Annie Vivanti.
...
.
...
L'invasore.
Dramma in tre atti.
...
.
...
1915. Dott. Riccardo QUINTIERI Editore, presso Tipografia MINERVA, Via Fontana, 16, MILANO.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano onlus
               http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
Testo curato da: Claudio Paganelli per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber". www.liberliber.it.
...
.
...
L'INVASORE.
...
.
...
Questo dramma che qui  pubblicato nel testo integrale fu rappresentato per la prima volta a Milano dalla Compagnia Talli-Melato al Teatro Olympia nell'estate del 1915. Interpreti principali: Maria Melato, Wera Podrecca, Pina Camera, Febo Mari.
...
.
...
PERSONAGGI.
...
FLORIAN AUDET - Tenente di Cavalleria.
IL CAPITANO FISCHER - Ufficiale dell'armata nemica.
IL TENENTE VON WEDEL - Ufficiale dell'armata nemica.
IL CAPITANO GLOTZ - Ufficiale dell'armata nemica.
IL TENENTE FELDMANN - Ufficiale dell'armata nemica.
IL REVERENDO FRANK - Pastore Anglicano.
IL DOTTOR BELL.
DELIO AUSTIN - Tenente in un reggimento scozzese.
FRITZ - Cameriere.
CHRIE BRANDES.
LUISA BRANDES - sua cognata.
MIRELLA BRANDES - figlia di Luisa.
LA SIGNORA FRANK.
ANNA - sua figlia.
MARY - sua figlia.
JANE - Una infermiera della Croce Rossa.
NELLY - Giovinetta amica di Chrie.
LUCILLA - Giovinetta amica di Chrie.
GIOVANNA - Giovinetta amica di Chrie.
FANNY - Giovinetta amica di Chrie.
LINA - Cameriera.
...
.
...
Il primo atto si svolge nella casa del Dottor Brandes in un villaggio di un paese belligerante. - Il secondo atto in casa del Reverendo Frank, in Inghilterra. - Il terzo atto di nuovo in casa Brandes.
...
.
...
ATTO PRIMO
...
 sera.
Una sala d'entrata nella casa del Dottor GIORGIO BRANDES. Stile fiammingo.
A sinistra al primo piano tre scalini coperti di tappeto rosso conducono a un largo pianerottolo adorno di lampade elettriche e di piante.
In fondo a sinistra la porta d'ingresso. Nel centro un largo caminetto.
A destra verso il fondo una porta a due battenti con una tenda drappeggiata e rialzata.
Al primo piano a destra una finestra.
LUISA BRANDES, una bella e giovine donna, siede in atteggiamento d'abbandono su una poltroncina. Con le mani intrecciate e tese davanti a s essa guarda nel vuoto; un'espressione d'abbattimento e di tristezza  sul suo volto.
Nel fondo MIRELLA - una fanciulletta di quattordici anni, in corta veste chiara - s'affaccenda intorno a una tavola carica di fiori e di dolci.

ATTO PRIMO.

MIRELLA

chiamando.
Lina! Lina! Dove sono i marrons glacs?

LINA

Una domestica dal viso duro e inamabile appare sulla porta.
Sono l.
Addita un piatto sulla tavola.

MIRELLA: Ma dove? alzando il piatto. Questi quattro miseri marroni, che paiono gi rosicchiati?

LINA

Li avr rosicchiati Lei.  tutto il giorno che li mangia.
Volta le spalle ed esce.

MIRELLA

Ma guarda un po' che impertinente!
Rivolgendosi a LUISA.

Mamma! Hai sentito come mi risponde Lina?

LUISA

con un sospiro distratto.
Che cosa c', cara?

MIRELLA

avanzandosi verso la madre col piatto in mano.
Ha detto che i marrons glacs li ho mangiati io.

LUISA

sorridendo.
Sar anche vero; no, cara?

MIRELLA

Quand'anche; Lina non deve permettersi di dirlo. Del resto io ne avr mangiato forse tre o quattro... o dodici... o cos, ma non tutti.

LUISA

sorridendo.
Vedo difatti che ne restano quattro.

MIRELLA

contando sulle dita.
Uno per Chrie, uno per me, uno per te, poi vi sono le nostre invitate, uno per Fanny...  E per Giovanna, Lucilla e Nelly, niente! Sar meglio addirittura che non ce ne siano. Ti pare?
Li mangia.
Mamma! Cos'hai? Come sei triste!
L'abbraccia.

LUISA

Ah bimba mia! Come potrei non esserlo? Tuo padre lontano... le notizie sempre pi gravi....

MIRELLA

Mamma! stasera non pensare a malinconie.  la festa di Chrie e vogliamo essere allegre. Anche pap se fosse qui avrebbe voluto che si festeggiasse il compleanno di sua sorella, che adora tanto!... Ricordi? L'anno scorso ha voluto che si ballasse. Vogliamo ballare anche stasera.

LUISA

scattando.
No! Non si balla col nemico in casa.

MIRELLA

Nemico?
Sbigottita, guardandosi intorno.
In casa? Dov' questo nemico?


LUISA

 vicino, Mirella!  vicino! Tu non sai che cosa ci sovrasta.

MIRELLA

Non pensarci stasera, mamma! Non rattristare Chrie! Vedrai come s' fatta bella. Mette il vestito nuovo, tutto bianco! Sembra una sposa....

Carezzevole.

Tieni, mangia questo marron.  l'ultimo.

LUISA

No, cara, no. Chiama qui Fritz. Ho bisogno di parlargli.

MIRELLA

Vado.
Mettendo in bocca l'ultimo marron.

Sai che anche Fritz mi fa uno strano effetto in questi giorni.  scortese, quasi villano. Non risponde quando gli si parla...

LUISA

Sar preoccupato anche lui, poveretto.

MIRELLA

E lo trovo sempre a sussurrare con Lina...


LUISA

indulgente.

Forse si vogliono bene. Avranno idea di sposarsi.

MIRELLA

ridendo.
Oh Dio!... Cos brutti! Tutt'e due!
Corre alla porta.
Fritz... Fritz!
Al domestico che entra.
Andate dalla mamma.
FRITZ, un giovane servitore, dall'aria fosca, quasi truce, s'avvicina a LUISA mentre MIRELLA aiutata da LINA s'affaccenda ancora per poco intorno alla tavola ch' in fondo alla scena. Indi MIRELLA esce, seguita da LINA.

LUISA

un po' timida, a FRITZ.
Avete notizie? Vi sono novit?

FRITZ

Secco.
Nossignora.

LUISA

Non sapete nulla di nuovo?


FRITZ

Nossignora.
Ironico.
Eccetto quello che c' nel giornale della sera.
Spiega un giornale e legge ad alta voce.
"Si crede che il primo contatto tra i belligeranti avr luogo nelle vicinanze di Flron. Il nemico s'avanza dal Sud Est numerosissimo."
Appoggia con tono soddisfatto sull'ultima frase.

LUISA

Disperata.
Ah, ho letto, ho letto!... Ma credevo che voi forse...
esitante.
... avreste avuto occasione di udire qualche cosa di pi.

FRITZ

Io? Oh, nossignora.
Quando LUISA non lo guarda un sorriso di scherno si disegna sulle labbra di FRITZ.

LUISA

Ditemi ancora, ditemi - che cosa vi ha detto il signor dottore iernotte quando partiva?  L'avete lasciato nel treno, non  vero?

FRITZ

Sissignora.

LUISA

E che cosa ha detto?

FRITZ

freddo.
Che salutassi tutti.

LUISA

No, no! Ripetetemi le sue precise parole...

FRITZ

Ironico.
Ha detto: "Fritz, tu sei un servitore devoto e fedele..."

LUISA

Un poco timida e dubbiosa, guardandolo.
 vero...  vero! Buon Fritz!

FRITZ

Sempre con un sorriso ironico e sinistro.
Ha detto: "Lascio qui tutto ci che ho di pi caro."

LUISA

commossa, congiungendo le mani.

Ci che ha di pi caro!...

FRITZ

"Mia moglie, mia figlia e mia sorella."

LUISA

S... s... e poi?

FRITZ

M'ha detto: "Difendile, Fritz, se vengono quelle belve". Ha proprio detto cos: "quelle belve!".
Gli fiammeggiano gli occhi.

LUISA

ansante.
S!

FRITZ

"Difendile", ha detto, "difendile colla vita."

LUISA

Impetuosa.
Ah! so che lo farete.

FRITZ

Sogghignando.
Eh, Signora,  facile a dirsi...
Un breve silenzio.

LUISA

sorridendo, con soavit.
Fortunatamente per il momento "le belve" non ci sono.

FRITZ

con velato sarcasmo.
No, no. Per il momento le belve non ci sono.
Volge lo sguardo verso la finestra.

LUISA

Un poco impressionata dall'atteggiamento quasi minaccioso del servitore.
E poi... dicevate... il treno  partito...

FRITZ

secco.
Ma s!

LUISA

sorpresa.
Come parlate?

FRITZ

Ho detto, sissignora, il treno  partito.

LUISA

sospirando.
Ah, mio Dio! Quale angoscia!... Chi l'avrebbe detto! Oggi  il 4 agosto. Dieci giorni fa nessuno pensava alla guerra.

FRITZ

Fissandola.
V'era chi ci pensava.


LUISA

Incredula, indietreggiando un poco.
Da dieci giorni?

FRITZ

lentamente, con ferocia.
No. Da dieci - anni.
Volta le spalle ed esce.

LUISA

smarrita, seguendolo con lo sguardo.
Non capisco...
La porta si apre bruscamente. LINA appare sulla soglia; anch'essa ha l'aria quasi insolente e il volto duro e ostile.

LINA

Il signor tenente Audet.
Entra FLORIAN AUDET in uniforme d'ufficiale di cavalleria.

LUISA

Andandogli incontro, lieta e sorpresa.
Florian! E come mai hai potuto venire?

FLORIAN

salutandola affettuosamente.

Ufficialmente... non sono qui. Sono in giro a portare degli ordini urgenti... Devo tornar via subito. Giorgio dov'?

LUISA

Angosciata.
 partito! Pensa, Florian, partito. Hanno mandato a chiamarlo d'urgenza iernotte.

FLORIAN

Colpito.
E dove  andato?

LUISA

Preciso non lo sapeva neppur lui. Aveva ordine di recarsi al deposito centrale a Tourgain. E di l l'avrebbero diretto a un'ambulanza da campo.

FLORIAN

Per Dio!... Sapevo che mancavano i medici. Ma non credevo che Giorgio partisse cos presto.
Con inquietudine repressa.
Ma allora... siete sole voi altre tre? Voi, la piccola Mirella - e Chrie.

LUISA

S. Siamo sole.

FLORIAN

Quasi parlando a s stesso.
Per Dio!


LUISA

Paurosa.
Cosa c'?

FLORIAN

Niente.
Una pausa.

LUISA

Incalzando.
Ma s... che cosa pensi?

FLORIAN

parlando con lentezza grave.
Penso che dovrete avere coraggio.

LUISA

sconvolta.
Ah! Non dirmi di aver coraggio, che mi fai paura!

FLORIAN

ripetendo lentamente e con enfasi significativa.
Luisa! Dovrete avere... molto coraggio.

LUISA

spaventata.
Che cosa vuol dire?

FLORIAN

Vuol dire... che alle tre di questa mattina i nemici hanno passato la nostra frontiera.


LUISA

Esterrefatta.
Hanno passato la frontiera?!

FLORIAN

S.

LUISA

Sono qui - nel nostro paese?

FLORIAN

Sono nel nostro paese.

LUISA

Dove?!

FLORIAN

A Verviers.

LUISA

A Verviers! A due ore di qui!...
Si copre il viso.

MIRELLA

Entra correndo con una scatola di dolci a sorpresa in mano.
Oh, guarda... c' Lol!
Pone la scatola sulla tavola e saluta FLORIAN afferrandogli tutt'e due le mani e scotendole da parte a parte con gioia fanciullesca.


FLORIAN

squadrando la figuretta leggiadra con occhi di disapprovazione.
Oh, che lusso, Mirella! Che cosa c'?
Ironico.
Un ballo?

MIRELLA

Ma... la festa di Chrie! Non sei venuto apposta?

FLORIAN

amaramente.
La festa di Chrie!  vero!... La festa di Chrie!
Si accascia su una seggiola.

MIRELLA

Ma che Lol! L'avevi dimenticato? Adesso glielo vado a dire. Vedrai che cosa ti far!

FLORIAN

Passandosi la mano sulla fronte.
Dov'?
La sua gravit contrasta coll'inconscia gaiezza della fanciulla.

MIRELLA

 disopra che si veste. Si fa una bellissima pettinatura, tutta a girigoggoli che pare una torta!
Fa per correre via.

FLORIAN

Trattenendola.
No! non dirle niente... Tanto devo andarmene subito. Ma torner.

MIRELLA

Distratta, guardando la tavola.
Tornerai davvero?
D'improvviso.
Oh, guarda un po' quella Lina!... Ha dimenticato l'aranciata.
Corre fuori a sinistra.

FLORIAN

Quanta incoscienza!
A LUISA.
Ma non dovreste avvisarle di ci che accade... di ci che le minaccia?

LUISA

Smarrita.
Non so! non so! Giorgio mi ha detto di non spaventarle...

FLORIAN

Ma voi fate festa cos, mentre...

LUISA

Oh! Io non faccio festa, Florian! Del resto non vengono che due o tre piccole amiche di Chrie... Non mi  parso il caso di vietarlo... rattristarla proprio oggi, che  il suo compleanno.
Una pausa.
E si era comperata apposta per stasera una veste nuova...

FLORIAN

Alzandosi e camminando in su e in gi.
Le donne!... Che strane creature! Il disastro  alle porte, il mondo crolla sotto a una immane calamit... ed esse, perch hanno delle vesti nuove - ballano!

LUISA

Credi che non dovrei permetterlo?... Mander a dire a quelle bimbe...

FLORIAN

Ma no... ma no! Lasciatele ballare! Povere creature. Verr l'ora del pianto!... Anche troppo presto.
Stendendole la mano.
Addio. Vado a portare questi due messaggi. Ma se posso, torner, non fosse che per un istante, a salutare Chrie. Se non tornassi... ditele...
commosso.
... ditele che le faccio tanti auguri.


LUISA

Glielo dir.

FLORIAN

Ditele...
Con improvvisa decisione
Ah! ma torner. Far in modo di tornare.
Le bacia la mano ed esce rapidamente.
LUISA resta sola qualche istante immobile e pensierosa.

MIRELLA

Rientrando.
Ecco! Se non ero io, non c'era l'aranciata!
Depone sulla tavola una caraffa d'aranciata.

LUISA

Mirella... senti, bambina mia.
MIRELLA le va vicino e LUISA la cinge col braccio amorosamente.
Se mandassimo a dire alle ragazze di non venire? Ti dispereresti?

MIRELLA

Interdetta.
Di non venire?

LUISA

Tu non capisci, cara, come  grave il momento in cui ci troviamo. Questa guerra...


MIRELLA

Oh, mamma! Avevi promesso che fino a domani non ne parlavi pi. Vuoi guastar tutto? Vuoi far piangere Chrie? Eccola! Guarda come s' fatta bella!
CHRIE
Vestita tutta di velo bianco  apparsa sul pianerottolo in cima ai tre scalini.
Signora cognata... signora nipote... ammiratemi!
Fa una riverenza e scende con gesto di danza i tre scalini.
Ma che faccie avete!... Dei bronci lunghi cos...
a MIRELLA.
Che cosa  stato?

MIRELLA

Alzando le spalle.
Oh!  per questa noiosa guerra...
CHRIE
Con aria di sollievo.
Oh... la guerra?...
crolla anche lei le spalle.
Temevo peggio! Credevo che tu ne avessi fatta qualcuna delle tue.
Va da LUISA, graziosa e sorridente.

Luisa!... d un bacio a tua cognata - diciottenne!
L'abbraccia.
E non pensare a malinconie.

LUISA

Ma cara, cara! N tu n Mirella capite...
CHRIE
No, no, no! Stasera non vogliamo capir nulla! Domani, domani capiremo tutto. Pensa che non si compiono i diciott'anni che una sola volta nella vita.

MIRELLA

Oh, per quello, anche i quattordici non si compiono che una volta. Avrei potuto dirlo anch'io in Aprile.
Abbraccia anche lei LUISA.
CHRIE
rincorrendo Mirella.
Gelosa!

MIRELLA

fuggendo.
Cattiva!
Si volta e getta le braccia intorno al collo di CHRIE.
CHRIE
Facendo un giro di ballo con lei.

Io ho diciott'anni! Io ho diciott'anni...

MIRELLA

cantando.
Io ne ho quattordici....

LUISA

Chrie! Chrie, senti! Ho un messaggio per te.
CHRIE
smettendo di ballare.
Da chi?

LUISA

Da Florian Audet.
commossa.
CHRIE
Da Lol?  stato qui?

LUISA

 stato qui un istante solo. Ma ha detto che se pu, torner a salutarti.
CHRIE
Confusa e felice.
Torner!

MIRELLA

Per farle dispetto.
Ma forse non potr.
CHRIE
Perch no?

LUISA

Il suo squadrone deve partire da un momento all'altro. Sono gi accampati sulla riva del fiume in attesa d'ordini.
CHRIE
Oh, povero Lol! Avrei voluto vederlo.
Abbassa il capo trastullandosi col ventaglio.

