Acab rifer a Gezabele ci che Elia aveva fatto e che aveva ucciso di spada tutti i profeti.  Gezabele invi un messaggero a Elia per dirgli: "Gli di mi facciano questo e anche di peggio, se domani a quest'ora non avr reso te come uno di quelli".  Elia, impaurito, si alz e se ne and per salvarsi. Giunse a Bersabea di Giuda. L fece sostare il suo ragazzo.  Egli si inoltr nel deserto una giornata di cammino e and a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: "Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perch io non sono migliore dei miei padri".  Si coric e si addorment sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo tocc e gli disse: "Alzati e mangia!".  Egli guard e vide vicino alla sua testa una focaccia cotta su pietre roventi e un orcio d'acqua. Mangi e bevve, quindi torn a coricarsi.  Venne di nuovo l'angelo del Signore, lo tocc e gli disse: "Su mangia, perch  troppo lungo per te il cammino".  Si alz, mangi e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, cammin per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l'Oreb.
	 Ivi entr in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?".  Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli eserciti, poich gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita".  Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ecco, il Signore pass. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.  Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.  Come l'ud, Elia si copr il volto con il mantello, usc e si ferm all'ingresso della caverna. Ed ecco, sent una voce che gli diceva: "Che fai qui, Elia?".  Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poich gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi tentano di togliermi la vita".
	 Il Signore gli disse: "Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto l, ungerai Hazal come re di Aram.  Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Saft, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto.  Se uno scamper dalla spada di Hazal, lo uccider Ieu; se uno scamper dalla spada di Ieu, lo uccider Eliseo.  Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l'hanno baciato con la bocca.
	 Partito di l, Elia incontr Eliseo figlio di Saft. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a s, mentre egli stesso guidava il decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gett addosso il suo mantello.  Quegli lasci i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: "Andr a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguir". Elia disse: "Va'e torna, perch sai bene che cosa ho fatto di te".  Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla gente, perch la mangiasse. Quindi si alz e segu Elia, entrando al suo servizio.



	 Ben-Hadd, re di Aram, radun tutto il suo esercito; con lui c'erano trentadue re con cavalli e carri. Egli marci contro Samaria per cingerla d'assedio ed espugnarla.  Invi messaggeri in citt ad Acab, re di Israele,  per dirgli: "Dice Ben-Hadd: Il tuo argento e il tuo oro appartiene a me e le tue donne e i tuoi figli minori sono per me".  Il re di Israele rispose: "Sia come dici tu, signore re; io e quanto ho siamo tuoi".  Ma i messaggeri tornarono di nuovo e dissero: "Dice Ben-Hadd, il quale ci manda a te: Mi consegnerai il tuo argento, il tuo oro, le tue donne e i tuoi figli.  Domani, dunque, a quest'ora, mander i miei servi che perquisiranno la tua casa e le case dei tuoi servi; essi prenderanno e asporteranno quanto sar prezioso ai loro occhi".  Il re di Israele convoc tutti gli anziani della regione, ai quali disse: "Sappiate e vedete come costui ci voglia far del male. Difatti mi ha mandato a chiedere anche le mie donne e i miei figli, dopo che io non gli avevo rifiutato il mio argento e il mio oro".  Tutti gli anziani e tutto il popolo dissero: "Non ascoltarlo e non consentire!".  Egli disse ai messaggeri di Ben-Hadd: "Dite al re vostro signore: Quanto hai imposto prima al tuo servo lo far, ma la nuova richiesta non posso soddisfarla". I messaggeri andarono a riferire la risposta.  Ben-Hadd allora gli mand a dire: "Gli di mi facciano questo e anche di peggio, se la polvere di Samaria baster per riempire il pugno di coloro che mi seguono".  Il re di Israele rispose: "Riferitegli: Chi cinge le armi non si vanti come chi le depone".  Nell'udire questa risposta - egli stava insieme con i re a bere sotto le tende - disse ai suoi ufficiali: "Circondate la citt!". Ed essi la circondarono.
	 Ed ecco un profeta si avvicin ad Acab, re di Israele, per dirgli: "Cos dice il Signore: Vedi tutta questa moltitudine immensa? Ebbene oggi la metto in tuo potere; saprai che io sono il Signore".  Acab disse: "Per mezzo di chi?". Quegli rispose: "Cos dice il Signore: Per mezzo dei giovani dei capi delle province". Domand: "Chi attaccher la battaglia?". Rispose: "Tu!".  Acab ispezion i giovani dei capi delle province; erano duecentotrentadue. Dopo di loro ispezion tutto il popolo, tutti gli Israeliti: erano settemila.  A mezzogiorno fecero una sortita. Ben-Hadd stava bevendo sotto le tende insieme con i trentadue re suoi alleati.  Per primi uscirono i giovani dei capi delle province. Fu mandato ad avvertire Ben-Hadd: "Alcuni uomini sono usciti da Samaria!".  Quegli disse: "Se sono usciti con intenzioni pacifiche, catturateli vivi; se sono usciti per combattere, catturateli ugualmente vivi".  Usciti dunque quelli dalla citt, cio i giovani dei capi delle province e l'esercito che li seguiva,  ognuno di loro uccise chi gli si fece davanti. Gli Aramei fuggirono, inseguiti da Israele. Ben-Hadd, re di Aram, scamp a cavallo insieme con alcuni cavalieri.  Usc quindi il re di Israele, che si impadron dei cavalli e dei carri e inflisse ad Aram una grande sconfitta.
	 Allora il profeta si avvicin al re di Israele e gli disse: "Su, sii forte; sappi e vedi quanto dovrai fare, perch l'anno prossimo il re di Aram muover contro di te".
	 Ma i servi del re di Aram dissero a lui: "Il loro Dio  un Dio dei monti; per questo ci sono stati superiori; forse se li attaccassimo in pianura, saremmo superiori a loro.  Eseguisci questo progetto: ritira i re, ognuno dal suo luogo, e sostituiscili con governatori.  Tu prepara un esercito come quello che hai perduto: cavalli come quei cavalli e carri come quei carri; quindi li attaccheremo in pianura e senza dubbio li batteremo". Egli ascolt la loro proposta e ag in tal modo.
	 L'anno dopo, Ben-Hadd ispezion gli Aramei, quindi and ad Afek per attaccare gli Israeliti.  Gli Israeliti, organizzati e approvvigionati, mossero loro incontro, accampandosi di fronte; sembravano due greggi di capre, mentre gli Aramei inondavano il paese.
	 Un uomo di Dio si avvicin al re d'Israele e gli disse: "Cos dice il Signore: Poich gli Aramei hanno affermato: Il Signore  Dio dei monti e non Dio delle valli, io metter in tuo potere tutta questa moltitudine immensa; cos saprai che io sono il Signore".  Per sette giorni stettero accampati gli uni di fronte agli altri. Al settimo giorno si attacc battaglia. Gli Israeliti in un giorno uccisero centomila fanti aramei.  I superstiti fuggirono in Afek, nella citt, le cui mura caddero sui ventisettemila superstiti.
	Ben-Hadd fugg; entrato in una casa, per nascondersi passava da una stanza all'altra.  I suoi ministri gli dissero: "Ecco, abbiamo sentito che i re di Israele sono re clementi. Indossiamo sacchi ai fianchi e mettiamoci corde sulla testa e usciamo incontro al re di Israele. Forse ti lascer in vita".  Si legarono sacchi ai fianchi e corde sulla testa, quindi si presentarono al re di Israele e dissero: "Il tuo servo Ben-Hadd dice: Su, lasciami in vita!". Quegli domand: " ancora vivo? Egli  mio fratello!".  Gli uomini vi scorsero un buon auspicio, si affrettarono a cercarne una conferma da lui. Dissero: "Ben-Hadd  tuo fratello!". Quegli soggiunse: "Andate a prenderlo". Ben-Hadd si rec da lui, che lo fece salire sul carro.  Ben-Hadd gli disse: "Restituir le citt che mio padre ha prese a tuo padre; tu potrai disporre di mercati in Damasco come mio padre ne aveva in Samaria". Ed egli: "Io a questo patto ti lascer andare". E concluse con lui l'alleanza e lo lasci andare.
	 Allora uno dei figli dei profeti disse al compagno per ordine del Signore: "Picchiami!". L'uomo si rifiut di picchiarlo.  Quegli disse: "Poich non hai obbedito alla voce del Signore, appena ti sarai separato da me, un leone ti uccider". Mentre si allontanava, incontr un leone che l'uccise.  Quegli, incontrato un altro uomo, gli disse: "Picchiami!". E quegli lo percosse a sangue.  Il profeta and ad attendere il re sulla strada, dopo essersi reso irriconoscibile con una benda agli occhi.  Quando pass il re, gli grid: "Il tuo servo era nel cuore della battaglia, quando un uomo si stacc e mi port un individuo dicendomi: Fa'la guardia a quest'uomo! Se ti scappa, la tua vita pagher per la sua oppure dovrai sborsare un talento d'argento.  Mentre il tuo servo era occupato qua e l, quegli scomparve". Il re di Israele disse a lui: "La tua condanna  giusta; l'hai proferita tu stesso!".  Ma quegli immediatamente si tolse la benda dagli occhi e il re di Israele riconobbe che era uno dei profeti.  Costui gli disse: "Cos dice il Signore: Perch hai lasciato andare libero quell'uomo da me votato allo sterminio, la tua vita pagher per la sua, il tuo popolo per il suo popolo".  Il re di Israele se ne and a casa amareggiato e irritato ed entr in Samaria.



	 In seguito avvenne il seguente episodio. Nabot di Izrel possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab re di Samaria.  Acab disse a Nabot: "Cedimi la tua vigna; siccome  vicina alla mia casa, ne farei un orto. In cambio ti dar una vigna migliore oppure, se preferisci, te la pagher in denaro al prezzo che vale".  Nabot rispose ad Acab: "Mi guardi il Signore dal cederti l'eredit dei miei padri".
	 Acab se ne and a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izrel, che aveva affermato: "Non ti ceder l'eredit dei miei padri". Si coric sul letto, si gir verso la parete e non volle mangiare.  Entr da lui la moglie Gezabele e gli domand: "Perch mai il tuo spirito  tanto amareggiato e perch non vuoi mangiare?".  Le rispose: "Perch ho detto a Nabot di Izrel: Cedimi la tua vigna per denaro o, se preferisci, te la cambier con un'altra vigna ed egli mi ha risposto: Non ceder la mia vigna!".  Allora sua moglie Gezabele gli disse: "Tu ora eserciti il regno su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la dar io la vigna di Nabot di Izrel!".
	 Essa scrisse lettere con il nome di Acab, le sigill con il suo sigillo, quindi le sped agli anziani e ai capi, che abitavano nella citt di Nabot.  Nelle lettere scrisse: "Bandite un digiuno e fate sedere Nabot in prima fila tra il popolo.  Di fronte a lui fate sedere due uomini iniqui, i quali l'accusino: Hai maledetto Dio e il re! Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia".  Gli uomini della citt di Nabot, gli anziani e i capi che abitavano nella sua citt, fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro spedite.  Bandirono il digiuno e fecero sedere Nabot in prima fila tra il popolo.  Vennero due uomini iniqui, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: "Nabot ha maledetto Dio e il re". Lo condussero fuori della citt e lo uccisero lapidandolo.  Quindi mandarono a dire a Gezabele: "Nabot  stato lapidato ed  morto".  Appena sent che Nabot era stato lapidato e che era morto, disse ad Acab: "Su, impadronisciti della vigna di Nabot di Izrel, il quale ha rifiutato di vendertela, perch Nabot non vive pi,  morto".  Quando sent che Nabot era morto, Acab si mosse per scendere nella vigna di Nabot di Izrel a prenderla in possesso.
	 Allora il Signore disse a Elia il Tisbita:  "Su, recati da Acab, re di Israele, che abita in Samaria; ecco  nella vigna di Nabot, ove  sceso a prenderla in possesso.  Gli riferirai: Cos dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi! Per questo dice il Signore: Nel punto ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue".  Acab disse a Elia: "Mi hai dunque colto in fallo, o mio nemico!". Quegli soggiunse: "S, perch ti sei venduto per fare ci che  male agli occhi del Signore.  Ecco ti far piombare addosso una sciagura; ti spazzer via. Sterminer, nella casa di Acab, ogni maschio, schiavo o libero in Israele.  Render la tua casa come la casa di Geroboamo, figlio di Nebt, e come la casa di Baasa, figlio di Achia, perch tu mi hai irritato e hai fatto peccare Israele.  Riguardo poi a Gezabele il Signore dice: I cani divoreranno Gezabele nel campo di Izrel.  Quanti della famiglia di Acab moriranno in citt li divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna li divoreranno gli uccelli dell'aria".
	 In realt nessuno si  mai venduto a fare il male agli occhi del Signore come Acab, istigato dalla propria moglie Gezabele.  Commise molti abomini, seguendo gli idoli, come avevano fatto gli Amorrei, che il Signore aveva distrutto davanti ai figli d'Israele.
	 Quando sent tali parole, Acab si strapp le vesti, indoss un sacco sulla carne e digiun; si coricava con il sacco e camminava a testa bassa.  Il Signore disse a Elia, il Tisbita:  "Hai visto come Acab si  umiliato davanti a me? Poich si  umiliato davanti a me, non far piombare la sciagura durante la sua vita, ma la far scendere sulla sua casa durante la vita del figlio".



	 Trascorsero tre anni senza guerra fra Aram e Israele.  Nel terzo anno Gisafat re di Giuda fece visita al re di Israele.  Ora il re di Israele aveva detto ai suoi ufficiali: "Non sapete che Ramot di Glaad  nostra? Eppure noi ce ne stiamo inerti, senza riprenderla dalle mani di Aram".  Disse a Gisafat: "Verresti con me a combattere per Ramot di Glaad?". Gisafat rispose al re di Israele: "Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi".
	 Gisafat disse al re di Israele: "Consulta oggi stesso la parola del Signore".  Il re di Israele radun i profeti, in numero di circa quattrocento, e domand loro: "Devo muovere contro Ramot di Glaad oppure devo rinunziarvi?". Risposero: "Attaccala; il Signore la metter nelle mani del re".  Gisafat disse: "Non c' pi nessun altro profeta del Signore da consultare?".  Il re di Israele rispose a Gisafat: "Ci sarebbe ancora un uomo, attraverso il quale si potrebbe consultare il Signore, ma io lo detesto perch non mi predice altro che male, mai qualcosa di buono. Si tratta di Michea, figlio di Imla". Gisafat disse: "Il re non parli cos!".  Il re di Israele, chiamato un eunuco, gli ordin: "Convoca subito Michea, figlio di Imla".
	 Il re di Israele e Gisafat re di Giuda sedevano ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nell'aia di fronte alla porta di Samaria; tutti i profeti predicevano davanti a loro.  Sedeca, figlio di Chenaana, che si era fatte corna di ferro, affermava: "Dice il Signore: Con queste cozzerai contro gli Aramei fino al loro sterminio".  Tutti i profeti predicevano allo stesso modo: "Assali Ramot di Glaad, riuscirai. Il Signore la metter nelle mani del re".
	 Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli disse: "Ecco, le parole dei profeti sono concordi nel predire il successo del re; ora la tua parola sia identica alla loro; preannunzia il successo".  Michea rispose: "Per la vita del Signore, comunicher quanto il Signore mi dir".  Si present al re che gli domand: "Michea, dobbiamo muovere contro Ramot di Glaad oppure dobbiamo rinunziarvi?". Gli rispose: "Attaccala, riuscirai; il Signore la metter nelle mani del re".  Il re gli disse: "Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi se non la verit nel nome del Signore?".  Quegli disse:

	"Vedo tutti gli Israeliti
	vagare sui monti
	come pecore senza pastore.
	Il Signore dice: Non hanno padroni; ognuno torni a casa in pace".

