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La Bibbia di Gerusalemme.

Antico Testamento.

I libri storici.

Primo libro di Samuele



	 C'era un uomo di Ramatim, uno Zufita delle montagne di Efraim, chiamato Elkana, figlio di Ierocm, figlio di Eliu, figlio di Tcu, figlio di Zuf, l'Efraimita.  Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninna. Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva.
	 Quest'uomo andava ogni anno dalla sua citt per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti in Silo, dove stavano i due figli di Eli, Cofni e Pncas, sacerdoti del Signore.
	 Un giorno Elkana offr il sacrificio. Ora egli aveva l'abitudine di dare alla moglie Peninna e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti.  Ad Anna invece dava una parte sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo.  La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perch il Signore aveva reso sterile il suo grembo.  Cos succedeva ogni anno: tutte le volte che salivano alla casa del Signore, quella la mortificava.
	Anna dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo.  Elkana suo marito le disse: "Anna, perch piangi? Perch non mangi? Perch  triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?".
	 Anna, dopo aver mangiato in Silo e bevuto, si alz e and a presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore.  Essa era afflitta e innalz la preghiera al Signore, piangendo amaramente.  Poi fece questo voto: "Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrir al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passer sul suo capo".
	 Mentre essa prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca.  Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perci Eli la ritenne ubriaca.  Le disse Eli: "Fino a quando rimarrai ubriaca? Lberati dal vino che hai bevuto!".  Anna rispose: "No, mio signore, io sono una donna affranta e non ho bevuto n vino n altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogandomi davanti al Signore.  Non considerare la tua serva una donna iniqua, poich finora mi ha fatto parlare l'eccesso del mio dolore e della mia amarezza".  Allora Eli le rispose: "Va'in pace e il Dio d'Israele ascolti la domanda che gli hai fatto".  Essa replic: "Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi". Poi la donna se ne and per la sua via e il suo volto non fu pi come prima.
	 Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore tornarono a casa in Rama. Elkana si un a sua moglie e il Signore si ricord di lei.  Cos al finir dell'anno Anna concep e partor un figlio e lo chiam Samuele. "Perch - diceva - dal Signore l'ho impetrato".  Quando poi Elkana and con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto,  Anna non and, perch diceva al marito: "Non verr, finch il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi rester l per sempre".  Le rispose Elkana suo marito: "Fa'pure quanto ti sembra meglio; rimani finch tu l'abbia divezzato; soltanto adempia il Signore la tua parola". La donna rimase e allatt il figlio, finch l'ebbe divezzato.  Dopo averlo divezzato, and con lui, portando un giovenco di tre anni, un''efa'di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro.  Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli  e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore.  Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto.  Perci anch'io lo d in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli  ceduto al Signore". E si prostrarono l davanti al Signore.



	 Allora Anna preg:

	"Il mio cuore esulta nel Signore,
	la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
	Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
	perch io godo del beneficio che mi hai concesso.
	 Non c' santo come il Signore,
	non c' rocca come il nostro Dio.
	 Non moltiplicate i discorsi superbi,
	dalla vostra bocca non esca arroganza;
	perch il Signore  il Dio che sa tutto
	e le sue opere sono rette.
	 L'arco dei forti s' spezzato,
	ma i deboli sono rivestiti di vigore.
	 I sazi sono andati a giornata per un pane,
	mentre gli affamati han cessato di faticare.
	La sterile ha partorito sette volte
	e la ricca di figli  sfiorita.
	 Il Signore fa morire e fa vivere,
	scendere agli inferi e risalire.
	 Il Signore rende povero e arricchisce,
	abbassa ed esalta.
	 Solleva dalla polvere il misero,
	innalza il povero dalle immondizie,
	per farli sedere insieme con i capi del popolo
	e assegnar loro un seggio di gloria.
	Perch al Signore appartengono i cardini della terra
	e su di essi fa poggiare il mondo.
	 Sui passi dei giusti Egli veglia,
	ma gli empi svaniscono nelle tenebre.
	Certo non prevarr l'uomo malgrado la sua forza.
	 Il Signore... saranno abbattuti i suoi avversari!
	L'Altissimo tuoner dal cielo.
	Il Signore giudicher gli estremi confini della terra;
	dar forza al suo re
	ed elever la potenza del suo Messia".

	 Poi Elkana torn a Rama, a casa sua, e il fanciullo rimase a servire il Signore alla presenza del sacerdote Eli.
	 Ora i figli di Eli erano uomini depravati; non tenevano in alcun conto il Signore,  n la retta condotta dei sacerdoti verso il popolo. Quando uno si presentava a offrire il sacrificio, veniva il servo del sacerdote mentre la carne cuoceva, con in mano un forchettone a tre denti,  e lo introduceva nella pentola o nella marmitta o nel tegame o nella caldaia e tutto ci che il forchettone tirava su il sacerdote lo teneva per s. Cos facevano con tutti gli Israeliti che venivano l a Silo.  Prima che fosse bruciato il grasso, veniva ancora il servo del sacerdote e diceva a chi offriva il sacrificio: "Dammi la carne da arrostire per il sacerdote, perch non vuole avere da te carne cotta, ma cruda".  Se quegli rispondeva: "Si bruci prima il grasso, poi prenderai quanto vorrai!", replicava: "No, me la devi dare ora, altrimenti la prender con la forza".  Cos il peccato di quei giovani era molto grande davanti al Signore perch disonoravano l'offerta del Signore.
	 Samuele prestava servizio davanti al Signore per quanto lo poteva un fanciullo e andava cinto di 'efod'di lino.  Sua madre gli preparava una piccola veste e gliela portava ogni anno, quando andava con il marito a offrire il sacrificio annuale.  Eli allora benediceva Elkana e sua moglie ed esclamava: "Ti conceda il Signore altra prole da questa donna per il prestito che essa ha fatto al Signore". Essi tornarono a casa  e il Signore visit Anna, che partor ancora tre figli e due figlie. Frattanto il fanciullo Samuele cresceva presso il Signore.
	 Eli era molto vecchio e gli veniva all'orecchio quanto i suoi figli facevano a tutto Israele e come essi si univano alle donne che prestavano servizio all'ingresso della tenda del convegno.  Perci disse loro: "Perch dunque fate tali cose? Io sento infatti da parte di tutto il popolo le vostre azioni empie!  No, figli, non  bene ci che io odo di voi, che cio sviate il popolo del Signore.

	 Se un uomo pecca contro un altro uomo,
	Dio potr intervenire in suo favore,
	ma se l'uomo pecca contro il Signore,
	chi potr intercedere per lui?".

	Ma non ascoltarono la voce del padre, perch il Signore aveva deciso di farli morire.  Invece il giovane Samuele andava crescendo in statura e in bont davanti al Signore e agli uomini.
	 Un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: "Cos dice il Signore: Non mi sono forse rivelato alla casa di tuo padre, mentre erano in Egitto, in casa del faraone?  Non l'ho scelto da tutte le trib d'Israele come mio sacerdote, perch salga l'altare, bruci l'incenso e porti l''efod'davanti a me? Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti.  Perch dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte che io ho ordinato per sempre e tu hai avuto maggior riguardo ai tuoi figli che a me e vi siete pasciuti in tal modo con le primizie di ogni offerta di Israele mio popolo?  Ecco dunque l'oracolo del Signore, Dio d'Israele: Avevo promesso alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre camminato alla mia presenza. Ma ora - oracolo del Signore - non sia mai! Perch chi mi onorer anch'io l'onorer, chi mi disprezzer sar oggetto di disprezzo.  Ecco verranno giorni in cui io taglier via il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, s che non vi sia pi un anziano nella tua casa.  Guarderai sempre angustiato tutto il bene che far a Israele, mentre non si trover mai pi un anziano nella tua casa.  Qualcuno dei tuoi tuttavia non lo strapper dal mio altare, perch ti si consumino gli occhi e si strazi il tuo animo: ma chiunque sar nato dalla tua famiglia morir per la spada degli uomini.  Sar per te un segno quello che avverr ai tuoi due figli, a Cofni e Pncas: nello stesso giorno moriranno tutti e due.  Dopo, far sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agir secondo il mio cuore e il mio desiderio. Io gli dar una casa stabile e camminer alla mia presenza, come mio consacrato per sempre.  Chiunque sar superstite nella tua casa, andr a prostrarsi davanti a lui per una monetina d'argento e per un pezzo di pane e dir: Ammettimi a qualunque ufficio sacerdotale, perch possa mangiare un tozzo di pane".



	 Il giovane Samuele continuava a servire il Signore sotto la guida di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.  In quel tempo Eli stava riposando in casa, perch i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva pi a vedere.  La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele era coricato nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.  Allora il Signore chiam: "Samuele!" e quegli rispose: "Eccomi",  poi corse da Eli e gli disse: "Mi hai chiamato, eccomi!". Egli rispose: "Non ti ho chiamato, torna a dormire!". Torn e si mise a dormire.  Ma il Signore chiam di nuovo: "Samuele!" e Samuele, alzatosi, corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Ma quegli rispose di nuovo: "Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!".  In realt Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, n gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.  Il Signore torn a chiamare: "Samuele!" per la terza volta; questi si alz ancora e corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovinetto.  Eli disse a Samuele: "Vattene a dormire e, se ti si chiamer ancora, dirai: Parla, Signore, perch il tuo servo ti ascolta". Samuele and a coricarsi al suo posto.  Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiam ancora come le altre volte: "Samuele, Samuele!". Samuele rispose subito: "Parla, perch il tuo servo ti ascolta".  Allora il Signore disse a Samuele: "Ecco io sto per fare in Israele una cosa tale che chiunque udir ne avr storditi gli orecchi.  In quel giorno attuer contro Eli quanto ho pronunziato riguardo alla sua casa, da cima a fondo.  Gli ho annunziato che io avrei fatto vendetta della casa di lui per sempre, perch sapeva che i suoi figli disonoravano Dio e non li ha puniti.  Per questo io giuro contro la casa di Eli: non sar mai espiata l'iniquit della casa di Eli n con i sacrifici n con le offerte!".  Samuele si coric fino al mattino, poi apr i battenti della casa del Signore. Samuele per non osava manifestare la visione a Eli.  Eli chiam Samuele e gli disse: "Samuele, figlio mio". Rispose: "Eccomi".  Prosegu: "Che discorso ti ha fatto? Non tenermi nascosto nulla. Cos Dio agisca con te e anche peggio, se mi nasconderai una sola parola di quanto ti ha detto".  Allora Samuele gli svel tutto e non tenne nascosto nulla. Eli disse: "Egli  il Signore! Faccia ci che a lui pare bene".
	 Samuele acquist autorit poich il Signore era con lui, n lasci andare a vuoto una sola delle sue parole.  Perci tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore. [a]In seguito il Signore si mostr altre volte a Samuele, dopo che si era rivelato a Samuele in Silo, [c. ] [a]e la parola di Samuele giunse a tutto Israele [c. ] [b]come parola del Signore.



	[b]La parola di Samuele si rivolse a tutto Israele.
	In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele. Allora Israele scese in campo a dar battaglia ai Filistei. Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i Filistei s'erano accampati in Afk.  I Filistei si schierarono per attaccare Israele e la battaglia divamp, ma Israele ebbe la peggio di fronte ai Filistei e caddero sul campo, delle loro schiere, circa quattromila uomini.
	 Quando il popolo fu rientrato nell'accampamento, gli anziani d'Israele si chiesero: "Perch ci ha percossi oggi il Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l'arca del Signore a Silo, perch venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici".  Il popolo mand subito a Silo a prelevare l'arca del Dio degli eserciti che siede sui cherubini: c'erano con l'arca di Dio i due figli di Eli, Cofni e Pncas.  Non appena l'arca del Signore giunse all'accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo cos forte che ne trem la terra.  Anche i Filistei udirono l'eco di quell'urlo e dissero: "Che significa il risuonare di quest'urlo cos forte nell'accampamento degli Ebrei?". Poi vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l'arca del Signore.  I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: " venuto il loro Dio nel loro campo!", ed esclamavano: "Guai a noi, perch non  stato cos n ieri n prima.  Guai a noi! Chi ci liberer dalle mani di queste divinit cos potenti? Queste divinit hanno colpito con ogni piaga l'Egitto nel deserto.  Risvegliate il coraggio e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei, come essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini dunque e combattete!".  Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fu costretto a fuggire nella sua tenda. La strage fu molto grande: dalla parte d'Israele caddero tremila fanti.  In pi l'arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Cofni e Pncas, morirono.
	 Uno della trib di Beniamino fugg dalle file e venne a Silo il giorno stesso, con le vesti stracciate e polvere sul capo.  Mentre giungeva, ecco Eli stava sul sedile presso la porta e scrutava la strada di Mizpa, perch aveva il cuore in ansia per l'arca di Dio. Venne dunque l'uomo e diede l'annuncio in citt e tutta la citt alz lamenti.  Eli, sentendo il rumore delle grida, si chiese: "Che sar questo grido di tumulto?". Intanto l'uomo si avanz in gran fretta e narr a Eli ogni cosa.  Eli era vecchio di novantotto anni, aveva gli occhi rigidi e non poteva pi vedere.  Disse dunque quell'uomo a Eli: "Sono giunto dal campo. Sono fuggito oggi dalle schiere dei combattenti". Eli domand: "Che  dunque accaduto, figlio mio?".  Rispose il messaggero: "Israele  fuggito davanti ai Filistei e nel popolo v' stata grande strage; inoltre i tuoi due figli Cofni e Pncas sono morti e l'arca di Dio  stata presa!".  Appena ebbe accennato all'arca di Dio, Eli cadde all'indietro dal sedile sul lato della porta, batt la nuca e mor, perch era vecchio e pesante. Egli aveva giudicato Israele per quarant'anni.
	 La nuora di lui, moglie di Pncas, incinta e prossima al parto, quando sent la notizia che era stata presa l'arca di Dio e che erano morti il suocero e il marito, s'accosci e partor, colta dalle doglie.  Mentre era sul punto di morire, le dicevano quelle che le stavano attorno: "Non temere, hai partorito un figlio". Ma essa non rispose e non ne fece caso.  Ma chiam il bambino Icabod, cio: "Se n' andata lungi da Israele la gloria!" riferendosi alla cattura dell'arca di Dio e al suocero e al marito.  La donna disse: "Se n' andata lungi da Israele la gloria", perch era stata presa l'arca di Dio.



	 I Filistei, catturata l'arca di Dio, la portarono da Eben-Ezer ad Asdod.  I Filistei poi presero l'arca di Dio e la introdussero nel tempio di Dagon.  Il giorno dopo i cittadini di Asdod si alzarono ed ecco Dagon giaceva con la faccia a terra davanti all'arca del Signore; essi presero Dagon e lo rimisero al suo posto.  Si alzarono il giorno dopo di buon mattino ed ecco Dagon con la faccia a terra davanti all'arca del Signore, mentre il capo di Dagon e le palme delle mani giacevano staccate sulla soglia; solo il tronco era rimasto a Dagon.  A ricordo di ci i sacerdoti di Dagon e quanti entrano nel tempio di Dagon in Asdod non calpestano la soglia fino ad oggi.  Allora incominci a pesare la mano del Signore sugli abitanti di Asdod, li devast e li colp con bubboni, Asdod e il suo territorio.  I cittadini di Asdod, vedendo che le cose si mettevano in tal modo, dissero: "Non rimanga con noi l'arca del Dio d'Israele, perch la sua mano  troppo dura contro Dagon nostro dio!".  Allora, fatti radunare presso di loro tutti i principi dei Filistei, dissero: "Che cosa si deve fare dell'arca del Dio d'Israele?". Dissero: "Si porti a Gat l'arca del Dio d'Israele". E portarono a Gat l'arca del Dio d'Israele.  Ma ecco, dopo che l'ebbero trasportata, la mano del Signore si fece sentire sulla citt con terrore molto grande, colpendo gli abitanti della citt dal pi piccolo al pi grande e provocando loro bubboni.  Allora mandarono l'arca di Dio ad Ekron; ma all'arrivo dell'arca di Dio ad Ekron, i cittadini protestarono: "Mi hanno portato qui l'arca del Dio d'Israele, per far morire me e il mio popolo!".  Fatti perci radunare tutti i capi dei Filistei, dissero: "Mandate via l'arca del Dio d'Israele!". Infatti si era diffuso un terrore mortale in tutta la citt, perch la mano di Dio era molto pesante.  Quelli che non morivano erano colpiti da bubboni e i lamenti della citt salivano al cielo.



	 Rimase l'arca del Signore nel territorio dei Filistei sette mesi.  Poi i Filistei convocarono i sacerdoti e gli indovini e dissero: "Che dobbiamo fare dell'arca del Signore? Indicateci il modo di rimandarla alla sua sede".  Risposero: "Se intendete rimandare l'arca del Dio d'Israele, non rimandatela vuota, ma pagate un tributo in ammenda della vostra colpa. Allora guarirete e vi sar noto perch non si  ritirata da voi la sua mano".  Chiesero: "Quale riparazione dobbiamo pagarle?". Risposero: "Secondo il numero dei capi dei Filistei, cinque bubboni d'oro e cinque topi d'oro, perch unico  stato il flagello per tutto il popolo e per i vostri capi.  Fate dunque immagini dei vostri bubboni e immagini dei vostri topi che infestano la terra e datele in omaggio al Dio d'Israele, sperando che sia tolto il peso della sua mano da voi, dal vostro dio e dal vostro paese.  Perch ostinarvi come si sono ostinati gli Egiziani e il faraone? Dopo essere stati colpiti dai flagelli, non li lasciarono forse andare, cosicch essi partirono?  Dunque fate un carro nuovo, poi prendete due vacche allattanti sulle quali non sia mai stato posto il giogo e attaccate queste vacche al carro, togliendo loro i vitelli e riconducendoli alla stalla.  Quindi prendete l'arca del Signore, collocatela sul carro e ponete gli oggetti d'oro che dovete pagarle in riparazione in una cesta appesa di fianco. Poi fatela partire e lasciate che se ne vada.  E state a vedere: se salir a Bet-Smes per la via che porta al suo territorio, essa ci ha provocato tutti questi mali cos grandi; se no, sapremo che non ci ha colpiti la sua mano, ma per puro caso abbiamo avuto questo incidente".  Quegli uomini fecero in tal modo. Presero due vacche allattanti, le attaccarono al carro e chiusero nella stalla i loro vitelli.  Quindi collocarono l'arca del Signore sul carro con la cesta e i topi d'oro e le immagini dei bubboni.  Le vacche andarono diritte per la strada di Bet-Smes percorrendo sicure una sola via e muggendo continuamente, ma non piegando n a destra n a sinistra. I capi dei Filistei le seguirono sino al confine con Bet-Smes.
	 Gli abitanti di Bet-Smes stavano facendo la mietitura del grano nella pianura. Alzando gli occhi, scorsero l'arca ed esultarono a quella vista.  Il carro giunse al campo di Giosu di Bet-Smes e si ferm l dove era una grossa pietra. Allora fecero a pezzi i legni del carro e offrirono le vacche in olocausto al Signore.  I leviti avevano tolto l'arca del Signore e la cesta che vi era appesa, nella quale stavano gli oggetti d'oro, e l'avevano posta sulla grossa pietra. In quel giorno gli uomini di Bet-Smes offrirono olocausti e immolarono vittime al Signore.  I cinque capi dei Filistei stettero ad osservare, poi tornarono il giorno stesso ad Ekron.  Sono questi i bubboni d'oro che i Filistei pagarono in ammenda al Signore: uno per Asdod, uno per Gaza, uno per Ascalon, uno per Gat, uno per Ekron.  Invece i topi d'oro erano pari al numero delle citt filistee appartenenti ai cinque capi, dalle fortezze sino ai villaggi di campagna. A testimonianza di tutto ci rimane oggi nel campo di Giosu a Bet-Smes la grossa pietra, sulla quale avevano deposto l'arca del Signore.
	 Ma il Signore percosse gli uomini di Bet-Smes, perch avevano guardato l'arca del Signore; colp nel popolo settanta persone su cinquantamila e il popolo fu in lutto perch il Signore aveva inflitto alla loro gente questo grave castigo.
	 Gli uomini di Bet-Smes allora esclamarono: "Chi mai potr stare alla presenza del Signore, questo Dio cos santo? La manderemo via da noi; ma da chi?".  Perci inviarono messaggeri agli abitanti di Kiriat-Iearm con questa ambasciata: "I Filistei hanno ricondotto l'arca del Signore. Scendete e portatela presso di voi".



	 Gli abitanti di Kiriat-Iearm scesero a prendere l'arca del Signore e la introdussero nella casa di Abinadb, sulla collina; consacrarono suo figlio Eleazaro perch custodisse l'arca del Signore.
	 Erano trascorsi molti giorni da quando era stata collocata l'arca a Kiriat-Iearm, erano passati venti anni, quando tutta la casa d'Israele alz grida di lamento verso il Signore.  Allora Samuele si rivolse a tutta la casa d'Israele dicendo: "Se  proprio di tutto cuore che voi tornate al Signore, eliminate da voi tutti gli di stranieri e le Astrti; fate in modo che il vostro cuore sia indirizzato al Signore e servite lui, lui solo, ed egli vi liberer dalla mano dei Filistei".  Subito gli Israeliti eliminarono i Baal e le Astrti e servirono solo il Signore.  Disse poi Samuele: "Radunate tutto Israele a Mizpa, perch voglio pregare il Signore per voi".  Si radunarono pertanto in Mizpa, attinsero acqua, la sparsero davanti al Signore e digiunarono in quel giorno, dicendo: "Abbiamo peccato contro il Signore!". A Mizpa Samuele fu giudice degli Israeliti.  Udirono anche i Filistei che gli Israeliti si erano radunati a Mizpa e i capi filistei mossero contro Israele. Quando gli Israeliti lo seppero, ebbero paura dei Filistei.  Dissero allora gli Israeliti a Samuele: "Non cessar di supplicare per noi il Signore Dio nostro perch ci liberi dalle mani dei Filistei".  Samuele prese un agnello da latte e lo offr tutto intero in olocausto al Signore; lo stesso Samuele alz grida al Signore per Israele e il Signore lo esaud.
	 Mentre Samuele offriva l'olocausto, i Filistei si accostarono in ordine di battaglia a Israele; ma in quel giorno il Signore tuon con voce potente contro i Filistei, li disperse ed essi furono sconfitti davanti a Israele.  Gli Israeliti uscirono da Mizpa per inseguire i Filistei e li batterono fin sotto Bet-Car.  Samuele prese allora una pietra e la pose tra Mizpa e Iesana e la chiam Eben-Ezer, dicendo: "Fin qui ci ha soccorso il Signore".  Cos i Filistei furono umiliati e non invasero pi il territorio d'Israele: la mano del Signore fu contro i Filistei per tutto il periodo di Samuele.  Tornarono anche in possesso d'Israele le citt che i Filistei avevano sottratto agli Israeliti, da Ekron a Gat: Israele liber il loro territorio dal dominio dei Filistei. Ci fu anche pace tra Israele e l'Amorreo.
	 Samuele fu giudice d'Israele per tutto il tempo della sua vita.  Ogni anno egli compiva il giro di Btel, Glgala e Mizpa, esercitando l'ufficio di giudice d'Israele in tutte queste localit.  Poi ritornava a Rama, perch l era la sua casa e anche l giudicava Israele. In quel luogo costru anche un altare al Signore.



	 Quando Samuele fu vecchio, stabil giudici di Israele i suoi figli.  Il primogenito si chiamava Iol, il secondogenito Abi; esercitavano l'ufficio di giudici a Bersabea.  I figli di lui per non camminavano sulle sue orme, perch deviavano dietro il lucro, accettavano regali e sovvertivano il giudizio.  Si radunarono allora tutti gli anziani d'Israele e andarono da Samuele a Rama.  Gli dissero: "Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli".
	 Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perch avevano detto: "Dacci un re che ci governi". Perci Samuele preg il Signore.  Il Signore rispose a Samuele: "Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perch costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perch io non regni pi su di essi.  Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti uscire dall'Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri di, cos intendono fare a te.  Ascolta pure la loro richiesta, per annunzia loro chiaramente le pretese del re che regner su di loro".
	 Samuele rifer tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re.  Disse loro: "Queste saranno le pretese del re che regner su di voi: prender i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li far correre davanti al suo cocchio,  li far capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringer ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri.  Prender anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie.  Si far consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti pi belli e li regaler ai suoi ministri.  Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prender le decime e le dar ai suoi consiglieri e ai suoi ministri.  Vi sequestrer gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adoperer nei suoi lavori.  Metter la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi.  Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolter".  Il popolo non diede retta a Samuele e rifiut di ascoltare la sua voce, ma grid: "No, ci sia un re su di noi.  Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci far da giudice, uscir alla nostra testa e combatter le nostre battaglie".  Samuele ascolt tutti i discorsi del popolo e li rifer all'orecchio del Signore.  Rispose il Signore a Samuele: "Ascoltali; regni pure un re su di loro". Samuele disse agli Israeliti: "Ciascuno torni alla sua citt!".



	 C'era un uomo di Beniamino, chiamato Kis - figlio di Abil, figlio di Zerr, figlio di Becort, figlio di Afach, figlio di un Beniaminita -, un prode.  Costui aveva un figlio chiamato Saul, alto e bello: non c'era nessuno pi bello di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo.  Ora le asine di Kis, padre di Saul, si smarrirono e Kis disse al figlio Saul: "Su, prendi con te uno dei servi e parti subito in cerca delle asine".  I due attraversarono le montagne di Efraim, passarono al paese di Salisa, ma non le trovarono. Si recarono allora nel paese di Salim, ma non c'erano; poi percorsero il territorio di Beniamino e anche qui non le trovarono.  Quando arrivarono nel paese di Zuf, Saul disse al compagno che era con lui: "Su, torniamo indietro, perch non vorrei che mio padre avesse smesso di pensare alle asine e ora fosse preoccupato di noi".
	 Gli rispose: "Ecco in questa citt c' un uomo di Dio, tenuto in molta considerazione: quanto egli dice, di certo si avvera. Ebbene, andiamoci! Forse ci indicher la via che dobbiamo battere".  Rispose Saul: "S, andiamo! Ma che daremo a quell'uomo? Il pane nelle nostre sporte  finito e non abbiamo alcun dono da portare all'uomo di Dio; infatti che abbiamo?".  Ma il servo rispondendo a Saul soggiunse: "Guarda: mi son trovato in mano un quarto di siclo d'argento. Dallo all'uomo di Dio e ci indicher la nostra via".  In passato in Israele, quando uno andava a consultare Dio, diceva: "Su, andiamo dal veggente", perch quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente.  Disse dunque Saul al servo: "Hai detto bene; su, andiamo" e si diressero alla citt dove era l'uomo di Dio.
	 Mentre essi salivano il pendio della citt, trovarono ragazze che uscivano ad attingere acqua e chiesero loro: " qui il veggente?".  Quelle risposero dicendo: "S, c'; ecco, vi ha preceduto di poco: ora, proprio ora  rientrato in citt, perch oggi il popolo celebra un sacrificio sull'altura.  Entrando in citt lo troverete subito, prima che salga all'altura per il banchetto, perch il popolo non si mette a mangiare, finch egli non sia arrivato; egli infatti deve benedire la vittima, e dopo gli invitati mangiano. Presto, salite e lo troverete subito".  Salirono dunque alla citt. Mentre essi giungevano in mezzo alla porta, ecco, Samuele usciva in direzione opposta per salire all'altura.  Il Signore aveva detto all'orecchio di Samuele, un giorno prima che giungesse Saul:  "Domani a quest'ora ti mander un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo Israele. Egli liberer il mio popolo dalle mani dei Filistei, perch io ho guardato il mio popolo, essendo giunto fino a me il suo grido".  Quando Samuele vide Saul, il Signore gli rivel: "Ecco l'uomo di cui ti ho parlato; costui avr potere sul mio popolo".  Saul si accost a Samuele in mezzo alla porta e gli chiese: "Vuoi indicarmi la casa del veggente?".  Samuele rispose a Saul: "Sono io il veggente. Precedimi su all'altura. Oggi voi due mangerete con me. Ti congeder domani mattina e ti manifester quanto pensi;  riguardo poi alle tue asine smarrite tre giorni fa, non stare in pensiero, perch sono state ritrovate. A chi del resto appartiene il meglio d'Israele, se non a te e a tutta la casa di tuo padre?".  Rispose Saul: "Non sono io forse un Beniaminita, della pi piccola trib d'Israele? E la mia famiglia non  forse la pi piccola fra tutte le famiglie della trib di Beniamino? Perch hai voluto farmi questo discorso?".  Ma Samuele prese Saul e il suo servo e li fece entrare nella sala e assegn loro il posto a capo degli invitati che erano una trentina.  Quindi Samuele disse al cuoco: "Portami la porzione che ti avevo dato dicendoti: Conservala presso di te".  Il cuoco port la coscia e la coda e le pose davanti a Saul, mentre Saul diceva: "Ecco, ci che  avanzato ti  posto davanti, mangia, perch proprio per te  stato serbato, perch lo mangiassi con gli invitati". Cos quel giorno Saul mangi con Samuele.
	 Scesero poi dall'altura in citt; fu allestito un giaciglio per Saul sulla terrazza  ed egli vi si coric.
	Al sorgere dell'aurora Samuele chiam Saul che era sulla terrazza, dicendo: "Alzati, perch devo congedarti". Saul si alz e i due, cio lui e Samuele, uscirono.  Quando furono scesi alla periferia della citt, Samuele disse a Saul: "Ordina al servo che ci oltrepassi e vada avanti" e il servo pass oltre. "Tu fermati un momento, perch io ti faccia intendere la parola di Dio".