LUISA

Non chiamarlo Lol! Adesso sei una signorina e non devi dare dei nomignoli a un giovinotto.
CHRIE
ridendo.
Oh!... Lol, un giovinotto!

LUISA

Ma mi pare. Un tenente di cavalleria!
CHRIE
Oh, per me  sempre lo stesso Lol che aveva dodici anni quando io ne avevo sei.

LUISA

Oggi ne hai diciotto. Non  pi il caso di darsi del tu.
Esce.
CHRIE
Ma come! Devo dare dell'illustrissimo a Lol?


MIRELLA

Sempre infantilmente dispettosa, ridendo.
Oh, se parte! Chiss quando lo rivedrai.
LINA, la domestica, apre la porta, e sempre coll'espressione di fredda ostilit, introduce due fanciulle vestite di chiaro che portano dei fiori in mano.

LINA

Le signorine Dor.
CHRIE va al loro incontro.
FANNY
abbracciando CHRIE e dandole i fiori.
Tanti auguri!...
NELLY
Tutte le felicit!
Saluta CHRIE e MIRELLA.
CHRIE
Volete togliervi i mantelli?... Lina! Fai lume qui, nella mia camera...
Apre la porta a destra. LINA, sempre col viso impassibile, entra a destra e vi accende il lume. S'intravvede una camera da letto con una finestra tonda nel centro della parete.
Le quattro fanciulle vi entrano con LINA.
La scena  vuota per un istante.

FRITZ

alla porta d'ingresso.
La signorina Valesca.
Entra un'altra giovinetta con una scatola di dolci e dei fiori.
CHRIE
Uscendo dalla camera a destra e correndole incontro.
Oh, cara Lucilla!
accettando il dono.
Grazie! come sei buona.
La conduce nella camera a destra.
FRITZ e LINA rimangono soli un istante.

FRITZ

Lina!

LINA

sulla porta della camera.
Cosa?

FRITZ

Ci siamo.

LINA

Oh Dio!


FRITZ

rapidamente a bassa voce.
Tu stasera andrai a dormire in casa dei Wolkenstein.

LINA

agitata.
Stasera?...

FRITZ

Stasera.

LINA

Oh, Dio! E dai Wolkenstein, sar al sicuro?

FRITZ

S. Taci.
Esce.
Le fanciulle rientrano cinguettanti e sorridenti.

FANNY

Chi manca ancora?
CHRIE
La Jeannette.
NELLY
Oh, lei si fa sempre preziosa!
LUCILLA
Cosa facciamo? I proverbi?

FANNY

Avete detto che si ballava.


MIRELLA

La mamma non vuole.

FANNY

Alla tavola del buffet, mangiando dei dolci.
Perch non vuole?

MIRELLA

Per la guerra. Volete un po' di th?

FANNY

Oh bella! Cosa c'entra la guerra?
La porta s'apre ed entra JEANNETTE, leggiadra e sorridente.

CHRIE

Oh, ecco Jeannette!
CHRIE abbraccia la nuova arrivata, a cui LINA toglie il mantello e lo porta nella camera a destra. Tutte ridono, chiacchierano e mangiano dolci.

JEANNETTE

La mamma non voleva che venissi...
CHRIE.
Perch?

JEANNETTE

Per... per la guerra.


TUTTE

ridendo.
Oh! ancora la guerra! Ma che cosa c'entra?

JEANNETTE

C'entra, che i nemici possono venir qui! Invadere il paese...

CHRIE

Oh Dio, che paura!

MIRELLA

Perch paura? Sai bene che Lina la nostra domestica dice che sono cos belli... biondi... affascinanti...

FANNY

Ho sentito dire anch'io che gli ufficiali sono irresistibili. Portano il busto! Hanno il vitino piccolo e i baffi cos -
Fa il gesto di baffi rivolti all'ins.

CHRIE

Va bene. Ma a vederli arrivar qui!... Mio Dio! Cosa si farebbe se, per esempio, entrassero adesso?

MIRELLA

Oh! Io farei una bella riverenza... cos...
Fa una piroetta e una riverenza.

... e direi come dicono nel loro paese: Grss Gott! che vuol dire "Vi saluti Iddio!"

FANNY

Mi pare una buona idea. Certo sarebbero commossi. Ci saluterebbero cos...
saluta militarmente.
... e tornerebbero via.

TUTTE LE FANCIULLE

S, s!
in coro, rivolte alla porta e facendo riverenza a dei nemici immaginari.
"Grss Gott!"

MIRELLA

ridendo e cingendo la vita a JEANNETTE.
Facciamo un piccolo giro... uno solo...
A LUCILLA.
Tu ci suonerai un valzer. Il mio valzer... (2)
Salgono correndo i tre gradini e spariscono a sinistra.
NELLY
Oh! tu, Chrie, cantaci prima qualche cosa...

FANNY

O recita la canzone della Regina Myrza.


CHRIE

ridendo.
Io no! Mi vergogno.
Si ode un valzer suonato nella stanza vicina.

FANNY

Sii buona!... Recita!
Le porta una chitarra. CHRIE siede, mentre le altre due stanno in piedi accanto a lei.

CHRIE

accompagnandosi pianamente mentre il valzer lontano s'intona cogli accordi della chitarra.
Recitato.
"C'era una volta una regina bella
"In un castello nero,
"Sempre rinchiusa, ahim! per destin fiero."
La porta s'apre ed appare FLORIAN AUDET. Egli si ferma sulla soglia ad ascoltare.

CHRIE

continua a recitare, ad occhi bassi, accompagnandosi con sommessi accordi.
"Ma venne un cavalier dall'armi d'oro,
"E sul veron la vide,
"E le disse: "Fuggiam, vieni, t'adoro."

"Ella rispose: "Il muro  alto assai,
"Ed  profondo il fosso,
"Crudel la scolta e non s'addorme mai..."
Gaia.
"Rap egli all'inferno un gran tizzone,
"Ed abbruci il castello!
"E la dama strapp dalla prigione."

FANNY E NELLY

ridendo.
Oh!... brava! brava...

CHRIE

alzando gli occhi e vedendo FLORIAN che la guarda fisso in viso.
"Voi... siete il cavalier leggiadro e forte,
"Io son la prigioniera.
"E vi voglio adorar fino alla morte."
Le due fanciulle l'applaudono, salutano FLORIAN AUDET, poi corrono via a sinistra a raggiungere le altre. Si ode ancora il valzer suonato nella stanza vicina.

FLORIAN

Ho un quarto d'ora di tempo. Sono venuto a salutarti.

CHRIE

Timida e graziosa.
Grazie.


FLORIAN

Grave.
Ho tante cose da dirti!...

CHRIE

Dimmele, Lol... oh...
correggendosi.
... dimenticavo!
si copre la bocca colla mano.

FLORIAN

Cosa dimenticavi?
La musica cessa nella stanza accanto.

CHRIE

Che non devo dirti Lol. E che non devo darti del tu.

FLORIAN

E come mai?

CHRIE

No! Da oggi in poi... io sono la signorina Chrie Brandes, e tu...
con un grande inchino.
... sei il signor tenente marchese Florian Audet.

FLORIAN

Per carit!

CHRIE

Ordini di mia cognata.


FLORIAN

Ma perch?

CHRIE

Perch ho diciott'anni.

FLORIAN

inchinandosi.
Non mi resta che obbedire.
Lunga pausa. Si guardano e non sanno che cosa dire.
Fa caldo... signorina!

CHRIE

porgendogli il ventaglio.
Desidera... signore?
Ridono.
Cosa sono tutte le cose che avete a dirmi?

FLORIAN

apre il ventaglio e fa vento prima a s e poi a lei.
Non posso... signorina! Con questo nuovo regolamento, mi pare di essere paralizzato.

CHRIE

Ma quasi quasi... a me piace! Tu mi sembri... voi mi sembrate una conoscenza nuova.


FLORIAN

Io non voglio essere una conoscenza nuova. Sono Lol, che ti tirer le treccie quando sei cattiva.

CHRIE

No, no! pi niente Lol. Ed io non ho pi treccie...
volge civettuola la nuca.
Vedete?... Ti piaccio cos?

FLORIAN

No. E bada che m'hai dato del tu.

CHRIE

Oh Dio! Anche tu!
Un silenzio. Guardandolo.
Io non so pi come parlare...

FLORIAN

Neanch'io.
Chrie lascia cadere il fazzoletto. Florian lo raccoglie.

CHRIE

Sentitelo!
glielo avvicina al naso.
 profumato! Posso profumarmi se voglio, da oggi in poi. Luisa mi ha dato una bottiglietta... grande cos... si chiama white rose. Dice che sono anch'io una "white rose". Ma voi non capite l'inglese.


FLORIAN

Fin l capisco anch'io -
prendendole la mano.
rosellina bianca!

CHRIE

odorando il fazzoletto.
Com' dolce! Vi piace?
Glielo fa sentire.

FLORIAN

No. Volete sapere qual' il mio profumo prediletto?

CHRIE

S.

FLORIAN

Indovinatelo.

CHRIE

Violetta?... Peau d'Espagne?... Jockey Club?...
Ad ogni parola FLORIAN scuote il capo.
Oh, aspetta!... L'Origant di Coty...

FLORIAN

No.
Una pausa.
La benzina.

CHRIE

Oh che orrore. La benzina! Per cosa? Per l'automobile?


FLORIAN

No. Per voi.

CHRIE

Per me?

FLORIAN

S. Un giorno, forse un anno fa, si prendeva il th, qui; e voi eravate in collera con me, non so pi per che cosa. Vi siete rovesciata una tazza di th sulla veste... e Luisa vi ha sgridata... Ricordate? Allora siete corsa via a pulirvi la veste... e quando siete tornata - tutta rossa e compunta - mi avete guardato!
pausa.
Sentivate di benzina in modo straordinario.
Da allora in poi... la benzina...
Con molto sentimento, prendendole la mano.
...  sempre stato il mio profumo prediletto.
Un silenzio.

CHRIE

commossa.
Che belle cose voi dite! Sembrano prese da un libro.

FLORIAN

tenero.
No... le ho inventate io... signorina!

CHRIE

Oh!... Come mi piace che mi diciate "signorina"! Non so perch... ma...
Pausa.


FLORIAN

Gi. Anche a me fa quell'effetto.

CHRIE

Non ci daremo mai pi del tu.

FLORIAN

Mai pi.

CHRIE

 cos rude e sgarbato.

FLORIAN

 vero. Vorrei avervi sempre detto signorina. Mi pare... non so come dirlo... di avere sprecato gli anni in cui... non mi sono accorto che eravate una signorina. Mi pare solo adesso di vedervi.

CHRIE

Alzando gli innocenti occhi su di lui.
Anche a me.
Una pausa.

FLORIAN

Con grande tristezza.
E adesso... devo andar via.

CHRIE

Andrete lontano?
MIRELLA e le altre giovinette entrano allegre.

Prendono dalla tavola dei dolci a sorpresa e li fanno scoppiettare; ne tolgono dei cappelli di carta, dei fischietti, degli stornelli che leggono ad alta voce.

MIRELLA

Sentite lo stornello!
leggendo.
"Fiore di rosa,
"So che m'amate e fate la sdegnosa."
Corre a portare due sorprese a CHRIE.
Tieni Chrie!
Poi torna correndo dalle altre.

CHRIE

a FLORIAN che ha guardato il suo orologio.
Non guardate l'ora.
Tendendogli una sorpresa.
Tirate...

FLORIAN

grave e preoccupato.
Vorrei parlarvi.
Tirano la sorpresa e FLORIAN svolge distrattamente la carta collo stornello.

CHRIE

Leggete, leggete!


FLORIAN

Leggendo.
"Fiorin di pero,
"La vita  un sogno, la morte un mistero."
In tutta questa scena FLORIAN si sforza a celare sotto un'apparenza quasi gaia la profonda angoscia che  in lui.

CHRIE

ridendo.
Oh! com' poco interessante. Proviamo quest'altra.
Tirano un'altra sorpresa A Chrie tocca lo stornello. Legge.
"Fior di mimosa
"Quando vorrete sar vostra sp..."
s'interrompe confusa.
Si guardano lungamente silenziosi.
Perch mi guardate cos grave?

FLORIAN

Chrie!
Le afferra le mani.
Devo andar via.

CHRIE

Andar via! cos presto?

FLORIAN

Subito. Subito! Chiss quando vi rivedr!


CHRIE

Oh, ma dove andate? A quest'ora? Il reggimento non pu aver bisogno di voi a quest'ora!
FLORIAN sorride amaramente.
E poi oggi  la mia festa... Mandate a dire al colonnello che andrete domani.

FLORIAN

con traboccante agitazione, sentendo inevitabile e vicina l'ora in cui dovr lasciar sole le donne incoscienti.
Ma Chrie! Non sapete dunque niente, voi? Niente? Non avete letto i giornali? Vostro fratello, prima di partire non vi ha detto nulla?

CHRIE

Ingenua.
Ma s... so che vi sono state delle cattive notizie...
Viene MIRELLA e circonda col braccio la cintura di CHRIE.

MIRELLA

A FLORIAN.
Dammi il tuo stornello.
Glielo prende di mano.

FLORIAN

sempre agitato.
Di ci che accade intorno a voi - non sapete niente?


MIRELLA

Infantile.
S, s! io so! So che i nemici ci fanno la guerra!

CHRIE

Oh, quello lo so anch'io!
Con una crollatina di spalle.
Ma i nemici... la guerra... per noi donne  cos lontano tutto ci!

FLORIAN

Fuori di s.
Lontano! Ma  a quaranta chilometri da qui.

MIRELLA

Quaranta chilometri?... Quanto  quaranta chilometri?

CHRIE

leggiera.
Oh - come da qui a Verviers.

FLORIAN

Lento e scandendo le parole.
I nemici - sono - a Verviers.

CHRIE

A Verviers?! E che cosa fanno?!

FLORIAN

Che cosa fanno?

Feroce.
Dio! Dio!
Con un ruggito d'ira.
Che cosa fanno?!

MIRELLA

Allegra.
Bravo, Lol. Va a vedere. Poi domani ce lo dici.
Corre via a raggiungere le altre fanciulle.

CHRIE

Tornerete davvero domani?

FLORIAN

Domani!
Amaramente.
Ah, no. Non domani - n per tanti domani... Ditemi addio - piccola white rose!

CHRIE

Addio...
Si ode il valzer suonato pianamente nella stanza vicina.
Gli d la mano.
Non so dirvi... quanto mi rattrista che partiate.
Con semplicit e mestizia.
Non ho neppur pi voglia di ballare.


FLORIAN

Angosciato.
Chrie!... Ditemi una parola... datemi un ricordo... qualche cosa da portar via con me.

CHRIE

Volete questo stornello?
Con soavit.
"Fior di mimosa,
"Quando vorrete - sar vostra sposa."
Glielo porge.

FLORIAN

prendendolo e recandolo alle labbra colla mano di CHRIE.
Chrie! Per nessun altro mai sar questa piccola mano?

CHRIE

grave.
Mai.

FLORIAN

Addio! Oh! vedo le lagrime nei vostri cari occhi! cos puri... cos puri! si direbbe che non hanno mai guardato altro che il cielo!

CHRIE

commossa.
Addio.

FLORIAN

Addio, Chrie!...
Egli sa che questo  forse un addio eterno. Con soffocato impeto di dolore.

Addio.
Esce.
CHRIE va alla finestra e sta immobile guardando gi.
Entra FRITZ e va rapidamente verso di lei.

FRITZ

con voce dura
Signorina -

CHRIE

volgendosi sconvolta.
Oh... Fritz!

FRITZ

Devo passare.
La prende rudemente pel braccio e l'allontana dalla finestra. Indi si sporge lui a guardar fuori. Con gesto rapido si toglie un fazzoletto dalla tasca e lo lega all'imposta.

CHRIE

sbigottita.
Ma Fritz! che cosa fate?... Salutate quelli che partono?

FRITZ

fissandola negli occhi con insolenza.
No. Quelli - che arrivano.
Esce.

CHRIE

a LUISA che rientra.
Luisa! Hai visto Fritz? Hai sentito che cosa ha detto?


LUISA

terrorizzata.
Non capisco... Mio Dio, mio Dio...
Si guardano costernate. Le fanciulle appaiono gaie e ridenti sul pianerottolo, e danzano una quadriglia.
D'improvviso si ode lontano il rombo d'un cannone. Tutte si fermano. Vi  un istante di silenzio.
NELLY
ridendo nervosamente.
Che cosa sar stato?

JEANNETTE

Un saluto per la festa di Chrie!
Tutte ridono.

LUISA

Bimbe care - andate a casa. Lina e Fritz vi accompagneranno.

TUTTE

Oh... andare a casa! Ma  presto!... siamo appena arrivate...!

LUISA

Correte - correte! Ho paura di tenervi qui. Ho paura!
Tutte le fanciulle si sparpagliano come un volo di passerette. Indossano i mantelli celesti, rosa, bianchi, baciano LUISA, CHRIE e MIRELLA.
Addio! Addio!
Un secondo rombo di cannone le ferma tutte immobili sulla porta.
NELLY
tra il riso e lo spavento.
I nemici?

