Le emoji hanno cambiato il nostro modo di comunicare.

 Alessandro Massone.
Questestate il primo set di emoji Apple compie dieci anni: dalle chat giapponesi al design di Cupertino, cronistoria delle faccine che stanno cambiando il linguaggio
Questo articolo  la sesta puntata della collaborazione tra Donna Moderna e The Submarine, il magazine online che si occupa di storie urbane, cultura, musica e tecnologia. Periodicamente pubblicheremo, sia sulla carta che online, contenuti ad hoc pensati insieme e scritti dalla redazione di The Submarine in esclusiva per il nostro giornale.

Ci concentreremo in particolare sul web, sulle sue novit e su come, pur non essendone il responsabile, sia diventato il veicolo di una serie di comportamenti a rischio: dal voyeurismo allo spaccio di stupefacenti sempre nuovi, dal cyberbullismo alla diffusione delle fake news. Leggi anche le puntate precedenti, dedicate al dark web, al revenge porn, al mondo dei subbers, al fenomeno del biohacking e a quello dell'occultismo online.

Come (e dove) sono nate le emoji.
Questestate saranno in molti a festeggiare il decimo anniversario delle emoji, la cui diffusione inizia nel 2008 in Europa e negli Stati Uniti, quando un aggiornamento per liPhone le rende disponibili su tantissimi telefoni nel mondo.  la versione disegnata da Apple a renderle iconiche al punto che emoji come la ballerina o la melanzana finiscono per entrare nel nostro linguaggio. In realt, la loro storia inizia nel lontano 1999 su una piattaforma internet giapponese.

Disegnate con linee semplici e pochi pixel, monocromatiche, le emoji originali avevano in comune con le emoticon  ovvero le faccine disegnate con simboli di punteggiatura molto usate negli anni Novanta nel mondo occidentale  solo la funzione, mentre lassonanza del nome  completamente casuale. La diffusione delle emoji negli Stati Uniti e in Europa  una pura coincidenza: quando Apple commissiona ai propri designer di realizzare delle versioni pi grafiche delle faccine giapponesi, lobiettivo era quello di supportare uno standard gi diffusissimo. Le faccine sarebbero state disponibili ufficialmente negli altri mercati solo tre anni dopo.

Ladozione di massa delle emoji  uno dei cambiamenti pi interessanti che la popolarizzazione degli smartphone ha avuto sul mondo negli ultimi dieci anni.

Da Internet a WhatsApp.
 impossibile stabilire oggi se le emoji giapponesi avrebbero avviato la stessa rivoluzione linguistica che invece hanno lanciato quelle disegnate da Apple, ma  certo che sono state proprio le icone inizialmente rese disponibili solo su iPhone e poi, poco alla volta, sulle varie app Android, a renderle una parte irrinunciabile del discorso scritto contemporaneo digitale.

Il secondo motivo che ha portato alla diffusione dirompente delle emoji, soprattutto in Europa,  stata la decisione di WhatsApp di utilizzare  per anni senza licenza  le immagini prodotte dai designer Apple. Lanno scorso lapp di messaggistica ha prodotto un proprio set di emoji, ma ci non toglie che larrivo delle emoji Apple su WhatsApp ha contribuito enormemente alla loro popolarit.

Oggi anche i set disegnati da altri grafici, come le twemoji di Twitter o le nuove emoji di Android disegnate da Google, affondano le proprie radici in quel primo set. Tentativi di reinterpretazione di quei primi simboli, come le blob emoji di Google, non hanno avuto particolare successo. Nellimmaginario collettivo, il look delle emoji rimane quello definito da Apple nel 2008, e non pu cambiare, perch nelle loro forme sono stati proiettati nuovi sottotesti mai previsti dai creatori originali e dagli artisti dellazienda di Cupertino, ma che sono ora inseparabili da esse.

Ridisegnare il linguaggio.
Anche se ho iniziato a riempire di emoji i miei messaggi non appena sono state disponibili, non ho capito il segno che avrebbero lasciato sul mondo per pi di un anno. Ero dal mio cartolaio quando ho visto un pacchetto di sticker di emoji: erano proprio le icone che avevo disegnato io. Vedendole cos, non in digitale ma in un oggetto fisico, ho capito immediatamente limportanza del lavoro che avevamo fatto racconta Angela Guzman, una dei due designer responsabili del primo set di emoji.

Le emoji non erano tra le funzionalit a cui Apple aveva dato pi rilevanza per laggiornamento di sistema delliPhone rilasciato durante lestate del 2008, tanto che allinizio erano disponibili solo su tastiera giapponese. Il progetto era stato affidato a due autori: la stessa Guzman, allepoca stagista e ora lead-designer di Google, e lillustratore Raymond Sepulveda.

