Titolo originale dell'opera Yoga-Vasishtha


Prefazione, traduzione e compilazione
a cura dell'Editrice Vidyananda

1985 by Editrice Vidyananda

Finito di stampare nel novembre 1985 presso la tipografia Grafica 2000
Citt di Castello (PG)

PREFAZIONE

Lo 'Yoga Vasishtha'  la pi antica opera sanscrita del pi alto ordine sul Vedanta.  un'opera monumentale che non ha pari nella letteratura sanscrita. Il nome 'Vasishtha' deriva dal grande saggio Vasishtha, che insegn la conoscenza suprema del Vedanta al suo discepolo regale, il principe Rama, l'eroe del Ramayana. La paternit dell'opera  attribuita a Maharishi Valmiki, l'autore del Ramayana. Valmiki racconta al suo discepolo Bharadvaja tutto l'insegnamento che Vasishtha trasmise a Rama servendosi di bellissime e antiche storie.
Lo 'Yoga Vasishtha'  anche conosciuto con i nomi di 'Jnana Vasishtha', 'Uttara-Ramayana', 'Vasishtha-Ramayana', 'Yoga Vasishtha Maharamayana'. Sebbene nel titolo appare il nome Yoga, l'opera si occupa principalmente di Jnana, e della scienza dello Yoga tratta particolarmente soltanto in due storie; quindi il termine Yoga viene qui usato in senso generico, come nella Bhagavad Gita, per sottintendere l'unione tra jivatman e Paramatman attraverso i metodi del Jnana Yoga, del Karma Yoga, ecc.
Come la Bhagavad Gita, lo Yoga Vasishtha insegna che la realizzazione divina, l'unione dell'anima individuale con l'Anima Suprema, si pu e si deve ottenere mentre si vive e si agisce in mezzo alle prove e alle tribolazioni della vita, agendo con animo distaccato e indifferente al frutto delle azioni, e immersi nella beatitudine del S.
Ci sono due 'Yoga Vasishtha': l'opera originale, chiamata 'Brihad Yoga Vasishtha', che contiene trentaduemila versetti; e un'opera condensata, chiamata 'Laghu Yoga Vasishtha', che contiene seimila versetti. Brihad significa grande; laghu significa piccolo. Il 'Laghu Yoga Vasishtha'  attribuito a un grande pandit del Kashmir, Abhinanda, che ha ripreso testualmente parola per parola dall'opera originale, limitandosi soltanto a saltare le numerose ripetizioni e ad abbreviare le lunghe descrizioni, cos che la sua opera si pu considerare la quintessenza dell'originale.

Il libro contiene sei prakarana (sezioni): vairagya (non attaccamento), Mumukshu (desiderio di liberazione), Utpatti (origine), Sthiti (preservazione), Upashanti (quiescenza) e Nirvana (liberazione). Quando un uomo di discriminazione sviluppa il vero non attaccamento, allora viene posseduto dal desiderio di liberazione. Quindi tramite la sua natura egli comprende la Realt come sostrato per l'apparente origine, preservazione e quiescenza dell'universo. Questo lo porta alla vera natura di Brahman, che  Satchidananda (Essere-Coscienza-Beatitudine). Infine ottiene il Nirvana. In questi capitoli Vasishtha inizia progressivamente Rama alla conoscenza dell'Atman, spiegandogli pure come e perch deve agire nel mondo.
Il 'Brihad Yoga Vasishtha'  stato tradotto in inglese alla fine del
secolo scorso da Vihari Lal Mitra (Calcutta). Una traduzione in inglese del 'Laghu Yoga Vasishtha', curata da K. Narayanaswami Aiyer
apparve nel 1896 (Adyar, Madras). Per questa edizione italiana - che
si sofferma soprattutto sulle 'storie', sorvolando le lunghe disquisizioni filosofiche spesso interposte tra una storia e l'altra e che sono
enunciati di dottrine esemplificati poi nelle storie stesse - ci siamo
basati principalmente sulle versioni curate da Narayanaswami Aiyer,
da Swami Sivananda Saraswati e da Swami Venkatesananda. Citiamo pure la recente traduzione inglese curata da D. N. Bose e pubblicata a Calcutta nel 1958, quella di Swami Jyotirmayananda e il
compendio di H. P. Shastri.
Bhagavan Sri Ramana Maharishi faceva spesso riferimento allo 'Yoga Vasishtha', considerandolo un'esposizione perfetta della verit da
lui incarnata (l'Advaita Vedanta nella sua pura forma ajatavada); Bhagavan ha perfino incorporato sei versetti dello 'Yoga Vasishtha' nel
suo 'Supplemento ai Quaranta Versi' (dal versetto 21 al 27). Anche
Swami Vidyaranya cita pi di cento versi dallo Yoga Vasishtha nel
suo famoso classico 'Jivan-Mukti-Viveka'.
Swami Muktananda ha scritto che: Lo Yoga Vasishtha  un libro
senza pari nella filosofia indiana, rispettato immensamente per il suo
misticismo pratico. Lo studio di questa grande scrittura da solo pu
aiutare certamente una persona a ottenere la coscienza Divina. Per
gli aspiranti alla beatitudine suprema, lo Yoga Vasishtha  come nettare.  un deposito di saggezza. Il sentiero mostrato in quest'opera
 per quelli che sono spiritualmente molto evoluti, quasi nello stato
di Siddha. Non solo i filosofi, ma anche gli scienziati e gli psicologi
moderni Vi troveranno certamente qualcosa correlata alle loro scoperte. La maggioranza delle scritture sono state narrate da Dio ai Suoi devoti, ma lo Yoga Vasishtha fu narrato a Dio Stesso (Sri Rama). La sua filosofia  molto simile a quella dello Shivaismo del Kashmir. Il suo insegnamento principale  che tutto  Coscienza, incluso il mondo materiale, e che il mondo  come voi lo vedete. Questo  assolutamente vero. Il mondo  solo il gioco della Coscienza. Una volta Abhinavagupta (il grande rappresentante dello Shivaismo kashmirico) disse: 'Shiva, l'assoluto e puro S che vibra sempre nella mente,  la Parashakti che si manifesta come gioia nelle varie esperienze dei sensi. Allora l'esperienza del mondo esterno appare come il suo S. Io non so da dove  venuta questa parola samsara'. Questa  pure l'incomparabile filosofia dello Yoga Vasishtha. Che questo libro dia la vera conoscenza ai suoi lettori!.
Nell'introduzione alla sua traduzione, Swami Venkatesananda ha scritto: Lo Yoga Vasishtha  il pi grande aiuto al risveglio spirituale e all'esperienza diretta della Verit. Questo  certo. Il testo abbonda in ripetizioni che, tuttavia, non sono noiose. Se non vi piacciono o non avete bisogno di ripetizioni, allora leggete solo questo verso: 'L'apparenza di questo mondo  confusione, come il blu del cielo  un'illusione ottica. Penso sia meglio non lasciare che la mente vi si trattenga, ma ignorarla'. Questo verso ricorre parecchie volte nel testo, e sembra essere la stessa essenza dell'insegnamento. Se questo non vi  molto chiaro adesso, leggete la scrittura. I numerosi modi in cui questa verit viene rivelata contribuiranno ad illuminare la vostra mente. L'insegnamento  rivoluzionario. La mente prevenuta non l'accetta facilmente. Perci  saggio leggere solo una pagina al giorno. Dopo la lettura meditate. Vasishtha esorta il lettore: 'Uno deve studiare almeno una piccola parte di questa scrittura ogni giorno. La bellezza di questa scrittura  che lo studente non  abbandonato alla propria disperazione; se qualcosa non  chiara la prima volta, lo studio ulteriore della scrittura la rende chiara'. Quale che sia la scrittura insegnata da chicchessia, e quale che sia il sentiero da voi scelto, non vi fermate finch i condizionamenti mentali non cessano completamente.
Nella sua introduzione allo Yoga Vasishtha, Swami Sivananda Saraswati scrive che questo libro  un capolavoro, il gioiello pi prezioso di tutte le opere sul Vedanta. Chi pratica la ricerca del S o la meditazione vedantica o la pratica dell'Assoluto (Brahman) trover in questo libro meraviglioso un tesoro inestimabile; chi lo studia con mente concentrata non pu non ottenere l'autorealizzazione. Anche la persona pi mondana diventer calma e avr pace di mente, sollievo e consolazione. Lo Yoga Vasishtha era una volta uno dei libri pi letti in India, e ha avuto una grandissima influenza sul pensiero filosofico di questa sacra terra. Le persone che sono diventate indifferenti verso le cose del mondo e che sono assetate di liberazione saranno veramente beneficiate dallo studio di questo libro prezioso; esse troveranno una vasta miniera di conoscenza e di pratiche istruzioni spirituali per guidare la loro vita quotidiana. Lo Yoga Vasishtha prima enuncia una dottrina nei suoi diversi aspetti e quindi la rende molto chiara attraversa interessanti storie. Questo libro dev'essere studiato quanto pi possibile, letto, riletto e padroneggiato. Secondo lo Yoga Vasishtha, il mondo dell'esperienza con tutte le sue leggi, gli oggetti, lo spazio e il tempo  una creazione della mente. Come la mente crea gli oggetti nel sogno, cos tutto  creato dalla mente anche nello stato di veglia. L'espansione della mente  sankalpa. Attraverso il suo potere di differenziazione il sankalpa genera l'universo. Lo spazio e il tempo sono soltanto creazioni mentali. Attraverso il gioco della mente negli oggetti, il vicino sembra molto lontano e viceversa. Un momento d'esperienza di veglia pu essere vissuto come anni nel sogno. La mente non  differente e separata da Brahman. Brahman si manifesta come mente. La mente  dotata di potere creativo; essa  la causa della schiavit e della liberazione.
Lo Yoga Vasishtha sostiene la dottrina del drishti-srishtivada, che dice che il mondo esiste non appena cominciamo a guardarlo e finch lo percepiamo (manodrishyam idam sarvam - tutto il mondo delle cose  l'oggetto della mente). In alcuni posti Vasishtha sostiene anche l'ajativada (dottrina sostenuta pure da Gaudapada, il grande guru di Shankaracharya): questo mondo (la mente, ecc.) non esiste affatto nei tre periodi di tempo, passato, presente e futuro; non c' mai stata nessuna creazione o origine dell'universo.
Questo  il libro pi ispirante; il compagno costante di ogni studente sul sentiero del Jnana Yoga. Esso non si occupa delle categorie del Vedanta. Soltanto studenti avanzati possono intraprenderne lo studio. Gli aspiranti devono prima studiare l'Atma Bodha e altri libri di Shankaracharya. Possiate voi tutti bere il nettare dello Yoga Vasishtha. Possiate voi gustare il miele di saggezza del S e diventare jivanmukta in questa stessa vita! Possano le benedizioni di Brahmarishi Vasishtha, Maharishi Valmiki e tutti gli altri Brahmavidya Guru essere su tutti voi!.

STORIE
dello
YOGA VASISHTHA

VAIRAGYA PRAKARANA

Salutiamo Satchidananda Parambrahman, da cui procedono tutti gli esseri, tramite cui sono manifesti, su cui poggiano e in cui vengono estinti alla fine, nella dissoluzione (pralaya) cosmica.
Le persone qualificate a leggere quest'opera chiamata 'Yoga Vasishtha' non devono essere n ajnani (ignoranti o saggi del mondo) completamente sprofondati nel fango del samsara (ruota di nascite e morti), n quei jivanmukta (saggi liberati) che hanno gi conseguito la conoscenza dell'Atman (il S, l'Anima) liberandosi dal dolore;  qualificato a studiare questa scrittura chi non  n completamente ignorante n illuminato, e pensa: 'Sono schiavo, devo essere liberato'. Chi pondera sui mezzi di liberazione proposti da questa scrittura sotto forma di storie ottiene certamente la liberazione dalla ruota di nascite e morti.
Avevo composto precedentemente la storia di Rama (Ramayana) e l'avevo comunicata al mio amato discepolo Bharadvaja. Una volta, quando and al monte Meru, Bharadvaja la narr a Brahma, il Creatore. Compiaciuto, Brahma concesse a Bharadvaja un dono, e lui chiese che tutti gli esseri umani fossero liberati dall'infelicit, pregando Brahma di trovare il modo per conseguire questo fine. Brahma disse a Bharadvaja: Va' dal saggio Valmiki e pregalo di continuare a narrare la nobile storia di Rama, cos che l'ascoltatore possa essere liberato dall'oscurit dell'ignoranza. Non contento di quello, lo stesso Brahma accompagn il saggio Bharadvaja al mio eremitaggio.
Dopo essere stato degnamente adorato da me, Brahma mi disse: La tua storia di Rama sar la nave con cui gli uomini attraverseranno l'oceano del samsara. Perci, continua il racconto e portalo al suo glorioso compimento. Dopo aver detto questo, il Creatore scomparve dalla nostra vista. Rimasto perplesso dall'inaspettato comando di Brahma, chiesi al saggio Bharadvaja di spiegarmi ci che Brahma aveva appena detto. Bharadvaja mi disse: Brahma vorrebbe che voi raccontaste la storia di Sri Rama in maniera tale da permettere a tutti di superare il dolore. Anch'io vi prego, o guru, di dirmi dettagliatamente come Sri Rama, Lakshmana e gli altri fratelli si liberarono dal dolore. Cosi rivelai a Bharadvaja il segreto della liberazione di Rama, Lakshmana, degli altri fratelli, e anche dei loro genitori e dei membri della corte reale. Quindi dissi a Bharadvaja:
Figlio mio, se anche tu vivrai come loro sarai liberato dal dolore qui e adesso. L'apparenza di questo mondo  confusione, come il blu del cielo  un'illusione ottica. Penso sia meglio non lasciare che la mente vi si trattenga, ma ignorarla. Finch non sorge la convinzione che l'apparenza del mondo  irreale non  possibile n la liberazione dal dolore n la realizzazione della propria vera natura.  questa convinzione sorge quando uno studia questa scrittura con diligenza. Allora si arriva alla ferma convinzione che il mondo oggettivo  una confusione del reale con l'irreale. Se uno non studia questa scrittura nel giusto spirito, la vera conoscenza non sorger in lui nemmeno in un milione d'anni.
La liberazione o moksha  l'abbandono totale di tutti i vasana (desideri sottili o condizionamenti mentali), senza la minima riserva. I vasana sono di due tipi: puri e impuri. Gli impuri sono la causa della nascita; quelli puri liberano dalla nascita. Gli impuri hanno la natura dell'ignoranza e dell'egoismo, che sono - per cos dire - i semi dell'albero della rinascita D'altro canto, quando si abbandonano questi semi, il vasana che sostiene meramente il corpo  di natura pura, ed esiste anche in quelli che sono stati liberati mentre sono ancora viventi. I puri vasana non conducono alla rinascita, poich sono sostenuti solo da spinte karmiche passate e non da motivazioni presenti.
O Bharadvaja, liberati da nascite e morti meditando sul sentiero mostrato da Muni Vasishtha a Sri Rama, che segu le preziose istruzioni del suo guru e consegui l'autorealizzazione. Conoscendo questo, tu sarai liberato dall'ignoranza e raggiungerai la liberazione finale.
Dopo il ritorno dall'eremitaggio del suo precettore, Sri Rama visse nel palazzo di suo padre, re Dasaratha, divertendosi in molti modi insieme ai suoi fratelli. Un giorno nacque in lui il desiderio di visitare tutti i sacri posti di pellegrinaggio, perci chiese a suo padre il permesso di partire. Ricevuto il permesso del guru e del padre, s'avvi coi suoi fratelli al suo santo pellegrinaggio. Dopo aver visitato tutti i posti sacri dell'India, dall'Imalaya in gi, ritorn ad Ayodhya. Rama aveva allora raggiunto il quindicesimo anno di et. Improvvisamente il suo corpo divenne gradualmente emaciato; il suo viso in fiore divenne pallido. Egli sedeva silenzioso e immobile in padmasana (posizione del loto) e rimaneva assorto nei propri pensieri, dimenticando di compiere i suoi doveri quotidiani. Re Dasaratha chiese ripetutamente a Rama di dirgli la causa della sua afflizione e astrazione mentale, ma Rama non dava alcuna risposta.
In questo frangente Muni Visvamitra fece il suo ingresso nella sala del consiglio del re. Dasaratha offri i dovuti rispetti al rishi e disse: O venerabile muni! Ti prego di dirmi lo scopo della tua venuta. Cosa posso fare per te? Sono pronto a separarmi da qualsiasi cosa t'aspetti di ricevere da me. Allora Visvamitra disse: Sto compiendo un grande yajna (sacrificio), ma i rakshasa (demoni) mi danno molto fastidio. Ti prego, permettimi di prendere tuo figlio maggiore Rama. Egli distrugger tutti quei terribili rakshasa. Dasaratha rispose: Rama  molto giovane; non sar capace di combattere contro i rakshasa, e io non posso sopportare la sua separazione nemmeno per un momento. Comanda a me e al mio grande esercito d'accompagnarti per sterminare i demoni; ma io non posso separarmi da Rama.
Visvamitra divenne furioso e disse: Tu mi hai fatto la precisa promessa di separarti da qualsiasi cosa, e adesso non vuoi mantenere la tua promessa. Tu non sei un nobile re. Allora il saggio Vasishtha s'interpose e disse a Dasaratha: O re, tu devi mantenere la tua parola. Un re deve dare l'esempio con la sua condotta. Muni Visvamitra avr cura di Rama, che  al sicuro sotto la sua protezione.
Dasaratha disse agli attendenti di Rama: Portate qui Rama al pi presto. Gli attendenti risposero: Fin dal suo ritorno dal pellegrinaggio egli non sta compiendo i suoi doveri quotidiani;  contrario al bagno, al cibo e ai bei vestiti. Dice che la sua vita sta passando invano, e che questo mondo  irreale. Egli sta conducendo una vita ascetica; le cose di questo mondo per lui sembrano non avere attrattiva.  evidente che desidera conseguire lo stato di jivanmukta, dove non ci sono n travagli n dolori.
Vasishtha chiese agli attendenti di portare Rama nella sala del consiglio; quindi si rivolse all'assemblea cos: Rama ha sviluppato vairagya (non attaccamento). Egli raggiunger presto la conoscenza di Brahman (l'Assoluto) e allora compir tutte le azioni con grande gioia. Quindi Rama arriv nella sala del consiglio e si prostr davanti al suo guru, a Muni Visvamitra e a suo padre. Visvamitra disse a Rama: Aprimi il tuo cuore. Qual  la causa del tuo dolore?. Rama rispose: Venerabile Muni Visvamitra! Risponder alla vostra domanda; vi prego d'ascoltare:
Questo mondo  irreale. Non c' nemmeno una iota di felicit in esso. Gli uomini nascono per morire, e muoiono per nascere di nuovo. Perci tutto  illusorio in questo mondo. Io ho sviluppato la discriminazione e di conseguenza ho rinunciato a tutti i pensieri di godimento sensuale. Uno deve conoscere la natura ingannevole della mente.  soltanto la mente che immagina l'esistenza del mondo come una realt. Solo l'Atman  reale; io sono completamente disgustato da questo mondo illusorio. Sto cercando di scoprire i mezzi che mi libereranno dalle sofferenze di questo spaventoso samsara. Questo pensiero mi consuma come un fuoco selvaggio.
Ricchezza - La ricchezza non pu dare la felicit; essa  fonte di sofferenza,  transitoria, non  mai costante, e si sposta da una persona all'altra. Essa genera il male; tenta la gente come un ingannevole miraggio. Indurisce il cuore dell'uomo; viene ottenuta con mezzi cattivi; causa orgoglio nell'uomo e gli fa dimenticare Dio.
Vita - Questa vita  transitoria, come una bolla di sapone. Essa  piena di miserie, dolori e tribolazioni, e tuttavia il folle uomo ignorante s'aggrappa alla vita mondana. Questo corpo  un grande peso; la vita in questo mondo  piena di fatica e sofferenza. La morte ci guarda incessantemente in faccia. Diversi tipi di malattie causano molta rovina a questo corpo. La giovent ci abbandona velocemente e la vecchiaia, con le sue debolezze e la decadenza del corpo, ci coglie di sorpresa. Colui che pratica un'incessante ricerca dell'Atman (S) conduce una nobile vita. Chi si  liberato dalle rinascite grazie al conseguimento della conoscenza del S sta realmente conducendo una vera e nobile vita. Le vite degli altri sono come quelle di vecchie asine. Perci non c' niente di cos indegno come questa vita, priva di ogni buona qualit e sempre soggetta a morte, malattia, infelicit e dolore.
Ahamkara (egoismo) - Io temo molto questo pernicioso egoismo che genera azioni, desideri e sofferenze, e che  la sorgente di tutti i mali. Esso  illusorio e illude la gente. Sebbene non  niente, per l'uomo del mondo  tutto.  associato con l'idea di 'mio' e nasce dall'avidya (ignoranza); sorge dall'orgoglio e la vanit lo nutre. Esso  il nemico pi grande. Se uno rinuncer a questo terribile ahamkara sar felice. Il segreto della rinuncia  la rinuncia dell'egoismo. L'ahamkara ha sede nella mente.  sotto l'influenza dell'egoismo che l'uomo commette azioni malvagie e sbagliate. Esso  radicato profondamente. Ansiet e affanni procedono dall'egoismo. L'ahamkara  una vera e propria malattia. Orgoglio, lussuria, collera, illusione, avidit, gelosia, amore e odio sono attendenti dell'ahamkara. Esso distrugge le nostre virt e la pace della mente e tende il laccio dell'affetto per intrappolarci in s. Chi  libero dall'egoismo  sempre felice e pieno di pace. I desideri si moltiplicano e si espandono a causa dell'egoismo. Quest'inveterato nemico ha gettato intorno a noi gli incantesimi di mogli, figli e amici, il cui influsso magico  difficile da rompere. Non c' nemico pi grande dell'egoismo. O muni di grande saggezza! Benedicimi affinch possa liberarmi dal malefico egoismo.
Mente - Questa terribile mente nasce solo attraverso l'ahamkara. Questa malefica mente passa da un oggetto all'altro come un vagabondo cane di strada. Essa  sempre agitata, inseguendo i godimenti sensuali. Di natura vacillante,  sempre intrappolata nei suoi cattivi desideri.  possibile bere il contenuto dell'oceano, smuovere il monte Sumeru o ingoiare il fuoco ardente, ma  impossibile controllare questa terribile mente. Il mondo  manifesto solo a causa della mente. Tutte le sofferenze sono generate solo tramite la mente. Se attraverso la discriminazione e la ricerca dell'Atman la mente viene annullata, tutte le sofferenze scompaiono insieme a questo mondo.
Desiderio - Il desiderio  nemico della pace. Esso  simile a una civetta che svolazza nel campo delle nostre menti, sotto l'oscurit della nostra simpatia e nella notte della nostra cupidigia. Esso distrugge le nostre buone qualit. Come un uccello viene preso in trappola, similmente anche noi siamo presi nella trappola dei desideri. Il fuoco dei desideri ci ha bruciati; perfino un bagno nel nettare non ci raffredder. Il desiderio  la causa delle rinascite e di ogni tipo d'angoscia, miseria e dolore. Esso  simile a una spada acuminata, che penetra i cuori delle persone e li tormenta senza motivo.
Corpo - Questo corpo  composto di carne, grasso, ossa, nervi, tendini e sangue. Esso  dimora di malattie;  pieno d'impurit e tende a decomporsi. L'ahamkara vive in questo corpo da padrone, con la cupidigia come sua amante. Egli ha dieci mucche malefiche (gli indriya o sensi); la mente  sua serva. Questo corpo  come una bolla di sapone, che si dissolve in un istante.  una vescica piena d'aria, che pu spaccarsi in qualsiasi momento.  simile a un vaso di sporcizia, che si pu rompere in qualsiasi momento. La pelle splendente  soggetta a raggrinzirsi nella vecchiaia. Vergogna e obbrobrio su coloro che scambiano questo corpo con l'immortale e pura Anima, e fanno affidamento su di esso per la loro pace e felicit. Chi crede nella stabilit del lampo e nella citt sulle nuvole s'aggrapper a questo corpo come fosse vero.
Infanzia - Il bambino vive in una condizione indifesa; egli non pu
comunicare le sue idee,  muto. Mangia rifiuti e rimasugli. Piange per niente.  ignorante. Questo periodo  sempre pieno di pericoli dal fuoco, dall'acqua, ecc. Egli  facilmente irritabile. Come pu dirsi che l'insensata infanzia sia un periodo di vita felice?
Giovent - In questo periodo della vita il giovane  schiavo della lussuria. La sua mente  piena di cattivi pensieri. Preso in diversi tipi di vizi, le sue buone qualit svaniscono; il suo viso viene sfigurato dalla passione. La giovent passa via velocemente. Il fascino della giovent svanisce rapidamente come il lampo. L'uomo folle, che ignorantemente si rallegra della sua fugace giovent,  considerato una bestia umana. Egli arriva a pentirsi della sua follia entro breve tempo.  molto raro trovare un giovane umile, che passi il suo tempo in compagnia e nel servizio dei saggi, e che sia cordiale, compassionevole e dotato di virtuose qualit. Anche se ben versato nello studio delle scritture, tuttavia egli diviene schiavo della passione. Colui che ha superato tutti gli ostacoli della giovent, e ha conseguito la conoscenza del S mentre ancora giovane,  degno d'essere adorato da tutti. Questi  veramente l'uomo saggio.
Lussuria - Che bellezza c' in una donna, il cui corpo  composto di carne, ossa, nervi, grasso, midollo e sangue? Una donna  affascinante solo per breve tempo.  lei la causa dell'illusione. Dov' la bellezza in una vecchia con la pelle raggrinzita? Le donne sono le fiamme del vizio; esse bruciano l'uomo come il fuoco consuma la paglia. Esse bruciano da grande distanza, perci sono pi pericolose del fuoco. Come il facile amoreggiare distrugge tutte le energie virili e le loro carezze sopraffanno il buon senso degli uomini! Una bella ragazza  simile a una droga velenosa, ch distrugge la vita causando un'intossicazione lussuriosa e offuscando il potere della discriminazione. Un uomo ignorante e lussurioso  preso dall'esca della donna e trascinato dal filo del desiderio impuro. Questo mondo misterioso ebbe inizio con la donna e dipende dalla donna per la sua continuazione.  lei la causa della catena della nostra continua miseria. Cosa far con i suoi seni, i suoi occhi, i suoi fianchi, le sue sopracciglia - la cui sostanza non  altro che carne, e perci completamente inconsistente. Se svanisce la lussuria, ha termine ogni schiavit mondana. Senza questa rinuncia, come posso aspettarmi di conseguire l'eterna beatitudine di Brahman? Le ragazze dagli occhi scuri sono innumerevoli trappole poste da Cupido (il dio dell'amore) per intrappolare gli ignoranti uomini lussuriosi. I corpi delle ragazze avvenenti, cos vezzeggiati dagli uomini folli, sono portati al cimitero quando i loro prana (energie vitali) li abbandonano. Bestie e vermi si nutrono della loro carne, gli sciacalli ne dilaniano la pelle e la carne. Io non desidero godere questo illusorio, transitorio piacere dei sensi. Io desidero conseguire soltanto quello stato di beatitudine suprema che metter fine alle continue nascite.
Vecchiaia - La vecchiaia inaridisce il corpo e fa sfiorire la bellezza. Il vecchio  trattato con disprezzo dai membri della famiglia; la sua  una condizione indifesa, i suoi sensi sono impotenti. Egli non pu gratificare i suoi desideri; non ha buona memoria; soffre di varie malattie incurabili. Possiede un insaziabile desiderio di godimenti, ma non ha la capacit di godere; i desideri bruciano il suo cuore, ma egli  incapace di gratificarli. La morte prende la testa grigia dell'uomo come una zucca matura stagionata al sole e la divora con grande piacere. In questo mondo non si pu resistere alla vecchiaia; qual  l'utilit di questa miserabile vita mondana, soggetta a decadenza e vecchiaia?
Tempo - In questo universo il tempo  il ratto che recide il filo della vita. Non c' niente in questo mondo che l'onnidivorante tempo risparmier. Il tempo non risparmia nemmeno la persona pi illustre per un solo momento. Il tempo pervade tutte le cose; ma non ha una caratteristica percettibile sua propria, eccetto che viene imperfettamente conosciuto coi nomi dei giorni, dei mesi, degli anni e delle et. Il tempo ci danza intorno con una lunga collana di ossa di morti che gli scende dal collo fino ai piedi. Durante il pralaya (dissoluzione), esso assume la forma spaventosa del fuoco e riduce il mondo intero in cenere. Niente pu fermare il suo corso. Al termine del pralaya cessa d'esistere e si fonde con l'eternit. Dopo aver fatto una breve pausa riappare come il creatore, preservatore, distruttore e continuatore di tutto. Cos il tempo espande, preserva e infine distrugge tutte le cose come per gioco.
Questa mente si rovina in compagnia delle donne. Quindi il corpo si piega sotto il peso della vecchiaia, e quando viene il tempo della morte l'uomo si affligge per la sua follia. Il corpo che oggi  rivestito di seta e decorato con ghirlande domani dev'essere bruciato o gettato in un abisso profondo. Il veleno pi mortale non  affatto veleno; il desiderio per gli oggetti dei sensi  il veleno pi virulento; il primo si porta via solo un corpo, ma il secondo distrugge molti corpi anche nelle rinascite successive. La vita qui  incerta come una bolla sull'acqua; i godimenti sono transitori come il lampo, i piaceri della giovent sono evanescenti.
O venerabile muni! Istruiscimi, affinch sia al pi presto privo di
dolore, paura e afflizioni mondane e possa avere la luce della Verit.
Mostrami quel posto eterno privo di sofferenza, debolezza, dubbio
e illusione. Dimmi, o saggio, qual  lo stato di vita non associato con gli incomodi episodi di nascita e morte. Mostrami la via per ottenere la pace eterna, l'eterna beatitudine e l'immortalit.
 Cos parl Rama davanti ai muni che erano riuniti nella sala del
consiglio di Dasaratha.

La storia di Sukadeva


Visvamitra disse: O Rama! Tu sei dotato di discriminazione, non
attaccamento, pura ragione, intelligenza e chiaro intelletto. Per te non
c' pi niente da imparare. Tu hai una saggezza spirituale simile a
quella di Suka, il figlio del grande Vyasa. Sebbene Suka possedeva
la conoscenza per intuizione, tuttavia ebbe bisogno di una certa istruzione per confermare le sue esperienze spirituali.
 Rama disse: O venerabile muni! Ti prego di dirmi in che modo
Suka, che dapprima non era sicuro della sua conoscenza, pervenne
in seguito ad essere certo del suo credo.
 Visvamitra disse: a Ti racconter la storia di Sukadeva, il cui caso
era esattamente simile al tuo. Egli possedeva la saggezza spirituale;
rifletteva seriamente, come te, sulla natura illusoria di questo mondo
e divenne indifferente a tutto ci che lo riguardava. Ma sebbene possedeva la conoscenza spirituale, tuttavia nella sua mente era turbato.
Non aveva la ferma convinzione della certezza della sua conoscenza;
perci non aveva pace nella mente. Egli and da suo padre e gli chiese la soluzione delle seguenti domande: 'Da dove viene questa maya (illusione), che produce grande sofferenza? Come si sottomette? Qual  la sua causa? Sin dove si estende? Dove finisce? Quando ebbe origine questo mondo?'.
 Vyasa spieg chiaramente a Suka tutto quello che c'era da dire sul
soggetto; ma Suka non fu soddisfatto, poich sapeva gi tutto quanto gli era stato detto dal padre. Allora Vyasa gli chiese d'andare da re Janaka per avere risposta alle sue domande. Suka and nella citt di Videha. Le sentinelle informarono il re dell'arrivo di Suka, figlio di Vyasa, ma Janaka non si fece avanti per dargli il benvenuto, poich voleva mettere alla prova la sua equanimit di mente. Suka dovette aspettare alla porta per sette giorni, senza cibo; tuttavia la sua mente non fu turbata nemmeno per un istante. Quindi fu trattenuto nei recinti esterni ancora per sette giorni, e dopo fu introdotto nella sala interna del palazzo. Qui fu nutrito con del cibo squisito e trattato con fiori, profumi e pasta di sandalo da bellissime donne. Ma Suka rimase del tutto indifferente. N quelle contrariet n queste accoglienze poterono intaccare il tono di mente di Suka, che rimase fermo come una roccia esposta alle raffiche del vento. Il re Janaka, attraverso queste prove, si rese conto che Suka aveva raggiunto la pace suprema dell'Eterno. Allora si alz, s'inchin davanti al Brahmarishi e disse: 'Tu hai realizzato lo scopo della vita. Tu hai ottenuto il frutto supremo abbandonando tutti gli affari del mondo. Ti prego di dirmi perch adesso sei venuto da me. Io sono sempre pronto a servirti, o mahatma'.
Suka disse: 'Come  nata maya? Come cresce e come viene annullata? Vi prego, o venerabile guru, spiegatemelo chiaramente'. Janaka gli disse le stesse cose che aveva gi appreso da suo padre Vyasa. Allora Suka disse: 'Tutto questo sono venuto a conoscerlo molto tempo fa attraverso la mia intuizione e quindi dalle risposte di mio padre alle mie domande. Voi avete detto la stessa cosa, e sappiamo che questo  pure il vero significato delle sacre Scritture. Nemmeno un minimo di beneficio  derivato da questa deperibile maya, che trae la sua origine da Brahman sotto forma di respiro o vibrazione e di nuovo si fonde in Brahman. Vi prego d'illuminarmi sulla natura dell'Atman o Brahman'.
Re Janaka rispose: 'Soltanto Brahman . Esso  Imperituro, Indivisibile e Autoluminoso. Come l'onnipervadente Chidakasha Esso  presente ovunque. Non c' niente all'infuori di Brahman. Questa conoscenza (jnana)  limitata dai suoi stessi sankalpa (concetti, pensieri) e liberata dall'annullamento dei suoi stessi sankara. Tu hai veramente conosciuto il supremo S. Tu hai conseguito la conoscenza dell'Atman; perci non hai n attaccamento n desiderio per gli oggetti dei sensi. Tu hai ottenuto tutto quello che si pu avere; tu hai ottenuto tutto quello che  ottenibile. Tu sei un eroe, poich hai vinto tutti i desideri. Tu sei un perfetto jivanmukta. Tu sei diventato uno con l'Anima Suprema'.
Re Janaka inizi Suka nei misteri dell'Atman. Suka rimase silenzioso, con la mente fissa sul supremo S. Tutti i suoi dubbi e le sue perplessit svanirono completamente. Fu liberato dall'illusione di maya e rimase in nirvikalpa samadhi per mille anni. Come una goccia d'acqua che si fonde nell'oceano, similmente Suka s'immerse nell'Anima Suprema o oceano di Beatitudine.
Visvamitra continu: O Rama! Anche tu devi percorrere il sentiero seguito da Suka. Chi ha conseguito la conoscenza del S avr disgusto per i godimenti del mondo e non s'identificher con gli oggetti.  molto difficile avere avversione o disgusto per gli oggetti. Se la mente  incline verso gli oggetti, la schiavit viene rafforzata; se non c' inclinazione la schiavit si allenta e infine scompare. Soltanto l'estinzione dei vasana (desideri sottili)  moksha (liberazione finale). La mente che a causa dei vasana  assetata degli oggetti dei sensi conduce alla schiavit. Coloro che hanno estinto i vasana e sono indifferenti ai piaceri mondani sono saggi liberati. Tutto quello  che Rama  pervenuto a conoscere con la propria intuizione, ha bisogno d'essere confermato da Vasishtha per la pace della sua mente Che il venerabile Vasishtha istruisca il magnanimo Rama e restituisca la pace alla sua mente. Egli  la persona capace di rimuovere i dubbi di Rama e di renderlo calmo e felice, poich  un jnani (saggio realizzato).
Visvamitra disse a Vasishtha: Voi ricorderete le istruzioni, le sagge letture e le storie di Jnana che ci furono date da Brahma per pacificare la nostra mutua inimicizia e favorire il benessere di tutti gli esseri. Adesso quelle cose devono essere insegnate da voi a Rama, per aiutarlo a conseguire la pace della mente. Solo chi  privo di desideri ed ha controllato i propri sensi sar beneficiato dall'iniziazione di un precettore. Ma l'istruzione data a uno studente indegno, che non  disgustato con il mondo, diventa infetta come il latte messo in un recipiente fatto con la pelle di un cane.
Tutti i saggi riuniti nella sala del consiglio di Dasaratha elogiarono Muni Visvamitra per le sue nobili parole.
Vasishtha disse: O saggio, obbedir al tuo comando. Chi pu rifiutare di eseguire le ingiunzioni del buono e del saggio? Adesso racconter a Rama le storie di pura saggezza che furono raccontate da Brahma-nato-dal-loto sulle montagne Nishada alle persone pure, virtuose e di mente stabile per liberarle dalla ruota di nascite e morti.
Quindi Vasishtha raccont le seguenti storie a Rama, per dispellere i suoi dubbi e mostrargli lo stato di pace suprema e di beatitudine eterna.



MUMUKSHU PRAKARANA


Un aspirante sul sentiero del vedanta o jnana yoga deve possedere i quattro mezzi o qualificazioni spirituali, cio: 1) viveka - discriminazione tra il reale e l'irreale; 2) vairagya - non attaccamento o indifferenza ai godimenti dei sensi, sia qui che nell'aldil; 3) shat sampat - le sei virt o tesori, cio: sama (serenit di mente), dama (controllo dei sensi), uparati (rinuncia ai karma o saziet), titiksha (tolleranza, pazienza), sraddha (fede), e samadhana (concentrazione di mente); e 4) mumukshutva - il desiderio della liberazione. In questo capitolo ci occuperemo di mumukshutva o del desiderio di liberazione.
Vasishtha disse: Si pu raggiungere qualsiasi cosa in questo mondo attraverso il giusto sforzo (purushartha); uno pu vincere la propria sfortuna. Il giusto sforzo nella direzione delle scritture (shastra) che trattano della conoscenza dell'Atman conduce al moksha (liberazione). Lo sforzo nella direzione degli ordinari shastra che trattano la saggezza mondana conduce alla schiavit. Coloro che sono dotati dei quattro mezzi ed altre virtuose qualit, che frequentano la compagnia dei saggi, e che fin dall'infanzia studiano gli shastra che trattano la conoscenza dell'Atman ottengono la liberazione.
Ognuno deve fare il giusto sforzo e raggiungere la perfezione applicandosi allo studio dei libri che trattano la conoscenza dell'Atman e seguendo gli assennati consigli dei saggi. Il destino  solo un falso concetto radicato nelle menti degli ignoranti.
Rama disse: I vasana (desideri sottili latenti) delle nascite precedenti m'impediscono di fare il giusto sforzo. O venerabile guida! Che devo fare?.
Vasishtha rispose: O magnanimo Raghava! L'imperituro Brahman pu essere conseguito solamente tramite il proprio sforzo. Ci sono due tipi di vasana, quelli puri (subha) e quelli impuri (asubha). I vasana impuri generano rinascite, mentre quelli puri liberano dalle rinascite. I vasana generati da una persona nelle sue numerose vite passate s'attaccheranno a lui nelle nascite future. Se, dei due tipi di vasana, s'attaccano a lui quelli puri egli otterr l'Autorealizzazione; se s'attaccano a lui quelli impuri egli passer attraverso pene e sofferenze e rinascer in continuazione. O Rama! Abbandona i vasana impuri, coltiva i puri vasana e pratica la regolare meditazione sul puro e onnipervadente Brahman. Se aumenti il numero dei puri vasana, quelli impuri moriranno da soli. Segui assiduamente il sentiero segnato per te e medita sul significato dei grandi detti (mahavakya) delle Upanishad, finch non ottieni la piena illuminazione. Liberati dal desiderio degli oggetti dei sensi e consegui la beatitudine eterna.
O Rama! Ascolta la mia storia. Brahma, il creatore dell'universo vide che molte nobili anime gemevano di dolore nella terra di Bharatavarsha (parte della terra che comprende l'attuale India). Contemplando la salvezza dei suoi amati figli, concluse che il ciclo di nascite e morti non pu essere arrestato n dal japa n dal tapas, n offrendo doni o facendo pellegrinaggi nei posti sacri, ma solo attraverso la conoscenza del S (Atmajnana). Perci, dal suo stesso sankalpa cre noi con una ciotola e un rosario nelle mani. Cos nacqui, e dopo averlo salutato mi fu dato un posto su un petalo del loto nel quale egli sedeva gloriosamente. Quindi ordin che la mia mente fosse avvolta da maya per un muhurta (quarantacinque minuti). La mia mente fu stordita e fui travolto da maya, come una persona ignorante priva di saggezza spirituale. Vedendomi cos, Brahma mi chiese la causa del mio dolore. In risposta, gli chiesi come nacque questo samsara e come si pu ottenere la liberazione. Allora egli mi bened con la vera conoscenza dello stato supremo. Realizzai lo stato di non fluttuazione della mente e conobbi la Realt del Jnanatman. Quindi Brahma mi disse Noi abbiamo avvolto la tua intelligenza con questa vile maya e poi l'abbiamo liberata da essa dopo averla annientata. Noi abbiamo ordinato che tutte le anime che saranno iniziate da te otterranno la liberazione. Dopo il sorgere della piena saggezza tu andrai nella terra di Bharatavarsha, in Jambudvipa, dove sono dediti a effimeri riti (karma) religiosi. L inizierai le persone in possesso delle quattro qualificazioni nell'Atmajnana (conoscenza del S); inoltre inizierai gli amanti delle azioni ritualistiche in cui permane ancora l'egoismo nella giusta esecuzione di quei rituali.
Obbedendo al suo comando, vivr in Bharatavarsha finch esister l'umanit. Io non ho desiderio per alcun oggetto di questo mondo. Sar sempre nello stato sushupti (sonno senza sogno) e quindi capace di trascendere i limiti della mente, sebbene impegnato costantemente nelle azioni del mondo. O Rama, conosceranno l'Atman soltanto quei discepoli intelligenti che, dopo aver discriminato tra un guru pieno di jnana e un altro pieno d'ajnana, trovano rifugio in un supremo guru immacolato. Coloro che comprendono gli insegnamenti dei loro guru in tutti i loro aspetti, con una comprensione istantanea di ci che i guru intendono, li vedranno in seguito realizzati in una visione oggettiva. Un guru perfetto non inizier mai alla Conoscenza coloro che sono deboli di volont e dediti ai desideri dei sensi.
Quattro guardie sorvegliano la porta della liberazione (moksha). Esse sono shanti (pace), vichara (ricerca del S), santosha (contentamento) e satsanga (associazione con il saggio). Se tu fai amicizia con queste quattro sentinelle, esse ti apriranno la porta che conduce alla liberazione. Anche se stabilisci un'intima amicizia con una sola di esse, questa ti far conoscere le altre tre. Realizza la conoscenza dell'Atman attraverso lo studio delle scritture, l'associazione con i saggi e la costante meditazione su Brahman o il puro e immortale S. La conoscenza del S (Atman) metter fine alle rinascite.
Chi  morso dal serpente dell'ajnana (ignoranza) sar curato dal Garuda mantra chiamato jnana (conoscenza). Quando egli otterr la conoscenza avr una perfetta serenit di mente. Anche una pioggia di frecce scagliate su di lui saranno come fiori delicati; un letto di fiamme sar per lui un soffice letto asperso con acqua di rose. La conoscenza dell'Atman sorge in un uomo solamente se egli assimila e fa sua la conoscenza derivata dalle tre fonti, cio: la sua stessa esperienza, il vero significato dei grandi detti delle Upanishad e le istruzioni del guru. Le persone che non possiedono intelletto acuto, sottile e puro, chiara intelligenza e volont adamantina, non saranno beneficiate dallo studio degli shastra. Il bagno nel Gange, le austerit e i pellegrinaggi purificano solamente il cuore, ma non possono aiutare nessuno ad ottenere direttamente l'immacolata sede di Brahman. Solo mediante gli sforzi pi risoluti, e fissando la propria mente sul Supremo S in costante e protratta meditazione, si pu ottenere lo stato ultimo di beatitudine.
Shanti (Pace) - Quando si  riusciti ad ottenere la serenit di mente e il calmo riposo del cuore, tutti i sensi diventano calmi e quieti. Ogni cosa  vista con luce equanime. Questa serenit di mente si ottiene con la sradicazione dei vasana. Se uno  stabilito nella serenit, niente pu turbare la sua mente; egli ha sempre la mente tranquilla, anche quando  insultato, perseguitato, assaltato o ferito.
Grandi saggi e rishi, essendosi fortificati con la corazza della pace, si sono tranquillamente impegnati negli ardui affari del mondo con mente pacifica.
La beatitudine ultima nasce ed  ottenibile dalla pace della mente. Essere assetati di piaceri sensuali  una malattia cronica; questo mondo e pieno di miraggi,  tutto secco e bruciato. Soltanto la serenit pu rinfrescare quest'aridit;  la pace che porta ogni cosa al bene. Niente pu dare una felicit simile a quella della pace. Un uomo pacifico vive l'esperienza della gioia profonda e sente la benigna influenza della Verit suprema apparire spontaneamente nella sua mente. Chi  dotato con questa rara virt risplende in questo mondo come il sole glorioso, e raggiunge facilmente la salvezza. Possa anche tu, o Rama essere dotato di shanti o dolce pace!
Atma-vichara (Ricerca del S) - L'Atma-vichara disperde la nuvola dell'ignoranza e d la conoscenza del S. Questa  la sola medicina buona per la cura della malattia cronica della rinascita;  tua compagna in tempo di pericolo, di dolore e di preoccupazioni. La liberazione (moksha)  un frutto dell'albero celeste dell'Atma-vichara. L'Atma-vichara distrugge i vasana, i pensieri e la mente; ti aiuta a distinguere le cause dagli effetti, per raggiungere lo scopo della vita, e concede la Beatitudine Eterna. O magnanimo Rama! Ricerca 'Chi sono Io? Da dove vengo? Da dove ebbe origine questo misterioso universo?'. Tale ricerca distrugger l'ignoranza (ajnana) e conferir la conoscenza del S o Brahma-jnana, che ti dar la salvezza.
Santosha (Contentamento) - Il contentamento  la migliore delle virt; il contentamento  considerato il vero godimento; l'uomo che s'accontenta si procura il riposo migliore. Per un uomo di contentamento il governo del mondo non vale pi di paglia secca. Il godimento degli oggetti gli appare velenoso. La sua mente  volta verso le supreme cose spirituali e l'Atma-vichara. Egli deriva la sua felicit dall'interno, e non  mai disturbato dalle condizioni avverse. Il contentamento  il guaritore di tutti i mali;  una panacea per la cura della terribile malattia dell'avarizia o cupidigia.
La mente rinfrescata dal calmo contentamento  sempre pacifica. La luce divina pu discendere solamente su un aspirante dotato di contentamento. Un uomo che si accontenta, sebbene povero,  sovrano di tutto il mondo. Un uomo che s'accontenta  uno che non desidera quanto non possiede, e gode di ci che ha nel modo giusto.  completamente soddisfatto con qualsiasi cosa ottiene senza sforzo; perci  magnanimo e pieno di grazia. Siddhi e riddhi (i poteri maggiori e minori) lo servono come fossero suoi servitori. Egli  libero da preoccupazioni e ansiet. La vista della calma espressione del volto di chi s'accontenta d delizia a quelli che vengono in contatto con lui. Una tale persona  riverita dai grandi asceti (tapaswin) e da tutti i grandi uomini.
Satsanga (compagnia dei Santi) - Il satsanga serve come un'imbarcazione per attraversare il terribile oceano del samsara (ciclo di nascite e morti). La compagnia dei saggi, anche per un momento,  altamente benefica. Perfino il solo darshan (la vista) dei mahatma distrugge i peccati e innalza la mente. La compagnia delle persone virtuose produce il fresco fiore della discriminazione. La compagnia dei saggi tiene lontane tutte le sventure e distrugge l'albero dell'ignoranza. I saggi prescrivono agli aspiranti le migliori regole di condotta e insegnano loro il giusto modo di vita. La compagnia dei virtuosi d luce al giusto sentiero, e distrugge l'oscurit interiore dell'uomo. La compagnia dei saggi  il mezzo infallibile per conquistare maya e questa terribile mente.
Contentamento, satsanga, ricerca del S e pace sono i quattro mezzi per conseguire l'Autorealizzazione. Quelli che possiedono questi quattro mezzi hanno attraversato l'oceano del samsara. Il contentamento  considerato il supremo guadagno, la compagnia dei santi la giusta causa, la ricerca del S la vera conoscenza, e la pace la beatitudine suprema dell'uomo. Ogni prosperit e successo  al servizio di chi possiede questi quattro mezzi. Non appena viene sviluppata una di queste virt, essa servir a indebolire la forza dei peccati dell'incontrollabile mente. La coltivazione delle virt conduce alla soppressione e alla sradicazione dei vizi, ma la promozione del vizio conduce, al contrario, all'incremento dei vizi e alla soppressione delle qualit virtuose. La mente  una distesa desolata di errori in cui il flusso dei nostri desideri scorre con forza tremenda tra le due sponde di bene e male.
Perci, o Rama, controlla valorosamente la tua mente e, per la tua condotta nella vita, sviluppa con diligenza i suddetti quattro mezzi. Chi pratica regolarmente la ricerca dell'Atman non sar mai afflitto dalle sofferenze e dalle miserie del samsara. Avr sempre mente serena e visione equanime, sar sempre pacifico e gioioso, e maya non l'avviciner mai. Egli sar sempre impegnato nella meditazione sull'imperituro e autoluminoso Atman.
Uno deve studiare i libri che trattano della conoscenza dell'Atman, stare in compagnia dei saggi, sviluppare i quattro mezzi e la giusta condotta, controllare i sensi ed impegnarsi sempre nella pratica della ricerca dell'Atman finch non sorge la conoscenza del S. Un jivanmukta  perfettamente privo di desideri, senza 'io', senza 'mio', senza paura e senza collera. Egli vede solo il S, ovunque. Possiede visione equanime (samata); ha una mente bilanciata (samahita Chitta); non ha attaccamento, desideri e brame. Il suo stato  oltre ogni descrizione e tuttavia egli si muove nel mondo come un uomo ordinario. Sempre calmo e pacifico, rimane nello stato turiya (trascendente), identificandosi con il puro e onnipervadente Brahman, libero da dualit, differenze e distinzioni.
O valoroso Rama! Puoi credere perfino alle parole di un bambino, se esse sono in armonia con le affermazioni della Sruti (le sacre Scritture), con le istruzioni del guru e con la tua stessa esperienza. Altrimenti devi buttar via come paglia perfino le parole dello stesso Brahma. Sappi, o intrepido Raghava, che per far nascere la conoscenza del S e descrivere la natura del Brahman non-duale o Essere Supremo vengono usati differenti tipi d'analogie. Il jnana e le suddette quattro nobili qualit esistono fianco a fianco e s'illuminano reciprocamente stando a contatto Entrambe le cose prosperano bene insieme, come una vasca e i fiori di loto che vi crescono. Se entrambe le cose sono sviluppate di pari passo, tu otterrai velocemente l'Autorealizzazione.
O virtuoso Rama! Ti prego d'ascoltare le storie che disperderanno tutti i tuoi dubbi, perplessit e illusioni, e che t'aiuteranno a conseguire la beatitudine ultima della vita. Chi ascolta queste storie di jnana e agisce di conseguenza conseguir certamente vera rinuncia, imperitura e inesauribile ricchezza spirituale, beatitudine eterna, pace suprema, illuminazione spirituale e liberazione finale.


UTPATTI PRAKARANA

Vasishtha disse: Brahman  puro, non-duale, onnipervadente, perfetto, trascendente, immacolato, indescrivibile, infinito e assoluto. Il mondo visibile e mutevole  scaturito dall'invisibile e immutabile Brahman, esso  solo una variet di maya - l'illusorio potere di Brahman. Satchidananda Brahman si manifesta come questo universo; questo mondo appare solo attraverso la mente, esso sembra reale solo a causa della mente. Questo mondo  come un lungo sogno. La mente si espande tramite sankalpa e vikalpa (pensiero e immaginazione); con la sua immaginazione la mente proietta questo mondo, che  falso come la citt sulle nuvole (Gandharvanagara).
Il jiva o anima individuale sente in s il senso della sua coscienza e pensando 'Cosa sono io'  conscio del suo ego. L'ahamkara (ego)  generato mediante il sankalpa della mente. Quando si sfregano due pezzi di legno, si genera un piccolo fuoco; questo si sviluppa presto in una grande fiamma. Similmente l'ego nel jiva si sviluppa con la variet di esperienze dei diversi oggetti. Il piccolo 'io' diventa sempre pi forte; l'idea di 'mio' mette profondamente radici.
Quando, in una notte oscura, non si conosce il tronco d'albero che sta sul margine della strada, sorge l'idea del ladro al posto del tronco. Allo stesso modo, quando non c' la conoscenza che tutto  Brahman o il S, viene generata l'idea della realt dell'universo. Nell'essenza non c' differenza tra jiva e Brahman. Quando  rimosso l'upadhi (la sovrapposizione) dell'ignoranza (avidya), il jiva diventa identico al Brahman, come il vaso-di-etere diventa tutt'uno con l'etere universale quando si rompe il vaso-upadhi. Similmente non c' differenza tra la mente e l'universo. O Rama, dopo avere ascoltato la storia di colui che nacque dal Jnanakasha comprenderai facilmente l'origine di questo universo.


La storia di Akashaja


Vasishtha continu: Una volta c'era un uomo chiamato Akashaja (figlio di Akasha), nato direttamente dal Jnanakasha (Brahman). Egli viveva ininterrottamente in samadhi e aveva a cuore il benessere di tutti gli esseri. Avendolo visto per un lunghissimo periodo, il Tempo s avvicin a lui per portarlo via nella morte; ma entrato per prenderlo, fu abbagliato e bruciato dall'intenso splendore del fuoco spirituale del brahmino. Anche dopo aver superato con sforzo il fuoco spirituale, il Tempo non riusciva a prendere Akashaja, che rimaneva immobile al suo posto.
Sconcertato dall'accaduto, il Tempo and da Yama (il Signore della morte) e gli raccont quanto era successo; quindi gli chiese come avrebbe potuto prendere Akashaja.
Yama rispose: Questo universo  nato dal karma e perir soltanto tramite il karma. In effetti tu non uccidi nessuno. La morte  causata dal proprio karma (dai frutti delle proprie azioni). Perci per prendere questo brahmino, scopri il suo karma mortale.
Ma pur cercando dappertutto, il Tempo non riusc a trovare traccia del karma passato del sant'uomo. Quindi rifer a Yama il risultato della sua ricerca. Yama ponder a lungo, e infine disse: Questo brahmino  nato veramente dal puro Akasha (etere) e non  altro che lo stesso Jnanakasha. E poich non ha causa strumentale n materiale sebbene compia delle azioni tuttavia non si pu dire che le compia. Non essendoci causa, i karma che egli fa in effetti non esistono. Come il figlio di una donna sterile, quest'uomo non  mai nato. Non avendo karma di vite precedenti, egli non ha mente e perci non ha fatto nemmeno un'azione mentale che possa permetterti di prenderlo o di divorarlo. Egli appare come un essere vivente soltanto ai nostri occhi; in lui non c' nulla che possa far nascere del karma. La coscienza  riflessa nella coscienza, e la riflessione prende vita indipendente; ma ci  una falsa idea, non una vera esistenza - e questo sant'uomo sa la verit!.
A queste parole di Yama, il Tempo ritorn al suo posto pieno di meraviglia.