LE ALTRE

Uh! che paura! Addio... Addio!...
Escono.
LUISA, CHRIE e MIRELLA rimangono sole.

CHRIE

dopo un breve silenzio guardandosi attorno.
Non so... mi pare di essere in un sogno...

MIRELLA

ancora sorridendo.
Fiorin di pero
La vita  un sogno, la morte un mistero!

CHRIE

a LUISA abbassando la voce.
E... se... se davvero venissero qui?

MIRELLA

Chi?... Chi?...


LUISA

mettendole un braccio al collo.
I nemici... quelli che sono a Verviers.

MIRELLA

frivola e bambinesca.
Oh, se vengono, vorrei che venissero questa sera, mentre siamo vestite cos!...
Fa svolazzare la gonna di tulle.
S'ode un nuovo rombo di cannone.

CHRIE

Luisa!... Luisa! Ho paura.
Nasconde il volto sulla spalla di LUISA.

LUISA

terrorizzata.
Oh Dio, Dio! - Florian, dove sar? Se potessimo richiamarlo.
Corre alla porta.
Fritz! Fritz!...
Dopo un istante.
Lina!

LINA

in giacca e cappello con una borsetta in mano, freddamente.
S? Cosa vuole?


LUISA

Ma - Lina! come parli?... E dove vai? - Dov' Fritz?

LINA

 uscito.

LUISA

Uscito?... Ma dove  andato?

LINA

con un cattivo sorriso.
Adesso andr a vedere.

CHRIE

Ma no, Lina! Sta qui con noi!...

LUISA

Vi vieto di uscire.

LINA

con insolenza.
Oh! Passato il tempo dei divieti.
Esce e chiude la porta.

CHRIE

Ma che cosa accade?...

LUISA

Non capisco.

CHRIE

Siamo sole!... E pensa, Luisa, pensa! Se... quelli venissero - che cosa faremmo?


LUISA

Per carit! Non pensiamoci!

CHRIE

Ma bisogna pensare. Bisogna essere preparate a tutto. Dobbiamo pensare...

LUISA

Ma, mia cara, non verrebbero qui.

CHRIE

Non credi?

LUISA

Qui? In casa nostra? A far che? Ma andrebbero... non so... all'albergo...

CHRIE

Credi? All'albergo?...
Una pausa.
Non posso imaginare...
Un altro silenzio.
Gi, che cosa verrebbero a fare in questo paesetto?... Cosa potrebbero volere da noi?

MIRELLA

cominciando ad impressionarsi.
Avete paura davvero?...
Ride, nervosa.

CHRIE

Se mai... certo non verranno - ma se mai... quando picchiassero gi alla porta, bisognerebbe dire che non li possiamo ricevere.
S'ode fuori delle voci e un clichettio di sciabole.

MIRELLA

correndo alla finestra con uno strillo.
Ma sono qui...

LUISA E 
CHRIE


No!...

MIRELLA

Sono qui, vi dico! Sono in cinque o sei. Non picchiano! Sono entrati. C' Fritz...  lui che apre la porta! Vengono su. Oh Dio, vengono su!
Stanno tutt'e tre immobili guardando la porta; questa s'apre sbattuta villanamente dal di fuori.
Entrano il capitano FISCHER, quarantenne, il tenente VON WEDEL, bel giovane di ventisei anni, e tre soldati.

IL CAPITANO 
FISCHER


guardandosi intorno senza badare alle donne. Al tenente VON WEDEL.
Dunque qui, dove siamo?



VON WEDEL


leggendo una carta.
Giorgio Brandes, medico e ufficiale di riserva, quattro in famiglia - 12 stanze, scuderia, due cavalli, una motocicletta, cantina, telefono.

IL CAPITANO FISCHER.

Uomini adulti?

VON WEDEL

Uno solo, il dottore. Partito iersera - per la capitale, credo. Deve aver preso la strada di Tourgain.

FISCHER

C'era un nostro incaricato qui?

VON WEDEL

S, certo Fritz Mller.

FISCHER

Dov' questo Mller?

VON WEDEL

Il domestico. Era lui dabbasso, che ci ha aperto

FISCHER

Ah. Vediamo le stanze.
Consultando la carta.
Tre a questo piano, quattro di sopra -
A VON WEDEL gettando uno sguardo sulle tre donne.

Tu sta qui.
Esce seguito dai tre soldati.

VON WEDEL

Sta un momento immobile guardando da LUISA a CHRIE, da CHRIE a MIRELLA e ancora CHRIE. Un lento cinico sorriso gli si disegna sul volto. Poi si volge e va alla tavola del buffet.
Toh! Un banchetto... Si direbbe che ci aspettavate!
Prende un sandwich.
A LUISA.
Vi aspettavate di vederci? O  una bella sorpresa che vi facciamo?

LUISA

esterrefatta.
Signore - spero che avrete la bont di tornar via. Mio marito non  qui.

VON WEDEL

ridendo.
Ah davvero? Sono desolato. Aspetteremo che ritorni.

LUISA

Ma non torna stasera.

VON WEDEL

Ah no? Che marito poco galante!... E dove sarebbe andato?


LUISA

ingenua.
A Tourgain, per la via di Landor.

VON WEDEL

Attento.
Ah, per la via di Landor? - Solo?

MIRELLA

A LUISA.
Taci mamma! Non dirlo!

VON WEDEL

Ridendo.
Ma guarda guarda, come siamo furbe e diplomatiche!
Ironico a MIRELLA.
Posso chiedere alla mamma se il pap  fumatore?
Le donne si guardano sbigottite.

VON WEDEL

secco, impaziente.
Sigari... sigarette, ne avete in casa? S? Andatele a prendere. Su, donna, movetevi. Ho i polmoni che si struggono dalla voglia di un Nestor.
LUISA fissandolo con occhi trasognati s'avvia lentamente verso la scalinata - sale e sparisce.

VON WEDEL

S'avvicina a CHRIE e MIRELLA che indietreggiano.

Ebbene, colombelle? Ci aspettavate dunque!... Vi siete vestite da festa per riceverci? Eh!...
Pizzica la guancia a CHRIE.
Come ti chiami tu?
Le due ragazze indietreggiano terrorizzate.
Carolina?... Eh? Maria?... Teresina?... Eh?
Le prende il mento.
Rispondi.

CHRIE

senza fiato
Chrie.

VON WEDEL

Cosa mi dici? Chrie? Caruccia anche tu.
Si china in avanti per baciarla.

MIRELLA

lanciandosi su di lui con un grido.
No!... No!
Fa per percuoterlo.

VON WEDEL

ridendo dell'ira di MIRELLA.
Ah, che piccola vipera!... Aspetta un po' - vedrai cosa ti faccio!

LUISA entra portando delle scatole di sigarette. Le depone sul tavolo.

VON WEDEL

a LUISA.
Brava. E da bere cos'avete? Qui -
additando il tavolo.
... non vedo che sciroppi. Sciampagna ne avete? E cognac? e rhum? e kirsch? Portate qui tutto.
A MIRELLA.
Viperetta, va anche tu - e porta qui tutto. Fa presto - va - va.

MIRELLA

No!...
Avviticchiandosi a CHRIE.

VON WEDEL

Hai paura che te l'ammazzi, tua sorella?

MIRELLA

Non  mia sorella.

VON WEDEL

E cos'?

MIRELLA

 mia zia.

VON WEDEL

ridendo.
Ah -  tua zia? Anch'io ho una zia. Ma non  cos. Le scambieremo; va bene, vipera? Ti dar la mia zia, e tu mi darai la tua. Va bene?

MIRELLA

No!...

VON WEDEL

feroce.
Va a prendere da mangiare... corri o ti strozzo...
MIRELLA fugge.

LUISA

Signore... noi... noi non siamo che donne...

VON WEDEL

Eh! me ne accorgo.
Le prende il braccio.

LUISA

piangendo.
Anche voi... avrete delle donne a casa vostra...

VON WEDEL

Oh l! l! l! Non cominciamo cogli appelli ai sentimenti nobili. Abbiamo fame e sete. Marsch, buona donna.
LUISA si volge per partire.
E se pensate di scappare... se fra tre minuti non  tutto qui in tavola, io mi mangio questa colombella - capite? Me la mangio - aah!
Afferra il braccio di CHRIE e se lo porta alla bocca.
LUISA esce barcollando.
a CHRIE.
Che parentela hai con quella Niobe piangente?

CHRIE

a bassa voce.
 mia cognata.

VON WEDEL

Eh? Non capisco. Parla pi forte. Tua cognata?... Caruccia!
Pizzicandole il mento.
E io sar tuo cognato, va bene?
Rientra il Capitano FISCHER. Si ferma sulla porta a dare degli ordini ai tre soldati che lo seguono.

FISCHER

Direte al capitano Glotz e al tenente Feldmann di venir qui. Avranno le due stanze all'est. Voi cenerete all'osteria e quattro ordinanze e quattro uomini verranno a dormire qui nelle soffitte. Sarete qui alle undici. Non vi ubbriacate.
I soldati salutano e fanno per partire.
Oh! E lasciate stare le donne di malaffare.

Capite? Non voglio che mi si avveleni il battaglione.
Pausa.
Donne non ne mancano.
I soldati salutano ed escono.

FISCHER

avanzandosi.
Tutto fatto. E qui si mangia?

VON WEDEL

Salutando.
S, mio capitano.

FISCHER

sciogliendosi la cintura.
Smetti pure il capitano. Qui torniamo cugini, Hans. Eh, che porcheria d'un paese. Quell'animale d'un parroco!... Guardate qui cos'ho sugli stivali.
Sporge un piede.
Fango e sangue! Bah!... E ho qualche cosa al braccio...
Si toglie la giubba.

VON WEDEL

Ma sei ferito.

FISCHER

Gi.
Guardando CHRIE.
Cosa fa quella ballerina? Venga qui.
Le fa cenno di avvicinarsi.

Ha paura d'un povero ferito?
Si  tolto la giubba, e la manica della camicia appare macchiata di sangue.

VON WEDEL

Ridendo.
 mia cognata.
La caccia innanzi verso FISCHER.

FISCHER

Ridendo.
Tua cognata? Brutto animale! Te la sei gi accaparrata? Tu mi porti sempre via di sotto al naso ci che c' di meglio. Maledetti i tuoi ventisei anni.

VON WEDEL

additando la piccola MIRELLA che entra portando delle bottiglie.
Eh! guarda com' carina la viperetta qui.

FISCHER

Peuh! Il sapor di latte non mi dice niente.
Vede LUISA che entra recando altre bottiglie e bicchieri.
Oh! Ecco piuttosto...

VON WEDEL

con una grossolana risata.
Quella  la Niobe piangente.
CHRIE tenta fuggire ma egli la prende per un braccio e la trattiene.

FISCHER

Va incontro a LUISA e le prende le bottiglie dalle mani.
Bella signora - come vedete sono malconcio.
Additandole il braccio ferito.
Portatemi dell'acqua calda e fatemi da suora.

LUISA

con voce sorda.
Di sopra c' acqua calda.

FISCHER

sdraiandosi sul divano.
Ah, ma io la voglio qui.

VON WEDEL

ridendo mentre stura la bottiglia di cognac.
La Niobe si preoccupa dei suoi tappeti, eh?
Sputa sul tappeto.
Lurido paese.
LUISA esce barcollando.

VON WEDEL

a CHRIE e MIRELLA.

Avanti con questa cena. Servite il capitano.
Beve.
CHRIE e MIRELLA restano immobili guardandosi in faccia. Stanno vicine l'una all'altra, terrorizzate e incerte.

VON WEDEL

con uno scoppio di voce.
Servite il capitano.
Le due ragazze prendono piatti e bicchieri e li porgono al Capitano FISCHER che  sdraiato sul divano.

FISCHER

Non voglio che un cognac. Questo braccio mi fa maledettamente male.
A MIRELLA.
Dite a quella donna che faccia presto coll'acqua calda.

MIRELLA

S. Lo dir.
Volgendosi a CHRIE.
Vieni anche tu con me.

VON WEDEL

afferrando CHRIE.
Ah gi! Cos scappate tutt'e due! No! Una deve sempre star qui.

Ride.
E noi la strozzeremo se le altre non tornano!

MIRELLA

Sto qui io.
A Chrie.
Va a chiamar la mamma.

CHRIE

ansante guardando dai due uomini a MIRELLA.
No!

MIRELLA

fissandola con grandi occhi.
Va, ti dico.
Mentre CHRIE le passa accanto.
E chiama Fritz!

CHRIE

piano.
Ci ha tradite.
Esce.

VON WEDEL

Eh la viperetta -
Si sdraia in poltrona.
ho fame. Puoi servire anche me.

MIRELLA

con aria selvatica e audace.
Voi? Cosa siete voi? Tenente? Io no. Io non servo che i capitani.
Versa un altro bicchierino di cognac a FISCHER.


FISCHER

ridendo.
Toh, Hans! Prendi e metti ci alla bottoniera.
Beve.

VON WEDEL

ridendo.
Impertinente rospicciattolo!
Si alza e va al tavolo.

FISCHER

a Mirella.
Chiss che odio hai in cuore contro di noi! Di' la verit.

MIRELLA

Io? Ma niente affatto. Sono contenta che siate arrivati. M'annoiavo a morte. E poi... io so il tedesco.
Fa una piroetta e getta un bacio a FISCHER.
"Grss Gott!"

FISCHER

ridendo.
Quanti anni hai?

MIRELLA

pronta.
E tu?
I due ufficiali ridono.

FISCHER

Non hai paura di noi?

MIRELLA

Io - paura? Paura!

Ride convulsa.
Ma anzi... non ho mai visto...
Tira un fiato come un singulto.
... nessuno di pi bello... Vi aspettavo alla finestra... Non avete visto?
A FISCHER sedendogli accanto sul bracciolo del divano.
Ti fa sempre male il braccio?

FISCHER

S. Guarda.
Scopre la ferita.

MIRELLA

con un brivido.
Oh!

FISCHER

Ti fa pena?

MIRELLA

No, mi fa schifo.

FISCHER

ridendo.
Che bel tipo!
Entra LUISA portando una catinella d'acqua, e serviette e bende.
Essa depone in terra la catinella accanto al divano.

FISCHER

con ammirazione guardando LUISA.
Ah! ecco la mia suora di carit!... Grazie, bella signora!... Dite un po', vostro marito  medico, non  vero? Avrete in casa qualche disinfettante... dell'acido borico? Del sublimato?

LUISA

S.

FISCHER

Portatemene, vi prego.
LUISA esce a sinistra e ritorna quasi subito con una fialetta in mano.

FISCHER

prendendo la fialetta.
Cos'? "Sublimato"... Ecco... una tabletta nell'acqua. Cos.
Le rende la fialetta che essa depone sopra una mensola dietro al divano.
Grazie, bella Samaritana. Volete aiutarmi?... Volete fasciare la ferita al nemico? Al nemico... ammiratore?
LUISA s'inginocchia accanto a lui e gli fascia la ferita.

VON WEDEL

a 
LUISA

Dov' rimasta la colombella?

LUISA

Non so...

VON WEDEL

Vado a cercarla.


MIRELLA

con un grido.
No! Non voglio!

VON WEDEL

Oh bella questa! E come vuoi impedirlo?
Va alla porta.

MIRELLA

precipitandosi.
Vengo anch'io. Non voglio che tu le faccia male.

VON WEDEL

ridendo.
Vieni pure, scorpioncino.
VON WEDEL esce con MIRELLA.

LUISA

Mio Dio!
Si slancia per seguirli.

FISCHER

Trattenendola.
Restate qui. Von Wedel non le far nulla.
Mostrandole il braccio.
Guardate piuttosto che ferita profonda!... E voi... me ne fate un'altra, guardandomi con quegli occhi cos dolci e paurosi.
Avete paura di me?
Pausa.

LUISA

con un singhiozzo.
S.


FISCHER

Perch? Non sono un selvaggio... non vi far niente. Siamo pi teneri noi altri nordici colle donne, che non i vostri egoisti d'uomini.
Accarezzandole il viso.
Assai pi teneri...

LUISA

scoppiando in pianto.
Per piet!... per piet!

FISCHER

bonario.
Ma s, ma s, avr piet. Non  un oltraggio dirvi che siete bella e che mi piacete...
La porta si apre ed entrano il Capitano GLOTZ e il tenente FELDMANN.

GLOTZ

sulla porta.
Ma guarda un po' che dolce quadro d'intimit!... Ti disturbiamo?

FISCHER

alzandosi.
No - no! venite. Ho trovato una Samaritana che m'ha fasciato la ferita. Avete messaggi?

GLOTZ

Niente. Per stasera si sta qui. Domattina alle cinque si prosegue su Tirlemont.


FISCHER

Avete pranzato?

FELDMANN

Niente. Siamo affamati.

GLOTZ

Qui c' da sfamarsi...
Spingono la tavola verso il centro.
Entra VON WEDEL conducendo pel braccio CHRIE, che ha uno scialletto sulle spalle, seguita da MIRELLA che piange.

VON WEDEL

Preda di guerra!... Voleva fuggire, la colomba. Per punirla le legheremo le ali.
Toglie lo scialletto a CHRIE e fa per legarle le braccia dietro alle spalle.