	 Il re di Israele disse a Gisafat: "Non te l'avevo forse detto che non mi avrebbe profetizzato nulla di buono, ma solo il male?".  Michea disse: "Per questo, ascolta la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l'esercito del cielo gli stava intorno, a destra e a sinistra.  Il Signore ha domandato: Chi inganner Acab perch muova contro Ramot di Glaad e vi perisca? Chi ha risposto in un modo e chi in un altro.  Si  fatto avanti uno spirito che - postosi davanti al Signore - ha detto: Lo inganner io. Il Signore gli ha domandato: Come?  Ha risposto: Andr e diventer spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai senz'altro; ci riuscirai; va'e fa'cos.  Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di tutti questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo preannunzia una sciagura".
	 Allora Sedeca, figlio di Chenaana, si avvicin e percosse Michea sulla guancia dicendo: "Per quale via lo spirito del Signore  passato quando  uscito da me per parlare a te?".  Michea rispose: "Ecco, lo vedrai quando passerai di stanza in stanza per nasconderti".  Il re di Israele disse: "Prendi Michea e conducilo da Amon governatore della citt e da Ioas figlio del re.  Dirai loro: Il re ordina: Mettetelo in prigione e mantenetelo con il minimo indispensabile di pane e di acqua finch torner sano e salvo".  Michea disse: "Se tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mio mezzo".
	 Il re di Israele marci, insieme con Gisafat re di Giuda, contro Ramot di Glaad.  Il re di Israele disse a Gisafat: "Io per combattere mi travestir: tu resta con i tuoi abiti". Il re di Israele si travest ed entr in battaglia.  Il re di Aram aveva ordinato ai capi dei suoi carri - erano trentadue -: "Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, se non contro il re di Israele".  Appena videro Gisafat, i capi dei carri dissero: "Certo, questi  il re di Israele". Si volsero contro di lui per investirlo. Gisafat lanci un grido  e allora i capi dei carri si accorsero che egli non era il re di Israele e si allontanarono da lui.
	 Ma un uomo tese a caso l'arco e colp il re di Israele fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: "Gira, portami fuori della mischia, perch sono ferito".  La battaglia infuri per tutto quel giorno; il re se ne stava sul suo carro di fronte agli Aramei. Alla sera mor; il sangue della sua ferita era colato sul fondo del carro.  Al tramonto un grido si diffuse per l'accampamento: "Ognuno alla sua citt e ognuno alla sua tenda!  Il re  morto!". Lo portarono in Samaria e l lo seppellirono.  Il carro fu lavato nella piscina di Samaria dove si lavavano le prostitute e i cani leccarono il suo sangue, secondo la parola pronunziata dal Signore.
	 Le altre gesta di Acab, tutte le sue azioni, la costruzione della casa d'avorio e delle citt da lui erette, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Acab si addorment con i suoi padri. Al suo posto divenne re suo figlio Acazia.
	 Gisafat figlio di Asa divenne re su Giuda l'anno quarto di Acab, re di Israele.  Quando divenne re, Gisafat aveva trentacinque anni; regn venticinque anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Azuba figlia di Silchi.  Imit in tutto la condotta di Asa suo padre, senza deviazioni, facendo ci che  giusto agli occhi del Signore.  Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture.  Gisafat fu in pace con il re di Israele.
	 Le altre gesta di Gisafat, le prodezze compiute da lui e le sue guerre sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Egli spazz via dalla regione il resto dei prostituti sacri, che esistevano al tempo di suo padre Asa.
	 Allora non c'era re in Edom; lo sostituiva un governatore.  Gisafat costru navi di Tarsis per andare a cercare l'oro in Ofir; ma non ci and, perch le navi si sfasciarono in Ezion-Gheber.  Allora Acazia, figlio di Acab, disse a Gisafat: "I miei servi si uniscano ai tuoi per costituire gli equipaggi delle navi". Ma Gisafat non accett.
	 Gisafat si addorment con i suoi padri, con i quali fu sepolto nella citt di Davide suo antenato e al suo posto divenne re suo figlio Ioram.
	 Acazia, figlio di Acab, divenne re d'Israele in Samaria nell'anno diciassette di Gisafat, re di Giuda; regn due anni su Israele.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; imit la condotta di suo padre, quella di sua madre e quella di Geroboamo, figlio di Nebt, che aveva fatto peccare Israele.  Vener Baal e si prostr davanti a lui irritando il Signore, Dio di Israele, proprio come aveva fatto suo padre.

Secondo libro dei Re



	 Dopo la morte di Acab Moab si ribell a Israele.
	 Acazia cadde dalla finestra del piano di sopra in Samaria e rimase ferito. Allora invi messaggeri con quest'ordine: "Andate e interrogate Baal-Zebub, dio di Ekrn, per sapere se guarir da questa infermit".  Ora l'angelo del Signore disse a Elia il Tisbita: "Su, va'incontro ai messaggeri del re di Samaria. Di'loro: Non c' forse un Dio in Israele, perch andiate a interrogare Baal-Zebub, dio di Ekrn?  Pertanto cos dice il Signore: Dal letto, in cui sei salito, non scenderai, ma di certo morirai". Ed Elia se ne and.
	 I messaggeri ritornarono dal re, che domand loro: "Perch siete tornati?".  Gli dissero: "Ci  venuto incontro un uomo, che ci ha detto: Su, tornate dal re che vi ha inviati e ditegli: Cos dice il Signore: Non c' forse un Dio in Israele, perch tu mandi a interrogare Baal-Zebub, dio di Ekrn? Pertanto, dal letto, in cui sei salito, non scenderai, ma di certo morirai".  Domand loro: "Com'era l'uomo che vi  venuto incontro e vi ha detto simili parole?".  Risposero: "Era un uomo peloso; una cintura di cuoio gli cingeva i fianchi". Egli disse: "Quello  Elia il Tisbita!".
	 Allora gli mand il capo di una cinquantina con i suoi cinquanta uomini. Questi and da lui, che era seduto sulla cima del monte, e gli disse: "Uomo di Dio, il re ti ordina di scendere!".  Elia rispose al capo della cinquantina: "Se sono uomo di Dio, scenda il fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta". Scese un fuoco dal cielo e divor quello con i suoi cinquanta.  Il re mand da lui ancora un altro capo di una cinquantina con i suoi cinquanta uomini. Questi and da lui e gli disse: "Uomo di Dio, il re ti ordina di scendere subito".  Elia rispose: "Se sono uomo di Dio, scenda un fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta". Scese un fuoco dal cielo e divor quello con i suoi cinquanta.  Il re mand ancora un terzo capo con i suoi cinquanta uomini. Questo terzo capo di una cinquantina and, si inginocchi davanti ad Elia e supplic: "Uomo di Dio, valgano qualche cosa ai tuoi occhi la mia vita e la vita di questi tuoi cinquanta servi.  Ecco  sceso il fuoco dal cielo e ha divorato i due altri capi di cinquantina con i loro uomini. Ora la mia vita valga qualche cosa ai tuoi occhi".
	 L'angelo del Signore disse a Elia: "Scendi con lui e non aver paura di lui". Si alz e scese con lui dal re  e gli disse: "Cos dice il Signore: Poich hai mandato messaggeri a consultare Baal-Zebub, dio di Ekrn, come se in Israele ci fosse, fuori di me, un Dio da interrogare, per questo, dal letto, su cui sei salito, non scenderai, ma certamente morirai".  Difatti mor, secondo la predizione fatta dal Signore per mezzo di Elia e al suo posto divenne re suo fratello Ioram, nell'anno secondo di Ioram figlio di Gisafat, re di Giuda, perch egli non aveva figli.
	 Le altre gesta di Acazia, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.



	 Poi, volendo Dio rapire in cielo in un turbine Elia, questi part da Glgala con Eliseo.  Elia disse a Eliseo: "Rimani qui, perch il Signore mi manda fino a Betel". Eliseo rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascer". Scesero fino a Betel.  I figli dei profeti che erano a Betel andarono incontro a Eliseo e gli dissero: "Non sai tu che oggi il Signore ti toglier il tuo padrone?". Ed egli rispose: "Lo so anch'io, ma non lo dite".  Elia gli disse: "Eliseo, rimani qui, perch il Signore mi manda a Grico". Quegli rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascer". Andarono a Grico.  I figli dei profeti che erano in Grico si avvicinarono a Eliseo e gli dissero: "Non sai tu che oggi il Signore ti toglier il tuo padrone?". Rispose: "Lo so anch'io, ma non lo dite".  Elia gli disse: "Rimani qui, perch il Signore mi manda al Giordano". Quegli rispose: "Per la vita del Signore e per la tua stessa vita, non ti lascer". E tutti e due si incamminarono.
	 Cinquanta uomini, tra i figli dei profeti, li seguirono e si fermarono a distanza; loro due si fermarono sul Giordano.  Elia prese il mantello, l'avvolse e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di l; i due passarono sull'asciutto.  Mentre passavano, Elia disse a Eliseo: "Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te". Eliseo rispose: "Due terzi del tuo spirito diventino miei".  Quegli soggiunse: "Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sar rapito lontano da te, ci ti sar concesso; in caso contrario non ti sar concesso".  Mentre camminavano conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia sal nel turbine verso il cielo.  Eliseo guardava e gridava: "Padre mio, padre mio, cocchio d'Israele e suo cocchiere". E non lo vide pi. Allora afferr le proprie vesti e le lacer in due pezzi.  Quindi raccolse il mantello, che era caduto a Elia, e torn indietro, fermandosi sulla riva del Giordano.
	 Prese il mantello, che era caduto a Elia, e colp con esso le acque, dicendo: "Dove  il Signore, Dio di Elia?". Quando ebbe percosso le acque, queste si separarono di qua e di l; cos Eliseo pass dall'altra parte.  Vistolo da una certa distanza, i figli dei profeti di Grico dissero: "Lo spirito di Elia si  posato su Eliseo". Gli andarono incontro e si prostrarono a terra davanti a lui.  Gli dissero: "Ecco, fra i tuoi servi ci sono cinquanta uomini di valore; vadano a cercare il tuo padrone nel caso che lo spirito del Signore l'avesse preso e gettato su qualche monte o in qualche valle". Egli disse: "Non mandateli!".  Ma essi insistettero tanto che egli confuso disse: "Mandateli!". Mandarono cinquanta uomini che cercarono per tre giorni, ma non lo trovarono.  Tornarono da Eliseo, che stava in Grico. Egli disse loro: "Non vi avevo forse detto: Non andate?".
	 Gli abitanti della citt dissero a Eliseo: "Ecco  bello soggiornare in questa citt, come tu stesso puoi constatare, signore, ma l'acqua  cattiva e la terra  sterile".  Ed egli disse: "Prendetemi una pentola nuova e mettetevi del sale". Gliela portarono.  Eliseo si rec alla sorgente dell'acqua e vi vers il sale, pronunziando queste parole: "Dice il Signore: Rendo sane queste acque; da esse non si diffonderanno pi morte e sterilit".  Le acque rimasero sane fino ad oggi, secondo la parola pronunziata da Eliseo.
	 Di l Eliseo and a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla citt alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo: "Vieni su, pelato; vieni su, calvo!".  Egli si volt, li guard e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.  Di l egli and al monte Carmelo e quindi torn a Samaria.



	 Ioram figlio di Acab divenne re d'Israele in Samaria l'anno diciotto di Gisafat, re di Giuda. Ioram regn dodici anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, ma non come suo padre e sua madre. Egli allontan la stele di Baal, eretta dal padre.  Ma rest legato, senza allontanarsene, al peccato che Geroboamo, figlio di Nebt, aveva fatto commettere a Israele.
	 Mesa re di Moab era un allevatore di pecore. Egli inviava al re di Israele centomila agnelli e la lana di centomila arieti.  Ma alla morte di Acab, Mesa si ribell al re di Israele.  Allora il re Ioram usc da Samaria e pass in rassegna tutto Israele.  Si mosse e mand a dire a Gisafat re di Giuda: "Il re di Moab si  ribellato contro di me; vuoi partecipare con me alla guerra contro Moab?". Quegli rispose: "Ci verr; conta su di me come su di te, sul mio popolo come sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi".  "Per quale strada muoveremo?", domand Gisafat. L'altro rispose: "Per la strada del deserto di Edom".  Allora si misero in marcia il re di Israele, il re di Giuda e il re di Edom. Girarono per sette giorni. Non c'era acqua per l'esercito n per le bestie che lo seguivano.  Il re di Israele disse: "Ah, il Signore ha chiamato questi tre re per metterli nelle mani di Moab".  Gisafat disse: "Non c' qui un profeta del Signore, per mezzo del quale possiamo consultare il Signore?". Rispose uno dei ministri del re di Israele: "C' qui Eliseo, figlio di Safat, che versava l'acqua sulle mani di Elia".  Gisafat disse: "La parola del Signore  in lui". Scesero da costui il re di Israele, Gisafat e il re di Edom.
	 Eliseo disse al re di Israele: "Che c' fra me e te? Va'dai profeti di tuo padre e dai profeti di tua madre!". Il re di Israele gli disse: "No, perch il Signore ha chiamato noi tre re per metterci nelle mani di Moab".  Eliseo disse: "Per la vita del Signore degli eserciti, alla cui presenza io sto, se non fosse per il rispetto che provo verso Gisafat re di Giuda, a te non avrei neppure badato, n ti avrei guardato.  Ora cercatemi un suonatore di cetra". Mentre il suonatore arpeggiava, cantando, la mano del Signore fu sopra Eliseo.  Egli annunzi: "Dice il Signore: Scavate molte fosse in questa valle,  perch dice il Signore: Voi non sentirete il vento n vedrete la pioggia, eppure questa valle si riempir d'acqua; berrete voi, la vostra truppa e le vostre bestie da soma.  Ci  poca cosa agli occhi del Signore; egli metter anche Moab nelle vostre mani.  Voi distruggerete tutte le fortezze e tutte le citt pi importanti; abbatterete ogni albero e ostruirete tutte le sorgenti d'acqua; rovinerete ogni campo fertile riempiendolo di pietre".  Al mattino, nell'ora dell'offerta, ecco scorrere l'acqua dalla direzione di Edom; la zona ne fu inondata.
	 Tutti i Moabiti, saputo che erano venuti i re per fare loro guerra, arruolarono tutti gli uomini in et di maneggiare le armi e si schierarono sulla frontiera.  Alzatisi presto al mattino, quando il sole splendeva sulle acque, i Moabiti videro da lontano le acque rosse come sangue.  Esclamarono: "Questo  sangue! I re si sono azzuffati e l'uno ha ucciso l'altro. Ebbene, Moab, alla preda!".  Andarono dunque nell'accampamento di Israele. Ma gli Israeliti si alzarono e sconfissero i Moabiti, che fuggirono davanti a loro. I vincitori si inoltrarono nel paese, incalzando e uccidendo i Moabiti.  Ne demolirono le citt; su tutti i campi fertili ognuno gett una pietra e li riempirono; otturarono tutte le sorgenti d'acqua e tagliarono tutti gli alberi utili. Rimase soltanto Kir Careset; i frombolieri l'aggirarono e l'assalirono.  Il re di Moab, visto che la guerra era insostenibile per lui, prese con s settecento uomini che maneggiavano la spada per aprirsi un passaggio verso il re di Edom, ma non ci riusc.  Allora prese il figlio primogenito, che doveva regnare al suo posto, e l'offr in olocausto sulle mura. Si scaten una grande ira contro gli Israeliti, che si allontanarono da lui e tornarono nella loro regione.