La storia di Lila


Il saggio Vasishtha continu: O Rama! Adesso ti racconter una storia illuminante che rischiarer la grotta del tuo intelletto da tutte le insidie dei dubbi.
Nei giorni passati c'era un re di nome Padma, che regnava su questa terra ed era dotato di grande ricchezza e progenie, come pure di discriminazione spirituale. La regina sua sposa, di nome Lila, era una donna molto bella e virtuosa, grandemente devota a suo marito. Dovunque egli andava lei lo seguiva come un'ombra e divideva ugualmente le sue gioie e le sue afflizioni.
Un giorno ella pens dentro di s: C' qualche mezzo che permetta al mio caro marito di restare sempre giovane, senza vecchiaia, decrepitezza, decadenza e morte?  possibile per me vivere con lui e godere i piaceri di questa vita per l'eternit? Mi piacerebbe consultare gli studiosi e i saggi per sapere se anche gli esseri umani, come gli esseri celesti, possono vivere senza paura della morte.
Immediatamente Lila convoc tutti gli eruditi nella scienza delle scritture e si rivolse a loro cos: O saggi! Le mie prostrazioni vanno a voi, che invero siete dei sulla terra. Vi prego d'istruirmi sul metodo, se ce n' qualcuno, per vincere la morte. Ditemi gentilmente se l'uomo pu sfuggire alla vecchiaia e alla morte; e, se s, come?.
I saggi risposero: O donna virtuosa! Grandi cose sono ottenute mediante austerit, mantra, controllo della mente e dei sensi ed altre pratiche simili. Anche gli otto grandi siddhi - poteri sovrumani come diventare di dimensione atomica, o aumentare la propria dimensione a volont, ecc. - si ottengono mediante queste pratiche. Ma esse non possono salvare l'uomo dagli artigli della vecchiaia e della morte, poich ogni cosa nata  obbligata a morire. Questa  l'inesorabile legge dell'universo.
Lila fu dispiaciuta dalla risposta degli uomini colti. Perci pens ad un altro piano per realizzare la sua aspirazione. Senza farlo sapere a suo marito, cominci ad adorare Sarasvati, la dea della conoscenza. Seguendo strettamente le ingiunzioni delle scritture, offriva giornalmente il suo omaggio ai suoi precettori, ai saggi e agli dei, compiva le sue abluzioni quotidiane, dava la carit e faceva una severa penitenza digiunando.
La dea, che fu cos propiziata per un periodo di trecento giorni, apparve davanti alla regina e le disse: Sono molto soddisfatta della
tua devozione a tuo marito e a me. Puoi chiedermi qualsiasi dono desideri.
Lila: Ave o dea! Vittoria a te, madre suprema dell'universo! Io prego per due doni. Il primo  che se mio marito muore prima del mio decesso, il suo jiva non deve lasciare la mia stanza. Il secondo  che ogniqualvolta io penso a te, ti piaccia apparirmi davanti.
La dea concesse i due doni e quindi scomparve, come un'onda che si manifesta per un attimo e poi scompare nell'oceano dal quale nasce. Lila, benedetta dalla dea, fu immersa in un oceano di felicit. Con il suo sposo, ella godette a saziet dei piaceri della vita. Passarono gli anni, e quando venne il tempo stabilito il re lasci la sua spoglia mortale, come la linfa lascia una foglia secca. Alla morte del caro marito Lila sprofond nel dolore, e appass come un loto in uno stagno asciutto. Gemendo e piangendo per l'intensa agonia, decise di porre fine alla sua vita. In quel momento la dea Sarasvati, stando in cielo, disse alla regina: Figlia mia! Ferma il tuo dolore e proteggi il corpo del re coprendolo di fiori. Ancora una volta vivrai con tuo marito. I fiori non appassiranno e il corpo non si decomporr. Il re torner presto in vita. Il suo jiva non lascer questa sala.
Seguendo le istruzioni della dea, Lila ricopr di fiori il corpo senza vita del consorte. Tuttavia il dolore non la lasci, e la notte non pot avere neppure un attimo di sonno. Nel cuore della notte pens alla dea e la preg ferventemente. La dea apparve subito davanti a lei e le chiese: Figlia mia! Perch mi vuoi adesso? Qual  la ragione di cos tanto dolore?.
Dopo aver offerto il suo saluto, Lila disse: O dea! Desidero vedere il mio caro marito. Dov' adesso? In che stato si trova? Cosa sta facendo? Ti spiacerebbe condurmi da lui, poich mi  impossibile vivere da sola senza di lui?.
Dea: Mia cara Lila! Sappi che l'anima del re  in questa stessa stanza, ma nel tuo stato attuale non puoi vederla, poich si trova in un diverso mondo spazio-temporale che  pi sottile di questo mondo. O Lila! Mondi esistono entro mondi, interpenetrandosi; tuttavia non si toccano l'un l'altro poich ciascuno  assente nell'altro. La Coscienza Si manifesta come chidakasha, chittakasha e mahakasha - cio, spazio della coscienza, spazio della mente e spazio atmosferico. Di questi il chidakasha  pi sottile degli altri due. L'intervallo infinitamente breve tra due vritti (onde-pensiero) mentali, quando la mente e libera da ogni pensiero,  conosciuto col nome di chidakasha. Liberando la mente da ogni immaginazione si pu raggiungere il supremo chidakasha. Quando il tuo intelletto sar fermamente convinto dell'inesistenza di questo universo, allora raggiungerai quello stato di quiescenza. Non c' altro mezzo. Con la mia grazia sarai capace di conseguire quello stato anche adesso.
Cos dicendo la dea si ritir. Con le benedizioni della dea, non fu difficile per Lila entrare nello stato di nirvikalpa samadhi, lasciando il suo corpo. Come un uccello che lascia la sua gabbia e si libra in volo nel cielo, lei lasci questo piano fisico ed entr nel chidakasha - lo spazio della coscienza. In quello stato di coscienza ella vide suo marito seduto su un trono, nelle spoglie di un re chiamato Viduratha, circondato da parecchie cortigiane che lo lodavano. Not pure che la sua regina, chiamata Lila, era esattamente simile a lei in ogni particolare. I ministri e gli ufficiali, le cameriere, i cocchieri, gli elefanti e l'esercito, come anche i fiumi, le montagne e le vallate di l somigliavano a quelle di questo mondo. La sola differenza che osserv fu che suo marito, che quando era morto era vecchio e decrepito, adesso era forte e sano. Vedendo queste cose la meraviglia di Lila non ebbe limiti. Le venne il dubbio se tutta la gente di questo mondo non fosse morta e andata l, lasciando qua i loro corpi. In quel momento, per desiderio della dea Sarasvati, Lila ridiscese sul piano fisico e scopr che tutto il suo personale era profondamente addormentato. Lo svegli e convoc l'assemblea dei ministri e degli altri ufficiali di corte. Li trov sani e vigorosi, come al solito, e perci arriv alla conclusione che nessuno di loro aveva lasciato la vita mortale come il re.
Lila ritorn nel suo appartamento e preg la dea Sarasvati, che le apparve su un trono d'oro. Lila s'inchin davanti a lei e chiese: ~ O madre suprema! Io vedo due mondi, uno qui e l'altro nel piano dove mio marito sta vivendo adesso come re. Quale di questi due mondi  reale? Chiarisci gentilmente il mio dubbio.
Dea: Cara! Prima di tutto dimmi qual  il tuo criterio di realt.
Lila: Io penso che questo mondo dove adesso stiamo parlando l'una con l'altra sia reale, mentre l'altro dove ho visto mio marito solo pochi minuti fa  una creazione irreale, poich quel mondo sembra essere oltre questo spazio-tempo.
Dea: Figlia mia! Entrambi i mondi poggiano sulla stessa base. Tutti gli esseri nascono a causa dei loro precedenti samskara - impressioni e tendenze sottili delle azioni e dei desideri passati. Le nascite di tuo marito come Padma in questo mondo e come Viduratha nell'altro mondo sono entrambe effetti dei samskara causati dall'illusione. Questi samskara sono come l'etere, e perci anche le creazioni che provengono da essi devono essere considerate simili all'etere.
Lila: Devo allora intendere che anche questo mondo visibile  solo etereo?.
Dea: S! La tua conclusione  corretta. Il mondo che tu percepisci  asat (non-esistente), privo di realt, come lo sono tutti gli altri mondi.
Lila: Ti prego, o dea, dissipa la mia illusione della percezione di questo mondo irreale.
Dea: Ascolta attentamente quanto ti dico adesso, e tutti i tuoi dubbi saranno chiariti. In un angolo dello spazio della coscienza c' quanto viene chiamato samsara mandapa - la volta di questa esistenza trasmigratoria. Il suo tetto  fatto con un cristallino vetro blu e ha il monte Meru come colonna portante. Gli esseri viventi sono le termiti, le citt i termitai e le montagne sono le zolle di terra. Prajapati  il vecchio brahmino che vi abita con la sua innumerevole progenie. Come gli insetti costruiscono i loro bozzoli, cos gli esseri viventi si racchiudono in essa. I tre mondi sono i suoi sotterranei. In questa dimora, i siddha sono le zanzare; gli dei e i demoni sono i bambini vivaci che giocano facendo molto rumore. I villaggi, le citt e i diversi mondi sono le pentole e i vasi. L'oceano  la vasca la cui acqua inumidisce la pavimentazione della casa. In questo meraviglioso mandapa, in un angolo ai piedi di una collina, in un villaggio di montagna c' una piccola capanna; quivi viveva una coppia di pii bramini che conduceva una vita felice e contenta. Il brahmino si chiamava Vasishtha e sua moglie Arundhati, ma essi non erano illuminati. Una sera che Vasishtha sedeva su un verde tappeto erboso sulla cima di una collina, egli vide un re con il suo seguito impegnati in una battuta di caccia. Questa vista cre un'impressione talmente forte nella mente di Vasishtha che da allora in avanti egli pens costantemente ai piaceri della vita regale e a come poterli ottenere. Pass il tempo, e il brahmino mor con questo forte desiderio insoddisfatto preminente nella mente. O Lila! Come nel tuo caso, anche sua moglie Arundhati aveva ottenuto da me il dono che il jiva del marito - quando questi fosse morto - non uscisse dalla sua abitazione, ma rimanesse l. A causa del suo intenso desiderio Vasishtha rinacque come re. Anche Arundhati lasci la spoglia mortale, raggiunse suo marito e rinacque come sua moglie. La casa in cui visse e mor la coppia brahmina le loro propriet e i figli lasciati nel lutto si possono vedere anche adesso in quel villaggio di montagna. Sono passati solo otto giorni dalla
morte della pia coppia. O Lila! Sappi che tu sei quell'Arundhati rinata, e tuo marito Padma non  altri che Vasishtha. Cos opera il samsara, a causa dell'illusione. Ogni cosa creata  solo un'apparenza nello spazio della coscienza.
Lila: Le tue parole sembrano incredibili; io sono sbalordita. Tali cose sono impossibili di fatto. Come pu un grande paese, con tutti i suoi monti, le valli e i fiumi, essere contenuto nella piccola casa di Vasishtha? Pu qualcuno imprigionare un elefante selvaggio dentro un granello di senape? Pu qualcuno credere alla battaglia tra una zanzara e un certo numero di leoni dentro un atomo?.
Dea: Figlia mia! Io non dico niente contro la realt dei fatti. Ti spiegher come sono possibili queste cose; ti prego d'ascoltare. Lo spazio dell'anima individuale del brahmino sta percependo lo spazio di tutto questo paese dentro quella piccola casa. Come il mondo di veglia scompare nel sogno, cos la tua vita precedente  scomparsa in questa nuova vita. Ci che in questo mondo viene chiamata morte  solo una trasformazione delle impressioni della mente. Come i pensieri rimangono nell'antahkarana (l'organo interno), che  nello spazio della coscienza e rifulge come fosse reale, allo stesso modo rimane in quello spazio anche questa terra con tutte le sue valli e foreste. Invero tutti i mondi sono immaginazioni del jiva, che  solo Coscienza limitata dall'antahkarana.
Lila: O Paramesvari! Tu hai detto che la morte della coppia brahmina  avvenuta solo otto giorni fa. Ma noi abbiamo governato questo paese per una moltitudine di anni. Come pu essere risolto questo problema di tempo?.
Dea: Figlia mia! Ti ho spiegato come lo spazio  oltre ogni misura, illimitato e illusorio. Lo stesso  il tempo; anch'esso non ha n dimensioni n misure. Sia lo spazio che il tempo sono solo manifestazioni apparenti o riflessioni illusorie dello spazio della coscienza. Ti dir come accade questo; ti prego d'ascoltare. Il jiva, dopo aver sperimentato la falsa sensazione della morte, dimentica tutto della sua vita precedente. Quindi sorgono nuovi pensieri, come: 'Io sono nato. Questo corpo con mani, piedi e altri organi  mio. Io sono figlio di questo padre. Adesso ho tanti anni. Queste persone sono miei parenti. Questa bella casa  mia'. Tutto questo  solo un'immaginazione mentale. Anche il tempo  ugualmente illusorio. Le direzioni, il cielo, tutti gli oggetti, i karma e le loro relazioni sono solo false apparenze nello spazio della coscienza. I concetti di vicino e lontano, di momenti ed eoni sono manifestazioni di impressioni precedenti. Questo vasto universo fu dapprima un semplice pensiero nella mente del Creatore, e successivamente si solidific e apparve come il mondo fisico. In addizione alle impressioni nella propria mente, anche i sankalpa del Creatore costituiscono la causa dell'esperienza di questo mondo. Questo mondo fenomenico non  stato mai creato. In Brahman lo spazio della coscienza si manifesta come questi mondi.
Lila: Ti sono molto grata per avermi concesso la visione divina rivelatrice della suprema saggezza. Sono molto ansiosa di vedere la casa in cui siamo vissuti come coppia brahmina.
Dea: Se ti puoi liberare di questo tuo corpo materiale e sollevarti sul piano della coscienza, sarai capace di vedere il mondo della coppia brahmina. Invece di percepire la realt dell'oro in un anello d'oro, tu percepisci l'irreale anello. Similmente, trascurando il puro Brahman senza forma, che  la sola Realt, tu vedi la forma irreale dei mondi. Con la pratica costante, devi convincerti che questo tuo corpo e il mondo intero in realt non sono altro che Brahman. Identificandoti con il corpo grossolano vedi il mondo grossolano; il mondo mentale pu essere visto solo con il corpo mentale. O Lila! Il mio corpo  composto di puro sattwa (luminosit) e perci  tutt'uno con Brahman;  solo un riflesso nello specchio della Coscienza. Una montagna immaginaria non pu scontrarsi con una montagna terrena. Similmente, la conoscenza ultra mondana non pu avere niente a che fare con l'oggettiva conoscenza mondana. Quando cessa d'esistere il falso serpente immaginato nella corda - dopo aver conosciuto la vera natura della corda - non si pone nessuna domanda circa il come e dove  scomparso il serpente. Similmente, quando uno ottiene la conoscenza suprema, la questione della continuit o della distruzione del corpo non sorge affatto, poich il corpo  solo una falsa immaginazione nello spazio della coscienza. Come non esiste un braccialetto nell'oro, cos non esistono immaginazioni in Brahman, che  tranquillo, non-nato e non-duale.  solo l'infatuazione, nata dalla mancanza di giusta discriminazione, che causa l'esperienza della dualit e della sua realt. Anche l'ignoranza e la mancanza di discriminazione che deriva da essa non sono al di fuori di Brahman.
Lila: O dea! Ti prego d'istruirmi sulla pratica da seguire per stabilirsi nella coscienza di Brahman.
Dea: Figlia mia! Nessuno pu conseguire qualcosa senza praticare. La costante meditazione su Brahman, parlare solo di Brahman, conversare l'un con l'altro su Brahman ed essere sempre fissi nel pensiero di Brahman  chiamato Brahmabhyasa (pratica di Brahman) dai saggi.
Prima della creazione, n questo mondo visibile, n tu, n io, n altro esisteva eccetto quel non-duale Brahman; e quindi queste cose non esistono neanche adesso. Mantenere questi pensieri senza interruzione  la pratica di Brahman..
Quand'ebbe termine questa conversazione era gi passata mezzanotte e, accorgendosi che tutti gli abitanti del palazzo erano profondamente addormentati, le due belle donne si sedettero vicino al corpo morto del re, entrarono nello stato di supercoscienza e rimasero perfettamente calme e serene come due figure scolpite su una colonna di marmo prezioso. La dea abbandon il suo corpo etereo, Lila lasci il suo corpo fisico, ed entrambe assunsero corpi di pradeshamatra la misura del breve tratto che va dalla punta del pollice a quella del dito medio, quando il palmo della mano  steso al massimo. Mano nella mano, esse s'innalzarono sempre pi in alto, lasciandosi dietro molti mondi coi loro diversi abitanti, Siddha, Asura, Rakshasa, Pisacha, Kushmanda, Apsara, Gandharva, Kinnara, ecc. (esseri sovrumani che vivono in differenti livelli di coscienza). Viaggiando per milioni di yojana (miglia) e salendo vertiginosamente ad altezze sempre maggiori, esse raggiunsero i confini di questo universo. Videro i tre mondi pieni di creature, come germi microscopici dentro un frutto udambara. Poi scesero su un piano della terra e subito videro il villaggio di montagna dove visse Vasishtha. Entrarono nella casa, rimanendo invisibili agli altri, e trovarono i parenti lasciati nel lutto che piangevano e si lamentavano. Quindi, col suo mero desiderio, Lila rese visibile se stessa e la dea ai parenti. Interrogato da Lila sulla causa del suo dolore, il figlio della coppia brahmina - di nome Jyeshtha Sarma - disse loro come i suoi amati genitori Vasishtha e Arundhati erano morti alcuni giorni prima lasciandolo solo e indifeso. Con un semplice tocco della mano di Lila sulla sua testa ogni dolore lo lasci, lui che altri non era che suo figlio nella sua precedente incarnazione. Anche gli altri furono liberati dal loro dolore da un semplice sguardo delle due donne. Ora, pur rimanendo nella casa, esse si resero invisibili agli altri.
La dea disse a Lila: Tu hai conosciuto completamente quanto dev'essere conosciuto. Questa  la natura dell'Esistenza Assoluta. Se desideri conoscere qualcos'altro puoi chiederlo adesso.
O Rama, Lila fu sbalordita da ci che vide nella casa della coppia brahmina - Vasishtha e Arundhati - nel villaggio di montagna che si trovava in un diverso piano di coscienza, e visto come se fosse in un angolo di questo vasto universo, lontanissimo dal palazzo della sua
presente incarnazione. Allora volle sapere di pi sui misteri che aveva visto e di cui aveva sentito dalla dea Sarasvati. Perci si rivolse nuovamente alla dea.

Lila: O dea! Quando andai alla corte di mio marito nella sua nuova incarnazione, rimasi invisibile per lui. Mentre adesso sono stata visibile al figlio della mia nascita precedente. Qual  il motivo di questa differenza?.

Dea: Figlia mia! Quando hai visitato il palazzo di tuo marito, il tuo senso di dualit non era stato completamente distrutto e sentivi ancora d'essere l'individuo Lila. Tu non avevi vera risolutezza (satyasankalpa). Adesso hai una grande risolutezza e perci il tuo semplice desiderio 'che mio figlio mi veda' si  concretizzato immediatamente. Se andrai alla corte di tuo marito adesso, sarai capace di stare con lui come facevi prima della sua morte.

Lila: O madre universale! Ora sono convinta al di l di ogni dubbio che  nell'etere di questa stanza che io vissi come Arundhati con mio marito Vasishtha.  proprio nello stesso etere vissi con mio marito Padma. Ed  ancora qui che mio marito Viduratha sta vivendo la sua nuova vita. Sono pure convinta che ciascuno di questi posti  un universo completamente differente sito in diversi piani di coscienza. Perci penso che tutti gli innumerevoli universi coesistono nell'etere di questa stanza come granelli di senape in una piccola cassetta di legno. I mondi non sono lontani l'uno dall'altro, come uno penserebbe ignorantemente. O dea! Ti prego, rendimi capace di vedere il mondo di mio marito, che  qui stesso.

Dea: Figlia mia! Tu hai vissuto molte vite nello spazio della coscienza.  capitato che i mariti che hai avuto nelle tre ultime incarnazioni siano la stessa persona. Il primo fu Vasishtha, che  stato ridotto in cenere; il secondo fu il re Padma, che giace cadavere ricoperto di fiori. Il terzo marito  re Viduratha, che adesso  immerso nei piaceri del mondo. Ti prego di dirmi quale dei tre mondi in cui sono i tuoi mariti desideri vedere adesso. Quando si guarda con l'occhio della conoscenza questi mondi sono molto vicini e di natura eterea, ma all'ignorante che ha la visione offuscata dall'oscurit della nescienza essi appaiono lontani milioni e milioni di miglia, concreti e reali come montagne rocciose. Tutti questi incommensurabili universi di grandi milioni di yojana sono pi piccoli di un atomo.  la dea della jnapti - gnosi - che si manifesta come questi universi. Come le onde nascono, esistono per pochi istanti, e quindi si dissolvono nell'oceano, cos pure il tempo con i suoi eoni, anni, mesi, quindicine, giorni, ore e momenti nasce e si dissolve nella Coscienza.
Lila: O grande dea! Per grazia tua ora sono capace di ricordare tutte le mie incarnazioni passate. La mia incarnazione attuale non  n sattwica n tamasica, ma solo rajasica. Da quando mi sono separata da Brahman, sono passata finora attraverso ottocento grembi, che mi vengono tutti vividamente alla memoria. In uno dei milioni di mondi io nacqui dapprima come vidyadhari; quindi come donna in questo mondo umano. Nella vita seguente, che fu in un piano di coscienza completamente differente, fui una regina naga. Le incarnazioni seguenti furono come una nera donna chandala, e quindi come rettile, uccello, bestia, zanzara e cos via; io ho avuto interminabili sofferenze.
Entrambe le donne - Lila e Sarasvati - rimasero sempre dentro la piccola camera del palazzo di re Padma. Fu nell'etere di quella stanza che Lila vide milioni di universi. Nella stessa casa, nel villaggio di montagna di Vasishtha, come re Padma egli governava il vasto regno che copriva tutta questa terra.  in un angolo dell'etere di quella stessa casa esisteva anche questa terra circondata dai sette oceani. Lila e la dea viaggiarono per trilioni di miglia coi loro corpi astrali solo in un piccolo angolo dell'etere di quella casa. Il loro spostarsi da un universo all'altro era simile all'uomo che nel sonno passa da un sogno all'altro. Tutti questi universi sono manifestazioni illusorie della Coscienza dovute all'illusione. Non c' n universo n trasmigrazione alcuna. Le apparenze dei mondi sono immaginate nello spazio della coscienza a causa delle impressioni sottili passate. L'immobile e onnipervadente spazio della coscienza si manifesta come universo. Quando si apre l'occhio divino uno vede soltanto lo spazio della coscienza e nessun universo.
Poi le due donne volarono nel cielo come due uccelli e dopo avere attraversato i mondi della luna, del sole, di Dhruva, Brahma, Vishnu e Shiva raggiunsero le regioni dell'oscurit profonda. A Lila fu mostrata la sorgente dalla quale scaturiscono, come particelle di polvere, il sole, la luna e tutti i corpi celesti. Esse videro il ricettacolo dell'universo - che appare come vuoto - e quindi andarono oltre, nello spazio della coscienza, che non ha n inizio n fine ed ha il suo essere nell'Atman. Quindi le due donne entrarono nel piano del mondo, e videro il cadavere di re Padma che giaceva coperto di fiori e il corpo fisico di Lila, che sedeva in samadhi. Poi andarono ancora pi in alto e, oltrepassando i limiti di quell'universo, raggiunsero il piano che contiene il continente di Bharatavarsha, dove nell'isola di Jambu regnava il re Padma nella sua nuova incarnazione come Viduratha. Ora esse lo videro impegnato in una terribile guerra contro il suo nemico, il re del Sindhu. Al volgere del sole nella sera, quel giorno cess pure la battaglia ed entrambi i belligeranti lasciarono il campo. Re Viduratha, dopo aver raggiunto il suo palazzo, consultandosi con i suoi ministri fiss il programma del giorno appresso e si ritir per andare a letto. Anche Lila e Sarasvati, attraverso una fessura, entrarono nella stanza da letto del re.
La questione di come due corpi voluminosi possano passare per una stretta apertura non pu sorgere, poich le due donne erano nei loro corpi eterei. Niente pu ostruire il movimento dello spazio della coscienza. Il corpo materiale ottiene natura eterea attraverso il potere della conoscenza. Il corpo etereo  talmente sottile che pu essere contenuto in un atomo, come pu essere diffuso per tutto lo spazio illimitato. Ogni uomo fa l'esperienza del proprio mondo in conformit alle sue impressioni sottili. Dopo la dissoluzione dell'universo, Hiranyagarbha proietta di nuovo l'insieme dell'universo. Similmente, dopo la morte l'individuo proietta il suo mondo. Le genesi descritte dettagliatamente nelle sacre Scritture sono in base all'ordine della creazione che nasce nelle menti individuali dopo il deliquio della morte. L'ego nasce a causa della riflessione della Coscienza nella vyoma Prakriti (Natura eterea), che partecipa della natura della materia immanifesta (avyakta) e manifesta, senziente e non-senziente. Quindi si manifestano i cinque elementi sottili, le direzioni e la durata. Ci  seguito dai pi grossolani organi di senso, che costituiscono il corpo sottile. Il corpo sottile, attraverso l'immaginazione, diventa il corpo grossolano e gli oggetti nello spazio e nel tempo. Tutte queste cose sono irreali come le esperienze del sogno. All'uomo che muore, il suo prossimo mondo si manifesta nello stesso posto. Tutte le creature che nella loro natura ultima sono pura Coscienza - sono al di l di nascita e morte, ma fanno l'esperienza della nascita e della morte e della visione del mondo a causa della falsa identificazione col corpo.

Ora, le due donne, come due lune piene, entrarono nella stanza di Viduratha. La loro sola presenza svegli il re dal sonno. Vedendo le due donne, che apparivano simili a due fanciulle celesti, il re scese dal letto e le ador con fiori. Con l'intento d'informare Lila della discendenza del re, la dea col suo mero pensiero svegli il ministro che dormiva a fianco al re. Scorgendo la straordinaria visione dei due esseri luminosi, il ministro si prostr ai loro piedi e si mise accanto al re. Rivolgendosi al re, la dea gli disse: Chi sei? Da chi e quando sei nato?. Le risposte a queste domande furono date dal ministro, che disse: ff Donne celesti! Solo per grazia vostra ho avuto la buona fortuna di vedervi e parlarvi. Vi dir tutto del mio padrone. Nella discendenza di Ikshvaku ci fu un grande imperatore chiamato Kururatha, che regn sul mondo intero. Egli ebbe un figlio chiamato Badraratha, che gener Visvaratha. Da questi furono successivamente generati Brihadaratha, Sindhuratha, Sylaratha, Kamaratha, Maharhatha, Vishnuratha e Nabhoratha. Questo condottiero e re ideale si chiama Viduratha ed  figlio di Nabhoratha. Sua madre si chiamava Sumitra. Nabhoratha insedi sul trono il figlio quando questi aveva dieci anni, e quindi si ritir nella foresta. Da allora quest'anima benedetta ha governato il nostro paese senza deviare minimamente dal sentiero della giustizia. Ora il re  stato benedetto e santificato dalla visione di due esseri divini come voi.
La dea, toccando la testa del re, disse: Mediante la discriminazione, adesso ricorderai le tue vite precedenti.
Il re sent improvvisamente che l'oscurit dell'ignoranza che ricopriva il suo cuore stava lentamente scomparendo, mentre gli venivano rivelati i dettagli delle sue vite passate. La vita passata come re Padma con sua moglie Lila, la sua morte, tutto adesso gli fu chiaro come la luce del giorno. Egli pens: Che meraviglia! Tutto questo  il gioco di maya. Ora capisco tutto, grazie a queste donne. Quindi disse: O donne senza peccato! Solo un giorno  passato dalla mia morte nel corpo precedente. Entro questo breve periodo io sono stato qui come Viduratha, e sembrano che siano passati settant'anni. Ricordo l'infanzia, la giovent ed ogni dettaglio della mia vita presente. Vi prego gentilmente d'illuminarmi sull'intimo segreto di queste apparenze illusorie.
Dea: O re! Dopo lo shock della tua morte come Padma, la tua coscienza  stata velata da maya e sei rimasto nella stessa stanza.  nell'etere della stessa stanza, in un altro piano di coscienza, stai conducendo questa vita come Viduratha. Tutte queste apparenze sono semplicemente creazioni della tua immaginazione nella pura coscienza, nel tuo stesso cuore. Il pensiero che sei nato settant'anni fa e che hai governato i tuoi sudditi per tutti questi anni come loro re  solo un'immaginazione della tua mente. Nel sogno, in pochi minuti uno sperimenta il trascorrere di parecchi anni. Esattamente la stessa cosa succede anche qui, nello stato di veglia. Dal punto di vista della Realt Assoluta, tu non sei mai nato n morto; tu hai la natura della pura Coscienza, e rimani sempre nel Sat-Chit-Ananda Atman. Tu immagini di stare percependo e di fare l'esperienza di tutti questi mondi, ma in effetti non percepisci n fai esperienza di niente. Per uno privo della conoscenza dell'Atman e soggetto all'ignoranza, quest'universo appare come qualcosa di concreto e tangibile, simile a una montagna rocciosa. Come il dipinto di un fantasma impaurisce un bambino, cos questo mondo irreale appare reale all'ignorante e diventa causa d'indicibili sofferenze. Gli animali sono illusi dai miraggi nella foresta; similmente, l'uomo ignorante  illuso dalla falsa apparizione del mondo. Nel sogno uno percepisce d'essere morto, e pensando che ci sia reale s'addolora. Allo stesso modo, l'uomo ignorante si lamenta per le sofferenze causate dal samsara, pensando che siano reali. L'esperienza di veglia  un lungo sogno con il sentimento di 'io' e 'mio'. Tutte le cose visibili e invisibili, senzienti e insenzienti, mobili e immobili, sono come oggetti di sogno. O re! Adesso ti spiegher perch questi oggetti inesistenti appaiono reali. L'etere supremo della Coscienza - supporto di ogni cosa, quiescente e immutabile, immacolato e sola realt, che non ha relazione con gli oggetti ed  per natura pura consapevolezza - pervade ogni cosa ovunque e sempre. Dovunque e in qualsiasi forma quest'etere supremo onnipotente, onnipresente e onnisciente manifesta se stesso, vi risplende appunto come tale. Perci, per l'uomo che percepisce il sogno, le creature del mondo di sogno ch'egli immagina come uomo, o donna, o uccello, o animale, diventano subito tali.  cos che gli oggetti del mondo appaiono reali. Ti ho detto tutte queste cose per soddisfare il desiderio di Lila che tu venga istruito sulla natura irreale di questo universo, cosa che lei ha gi compreso. Adesso prendiamo congedo da te. Possa tu essere prosperoso!.
Sentendo questo l'intelligente re Viduratha disse: O dea! Io sono solo un essere umano e, tuttavia, nessuno che viene a me per aiuto se ne torna deluso. Come pu il darshan di una dea come te, che  capace di concedere perfino il Bene Supremo, essere infruttuoso soltanto nel mio caso! O Madre! Ti prego gentilmente, fa' piovere la tua grazia su di me, affinch possa riprendere il mio precedente corpo come re Padma, cos come uno passa da un sogno a un altro. Fa che anche questo ministro e la mia attuale consorte, Lila, mi seguano la.
Dea: Il tuo desiderio sar esaudito. Nessuna preghiera  invano. Il tuo corpo precedente, privo di vita, giace coperto di fiori nel palazzo di re Padma. Tu sarai capace d'entrare in quel corpo senza alcun ostacolo. Qui sarai ucciso nella prossima battaglia, lascerai questo corpo fisico e col corpo astrale giungerai presto l. Un momento dopo si vide un attendente del re precipitarsi in tutta fretta da lui e portargli il messaggio che le forze nemiche stavano attaccando la fortezza con tutte le loro forze e stavano devastando l'intera citt. Prima che l'attendente potesse terminare il suo messaggio lo stesso re ud le grida di battaglia e il suono delle trombe. Vide le fiamme sollevarsi alte nel cielo dalle case messe a fuoco dal nemico. La regina, terrificata, venne correndo con le sue servitrici e si mise accanto al re. Una delle serve della regina fece un passo avanti e si rivolse al re in questo modo: Grande imperatore! La regina vostra consorte, assieme a noi tutte,  venuta dalla sua stanza e prende rifugio ai vostri piedi. Il nemico  gi arrivato alle porte della citt. Non c' nessuno, eccetto vostra maest, che ci possa salvare dal pericolo che minaccia le nostre stesse vite.
Udendo questo, il re si volse verso Lila e Sarasvati e disse: Venerabili donne! Vi prego di scusarmi, adesso devo lasciarvi per unirmi al mio esercito. Questa  la mia regina, che affido a voi; vi prego d'aver cura di lei.
Dicendo queste parole, il re si precipit fuori del palazzo e si butt nel fitto della battaglia, come un leone infuriato che dalla sua tana si lancia contro un branco d'elefanti nella foresta.
Lila, vedendo la moglie di Viduratha, fu sorpresa di trovarne la fisionomia esattamente simile alla sua, e disse alla dea: Madre! Degnatevi di farmi sapere perch questa regina assomiglia in ogni particolare al mio corpo fisico come sposa di re Padma? Non trovo una sola differenza tra quel mio corpo e quello di questa regina. Inoltre, anche questo ministro ed altri ufficiali di corte sembrano essere esattamente uguali a quelli che erano nella corte di re Padma. Gentilmente, illuminatemi su questo punto.
Dea: O Lila! Come uno pensa nella propria mente cos vede il mondo esterno. Come nel sogno la mente assume le forme degli oggetti grossolani e sottili percepiti nel mondo del sogno, cos nello stato di veglia i pensieri, a causa dell'abitudine, assumono forme grossolane e sottili. I desideri e i pensieri con cui re Padma mor nell'altro mondo sono responsabili delle sue esperienze in questo mondo. Egli aveva un grande attaccamento verso di te e i suoi cortigiani. Le forti impressioni della sua mente hanno preso la forma degli oggetti grossolani corrispondenti; questi sono solo riflessioni nello specchio della mente. Le esperienze della veglia sono irreali nel sogno. La morte nella vita e la vita dopo la morte sono parimenti irreali. Quest'universo, perci, non pu essere considerato n reale n irreale. Esso non  n esistente n inesistente;  meramente un'apparenza illusoria. Ogni illusione  l'effetto dei pensieri dell'inesistente mente. Quando questa mente sotto forma di maya  distrutta, rimane soltanto l'immutabile, immacolato e non-duale Brahman. Maya fa apparire possibile l'impossibile. L'illusoria mente sovrappone tutte le apparenze del mondo sull'unica entit reale, Brahman. Come le onde dell'oceano sono causate dall'influsso del vento, cos tutti questi mondi sono causati dall'influsso di maya. Le creature fanno l'esperienza di questo universo a causa delle passate impressioni sottili che si riflettono nello spazio della coscienza. Gli oggetti appaiono dovunque sorgono queste riflessioni, e in conformit con la natura delle riflessioni. In consonanza con questa legge, l'apparizione di questa regina deriva dalla riflessione dei pensieri di re Padma. Ed  per questo motivo, o Lila, che lei t'assomiglia nella fisionomia, nei pensieri, nelle abitudini, nel carattere e in ogni dettaglio. Comprendi questo, che tutti i mondi sono una mera danza di ombre nello spazio della coscienza; elimina l'illusione, e rimani pacificamente priva di ogni dualit. Viduratha sar ucciso nella battaglia in corso e quindi entrer nel suo corpo precedente di Padma, e governer di nuovo il suo regno dell'altro mondo.
Quando la seconda Lila, la sposa di Viduratha, ud le parole della dea, si prostr davanti a lei e chiese: Ho adorato ogni giorno la dea Sarasvati. Quella dea molto compassionevole mi  apparsa e mi ha benedetta molte volte nel sogno. Poich la vostra forma assomiglia a quella ch'io ho visto nei sogni, presumo che voi siate la dea Sarasvati. Perci vi prego di concedermi un dono.
Dea: Figlia mia! La tua supposizione  corretta. Sono compiaciuta della tua devozione a me. Certamente esaudir il tuo desiderio.
Seconda Lila: O dea! Quando mio marito morir e riprender il suo corpo precedente, fate che anch'io l'accompagni e viva con lui come sua moglie in questo corpo fisico.
Dea: Figlia mia devota! Ti concedo il dono.
Allora la prima Lila chiese alla dea: Madre! Divinit come voi, i cui desideri sono veri, possono soddisfare qualsiasi desiderio come gli aggrada. Voi avete appena accolto il desiderio di questa regina, moglie di Viduratha, d'andare nel mondo di Padma col suo attuale corpo fisico. Perch solo a me non  permesso viaggiare per i diversi mondi col mio corpo fisico, che mi fu fatto lasciare nel palazzo di re Padma?.
Dea: O donna magnifica! Io da me stessa non faccio niente a nessuno. Tutti i jiva soddisfano i propri desideri. La mia opera consiste solo nel rendere manifesti i frutti delle azioni, attraverso i miei doni.  la Coscienza che sta in tutte le creature, e limitata da maya, che assieme alle passate impressioni sottili produce i frutti delle azioni. Mentre tu m'adoravi nutrivi il desiderio d'ottenere la liberazione. Questo desiderio ha fruttificato ed io, concedendoti la Conoscenza, ho causato soltanto la sua manifestazione. I tuoi pensieri e desideri soltanto sono la causa della tua presente illuminazione e purezza. Perci, la Coscienza si manifesta dapprima come desiderio, quindi come sforzo individuale o austerit, e poi come la propria Ishta (la divinit favorita adorata); e infine d il frutto. Nessun dio o dea ha il potere di benedire o maledire qualcuno. Solamente i propri sforzi e pensieri sono la causa delle benedizioni e maledizioni che uno riceve. I pensieri della regina di Viduratha, fortificati dalla sua volont, hanno fruttificato e si manifestano attraverso il mio dono. Questo  il segreto del ricevere doni dalle divinit.
Sri Vasishtha continu: O Rama, mentre continuava la conversazione tra le donne, fuori infuriava una violenta battaglia. Gli eserciti di entrambe le parti facevano uso di tutta la loro forza. Il suono dei tamburi di guerra, le grida dei feriti e il fragore delle armi si diffusero in tutte le direzioni. Sebbene Viduratha combatteva con tutta la sua forza, simile a un elefante selvaggio, non poteva fare nessun considerevole progresso e la sua vittoria sembrava al di l di ogni speranza.
Allora le due Lila interrogarono la dea: O Madre Universale! Tu sei compiaciuta di noi. Com', allora, che nostro marito non vince la battaglia?.
La dea rispose: Figlie mie! Io esaudisco sempre i desideri dei miei devoti. Il re di Sindhu, vostro nemico, mi ha adorato con grande devozione con il desiderio di sconfiggere vostro marito, mentre quest'ultimo ha pregato per la liberazione dai grovigli del samsara. Io sono lo spazio della coscienza nei cuori di tutti gli esseri, perci soddisfo i desideri di entrambi i re. Re Viduratha morir in questa battaglia, e in seguito entrer nel corpo di re Padma. Egli sar liberato dall'oceano della trasmigrazione, e con lui anche voi due otterrete la liberazione Il re di Sindhu vincer la battaglia e governer questo regno.
Nel frattempo il sole sorse all'orizzonte orientale, come per testimoniare alla tremenda battaglia che stava infuriando tra i due eserciti rivali. La maggior parte dell'esercito delle due parti era stato sterminato durante la notte. Ora Viduratha e il re di Sindhu si scontrarono faccia a faccia nel campo di battaglia. Entrambi erano guerrieri di grande valore e possedevano parecchie armi divine. Per un certo tempo nessuno pot sconfiggere l'altro, ma dopo uno scontro spietato Viduratha fu ferito mortalmente e cadde dal carro da combattimento. La seconda Lila, vedendo il fato del marito, svenne e cadde a terra. L'auriga port il re ferito al palazzo. Per un breve periodo, conseguente alla sconfitta del re, nella citt prevalsero una confusione e un disordine totale, ma poco dopo il vittorioso re di Sindhu entr nella citt, stabilendo pace e ordine, e insedi suo figlio sul trono.
Vedendo Viduratha sul letto di morte, l'illuminata Lila si volse alla dea e disse: Ahim! O Madre Divina! Il re sta morendo.
La dea rispose: La grande battaglia a cui abbiamo assistito proprio adesso, con tutto il suo spargimento di sangue e le morti, non ha cambiato niente in questo regno, che  composto di materia immaginaria come i sogni. Il regno di vostro marito Viduratha sta nell'etere del palazzo di re Padma, che a sua volta sta nell'etere della casa della pia coppia Vasishtha e Arundhati. O Lila! Sappi per certo che re Viduratha, questa terra, Lila che sta al tuo fianco, tu e me, in breve qualsiasi cosa vedi qui si trova nell'etere della casa di Vasishtha, nel villaggio di montagna. Il solo Atman si manifesta in tutte queste forme.  lo stesso Atman che esiste come Coscienza. Esso non conosce n nascita n morte. I tre mondi, cio i mondi di Vasishtha, Padma e Viduratha sono contenuti in un atomo della Coscienza, come citt in un sogno. Sia tu che l'altra Lila siete meri oggetti di sogno per il re; allo stesso modo anche il re  per voi due un oggetto di sogno. Quando la mente immagina reali gli oggetti grossolani, il loro aspetto astrale  considerato illusorio. Quando uno  convinto dell'irrealt della loro natura grossolana, la natura astrale degli oggetti appare reale. L'altra Lila mi ha pregato di salvarla dalla vedovanza ed io ho esaudito la sua preghiera. Ecco perch  morta prima della morte del re. Le ho pure concesso il dono di raggiungere re Padma nel suo presente corpo fisico. O Lila! Lei ha gi raggiunto il mondo di Padma e adesso, stando a fianco al cadavere, gli sta facendo vento, aspettando che si risvegli da un momento all'altro.
Lila: Per grazia vostra, l'altra Lila sente soltanto d'essere stata condotta nel palazzo di re Padma col suo corpo fisico, mentre in effetti  stata incapace d'andare col suo corpo. O Madre! Ti prego di chiarirmi perch  cos.
Dea: Figlia mia! Sappi che come l'oscurit non pu avvicinare il sole, cos gli ignoranti, con la loro forma fisica, non possono avvicinarsi al piano dei saggi illuminati, a meno che uno non possieda meriti straordinari. L'ignorante ha sempre la ferma sensazione: 'Io sono questo corpo grossolano e non posso muovermi in piani pi sottili'. Questo sentimento soltanto  l'ostacolo che gli impedisce di raggiungere altri piani di coscienza pi sottili. Perci, la convinzione di non essere il corpo grossolano, ma la pura coscienza, dev'essere creata mediante una benedizione. Una benedizione o una maledizione  sempre in armonia con il karma e i desideri passati di colui che la riceve. Quando un uomo cerca di richiamare in mente un incidente molto remoto pu non riuscirci, ma quando gliene parla qualcun altro lo ricorda subito. Allo stesso modo, una benedizione o una maledizione secondo il caso, manifesta solo il frutto del karma passato e non introduce niente di nuovo.
O Lila! Ascolta ancora qualcosa circa gli effetti del karma. La durata della vita concessa all'uomo  rispettivamente di quattrocento, trecento, duecento e cento anni nelle et (yoga) Satya, Treta, Dvapara e Kali. Questo periodo pu aumentare o diminuire in conformit alla natura delle proprie azioni e ai fattori d'azione ivi connessi. I karma meritevoli tendono a mantenere l'intera durata o perfino ad accrescerla, mentre quelli peccaminosi tendono a diminuirla. La morte avviene come risultato del proprio karma. La sofferenza a cui gli uomini sono sottoposti al momento della morte varia secondo la natura del morente. l saggi muoiono in pace, mentre gli ignoranti e i folli che sono attaccati ai sensi e ai loro oggetti al momento della morte sentono un dolore straziante. Nessuno pu dire perch il corpo sia soggetto a dolore, torpore, deliquio e malattia.  volont di Dio che tutte le creature devono farne esperienza, e perci sono innati nella stessa natura di tutti gli esseri e si manifestano a tempo debito. Dal punto di vista assoluto, tutte queste cose sono illusorie. La nascita e la morte delle creature non sono mai vere, essendo divagazioni del desiderio. I desideri sono distrutti col sorgere della conoscenza del non-duale Atman. L'aspirante dotato di suprema Conoscenza realizza la natura irreale del mondo fenomenico distinto da Brahman. Egli vede ogni cosa soltanto come Brahman. Un tale saggio  un'anima liberata. Egli  lo stesso Atman. Ogni altra cosa  falsa e illusoria Solo l'Atman  lo spazio della coscienza; ed  questo spazio che in se stesso assume la forma delle creature e fa l'esperienza dei mutevoli mondi fenomenici, che sono solo apparenze illusorie nello spazio
della coscienza. Tutto ci  dovuto all'ignoranza, che non pu essere considerata n esistente n inesistente e perci elude ogni indagine. O Lila, il re  prossimo ad esalare il suo ultimo respiro ed in breve tempo sar vicino al cadavere di re Padma. Seguiamolo anche noi.
Come un uccello, lasciando il suo nido, s'innalza alto nel cielo, cos lo spirito di Viduratha lasci il corpo e si sollev nell'etere. Essendo dotate di poteri soprasensibili, sia la dea che Lila seguirono lo spirito senza essere viste a loro volta da esso. Dopo aver attraversato differenti mondi nei diversi piani di coscienza, tutti e tre entrarono nella stanza di re Padma. Il senso dell'ego di re Padma era ancora nello spirito di Viduratha e quindi quest'ultimo non ebbe difficolt a trovare la strada dal suo mondo a quello di Padma. Arrivate nel palazzo di re Padma, l'illuminata Lila e la Dea videro il cadavere di Padma coperto di fiori e l'altra Lila che vi stava accanto e lo ventilava; ma esse rimasero invisibili ai suoi occhi. L'illuminata Lila chiese alla dea: O Madre! Quanto tempo sono rimasta in questa stanza nello stato di samadhi, e quanto tempo il cadavere del re  rimasto a giacere qui?.
Dea: Figlia mia!  passato un mese da quando ti sei seduta qui in samadhi, accanto a questo cadavere. Il tuo corpo divenne rigido come la pietra e freddo come la neve. I ministri pensarono che eri morta, e quindi cremarono il tuo corpo. O Lila! Non c' realt nel corpo; esso  un mero risultato della falsa sovrapposizione. Pi uno progredisce in saggezza spirituale, pi il proprio corpo scompare. Quanto adesso vedi dal piano astrale, in precedenza era visto come fosse nel piano fisico. In realt non esiste nessun oggetto materiale; essi sono come le corna della lepre. L'idea di un corpo materiale  sovrapposta al corpo astrale. Un oggetto visto nel sogno, nello stato di veglia perde la sua oggettivit materiale. Similmente, con il manifestarsi del corpo astrale svanisce il senso di questo pesante corpo grossolano. Figlia mia! Adesso sei diventata un siddha, nel tuo corpo astrale, e hai dimenticato il precedente corpo grossolano. Come chi  nella giovent si scorda dell'infanzia, cos chi  nel piano astrale dimentica il corpo fisico. Quindi la dea, col suo mero desiderio, rese visibile s e la prima Lila all'altra Lila, che vedendole si alz subito e si prostr ai piedi della dea.
La dea le chiese: Come hai fatto ad arrivare qui per prima. Hai visto qualcosa mentre venivi in questo mondo
Seconda Lila: O Madre! Quando vidi mio marito cadere dal suo carro, ferito mortalmente dallo strale del re di Sindhu, svenni e non fui pi cosciente di niente. Poco tempo dopo, quando riacquistai i
sensi, mi ritrovai circondata dall'etere da tutte le dieci direzioni. Sono arrivata qui in un carro aereo, attraverso l'etere. Quando arrivai, trovai mio marito che giaceva qui, profondamente addormentato e ricoperto di fiori. Ma non volli causargli alcun disturbo risvegliandolo dal sonno.
Dea: O Lila! Adesso sveglier il re.
Con queste parole la dea, che fino ad allora aveva trattenuto lo spirito di Viduratha, adesso lo lasci libero ed esso entr nel corpo di Padma. Il re apr lentamente gli occhi e diede segni di vita; si alz e, vedendo le tre donne, s'inform chi fossero.
La prima Lila rispose: Signore' Io sono la tua precedente moglie, Lila. Anche questa donna  tua moglie, che ho trovato uguale alla mia immagine riflessa. L'altra donna bellissima che siede sul trono d'oro  la dea Sarasvati, la Madre dell'universo. Lei ci  apparsa per i nostri meriti passati. Si deve alla sua grazia se noi tre siamo tornati qui dall'altro mondo.
Il re si alz immediatamente e, prostrandosi ai piedi di loto della dea, disse: O Madre Divina! Dispensatrice di ogni bene! Le mie prostrazioni e il mio saluto a te. O donatrice di benedizioni, ti prego di concedermi longevit, salute e suprema conoscenza.
La dea lo bened col suo tocco e disse: Figlio mio! Vivrai in questo palazzo esaudendo tutti i tuoi desideri. Possano tutti i tuoi peccati essere distrutti; possa ogni auspicio essere su di te.
Vasishtha continu: O Rama! Cos dicendo la dea scomparve dalla loro vista. La mattina dopo, col sorgere del sole, tutta la gente si svegli e s'accorse con sorpresa che il re era ritornato in vita con due mogli. Nella capitale ci fu grande festa e giubilo. Il re fu incoronato ancora una volta con grande sfarzo e splendore. Perfetta pace e felicit regnarono in tutto il paese. Re Padma e le due Lila, che ottennero lo stato di jivanmukti (liberazione in vita) mediante l'iniziazione della dea Sarasvati, ressero il regno per un periodo di ottomila anni - secondo il dharma, punendo i malvagi e gli iniqui e proteggendo i saggi e i giusti - e alla fine ottennero videhamukti (liberazione senza corpo)
O Rama! Ti ho narrato questa storia per curare la malattia della diversit. Tempo, spazio e causalit sono illusori. La rinuncia al senso di realt del mondo visibile  il solo mezzo efficace per eliminare i samskara della dualit. Un bambino vede solo nomi e forme nelle varie bambole di zucchero esposte in una dolceria, e non vede lo zucchero di cui sono fatte; ma per un adulto tutte le bambole sono solo zucchero ed egli non si cura dei nomi e delle forme delle differenti bambole. Similmente, l'ignorante vede solo il mondo fenomenico della diversit e non riesce a vedere Brahman, che  il supporto basilare di cui sono fatti i mondi, mentre il saggio vede tutti i mondi soltanto come Brahman. O Rama! La percezione individuale di una cosa in un posto e in un tempo particolare dipende solamente dalla propria immaginazione. Gli spazi e i tempi, perci, sono tanti e dipendono da chi fa l'esperienza; ed ogni esperienza  il risultato dei samskara passati. Anche nel proprio spazio-tempo, passato, presente e futuro sono illusori. Un evento che, in base alle coordinate spazio-tempo di questo pianeta, ebbe luogo cinquemila anni fa  un incidente passato su questa terra, ma per quelli che ad esempio stanno in un astro distante cinquemila anni luce  un'esperienza presente, mentre per quelli in un astro ancora pi lontano sar un evento futuro. La coscienza produce effetti nella maniera e nella forma voluta dalla mente. Per un uomo che soffre, una singola notte sembra lunga quanto un anno, mentre la stessa notte passa in un momento per un uomo felice. Per un uomo nel sonno profondo non c' affatto tempo. Ci sono differenti mondi nei diversi piani della coscienza, governati da proprie leggi di spazio e tempo. Gli eventi che in un particolare mondo hanno luogo in un attimo, in un altro mondo possono impiegare un eone. Le Scritture dicono che un momento di Prajapati  una vita per il saggio Manu. La vita di Brahma  solo un giorno per Vishnu. L'intera vita di Vishnu si dice sia un giorno di Maheshwara (Shiva). Per uno yogi in nirvikalpa samadhi non c' affatto tempo, n lo spazio n questo mondo di oggetti. Per lui esiste soltanto l'Atman. Giacch tutti i mondi sono solo vibrazioni mentali nello spazio della coscienza, non possono essere concreti e sostanziali come appaiono all'ignorante. Come l'aria calma e immobile si manifesta come vento tempestoso, allo stesso modo il non-duale quiescente Atman manifesta se stesso come i mondi oggettivi. Perci, tutta questa falsa percezione oggettiva  solo un'apparenza nel puro spazio della coscienza. In effetti, sebbene Dio si manifesta nei mondi, tuttavia per Lui non esiste nessun cosiddetto mondo. L'ignoranza, che  solo l'incapacit di realizzare l'Atman che sta nel cuore di ogni creatura, si manifesta come l'io e come mondo esterno. La manifestazione della coscienza di Brahman nell'illusorio mondo oggettivo, mediante una falsa nescienza, non impiega pi di una milionesima frazione d'istante per accadere, e tuttavia  una creazione della durata di bilioni di eoni. Tutti questi innumerevoli universi sono contenuti in un frammento d'atomo, in bilioni di parti, e l'intero ciclo del tempo viene vissuto come reale. Lo stesso, ancora, sar per ogni singola unit di ciascuna di quelle milioni di parti. O Rama! Poich la Verit  universale e non-duale, tutti gli eventi in ogni spazio-tempo sono contenuti in Essa come non differenti da Essa. Questa  la verit riguardante questo mondo fenomenico.
Il grande determinismo pervade nel complesso il tempo e lo spazio. Il tempo, lo spazio e la causa di nascita, vita e morte di qualsiasi cosa sono fissati in conformit ad esso, e nessuno pu alterare quest'inesorabile niyati - la legge dell'evoluzione cosmica. Il fato dell'uomo, che si manifesta da questa niyati, opera in associazione con essa finch esiste il mondo. Al tempo della dissoluzione, fato e niyati si uniscono e si fondono in Brahman. Niyati e libero arbitrio sono soggetti all'autosforzo dell'uomo. O Rama! Il fatto che tu mi hai interrogato su questi argomenti e che io ti ho chiesto di fare ricorso all'autosforzo sono stati determinati dalla stessa niyati. Supponi un uomo che, credendo in niyati, abbandoni ogni azione e sieda inattivo; anche questo  causato da niyati. Se una persona fosse stata capace di rimanere libera da qualsiasi karma fin dall'inizio della creazione, allora neanche il suo corpo, che  un prodotto del karma, sarebbe stato prodotto. Le azioni di tutti gli uomini fin dall'inizio del tempo sono state guidate da niyati. Perfino gli dei non possono liberarsene. Perci, o Rama, l'uomo saggio  chi non fugge mai l'autosforzo e dipende sempre da niyati, che controlla tutto anche in guisa d'autosforzo.
Il conoscitore, la conoscenza e il conosciuto non sono differenti dalla Coscienza. Perci, la differenza tra dualit e non dualit  cos assurda come un fiore nel cielo o le corna della lepre. Come una larva costruisce la propria schiavit del bozzolo, cos la pura Coscienza, il supremo Brahman, la natura del quale  beatitudine non-duale, in maniera simile concepisce - per cos dire - la dualit mediante la strumentalit del suo potere di maya. Maya, o il potere di Brahman, e i suoi effetti (cio, i fenomeni) sono illusori e inesistenti quando visti come qualcosa di distinto da Brahman; poich Brahman  non-duale e soltanto Esso pu esistere realmente. Quando visti come tutt'uno con Brahman, anche allora non esistono, proprio per la stessa ragione che soltanto Brahman esiste realmente.


La storia di Karkati



Sri Vasishtha continu: O Rama! Adesso ti racconter la storia interessante di una potente rakshasi, che pose molte domande intelligenti da risolvere. Questa storia eliminer tutti i tuoi dubbi.
Sulle pendici settentrionali dell'Imalaya viveva una rakshasi (demonessa) chiamata Karkati (granchio storpio). Scura come l'inchiostro e potente come la roccia, con membra cos forti da poter spaccare il sale pi_ solido. Aveva una grande bocca e denti sporgenti. I suoi bulbi oculari erano simili al fuoco ardente. Le sue cosce erano simili a grandi palme da datteri. La sua risata era forte come il tuono. Le sue unghie ricurve erano aguzze come pugnali
Niente poteva mai soddisfare la fame insaziabile di questo mostro dalla grande pancia. Anche se tutte le creature di Jambudwipa fossero cadute sue prede, lei le avrebbe considerate soltanto un magro pasto. Un giorno and nell'Imalaya per praticare un rigoroso tapas (austerit). Fece un bagno, rimase in piedi su una sola gamba e concentr i suoi occhi sul sole. Pratic tapas per mille anni, esponendo il suo enorme corpo agli estremi di caldo e freddo.
Dopo che furono trascorsi mille anni, Brahma le apparve davanti. Karkati si prostr mentalmente a lui, e dentro di s pens cos: Se diventer jiva suchika (ago vivente) potr entrare nei corpi di tutte le creature del mondo e consumare tutto il cibo di cui ho bisogno. Succhier il sangue di tutti gli esseri per soddisfare il mio desiderio e placher la foga sempre crescente della mia fame. Mentre cos pensava, Brahma le disse: Karkati, sono compiaciuto della tua devozione. Ti conceder il dono che vuoi. Anche le persone malvagie possono ottenere da me qualsiasi cosa mediante la pratica di un rigoroso tapas.
Karkati rispose: Fammi diventare un jiva suchika, un ago vivente.
Brahma disse: Cos sia. Diventerai suchika, col prefisso 'vi' attaccato al tuo nome, e perci sarai chiamata visuchika. Affliggerai quelli che prendono cibo malsano, quelli che sono sregolati e malvagi, e quelli che abitano in posti insalubri. Prenderai la forma di aria nelle viscere e causerai bile, flatulenza, coliche intestinali, gonfiore della milza e colera (visuchika).
Cosi dicendo Brahma scomparve. Karkati assunse la forma di un jiva-suchika, entr nei corpi di tutti gli esseri e si nutr del loro sangue. Era completamente soddisfatta; la sua fame era stata appagata. Ma un giorno ponder dentro di s: Ho afflitto molte persone invano; ho un cuore molto crudele. Non desidero pi condurre questa vita. Praticher di nuovo tapas e otterr la conoscenza.
Pratic di nuovo tapas per mille anni nell'Imalaya. Si purific dalle scorie dei suoi peccati; si liber da amore e odio. Il Jnana sorse in lei, ed ottenne la luce della conoscenza. Conobbe ci che  veramente conoscibile; senti la vera beatitudine nella sua anima. Brahma and volontariamente da lei e le disse: Karkati! Tu hai ottenuto l'illuminazione, sei diventata una jivanmukta. Rimani nella tua vecchia forma di donna rakshasa. Mantieniti nei corpi delle persone prive della conoscenza dell'Atman, e che sono anche crudeli e malvagie. Vai dagli ignoranti e illuminali con la conoscenza che hai guadagnato: poich  natura del buono e del grande liberare gli ignoranti dai loro errori. Chiunque non ricever questa conoscenza, quando gli sar impartita da te, consideralo cibo adatto a te. Cos dicendo, Brahma scomparve.
Ella medit sul Brahman non-duale e rimase in nirvikalpa samadhi per lunghissimo tempo. Non appena ritorn allo stato normale, sent i dolori lancinanti della fame. Il corpo non dimentica mai il suo dharma (cio l'appetito) finch si conserva nello stesso stato. Ma ella pens che uccidere animali per cibarsene fosse peccaminoso; allora and sulle pendici dell'Imalaya e raggiunse il paese dei cacciatori. Pens che, secondo le istruzioni di Brahma, avrebbe consumato i corpi degli ignoranti. Nel cuore della notte vide un re e il suo ministro che vagavano insieme nella foresta. Il nome del re era Vikrama. Karkati si rallegr al pensiero che infine aveva trovato la carne adatta. Quindi volle metterli alla prova, per vedere se erano jnani oppure no.
Url dicendo: Chi siete? Siete uomini saggi o ignoranti? Siete diventati mia facile preda e tra un attimo dovrete affrontare il vostro fato per mano mia. Il re rispose: O tu demone! Non millantarti troppo. Mostraci subito il tuo valore. Cosa vuoi realmente? Soltanto le persone ignoranti desiderano i frutti delle loro azioni. Le persone sagge compiono sempre azioni virtuose senza desiderarne i frutti. Noi possiamo scacciare le persone malvagie simili a te come zanzare. Noi siamo capaci di dare anche nel sogno qualsiasi cosa a qualsiasi persona. L'uomo saggio agisce con la mente calma, assistito dalla ragione e dalla saggezza pratica
Karkati pens che erano persone sagge, e dentro di s ponder cos: Queste persone non sono di tipo comune. Un uomo saggio e
puro pu essere giudicato dal suo modo di parlare, dalla faccia e dagli occhi. Il suo spirito interiore si esprime nei movimenti esterni del viso e degli occhi e nel tono e tenore del suo modo di parlare. Le parole, il viso e gli occhi esprimono i pensieri interiori del saggio; essi stanno insieme come il sale e l'acqua del mare. La mente, la parola e l'azione del saggio concordano, ma negli stolti esse discordano l'una dall'altra. Essi non possono essere distrutti da me, considerato che per la loro conoscenza ed eccellenza morale sono indistruttibili. Essi possiedono la conoscenza spirituale, senza la quale non ci pu essere un buon discernimento. La conoscenza dell'indistruttibilit dell'anima rimuove la paura della morte.
Karkati disse: Ditemi, o uomini senza peccato che siete cos coraggiosi e prodi, chi siete e da dove venite?. Il ministro rispose: Questi  il re dei Kirata e io sono il suo ministro. La notte noi vigiliamo ovunque per proteggere i virtuosi e punire i malvagi. Karkati disse: Anche un buon re diventa un uomo malvagio se ascolta i consigli di un cattivo ministro; anche un cattivo re diventa un uomo virtuoso se ascolta i saggi consigli di un ministro virtuoso. Viceversa, un re saggio e virtuoso forma un ministro virtuoso, un re malvagio forma un cattivo ministro. Se un re virtuoso ascolta i saggi consigli di un saggio e virtuoso ministro pu conseguire qualsiasi cosa nei tre mondi. Com' il re, cos saranno i suoi sudditi. Sono degni di diventare re e ministri coloro che hanno la conoscenza spirituale, che possiedono visione equanime, conoscono gli shastra (sacre scritture) e sono nobili e magnanimi. Adesso vi porr una serie di domande filosofiche; se sarete in grado di rispondere adeguatamente avrete un posto sulla mia testa come fiori. Altrimenti sarete entrambi mie prede e avr un ottimo pasto. Ambedue servirete da combustibile per il fuoco gastrico che brucia nel mio stomaco. Il re disse: Ora poni le tue domande, e io risponder correttamente.
Vasishtha disse: O Rama dagli-occhi-di-loto! Ascolta attentamente le domande poste dalla rakshasi:
1) Qual  quell'atomo che  la causa dell'origine, della conservazione e della distruzione degli innumerevoli mondi che sorgono come tante bolle sulla superficie del mare?
2) Cos' quello che  Akasha e tuttavia non lo ?
3) Cos' quello che sebbene illimitato, tuttavia ha un limite?
4) Cos' quello che sebbene si muove, tuttavia non si muove?
5) Cos' quello che sebbene , tuttavia non ?
Cos' quello che si manifesta come Chit (Coscienza o Intelligenza) e tuttavia  inerte come una pietra? 
7) Cos' che disegna immagini nell'akasha? 8) Qual  quell'atomo in cui sono latenti tutti i macrocosmi, come un albero nel seme?
9) Da dove traggono origine tutte le cose, come la schiuma del mare? 10) E in cosa verranno assorbite?
Il ministro rispose: Ascoltami, o donna dal colorito scuro.
Domanda N. 1: - Tutte le tue domande riguardano il supremo Brahman non-duale, che  al di l delle capacit della mente e dei cinque sensi, e che  pi sottile dell'akasha.  l'atomo degli atomi: Assoluta Coscienza, Conoscenza Illimitata.
Domanda N. 2: - Brahman o il supremo S  onnipervadente e sottile.  senza supporto (niralamba); non ha n interno n esterno. Anche l'akasha  onnipervadente e sottile;  senza supporto, e non ha n interno n esterno. Perci si pu dire che Brahman  lo stesso akasha.(Generalmente Brahman  paragonato all'akasha. Ma questo  un cattivo paragone. Brahman pu essere paragonato solamente a Brahman). Tuttavia Brahman non  l'akasha, poich Esso  pura Coscienza o Intelligenza. L'akasha  inerte;  un prodotto di maya.
Domanda N. 3: - Brahman splende nella Sua stessa gloria. Esso non ha punto d'appoggio;  al di l di spazio, tempo e causalit;  onnipervadente, indivisibile e infinito. Non ha dimora, e quindi non  limitato; tuttavia risiede permanentemente in tutti gli esseri come loro Anima Interna o come Assoluta Esistenza.
Domanda N. 4: - Brahman  immobile (achala), poich non ha altro spazio per muoversi al di fuori di S. Esso  paripurna (suprema pienezza). Si muove mediante la Sua relazione col corpo e gli innumerevoli oggetti.
Domanda N. 5: - Brahman  Assoluta Esistenza (Sat). Soltanto Brahman esiste. Perci, Esso . Ma non pu essere visto dall'occhio nudo, e le persone attaccate alle cose del mondo negano la Sua esistenza. Tu non puoi additare 'Questo  Brahman' - perci, Esso non .
Domanda N. 6: - Brahman  Assoluta Coscienza;  autoluminoso;  la luce delle luci. Lo stesso Brahman si manifesta come pietre, terra, ferro e altri oggetti inerti o senza vita. Possiede due aspetti: Coscienza e Materia. La Materia  inerte; lo Spirito  pura Coscienza.
Domanda N. 7: -  Brahman che dipinge le immagini delle serie di universi nel Chidakasha, che  molto sottile, autoesistente e immacolato.
Domanda N. 8, 9 e 10: - I diversi mondi sono emanati da Brahman; esistono in Brahman e infine si dissolvono in Brahman, come le bolle dell'oceano. I diversi mondi sono inseparabili da Brahman, non sono altro che Brahman; sono solamente manifestazioni di Brahman
Karkati fu completamente soddisfatta dalle intelligenti risposte del ministro. Quindi chiese al re di rispondere alle sue domande, per sondare la profondit della sua conoscenza.
Il re disse: Soltanto Brahman esiste realmente. In realt, questo eterogeneo universo non esiste. Il mondo esiste soltanto a causa dei sankalpa (pensieri). Se i sankalpa vengono distrutti completamente, questo mondo Si dissolve. I sankalpa generano l'universo. L'ignoranza produce le catene della nostra condizione terrena e le incessanti trasmigrazioni, coi loro mali concomitanti. O Karkati! Nelle tue domande hai fatto riferimento solamente a Brahman, che si manifesta come quest'universo e tuttavia  non-duale, indivisibile, infinito, onnipervadente e autoluminoso. I jivanmukta (saggi liberati) contemplano il supremo S, la sola Realt, che esiste nel passato, nel presente e nel futuro. Parambrahman  Sattva o Esistenza. Esso occupa un posto intermedio tra essere (sat) e non essere (asat). Brahman esiste anche dopo la dissoluzione dell'universo. Brahman dev'essere realizzato direttamente dalla mente pura, dopo aver annullato i sankalpa e i vikalpa (aparoksha-Brahma Jnana). Lo studio dei libri che trattano l'Atmajnana pu dare soltanto una conoscenza indiretta di Brahman (paroksha-Brahma Jnana).
Karkati fu immensamente soddisfatta del re, quando ud le sue intelligenti risposte. Ella disse: Tu e il tuo ministro siete veri saggi degni d'essere onorati in questo mondo. Entrambi splendete come il sole della conoscenza. Le vostre sagge parole hanno agito su di me come nettare. Il mio corpo adesso  fresco e padrone di s. Coloro che s'associano con i jnani sono veramente persone benedette. Tutti gli uomini dovrebbero porre i vostri sacri piedi sulle loro teste. O re! Come ti servir adesso? Comandami.
Il re disse: In futuro non uccidere pi esseri umani per avere del cibo. Non fare mai del male a nessun essere vivente.
Karkati disse: Bene, o mio signore, in verit ti dico che d'ora in poi non uccider pi nessuno.
Il re chiese: Se cos fosse, o mangiatrice di carne animale, dimmi come sosterrai il tuo corpo, astenendoti dal cibo animale?.
Karkati rispose: Ritorner nuovamente in cima alla montagna e rimarr in nirvikalpa samadhi per un lungo periodo. Berr il nettare
che scorre dentro di me. Infine lascer il corpo e conseguir videhamukti. Ti dico subito, o re, che fino al termine della mia vita non uccider n far pi del male ad alcun essere vivente. Puoi essere sicuro della mia parola.
Il re le disse: O Karkati! Ti prego d'accompagnarci al nostro palazzo e di restare con noi. Ti daremo in abbondanza corpi di ladri e di malviventi che commettono atroci crimini. Potrai praticare la meditazione dopo avere spento il fuoco che arde nel tuo stomaco, facendo un sontuoso pasto di quelle persone malvagie.
Karkati acconsent. Assunse la graziosa forma di Lakshmi e accompagn il re e il ministro nel loro palazzo dorato. Entro sei giorni il re raccolse tremila malviventi, che furono dati come cibo a Karkati. Ripresa la sua forma, Karkati accatast sulle sue spalle i tremila malviventi, prese congedo dal re e dal ministro e ritorn nell'Imalaya. Dopo essersi ristorata con il cibo, si prese un po' di riposo e quindi entr in samadhi. Soleva levarsi dal samadhi dopo un periodo di quattro o cinque e a volte di sette anni. Quindi andava alla corte del re e passava qualche tempo in satsanga con lui e il ministro, per poi tornare alla sua dimora nell'Imalaya con la consueta preda di furfanti. Ancor oggi, il re e Karkati sono benevoli l'uno verso l'altro.