	 Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela vers sulla testa, poi lo baci dicendo: "Ecco: il Signore ti ha unto capo sopra Israele suo popolo. Tu avrai potere sul popolo del Signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. Questo ti sar il segno che proprio il Signore ti ha unto capo sulla sua casa:  oggi, quando sarai partito da me, troverai due uomini presso il sepolcro di Rachele sul confine con Beniamino in Zelzach. Essi ti diranno: Sono state ritrovate le asine che sei andato a cercare. Ecco tuo padre non bada pi alla faccenda delle asine, ma  preoccupato di voi e va dicendo: Che devo fare per mio figlio?  Passerai in fretta di l e andrai oltre; quando arriverai alla quercia del Tabor, vi troverete tre uomini in viaggio per salire a Dio in Betel: uno porter tre capretti, l'altro porter tre pani rotondi, il terzo porter un otre di vino.  Ti domanderanno se stai bene e ti daranno due pani, che tu prenderai dalle loro mani.  Giungerai poi a Gbaa di Dio, dove c' una guarnigione di Filistei e mentre entrerai in citt, incontrerai un gruppo di profeti che scenderanno dall'altura preceduti da arpe, timpani, flauti e cetre, in atto di fare i profeti.  Lo spirito del Signore investir anche te e ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai trasformato in un altro uomo.  Quando questi segni che ti riguardano saranno accaduti, farai come vorrai, perch Dio sar con te.  Tu poi scenderai a Glgala precedendomi. Io scender in seguito presso di te per offrire olocausti e immolare sacrifici di comunione. Sette giorni aspetterai, finch io verr a te e ti indicher quello che dovrai fare".
	 Ed ecco, quando quegli ebbe voltato le spalle per partire da Samuele, Dio gli mut il cuore e tutti questi segni si verificarono il giorno stesso.  I due arrivarono l a Gbaa ed ecco, mentre una schiera di profeti avanzava di fronte a loro, lo spirito di Dio lo invest e si mise a fare il profeta in mezzo a loro.
	 Allora quanti lo avevano conosciuto prima, vedendolo d'un tratto fare il profeta con i profeti, si dissero l'un l'altro fra la gente: "Che  accaduto al figlio di Kis?  dunque anche Saul tra i profeti?".  Uno del luogo disse: "E chi  il loro padre?". Per questo pass in proverbio l'espressione: " dunque anche Saul tra i profeti?".  Quando ebbe terminato di profetare and sull'altura.  Lo zio di Saul chiese poi a lui e al suo servo: "Dove siete andati?". Rispose: "A cercare le asine e, vedendo che non c'erano, ci siamo recati da Samuele".  Lo zio di Saul soggiunse: "Suvvia, raccontami quello che vi ha detto Samuele".  Saul rispose allo zio: "Ci ha assicurato che le asine erano state ritrovate". Ma non gli rifer il discorso del regno, che gli aveva tenuto Samuele.
	 Samuele radun il popolo davanti a Dio in Mizpa  e disse a tutti gli Israeliti: "Dice il Signore Dio d'Israele: Io ho fatto uscire Israele dall'Egitto e l'ho liberato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti i regni che vi opprimevano.  Ma voi oggi avete ripudiato il vostro Dio, il quale solo vi salva da tutti i vostri mali e da tutte le angosce. E avete detto: No, costituisci un re sopra di noi! Ora presentatevi a Dio distinti per trib e per famiglie".  Samuele fece accostare ogni trib d'Israele e fu sorteggiata la trib di Beniamino.  Fece poi accostare la trib di Beniamino distinta per famiglie e fu sorteggiata la famiglia di Matri. Fece allora venire la famiglia di Matri per singoli individui e fu sorteggiato Saul figlio di Kis. Si misero a cercarlo ma non si riusc a trovarlo.  Allora consultarono di nuovo il Signore: " venuto qui l'uomo o no?". Rispose il Signore: "Eccolo nascosto in mezzo ai bagagli".  Corsero a prenderlo di l e fu presentato al popolo: egli sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo.  Samuele disse a tutta la folla: "Vedete dunque che l'ha proprio eletto il Signore, perch non c' nessuno in tutto il popolo come lui". Tutto il popolo proruppe in un grido: "Viva il re!".  Samuele espose a tutto il popolo i diritti del regno e li scrisse in un libro che deposit davanti al Signore. Poi Samuele conged tutto il popolo perch andasse ognuno a casa sua.  Anche Saul torn a casa in Gbaa e con lui si accompagnarono uomini valenti ai quali Dio aveva toccato il cuore.  Ma altri, individui spregevoli, dissero: "Potr forse salvarci costui?". Cos lo disprezzarono e non vollero portargli alcun dono.



	 Circa un mese dopo, Nacas l'Ammonita si mosse e pose il campo contro Iabes di Glaad. Tutti i cittadini di Iabes di Glaad dissero allora a Nacas: "Vieni a patti con noi e ti saremo sudditi".  Rispose loro Nacas l'Ammonita: "A queste condizioni mi alleer con voi: possa io cavare a tutti voi l'occhio destro e porre tale gesto a sfregio di tutto Israele".  Di nuovo chiesero gli anziani di Iabes: "Lasciaci sette giorni per inviare messaggeri in tutto il territorio d'Israele. Se nessuno verr a salvarci, usciremo incontro a te".  I messaggeri arrivarono a Gbaa di Saul e riferirono quelle parole davanti al popolo e tutto il popolo lev la voce e pianse.  Or ecco Saul veniva dalla campagna dietro l'armento. Chiese dunque Saul: "Che ha il popolo da piangere?". Riferirono a lui le parole degli uomini di Iabes.  Lo spirito di Dio invest allora Saul ed egli, appena udite quelle parole, si irrit molto.  Poi prese un paio di buoi, li fece a pezzi e ne invi in tutto il territorio d'Israele mediante messaggeri con questo proclama: "Se qualcuno non uscir dietro Saul e dietro Samuele, la stessa cosa avverr dei suoi buoi". Si sparse lo spavento del Signore nel popolo e si mossero come un sol uomo.  Saul li pass in rassegna a Bzek e risultarono trecentomila Israeliti e trentamila di Giuda.  Dissero allora ai messaggeri che erano giunti: "Direte ai cittadini di Iabes di Glaad: Domani, quando il sole comincer a scaldare, avverr la vostra salvezza".
	I messaggeri partirono e riferirono agli uomini di Iabes, che ne ebbero grande gioia.  Allora gli uomini di Iabes diedero risposta a Nacas: "Domani usciremo incontro a voi e ci farete quanto sembrer bene ai vostri occhi".  Il giorno dopo Saul divise il grosso in tre schiere e irruppe in mezzo al campo nemico sul far del mattino; batterono gli Ammoniti finch il giorno si fece caldo. Quelli che scamparono furono dispersi talmente che non ne rimasero due insieme.
	 Il popolo allora disse a Samuele: "Chi ha detto: Dovr forse regnare Saul su di noi? Consegnaci costoro e li faremo morire".  Ma Saul disse: "Oggi non si deve far morire nessuno, perch in questo giorno il Signore ha operato una liberazione in Israele".  Samuele ordin al popolo: "Su, andiamo a Glgala: l inaugureremo il regno".  Tutto il popolo si port a Glgala e l davanti al Signore in Glgala riconobbero Saul come re; qui ancora offrirono sacrifici di comunione davanti al Signore e qui fecero grande festa Saul e tutti gli Israeliti.



	 Allora Samuele disse a tutto Israele: "Ecco ho ascoltato la vostra voce in tutto quello che mi avete chiesto e ho costituito su di voi un re.  Da questo momento ecco il re procede davanti a voi. Quanto a me sono diventato vecchio e canuto e i miei figli eccoli tra di voi. Io ho vissuto dalla mia giovinezza fino ad oggi sotto i vostri occhi.  Eccomi, pronunciatevi a mio riguardo alla presenza del Signore e del suo consacrato. A chi ho portato via il bue? A chi ho portato via l'asino? Chi ho trattato con prepotenza? A chi ho fatto offesa? Da chi ho accettato un regalo per chiudere gli occhi a suo riguardo? Sono qui a restituire!".  Risposero: "Non ci hai trattato con prepotenza, n ci hai fatto offesa, n hai preso nulla da nessuno".  Egli soggiunse loro: " testimonio il Signore contro di voi ed  testimonio oggi il suo consacrato, che non trovate niente in mano mia?". Risposero: "S,  testimonio".
	 Allora Samuele disse al popolo: " testimonio il Signore che ha stabilito Mos e Aronne e che ha fatto uscire i vostri padri dal paese d'Egitto.
	 Ora state qui raccolti e io voglio discutere con voi davanti al Signore a causa di tutti i benefici che il Signore ha operato con voi e con i vostri padri.  Quando Giacobbe and in Egitto e gli Egiziani li oppressero e i vostri padri gridarono al Signore, il Signore mand loro Mos e Aronne che li fecero uscire dall'Egitto e li ricondussero in questo luogo.  Ma poich avevano dimenticato il Signore loro Dio, li abbandon in potere di Sisara, capo dell'esercito di Cazor e in potere dei Filistei e in potere del re di Moab, che mossero loro guerra.  Essi gridarono al Signore: Abbiamo peccato, perch abbiamo abbandonato il Signore e abbiamo servito i Baal e le Astrti! Ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te.  Allora il Signore vi mand Ierub-Baal e Barak e Iefte e Samuele e vi liber dalle mani dei nemici che vi circondavano e siete tornati a vita tranquilla.  Eppure quando avete visto che Nacas re degli Ammoniti muoveva contro di voi, mi avete detto: No, vogliamo che un re regni sopra di noi, mentre il Signore vostro Dio  vostro re.  Ora eccovi il re che avete scelto e che avevate chiesto. Vedete che il Signore ha costituito un re sopra di voi.  Dunque se temerete il Signore, se lo servirete e ascolterete la sua voce e non sarete ribelli alla parola del Signore, voi e il re che regna su di voi vivrete con il Signore vostro Dio.  Se invece non ascolterete la voce del Signore e sarete ribelli alla sua parola, la mano del Signore peser su di voi, come pes sui vostri padri.
	 Ora, state attenti e osservate questa grande cosa che il Signore vuole operare sotto i vostri occhi.  Non  forse questo il tempo della mietitura del grano? Ma io grider al Signore ed Egli mander tuoni e pioggia. Cos vi persuaderete e constaterete che grande  il peccato che avete fatto davanti al Signore chiedendo un re per voi".  Samuele allora invoc il Signore e il Signore mand subito tuoni e pioggia in quel giorno. Tutto il popolo fu preso da grande timore del Signore e di Samuele.  Tutto il popolo perci disse a Samuele: "Prega il Signore tuo Dio per noi tuoi servi che non abbiamo a morire, poich abbiamo aggiunto a tutti i nostri errori il peccato di aver chiesto per noi un re".  Samuele rispose al popolo: "Non temete: voi avete fatto tutto questo male, ma almeno in seguito non allontanatevi dal Signore, anzi servite lui, il Signore, con tutto il cuore.  Non allontanatevi per seguire vanit che non possono giovare n salvare, perch appunto sono vanit.  Certo il Signore non abbandoner il suo popolo, per riguardo al suo nome che  grande, perch il Signore ha cominciato a fare di voi il suo popolo.  Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro il Signore, tralasciando di supplicare per voi e di indicarvi la via buona e retta.  Vogliate soltanto temere il Signore e servirlo fedelmente con tutto il cuore, perch dovete ben riconoscere le grandi cose che ha operato con voi.  Se invece vorrete fare il male, voi e il vostro re sarete spazzati via".



	 Saul aveva trent'anni quando cominci a regnare e regn vent'anni su Israele...  Egli si scelse tremila uomini da Israele: duemila stavano con Saul in Micmas e sul monte di Betel e mille stavano con Ginata a Gbaa di Beniamino; rimand invece il resto del popolo ciascuno alla sua tenda.  Allora Ginata sconfisse la guarigione dei Filistei che era in Gbaa e i Filistei lo seppero subito. Ma Saul suon la tromba in tutta la regione gridando: "Ascoltino gli Ebrei!".  Tutto Israele ud e corse la voce: "Saul ha battuto la guarnigione dei Filistei e ormai Israele s' urtato con i Filistei". Il popolo si radun dietro Saul a Glgala.  Anche i Filistei si radunarono per combattere Israele, con tremila carri e seimila cavalieri e una moltitudine numerosa come la sabbia che  sulla spiagga del mare. Cos si mossero e posero il campo a Micmas a oriente di Bet-Aven.  Quando gli Israeliti si accorsero di essere in difficolt, perch erano stretti dal nemico, cominciarono a nascondersi in massa nelle grotte, nelle macchie, fra le rocce, nelle fosse e nelle cisterne.  Alcuni Ebrei passarono oltre il Giordano nella terra di Gad e Glaad.
	Saul restava in Glgala e tutto il popolo che stava con lui era impaurito.  Aspett tuttavia sette giorni secondo il tempo fissato da Samuele. Ma Samuele non arrivava a Glgala e il popolo si disperdeva lontano da lui.  Allora Saul diede ordine: "Preparatemi l'olocausto e i sacrifici di comunione". Quindi offr l'olocausto.  Ed ecco, appena ebbe finito di offrire l'olocausto, giunse Samuele e Saul gli usc incontro per salutarlo.  Samuele disse subito: "Che hai fatto?". Saul rispose: "Vedendo che il popolo si disperdeva lontano da me e tu non venivi al termine dei giorni fissati, mentre i Filistei si addensavano in Micmas,  ho detto: ora scenderanno i Filistei contro di me in Glgala mentre io non ho ancora placato il Signore. Perci mi sono fatto ardito e ho offerto l'olocausto".  Rispose Samuele a Saul: "Hai agito da stolto, non osservando il comando che il Signore Dio tuo ti aveva imposto, perch in questa occasione il Signore avrebbe reso stabile il tuo regno su Israele per sempre.  Ora invece il tuo regno non durer. Il Signore si  gi scelto un uomo secondo il suo cuore e lo costituir capo del suo popolo, perch tu non hai osservato quanto ti aveva comandato il Signore".  Samuele poi si alz e sal da Glgala per andarsene per la sua strada. Il resto del popolo sal dietro a Saul incontro ai guerrieri e vennero da Glgala a Gbaa di Beniamino; Saul cont la gente che era rimasta con lui: erano seicento uomini.
	 Saul e Ginata e la gente rimasta con loro stavano a Gbaa di Beniamino e i Filistei erano accampati in Micmas.  Dall'accampamento filisteo usc una pattuglia d'assalto divisa in tre schiere: una si diresse sulla via di Ofra verso il paese di Sul;  un'altra si diresse sulla via di Bet-Coron; la terza schiera si diresse sulla via del confine che sovrasta la valle di Zebom verso il deserto.  Allora non si trovava un fabbro in tutto il paese d'Israele: "Perch - dicevano i Filistei - gli Ebrei non fabbrichino spade o lance".  Cos gli Israeliti dovevano sempre scendere dai Filistei per affilare chi il vomere, chi la zappa, chi la scure o la falce.  L'affilatura costava due terzi di siclo per i vomeri e le zappe e un terzo l'affilatura delle scuri e dei pungoli.  Nel giorno della battaglia, in tutta la gente che stava con Saul e Ginata, non si trov in mano ad alcuno n spada n lancia. Si pot averne solo per Saul e suo figlio Ginata.  Intanto una guarnigione di Filistei era uscita verso il passo di Micmas.



	 Un giorno Ginata, figlio di Saul, disse al suo scudiero: "Su vieni, portiamoci fino all'appostamento dei Filistei che sta qui di fronte". Ma non disse nulla a suo padre.  Saul se ne stava al limitare di Gbaa sotto il melograno che si trova in Migrn; la sua gente era di circa seicento uomini.  Achi figlio di Achitb, fratello di Icabd, figlio di Pncas, figlio di Eli, sacerdote del Signore in Silo, portava l''efod'e il popolo non sapeva che Ginata era andato.  Tra i varchi per i quali Ginata cercava di passare, puntando sull'appostamento dei Filistei, vi era una sporgenza rocciosa da una parte e una sporgenza rocciosa dall'altra parte: una si chiamava Bzez, l'altra Sne.  Una delle rocce sporgenti era di fronte a Micmas a settentrione, l'altra era di fronte a Gbaa a meridione.  Ginata disse allo scudiero: "Su, vieni, passiamo all'appostamento di questi non circoncisi; forse il Signore ci aiuter, perch non  difficile per il Signore salvare con molti o con pochi".  Lo scudiero gli rispose: "Fa'quanto hai in animo. Avvati e va'! Eccomi con te: come il tuo cuore, cos  il mio".  Allora Ginata disse: "Ecco, noi passeremo verso questi uomini e ci mostreremo loro.  Se ci diranno: Fermatevi finch veniamo a raggiungervi, restiamo in basso e non saliamo da loro.  Se invece ci diranno: Venite su da noi!, saliamo, perch il Signore ce li ha messi nelle mani e questo sar per noi il segno".  Quindi i due si lasciarono scorgere dall'appostamento filisteo e i Filistei dissero: "Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove si erano nascosti".  Poi gli uomini della guarnigione dissero a Ginata e al suo scudiero: "Salite da noi, che abbiamo qualche cosa da dirvi!". Ginata allora disse al suo scudiero: "Sali dopo di me, perch il Signore li ha messi nelle mani di Israele".  Ginata saliva aiutandosi con le mani e con i piedi e lo scudiero lo seguiva; quelli cadevano davanti a Ginata e, dietro, lo scudiero li finiva.  Questa fu la prima strage nella quale Ginata e il suo scudiero colpirono una ventina di uomini, entro quasi met di un campo arabile.
	 Si sparse cos il terrore nell'accampamento, nella regione e in tutto il popolo. Anche la guarnigione e i suoi uomini d'assalto furono atterriti e la terra trem e ci fu un terrore divino.
	 Le vedette di Saul che stavano in Gbaa di Beniamino guardarono e videro la moltitudine che fuggiva qua e l.  Allora Saul ordin alla gente che era con lui: "Su, cercate e indagate chi sia partito da noi". Cercarono ed ecco non c'erano n Ginata n il suo scudiero.  Saul disse ad Achia: "Avvicina l''efod'!" - egli infatti allora portava l''efod'davanti agli Israeliti -.  Mentre Saul parlava al sacerdote, il tumulto che era sorto nel campo filisteo andava propagandosi e crescendo. Saul disse al sacerdote: "Ritira la mano".  A loro volta Saul e la gente che era con lui alzarono grida e mossero all'attacco, ma ecco trovarono che la spada dell'uno si rivolgeva contro l'altro in una confusione molto grande.  Anche quegli Ebrei che erano con i Filistei da qualche tempo e che erano saliti con loro all'accampamento, si voltarono, per mettersi con Israele che era l con Saul e Ginata.  Inoltre anche tutti gli Israeliti che si erano nascosti sulle montagne di Efraim, quando seppero che i Filistei erano in fuga, si unirono a inseguirli e batterli.  Cos il Signore in quel giorno salv Israele e la battaglia si estese fino a Bet-Aven.
	 Gli Israeliti erano sfiniti in quel giorno e Saul impose questo giuramento a tutto il popolo: "Maledetto chiunque guster cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei miei nemici". E nessuno del popolo gust cibo.  Tutta la gente pass per una selva dove c'erano favi di miele sul suolo.  Il popolo pass per la selva ed ecco si vedeva colare il miele, ma nessuno stese la mano e la port alla bocca, perch il popolo temeva il giuramento.  Ma Ginata non aveva saputo che suo padre aveva fatto giurare il popolo, quindi allung la punta del bastone che teneva in mano e la intinse nel favo di miele, poi riport la mano alla bocca e i suoi occhi si rischiararono.  Uno del gruppo s'affrett a dire: "Tuo padre ha fatto fare questo solenne giuramento al popolo: Maledetto chiunque toccher cibo quest'oggi!, sebbene il popolo fosse sfinito".  Rispose Ginata: "Mio padre vuol rovinare il paese! Guardate come si sono rischiarati i miei occhi, perch ho gustato un poco di questo miele.  Dunque se il popolo avesse mangiato oggi qualche cosa dei viveri presi ai nemici, quanto maggiore sarebbe stata ora la rotta dei Filistei!".
	 In quel giorno percossero i Filistei da Micmas fino ad Aialon e il popolo era sfinito.  Quelli del popolo si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.  La cosa fu annunziata a Saul: "Ecco il popolo pecca contro il Signore, mangiando con il sangue". Rispose: "Avete prevaricato! Rotolate subito qui una grande pietra".  Allora Saul soggiunse: "Passate tra il popolo e dite a tutti: Ognuno conduca qua il suo bue e il suo montone e li macelli su questa pietra, poi mangiatene; cos non peccherete contro il Signore, mangiando le carni con il sangue". In quella notte ogni uomo del popolo condusse a mano ci che aveva e l lo macell.  Saul innalz un altare al Signore. Fu questo il primo altare che egli edific al Signore.
	 Quindi Saul disse: "Scendiamo dietro i Filistei questa notte stessa e deprediamoli fino al mattino e non lasciamo scampare uno solo di loro". Gli risposero: "Fa'quanto ti sembra bene". Ma il sacerdote disse: "Accostiamoci qui a Dio".  Saul dunque interrog Dio: "Devo scendere dietro i Filistei? Li consegnerai in mano di Israele?". Ma quel giorno non gli rispose.  Allora Saul disse: "Accostatevi qui voi tutti capi del popolo. Cercate ed esaminate da chi sia stato commesso oggi il peccato,  perch per la vita del Signore salvatore d'Israele certamente costui morir, anche se si tratta di Ginata mio figlio". Ma nessuno del popolo gli rispose.  Perci disse a tutto Israele: "Voi state da una parte: io e mio figlio Ginata staremo dall'altra". Il popolo rispose a Saul: "Fa'quanto ti sembra bene".  Saul parl al Signore: "Dio d'Israele, fa'conoscere l'innocente". Furono designati Ginata e Saul e il popolo rest libero.  Saul soggiunse: "Tirate a sorte tra me e mio figlio Ginata". Fu sorteggiato Ginata.  Saul disse a Ginata: "Narrami quello che hai fatto". Ginata raccont: "Realmente ho assaggiato un po'di miele con la punta del bastone che avevo in mano. Ecco, morir".  Saul disse: "Faccia Dio a me questo e anche di peggio, se non andrai a morte, Ginata!".  Ma il popolo disse a Saul: "Dovr forse morire Ginata che ha ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per la vita del Signore, non cadr a terra un capello del suo capo, perch in questo giorno egli ha agito con Dio". Cos il popolo salv Ginata che non fu messo a morte.  Saul cess dall'inseguire i Filistei e questi raggiunsero il loro paese.
	 Saul si assicur il regno su Israele e mosse contro tutti i nemici all'intorno: contro Moab e gli Ammoniti, contro Edom e i re di Zoba e i Filistei e dovunque si volgeva aveva successo.  Comp imprese brillanti, batt gli Amaleciti e liber Israele dalle mani degli oppressori.  Figli di Saul furono Ginata, Isbal e Malkisa; le sue due figlie si chiamavano Merab la maggiore e Mikal la pi piccola.  La moglie di Saul si chiamava Achinam, figlia di Achimaz. Il capo delle sue milizie si chiamava Abner figlio di Ner, zio di Saul.  Kis padre di Saul e Ner padre di Abner erano figli di Abil.  Durante tutto il tempo di Saul vi fu guerra aperta con i Filistei; se Saul scorgeva un uomo valente o un giovane coraggioso, lo prendeva al suo seguito.



	 Samuele disse a Saul: "Il Signore ha inviato me per consacrarti re sopra Israele suo popolo. Ora ascolta la voce del Signore.  Cos dice il Signore degli eserciti: Ho considerato ci che ha fatto Amalek a Israele, ci che gli ha fatto per via, quando usciva dall'Egitto.  Va'dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini".  Saul convoc il popolo e pass in rassegna le truppe in Telam: erano duecentomila fanti e diecimila uomini di Giuda.  Saul venne alla citt di Amalek e tese un'imboscata nella valle.  Disse inoltre Saul ai Keniti: "Andate via, ritiratevi dagli Amaleciti prima che vi travolga insieme con loro, poich avete usato benevolenza con tutti gli Israeliti, quando uscivano dall'Egitto". I Keniti si ritirarono da Amalek.  Saul colp Amalek da Avila procedendo verso Sur, che  di fronte all'Egitto.  Egli prese vivo Agag, re di Amalek, e pass a fil di spada tutto il popolo.  Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio del bestiame minuto e grosso, gli animali grassi e gli agnelli, cio tutto il meglio, e non vollero sterminarli; invece votarono allo sterminio tutto il bestiame scadente e patito.
	 Allora fu rivolta a Samuele questa parola del Signore:  "Mi pento di aver costituito Saul re, perch si  allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola". Samuele rimase turbato e alz grida al Signore tutta la notte.
	 Al mattino presto Samuele si alz per andare incontro a Saul, ma fu annunziato a Samuele: "Saul  andato a Carmel, ed ecco si  fatto costruire un trofeo, poi  tornato passando altrove ed  sceso a Glgala".  Samuele raggiunse Saul e Saul gli disse: "Benedetto tu davanti al Signore; ho eseguito gli ordini del Signore".  Rispose Samuele: "Ma che  questo belar di pecore, che mi giunge all'orecchio, e questi muggiti d'armento che odo?".  Disse Saul: "Li hanno condotti qui dagli Amaleciti, come il meglio del bestiame grosso e minuto, che il popolo ha risparmiato per sacrificarli al Signore, tuo Dio. Il resto l'abbiamo votato allo sterminio".  Rispose Samuele a Saul: "Basta! Lascia che ti annunzi ci che il Signore mi ha rivelato questa notte". E Saul gli disse: "Parla!".  Samuele cominci: "Non sei tu capo delle trib d'Israele, bench piccolo ai tuoi stessi occhi? Non ti ha forse il Signore consacrato re d'Israele?  Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: Va', vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finch non li avrai distrutti.  Perch dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?".  Saul insist con Samuele: "Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag re di Amalek e ho sterminato gli Amaleciti.  Il popolo poi ha preso dal bottino pecore e armenti, primizie di ci che  votato allo sterminio per sacrificare al Signore tuo Dio in Glgala".  Samuele esclam:

	"Il Signore forse gradisce gli olocausti e i sacrifici
	come obbedire alla voce del Signore?
	Ecco, obbedire  meglio del sacrificio,
	essere docili  pi del grasso degli arieti.
	 Poich peccato di divinazione  la ribellione,
	e iniquit e 'terafim'l'insubordinazione.
	Perch hai rigettato la parola del Signore,
	Egli ti ha rigettato come re".