	 Una donna, moglie di uno dei profeti, grid a Eliseo: "Mio marito, tuo servo,  morto; tu sai che il tuo servo temeva il Signore. Ora  venuto il suo creditore per prendersi come schiavi i due miei figli".  Eliseo le disse: "Che posso fare io per te? Dimmi che cosa hai in casa". Quella rispose: "In casa la tua serva non ha altro che un orcio di olio".  Le disse: "Su, chiedi in prestito vasi da tutti i tuoi vicini, vasi vuoti, nel numero maggiore possibile.  Poi entra in casa e chiudi la porta dietro a te e ai tuoi figli; versa olio in tutti quei vasi; i pieni mettili da parte".  Si allontan da lui e chiuse la porta dietro a s e ai suoi figli; questi porgevano ed essa versava.  Quando i vasi furono pieni, disse a un figlio: "Porgimi ancora un vaso". Le rispose: "Non ce ne sono pi". L'olio cess.  Essa and a riferire la cosa all'uomo di Dio, che le disse: "Va', vendi l'olio e accontenta i tuoi creditori; tu e i tuoi figli vivete con quanto ne rester".
	 Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invit con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.  Essa disse al marito: "Io so che  un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi.  Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, s che, venendo da noi, vi si possa ritirare".  Recatosi egli un giorno l, si ritir nella camera e vi si coric.  Egli disse a Ghecazi suo servo: "Chiama questa Sunammita". La chiam ed essa si present a lui.  Eliseo disse al suo servo: "Dille tu: Ecco hai avuto per noi tutta questa premura; che cosa possiamo fare per te? C' forse bisogno di intervenire in tuo favore presso il re oppure presso il capo dell'esercito?". Essa rispose: "Io sto in mezzo al mio popolo".  Eliseo replic: "Che cosa si pu fare per lei?". Ghecazi disse: "Purtroppo essa non ha figli e suo marito  vecchio".  Eliseo disse: "Chiamala!". La chiam; essa si ferm sulla porta.  Allora disse: "L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio". Essa rispose: "No, mio signore, uomo di Dio, non mentire con la tua serva".  Ora la donna rimase incinta e partor un figlio, proprio alla data indicata da Eliseo.
	 Il bambino crebbe e un giorno usc per andare dal padre fra i mietitori.  Egli disse al padre: "La mia testa, la mia testa!". Il padre ordin a un servo: "Portalo dalla mamma".  Questi lo prese e lo port da sua madre. Il bambino stette sulle ginocchia di costei fino a mezzogiorno, poi mor.  Essa sal a stenderlo sul letto dell'uomo di Dio; chiuse la porta e usc.  Chiam il marito e gli disse: "Su, mandami uno dei servi e un'asina; voglio correre dall'uomo di Dio; torner subito".  Quegli domand: "Perch vuoi andare oggi? Non  il novilunio n sabato". Ma essa rispose: "Addio".  Fece sellare l'asina e disse al proprio servo: "Conducimi, cammina, non fermarmi durante il tragitto, a meno che non te l'ordini io".  Si incammin; giunse dall'uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l'uomo di Dio la vide da lontano, disse a Ghecazi suo servo: "Ecco la Sunammita!  Su, corrile incontro e domandale: Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?". Quella rispose: "Bene!".  Giunta presso l'uomo di Dio sul monte, gli afferr le ginocchia. Ghecazi si avvicin per tirarla indietro, ma l'uomo di Dio disse: "Lasciala stare, perch la sua anima  amareggiata e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l'ha rivelato".  Essa disse: "Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: Non mi ingannare?".
	 Eliseo disse a Ghecazi: "Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo".  La madre del ragazzo disse: "Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascer". Allora quegli si alz e la segu.  Ghecazi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c'era stato un gemito n altro segno di vita. Egli torn verso Eliseo e gli rifer: "Il ragazzo non si  svegliato".  Eliseo entr in casa. Il ragazzo era morto, steso sul letto.  Egli entr, chiuse la porta dietro a loro due e preg il Signore.  Quindi sal, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e si curv su di lui. Il corpo del bambino riprese calore.  Quindi si alz e gir qua e l per la casa; torn a curvarsi su di lui; il ragazzo starnut sette volte, poi apr gli occhi.  Eliseo chiam Ghecazi e gli disse: "Chiama questa Sunammita!". La chiam e, quando essa gli giunse vicino, le disse: "Prendi tuo figlio!".  Quella entr, cadde ai piedi di lui, gli si prostr davanti, prese il figlio e usc.
	 Eliseo torn in Glgala. Nella regione imperversava la carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: "Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti".  Uno di essi and in campagna per cogliere erbe selvatiche e trov una specie di vite selvatica: da essa colse zucche agresti e se ne riemp il mantello. Ritorn e gett i frutti a pezzi nella pentola della minestra, non sapendo cosa fossero.  Si vers da mangiare agli uomini, che appena assaggiata la minestra gridarono: "Nella pentola c' la morte, uomo di Dio!". Non ne potevano mangiare.  Allora Eliseo ordin: "Portatemi della farina". Versatala nella pentola, disse: "Danne da mangiare alla gente". Non c'era pi nulla di cattivo nella pentola.
	 Da Baal-Salisa venne un individuo, che offr primizie all'uomo di Dio, venti pani d'orzo e farro che aveva nella bisaccia. Eliseo disse: "Dallo da mangiare alla gente".  Ma colui che serviva disse: "Come posso mettere questo davanti a cento persone?". Quegli replic: "Dallo da mangiare alla gente. Poich cos dice il Signore: Ne mangeranno e ne avanzer anche".  Lo pose davanti a quelli, che mangiarono, e ne avanz, secondo la parola del Signore.



	 Naman, capo dell'esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perch per suo mezzo il Signore aveva concesso la vittoria agli Aramei. Ma questo uomo prode era lebbroso.  Ora bande aramee in una razzia avevano rapito dal paese di Israele una giovinetta, che era finita al servizio della moglie di Naman.  Essa disse alla padrona: "Se il mio signore si rivolgesse al profeta che  in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra".  Naman and a riferire al suo signore: "La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto cos e cos".  Il re di Aram gli disse: "Vacci! Io invier una lettera al re di Israele". Quegli part, prendendo con s dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro e dieci vestiti.  Port la lettera al re di Israele, nella quale si diceva: "Ebbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naman, mio ministro, perch tu lo curi dalla lebbra".  Letta la lettera, il re di Israele si stracci le vesti dicendo: "Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perch costui mi mandi un lebbroso da guarire? S, ora potete constatare chiaramente che egli cerca pretesti contro di me".
	 Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re si era stracciate le vesti, mand a dire al re: "Perch ti sei stracciate le vesti? Quell'uomo venga da me e sapr che c' un profeta in Israele".  Naman arriv con i suoi cavalli e con il suo carro e si ferm alla porta della casa di Eliseo.  Eliseo gli mand un messaggero per dirgli: "Va', bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne torner sana e tu sarai guarito".  Naman si sdegn e se ne and protestando: "Ecco, io pensavo: Certo, verr fuori, si fermer, invocher il nome del Signore suo Dio, toccando con la mano la parte malata e sparir la lebbra.  Forse l'Abana e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per essere guarito?". Si volt e se ne part adirato.  Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: "Se il profeta ti avesse ingiunto una cosa gravosa, non l'avresti forse eseguita? Tanto pi ora che ti ha detto: bagnati e sarai guarito".  Egli, allora, scese e si lav nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e la sua carne ridivenne come la carne di un giovinetto; egli era guarito.
	 Torn con tutto il seguito dall'uomo di Dio; entr e si present a lui dicendo: "Ebbene, ora so che non c' Dio su tutta la terra se non in Israele". Ora accetta un dono dal tuo servo".  Quegli disse: "Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prender". Naman insisteva perch accettasse, ma egli rifiut.  Allora Naman disse: "Se  no, almeno sia permesso al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne portano due muli, perch il tuo servo non intende compiere pi un olocausto o un sacrificio ad altri di, ma solo al Signore.  Tuttavia il Signore perdoni il tuo servo se, quando il mio signore entra nel tempio di Rimmn per prostrarsi, si appoggia al mio braccio e se anche io mi prostro nel tempio di Rimmn, durante la sua adorazione nel tempio di Rimmn; il Signore perdoni il tuo servo per questa azione".  Quegli disse: "Va'in pace". Part da lui e fece un bel tratto di strada.
	 Ghecazi, servo dell'uomo di Dio Eliseo, disse fra s: "Ecco, il mio signore  stato tanto generoso con questo Naman arameo da non prendere quanto egli aveva portato; per la vita del Signore, gli correr dietro e prender qualche cosa da lui".  Ghecazi insegu Naman. Questi, vedendolo correre verso di s, scese dal carro per andargli incontro e gli domand: "Tutto bene?".  Quegli rispose: "Tutto bene. Il mio signore mi ha mandato a dirti: Ecco, proprio ora, sono giunti da me due giovani dalle montagne di fraim, da parte dei figli dei profeti. Dammi per essi un talento d'argento e due vestiti".  Naman disse: " meglio che tu prenda due talenti" e insistette con lui. Leg due talenti d'argento in due sacchi insieme con due vestiti e li diede a due dei suoi giovani, che li portarono davanti a Ghecazi.  Giunto all'Ofel, questi prese dalle loro mani il tutto e lo depose in casa, quindi rimand gli uomini, che se ne andarono.  Poi egli and a presentarsi al suo padrone. Eliseo gli domand: "Ghecazi, da dove vieni?". Rispose: "Il tuo servo non  andato in nessun luogo".  Quegli disse: "Non era forse presente il mio spirito quando quell'uomo si volt dal suo carro per venirti incontro? Era forse il tempo di accettare denaro e di accettare abiti, oliveti, vigne, bestiame minuto e grosso, schiavi e schiave?  Ma la lebbra di Naman si attaccher a te e alla tua discendenza per sempre". Egli si allontan da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.



	 I figli dei profeti dissero a Eliseo: "Ecco, il luogo in cui ci raduniamo alla tua presenza  troppo stretto per noi.  Andiamo fino al Giordano; l prenderemo una trave per ciascuno e ci costruiremo una residenza". Quegli rispose: "Andate!".  Uno disse: "Degnati di venire anche tu con i tuoi servi". Egli rispose: "Ci verr".  E and con loro. Giunti al Giordano, tagliarono alcuni alberi.  Ora, mentre uno abbatteva un tronco, il ferro dell'ascia gli cadde in acqua. Egli grid: "Oh, mio signore! Era stato preso in prestito!".  L'uomo di Dio domand: "Dove  caduto?". Gli mostr il posto. Eliseo, allora, tagli un legno e lo gett in quel punto e il ferro venne a galla.  Disse: "Prendilo!". Quegli stese la mano e lo prese.
	 Mentre il re di Aram era in guerra contro Israele, in un consiglio con i suoi ufficiali disse: "In quel tal posto sar il mio accampamento".  L'uomo di Dio mand a dire al re di Israele: "Guardati dal passare per quel punto, perch l stanno scendendo gli Aramei".  Il re di Israele mand a esplorare il punto indicatogli dall'uomo di Dio. Questi l'avvertiva e il re si metteva in guardia; ci accadde non una volta o due soltanto.  Molto turbato in cuor suo per questo fatto, il re di Aram convoc i suoi ufficiali e disse loro: "Non mi potreste indicare chi dei nostri  per il re di Israele?".  Uno degli ufficiali rispose: "No, re mio signore, perch Eliseo profeta di Israele riferisce al re di Israele quanto tu dici nella tua camera da letto".  Quegli disse: "Andate, informatevi dove sia costui; io mander a prenderlo". Gli fu riferito: "Ecco, sta in Dotan".  Egli mand l cavalli, carri e un bel numero di soldati; vi giunsero di notte e circondarono la citt.
	 Il giorno dopo, l'uomo di Dio, alzatosi di buon mattino, usc. Ecco, un esercito circondava la citt con cavalli e carri. Il suo servo disse: "Ohim, mio signore, come faremo?".  Quegli rispose: "Non temere, perch i nostri sono pi numerosi dei loro".  Eliseo preg cos: "Signore, apri i suoi occhi; egli veda". Il Signore apr gli occhi del servo, che vide. Ecco, il monte era pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo.
	 Poich gli Aramei scendevano verso di lui, Eliseo preg il Signore: "Oh, colpisci questa gente di cecit!". E il Signore li colp di cecit secondo la parola di Eliseo.  Disse loro Eliseo: "Non  questa la strada e non  questa la citt. Seguitemi e io vi condurr dall'uomo che cercate". Egli li condusse in Samaria.  Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: "Signore, apri i loro occhi; essi vedano!". Il Signore apr i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!
	 Il re di Israele quando li vide, disse a Eliseo: "Li devo uccidere, padre mio?".  Quegli rispose: "Non ucciderli. Forse uccidi uno che hai fatto prigioniero con la spada e con l'arco? Piuttosto metti davanti a loro pane e acqua; mangino e bevano, poi se ne vadano dal loro padrone".  Fu imbandito loro un gran banchetto. Dopo che ebbero mangiato e bevuto, li conged ed essi se ne andarono dal loro padrone. Le bande aramee non penetrarono pi nel paese di Israele.
	 Dopo tali cose Ben-Hadd, re di Aram, radun tutto il suo esercito e venne ad assediare Samaria.  Ci fu una carestia eccezionale in Samaria, mentre l'assedio si faceva pi duro, tanto che una testa d'asino si vendeva ottanta sicli d'argento e un quarto di 'qab'di tuberi cinque sicli.  Mentre il re di Israele passava sulle mura, una donna gli grid contro: "Aiuto, mio signore re!".  Rispose: "Non ti aiuta neppure il Signore! Come potrei aiutarti io? Forse con il prodotto dell'aia o con quello del torchio?".  Il re aggiunse: "Che hai?". Quella rispose: "Questa donna mi ha detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo oggi. Mio figlio ce lo mangeremo domani.  Abbiamo cotto mio figlio e ce lo siamo mangiato. Il giorno dopo io le ho detto: Dammi tuo figlio; mangiamocelo, ma essa ha nascosto suo figlio".  Quando ud le parole della donna, il re si stracci le vesti. Mentre egli passava sulle mura, lo vide il popolo; ecco, aveva un sacco di sotto, sulla carne.  Egli disse: "Dio mi faccia questo e anche di peggio, se oggi la testa di Eliseo, figlio di Safat, rester sulle sue spalle".
	 Eliseo stava seduto in casa; con lui sedevano gli anziani. Il re si fece precedere da un uomo. Prima che arrivasse il messaggero, quegli disse agli anziani: "Avete visto? Quel figlio di assassino ordina che mi si tolga la vita. Fate attenzione! Quando arriva il messaggero, chiudete la porta; tenetelo fermo sulla porta. Forse dietro non si sente il rumore dei piedi del suo padrone?".  Stava ancora parlando con loro, quando il re scese da lui e gli disse: "Tu vedi quanto male ci viene dal Signore; che aspetter pi io dal Signore?".



	 Ma Eliseo disse: "Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore: A quest'ora, domani, alla porta di Samaria una 'sea'di farina coster un siclo e anche due 'sea'di orzo costeranno un siclo".  Ma lo scudiero, al cui braccio il re si appoggiava, rispose all'uomo di Dio: "Gi, il Signore apre le finestre in cielo! Avverr mai una cosa simile?". Quegli disse: "Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai".
	 Ora c'erano quattro lebbrosi davanti alla porta. Essi dicevano fra di loro: "Perch stiamo seduti qui ad attendere la morte?  Se risolviamo di andare in citt, in citt c' la fame e vi moriremo. Se stiamo qui, moriremo ugualmente. Ora, su, andiamo all'accampamento degli Aramei; se ci lasceranno in vita, vivremo; se ci uccideranno, moriremo".  Si alzarono al crepuscolo per andare all'accampamento degli Aramei e giunsero fino al limite del loro campo. Ebbene, l non c'era nessuno.  Il Signore aveva fatto udire nell'accampamento degli Aramei rumore di carri, scalpitio di cavalli e chiasso di un grande esercito. Essi si erano detti l'un l'altro: "Ecco, il re di Israele ha assoldato contro di noi i re degli Hittiti e i re dell'Egitto per assalirci".  Alzatisi all'imbrunire, erano fuggiti, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini e il campo come si trovava; erano fuggiti per mettersi in salvo.  Quei lebbrosi, giunti al limite del campo, entrarono in una tenda e, dopo aver mangiato e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che andarono a nascondere. Ritornati, entrarono in un'altra tenda; portarono via tutto e andarono a nasconderlo.
	 Si dissero: "Non  giusto quello che facciamo; oggi  giorno di buone notizie, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo fino all'alba di domani, potrebbe sopraggiungerci un castigo. Andiamo ora, entriamo in citt e annunziamolo alla reggia".  Vi andarono; chiamarono le guardie della citt e riferirono loro: "Siamo andati nel campo degli Aramei; ecco, non c'era nessuno n si sentiva voce umana. C'erano cavalli e asini legati e le tende intatte".  Le guardie allora gridarono e la notizia fu portata dentro la reggia.
	 Il re si alz di notte e disse ai suoi ufficiali: "Vi dir quello che hanno fatto con noi gli Aramei. Sapendo che siamo affamati, hanno abbandonato il campo per nascondersi in campagna, dicendo: Appena usciranno dalla citt, li prenderemo vivi e poi entreremo in citt".  Uno dei suoi ufficiali rispose: "Si prendano i cinque cavalli che sono rimasti in questa citt, caso mai capiter loro come alla moltitudine di Israele, e mandiamo a vedere".  Presero allora due carri con i cavalli; il re li mand a seguire l'esercito degli Aramei, dicendo: "Andate e vedete".  Li seguirono fino al Giordano; ecco tutta la strada era piena di abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella fretta. I messaggeri tornarono e riferirono al re.
	 Allora uscirono tutti e saccheggiarono il campo degli Aramei. Una 'sea'di farina si vendette per un siclo, cos pure due 'sea'di orzo si vendettero per un siclo, secondo la parola del Signore.  Il re aveva messo a guardia della porta lo scudiero, al cui braccio egli si appoggiava. Calpestato dalla folla presso la porta, quegli mor come aveva predetto l'uomo di Dio quando parl al re che era sceso da lui.  Difatti, dopo che l'uomo di Dio aveva detto al re: "A quest'ora, domani, alla porta di Samaria due 'sea'di orzo costeranno un siclo e anche una 'sea'di farina coster un siclo",  lo scudiero aveva risposto all'uomo di Dio: "Gi, Dio apre le finestre in cielo! Avverr mai una cosa simile?". E quegli aveva detto: "Ecco, tu lo vedrai con gli occhi, ma non ne mangerai".  A lui capit proprio questo: lo calpest la folla alla porta ed egli mor.



