
      traduzioni telematiche a cura di

      Rosaria Biondi, Nadia Ponti, Giulio Cacciotti, Vincenzo Guagliardo

      (casa di reclusione - Opera)



      I QUATTRO VANGELI CANONICI.



      SOMMARIO.



      VANGELO SECONDO MATTEO     pagina   2.


      VANGELO SECONDO MARCO      pagina 109.


      VANGELO SECONDO LUCA       pagina 176.


      VANGELO SECONDO GIOVANNI   pagina 291.





      VANGELO SECONDO MATTEO.


      1.

      Ges Cristo  discendente di Davide, figlio di Abramo.

      Abramo gener Isacco, Isacco gener Giacobbe,  Giacobbe gener Giuda e

      i suoi fratelli,

      Giuda gener Fares e Zara da Tmar,  Fares gener Esrm,  Esrm gener

      Aram,

      Aram gener Aminadab, Aminadab gener Naassn, Naassn gener Salmn,

      Salmn gener Booz da Racab,  Booz gener Obed  da  Rut,  Obed  gener

      Iesse,

      Iesse  gener  il re Davide.  Davide gener Salomone da quella che era

      stata la moglie di Ura,

      Salomone gener Roboamo, Roboamo gener Aba, Aba gener Asf,

      Asf gener Gisafat, Gisafat gener Ioram, Ioram gener Ozia,

      Ozia gener Iatam, Iatam gener Acaz, Acaz gener Ezechia,

      Ezechia gener Manasse, Manasse gener Amos, Amos gener Giosia,

      Giosa gener Iecona e i suoi fratelli,  al tempo della  deportazione

      in Babilonia.

      Dopo la deportazione in Babilonia,  Iecona gener Saltiel,  Saltiel

      gener Zorobabele,

      Zorobabele gener Abiud. Abiud gener Elacim, Elacim gener Azor,

      Azor gener Sadoc, Sadoc gener Achim, Achim gener Eliud,

      Eliud gener Elezar, Elezar gener Mattan, Mattan gener Giacobbe.

      Giacobbe gener Giuseppe,  lo sposo di Maria,  dalla quale  nato Ges

      chiamato Cristo.

      La  somma  di  tutte  le  generazioni,  da Abramo a Davide,   cos di

      quattordici;  da Davide fino  all'esilio  in  Babilonia    ancora  di

      quattordici;   dall'esilio  in  Babilonia  a  Cristo  ,   infine,  di

      quattordici.


      Ecco come  nato Ges Cristo: sua  madre  Maria,  essendo  promessa  a

      Giuseppe,  prima che andassero a vivere insieme,  si trov incinta per

      opera dello Spirito Santo.

      Giuseppe,  che stava  per  sposarla,  che  era  giusto  e  non  voleva

      ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

      Mentre  per  stava  pensando  a queste cose,  ecco che gli apparve in

      sogno un angelo del Signore e gli  disse:  "Giuseppe,  discendente  di

      Davide,  non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quello

      che  generato in lei viene dallo Spirito Santo.

      Essa partorir un figlio e tu lo chiamerai Ges: egli infatti  salver

      il suo popolo dai suoi peccati".

      Tutto  questo  avvenne perch si adempisse ci che era stato detto dal

      Signore per mezzo del profeta:

      "Ecco,  la vergine concepir e partorir un figlio che  sar  chiamato

      Emmanuele", che significa "Dio con noi".

      Destatosi  dal  sonno,  Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo

      del Signore e prese con s la sua sposa,

      la quale,  senza che egli la conoscesse,  partor un figlio,  che egli

      chiam Ges.


      2.

      E Ges nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni magi

      giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:

      "Dov'  il  re  dei  Giudei  che  nato?  Abbiamo visto sorgere la sua

      stella e siamo venuti per adorarlo".

      All'udire queste parole,  il re Erode rest turbato e  con  lui  tutta

      Gerusalemme.

      Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo,  si informava

      da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.

      Essi risposero: "A Betlemme di Giudea, perch cos  scritto per mezzo

      del profeta:

      'E tu,  Betlemme',  terra di Giuda,  'non sei  certo  il  pi  piccolo

      capoluogo  di  Giuda:  da te uscir infatti un capo che pascer il mio

      popolo, Israele'".

      Allora Erode,  chiamati in segreto i magi,  si fece dire con esattezza

      da loro il tempo in cui era apparsa la stella,

      e li mand a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente

      del  bambino  e,  quando  lo avrete trovato,  fatemelo sapere,  perch

      anch'io venga a onorarlo".

      Udite le parole del re, essi partirono.  Ed ecco la stella che avevano

      visto nel suo sorgere li precedeva,  finch giunse e si ferm sopra il

      luogo dove si trovava il bambino.

      Nel vedere la stella,  essi provarono una grandissima  gioia.  Entrati

      nella  casa,  videro il bambino con Maria sua madre,  e prostratisi lo

      adorarono.  Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in  dono  oro,

      incenso e mirra.

      Avvertiti  poi  in sogno di non tornare da Erode,  per un'altra strada

      fecero ritorno al loro paese.


      Essi erano appena partiti,  quando un angelo del  Signore  apparve  in

      sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati,  prendi con te il bambino e sua

      madre e fuggi in Egitto,  e resta l finch non ti  avvertir,  perch

      Erode sta cercando il bambino per ucciderlo".

      Giuseppe  si  alz,  prese con s il bambino e sua madre nella notte e

      fugg in Egitto,

      dove rimase fino alla morte di Erode,  perch si adempisse ci che era

      stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ho chiamato mio figlio

      dall'Egitto".


      Erode, accortosi che i magi lo avevano ingannato, si infuri e mand a

      uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni

      in gi, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai magi.

      Allora  si  ademp  quello  che  era stato detto per mezzo del profeta

      Geremia:

      "Un grido  stato udito in  Rama,  un  pianto  e  un  lamento  grande:

      Rachele  piange i suoi figli e non vuole essere consolata,  perch non

      sono pi".


      Morto Erode,  un angelo del Signore apparve in  sogno  a  Giuseppe  in

      Egitto

      e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella

      terra di Israele; perch sono morti coloro che insidiavano la vita del

      bambino".

      Egli  si  alz,  prese  con s il bambino e sua madre,  ed entr nella

      terra di Israele.

      Avendo per saputo che era re della Giudea Archelao al  posto  di  suo

      padre Erode,  ebbe paura di andarci. Avvertito poi in sogno, si ritir

      nelle regioni della Galilea

      e,  appena giunto,  and ad abitare in  una  citt  chiamata  Nazaret,

      perch  si  adempisse  ci  che  era  stato  detto  dai profeti: "Sar

      chiamato Nazareno".


      3.

      In quei giorni venne Giovanni il  Battista  a  predicare  nel  deserto

      della Giudea,

      dicendo: "Cambiate vita, perch il regno dei cieli  vicino".

      Egli    colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: "Voce

      di  uno  che  grida  nel  deserto:  Preparate  la  via  del   Signore,

      raddrizzate i suoi sentieri".

      Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle

      attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.

      Allora  accorrevano  a lui da Gerusalemme,  da tutta la Giudea e dalla

      zona adiacente al Giordano;

      e, confessando i loro peccati,

      si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.

      Vedendo per molti farisei e sadducei venire al suo  battesimo,  disse

      loro: "Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira ormai

      vicina?

      Fate dunque frutti degni di chi ha cambiato vita,

      e  non crediate di poter dire fra voi: 'Abbiamo Abramo per padre'.  Vi

      dico che Dio pu far sorgere figli di Abramo da queste pietre.

      La scure  gi posta alla radice degli alberi:  ogni  albero  che  non

      produce buoni frutti viene tagliato e gettato nel fuoco.

      Io  vi battezzo solo con acqua per la conversione;  ma colui che viene

      dopo di me  pi potente  di  me  e  io  non  sono  degno  neanche  di

      portargli i sandali; egli vi battezzer in Spirito Santo e fuoco.

      Egli ha in mano il ventilabro,  pulir la sua aia e raccoglier il suo

      grano nel granaio, ma brucer la pula con un fuoco senza fine".


      In quel tempo,  Ges dalla Galilea and al Giordano  da  Giovanni  per

      farsi battezzare da lui.

      Giovanni per voleva impedirglielo,  dicendo: "Io ho bisogno di essere

      battezzato da te, e tu vieni da me?".

      Ma Ges gli disse: "Lascia fare per  ora,  poich  conviene  che  cos

      adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni accett.

      Appena battezzato, Ges usc dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli,

      ed  egli  vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su

      di lui.

      Ed ecco una voce dal cielo disse: "Questi  il Figlio mio  prediletto,

      nel quale mi sono compiaciuto".


      4.

      Poi  Ges  venne condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato

      dal diavolo.

      E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti ebbe fame.

      Il tentatore allora gli si avvicin e gli disse:  "Se  sei  Figlio  di

      Dio, di' che questi sassi diventino pane".

      Ma  egli  rispose: "Sta scritto: Non di solo pane vivr l'uomo,  ma di

      ogni parola che esce dalla bocca di Dio".

      Allora il diavolo lo port con s  nella  citt  santa,  lo  mise  sul

      pinnacolo del tempio

      e gli disse: "Se sei Figlio di Dio,  buttati gi,  poich sta scritto:

      'Ai suoi angeli dar ordini,  ed essi ti  sorreggeranno  con  le  loro

      mani, perch non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede'".

      Ges  gli  rispose:  "Sta  scritto  anche: 'Non tentare il Signore Dio

      tuo'".

      Di nuovo il diavolo lo port con s sopra un  monte  altissimo  e  gli

      mostr tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:

      "Tutte queste cose io ti dar se, in ginocchio, mi adorerai".

      Ma Ges gli rispose: "Vattene,  Satana! Sta scritto: 'Adora il Signore

      Dio tuo e a lui solo rendi culto'".

      Allora il diavolo lo lasci ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e

      lo servivano.


      Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Ges si ritir

      nella Galilea

      e lasciata Nzaret, venne ad abitare a Cafrnao,  presso il mare,  nel

      territorio di Zbulon e di Neftali,

      perch  si  adempisse  ci  che  era stato detto per mezzo del profeta

      Isaia:

      "Terra di Zbulon e terra di Nftali, sulla via del mare, al di l del

      Giordano, Galilea delle genti;

      il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande  luce;  su  quelli

      che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si  levata".

      Da  allora Ges cominci a predicare e a dire: "Cambiate vita,  perch

      il regno dei cieli  vicino".


      Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due  fratelli:  Simone,

      poi chiamato Pietro,  e Andrea suo fratello,  che gettavano la rete in

      mare, poich erano pescatori.

      E disse loro: "Seguitemi, vi far pescatori di uomini".

      Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.

      Andando oltre,  vide altri due fratelli: Giacomo di Zebedeo e Giovanni

      suo  fratello,  che  nella  barca  insieme  con  Zebedeo,  loro padre,

      riassettavano le reti; e li chiam.

      Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono.


      Ges percorreva tutta la Galilea,  insegnava nelle  loro  sinagoghe  e

      predicava la buona notizia del Regno e curava ogni sorta di malattie e

      di infermit nel popolo.

      La sua fama si sparse per tutta la Siria e cos condussero a lui tutti

      i  malati,   tormentati  da  varie  malattie  e  dolori,  indemoniati,

      epilettici e paralitici; ed egli li guariva.

      E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea,  dalla Decpoli,

      da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.


      5.

      Vedendo  le  folle,  Ges  sal sulla montagna e,  messosi seduto,  si

      avvicinarono a lui i suoi discepoli.

      Prendendo allora la parola, li istruiva dicendo:

      "Beati i poveri in spirito, perch di essi  il regno dei cieli.

      Beati gli afflitti, perch saranno consolati.

      Beati i miti, perch erediteranno la terra promessa.

      Beati quelli che hanno  fame  e  sete  di  giustizia,  perch  saranno

      saziati.

      Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia.

      Beati i puri di cuore, perch vedranno Dio.

      Beati gli operatori di pace, perch saranno chiamati figli di Dio

      Beati  i  perseguitati per causa della giustizia,  perch di essi  il

      regno dei cieli.

      Beati voi quando  vi  insulteranno,  vi  perseguiteranno  e  mentendo,

      diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

      Rallegratevi  ed  esultate,  perch  grande  la vostra ricompensa nei

      cieli. Cos infatti sono stati perseguitati i profeti prima di voi".


      "Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse sapore, con che

      cosa lo si potr rendere salato? A null'altro serve ormai che a essere

      gettato via e calpestato dagli uomini.

      Voi siete la luce del mondo;  non pu restare nascosta una citt posta

      sopra  un  monte,  n  si  accende  una  lucerna per metterla sotto il

      secchio,  ma sopra il lucerniere perch faccia luce a tutti quelli che

      sono nella casa.

      Cos  risplenda  la vostra luce davanti agli uomini,  perch vedano le

      vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che  nei cieli".


      "Non pensiate che io sia venuto ad abolire la Legge o i  Profeti;  non

      sono venuto per abolire ma per dare compimento.

      In  verit vi dico: finch non siano passati il cielo e la terra,  non

      sar cancellato dalla Legge neppure un iota o un segno senza che tutto

      sia compiuto.

      Chi dunque trasgredir uno solo di questi precetti,  anche  minimi,  e

      insegner agli uomini a fare altrettanto,  sar considerato minimo nel

      regno dei cieli.  Chi invece li osserver e li insegner  agli  uomini

      sar considerato grande nel regno dei cieli.

      Poich  io  vi  dico: se la vostra giustizia non superer quella degli

      scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli".


      "Avete inteso che fu detto  agli  antichi:  'Non  uccidere;  chi  avr

      ucciso sar sottoposto a giudizio'

      Ma  io vi dico: chiunque va in collera contro il proprio fratello sar

      sottoposto a giudizio.  Chi  poi  dice  al  fratello:  'stupido'  sar

      sottoposto  al sinedrio;  e chi gli dice: 'pazzo',  sar sottoposto al

      fuoco della Geenna.

      Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e l ti ricordi che  tuo

      fratello ha qualche cosa contro di te,

      lascia  l  il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti

      con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

      Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via  con

      lui,  perch l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla

      guardia e tu venga gettato in prigione.

      In verit ti dico: non uscirai di l finch tu non abbia  pagato  fino

      all'ultimo spicciolo".


      "Avete inteso che fu detto: 'Non commettere adulterio'.

      Ma  io  vi  dico:  chiunque  guarda  una  donna per desiderarla ha gi

      commesso adulterio con lei nel suo cuore

      Se il tuo occhio destro ti  occasione di scandalo  cavalo  e  gettalo

      via  da  te;  conviene  che  perisca uno dei tuoi membri piuttosto che

      tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

      E se la tua mano destra ti  occasione di scandalo, tagliala e gettala

      via da te;  conviene che perisca uno dei  tuoi  membri  piuttosto  che

      tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

      Fu  pure  detto:  'Chi  ripudia  la  propria moglie,  le dia l'atto di

      ripudio'.

      Ma io vi dico:  chiunque  ripudia  sua  moglie,  eccetto  il  caso  di

      concubinato,  la espone all'adulterio,  e chiunque sposa una ripudiata

      commette adulterio".


      "Avete anche inteso che fu detto agli antichi:  'Non  spergiurare,  ma

      adempi con il Signore i tuoi giuramenti'.

      Ma io vi dico: non giurate affatto: n per il cielo, perch  il trono

      di Dio;

      n  per  la  terra,  perch    lo  sgabello per i suoi piedi;  n per

      Gerusalemme, perch  la citt del gran re.

      Non giurare neppure per la tua testa,  perch non  hai  il  potere  di

      rendere bianco o nero un solo capello.

      Sia invece il vostro parlare: 'Si,  s,  no,  no;  il di pi viene dal

      maligno".


      "Avete inteso che fu detto: 'Occhio per occhio, dente per dente'.

      Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi,  se uno ti percuote la

      guancia destra, tu porgigli anche l'altra;

      e  a  chi  ti  vuole chiamare in giudizio per toglierti la tunica,  tu

      lascia anche il mantello.

      E se uno ti costringer a fare un miglio, tu fanne con lui due.

      Da' a chi ti domanda,  e a chi desidera da te un prestito non  volgere

      le spalle".


      "Avete  inteso  che fu detto: 'Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo

      nemico'.

      Ma io  vi  dico:  amate  i  vostri  nemici  e  pregate  per  i  vostri

      persecutori

      perch siate figli del Padre vostro che  nei cieli, che fa sorgere il

      suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni,  e fa piovere sopra i giusti

      e sopra gli ingiusti.

      Infatti,  se amate quelli che vi amano,  quale merito  ne  avete?  Non

      fanno cos anche i pubblicani?

      E  se  date  il  saluto soltanto ai vostri fratelli,  che cosa fate di

      straordinario? Non fanno cos anche quelli che non conoscono Dio?".


      "Siate dunque perfetti come  perfetto il Padre vostro dei cieli".


      6.

      "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti alla gente per

      essere da essa ammirati,  altrimenti non avrete ricompensa  presso  il

      Padre vostro che  nei cieli.

      Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te come

      fanno  gli  ipocriti  nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati

      dagli altri.  In verit vi dico:  hanno  gi  cos  ricevuto  la  loro

      ricompensa.

      Quando  invece tu fai l'elemosina,  non sappia la tua sinistra ci che

      fa la tua destra,

      perch la tua elemosina resti segreta e il Padre  tuo,  che  vede  nel

      segreto, ti ricompenser".


      "Quando  pregate,  non  siate  simili  agli ipocriti che amano pregare

      stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze,  per  essere

      visti dalla gente.  In verit vi dico: hanno gi cos ricevuto la loro

      ricompensa.

      Tu invece,  quando preghi,  entra nella tua camera e,  chiusa la porta

      prega il Padre tuo nel segreto;  e il Padre tuo,  che vede nel segreto

      ti ricompenser".


      "Pregando,  poi,  non sprecate parole come i pagani i quali credono di

      venire ascoltati a forza di parlare.

      Non  siate  dunque come loro,  perch il Padre vostro sa di quali cose

      avete bisogno ancora prima che gliele chiediate.

      Voi  dunque  pregate  cos:  'Padre  nostro  che  sei  nei  cieli  sia

      santificato il tuo nome;

      venga  il  tuo  regno;  sia fatta la tua volont come in cielo cos in

      terra.

      Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

      e rimetti a noi i nostri debiti  come  noi  li  rimettiamo  ai  nostri

      debitori,

      e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male'.

      Se  voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe,  il Padre vostro

      nei cieli perdoner anche a voi.

      Ma se  voi  non  perdonerete  agli  altri,  neppure  il  Padre  vostro

      perdoner le vostre colpe".


      "E quando digiunate,  non assumete aria malinconica come gli ipocriti,

      che si sfigurano la faccia per far vedere a tutti  che  digiunano.  In

      verit vi dico: hanno gi cos ricevuto la loro ricompensa.

      Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,

      perch  la gente non veda che tu digiuni,  ma solo tuo Padre che  nel

      segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser".


      "Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tarli e ruggine consumano e

      dove ladri scassinano e rubano.

      Accumulatevi invece  tesori  nel  cielo,  dove  n  tarli  n  ruggine

      consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano.

      Perch l dov' il tuo tesoro, l sar anche il tuo cuore.

      La  lucerna  del  corpo   l'occhio;  se dunque il tuo occhio  chiaro

      tutto il tuo corpo sar nella luce;

      ma se il tuo occhio  malato,  tutto il tuo corpo sar  tenebroso.  Se

      dunque la luce che  in te  tenebra, quanto grande sar la tenebra!

      Nessuno  pu  servire  due padroni: o odier l'uno e amer l'altro,  o

      preferir l'uno e  disprezzer  l'altro.  Non  potete  servire  Dio  e

      mammona".


      "Perci  vi  dico:  per  la  vostra vita non affannatevi di quello che

      mangerete o berrete,  e neanche per il  vostro  corpo  di  quello  che

      indosserete;  la  vita  forse non vale pi del cibo e il corpo pi del

      vestito?

      Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, n mietono, n ammassano

      nei granai; eppure il Padre vostro nei cieli li nutre. Non contate voi

      forse pi di loro?

      E chi di voi,  per quanto si dia da fare,  pu aggiungere un'ora  sola

      alla sua vita?

      E perch vi affannate per il vestito?  Osservate come crescono i gigli

      del campo: non lavorano e non filano.

      Eppure io vi dico che neanche  Salomone,  con  tutta  la  sua  gloria,

      vestiva come uno di loro.

      Ora  se Dio veste cos i fiori del campo,  che oggi c' e domani verr

      gettata nel forno, non far assai pi per voi, gente di poca fede?

      Non affannatevi dunque dicendo: 'Che cosa mangeremo? Che cosa berremo?

      Che cosa indosseremo?'.

      Di tutte queste cose si preoccupano quelli che non conoscono  Dio;  il

      Padre vostro nei cieli infatti sa che ne avete bisogno.

      Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia,  e tutte queste cose

      vi saranno date in aggiunta.

      Non affannatevi dunque per il domani, perch il domani avr gi le sue

      inquietudini. A ogni giorno basta la sua pena".


      7.

      "Non giudicate, per non essere giudicati;

      perch con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati,  e  con  la

      misura con la quale misurate sarete misurati.

      Perch  osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello,  mentre non

      ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?

      O come potrai dire al tuo fratello: 'Lascia che tolga la pagliuzza dal

      tuo occhio' mentre nell'occhio tuo c' la trave?

      Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per

      togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".


      "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle  davanti

      ai  porci  perch non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino

      per sbranarvi".


      "Chiedete e vi sar dato;  cercate e  troverete;  bussate  e  vi  sar

      aperto;

      perch  chiunque  chiede riceve,  e chi cerca trova e a chi bussa sar

      aperto.

      Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane dar una pietra?

      O se gli chiede un pesce, dar un serpente?

      Se voi dunque che siete cattivi  sapete  dare  cose  buone  ai  vostri

      figli,  quanto  pi  il Padre vostro che  nei cieli dar cose buone a

      quelli che gliele chiedono!"


      "Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi anche voi fatelo  a

      loro: questa infatti  la Legge e i Profeti".


      "Entrate  per la porta stretta,  perch larga  la porta e spaziosa la

      via che conduce alla perdizione e molti sono quelli  che  entrano  per

      essa;

      quanto  stretta  invece    la porta e angusta la via che conduce alla

      vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!"


      "Guardatevi dai falsi profeti;  vengono a voi in veste di  pecore,  ma

      dentro sono lupi rapaci.

      Dai loro frutti li riconoscerete.  Si raccoglie forse uva dalle spine,

      o fichi dai cespugli?

      Cos ogni albero buono produce frutti  buoni  e  ogni  albero  cattivo

      produce frutti cattivi;

      un  albero  buono non pu produrre frutti cattivi n un albero cattivo

      produrre frutti buoni.

      Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato  nel

      fuoco.

      Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere.

      Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore!' entrer nel regno dei cieli,

      ma colui che fa la volont del Padre mio che  nei cieli.

      Molti  mi diranno in quel giorno: 'Signore,  Signore,  non abbiamo noi

      profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto molti

      miracoli nel tuo nome?'.

      Io per dichiarer loro: 'Non vi ho mai conosciuti;  allontanatevi  da

      me, voi che operate iniquit'".


      "Perci  chiunque  ascolta  queste  mie parole e le mette in pratica 

      simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.

      Cadde la pioggia,  strariparono i  fiumi,  soffiarono  i  venti  e  si

      abbatterono  su  quella  casa,  ed essa non cadde,  perch era fondata

      sulla roccia.

      Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica   simile

      a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

      Cadde  la  pioggia,  strariparono  i  fiumi,  soffiarono  i venti e si

      abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande".


      Quando  Ges  ebbe  finito  questi   discorsi   le   folle   restarono

      meravigliate del suo insegnamento:

      egli infatti insegnava loro come uno che ha autorit e non come i loro

      scribi.


      8.

      Quando Ges fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva.

      Ed  ecco  venire  un  lebbroso  e  mettersi in ginocchio davanti a lui

      dicendo: "Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi".

      E Ges stese la mano e lo tocc dicendo: "Lo voglio,  sii  sanato".  E

      subito scomparve la sua lebbra.

      Poi Ges gli disse: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va' a mostrarti

      al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mos, e ci serva come

      testimonianza per loro".


      Entrato  Ges  in  Cafrnao,  gli  venne incontro un centurione che lo

      scongiurava:

      "Signore,   il  mio  servo  giace  in  casa   paralizzato   e   soffre

      terribilmente".

      Ges gli rispose: "Io verr e lo curer".

      Ma  il  centurione  riprese: "Signore,  io non sono degno che tu entri

      sotto il mio tetto;  di' soltanto una  parola  e  il  mio  servo  sar

      guarito.

      Perch  anch'io,  che sono un subalterno,  ho soldati sotto di me e se

      dico a uno: 'Vai', egli va;  e a un altro: 'Vieni',  egli viene;  e al

      mio servo: 'Fai questo', egli lo fa".

      Nell'udire questo, Ges fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano:

      "In  verit  vi  dico:  in Israele non ho trovato nessuno con una fede

      cos grande.

      Ora vi  dico  che  molti  verranno  dall'oriente  e  dall'occidente  e

      siederanno a tavola con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

      mentre i figli del Regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, l sar

      pianto e stridore di denti".

      E Ges disse al centurione: "Vai, e sia fatto secondo la tua fede". In

      quell'istante il servo guar.


      Entrato  Ges  nella  casa  di  Pietro,  vide la suocera di questi che

      giaceva a letto con la febbre.

      Le tocc la mano e la febbre scomparve;  allora essa si alz e si mise

      a servirlo.


      Quando  fu  sera,  gli portarono molti indemoniati ed egli scacci gli

      spiriti con la sua parola e guar tutti i malati,

      perch si adempisse ci che era stato  detto  per  mezzo  del  profeta

      Isaia:  "Egli  ha preso le nostre infermit,  si  addossato le nostre

      malattie".


      Vedendo Ges una gran folla intorno a s,  ordin di passare all'altra

      riva.

      Allora  uno scriba gli si avvicin e disse: "Maestro,  io verr con te

      dovunque andrai".

      Gli rispose Ges: "Le volpi hanno le loro tane e gli  uccelli  i  loro

      nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

      E  un  altro  dei discepoli gli disse: "Signore,  permettimi di andare

      prima a seppellire mio padre".  Ma Ges gli rispose: "Seguimi e lascia

      che i morti seppelliscano i loro morti".


      Essendo poi salito su una barca i suoi discepoli lo seguirono.

      Ed  ecco  scatenarsi  nel mare una tempesta cos violenta che la barca

      era ricoperta dalle onde; ma egli dormiva.

      Allora,  i discepoli si avvicinarono a lui,  e lo svegliarono dicendo:

      "Salvaci, Signore, siamo perduti!".

      Ed  egli  disse  loro:  "Perch  avete  paura,  uomini di poca fede?".

      Quindi,  si alz,  e sgrid i venti e il mare e  si  fece  una  grande

      bonaccia.

      I  presenti  furono  presi da stupore e dicevano: "Chi  mai costui al

      quale i venti e le onde obbediscono?".


      Giunto all'altra  riva,  nel  paese  dei  Gadareni,  due  indemoniati,

      uscendo  dai sepolcri,  gli vennero incontro;  erano tanto furiosi che

      nessuno poteva pi passare per quella strada.

      Cominciarono a urlare: "Che cosa abbiamo noi in comune con te,  Figlio

      di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?".

      A  qualche  distanza  da  loro  c'era  un  numeros  branco  di porci a

      pascolare;

      i demoni presero a scongiurarlo dicendo: "Se  ci  scacci,  mandaci  in

      quel branco".

      Egli  disse  loro:  "Andate".  Ed essi,  usciti dai corpi degli uomini

      entrarono in quelli dei porci: ed ecco,  tutto il branco si  precipit

      dal dirupo nel mare e per nei flutti.

      I   guardiani   dei   porci  allora  fuggirono  ed  entrati  in  citt

      raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.

      Tutta la citt allora usc incontro a Ges e,  quando  lo  videro,  lo

      pregarono che si allontanasse dal loro territorio.


      9.

      Salito  su  una  barca  Ges ripass all'altra riva e giunse nella sua

      citt.

      Ed ecco, gli portarono uno paralizzato steso su un letto. Ges,  vista

      la  loro  fede,  disse al paralitico: "Coraggio,  figlio mio,  ti sono

      perdonati i tuoi peccati",

      Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: "Costui bestemmia!".

      Ma Ges,  conoscendo i loro pensieri,  disse: "Perch mai pensate cose

      malvage nel vostro cuore?

      Che  cosa  dunque    pi facile dire: 'Ti sono perdonati i peccati' o

      dire: 'Alzati e cammina'?

      Ora,  perch sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere in terra di

      perdonare  i  peccati: Alzati - disse allora al paralitico - prendi il

      tuo letto e va' a casa tua".

      Ed egli si alz e and a casa sua.

      A quella vista,  la folla fu presa da timore e rese gloria a  Dio  che

      aveva dato un tale potere agli uomini.


      Andando via di l, Ges vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco

      delle imposte, e gli disse: "Seguimi!". Ed egli si alz e lo segu.

      Mentre Ges sedeva a mensa in casa,  sopraggiunsero molti pubblicani e

      gente di cattiva reputazione,  e si misero a tavola con lui  e  con  i

      discepoli.

      Vedendo  ci,  i farisei dicevano ai suoi discepoli: "Perch il vostro

      maestro  mangia  insieme  ai  pubblicani  e   a   gente   di   cattiva

      reputazione?".

      Ges li ud e disse: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma

      i malati.

      Andate  dunque  e imparate che cosa significhi: 'Misericordia voglio e

      non sacrificio'.  Infatti non sono venuto a chiamare i  giusti,  ma  i

      peccatori".


      Allora  si  avvicinarono  a lui i discepoli di Giovanni e gli dissero:

      "Perch,  mentre noi e i farisei  digiuniamo,  i  tuoi  discepoli  non

      digiunano?".

      E Ges disse loro: "Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto

      mentre lo sposo  con loro?  Ma verranno i giorni in cui lo sposo sar

      a loro tolto e allora digiuneranno.

      Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova su un vestito  vecchio,  perch

      il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore.

      N si mette vino nuovo in otri vecchi,  altrimenti si rompono gli otri

      e il vino si versa e gli otri vanno perduti. Ma si mette vino nuovo in

      otri nuovi e cosi l'uno e gli altri si conservano".


      Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi della sinagoga che

      gli si inginocchi davanti e gli disse: "Mia figlia    morta  proprio

      ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed essa vivr".

      Ges si alz e lo seguiva con i suoi discepoli.

      Ed  ecco  una  donna  che perdeva sangue da dodici anni gli si accost

      alle spalle e tocc il lembo del suo mantello.

      Pensava infatti: "Se riuscir anche solo a  toccare  il  suo  mantello

      sar guarita".

      Ges, voltatosi, la vide e disse: "Coraggio, figlia, la tua fede ti ha

      guarita". E in quell'istante la donna guar.

      Arrivato poi Ges nella casa del capo e veduti i suonatori di flauto e

      la gente in agitazione, disse:

      "Ritiratevi,  perch  la  fanciulla  non  morta ma dorme".  Quelli si

      misero a ridere di lui.

      Ma dopo che fu cacciata via la gente, egli entr,  la prese per mano e

      la fanciulla si alz.

      E se ne sparse la fama in tutta quella regione.


      Mentre  Ges  si  allontanava  di  l due ciechi lo seguivano urlando:

      "Figlio di Davide, abbi piet di noi!".

      Entrato in casa,  i ciechi gli andarono vicino,  e  Ges  disse  loro:

      "Credete voi che io possa far questo?". Gli risposero: "S, Signore!".

      Allora  tocc i loro occhi e disse: "Sia fatto a voi secondo la vostra

      fede".

      E si aprirono loro gli occhi.  Quindi Ges li ammon dicendo:  "Badate

      che nessuno lo sappia!".

      Ma quelli, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.


      Usciti costoro, gli portarono un muto indemoniato.

      Scacciato il demonio,  quel muto cominci a parlare,  e la folla presa

      da meraviglia  diceva:  "Non  si    mai  vista  una  cosa  simile  in

      Israele!".

      Ma  i  farisei dicevano: "Egli scaccia i demoni per opera del principe

      dei demoni".


      Ges percorreva tutte le citt e  i  villaggi,  insegnava  nelle  loro

      sinagoghe,  predicava  il  vangelo  del Regno e curava ogni malattia e

      infermit.

      Vedendo le folle ne ebbe compassione,  perch erano stanche e sfinite,

      'come pecore senza pastore'.

      Allora disse ai suoi discepoli: "La messe  molta,  ma gli operai sono

      pochi.

      Pregate dunque il padrone della messe perch mandi  operai  nella  sua

      messe".


      10.

      Chiamati a s i dodici discepoli diede loro il potere di scacciare gli

      spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermit.

      I  nomi  dei  dodici  apostoli  sono: primo,  Simone chiamato Pietro e

      Andrea suo fratello, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello,

      Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo

      e Taddeo,

      Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo trad.

      Questi dodici Ges invi dopo averli cos istruiti:  "Non  andate  fra

      gente straniera e non entrate nelle citt dei Samaritani;

      rivolgetevi invece alle pecore perdute della casa di Israele.

      E strada facendo, predicate che il regno dei cieli  vicino.

      Guarite gli infermi,  risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate

      i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

      Non procuratevi oro,  n argento,  n  moneta  di  rame  nelle  vostre

      cinture,

      n bisaccia da viaggio,  n due tuniche n sandali,  n bastone perch

      l'operaio ha diritto al suo nutrimento.

      In qualunque citt  o  villaggio  entriate,  fatevi  indicare  se  c'

      qualche persona degna, e l rimanete fino alla vostra partenza.

      Entrando  nella  casa,  rivolgetele il saluto.  Se quella casa ne sar

      degna,  la vostra pace scenda sopra di essa;  ma se non ne sar degna,

      la vostra pace ritorni a voi.

      Se  qualcuno  poi  non  vi accoglier,  e non dar ascolto alle vostre

      parole,  uscite da quella casa o da quella citt e scuotete la polvere

      dai vostri piedi.

      In  verit  vi  dico:  nel  giorno  del  giudizio il paese di Sdoma e

      Gomorra avr una sorte pi sopportabile di quella citt".


      "Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate perci prudenti

      come i serpenti e semplici come le colombe.

      Guardatevi,  perch vi consegneranno ai tribunali e  vi  flagelleranno

      nelle sinagoghe;

      e  sarete  condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia,  per

      dare testimonianza a loro e ai pagani.

      E quando vi consegneranno nelle loro mani non preoccupatevi di come  o

      di che cosa dovrete dire, perch vi sar suggerito in quel momento ci

      che dovrete dire:

      non siete infatti voi a parlare,  ma  lo Spirito del Padre vostro che

      parla in voi.

      Il fratello dar a morte il fratello e il padre il figlio,  e i  figli

      insorgeranno contro i genitori e li faranno morire.

      E  sarete odiati da tutti a causa del mio nome,  ma chi resister sino

      alla fine sar salvato.

      Quando vi perseguiteranno in una citt fuggite in un'altra.  In verit

      vi  dico:  non avrete finito di percorrere le citt di Israele,  prima

      che venga il Figlio dell'uomo.

      Un discepolo non  da pi del maestro,  n un servo  da  pi  del  suo

      padrone;

        sufficiente  per  il  discepolo essere come il suo maestro e per il

      servo come il suo padrone.  Se hanno chiamato Beelzebl il padrone  di

      casa, quanto pi i suoi familiari!

      Non li temete, dunque, poich non vi  nulla di nascosto che non debba

      essere svelato e di segreto che non debba essere manifestato.

      Quello  che  vi  dico  nelle  tenebre ditelo nella luce,  e quello che

      ascoltate all'orecchio gridatelo dai tetti.

      E non abbiate paura di quelli che  uccidono  il  corpo  ma  non  hanno

      potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di

      far perire sia l'anima sia il corpo nella Geenna.

      Due  passeri non si vendono forse per un soldo?  Eppure neanche uno di

      essi cadr a terra senza che il Padre vostro lo voglia.

      Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati;

      non abbiate dunque timore: voi valete pi di molti passeri!

      Chi dunque mi riconoscer davanti agli uomini,  anch'io lo riconoscer

      davanti al Padre mio che  nei cieli;

      chi  invece  mi rinnegher davanti agli uomini,  anch'io lo rinnegher

      davanti al Padre mio che  nei cieli.

      Non pensiate che io sia venuto a portare pace sulla  terra;  non  sono

      venuto a portare pace, ma una spada.

      Sono  venuto infatti a separare 'il figlio dal padre,  la figlia dalla

      madre, la nuora dalla suocera':

      e 'i nemici d'ognunoo saranno quelli della sua casa'.

      Chi ama il padre o la madre pi di me non  degno di me;  chi  ama  il

      figlio o la figlia pi di me non  degno di me.

      Chi non prende la sua croce e non mi segue, non  degno di me.

      Chi avr conservato la sua vita, la perder; e chi avr perduto la sua

      vita per causa mia, la trover".


      "Chi accoglie voi accoglie me;  e chi accoglie me,  accoglie colui che

      mi ha mandato.

      Chi accoglie un profeta come profeta,  avr la  ricompensa  degna  del

      profeta;  e  chi  accoglie  un giusto come giusto,  avr la ricompensa

      degna del giusto.

      E chi dar anche solo un bicchiere di acqua fresca  a  uno  di  questi

      piccoli,  perch  mio discepolo, in verit io vi dico: non perder la

      sua ricompensa".


      11.

      Quando Ges ebbe finito di  dare  queste  istruzioni  ai  suoi  dodici

      discepoli, part per insegnare e predicare nelle loro citt.

      Giovanni  intanto,  che era in prigione,  avendo sentito parlare delle

      opere del Cristo mand a domandargli per mezzo dei suoi discepoli:

      "Sei tu quello che deve venire o dobbiamo attendere un altro?".

      Ges rispose: "Andate e riferite  a  Giovanni  ci  che  voi  udite  e

      vedete:

      'i ciechi recuperano la vista',  gli zoppi camminano,  i lebbrosi sono

      guariti,  'i sordi riacquistano  l'udito,  i  morti  risuscitano',  ai

      poveri  annunciata la buona notizia,

      e beato chi non si scandalizza di me!".


      Mentre quelli se ne andavano,  Ges si mise a parlare di Giovanni alle

      folle: "Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta

      dal vento?

      Che cosa dunque siete andati a vedere?  Un  uomo  avvolto  in  morbide

      vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!

      E allora,  che cosa siete andati a vedere?  Un profeta?  S,  vi dico,

      anche pi di un profeta.

      Egli  colui,  del quale sta scritto: 'Ecco,  io mando davanti a te il

      mio messaggero che preparer la tua via davanti a te'.

      In  verit  vi dico: tra i nati di donna non  sorto uno pi grande di

      Giovanni il Battista;  tuttavia il pi piccolo nel regno dei  cieli  

      pi grande di lui.

      Dai  giorni  di  Giovanni  il Battista fino a ora,  il regno dei cieli

      soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.

      La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.

      E se lo volete accettare, egli  quell'Ela che deve tornare.

      Chi ha orecchi, intenda".


      "Ma a chi paragoner io questa  generazione?  Essa    simile  a  quei

      bambini  seduti  sulle  piazze  che si rivolgono agli altri compagni e

      dicono:

      'Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,  vi abbiamo cantato

      un lamento e non avete pianto'.

      E' venuto Giovanni,  che non mangia e non beve,  e hanno detto: 'Ha un

      demonio'.

      E' venuto il Figlio dell'uomo,  che mangia e beve,  e dicono: 'Ecco un

      mangione  e  un beone,  amico dei pubblicani e dei peccatori.  Ma alla

      Sapienza  stata resa giustizia dalle sue opere".


      Allora si mise a rimproverare le citt nelle quali aveva  compiuto  il

      maggior numero di miracoli, perch non avevano cambiato vita:

      "Guai a te, Crazin! Guai a te, Betsida! Perch, se a Tiro e a Sidne

      fossero  stati compiuti i miracoli fatti in mezzo a voi,  gi da tempo

      avrebbero fatto penitenza, ravvolte in vesti di sacco e nella cenere.

      Perci io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno  del  giudizio  avranno

      una sorte meno dura della vostra.

      E tu,  Cafrnao,'sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi

      precipiterai!'.  Perch,  se in Sdoma  fossero  avvenuti  i  miracoli

      compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!

      Perci  io vi dico: nel giorno del giudizio,  avr una sorte meno dura

      della tua!".


      In quel tempo Ges disse: "Ti benedico,  o Padre,  Signore del cielo e

      della terra, perch hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli

      intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.

      S, Padre, perch cos  piaciuto a te.

      Tutto mi  stato dato dal Padre mio;  nessuno conosce il Figlio se non

      il Padre.  Nessuno conosce il Padre se non il Figlio e quelli ai quali

      il Figlio lo voglia rivelare.

      Venite  a  me,  voi  tutti  che  siete affaticati e oppressi,  e io vi

      ristorer.

      Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,  che sono mite  e

      umile di cuore, e 'troverete ristoro per le vostre anime'.

      Il mio giogo infatti  dolce e il mio carico leggero".


      12.

      In quel tempo Ges pass tra icampi di grano in giorno di sabato,  e i

      suoi discepoli ebbero fame e  cominciarono  a  cogliere  spighe  e  le

      mangiavano.

      Vedendo questo,  i farisei gli dissero: "Ecco, i tuoi discepoli stanno

      facendo quello che non  lecito fare in giorno di sabato".

      Ed egli rispose: "Non avete letto quello che fece Davide  quando  ebbe

      fame insieme ai suoi compagni?

      Come entr nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non

      era  lecito  mangiare  n  a  lui  n  ai  suoi  compagni,  ma solo ai

      sacerdoti?

      O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel

      tempio infrangono il sabato eppure sono senza colpa?

      Ora io vi dico che qui c' qualcosa pi grande del tempio.

      Se aveste compreso che cosa  significa:  'Misericordia  voglio  e  non

      sacrificio', non avreste condannato persone senza colpa.

      Perch il Figlio dell'uomo  signore del sabato".

      Allontanatosi di l, and nella loro sinagoga.

      Ed  ecco,  c'era un uomo con una mano paralizzata,  ed essi chiesero a

      Ges: "E' permesso curare di sabato?". Dicevano questo per accusarlo.

      Ed egli disse loro: "Chi tra voi,  avendo una pecora,  se  questa  gli

      cade di sabato in un fosso non l'afferra e la tira fuori?

      Ora,  quanto   pi prezioso un uomo di una pecora!  Perci  permesso

      fare del bene anche di sabato".

      E rivolto all'uomo, disse: "Stendi la mano!". Egli la stese,  e quella

      ritorn sana come l'altra.  I farisei per,  usciti, tennero consiglio

      contro di lui per toglierlo di mezzo.


      Ma Ges,  saputo ci,  si allontan di l.  Molti lo seguirono ed egli

      guar tutti,

      ordinando loro di non dirlo a nessuno,

      perch si adempisse ci che era stato detto dal profeta Isaia:

      'Ecco il mio servo che io ho scelto;  il mio prediletto,  nel quale mi

      sono compiaciuto.  Porr il mio spirito sopra di lui e  annunzier  la

      giustizia alle genti.

      Non contender, n grider, n si udr sulle piazze la sua voce.

      La canna incrinata non spezzer,  non spegner il lucignolo fumigante,

      finch non abbia fatto trionfare la giustizia.

      Nel suo nome spereranno le genti'.


      In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto,  ed egli lo

      guar, e cos quel muto parlava e vedeva.

      E  tutta la folla era meravigliata e diceva: "Non sar forse costui il

      figlio di Davide?".

      Ma i farisei,  udendo questo,  cominciaronoo a dire: "Questi scaccia i

      demoni in nome di Beelzebl, principe dei demoni".

      Ma egli, conoscendo il loro pensiero, disse loro: "Ogni regno discorde

      cade in rovina, e nessuna citt o famiglia discorde pu reggersi.

      Ora,  se  Satana scaccia Satana,  egli  discorde con se stesso;  come

      potr dunque durare il suo regno?

      E se io scaccio i demoni in nome di Beelzebl,  i vostri figli in nome

      di chi li scacciano? Per questo, loro stessi saranno i vostri giudici.

      Ma  se  io  scaccio  i demoni per virt dello Spirito di Dio,   certo

      giunto fra voi il regno di Dio.

      Come potrebbe uno penetrare nella casa di un uomo forte e rapirgli  le

      sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potr saccheggiare

      la casa.

      Chi non  con me,  contro di me; e chi non raccoglie con me, spreca.

      Perci  io  vi dico: qualunque peccato e bestemmia sar perdonato alle

      persone ma la bestemmia contro lo Spirito non sar perdonata.

      A chiunque parler male del Figlio dell'uomo  sar  perdonato;  ma  la

      bestemmia  contro  lo  Spirito  non  gli  sar  perdonata n in questo

      secolo, n in quello futuro.

      Se prendete un albero buono,  anche  il  suo  frutto  sar  buono;  se

      prendete  un  albero  cattivo  anche  il  suo frutto sar cattivo: dal

      frutto infatti si conosce l'albero.

      Razza di vipere!  Come potete dire cose buone voi che  siete  cattivi?

      Perch la bocca parla dalla pienezza del cuore.

      L'uomo  buono  dal  suo  buon  tesoro  trae cose buone,  mentre l'uomo

      cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive.

      Ma io vi dico che di ogni parola infondata tutti renderanno conto  nel

      giorno del giudizio;

      poich  in  base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue

      parole sarai condannato".


      Allora alcuni scribi e farisei lo  interrogarono:  "Maestro,  vorremmo

      che tu ci facessi vedere un segno". Egli rispose:

      "Una  generazione  perversa  e  adultera pretende un segno!  Ma nessun

      segno le sar dato, se non il segno del profeta Giona.

      Come infatti Giona 'rimase tre giorni  e  tre  notti  nel  ventre  del

      pesce',  cos  il  Figlio dell'uomo rester tre giorni e tre notti nel

      cuore della terra.

      Quelli di Ninive si alzeranno a  giudicare  questa  generazione  e  la

      condanneranno  perch essi cambiarono vita alla predicazione di Giona.

      Ecco, ora qui c' uno che  pi di Giona!

      La regina del sud si  lever  a  giudicare  questa  generazione  e  la

      condanner, perch essa venne dall'estremit della terra per ascoltare

      la  sapienza  di  Salomone.  Ecco,  ora  qui  c'  uno  che    pi di

      Salomone!".


      "Quando lo spirito immondo esce da una persona,  se ne va  per  luoghi

      deserti cercando sollievo, ma non ne trova.

      Allora dice: 'Ritorner alla mia casa, da cui sono uscito'. E tornato,

      la trova vuota, spazzata e adorna.

      Allora va, si prende altri sette spiriti peggiori ed entra a prendervi

      dimora;  e  la  nuova condizione di quella persona diventa peggiore di

      prima. Cosi avverr anche a questa generazione perversa".


      Mentre egli parlava ancora alla folla,  sua madre e i  suoi  fratelli,

      stando fuori in disparte, cercavano di parlare con lui.

      Qualcuno  gli  disse:  "Ecco qui fuori tua madre e i tuoi fratelli che

      vogliono parlarti".

      Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi  mia madre e chi

      sono i miei fratelli?".

      Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed

      ecco i miei fratelli;

      perch chiunque fa la volont del Padre mio che  nei  cieli,  egli  

      per me fratello, sorella e madre".


      13.

      Quel giorno Ges usc di casa e si sedette in riva al mare.

      Si  radun  attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca;

      l si mise a sedere, mentre tutta la folla rimase sulla riva.

      Egli parl loro di molte cose in parabole.


      E disse: "Ecco, il seminatore and a seminare.

      E mentre seminava, una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli

      uccelli e la divorarono.

      Un'altra parte cadde in luogo pietroso,  dove non c'era  molta  terra;

      presto germogli, perch il terreno non era profondo.

      Ma,  spuntato  il  sole,  rest  bruciata e non avendo forti radici si

      secc.

      Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono.

      Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto dove  il  cento,

      dove il sessanta, dove il trenta.

      Chi ha orecchi, intenda!".


      Allora  si avvicinarono a lui i discepoli e gli dissero: "Perch parli

      loro in parabole?".

      Egli rispose: "Perch a voi  dato di conoscere i  misteri  del  regno

      dei  cieli,  ma  a  loro non  dato.  Cos a chi ha,  sar dato e sar

      nell'abbondanza; e a chi non ha, sar tolto anche quello che ha.

      Per questo parlo in parabole: perch pur vedendo  non  vedono,  e  pur

      udendo non odono e non capiscono.

      E   cos   si  adempie  per  loro  la  profezia  di  Isaia  che  dice:

      'Ascolterete, ma non capirete; guarderete, ma non vedrete.

      Perch il cuore di questo popolo si  indurito, sono diventati duri di

      orecchi,  hanno chiuso gli occhi,  per non vedere con gli  occhi,  non

      sentire  con  gli  orecchi' e non intendere con il cuore e non tornare

      verso di me, e io li risani.

      Ma beati i vostri occhi  perch  vedono  e  i  vostri  orecchi  perch

      sentono.

      In  verit vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ci

      che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ci che voi ascoltate,  e

      non l'udirono".


      "Voi dunque intendete la parabola del seminatore:

      tutte  le  volte che uno ascolta la Parola del Regno e non la capisce,

      viene il maligno e ruba quel che    stato  seminato  nel  suo  cuore:

      questo  il seme seminato lungo la strada.

      Quello  che    stato  seminato  nel terreno pietroso  chi ascolta la

      parola e subito l'accoglie con gioia,

      ma non ha radici in s e  non    costante,  cos  appena  arriva  una

      tribolazione  o  persecuzione  a  causa  della  parola,  egli ne resta

      scandalizzato.

      Quello  seminato  tra  le  spine    chi  ascolta  la  parola,  ma  la

      preoccupazione  del  mondo  e  l'inganno  della ricchezza soffocano la

      parola ed essa non d frutto.

      Quello seminato nella terra buona,    chi  ascolta  la  parola  e  la

      capisce;  egli d frutto e produce ora il cento,  ora il sessanta, ora

      il trenta".


      Un'altra parabola espose loro cos: "Il regno dei  cieli    come  del

      buon seme che un uomo ha seminato nel suo campo.

      Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, semin erba zizzania in

      mezzo al grano e se ne and.

      Quando  poi il grano fior e fece frutto,  ecco,  apparve anche l'erba

      zizzania.

      Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli  dissero:  'Padrone,

      non  hai  seminato  del buon seme nel tuo campo?  Da dove viene dunque

      l'erba zizzania?'.

      Egli rispose: 'Un nemico ha fatto questo'.  E  i  servi  gli  dissero:

      'Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla?'.

      'No', rispose, 'perch non succeda che, cogliendo l'erba zizzania, con

      essa strappiate anche il grano.

      Lasciate  che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura,  e

      al momento della mietitura dir ai mietitori:  Cogliete  prima  l'erba

      zizzania e legatela in fasci per bruciarla;  il grano invece mettetelo

      nel mio granaio'".


      Espose loro un'altra parabola: "Il regno  dei  cieli    simile  a  un

      granellino di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo.

      Esso  il pi piccolo di tutti i semi ma,  una volta cresciuto,   pi

      grande degli altri legumi;  diventa un albero,  tale che vengono  'gli

      uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami'".

      Un'altra  parabola disse loro: "Il regno dei cieli  simile al lievito

      che una donna ha preso e impastato con tre  misure  di  farina  talch

      tutta si fermenti".


      Tutte  queste  cose  Ges disse alla folla in parabole e non parlava a

      essa se non in parabole,

      perch si adempisse ci che era stato detto dal  profeta:  "Aprir  la

      mia  bocca in parabole,  proclamer cose nascoste" fin dalla creazione

      del mondo.


      Poi Ges lasci la folla ed entr in casa;  i suoi  discepoli  gli  si

      avvicinarono  per dirgli: "Spiegaci la parabola dell'erba zizzania nel

      campo".

      Egli rispose: "Colui che semina il buon seme  il Figlio dell'uomo.

      Il campo  il mondo. Il seme buono sono i figli del Regno; la zizzania

      sono i figli del maligno,

      e il nemico che l'ha seminata  il diavolo.  Il raccolto  la fine  di

      questo mondo, e i mietitori sono gli angeli.

      Come  dunque  si  raccoglie  l'erba zizzania e la si brucia nel fuoco,

      cos avverr alla fine di questo mondo.

      Il Figlio dell'uomo mander i suoi angeli,  i quali raccoglieranno dal

      suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che fanno iniquit,

      e  'li getteranno nella fornace ardente dove sar pianto e stridore di

      denti'.

      Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno  del  Padre  loro.

      Chi ha orecchi, intenda!".


      "Il regno dei cieli  simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo

      lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, vende tutti i

      suoi averi e compra quel campo.

      Il  regno  dei  cieli   simile a un mercante che va in cerca di perle

      preziose;

      trovata una perla di grande valore, va,  vende tutti i suoi averi e la

      compra".


      "ll  regno  dei cieli  simile anche a una rete gettata nel mare,  che

      raccoglie ogni genere di pesci.

      Quando  piena, i pescatori la tirano a riva e poi,  una volta seduti,

      raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

      Cos sar alla fine di questo mondo. Verranno gli angeli e separeranno

      i cattivi dai buoni

      e li getteranno nella fornace ardente,  dove sar pianto e stridore di

      denti".


      "Avete capito tutte queste cose?". Gli risposero: "S".

      Ed egli disse: "Perci,  ogni scriba diventato discepolo del regno dei

      cieli  come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e

      cose vecchie".


      Terminate queste parabole, Ges part da l

      e  venuto  nella  sua citt insegnava nella loro sinagoga,  e la gente

      rimaneva meravigliata e diceva: "Da dove mai vengono a  costui  questa

      sapienza e questi miracoli?

      Non  forse il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i

      suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

      E  le  sue sorelle non sono tutte fra noi?  Da dove gli vengono allora

      tutte queste cose?"

      E si scandalizzavano per causa sua.

      Ma Ges disse loro: "Un profeta non  disprezzato  se  non  nella  sua

      patria e in casa sua".

      E non fece molti miracoli a causa della loro incredulit.



      14.

      In quel tempo, il tetrarca  Erode ebbe notizia della fama di Ges.

      Egli  disse  ai  suoi  cortigiani:  "Costui    Giovanni  il  Battista

      risuscitato dai morti; perci la potenza dei miracoli agisce in lui".