	 Saul disse allora a Samuele: "Ho peccato per avere trasgredito il comando del Signore e i tuoi ordini, mentre ho temuto il popolo e ho ascoltato la sua voce.  Ma ora, perdona il mio peccato e ritorna con me, perch mi prostri al Signore".  Ma Samuele rispose a Saul: "Non posso ritornare con te, perch tu stesso hai rigettato la parola del Signore e il Signore ti ha rigettato perch tu non sia pi re sopra Israele".  Samuele si volt per andarsene ma Saul gli afferr un lembo del mantello, che si strapp.  Samuele gli disse: "Il Signore ha strappato da te il regno d'Israele e l'ha dato ad un altro migliore di te.  D'altra parte la Gloria di Israele non mentisce n pu ricredersi, perch Egli non  uomo per ricredersi".  Saul disse: "Ho peccato s, ma onorami davanti agli anziani del mio popolo e davanti a Israele; ritorna con me perch mi prostri al Signore tuo Dio".  Samuele ritorn con Saul e questi si prostr al Signore.
	 Poi Samuele disse: "Conducetemi Agag, re di Amalek". Agag avanz verso di lui tutto tremante, dicendo:

	"Certo  passata l'amarezza della morte!".

	 Samuele l'apostrof:

	"Come la tua spada ha privato di figli le donne,
	cos sar privata di figli tra le donne tua madre".

	Poi Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Glgala.  Samuele and quindi a Rama e Saul sal a casa sua a Gbaa di Saul.  N Samuele torn a rivedere Saul fino al giorno della sua morte, ma Samuele piangeva per Saul, perch il Signore si era pentito di aver fatto regnare Saul su Israele.



	 E il Signore disse a Samuele: "Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l'ho rigettato perch non regni su Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perch tra i suoi figli mi sono scelto un re".  Samuele rispose: "Come posso andare? Saul lo verr a sapere e mi uccider". Il Signore soggiunse: "Prenderai con te una giovenca e dirai: Sono venuto per sacrificare al Signore.  Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicher quello che dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dir".  Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della citt gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: " di buon augurio la tua venuta?".  Rispose: " di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore. Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio". Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invit al sacrificio.  Quando furono entrati, egli osserv Eliab e chiese: " forse davanti al Signore il suo consacrato?".  Il Signore rispose a Samuele: "Non guardare al suo aspetto n all'imponenza della sua statura. Io l'ho scartato, perch io non guardo ci che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore".  Iesse fece allora venire Abnadab e lo present a Samuele, ma questi disse: "Nemmeno su costui cade la scelta del Signore".  Iesse fece passare Samma e quegli disse: "Nemmeno su costui cade la scelta del Signore".  Iesse present a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripet a Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi".  Samuele chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il pi piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele ordin a Iesse: "Manda a prenderlo, perch non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui".  Quegli mand a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: "Alzati e ungilo:  lui!".  Samuele prese il corno dell'olio e lo consacr con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si pos su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alz e torn a Rama.
	 Lo spirito del Signore si era ritirato da Saul ed egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del Signore.  Allora i servi di Saul gli dissero: "Vedi, un cattivo spirito sovrumano ti turba.  Comandi il signor nostro ai ministri che gli stanno intorno e noi cercheremo un uomo abile a suonare la cetra. Quando il sovrumano spirito cattivo ti investir, quegli metter mano alla cetra e ti sentirai meglio".  Saul rispose ai ministri: "Ebbene cercatemi un uomo che suoni bene e fatelo venire da me".  Rispose uno dei giovani: "Ecco, ho visto il figlio di Iesse il Betlemmita: egli sa suonare ed  forte e coraggioso, abile nelle armi, saggio di parole, di bell'aspetto e il Signore  con lui".  Saul mand messaggeri a Iesse con quest'invito: "Mandami Davide tuo figlio, quello che sta con il gregge".  Iesse prepar un asino e provvide pane e un otre di vino e un capretto, affid tutto a Davide suo figlio e lo invi a Saul.  Davide giunse da Saul e cominci a stare alla sua presenza. Saul gli si affezion molto e Davide divenne suo scudiero.  E Saul mand a dire a Iesse: "Rimanga Davide con me, perch ha trovato grazia ai miei occhi".  Quando dunque lo spirito sovrumano investiva Saul, Davide prendeva in mano la cetra e suonava: Saul si calmava e si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava da lui.



	 I Filistei radunarono di nuovo l'esercito per la guerra e si ammassarono a Soco di Giuda e si accamparono tra Soco e Azeka, a Efes-Dammm.  Anche Saul e gli Israeliti si radunarono e si accamparono nella valle del Terebinto e si schierarono a battaglia di fronte ai Filistei.  I Filistei stavano sul monte da una parte e Israele sul monte dall'altra parte e in mezzo c'era la valle.
	 Dall'accampamento dei Filistei usc un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo.  Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo.  Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle.  L'asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell'asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero.  Egli si ferm davanti alle schiere d'Israele e grid loro: "Perch siete usciti e vi siete schierati a battaglia? Non sono io Filisteo e voi servi di Saul? Scegliete un uomo tra di voi che scenda contro di me.  Se sar capace di combattere con me e mi abbatter, noi saremo vostri schiavi. Se invece prevarr io su di lui e lo abbatter, sarete voi nostri schiavi e sarete soggetti a noi".  Il Filisteo aggiungeva: "Io ho lanciato oggi una sfida alle schiere d'Israele. Datemi un uomo e combatteremo insieme".  Saul e tutto Israele udirono le parole del Filisteo; ne rimasero colpiti ed ebbero grande paura.
	 Davide era figlio di un Efratita da Betlemme di Giuda chiamato Iesse, che aveva otto figli. Al tempo di Saul, quest'uomo era anziano e avanti negli anni.  I tre figli maggiori di Iesse erano andati con Saul in guerra. Di questi tre figli, che erano andati in guerra, il maggiore si chiamava Eliab, il secondo Abnadab, il terzo Samma.  Davide era ancor giovane quando i tre maggiori erano partiti dietro Saul.  Egli andava e veniva dal seguito di Saul e badava al gregge di suo padre in Betlemme.
	 Il Filisteo avanzava mattina e sera; continu per quaranta giorni a presentarsi.  Ora Iesse disse a Davide suo figlio: "Prendi su per i tuoi fratelli questa misura di grano tostato e questi dieci pani e portali in fretta ai tuoi fratelli nell'accampamento.  Al capo di migliaia porterai invece queste dieci forme di cacio. Informati della salute dei tuoi fratelli e prendi la loro paga.  Saul con essi e tutto l'esercito di Israele sono nella valle del Terebinto a combattere contro i Filistei".  Davide si alz di buon mattino: lasci il gregge alla cura di un guardiano, prese la roba e part come gli aveva ordinato Iesse. Arriv all'accampamento quando le truppe uscivano per schierarsi e lanciavano il grido di guerra.  Si disposero in ordine Israele e i Filistei: schiera contro schiera.  Davide si tolse il fardello e l'affid al custode dei bagagli, poi corse tra le file e domand ai suoi fratelli se stavano bene.  Mentre egli parlava con loro, ecco il campione, chiamato Golia, il Filisteo di Gat, usc dalle schiere filistee e torn a dire le sue solite parole e Davide le intese.  Tutti gli Israeliti, quando lo videro, fuggirono davanti a lui ed ebbero grande paura.
	 Ora un Israelita disse: "Vedete quest'uomo che avanza? Viene a sfidare Israele. Chiunque lo abbatter, il re lo colmer di ricchezze, gli dar in moglie sua figlia ed esenter la casa di suo padre da ogni gravame in Israele".  Davide domandava agli uomini che stavano attorno a lui: "Che faranno dunque all'uomo che eliminer questo Filisteo e far cessare la vergogna da Israele? E chi  mai questo Filisteo non circonciso per insultare le schiere del Dio vivente?".  Tutti gli rispondevano la stessa cosa: "Cos e cos si far all'uomo che lo eliminer".  Lo sent Eliab, suo fratello maggiore, mentre parlava con gli uomini, ed Eliab si irrit con Davide e gli disse: "Ma perch sei venuto gi e a chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco la tua boria e la malizia del tuo cuore: tu sei venuto per vedere la battaglia".  Davide rispose: "Che ho dunque fatto? Non si pu fare una domanda?".  Si allontan da lui, si rivolse a un altro e fece la stessa domanda e tutti gli diedero la stessa risposta.
	 Sentendo le domande che faceva Davide, pensarono di riferirle a Saul e questi lo fece venire a s.
	 Davide disse a Saul: "Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andr a combattere con questo Filisteo".  Saul rispose a Davide: "Tu non puoi andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un ragazzo e costui  uomo d'armi fin dalla sua giovinezza".  Ma Davide disse a Saul: "Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge.  Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e lo uccidevo.  Il tuo servo ha abbattuto il leone e l'orso. Codesto Filisteo non circonciso far la stessa fine di quelli, perch ha insultato le schiere del Dio vivente".  Davide aggiunse: "Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi liberer anche dalle mani di questo Filisteo". Saul rispose a Davide: "Ebbene va'e il Signore sia con te".  Saul rivest Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza.  Poi Davide cinse la spada di lui sopra l'armatura, ma cerc invano di camminare, perch non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: "Non posso camminare con tutto questo, perch non sono abituato". E Davide se ne liber.
	 Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo.
	 Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva.  Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perch era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.  Il Filisteo grid verso Davide: "Sono io forse un cane, perch tu venga a me con un bastone?". E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi di.  Poi il Filisteo grid a Davide: "Fatti avanti e dar le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche".  Davide rispose al Filisteo: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato.  In questo stesso giorno, il Signore ti far cadere nelle mie mani. Io ti abbatter e staccher la testa dal tuo corpo e getter i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra sapr che vi  un Dio in Israele.  Tutta questa moltitudine sapr che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perch il Signore  arbitro della lotta e vi metter certo nelle nostre mani".  Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo.  Davide cacci la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanci con la fionda e colp il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.  Cos Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colp e uccise, bench Davide non avesse spada.  Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguain e lo uccise, poi con quella gli tagli la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
	 Si levarono allora gli uomini d'Israele e di Giuda alzando il grido di guerra e inseguirono i Filistei fin presso Gat e fino alle porte di Ekron. I Filistei caddero e lasciarono i loro cadaveri lungo la via fino a Saarim, fino a Gat e fino ad Ekron.  Quando gli Israeliti furono di ritorno dall'inseguimento dei Filistei, saccheggiarono il loro campo.  Davide prese la testa del Filisteo e la port a Gerusalemme. Le armi di lui invece le pose nella sua tenda.
	 Saul, mentre guardava Davide uscire incontro al Filisteo, aveva chiesto ad Abner capo delle milizie: "Abner, di chi  figlio questo giovane?". Rispose Abner: "Per la tua vita, o re, non lo so".  Il re soggiunse: "Chiedi tu di chi sia figlio quel giovinetto".  Quando Davide torn dall'uccisione del Filisteo, Abner lo prese e lo condusse davanti a Saul mentre aveva ancora in mano la testa del Filisteo.  Saul gli chiese: "Di chi sei figlio, giovane?". Rispose Davide: "Di Iesse il Betlemmita, tuo servo".



	 Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l'anima di Ginata s'era gi talmente legata all'anima di Davide, che Ginata lo am come se stesso.  Saul in quel giorno lo prese con s e non lo lasci tornare a casa di suo padre.  Ginata strinse con Davide un patto, perch lo amava come se stesso.  Ginata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura.  Davide riusciva in tutti gli incarichi che Saul gli affidava, cos che Saul lo pose al comando dei guerrieri ed era gradito a tutto il popolo e anche ai ministri di Saul.
	 Al loro rientrare, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le citt d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, accompagnandosi con i timpani, con grida di gioia e con sistri.  Le donne danzavano e cantavano alternandosi:

	"Saul ha ucciso i suoi mille,
	Davide i suoi diecimila".

	 Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: "Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dato mille. Non gli manca altro che il regno".  Cos da quel giorno in poi Saul si ingelos di Davide.  Il giorno dopo, un cattivo spirito sovrumano s'impossess di Saul, il quale si mise a delirare in casa. Davide suonava la cetra come i giorni precedenti e Saul teneva in mano la lancia.  Saul impugn la lancia, pensando: "Inchioder Davide al muro!". Ma Davide gli sfugg davanti per due volte.  Saul cominci a sentir timore di fronte a Davide, perch il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul.  Saul lo allontan da s e lo fece capo di migliaia e Davide andava e veniva alla testa del suo gruppo.  Davide riusciva in tutte le sue imprese, poich il Signore era con lui.  Saul, vedendo che riusciva proprio sempre, aveva timore di lui.  Ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perch egli si muoveva alla loro testa.
	 Ora Saul disse a Davide: "Ecco Merab, mia figlia maggiore. La d in moglie a te. Tu dovrai essere il mio guerriero e combatterai le battaglie del Signore". Saul pensava: "Non sia contro di lui la mia mano, ma contro di lui sia la mano dei Filistei".  Davide rispose a Saul: "Chi sono io e che importanza ha la famiglia di mio padre in Israele, perch io possa diventare genero del re?".  Ma ecco, quando venne il tempo di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, fu data invece in moglie ad Adriel di Mecola.
	 Intanto Mikal, l'altra figlia di Saul, s'invagh di Davide; ne riferirono a Saul e la cosa gli piacque.  Saul diceva: "Gliela dar, ma sar per lui una trappola e la mano dei Filistei cadr su di lui". E Saul disse a Davide: "Oggi hai una seconda occasione per diventare mio genero".  Quindi Saul ordin ai suoi ministri: "Dite di nascosto a Davide: Ecco, tu piaci al re e i suoi ministri ti amano. Su, dunque, diventa genero del re".  I ministri di Saul sussurrarono all'orecchio di Davide queste parole e Davide rispose: "Vi pare piccola cosa divenir genero del re? Io sono povero e uomo di bassa condizione".  I ministri di Saul gli riferirono: "Davide ha risposto in questo modo".  Allora Saul disse: "Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di Filistei, perch sia fatta vendetta dei nemici del re". Saul pensava di far cadere Davide in mano ai Filistei.  I ministri di lui riferirono a Davide queste parole e piacque a Davide tale condizione per diventare genero del re. Non erano ancora passati i giorni fissati,  quando Davide si alz, part con i suoi uomini e uccise tra i Filistei duecento uomini. Davide riport i loro prepuzi e li cont davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.  Saul si accorse che il Signore era con Davide e che Mikal figlia di Saul lo amava.  Saul ebbe ancor pi paura nei riguardi di Davide; Saul fu nemico di Davide per tutti i suoi giorni.  I capi dei Filistei facevano sortite, ma Davide, ogni volta che uscivano, riportava successi maggiori di tutti i ministri di Saul e in tal modo si acquist grande fama.



	 Saul comunic a Ginata suo figlio e ai suoi ministri di aver deciso di uccidere Davide. Ma Ginata figlio di Saul nutriva grande affetto per Davide.  Ginata inform Davide dicendo: "Saul mio padre cerca di ucciderti. Sta'in guardia da domani all'alba, sta'fermo in un luogo nascosto e non farti vedere.  Io uscir e star al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parler in tuo favore a mio padre. Vedr ci che succede e te lo far sapere".  Ginata parl difatti a Saul suo padre in favore di Davide e gli disse: "Non si macchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non si  macchiato contro di te, che anzi ti ha reso un servizio molto grande.  Egli ha esposto la vita, quando sconfisse il Filisteo, e il Signore ha concesso una grande vittoria a tutto Israele. Hai visto e hai gioito. Dunque, perch pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?".  Saul ascolt la voce di Ginata e giur: "Per la vita del Signore, non morir!".  Ginata chiam Davide e gli rifer questo colloquio. Poi Ginata introdusse presso Saul Davide, che rimase al suo seguito come prima.
	 La guerra si riaccese e Davide usc a combattere i Filistei e inflisse loro una grande sconfitta, sicch si dettero alla fuga davanti a lui.  Ma un sovrumano spirito cattivo si impadron di Saul. Egli stava in casa e teneva in mano la lancia, mentre Davide suonava la cetra.  Saul tent di colpire Davide con la lancia contro il muro. Ma Davide si scans da Saul, che infisse la lancia nel muro. Davide fugg e quella notte fu salvo.
	 Saul mand messaggeri alla casa di Davide per sorvegliarlo e ucciderlo il mattino dopo. Mikal moglie di Davide lo avvert dicendo: "Se non metti al sicuro la tua vita questa notte, domani sarai ucciso".  Mikal cal Davide dalla finestra e quegli part di corsa e si mise in salvo.  Mikal prese allora i 'terafim'e li pose presso il letto. Mise dalla parte del capo un tessuto di pelo di capra e copr il letto con una coltre.  Saul mand dunque messaggeri a prendere Davide ma essa disse: " malato".  Saul rimand i messaggeri a vedere Davide con questo ordine: "Portatelo qui da me nel suo letto, perch lo faccia morire".  Tornarono i messaggeri ed ecco presso il letto c'erano i 'terafim'e il tessuto di pelo di capra dalla parte del capo.  Saul disse a Mikal: "Perch mi hai ingannato a questo modo e hai fatto fuggire il mio nemico, perch si mettesse in salvo?". Rispose Mikal a Saul: "Egli mi ha detto: Lasciami fuggire, altrimenti ti uccido".
	 Davide dunque fugg e si mise in salvo. And da Samuele in Rama e gli narr quanto gli aveva fatto Saul; poi Davide e Samuele andarono ad abitare a Naiot.  La cosa fu riferita a Saul: "Ecco, Davide sta a Naiot presso Rama".  Allora Saul sped messaggeri a catturare Davide, ma quando videro profetare la comunit dei profeti, mentre Samuele stava in piedi alla loro testa, lo spirito di Dio invest i messaggeri di Saul e anch'essi fecero i profeti.  Annunziarono a Saul questa cosa ed egli sped altri messaggeri, ma anch'essi fecero i profeti. Saul mand di nuovo messaggeri per la terza volta, ma anch'essi fecero i profeti.  Allora venne egli stesso a Rama e si port alla grande cisterna che si trova a Secu e domand: "C' qui forse Samuele con Davide?". Gli risposero: "Eccoli: sono a Naiot di Rama".  Egli si incammin verso Naiot di Rama, ma cadde anche su di lui lo spirito di Dio e andava avanti facendo il profeta finch giunse a Naiot di Rama.  Anch'egli si tolse gli abiti e continu a fare il profeta davanti a Samuele; poi croll e rest nudo tutto quel giorno e tutta la notte. Da qui  venuto il detto: "Anche Saul  tra i profeti?".



	 Davide lasci di nascosto Naiot di Rama, si rec da Ginata e gli disse: "Che ho fatto, che delitto ho commesso, che colpa ho avuto nei riguardi di tuo padre, perch attenti cos alla mia vita?".  Rispose: "Non sia mai. Non morirai. Vedi, mio padre non fa nulla di grande o di piccolo senza confidarmelo. Perch mi avrebbe nascosto questa cosa? Non  possibile!".  Ma Davide giur ancora: "Tuo padre sa benissimo che ho trovato grazia ai tuoi occhi e dice: Ginata non deve sapere questa cosa perch si angustierebbe. Ma, per la vita del Signore e per la tua vita, c' un sol passo tra me e la morte".  Ginata disse: "Che cosa desideri che io faccia per te?".  Rispose Davide: "Domani  la luna nuova e io dovrei sedere a tavola con il re. Ma tu mi lascerai partire e io rester nascosto nella campagna fino alla terza sera.  Se tuo padre mi cercher, dirai: Davide mi ha chiesto di lasciarlo andare in fretta a Betlemme sua citt perch vi si celebra il sacrificio annuale per tutta la famiglia.  Se dir: Va bene, allora il tuo servo pu stare in pace. Se invece andr in collera, sii certo che  stato deciso il peggio da parte sua.  Mostra la tua bont verso il tuo servo, perch hai voluto legare a te il tuo servo con un patto del Signore: se ho qualche colpa, uccidimi tu; ma per qual motivo dovresti condurmi da tuo padre?".  Ginata rispose: "Lungi da te! Se certo io sapessi che da parte di mio padre  stata decisa una cattiva sorte per te, non te lo farei forse sapere?".  Davide disse a Ginata: "Chi mi avvertir se tuo padre ti risponde duramente?".  Ginata rispose a Davide: "Vieni, andiamo in campagna".
	Uscirono tutti e due nei campi.  Allora Ginata disse a Davide: "Per il Signore, Dio d'Israele, domani o il terzo giorno a quest'ora indagher le intenzioni di mio padre. Se saranno favorevoli a Davide e io non mander subito a riferirlo al tuo orecchio,  tanto faccia il Signore a Ginata e ancora di peggio. Se invece sembrer bene a mio padre decidere il peggio a tuo riguardo, io te lo confider e ti far partire. Tu andrai tranquillo e il Signore sar con te come  stato con mio padre.  Fin quando sar in vita, usa verso di me la benevolenza del Signore. Se sar morto,  non ritirare mai la tua benevolenza dalla mia casa; quando il Signore avr sterminato dalla terra ogni uomo nemico di Davide,  non sia eliminato il nome di Ginata dalla casa di Davide: il Signore ne chieder conto ai nemici di Davide".  Ginata volle ancor giurare a Davide, perch gli voleva bene e lo amava come se stesso.  Ginata disse a Davide: "Domani  la luna nuova e la tua assenza sar notata perch si guarder al tuo posto.  Aspetterai il terzo giorno, poi scenderai in fretta e ti recherai al luogo dove ti sei nascosto il giorno di quel fatto e resterai presso quella collinetta.  Io tirer tre frecce da quella parte, come se tirassi al bersaglio per mio conto.  Poi mander il ragazzo gridando: Va'a cercare le frecce! Se dir al ragazzo: Guarda, le frecce sono pi in qua da dove ti trovi, prendile!, allora vieni, perch tutto va bene per te; per la vita del Signore, non ci sar niente di grave.  Se invece dir al giovane: Guarda, le frecce sono pi avanti di dove ti trovi!, allora va'perch il Signore ti fa partire.  Riguardo alle parole che abbiamo detto io e tu, ecco  testimonio il Signore tra me e te per sempre".
	 Davide dunque si nascose nel campo. Arriv la luna nuova e il re sedette a tavola per mangiare.  Il re sedette come al solito sul sedile contro il muro; Ginata stette di fronte, Abner si sedette al fianco del re e il posto di Davide rimase vuoto.  Ma Saul non disse nulla quel giorno, perch pensava: "Gli sar successo un inconveniente: non sar mondo. Certo, non  mondo".  Ed ecco l'indomani, il secondo giorno della luna nuova, il posto di Davide era ancora vuoto. Saul disse allora a Ginata suo figlio: "Perch il figlio di Iesse non  venuto a tavola n ieri n oggi?".  Ginata rispose a Saul: "Davide mi ha chiesto con insistenza di lasciarlo andare a Betlemme.  Mi ha detto: Lasciami andare, perch abbiamo in citt il sacrificio di famiglia e mio fratello me ne ha fatto un obbligo. Se dunque ho trovato grazia ai tuoi occhi, lasciami libero, perch possa vedere i miei fratelli. Per questo non  venuto alla tavola del re".  Saul si adir molto con Ginata e gli grid: "Figlio d'una donna perduta, non so io forse che tu prendi le parti del figlio di Iesse, a tua vergogna e a vergogna della nudit di tua madre?  Perch fino a quando vivr il figlio di Iesse sulla terra, non avrai sicurezza n tu n il tuo regno. Manda dunque a prenderlo e conducilo qui da me, perch deve morire".  Rispose Ginata a Saul suo padre: "Perch deve morire? Che ha fatto?".  Saul afferr la lancia contro di lui per colpirlo e Ginata cap che l'uccisione di Davide era cosa ormai decisa da parte di suo padre.  Ginata si alz dalla tavola acceso d'ira e non volle prendere cibo in quel secondo giorno della luna nuova. Era rattristato per riguardo a Davide perch suo padre ne violava i diritti.
	 Il mattino dopo Ginata usc in campagna, per dare le indicazioni a Davide. Era con lui un ragazzo ancora piccolo.  Egli disse al ragazzo: "Corri a cercare le frecce che io tirer". Il ragazzo corse ed egli tir la freccia pi avanti di lui.  Il ragazzo corse fino al luogo dov'era la freccia che Ginata aveva tirata e Ginata grid al ragazzo: "La freccia non  forse pi avanti di te?".  Ginata grid ancora al ragazzo: "Corri svelto e non fermarti!". Il ragazzo di Ginata raccolse le frecce e le port al suo padrone.  Il ragazzo non aveva capito niente; soltanto Ginata e Davide sapevano la cosa.  Allora diede le armi al ragazzo che era con lui e gli disse: "Va'e riportale in citt".  Partito il ragazzo, Davide si mosse da dietro la collinetta, cadde con la faccia a terra e si prostr tre volte, poi si baciarono l'un l'altro e piansero l'uno insieme all'altro, finch per Davide si fece tardi.  Allora Ginata disse a Davide: "Va'in pace, ora che noi due abbiamo giurato nel nome del Signore: il Signore sia con me e con te, con la mia discendenza e con la tua discendenza per sempre".



	 Davide si alz e part e Ginata torn in citt.
	 Davide si rec a Nob dal sacerdote Achimelech. Achimelech, turbato, and incontro a Davide e gli disse: "Perch sei solo e non c' nessuno con te?".  Rispose Davide al sacerdote Achimelech: "Il re mi ha ordinato e mi ha detto: Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico. Ai miei uomini ho dato appuntamento al tal posto.  Ora per se hai a disposizione cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare".  Il sacerdote rispose a Davide: "Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri: se i tuoi giovani si sono almeno astenuti dalle donne, potete mangiarne".  Rispose Davide al sacerdote: "Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti da tre giorni. Come sempre quando mi metto in viaggio, i giovani sono mondi, sebbene si tratti d'un viaggio profano; tanto pi oggi essi sono mondi".  Il sacerdote gli diede il pane sacro, perch non c'era l altro pane che quello dell'offerta, ritirato dalla presenza del Signore, per essere sostituito con pane fresco nel giorno in cui si toglie.  Ma era l in quel giorno uno dei ministri di Saul, trattenuto presso il Signore, di nome Doeg, Idumeo, capo dei pastori di Saul.  Davide disse ad Achimelech: "Non hai per caso sottomano una lancia o una spada? Io non ho preso con me n la lancia n altra arma, perch l'incarico del re era urgente".  Il sacerdote rispose: "Guarda, c' la spada di Golia, il Filisteo che tu hai ucciso nella valle del Terebinto;  l dietro l''efod', avvolta in un manto. Se vuoi, portala via, prendila, perch qui non c' altra spada che questa". Rispose Davide: "Non ce n' una migliore; dammela".
	 Quel giorno Davide si alz e si allontan da Saul e giunse da Achis, re di Gat.  I ministri di Achis gli dissero: "Non  costui Davide, il re del paese? Non cantavano in coro in onore di lui:

	Ha ucciso Saul i suoi mille
	e Davide i suoi diecimila?".