	 Eliseo aveva detto alla donna a cui aveva risuscitato il figlio: "Alzati e vattene con la tua famiglia; dimora fuori del tuo paese, dovunque troverai da star bene, perch il Signore ha chiamato la carestia, che verr sul paese per sette anni".  La donna si era alzata e aveva fatto come aveva detto l'uomo di Dio. Se ne era andata con la sua famiglia nel paese dei Filistei, per sette anni.  Al termine dei sette anni, la donna torn dal paese dei Filistei e and dal re a reclamare la sua casa e il suo campo.  Il re stava parlando con Ghecazi, servo dell'uomo di Dio, e diceva: "Narrami tutte le meraviglie compiute da Eliseo".  Costui stava narrando al re come aveva risuscitato il morto, quand'ecco si presenta al re la donna a cui aveva risuscitato il figlio, per riavere la sua casa e il suo campo. Ghecazi disse: "Re, mio signore, questa  la donna e questo  il figlio risuscitato da Eliseo".  Il re interrog la donna, che gli narr il fatto. Il re l'affid a un funzionario dicendo: "Restituiscile quanto le appartiene e la rendita intera del campo, dal giorno del suo abbandono del paese fino ad ora".
	 Eliseo and a Damasco. A Ben-Hadd, re di Aram, che era ammalato, fu riferito: "L'uomo di Dio  venuto fin qui".  Il re disse a Cazal: "Prendi un dono e va'incontro all'uomo di Dio e per suo mezzo interroga il Signore, per sapere se guarir o no da questa malattia".  Cazal gli and incontro prendendo con s, in regalo, tutte le cose pi squisite di Damasco, con cui caric quaranta cammelli. Arrivato, si ferm davanti a lui e gli disse: "Tuo figlio, Ben-Hadd, re di Aram, mi ha mandato da te con la domanda: Guarir o no da questa malattia?".  Eliseo gli disse: "Va'a dirgli: Tu guarirai; ma il Signore mi ha mostrato che egli certamente morir".  Poi, con sguardo fisso, si irrigid a lungo; alla fine l'uomo di Dio si mise a piangere.  Cazal disse: "Signor mio, perch piangi?". Quegli rispose: "Perch so quanto male farai agli Israeliti: brucerai le loro fortezze, ucciderai di spada i loro giovani, sfracellerai i loro bambini, sventrerai le loro donne incinte".  Cazal disse: "Ma che sono io tuo servo? Un cane potrebbe attuare questa grande predizione?". Eliseo rispose: "Il Signore mi ha mostrato che tu diventerai re di Aram".  Quegli si separ da Eliseo e ritorn dal suo padrone, che gli domand: "Che ti ha detto Eliseo?". Rispose: "Mi ha detto: Certo guarirai".  Il giorno dopo costui prese una coperta, l'immerse nell'acqua e poi la stese sulla faccia del re che mor. Al suo posto divenne re Cazal.
	 Nell'anno quinto di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne re Ioram figlio di Gisafat re di Giuda.  Quando divenne re aveva trentadue anni; regn otto anni in Gerusalemme.  Cammin per la strada dei re di Israele, come aveva fatto la famiglia di Acab, perch sua moglie era figlia di Acab. Fece ci che  male agli occhi del Signore.  Il Signore, per, non volle distruggere Giuda a causa di Davide suo servo, secondo la promessa fattagli di lasciargli sempre una lampada per lui e per i suoi figli.  Durante il suo regno Edom si ribell al potere di Giuda e si elesse un re.  Allora Ioram pass a Zeira con tutti i suoi carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Idumei che l'avevano accerchiato, insieme con gli ufficiali dei carri; cos il popolo fugg nelle tende.  Edom, ribellatosi al potere di Giuda, ancora oggi  indipendente. In quel tempo anche Libna si ribell.
	 Le altre gesta di Ioram, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Ioram si addorment con i suoi padri e fu sepolto con essi nella citt di Davide, e al suo posto divenne re suo figlio Acazia.
	 Nell'anno decimosecondo di Ioram figlio di Acab, re di Israele, divenne re Acazia figlio di Ioram, re di Giuda.  Quando divenne re, Acazia aveva ventidue anni; regn un anno in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia, figlia di Omri re di Israele.  Imit la condotta della casa di Acab; fece ci che  male agli occhi del Signore, come aveva fatto la casa di Acab, perch era imparentato con la casa di Acab.  Egli con Ioram figlio di Acab and in guerra contro Cazal re di Aram, in Ramot di Glaad; ma gli Aramei ferirono Ioram.  Allora il re Ioram and a curarsi in Izrel per le ferite ricevute dagli Aramei in Ramot, mentre combatteva contro Cazal re di Aram. Acazia figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram figlio di Acab in Izrel, perch costui era malato.



	 Il profeta Eliseo chiam uno dei figli dei profeti e gli disse: "Cingiti i fianchi, prendi in mano questo vasetto d'olio e va'in Ramot di Glaad.  Appena giunto, cerca Ieu figlio di Gisafat, figlio di Nimsi. Entrato in casa, lo farai alzare dal gruppo dei suoi compagni e lo condurrai in una camera interna.  Prenderai il vasetto dell'olio e lo verserai sulla sua testa, dicendo: Dice il Signore: Ti ungo re su Israele. Poi aprirai la porta e fuggirai senza indugio".  Il giovane and a Ramot di Glaad.  Appena giunto, trov i capi dell'esercito seduti insieme. Egli disse: "Ho un messaggio per te, o capo". Ieu disse: "Per chi fra tutti noi?". Ed egli rispose: "Per te, o capo".  Ieu si alz ed entr in una camera; quegli gli vers l'olio sulla testa dicendogli: "Dice il Signore, Dio di Israele: Ti ungo re sul popolo del Signore, su Israele.  Tu demolirai la casa di Acab tuo signore; io vendicher il sangue dei miei servi i profeti e il sangue di tutti i servi del Signore sparso da Gezabele.  Tutta la casa di Acab perir; io eliminer nella famiglia di Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele.  Render la casa di Acab come la casa di Geroboamo figlio di Nebt, e come la casa di Baasa figlio di Achia.  La stessa Gezabele sar divorata dai cani nella campagna di Izrel; nessuno la seppellir". Quindi apr la porta e fugg.
	 Quando Ieu si present agli ufficiali del suo padrone, costoro gli domandarono: "Va tutto bene? Perch questo pazzo  venuto da te?". Egli disse loro: "Voi conoscete l'uomo e le sue chiacchiere".  Gli dissero: "Baie! Su, raccontacelo!". Egli disse: "Mi ha parlato cos e cos, affermando: Dice il Signore: Ti ungo re su Israele".  Tutti presero in fretta i propri vestiti e li stesero sotto di lui sugli stessi gradini, suonarono la tromba e gridarono: "Ieu  re".
	 Ieu figlio di Gisafat, figlio di Nimsi, congiur contro Ioram. (Ioram aveva difeso con tutto Israele Ramot di Glaad di fronte a Cazal, re di Aram,  poi Ioram era tornato a curarsi in Izrel le ferite ricevute dagli Aramei nella guerra contro Cazal, re di Aram). Ieu disse: "Se tale  il vostro sentimento, nessuno esca o fugga dalla citt per andare ad annunziarlo in Izrel".  Ieu sal su un carro e part per Izrel, perch l giaceva malato Ioram e Acazia re di Giuda era sceso per visitarlo.
	 La sentinella che stava sulla torre di Izrel vide la truppa di Ieu che avanzava e disse: "Vedo una truppa". Ioram disse: "Prendi un cavaliere e mandalo loro incontro per domandare: Tutto bene?".  Uno a cavallo and loro incontro e disse: "Il re domanda: Tutto bene?". Ieu disse: "Che importa a te come vada? Passa dietro a me e seguimi". La sentinella rifer: "Il messaggero  arrivato da quelli, ma non torna indietro".  Il re mand un altro cavaliere che, giunto da quelli, disse: "Il re domanda: Tutto bene?". Ma Ieu disse: "Che importa a te come vada? Passa dietro a me e seguimi".  La sentinella rifer: " arrivato da quelli, ma non torna indietro. Il modo di guidare  quello di Ieu figlio di Nimsi; difatti guida all'impazzata".
	 Ioram disse: "Attacca i cavalli". Appena fu pronto il suo carro, Ioram re di Israele, e Acazia re di Giuda, partirono, ognuno sul proprio carro. Andarono incontro a Ieu, che raggiunsero nel campo di Nabt di Izrel.
	 Quando Ioram vide Ieu, gli domand: "Tutto bene, Ieu?". Rispose: "S, tutto bene, finch durano le prostituzioni di Gezabele tua madre e le sue numerose magie".  Allora Ioram si volse indietro e fugg, dicendo ad Acazia: "Siamo traditi, Acazia!".  Ieu, impugnato l'arco, colp Ioram nel mezzo delle spalle. La freccia gli attravers il cuore ed egli si accasci sul carro.  Ieu disse a Bidkar suo scudiero: "Sollevalo, gettalo nel campo che appartenne a Nabt di Izrel; mi ricordo che una volta, mentre io e te eravamo sullo stesso carro al seguito di suo padre Acab, il Signore profer su di lui questo oracolo:  Non ho forse visto ieri il sangue di Nabt e il sangue dei suoi figli? Oracolo del Signore. Ti ripagher in questo stesso campo. Oracolo del Signore. Sollevalo e gettalo nel campo secondo la parola del Signore".
	 Visto ci, Acazia re di Giuda fugg per la strada di Bet-Gan; Ieu l'insegu e ordin: "Colpite anche costui". Lo colpirono sul carro nella salita di Gur, nelle vicinanze di Ibleam. Egli fugg a Meghddo, ove mor.  I suoi ufficiali lo portarono a Gerusalemme su un carro e lo seppellirono nel suo sepolcro, vicino ai suoi padri, nella citt di Davide.
	 Acazia era divenuto re di Giuda nell'anno undecimo di Ioram, figlio di Acab.
	 Ieu arriv in Izrel. Appena lo seppe, Gezabele si trucc gli occhi con stibio, si acconci la capigliatura e si mise alla finestra.  Mentre Ieu entrava per la porta, gli domando: "Tutto bene, o Zimri, assassino del suo padrone?".  Ieu alz lo sguardo alla finestra e disse: "Chi  con me? Chi?". Due o tre eunuchi si affacciarono a guardarlo.  Egli disse: "Gettatela gi". La gettarono gi. Il suo sangue schizz sul muro e sui cavalli. Ieu pass sul suo corpo,  poi entr, mangi e bevve; alla fine ordin: "Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perch era figlia di re".  Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani.  Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: "Si  avverata cos la parola che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izrel i cani divoreranno la carne di Gezabele.  E il cadavere di Gezabele nella campagna sar come letame, perch non si possa dire: Questa  Gezabele".



	 In Samaria c'erano settanta figli di Acab. Ieu scrisse lettere e le invi in Samaria ai capi della citt, agli anziani e ai tutori dei figli di Acab. In esse diceva:  "Ora, quando giunger a voi questa lettera - voi, infatti, avete con voi i figli del vostro signore, i carri, i cavalli, le fortezze e le armi -  scegliete il figlio migliore e pi capace del vostro signore e ponetelo sul trono del padre; combattete per la casa del vostro signore".  Quelli ebbero una grande paura e dissero: "Ecco, due re non hanno potuto resistergli; come potremmo resistergli noi?".  Il maggiordomo, il prefetto della citt, gli anziani e i tutori mandarono a Ieu questo messaggio: "Noi siamo tuoi servi; noi faremo quanto ci ordinerai. Non nomineremo un re; fa'quanto ti piace".
	 Ieu scrisse loro quest'altra lettera: "Se siete dalla mia parte e se obbedite alla mia parola, prendete le teste dei figli del vostro signore e presentatevi a me domani a quest'ora in Izrel". I figli del re erano settanta; vivevano con i grandi della citt, che li allevavano.  Ricevuta la lettera, quelli presero i figli del re e li uccisero - erano settanta -; quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da lui in Izrel.  Si present un messaggero che rifer a Ieu: "Hanno portato le teste dei figli del re". Egli disse: "Ponetele in due mucchi alla porta della citt e ci restino fino a domani mattina".  Il mattino dopo usc, si ferm e disse a tutto il popolo: "Voi siete innocenti; ecco io ho congiurato contro il mio signore e l'ho ucciso. Ma chi ha colpito tutti questi?  Constatate come neppure una parola che il Signore ha annunziato per mezzo del suo servo Elia, sia venuta meno; il Signore ha attuato quanto aveva predetto per mezzo di Elia, suo servo".  Ieu uccise poi tutti i superstiti della famiglia di Acab in Izrel, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi sacerdoti, fino a non lasciarne neppure uno.
	 Quindi si alz e part per Samaria. Passando per Bet-Eked dei pastori,  Ieu trov i fratelli di Acazia, re di Giuda. Egli domand: "Voi, chi siete?". Risposero: "Siamo fratelli di Acazia; siamo scesi per salutare i figli del re e i figli della regina".  Egli ordin: "Prendeteli vivi". Li presero vivi, li uccisero e li gettarono nel pozzo di Bet-Eked; erano quarantadue e non ne rimase neppure uno.
	 Partito di l, si imbatt in Ionadb, figlio di Recb, che gli veniva incontro; Ieu lo salut e gli disse: "Il tuo cuore  retto verso di me, come il mio nei tuoi riguardi?". Ionadb rispose: "S". "Se s, dammi la mano". Ionadb gliela diede. Ieu allora lo fece salire sul carro vicino a s  e gli disse: "Vieni con me e vedrai il mio zelo per il Signore". Lo port con s sul carro.  Entr in Samaria, ove uccise tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata a Elia.
	 Ieu radun tutto il popolo e gli disse: "Acab ha servito Baal un poco; Ieu lo servir molto.  Ora convocatemi tutti i profeti di Baal, tutti i suoi fedeli e tutti i suoi sacerdoti; non ne manchi neppure uno, perch intendo offrire un grande sacrificio a Baal. Chi mancher non sar lasciato in vita". Ieu agiva con astuzia, per distruggere tutti i fedeli di Baal.  Ieu disse: "Convocate una festa solenne per Baal". La convocarono.  Ieu invi messaggeri per tutto Israele; si presentarono tutti i fedeli di Baal - nessuno si astenne dal viaggio - e si radunarono nel tempio di Baal, che ne risult pieno da un'estremit all'altra.  Ieu disse al guardarobiere: "Tira fuori le vesti per tutti i fedeli di Baal". Ed egli le tir fuori.  Ieu, accompagnato da Ionadb figlio di Recb, entr nel tempio di Baal e disse ai fedeli di Baal: "Badate bene che non ci sia fra di voi nessuno dei fedeli del Signore, ma solo fedeli di Baal".
	 Mentre quelli si accingevano a compiere sacrifici e olocausti, Ieu fece uscire ottanta suoi uomini con la minaccia: "Se qualcuno far fuggire uno degli uomini che io oggi metto nelle vostre mani, pagher con la sua vita la vita di lui".  Quando ebbe finito di compiere l'olocausto, Ieu disse alle guardie e agli scudieri: "Entrate, uccideteli. Nessuno scappi". Le guardie e gli scudieri li passarono a fil di spada e li gettarono perfino nella cella del tempio di Baal.  Penetrati in essa, portarono fuori il palo sacro del tempio di Baal e lo bruciarono.  Fecero a pezzi la stele di Baal, demolirono il tempio di Baal e lo ridussero un immondezzaio fino ad oggi.
	 Ieu fece scomparire Baal da Israele.  Ma Ieu non si allontan dai peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele e non abbandon i vitelli d'oro che erano a Betel e in Dan.
	 Il Signore disse a Ieu: "Perch ti sei compiaciuto di fare ci che  giusto ai miei occhi e hai compiuto per la casa di Acab quanto era nella mia intenzione, i tuoi figli - fino alla quarta generazione - siederanno sul trono di Israele".  Ma Ieu non si preoccup di seguire la legge del Signore Dio di Israele con tutto il cuore; non si allontan dai peccati che Geroboamo aveva fatto commettere a Israele.
	 In quel tempo il Signore cominci a ridurre il territorio di Israele; Cazal sconfisse gli Israeliti in tutti i loro confini:  dal Giordano, verso oriente, occup tutta la regione di Glaad, dei Gaditi, dei Rubeniti e dei Manassiti, da Aroer, che  presso il torrente Arnon, a Glaad e a Basan.
	 Le altre gesta di Ieu, tutte le sue azioni e le sue prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Ieu si addorment con i suoi padri e lo seppellirono in Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Ioacaz.  La durata del regno di Ieu su Israele, in Samaria, fu di ventotto anni.



