Adolescenti sempre pi precoci: come affrontare crisi e ribellione.

Eleonora Lorusso.
La fase della preadolescenza inizia sempre prima. Nel libro "I mutanti" un'esperta di bambini e adolescenti aiuta genitori e insegnanti ad affrontare questo periodo cos delicato e i temi pi scottanti: rispetto delle regole, uso dei social, comportamento a scuola.
La preadolescenza inizia sempre prima e porta con s una serie di cambiamenti fisici, mentali, nelle relazioni affettive e nelle emozioni, che possono trasformarsi in un "terremoto" in famiglia. I genitori si sentono spesso impreparati ad affrontare una fase della crescita caratterizzata da vergogna, impaccio e dalla disarmonia tipica dei ragazzi e delle ragazze dell'et delle medie, ai quali si accompagnano voglia di autonomia e trasgressioni.

"Madri e padri sono spaventati, temono la perdita di controllo sui figli, hanno paura delle loro trasgressioni e nello stesso tempo nostalgia dei mezzi autoritari di un tempo: ma devono ricordare che questi sono destinati a fallire. Per gestire questo periodo non ci sono ricette specifiche, ma sicuramente errori da evitare e accorgimenti da seguire" spiega a Donna Moderna Sofia Bignamini, psicoterapeuta, esperta di adolescenti, preadolescenti e bambini, e autrice del libro I Mutanti (Solferino Ed.). "Io chiamo i ragazzi mutanti, riferendomi a una fase ben precisa della preadolescenza come quella delle medie, perch i ragazzi sembrano cambiare pelle proprio come i serpenti quando fanno la muta. Lasciano la loro identit di bambini per acquisirne una nuova, con un processo che per coinvolge tante sfere della vita quotidiana, non solo il loro corpo" dice Bignamini, che insegna alla Scuola di Formazione in Psicoterapia dell'Adolescente e del Giovane Adulto Arpad-Minotauro di Milano e alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia di Parma.

Pubert sempre pi precoce.
"La pubert inizia sempre prima: il menarca per le bambine arriva in media con un anno di anticipo rispetto a qualche tempo fa, anche in 5 elementare, e porta con s trasformazioni anche psicologiche, oltre che fisiche. Si sta assistendo a una precocizzazione pi generale: i bambini iniziano presto a orientarsi verso stili di vita tipici dei pi grandi, soprattutto per quanto riguarda le trasgressioni e le sperimentazioni, dalla prima sigaretta agli spinelli, a un linguaggio sempre pi erotizzato. Internet contribuisce a tutto questo, permettendo di disporre di immagini e contenuti pi espliciti" racconta l'esperta.

Spesso questa spinta ad anticipare i tempi porta a reazioni opposte: "Da un lato ci sono ragazzini che vivono in pieno questa crescita, accelerando e anticipando le tappe, anche con rischi elevati. Dall'altro ci sono giovani che reagiscono in modo opposto, come spaventati da questi cambiamenti che tentano di bloccare. Cercano di ritirarsi dal sociale, trovando rifugio nei social e su Internet, come accade pi spesso ai maschi. Tra le femmine, invece, si possono verificare forme di attacco o manipolazione del proprio corpo, ad esempio attraverso disordini alimentari come l'anoressia che, portando con s spesso la sospensione delle mestruazioni, sembra andare incontro al desiderio di cancellare i segni della crescita e di controllare il proprio corpo" aggiunge Bignamini.

Internet fa bene o male?
L'influenza di internet e dei social  indubbia, anche se non va demonizzata. "Come tutte le innovazioni tecnologiche, il digitale  uno strumento, tutto dipende dall'uso che se ne fa. I social possono anche essere un aiuto nel caso di ragazzini che tendono a ritirarsi. Rappresentano, invece, un problema se sostituiscono l'esperienza del reale" dice Bignamini. Ci pu anche essere un uso "creativo" dei social: "I selfie, che di per s rappresentano il simbolo del culto narcisistico di questa societ, possono avere una valenza espressiva, possono aiutare ad appropriarsi di un'idea nuova del proprio corpo. Se, invece, le immagini sono funzionali ad acquisire solo successo e visibilit, e diventano un modo (finto) per sedurre, allora la loro influenza sar negativa. In questo  fondamentale il monitoraggio da parte degli adulti" spiega la psicoterapeuta.