      Erode aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare  e  gettare

      in prigione a causa di Erodade, moglie di Filippo suo fratello.

      Giovanni infatti gli diceva: "Non ti  lecito tenerla".

      Anche se Erode voleva farlo morire,  temeva il popolo perch questi lo

      considerava un profeta.

      Venuto il compleanno di Erode, la figlia di Erodiade danz in pubblico

      e piacque tanto a Erode

      che egli le promise con giuramento di darle tutto  quello  che  avesse

      richiesto.

      E  lei,  istigata dalla madre,  disse: "Dammi qui,  su un vassoio,  la

      testa di Giovanni il Battista".

      Il re ne fu dispiaciuto,  ma a causa del giuramento e  degli  invitati

      ordin che le fosse data

      e mand a decapitare Giovanni in prigione.

      La  sua  testa venne portata su un vassoio e fu data alla ragazza,  ed

      essa la port a sua madre.

      I suoi discepoli andarono a prendere il cadavere,  lo  seppellirono  e

      andarono a informare Ges.


      Udito questo, Ges part di l su una barca e si ritir in disparte in

      un  luogo  deserto.  Ma la folla,  saputo ci,  lo segu a piedi dalle

      citt.

      Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sent compassione per

      loro e guar i loro malati.  Verso  sera,  si  avvicinarono  a  lui  i

      discepoli e gli dissero: "Il luogo  deserto ed  ormai tardi; congeda

      la folla perch vada nei villaggi a comprarsi da mangiare".

      Ma  Ges  rispose: "Non occorre che vadano via;  dategli voi stessi da

      mangiare".

      Gli risposero: "Non abbiamo che cinque pani e due pesci".

      Ed egli disse: "Portatemeli qua".

      E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba,  prese i  cinque

      pani  e  i  due  pesci,  e,  alzati  gli occhi al cielo,  pronunci la

      benedizione,  spezz i pani e li diede ai discepoli;  e i discepoli li

      distribuirono alla folla.

      Tutti mangiarono e furono sazi;  e portarono via dodici ceste piene di

      pezzi d'avanzo.

      Quelli che avevano  mangiato  erano  circa  cinquemila  uomini,  senza

      contare le donne e i bambini.


      Subito  dopo,  egli  ordin  ai  discepoli  di salire sulla barca e di

      precederlo sull'altra riva, mentre intanto avrebbe congedato la folla.

      Congedata la folla,  sal solo sul monte,  a pregare.  Venuta la sera,

      egli se ne stava ancora solo lass.

      La  barca  intanto  era  gi  a qualche miglio da terra ed era agitata

      dalle onde, avendo il vento contrario.

      Sul finire della della notte,  egli venne verso di loro camminando sul

      mare.

      I discepoli, nel vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero:

      "E' un fantasma!", e si misero a gridare di paura.

      Ma subito Ges parl loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!".

      Pietro  gli  disse:  "Signore,  se sei tu,  comanda che io venga da te

      sull'acqua".

      Egli gli disse: "Vieni".  Pietro,  scendendo dalla barca,  si  mise  a

      camminare sull'acqua e and verso Ges.

      Ma,  per la forza del vento,  si impaur e,  cominciando ad affondare,

      grid: "Signore, salvami!".

      E subito Ges stese la mano,  lo afferr e gli disse:  "Uomo  di  poca

      fede, perch hai dubitato?".

      Appena saliti sulla barca, il vento cess.

      Quelli  che  erano  sulla  barca si misero in ginocchio davanti a lui,

      esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".


      Compiuta la traversata, approdarono a Gensaret.

      E la gente del luogo,  riconobbe Ges,  diffuse la notizia in tutta la

      regione; gli portarono tutti i malati,

      e  lo  pregavano  di  poter toccare almeno l'orlo del suo mantello.  E

      quelli che lo toccavano, guarivano.


      15.

      In quel tempo alcuni  farisei  e  alcuni  scribi  vennero  a  Ges  da

      Gerusalemme, e gli dissero:

      "Perch  i  tuoi discepoli non rispettano la tradizione degli antichi?

      Poich non si lavano le mani quando prendono cibo".

      Ed egli rispose: "Perch voi non rispettate il comandamento di Dio  in

      nome della vostra tradizione?

      Dio  ha detto: 'Onora il padre e la madre' e inoltre: 'Chi maledice il

      padre e la madre sia messo a morte'.

      Invece voi asserite: "Chiunque dice al padre o alla  madre:  'Ci  con

      cui ti dovrei aiutare  offerto a Dio',

      non    pi  tenuto a onorare suo padre o sua madre".  Cos avete reso

      nulla la parola di Dio in nome della vostra tradizione.

      Ipocriti! Bene ha profetato di voi Isaia, dicendo:

      'Questo popolo mi onora con le labbra,  ma il suo cuore   lontano  da

      me.

      Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di

      uomini'".


      Poi, chiamata la folla, disse: "Ascoltate e intendete!

      Non  quello  che entra nella bocca rende impuro l'uomo,  ma quello che

      esce dalla bocca rende impuro l'uomo".

      Allora i discepoli gli si avvicinarono per dirgli: "Sai che i  farisei

      si sono scandalizzati nel sentire queste parole?".

      Ed  egli  rispose: "Ogni pianta che non  stata piantata dal mio Padre

      dei cieli sar sradicata. Lasciateli! Sono ciechi e guide di ciechi. E

      quando un cieco guida un altro cieco,  tutti  e  due  cadranno  in  un

      fosso".

      Pietro allora disse: "Spiegaci questa parabola".

      Ed egli rispose: "Anche voi siete ancora senza intelletto?

      Non  capite  che tutto quello che entra nella bocca passa nel ventre e

      va a finire nella fogna?

      Invece ci che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo pu rendere

      immondo l'uomo.

      Dal cuore,  infatti,  provengono i propositi malvagi,  gli assassinii,

      gli adultri, le prostituzioni, i furti, le menzogne, gli insulti.

      Queste  sono le cose che rendono immondo l'uomo,  ma il mangiare senza

      lavarsi le mani non rende immondo l'uomo".


      Andato via di l, Ges si diresse verso le parti di Tiro e Sidne.

      Ed ecco una donna cananea,  che veniva da quelle regioni,  si  mise  a

      gridare:  "Piet  di  me,  Signore,  figlio  di  Davide!  Mia figlia 

      crudelmente tormentata da un demonio".

      Ma egli non le rivolse neppure  una  parola.  Allora  i  discepoli  si

      avvicinarono  a  lui  implorando:  "Esaudiscila,  vedi  come  ci grida

      dietro!".

      Ma egli rispose: "Non sono stato  mandato  che  alle  pecore  sperdute

      della casa di Israele".

      Ma  quella  si  avvicin  e  si  inginocchi  davanti a lui,  dicendo:

      "Signore, aiutami!".

      Ed egli rispose: "Non  bene prendere il pane dei figli  per  gettarlo

      ai cagnolini".

      "E' vero,  Signore",  disse la donna,  "ma anche i cagnolini si cibano

      delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni".

      Allora Ges le replic: "Donna,  davvero  grande la tua fede!  Ti sia

      fatto come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita.


      Dopo essersi allontanato di l,  Ges giunse presso il mare di Galilea

      e, salito sul monte, si ferm l.

      Attorno a lui si radun molta folla recando s zoppi, storpi,  ciechi,

      sordi  e  molti  altri malati;  li deposero ai suoi piedi,  ed egli li

      guariva.

      E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che  parlavano,  gli

      storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano.

      E glorificava il Dio di Israele.

      Allora  Ges chiam i discepoli e disse: "Sento compassione per questa

      folla: ormai da  tre  giorni  mi  vengono  appresso  e  non  hanno  da

      mangiare.  Non voglio rimandarli digiuni, perch non svengano lungo la

      strada".

      E i discepoli gli dissero: "Dove potremo noi  trovare  in  un  deserto

      tanti pani da sfamare una folla cos grande?".

      Ma  Ges  domand:  "Quanti pani avete?".  Risposero: "Sette,  e pochi

      pesciolini".

      Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra,

      Ges prese i setti pani e i pesci, rese grazie, li spezz, li diede ai

      discepoli, e i discepoli li distribuirono alla folla.

      Tutti mangiarono e furono saziati.  Dei pezzi avanzati  portarono  via

      sette ceste piene.

      Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le

      donne e i bambini.

      Congedata  la  folla,  Ges  sal  in  barca  e  and nella regione di

      Magadn.


      I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova,  e gli

      chiesero di mostrar loro un segno dal cielo.

      Ma egli rispose: "Quando si fa sera,  voi dite: 'Bel tempo,  perch il

      cielo rosseggia'

      e al mattino: 'Oggi temporale,  perch il cielo  rosso cupo'.  Sapete

      dunque  interpretare  l'aspetto  del  cielo e non sapete distinguere i

      segni dei tempi?

      Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le

      sar dato se non il segno di Giona. E lasciatili, se ne and.


      Nel passare per all'altra riva,  i discepoli avevano  dimenticato  di

      prendere il pane.

      Ges  disse  loro:  "Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei

      farisei e dei sadducei".

      Ma essi parlavano tra loro e dicevano: "Non abbiamo preso il pane!".

      Ges se ne accorse,  e chiese: "Perch,  uomini di poca  fede,  andate

      dicendo che non avete il pane?

      Non  capite  ancora  e  non ricordate i cinque pani per i cinquemila e

      quante ceste avete portato via?

      E neppure i  sette  pani  per  i  quattromila  e  quante  ceste  avete

      raccolto?  Come  mai non capite ancora che non alludevo al pane quando

      vi ho detto: 'Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei'?".

      Allora essi capirono che egli non aveva detto che si  guardassero  dal

      lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.


      Quando Ges giunse nella regione di Cesarea di Filippo, chiese ai suoi

      discepoli: "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?"

      Risposero: "Alcuni Giovanni il Battista,  altri Ela,  altri Geremia o

      qualcuno dei profeti".

      Disse loro: "Voi chi dite che io sia?"

      Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente".

      E Ges: "Beato te,  Simone figlio di Giona,  perch n la carne n  il

      sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.

      E  io  ti  dico:  tu  sei  Pietro  e su questa pietra costruir la mia

      Chiesa; e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

      A te dar le chiavi del regno dei cieli,  e  tutto  ci  che  legherai

      sulla  terra sar legato nei cieli,  e tutto ci che scioglierai sulla

      terra, sar sciolto nei cieli".

      Allora ordin ai discepoli di non dire  a  nessuno  che  egli  era  il

      Cristo.


      Da  allora  Ges  cominci  a  dire  apertamente ai suoi discepoli che

      doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte  degli  anziani,

      dei  sommi sacerdoti e degli scribi,  e venire ucciso e risuscitare al

      terzo giorno.

      Ma Pietro lo prese da parte e cominci a protestare dicendo:  "Dio  te

      ne scampi, Signore; questo non ti accadr mai".

      Ma egli,  voltandosi,  disse a Pietro: "Lontano da me,  Satana! Tu sei

      uno scandalo per me perch non  pensi  secondo  Dio,  ma  secondo  gli

      uomini".

      Allora Ges disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole venire con me,

      neghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

      Perch chi vorr salvare la propria vita la perder; ma chi perder la

      propria vita per causa mia, la trover.

      Quale  vantaggio  infatti  avr l'uomo se guadagner il mondo intero e

      poi perder la propria anima?  O che cosa l'uomo potr dare in  cambio

      della propria anima?

      Poich  il  Figlio  dell'uomo verr nella gloria del Padre suo,  con i

      suoi angeli, e 'render a ciascuno secondo le sue azioni'.

      In verit vi dico: vi sono alcuni tra i  presenti  che  non  moriranno

      finch non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno".


      Sei  giorni  dopo,  Ges  prese con s Pietro,  Giacomo e Giovanni suo

      fratello e li condusse in disparte, su un alto monte.

      E fu trasfigurato davanti a loro;  il suo volto brill come il sole  e

      le sue vesti divennero bianche come la luce.

      Ed ecco, apparvero loro Mos ed Ela, che parlavano con lui.

      Pietro  prese  allora la parola e disse a Ges: "Signore,   bello per

      noi restare qui; se vuoi, preparer qui tre tende, una per te, una per

      Mos e una per Ela".

      Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li avvolse con la

      sua ombra.  Ed ecco una voce che  diceva:  "Questi    il  Figlio  mio

      prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!" .

      Nell'udire  ci,  i  discepoli  caddero con la faccia a terra e furono

      presi da grande timore.

      Ma Ges si avvicin, li tocc e disse: "Alzatevi e non temete!".

      Sollevando gli occhi non videro pi nessuno, se non Ges solo.


      E mentre scendevano dal monte Ges ordin loro: "Non dite a nessuno di

      questa visione, finch il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti".

      Allora i discepoli gli domandarono: "Perch dunque gli  scribi  dicono

      che 'prima deve venire Ela'?".

      Ed egli rispose: "S, 'verr Ela e ristabilir ogni cosa'.

      Ma  io  vi  dico: Ela  gi venuto e non l'hanno riconosciuto;  anzi,

      l'hanno trattato come hanno voluto.  Cos anche  il  Figlio  dell'uomo

      dovr soffrire per opera loro".

      Allora i discepoli capirono che egli parlava di Giovanni il Battista.


      Appena ritornati presso la folla, si avvicin a Ges un uomo

      che,  gettandosi in ginocchio,  gli disse: "Signore, abbi piet di mio

      figlio!  E' epilettico e soffre molto;  cade spesso nel fuoco e spesso

      anche nell'acqua;

      l'ho gi portato dai tuoi discepoli, ma non hanno potuto guarirlo".

      E  Ges  rispose:  "O generazione incredula e perversa!  Fino a quando

      star con voi? Fino a quando dovr sopportarvi? Portatemelo qui!".

      E Ges gli parl severamente,  e il demonio usc  da  lui  e  da  quel

      momento il ragazzo fu guarito.  Allora i discepoli,  si avvicinarono a

      Ges in disparte,  e gli chiesero:  "Perch  noi  non  abbiamo  potuto

      scacciarlo?".

      Ed  egli  rispose:  "Per  la  vostra poca fede.  In verit vi dico: se

      avrete fede pari a un granellino di  senape,  potrete  dire  a  questo

      monte: 'Spostati da qui a l',  ed esso si sposter,  e niente vi sar

      impossibile!".


      Mentre si trovavano insieme in Galilea,  Ges disse loro:  "Il  Figlio

      dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini

      e lo uccideranno,  ma il terzo giorno risorger".  Ed essi diventarono

      molto tristi.


      Venuti a Cafrnao,  si avvicinarono a Pietro gli esattori della  tassa

      per il tempio, e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa per

      il tempio?"

      Rispose: "Si".  Mentre entrava in casa, Ges lo prevenne dicendo: "Che

      cosa ti pare, Simone?  Da chi i re di questa terra riscuotono le tasse

      e i tributi? Dai propri figli o dagli altri?".

      Rispose: "Dagli estranei". E Ges: "Quindi i figli sono esenti.

      Ma  perch non si scandalizzino,  va' al mare,  getta l'amo e il primo

      pesce che viene,  prendilo,  aprigli la bocca e ci troverai una moneta

      d'argento. Prendila e consegnala a loro per me e per te".


      18.

      In  quel  momento,  i  discepoli  si avvicinarono a Ges dicendo: "Chi

      dunque  il pi grande nel regno dei cieli?"

      Allora Ges chiam a s un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:

      "In verit vi dico: se non cambierete vita e non  diventerete  come  i

      bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

      Perci  chiunque  diventer  piccolo  come  questo bambino sar il pi

      grande nel regno dei cieli".


      "E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie

      me.

      Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in

      me,  sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo  una  macina

      girata da asino, e venisse gettato in fondo al mare.

      Guai al mondo per gli scandali! Ce ne saranno sempre, ma guai all'uomo

      per colpa del quale avviene lo scandalo!

      Se  la tua mano o il tuo piede ti  occasione di scandalo,  taglialo e

      gettalo via da te;   meglio per te entrare nella vita monco  o  zoppo

      che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.

      E se il tuo occhio ti  occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da

      te;   meglio per te entrare nella vita con un occhio solo,  che avere

      due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.

      Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli,  perch vi dico

      che  i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che

       nei cieli.


      "Che ve ne pare?  Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce  una,  non

      lascer  forse  le novantanove sui monti,  per andare a cercare quella

      perduta?

      Se riesce a trovarla,  in verit vi dico: si rallegrer per quella pi

      che per le novantanove che non si erano smarrite.

      Cos il Padre vostro nei cieli non vuole che si perda neanche uno solo

      di questi piccoli".


      "Se  tuo  fratello commette una colpa,  va' e ammoniscilo fra te e lui

      solo; se ti ascolter, avrai riacquistato tuo fratello;

      se non ti ascolter, prendi con te una o due persone, perch ogni cosa

      sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.

      Se poi non ascolter neppure loro,  dillo  alla  comunit,  e  se  non

      ascolter  neanche  la  comunit,  egli sia per te come un pagano e un

      pubblicano.

      In verit vi dico: tutto quello che  legherete  sopra  la  terra  sar

      legato  anche  in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra

      sar sciolto anche in cielo.

      In verit vi dico ancora: se due di voi sulla  terra  si  accorderanno

      per  chiedere  qualunque  cosa,  il  Padre  mio  che  nei cieli ve la

      conceder.

      Perch dove sono due o tre riuniti nel mio nome,  io sono in  mezzo  a

      loro".

      Allora  Pietro  gli si avvicin e disse: "Signore,  quante volte dovr

      perdonare a un mio fratello se mi fa del male? Fino a sette volte?".

      E Ges gli rispose: "Non ti dico fino a  sette,  ma  fino  a  settanta

      volte sette".


      "Perch il regno dei cieli  simile a un re che volle fare i conti con

      i suoi servi.

      Incominciati i conti,  gli fu presentato uno che era in debito con lui

      di diecimila talenti.

      Ma non avendo costui il denaro da restituire,  il padrone  ordin  che

      fosse  venduto lui con la moglie,  con i figli e con quanto possedeva,

      per pagare cos il debito.

      Allora quel servo si gett a terra e  lo  supplicava:  'Signore,  abbi

      pazienza con me

      e ti restituir ogni cosa!'.

      Avuta  piet del servo,  il padrone lo lasci andare e gli cancell il

      debito.

      Appena uscito, quel servo trov un altro servo come lui che gli doveva

      cento denari;  lo afferr,  lo soffocava  e  diceva:  'Paga  quel  che

      devi!'.

      Il  suo  compagno,  si  gett a terra,  e lo supplicava dicendo: 'Abbi

      pazienza con me e ti pagher il debito!'.

      Ma egli non volle saperne, and e lo fece gettare in prigione,  fino a

      che non avesse pagato il debito.

      Visto  quello  che  accadeva,  gli  altri  servi  furono  addolorati e

      andarono a raccontare al loro padrone tutto l'accaduto.

      Allora il  padrone  fece  chiamare  quell'uomo  e  gli  disse:  'Servo

      malvagio, io ti ho cancellato tutto il debito perch mi hai pregato.

      Non  dovevi forse anche tu avere piet del tuo compagno,  cosi come io

      ho avuto piet di te?'.

      E, pieno di collera, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch

      non gli avesse restituito tutto il dovuto.

      Cos anche il mio Padre nei  cieli  far  a  ognuno  di  voi,  se  non

      perdonerete di cuore al vostro fratello".


      19.

      Terminati  questi  discorsi,  Ges  part  dalla  Galilea  e  and nel

      territorio di Giudea, al di l del Giordano.

      E lo segu molta folla ed egli guariva i malati.

      Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo  alla  prova  e

      gli  chiesero:  "E'  lecito  a un uomo ripudiare la propria moglie per

      qualsiasi motivo?".

      Ed egli rispose: "Non avete letto che il  Creatore  da  principio  'li

      cre maschio e femmina' e disse:

      'Perci l'uomo lascer suo padre e sua madre e si unir a sua moglie e

      i due saranno una carne sola'?

      Cos essi non sono pi due,  ma una carne sola.  Quello dunque che Dio

      ha unito, l'uomo non lo separi".

      Gli obiettarono: "Perch allora Mos ha ordinato 'di mandarla via dopo

      averle dato l'atto di ripudio'?".

      Rispose Ges: "Per la durezza del vostro cuore Mos vi ha permesso  di

      ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu cos.

      Perci io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie,  se non in caso

      di illecita relazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio".

      Gli dissero i discepoli: "Se questa  la condizione dell'uomo verso la

      donna, non conviene sposarsi".

      Egli rispose: "Non tutti possono capirlo,  ma solo coloro ai  quali  

      stato concesso.

      Ci sono infatti eunuchi che sono nati cos dal ventre della madre;  ce

      ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli  uomini;  e  ci  sono

      altri  che  si  sono  fatti  eunuchi  per il regno dei cieli.  Chi pu

      capire, capisca".


      Allora gli vennero portati dei bambini perch imponesse  loro  le  sue

      mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.

      Ges per disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me,  perch di

      questi  il regno dei cieli".

      E dopo aver loro imposto le sue mani, se ne part.


      Ed ecco,  un tale si avvicin a lui e gli disse:  "Maestro,  che  cosa

      devo fare di buono per ottenere la vita eterna?".

      Egli  rispose:  "Perch  mi interroghi su ci che  buono?  Uno solo 

      buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti".

      E quello chiese: "Quali?". Ges rispose: "Non uccidere, non commettere

      adulterio,  non rubare,  non dire il falso contro qualcuno,  onora  il

      padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso".

      Il  giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose;  che mi

      manca ancora?".

      Gli disse Ges: "Se  vuoi  essere  perfetto,  va',  vendi  quello  che

      possiedi,  dallo  ai  poveri e avrai un tesoro nel cielo;  poi vieni e

      seguimi".

      Udito ci, il giovane se ne and triste perch aveva molte ricchezze.

      Ges allora disse ai suoi discepoli: "In verit vi dico: difficilmente

      un ricco entrer nel regno dei cieli.

      Ve lo ripeto:  pi facile che un cammello passi per la  cruna  di  un

      ago, che un ricco entri nel regno dei cieli".

      A  queste  parole  i discepoli rimasero costernati e chiesero: "Chi si

      potr dunque mai salvare?"

      E Ges,  fissandoli con lo sguardo,  disse: "Questo  impossibile  per

      gli uomini, ma per Dio tutto  possibile".


      Allora   Pietro   prendendo  la  parola  disse:  "Ecco,   noi  abbiamo

      abbandonato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?".

      E Ges disse loro: "In verit vi dico: che nella nuova creazione,  voi

      che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sar seduto sul trono

      della  sua gloria,  siederete anche voi su dodici troni a giudicare le

      dodici trib di Israele.

      Chiunque avr lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre,  o madre,

      o figli, o campi per il mio nome, ricever cento volte tanto e avr in

      eredit la vita eterna.

      Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi".


      20.

      "Il  regno  dei  cieli  come un padrone di casa che usc all'alba per

      prendere a giornata dei lavoratori per la sua vigna.

      Si accord con loro per un denaro al giorno,  e  li  mand  nella  sua

      vigna.

      Uscito poi verso le nove del mattino,  ne vide altri che stavano sulla

      piazza inoccupati,

      e disse loro: 'Andate anche voi nella mia vigna: vi dar quello che  

      giusto'. Ed essi andarono.

      Usc di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece la stessa cosa.

      Uscito  ancora  verso la cinque,  ne vide altri che se ne stavano l e

      disse loro: 'Perch ve ne state qui tutto il giorno a oziare?'.

      Gli risposero: 'Perch nessuno ci ha presi a giornata'.  Ed egli disse

      loro: 'Andate anche voi nella mia vigna'.

      Quando  fu sera,  il padrone della vigna disse al suo fattore: 'Chiama

      gli uomini e da' loro la paga cominciando dagli ultimi fino ai primi'.

      Venuti quelli delle cinque del  pomeriggio,  ricevettero  ciascuno  un

      denaro.

      Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di pi. Ma

      anche  loro  ricevettero  un  denaro  ciascuno.  Nel ritirarlo,  per,

      mormoravano contro il padrone dicendo:

      'Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai  trattati  come

      noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo'.

      Ma  il padrone,  rispondendo a uno di loro,  disse: 'Amico,  io non ti

      faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?

      Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto

      a te.

      Non posso fare quello che voglio delle mie cose?  Oppure sei invidioso

      perch io sono buono?'.

      Cos gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi".


      Mentre  risaliva  verso  Gerusalemme,  Ges  prese da parte i Dodici e

      lungo la via disse loro:

      "Ecco, noi stiamo salendo verso Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sar

      consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi  che  lo  condanneranno  a

      morte

      e lo consegneranno a chi non crede perch sia schernito e flagellato e

      crocifisso; ma il terzo giorno risorger".


      Allora  si  avvicin  a  lui  la madre dei figli di Zebedo con i suoi

      figli, e si inginocchi per chiedergli qualcosa.

      Egli le disse: "Che cosa vuoi?".  Gli rispose: "Di'  che  questi  miei

      figli  siederanno  uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo

      regno".

      Ges rispose: "Voi non sapete quello  che  chiedete.  Potete  bere  il

      calice che io sto per bere?". Gli dicono: "Lo possiamo".

      Ed  egli  aggiunse:  "Il  mio  calice  lo  berrete;  per non sta a me

      concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma  per

      coloro ai quali  stato preparato dal Padre mio".

      Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli;

      ma Ges li chiam a s e disse: "I capi dei  popoli,  voi  lo  sapete,

      dominano su di essi e i grandi esercitano su di essi il potere.

      Non dovr essere cos tra voi;  ma chi vorr diventare grande tra voi,

      si far vostro servo;

      e chi vorr essere il primo tra voi, si far vostro schiavo;

      proprio come il Figlio dell'uomo, che non  venuto per essere servito,

      ma per servire e dare la sua vita per la liberazione di molti".


      Mentre uscivano da Gerico, una gran folla seguiva Ges.

      Ed ecco che due ciechi,  seduti sul bordo della strada,  sentendo  che

      passava,  si misero a gridare: "Signore,  figlio di Davide, abbi piet

      di noi!".

      La folla li sgridava perch tacessero,  ma essi gridavano  ancora  pi

      forte: "Signore, figlio di Davide, abbi piet di noi!"

      Ges si ferm, li chiam e disse: "Che volete che io vi faccia?".

      Gli risposero: "Signore, che i nostri occhi si aprano!".

      Ges si commosse,  tocc i loro occhi e subito recuperarono la vista e

      lo seguirono.


      21.

      Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Btfage, verso il

      monte degli Ulivi, Ges mand due dei suoi discepoli

      dicendo loro: "Andate nel villaggio  che  vi  sta  di  fronte;  subito

      troverete  un'asina  legata  e  con  essa  un puledro.  Scioglieteli e

      portateli a me.

      Se qualcuno poi vi dir qualcosa,  risponderete:  "Il  Signore  ne  ha

      bisogno, ma li rimander subito".

      Questo  avvenne  perch  si adempisse ci che era stato annunziato dal

      profeta:

      "Dite alla figlia di Sion: 'Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su

      un'asina, con un puledro figlio di bestia da soma'".

      I discepoli andarono e fecero come aveva ordinato Ges;

      condussero l'asina e il puledro,  misero su di essi i mantelli ed egli

      vi si mise a sedere.

      La folla grandissima stese i suoi mantelli sulla strada,  mentre altri

      tagliavano rametti dagli alberi e li stendevano sulla via.

      La folla che andava  avanti  e  quella  che  veniva  dietro,  gridava:

      "Osanna  al figlio di Davide!  'Benedetto colui che viene nel nome del

      Signore! Osanna nel pi alto dei cieli!'".

      Entrato Ges in Gerusalemme,  tutta la citt fu  in  agitazione  e  la

      gente si chiedeva: "Chi  costui?".

      E la folla rispondeva: "E' il profeta Ges, da Nzaret di Galilea".


      Ges  entr  poi  nel  tempio  e  scacci  tutti quelli che vi trov a

      comprare e a vendere;  rovesci i tavoli di chi cambiava  soldi  e  le

      sedie dei venditori di colombe,

      e  disse  loro: "La Scrittura dice: 'La mia casa sar chiamata casa di

      preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri'".

      Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guar.

      Ma i sommi sacerdoti e gli scribi,  vedendo le meraviglie che faceva e

      i  fanciulli che acclamavano nel tempio: "Osanna al figlio di Davide",

      si sdegnarono

      e gli dissero: "Non senti quello che dicono?". Ges rispose loro: "S,

      non avete mai letto: 'Dalla bocca dei bambini e dei  lattanti  ti  sei

      procurato una lode?'".

      E li lasci,  usc fuori della citt,  verso Betnia e l trascorse la

      notte.


      La mattina dopo, rientrando in citt, ebbe fame.

      Vedendo un fico sulla strada,  si avvicin,  ma non ci trov altro che

      foglie;  allora gli disse: "Non nasca mai pi frutto da te!". E subito

      quel fico si secc.

      Vedendo ci, i discepoli rimasero stupiti e dissero: "Come mai il fico

      si  seccato immediatamente?".

      Rispose Ges: "In verit vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non

      solo potrete fare ci che  accaduto a questo fico, ma anche se direte

      a questo monte: 'Levati di l e buttati nel mare', ci avverr.

      E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete".


      Entrato nel tempio,  mentre insegnava,  gli si  avvicinarono  i  sommi

      sacerdoti  e gli anziani del popolo e gli dissero: "Con quale autorit

      fai questo? Chi ti ha dato questa autorit?".

      Ges rispose: "Vi far anch'io una domanda e se voi  mi  risponderete,

      anch'io vi dir con quale autorit faccio questo.

      Il  battesimo di Giovanni da dove veniva?  Dal Cielo o dagli uomini?".

      Ed essi riflettevano tra s dicendo:  "Se  diciamo:  'dal  Cielo',  ci

      risponder: 'Perch dunque non gli avete creduto?'.

      Se diciamo: 'dagli uomini',  abbiamo timore della folla,  perch tutti

      considerano Giovanni un profeta".

      Rispondendo perci a Ges dissero: "Non lo sappiamo". Allora anch'egli

      disse loro: "Neanch'io vi dico con quale autorit faccio queste cose".


      "Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Rivolgendosi al primo disse:

      'Figlio, va' oggi a lavorare nella vigna'.

      Ed egli rispose: 'S, signore'; ma non and.

      Rivolgendosi al secondo,  gli disse la stessa cosa.  Ed egli  rispose:

      'Non ne ho voglia'; ma poi, pentito, ci and.

      Chi dei due ha compiuto la volont del padre?".  Dicono: "L'ultimo". E

      Ges disse loro: "In verit vi dico: i pubblicani e le  prostitute  vi

      passano avanti nel regno di Dio.

      E'  venuto  a  voi  Giovanni nella via della giustizia e non gli avete

      creduto;  i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto.  Voi,

      al contrario, pur avendo visto queste cose, non avete nemmeno cambiato

      idea per credergli".


      "Ascoltate un'altra parabola.  C'era un padrone che piant una vigna e

      la circond con una siepe, ci scav un frantoio, ci costru una torre,

      poi l'affid a dei vignaioli e se ne and.

      Quando fu il tempo dei frutti,  mand i suoi servi da  quei  vignaioli

      per ritirare il raccolto.

      Ma  questi vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono,  l'altro lo

      uccisero, l'altro lo lapidarono.

      Di nuovo mand altri servi  pi  numerosi  dei  primi,  ma  quelli  si

      comportarono nello stesso modo.

      Per  ultimo mand loro il proprio figlio dicendo: 'Avranno rispetto di

      mio figlio!'.

      Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra s: 'Costui  l'erede;

      venite, uccidiamolo, e avremo noi l'eredit'.

      E lo presero , lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero.

      Quando  dunque  verr  il  padrone  della  vigna,   che  far  a  quei

      vignaioli?"

      Gli  rispondono: "Far morire miseramente quei malvagi e dar la vigna

      ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo".

      E Ges disse loro: "Non avete mai letto nelle  Scritture:  'La  pietra

      che  i  costruttori  hanno scartato  diventata testata d'angolo;  dal

      Signore  stato fatto questo ed  una meraviglia ai nostri occhi'?

      Perci io vi dico: vi sar tolto il regno di Dio e sar dato  a  gente

      che lo far fruttificare.

      Chi cadr sopra questa pietra sar sfracellato; e qualora essa cada su

      qualcuno, lo stritoler".

      Udite  queste  parabole,  i  sommi  sacerdoti e i farisei capirono che

      parlava di loro e cercavano di  catturarlo;  ma  avevano  paura  della

      folla che lo considerava un profeta.


      22.

      Ges riprese a parlare con loro in parabole e disse:

      "Il  regno  dei  cieli  simile a un re che fece un banchetto di nozze

      per suo figlio.

      Egli mand i suoi servi a chiamare gli invitati, ma questi non vollero

      venire.

      Mand di nuovo altri servi a dire: 'Ecco,  ho preparato il mio pranzo;

      i  miei  buoi e i miei animali ingrassati sono gi macellati e tutto 

      pronto; venite alle nozze'.

      Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo,  chi ai

      propri affari;

      altri presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

      Allora  il  re  si  indign  e,  mandate le sue truppe,  uccise quegli

      assassini e incendi la loro citt.

      Poi disse ai suoi servi:  'Il  banchetto  nuziale    pronto,  ma  gli

      invitati non ne erano degni;

      andate  ora  ai  crocicchi delle strade,  e tutti quelli che troverete

      invitateli alle nozze'.

      Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono,  buoni

      e cattivi, e la sala si riemp di commensali.

      Il re entr per vedere i commensali e, visto un tale che non indossava

      l'abito di nozze,

      gli disse: 'Amico,  come hai potuto entrare qui senz'abito di nozze?'.

      E quello ammutol.

      Allora il re ordin ai servi: 'Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori

      nelle tenebre; l sar pianto e stridore di denti'.

      Perch molti sono chiamati, ma pochi eletti".


      Allora i farisei  si  ritirarono,  tennero  consiglio  per  vedere  di

      coglierlo in fallo nei suoi discorsi.

      Mandarono  dunque  a  lui  i  propri  discepoli con gli erodiani,  per

      dirgli: "Maestro,  sappiamo che sei sincero e insegni la  via  di  Dio

      secondo  verit  e  non hai soggezione di nessuno perch non guardi in

      faccia a nessuno.

      Dicci dunque il tuo parere:  lecito o no pagare il tributo a Cesare?"

      Ma Ges,  conoscendo la loro malizia,  rispose: "Ipocriti!  Perch  mi

      tentate?

      Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli portarono un denaro.

      Egli domand loro: "Di chi sono questa immagine e l'iscrizione?".

      Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse: "Date dunque a Cesare quello

      che  di Cesare e a Dio quello che  di Dio".

      A  queste  parole  rimasero  sorpresi,  lo  lasciarono  stare  e se ne

      andarono.


      In quello stesso giorno vennero a lui dei sadducei,  i quali affermano

      che non c' risurrezione, e gli domandarono:

      "Maestro,  Mos ha detto: 'Se qualcuno muore senza figli, suo fratello

      ne sposer la vedova per cercare cos di avere una discendenza per  il

      fratello'.

      Ebbene,  c'erano tra noi sette fratelli;  il primo appena sposato mor

      e, non avendo discendenza, lasci la moglie a suo fratello.

      Cos anche il secondo, il terzo, fino al settimo.

      Alla fine, dopo tutti, mor anche la donna.

      Alla risurrezione,  di chi dei sette lei  sar  moglie?  Perch  tutti

      l'hanno avuta".

      E  Ges rispose: "Voi vi ingannate,  non conoscendo n le Scritture n

      la potenza di Dio.

      Alla risurrezione infatti non si prende n moglie n marito,  ma si  

      come angeli nel cielo.

      Quanto poi alla risurrezione dei morti,  non avete letto quello che vi

       stato detto da Dio:

      'Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il  Dio  di  Giacobbe'?

      Perci, non  Dio dei morti, ma dei vivi".

      Udendo ci, la folla era meravigliata per la sua dottrina.


      Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si

      riunirono insieme;

      e uno di loro,  un dottore della Legge,  gli domand per metterlo alla

      prova:

      "Maestro, qual  il pi grande comandamento della Legge?".

      Gli rispose: "'Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo  cuore,  con

      tutta la tua anima e con tutta la tua mente'.

      Questo e il pi grande e il primo dei comandamenti.

      E il secondo  simile al primo: 'Ama il prossimo tuo come te stesso'.

      Tutta la Legge e i Profeti dipendono da questi due comandamenti".


      Trovandosi i farisei riuniti insieme, Ges chiese loro:

      "Che  ne  pensate  del Messa?  Di chi  figlio?".  Gli risposero: "Di

      Davide".

      Ed egli a loro: "Come mai allora Davide, sotto ispirazione,  lo chiama

      Signore, dicendo:

      'Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,  finch io

      non abbia messo i tuoi nemici come sgabello sotto i tuoi piedi?'.

      Se dunque Davide lo chiama Signore,  come pu  il  Messa  essere  suo

      figlio?".

      Nessuno era in grado di rispondere nulla e nessuno,  da quel giorno in

      poi, os fargli domande.


      23.

      Allora Ges si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:

      "Sulla cattedra di Mos si sono seduti gli scribi e i farisei,

      Quanto vi dicono,  fatelo e osservatelo,  ma non fate secondo le  loro

      opere, perch dicono e non fanno.

      Legano infatti pesanti fardelli e li mettono sulle spalle della gente,

      ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito.

      Tutte  le loro opere le fanno per farsi vedere dagli uomini: allargano

      i loro astucci della legge e allungano le frange dei loro mantelli;

      amano posti d'onore nei banchetti, i primi seggi nelle sinagoghe

      e i saluti nelle piazze,  come anche sentirsi chiamare  'rabbi'  dalla

      gente".


      "Ma  voi  non  fatevi  chiamare  'rabbi',  perch uno solo  il vostro

      maestro e voi siete tutti fratelli.

      E non chiamate nessuno 'padre' sulla terra perch uno solo  il  Padre

      vostro, quello del cielo.

      E  non  fatevi chiamare 'maestri' perch uno solo  il vostro maestro,

      il Cristo.

      Il pi grande tra voi sia vostro servo;

      chi invece si innalzer,  sar abbassato;  e chi  si  abbasser,  sar

      innalzato".


      "Guai  a  voi,  scribi  e farisei ipocriti,  che chiudete la porta dei

      cieli davanti agli uomini; perch cos voi non ci entrate,

      e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.

      Guai a voi scribi e farisei ipocriti,  che percorrete  il  mare  e  la

      terra  per  fare un solo proselito e,  a vendolo ottenuto,  lo rendete

      figlio della Geenna il doppio di voi.

      Guai a voi,  guide cieche,  che dite: 'Se si giura per il  tempio  non

      vale, ma se si giura per l'oro del tempio si  obbligati'.

      Ignoranti e ciechi! Che cosa  pi grande: l'oro o il tempio che rende

      sacro l'oro?

      E dite ancora: 'Se si giura per l'altare non vale,  ma se si giura per

      l'offerta che vi sta sopra, si resta obbligati'.

      Ciechi!  Che cosa  pi grande,  l'offerta o l'altare che rende  sacra

      l'offerta?

      Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta

      sopra;

      e  chi  giura  per  il tempio,  giura per il tempio e per Colui che vi

      dimora.

      E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi

       seduto.

      Guai a voi scribi e farisei  ipocriti,  che  pagate  la  decima  della

      menta,  dell'aneto  e  del  cumino,  e trasgredite le prescrizioni pi

      importanti della Legge: la giustizia,  la misericordia e  la  fedelt.

      Queste cose bisognava praticare, anche senza trascurare quelle.

      Guide  cieche,  che  filtrate il moscerino dalle bevande e ingoiate il

      cammello!

      Guai a  voi  scribi  e  farisei  ipocriti  che  pulite  l'esterno  del

      bicchiere  e  del  piatto  mentre  all'interno  sono pieni di rapina e

      d'intemperanza.

      Fariseo cieco,  pulisci prima l'interno del  bicchiere,  perch  anche

      l'esterno diventi netto!

      Guai  a  voi  scribi  e  farisei  ipocriti  che  siete  come  sepolcri

      imbiancati: all'esterno sono belli a vedersi ma dentro sono  pieni  di

      ossa di morti e di ogni putridume.

      Cos  anche  voi  apparite giusti all'esterno davanti agli uomini,  ma

      dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquit".


      "Guai a voi,  scribi e farisei ipocriti che innalzate sepolcri  per  i

      profeti e adornate le tombe dei giusti,

      e  dite:  'Se  fossimo vissuti al tempo dei nostri padri,  non avremmo

      fatto come loro che hanno versato il sangue dei profeti';

      e cos testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori

      dei profeti.

      Ebbene, state colmando la misura dei vostri padri!

      Serpenti, razza di vipere,  come potrete scampare dalla condanna della

      Geenna?

      Perci ecco,  io vi mando profeti, sapienti e scribi; di questi alcuni

      li ucciderete e crocifiggerete,  altri li  flagellerete  nelle  vostre

      sinagoghe e li perseguiterete di citt in citt;

      cos  ricadr su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra,

      dal sangue del giusto Abele fino al  sangue  di  Zaccara,  figlio  di

      Baracha, che avete ucciso tra il santuario e l'altare.

      In   verit   vi   dico:   tutte  queste  cose  ricadranno  su  questa

      generazione".


      "Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti

      sono inviati!  Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi  figli,  come

      una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!

      Ecco: la vostra casa sar abbandonata!

      Vi  dico  infatti che non mi vedrete pi finch non direte: 'Benedetto

      colui che viene nel nome del Signore!'".


      24.

      Mentre Ges,  uscito dal tempio,  se ne andava,  gli si avvicinarono i

      suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio.

      Ges  disse  loro:  "Vedete tutte queste cose?  In verit vi dico: non

      rester qui pietra su pietra che non venga diroccata".

      Sedutosi  poi  sul  monte  degli  Ulivi,   i  suoi  discepoli  gli  si

      avvicinarono  e,  in  disparte,  gli  dissero: "Dicci quando averranno

      queste cose,  e quale sar il segno della tua venuta e della fine  del

      mondo".


      Ges rispose: "Guardate che nessuno vi inganni;

      molti verranno nel mio nome, dicendo: 'Io sono il Cristo', e trarranno

      molti in inganno.

      Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non

      allarmarvi: bisogna che tutto questo avvenga, ma non  ancora la fine.

      Si  sollever popolo contro popolo,  e regno contro regno;  vi saranno

      carestie e terremoti in vari luoghi;

      ma tutto questo  solo come l'inizio dei dolori del parto.

      Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno,  e sarete odiati

      da tutti a causa del mio nome.

      Molti ne resteranno scandalizzati ed essi si tradiranno l'un l'altro e

      odieranno a vicenda.

      Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti;

      per il dilagare dell'iniquit, l'amore di molti si raffredder.

      Ma chi resister sino alla fine, sar salvato.

      Intanto  questo  mesaggio del regno sar annunciato in tutto il mondo,

      perch ne sia resa testimonianza a tutte le genti.  E allora verr  la

      fine".


      "Quando dunque vedrete 'l'abominio della desolazione', di cui parl il

      profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge capisca -,

      allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti,

      chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa,

      e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

      Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

      Pregate perch la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.

      Perch  vi  sar  allora  una  tribolazione grande,  quale mai avvenne

      dall'inizio del mondo fino a ora, n mai pi ci sar.

      E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe;

      ma a causa degli eletti, quei giorni saranno abbreviati".


      "Allora se qualcuno vi dir: 'Ecco, il Cristo  qui',  o: 'E l',  non

      ci credete.

      Verranno  infatti  falsi  cristi  e  falsi  profeti  e  faranno grandi

      portenti e miracoli,  cos da indurre in errore,  se possibile,  anche

      gli eletti.

      Ecco, io ve l'ho predetto.

      Se dunque vi diranno: 'Ecco,  il Cristo  nel deserto', non ci andate;

      o: 'E' in casa', non credeteci.

      Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente,  cos sar

      la venuta del Figlio dell'uomo.

      Dovunque sar il cadavere, l si raduneranno gli avvoltoi".


      "Subito dopo la tribolazione di quei giorni,  'il sole si oscurer, la

      luna non dar pi la sua luce,  le stelle  cadranno  dal  cielo  e  le

      potenze dei cieli saranno sconvolte'.

      Allora  apparir  nel  cielo il segno del Figlio dell'uomo;  allora si

      batteranno il petto tutte le trib della terra,  e 'vedranno il Figlio

      dell'uomo venire sulle nubi del cielo' con grande potenza e gloria.

      Egli mander i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i

      suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli".


      "Dal  fico  poi  imparate  questa  parabola:  quando ormai il suo ramo

      diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate  vicina.

      Cos anche voi, quando vedrete tutte queste cose,  sappiate che egli 

      proprio alle porte.

      In  verit  vi  dico:  non  passer questa generazione prima che tutto

      questo accada.

      Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

      Ma quanto a quel giorno e a quell'ora,  nessuno  lo  sa,  neanche  gli

      angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre".


      "Come fu ai giorni di No, cosi sar la venuta del Figlio dell'uomo.

      Infatti,  come nei giorni che precedettero il diluvio tutti mangiavano

      e bevevano,  prendevano moglie e  marito,  fino  a  quando  No  entr

      nell'arca,

      e non si accorsero di nulla finch venne il diluvio e inghiott tutti,

      cosi sar anche alla venuta del Figlio dell'uomo.

      Allora,  se  due  uomini  saranno nel campo,  uno sar preso e l'altro

      lasciato.

      Se due donne macineranno alla mola, una sar presa e l'altra lasciata.

      Vegliate dunque,  perch non sapete in quale giorno il vostro  Signore

      verr.

      Considerate  questo:  se  il  padrone  di casa sapesse a che ora della

      notte viene il ladro,  veglierebbe e non si lascerebbe  scassinare  la

      casa.

      Perci anche voi tenetevi pronti,  perch nell'ora che non immaginate,

      il Figlio dell'uomo verr".


      "Qual  dunque il servo fidato e prudente che il padrone  ha  preposto

      ai suoi servi con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto?

      Beato quel servo che il padrone al suo ritorno trover ad agire cos!

      In  verit  vi  dico:  gli  affider l'amministrazione di tutti i suoi

      beni.

      Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: 'Il mio padrone tarda

      a venire',

      e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a  mangiare  con

      gli ubriaconi,

      allora arriver il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora

      che non sa,

      lo  punir  con  rigore  e gli infligger la sorte che gli ipocriti si

      meritano e l sar pianto e stridore di denti".


      25.

      "Il regno dei cieli  simile  a  dieci  vergini  che,  prese  le  loro

      lampade, uscirono incontro allo sposo.

      Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;

      le stolte presero le lampade, ma non portarono con s olio;

      le  sagge  invece,  insieme  alle lampade portarono anche dell'olio in

      piccoli vasi.

      Poich lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.

      A mezzanotte si lev un grido: 'Ecco lo sposo, andategli incontro!'.

      Allora tutte quelle vergini  si  svegliarono  e  prepararono  le  loro

      lampade.

      E  le  stolte  dissero alle sagge: 'Dateci del vostro olio,  perch le

      nostre lampade si spengono'.

      Ma le sagge risposero: 'No,  perch non venga a mancare per noi e  per

      voi; andate piuttosto dai venditori e compratene'.

      Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arriv lo sposo, e le

      vergini  che erano pronte entrarono con lui alle nozze,  e la porta fu

      chiusa. Pi tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a

      dire: 'Signore, signore, aprici!'.

      Ma egli rispose: 'In verit  vi  dico:  Vegliate  dunque,  perch  non

      sapete n il giorno n l'ora'".


      "Avverr come di un uomo che,  partendo per un viaggio,  chiam i suoi

      servi e consegn loro i suoi beni.

      A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno

      secondo la sua capacit, e part.

      Quello che aveva ricevuto cinque talenti and subito a impiegarli e ne

      guadagn altri cinque.

      Cos anche quello che ne aveva ricevuti due ne guadagn altri due.

      Quello invece che aveva ricevuto un solo talento, and a fare una buca

      in terra e ci nascose il denaro del suo padrone.

      Dopo molto tempo il padrone di quei servi torn,  e volle  regolare  i

      conti con loro.

      Quello  che  aveva ricevuto cinque talenti,  ne present altri cinque,

      dicendo: 'Signore,  mi hai consegnato  cinque  talenti:  ecco,  ne  ho

      guadagnati altri cinque'.

      'Bene,  servo  buono e fedele',  gli disse il suo padrone,  'sei stato

      fedele nel poco, ti dar fiducia su molto; prendi parte alla gioia del

      tuo padrone'.

      Si present poi quello  che  aveva  ricevuto  due  talenti;  e  disse:

      'Signore,  mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri

      due'.

      'Bene,  servo buono e fedele',  gli rispose  il  padrone,  'sei  stato

      fedele nel poco, ti dar fiducia su molto; prendi parte alla gioia del

      tuo padrone'.

      Venuto  infine  quello  che  aveva  ricevuto  un solo talento,  disse:

      'Signore, so che sei un uomo duro, che metti dove non hai seminato,  e

      raccogli dove non hai sparso;

      per paura ho nascosto il talento sotto terra: ecco qui il tuo'.

      Il padrone gli rispose: 'Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto

      dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;

      avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e cos, ritornando,

      avrei ritirato il mio con l'interesse.

      Toglietegli dunque il talento e datelo a chi ha dieci talenti.

      Perch a chiunque ha sar dato e sar nell'abbondanza; ma a chi non ha

      sar tolto anche quello che ha.

      E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre;  l sar pianto e

      stridore di denti'".


      "Quando il Figlio dell'uomo verr nella sua gloria con  tutti  i  suoi

      angeli, si sieder sul trono della sua gloria.

      E  saranno riunite davanti a lui tutte le genti,  ed egli separer gli

      uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,

      e porr le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

      Allora il re dir a quelli che stanno alla sua  destra:  'Venite,  voi

      benedetti  dal  Padre mio,  ricevete in eredit il regno preparato per

      voi fin dalla creazione del mondo.

      Perch io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,  ho avuto sete  e

      mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete ospitato,

      ero  nudo e mi avete vestito,  ero malato e mi avete visitato,  ero in

      prigione e siete venuti a trovarmi'.

      Allora i giusti risponderanno: 'Signore,  quando mai ti abbiamo  visto

      affamato e ti abbiamo dato da mangiare,  assetato e ti abbiamo dato da

      bere?

      Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo ospitato,  o nudo e  ti

      abbiamo vestito?

      E  quando  ti  abbiamo  visto  malato  o  in prigione e siamo venuti a

      visitarti?'.

      Rispondendo a loro,  il re dir: 'In verit vi dico:  ogni  volta  che

      avete  fatto  queste  cose  a  uno  solo  di  questi miei fratelli pi

      piccoli, l'avete fatto a me'.

      Poi dir a quelli posti  alla  sua  sinistra:  'Via,  lontano  da  me,

      maledetti,  nel  fuoco  eterno,  preparato per il diavolo e per i suoi

      angeli.

      Perch ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare,  ho avuto sete e

      non mi avete dato da bere,

      ero  straniero  e non mi avete ospitato,  nudo e non mi avete vestito,

      malato e in prigione e non mi avete visitato'.

      Anch'essi allora risponderanno: 'Signore,  quando mai ti abbiamo visto

      affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in prigione e non ti

      abbiamo assistito?'.

      Ma egli risponder: 'In verit vi dico: ogni volta che non avete fatto

      queste  cose  a  uno di questi miei fratelli pi piccoli,  non l'avete

      fatto a me'.

      E se ne andranno,  questi al supplizio eterno,  e i giusti  alla  vita

      eterna".


      26.

      Terminati tutti questi discorsi, Ges disse ai suoi discepoli:

      "Voi  sapete  che  fra  due giorni  Pasqua e il Figlio dell'uomo sar

      consegnato per essere crocifisso".

      Allora i sommi sacerdoti e gli anziani del  popolo  si  riunirono  nel

      palazzo del sommo sacerdote che si chiamava Caifa,

      e tennero consiglio per arrestare Ges con un inganno e farlo morire.

      Ma  dicevano: "Non durante la festa,  perch non avvengano tumulti fra

      il popolo".


      Mentre Ges si trovava a Betnia, in casa di Simone il lebbroso,

      gli si avvicin una donna con un vaso di alabastro di  olio  profumato

      molto prezioso, e glielo vers sul capo mentre stava a mensa.

      I  discepoli  vedendo  ci  si  sdegnarono  e  dissero: "Perch questo

      spreco?

      Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!".

      Ma Ges se ne accorse,  e disse loro: "Perch tormentate questa donna?

      Essa ha compiuto un'azione buona verso di me.

      I poveri infatti li avete sempre con voi; invece, non sempre avete me.

      Versando  quest'olio  sul  mio  corpo,  lo ha fatto in vista della mia

      sepoltura.

      In verit vi dico: dovunque sar predicato questo vangelo,  nel  mondo

      intero, sar detto anche ci che essa ha fatto, in suo ricordo".


      Allora  uno  dei  Dodici,  chiamato  Giuda  Iscariota,  and dai sommi

      sacerdoti

      e disse: "Quanto mi volete dare perch io ve lo consegni?".  E  quelli

      gli fissarono 'trenta monete d'argento'.

      Da quel momento cerc l'occasione propizia per consegnarlo.


      Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Ges e gli

      dissero: "Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?".

      Ed egli rispose: "Andate in citt,  da un tale, e ditegli: 'Il Maestro

      ti manda a dire: Il mio tempo  ormai vicino; far la Pasqua da te con

      i miei discepoli'".

      I discepoli fecero come aveva ordinato Ges e prepararono la Pasqua.


      Quando fu sera, si mise a tavola con i Dodici.

      Mentre mangiavano disse:  "In  verit  io  vi  dico:  uno  di  voi  mi

      tradir".

      Ed   essi,   profondamente   addolorati,   cominciarono   ciascuno   a

      domandargli: "Sono forse io, Signore?".

      Ed egli rispose: "Quello che ha messo  con  me  la  mano  nel  piatto,

      quello mi tradir.

      Il  Figlio  dell'uomo se ne va come  scritto di lui,  ma guai a colui

      dal quale il Figlio dell'uomo  tradito: sarebbe meglio per quell'uomo

      di non esser mai nato!".

      Giuda, il traditore,  domand: "Rabbi,  sono forse io?".  Gli rispose:

      "Tu l'hai detto".


      Mentre  essi  mangiavano,   Ges  prese  il  pane  e,  pronunciata  la

      benedizione,  lo spezz e lo diede ai discepoli dicendo:  "Prendete  e

      mangiate; questo  il mio corpo".