MIRELLA

strillando.
Non voglio.
Con impeto d'infantile ira alza la mano per schiaffeggiare VON WEDEL.

VON WEDEL

Afferrandole il braccio e torcendoglielo con finta collera.
Ah! E a questo scorpioncino schiacceremo la testa.


FISCHER

paterno.
Via, lasciale stare, Hans.

GLOTZ

sempre a tavola.
I piagnistei mi guastano l'appetito.
Sogguardando le due fanciulle.
Cosa sono? Paiono ballerine.

FELDMANN

mangiando.
Brave!... Brave! Se  cos, ballate per divertirci.

FISCHER

facendo sedere LUISA accanto a lui sul divano.
Sorridete un poco, suora di carit! Bevete un sorso di champagne con me.
Le porge il suo bicchiere

LUISA

No! no!

FISCHER

Prego... un sorso...

FELDMANN

Al capitano bisogna obbedire.
Anch'egli siede accanto a LUISA sul divano e le prende le mani.


LUISA

piangendo.
Per piet!... La casa  vostra... ma lasciateci andar via... ve ne imploro.

GLOTZ

Che non ha smesso di mangiare.
Ma s. Mandatele via tutte quante! Mi guastano l'appetito.

VON WEDEL

Mia cognata no. La voglio qui.
Mette lo scialletto intorno a CHRIE stringendone le braccia dietro le spalle.
A MIRELLA.
Rospo... tu puoi andare a letto.

MIRELLA

No! non vado a letto. Sto qui.
A FISCHER.
Vero, capitano, che mi fai star qui?...
Vedendo sua madre che piange seduta tra FISCHER e FELDMANN sul divano.
Perch fai spavento a mia mamma? Lasciala andare, e parla con me. Io non ho paura...


LUISA

piangendo.
Mirella, Mirella, va via!

FELDMANN

Prendendo la chitarra.
Chi fa musica di voialtre?

VON WEDEL

Sar il rospo!
Ride forte. A CHRIE.
Oppure sei tu, colombella?
L'attira a s.

CHRIE

singhiozzando.
Lasciatemi.

MIRELLA

D'improvviso guardandosi intorno.
Ah!
Con uno strillo terribile.
Mamma, mamma! Ho paura! Mandali via. Mandali via! Ho paura!

GLOTZ

sempre a tavola.
Questa qui mi d fastidio davvero. Mi rovina la digestione.
A FELDMANN.
Portala via e chiudila in soffitta.

FELDMANN

ridendo.

Sta bene. In soffitta ci sono otto soldati -
Abbranca MIRELLA.

LUISA

con un urlo, strappandosi alla stretta di FISCHER.
No! no... Dio!
Cade in ginocchi davanti a FISCHER.
Non permettete!...

FISCHER

severo a FELDMANN.
Non permetto.

FELDMANN

Allora, dove la metto? Se al capitano Glotz fa venire l'indigestione...

VON WEDEL

Chiudila in cantina. L c' nessuno...
Ridendo.
... eccetto sorci e rospi e ragni come lei.

FISCHER

bruscamente a FELDMANN.
Chiudetela davvero in cantina. Sar meglio. E voi...
Con un'occhiata severa.
... tornate qui subito. Capite? Subito.

FELDMANN

Capisco.
Saluta, e porta fuori MIRELLA che piange e si dibatte.

FISCHER

A LUISA.
Non piangete, signora. Ringraziatemi piuttosto.
Additando VON WEDEL e GLOTZ che bevono il cognac.
Non capite che per la vostra bambina  meglio cos?

LUISA

Lasciate andare anche noi... anche noi...

VON WEDEL

Che cosa dice? Vuol andare in cantina anche lei?
Ride sguaiatamente.
La mia cognatina in nessun modo va. Che ne dici, Glotz?

GLOTZ

Senza alzare gli occhi.
Ho fame io.
Si indovina nel contegno burbero di GLOTZ un celato desiderio di venire in aiuto delle donne e salvarle per quanto  possibile dalla brutalit degli altri tre.

VON WEDEL

Ho fame anch'io.

Stringendo CHRIE.
Da tanto tempo digiuno!

CHRIE

Non mi tenete cos... scioglietemi le braccia.

VON WEDEL

No, no. Mi piaci cos... in mio potere.
Avvicina il suo viso al viso di CHRIE.
Non chiudere gli occhi. Guardami bene in faccia. Son brutto? No, eh? Adesso bevi questo cognac.
Le mette il bicchiere alle labbra.
Eins - zwei - drei - bevilo!
CHRIE distoglie il volto.

FISCHER

Sempre sul divano, a LUISA che s' gettata in ginocchio davanti a lui.
Ma non vi disperate cos. Alla vostra bambina non accadr nulla. Andiamo pure a vedere...
Si alza.
Ma  un buon uomo, Feldmann. Tutt'al pi le avr dato qualche scoppola per farla star zitta. Andiamo, andiamo... non piangete...
Escono.


GLOTZ

venendo avanti.
A VON WEDEL che tiene sempre serrata nello scialletto la piangente CHRIE.
Cosa tormenti le donne, tu? Non sarebbe meglio mandarla a farci del caff?

VON WEDEL

A CHRIE.
Quell'uomo  brutale.  tutto stomaco. Io no. Sono tutta poesia.
Beve il cognac e abbraccia CHRIE.

GLOTZ

sedendole dall'altro lato.
Non gli credete.  pi brutale lui di me.
Accende una sigaretta.
La disturba il fumo, signorina?

VON WEDEL

Ma no... fuma anche lei - guarda!
Si sporge avanti e le caccia una boccata di fumo sulle labbra.
Bella mia, se non bevi... guarda che ti d da bere, io - allo stesso modo... come t'ho dato io il fumo. Capisci?... O non capisci?
Le porge un calice di champagne e la forza a bere.


CHRIE

singhiozzando.
Mio Dio! Mio Dio! Non c' nulla, nulla ch'io possa dirvi perch abbiate piet?

VON WEDEL

Che male ti facciamo? Ecco, guarda, ti sciolgo le braccia.
Toglie lo scialletto col quale la teneva prigioniera.

CHRIE

Coprendosi il volto.
Orrore!... Orrore!...

VON WEDEL

ridendo.
Ma che? Che cosa  un orrore? Glotz, qui,  un bel giovane... E anch'io... Via, non mi pare di essere ripugnante.

GLOTZ

Guardi, signorina. Se vuole assicurarsi la nostra benevolenza non piagnucoli cos. Pensi che da tre giorni non vediamo che lacrime, non udiamo che lamenti ed urli. Non ci fanno proprio pi nessuna impressione.

VON WEDEL

Anzi, ci urtano i nervi. Se tu ridessi, ballassi, cantassi, faresti di noi ci che vuoi tu.


GLOTZ

Gi. Divertiteci un poco!... Affascinateci!... domateci!

VON WEDEL

E bevi dell'altro champagne.

CHRIE

Beve.
Non pianger pi. Non pianger pi.
Ripresa dal terrore.
Ma non farete nulla alla piccina!

VON WEDEL

Al rospo? Chi vuoi che lo tocchi?

CHRIE

N a mia cognata.

GLOTZ

Niente, niente. Non faremo niente a nessuno. La Niobe, del resto,  sotto l'ala del capitano Fischer che ha moglie e figli a casa.

CHRIE

Ah!
Con un gran sospiro.
Ha moglie... e figli?...

VON WEDEL

S, la moglie  grassa cos!
CHRIE sorride.
E cinque figli.


CHRIE

sorridendo.
Oh Dio! Che bella cosa... Mi piace pensare che ha cinque figli... Non so perch, ma mi sento un po' pi rassicurata...
Con ingenuit soave a VON WEDEL.
Voi non li avete... cinque figli?

VON WEDEL

Facendola bere.
No. Noi no. Ma li potremmo avere.

GLOTZ

E subito!

VON WEDEL

E con entusiasmo!

CHRIE

Guardando dall'uno all'altro.
Mi pare di avere un po' meno paura di voi...

GLOTZ

Eh! lo champagne...

VON WEDEL

E il nostro fascino personale...

CHRIE

No. No.  perch avete detto che vi piacciono i bambini. Allora non potete essere proprio cattivi...

VON WEDEL

ridendo.
I bambini! Ma sono una passione per noi. Non pensiamo ad altro...
Le bacia la nuca.

CHRIE

Ritraendosi.
Non fate cos!

GLOTZ

Bevete una goccia anche dal mio bicchiere.

CHRIE

No - no! Ho paura che mi vada alla testa.

VON WEDEL

E quand'anche? Che male ci sarebbe?
Feroce.
Avanti!
La forza a bere.

CHRIE

Gi briaca, sorridendo.
Ma pensate un po'!... Se io mi ubbriacassi...
Ride.

VON WEDEL

Adesso ci canti qualche cosa.

CHRIE

Oh! mi gira la testa.


GLOTZ

prendendo la chitarra.
Non importa. Io tengo la chitarra e tu la suoni.
L'attira a s.

VON WEDEL

Irritato, a GLOTZ.
Non far l'imbecille.

GLOTZ

un po' brillo.
Tu accoppati...
Mette un braccio intorno a CHRIE.

VON WEDEL

Feroce.
Vuoi litigare?

GLOTZ

Io no. T'amo troppo.
Mette l'altro braccio intorno a VON WEDEL.

VON WEDEL

Allora beviamo alla fratellanza! - Vieni qua, colomba, che t'insegniamo a bere alla fratellanza come fanno gli studenti tedeschi.
D un calice a GLOTZ, uno a CHRIE, e ne prende uno per s.

GLOTZ

cantando.
"Cram pim - pam - pampuli! Crampampuli!"


VON WEDEL

Intrecciando le braccia con quelle di CHRIE e di GLOTZ.
"Immer fidel und sans-souci - trink'ich mein Glass crampampuli."

GLOTZ E 
VON WEDEL

"Cram pim - pam - pampuli - Cram pampuli!"
bevono.
La porta s'apre... MIRELLA pallida stravolta colla veste lacera appare sulla soglia. Si arresta un istante immobile con gli occhi sbarrati guardando CHRIE tra i due uomini ubbriachi.

CHRIE

Tra il singhiozzo e le risa.
Mirella... Mirella...
corre da lei.

MIRELLA

Dio!... Dio!...

CHRIE

avvicinandola.
Ridi... devi ridere! Hanno detto che se ridiamo non ci fanno niente...

MIRELLA

Guardandola con terrore.
Dio!... Dio!...


VON WEDEL

Volgendosi e vedendo MIRELLA.
Oh! ecco il rospo!... Sei stata in cantina, rospo?
ride sguaiato.

MIRELLA

Sottovoce e ansante a CHRIE.
La mamma... l'hanno presa di forza e chiusa in camera...

CHRIE

Passandosi una mano sulla fronte e cercando di tornare in s.
Corri fuori... corri... cerca aiuto...

MIRELLA

Siamo imprigionati in casa! Vi sono due soldati sulla porta... Ho voluto passare... allora uno m'ha dato un pugno... e l'altro... l'altro ha cercato di stringermi... non so... di stritolarmi...

VON WEDEL

Ol! Cosa mormori, rospiciattolo? Va via, va via.

MIRELLA

Terrorizzata a CHRIE.
Perch, perch mi mandano via? Cosa vogliono farti?


CHRIE

smarrita.
Non lo so, non lo so...

MIRELLA

Ti ammazzeranno?

CHRIE

Forse... Non piangere! Se piangiamo ci ammazzano tutt'e due.

VON WEDEL

Cantando mentre GLOTZ strimpella sulla chitarra.
"Immer fidel und sans-souci - trink'ich mein Glass crampampuli"..

CHRIE

Se potessimo spaventarli...

MIRELLA

O ucciderli.

CHRIE

Ti guardano! Ridi, Mirella, ridi!
Poi, appena VON WEDEL si rivolge a parlare con GLOTZ.
Se potessimo pensare a qualche cosa!... per farli andar via!
Vedendo FISCHER che entra.
Senti, ho un'idea -
Susurrano insieme.


GLOTZ

A FISCHER, che  rientrato.
Oh, capitano! E dove siete stato?

VON WEDEL

con una risata grossolana.
Hai consolato la piangente Niobe?

FISCHER

Depresso, come chi ha commesso una vile azione, e ne  pentito.
Bah! lurido mondo.

VON WEDEL

Ma non hai mangiato, tu?

FISCHER

amaramente.
Eh va! ho pranzato e cenato. Vado a dormire.

GLOTZ

Un momento, capitano.
Si toglie di tasca una carta topografica e la spiega davanti a FISCHER. I tre uomini si consultano, parlando a bassa voce tra loro.


CHRIE

Che ha preso dalla mensola la fiala di sublimato corrosivo - piano, a MIRELLA.
Io lo far.
Va in punta de' piedi alla tavola e, cauta, mentre gli uomini non l'osservano, prende la bottiglia di cognac.

MIRELLA

Fuori di s.
Non farlo! Non farlo! Ti vedranno.

CHRIE

Lo so! Oh Dio, Dio! Non ne ho il coraggio!
Rimette sul tavolo la bottiglia di cognac.

MIRELLA

colpita da un'idea.
Ma potremmo dire che... l'abbiamo fatto! Cos si spaventerebbero e andrebbero via.

CHRIE

Oh! No! ci ucciderebbero subito.

MIRELLA

Credi?

CHRIE

S, s, credo. Ma quasi - lo preferirei.


MIRELLA

spaurita.
Preferiresti - che ci uccidessero subito? Ma cosa dici! Perch?

CHRIE

Non so perch. Ma sento che lo preferirei.

VON WEDEL

separando CHRIE da MIRELLA.
Basta di susurri...
Alzando tra le braccia CHRIE e facendola sedere sul tavolo. A FISCHER.
Guarda cugino! Una colombella briaca...
CHRIE ride debole e insensata, tenendo chiusa nella mano la fialetta di sublimato.

FISCHER

Lasciate stare le donne.
Esce.

VON WEDEL

Gi. Sazio lui, esaurito l'argomento.
A GLOTZ, additando CHRIE.
Guarda un po', Glotz, come  bella quando ride!
CHRIE ride guardando MIRELLA che si mette a ridere nervosamente anche lei.


GLOTZ

Guardando dall'una all'altra.
E perch ridete cos?

VON WEDEL

 il vino.

CHRIE

No, no! Non  il vino...

VON WEDEL

E allora che cos'?

CHRIE

sempre ridendo.
Penso... che se sapeste ci che so io - non sareste qui!
ride come presa dall'isterismo.

VON WEDEL

E dove saremmo?

CHRIE

Sareste... dal dottore!

VON WEDEL

Ma ci siamo!

CHRIE

Appunto perch ci siete, andreste, correndo... da un altro dottore!


MIRELLA

S, s! correndo!
ride.

VON WEDEL

Cosa vuol dire?

GLOTZ

a VON WEDEL.
Vuol dire che ha bevuto troppo.

CHRIE

No... no!... siete voi - voi, che avete bevuto troppo - da quella bottiglia!
Addita la caraffa del rhum che i due hanno quasi vuotata.

GLOTZ

sconvolto.
Eh?

MIRELLA

Gi... proprio da quella bottiglia...

CHRIE

Ormai...
ride.
... avete bevuto!

MIRELLA

battendo le mani.
Gi... gi... ormai avete bevuto...


CHRIE

E fareste meglio ad andare subito dal dottore...

MIRELLA

Subito... subito!

VON WEDEL

Che storie sono queste? Sei ubbriaca - vero?
Le afferra il braccio.

CHRIE

S... sono ubbriaca... o non avrei detto... ci che ho detto.

GLOTZ

a VON WEDEL.
Che cosa tiene in mano? Guarda un po'...

CHRIE

Niente... niente.
Cela ostentatamente dietro alla schiena la fialetta del sublimato.

VON WEDEL

D qui.
forzandola ad aprire la mano.
Cosa diavolo?
Le toglie di mano la fialetta e legge esterrefatto.
"Sublimato corrosivo!" Sublimato!...

Lanciandosi su CHRIE.
Ah! strega!... canaglia!...

CHRIE

scoppiando in pianto.
Ma no! no... non ho fatto niente -

MIRELLA

Non ha fatto niente!

GLOTZ

a VON WEDEL.
Lascia stare, va! Ce ne saremmo accorti.

VON WEDEL

Oh per Dio... se non l'hanno fatta ce la volevano fare.

CHRIE

No! no! Non  vero.

VON WEDEL

Vero o non vero - me la pagherai.
CHRIE balza dalla tavola e fugge verso la porta a destra. GLOTZ l'afferra e la ferma.

MIRELLA

strillando.
Ma abbiamo fatto per ridere...

CHRIE

Per ridere...


VON WEDEL

Sta bene - adesso rideremo! Anche noi!
Afferra CHRIE che indietreggia contro la porta drappeggiata.

MIRELLA

balzandogli adosso come una tigre.
Lasciatela! lasciatela!

VON WEDEL

aprendo col piede la porta e guardando nella camera ancora illuminata.
Bene! Tutto quel che ci vuole!... Glotz! legala al letto!
Afferrando MIRELLA.
Quanto a te, scorpione, t'insegner io a mentire.

MIRELLA

strillando.
Ah, mi uccidi?

VON WEDEL

Aspetta, aspetta...
Con una sciarpa rimasta su di una sedia la lega rapidamente alla ringhiera. MIRELLA piange.