	 Davide si preoccup di queste parole e temette molto Achis re di Gat.  Allora cominci a fare il pazzo ai loro occhi, a fare il folle tra le loro mani; tracciava segni sui battenti delle porte e lasciava colare la saliva sulla barba.  Achis disse ai ministri: "Ecco, vedete anche voi che  un pazzo. Perch lo avete condotto da me? Non ho abbastanza pazzi io perch mi conduciate anche costui per fare il folle davanti a me? Dovrebbe entrare in casa mia un uomo simile?".



	 Davide part di l e si rifugi nella grotta di Adullm. Lo seppero i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre e scesero l.  Si radunarono allora con lui quanti erano in strettezze, quelli che avevano debiti e tutti gli scontenti, ed egli divent loro capo. Stettero cos con lui circa quattrocento uomini.  Davide part di l e and a Mizpa di Moab e disse al re di Moab: "Permetti che restino con voi mio padre e mia madre, finch sappia che cosa Dio vuol fare di me".  Li present al re di Moab e rimasero con lui finch Davide rimase nel rifugio.  Il profeta Gad disse a Davide: "Non restare pi in questo rifugio. Parti e va'nel paese di Giuda". Davide part e and nella foresta di Cheret.
	 Saul venne a sapere che era stato avvistato Davide con gli uomini che erano con lui. Saul era seduto in Gbaa, sotto il tamarisco sull'altura, con la lancia in mano e i ministri intorno.  Saul disse allora ai ministri che gli stavano intorno: "Ascoltate, voi Beniaminiti, voi tutti che siete qui. Forse il figlio di Iesse dar a tutti voi campi e vigne, vi far capi di migliaia e capi di centinaia,  perch voi tutti siate d'accordo contro di me? Nessuno mi avverte dell'alleanza di mio figlio con il figlio di Iesse, nessuno di voi si interessa di me e nessuno mi confida che mio figlio ha sollevato il mio servo contro di me per ordire insidie, come avviene oggi".  Rispose Doeg l'Idumeo, che stava con i ministri di Saul: "Ho visto il figlio di Iesse quando venne a Nob da Achimelech figlio di Achitub  e costui ha consultato il Signore per lui, gli ha dato da mangiare e gli ha consegnato la spada di Golia il Filisteo".  Il re subito convoc il sacerdote Achimelech figlio di Achitub e tutti i sacerdoti della casa di suo padre che erano in Nob ed essi vennero tutti dal re.  Disse Saul: "Ascolta, figlio di Achitub". Rispose: "Eccomi, signor mio".  Saul gli disse: "Perch vi siete accordati contro di me, tu e il figlio di Iesse, dal momento che gli hai fornito pane e spada e hai consultato l'oracolo di Dio per lui, allo scopo di sollevarmi oggi un nemico?".  Achimelech rispose al re: "E chi  come Davide tra tutti i ministri del re?  fedele,  genero del re, capo della tua guardia e onorato in casa tua.   forse oggi la prima volta che consulto Dio per lui? Lungi da me! Non getti il re questa colpa sul suo servo n su tutta la casa di mio padre, poich il tuo servo non sapeva di questa faccenda cosa alcuna, n piccola n grande".  Ma il re disse: "Devi morire, Achimelech, tu e tutta la casa di tuo padre".  Il re disse ai corrieri che stavano attorno a lui: "Accostatevi e mettete a morte i sacerdoti del Signore, perch hanno prestato mano a Davide e non mi hanno avvertito pur sapendo che egli fuggiva". Ma i ministri del re non vollero stendere le mani per colpire i sacerdoti del Signore.  Allora il re disse a Doeg: "Accostati tu e colpisci i sacerdoti". Doeg l'Idumeo si fece avanti e colp di sua mano i sacerdoti e uccise in quel giorno ottantacinque uomini che portavano l''efod'di lino.  Saul pass a fil di spada Nob, la citt dei sacerdoti: uomini e donne, fanciulli e lattanti; anche buoi, asini e pecore pass a fil di spada.  Scamp un figlio di Achimelech, figlio di Achitub, che si chiamava Ebiatar, il quale fugg presso Davide.  Ebiatar narr a Davide che Saul aveva trucidato i sacerdoti del Signore.  Davide rispose ad Ebiatar: "Quel giorno sapevo, data la presenza di Doeg l'Idumeo, che avrebbe riferito tutto a Saul. Io devo rispondere di tutte le vite della casa di tuo padre.  Rimani con me e non temere: chiunque vorr la tua vita, vorr la mia, perch tu starai presso di me come un deposito da custodire".



	 Riferirono a Davide: "Ecco i Filistei assediano Keila e saccheggiano le aie".  Davide consult il Signore chiedendo: "Devo andare? Riuscir a battere questi Filistei?". Rispose il Signore: "Va'perch sconfiggerai i Filistei e libererai Keila".  Ma gli uomini di Davide gli dissero: "Ecco, noi abbiamo gi da temere qui in Giuda, tanto pi se andremo a Keila contro le forze dei Filistei".  Davide consult di nuovo il Signore e il Signore gli rispose: "Muoviti e scendi a Keila, perch io metter i Filistei nelle tue mani".  Davide con i suoi uomini scese a Keila, assal i Filistei, port via il loro bestiame e inflisse loro una grande sconfitta. Cos Davide liber gli abitanti di Keila.  Quando Ebiatar figlio di Achimelech si era rifugiato presso Davide, l''efod'era nelle sue mani e con quello era sceso a Keila.  Fu riferito a Saul che Davide era giunto a Keila e Saul disse: "Dio l'ha messo nelle mie mani, perch si  messo in una trappola venendo in una citt con porte e sbarre".  Saul chiam tutto il popolo alle armi per scendere a Keila e assediare Davide e i suoi uomini.  Quando Davide seppe che Saul veniva contro di lui macchinando disegni iniqui, disse al sacerdote Ebiatar: "Porta qui l''efod'".  Davide disse: "Signore, Dio d'Israele, il tuo servo ha sentito dire che Saul cerca di venire contro Keila e di distruggere la citt per causa mia.  Mi metteranno nelle sue mani i cittadini di Keila? Scender Saul, come ha saputo il tuo servo? Signore, Dio d'Israele, fallo sapere al tuo servo". Il Signore rispose: "Scender".  Davide aggiunse: "I cittadini di Keila mi consegneranno nelle mani di Saul con i miei uomini?". Il Signore rispose: "Ti consegneranno".  Davide si alz e usc da Keila con la truppa, circa seicento uomini, e and vagando senza mta. Fu riferito a Saul che Davide era fuggito da Keila ed egli rinunzi all'azione.
	 Davide and a dimorare nel deserto in luoghi impervii, in zona montuosa, nel deserto di Zif e Saul lo ricercava sempre; ma Dio non lo mise mai nelle sue mani.
	 Davide sapeva che Saul era uscito a cercare la sua vita. Intanto Davide stava nel deserto di Zif, a Corsa.  Allora Ginata figlio di Saul si alz e and da Davide a Corsa e ne rinvigor il coraggio in Dio.  Poi gli disse: "Non temere: la mano di Saul mio padre non potr raggiungerti e tu regnerai su Israele mentre io sar a te secondo. Anche Saul mio padre lo sa bene".  Essi strinsero un patto davanti al Signore. Davide rimase a Corsa e Gionata torn a casa.
	 Ma alcuni uomini di Zif vennero a Gbaa da Saul per dirgli: "Non sai che Davide  nascosto presso di noi fra i dirupi?  Ora, atteso il tuo desiderio di scendere, o re, scendi e sapremo metterlo nelle mani del re".  Rispose Saul: "Benedetti voi nel nome del Signore, perch vi siete presi a cuore la mia causa.  Andate dunque, informatevi ancora, accertatevi bene del luogo dove muove i suoi passi e chi lo ha visto l, perch mi hanno detto che egli  molto astuto.  Cercate di conoscere tutti i nascondigli nei quali si rifugia e tornate a me con la conferma. Allora verr con voi e, se sar nel paese, lo ricercher in tutti i villaggi di Giuda".  Si alzarono e tornarono a Zif precedendo Saul. Davide e i suoi uomini erano nel deserto di Maon, nell'Araba a meridione della steppa.  Saul and con i suoi uomini per ricercarlo. Ma la cosa fu riferita a Davide, il quale scese presso la rupe, rimanendo nel deserto di Maon. Lo seppe Saul e segu le tracce di Davide nel deserto di Maon.  Saul procedeva sul fianco del monte da una parte e Davide e i suoi uomini sul fianco del monte dall'altra parte. Davide cercava in ogni modo di sfuggire a Saul e Saul e i suoi uomini accerchiavano Davide e i suoi uomini per prenderli.  Ma arriv un messaggero a dire a Saul: "Vieni in fretta, perch i Filistei hanno invaso il paese".  Allora Saul cess di inseguire Davide e and contro i Filistei. Per questo chiamarono quel luogo: Rupe della separazione.



	 Davide da quel luogo sal ad abitare nel deserto di Engddi.  Quando Saul torn dall'azione contro i Filistei, gli riferirono: "Ecco, Davide  nel deserto di Engddi".  Saul scelse tremila uomini valenti in tutto Israele e part alla ricerca di Davide di fronte alle Rocce dei caprioli.  Arriv ai recinti dei greggi lungo la strada, ove c'era una caverna. Saul vi entr per un bisogno naturale, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna.  Gli uomini di Davide gli dissero: "Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: Vedi, metto nelle tue mani il tuo nemico, trattalo come vuoi". Davide si alz e tagli un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere.  Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sent battere il cuore per aver tagliato un lembo del mantello di Saul.  Poi disse ai suoi uomini: "Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perch  il consacrato del Signore".  Davide dissuase con parole severe i suoi uomini e non permise che si avventassero contro Saul. Saul usc dalla caverna e torn sulla via.
	 Dopo questo fatto, Davide si alz, usc dalla grotta e grid a Saul: "O re, mio signore"; Saul si volt indietro e Davide si inginocchi con la faccia a terra e si prostr.  Davide continu rivolgendosi a Saul: "Perch ascolti la voce di chi dice: Ecco Davide cerca la tua rovina?  Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto che il Signore ti aveva messo oggi nelle mie mani nella caverna. Mi fu suggerito di ucciderti, ma io ho avuto piet di te e ho detto: Non stender la mano sul mio signore, perch egli  il consacrato del Signore.  Guarda, padre mio, il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando ho staccato questo lembo dal tuo mantello nella caverna, vedi che non ti ho ucciso. Riconosci dunque e vedi che non c' in me alcun disegno iniquo n ribellione, n ho peccato contro di te; invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla.  Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi confronti, poich la mia mano non si stender su di te.  Come dice il proverbio antico:

	Dagli empi esce l'empiet
	e la mia mano non sar contro di te.

	 Contro chi  uscito il re d'Israele? Chi insegui? Un cane morto, una pulce.  Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e giudichi la mia causa e mi faccia giustizia di fronte a te".  Quando Davide ebbe finito di pronunziare verso Saul queste parole, Saul disse: " questa la tua voce, Davide figlio mio?". Saul alz la voce e pianse.  Poi continu verso Davide: "Tu sei stato pi giusto di me, perch mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male.  Oggi mi hai dimostrato che agisci bene con me, che il Signore mi aveva messo nelle tue mani e tu non mi hai ucciso.  Quando mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare per la sua strada in pace? Il Signore ti renda felicit per quanto hai fatto a me oggi.  Or ecco sono persuaso che, certo, regnerai e che sar saldo nelle tue mani il regno d'Israele.  Ma tu giurami ora per il Signore che non sopprimerai dopo di me la mia discendenza e non cancellerai il mio nome dalla casa di mio padre".  Davide giur a Saul. Saul torn a casa, mentre Davide con i suoi uomini sal al rifugio.



	 Samuele mor, e tutto Israele si radun e lo pianse. Lo seppellirono presso la sua casa in Rama. Davide si alz e scese al deserto di Paran.
	 Vi era in Maon un uomo che possedeva beni a Carmel; costui era molto ricco, aveva un gregge di tremila pecore e mille capre e si trovava a Carmel per tosare il gregge.  Quest'uomo si chiamava Nabal e sua moglie Abigail. La donna era di buon senso e di bell'aspetto, ma il marito era brutale e cattivo; era un Calebita.  Davide nel deserto sent che Nabal era alla tosatura del gregge.  Allora Davide invi dieci giovani; Davide disse a questi giovani: "Salite a Carmel, andate da Nabal e chiedetegli a mio nome se sta bene.  Voi direte cos a mio fratello: Pace a te e pace alla tua casa e pace a quanto ti appartiene!  Ho sentito appunto che stanno tosando le tue pecore. Ebbene, quando i tuoi pastori sono stati con noi, non li abbiamo molestati e niente delle loro cose ha subito danno finch sono stati a Carmel.  Interroga i tuoi uomini e ti informeranno. Questi giovani trovino grazia ai tuoi occhi, perch siamo giunti in un giorno lieto. Da', ti prego, quanto puoi dare ai tuoi servi e al tuo figlio Davide".  Gli uomini di Davide andarono e fecero a Nabal tutto quel discorso a nome di Davide e attesero.  Ma Nabal rispose ai servi di Davide: "Chi  Davide e chi  il figlio di Iesse? Oggi sono troppi i servi che scappano dai loro padroni.  Devo prendere il pane, l'acqua e la carne che ho preparato per i tosatori e darli a gente che non so da dove venga?".
	 Gli uomini di Davide rifecero la strada, tornarono indietro e gli riferirono tutto questo discorso.  Allora Davide disse ai suoi uomini: "Cingete tutti la spada!". Tutti cinsero la spada e Davide cinse la sua e partirono dietro Davide circa quattrocento uomini. Duecento rimasero a guardia dei bagagli.
	 Ma Abigail, la moglie di Nabal, fu avvertita da uno dei servi, che le disse: "Ecco Davide ha inviato messaggeri dal deserto per salutare il nostro padrone, ma egli ha inveito contro di essi.  Veramente questi uomini sono stati molto buoni con noi; non ci hanno molestati e non ci  venuto a mancare niente finch siamo stati con loro, quando eravamo in campagna.  Sono stati per noi come un muro di difesa di notte e di giorno, finch siamo stati con loro a pascolare il gregge.  Sappilo dunque e vedi ci che devi fare, perch pende qualche guaio sul nostro padrone e su tutta la sua casa. Egli poi  troppo cattivo e non gli si pu dire una parola".  Abigail allora prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque arieti preparati, cinque misure di grano tostato, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi secchi e li caric sugli asini.  Poi disse ai servi: "Precedetemi, io vi seguir". Ma non disse nulla al marito Nabal.
	 Ora, mentre essa sul dorso di un asino scendeva lungo un sentiero nascosto della montagna, Davide e i suoi uomini scendevano di fronte a lei ed essa s'incontr con loro.  Davide andava dicendo: "Ho dunque custodito invano tutto ci che appartiene a costui nel deserto; niente fu danneggiato di ci che gli appartiene ed egli mi rende male per bene.  Tanto faccia Dio ai nemici di Davide e ancora peggio, se di tutti i suoi io lascer sopravvivere fino al mattino un solo maschio!".  Appena Abigail vide Davide, smont in fretta dall'asino, cadde con la faccia davanti a Davide e si prostr a terra.  Cadde ai suoi piedi e disse: "Sono io colpevole, mio signore. Lascia che parli la tua schiava al tuo orecchio e tu dgnati di ascoltare le parole della tua schiava.  Non faccia caso il mio signore di quell'uomo cattivo che  Nabal, perch egli  come il suo nome: stolto si chiama e stoltezza  in lui; io tua schiava non avevo visto i tuoi giovani, o mio signore, che avevi mandato.  Ora, mio signore, per la vita del Signore e per la tua vita, poich il Signore ti ha impedito di venire al sangue e farti giustizia con la tua mano, siano appunto come Nabal i tuoi nemici e coloro che cercano di fare il male al mio signore.  Quanto a questo dono che la tua schiava porta al mio signore, fa'che sia dato agli uomini che seguono i tuoi passi, mio signore.  Perdona la colpa della tua schiava. Certo il Signore conceder a te, mio signore, una casa duratura, perch il mio signore combatte le battaglie del Signore, n si trover alcun male in te per tutti i giorni della tua vita.  Se qualcuno insorger a perseguitarti e a cercare la tua vita, la tua anima, o mio signore, sar conservata nello scrigno della vita presso il Signore tuo Dio, mentre l'anima dei tuoi nemici Egli la scaglier come dal cavo della fionda.  Certo, quando il Signore ti avr concesso tutto il bene che ha detto a tuo riguardo e ti avr costituito capo d'Israele,  non sia di angoscia o di rimorso al tuo cuore questa cosa: l'aver versato invano il sangue e l'aver fatto giustizia con la tua mano, mio signore. Il Signore ti far prosperare, mio signore, ma tu vorrai ricordarti della tua schiava".  Davide esclam rivolto ad Abigail: "Benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ti ha mandato oggi incontro a me.  Benedetto il tuo senno e benedetta tu che mi hai impedito oggi di venire al sangue e di fare giustizia da me.  Viva sempre il Signore, Dio d'Israele, che mi ha impedito di farti il male; perch se non fossi venuta in fretta incontro a me, non sarebbe rimasto a Nabal allo spuntar del giorno un solo maschio".  Davide prese poi dalle mani di lei quanto gli aveva portato e le disse: "Torna a casa in pace. Vedi: ho ascoltato la tua voce e ho rasserenato il tuo volto".
	 Abigail torn da Nabal: questi teneva in casa un banchetto come un banchetto da re. Il suo cuore era allegro ed egli era ubriaco fradicio. Essa non gli disse n tanto n poco fino allo spuntar del giorno.  Il mattino dopo, quando Nabal ebbe smaltito il vino, la moglie gli narr la faccenda; il cuore gli si tramort nel petto ed egli rimase come una pietra.  Dieci giorni dopo il Signore colp Nabal ed egli mor.  Quando Davide sent che Nabal era morto, esclam: "Benedetto il Signore che ha fatto giustizia dell'ingiuria che ho ricevuto da Nabal; ha trattenuto il suo servo dal male e ha rivolto sul capo di Nabal la sua iniquit". Poi Davide mand messaggeri e annunzi ad Abigail che voleva prenderla in moglie.  I servi di Davide andarono a Carmel e le dissero: "Davide ci ha mandati a prenderti perch tu sia sua moglie".  Essa si alz, si prostr con la faccia a terra e disse: "Ecco, la tua schiava sar come una schiava per lavare i piedi ai servi del mio signore".  Abigail si prepar in fretta poi sal su un asino e, seguita dalle sue cinque giovani ancelle, tenne dietro ai messaggeri di Davide e divenne sua moglie.  Davide aveva preso anche Achinom da Izrel e furono tutte e due sue mogli.  Saul aveva dato Mikal sua figlia, gi moglie di Davide, a Palti figlio di Lais, che abitava in Gallm.



	 Gli abitanti di Zif si recarono da Saul in Gbaa e gli dissero: "Non  forse Davide nascosto sull'altura di Cachil, di fronte al deserto?".  Saul si mosse e scese al deserto di Zif conducendo con s tremila uomini scelti di Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif.  Saul si accamp sull'altura di Cachil di fronte al deserto presso la strada mentre Davide si trovava nel deserto. Quando si accorse che Saul lo inseguiva nel deserto,  Davide mand alcune spie ed ebbe conferma che Saul era arrivato davvero.  Allora Davide si alz e venne al luogo dove era giunto Saul; l Davide not il posto dove dormivano Saul e Abner figlio di Ner, capo dell'esercito di lui. Saul riposava tra i carriaggi e la truppa era accampata all'intorno.  Davide si rivolse ad Achimelech, l'Hittita e ad Abisi, figlio di Zerui, fratello di Ioab, dicendo: "Chi vuol scendere con me da Saul nell'accampamento?". Rispose Abisi: "Scender io con te".  Davide e Abisi scesero tra quella gente di notte ed ecco Saul giaceva nel sonno tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra a capo del suo giaciglio mentre Abner con la truppa dormiva all'intorno.  Abisi disse a Davide: "Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l'inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiunger il secondo".  Ma Davide disse ad Abisi: "Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed  rimasto impunito?".  Davide soggiunse: "Per la vita del Signore, solo il Signore lo toglier di mezzo o perch arriver il suo giorno e morir o perch scender in battaglia e sar ucciso.  Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta a capo del suo giaciglio e la brocca dell'acqua e andiamocene".  Cos Davide port via la lancia e la brocca dell'acqua che era dalla parte del capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegli: tutti dormivano, perch era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore.
	 Davide pass dall'altro lato e si ferm lontano sulla cima del monte; vi era grande spazio tra di loro.  Allora Davide grid alla truppa e ad Abner, figlio di Ner: "Non risponderai, Abner?". Abner rispose: "Chi sei tu che gridi verso il re?".  Davide rispose ad Abner: "Non sei un uomo tu? E chi  come te in Israele? E perch non hai fatto guardia al re tuo signore?  venuto infatti uno del popolo per uccidere il re tuo signore.  Non hai fatto certo una bella cosa. Per la vita del Signore, siete degni di morte voi che non avete fatto guardia al vostro signore, all'unto del Signore. E ora guarda dov' la lancia del re e la brocca che era presso il suo capo".  Saul riconobbe la voce di Davide e grid: " questa la tua voce, Davide, figlio mio?". Rispose Davide: " la mia voce, o re mio signore".  Aggiunse: "Perch il mio signore perseguita il suo servo? Che ho fatto? Che male si trova in me?  Ascolti dunque il re mio signore la parola del suo servo: se il Signore ti eccita contro di me, voglia accettare il profumo di un'offerta. Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti al Signore, perch oggi mi scacciano lontano, impedendomi di partecipare all'eredit del Signore.  come se dicessero: Va'a servire altri dei.  Almeno non sia versato sulla terra il mio sangue lontano dal Signore, ora che il re d'Israele  uscito in campo per ricercare una pulce, come si insegue una pernice sui monti".  Il re rispose: "Ho peccato, ritorna, Davide figlio mio. Non ti far pi del male, perch la mia vita oggi  stata tanto preziosa ai tuoi occhi. Ho agito da sciocco e mi sono molto, molto ingannato".  Rispose Davide: "Ecco la lancia del re, passi qui uno degli uomini e la prenda!  Il Signore render a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedelt, dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore.  Ed ecco, come  stata preziosa oggi la tua vita ai miei occhi, cos sia preziosa la mia vita agli occhi del Signore ed egli mi liberi da ogni angoscia".  Saul rispose a Davide: "Benedetto tu sia, Davide figlio mio. Certo saprai fare e riuscirai in tutto". Davide and per la sua strada e Saul torn alla sua dimora.



	 Davide pens: "Certo un giorno o l'altro perir per mano di Saul. Non ho miglior via d'uscita che cercare scampo nel paese dei Filistei; Saul rinunzier a ricercarmi in tutto il territorio d'Israele e sfuggir dalle sue mani".  Cos Davide si mosse e si port, con i seicento uomini che aveva con s, presso Achis, figlio di Moach, re di Gat.  Davide rimase presso Achis in Gat, lui e i suoi uomini, ciascuno con la famiglia; Davide con le due mogli, Achinom di Izrel e Abigail, gi moglie di Nabal da Carmel.  Fu riferito a Saul che Davide si era rifugiato in Gat e non lo cerc pi.
	 Davide disse ad Achis: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, mi sia concesso un luogo in una citt del tuo territorio dove io possa abitare. Perch dovr stare il tuo servo presso di te nella tua citt reale?".  E Achis quello stesso giorno gli diede Ziklg; per questo Ziklg  rimasta in possesso di Giuda fino a oggi.  La durata del soggiorno di Davide nel territorio dei Filistei fu di un anno e quattro mesi.  Davide e i suoi uomini partivano a fare razzie contro i Ghesuriti, i Ghirziti e gli Amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio che si estende da Telam verso Sur fino al paese d'Egitto.  Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita n uomo n donna; prendeva greggi e armenti, asini e cammelli e vesti, poi tornava indietro e veniva da Achis.  Quando Achis chiedeva: "Dove avete fatto scorrerie oggi?", Davide rispondeva: "Contro il Negheb di Giuda, contro il Negheb degli Ierahmeeliti, contro il Negheb dei Keniti".  Davide non lasciava sopravvivere n uomo n donna da portare a Gat, pensando: "Non vorrei che riferissero contro di noi: Cos ha fatto Davide". Tale fu la sua condotta finch dimor nel territorio dei Filistei.  Achis faceva conto su Davide, pensando: "Certo si  attirato l'odio del suo popolo, di Israele e cos sar per sempre mio servo".



	 In quei giorni i Filistei radunarono l'esercito per combattere contro Israele e Achis disse a Davide: "Tieni bene a mente che devi uscire in campo con me insieme con i tuoi uomini".  Davide rispose ad Achis: "Tu sai gi quello che far il tuo servo". Achis disse: "Bene! Ti faccio per sempre mia guardia del corpo".
	 Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il lamento su di lui; poi l'avevano seppellito in Rama sua citt. Saul aveva bandito dal paese i negromanti e gl'indovini.
	 I Filistei si radunarono, si mossero e posero il campo in Sunm. Saul radun tutto Israele e si accamp sul Gelboe.  Quando Saul vide il campo dei Filistei, rimase atterrito e il suo cuore trem di paura.  Saul consult il Signore e il Signore non gli rispose n attraverso sogni, n mediante gli 'Urim', n per mezzo dei profeti.  Allora Saul disse ai suoi ministri: "Cercatemi una negromante, perch voglio andare a consultarla". I suoi ministri gli risposero: "Vi  una negromante nella citt di Endor".  Saul si camuff, si travest e part con due uomini. Arriv da quella donna di notte. Disse: "Pratica la divinazione per me con uno spirito. Evocami colui che io ti dir".  La donna gli rispose: "Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dal paese i negromanti e gli indovini e tu perch tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?".  Saul le giur per il Signore: "Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda".  Essa disse: "Chi devo evocarti?". Rispose: "Evocami Samuele".
	 La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse quella donna a Saul: "Perch mi hai ingannata? Tu sei Saul!".  Le rispose il re: "Non aver paura, che cosa vedi?". La donna disse a Saul: "Vedo un essere divino che sale dalla terra".  Le domand: "Che aspetto ha?". Rispose: " un uomo anziano che sale ed  avvolto in un mantello". Saul comprese che era veramente Samuele e si inginocchi con la faccia a terra e si prostr.  Allora Samuele disse a Saul: "Perch mi hai disturbato e costretto a salire?". Saul rispose: "Sono in grande difficolt. I Filistei mi muovono guerra e Dio si  allontanato da me; non mi ha pi risposto n per mezzo dei profeti, n per mezzo dei sogni; perci ti ho evocato, perch tu mi manifesti quello che devo fare".  Samuele rispose: "Perch mi vuoi consultare, quando il Signore si  allontanato da te ed  divenuto tuo nemico?  Il Signore ha fatto nei tuoi riguardi quello che ha detto per mia bocca. Il Signore ha strappato da te il regno e l'ha dato al tuo prossimo, a Davide.  Poich non hai ascoltato il comando del Signore e non hai dato effetto alla sua ira contro Amalek, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo.  Il Signore abbandoner inoltre Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore consegner anche l'accampamento d'Israele in mano ai Filistei".  All'istante Saul cadde a terra lungo disteso, pieno di terrore per le parole di Samuele; inoltre era gi senza forze perch non aveva mangiato niente tutto quel giorno e la notte.  Allora la donna si accost a Saul e vedendolo tutto spaventato, gli disse: "Ecco, la tua serva ha ascoltato i tuoi ordini. Ho esposto al pericolo la vita per obbedire alla parola che mi hai detto.  Ma ora ascolta anche tu la voce della tua serva. Ti ho preparato un pezzo di pane: mangia e riprenderai le forze, perch devi rimetterti in viaggio".  Egli rifiutava e diceva: "Non mangio". Ma i suoi servi insieme alla donna lo costrinsero e accett di mangiare. Si alz da terra e sedette sul letto.  La donna aveva in casa un vitello da ingrasso; si affrett a ucciderlo, poi prese la farina, la impast e gli fece cuocere pani azzimi.  Mise tutto davanti a Saul e ai suoi servi. Essi mangiarono, poi si alzarono e partirono quella stessa notte.