      Poi prese il calice e,  dopo aver reso grazie,  lo diede loro dicendo:

      "Bevetene tutti,

      perch questo  il mio sangue dell'alleanza,  versato  per  molti,  in

      remissione dei peccati.

      Io  vi  dico che da ora non berr pi di questo frutto della vite fino

      al giorno in cui lo berr di nuovo con voi nel regno del Padre mio".


      E dopo aver cantato i salmi, uscirono verso il monte degli Ulivi.

      Allora Ges disse loro: "Voi tutti vi scandalizzerete  per  causa  mia

      questa notte.  Sta scritto infatti: 'Percuoter il pastore e le pecore

      del gregge saranno disperse',

      ma, dopo la mia risurrezione, vi preceder in Galilea".

      E Pietro disse: "Anche se tutti si scandalizzassero di te,  io non  mi

      scandalizzer mai".

      Gli disse Ges: "In verit ti dico: questa notte stessa,  prima che il

      gallo canti, mi rinnegherai tre volte".

      E Pietro rispose: "Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegher".

      Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.


      Allora Ges and con loro in un podere,  detto Getsmani,  e disse  ai

      discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado l a pregare".

      E,  presi  con s Pietro e i due figli di Zebedo,  cominci a provare

      tristezza e angoscia.

      Disse loro: "'La mia anima  triste' fino alla morte;  restate  qui  e

      vegliate con me".

      E,  avanzando  un  poco,  si  gett  con  la  faccia a terra e pregava

      dicendo: "Padre mio,  se  possibile,  allontana da me questo  calice!

      Per non come voglio io, ma come vuoi tu!".

      Poi  torn  dai discepoli e li trov che dormivano.  E disse a Pietro:

      "Cos non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?

      Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito  pronto,

      ma la carne  debole".

      E di nuovo si allontan,  e pregava dicendo:  "Padre  mio,  se  questo

      calice  non  pu passare da me senza che io lo beva,  sia fatta la tua

      volont".

      E tornato di nuovo,  trov i suoi che dormivano,  i lor occhi si erano

      appesantiti.

      E  li  lasci,  si  allontan  di  nuovo  e  preg per la terza volta,

      ripetendo le stesse parole.

      Poi si avvicin ai discepoli e disse loro: "Dormite ormai e  riposate!

      Ecco,    giunta  l'ora  in cui il Figlio dell'uomo sar consegnato in

      mano ai suoi nemici.

      Alzatevi, andiamo: ecco, colui che mi tradisce si avvicina".


      Mentre ancora parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici,  e con lui

      una  grande  folla con spade e bastoni,  mandata dai sommi sacerdoti e

      dagli anziani del popolo.

      Il traditore aveva convenuto con loro questo segnale dicendo:  "Quello

      che bacer,  lui: arrestatelo!".

      E subito si avvicin a Ges e disse: "Salve, Rabbi!". E lo baci.

      E  Ges  gli  disse:  "Amico,  per questo sei qui!".  Allora quelli si

      fecero avanti e misero le mani addosso a Ges e lo arrestarono.

      Ed ecco, uno di quelli che erano con Ges,  messa mano alla spada,  la

      estrasse  e  colp  il  servo  del  sommo  sacerdote  staccandogli  un

      orecchio.

      Allora Ges gli disse: "Rimetti  la  spada  nel  fodero  perch  tutti

      quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.

      Pensi  forse  che  io  non  possa  pregare il Padre mio che mi darebbe

      subito pi di dodici legioni di angeli?

      Ma allora come si adempirebbero le Scritture,  secondo le  quali  cos

      deve avvenire?".

      In  quello  stesso  momento  Ges disse alla folla: "Siete usciti come

      contro un brigante con spade e bastoni, per catturarmi. Tutti i giorni

      stavo seduto nel tempio a insegnare e non mi avete arrestato.

      Ma tutto questo  avvenuto perch  si  adempissero  le  Scritture  dei

      profeti". Allora tutti i discepoli, lo abbandonarono, e fuggirono.


      Ora  quelli  che  avevano  arrestato  Ges,  lo  condussero  dal sommo

      sacerdote Caifa, presso il quale gi si erano riuniti gli scribi e gli

      anziani.

      Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo  del  sommo

      sacerdote;  ed  entrato  anche  lui,  si mise a sedere tra i servi per

      vedere come finiva.

      I  sommi  sacerdoti  e  tutto  il  sinedrio  cercavano  qualche  falsa

      testimonianza contro Ges, per condannarlo a morte;

      ma non riuscirono a trovarne alcuna,  pur essendosi fatti avanti molti

      falsi testimoni.

      Finalmente  se  ne  presentarono  due,  che  affermarono:  "Costui  ha

      dichiarato:  'Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre

      giorni'".

      Il sommo sacerdote si alz e gli disse: "Non rispondi nulla?  Che cosa

      testimoniano costoro contro di te?".

      Ma  Ges  taceva.  Allora il sommo sacerdote gli disse: "Ti scongiuro,

      per il Dio vivente, di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio".

      "Tu l'hai detto",  gli rispose Ges,  "anzi io vi dico: d'ora  innanzi

      vedrete  'il  Figlio  dell'uomo' seduto alla destra di Dio,  e 'venire

      sulle nubi del cielo'.

      Allora  il  sommo  sacerdote  si  stracci  le  vesti   dicendo:   "Ha

      bestemmiato!  Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete

      udito la bestemmia;

      che ve ne pare?". E quelli risposero: "E' reo di morte!".

      Allora gli  sputarono  in  faccia  e  lo  schiaffeggiarono,  altri  lo

      bastonavano,

      dicendo: "Indovina, Cristo! Chi ti ha percosso?".


      Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si

      avvicin e disse: "Anche tu eri con Ges, il Galileo!".

      Ed egli neg davanti a tutti: "Non capisco che cosa vuoi dire".

      Mentre  usciva  verso  l'atrio,  lo  vide  un'altra  serva  e disse ai

      presenti: "Questo era con Ges, il Nazareno".

      Ma egli neg di nuovo giurando: "Non conosco quell'uomo!".

      Dopo un poco,  i presenti gli si  avvicinarono  e  dissero  a  Pietro:

      "Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!".

      Allora   egli   cominci   a  imprecare  e  a  giurare:  "Non  conosco

      quell'uomo!". E subito un gallo cant.

      E Pietro si ricord delle parole dette da Ges: "Prima  che  il  gallo

      canti,  mi  rinnegherai  tre  volte".  E,  uscito  all'aperto,  pianse

      amaramente.


      27.

      Venuto il mattino,  tutti i sommi sacerdoti e gli anziani  del  popolo

      tennero consiglio contro Ges, per farlo morire.

      Poi,  messolo  in catene,  lo portaronoo e consegnarono al governatore

      Pilato.


      Allora Giuda, il traditore, vedendo che Ges era stato condannato,  si

      pent  e  riport le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli

      anziani

      dicendo: "Ho fatto male,  ho  tradito  sangue  innocente".  Ma  quelli

      dissero: "Che ci riguarda? Veditela tu!".

      Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontan e and a

      impiccarsi.

      Ma  i  sommi sacerdoti,  raccolto quel denaro,  dissero: "Non  lecito

      metterlo nel tesoro, perch  a prezzo di sangue".

      E,  tenuto consiglio,  comprarono con esso il campo del vasaio per  la

      sepoltura degli stranieri.

      Perci  quel  campo  venne  chiamato  "Campo di sangue" fino al giorno

      d'oggi.

      Cos si avver quanto era stato detto dal profeta Geremia: "E  presero

      trenta  denari  d'argento,  il  prezzo  del  venduto,  che" i figli di

      Israele "avevano mercanteggiato",

      e li diedero per il campo del vasaio,  "come" mi  "aveva  ordinato  il

      Signore".


      Ges  intanto  comparve  davanti  al governatore,  e il governatore lo

      interrog dicendo: "Sei tu il re dei Giudei?".  Ges rispose:  "Tu  lo

      dici".

      E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva

      nulla.

      Allora Pilato gli disse: "Non senti di quante cose ti accusano?".

      Ma  Ges  non  rispose  neanche una parola,  con grande meraviglia del

      governatore.

      Il governatore era solito,  per ogni festa di  Pasqua,  rilasciare  al

      popolo un prigioniero a loro scelta.

      A quel tempo avevano un prigioniero famoso detto Barabba.

      Cos,  mentre si trovavano riuniti, Pilato disse loro: "Chi volete che

      rilasci: Barabba o Ges chiamato il Cristo?".

      Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.

      Mentre egli sedeva in tribunale,  sua moglie gli mand  a  dire:  "Non

      avere a che fare con quel giusto; perch oggi sono stata molto turbata

      in sogno, per causa sua".

      Ma  i  sommi  sacerdoti e gli anziani convinsero la folla a richiedere

      Barabba e a far morire Ges.

      Allora il governatore domand: "Chi  dei  due  volete  che  rilasci?".

      Quelli risposero: "Barabba!".

      Disse  loro Pilato: "Che far dunque di Ges detto il Cristo?".  Tutti

      risposero: "Sia crocifisso!".

      Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?".  Essi allora urlarono: "Sia

      crocifisso!".

      Pilato,  visto  che  non otteneva nulla,  che anzi il tumulto cresceva

      sempre pi,  presa dell'acqua,  si lav le mani davanti alla  folla  e

      disse: "Non sono responsabile di questo sangue; sono fatti vostri!".

      E tutta la gente rispose: "Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i

      nostri figli".

      Allora  rilasci loro Barabba e,  dopo aver fatto flagellare Ges,  lo

      consegn ai soldati perch fosse crocifisso.


      Allora i  soldati  del  governatore  portarono  Ges  nel  pretorio  e

      radunarono attorno a lui tutta la coorte.

      Dopo averlo spogliato, gli misero addosso un manto scarlatto

      e,  intrecciata una corona di spine,  gliela posero sul capo,  con una

      canna nella destra; poi,  mentre si inginocchiavano davanti a lui,  lo

      schernivano: "Salve, re dei Giudei!".

      E sputandogli addosso,  gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano

      sul capo.

      Dopo averlo cos schernito,  lo spogliarono del mantello,  gli  fecero

      indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.


      Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo

      costrinsero a prendere la sua croce.

      Giunti a un luogo detto Glgota, che significa luogo del Cranio,

      gli  diedero  da bere vino mescolato con fiele;  ma egli,  dopo averlo

      assaggiato, non ne volle bere.

      Dopo averlo quindi crocifisso, 'si spartirono le sue vesti tirandole a

      sorte'.

      E rimasti l seduti, gli facevano la guardia.

      Al di sopra del suo capo  misero  la  motivazione  scritta  della  sua

      condanna: "Questo  Ges, il re dei Giudei".

      Insieme con lui furono messi in croce due ladroni,  uno a destra e uno

      a sinistra.

      E quelli che passavano di  l  lo  insultavano  scuotendo  il  capo  e

      dicendo:

      "Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni,  salva te

      stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!".

      Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo deridevano:

      "Ha salvato gli altri, non pu salvare se stesso. E' il re di Israele,

      scenda ora dalla croce e gli crederemo.

      'Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora,  se gli vuol bene'.  Ha detto

      infatti: 'Sono Figlio di Dio!'".

      Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano.


      Da  mezzogiorno  fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la

      terra.

      Verso le tre, Ges grid a gran voce: "El, El, lem sabactni?", che

      significa: "Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato?".

      Udendo ci, alcuni dei presenti dicevano: "Questi chiama Ela".

      E subito uno di loro corse a prendere  una  spugna,  la  imbevette  di

      aceto, la fiss su una canna e cos gli dava da bere.

      Gli altri dicevano: "Lascia, vediamo se viene Ela a salvarlo!".

      E Ges, emesso un alto grido, spir.

      Ed  ecco,  il  velo del tempio si squarci in due da cima a fondo,  la

      terra trem, le rocce si spaccarono,

      i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono.

      E uscendo dai sepolcri,  dopo la risurrezione,  entrarono nella  citt

      santa e apparvero a molti.

      Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Ges, sentito

      il  terremoto  e  visto  quello che stava succedendo,  furono presi da

      grande timore e dicevano: "Davvero questo era Figlio di Dio!".

      C'erano l anche molte donne che stavano a osservare da lontano;  esse

      avevano seguito Ges dalla Galilea per aiutarlo.

      Tra  queste  c'erano  Maria  di  Mgdala,  Maria madre di Giacomo e di

      Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedo.


      Venuta la sera,  arriv un uomo ricco di Arimata  chiamato  Giuseppe,

      che era diventato anche lui discepolo di Ges.

      Egli and da Pilato e gli chiese il corpo di Ges. E Pilato ordin che

      gli fosse consegnato.

      Giuseppe, preso il corpo di Ges, lo avvolse in un candido lenzuolo

      e  lo  mise  nella  sua  tomba  nuova,  che si era fatta scavare nella

      roccia; rotolata poi una grande pietra sulla porta del sepolcro, se ne

      and.

      Intanto erano l,  davanti al sepolcro,  Maria di  Mgdala  e  l'altra

      Maria.


      Il  giorno  dopo  della  Parascve  ,  si  riunirono da Pilato i sommi

      sacerdoti e i farisei, dicendo:

      "Signore,  ci siamo ricordati che  quell'impostore  disse  mentre  era

      vivo: 'Dopo tre giorni risorger'.

      Ordina  dunque  che  sia  vigilato  il  sepolcro fino al terzo giorno,

      perch non vengano i suoi discepoli a rubarlo e poi dicano al  popolo:

      'E' risorto dai morti!'.  Cos quest'ultima impostura sarebbe peggiore

      della prima".

      Pilato disse: "Avete la vostra guardia,  andate e assicuratevi come vi

      pare".

      Essi  andarono  e  assicurarono  il  sepolcro,  sigillando la pietra e

      lasciandoci la guardia.


      28.

      Trascorso il sabato, all'alba del primo giorno della settimana,  Maria

      di Mgdala e l'altra Maria andarono ancora a visitare il sepolcro.

      Ed  ecco  che vi fu un grande terremoto: un angelo del Signore,  sceso

      dal cielo,  si accost,  fece rotolare la pietra e si mise a sedere su

      di essa.

      Il suo aspetto era come il lampo e il suo vestito bianco come la neve.

      Per  lo  spavento  che ebbero di lui,  le guardie tremarono e rimasero

      tramortite.

      Ma l'angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi!  So che cercate

      Ges il crocifisso.

      Non  qui. E' risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove

      era deposto.

      Presto,  andate a dire ai suoi discepoli: 'E' risuscitato dai morti, e

      ora vi precede in Galilea; l lo vedrete'. Ecco, io ve l'ho detto".

      Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e grande gioia,  le donne

      corsero a dare la notizia ai suoi discepoli.

      Ed ecco, Ges venne loro incontro dicendo: "Salute a voi!". Ed esse si

      avvicinarono a lui, gli cinsero i piedi e lo adorarono.

      Allora Ges disse: "Non temete;  andate ad annunciare ai miei fratelli

      che vadano in Galilea e l mi vedranno".


      Mentre esse erano in cammino, alcuni della guardia giunsero in citt e

      annunciarono ai sommi sacerdoti quello che era accaduto.

      Questi si riunirono allora con gli anziani  e  decisero  di  dare  una

      buona somma di denaro ai soldati dicendo:

      "Dichiarate: 'I suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato,

      mentre noi dormivamo'.

      E  se  mai  la  cosa  verr  all'orecchio  del  governatore,   noi  lo

      convinceremo e vi libereremo da ogni guaio".

      Quelli, preso il denaro,  fecero secondo le istruzioni ricevute.  Cos

      questa storia si  divulgata tra i giudei fino a oggi.


      Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Ges

      aveva loro indicato.

      Quando lo videro,  gli si inginocchiarono davanti; alcuni per avevano

      dei dubbi.

      E Ges,  avvicinatosi a loro: "Mi  stato dato ogni potere in cielo  e

      in terra.

      Andate dunque e insegnate a tutti i popoli, battezzandoli nel nome del

      Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,

      insegnando  loro a osservare tutto ci che vi ho comandato.  Ecco,  io

      sar con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".




      VANGELO SECONDO MARCO.


      1.

      Inizio del vangelo di Ges che  il Cristo, Figlio di Dio.

      Come  scritto nel profeta Isaia: 'Ecco,  io mando il  mio  messaggero

      davanti a te, egli ti preparer la strada.

      Voce  di  uno che grida nel deserto: "Preparate la strada del Signore,

      raddrizzate i suoi sentieri"',

      si present Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo

      di cambiamento di vita per il perdono dei peccati.

      Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti  di

      Gerusalemme.  E  si  facevano  battezzare  da  lui nel fiume Giordano,

      confessando i loro peccati.

      Giovanni aveva un vestito di peli di  cammello,  con  una  cintura  di

      pelle attorno ai fianchi, si cibava di cavallette e miele selvatico

      e  predicava: "Dopo di me viene uno che  pi forte di me,  davanti al

      quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei  suoi

      sandali.

      Io  vi  ho  battezzati con acqua,  ma lui vi battezzer con lo Spirito

      Santo".


      In quei giorni Ges venne da Nazaret di Galilea e  fu  battezzato  nel

      Giordano da Giovanni.

      E,  uscendo dall'acqua, vide spalancarsi i cieli e lo Spirito scendere

      su di lui, come una colomba.

      E si sent una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te

      mi sono compiaciuto".


      Subito dopo, lo Spirito lo spinse nel deserto

      dove rimase quaranta giorni,  tentato da Satana;  stava con le fiere e

      gli angeli lo servivano.


      Dopo che Giovanni fu arrestato,  Ges si rec nella Galilea predicando

      il vangelo di Dio e diceva:

      "Il tempo  compiuto e il regno di  Dio    vicino;  cambiate  vita  e

      credete al Vangelo".


      Passando lungo il mare della Galilea vide Simone e Andrea, fratello di

      Simone; mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

      Ges disse loro: "Seguitemi, vi far diventare pescatori di uomini".

      E subito, lasciarono le reti e lo seguirono.

      Andando un po' pi avanti, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedo e

      Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.

      Li chiam.  Ed essi,  lasciato il loro padre Zebedo sulla barca con i

      garzoni, lo seguirono.


      Andarono a Cafrnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga,  Ges

      si mise a insegnare.

      Ed erano meravigliati del suo insegnamento,  perch insegnava come uno

      che ha autorit e non come gli scribi.

      Allora un uomo che  era  nella  sinagoga,  posseduto  da  uno  spirito

      immondo, si mise a gridare:

      "Che c'entri con noi, Ges Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi

      sei: il santo di Dio".

      E Ges lo sgrid: "Taci! Esci da quest'uomo".

      E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, usc da lui.

      Tutti  furono  presi da timore,  tanto che si chiedevano l'un l'altro:

      "Che  mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorit.  Comanda

      persino agli spiriti immondi ed essi gli obbediscono!".

      La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

      Usciti  dalla sinagoga,  andarono subito a casa di Simone e di Andrea,

      in compagnia di Giacomo e di Giovanni.

      La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli  parlarono

      di lei.

      Egli  si avvicin,  la fece alzare prendendola per mano;  la febbre la

      lasci ed essa si mise a servirli.

      Alla sera,  dopo il tramonto del sole,  gli portavano tutti i malati e

      gli indemoniati.

      Tutta la citt era riunita davanti alla porta.

      Guar  molti  che  erano  afflitti da diverse malattie e scacci molti

      demoni;  ma non permetteva ai demoni di parlare,  perch sapevano  chi

      era.


      Al mattino si alz quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritir

      in un luogo isolato e l pregava.

      Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce

      e, quando lo trovarono, gli dissero: "Tutti ti cercano!".

      Egli  disse:  "Andiamocene  altrove,  nei  villaggi vicini,  perch io

      predichi anche l; per questo infatti sono venuto".

      E and per  tutta  la  Galilea,  predicando  nelle  loro  sinagoghe  e

      scacciando i demoni.


      Allora  venne  a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e diceva:

      "Se vuoi, puoi guarirmi!".

      Ne ebbe compassione, stese la mano,  lo tocc e gli disse: "Lo voglio,

      guarisci!".

      Subito la lebbra scomparve ed egli guar.

      E, ammonendolo severamente, lo mand via e gli disse:

      "Guarda di non dir niente a nessuno,  ma va', presentati al sacerdote,

      e offri per la tua  purificazione  quello  che  Mos  ha  ordinato,  a

      testimonianza per loro".

      Ma quello, quando si fu allontanato, cominci a proclamare e divulgare

      il  fatto,  tanto che Ges non poteva pi entrare pubblicamente in una

      citt, ma se ne stava fuori, in luoghi isolati, e lo stesso venivano a

      lui da ogni parte.


      2.

      Torn di nuovo a Cafrnao dopo alcuni giorni.  Si  seppe  che  era  in

      casa,

      e si radunarono tante persone,  tanto da non esserci pi posto neanche

      davanti alla porta, ed egli annunciava a esse la Parola.

      Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.

      Non  potendo  per  portarglielo  davanti,   a  causa   della   folla,

      scoperchiarono  il  tetto  proprio  dove  luii  si  trovava  e,  fatta

      un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.

      Ges,  vista la loro fede,  disse  al  paralitico:  "Figlio,  ti  sono

      perdonati i tuoi peccati".

      C'erano l seduti alcuni scribi che pensavano in cuor loro:

      "Perch costui parla cosi?  Bestemmia!  Chi pu perdonare i peccati se

      non Dio solo?".

      Ma Ges,  avendo subito conosciuto nel suo spirito che cos  pensavano

      dentro di s, disse loro: "Perch pensate cos nei vostri cuori?

      Che  cos'  pi  facile:  dire  al  paralitico:  'Ti  sono perdonati i

      peccati' o dire: 'Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina'?

      Ora perch sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere  sulla  terra

      di  perdonare i peccati -  disse al paralitico: Te lo ordino,  alzati,

      prendi il tuo lettuccio e va' a casa".

      Quello si alz,  prese il suo lettuccio e se ne and alla presenza  di

      tutti,  e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: "Non abbiamo

      mai visto nulla di simile".


      Usc di nuovo lungo il mare;  tutta la folla  andava  a  lui  ed  egli

      insegnava.

      Nel  passare,  vide  Levi,  figlio  di  Alfeo,  seduto  al banco delle

      imposte, e gli disse: "Seguimi". Egli si alz e lo segu.

      Mentre Ges stava a mangiare a casa sua,  molti pubblicani e gente  di

      cattiva  reputazionme  si  misero  a  tavola insieme con Ges e i suoi

      discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.

      Allora gli scribi della setta  dei  farisei,  vedendolo  mangiare  con

      quelle  persone,  dicevano  ai suoi discepoli: "Come mai egli mangia e

      beve in compagnia di pubblicani e gente di cattiva reputazione?".

      Avendo udito questo,  Ges disse loro: "Non  sono  i  sani  che  hanno

      bisogno  del  medico,  ma  i  malati;  non  sono venuto per chiamare i

      giusti, ma quelli che si sentono peccatori".


      Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si

      recarono quindi da Ges e gli dissero: "Perch i discepoli di Giovanni

      e i discepoli dei farisei  digiunano,  mentre  i  tuoi  discepoli  non

      digiunano?".

      Ges  disse loro: "Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando

      lo sposo  con loro?  Finch hanno lo  sposo  con  loro,  non  possono

      digiunare.

      Ma  verranno  i  giorni  in  cui  sar  loro tolto lo sposo,  e allora

      digiuneranno.

      Nessuno  cuce  una  toppa  di  panno  nuovo  su  un  vestito  vecchio;

      altrimenti il panno nuovo squarcia il vecchio;  e si forma uno strappo

      peggiore.

      E nessuno  versa  vino  nuovo  in  otri  vecchi,  altrimenti  il  vino

      spaccher gli otri e si perdono vino e otri, ma si mette vino nuovo in

      otri nuovi".


      Un giorno di sabato Ges passava per i campi di grano,  e i discepoli,

      camminando, cominciarono a cogliere le spighe.

      I farisei gli dissero: "Vedi,  perch essi fanno di sabato quello  che

      non  permesso?".

      Ma  lui  rispose:  "Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si

      trov nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni?

      Di come entr nella casa di Dio,  sotto il sommo sacerdote Abiatr,  e

      mangi i pani dell'offerta, che soltanto i sacerdoti possono mangiare,

      e ne diede anche ai suoi compagni?".

      E diceva loro: "Il sabato  stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il

      sabato.

      Perci il Figlio dell'uomo  signore anche del sabato".


      3.

      Entr  di  nuovo  nella  sinagoga.  C'era  un  uomo che aveva una mano

      paralizzata,

      e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato onde poi

      accusarlo.

      Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: "Mettiti in mezzo a

      tutti!".

      Poi domand loro: "Cos' lecito in giorno di sabato: fare il bene o il

      male, salvare una vita o toglierla?".

      Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione,  triste

      per la durezza dei loro cuori,  disse a quell'uomo: "Stendi la mano!".

      La stese e la sua mano fu risanata.

      E i farisei uscirono subito  con  gli  erodiani  e  tennero  consiglio

      contro di lui per farlo morire.


      Ges  intanto si ritir presso il mare con i suoi discepoli e lo segu

      molta folla dalla Galilea.

      Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla  Transgiordania  e

      dalle parti di Tiro e Sidne una gran folla,  sentendo ci che faceva,

      venne da lui.

      Allora egli preg i suoi discepoli che gli preparassero una  barca,  a

      causa della folla, perch non lo schiacciassero.

      Infatti,  avendone  guariti molti,  quanti avevano qualche male gli si

      gettavano addosso per toccarlo.

      Gli spiriti immondi,  appena lo vedevano,  si gettavano ai suoi  piedi

      gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!".

      Ma egli li sgridava severamente perch non lo manifestassero.


      Sal  poi  sul  monte,  chiam  a  s  alcuni  che egli scelse ed essi

      andarono da lui.

      Ne scelse dodici che stessero con lui

      e anche per mandarli a  predicare  e  perch  avessero  il  potere  di

      scacciare i demoni.

      Erano dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro;

      poi Giacomo di Zebedo e Giovanni, fratello di Giacomo, ai quali diede

      il nome di Boanrghes, cio figli del tuono;

      e Andrea,  Filippo,  Bartolomeo,  Matteo,  Tommaso,  Giacomo di Alfo,

      Taddeo, Simone il Cananeo che era del partito degli zeloti

      e Giuda Iscariota, quello che poi lo trad.


      Entr in una casa e si radun di nuovo  attorno  a  lui  molta  folla,

      tanto che non potevano neppure prendere cibo.

      Allora  i suoi parenti,  sentito ci,  uscirono per andare a prenderlo

      perch dicevano: "E' fuori di s".

      Ma gli scribi,  che erano discesi da Gerusalemme,  dicevano: "Costui 

      posseduto  da  Beelzebl e scaccia i demoni per mezzo del principe dei

      demoni".

      Ma egli, avendoli chiamati,  diceva loro in parabole: "Come pu Satana

      scacciare Satana?

      Se un regno  diviso in se stesso, quel regno non pu reggersi;

      se una casa  divisa in se stessa, quella casa non pu reggersi.

      Alla  stessa  maniera,  se  Satana  si  ribella  contro se stesso ed 

      diviso, non pu resistere, ma sta per finire.

      Nessuno pu entrare nella casa di un uomo forte e rubare le  sue  cose

      se  prima non avr legato quell'uomo forte;  allora sacchegger la sua

      casa.

      In verit vi dico: tutti i peccati saranno perdonati  ai  figli  degli

      uomini e anche tutte le bestemmie che diranno;

      ma  chi avr bestemmiato contro lo Spirito Santo,  non avr perdono in

      eterno; sar reo di colpa eterna".

      Questo perch dicevano: "E' posseduto da uno spirito immondo".

      Giunsero sua madre e i suoi fratelli e,  stando fuori,  lo mandarono a

      chiamare.

      Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: "Ecco,  tua madre,  i

      tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano".

      Ma egli rispose loro: "Chi  mia madre e chi sono i miei fratelli?".

      Girando lo sguardo su quelli che gli stavano  seduti  attorno,  disse:

      "Ecco mia madre e i miei fratelli.

      Chi compie la volont di Dio, quello  mio fratello, sorella e madre".


      4.

      Di  nuovo si mise a insegnare lungo il mare.  E si riun attorno a lui

      una folla tanto grande,  che egli sal su una barca e l  si  sedette,

      stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva.

      Insegnava loro molte cose in parabole e diceva nel suo insegnamento:

      "Ascoltate. Ecco, usc il seminatore a seminare.

      Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli

      e la divorarono.

      L'altra  cadde  fra le pietre,  dove c'era molta terra e subito spunt

      perch non c'era terreno profondo;

      ma quando si lev il sole, rest bruciata e,  non avendo forte radice,

      si secc.

      Un'altra cadde tra le spine;  le spine crebbero,  la soffocarono e non

      diede frutto.

      E un'altra cadde sulla terra buona,  diede frutto che spunt e crebbe,

      e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno".

      E diceva: "Chi ha orecchi per intendere, intenda!".


      Quando  poi fu solo,  quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici

      gli facevano domande sulle parabole. Ed egli disse:

      "A voi  stato confidato il mistero  del  regno  di  Dio;  agli  altri

      invece tutto viene esposto in parabole,

      'perch guardano,  ma non vedono,  ascoltano, ma non intendono, perch

      non cambino vita e venga loro perdonato'".


      Continu dicendo loro:  "Se  non  comprendete  questa  parabola,  come

      potrete capire tutte le altre parabole?

      Il seminatore semina la Parola.

      Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola;

      ma  quando  l'ascoltano,  subito  viene  Satana  e porta via la parola

      seminata in loro.

      Quelli che ricevono il seme  sulle  pietre  sono  coloro  che,  quando

      ascoltano la Parola, subito l'accolgono con gioia,

      ma  non  hanno radici in se stessi,  sono incostanti e quindi,  appena

      giunge qualche tribolazione  o  persecuzione  a  causa  della  Parola,

      subito si abbattono.

      Altri  sono  quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che

      hanno ascoltato la Parola,

      ma sopraggiungono  le  preoccupazioni  del  mondo  e  l'inganno  della

      ricchezza  e  tutte  le  altre bramosie,  soffocano la Parola e questa

      rimane senza frutto.

      Quelli poi che ricevono il seme sul  buon  terreno,  sono  coloro  che

      ascoltano la Parola,

      l'accolgono  e  portano  frutto  nella  misura  chi del trenta chi del

      sessanta, chi del cento per uno".


      Diceva loro: "Si porta forse la lampada per metterla sotto il  secchio

      o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere?

      Non  c'  nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e

      nulla di segreto che non debba essere messo in luce.

      Chi ha orecchi per intendere, intenda!".


      Diceva loro: "Fate attenzione a quello che ascoltate:  con  la  stessa

      misura con cui misurate

      sarete misurati anche voi, anzi vi sar dato di pi.

      Perch a chi ha,  sar dato;  e a chi non ha,  sar tolto anche quello

      che ha".


      E diceva: "Il regno di Dio  come un uomo  che  getta  il  seme  nella

      terra;

      che  dorma  o  che  vegli,  di notte o di giorno,  il seme germoglia e

      cresce; come, egli stesso non lo sa.

      Poich la terra produce spontaneamente, prima lo stelo,  poi la spiga,

      poi il chicco pieno nella spiga.

      Quando  il  frutto    pronto,  subito  si  prende la falce,  perch 

      arrivata la mietitura".


      Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio  o  con  quale

      parabola possiamo descriverlo?

      Esso    come  un granello di senape che,  quando viene seminato nella

      terra,  il pi piccolo di tutti i semi che sono sulla terra;

      ma appena seminato cresce e diventa pi  grande  di  tutte  le  piante

      dell'orto  e  fa  rami tanto grandi che 'gli uccelli del cielo possono

      farsi il nido' alla sua ombra".


      Con molte parabole di questo genere annunciava loro la parola  secondo

      quanto potevano intendere.

      A  loro  non parlava senza parabole;  ma da solo con i suoi discepoli,

      spiegava loro ogni cosa.


      In quello stesso giorno, verso sera,  disse loro: "Passiamo sull'altra

      riva".

      E,  lasciata la folla,  lo presero con s, nella barca su cui gi era.

      C'erano anche altre barche con lui.

      Nel frattempo si sollev una grande tempesta di vento e rovesciava  le

      onde nella barca, tanto che ormai era piena.

      Egli  se  ne  stava  a  poppa,  su  un cuscino,  e dormiva.  Allora lo

      svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t'importa che moriamo?".

      Si svegli,  sgrid il vento e disse al  mare:  "Taci,  calmati!".  Il

      vento cess e vi fu grande bonaccia.

      Poi disse loro: "Perch siete tanto paurosi? Non avete ancora fede?".

      E  furono  presi  da  grande timore e si dicevano l'un l'altro: "Chi 

      dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?".


      5.

      Intanto  arrivarono  sull'altra  riva  del  mare,  nella  regione  dei

      Gerasni.

      Appena  scese  dalla  barca,  gli  venne incontro dai sepolcri un uomo

      posseduto da uno spirito immondo.

      Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno pi riusciva a tenerlo

      legato neanche con catene,

      perch pi volte era stato legato con ceppi e catene,  ma aveva sempre

      spezzato  le  catene  e  infranto  i  ceppi,  e nessuno riusciva pi a

      domarlo.

      Sempre, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti,  andava gridando e

      picchiandosi con le pietre.

      Visto Ges da lontano, accorse, gli si gett ai piedi,

      e  urlando  a  gran  voce  disse: "Che hai tu in comune con me,  Ges,

      Figlio  del  Dio  altissimo?  Ti  scongiuro,  in  nome  di  Dio,   non

      tormentarmi!".

      Gli diceva infatti: "Esci, spirito immondo, da quest'uomo!".

      E  gli domand: "Come ti chiami?".  "Mi chiamo Legione",  gli rispose,

      "perch siamo in molti".

      E prese a scongiurarlo con insistenza di non cacciarlo fuori da quella

      regione.

      Ora c'era l, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.

      E gli  spiriti  lo  scongiurarono:  "Mandaci  da  quei  porci,  perch

      entriamo in essi".

      Glielo permise.  E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci

      e il branco si precipit dalla discesa nel mare; erano circa duemila e

      affogarono uno dopo l'altro nel mare.

      I guardiani dei porci allora fuggirono,  portarono la notizia in citt

      e nella campagna e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto.

      Quando  giunsero  presso  Ges,  videro l'indemoniato seduto vestito e

      sano di mente,  lui che era stato posseduto dalla Legione,  ed  ebbero

      paura.

      Quelli  che  avevano visto tutto spiegarono loro che cosa era accaduto

      all'indemoniato e il fatto dei porci.

      Ed essi si misero a supplicarlo di andarsene dal loro territorio.

      Mentre risaliva nella barca,  quello  che  era  stato  indemoniato  lo

      pregava di permettergli di stare con lui.

      Non  glielo  permise,  ma  gli  disse: "Va' nella tua casa,  dai tuoi,

      racconta loro ci che il Signore ti ha fatto e la misericordia che  ti

      ha usato".

      Egli se ne and e si mise a proclamare per la Decpoli quello che Ges

      aveva fatto per lui e tutti ne erano meravigliati.


      Essendo  Ges  passato di nuovo all'altra riva,  gli si radun attorno

      molta folla, ed egli stava lungo il mare.

      Venne da lui un capo della sinagoga, di nome Giairo, il quale,  quando

      lo  vide,  si gett ai suoi piedi e lo pregava con insistenza: "La mia

      bambina  agli estremi;  vieni a imporle le mani perch sia guarita  e

      viva".

      Ges and con lui. Molta folla lo seguiva e si stringeva intorno.

      Ora una donna, che da dodici anni aveva continue perdite di sangue

      e aveva molto sofferto a causa di molti medici, spendendo tutti i suoi

      averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,

      avendo udito parlare di Ges,  venne tra la folla,  alle sue spalle, e

      gli tocc il mantello. Diceva infatti:

      "Se riuscir anche solo a toccare il suo mantello, sar guarita".

      E all'istante le si ferm la perdita di sangue,  e sent nel suo corpo

      che era guarita da quel male.

      Ma subito Ges,  avvertita la potenza che era uscita da lui,  si volt

      verso la folla dicendo: "Chi mi ha toccato il mantello?".

      I discepoli gli dissero: "Vedi bene la folla che ti si stringe attorno

      e dici: 'Chi mi ha toccato?'".

      Egli intanto guardava intorno, per vedere chi aveva fatto ci.

      E la donna impaurita e tremante,  sapendo ci  che  le  era  accaduto,

      venne, si gett davanti ai suoi piedi e gli disse tutta la verit.

      Ges rispose: "Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va' in pace, guarita

      dal tuo male".

      Mentre  ancora  parlava,  dalla casa del capo della sinagoga vennero a

      dirgli: "Tua figlia  morta. Perch disturbi ancora il Maestro?".

      Ma Ges,  udito quanto dicevano,  disse al capo della  sinagoga:  "Non

      temere, continua solo ad aver fede!".

      E non consent a nessuno di seguirlo all'infuori di Pietro,  Giacomo e

      Giovanni, fratello di Giacomo.

      Arrivarono alla casa del capo della sinagoga,  ed egli vide una grande

      confusione e gente che piangeva e urlava.

      Entrato,  disse  loro:  "Perch  fate  tanto  strepito e piangete?  La

      bambina non  morta, ma dorme".

      Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori,  prese con s il

      padre  e  la madre della bambina e quelli che erano con lui,  ed entr

      dov'era la bambina.

      Presa la mano della bambina,  le disse: "Talit kum!",  che significa:

      "Fanciulla, io ti dico, alzati!".

      E  subito  la  fanciulla  si  alz e si mise a camminare: aveva dodici

      anni. Essi furono presi da grande meraviglia.

      Ges raccomand loro con insistenza che nessuno venisse  a  saperlo  e

      ordin di darle da mangiare.


      6.

      Partito quindi da l, and nella sua ciit e i discepoli lo seguirono.

      Quando  fu  sabato,  incominci  a  insegnare nella sinagoga.  E molti

      ascoltandolo rimanevano stupiti  e  dicevano:  "Da  dove  gli  vengono

      queste  cose?  E  che  sapienza   mai questa che gli  stata data?  E

      questi prodigi compiuti dalle sue mani?

      Non  lui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di

      Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?".

      E si scandalizzavano per questo.

      Ma Ges disse loro: "Un  profeta  non    disprezzato  che  nella  sua

      patria, tra i suoi parenti e in casa sua".

      E non vi pot operare nessun prodigio,  ma solo impose le mani a pochi

      ammalati e li guar.

      E si meravigliava della loro incredulit.


      Ges percorreva i villaggi e insegnava.

      Allora chiam i Dodici,  e incominci a mandarli a due a due  e  diede

      loro potere sugli spiriti immondi.

      E  ordin  loro  che,  oltre al bastone,  non prendessero nulla per il

      viaggio: n pane, ne bisaccia, n denaro nella borsa;

      ma calzati solo i sandali, che non portassero due tuniche.

      E diceva loro: "Entrati in una casa,  rimaneteci  fino  a  che  ve  ne

      andrete da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi

      ascolteranno,  andandovene,  scuotete  la  polvere  da  sotto i vostri

      piedi, a testimonianza per loro".

      E partiti, predicavano che la gente cambiasse vita,

      scacciavano  molti  demoni,  ungevano  di  olio  molti  infermi  e  li

      guarivano.


      Il  re  Erode  sent  parlare  di  Ges perch intanto il suo nome era

      diventato famoso. Si diceva: "Giovanni il Battista  tornato dai morti

      e per questo il potere dei miracoli opera in lui".

      Altri invece dicevano:  "E'  Ela";  altri  dicevano  ancora:  "E'  un

      profeta,  come uno dei profeti". Ma Erode, sentendone parlare, diceva:

      "Quel Giovanni che io ho fatto decapitare  risorto!"


      Erode infatti aveva fatto arrestare  Giovanni  e  lo  aveva  messo  in

      prigione a causa di Erodiade moglie di suo fratello Filippo,  che egli

      aveva sposato.

      Giovanni diceva a Erode: "Non ti  lecito  tenere  la  moglie  di  tuo

      fratello".

      Perci  Erodiade  gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere,

      ma non poteva

      perch Erode temeva Giovanni sapendolo giusto e santo,  e vigilava  su

      di lui e anche se nell'ascoltarlo restava molto a disagio, tuttavia lo

      ascoltava volentieri.

      Venne  per  il giorno della buona occasione,  quando Erode per il suo

      compleanno fece  un  banchetto  per  i  grandi  della  sua  corte  gli

      ufficiali e i notabili della Galilea.

      Entrata la figlia della stessa Erodiade, danz e piacque tanto a Erode

      e agli invitati, che allora il re disse alla ragazza: "Chiedimi quello

      che vuoi e io te lo dar".

      E    le  fece  questo giuramento: "Qualsiasi cosa mi chiederai,  te la

      dar, fosse anche la met del mio regno".

      La ragazza usc e disse alla madre: "Che cosa devo chiedere?".  Quella

      rispose: "La testa di Giovanni il Battista".

      Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: "Voglio  che  tu

      mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista".

      Il  re  ne fu rattristato;  tuttavia,  a motivo del giuramento e degli

      invitati, non le volle opporre un rifiuto.

      E subito mand una guardia con  l'ordine  che  gli  fosse  portata  la

      testa.

      La  guardia  and,  lo  decapit  in  prigione  e port la testa su un

      vassoio, la diede alla ragazza e quella la diede a sua madre.

      I discepoli di Giovanni,  saputa  la  cosa,  andarono  a  prendere  il

      cadavere e lo misero in un sepolcro.


      Gli  apostoli  si  riunirono  attorno  a Ges e gli raccontarono tutto

      quello che avevano fatto e insegnato.

      Ed egli disse loro: "Venite  in  disparte,  in  un  luogo  isolato,  e

      riposatevi  un po'".  Era infatti molta la folla che andava e veniva e

      non avevano pi neanche il tempo di mangiare.

      Allora partirono sulla barca verso un luogo isolato, da soli.

      Molti per  li  videro  partire  e  capirono,  e  da  tutte  le  citt

      cominciarono ad accorrere l a piedi e li precedettero.

      Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perch erano 'come

      pecore senza pastore' e si mise a insegnare loro molte cose.

      Essendosi  ormai  fatto  tardi,  i  discepoli  si  avvicinarono  a lui

      dicendo: "Questo luogo  solitario ed  ormai tardi;

      perci lasciali andare,  in modo che  andando  per  le  campagne  e  i

      villaggi vicini possano comprarsi da mangiare".

      Ma  egli  rispose:  "Date  loro da mangiare voi stessi".  Gli dissero:

      "Dobbiamo andare noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da

      mangiare?".

      Ma egli replic loro: "Quanti pani avete?  Andate a vedere".  Andarono

      ad accertarsi e riferirono: "Cinque pani e due pesci".

      Allora ordin loro di farli mettere tutti a sedere a gruppi, sull'erba

      verde.

      E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta.

      Presi i cinque pani e i due pesci,  alz gli occhi al cielo, pronunci

      la benedizione,  spezz i pani e  li  diede  ai  discepoli  perch  li

      distribuissero e divise i due pesci fra tutti.

      Tutti mangiarono e si sfamarono,

      e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche di pesci.

      Quelli che avevano mangiato erano cinquemila uomini.


      Ordin  poi ai discepoli di salire in barca e di precederlo sull'altra

      riva, verso Betsida, mentre egli avrebbe rimandato a casa la folla.

      Appena li ebbe congedati, sal sul monte a pregare.

      Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra.

      Vedendoli per tutti affaticati nel remare,  perch avevano  il  vento

      contrario,  gi  verso  il  finire  della  notte  and  verso  di loro

      camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.

      Essi,  vedendolo camminare sul mare,  pensarono: "E' un  fantasma",  e

      cominciarono a gridare,

      perch tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito

      rivolse loro la parola e disse: "Coraggio, sono io, non temete!".

      Quindi sal con loro sulla barca e il vento cess. E sempre pi dentro

      di loro si stupivano,

      infatti  non  avevano capito il fatto dei pani,  essendo il loro cuore

      indurito.


      Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Gensaret.

      Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe,

      e accorrendo da tutta quella  regione  cominciarono  a  portargli  sui

      lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse.

      E  dovunque  andava,  in  villaggi  o citt o campagne,  portavano gli

      infermi nelle piazze e lo pregavano  di  potergli  toccare  almeno  la

      frangia del mantello; e quelli che lo toccavano guarivano.


      7.

      Allora  si  riunirono  attorno  a  lui i farisei e alcuni degli scribi

      venuti da Gerusalemme.

      Avendo notato che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo  con  mani

      immonde, cio non lavate,

      -  i  farisei  infatti  e  tutti  i Giudei non mangiano se non si sono

      lavate le mani fino  al  gomito,  attenendosi  alla  tradizione  degli

      antichi,

      e tornando dal mercato non mangiano senza avere fatto le abluzioni,  e

      osservano molte  altre  cose  per  tradizione,  come  il  lavaggio  di

      bicchieri, stoviglie e oggetti di rame -,

      quei  farisei  e scribi lo interrogarono: "Perch i tuoi discepoli non

      si comportano secondo la tradizione degli antichi,  ma  prendono  cibo

      con mani immonde?".

      Ed  egli rispose loro: "Bene ha profetato Isaia di voi,  ipocriti come

      sta scritto: 'Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo  cuore  

      lontano da me.

      Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di

      uomini'.

      Trascurando il comandamento di Dio,  voi osservate la tradizione degli

      uomini".

      E aggiungeva: "Siete veramente abili nell'eludere il  comandamento  di

      Dio, per difendere la vostra tradizione.

      Mos  infatti  disse: 'Onora tuo padre e tua madre,  e chi maledice il

      padre e la madre sia messo a morte'.

      Voi invece dicendo: 'Se uno dichiara al padre o alla madre:   korbn,

      cio offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me',

      non gli permettete di fare pi nulla per il padre e la madre,

      annullando  cos  la  parola  di  Dio  con  la  tradizione  che  avete

      tramandato voi. E di cose come queste ne fate molte".

      Chiamata di nuovo la folla,  diceva: "Ascoltatemi  tutti  e  intendete

      bene:  non  c'  nulla  fuori  dell'uomo che,  entrando in lui,  possa

      contaminarlo;   sono  invece  le   cose   che   escono   dall'uomo   a

      contaminarlo".

      Quando  entr  in  una  casa  lontano  dalla  folla,  i  discepoli  lo

      interrogarono sul significato di questa parabola.

      E disse loro: "Siete anche voi cos privi di  intelletto?  Non  capite

      che tutto ci che entra nell'uomo dal di fuori non pu contaminarlo,

      perch  non  gli  entra  nel cuore,  ma nel ventre e va a finire nella

      fogna?". Dichiarava cos mondi tutti i cibi.

      Quindi disse ancora: "Ci che esce dall'uomo,  questo s che contamina

      l'uomo.

      Dal  di  dentro  infatti,  cio  dal  cuore  degli  uomini,  escono le

      intenzioni cattive: fornicazioni, furti, assassinii,

      adultri,  cupidigie,  malvagit,   inganno,   impudicizia,   invidia,

      calunnia, superbia, stoltezza.

      Tutte  queste  cose  cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano

      l'uomo".


      Partito di l, and nella regione di Tiro e Sidne.  Ed entrato in una

      casa voleva che nessuno lo sapesse, ma non pot restare nascosto.

      Subito  una  donna  che  aveva  sua  figlia  posseduta  da uno spirito

      immondo, appena lo seppe, and e si gett ai suoi piedi.

      Ora,  quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia

      era greca, di origine siro-fenicia.

      Ed  egli  le  disse: "Lascia prima che si sfamino i figli;  non  bene

      prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini".

      Ma essa replic: "S,  Signore,  ma anche i cagnolini sotto la  tavola

      mangiano delle briciole dei figli".

      Allora  le  disse: "Per questa tua parola va',  il demonio  uscito da

      tua figlia".

      Tornata a casa,  trov la bambina sdraiata sul letto e il  demonio  se

      n'era andato.


      Ritornando  dalla regione di Tiro,  pass per Sidne dirigendosi verso

      il mare di Galilea,

      attraverso il territorio della Decpoli.

      E gli portarono un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano.

      E prendendolo da parte,  lontano dalla folla,  gli pose le dita  negli

      orecchi e con la saliva gli tocc la lingua;

      guardando quindi verso il cielo,  emise un sospiro e disse: "Effat!",

      cio: "Apriti!".

      E subito si aprirono i suoi orecchi,  si sciolse  il  nodo  della  sua

      lingua e parlava correttamente.

      E  comand  loro di non dirlo a nessuno.  Ma pi egli lo raccomandava,

      pi essi ne parlavano

      e, pieni di meraviglia, dicevano: "Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i

      sordi e fa parlare i muti".


      8.

      In quei giorni,  essendoci di nuovo  molta  folla  che  non  aveva  da

      mangiare, chiam a s i discepoli e disse loro:

      "Sento compassione di questa folla, perch gi da tre giorni mi stanno

      dietro e non hanno da mangiare.

      Se li rimando digiuni a casa,  verranno meno per via; e alcuni di loro

      vengono da lontano".

      Gli risposero i discepoli: "E come si potrebbe sfamarli di  pane  qui,

      in un deserto?".

      E domand: "Quanti pani avete?". Gli dissero: "Sette".

      Ges  ordin alla folla di sedersi per terra.  Presi allora quei sette

      pani,  rese grazie,  li spezz e  li  diede  ai  discepoli  perch  li

      distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla.

      Avevano   anche   pochi  piccoli  pesci;   dopo  aver  pronunciato  la

      benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli.

      Cos essi mangiarono e si saziarono;  e portarono via sette  ceste  di

      pezzi avanzati.

      Erano circa quattromila. E li mand a casa.

      Sal  poi  sulla  barca  con  i  suoi  discepoli e and dalle parti di

      Dalmanuta.


      Allora  vennero  i  farisei  e  incominciarono  a  discutere  con  lui

      chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.

      Ma  egli,  con un profondo sospiro,  disse: "Perch questa generazione

      chiede un segno? In verit vi dico: non sar dato alcun segno a questa

      generazione".

      E li lasci, risal sulla barca e si avvi all'altra sponda.


      Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e avevano  con

      s sulla barca un pane solo.

      Allora  egli  li  ammoniva  dicendo:  "State  attenti,  guardatevi dal

      lievito dei farisei e dal lievito di Erode".

      E quelli dicevano fra loro: "Non abbiamo pane".

      Ma Ges,  accorgendosi di ci,  disse loro: "Perch discutete che  non

      avete  pane?  Non  intendete  e  non  capite  ancora?  Avete  il cuore

      indurito?

      'Avete occhi e non vedete,  avete orecchi  e  non  udite'?  E  non  vi

      ricordate

      quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila,  quante ceste colme

      di pezzi avete portato via?". Gli dissero: "Dodici" .

      "E quando ho spezzato i sette pani per  i  quattromila,  quante  ceste

      piene di pezzi avete portato via?" Gli dissero: "Sette".

      E disse loro: "Non capite ancora?".


      Arrivarono  a  Betsida,  dove  gli  portarono  un cieco pregandolo di

      toccarlo.

      Allora,  preso il cieco per mano,  lo condusse fuori del villaggio,  e

      dopo avergli messo della saliva sugli occhi,  gli impose le mani e gli

      chiese: "Vedi qualcosa?".

      Quegli,  alzando gli occhi,  disse: "Vedo le persone;  vedo come degli

      alberi che camminano".

      Allora  gli  impose  di  nuovo  le  mani  sugli  occhi ed egli ci vide

      chiaramente e fu guarito e vedeva a distanza ogni cosa.

      E lo rimand a casa dicendo: "Non entrare neppure nel villaggio".


      Poi Ges part con i discepoli verso i villaggi intorno a  Cesara  di

      Filippo;  e  lungo  la  via interrogava i suoi discepoli dicendo: "Chi

      dice la gente che io sia?".

      E gli risposero: "Giovanni il Battista,  altri poi Ela e altri ancora

      uno dei profeti".

      Ma egli replic: "E voi chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu

      sei il Cristo".

      E impose loro severamente di non parlarne a nessuno.


      E  cominci  a  insegnare  loro  che  il Figlio dell'uomo doveva molto

      soffrire,  ed essere riprovato dagli anziani,  dai sommi  sacerdoti  e

      dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.

      Ges  faceva  questo  discorso apertamente.  Allora Pietro lo prese da

      perte e si mise a rimproverarlo.

      Ma egli si volt,  e guardando i discepoli,  rimprover Pietro  e  gli

      disse:  "Lontano da me,  Satana!  Perch tu non pensi secondo Dio,  ma

      come gli uomini".

      Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: "Se qualcuno

      vuole venire con me,  smetta di pensare a se  stesso,  prenda  la  sua

      croce e mi segua.

      Perch chi vorr salvare la propria vita,  la perder;  ma chi perder

      la propria vita per causa mia e del vangelo, la salver.

      Che giova infatti a un uomo guadagnare il mondo intero,  se poi  perde

      la propria anima?

      E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?

      Chi  si  vergogner  di  me  e  delle  mie  parole  davanti  a  questa

      generazione adultera e malvagia,  ebbene anche il Figlio dell'uomo  si

      vergogner  di  lui,  quando  verr nella gloria del Padre suo con gli

      angeli santi".


      9.

      E diceva loro: "In verit vi dico: vi sono alcuni qui presenti che non

      moirranno prima di aver visto il regno di Dio venire con potenza".


      Dopo sei giorni,  Ges prese con s Pietro,  Giacomo e Giovanni  e  li

      port  su  un  monte alto,  in un luogo appartato,  loro soli.  Cambi

      figura davanti a loro

      e le sue vesti divennero splendenti,  bianchissime:  nessun  lavandaio

      sulla terra avrebbe potuto renderle cos bianche.

      E ad essi apparve Ela con Mos, che parlavano con Ges.

      Prendendo allora la parola, Pietro disse a Ges: "Maestro,  bello per

      noi stare qui;  prepariamo tre tende,  una per te,  una per Mos e una

      per Ela".

      Non sapeva infatti che  cosa  dire  perch  erano  stati  presi  dallo

      spavento.

      Poi  si form una nube che li avvolse nell'ombra e dalla nube usc una

      voce: "Questo  il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!".

      E subito,  guardandosi attorno,  non videro pi nessuno,  se non  Ges

      solo con loro.

      Mentre  scendevano dal monte,  ordin loro di non raccontare a nessuno

      ci che avevano visto, prima che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai

      morti.