Cosa devono fare genitori (e insegnanti).
Gli adulti vivono spesso questo momento di crescita con preoccupazione: "Si sentono incapaci di gestire i ragazzi, anche gli insegnanti alle medie, che faticano non poco in classe. I genitori, abituati a una convivenza molto piacevole, pacifica e democratica coi loro bambini, si ritrovano a gestire il senso di perdita di controllo sui figli. La tentazione  quella di ricorrere ai mezzi autoritari di un tempo, destinati per a fallire" spiega Bignamini, che d qualche consiglio utile:

1) "Non spaventarsi (e inorridire): quella della preadolescenza  un'et di disarmonie, goffaggini e di comportamenti "estremi"; all'adulto pu venire la tentazione di voltarsi dall'altra parte, come accade ad alcuni insegnanti che. ormai sfiduciati, non vedono l'ora che finiscano le lezioni in classe. Il consiglio  quello di non ritirarsi, ricordando che si tratta di una fase di trasformazione, in cui c' anche molta voglia di autonomia da parte dei ragazzi";

2) "Non trarre giudizi: meglio sospendere il giudizio sui ragazzi e tenere a bada il nostro narcisismo. Spesso vogliamo i figli a immagine dei nostri desideri e in linea con i nostri sogni di realizzazione, ma si tratta di fantasie immaginarie, che spesso si basano sull'idea che ci sentiamo genitori adeguati solo sei i nostri figli riescono";

3) "Ascoltare in modo autentico e curioso: dobbiamo ricordare che i preadolescenti di oggi, proprio perch sono intrisi di narcisismo, hanno piacere di essere osservati, purch questo non significhi "controllarli". Il consiglio  di ascoltarli quando hanno voglia di parlare";

4) "Non rinunciare alle regole: occorre difendere l'idea che l'adulto ha un suo ruolo e una sua funzione, mentre troppo spesso siamo noi i primi a non crederci e i ragazzi se ne accorgono. I valori di fondo si trasmettono soprattutto con l'esempio quotidiano, pi che con le 'massime teoriche' . Nel nostro lavoro con ragazzi e adulti ci siamo accorti che i preadolescenti danno il peggio di s quando sono davanti ai genitori, ma in altri contesti allargati i valori acquisiti in famiglia emergono e contano molto";

5) "Esserci e costruire una relazione: questo  un consiglio rivolto soprattutto ai padri, perch in questa fase di crescita dei figli si pu ancora provare a costruire una relazione. Se invece gli adulti sono assenti o satellitari, poi dopo sar tutto pi difficile".

Genitori e figli "in azione" insieme.
Se  vero che non sempre  facile trovare occasioni di condivisione di momenti in famiglia, a causa dei ritmi frenetici di vita, esistono diverse realt che offrono opportunit di incontro e attivit insieme. Tra queste c' Younite, che organizza Genitori in azione, il 5 e 6 maggio a Riccione. Un weekend di attivit divertenti, workshop, formazione e confronti per genitori e figli, che saranno guidati alla scoperta delle emozioni e della propria unicit tramite laboratori esperienziali, momenti ludici e molto sport all'aria aperta. "L'obiettivo - spiegano gli organizzatori -  far tornare a casa i ragazzi con molte pi domande di qualit di quando sono arrivati, e con diversi modi per affrontare le sfide quotidiane". Per gli adulti vuole essere un'occasione per capire meglio i figli, come gestirli e come gestirsi in casa e in famiglia. Tra i formatori ci sono Nan Coosemans, Family Coach, Matteo Salvo, primo e unico istruttore certificato per insegnare le Mappe Mentali in Europa, Maria Rita Parsi, docente universitaria, scrittrice e coordinatrice presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoumanitas, e molti altri.