Guzman e Sepulveda hanno tantissime storie di quei mesi: dagli aneddoti estremamente buffi (lo sapevi che il ricciolo dell'emoticon della cacca  lo stesso del cono gelato?) allo stress di dover dare consistenza a un set vastissimo di immagini su display a bassa risoluzione. In quanto designer, uno dei miei obiettivi durante la creazione di un prodotto  la sua comprensione universale: che riesca ad avere un senso e uno scopo per il maggior numero di persone al mondo. Le icone, in qualche modo, sono lesempio pi fondamentale di questa necessit. E a pensarci bene credo che le emoji siano il primo caso di un successo completo, sono diventate davvero un linguaggio internazionale. Vederle crescere in questi dieci anni  stato divertentissimo.

Le emoji tra cultura pop e uso comune.
Pensare alle emoji come un vero e proprio linguaggio  un esercizio interessante. Le icone disegnate da Guzman e Sepulveda, limitate artificialmente e rimaste per anni senza una forza che le guidasse, sono state in qualche modo plasmate da pulsioni opposte. Da una parte le necessit commerciali dei giganti della Silicon Valley e dallaltra luso pratico che negli anni ne hanno fatto gli utenti, che le hanno caricate di nuovi significati, in parte per superare i limiti di un linguaggio artificialmente chiuso.

 cos che emoji come quelle della melanzana e della pesca sono diventate espressioni esplicite, in parte perch non esistevano icone pi dirette, in parte perch il doppio senso le ha rese pi forti di qualsiasi altra alternativa puramente grafica.

Flirtare su internet, tra pesche e melanzane.
Luso di emoji come la melanzana, la pesca e le gocce in senso sessualmente esplicito  diventato il loro significato principale. Quando la scorsa estate Apple ha aggiornato il look di molte icone ha inserito in una versione test del proprio sistema una emoji di pesca che assomigliava pi a una pesca che a un sedere, e la risposta del pubblico di tester  stata cos forte da convincere lazienda a ridisegnare licona, in modo da conservare il doppio senso.

Nessuno sa esattamente chi abbia iniziato a usare la melanzana in quel modo mi dice Guzman Io conosco tutti i dietro le quinte delle loro scelte grafiche, ma non ho nessun problema con la loro nuova contestualizzazione, anzi. In questo momento, per esempio, c una gran discussione attorno a cosa vogliamo che significhino le mani congiunte (preghiera? grazie? per favore?).  rarissimo trovare prodotti che rimangano consistenti nella propria estetica per anni, o che restino importanti per pi di una decade. I prodotti e gli stili cambiano drasticamente e le emoji sembrano cambiare in modo opposto: crescono in variet, significato, uso.

Come cambiano (poco) le emoji.
Oggi la crescita delle emoji  capitanata dal consorzio Unicode, responsabile della selezione delle nuove icone, che ha gestito negli ultimi anni le operazioni di inclusione etnica e di genere dei nuovi set. Negli ultimi cinque anni, per met della vita di queste emoji, lo stile grafico dei nostri telefoni  drasticamente cambiato. Le grafiche delle interfacce, una volta ricche di effetti tridimensionali che rendevano i bottoni chiaramente premibili, hanno abbracciato unestetica pi minimalista, fatta di distese monocolori e disegni dalle linee sottilissime.

Nel dilagare di questo minimalismo industriale proprio le emoji, cos tridimensionali e colorate, sono lultimo baluardo di ricercatezza grafica sui nostri schermi, e forse anche per questo hanno assunto un valore cos importante nelle nostre vite.

Credo che le emoji abbiano ormai una vita propria ed  qualcosa che potr solo crescere col passare degli anni. Rappresentano emozioni, situazioni, eventi abbiamo un sacco di informazioni da comunicare e pochissimo spazio con cui farlo. Sarebbe impossibile catturare migliaia di emozioni e situazioni con un numero ristretto di colori, o soltanto con un singolo tratto.

Sono solo cose da ragazzi?
 facile sottovalutare le emoji nel linguaggio contemporaneo o considerarle banali giovanilismi. Il loro ruolo nella nostra cultura, al contrario,  invece destinato ad aumentare, rendendole segnali discorsivi e vere e proprie icone della contemporaneit, presenti nellintrattenimento, nellarte e negli oggetti di consumo.

Tutte le volte che vedo una emoji fuori da uno schermo mi viene da ridere. Le scatto una foto e la mando subito a Raymond, poi la aggiungo al mio album di emoji allo strato brado. E di emoji allo stato brado Angela  destinata a vederne sempre di pi: entro la fine dellanno saranno disponibili infatti altre 157 emoji, tra cui le persone con i capelli rossi, un pappagallo, la dinamite, e molte altre faccine, tutte da usare.