      Ed essi tennero la cosa per s domandandosi per che cosa volesse dire

      risorgere dai morti.

      Poi lo interrogarono: "Perch gli scribi dicono che 'prima deve venire

      Ela'?".

      Egli rispose: "S, prima viene Ela e ristabilisce ogni cosa;  ma cosa

      c'  scritto  del Figlio dell'uomo?  Che deve soffrire molto ed essere

      disprezzato.

      Orbene, io vi dico che Ela e gi venuto, ma hanno fatto di lui quello

      che hanno voluto come di lui sta scritto".


      E giunti presso gli altri discepoli,  li videro  circondati  da  molta

      folla e da scribi che discutevano con loro.

      Tutta  la  folla,  nel  vederlo,  fu  presa  da  meraviglia  e corse a

      salutarlo.

      Ed egli domand: "Di che cosa discutete con loro?".

      Gli rispose uno della folla: "Maestro,  ho portato da te  mio  figlio,

      posseduto da uno spirito muto.  Quando lo afferra,  lo getta a terra e

      gli viene la schiuma,  digrigna i denti e si irrigidisce.  Ho detto ai

      tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti".

      Egli  allora,  in  risposta,  disse: "O generazione incredula!  Fino a

      quando rester con voi? Fino a quando dovr sopportarvi?  Portatelo da

      me".

      E  glielo  portarono.  Alla  vista  di  Ges,  lo  spirito  scosse con

      convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando.

      Ges domand al padre: "Da quanto tempo gli accade questo?".  Ed  egli

      rispose: "Dall'infanzia;

      anzi,  spesso  lo  ha  buttato  persino  nel  fuoco  e  nell'acqua per

      ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi piet di noi e aiutaci".

      Ges gli disse: "Se puoi? Tutto  possibile per chi crede".

      Il padre del ragazzo rispose ad alta voce: "Credo,  aiutami nella  mia

      incredulit".

      Allora Ges,  vedendo accorrere la folla,  minacci lo spirito immondo

      dicendo: "Spirito muto e sordo,  io te l'ordino,  esci da  lui  e  non

      entrarci pi".

      E gridando e scuotendo fortemente il ragazzo, se ne usc. E il ragazzo

      rimase come morto, sicch molti dicevano: "E' morto!".

      Ma Ges lo prese per mano, lo sollev ed egli stette in piedi.

      Entr  poi  in  una  casa  e i discepoli gli chiesero da soli con lui:

      "Perch noi non abbiamo potuto scacciarlo?"

      Ed egli disse: "Questa specie di demoni non si pu scacciare in  alcun

      modo, se non con la preghiera".


      Partiti di l, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che lo si

      sapesse.

      Istruiva  infatti  i suoi discepoli e gli diceva: "Il Figlio dell'uomo

      sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma

      una volta ucciso, dopo tre giorni, risorger".

      Ma essi non capivano queste parole  e  avevano  timore  di  chiedergli

      spiegazioni.

      Arrivarono intanto a Cafrnao.  E quando fu in casa,  chiese loro: "Di

      che cosa stavate discutendo lungo la strada?".

      Ed essi tacevano.  Per la strada infatti avevano discusso su chi fosse

      il pi grande tra loro.

      Allora,  si sedette,  chiam i Dodici e disse: "Se uno vuole essere il

      primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti".


      E prese un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse:

      "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio  nome,  accoglie  me;  chi

      accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".

      Giovanni gli disse: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni

      nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perch non era dei nostri".

      Ma Ges disse: "Non glielo proibite, perch non c' nessuno che faccia

      un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.

      Chi non  contro di noi  per noi.

      Chiunque  vi  dar  da  bere  un bicchiere d'acqua nel mio nome perch

      siete di Cristo, vi dico in verit che non perder la sua ricompensa.

      Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono,  sarebbe meglio per

      lui  che  gli  passassero al collo una mola d'asino e lo buttassero in

      mare.

      Se la tua mano ti scandalizza, tagliala:  meglio per te entrare nella

      vita monco, che con due mani finire nella Geenna,

      nel fuoco senza fine.

      Se il tuo piede ti scandalizza,  taglialo:   meglio  per  te  entrare

      zoppo nella vita, che essere gettato con due piedi nella Geenna.

      Se  il  tuo occhio ti scandalizza,  strappalo:  meglio per te entrare

      nel regno di Dio con un occhio solo,  che essere gettato con due occhi

      nella Geenna,

      dove 'il loro verme non muore e il fuoco non finisce mai'.

      Perch ciascuno sar salato con il fuoco.

      E' buona cosa il sale; ma se il sale perde il suo sapore, con che cosa

      lo  salerete?  Abbiate  sale in voi stessi e siate in pace gli uni con

      gli altri".


      10.

      Partito di l,  and nel territorio della Giudea e oltre il  Giordano.

      La  folla  accorse  di  nuovo attorno a lui e di nuovo egli insegnava,

      com'era solito fare.

      E si avvicinarono dei  farisei  che,  per  metterlo  alla  prova,  gli

      domandarono: "E' lecito a un marito ripudiare la propria moglie?".

      Ma egli rispose: "Che cosa vi ha ordinato Mos?".

      Dissero:  "Mos  ha  permesso  di  'scrivere  un  atto di ripudio e di

      rimandarla'".

      Ges disse loro: "Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi

      questa regola.

      Ma all'inizio della creazione 'Dio li cre maschio e femmina';

      'per questo l'uomo lascer suo padre e sua madre e i due  saranno  una

      carne sola'.

      Cos non sono pi due, ma una sola carne.

      L'uomo dunque non separi ci che Dio ha congiunto".

      Rientrati  a  casa,  i  discepoli  lo interrogarono di nuovo su questo

      argomento. Ed egli disse:

      "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio

      contro di lei;

      se  la  donna  ripudia  il  marito  e  ne  sposa  un  altro,  commette

      adulterio".


      Gli  portavano  dei bambini perch li accarezzasse,  ma i discepoli li

      sgridavano.

      Ges,  nel vedere questo,  si indign e disse loro:  "Lasciate  che  i

      bambini  vengano a me e non glielo impedite,  perch a chi  come loro

      appartiene il regno di Dio.

      In verit vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come  un  bambino,

      non vi entrer".

      E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani, li benediceva.


      Mentre  stava  per mettersi in viaggio,  un tale gli corse incontro e,

      gettandosi in ginocchio davanti a lui,  gli domand:  "Maestro  buono,

      che cosa devo fare per avere la vita eterna?".

      Ges gli disse: "Perch mi chiami buono? Nessuno  buono, tranne Dio.

      Tu  conosci  i comandamenti: 'Non uccidere,  non commettere adulterio,

      non rubare, non dire il fals contro nessuno, non imbrogliare, onora il

      padre e la madre'".

      Quello allora disse: "Maestro,  tutte queste cose io le  ho  osservate

      fin da giovane".

      Allora Ges,  fissandolo, lo am e gli disse: "Una cosa sola ti manca:

      va',  vendi quello che hai e dallo ai poveri  e  avrai  un  tesoro  in

      cielo; poi vieni e seguimi".

      Ma  egli,  diventato  triste  per quelle parole,  se ne and afflitto,

      poich aveva molti beni.

      Ges,  volgendo lo sguardo attorno,  disse ai suoi discepoli:  "Quanto

      difficilmente  quelli  che  hanno  ricchezze  entreranno  nel regno di

      Dio!".

      I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole,  ma Ges riprese:

      "Figli miei, com' difficile entrare nel regno di Dio!

      E'  pi  facile  che un cammello passi per la cruna di un ago,  che un

      ricco entri nel regno di Dio".

      Essi,  ancora pi sbigottiti,  dicevano tra loro: "E chi  mai  si  pu

      salvare?".

      Ma Ges, guardandoli, disse: "E' impossibile presso gli uomini, ma non

      presso Dio. Perch tutto  possibile presso Dio".

      Pietro allora disse: "Ecco, noi abbiamo abbandonato tutto e ti abbiamo

      seguito".

      Ges  gli  rispose:  "In  verit  vi  dico:  non c' nessuno che abbia

      lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o  campi  a

      causa mia e a causa del vangelo,

      che  non riceva gi nel presente cento volte di pi in case e fratelli

      e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel mondo

      futuro la vita eterna.

      E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi".


      Mentre erano in viaggio per salire verso Gerusalemme,  Ges  camminava

      davanti a loro ed essi erano stupiti; quelli che venivano dietro erano

      pieni di timore.  Prendendo di nuovo da parte i Dodici, cominci a dir

      loro quello che gli sarebbe accaduto:

      "Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sar consegnato

      ai sommi sacerdoti  e  agli  scribi,  lo  condanneranno  a  morte,  lo

      consegneranno a chi non crede,

      lo  scherniranno,  gli  sputeranno  addosso,  lo  flagelleranno  e  lo

      uccideranno; ma dopo tre giorni risorger".


      E si avvicinarono a lui  Giacomo  e  Giovanni,  i  figli  di  Zebedo,

      dicendo:  "Maestro,  noi  vogliamo  che  tu  ci  faccia  quello che ti

      chiederemo".

      Egli disse loro: "Cosa volete che io faccia per voi?". Gli risposero:

      "Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e  uno  alla

      tua sinistra".

      Ges disse: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice

      che io bevo e ricevere il battesimo con cui io sar battezzato?".  Gli

      risposero: "Lo possiamo".

      E Ges disse: "Il calice che io bevo,  anche  voi  lo  berrete,  e  il

      battesimo che io ricevo, anche voi lo riceverete.

      Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo;

       per coloro i quali sono stati preparati".

      Nell'udire  questo,  gli  altri  dieci  si  sdegnarono  con  Giacomo e

      Giovanni.

      Allora Ges li chiam a s e disse: "Voi sapete  che  quelli  ritenuti

      capi dei popoli li dominano,  e i loro grandi esercitano su di essi il

      potere.

      Fra voi per non  cos;  ma chi vuole essere grande tra voi  si  far

      vostro servitore,

      e chi vuole essere il primo tra voi sar il servo di tutti.

      Il  Figlio  dell'uomo infatti non  venuto per essere servito,  ma per

      servire e dare la propria vita come riscatto  per  la  liberazione  di

      molti".


      E giunsero a Grico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e

      a molta folla,  il figlio di Timo,  Bartimeo,  cieco, sedeva lungo la

      strada a mendicare.

      Costui,  al sentire che c'era Ges Nazareno,  cominci a gridare  e  a

      dire: "Figlio di Davide, Ges, abbi piet di me!".

      Molti  lo  sgridavano  per  farlo  tacere,  ma egli gridava pi forte:

      "Figlio di Davide, abbi piet di me!".

      Allora Ges si ferm e disse: "Chiamatelo!" .  E chiamarono  il  cieco

      dicendogli: "Coraggio! Alzati, ti chiama!".

      Egli, gettato via il mantello, balz in piedi e venne da Ges.

      Allora  Ges  disse:  "Che vuoi che io ti faccia?".  E il cieco a lui:

      "Rabbun, fa' che io riabbia la vista!".

      E Ges gli  disse:  "Vai,  la  tua  fede  ti  ha  salvato".  E  subito

      riacquist la vista e si mise a seguirlo per la strada.


      11.

      Quando  si  avvicinarono  a Gerusalemme,  verso Btfage e Betnia,  al

      monte degli Ulivi, mand due dei suoi discepoli

      e disse loro: "Andate nel villaggio che  di fronte a  voi,  e  appena

      entrati troverete un asinello legato,  sul quale nessuno  mai salito.

      Scioglietelo e porttelo.

      E se qualcuno vi dir: "Perch fate questo?",  rispondete: "Il Signore

      ne ha bisogno, ma lo rimander qui subito".

      Andarono  e  trovarono  un  asinello legato vicino a una porta,  fuori

      sulla strada, e lo sciolsero.

      Alcuni presenti  per  dissero:  "Che  cosa  fate,  perch  sciogliete

      quest'asinello?".

      Ed  essi  risposero come aveva detto loro il Signore.  E li lasciarono

      fare.

      Essi portarono l'asinello da Ges e vi gettarono sopra i loro mantelli

      ed egli vi mont sopra.

      E molti stendevano i loro mantelli sulla strada e altri  delle  fronde

      che avevano tagliato nei campi.

      Quelli   poi  che  andavano  innanzi  e  quelli  che  venivano  dietro

      gridavano: "'Osanna!  Benedetto colui che viene nel nome del Signore'!

      Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! 'Osanna nel pi

      alto dei cieli!".

      Ed  entr a Gerusalemme,  nel tempio.  E dopo avere guardato ogni cosa

      attorno, essendo ormai l'ora tarda, torn con i Dodici a Betania.


      La mattina seguente, mentre uscivano da Betnia, ebbe fame.

      E avendo visto da lontano un fico che aveva delle foglie,  si avvicin

      per  vedere se mai vi poteva trovare qualche frutto;  ma giunto sotto,

      non trov altro che foglie.  Infatti quella non era  la  stagione  dei

      fichi.

      Allora gli disse: "Nessuno possa mai pi mangiare i tuoi frutti".  E i

      discepoli l'udirono.


      Andarono intanto a Gerusalemme.  Ed entrato  nel  tempio,  si  mise  a

      cacciare via quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesci i

      tavoli  di  quelli  che cambiavano i soldi e i banchi dei venditori di

      colombe

      e non permetteva che si trasportassero robe attraverso il tempio.

      E insegnava loro dicendo: "Non sta forse scritto: 'La  mia  casa  sar

      chiamata  casa  di preghiera per tutte le genti'?  Voi invece ne avete

      fatto 'una spelonca di ladri'".

      Lo udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo

      morire.  Avevano infatti paura di lui,  perch  tutto  il  popolo  era

      ammirato del suo insegnamento.

      Quando fu sera uscirono dalla citt.


      La mattina dopo, passando, videro il fico seccato fino alle radici.

      Allora Pietro,  ricordatosi,  gli disse: "Maestro, guarda: il fico che

      hai maledetto si  seccato".

      E Ges disse loro: "Abbiate fede in Dio!

      In verit vi dico: se uno dice a questo monte:  'Sollevati  e  gettati

      nel  mare',  senza  dubitare in cuor suo,  ma credendo che quanto dice

      avverr, ci gli sar accordato.

      Per questo vi  dico:  tutto  quello  che  domandate  nella  preghiera,

      abbiate fede di averlo ottenuto e vi sar accordato.

      Quando  vi  mettete  a  pregare,  se  avete  qualcosa contro qualcuno,

      perdonate,  perch anche il Padre vostro che  nei cieli perdoni a voi

      i vostri peccati".


      Andarono  di  nuovo  a  Gerusalemme.  E mentre egli si aggirava per il

      tempio,  si avvicinarono a lui i sommi sacerdoti,  gli  scribi  e  gli

      anziani, e gli dissero:

      "Con  quale  autorit fai queste cose?  O chi ti ha dato l'autorit di

      farle?".

      Ma  Ges  disse  loro:  "Anch'io  vi  far  una  domanda  e,   se   mi

      risponderete, vi dir con quale potere lo faccio.

      Il   battesimo   di   Giovanni   veniva  dal  Cielo  o  dagli  uomini?

      Rispondetemi".

      Ed essi discutevano tra s dicendo: "Se rispondiamo 'dal Cielo', dir:

      'Perch allora non gli avete creduto'?

      Diciamo dunque 'dagli uomini'?". Per temevano la folla,  perch tutti

      consideravano Giovanni come un vero profeta.

      Allora diedero a Ges questa risposta: "Non lo sappiamo". E Ges disse

      loro: "Neanch'io vi dico con quale autorit faccio queste cose".


      12.

      Ges  cominci a parlare loro in parabole: "Un uomo 'piant una vigna,

      ci mise attorno una siepe, scav una buca per il torchio,  costru una

      torre', poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne and lontano.

      A suo tempo invi un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della

      vigna.

      Ma lo afferrarono, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote.

      Invi  loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla

      testa e lo coprirono di insulti.

      Ne invi ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri,  che

      egli ancora mand, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.

      Aveva ancora uno,  il figlio prediletto: lo invi per ultimo, dicendo:

      'Avranno rispetto per mio figlio!'

      Ma quei vignaioli dissero tra loro: 'Questo  l'erede; su, uccidiamolo

      e l'eredit sar nostra'.

      E lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.

      Che cosa far dunque il padrone della vigna?  Verr e sterminer  quei

      vignaioli e dar la vigna ad altri.

      Non  avete  forse letto questa Scrittura: 'La pietra che i costruttori

      hanno rifiutato  diventata pietra angolare;

      dal Signore  stato fatto questo ed  mirabile agli occhi nostri'?".

      Allora cercarono di catturarlo,  ma ebbero paura della folla;  avevano

      capito  infatti  che aveva detto quella parabola contro di loro.  E lo

      lasciarono e se ne andarono.


      Gli mandarono per alcuni farisei ed erodiani per coglierlo  in  fallo

      nel discorso.

      E venuti,  quelli dissero: "Maestro, sappiamo che sei sincero e non ti

      curi di nessuno;  infatti non guardi in faccia a nessuno,  ma  secondo

      verit insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare?

      Lo dobbiamo dare o no?".

      Ma  egli,  conoscendo  la  loro ipocrisia,  disse: "Perch mi tentate?

      Portatemi un denaro perch io lo veda".

      Ed essi glielo portarono. Allora disse: "Di chi sono questa immagine e

      l'iscrizione?". Gli risposero: "Di Cesare".

      Ges disse loro: "Ridate a Cesare ci che  di Cesare e a Dio ci  che

       di Dio". E rimasero ammirati di lui.


      Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c' risurrezione, e

      lo interrogarono dicendo:

      "Maestro,  Mos  ci  ha  lasciato scritto che 'se muore il fratello di

      uno' e lascia la moglie 'senza figli',  'il fratello ne deve  prendere

      la moglie per dare discendenti al fratello'.

      C'erano  sette  fratelli:  il primo prese moglie e mor senza lasciare

      discendenza;

      allora la prese il secondo,  ma mor senza lasciare discendenza;  e il

      terzo egualmente,

      e nessuno dei sette lasci discendenza. Infine, dopo tutti, mor anche

      la donna.

      Nella risurrezione,  quando risorgeranno, di chi sar moglie la donna?

      Poich in sette l'hanno avuta come moglie".

      Rispose Ges: "Non siete voi forse  in  errore  dal  momento  che  non

      conoscete le Scritture, n la potenza di Dio?

      Quando  risorgeranno  dai  morti,  infatti,  non prenderanno moglie n

      marito, ma saranno come angeli nei cieli.

      A proposito poi dei morti che devono risorgere,  non avete  letto  nel

      libro di Mos, a proposito del roveto, come Dio gli parl dicendo: 'Io

      sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe'?

      Non  un Dio dei morti, ma dei vivi! Voi siete in grande errore".

      Allora  si  avvicin uno degli scribi che li aveva ascoltati discutere

      e,  visto come aveva loro ben risposto,  gli domand: "Qual  il primo

      di tutti i comandamenti?".

      Ges rispose: "Il primo : 'Ascolta,  Israele. Il Signore Dio nostro 

      l'unico Signore,

      amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,  con tutta la

      tua mente e con tutta la tua forza'.

      E  il  secondo  questo: 'Amerai il prossimo tuo come te stesso'.  Non

      c' altro comandamento pi importante di questi".

      Allora lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro,  secondo verit

      che 'egli  l'unico e non v' altri all'infuori di lui;

      amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza  e

      amare il prossimo come se stesso' vale pi di tutti gli olocausti e  i

      sacrifici".

      Ges,  vedendo  che quello aveva risposto saggiamente,  gli disse: "In

      verit non sei lontano dal regno di  Dio".  E  nessuno  aveva  pi  il

      coraggio di interrogarlo.


      Ges continuava a parlare, insegnando nel tempio: "Come mai gli scribi

      dicono che il Messia  figlio di Davide?

      Davide  stesso infatti ha detto,  mosso dallo Spirito Santo: 'Disse il

      Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra,  finch  io  metter  i

      tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi'.

      Se  Davide  stesso  lo  chiama  Signore,  come  dunque  pu essere suo

      figlio?". E la numerosa folla lo ascoltava volentieri.


      Diceva loro mentre insegnava:  "Guardatevi  dagli  scribi,  che  amano

      passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,

      avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

      Divorano  le  case  delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere;

      essi riceveranno una condanna pi grave".


      E,  andato a sedersi di fronte al  tesoro,  osservava  come  la  folla

      gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.

      Ma  venuta  una  povera  vedova,  vi  gett  due  spiccioli,  cio  un

      quattrino.

      Allora,  chiamati a s i discepoli,  disse: "In verit vi dico: questa

      vedova ha gettato nel tesoro pi di tutti gli altri.

      Perch  tutti  hanno dato del loro superfluo,  essa invece,  nella sua

      povert,  ci ha messo tutto quello che aveva,  tutto quanto aveva  per

      vivere".


      13.

      Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che

      pietre e che costruzioni!".

      Ges  gli  rispose:  "Vedi queste grandi costruzioni?  Non rimarr qui

      pietra su pietra che non sia distrutta".

      Mentre era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al  tempio,  Pietro,

      Giacomo, Giovanni e Andrea gli chiedevano in disparte:

      "Dicci,  quando accadr questo, e quale sar il segno che tutte queste

      cose staranno per compiersi?".


      Ges si mise a dire loro: "Guardate che nessuno vi inganni!

      Molti verranno in mio nome, dicendo: 'Sono il Cristo',  e inganneranno

      molti.

      E quando sentirete parlare di guerre non allarmatevi;  bisogna infatti

      che ci avvenga, ma non sar ancora la fine.

      Si lever infatti popolo  contro  popolo  e  regno  contro  regno;  vi

      saranno  terremoti  sulla terra e vi saranno carestie.  Questo sar il

      principio dei dolori.

      Ma voi badate a  voi  stessi!  Vi  consegneranno  ai  sinedri,  sarete

      percossi  nelle  sinagoghe,  comparirete  davanti a governatori e re a

      causa mia, per rendere testimonianza davanti a loro.

      Ma prima  necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.

      E quando vi condurranno via per consegnarvi,  non preoccupatevi di ci

      che  dovrete  dire,  ma dite ci che in quell'ora vi sar dato: poich

      non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

      Il fratello consegner a morte il fratello,  il padre il figlio,  e  i

      figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.

      Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avr resistito

      sino alla fine sar salvato.

      Quando  vedrete  'l'abominio  della  desolazione'  stare  l  dove non

      conviene - chi legge capisca -,  allora quelli che  si  trovano  nella

      Giudea fuggano ai monti;

      chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prendere qualcosa

      in casa;

      chi  nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

      Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

      Pregate  che  questo non accada d'inverno;  perch quei giorni saranno

      una tribolazione,  come non  mai stato  dall'inizio  della  creazione

      fatta da Dio, fino al presente, n mai vi sar.

      Se  il  Signore non abbreviasse quei giorni nessun uomo si salverebbe.

      Ma, a motivo degli eletti che si  scelto ha abbreviato quei giorni.

      Allora, se qualcuno vi dir: 'Ecco, il Cristo  qui,  ecco  l',  non

      ci credete;

      perch  sorgeranno  falsi  cristi  e  falsi  profeti e faranno segni e

      portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

      Voi per state attenti! Io vi ho predetto tutto".


      "In quei giorni,  dopo quella tribolazione 'il sole si oscurer  e  la

      luna perder il suo splendore

      e  le  stelle si metteranno a cadere' dal cielo e 'le potenze che sono

      nei cieli' saranno sconvolte.

      Allora vedranno il 'Figlio dell'uomo venire  sulle  nubi'  con  grande

      potenza e gloria.

      Egli  mander  gli  angeli  e riunir i suoi eletti dai quattro venti,

      dall'estremit della terra fino all'estremit del cielo".


      "Dal fico imparate questa parabola: quando  gi  il  suo  ramo  si  fa

      tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate  vicina;

      Cos anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli

       vicino, alle porte.

      In  verit  vi  dico:  non  passer questa generazione prima che tutte

      queste cose siano avvenute.

      Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

      Quanto poi a quel giorno o a quell'ora,  nessuno li  conosce,  neanche

      gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

      State attenti,  state svegli, perch non sapete quando sar il momento

      preciso.

      E' come uno che  partito  per  un  viaggio  dopo  avere  lasciato  la

      propria casa e dato il potere ai servi,  a ciascuno il suo compito,  e

      ha ordinato al portiere di vigilare.

      Vigilate  dunque,   perch  non  sapete  quando  il  padrone  di  casa

      ritorner,  se  alla  sera  o  a  mezzanotte o al canto del gallo o al

      mattino,

      perch non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.

      Quello che dico a voi, lo dico a tutti: state svegli!" .


      14.

      Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e  agli  Azzimi,  e  i  sommi

      sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con un

      inganno, per ucciderlo.

      Dicevano infatti: "Non durante la festa, perch non succeda un tumulto

      di popolo".


      Ges  si trovava a Betnia nella casa di Simone,  quello che era stato

      lebbroso.  Mentre stava a tavola,  giunse una donna con un vasetto  di

      alabastro,  pieno  di  olio profumato di nardo genuino di gran valore;

      ruppe il vasetto di alabastro e vers l'unguento sullla sua testa.

      Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: "Perch  tutto  questo

      spreco di olio profumato?

      Si  poteva  benissimo  vendere quest'olio a pi di trecento denari per

      darli ai poveri!". Ed erano infuriati contro di lei.

      Allora Ges disse: "Lasciatela stare; perch le date fastidio? Essa ha

      fatto verso di me un'opera buona;

      i poveri infatti li avete sempre con voi e potete  beneficarli  quando

      volete, me invece non mi avete sempre.

      Essa  ha  fatto ci che era in suo potere,  ungendo in anticipo il mio

      corpo per la sepoltura.

      In verit vi dico che dovunque, in tutto il mondo,  sar annunziato il

      vangelo, si racconter pure in suo ricordo ci che essa ha fatto".


      Allora  Giuda Iscariota,  uno dei Dodici,  si rec dai sommi sacerdoti

      per  consegnare  loro  Ges.  Quelli  nell'udirlo  si  rallegrarono  e

      promisero di dargli denaro.  Ed egli cercava l'occasione opportuna per

      consegnarlo.


      Il primo giorno degli Azzimi,  quando si immolava la  Pasqua,  i  suoi

      discepoli  gli  dissero:  "Dove vuoi che andiamo a preparare perch tu

      possa mangiare la Pasqua?".

      Allora mand due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate in  citt  e

      vi verr incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo

      e  l dove entrer dite al padrone di casa: 'Il Maestro dice: Dov' la

      mia stanza,  perch  io  vi  possa  mangiare  la  Pasqua  con  i  miei

      discepoli?'.

      Egli vi mostrer al piano superiore una grande sala con i tappeti, gi

      pronta; l preparate per noi".

      I discepoli andarono e,  entrati in citt,  trovarono tutto come aveva

      detto loro e prepararono per la Pasqua.


      Venuta la sera, egli giunse con i Dodici.

      Ora,  mentre erano a tavola e mangiavano,  Ges disse: "In  verit  vi

      dico: uno di voi, 'colui che mangia con me', mi tradir.

      Allora  cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: "Sono

      forse io?".

      Ed egli disse loro: "Uno dei Dodici,  colui che  intinge  con  me  nel

      piatto.

      Il  Figlio  dell'uomo  se  ne va,  come sta scritto di lui,  ma guai a

      quell'uomo dal  quale  il  Figlio  dell'uomo    tradito!  Meglio  per

      quell'uomo non essere mai nato!".


      Mentre  mangiavano,  prese il pane e,  pronunziata la benedizione,  lo

      spezz e lo diede loro, dicendo: "Prendete, questo  il mio corpo".

      Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.

      E disse: "Questo  il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per

      molti.

      In verit vi dico che io non berr pi vino fino al giorno in  cui  lo

      berr nuovo nel regno di Dio".

      E,  dopo  avere  cantato i salmi della festa,  uscirono verso il monte

      degli Ulivi.


      Ges disse loro: "Tutti rimarrete scandalizzati,  perch sta  scritto:

      'Percuoter il pastore e le pecore saranno disperse'.

      Ma, dopo la mia risurrezione, vi preceder in Galilea".

      Allora   Pietro   gli   disse:  "Anche  se  tutti  gli  altri  saranno

      scandalizzati, io non lo sar".

      Ges gli disse: "In verit ti dico: proprio tu oggi,  in questa  notte

      stessa, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte".

      Ma egli,  con grande insistenza,  diceva: "Se anche dovessi morire con

      te, non ti rinnegher". Anche tutti gli altri dicevano lo stesso.


      Raggiunsero intanto un podere chiamato Getsmani ed egli disse ai suoi

      discepoli: "Sedetevi qui, mentre io prego".

      Prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni,  e cominci a sentire paura e

      angoscia.

      Ges disse loro: "'La mia anima  triste' fino alla morte. Restate qui

      e vegliate".

      Poi,  andato  un  po' pi avanti,  si gett a terra e pregava che,  se

      fosse possibile, passasse da lui quell'ora.

      E diceva: "Abb, Padre! Tutto  possibile a te, allontana da me questo

      calice! Per non ci che io voglio, ma ci che vuoi tu".

      Tornato indietro,  li trov addormentati e disse  a  Pietro:  "Simone,

      dormi? Non sei riuscito a vegliare un'ora?

      Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito  pronto,

      ma la carne  debole".

      Si allontan di nuovo e pregava dicendo le medesime parole.

      Ritornato  li  trov  addormentati,  perch  i  loro  occhi  si  erano

      appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.

      Venne la terza volta e disse loro: "Dormite ormai e riposatevi! Basta,

       venuta l'ora: ecco,  il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani

      dei suoi nemici.

      Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce  vicino".


      E subito,  mentre ancora parlava,  arriv Giuda, uno dei Dodici, e con

      lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi  sacerdoti,  dagli

      scribi e dagli anziani.

      Chi  lo  tradiva  aveva dato loro questo segno: "Quello che bacer,  

      lui; arrestatelo e portatelo via sotto buona scorta".

      Allora gli si avvicin dicendo: "Rabb" e lo baci.

      Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

      Uno dei presenti,  tirata fuori la spada,  colp il  servo  del  sommo

      sacerdote e gli stacc l'orecchio.

      Allora Ges disse loro: "Come contro un brigante,  con spade e bastoni

      siete venuti a prendermi.

      Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio,  e non mi avete

      arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!".

      Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono.

      Un  ragazzo per lo seguiva,  rivestito soltanto di un lenzuolo,  e lo

      fermarono.

      Ma egli, lasciato il lenzuolo, scapp via nudo.


      Allora condussero Ges dal sommo sacerdote,  e l si riunirono tutti i

      capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi.

      Pietro  lo  aveva seguito da lontano,  fin dentro il cortile del sommo

      sacerdote, e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco.

      Intanto i capi  dei  sacerdoti  e  tutto  il  sinedrio  cercavano  una

      testimonianza contro Ges per metterlo a morte, ma non la trovavano.

      Molti  infatti  attestavano  il  falso contro di lui e dicevano uno il

      contrario dell'altro.

      Ma alcuni si  alzarono  per  testimoniare  il  falso  contro  di  lui,

      dicendo:

      "Noi  lo  abbiamo  udito  mentre diceva: 'Io distrugger questo tempio

      fatto da mani d'uomo e in tre giorni ne edificher un altro non  fatto

      da mani d'uomo'".

      Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde.

      Allora il sommo sacerdote,  levatosi in mezzo all'assemblea, interrog

      Ges dicendo: "Non  rispondi  nulla?  Che  cosa  testimoniano  costoro

      contro di te?".

      Ma egli taceva e non rispondeva nulla.  Di nuovo il sommo sacerdote lo

      interrog dicendogli: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?".

      Ges rispose: "Io lo sono! E vedrete 'il Figlio dell'uomo' seduto alla

      destra della Potenza e 'venire sulle nubi del cielo'".

      Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: "Che bisogno

      abbiamo ancora di testimoni?

      Avete udito la bestemmia;  che ve ne pare?".  Tutti sentenziarono  che

      era reo di morte.

      Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso,  a coprirgli il volto,

      a  schiaffeggiarlo  e  a  dirgli:  "Indovina!".   Anche  i  servi   lo

      percuotevano.


      Mentre Pietro era gi nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote

      e,  vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fiss e gli disse: "Anche

      tu eri con il Nazareno, con Ges".

      Ma egli neg: "Non so e non capisco quello che vuoi dire". Usc quindi

      fuori dal cortile e il gallo cant.

      E la serva, vedendolo,  ricominci a dire ai presenti: "Anche lui  di

      quelli".

      Ma  egli neg di nuovo.  Poco dopo i presenti dissero ancora a Pietro:

      "Tu sei certo di quelli, perch sei galileo".

      Ma egli cominci a imprecare e a giurare: "Non conosco quell'uomo  che

      voi dite".

      Per  la  seconda  volta  un  gallo cant.  Allora Pietro si ricord di

      quella parola che Ges gli aveva detto: "Prima che il gallo canti  due

      volte, mi rinnegherai per tre volte". E scoppi in pianto.


      15.

      Al mattino i sommi sacerdoti,  con gli anziani,  gli scribi e tutto il

      sinedrio,  dopo avere tenuto consiglio,  misero  in  catene  Ges,  lo

      portarono via e lo consegnarono a Pilato.

      Allora Pilato cominci a interrogarlo: "Sei tu il re dei Giudei?".  Ed

      egli rispose: "Tu lo dici".

      I sommi sacerdoti intanto gli muovevano molte accuse.

      Pilato lo interrog di nuovo: "Non rispondi nulla? Vedi di quante cose

      ti accusano!".

      Ma Ges non rispose pi nulla; e Pilato ne rest meravigliato.

      Per la  festa  egli  era  solito  rilasciare  un  prigioniero  a  loro

      richiesta.

      Un tale,  chiamato Barabba,  si trovava in prigione insieme ai ribelli

      che nel tumulto avevano ucciso un uomo.

      La folla,  accorsa,  cominci  a  chiedere  ci  che  sempre  egli  le

      concedeva.

      Allora Pilato rispose: "Volete che vi rilasci il re dei Giudei?".

      Sapeva  infatti  che  i  sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per

      invidia.  Ma i  sommi  sacerdoti  sobillarono  la  folla  perch  egli

      rilasciasse loro piuttosto Barabba.

      Pilato  replic: "Che far dunque di quello che voi chiamate il re dei

      Giudei?".

      Ed essi di nuovo gridarono: "Crocifiggilo!".

      Ma Pilato diceva loro: "Che male ha fatto?". Allora essi gridarono pi

      forte: "Crocifiggilo!".

      E  Pilato,  volendo  dare  soddisfazione  alla  moltitudine,  rilasci

      Barabba e,  dopo avere fatto flagellare Ges, lo consegn perch fosse

      crocifisso.


      Allora i soldati lo  condussero  in  cortile,  cio  nel  pretorio,  e

      chiamarono l'intera coorte.

      Lo  rivestirono  di  porpora  e,  dopo avere intrecciato una corona di

      spine, gliela misero sul capo.

      Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!".

      E gli percuotevano la testa con una canna,  gli sputavano  addosso  e,

      piegando le ginocchia, si prostravano a lui.

      Dopo  averlo  schernito,  gli tolsero la porpora e gli rimisero le sue

      vesti, poi lo portarono fuori per crocifiggerlo.


      Allora obbligarono un tale che passava,  un certo Simone di Cirene che

      tornava dai campi, padre di Alessandro e di Rufo, a portare la croce.

      Condussero dunque Ges al luogo del Glgota, (che significa "luogo del

      cranio")

      e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.

      Poi lo crocifissero e 'si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di

      esse' per quello che ciascuno doveva prendere.

      Erano le nove del mattino quando lo crocifissero;

      e  l'iscrizione  con  il  motivo  della  condanna  diceva:  "Il re dei

      Giudei".

      Insieme a lui crocifissero anche due ladroni,  uno alla sua  destra  e

      uno alla sua sinistra.

      I passanti lo insultavano e,  scuotendo il capo, esclamavano: "Ehi, tu

      che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni,

      salva te stesso scendendo dalla croce!".

      Allo stesso modo,  anche i sommi sacerdoti con gli  scribi,  facendosi

      beffe di lui, dicevano: "Ha salvato altri, non pu salvare se stesso!

      Il  Cristo,  il re d'Israele,  scenda ora dalla croce,  cos vediamo e

      crediamo".  E anche quelli che  erano  stati  crocifissi  con  lui  lo

      insultavano.


      Quando fu mezzogiorno,  si fece buio su tutta la terra,  fino alle tre

      del pomeriggio.

      Alle tre Ges grid con voce forte: "Elo, Elo, lem sabactni?", che

      significa: "Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato?".

      Alcuni dei presenti, udito ci, dicevano: "Ecco, chiama Ela!".

      Uno corse a inzuppare di aceto una spugna,  la pose su una canna e gli

      dava da bere,  dicendo: "Aspettate,  vediamo se viene Ela a toglierlo

      dalla croce".

      Ma Ges, dando un forte grido, spir.

      Il velo del tempio si squarci in due, da cima a fondo.

      Allora il centurione che gli stava di fronte,  avendolo visto  spirare

      in quel modo, disse: "Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!".

      C'erano anche alcune donne, che stavano a osservare da lontano, tra le

      quali Maria di Mgdala,  Maria, madre di Giacomo il minore e di Ioses,

      e Salme

      che lo seguivano e aiutavano fin da quando era ancora  in  Galilea,  e

      molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

      Sopraggiunta ormai la sera,  poich era la Parascve,  cio la vigilia

      del sabato,

      Giuseppe di Arimata, membro autorevole del sinedrio, ma che aspettava

      anche lui il regno di Dio, and coraggiosamente da Pilato per chiedere

      il corpo di Ges.

      Pilato si meravigli che fosse gi morto e, chiamato il centurione, lo

      interrog se fosse morto da tempo.

      Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe.

      Allora egli,  comprato un lenzuolo,  lo cal  gi  dalla  croce  e  lo

      avvolse  nel lenzuolo,  lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.

      Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro.

      Intanto Maria di Mgdala e Maria, madre di Ioses,  stavano a osservare

      dove veniva deposto.


      16.

      Passato  il  sabato,  Maria  di  Mgdala,  Maria  di  Giacomo e Salme

      comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Ges.

      Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato,  andarono al sepolcro

      al levar del sole.

      Dicevano  tra  loro: "Chi far rotolare via il masso dall'ingresso del

      sepolcro?".

      Ma,  guardando,  videro che il masso era gi stato rotolato via bench

      fosse molto grande.

      Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito

      d'una veste bianca, ed ebbero paura.

      Ma  egli  disse:  "Non  abbiate paura!  Voi cercate Ges Nazareno,  il

      crocifisso.  E' risorto,  non  qui.  Ecco  il  luogo  dove  l'avevano

      deposto.

      Ora  andate,  dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in

      Galilea. L lo vedrete, come vi ha detto".

      Ed esse,  uscite,  fuggirono via dal sepolcro perch  erano  piene  di

      timore e di spavento.  E non dissero niente a nessuno,  perch avevano

      paura.


      Risorto al mattino,  nel primo giorno dopo il sabato,  apparve prima a

      Maria di Mgdala, dalla quale aveva cacciato sette demoni.

      Questa  and  ad  annunciarlo  ai  suoi  seguaci  che erano in lutto e

      piangevano. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non

      vollero credere.

      Dopo ci,  apparve in modo diverso a due  di  loro,  mentre  erano  in

      cammino verso la campagna.

      Anch'essi  ritornarono  ad  annunciarlo  agli  altri;  ma  non vollero

      credere neppure a loro.

      Alla  fine  apparve  agli  Undici,  mentre  stavano  a  tavola,  e  li

      rimprover  per  la  loro  incredulit e durezza di cuore,  perch non

      avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto.

      Ges disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate  il  vangelo  a

      ogni creatura.

      Chi  creder  e  sar  battezzato sar salvo,  ma chi non creder sar

      condannato.  E questi saranno i segni che accompagneranno  quelli  che

      credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove,

      prenderanno  in  mano  i serpenti e,  se berranno qualche veleno,  non

      recher loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno".

      Il Signore Ges,  dopo avere parlato con loro,  fu assunto in cielo  e

      sedette alla destra di Dio.

      Allora  essi  partirono  e  predicarono  dappertutto mentre il Signore

      agiva insieme a  loro  e  confermava  la  Parola  con  i  prodigi  che

      l'accompagnavano.


      NOTA:

      Altra  conclusione  di  altri  manoscritti  posta subito dopo "avevano

      paura",  la seguente:

      "Quindi le donne raccontarono in breve a Pietro  e  agli  altri  tutto

      quello che erano venute a sapere.

      In seguito,  Ges stesso,  per mezzo dei discepoli, fece diffondere in

      tutto il mondo,  dall'oriente fino all'occidente,  il sacro e  perenne

      messaggio della salvezza eterna. Amen".


      VANGELO SECONDO LUCA.


      1.

      Poich molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti

      successi tra di noi,

      come  ce  li  hanno  trasmessi  quelli che ne furono testimoni fin dal

      principio e divennero ministri della Parola,

      cos ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su  ogni  circostanza

      fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato,  illustre

      Teofilo,

      perch tu possa renderti conto della solidit degli  insegnamenti  che

      hai ricevuto.


      Al  tempo  di  Erode,  re  della  Giudea,  c'era un sacerdote chiamato

      Zaccara,  della classe di Aba,  e aveva in moglie una discendente di

      Aronne chiamata Elisabetta.

      Erano giusti davanti a Dio,  osservavano irreprensibili tutte le leggi

      e le prescrizioni del Signore.

      Ma non avevano figli,  perch Elisabetta era sterile,  e tutti  e  due

      erano ormai avanti negli anni.

      Mentre  Zaccara  officiava  davanti  al  Signore  nel turno della sua

      classe,

      secondo l'uso del servizio sacerdotale,  gli tocc in sorte di entrare

      nel tempio per fare l'offerta dell'incenso .

      Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso.

      Allora   gli  apparve  un  angelo  del  Signore,   ritto  alla  destra

      dell'altare dell'incenso.

      Appena lo vide,  Zaccara si turb e fu preso da timore.  Ma  l'angelo

      gli disse: "Non temere,  Zaccara, la tua preghiera  stata esaudita e

      tua moglie Elisabetta ti dar un figlio, che chiamerai Giovanni.

      Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della  sua  nascita,

      perch  egli  sar  grande davanti al Signore,  'non berr mai vino n

      bevande inebrianti',  sar pieno di Spirito Santo fin dal seno di  sua

      madre

      e ricondurr molti figli di Israele al Signore loro Dio.

      Camminer  davanti  a  loro  con  lo spirito e la forza di Ela,  'per

      ricondurre i cuori dei padri verso i figli' e i ribelli alla  saggezza

      dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto".

      Zaccara disse all'angelo: "Come posso esser sicuro di questo? Io sono

      vecchio e mia moglie  avanti negli anni".

      L'angelo rispose: "Io sono Gabriele che sto davanti a Dio e sono stato

      mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio.

      Ed ecco,  sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste

      cose avverranno perch non hai creduto alle mie parole,  le  quali  si

      adempiranno a loro tempo".

      Intanto  il popolo stava in attesa di Zaccara,  e si meravigliava per

      il suo indugiare nel tempio.

      Quando poi usc e non poteva parlare con loro, capirono che nel tempio

      aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.

      Compiuti i giorni del suo servizio, torn a casa.

      Dopo quei giorni, Elisabetta, sua moglie,  concep e si tenne nascosta

      per cinque mesi e diceva:

      "Ecco  che  cosa  ha  fatto  per  me il Signore nei giorni in cui si 

      degnato di togliere la mia vergogna di fronte a tutti".


      Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una citt della

      Galilea, chiamata Nzaret,

      a una vergine,  promessa sposa  di  un  uomo  della  casa  di  Davide,

      chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

      Entrando da lei,  disse: "Ti saluto,  o piena di grazia,  il Signore 

      con te".

      A queste parole lei rimase turbata  e  si  domandava  che  significato

      avesse un tale saluto.

      L'angelo  le  disse:  "Non  temere,  Maria,  perch hai trovato grazia

      presso Dio.

      Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Ges.

      Sar grande e chiamato Figlio dell'Altissimo;  il Signore Dio gli dar

      il trono di Davide suo padre

      e  regner  per  sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avr

      fine".

      Allora Maria disse all'angelo: "Come  possibile? Non conosco uomo".

      Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scender su di  te,  su  di  te

      stender  la  sua  ombra la potenza dell'Altissimo.  Colui che nascer

      sar dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

      Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito

      un figlio e questo   il  sesto  mese  per  lei,  che  tutti  dicevano

      sterile;

      'nulla  impossibile a Dio'".

      Allora Maria disse: "Eccomi,  sono la serva del Signore, avvenga di me

      quello che hai detto". E l'angelo part da lei.


      In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e  raggiunse

      in fretta una citt di Giuda.

      Entrata in casa di Zaccara salut Elisabetta.

      Appena  Elisabetta ud il saluto di Maria,  il bambino le sussult nel

      grembo. Elisabetta fu colma di Spirito Santo

      ed esclam a gran voce: "Benedetta tu fra le  donne,  e  benedetto  il

      frutto del tuo grembo!

      A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

      Ecco,  appena  la  voce  del  tuo saluto  giunta ai miei orecchi,  il

      bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

      E beata  colei  che  ha  creduto  nell'adempimento  delle  parole  del

      Signore".

      Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore

      e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

      perch  ha  guardato  l'umilt della sua serva.  D'ora in poi tutte le

      generazioni mi chiameranno beata.

      Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e santo  il suo nome.

      Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su  quelli

      che lo servono.

      Ha  spiegato  la  potenza  del suo braccio,  ha disperso i superbi nei

      pensieri del loro cuore,

      ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;

      ha colmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

      Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,

      come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza,

      per sempre".

      Maria rimase con lei circa tre mesi, poi torn a casa sua.


      Per Elisabetta intanto si comp il tempo del parto e diede  alla  luce

      un figlio.

      I  vicini  e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la

      sua misericordia, e si rallegravano con lei.

      All'ottavo giorno vennero per  circoncidere  il  bambino,  e  volevano

      chiamarlo con il nome di suo padre Zaccara.

      Ma sua madre intervenne: "No, si chiamer Giovanni".

      Le  dissero:  "Non  c'  nessuno  tra i tuoi parenti che si chiami con

      questo nome".

      Allora domandavano con gesti a suo padre come voleva che si chiamasse.

      Egli chiese una tavoletta, e scrisse: "Giovanni  il suo nome".  Tutti

      furono meravigliati.

      In  quello  stesso  istante  si  apr la sua bocca e gli si sciolse la

      lingua, e parlava benedicendo Dio.

      Tutti i loro vicini furono presi da timore,  e per  tutta  la  regione

      montuosa della Giudea si parlava di tutte queste cose.

      Quelli che le udivano, le serbavano in cuor loro: "Che sar mai questo

      bambino?", si dicevano. E davvero la mano del Signore stava con lui.

      Zaccara, suo padre, fu riempito di Spirito Santo, e profet dicendo:

      "Benedetto il Signore Dio di Israele, perch ha visitato e liberato il

      suo popolo,

      e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide,  suo

      servo,

      come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti di un tempo:

      salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.

      Cos egli ha avuto misericordia dei nostri  padri  e  si    ricordato

      della sua santa alleanza,

      del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,

      di  concederci,  liberati  dalle  mani  dei nemici,  di servirlo senza

      timore,

      in santit e giustizia alla sua presenza, per tutti i nostri giorni.

      E tu,  bambino,  sarai chiamato profeta dell'Altissimo  perch  andrai

      davanti al Signore a preparargli le strade,

      per  dare  al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione

      dei suoi peccati,

      grazie alla bont misericordiosa del  nostro  Dio,  per  cui  verr  a

      visitarci dall'alto un sole che sorge

      per  rischiarare  quelli  che  stanno nelle tenebre e nell'ombra della

      morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace".


      Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito.  Visse in  regioni

      deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.


      2.

      In quei giorni,  un decreto di Cesare Augusto ordin che si facesse il

      censimento di tutta la terra.

      Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore  della

      Siria.

      Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua citt.

      Anche Giuseppe,  che era della casa e della famiglia di Davide,  dalla

      citt di Nazaret e dalla Galilea sal in Giudea alla citt  di  Davide

      chiamata Betlemme,

      per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

      Ora,  mentre si trovavano in quel luogo, giunsero per lei i giorni del

      parto.

      Diede alla luce il suo figlio primogenito,  lo avvolse in fasce  e  lo

      depose   in   una   mangiatoia,   perch  non  c'era  posto  per  loro

      nell'albergo.

      C'erano in quella regione  alcuni  pastori  che  vegliavano  di  notte

      facendo la guardia al loro gregge.

      Un  angelo  del  Signore si present a loro e la gloria del Signore li

      avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,

      ma l'angelo disse loro: "Non temete!  Ecco,  vi  annunzio  una  grande

      gioia,  che  sar  di  tutto  il popolo: oggi vi  nato nella citt di

      Davide un salvatore, che  il Cristo Signore.

      Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto  in  fasce,  che

      giace in una mangiatoia".

      E  subito  apparve  con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste

      che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel pi alto dei cieli  e  pace

      in terra agli uomini che egli ama".

      Appena  gli  angeli  si  furono  allontanati  per tornare al cielo,  i

      pastori dicevano fra loro: "Andiamo fino a  Betlemme,  vediamo  questo

      avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere".

      Andarono  dunque  senza  indugio  e  trovarono  Maria  e Giuseppe e il

      bambino, che giaceva nella mangiatoia.

      E dopo averlo visto,  dissero in giro ci che del  bambino  era  stato

      detto loro.

      Tutti  quelli  che  udirono,  si  stupirono  delle  cose che i pastori

      dicevano.

      Maria,  da parte sua,  serbava tutte queste cose meditandole  nel  suo

      cuore.

      I  pastori  poi se ne tornarono,  glorificando e lodando Dio per tutto

      quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro.


      Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione,

      gli fu messo nome Ges,  come era stato chiamato dall'angelo prima  di

      essere concepito nel grembo della madre.


      Quando  venne  il  tempo  della loro purificazione secondo la legge di

      Mos, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore,

      come  scritto nella legge del Signore: 'Ogni maschio primogenito sar

      sacro al Signore';

      e per offrire in sacrificio  'una  coppia  di  tortore  o  di  giovani

      colombi' come prescrive la legge del Signore.

      Ora  a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone,  uomo giusto e pieno

      di fede, che aspettava la liberazione di Israele;

      Lo Spirito Santo che era su di lui,  gli aveva preannunciato  che  non

      avrebbe visto la morte senza prima avere veduto il Messia del Signore.

      Mosso  dunque dallo Spirito,  si rec al tempio e mentre i genitori vi

      portavano il bambino Ges per adempiere la legge,

      lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

      "Ora lascia,  o Signore,  che il tuo servo vada in pace secondo la tua

      parola;

      perch i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

      preparata da te davanti a tutti i popoli,

      luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele".

      Il padre e la madre di Ges si stupivano delle cose che si dicevano di

      lui.

      Simeone  li  benedisse e parl a Maria,  sua madre: "Egli  qui per la

      rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione

      perch siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada

      trafigger l'anima".

      C'era anche una profetessa,  Anna,  figlia di Fanuele,  della trib di

      Aser.  Era  molto  avanzata  in et,  aveva vissuto con il marito solo

      sette anni dal tempo in cui era ragazza;

      era poi rimasta  vedova  e  ora  aveva  ottantaquattro  anni.  Non  si

      allontanava mai dal tempio,  servendo Dio notte e giorno con digiuni e

      preghiere.

      Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava

      del  bambino  a  tutti  quelli  che  aspettavano  la  liberazione   di

      Gerusalemme.

      Quando  ebbero  tutto  compiuto  secondo la legge del Signore,  fecero

      ritorno in Galilea, alla loro citt di Nazaret.

      Il bambino cresceva e si irrobustiva,  pieno di sapienza,  e la grazia

      di Dio era sopra di lui.


      I  suoi  genitori  si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di

      Pasqua.

      Quando egli ebbe dodici anni,  vi salirono di nuovo  con  lui  secondo

      l'usanza;

      ma  trascorsi  i  giorni  della festa,  mentre riprendevano la via del

      ritorno,  il fanciullo Ges rimase a Gerusalemme senza che i  genitori

      se ne accorgessero.

      Credendolo nella carovana, dopo aver fatto una giornata di viaggio, si

      misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

      non avendolo trovato, tornarono a cercarlo a Gerusalemme.

      Dopo  tre giorni lo trovarono nel tempio,  seduto in mezzo ai dottori,

      mentre li ascoltava e li interrogava.

      E tutti quelli che lo udivano  erano  pieni  di  stupore  per  la  sua

      intelligenza e le sue risposte.

      Nel vederlo rimasero stupiti,  e sua madre gli disse: "Figlio,  perch

      ci hai fatto cos? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".

      Ed egli rispose: "Perch  mi  cercavate?  Non  sapevate  che  io  devo

      occuparmi delle cose del Padre mio?".

      Ma essi non capirono le sue parole.

      Part  dunque con loro e torn a Nazaret e stava loro sottomesso.  Sua

      madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

      E Ges cresceva in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agli uomini.


      3.

      Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio  Cesare,  mentre  Ponzio

      Pilato era governatore della Giudea,  Erode tetrarca della Galilea,  e

      Filippo,  suo fratello,  tetrarca dell'Itura e della  Tracontide,  e

      Lisnia tetrarca dell'Abilne,

      sotto  i  sommi  sacerdoti  Anna  e  Caifa,  la parola di Dio scese su

      Giovanni, figlio di Zaccara, nel deserto.

      Ed  egli  percorse  tutta  la  regione  del  Giordano,  predicando  un

      battesimo per cambiare vita e per il perdono dei peccati,

      com'  scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: 'Voce di uno

      che grida nel deserto: "Preparate la via del  Signore,  raddrizzate  i

      suoi sentieri!

      Ogni  burrone sia riempito,  ogni monte e ogni colle sia abbassato,  i

      passi tortuosi siano diritti, i luoghi impervi spianati.

      Ogni uomo vedr la salvezza di Dio"'.

      Diceva dunque alle folle che  andavano  a  farsi  battezzare  da  lui:

      "Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire all'ira imminente?

      Fate  dunque  opere degne di un cambiamento di vita e non cominciate a

      dire in voi stessi: 'Abbiamo Abramo per padre!'. Perch io vi dico che

      Dio pu fare nascere figli ad Abramo anche da queste pietre.