Storia dei figli di Indu


Vasishtha disse a Rama: Sappi che l'universo  nato da Brahman ed  soltanto Brahman. Nelle sacre Scritture le parole sono state usate per facilitare l'istruzione. Causa ed effetto, il s ed il Signore, differenza e non-differenza, conoscenza e ignoranza, piacere e dolore - tutte queste coppie sono state inventate per istruire l'ignorante. Esse non sono reali in se stesse. Finch si usano le parole per denotare una verit, la dualit  inevitabile; tuttavia, questa dualit non  la verit. Tutte le divisioni sono illusorie.
Una volta chiesi a Brahma, il Creatore, di dirmi come fu creato l'universo.
Brahma rispose: Solo la mente appare come tutto questo. Al termine del ciclo precedente ci fu la notte cosmica. Quando mi risvegliai al termine della notte offrii le mie preghiere mattutine e mi guardai intorno, desiderando creare l'universo. Guardai il Vuoto infinito che non era n illuminato n oscuro. Nel mio cuore vidi visioni sottili: con la mia mente vidi parecchi universi apparentemente indipendenti, pieni di ogni tipo di esseri. Meravigliandomi, e desiderando conoscere l'autore di tutto questo, interrogai uno dei soli di quei sistemi solari.
Il Sole rispose: Certamente tu sai la verit, Signore; tuttavia, poich me lo comandi, risponder alla tua domanda. Vicino alla sacra montagna del Kailash c' un posto chiamato Suvarnajata, pieno di creature che sono figli tuoi. L viveva un nobile brahmino chiamato Indu (Luna), discendente dal rishi Kashyapa. Non riuscendo ad avere figli, egli e sua moglie pregarono il Signore Shiva e praticarono un rigoroso tapas, prendendo solo acqua e rimanendo immobili come alberi. Compiaciuto da loro, Paramashiva concesse ci che chiedevano. A tempo debito la donna diede vita a dieci figli luminosi. I bambini crebbero e padroneggiarono tutte le Scritture quando erano ancora ragazzi. In seguito i genitori lasciarono il corpo e furono liberati. Quindi, pieni di dolore, i dieci giovani si riunirono e si chiesero: - Qual  qui la meta pi desiderabile e appropriata, che non ci dar infelicit? Essere re o imperatori o anche come Indra, il dio del cielo,  cosa futile, poich anche Indra regna solo per un'ora e mezza della vita del Creatore. Perci la cosa migliore  realizzare lo stato del Creatore, perch non finir per un intero ciclo.
Con questa ferma risoluzione, tutti e dieci sedettero nella posizione del loto e con le menti concentrate, avendo lo stesso ideale, cominciarono a meditare cos: 'Io sono Brahma, il creatore dell'universo. I saggi e Sarasvati, la dea della saggezza, sono dentro di me. Il cielo e gli esseri celesti sono dentro di me. Angeli e demoni sono dentro di me. Montagne, continenti e oceani sono dentro di me. Il sole splende dentro di me. Ora c' la creazione. Ora la creazione esiste. Ora c' la dissoluzione. Un ciclo  terminato. Viene la notte di Brahma. Io ho l'autoconoscenza. Io sono liberato'.
Cos essi trascorsero lunghi eoni di tempo, dimentichi dei loro corpi, che deperirono e furono consumati dalle bestie feroci. Ma essi continuarono a meditare anche nello stato disincarnato, e alla fine divennero creatori. Quindi questi dieci creatori crearono dieci universi. Io sono uno dei soli che splende in uno degli universi creati da loro.


La storia di Indra e Ahalya


Vasishtha continu: O Rama dagli-occhi-di-loto! La mente  l'assassina dell'Atman. Soltanto la mente crea questo mondo. Soltanto le azioni della mente sono vere azioni; le azioni del corpo non sono considerate azioni. Soltanto Brahman pu comprendere i poteri meravigliosi della mente. Questo corpo  una forma preparata dalla mente per le sue operazioni. La mente pensa al corpo e diventa corpo. Quindi s'incatena a questo corpo e tramite esso fa esperienza di diversi tipi di dolori e sofferenze. Il saggio che s'identifica con l'onnipervadente Anima o Atman, e che realizza d'essere senza corpo,  liberato da tutti i mali relativi al corpo. Anche Indra e Ahalya non erano coscienti delle sofferenze corporee.
Rama disse: O venerabile precettore! Chi era questo Indra? Chi era Ahalya? Posso sapere qualcosa di loro?.
Vasishtha disse: Nei giorni passati, nel Magadha (Bihar), regnava un re chiamato Indradyumna. Egli aveva una moglie chiamata Ahalya. Nella loro citt viveva un uomo chiamato Indra. Questi era il capo di un gruppo di uomini dissipati. La regina Ahalya aveva sentito la storia della relazione incestuosa, avvenuta in tempi remoti, tra una certa Ahalya, la moglie del rishi Gautama, e Indra. La regina fu presa dalla passione per Indra e per qualche tempo visse in sua compagnia. Questa faccenda fu riportata al re, che s'infuri molto. Entrambi gli amanti furono gettati in pieno inverno nell'acqua fredda di una vasca, ma non mostrarono alcun segno di sofferenza. Si misero a ridere insieme come fossero euforici. Quindi furono messi in un grande tegame posto sul fuoco. Ma rimasero illesi, e dissero: O re! Noi proviamo gioia al diletto delle nostre anime che si pensano reciprocamente. Essi furono calpestati dagli elefanti, ma rimasero tranquilli, e dissero al re: Noi sentiamo un'intensa gioia ricordandoci l'un l'altro. Quindi furono sferzati con verghe e cinghie; furono percossi con mazze. Ma non mostrarono il minimo segno di dolore; sorridevano soltanto e ridevano.
Il re era stupefatto. Chiese a Indra e Ahalya: Com' che voi due non sentite alcun dolore quando venite torturati?. Essi diedero questa risposta: O re! Nessuna tortura pu separarci. Questo mondo  pieno della forma di ciascuno di noi, che percepiamo il mondo intero pieno di noi stessi. Vediamo il nostro amato in ogni forma e figura. Io guardo il suo viso, lei guarda me. Siamo nel diletto della felicit perfetta e perci siamo inconsapevoli del corpo. Non proviamo alcun dolore; anche se il corpo fosse tagliato a pezzi non sentiremmo il minimo dolore. Quando la mente  attaccata intensamente a un oggetto, non sente alcun dolore. Quando la mente  perfettamente assorta in un oggetto, chi altro c' ad osservare e a sentire le azioni del corpo? La mente  il solo strumento con cui si fa l'esperienza del dolore. Questa mente  completamente assorta nell'oggetto che ama di pi. Come pu toccarla la sofferenza? Nessun potere sulla terra  capace di distogliere la mente dall'oggetto amato. Tutti questi corpi hanno origine soltanto dalla mente. La mente fa qualsiasi cosa; essa  il corpo supremo. Anche se questo corpo perisce, la mente assumer presto dei nuovi corpi, secondo la sua inclinazione. Soltanto se la mente viene distrutta - mediante l'Atma-Jnana - senza pi possibilit di risorgere, solo allora i corpi non rispunteranno fuori.
Il re realizz la verit delle loro affermazioni. Muni Bharata, che era seduto a fianco al re, nella sala di corte, disse che la coppia aveva pronunciato parole di saggezza, sebbene motivate dal forte influsso della passione. Affinch potessero godere liberamente, il re li band entrambi dal suo regno in un paese straniero. Il corpo coi vari organi non  altro che la mente; anche questo universo non  altro che la mente. Se la mente perisce, svaniranno pure sia il corpo che l'universo.

Storia della grande foresta

Vasishtha continu:
O Rama, qualunque possa essere stata l'origine della mente e qualunque cosa essa possa essere, uno deve costantemente dirigerla verso la liberazione attraverso l'autosforzo. La mente pura  libera dalle tendenze latenti, e perci ottiene l'autoconoscenza. Poich l'intero universo  dentro la mente, anche le nozioni di schiavit e liberazione sono dentro di essa. A questo riguardo c' una leggenda che ho ascoltato direttamente dal Creatore, Brahma. Ascolta attentamente
In una grande foresta, cos grande che in essa milioni di miglia quadrate erano come lo spazio dentro un atomo, viveva una persona
che aveva innumerevoli occhi, braccia e gambe. Egli era sempre agitato. Aveva nelle mani molti bastoni con i quali si percuoteva. Poi, gridando dolorosamente, scappava da tutte le parti in preda al panico. Travolgendo tutto, precipitava nel profondo e desolato pozzo del peccato. Uscito dal pozzo, si batteva di nuovo e di nuovo riscappava in preda al panico. Questa volta per rimanere impigliato in una foresta spinosa. Quindi scappava di nuovo e raggiungeva un bananeto. Sebbene non c'era nessun altro da temere, egli piangeva e gridava di paura. E correva e si percuoteva continuamente, andando dal bananeto alla foresta spinosa e al pozzo, non trovando mai quiete.
Io (Brahma) vidi tutto questo intuitivamente, e per liberarlo dalla paura lo fermai un attimo e gli chiesi: 'Chi sei? Che fai qui? Che vuoi fare?'. Ma egli, molto addolorato, mi chiam suo nemico e pianse e rise forte. Quindi cominci ad abbandonare il suo corpo a pezzo a pezzo.
Subito dopo vidi un'altra persona correre come la prima, piangendo e lamentandosi. Quando la fermai, cominci a insultarmi e scapp, continuando il suo modo di vivere. Cos incontrai parecchie persone simili. Alcune ascoltarono le mie parole e, abbandonando il precedente modo di vivere, furono illuminate. Altre mi ignorarono e perfino mi disprezzarono. Altre rifiutarono perfino di uscire dal pozzo o dalla fitta foresta spinosa.
Questa  la grande foresta; nessuno trova un rifugio sicuro in essa, qualunque sia il suo modo di vivere. Anche oggi queste persone esistono in questo mondo.
Allora Rama chiese al saggio Vasishtha di spiegargli il significato della storia. Il Muni continu: - La grande foresta  il samsara, che non ha n inizio, n mezzo, n fine. La persona che piena di collera e di dolore vive nella foresta di quest'universo  la mente. Chi arresta l'impetuoso correre della mente  la discriminazione. La mente punisce se stessa con le sue tendenze latenti ed erra inquieta in questo mondo. Il pozzo  l'inferno, il bananeto  il paradiso. La foresta spinosa  la vita mondana piena delle spine delle passioni per mogli, figli, ricchezze, ecc. La mente salta continuamente dall'inferno al paradiso, e poi di nuovo al mondo degli uomini.
Anche quando la saggezza si presenta nella vita della mente illusa, scioccamente essa la respinge, considerandola sua nemica. Quindi piange e si lamenta disperata. O Rama, guarda il gioco dell'ignoranza che spinge le persone ad autopunirsi volontariamente, e le fa correre di qua e di l in preda al panico. A volte uno sente un imperfetto risveglio e rinuncia ai piaceri del mondo senza avere una giusta comprensione; quindi questa stessa rinuncia diventa fonte di grande dolore Ma quando la rinuncia nasce dalla piena comprensione, dalla discriminazione nata dalla ricerca nella natura della mente, allora essa porta alla beatitudine suprema. Le tendenze latenti della persona che rinuncia saggiamente al mondo svaniscono dalla sua mente, come gli arti abbandonati a pezzo a pezzo.


La storia per un ragazzo

Vasishtha continu: O intrepido Rama! La mente di un saggio non  differente da Brahman. La mente del non illuminato  la causa della sua ignoranza e dei suoi errori. Ci sono infinite Shakti in Brahman e cio. Iccha Shakti, Kriya Shakti, Jnana Shakti, Bhuma Shakti, Akarta Shakti, ecc. Il supremo Brahman  pieno, perfetto e indeperibile. Il Suo potere di fluttuazione  presente nell'aria; il Suo potere di compattezza  presente nella pietra, il calore nel fuoco, la fluidit nell'acqua e la vacuit nell'akasha. La Sua beatitudine  sentita nei cuori dei santi; il Suo valore  visto negli yogi; il Suo potere creativo nelle opere della Sua creazione; e il Suo potere di distruzione nel pralaya cosmico, alla fine di un grande kalpa. Come l'albero  contenuto nel seme, cos ogni cosa  contenuta in Brahman. Brahman  Uno. Esso si manifesta come molteplicit mediante il Suo potere illusorio. L'unico Brahman si manifesta come manas o mente mediante il pensiero, come jivatman o anima individuale mediante l'upadhi (limitazione aggiunta) di avidya, come Ishwara mediante l'upadhi di maya, e come universo mediante vikshepa shakti (il potere di proiezione).
Schiavit e liberazione sono concezioni dell'ignorante.  sbagliato parlare di schiavit dell'anima, che  sempre libera.  futile cercare I emancipazione dell'anima, che  sempre emancipata. Il mondo  cos reale per gli uomini di questo mondo sprofondati nel fango dell'ignoranza quanto la favolosa storia o racconto della bisnonna narrato da una madre al suo ragazzo.
Rama disse: O venerabile guru! Vi prego, narratemi la storia. Sono ansioso d'ascoltarla.
Allora Vasishtha disse: Un certo ragazzo una volta chiese a sua madre di raccontargli qualche bella storia per divertimento. Allora la madre gli narr la seguente storia leggendaria:
C'erano una volta tre principi, che vivevano in una citt chiamata Vuoto. Essi erano estremamente nobili, virtuosi e coraggiosi. Di questi tre, due non nacquero mai e il terzo non entr mai nel grembo di sua madre per essere concepito. Partirono per un viaggio e quindi si riposarono nel giardino dell'akasha. Mangiarono diversi tipi di frutti e poi continuarono il loro viaggio verso l'alto. Avendo fatto molta strada, a mezzogiorno s'imbatterono in un posto dove confluivano tre fiumi, che scorrevano con rapide correnti e turgide onde. Di questi tre fiumi, due non avevano acqua, mentre nel terzo c'era solo sabbia bianca. Tutt'e tre fecero il bagno in quest'ultimo fiume; si divertirono per lungo tempo, bevvero l'acqua che era dolce come latte e rallegrarono i loro spiriti. Ripresero il viaggio e al tramonto giunsero in una citt che allora non esisteva, e vi costruirono tre case. Una casa non aveva fondamenta, la seconda non aveva muri e la terza non aveva n muri n tetto. I tre principi riposarono comodamente nelle tre belle case, che furono costruite in un'invisibile citt dell'akasha. Nelle case trovarono tre pentole. Le prime due si ruppero non appena le sollevarono, la terza fu ridotta in polvere al loro tocco. In queste tre pentole posero otto misure di riso, meno dodici misure, e cucinarono il tutto in maniera splendida, senz'acqua n fuoco. Quindi distribuirono il cibo a numerosi bramini senza bocca, senza lingua e senza denti. I tre principi si divisero il rimanente cibo con gioia. La sera andarono a caccia e passarono il tempo in maniera piacevole.
Dopo che la madre termin di raccontare la storia, il ragazzo fu molto contento di quanto aveva udito. Egli credette che la storia fosse proprio vera.
Similmente, le persone ignoranti che non possiedono n discriminazione n sete di ricerca dell'Atman credono che questo mondo sia proprio reale. Il castello-in-aria del mondo, preso per realt,  simile alla storia narrata al ragazzo, che  solo un prodotto dell'immaginazione della madre del fanciullo. La madre ha dato un nome e una forma al nulla immaginario. Cos pure la mente ha dato un nome e una forma agli oggetti illusori di questo falso mondo. Questo universo ha solo la natura dei sankalpa. La mente genera questo mondo. Nulla  realmente esistente, eccetto le creazioni della tua immaginazione. L'immaginazione foggia tutti gli oggetti nelle loro particolari forme immaginarie. I paradisi, il cielo, la terra, l'aria, i fiumi, le montagne, gli alberi, ecc., sono tutte creazioni della tua immaginazione (sankalpa), come le visioni nei tuoi sogni. L'immaginazione d forma al nulla immaginario. Soltanto l'espansione della mente costituisce il sankalpa; e il sankalpa genera questo mondo mediante il suo potere di differenziazione. L'intero universo  la proiezione dell'immaginazione. Il sankalpa  il pi attivo potere della mente. Perci, o Rama, annienta tutti i sankalpa e consegui lo stato di nirvikalpa, dove non ci sono modificazioni della mente (sankalpa).

La storia del Siddha


Vasishtha continu: O Rama! Soltanto le persone ignoranti sono soggette agli errori causati dalla loro falsa immaginazione. Prendono questo mondo illusorio per realt; attribuiscono propriet deperibili all'indeperibile Atman o Anima. Le loro menti fluttuano costantemente tramite i loro sankalpa o pensieri, e s'identificano coi loro corpi. I saggi, invece, sono completamente liberi da concezioni sbagliate ed errori; per loro, questo mondo  come un miraggio. Essi s'identificano con l'immortale Atman.
O Rama! Abbandona l'errata opinione della realt del mondo; abbandona tutto ci che  falso e menzognero. Brahman, ovvero l'immortale e onnipotente S, che  il vero sostrato e supporto di tutto,  la sola Realt. Indaga sulla natura della Verit. Tu non sei mai limitato; sei sempre libero. Quando soltanto Brahman  l'unica realt dov' il jiva? Dov' la mente? Dov' la schiavit? Dov' la liberazione? Chi  limitato? Chi ottiene la salvezza? Schiavit e liberazione sono entrambe false immaginazioni della mente.
Il rapporto tra il corpo deperibile e l'Anima immortale  simile a quello tra un vaso e l'etere contenuto in esso. Il mondo irreale ci appare come realt, e la durata immaginaria dell'universo  simile a un lungo sogno nel nostro sonno. Questo mondo  un lungo sogno; un'immensa foresta, piena dei serpenti di malattia e morte. La mente  il signore di questa foresta. Essa ci conduce in ogni sorta di trappole e difficolt.  il pensiero o idea del mondo che ne causa l'esistenza. O Rama! Cancella questo mondo dalla tua mente tramite la ricerca, il ragionamento e la discriminazione. La mente, coi suoi desideri incessanti, ti coinvolge nel dolore e nella morte.
Non lasciare le briglia sciolte alla mente. Dominala implacabilmente. Controllala. Annientala. Conoscerai presto la Verit e otterrai la liberazione finale. Tutte le pene, i dolori e le illusioni finiranno.
La mente non ha esistenza indipendente. Come le onde dipendono dalle acque del mare, cos la mente dipende dall'Anima suprema. La mente  sempre mutevole; prende un amico per nemico, ed un nemico per amico; porta il grande a un basso livello ed innalza il basso ad un alto livello. Una volta ha uno stato o sentimento e un'altra volta un altro stato o sentimento. Essa prende la verit per menzogna e la menzogna per verit. Piacere e dispiacere, felicit e dolore, gioia e angoscia sono soltanto creazioni della mente. Solo la mente raccoglie i frutti delle azioni buone e cattive. Non ci pu essere percezione di un oggetto indipendente dalla mente. Essa  la causa di tutte le sue sensazioni. Tu ascolti, vedi, percepisci, odori e gusti soltanto attraverso la mente.  la mente che muove questo corpo. Tempo, distanza, luogo, lunghezza, larghezza e altezza, velocit, lentezza, grandezza e piccolezza, molto e poco, l'essere nero o rosso, tutto nasce solo nella mente, tutto  pertinente alla mente.
I pensieri degli oggetti conducono alla schiavit; la rinuncia ai pensieri conduce alla liberazione. Quest'universo  solo l'espansione dei pensieri. Questo  un grande spettacolo, sostenuto soltanto dalla mente. Come le stagioni producono i mutamenti negli alberi, cos la mente causa differenze nella disposizione degli esseri umani. Ci sono tante menti quanti sono gli uomini in questo mondo.  difficile trovare due uomini con la stessa mente.
La mente gioca con e negli oggetti, e crea l'illusione. Tramite il gioco della mente, la prossimit sembra essere distante e una grande distanza appare vicina. Un kalpa (un giorno del Creatore) sembra essere un momento e un momento sembra un kalpa. Per illustrare bene quest'idea, adesso ti racconter una storia molto interessante. O Rama! Ascoltala con retta attenzione.
Lavana, un discendente di re Harishchandra, regnava sul paese di Uttara Pandava. Egli era un re glorioso e virtuoso. Un giorno era seduto sul trono, davanti a tutti i suoi ministri e ufficiali. In quel momento entr nella corte un siddha o mago. Questi s'inchin al re e disse: Signore! Degnati di guardare le mie gesta meravigliose. Il siddha agit il suo mazzo di piume di pavone e il re ebbe la seguente esperienza:
Un ambasciatore del re di Sindhu entr nella corte con un cavallo simile a quello di Indra e disse: Signore, il mio padrone ti fa omaggio di questo cavallo. Il siddha chiese al re di montare sul cavallo e di guidarlo a suo piacimento. Il re fiss il cavallo e cadde in uno stato di trance per due ore. Poi la rigidit del suo corpo s'allent, e dopo qualche tempo il corpo del re cadde a terra. I cortigiani sollevarono il corpo. Quindi, gradualmente, il re ritorn in s. I ministri e i cortigiani dissero al re: Cos' successo a vostra maest? Il re rispose: Il siddha agit il suo mazzo di piume di pavone ed io vidi un cavallo davanti a me. Montai sul cavallo e cavalcai attraverso un deserto, sotto il sole cocente. La mia lingua era secca, ero completamente stremato. Quindi raggiunsi una bella foresta. Mentre cavalcavo, una pianta rampicante si strinse al mio collo, mentre il cavallo corse via. Per tutta la notte rimasi a dondolare nell'aria, con la pianta che mi stringeva al collo. Rabbrividivo per il grande freddo.
Si fece giorno e vidi il sole. Tagliai la pianta che mi stringeva al collo. Quindi vidi una ragazza fuori casta che portava cibo e acqua nelle sue mani. Ero molto affamato e le chiesi di darmi del cibo, ma lei non mi diede niente. La seguii da vicino per molto tempo. Infine si volse verso di me e disse: 'Io sono chandala per nascita. Se prometti di sposarmi in casa mia, davanti ai miei genitori, e di vivere con me, ti dar subito quanto ho nelle mani'. Acconsentii a sposarla e lei mi diede la met di quel cibo. Dopo mangiato bevvi una bevanda di frutti di jambu.
Poi mi port da suo padre, e chiese il permesso di sposarmi. Questi acconsent. Allora mi port nella sua dimora. Il padre della ragazza uccise scimmie, corvi e suini come carne da mangiare, e li essicc su file di nerbi. Fu eretta una piccola tettoia. Quindi mi fu dato posto su una grande foglia di banano. Allora, la mia maligna suocera mi guard Coi Suoi occhi rossi come sangue e disse: ' questo il nostro futuro genero?'.
I festeggiamenti del matrimonio cominciarono con grande clamore. Mio suocero mi offr in dono vestiti e altri articoli. Bevande fermentate e carne furono distribuite a volont. I chandala - mangiatori di carne - batterono i loro tamburi, e la ragazza mi fu data in matrimonio. Fui chiamato 'Pushta'. La cerimonia nuziale si protrasse per sette giorni. Dalla nostra unione nacque dapprima una figlia; dopo tre anni ella concep ancora un bambino negro. Poi concep di nuovo una figlia. Divenni un vecchio chandala con una grande famiglia e vissi a lungo. I figli sono fonte di dolore. Le miserie degli esseri umani che nascono dalla passione prendono la forma di un figlio. A causa degli affanni e delle preoccupazioni familiari, il mio corpo divenne vecchio ed emaciato. In quella desolata foresta, dovetti soffrire caldo e freddo. Ero vestito con vecchi abiti sbrindellati; trasportavo carichi di legna per il fuoco sulla testa; ero esposto al vento gelido e dovetti vivere di radici. Cos passai sessanta anni della mia vita, come fossero tantissimi kalpa di lunga durata. Poi ci fu una grande carestia; molti morirono d'inedia. Alcuni della mia famiglia abbandonarono quel luogo.
Io e mia moglie lasciammo il paese e camminammo sotto il sole rovente. Portavo due figli sulle spalle e il terzo sulla testa. Percorremmo una grande distanza e quindi arrivammo al margine di una foresta. Ci riposammo un po' sotto un grande albero di palmyra. Mia moglie mor a causa del lungo viaggio sotto il sole rovente. Mio figlio minore Pracheka si alz, si mise davanti a me e con le lacrime agli occhi mi disse: 'Pap, sono affamato; dammi immediatamente della carne e da bere, altrimenti morir'. Ripetutamente mi disse, con le lacrime agli occhi, che stava morendo di fame. Allora fui mosso dall'affetto paterno. Ero molto addolorato in cuor mio; non ero capace di sopportare l'angoscia. Decisi, quindi, di porre fine alla mia vita buttandomi nel fuoco. Raccolsi della legna, l'ammucchiai e gli diedi fuoco. Mi alzai in piedi e stavo per saltare nel fuoco, quando caddi dal trono e mi svegliai per udire il suono degli strumenti musicali e vedere voi che mi sollevavate gridando 'jaya, jaya' (vittoria a te) . Adesso mi ritrovo come re Lavana, e non come chandala. Comprendo adesso che il mago mi ha posto in tutti questi problemi immaginari per lungo tempo.
I ministri s'informarono circa i precedenti del siddha. Nel frattempo Sambarika, il siddha, era scomparso. O Rama! Questo siddha non  altro che la divina maya. La storia illustra chiaramente che quest'universo non  altro che la stessa mente. Parambrahman soltanto appare come la mente e il mondo. Qualsiasi cosa tu vedi  solo una manifestazione della Coscienza (Chit). Il tempo  solo un modo della mente. Nel sogno tu vivi gli eventi di un secolo in cinque minuti. Quando la mente  concentrata, un'ora sembra come cinque minuti. Se non c' concentrazione, dieci minuti sembrano tre ore. Ognuno ha fatto esperienza di ci, in questo mondo. In due ore di tempo re Lavana fece l'esperienza di sessant'anni.
Quest'universo  una creazione della mente. La mente o maya  il pi grande mago e impostore. La mente o maya rappresenta il siddha o mago della storia di prima. La mente  maya;  lo strumento di maya. Le esperienze di re Lavana rappresentano la miserabile condizione degli esseri umani, che sono schiavi del desiderio, delle brame e delle cose del mondo. Questo mondo illusorio  solo una manifestazione dell'infinito potere o onnipotenza del Signore. Sotto la magica influenza di maya - il potere illusorio del Signore - tutti gli esseri camminano in questo mondo completamente ingannati. Essi credono nella realt dell'irrealt; per loro il reale  irreale. Come l'albero si estende con l'espandersi di rami e ramoscelli, cos la mente si espande tramite le molteplici invenzioni della sua immaginazione.
Se distruggi i sankalpa (immaginazioni) della mente, se disciplini la mente in maniera perfetta, se attraverso la discriminazione, la ricerca, il non-attaccamento e la costante meditazione sull'Atman porti gradualmente la mente sotto il tuo controllo, non sarai soggiogato da maya. Allora conseguirai l'immortalit e godrai l'eterna beatitudine dell'Infinito.


STHITI PRAKARANA


Vasishtha continu: O prode Rama! La mente  tutto.  l'agente di tutte le azioni. La negazione del mondo esterno e la soppressione dei pensieri servono a controllare il demone della mente. Il mondo sta nella mente come i raggi di sole stanno nel sole. La mente  il serbatoio dei mondi. Essa  uguale al mondo e il mondo  identico alla mente; il mondo e la mente sono intimamente e inseparabilmente connessi l'un l'altro. Il gioco della mente costituisce questo mondo. Il mondo splende come Coscienza soltanto.
L'immagine dell'universo  dipinta sull'immacolato Chidakasha senza l'ausilio di pittore, di tela, di pennello o di qualsiasi altro materiale. L'immagine appare da se stessa; si riflette da s. Questo mondo  come un lungo sogno nello stato di veglia. La riflessione del mondo nell'onnipervadente, invisibile, omogeneo, pieno, auto luminoso Brahman, che  il Testimone silenzioso,  simile a quella dell'immagine nello specchio. Questo mondo risplende solo tramite Brahman. Brahman  il sostrato dell'universo. Non esiste relazione di causa ed effetto.
Medita sull'eterno, puro, onnipotente, pieno, invisibile e immutabile Brahman. Gradualmente, tutte le fluttuazioni della mente cesseranno. Diventerai identico al supremo S. Come molte figure sono incise in una pietra, cos mondi eterogenei si manifestano in Brahman. Brahman  non-duale; questo mondo  illusorio e dipende da Brahman per la sua esistenza.
Ci che  illusorio e dipendente non pu essere considerato cosa reale. Invero, non c' nulla che si possa chiamare universo, poich non c' causa o effetto connesso con Brahman che possa costituire un secondo. Soltanto Brahman ; l'universo  semplicemente una riflessione di Brahman. O Rama! Ascolta attentamente la storia di Sukracharya; capirai chiaramente la verit delle mie parole.


La storia di Sukra


Sui monti Mandhara c' un altopiano pieno di bei fiori e alberi. L, in tempi antichi, Muni Bhrigu pratic un austero tapas. Suo figlio Sukra era una persona brillante, ed era pure molto bello. Egli non era avvezzo a separarsi dal padre. Come Trisanku, era in uno stato neutrale. Nel suo trastullo giovanile, vagava liberamente nei recessi ombrosi dei monti Mandhara. A volte giocava come un ragazzo; altre volte sedeva in meditazione come suo padre. Suo padre era assorto in nirvikalpa samadhi.
Un giorno Sukra guard in cielo e vide una donna celeste, che passava di l nel corso del suo viaggio aereo. S'innamor follemente di lei. Ammon l'impulso della sua mente, ma fu preso fortemente dal pensiero dell'oggetto amato. Con gli occhi chiusi continu a pensare alla donna e s'abbandon alla fantasticheria di un regno immaginario. Pens che la ninfa (apsara) stava andando verso il paradiso di Indra. Allora lasci il suo corpo fisico e la segu da vicino, fino alle regioni degli dei. Vide davanti a s Indra e l'indraloka. Sukra s'inchin a Indra, che lo ricevette con rispetto e lo fece sedere al suo fianco. Sukra vide la donna che aveva visto passare nell'aria; anche lei lo amava.
Quindi vissero insieme felicemente. Poi Sukra scese dall'indraloka. Durante la discesa, il suo jiva si scontr con i raggi freddi della luna e divenne fredda neve. Questa neve cadde sui campi di riso e si mut in riso. Il riso fu cucinato e mangiato da un brahmino del paese di Desarna. Poi fu trasmutato in seme. Sukra, che ora era nel brahmino sotto forma di sperma, ne venne fuori come suo figlio. Quindi visse in compagnia di tapaswin (asceti), e anche lui pratic tapas per lungo tempo, in una foresta sulle montagne del Mahameru. Anche lui ebbe un figlio, e fu molto attaccato a questo figlio. A causa del suo attaccamento agli oggetti del mondo, ebbe una caduta. A causa dei suoi vasana (desideri sottili), pass per parecchie incarnazioni. Infine nacque come figlio di un muni, sulle rive del Gange.
Il corpo di Sukra, che giaceva a fianco di quello di suo padre Bhrigu, fu ridotto a un mero scheletro a causa del vento e del calore del sole. Ma per l'influenza di Bhrigu, che sedeva l vicino, il corpo non fu divorato dalle bestie e dagli uccelli rapaci.
Dopo un periodo di migliaia d'anni, il grande Bhrigu si dest dal nirvikalpa samadhi. Apri gli occhi e vide davanti a s il corpo del figlio ridotto in scheletro. S'infuri moltissimo e si mise a maledire Yama (dio della morte). Yama apparve davanti a Bhrigu per spiegargli lo stato reale delle cose, e disse: O saggio! Io sto solo amministrando le leggi di Ishwara (il Signore). Eseguo soltanto la volont divina. Ti prego, non sciupare il tuo tapas con la collera. Le leggi di Ishwara sono inesorabili e inflessibili. In Brahman non c' n azione n piacere. Esso  sempre puro, immobile e immutabile. Dal punto di vista assoluto non c' n attore n fruitore. Ma in questo mondo d'ignoranza (ajnana) c' l'attore, il fruitore e il karma. Tutti gli esseri nascono mediante i sankalpa, e godono dei frutti in base al proprio karma. Tu non sei di certo giustificato a maledirmi. Tuo figlio si  causato questo stato tramite i suoi sankalpa. Solo le azioni della mente sono vere azioni.
La mente ignorante, incline al male, distrugge il corpo cos come i bambini, nel gioco, rompono le loro bambole d'argilla. La mente  confinata sulla terra dai suoi desideri, e si libera liberandosi dalle attrazioni e dalle speranze terrene. Questa  la mente, che pensa di se stessa: 'Questo  il mio corpo, questi sono i membri del mio corpo, e questa  la mia testa'. Durante la vita in questo mondo  chiamata jiva.  chiamata buddhi (intelletto) per la sua determinazione.  chiamata ahamkara quando le idee di 'io' e 'mio' si affermano con segni di collera. La stessa mente passa sotto varie denominazioni a seconda delle sue diverse funzioni. Questa mente soltanto, tramite la concezione di varie differenziazioni, costituisce l'universo. Quando la mente riceve la luce della verit  chiamata intelletto illuminato. Mentre tu e tuo figlio stavate meditando, per il suo intenso desiderio tuo figlio lasci il corpo e se ne and nella regione celeste, come un uccello si lancia dal suo nido nello spazio aperto. Egli visse in compagnia di una creatura celeste chiamata Viswavasu. Poi lasci il devaloka, attravers l'atmosfera e nacque di nuovo come figlio di un brahmino nella terra di Desarna. Egli pass attraverso la ruota delle incarnazioni: visse come re nel paese di Kosala; come cacciatore in una grande foresta; come cigno sulle rive del Gange; come re della stirpe solare; come re dei Pundra e quindi come precettore della stirpe solare nel paese di Salva.
Per il periodo di un kalpa fu re dei Vidyadhara; poi fu l'intelligente figlio di un muni; un governante nel paese di Sanvira; un guru degli Shivaiti in un altro paese; un raccoglitore di bamb in un altro paese; un cervo in una foresta; un pitone in un'altra foresta; un cacciatore sui monti Vindhya e a Kaikatav, e un asino a Trigarta.
In questo modo egli pass attraverso vari grembi e, a causa della
forza dei vasana, fu sottoposto a nascite alte e basse. Infine, sotto il nome di Vasudeva, nacque come figlio di un rishi brahmino che viveva sulle rive del Gange. In questa nascita ha realizzato il controllo sui suoi organi. Egli s' impegnato in tapas per gli ultimi ottocento anni, vivendo da asceta con i capelli intrecciati. Se desideri conoscere la serie di nascite illusorie di tuo figlio, puoi farlo subito mediante la tua visione divina.
Tramite la sua visione interiore Muni Bhrigu osserv in un momento tutti gli eventi delle vite di suo figlio, riflessi nello specchio trasparente della mente pura, che riceve la sua luce dall'Atman auto luminoso. Poi disse a Yama: Ti prego di scusarmi per la mia condotta precedente. Tu sei onnisciente, sei il miglior dispensatore della Legge. Tu sei la sola persona che ha la conoscenza completa dei tre periodi del tempo. Tu sei il signore del passato e del futuro.
Quindi Yama condusse Bhrigu sulle rive del Gange, dove Vasudeva stava praticando tapas. Vasudeva era in samadhi. Yama volle che Vasudeva uscisse dal suo samadhi per vederli. Vasudeva apr gli occhi e vide Yama che stava l con suo padre. Vasudeva si alz dal suo posto e s'inchin davanti a loro. Tutti e tre si sedettero su un lastrone di pietra, quindi Vasudeva disse: Oggi io sono benedetto dalla vostra presenza. Sono purificato, godo un'immensa beatitudine. Bhrigu bened il figlio: Possa tu possedere l'Atmajnana! Possa tu essere libero dall'ajnana. Possa tu godere sempre la beatitudine di Brahman.
Sukra chiuse gli occhi e, mediante la sua visione divina, osserv gli eventi di tutte le sue vite passate. Quindi fu liberato dalle nascite future. Rest meravigliato al ricordo delle sue nascite passate, e disse: Benedetta  la legge dell'Essere Supremo, che non ha n inizio n fine e per il cui potere gira questo mondo. Sono stato sottoposto a grandi avversit; per lungo tempo mi sono rivoltato nel samsara. Ho visto tutto quello che dev'essere visto; e adesso ho ottenuto la conoscenza del S. Sono liberato dalle pastoie delle rinascite. Ora alzati, o padre! Andiamo a vedere il corpo che adesso giace sui monti Mandhara, secco come una pianta appassita.
Tutti e tre andarono sui monti Mandhara a vedere quel corpo. Vasudeva vide il suo corpo precedente come figlio di Bhrigu e disse: Padre! Ecco qui quel corpo avvizzito che in passato hai nutrito con tanto cibo prelibato. Questa  quella mia parte che con tanto amore fu consacrata con pasta di sandalo. L'uomo pu godere la beatitudine eterna, quando la mente  distrutta. Soltanto la ricerca dell'Atman pu condurre una persona alla realizzazione del S. Quando uno ottiene Brahma-Jnana viene sommerso dall'oceano di beatitudine e viene liberato dalle atroci sofferenze di questo terribile samsara.
Yama disse: Adesso, o Sukra, abbandona il corpo di Vasudeva ed entra nel (tuo precedente) corpo morto, come un re entra nel suo palazzo. Diventa precettore degli Asura e d loro appropriate istruzioni. Detto questo, Yama disse loro addio e scomparve.
Seguendo le istruzioni di Yama, Sukra abbandon il corpo di Vasudeva ed entr nel suo corpo passato. Le vene e le arterie, tutte le cellule e le cavit del corpo morto furono di nuovo infuse di sangue, come i letti secchi dei fiumi sono riempiti dal flusso dell'acqua durante la stagione delle piogge. Saturato di sangue, il corpo trasmise ai vari membri uno splendore simile a quello della crescita dei fiori di loto nei laghi e all'aprirsi di germogli e boccioli nelle piante verdi. Le nadi permisero al prana di circolare liberamente in loro in tutto il suo corpo. Il vecchio saggio Bhrigu, ritrovando il corpo morto del figlio, lo santific con mantra propiziatori e spargendovi dell'acqua dal suo kamandalu (recipiente dell'acqua) sacerdotale. Allora Sukra s'alz da terra e s'inchin ai piedi del padre. Quindi Bhrigu l'abbracci e vers un fiume di lacrime d'affetto per lui. Entrambi gioirono della loro riunione. Padre e figlio passarono i loro giorni nello stato di jivanmukti, conservando la serenit delle loro menti e la fermezza delle loro disposizioni in mezzo a tutte le vicissitudini di spazio e tempo. A tempo debito Sukra divenne il precettore degli Asura, mentre Bhrigu rimase nel suo grado d'autorit patriarcale tra i figli degli uomini.

La storia di Dama, Vyala e Kata


Vasishtha continu: Chi studia i libri sul Vedanta non deve desiderarne subito i frutti. Deve praticare la meditazione regolare su Brahman o l'Anima immortale. Gradualmente la mente sar purificata, resa matura e stabile. Infine la mente otterr l'autorealizzazione o liberazione finale.
Chi  attaccato a moglie, figli, ricchezze, terre e altri possessi terreni  un uomo miserabile; tenuto in schiavit da cento legami di speranze, non ha pace nella mente. Egli non deriva alcun beneficio dal condurre una vita sensuale; prende il falso per vero e perci perde sia la sua condizione che la vita. La ricchezza  la fonte di tutti i dolori. Guadagnare soldi  penoso; conservarli  pi penoso; e perderli  ancora pi penoso. Ma il dolore non toccher quegli uomini dotati di non-attaccamento e discriminazione, che considerano questo mondo come una pagliuzza e sfuggono tutto ci che lo riguarda come un serpente si libera della sua spoglia.
Solamente gli uomini che possiedono pura ragione e chiaro intelletto, e sono naturalmente inclini allo studio delle Scritture e hanno sete di moksha (liberazione finale), possono attraversare il terribile oceano del samsara, abbandonando tutto ci che  maligno e falso. I sinceri e i puri che seguono il sentiero indicato dai Veda e frequentano la compagnia dei saggi sono salvi dalla distruzione, e ottengono perfezione e immortalit. Coloro che hanno conseguito l'illuminazione, avendo la conoscenza del S, sono protetti dagli angeli custodi delle otto direzioni.
Quelli che hanno sete di conoscenza e ricercano la verit, dotati di puro amore cosmico e impegnati nell'incessante ricerca del S, come esseri umani possono veramente essere chiamati Manava (uomini). Tutti gli altri sono soltanto animali. Nessuno dovrebbe camminare sul sentiero sbagliato. Nessuno dovrebbe compiere azioni che non dovrebbero essere fatte. Rahu dovette sottoporsi a una grande sofferenza perfino per bere il nettare, perch si spinse nella via sbagliata e commise una cattiva azione.
Le persone sagge che, dotate di qualit virtuose e di conoscenza delle Scritture, camminano sul giusto sentiero, rispettano il codice di condotta stabilito e non bramano i piaceri dei sensi, possono fare meraviglie. Possono compiere qualunque cosa; possono ottenere facilmente longevit, fama e Autorealizzazione. Cose che non possono essere ottenute da altre persone, possono essere ottenute facilmente da loro. Pericoli e difficolt scappano via davanti a loro. Essi sono personaggi straordinari, con il potere di portare il loro destino sotto il loro dominio, convertire ogni male in bene e rendere il loro benessere eterno. Invero, hanno successo in ogni loro sforzo.
Rama! Rinuncia a tutti i tuoi dolori, paure e ansiet e cammina lungo il sentiero esposto dalle Scritture. A che serve la ricchezza senza la conoscenza del S? Considera la ricchezza materiale come paglia. La ricchezza produce solo miseria. La mancanza di desideri
conduce al conseguimento della Pace suprema e dell'eterna Beatitudine In quest'oceano del samsara non c' altro modo per la tua emancipazione che tramite l'associazione con i saggi. Tutti i tuoi pellegrinaggi, le austerit e lo studio degli shastra sono inutili ai fini della tua salvezza. Uno si deve prostrare ai sacri piedi di un saggio e mediante il suo aiuto affrancarsi dal ciclo di nascite e morti Saggio  chi ha eliminato egoismo e collera, chi ha la conoscenza dell'Atman, chi cammina sul sentiero della giustizia e conduce la sua vita secondo le ingiunzioni delle Scritture. Quelli privi della percezione diretta di Brahman non hanno conosciuto il Chidakasha, ma quelli che hanno realizzato Brahman sono considerati essere lo stesso Chidakasha. Se la nuvola dell'egoismo - il piccolo 'io' - oscura il sole del Jnana-akasha, allora il giglio di Brahman - il grande o infinito 'Io' - non sboccer mai. Il germoglio dell'egoismo (ahamkara), sul suo tronco fatto di rinascite, si estende ovunque coi lunghi rami di 'mio' e 'tuo', e produce i frutti di miserie, dolori e sofferenze. Finch c' l'egoismo non c' fine ai desideri. Chi sradica i germi dell'egoismo dal suo cuore, invero impedisce all'albero di maya (samsara vriksha) d'estendersi in centinaia di rami.
Ora Rama chiese a Vasishtha: O riverito precettore! Qual  la natura dell'egoismo (ahamkara)? Come si pu annientare questo spaventoso egoismo? Quali sono i benefici del distruggerlo?  l'uomo connesso coi vasana del corpo? L'egoismo si trova nel corpo o nella mente, o in entrambi; inoltre ci si libera di esso abbandonando il corpo?.
Sri Vasishtha rispose Chi non desidera n prova antipatia per nessuna cosa, chi mantiene continuamente la serenit di mente non  colpito dal sentimento dell'egoismo. Ci sono tre tipi d'egoismo nei tre mondi Di questi, due tipi sono giovevoli e di natura superiore, ma il terzo  di tipo volgare e deve essere abbandonato da tutti. Il primo  l'Ego supremo indiviso, che  eterno e pervade l'universo.  l'Anima suprema (Paramatman), oltre la quale non esiste altro in natura. Medita sulla formula 'Aham Brahma Asmi - Io sono Brahman'. Identifica te stesso con Brahman. Questo  l'ahamkara sattvico. Quella conoscenza che ci fa percepire il nostro S come pi sottile dell'estremit del riso o cos minuto come la centesima parte di un capello e sempre esistente,  il secondo tipo di ahamkara. Questi due tipi d'egoismo si trovano nei jivanmukta (saggi liberati), conducono alla liberazione degli uomini, e non sono causa di schiavit. Perci sono di natura giovevole e superiore. Il terzo tipo d'ahamkara  quella conoscenza che identifica l'io con il corpo composto di mani, piedi, ecc., e che scambia il corpo per l'Anima o S. Questa  la forma peggiore o pi bassa d'egoismo, e si trova in tutte le persone materialiste. Questo ahamkara  la causa della crescita dell'albero velenoso delle rinascite. Coloro che possiedono questo tipo d'egoismo non possono mai rinvenire al giusto discernimento. Innumerevoli persone sono state ingannate da questa forma d'ahamkara e hanno perso l'intelligenza, il potere di discriminare e il potere di ricercare. Questo tipo d'egoismo produce risultati malefici; la gente cade sotto l'influsso dei mali della vita. Coloro che sono vittime di questa forma d'ahamkara sono tormentati da malefici desideri, che li inducono a fare azioni malvagie; esso li degrada allo stato di bestie. Questo tipo d'ahamkara dev'essere implacabilmente annientato ad ogni costo.
Questo meschino ahamkara dev'essere distrutto dagli altri due tipi d'ahamkara. Pi riduci questo egoismo, pi avrai la conoscenza di Brahman o della Luce dell'Anima.
Cerca di raggiungere Brahman per mezzo dei primi due tipi d'egoismo superiore. Quando sei saldamente stabilito in quel supremo stato immacolato nel quale perfino questi due tipi d'egoismo superiore sono - a uno a uno - abbandonati, allora quella  l'imperitura dimora di Brahman. Non identificare l'Io con il corpo fisico; identificati con il supremo S o Parambrahman.
Adesso ascolta attentamente le caratteristiche di questi ahamkara. O Rama, non seguire la via dei tre asura Dama, Vyala e Kata, ma segui i passi degli altri tre asura: Bhima, Bhasa e Dridha.
In risposta a Rama, che chiese chi erano questi asura, il Rishi rispose: Viveva negli inferi un potente demone chiamato Sambara, che era un grande adepto nelle arti magiche. Egli divenne il terrore degli dei nel cielo, i quali potevano vendicarsi degli asura solo quando Sambara dormiva o era lontano dalla sua citt. Infuriato, il demone invase il cielo, ma gli dei - temendo i suoi poteri magici - si nascosero nelle grotte del monte Meru. Non trovandoli, l'asura diede fuoco al cielo, e per proteggere le sue forze cre tre demoni: Dama, Vyala e Kata.
Questi tre demoni avevano dimensioni gigantesche; e non avendo incarnazioni precedenti, erano liberi dai condizionamenti mentali, dai desideri e dall'egoismo. Essi non conoscevano n vita n morte, n piacere n dolore, n vittoria n sconfitta, n paura n dubbio.
Convinto della loro invulnerabilit, Sambara mand le sue tre creature, seguite dal resto delle sue armate, a combattere gli dei. Ci fu un terribile scontro, e alla fine gli dei scapparono da tutte le parti per nascondersi. Non sapendo cosa fare, gli dei si rivolsero a Brahma, il Creatore, perch li aiutasse a distruggere i tre demoni.
Brahma disse loro: Sambara non pu essere ucciso adesso. Se voi userete la tattica d'istigare i demoni alla battaglia per poi ritirarvi, dopo mille anni il senso dell'io (ahamkara) comincer a riflettersi nelle menti dei tre asura, che quindi saranno soggetti ai condizionamenti mentali. Le persone in cui non esistono il senso dell'io e le sue tendenze non conoscono n il desiderio n la collera, e perci sono invincibili. Chi  legato dal senso dell'io e dai condizionamenti mentali, anche se  considerato un uomo importante o di grande erudizione, pu essere sconfitto anche da un bambino. Fate il possibile per creare nei tre demoni il senso di 'io' e 'mio', e li sconfiggerete facilmente!. Detto questo Brahma scomparve dalla loro vista. Quindi gli dei agirono secondo il consiglio del Creatore, invitando continuamente gli asura a combattere, per poi ritirarsi e nascondersi. Gradualmente, questo modo di fare fece nascere nei tre asura il desiderio dell'io. Una volta insinuato il senso dell'io, seguirono il desiderio di prolungare la vita nel corpo, il desiderio di avere ricchezze, salute, piaceri, ecc. Questi desideri indebolirono le loro personalit. Quindi ci fu confusione nelle loro menti, e ci produsse sentimenti come 'Questo  mio' e 'Questo  il mio corpo'. Tutto questo li rese naturalmente incapaci di svolgere il loro lavoro. Per mantenere i loro corpi, si diedero al godimento dei piaceri illusori di questo mondo. Mangiavano, bevevano e traevano piacere dalle cose, e cos furono privati della loro libert. Perdendo la libert persero anche il coraggio, e cos cominciarono a provare paura all'idea della morte.
Gli dei sfruttarono il momento favorevole e attaccarono i tre demoni, che per paura di morire scapparono. Gli altri asura, visti fuggire i loro tre invincibili eroi, furono presi dal panico e furono sterminati a migliaia.


La storia di Bhima, Bhasa e Dridha


Muni Vasishtha continu:
Dopo la completa sconfitta dei tre asura Dama, Vyala e Kata, il capo degli asura - Sambara, che era ben versato nella conoscenza di maya - rimasto solo s'infuri moltissimo contro i deva, e dopo aver pensato a lungo per trovare dei mezzi adatti alla loro distruzione, monolog cosi tra s: Gli asura Dama, Vyala e Kata che ho precedentemente creato per distruggere gli altezzosi deva sono stati sconfitti in battaglia a causa della loro stoltezza, orgoglio ed egoismo. Essi mancavano della conoscenza del S e svilupparono una forte concezione di 'io' e 'mio'. Adesso col mio potere di maya creer di nuovo degli asura che saranno dotati d'Atma-Jnana, ben versati negli shastra e liberi dall'illusorio ahamkara. Essi saranno capaci di sconfiggere i deva in combattimento.
Quindi, mediante la sua maya, Sambara cre tre asura che riempirono lo spazio del cielo come bolle che fluttuano sulla superficie del mare. Essi erano onniscienti; avevano la conoscenza dell'Atman; erano equi e puri, avevano la mente calma ed erano dotati di qualit virtuose. Liberi da amore, odio, dubbi, paura, illusione, attaccamento, egoismo e possessivit, non stimavano l'intero universo pi di un filo di paglia. I loro nomi erano Bhima, Bhasa e Dridha. Sambara ordin loro di combattere i deva; ed essi combatterono contro i deva per numerosi anni. Senza farsi esaltare dall'orgoglio, furono impavidi nel combattere contro gli dei. Si muovevano con la ferma convinzione che il corpo impermanente  nulla, e che non esiste niente di quello che la gente chiama 'io'. Essi non avevano pensieri di passato e futuro; non avevano paura della morte. Le loro menti non erano attaccate a niente; uccidevano i loro nemici senza considerarsi gli uccisori. Erano perfettamente liberi da ogni desiderio; facevano il loro dovere, ma non si consideravano gli agenti. Condussero la guerra col senso di fare il loro dovere verso il loro maestro Sambara; liberi da passioni ed emozioni. Coloro che sono liberi dall'egoismo e che praticano la ricerca dell'Atman sono liberi dalla paura di nascite e morti. Essi sono sempre soddisfatti con gli oggetti che possono avere facilmente. Essi guardano tutto equanimemente.
Perci nella guerra contro i tre asura, tutti i deva fuggirono dal campo di battaglia e corsero a cercare rifugio dal Signore Hari (Vishnu), prostrandosi davanti a Lui. Il Signore Hari and sul campo di battaglia e fece guerra ai tre asura. Questi ultimi furono uccisi dal Signore e raggiunsero il Vaikunthaloka (il paradiso di Vishnu), perch quelli che vengono salvati o uccisi dal Signore Hari hanno ugualmente diritto alla Sua suprema dimora.
I tre asura - Dama, Vyala e Kata - furono sconfitti per il loro ahamkara. Gli asura Bhima, Bhasa e Dridha furono vittoriosi proprio per la loro mancanza d'ahamkara.
O Rama! Da questa storia puoi capire chiaramente che quelli che sono liberi dall'egoismo avranno sempre successo. Non seguire mai l'esempio di Dama, Vyala e Kata. Segui la condotta di Bhima, Bhasa e Dridha. O candido Rama! Conosci perfettamente ogni cosa per mezzo della conoscenza dell'Atman e rimani pacificamente e per sempre nell'onnibeato S.
I vasana (desideri sottili) generano schiavit. Se i vasana sono annientati, la schiavit scompare. Tutti i vasana saranno bruciati dal fuoco della conoscenza del S. Se i vasana sono distrutti, la mente otterr quiescenza come una lucerna senza ghi (olio). La mente ha avuto esistenza perch la gente nutre i pensieri degli oggetti, e le impressioni degli oggetti si imprimono nella mente. Se i pensieri sono annientati, la mente svanisce subito. La mente  confinata in questo mondo a causa dei vasana Quando la mente  affrancata dai vasana, allora Si ha la sua liberazione.