	 Atalia madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si propose di sterminare tutta la discendenza regale.  Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazia, sottrasse Ioas figlio di Acazia dal gruppo dei figli del re destinati alla morte e lo port con la nutrice nella camera dei letti; lo nascose cos ad Atalia ed egli non fu messo a morte.  Rimase sei anni nascosto presso di lei nel tempio; intanto Atalia regnava sul paese.
	 Il settimo anno Ioiada convoc i capi di centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire nel tempio. Egli concluse con loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio; quindi mostr loro il figlio del re.  Diede loro le seguenti disposizioni: "Questo farete: un terzo di quelli che fra di voi iniziano il servizio di sabato per fare la guardia alla reggia,  un altro terzo alla porta di Sur e un terzo alla porta dietro i cursori; voi farete invece la guardia alla casa di Massach,  gli altri due gruppi di voi, ossia quanti smontano il sabato, faranno la guardia al tempio.  Circonderete il re, ognuno con la sua arma in pugno e chi tenta di penetrare nello schieramento sia messo a morte. Accompagnerete il re ovunque egli vada".  I capi di centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiada. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiada.  Il sacerdote consegn ai capi di centinaia lance e scudi del re Davide, che erano nel deposito del tempio.  Le guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo meridionale del tempio fino all'angolo settentrionale, davanti all'altare e al tempio e intorno al re.  Allora Ioiada fece uscire il figlio del re, gli impose il diadema e le insegne; lo proclam re e lo unse. Gli astanti batterono le mani ed esclamarono: "Viva il re!".
	 Atalia, sentito il clamore delle guardie e del popolo, si diresse verso la moltitudine nel tempio.  Guard: ecco, il re stava presso la colonna secondo l'usanza; i capi e i trombettieri erano intorno al re, mentre tutto il popolo del paese esultava e suonava le trombe. Atalia si stracci le vesti e grid: "Tradimento, tradimento!".
	 Il sacerdote Ioiada ordin ai capi dell'esercito: "Fatela uscire tra le file e chiunque la segua sia ucciso di spada". Il sacerdote infatti aveva stabilito che non venisse uccisa nel tempio del Signore.  Le misero le mani addosso ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e l fu uccisa.
	 Ioiada concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, con cui questi si impegn a essere il popolo del Signore; ci fu anche un'alleanza fra il re e il popolo.  Tutto il popolo del paese penetr nel tempio di Baal e lo demol, frantumandone gli altari e le immagini: uccisero dinanzi agli altari lo stesso Mattan, sacerdote di Baal.
	Il sacerdote Ioiada mise guardie intorno al tempio.  Egli prese i capi di centinaia dei Carii e delle guardie e tutto il popolo del paese; costoro fecero scendere il re dal tempio e attraverso la porta delle Guardie lo condussero nella reggia, ove egli sedette sul trono regale.  Tutto il popolo del paese fu in festa; la citt rest tranquilla. Atalia fu uccisa con la spada nella reggia.



	 Quando divenne re, Ioas aveva sette anni.  Divenne re nell'anno settimo di Ieu e regn quarant'anni in Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibia.  Ioas fece ci che  giusto agli occhi del Signore per tutta la sua vita, perch era stato educato dal sacerdote Ioiada.  Ma non scomparvero le alture, infatti il popolo tuttora sacrificava e offriva incenso sulle alture.
	 Ioas disse ai sacerdoti: "Tutto il denaro delle rendite sacre, che viene portato nel tempio del Signore, il denaro che uno versa per il proprio riscatto e tutto il denaro offerto spontaneamente al tempio,  lo prendano i sacerdoti, ognuno dalla mano del proprio conoscente; con esso eseguiscano le riparazioni del tempio, ovunque appaiano necessarie".
	 Ora nell'anno ventitr del re Ioas i sacerdoti non avevano ancora eseguito le riparazioni nel tempio.  Il re Ioas convoc il sacerdote Ioiada e gli altri sacerdoti e disse loro: "Perch non avete restaurato il tempio? D'ora innanzi non ritirerete pi il denaro dai vostri conoscenti, ma lo consegnerete per il restauro del tempio".  I sacerdoti acconsentirono a non ricevere pi il denaro dal popolo e a non curare il restauro del tempio.
	 Il sacerdote Ioiada prese una cassa, vi fece un buco nel coperchio e la pose a lato dell'altare, a destra di chi entra nel tempio. I sacerdoti custodi della soglia depositavano ivi tutto il denaro portato al tempio.  Quando vedevano che nella cassa c'era molto denaro, veniva il segretario del re, insieme con il sommo sacerdote, che riducevano in verghe e contavano il denaro trovato nel tempio.  Consegnavano il denaro controllato nelle mani degli esecutori dei lavori nel tempio. Costoro lo distribuivano ai falegnami e ai muratori, che lavoravano nel tempio,  ai muratori, ai tagliapietre, ai fornitori del legname e delle pietre da taglio per il restauro dei danni nel tempio, insomma per quanto era necessario per riparare il tempio.  Ma con il denaro portato al tempio del Signore non si dovevano fare n coppe d'argento, n strumenti musicali, n coltelli, n vassoi, n trombe, insomma nessun oggetto d'oro o d'argento.  Esso era consegnato solo agli esecutori dei lavori, che l'usavano per restaurare il tempio.  Coloro nelle cui mani si rimetteva il denaro perch lo dessero agli esecutori dei lavori non dovevano renderne conto, perch la loro condotta ispirava fiducia.  Il denaro dei sacrifici per il delitto e per il peccato non era destinato al tempio, ma era lasciato ai sacerdoti.
	 In quel tempo Cazal re di Aram mosse guerra contro Gat e la conquist. Allora Cazal si prepar ad assalire Gerusalemme.  Ioas re di Giuda prese tutti gli oggetti consacrati da Gisafat, da Ioram e da Acazia, suoi antenati, re di Giuda, e quelli consacrati da lui stesso, insieme con tutto l'oro trovato nei tesori del tempio e della reggia; egli mand tutto ci a Cazal re di Aram, che si allontan da Gerusalemme.
	 Le altre gesta di Ioas e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  I suoi ufficiali si sollevarono organizzando una congiura; uccisero Ioas a Bet-Millo, nella discesa verso Silla.  Iozabd figlio di Simeat e Iozabd figlio di Somer, suoi ufficiali, lo colpirono ed egli mor. Lo seppellirono con i suoi padri nella citt di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Amazia.



	 Nell'anno ventitr di Ioas figlio di Acazia, re di Giuda, su Israele in Samaria divenne re Ioacaz figlio di Ieu, che regn diciassette anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; imit il peccato con cui Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto peccare Israele, n mai se ne allontan.  L'ira del Signore divamp contro Israele e li mise nelle mani di Cazal re di Aram e di Ben-Hadd figlio di Cazal, per tutto quel tempo.  Ma Ioacaz plac il volto del Signore. Il Signore lo ascolt, perch aveva visto come il re di Aram opprimeva gli Israeliti.  Il Signore concesse un liberatore a Israele. Essi sfuggirono al potere di Aram; gli Israeliti poterono abitare nelle loro tende come prima.  Ma essi non si allontanarono dal peccato che la casa di Geroboamo aveva fatto commettere a Israele; anzi lo ripeterono. Perfino il palo sacro rimase in piedi in Samaria.  Pertanto, di tutte le truppe di Ioacaz il Signore lasci soltanto cinquanta cavalli, dieci carri e diecimila fanti, perch li aveva distrutti il re di Aram, riducendoli come la polvere che si calpesta.
	 Le altre gesta di Ioacaz, tutte le sue azioni e prodezze, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Ioacaz si addorment con i suoi padri e fu sepolto in Samaria. Al suo posto divenne re suo figlio Ioas.
	 Nell'anno trentasette di Ioas re di Giuda, su Israele in Samaria divenne re Ioas, figlio di Ioacaz, che regn sedici anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; non si allontan da tutti i peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele, ma li ripet.
	 Le altre gesta di Ioas, tutte le sue azioni e prodezze, le guerre combattute con Amazia re di Giuda, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Ioas si addorment con i suoi padri e sul suo trono sal Geroboamo. Ioas fu sepolto in Samaria insieme con i re di Israele.
	 Quando Eliseo si ammal della malattia di cui mor, Ioas re di Israele, sceso a visitarlo, scoppi in pianto davanti a lui, dicendo: "Padre mio, padre mio, carro di Israele e sua cavalleria".  Eliseo gli disse: "Prendi arco e frecce". Egli prese arco e frecce.  Aggiunse al re di Israele: "Impugna l'arco". Quando il re l'ebbe impugnato, Eliseo mise la mano sulla mano del re,  quindi disse: "Apri la finestra verso oriente". Aperta che fu la finestra, Eliseo disse: "Tira!". Ioas tir. Eliseo disse: "Freccia vittoriosa per il Signore, freccia vittoriosa su Aram. Tu sconfiggerai, fino allo sterminio, gli Aramei in Afek".  Eliseo disse: "Prendi le frecce". E quando quegli le ebbe prese, disse al re di Israele: "Percuoti con le tue frecce la terra" ed egli la percosse tre volte, poi si ferm.  L'uomo di Dio s'indign contro di lui e disse: "Avresti dovuto colpire cinque o sei volte; allora avresti sconfitto l'Aram fino allo sterminio; ora, invece, sconfiggerai l'Aram solo tre volte".
	 Eliseo mor; lo seppellirono. All'inizio dell'anno nuovo irruppero nel paese alcune bande di Moab.  Mentre seppellivano un uomo, alcuni, visto un gruppo di razziatori, gettarono il cadavere sul sepolcro di Eliseo e se ne andarono. L'uomo, venuto a contatto con le ossa di Eliseo, risuscit e si alz in piedi.
	 Cazal re di Aram oppresse gli Israeliti finch visse Ioacaz.  Alla fine il Signore si mostr benevolo, ne ebbe compassione e torn a favorirli a causa della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe; per questo non volle distruggerli n scacciarli davanti a s, fino ad oggi.  Cazal re di Aram mor. Al suo posto divenne re suo figlio Ben-Hadd.  Allora Ioas figlio di Ioacaz riprese a Ben-Hadd, figlio di Cazal le citt che Cazal aveva tolte con le armi a suo padre Ioacaz. Ioas lo sconfisse tre volte; cos riconquist le citt di Israele.



	 Nell'anno secondo di Ioas figlio di Ioacaz, re di Israele, divenne re Amazia figlio di Ioas, re di Giuda.  Quando divenne re aveva venticinque anni; regn ventinove anni in Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddain.  Egli fece ci che  retto agli occhi del Signore, ma non come Davide suo antenato: ag in tutto come suo padre Ioas.  Solo non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incensi sulle alture.  Quando il regno fu saldo nelle sue mani, uccise gli ufficiali che avevano assassinato il re suo padre.  Ma non uccise i figli degli assassini, secondo quanto  scritto nel libro della legge di Mos, ove il Signore prescrive: "I padri non moriranno per i figli n i figli per i padri, perch ognuno morir per il suo peccato".  Egli sconfisse gli Idumei nella Valle del sale, uccidendone diecimila. In tale guerra occup Sela e la chiam Ioktel, come  chiamata fino ad oggi.
	 Allora Amazia mand messaggeri a Ioas figlio di Ioacaz, figlio di Ieu, re di Israele, per dirgli: "Su, guardiamoci in faccia".  Ioas re di Israele fece rispondere ad Amazia re di Giuda: "Il cardo del Libano mand a dire al cedro del Libano: Da'in moglie tua figlia a mio figlio. Ora pass una bestia selvatica del Libano e calpest il cardo.  Tu hai sconfitto Edom, per questo il tuo cuore ti ha reso altero. Sii glorioso, ma resta nella tua casa. Perch provocare una calamit? Potresti precipitare tu e Giuda con te".  Amazia non lo ascolt. Allora Ioas re di Israele si mise in marcia; si guardarono in faccia, lui e Amazia re di Giuda, in Bet-Smes, che appartiene a Giuda.  Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fugg nella propria tenda.  Ioas re di Israele in Bet-Smes fece prigioniero Amazia re di Giuda figlio di Ioas, figlio di Acazia. Quindi, andato in Gerusalemme, ne demol le mura dalla porta di fraim fino alla porta dell'Angolo per quattrocento cubiti.  Prese tutto l'oro e l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio e nei tesori della reggia, insieme con gli ostaggi, e torn in Samaria.
	 Le altre gesta di Ioas, le sue azioni, le sue prodezze e le sue guerre con Amazia re di Giuda sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Ioas si addorment con i suoi padri; fu sepolto in Samaria vicino ai re di Israele. Al suo posto divenne re suo figlio Geroboamo.
	 Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, dopo la morte di Ioas figlio di Ioacaz, re di Israele, visse quindici anni.
	 Le altre gesta di Amazia sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Contro di lui si ord una congiura in Gerusalemme. Egli fugg a Lachis; lo fecero inseguire fino a Lachis e l l'uccisero.  Trasportato su dei cavalli, fu sepolto con i suoi padri nella citt di Davide.  Tutto il popolo di Giuda prese Azaria, che aveva sedici anni, e lo proclam re al posto di suo padre Amazia.  Egli fortific Elat, da lui riconquistata a Giuda dopo che il re si era addormentato con i suoi padri.
	 Nell'anno quindici di Amazia figlio di Ioas, re di Giuda, in Samaria divenne re Geroboamo figlio di Ioas, re di Israele, per quarantun anni.  Egli fece ci che  male agli occhi del Signore; non si allontan da nessuno dei peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele.  Egli ristabil i confini di Israele dall'ingresso di Amat fino al mare dell'Araba secondo la parola del Signore Dio di Israele, pronunziata per mezzo del suo servo il profeta Giona figlio di Amittai, di Gat-Chefer,  perch il Signore aveva visto l'estrema miseria di Israele, in cui non c'era pi n schiavo n libero, n chi lo potesse soccorrere.  Egli che aveva deciso di non far scomparire il nome di Israele sotto il cielo, li liber per mezzo di Geroboamo figlio di Ioas.
	 Le altre gesta di Geroboamo, le sue azioni e le sue prodezze in guerra, la sua riconquista di Damasco e di Amat in favore di Israele, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Geroboamo si addorment con i suoi padri; fu sepolto in Samaria con i re di Israele. Al suo posto divenne re suo figlio Zaccaria.