      Anzi,  la scure e gi posta alla radice degli alberi;  ogni albero che

      non porta buon frutto sar tagliato e buttato nel fuoco".

      Le folle lo interrogavano: "Che cosa dobbiamo fare?".

      Rispondeva: "Chi ha due tuniche,  ne dia una a chi non ne ha; e chi ha

      da mangiare, faccia altrettanto".

      Vennero anche dei pubblicani  a  farsi  battezzare,  e  gli  chiesero:

      "Maestro, che dobbiamo fare?".

      Ed  egli  disse  loro:  "Non esigete nulla di pi di quanto vi  stato

      fissato".

      Lo interrogavano anche alcuni soldati: "E  noi  che  dobbiamo  fare?".

      Rispose:   "Non   maltrattate   e  non  estorcete  niente  a  nessuno,

      contentatevi delle vostre paghe".

      Intanto il popolo era in attesa e tutti si domandavano in  cuor  loro,

      rispetto a Giovanni, se non fosse lui il Cristo;

      ma  Giovanni  rispose  a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua;  ma

      viene uno che  pi forte di  me,  al  quale  io  non  sono  degno  di

      sciogliere  neppure  ii  legaccio  dei  sandali;  lui vi battezzer in

      Spirito Santo e fuoco.

      Egli ha in mano la pala per ripulire la sua aia e per  raccogliere  il

      frumento nel granaio; ma brucer la pula con un fuoco senza fine".


      Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona notizia.

      Ma il tetrarca Erode,  biasimato da lui a causa di Erodiade, moglie di

      suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso,

      aggiunse  alle  altre  anche  questa:  fece  rinchiudere  Giovanni  in

      prigione.


      Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Ges, ricevuto anche lui

      il battesimo, stava in preghiera, il cielo si apr

      e  scese  su  di  lui lo Spirito Santo in apparenza corporea,  come di

      colomba, e vi fu una voce dal cielo: "Tu sei il mio Figlio prediletto,

      in te mi sono compiaciuto".


      Ges quando incominci il suo ministero aveva circa trent'anni, ed era

      figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli,

      figlio di Mattt, figlio di Levi,  figlio di Melchi,  figlio di Inni,

      figlio di Giuseppe,

      figlio di Mattatia,  figlio di Amos,  figlio di Naum,  figlio di Esli,

      figlio di Naggi,

      figlio di Maat, figlio di Mattatia, figlio di Semin, figlio di Iosek,

      figlio di Ioda,

      figlio di Ioanan,  figlio di Resa,  figlio di  Zorobable,  figlio  di

      Salatiel, figlio di Neri,

      figlio di Melchi,  figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadam,

      figlio di Er,

      figlio di Ges, figlio di Eliezer, figlio di Iorim,  figlio di Mattt,

      figlio di Levi,

      figlio di Simeone,  figlio di Giuda,  figlio di Giuseppe, figlio di di

      Ionam, figlio di Eliacim,

      figlio di Melea figlio di Menna,  figlio di Mattat,  figlio di Natm,

      figlio di Davide,

      figlio di lesse, figlio di Obed, figlio di Booz figlio di Sala, figlio

      di Nasson,

      figlio di Aminadb,  figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrm,

      figlio di Fares, figlio di Giuda,

      figlio di Giacobbe,  figlio di Isacco,  figlio di  Abramo,  figlio  di

      Tare, figlio di Nacor,

      figlio  di Seruk,  figlio di Ragau,  figlio di Falek,  figlio di Eber,

      figlio di Sala,

      figlio di Cainam,  figlio di Arfacsd,  figlio di Sem,  figlio di No,

      figlio di Lamek,

      figlio  di  Matusalemme,  figlio di Enok,  figlio di Iaret,  figlio di

      Mallel, figlio di Cainam,

      figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.


      4.

      Ges, pieno di Spirito Santo,  si allontan dal Giordano e fu condotto

      dallo Spirito nel deserto

      dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangi nulla in

      quei giorni, ma quando finirono ebbe fame.

      Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, di' a questa

      pietra di diventare pane".

      Ges gli rispose: "Sta scritto: 'Non di solo pane vivr l'uomo'".

      Il  diavolo lo condusse in alto,  e mostrandogli in un istante tutti i

      regni della terra, gli disse:

      "Ti dar tutta questa potenza e la gloria di  questi  regni  perch  

      stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

      Se ti inginocchi davanti a me tutto sar tuo".

      Ges   gli  rispose:  "Sta  scritto:  'Solo  al  Signore  Dio  tuo  ti

      prostrerai, lui solo adorerai'".

      Lo condusse a Gerusalemme,  lo pose sul pinnacolo  del  tempio  e  gli

      disse: "Se tu sei Figlio di Dio, buttati gi;

      sta scritto infatti: 'Ai suoi angeli dar ordine per te perch essi ti

      custodiscano';

      e  anche:  'essi  ti sosterranno con le mani,  perch il tuo piede non

      inciampi in una pietra'".

      Ges gli rispose: "E' stato detto: 'Non tenterai il Signore Dio tuo'".

      Dopo aver esaurito ogni genere di tentazione,  il diavolo si allontan

      da lui per ritornare al tempo fissato.


      Ges  ritorn in Galilea con la potenza dello Spirito Santo,  e la sua

      fama si diffuse in tutta la regione.

      Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi.

      Si rec a Nzaret,  dove era stato allevato;  ed entr,  come  il  suo

      solito, di sabato, nella sinagoga e si alz a leggere.

      Gli  venne dato il rotolo del profeta Isaia;  lo apr,  trov il passo

      dove era scritto:

      'Lo Spirito del Signore  sopra di me; per questo mi ha consacrato con

      l'unzione e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto messaggio,

      per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per

      liberare gli oppressi,

      e annunciare un anno di grazia del Signore'.

      Poi arrotol il volume,  lo consegn all'inserviente  e  sedette.  Gli

      occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi su di lui.

      Allora  cominci a dire: "Oggi si  adempiuta questa Scrittura che voi

      avete udito con i vostri orecchi".

      Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati  delle  parole

      di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non  il figlio di

      Giuseppe?".

      Ma egli rispose: "Di certo voi mi citerete il proverbio: 'Medico, cura

      te stesso'.  Quanto abbiamo udito che accadde a Cafrnao,  fallo anche

      qui, nella tua patria!".

      Poi aggiunse: "Nessun profeta  bene accetto in patria.

      Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Ela quando

      il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia

      in tutto il paese;

      ma a nessuna di esse fu mandato Ela se non a una vedova in Sarepta di

      Sidne.

      C'erano molti lebbrosi in Israele al  tempo  del  profeta  Eliseo,  ma

      nessuno di loro fu risanato se non Naman, il Siro".

      Nell'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno;

      Si alzarono, lo cacciarono fuori della citt e lo condussero fin sulla

      cima  del monte sul quale la loro citt era situata,  per gettarlo gi

      dal precipizio.

      Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne and.


      Poi discese a Cafrnao, una citt della Galilea, e il sabato insegnava

      alla gente.

      Restavano colpiti dal suo insegnamento perch parlava con autorit.

      Nella sinagoga c'era un uomo con  un  demonio  immondo  e  cominci  a

      gridare forte:

      "Basta!  Che  abbiamo a che fare con te,  Ges Nazareno?  Sei venuto a

      rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!".

      Ges gli intim: "Taci,  esci da costui!".  E il demonio  lo  gett  a

      terra in mezzo alla gente, e usc da lui, senza fargli alcun male.

      Tutti  furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: "Che parola 

      mai questa, che comanda con autorit e potenza agli spiriti immondi ed

      essi se ne vanno?".

      E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione.

      Uscito dalla sinagoga,  entr nella casa  di  Simone.  La  suocera  di

      Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.

      Si  chin  su di lei,  intim alla febbre,  e la febbre la lasci.  La

      donna si alz all'istante, e cominci a servirli.

      Al calare del sole,  tutti quelli che avevano infermi colpiti da  mali

      di  ogni  genere,  li  portarono da lui.  E lui,  imponendo le mani su

      ciascuno, li guariva.

      Da molti uscivano demoni gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!". Ma egli

      li minacciava e non li lasciava parlare,  perch sapevano che  era  il

      Cristo.


      Sul fare del giorno usc e si rec in un luogo deserto. Ma le folle lo

      cercavano,  lo  raggiunsero  e  volevano  trattenerlo perch non se ne

      andasse via da loro.

      Egli per disse: "Bisogna che io annunzi il regno di  Dio  anche  alle

      altre citt; per questo sono stato mandato".

      E andava annunciando il suo messaggio nelle sinagoghe della Giudea.


      5.

      Un giorno, mentre stava in piedi presso il lago di Genesaret

      e  la  folla  gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio,

      vide due barche ormeggiate alla sponda.  I  pescatori  erano  scesi  e

      lavavano le reti.

      Sal  in una barca,  che era di Simone,  e lo preg di allontanarsi un

      po' da terra. Si sedette e si mise a insegnare alle folle dalla barca.

      Quando ebbe finito di parlare,  disse a Simone:  "Prendi  il  largo  e

      gettate le reti per la pesca".

      Simone  rispose:  "Maestro,  abbiamo  faticato  tutta  la  notte e non

      abbiamo preso nulla; per sulla tua parola getter le reti".

      E dopo averlo fatto, presero una quantit enorme di pesci e le reti si

      rompevano.

      Allora fecero cenno ai compagni  dell'altra  barca  che  venissero  ad

      aiutarli.  Essi vennero e riempirono tutte e due le barche a tal punto

      che quasi affondavano.

      Vedendo questo,  Simon Pietro si  gett  ai  piedi  di  Ges  dicendo:

      "Signore, allontanati da me perch sono un peccatore!"

      Un grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano con

      lui per la pesca che avevano fatto;

      Cos  pure  Giacomo  e Giovanni,  figli di Zebedeo,  che erano soci di

      Simone. Ges disse a Simone: "Non temere; d'ora in poi sarai pescatore

      di uomini".

      Tirate le barche a terra, abbandonarono tutto e lo seguirono.


      Un giorno Ges si trovava in una citt, e un uomo coperto di lebbra lo

      vide e gli si gett ai piedi pregandolo: "Signore,  se vuoi,  tu  puoi

      salvarmi".

      Ges stese la mano e lo tocc dicendo: "Lo voglio,  sii risanato!".  E

      subito la lebbra scomparve.

      Gli ingiunse di non dirlo a nessuno: "Va', mostrati al sacerdote e fai

      l'offerta per la tua purificazione,  come ha  stabilito  Mos,  perch

      serva di testimonianza per essi".

      La  sua  fama  si  diffondeva ancora pi;  folle numerose venivano per

      ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie.

      Ma Ges si ritirava in luoghi solitari per pregare.


      Un giorno sedeva insegnando. Sedevano l anche farisei e dottori della

      Legge,  venuti da ogni villaggio della  Galilea,  della  Giudea  e  da

      Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva compiere guarigioni.

      Ed ecco alcuni uomini,  portando un paralitico su un letto,  cercavano

      di farlo passare e metterlo davanti a lui.

      Non trovando da che parte introdurlo a causa della folla, salirono sul

      tetto e lo calarono attraverso le tegole con il  lettuccio  davanti  a

      Ges, nel mezzo della stanza.

      Vedendo la loro fede, disse: "Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi".

      Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: "Chi  costui

      che  pronuncia  bestemmie?  Chi  pu  rimettere i peccati,  se non Dio

      soltanto?".

      Ma  Ges,  conosciuti  i  loro  pensieri  rispose:  "Che  cosa  andate

      ragionando nei vostri cuori?

      Che cosa  pi facile,  dire: 'Ti sono rimessi i tuoi peccati' o dire:

      'Alzati e cammina'?

      Ora,  perch sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra

      di  rimettere  i peccati: Io ti dico - esclam rivolto al paralitico -

      alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua".

      Subito egli si alz davanti a loro,  prese il lettuccio sul quale  era

      disteso e si avvi verso casa glorificando Dio.

      Tutti  rimasero  stupiti  e  levavano  lode  a Dio.  E pieni di timore

      dicevano: "Oggi abbiamo visto cose prodigiose".


      Pi tardi,  egli usc e vide un pubblicano,  di nome Levi,  seduto  al

      banco delle imposte e gli disse: "Seguimi!".

      Egli, abbandonando tutto, si alz e lo segu.

      Poi Levi gli prepar un grande banchetto in casa sua.  C'era una folla

      di pubblicani e d'altra gente seduta con loro a tavola.

      I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano  ai  suoi  discepoli:

      "Perch  mangiate  e  bevete  con  i  pubblicani  e  gente  di cattiva

      reputazione?".

      Ges rispose: "Non sono i sani che hanno bisogno ma i malati;

      io non sono venuto a chiamare i giusti,  ma i peccatori perch cambino

      vita".


      Allora  gli dissero: "I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno

      orazioni;  cos pure i nostri discepoli dei  farisei;  invece  i  tuoi

      mangiano e bevono".

      Ges  rispose: "Potete fare digiunare gli invitati a nozze,  mentre lo

      sposo  con loro?

      Verranno per i giorni in cui lo sposo sar strappato da loro; allora,

      in quei giorni, digiuneranno".

      Diceva loro anche una  parabola:  "Nessuno  strappa  un  pezzo  da  un

      vestito  nuovo  per  attaccarlo a un vestito vecchio;  altrimenti egli

      strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.

      E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi;  altrimenti il  vino  nuovo

      spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.

      Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.

      E  nessuno che beve il vino vecchio desidera il nuovo perch dice: 'Il

      vecchio  buono!'".


      6.

      Un sabato passava attraverso i campi di  grano,  e  i  suoi  discepoli

      coglievano e mangiavano le spighe sgranandole con le mani.

      Alcuni  farisei  dissero:  "Perch  fate  ci  che  non   permesso di

      sabato?".

      Ges rispose: "Allora non avete mai letto ci che fece  Davide  quando

      lui e i suoi compagni ebbero fame?

      Come entr nella casa di Dio,  prese i pani dell'offerta,  ne mangi e

      ne diede ai suoi compagni,  sebbene fosse  lecito  mangiarli  solo  ai

      sacerdoti?".

      E diceva loro: "Il Figlio dell'uomo  signore del sabato".

      Un altro sabato egli entr nella sinagoga e si mise a insegnare. C'era

      l un uomo che aveva la mano destra paralizzata.

      Gli  scribi  e  i  farisei  lo osservavano per vedere se lo guariva in

      giorno di sabato allo scopo di trovare un pretesto d'accusa contro  di

      lui.

      Ma  Ges era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva

      la mano paralizzata: "Alzati e mettiti in mezzo!". L'uomo si alz e si

      mise nel punto indicato.

      Poi Ges disse loro: "Domando a voi:  lecito in giorno di sabato fare

      del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?".

      E volgendo lo sguardo su tutti loro disse all'uomo: "Stendi la mano!".

      Egli lo fece e la mano  guar.  Ma  essi  furono  pieni  di  rabbia  e

      discutevano  fra  di  loro  su quello che avrebbero potuto fare contro

      Ges.


      In quei giorni,  Ges se ne and sulla montagna a pregare e  pass  la

      notte in orazione.

      Quando fu giorno,  chiam a s i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai

      quali diede il nome di apostoli:

      Simone,  che  chiam  anche  Pietro,  Andrea  suo  fratello,  Giacomo,

      Giovanni, Filippo, Bartolomeo,

      Matteo,  Tommaso,  Giacomo  d'Alfo,  Simone che era del partiti degli

      Zeloti,

      Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota che fu il traditore.


      Disceso con loro, si ferm in un luogo di pianura.  C'era grande folla

      di suoi discepoli e grande moltitudine di gente da tutta la Giudea, da

      Gerusalemme e dalla zona di Tiro e di Sidne,

      che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie;

      anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi venivano guariti.

      Tutta la folla cercava di toccarlo, perch da lui usciva una forza che

      sanava tutti.


      Alzati  gli  occhi  verso  i  suoi discepoli,  Ges diceva: "Beati voi

      poveri, perch vostro  il regno di Dio.

      Beati voi che ora avete fame, perch sarete saziati. Beati voi che ora

      piangete, perch riderete.

      Beati voi quando gli uomini vi odieranno e  quando  vi  metteranno  al

      bando   e   vi  insulteranno  e  respingeranno  il  vostro  nome  come

      scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.

      Rallegratevi in quel giorno  ed  esultate,  perch,  ecco,  la  vostra

      ricompensa    grande  nei cieli.  Allo stesso modo infatti facevano i

      loro padri con i profeti.

      Ma guai a voi, ricchi, perch avete gi la vostra consolazione.

      Guai a voi che ora siete sazi, perch avrete fame.  Guai a voi che ora

      ridete, perch sarete afflitti e piangerete.

      Guai  quando  tutti  gli uomini diranno bene di voi.  Allo stesso modo

      infatti facevano i loro padri con i falsi profeti".


      "Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene

      a quelli che vi odiano,

      benedite  quelli  che  vi  maledicono,   pregate  per  quelli  che  vi

      maltrattano.

      A chi ti percuote sulla guancia,  porgi anche l'altra; a chi ti toglie

      il mantello, non rifiutare la tunica.

      Da' a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo.

      Ci che volete gli altri facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

      Se amate quelli che vi amano,  che merito ne avrete?  Anche gli  altri

      fanno lo stesso.

      E  se  fate  del  bene  a quelli che vi fanno del bene,  che merito ne

      avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.

      E se prestate a quelli da cui sperate ricevere,  che merito ne avrete?

      Anche  i  peccatori  concedono  prestiti  ai  loro amici per riceverne

      altrettanto.

      Amate invece i vostri nemici,  fate del bene e prestate senza sperarne

      nulla  e  il  vostro premio sar grande e sarete figli dell'Altissimo;

      perch egli  benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

      Siate misericordiosi, come  misericordioso il Padre vostro".


      "Non giudicate e non sarete giudicati,  non condannate  e  non  sarete

      condannati, perdonate e vi sar perdonato.

      Date e vi sar dato: una buona misura,  pigiata,  scossa e traboccante

      vi sar versata nel grembo,  perch con la misura  con  cui  misurate,

      sar misurato a voi in cambio".

      Disse  loro  anche  una parabola: "Pu forse un cieco guidare un altro

      cieco? Non cadranno tutti e due in una buca?

      Il discepolo non  da pi del maestro;  ma ognuno ben  preparato  sar

      come il suo maestro.

      Perch  guardi la pagliuzza che  nell'occhio di un tuo fratello e non

      ti accorgi della trave che  nel tuo?

      Come puoi dire a un fratello: 'Permetti che tolga la pagliuzza  che  

      nel tuo occhio',  mentre tu non vedi la trave che  nel tuo? Ipocrita!

      Togli prima la trave dal tuo occhio e allora  potrai  vederci  bene  e

      togliere la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello".


      "Non  c'  albero buono che dia frutti cattivi,  n albero cattivo che

      dia frutti buoni.

      Ogni albero infatti si riconosce dal suo  frutto:  non  si  raccolgono

      fichi dalle spine n si vendemmia uva da un rovo.

      Chi    buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore;  chi 

      cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori  il  male  perch  la  bocca

      parla dalla pienezza del cuore.

      Perch mi chiamate: 'Signore, Signore', e poi non fate quel che dico?

      Chi  viene  a  me  e  ascolta le mie parole e le mette in pratica,  vi

      mostrer a chi assomiglia:  simile a  un  uomo  che,  costruendo  una

      casa, ha scavato molto profondamente e ha posto le fondamenta sopra la

      roccia.  Venuta  la piena,  il fiume irruppe contro quella casa ma non

      riusc a smuoverla perch era costruita bene.

      Chi invece ascolta e non mette in pratica  simile a un  uomo  che  ha

      costruito una casa sulla terra senza fondamenta. Il fiume la invest e

      subito croll e la rovina di quella casa fu grande".


      7.

      Quando  ebbe  finito di rivolgere tutte queste parole al popolo che lo

      ascoltava, entr a Cafrnao.

      Il servo di  un  centurione  era  ammalato  e  stava  per  morire.  Al

      centurione era molto caro.

      Perci,  avendo  sentito  parlare  di  Ges,  gli mand alcuni anziani

      Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo.

      Questi, giunti da Ges,  lo pregavano con insistenza: "Egli merita che

      tu gli faccia questa grazia", dicevano,

      "perch ama il nostro popolo ed  stato lui a costruirci la sinagoga".

      Ges and con loro.  Non era ormai molto distante dalla casa quando il

      centurione  mand  alcuni  amici  a  dirgli:  "Signore,  non  stare  a

      disturbarti: io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto;

      per  questo  non mi sono neanche ritenuto degno di venire io stesso da

      te; ma comanda con una parola e il mio servo sar guarito.

      Anch'io infatti sono uomo sottoposto a un'autorit e ho  sotto  di  me

      dei soldati;

      e  dico  all'uno: 'Va'',  ed egli va,  e a un altro: 'Vieni',  ed egli

      viene e al mio servo: 'Fa' questo', ed egli lo fa".

      Nell'udire questo,  Ges rimase ammirato e rivolgendosi alla folla che

      lo  seguiva  disse:  "Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una

      fede cos grande!".

      E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.


      In seguito si rec in una citt chiamata Nin e facevano la strada con

      lui i discepoli e grande folla.

      Quando fu vicino alla porta della citt,  ecco che veniva  portato  al

      sepolcro  un  morto,  unico  figlio  di una madre vedova e molta gente

      della citt era con lei.  Vedendola,  il Signore ne ebbe compassione e

      le disse: "Non piangere!".

      E  si  avvicin  e tocc la bara mentre i portatori si fermarono.  Poi

      disse: "Ragazzo, dico a te, alzati!".

      Il morto si lev a sedere e incominci a parlare.  Ed  egli  lo  diede

      alla madre.

      Tutti  furono  presi da timore e glorificavano Dio dicendo: "Un grande

      profeta  sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo".

      La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per  tutta  la

      regione.


      Anche  Giovanni  venne  a  sapere  dai  suoi discepoli di tutti questi

      avvenimenti. Giovanni chiam due di essi

      e li mand a dire al Signore: "Sei tu  colui  che  viene,  o  dobbiamo

      aspettare un altro?".

      Arrivati  da  lui,  quegli uomini dissero: "Giovanni il Battista ci ha

      mandati da te per domandarti: 'Sei  tu  colui  che  viene  o  dobbiamo

      aspettare un altro?'".

      In quello stesso momento Ges guar molti da malattie, da infermit da

      spiriti cattivi e don la vista a molti ciechi.

      Poi  diede  loro  questa risposta: "Andate e raccontate a Giovanni ci

      che avete visto e udito: 'i ciechi riacquistano la vista',  gli  zoppi

      camminano,  i  lebbrosi  vengono  sanati,  'i  sordi  odono,  i  morti

      risorgono', ai poveri  annunziata la buona novella.

      E beato  chiunque non sar scandalizzato di me!".


      Quando gli inviati di Giovanni furono andati via, Ges cominci a dire

      alla folla riguardo a Giovanni: "Che cosa siete andati  a  vedere  nel

      deserto? Una canna agitata dal vento?

      E allora,  che cosa siete andati a vedere?  Un uomo avvolto in morbide

      vesti? Quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei

      palazzi dei re.

      Allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? S, vi dico, e pi

      che un profeta.

      Egli  quello di cui sta scritto: 'Ecco,  io mando davanti a te il mio

      messaggero, egli preparer la via davanti a te'.

      Io  vi  dico:  tra  i  nati  di  donna  non  c' nessuno pi grande di

      Giovanni; per il pi piccolo nel regno di Dio  pi grande di lui.

      Tutto il popolo che lo ha  ascoltato,  e  anche  i  pubblicani,  hanno

      riconosciuto la giustizia di Dio ricevendo il battesimo di Giovanni.

      Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui,

      hanno reso vano per loro il disegno di Dio.

      A  chi dunque paragoner gli uomini dl questa generazione,  a chi sono

      simili?

      Sono come quei bambini che stando  in  piazza  gridano  gli  uni  agli

      altri:  'Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato;  vi abbiamo

      cantato un lamento e non avete pianto'.

      E' venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non  beve

      vino e voi dite: 'Ha un demonio'.

      E'  venuto  il Figlio dell'uomo che mangia e beve e voi dite: 'Ecco un

      mangione e un  beone,  amico  dei  pubblicani  e  d'altri  di  cattiva

      reputazione'.

      Ma alla Sapienza  stata resa giustizia da tutti i suoi figli".


      Uno dei farisei lo invit a mangiare da lui. Egli entr nella casa del

      fariseo e si mise a tavola.

      Ed  ecco  una  donna,  una  prostituta di quella citt,  saputo che si

      trovava  nella  casa  del  fariseo,  venne  con  un  vasetto  di  olio

      profumato;

      e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominci a bagnarli di

      lacrime,  poi  li  asciugava  con  i  suoi  capelli,  li  baciava e li

      cospargeva di olio profumato.

      A quella vista il fariseo che lo aveva  invitato  pens  tra  s:  "Se

      costui  fosse  un  profeta saprebbe chi e che specie di donna  quella

      che lo tocca:  una prostituta!".

      Ges allora gli disse: "Simone,  ho  una  cosa  da  dirti".  Ed  egli:

      "Maestro, di' pure!".

      "Un  creditore  aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari,

      l'altro cinquanta.

      Non avendo essi da restituire,  condon il debito a tutti e  due.  Chi

      dunque di loro lo amer di pi?".

      Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di pi". Gli disse

      Ges: "Hai giudicato bene".

      E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna? Sono

      entrato  nella tua casa e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi.  Lei

      invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha  asciugati  con  i

      suoi capelli.

      Tu non mi hai dato un bacio,  lei invece da quando sono entrato non ha

      cessato di baciarmi i piedi.

      Tu non mi hai cosparso il  capo  di  olio  profumato,  ma  lei  mi  ha

      cosparso di profumo i piedi.

      Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati,  perch ha

      molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco".

      Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati".

      Allora i commensali cominciarono a dire tra loro:  "Chi    quest'uomo

      che perdona anche i peccati?".

      Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; va' in pace!".


      8.

      In  seguito egli se ne andava per le citt e i villaggi,  predicando e

      annunziando la buona notizia del regno di Dio.

      C'erano con lui i Dodici e alcune donne che  erano  state  guarite  da

      spiriti  cattivi  e da infermit: Maria di Mgdala,  dalla quale erano

      usciti sette demoni,

      Giovanna,  moglie di Cusa,  amministratore di Erode,  Susanna e  molte

      altre, che li aiutavano con i loro beni.


      Poich  una  grande  folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni

      citt, disse con una parabola:

      "Il seminatore usc a seminare la sua semente. Mentre seminava,  parte

      cadde  lungo  la  strada  e fu calpestata,  e gli uccelli del cielo la

      divorarono.

      Un'altra parte cadde sulla pietra e  appena  germogliata  inarid  per

      mancanza di umidit.

      Un'altra  cadde in mezzo alle spine e le spine,  cresciute insieme con

      essa, la soffocarono.

      Un'altra cadde sulla terra  buona,  germogli  e  frutto  cento  volte

      tanto".  Detto  questo,  esclam:    "Chi  ha  orecchi  per intendere,

      intenda!".


      I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola.

      Ed egli disse: "A voi  dato conoscere i misteri del regno di Dio,  ma

      agli altri solo in parabole, perch 'guardando non vedono e udendo non

      intendono'".


      Il significato della parabola  questo: il seme  la parola di Dio.

      I  semi  caduti lungo la strada sono quelli che l'hanno ascoltata,  ma

      poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori,  perch non

      credano e cos siano salvati.

      Quelli sulla pietra sono coloro che,  quando ascoltano,  accolgono con

      gioia la parola, ma non hanno radice;  credono per un certo tempo,  ma

      nell'ora della tentazione vengono meno.

      Il  seme  caduto  in  mezzo  alle  spine  sono quelli che,  dopo avere

      ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni,

      dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione.

      Il seme caduto sulla terra buona sono quelli che, dopo avere ascoltato

      la parola con cuore buono e  perfetto,  la  custodiscono  e  producono

      frutto con la loro perseveranza".


      "Nessuno  accende  una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto

      un letto;  la pone invece su un lampadario,  perch chi entra veda  la

      luce.

      Non  c' nulla di nascosto che non debba essere manifestato,  nulla di

      segreto che non debba esser conosciuto e venire in piena luce.

      Fate attenzione dunque a come ascoltate;  perch a chi ha,  sar dato;

      ma a chi non ha, sar tolto anche ci che crede di avere".


      Un  giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli,  ma non potevano

      avvicinarlo a causa della folla.

      Gli venne annunciato: "Tua madre e i tuoi fratelli sono  qui  fuori  e

      desiderano vederti".

      Ma  egli  rispose:  "Mia  madre  e  i  miei  fratelli  sono quelli che

      ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica".


      Un giorno sal su una barca con i suoi discepoli  e  disse:  "Passiamo

      all'altra riva del lago". Presero il largo.

      Ora,  mentre  navigavano,  egli si addorment.  Un turbine di vento si

      abbatt sul lago, imbarcavano acqua ed erano in pericolo.

      Si avvicinarono a lui,  lo  svegliarono  dicendo:  "Maestro,  maestro,

      siamo  perduti!".  E  lui  si  svegli,  sgrid  il  vento  e i flutti

      minacciosi; essi cessarono e si fece bonaccia.

      Allora  disse  loro:  "Dov'  la  vostra  fede?".  Essi  intimoriti  e

      meravigliati  si  dicevano  l'un  l'altro: "Chi  dunque costui che d

      ordini ai venti e all'acqua, e gli obbediscono?".


      Approdarono nella  regione  dei  Gerasni,  che  sta  di  fronte  alla

      Galilea.

      Era  appena  sceso  a  terra,  quando gli venne incontro un uomo dalla

      citt,  posseduto dai demoni.  Da molto tempo non portava vestiti,  n

      abitava in casa, ma nei sepolcri.

      Alla  vista  di Ges,  si gett ai suoi piedi urlando,  e disse a gran

      voce: "Che vuoi da me, Ges, Figlio del Dio altissimo?  Ti prego,  non

      tormentarmi!".

      Ges  infatti  stava  ordinando  allo  spirito  immondo  di  uscire da

      quell'uomo. Molte volte infatti si era impossessato di lui;  allora lo

      legavano  con  catene  e  lo custodivano in ceppi,  ma egli spezzava i

      legami e veniva spinto dal demonio in luoghi deserti.

      Ges gli domand: "Qual  il tuo nome?".  Rispose:  "Legione",  perch

      molti demoni erano entrati in lui.

      E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell'abisso.

      C'era  l  un  numeroso branco di porci che pascolavano sul monte.  Lo

      pregarono di permettere loro d'entrare nei porci ed egli lo permise.

      I demoni uscirono dall'uomo ed entrarono nei porci e quel branco corse

      a gettarsi a precipizio dalla discesa nel lago e anneg.

      Quando videro ci che era accaduto,  i guardiani dei porci fuggirono e

      portarono la notizia nella citt e nei villaggi.

      La  gente  usc per vedere l'accaduto,  arrivarono da Ges e trovarono

      l'uomo dal quale erano usciti i demoni vestito e sano  di  mente,  che

      sedeva ai piedi di Ges; e furono presi da spavento.

      Quelli che erano stati spettatori, raccontarono come l'indemoniato era

      stato guarito.

      Allora  tutta la popolazione del territorio dei Gerasni gli chiese di

      allontanarsi da loro, perch avevano molta paura. Ges,  salito su una

      barca, torn indietro.

      L'uomo  dal quale erano usciti i demoni gli chiese di restare con lui,

      ma egli lo mand indietro dicendo: "Torna a casa tua e racconta quello

      che Dio ti ha fatto".  L'uomo se ne and,  proclamando  per  tutta  la

      citt quello che Ges gli aveva fatto.


      Al  suo  ritorno,  Ges fu accolto dalla folla,  perch tutti erano in

      attesa di lui.

      Ed ecco venne un uomo di nome Giiro,  che era capo della sinagoga: si

      gett ai piedi di Ges e lo pregava di recarsi a casa sua,

      perch  aveva  un'unica  figlia,  di circa dodici anni,  che stava per

      morire. Durante il cammino, le folle gli si accalcavano attorno.

      Una donna che soffriva di perdite di sangue  da  dodici  anni,  e  che

      nessuno era riuscito a guarire,

      gli  si  avvicin  alle  spalle  e gli tocc il lembo del mantello,  e

      subito il flusso di sangue si ferm.

      Ges disse: "Chi mi ha toccato?". Mentre tutti negavano, Pietro disse:

      "Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia".

      Ma Ges disse: "Qualcuno mi ha toccato.  Ho sentito che  una  forza  

      uscita da me".

      Allora  la  donna,  vedendo che non poteva rimanere nascosta,  si fece

      avanti tremando e, gettandosi ai suoi piedi,  dichiar davanti a tutto

      il popolo il motivo per cui lo aveva toccato,  e come era stata subito

      guarita.

      Egli le disse: "Figlia, la tua fede ti ha salvata, va' in pace!".

      Stava ancora parlando,  quando venne uno dalla  casa  del  capo  della

      sinagoga  a  dirgli:  "Tua  figlia    morta,  non  disturbare  pi il

      Maestro".

      Ma Ges che aveva udito rispose: "Non temere,  soltanto  abbi  fede  e

      sar salvata".

      Giunto  alla casa,  non lasci entrare nessuno con s,  all'infuori di

      Pietro, Giovanni e Giacomo e il padre e la madre della fanciulla.

      Tutti piangevano e facevano il lamento su di  lei.  Ges  disse:  "Non

      piangete, perch non  morta, ma dorme".

      Essi lo deridevano, sapendo che era morta,

      ma egli, prendendole la mano, disse ad alta voce: "Bambina, alzati!".

      Il  suo  spirito ritorn in lei e si alz all'istante.  Egli ordin di

      darle da mangiare.

      I genitori ne furono  sbalorditi,  ma  egli  raccomand  loro  di  non

      raccontare a nessuno quel che era accaduto.


      9.

      Egli  allora  chiamo  a  s i Dodici e diede loro potere e autorit su

      tutti i demoni e di curare le malattie.

      E li mand ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

      Disse loro: "Non  prendete  nulla  per  il  viaggio,  n  bastone,  n

      bisaccia, n pane, n denaro, n due tuniche per ognuno.

      In  qualunque  casa  entriate,  l  rimanete e di l poi riprendete il

      cammino.

      Quanto a quelli che non vi accolgono,  nell'uscire dalla  loro  citt,

      scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi".

      Allora   essi   partirono  e  passavano  di  villaggio  in  villaggio,

      annunziando dovunque la buona notizia e operando guarigioni.


      Intanto il tetrarca Erode sent parlare di tutti questi avvenimenti  e

      non  sapeva  che  cosa  pensare,  perch  alcuni dicevano: "Giovanni 

      risorto dai morti";

      altri: "E' apparso Ela";  e  altri  ancora:  "E'  risorto  uno  degli

      antichi profeti".

      Ma  Erode  diceva:  "Giovanni  l'ho fatto decapitare io;  chi  dunque

      costui, del quale sento dire queste cose?". E cercava di vederlo.


      Al loro ritorno,  gli apostoli raccontarono a Ges  tutto  quello  che

      avevano  fatto.  Allora  li  prese con s e si ritir presso una citt

      chiamata Betsida.

      Ma le folle lo seppero e lo seguirono.  Egli  le  accolse  e  prese  a

      parlare  loro  del  regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di

      cure.

      Il giorno cominciava a declinare,  e  i  Dodici  gli  si  avvicinarono

      dicendo:  "Lascia  andare  la folla,  perch vada nei villaggi e nelle

      campagne qui intorno per alloggiare e trovare cibo perch qui siamo in

      una zona deserta".

      Ges disse loro: "Dategli voi stessi da mangiare".  Ma essi risposero:

      "Abbiamo  solo  cinque pani e due pesci,  a meno che non andiamo noi a

      comprare  viveri  per  tutta  questa  gente".  C'erano  infatti  circa

      cinquemila uomini.  Egli disse ai discepoli: "Fateli sedere per gruppi

      di cinquanta".

      Cos fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.

      Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e,  alzati gli occhi  al

      cielo,  li  benedisse,  li  spezz  e  li diede ai discepoli perch li

      distribuissero alla folla.  Tutti mangiarono e si  saziarono  e  delle

      parti avanzate furono portate via dodici ceste.


      Un giorno,  mentre Ges si trovava in un luogo appartato a pregare e i

      discepoli erano con lui,  pose  loro  questa  domanda:  "Chi  sono  io

      secondo la gente?".

      Essi risposero: "Per alcuni Giovanni il Battista,  per altri Ela, per

      altri uno degli antichi profeti che  risorto".

      Allora domand: "Ma voi chi dite che io sia?".  Pietro,  prendendo  la

      parola, rispose: "Il Cristo di Dio".

      Egli allora ordin loro severamente di non riferirlo a nessuno.

      "Il Figlio dell'uomo",  disse,  "deve soffrire molto, essere riprovato

      dagli anziani,  dai sommi sacerdoti e dagli  scribi,  essere  messo  a

      morte e risorgere il terzo giorno".


      E  a  tutti  diceva: "Se qualcuno vuole venire dietro a me,  smetta di

      pensare a se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

      Chi vorr salvare la propria vita,  la  perder;  ma  chi  perder  la

      propria vita per me, la salver.

      Che  giova  all'uomo  guadagnare  il  mondo intero,  se poi si perde o

      rovina se stesso?

      Chi si vergogner di me e delle mie parole,  di lui si  vergogner  il

      Figlio  dell'uomo,  quando  verr nella gloria sua e del Padre e degli

      angeli santi.

      In verit vi dico: vi sono alcuni  qui  presenti,  che  non  moriranno

      prima di avere visto il regno di Dio".


      Circa otto giorni dopo questi discorsi,  prese con s Pietro, Giovanni

      e Giacomo e sal sul monte a pregare.

      E,  mentre pregava,  il suo volto cambi di aspetto  e  la  sua  veste

      divenne candida e sfolgorante.

      Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mos ed Ela,

      apparsi  nella  loro  gloria,  e  parlavano  del suo esodo che avrebbe

      portato a compimento a Gerusalemme.

      Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno;  tuttavia restarono

      svegli, e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

      Mentre questi si separavano da lui,  Pietro disse a Ges: "Maestro,  

      bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te,  una per Mos

      e una per Ela". Egli non sapeva quello che diceva.

      Mentre  parlava  cos,  venne  una nube e li avvolse;  nell'entrare in

      quella nube, ebbero paura.

      E dalla nube usc una voce  che  diceva:  "Questi    il  Figlio  mio,

      l'eletto: ascoltatelo!".

      Appena la voce cess,  Ges rest solo. Essi tacquero e in quei giorni

      non riferirono a nessuno quello che avevano visto.


      Il giorno seguente, quando furono discesi dal monte,  una grande folla

      gli venne incontro.

      A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: "Maestro, ti prego

      di volgere lo sguardo a mio figlio, perch  l'unico che ho.

      Ecco,  uno spirito lo assale e subito egli grida, lo scuote ed egli d

      schiuma, e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito.

      Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti".

      Ges rispose: "O generazione incredula e perversa,  fino a quando sar

      con voi e vi sopporter? Portami qui tuo figlio!".

      Mentre questi si avvicinava,  il demonio lo gett per terra agitandolo

      con convulsioni. Ges minacci lo spirito immondo, risan il fanciullo

      e lo consegn a suo padre.

      E tutti furono stupiti per la grandezza di Dio.


      Mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose  che  faceva,

      disse ai suoi discepoli:

      "Mettetevi  bene  in  mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per

      essere consegnato nelle mani degli uomini".

      Ma essi non capivano questa frase;  per loro restava  cos  misteriosa

      che  non  ne  comprendevano  il  senso  e avevano paura di rivolgergli

      domande su questo argomento.


      Frattanto sorse una discussione tra loro su chi di essi fosse  il  pi

      grande.

      Allora  Ges,   conoscendo  il  pensiero  del  loro  cuore,  prese  un

      fanciullo, se lo mise vicino, e disse:

      "Chi accoglie questo  fanciullo  nel  mio  nome  accoglie  me;  e  chi

      accoglie  me,  accoglie  colui che mi ha mandato.  Poich chi  il pi

      piccolo tra tutti voi, quello  grande".


      Giovanni prese la parola dicendo: "Maestro,  abbiamo visto un tale che

      scacciava  demoni  nel tuo nome e glielo abbiamo impedito perch non 

      con noi tra i tuoi seguaci".

      Ma Ges gli rispose: "Non glielo impedite,  perch chi non  contro di

      voi,  con voi".


      Mentre  si  stavano  compiendo i giorni in cui sarebbe stato tolto dal

      mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme

      e mand avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in

      un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.

      Ma essi non vollero riceverlo perch era diretto verso Gerusalemme.

      Quando videro ci,  i discepoli Giacomo e Giovanni dissero:  "Signore,

      vuoi che diciamo 'che scenda un fuoco dal cielo e li consumi'?".

      Ma Ges si volt e li rimprover.

      E si avviarono verso un altro villaggio.


      Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: "Ti seguir dovunque

      tu vada".

      Ges gli rispose: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo

      i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".

      A un altro disse: "Seguimi!".  E costui rispose: "Signore,  permettimi

      di andare prima a seppellire mio padre".

      Ges replic: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va' e

      annunzia il regno di Dio".   Un altro disse: "Ti seguir  Signore,  ma

      prima lascia che io mi congedi da quelli di casa".

      Ma  Ges  gli  rispose: "Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si

      volge indietro,  adatto per il regno di Dio".


      10.

      Dopo questi fatti,  il Signore scelse altri settantadue discepoli e li

      mand  a  due  a  due avanti a s in ogni citt e luogo dove stava per

      recarsi.

      Diceva loro: "La messe  molta,  ma gli  operai  sono  pochi.  Pregate

      dunque il padrone della messe perch mandi operai per la sua messe.

      Andate: ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

      non  portate  borsa,  n  bisaccia,  n sandali e non salutate nessuno

      lungo la strada.

      In qualunque casa entriate, prima dite: 'Pace a questa casa'.

      Se ci sar un figlio della pace,  la vostra pace scender su  di  lui,

      altrimenti ritorner su di voi.

      Restate  in  quella  casa,  mangiando  e  bevendo di quello che hanno,

      perch l'operaio  degno del suo salario. Non passate di casa in casa.

      Quando entrerete in una citt e vi accoglieranno,  mangiate quello che

      vi sar messo davanti,

      curate  i malati che vi si trovano,  e dite loro: 'E'  vicino a voi il

      regno di Dio'.

      Ma quando entrerete in una citt e non vi accoglieranno,  uscite sulle

      piazze e dite: 'Anche la polvere della vostra citt che si  attaccata

      ai nostri piedi,  noi la scuotiamo contro di voi; sappiate per che il

      regno di Dio  vicino'.

      Io vi dico che in quel giorno Sdoma sar trattata meno  duramente  di

      quella citt.

      Guai a te,  Crazin!  Guai a te,  Getsida! Perch se in Tiro e Sidne

      fossero stati compiuti i miracoli  compiuti  tra  voi,  gi  da  tempo

      avrebbero cambiato vita vestendo il sacco e coprendosi di cenere.

      Perci  nel  giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di

      voi.

      E tu, Cafrnao, 'sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai

      precipitata!'.

      Chi ascolta voi, ascolta me;  chi disprezza voi,  disprezza me.  E chi

      disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato".


      I  settantadue  tornarono pieni di gioia,  dicendo: "Signore,  anche i

      demoni si sottomettono a noi nel tuo nome".

      Egli disse: "Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore.  Ecco,

      io  vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni

      e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potr danneggiare.

      Non  rallegratevi  per  perch  i  demoni  si  sottomettono  a   voi,

      rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli".


      In  quello stesso istante Ges esult nello Spirito Santo e disse: "Io

      ti rendo lode,  Padre,  Signore del cielo e della  terra,  perch  hai

      nascosto  queste  cose  ai  dotti  e  ai sapienti e le hai rivelate ai

      piccoli. S, Padre, perch cos a te  piaciuto.

      Ogni cosa mi  stata affidata dal Padre mio e  nessuno  sa  chi    il

      Figlio se non il Padre,  n chi  il Padre se non il Figlio e colui al

      quale il Figlio lo voglia rivelare".

      E volgendosi ai discepoli,  in disparte,  disse: "Beati gli occhi  che

      vedono quel che voi vedete.

      Vi  dico  che  molti  profeti e re hanno desiderato vedere ci che voi

      vedete ma non lo videro, e udire ci che voi udite, ma non l'udirono".


      Un dottore della Legge si alz per metterlo alla prova: "Maestro,  che

      devo fare per ereditare la vita eterna?".

      Ges  gli  disse:  "Che  cosa  sta  scritto  nella Legge?  Che cosa vi

      leggi?".

      Quello rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con

      tutta la tua anima, con tutta la tua forza,  e con tutta la tua mente,

      e il prossimo tuo come te stesso".

      E Ges: "Hai risposto bene; fa' questo e vivrai".

      Ma  quegli,  volendo  giustificarsi,  disse  a  Ges:  "E chi  il mio

      prossimo?".

      Ges riprese: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incapp  nei

      briganti  che  lo  spogliarono,  lo  percossero  e poi se ne andarono,

      lasciandolo mezzo morto.

      Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo

      vide, pass oltre dall'altra parte.

      Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e pass oltre.

      Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide

      e ne ebbe compassione.

      Gli and vicino, gli fasci le ferite, versandoci olio e vino;  poi lo

      caric sul suo asino, lo port a una locanda e si prese cura di lui.

      Il  giorno  dopo,  estrasse  due  denari  e  li diede all'albergatore,

      dicendo: 'Abbi cura di lui, e ci che spenderai in pi,  te lo pagher

      al mio ritorno'.

      Chi  di  questi  tre  ti  sembra sia stato il prossimo per colui che 

      incappato nei briganti?".

      Quello rispose: "Chi ha avuto compassione di  lui".  Ges  gli  disse:

      "Va' e anche tu fa' lo stesso".


      Mentre  erano in cammino,  entr in un villaggio e una donna,  di nome

      Marta, lo accolse nella sua casa.

      Aveva una sorella,  di nome Maria,  la quale si era seduta ai piedi di

      Ges e ascoltava la sua parola;

      Marta  invece  era  tutta presa dai molti servizi.  Allora,  facendosi

      avanti,  disse: "Signore,  non ti curi che mia sorella mi ha  lasciata

      sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".

      Ma  Ges  le  rispose: "Marta,  Marta,  tu ti preoccupi e ti agiti per

      molte cose,

      ma una sola  la cosa di cui c' bisogno.  Maria si  scelta la  parte

      migliore, che non le sar tolta".


      11.

      Un giorno Ges si trovava in un luogo a pregare e, quando ebbe finito,

      uno dei discepoli gli disse: "Signore, insegnaci a pregare, come anche

      Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli".

      Ed egli disse: "Quando pregate,  dite: 'Padre,  sia santificato il tuo

      nome, venga il tuo regno;

      dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano;

      e perdonaci i nostri peccati,  perch  anche  noi  perdoniamo  a  ogni

      nostro debitore: e non ci indurre in tentazione'".


      Poi  aggiunse:  "Se  uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a

      dirgli: 'Amico, prestami tre pani,

      perch  giunto da me un amico  da  un  viaggio  e  non  ho  nulla  da

      mettergli davanti';

      e se quello dall'interno gli risponde: 'Non darmi fastidio: la porta e

      gi chiusa e i miei bambini sono a letto con me. Non posso alzarmi per

      darteli'.

      Vi  dico  che,  se  anche  non si alzer a darglieli per amicizia,  si

      alzer  a  dargliene  quanti  gliene  occorrono,  almeno  per  la  sua

      insistenza.

      Ebbene  io  vi  dico:  chiedete  e vi sar dato,  cercate e troverete,

      bussate e vi sar aperto.

      Perch chi chiede,  ottiene;  chi cerca,  trova;  e a chi bussa,  sar

      aperto.

      Quale  padre  tra voi,  se il figlio gli chiede un pane,  gli dar una

      pietra?  O se gli chiede un pesce,  gli dar al posto  del  pesce  una

      serpe?

      O se gli chiede un uovo, gli dar uno scorpione?

      Se  dunque  voi,  che siete cattivi,  sapete dare cose buone ai vostri

      figli,  quanto pi il Padre vostro nei cieli dar lo Spirito  Santo  a

      quelli che glielo chiedono".


      Ges stava scacciando un demonio che era muto.  Uscito il demonio,  il

      muto cominci a parlare e le folle rimasero meravigliate.

      Ma alcuni dissero: "E' in nome di Beelzebl, capo dei demoni, che egli

      scaccia i demoni".

      Altri poi,  per metterlo alla prova,  gli  domandavano  un  segno  dal

      cielo.

      Egli,  conoscendo  i  loro  pensieri,  disse: "Ogni regno diviso in se

      stesso va in rovina e una casa cade sull'altra.

      Ora, se anche Satana  diviso in se stesso,  come potr stare in piedi

      il suo regno? Voi dite che io scaccio i demoni in nome di Beelzebl.

      Ma se io scaccio i demoni in nome di Beelzebl,  i vostri discepoli in

      nome di chi li scacciano? Perci essi stessi saranno i vostri giudici.

      Se invece io scaccio i demoni con il dito di Dio,   dunque  giunto  a

      voi il regno di Dio.

      Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti

      i suoi beni stanno al sicuro.

      Ma  se  arriva  uno  pi  forte  di  lui  e lo vince,  gli strappa via

      l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino".


      "Chi non  con me,   contro di  me;  e  chi  non  raccoglie  con  me,

      disperde".


      "Quando lo spirito immondo esce dall'uomo,  si aggira per luoghi aridi

      in cerca di riposo e, non trovandone,  dice: 'Ritorner nella mia casa

      da cui sono uscito'.

      Venuto, la trova spazzata e adorna.

      Allora va,  prende con s altri sette spiriti peggiori di lui, ed essi

      entrano e vi alloggiano,  e alla fine quella persona diventa  peggiore

      di prima".


      Mentre  diceva  questo,  una  donna alz la voce in mezzo alla folla e

      disse: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui  hai  preso

      il latte!".

      Ma  egli disse: "Beati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio

      e la osservano!".


      Mentre  le  folle  si  accalcavano,  Ges  cominci  a  dire:  "Questa

      generazione  una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le

      sar dato nessun segno eccetto il segno di Giona.

      Perch  come  Giona  fu  un segno per quelli di Ninive,  cos anche il

      Figlio dell'uomo lo sar per questa generazione.

      La regina del sud sorger nel  giudizio  insieme  con  gli  uomini  di

      questa generazione e li condanner;  perch essa venne dalle estremit

      della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben pi di

      Salomone c' qui!

      Quelli  di  Ninive  sorgeranno  nel  giudizio   insieme   con   questa

      generazione e la condanneranno; perch essi alla predicazione di Giona

      cambiarono vita. Ed ecco, ben pi di Giona c' qui!".


      Nessuno  accende  una  lucerna e la mette in luogo nascosto o sotto il

      secchio, ma sopra un lucerniere, perch quanti entrano vedano la luce.

      La lucerna del tuo corpo  l'occhio. Se il tuo occhio  sano, anche il

      tuo corpo  tutto nella luce;  ma se  malato,  anche il tuo  corpo  

      nelle tenebre.

      Bada dunque che la luce che  in te non sia tenebra.

      Se  il  tuo  corpo    tutto luminoso,  senza avere alcuna parte nelle

      tenebre,  tutto sar luminoso,  come quando la lucerna ti illumina con

      il suo splendore".


      Dopo che ebbe finito di parlare,  un fariseo lo invit a pranzo.  Egli

      entr e si mise a tavola.

      Il fariseo si meravigli che non avesse fatto le abluzioni  prima  del

      pranzo.

      Allora  il  Signore gli disse: "Voi farisei purificate l'esterno della

      coppa e del piatto,  ma il vostro interno    pieno  di  rapina  e  di

      iniquit.

      Stolti!  Colui  che  ha  fatto  l'esterno  non  ha  forse  fatto anche

      l'interno?

      Piuttosto date in elemosina quello che c' dentro, ed ecco,  tutto per

      voi sar mondo.

      Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e

      di  ogni  erbaggio,  e  poi  trascurate la giustizia e l'amore di Dio.

      Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre!

      Guai a voi, farisei,  che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i

      saluti sulle piazze!

      Guai  a  voi  perch  siete  come quei sepolcri che non si vedono e la

      gente vi passa sopra senza saperlo!".

      Uno dei  dottori  della  Legge  intervenne:  "Maestro,  dicendo  cos,

      offendi anche noi".

      Egli rispose: "Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli

      uomini di pesi insopportabili,  e quei pesi voi non li toccate nemmeno

      con un dito!

      Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti,  e i vostri padri li

      hanno uccisi!

      Cos  voi  date  testimonianza  e  approvazione  alle opere dei vostri

      padri: essi li uccisero e voi costruite per loro i sepolcri.

      Per questo la sapienza di Dio ha detto:  'Mander  a  loro  profeti  e

      apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno';

      perch  sia  chiesto  conto a questa generazione del sangue di tutti i

      profeti, versato fin dall'inizio del mondo,

      dal sangue di Abele fino al sangue di  Zaccara,  che  fu  ucciso  tra

      l'altare e il santuario.  S,  vi dico, ne sar chiesto conto a questa

      generazione.

      Guai a voi,  dottori della Legge,  che avete  tolto  la  chiave  della

      scienza!  Voi  non  siete  entrati;  e  a quelli che volevano entrare,

      l'avete impedito".

      Quando usc di l, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo con

      ostilit e a farlo parlare su molti argomenti,

      tendendogli insidie,  per sorprenderlo in qualche parola uscita  dalla

      sua stessa bocca.


      12.

      Nel   frattempo,   si  erano  radunate  migliaia  di  persone  che  si

      calpestavano a vicenda.  Ges cominci a dire anzitutto ai  discepoli:

      "Guardatevi dal lievito dei farisei, che  l'ipocrisia.

      Non  c' nulla di nascosto che non sar svelato,  nulla di segreto che

      non sar conosciuto.

      Pertanto,  ci che avrete detto nelle tenebre,  sar  udito  in  piena

      luce;  e  ci  che avrete detto all'orecchio nelle stanze pi interne,

      sar annunciato dai tetti.

      A voi,  miei amici,  dico: non temete quelli che uccidono il  corpo  e

      dopo non possono fare pi nulla.