La storia di Dashura


Vasishtha continu: Virtuoso Rama, ascolta la storia del saggio Dashura.
Nel paese chiamato Magadha, che abbonda di bellissimi giardini, viveva un saggio chiamato Dashura. Questo muni era figlio di un altro saggio chiamato Sharaloma, ma il caso volle ch'egli rimanesse orfano quand'era ancora giovane. Rimasto solo nella foresta, Dashura pianse amaramente la morte del padre, ma la divinit della foresta - impietosita dal suo dolore - lo consol dicendogli (senza farsi vedere): O figlio del grande muni, tu stesso sei un saggio, perch piangi come una persona ignorante? Non conosci l'irrealt di questo evanescente samsara? Con la nascita, la morte  inevitabile. Ci sono persone cosi sciocche da sostenere che il sole che sorge a oriente non tramonta a occidente? Perci, non affliggerti di dolore per l'inevitabile morte del tuo genitore.
Dopo aver sentito queste parole, il giovane saggio si scosse dal dolore e comp le cerimonie funebri. Quindi cominci a praticare una rigorosa vita religiosa, facendo cerimonie e rituali secondo le ingiunzioni dei Veda. Mancando della piena conoscenza, non era soddisfatto della purezza dei luoghi terreni; perci pens di fare tapas in cima a un albero. A questo scopo fece un sacrificio, durante il quale tagli e offr la carne del suo corpo nel fuoco sacro. Allora il dio del fuoco, Agni, apparve davanti a lui e, compiaciuto del sacrificio, gli concesse quanto desiderava.
Quindi davanti al saggio apparve un maestoso albero kadamba, la cui cima sorpassava perfino le nuvole e arrivava in cielo. Muni Dashura ascese l'albero, che era come una colonna che collegava cielo e terra, sedette sul ramo pi alto e si mise a praticare tapas senza nutrire il minimo dubbio nella mente. In un attimo egli guard in tutte le direzioni, controll la mente ed ebbe una visione dell'Essere cosmico. Non potendo ottenere Brahmajnana direttamente, egli si dedic (mentalmente) per dodici anni alla pratica delle azioni ritualistiche ingiunte dai Veda. Ci purific il cuore e la mente del saggio, che ottenne la pura saggezza. Avendo sradicato completamente tutti i vasana, questo grande saggio continu a vivere sull'albero. Un giorno una bellissima donna finemente adornata di fiori apparve davanti a lui. Il saggio le chiese: Con il tuo splendore puoi sedurre anche Cupido. Chi sei?. E lei: Sono la divinit di questa foresta. In questo mondo niente  impossibile a chi si rivolge a un saggio illuminato come te. Partecipando a una festa nella foresta, insieme a molte altre dee - tutte con la loro prole - io ero l'unica che non aveva figli. Perci sono infelice. Ma quando tu sei qui, perch dovrei essere infelice? Benedicimi con un figlio, altrimenti mi ridurr in cenere. Dandole un rampicante, il saggio rispose: Come questa pianta dar fiori in un mese, anche tu avrai un figlio tra un mese. Ma tuo figlio otterr la Conoscenza, passando per dure prove. Ora va'.
Quando il bambino ebbe dodici anni la dea ritorn dal saggio, dicendogli: Questo  il figlio che ho avuto per grazia tua. Io l'ho istruito in tutti i rami del sapere, tuttavia egli non ha ottenuto la conoscenza del S (Atmajnana). Ti prego di concedergli quella Conoscenza. Il saggio accett il ragazzo come discepolo, e la dea and via. Da quel giorno Dashura cominci a istruire il ragazzo sull'Autoconoscenza. In quel periodo mi trovai a passare sopra quell'albero, dove il muni stava iniziando il discepolo; cos ascoltai le sue istruzioni.
Dashura disse: Ascolta questa storia, per comprendere ci che voglio dire su questo mondo:
C'era un potente re chiamato Khottha (colui che nasce da se stesso). I protettori dei mondi s'inchinavano ai suoi ordini. Nessuno poteva contare le sue innumerevoli azioni, che producevano felicit e infelicit. Nessun tipo di arma, n il vento, n il fuoco potevano colpirlo. Come possono le mani di una persona prendere o colpire l'onnipervadente akasha! Nemmeno la Trimurti poteva uguagliarlo nelle sue imprese.
Questo re aveva tre corpi che trascendevano anche l'universo, e si chiamavano Alto, Medio e Basso. Il re nacque e dimorava nel Jnanakasha, dove costru una citt con quattordici strade e tre settori. In essa c'erano giardini celesti, boschi, bellissime montagne, sette laghi e due luci che erano sia fredde che calde. Qui il re cre diversi tipi di esseri; alcuni stavano in alto, altri nel mezzo e altri ancora in basso. Alcuni vivevano a lungo e altri poco. Essi avevano nove aperture, cinque lampade, tre pilastri e dei pali bianchi per sostegno. Tutto questo venne creato dal potere illusorio (maya) del re.
Qui il re si diverte con tutti gli spiriti e i folletti (i vari ego) creati per difendere le case (i vari corpi). Quando il re pensa di muoversi, pensa a un'altra citt e progetta il trasferimento. Circondato dagli spiriti, egli si precipita nella nuova citt costruita con la sua forza magica. Qui, di nuovo, quando pensa alla distruzione, egli si distrugge. A volte si lamenta: 'Sono povero, sono ignorante, che far?'. A volte  felice, a volte miserevole. In questo modo vive, conquista, cammina, parla, prospera, splende e non splende; cos, figlio mio, questo re  sballottato nell'oceano di questo mondo apparente.
Allora il discepolo chiese qual era il significato simbolico della storia.
Dashura continu: Nella storia che ti ho raccontato ho enfatizzato la natura illusoria di nascita e morte nell'esistenza mondana nata dal sankalpa. Il sankalpa s' incarnato nel Paramakasha sotto forma di re Khottha. Da s appare e scompare in tempi definiti. L'intero universo, e tutto quello che c' in esso,  creato dal sankalpa. Di fatto, anche la Trimurti e gli altri dei sono parti del sankalpa, che solo  responsabile della creazione dei tre mondi, delle quattordici regioni e dei sette oceani. I giardini celesti sono la pura terra, le montagne sono il Mahameru e le altre montagne, le due luci sono il sole e la luna. Nella grande citt dell'universo, il re sankalpa assume differenti corpi: i corpi degli dei stanno in alto, gli uomini nel mezzo e gli spiriti maligni negli inferi. Questi corpi sono protetti dall'ahamkara, il senso dell'io, gli spiriti-folletti; e con loro il re gioca nel mondo, nel corpo. Non appena sorge il sankalpa, l'oggetto desiderato viene percepito; quando ha termine il sankalpa l'oggetto scompare. Con la contemplazione dell'io entrano la serie di pensieri che costituiscono l'universo. Altrimenti l'universo svanirebbe istantaneamente, come le tenebre davanti al sole. Un momento il re vede il mondo esterno della veglia, dopo un po' egli sposta la sua attenzione al mondo interiore, che gusta nei sogni. Cos si sposta da una citt all'altra, da un regno all'altro, da un corpo all'altro.
Dopo molte peregrinazioni, disilluso da questi mondi e dai loro piaceri, sviluppa la saggezza e arriva al termine del suo peregrinare tramite la cessazione di tutti i sankalpa. Il re sankalpa ha tre corpi, che sono i tre guna che formano il sostrato dei tre mondi. Un momento egli sembra possedere saggezza, mentre il momento dopo  preso dalla ricerca del piacere, e in un attimo il suo intelletto viene corrotto.
I sankalpa sono tamasici, oscuri (e danno vita all'ignoranza e alle nascite nei piani pi bassi della creazione), o sattvici, puri e trasparenti (fanno sorgere la saggezza e avvicinano alla verit), o rajasici, impuri (danno vitalit e legano al mondo). Liberandoti da questi tre sankalpa raggiungerai facilmente lo stato immacolato. Liberandoti da tutti i desideri per gli oggetti visibili, e resa ferma e stabile la tua mente impura attraverso la tua mente pura, sradica completamente i sankalpa che sorgono sia dentro che fuori il tuo cuore. Anche se t'impegnerai in ogni sorta di pratiche spirituali (tapas), anche se potrai andare per i tre mondi o avere gli dei come maestri, non potrai avere la liberazione se non attraverso la cessazione dei sankalpa. Tutti i nostri innumerevoli pensieri sono legati insieme come semi dal filo del sankalpa. Se il filo viene tagliato, allora potrai arguire cosa ne sar dei pensieri illusori legati ad esso. Spero che farai soltanto quei karma (azioni) che si presenteranno spontaneamente davanti a te, senza i sankalpa che ti fanno scegliere tra essi. Il reale, l'irreale e l'unione di questi due sono soltanto concetti e basta; e i concetti non sono n reali n irreali. Allora, che cosa considereremo reale in questo universo? Perci abbandona questi concetti e pensieri; e quando cesseranno, la mente si rivolger naturalmente a ci che le sta oltre: la Coscienza Infinita.
Ora il discepolo chiese cos' il sankalpa, come fiorisce e come si estingue. Il muni rispose: La manifestazione della suprema Coscienza Infinita come oggetti invisibili  sankalpa. Questo  il seme primordiale, che gradualmente cresce e oscura il puro e chiaro Paramatman, generando l'idea della materia. Quando la coscienza  assorta in quest'idea pensa che l'oggetto sia distinto dal soggetto. Il seme del jnana germoglia come sankalpa, che considerandosi differente dagli altri si moltiplica prodigiosamente. Questo sviluppo  male e porta al dolore. Perci non pensare di percorrere la via del sankalpa, che porta all'infelicit.
Controllando i pensieri, la mente perir. Non c' motivo di temere la distruzione dei sankalpa. Quando non c' pensiero non c' sankalpa. Schiacciare un fiore che si tiene nelle mani richiede un piccolo sforzo, ma neanche questo  richiesto per liberarsi dei sankalpa. Gi quando l'ideazione s'indebolisce, uno  meno toccato da felicit e dolore; inoltre, la conoscenza dell'irrealt degli oggetti previene l'attaccamento. La mente costruisce castelli in aria, estendendosi nel passato, nel presente e nel futuro. Non  possibile comprendere l'increspamento dei sankalpa, ma possiamo dire questo: le esperienze dei sensi li moltiplicano, mentre rinunciando a quelle esperienze essi cessano d'esistere. Se i sankalpa fossero reali, allora non potresti rimuoverli; ma non  cos, e perci possono essere distrutti. Chiariti tutti i dubbi, cammina sul sentiero spirituale con l'aiuto dell'illuminazione datati dal guru. Tutte le cose visibili sono senza valore; soltanto la relazione tra guru e discepolo dev'essere onorata come il faro che ci guida a Brahman.
Vasishtha continu: Ascoltando le parole del saggio Dashura, discesi sull'albero e passammo insieme la notte raccontandoci molte storie. Quindi mi congedai da loro e raggiunsi le rive del Gange. O Rama, questa storia vuole illustrare la natura dell'apparenza del mondo, perci  vera come il mondo stesso!

Rama chiese: Santo saggio, come pu esistere questo mondo irreale nell'assoluto Brahman? Pu esserci la neve nel sole?.
Vasishtha rispose: Questo non  il momento giusto di porre questa domanda, perch adesso non potresti comprendere la risposta. Le storie d'amore non sono interessanti per un bambino. Ogni albero d i suoi frutti nella stagione giusta; cos anche il mio insegnamento porter frutto al momento buono. Se cercherai il tuo S con il s mediante il tuo autosforzo, troverai chiaramente la risposta alla tua domanda.
La schiavit  schiavit a questi pensieri e sankalpa, la libert  libert da essi. Rinuncia a tutte le idee, anche a quelle di liberazione. Coltivando buone relazioni e amicizie, abbandona le tendenze e le idee grossolane e materialistiche. In seguito abbandona anche le idee d'amicizia, pur continuando ad essere amichevole. Rinuncia a tutti i desideri e contempla la natura della Coscienza Cosmica. Ma anche questo appartiene al regno dell'ideazione o del pensiero, perci al momento giusto abbandonalo. Resta in ci che rimane dopo aver rinunciato a tutte queste cose, e rinuncia al rinunciante di quei sankalpa. Quando non ci sar pi l'idea dell'ego sarai come lo spazio infinito. Chi ha rinunciato a tutto nel suo cuore  invero il Signore supremo, sia che continui una vita attiva o che rimanga sempre in contemplazione. Per lui n l'azione n l'inazione sono d'alcuna utilit.


Il canto di Kacha


Sri Vasishtha continu:
Questo mondo di diversi nomi e forme  fatto di cose desiderabili e indesiderabili. Per esse la gente lotta; ma nessuno si sforza d'ottenere l'autoconoscenza. Rari sono i saggi d'autoconoscenza nei tre mondi, perch essi non amano i guadagni o i piaceri di tutto l'universo. A che servono agli uomini di citt le donne di bassa casta che sono in menopausa e non sono capaci di dare piacere? Nel vasto e puro oceano di Brahman le montagne sono come schiuma. Davanti allo splendore di Brahman, la terra  un miraggio. Tutte queste cose difficili furono una volta esposte chiaramente da Kacha, il figlio ricevuto in dono da Brhaspati, il precettore degli dei. Kacha era stabilito nell'autoconoscenza e viveva in una grotta sul monte Meru. La sua mente era saturata dalla saggezza suprema e non era attirata da nessun oggetto del mondo. Una volta, ritornando dal supremo samadhi, Kacha inton questo bellissimo canto, con il cuore pieno di gioia estatica:
Che cosa devo fare? Dove andr? Che cosa devo cercare di prendere? A cosa rinuncer? Come l'acqua del diluvio (pralaya), soltanto il mio S  presente ovunque nel mondo. Infelicit e dolore sono il S. Anche la felicit  il S. Tutti i desideri sono solo vuota nullit. Sapendo che tutto questo  il S, sono liberato da ogni sforzo; in ogni corpo, dentro e fuori, sopra e sotto, dappertutto, qui e l, c' solo e soltanto il S; non esiste il non-s. Il S  ovunque, e tutto esiste come S. Tutto questo  veramente il S. Io esisto nel S come il S. Io esisto come tutto questo, come la realt in tutto, ovunque. Io sono pienezza. Io sono il S-Beatitudine. L'autoluminoso S  il mio S, e soltanto questo Saccidananda splende (o ).
Cos egli cant, e infine inton la sacra sillaba Om, che risuon come una campana. Egli aveva assorbito tutto il suo essere nel suono sacro. Non era n dentro n fuori qualcosa. Il saggio rimaneva in quel posto completamente assorto nel S.

UPASHANTI PRAKARANA

Vasishtha continu: O magnanimo Rama! Sappi che questo mondo  illusorio. Quest'universo ha solo la natura dell'Atmajnana. Gli uomini di natura rajasica e tamasica (qualit che consistono rispettivamente nelle propriet d'attivit e passione, inerzia e ignoranza) sono ingannati dall'idea di nascita e morte. Gli uomini nati con una natura sattvica piena di bont abbandonano facilmente quest'illusione profondamente radicata, come un serpente si libera della sua spoglia. Essi saranno sempre liberi dalla paura di nascite e morti. Tramite l'associazione con i saggi, lo studio degli shastra e la pratica del giusto comportamento, essi sono dotati d'intuito, discriminazione e giusta comprensione.
Impara a discriminare tra il reale e l'irreale; aggrappati alla Realt. Quello che prima non era, n esister alla fine, non  affatto realt. La Verit o Realt  Quello che esiste sia all'inizio che alla fine.  la mente che crea il mondo.
Rama disse: Sono pienamente convinto che la mente crea il mondo. Ditemi, venerabile maestro, quali sono i mezzi sicuri per distruggere I illusione creata dalla mente?
Vasishtha rispose: La conoscenza degli shastra, il non-attaccamento e l'associazione con i saggi aiuteranno uno a distruggere l'illusione creata dalla mente. Le istruzioni dei santi saggi lo aiutano a praticare la ricerca dell'Atman: allora egli sar capace di distinguere il vero dal falso. Sappi, o Rama, che quest'universo  l'espansione dell'Anima Universale. Abbandona l'errore di distinguere una cosa dall'altra; tutto  solamente Brahman; l'io  soltanto Brahman. Elimina l'idea che l'io e l'universo sono differenti.
Come non c' differenza nella totalit dell'acqua del vasto oceano, cos non Ci pu essere distinzione nell'eterno e onnipervadente Brahman. Non c' errore nel considerare il 'tutto' come Uno. Sappi che non c' dualit. Conosci te stesso come un essere spirituale. Tutti gli oggetti creati non esistono realmente. Realizza che non sei separato da Brahman, e abbandona ogni dolore. Non pensare di essere in una debole condizione. Sii tollerante, composto ed equanime.
Piaceri e dolori, nascite e morti, caldo e freddo, guadagno e perdita, biasimo e lode, rispetto e oltraggio sono mere immaginazioni della mente. C' solo un supremo principio; soltanto questo esiste eternamente.
Non pensare al passato o al futuro. Sii calmo e senza attaccamenti. Sii razionale. Abbandona speranze e prospettive. Rimani in Brahman; sii pieno come l'oceano e libero dalle febbrili preoccupazioni del mondo. Sollevati al di sopra d'amore e odio. Abbandona il desiderio degli oggetti del mondo. Abbi una visione equanime su tutto. Rimani tranquillo. Splendi come un gioiello, con la tua luce interiore. Abbi ferma convinzione nell'Atmajnana. Sii soddisfatto nel tuo stesso S e libero dalle febbrili ansiet del mondo.
Uno otterr facilmente Brahma-Jnana, nella sua ultima nascita. Allora possieder tutte le qualit di un saggio, quali: amore cosmico, magnanimit, tolleranza, visione equanime, serenit di mente, compassione, clemenza, ecc.
Ci sono due vie o sentieri ben programmati per la salvezza delle anime. Uno  il sentiero nel quale lo studente segue attentamente le istruzioni del precettore. La salvezza arriver o nella stessa nascita in cui si riceve l'iniziazione dal guru o in qualche nascita successiva. Il secondo (sentiero)  il conseguimento della conoscenza attraverso la ricerca e l'autosforzo. La conoscenza sorge spontaneamente in un uomo; la conoscenza di Brahman sorge in lui come un frutto che cade inaspettatamente dal cielo. O Rama! Adesso ti racconter un'antica storia nella quale l'Atmajnana spunt in un uomo come un frutto che cade dal cielo, secondo il modo del secondo sentiero menzionato prima.

La storia di re Janaka

Una volta un potente e virtuoso re regnava sul paese chiamato Videha. Il suo nome era Janaka; egli era molto ricco, generoso e nobile. Possedeva molte qualit virtuose e proteggeva i suoi sudditi come Vishnu.
Nella splendida stagione della primavera entr nel suo grazioso giardino, che era pieno di diversi tipi di fiori profumati. Lasciati fuori i ministri e gli attendenti, se ne and da solo per il giardino, dove ascolt i canti dei siddha (yogi immortali e perfetti). Adesso, O Rama dagli-occhi-di-loto, ti reciter i canti dei siddha, che descrivono le loro esperienze.

Siddha Gita

Un siddha disse: Il conoscitore e il conosciuto si fondono insieme. L'anima individuale si fonde nell'Anima suprema. Sorge la suprema Saggezza e Beatitudine. Questa  l'Atmajnana (la conoscenza

Un altro siddha disse: Si devono sradicare tutti i vasana, abbandonare tutti gli oggetti visibili e quindi meditare incessantemente sull'Atman o Brahman, che  la Luce delle luci.
Un terzo siddha disse: Bisogna meditare incessantemente sulla Luce onnipervadente ed eterna che illumina tutti gli altri oggetti, che sta nel mezzo di tutto Ci che  e non-, e che occupa il centro neutro tra Sat (esistenza) e Asat (non-esistenza).
Il quarto siddha disse: Meditiamo sull'Atman autoluminoso, che si nomina sempre 'Io' in tutti i jiva o anime individuali, che comincia con la lettera A e finisce in M passando per H (cio, sull'aham-io, che inaliamo ed esaliamo continuamente col nostro respiro: 'Soham').
Alcuni siddha cantarono: Noi adoriamo l'esistenza reale che  tutto; alla quale appartengono tutte le cose; mediante la quale sono state fatte; dalla quale sono scaturite; per la quale esistono; nella quale sussistono; nella quale tutte ritornano e in cui sono immerse.
Altri siddha proclamarono: Quelli che abbandonano il Dio che  nella cavit dei loro cuori e ricercano il Dio esteriore, stanno veramente andando in cerca di conchiglie dopo aver gettato la gemma celeste chiamata Kaustubha (che realizza tutti i desideri) che si trovava nelle loro mani.
Un altro gruppo di siddha disse: Quest'Atman pu essere ottenuto solamente da coloro che hanno annientato completamente tutti i desideri.
Un altro gruppo disse: Quelle persone che pur conoscendo l'inesistenza della felicit in tutti gli oggetti del mondo, tuttavia vi attaccano le loro menti, sono meramente asini e non esseri umani.
Il quinto gruppo (di siddha) disse: I serpenti degli indriya (organi dei sensi), che spuntano incessantemente dalle cavit del corpo e fischiano in continuazione, devono essere uccisi con il bastone della risoluta discriminazione, come Indra spacc le montagne col suo vajra (fulmine).
L'ultimo gruppo di siddha disse: Chi ha la mente calma ed  dotato di visione equanime realizzer l'Atman o l'Anima Immortale, che  una manifestazione di Beatitudine e Conoscenza ed  Assoluta Esistenza. Questo  il moksha o liberazione finale.
Re Janaka fu profondamente toccato dai canti dei siddha. Lasci subito il giardino, conged i suoi ministri ed attendenti e si rinchiuse in una stanza, nel punto pi alto del suo palazzo. L cominci a meditare profondamente sul vero significato dei canti proclamati dai siddha.
Cos pens tra s: Quale fede posso riporre e come posso fare affidamento su questo mondo, che non ha niente di concreto, n piacere n realt in s; tuttavia non so perch la mia mente  ingannata da esso. Sebbene in possesso d'immense ricchezze, sono sempre afflitto da dolori e miserie. I cento anni della mia vita sono solo un momento nell'eternit; eppure stimo grandemente la mia vita. Il regno che possiedo  un mero atomo, se paragonato agli innumerevoli universi. Sono diventato schiavo dei miei desideri e dei sensi. Breve  la durata del mio regno. Com' che mi sento sicuro della sua continuit, come un uomo senza senno? La vita presente  distruttibile, e tuttavia sono cos folle da fare affidamento su di essa. A causa della mia ignoranza, ci che mi  lontano - cio, gli oggetti dei sensi - sembra essere vicino, e ci che mi  pi vicino - la mia anima pi recondita - mi sembra la cosa pi lontana. Per conoscere la mia anima pi recondita ed eterna, devo abbandonare gli oggetti dei sensi.
Ogni cosa  deperibile. Niente qui  eterno e giovevole. Anche le persone migliori, col passare del tempo diventano peggiori. Da dove viene l'ignoranza che ha sopraffatto la mia anima? A che servono questi possessi e la numerosa parentela, quando sono nell'angoscia e nel tormento? La mia ricchezza  solo una bolla di sapone;  una falsa apparenza davanti a me. Molti re e imperatori sono periti, malgrado la loro ricchezza. Molti Indra sono stati riassorbiti come bolle nell'oceano dell'Eternit. Quindi, non si pu fare assegnamento su niente.
Milioni di Brahma (il dio della creazione) si sono succeduti. I re della terra sono ridotti in polvere. Cos' allora la sicurezza che sento verso la mia vita e la sua stabilit? Il mondo  solo un lungo sogno e il corpo sensuale  solo un'idea sbagliata della mente. Se faccio assegnamento sul corpo e gli oggetti, sono veramente da biasimare. Innumerevoli universi, Brahma e jiva sono venuti e passati. O mente! Dov' allora la stabilit della tua esistenza? La concezione che ho di me stesso e la percezione degli altri oggetti sono false immaginazioni della mia mente. L'egoismo mi ha afferrato. Mi sono degradato fino a questo stato ignorante a causa dei miei desideri, dell'egoismo e dell'attaccamento al corpo. Sono un folle. La durata della mia vita  misurata in ogni istante. I giorni e le notti stanno passando, e ancora non ho conosciuto il mio vero e indeperibile S. Il prestigiatore del tempo fa giocattoli di tutte le persone sul campo di gioco del mondo e li colleziona come palle. Basta, basta con tutte le vite attraverso cui sono passato precedentemente!
Incontriamo un'avversit dopo l'altra, e tuttavia siamo cos impudenti da non sentirci disgustati di questa vita infelice e mondana. Vediamo che tutti gli oggetti sono deperibili, e tuttavia non cerchiamo l'Indeperibile. Le persone ignoranti compiono ogni giorno spaventose azioni peccaminose. Nell'infanzia sono sprofondate nell'ignoranza; nella giovent sono infiammate dalle loro passioni e intrappolate nelle reti delle donne; nella maturit sono oppresse dalle preoccupazioni per le loro famiglie - e gemono sotto il peso del samsara. Vengono sopraffatte dal dolore e dal rimorso e quindi muoiono. Quando troveranno il tempo per fare buone azioni e adorare il Signore?
Siamo costantemente in cerca di quanto  pi piacevole e durevole di altre cose, ma non cerchiamo mai il S Immortale, che  al di l delle nostre attenzioni terrene. Le donne, coi loro occhi simili ai fiori di loto e i loro sorrisi suadenti, appassiscono e muoiono presto. Se molti Brahma e Vishnu sono creati e distrutti in un batter d'occhio, cosa sono io - piccola creatura - davanti a loro? Questo mondo  considerato dai saggi come uno sconfinato oceano di sventure. Allora, come ci si pu aspettare qui qualche felicit?
La mente costituisce la radice dell'albero del samsara, che ramifica in tutte le direzioni con rami pieni di fiori, viticci, frutti, ecc. Com' venuta (in esistenza) questa maya? La mente danza nel teatro di questo mondo al suono degli organi dei sensi.  la mente che viene chiamata sankalpa. La mente  un insieme di sankalpa. Se i sankalpa sono annientati, anche le mente sar distrutta facilmente. Se la radice della mente  annientata, anche l'albero di nascita e morte sar distrutto. Adesso ho scoperto il ladro che mi ha rubato la perla dell'Atman. Adesso sono desto; ho scoperto il rapinatore della mia Anima: il suo nome  'mente'. Ho sofferto a lungo a causa di questo infido furfante. Non permetter pi a me stesso d'essere ingannato dalla mente; ho deciso di ucciderla. Trapasser la mente con la spada della discriminazione e la legher con le virt dell'autocontrollo e del non attaccamento. Ora sono desto alla conoscenza spirituale, quindi continuer le mie ricerche spirituali. Adesso ho riscoperto l'Anima persa da lungo tempo. Contempler sempre il puro e immortale Atman e otterr la pace suprema; sottometter il mio potente nemico - la mente - e abbandoner le idee 'Io sono questo corpo', 'propriet e possessi sono miei'.
Ho avuto tutte queste esperienze spirituali ascoltando i profondi canti spirituali dei siddha (la Siddha Gita). Considero loro come miei guru; ho annientato del tutto la mia mente, e adesso godo la beatitudine dell'Eterno. Sono assolutamente libero da dolori e angosce. Le dualit, le differenze e le distinzioni sono svanite. Vedo ovunque l'unico S. Sono sempre in pace.
Per me le idee di 'io', 'tu', 'egli', 'qui', 'l', 'adesso' e 'dopo' sono svanite. Adoro l'Atmajnana che ha distrutto la mia ignoranza e mi ha innalzato in questo stato sublime.
Janaka rimase in samadhi o stato di supercoscienza per lungo tempo. Quando ritorn dal samadhi disse: Vedo ovunque soltanto l'unico e indivisibile Brahman. Sono sempre stabilito nel mio S. Nulla pu disturbarmi. Sono libero da amore e odio; non ho desiderio per gli oggetti del mondo; sono privo di desideri; ho una visione calma, possiedo l'equanimit.
Quindi si occup degli affari dello stato senza avere il senso dell'azione Ademp ai propri doveri come questi si presentavano a lui, senza nessuna partecipazione o aspettativa dei loro frutti. Divenne liberato mentre era ancora in vita, immemore del passato e senza preoccupazioni circa il futuro.
O Rama! La conoscenza del S pu essere ottenuta mediante l'incessante ricerca dell'Atman e non tramite le azioni. La persona attaccata alle cose terrene s'aggrappa agli oggetti dei sensi. L'ardente desiderio dell'autorealizzazione viene per gli sforzi fatti nelle nostre nascite precedenti. Bisogna distruggere la feroce ajnana che produce sofferenze e rinascite.
Se uno desidera ottenere il supremo S, deve prima distruggere tutti i desideri, le brame e l'egoismo. Dopo aver disperso la nuvola dell'egoismo, la Luce Divina splende luminosa come il sole. Chi ha conosciuto il S  liberato dai pensieri del mondo esterno. Egli non  pi soggetto alla gioia o al dolore di questo mondo;  libero da amore e odio. La densa nuvola dell'egoismo che nasconde il sole di Brahman viene dispersa dall'Atmajnana. Come l'albero kalpa, il prezioso gioiello della Conoscenza chiuso nello scrigno dei cuori dei Jnani manifesta in un attimo qualsiasi cosa essi pensino.
Soltanto il gioco della Coscienza (Chit) splende come questo mondo. Il mondo non  separato da Brahman; non  un'entit separata, non ha esistenza da se stesso. Il mondo, come mondo, non  mai. Questo mondo  solamente Brahman. Brahman appare come questo universo tramite lo specchio della mente.
Il non-attaccamento, assieme alla realizzazione dell'Unit, fa svanire la sostanza mentale e conferisce lo stato beato e supremo di felicit; allora uno rimane nel supremo S, che  lo scopo principale della vita. Adesso - o Rama dagli-occhi-di-loto - rifletti e medita sul S come fece re Janaka, e ottieni la Conoscenza dell'Atman.


La storia di Punya e Pavana


Vasishtha continu:
C' un'antica leggenda che voglio narrarti. Nel paese di Jambudvipa, sulle rive del Gange, viveva un rishi chiamato Dirghatapa, che aveva due figli chiamati Punya (virt) e Pavana (purezza). Essi praticavano tapas insieme al padre sulle rive del Gange. Punya aveva raggiunto la piena Conoscenza, mentre Pavana non aveva ancora raggiunto la piena illuminazione e aveva una saggezza semi-sviluppata. A tempo debito il saggio Dirghatapa abbandon il corpo e raggiunse lo stato di beatitudine di Brahman. Subito dopo anche la moglie lo segu, praticando il metodo yogico che aveva imparato dal marito.
Trovando i genitori morti, Punya cominci a prepararsi per compiere i riti funebri, rimanendo in cuor suo imperturbato, mentre Pavana era sprofondato nell'oceano del dolore e si lamentava inconsolabile, vagando pieno d'angoscia nella foresta.
Dopo aver completato le cerimonie vediche, Punya si rivolse al fratello: Perch ti procuri questa terribile sofferenza? Soltanto la cecit dell'ignoranza causa questo torrente di lacrime che scende dai tuoi occhi. I nostri genitori sono partiti di qua per andare nello stato supremo di liberazione, che  naturale a tutti gli esseri e costituisce la stessa essenza di quelli che hanno vinto la natura inferiore. Tu sei ignorantemente attaccato alle idee di 'padre' e 'madre', e t'addolori per quelli che sono liberati da questa ignoranza. Fratello, cerca dentro di te. Questo corpo  inerte, ed  composto di carne, sangue, ossa, ecc. Che cos' l'Io in esso? Se cercherai la verit, realizzerai che non c' nulla che sia Tu e nulla che sia Io. Ci che chiamiamo Punya o Pavana  solo una falsa idea. Ma se pensi ancora 'Io sono', allora perch non t'addolori per la morte degli innumerevoli parenti e genitori che hai avuto nelle vite passate? Tu hai avuto molti genitori quando sei stato un cigno, un albero, un leone, un pesce, ecc.; perch non piangi per loro? Non c' limite al numero di padri e madri, di mogli e figli, che hai avuto nelle incarnazioni passate.  pi facile contare i frutti prodotti dagli alberi di una grande foresta nella stagione del raccolto che gli innumerevoli genitori che uno ha avuto nelle nascite precedenti. E se cominciamo a piangere per loro, pensi, fratello, che un kalpa (ciclo cosmico) baster per placare il nostro dolore? Questo universo nato sotto forma di moglie e altri parenti, di amici e nemici, amore e odio, e tutte le altre coppie, esiste e si espande in virt dei suoi nomi e delle sue forme. Pensa a uno come a un buon amico, e la cosa diventer realt. Pensalo come nemico, e similmente la mente proietter il pensiero verso quella realt. Come possiamo considerare amico o nemico l'intelligenza sotto diverse forme che sorge dall'unico Atman? Abbandona l'idea del mondo che sorge nella tua mente come Io. Tu non hai n nascita n dolore, n padre n madre. Tu sei il S. I saggi percepiscono il sentiero di mezzo, vedono quello che  al momento; essi sono in pace, stabiliti nella Coscienza Testimone. Liberandoti da ogni dolore e ignoranza, possa tu conoscere attraverso la tua intelligenza la tua Realt atmica. Nel corso della tua ricerca spirituale sorgeranno molti tipi di desideri per ritardare il tuo progresso. Liberati dai loro ostacoli, rendi il loto del tuo cuore pi puro possibile. Allora tutte le illusioni svaniranno completamente e tu, fratello, raggiungerai la Beatitudine Il cuore di Pavana fu illuminato dalla Conoscenza nella quale fu iniziato dal fratello, come l'universo splendente di luce all'alba. Quindi i due siddha-purusha che avevano ottenuto l'Atmajnana vissero a lungo nella foresta e infine raggiunsero videhamukti.

La storia del grande Bali

Muni Vasishtha continu:
Il desiderio  la causa di tutti i dolori. Perci per ridare pace alla mente rimuovi la causa del disturbo, che  la speranza o il desiderio O Rama, attua la trasformazione della mente come fece re Bali. Ascolta adesso la sua storia.
Il re degli asura Bali, figlio di Virochana, regnava un tempo come imperatore degli inferi. Lo stesso Signore dell'universo, Hari, proteggeva questo re; perci tutti s'inchinavano davanti a lui, anche gli dei. Egli era cos potente che niente, nei tre mondi, poteva resistergli. Un giorno un intenso disgusto verso i piaceri del samsara s'impossess di lui. Salito in un posto riservato, nell'ultimo piano del suo palazzo, egli pens: A che serve la mia sovranit sui tre mondi, quando tutto  soggetto alla distruzione. Si provano continuamente gli stessi disgustanti piaceri, e ogni giorno si ripetono le stesse azioni. Le cose viste ieri si presentano anche oggi; e tuttavia neanche le persone pi intelligenti sono disgustate, e non si vergognano di gustarle continuamente. Giorni, mesi, anni e yuga passano senza che sorga nulla di nuovo. In che modo tutti i doveri fatti hanno migliorato la mia vita? Come posso raggiungere quello stato al di l dell'azione e dell'esistenza ripetitiva? Qual  il sentiero che mi pu condurre da 'Quello' che  libero dagli illusori oggetti dei sensi?.
Ora, mentre rifletteva profondamente, con gioia si ricord le parole che il padre, l'onnisciente Virochana, gli aveva detto anni prima nello stesso posto e sullo stesso argomento. Egli aveva chiesto al padre: Qual  il senso di questo mondo? Quando cesser l'illusione
della mente? Dov' che i desideri vengono sradicati alla radice? Qual  lo stato pieno di Beatitudine assoluta? Io vedo che i piaceri e le azioni mondane aumentano soltanto l'illusione. O tu che hai conosciuto il Supremo, dimmi in che modo posso liberarmi dal dolore e dai dubbi che m'assillano.
Virochana rispose: C' un bellissimo regno illuminato e onnipervadente. L non ci sono n i cinque grandi elementi, n oceani, n montagne, n foreste, n luoghi sacri, n cielo, n terra, ne dei, n demoni, n alto, n basso e nemmeno suoni. L c' solo uno, il re, che  Luce suprema. Egli  onnipotente, onnipresente e tutto. Perfettamente pieno, egli  Silenzio; rimane quiescente, come fosse inattivo. Imperturbato, egli fa compiere ogni cosa al ministro da lui incaricato. Questi materializza qualsiasi cosa pensi, e altera o fa scomparire quello che vuole. Il ministro  incapace di godere o conoscere qualcosa da se stesso. Sebbene sia ignorante e insensibile, egli fa tutto per amore e in presenza del suo re; tuttavia quest'ultimo  sempre solo, stabilito nella pace.
Allora Bali interrog il padre sulla natura di questo regno luminoso senza malattie, su come raggiungerlo, e chi era il re e il ministro.
Virochana rispose: Tutti gli dei e i demoni messi insieme, e anche un'armata dieci volte la loro, non possono sfidare il ministro. Tutti derivano il proprio potere da lui. Ed  per suo desiderio che qui c' un incessante conflitto tra bene e male. Egli  l'essere pi potente dei tre mondi, che sono una sua emanazione. Il ministro pu essere sconfitto soltanto dal suo re. Se tu puoi conquistarlo, sarai veramente un eroe.
Sebbene sia quasi invincibile, ti dir come vincere il ministro. Egli viene visto in un attimo se lo si prende con un'azione intelligente, altrimenti ti fischier come un serpente velenoso e brucer tutto. Chi l'avvicina con intelligenza gioca con lui come un bambino, e lo soggioga; allora vede il re e si stabilisce nello stato supremo. Una volta visto il re, il ministro  completamente sotto controllo, e viceversa. Finch non si vede il re, il ministro non  veramente vinto, e viceversa. Perci bisogna cercare simultaneamente di vedere il re e conquistare il ministro. Con la pratica costante e l'intenso sforzo potrai ottenere le due cose, e quindi entrerai nella regione dei santi stabiliti eternamente nella pace.
Il regno di cui si parla nella storia  l'incomparabile ed eterno stato della liberazione, che  la fine di ogni dolore. Il re  il S, l'Atman, che trascende tutti gli altri regni e stati di coscienza ed  autoluminoso. Il ministro  la mente. La mente ha fatto questo mondo; conquistata lei, tutto  conquistato.
Il mezzo pi intelligente per conquistare la mente  la completa libert dal desiderio e dalla speranza riguardo a tutti gli oggetti, in ogni tempo. Solo cos il potente elefante della mente pu essere soggiogato. Questo  molto difficile per chi non s'impegna seriamente nella pratica, ma  molto facile per chi  zelante nello sforzo. Come non si pu mietere senza seminare, non si pu controllare la mente senza la pratica costante e continua. Finch non rinuncer completamente ai piaceri dei sensi, uno continuer a vagare in questo mondo di dolore. Anche un uomo forte non raggiunger la sua meta se non va avanti. Nessuno pu sviluppare completamente il non-attaccamento senza una pratica persistente.
La gente parla di grazia divina o fato, ma qui noi percepiamo il corpo e non un dio. Quando gli uomini parlano di dio implicano l'inevitabile, Ci che  oltre il loro controllo e gli eventi dell'ordine naturale. Similmente, tutto ci che produce completa equanimit e la cessazione di piacere e dolore viene considerato grazia divina. Grazia divina, ordine naturale e giusto autosforzo si riferiscono tutti alla stessa verit; la distinzione  dovuta alla cattiva percezione o all'illusione. Perci, finch c' la mente non c' n dio n ordine naturale; quando la mente cessa d'esistere, rimane quello che resta. Soltanto quando viene visto il S, il pi alto grado di non-attaccamento diventa fermamente radicato nel cuore.
Si dice che quando l'intelligenza non  ancora desta uno deve riempire due quarti della mente con il godimento degli oggetti dei sensi, un quarto con lo studio delle sacre Scritture e l'altro quarto con il servizio al guru. Quando  parzialmente desta, due parti della mente sono dedicate al servizio del guru, mentre le altre due cose ricevono una parte ciascuna. Quando l'intelligenza  pienamente desta, due parti sono dedicate al servizio del guru e due parti allo studio delle sacre Scritture, con il non-attaccamento come costante compagno.
Solamente quando si  pieni di virt si  qualificati ad ascoltare l'esposizione della suprema saggezza. Perci bisogna costantemente educare la mente con la conoscenza purificatrice e nutrirla con la trasformazione interiore prodotta dallo studio delle sacre Scritture. Quando la mente sar trasformata, sar capace di riflettere la verit senza distorsioni. La vera pace non viene con le austerit, la carit e i pellegrinaggi, ma solo percependo direttamente la propria natura. Quando la calma matura, sorge lo spirito di ricerca, che a sua volta rafforza la calma. Questi due, pi l'autorealizzazione, sono amici intimi e vanno sempre insieme.
In conformit con le tradizioni e i costumi sociali prevalenti, e senza mettere in difficolt il tuo prossimo, acquisisci un po' di ricchezza; e con questa frequenta la compagnia dei santi e adorali. Dalla loro compagnia otterrai il disprezzo per gli oggetti di piacere. E con la giusta ricerca interiore otterrai l'autoconoscenza.
Bali ricord felicemente tutto quello che gli aveva detto suo padre. Quindi pens: Ora che il desiderio del piacere  cessato in me, rinuncer a tutto e con la mente completamente ritirata rimarr felicemente stabilito nel S. Quest'universo  solo una creazione della mente, cosa perdo abbandonandolo. Quindi Bali medit sul guru dei demoni, Sukracharya, che essendo onnipresente sapeva che il discepolo aveva bisogno di lui, e perci si materializz davanti al re.
Bali lo salut con tutto il cuore e l'ador adeguatamente, quindi gli chiese: Signore, mosso dalla tua grazia, che mi fa parlare, io ti chiedo 'Che c' qui? Che c' nell'aldil? Chi sono io? Chi sei tu? Che cos' questo mondo?.
Sukra rispose: In poche parole ti dar la quintessenza della saggezza. Solo la Coscienza esiste; tutto questo  soltanto Coscienza; tutto questo  pieno di Coscienza. Io, tu e questo mondo siamo solo Coscienza. Se sarai umile e sincero otterrai tutto da quello che ho detto; altrimenti, cercare di spiegarlo maggiormente, sar come versare oblazioni su un mucchio di cenere.
Dopo che Sukra and via, Bali si mise a meditare sulle parole del suo guru: Certamente tutto ci che esiste  Coscienza. La mia vera natura  Coscienza; ed  grazie alla Coscienza, e non al corpo, che io posso fare esperienza degli oggetti. Giacch la Coscienza  una-senza-secondo, chi  mio amico e chi mio nemico? Poich la Coscienza  infinita e assolutamente pura, non c' n odio n attaccamento, n la mente n le sue modificazioni. Io sono quella Coscienza in cui  cessato il desiderio per l'esperienza. Io sono diventato quel Principio pieno che ha la natura del Jnana ed  l'assoluta quiescenza del Jnanakasha. Quindi Bali pronunci il sacro pranava Om e, contemplando il vero significato di Conoscenza assoluta, entr in meditazione. Libero da sankalpa, karma, desideri, dubbi, pensiero e percezione degli oggetti, e al di l della divisione tra meditante, meditazione e oggetto di meditazione, egli rimase per lunghissimo tempo con la mente immobile in samadhi, come la luce di una lampada in un posto senza vento.
Mentre il re passava i suoi giorni in nirvikalpa samadhi, i suoi sudditi andarono a cercarlo. Trovatolo in quello stato, e non sapendo cosa fare, essi si rivolsero al loro precettore Sukracharya. Sukra apparve davanti ai demoni e, vedendo il suo discepolo immerso nel samadhi, disse loro di non disturbare il re e di continuare a compiere i loro doveri come prima. Bali sarebbe ritornato naturalmente alla coscienza esterna dopo mille anni.
I demoni tornarono a svolgere i loro doveri nel regno. Dopo mille anni di contemplazione Bali fu svegliato da una musica celestiale, una luce sovrannaturale emanava da lui. Prima che i suoi sudditi potessero raggiungerlo, Bali pens:  veramente meraviglioso lo stato che ho vissuto per un breve istante. Continuer a rimanere in questo stato. Che cosa ho a che fare con le cose del mondo esterno? Ora la pace e la beatitudine suprema regnano nel mio cuore.
Nel frattempo i demoni erano accorsi dove lui sedeva. Guardandoli, Bali pens cos: Io sono Coscienza. In me non c' nessuna cattiveria. Cosa devo guadagnare o abbandonare? Io desidero la liberazione, ma chi mi ha legato, quando e come? Non c' n schiavit n liberazione. Che guadagner meditando o non meditando? Liberato dall'illusione di meditazione e 
non-meditazione, sia quello che dev'essere: per me non c' n perdita n guadagno. Io non desidero n meditare n non-meditare, n gioia n dolore, n l'Essere supremo n il mondo. Io non sono pi n vivo n morto, n reale n irreale Se questo mondo sar il mio regno, io sar quello che sono, se non sar il mio regno, sar quello che sono. Che cosa ho a che fare con la meditazione o con il regno? Sia quel che dev'essere. Io non appartengo a nessuno e nessuno appartiene a me. Non c' assolutamente nulla che dev'essere fatto da ci che  noto come 'me'; allora perch non dovrei fare quell'azione che viene naturale?.
Volgendo il suo sguardo radioso verso i suoi sudditi, Bali ritorn a compiere i suoi doveri regali con la mente libera dai desideri e dall'egoismo. Egli faceva ogni cosa spontaneamente, senza premeditazione. Adorava i brahmini, gli dei e i santi. Trattava parenti e sudditi con deferenza, ricompensava ampiamente i suoi servi e dava in carit pi di quello che gli veniva chiesto.
Brahmarishi Vasishtha concluse: O Rama! Raggiungi la visione che aveva Bali e godi la felicit suprema. Tu sei la luce della Coscienza. In te sono radicati i mondi.



La storia di Prahlada


Vasishtha continu: O Rama, adesso ti racconter la storia di Prahlada, che ottenne la realizzazione del S attraverso la sua intelligenza. Suo padre, Hiranyakashipu, era il potente re dei demoni e degli inferi, e grazie alla sua forza regnava sui tre mondi, dominando e terrorizzando anche gli dei. In risposta alle preghiere degli dei, il Signore Vishnu assunse la forma di Narasimha (uomo-leone) e uccise Hiranyakashipu e la sua famiglia. Rimasto solo, Prahlada pens: Chi ci aiuter adesso? Tutta la nostra famiglia  stata distrutta dalla collera di Vishnu. Gli dei, che prima ci temevano, ora occupano il nostro regno. Non c' nessuno che non abbia paura di Vishnu, e c' solo un mezzo per conquistarlo. Egli protegge l'intero universo e lo sostiene. Egli  il rifugio di tutti gli esseri; perci in qualsiasi modo bisogna prendere rifugio in Lui. Da questo momento sar devoto a Narayana (Vishnu). Possa il grande mantra Om namo Narayanaya fare inestricabilmente parte di me, come l'akasha compenetrata dal vento. Tuttavia, chi non  Vishnu non deriva molto beneficio adorando Vishnu. Per ottenere l'emancipazione bisogna meditare su Vishnu diventando Vishnu. Prahlada  Vishnu. Io sono Lui, non c' dualit.
Trasformandosi nell'immagine di Vishnu, Prahlada Lo ador mentalmente secondo le ingiunzioni delle Scritture. Quindi L'ador anche coi rituali esterni, e da allora continu ad adorare tutti i giorni Vishnu, il Brahman non-duale. Seguendo l'esempio del loro re, tutti i demoni divennero devoti di Vishnu e abbandonarono le loro cattive qualit.
Stupiti dal comportamento virtuoso dei demoni, gli dei andarono da Vishnu per chiedere la spiegazione di quel mistero: Com' possibile che i demoni, per natura cattivi e nemici del Signore, siano diventati improvvisamente Suoi devoti!. Tutto ci era incredibile, e sconvolgeva l'equilibrio dei mondi.
Il Signore Vishnu rispose: Non temete, o dei. Prahlada  un mio devoto; questa  la sua ultima nascita e dev'essere liberato. I semi della sua ignoranza sono stati bruciati, e con la sua conoscenza ha raggiunto la liberazione. Se il buono diventa cattivo seguiranno molti mali; ma se il cattivo si volge al sentiero della virt ne risulta un bene incalcolabile. Il cambiamento di Prahlada  per il vostro bene.
Rassicurati dalle parole di Vishnu, gli dei divennero amichevoli con Prahlada e i loro passati nemici. Ogni giorno Prahlada adorava il Signore con pensieri, parole e azioni. Nel suo cuore si svilupparono grandemente l'amore, la saggezza, la beatitudine e altre qualit. Ma la sua mente non si calmava, a causa dell'attrazione che provava verso gli oggetti dei sensi. Per dar pace alla sua mente che passava dalla Realt all'irrealt dei piaceri dei sensi, il Signore apparve nel cuore di Prahlada. Davanti a quella visione, Prahlada cominci a lodare il Signore con tutta la devozione del suo cuore.
Vishnu gli disse: Prahlada, tu possiedi un mare di buone qualit e sei il gioiello dei demoni. Chiedimi un dono che ti possa liberare dal dolore della rinascita.
Prahlada rispose: O Principio Supremo che dimori nei cuori di tutti gli esseri ed esaudisci tutti i desideri, concedimi quel dono che Tu consideri illimitato e che d la beatitudine dove non c' dolore. Allora il Signore lo bened dicendo: Possa la ricerca dell'Atman crescere in te e darti la pace dell'infinito Brahman, affinch la tua mente sia liberata dalle illusioni del mondo e tu ottenga la pi alta beatitudine. Detto questo, il Signore scomparve come un onda nell'oceano.
Prahlada sedette nella posizione del loto e cominci a discriminare: Il Signore mi ha benedetto con l'Atmavichara; quindi m'impegner nella ricerca del S. Voglio chiedermi: Chi sono io? Qual  la natura di questo io? Sicuramente io non sono questo mondo, che  esterno a me ed  inerte, composto di montagne, alberi, ecc. N sono quest'effimero corpo, che  inerte e si muove grazie al pranavayu (l'energia vitale). N sono il suono impermanente sentito dall'orecchio e che non ha n forma n esistenza intelligente. N sono il senso del tatto, che dipende dalla pelle,  momentaneo ed  guidato dalla Coscienza Infinita. N sono il senso del gusto, che  sempre mutevole, pieno di desideri e dipendente dalla lingua, sempre devota ai suoi oggetti materiali. N sono l'inerte e momentaneo senso della vista (o della forma), che dipende dal conoscitore - che sebbene agisce nel mondo visibile, tuttavia vi  solo testimone. N io sono il senso dell'odorato, che  una creazione dell'inerte naso e non ha una forma determinata. Adesso conosco la mia Realt, senza nascita, libero da ogni idea di 'io' e 'mio', libero da ogni pensiero, libero dall'illusione dei cinque sensi e dallo scoraggiamento del cuore. Io sono il S onnipresente, che  la luce interiore che rende possibile tutte le esperienze dei sensi e manifesta l'apparente sostanzialit degli oggetti.  grazie alla luce interiore della Coscienza, libera da tutte le modificazioni, che il sole  caldo, la luna  fredda, le montagne pesanti e l'acqua liquida. La Coscienza  la causa di tutti gli effetti che si manifestano in questa creazione, ma in s non ha causa. Io saluto il S libero dalla dualit di conoscitore e conosciuto, soggetto e oggetto. In Esso esistono tutte le cose dell'universo. Gli innumerevoli oggetti appaiono nello spazio illimitato della Coscienza. Questo S o la Luce interiore della Coscienza non si pu conoscere e vedere, ma viene realizzato da quelli che hanno purificato il loro cuore. Le persone sante lo vedono nel purissimo spazio cosmico della Coscienza. Questo mondo esiste in me, il S o la Coscienza Infinita, come un riflesso appare in uno specchio. Io sono l'essenza in tutte le cose dell'universo
Invero, esiste solo la Coscienza Infinita, ma da dove  nato il limitato senso dell'io? Cosa ha fatto sorgere l'illusione che s'esprime in frasi come 'Questo (corpo) sono io'? I miei antenati erano d'intelletto limitato, perch abbandonarono questa Coscienza Infinita e preferirono il dominio della terra. Che paragone c' tra la visione dell'Infinito e l'assurda vanit conosciuta come gloria mondana, che  piena di terribili e forti desideri? La visione della Coscienza Infinita  pura ed ha la natura della pace suprema. Om  la Coscienza non duale senza modificazioni. Nel passato, nel presente e nel futuro, qui, l e ovunque, il S  sempre lo stesso in tutte le apparenti modificazioni. Dal S indifferenziato, puro e al di l delle tre divisioni del tempo, sorsero diverse potenze (shakti) trascendenti. Esse attivarono la mente come il vento fa stormire le foglie, e fecero funzionare i sensi come il cavaliere guida il cavallo. Sebbene il S  il signore del corpo, Esso  sempre impegnato in numerose azioni come se fosse uno schiavo. Soltanto il S dev'essere cercato, adorato e meditato. Ricorrendo ad Esso uno attraversa questo mondo illusorio con i suoi cicli di nascite e morti. Esso si manifesta e si rivela anche se  contemplato per un momento.
Quando  visto, tutto  visto; quando viene ascoltato, tutto  ascoltato; quando viene toccato, tutto  toccato. Il S  la vacuit nello spazio, il movimento nelle cose che si muovono, la luce in tutte le cose luminose. Esso  l'eterna Esistenza. Io soltanto sono, il S. Quando il corpo  soggetto a felicit o infelicit, il S che trascende ogni esistenza materiale non  toccato da queste cose. Anche se il corpo fosse tagliato in cento pezzi, il S non sarebbe ferito; se il vaso viene rotto, lo spazio al suo interno non  distrutto. Prima c'era una mente formata da idee di felicit e infelicit; ma ora che queste idee sono scomparse, dov' la mia mente? Io non ho n amore n odio per i piaceri dei sensi. Voglio avere quello che sono destinato ad avere; non desidero quelle cose che non sono destinato ad avere. All'inizio sono
stato accecato dal terribile nemico dell'ignoranza, che mi ha privato della discriminazione e della saggezza, ma adesso per grazia di Vishnu e grazie al mio sforzo ho ottenuto la conoscenza. Il Signore che  il S -  stato visto da me grazie al canto degli inni, alle adorazioni, alla preghiera, alla pace mentale e alla vita disciplinata. Ora che il fantasma dell'io  stato ucciso, sono in pace con me stesso. Non c' pi posto per l'illusione, il dolore, le speranze, i desideri e le preoccupazioni. Il paradiso e l'inferno, e l'illusione di schiavit e liberazione, esistono solo fintanto che c' il senso dell'io. Ho soggiogato la mente con il suo stesso stato purificato. Le tendenze passate, i condizionamenti e le limitazioni mentali sono stati completamente distrutti. Libera dalle abitudini di pensiero, dai desideri e dall'illusoria credenza nell'esistenza dell'io, la mia mente ha raggiunto il supremo stato di quiescenza. Con ci  cessato ogni dolore ed  apparsa la luce della beatitudine suprema!
Infine il S che  oltre gli stati di coscienza  stato realizzato. Io ti saluto, o S. La distinzione tra te e me  verbale, come la distinzione tra la parola e la cosa alla quale si riferisce: la distinzione  irreale e immaginaria, come quella tra l'onda e l'acqua nell'onda. Saluto il Veggente, il Testimone! A causa della tua identificazione col corpo avevi dimenticato la tua natura. Perci hai vissuto interminabili sofferenze in numerose nascite, facendo l'esperienza del mondo esterno senza l'autoconoscenza. Ora che il Signore  stato raggiunto non ci sar pi illusione. O S, ora che sei stato realizzato, i piaceri dei sensi in cui prima trovavo diletto non hanno pi alcuna attrattiva. Piacere e dolore, felicit e infelicit devono la loro esistenza a te, o S. Essi nascono da te e perdono la loro identit quando viene realizzata la loro inesistenza indipendente da te. Come un'illusione ottica si manifesta e svanisce in un batter d'occhio, cosi le esperienze illusorie di piacere e dolore appaiono e scompaiono in un batter d'occhio. Appaiono nella luce della consapevolezza e scompaiono quando percepite come non-differenti da quella consapevolezza.
Saluto il S senza forma. Saluto me stesso, che sono infinito e senza ego; saluto il S che  in me come pura coscienza testimone, senza forma e senza le divisioni di spazio e tempo. Vittoria, vittoria a te, o S che ti sei manifestato come l'universo infinito: Vittoria al S che  pace suprema. Vittoria a te che sei la fonte di tutte le sacre Scritture (Veda), e tuttavia sei al di l della loro portata. Vittoria a te, causa della creazione. Vittoria a te, causa senza causa. Ho raggiunto l'Autoconoscenza e sono nello stato di pace suprema. Saluto
il S; saluto me stesso, la coscienza non duale, il gioiello di tutti i mondi visibili e invisibili. Tu sei stato realizzato molto presto!.
Dopo questa meditazione discriminativa, Prahlada entr in nirvikalpa samadhi, nella beatitudine assoluta dove non c' nessun movimento di pensiero. Mentre egli rimase seduto in samadhi per mille anni, l'anarchia prevalse negli inferi. Pensando che fosse morto, i demoni suoi sudditi crearono molto disordine e i forti oppressero i deboli.
Quindi Vishnu, il protettore di tutti i mondi, risvegliandosi dal suo sonno yoga vide come andavano le cose negli inferi, e pens: Da quando Prahlada  immerso nello stato trascendentale, i demoni privi di re hanno perso il loro potere. Non essendo minacciati dai demoni, gli dei non hanno nulla da temere, e senza il pensiero di guerre svilupperanno presto lo stato di quiescenza trascendentale e otterranno la liberazione. Con la scomparsa degli dei cesseranno i sacrifici e il tapas sulla terra, e quindi l'universo e tutti gli oggetti creati cesseranno d'esistere molto prima della naturale dissoluzione cosmica. In questo non vedo alcun bene; perci i demoni devono continuare a vivere come demoni, amanti della guerra. Se i demoni agiranno come nemici degli dei, allora la religione e le azioni giuste e virtuose si svilupperanno nella creazione, che cos continuer a esistere e a fiorire. Perci Prahlada deve vivere nel suo corpo fino al termine di questo ciclo, altrimenti la creazione cesser d'esistere.
Quindi il Signore Vishnu s'avvicin agli inferi, dove sedeva Prahlada, e suon la sua conchiglia per risvegliarlo. A causa del fortissimo suono che penetr tutto l'universo, Prahlada riacquist gradualmente la coscienza fisica. La sua coscienza, che era immersa in 'Quello', ritorn attraverso il brahmarandhra e pervase le nadi del suo corpo, e quando raggiunse le nove aperture del corpo Prahlada divenne cosciente del piano fisico. Aprendo gli occhi, destatosi completamente al mondo esterno, egli vide il Signore.
Con grande grazia il Signore Vishnu bened Prahlada dicendo: Riprendi la tua identit di re degli inferi. Tu non hai niente da guadagnare n alcunch da rinunciare. Perch pensi d'abbandonare il tuo corpo prematuramente? Non essendo ossessionato dal sankalpa dell'attrazione e della repulsione verso gli oggetti, che importa se il tuo corpo vive oppure no? Ora alzati dal samadhi e vivi nello stato di jivanmukta, senza gemere sotto il peso del samsara. La morte  benvenuta solo a quelli la cui mente viziata dal desiderio  tremante sotto il peso del samsara. Chi  preso da innumerevoli desideri e speranze e ha la mente agitata  degno di morire. Vivere  giusto per chi ha la mente controllata dall'autoconoscenza ed  consapevole della verit. Beate sono le vite di coloro che non hanno egoismo e desiderio, che non sono attaccati n odiano niente, che liberi da simpatie e antipatie hanno la mente calma ed equanime, e che pur compiendo azioni sono soltanto testimoni di esse. Cos' la vita o la morte per te. Anche se vivi nel corpo, poich non hai corpo tu sei incorporeo. Tu sei il Testimone, che  intelligenza immateriale. Tu sei illuminato! La tua forma esiste solo agli occhi dell'ignorante. Anche se appaiono costantemente impegnate in attivit, le persone illuminate non fanno niente. Questo agire non agendo ti libera dalle esperienze, poich non c' mietitura dove non si semina. Le persone illuminate come te vivono in questo mondo come fossero in uno stato di sonno profondo. O Prahlada, gli illuminati non esultano nel piacere n si rattristano nel dolore; essi agiscono senza volizione, come un cristallo riflette gli oggetti postigli davanti senza volerlo. Essi sono pienamente svegli nell'autoconoscenza, ma riguardo al mondo sono addormentati. Essi vivono nel mondo come bambini, senza il senso dell'ego. Ora che hai raggiunto la liberazione, siedi vittorioso sul trono (della mente controllata) e amministra il tuo regno fino al termine di questo ciclo.
Prahlada rispose: Signore, io ero affaticato e mi sono riposato per un istante. Per grazia Tua ho realizzato quello stato in cui non c' distinzione tra contemplazione e non-contemplazione. Ti vedevo dentro di me e adesso Ti vedo davanti a me. Ho realizzato la coscienza infinita in cui non c' illusione, n dolore, n desiderio d'abbandonare il corpo, n paura di questo mondo. Solo l'ignorante pensa che c' dolore quando c' il corpo, e che una volta abbandonato il corpo non c' pi dolore. Io ho conosciuto l'unica e sola Realt. Quando tutto  pervaso da Te, dov' l'altro che pu essere acquisito o abbandonato? L'intero universo  pervaso dalla Coscienza. Cosa dev'essere acquisito o abbandonato? Adesso ho ottenuto l'autoconoscenza. Far secondo la Tua volont; Ti prego, accetta la mia devota adorazione.
Dopo aver ricevuto l'adorazione di Prahlada, Vishnu gli disse: Alzati! Adesso t'incoroner re degli inferi, mentre gli dei e i saggi qui presenti canteranno le tue lodi. E dopo averlo incoronato continu: Vivi e regna negli inferi finch esisteranno il Mahameru, la terra, il sole e la luna, e quindi entra nello stato supremo. Proteggi questo regno senza essere fuorviato dal desiderio, dalla paura e dall'odio, e guarda tutti con visione equanime. Impegnati nella giusta azione, senza
essere sviato da pensieri e moventi; cos non sarai legato dalle azioni. O Prahlada, tu sai gi tutto, che bisogno hai d'essere istruito?. Dicendo questo, il Signore Vishnu lasci il regno degli inferi.
A queste parole di Vasishtha, Sri Rama chiese: Com' che Prahlada, che aveva raggiunto la conoscenza e si era immerso in Brahman, ritorn sul piano fisico destato dal suono della conchiglia?.
Vasishtha rispose: La liberazione  di due tipi: 'con corpo' e 'senza corpo'. Lo stato di liberazione in cui la mente non  assolutamente attaccata a niente e in cui non c' alcun desiderio  chiamata 'liberazione con corpo' (jivanmukti). Questa stessa viene chiamata 'liberazione senza corpo' (videhamukti) quando il corpo cade. Nel caso del jivanmukta libero dal samsara, tutte le tendenze e i condizionamenti mentali sono come semi bruciati che non possono pi produrre nascite future. Ma questi vasana - in quanto puri, onnipervadenti, soggetti a manifestazione, origine, ecc., e associati con l'autoconoscenza luminosa - anche se non intenzionali e non voluti rimangono nella persona come i vasana durante il sonno. Finch il corpo del jivanmukta rimane, questi semi rimangono latenti nel suo cuore, ed egli pu essere risvegliato alla coscienza corporea anche dopo centinaia d'anni di contemplazione interiore.
Rama disse: Signore, avete detto che Prahlada ebbe l'illuminazione per grazia di Vishnu. Se ogni cosa si ottiene con l'autosforzo, perch egli non pot avere l'illuminazione senza la grazia di Vishnu?.
Vasishtha rispose: Tutto quello che Prahlada realizz fu sicuramente mediante l'autosforzo, e non altrimenti. Vishnu  il S e il S  Vishnu; la diversit  verbale. A volte uno ottiene l'autoconoscenza attraverso la ricerca intrapresa con autosforzo; altre volte questo sforzo si manifesta come devozione a Vishnu, che  ugualmente il S, e cos uno ottiene l'illuminazione. Anche se uno adora Vishnu per molto tempo con grande devozione, Egli non d l'illuminazione a chi non ha l'autoconoscenza. Il mezzo principale per ottenere l'autoconoscenza  l'autoanalisi; grazia e altri fattori sono mezzi secondari. Se pensi che il Signore Vishnu pu essere visto senza autosforzo, perch gli uccelli e le bestie non sono illuminati da Lui? Se  vero che un guru pu sollevare spiritualmente una persona senza bisogno dello sforzo del discepolo, allora perch non solleva un cammello o un toro? Perci, adora il S con il S, contempla il S con il S e stabilisciti fermamente nel S per mezzo del S!