	 I Filistei avevano concentrato tutte le forze in Afek, mentre gli Israeliti erano accampati presso la sorgente che si trova in Izrel.  I capi dei Filistei marciavano con le loro centinaia e le migliaia. Davide e i suoi uomini marciavano alla retroguardia con Achis.  I capi dei Filistei domandarono: "Che cosa fanno questi Ebrei?". Achis rispose ai capi dei Filistei: "Non  forse costui Davide servo di Saul re d'Israele?  stato con me un anno o due e non ho trovato in lui nulla da ridire dal giorno della sua venuta fino ad oggi".  I capi dei Filistei furono tutti contro di lui e gli intimarono: "Rimanda quest'uomo: torni al luogo che gli hai assegnato. Non venga con noi in guerra, perch non diventi nostro nemico durante il combattimento. Come riacquister costui il favore del suo signore, se non con la testa di questi uomini?  Non  costui quel Davide a cui cantavano tra le danze:

	"Saul ha ucciso i suoi mille
	e Davide i suoi diecimila?".

	 Achis chiam Davide e gli disse: "Per la vita del Signore, tu sei leale e io vedo con piacere che tu vada e venga con me in guerra, perch non ho trovato in te alcuna malizia, da quando sei arrivato fino ad oggi. Ma non sei gradito agli occhi dei capi.  Quindi torna indietro, per non passare come nemico agli occhi dei capi dei Filistei".  Rispose Davide ad Achis: "Che cosa ho fatto e che cosa hai trovato nel tuo servo, da quando sono venuto alla tua presenza fino ad oggi, perch io non possa venire a combattere contro i nemici del re mio signore?".  Rispose Achis a Davide: "So bene che tu mi sei prezioso come un inviato di Dio; ma i capi dei Filistei mi hanno detto: Non deve venire con noi a combattere.  Alzatevi dunque domani mattina tu e i servi del tuo signore che sono venuti con te. Alzatevi presto e allo spuntar del giorno partite".  Il mattino dopo Davide e i suoi uomini si alzarono presto per partire e tornarono nel territorio dei Filistei. I Filistei salirono ad Izrel.



	 Quando Davide e i suoi uomini arrivarono a Ziklg il terzo giorno, gli Amaleciti avevano fatto una razzia nel Negheb e a Ziklg. Avevano distrutto Ziklg appiccandole il fuoco.  Avevano condotto via le donne e quanti vi erano, piccoli e grandi; non avevano ucciso nessuno, ma li avevano fatti prigionieri e se n'erano andati.  Torn dunque Davide e gli uomini che erano con lui ed ecco la citt era in preda alle fiamme; le loro donne, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via.  Davide e la sua gente alzarono la voce e piansero finch ne ebbero forza.  Le due mogli di Davide, Achinom di Izrel e Abigail, gi moglie di Nabal da Carmel, erano state condotte via.
	 Davide fu in grande angoscia perch tutta quella gente parlava di lapidarlo. Tutti avevano l'animo esasperato, ciascuno per i suoi figli e le sue figlie. Ma Davide ritrov forza e coraggio nel Signore suo Dio.  Allora Davide disse al sacerdote Ebiatar figlio di Achimelech: "Portami l''efod'". Ebiatar accost l''efod'a Davide.  Davide consult il Signore e chiese: "Devo inseguire questa banda? La raggiunger?". Gli rispose: "Inseguila, la raggiungerai e libererai i prigionieri".  Davide e i seicento uomini che erano con lui partirono e giunsero al torrente di Besor, dove quelli rimasti indietro si fermarono.  Davide continu l'inseguimento con quattrocento uomini: si fermarono invece duecento uomini che erano troppo affaticati per passare il torrente di Besor.  Trovarono nella campagna un Egiziano e lo portarono a Davide. Gli diedero da mangiare pane e gli diedero da bere acqua.  Gli diedero anche una schiacciata di fichi secchi e due grappoli di uva passa. Mangi e si sent rianimato, perch non aveva preso cibo e non aveva bevuto acqua da tre giorni e da tre notti.  Davide gli domand: "A chi appartieni tu e di dove sei?". Rispose: "Sono un giovane egiziano, schiavo di un Amalecita. Il mio padrone mi ha abbandonato perch tre giorni fa mi sono ammalato.  Noi abbiamo depredato il Negheb dei Cretei, quello di Giuda e il Negheb di Caleb e abbiamo appiccato il fuoco a Ziklg".  Davide gli disse: "Vuoi tu guidarmi verso quella banda?". Rispose: "Giurami per Dio che non mi ucciderai e non mi riconsegnerai al mio padrone e ti condurr da quella banda".  Cos fece da guida ed ecco, erano sparsi sulla distesa di quella regione a mangiare e a bere e a far festa con tutto l'ingente bottino che avevano preso dal paese dei Filistei e dal paese di Giuda.  Davide li batt dalle prime luci dell'alba fino alla sera del giorno dopo e non sfugg alcuno di essi, se non quattrocento giovani, che montarono sui cammelli e fuggirono.  Davide liber tutti coloro che gli Amaleciti avevano preso e in particolare Davide liber le sue due mogli.  Non manc nessuno tra di essi, n piccolo n grande, n figli n figlie, n la preda n ogni altra cosa che era stata presa loro: Davide ricuper tutto.  Davide prese tutto il bestiame minuto e grosso: spingevano davanti a lui tutto questo bestiame e gridavano: "Questo  il bottino di Davide".
	 Davide poi giunse ai duecento uomini che erano troppo sfiniti per seguire Davide e aveva fatto rimanere al torrente di Besor. Essi andarono incontro a Davide e a tutta la sua gente: Davide con la truppa si accost e domand loro come stavano le cose.  Ma tutti i cattivi e gli iniqui tra gli uomini che erano andati con Davide si misero a dire: "Poich non sono venuti con noi, non si dia loro niente della preda, eccetto le mogli e i figli di ciascuno; li conducano via e se ne vadano".  Davide rispose: "Non fate cos, fratelli miei, con quello che il Signore ci ha dato, salvandoci tutti e mettendo nelle nostre mani quella torma che era venuta contro di noi.  Chi vorr seguire questo vostro parere? Perch quale la parte di chi scende a battaglia, tale  la parte di chi fa la guardia ai bagagli: insieme faranno le parti".  Da quel giorno in poi stabil questo come regola e statuto in Israele fino ad oggi.  Quando fu di ritorno a Ziklg, Davide mand parte del bottino agli anziani di Giuda suoi amici, con queste parole: "Eccovi un dono proveniente dal bottino dei nemici del Signore":

	 a quelli di Betel
	e a quelli di Rama nel Negheb,
	a quelli di Iattr,
	 a quelli di Aroer,
	a quelli di Sifmt,
	a quelli di Estemo,
	 a quelli di Rcal,
	a quelli delle citt degli Ieracmeeliti,
	a quelli delle citt dei Keniti,
	 a quelli di Corm,
	a quelli di Bor-Asn,
	a quelli di Atach,
	 a quelli di Ebron e a quelli di tutti i luoghi per cui era passato Davide con i suoi uomini.



	 I Filistei vennero a battaglia con Israele, ma gli Israeliti fuggirono davanti ai Filistei e ne caddero trafitti sul monte Gelboe.  I Filistei si strinsero attorno a Saul e ai suoi figli e colpirono a morte Ginata, Abinadb e Malkisu, figli di Saul.  La lotta si aggrav contro Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri.  Allora Saul disse al suo scudiero: "Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quei non circoncisi a trafiggermi e a schernirmi". Ma lo scudiero non volle, perch era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gett sopra.  Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gett anche lui sulla sua spada e mor con lui.  Cos morirono insieme in quel giorno Saul e i suoi tre figli, lo scudiero e ancora tutti i suoi uomini.  Quando gli Israeliti che erano dall'altra parte della valle e quelli che erano oltre il Giordano, videro che l'esercito d'Israele era in fuga ed erano morti Saul e i suoi figli, abbandonarono le loro citt e fuggirono. I Filistei vennero e vi si stabilirono.  Il giorno dopo, quando i Filistei vennero per depredare i cadaveri, trovarono Saul e i suoi tre figli caduti sul monte Gelboe.  Essi tagliarono la testa di lui, lo spogliarono dell'armatura e inviarono queste cose nel paese dei Filistei, girando dovunque per dare il felice annunzio ai templi dei loro idoli e a tutto il popolo.  Posero poi le sue armi nel tempio di Astrte e appesero il suo corpo alle mura di Beisan.  I cittadini di Iabes di Glaad vennero a sapere quello che i Filistei avevano fatto a Saul.  Allora tutti gli uomini valorosi si mossero: partirono nel pieno della notte e sottrassero il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli dalle mura di Beisan, li portarono a Iabes e qui li bruciarono.  Poi presero le loro ossa, le seppellirono sotto il tamarisco che  in Iabes e fecero digiuno per sette giorni.

Secondo libro di Samuele



	 Dopo la morte di Saul, Davide torn dalla strage degli Amaleciti e rimase in Ziklg due giorni.  Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostr.  Davide gli chiese: "Da dove vieni?". Rispose: "Sono fuggito dal campo d'Israele".  Davide gli domand: "Come sono andate le cose? Su, raccontami!". Rispose: " successo che il popolo  fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Ginata sono morti".  Davide chiese ancora al giovane che gli portava le notizie: "Come sai che sono morti Saul e suo figlio Ginata?".  Il giovane che recava la notizia rispose: "Ero venuto per caso sul monte Gelboe ed ecco vidi Saul appoggiato alla lancia e serrato tra carri e cavalieri.  Egli si volse indietro, mi vide e mi chiam vicino. Dissi: Eccomi!  Mi chiese: Chi sei tu? Gli risposi: Sono un Amalecita.  Mi disse: Gettati contro di me e uccidimi: io sento le vertigini, ma la vita  ancora tutta in me.  Io gli fui sopra e lo uccisi, perch capivo che non sarebbe sopravvissuto alla sua caduta. Poi presi il diadema che era sul suo capo e la catenella che aveva al braccio e li ho portati qui al mio signore".
	 Davide afferr le sue vesti e le stracci; cos fecero tutti gli uomini che erano con lui.  Essi alzarono gemiti e pianti e digiunarono fino a sera per Saul e Ginata suo figlio, per il popolo del Signore e per la casa d'Israele, perch erano caduti colpiti di spada.  Davide chiese poi al giovane che aveva portato la notizia: "Di dove sei tu?". Rispose: "Sono figlio di un forestiero amalecita".  Davide gli disse allora: "Come non hai provato timore nello stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?".  Davide chiam uno dei suoi giovani e gli disse: "Accostati e ammazzalo". Egli lo colp subito e quegli mor.  Davide grid a lui: "Il tuo sangue ricada sul tuo capo. Attesta contro di te la tua bocca che ha detto: Io ho ucciso il consacrato del Signore!".
	 Allora Davide inton questo lamento su Saul e suo figlio Ginata  e ordin che fosse insegnato ai figli di Giuda. Ecco, si trova scritto nel Libro del Giusto:

	 "Il tuo vanto, Israele,
	sulle tue alture giace trafitto!
	Perch sono caduti gli eroi?
	 Non fatelo sapere in Gat,
	non l'annunziate per le vie di scalon,
	non ne faccian festa le figlie dei Filistei,
	non ne esultino le figlie dei non circoncisi!
	 O monti di Gelboe, non pi rugiada n pioggia su di voi
	n campi di primizie,
	perch qui fu avvilito lo scudo degli eroi,
	lo scudo di Saul, non unto di olio,
	 ma col sangue dei trafitti, col grasso degli eroi.
	L'arco di Ginata non torn mai indietro,
	la spada di Saul non tornava mai a vuoto.
	 Saul e Ginata, amabili e gentili,
	n in vita n in morte furon divisi;
	erano pi veloci delle aquile,
	pi forti dei leoni.
	 Figlie d'Israele, piangete su Saul,
	che vi vestiva di porpora e di delizie,
	che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.
	 Perch son caduti gli eroi
	in mezzo alla battaglia?
	Ginata, per la tua morte sento dolore,
	 l'angoscia mi stringe per te,
	fratello mio Ginata!
	Tu mi eri molto caro;
	la tua amicizia era per me preziosa
	pi che amore di donna.
	 Perch son caduti gli eroi,
	son periti quei fulmini di guerra?".



	 Dopo questi fatti, Davide consult il Signore dicendo: "Devo andare in qualcuna delle citt di Giuda?". Il Signore gli rispose: "Va'!". Chiese ancora Davide: "Dove andr?". Rispose: "A Ebron".  Davide dunque and l con le sue due mogli, Achinom di Izrel e Abigail, gi moglie di Nabal da Carmel.  Davide port con s anche i suoi uomini, ognuno con la sua famiglia, e abitarono nella citt di Ebron.  Vennero allora gli uomini di Giuda e qui unsero Davide re sulla casa di Giuda.
	Come fu noto a Davide che gli uomini di Iabes di Glaad avevano sepolto Saul,  Davide invi messaggeri agli uomini di Iabes di Glaad per dir loro: "Benedetti voi dal Signore, perch avete fatto quest'opera di misericordia al vostro Signore, a Saul, e gli avete dato sepoltura.  Vi renda dunque il Signore misericordia e fedelt. Anch'io far a voi del bene perch avete compiuto quest'opera.  Ora riprendano coraggio le vostre mani e siate uomini forti.  morto Saul vostro signore, ma quelli della trib di Giuda hanno unto me come re sopra di loro".
	 Intanto Abner figlio di Ner, capo dell'esercito di Saul, prese Is-Bal, figlio di Saul e lo condusse a Macanim.  Poi lo costitu re su Glaad, sugli Asuriti, su Izrel, su fraim e su Beniamino, cio su tutto Israele.  Is-Bal, figlio di Saul, aveva quarant'anni quando fu fatto re di Israele e regn due anni. Solo la casa di Giuda seguiva Davide.  Il periodo di tempo durante il quale Davide fu re di Ebron fu di sette anni e sei mesi.
	 Abner figlio di Ner e i ministri di Is-Bal, figlio di Saul, si mossero da Macanim verso Gbaon.  Anche Ioab, figlio di Zerui, e i seguaci di Davide si mossero e li incontrarono presso la piscina di Gbaon. Questi stavano presso la piscina da una parte e quelli dall'altra parte.  Abner grid a Ioab: "Potrebbero alzarsi i giovani e scontrarsi davanti a noi". Ioab rispose: "Si alzino pure".  Si alzarono e sfilarono in rassegna: dodici dalla parte di Beniamino e di Is-Bal figlio di Saul e dodici tra i seguaci di Davide.  Ciascuno afferr la testa dell'avversario e gli cacci la spada nel fianco: cos caddero tutti insieme e quel luogo fu chiamato Campo dei Fianchi, che si trova in Gbaon.
	 La battaglia divenne in quel giorno molto dura e furono sconfitti Abner e gli Israeliti dai seguaci di Davide.  Vi erano l tre figli di Zerui, Ioab, Abisi e Asal. Asal era veloce nella corsa come una gazzella selvatica.  Asal si era messo ad inseguire Abner e non deviava n a destra n a sinistra nell'inseguire Abner.  Abner si volse indietro e gli grid: "Tu sei Asal?". Rispose: "S".  Abner aggiunse: "Volgiti a destra o a sinistra, afferra qualcuno dei giovani e porta via le sue spoglie". Ma Asal non volle cessare di inseguirlo.  Abner torn a dirgli: "Smetti di inseguirmi. Perch vuoi che ti stenda a terra? Come potr alzare lo sguardo verso Ioab tuo fratello?".  Ma siccome quegli non voleva saperne di ritirarsi, lo colp con la punta della lancia al basso ventre, cos che la lancia gli usc di dietro ed egli cadde sul posto. Allora quanti arrivarono al luogo dove Asal era caduto e morto si fermarono.  Ma Ioab e Abisi inseguirono Abner, finch, al tramonto del sole, essi giunsero alla collina di Amm, di fronte a Ghiach, sulla strada del deserto di Gbaon.
	 I Beniaminiti si radunarono dietro Abner formando un gruppo compatto e si fermarono in cima ad una collina.  Allora Abner grid a Ioab: "Dovr continuare per sempre la spada a divorare? Non sai che alla fine sar una sventura? Quando finalmente darai ordine alla truppa di cessare l'inseguimento dei loro fratelli?".  Rispose Ioab: "Per la vita di Dio, se tu non avessi parlato cos, nessuno della truppa avrebbe cessato fino al mattino di inseguire il proprio fratello".  Allora Ioab fece suonare la tromba e tutta la truppa si ferm e non insegu pi Israele e non combatt pi.  Abner e i suoi uomini marciarono per l'Araba tutta quella notte; passarono il Giordano, camminarono tutta la mattinata e arrivarono a Macanim.  Ioab, tornato dall'inseguimento di Abner, radun tutta la truppa. Degli uomini di Davide ne mancavano diciannove oltre Asal.  Ma i servi di Davide avevano colpito e ucciso trecentosessanta uomini tra i Beniaminiti e la gente di Abner.  Essi presero Asal e lo seppellirono nel sepolcro di suo padre, che  in Betlemme. Ioab e i suoi uomini marciarono tutta la notte; spuntava il giorno quando furono in Ebron.



	 La guerra tra la casa di Saul e la casa di Davide si protrasse a lungo. Davide con l'andar del tempo si faceva pi forte, mentre la casa di Saul andava indebolendosi.
	 In Ebron nacquero a Davide dei figli e furono: il maggiore Amnn, nato da Achinom di Izrel;  il secondo Kileb, da Abigail gi moglie di Nabal da Carmel; il terzo Assalonne, nato da Maaca, figlia di Talmi re di Ghesr;  il quarto Adona nato da Agght; il quinto Sefata, figlio di Abitl;  il sesto Itrem, nato da Egl moglie di Davide. Questi nacquero a Davide in Ebron.
	 Mentre durava la lotta tra la casa di Saul e quella di Davide, Abner era diventato potente nella casa di Saul.  Saul aveva avuto una concubina chiamata Rizp figlia di Ai. Ora Is-Bal disse ad Abner: "Perch ti sei unito alla concubina di mio padre?".  Abner si adir molto per le parole di Is-Bal e disse: "Sono io una testa di cane, di quelli di Giuda? Fino ad oggi ho usato benevolenza alla casa di Saul tuo padre, favorendo i suoi fratelli e i suoi amici, e non ti ho fatto cadere nelle mani di Davide; oggi tu mi rimproveri una colpa di donna.  Tanto faccia Dio ad Abner e anche peggio, se io non far per Davide ci che il Signore gli ha giurato:  trasferire cio il regno dalla casa di Saul e stabilire il trono di Davide su Israele e su Giuda, da Dan fino a Bersabea".  Quegli non fu capace di rispondere una parola ad Abner, perch aveva paura di lui.
	 Abner invi subito messaggeri a Davide per dirgli: "A chi il paese?". Intendeva dire: "Fa'alleanza con me ed ecco, la mia mano sar con te per ricondurre a te tutto Israele".  Rispose: "Bene! Io far alleanza con te. Per ho una cosa da chiederti ed  questa: non verrai alla mia presenza, se prima non mi condurrai davanti Mikal figlia di Saul, quando verrai a vedere il mio volto".  Davide sped messaggeri a Is-Bal, figlio di Saul, intimandogli: "Restituisci mia moglie Mikal, che feci mia sposa al prezzo di cento membri di Filistei".  Is-Bal mand incaricati a toglierla al suo marito, Paltiel figlio di Lais.  Suo marito la segu, camminando e piangendo dietro di lei fino a Bacurim. Poi Abner gli disse: "Torna indietro!" e quegli torn.
	 Intanto Abner rivolse questo discorso agli anziani d'Israele: "Da tempo voi ricercate Davide come vostro re.  Ora mettetevi al lavoro, perch il Signore ha detto e confermato a Davide: Per mezzo di Davide mio servo liberer Israele mio popolo dalle mani dei Filistei e dalle mani di tutti i suoi nemici".  Abner ebbe colloqui anche con gli uomini di Beniamino. Poi Abner torn solo da Davide in Ebron a riferirgli quanto era stato approvato da Israele e da tutta la casa di Beniamino.  Abner venne dunque a Davide in Ebron con venti uomini e Davide fece servire un banchetto ad Abner e ai suoi uomini.  Abner disse poi a Davide: "Sono pronto! Vado a radunare tutto Israele intorno al re mio signore. Essi faranno alleanza con te e regnerai su quanto tu desideri". Davide conged poi Abner, che part in pace.
	 Ed ecco, gli uomini di Davide e Ioab tornavano da una scorreria e portavano con s grande bottino. Abner non era pi con Davide in Ebron, perch questi lo aveva congedato, ed egli era partito in pace.  Quando arrivarono Ioab e la sua truppa, fu riferito a Ioab: " venuto dal re Abner figlio di Ner ed egli l'ha congedato e se n' andato in pace".  Ioab si present al re e gli disse: "Che hai fatto? Ecco,  venuto Abner da te; perch l'hai congedato ed egli se n' andato?  Non sai chi  Abner figlio di Ner?  venuto per ingannarti, per conoscere le tue mosse, per sapere ci che fai".
	 Ioab si allontan da Davide e mand messaggeri dietro Abner e lo fece tornare indietro dalla cisterna di Sira, senza che Davide lo sapesse.  Abner torn a Ebron e Ioab lo prese in disparte in mezzo alla porta, come per parlargli in privato, e qui lo colp al basso ventre e lo uccise, per vendicare il sangue di Asal suo fratello.  Davide seppe pi tardi la cosa e protest: "Sono innocente io e il mio regno per sempre davanti al Signore del sangue di Abner figlio di Ner.  Ricada sulla testa di Ioab e su tutta la casa di suo padre. Nella casa di Ioab non manchi mai chi soffra gonorrea o sia colpito da lebbra o maneggi il fuso, chi cada di spada o chi sia senza pane".  Ioab e suo fratello Abisi avevano trucidato Abner, perch aveva ucciso Asal loro fratello a Gbaon in battaglia.  Davide disse a Ioab e a tutta la gente che era con lui: "Stracciatevi le vesti, vestitevi di sacco e fate lutto davanti ad Abner". Anche il re Davide seguiva la bara.  Seppellirono Abner in Ebron e il re lev la sua voce e pianse davanti al sepolcro di Abner; pianse tutto il popolo.  Il re inton un lamento funebre su Abner e disse:

	"Come muore un insensato,
	doveva dunque Abner morire?
	 Le tue mani non erano state legate,
	i tuoi piedi non erano stati stretti in catene!
	Sei caduto come si cade
	davanti ai malfattori!".

	Tutto il popolo riprese a piangere su di lui.  Tutto il popolo venne a invitare Davide perch prendesse cibo, mentre era ancora giorno; ma Davide giur: "Tanto mi faccia Dio e anche di peggio, se io guster pane o qualsiasi altra cosa prima del tramonto del sole".  Tutto il popolo not la cosa e la trov giusta; quanto fece il re ebbe l'approvazione del popolo intero.  Tutto il popolo, cio tutto Israele, fu convinto in quel giorno che la morte di Abner figlio di Ner non era stata provocata dal re.  Disse ancora il re ai suoi ministri: "Sappiate che oggi  caduto un capo, un grande in Israele. Io, oggi, mi sono comportato dolcemente, sebbene gi consacrato re, mentre questi uomini, i figli di Zerui, sono stati pi duri di me. Provveda il Signore a trattare il malvagio secondo la sua malvagit".



	 Quando il figlio di Saul seppe della morte di Abner in Ebron, gli cascarono le braccia e tutto Israele si sent scoraggiato.  Il figlio di Saul aveva due uomini, capi di bande, chiamati l'uno Baan e il secondo Recb, figli di Rimmn da Beert, della trib di Beniamino, perch anche Beert era computata fra le citt di Beniamino.  I Beerotiti si erano rifugiati a Ghittim e vi sono rimasti come forestieri fino ad oggi.
	 Ginata, figlio di Saul, aveva un figlio storpio di ambedue i piedi. Egli aveva cinque anni, quando giunsero da Izrel le notizie circa i fatti di Saul e di Ginata. La nutrice l'aveva preso ed era fuggita, ma nella fretta della fuga il bambino era caduto e rimasto storpio. Si chiamava Merib-Bal.
	 Si mossero dunque i figli di Rimmn il Beerotita, Recb e Baan, e vennero nell'ora pi calda del giorno alla casa di Is-Bal mentre egli stava facendo la siesta.  Or ecco, la portinaia della casa, mentre mondava il grano, si era assopita e dormiva: perci Recb e Baan suo fratello, poterono introdursi inosservati.  Entrarono dunque in casa, mentre egli giaceva sul suo letto e riposava; lo colpirono, l'uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell'Araba, camminando tutta la notte.  Portarono la testa di Is-Bal a Davide in Ebron e dissero al re: "Ecco la testa di Is-Bal figlio di Saul, tuo nemico, che cercava la tua vita. Oggi il Signore ha concesso al re mio signore la vendetta contro Saul e la sua discendenza".  Ma Davide rispose a Recb e a Baan suo fratello, figli di Rimmn il Beerotita: "Per la vita del Signore che mi ha liberato da ogni angoscia:  se ho preso e ucciso in Ziklg colui che mi annunziava: Ecco  morto Saul, credendo di portarmi una lieta notizia, per cui dovessi io dargli un compenso,  ora che uomini iniqui hanno ucciso un giusto in casa mentre dormiva, non dovr a maggior ragione chiedere conto del suo sangue alle vostre mani ed eliminarvi dalla terra?".  Davide diede ordine ai suoi giovani; questi li uccisero, tagliarono loro le mani e i piedi e li appesero presso la piscina di Ebron. Presero poi il capo di Is-Bal e lo seppellirono nel sepolcro di Abner in Ebron.