      Vi  mostrer  invece  chi dovete temere: temete Colui che,  dopo avere

      ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. S,  ve lo dico,  temete

      Costui.

      Cinque passeri non si vendono forse per due soldi?  Eppure nemmeno uno

      di essi  dimenticato davanti a Dio.

      Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.  Non  temete,  voi

      valete pi di molti passeri.

      Inoltre vi dico: chiunque mi riconoscer davanti agli uomini, anche il

      Figlio dell'uomo lo riconoscer davanti agli angeli di Dio;

      ma  chi  mi rinnegher davanti agli uomini sar rinnegato davanti agli

      angeli di Dio.

      Chiunque parler contro il Figlio dell'uomo gli sar perdonato, ma chi

      bestemmier lo Spirito Santo non gli sar perdonato.

      Quando vi condurranno davanti alle sinagoghe,  ai  magistrati  e  alle

      autorit, non preoccupatevi come discolparvi o che cosa dire;

      perch  lo  Spirito Santo vi insegner in quel momento ci che bisogna

      dire".


      Uno della folla gli disse: "Maestro, di' a mio fratello che divida con

      me l'eredit".

      Ma egli rispose: "O uomo,  chi mi ha costituito  giudice  o  mediatore

      sopra di voi?".


      E disse loro: "Guardatevi e tenetevi lontani da ogni cupidigia, perch

      anche  se  uno    nell'abbondanza,  la  sua vita non dipende dai suoi

      beni".

      Disse poi una parabola: "La campagna di un uomo ricco  aveva  dato  un

      buon raccolto.

      Egli  ragionava  tra s: 'Che far,  poich non ho dove mettere i miei

      raccolti?'.

      E disse: 'Far cos: demolir i miei magazzini e  ne  costruir  altri

      pi grandi e vi raccoglier tutto il grano e i miei beni.

      Poi  dir a me stesso: Anima mia,  hai a disposizione molti beni,  per

      molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia'.

      Ma Dio gli disse: 'Stolto,  questa notte stessa ti sar  richiesta  la

      vita. E quello che hai preparato, di chi sar?'

      Cos    per  chi accumula tesori per s,  e non arricchisce davanti a

      Dio".


      Poi disse ai discepoli: "Per questo io vi dico:  non  datevi  pensiero

      per la vostra vita,  di quello che mangerete;  n per il vostro corpo,

      come lo vestirete.

      La vita vale pi del cibo e il corpo pi del vestito.

      Guardate i corvi: non seminano e non mietono,  non hanno  dispensa  n

      granaio, e Dio li nutre. Quanto pi degli uccelli voi valete!

      Chi di voi, per quanto si affanni, pu aggiungere un'ora sola alla sua

      vita?

      Se dunque non avete potere neanche per la pi piccola cosa,  perch vi

      affannate del resto?

      Guardate come crescono i gigli: non filano,  non  tessono;  eppure  vi

      dico che neanche Salomone,  con tutta la sua gloria,  vestiva come uno

      di loro.

      Se dunque Dio veste cos l'erba del campo,  che oggi c' e  domani  si

      getta nel fuoco, quanto pi voi, gente di poca fede?

      Non  cercate  perci  che  cosa  mangerete e berrete,  e non state con

      l'animo in ansia:

      di tutte queste cose si preoccupa la gente  del  mondo;  ma  il  Padre

      vostro sa che ne avete bisogno.

      Cercate  piuttosto  il regno di Dio,  e queste cose vi saranno date in

      pi.

      Non temere, piccolo gregge, perch al Padre vostro  piaciuto di darvi

      il suo regno".


      "Vendete ci che avete e  datelo  ai  poveri;  fatevi  borse  che  non

      invecchiano,  un  tesoro  inesauribile  nei  cieli,  dove  i ladri non

      arrivano e la tignola non consuma.

      Perch dove  il vostro tesoro, l sar anche il vostro cuore".


      "Siate pronti, 'con la cintura ai fianchi' e le lucerne accese;

      siate simili a quelli che aspettano  il  padrone  quando  torna  dalle

      nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa.

      Beati  quei servi che il padrone al suo ritorno trover ancora svegli;

      in verit vi dico: si cinger le sue vesti, li far mettere a tavola e

      passer a servirli.

      E se,  giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba,  li  trover

      cos, beati loro!".


      "Sappiate  bene  questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene

      il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa,

      Anche voi tenetevi pronti perch il Figlio  dell'uomo  verr  nell'ora

      che non pensate".


      Allora Pietro disse: "Signore, questa parabola la dici per noi o anche

      per tutti?".

      Il  Signore  rispose: "Qual  dunque l'amministratore fedele e saggio,

      che il Signore metter a capo della sua  servit,  per  distribuire  a

      tempo debito la razione di cibo?

      Beato quel servo che il padrone, arrivando, trover al suo lavoro.

      In verit vi dico: lo metter a capo di tutti i suoi averi.

      Ma  se quel servo dicesse in cuor suo: 'Il padrone tarda a venire',  e

      cominciasse a percuotere i servi e le serve,  a mangiare,  a bere e  a

      ubriacarsi,

      il  padrone di quel servo arriver nel giorno in cui meno se l'aspetta

      e in un'ora che non sa, e lo punir con rigore, assegnandogli il posto

      tra gli infedeli.

      Il servo che,  conoscendo la volont del padrone,  non avr disposto o

      agito secondo la sua volont, ricever molte percosse;

      quello  invece  che,  non conoscendola,  avr fatto cose meritevoli di

      percosse,  ne ricever poche.  A chiunque fu dato  molto,  molto  sar

      chiesto; a chi fu affidato molto, sar richiesto molto di pi".


      "Sono  venuto a portare il fuoco sulla terra;  e come vorrei che fosse

      gi acceso!

      C' un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finch non

      sia compiuto!".


      "Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico,

      ma la divisione.

      D'ora in avanti in una casa di cinque persone,

      si divideranno tre contro due e due contro tre: padre contro figlio  e

      'figlio  contro  padre';  madre contro figlia e 'figlia contro madre';

      suocera contro nuora e 'nuora contro suocera'".


      Diceva ancora alle folle: "Quando vedete una nuvola salire da ponente,

      subito dite: 'Viene la pioggia', e cos accade.

      E quando soffia lo scirocco, dite: 'Ci sar caldo', e cos accade.

      Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai

      non sapete giudicare questo tempo?".


      "E perch non giudicate da soli ci che  giusto?

      Quando vai con il tuo avversario davanti al giudice,  lungo la  strada

      cerca  di  accordarti  con  lui,  perch  non  ti  trascini davanti al

      giudice,  e il giudice ti consegni all'esecutore e questo ti getti  in

      prigione.

      Ti  assicuro,  non  ne uscirai finch non avrai pagato fino all'ultimo

      spicciolo".


      13.

      In quello stesso tempo si presentarono  alcuni  per  riferirgli  circa

      quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro

      sacrifici.

      Prendendo  la parola,  Ges rispose: "Credete che quei Galilei fossero

      pi peccatori di tutti i Galilei, per avere subito tale sorte?

      No,  vi dico,  ma se non cambierete vita,  perirete tutti allo  stesso

      modo.

      O  quei diciotto,  sopra i quali rovin la torre di Siloe e li uccise,

      credete  che  fossero  pi  colpevoli  di  tutti   gli   abitanti   di

      Gerusalemme?

      No,  vi  dico,  ma se non cambierete vita,  perirete tutti allo stesso

      modo".


      Disse anche questa parabola: "Un tale aveva  un  fico  piantato  nella

      vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov.

      Allora  disse  al vignaiolo: 'Ecco,  sono tre anni che vengo a cercare

      frutti su questo fico ma non ne trovo. Taglialo! Perch deve sfruttare

      il terreno?'.

      Ma quello rispose: 'Padrone,  lascialo ancora quest'anno,  affinch io

      gli zappi attorno e ci metta del concime,

      e vedremo se porter frutto per l'avvenire; se no, lo taglierai".


      Una volta stava insegnando in una sinagoga di sabato.

      C'era  l  una  donna  che  aveva  da diciotto anni uno spirito che la

      teneva inferma; era curva e non poteva stare dritta in nessun modo.

      Ges la vide, la chiam a s e le disse: "Donna,  sei libera dalla tua

      infermit",

      e le impose le mani. Subito quella si raddrizz e glorificava Dio.

      Ma  il capo della sinagoga,  sdegnato perch Ges aveva operato quella

      guarigione di sabato,  rivolgendosi alla folla,  disse: "Ci  sono  sei

      giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare

      e non in giorno di sabato".

      Il Signore replic: "Ipocriti!  Ciascuno di voi non scioglie forse, di

      sabato, il bue o l'asino dalla mangiatoia per condurlo ad abbeverarsi?

      E questa figlia di Abramo,  che Satana ha tenuto legata diciotto anni,

      non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?".

      Quando egli diceva queste cose tutti i suoi avversari si vergognavano,

      mentre  la  folla  intera  esultava  per  tutte  le  meraviglie da lui

      compiute.


      Diceva dunque: "A che cosa  simile il regno di Dio,  e a che cosa  lo

      paragoner?

      E'  simile  a un granellino di senape,  che un uomo ha preso e gettato

      nell'orto;  poi  cresciuto ed  diventato un arbusto,  e 'gli uccelli

      del cielo si sono posati tra i suoi rami'".

      E ancora: "A che cosa paragoner il regno di Dio?

      E' simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di

      farina, finch sia tutta fermentata".


      Passava per citt e villaggi,  insegnando, mentre era in cammino verso

      Gerusalemme.

      Un tale gli chiese: "Signore,  sono pochi  quelli  che  si  salvano?".

      Rispose:

      "Sforzatevi  di entrare per la porta stretta,  perch molti,  vi dico,

      cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno.

      Quando il padrone di casa si  alzer  e  chiuder  la  porta,  rimasti

      fuori,  comincerete a bussare alla porta, dicendo: 'Signore, aprici!'.

      Ma egli vi risponder: 'Non vi conosco, non so di dove siete'.

      Allora comincerete a dire: 'Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza,

      e tu hai insegnato nelle nostre piazze'.

      Ma egli dichiarer: 'Vi dico che non so di dove  siete.  Allontanatevi

      da me voi tutti operatori d'iniquit'".

      L ci sar pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e

      Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi cacciati fuori.

      Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e

      siederanno a mensa nel regno di Dio.

      Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi, e alcuni tra

      i primi che saranno ultimi".


      In  quel  momento  si  avvicinarono  alcuni farisei a dirgli: "Parti e

      vattene via di qui, perch Erode ti vuole uccidere".

      Egli rispose: "Andate a dire a  quella  volpe:  'Ecco,  io  scaccio  i

      demoni  e  compio  guarigioni  oggi  e domani;  e il terzo giorno avr

      finito.

      Per e necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la

      mia strada,  perch non  possibile che  un  profeta  muoia  fuori  di

      Gerusalemme'.

      Gerusalemme,  Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti

      sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una

      gallina la sua covata sotto le ali, e voi non avete voluto!

      Ecco, 'la vostra casa sta per essere abbandonata'! Vi dico infatti che

      non mi vedrete pi fino al tempo in cui direte: 'Benedetto  colui  che

      viene nel nome del Signore'".


      14.

      Un  sabato  era  entrato  in  casa  di  uno  dei  capi dei farisei per

      pranzare, e la gente stava a osservarlo.

      Davanti a lui stava un idropico.

      Rivolgendosi ai dottori della Legge e  ai  farisei,  Ges  disse:  "E'

      lecito o no curare di sabato?".

      Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guar e lo conged.

      Poi disse: "Chi di voi,  se un asino o un bue gli cade nel pozzo,  non

      lo tirer subito fuori in giorno di sabato?".

      E non potevano rispondere nulla a queste parole.


      Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti,  disse per

      loro una parabola:

      "Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto,

      perch non ci sia un altro invitato pi ragguardevole di te,

      e  quello che ha invitato te e lui venga a dirti: 'Cedigli il posto!'.

      Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto.

      Invece, quando sei invitato,  va' a metterti all'ultimo posto,  perch

      venendo,  chi  ti  ha  invitato  ti dica: 'Amico,  passa pi avanti!'.

      Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali.

      Perch chiunque si esalta,  sar abbassato: e  chi  si  abbassa,  sar

      esaltato".


      Disse poi a colui che lo aveva invitato: "Quando offri un pranzo o una

      cena,  non  invitare  i  tuoi  amici,  n  i tuoi fratelli,  n i tuoi

      parenti,  n i ricchi vicini,  perch anch'essi non ti invitino a loro

      volta  e  tu  abbia  il  contraccambio.  Al  contrario,  quando dai un

      banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi;

      e sarai beato perch non hanno da ricambiarti.  Riceverai  infatti  la

      tua ricompensa alla risurrezione dei giusti".


      Uno dei commensali, avendo udito ci, gli disse: "Beato chi manger il

      pane nel regno di Dio!"

      Ges rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti.

      All'ora della cena mand il suo servo a dire agli invitati: 'Venite, 

      pronto!'.

      Ma tutti,  uno dopo l'altro,  cominciarono a scusarsi. Il primo disse:

      'Ho comprato un campo e devo andare a vederlo;  ti prego,  considerami

      giustificato'.

      Un altro disse: 'Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti

      prego, considerami giustificato'.

      Un altro disse: 'Ho preso moglie e perci non posso venire'.

      Al  suo  ritorno  il  servo rifer tutto questo al padrone.  Allora il

      padrone di casa, irritato,  disse al servo: 'Esci subito per le piazze

      e per le vie della citt, e porta qui poveri, storpi, ciechi e zoppi'.

      Il  servo  disse:  'Signore,   stato fatto come hai ordinato,  ma c'

      ancora posto'.

      Il padrone allora disse al servo: 'Esci  per  le  strade  e  lungo  le

      siepi, spingili a entrare, perch la mia casa si riempia.

      Perch  vi  dico:  nessuno  di  quegli uomini che erano stati invitati

      assagger la mia cena".


      Poich molta gente andava con lui, egli si volt e disse:

      "Se uno viene a me e non odia suo  padre,  sua  madre,  la  moglie,  i

      figli,  i  fratelli,  le  sorelle  e perfino la propria vita,  non pu

      essere mio discepolo.

      Chi non porta la propria croce e non  viene  dietro  di  me,  non  pu

      essere mio discepolo.

      Chi  di  voi,  volendo  costruire  una  torre,  non  si  siede prima a

      calcolarne la spesa, per vedere se ha i mezzi per portarla a termine?

      Per evitare che,  se getta le fondamenta e non pu finire  il  lavoro,

      tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:

      'Costui  ha  iniziato a costruire,  ma non  stato capace di finire il

      lavoro'.

      Oppure quale re,  partendo in guerra contro un  altro  re,  non  siede

      prima a esaminare se pu affrontare con diecimila uomini chi gli viene

      incontro con ventimila?

      Se no, mentre l'altro  ancora lontano, gli manda un'ambasciata per la

      pace.

      Cos  chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi non pu essere

      mio discepolo".


      "Il sale  buono, ma se anche il sale perdesse il sapore, con che cosa

      lo si saler?

      Non serve n per la terra n per il concime e cos lo buttano via. Chi

      ha orecchi per intendere, intenda"..


      15.

      Si avvicinavano a lui tutti i  pubblicani  e  le  persone  di  cattiva

      reputazione per ascoltarlo.

      I  farisei  e  gli scribi mormoravano: "Costui riceve gente di cattiva

      reputazione e mangia con loro".

      Allora egli disse loro questa parabola:


      "Chi di voi,  se ha cento  pecore  e  ne  perde  una,  non  lascia  le

      novantanove  nel  deserto e va dietro a quella perduta,  finch non la

      ritrova?

      Quando la ritrova, se la mette in spalla tutto contento,

      va a casa,  chiama gli amici e i vicini dicendo: 'Rallegratevi con me,

      perch ho trovato la mia pecora che era perduta'.

      Cos,  vi  dico,  ci  sar  pi gioia in cielo per un peccatore che ha

      cambiato vita,  che per novantanove giusti che non  hanno  bisogno  di

      conversione".


      "O  quale donna,  se ha dieci dracme o e ne perde una,  non accende la

      lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finch non la ritrova?

      E dopo  averla  trovata,  chiama  le  amiche  e  le  vicine,  dicendo:

      'Rallegratevi  con  me,  perch  ho  ritrovato  la  dracma  che  avevo

      perduta'.

      Cos,  vi dico,  c' gioia davanti agli angeli  di  Dio  per  un  solo

      peccatore che cambia vita".


      Disse ancora: "Un uomo aveva due figli.

      Il  pi giovane disse al padre: 'Padre,  dammi la parte del patrimonio

      che mi spetta'. E il padre divise tra loro le sostanze.

      Dopo non molti giorni,  il figlio pi giovane,  vendute le  sue  cose,

      part  per  un  paese lontano e l sperper le sue sostanze vivendo da

      dissoluto.

      Quando ebbe speso tutto,  in quel paese venne una grande  carestia  ed

      egli cominci a trovarsi nel bisogno.

      Allora  and  e  si  mise  a  servizio di uno degli abitanti di quella

      regione che lo mand nei campi a fare il guardiano dei porci.

      Avrebbe voluto saziarsi con le carrube  che  mangiavano  i  porci,  ma

      nessuno gliene dava.

      Allora  rientr in se stesso e disse: 'Quanti salariati in casa di mio

      padre hanno pane in abbondanza mentre io qui muoio di fame!

      Mi lever e andr da mio padre, e gli dir: 'Padre,  ho peccato contro

      il Cielo e contro di te;

      non  sono  pi degno di essere chiamato tuo figlio.  Trattami come uno

      dei tuoi garzoni'.

      Part e si incammin verso suo padre.  Quando era ancora  lontano,  il

      padre  lo vide e commosso gli corse incontro,  gli si gett al collo e

      lo baci.

      Il figlio gli disse: 'Padre,  ho peccato contro il Cielo e  contro  di

      te; non sono pi degno di essere chiamato tuo figlio'.

      Ma il padre disse ai servi: 'Presto,  portate qui il vestito pi bello

      e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi.

      Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,

      perch questo mio figlio era morto ed  tornato in vita,  era  perduto

      ed  stato ritrovato'. E cominciarono a fare festa.

      Il figlio maggiore si trovava nei campi.  Al ritorno, quando fu vicino

      a casa, ud la musica e le danze;

      chiam un servo e gli chiese che cosa fosse tutto ci.

      Il servo gli rispose: 'E' tornato tuo fratello e  il  padre  ha  fatto

      ammazzare  il  vitello  grasso  perch lo ha riavuto suo figlio sano e

      salvo'.

      Egli si indign,  e  non  voleva  entrare.  Il  padre  allora  usc  a

      pregarlo.

      Ma lui rispose a suo padre: 'Ecco,  io ti servo da tanti anni e non ho

      mai disubbidito a un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto

      per fare festa con i miei amici.

      Ma ora che questo tuo figlio che ha  divorato  i  tuoi  averi  con  le

      prostitute  tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso'.

      Gli rispose il padre: 'Figlio,  tu sei sempre con me e tutto ci che 

      mio  tuo;

      ma bisognava fare festa e rallegrarsi,  perch questo tuo fratello era

      morto ed  tornato in vita, era perduto ed  stato ritrovato".


      16.

      Diceva  anche  ai  discepoli:  "C'era  un  uomo  ricco  che  aveva  un

      amministratore,  e questi fu accusato davanti a lui  di  sperperare  i

      suoi averi.

      Lo chiam e gli disse: "Cos' che sento dire di te?  Rendi conto della

      tua amministrazione, perch non puoi pi essere amministratore".

      L'amministratore disse tra s: "Che far ora che  il  mio  padrone  mi

      toglie  l'amministrazione?   Zappare,  non  ho  forza;  mendicare,  mi

      vergogno.

      So  io  che  cosa  fare  perch,   quando   sar   stato   allontanato

      dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua".

      Chiam uno per uno i debitori del padrone, e disse al primo:

      "Tu  quanto  devi  al mio padrone?".  Quello rispose: "Cento barili di

      olio".  Gli disse: "Prendi la tua ricevuta,  siediti e  scrivi  subito

      cinquanta".

      Poi  disse  a  un altro: "Tu quanto devi?".  Rispose: "Cento misure di

      grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta".

      Il padrone lod quell'amministratore disonesto, perch aveva agito con

      scaltrezza.

      I figli di questo mondo,  infatti,  verso i loro pari sono pi scaltri

      dei figli della luce".


      "Ebbene,  io vi dico: procuratevi amici con l'iniqua ricchezza, perch

      quando essa verr a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.

      Chi  fedele nel poco,  fedele anche nel molto; e chi  disonesto nel

      poco,  disonesto anche nel molto.

      Se dunque  non  siete  stati  fedeli  nell'iniqua  ricchezza,  chi  vi

      affider quella vera?

      E  se non siete stati fedeli nella ricchezza degli altri,  chi vi dar

      la vostra?

      Nessun servo pu servire due padroni: o odier l'uno e amer  l'altro,

      oppure preferir l'uno e disprezzer l'altro. Non potete servire Dio e

      mammona".


      I  farisei,  che  erano attaccati al denaro,  ascoltavano tutte queste

      cose e ridevano di lui.

      Egli disse: "Voi vi  ritenete  giusti  davanti  agli  uomini,  ma  Dio

      conosce  i  vostri  cuori:  ci  che   esaltato fra gli uomini  cosa

      detestabile davanti a Dio".


      "La Legge e i Profeti vanno fino a Giovanni;  da allora in  poi  viene

      annunciato il regno di Dio e molti si sforzano per entrarvi".


      "E'  pi  facile  che abbiano fine il cielo e la terra,  piuttosto che

      cada un solo trattino della Legge".


      "Chiunque ripudia la propria moglie  e  ne  sposa  un'altra,  commette

      adulterio;   chi  sposa  una  donna  ripudiata  dal  marito,  commette

      adulterio".


      "C'era un uomo ricco,  che vestiva di porpora e di  bisso  e  tutti  i

      giorni banchettava lautamente.

      Un  mendicante,  di nome Lazzaro,  giaceva alla sua porta,  coperto di

      piaghe,

      bramoso di sfamarsi con quello  che  cadeva  dalla  mensa  del  ricco.

      Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.

      Un giorno il povero mor e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo.

      Mor anche il ricco e fu sepolto.

      Stando  nell'inferno tra i tormenti,  alz gli occhi e vide da lontano

      Abramo e Lazzaro accanto a lui.

      Allora gridando disse: 'Padre Abramo, abbi piet di me e manda Lazzaro

      a intingere nell'acqua la punta  del  dito  per  bagnarmi  la  lingua,

      perch questa fiamma mi tortura".

      Ma  Abramo  rispose:  'Figlio,  ricordati che hai ricevuto i tuoi beni

      durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi  mali;  ora  invece  lui  

      consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.

      Per  di  pi,  tra  noi  e voi c' un grande abisso: quelli che da qui

      vogliono passare da voi non possono,  n da voi  si  pu  attraversare

      fino a noi'.

      E quello replic: 'Allora,  padre,  ti prego di mandarlo a casa di mio

      padre,

      perch ho cinque fratelli. Li ammonisca,  perch non vengano anch'essi

      in questo luogo di tormento'.

      Ma Abramo rispose: 'Hanno Mos e i profeti; li ascoltino'.

      E  lui:  'No,  padre  Abramo,  ma se qualcuno dai morti andr da loro,

      cambieranno vita'.

      Abramo rispose: 'Se non ascoltano Mos e i  profeti,  neanche  se  uno

      risorgesse dai morti sarebbero persuasi'".


      17.

      Disse   ancora  ai  suoi  discepoli:  "E'  inevitabile  che  avvengano

      scandali, ma guai a colui per cui avvengono.

      E' meglio per lui che gli venga messa al collo una pietra da mulino  e

      venga  gettato  nel  mare,  piuttosto  che scandalizzare uno di questi

      piccoli.

      State attenti a voi stessi!".


      "Se un tuo fratello ti fa del male,  rimproveralo!  Ma  se  si  pente,

      perdonagli!

      E  se  fa del male sette volte al giorno contro di te e sette volte ti

      dice: 'Mi pento', tu gli perdonerai".


      Gli apostoli dissero al Signore:

      "Accresci la nostra fede!". Il Signore rispose: "Se aveste fede quanto

      un granellino di senape,  potreste dire a questo gelso: 'Sii sradicato

      e trapiantato nel mare', ed esso vi ascolterebbe".


      "Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dir

      quando rientra dal campo: 'Vieni subito e mettiti a tavola?'.

      Non gli dir piuttosto: 'Preparami da mangiare,  rimboccati la veste e

      servimi,  finch io non abbia mangiato e bevuto,  e  dopo  mangerai  e

      berrai anche tu?'.

      Costui si riterr obbligato verso il suo servo, perch ha eseguito gli

      ordini ricevuti?

      Cos  anche  voi,  quando  avrete  fatto  tutto  quello che vi  stato

      ordinato,  dite: 'Siamo servi inutili.  Abbiamo fatto quanto  dovevamo

      fare'".


      Durante  il  viaggio verso Gerusalemme Ges attravers la Samaria e la

      Galilea.

      Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, i quali

      si fermarono a distanza,

      e alzando la voce, dissero: "Ges, Maestro, abbi piet di noi!"

      Appena li vide,  Ges disse: "Andate a presentarvi ai  sacerdoti!".  E

      mentre essi andavano, furono sanati.

      Uno  di  loro,  vedendosi  guarito,  torn indietro lodando Dio a gran

      voce;

      e si gett ai piedi di Ges per ringraziarlo. Era un samaritano.

      Allora Ges osserv: "Non sono stati guariti  tutti  e  dieci?  E  gli

      altri nove dove sono?

      Non  si   trovato chi tornasse a render gloria a Dio,  all'infuori di

      questo straniero?". E gli disse:

      "Alzati e va', la tua fede ti ha salvato!".


      Interrogato dai farisei: "Quando verr il regno di Dio?", rispose:

      "Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno

      dir: 'Eccolo qui', o 'Eccolo l'. Perch il regno di Dio  in mezzo a

      voi!".


      Disse ancora ai discepoli: "Verr un tempo in cui desidererete  vedere

      anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.

      Vi diranno: 'Eccolo l', o 'Eccolo qua'; non andateci, non seguiteli.

      Perch  come  il  lampo,  guizzando,  brilla  da un capo all'altro del

      cielo, cos sar il Figlio dell'uomo nel suo giorno.

      Ma prima  necessario che egli  soffra  molto  e  venga  ripudiato  da

      questa generazione.

      Come  avvenne  al  tempo  di  No,  cos  sar  nei  giorni del Figlio

      dell'uomo:

      mangiavano, bevevano, si prendeva moglie e si prendeva marito, fino al

      giorno in cui No entr nell'arca e venne il diluvio, e li fece perire

      tutti.

      Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano,  compravano,

      vendevano, piantavano, costruivano;

      ma  nel  giorno  in  cui  Lot usci da Sdoma vennero fuoco e zolfo dal

      cielo, e li fece perire tutti.

      Cos sar nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifester.

      In quel giorno, chi si trover sulla terrazza,  se le sue cose sono in

      casa, non scenda a prenderle; cos chi si trover nel campo, non torni

      indietro.

      Ricordatevi della moglie di Lot.

      Chi cercher di salvare la propria vita, la perder; chi invece l'avr

      perduta, la salver.

      Vi dico: in quella notte se due si troveranno in un solo letto;  l'uno

      verr preso e l'altro lasciato;

      due donne staranno a macinare nello stesso luogo;  l'una verr presa e

      l'altra lasciata".

      Allora i discepoli gli chiesero: "Dove, Signore?". Ed egli disse loro:

      "Dove sar il cadavere, l si raduneranno anche gli avvoltoi".


      18.

      Disse  loro una parabola sulla necessit di pregare sempre,  senza mai

      stancarsi:

      "C'era in una citt un  giudice,  che  non  temeva  Dio  e  non  aveva

      rispetto per nessuno.

      In  quella  citt  c'era  anche  una  vedova,  che andava da lui e gli

      diceva: 'Fammi giustizia contro il mio avversario'.

      Per un certo tempo egli non volle;  ma poi disse tra s: 'Anche se non

      temo Dio e non ho rispetto di nessuno,

      dato  che  questa vedova  cos molesta le far giustizia,  perch non

      venga continuamente a importunarmi'".

      E il Signore soggiunse:  "Avete  udito  quello  che  dice  il  giudice

      disonesto.

      E  Dio  non  far  giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte

      verso di lui? Li far a lungo aspettare?

      Vi dico che far loro giustizia molto presto.  Ma il Figlio dell'uomo,

      quando verr, trover la fede sulla terra?".


      Disse  ancora  questa  parabola  per  alcuni  che ritenevano di essere

      giusti e disprezzavano gli altri:

      "Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era  fariseo  e  l'altro

      pubblicano.  Il fariseo, stando in piedi, pregava cos tra s: 'O Dio,

      ti ringrazio di non essere come gli  altri  uomini:  ladri,  ingiusti,

      adulteri, e neppure come questo pubblicano.

      Digiuno due volte la settimana e pago le decime su quanto possiedo".

      Il pubblicano invece si ferm a distanza, non osava nemmeno alzare gli

      occhi  al cielo ma si batteva il petto dicendo: 'O Dio,  abbi piet di

      me peccatore!'.

      Io  vi  dico:  questi  torn  a  casa  sua  giustificato  diversamente

      dall'altro,  perch chi si esalta sar abbassato e chi si abbassa sar

      esaltato".


      Gli  presentavano  anche  i  bambini  perch  li  accarezzasse;  ma  i

      discepoli, vedendo ci, li rimproveravano.

      Allora  Ges  li  fece  venire avanti e disse: "Lasciate che i bambini

      vengano a me; non glielo impedite, perch a chi  come loro appartiene

      il regno di Dio.

      In verit vi dico: chi non accoglie il regno di Dio  come  un  bambino

      non vi entrer".


      Un  notabile lo interrog: "Maestro buono,  che devo fare per ottenere

      la vita eterna?".

      Ges gli rispose: "Perch mi dici buono?  Nessuno  buono,  se non uno

      solo: Dio.

      Tu  conosci  i comandamenti: 'Non commettere adulterio,  non uccidere,

      non rubare,  non dire il falso contro nessuno,  onora tuo padre e  tua

      madre'".

      Costui disse: "Tutto questo l'ho osservato fin da giovane".

      Udito  ci,  Ges  gli  disse:  "Una cosa ancora ti manca: vendi tutto

      quello che hai,  distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli;

      poi vieni e seguimi".

      Ma quello,  udendo tali parole, divenne molto triste, perch era molto

      ricco.

      Quando Ges lo vide,  disse:  "Quanto    difficile,  per  quelli  che

      possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!

      E'  pi  facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per

      un ricco entrare nel regno di Dio".

      Quelli che ascoltavano dissero: "Allora chi potr essere salvato?".

      Rispose: "Ci che  impossibile agli uomini,  possibile a Dio".

      Pietro allora disse: "Noi abbiamo lasciato tutte le nostre cose  e  ti

      abbiamo seguito".

      Ed  egli  rispose:  "In  verit  vi  dico:  non  c' nessuno che abbia

      lasciato casa o moglie o fratelli o genitori o figli per il  regno  di

      Dio,

      che  non riceva molto di pi nel tempo presente,  e la vita eterna nel

      tempo che verr".


      Poi prese da parte i  Dodici  e  disse  loro:  "Ecco,  noi  andiamo  a

      Gerusalemme, e tutto ci che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio

      dell'uomo si compir.

      Sar consegnato ai pagani, schernito, oltraggiato, coperto di sputi

      e,   dopo  averlo  flagellato,  lo  uccideranno,  e  il  terzo  giorno

      risorger".

      Ma non capirono nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per

      loro e non capivano ci che egli aveva detto.


      Mentre si avvicinava a Grico,  un cieco era seduto a mendicare  lungo

      la strada.

      Sentendo passare la gente, domand che cosa c'era.

      Gli risposero: "Passa Ges il Nazareno".

      Allora  incominci a gridare: "Ges,  figlio di Davide,  abbi piet di

      me!".

      Quelli che camminavano avanti lo sgridavano  perch  tacesse;  ma  lui

      continuava ancora pi forte: "Figlio di Davide, abbi piet di me!".

      Ges  allora  si  ferm e ordin che glielo portassero.  Quando gli fu

      vicino, gli domand:

      "Cosa vuoi che io faccia per te?".  Egli  rispose:  "Signore,  che  io

      riabbia la vista!".

      E Ges gli disse: "Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato".

      Subito ci vide di nuovo e cominci a seguirlo lodando Dio.  E tutto il

      popolo, alla vista di ci, diede lode a Dio.


      19.

      Entrato a Gerico, attraversava la citt.

      Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,

      cercava di vedere chi fosse Ges,  ma non ci riusciva,  a causa  della

      folla, perch era piccolo di statura.

      Allora corse avanti e, per poterlo vedere, sal su un sicomro, perch

      doveva passare di l.

      Quando  giunse sul luogo,  Ges alz lo sguardo e gli disse: "Zaccheo,

      scendi subito, perch oggi devo fermarmi a casa tua".

      In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

      Vedendo ci  tutti  mormoravano:  "E'  andato  ad  alloggiare  da  uno

      strozzino!".

      Ma Zaccheo si alz e disse al Signore: "Ecco,  Signore,  io do la met

      dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro

      volte tanto".

      Ges gli rispose: "Oggi la salvezza  entrata in  questa  casa  perch

      anch'egli  figlio di Abramo;

      il Figlio dell'uomo infatti  venuto a cercare e a salvare ci che era

      perduto".


      Mentre  essi  stavano ad ascoltare queste cose,  Ges disse ancora una

      parabola,  perch era vicino a Gerusalemme ed essi  credevano  che  il

      regno di Dio si dovesse manifestare da un momento all'altro.

      Disse dunque: "Un uomo di nobile stirpe part per un paese lontano per

      ricevere un titolo regale e poi ritornare.

      Chiamati  dieci servi,  consegn loro dieci mine dicendo: 'Impiegatele

      fino al mio ritorno'.

      Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono  dietro  un'ambasceria

      per dire: 'Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi'.

      Quando  fu  di  ritorno,  dopo  avere  ottenuto il titolo di re,  fece

      chiamare i servi ai quali  aveva  consegnato  il  denaro,  per  vedere

      quanto ciascuno avesse guadagnato.

      Si present il primo e disse: 'Signore,  la tua mina ha fruttato altre

      dieci mine'.

      Gli disse: 'Bene,  bravo servitore;  poich ti sei mostrato fedele nel

      poco, riceverai il potere su dieci citt'.

      Poi si present il secondo e disse: 'La tua mina, signore, ha fruttato

      altre cinque mine'.

      Anche a questo disse: 'Sarai pure tu a capo di cinque citt'.

      Venne  poi anche l'altro e disse: 'Signore,  ecco la tua mina,  che ho

      tenuto in un fazzoletto;

      avevo paura di te che sei un uomo severo: prendi quello  che  non  hai

      messo in deposito e mieti quello che non hai seminato'.

      Gli  rispose:  'Dalle  tue  stesse parole ti giudico,  servo malvagio!

      Sapevi che sono un uomo severo,  che prendo quello che non ho messo in

      deposito e mieto quello che non ho seminato:

      perch  allora  non  hai consegnato il mio denaro a una banca?  Al mio

      ritorno l'avrei riscosso con gli interessi'.

      Disse poi ai presenti: 'Toglietegli la mina e datela a quello  che  ne

      ha dieci'.

      Gli risposero: 'Signore, ha gi dieci mine!'.

      'Vi dico: a chiunque ha,  sar dato; ma a chi non ha, sar tolto anche

      quello che ha.

      E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re,  portateli

      qui e uccideteli davanti a me'".


      Dette  queste  cose,  Ges  prosegu  avanti  agli altri salendo verso

      Gerusalemme.

      Quando fu vicino a Btfage e a Betnia,  presso il monte  detto  degli

      Ulivi, mand due discepoli dicendo:

      "Andate  nel  villaggio  di  fronte;  entrando,  troverete  un puledro

      legato, sul quale nessuno  mai salito; scioglietelo e portatelo qui.

      E se qualcuno vi chieder: 'Perch lo sciogliete?',  direte cos:  'Il

      Signore ne ha bisogno'".

      Gli inviati andarono e trovarono tutto come aveva detto.

      Mentre  scioglievano  il  puledro,   i  proprietari  dissero:  'Perch

      sciogliete il puledro?'.

      Essi risposero: 'Il Signore ne ha bisogno'.

      Lo condussero allora da Ges;  e gettati i loro mantelli sul  puledro,

      vi fecero salire Ges.

      Via via che egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada.

      Era  ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi,  quando tutta la

      folla dei discepoli, esultando, cominci a lodare Dio a gran voce, per

      tutti i prodigi che avevano visto, dicendo:

      "'Benedetto colui che viene', il re,  'nel nome del Signore'!  Pace in

      cielo e gloria nel pi alto dei cieli!".

      Alcuni  farisei tra la folla gli dissero: "Maestro,  rimprovera i tuoi

      discepoli!".

      Ma egli rispose: "Vi  dico  che,  se  loro  taceranno,  grideranno  le

      pietre".

      Quando fu vicino, alla vista della citt, pianse su di essa, dicendo:

      "Se avessi compreso anche tu,  in questo giorno, la via della pace! Ma

      ormai  stata nascosta ai tuoi occhi.

      Verranno dei giorni per te in cui  i  tuoi  nemici  ti  cingeranno  di

      trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte;

      abbatteranno  te  e i tuoi figli dentro di te,  e non lasceranno in te

      pietra su pietra,  perch non hai riconosciuto il  tempo  in  cui  sei

      stata visitata".


      Entrato poi nel tempio, cominci a scacciare i venditori,

      dicendo: "Sta scritto: 'La mia casa sar casa di preghiera'. Ma voi ne

      avete fatto 'una spelonca di ladri'!".

      Ogni  giorno  insegnava  nel  tempio.  I  sommi sacerdoti e gli scribi

      cercavano di farlo morire e cos anche i notabili del popolo;

      ma non sapevano come fare,  perch tutto il popolo pendeva  dalle  sue

      parole.


      20.

      Un  giorno,  mentre  insegnava  al  popolo  nel tempio e annunziava la

      parola di Dio,  si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli scribi con gli

      anziani e si rivolsero a lui dicendo:

      "Dicci  con  quale  autorit  fai  queste  cose o chi  che ti ha dato

      questa autorit".

      E Ges disse loro: "Vi far anch'io una domanda e voi rispondetemi:

      il battesimo di Giovanni veniva dal Cielo o dagli uomini?

      Allora essi discutevano fra loro: "Se diciamo 'dal Cielo', risponder:

      'Perch non gli avete creduto?'.

      E se diciamo 'dagli uomini',  tutto il popolo ci  lapider,  perch  

      convinto che Giovanni  un profeta".

      Risposero perci di non saperlo.

      E  Ges  disse  loro:  "Nemmeno  io  vi dico con quale autorit faccio

      queste cose".


      Poi cominci a dire al popolo questa parabola:  "Un  uomo  piant  una

      vigna,  l'affid  a  dei  coltivatori  e  se ne and lontano per molto

      tempo.

      A suo tempo, mand un servo da quei coltivatori perch gli dessero una

      parte del raccolto della vigna.  Ma i coltivatori lo percossero  e  lo

      rimandarono a mani vuote.

      Mand un altro servo,  ma percossero anche questo, lo insultarono e lo

      rimandarono a mani vuote

      Ne mand ancora un terzo, ma ferirono anche questo e lo cacciarono.

      Disse allora il padrone della vigna: 'Che devo fare?  Mander  il  mio

      unico figlio; forse di lui avranno rispetto'.

      Quando lo videro,  i coltivatori discutevano fra loro dicendo: 'Costui

       l'erede. Uccidiamolo e l'eredita sar nostra'.

      E lo buttarono fuori della vigna e l'uccisero.  Che cosa far dunque a

      costoro il padrone della vigna?

      Verr  e  mander  a  morte  quei coltivatori,  e affider la vigna ad

      altri". Ma essi, udito ci, esclamarono: "Non sia mai!".

      Allora egli si volse verso di loro e disse: "Che cos' dunque ci  che

        scritto:  'La  pietra  che i costruttori hanno scartato  diventata

      pietra angolare'?

      Chiunque cadr su  quella  pietra,  si  sfraceller;  e  a  chi  cadr

      addosso, lo stritoler".

      Gli  scribi  e i sommi sacerdoti cercarono allora di mettergli le mani

      addosso,  ma ebbero  paura  del  popolo.  Avevano  capito  che  quella

      parabola l'aveva detta per loro.

      Si posero in osservazione,  mandarono delle spie che dovevano fingersi

      persone oneste,  per coglierlo  in  fallo  nelle  sue  parole,  e  poi

      consegnarlo all'autorit e al potere del governatore.

      Questi  lo  interrogarono: "Maestro,  sappiamo che parli e insegni con

      rettitudine e non guardi in faccia a nessuno,  ma che insegni  secondo

      verit la via di Dio.

      E' lecito che noi paghiamo il tributo a Cesare?".

      Conoscendo la loro malizia, disse:

      "Mostratemi  un  denaro:  di  chi  sono  l'immagine  e l'iscrizione?".

      Risposero: "Di Cesare".

      Ed egli disse: "Rendete dunque a Cesare quel che  di Cesare,  e a Dio

      quel che  di Dio".

      Cos non poterono coglierlo in fallo davanti al popolo e, meravigliati

      della sua risposta, tacquero.


      Si  avvicinarono  poi    lui  alcuni  sadducei,   i  quali  negano  la

      risurrezione, e gli posero questa domanda:

      "Maestro,  Mos ci ha prescritto: 'Se a qualcuno muore un fratello che

      ha moglie,  ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una

      discendenza al proprio fratello'.

      C'erano dunque sette fratelli. Il primo, dopo avere preso moglie, mor

      senza figli.

      Allora la prese il secondo

      e poi il terzo e cos tutti e sette;  e morirono tutti senza  lasciare

      figli.

      Per ultima anche la donna mor.

      Questa donna dunque,  nella risurrezione,  di chi sar moglie?  Poich

      tutti e sette l'hanno avuta come moglie".

      Ges rispose: "I figli di questo  mondo  prendono  moglie  e  prendono

      marito;

      ma   quelli   che  sono  giudicati  degni  dell'altro  mondo  e  della

      risurrezione dai morti, non prendono moglie n marito;

      e nemmeno possono pi  morire,  perch  sono  uguali  agli  angeli  e,

      essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.

      Che poi i morti risorgono,   stato indicato anche da Mos a proposito

      del roveto, quando chiama il Signore: 'Dio di Abramo,  Dio di Isacco e

      Dio di Giacobbe'.

      Dio non  Dio dei morti, ma dei vivi; perch tutti vivono per lui".

      Dissero allora alcuni scribi: "Maestro, hai parlato bene".

      E non osavano pi fargli alcuna domanda.


      Egli  poi  disse  loro:  "Come  mai  dicono  che il Cristo  figlio di

      Davide,

      se Davide stesso nel libro dei Salmi dice: 'Ha detto il Signore al mio

      Signore: siedi alla mia destra,

      finch io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi'?

      Davide dunque lo chiama Signore; perci come pu essere suo figlio?".


      E mentre tutto il popolo ascoltava, disse ai discepoli:

      Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e  hanno

      piacere  di  essere  salutati nelle piazze,  avere i primi seggi nelle

      sinagoghe e i primi posti nei banchetti;

      divorano le  case  delle  vedove  e  per  farsi  vedere  fanno  lunghe

      preghiere. Essi riceveranno una condanna pi severa.


      21.

      Alzati  gli  occhi,  vide  alcuni  che  gettavano  le loro offerte nel

      tesoro.

      Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli,

      e disse: "In verit vi dico: questa vedova,  povera,  ha messo pi  di

      tutti.

      Tutti costoro, infatti, hanno deposto come offerta del loro superfluo;

      questa  invece  nella  sua  miseria  ha  dato  tutto  quanto aveva per

      vivere".


      Mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle  pietre  e  dei  doni

      votivi che lo adornavano, disse:

      "Verranno  giorni  in cui,  di tutto quello che ammirate,  non rester

      pietra su pietra che non venga distrutta".


      Gli domandarono: "Maestro, quando avverr questo e quale sar il segno

      che ci sta per compiersi?".

      Rispose: "Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il

      mio nome dicendo: 'Sono io', e: 'Il tempo  vicino'; non seguiteli!

      Quando  sentirete  parlare  di  guerre  e  di  rivoluzioni,   non   vi

      terrorizzate.  Devono infatti accadere prima queste cose,  ma non sar

      subito la fine".

      Poi disse loro: "Si sollever popolo  contro  popolo  e  regno  contro

      regno,   e  vi  saranno  di  luogo  in  luogo  terremoti,  carestie  e

      pestilenze;  vi saranno anche fatti terrificanti e  grandi  segni  dal

      cielo.

      Ma  prima  di  tutto  questo,  metteranno  le  mani  su  di  voi  e vi

      perseguiteranno,   consegnandovi  alle  sinagoghe  e  alle   prigioni,

      trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

      Questo vi dar occasione di rendere testimonianza.

      Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;

      io  vi  dar  lingua  e  sapienza,  a cui tutti i vostri avversari non

      potranno resistere n combattere.

      Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli

      amici, e metteranno a morte alcuni di voi;

      sarete odiati da tutti per causa del mio nome.

      Ma nemmeno un capello del vostro capo andr perduto.

      Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime".


      "Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora

      che la sua devastazione  vicina.

      Allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano  sui  monti,  quelli

      che  sono dentro la citt se ne allontanino,  e quelli in campagna non

      tornino in citt;

      saranno infatti giorni di vendetta,  perch  tutto  ci  che    stato

      scritto si compia.

      Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perch vi

      sar grande calamit nel paese e ira contro questo popolo.

      Cadranno  a  fil  di  spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i

      popoli;  Gerusalemme sar calpestata dai pagani  finch  i  tempi  dei

      pagani siano compiuti".


      "Vi saranno segni nel sole,  nella luna e nelle stelle,  e sulla terra

      angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,

      mentre gli uomini moriranno per la paura e per  l'attesa  di  ci  che

      dovr  accadere  sulla  terra.  'Le potenze dei cieli' infatti saranno

      sconvolte.

      Allora vedranno 'il Figlio dell'uomo venire su una nube' con potenza e

      gloria grande.

      Quando cominceranno ad accadere queste  cose,  alzatevi  e  levate  il

      capo, perch la vostra liberazione  vicina".

      E disse loro una parabola: "Guardate il fico e tutte le piante;

      quando  germogliano,  guardandoli  capite  da  voi  stessi  che  ormai

      l'estate  vicina.

      Cos pure,  quando vedrete accadere queste cose sappiate che il  regno

      di Dio  vicino.

      In  verit vi dico: non passer questa generazione prima che tutto ci

      sia avvenuto.

      Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno".


      "State bene attenti che  i  vostri  cuori  non  si  appesantiscano  in

      dissipazioni,  ubriachezze e affanni della vita, e che quel giorno non

      vi piombi addosso improvviso;

      come un laccio esso si abbatter su tutti  quelli  che  abitano  sulla

      faccia di tutta la terra.

      Vegliate  e pregate in ogni momento,  per avere la forza di sfuggire a

      tutto ci che deve  accadere,  e  di  presentarvi  davanti  al  Figlio

      dell'uomo".


      Durante il giorno insegnava nel tempio,  la notte usciva e se ne stava

      all'aperto sul monte detto degli Ulivi.

      E di buon mattino  tutto  il  popolo  veniva  a  lui  nel  tempio  per

      ascoltarlo.


      22.

      Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua,

      e  i  sommi  sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo,

      poich temevano il popolo.

      Allora Satana entr in Giuda, detto Iscariota,  che era nel numero dei

      Dodici.

      Ed  egli and a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie

      sul modo di consegnarlo nelle loro mani.

      Quelli si rallegrarono e furono d'accordo di dargli del denaro.

      Egli fu d'accordo e cercava la buona occasione per consegnarglielo  di

      nascosto dalla folla.


      Venne il giorno degli Azzimi,  nel quale si doveva immolare la vittima

      di Pasqua.

      Ges mand Pietro e Giovanni dicendo: "Andate a preparare per  noi  la

      Pasqua, perch possiamo mangiare".

      Gli chiesero: "Dove vuoi che la prepariamo?".

      Ed  lui  rispose: "Appena entrati in citt,  vi verr incontro un uomo

      che porta una brocca d'acqua. Seguitelo nella casa dove entrer

      e direte al padrone di casa: 'Il Maestro ti dice: Dov' la  stanza  in

      cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli?'.

      Egli vi mostrer una sala al piano superiore,  grande e addobbata;  l

      preparate".

      Essi andarono e trovarono tutto come  aveva  detto  e  prepararono  la

      Pasqua.


      Quando venne l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,

      e  disse:  "Ho  desiderato  ardentemente di mangiare questa Pasqua con

      voi, prima della mia passione,

      perch vi dico: non la manger pi,  finch essa  non  si  compia  nel

      regno di Dio".

      E  preso  un calice,  rese grazie e disse: "Prendetelo e distribuitelo

      tra voi,

      perch vi dico: da questo momento non berr pi del frutto della  vite

      finch non venga il regno di Dio".


      Poi  preso  un pane,  rese grazie,  lo spezz e lo diede loro dicendo:

      "Questo  il mio corpo che  dato per voi;  fate questo in memoria  di

      me".

      Allo stesso modo,  dopo avere cenato, prese il calice dicendo: "Questo

      calice  la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi".


      "Ma ecco, la mano di chi mi tradisce  con me, sulla tavola.

      Il Figlio dell'uomo se ne va,  secondo quanto  stabilito;  ma guai  a

      quell'uomo dal quale  tradito!".

      Allora  essi  cominciarono  a domandarsi a vicenda chi di loro avrebbe

      fatto ci.


      Sorse anche una discussione su chi di loro poteva  essere  considerato

      il pi grande.

      Egli  disse:  "I re delle nazioni le governano,  e quelli che hanno il

      potere su di esse si fanno chiamare benefattori".

      Per voi per non sia cos; ma chi  il piu grande tra voi diventi come

      il pi piccolo, e chi governa come colui che serve.

      Infatti chi  pi grande: chi sta a tavola o chi serve?  Non    forse

      quello  che sta a tavola?  Eppure io sto in mezzo a voi come colui che

      serve".


      "Voi siete quelli che hanno perseverato con me nelle mie prove;

      e io preparo per voi un regno, come il Padre l'ha preparato per me,

      perch possiate mangiare e bere  alla  mia  tavola  nel  mio  regno  e

      siederete in trono per giudicare le dodici trib di Israele".


      "Simone,  Simone!  Ecco,  Satana  vi  ha cercato per vagliarvi come il

      grano;

      ma io ho pregato per te,  che non venga meno la tua fede;  e  tu,  una

      volta tornato a me, conferma i tuoi fratelli.

      E Pietro gli disse: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione

      e alla morte".

      Gli rispose: "Pietro,  io ti dico: non canter oggi il gallo prima che

      tu per tre volte avrai negato di conoscermi".


      Poi disse: "Quando vi ho mandato senza borsa n bisaccia,  n sandali,

      vi  forse mancato qualcosa?". Risposero: "Nulla".

      Ed  egli  soggiunse: "Ma ora,  chi ha una borsa la prenda,  e cos una

      bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.

      Perch vi dico: deve compiersi in me questa  parola  della  Scrittura:

      'Ed    stato  messo  tra  i malfattori'.  Infatti tutto quello che mi

      riguarda volge al suo termine".

      Ed essi dissero: "Signore,  ecco qui  due  spade".  Ma  egli  rispose:

      "Basta!".


      Uscito  se  ne  and,  come al solito,  al monte degli Ulivi;  anche i

      discepoli lo seguirono.

      Giunto  sul  posto,   disse  loro:  "Pregate,   per  non  entrare   in

      tentazione".

      Poi  si  allontan da loro quasi un tiro di sasso e,  inginocchiatosi,

      pregava:

      "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!  Per non sia fatta la

      mia, ma la tua volont".

      Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo.

      In  preda  all'angoscia,  pregava  pi  intensamente;  e il suo sudore

      divent come gocce di sangue che cadevano a terra.

      Poi,  rialzatosi dalla preghiera,  and dai discepoli e li  trov  che

      dormivano per la tristezza.

      E  disse loro: "Perch dormite?  Alzatevi e pregate per non entrare in

      tentazione".


      Mentre egli ancora parlava,  ecco una turba  di  gente;  li  precedeva

      quello che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si avvicin a Ges per

      baciarlo.

      Ges gli disse: "Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?".

      Allora  quelli che erano con lui,  vedendo ci che stava per accadere,

      dissero: "Signore, dobbiamo colpire con la spada?".

      E uno di loro  colp  il  servo  del  sommo  sacerdote  e  gli  stacc

      l'orecchio destro.

      Ma  Ges  intervenne dicendo: "Lasciate,  basta cos!".  E toccandogli

      l'orecchio, lo guar.

      Poi Ges disse  a  coloro  che  erano  venuti  contro  di  lui,  sommi

      sacerdoti,  capi delle guardie del tempio e anziani: "Siete usciti con

      spade e bastoni come contro un brigante?

      Ogni giorno ero con voi nel tempio,  e non avete steso le mani  contro

      di me; ma questa  la vostra ora,  l'impero delle tenebre".


      Dopo averlo preso, lo portarono via e lo fecero entrare nella casa del

      sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.

      Poich  avevano  acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti

      attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro.

      Vedendolo seduto presso la fiamma,  una serva lo fiss e disse: "Anche

      questo era con lui!".

      Ma egli neg dicendo: "Donna, non lo conosco!".

      Poco dopo un altro lo vide e disse: "Anche tu sei di loro!". Ma Pietro

      rispose: "No, non lo sono!".

      Passata circa un'ora, un altro insisteva: "In verit, anche questo era

      con lui,  anche lui un galileo".

      Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante,

      mentre ancora parlava, un gallo cant.

      Allora il Signore si volt,  guard Pietro,  e Pietro si ricord delle

      parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi

      mi rinnegherai tre volte".

      E uscito, pianse amaramente.

      Frattanto gli uomini che avevano in custodia Ges lo schernivano e  lo

      percuotevano,

      lo bendavano e gli dicevano: "Indovina: chi ti ha colpito?".

      E molti altri insulti dicevano contro di lui.