CHRIE

Che s' inginocchiata ai piedi di GLOTZ.
Perdonatemi - perdonatemi! lasciatemi andare! Ho detto per farvi paura. Ho detto per ridere... non abbiamo fatto niente, niente!

GLOTZ

crollando le spalle.
Lo so, lo so. Non urlare. Tanto andava lo stesso a finire cos.
Guardando VON WEDEL.
 un bruto quello l.

CHRIE

cingendogli i ginocchi.
Salvatemi... salvatemi! Oh mio Dio, cosa mi far?

GLOTZ

Bah! Se non  lui  un altro. Guai ai vinti, povera creatura.

CHRIE

Oh, voi siete buono - lo so che siete buono, lasciatemi fuggire -
Di fuori si odono voci di soldati ubbriachi che cantano "Deutschland ber Alles".


GLOTZ

Dove volete fuggire? Sentite - sentite i soldati ubbriachi. L'inferno  scatenato.

VON WEDEL

Che ha legato stretto MIRELLA alla ringhiera col piccolo viso folle di paura rivolto alla porta aperta della camera da letto.
Ecco - e tu starai qui - starai qui - a vedere!
Va verso CHRIE e fa per trascinarla verso la camera.
A 
GLOTZ

Prendila per i piedi...

GLOTZ

Io no.

VON WEDEL

Vigliacco!

GLOTZ

Vigliacco tu!
Apre la porta ed esce. Sulla soglia incontra FRITZ che entra.

MIRELLA

Fritz! aiuto - aiuto!

CHRIE

con un grido di gioia.
Ah, Fritz!...


FRITZ

con sogghigno beffardo.
Oh! guarda, guarda! La santarellina che da un anno fa la superba con me!...
L'afferra, e con VON WEDEL la trascina nella camera vicina.
La porta resta aperta.

MIRELLA

sola, legata alla ringhiera, pazza di terrore.
Ah! no! - no! - no...
I suoi occhi si dilatano per l'orrore di ci che vede. Si dibatte, si contorce, strilla... e traverso i suoi urli di creatura torturata si indovina l'atroce misfatto che si compie davanti a lei.
Nella strada passa una banda militare; le fiamme d'una casa incendiata illuminano la scena.

CALA IL SIPARIO.

 ATTO SECONDO.

Un paesaggio di campagna inglese.
Un terrazzo con sfondo di giardino in casa del Reverendo FRANK, pastore Anglicano.
La Signora FRANK seduta in una poltrona di vimini lavora ad una sciarpa di lana grigia.
DELIO ALLEN, nell'uniforme khaki d'ufficiale degli Highlanders Scozzesi, a cavalcioni su una seggiola regge una matassa di lana grigia che MARY svolge e raggomitola.
ANNA in veste da tennis siede su uno sgabello facendo saltellare sulla racchetta delle palle da tennis.
Le due fanciulle sono giovanissime, gaie e graziose.

ATTO II.

MARY

Delio! Ecco la quarta volta che lasci cadere la lana. Sei noioso.

DELIO

Mille scuse, severissima cugina.

ANNA

Lanciando a DELIO una occhiata ridente.
Trovo che Delio  veramente pi decorativo che utile.

DELIO

 gi qualche cosa. Potevate benissimo avere un cugino che non fosse n l'uno n l'altro.

LA SIGNORA FRANK

sorridendo.
Fate dei discorsi molto stolti. E alla vigilia della partenza di Delio per il fronte non dovreste rammentare di lui che le sue molte virt.

ANNA

Oh! come la mamma lo protegge!


MARY

La virt di tener dritta una matassa Delio non l'ha davvero. Preferisco due sedie.
Toglie la matassa a DELIO, la mette sulle spalliere di due sedie e vi gira intorno dipanando la lana.

DELIO

Collocato a riposo!
Alla Signora FRANK.
Cara zia, se le tue figlie non fossero tue figlie direi che sono due tigri ircane. Domani parto per le trincee - ed esse oggi dichiarano di preferire alle mie volonterose braccia due vili insensibili sedie.

LA SIGNORA FRANK

Hai ragione, Delio. Queste nostre ragazze inglesi a forza di sport e di educazione superiore non hanno pi sentimento.

MARY

No. Siamo prosaiche, pratiche, positive.
Si vede giungere in fondo al giardino la figura mite e dignitosa del reverendo WALTER FRANK pastore Anglicano.
Ah, ecco Pap!
Gli corre incontro; anche ANNA va incontro al padre e ciascuna gli prende amorosamente il braccio.

LA SIGNORA FRANK

al marito.
Hai gi finito i tuoi appunti per la predica di domani?

MARY

subito.
S, s, li ha finiti!

ANNA

E in nessun modo lo lasciamo tornare a rinchiudersi in casa. Vero, pap?

IL REVERENDO

Non li ho finiti, mie care.  venuto il missionario di Kingsway a dirmi tante cose tristi. Voglio soltanto rammentarvi che uno dei nostri reggimenti Scozzesi passa di qui tra poco. Non vorrei che lo dimenticaste.

ANNA

Mai pi!

MARY

No, no! tutto  preparato laggi sul terrazzo. Una cesta di arancie, molti pacchi di cioccolatte e sigarette, e tutte le sciarpe di lana...

ANNA

alla madre.
Questa che fai tu,  pronta?


LA SIGNORA FRANK

S - ecco, puoi prenderla.
facendone un piccolo rotolo legato.

ANNA

 la venticinquesima!

IL REVERENDO

Brave! Ecco venticinque soldati che non sentiranno freddo al collo per merito vostro...
ANNA corre a portare la sciarpa in fondo al terrazzo.

LA SIGNORA FRANK

a suo marito.
Che cosa ti ha detto il missionario?

IL REVERENDO

Che sono arrivati anche oggi altri treni di profughi in condizioni desolanti. Mi dice che abbiamo qui delle migliaia di questi infelici.

LA SIGNORA FRANK

Delle migliaia!
Con rammarico.
E noi non ne abbiamo accolti che tre.

ANNA

Oh! Gli Smith che sono milionari ne hanno una sola, e le fanno fare la sguattera.


IL REVERENDO

Anna! Non parlar male del prossimo.

ANNA

Ma  vero, babbo mio! E anche i Webster hanno licenziato le loro serve e fanno far tutto alle due profughe di Liegi che a casa loro erano signore dell'aristocrazia. Bel modo di fare la carit.

IL REVERENDO

Cara Anna, per due famiglie che approfittano delle altrui disgrazie, ve ne sono centinaia che sono caritatevoli davvero. Quanto a voialtre spero che avrete tutti i riguardi per le infelici che noi ospitiamo.

ANNA

ridendo.
Oh, Mary non fa che correre in su e in gi con tazze di th, tuorli d'uova sbattute e fiori.

DELIO

E mi ha portato via tutti i miei romanzi francesi per prestarli a quelle donne. Anche il mio Balzac, edizione di lusso.

MARY

Non ti vergogni di lagnartene?

ANNA

Fanno una tale piet!... Hanno tutt'e tre tanta paura negli occhi! Paiono folli di spavento.

MARY

La pi piccola non ha mai aperto bocca dacch  arrivata. Credo che sia muta.

IL REVERENDO

Al comitato mi hanno detto che erano ottime persone - moglie, figlia e sorella di un dottore.

ANNA

Misericordia! E paiono pezzenti.

MARY

Paiono spaventa-passeri!

IL REVERENDO

Povere creature!
Si alza.
Adesso vado a terminare i miei appunti per la predica di domani. Ho scelto per testo: "Nutrite le mie agnelle."

ANNA

Ma torna presto, pap.

IL REVERENDO

Star pochi minuti.

MARY

affettuosa.

Fa una predichetta breve!...
Il Reverendo sorride e rientra in casa.

ANNA

a sua madre.
Vuoi lasciarmi prestar qualche veste a quelle poverette? C' la mia "princesse" lilla che per la piccina andrebbe benissimo...

MARY

E qualche mia camicetta, e la mia sottana di piqu bianco...

ANNA

Per Chrie il mio vestito rosa starebbe come dipinto -

LA SIGNORA FRANK

Adesso non esagerate. I grandi entusiasmi di voialtre ragazze non durano mai.

DELIO

che ha ripreso la matassa di lana.
Gi. Io ne so qualche cosa.

ANNA

Tu? Che cosa sai?

MARY

A che cosa alludi?... E prova a tener tese queste braccia.
Dipana la matassa.

DELIO

Ma io ero uno dei vostri grandi entusiasmi. Appena arrivato da Oxford era "cugino Delio!" qui - "cugino Delio!" l - "Delio ci insegner il tango" -

ANNA

Ma se il tango non lo sapevi neppur tu!

DELIO

Questo  un dettaglio. - "Delio ci insegner a nuotare" -

MARY

E vuoi che facciamo dei bagni adesso, in ottobre?

DELIO

"Delio deve giuocare con noi al tennis! Delio, vieni a giuocare al Lacrosse!"

ANNA

Gi! al Lacrosse ci hai dato delle stangate sulla testa che abbiam dovuto stare a letto otto giorni.

MARY

E per poco non ci veniva la meningite.

DELIO

S... s... va benissimo! Ma il fatto sta che io ero uno dei vostri grandi entusiasmi, e che adesso non lo sono pi. E domani vado al fronte... forse a morire!

ANNA

Oh! se muori ridiventerai un nostro grande entusiasmo.

MARY

Anche se torni ferito ti adoreremo.

ANNA

Ti cureremo!... ti fasceremo le membra mutilate.

MARY

Ti appoggerai su di noi invece che sulle stampelle.
Finisce la matassa.

DELIO

alzandosi.
Ma insomma - occorre proprio essere storpi o monchi per farsi voler bene da voi?

MARY

Capirai bene che non possiamo intenerirci per i mali che non hai.

ANNA

Per i dolori che non soffri.

DELIO

sentimentale.

E che cosa ne sapete voi delle mie sofferenze?

MARY

Scorgendo il Dottor BELL che arriva.
A proposito di sofferenze - ecco il dottore!

LA SIGNORA FRANK

Oh buon giorno, caro dottore.
Va incontro al Dottor BELL che entra.
IL DOTTORE
Buongiorno, signora Frank... Salute, care figliole.
Le ragazze lo salutano amicamente.
Ah, Delio!, e quando si va al fronte?

DELIO

Domani, dottore.
IL DOTTORE
Domani? Bene! - Auguri!
Gli stringe forte la mano.

DELIO

Grazie. - Ho promesso a Mary di uccidere con questa mano sette nemici.


ANNA

E ha promesso di portarmene uno vivo perch io me lo uccida da me.
IL DOTTORE
ridendo.
Che ferocia!
Siede.
E come stanno le nostre rifugiate?

LA SIGNORA FRANK

Sempre pi tristi e depresse.

MARY

Vado a chiamarle! Sono in fondo al giardino.

ANNA

Vengo anch'io.

DELIO

Un momento!
guardando l'orologio.
Devo dirvi addio, cuginette. Vado a salutare la nonna, e torner qui stasera.

ANNA

Addio, Delio!

MARY

Io ti dir addio - quando ritorni.
Corre con ANNA in fondo al giardino.


LA SIGNORA FRANK

con ansia affettuosa a DELIO.
Sta attento con quella motocicletta! Non andare all'impazzata.

DELIO

sorridendo.
Cara zia Clara! Quanto sei buona! Io credo che se tu venissi con me nelle trincee, diresti ai nemici: "Un momento!... Prego! Qui c' mio nipote Delio. Voltate i fucili dall'altra parte."

LA SIGNORA FRANK

Oh s!
Con gravit.
E lo dir - ogni mattina e sera - a Chi sai tu.

DELIO

baciandole la mano.
Grazie.
Esce.
Il DOTTORE e la Signora FRANK rimangono soli.

IL DOTTORE

Ebbene? Mi sembrate sopra pensiero.

LA SIGNORA FRANK

Caro dottore, ho molte cose sul cuore. Lasciar partire Delio  uno strazio. L'amo come se fosse un figlio mio. E poi, la presenza di queste tre disgraziate...
sospira.
Non so dirvi a qual punto esse mi turbano.


IL DOTTORE

Poverette! Non mi sembrano molto esigenti.

LA SIGNORA FRANK

Esigenti? Ma non vogliono mai nulla. La loro umilt  commovente. Ma... non so... qualche cosa di sinistro aleggia intorno a loro.
Pausa.
Quando vedo Mary e Anna andar da loro... abbracciarle... mi viene freddo... come se le mie figlie entrassero in un mondo buio, sconosciuto... Non so come spiegarmi...

IL DOTTORE

Vietatelo.

LA SIGNORA FRANK

Impossibile. Non capirebbero... mi crederebbero crudele. E poi quel sant'uomo che  mio marito predica - l'amore! Dice che la carit non si fa coll'ospitare e nutrire i disgraziati, ma coll'amarli. E le mie due pazzerelle non domandano di meglio! Direi quasi che quelle meste creature esercitino su di loro un fascino speciale. Mary e Anna sembrano subire l'attraenza strana del mistero che avvolge quelle tragiche esistenze.

IL DOTTORE

Lo credo. Lo capisco.


LA SIGNORA FRANK

Saranno buone, saranno sante creature; ma - ve lo confesso - mi fanno paura. Gi, la piccina, dacch  qui, non ha ancora mai aperto bocca!... Non ha mai sorriso, non ha mai parlato. Io credo - temo - che abbia la mente turbata.

IL DOTTORE

Eh! Potrebbe darsi, pur troppo, che fosse un caso di psicosi causata dallo spavento, dal dispiacere... O peggio, potrebbe essere un caso di demenza precoce - che, pur troppo,  inguaribile.

LA SIGNORA FRANK

Oh! speriamo di no!... Anna l'adora questa fanciulla. Non fa che guardarla. Cerca di spiarle negli occhi il primo bagliore d'un sorriso... E Mary non  felice che quando si trova tra quelle altre due macabre figure i cui volti pallidi racchiudono chi sa quali orrendi misteri... Cosa avranno visto, cosa avranno subto, queste donne?
Una pausa.
Come  amaro per me mettere a contatto di tali sinistri misteri le candide anime delle mie bimbe!

IL DOTTORE

Ecco uno dei mille problemi minori creati dalla guerra.

LA SIGNORA FRANK

Lo so, lo so che  un problema minore. So che in confronto alle atrocit, alle sofferenze che straziano il mondo, questa sofferenza mia  insignificante. Ma per una madre, di cui la meta nella vita  stata quella di sorvegliare con amorosa ansia le pure anime delle sue figlie, che le ha vedute fiorire come gigli nel pi perfetto candore -  doloroso - anche se  un dovere di carit cristiana che lo impone - dover strappare da quei vergini cuori il velo dell'innocenza. Credetemi,  doloroso! Ed ogni madre sentir questo con me.

IL REVERENDO

che si  avvicinato coi suoi appunti in mano.
Clara -
Posandole una mano sulla spalla.
 questo un sacrificio che diamo in olocausto alla guerra. Tutti dobbiamo dare ci che abbiamo di pi caro. Altri genitori danno i loro figli... E questi a loro volta danno il sangue loro, senza rimpianto. Noi - noi diamo ci che di pi prezioso abbiamo - non il tetto e il pane soltanto - ma, se ci viene richiesta, anche la celestiale innocenza delle nostre figlie. Esse per poter compatire le miserie umane devono conoscerle.
La vera carit non dev'essere cieca. L'incoscienza deve morire perch possa nascere la piet.
Restano immobili guardando avvicinarsi dal fondo del giardino prima ANNA che circonda col braccio la piccola figura china di MIRELLA, in logora veste nera. Indi tra le due tragiche figure di CHRIE e di LUISA, viene MARY, bionda e ridente.  vivido il contrasto tra le due chiare gioconde fanciulle inglesi e le tetre profughe.

ANNA

affettuosamente a MIRELLA.
Ecco il buon dottore. Gli dirai almeno buongiorno.
MIRELLA guarda fisso innanzi a s senza rispondere. Pare che non oda nulla.

IL DOTTORE

accarezza il volto della fanciulla poi si volge a LUISA e CHRIE.
Ah! e come stiamo oggi?
a LUISA.
Ancora vertigini e deliquio?

LUISA

a bassa voce.
S.

MARY

E ha sempre nausea quando mangia.

A questa frase pronunciata con chiara ingenuit da sua figlia un fremito d'ansia passa sul volto della signora FRANK.

IL DOTTORE

bonario.
Eh! il patema d'animo.
a LUISA.
Non avete nessuna notizia di vostro marito?

LUISA

Nessuna.

IL DOTTORE

Ecco! per farvi guarire basterebbe una bella lettera annunciante il suo arrivo in congedo...

LUISA

con un singhiozzo.
Ah - no! no!

MARY

spingendo avanti CHRIE.
E la mia piccola amica qui, guardi com' pallida, dottore!

IL DOTTORE

Niente niente. Bistecche ed aria fresca...

MARY

insistendo.
Ma le senta un poco il polso. Oggi mi ha detto che le pare d'aver qualche cosa al cuore.

IL DOTTORE

a CHRIE.
E che cosa si sente?

CHRIE

a voce bassa.
Niente.