	 Nell'anno ventisette di Geroboamo re di Israele, divenne re Azaria figlio di Amazia, re di Giuda.  Quando divenne re aveva sedici anni; regn in Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia.  Fece ci che  retto agli occhi del Signore, secondo quanto fece Amazia sua padre.  Ma non scomparvero le alture. Il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture.  Il Signore colp con la lebbra il re, che rimase lebbroso fino al giorno della sua morte in una casa appartata. Iotam figlio del re dirigeva la reggia e governava il popolo del paese.
	 Le altre gesta di Azaria, tutte le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Azaria si addorment con i suoi padri e fu sepolto nella citt di Davide. Al suo posto divenne re suo figlio Iotam.
	 Nell'anno trentotto di Azaria re di Giuda, in Samaria divenne re d'Israele per sei mesi Zaccaria, figlio di Geroboamo.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, come l'avevano fatto i suoi padri; non si allontan dai peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele.  Ma Sallm figlio di Iabes congiur contro di lui, lo assal in Ibleam, lo uccise e regn al suo posto.
	 Le altre gesta di Zaccaria, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Cos si avver la parola che il Signore aveva predetta a Ieu quando disse: "I tuoi figli siederanno sul trono di Israele fino alla quarta generazione". E avvenne proprio cos.
	 Sallm figlio di Iabes divenne re nell'anno trentanove di Ozia re di Giuda; regn un mese in Samaria.  Da Tirza avanz Menachem figlio di Gadi, entr in Samaria e sconfisse Sallm, figlio di Iabes, l'uccise e divenne re al suo posto.
	 Le altre gesta di Sallm e la congiura da lui organizzata, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  In quel tempo Menachem, venendo da Tirza, espugn Tifsach, uccise tutti i suoi abitanti e devast tutto il suo territorio, perch non gli avevano aperto le porte e fece sventrare tutte le donne incinte.
	 Nell'anno trentanove di Azaria re di Giuda, Menachem figlio di Gadi divenne re d'Israele e regn dieci anni in Samaria.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; non si allontan dai peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele. Durante il suo regno  Pul re d'Assiria invase il paese. Menachem diede a Pul mille talenti d'argento perch l'aiutasse a consolidare la regalit.  Menachem impose una tassa, per quel denaro, su Israele, sulle persone facoltose, s da poterlo dare al re d'Assiria; da ognuno richiese cinquanta sicli. Cos il re d'Assiria se ne and e non rimase l nel paese.
	 Le altre gesta di Menachem e tutte le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.  Menachem si addorment con i suoi padri e al suo posto divenne re suo figlio Pekachia.
	 Nell'anno cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re Pekachia figlio di Menachem su Israele in Samaria; regn due anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; non si allontan dai peccati che Geroboamo, figlio di Nebt, aveva fatto commettere a Israele.  Contro di lui congiur Pekach figlio di Romelia, suo scudiero. L'uccise in Samaria nella torre della reggia insieme ad Argob e ad Arie e aveva con s cinquanta uomini di Glaad; l'uccise e si proclam re al suo posto.
	 Le altre gesta di Pekachia e tutte le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
	 Nell'anno cinquanta di Azaria re di Giuda, divenne re Pekach figlio di Romelia su Israele in Samaria; regn vent'anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore; non si allontan dai peccati che Geroboamo figlio di Nebt aveva fatto commettere a Israele.
	 Al tempo di Pekach re di Israele, venne Tiglat-Pilzer re di Assiria, che occup Ijjon, Abel-Bet-Maaca, Ianoach, Kedes, Cazor, Glaad e la Galilea e tutto il territorio di nftali, deportandone la popolazione in Assiria.  Contro Pekach figlio di Romelia ord una congiura Osea figlio di Ela, che lo assal e lo uccise, divenendo re al suo posto, nell'anno venti di Iotam figlio di Ozia.
	 Le altre gesta di Pekach e tutte le sue azioni, ecco sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Israele.
	 Nell'anno secondo di Pekach figlio di Romelia, re di Israele, divenne re Iotam figlio di Ozia, re di Giuda.  Quando divenne re, aveva venticinque anni; regn sedici anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusa figlia di Zadk.  Fece ci che  retto agli occhi del Signore, imitando in tutto la condotta di Ozia suo padre.  Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture. Egli costru la porta superiore del tempio.
	 Le altre gesta di Iotam, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.
	 In quel tempo il Signore cominci a mandare contro Giuda Rezin re di Aram e Pekach figlio di Romelia.  Iotam si addorment con i suoi padri, fu sepolto con essi nella citt di Davide suo antenato e al suo posto divenne re suo figlio Acaz.



	 Nell'anno diciassette di Pekach figlio di Romelia, divenne re Acaz figlio di Iotam, re di Giuda.  Quando divenne re, aveva vent'anni; regn sedici anni in Gerusalemme. Non fece ci che  retto agli occhi del Signore suo Dio, come Davide suo antenato.  Cammin sulla strada dei re di Israele; fece perfino passare per il fuoco suo figlio, secondo gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati di fronte agli Israeliti.  Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde.
	 In quel tempo marciarono contro Gerusalemme Rezin re di Aram, e Pekach figlio di Romelia, re di Israele; l'assediarono, ma non riuscirono a espugnarla.  Ma il re di Edom approfitt di quella occasione per riconquistare Elat e unirla al suo regno; ne scacci i Giudei e tornarono ad abitarvi gli Idumei fino ad oggi.
	 Acaz mand messaggeri a Tiglat-Pilzer re di Assiria, per dirgli: "Io sono tuo servo e tuo figlio; vieni, liberami dalla mano del re di Aram e dalla mano del re di Israele, che sono insorti contro di me".  Acaz, preso l'argento e l'oro che si trovava nel tempio e nei tesori della reggia, lo mand in dono al re di Assiria.  Il re di Assur lo ascolt e assal Damasco e la prese, ne deport la popolazione a Kir e uccise Rezin.
	 Il re Acaz and incontro a Tiglat-Pilzer re di Assiria in Damasco e, visto l'altare che si trovava in Damasco, il re Acaz mand al sacerdote Uria il disegno dell'altare e il suo piano secondo il lavoro.  Il sacerdote Uria costru l'altare, prima che il re Acaz tornasse da Damasco, facendolo proprio identico a quello che il re Acaz gli aveva mandato da Damasco.  Tornato da Damasco, il re vide l'altare, vi si avvicin, vi sal,  vi bruci l'olocausto e l'offerta, vi vers la libazione e vi sparse il sangue dei sacrifici di comunione collocati sull'altare.  Separ l'altare di bronzo, che era di fronte al Signore, dalla fronte del tempio, ossia dal punto fra l'altare e il tempio, e lo pose al fianco del nuovo altare verso settentrione.  Il re Acaz ordin al sacerdote Uria: "Sull'altare grande brucerai l'olocausto del mattino, l'offerta della sera, l'olocausto del re e la sua offerta, l'olocausto di tutto il popolo del paese, la sua offerta e le sue libazioni, vi verserai sopra tutto il sangue dell'olocausto e tutto il sangue dei sacrifici di comunione; circa l'altare di bronzo io decider".  Il sacerdote Uria esegu a puntino l'ordine di Acaz.
	 Il re Acaz smont le basi, da cui rimosse le doghe e tolse i bacini. Fece scendere il grande bacino dai buoi di bronzo che lo sostenevano e lo colloc sul pavimento di pietre.  In considerazione del re d'Assiria egli elimin anche il portico del sabato, che era stato costruito nel tempio, e l'ingresso esterno del re.
	 Le altre gesta di Acaz, le sue azioni, ecco, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Acaz si addorment con i suoi padri; fu sepolto nella citt di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ezechia.



	 Nell'anno decimosecondo di Acaz re di Giuda divenne re in Samaria su Israele Osea figlio di Ela, il quale regn nove anni.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, ma non come i re di Israele che erano stati prima di lui.  Contro di lui marci Salmanassar re d'Assiria; Osea divenne suo vassallo e gli pag un tributo.  Poi per il re d'Assiria scopr una congiura di Osea, che aveva inviato messaggeri a So re d'Egitto e non spediva pi il tributo al re d'Assiria, come faceva prima, ogni anno. Perci il re d'Assiria lo fece imprigionare e lo chiuse in carcere.
	 Il re d'Assiria invase tutto il paese, and in Samaria e l'assedi per tre anni.  Nell'anno nono di Osea il re d'Assiria occup Samaria, deport gli Israeliti in Assiria, destinandoli a Chelach, alla zona intorno a Cabor, fiume del Gozan, e alle citt della Media.
	 Ci avvenne perch gli Israeliti avevano peccato contro il Signore loro Dio, che li aveva fatti uscire dal paese d'Egitto, liberandoli dal potere del faraone re d'Egitto; essi avevano temuto altri di.  Avevano seguito le pratiche delle popolazioni distrutte dal Signore all'arrivo degli Israeliti e quelle introdotte dai re di Israele.  Gli Israeliti avevano proferito contro il Signore loro Dio cose non giuste e si erano costruiti alture in tutte le loro citt, dai pi piccoli villaggi alle fortezze.  Avevano eretto stele e pali sacri su ogni alto colle e sotto ogni albero verde.  Ivi avevano bruciato incenso, come le popolazioni che il Signore aveva disperso alla loro venuta; avevano compiuto azioni cattive, irritando il Signore.  Avevano servito gli idoli, dei quali il Signore aveva detto: "Non farete una cosa simile!".
	 Eppure il Signore, per mezzo di tutti i suoi profeti e dei veggenti, aveva ordinato a Israele e a Giuda: "Convertitevi dalle vostre vie malvage e osservate i miei comandi e i miei decreti secondo ogni legge, che io ho imposta ai vostri padri e che ho fatto dire a voi per mezzo dei miei servi, i profeti".  Ma essi non ascoltarono, anzi indurirono la nuca rendendola simile a quella dei loro padri, i quali non avevano creduto al Signore loro Dio.  Rigettarono i suoi decreti e le alleanze che aveva concluse con i loro padri, e le testimonianze che aveva loro date; seguirono le vanit e diventarono anch'essi fatui, a imitazione dei popoli loro vicini, dei quali il Signore aveva comandato di non imitare i costumi.  Abbandonarono tutti i comandi del Signore loro Dio; si eressero i due vitelli in metallo fuso, si prepararono un palo sacro, si prostrarono davanti a tutta la milizia celeste e venerarono Baal.  Fecero passare i loro figli e le loro figlie per il fuoco; praticarono la divinazione e gli incantesimi; si vendettero per compiere ci che  male agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno.  Per questo il Signore si adir molto contro Israele e lo allontan dalla sua presenza e non rimase se non la sola trib di Giuda.  Ma neppure quelli di Giuda osservarono i comandi del Signore loro Dio, ma piuttosto seguirono le usanze fissate da Israele.  Il Signore, perci, rigett tutta la discendenza di Israele; li umili e li mise in bala di briganti, finch non li scacci dalla sua presenza.  Difatti, quando Israele fu strappato dalla casa di Davide, e proclam re Geroboamo, figlio di Nebt, questi allontan Israele dal seguire il Signore e gli fece commettere un grande peccato.  Gli Israeliti imitarono in tutto il peccato commesso da Geroboamo; non se ne allontanarono,  finch il Signore allontan Israele dalla sua presenza, come aveva preannunziato per mezzo di tutti i suoi servi, i profeti; fece deportare Israele dal suo paese in Assiria, dove  fino ad oggi.
	 Il re d'Assiria mand gente da Babilonia, da Cuta, da Avva, da Amat e da Sefarvim e la sistem nelle citt della Samaria invece degli Israeliti. E quelli presero possesso della Samaria e si stabilirono nelle sue citt.  All'inizio del loro insediamento non temevano il Signore ed Egli invi contro di loro dei leoni, che ne fecero strage.  Allora dissero al re d'Assiria: "Le genti che tu hai trasferite e insediate nelle citt della Samaria non conoscono la religione del Dio del paese ed Egli ha mandato contro di loro dei leoni, i quali ne fanno strage, perch quelle non conoscono la religione del Dio del paese".  Il re d'Assiria ordin: "Mandatevi qualcuno dei sacerdoti che avete deportati di l: vada, vi si stabilisca e insegni la religione del Dio del paese".  Venne uno dei sacerdoti deportati da Samaria che si stabil a Betel e insegn loro come temere il Signore.
	 Tuttavia ciascuna nazione si fabbric i suoi di e li mise nei templi delle alture costruite dai Samaritani, ognuna nella citt ove dimorava.  Gli uomini di Babilonia si fabbricarono Succot-Bent; gli uomini di Cuta si fabbricarono Nergal; gli uomini di Amat si fabbricarono Asima.  Quelli di Avva si fabbricarono Nibcaz e Tartach; quelli di Sefarvim bruciavano nel fuoco i propri figli in onore di Adram-Mlech e di Anam-Mlech, di di Sefarvim.  Venerarono anche il Signore; si scelsero i sacerdoti delle alture, presi qua e l, e li collocavano nei templi delle alture.  Temevano il Signore e servivano i loro di secondo gli usi delle popolazioni, dalle quali provenivano i deportati.  Fino ad oggi essi seguono questi usi antichi: non venerano il Signore e non agiscono secondo i suoi statuti e i suoi decreti n secondo la legge e il comando che il Signore ha dato ai figli di Giacobbe, che chiam Israele.  Il Signore aveva concluso con loro un'alleanza e aveva loro ordinato: "Non venerate altri di, non prostratevi davanti a loro, non serviteli e non sacrificate a loro,  ma temete il Signore, che vi ha fatti uscire dal paese d'Egitto con grande potenza e con braccio teso: davanti a lui solo prostratevi e a lui offrite sacrifici.  Osserverete gli statuti, i decreti, la legge e il comando che egli vi ha prescritti, mettendoli in pratica sempre; non venererete divinit straniere.  Non vi dimenticherete dell'alleanza conclusa con voi e non venererete divinit straniere,  ma venererete soltanto il Signore vostro Dio, che vi liberer dal potere di tutti i vostri nemici".  Essi per non ascoltarono: agirono sempre secondo i loro antichi costumi.
	 Cos quelle genti temevano il Signore e servivano i loro idoli; i loro figli e nipoti continuano a fare oggi come hanno fatto i loro padri.



	 Nell'anno terzo di Osea figlio di Ela, re di Israele, divenne re Ezechia figlio di Acaz, re di Giuda.  Quando egli divenne re, aveva venticinque anni; regn ventinove anni in Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abi, figlia di Zaccaria.  Fece ci che  retto agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Davide suo antenato.  Egli elimin le alture e frantum le stele, abbatt il palo sacro e fece a pezzi il serpente di bronzo, eretto da Mos; difatti fino a quel tempo gli Israeliti gli bruciavano incenso e lo chiamavano Necustan.  Egli confid nel Signore, Dio di Israele. Fra tutti i re di Giuda nessuno fu simile a lui, n fra i suoi successori n fra i suoi predecessori.  Attaccato al Signore, non se ne allontan; osserv i decreti che il Signore aveva dati a Mos.  Il Signore fu con Ezechia e questi riusc in tutte le iniziative. Egli si ribell al re d'Assiria e non gli fu sottomesso.  Sconfisse i Filistei fino a Gaza e ai suoi confini, dal pi piccolo villaggio fino alle fortezze.
	 Nell'anno quarto del re Ezechia, cio l'anno settimo di Osea figlio di Ela, re di Israele, Salmanassar re di Assiria marci contro Samaria e la assedi.  Dopo tre anni la prese; nell'anno sesto di Ezechia, cio l'anno nono di Osea re di Israele, Samaria fu presa.  Il re d'Assiria deport gli Israeliti in Assiria, destinandoli a Chelach, al Cabor, fiume del Gozan, e alle citt della Media.  Ci accadde perch quelli non avevano ascoltato la voce del Signore loro Dio e ne avevano trasgredito l'alleanza e non avevano ascoltato n messo in pratica quanto aveva loro comandato Mos, servo di Dio.
	 Nell'anno quattordici del re Ezechia, Senncherib re di Assiria assal e prese tutte le fortezze di Giuda.  Ezechia, re di Giuda, mand a dire al re d'Assiria in Lachis: "Ho peccato; allontnati da me e io sopporter quanto mi imporrai". Il re di Assiria impose a Ezechia re di Giuda trecento talenti d'argento e trenta talenti d'oro.  Ezechia consegn tutto il denaro che si trovava nel tempio e nei tesori della reggia.  In quel tempo Ezechia stacc dalle porte del tempio del Signore e dagli stipiti l'oro, di cui egli stesso re di Giuda li aveva rivestiti, e lo diede al re d'Assiria.
	 Il re d'Assiria mand il 'tartan', il capo delle guardie e il gran coppiere da Lachis a Gerusalemme, al re Ezechia, con un grande esercito. Costoro salirono e giunsero a Gerusalemme; si fermarono al canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio.
	 Essi chiesero del re e incontro a loro vennero Eliakm figlio di Chelkia, il maggiordomo, Sebna lo scriba e Ioach figlio di Asaf, l'archivista.  Il gran coppiere disse loro: "Riferite a Ezechia: Dice il gran re, il re d'Assiria: Che fiducia  quella su cui ti appoggi?  Pensi forse che la semplice parola possa sostituire il consiglio e la forza nella guerra? Ora, in chi confidi ribellandoti a me?  Ecco, tu confidi su questo sostegno di canna spezzata, che  l'Egitto, che penetra nella mano, forandola, a chi vi si appoggia; tale  il faraone re di Egitto per chiunque confida in lui.  Se mi dite: Noi confidiamo nel Signore nostro Dio, non  forse quello stesso del quale Ezechia distrusse le alture e gli altari, ordinando alla gente di Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete soltanto davanti a questo altare in Gerusalemme?  Ora vieni al mio signore, re d'Assiria; io ti dar duemila cavalli, se potrai procurarti cavalieri per essi.  Come potresti fare retrocedere uno solo dei pi piccoli servi del mio signore? Eppure tu confidi nell'Egitto per i carri e i cavalieri.  Ora, non  forse secondo il volere del Signore che io sono venuto contro questo paese per distruggerlo? Il Signore mi ha detto: Va'contro questo paese e distruggilo".
	 Eliakm figlio di Chelkia, Sebna e Ioach risposero al gran coppiere: "Parla, ti prego, ai tuoi servi in aramaico, perch noi lo comprendiamo; non parlare in ebraico, mentre il popolo che  sulle mura ascolta".  Il gran coppiere replic: "Forse io sono stato inviato al tuo signore e a te dal mio signore per pronunziare tali parole e non piuttosto agli uomini che stanno sulle mura, i quali saranno ridotti a mangiare i loro escrementi e a bere la loro urina con voi?".  Il gran coppiere allora si alz e grid a gran voce in ebraico: "Udite la parola del gran re, del re d'Assiria:  Dice il re: Non vi inganni Ezechia, poich non potr liberarvi dalla mia mano.  Ezechia non vi induca a confidare nel Signore, dicendo: Certo, il Signore ci liberer, questa citt non sar messa nelle mani del re d'Assiria.  Non ascoltate Ezechia, poich dice il re d'Assiria: Fate la pace con me e arrendetevi; allora ognuno potr mangiare i frutti della sua vigna e dei suoi fichi, ognuno potr bere l'acqua della sua cisterna,  finch io non venga per condurvi in un paese come il vostro, in un paese che produce frumento e mosto, in un paese ricco di pane e di vigne, in un paese di ulivi e di miele; voi vivrete e non morirete. Non ascoltate Ezechia che vi inganna, dicendovi: Il Signore ci liberer!  Forse gli di delle nazioni hanno liberato ognuno il proprio paese dalla mano del re d'Assiria?  Dove sono gli di di Amat e di Arpad? Dove sono gli di di Sefarvim, di Ena e di Ivva? Hanno essi forse liberato Samaria dalla mia mano?  Quali mai, fra tutti gli di di quelle nazioni, hanno liberato il loro paese dalla mia mano? Potr forse il Signore liberare Gerusalemme dalla mia mano?".
	 Quelli tacquero e non gli risposero neppure una parola, perch l'ordine del re era: "Non rispondete loro".
	 Eliakm figlio di Chelkia, il maggiordomo, Sebna lo scriba e Ioach figlio di Asaf, l'archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere.