      Appena fu giorno,  si riun il consiglio degli anziani del popolo, con

      i sommi sacerdoti e gli scribi.  Lo condussero davanti al  sinedrio  e

      gli dissero:

      "Se  tu sei il Cristo,  diccelo!".  Ges rispose: "Anche se ve lo dico

      non mi crederete;

      se vi interrogo, non mi risponderete.

      Ma da questo momento 'il Figlio dell'uomo  star  seduto  alla  destra

      della potenza di Dio'".

      Allora  tutti esclamarono: "Tu dunque sei il Figlio di Dio?".  Ed egli

      disse loro: "Lo dite voi stessi: io lo sono".

      Risposero: "Che bisogno abbiamo  ancora  di  testimonianza?  L'abbiamo

      udito noi stessi dalla sua bocca".


      23.

      Tutta l'assemblea si alz, lo condussero da Pilato

      e  cominciarono ad accusarlo: "Abbiamo trovato costui che sobillava il

      nostro popolo, impediva di dare tributi a Cesare e affermava di essere

      il Cristo re".

      Pilato lo interrog: "Sei tu il re dei Giudei?".  Ed egli rispose: "Tu

      lo dici".

      Ma  Pilato  disse  ai sommi sacerdoti e alla folla: "Non trovo nessuna

      colpa in quest'uomo".

      Ma essi insistevano: "Costui solleva il popolo,  insegnando per  tutta

      la Giudea, dopo avere cominciato dalla Galilea fino a qui".

      Udito ci, Pilato domand se era galileo

      e,  saputo  che apparteneva al territorio di Erode,  lo mand da Erode

      che in quei giorni si trovava lui pure a Gerusalemme.


      Vedendo Ges, Erode si rallegr molto perch da molto tempo desiderava

      vederlo per  averne  sentito  parlare  e  sperava  di  vedere  qualche

      miracolo fatto da lui.

      Lo interrog con molte domande, ma Ges non gli rispose nulla.

      C'erano  l  anche  i sommi sacerdoti e gli scribi e lo accusavano con

      insistenza.

      Allora Erode,  con i suoi soldati,  lo insult e lo  schern,  poi  lo

      rivest di una splendida veste e lo rimand da Pilato.

      In  quel giorno Erode e Pilato diventarono amici;  prima infatti c'era

      stata inimicizia tra loro.


      Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorit e il popolo,

      disse: "Mi avete portato quest'uomo come sobillatore del popolo; ecco,

      l'ho esaminato davanti a voi,  ma non ho trovato in lui nessuna  colpa

      di quelle di cui lo accusate;

      e neanche Erode: infatti ce lo ha rimandato.  Ecco,  egli non ha fatto

      nulla che meriti la morte.

      Perci dopo averlo severamente castigato, lo rilascer".

      Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte quest'uomo!  Dacci

      libero Barabba!".

      Questi  era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in citt

      e per aver ucciso un uomo.

      Pilato parl loro di nuovo, volendo rilasciare Ges.

      Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!".

      Ed egli,  per la terza volta,  disse  loro:  "Ma  che  male  ha  fatto

      quest'uomo?  Non  ho  trovato  nulla  in  lui che meriti la morte.  Lo

      castigher severamente e poi lo rilascer".

      Essi per insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e

      le loro grida crescevano.   Pilato allora decise che la loro richiesta

      fosse eseguita.

      Rilasci quello che era stato messo in carcere per sommossa e per aver

      ucciso  un  uomo  e che essi richiedevano,  e abbandon Ges alla loro

      volont.


      Mentre lo portavano via,  presero un certo Simone di Cirene che veniva

      dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Ges.

      Lo  seguiva  una grande folla di popolo e di donne che si battevano il

      petto e facevano lamenti su di lui.

      Ma Ges, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non

      piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.

      Ecco,  verranno giorni nei quali si dir: "Beate le sterili e i grembi

      che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato".

      Allora  cominceranno  a dire ai monti: 'Cadete su di noi!' e ai colli:

      'Copriteci!'.

      Perch se trattano cos il legno verde, che avverr del legno secco?".

      Venivano condotti insieme con lui  anche  due  malfattori  per  essere

      giustiziati.


      Quando  arrivarono al luogo detto Cranio,  l crocifissero lui e i due

      malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.

      Ges diceva: "Padre, perdona loro, perch non sanno quello che fanno".

      'Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte'.

      Il popolo stava a guardare,  i capi invece lo schernivano dicendo: "Ha

      salvato  gli  altri,  salvi se stesso,  se  il Cristo di Dio,  il suo

      eletto".

      Anche i soldati lo schernivano,  e si avvicinavano a lui per porgergli

      dell'aceto, e dicevano:

      "Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!".

      C'era  anche  una  scritta,  sopra  il  suo  capo: "Questi  il re dei

      Giudei".

      Uno dei malfattori appesi alla croce lo  insultava:  "Non  sei  tu  il

      Cristo? Salva te stesso e anche noi!".

      Ma  l'altro  lo  rimproverava:  "Neanche tu hai timore di Dio,  bench

      condannato alla stessa pena?

      Noi giustamente, perch riceviamo il giusto per le nostre azioni,  lui

      invece non ha fatto nulla di male".

      E aggiunse: "Ges, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!".

      Gli rispose: "In verit ti dico: oggi sarai con me nel paradiso".


      Era  verso  mezzogiorno  quando  il  sole si ecliss e si fece buio su

      tutta la terra fino alle tre del pomeriggio.

      Il velo del tempio si squarci nel mezzo.

      Ges, gridando a gran voce, disse: "Padre,  nelle tue mani consegno il

      mio spirito!". Detto questo spir.

      Visto  ci  che era accaduto il centurione glorificava Dio: "Veramente

      quest'uomo era giusto".

      Anche  tutte  le  folle  che  erano  accorse  per  questo  spettacolo,

      ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano battendosi il petto.

      Tutti  i suoi conoscenti assistevano da lontano e cos le donne che lo

      avevano  seguito  fin   dalla   Galilea,   osservando   tutti   questi

      avvenimenti.


      C'era un uomo di nome Giuseppe,  membro del sinedrio,  persona buona e

      giusta.

      Non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri.  Egli  era

      di Arimatea, una citt dei Giudei, e aspettava il regno di Dio.

      Si present a Pilato e chiese il corpo di Ges.

      Lo  cal  dalla  croce,  lo  avvolse in un lenzuolo e lo depose in una

      tomba scavata nella roccia dove nessuno era stato ancora deposto.

      Era il giorno della Parasceve e gi splendevano le luci del sabato.

      Le donne che erano venute con Ges dalla Galilea  seguivano  Giuseppe;

      esse osservarono la tomba e come era stato deposto il corpo di Ges,

      poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati.  Il giorno

      di sabato osservarono il riposo, secondo il comandamento.


      24.

      Il primo giorno dopo il sabato,  di buon  mattino,  si  recarono  alla

      tomba, portando con s gli aromi che avevano preparato.

      Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro;

      ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Ges.

      Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in

      vesti sfolgoranti.

      Essendosi  le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra,  essi

      dissero loro: "Perch cercate tra i morti colui che  vivo?

      Non  qui,   risorto.  Ricordatevi come vi parl quando era ancora in

      Galilea,

      dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano

      ai peccatori, che fosse crocifisso e risorgesse il terzo giorno".

      Ed esse si ricordarono delle sue parole

      e,  tornate  dal  sepolcro,  annunziarono tutto questo agli Undici e a

      tutti gli altri.

      Erano Maria di Mgdala,  Giovanna e Maria di Giacomo.  Anche le  altre

      che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

      Quelle  parole  parvero  loro come un vaneggiamento e non credettero a

      esse.

      Pietro per corse al sepolcro e chinandosi vide solo le bende. E torn

      a casa pieno di stupore per l'accaduto.


      Ed ecco, in quello stesso giorno,  due di loro erano in cammino per un

      villaggio di nome Emmaus, distante circa sette miglia da Gerusalemme,

      e parlavano di tutto quello che era accaduto.

      Mentre discorrevano e discutevano insieme, Ges in persona si avvicin

      e camminava con loro.

      Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.

      Ed  egli  disse  loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra

      voi durante il cammino?". Si fermarono, con il volto triste;

      uno di loro, di nome Clopa, gli disse: "Tu solo sei cos forestiero a

      Gerusalemme da non sapere ci che  accaduto in questi giorni?".

      Domand: "Che cosa?".  Gli risposero: "Tutto  ci  che  riguarda  Ges

      Nazareno,  che fu profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e

      a tutto il popolo;

      come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato  per  farlo

      condannare a morte e poi lo hanno crocifisso.

      Noi  speravamo  che  fosse lui a liberare Israele;  con tutto ci sono

      passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.

      Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; essendosi recate al

      mattino al sepolcro

      e non avendo trovato il suo corpo,  sono venute a dirci di avere avuto

      anche una visione di angeli, i quali affermano che egli  vivo.

      Alcuni  dei  nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato tutto come

      avevano detto le donne, ma lui non lo hanno visto".

      Ed egli disse loro: "Stolti e tardi di cuore nel credere  alla  parola

      dei profeti!

      Non  bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare

      nella sua gloria?".

      E cominciando da Mos e da tutti i profeti spieg  loro  in  tutte  le

      Scritture ci che si riferiva a lui.

      Quando furono vicini al villaggio dov'erano diretti, egli fece come se

      dovesse andare pi lontano.

      Ma essi insistettero: "Resta con noi perch si fa sera e il giorno gi

      volge al declino". Egli entr per rimanere con loro.

      Quando fu a tavola con loro,  prese il pane,  disse la benedizione, lo

      spezz e lo diede loro.

      Ed ecco si aprirono i loro occhi e lo riconobbero.  Ma lui spar dalla

      loro vista.

      Ed  essi  si  dissero  l'un l'altro: "Non ci ardeva forse il cuore nel

      petto mentre conversava con noi lungo il cammino,  quando ci  spiegava

      le Scritture?".

      E  partirono  senza  indugio  e  fecero  ritorno  a Gerusalemme,  dove

      trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro,

      i quali dicevano: "Davvero  il  Signore    risorto  ed    apparso  a

      Simone".

      Essi  poi  riferirono  ci  che  era  accaduto  lungo la via e come lo

      avevano riconosciuto nello spezzare il pane.


      Mentre essi parlavano di queste cose, Ges in persona apparve in mezzo

      a loro e disse: "Pace a voi!".

      Stupiti e spaventati, credevano di vedere un fantasma.

      Ma egli disse: "Perch siete  turbati,  e  perch  sorgono  dubbi  nel

      vostro cuore?

      Guardate  le  mie  mani  e i miei piedi: sono proprio io!  Toccatemi e

      guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho".

      Dicendo questo, mostr loro le mani e i piedi.

      Ma  poich  per  la  grande  gioia  ancora  non  credevano  ed   erano

      stupefatti, disse: "Avete qui qualcosa da mangiare?".

      Gli offrirono un po' di pesce arrostito,

      egli lo prese e lo mangi davanti a loro.

      Poi  disse: "Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con

      voi: bisogna che si compiano tutte le cose  scritte  su  di  me  nella

      Legge di Mos, nei Profeti e nei Salmi".

      Allora apr la loro mente all'intelligenza delle Scritture e disse:

      "Cos  sta  scritto:  il  Cristo dovr patire e risorgere dai morti il

      terzo giorno

      e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti  il  cambiamento  di

      vita e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

      Di questo voi siete testimoni.

      E  io  mander  su di voi quello che il Padre mio ha promesso;  ma voi

      restate in citt,  fino a  quando  non  sarete  rivestiti  di  potenza

      dall'alto".


      Poi li condusse fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse.

      Mentre li benediceva, si stacc da loro e fu portato verso il cielo.

      Ed  essi,  dopo  averlo  adorato,  tornarono  a Gerusalemme con grande

      gioia;

      e stavano sempre nel tempio lodando Dio.














      VANGELO SECONDO GIOVANNI.


      1.

      In principio era il Verbo,  e il Verbo era presso Dio,  e il Verbo era

      Dio.

      Egli era in principio presso Dio.

      Tutto    stato fatto per mezzo di lui,  e senza di lui niente  stato

      fatto di tutto ci che esiste.

      In lui era la vita e la vita era luce per gli uomini;

      la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno vinta.


      Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.

      Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,  perch

      tutti credessero per mezzo di lui.

      Egli non era la luce, ma doveva rendere testimonianza alla luce.

      Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

      Egli  era nel mondo,  e il mondo fu fatto per mezzo di lui,  eppure il

      mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente, ma i suoi non lo hanno

      accolto.

      A quanti per lo hanno accolto,  ha dato potere di diventare figli  di

      Dio, a quelli che credono nel suo nome,

      i quali non da sangue, n da volere di carne, n da volere di uomo, ma

      da Dio sono stati generati.

      E  il  Verbo  si fece carne e venne a piantare la sua tenda in mezzo a

      noi; e noi vedemmo la sua gloria,  gloria come di Unigenito del Padre,

      pieno di grazia e di verit.


      Giovanni  gli  rende  testimonianza  e  grida:  "Ecco l'uomo di cui io

      dissi: 'Colui che viene dopo di me mi   passato  avanti,  perch  era

      prima di me'".

      Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.

      Perch  la  Legge fu data per mezzo di Mos,  ma la grazia e la verit

      vennero per mezzo di Ges, il Cristo.

      Dio nessuno lo ha mai visto;  proprio il Figlio unigenito,  che   nel

      seno del Padre, lui ce l'ha fatto conoscere.


      E questa  la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono

      da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: "Chi sei tu?".

      Egli confess e non neg, e confess: "Io non sono il Cristo".

      Allora  gli chiesero: "Che cosa dunque?  Sei Ela?".  Rispose: "Non lo

      sono". "Sei tu il profeta?". Rispose: "No" .

      Gli dissero dunque: "Chi sei?  Perch possiamo  dare  una  risposta  a

      quelli che ci hanno mandati. Che cosa dici di te stesso?".

      Rispose:  "Io sono voce di uno che grida nel deserto 'Preparate la via

      del Signore', come disse il profeta Isaia".

      Essi erano stati mandati da parte dei farisei.

      Lo interrogarono e gli dissero: "Perch dunque battezzi se tu non  sei

      il Cristo, n Ela, n il profeta?".

      Giovanni  rispose loro: "Io battezzo con acqua,  ma in mezzo a voi sta

      uno che voi non conoscete,

      uno che viene dopo di me,  al quale io non sono degno di sciogliere il

      laccio del sandalo".

      Questo avvenne in Betania,  al di l del Giordano, dove Giovanni stava

      battezzando.


      Il giorno dopo,  Giovanni,  vedendo Ges venire verso  di  lui  disse:

      "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo.

      Ecco  quello  di  cui  io  dissi:  'Dopo  di me viene un uomo che mi 

      passato avanti perch era prima di me'.

      Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perch egli

      fosse fatto conoscere a Israele".

      Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho  visto  lo  Spirito  scendere

      come una colomba dal cielo e posarsi su di lui.

      Io  non  lo conoscevo,  ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi

      aveva detto: 'L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo  Spirito,

       lui che battezza in Spirito Santo'.

      E lo ho visto e ho reso testimonianza che questi  il Figlio di Dio".


      Il giorno dopo, Giovanni stava ancora l con due dei suoi discepoli

      e,  fissando  lo sguardo su Ges che passava disse: "Ecco l'Agnello di

      Dio!".

      E i due discepoli, sentendolo parlare cos, seguirono Ges.

      Ges allora  si  volt,  e  vedendo  che  lo  seguivano,  disse:  "Che

      cercate?".   Gli  risposero:  "Rabb  (che  significa  Maestro),  dove

      abiti?".

      Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava,

      e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

      Uno dei due che avevano udito le  parole  di  Giovanni  e  lo  avevano

      seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro.

      Egli  incontr  per  primo  suo  fratello Simone e gli disse: "Abbiamo

      trovato il Messia (che significa il Cristo),

      e lo accompagn da Ges. Ges,  fissando lo sguardo su di lui,  disse:

      "Tu  sei Simone,  il figlio di Giovanni;  ti chiamerai Cefa: (che vuol

      dire Pietro)".

      Il giorno dopo,  Ges aveva  stabilito  di  partire  per  la  Galilea;

      incontr Filippo e gli disse: "Seguimi!":

      Filippo era di Betsida, la citt di Andrea e di Pietro.

      Filippo  incontr  Natanaele  e  gli disse: "Abbiamo trovato colui del

      quale hanno scritto Mos nella Legge e  i  Profeti:  Ges,  figlio  di

      Giuseppe di Nazaret".

      Natanaele  esclam:  "Da  Nazaret  pu mai venire qualcosa di buono?".

      Filippo gli rispose: "Vieni e vedi".

      Ges  intanto,  visto  Natanaele,  disse  di  lui:  "Ecco  davvero  un

      Israelita in cui non c' falsit".

      Natanaele  gli  domand: "Come mi conosci?".  Gli rispose Ges: "Prima

      che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico".

      Gli replic Natanaele: "Rabb,  tu sei il Figlio di Dio,  tu sei il re

      di Israele!".

      Rispose  Ges:  "Perch  ti  ho  detto  che ti ho visto sotto il fico,

      credi? Vedrai cose maggiori di queste".

      Poi gli disse: "In verit,  in verit  vi  dico:  vedrete  il  'cielo'

      aperto e 'gli angeli di Dio salire e scendere' sul Figlio dell'uomo".


      2.

      Tre  giorni  dopo,  ci  fu  un matrimonio a Cana di Galilea e c'era la

      madre di Ges.

      Fu invitato alle nozze anche Ges con i suoi discepoli.

      Nel frattempo,  venuto a mancare il vino,  la madre di Ges gli disse:

      "Non hanno pi vino".

      E Ges rispose: "Donna,  Cce ho da fare con te? Non  ancora giunta la

      mia ora".

      La madre dice ai servi: "Fate quello che vi dir".

      C'erano l sei giare  di  pietra  per  la  purificazione  dei  Giudei,

      contenenti ciascuna due o tre barili.

      E  Ges disse loro: "Riempite d'acqua le giare";  e le riempirono fino

      all'orlo.

      Disse loro di nuovo: "Ora attingete e  portatene  al  capotavola".  Ed

      essi gliene portarono.

      E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino,  il capotavola, che non

      sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i  servi  che  avevano  attinto

      l'acqua) chiam lo sposo

      e gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono e,  quando sono

      un po' brilli quello meno buono;  tu invece hai conservato fino a  ora

      il vino buono".

      Cos Ges diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea,  manifest

      la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

      Dopo questo fatto,  discese a Cafrnao insieme con sua  madre  i  suoi

      fratelli e i suoi discepoli, e si fermarono l solo pochi giorni.


      Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei, e Ges sal a Gerusalemme.

      Trov  nel  tempio  gente  che  vendeva  buoi,  pecore e colombe,  e i

      cambiamonete seduti al banco.

      Fatta allora una frusta di cordicelle,  scacci tutti fuori del tempio

      con le pecore e i buoi;  gett a terra il denaro dei cambiamonete e ne

      rovesci i banchi,

      e ai venditori di colombe disse: "Portate via queste cose e  non  fate

      della casa del Padre mio un luogo di mercato".

      I discepoli si ricordarono che sta scritto: 'L'amore per la tua casa 

      come un fuoco che mi consuma'.

      Allora  i  Giudei  presero  la  parola  e gli dissero: "Quale segno ci

      mostri per fare queste cose?".

      Rispose Ges: "Distruggete questo tempio  e  in  tre  giorni  lo  far

      risorgere".

      Gli  dissero  allora  i  Giudei:  "Questo  tempio  stato costruito in

      quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?".

      Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

      Quando poi fu risorto dai morti,  i suoi discepoli si ricordarono  che

      aveva  detto questo e credettero alla Scrittura e alla parola detta da

      Ges.


      Mentre era a Gerusalemme  per  la  Pasqua  durante  la  festa,  molti,

      vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome.

      Ges per non si fidava di loro perch conosceva tutti

      e  non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro:

      egli infatti sapeva quello che c' in ogni uomo.


      3.

      C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei.

      Egli and da Ges, di notte, e gli disse: "Rabb,  sappiamo che sei un

      maestro venuto da Dio;  nessuno infatti pu fare i segni che tu fai se

      Dio non  con lui".

      Gli rispose Ges: "In verit,  in verit ti dico: se uno  non  rinasce

      dall'alto, non pu vedere il regno di Dio".

      Gli  disse  Nicodemo: "Come pu un uomo nascere quando  vecchio?  Pu

      forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?".

      Gli rispose Ges: "In verit,  in verit ti dico: se uno non nasce  da

      acqua e da Spirito non pu entrare nel regno di Dio.

      Quello  che    nato  dalla  carne    carne e quello che  nato dallo

      Spirito  spirito.

      Non ti meravigliare se ti ho detto: 'Dovete rinascere dall'alto'.

      Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,  ma  non  sai  di  dove

      viene e dove va: cos  di chiunque  nato dallo Spirito".

      Replic Nicodemo: "Come pu accadere questo?".

      Gli rispose Ges: "Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In

      verit,  in  verit  ti  dico:  noi  parliamo di quello che sappiamo e

      testimoniamo quello che abbiamo  veduto;  ma  voi  non  accogliete  la

      nostra testimonianza.

      Se vi ho parlato di cose della terra e non credete,  come crederete se

      vi parler di cose del cielo?"


      "Eppure nessuno  mai salito al cielo, fuorch il Figlio dell'uomo che

       disceso dal cielo.

      E come Mos innalz il serpente nel  deserto,  cos  bisogna  che  sia

      innalzato il Figlio dell'uomo,

      perch chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

      Dio  infatti  ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,

      perch chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna.

      Dio non ha mandato il Figlio nel mondo  per  giudicare  il  mondo,  ma

      perch il mondo si salvi per mezzo di lui.

      Chi  crede  in  lui  non    condannato  ma  chi non crede  gi stato

      condannato,  perch non ha creduto nel nome dell'unigenito  Figlio  di

      Dio.

      E  il  giudizio    questo: la luce  venuta nel mondo,  ma gli uomini

      hanno preferito le tenebre  alla  luce  perch  le  loro  opere  erano

      malvage.

      Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perch

      essa non sveli le sue opere.

      Ma  chi  opera la verit viene alla luce perch appaia chiaramente che

      le sue opere sono state fatte in Dio".


      Dopo, Ges and con i suoi discepoli nella regione della Giudea;  e l

      si trattenne con loro e battezzava.

      Anche  Giovanni  battezzava a Ennn,  vicino a Salm,  perch c'era l

      molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare.

      Giovanni, infatti, non era stato ancora imprigionato.

      Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un  giudeo

      riguardo alla purificazione.

      Andarono perci da Giovanni e gli dissero: "Rabb,  quello che era con

      te dall'altra parte del Giordano,  e al quale hai reso  testimonianza,

      ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui".

      Giovanni  rispose:  "Nessuno pu prendersi qualcosa se non gli  stato

      dato dal Cielo.

      Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: 'Non sono io il Cristo, ma

      sono stato mandato davanti a lui'.

      Chi possiede la sposa  lo  sposo;  ma  l'amico  dello  sposo,  che  

      presente  e  l'ascolta,  esulta  di  gioia alla voce dello sposo.  Ora

      questa mia gioia  compiuta.

      Egli deve crescere e io invece diminuire".


      "Chi viene dall'alto  al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra,

      appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo 

      al di sopra di tutti.

      Egli attesta ci che ha visto e udito,  eppure nessuno accetta la  sua

      testimonianza;

      chi  per  ne accetta la testimonianza,  riconosce e afferma che Dio 

      veritiero.

      Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e  d  lo

      Spirito senza misura.

      Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

      Chi  crede  nel Figlio ha la vita eterna;  chi non obbedisce al Figlio

      non vedr la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui".


      4.

      Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevano  sentito  dire:

      Ges fa pi discepoli e battezza pi di Giovanni

      - anche se non era Ges che battezzava, ma i suoi discepoli -

      lasci la Giudea e se ne and di nuovo verso la Galilea.

      Doveva perci attraversare la Samaria.

      Giunse cos a una citt della Samara chiamata Sicr,  vicina al campo

      che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

      qui c'era il pozzo di  Giacobbe.  Ges  dunque,  stanco  del  viaggio,

      sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

      Arriv  intanto una donna di Samaria a prendere acqua.  Le disse Ges:

      "Dammi da bere".

      I suoi discepoli infatti erano andati in citt  a  fare  provvista  di

      cibi.

      Ma  la Samaritana gli disse: "Come mai tu,  che sei giudeo,  chiedi da

      bere a me, che sono una donna samaritana?". I Giudei infatti non hanno

      buoni rapporti con i Samaritani.

      Ges le rispose: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi   quello  che

      ti  dice: 'Dammi da bere',  tu stessa saresti stata a chiedergliene ed

      egli ti avrebbe dato acqua viva".

      Gli disse la donna: "Signore,  tu non hai un mezzo per attingere e  il

      pozzo  profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva?

      Sei  tu forse pi grande del nostro padre Giacobbe che ci diede questo

      pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?".

      Rispose Ges: "Chiunque beve di quest'acqua avr di nuovo sete;

      ma chi beve dell'acqua che io gli dar,  non avr mai pi sete;  anzi,

      l'acqua  che  io  gli  dar  diventer  in  lui  sorgente di acqua che

      zampilla per la vita eterna".

      "Signore, gli disse la donna,  dammi di quest'acqua,  perch non abbia

      pi sete e non continui a venire qui a prendere acqua".

      Le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".

      Rispose  la  donna:  "Non ho marito".  Le disse Ges: "Hai detto bene:

      'Non ho marito';

      infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non  tuo marito;

      in questo hai detto il vero". Gli replic la donna: "Signore, vedo che

      tu sei un profeta.

      I nostri padri hanno adorato Dio su questo monte  e  voi  dite  che  

      Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare".

      Ges le dice: "Credimi, donna,  giunto il momento in cui n su questo

      monte, n in Gerusalemme adorerete il Padre.

      Voi  adorate  quello  che  non  conoscete,  noi  adoriamo  quello  che

      conosciamo, perch la salvezza comincia dai Giudei.

      Ma  giunto  il  momento,  ed    questo,  in  cui  i  veri  adoratori

      adoreranno  il  Padre  in  spirito e verit perch il Padre cerca tali

      adoratori.

      Dio  spirito,  e quelli che lo adorano devono adorarlo in  spirito  e

      verit".

      Gli  rispose la donna: "So che deve venire il Messia (cio il Cristo):

      quando egli verr, ci annunzier ogni cosa".

      Le disse Ges: "Sono io, che ti parlo".

      In quel momento giunsero i suoi  discepoli  e  si  meravigliarono  che

      stesse  a  discorrere  con  una  donna.  Nessuno  per gli disse: "Che

      desideri?", o "Perch parli con lei?".

      La donna intanto lasci la brocca, and in citt e disse alla gente:

      "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello  che  ho  fatto.

      Che sia forse il Messia?".

      Uscirono allora dalla citt e andarono da lui.


      Intanto i discepoli lo pregavano: "Rabb, mangia".

      Ma egli rispose: "Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete".

      E  i  discepoli  si  domandavano  l'un l'altro: "Qualcuno forse gli ha

      portato da mangiare?".

      Ges disse loro: "Il mio cibo  fare la volont di  colui  che  mi  ha

      mandato e compiere la sua opera.

      Non dite voi: 'Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura?'.

      Ecco,  io  vi  dico:  alzate i vostri occhi e guardate i campi che gi

      biondeggiano per la mietitura.

      E chi miete riceve salario e  raccoglie  frutto  per  la  vita  eterna

      perch se ne rallegrino insieme chi semina e chi miete.

      Qui infatti si avvera il detto: 'Uno semina e uno miete'.

      Io vi ho mandati a mietere ci che voi non avete lavorato; altri hanno

      lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro".


      Molti Samaritani di quella citt credettero in lui per le parole della

      donna che dichiarava: "Mi ha detto tutto quello che ho fatto".

      E  quando  i Samaritani giunsero da lui,  lo pregarono di rimanere con

      loro ed egli rest due giorni.

      Molti di pi credettero per la sua parola

      e dicevano alla donna: "Non  pi per la tua parola che noi  crediamo;

      ma  perch noi stessi abbiamo udito e sappiamo che egli  veramente il

      salvatore del mondo".


      Trascorsi i due giorni, part di l per andare in Galilea.

      Ges stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua

      patria.

      Quando per giunse in Galilea,  i  Galilei  lo  accolsero  con  gioia,

      poich  avevano  visto  tutto  quello  che  aveva  fatto a Gerusalemme

      durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa.

      And dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in

      vino.  C'era un funzionario del re,  che  aveva  un  figlio  malato  a

      Cafrnao.

      Udito che Ges era venuto dalla Giudea in Galilea, si rec da lui e lo

      preg di scendere a guarire suo figlio poich stava per morire.

      Ges gli disse: "Se non vedete segni e prodigi, voi non credete".

      Ma il funzionario del re insistette: "Signore, scendi prima che il mio

      bambino muoia!"

      Ges  gli  rispose: "Va',  tuo figlio vive".  Quell'uomo credette alla

      parola che gli aveva detto Ges e si mise in cammino.

      Proprio mentre scendeva,  gli vennero incontro i servi a dirgli:  "Tuo

      figlio vive!".

      Si inform poi a che ora aveva cominciato a stare meglio. Gli dissero:

      "Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato".

      Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Ges gli aveva detto: "Tuo

      figlio vive", e credette lui con tutta la sua famiglia.

      Questo  fu  il secondo miracolo che Ges fece tornando dalla Giudea in

      Galilea.


      5.

      Ci fu poi una festa per i Giudei, e Ges sal a Gerusalemme.

      C' a Gerusalemme,  vicino  alla  porta  delle  pecore,  una  piscina,

      chiamata in ebraico Betzat, con cinque portici,

      sotto  i  quali  giaceva  un gran numero di infermi,  ciechi,  zoppi e

      paralitici.

      (Un angelo in certi momenti scendeva nella piscina e agitava  l'acqua;

      il  primo a entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi

      malattia fosse colpito).

      Si trovava l un uomo che era malato da trentotto anni.

      Ges,  vedendolo disteso e sapendo che da molto tempo stava cos,  gli

      disse: "Vuoi guarire?".

      Gli  rispose il malato: "Signore,  non ho nessuno che mi immerga nella

      piscina quando l'acqua si  agita.  Mentre  infatti  sto  per  andarci,

      qualche altro scende prima di me".

      Ges gli disse: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina".

      E all'istante quell'uomo guar e,  preso il suo lettuccio,  cominci a

      camminare. Quel giorno per era un sabato.

      Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: "E' sabato e non ti  lecito

      prender su il tuo lettuccio". Ma egli rispose loro: "Chi mi ha guarito

      mi ha detto: 'Prendi il tuo lettuccio e cammina'".

      Gli chiesero allora: "Chi  stato a dirti: 'Prendi il tuo lettuccio  e

      cammina?'".

      Ma  colui che era stato guarito non sapeva chi fosse;  Ges infatti si

      era allontanato, essendoci folla in quel luogo.

      Poco dopo,  Ges lo trov nel  tempio  e  gli  disse:  "Ecco  che  sei

      guarito;  non  peccare pi,  perch non ti accada qualcosa di peggio".

      Quell'uomo se ne and e disse ai Giudei che era stato Ges a guarirlo.

      Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare  Ges,  perch  faceva

      tali cose di sabato.

      Ma Ges rispose loro: "Il Padre mio opera sempre e anch'io opero"

      Proprio  per questo i Giudei cercavano ancora pi di ucciderlo: perch

      non soltanto violava il sabato,  ma chiamava Dio suo Padre,  facendosi

      uguale a Dio.


      Ges  riprese  a  parlare e disse: "In verit,  in verit vi dico: "Il

      Figlio da s non pu fare nulla se non ci che vede  fare  dal  Padre;

      quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.

      Il  Padre  infatti ama il Figlio,  gli manifesta tutto quello che fa e

      gli manifester opere ancora pi grandi di queste,  e voi ne resterete

      meravigliati.

      Come il Padre risuscita i morti e d la vita,  cos anche il Figlio d

      la vita a chi vuole:

      il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso  ogni  giudizio  al

      Figlio,

      perch tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il

      Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

      In  verit,  in  verit  vi  dico: chi ascolta la mia parola e crede a

      colui che mi ha mandato,  ha la vita  eterna  e  non  va  incontro  al

      giudizio, ma  passato dalla morte alla vita.

      In verit, in verit vi dico:  venuto il momento, ed  questo, in cui

      i  morti  udranno  la  voce del Figlio di Dio,  e quelli che l'avranno

      ascoltata vivranno.

      Come infatti il Padre ha la vita in se stesso,  cos  ha  concesso  al

      Figlio di avere la vita in se stesso;

      e gli ha dato il potere di giudicare, perch  Figlio dell'uomo.

      Non vi meravigliate di questo,  poich verr l'ora in cui tutti coloro

      che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

      quanti fecero il bene per una risurrezione di vita, e quanti fecero il

      male per una risurrezione di condanna.

      Io non posso fare nulla da  me  stesso;  giudico  secondo  quello  che

      ascolto  e il mio giudizio  giusto,  perch non cerco la mia volont,

      ma la volont di colui che mi ha mandato".


      "Se fossi io a rendere testimonianza a me stesso, la mia testimonianza

      non sarebbe vera;

      ma c' un altro che mi rende testimonianza,  e so che la testimonianza

      che egli mi rende  verace.

      Voi   avete   inviato   messaggeri  da  Giovanni,   ed  egli  ha  reso

      testimonianza alla verit.

      Io non ricevo testimonianza da un uomo;  ma vi dico queste cose perch

      possiate salvarvi.

      Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per

      un momento rallegrarvi alla sua luce.

      Io  per ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere

      che il Padre mi ha dato da compiere,  quelle stesse opere che  io  sto

      facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

      E anche il Padre,  che mi ha mandato,  ha reso testimonianza di me. Ma

      voi non avete mai udito la sua voce, n avete visto il suo volto,

      e non avete la sua parola che dimora in  voi,  perch  non  credete  a

      colui che egli ha mandato.

      Voi  scrutate  le  Scritture credendo di avere in esse la vita eterna;

      ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.

      Ma voi non volete venire a me per avere la vita.

      Io non ricevo gloria dagli uomini.

      Ma io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio.

      Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non  mi  ricevete;  se  un

      altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste.

      E come potete credere,  voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e

      non cercate la gloria che viene da Dio solo?

      Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre;  c' gi chi vi

      accusa, Mos, nel quale avete riposto la vostra speranza.

      Se credeste infatti a Mos,  credereste anche a me;  perch di me egli

      ha scritto.

      Ma se non credete ai  suoi  scritti,  come  potete  credere  alle  mie

      parole?".


      6.

      Dopo  questi fatti,  Ges and all'altra riva del mare di Galilea cio

      di Tiberiade,

      e una grande folla lo  seguiva,  vedendo  i  segni  che  faceva  sugli

      infermi.

      Ges sal sulla montagna e l si pose a sedere con i suoi discepoli.

      Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

      Alzati quindi gli occhi,  Ges vide che una grande folla veniva da lui

      e disse a Filippo: "Dove possiamo  comprare  il  pane  perch  costoro

      abbiano da mangiare?".

      Diceva  cos per metterlo alla prova;  egli infatti sapeva bene quello

      che stava per fare.

      Gli rispose Filippo: "Duecento denari di  pane  non  sono  sufficienti

      neppure perch ognuno possa riceverne un pezzo".

      Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:

      "C'  qui  un  ragazzo  che ha cinque pani d'orzo e due pesci;  ma che

      cos' questo per tanta gente?".

      Rispose Ges: "Fateli sedere".  C'era molta erba  in  quel  luogo.  Si

      sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini.

      Allora  Ges  prese  i pani e,  dopo aver reso grazie,  li distribu a

      quelli che si erano seduti,  e lo stesso fece  dei  pesci,  finch  ne

      vollero.

      E  quando  furono  saziati,  disse  ai discepoli: "Raccogliete i pezzi

      avanzati, perch nulla vada perduto".

      Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani

      d'orzo avanzati a coloro che avevano mangiato.

      Allora la gente,  visto il segno che egli aveva compiuto,  cominci  a

      dire: "Questi  davvero il profeta che deve venire nel mondo!".

      Ma Ges,  sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re,  si

      ritir di nuovo sulla montagna, tutto solo.


      Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare

      e,  saliti in una barca,  si avviarono verso l'altra riva in direzione

      di Cafrnao. Era ormai buio, e Ges non era ancora venuto da loro.

      Il mare era agitato,  perch soffiava un forte vento. Dopo aver remato

      circa tre o quattro miglia,  videro Ges che camminava sul mare  e  si

      avvicinava alla barca, ed ebbero paura.

      Ma egli disse loro: "Sono io, non temete!".

      Allora  vollero  prenderlo sulla barca e rapidamente la barca tocc la

      riva alla quale erano diretti.


      Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare,  not che

      c'era  una  barca  sola e che Ges non era salito con i suoi discepoli

      sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

      Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberiade presso  il  luogo

      dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

      Quando  dunque  la folla vide che Ges non era pi l e nemmeno i suoi

      discepoli,  sal sulle barche e si diresse alla volta di Cafrnao alla

      ricerca di Ges.

      Trovatolo di l dal mare gli dissero: "Rabb, quando sei venuto qua?".

      Ges rispose: "In verit, in verit vi dico: voi mi cercate non perch

      avete  visto  dei  segni,  ma  perch avete mangiato di quei pani e vi

      siete saziati.

      Procuratevi non il cibo che perisce,  ma quello che dura per  la  vita

      eterna,  e  che il Figlio dell'uomo vi dar perch su di lui il Padre,

      Dio, ha messo il suo sigillo".

      Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le  opere  di

      Dio?".

      Ges  rispose:  "Questa  l'opera di Dio: credere in colui che egli ha

      mandato".

      Allora gli dissero: "Quale  segno  dunque  tu  fai  perch  vediamo  e

      possiamo crederti? Quale opera compi?

      I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto,  come sta scritto:

      'Diede loro da mangiare un pane dal cielo'".

      Rispose loro Ges: "In verit,  in verit vi dico: non Mos vi ha dato

      il  pane  dal cielo,  ma il Padre mio vi d il pane dal cielo,  quello

      vero;

      il pane di Dio  colui che discende dal cielo e d la vita al mondo".

      lo sono il pane della vita


      Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane!".

      Ges rispose: "Io sono il pane della vita;  chi viene a me,  non  avr

      pi fame; e chi crede in me, non avr pi sete.

      Vi ho detto per che voi mi avete visto e non credete.

      Tutto ci che il Padre mi d, verr a me; colui che viene a me, non lo

      respinger,

      perch  sono  disceso  dal  cielo  non per fare la mia volont,  ma la

      volont di colui che mi ha mandato.

      E questa  la volont di colui che mi ha mandato,  che  io  non  perda

      nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell'ultimo giorno.

      Questa infatti  la volont del Padre mio, che chiunque vede il Figlio

      e  crede  in  lui abbia la vita eterna;  io lo risusciter nell'ultimo

      giorno".


      Intanto i Giudei mormoravano di lui perch aveva detto:  "Io  sono  il

      pane disceso dal cielo".

      E  dicevano: "Costui non  forse Ges,  il figlio di Giuseppe?  Di lui

      conosciamo il padre e la madre.  Come pu dunque dire: ''Sono  disceso

      dal cielo?'".

      Ges rispose: "Non mormorate tra di voi.

      Nessuno pu venire a me,  se non lo attira il Padre che mi ha mandato;

      e io lo risusciter nell'ultimo giorno.

      Sta scritto  nei  Profeti:  'E  tutti  saranno  ammaestrati  da  Dio'.

      Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

      Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha

      visto il Padre.

      In verit, in verit vi dico: chi crede, ha la vita eterna".


      "Io sono il pane della vita.

      I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

      questo    il  pane  che discende dal cielo,  perch chi ne mangia non

      muoia.

      Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.  Se uno mangia di questo pane

      vivr in eterno,  e il pane che io dar  la mia carne per la vita del

      mondo".

      Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro:  "Come  pu  costui

      darci la sua carne da mangiare?".

      Ges  disse:  "In verit,  in verit vi dico: se non mangiate la carne

      del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue,  non avrete in voi la

      vita.

      Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo

      risusciter nell'ultimo giorno.

      Perch la mia carne  vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

      Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

      Come il Padre,  che ha la vita,  ha mandato me e io vivo per il Padre,

      cos anche colui che mangia di me vivr per me.

      Questo  il pane disceso dal cielo,  non come quello che mangiarono  i

      padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivr in eterno".


      Queste cose disse Ges, insegnando nella sinagoga a Cafrnao.

      Molti  dei  suoi  discepoli,  dopo averlo ascoltato,  dissero: "Questo

      linguaggio  duro: chi pu intenderlo?".

      Ges,  conoscendo dentro di s che i suoi discepoli proprio di  questo

      mormoravano, disse loro: "Questo vi scandalizza?

      E se vedeste il Figlio dell'uomo salire l dov'era prima?

      E'  lo Spirito che d la vita,  la carne non giova a nulla;  le parole

      che vi ho dette sono spirito e vita.

      Ma vi sono alcuni tra voi che non credono". Ges infatti sapeva fin da

      principio chi erano quelli che non credevano e chi era  colui  che  lo

      avrebbe tradito.

      E  continu:  "Per questo vi ho detto che nessuno pu venire a me,  se

      non gli  concesso dal Padre mio".

      Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano

      pi con lui.

      Disse allora Ges ai Dodici: "Forse anche voi volete andarvene?".

      Gli rispose Simon Pietro: "Signore,  da chi andremo?  Tu hai parole di

      vita eterna.

      Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".

      Rispose Ges: "Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi

        un  diavolo".  Egli  parlava di Giuda,  figlio di Simone Iscariota:

      questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.


      7.

      Dopo questi fatti,  Ges se ne andava  per  la  Galilea;  infatti  non

      voleva  pi  andare  per  la  Giudea,  perch  i  Giudei  cercavano di

      ucciderlo.

      Si avvicinava intanto la festa dei Giudei detta delle Capanne;

      i suoi fratelli gli dissero: "Parti di qui  e  va'  in  Giudea  perch

      anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai.

      Nessuno  infatti  agisce  di  nascosto  se  vuole  venire riconosciuto

      pubblicamente. Se fai tali cose, manifestati al mondo!".

      Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.

      Ges allora disse loro: "Il mio tempo non  ancora venuto,  il  vostro

      invece  sempre pronto.

      Il mondo non pu odiare voi,  ma odia me, perch di lui io attesto che

      le sue opere sono cattive.

      Andate voi a questa festa;  io non ci vado,  perch il mio tempo non 

      ancora compiuto".

      Dette loro queste cose, rest nella Galilea.

      Ma,  andati i suoi fratelli alla festa,  allora vi and anche lui; non

      apertamente per: di nascosto.   I Giudei intanto lo cercavano durante

      la festa e dicevano: "Dov' quel tale?".

      E si faceva sommessamente un gran parlare di lui tra la folla; gli uni

      infatti dicevano: "E' buono". Altri invece: "No, inganna la gente!".

      Nessuno per ne parlava in pubblico per paura dei Giudei.


      Quando  ormai  si  era  a  met della festa,  Ges sal al tempio e vi

      insegnava.

      I Giudei ne erano stupiti e dicevano:  "Come  mai  costui  conosce  le

      Scritture senza avere studiato?".

      Ges  rispose:  "La  mia  dottrina  non   mia,  ma di colui che mi ha

      mandato.

      Chi vuole fare la sua volont conoscer se questa  dottrina  viene  da

      Dio o se io parlo da me stesso.

      Chi  parla  da  se  stesso,  cerca la propria gloria;  ma chi cerca la

      gloria di colui che  l'ha  mandato    veritiero  e  in  lui  non  c'

      ingiustizia.

      Non  stato forse Mos a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva

      la Legge! Perch cercate di uccidermi?".

      Rispose la folla: "Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?".

      Rispose Ges: "Un'opera sola ho compiuto e tutti ne siete stupiti.

      Mos vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mos,  ma dai

      patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato.

      Ora,  se un uomo riceve la circoncisione  di  sabato  perch  non  sia

      trasgredita  la legge di Mos,  voi vi sdegnate contro di me perch ho

      guarito interamente un uomo di sabato?

      Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!"


      Intanto alcuni di Gerusalemme  dicevano:  "Non    costui  quello  che

      cercano di uccidere?

      Ecco,  egli  parla liberamente,  e non gli dicono niente.  Che forse i

      capi abbiano riconosciuto davvero che egli  il Cristo?

      Ma costui sappiamo di dov'; il Cristo invece,  quando verr,  nessuno

      sapr di dove sia".

      Ges  allora,  mentre  insegnava  nel  tempio esclam: "Certo,  voi mi

      conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi

      mi ha mandato  veritiero, e voi non lo conoscete.

      Io per lo conosco, perch vengo da lui ed egli mi ha mandato".

      Allora cercarono di arrestarlo,  ma nessuno riusc a mettergli le mani

      addosso perch non era ancora giunta la sua ora.

      Molti  della  folla invece credettero in lui,  e dicevano: "Il Cristo,

      quando verr,  potr fare segni pi grandi  di  quelli  che  ha  fatto

      costui?".

      I  farisei intanto udirono che la gente sussurrava queste cose di lui,

      e perci i sommi sacerdoti e i farisei  mandarono  delle  guardie  per

      arrestarlo.

      Ges disse: "Per poco tempo ancora rimango con voi,  poi vado da colui

      che mi ha mandato.

      Voi mi cercherete, e non mi troverete; e dove sono io, voi non potrete

      venire".

      Dissero dunque tra loro i Giudei: "Dove mai sta per andare costui, che

      noi non potremo trovarlo?  Andr forse da quelli che sono dispersi fra

      i Greci e ammaestrer i Greci?

      Che discorso  questo che ha fatto: 'Mi cercherete e non mi troverete,

      e dove sono io non potrete venire'?".


      Nell'ultimo  giorno,  il  grande giorno della festa,  Ges levatosi in

      piedi esclam ad alta voce: "Chi ha sete venga a me e beva

      chi crede in  me.  Come  dice  la  Scrittura,  'fiumi  di  acqua  viva

      sgorgheranno dal suo seno'".

      Questo  egli  disse  riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i

      credenti in lui;  infatti non c'era ancora lo Spirito perch Ges  non

      era stato ancora glorificato.


      All'udire  queste  parole,  alcuni  fra  la  gente dicevano: "Questi 

      davvero il profeta!".

      Altri dicevano: "Questi  il  Cristo!".  Altri  invece  dicevano:  "Il

      Cristo viene forse dalla Galilea?

      Non dice forse la Scrittura che il Cristo verr dalla stirpe di Davide

      e da Betlemme, il villaggio di Davide?".

      E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.

      Alcuni  di  loro  volevano  arrestarlo,  ma  nessuno  gli mise le mani

      addosso.

      Le guardie tornarono quindi dai  sommi  sacerdoti  e  dai  farisei,  e

      questi dissero loro: "Perch non lo avete condotto?".

      Risposero le guardie: "Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!".

      Ma  i  farisei  replicarono  loro:  "Forse vi siete lasciati ingannare

      anche voi?

      Forse gli ha creduto qualcuno tra i capi o tra i farisei?

      Ma questa gente, che non conosce la Legge,  maledetta!".

      Disse allora Nicodemo, uno di loro,  che era andato precedentemente da

      Ges:

      "La  nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di

      sapere ci che fa?".

      Gli risposero: "Sei forse anche tu della Galilea?  Studia e vedrai che

      non sorge profeta dalla Galilea".

      E tornarono ciascuno a casa sua.


      8.

      Ges si avvi allora verso il monte degli Ulivi.

      Ma  all'alba si rec di nuovo nel tempio,  e tutto il popolo andava da

      lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.

      Allora gli scribi e i farisei gli  conducono  una  donna  sorpresa  in

      adulterio e, postala nel mezzo,

      g1i  dicono:  "Maestro,  questa  donna    stata sorpresa in flagrante

      adulterio.

      Ora Mos, nella Legge,  ci ha comandato di lapidare donne come questa.

      Tu che ne dici?".

      Questo  dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.

      Ma Ges, chinatosi, si mise a scrivere con il dito per terra.

      E siccome insistevano nell'interrogarlo,  alz il capo e  disse  loro:

      "Chi  di  voi    senza peccato,  scagli per primo la pietra contro di

      lei".

      E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

      Ma quelli, udito ci, se ne andarono uno per uno,  cominciando dai pi

      anziani fino agli ultimi. Rimase solo Ges con la donna l in mezzo.

      Allora  Ges,  rizzatosi  le disse: "Donna,  dove sono?  Nessuno ti ha

      condannata?".

      Ed essa rispose: "Nessuno,  Signore".  E Ges le disse: "Neanch'io  ti

      condanno; va' e d'ora in poi non peccare pi".


      Di  nuovo  Ges parl loro: "Io sono la luce del mondo;  chi segue me,

      non camminer nelle tenebre, ma avr la luce che d la vita".

      Gli dissero allora i farisei: "Tu dai testimonianza di te  stesso;  la

      tua  testimonianza  non    vera".  Ges  rispose:  "Anche se io rendo

      testimonianza di me stesso, la mia testimonianza  vera,  perch so da

      dove  vengo  e  dove vado.  Voi invece non sapete da dove vengo e dove

      vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno.

      E anche se giudico, il mio giudizio  vero,  perch non sono solo,  ma

      io e il Padre che mi ha mandato.

      Nella  vostra  Legge sta scritto che la testimonianza di due persone 

      vera:

      orbene,  sono io che do testimonianza di me stesso ma anche il  Padre,

      che mi ha mandato, mi d testimonianza".

      Gli  dissero  allora:  "Dov'  tuo  padre?".  Rispose  Ges:  "Voi non

      conoscete n me n il Padre;  se conosceste me,  conoscereste anche il

      Padre mio".

      Queste  parole Ges le pronunzi nel luogo del tesoro mentre insegnava

      nel tempio. E nessuno lo arrest,  perch non era ancora giunta la sua

      ora.


      Di  nuovo  Ges disse loro: "Io vado e voi mi cercherete,  ma morirete

      nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire".

      Dicevano allora i Giudei: "Forse si uccider,  dal momento  che  dice:

      'Dove vado io, voi non potete venire'?".

      E diceva loro: "Voi siete di quaggi,  io sono di lass;  voi siete di

      questo mondo, io non sono di questo mondo.

      Vi ho detto che morirete nei vostri peccati;  se infatti  non  credete

      che 'Io Sono', morirete nei vostri peccati".

      Gli  dissero allora: "Tu chi sei?".  Ges disse loro: "Proprio ci che

      vi dico.

      Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che

      mi ha mandato  veritiero e io dico al mondo le cose che ho  udito  da

      lui".

      Non capirono che egli parlava loro del Padre.

      Disse allora Ges: "Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo allora

      saprete  che 'Io Sono' e non faccio nulla da me stesso,  ma come mi ha

      insegnato il Padre, cos io parlo.

      Colui che mi ha mandato  con me e non mi ha lasciato solo,  perch io

      faccio sempre le cose che gli sono gradite".

      A queste sue parole, molti credettero in lui.


      Ges  allora  disse  a  quei  Giudei  che  avevano creduto in lui: "Se

      rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;

      conoscerete la verit e la verit vi far liberi".

      Gli risposero: "Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai  stati

      schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: 'Diventerete liberi'?".

      Ges  rispose:  "In  verit,  in  verit vi dico: chiunque commette il

      peccato  schiavo del peccato.

      Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa,  ma il figlio vi resta

      sempre;

      se dunque il figlio vi far liberi, sarete liberi davvero.

      So  che  siete discendenza di Abramo.  Ma intanto cercate di uccidermi

      perch la mia parola non trova posto in voi.

      Io dico quello che ho visto presso il Padre;  anche  voi  dunque  fate

      quello che avete ascoltato dal padre vostro.

      Gli  risposero:  "Il  nostro padre  Abramo".  Rispose Ges: "Se siete

      figli di Abramo, fate le opere di Abramo!

      Ora invece cercate di uccidere me che vi ho detto la verit  udita  da

      Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.

      Voi  fate  le  opere del padre vostro".  Gli risposero: "Noi non siamo

      nati da prostituzione, noi abbiamo un solo padre, Dio!".

      Disse loro Ges: "Se Dio fosse vostro padre,  certo mi amereste perch

      da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha

      mandato.

      Perch  non  comprendete  il  mio  linguaggio?  Perch non potete dare

      ascolto alle mie parole,

      voi che avete per padre il diavolo e volete compiere  i  desideri  del

      padre  vostro.  Egli    stato  omicida  fino  da  principio  e non ha

      perseverato nella verit,  perch non vi e verit in lui.  Quando dice

      il falso, parla del suo, perch  menzognero e padre della menzogna.

      A me, invece, voi non credete perch dico la verit.

      Chi di voi pu convincermi di peccato?  Se dico la verit,  perch non

      mi credete?

      Chi  da Dio  ascolta  le  parole  di  Dio;  per  questo  voi  non  le

      ascoltate, perch non siete da Dio".

      Gli risposero i Giudei: "Non diciamo con ragione che sei un samaritano

      e hai un demonio?".

      Rispose  Ges:  "Io non ho un demonio,  ma onoro il Padre mio e voi mi

      disonorate.

      Io non cerco la mia gloria; vi  chi la cerca e giudica.

      In verit, in verit vi dico: se uno osserva la mia parola,  non vedr

      mai la morte".

      Gli  dissero  i  Giudei:  "Ora  sappiamo che hai un demonio.  Abramo 

      morto, come anche i profeti, e tu dici: 'Chi osserva la mia parola non

      conoscer mai la morte'.

      Sei tu pi grande del nostro padre Abramo che  morto? Anche i profeti

      sono morti; chi pretendi di essere?".

      Rispose Ges: "Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe

      nulla: chi mi glorifica  il Padre mio, del quale voi dite: 'E' nostro

      Dio',

      e non lo conoscete.  Io invece lo conosco.  E se dicessi  che  non  lo

      conosco,  sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua

      parola.

      Abramo,  vostro padre,  esult nella speranza di vedere il mio giorno;

      lo vide e se ne rallegr".

      Gli dissero allora i Giudei: "Non hai ancora cinquant'anni e hai visto

      Abramo?".

      Rispose  loro  Ges:  "In verit,  in verit vi dico: prima che Abramo

      fosse, 'Io Sono'".

      Allora raccolsero pietre per scagliarle contro  di  lui;  ma  Ges  si

      nascose e usc dal tempio.


      9.