MARY

a Chrie.
Ma perch non dici quello che hai detto stamattina a me?
In un gran silenzio MARY dichiara.
Tutt'a un tratto stamattina  diventata pallida pallida, e ha dato un grido. Dice che le  parso di sentire sotto al cuore come un batter d'ali - cos... brrr!
Per illustrare ci che dice, MARY tende le mani in aria e le fa oscillare imitando un tremolo d'ali.
Vi  un istante di silenzio costernato. Tutti guardano CHRIE. Anche LUISA si volge a guardarla, con viso di sbigottimento e terrore.

IL DOTTORE

aggrottando le ciglia.
Niente, niente. Sar un fenomeno d'anemia.

Volgendosi alla Signora FRANK e abbassando la voce.
Se crede possiamo entrare. - Sar bene ch'io la visiti...

ANNA

che ha udito.
Oh no! no! Adesso a momenti passano i soldati. E poi c' la trasformazione!
Guardando le due ragazze con un sorrisetto birichino.
La trasformazione come nella Cenerentola.

MARY

ridendo.
Sicuro! Noi vi facciamo da madrine... Andiamo!  gi tutto combinato!
Prende pel braccio CHRIE e MIRELLA.
Andiamo a farvi belle! Il dottore per oggi scriver una ricetta di fantasia!

ANNA

a MIRELLA.
Vorrei tanto sentire la tua voce! Dimmi una parola - una sola. Dimmi almeno che mi capisci.
MIRELLA n la guarda n risponde.
Vorrei vederti sorridere...


CHRIE

sconsolata.
Non pu, non pu sorridere - povera Mirella!
Le quattro ragazze entrano in casa.

LUISA

Seguendole con lo sguardo ansioso.
Dove vanno?

LA SIGNORA FRANK

Le mie figliole vogliono far mettere alla vostra bimba e a Chrie delle vesti pi chiare. Sperano cos di rallietarle un poco. E voi, cara, non vorreste cambiare questo vestito nero...

LUISA

Ah, no!... Non potrei. Il mio lutto  eterno.
Si copre il volto.

LA SIGNORA FRANK

Sedete...
Le d la poltrona di vimini.
Il Dottore e il Reverendo FRANK parlano sottovoce nel fondo del terrazzo.

LA SIGNORA FRANK

Quanto siete triste, povera donna! Vorrei potervi confortare.


LUISA

Lo potete forse... Signora! Ma lo vorrete?

LA SIGNORA FRANK

Con tutto il cuore. Che cosa vi occorre?

LUISA

cupa.
Mi occorre... l'aiuto del medico.

LA SIGNORA FRANK

Ma eccolo!...
Additando il Dottor BELL.
 un angelo d'uomo e uno scienziato valente.
al Dottore.
Dottore... venite qui. Abbiamo bisogno di voi.

IL REVERENDO

Vi lascio...

LUISA

impulsivamente.
Oh!...
gli stende la mano.
Voi siete il medico dell'anima... ed  tanto malata l'anima mia!

IL REVERENDO

prendendole la mano.
Sono onorato della vostra confidenza, Signora.
Le siede accanto.


LUISA

al Dottor BELL.
Dottore!...
Poi rivolgendosi alla Signora FRANK.
Signora!... Oh Dio, non so come dirlo!... Mi accade la pi orribile delle sciagure -

LA SIGNORA FRANK

Parlate, cara.

LUISA

Si copre il viso colle mani poi con improvviso impeto angoscioso.
L'onta che ho subto - si perpetua in me!
Vi  un istante di silenzio costernato.

LA SIGNORA FRANK

comprendendo.
Oh!... povera donna.

IL DOTTORE

a bassa voce.
Ne siete sicura?

LUISA

ansante.
Sicura... sicura!... Oh in quale strazio vivo da questi quattro mesi, dapprima sotto l'incubo spaventoso del dubbio - ed ora sotto l'orrore della certezza! Giorno e notte ho sperato... ho sperato che non sarebbe cos. - Ho sperato che un giorno mi sarebbe concesso l'oblio! Mi dicevo che dopo molto tempo - dopo un anno... dopo tanti anni forse - il ricordo orribile sparirebbe dalla mia mente, il brivido mi escirebbe dalle carni. Invece - no!
balza in piedi.
L'onta s' fatta eterna! la violenza s' fatta umana! il delitto  vivo - e palpita in me!
Una lunga pausa.

IL REVERENDO

ponendole una mano sul capo chino.
Coraggio, figlia mia.

LUISA

Ah ne avr, ne avr del coraggio! Affronter la morte, con letizia, con gratitudine!
al Dottor BELL.
Dottore, dottore! Se muoio non me n'importa. Ma il delitto non deve vivere. Ci che fu concepito nell'odio e nell'orrore non deve, non deve vedere la luce.

IL DOTTORE

colpito.
Signora! che cosa mi domandate?

LUISA

Domando la liberazione... immediata, completa! E se voi, dottore, non vi sentite di darmela, la morte me la dar!

IL REVERENDO

grave.
Povera donna. Voi siete vittima di un atroce delitto,  vero. Tutta la nostra piet vi  dovuta - e l'avrete. Rimarrete in questa casa come una nostra figlia, diletta e sacra. Avrete da noi tutte le cure, tutte le tenerezze. E nell'ora del vostro supremo martirio voi non sarete abbandonata.

LUISA

ritraendosi inorridita.
Cosa dite - cosa dite -

IL REVERENDO

sempre pi grave.
Dico che perch voi avete sofferto della nequizia umana non avete il diritto n di proporvi n di spingere altri a commettere un atto delittuoso.

LUISA

Un atto delittuoso? Ma il delitto sarebbe di rassegnarmici. Di vivere per altri cinque mesi questa tortura, eppoi di dare la vita a ci che non pu, che non deve vivere.
Alla Signora FRANK.
Signora! voi che siete donna - dovete capire -

Colle mani nei capelli.
capire che cosa  stata quella notte... colla porta aperta... i soldati ubbriachi nella casa! Ah, io vorrei nascondere la faccia sotto la terra quando ci penso.

LA SIGNORA FRANK

Povera donna!

LUISA

Mille volte al giorno ringrazio Iddio che la mia bambina - ammutolita per chi sa quale spavento! - non possa domandarmi: "Mamma, cos'hai? Che cosa pensi?" Dovrei dirle: "Penso che sono maledetta tra le donne, che sono indegna di alzare la fronte. Penso che porto nel mio seno un essere immondo che render eterna l'onta che ho patito"... Ah!
Con violenza folle.
Ma io mi strapper gli occhi prima di vederlo, mi lacerer il petto prima di nutrirlo... e con queste mani - se nasce - lo strangoler!

IL REVERENDO

Donna, voi bestemmiate.

LUISA

No, no! non bestemmio. Pensate... pensate... che ho un marito - che m'ama - che combatte per noi nelle trincee! che un giorno, se il cielo  pietoso, torner! E volete che io gli vada incontro recando in braccio il figlio d'un nemico?...
Un silenzio.
Ma io lo sento... sento che divento pazza sotto quest'incubo, pazza di terrore e d'odio. Cerco di sfuggire a me stessa, di sottrarmi alla velenosa cosa che  in me, che ogni giorno prende maggiore forza, ogni giorno diviene pi vitale, ogni giorno m'invade di pi. Dottore, dottore!  un cancro - un cancro vivente che  in me! - Toglietemelo, liberatemene, o mi dar la morte.
S'accascia col viso in grembo alla Signora FRANK, che le pone in atto d'infinita piet la mano sul capo.

IL DOTTORE

rivolto al Reverendo FRANK.
Voi sarete sdegnato contro di me, caro amico; sarete forse pi che sdegnato... troverete forse nella vostra coscienza la necessit di denunciarmi. Ma io intendo liberare questa donna.

IL REVERENDO

Voi - voi commettereste un delitto simile? Vi rendereste reo d'un crimine?


IL DOTTORE

Reo o non reo - davanti a questo caso sento l'obbligo d'intervenire.

IL REVERENDO

Uccidereste un essere umano?

IL DOTTORE

Non  quasi ancora un essere umano. Per me questa donna  afflitta da un morbo, da una infermit. Essa porta in s un male che va estirpato. Se questa donna in queste stesse condizioni fosse tisica, si ammetterebbe senz'altro l'intervento. Orbene, essa  ammalata, essa  psicopatica. Il continuare in queste condizioni mette a repentaglio la sua vita e la sua ragione. Il dottore ha il diritto - anzi - ha il sacrosanto dovere di salvarla se pu.

IL REVERENDO

A spese della vita umana ch'essa porta in s?

IL DOTTORE

S, s. A spese di questo germe di vita, malefico e intossicato.
Se questa creatura vive sar un deficiente o un delinquente, concepito nell'odio, nella brutalit, nell'alcoolismo. E la madre andr al cimitero o al manicomio. - Ditemi ci che volete, io la liberer.


LA SIGNORA FRANK

Impetuosa.
E farete bene, sant'uomo che siete!

IL REVERENDO

Clara, Clara! Anche tu sei senza coscienza. Non s'infrangono impunemente le leggi divine...

IL DOTTORE

Non  per legge divina che questa sciagurata si trova oggi in queste condizioni. Ogni legge divina ed umana  stata infranta dagli immondi bruti che la guerra ha scatenato. La legge divina d alla donna il diritto di selezione. Essa ha il diritto di scegliere chi sar il padre delle sue creature. E questo sacrosanto diritto  stato violato.

LUISA

Congiungendo le mani con un singhiozzo di gratitudine.
Ah, dottore, dottore!

IL DOTTORE

Con fermezza, volgendosi verso il Reverendo.
Prendo su di me qualsiasi responsabilit.

IL REVERENDO

Dottore; noi siamo dei vecchi amici. Con quanto affetto, con quanta autorit ho, vi prego - vi comando di desistere dal vostro proposito.

IL DOTTORE

Far ci che sento essere mio dovere.

IL REVERENDO

con dolore, ma risoluto.
Ed io far il mio.

LA SIGNORA FRANK

Commossa, prendendo dolcemente il braccio di suo marito.
Che sar - di pregare per loro!

LUISA

Baciandole con fervore la mano.
Oh, Signora!
MARY e ANNA entrano correndo.

MARY

Guardate!... Guardate Chrie e Mirella!
Queste entrano timidamente, vestite d'abiti chiari e diafani.
MIRELLA cammina come in sogno. CHRIE sorride, trasfigurata e gaia.

MARY

Indicando MIRELLA.
Vedete Cenerentolina trasformata? Aspetta,  Mirella! anche per te ci vogliono le scarpette incantate, come nella leggenda.
Rientra in casa correndo.

CHRIE

a LUISA.
Mi pare... non so... questa veste... questa gente cos buona... Mi pare di svegliarmi da un sogno spaventoso. Dimmi, Luisa, tutto ci che  accaduto a casa nostra, l'abbiamo sognato... l'abbiamo sognato - non  vero?

LUISA

agitata e febbrile.
S, s, abbiamo sognato. Tra poco non rester pi nulla, pi nulla di quel sogno spaventoso.

CHRIE

Io sovente penso cos. Penso... che non  stato vero!

LUISA

appassionata.
Chrie! Non  stato vero! Nulla rimarr, nulla! Saremo quelle di prima...

CHRIE

Ah! se anche la piccola Mirella tornasse quella di prima!

LUISA

soffocata.
Guardala!
CHRIE si volge e guarda MIRELLA che MARY ha sollevata e messa a sedere in alto sopra il muricciuolo in mezzo ai fiori. Ora MARY, china davanti a lei, la calza di scarpette bianche. ANNA  corsa in casa, ed ora ritorna recando uno specchietto in mano.

ANNA

Guardati, Mirella!
MIRELLA nella sua veste bianca, circondata di fiori, si guarda nello specchio e - lentamente, meravigliosamente - schiude le labbra al sorriso.

CHRIE

Con un grido di letizia.
Ah Luisa, guarda! Mirella sorride!
Corre a MIRELLA e la prende tra le braccia.

ANNA

Alla Signora FRANK e agli altri.
Ha sorriso! Mirella ha sorriso... Avete visto?

LUISA

Alla Signora FRANK.
Ah! che giornata meravigliosa  questa, che ha reso il sorriso alla mia bambina e la speranza a me. Non la scorder mai questa giornata mille volte benedetta!
Si rivolge timida nella sua gioia anche verso il Reverendo FRANK, ma questi gravemente si scosta da lei e con viso severo e addolorato entra in casa.

LUISA

Alla Signora FRANK seguendo collo sguardo il Reverendo.
Una sola cosa mi affanna. Se... egli non perdonasse!

LA SIGNORA FRANK

Baciando in fronte LUISA.
Ha gi perdonato. -  un'anima angelica.
Entra in casa.
Il DOTTORE e LUISA la seguono.
Le quattro fanciulle restano sole.
S'ode di fuori, ancora lontano, il canto dei soldati inglesi.
"It's a long long way to Tipperary,
"It's a long way to go..."
Il canto continua.

CHRIE

a MARY.
Che cosa sono quei canti?


MARY

Ah eccoli! sono gli Highlanders Scozzesi!  il reggimento di Delio! Una parte va gi oggi a Southampton ad imbarcarsi. Andiamo, andiamo in fondo al terrazzo - abbiamo gi l le ceste di sigarette, arance e doni...

CHRIE

Vanno in Francia?

MARY

abbracciandola.
E nel Belgio!
MARY e CHRIE corrono in fondo al terrazzo e sventolano i fazzoletti.

ANNA

a MIRELLA.
Vieni Mirella! Vieni anche tu.
MIRELLA si lascia condurre in fondo al terrazzo - indi sta immobile come una statuetta guardando gi.
MARY, ANNA e CHRIE lanciano fiori, pacchi di sigarette, cioccolatte e arance ai soldati che passano sotto al terrazzo, invisibili, ma dei quali s'ode il passo e il canto.

VOCI DI SOLDATI

"Good bye, Piccadilly,
"Farewell, Leicester Square!

"It's a long long way to Tipperary,
"But my heart's right there."

ANNA

ridendo.
Guarda quel biondino!...
Lancia gi una scatola di sigarette.

MARY

gettando arance.
Addio! addio! felice ritorno!...

CHRIE

sventolando il fazzoletto.
Buona fortuna!...
Si ode il "Piffero" trionfale degli Highlanders Scozzesi.

CHRIE

Ah! quando si udr quel suono nel Belgio? Nel mio villaggio?... Sar la vittoria - la vittoria e la pace!

ANNA

Arrivederci, Tommy!

MARY

col noto grido dei soldati inglesi.
"Siamo forse scoraggiati?"
VOCI DI SOLDATI
in coro tuonante.
"No!"


MARY

"Siamo forse tristi?"
Le Voci
"No!"

ANNA

"Temiamo la morte?"
LE VOCI
"No!..." Urr!

CHRIE

Se andate nel Belgio salutatemi Givray...
LE VOCI
Urr!
Il canto riprende e s'allontana.

LUISA

con un mantello e un velo esce vacillante dalla casa.

LUISA

Chrie!... Mirella!

CHRIE

correndo a lei.
M'hai chiamato?

LUISA

Conduci qui Mirella.
CHRIE va a prendere la fanciulla e la conduce da LUISA.


CHRIE

a LUISA.
Esci? Dove vai?

LUISA

Te lo dir.
Inginocchiata davanti a MIRELLA.
Oh Mirella, Mirella! Vado via. D: "addio, mamma!" D: "addio, mamma!"
Piange nascondendo il viso nella veste della fanciulla. MIRELLA immobile la guarda senza espressione.

CHRIE

Luisa, cara! Che cos'hai?

LUISA

a MIRELLA, singhiozzando.
Quale miracolo ci vuole per richiamare la tua piccola anima quaggi?  volata via - d?  volata via - come una rondinella, spaventata dalle infamie degli uomini? Non torner pi?... non torner pi?
La bacia appassionatamente con tristezza.
A CHRIE.
Riconducila via! E poi - torna!
CHRIE obbedisce. Indi ritorna subito a LUISA. MARY, ANNA e la figuretta immobile di MIRELLA rimangono per alcuni istanti in fondo al terrazzo, poi escono andando nel giardino.

CHRIE

a LUISA.
Luisa! Parlami.

LUISA

S; devo parlarti. Finora non ho mai osato. Ma ora... ora bisogna ch'io ti parli.

CHRIE

tremante.
Di che cosa?

LUISA

quasi senza voce.
Di... quella sera...

CHRIE

Ah no! non parlarne! Hai detto che era un sogno!... Hai detto che era un sogno!...

LUISA

Chrie, sorellina mia! Per te, forse, per te! Non ho mai osato chiederti nulla. Ti ho visto un tale terrore negli occhi... E poi sempre lo sguardo allucinato di Mirella era su noi. Dimmi - per te, forse, non fu che un sogno?

CHRIE

Non so... non so! Che cosa  accaduto? Cosa  stato vero di ci che - ripensandoci - mi agghiaccia il cuore? Certo deliravo!... Hanno preso Mirella - l'hanno legata alla ringhiera... col piccolo viso folle rivolto alla porta di camera mia... quella porta drappeggiata di rosso....
Come forsennata, rivivendo la terribile ora.
Poi... poi hanno legato anche me!
piangendo.
Oh Dio, Dio, Dio!... e c'era Fritz! Fritz - che rideva!... O me lo sono sognato? Vedi...
.. io non riesco... non riesco... a dividere il sogno dalla realt. Ho come un velo qui...
con gesto agitato e ripetuto come per togliersi qualche cosa dalla fronte.
una specie di ragnatela... che non posso strappare.