	 Quando ud, il re Ezechia si lacer le vesti, si copr di sacco e and nel tempio.  Quindi mand Eliadm, il maggiordomo, Sebna lo scriba e gli anziani dei sacerdoti coperti di sacco dal profeta Isaia figlio di Amoz,  perch gli dicessero: "Dice Ezechia: Giorno di angoscia, di castigo e di vergogna  questo, poich i bambini giungono al punto di venire alla luce, ma manca alla partoriente la forza di partorire.  Forse il Signore tuo Dio ha udito le parole del gran coppiere, che il re d'Assiria suo signore ha inviato a insultare il Dio vivente e lo castigher per le parole che il Signore tuo Dio ha udito. Innalza ora una preghiera per quelli che ancora sopravvivono".
	 Cos i ministri del re Ezechia andarono da Isaia.  Disse loro Isaia: "Riferite al vostro padrone: Dice il Signore: Non temere le cose che hai udite e con le quali i servitori del re d'Assiria mi hanno ingiuriato.  Ecco io mander in lui uno spirito tale che egli, appena avr udito una notizia, ritorner nel suo paese e nel suo paese io lo far perire di spada".
	 Il gran coppiere ritorn e trov il re d'Assiria che assaliva Libna, poich aveva saputo che si era allontanato da Lachis.  Appena Senncherib seppe che Tiraca re di Etiopia era uscito per muovergli guerra, invi di nuovo messaggeri a Ezechia per dirgli:
	 "Direte a Ezechia, re di Giuda: Non ti inganni il Dio in cui confidi, dicendoti: Gerusalemme non sar consegnata nelle mani del re d'Assiria.  Ecco, tu sai ci che hanno fatto i re di Assiria in tutti i paesi che votarono allo sterminio. Soltanto tu ti salveresti?  Gli di delle nazioni che i miei padri distrussero hanno forse salvato quelli di Gozan, di Carran, di Rezef e le genti di Eden in Telassr?  Dove sono il re di Amat e il re di Arpad e il re della citt di Sefarvim, di Ena e di Ivva?".
	 Ezechia prese la lettera dalle mani dei messaggeri e la lesse, poi sal al tempio e, svolgendo lo scritto davanti al Signore,  preg: "Signore Dio di Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra.  Porgi, Signore, l'orecchio e ascolta; apri, Signore, gli occhi e vedi; ascolta tutte le parole che Senncherib ha fatto dire per insultare il Dio vivente.   vero, o Signore, che i re d'Assiria hanno devastato tutte le nazioni e i loro territori;  hanno gettato i loro di nel fuoco; quelli per, non erano di, ma solo opera delle mani d'uomo, legno e pietra; perci li hanno distrutti.  Ora, Signore nostro Dio, liberaci dalla sua mano, perch sappiano tutti i regni della terra che tu sei il Signore, il solo Dio".
	 Allora Isaia figlio di Amoz mand a dire a Ezechia: "Dice il Signore, Dio di Israele: Ho udito quanto hai chiesto nella tua preghiera riguardo a Senncherib re d'Assiria.  Questa  la parola che il Signore ha pronunziato contro di lui:

	Ti disprezza, ti deride
	la vergine figlia di Sion.
	Dietro a te scuote il capo
	la figlia di Gerusalemme.
	 Chi hai insultato e schernito?
	Contro chi hai alzato la voce
	e hai elevato, superbo, i tuoi occhi?
	Contro il Santo di Israele!
	 Per mezzo dei tuoi messaggeri hai insultato il Signore
	e hai detto: Con i miei carri numerosi
	sono salito in cima ai monti,
	sugli estremi gioghi del Libano:
	ne ho tagliato i cedri pi alti,
	i suoi cipressi pi belli;
	sono penetrato nel suo angolo pi remoto,
	nella sua foresta lussureggiante.
	 Io ho scavato e bevuto
	acque straniere;
	ho fatto inaridire con la pianta dei miei piedi
	tutti i torrenti d'Egitto.
	 Non hai forse udito? Da tempo
	ho preparato questo;
	da giorni remoti io l'ho progettato;
	ora lo eseguisco.
	Era deciso che tu riducessi un cumulo di rovine
	le citt fortificate;
	 i loro abitanti impotenti
	erano spaventati e confusi,
	erano come l'erba dei campi,
	come una giovane pianta verde,
	come l'erba dei tetti,
	bruciata dal vento d'oriente.
	 Ti sieda, esca
	o rientri, io ti conosco.
	 Siccome infuri contro di me
	e la tua arroganza  salita ai miei orecchi,
	ti porr il mio anello alle narici
	e il mio morso alle labbra;
	ti far tornare per la strada,
	per la quale sei venuto.
	 Questo ti serva come segno:
	si mangi quest'anno il frutto dei semi caduti,
	nell'anno prossimo ci che nasce da s,
	nel terzo anno semineranno e mieteranno,
	pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
	 Il resto della casa di Giuda che scamper
	continuer a mettere radici di sotto
	e a dar frutto in alto.
	 Poich da Gerusalemme uscir il resto,
	dal monte Sion il residuo.
	Lo zelo del Signore far ci.
	 Perci dice il Signore contro il re d'Assiria:
	Non entrer in questa citt
	e non vi lancer una freccia,
	non l'affronter con scudi
	e non vi costruir terrapieno.
	 Ritorner per la strada per cui  venuto;
	non entrer in questa citt.
	Oracolo del Signore.
	 Protegger questa citt per salvarla,
	per amore di me e di Davide mio servo".

	 Ora in quella notte l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco, quelli erano tutti morti.
	 Senncherib re d'Assiria lev le tende, fece ritorno e rimase a Ninive.  Mentre pregava nel tempio di Nisroch suo dio, Adram-Mlech e Sarzer suoi figli l'uccisero di spada, mettendosi quindi al sicuro nel paese di Ararat. Al suo posto divenne re suo figlio Assarhddon.



	 In quei giorni Ezechia si ammal mortalmente. Il profeta Isaia figlio di Amoz si rec da lui e gli parl: "Dice il Signore: Da'disposizioni per la tua casa, perch morirai e non guarirai".  Ezechia allora volt la faccia verso la parete e preg il Signore:  "Su, Signore, ricordati che ho camminato davanti a te con fedelt e con cuore integro e ho compiuto ci che a te sembra bene". Ed Ezechia fece un gran pianto.
	 Prima che Isaia uscisse dal cortile centrale, il Signore gli disse:  "Torna indietro e riferisci a Ezechia, principe del mio popolo: Dice il Signore, Dio di Davide tuo padre: Ho udito la tua preghiera e visto le tue lacrime; ecco io ti guarir; il terzo giorno salirai al tempio.  Aggiunger alla durata della tua vita quindici anni. Liberer te e questa citt dalla mano del re d'Assiria; protegger questa citt per amore di me e di Davide mio servo".  Isaia disse: "Prendete un impiastro di fichi". Lo presero e lo posero sull'ulcera e il re guar.
	 Ezechia disse a Isaia: "Qual  il segno che il Signore mi guarir e che, il terzo giorno, salir al tempio?".  Isaia rispose: "Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterr la promessa, fatta a te: Vuoi che l'ombra avanzi di dieci gradi oppure che retroceda di dieci gradi?".  Ezechia disse: " facile che l'ombra si allunghi di dieci gradi, non per che torni indietro di dieci gradi".  Il profeta Isaia invoc il Signore e l'ombra torn indietro per i dieci gradi che essa aveva gi scorsi sulla meridiana di Acaz.
	 In quel tempo Merodak-Baladan figlio di Baladan, re di Babilonia, mand lettere e doni a Ezechia, perch aveva saputo che Ezechia era stato malato.  Ezechia gio al loro arrivo. Egli mostr agli inviati tutta la camera del suo tesoro, l'argento e l'oro, gli aromi e l'olio fino, il suo arsenale e quanto si trovava nei suoi magazzini; non ci fu nulla che Ezechia non mostrasse nella reggia e in tutto il suo regno.
	 Allora il profeta Isaia si present al re Ezechia e gli domand: "Che hanno detto quegli uomini e da dove sono venuti a te?". Ezechia rispose: "Sono venuti da una regione lontana, da Babilonia".  Quegli soggiunse: "Che cosa han visto nella tua reggia?". Ezechia rispose: "Hanno visto quanto si trova nella mia reggia; non c' nulla nei miei magazzini che io non abbia mostrato loro".
	 Allora Isaia disse a Ezechia: "Ascolta la parola del Signore!  Ecco giorni verranno in cui quanto si trova nella tua reggia e quanto hanno accumulato i tuoi antenati fino ad oggi verr portato in Babilonia; non vi rester nulla, dice il Signore.  Dei figli, che da te saranno nati e che tu avrai generato, alcuni saranno presi e saranno eunuchi nella reggia di Babilonia".  Ezechia disse a Isaia: "Buona  la parola del Signore, che mi hai riferita". Egli pensava: "Perch no? Almeno vi saranno pace e sicurezza durante la mia vita".
	 Le altre gesta di Ezechia, tutte le sue prodezze, la costruzione della piscina e del canale, con cui port l'acqua nella citt, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Ezechia si addorment con i suoi padri. Al suo posto divenne re suo figlio Mansse.



	 Quando divenne re, Mansse aveva dodici anni; regn cinquantacinque anni in Gerusalemme; sua madre si chiamava Chefziba.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, imitando gli abomini delle popolazioni sterminate gi dal Signore all'arrivo degli Israeliti.  Ricostru le alture demolite dal padre Ezechia, eresse altari a Baal, innalz un palo sacro, come l'aveva fatto Acab, re di Israele. Si prostr davanti a tutta la milizia del cielo e la serv.  Costru altari nel tempio riguardo al quale il Signore aveva detto: "In Gerusalemme porr il mio nome".  Costru altari a tutta la milizia del cielo nei due cortili del tempio.  Fece passare suo figlio per il fuoco, pratic la divinazione e la maga, istitu i negromanti e gli indovini. Comp in tante maniere ci che  male agli occhi del Signore, da provocare il suo sdegno.  Colloc l'immagine di Asera, da lui fatta fare, nel tempio, riguardo al quale il Signore aveva detto a Davide e al figlio Salomone: "In questo tempio e in Gerusalemme, che mi sono scelta fra tutte le trib di Israele, porr il mio nome per sempre.  Non sopporter pi che il piede degli Israeliti vada errando lontano dal paese che io ho dato ai loro padri, purch procurino di eseguire quanto ho comandato loro e tutta la legge, che ha imposto loro il mio servo Mos".  Ma essi non ascoltarono. Mansse li spinse ad agire peggio delle popolazioni sterminate dal Signore alla venuta degli Israeliti.
	 Allora il Signore disse per mezzo dei suoi servi i profeti:  "Poich Mansse re di Giuda ha compiuto tali abomini, peggiori di tutti quelli commessi dagli Amorrei prima di lui, e ha indotto a peccare anche Giuda per mezzo dei suoi idoli,  per questo dice il Signore Dio di Israele: Eccomi, mando su Gerusalemme e su Giuda una tale sventura da far rintronare gli orecchi di chi l'udr.  Stender su Gerusalemme la cordicella di Samaria e il piombino della casa di Acab; asciugher Gerusalemme come si asciuga un piatto, che si asciuga e si rovescia.  Rigetter il resto della mia eredit; li metter nelle mani dei loro nemici; diventeranno preda e bottino di tutti i loro nemici,  perch hanno fatto ci che  male ai miei occhi e mi hanno provocato a sdegno da quando i loro padri uscirono dall'Egitto fino ad oggi".
	 Mansse vers anche sangue innocente in grande quantit fino a riempirne Gerusalemme da un'estremit all'altra, oltre i peccati che aveva fatto commettere a Giuda, facendo ci che  male agli occhi del Signore.
	 Le altre gesta di Mansse, tutte le sue azioni e le colpe commesse, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Mansse si addorment con i suoi padri; fu sepolto nel giardino di casa sua, nel giardino di Uzza. Al suo posto divenne re suo figlio Amon.
	 Quando divenne re, Amon aveva ventidue anni; regn due anni in Gerusalemme. Sua madre, di Iotba, si chiamava Meshullemet figlia di Caruz.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, come l'aveva fatto il padre Mansse.  Cammin su tutte le strade su cui aveva camminato il padre e serv gli idoli che suo padre aveva servito e si prostr davanti ad essi.  Abbandon il Signore, Dio dei suoi padri, e non segu la via del Signore.
	 Contro Amon congiurarono i suoi ufficiali, che uccisero il re nel suo palazzo.  Ma il popolo del paese uccise quanti avevano congiurato contro il re Amon. Il medesimo popolo proclam re al suo posto il figlio Giosia.
	 Le altre gesta di Amon, le sue azioni, sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Lo seppellirono nel suo sepolcro, nel giardino di Uzza. Al suo posto divenne re suo figlio Giosia.



	 Quando divenne re, Giosia aveva otto anni; regn trentun anni in Gerusalemme. Sua madre, di Boscat, si chiamava Iedida figlia di Adaia.  Fece ci che  retto agli occhi del Signore, imitando in tutto la condotta di Davide, suo antenato, senza deviare n a destra n a sinistra.
	 Nell'anno diciotto del suo regno, Giosia mand Safn figlio di Asalia, figlio di Mesullm, scriba, nel tempio dicendogli:  "Va'da Chelkia sommo sacerdote; egli raccolga il denaro portato nel tempio, che i custodi della soglia hanno raccolto dal popolo.  Lo consegni agli esecutori dei lavori, addetti al tempio; costoro lo diano a quanti compiono le riparazioni del tempio,  ossia ai falegnami, ai costruttori e ai muratori e l'usino per acquistare legname e pietre da taglio occorrenti per il restauro del tempio.  Non c' bisogno di controllare il denaro consegnato nelle mani di costoro, perch la loro condotta ispira fiducia".
	 Il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba Safn: "Ho trovato nel tempio il libro della legge". Chelkia diede il libro a Safn, che lo lesse.  Lo scriba Safn quindi and dal re e gli rifer: "I tuoi servitori hanno versato il denaro trovato nel tempio e l'hanno consegnato agli esecutori dei lavori, addetti al tempio".  Inoltre lo scriba Safn rifer al re: "Il sacerdote Chelkia mi ha dato un libro". Safn lo lesse davanti al re.
	 Udite le parole del libro della legge, il re si lacer le vesti.  Egli comand al sacerdote Chelkia, ad Achikam figlio di Safn, ad Acbor figlio di Michea, allo scriba Safn e ad Asaia ministro del re:  "Andate, consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda, intorno alle parole di questo libro ora trovato; difatti grande  la collera del Signore, che si  accesa contro di noi perch i nostri padri non hanno ascoltato le parole di questo libro e nelle loro azioni non si sono ispirati a quanto  stato scritto per noi".
	 Il sacerdote Chelkia insieme con Achikam, Acbor, Safn e Asaia andarono dalla profetessa Culda moglie di Sallm, figlio di Tikva, figlio di Carcas, guardarobiere; essa abitava in Gerusalemme nel secondo quartiere.  L'interrogarono ed essa rispose loro: "Dice il Signore Dio di Israele: Riferite all'uomo che vi ha inviati da me:  Cos parla il Signore: Eccomi, io faccio piombare una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti, attuando tutte le parole del libro lette dal re di Giuda,  perch hanno abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri di per provocarmi a sdegno con tutte le opere delle loro mani; la mia collera divamper contro questo luogo e non si spegner!  Al re di Giuda, che vi ha inviati a consultare il Signore, riferirete: Queste cose dice il Signore Dio d'Israele: Quanto alle parole che hai udito,...  poich il tuo cuore si  intenerito e ti sei umiliato davanti al Signore, udendo le mie parole contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che cio diverranno una desolazione e una maledizione, ti sei lacerate le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ti ho ascoltato. Oracolo del Signore.  Per questo, ecco, io ti riunir ai tuoi padri; sarai composto nel tuo sepolcro in pace; i tuoi occhi non vedranno tutta la sciagura che io far piombare su questo luogo". Quelli riferirono il messaggio al re.