La storia di Gadhi

Vasishtha continu: O Rama! Maya  il potere illusorio del Signore, ed  potentissimo. Solamente quelli che ottengono la grazia del Signore possono conquistare maya. Non  possibile descrivere la grandiosit e l'infinita potenza di maya. Conquistando maya uno pu avere la conoscenza dell'Atman. La mente  una forte arma di maya. Maya opera mediante la mente, la quale  un prodotto o modificazione di maya. Soltanto la conquista della mente porta all'annientamento di maya. Maya  un altro nome per nascita e morte. Ascolta attentamente la storia di Gadhi, e avrai una chiara comprensione della natura di maya e delle sue operazioni.
Nel paese di Kosala, che  pieno di foreste e di alberi da frutto viveva un brahmino erudito conosciuto col nome di Gadhi. Era molto intelligente e ben versato nei Veda; egli era un'incarnazione della virt. Lasciata la compagnia di amici e parenti, and in una foresta per praticare tapas. Rimase immerso fino al collo nelle acque di un lago per otto mesi allo scopo d'avere la visione (darshana) del Signore Vishnu. Infine il Signore Vishnu apparve davanti a Gadhi e gli chiese d esprimere lo scopo del suo tapas.
Gadhi torn a riva, si prostr davanti al Signore e disse: Tu sei il ricettacolo dei tre mondi; io desidero immergermi nel Sat-Chit-Ananda Param Brahman. Ti piaccia farmi conoscere direttamente la vera natura di maya e delle sue operazioni. Il Signore Hari disse: Sarai in grado di vedere maya direttamente. In seguito sarai capace di liberarti da maya tramite la tua devozione. Quindi il Signore scomparve dalla sua vista, come la citt nelle nuvole.
Gadhi fu contento d'aver avuto la visione del Signore; il suo cuore era pieno di gioia per essere venuto in contatto con il Signore. Pass quindi alcuni giorni nella foresta. Mentre faceva il bagno nel lago ripens alle parole del Signore Hari. Allora si vide morto per malattia a casa sua. Vide tutti i suoi amici e parenti riuniti insieme che piangevano a fianco al suo corpo; vide anche che la sua fedele moglie seduta ai suoi piedi, piangeva amaramente con copiose lacrime. Vide sua madre che l'abbracciava, e i parenti piangenti lavare il suo corpo, compiere i riti funebri e cremare il corpo. Cos, mentre stava in mezzo alle acque del lago, Gadhi vide tramite la sua mente le azioni illusorie compiute dalla stessa mente.
In seguito Gadhi rinacque come il figlio maschio di una donna chandala di carnagione scura, che viveva in un villaggio nelle vicinanze del Bhutan. Anch'egli aveva una carnagione simile alle nuvole scure della stagione delle piogge. Pervenuto al sedicesimo anno d'et spos una ragazza della stessa casta e visse felicemente con lei. Ebbe molti figli. Divenuto vecchio costru una capanna di paglia e foglie, dove visse come eremita. Tutti i membri della sua famiglia furono portati via dalla mano crudele della morte; solo egli sopravvisse.
Stanco della solitudine, si mise a girovagare per differenti paesi. Infine arriv nella ricca citt di Kira, e s'incammin lungo la strada regale. Il re della citt era morto di recente senza lasciare eredi. La gente, seguendo l'antica tradizione della scelta del re, decor l'elefante di stato con gemme e stoffe di seta ricamata e lo lasci libero d'andare a suo piacimento e scegliere il re. Il chandala guard fisso l'elefante con grande curiosit. L'elefante and da lui e con la sua lunga proboscide lo sollev sul suo baldacchino. La gente fece suonare le trombe e gli strumenti musicali ed esclam con gioia da tutti gli angoli: Vittoria a te! Le belle donne del palazzo lo abbellirono con molti ornamenti e ghirlande di fiori. Egli fu installato sul trono e fu conosciuto col nome di Gavala; i ministri e il comandante in capo dell'esercito eseguivano i suoi ordini.
Per otto anni pieni regn sulla citt di Kira. Un giorno si tolse tutti gli ornamenti e si mise a camminare per una strada a fianco del palazzo reale. Quindi vide davanti a s una banda di fuoricasta che suonavano degli strumenti musicali. Il capo della banda, un vecchio, vide l'attuale re di Kira, lo riconobbe e si rivolse a lui col suo vecchio nome di famiglia: Katanja, mio vecchio parente, dove stai adesso? Sono molto contento di rivederti qui oggi. Il re di questo posto ti ha preso al suo servizio per il tuo talento musicale?. Il re non prest alcuna attenzione alle parole del vecchio e corse immediatamente negli appartamenti interni del palazzo. Le donne e i servi del palazzo che stavano alla finestra udirono per caso la conversazione e furono profondamente rattristati d'apprendere che il loro re era per nascita un chandala.
La faccia del re divenne pallida. Le donne e i servi informarono i ministri: Questo signore della terra, il nostro re, appartiene alla classe pi bassa dei chandala. Come dobbiamo comportarci adesso?. Ora le donne, i ministri e gli attendenti rimanevano a distanza da lui e si guardavano bene dal toccare il suo corpo. Era schivato da tutti. Essi si dissero l'un l'altro che il peccato della loro lunga associazione con il chandala non poteva essere espiato con nessun'altra
penitenza se non con l'atto di buttarsi vivi nel fuoco. Tutti, anche i bambini, si buttarono in una grande fossa di fuoco. Gavala, il re chandala, fu testimone alla triste catastrofe; ne fu molto scosso e s'afflisse in cuor suo. Tra s pens: Tutti i miei compatrioti sono periti nelle fiamme per essersi associati con me. A che serve mantenere la mia vita? Che anch'io perisca nelle fiamme. Cos prepar una pira per s e fece del suo corpo un'offerta nel fuoco divampante.
Quando Gavala lanci il suo corpo in mezzo alle fiamme, l'emozione violenta e dolorosa risvegli il dormiente Gadhi dalle sue fantasticherie in mezzo all'acqua. Egli cominci a palpitare e a tremare. Dopo qualche tempo la sua mente si chiar e fu libero dagli effetti di maya. Ebbe la mente calma, ritorn alla riva del lago e si mise a riflettere su 'chi era, e ci che aveva visto e fatto in quello stato'. Quindi si disse: Io sono lo stesso Gadhi di sempre e sto facendo il bagno nel lago. Quanto ho appena visto  per me sorprendente. Io non sono sposato e non conosco la forma di mia moglie; sono ignorante d'amore coniugale. Gadhi ponder su questi pensieri e pass alcuni giorni nel suo eremitaggio.
Ora gli accadde d'avere ospite a casa sua un brahmino, che fu molto compiaciuto di banchettare con frutta e miele. Entrambi compirono i loro riti (karma) quotidiani al tempo del sandhya. Quando il sole tramont si sedettero a riposare e cominciarono a parlare di vari argomenti e storie pertinenti la conoscenza dell'Atman. Nel corso della conversazione Gadhi chiese: a Com' che apparite cos magro ed emaciato?.
L'ospite rispose: Ho passato un mese nel famoso paese di Kira. L ho incontrato un uomo che mi ha narrato questa storia: - Un re govern quel paese per circa otto anni, fin quando non fu scoperto dalla gente che il re apparteneva alla classe pi bassa di persone, i mangiatori di cani, i chandala. Perci tutti i brahmini ed altre persone si buttarono nel fuoco. Anche il re fece lo stesso. Sentendo queste cose lasciai quel posto e andai in pellegrinaggio a Prayag, per ripulirmi dei miei peccati. L ho praticato austerit e il chandrayana vrata; cos sono diventato magro ed emaciato.
Gadhi fu molto sorpreso dal racconto e si mise a riflettere tra s: Quanto ho visto della mia morte in mezzo ai miei parenti era indubbiamente un'illusione della mia mente; ma l'ultima parte della mia visione, d'essere diventato un chandala,  confermata dal brahmino che ha osservato l'austerit del chandrayana per essere entrato nella citt del re chandala. Devo perci conoscere pienamente i particolari
della vita del chandala e procedere immediatamente verso il Bhutan. Allora, per dimostrare a se stesso la verit degli eventi della sua vita come chandala, egli si mise in viaggio e arriv nel paese che aveva visto nella visione. L vide il suo luogo di nascita. I chandala del luogo gli diedero notizie su Katanja e la sua vita.
And ancora oltre fino a Kira, dove vide il palazzo reale e ascolt gli eventi della sua vita narrati dalla gente del posto. Scosso dallo stupore, pens tra s:  questa la maya del Signore Vishnu? Adesso ho una chiara visione della natura di maya e delle sue operazioni, essa  davvero misteriosa!.
Egli and immediatamente in una grotta di montagna e pratic un rigoroso tapas per un anno, per propiziare il Signore Hari, vivendo solamente d'un po' d'acqua. Infine il Signore Vishnu apparve davanti a lui e gli disse: Gadhi, tu hai visto in pieno la gloria di maya e i suoi veri colori. Tu hai conosciuto le reti dell'illusione gettate da maya. Cos'altro vuoi? Perch stai praticando ancora tapas?.
Gadhi si prostr davanti al Signore, Lo lod e disse: Signore! Ho conosciuto chiaramente la natura di maya, ma sono ancora ignorante di maya nel suo stato naturale latente. Com', o mio Signore, che continuo a vedere le stesse visioni anche nello stato di veglia?  stato solo per un attimo che ho pensato d'avere visto qualcosa come un falso sogno, quando stavo in mezzo alle acque, ma come  potuto diventare manifesto alla mia vista e ai sensi esterni? Perch l'illusione della mia nascita come chandala  diventata tangibile ai miei occhi fisici? Essa doveva rimanere soltanto nella mia memoria.
Il Signore Vishnu rispose: Quanto si vede all'esterno  in realt solo una proiezione della mente. Non c' niente al di fuori di S che sia la terra, il mare, le montagne e il cielo; questi sono tutti contenuti nella mente. L'universo e gli altri oggetti hanno per loro sostrato la mente; separati dalla mente essi non esistono. Tramite l'illusione della mente tutti pensano che questo mondo sia completamente reale e godono di tutti gli oggetti. Come frutti e fiori sono contenuti nel seme soltanto, cos questa terra e tutte le altre cose sono contenute solo nella mente; l'intero universo risiede solo nella mente. La vista delle cose nel presente e il pensiero dell'assente passato e dello sconosciuto futuro sono tutti meri atti della mente, come il fare e il disfare vasi sono entrambi atti del vasaio.
Il teatro della vita mostra solo una scena parziale alla volta. Non  un prodigio per il mutevole palcoscenico della mente presentarti la singola scena del chandala, quando ha in serbo e con uguale facilit
pu mostrarti a suo piacimento infinite apparenze. Perch dovresti meravigliarti se la tua mente, che in s contiene potenzialmente l'intero universo, ha reso oggettiva la tua vita di chandala, che  solo una parte insignificante del tutto?
Fu l'impressione della tua mente che ti fece pensare a te stesso come a un chandala. L'ideazione della tua mente, tramite la concentrazione, si  riflessa nella vita del chandala. Questa riflessione fu afferrata dall'ospite brahmino, ed anch'egli fu affetto. L'ideazione della vita del chandala fu riflessa nelle menti di quelli che vivevano in Bhutan e nella citt di Kira. La riflessione assunse realt nelle menti di tutti. Niente di tutto ci  reale; erano solo fantasticherie dell'immaginazione, tutti fumi della vostra fantasia. Qualsiasi cosa avete visto e sentito era solo la proiezione della vostra immaginazione. La mente, infatuata dai suoi desideri e speranze, vede ogni cosa davanti a s, come uno sogna gli oggetti come fossero davanti a s. Non c'era n ospite n citt, n c'erano gli abitanti del Bhutan o di Kira. Era tutto un sogno ad occhi aperti. Qualsiasi cosa hai visto con l'occhio della tua mente era irreale. La verit  che una volta, mentre eri in cammino verso il Bhutan, ti sei fermato in una grotta di questa montagna e per la stanchezza del lungo viaggio sei caduto in un sonno profondo. Hai sognato del chandala, del suo villaggio e del paese di Kira. Fu solo l'illusione della tua mente che ti mostr tutte queste cose, durante la tua adorazione nelle acque del lago. Le manifestazioni della mente sono davvero meravigliose. Persone differenti vedono l'unico sogno dell'universo in un'infinita variet di modi, come i bambini si divertono in maniera differente con lo stesso gioco
Succede spesso che molte cose accadono contemporaneamente nello stesso tempo. L'idea del chandala si manifest contemporaneamente nelle menti di tutti i Bhutanesi, dei Kiri, ed in te, e ci sono molti uomini che sono della stessa opinione, per quanto sbagliata possa essere.  vero che un chandala aveva costruito una casa ai confini del villaggio, quella che tu hai visto in cattive condizioni, ma  un'errata concezione pensare a te stesso come all'uomo che costru quella casa. Tu sei in errore.
Solo le persone ignoranti che possiedono l'idea di differenziazione tra 'io', 'tu', 'egli', 'mio', 'tuo', 'questo' e 'quello' sono soggetti all'illusione, all'angoscia e alla sofferenza. Coloro che vedono ovunque solo l'illimitabile e onnipervadente Atman, e hanno realizzato che l'universo non  altro che Brahman o il S saranno sempre pieni di gioia e di pace. Essi hanno sgominato l'ignoranza, perci non s'attaccheranno mai agli oggetti, n avranno inclinazione o desiderio per essi. Tu sei ancora sotto l'influsso delle illusioni mentali; tu non hai ottenuto il perfetto jnana. Moha (l'illusione)  una ruota misteriosa, e la mente  l'asse di questa ruota. Distruggi la mente attraverso la discriminazione e la conoscenza, e allora non sarai pi turbato da maya. Ritirati nelle grotte di questa montagna e pratica tapas e meditazione per dieci anni, quindi otterrai una conoscenza piena e perfetta di Brahman. Dicendo questo il Signore Vishnu scomparve dalla vista di Gadhi.
Gadhi fece severo tapas per dieci anni. Rinunci a tutti i suoi desideri, attaccamenti e tremende illusioni e infine raggiunse la conoscenza del S. Egli raggiunse la dimora suprema dell'Eterna Beatitudine priva di paura, sofferenza e desiderio, e divenne un jivanmukta o saggio liberato.


La storia di Uddalaka


Sri Vasishtha continu: O Rama! Come Muni Uddalaka, conquista i cinque elementi (bhuta), liberati dei pensieri del corpo e del mondo, inizia la ricerca dell'Atman, penetra profondamente nella Causa prima del tutto e permetti alla luce trascendentale d'illuminare la tua mente.
Sri Rama disse a Vasishtha: Dimmi, venerabile guru, come fece il saggio Uddalaka a conquistare i cinque bhuta e conseguire lo stato non duale?.
Vasishtha disse: Adesso ti racconter la sua storia; essa  molto interessante e ispirante. Tramite la ricerca dell'Atman egli raggiunse il posto immacolato dell'ineffabile splendore di Brahman. Il saggio viveva sulle pendici dei monti Gandhamadana, che hanno uno scenario incantevole. Egli pratic severe austerit, studi i testi religiosi e comp i suoi riti e doveri quotidiani regolarmente e con grande fede e devozione. La discriminazione albeggi nella sua mente ed egli cominci a pensare cos dentro di s:
Quando sar libero da nascita e morte? Quando mi liberer dei
miei sankalpa e degli opposti d'attrazione e repulsione? Quando godr il puro nirvikalpa samadhi e potr riposarmi pacificamente e per sempre nella mia stessa natura essenziale (swarupa)? Quando sar completamente privo di desideri, quando cesser la brama degli oggetti dei sensi? Quando rimarr distaccato come una goccia di rugiada su una foglia di loto? Quando i piccoli uccelli della foresta costruiranno i loro nidi d'erba in mezzo ai capelli della mia testa, mentre io sar assorto in profonda meditazione?.
Uddalaka sedette in padmasana e cominci a meditare sul supremo S; ma non fu capace di controllare la sua mente, che saltava da un oggetto all'altro come una scimmia. Dopo aver riflettuto, cos disse alla mente: Pazza mente, perch corri verso gli oggetti deperibili? Da essi non puoi avere nemmeno un briciolo di felicit. Perch compi azioni egoiste? Queste azioni producono intenso dolore. Rimani in pace nel supremo S e goderai l'eterna Beatitudine. Perch corri dietro al suono, alla forma, al gusto, al tatto e all'odorato? I vasana sono la rete intrecciata per catturarti. O mente insensata! Non morire perch attirata dal suono come una gazzella, dal tatto come un elefante, dalla forma come una farfalla, dal gusto come un pesce e dall'odore come un'ape. La gazzella, l'elefante, la farfalla, il pesce e l'ape - ciascuno di questi animali muore perch dedito alla gratificazione di un solo senso. Ma tu, col tuo desiderio di soddisfare tutti i cinque sensi, sei esposta a un pericolo maggiore. Come puoi godere la pace suprema dell'Eterno quando sei turbata dai cinque sensi messi insieme? Sicuramente miserabile  la tua sorte. Ti sei imprigionata nella trappola dei desideri, come il baco da seta si racchiude nel bozzolo fatto dalla sua stessa saliva. Liberati da tutti i desideri e allora sarai libera dalla schiavit.
Ho analizzato il mio corpo atomo per atomo, dalla testa ai piedi, ma in nessuna parte di esso sono stato capace di trovare ci che chiamiamo 'io'. Solamente Brahman, il supremo S, riempie l'intero universo. Esso non ha n nome n forma,  senza colore e senza attributi; non  n corto n lungo, n grande n piccolo. Io stesso sono quell'onnipervadente S.
O mente! Tu hai creato tutte le differenze e le distinzioni, tu sei la causa di tutte le sofferenze, gli affanni, i dolori e le miserie. Adesso ti distrugger mediante la discriminazione e ricercando 'Chi sono
Io?'.
Come pu l'Io attribuirsi al corpo, alla mente, al prana o ai sensi? Come pu attribuirsi al complesso di carne e ossa, o a occhi, orecchie, naso o lingua? L'Io  onnipervadente, immortale, indivisibile ed auto luminoso. Sono stato ingannato a lungo da te; tu sei il ladro che mi ha depredato del gioiello dell'Atman. Non ti creder pi, non sono pi interessato a te e al corpo; l'unione con te, il corpo e i sensi  solo temporanea.
O mente, ritorna nella tua casa d'origine; non vagare nella foresta dei desideri mondani. Diventa saggia e raggiungi lo stato d'eterna Beatitudine da dove non c' ritorno.
Adesso sono calmo, il mio cuore  pieno di gioia. Adesso sono libero dai legami di mente, corpo e sensi. Vedo l'unit di tutte le cose, sono senza paura. Mi vedo come tutto e in tutto, sempre e ovunque. Ho una visione equanime e bilanciata; sento la maest della mia anima. Sono contento in me stesso, gioisco nel mio Atman.
Sedendo in padmasana con le palpebre semichiuse, Uddalaka cominci a meditare. Pronunci il pranava Om con la giusta intonazione, con voce elevata e nota alta, ed esso echeggi con una risonanza simile al suono della campana. Il pranava Om consiste di tre unit e mezzo. Quand'egli inton la prima parte (akara) dell'Om ebbe luogo il processo del rechaka o esalazione del prana. Il fuoco ardente del suo cuore pervase tutto il corpo, bruciandolo interamente. Questo fu il primo passo della sua pratica yoga con il pranava o intonazione del monosillabo Om. Questo  il primo stadio del pranava yoga. Egli pervenne al rechaka senza la pratica violenta dell'hatha yoga, poich l'hatha yoga genera dolore. Nella seconda fase (ukara) del pranava ebbe luogo il kumbhaka o cessazione del respiro. Il fuoco che prima bruciava il corpo fu spento in un momento come il bagliore del lampo; il corpo divenne bianco come la neve, simile a cenere bianca consumata. Questo fu il secondo stadio del suo pranava yoga. Egli non pervenne a questo stadio tramite la violenza dell'hatha yoga, poich l'hatha yoga genera dolore. Quindi, nella terza fase (mahara) del pranava, ebbe luogo il puraka o inalazione del respiro. Ora Uddalaka gust la pace perfetta. Questo fu il terzo stadio del suo pranava yoga. Il corpo di Uddalaka divenne luminoso come la forma di Vishnu.
Egli pratic il pranayama e controll prana e apana. Chiuse le nove aperture o porte del corpo per impedire al prana d'andare all'esterno. Quindi, con grande difficolt, ritir i sensi dai loro rispettivi oggetti e confin la sua mente soggiogata nella cavit del cuore. Con uno sforzo vigoroso distrusse tutti i suoi pensieri.
Un gran numero di dubbi si sollevarono ripetutamente e spontaneamente nella sua mente, ma egli li distrusse fermamente con la spada della ragione, come un eroe distrugge i suoi nemici. Allora, per mezzo della discriminazione, distrusse l'oscurit mentale; quindi vide davanti a s una bellissima massa di luce. Egli super questo stadio e quindi si assop. Si scosse dalla sonnolenza e vide l'ampia estensione del cielo blu o akasha. Quindi venne l'illusione (moha), ma si sbarazz anche di questa con successo. Passate le fasi di oscurit, luce, sonno, akasha e moha, infine raggiunse lo stato del nirvikalpa samadhi, che nessun linguaggio pu descrivere. Tutte le cose visibili svanirono ed egli fu immerso in un oceano di nettare. Liberato da ogni tipo di sofferenza, raggiunse l'immortale dimora di Brahman d'ineffabile splendore. Egli nuot nel mare della gioia come un cigno nell'acqua.
Dopo sei mesi, Uddalaka si dest dal samadhi. Siddha, deva e damigelle celesti lo circondarono e cominciarono a tentarlo. Devendra gli offr la dimora degli dei (devaloka), ma Uddalaka rifiut. Gli dei dissero: Venerabile saggio! Ti stiamo aspettando con le nostre offerte. Monta su questo carro celeste, che ti porter nel devaloka. Il cielo  l'ultima dimora di beatitudine dove avrai la piena gratificazione dei tuoi desideri. Guarda queste damigelle celesti; esse ti stanno aspettando con ventagli e ghirlande di fiori. Non c' beatitudine uguale a quella del cielo. Puoi godere dei piaceri celesti fino alla fine di questo kalpa. La tua austerit  solo per il godimento dei piaceri celesti. Ma Uddalaka non fu mosso nemmeno un po' dalle tentazioni degli dei e dal sottile fascino delle damigelle celesti. Egli li tratt col dovuto onore e chiese loro d'andarsene in pace. Essi pensarono che sarebbe stato inutile aspettare ancora, poich Uddalaka non era stato mosso nemmeno un po' dalle loro tentazioni. Cos ritornarono nella loro dimora celeste.
Sia che il saggio rimanga nello stato beato del nirvikalpa samadhi - unione con Brahman o supremo S - per un momento o per mille anni, dopo egli non desiderer mai pi gli oggetti dei sensi che causano la rinascita. Uddalaka vag liberamente per le foreste, i boschi e gli altopiani delle catene dei Vindhya e dell'Imalaya e pass giorni, mesi e anni in profondo samadhi. Ottenne lo stato della perfetta tranquillit e divenne un jivanmukta. Egli fu liberato dai dolori, dai dubbi e dalle sofferenze del ciclo di nascite e morti. Con la lunga pratica del nirvikalpa samadhi Uddalaka un la sua mente all'assoluta Coscienza (Chit-samanya) e raggiunse l'assoluta Esistenza (Satta-samanya).
Ora Sri Rama chiese: Venerabile guru! Che cos' Satta-samanya? Ti prego, chiariscimi questo punto.
Vasishtha rispose: Quando i sankalpa o pensieri sono annientati,
la mente assume la natura dell'assoluta Coscienza. Questa stessa assoluta Coscienza (Chit-samanya)  Satta-samanya. Satta-samanya  l'Essere universale,  lo stato di turiyatita. Come la canfora  assorbita nel fuoco, cos la mente  assorbita nella pura Coscienza, mentre gli oggetti esterni ed interni e tutti i fenomeni svaniscono. Questo  Satta-samanya. La visione trascendentale di un jnani o jivanmukta  Satta-samanya. Quando gli oggetti appaiono davanti a lui il saggio si ritira nel suo S, come la tartaruga ritira testa e arti nel suo carapace. Egli non ha pensiero degli oggetti, non  affatto toccato da essi. Questo  Satta-samanya.
Soltanto il jivanmukta che rimane in nirvikalpa samadhi gode la visione del Satta-samanya con conoscenza e discriminazione, ma non l'ignorante .
Dopo un lungo periodo di tempo Uddalaka pens di diventare videhamukti (liberato senza corpo) abbandonando la sua spoglia mortale sulla terra. Sedette in padmasana con le palpebre semi aperte, e controllando i sensi chiuse le nove aperture del corpo. Mise la testa, il collo e il torace eretti e controll il prana. Quindi pratic khechari mudra, fissando la punta della lingua all'estremit del palato, e strinse i denti. Allora ci fu la cessazione totale del respiro. La sua espressione era composta e chiara. Ebbe la visione suprema dell'unit e s'immerse nell'oceano della beatitudine di Brahman. Il suo viso era raggiante come il loto fresco e divenne tutt'uno con la suprema Luce delle luci, ottenendo videhamukti (liberazione senza corpo).
Chi entra in nirvikalpa samadhi tramite l'incessante ricerca dell'Atman godr l'eterna beatitudine di Brahman e raggiunger l'immortalit.


La storia di Suraghu


Vasishtha continu: Nel samadhi c' quella pace che nasce nei cuori dei saggi che hanno realizzato che questo mondo non  l'Atman. Alcuni rimangono nel swarupa-samadhi senza impegnarsi nelle azioni e senza desiderio per gli oggetti del mondo. Altri sono in samadhi mentre compiono le azioni del mondo. Purch la mente rimanga calma,
non c' differenza tra loro. La pace della mente produrr tutti gli incalcolabili frutti di un grande tapas. La differenza tra i jnani che si ritirano nella foresta e quelli che vivono in mezzo al mondo non esiste. Dopo aver distrutto l'idea dell'io, non importa dove vivi, se in una casa o in una grotta o in qualsiasi altro posto. Per le persone piene di beatitudine spirituale, citt e foreste sono senza differenza tra loro. Gode il samadhi solo chi prende delizia nell'Atma-jnana, agisce solo a causa degli indriya (sensi) e non  toccato da piacere e dolore.  un jnani chi contempla tutte le vite come la propria e chi, disdegnando la ricchezza, vede il mondo nel suo vero stato.
O magnifico Rama, per illustrare questo ti racconter una vecchia storia. Nella catena imalayana, alle pendici delle montagne del Kailash viveva una trib di montanari chiamati Hemajata. Essi erano cacciatori, esperti nel tiro con l'arco. Il loro re era un grande guerriero chiamato Suraghu, che amministrava la giustizia nel suo regno con grande imparzialit, proteggendo i virtuosi e punendo i malvagi. Ma un giorno la sua visione fu offuscata dal dubbio riguardo allo svolgimento dei suoi doveri regali. Fu a questo punto che il saggio Mandavya and a trovare il re. Accoltolo col dovuto rispetto, dopo averlo adorato Suraghu espresse al muni i suoi dubbi: O virtuoso, io sono coinvolto in molteplici karma. Non c' niente in questo mondo che tormenta la mente come il dubbio. La mia mente  tormentata al pensiero che le benedizioni e le punizioni che do ai miei sudditi ritorneranno su di me. Ti prego di benedirmi, affinch la mia mente abbia una visione equanime, come il sole che splende su tutto; salvami dal pregiudizio e dalla parzialit.
Muni Mandavya rispose: Ogni debolezza mentale cessa attraverso l'autosforzo basato sulla saggezza che sorge in uno che  fermamente radicato nell'autoconoscenza. L'angoscia della mente viene spazzata via dalla ricerca nella natura del S, come la nebbia scompare davanti ai raggi del sole. Se tu t'impegnerai continuamente, chiedendoti 'Chi sono io? Da dove viene l'universo, la nascita e la morte?', realizzerai lo stato supremo. Allora la tua mente sar calma e sotto controllo, e tutte le azioni mondane appariranno insignificanti. Ma sebbene insignificanti agli occhi del saggio, queste azioni sono per gli altri ostacoli insormontabili. L'autoconoscenza non si ottiene finch uno non rinuncia a tutto; quando si abbandonano tutti i punti di vista, ci che rimane  il S. Questo  vero anche in questo mondo: Non si pu avere quel che si desidera finch non si rimuovono gli ostacoli.
Dopo la partenza del saggio Mandavya, Suraghu si ritir in un posto solitario e cominci a ricercare l'origine dell'io: Questo corpo  composto di carne, ossa, ecc., e perci  inerte. Perci io non sono questo corpo, n il sangue, n gli organi dell'azione. Io non sono la mente, che  la causa di questo ignorante ciclo di nascite e morti. N io sono l'intelletto discriminativo, e neppure il senso dell'io. Ora, ci che rimane  la coscienza individuale (jiva), coinvolta nella relazione soggetto-oggetto. L'oggetto della conoscenza non  il S, perci abbandono anche l'oggetto che si pu conoscere. Ci che ora rimane  la pura Coscienza libera da ogni ombra di dubbio. Io sono il S infinito.

Con questa ricerca discriminativa Suraghu raggiunse la Coscienza suprema. Egli non si rattrist pi, ma d'allora in poi compi i suoi doveri rimanendo sempre in uno stato di mente bilanciata. Compassionevole e tuttavia non sprezzante; senza evitare gli opposti e privo di gelosia; n intelligente n non-intelligente; n motivato n privo di motivi - egli visse con visione equanime e nella calma interiore, avendo realizzato che tutto questo  una diversa manifestazione del la Coscienza. Era sereno nel piacere e nel dolore, poich era pervenuto alla pienezza della comprensione. Cosi regn per molto tempo e infine abbandon il corpo, ottenendo l'unit con la Coscienza infinita.

Rama chiese a Vasishtha: Ma signore, la mente  cosi instabile. Come si pu raggiungere lo stato di perfetta equanimit?.

Vasishtha continu: Un dialogo relativo a questo problema ebbe luogo tra lo stesso Suraghu e un rajarishi chiamato Parnada.

Suraghu aveva un amico chiamato Parigha, re della razza dei Parasika. Un tempo ci fu una grande carestia nel regno di Parigha, e i suoi sudditi morivano in gran numero. Incapace di dar sollievo al suo popolo e profondamente addolorato in cuor suo, Parigha lasci segretamente il suo regno e and nella foresta, dove rinunci al cibo e fece tapas (nutrendosi solo di foglie secche). Da qui il nome Parnada (parna significa foglie). Mediante questo tapas egli raggiunse la conoscenza del S. Egli poteva vagare nei tre mondi liberamente. Cosi un giorno apparve davanti a re Suraghu, che aveva conosciuto prima. I due re illuminati s'adorarono reciprocamente. Quindi Suraghu disse: Chi pu comprendere il corso della volont divina? Tu ed io siamo stati lontani per molto tempo, e ora siamo stati riuniti. Cos' impossibile per il Divino? Noi siamo stati veramente benedetti
dalla tua santa visita. La compagnia degli uomini santi e virtuosi  davvero uguale allo stato di liberazione.
Parnada disse a Suraghu: Anch'io sono stato molto elevato dalla tua vista. Come tu hai ottenuto l'autoconoscenza grazie alle istruzioni del saggio Mandavya, io l'ho ottenuta attraverso la grazia del Signore guadagnata col mio tapas. Ti prego di dirmi se ora la tua mente  perfettamente in pace. I tuoi sudditi vivono in pace e prosperit? Puoi svolgere i tuoi doveri con mente limpida e serena e con visione equanime? Le azioni compiute da chi  fermamente stabilito nell'equanimit producono gioia. Ti sei stabilito in quello stato di pace suprema in cui n pensieri n sankalpa sorgono nella mente, e che  conosciuto come samadhi?.
Suraghu rispose: Santo fratello, dimmi perch solo quello stato mentale libero da pensieri e sankalpa  chiamato samadhi? Se uno conosce la verit, sia egli impegnato nella continua azione o nella contemplazione, la sua mente perde mai lo stato di samadhi? No! Gli illuminati sono sempre in samadhi, anche quando sono impegnati nelle cose del mondo. D'altro canto, chi non ha la pace di mente non ottiene il samadhi sedendo semplicemente in padmasana. La conoscenza della verit  il fuoco che consuma tutte le speranze e i desideri come fossero fili d'erba secca. Questo  chiamato samadhi, e non rimanere semplicemente in silenzio! Nel samadhi c' felicit eterna, chiara percezione di ci che , assenza dell'ego, mancanza di dualit e libert dall'ansia e dal desiderio d'avere o rinunciare. Nel momento in cui sorge l'autoconoscenza, il samadhi diventa permanente nel saggio. Egli non lo perde, n esso viene interrotto per un solo momento. Come il tempo non si scorda di continuare, cos l'uomo d'autoconoscenza non dimentica il S. Perci io sono sempre desto, puro, in pace dentro di me e in samadhi. Come potrebbe essere altrimenti? Potrebbe esserci qualcos'altro oltre al S? Sempre e in tutte le condizioni, soltanto il S  tutto; come potrebbe esserci uno stato diverso dal samadhi? E cosa si pu chiamare samadhi?.
Parnada rispose: Certamente, o re, tu hai raggiunto l'illuminazione piena. Tu splendi, radiante di beatitudine, pace, dolcezza e purezza. In te non c' ego, n desiderio o avversione.
Dopo aver considerato la natura illusoria dell'apparenza del mondo, mostrandosi vero amore e rispetto reciproco, e dopo essersi adorati scambievolmente, Suraghu e Parnada si separarono e continuarono a svolgere i loro rispettivi doveri.



La storia di Bhasa e Vilasa

Vasishtha continu: Intrepido Rama! Coloro che praticano la meditazione e gioiscono nell'Atman o Supremo S sono liberi da pene, affanni, miserie e dolori. Il jiva o anima individuale  simile a un toro che erra senza meta nella densa foresta del samsara, legato dalle forti corde dei desideri. Sferzato dalla frusta del karma, egli subisce i morsi delle pulci delle malattie, gemendo sotto il pesante carico di sofferenze del samsara. Per il continuo muoversi avanti e indietro, il suo corpo  pesto e contuso. A causa dell'ignoranza,  caduto nell'abisso profondo delle innumerevoli rinascite.
L'aspirante deve annientare la sua mente e conoscere direttamente per intuizione la sua anima immortale, allora soltanto potr liberarsi dell'egoismo. Egli deve associarsi costantemente con saggi e jivanmukta, e trovare i mezzi per conseguire la realizzazione del S. Una mente pura e ben disciplinata  un mezzo sicuro per ottenere la conoscenza del S. Se la mente  immersa nel S, si godr lo stato di turiya o coscienza di Brahman. Quando si ha questa esperienza, tutti i vasana per gli oggetti periscono completamente.
Se la ricerca dell'Atman  intrapresa con la giusta seriet, la mente perverr gradualmente ad un alto stato di purezza. Si deve annientare la mente inferiore tramite la mente superiore, ed ottenere la conoscenza di Brahman. Solo allora avranno fine tutte le sofferenze di questo terribile samsara. Quando la mente verr annientata, e il vile ahamkara sar distrutto, allora albegger la luce dell'Atman e sorger l'imperitura beatitudine dell'Anima. Per illustrare questa esperienza, adesso ti racconter una vecchia storia che contiene un discorso tra due fratelli, Bhasa e Vilasa.
Due eremiti di nome Bhasa e Vilasa vivevano nell'eremitaggio del saggio Atri situato sui monti di Sahya. Essi erano figli del saggio Atri e vivevano in mutuo amore come il fiore e la sua fragranza: avevano un'anima e una mente in due corpi. Erano cos uniti l'uno all'altro come fossero germogli dello stesso ramo. Quando morirono gli anziani genitori essi fecero i riti funebri. Presi da grande angoscia e dolore per la loro morte, piansero profusamente. Quindi dissero addio l'uno all'altro e andarono in direzioni differenti, impiegando il loro tempo praticando rigorose austerit nella foresta solitaria. Distrussero tutti i desideri, i loro corpi divennero emaciati, ma non pervennero alla vera conoscenza. Un giorno s'incontrarono di nuovo.
Vilasa disse: Ti do il benvenuto, Bhasa, mio amato fratello. Tu
sei posto nel pi profondo recesso del mio cuore. Tu sei la mia stessa vita. Dimmi, fratello, come e dove hai passato questo lungo tempo dopo la nostra separazione. Hai ottenuto la conoscenza del S? Sei felice? Sei stato liberato dalle sofferenze e dalle ansiet della mente? Hai realizzato la beatitudine dell'Infinito e la felicit dell'Eterno?.
Bhasa rispose: Sono molto fortunato d'incontrarti, oggi. Come possiamo aspettarci d'avere la pace finch i semi dei desideri, assieme alle loro forti e profonde radici, non sono distrutti e la mente annientata? Come possiamo aspettarci di godere la beatitudine eterna finch non abbiamo ottenuto la realizzazione del S e non abbiamo avuto la conoscenza dell'Atman? Vedi come le nostre vite vengono passate in inutili occupazioni mondane, sforzi egoisti e vani pettegolezzi. Il corpo decade come un albero avvizzito, la vecchiaia ci sorprende con i suoi capelli grigi e la pelle raggrinzita. Come possiamo godere la felicit trascendentale finch non vengono distrutte e annientate le turbolente passioni, le speranze, le paure, ecc.? Come possiamo godere la pura felicit di Brahman finch non abbiamo eliminato la malerba dei vari desideri con la spada della pura ragione o discriminazione?
Il topo della morte  sempre impegnato a rosicchiare il filo della vita alla sua radice. Il corso della vita mondana scorre con il fango delle passioni e dei desideri, con la schiuma di preoccupazioni e ansiet, e con i vortici delle innumerevoli trasmigrazioni. La mente danza insieme ai sensi e non ha pace nemmeno per un secondo.
La conoscenza di Brahman  il rimedio sicuro per la cura della malattia dell'ignoranza (ajnana);  una panacea, un rimedio efficace per la tremenda malattia delle rinascite. Quelli che non hanno conseguito la conoscenza di Brahman e che sperperano le loro vite nei piaceri dei sensi, saranno presi continuamente nella ruota di nascite e morti. Come le foglie secche sono disperse dal vento, allo stesso modo anch'essi sono spazzati via dalla corrente della morte.
Ascoltando l'emozionante discorso di Bhasa, Vilasa fu molto contento. Quindi i due fratelli si applicarono diligentemente per conseguire la conoscenza di Brahman. Fecero costanti e intense meditazioni sul supremo S, raggiunsero l'autorealizzazione e divennero jivanmukta, saggi liberati mentre ancora in vita.
Sofferenze, miserie, dolori e illusioni colpiscono solo quelli che si sprofondano nel fango della mondanit e dell'ignoranza. Quelli che hanno ottenuto l'autorealizzazione gioiscono sempre dell'eterna e infinita beatitudine di Brahman.


La storia di Vitahavya


Vasishtha continu: Valoroso Rama! Solo la conoscenza del S (jnana) pu distruggere l'atroce rinascita. Soltanto la conoscenza annienter la mente datrice di dolore legata dalla corda dei desideri. Un uomo dotato di mente pura, senza attrazioni, sebbene possa compiere vari tipi d'azioni mondane non sar mai legato; mentre chi ha una mente impura, piena d'attrazioni, sar sempre in schiavit malgrado possa compiere vari tipi d'austerit. Chi agisce senza desiderio o attrazione, con mente pura, grazie al non attaccamento non avr mai l'idea dell'azione, o dell'attesa dei frutti, o dell'agente o del fruitore.
Sri Rama disse: Venerabile guru! Cos' l'attrazione? Cos' la non attrazione? Qual  l'attrazione che conduce alla schiavit? Qual  la non-attrazione che porta alla libert? Come posso distruggere la schiavit? Vi prego d'illuminarmi su questi punti.
Vasishtha rispose: Se uno pensa che questo corpo  permanente, se non riesce a discriminare tra il corpo e l'eterno sovrano interiore che vi abita, se pensa sempre e solamente al corpo egli  schiavo dell'attrazione la mente abbandona i piaceri del mondo, l'egoismo svani-dubbio conduce alla schiavit. Credere che tutto  Brahman o semplicemente l'Atman e che in questo universo non c' nient'altro da amare o odiare  la non-attrazione. Questa porter al moksha (liberazione finale).
I jivanmukta sono dotati di non-attrazione. Quando c' non attrazione la mente abbandona i piaceri del mondo, l'egoismo svanisce e perisce l'attaccamento alle cose. Lo stato di non-attrazione porta al moksha. Coloro che possiedono la non-attrazione rinunciano ai frutti delle azioni. Essi non cercano n l'azione n l'inazione. L'attrazione incatena alle rinascite.
L'attrazione  di due tipi, quella che lega (bandhya) e quella che non lega (abandhya). La prima appartiene all'ignorante, mentre la seconda  ornamento di quelli che hanno ottenuto la realizzazione del Se. La prima, tramite l'attaccamento agli oggetti, causa le rinascite; mentre la seconda genera discriminazione e conoscenza del S. Il Signore Vishnu e la moltitudine dei siddha proteggono questa terra compiendo varie azioni mediante l'attrazione abandhya.
Un jivanmukta non  attaccato alle azioni, sebbene n compia molte per il benessere del mondo. Malgrado egli si ponga in relazione con gli oggetti,  completamente indifferente; non ha attrazione per
essi. La sua mente  fissa solo e sempre sul supremo S. Egli considera questo mondo un irrealt, e non vive sperando nel futuro n fidando in ci che possiede in quel momento. Non vive del piacere delle sue passate memorie. Dormendo  desto nella visione della Luce suprema, e da sveglio  immerso nel profondo sonno insonne del nirvikalpa samadhi. Sebbene agisca, rimane come se non abbia fatto niente; egli compie tutte le azioni senza fare l'errore di credersi l'autore. Non Si rallegra n s addolora per nessuna cosa; si comporta come un ragazzo con i ragazzi e come un vecchio con i vecchi.  giovanile in compagnia dei giovani e serio in compagnia dei saggi. Gioisce alla felicit degli altri e prova simpatia per la gente che  nel dolore.
Egli fa le azioni esteriori col mero movimento degli arti del corpo, senza applicarvi la mente, come un bambino che dorme nella culla muove spontaneamente i suoi arti senza alcuno scopo in mente. Un atto compiuto col corpo grossolano senza averne l'intenzione nella mente interna non si considera fatto dall'agente, e non esercita su di lui i Suoi buoni o cattivi risultati. Il saggio non rifugge la miseria n Si rallegra della buona fortuna; non viene esaltato dal successo n depresso dai fallimenti.
Quando alla mente non viene permesso di posarsi sugli oggetti dei sensi gradualmente perisce; ci  chiamato sushupti del jagrat (sonno nello stato di veglia). Come il fiume si fonde con l'oceano, allo stesso modo l'anima individuale si fonde con l'Anima suprema. Quando la cosa vista e l'atto di vedere si fondono nel veggente si sente la beatitudine dell'Anima suprema. Questo stato  il turiya. Distruggi alla radice la mente e i suoi pensieri; quando sono distrutti tutti i desideri, l'estinzione della mente  il moksha. Dov' allora la schiavit, se uno ottiene l'Autorealizzazione. I jivanmukta che hanno la mente calma e che possiedono la conoscenza dell'Atman sono assolutamente liberi dai desideri. La mancanza di desideri  la scure con cui viene tagliata la foresta del samsara. La mancanza di desideri  il fiore nell'albero del contentamento e della pace. Un uomo senza desideri  completamente libero da tutte le debolezze del cuore. Per un uomo dall'assoluta mancanza di desideri l'intero universo non  niente pi che paglia secca.
Quelli che rimangono nel loro svarupa, nell'Atman, non sono coscienti dei loro corpi; essi non perderanno mai il loro divino ancoraggio anche quando si troveranno in mezzo alle innumerevoli tentazioni di questo mondo. Malgrado operino nel mondo per il benessere dell'umanit, le loro menti rimangono sempre fisse in Brahman, come
la mente di una donna  sempre volta all'amante che vive lontano, anche quando lei fa i doveri di casa. Quando periranno tutti i desideri, la calma della mente condurr al moksha. Le persone senza desideri saranno ricompensate dal moksha. I felici jivanmukta sono persone prive di desideri, mentre le persone le cui menti sono totalmente prese dai desideri sono schiave. I videhamukti sono al di sopra di queste persone. I jivanmukta non desiderano le cose del futuro n pensano a quelle del passato, ma agiscono sempre per il benessere del mondo. Essi non s'impauriscono o si meravigliano per nessun evento insolito della natura; essi non si stupirebbero nemmeno se il sole si raffreddasse o la luna diventasse calda o il fuoco cominciasse a bruciare con le fiamme rivolte in basso o il corso dei fiumi risalisse verso l'alto. Questo mondo d'oggetti eterogenei appare solo a causa della fluttuazione della mente, come le innumerevoli onde dell'oceano sorgono nell'acqua per la sua stessa fluttuazione.
Sri Rama disse: Venerabile guru! Qual  la causa della fluttuazione della mente, e come controllarla? Vi prego d'illuminarmi su questo punto.
Vasishtha rispose: La fluttuazione mentale  associata con la stessa mente come l'olio col seme, il bianco con la neve, la fragranza coi fiori, o la fiamma col fuoco. Ci sono due modi per arrestare la fluttuazione: lo yoga e il jnana. Lo yoga  la soppressione delle modificazioni della mente; esso fa volgere la mente solo su un oggetto. Il jnana  autoanalisi, ricerca e indagine profonda su tutte le cose. La mente  solo fluttuazione di prana. Se viene controllato il prana, anche la mente  controllata. Se viene controllata la mente, se sono arrestate le sue fluttuazioni, cesseranno tutte le pene e non ci saranno pi rinascite.
Rama disse: Come controllare il prana? Come fermare il suo movimento? Il prana vibra costantemente ad una velocit tremenda.
Vasishtha rispose: Il movimento del prana pu essere fermato con la pratica costante e regolare del pranayama (controllo del respiro). Il novizio yogi deve conoscere le sacre scritture dello yoga (yoga shastra) e dev'essere libero dai desideri. Egli dev'essere iniziato dal guru e deve associarsi con saggi e yogi; solo allora riuscir a controllare il prana. L'energia o prana, tramite le nadi, circola nei polmoni, nelle arterie e nei muscoli del corpo.  la fluttuazione di questo prana che sprona e d forza agli organi interni del corpo. La vibrazione dell'energia vitale suscita desideri e sentimenti nel cuore. La vibrazione del prana vitale produce la pulsazione del cuore e permette la conoscenza tramite la mente. Se viene sospeso il respiro vitale, la mente  resa quieta. Se viene fermata l'azione della mente si estingue la percezione dell'esistenza del mondo, come non abbiamo percezione di esso nel sonno profondo, quando la mente  inattiva.
Anche la meditazione profonda su un oggetto produrr la cessazione del respiro. La pratica regolare di puraka (inalazione) e rechaka (esalazione), assieme alla meditazione, causer l'arresto del fluttuante prana. La pronuncia della sillaba Om, la meditazione sulla vera natura del suono pronunciato alla fine di Om, ponderando sul significato del pranava Om, indurranno l'arresto del prana. Anche la pratica del kumbhaka (sospensione del respiro) arrester il prana. La pratica del kechari mudra controller il prana: la punta della lingua  sospinta all'indietro fino a toccare l'ugula o l'orifizio del palato, e l'orifizio viene chiuso. L'aria  fatta andare fino all'esofago; questo arrester il movimento del prana. Se la mente  resa vuota liberandosi dei sankalpa, il prana pu essere fermato. n respiro vitale s'estende nello spazio per dodici pollici dalla punta del naso; questa regione dev'essere osservata attentamente. Il prana pu essere controllato anche con questo metodo: volgendo gli occhi nel mezzo delle sopracciglia; ci arrester il movimento del prana.
Il prana pu essere controllato per mezzo di tutte queste pratiche. Allora, gradualmente, ci si liberer dalle rinascite. Con la pratica di questi metodi un uomo si libera dal dolore, e pieno d'estasi divina viene rapito nell'Anima suprema. Se viene controllato il prana la mente diventa molto calma. C' un intimo legame tra la mente e il prana. Se la mente  resa quieta e viene assorbita nella sua causa o sostrato, rimane solo Brahman. Il migliore degli uomini  colui che ha la mente liberata da tutte le brame e i desideri e ha trovato il suo eterno riposo nel supremo S.
Rama disse: Venerabile guru! Voi m'avete esposto il sentiero dello yoga, che conduce al controllo della mente e del prana. Adesso vi prego di dirmi in che modo la mente  portata sotto controllo tramite la perfetta conoscenza o Brahma-Jnana.
Vasishtha rispose: La ferma convinzione che solo Brahman esiste ovunque, senza inizio, mezzo o fine  vero jnana o perfetta conoscenza. Brahman pervade il mondo intero. Il mondo ha la natura dell'Atman. Realizzare l'Atman  avere la ferma convinzione che le manifestazioni dei diversi oggetti sono soltanto l'Atman.  l'ignoranza che causa la nostra nascita e il nostro dolore. La perfetta conoscenza ci libera da questi: come la nostra vista difettosa ci fa vedere il serpente nella corda, mentre guardandola bene l'errore  rimosso. La conoscenza di Brahman d all'uomo la perfezione. Tutto  solamente Brahman  tattwa-jnana (conoscenza della Realt). La ferma conoscenza e visione che questo mondo  solo Brahman  la pienezza (purna). Quando questo mondo  solo Brahman, dov' allora l'esistenza o la non-esistenza, l'entit o la non-entit, la schiavit o la liberazione? Vedi l'unico S ovunque, realizza l'unit in mezzo alla diversit. Realizza il S, e allora tutte le differenze tra alberi, montagne, fiumi, utensili e vestiti svaniranno, e con essi scompariranno anche tutti i sankalpa.
Con la visione unificata di Brahman come tutto, non troverai differenza tra un pezzo di legno, una pietra e il tuo vestito. Perch allora ami fare queste inutili distinzioni? Sappi che questo Brahman  il tuo Atman o Anima. La coscienza riflessa, chidabhasa o anima individuale, e tutti gli oggetti alla fine si fondono nel sostrato (Brahman).
O Rama dagli occhi di loto! Dimora nel beato Brahman.  lo stesso Brahman che tramite la mente si manifesta come nomi e forme, come l'acqua dell'oceano si manifesta come schiuma, bolle, increspature, onde, ecc. Chi percorre il sentiero della Verit, praticando in continuazione la ricerca dell'Atman, non sar mai tentato di cadere nella trappola dei piaceri mondani, n sar mai scosso dalle attrazioni mondane o dai piaceri dei sensi. Egli rimarr immobile come una roccia esposta al vento. Le persone che non sono minimamente agitate nemmeno sotto le pi avverse circostanze e condizioni hanno ottenuto il moksha. Solo esse sono degne d'entrare nel regno della pace eterna, solo esse otterranno la realizzazione del S.
Adesso ti parler di un altro sentiero che conduce al moksha. Ascolta con retta attenzione. Un grande tapaswin (uno che pratica tapas) chiamato Vitahavya viveva tempo addietro sui monti Vindhya. Col passare del tempo non fu pi soddisfatto con gli atti del rituale, che servono solo a confondere gli uomini e causano loro malattie e difficolt. Cos lasci perdere la pratica di fare offerte nel fuoco. Egli voleva conseguire il nirvikalpa samadhi. Costru una capanna di foglie con i rami degli alberi di banano; in essa pose il suo seggio di pelle di gazzella. L sedette in padmasana con le gambe incrociate l'una sull'altra e pose le sue mani sulle ginocchia. Chiuse gli occhi e gradualmente ritir la sua mente dagli oggetti esterni, la rese stabile e infine la controll fermamente nel suo cuore. Egli riflett in se stesso in questo modo: Ho controllato la mia mente, che per  ancora agitata dal prana: essa fluttua nell'aria come una foglia secca spinta
dal vento. Essa incita gli organi esterni come un auriga sprona i suoi cavalli, e a sua volta  spinta da essi verso i differenti oggetti. Essa passa da un oggetto all'altro come una scimmia salta da un albero all'altro. Io cerco di fermare il suo movimento, ma essa corre verso gli oggetti che insegue con avidit e desiderio. I cinque organi di conoscenza sono meri canali della mente; io sono il veggente, io sono il testimone silenzioso. Organi spregevoli e malvagi, perch siete cosi insensati da girare continuamente senza tregua? Io sono pura Coscienza; mi sono associato con la mente e i sensi e quindi sono decaduto. L'Anima onnisciente conosce bene gli occhi e le orecchie, ma questi organi non possono conoscere l'Anima interiore. La conoscenza non verr mai a stretto contatto con gli organi; essi sono come i brahmini e i fuori casta, il gatto e il topo, la mangusta e il cobra. O mente, perch vagabondi come un cane di strada? O intelligenza perversa, a causa dell'ahamkara (egoismo) tu hai scambiato questo corpo deperibile per l'immortale S. Non confondere l'Io con il corpo e gli oggetti; distruggi il senso di separazione che nasce dall'illusione dell'ahamkara. Come l'oscurit svanisce davanti al sole, cos anche tu, o mente, sparirai presto grazie alla ricerca spirituale. Adesso hai deciso di percorrere il sentiero della verit e hai cominciato la ricerca dell'Atman. Il presente corso  veramente lodevole, presto godrai dell'eterna beatitudine dell'Anima.
Con questa analisi, Vitahawa controll fermamente la mente, i sensi e il prana; si concentr sulla radice del naso, il suo corpo divenne immobile e il respiro cess. Quindi trascorse trecento anni in samadhi come fossero un momento. Il forte ruggito dei leoni, il terribile fragore dei tuoni, gli schiamazzi dei cacciatori non poterono destarlo dal samadhi. Il suo corpo fu sepolto fino alle spalle dalla sabbia che s'era accumulata su di lui durante le alluvioni. Destandosi dal samadhi, egli trov che il suo corpo era sepolto sotto la sabbia; non c'era libero movimento di prana, perci non c'era movimento nel corpo. Egli entr nella mente e trov che aveva passato cento anni come tapaswin sulle pendici del monte Kailash, altri cento anni come Vidyadhara, cinque yuga come Devendra nel devaloka e infine come Ganesh, il figlio di Shiva. Vitahavya fu capace di osservare gli eventi delle sue vite passate grazie alla sua visione divina; egli possedeva la conoscenza dei tre periodi del tempo - passato, presente e futuro.
Vitahavya voleva tirar fuori il suo corpo dal cumulo di sabbia in cui era stato sepolto. Col suo corpo sottile and nel sole a riprendere pingala. Questa entr nel bosco dei Vindhya sotto forma di nuvola.
La nuvola prese la forma di un grande elefante, che rimosse la terra e la sabbia. Cos pingala rimosse la sabbia accumulatasi intorno al suo corpo e quindi ritorn alla sua dimora d'origine. Il corpo sottile del muni entr nel suo corpo grossolano e lo vivific; poi il muni fece un bagno e ador il Sole. Quindi pass qualche tempo sulle rive di un fiume. Egli non aveva attrazione per gli oggetti del mondo. Possedeva autocontrollo, benevolenza, serenit, compassione, contentamento, gentilezza, saggezza e beatitudine interiore.
Ora pens cos: finora ho controllato tutti i miei sensi; adesso entrer in nirvikalpa samadhi, rimanendo immobile come una roccia. M'immerger nell'oceano di Beatitudine, nell'assoluta Coscienza; dimorer nella mia Anima. Sar come uno addormentato profondamente e non avr attrazione per gli oggetti del mondo; sar come morto e non avr coscienza di essi. Sebbene apparentemente nel sonno profondo, sar pienamente cosciente del mio swarupa (natura essenziale). Avr perfetta consapevolezza; godr la beatitudine del turiya, dove non c' eterogeneit. Berr l'essenza omogenea di Brahman.
Dopo aver pensato cos, sedette in meditazione e rimase in samadhi per sei giorni e sei notti. Gust l'eterna beatitudine dell'Anima e divenne un jivanmukta. Si liber dalla ruota di nascite e morti e dalle coppie di contrari. Volendo raggiungere lo stato di videhamukti (liberazione senza corpo), entr nella grotta di una montagna, sedette in padmasana e ponder cos: O desideri, adesso mi congedo da voi, tramite cui ho goduto i piaceri materiali; ora sono privo di desideri e gusto la pace. O collera, tu mi hai aiutato a proteggermi dalla gente malvagia. Ti dico addio, adesso sono pervenuto alla quiescenza, ho scoperto i tuoi inganni. O godimento, ti dico addio; tu mi hai tentato ad assaggiare i tuoi piaceri velenosi per innumerevoli nascite e trasmigrazioni. Basta, basta col gioco che ho fatto con te in questo mondo. O piaceri dei sensi, dico addio a voi che m'avete illuso per moltissimo tempo; adesso sono oltre la vostra portata, voi che m'avete fatto dimenticare la mia vera natura di Sat-Chit-Ananda. O dolore, tu sei il mio salvatore, tu hai aperto i miei occhi, tu sei per me una benedizione mascherata. Tu mi hai rivelato l'eterna beatitudine dell'Anima; se non fosse stato per te non avrei mai cercato d'ottenere il summum bonum. Tu mi hai condotto alla ricerca dell'Atman, alla pratica della meditazione e al samadhi. O corpo, mio vecchio e intimo amico, adesso ti abbandono. Esprimo il mio doveroso rispetto a te, che sebbene m'hai dato un mare di dolore, tuttavia  stato solo grazie a te che ho potuto attraversare l'oceano del samsara. O cupidigia,
non desidero nessun guadagno mondano; ho acquisito il contentamento, la ricchezza suprema del moksha. Ho ottenuto il supremo guadagno, perci ti dico addio. Attaccamento e passione, voi non mi turbate pi; io ho acquisito vairagya (non-attacamento) e purezza. Io m'inchino a te, dolce grotta che mi sei stata vicina nella pratica della meditazione. Quando fui stanco dei rumori di questo mondo tumultuoso, tu sei stata il mio solo rifugio. O bastone, in te ho trovato il mio migliore amico per alleviare la fatica; tu sei stato il supporto di questo vecchio corpo. O miei prana, dico addio a voi che mi siete stati compagni durante tutte le mie nascite. O azioni virtuose, vi saluto continuamente; tramite il vostro aiuto sono stato salvato dal fare cattive azioni ed ho ottenuto velocemente la liberazione finale. Fratelli e amici, adesso mi congedo da voi tutti. Possiate ottenere tutti la beatitudine finale!.
Allora egli cant gentilmente il pranava, che dissip tutti gli oggetti dei sensi e i sankalpa. Medit su Om; oscurit e luce apparivano e svanivano. Il suo cuore fu splendente; quindi rimase immobile come una roccia nello stato di jagrat-sushupti (sonno nella veglia). Pervenne allo stato turiya e divenne assoluta Coscienza (Chit), divenne l'Essere Assoluto (Sat). Egli divenne il Vuoto dei Buddhisti, il supremo Brahman dei Brahmavadin, il Purusha dei seguaci del Sankhya, l'Ishwara degli Yogi, lo Shiva degli Shivaiti, il Kala dei Kalavadin, il Madhyama dei Madhyamika.
Egli divenne 'Quello' che  conosciuto dai saggi, che pervade tutto, che illumina tutte le luci, che  l'uno e i molti, che  il punto d'arrivo indicato da tutti i testi sacri, e che  il supporto e il sostrato del mondo. Egli visse per ventimila anni in questo magnifico stato e vag felicemente per tutto il mondo. Alla fine fu assorbito nella Luce delle luci e ottenne videhamukti.