	 Vennero allora tutte le trib d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: "Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne.  Gi prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele".  Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele.  Davide aveva trent'anni quando fu fatto re e regn quarant'anni.  Regn in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in Gerusalemme regn quarantatr anni su tutto Israele e su Giuda.
	 Il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. Costoro dissero a Davide: "Non entrerai qui: basteranno i ciechi e gli zoppi a respingerti", per dire: "Davide non potr entrare qui".  Ma Davide prese la rocca di Sion, cio la citt di Davide.  Davide proclam in quel giorno: "Chiunque colpir i Gebusei e li raggiunger attraverso il canale... Quanto ai ciechi e agli zoppi, sono in odio a Davide". Per questo dicono: "Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa".
	 Davide abit nella rocca e la chiam Citt di Davide. Egli vi fece intorno costruzioni, dal Millo verso l'interno.  Davide andava sempre crescendo in potenza e il Signore Dio degli eserciti era con lui.  Chiram re di Tiro invi a Davide messaggeri con legno di cedro, carpentieri e muratori, i quali costruirono una casa a Davide.  Davide seppe allora che il Signore lo confermava re di Israele e innalzava il suo regno per amore di Israele suo popolo.
	 Davide prese ancora concubine e mogli di Gerusalemme, dopo il suo arrivo da Ebron: queste generarono a Davide altri figli e figlie.  I figli che gli nacquero in Gerusalemme si chiamano Samma, Sobb, Natan e Salomone;  Ibcr, Elisa, Nfeg, Iafa;  Elisam, Eliad ed Eliflet.
	 Quando i Filistei vennero a sapere che avevano consacrato Davide re d'Israele, salirono tutti per dargli la caccia, ma appena Davide ne fu informato, discese alla fortezza.  Vennero i Filistei e si sparsero nella valle di Rfaim.  Davide consult il Signore chiedendo: "Devo andare contro i Filistei? Li metterai nelle mie mani?". Il Signore rispose a Davide: "Va'pure, perch certo metter i Filistei nelle tue mani".  Davide si rec a Baal-Perazm e l Davide li sconfisse ed esclam: "Il Signore ha aperto una breccia tra i nemici davanti a me, come una breccia aperta dalle acque". Per questo chiam quel luogo Baal-Perazm.  I Filistei abbandonarono l i loro di e Davide e la sua gente li portarono via.
	 I Filistei salirono poi di nuovo e si sparsero nella valle di Rfaim.  Davide consult il Signore, il quale gli disse: "Non andare; gira alle loro spalle e piomba su di loro dalla parte dei Balsami.  Quando udrai un rumore di passi sulle cime dei Balsami, lanciati subito all'attacco, perch allora il Signore uscir davanti a te per sconfiggere l'esercito dei Filistei".  Davide fece come il Signore gli aveva ordinato e sconfisse i Filistei da Gbaa fino all'ingresso di Ghezer.



	 Davide radun di nuovo tutti gli uomini migliori d'Israele, in numero di trentamila.  Poi si alz e part con tutta la sua gente da Baal di Giuda, per trasportare di l l'arca di Dio, sulla quale  invocato il nome, il nome del Signore degli eserciti, che siede in essa sui cherubini.  Posero l'arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Abinadb che era sul colle; Uzz e Acho, figli di Abinadb, conducevano il carro nuovo:  Uzz stava presso l'arca di Dio e Acho precedeva l'arca.  Davide e tutta la casa d'Israele facevano festa davanti al Signore con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, timpani, sistri e cembali.  Ma quando furono giunti all'aia di Nacon, Uzz stese la mano verso l'arca di Dio e vi si appoggi perch i buoi la facevano piegare.  L'ira del Signore si accese contro Uzz; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli mor sul posto, presso l'arca di Dio.  Davide si rattrist per il fatto che il Signore si era scagliato con impeto contro Uzz; quel luogo fu chiamato Perez-Uzz fino ad oggi.  Davide in quel giorno ebbe paura del Signore e disse: "Come potr venire da me l'arca del Signore?".  Davide non volle trasferire l'arca del Signore presso di s nella citt di Davide, ma la fece portare in casa di Obed-dom di Gat.  L'arca del Signore rimase tre mesi in casa di Obed-dom di Gat e il Signore benedisse Obed-dom e tutta la sua casa.
	 Ma poi fu detto al re Davide: "Il Signore ha benedetto la casa di Obed-dom e quanto gli appartiene, a causa dell'arca di Dio". Allora Davide and e trasport l'arca di Dio dalla casa di Obed-dom nella citt di Davide, con gioia.  Quando quelli che portavano l'arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immol un bue e un ariete grasso.  Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un 'efod'di lino.  Cos Davide e tutta la casa d'Israele trasportavano l'arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.
	 Mentre l'arca del Signore entrava nella citt di David, Mikal, figlia di Saul, guard dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore, lo disprezz in cuor suo.  Introdussero dunque l'arca del Signore e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva piantata per essa; Davide offr olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.  Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti  e distribu a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d'Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne and, ciascuno a casa sua.  Ma quando Davide tornava per benedire la sua famiglia, Mikal figlia di Saul gli usc incontro e gli disse: "Bell'onore si  fatto oggi il re di Israele a mostrarsi scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!".  Davide rispose a Mikal: "L'ho fatto dinanzi al Signore, che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi capo sul popolo del Signore, su Israele; ho fatto festa davanti al Signore.  Anzi mi abbasser anche pi di cos e mi render vile ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro, io sar onorato!".  Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.



	 Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno,  disse al profeta Natan: "Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto una tenda".  Natan rispose al re: "Va', fa'quanto hai in mente di fare, perch il Signore  con te".  Ma quella stessa notte questa parola del Signore fu rivolta a Natan:  "Va'e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perch io vi abiti?  Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall'Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione.  Finch ho camminato, ora qua, ora l, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perch non mi edificate una casa di cedro?
	 Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Cos dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perch tu fossi il capo d'Israele mio popolo;  sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distrugger davanti a te tutti i tuoi nemici e render il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.  Fisser un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianter perch abiti in casa sua e non sia pi agitato e gli iniqui non lo opprimano come in passato,  al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli dar riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Te poi il Signore far grande, poich una casa far a te il Signore.  Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurer dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e render stabile il suo regno.  Egli edificher una casa al mio nome e io render stabile per sempre il trono del suo regno.  Io gli sar padre ed egli mi sar figlio. Se far il male, lo castigher con verga d'uomo e con i colpi che danno i figli d'uomo,  ma non ritirer da lui il mio favore, come l'ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te.  La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sar reso stabile per sempre".
	 Natan parl a Davide con tutte queste parole e secondo questa visione.
	 Allora il re Davide and a presentarsi al Signore e disse: "Chi sono io, Signore Dio, e che cos' mai la mia casa, perch tu mi abbia fatto arrivare fino a questo punto?  E questo  parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio Signore: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire: e questa  come legge dell'uomo, Signore Dio!  Che potrebbe dirti di pi Davide? Tu conosci il tuo servo, Signore Dio!  Per amore della tua parola e secondo il tuo cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al tuo servo.  Tu sei davvero grande Signore Dio! Nessuno  come te e non vi  altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi.  E chi  come il tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio  venuto a riscattare come popolo per s e a dargli un nome? In suo favore hai operato cose grandi e tremende, per il tuo paese, per il tuo popolo che ti sei riscattato dall'Egitto, dai popoli e dagli di.  Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per essere tuo popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo Dio.  Ora, Signore, la parola che hai pronunciata riguardo al tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre e fa'come hai detto.  Allora il tuo nome sar magnificato per sempre cos: Il Signore degli eserciti  il Dio d'Israele! La casa del tuo servo Davide sia dunque stabile davanti a te!  Poich tu, Signore degli eserciti, Dio d'Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificher una casa! perci il tuo servo ha trovato l'ardire di rivolgerti questa preghiera.  Ora, Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verit e hai promesso questo bene al tuo servo.  Dgnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perch sussista sempre dinanzi a te! Poich tu, Signore, hai parlato e per la tua benedizione la casa del tuo servo sar benedetta per sempre!".



	 Dopo, Davide sconfisse i Filistei e li sottomise e tolse di mano ai Filistei Gat e le sue dipendenze.  Sconfisse anche i Moabiti e, facendoli coricare per terra, li misur con la corda; ne misur due corde per farli mettere a morte e una corda intera per lasciarli in vita. I Moabiti divennero sudditi di Davide, a lui tributari.  Davide sconfisse anche Hadad-zer, figlio di Recb, re di Zob, mentre egli andava ad estendere il dominio sul fiume Eufrate.  Davide gli prese millesettecento combattenti sui carri e ventimila fanti: tagli i garretti a tutte le pariglie di cavalli, riservandone soltanto cento.  Quando gli Aramei di Damasco vennero per soccorrere Hadad-zer, re di Zob, Davide ne uccise ventiduemila.  Poi Davide stabil guarnigioni nell'Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi di Davide e a lui tributari. Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.  Davide tolse ai servitori di Hadad-zer i loro scudi d'oro e li port a Gerusalemme.  Il re Davide prese anche grande quantit di rame a Btach e a Beroti, citt di Hadad-zer.  Quando To, re di Amat, seppe che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di Hadad-zer,  mand al re Davide suo figlio Addurm per salutarlo e per benedirlo perch aveva mosso guerra a Hadad-zer e l'aveva sconfitto; infatti Hadad-zer era sempre in guerra con To. Addurm gli port vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di rame.  Il re Davide consacr anche quelli al Signore, come gi aveva consacrato l'argento e l'oro tolto alle nazioni che aveva soggiogate,  agli Aramei, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei, agli Amaleciti, e come aveva fatto del bottino di Hadad-zer figlio di Recb, re di Zob.  Al ritorno dalla sua vittoria sugli Aramei, Davide acquist ancora fama, sconfiggendo nella Valle del Sale diciottomila Idumei.  Stabil guarnigioni in Idumea; ne mise per tutta l'Idumea e tutti gli Idumei divennero sudditi di Davide; il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.
	 Davide regn su tutto Israele e pronunziava giudizi e faceva giustizia a tutto il suo popolo.  Ioab figlio di Zerui comandava l'esercito; Giosafat figlio di Achild era archivista;  Zadk figlio di Achitb e Achimlech figlio di Ebiatr erano sacerdoti; Serai era segretario,  Benai, figlio di Ioiad, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano ministri.



	 Davide disse: " forse rimasto qualcuno della casa di Saul, a cui io possa fare del bene a causa di Ginata?".  Ora vi era un servo della casa di Saul, chiamato Zib, che fu fatto venire presso Davide. Il re gli chiese: "Sei tu Zib?". Quegli rispose: "S".  Il re gli disse: "Non c' pi nessuno della casa di Saul, a cui io possa usare la misericordia di Dio?". Zib rispose al re: "Vi  ancora un figlio di Ginata storpio dei piedi".  Il re gli disse: "Dov'?". Zib rispose al re: " in casa di Machr figlio di Ammil a Lodebr".  Allora il re lo mand a prendere in casa di Machr figlio di Ammil a Lodebr.  Merib-Bal figlio di Ginata, figlio di Saul, venne da Davide, si gett con la faccia a terra e si prostr davanti a lui. Davide disse: "Merib-Bal!". Rispose:  "Ecco il tuo servo!". Davide gli disse: "Non temere, perch voglio trattarti con bont per amore di Ginata tuo padre e ti restituisco tutti i campi di Saul tuo avo e tu mangerai sempre alla mia tavola".  Merib-Bal si prostr e disse: "Che cos' il tuo servo, perch tu prenda in considerazione un cane morto come sono io?".  Allora il re chiam Zib servo di Saul e gli disse: "Quanto apparteneva a Saul e a tutta la sua casa, io lo d al figlio del tuo signore.  Tu dunque con i figli e gli schiavi lavorerai per lui la terra e ne raccoglierai i prodotti, perch abbia pane e nutrimento la casa del tuo signore; quanto a Merib-Bal figlio del tuo signore, manger sempre alla mia tavola". Ora Zib aveva quindici figli e venti schiavi.  Zib disse al re: "Il tuo servo far quanto il re mio signore ordina al suo servo". Merib-Bal dunque mangiava alla tavola di Davide come uno dei figli del re.  Merib-Bal aveva un figlioletto chiamato Mic; tutti quelli che stavano in casa di Zib erano al servizio di Merib-Bal.  Ma Merib-Bal abitava in Gerusalemme perch mangiava sempre alla tavola del re. Era storpio di ambedue i piedi.



	 Dopo il re degli Ammoniti mor e Cann suo figlio regn al suo posto.  Davide disse: "Io voglio usare a Cann figlio di Nacs la benevolenza che suo padre us a me". Davide mand alcuni suoi ministri a fargli le condoglianze per suo padre. Ma quando i ministri di Davide furono giunti nel paese degli Ammoniti,  i capi degli Ammoniti dissero a Cann, loro signore: "Credi tu che Davide ti abbia mandato consolatori per onorare tuo padre? Non ha piuttosto mandato da te i suoi ministri per esplorare la citt, per spiarla e distruggerla?".  Allora Cann prese i ministri di Davide, fece loro radere la met della barba e tagliare le vesti a met fino alle natiche, poi li lasci andare.  Quando fu informato della cosa, Davide mand alcuni incontro a loro, perch quegli uomini erano pieni di vergogna. Il re fece dire loro: "Restate a Grico finch vi sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete".
	 Gli Ammoniti, vedendo che si erano attirati l'odio di Davide, mandarono a prendere al loro soldo ventimila fanti degli Aramei di Bet-Recb e degli Aramei di Zob, mille uomini del re di Maac e dodicimila uomini della gente di Tob.  Quando Davide sent questo, invi contro di loro Ioab con tutto l'esercito dei prodi.  Gli Ammoniti uscirono e si schierarono in battaglia all'ingresso della porta della citt, mentre gli Aramei di Zob e di Recb e la gente di Tob e di Maac stavano soli nella campagna.  Ioab vide che quelli erano pronti ad attaccarlo di fronte e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori Israeliti, lo schier in ordine di battaglia contro gli Aramei  e affid il resto del popolo al fratello Abisi, per tener testa agli Ammoniti.  Disse ad Abisi: "Se gli Aramei sono pi forti di me, tu mi verrai in aiuto; se invece gli Ammoniti sono pi forti di te, verr io in tuo aiuto.  Abbi coraggio e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le citt del nostro Dio. Il Signore faccia quello che a lui piacer".  Poi Ioab con la gente che aveva con s avanz per attaccare gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui.  Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono anch'essi davanti ad Abisi e rientrarono nella citt. Allora Ioab torn dalla spedizione contro gli Ammoniti e venne a Gerusalemme.
	 Gli Aramei, vedendo che erano stati battuti da Israele, si riunirono insieme.  Hadad-zer mand messaggeri e schier in campo gli Aramei che abitavano oltre il fiume e quelli giunsero a Chelm con alla testa Sobk, capo dell'esercito di Hadad-zer.  La cosa fu riferita a Davide, che radun tutto Israele, pass il Giordano e giunse a Chelm. Gli Aramei si schierarono in battaglia contro Davide.  Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise agli Aramei settecento pariglie di cavalli e quarantamila uomini; batt anche Sobk capo del loro esercito, che mor in quel luogo.  Quando tutti i re vassalli di Hadad-zer si videro sconfitti da Israele, fecero pace con Israele e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non osarono pi venire in aiuto degli Ammoniti.



	 L'anno dopo, al tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mand Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero l'assedio a Rabb mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.  Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall'alto di quella terrazza egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di aspetto.  Davide mand a informarsi chi fosse la donna. Gli fu detto: " Betsabea figlia di Elim, moglie di Uria l'Hittita".  Allora Davide mand messaggeri a prenderla. Essa and da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla immondezza. Poi essa torn a casa.
	 La donna concep e fece sapere a Davide: "Sono incinta".  Allora Davide mand a dire a Ioab: "Mandami Uria l'Hittita". Ioab mand Uria da Davide.  Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra.  Poi Davide disse a Uria: "Scendi a casa tua e lvati i piedi". Uria usc dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della tavola del re.  Ma Uria dorm alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua.  La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: "Uria non  sceso a casa sua". Allora Davide disse a Uria: "Non vieni forse da un viaggio? Perch dunque non sei sceso a casa tua?".  Uria rispose a Davide: "L'arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io non far tal cosa!".  Davide disse ad Uria: "Rimani qui anche oggi e domani ti lascer partire". Cos Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente.  Davide lo invit a mangiare e a bere con s e lo fece ubriacare; la sera Uria usc per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
	 La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mand per mano di Uria.  Nella lettera aveva scritto cos: "Ponete Uria in prima fila, dove pi ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perch resti colpito e muoia".  Allora Ioab, che assediava la citt, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi.  Gli uomini della citt fecero una sortita e attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali di Davide caddero, e per anche Uria l'Hittita.
	 Ioab invi un messaggero a Davide per fargli sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia  e diede al messaggero quest'ordine: "Quando avrai finito di raccontare al re quanto  successo nella battaglia,  se il re andasse in collera e ti dicesse: Perch vi siete avvicinati cos alla citt per dar battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura?  Chi ha ucciso Abimelech figlio di Ierub-Bal? Non fu forse una donna che gli gett addosso un pezzo di macina dalle mura, cos che egli mor a Tebez? Perch vi siete avvicinati cos alle mura? tu digli allora: Anche il tuo servo Uria l'Hittita  morto".  Il messaggero dunque part e, quando fu arrivato, rifer a Davide quanto Ioab lo aveva incaricato di dire. Davide and in collera contro Ioab e disse al messaggero: "Perch vi siete avvicinati cos alla citt per dare battaglia? Non sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura? Chi ha ucciso Abimelech, figlio di Ierub-Bal? Non fu forse una donna che gli gett addosso un pezzo di macina dalle mura, cos che egli mor a Tebez? Perch vi siete avvicinati cos alle mura?".  Il messaggero rispose a Davide: "Perch i nemici avevano avuto vantaggio su di noi e avevano fatto una sortita contro di noi nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della citt;  allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dall'alto delle mura e parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria l'Hittita  morto".  Allora Davide disse al messaggero: "Riferirai a Ioab: Non ti affligga questa cosa, perch la spada divora or qua or l; rinforza l'attacco contro la citt e distruggila. E tu stesso fagli coraggio".
	 La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era morto, fece il lamento per il suo signore.  Passati i giorni del lutto, Davide la mand a prendere e l'accolse nella sua casa. Essa divent sua moglie e gli partor un figlio. Ma ci che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.



	 Il Signore mand il profeta Natan a Davide e Natan and da lui e gli disse: "Vi erano due uomini nella stessa citt, uno ricco e l'altro povero.  Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero;  ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia.  Un ospite di passaggio arriv dall'uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui port via la pecora di quell'uomo povero e ne prepar una vivanda per l'ospite venuto da lui".  Allora l'ira di Davide si scaten contro quell'uomo e disse a Natan: "Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte.  Pagher quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto piet".  Allora Natan disse a Davide: "Tu sei quell'uomo! Cos dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul,  ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto anche altro.  Perch dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ci che  male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l'Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti.  Ebbene, la spada non si allontaner mai dalla tua casa, poich tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l'Hittita.  Cos dice il Signore: Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prender le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unir a loro alla luce di questo sole;  poich tu l'hai fatto in segreto, ma io far questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole".
	 Allora Davide disse a Natan: "Ho peccato contro il Signore!". Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai.  Tuttavia, poich in questa cosa tu hai insultato il Signore (l'insulto sia sui nemici suoi), il figlio che ti  nato dovr morire". Natan torn a casa.
	 Il Signore dunque colp il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammal gravemente.  Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiun e rientrando passava la notte coricato per terra.  Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perch si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiut di prendere cibo con loro.  Ora, il settimo giorno il bambino mor e i ministri di Davide temevano di fargli sapere che il bambino era morto, perch dicevano: "Ecco, quando il bambino era ancora vivo, noi gli abbiamo parlato e non ha ascoltato le nostre parole; come faremo ora a dirgli che il bambino  morto? Far qualche atto insano!".  Ma Davide si accorse che i suoi ministri bisbigliavano fra di loro, comprese che il bambino era morto e disse ai suoi ministri: " morto il bambino?". Quelli risposero: " morto".  Allora Davide si alz da terra, si lav, si unse e cambi le vesti; poi and nella casa del Signore e vi si prostr. Rientrato in casa, chiese che gli portassero il cibo e mangi.  I suoi ministri gli dissero: "Che fai? Per il bambino ancora vivo hai digiunato e pianto e, ora che  morto, ti alzi e mangi!".  Egli rispose: "Quando il bambino era ancora vivo, digiunavo e piangevo, perch dicevo: Chi sa? Il Signore avr forse piet di me e il bambino rester vivo.  Ma ora che egli  morto, perch digiunare? Posso io farlo ritornare? Io andr da lui, ma lui non ritorner da me!".
	 Poi Davide consol Betsabea sua moglie, entr da lei e le si un: essa partor un figlio, che egli chiam Salomone.  Il Signore am Salomone e mand il profeta Natan, che lo chiam Iedidi per ordine del Signore.
	 Intanto Ioab assal Rabb degli Ammoniti, si impadron della citt delle acque  e invi messaggeri a Davide per dirgli: "Ho assalito Rabb e mi sono gi impadronito della citt delle acque.  Ora raduna il resto del popolo, accmpati contro la citt e prendila, altrimenti se la prendo io, porterebbe il mio nome".  Davide radun tutto il popolo, si mosse verso Rabb, l'assal e la prese.  Tolse dalla testa di Milcom la corona, che pesava un talento d'oro e conteneva una pietra preziosa; essa fu posta sulla testa di Davide. Asport dalla citt un bottino molto grande.  Fece uscire gli abitanti che erano nella citt e li impieg nei lavori delle seghe, dei picconi di ferro e delle scuri di ferro e li fece lavorare alle fornaci da mattoni; cos fece a tutte le citt degli Ammoniti. Poi Davide torn a Gerusalemme con tutta la sua truppa.



	 Dopo queste cose, accadde che, avendo Assalonne figlio di Davide, una sorella molto bella, chiamata Tamr, Amnn figlio di Davide si innamor di lei.  Amnn ne ebbe una tal passione, da cadere malato a causa di Tamr sua sorella; poich essa era vergine pareva impossibile ad Amnn di poterle fare qualcosa.  Ora Amnn aveva un amico, chiamato Ionadb figlio di Sime, fratello di Davide e Ionadb era un uomo molto astuto.  Egli disse: "Perch, figlio del re, tu diventi sempre pi magro di giorno in giorno? Non me lo vuoi dire?". Amnn gli rispose: "Sono innamorato di Tamr, sorella di mio fratello Assalonne".  Ionadb gli disse: "Mettiti a letto e fingiti malato; quando tuo padre verr a vederti, gli dirai: Permetti che mia sorella Tamr venga a darmi da mangiare e a preparare la vivanda sotto i miei occhi, cos che io veda; allora prender il cibo dalle sue mani".
	 Amnn si mise a letto e si finse malato; quando il re lo venne a vedere, Amnn gli disse: "Permetti che mia sorella Tamr venga e faccia un paio di frittelle sotto i miei occhi e allora prender il cibo dalle sue mani".  Allora Davide mand a dire a Tamr, in casa: "Va'a casa di Amnn tuo fratello e prepara una vivanda per lui".  Tamr and a casa di Amnn suo fratello, che giaceva a letto. Essa prese farina stemperata, la impast, ne fece frittelle sotto i suoi occhi e le fece cuocere.  Poi prese la padella e vers le frittelle davanti a lui; ma egli rifiut di mangiare e disse: "Allontanate tutti dalla mia presenza". Tutti uscirono.  Allora Amnn disse a Tamr: "Portami la vivanda in camera e prender il cibo dalle tue mani". Tamr prese le frittelle che aveva fatte e le port in camera ad Amnn suo fratello.  Ma mentre gliele dava da mangiare, egli l'afferr e le disse: "Vieni, unisciti a me, sorella mia".  Essa gli rispose: "No, fratello mio, non farmi violenza; questo non si fa in Israele; non commettere questa infamia!  Io dove andrei a portare il mio disonore? Quanto a te, tu diverresti come un malfamato in Israele. Parlane piuttosto al re, egli non mi rifiuter a te".  Ma egli non volle ascoltarla: fu pi forte di lei e la violent unendosi a lei.  Poi Amnn concep verso di lei un odio grandissimo: l'odio verso di lei fu pi grande dell'amore con cui l'aveva prima amata. Le disse:  "Alzati, vattene!". Gli rispose: "O no! Questo torto che mi fai cacciandomi  peggiore dell'altro che mi hai gi fatto". Ma egli non volle ascoltarla.  Anzi, chiamato il giovane che lo serviva, gli disse: "Cacciami fuori costei e sprangale dietro il battente".  Essa indossava una tunica con le maniche, perch cos vestivano, da molto tempo, le figlie del re ancora vergini. Il servo di Amnn dunque la mise fuori e le sprang il battente dietro.  Tamr si sparse polvere sulla testa, si stracci la tunica dalle lunghe maniche che aveva indosso, si mise le mani sulla testa e se ne and camminando e gridando.  Assalonne suo fratello le disse: "Forse Amnn tuo fratello  stato con te? Per ora taci, sorella mia;  tuo fratello; non disperarti per questa cosa". Tamr desolata rimase in casa di Assalonne, suo fratello.  Il re Davide seppe tutte queste cose e ne fu molto irritato, ma non volle urtare il figlio Amnn, perch aveva per lui molto affetto; era infatti il suo primogenito.  Assalonne non disse una parola ad Amnn n in bene n in male; odiava Amnn perch aveva violato Tamr sua sorella.
	 Due anni dopo Assalonne, avendo i tosatori a Baal-Cazr, presso fraim, invit tutti i figli del re.  And dunque Assalonne dal re e disse: "Ecco il tuo servo ha i tosatori presso di s. Venga dunque anche il re con i suoi ministri a casa del tuo servo!".  Ma il re disse ad Assalonne: "No, figlio mio, non si venga noi tutti, perch non ti siamo di peso". Sebbene insistesse, il re non volle andare; ma gli diede la sua benedizione.  Allora Assalonne disse: "Se non vuoi venire tu, permetti ad Amnn mio fratello di venire con noi". Il re gli rispose: "Perch dovrebbe venire con te?".  Ma Assalonne tanto insist che Davide lasci andare con lui Amnn e tutti i figli del re. Assalonne fece un banchetto come un banchetto da re.  Ma Assalonne diede quest'ordine ai servi: "Badate, quando Amnn avr il cuore riscaldato dal vino e io vi dir: Colpite Amnn!, voi allora uccidetelo e non abbiate paura. Non ve lo comando io? Fatevi coraggio e comportatevi da forti!".  I servi di Assalonne fecero ad Amnn come Assalonne aveva comandato. Allora tutti i figli del re si alzarono, montarono ciascuno sul suo mulo e fuggirono.  Mentre essi erano ancora per strada, giunse a Davide questa notizia: "Assalonne ha ucciso tutti i figli del re e neppure uno  scampato".  Allora il re si alz, si stracci le vesti e si gett per terra; tutti i suoi ministri che gli stavano intorno, stracciarono le loro vesti.  Ma Ionadb figlio di Sime, fratello di Davide, disse: "Non dica il mio signore che tutti i giovani, figli del re, sono stati uccisi; il solo Amnn  morto; per Assalonne era cosa decisa fin da quando Amnn aveva fatto violenza a sua sorella Tamr.  Ora non si metta in cuore il mio signore una tal cosa, come se tutti i figli del re fossero morti; il solo Amnn  morto  e Assalonne  fuggito". Il giovane che stava di sentinella alz gli occhi, guard ed ecco una gran turba di gente veniva per la strada di Bacurm, dal lato del monte, sulla discesa. La sentinella venne ad avvertire il re e disse: "Ho visto uomini scendere per la strada di Bacurm, dal lato del monte".  Allora Ionadb disse al re: "Ecco i figli del re arrivano; la cosa sta come il tuo servo ha detto".  Come ebbe finito di parlare, ecco giungere i figli del re, i quali alzarono grida e piansero; anche il re e tutti i suoi ministri fecero un gran pianto.  Quanto ad Assalonne, era fuggito ed era andato da Talmi, figlio di Ammid, re di Ghesr. Il re fece il lutto per il suo figlio per lungo tempo.
	 Assalonne rimase tre anni a Ghesr, dove era andato dopo aver preso la fuga.  Poi lo spirito del re Davide cess di sfogarsi contro Assalonne, perch si era placato il dolore per la morte di Amnn.