LUISA

Mia povera Chrie!

CHRIE

cercando di ricordarsi.
Mi pare allora d'essere passata di deliquio in deliquio... e c'era chi strillava... strillava... Ero io?
Aggrappandosi a LUISA.
Credi che ero io?


LUISA

rabbrividendo.
Ah!

CHRIE

Non so perch strillavo! Non avevo paura di morire... Mi pare, oh Dio!... mi pare anzi che volevo morire! Volevo morire. E non mi uccidevano. Mi stritolavano... mi dilaniavano... e Fritz, il terribile Fritz - rideva!...
E poi, pi niente!
Un silenzio.
Non mi ricordo pi niente. Mi sono svegliata su quel battello, in alto mare, fra tanta gente... E tu, e Mirella mi stavate accanto e mi guardavate con occhi di desolazione.

LUISA

Povera, povera creatura!

CHRIE

Ma ormai tutto  passato. Perch ne riparli? Perch? Hai detto che eravamo come prima -

LUISA

prendendole la mano e parlandole da vicino.
Sei certa d'essere come prima?
CHRIE la guarda sbigottita senza comprendere.
Sei certa?
Un silenzio.

Ti senti - come prima?

CHRIE

paurosa.
S... credo. Non so... Il dottore mi dice... che sono anemica - che sono scossa... ma che presto torner sana e allegra. Dice che scorder tutto...

LUISA

esitante, turbata da ci che deve dire.
Io... io - non sono come prima.

CHRIE

agitata.
Perch? Come? Cos'hai?

LUISA

Io devo partire. Vado questa sera stessa col dottore. Egli mi curer. Egli mi guarir.

CHRIE

Ma perch? Che male hai? Mi fai paura...

LUISA

Povera Chrie innocente! Come dirti... come dirti?... Ah, con quale brutalit devo aprire i tuoi occhi alla vita!
Mentre essa parla CHRIE  stata presa da un tremito convulso. Ora con un grido balza in piedi e si pone una mano sul fianco.

Ah! ancora! ancora!...
Cogli occhi allucinati, estatici, guarda in faccia a LUISA.
Che cos'ho?...
In un susurro.
Che cos'ho?!...

LUISA

Chrie!

CHRIE

come rapita in un'esaltazione immensa.
Che cosa sento?... Luisa!... Luisa!... Che cosa - vive - in me?!
Un lungo silenzio.

LUISA

piangendo.
Ah! anche su te, anche su te  caduta la mala sorte.

CHRIE

Che cos'? Che cos'?

LUISA

 la cosa terribile, Chrie!
Stringendola tra le braccia.
Chrie - tu sarai madre!

CHRIE

quasi senza voce.

Madre!... Io!...
Rimane immobile, estatica, come davanti ad una visione che l'abbaglia.

LUISA

Senti, Chrie, senti! Non disperarti. Il dottore salver anche te.
Abbassando la voce.
Il figlio della tua vergogna non vedr mai la luce.

CHRIE

sbigottita.
Non vedr mai... la luce...

LUISA

No - no! Questa sciagura non ti colpir. Questo tuo bambino -

CHRIE

afferrandole il braccio.
Questo... mio... bambino! Questo mio bambino... Luisa! Ci che ho sentito fremere... in me...  - il mio bambino?
Pronuncia queste tre parole con una soavit indescrivibile, lo sguardo estatico, le mani incrociate sul petto.

LUISA

Calmati, Chrie, angelo innocente! Anche tu sarai salvata da quest'onta. Il dottore prender su di s questa duplice responsabilit. Il delitto di cui sei stata vittima non avr conseguenze.

CHRIE

Quale delitto?... Io non comprendo.

LUISA

inorridita.
Ma non ricordi - non ricordi ci che  accaduto in quella notte della tua festa....

CHRIE

vagamente colla mano sulla fronte.
Non ricordo... Sono svenuta... non ricordo pi.

LUISA

Ma comprendi - comprendi -
additando il DOTTORE che esce dalla casa seguito dal Reverendo FRANK.
che - egli ti aiuter. Egli ti salver da quest'onta. Tu non sarai la tragica madre di una creatura ancor pi tragica. Questa malefica fiammella di vita - egli la spegner.

CHRIE

con un grido selvaggio.
No!
Un grande silenzio.


LUISA

quasi senza voce.
No?! Che cosa dici?

CHRIE

No! Non voglio.
Il Reverendo muove verso di lei, grave e solenne, e le si ferma al fianco.

LUISA

Tu vuoi essere madre senza essere sposa!... Vuoi dare la vita a un essere malefico concepito nella lussuria, nel sacrilegio, nell'ubbriachezza?

CHRIE

Non so... non so! Non capisco ci che dici... Non capisco ci che sento....
Indietreggiando, grandiosa.
Ma so che qualche cosa di sacro  in me!

LUISA

Qualche cosa di sacro? Ma che cosa dici - che cosa dici!  una cosa mostruosa ci che tu porti in seno.

CHRIE

stupita.
Ma non  mio figlio? Non hai detto ch'era mio figlio?
Guardando da LUISA al DOTTORE con occhi paurosi.
Cosa volete fare? Volete portarmelo via? Non voglio - non voglio.

IL REVERENDO

posandole una mano sulla spalla.
Ah, veramente  sacro ci che s' svegliato in quest'anima - il sacrosanto istinto della maternit!
Al DOTTORE.
I vili le hanno violato il corpo. E voi, volete dunque violarle l'anima?
Un istante di silenzio.

IL DOTTORE

 arbitra lei dei suoi destini.

LUISA

Ma pensa - pensa all'avvenire. Pensa - a Florian. A Florian che ti vuole sua sposa...

CHRIE

come in sogno.
Non lo ricordo.

LUISA

Ma pensa, pensa che il padre di questa creatura  l'abbietto soldato ubbriaco che ti prese e ti leg...


CHRIE

Non ricordo.
Cogli occhi chiusi.
Non ricordo... non ricordo.

LUISA

Non senti vergogna? Dolore? Rimorso?

CHRIE

Immobile, con voce dolcissima, rapita da un'estasi quasi ultra-terrena.
Non sento n vergogna, n dolore, n rimorso. Non sento pi niente, non ricordo pi niente... Non esiste che questo brivido nuovo, questo palpito di vita - questa cosa divina che s'agita in me!
Con un fremito immenso.
Ah! la mia creatura!... vive, vive! - Colle sue piccole mani mi ha afferrato il cuore!
Vacilla. Il Reverendo la sorregge tra le sue braccia.

CALA IL SIPARIO.

 ATTO TERZO.

La sala d'entrata nella casa del Dottor BRANDES, come al I Atto.
 sera.
LUISA, accanto al fuoco, legge una lettera. Con impeto di gioia se la reca alle labbra.
Si ode bussare alla porta d'entrata.

ATTO III.

LUISA

Chi ?
Una voce di donna risponde. LUISA apre la porta.
Entra JANE, infermiera della Croce Rossa americana. Veste l'uniforme grigia e rossa, colla croce rossa sul braccio.
Porta in mano una scodellina di latte e un piccolo pacco.

JANE

Eccomi.

LUISA

con un dito sul labbro per imporle silenzio.
Un momento, cara Jane.
Va in punta de' piedi a chiudere la porta drappeggiata della camera a destra.

JANE

Dorme?
Si toglie il lungo mantello.


LUISA

S. Dormono tutt'e due. Da mezz'ora non s' sentito un respiro.

JANE

Bene. Ecco il latte...
Depone la scodella.
... e guardate cos'ho qui!

LUISA

Un panino! Un panino bianco! Ma come avete fatto?

JANE

ridendo.
Altissime influenze... corruzioni negli alti circoli governativi...

LUISA

Ah, si vede che siete americana! Tutto vi riesce. Ottenete ci che volete.

JANE

 vero che ci fanno un po' la corte. Anche verso di me - la pi umile rappresentante degli Stati Uniti - si dimostra una benevolenza inverosimile. Ma vedo che avete una lettera!

LUISA

Pensate, pensate! Da mio marito...
Bacia appassionatamente il foglio.


JANE

Ma come avete fatto a riceverla?

LUISA

a bassa voce.
Figuratevi che me l'ha portata un uomo - un uomo che pareva un contadino - sudicio, zoppo, d'aspetto truce. Ha battuto alla porta - e appena l'ho socchiusa m'ha gettato sulla faccia il foglio - cos - ed  fuggito.

JANE

 strano. - Sulla busta non c' niente?

LUISA

Ma non c'era busta! E sul foglio non vi sono che poche parole: "Sto bene. Vi rivedr. Vi abbraccio."

JANE

Ma come vi spiegate -

LUISA

Non so! Non capisco.

JANE

Non importa capire. Aspettate e confidate.
Versa il latte in una casseruoletta e s'avvicina al fuoco.


LUISA

S - aspetto e confido.
Piega il foglio e se lo cela in petto.

JANE

accennando alla porta drappeggiata.
E Chrie? Si  alzata oggi?

LUISA

S.

JANE

 uscita!

LUISA

chinando il capo.
S.

JANE

impetuosa.
Ah - s' dunque decisa? Ha trovato finalmente il coraggio...

LUISA

amaramente.
Era meglio se non l'avesse trovato. Jane! Jane! Quella passeggiata!... quella breve terribile passeggiata attraverso questo paesello che ci ha viste nascere - ah! che Via Crucis  stata per noi!

JANE

Vi hanno detto qualche cosa?


LUISA

Niente - niente! Nessuno ci ha detto niente.
Si copre il viso colle mani.
Non fatemelo ricordare - non fatemelo ricordare!

JANE

dopo un breve silenzio.
Ma nessuno vi ha salutato?

LUISA

Nessuno.

JANE

Povera Chrie...
Sospira.
Devo far bollire questo latte perch trovi pronta la cena quando si sveglia.
China sul fuoco vi mette a scaldare il latte.
Coraggio! Presto avremo delle grandi notizie...

LUISA

Che notizie?

JANE

misteriosa.
Mah! Non so - c' in aria qualche cosa.

LUISA

balzando in piedi.
Che cosa?!


JANE

Nulla di definito, di sicuro... ma lo vedete anche voi... l'arrivo di quel biglietto... Non so - non so. Sento che grandi eventi si preparano.

LUISA

Ah! tutto, tutto mi fa paura.

JANE

Paura?

LUISA

S. Ho i nervi malati dacch sono tornata qui. Questo paese, che da bambina amavo tanto, oggi mi fa orrore. Ah, Jane! era meglio se avessimo lasciato confiscare questa nostra povera casa, piuttosto che obbedire all'ordine dei nostri padroni e conquistatori! Era meglio rimanere nel nostro esilio in Inghilterra, che non tornar qui ad essere scherno e dileggio di quanti ci conobbero - e per di pi, sentirsi alla merc delle belve che ci hanno conquistato.

JANE

Avete fatto il vostro dovere tornando qui. Non ve ne rammaricate. Quando vostro marito torner...

LUISA

scoraggiata.
Ma come volete che torni? Come volete che torni? Questo biglietto pu averlo scritto dei mesi fa. Forse  ferito. Forse  prigioniero.


JANE

Le ferite guariscono. I prigionieri si liberano. Torner. E trover sua moglie che l'aspetta, e la sua casa in ordine, e il suo paese -
abbassa la voce.
- spazzato dal vile nemico e riconquistato alla libert!

LUISA

agitata.
Jane, che cosa vi fa dir questo?

JANE

col dito sulle labbra.
Zitta!
Guardandosi attorno.
So quel che so - ma non posso parlare. So che la salvezza  alle porte.

LUISA

Che cosa dite!

JANE

sottovoce.
Da un'ora all'altra - da un'ora all'altra!

LUISA

con angoscia.
Ah!... E quando Giorgio torner, trover Mirella, la sua bambina - muta! inconscia! Vagante nell'ombra della vita come un piccolo spettro. Ah povero Giorgio! Forse sarebbe meglio che non tornasse.


JANE

Ma Mirella guarir.

LUISA

incredula e mesta.
Ah! Ci vorrebbe un miracolo. Sono tanti mesi ormai...

JANE

Perch la lasciate ancora da madame Dor? Ora potrebbe venir qui. Capisco che un mese fa, al vostro arrivo, l'abbiate condotta subito dalla vostra vecchia amica. Ma ora che Chrie  guarita...
pausa.
... ora che... l'evento  compiuto -

LUISA

Jane - io tremo - io tremo di lasciarla entrare in questa casa.

JANE

sorpresa.
Perch? Perch vedr il bambino di Chrie?

LUISA

Agitata.
Non  questo.
Ma perch  qui - qui - dove noi siamo, in questa stanza stessa - che il terrore le ha sconvolto la mente. Qui, qui che l'orrore l'ha ammutolita. Non so - non so che cosa accadr quando per la prima volta essa entrer qui - quando rivedr quella ringhiera a cui quei mostri l'hanno legata!... quando rivedr - quella porta! Ah! quella porta!...
Addita la porta drappeggiata della camera di CHRIE.
Quella stanza dove gli orrori si sono compiuti che le hanno agghiacciata l'anima, che me l'hanno mutata in una piccola statua di terrore!
Un silenzio.

JANE

Ma dovrete pur decidervi. Non potete lasciarla per sempre in casa d'estranei.
Una pausa.
E se...
Le afferra la mano.
... e se...

LUISA

Se cosa?

JANE

Se questa emozione - Luisa! non so - quasi non oso dirlo...

LUISA

Parlate!

JANE

Non potrebbe darsi che - come il trauma psichico le ha tolto la favella - il rinnovarsi della scossa morale...

LUISA

colpita.
Ah, cosa dite! cosa dite!
Si guardano a lungo.


LA VOCE DI CHRIE

nella stanza vicina.
Luisa!

LUISA

Vengo, cara! vengo!
Va alla porta a destra e l'apre.
 qui la cara Jane...
Torna indietro, guarda JANE un istante con occhio trasognato, indi esce rapidamente dal fondo.

JANE

parlando a CHRIE che ancora non  apparsa.
Ecco pronta la cena per la paziente!... una cena da principessa di leggenda.
Versa il latte caldo nella tazza e mette il panino su un piatto.

LUISA

che  andata a prendere un mantello ed ora l'indossa rapidamente.
State qui, Jane. Avrete cura di loro. Io torno subito.


JANE

E dove andate a quest'ora?

LUISA

soffocata dall'ansia e insieme dalla speranza.
Vado - a prendere Mirella!
Le due donne si guardano per un istante con intensa commozione - poi LUISA esce rapidamente.
CHRIE pallidissima appare nel vano della porta. Indossa una vestaglia bianca ma si ravvolge tutta, freddolosamente, in uno scialle scuro.

CHRIE

parlando con voce debole e spenta.
Buona Jane!

JANE

Vieni, vieni vicino al fuoco.

CHRIE

venendo avanti lenta, e lasciandosi cadere nella poltrona che JANE le ha spinto accanto al fuoco.
Dov' Luisa?


JANE

portandole il latte.
Torna subito. Adesso bevi - e mangia. Guarda cos'hai qui!

CHRIE

Oh!... un panino bianco!... Che meraviglia! Ma Luisa dov' andata?

JANE

inginocchiata presso a lei regge la tazza di latte e le d da mangiare come a un bambino.
 andata - a prendere Mirella!

CHRIE

Oh Dio! A prendere Mirella! Mirella verr qui!

JANE

Ma s. Non vuoi mica che stia eternamente lontana quella povera creatura.

CHRIE

Ma allora...

JANE

Allora? Allora Mirella star qui, ecco tutto.
Le mette il cucchiaio alla bocca.
Mangia.


CHRIE

Ma io dove mi nascondo?

JANE

Che idea! Perch vuoi nasconderti?

CHRIE

Ma - il bambino!... Cosa dir Mirella?

JANE

Ah...
Con enfasi malinconica.
... non dir nulla, povera Mirella!
CHRIE china il capo e si copre gli occhi colla mano.

JANE

Mangia.

CHRIE

Ho finito. Aspetta!
S'alza, va alla porta drappeggiata e sta un istante in ascolto.

JANE

Cosa c'?

CHRIE

volgendosi col viso illuminato da un sorriso raggiante.

Dorme!... Che gioia!... Adesso per un'ora o due sar savio come un cherubino!
Ride.
JANE non risponde.
Un silenzio.

CHRIE

mettendo una mano sulla mano di JANE.
Jane! Come  triste e terribile.

JANE

Che cosa?

CHRIE

Tutto. Ma pi di tutto...

JANE

Pi di tutto?

CHRIE

Il silenzio. Il silenzio che c' intorno... a quella povera culla.
JANE non risponde.
Altre mamme parlano tutto il giorno dei loro bambini. Anch'io potrei parlarne - ma quando ne parlo... nessuno risponde.
Un silenzio.
Neppure tu.

JANE

Ma s... rispondo...

CHRIE

Con altre mamme si fanno tanti discorsi...si vuol sapere il bambino come sta... come dorme, come cresce... Poi lo si guarda,
con un singhiozzo.
... e si ride! Si ride delle smorfiette che fa, della cuffietta che gli va a sghembo, delle fossette che ha nei gomiti... si ride!...
Un silenzio.
Del mio nessuno ride.