NIRVANA PRAKARANA

Rama chiese: Signore, per grazia vostra sono pienamente risvegliato alla Realt. La mia illusione  svanita. Vi prego, spiegatemi chiaramente i due sentieri della conoscenza e del controllo del prana, attraverso cui i jivanmukta si liberano di tutti i vasana.
Vasishtha rispose: Il metodo con cui si pone termine al ciclo di nascite e morti  chiamato yoga. Esso  la totale trascendenza della mente, ed  di due tipi. Uno  l'autoconoscenza e l'altro il controllo del prana. Tutti e due sono yoga; tuttavia, strettamente parlando, yoga indica soltanto il controllo del prana. Entrambi i metodi sono stati spiegati da Parameshwara e conducono allo stesso risultato. Per alcuni  pi facile il sentiero dello yoga, per altri  pi facile il sentiero dell'autoconoscenza attraverso la ricerca discriminativa. Ti ho gi parlato estesamente del sentiero dell'autoconoscenza, adesso ti parler dello yoga, raccontandoti una storia meravigliosa.

La storia di Yogi Bhusunda


Una volta mi trovavo nel cielo della Coscienza infinita, insieme a devarishi ed altri saggi. Dalle labbra di Narada e altri muni ascoltavamo le storie dei ciranjivin (esseri che vivono eternamente). Il grande saggio Shatatapa raccont che in un angolo del monte Meru c' un albero che esaudisce tutti i desideri, e su un suo ramo c' un enorme nido dove vive un corvo chiamato Bhusunda, uno yogi. Nessuno in
cielo o in terra ha mai vissuto pi di lui. Libero e senza desideri, egli possiede la pace suprema e conosce chiaramente passato, presente e futuro.
Dopo aver ascoltato questa storia, fui preso dal desiderio d'incontrare di persona il grande yogi. Istantaneamente raggiunsi la cima del monte Meru e vidi l'albero dove viveva Bhusunda. Era un albero incommensurabile, e in esso vivevano molti tipi d'uccelli, cigni e saggi perfetti che potevano assumere qualsiasi forma volevano. Quindi, in mezzo a una folla di corvi, vidi il grande Bhusunda. Era di statura alta, con la mente silenziosa e sotto controllo, libero dal senso di 'io' e 'mio', e amorevole con tutti. Egli mi venne incontro e, riconoscendomi, pieno di gioia mi diede il benvenuto con fiori, acqua sacra, ecc. Quindi disse: Io e i miei compagni siamo benedetti dal tuo darshan (visione). Tu sei il pi grande degli esseri degni d'adorazione; toccando i tuoi piedi io so che sei venuto qua solo in virt dei meriti da me accumulati. Il nettare ricercato dagli dei  inferiore alla benedizione nettarea che proviene dalla stessa presenza dei saggi come te. Io non considero niente pi lodevole della compagnia dei jnani liberi dal desiderio. O santo, anche se ho gi ottenuto l'autoconoscenza, penso che la mia nascita abbia raggiunto il suo compimento oggi che ho visto te e ho goduto della tua compagnia. Tu sei lo stesso Ishwara. Ti prego di dirmi lo scopo della tua visita.
Allora gli risposi: Tu sei veramente benedetto, poich godi della pace suprema, possiedi la saggezza infinita e non sei preso nella rete dell'illusione del mondo-di-sogno. Io sono venuto per sapere di pi su di te, che vivi da moltissimo tempo. Ti prego di dirmi a quale razza appartieni? Come hai realizzato la Conoscenza? Qual  la tua et attuale? Cosa hai imparato delle leggi della natura? Chi ha ordinato che tu viva a lungo e su quest'albero?
Il virtuoso Bhusunda mi rispose: Alla luminosa presenza del Signore dell'universo e Dio degli dei, Shiva, ci sono miriadi di esseri Suoi attendenti. La Sua sposa occupa met del Suo corpo, mentre le shakti (divinit o potenze femminili) danzano davanti a Lui. Tra queste Alambusa  la pi famosa, e il suo veicolo  il corvo Chanda, che  molto potente e di colore blu. Una volta, secondo gli ordini di Shiva, tutte le shakti che avevano sviluppato gli otto siddhi (poteri) principali si riunirono nell'akasha per celebrare un rituale della mano sinistra che rivela la verit suprema. Inebriate dal vino, le shakti cantarono e danzarono in estasi. In un'altra parte dello spazio, e nello stesso stato d'ebbrezza, il corvo Chanda (veicolo di Alambusa) danzava con i cigni femmine (veicoli della dea Brahmi), che a una a una si unirono con lui e divennero gravide. In seguito i cigni informarono Brahmi di quanto era successo. La dea disse loro: Voi avete concepito secondo il destino. Poich adesso che siete gravide non potete compiere il vostro dovere, andate per un po' dove volete. Dicendo questo Brahmi entr in nirvikalpa samadhi. I cigni portarono avanti la gravidanza e quando fu il momento deposero ventuno uova sulle rive del lago Manasa. Da questi nacquero ventuno esseri, la progenie di Chanda. Io e altri venti, insieme con le nostre madri, adorammo la dea Brahmi, che ritorn dal samadhi e ci bened con l'autoconoscenza e la liberazione. Quindi raggiungemmo nostro padre, che ci abbracci con amore. Poi tutti insieme adorammo la dea Alambusa. Seguendo le istruzioni di nostro padre, al quale avevamo chiesto di indirizzarci in un posto dove potevamo vivere gustando la beatitudine nirvanica, tutti noi venimmo a vivere in quest'albero.
Vasishtha chiese: Come ti sei separato dai tuoi fratelli, poich qui vedo solo te?
Bhusunda continu: Qui abbiamo vissuto per molti yuga e molti kalpa; infine i miei fratelli abbandonarono il corpo di nessuna importanza e ascesero in cielo. Malgrado benedetti con longevit, potenza e gloria, essi scomparvero per il loro stesso sankalpa.
Gli chiesi di nuovo: Com' che non sei stato colpito dal caldo e dal freddo, dal vento e dal fuoco? Come sopravvivi al terribile pralaya (dissoluzione cosmica), quando i dodici soli bruciano l'universo e tutto  dissolto?
Bhusunda rispose: Invero essere incarnato come corvo, disprezzato dagli uomini, non  cosa felice, ma il Creatore ha pensato ampiamente anche alla sopravvivenza dell'umile corvo. Tuttavia, noi siamo rimasti immersi nel S, felici, perci siamo sopravvissuti malgrado tante calamit. Avendo abbandonato le vane attivit che sono solo tormenti per il corpo e la mente, noi siamo rimasti fermamente radicati nel S. Per questo corpo non c' sofferenza n nella vita n nella morte; perci rimaniamo come siamo, senza cercare nient'altro fuori di ci che . Noi abbiamo visto il fato dei mondi. Avendo abbandonato mentalmente l'identificazione con il corpo, stabilito nell'autoconoscenza e rimanendo su quest'albero io guardo il passare del tempo. Mediante la pratica del pranayama mi sono sollevato sopra la divisione del tempo. Perci sto in pace nel mio cuore e non sono toccato dagli eventi del mondo. Che gli esseri svaniscano o vengano all'esistenza, noi non temiamo. Quando tutti gli esseri entrano nell'oceano del tempo (morte), noi sediamo sulle rive di quell'oceano e non ne siamo toccati. Noi non accettiamo n rifiutiamo; sembriamo essere, ma non siamo quel che sembriamo. Cosi rimaniamo su quest'albero. Sebbene ci impegniamo in diverse attivit, non veniamo presi nel vortice delle modificazioni mentali e non perdiamo mai il contatto con la Realt.
Quest'albero che esaudisce i desideri non  scosso dalle varie calamit naturali, n dai cataclismi causati dagli esseri viventi. Ce ne sono stati parecchi di questi ultimi quando i demoni hanno cercato di distruggere o opprimere la terra, e quando il Signore  intervenuto per liberare la terra dal dominio dei demoni. Neanche il diluvio e il calore immenso che accompagnano la dissoluzione cosmica sono riusciti a scuotere quest'albero. Durante il pralaya io abbandono questo nido, come un uomo ingrato abbandona l'amico, e rimango unito allo spazio cosmico, completamente libero da tutti i pensieri e le modificazioni mentali. Quando i dodici soli cosmici bruciano questa creazione, io pratico l'apdharana (concentrazione sull'acqua) e raggiungo l'akasha. Quando il vento tempestoso soffia con tale forza da sradicare le montagne, io vado nell'akasha praticando l'agni-dharana (la concentrazione sul fuoco). Quando tutto l'universo  sommerso dalle acque della dissoluzione cosmica, io pratico il vayu-dharana (la concentrazione sull'aria) e rimango al di sopra. Quindi rimango come nel sonno profondo fino all'inizio del prossimo ciclo cosmico. Quando il nuovo Creatore comincia a creare i nuovi universi, io riprendo dimora in questo nido. Attraverso il mio sankalpa, l'albero in cima a questo monte sorge in maniera simile all'inizio di ogni creazione.
Qui lo interruppi per dirgli: Tu vivi a lungo praticando quei dharana. Ma perch tutti gli altri yogi sono morti o scomparsi?
Egli rispose: O saggio, la volont dell'Essere Supremo non pu essere trasgredita.  Sua volont che io sia cos e gli altri siano come sono. Avviene quel che deve essere, secondo la natura di ogni essere. Questa  la legge. Perci, attraverso il mio sankalpa, all'inizio di ogni creazione l'albero sulla cima di questo monte sorge in maniera simile in questo stesso posto.
Di nuovo lo interruppi per chiedergli: Tu che sei cosi longevo, dotato d'autoconoscenza, un grande yogi che ha ottenuto la liberazione finale, ti prego, dimmi quali straordinari eventi sono passati sotto la tua visione in questo e negli altri cicli cosmici.
Lo yogi rispose: Ricordo che una volta non c'era nulla su questa terra, n alberi n piante n montagne. Quindi per undicimila anni
la terra fu coperta di lava. In quel tempo non c'era n giorno n notte sotto la regione polare, poich nel resto della terra non splendeva n il sole n la luna. Solo met della regione polare era illuminata. Allora i demoni, potenti e illusi, regnavano sulla terra. A parte la regione polare, per quattro yuga il resto della terra fu coperto d'acqua e per quattro yuga fu coperto da foreste. Quindi sorsero grandi montagne, ma senza esseri umani. Per diecimila anni la terra fu coperta dai cadaveri dei demoni. Una volta gli dei che vagavano nello spazio erano scomparsi per la paura, e la terra era diventata simile a una sola montagna. Io ricordo molte cose; ma fammi dire solo ci che  pi importante.
Nella mia vita ho visto la comparsa e la scomparsa di innumerevoli Manu (progenitori della razza umana: Adamo). Una volta il mondo era senza dei e demoni, ma era un radioso uovo cosmico. Nel corso di una creazione i brahmini erano falsi, pieni di desideri e dediti all'alcool, mentre i sudra (servi) li uccidevano e ridicolizzavano gli dei; le donne non avevano regole e agivano come volevano. In un'epoca c'erano solo foreste; in un'altra non c'erano n montagne n terra, e gli dei e i saggi dimoravano nello spazio. Un'altra volta non c'erano n dei n saggi, ma soltanto tenebre ovunque. Prima sorse l'idea della creazione; quindi ci fu la luce e la divisione dell'universo: uno dopo l'altro furono creati i diversi esseri, le stelle e i pianeti. Ho visto che durante un'epoca fu Vishnu a creare l'universo, durante un'altra fu Brahma e in un'altra ancora fu Shiva a fungere da creatore. Innumerevoli sono stati gli avatar, i Narada, i Bharadwaja, ecc. O grande muni, questa  l'ottava delle tue nascite (come Vasishtha), e questa  l'ottava volta che c'incontriamo. Sei volte Vishnu si  incarnato come Parasurama. Buddha s' incarnato continuamente in centinaia di kali yuga. Gli eterni Veda appaiono ogni volta adattandosi all'intelligenza dell'epoca. Essi saranno compresi sempre pi con il crescere dell'intelligenza. Sebbene i diversi Purana sono letti in maniere differenti, tuttavia trasmettono la stessa verit. In ogni yuga appaiono sacre Scritture come il Ramayana, il Mahabharata, ecc. Come rishi Valmiki, che ha scritto il Ramayana adesso, ce ne sono stati dodici prima di lui. In questa creazione, Sri Rama s' incarnato per l'undicesima volta sulla terra, e s'incarner di nuovo nella ricca casa di Vasudeva. Quello che succede nell'attuale creazione  successo esattamente nello stesso modo nel corso di tre precedenti creazioni. Ma io ricordo gli eventi di dieci creazioni simili. Tutte queste illusioni a volte si manifestano e altre volte no. La creazione illusoria  latente nel Jnanatman, come la schiuma nell'oceano, e si manifesta e scompare continuamente.
A questo punto gli chiesi come mai il suo corpo non era stato consumato dalla morte (Yama).
Yogi Bhusunda rispose: Tu sai tutto questo, ma ti risponder poich me lo hai chiesto. Yama non avvicina quelli che non hanno simpatie e antipatie o falsi concetti e abitudini mentali, n quelli che non soffrono la malattia mentale, n quelli che non nutrono i desideri e le speranze che danno vita all'angoscia e alla preoccupazione, n quelli che non sono avvelenati dalla cupidigia e non hanno il corpo e la mente bruciati dal fuoco della collera e dell'odio, n quelli che non sono spremuti e stritolati dalla pressa della lussuria, n quelli che sono fermamente stabiliti nella pura consapevolezza dell'assoluto Brahman e le cui menti non sono distratte come scimmie. Chi ha la mente e il cuore stabiliti nella pace suprema non  toccato dai mali accecanti nati dalla lussuria e dall'odio.
La contemplazione del S, che  Coscienza Infinita, bandisce il dolore, pone termine al lungo sogno dell'apparenza del mondo e purifica la mente e il cuore. La contemplazione del S ha, per cos dire, delle compagne che le assomigliano intimamente: tra queste c' la contemplazione della forza vitale o prana, che permette di vincere il dolore e il piacere e conduce alla beatitudine.  il controllo del prana che mi ha dato l'autoconoscenza e il dominio sulla morte. Guarda quest'incantevole corpo, sostenuto da tre pilastri e dotato di nove aperture, protetto dal senso dell'io assieme alle sue consorti e ai suoi parenti (i cinque elementi). Racchiusi in mezzo al corpo ci sono le nadi (canali sottili) di ida e pingala; inoltre ci sono tre ruote simili a loti, composte di carne e ossa. Quando i soffi vitali inumidiscono le ruote, i petali o raggi di queste ruote di loto cominciano a vibrare, e a causa della loro vibrazione i soffi vitali si espandono. Allora le nadi s'irradiano sotto e sopra. I saggi chiamano questi soffi vitali con diversi nomi: prana, apana, samana, udana e vyana, secondo le loro diverse funzioni. Queste funzioni derivano la loro energia dal centro psichico che sta nel loto del cuore. L'energia che vibra nel loto del cuore  chiamata prana: essa permette agli occhi di vedere, alla pelle di sentire, alla bocca di parlare, al cibo di essere digerito, e compie tutte le funzioni del corpo. Essa svolge due ruoli differenti, uno sopra e uno sotto, che si chiamano rispettivamente prana e apana. Questi sono infaticabili e splendono come il sole e la luna nel cuore; sono come le ruote della mente, che  il guardiano della citt chiamata corpo;
sono i cavalli favoriti del re conosciuto come senso dell'io. Io sono devoto ad essi e vivo come in uno stato di sonno profondo, eternamente nella Coscienza omogenea. Chi adora il prana e l'apana in questo modo non rinasce di nuovo nel mondo ed  liberato da ogni schiavit.
Il prana  costantemente in movimento dentro e fuori del corpo, ma stabilito nella parte superiore di esso. Similmente l'apana  costantemente in movimento dentro e fuori del corpo, ma nella parte inferiore. Ora ascolta la pratica del controllo della forza vitale. L'efflusso spontaneo e senza sforzo della forza vitale concentrata nel loto del cuore  chiamato rechaka o esalazione. Il contatto con la fonte della forza pranica che si trova gi a dodici dita, nel loto del cuore,  noto come puraka o inalazione. Quando l'apana cessa di muoversi e quando il prana non sorge e non si sposta dal cuore (e finch questo non accade), ci  conosciuto come kumbhaka (ritenzione del respiro, come in un vaso pieno). Si dice che ci sono tre punti per il rechaka, il puraka e il kumbhaka: 1) Fuori (il naso); 2) sotto il posto conosciuto come dvadashanta (dodici dita sopra o davanti alla fronte); 3) la fonte del prana (il loto del cuore).
Il movimento del soffio vitale fino a dodici dita da s costituisce il rechaka. Quello stato in cui l'apana rimane nel dvadashanta, come il vaso senza forma nella creta del vasaio, dev'essere conosciuto come kumbhaka esterno. Quando il respiro esalante va fino alla punta del naso  conosciuto come rechaka; quando va fino al limite del dvadashanta  noto come rechaka esterno. Quando il movimento del prana si ferma fuori di s e finch l'apana non sorge, ci  chiamato kumbhaka esterno. Quando per l'apana scorre internamente, senza che il prana sorga dentro, ci lo chiamano kumbhaka interno. Quando l'apana sorge nel dvadashanta ed ha un'espansione interna, ci  conosciuto come puraka interno.  benefico se il prana esalato  inalato per la stessa lunghezza. Coloro che hanno fatto l'esperienza dell'equalizzazione di prana e apana godono la beatitudine infinita. Chi conosce questi kumbhaka non nasce di nuovo.
Sia che uno cammini o stia in piedi, sveglio o addormentato, questi soffi vitali - che sono naturalmente agitati - sono controllati da tali pratiche. Allora qualsiasi cosa fa, chi conosce questi kumbhaka non  l'agente delle azioni. Chi pratica questi kumbhaka non  attratto dagli oggetti esterni. Quando, dedicandosi al prana e all'apana, vengono distrutte le impurit del cuore e della mente, uno  liberato
dall'illusione, ottiene il risveglio interiore e rimane nel proprio S anche mentre fa ci che dev'essere fatto.
Il prana sorge nel loto del cuore e termina a dodici dita di distanza fuori del corpo. L'apana sorge nel dvadashanta (a dodici dita di distanza dal corpo) e termina nel loto del cuore. Cos l'apana sorge dove termina il prana. Il prana  come una fiamma che va su e fuori; l'apana  come l'acqua e va gi verso il loto del cuore. L'apana  la luna che protegge il corpo dall'esterno; il prana  come il sole o il fuoco e promuove il benessere interno del corpo. Il prana genera continuamente calore nello spazio del cuore, e quindi produce calore nello spazio di fronte al viso. L'apana, che  la luna, nutre lo spazio di fronte al viso e quindi nutre lo spazio nel cuore. Se uno  capace di raggiungere lo spazio dove si uniscono prana e apana, egli non conoscer pi il dolore n rinascer. In effetti  solamente il prana che subisce una modificazione e si manifesta come apana, dopo aver abbandonato il suo grande calore. Quindi lo stesso prana, dopo aver abbandonato la freschezza della luna, riacquista la sua natura come il purificante fuoco del sole. I saggi ricercano nella natura del prana finch esso non abbandona la sua natura solare per diventare lunare. Chi conosce la verit concernente il sorgere e il tramontare del sole e della luna nel proprio cuore non rinasce pi. Chi vede il Signore (il Sole) nel proprio cuore, vede la Verit.
Per ottenere la perfezione uno non evita n protegge l'oscurit esterna, ma si sforza di distruggere l'oscurit dell'ignoranza nel proprio cuore. Quando l'oscurit esterna scompare si  in grado di vedere il mondo; ma quando svanisce l'oscurit dell'ignoranza nel cuore, allora sorge l'autoconoscenza. Perci uno deve sforzarsi di vedere il prana e l'apana, la cui conoscenza d la liberazione. L'apana termina nel cuore, dove sorge il prana. Dove nasce il prana, l muore l'apana. Dove nasce l'apana, l termina il prana. Quando il prana ha cessato di muoversi e quando nasce l'apana, l termina il prana. Quando il prana ha cessato di muoversi e quando l'apana sta per sorgere uno fa esperienza del kumbhaka esterno; radicato in questo uno non s'addolora pi. Quando l'apana ha cessato di muoversi e quando il prana  appena destato uno fa esperienza del kumbhaka interno; radicato in questo uno non s'addolora pi.
Se uno pratica il kumbhaka (sospensione del respiro) dopo aver esalato il prana pi lontano di dove sorge l'apana, egli non  pi soggetto al dolore. Se uno  in grado di vedere lo spazio interiore dove il respiro inalato si muta nell'impulso d'esalare, egli non rinasce. Vedendo dove il prana e l'apana terminano i loro movimenti, e rimanendo ancorato in quello stato di pace, uno non  pi soggetto al dolore. Se uno osserva vivamente il posto e l'esatto momento in cui il prana  consumato dall'apana, e il posto e l'esatto momento in cui l'apana  consumato dal prana, la sua mente non sorge di nuovo. Perci bisogna guardare il posto e il momento in cui il prana  consumato dall'apana e l'apana  consumato dal prana dentro e fuori del corpo; poich nel preciso momento in cui il prana ha cessato di muoversi e l'apana non ha ancora cominciato a muoversi, si ha un kumbhaka senza sforzo che i saggi considerano uno stato importante. Quando c' una sospensione del respiro naturale e senza sforzo, questo  lo stato supremo. Questo  il S, che  pura e infinita Coscienza.
Io contemplo la Coscienza infinita che  la presenza divina che dimora nel prana, ma che non  n col prana n diversa dal prana. Io contemplo quell'infinita Coscienza che  la presenza divina che dimora nell'apana, ma che non  n con l'apana n diversa dall'apana. Ci che  dopo che il prana e l'apana hanno cessato d'esistere, e che si trova nel mezzo tra il prana e l'apana, quella Coscienza infinita io contemplo. La Coscienza che  il prana del prana, la vita della vita, la mente della mente, l'intelligenza nell'intelletto, la realt nel senso dell'io, e che sola  responsabile della preservazione del corpo, quella io contemplo. Io saluto quella Coscienza in cui il prana cessa di muoversi ma in cui l'apana non sorge, e che dimora nello spazio alla radice del naso. Io saluto la Coscienza che  l'origine di prana e apana, che  l'energia nel prana e nell'apana, e che permette ai sensi di funzionare. Saluto quella Coscienza che  di fatto l'essenza del kumbhaka interno ed esterno, che  il solo fine della contemplazione del prana, che permette al prana di funzionare e che  la causa di tutte le cose. Con la pratica regolare e costante del pranayama appena descritto, io ho raggiunto lo stato di purezza e non sono disturbato neanche quando viene scosso il monte Meru. Questo stato di samadhi o equanimit assoluta non viene perso mentre cammino o sto in piedi, mentre sono sveglio o dormo o sogno. In tutte le condizioni della vita io rimango nel S e con il S, con la visione rivolta al S, indipendentemente dai mutamenti che possono aver luogo nel mondo o nell'ambiente circostante. Io non contemplo n il passato n il futuro; la mia attenzione  costantemente diretta al presente. Faccio quel che dev'essere fatto nel presente, senza pensare ai risultati. Senza pensieri di essere o non essere, di cose desiderabili o indesiderabili, io rimango nel S: perci sono felice, pieno di salute e privo di malattie.
Io non nutro vani pensieri come 'Ho ottenuto questo e otterr anche quello'. N lodo n biasimo alcuno (n me stesso n gli altri) n qualche cosa in qualsiasi momento. La mia mente non esulta quando riceve il bene, n diventa depressa quando riceve il male. Io abbraccio la suprema rinuncia, avendo rinunciato anche al desiderio di vivere; cos la mia mente non ha desideri, ma  bilanciata e piena di pace. Io so che ogni cosa in ogni momento, sempre e ovunque,  solo l'unica Coscienza Cosmica. Questi sono i segreti della mia felicit e longevit. Io sono felice con le persone felici e simpatizzo con quelle afflitte dal dolore, poich sono l'amico di tutti; tuttavia non appartengo a nessuno e nessuno appartiene a me. Io so di essere il mondo, la sua intelligenza e tutte le attivit in esso. Il segreto della mia longevit sta nell'assenza del senso dell'io.
Cos Bhusunda fin di parlare. Quindi mi rivolsi a lui dicendo: Quello che mi hai raccontato  veramente meraviglioso, ha incantato le mie orecchie e affascinato il mio cuore. Chi non andrebbe in estasi ascoltandolo? O Signore, veramente beati sono quelli che possono vederti. Tu sei come un secondo Creatore. Rari sono gli esseri come te. Io ho acquisito un grande merito vedendoti. Possa tu continuare a prosperare e ad essere benedetto. Adesso dammi il permesso d'andare.
O Rama, sentendo questo Bhusunda mi ador, e malgrado le mie rimostranze m'accompagn per una grande distanza nell'akasha, tenendo strettamente la mia mano in segno d'amicizia. Quindi ci separammo, e la separazione degli amici  sempre dolorosa al cuore. Tutto questo accadde nel precedente satya yuga; quindi lo visitai di nuovo in questo treta yuga, quando tu ti sei incarnato. O Rama, pratica anche tu il pranayama descritto da Yogi Bhusunda e sforzati di vivere come lui.
Questa casa chiamata corpo non  stata fatta da nessuno. Come i sogni sono reali durante il sogno, similmente il corpo  reale quando viene sentito come una sostanza reale. Il concetto 'Io sono questo corpo' sorge in relazione a quello che  solo un pezzo di carne e ossa, ma  un'illusione. Abbandona quest'illusione! Ci sono migliaia di corpi simili che sono stati fatti esistere dalla tua forza-pensiero. Realizza che tutto questo  un lungo sogno, un'allucinazione, un sogno ad occhi aperti o un pensiero che si concretizza solo perch lo si desidera ardentemente. Quando per grazia di Dio o del S ti sveglierai, allora vedrai chiaramente tutto questo. Io ho sottolineato che sono nato dalla mente del Creatore; allo stesso modo il mondo sorge nella mente come idea. In realt, anche il Creatore  solo un'idea nella mente cosmica; e anche l'apparenza del mondo  un'idea nella mente. Se un uomo cercher con fermezza l'origine dei pensieri e delle idee, egli realizzer la Coscienza; altrimenti far continuamente l'esperienza del mondo illusorio. Poich concependo continuamente idee come 'Questo  mio', 'Questo  il mio mondo', 'Ci  reale', esse assumono l'apparenza della sostanzialit. Per il tuo risveglio spirituale, io ti ripeto in continuazione che l'apparenza di questo mondo  come un lungo sogno. O Rama, svegliati, svegliati. Guarda il S che splende come il sole.
(A questo punto Vasishtha fece silenzio, accorgendosi che Rama era stato completamente assorto nel S. Quindi riprese il suo discorso quando vide Rama ritornare alla coscienza normale).

Storia del Deva-puja


Vasishtha continu: Se uno desidera realizzare la piena e non-duale Realt atmica attraverso la grazia del guru e la propria ricerca discriminativa, allora deve ascoltare il dialogo che ci fu tra me e Parameshwara (Dio).
Una volta passai molto tempo nelle montagne del Kailash, dimora del Signore Shiva, praticando tapas e studiando le sacre Scritture in compagnia dei siddha. Una notte tutta la natura era in assoluto silenzio e l'oscurit era cos densa che si poteva tagliare con una spada. Ritornando dal samadhi, in quell'oscurit vidi una luce incomparabile. Era la luce del Signore Shiva. Alzandomi, andai da Lui per lodarLo e adorarLo. Nella Sua infinita benevolenza, Egli s'inform sulla mia realizzazione e se avevo qualche dubbio. Dopo essermi prostrato ai Suoi piedi e averLo adorato, gli dissi con reverenza che c'era un dubbio che desideravo mi venisse chiarito: Cos' e come si pratica il deva-puja (adorazione di Dio), che distrugge tutti i peccati e le sofferenze e d la beatitudine?
Il Signore rispose: ff Sai chi  Dio? Dio non  Vishnu n Shiva n Brahma; n il vento o il sole o la luna; n la mente n il corpo. Dio
 senza forma e indiviso. Quello splendore incausato che non ha n inizio n fine  chiamato Dio o Shiva, ed  pura Coscienza. Questo soltanto  degno d'essere adorato. Se uno  incapace d'adorare questo Shiva, allora  incoraggiato ad adorare la forma. Quest'ultima forma d'adorazione produce risultati finiti, mentre la prima d la beatitudine infinita. Chi ignora l'infinito ed  devoto al finito abbandona un giardino paradisiaco per un roveto spinoso. Tuttavia, a volte i saggi adorano una forma per gioco. I principali articoli usati per l'adorazione sono: la saggezza, l'autocontrollo e la percezione del S in tutti gli esseri. Il S soltanto  il Signore Shiva degno d'essere adorato eternamente con i fiori della saggezza.
L'adorazione esterna di una forma  prescritta solo per quelli la cui intelligenza non s' ancora risvegliata. Quando uno non ha saggezza e autocontrollo usa i fiori per l'adorazione. Quest'adorazione  futile, com' futile adorare il S in una forma esterna. Comunque questi devoti immaturi traggono soddisfazione adorando un oggetto creato da loro stessi; e da tale adorazione possono pure trarre una ricompensa indegna. Adesso ti descriver il tipo d'adorazione appropriato per persone illuminate come te. Il Signore degno d'essere adorato  invero l'Uno che sostiene tutta la creazione e che  al di l di ogni pensiero, concetto e descrizione. Dio  indiviso e indivisibile dallo spazio e dal tempo; la Sua luce illumina tutti gli oggetti ed  la pura e assoluta Coscienza che esiste in te, in me e in tutti gli esseri. Anche gli altri dei dotati di forma non sono altro che pura Coscienza. Dio non  distante da nessuno, n  difficile da ottenere; Egli  eternamente seduto nel corpo ed  onnipresente nello spazio Egli dimora nella cavit del cuore di ognuno. Egli trascende la mente e i cinque sensi, perci non pu essere compreso o descritto da loro; tuttavia ai fini dell'istruzione viene indicato come 'Coscienza'.
In un posto questa Coscienza funziona come spazio, in un altro come anima individuale, in un altro come azione, in un altro ancora come sostanza, e cos via, ma senza avere l'intenzione di farlo. Come tutti i 'differenti' oceani sono soltanto un'indivisibile massa d'acqua, questa Coscienza  soltanto una massa cosmica di Coscienza, sebbene possa essere descritta in maniere differenti. Tutti i diversi esseri dell'universo (dei, uomini, demoni, montagne, oceani, ecc.) sorgono nella Coscienza infinita, come i vortici e i gorghi appaiono nell'oceano. Anche la ruota dell'ignoranza, che fa girare la ruota della vita e della morte, gira dentro la Coscienza Cosmica, la cui energia  in costante movimento. Questa Coscienza  come uno specchio che contiene in s una riflessione senza subire per questo nessuna modificazione. Cos la Coscienza appare come questi innumerevoli esseri, senza per questo subire in s alcuna modificazione. Nella pura Coscienza non esiste la differenza tra chi vede, il vedere e la cosa vista, o tra chi agisce, l'agire e l'azione fatta, o tra conoscitore, conoscenza e cosa conosciuta. Similmente, la distinzione tra 'io' e 'tu', tra l'uno e i molti  solamente verbale; con la ricerca discriminativa tutte queste cose scompaiono e rimane solo la pura Coscienza senza modificazioni.
La Coscienza  la realt in tutte le forme e in tutte le esperienze. L'azione nasce dal pensiero; il pensiero  la funzione della mente; la mente  la coscienza condizionata, ma la Coscienza  incondizionata! Il jiva  il veicolo della Coscienza, il senso dell'io  il veicolo del jiva, l'intelligenza quello del senso dell'io, la mente quello dell'intelligenza, il prana della mente, i sensi del prana, il corpo dei sensi, e il movimento  il veicolo del corpo. Tale movimento  karma (azione). Poich il prana  il veicolo della mente, dove il prana la porta la mente va. Ma quando la mente si fonde nel cuore spirituale, il prana non si muove, e la mente raggiunge uno stato quiescente. Il riflesso della Coscienza dentro di s  conosciuto come puryashtaka (gli elementi che costituiscono la mente; o anche, il corpo sottile). Quando la mente  privata dei suoi supporti, essa rimane sola nel S. Quando il puryashtaka  liberato da tutti i suoi supporti raggiunge uno stato di quiescenza e cade immobile. Quando il loto del cuore si apre il puryashtaka funziona; quando quel loto si chiude il puryashtaka cessa di funzionare. Finch il puryashtaka funziona il corpo vive, e quando cessa di funzionare il corpo muore. L'arresto pu essere causato da qualche forma di conflitto interiore tra le impurit e il risveglio interiore. Se solo puri vasana riempiono il proprio cuore, tutti i conflitti cessano e si ha armonia, liberazione e longevit. Altrimenti, quando il corpo muore, il corpo sottile ne sceglie un altro per realizzare i vasana nascosti. A causa di questi vasana, il puryashtaka costruisce nuovi legami con il nuovo corpo sottile, dimenticando la sua natura come pura Coscienza.
Soltanto l'onnipresente Coscienza infinita esiste. Credere in un demone lo crea; credere nella diversit la stabilisce. Quando viene conosciuto l'Essere non-duale, la dualit svanisce istantaneamente. Soltanto la Coscienza infinita  degna d'essere adorata. Tuttavia non c' motivo d'invitarla per l'adorazione: nessun mantra  d'alcuna utilit nella sua adorazione, poich essa  la cosa pi intima (il proprio S) e quindi non ha bisogno d'essere invitata. La realizzazione della
Coscienza infinita (che  completamente senza sforzo)  da sola la forma migliore d'adorazione. La Coscienza infinita pu essere paragonata all'ultima particella subatomica che tuttavia cela in s la pi grande delle montagne. Essa comprende innumerevoli cicli cosmici, ma non  presa neanche un attimo dal tempo.  pi sottile della punta di un singolo capello e tuttavia pervade l'intero universo. Nessuno ha visto i suoi limiti! Essa non fa nulla, e tuttavia ha forgiato l'universo. Tutte le sostanze non sono differenti da essa, e tuttavia essa non  una sostanza
Questo  il Signore degno d'essere adorato costantemente dagli uomini santi. Invero  Lui che viene adorato dai saggi in diversi modi e in diverse forme come Shiva, Vishnu, ecc. Ascolta ora i modi in cui Egli dev'essere adorato.
Prima di tutto uno deve abbandonare l'idea del corpo. La meditazione soltanto  la vera adorazione. Perci bisogna adorare costantemente il Signore dei tre mondi con la meditazione. Come bisogna contemplarlo? Egli  pura intelligenza, radioso come centomila soli che splendono insieme; Egli  la Luce che illumina tutte le luci,  la luce interiore. Lo spazio illimitato  la Sua gola, il firmamento i Suoi piedi, le direzioni le Sue braccia, i mondi sono le armi che tiene nelle mani; l'intero universo  nascosto nel Suo cuore, gli dei sono la peluria sul Suo corpo, le potenze cosmiche (shakti) sono le energie nel Suo corpo, il tempo  il Suo guardiano. Egli ha migliaia di teste, occhi, orecchie e braccia. Egli tocca tutto, assaggia tutto, ascolta tutto, pensa attraverso tutto, sebbene sia oltre il pensiero. cos uno dovrebbe contemplarLo.
Questo Signore dev'essere adorato dalla propria coscienza, e non con sostanze materiali - offrendo luci, incenso, fiori, cibo puro o pasta di sandalo. Egli  ottenuto senza il minimo sforzo ed  adorato soltanto con l'autorealizzazione. Questa  la meditazione suprema, questa  l'adorazione suprema: la continua e ininterrotta consapevolezza della presenza sempre presente - la Luce interiore o Coscienza. Qualsiasi cosa faccia - guardare, ascoltare, toccare, adorare, mangiare, muoversi, dormire, respirare o parlare - uno dovrebbe realizzare la propria natura essenziale come pura Coscienza. Cos si ottiene la liberazione.
La meditazione  l'offerta, la meditazione  l'acqua offerta alla divinit per lavare le sue mani e i suoi piedi; l'autoconoscenza guadagnata attraverso la meditazione  il fiore. Il S non  realizzato da alcun metodo diverso dalla meditazione. Se uno  capace di meditare
anche per tredici secondi, anche se  ignorante ottiene il merito di dare una vacca in carit. Se uno medita per centouno secondi, il merito acquisito  come quello d'aver compiuto un rito sacro. Se si medita per dodici minuti, il merito  mille volte tanto. Se l'Atmajnana  meditata continuamente per ventiquattro minuti o per mezza giornata, il beneficio  rispettivamente decine e centinaia di migliaia di volte pi grande. Se la meditazione  continuata per tutto il giorno senza interruzione, allora uno si fonde nell'immacolata luce di Brahman. Questo  lo yoga supremo, questo  il kriya (azione o servizio) supremo. Chi pratica questo tipo d'adorazione  adorato dagli dei, dai demoni e da tutti gli altri esseri. Questa  l'adorazione esterna.
Adesso ti parler dell'adorazione interna del S, che  la pi grande di tutte le forme di purificazione e distrugge completamente tutte le tenebre. Questa  la natura della meditazione continua: sia che uno  in piedi o cammini, sia che uno  sveglio o dorma, in tutte e attraverso tutte le proprie azioni uno deve contemplare il Signore supremo che  seduto nel loto del cuore e che, per cos dire, produce dentro di s tutte le modificazioni. Quest'Intelligenza interiore dev'essere adorata con tutto ci che viene senza essere cercato. Rimanendo fermamente seduti nel corso della vita e delle sue esperienze, dopo essersi bagnati nell'autoconoscenza, uno deve adorare quest'Intelligenza interiore con i mezzi dell'autorealizzazione.
Il Signore  l'intelligenza nel corpo. Le diverse funzioni e facolt nel corpo servono quest'intelligenza come le spose servono il loro signore. La mente  il messaggero che d e presenta al Signore la conoscenza dei tre mondi. Le due energie fondamentali, l'energia di saggezza (jnana shakti) e l'energia d'azione (kriya shakti), sono le consorti del Signore. I diversi aspetti della conoscenza sono i Suoi ornamenti. Gli organi dell'azione sono le porte attraverso cui il Signore entra nel mondo esterno. 'Io sono il S infinito e indivisibile, e rimango sempre pieno e infinito': cos l'intelligenza dimora nel corpo. Chi contempla in questo modo diventa la stessa equanimit, il suo comportamento viene guidato dalla visione equanime. Ha raggiunto lo stato di bont naturale e purezza interiore ed  luminoso in ogni aspetto del suo essere.
Questa adorazione  compiuta continuamente giorno e notte con gli oggetti che si ottengono senza sforzo e che vengono offerti al Signore con la mente fermamente stabilita nell'equanimit e nel giusto spirito (poich il Signore  Coscienza e si cura solo del giusto spirito). Il Signore dev'essere adorato con tutto ci che viene ottenuto senza
sforzo. Non bisogna mai fare il minimo sforzo per ottenere quello che uno non possiede. Il Signore dev'essere adorato per mezzo di tutti i godimenti che il corpo possiede, mangiando, bevendo, stando con la propria compagna e altri piaceri del genere. Il Signore dev'essere adorato con le malattie che uno ha e con ogni sorta d'infelicit o di sofferenza uno possa provare. Il Signore dev'essere adorato in tutte e con tutte le proprie attivit, inclusa la vita, la morte e tutti i propri sogni. Il Signore dev'essere adorato con la propria povert e prosperit; e anche nelle lotte e le dispute come pure negli sport e in altri passatempi, e nelle manifestazioni delle emozioni di simpatia e antipatia. Il Signore dev'essere adorato con le nobili qualit di un cuore pio: amicizia, compassione, gioia e indifferenza.
Uno deve impegnarsi continuamente in quest'adorazione, stabilito nell'equanimit suprema nei confronti di tutti gli oggetti di percezione, siano essi piacevoli o spiacevoli. Bisogna considerare tutto come cosa buona e propizia. Realizzando che tutto  il S, il Signore dev'essere adorato con tutti i tipi di piaceri che vengono senza essere cercati, sia che essi siano sanzionati dalle Scritture o proibiti. Bisogna abbandonare i concetti divisori di 'Questo sono io' e 'Questo non sono io', e realizzare che 'Invero tutto questo  Brahman', l'unica Coscienza infinita e indivisibile. Sempre, in tutte le forme e nelle loro modificazioni, uno deve adorare il S in e attraverso tutto ci che ottiene. Senza desiderare e senza rifiutare, si deve godere tutto ci che viene ottenuto naturalmente senza sforzo. Bisogna adorare il S dopo aver abbandonato la distinzione tra desiderabile e indesiderabile. Bisogna adorare il S senza perversione mentale, con qualsiasi oggetto ottenuto semplicemente in base alle coincidenze di tempo, spazio e causalit, sia che l'oggetto venga popolarmente ritenuto buono o non buono.
L'equanimit  la dolcezza stessa, e questa dolcezza  oltre i sensi e la mente. Qualsiasi cosa  toccata dall'equanimit diventa istantaneamente dolce, quale che sia la sua descrizione o definizione.  considerata adorazione soltanto quella compiuta quando si  in uno stato d'equanimit come quello dello spazio, quando la mente  diventata completamente calma senza il minimo movimento di pensiero, quando c' l'assenza spontanea della perversit. Stabilito nell'equanimit, il saggio deve provare l'espansione infinita dentro di S mentre compie esternamente le sue azioni naturali senza desiderio o avversione. Questa  la natura dell'adoratore della pura Coscienza. In lui l'illusione, l'ignoranza e il senso dell'io non sorgono, neppure nel sogno. O saggio, rimani in questo stato, facendo esperienza di tutto come un bambino. Adora il Signore di questo corpo (l'Intelligenza che lo pervade) con tutto ci che ti viene portato dal tempo, dalle circostanze e dall'ambiente, e rimani nella pace suprema, privo di desideri.
Qualsiasi cosa fai o non fai, in qualsiasi momento la fai o non la fai - tutto  adorazione del Signore che  pura Coscienza. Simpatie e antipatie, attrazione e avversione non si trovano nel S separati dalla sua natura essenziale; questi concetti sono mere parole. La conoscenza dell'Essere Cosmico  la giusta adorazione dell'Essere Cosmico.  il S o la Coscienza Cosmica che viene indicato da espressioni come 'Questo mondo'. Quale misteriosa meraviglia  che il S, che  pura Coscienza o Intelligenza, in qualche modo sembra dimenticare la propria natura e Si considera il jiva. In effetti, nell'Essere Cosmico non c' neppure la divisione tra adoratore, adorazione e oggetto adorato.  impossibile descrivere l'Essere Cosmico che sostiene l'intero universo senza divisione;  impossibile istruire un altro su di Lui. Noi non consideriamo degni d'essere istruiti coloro che pensano che Dio  limitato dal tempo e dallo spazio. Perci, abbandonando tutti questi concetti limitati, abbandonando anche la divisione tra adoratore e adorato (il Signore), adora il S con il S. Sii in pace, puro, libero dai desideri. Considera che tutte le tue esperienze e manifestazioni sono adorazione del S.
Allora posi questa domanda: Com' possibile realizzare la Realt che  oltre la mente?
Il Signore rispose: Nel caso del ricercatore che desidera liberarsi dell'ignoranza e che quindi  dotato di ci che viene chiamato 'sattvika avidya' (ignoranza sottile), questa sattvika avidya con l'aiuto delle sacre Scritture rimuove l'ignoranza come il lavandaio rimuove lo sporco con l'aiuto di un'altra forma di sporco (il sapone). Per mezzo di quest'azione catalitica l'ignoranza  rimossa e il S realizza il S, il S vede il S grazie alla sua natura autoluminosa. Quando un bimbo gioca col carbone, le sue mani diventano nere. Se si lava le mani, ma ritorna subito a giocare col carbone, le sue mani diventano di nuovo nere. Mentre se non tocca pi il carbone dopo essersi lavato, le sue mani possono rimanere pulite. Allo stesso modo, se uno ricerca nella natura del S e nello stesso tempo si astiene da quelle azioni che promuovono l'avidya (ignoranza), allora l'oscurit dell'ignoranza svanisce. Comunque  solo il S che diviene consapevole del S.
Non considerare questa diversit come il S. Non pensare che l'autoconoscenza  il risultato dell'insegnamento di un precettore. Il guru  dotato di mente e sensi, il S o Brahman  oltre la mente e i sensi. Sebbene le istruzioni del precettore e delle Scritture non sono realmente i mezzi per ottenere l'autoconoscenza, tuttavia sono venuti ad essere considerati i mezzi per essa. Il S non  rivelato n dalle Scritture n dalle istruzioni del precettore, tuttavia il S non  rivelato senza le istruzioni del precettore e senza l'aiuto delle Scritture. Esso  rivelato soltanto quando tutte queste cose si uniscono. Solo quando si uniscono la conoscenza delle Scritture, le istruzioni di un precettore e un vero discepolo si ottiene l'autoconoscenza
Il condizionamento mentale  illusorio, come un fantasma; quando esso viene messo da parte svanisce anche l'illusione della creazione. Chi considera il senso dell'io e il miraggio della creazione come cosa reale  indegno d'essere istruito. I guru istruiscono solo gli uomini dotati di saggezza, e non i folli che sono soggetti alle illusioni del mondo.
Cos dicendo Shiva e il suo seguito ritornarono nell'akasha. Da quel giorno ho adorato ininterrottamente la vera Conoscenza sul sentiero dell'infinita beatitudine. Attraverso quest'assidua adorazione, sento che adesso i vasana sono leggeri come una piuma. N durante il giorno n durante la notte interrompo la mia adorazione, proprio per l'offerta dei fiori della giusta condotta.

La storia del Vilva

Vasishtha continu: Un oggetto che in un momento d piacere, d dolore in un altro momento. Il latte d piacere quando uno sta bene in salute, ma d dolore e produce vomito durante febbre, indigestione e diarrea. Questa  esperienza di tutti. Solo se desideri possedere un oggetto, allora l'oggetto ti d piacere. Perci il desiderio  la causa del piacere. Il godimento porta la soddisfazione temporanea dei desideri. Una volta avuta la soddisfazione, l'oggetto non d pi piacere.  mera follia trovare delizia nei piaceri momentanei. O Rama! Annienta tutti i desideri e i pensieri; non associare la mente con gli oggetti. Chi non ha la conoscenza dell'Atman  schiavo; chi possiede
Brahma-Jnana  liberato dalla schiavit. Perci, medita costantemente e intensamente su Brahman ed ottieni Brahma-Jnana.
Questa mente  un monello birichino che causa schiavit e liberazione. Sempre in movimento, essa salta dall'abisso pi profondo al firmamento in un batter d'occhio; essa ha il potere di creare o disfare il mondo intero in un momento. L'oscillazione della mente genera l'illusione. La mente  il risultato dell'avidya (ignoranza). O Rama, distruggi questa mente distruggendo i vasana o controllando il prana. La mente  solo un fascio di vasana, e se sono distrutti questi essa non pu pi esistere. L'espansione e la contrazione della mente causano la manifestazione e la dissoluzione del mondo. Ferma quindi l'azione della mente controllando i pensieri; il controllo del prana porter al controllo della mente. Il movimento del prana produce il movimento della mente. Il respiro vitale alimenta e arresta gli affari del mondo; controlla il respiro con la pratica del pranayama o regolazione del respiro. Se viene distrutta la mente, gusterai la beatitudine infinita. Se il visibile e la vista si fondono nel veggente, se il conoscitore, il conosciuto e la conoscenza (jnata, jniya e jnana) vengono riuniti, cio se c' la dissoluzione della triade, tu realizzerai la pace suprema dell'Atman.
La rinuncia dei desideri, il controllo del respiro, e la giusta analisi contrarranno l'azione del cuore e della mente e di conseguenza fermeranno il sorgere di passioni e illusioni. La giusta discriminazione indebolisce la mente sensuale, mentre la discriminazione sbagliata offusca e ingrassa la mente carnale. La mente di un saggio non  mente,  lo stesso Brahman,  l'essenza stessa della purezza. Come il rame  trasmutato in oro con il processo alchemico, cos la mente sensuale  trasmutata in mente pura col processo della meditazione. Le distinzioni e le differenze sono create soltanto dalla mente, in realt esse non esistono. La mente impura o inferiore gioca con gli oggetti del mondo; la mente pura o suprema rimane pacificamente in Brahman. Brahman  Uno. Esso  diventato molti tramite la mente che divide, differenzia, scinde e separa. Il muro di divisione o spartizione tra l'uomo e Dio (Brahman)  la mente. Un muro ordinario  fatto di mattoni, pietre e cemento, ma questo muro misterioso  fatto di vasana, pensieri, egoismo, simpatie e antipatie. Se questo muro misterioso viene abbattuto mediante l'analisi o la meditazione, tu farai l'esperienza dell'omogeneit o unit o identit di tutto. Uno soltanto  reale. Solo Brahman  reale. La molteplicit  illusoria come il serpente nella corda o l'acqua nel miraggio.

Adesso, o Rama, ascolta una piccola e piacevole storia che non  mai stata raccontata prima d'ora e che io ti narrer brevemente per istruirti. C' un immenso e bellissimo vilva (il frutto di un albero comunemente chiamato bel - Aegle marmelos - di forma sferica) largo in diametro quanto la distanza d'innumerevoli miriadi di miglia. Esso non marcisce nemmeno nel corso di molte et (kalpa); ha un sapore dolce e maturo come quello del miele o del nettare celeste.  estremamente soffice e appetitoso, il migliore di tutti i frutti, la quintessenza di tutti i frutti.  fermo e stabile come i monti Mandara e non viene scosso nemmeno dalle tremende bufere alla fine di ogni kalpa. Non cade mai a terra, n viene mai trovato immaturo.  ricco di sei tipi di sostanze saporite. Dentro il frutto ci sono, come suoi innumerevoli semi, milioni di mondi. Esso contiene l'intima essenza che sorregge e sostiene tutti gli esseri viventi. La parte carnosa di questo frutto meraviglioso  l'illimitata Jnana o pura Coscienza. Il nocciolo  la chit-shakti che genera l'akasha, il tempo, lo spazio, il movimento, gli angoli, la legge, ecc.
Rama disse: Venerabile Signore,  una bellissima allegoria; ho compreso la parabola del vilva. Il vilva  lo stesso Brahman,  l'indeperibile, l'illimitabile Sat-Chit-Ananda Paramatman. Non  altro che l'onnipervadente pura Intelligenza. Il guscio del vilva  l'uovo di Brahma che contiene tutti i mondi.
Brahman  il pi delizioso frutto spirituale,  un insieme di Beatitudine e Conoscenza. Chi mangia o assaggia questo frutto meraviglioso ottiene l'immortalit - cos concluse Vasishtha.



La storia della roccia

O Rama, ascolta ancora un'altra storia che illustra che tutte le cose, sebbene appaiano differenti, non sono altro che la luce di Brahman. C' un'enorme roccia di granito che  indivisibile, forte, soffice, d infinite dimensioni ed eterna. Da essa spuntano innumerevoli fiori di loto, i cui petali a volte si toccano e a volte no, a volte sono visibili e a volte non lo sono. Alcuni sono rivolti in alto e altri in basso, altri
ancora sono attorcigliati. Alcuni non hanno affatto radici. In mezzo ai loti ci sono numerose conchiglie e un gran numero di dischi.
Questa roccia  invero la Coscienza Cosmica (Cit) che contiene i mondi, che sono uno e nello stesso tempo tanti. Dentro di essa appaiono tutte le diverse creature dell'universo. Come uno immagina o concepisce differenti forme nella roccia, cos s'immagina ignorantemente che l'universo esiste nella Coscienza. Anche se uno scultore crea differenti forme nella roccia, essa rimane sempre roccia; lo stesso  per la Coscienza Cosmica, che  una massa di Coscienza omogenea. Come la solida roccia contiene potenzialmente diverse figure che si possono scolpire in essa, cos i diversi nomi e forme delle creature dell'universo esistono potenzialmente nella Coscienza Cosmica. Come la roccia rimane roccia, scolpita o no, cos la Coscienza rimane Coscienza sia che il mondo appaia oppure no. L'apparizione del mondo  solo una manifestazione; la sua sostanza non  altro che Coscienza.
In effetti anche queste manifestazioni e modificazioni sono solo Brahman, la Coscienza Cosmica. Poich il seme non contiene nient'altro che il seme, anche i fiori e i frutti hanno la stessa natura del seme; la sostanza del seme  anche la sostanza degli effetti seguenti. Cos la massa omogenea della Coscienza Cosmica non fa nascere nient'altro che quello che  gi nell'essenza. Quando viene realizzata questa verit, la dualit cessa. La Coscienza non diventa mai incoscienza. Se c' modificazione, anche quella  Coscienza.
La Coscienza Cosmica  una, senza diversit. L'universo della diversit esiste solo come idea. La roccia  una; l'idea dei numerosi loti nasce solo in relazione a quell'unica roccia. Allo stesso modo l'idea della diversit nasce nella Coscienza senza causare effettiva diversit. Come l'acqua in un miraggio esiste e nello stesso tempo non esiste, cos  la diversit in relazione alla Coscienza infinita. Hai mai visto dei loti crescere da una grande roccia di granito? Tutto questo  veramente Brahman! Come l'idea dell'esistenza dei loti nella roccia non distrugge la roccia, cos Brahman non  toccato dall'apparenza del mondo che esiste in s come la sua stessa natura. Invero non c' differenza essenziale tra Brahman e il mondo; i tre mondi non sono altro che una manifestazione della luce di Brahman, che si manifesta come questo variegato universo di forme che sono come i loti nella roccia. Quando la realt  vista cos, soltanto Brahman esiste.


La storia di Arjuna


O Rama, agisci in questo mondo senza desiderare il frutto delle azioni. Vivi come vivr Arjuna, secondo la via che gli sar mostrata dal Signore Krishna.
Rama chiese: Quando s'incarner Arjuna? E in cosa lo inizier il Signore Krishna?.
Vasishtha continu: L'intero universo appare nell'oceano della Coscienza Cosmica. In conformit con la legge universale, Yama, il dio della morte, in determinati periodi entra in meditazione per alcuni anni, durante i quali la popolazione della terra aumenta notevolmente (proprio perch Yama  impegnato altrove). Allora gli dei, temendo l'esplosione demografica, fanno ricorso a vari mezzi per limitarla. Tutto questo  successo continuamente innumerevoli volte. Anche il presene Yama andr a suo tempo a meditare per alcuni anni. Di conseguenza quando la popolazione della terra crescer velocemente, tutti gli dei chiederanno a Vishnu di venire in loro aiuto. Egli s'incarner come il Signore Krishna, insieme al suo alter ego chiamato Arjuna. In seguito, i cugini di Arjuna faranno guerra a lui e ai suoi fratelli. Nella battaglia tra cugini saranno uccise diciotto divisioni di forze armate, e in questo modo Vishnu si liberer del peso umano eccedente sulla terra. Krishna sar l'auriga di Arjuna, e quando questi vedr le due armate schierate di fronte sul campo di battaglia, pronte a combattersi, allora sar preso dallo scoraggiamento e rifiuter di combattere. A quel punto il Signore Krishna lo inizier nella pi alta saggezza, producendo il suo risveglio spirituale. Egli dir ad Arjuna: Tu non sei questo corpo. Il S non nasce n muore,  eterno e non muore con il corpo. Chi pensa che Esso uccide o possa venire ucciso  ignorante. Come e da chi pu essere distrutto l'Essere infinito, che  uno-senza-secondo e pi sottile dello spazio? O Arjuna, contempla il S che  infinito, non manifesto, eterno, immacolato e della natura della pura Coscienza. Tu sei non-nato ed eterno! ... Alzati, e con la mente rivolta a Me fai il tuo dovere, senza pensare al frutto delle tue azioni. (Quindi segue l'essenza della Bhagavad Gita, con molti versi citati testualmente. N.d.T.).
Quando il Signore terminer d'istruire Arjuna, quest'ultimo dir:
La mia illusione  scomparsa e attraverso la Tua grazia la mia mente s' svegliata alla conoscenza della Realt assoluta. Quindi Arjuna s'impegner nella battaglia come in un gioco. O Rama, abbi anche
tu quest'attitudine, rimani distaccato, pieno dello spirito di rinuncia e con la realizzazione che qualsiasi cosa fai o sperimenti  un'offerta all'onnipresente Brahman. Allora realizzerai la verit e non ci saranno pi dubbi. Chi possiede lo spirito di non-dualit non  turbato anche se  impegnato attivamente nella vita. Ci che qui appare come mondo  invero un'opera magica della Coscienza infinita. Qui non c' unit, l non c' dualit. Anche i miei insegnamenti sono della stessa natura! Le parole, il loro significato, il discepolo, il desiderio e lo sforzo del discepolo, l'abilit del guru nell'uso delle parole - tutte queste cose sono ugualmente il gioco dell'energia della Coscienza infinita! Nella pace del proprio essere interiore la Coscienza vibra, e sorge la visione del mondo. Se la Coscienza non vibra, non c' alcuna visione del mondo. Quando viene risvegliata l'intelligenza interiore, finisce il desiderio del piacere. Questa  la natura del saggio: in lui la cessazione del desiderio del piacere  perci naturale e senza sforzo.