	 Ioab figlio di Zerui si accorse che il cuore del re era contro Assalonne.  Allora mand a chiamare a Teka e fece venire una donna saggia e le disse: "Fingi di essere in lutto: mettiti una veste da lutto, non ti ungere con olio e comprtati da donna che pianga da molto tempo un morto;  poi entra presso il re e parlagli cos e cos". Ioab le mise in bocca le parole da dire.  La donna di Teka and dunque dal re, si gett con la faccia a terra, si prostr e disse: "Aiuto, o re!".  Il re le disse: "Che hai?". Rispose: "Ahim! Io sono una vedova; mio marito  morto.  La tua schiava aveva due figli, ma i due vennero tra di loro a contesa in campagna e nessuno li separava; cos uno colp l'altro e l'uccise.  Ed ecco tutta la famiglia  insorta contro la tua schiava dicendo: consegnaci l'uccisore del fratello, perch lo facciamo morire per vendicare il fratello che egli ha ucciso. Elimineranno cos anche l'erede e spegneranno l'ultima bracia che mi  rimasta e non lasceranno a mio marito n nome, n discendenza sulla terra".  Il re disse alla donna: "Va'pure a casa: io dar ordini a tuo riguardo".  La donna di Teka disse al re: "Re mio signore, la colpa cada su di me e sulla casa di mio padre, ma il re e il suo trono sono innocenti".  E il re: "Se qualcuno parla contro di te, conducilo da me e vedrai che non ti molester pi".  Riprese: "Il re pronunzi il nome del Signore suo Dio perch il vendicatore del sangue non aumenti la disgrazia e non mi sopprimano il figlio". Egli rispose: "Per la vita del Signore, non cadr a terra un capello di tuo figlio!".  Allora la donna disse: "La tua schiava possa dire una parola al re mio signore!". Egli rispose: "Parla".  Riprese la donna: "Allora perch pensi cos contro il popolo di Dio? Intanto il re, pronunziando questa sentenza si  come dichiarato colpevole, per il fatto che il re non fa ritornare colui che ha bandito.  Noi dobbiamo morire e siamo come acqua versata in terra, che non si pu pi raccogliere, e Dio non rid la vita. Il re pensi qualche piano perch il proscritto non sia pi bandito lontano da lui.  Ora, se io sono venuta a parlare cos al re mio signore,  perch la gente mi ha fatto paura e la tua schiava ha detto: Voglio parlare al re; forse il re far quanto gli dir la sua schiava;  il re ascolter la sua schiava e la liberer dalle mani di quelli che cercano di sopprimere me e mio figlio dalla eredit di Dio".  La donna concluse: "La parola del re mio signore conceda la calma. Perch il re mio signore  come un angelo di Dio per distinguere il bene e il male. Il Signore tuo Dio sia con te!".  Il re rispose e disse alla donna: "Non tenermi nascosto nulla di quello che io ti domander". La donna disse: "Parli pure il re mio signore".  Disse il re: "La mano di Ioab non  forse con te in tutto questo?". La donna rispose: "Per la tua vita, o re mio signore, non si pu andare n a destra n a sinistra di quanto ha detto il re mio signore! Proprio il tuo servo Ioab mi ha dato questi ordini e ha messo tutte queste parole in bocca alla tua schiava.  Per dare alla cosa un'altra faccia, il tuo servo Ioab ha agito cos; ma il mio signore ha la saggezza di un angelo di Dio e sa quanto avviene sulla terra".
	 Allora il re disse a Ioab: "Ecco, voglio fare quello che hai chiesto; va'dunque e fa'tornare il giovane Assalonne".  Ioab si gett con la faccia a terra, si prostr, benedisse il re e disse: "Oggi il tuo servo sa di aver trovato grazia ai tuoi occhi, re mio signore, poich il re ha fatto quello che il suo servo gli ha chiesto".  Ioab dunque si alz, and a Ghesr e condusse Assalonne a Gerusalemme.  Ma il re disse: "Si ritiri in casa e non veda la mia faccia". Cos Assalonne si ritir in casa e non vide la faccia del re.
	 Ora in tutto Israele non vi era uomo che fosse tanto lodato per la sua bellezza quanto Assalonne; dalle piante dei piedi alla cima del capo, non vi era in lui un difetto alcuno.  Quando si faceva tagliare i capelli, e se li faceva tagliare ogni anno perch la capigliatura gli pesava troppo, egli pesava i suoi capelli e il peso era di duecento sicli a peso del re.  Ad Assalonne nacquero tre figli e una figlia chiamata Tamr, che era donna di bell'aspetto.
	 Assalonne abit in Gerusalemme due anni, senza vedere la faccia del re.  Poi Assalonne convoc Ioab per mandarlo dal re; ma egli non volle andare da lui; lo convoc una seconda volta, ma Ioab non volle andare.  Allora Assalonne disse ai suoi servi: "Vedete, il campo di Ioab  vicino al mio e vi  l'orzo; andate ed appiccatevi il fuoco!". I servi di Assalonne appiccarono il fuoco al campo.  Allora Ioab si alz, and a casa di Assalonne e gli disse: "Perch i tuoi servi hanno dato fuoco al mio campo?".  Assalonne rispose a Ioab: "Io ti avevo mandato a dire: Vieni qui, voglio mandarti a dire al re: Perch sono tornato da Ghesr? Sarebbe meglio per me se fossi rimasto l. Ora voglio vedere la faccia del re e, se vi  in me colpa, mi faccia morire!".  Ioab allora and dal re e gli rifer la cosa. Il re fece chiamare Assalonne, il quale venne e si prostr con la faccia a terra davanti a lui; il re baci Assalonne.



	 Ma dopo, Assalonne si procur un carro, cavalli e cinquanta uomini che correvano davanti a lui.  Assalonne si alzava la mattina presto e si metteva da un lato della strada di accesso alla porta della citt; quando qualcuno aveva una lite e veniva dal re per il giudizio, Assalonne lo chiamava e gli diceva: "Di quale citt sei?", l'altro gli rispondeva: "Il tuo servo  di tale e tale trib d'Israele".  Allora Assalonne gli diceva: "Vedi, le tue ragioni sono buone e giuste, ma nessuno ti ascolta da parte del re".  Assalonne aggiungeva: "Se facessero me giudice del paese! Chiunque avesse una lite o un giudizio verrebbe da me e io gli farei giustizia".  Quando uno gli si accostava per prostrarsi davanti a lui, gli porgeva la mano, l'abbracciava e lo baciava.  Assalonne faceva cos con tutti gli Israeliti che venivano dal re per il giudizio; in questo modo Assalonne si cattiv l'affetto degli Israeliti.
	 Ora, dopo quattro anni, Assalonne disse al re: "Lasciami andare a Ebron a sciogliere un voto che ho fatto al Signore.  Perch durante la sua dimora a Ghesr, in Aram, il tuo servo ha fatto questo voto: Se il Signore mi riconduce a Gerusalemme, io servir il Signore a Ebron!".  Il re gli disse: "Va'in pace!". Egli si alz e and a Ebron.  Allora Assalonne mand emissari per tutte le trib d'Israele a dire: "Quando sentirete il suono della tromba, allora direte: Assalonne  divenuto re a Ebron".  Con Assalonne erano partiti da Gerusalemme duecento uomini, i quali, invitati, partirono con semplicit, senza saper nulla.  Assalonne convoc Achitfel il Ghilonita, consigliere di Davide, perch venisse dalla sua citt di Ghilo ad assistere mentre offriva i sacrifici. La congiura divenne potente e il popolo andava crescendo di numero intorno ad Assalonne.
	 Arriv un informatore da Davide e disse: "Il cuore degli Israeliti si  volto verso Assalonne".  Allora Davide disse a tutti i suoi ministri che erano con lui a Gerusalemme: "Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di noi scamper dalle mani di Assalonne. Partite in fretta perch non si affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la sventura e colpisca la citt a fil di spada".  I ministri del re gli dissero: "Tutto secondo ci che sceglier il re mio signore; ecco, noi siamo i tuoi ministri".  Il re dunque usc a piedi con tutta la famiglia; lasci dieci concubine a custodire la reggia.  Il re usc dunque a piedi con tutto il popolo e si fermarono all'ultima casa.  Tutti i ministri del re camminavano al suo fianco e tutti i Cretei e tutti i Peletei e Itti con tutti quelli di Gat, seicento uomini venuti da Gat al suo seguito, sfilavano davanti al re.  Allora il re disse a Itti di Gat: "Perch vuoi venire anche tu con noi? Torna indietro e resta con il re, perch sei un forestiero e per di pi un esule dalla tua patria.  Appena ieri sei arrivato e oggi ti farei errare con noi, mentre io stesso vado dove capiter di andare? Torna indietro e riconduci con te i tuoi fratelli; siano con te la grazia e la fedelt al Signore!".  Ma Itti rispose al re: "Per la vita del Signore e la tua, o re mio signore, in qualunque luogo sar il re mio signore, per morire o per vivere, l sar anche il tuo servo".  Allora Davide disse a Itti: "Va', prosegui pure!". Itti, quello di Gat, prosegu con tutti gli uomini e con tutte le donne e i bambini che erano con lui.  Tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre tutto il popolo passava. Il re stava in piedi nella valle del Cedron e tutto il popolo passava davanti a lui prendendo la via del deserto.
	 Ecco venire anche Zadk con tutti i leviti, i quali portavano l'arca dell'alleanza di Dio. Essi deposero l'arca di Dio presso Ebiatr, finch tutto il popolo non fin di uscire dalla citt.  Il re disse a Zadk: "Riporta in citt l'arca di Dio! Se io trovo grazia agli occhi del Signore, egli mi far tornare e me la far rivedere insieme con la sua Dimora.  Ma se dice: Non ti gradisco, eccomi: faccia di me quello che sar bene davanti a lui".  Il re aggiunse al sacerdote Zadk: "Vedi? Torna in pace in citt con tuo figlio Achimaaz e Ginata figlio di Ebiatr.  Badate: io aspetter presso i guadi del deserto, finch mi sia portata qualche notizia da parte vostra".  Cos Zadk ed Ebiatr riportarono a Gerusalemme l'arca di Dio e l dimorarono.
	 Davide saliva l'erta degli Ulivi; saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva.  Fu intanto portata a Davide la notizia: "Achitfel  con Assalonne tra i congiurati". Davide disse: "Rendi vani i consigli di Achitfel, Signore!".  Quando Davide fu giunto in vetta al monte, al luogo dove ci si prostra a Dio, ecco farglisi incontro Cusi, l'Archita, con la tunica stracciata e il capo coperto di polvere.  Davide gli disse: "Se tu procedi con me, mi sarai di peso;  ma se torni in citt e dici ad Assalonne: Io sar tuo servo, o re; come sono stato servo di tuo padre prima, cos sar ora tuo servo, tu dissiperai in mio favore i consigli di Achitfel.  E non avrai forse l con te i sacerdoti Zadk ed Ebiatr? Quanto sentirai dire della reggia, lo riferirai ai sacerdoti Zadk ed Ebiatr.  Ecco, essi hanno con loro i due figli, Achimaaz, figlio di Zadk e Ginata, figlio di Ebiatr; per mezzo di loro mi farete sapere quanto avrete sentito".  Cusi, amico di Davide, arriv in citt quando Assalonne entrava in Gerusalemme.



	 Davide aveva di poco superato la cima del monte, quando ecco Zib, servo di Merib-Bal, gli si fece incontro con un paio di asini sellati e carichi di duecento pani, cento grappoli di uva secca, cento frutti d'estate e un otre di vino.  Il re disse a Zib: "Che vuoi fare di queste cose?". Zib rispose: "Gli asini serviranno di cavalcatura alla reggia, i pani e i frutti d'estate sono per sfamare i giovani, il vino per dissetare quelli che saranno stanchi nel deserto".  Il re disse: "Dov' il figlio del tuo signore?". Zib rispose al re: "Ecco,  rimasto a Gerusalemme perch ha detto: Oggi la casa di Israele mi render il regno di mio padre".  Il re disse a Zib: "Quanto appartiene a Merib-Bal  tuo". Zib rispose: "Mi prostro! Possa io trovar grazia ai tuoi occhi, re mio signore!".
	 Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurm, ecco uscire di l un uomo della stessa famiglia della casa di Saul, chiamato Sime, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando  e gettava sassi contro Davide e contro tutti i ministri del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano alla destra e alla sinistra del re.  Sime, maledicendo Davide, diceva: "Vattene, vattene, sanguinario, scellerato!  Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno nelle mani di Assalonne tuo figlio ed eccoti nella sventura che hai meritato, perch sei un sanguinario".  Allora Abisi figlio di Zerui disse al re: "Perch questo cane morto dovr maledire il re mio signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!".  Ma il re rispose: "Che ho io in comune con voi, figli di Zerui? Se maledice,  perch il Signore gli ha detto: Maledici Davide! E chi potr dire: Perch fai cos?".  Poi Davide disse ad Abisi e a tutti i suoi ministri: "Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi la vita: Quanto pi ora questo Beniaminita! Lasciate che maledica, poich glielo ha ordinato il Signore.  Forse il Signore guarder la mia afflizione e mi render il bene in cambio della maledizione di oggi".  Davide e la sua gente continuarono il cammino e Sime camminava sul fianco del monte, parallelamente a Davide, e, cammin facendo, imprecava contro di lui, gli tirava sassi e gli lanciava polvere.  Il re e tutta la gente che era con lui arrivarono stanchi presso il Giordano e l ripresero fiato.
	 Intanto Assalonne con tutti gli Israeliti era entrato in Gerusalemme e Achitfel era con lui.  Quando Cusi l'Archita, l'amico di Davide, fu giunto presso Assalonne gli disse: "Viva il re! Viva il re!".  Assalonne disse a Cusi: "Questa  la fedelt che hai per il tuo amico? Perch non sei andato con il tuo amico?".  Cusi rispose ad Assalonne: "No, io sar per colui che il Signore e questo popolo e tutti gli Israeliti hanno scelto e con lui rimarr.  E poi di chi sar schiavo? Non lo sar forse di suo figlio? Come ho servito tuo padre, cos servir te".
	 Allora Assalonne disse ad Achitfel: "Consultatevi su quello che dobbiamo fare".  Achitfel rispose ad Assalonne: "Entra dalle concubine che tuo padre ha lasciate a custodia della casa; tutto Israele sapr che ti sei reso odioso a tuo padre e sar rafforzato il coraggio di tutti i tuoi".  Fu dunque piantata una tenda sulla terrazza per Assalonne e Assalonne entr dalle concubine del padre, alla vista di tutto Israele.  In quei giorni un consiglio dato da Achitfel era come una parola data da Dio a chi lo consulta. Cos era di tutti i consigli di Achitfel per Davide e per Assalonne.



	 Achitfel disse ad Assalonne: "Sceglier dodicimila uomini: mi metter ad inseguire Davide questa notte;  gli piomber addosso mentre egli  stanco e ha le braccia fiacche; lo spaventer e tutta la gente che  con lui si dar alla fuga; io colpir solo il re  e ricondurr a te tutto il popolo, come ritorna la sposa al marito. La vita di un solo uomo tu cerchi; la gente di lui rimarr tranquilla".  Questo parlare piacque ad Assalonne e a tutti gli anziani d'Israele.  Ma Assalonne disse: "Chiamate anche Cusi l'Archita e sentiamo ci che ha in bocca anche lui".  Quando Cusi fu giunto da Assalonne, questi gli disse: "Achitfel ha parlato cos e cos; dobbiamo fare come ha detto lui? Se no, parla tu!".  Cusi rispose ad Assalonne: "Questa volta il consiglio dato da Achitfel non  buono".  Cusi continu: "Tu conosci tuo padre e i suoi uomini: sai che sono uomini valorosi e che hanno l'animo esasperato come un'orsa nella campagna quando le sono stati rapiti i figli; poi tuo padre  un guerriero e non passer la notte con il popolo.  A quest'ora egli  nascosto in qualche buca o in qualche altro luogo; se fin da principio cadranno alcuni dei tuoi, qualcuno lo verr a sapere e si dir: C' stata una strage tra la gente che segue Assalonne.  Allora il pi valoroso, anche se avesse un cuore di leone, si avvilir, perch tutto Israele sa che tuo padre  un prode e che i suoi uomini sono valorosi.  Perci io consiglio che tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, si raduni presso di te, numeroso come la sabbia che  sulla riva del mare, e che tu vada in persona alla battaglia.  Cos lo raggiungeremo in qualunque luogo si trover e gli piomberemo addosso come la rugiada cade sul suolo; di tutti i suoi uomini non ne scamper uno solo.  Se invece si ritira in qualche citt, tutto Israele porter corde a quella citt e noi la trascineremo nella valle, cos che non se ne trovi pi nemmeno una pietruzza".  Assalonne e tutti gli Israeliti dissero: "Il consiglio di Cusi l'Archita  migliore di quello di Achitfel". Il Signore aveva stabilito di mandare a vuoto il saggio consiglio di Achitfel per far cadere la sciagura su Assalonne.
	 Allora Cusi disse ai sacerdoti Zadk ed Ebiatr: "Achitfel ha consigliato Assalonne e gli anziani d'Israele cos e cos, ma io ho consigliato in questo modo.  Ora dunque mandate in fretta ad informare Davide e ditegli: Non passare la notte presso i guadi del deserto, ma passa subito dall'altra parte, perch non venga lo sterminio sul re e sulla gente che  con lui".
	 Ora Ginata e Achimaaz stavano presso En-Roghl, in attesa che una schiava andasse a portare le notizie che essi dovevano andare a riferire al re Davide; perch non potevano farsi vedere ad entrare in citt.  Ma un giovane li vide e inform Assalonne. I due partirono di corsa e giunsero a Bacurm a casa di un uomo che aveva nel cortile una cisterna.  Quelli vi si calarono e la donna di casa prese una coperta, la distese sulla bocca della cisterna e vi sparse grano pesto, cos che non ci si accorgeva di nulla.  I servi di Assalonne vennero in casa della donna e chiesero: "Dove sono Achimaaz e Ginata?". La donna rispose loro: "Hanno passato il serbatoio dell'acqua". Quelli si misero a cercarli, ma, non riuscendo a trovarli, tornarono a Gerusalemme.
	 Quando costoro se ne furono partiti, i due uscirono dalla cisterna e andarono ad informare il re Davide. Gli dissero: "Muovetevi e passate in fretta l'acqua, perch cos ha consigliato Achitfel a vostro danno".  Allora Davide si mosse con tutta la sua gente e pass il Giordano. All'apparire del giorno, neppure uno era rimasto che non avesse passato il Giordano.  Achitfel, vedendo che il suo consiglio non era stato seguito, sell l'asino e part per andare a casa sua nella sua citt. Mise in ordine gli affari della casa e s'impicc. Cos mor e fu sepolto nel sepolcro di suo padre.
	 Davide era giunto a Macanim, quando Assalonne pass il Giordano con tutti gli Israeliti.  Assalonne aveva posto a capo dell'esercito Amas invece di Ioab. Amas era figlio di un uomo chiamato Itr l'Ismaelita, il quale si era unito a Abigl, figlia di Iesse e sorella di Zerui, madre di Ioab.  Israele e Assalonne si accamparono nel paese di Glaad.  Quando Davide fu giunto a Macanim, Sob, figlio di Nacs che era da Rabb, citt degli Ammoniti, Machr, figlio di Ammiel da Lodebr, e Barzilli, il Galaadita di Roghelm,  portarono letti e tappeti, coppe e vasi di terracotta, grano, orzo, farina, grano arrostito, fave, lenticchie,  miele, latte acido e formaggi di pecora e di vacca, per Davide e per la sua gente perch mangiassero; infatti dicevano: "Questa gente ha patito fame, stanchezza e sete nel deserto".



	 Davide pass in rassegna la sua gente e costitu capi di migliaia e capi di centinaia per comandarla.  Divise la gente in tre corpi: un terzo sotto il comando di Ioab, un terzo sotto il comando di Abisi figlio di Zerui, fratello di Ioab, e un terzo sotto il comando di Itti di Gat. Poi il re disse al popolo: "Voglio uscire anch'io con voi!".  Ma il popolo rispose: "Tu non devi uscire, perch se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi; quand'anche perisse la met di noi, non se ne farebbe alcun caso, ma tu conti per diecimila di noi;  meglio che ti tenga pronto a darci aiuto dalla citt".  Il re rispose loro: "Far quello che vi sembra bene". Il re si ferm al fianco della porta, mentre tutto l'esercito usciva a schiere di cento e di mille uomini.  Il re ordin a Ioab, ad Abisi e ad Itti: "Trattatemi con riguardo il giovane Assalonne!". E tutto il popolo ud quanto il re ordin a tutti i capi nei riguardi di Assalonne.
	 L'esercito usc in campo contro Israele e la battaglia ebbe luogo nella foresta di fraim.  La gente d'Israele fu in quel luogo sconfitta dai servi di Davide; la strage fu grande: in quel giorno caddero ventimila uomini.  La battaglia si estese su tutta la contrada e la foresta divor in quel giorno molta pi gente di quanta non ne avesse divorato la spada.
	 Ora Assalonne s'imbatt nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entr sotto i rami di un grande terebinto e la testa di Assalonne rimase impigliata nel terebinto e cos egli rest sospeso fra cielo e terra; mentre il mulo che era sotto di lui passava oltre.  Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: "Ho visto Assalonne appeso a un terebinto".  Ioab rispose all'uomo che gli portava la notizia: "Dunque, l'hai visto? E perch non l'hai tu, sul posto, steso al suolo? Io non avrei mancato di darti dieci sicli d'argento e una cintura".  Ma quell'uomo disse a Ioab: "Quand'anche mi fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non stenderei la mano sul figlio del re; perch con i nostri orecchi abbiamo udito l'ordine che il re ha dato a te, ad Abisi e a Itti: Salvatemi il giovane Assalonne!  Se io avessi commesso di mia testa una perfidia, poich nulla rimane nascosto al re, tu stesso saresti sorto contro di me".  Allora Ioab disse: "Io non voglio perdere cos il tempo con te". Prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.  Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.
	 Allora Ioab suon la tromba e il popolo cess di inseguire Israele, perch Ioab aveva trattenuto il popolo.  Poi presero Assalonne, lo gettarono in una grande fossa nella foresta ed elevarono sopra di lui un enorme mucchio di pietre. Tutto Israele era fuggito ciascuno nella sua tenda.  Ora Assalonne mentre era in vita, si era eretta la stele che  nella Valle del re; perch diceva: "Io non ho un figlio che conservi il ricordo del mio nome"; chiam quella stele con il suo nome e la si chiam di Assalonne fino ad oggi.
	 Achimaaz figlio di Zadk disse a Ioab: "Correr a portare al re la notizia che il Signore gli ha fatto giustizia contro i suoi nemici".  Ioab gli rispose: "Oggi tu non sarai l'uomo della buona notizia, la porterai un altro giorno; non porterai oggi la bella notizia perch il figlio del re  morto".  Poi Ioab disse all'Etiope: "Va'e riferisci al re quello che hai visto". L'Etiope si prostr a Ioab e corse via.  Achimaaz, figlio di Zadk, disse di nuovo a Ioab: "Qualunque cosa avvenga, lasciami correre dietro all'Etiope". Ioab gli disse: "Ma perch correre, figlio mio? La buona notizia non ti porter nulla di buono".  E l'altro: "Qualunque cosa avvenga, voglio correre". Ioab gli disse: "Corri!". Allora Achimaaz prese la corsa per la strada della valle e oltrepass l'Etiope.  Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella sal sul tetto della porta dal lato del muro; alz gli occhi, guard ed ecco un uomo correre tutto solo.  La sentinella grid e avvert il re. Il re disse: "Se  solo, porta una buona notizia". Quegli andava avvicinandosi sempre pi.  Poi la sentinella vide un altro uomo che correva e grid al guardiano: "Ecco un altro uomo correre tutto solo!". E il re: "Anche questo porta una buona notizia".  La sentinella disse: "Il modo di correre del primo mi pare quello di Achimaaz, figlio di Zadk". E il re disse: " un uomo dabbene: viene certo per una lieta notizia!".  Achimaaz grid al re: "Pace!". Prostratosi dinanzi al re con la faccia a terra, disse: "Benedetto sia il Signore tuo Dio che ha messo in tuo potere gli uomini che avevano alzato le mani contro il re mio signore!".  Il re disse: "Il giovane Assalonne sta bene?". Achimaz rispose: "Quando Ioab mandava il servo del re e me tuo servo, io vidi un gran tumulto, ma non so di che cosa si trattasse".  Il re gli disse: "Mettiti l, da parte". Quegli si mise da parte e aspett.  Ed ecco arrivare l'Etiope che disse: "Buone notizie per il re mio signore! Il Signore ti ha reso oggi giustizia, liberandoti dalle mani di quanti erano insorti contro di te".  Il re disse all'Etiope: "Il giovane Assalonne sta bene?". L'Etiope rispose: "Diventino come quel giovane i nemici del re mio signore e quanti insorgono contro di te per farti il male!".