      Passando vide un uomo cieco dalla nascita,

      e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabb,  chi ha peccato,  lui o i

      suoi genitori, perch egli nascesse cieco?".

      Rispose Ges: "N lui ha peccato n i suoi genitori,  ma  cos perch

      si manifestassero in lui le opere di Dio.

      Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finch  giorno;

      poi viene la notte, quando nessuno pu pi operare.

      Finch sono nel mondo, sono la luce del mondo".

      Detto questo sput per terra,  fece del fango con la saliva, spalm il

      fango sugli occhi del cieco

      e gli disse: "Va' a lavarti nella  piscina  di  Siloe  (che  significa

      Inviato)". Quegli and, si lav e torn che ci vedeva.


      Allora  i  vicini  e quelli che lo avevano visto prima,  poich era un

      mendicante,  dicevano: "Non  egli quello che stava seduto a  chiedere

      l'elemosina?".

      Alcuni dicevano: "E' lui"; altri dicevano: "No, ma gli assomiglia". Ed

      egli diceva: "Sono io!".

      Allora gli chiesero: "Come dunque ti furono aperti gli occhi?".

      Egli rispose: "Quell'uomo che si chiama Ges ha fatto del fango, mi ha

      spalmato  gli  occhi  e  mi  ha detto 'Va' a Siloe e lavati'.  Io sono

      andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista".

      Gli dissero: "Dov' questo tale?". Rispose: "Non lo so".

      Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco:

      era infatti sabato il giorno in cui Ges aveva fatto del fango  e  gli

      aveva  aperto gli occhi.  Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo

      come avesse acquistato la vista.  Ed egli disse loro: "Mi ha posto del

      fango sopra gli occhi mi sono lavato e ci vedo".

      Allora  alcuni  dei  farisei  dicevano:  "Quest'uomo  non viene da Dio

      perch non osserva il sabato".  Altri dicevano: "Come pu un peccatore

      compiere tali prodigi?". E c'era dissenso tra di loro.

      Allora  dissero di nuovo al cieco: "Tu,  che dici di lui,  dal momento

      che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "E' un profeta!".

      Ma i Giudei non vollero credere di lui che era  stato  cieco  e  aveva

      acquistato  la  vista,  finch  non chiamarono i genitori di colui che

      aveva ricuperato la vista.

      E li interrogarono: "E' questo vostro figlio, che voi dite essere nato

      cieco? Come mai ora ci vede?".

      I genitori risposero: "Sappiamo che questo  nostro  figlio  e  che  

      nato cieco;

      come poi ora ci veda,  non lo sappiamo,  n sappiamo chi gli ha aperto

      gli occhi; chiedetelo a lui, ha l'et, parler lui di se stesso".

      Questo dissero i suoi  genitori,  perch  avevano  paura  dei  Giudei;

      infatti   i  Giudei  avevano  gi  stabilito  che  se  uno  lo  avesse

      riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.

      Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'et, chiedetelo a lui".


      Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e  gli  dissero:

      "Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo  un peccatore".

      Quegli  rispose: "Se sia un peccatore,  non lo so;  una cosa so: prima

      ero cieco e ora ci vedo".

      Allora gli dissero di nuovo: "Che cosa ti ha fatto?  Come ti ha aperto

      gli occhi?".

      Rispose  loro:  "Ve  l'ho  gi detto e non mi avete ascoltato;  perch

      volete  udirlo  di  nuovo?  Volete  forse  diventare  anche  voi  suoi

      discepoli?".

      Allora lo insultarono e gli dissero: "Tu sei suo discepolo,  noi siamo

      discepoli di Mos!

      Noi sappiamo infatti che a Mos ha parlato Dio; ma costui non sappiamo

      di dove sia".

      Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo  strano,  che voi non sapete

      di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi.

      Ora,  noi  sappiamo  che  Dio  non  ascolta  i peccatori,  ma se uno 

      timorato di Dio e fa la sua volont egli lo ascolta.

      Da che mondo  mondo,  non si  mai sentito dire che uno abbia  aperto

      gli occhi a un cieco nato.

      Se costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto fare nulla".

      Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?".

      E lo cacciarono fuori.


      Ges  seppe  che lo avevano cacciato fuori,  e incontratolo gli disse:

      "Tu credi nel Figlio dell'uomo?".

      Egli rispose: "E chi , Signore, perch io creda in lui?".

      Gli disse Ges: "Tu lo hai visto: colui che parla  con  te    proprio

      lui".

      Ed egli disse: "Io credo, Signore!". E gli si prostr davanti.


      Ges  allora  disse:  "Io  sono  venuto in questo mondo per giudicare,

      perch coloro che non vedono vedano,  e quelli  che  vedono  diventino

      ciechi".

      Alcuni  dei  farisei  che  erano  con  lui udirono queste parole e gli

      dissero: "Siamo forse ciechi anche noi?".

      Ges rispose loro: "Se foste ciechi  non  avreste  alcun  peccato:  ma

      siccome dite: 'Noi vediamo', il vostro peccato rimane"


      10.

      "In verit,  in verit vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore

      per la porta, ma vi sale da un'altra parte,  un ladro e un brigante.

      Chi invece entra per la porta,  il pastore delle pecore.

      Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce;  egli  chiama

      le sue pecore una per una e le conduce fuori.

      E  quando  ha  condotto  fuori tutte le sue pecore,  cammina davanti a

      loro, e le pecore lo seguono, perch conoscono la sua voce.

      Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch

      non conoscono la voce degli estranei".

      Questa similitudine disse loro Ges;  ma essi non  capirono  che  cosa

      significava ci che diceva loro.

      Allora  Ges  disse  loro di nuovo: "In verit,  in verit vi dico: io

      sono la porta delle pecore.

      Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti;  ma le

      pecore non li hanno ascoltati.

      Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar salvo; entrer e

      uscir e trover pascolo.

      Il ladro non viene se non per rubare,  uccidere e distruggere; io sono

      venuto perch abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

      Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore.

      Il mercenario invece,  che non  pastore e  al  quale  le  pecore  non

      appartengono,  vede venire il lupo,  abbandona le pecore e fugge, e il

      lupo le rapisce e le disperde;  egli  un mercenario e non gli importa

      delle pecore.

      Io  sono  il  buon  pastore:  conosco  le  mie  pecore e le mie pecore

      conoscono me,  come il Padre conosce me e io conosco il Padre e  offro

      la vita per le pecore.

      E  ho  altre pecore che non sono di quest'ovile;  anche queste io devo

      condurre;  ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un

      solo pastore.

      Per  questo  il  Padre  mi  ama: perch io offro la mia vita,  per poi

      riprenderla di nuovo.

      Nessuno me la toglie ma la offro da me stesso,  poich ho il potere di

      offrirla  e  il  potere  di  riprenderla  di nuovo.  Questo comando ho

      ricevuto dal Padre mio".

      Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole.

      Molti di essi dicevano: "Ha un demonio ed  fuori di s;  perch state

      ad ascoltarlo?".

      Altri invece dicevano: "Queste parole non sono di un indemoniato;  pu

      forse un demonio aprire gli occhi dei ciechi?".


      Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era

      d'inverno.

      Ges passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone .

      Allora I Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: "Fino  a  quando

      terrai  l'animo  nostro  sospeso?  Se  tu  sei  il  Cristo dillo a noi

      apertamente".

      Ges rispose loro: "Ve l'ho detto;  e non  credete  le  opere  che  io

      compio nel nome del Padre mio; queste mi danno testimonianza;

      ma voi non credete, perch non siete mie pecore.

      Le  mie  pecore  ascoltano  la  mia  voce  e  io le conosco ed esse mi

      seguono.

      Io do loro la vita eterna e non andranno  mai  perdute  e  nessuno  le

      rapir dalla mia mano.

      Il  Padre  mio che me le ha date  pi grande di tutti,  e nessuno pu

      rapirle dalla mano del Padre mio.

      Io e il Padre siamo una cosa sola".

      I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.

      Ges rispose loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte  del

      Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?".

      Gli  risposero i Giudei: "Non ti lapidiamo per un'opera buona,  ma per

      la bestemmia e perch tu, che sei uomo, ti fai Dio".

      Rispose loro Ges: "Non  forse scritto nella  vostra  Legge:  'Io  ho

      detto: voi siete di'?

      Ora,  se  essa ha chiamato di coloro ai quali fu rivolta la parola di

      Dio (e la Scrittura non pu essere annullata),

      a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo,  voi dite: 'Tu

      bestemmi', perch ho detto: 'Sono Figlio di Dio'?

      Se non compio le opere del Padre mio non credetemi;

      ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle

      opere,  perch  sappiate  e  conosciate  che il Padre  in me e io nel

      Padre".

      Cercavano allora di prenderlo di nuovo ma egli sfugg dalle loro mani.


      Ritorn quindi al di l del Giordano,  nel luogo dove  prima  Giovanni

      battezzava, e qui si ferm.

      Molti andarono da lui e dicevano: "Giovanni non ha fatto nessun segno,

      ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero".

      E in quel luogo molti credettero in lui.


      11.

      Era allora malato un certo Lazzaro di Betnia, il villaggio di Maria e

      di Marta sua sorella.

      Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli

      aveva  asciugato i piedi con i suoi capelli;  suo fratello Lazzaro era

      malato.

      Le sorelle mandarono dunque a dirgli: "Signore,  ecco,  il tuo amico 

      malato".

      All'udire questo,  Ges disse: "Questa malattia non  per la morte, ma

      per la gloria  di  Dio,  perch  per  essa  il  Figlio  di  Dio  venga

      glorificato".

      Ges voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.

      Quando ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel

      luogo dove si trovava.

      Poi disse ai discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea".

      I  discepoli  gli  dissero:  "Rabb,  poco  fa  i  Giudei cercavano di

      lapidarti e tu ci vai di nuovo?".

      Ges rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina

      di giorno, non inciampa perch vede la luce di questo mondo;

      ma se invece uno cammina di notte, inciampa perch gli manca la luce".

      Cos parl e poi  soggiunse  loro:  "Il  nostro  amico  Lazzaro  si  

      addormentato; ma io vado a svegliarlo".

      Gli  dissero  allora  i  discepoli:  "Signore,  se  si  addormentato,

      guarir".

      Ges parlava  della  morte  di  lui,  essi  invece  pensavano  che  si

      riferisse  al  riposo  del sonno.  Allora Ges disse loro apertamente:

      "Lazzaro  morto

      e io sono contento per voi di non essere stato l perch voi crediate.

      Ors, andiamo da lui!".

      Allora Tommaso, chiamato Didimo, disse al condiscepoli: "Andiamo anche

      noi a morire con lui!".


      Venne dunque Ges e trov Lazzaro che era gi da  quattro  giorni  nel

      sepolcro.

      Betnia distava da Gerusalemme meno di due miglia

      e  molti  Giudei  erano  venuti da Marta e Maria per consolarle per il

      loro fratello.

      Marta dunque,  come seppe che veniva Ges  gli  and  incontro;  Maria

      invece stava seduta in casa.

      Marta disse a Ges: "Signore,  se tu fossi stato qui, mio fratello non

      sarebbe morto!

      Ma anche ora so che  qualunque  cosa  chiederai  a  Dio,  egli  te  la

      conceder".

      Ges le disse: "Tuo fratello risorger".

      Gli rispose Marta: "So che risorger nell'ultimo giorno".

      Ges  le  disse: "Io sono la risurrezione e la vita;  chi crede in me,

      anche se muore, vivr;

      chiunque vive e crede in me non morr in eterno. Credi tu questo?".

      Gli rispose: "S, o Signore, io credo che tu sei il Cristo,  il Figlio

      di Dio che deve venire nel mondo".

      Dopo  queste  parole  se  ne  and  a chiamare di nascosto Maria,  sua

      sorella, dicendo: "Il Maestro  qui e ti chiama".

      Quella, udito ci, si alz in fretta e and da lui.

      Ges non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora l dove Marta

      gli era andata incontro.

      Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla,  quando videro

      Maria  alzarsi  in  fretta  e  uscire,  la  seguirono pensando: "Va al

      sepolcro per piangere l".

      Maria, dunque, quando giunse dov'era Ges,  vistolo,  si gett ai suoi

      piedi  dicendo:  "Signore,  se  tu  fossi stato qui,  mio fratello non

      sarebbe morto!".

      Ges allora quando la vide piangere e  piangere  anche  i  Giudei  che

      erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turb e disse:

      "Dove lo avete posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a vedere".

      Ges scoppi in pianto.

      Dissero allora i Giudei: "Vedi come lo amava!".

      Ma  alcuni  di  loro dissero: "Costui che ha aperto gli occhi al cieco

      non poteva anche far s che questi non morisse?".

      Intanto Ges, ancora profondamente commosso,  si rec al sepolcro: era

      una grotta e contro vi era posta una pietra.

      Disse Ges: "Togliete la pietra!".  Gli rispose Marta,  la sorella del

      morto: "Signore, gi manda cattivo odore poich  di quattro giorni".

      Le disse Ges: "Non ti ho detto che,  se credi,  vedrai la  gloria  di

      Dio?".

      Tolsero dunque la pietra.  Ges allora alz gli occhi e disse: "Padre,

      ti ringrazio che mi hai ascoltato.

      Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi

      sta attorno, perch credano che tu mi hai mandato.

      E, detto questo, grid a gran voce: "Lazzaro, vieni fuori!".

      Il morto usc,  con i piedi e le mani avvolti  in  bende  e  il  volto

      coperto  da  un  sudario.  Ges disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo

      andare".


      Molti Giudei che erano venuti da Maria,  alla vista di quello che egli

      aveva compiuto, credettero in lui.

      Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quello che Ges aveva

      fatto.

      Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano:

      "Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni.

      Se lo lasciamo fare cos,  tutti crederanno in lui e verranno i Romani

      e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione".

      Ma uno di loro, di nome Caifa,  che era sommo sacerdote in quell'anno,

      disse loro: "Voi non capite nulla

      e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo

      e non perisca la nazione intera".

      Questo  per  non  lo  disse da se stesso,  ma essendo sommo sacerdote

      profetizz che Ges doveva morire per la nazione

      e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di

      Dio che erano dispersi.

      Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

      Ges pertanto non si faceva pi vedere in pubblico tra i Giudei;  egli

      si ritir di l nella regione vicina al deserto, in una citt chiamata

      Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.


      Era  vicina  la  Pasqua  dei  Giudei  e molti della regione andarono a

      Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.

      Essi cercavano Ges e stando nel tempio dicevano tra di loro: "Che  ve

      ne pare? Non verr egli alla festa?".

      Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque

      sapesse  dove  si  trovava  lo  denunziasse,   perch  essi  potessero

      prenderlo.


      12.

      Sei giorni prima della Pasqua Ges and a  Betania,  dove  si  trovava

      Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

      E  qui  gli  fecero  una  cena:  Marta  serviva  e Lazzaro era uno dei

      commensali.

      Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo,  assai

      prezioso,  cosparse  i piedi di Ges e li asciug con i suoi capelli e

      tutta la casa si riemp del profumo dell'unguento.

      Allora Giuda  Iscariota,  uno  dei  suoi  discepoli,  che  doveva  poi

      tradirlo, disse:

      "Perch  quest'olio profumato non si  venduto per trecento denari per

      poi darli ai poveri?".

      Questo egli disse non perch gli importasse dei poveri,  ma perch era

      ladro  e,  siccome  teneva la cassa,  prendeva quello che vi mettevano

      dentro.

      Ges allora disse: "Lasciala fare,  perch lo conservi per  il  giorno

      della mia sepoltura.

      I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me".

      Intanto  la  grande folla di Giudei venne a sapere che Ges si trovava

      l, e accorse non solo per Ges,  ma anche per vedere Lazzaro che egli

      aveva risuscitato dai morti.

      I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro

      perch molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Ges.


      Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito

      che Ges veniva a Gerusalemme,

      prese  dei  rami  di  palme  e  usc incontro a lui gridando: "Osanna!

      Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re di Israele".

      Ges, trovato un asinello, vi mont sopra, come sta scritto:

      'Non temere, figlia di Sion!  Ecco,  il tuo re viene,  seduto sopra un

      puledro d'asina'.

      Sul  momento,  i suoi discepoli non compresero queste cose;  ma quando

      Ges fu glorificato,  si ricordarono che questo era stato  scritto  di

      lui e questo gli avevano fatto.

      Intanto la gente che era stata con lui quando chiam Lazzaro fuori dal

      sepolcro e lo risuscit dai morti, gli rendeva testimonianza.

      Anche  per  questo la folla gli and incontro,  perch aveva udito che

      aveva compiuto quel segno.

      I farisei allora dissero tra  di  loro:  "Vedete  che  non  concludete

      nulla? Ecco che il mondo gli  andato dietro!".


      Tra  quelli  che  erano  saliti  per il culto durante la festa c'erano

      anche alcuni Greci.

      Questi si avvicinarono a Filippo,  che era di Betsida di  Galilea,  e

      gli chiesero: "Signore, vogliamo vedere Ges".

      Filippo  and  a  dirlo  ad Andrea,  e poi Andrea e Filippo andarono a

      dirlo a Ges.

      Ges  rispose:  "E'  giunta  l'ora  che  sia  glorificato  il   Figlio

      dell'uomo.

      In  verit,  in  verit vi dico: se il chicco di grano caduto in terra

      non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

      Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo,

      la conserver per la vita eterna.

      Se uno mi vuole servire,  mi segua;  e dove sono io,  l sar anche il

      mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorer.

      Ora 'l'anima mia  turbata'; e che devo dire? Padre, salvami da questa

      ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora.

      Padre,  glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal cielo: "L'ho

      glorificato e di nuovo lo glorificher".

      La folla che era presente e aveva  udito,  diceva  che  era  stato  un

      tuono. Altri dicevano: "Un angelo gli ha parlato".

      Rispose Ges: "Questa voce non  venuta per me, ma per voi.

      Ora    il  giudizio di questo mondo;  ora il principe di questo mondo

      sar gettato fuori.

      Io, quando sar elevato da terra, attirer tutti a me".

      Questo diceva per indicare di quale morte doveva morire.

      Allora la folla gli rispose: "Noi abbiamo appreso dalla Legge  che  il

      Cristo  rimane in eterno;  come dunque tu dici che il Figlio dell'uomo

      deve essere elevato? Chi  questo Figlio dell'uomo?".

      Ges allora disse loro: "Ancora per poco tempo  la  luce    con  voi.

      Camminate mentre avete la luce,  perch non vi sorprendano le tenebre;

      chi cammina nelle tenebre non sa dove va.

      Mentre avete la luce credete nella luce,  per  diventare  figli  della

      luce". Ges disse queste cose, poi se ne and e si nascose da loro.


      Sebbene  avesse compiuto tanti segni davanti a loro,  non credevano in

      lui;

      perch si adempisse la parola detta dal profeta Isaia:  'Signore,  chi

      ha creduto alla nostra parola?  E il braccio del Signore a chi  stato

      rivelato?'.

      E non potevano credere, per il fatto che Isaia aveva detto ancora:

      'Ha reso ciechi i loro occhi e ha indurito il loro cuore,  perch  non

      vedano  con gli occhi e non comprendano con il cuore e si convertano e

      io li guarisca'.

      Questo disse Isaia quando vide la sua gloria e parlo di lui.

      Tuttavia,  anche tra i capi,  molti  credettero  in  lui,  ma  non  lo

      riconoscevano apertamente a causa dei farisei,  per non essere espulsi

      dalla sinagoga;

      amavano infatti la gloria degli uomini pi della gloria di Dio.


      Ges allora grid a gran voce: "Chi crede in me,  non crede in me,  ma

      in colui che mi ha mandato;

      chi vede me, vede colui che mi ha mandato.

      Io  come  luce sono venuto nel mondo,  perch chiunque crede in me non

      rimanga nelle tenebre.

      Se qualcuno ascolta le  mie  parole  e  non  le  osserva,  io  non  lo

      condanno;  perch  non  sono  venuto  per condannare il mondo,  ma per

      salvare il mondo.

      Chi mi respinge e non accoglie le mie parole,  ha chi lo condanna:  la

      parola che ho annunziato lo condanner nell'ultimo giorno.

      Perch  io non ho parlato da me,  ma il Padre che mi ha mandato,  egli

      stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.

      E io so che il suo comandamento  vita eterna.  Le cose dunque che  io

      dico, le dico come il Padre le ha dette a me".


      13.

      Prima della festa di Pasqua,  Ges,  sapendo che era giunta la sua ora

      di passare da questo mondo al Padre, dopo avere amato i suoi che erano

      nel mondo, li am sino alla fine.

      Mentre cenavano,  quando gi il diavolo aveva messo in cuore  a  Giuda

      Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,

      Ges,  sapendo  che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era

      venuto da Dio e a Dio ritornava,

      si alz da tavola,  depose le vesti e,  preso un  asciugatoio,  se  lo

      cinse attorno alla vita.

      Poi  vers  dell'acqua  nel  catino  e  cominci  a lavare i piedi dei

      discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto

      Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: "Signore,  tu lavi  i

      piedi a me?".

      Rispose  Ges:  "Quello  che io faccio,  tu ora non lo capisci,  ma lo

      capirai dopo".

      Gli disse Simon Pietro: "Non mi laverai mai  i  piedi!".  Gli  rispose

      Ges: "Se non ti laver, non avrai parte con me".

      Gli disse Simon Pietro: "Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e

      il capo!".

      Soggiunse  Ges: "Chi ha fatto il bagno,  non ha bisogno di lavarsi se

      non i piedi ed  tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti".

      Sapeva infatti chi lo tradiva;  per questo  disse:  "Non  tutti  siete

      mondi".

      Quando dunque ebbe lavato i loro piedi e ripreso le vesti,  sedette di

      nuovo e disse loro: "Sapete ci che vi ho fatto?

      Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perch lo sono.

      Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche

      voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.

      Vi ho dato infatti l'esempio, perch come ho fatto io,  facciate anche

      voi.

      In  verit,  in  verit  vi  dico:  un  servo non  pi grande del suo

      padrone, n un apostolo  pi grande di chi lo ha mandato.

      Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica".


      "Non parlo di tutti voi;  io conosco quelli che ho scelto;  ma si deve

      adempiere  la  Scrittura: 'Colui che mangia il pane con me,  ha levato

      contro di me il suo calcagno'.

      Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perch,  quando sar avvenuto,

      crediate che 'Io Sono'.

      In  verit,  in  verit  vi  dico:  chi accoglie colui che io mander,

      accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato".

      Dette queste cose,  Ges si commosse  profondamente  e  dichiar:  "In

      verit, in verit vi dico: uno di voi mi tradir".

      I  discepoli  si  guardarono  gli  uni  gli  altri  non sapendo di chi

      parlasse.

      Ora uno dei discepoli,  quello che Ges amava,  si trovava a tavola al

      fianco di Ges.

      Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: "Di', chi  colui a cui si

      riferisce?"

      Ed  egli chinandosi cos sul petto dl Ges,  gli disse: "Signore,  chi

      ?".

      Rispose allora Ges: "E' colui per il quale  intinger  un  boccone  e

      glielo  dar".  E,  intinto  il  boccone,  lo prese e lo diede a Giuda

      Iscariota, figlio di Simone.

      E allora,  dopo quel boccone,  Satana entr in lui.  Ges  quindi  gli

      disse: "Quello che devi fare, fallo al pi presto".

      Nessuno dei commensali cap perch gli aveva detto questo;

      alcuni  infatti pensavano che tenendo Giuda la cassa,  Ges gli avesse

      detto: "Compra quello che ci occorre per la festa", oppure che dovesse

      dare qualche cosa ai poveri.

      Preso il boccone, egli subito usc. Ed era notte.

      Quando egli fu uscito,  Ges disse: "Ora il Figlio dell'uomo    stato

      glorificato, e anche Dio  stato glorificato in lui.

      Se Dio  stato glorificato in lui,  anche Dio lo glorificher da parte

      sua e lo glorificher subito".


      "Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete,  ma,  come

      ho gi detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io, voi non

      potete venire.

      Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;  come io

      vi ho amati, cos amatevi anche voi gli uni gli altri.

      Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli

      uni per gli altri".

      Simon Pietro gli dice: "Signore,  dove vai?".  Gli rispose Ges: "Dove

      io vado, per ora tu non puoi seguirmi; mi seguirai pi tardi".

      Pietro  disse:  "Signore,  perch non posso seguirti ora?  Dar la mia

      vita per te!".

      Rispose Ges: "Darai la tua vita per me? In verit, in verit ti dico:

      non canter il gallo, prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte".


      14.

      "Non sia turbato il vostro cuore.  Abbiate fede in Dio e abbiate  fede

      anche in me.

      Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto.

      Io vado a prepararvi un posto;

      quando  sar  andato  e  vi  avr preparato un posto,   ritorner e vi

      prender con me, perch siate anche voi dove sono io.

      E del luogo dove io vado, voi conoscete la via".

      Gli disse Tommaso: "Signore,  non sappiamo dove vai,  e come  possiamo

      conoscere la via?"


      Gli disse Ges: "Io sono la via, la verit e la vita. Nessuno viene al

      Padre se non per mezzo di me.

      Se conoscete me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e

      lo avete veduto".

      Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta".

      Gli  rispose  Ges:  "Da  tanto  tempo  sono  con  voi e tu non mi hai

      conosciuto,  Filippo?  Chi ha visto me,  ha visto il Padre.  Come puoi

      dire: 'Mostraci il Padre?'.

      Non  credi che io sono nel Padre e il Padre  in me?  Le parole che io

      vi dico non le dico da me;  ma il Padre che   in  me  compie  le  sue

      opere.

      Credetemi:  io  sono  nel  Padre  e  il  Padre  in me;  se non altro,

      credetelo per le opere stesse".


      "In verit,  in verit vi dico: anche chi crede in me compir le opere

      che io compio e ne far di pi grandi, perch io vado al Padre.

      Qualunque cosa chiederete nel nome mio,  la far,  perch il Padre sia

      glorificato nel Figlio.

      Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la far.

      Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.

      Io pregher il Padre ed egli  vi  dar  un  altro  Consolatore  perch

      rimanga con voi per sempre:

      Lo Spirito di verit che il mondo non pu ricevere, perch non lo vede

      e non lo conosce. Voi lo conoscete, perch egli dimora presso di voi e

      sar in voi.

      Non vi lascer orfani, ritorner da voi.

      Ancora  un  poco  e il mondo non mi vedr pi;  voi invece mi vedrete,

      perch io vivo e voi vivrete.

      In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e  io  in

      voi.

      Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva,  questi mi ama.  Chi mi

      ama sar amato dal Padre mio e anch'io lo amer  e  mi  manifester  a

      lui".

      Gli disse Giuda,  non l'Iscariota: "Signore,  come  accaduto che devi

      manifestarti a noi e non al mondo?".

      Gli rispose Ges: "Se uno mi ama,  osserver la mia parola e il  Padre

      mio lo amer e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

      Chi non mi ama, non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate

      non e mia, ma del Padre che mi ha mandato.

      Vi ho dette queste cose quando ero ancora tra voi.

      Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre mander nel mio nome,

      vi insegner ogni cosa e vi ricorder tutto ci che io vi ho detto".


      "Vi lascio la pace,  vi do la mia pace. Non come la d il mondo, io la

      do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

      Avete udito che vi ho detto: 'Vado e torner a voi'; se mi amaste,  vi

      rallegrereste  che io vado dal Padre,  perch il Padre  pi grande di

      me.

      Ve l'ho detto adesso,  prima che avvenga,  perch quando avverr,  voi

      crediate.

      Non  parler pi a lungo con voi,  perch viene il principe del mondo;

      egli non ha nessun potere su di me,

      ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che

      il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui!"


      15.

      "Io sono la vera vite e il Padre mio  il vignaiolo.

      Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie; e ogni tralcio che

      porta frutto, lo pota perch porti pi frutto.

      Voi siete gi mondi, per la parola che vi ho annunziato.

      Rimanete in me e io in voi.  Come il tralcio non pu fare frutto da se

      stesso se non rimane nella vite, cos anche voi se non rimanete in me.

      Io sono la vite,  voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto

      frutto, perch senza di me non potete fare nulla.

      Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca,  e

      poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

      Se  rimanete  in me e le mie parole rimangono in voi,  chiedete quello

      che volete e vi sar dato.

      In questo  glorificato il Padre mio:  che  portiate  molto  frutto  e

      diventiate miei discepoli.

      Come il Padre ha amato me, cos anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio

      amore!

      Se osserverete i miei comandamenti,  rimarrete nel mio amore,  come io

      ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

      Questo vi ho detto perch la mia gioia sia in voi e  la  vostra  gioia

      sia piena".


      "Questo   il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri,  come

      io vi ho amati.

      Nessuno ha un amore pi grande di questo: dare la vita  per  i  propri

      amici.

      Voi siete miei amici, se farete ci che io vi comando.

      Non  vi chiamo pi servi,  perch il servo non sa quello che fa il suo

      padrone;  ma vi ho chiamati amici,  perch tutto ci che ho udito  dal

      Padre l'ho fatto conoscere a voi.

      Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch

      andiate  e  portiate  frutto e il vostro frutto rimanga;  perch tutto

      quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo conceda.

      Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri".


      "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.

      Se foste del mondo, il mondo amerebbe ci che  suo; poich invece non

      siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo,  per questo il mondo vi

      odia.

      Ricordatevi  della  parola che vi ho detto: 'Un servo non  pi grande

      del suo padrone'. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi;

      se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

      Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome,  perch non conoscono

      colui che mi ha mandato.

      Se  non  fossi  venuto e non avessi parlato loro,  non avrebbero alcun

      peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

      Chi odia me, odia anche il Padre mio.

      Se non avessi fatto in mezzo a loro opere  che  nessun  altro  mai  ha

      fatto,  non  avrebbero  alcun peccato;  ora invece hanno visto e hanno

      odiato me e il Padre mio.

      Questo perch si adempisse la parola scritta  nella  loro  legge:  'Mi

      hanno odiato senza ragione'.

      Quando verr il Consolatore che io vi mander dal Padre, lo Spirito di

      verit che procede dal Padre, egli mi render testimonianza;

      e anche voi mi renderete testimonianza,  perch siete stati con me fin

      dal principio".


      16.

      Vi ho detto queste cose perch non abbiate a scandalizzarvi.

      Vi scacceranno dalle sinagoghe;  anzi,  verr l'ora in cui chiunque vi

      uccider, creder di rendere culto a Dio.

      E faranno ci perch non hanno conosciuto n il Padre n me.

      Ma  io  vi  ho detto queste cose perch,  quando giunger la loro ora,

      ricordiate che ve ne ho parlato.  Non ve le ho  dette  dal  principio,

      perch ero con voi".


      "Ora per vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda:

      'Dove vai?'.

      Anzi,  perch  vi  ho  detto queste cose,  la tristezza ha riempito il

      vostro cuore.

      Ora io vi dico la verit:  bene per voi che io me ne vada  perch  se

      non me ne vado,  non verr a voi il Consolatore;  ma quando me ne sar

      andato, ve lo mander.

      E quando sar venuto, egli convincer il mondo quanto al peccato, alla

      giustizia e al giudizio.

      Quanto al peccato, perch non credono in me;

      quanto alla giustizia, perch vado al Padre e non mi vedrete pi;

      quanto al giudizio,  perch  il  principe  di  questo  mondo    stato

      giudicato.

      Molte  cose ho ancora da dirvi,  ma per il momento non siete capaci di

      portarne il peso.

      Quando per verr lo Spirito di verit,  egli vi guider  alla  verit

      tutta  intera,  perch  non parler da s,  ma dir tutto ci che avr

      udito e vi annunzier le cose future.

      Egli mi glorificher, perch prender del mio e ve l'annunzier.

      Tutto quello che il Padre possiede  mio;  per  questo  ho  detto  che

      prender del mio e ve l'annunzier".


      "Ancora un poco e non mi vedrete; un po' ancora e mi vedrete".

      Dissero  allora  alcuni dei suoi discepoli tra loro: "Che cos' questo

      che ci dice: 'Ancora un poco e non mi vedrete,  e un po' ancora  e  mi

      vedrete', e questo: 'Perch vado al Padre'?".

      Dicevano  perci:  "Che  cos' mai questo 'un poco' di cui parla?  Non

      comprendiamo quello che vuole dire".

      Ges cap che volevano interrogarlo e disse  loro:  "Andate  indagando

      tra  voi  perch  ho detto 'Ancora un poco e non mi vedrete,  e un po'

      ancora e mi vedrete?'

      In verit, in verit vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il

      mondo si rallegrer.  Voi sarete afflitti,  ma la vostra afflizione si

      cambier in gioia.

      La donna,  quando partorisce,   afflitta, perch e giunta la sua ora;

      ma  quando  ha  dato  alla  luce  il  bambino,   non  si  ricorda  pi

      dell'afflizione per la gioia che  venuto al mondo un uomo.

      Cos anche voi,  ora, siete nella tristezza; ma vi vedr di nuovo e il

      vostro cuore si rallegrer e  nessuno  vi  potr  togliere  la  vostra

      gioia.

      In quel giorno non mi domanderete pi nulla.  In verit,  in verit vi

      dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio  nome,  egli  ve  la

      dar.

      Finora  non  avete  chiesto nulla nel mio nome.  Chiedete e otterrete,

      perch la vostra gioia sia piena.

      Vi ho detto queste cose in similitudini;  ma verr l'ora in cui non vi

      parler pi in similitudini, ma apertamente vi parler del Padre.

      In  quel  giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregher

      il Padre per voi:

      il Padre stesso vi ama, poich voi mi avete amato, e avete creduto che

      io sono venuto da Dio.

      Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo;  ora lascio di nuovo il

      mondo, e vado al Padre".

      Gli dicono i suoi discepoli: "Ecco, adesso parli chiaramente e non fai

      pi uso di similitudini.

      Ora  conosciamo  che  sai  tutto  e  non  hai  bisogno  che  alcuno ti

      interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio".

      Rispose loro Ges: "Adesso credete?

      Ecco verr l'ora,  anzi  gi venuta,  in cui vi disperderete ciascuno

      per conto proprio e mi lascerete solo;  ma io non sono solo, perch il

      Padre  con me.

      Vi ho detto  queste  cose  perch  abbiate  pace  in  me.  Voi  avrete

      tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!".


      17.

      Cos parl Ges.  Quindi,  alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, 

      giunta l'ora: glorifica il Figlio tuo, perch il Figlio glorifichi te.

      Poich tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perch egli dia

      la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

      Questa  la vita eterna: che conoscano te,  l'unico vero Dio,  e colui

      che hai mandato, Ges Cristo.

      Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai dato

      da fare.

      E ora,  Padre,  glorificami davanti a te,  con quella gloria che avevo

      presso di te prima che il mondo fosse".


      "Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo.

      Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola.

      Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te,

      perch le parole che hai dato a me,  io le ho date  a  loro;  essi  le

      hanno  accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto

      che tu mi hai mandato.

      Io prego per loro;  non prego per il mondo,  ma per coloro che mi  hai

      dato, perch sono tuoi.

      Tutte  le cose mie sono tue,  e tutte le cose tue sono mie,  e io sono

      glorificato in loro.

      Io non sono pi nel mondo;  essi invece sono nel mondo,  e io vengo  a

      te;  Padre  santo,  custodisci  nel  tuo  nome coloro che mi hai dato,

      perch siano una cosa sola, come noi.

      Quand'ero con loro,  io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato

      e li ho custoditi;  nessuno di loro  andato perduto, tranne il figlio

      della perdizione, perch si adempisse la Scrittura.

      Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel  mondo,

      perch abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.

      Io  ho  dato  a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perch essi

      non sono del mondo, come io non sono del mondo.

      Non chiedo che tu li  tolga  dal  mondo,  ma  che  li  custodisca  dal

      maligno.

      Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

      Consacrali nella verit. La tua parola  verit.

      Come tu mi hai mandato nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo;

      per  loro  io  consacro  me stesso,  perch siano anch'essi consacrati

      nella verit".


      "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola

      crederanno in me,

      perch tutti siano una cosa sola.  Come tu,  Padre,  sei in me e io in

      te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perch il mondo creda che tu

      mi hai mandato.

      E  la gloria che tu hai dato a me,  io l'ho data a loro,  perch siano

      come noi una cosa sola.

      Io in loro e tu in me,  perch siano perfetti nell'unit  e  il  mondo

      sappia che tu mi hai mandato, e li hai amati come hai amato me.

      Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono

      io,  perch contemplino la mia gloria,  quella che mi hai dato; poich

      tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

      Padre giusto,  il mondo non ti ha conosciuto,  ma io ti ho conosciuto;

      questi sanno che tu mi hai mandato.

      E  io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo far conoscere,  perch

      l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".


      18.

      Detto questo, Ges usc con i suoi discepoli e and di l dal torrente

      Cedron, dove c'era un giardino nel quale entr con i suoi discepoli.

      Anche Giuda,  il traditore,  conosceva quel posto,  perch Ges vi  si

      ritirava spesso con i suoi discepoli.

      Giuda  dunque,  preso  un  distaccamento  di  soldati  e delle guardie

      fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei,  si rec l  con  lanterne,

      torce e armi.

      Ges allora,  conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece

      avanti e disse loro: "Chi cercate?".

      Gli risposero: "Ges il Nazareno". Disse loro Ges: "Sono io!". Vi era

      l con loro anche Giuda, il traditore.

      Appena disse: "Sono io!", indietreggiarono e caddero a terra.

      Domand loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Ges il Nazareno".

      Ges replic: "Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate

      che questi se ne vadano".

      Perch si adempisse la parola che egli aveva detto:  "Non  ho  perduto

      nessuno di quelli che mi hai dato".

      Allora Simon Pietro,  che aveva una spada,  la trasse fuori e colp il

      servo del sommo sacerdote e gli tagli l'orecchio destro.  Quel  servo

      si chiamava Malco.

      Ges allora disse a Pietro: "Rimetti la tua spada nel fodero; non devo

      forse bere il calice che il Padre mi ha dato?".


      Allora  il  distaccamento  con  il  comandante e le guardie dei Giudei

      afferrarono Ges, lo legarono

      e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa,  che

      era sommo sacerdote in quell'anno.

      Caifa  poi  era quello che aveva consigliato ai Giudei: "E' meglio che

      un uomo solo muoia per il popolo".

      Intanto Simon Pietro seguiva Ges  insieme  con  un  altro  discepolo.

      Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perci entr con

      Ges nel cortile del sommo sacerdote;

      Pietro  invece si ferm fuori,  vicino alla porta.  Allora quell'altro

      discepolo, noto al sommo sacerdote, torn fuori,  parl alla portinaia

      e fece entrare anche Pietro.

      E  la  giovane  portinaia  disse  a  Pietro:  "Forse  anche tu sei dei

      discepoli di quest'uomo?". Egli rispose: "Non lo sono!".

      Intanto i servi e le guardie avevano acceso un  fuoco,  perch  faceva

      freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

      Allora  il sommo sacerdote interrog Ges riguardo ai suoi discepoli e

      alla sua dottrina.

      Ges gli rispose: "Io ho  parlato  al  mondo  apertamente;  ho  sempre

      insegnato  nella  sinagoga  e  nel  tempio,  dove  tutti  i  Giudei si

      riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto.

      Perch interroghi me?  Interroga quelli che hanno  udito  ci  che  ho

      detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto".

      Aveva  appena  detto questo,  che una delle guardie presenti diede uno

      schiaffo a Ges, dicendo: "Cos rispondi al sommo sacerdote?".

      Gli rispose Ges: "Se ho parlato male, dimostrami dov' il male; ma se

      ho parlato bene, perch mi percuoti?".

      Allora Anna lo mand legato a Caifa, sommo sacerdote.

      Intanto Simon Pietro stava l a scaldarsi. Gli dissero: "Non sei anche

      tu dei suoi discepoli?". Egli lo neg e disse: "Non lo sono!".

      Ma uno dei servi del sommo sacerdote parente di quello  a  cui  Pietro

      aveva  tagliato  l'orecchio  disse: "Non ti ho forse visto con lui nel

      giardino?".

      Pietro neg di nuovo, e subito un gallo cant.


      Allora condussero Ges dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed

      essi non vollero entrare nel pretorio per  non  contaminarsi  e  poter

      mangiare la Pasqua.

      Usc dunque Pilato verso di loro e domand: "Che accusa portate contro

      quest'uomo?".

      Gli  risposero:  "Se  non  fosse  un  malfattore,  non  te  lo avremmo

      consegnato".

      Allora Pilato disse loro: "Prendetelo voi  e  giudicatelo  secondo  la

      vostra  legge!".  Gli  risposero  i  Giudei:  "A  noi non  consentito

      mettere a morte nessuno".

      Cos si adempivano le parole che Ges aveva detto indicando  di  quale

      morte doveva morire.

      Pilato  allora  rientr nel pretorio,  fece chiamare Ges e gli disse:

      "Tu sei il re dei Giudei?".

      Ges rispose: "Dici questo da te oppure altri te lo  hanno  detto  sul

      mio conto?".

      Pilato  rispose:  "Sono  forse  io  giudeo?  La  tua  gente  e i sommi

      sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?".

      Rispose Ges: "I1 mio regno non  di questo mondo;  se  il  mio  regno

      fosse  di  questo mondo,  i miei servitori avrebbero combattuto perch

      non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non  di quaggi".

      Allora Pilato gli disse: "Dunque tu sei re?".  Rispose  Ges:  "Tu  lo

      dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel

      mondo: per rendere testimonianza alla verit. Chiunque  dalla verit,

      ascolta la mia voce".

      Gli dice Pilato: "Che cos' la verit?". E detto questo, usc di nuovo

      verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo in lui nessuna colpa.

      Vi    tra  voi  l'usanza  che  io vi liberi uno per la Pasqua: volete

      dunque che io vi liberi il re dei Giudei?"

      Allora essi gridarono di nuovo: "Non costui, ma Barabba!". Barabba era

      un brigante.


      19.

      Allora Pilato fece prendere Ges e lo fece flagellare.

      E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e

      gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti

      e gli dicevano:

      "Salve, re dei Giudei!"; e gli davano schiaffi.

      Pilato intanto usc di nuovo e disse loro: "Ecco,  io  ve  lo  conduco

      fuori, perch sappiate che non trovo in lui nessuna colpa".

      Allora  Ges  usc,  portando  la  corona  di  spine  e il mantello di

      porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!".

      Al vederlo,  i sommi sacerdoti e le guardie gridarono:  "Crocifiggilo,

      crocifiggilo!".  Disse  loro Pilato: "Prendetelo voi e crocifiggetelo;

      io non trovo in lui nessuna colpa".

      Gli risposero i Giudei: "Noi abbiamo una legge e secondo questa  legge

      deve morire, perch si  fatto Figlio di Dio".

      All'udire queste parole, Pilato ebbe ancora pi paura

      ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Ges: "Di dove sei?". Ma Ges

      non gli diede risposta.

      Gli  disse  allora Pilato: "Non mi parli?  Non sai che ho il potere di

      metterti in libert e il potere di metterti in croce?".

      Rispose Ges: "Tu non avresti nessun potere su di me,  se non ti fosse

      stato  dato dall'alto.  Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani

      ha una colpa pi grande".

      Da quel momento Pilato cercava di liberarlo ma i Giudei gridarono: "Se

      liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re,  si

      mette contro Cesare".

      Udite  queste  parole,  Pilato  fece condurre fuori Ges e sedette nel

      tribunale, nel luogo chiamato Litstroto,  in ebraico Gabbat.

      Era la Parasceve della Pasqua,  verso  mezzogiorno.  Pilato  disse  ai

      Giudei:  "Ecco  il  vostro  re!".  Ma  quelli  gridarono:  "Via,  via,

      crocifiggilo!".  Disse loro Pilato: "Metter in croce il vostro  re?".

      Risposero  i  sommi  sacerdoti:  "Non  abbiamo altro re all'infuori di

      Cesare".

      Allora lo consegn loro perch fosse crocifisso.

      Essi allora presero Ges ed egli, portando la croce, si avvi verso il

      luogo del Cranio, detto in ebraico Glgota,

      dove lo crocifissero,  e con lui altri due,  uno da una  parte  e  uno

      dall'altra,  e Ges nel mezzo.  Pilato compose anche l'iscrizione e la

      fece porre sulla croce;  vi era scritto: "Ges il Nazareno,  il re dei

      Giudei".

      Molti  Giudei  lessero  questa  iscrizione,  perch  il  luogo dove fu

      crocifisso Ges era vicino alla citt;  era  scritta  in  ebraico,  in

      latino e in greco.

      I  sommi  sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: "Non scrivere:

      'Il re dei Giudei', ma che egli ha detto: 'Io sono il re dei Giudei'".

      Rispose Pilato: "Ci che ho scritto, ho scritto".


      I soldati poi,  quando ebbero crocifisso Ges,  presero le sue vesti e

      ne  fecero quattro parti,  una per ciascun soldato,  e la tunica.  Ora

      quella tunica era senza cuciture,  tessuta tutta di un pezzo da cima a

      fondo.

      Perci  dissero tra loro: "Non stracciamola,  ma tiriamo a sorte a chi

      tocca". Cos si adempiva la Scrittura: 'Si sono divise tra loro le mie

      vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte'.  E i soldati  fecero

      proprio cos.

      Stavano  presso  la croce di Ges sua madre,  la sorella di sua madre,

      Maria di Clofa, e Maria di Mgdala.

      Ges allora, vedendo la madre e l accanto a lei il discepolo che egli

      amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!".

      Poi disse al discepolo: "Ecco  tua  madre!".  E  da  quel  momento  il

      discepolo la prese nella sua casa.

      Dopo  questo,  Ges,  sapendo  che ogni cosa era stata ormai compiuta,

      disse per adempiere la Scrittura: "'Ho sete'!".

      Vi era l un vaso pieno d'aceto;  posero perci una spugna imbevuta di

      aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.

      E  dopo  aver  ricevuto l'aceto,  Ges disse: "Tutto  compiuto!".  E,

      chinato il capo, spir.

      Era il  giorno  della  Parasceve  e  i  Giudei,  perch  i  corpi  non

      rimanessero in croce durante il sabato,  era infatti un giorno solenne

      quel sabato,  chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le  gambe  e

      fossero portati via.

      Vennero  dunque  i  soldati  e  spezzarono  le  gambe  al  primo e poi

      all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui.

      Venuti per da Ges e vedendo che era gi morto, non gli spezzarono le

      gambe,

      ma uno dei soldati gli colp il costato con la lancia e subito ne usc

      sangue e acqua.

      Chi ha visto ne d testimonianza e la sua  testimonianza    vera,  ed

      egli sa che dice il vero perch anche voi crediate.

      Questo infatti avvenne perch si adempisse la Scrittura: 'Non gli sar

      spezzato alcun osso'.

      E un altro passo della Scrittura dice ancora: 'Volgeranno lo sguardo a

      colui che hanno trafitto'


      Dopo questi fatti,  Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Ges, ma

      di nascosto per timore dei Giudei,  chiese a  Pilato  di  prendere  il

      corpo di Ges.  Pilato lo concesse.  Allora egli and e prese il corpo

      di Ges.

      Vi and anche Nicodemo,  quello che in precedenza era andato da lui di

      notte, e port una mistura di mirra e di alo di circa cento libbre.

      Essi presero allora il corpo di Ges,  e lo avvolsero in bende insieme

      con oli aromatici, come  usanza seppellire per i Giudei.

      Ora,  nel luogo dove era stato crocifisso,  vi era un giardino  e  nel

      giardino  un  sepolcro  nuovo,  nel  quale  nessuno  era  stato ancora

      deposto.

      L dunque deposero Ges,  a motivo della Parasceve dei Giudei,  poich

      quel sepolcro era vicino.


      20.

      Nel  giorno dopo il sabato,  Maria di Mgdala si rec al sepolcro,  di

      buon mattino,  quando era ancora buio,  e vide che la pietra era stata

      ribaltata dal sepolcro.

      Corse allora e and da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che

      Ges amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e

      non sappiamo dove l'hanno posto".

      Usc  allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo e si recarono al

      sepolcro.

      Correvano insieme tutti e due,  ma l'altro discepolo corse pi  veloce

      di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

      Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entr.

      Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entr nel sepolcro

      e vide le bende per terra

      e  il  sudario,  che gli era stato posto sul capo non per terra con le

      bende, ma piegato in un luogo a parte.

      Allora entr anche l'altro discepolo  che  era  giunto  per  primo  al

      sepolcro e vide e credette.

      Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cio doveva

      risuscitare dai morti.

      I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.


      Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva.

      Mentre piangeva si chin verso il sepolcro

      e vide due angeli in bianche vesti,  seduti l'uno dalla parte del capo

      e l'altro dei piedi dove era stato posto il corpo di Ges.

      Ed essi le dissero: "Donna, perch piangi?".

      Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno

      posto".

      Detto questo, si volt indietro e vide Ges che stava l in piedi;  ma

      non sapeva che era Ges.

      Le disse Ges: "Donna, perch piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che

      fosse il custode del giardino,  gli disse: "Signore,  se l'hai portato

      via tu, dimmi dove lo hai posto e io andr a prenderlo".

      Ges le disse: "Maria!".  Essa allora,  voltatasi verso  di  lui,  gli

      disse in ebraico: "Rabbun!" (che significa: Maestro!).

      Ges  le  disse: "Non mi trattenere,  perch non sono ancora salito al

      Padre;  ma va' dai miei fratelli e di' loro: 'Io salgo al Padre mio  e

      Padre vostro, Dio mio e Dio vostro'".

      Maria  di Mgdala and subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il

      Signore!" e anche ci che le aveva detto.


      La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano

      chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei

      Giudei, venne Ges, si ferm in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!".

      Detto questo, mostr loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono

      al vedere il Signore.

      Ges disse loro di nuovo: "Pace a voi!  Come il Padre ha  mandato  me,

      anch'io mando voi".

      Dopo aver detto questo, alit su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito

      Santo;

      a  chi  rimetterete  i  peccati,  saranno  rimessi;  e  a  chi  non li

      rimetterete, resteranno non rimessi".


      Tommaso,  uno dei Dodici,  chiamato Ddimo,  non era con  loro  quando

      venne Ges.

      Gli  dissero  allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!".

      Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi  e

      non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo

      costato, non creder".

      Otto giorni dopo,  i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro

      anche Tommaso. Venne Ges, a porte chiuse,  si ferm in mezzo a loro e

      disse: "Pace a voi!".

      Poi  disse  a  Tommaso:  "Metti  qua il tuo dito e guarda le mie mani;

      stendi la tua mano  e  mettila  nel  mio  costato  e  non  essere  pi

      incredulo, ma credente!".

      Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!".

      Ges gli disse: "Perch mi hai veduto,  hai creduto; beati quelli che,

      pur non avendo visto, crederanno!".



      Molti altri segni fece Ges in presenza dei  suoi  discepoli,  ma  non

      sono stati scritti in questo libro.

      Questi  sono stati scritti,  perch crediate che Ges  il Cristo,  il

      Figlio di Dio, e perch, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


      21.

      Dopo questi fatti, Ges si manifest di nuovo ai discepoli sul mare di

      Tiberiade. E si manifest cos:

      si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Ddimo,  Natanaele di

      Cana di Galilea, i figli di Zebedo e altri due discepoli.

      Disse  loro  Simon Pietro: "Io vado a pescare".  Gli dissero: "Veniamo

      anche noi con te".  Allora uscirono e  salirono  sulla  barca;  ma  in

      quella notte non presero nulla.

      Quando era gi l'alba, Ges si present sulla riva, ma i discepoli non

      si erano accorti che era Ges.

      Ges  disse  loro:  "Figlioli,  non  avete  nulla  da mangiare?".  Gli

      risposero: "No".

      Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra del!a  barca  e

      troverete".  La  gettarono e non potevano pi tirarla su per la grande

      quantit di pesci.

      Allora quel discepolo che Ges amava disse a Pietro: "E' il Signore!".

      Simon Pietro,  appena ud che era il Signore,  si cinse ai fianchi  la

      tunica, poich era spogliato, e si gett in mare.

      Gli  altri  discepoli  invece vennero con la barca trascinando la rete

      piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio

      di metri.

      Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra,  e

      del pane.

      Disse loro Ges: "Portate un po' del pesce che avete preso or ora".

      Allora Simon Pietro sal sulla barca e trasse a terra la rete piena di

      centocinquantatr grossi pesci. E bench fossero tanti, la rete non si

      spezz.

      Ges  disse  loro: "Venite a mangiare".  E nessuno dei discepoli osava

      domandargli: "Chi sei?", poich sapevano bene che era il Signore.

      Allora Ges si avvicin, prese il pane e lo diede loro, e cos pure il

      pesce.

      Questa era la terza volta che Ges si manifestava ai  discepoli,  dopo

      essere risorto dai morti.


      Quando  ebbero  mangiato,  Ges  disse  a  Simon  Pietro:  "Simone  di

      Giovanni, mi ami tu pi di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu

      lo sai che ti amo".  Gli disse: "Pasci i miei agnelli!".  Gli disse di

      nuovo: "Simone di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu

      lo sai che ti amo". Gli disse: "Pasci le mie pecore!".

      Gli  disse per la terza volta: "Simone di Giovanni,  mi ami?".  Pietro

      rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: "Mi ami?" e  gli

      disse: "Signore,  tu sai tutto;  tu sai che ti amo". Gli rispose Ges:

      "Pasci le mie pecore!.

      In verit,  in verit ti dico: quando eri pi giovane,  ti cingevi  la

      veste da solo e andavi dove volevi;  ma quando sarai vecchio, tenderai

      le tue mani e un altro ti cinger la veste e ti porter  dove  tu  non

      vuoi".

      Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato

      Dio. E detto questo, aggiunse: "Seguimi!".


      Pietro  allora,  voltatosi vide che li seguiva quel discepolo che Ges

      amava,  quello che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva

      domandato: "Signore, chi  che ti tradisce?".

      Pietro dunque, vedutolo, disse a Ges: "Signore, e lui?".

      Ges  gli  rispose:  "Se voglio che egli rimanga finch io venga,  che

      importa a te? Tu seguimi!".

      Si diffuse perci tra i  fratelli  la  voce  che  quel  discepolo  non

      sarebbe morto.

      Ges  per  non gli aveva detto che non sarebbe morto,  ma: "Se voglio

      che egli rimanga finch io venga, che importa a te?".


      Questo  il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li  ha

      scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza  vera.

      Vi  sono  ancora  molte  altre  cose compiute da Ges che,  se fossero

      scritte una per una,  penso che  il  mondo  stesso  non  basterebbe  a

      contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