La storia dei cento Rudra


Muni Vasishtha continu:
Nel S che  Coscienza infinita questa creazione appare solo momentaneamente, ma durante quel momento nasce l'idea illusoria che essa sia di lunga durata. Allora la creazione appare solidamente reale. O Rama, per illustrare questo ti racconter un'altra storia. In un certo paese viveva un sannyasi (rinunciante) dedito alla meditazione e capace d'andare in samadhi (estasi) a volont. Essendo stata purificata dalla meditazione, la sua mente acquis il potere di materializzare i suoi pensieri. Un giorno, stanco della continua meditazione, pur rimanendo pienamente concentrato pens di fare qualcos'altro. Allora immagin d'essere una persona analfabeta e non brahmina. Istantaneamente il suo pensiero si materializz ed egli divenne un'altra persona, e pens: 'Io sono Jivata'. Per qualche tempo questo Jivata visse in una citt prodotta ugualmente dalla sua immaginazione. Dedito ai piaceri, un giorno s'ubriac e and a dormire. Nel sonno sogn d'essere un brahmino dotato di conoscenza delle Scritture, e tale
divenne. Mentre viveva una giusta vita, un giorno questo brahmino sogn d'essere un grande re. Questo potente imperatore un giorno Sl diede ai piaceri di corte e quando and a dormire sogn una ninfa celeste. Similmente la ninfa, stanca dei suoi giochi amorosi, una notte sogn di essere una gazzella. Quindi la gazzella sogn d'essere una pianta floreale. O re, anche gli animali sognano, perch tale  la natura della mente, che pu ricordare tutto ci che  stato visto e ci che  stato ascoltato. Anche le creature apparentemente non intelligenti hanno i loro stati di coscienza, ai loro particolari livelli. Ora la gazzella divenne una pianta. Quest'ultima vide in s un'ape e divenne un ape, che cominci a succhiare il nettare nei fiori della pianta. In seguito un elefante ingoi la pianta di fiori insieme all'ape, ma prima d'essere mangiata l'ape guard l'elefante e divenne un elefante. L'elefante fu catturato da un re e fu portato in guerra, ma prima d essere ucciso nella battaglia si ricord della sua passata incarnazione e divenne un'ape. Succhi il nettare dei fiori selvatici e infine divenne una pianta, che a sua volta fu mangiata da un elefante. Avendo visto un cigno poco prima di morire, la pianta divenne un cigno.
Il cigno in cui s'era incarnata la coscienza del sannyasi una volta vol nell'akasha e vide il Signore Rudra (Shiva). Pensando fermamente Io sono Rudra', il cigno divenne Rudra e visse nel paradiso di Rudra. E poich Rudra era pieno di conoscenza, egli ricord tutte le sue cento vite passate. Sedendo in solitudine, cominci a pensare: Guarda quant' misteriosa questa maya, che illude tutti i mondi: sebbene sia irreale appare come reale. Prima di tutto nella Coscienza infinita che ero io stesso nacque la mente con la coscienza oggettiva, sebbene fosse ancora cosmica e onnisciente. Quindi accidentalmente diventai un jiva, che si sent attratto e affascinato dalle parti pi sottili degli elementi cosmici. Perci durante un certo ciclo-creazione divenni il sannyasi che viveva totalmente in pace, avendo vinto tutte le distrazioni e rimanendo immerso nella pratica del samadhi. Ma ogni azione seguente  pi potente di quella precedente. Il sannyasi si pens come Jivata, e tale divent. Quindi si pens come brahmino. Invero le pi potenti forme-pensiero sopraffanno le pi deboli. Quindi a suo tempo, a causa del suo continuo pensiero, egli divenne un re. Di certo l'acqua assorbita dalla pianta ne diventa il frutto. Associati ai piaceri reali ci sono le ninfe, e contemplandole il re divent una ninfa. Solo a causa dell'infatuazione, la ninfa divenne una gazzella. La gazzella divenne una pianta, che infine divenne un'ape e poi un elefante.
Ora io sono Rudra, e sono stato tale durante le cento incarnazioni passate. Cos ho girato nella ruota conosciuta come mente e corpo. Sono passati eoni da quando mi staccai dal supremo S. Subito dopo la caduta fui quel mendicante (sannyasi) che aveva ancora la conoscenza della verit. Adesso voglio approfondire e rivedere da vicino le mie nascite passate. Questo mondo  un'illusione ottica, come il blu del cielo;  ignoranza. Se l'irreale apparenza del mondo continua ad apparire, che appaia: essa non pu fare alcun male. Voglio rintracciare la catena delle trasformazioni immaginarie e ristabilire la loro fondamentale unit.
Dopo aver cos risolto, Rudra and dov'era il corpo del sannyasi. Lo risvegli e lo ispir a ricordare tutto quello che era successo. Il sannyasi vide Rudra come il proprio S e ricord tutto ci che era successo. Quindi entrambi andarono dove viveva Jivata, in una certa parte della stessa Coscienza infinita (Jnanakasha). Tramite loro Jivata realizz lo stato cosciente, e i tre furono uno. Quindi i tre andarono dal brahmino, che in quel momento era abbracciato con la moglie, e risvegliarono la sua coscienza. Quindi andarono dal re, che stava dormendo circondato da ninfe, e risvegliarono anche la sua coscienza. Anch'egli fu sorpreso dalla realizzazione della verit. Quindi visitarono tutti gli altri posti dove si erano incarnati, risvegliando i diversi esseri, fino al cigno che infine era diventato Rudra. Cos attraversarono i mondi dei cento Rudra del passato e realizzarono che tutti quei diversi eventi illusori avevano avuto luogo apparentemente nell'unica Coscienza infinita. L'unica forma era diventata molte forme. Questi cento Rudra pervadevano l'intero universo ed erano onnipresenti, perch soltanto la Coscienza divina s'era incarnata in cos tanti corpi e in cos tanti luminosi Rudra. Per il fatto che il jiva  circondato da tutti i lati dal mondo che nasce da lui stesso, i jiva non risvegliati non si vedono l'un l'altro, non si comprendono l'un l'altro. Come tutte le onde sono fatte della stessa sostanza e perci sono una sola cosa, cos i jiva risvegliati realizzano la loro unit e si comprendono reciprocamente. Ogni jiva ha la propria apparenza illusoria del mondo. Quando per si ricerca nella natura del mondo illusorio del jiva, ci conduce invariabilmente alla stessa Coscienza infinita. La Coscienza differenziata  schiavit; la liberazione  la sua assenza.
Tutti furono risvegliati alla loro Coscienza spirituale assieme al Signore Rudra, e furono felici. Rudra vide il gioco di maya e ispir gli altri a svolgere ancora una volta le loro parti in esso, comandando loro di ritornare da lui dopo quell'esistenza apparentemente indipendente, assicurandoli che alla fine del ciclo cosmico avrebbero raggiunto lo stato supremo di Brahman. Quindi Rudra scomparve dalla loro vista, e Jivata e gli altri ritornarono alle loro rispettive dimore.
Desiderando conoscere la causa di tutte queste meraviglie, Rama chiese: Come pot il sankalpa del sannyasi creare le forme viventi di Jivata e degli altri e divenire entit reali. Tutte le forme create dal sankalpa non sono irreali o immaginarie.
Vasishtha rispose: La natura di sogno della forma-pensiero viene realizzata solo con l'intensa pratica dello yoga, non altrimenti. E con questa pratica che il Signore Shiva ed altri percepiscono tutto ovunque. Ci che sta di fronte a te, ed  nello stesso tempo percepito dalla tua mente, non viene realizzato se in quella percezione o esistenza c' un'errata interpretazione. Solo quando non c' errata interpretazione Sl pu realizzare e conoscere l'oggetto. Quello che uno desidera  ottenuto soltanto quando il proprio essere interiore  totalmente e unicamente devoto ad esso. Chi  completamente devoto a ci che gli sta di fronte lo conosce perfettamente, chi  completamente devoto a un oggetto immaginario lo conosce perfettamente. Se non c' questa devozione esclusiva, allora egli distrugge quell'oggetto (non ne  consapevole). Fu con questa devozione concentrata che il sannyasi divenne Rudra e tutto il resto. Ciascuno di essi aveva il proprio mondo, e finch la coscienza di Rudra non fu risvegliata in loro essi furono inconsapevoli l'uno dell'altro. In effetti fu per volont di Rudra che essi furono velati, affinch avessero forme e nature differenti. Con la forza della concentrazione e della meditazione  possibile diventare una divinit o un essere umano, ecc., e agire di conseguenza.
La Coscienza infinita (che  il vero S di tutto)  onnipotente ma il jiva (che essenzialmente non  diverso dal S)  dotato di una facolt appropriata al suo pensiero. Perci, dipendendo dalla sua natura, il jiva possiede poteri illimitati o limitati. La Coscienza infinita non ha espansione e contrazione;  il jiva che ottiene ci che cerca Gli yogi che hanno acquisito diverse facolt vivono e manifestano quelle facolt sia qui che altrove. Cos, poich vengono fatte qui, l e in differenti posti, queste esperienze sembrano molteplici e diverse.
Similmente, il Signore Vishnu S'incarna sulla terra come essere umano senza lasciare la Sua dimora. Allo stesso modo, senza lasciare la sua dimora celeste, Indra  presente in migliaia di posti dove si compiono i riti sacri. Rispondendo alle preghiere dei devoti, il Signore Vishnu - che  uno - diventa migliaia e appare davanti ai devoti. Cos Jivata e gli altri, che erano solo creature dell'immaginazione o del
desiderio del sannyasi e che furono animati dalla coscienza di Rudra, ritornarono alle loro rispettive dimore e agirono indipendentemente. Recitarono per un po' i loro ruoli differenti e quindi tornarono nella dimora di Rudra.
Tutto questo fu solo un'illusione momentanea che sorse nella coscienza del sannyasi, sebbene fu vista come indipendente dal sannyasi. Allo stesso modo, per cos dire, ha luogo la nascita e la morte d'innumerevoli esseri nell'unica Coscienza infinita. Essi immaginano la diversit nell'apparenza del mondo e quindi cercano l'unit nel S. Al momento della morte essi immaginano dentro di loro un altro stato d'esistenza che appare loro come esterno! Finch non realizza la sua liberazione, l'essere incarnato passa per un dolore insondabile. Ti ho raccontato la storia per illustrare questa verit. Questo non  solo il fato del sannyasi, ma di tutti gli esseri. Chi dimentica la sua inseparabilit dall'assoluto Brahman immagina che le proprie idee siano indipendenti e decisamente reali e sostanziali. Da un tale sogno egli passa a un altro sogno, finch non abbandoner la falsa idea 'Io sono il corpo'.

O Rama, stabilisciti fermamente e per sempre nello stato d'assoluta mancanza di movimento del pensiero, ricorrendo al silenzio del sonno profondo.
Sri Rama chiese: Signore, ho sentito parlare del silenzio della parola, degli occhi e degli altri sensi, e anche del rigido silenzio dell'ascetismo estremo. Ma cos' il silenzio del sonno profondo?.
Vasishtha rispose: Ci sono due tipi di muni (saggi che osservano mauna o silenzio). Uno  il rigido asceta (tapasvin) e l'altro  il jivanmukta. Il primo controlla forzatamente i sensi e s'impegna con fanatismo in azioni aride (prive di saggezza). Il jivanmukta, invece, conosce la verit come verit e l'irreale come irreale, possiede l'autoconoscenza e tuttavia vive nel mondo come qualsiasi altra persona. Ci che si considera come silenzio (mauna)  basato sulla natura e il comportamento di questi muni. Sono stati descritti quattro tipi di silenzio: il silenzio della parola, il silenzio dei sensi, il controllo violento del corpo, e infine il silenzio del sonno profondo. Ce n' un altro chiamato silenzio della mente, che per  possibile solo per chi  disincarnato o per chi pratica il controllo violento del corpo o il silenzio del sonno profondo. I primi tre tipi implicano elementi del mauna rigido e violento. Perci, anche a rischio di dispiacere coloro che ricorrono ai primi tre tipi di mauna, io dico che in essi non c' niente che sia desiderabile, perch le funzioni della mente non sono arrestate. Solo il quarto tipo conduce veramente alla liberazione. Il vero mauna  quello stato elevato in cui riposa la mente di un muni
Il silenzio del sonno profondo conduce alla liberazione. In esso il prana non  controllato n eccitato, i sensi non sono saziati n fatti deperire, la percezione della diversit non  espressa n soppressa, la mente non  n mente n non-mente. Non c' divisione e quindi non c' sforzo per abolirla. Questo  chiamato il silenzio del sonno profondo, e chi  stabilito in esso pu meditare o pu anche non meditare. Si ha la conoscenza di ci che  come , e si  liberi dal dubbio.  il vuoto assoluto; senza supporto. Ha la natura della pace suprema, di cui non si pu dire n che  reale n che  irreale. Quello stato in cui uno conosce Non c' n 'io' n un 'altro', n mente n qualcosa derivata dalla mente, e in cui uno realizza L'io  solo un'idea in questo universo, ma realmente  pura Esistenza - questo  conosciuto come il silenzio del sonno profondo. Nella pura Esistenza che  la Coscienza infinita, dov' l' 'io' o l' 'altro'? La visione equanime su tutto e la quiescenza della mente sono detti il silenzio del sonno profondo.
Rama chiese: O saggio, perch il Signore Shiva apparve come un asceta nudo, cosparso di ceneri, abitante i campi crematori, inghirlandato di teschi umani e facilmente vinto dalla lussuria?.
Vasishtha rispose: La condotta degli dei, dei siddha e dei jivanmukta non  determinata da regole e codici di condotta, cose inventate dalle persone ignoranti. Tuttavia, siccome le menti degli ignoranti sono fortemente condizionate, se esse non fossero governate da queste regole di condotta ne nascerebbe un disordine in cui i pesci grandi mangerebbero i piccoli. D'altro canto, il saggio non s'affoga in ci che  desiderabile e in ci che  indesiderabile, perch ha i sensi naturalmente sotto controllo ed  desto e vigile. Egli vive e agisce senza volerlo, senza reagire agli eventi su basi causali, e le sue azioni sono pure e spontanee (come il cocco che cade senza alcuna relazione causale con il posarsi del corvo sull'albero); oppure egli pu non fare completamente niente. Le azioni degli illuminati sono oltre la lode e il biasimo, oltre l'accettazione e il rifiuto, perch essi non hanno l'idea 'questo  mio' e 'questo  altro'. Le loro azioni sono pure come il calore del fuoco.
Non desidero dilungarmi su]l'altra forma di mauna conosciuta come silenzio del disincarnato, perch tu sei ancora incarnato. Tuttavia te la descriver brevemente. Essa ha due suddivisioni: sankhya e yoga. Quelli che sono pienamente risvegliati, costantemente impegnati nel samadhi e completamente illuminati sono conosciuti come sankhya-yogi. Essi hanno realizzato Brahman attraverso la discriminazione e la ricerca nella natura del S. Coloro che hanno raggiunto lo stato della pura Coscienza infinita attraverso il pranayama, ecc., sono chiamati yoga-yogi. Invero i due sono essenzialmente la stessa cosa. Invero la causa dell'apparizione illusoria del mondo e della schiavit  la mente. Ambedue i sentieri portano al controllo della mente. Perci con la pratica devota o dell'arresto del movimento del prana o della cessazione del pensiero si ottiene la liberazione. Questa  l'essenza di tutte le Scritture che trattano della liberazione.
Rama chiese: Se l'arresto del movimento del prana  liberazione, allora la morte  liberazione e tutti ottengono la liberazione morendo?.
Vasishtha rispose: Quando il prana sta per lasciare il corpo prende gi contatto con gli elementi con i quali dovr essere forgiato il prossimo. Invero quegli elementi sono la cristallizzazione dei vasana (desideri sottili) del jiva; per questo il jiva si attacca ad essi. Quando il prana lascia il corpo porta con s tutti i vasana del jiva. Finch tutti i vasana non saranno distrutti la mente non diventer non-mente. La mente non abbandona la forza vitale finch non sorge l'autoconoscenza. Con l'autoconoscenza vengono distrutti i vasana ed anche la mente;  allora che il prana non si muove. Con l'autoconoscenza si realizza l'irrealt dei concetti riguardanti gli oggetti del mondo. Questo pone termine ai vasana e al legame tra la mente e il prana. I vasana costituiscono la mente, che non  altro che un aggregato di vasana. Se questi cessano, ci  lo stato supremo. La conoscenza  conoscenza della Realt. La stessa ricerca (vichara)  conoscenza.
La fermezza di concentrazione sull'immacolato Principio non-duale, il controllo del prana e l'arresto della mente - raggiungendo la perfezione in uno di questi tre sentieri si ottiene la liberazione. Il prana e la mente sono intimamente correlate, come il fiore e la sua fragranza o il seme di sesamo e l'olio. Quindi, se cessa il movimento del pensiero nella mente, cessa anche il movimento del prana. Se tutta la mente  concentrata devotamente in un solo ideale, il movimento della mente e quindi del prana cessa. Vichara  il metodo di ricercare nella natura del S. La tua mente sar completamente assorbita, e allora cesseranno sia la mente che la ricerca. Rimani fermamente stabilito in ci che
rimane dopo di questo. Quando la mente non brama il piacere viene assorbita nel S insieme al prana. La mente  ignoranza quando vuole apparire come realt; la realizzazione della sua non-esistenza  lo stato supremo. Se la mente rimane assorta anche per un quarto d'ora subisce un totale cambiamento, perch assaggia lo stato supremo dell'autoconoscenza e non l'abbandona pi. Anche se la mente l'ha gustato solo per un secondo non torner pi nello stato mondano. I semi del samsara vengono bruciati e con essi viene dispersa l'ignoranza; e i vasana sono completamente pacificati. Chi ha raggiunto questo  radicato nella verit, contempla la luce interiore e rimane nella pace suprema.

La storia del Vetala

Ora, o Rama, ascolta le domande fatte da un vetala (demone vampiresco) che si svegli nel turiya dopo il suo lungo sogno di nascite e morti. Spinto dalla grande fame, un vetala che viveva nelle foreste dei Vindhya and in un paese straniero in cerca di prede. Tuttavia, anche se affamato, non avrebbe ucciso nessuno se la vittima non meritava questo trattamento. Una notte il re di quel paese stava perlustrando il suo regno quando fu scorto dal vetala, che gli disse minaccioso che stava per ucciderlo per appagare la sua fame.
Il re gli rispose: Se tu t'avvicini a me senza avere conoscenza, la tua testa sar fatta a pezzi.
Il vetala rispose: Non uccido mai una persona senza una buona ragione e agisco sempre con giustizia. Poich vedo che sei saggio, spero che tu voglia aiutare anche me, che sono tormentato da alcuni dubbi. Ti chiedo di rispondere correttamente a queste domande: Qual  quel sole le cui particelle dei suoi raggi costituiscono questi universi? In quale potente vento (vayu) si manifesta lo spazio infinito? Uno passa da un sogno all'altro all'infinito e tuttavia non abbandona il S, sebbene abbandona costantemente la realt di sogno. Che cos' il S? Il tronco di un banano, una volta aperto, rivela strato dopo strato finch non si raggiunge il midollo. Qual  l'essenza sottile che si trova quando si ricerca nella natura del mondo illusorio? Di quale atomo gli stessi universi sono atomi pi piccoli? In quale 'roccia' senza forma sono nascosti i tre mondi (come figure non ancora scolpite nella roccia)? Rispondi a queste domande, se non vuoi essere mangiato da me.
Il re sorrise e rispose: Quest'universo era un tempo avvolto da una serie di coperture, come un frutto  avvolto dalla sua buccia. C'era un ramo in cui si trovavano migliaia di questi frutti. C'era un albero con migliaia di questi rami, una foresta con migliaia di questi alberi, una montagna con migliaia di queste foreste, un paese con migliaia di queste montagne, un continente con migliaia di questi paesi, una sfera con migliaia di questi continenti, un oceano con migliaia di queste sfere, un essere con migliaia di questi oceani dentro di s, e una persona suprema che porta migliaia di questi esseri come una ghirlanda. C' un sole nei cui raggi si trovano migliaia di queste persone supreme: quel sole illumina tutto. Esso  il sole della Coscienza. O vetala, nella luce di quel sole questi universi sono soltanto particelle atomiche infinitesimali.  grazie alla luce di quel sole che tutte le altre cose enumerate appaiono reali. Nel supremo S splendono come pulviscolo delle sostanze (concetti o realt relative) conosciute come spazio, tempo e movimento, che in effetti sono pura Coscienza e Intelligenza. Questo mondo illusorio  solo la carne in cui  racchiusa la verit della pura Coscienza.
Dopo aver ascoltato le parole del re il vetala rimase silenzioso, profondamente assorto. Ritiratosi in un posto solitario, dimentic la sua fame e rimase in samadhi, senza alcuna fluttuazione mentale.

La storia di Bhagiratha


Muni Vasishtha continu: O Rama, tu conseguirai l'impossibile se, come re Bhagiratha, sarai capace di rimanere fermo nella conoscenza della verit e t'impegnerai nelle giuste azioni, vivendo senza alcuno sforzo il corso naturale degli eventi.
Rama chiese: Tramite quale potere mentale re Bhagiratha riusc
ad ottenere la beatitudine suprema e a portare gi dal cielo la divina Bhagirathi (il Gange)?.
Sri Vasishtha rispose: Ci fu una volta un re chiamato Bhagiratha, che era devoto al dharma, donava liberamente alle persone pie e sagge ed era il terrore dei malvagi. Egli lavor senza tregua per sradicare le stesse cause della povert. Quando stava in compagnia dei saggi il suo cuore si scioglieva di devozione. Portando le sacre acque del Gange dal cielo alla terra, riusc a far rivivere i suoi numerosi antenati, che erano stati ridotti in cenere dal mero sguardo di Kapilamuni. Nel fare questo egli incontr grandi difficolt e dovette propiziare gli dei Brahma e Shiva e il saggio Jahnu.
Fin dall'infanzia egli era dotato di calma e discriminazione. Un giorno, ritirandosi in solitudine, si mise a ponderare sulla vera natura dell'universo: La vita del mondo  veramente stupida e priva di significato. Il giorno e la notte s'inseguono continuamente. Le persone ripetono continuamente le stesse azioni insignificanti. Io considero vera azione quella che conduce alla realizzazione oltre la quale non c' pi niente da ottenere o desiderare; le altre azioni che tendono alla dualit sono malattie mortali. Gli ignoranti ripetono sempre le stesse azioni; non cosi i jnani.
Allora Bhagiratha and in cerca di un guru, e trovatone uno chiamato Tritala si prostr ai suoi piedi e gli chiese come porre fine al dolore dell'umanit generato dalla vecchiaia, dalla morte e dall'illusione che produce le continue rinascite.
Tritala gli rispose: Il dolore cessa, tutti i legami vengono tagliati e i dubbi dispersi quando uno si stabilisce pienamente e per lungo tempo nell'equanimit del S, quando la percezione della divisione cessa e quando c' l'esperienza della pienezza attraverso la conoscenza di quel che dev'essere conosciuto. Cosa dev'essere conosciuto?  il S, che  puro ed ha la natura della pura Coscienza onnipresente ed eterna.
Bhagiratha disse: Io so che soltanto il S  reale, mentre il corpo e gli altri oggetti del mondo sono irreali. Ma come fare per stabilirmi perfettamente in questa conoscenza?.
Tritala Muni rispose: La conoscenza intellettuale non  conoscenza. I saggi che hanno raggiunto la liberazione definiscono la conoscenza (jnana) come non-attaccamento a moglie, figli e casa, indifferenza verso piacere e dolore, visione equanime, amore della solitudine e realizzazione della non-dualit - tutto il resto  ignoranza. L'autoconoscenza sorge soltanto quando viene annientato il senso dell'io.
Allora Bhagiratha interruppe il saggio per chiedergli come pu essere rimosso il senso dell'io che  fermamente radicato nel corpo.
Il grande Tritala rispose: Se mediante l'autosforzo la mente viene fermamente impedita di volgersi alla ricerca del piacere ed  fatta riposare nell'Essere onnipervadente, allora l'ahamkara cesser. Se dopo la distruzione del desiderio per gli oggetti tu rimarrai in quello stato privo di fluttuazioni mentali, allora cesser l'illusione dell'io e ci sar solo il Brahman non-duale di cui parlano tutti i Veda. Abbandonando tutte le differenze di casta, ecc., liberandoti dei tre tipi di desiderio (per moglie, figli e ricchezze), dando via tutte le tue ricchezze e la tua occupazione, se vivrai senza alcun peso nella mente sarai libero dall'io e potrai diventare uno con Brahman.
Dopo aver ascoltato le parole del guru, Bhagiratha cominci a compiere diverse azioni allo scopo di controllare la mente. Quindi comp un grande sacrificio e distribu tutte le sue ricchezze a poveri brahmini, parenti ed altre persone. In tre giorni rimase solo con un pezzo di stoffa. In mezzo al lamento dei suoi sudditi, egli lasci l'amato paese in mano al nemico e vag come un muni per citt e foreste dov'era completamente sconosciuto. Presto elimin tutti i desideri del suo cuore e realizz lo stato di pace suprema dell'Atman. Cos gir per tutta la terra. Un giorno, senza saperlo, entr nel suo ex regno per elemosinare di porta in porta. Riconoscendolo, i cittadini e i ministri l'adorarono e lo pregarono di ritornare loro re. Ma egli accett da loro solo cibo e, con grande disappunto di tutti, lasci la citt per tornare a vagare libero nel mondo.
Bhagiratha incontr di nuovo il suo guru e i due girarono per la terra con mente equanime e piena di gioia, indifferenti se tenere il corpo oppure lasciarlo. Essi erano liberi da piacere e dolore e rifiutavano come erba secca ricchezze e poteri psichici.
In un certo regno il re era morto senza lasciare eredi, e i ministri stavano cercando un successore. Bhagiratha, vestito solo del perizoma, si trovava in quel regno; i ministri decisero che egli era la persona degna d'ascendere al trono. Bhagiratha fu invitato a salire sull'elefante regale e presto fu incoronato re. Quando questa notizia raggiunse il suo ex regno, che nel frattempo era rimasto senza re, quei ministri si recarono da lui e lo pregarono di governare anche il loro regno. Bhagiratha accett, poich non  giusto rifiutare la ricchezza che viene senza essere cercata. Rimanendo in pace dentro di s, con
la mente silenziosa, libero da desideri e gelosie, egli ag sempre giustamente secondo le circostanze.
Una volta sent dire che il solo modo di propiziare le anime dei suoi antenati (che erano stati ridotti in cenere da un semplice sguardo del grande rishi Kapila, quando essi - i 60.000 figli di Sagara lo offesero a causa del cavallo lasciato libero per il sacrificio dell'ashvamedha) era quello di offrire libagioni con le acque del Gange. Per far scendere le acque celesti del Gange sulla terra egli and nella foresta a fare tapas, dopo avere affidato il regno ai suoi ministri. Propiziati gli dei e i saggi, egli realizz il difficilissimo compito di far scendere il Gange sulla terra senza diminuirne la santit, affinch gli uomini di tutti i tempi potessero offrire libagioni ai loro antenati con le sue acque sacre.
Da allora il sacro Gange, che adornava la cima della testa del Signore Shiva, cominci a scorrere sulla terra.

La storia di Chudala e Sikhidhvaja

Vasishtha continu: Possa tu immergerti nel tuo Atman come il re Sikhidhvaja, che annull quel grande uccello chiamato mente.
Allora Rama chiese: O guru, chi era questo re che fu assorbito nella gioia estatica della beatitudine?.
Vasishtha cominci: Il re Sikhidhvaja nacque nel Dwapara Yuga nel paese di Malva; egli era giusto, generoso, paziente, magnanimo, risoluto e virtuoso. Sua moglie Chudala era figlia della regina del Saurashtra ed era dotata di discriminazione e vichara (autoanalisi). Lei fece vichara in questo modo: Cos' questo 'Io'? Chi sono Io? Qual  la mia vera natura? Da dove viene l'illusione mentale? A chi  dovuta? Come e quando nacque? Come distruggere questo piccolo e arrogante 'io'? Esiste una realt ultima indipendente dal corpo e dalla mente, immortale e immutabile? Come conseguire questa realt ultima? Che cos' la libert? Cosa la schiavit? Cos' vidya (conoscenza)? Cos' avidya (ignoranza)? Cos' maya? Cos' questo samsara? Come liberarsi dall'avidya e dalla schiavit? Come ottenere la beatitudine eterna, l'immortalit e la pace suprema? Questo corpo  inerte, composto dei cinque elementi.  deperibile, ha un inizio e una fine. Perci il termine 'Io' non pu applicarsi ad esso, come non pu essere applicato nemmeno ai dieci organi d'azione e di conoscenza. Questi sono mossi dalla mente, e anch'essi sono inerti. Neppure il prana pu essere l' 'Io', perch anch'esso  inerte, e proveniente dal rajas (qualit attivante della Natura). Il termine 'Io' non pu essere applicato nemmeno alla mente; Anch'essa  inerte, ha un inizio e una fine e non  autoluminosa.  composta dalla parte sattwica (luminosa) dei tanmatra, o elementi base, ed  spronata all'azione dall'intelletto, che a sua volta  vitalizzato dall'ahamkara. L'egotismo (ahamkara)  mosso dal jiva, perci non pu essere l' 'Io'. Anche il jiva (anima individuale) non  l' 'Io', poich ne  solo una riflessione. Come il riflesso del sole nell'acqua svanisce quando questa evapora, cos sparisce il jiva riflesso quando evapora il lago mentale, cio quando la mente viene cancellata. Il Sat-Chit-Ananda Atman o Brahman, la sorgente, il supporto, il sostrato di corpo, sensi, prana, mente, intelletto e jiva  il vero, illimitato 'Io'. Io sono identica a questo Atman o S Immortale. Sat-Chit-Ananda  la mia vera natura.
Ella pratic la meditazione sul puro, onnipervadente e immortale S ed ottenne l'Autorealizzazione. Divenne una jnani ed anche una yogini, in possesso di poteri yoga.
Sikhidhvaja non credeva che sua moglie fosse una jnani e yogini. Chudala cercava di dare al marito qualche idea dell'Atma-Jnana, ma Sikhidhvaja non traeva giovamento dalle sue istruzioni. Egli conduceva una vita di scontentezza, non aveva pace nella mente. Un giorno disse a Chudala: Non traggo piacere da questa vita mondana; sono addolorato in cuor mio. Voglio vivere la vita della foresta e praticare tapas e meditazione. Dammi il tuo permesso. Chudala gli rispose: Mio venerato signore, non devi ritirarti in questo periodo della tua vita. Ma Sikhidhvaja non prest alcuna attenzione alle parole di Chudala. Egli lasci il palazzo reale nel cuore della notte, cammin per dodici giorni e penetr nelle foreste sulle pendici dei monti Mandhara. Fece severo tapas, recit i mantra e visse di frutta; gradualmente il suo corpo divenne emaciato.
Allora Rama chiese: Se nemmeno una grande siddha-yogini come Chudala pot produrre il risveglio spirituale di Sikhidhvaja, come si pu ottenere l'illuminazione?.
Vasishtha rispose: L'istruzione del discepolo da parte del guru  solo una tradizione. La causa dell'illuminazione  solo la purezza della coscienza del discepolo. L'autoconoscenza non si ottiene n con l'ascolto n con le giuste azioni. Solo il S conosce il S, tuttavia ...
In un villaggio dei monti Vindhya viveva un uomo ricco. Una volta mentre camminava nella foresta perse una moneta di rame. Poich era avaro, cominci a cercare la moneta nella folta macchia. Nella sua mente pensava: Con quel centesimo far qualche affare, diventeranno quattro centesimi, poi otto, e cos via. Cerc incessantemente per tre giorni, incurante del sarcasmo della gente. Dopo tre giorni, improvvisamente trov una pietra preziosa (era una pietra filosofale). Portandola con s, ritorn a casa e visse felicemente.
Per quale motivo l'avaro trov la pietra filosofale? Certamente per la sua avarizia, che lo spinse a cercare nella macchia il centesimo perso. Cosi  nel caso delle istruzioni del guru, il discepolo cerca qualcosa ma ottiene qualcos'altro! Brahman  oltre la mente e i sensi, e non pu essere conosciuto attraverso le istruzioni di un altro. Tuttavia senza le istruzioni del guru non viene conosciuto. L'avaro non avrebbe trovato la pietra preziosa se non avesse cercato il centesimo perso nella macchia. Perci l'istruzione del guru  considerata la causa dell'autoconoscenza, e per non  la causa! O Rama, guarda questo mistero di maya, uno cerca qualcosa e ottiene qualcos'altro!
Continuando la nostra storia, quando Chudala si dest e non trov il suo signore che dormiva al suo fianco, pens che era andato nella foresta. Fu molto afflitta in cuor suo. Lei stessa amministr il regno per diciotto anni.
Quindi volle vedere la condizione di suo marito. Una notte, grazie ai suoi poteri yoga, viaggi nell'aria e scese sui monti Mandhara. Cambiando la sua forma, apparve davanti al marito sotto la forma del figlio di un grande brahmino chiamato Kumbha Muni. Sikhidhvaja si alz subito e salut il giovane brahmino che stava nell'aria senza toccare terra. Chudala rimase in aria e fece mostra dei suoi poteri yoga per convincere Sikhidhvaja dei suoi grandi conseguimenti nello yoga. Sikhidhvaja disse: Ho praticato un rigoroso tapas, ma non ho ottenuto la conoscenza del S. Ho solo aumentato le mie sofferenze. Kumbha Muni rispose: Uno pu gioire dell'eterna beatitudine dell'Atman quando siede ai piedi del guru, ascolta le Scritture, e riflette e medita sui grandi insegnamenti (mahavakya) delle Upanishad. Il discepolo pu gustare la beatitudine eterna quando matura in lui la conoscenza impartitagli dal precettore. Perch non discuti la natura di schiavit e liberazione in compagnia dei saggi? Perch non ricerchi chi sei tu? Come  venuto in esistenza questo mondo,
e come e quando esso cesser d'esistere? Perch rimani nell'ignoranza e trovi delizia in questi falsi passatempi da folli, vivendo qui come un insetto in un buco sottoterra? Il jnana soltanto  la pi eccelsa di tutte le cose; il jnana soltanto distrugge la tremenda malattia di nascite e morti con i suoi mali concomitanti. Com' che tu non lo desideri? Desideri, o principe, passare tutta la tua vita compiendo soltanto penose austerit, come alcuni insetti finiscono i loro giorni perforando il legno nel quale vivono? Non ti piacerebbe ottenere la conoscenza che d l'immortalit e la pace suprema ed eterna? Distruggi i vasana impuri e l'avidya coi suoi effetti, realizza la conoscenza di Brahman e diventa un jivanmukta. Le azioni virtuose rimuovono gli impuri vasana. Una volta distrutti gli impuri vasana, la mente sar annientata e la conoscenza del S sorger in te.
Allora Sikhidhvaja si prostr davanti a Kumbha Muni e disse: Ti prego d'accettarmi come tuo discepolo. Iniziami nei misteri della conoscenza dell'Atman. Tu sei il mio venerabile guru.
Kumbha Muni disse: Ti prego d'ascoltare due storie: la storia dello studioso e del cintamani e la storia dell'elefante. C'era una volta un uomo ricco ben versato nelle sacre Scritture. Egli faceva puja (adorazioni), preghiere, e altri riti sacri per ottenere il cintamani - la gemma di cristallo che fa ottenere qualsiasi cosa uno desideri. And in cerca del cintamani e un giorno vide la gemma luminosa davanti a s. Allora pens: 'Questa gemma non pu essere il cintamani, che si pu ottenere solo tramite un severo tapas. Io non ho fatto molto tapas'. Cosi perse questa occasione d'oro e continu a cercare la gemma. Un siddha volle ingannare il dotto e mise un piccolo pezzo di vetro sulla sua strada. Il folle prese quella cosa insignificante per la vera gemma, la raccolse e pens che essa gli avrebbe dato tutto ci che voleva. Credendo ci, distribu in carit tutto ci che aveva, port con s la falsa gemma e si ritir nella foresta. Ma la gemma falsa non gli fu di nessun uso, e a causa della sua profonda ignoranza dovette passare molte sofferenze e tribolazioni.
Nelle catene dei Vindhya viveva un enorme elefante, che aveva le zanne lunghe e acuminate. Un giorno fu intrappolato da un certo cacciatore, che lo leg con una robusta catena di ferro. L'elefante ruppe le forti catene e scapp via, mentre l'uomo cadde a terra. Quindi il cacciatore scav una grande fossa e la copr d'erba e foglie. L'elefante cadde di nuovo nella fossa, e fu di nuovo torturato dal cacciatore. Se l'elefante avesse ucciso l'uomo quando questi giaceva a terra non sarebbe caduto nuovamente nella trappola. Similmente, tutte le persone folli che non hanno l'accortezza di prevenire le loro future disgrazie prendendo contro di esse delle precauzioni, incapperanno senza dubbio nel dolore come l'elefante dei Vindhya.
Sikhidhvaja disse: O giovane divino Kumbha Muni, ti prego di spiegarmi il significato delle parabole del cintamani e dell'elefante. Kumbha Muni rispose: La persona che cercava il cintamani aveva una mera conoscenza teorica delle Scritture, ma non possedeva la conoscenza della Verit (tattwa-jnana). Egli cercava la gemma, ma non sapeva che cos'era. Lo stesso sei tu, che non hai pace di mente malgrado sei versato in tutte le sacre Scritture. Tu hai rinunciato al regno, a tua moglie e agli altri parenti, dove c'era il vero cintamani. Tu non hai idea della vera rinuncia. Sappi che  solo con la distruzione dell'ego e dei desideri che si ottiene la perfezione e la pace. Non  l'abbandono del mondo, ma quello dei desideri e dell'ego che d la pace duratura e la beatitudine eterna. Tu hai perso la gemma della vera rinuncia, e con la tua visione erronea hai scelto il falso pezzo di vetro rotto delle faticose austerit. Perci non hai pace. Hai immaginato erroneamente di poter ottenere la pace tramite il tapas, mentre l'inestimabile cintamani stava davanti a te. Tu pensavi invano d'aver ottenuto il cintamani, ma infine sarai arrivato alla conclusione che il tuo guadagno non valeva nemmeno un pezzo di vetro rotto.
O grande principe! Adesso ti spiegher il significato della storia dell'elefante dei monti Vindhya. Quell'elefante sei tu in questa foresta. Le due lunghe zanne sono il non-attaccamento (vairagya) e la discriminazione (viveka). Il cacciatore  l'ignoranza (ajnana). Tu soffri per le ferite che ti sono state inflitte dall'ignoranza, come l'elefante catturato dal cacciatore sub molte sofferenze. Come il potente elefante fu legato dalla catena di ferro, anche tu sei legato dalla catena di ferro dei desideri. I desideri sono pi forti del ferro. Il ferro col tempo s'arruginisce e si consuma, ma i desideri crescono sempre pi e ti tengono sempre pi stretto. Come l'elefante ruppe le catene di ferro, cos anche tu hai tagliato completamente le corde del tuo regno, dei godimenti sensuali, di moglie, parenti, amici, ecc. O principe,  possibile rompere i legami di ferro, ma  estremamente difficile rompere i legami dei desideri, delle speranze e delle aspettative. Il cacciatore che cadde a terra dal baldacchino rappresenta la distruzione della tua ignoranza tramite l'indifferenza al godimento dei sensi o l'assenza di passione. Ma la tua rinuncia non era vera; tu non hai compreso il segreto della vera rinuncia. Tu non hai abbandonato

tutto.
Sikhidhvaja disse: Come fai a dire che non ho rinunciato a tutto quando invece ho abbandonato il mio regno, il mio palazzo, tutta la mia ricchezza ed anche la mia cara moglie? Non ho lasciato ogni cosa? Non costituiscono tutte queste azioni una rinuncia vera e perfetta? Cos'altro ancora avrei dovuto lasciare?. Kumbha Muni rispose: Sebbene hai abbandonato il tuo regno, il palazzo, gli amici, i parenti e anche tua moglie, questo non costituisce la vera rinuncia. Nessuna di queste cose ti appartiene veramente; esse vanno e vengono. Tu non hai rinunciato all'ego e ai desideri. Puoi liberarti dei tuoi dolori e ottenere la beatitudine e la pace eterna solo abbandonando l'ego e i desideri.
Allora Sikhidhvaja disse: La foresta  tutto ci che ho adesso. Queste roccie, alberi e cespugli sono il mio possesso attuale. Sono del tutto pronto ad abbandonarli, se ci costituisce la vera rinuncia. Kumbha Muni rispose: Abbandonare la foresta non costituisce la vera rinuncia. Tu hai ancora desiderio e senso dell'ego. Sikhidhvaja raccolse la sua pelle di gazzella, il rosario (mala), l'erba kusha, i vasi di terracotta e la sua tazza di legno e li pose su una pila di legna a cui diede fuoco. Inoltre diede fuoco alla sua capanna di foglie secche. Quindi disse a Kumbha Muni: Penso che adesso ho conseguito la vera e perfetta rinuncia. O giovane divino! C' ancora qualcosa a cui devo rinunciare? Cos'altro devo fare adesso?.
Kumbha Muni rispose: Che gran peccato! Tu non hai rinunciato a tutto. Sikhidhvaja pens tra s: Adesso m' rimasto solo il corpo composto da una massa di carne, sangue e ossa. Ora salir sulla cima di quella montagna e lo lascer cadere affinch si sfracelli al suolo. Pensando questo s'arrampic sulla cima di un alto dirupo e stava per buttarsi gi, quando Kumbha Muni l'interruppe dicendo: Che cosa pazzesca stai facendo, perch tenti di distruggere il tuo corpo innocente? Come pu questo corpo impedirti d'ottenere la conoscenza del S? Annientare il tuo corpo non costituisce la vera e perfetta rinuncia. C' un nemico di questo corpo che lo agita, lo mette in movimento e produce il seme di tutte le nascite e di tutti i karma. Se potrai liberarti di questo nemico, solo allora avrai veramente rinunciato a tutto (sarvatyaga).
Sikhidhvaja chiese: Dimmi, Kumbha Muni, cos' quindi che muove il corpo? Qual  la causa delle nostre rinascite? Qual  la causa delle azioni e delle sofferenze nelle nostre vite future? Qual  quella cosa eliminando la quale noi lasciamo e abbandoniamo tutto in questo universo di opposti? Dimmi con quali mezzi posso eliminare ci
che muove questo corpo. Kumbha Muni rispose: La mente  la causa di tutti i problemi e le sofferenze. Essa  conosciuta sotto vari nomi, come jiva, prana, buddhi, ahamkara. Essa genera i sankalpa e rende il jiva attaccato agli oggetti illusori; essa  la sede dell'illusione,  l'origine del tuo corpo. Non  inerte n non-inerte. La mente in continuo movimento forma questo mondo e produce la schiavit. Come il vento agita l'albero, allo stesso modo la mente agita e muove questo corpo. L'infida mente  il germe di ogni karma. Chi  assoggettato dalla sua mente  sempre preso da preoccupazioni, ansiet, tribolazioni e sofferenze. Perci,  liberandoti della mente che in realt abbandoni ogni cosa di questo mondo. L'abbandono della mente costituisce la vera rinuncia; solo questo ti aiuter a conseguire la beatitudine eterna e la conoscenza del S. Ottenuta la conoscenza del S, diventerai identico con Brahman o il Paramatman.
Sikhidhvaja disse: O saggio, cos' la mente? Qual  la sua vera natura? Qual  la sua causa? Come posso annientare questa perfida mente?. Kumbha Muni rispose: La mente  un ammasso di vasana. La vera natura della mente consiste di vasana. Mente e vasana sono sinonimi.  molto difficile per l'ignorante liberarsi dei vasana. L'egoismo (ahamkara)  il seme dell'albero della mente, che a sua volta  la causa del movimento del corpo.  l'ape che vola attorno al loto del cuore. Il germoglio che germina dal seme dell'ahamkara  il buddhi (intelletto). Il corpo  il tronco dell'albero della mente. I sankalpa sono i rami che si diramano dal germoglio del buddhi. La mente assume le quattro forme di manas, citta, buddhi e ahamkara, a seconda delle funzioni che compie. Quando fa sankalpa-vikalpa (pensa e dubita)  il manas; quando ricorda una cosa  il citta (mente subcosciente); quando determina  il buddhi (intelletto); quando si auto-afferma  l'egoismo. Taglia ogni giorno i rami dell'albero della mente e infine distruggi completamente l'albero alla radice. La potatura dei rami  secondaria; la cosa primaria  sradicare subito il pernicioso albero. I rami dei vasana produrranno un'enorme quantit di karma (azioni). Distruggi i vasana con la spada della saggezza (Jnana) ed avrai pace. Brucia l'ahamkara, il seme dell'albero della mente
Sikhidhvaja disse: Dimmi, o venerabile, qual  il fuoco che brucia il seme dell'albero della mente?. Kumbha Muni rispose: a Il fuoco che pu bruciare l'ahamkara, il seme dell'albero della mente,  la conoscenza del S (Brahma-jnana) che si ottiene indagando sulla vera natura dell' 'Io', chiedendosi 'Chi sono Io?'.
Sikhidhvaja disse: O saggio! Ho indagato ripetutamente e in diversi modi sull'origine dell' 'Io'. Io non sono n questo corpo n il prana, n questa mente n l'intelletto, n gli organi interni n l'egoismo. Allora Kumbha Muni disse: Se non sei nessuno di questi, cosa pensi in realt di te stesso? Se l' 'Io' non si trova in questi, cos'altro ?. Sikhidhvaja rispose: Io sento d'essere l'Anima pura e intelligente, l'assoluta Coscienza. Ma sono incapace di liberarmi del senso dell'ego, il seme della mente. Provo con tutto me stesso d'annientarlo, ma quanto pi cerco d'abbandonarlo tanto pi s'attacca a me. Kumbha Muni disse: Ogni effetto  prodotto da una causa o dall'altra; questa  la legge generale della natura, sempre. Trova la causa dell'ahamkara. Ricerca la causa del tuo egoismo e dimmi che cos'. Sikhidhvaja rispose: Mera illusione (maya)  la causa del mio egoismo. La conoscenza  la causa dell'egoismo. O giovane divino, parlami dei mezzi per eliminare i pensieri degli oggetti esterni. Come posso liberarmi delle apparenze esteriori di nomi e forme?.
Kumbha Muni disse: Se mi dirai la causa della conoscenza, allora sar in grado di spiegarti il processo di causa ed effetto e il metodo per sopprimere i pensieri e distruggere l'egoismo. Sikhidhvaja disse: La conoscenza si produce tramite gli oggetti illusori, quali corpo, alberi, fiumi, montagne, vacche, cavalli, ecc. Se gli oggetti non esistono, non possiamo pensare n conoscere niente. Se non ci fossero gli oggetti, non avremmo affatto la conoscenza degli oggetti. Allora l'egoismo - seme della mente - sar riassorbito.
Kumbha Muni disse: Se esistono il corpo e gli altri oggetti, allora esiste pure la conoscenza del visibile. Poich il corpo e gli oggetti in realt non esistono, quali sono allora le basi della conoscenza? Se tu dipendi dal tuo corpo come fosse realmente esistente, allora dimmi, o principe, da che dipende la tua conoscenza quando la tua anima  separata dal corpo?. Sikhidhvaja rispose: Il corpo visto da tutti e che gode i frutti di tutte le azioni (karma) non pu essere preso per irrealt da nessuno. Chi pu ignorare il corpo che viene visto chiaramente da tutti, e che  dotato di mani, gambe e compie vari tipi d'azioni? Come possiamo dire che il corpo non esiste?.
Kumbha Muni rispose: Il corpo non esiste prima della sua nascita; e non c' corpo dopo la sua dissoluzione. Ci che non esiste all'inizio e alla fine, e appare soltanto nel mezzo,  illusorio e in realt inesistente. Questo corpo, che  prodotto dal karma, non  la causa. Di conseguenza l'effetto dell'intelligenza  inesistente. Niente che non sia prodotto da una causa pu dirsi esistente. La conoscenza o coscienza che noi ne abbiamo  essa stessa illusoria. Perci anche l'ahamkara e gli altri effetti prodotti tramite l'illusione della conoscenza sono inesistenti. Qualsiasi prodotto ci si presenta senza la sua vera causa  falso come un miraggio nel deserto. Tutti gli oggetti che non hanno le stesse nature delle loro cause sono falsi come l'argento nella madreperla. Credere nell'esistenza del corpo e dell'egoismo  come decorare il corpo del figlio di una donna sterile.
Sikhidhvaja disse: Non possiamo considerare i nostri padri le cause che hanno generato i nostri corpi?. Kumbha Muni rispose: Il padre non pu essere la causa, poich ha per s un'altra causa. Sikhidhvaja disse: Certamente possiamo considerare i nostri genitori come cause della nostra esistenza. I nostri genitori ebbero i nostri nonni come cause delle loro nascite. Non consideriamo Brahma, il nostro primo grande antenato, il progenitore della razza umana? Non dico bene, riverito Kumbha Muni?.
Kumbha Muni rispose: Il nostro progenitore, il grande antenato Brahma, non pu essere la causa originaria poich anche lui ha avuto bisogno di una causa per nascere. Soltanto il non-duale auto-esistente autoluminoso Param-brahman splende anteriore alla creazione. Questo universo  mera apparenza, come l'acqua in un miraggio. Pensare che Brahma  il creatore  veramente una concezione errata L'esistenza di un grande antenato  falsa; non c' niente che si possa definire creazione. Anche la creazione di tutte le creature  falsa (Tutto ci dal punto di vista dell'Assoluto). Sikhidhvaja disse: Certamente Parambrahman  la causa di Brahman. Non  vero questo?. Kumbha Muni rispose: Parambrahman  senza nascita, senza morte, senza causa, senza mutamento, senza tempo, senza azione, senza inizio e senza fine. Non pu essere la causa; non pu essere n l'attore n il fruitore. C' solo una realt vivente: Brahman. Distruggi l'avidya (nescienza) realizzando la conoscenza di Brahman; l'intero universo svanir in toto. Tu vedrai solamente il S o l'Atman ovunque
Sikhidhvaja: O venerabile maestro! Adesso percepisco la Verit. Ora sento che io sono la pura, onnipervadente, libera e immortale Anima o Atman. Io sono calmo, sono stabilito nel sempre beato S. L'universo visibile in realt non esiste, maya non mi pu toccare. Io sono Brahman, io sono l'indivisibile S autoluminoso. Io sono assorto in Brahman.
Kumbha Muni disse: Le parole del precettore alloggiano nella mente del discepolo solo se questi  dotato dei quattro mezzi di salvezza, se  calmo e sereno, se  distaccato e introspettivo e se ha controllato i sensi. Tu sei pieno d'illuminazione, hai ottenuto la meta e sei splendente di conoscenza del S. Sikhidhvaja disse: Venerabile guru! I saggi liberati operano per il benessere del mondo. Non agiscono essi con la mente? Come si pu agire senza la mente? Ti prego d'illuminarmi su questo punto.
Kumbha Muni rispose: Il manas (mente)  considerato di due tipi - puro e impuro. Quello associato al pensiero del desiderio  l'impuro, mentre quello senza desiderio  puro. La mente pura  altrimenti conosciuta col nome 'mente superiore'. La mente impura  chiamata 'mente inferiore'. Per gli uomini, soltanto la loro mente  causa di schiavit o emancipazione. La mente attratta dagli oggetti dei sensi tende alla schiavit, mentre quella che non  similmente attratta tende all'emancipazione. Ora, si dice che c' la salvezza dove c' una mente che non ha desideri per gli oggetti dei sensi; perci un aspirante alla liberazione ha la mente sempre libera da ogni desiderio degli oggetti materiali. La mente impura (asuddha manas)  piena d'impuri vasana, di rajas (attivit) e tamas (oscurit); la mente pura (suddha manas)  piena di puri vasana e di sattwa (luminosit). Gli impuri vasana producono le rinascite, mentre la mente pura piena di puri vasana porta al moksha (liberazione da nascite e morti). Le persone mondane operano con la mente inferiore o impura e sono legate dalle loro azioni (karma). I saggi liberati operano con la mente pura o sattwica (mente superiore). Essi non sono legati dalle loro azioni poich non hanno egoismo e non desiderano i frutti delle loro azioni. La mente impura  instabile, fluttua sempre, saltando da un oggetto all'altro. Va sempre dietro gli oggetti dei sensi ed  piena di diverse specie di paure e dolori. La mente pura  stabile, pratica Brahma-vichara e rimane nel supremo S; non si muove verso gli oggetti dei sensi ed  libera da ogni specie di paura e dolore. La mente impura  costituita dai vasana (desideri sottili latenti) che generano innumerevoli rinascite. La mente diviene preda di vari tipi di desideri a causa della sua fluttuazione. Questa fluttuazione  causata dall'attivit (rajas) e dall'agitazione (vikshepa). Quando la mente fluttua, passa da un oggetto all'altro. Un uomo del mondo (ajnani)  dominato dalla mente impura e agisce secondo le ingiunzioni della mente inferiore o impura. Ma un saggio (jnam) tiene la sua mente sotto perfetto controllo; egli agisce in armonia con la voce della sua intuizione. Come una lavandaia pulisce lo sporco con della polvere, come un viaggiatore rimuove la spina nel suo piede con un'altra spina, allo stesso modo la mente impura dev'essere uccisa dalla mente pura. Chi ha annientato la mente inferiore o impura allontana le rinascite a grande distanza. Nessun
dolore lo toccher, i puri vasana con cui il saggio compie le azioni non possono causargli rinascite. Tutti i vasana impuri sono bruciati completamente quando si perviene alla conoscenza del S o Brahma-jnana. Meditazione, japa, kirtan, pratica del pranayama, Brahma-vichara, studio di libri religiosi e satsanga generano puri vasana. Quando la mente sar liberata dai desideri per gli oggetti e rimarr nel S, tu godrai la beatitudine eterna. Quando la mente sar liberata da tutte le brame e i desideri ardenti per gli oggetti, quando sar controllata nel cuore, quando giunger alla realt dell'Atman, tu otterrai il moksha. O principe! Non permettere alla tua mente di fluttuare. Mantieni la mente sempre libera da ogni desiderio degli oggetti materiali. Annienta la mente inferiore o impura con l'aiuto della mente superiore o pura e trascendi anche la mente superiore. Possa tu rimanere fermo come una roccia! Possa tu essere dotato di mente sattwica (pura)! Possa tu rimanere sempre in pace nel beato S!.
Sikhidhvaja disse: O venerabile guru, dimmi qualcosa sull'origine e la distruzione di questo universo: come possiamo conciliare la concezione dell'Anima individuale con l'idea di Brahman o l'Anima suprema sempre pura e autoluminosa?. Kumbha Muni rispose: Tutte le cose visibili sono deperibili e vengono estinte alla fine di ogni pralaya (dissoluzione cosmica). Solo Brahman - che  quieto, onnipervadente, indistruttibile, pieno di beatitudine, puro e luminoso esiste sempre. Come l'acqua a volte diviene l'onda, similmente questo mondo sorge e tramonta nel S Supremo o Brahman. Come vengono dall'oro braccialetti, anelli e altri tipi di ornamenti, cos questo mondo di nomi e forme proviene da Brahman. Quest'universo non  altro che assoluta Coscienza non-duale (Chinmatra), come l'onda non  altro che acqua dell'oceano. Brahman, Shiva, Satya (Verit), Chinmatra, Sat (Essere) e Chit (Coscienza) sono tutti sinonimi. Un leggero movimento nella mente genera questo mondo. Se otterrai l'Autorealizzazione l'universo scomparir. Come il serpente appare nella corda, cos questo mondo illusorio appare in Brahman. Questo mondo  un vivarta (apparenza illusoria) di Brahman, come gli anelli, i braccialetti, ecc., sono vivarta dell'oro. Solo per un ajnani questo mondo  reale. Se praticherai la meditazione profonda svilupperai la visione divina e vedrai Brahman con la tua percezione intuitiva. Soltanto Brahman  la vera esistenza, l'Anima di tutto. Esso  Tutto,  l'essenza di questo universo;  un'unit che non ammette mai dualit sotto tutte le variet e le diversit della natura.  inutile ricercare la natura del mondo e del nostro ego, poich in realt essi non esistono; ma sono
mere apparenze illusorie come il serpente nella corda. Il senso dell'ego e il termine mondo sono solo parole senza significato, mere creazioni o invenzioni degli uomini. Le parole 'io', 'tu', 'questo' e 'quello' sono mere invenzioni degli uomini per distinguersi l'uno dall'altro; sono solo invenzioni della nostra immaginazione, ma in realt non esistono. La conoscenza di 'io', 'tu' 'egli', 'questo mondo', 'quello', ecc.,  come l'apparenza dei nostri sogni.
Sikhidhvaja disse: Venerabile saggio! Ora capisco che non c' neppure quella cosa chiamata mente.
Kumba Muni rispose: Il mondo in realt non esiste. In nessun tempo, in nessuno spazio qualsiasi esiste quell'entit reale chiamata mente. Come pu esserci la mente dove non c' mondo? Questo mondo  solo l'essenza di Brahman, e separato da Esso non c' alcun mondo. Qualsiasi cosa  manifesta qui davanti a noi esiste in Brahman. Come il vento fa parte dell'aria, come gli ornamenti si fondono nell'oro, cos questo mondo si fonde in Brahman. Il saggio non vede questo mondo; egli vede solo il S, sempre e ovunque. Questo mondo appare solo alla vista degli ignoranti; questo mondo  falso come il cerchio descritto dalla fiamma vorticosa di una torcia. Mente  un altro nome per ignoranza; non  niente, un'irrealt che appare come realt. Il desiderio grossolano che  la causa delle rinascite degli uomini  conosciuto col nome di mente. O principe, identificati sempre con Brahman, che  non-nato, senza inizio, senza fine, indivisibile, eterno e sempre tranquillo e rimani in pace per sempre.
Sikhidhvaja disse: O saggio, dimmi come i jivanmukta agiscono in questo mondo. Kumbha Muni rispose: I saggi sono liberi da brame e desideri; essi hanno annientato le loro menti e hanno i sensi sotto perfetto controllo. Sono dotati di qualit virtuose e possiedono sempre equanimit (samata), uniformit di disposizione e visione equanime. Essi non desiderano il cielo n una ricompensa per le loro azioni. Mantengono la mente bilanciata in tutte le circostanze della vita.
Sikhidhvaja disse: Dimmi, venerabile guru, come pu il movimento di una cosa essere uguale con la sua immobilit?. Kumbha Muni rispose: Esiste solo una cosa, ed  Brahman. Questa  la sola essenza, onnipervadente, inesprimibile, inconcepibile e senza attributi. Si pu arrivare alla conoscenza del S tramite un lungo studio dei libri che trattano l'Atma-jnana, e con il satsanga (associazione con i saggi) e la meditazione costante. Questo S  agitato dalla Sua intelligenza, come l'acqua dell'oceano  mossa dalle grandi onde. Dall'ignorante Brahman  visto nella forma dell'universo. L'intelletto 
sempre attivo ed impegnato, ma il S  immobile e inattivo. Una leggera vibrazione dell'intelletto genera l'universo. L'intelletto costituisce il principio motore dell'universo. Quando l'intelletto cessa di funzionare, l'apparente universo svanisce e solo Brahman splende; ogni movimento cessa e rimane solo l'immobile Brahman. O principe! Tu sei questo immortale, immobile e beato Brahman. Realizza questo e rimani in samadhi come una roccia.
Sikhidhvaja sedette fermo come una statua, entr in samadhi e rimase in quello stato per tre giorni pieni. Kumbha Muni riprese la forma di Chudala e con il suo potere yoga viaggi nello spazio e raggiunse il suo palazzo. L sbrig i doveri reali dell'assente marito. Dopo tre giorni viaggi nell'akasha (etere), assunse la forma di Kumbha Muni e and nell'eremitaggio di Sikhidhvaja nella foresta. Trovando che il principe era ancora in nirvikalpa samadhi, lei desider destarlo e rugg come un leone. Ci spavent le bestie feroci, ma non dest il principe dal samadhi. Allora lo scosse con le mani per riportarlo ai sensi, quindi lo fece cadere a terra, ma il principe non si dest n ritorn ai sensi. Allora Chudala pens: Vedo che il mio signore  assorto nel supremo S. Adesso mi concentrer sul suo corpo sottile e tramite l'occhio dell'intuizione scoprir se nel suo cuore c' ancora un residuo d'intelligenza (sattwa) o vita. Se c' un residuo di sattwa o vita, lo sveglier con un altro metodo e vivr con lui felicemente. Altrimenti anch'io abbandoner questo corpo per ottenere videhamukti.
Chudala concentr la sua mente sul corpo sottile o astrale del principe e tramite l'occhio interiore dell'intuizione vide che c'era ancora un residuo di sattwa (intelligenza) o resti di vita nel suo cuore. Chudala pratic il kriya (azione) yogico per entrare nel corpo di un altro. Abbandon la forma fisica di Kumbha Muni, ritir il suo corpo sottile, entr nella mente di Sikhidhvaja e fece sl che quella parte della sua mente che conteneva il residuo di puro sattwa vibrasse. Mise quella parte della mente in azione e in movimento e quindi ritorn nel suo corpo, come un uccello che vola sul ramo di un albero e poi torna di nuovo nel suo nido. Quindi sedette su un letto fiorito e cant i canti del Sama Veda in maniera melodiosa. Sentendo i canti, il principe prov un'animazione intellettuale e la sua vita dormiente gradualmente fior, come fiorisce il bocciolo del loto alla vista del sole. Lentamente apr le sue palpebre. Tutto il corpo del principe fu pieno di vita nuova. Egli vide Kumbha Muni davanti a s e lo lod dicendo: Per grazia tua ho gioito la beatitudine del nirvikalpa samadhi,
ho ottenuto la liberazione dalla pastoia di nascite e morti. I piaceri del cielo sono niente paragonati alla beatitudine del samadhi.
Kumbha Muni disse: O principe! Sei libero adesso da ogni dolore, dubbio e illusione? Hai assaggiato pienamente l'eterna beatitudine di Brahman? Sei libero da amore e odio verso gli oggetti dei sensi? Hai sviluppato la visione equanime? Hai sradicato l'ardente desiderio per i piaceri sensuali di questa terra?. Sikhidhvaja rispose: Venerabile guru! Sono assolutamente libero da ogni tipo di dolore, dubbio, paura, errore, illusione, amore e odio. Sono libero da decadenza, morte e malattia. Ho guadagnato tutto ci che dev'essere guadagnato. Sono completamente soddisfatto nel mio S. Godo la soddisfazione suprema. Non ho niente da conoscere che mi  sconosciuto e niente da ottenere che non ho gi ottenuto. Non c' pi niente per me da desiderare, vedere o ascoltare. Non desidero altri consigli da nessuno per illuminarmi. Sono dotato di visione equanime.
Allora Kumbha Muni e Sikhidhvaja vagarono felicemente per foreste e montagne, e videro molti laghi e fiumi. Un giorno Kumbha Muni disse al principe: Oggi ci sar una grande festa nel devaloka, e nell'assemblea devo presentarmi davanti a Narada. La mia partenza  ordinata dal destino; non pu essere evitata in alcun modo. Chi pu andare contro l'irresistibile legge suprema? Torner sicuramente al tramonto. E dando a Sikhidhvaja un mazzo di fiori si part da lui.
Kumbha Muni riprese la forma di Chudala, viaggi nello spazio, raggiunse la sua citt e sbrig i suoi doveri reali. Quindi riprese di nuovo la forma di Kumbha Muni, viaggi nello spazio e discese nella dimora di Sikhidhvaja. Vedendolo, questi disse: Venerabile signore! Perch siete triste oggi? Voi siete un saggio. Kumbha Muni rispose: I conoscitori della Verit che non sono fermi e pazienti sotto tutte le condizioni e le prove non sono uomini sinceri, ma impostori. Fintanto che abbiamo i corpi dobbiamo esercitare gli organi corporei nella giusta maniera. Perfino il grande Brahma e gli dei sono soggetti alle condizioni dei loro corpi. Nessuno pu andare contro l'irresistibile legge suprema.  oltre il nostro potere controllare la forza del destino che fa scorrere tutte le cose nel loro corso stabilito, come le acque dei fiumi scorrono verso l'oceano.
Sikhidhvaja disse: Se  cos, perch dovreste preoccuparvi, qualsiasi cosa sia accaduta?. Kumbha Muni rispose: Ascolta, o principe, il sorprendente incidente che mi  capitato e sarai davvero preso dallo stupore!.
Chudala volle mettere alla prova Sikhidhvaja, per vedere se egli
era stabilito o no in brahmacharya (castit). Perci narr al principe un incidente: a Dopo che ti diedi il mazzo di fiori, viaggiai nello spazio e andai da mio padre nel devaloka, dove partecipai alla riunione nella corte di Indra. Quindi rientrai nello spazio per tornare sulla terra. Nello spazio incontrai rishi Durvasa e gli dissi: 'Sei avvolto nella veste blu delle nuvole. Sembri andare in fretta come una donna sensuale che va ad incontrare il suo amante'. Udendo ci, il saggio s'infuri e mi maled dicendo: 'Sii trasformato ogni notte in una donna sensuale'. Quanto vergognoso sono stato davanti ai saggi! Da adesso dovr assumere ogni notte il corpo di una donna. Sono molto addolorato dalla cosa.
Sikhidhvaja disse: Non preoccuparti! Nessuno pu andare contro la forza della legge irresistibile. Tu sei un saggio. Tu sei l'immutabile Anima. La trasformazione del corpo non toccher l'intangibile Anima. L'Atman non  sottoposto al mutamento. Cosi Chudala passava i suoi giorni nella forma di Kumbha Muni e le notti sotto forma femminile. Un giorno Kumbha Muni disse: Quanto tempo devo rimanere come una vergine? Sceglier te come marito. Ti piaccia accettarmi ogni notte come moglie. Sikhidhvaja rispose: Sei libera di fare come ti piace.
Quindi fu celebrato il matrimonio secondo i riti Gandharva per mutua scelta e consenso, sui monti Mandhara, nel giorno di luna piena del mese di simha (agosto-settembre). Chudala venne ora chiamata col nome di Madanika. Ogni notte, non appena Madanika s'accorgeva che il principe dormiva profondamente, ella era solita assumere la sua forma precedente e andare nel suo regno per il disbrigo dei doveri reali. Assolti i doveri dello stato, ritornava dal marito nella foresta.
Con il suo potere yoga, Chudala fece apparire Indra davanti a Sikhidhvaja. Indra disse: O re, sono molto attratto dal tuo tapas e dalle tue qualit virtuose. Vieni nel devaloka. Le fanciulle celesti stanno aspettando il tuo arrivo. Tuffati in ogni specie di godimenti. Sikhidhvaja rispose: Signore! Dovunque io sono, l  il cielo per me. Ho conosciuto tutti i piaceri del devaloka, non voglio nulla. Sikhidhvaja rimase nella perfetta equanimit di mente, del tutto indifferente.
Chudala volle provare ulteriormente Sikhidhvaja. Entr in un pergolato e mediante il suo potere yoga cre un amante, facendo mostra d'abbracciarlo. Sikhidhvaja and a cercarla nel giardino e nei boschi e infine la trov abbracciata nell'amplesso col suo amante. Ma egli
non fu toccato minimamente; non sent mutamento nella sua disposizione, n mostr alcun segno di collera.
Per mettere alla prova la sua realizzazione Chudala apparve davanti a Sikhidhvaja con un'espressione timida, come se vergognosa della sua condotta passata. Sikhidhvaja si rivolse a Chudala con voce dolce: Perch torni cos presto da me? Ritorna dal tuo amante e soddisfa la tua passione. Non pensare che io sia dispiaciuto o in collera per quanto  successo. Io sono sempre contento nel mio S. Chudala ossia Madanika rispose: Sono solo una fragile donna. Sono ignorante, non posso calmare la mia passione. La donna  per sua natura dieci volte pi passionale dell'uomo. N le proibizioni, n le minacce dell'uomo, n il rispetto della castit servono a calmare la sua lussuria. Ti prego di perdonarmi. Il perdono  la qualit pi importante degli uomini pii. Sikhidhvaja rispose: O dolce Madanika! Come un albero non cresce nel cielo, cos la collera non ha posto nel mio cuore.
Chudala non volle provare ulteriormente Sikhidhvaja. Pens che il marito aveva ottenuto la conoscenza del S ed era assolutamente libero da collera e passione. Perci abbandon il corpo di Madanika e assunse la forma di Chudala; quindi apparve davanti a Sikhidhvaja. Questi disse: O donna! Chi sei?. Chudala rispose: Sono Chudala, la tua legittima moglie. Grazie al mio potere yoga, ho assunto le forme di Kumbha Muni e Madanika e ti ho iniziato ai misteri del kaivalya o Atma-jnana. Ti ho ripreso quando seguivi il corso sbagliato e ho usato ogni arte e sotterfugio per riportarti sulla giusta via. Ti ho messo alla prova in diversi modi e ho sondato la profondit della tua conoscenza. Adesso entra in nirvikalpa samadhi e conoscerai ogni cosa in dettaglio.
Sikhidhvaja sedette in meditazione e vide chiaramente tutto ci che era accaduto dal momento che aveva abbandonato il regno fino all'incontro con Chudala alla fine.
Chudala disse: Venerabile signore, sei libero da ogni dubbio?  stata distrutta la tua illusione causata dall'ignoranza? Stai nel tuo stesso svarupa (natura essenziale)? Godi la beatitudine dell'Eterno?. Sikhidhvaja rispose Adesso sono libero da distrazioni, errori, dubbi e illusioni. Sono libero dagli ostacoli del mondo. Sono sempre tranquillo, non ho desideri. Non m'aspetto niente da nessuno. Non ho niente da scegliere per me. Non sono n questo n quello, n contento n dispiaciuto per qualsiasi cosa o evento del mondo. Rimango sempre nel mio beato S. Niente pu turbare la mia pace. Sono libero
da dualit, distinzioni e sofferenze. Non penso agli oggetti. Sono onnipervadente pura Coscienza. Sono come l'etere onnipresente, come l'akasha che permea tutti gli oggetti e tuttavia non ne  contaminato.
Chudala disse: Mio venerabile signore, adesso ritorna ai tuoi do veri reali. Tu non sarai legato dalle azioni (karma). Sikhidhvaja acconsenti. Quindi Chudala lo unse ed esegu i riti del suo ritorno al regno. Lo install su un bellissimo trono pieno di gemme e lo bened con una lunga vita. Quindi Sikhidhvaja e Chudala montarono su un elefante finemente decorato e ritornarono nella loro citt, accompagnati da due reggimenti per ogni lato e seguiti da bande di musicisti che suonavano in armonia con un gruppo che cantava e danzava. Egli entr nel palazzo reale con tutto il suo seguito e fu accolto dai suoi ministri, cortigiani e attendenti. Regn sul suo regno per mille anni e quindi ottenne Videhamukti insieme alla moglie, pressappoco nello stesso tempo.
Dopo aver ascoltato la storia di Sikhidhvaja, narratagli magnificamente dal suo guru Vasishtha, Sri Rama gli chiese Come pu esserci un residuo di sattwa in quelli che si sono immersi in Brahman e hanno annientato le loro menti? Come pu esserci la piccola scintilla della fiamma vitale in uno yogi la cui mente  fredda come una pietra e il cui corpo  insensibile come una zolla di terra o un pezzo di legno?.
Vasishtha rispose: Il residuo di vita o di sattwa, causa dell'intelligenza, rimane nel cuore come un atomo impercettibile, come i fiori e i frutti sono latenti nel seme. La vibrazione dell'intelletto permane nel calmo yogi che rimane in samadhi come una statua o una roccia Sebbene la mente di un jivanmukta  annientata, tuttavia il corpo sottile non viene completamente distrutto. La sua mente non  toccata dai piaceri e dai dolori; non ha desiderio o brama per gli oggetti. Malgrado la sua mente si muove tra gli oggetti dei sensi,  libera da attrazione e repulsione.
O Rama, ti ho raccontato la storia di Sikhidhvaja. Regna anche tu come lui, vivi i piaceri di questo mondo e ottieni la liberazione finale. La stessa cosa fece Kacha, il figlio di Brhaspati, il guru degli dei.