	 Allora il re fu scosso da un tremito, sal al piano di sopra della porta e pianse; diceva in lacrime: "Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!".  Fu riferito a Ioab: "Ecco il re piange e fa lutto per Assalonne".  La vittoria in quel giorno si cambi in lutto per tutto il popolo, perch il popolo sent dire in quel giorno: "Il re  molto afflitto a causa del figlio".  Il popolo in quel giorno rientr in citt furtivamente, come avrebbe fatto gente vergognosa per essere fuggita in battaglia.  Il re si era coperta la faccia e gridava a gran voce: "Figlio mio Assalonne, Assalonne figlio mio, figlio mio!".  Allora Ioab entr in casa del re e disse: "Tu copri oggi di rossore il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine,  perch mostri di amare quelli che ti odiano e di odiare quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e ministri per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi fossimo quest'oggi tutti morti, allora sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi.  Ora dunque alzati, esci e parla al cuore della tua gente; perch io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo rester con te questa notte; questa sarebbe per te la peggiore sventura di tutte quelle che ti sono cadute addosso dalla tua giovinezza fino ad oggi".  Allora il re si alz e si sedette sulla porta; fu dato quest'annunzio a tutto il popolo: "Ecco il re sta seduto alla porta". E tutto il popolo venne alla presenza del re.
	Gli Israeliti erano fuggiti ognuno alla sua tenda.  In tutte le trib d'Israele tutto il popolo stava discutendo e diceva: "Il re ci ha liberati dalle mani dei nostri nemici e ci ha salvati dalle mani dei Filistei; ora  dovuto fuggire dal paese a causa di Assalonne.  Ma quanto ad Assalonne, che noi avevamo consacrato perch regnasse su di noi,  morto in battaglia. Ora perch non cercate di far tornare il re?".  Ci che si diceva in tutto Israele era giunto a conoscenza del re. Il re Davide mand a dire ai sacerdoti Zadk ed Ebiatr: "Riferite agli anziani di Giuda: Perch volete essere gli ultimi a far tornare il re alla sua casa?  Voi siete mio osso e mia carne e perch dunque sareste gli ultimi a far tornare il re?  Dite ad Amas: Non sei forse mio osso e mia carne? Dio mi faccia questo e mi aggiunga quest'altro, se tu non diventerai davanti a me capo dell'esercito per sempre al posto di Ioab!".  Cos pieg il cuore di tutti gli uomini di Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; essi mandarono a dire al re: "Ritorna tu e tutti i tuoi ministri".
	 Il re dunque torn e giunse al Giordano; quelli di Giuda vennero a Glgala per andare incontro al re e per fargli passare il Giordano.
	 Sime, figlio di Ghera, Beniaminita, che era di Bacurm, si affrett a scendere con gli uomini di Giuda incontro al re Davide.  Aveva con s mille uomini di Beniamino. Zib, il servo della casa di Saul, i suoi quindici figli con lui e i suoi venti servi si erano precipitati al Giordano prima del re  e avevano servito per far passare la famiglia del re e per fare quanto a lui sarebbe piaciuto. Intanto Sime, figlio di Ghera, si gett ai piedi del re nel momento in cui passava il Giordano  e disse al re: "Il mio signore non tenga conto della mia colpa! Non ricordarti di quanto il tuo servo ha commesso quando il re mio signore  uscito da Gerusalemme; il re non lo conservi nella sua mente!  Perch il tuo servo riconosce di aver peccato ed ecco, oggi, primo di tutta la casa di Giuseppe, sono sceso incontro al re mio signore".  Ma Abisi figlio di Zerui, disse: "Non dovr forse essere messo a morte Sime perch ha maledetto il consacrato del Signore?".  Davide disse: "Che ho io in comune con voi, o figli di Zerui, che vi mostriate oggi miei avversari? Si pu mettere a morte oggi qualcuno in Israele? Non so dunque che oggi divento re di Israele?".  Il re disse a Sime: "Tu non morirai!". E il re glielo giur.
	 Anche Merib-Bal nipote di Saul scese incontro al re. Non si era curato i piedi e le mani, n la barba intorno alle labbra e non aveva lavato le vesti dal giorno in cui il re era partito a quello in cui tornava in pace.  Quando giunse da Gerusalemme incontro al re, il re gli disse: "Perch non sei venuto con me, Merib-Bal?".  Egli rispose: "Re, mio signore, il mio servo mi ha ingannato! Il tuo servo aveva detto: Io mi far sellare l'asino, monter e andr con il re, perch il tuo servo  zoppo.  Ma egli ha calunniato il tuo servo presso il re mio signore. Per il re mio signore  come un angelo di Dio; fa'dunque ci che sembrer bene ai tuoi occhi.  Perch tutti quelli della casa di mio padre non avevano meritato dal re mio signore altro che la morte; ma tu avevi posto il tuo servo fra quelli che mangiano alla tua tavola. E che diritto avrei ancora di implorare presso il re?".  Il re gli disse: "Non occorre che tu aggiunga altre parole. Ho deciso: tu e Zib vi dividerete i campi".  Merib-Bal rispose al re: "Se li prenda pure tutti lui, dato che ormai il re mio signore  tornato in pace a casa!".
	 Barzilli il Galaadita era sceso da Roghelm e aveva passato il Giordano con il re, per congedarsi da lui presso il Giordano.  Barzilli era molto vecchio: aveva ottant'anni. Aveva fornito i viveri al re mentre questi si trovava a Macanim, perch era un uomo molto facoltoso.  Il re disse a Barzilli: "Vieni con me; io provveder al tuo sostentamento presso di me, a Gerusalemme".  Ma Barzilli rispose al re: "Quanti sono gli anni che mi restano da vivere, perch io salga con il re a Gerusalemme?  Io ho ora ottant'anni; posso forse ancora distinguere ci che  buono da ci che  cattivo? Pu il tuo servo gustare ancora ci che mangia e ci che beve? Posso udire ancora la voce dei cantori e delle cantanti? E perch allora il tuo servo dovrebbe essere di peso al re mio signore?  Solo per poco tempo il tuo servo verr con il re oltre il Giordano; perch il re dovrebbe darmi una tale ricompensa?  Lascia che il tuo servo torni indietro e che io possa morire nella mia citt presso la tomba di mio padre e di mia madre. Ecco qui mio figlio, il tuo servo Chimm; venga lui con il re mio signore; fa'per lui quello che ti piacer".  Il re rispose: "Venga dunque con me Chimm e io far per lui quello che a te piacer; far per te quello che desidererai da me".  Poi tutto il popolo pass il Giordano; il re l'aveva gi passato. Allora il re baci Barzilli e lo benedisse; quegli torn a casa.
	 Cos il re pass verso Glgala e Chimm era venuto con lui. Tutta la gente di Giuda e anche met della gente d'Israele aveva fatto passare il re.
	 Allora tutti gli Israeliti vennero dal re e gli dissero: "Perch i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno portato via di nascosto e hanno fatto passare il Giordano al re, alla sua famiglia e a tutta la gente di Davide?".  Tutti gli uomini di Giuda risposero agli Israeliti: "Il re  un nostro parente stretto; perch vi adirate per questo? Abbiamo forse mangiato a spese del re o ci fu portata qualche porzione?".  Gli Israeliti replicarono agli uomini di Giuda: "Dieci parti mi spettano sul re; inoltre sono io il primogenito e non tu; perch mi hai disprezzato? Non sono forse stato il primo a proporre di far tornare il re?". Ma il parlare degli uomini di Giuda fu pi violento di quello degli Israeliti.



	 Ora si trovava l un uomo iniquo chiamato Sba, figlio di Bicr, un Beniaminita, il quale suon la tromba e disse:

	"Non abbiamo alcuna parte con Davide
	e non abbiamo un'eredit con il figlio di Iesse.
	Ognuno alle proprie tende, Israele!".

	 Tutti gli Israeliti si allontanarono da Davide per seguire Sba, figlio di Bicr; ma gli uomini di Giuda rimasero attaccati al loro re e lo accompagnarono dal Giordano fino a Gerusalemme.  Davide entr nella reggia a Gerusalemme. Il re prese le dieci concubine che aveva lasciate a custodia della reggia e le mise in un domicilio sorvegliato; egli somministrava loro gli alimenti, ma non si accostava loro; rimasero cos recluse fino al giorno della loro morte, in stato di vedovanza perenne.  Poi il re disse ad Amas: "Radunami tutti gli uomini di Giuda in tre giorni; poi vieni qui".  Amas dunque part per adunare gli uomini di Giuda; ma tard pi del tempo fissato.  Allora Davide disse ad Abisi: "Sba figlio di Bicr ci far ora pi male di Assalonne; prendi i servi del tuo signore e inseguilo, perch non trovi fortezze e ci sfugga".  Abisi usc per la spedizione, seguito dalla gente di Ioab, dai Cretei, dai Peletei e da tutti i prodi; uscirono da Gerusalemme per inseguire Sba figlio di Bicr.
	 Si trovavano presso la grande pietra che  in Gbaon, quando Amas venne loro incontro. Ioab indossava la veste militare, sopra la quale portava la cintura con la spada pendente dai fianchi nel fodero; egli la fece uscire e cadere.  Ioab disse ad Amas: "Stai bene, fratello mio?" e con la destra prese Amas per la barba per baciarlo.  Amas non fece attenzione alla spada che Ioab aveva nell'altra mano; Ioab lo colp al basso ventre e ne sparse le viscere a terra; non lo colp una seconda volta perch era gi morto. Poi Ioab e Abisi suo fratello inseguirono Sba, figlio di Bicr.  Uno dei giovani di Ioab era rimasto presso Amas e diceva: "Chi ama Ioab e chi  per Davide segua Ioab!".  Intanto Amas si rotolava nel sangue in mezzo alla strada e quell'uomo si accorse che tutto il popolo si fermava. Allora trascin Amas fuori della strada in un campo e gli butt addosso una veste, perch quanti gli arrivavano vicino lo vedevano e si fermavano.  Quando esso fu tolto dalla strada, tutti passarono al seguito di Ioab per dare la caccia a Sba, figlio di Bicr.
	 Attraversarono il territorio di tutte le trib d'Israele fino ad Abel-Bet-Maac, dove tutti quelli della famiglia di Bicr erano stati convocati ed erano entrati al seguito di Sba.  Vennero dunque, assediarono Sba in Abel-Bet-Maac e innalzarono contro la citt un terrapieno; tutto il popolo che era con Ioab scavava per demolire le mura.  Allora una donna saggia grid dalla citt: "Ascoltate, ascoltate! Dite a Ioab di avvicinarsi, gli voglio parlare!".  Quando egli si fu avvicinato, la donna gli chiese: "Sei tu Ioab?". Egli rispose: "S". Allora essa gli disse: "Ascolta la parola della tua schiava". Egli rispose: "Ascolto".  Riprese: "Una volta si soleva dire: Si interroghi bene ad Abl e a Dan per sapere se sono venute meno le costumanze  stabilite dai fedeli d'Israele. Tu cerchi di far perire una citt che  una madre in Israele. Perch vuoi distruggere l'eredit del Signore?".  Ioab rispose: "Lungi, lungi da me l'idea di distruggere e di rovinare.  La questione  diversa: un uomo delle montagne di fraim, chiamato Sba, figlio di Bicr, ha alzato la mano contro il re Davide. Consegnatemi lui solo e io mi allontaner dalla citt". La donna disse a Ioab: "Ecco, la sua testa ti sar gettata dall'alto delle mura".  Allora la donna rientr in citt e parl a tutto il popolo con saggezza; cos quelli tagliarono la testa a Sba, figlio di Bicr, e la gettarono a Ioab. Egli fece suonare la tromba; tutti si dispersero lontano dalla citt e ognuno and alla propria tenda. Poi Ioab torn a Gerusalemme presso il re.
	 Ioab era a capo di tutto l'esercito d'Israele; Benai, figlio di Ioiad, era capo dei Cretei e dei Peletei;  Adorm sovrintendeva ai lavori forzati; Giosafat, figlio di Achild, era archivista;  Serai era scriba; Zadk ed Ebiatr erano sacerdoti e anche Ira lo Iairita era ministro di Davide.



	 Al tempo di Davide ci fu una carestia per tre anni; Davide cerc il volto del Signore e il Signore gli disse: "Su Saul e sulla sua casa pesa un fatto di sangue, perch egli ha fatto morire i Gabaoniti".  Allora il re chiam i Gabaoniti e parl loro. I Gabaoniti non erano del numero degli Israeliti, ma un resto degli Amorrei, e gli Israeliti avevano giurato loro; Saul per, nel suo zelo per gli Israeliti e per quelli di Giuda, aveva cercato di sterminarli.  Davide disse ai Gabaoniti: "Che devo fare per voi? In che modo espier, perch voi benediciate l'eredit del Signore?".  I Gabaoniti gli risposero: "Fra noi e Saul e la sua casa non  questione d'argento o d'oro, n ci riguarda l'uccidere qualcuno in Israele". Il re disse: "Quello che voi direte io lo far per voi".  Quelli risposero al re: "Di quell'uomo che ci ha distrutti e aveva fatto il piano di sterminarci, perch pi non sopravvivessimo entro alcun confine d'Israele,  ci siano consegnati sette uomini tra i suoi figli e noi li impiccheremo davanti al Signore in Gbaon, sul monte del Signore". Il re disse: "Ve li consegner".  Il re risparmi Merib-Bal figlio di Ginata, figlio di Saul, per il giuramento che Davide e Ginata, figlio di Saul, si erano fatto davanti al Signore;  ma il re prese i due figli che Rizp figlia di Ai aveva partoriti a Saul, Armon e Merib-Bal e i cinque figli che Merb figlia di Saul aveva partoriti ad Adril il Mecolatita figlio di Barzilli.  Li consegn ai Gabaoniti, che li impiccarono sul monte, davanti al Signore. Tutti e sette perirono insieme. Furono messi a morte nei primi giorni della mietitura, quando si cominciava a mietere l'orzo.
	 Allora Rizp, figlia di Ai, prese il mantello di sacco e lo tese, fissandolo alla roccia, e stette l dal principio della mietitura dell'orzo finch dal cielo non cadde su di loro la pioggia. Essa non permise agli uccelli del cielo di posarsi su di essi di giorno e alle bestie selvatiche di accostarsi di notte.  Fu riferito a Davide quello che Rizp, figlia di Ai, concubina di Saul, aveva fatto.  Davide and a prendere le ossa di Saul e quelle di Ginata suo figlio presso i cittadini di Iabs di Glaad, i quali le avevano portate via dalla piazza di Beisan, dove i Filistei avevano appeso i cadaveri quando avevano sconfitto Saul sul Gelboe.  Egli riport le ossa di Saul e quelle di Ginata suo figlio; poi si raccolsero anche le ossa di quelli che erano stati impiccati.  Le ossa di Saul e di Ginata suo figlio, come anche le ossa degli impiccati furono sepolte nel paese di Beniamino a Zela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul; fu fatto quanto il re aveva ordinato. Dopo, Dio si mostr placato verso il paese.
	 I Filistei mossero di nuovo guerra ad Israele e Davide scese con i suoi sudditi a combattere contro i Filistei. Davide era stanco  e Isbi-Benb, uno dei figli di Rafa, che aveva una lancia del peso di trecento sicli di rame ed era cinto di una spada nuova, manifest il proposito di uccidere Davide;  ma Abisi, figlio di Zerui, venne in aiuto al re, colp il Filisteo e lo uccise. Allora i ministri di Davide gli giurarono: "Tu non uscirai pi con noi a combattere e non spegnerai la lampada d'Israele".
	 Dopo, ci fu un'altra battaglia contro i Filistei, a Gob; allora Sibbeci il Cusatita uccise Saf, uno dei figli di Rafa.
	 Ci fu un'altra battaglia contro i Filistei a Gob; Elcann, figlio di Iair di Betlemme, uccise il fratello di Golia di Gat: l'asta della sua lancia era come un subbio di tessitori.
	 Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove si trov un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro dita: anch'egli era nato a Rafa.  Costui insult Israele, ma lo uccise Ginata, figlio di Sime, fratello di Davide.  Questi quattro erano nati a Rafa, in Gat. Essi perirono per mano di Davide e per mano dei suoi ministri.



	 Davide rivolse al Signore le parole di questo canto, quando il Signore lo liber dalla mano di tutti i suoi nemici, specialmente dalla mano di Saul.  Egli disse:

	"Il Signore  la mia roccia,
	la mia fortezza, il mio liberatore,
	 il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio,
	il mio scudo, la mia salvezza, il mio riparo!
	Sei la mia roccaforte che mi salva:
	tu mi salvi dalla violenza.
	 Invoco il Signore, degno di ogni lode,
	e sono liberato dai miei nemici.
	 Mi circondavano i flutti della morte,
	mi atterrivano torrenti esiziali.
	 Mi avviluppavano le funi degli inferi;
	mi stavano davanti i lacci della morte.
	 Nell'angoscia ho invocato il Signore,
	ho gridato al mio Dio,
	Egli ha ascoltato dal suo tempio la mia voce;
	il mio grido  giunto ai suoi orecchi.
	 Si scosse la terra e sobbalz;
	tremarono le fondamenta del cielo;
	si scossero, perch egli si era irritato.
	 Fumo sal dalle sue narici;
	dalla sua bocca usc un fuoco divoratore;
	carboni accesi partirono da lui.
	 Egli pieg i cieli e discese;
	una nube oscura era sotto i suoi piedi.
	 Cavalc un cherubino e vol;
	si libr sulle ali del vento.
	 Si avvolse di tenebra tutto intorno;
	acque scure e dense nubi erano la sua tenda.
	 Per lo splendore che lo precedeva
	arsero carboni infuocati.
	 Il Signore tuon nei cieli,
	l'Altissimo emise la sua voce.
	 Scagli frecce e li disperse;
	vibr folgori e li mise in fuga.
	 Apparvero le profondit marine;
	si scoprirono le basi del mondo,
	come effetto della tua minaccia, Signore,
	del soffio violento della tua ira.
	 Dall'alto stese la mano e mi prese;
	mi fece uscire dalle grandi acque.
	 Mi liber dai miei robusti avversari,
	dai miei nemici pi forti di me.
	 Mi affrontarono nel giorno della mia rovina,
	ma il Signore fu il mio sostegno.
	 Egli mi trasse al largo;
	mi liber, perch oggetto della sua benevolenza.
	 Il Signore mi ricompens secondo la mia giustizia,
	mi tratt secondo la purit delle mie mani.
	 Perch mi sono mantenuto nelle vie del Signore,
	non sono stato empio, lontano dal mio Dio,
	 perch tutti i suoi decreti mi sono dinanzi
	e non ho allontanato da me le sue leggi.
	 Sono stato irreprensibile nei suoi riguardi;
	mi sono guardato dall'iniquit.
	 Il Signore mi tratt secondo la mia giustizia,
	secondo la purit delle mie mani alla sua presenza.
	 Con il pio ti mostri pio,
	con il prode ti mostri integro;
	 con il puro ti mostri puro,
	con il tortuoso ti mostri astuto.
	 Tu salvi la gente umile,
	mentre abbassi gli occhi dei superbi.
	 S, tu sei la mia lucerna, Signore;
	il Signore illumina la mia tenebra.
	 S, con te io posso affrontare una schiera,
	con il mio Dio posso slanciarmi sulle mura.
	 La via di Dio  perfetta;
	la parola del Signore  integra;
	egli  scudo per quanti si rifugiano in lui.
	 C' forse un dio come il Signore;
	una rupe fuori del nostro Dio?
	 Dio mi cinge di forza,
	rende sicura la mia via.
	 Ha reso simili i miei piedi a quelli delle cerve;
	mi ha fatto stare sulle alture.
	 Ha addestrato la mia mano alla guerra;
	ha posto un arco di bronzo nelle mie braccia.
	 Mi hai dato lo scudo della tua salvezza,
	la tua sollecitudine mi fa crescere.
	 Fai largo davanti ai miei passi;
	le mie gambe non vacillano.
	 Inseguo e raggiungo i miei nemici,
	non desisto finch non siano distrutti.
	 Li colpisco ed essi non possono resistere;
	cadono sotto i miei piedi.
	 Mi cingi di forza per la battaglia;
	hai fatto piegare sotto di me i miei avversari.
	 Mi mostri i nemici di spalle,
	cos io distruggo quelli che mi odiano.
	 Gridano, ma nessuno li salva,
	verso il Signore, che a loro non risponde.
	 Li disperdo come polvere della terra,
	li calpesto come fango delle piazze.
	 Tu mi liberi dalle contese del popolo;
	mi poni a capo di nazioni;
	un popolo non conosciuto mi serve.
	 I figli degli stranieri mi onorano
	appena sentono, mi obbediscono.
	 I figli degli stranieri vengono meno,
	lasciano con spavento i loro nascondigli.
	 Viva il Signore! Sia benedetta la mia rupe!
	Sia esaltato il Dio della mia salvezza!
	 Dio fa vendetta per me
	e mi sottomette i popoli.
	 Tu mi liberi dai miei nemici,
	mi innalzi sopra i miei avversari,
	mi liberi dall'uomo violento.
	 Perci ti loder, Signore,
	fra i popoli canter inni al tuo nome.
	 Egli concede una grande vittoria al suo re,
	la grazia al suo consacrato,
	a Davide e ai suoi discendenti per sempre".



	 Queste sono le ultime parole di Davide:

	"Oracolo di Davide, figlio di Iesse,
	oracolo dell'uomo che l'Altissimo ha innalzato,
	del consacrato del Dio di Giacobbe,
	del soave cantore d'Israele.
	 Lo spirito del Signore parla in me,
	la sua parola  sulla mia lingua;
	 il Dio di Giacobbe ha parlato,
	la rupe d'Israele mi ha detto:
	Chi governa gli uomini ed  giusto,
	chi governa con timore di Dio,
	  come la luce del mattino
	al sorgere del sole,
	in un mattino senza nubi,
	che fa scintillare dopo la pioggia
	i germogli della terra.
	 Cos  stabile la mia casa davanti a Dio,
	perch ha stabilito con me un'alleanza eterna,
	in tutto regolata e garantita.
	Non far dunque germogliare
	quanto mi salva
	e quanto mi diletta?
	 Ma gli scellerati sono come spine,
	che si buttano via a fasci
	e non si prendono con la mano;
	 chi le tocca usa un ferro o un'asta di lancia
	e si bruciano al completo nel fuoco".

	 Questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal il Cacmonita, capo dei Tre. Egli impugn la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro.  Dopo di lui veniva Elezaro figlio di Dod l'Acochita, uno dei tre prodi che erano con Davide, quando sfidarono i Filistei schierati in battaglia, mentre gli Israeliti si ritiravano sulle alture.  Egli si alz, percosse i Filistei, finch la sua mano, sfinita, rimase attaccata alla spada. Il Signore concesse in quel giorno una grande vittoria e il popolo segu Elezaro soltanto per spogliare i cadaveri.  Dopo di lui veniva Samm figlio di Agh, l'Ararita. I Filistei erano radunati a Lech; in quel luogo vi era un campo pieno di lenticchie: mentre il popolo fuggiva dinanzi ai Filistei,  Samm si piant in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei. E il Signore concesse una grande vittoria.
	 Tre dei Trenta scesero al tempo della mietitura e vennero da Davide nella caverna di Adullm, mentre una schiera di Filistei era accampata nella valle dei Rfaim.  Davide era allora nella fortezza e c'era un appostamento di Filistei a Betlemme.  Davide espresse un desiderio e disse: "Se qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo che  vicino alla porta di Betlemme!".  I tre prodi si aprirono un varco attraverso il campo filisteo, attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta, la presero e la presentarono a Davide; il quale per non ne volle bere, ma la sparse davanti al Signore,  dicendo: "Lungi da me, Signore, il fare tal cosa!  il sangue di questi uomini, che sono andati l a rischio della loro vita!". Non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi.
	 Abisi, fratello di Ioab, figlio di Zerui, fu il capo dei Trenta. Egli impugn la lancia contro trecento uomini e li trafisse; si acquist fama fra i trenta.  Fu il pi glorioso dei Trenta e perci fu fatto loro capo, ma non giunse alla pari dei Tre.  Poi veniva Benai, figlio di Ioiad, uomo valoroso, celebre per le sue prodezze, oriundo da Cabsel. Egli uccise i due figli di Aril, di Moab. Scese anche in mezzo a una cisterna, dove uccise un leone, in un giorno di neve.  Uccise anche un Egiziano, uomo d'alta statura, che teneva una lancia in mano; Benai gli scese contro con un bastone, strapp di mano all'Egiziano la lancia e lo uccise con la lancia di lui.  Questo fece Benai figlio di Ioiad, e si acquist fama tra i trenta prodi.  Fu il pi illustre dei Trenta, ma non giunse alla pari dei Tre. Davide lo ammise nel suo consiglio.  Poi vi erano Asal fratello di Ioab, uno dei Trenta; Elcann figlio di Dod, di Betlemme.  Samm di Card; Elik di Card;  Cles di Pelt; Ira figlio di Ikks, di Teka;  Abizer di natot; Mebunni di Cus;  Zalmn di Acach; Maharai di Netof;  Chleb figlio di Baan, di Netof; Itti figlio di Ribi, di Gbaa di Beniamino; Benai di Piratn;  Iddi di Nahale-Gas;  Abi-Albn di Arbt; Azmvet di Bacurm;  Eliacb di Saalbn; Iasn di Gun;  Ginata figlio di Samm, di Arr; Achim figlio di Sarr, di Afr;  Eliflet figlio di Acasbi, il Maacatita; Elim figlio di Achitfel, di Ghilo;  Chesri del Carmelo; Paari di Arb;  Igl figlio di Natn, da Zob; Ban di Gad;  Zlek l'Ammonita; Nacrai da Beert, scudiero di Ioab, figlio di Zerui;  Ir di Iter; Garb di Iter;  Uria l'Hittita. In tutto trentasette.



	 La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incit Davide contro il popolo in questo modo: "Su, fa'il censimento d'Israele e di Giuda".  Il re disse a Ioab e ai suoi capi dell'esercito: "Percorri tutte le trib d'Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il censimento del popolo, perch io conosca il numero della popolazione".  Ioab rispose al re: "Il Signore tuo Dio moltiplichi il popolo cento volte pi di quello che , e gli occhi del re mio signore possano vederlo! Ma perch il re mio signore desidera questa cosa?".  Ma l'ordine del re prevalse su Ioab e sui capi dell'esercito e Ioab e i capi dell'esercito si allontanarono dal re per fare il censimento del popolo d'Israele.
	 Passarono il Giordano e cominciarono da Aroer e dalla citt che  in mezzo al torrente di Gad e presso Iazer.  Poi andarono in Glaad e nel paese degli Hittiti a Kades; andarono a Dan. Poi girarono intorno a Sidne;  andarono alla fortezza di Tiro e in tutte le citt degli Evei e dei Cananei e finirono nel Negheb di Giuda a Bersabea.  Percorsero cos tutto il paese e dopo nove mesi e venti giorni tornarono a Gerusalemme.  Ioab consegn al re la cifra del censimento del popolo: c'erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada; in Giuda cinquecentomila.
	 Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo, si sent battere il cuore e disse al Signore: "Ho peccato molto per quanto ho fatto; ma ora, Signore, perdona l'iniquit del tuo servo, poich io ho commesso una grande stoltezza".  Quando Davide si fu alzato il mattino dopo, questa parola del Signore fu rivolta al profeta Gad, il veggente di David:  "Va'a riferire a Davide: Dice il Signore: Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti far".  Gad venne dunque a Davide, gli rifer questo e disse: "Vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese? Ora rifletti e vedi che cosa io debba rispondere a chi mi ha mandato".  Davide rispose a Gad: "Sono in grande angoscia! Ebbene cadiamo nelle mani del Signore, perch la sua misericordia  grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini!".  Cos il Signore mand la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo.  E quando l'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla, il Signore si pent di quel male e disse all'angelo che distruggeva il popolo: "Basta; ritira ora la mano!".
	Ora l'angelo del Signore si trovava presso l'aia di Araun il Gebuseo.  Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo, disse al Signore: "Io ho peccato; io ho agito da iniquo; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre!".
	 Quel giorno Gad venne da Davide e gli disse: "Sali, innalza un altare al Signore sull'aia di Araun il Gebuseo".
	 Davide sal, secondo la parola di Gad, come il Signore aveva comandato.  Araun guard e vide il re e i suoi ministri dirigersi verso di lui. Araun usc e si prostr davanti al re con la faccia a terra.
	 Poi Araun disse: "Perch il re mio signore viene dal suo servo?". Davide rispose: "Per acquistare da te quest'aia e innalzarvi un altare al Signore, perch il flagello cessi di colpire il popolo".  Araun disse a Davide: "Il re mio signore prenda e offra quanto gli piacer! Ecco i buoi per l'olocausto; le trebbie e gli arnesi dei buoi serviranno da legna.  Tutte queste cose, re, Araun te le regala". Poi Araun disse al re: "Il Signore tuo Dio ti sia propizio!".  Ma il re rispose ad Araun: "No, io acquister da te queste cose per il loro prezzo e non offrir al Signore mio Dio olocausti che non mi costino nulla". Davide acquist l'aia e i buoi per cinquanta sicli d'argento;  edific in quel luogo un altare al Signore e offr olocausti e sacrifici di comunione. Il Signore si mostr placato verso il paese e il flagello cess di colpire il popolo.