	 Per suo ordine si radunarono presso il re tutti gli anziani di Giuda e di Gerusalemme.  Il re sal al tempio del Signore insieme con tutti gli uomini di Giuda e con tutti gli abitanti di Gerusalemme, con i sacerdoti, con i profeti e con tutto il popolo, dal pi piccolo al pi grande. Ivi fece leggere alla loro presenza le parole del libro dell'alleanza, trovato nel tempio.  Il re, in piedi presso la colonna, concluse un'alleanza davanti al Signore, impegnandosi a seguire il Signore e a osservarne i comandi, le leggi e i decreti con tutto il cuore e con tutta l'anima, mettendo in pratica le parole dell'alleanza scritte in quel libro. Tutto il popolo ader all'alleanza.
	 Il re comand al sommo sacerdote Chelkia, ai sacerdoti del secondo ordine e ai custodi della soglia di condurre fuori del tempio tutti gli oggetti fatti in onore di Baal, di Asera e di tutta la milizia del cielo; li bruci fuori di Gerusalemme, nei campi del Cedron, e ne port la cenere a Betel.  Destitu i sacerdoti, creati dai re di Giuda per offrire incenso sulle alture delle citt di Giuda e dei dintorni di Gerusalemme, e quanti offrivano incenso a Baal, al sole e alla luna, alle stelle e a tutta la milizia del cielo.  Fece portare il palo sacro dal tempio fuori di Gerusalemme, nel torrente Cedron, e l lo bruci e ne fece gettar la cenere nel sepolcro dei figli del popolo.  Demol le case dei prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle quali le donne tessevano tende per Asera.  Fece venire tutti i sacerdoti dalle citt di Giuda, profan le alture, dove i sacerdoti offrivano incenso, da Gheba a Bersabea; demol l'altura dei satiri, che era davanti alla porta di Giosu governatore della citt, a sinistra di chi entra per la porta della citt.
	 Per i sacerdoti delle alture non salirono pi all'altare del Signore in Gerusalemme, anche se mangiavano pane azzimo in mezzo ai loro fratelli.  Giosia profan il Tofet, che si trovava nella valle di Ben-Hinnn, perch nessuno vi facesse passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco in onore di Moloch.  Fece scomparire i cavalli che i re di Giuda avevano consacrati al sole all'ingresso del tempio, nel locale dell'eunuco Netan-Mlech, che era nei cortili, e diede alle fiamme i carri del sole.  Demol gli altari sulla terrazza del piano di sopra di Acaz, eretti dai re di Giuda, e gli altari eretti da Mansse nei due cortili del tempio, li frantum e ne gett la polvere nel torrente Cedron.  Il re profan le alture che erano di fronte a Gerusalemme, a sud del monte della perdizione, erette da Salomone, re di Israele, in onore di Astrte, obbrobrio di quelli di Sidne, di Cmos, obbrobrio dei Moabiti, e di Milcom, abominio degli Ammoniti.  Fece a pezzi le stele e tagli i pali sacri, riempiendone il posto con ossa umane.
	 Demol anche l'altare di Betel e l'altura eretta da Geroboamo figlio di Nebt, che aveva fatto commettere peccati a Israele; demol quest'altare e l'altura; di quest'ultima frantum le pietre, rendendole polvere; bruci anche il palo sacro.
	 Volgendo Giosia lo sguardo intorno vide i sepolcri che erano sul monte; egli mand a prendere le ossa dai sepolcri e le bruci sull'altare profanandolo secondo le parole del Signore pronunziate dall'uomo di Dio quando Geroboamo durante la festa stava presso l'altare. Quindi si volt; alzato lo sguardo verso il sepolcro dell'uomo di Dio che aveva preannunziato queste cose,  Giosia domand: "Che  quel monumento che io vedo?". Gli uomini della citt gli dissero: " il sepolcro dell'uomo di Dio che, partito da Giuda, preannunzi quanto tu hai fatto contro l'altare di Betel".  Egli disse: "Lasciatelo in pace; nessuno rimuova le sue ossa". Le ossa di lui in tal modo furono risparmiate, insieme con le ossa del profeta venuto da Samaria.
	 Giosia elimin anche tutti i templi delle alture, costruiti dai re di Israele nelle citt della Samaria per provocare a sdegno il Signore. In essi ripet quanto aveva fatto a Betel.  Immol sugli altari tutti i sacerdoti delle alture locali e vi bruci sopra ossa umane. Quindi ritorn in Gerusalemme.
	 Il re ordin a tutto il popolo: "Celebrate la pasqua per il Signore vostro Dio, con il rito descritto nel libro di questa alleanza".  Difatti una pasqua simile non era mai stata celebrata dal tempo dei Giudici, che governarono Israele, ossia per tutto il periodo dei re di Israele e dei re di Giuda.  In realt, tale pasqua fu celebrata per il Signore, in Gerusalemme, solo nell'anno diciotto di Giosia.
	 Giosia fece poi scomparire anche i negromanti, gli indovini, i 'terafim', gli idoli e tutti gli abomini, che erano nel paese di Giuda e in Gerusalemme, per mettere in pratica le parole della legge scritte nel libro trovato dal sacerdote Chelkia nel tempio.  Prima di lui non era esistito un re che come lui si fosse convertito al Signore con tutto il cuore e con tutta l'anima e con tutta la forza, secondo tutta la legge di Mos; dopo di lui non ne sorse un altro simile.
	 Tuttavia il Signore non attenu l'ardore della sua grande ira, che era divampata contro Giuda a causa di tutte le provocazioni di Mansse.  Perci il Signore disse: "Anche Giuda allontaner dalla mia presenza, come ho allontanato Israele; respinger questa citt, Gerusalemme, che mi ero scelta, e il tempio di cui avevo detto: Ivi sar il mio nome".
	 Le altre gesta di Giosia e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.
	 Durante il suo regno, il faraone Necao re di Egitto si mosse per soccorrere il re d'Assiria sul fiume Eufrate. Il re Giosia gli and incontro, ma Necao l'uccise in Meghiddo al primo urto.  I suoi ufficiali portarono su un carro il morto da Meghiddo a Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro. Il popolo del paese prese Ioacaz figlio di Giosia, lo unse e lo proclam re al posto di suo padre.
	 Quando divenne re, Ioacaz aveva ventitr anni; regn tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutl, figlia di Geremia.  Egli fece ci che  male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi padri.
	 Il faraone Necao l'imprigion a Ribla, nel paese di Amat, per non farlo regnare in Gerusalemme; al paese egli impose un gravame di cento talenti d'argento e di un talento d'oro.  Il faraone Necao nomin re Eliakm figlio di Giosia, al posto di Giosia suo padre, cambiandogli il nome in Ioiakm. Quindi prese Ioacaz e lo deport in Egitto, ove mor.  Ioiakm consegn l'argento e l'oro al faraone, avendo tassato il paese per pagare il denaro secondo la disposizione del faraone. Con una tassa individuale, proporzionata ai beni, egli riscosse l'argento e l'oro dal popolo del paese per consegnarlo al faraone Necao.
	 Quando divenne re, Ioiakm aveva venticinque anni; regn undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Ruma, si chiamava Zebida, figlia di Pedaia.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, secondo quanto avevano fatto i suoi padri.



	 Durante il suo regno, Nabucodnosor re di Babilonia gli mosse guerra; Ioiakm gli fu sottomesso per tre anni, poi gli si ribell.  Il Signore mand contro di lui bande armate di Caldei, di Aramei, di Moabiti e di Ammoniti; le mand in Giuda per annientarlo, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per mezzo dei suoi servi, i profeti.  Ci avvenne in Giuda solo per volere del Signore, che volle allontanarlo dalla sua presenza a causa del peccato di Mansse, per tutto ci che aveva fatto,  e anche a causa del sangue innocente versato quando aveva riempito di sangue innocente Gerusalemme; per questo il Signore non volle placarsi.
	 Le altre gesta di Ioiakm e tutte le sue azioni sono descritte nel libro delle Cronache dei re di Giuda.  Ioiakm si addorment con i suoi padri e al suo posto divenne re suo figlio Ioiachn.
	 Il re d'Egitto non usc pi dal suo paese, perch il re di Babilonia, dal torrente di Egitto sino al fiume Eufrate, aveva conquistato quanto una volta apparteneva al re d'Egitto.
	 Ioiachn aveva diciotto anni, quando divenne re; regn tre mesi in Gerusalemme. Sua madre, di Gerusalemme, si chiamava Necusta, figlia di Elnatn.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto suo padre.
	 In quel tempo gli ufficiali di Nabucodnosor re di Babilonia marciarono contro Gerusalemme; la citt sub l'assedio.  Nabucodnosor re di Babilonia giunse presso la citt, mentre i suoi ufficiali l'assediavano.  Ioiachn re di Giuda si present con sua madre, i suoi ministri, i suoi capi e i suoi eunuchi, al re di Babilonia; questi, nell'anno ottavo del suo regno, lo fece prigioniero.  Il re di Babilonia port via di l tutti i tesori del tempio e i tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro, che Salomone re di Israele aveva posti nel tempio. Cos si ademp la parola del Signore.  Deport tutta Gerusalemme, cio tutti i capi, tutti i prodi, in numero di diecimila, tutti i falegnami e i fabbri; rimase solo la gente povera del paese.  Deport in Babilonia Ioiachn, la madre del re, le mogli del re, i suoi eunuchi e le guide del paese, conducendoli in esilio da Gerusalemme in Babilonia.  Tutti gli uomini di valore, in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di mille, e tutti i guerrieri pi prodi furono condotti in esilio a Babilonia dal re di Babilonia.  Il re di Babilonia nomin re, al posto di Ioiachn, Mattania suo zio, cambiandogli il nome in Sedeca.
	 Quando divenne re, Sedeca aveva ventun anni; regn undici anni in Gerusalemme. Sua madre, di Libna, si chiamava Camutl, figlia di Geremia.  Fece ci che  male agli occhi del Signore, secondo quanto aveva fatto Ioiakm.  Ci accadde in Gerusalemme e in Giuda a causa dell'ira del Signore, tanto che infine li allontan da s. Sedeca poi si ribell al re di Babilonia.



	 Nell'anno nono del suo regno, nel decimo mese, il dieci del mese, Nabucodnosor re di Babilonia, con tutto l'esercito, marci contro Gerusalemme, la circond da tutte le parti e le costru intorno opere d'assedio.  La citt rimase assediata fino all'undecimo anno del re Sedeca.  Al nono giorno del quarto mese, quando la fame dominava la citt e non c'era pi pane per la popolazione,  fu aperta una breccia nelle mura della citt. Allora tutti i soldati fuggirono, uscendo dalla citt di notte per la via della porta fra le due mura, presso il giardino del re e, mentre i Caldei erano tutt'intorno alla citt, presero la via dell'Araba.
	 I soldati dei Caldei inseguirono il re nelle steppe di Grico, mentre tutto il suo esercito si disperse abbandonandolo.  Il re fu preso e condotto dal re di Babilonia a Ribla ove fu pronunziata contro di lui la sentenza.  Furono uccisi alla presenza di Sedeca i suoi figli e a lui Nabucodnosor fece cavare gli occhi, l'incaten e lo condusse a Babilonia.
	 Il settimo giorno del quinto mese - era l'anno decimonono del re Nabucodnosor re di Babilonia - Nabuzardn, capo delle guardie, ufficiale del re di Babilonia, entr in Gerusalemme,  bruci il tempio, la reggia e tutte le case di Gerusalemme, dando alle fiamme tutte le case di lusso.  Tutto l'esercito dei Caldei, che era con il capo delle guardie, demol il muro intorno a Gerusalemme.  Nabuzardn capo delle guardie deport il resto del popolo che era stato lasciato in citt, quanti erano passati disertori al re di Babilonia e il resto della moltitudine.  Il capo delle guardie lasci alcuni fra i pi poveri del paese come vignaioli e come campagnoli.  I Caldei fecero a pezzi le colonne di bronzo che erano nel tempio, le basi e il bacino grande di bronzo, che erano ivi, e asportarono tutto il loro bronzo in Babilonia.  Essi presero ancora le caldaie, le palette, i coltelli, le coppe e tutte le suppellettili di bronzo che servivano al culto.  Il capo delle guardie prese ancora i bracieri e i bacini, quanto era d'oro puro e quanto era d'argento puro.  Quanto alle due colonne, al grande bacino e alle basi, tutto opera di Salomone per il tempio, non si poteva calcolare il peso del loro bronzo, cio di tutti questi oggetti.  Delle colonne, poi, ciascuna era alta diciotto cubiti ed era sormontata da un capitello di bronzo, la cui altezza era di cinque cubiti; tutto intorno al capitello c'erano un reticolato e melagrane, tutto di bronzo; cos pure era l'altra colonna.
	 Il capo delle guardie prese Serai, sacerdote capo, e Zofonia, sacerdote del secondo ordine, insieme con tre custodi della soglia.  Dalla citt egli prese un funzionario, che era a capo dei guerrieri, cinque uomini fra gli intimi del re, che furono trovati in citt, il segretario del capo dell'esercito, che arruolava il popolo del paese, e sessanta uomini del popolo del paese, che si trovavano in citt.  Nabuzardn capo delle guardie li prese e li condusse al re di Babilonia, a Ribla.  Il re di Babilonia li fece uccidere a Ribla, nel paese di Amat. Cos fu deportato Giuda dal suo paese.
	 Quanto al popolo che restava nel paese di Giuda, lasciatovi da Nabucodnosor re di Babilonia, gli fu posto a loro capo Godolia figlio di Achikam, figlio di Safn.  Quando tutti i capi delle bande armate e i loro uomini seppero che il re di Babilonia aveva fatto governatore Godolia, si presentarono a costui in Mizp. Essi erano: Ismaele figlio di Netania, Giovanni figlio di Kareach, Seraia figlio di Tancumet, il Netofatita e Iaazania figlio del Maacateo, insieme con i loro uomini.  Godolia giur a loro e ai loro uomini: "Non temete da parte degli ufficiali dei Caldei; rimanete nel paese e servite il re di Babilonia; sar per il vostro meglio".
	 Nel settimo mese venne Ismaele figlio di Netania, figlio di Elisama, di stirpe regale, con dieci uomini; costoro colpirono a morte Godolia, i Giudei e i Caldei che erano con lui in Mizp.  Tutti, dal pi piccolo al pi grande, e tutti i capi delle bande armate si mossero per andare in Egitto, perch temevano da parte dei Caldei.
	 Ora nell'anno trentasette della deportazione di Ioiachn, re di Giuda, nel decimosecondo mese, il ventisette del mese, Evil-Merodach re di Babilonia, nell'anno in cui divenne re, fece grazia a Ioiachn re di Giuda e lo fece uscire dalla prigione.  Gli parl con benevolenza, gli assegn un seggio superiore ai seggi dei re che si trovavano con lui in Babilonia  e gli fece cambiare le vesti che aveva portato nella prigione. Ioiachn mangi sempre dalla tavola del re per tutto il resto della sua vita.  Il suo vitto quotidiano gli fu assicurato sempre dal re di Babilonia, finch visse.