La storia di Kacha

Rama chiese: Vi prego di dirmi come Kacha ottenne l'illuminazione.
Muni Vasishtha rispose: Quando Kacha era ancora giovane era gi ansioso d'ottenere la liberazione dal samsara. Un giorno and da suo padre Brhaspati e gli chiese: Signore, voi sapete tutto. Vi prego di dirmi come uno pu liberarsi dalla prigione del samsara. Brhaspati gli rispose: Figlio mio, la liberazione dalla prigione del samsara  possibile solo con l'incomparabile potere della rinuncia totale.
Sentendo questo, Kacha and nella foresta e rinunci a tutto. Brhaspati non fu toccato dal corso degli eventi, perch i saggi non sono toccati dall'unione o dalla separazione. Dopo otto anni di solitudine e austerit, Kacha incontr nuovamente il padre e gli chiese: Per otto anni ho fatto austerit dopo aver rinunciato a tutto. Come mai non ho ancora raggiunto la pace suprema?. Brhaspati ripet semplicemente il suo precedente comandamento 'Rinuncia a tutto', e and via. Prendendo ci come comandamento, Kacha rinunci anche alla corteccia d'albero che copriva il suo corpo e continu le sue austerit ancora per tre anni. Quindi cerc di nuovo suo padre e, dopo averlo adorato, gli chiese: Padre, ho rinunciato anche al bastone e ai vestiti, ecc. Tuttavia non ho ancora raggiunto l'autoconoscenza.
Brhaspati gli disse: Per 'totale' s'intende soltanto la mente, poich la mente  tutto. La rinuncia della mente  la rinuncia totale. Cosi dicendo Brhaspati scomparve. Kacha guard dentro di s, sforzandosi di trovare la mente per potervi quindi rinunciare. Ma per quanto cercasse, non pot trovare ci che si chiama mente. Incapace di trovarla, egli cominci a pensare: Le sostanze fisiche come il corpo non possono essere considerate la mente. Allora perch punire inutilmente il corpo innocente? Ritorner da mio padre e gli chieder dove trovare il terribile nemico chiamato mente, e sapendolo vi rinuncer.
Con questo pensiero Kacha cerc suo padre, e gli chiese: Vi prego di dirmi che cos' la mente, affinch io possa rinunciarvi. Brhaspati rispose: I saggi che conoscono la mente dicono che essa  l'ahamkara. Il senso dell'io che nasce dentro di te  la mente. Ma  davvero molto difficile, se non impossibile, evitare l'idea dell'io - rispose Kacha. Brhaspati continu: D'altro canto,  pi facile di schiacciare il fiore che ti sta in mano o di chiudere gli occhi! Perch
ci che sembra esistere a causa dell'ignoranza perisce al sorgere della conoscenza. Invero il senso dell'io non esiste Esso sembra esistere a causa dell'ignoranza e dell'illusione. Dov' l'ahamkara, com' nato, che cos'? In tutti gli esseri e in tutti i periodi di tempo c' solo la pura Coscienza! Perci il senso dell'io  solo una parola. Rinunciavi, figlio mio, e abbandona l'auto limitazione o i condizionamenti mentali. Tu sei incondizionato, non condizionato da tempo, spazio e causalit.
Cos Brhaspati rivel la saggezza suprema a Kacha, che fu illuminato. Egli fu libero dall'ahamkara e dall'idea di possesso, e divenne un jivanmukta. O Rama, vivi come lui. Il senso dell'io  irreale. Non cercarlo e non abbandonarlo; come si pu afferrare o abbandonare l'irreale? Quando il senso dell'io  irreale, cosa sono la nascita e la morte? Abbandona i concetti d'unit e diversit e rimani pieno di beatitudine in Brahman.


La storia della persona illusoria

Vasishtha continu: O Rama, ascolta la storia comica della persona illusoria. In un angolo del Cidakasha, dove non c' universo, nacque un uomo formato da maya e pieno d'ignoranza. Egli sorse come le visioni illusorie che appaiono nello spazio o come l'acqua di un miraggio; era solo un vuoto nato dal vuoto. Fu chiamato mithya-purusha (persona illusoria). In lui nacque quest'idea illusoria: Io sono nato dallo spazio (akasha), io sono spazio, lo spazio  mio. Perci devo proteggerlo. Cos costru una casa per proteggere lo spazio. Pensando che lo spazio era rinchiuso in quella casa fu felice, identificandosi con quel limitato akasha. Ma col tempo la casa croll, e il mithya-purusha si lament: O mio akasha, sei svanito in un istante con la scomparsa della mia casa. Dove sei andato?.
Quindi scav un pozzo, ci entr dentro e s'attacc follemente al suo spazio interno, pensando che ora esso era protetto. A suo tempo anche il pozzo and perduto, e l'uomo rimase molto addolorato. Quindi, per proteggere l'akasha, egli cre un nuovo contenitore e innamorato della sua bella forma vi entr pieno di contentezza. In seguito il tempo mise le sue mani sul contenitore e lo distrusse. Vedendo che tutte le cose che creava venivano distrutte dal tempo, egli scav una fossa e s'attacc al suo akasha, vivendo in esso. Ma anche la fossa fu inesorabilmente spazzata via dal tempo. Cos, dopo il solito lamento egli costru uno dopo l'altro un boschetto, una dimora circolare, ecc., che perirono dopo poco tempo. Il mithya-purusha rimase infelice, perch ignorantemente voleva racchiudere l'akasha in delle dimore terrene.
Rama chiese: Qual  il significato di questa storia? Che significa racchiudere l'akasha?.
Vasishtha rispose: Il mithya-purusha  il senso dell'io (ahamkara), che sorge non appena comincia il movimento della mente. La sua realt  Brahman, il Cidakasha sempre pieno e infinito in cui esistono tutti gli universi. Non sapendo questo, il senso dell'io considera lo spazio intorno a s come se stesso e un suo possesso Cos l'ahamkara immagina di proteggere il Cidakasha dell'Atman, e quindi s'identifica con i numerosi corpi creati da lui stesso, simbolizzati nel racconto dalla casa, dal pozzo, dalla fossa, ecc. I corpi esistono e dopo un po' periscono; a causa di quest'illusione l'io  continuamente soggetto al dolore, poich pensa che il S muore e si perde. Quando il contenitore viene distrutto, lo spazio non viene toccato. Pu l'indistruttibile akasha scomparire, quando vengono distrutti i vari contenitori che sembrano contenerlo? L'akasha non svanir mai con la scomparsa del contenitore. Cos l'Atman non sar mai distrutto con la morte del corpo Il S  pura Coscienza, pi sottile ancora dello spazio. Essendo non nato, non pu mai essere distrutto.  soltanto l'infinito Brahman che splende dappertutto come questi universi; ma il fantasma dell'ahamkara viene distrutto come un qualsiasi contenitore. In realt in nessun luogo e in nessun tempo ci sono cose come nascita e morte. Perci, realizzando questo, sii felice per sempre!



La storia di Bhrngisha


Brahmarishi Vasishtha continu:
L'universo si  manifestato dall'Atmajnana, come l'illusione del serpente derivante da una corda. Per quelli che contemplano i raggi del sole come lo stesso sole, esiste soltanto il sole. Questa  la cosa fortemente desiderata per entrare nello stato nirvikalpa. Ma se il sole e i suoi raggi sono considerati separati, allora appare la diversit. Abbandonando ogni idea di diversit, possa tu avere quella diretta esperienza spirituale in cui non c' universo. Tutte le cose sono aspetti della Coscienza, le nuvole degli universi sono soltanto pura Coscienza. L'universo  solo sankalpa, esso non  reale n irreale. La Coscienza pervade tutte le cose senza alcuna illusione; gli oggetti non esistono realmente. Allora dov' la schiavit o la liberazione? Perci, o Rama, abbandonando ogni pensiero di schiavit e liberazione, osservando mauna senza la minima traccia d'ahamkara, vivi e agisci nel mondo. Purificata la tua mente da tutti i dubbi che nascono dall'illusione, stabilito per sempre nella certezza, possa tu vivere come un supremo attore e fruitore di delizie, e nello stesso tempo come un supremo rinunciante di tutto. Questa triplice disciplina fu insegnata nel passato dal Signore Shiva al saggio Bhrngisha, che tramite essa ottenne la libert completa. Bhrngisha era un uomo di comune autoconoscenza. Un giorno and sulla cima settentrionale del Mahameru e dopo avere adorato il Signore Shiva gli chiese: Signore, io sono ingannato dall'illusione del mondo e non trovo pace. Come posso avere la pace di mente in questo corpo impermanente? Vi prego di dirmi quale attitudine devo avere per essere liberato dall'illusione.
Parameshwara rispose cosi: Abbandona tutti i tuoi dubbi. Fai ricorso al coraggio morale. Sii un mahabhokta (grande fruitore di piaceri), mahakarta (grande soggetto di azioni) e mahatyagi (perfetto rinunciante). Un mahakarta  uno che si  liberato dei dubbi e compie le azioni appropriate nelle diverse situazioni naturali (siano esse considerate giuste o sbagliate, secondo il dharma o l'adharma), indifferente ai frutti delle azioni, non influenzato da simpatie e antipatie o successo e fallimento, e rimanendo con la mente in uno stato di silenzio e purezza, senza ahamkara, orgoglio e gelosia. Egli  distaccato da tutto, ma rimane testimone di tutto, senza desideri o motivazioni egoistiche, senza dolore o dispiacere, indifferente all'azione e all'inazione, senza eccitazione o esultanza, ma con la mente in pace.
La sua stessa natura  pace, equilibrio, armonia, equanimit, mantenuta in tutte le situazioni (di nascita o morte, esistenza o scomparsa di tutte le cose).
Un mahabhokta  uno che non odia niente n desidera niente, ma gode di tutte le esperienze naturali che gli si presentano; uno che non s'attacca n rinuncia a niente anche mentre  impegnato nelle azioni; uno che non fa esperienze sebbene fa esperienze; uno che testimonia il gioco del mondo senza esserne toccato. Il suo cuore non  toccato dal piacere e dal dolore che nasce nel corso della vita e dai mutamenti che causano confusione; egli guarda con gioia vecchiaia e morte, opulenza e povert ed anche le pi grandi calamit e fortune. La sua stessa natura  non violenta e virtuosa, ed egli gusta con ugual piacere il dolce e l'amaro, senza fare alcuna distinzione arbitraria. Egli s'associa sia coi virtuosi che con i viziosi.
Un mahatyagi  chi ha bandito dalla sua mente concetti come dharma e adharma, giusto e sbagliato, piacere e dolore, nascita e morte, tutti i desideri, tutti i dubbi, tutte le convinzioni, tutti i pensieri e le azioni mentali. Egli ha sradicato dalla sua mente tutti i pensieri delle cose visibili e ha realizzato 'Io non ho corpo, n nascita, n dharma n adharma', ed ha allontanato per sempre dal suo cuore il pensiero del mondo illusorio.
Cosi il Signore Parameshwara istru Bhrngisha, che di conseguenza fu illuminato. O Rama dagli occhi di loto, sviluppa anche tu con la pratica questo tipo di visione o attitudine, trascendi il dolore e proteggi i tuoi sudditi.


La storia di Ikshwaku


Sri Vasishtha continu: O Rama! Compi i tuoi doveri reali, abbi visione equanime e mente bilanciata. Sii indifferente in mezzo ai piaceri e libero dall'ansiet in mezzo alle sofferenze. Non avere attaccamento n desiderio per gli oggetti. Non ti preoccupare mai se sei in difficolt e pieno di problemi. Tu non sarai mai toccato da niente. Le azioni (karma) non ti legheranno e otterrai il moksha. Tu avrai
la conoscenza del S e gusterai la beatitudine eterna e la pace suprema. Rama disse: Saggio onnisciente, vi prego di dirmi quali sono le caratteristiche della mente che ha perso il suo egoismo, e che malgrado perita ritiene ancora la sua forma spirituale?.
Vasishtha rispose: Desideri, illusioni, orgoglio, ignoranza ed altre impurit non possono toccare una persona che ha annientato la mente e l'egoismo e possiede la conoscenza dell'Atman, proprio come l'acqua del lago non pu venire in contatto con la foglia del loto. La purezza dell'Anima si manifesta chiaramente nell'espressione placida e luminosa di un uomo, dopo che l'egoismo e i peccati che lo accompagnano sono stati distrutti. Tutte le qualit divine splendono nel suo viso. I legami delle passioni e degli affetti sono recisi, tutti i peccati distrutti. Egli  libero da collera, cupidigia e vasana. I cinque organi sono sotto il suo perfetto controllo. Le afflizioni non riescono a toccarlo, le gioie cessano di esaltarlo.  dotato di perfetta calma di mente, armonia, bellezza, contentamento ed equanimit in tutte le condizioni e circostanze. Vede tutto con visione equanime. Anche quando le sofferenze toccano il suo corpo e si mostrano sul suo viso, la sua mente  sempre calma e pacifica. Egli diviene un favorito degli dei; non si oppone n offende mai alcuno, ed  amato e onorato da tutti. Le illusioni del mondo non possono toccarlo. N la ricchezza n la povert, n la prosperit n le avversit possono mai scuoterlo. Egli  completamente indifferente. Maledetto  l'uomo che annega nell'ignoranza o mondanit, e non desidera e ottiene quel supremo S che pu essere realizzato tramite la conoscenza o Atmajnana e che pu salvarlo da tutte le difficolt di questo mondo. La conoscenza del S sostiene un uomo in mezzo a tutte le calamit della terra.
Chi desidera attraversare l'oceano del samsara e ottenere la beatitudine eterna, scavalcando le onde delle miserabili trasmigrazioni nel vasto oceano di questo mondo, deve sempre indagare: Chi sono Io? Cos' questo mondo? Qual  la natura di Brahman o del supremo S? A che servono i godimenti materiali?. Tale indagine discriminativa  il mezzo migliore per conseguire la libert o l'emancipazione finale (moksha).
Apprendi, o Rama, come il famoso re Ikshwaku, primo fondatore della tua razza, ottenne il moksha. Una volta, quando questo sovrano amministrava il suo regno, durante un'ora di riposo si sofferm a pensare sullo stato dell'umanit. Egli pens quale potesse essere la causa della decadenza, della malattia e della morte, di dolore, piacere e sofferenza, ed anche degli errori a cui sono soggetti tutti gli esseri viventi in questo mondo mortale. Medit a lungo su questi pensieri, ma non riusc a trovare una soluzione.
And dal primo Manu, che scese dal Brahmaloka, gli manifest i dovuti rispetti e disse: O Signore di compassione! Come posso liberarmi dalle sofferenze di questo samsara? Qual  la natura del mio vero S? Come posso raggiungere l'Immortale, l'Infinito? Da dove trae origine questo universo? Qual  la sua forma? Quando e come venne in esistenza? Come posso essere liberato dai miei dubbi e dalle opinioni errate riguardanti questa creazione? Come posso essere liberato da questo mondo?.
Manu rispose: Tutto quello che vedi non  reale. Questi miseri universi in realt non esistono, essi sono fenomenici. Somigliano a castelli nelle nuvole e all'acqua del miraggio nel deserto. Anche la mente  irreale. L'Atman o Brahman, che  oltre la portata della mente e dei sensi, indistruttibile, illimitato dallo spazio e pi sottile dell'etere, esiste sempre ed  la sola Realt. Tutti gli oggetti visibili sono mere riflessioni nello specchio dell'Atman. Alcune shakti o poteri inerenti di Brahman si unirono insieme e presero le forme dei mondi luminosi, mentre altre shakti assunsero le forme degli esseri viventi; altre ancora presero la forma del devaloka. Non esiste niente come schiavit o liberazione. Soltanto Brahman splende come questo mondo eterogeneo composto di differenti oggetti, come l'acqua dell'oceano appare come onde, bolle, schiuma. ecc. Nient'altro esiste eccetto il Brahman non-duale. Esso  la sola Realt, la sola Verit esistente. Perci, o Ikshwaku, abbandona i tuoi pensieri di schiavit e liberazione. Possa tu essere libero da ogni sorta di paura ed essere adamantino e fermo come una roccia.
Se uno s'identifica con i pensieri o sankalpa diventa un jiva o anima individuale, proprio come l'acqua dell'oceano diventa le onde o la schiuma. Quindi egli turbiner sempre nel ciclo di nascite e morti. Piaceri e dolori sono attributi della mente e non dell'Atman. I jiva ritengono le tendenze dei loro stati antecendenti formate nelle vite passate, fanno azioni virtuose e peccaminose e raccolgono i frutti delle loro azioni, cio piacere o dolore. Come il nodo invisibile di Rahu diventa visibile durante l'eclisse di luna, cos la mente che agisce sotto l'impulso dell'Anima diventa visibile e fa le esperienze di piacere e dolore. Il S immortale non pu essere ottenuto mediante i libri sull'Atma-jnana e i precettori spirituali, ma pu essere conosciuto intuitivamente tramite il proprio S e la propria intelligenza. Come i
viaggiatori si muovono senza alcun attaccamento verso qualche oggetto o luogo particolare, allo stesso modo sii indifferente verso il tuo corpo e i tuoi sensi. Non amare o odiare il tuo corpo e gli organi dei sensi; non torturare il tuo corpo e i sensi. Sii indifferente verso tutti gli oggetti. Corpo e sensi sono il risultato del karma; tu non puoi evitarli, essi esisteranno inevitabilmente. Abbandona il desiderio degli oggetti, realizza la serenit e diventa uno con Brahman.
L'identificazione del S o 'Io' con questo deperibile corpo  la causa della schiavit a questo mondo. Perci quest'idea non dev'essere mai nutrita da coloro che cercano la liberazione. Invece, la ferma convinzione 'Io sono l'Anima onnipervadente o Brahman'  capace di liberare gli uomini dalla loro schiavit a questo mondo. Come una madre  profondamente preoccupata in cuor suo, cercando il figlio perso che in realt sta dormendo sulle sue spalle, allo stesso modo la gente  afflitta cercando la felicit nei deperibili oggetti esterni mentre pu essere facilmente trovata nel proprio S. Come l'acqua dell'oceano  agitata dalle onde, cos la mente  agitata da innumerevoli sankalpa (pensieri). O re, se i sankalpa sono distrutti, se fissi la tua mente nell'Atman, gusterai la pace suprema e la beatitudine eterna e rimarrai completamente imperturbato anche in mezzo alle grandi onde del terribile oceano del samsara.
Questo mondo illusorio fuoriesce da Brahman. Maya  misteriosa, illude gli uomini per non fargli realizzare il proprio Atman. Per l'influenza di maya, questo mondo appare come una solida realt. In questo mondo, quelli che non conoscono l'Atman sono afflitti. Chi guarda il mondo come un paesaggio dipinto sulla tela della mente e non rimane impressionato o col desiderio di qualcosa, del tutto pago in se stesso, ha indossato una corazza invulnerabile. Nessuna freccia pu penetrare questa armatura. Com' felice colui che non avendo niente - n ricchezze n sostegni - tuttavia ha tutto realizzando il suo S. Annienta tutti i desideri, contempla Brahman e diventa un jivanmukta. Distruggi questo piccolo 'io', non identificarti con il deperibile corpo, identificati con l'onnipervadente e supremo S. Sviluppa l'idea di non-esistenza (abhava) e medita sul senza-forma come pura Coscienza. Le idee 'questo  piacevole' e 'quello  doloroso', 'questo  buono' e 'quello  cattivo' sono il seme di una serie di sofferenze. Se questo seme  bruciato dal fuoco della visione equanime, allora dove sar il posto per le sofferenze? Esercitati e usa la spada dell'abhava. Con l'ascia della visione equanime taglia il senso di piacevole e spiacevole e i sentimenti di amore e odio.
Sfronda l'intricata giungla dei riti cerimoniali con lo strumento della tua indifferenza ai meriti e ai demeriti delle azioni. Annienta tutti i pensieri e gli oggetti con la spada dell'abhava. Elimina ogni differenza dalla tua mente, sviluppa la discriminazione. Realizza la beatitudine suprema dell'Anima, rimani completamente calmo. Sii libero da tutte le preoccupazioni e le paure del mondo. Chi ha distrutto questo piccolo 'io', tutti i desideri e i sankalpa, chi ha unificato tutte le differenze illusorie godr l'eterna beatitudine di Brahman. Solo lui sar libero da dolori e sofferenze. O re, contempla sempre la piena, calma, pura e immutabile Anima, che  uguale in tutti.
Manu continu: Ci sono sette stadi di jnana, i sette jnana-bhumika. Dapprima la conoscenza del S (jnana) dev'essere sviluppata con lo studio profondo delle sacre Scritture che trattano l'Atma-jnana, o mediante l'associazione con i saggi e compiendo azioni virtuose senza desiderarne i frutti. Questo desiderio buono forma il primo bhumika o stadio del jnana. Ci irrigher la mente con le acque della discriminazione e la protegger. In questo stadio si svilupper la non-attrazione o indifferenza verso gli oggetti dei sensi. Il primo stadio  la base di tutti gli altri; da esso si raggiungono i prossimi due: vicharana e tanumanasi. Il costante Atma-vichara (ricerca dell'Atman) forma il secondo stadio; il terzo  tanumanasi, che si ottiene con la coltivazione di una speciale indifferenza verso gli oggetti. La mente diventa sottile come un filo, da cui il nome tanumanasi. Tanu significa filo; si ha uno stato di mente simile a un filo. Il terzo stadio  conosciuto anche col nome asanga bhavana. In questo stadio l'aspirante  libero da ogni attrazione. Se qualcuno muore nel terzo stadio, rimarr nel cielo per lungo tempo e si reincarner di nuovo sulla terra come jnani. I primi tre stadi possono essere inclusi nello stato di veglia (jagrat). Il quarto stadio  sattwapatti. Esso distrugger tutti i vasana alla radice e pu essere incluso nello stato di sogno (swapna). Il mondo appare come un sogno. Quelli che hanno raggiunto il quarto stadio guarderanno tutte le cose dell'universo con occhio equanime. Il quinto stadio  asamasakti: c' un perfetto non-attaccamento agli oggetti del mondo. Non c' upadhi o veglia o sogno in questo stato. Questo  lo stadio della jivanmukti, in cui c' l'esperienza dell'Ananda-swarupa (l'eterna beatitudine di Brahman) piena di pura jnana. Questo stadio si fa rientrare nel sushupti (sonno senza sogno). Nel sesto stadio, padarthabhavana, si ha la conoscenza della Verit. Il settimo stadio  il turiya (il quarto) o stato di supercoscienza. Questo  il moksha, conosciuto anche col nome di turiyatita. Non ci sono sankalpa. Tutti i guna (qualit della natura) scompaiono. Questo  oltre la portata della mente e della parola. Videhamukti o la liberazione senza corpo si ottiene nel settimo stadio.
Un jivanmukta  libero da egoismo, desideri, guna e attaccamento; ha visione equanime, assapora la pace perfetta e la beatitudine eterna; perci non sar mai afflitto nella mente. Sia egli impegnato nel mondo o ritirato, sia che viva con una famiglia o conduca vita solitaria, l'uomo che s'identifica con il S immortale o Brahman e che non ha niente da temere o di cui preoccuparsi o spiacersi  considerato liberato in questa stessa vita. Colui che si conosce come senza inizio e senza fine, privo di decadenza e morte, essendo della stessa natura della pura Coscienza, rimane sempre calmo e composto in se stesso e niente pu causargli dolore. Chi si libera della conoscenza tipo 'questo sono io', 'quello  un altro', 'questo  mio' e 'quello  di un altro', ottiene presto la conoscenza del S.
Il godimento di un oggetto tramite i propri vasana d piacere immediato. Quando l'oggetto scompare si fa l'esperienza del dolore. Se i vasana saranno distrutti completamente o se scompariranno a poco a poco, tu non proverai nessun piacere negli oggetti. La presenza o l'assenza di qualcosa  in genere la causa del piacere o del dolore degli uomini. Piacere e dolore sono inseparabili. Il piacere  la causa del dolore. Se muoiono i vasana, le azioni (karma) non producono piaceri o dolori, ma diventano come semi bruciati. Chi non ha attrazione per gli oggetti avr la mente calma. Allora i batuffoli di cotone del sanchita e agami karma (il karma passato e quello futuro) saranno staccati e buttati via dalla pianta del cotone di questo corpo, attraverso le sue nove aperture, dal vortice della conoscenza. Tutti i pensieri svaniranno. Il germe della conoscenza piantato nella mente crescer giorno per giorno, come il chicco seminato nel terreno fertile diventer presto la pianta del riso. Conosci te stesso, o re, come il puro e non-duale Brahman, dove non ci sono n pensieri n vasana. L'Atman splender nella sua originaria purezza e splendore.
L'Anima  in origine piena di beatitudine per natura, ma essendo soggetta all'ignoranza promuove il suo vano desiderio di godimento materiale. Perci prende il nome di jiva o anima individuale soggetta alla miseria. I desideri nascono per mancanza di discriminazione e svaniranno quando sorger la discriminazione (viveka). Una volta distrutti i desideri si estingue lo stato del jiva e la sua anima diviene una con l'Anima suprema. Perci, non permettere al tuo desiderio di godimento terreno di muovere la tua anima su e gi dal cielo all'inferno, come un secchio legato a una corda calato gi nel pozzo e poi di nuovo alzato. Coloro che hanno le idee di agente e di possesso, illusi dalle false differenziazioni di 'io', 'egli', 'questo', 'quello', 'questo  mio', 'quello  tuo', ecc., sono destinati a scendere sempre pi gi, come il secchio. Pi un uomo  egoista, pi  basso e degradato.
Rimani saldo sulla roccia della Verit o Brahman. Pensa che questo universo  la tua forma. Conquista il pieno dominio del tuo S. Quando perverrai alla visione dell'unit, solo allora potrai liberarti dalle rinascite ed essere identico al supremo S. Sarai capace di compiere qualsiasi cosa viene fatta da Brahma, Vishnu e Rudra. Quando la tua mente  elevata ed espansa oltre ogni limite, allora diventa identica con la mente divina e viene assorbita in essa. Lo stesso stato ottenuto da Brahma, Vishnu e Rudra viene raggiunto anche da te quando pervieni alla conoscenza dell'Atman. Tutti i fenomeni della natura sono un mero diletto di Brahman. Chi gode la beatitudine eterna dell'Atman  senza paragoni e unico, non ha nessuno con cui compararsi.
Questo mondo n esiste n non esiste. Non ha n la natura dell'Atman n quella del non-Atman; non  n un vuoto n un pieno. Quando viene realizzato Brahman, maya svanisce. Il moksha  il conseguimento della beatitudine eterna. Moksha  liberazione da nascite e morti. Moksha  Brahman. Il moksha non ha in s n spazio n tempo; in esso non c' stato, n interno n esterno. Se viene annullato l'ahamkara (l'ego o esistenza personale) si ottiene il moksha. La fine dei pensieri  moksha; la fine di maya  moksha. La realizzazione di Brahman costituisce la liberazione (moksha).
Soltanto chi  indifferente a ci che indossa o mangia o a dove dorme splender come imperatore del mondo intero. Liberati dalle caste, dagli stadi della vita (varnashrama) e dai dharma del mondo, come il leone si libera dalla gabbia di ferro. Alleggerisci il peso del samsara. Raggiungi quel posto immacolato e indeperibile; diventa perfettamente sereno e liberati dalle rinascite. Allora godrai la beatitudine eterna di Brahman con perfetta equanimit e quiescenza di mente.
Tale  un jivanmukta, indifferente ai frutti delle azioni. Sia egli onorato o ingiuriato dagli uomini, non li loda n si arrabbia con essi. Non offende nessuno n  offeso da alcuno;  libero da qualsiasi tipo di attaccamento. Anche se il suo corpo viene tagliato, egli non  toccato dal dolore. Egli  al di sopra di ingiunzioni e proibizioni, e tuttavia agir secondo i dettami dei Veda. Pu agire nel mondo come un uomo comune, ma non ha l'idea di agire. Nella mente  completamente distaccato dagli affari del mondo. Egli opera per il benessere del mondo. Non  oggetto di paura per nessuno e non ha paura di nessuno. Una tale persona dev'essere onorata e adorata. Una tale persona rimane sempre nel supremo S, sia che muoia in un posto sacro come
Benares o nella casa di un chandala (fuoricasta).
Le persone devote devono adorare con grande reverenza questi esseri gloriosi che hanno realizzato lo stato di Brahman. Essi sono dei sulla terra.  dovere di quelli che vogliono distruggere le rinascite e conseguire la liberazione lodare, salutare, adorare e glorificare questi eminenti personaggi. Molto spesso essi devono visitarli con reverenza e col cuore bagnato di devozione. Si devono prostrare continuamente davanti a loro con venerazione e umilt e con sentimenti di devozione. Nemmeno yajna (sacrifici) o tapas, doni o vrata (voti religiosi) possono concedere gli stessi benefici di quelli derivati dai servizi resi con sentimento e amore a queste persone gloriose che splendono come jivanmukta. Il servizio reso a queste nobili anime purifica velocemente il cuore.
Il Signore Brahma, che passava allora sotto il nome di Manu, dopo aver cos insegnato il vero amore a Ikshwaku ritorn nella sua dimora celeste - il Brahmaloka. Ikshwaku ag secondo i precetti di Manu, pervenne all'indeperibile dimora della libert e gust l'essenza della beatitudine di Brahman.


La storia del Muni e del cacciatore

Muni Vasishtha continu: Che cosa c' di straordinario e meraviglioso nell'acquisizione dei poteri psichici, come la capacit di volare, ecc., sviluppati attraverso mantra, tapas e altri mezzi? Questi poteri interessano solo a quelle persone che espandono gradualmente le loro menti in questo mondo con intensi sforzi. La natura dell'ignorante  la mancanza d'equanimit. La caratteristica dell'illuminato  la purezza di mente e la mancanza di desiderio. I jnani non desiderano questi siddhi (poteri), perch in loro non c' desiderio, collera, dolore, illusione, cupidigia e egoismo. Senza le limitazioni di casta e degli ordini della vita, liberati dall'illusione del samsara, essi godono la beatitudine infinita.
Il Signore assume un'individualit (jiva). Gli elementi nascono nel cosmo senza alcuna ragione. L'individuo emanato dal Signore fa esperienza degli elementi e degli oggetti come se fossero stati creati da lui. Da quel momento le azioni individuali dei jiva diventano le cause delle loro successive esperienze delle dualit di piacere e dolore, ecc. La limitazione del proprio intelletto  la causa delle azioni dell'individuo. L'intelletto limitato e i propri sankalpa sono le cause della schiavit, mentre la liberazione  la loro assenza. Perci abbandona tutti i sankalpa. Se sei attratto da qualcosa qui, sei legato; se non sei per niente attratto tu sei libero.
Tutte queste idee esistono nella mente. Conquista la mente con la mente. Purifica la mente con la mente. Distruggi la mente con la mente. Una spina viene tolta da un'altra spina. Il veleno serve d'antidoto al veleno.
Il jiva ha tre forme o aspetti: denso, sottile e supremo. Il corpo fisico  la forma densa o grossolana. La mente con i suoi sankalpa e limitazioni illusorie costituisce il corpo sottile. Abbandona questi due e rimani nella realt suprema, nella pura Coscienza. Assorto nel turiya, non identificarti con le prime due forme, ma distruggile completamente.
Rama chiese: Vi prego di descrivermi lo stato del turiya, che  superiore ai tre avastha della veglia, del sogno e del sonno profondo.
Muni Vasishtha rispose: Rimanere nella pura consapevolezza dell'Atman, con visione equanime, senza desideri e ahamkara, avendo sradicato completamente tutte le differenze tra reale e irreale, questo  chiamato turiya (il quarto stato).  lo stato del jivanmukta.  l'eterna coscienza testimone; differente dagli stati di veglia e di sogno, che sono caratterizzati dal movimento del pensiero.  differente dallo stato di sonno profondo, che  caratterizzato da inerzia, oscurit e ignoranza. Per i jnani questo stesso mondo  turiya; ma per gli ignoranti l'universo  la loro dimora. Se, dopo aver abbandonato il senso dell'io, la mente vede tutte le cose equanimemente e compie tutte le azioni in maniera cos distaccata che non si pu dire che le compie, allora si ha lo stato di perfetto equilibrio in cui si manifesta il turiya.
Ti prego d'ascoltare una storia che accadde molto tempo fa: In una grande foresta viveva un saggio tapasvin immerso in uno stato di mauna (silenzio) interiore. Un arciere, che era a caccia nella foresta, vedendo il muni lo avvicin e gli chiese: O saggio, un cervo ferito dalle mie frecce  scappato da questa parte. Vi prego, ditemi da che parte  andato. Il muni rispose: Buon uomo, noi siamo tapasvin che viviamo nella foresta e la nostra natura  pace. Noi non abbiamo ahamkara. Il senso dell'io e la mente che spingono gli uomini alle azioni mondane in noi hanno smesso di funzionare. Io sono libero. Io non so che cosa siano la veglia, il sogno e il sonno profondo. Adesso sono stabilito nel turiya, dove non esistono oggetti visibili da vedere. Il cacciatore non pot afferrare il significato delle parole del saggio e and via.
Perci, o Rama, ti dico che non c' null'altro che il turiya. La veglia, il sogno e il sonno profondo sono stati della mente; quando essi cessano, la mente muore. Il turiya  la pura Coscienza infinita, che  la sola Esistenza.


CONCLUSIONE

O Rama! Questa  la conclusione di tutte le sacre Scritture: in realt non c' n avidya (ignoranza) n maya (illusione); soltanto Brahman . Alcuni lo chiamano Vuoto, altri pura Coscienza, altri Signore, e discutono tra loro. Abbandona tutti questi concetti. Rimani nel nirvana senza movimenti di pensieri, con la mente sotto controllo e l'intelligenza in pace. Rimani nel S come se fossi sordo, muto e cieco. Abbandona internamente ogni cosa; impegnati esternamente nella giusta azione. L'esistenza della mente  felicit e infelicit. Ignaro della mente, fa cessare tutte queste cose. Non farti toccare da ci che  piacevole e da ci che non lo . Con appena questo minimo autosforzo  vinto il samsara! Solo con questo piccolo autosforzo realizzi l'infinito.
Rama chiese: Come si possono conoscere i sette stadi dello yoga? E quali sono le caratteristiche di chi li conosce?.
Vasishtha rispose: Ci sono due classi di jiva, quelli che accettano l'illusione del mondo (pravrtta) e quelli che la negano (nivrtta). I primi non si curano della liberazione e amano moltissimo il samsara e la vita in esso, e quindi s'impegnano nel godimento dei piaceri terreni.
Dopo innumerevoli rinascite sviluppano la discriminazione e realizzano che le azioni mondane sono ripetizioni senza senso e non desiderano pi sprecare tempo in esse. Allora pensano: 'Basta con l'illusione del mondo. Qual  il significato di tutto questo? Voglio ritirarmi'. Allora diventano nivrtta.
Chi ha l'indomabile volont di uscirne, abbandoner il mondo, impegnandosi costantemente nella ricerca discriminativa, sforzandosi di coltivare la calma e di superare l'oceano del samsara rinunciando a tutti i suoi desideri. Giorno per giorno questo stesso pensiero genera in lui la calma e fa nascere nel suo cuore pace e beatitudine. Egli non  pi interessato nelle frivole attivit del mercato del mondo, ma s'impegna soltanto in azioni virtuose e meritevoli. Pronuncia solo parole appropriate, al momento e nel luogo giusto, con amore, verit e dolcezza. Cos egli ha posto piede sul primo stadio dello yoga. Egli  devoto al servizio dei saggi e cerca e studia i libri spirituali. Chi entra in questa linea di ricerca con la ferma convinzione di superare l'oceano del samsara ha raggiunto il gradino pi alto del primo stadio; allora  considerato un ricercatore della verit.
Quindi entra nel secondo stadio dello yoga, chiamato vichara (ricerca). Egli frequenta con zelo la compagnia dei saggi che conoscono le sacre Scritture e possono istruirlo nelle pratiche spirituali. Imparando a discriminare tra il reale e l'irreale, egli sa cosa fare e cosa non fare. L'orgoglio, la gelosia, l'egoismo, l'illusione, i desideri, ecc., che nascono dall'avidya, vengono da lui abbandonati come un serpente si libera della sua pelle. Dai precettori egli impara tutti i segreti dello yoga.
Quindi raggiunge il terzo stadio dello yoga, chiamato asamsanga (non attaccamento o libert). Egli vive nelle foreste in solitudine e si sforza di calmare la mente. Attraverso lo studio delle Scritture e la pratica di azioni virtuose si sviluppa in lui la facolt di vedere la verit. Questo non attaccamento o libert  di due tipi: comune e superiore. Chi pratica il primo tipo pensa: Io non sono l'agente n il fruitore; tutto questo succede a causa del karma passato, piacere e dolore derivano dalla legge di Dio. Io non faccio nulla; buona fortuna o disgrazia, incontri e separazioni, malattie mentali e fisiche, nascita e morte sono causati soltanto dal tempo. Quelli che cos cercano di capire il significato della verit stanno praticando il comune non attaccamento.
Con la pratica diligente di questo yoga, frequentando la compagnia dei saggi ed evitando le cattive compagnie, la verit viene chiaramente rivelata. Quando realizza il Supremo, che  la sola essenza o verit trascendente l'oceano del samsara, egli vede di non essere l'agente ma che solo Dio  l'autore di tutte le cose, e realizza che anche nel passato non ha mai fatto nulla. Tralasciando le vane parole e scacciando tutti i sankalpa, egli rimane interiormente nel silenzio mentale. Questa  la forma superiore di non-attaccamento o libert. Egli ha abbandonato ogni dipendenza, sotto e sopra, dentro e fuori, tangibile e intangibile, sensibile e insensibile, e splende come lo spazio illimitato e senza sostegno. Questa  la libert superiore, in cui c' pace e contentamento, virt e purezza, saggezza e autoanalisi.
Rama chiese: Com' possibile per una persona ignorante nata in una cattiva famiglia, e che non gode la compagnia dei saggi, attraversare l'oceano del samsara? Inoltre, se uno muore mentre  ancora nel primo o secondo o terzo stadio dello yoga, quale sar il suo destino?.
Vasishtha rispose: Dopo moltissime vite l'uomo ignorante viene svegliato da alcune coincidenze casuali. Fino ad allora ha fatto l'esperienza del samsara, ma quando nel suo cuore sorge la calma e il non-attaccamento allora il samsara recede. Anche una pratica imperfetta di questo yoga distrugge gli effetti dei peccati passati. Se uno lascer il corpo mentre  impegnato nella pratica, gli angeli lo porteranno in cielo e dopo aver fruito un po' delle delizie celesti rinascer sulla terra in circostanze favorevoli per il proseguimento della sua pratica. Molto presto egli ascender di nuovo la scala dello yoga.
Questi tre stadi sono chiamati 'Stati di veglia' perch in essi c' divisione di coscienza e l'universo  visto come nello stato di veglia. Le persone che sono in questi tre stadi sono considerati dal mondo come acharya (insegnanti spirituali). Vedendoli, gli ignoranti sono ispirati. Essi fanno solo le cose giuste, evitano il male e agiscono in armonia con la natura. L'adorabile virt dell'acharya  sotto forma di semi nel primo stadio dello yoga, germoglia nel secondo e raggiunge la maturit del frutto nel terzo stadio. Chi muore dopo aver ottenuto lo stato d'acharya e aver coltivato nobili pensieri, gode le gioie del cielo per lungo tempo e quindi rinasce come yogi. Con la pratica diligente dei primi tre stadi dello yoga viene distrutta l'ignoranza, e la luce della saggezza si manifesta nel proprio cuore.
Coloro che hanno raggiunto il quarto stadio dello yoga vedono l'unit in tutte le cose dell'universo, con la mente libera da ogni divisione. La divisione  cessata e l'unit  permanente, perci essi vedono il mondo come fosse un sogno. Questo quarto stadio  chiamato stato di sogno; la mente svanisce e con la sua distruzione non sorgono pi immaginazioni.
Nel quinto stadio rimane soltanto la Realt non-duale; tutte le particolarit dei guna scompaiono. Lo yogi rimane come nello stato di sonno profondo e gode di un'immacolata visione interiore. Sebbene  impegnato in diverse attivit esterne, egli rimane sempre nel S. Perci questo stadio  paragonato al sonno profondo. Quindi si raggiunge il sesto stadio, che  il turiya. Completamente libero da tutti i vasana, lo yogi  un kevalin, libero da tutte le idee di reale o irreale, io o non io, essere o non essere. Al di l di dualit e unit, senza pi dubbi, egli  come la luce stabile e immobile di una lampada. Egli  vuoto dentro e vuoto fuori, come un vaso vuoto; nello stesso tempo egli  pieno dentro e pieno fuori, come un vaso pieno immerso nel mare.
Avendo superato da solitario il sesto stadio, il jivanmukta raggiunge il settimo stadio, quello del videhamukta. Qui si ha la 'liberazione senza corpo', che  al di l di ogni descrizione. Tuttavia ad esso sono stati dati differenti nomi, come:
Paramashiva, Vuoto, Nirvana, Vijnana, Kala, Prakriti.
Superati questi sette stadi non ci sar pi dolore. C' un terribile elefante impazzito che imperversa nella foresta provocando distruzione. Se l'elefante viene ucciso allora l'uomo ottiene il successo in questi sette stadi, ma non altrimenti. Questo terribile elefante  il desiderio, che vaga nella foresta chiamata corpo, reso folle dalla sensualit e agitato dai condizionamenti e dalle tendenze mentali. Quest'elefante distrugge tutto nel mondo. Esso ha differenti nomi: desiderio, vasana, sankalpa, mente, pensiero, sentimento, attaccamento, ecc. Esso dev'essere ucciso dall'arma del coraggio o della determinazione nata dalla realizzazione dell'unit.
Il desiderio nasce fintanto che si crede nell'esistenza oggettiva. Soltanto questo  il samsara; il sentire 'Questo '. La sua cessazione rappresenta la liberazione. Questa  l'essenza della saggezza. Riconoscere gli 'oggetti' fa sorgere il desiderio. Non riconoscere gli oggetti pone termine al desiderio. Quando il desiderio finisce il jiva abbandona la sua auto limitazione. Il saggio perci abbandona tutti i pensieri riguardanti tutte le esperienze fatte e quelle non fatte. Con le braccia alzate io dichiaro che lo stato libero dal pensiero e senza sankalpa  il migliore. Esso  infinitamente superiore alla sovranit sul mondo. Non innamorarti dei tuoi desideri, ma guardarli come fossero una carcassa da aborrire. Quando, attraverso il potente pratyahara, la mente
non corre dietro al desiderio, essa rimane calma. Questo sforzo di fermare la mente  chiamato asamvedana (non pensare). Questo non pensare  chiamato yoga. Rimanendo in questo stato, agisci o non agisci, come vuoi.


Maharishi Valmiki disse a Bharadvaja: Dopo avere ascoltato la quintessenza della suprema saggezza ed essendo stato sopraffatto dallo shaktipat (trasmissione diretta d'energia spirituale, dal guru al discepolo), Sri Rama rimase immerso nell'oceano della beatitudine. Egli aveva smesso di porre domande, chiedere risposte e cercare di comprenderle. Egli si era stabilito nel pi alto stato d'autoconoscenza.
Bharadvaja chiese: Gurudeva!  davvero una gioia sentire come Sri Rama realizz lo stato supremo. Ma com' possibile per noi che siamo folli, ignoranti e peccatori per disposizione ottenere quello stato che  difficile raggiungere anche per dei come Brahma?.
Maharishi Valmiki rispose: Ti ho raccontato interamente il dialogo tra Sri Rama e Brahmarishi Vasishtha. Meditalo bene, perch questo  anche il mio insegnamento per te.
Nella Coscienza non c' divisione che pu essere chiamata il mondo. Liberati dall'idea della divisione con la pratica dei segreti che ti sono stati rivelati. Sia la veglia che il sogno sono parti di questa creazione. L'illuminazione  caratterizzata dalla pura Luce interiore. La creazione emerge dal nulla, la sua stessa natura  il vuoto, e realmente non esiste. Poich  senza inizio, a causa della falsa autolimitazione questa creazione sembra esistere, creando molta confusione. Tu sei ingannato perch non ricordi ripetutamente e frequentemente la verit riguardante la Coscienza infinita, ma prendi il veleno dell'autolimitazione e dei conseguenti condizionamenti mentali. Quest'illusione continua finch non raggiungi i piedi dei saggi illuminati e ottieni da loro la giusta conoscenza.
Immergiti profondamente nella pace interiore, non nel mare della diversit. Perch ti perdi in false idee come 'Chi vive, chi muore'? Quando soltanto il S  l'unica Realt, dov' il posto per 'l'altro'? Quando le qualit della mente sono abbandonate, essa assume le qualit dell'Infinito.
La teoria che Brahman appare come il mondo (come una corda appare come serpente)  intesa solo per il divertimento delle persone infantili e ignoranti. Gli illuminati rimangono sempre nella verit che
non appare nemmeno essere differente. Immergiti nell'oceano del nettare di beatitudine che  la Coscienza infinita piena di pace; non immergerti nella diversit.
Maharishi Valmiki continu: Vedendo che Sri Rama era stato completamente assorto nel S, Visvamitra disse a Muni Vasishtha: O figlio del Creatore, o saggio, tu sei davvero grande. Con questo shaktipat (trasmissione diretta d'energia spirituale dal maestro al discepolo) tu hai dimostrato d'essere un guru.  un guru chi  capace di risvegliare la coscienza divina nel discepolo con uno sguardo, un tocco, una parola o con la grazia. Tuttavia l'intelligenza del discepolo  ridestata quando egli si  liberato della triplice impurit e ha acquisito di conseguenza un chiaro intelletto. Adesso ti prego di riportare Rama alla coscienza del corpo, poich ha ancora molte cose da fare per il benessere dei tre mondi.
Tutti i saggi e le persone l riunite s'inchinarono a Sri Rama. Quindi Vasishtha disse a Visvamitra: Ti prego di dir loro chi  veramente Rama. Rajarishi Visvamitra disse loro: Sri Rama  la Suprema Persona della Divinit. Egli  il creatore, il protettore e il redentore; Egli  il Signore e l'amico di tutti. Egli Si manifesta diversamente, a volte come un essere pienamente illuminato, a volte come un ignorante. Invero Egli  il Dio degli dei, e tutti gli dei sono solo Sue parziali manifestazioni. Benedetto  re Dasaratha, che ha per figlio lo stesso Signore Rama. Benedetto  Ravana, la cui testa cadr per mano di Rama. O saggio Vasishtha, adesso ti prego di riportarlo alla coscienza del corpo.
Brahmarishi Vasishtha disse a Sri Rama: Questo non  il momento di riposare! O Rama, alzati e porta gioia al mondo. Quando la gente vive ancora nella schiavit, non  giusto per lo yogi fondersi nel S. Sri Rama rimase inconsapevole di queste parole, perci Vasishtha entr nel cuore di Rama attraverso la sua sushumna nadi. Ci fu movimento di prana in Rama e la sua mente cominci a funzionare. Il jiva che ha la forma della luce interiore diffuse il suo splendore su tutte le nadi del corpo. Sri Rama apr lentamente i suoi occhi e vide Vasishtha di fronte a s; quindi gli disse: Non c' niente che io debba fare o non fare. Tuttavia, le vostre parole devono essere sempre rispettate. Dicendo questo Sri Rama pose la sua testa ai piedi del saggio e proclam: Ascoltatemi tutti! Non c' nulla superiore all'autoconoscenza, non c' nulla superiore al guru.
Tutti i saggi e gli esseri celesti l riuniti fecero piovere fiori su Sri Rama e lo benedirono; quindi lasciarono l'assemblea.
O Bharadvaja, cos ti ho narrato la storia di Sri Rama. Rafforza la tua mente con la pratica di questo yoga e raggiungi la beatitudine suprema. Percorri il sentiero della saggezza e dello yoga. Tu realizzerai ogni cosa. Chi ascolta costantemente questo dialogo tra Sri Rama e Brahmarishi Vasishtha viene liberato, quali che siano le circostanze della sua vita, e ottiene la conoscenza di Brahman.


OM TAT SAT
Om Shanti Shanti Shanti
La Pace sia Su tutti gli esseri!