JANE

fredda.
Ma s. Perch dici questo?

CHRIE

amaramente.
 vero. Si ride! Oggi nella strada ho visto che si ride. Oh Dio!
Si copre il viso.
Con disprezzo, con ischerno si ride - di lui e di me! Ah, Jane, perch non mi hai lasciata morire? Perch non ci hai lasciati morire tutt'e due, quando io ero cos vicina alla morte e lui - lui - non era ancora entrato nella vita?

JANE

Chrie! Non piangere cos.

CHRIE

Sono uscita oggi portandolo in braccio. Mi sono detta che bisognava pure un giorno o l'altro... Ah, come mi hanno guardata! Con quale odio, con quale disprezzo! Gli uni ridevano, ridevano!... Gli altri distoglievano lo sguardo come se passasse una cosa orribile, che a guardarla portasse sventura.
Scoppiando in pianto.
Oh, Jane, Jane! non  tanto per me che mi dispero, come per lui, per questo povero essere che entra nella vita credendo di essere come gli altri bambini! credendo che tutti lo ameranno... Non sa lui, non sa che  odiato, disprezzato, maledetto! Non sa lui di essere uno sventurato che porta sventura.

JANE

Non dir questo.

CHRIE

A lui nessuno, nessuno rivolge un sorriso, un augurio, una benedizione. Neppure tu che sei tanto buona! neppure Luisa!... No! no!...  il mostro lui!  l'essere abbominato, detestato, di cui ci si vergogna come di una piaga, come di una deformit.
Si accascia singhiozzando.

JANE

Non pensare a tristezze.

CHRIE

Ah! come passeremo nella vita lui ed io - tra le beffe, il dileggio, il disprezzo di tutti! Pensa, pensa! Doversi sempre nascondere, doversi sempre vergognare - sempre cercare di farsi scusare, lui ed io! Io che non volevo far nulla di male! Lui - lui che non sa di aver commesso - nascendo - un imperdonabile delitto!

JANE

Se piangi cos farai male a te e a lui.

CHRIE

Far male - a lui? Non pianger - non pianger!
Si asciuga gli occhi.
D'improvviso sorge in ascolto.
Chi ? Vien su qualcuno! Chi sar! chi sar!
Spaventata.
Sar Mirella che arriva?

JANE

Vado a guardare.
CHRIE si appiatta contro la parete chiudendosi nello scialle come per rimpicciolirsi e sparire.

JANE

Apre l'uscio d'entrata esce sul pianerottolo e guarda gi. Volgendosi a CHRIE.
 un uomo... un contadino.
Parlando a qualcuno di fuori.

Oh! Chi cercate?
Non si ode la risposta.
Avete sbagliato porta? Allora state pi attento un'altra volta. - Come dite? Dei feriti? No, no. Non ci sono feriti qui. - Dei malati?... S, malati s. - E che cosa vi riguarda chi  malato in questa casa? - Andate via subito o vi faccio arrestare.
Rientra e chiude la porta.
Che tipo! Una giubba di vecchio contadino... un cappellaccio... e, sotto, due occhi fiammeggianti e una faccia di... di...

CHRIE

Di che cosa?

JANE

come colpita da un'idea repentina.
Di soldato! Che fosse - che fosse uno dei vostri?!
Corre alla porta e la riapre.
 partito.
Resta un istante in ascolto poi si volge e dice rapidamente a CHRIE.
Chrie - tua cognata  qui. Viene su per le scale.

CHRIE

spaurita.
Con Mirella?

JANE

S.


CHRIE

Ah - non voglio - non voglio che mi veda!

JANE

 gi qui.
Per entrare nella camera a destra CHRIE dovrebbe passare davanti alla porta d'entrata. Dopo un istante d'incertezza ella fugge via a sinistra.
Una pausa.
JANE tiene fissi gli occhi sulla porta dalla quale deve entrare LUISA.
LUISA appare sulla soglia - indi lentamente entra MIRELLA.
Le due donne tengono gli occhi fissi sul volto della fanciulla con disperata angoscia d'attesa.
MIRELLA entra lentissimamente ad occhi bassi. Sul limitare si ferma e gira intorno gli occhi trasognati che sembrano non veder nulla, non riconoscere nulla. Indi s'avanza rigida come un automa nella stanza.

LUISA

che ha seguito tremando ogni mossa di sua figlia.
Mirella!
Con un singhiozzo disperato.

Mirella!
MIRELLA volge gli occhi alla madre che si trova ritta sullo sfondo della porta drappeggiata e chiusa. MIRELLA fissa lo sguardo sul volto materno - poi, poco a poco i suoi occhi si dilatano; essa vede - dietro alla siloetta di LUISA - la porta fatale.
Senza volgere il capo MIRELLA gira intorno lo sguardo pauroso che sempre  ripreso e fermato dalla terribile porta.
Lentamente, cogli occhi sempre pi terrorizzati essa indietreggia come per sfuggire ad un orrore che la minaccia.
LUISA e JANE la guardano tremanti - e la vedono finalmente volgere il capo e guardarsi intorno per tutta la stanza.

JANE

trattenendo ancora LUISA che sta per lanciarsi verso MIRELLA.
Aspettate!... Forse penetra il ricordo in lei!...
Ma dopo un istante, cogli occhi ripresi dalla porta drappeggiata, MIRELLA lascia lentamente ricadere le braccia e rimane immobile nella posa  d'annichilimento che le  abituale.

LUISA

con un singhiozzo, a JANE.
Nulla!... nulla!...

JANE

confortandola.
 tardi. Sar stanca. Chiss... forse domani...

LUISA

Ah!
LUISA scuote tristemente il capo.

JANE

Dove la mettete a dormire? Ci avete pensato?

LUISA

S, disopra, nella mia camera.

JANE

Ah - bene! E riposerete finalmente anche voi, dopo tante notti che non dormite. Ormai non avete pi bisogno di vegliare Chrie.

LUISA

Povera Chrie.
guardando MIRELLA.
La mia grande sventura me l'ha fatta per un istante scordare.


JANE

Ah! Invero povera Chrie! Che rovina la sua vita! Che tragico problema che non ha scioglimento.

LUISA

cupa.
Fuorch nella morte.

JANE

Che cosa vuol dire?

LUISA

appassionata.
Ah, non lo so! non lo so! Ma quando sono uscita oggi con lei - quando ho visto la gente che la guardava - lei e quella sua creatura di maleficio - ah!
rabbrividisce.
... io mi sono detta che al posto suo...
CHRIE appare in fondo alla scena, e ascolta addossata al muro, ancora ravvolta nel suo scialle.

JANE

Che cosa?

LUISA

Al posto suo io mi ricorderei...
scandendo le parole.
... che a quattro passi c' il fiume.


JANE

Cosa dite?

LUISA

C' il fiume - per lei - e per lui!
Prende per mano MIRELLA e sale lentamente le scale.

JANE

rimane un istante immobile, colpita dalle parole di LUISA.
Indi con un sospiro prende il suo mantello e lo indossa per partire.
Volgendosi vede CHRIE.
Chrie! Ascoltavi!

CHRIE

come in un sogno.
A quattro passi... c' il fiume...
pausa.
Come ha detto? A quattro passi c' il fiume...
lunga pausa.
... per lui... e per me...

JANE

sconvolta.
Che cosa dici - dimentica quelle parole.

CHRIE

lentamente con soavit.
No. Non le voglio dimenticare. Come mai non l'ho pensato anch'io?  un grande conforto!
ripete come in sogno.
A quattro passi... c' il fiume. Per lui - e per me.
Un silenzio.
La porta d'entrata, lasciata socchiusa, ora si spalanca violentemente. FLORIAN AUDET, vestito da contadino, entra impetuoso.

FLORIAN

scorgendo dapprima l'infermiera e volgendosi a lei con veemenza.
Signora, avete detto che in questa casa vi sono dei malati. Ditemi, devo saperlo - chi - chi  ammalato qui?

JANE

Con quale diritto -?

FLORIAN

Scorgendo CHRIE.
Chrie!

CHRIE

cogli occhi stralunati.
Florian!...

FLORIAN

S - s - Florian.
Getta gi il largo cappello, si toglie la giubba di contadino e appare  vestito in una lacera uniforme belga.
Sei tu, ammalata? Sei tu?

CHRIE

senza voce, indietreggiando da lui.
S.

FLORIAN

Che cos'hai?

JANE

a CHRIE.
Ha il diritto costui di interrogarti?

CHRIE

piano.
S.

JANE

 un amico?

CHRIE

S.

JANE

abbracciando CHRIE.
Senti, cara - io dovrei lasciarti e tornare all'ospedale.  gi tanto tardi. Posso lasciarti?

CHRIE

S. Puoi lasciarmi.
I suoi occhi esterrefatti sono fissi su FLORIAN.

FLORIAN

a JANE.
Ma se  ammalata non rimanete qui? Non la curate?
Volgendosi a CHRIE.
Chi sta con te?

CHRIE

senza voce.
Luisa.

FLORIAN

Ah, Luisa  qui! Sia lodato Iddio.

JANE

Buona notte Chrie!
sulla soglia, a FLORIAN.
Non l'agitate.  ancora tanto debole.
Esce.

FLORIAN

Chrie! Chrie!
Le prende ambo le mani.
Cos'hai avuto?
Essa non risponde.
Ma parla. Cos'hai? Cos'hai? mi fai spavento.

CHRIE

con un filo di voce.
Sono stata ammalata.

FLORIAN

Ma guarisci! - Guarirai?

CHRIE

cupa.
S! - S! Guarir.

FLORIAN

Chrie - mia piccola Chrie! Ti sei ricordata di me?

CHRIE

S.

FLORIAN

Sempre?

CHRIE

Sempre.

FLORIAN

Dimmi degli altri - Luisa? Mirella?

CHRIE

Sono entrambe qui.
Una pausa.
Mirella... non parla pi...

FLORIAN

stupito.
Non - parla pi?!

CHRIE

No.  muta.

FLORIAN

Oh! per Dio! - Ma cosa vuol dire?

CHRIE

sempre con un filo di voce debolissima.
S' spaventata... la sera... quella sera... della mia festa...


FLORIAN

Ma come? - In che modo?

CHRIE

Sono venuti qui... i nemici... Hanno ucciso qualche cosa in lei. La sua anima.... non c' pi.

FLORIAN

preso da un brivido presciente.
E - a te? - a te? cos'hanno fatto?

CHRIE

dopo un istante di silenzio.
Peggio - che a lei.

FLORIAN

fuori di s.
No! Chrie! Dimmi che non  vero. Mio Dio! Mio Dio!
Si accascia su una seggiola e nasconde il volto tra le mani.
Dopo un silenzio.
Ma parla, in nome del cielo, parla!

CHRIE

con infinita stanchezza.
T'ho detto.


FLORIAN

Tutto - dimmi tutto!
Feroce e forsennato.
M'hai detto tutto?

CHRIE

No.

FLORIAN

Parla - per Dio - parla!

CHRIE

Come dirlo. Come dirlo?...
Tendendo la mano verso la porta drappeggiata.
L dentro...
cade in ginocchio ai piedi di FLORIAN.
... c' una culla!
Scoppia in pianto.

FLORIAN

balzando in piedi.
Cosa?
Indietreggiando con orrore da lei.
Tu... oh! tu - hai un figlio...

CHRIE

disperata.
Abbi piet! - piet!...

FLORIAN

forsennato.
Un figlio - d'un nemico? Ah....

Alza il braccio con gesto d'anatema.

CHRIE

afferrandogli il braccio.
No! Non maledirlo - non maledirlo - anche tu! Quel bambino - che nessuno mai ha benedetto!
Un istante di silenzio.

FLORIAN

stupefatto e inorridito.
 questo - ci che tu mi dici? Questo - il tuo primo pensiero?... Una preghiera per lui! Una difesa di lui - dell'essere immondo a cui tu, tu disgraziata! hai dato la vita!
CHRIE piange disperatamente gettata in terra ai suoi piedi.

FLORIAN

Afferrandola per i polsi e forzandola a sollevarsi e a guardarlo in faccia. Con un ruggito.
Parla, parla ti dico!
Voglio sapere!... come - quando -!

CHRIE

Non ricordo - non so pi!

FLORIAN

Non ricordi? Menti - menti!


CHRIE

disperata.
No! non ricordo - non ricordo! So che deliravo... mi avevano ubbriacata...

FLORIAN

con orrore.
Ah!... Ti avevano ubbriacata. - Avanti. - Parla!

CHRIE

come ipnotizzata, ansante.
Erano qui... qui... in questa stanza... hanno preso Mirella - l'hanno legata - l - a quella ringhiera... e c'era uno che mi diceva... mi diceva...

FLORIAN

ruggendo.
Cosa - ti diceva?!

CHRIE

sempre come allucinata.
"Tanto andava lo stesso - a finire cos! Tanto andava lo stesso a finire cos!..."
Piange disperatamente in terra davanti a lui.

FLORIAN

E poi...

CHRIE

E poi... e poi...

Stralunata guardando la porta drappeggiata.
... aspetta - aspetta!
con un grido.
Mi ricordo! Oh Dio! Mi ricordo.

FLORIAN

coi denti stretti.
Disgraziata, parla!

CHRIE

con uno scoppio d'angoscia.
Forzata! legata! percossa!... Colla violenza, coi pugni nella gola, mentre invocavo la morte con urli e strilli... Stritolandomi, morsicandomi le carni, rantolandomi sulla faccia delle bestemmie... cos - cos, ho conosciuto l'amore! Cos - cos mi  stata data la maternit!
Cade prona col volto tra le mani.
Un lungo silenzio.

FLORIAN

chino su di lei, quasi afono.
Perch, perch hai messo al mondo questa creatura? Perch - non l'hai ucciso prima che nascesse?

CHRIE

Non lo so! Non lo so. Vi era qualche cosa in me che non lo poteva fare. Qualche cosa di pi forte della mia vergogna, di pi forte del mio dolore. Al disopra dell'odio, dell'onta, dell'orrore... vi era qualche cosa - di divino!

FLORIAN

sdegnato.
Cosa dici?

CHRIE

Ah, tu non lo capirai mai - tu sei un uomo! - Non lo puoi capire. Ma io - io ho sentito in me quel portento - il brivido di una vita creata da me! Ed era come se una voce - la voce stessa di Dio! - mi gridasse: "Tu non ucciderai!"
Un lungo silenzio.

FLORIAN

Chrie! Che rovina la nostra vita!... Che rovina.

CHRIE

Lo so.
Una pausa.

FLORIAN

Ascoltami, Chrie, ascoltami. Quello sciagurato essere  un predestinato al dolore e alla delinquenza -  vero?  vero?

CHRIE

con profonda amarezza.
S - s - sar vero. Tutti lo dicono! Tutti!


FLORIAN

E lo senti anche tu - lo senti.

CHRIE

S - s! Qualche volta, colla chiaroveggenza del delirio, io vedo l'avvenire quale sar per me e per lui... Sento che questa creatura mi schianter il cuore, mi strazier, mi dilanier come quella belva - suo padre! - che in quella notte mi ha cacciato i pugni nella gola... Qualche volta ho spavento di lui... ho spavento gi adesso... Quando lo nutro credo che mi morder... Quando grida odo gi nella sua voce la minaccia... Quando mi chino su di lui mi mette le piccole mani negli occhi come se cercasse di strapparmeli!... Allora mi sembra che sia un demente - e che io pure di tenermelo stretto al cuore - pazza - sono pazza, pazza di non averlo ucciso, pazza di amarlo come l'amo - pi della vita mia!
Piange.

FLORIAN

Chrie, Chrie! Tu devi allontanarlo da te - allontanarlo!... Hai capito?
Con uno sforzo.
Poi cercheremo di scordarlo, tu ed io - tu ed io, insieme - cercheremo - di scordarlo!

CHRIE

Dopo un istante di silenzio, calma e grave.

No.

FLORIAN

No? Perch no? Se ti dico che lo dimenticher - che cercher di dimenticarlo.

CHRIE

con fermezza.
Non io.

FLORIAN

Ma tu non vuoi, non puoi volere che questa creatura malefica ti separi per sempre dall'amore, dalla speranza, da altre maternit pure e gioconde...

CHRIE

Finch vivo, io non lo abbandoner.

FLORIAN

Ma folle, folle che sei - che cosa vuoi fare? Che cosa sar di te?

CHRIE

affranta.
Non lo so. So che dandogli la vita gli ho dato anche la vita mia.

FLORIAN

con subitanea decisione.
Ebbene sia - sia!
colla mano sulla fronte.
Non si ragiona contro questo primitivo,  portentoso istinto... Chrie - Chrie!... Io ti amo - ti amo come allora - come sempre...
Si odono dei lontani clamori. Indi lontanissimo uno squillo di tromba e la trionfale musica della Marseillaise.
Chrie! Senti!... senti! questa  la liberazione. Le nostre armate vittoriose si avanzano come un torrente di fuoco e di fiamma. Sono tutti intorno a noi. Siamo circondati dai nostri...
spalanca le finestre.
Chrie!...
in un delirio di gioia.
Chrie, scordiamo tutto - tutto - e siamo felici!

CHRIE

rapida.
Florian - non  possibile - non  possibile. Io non ti amo pi e tu non puoi pi amarmi. Anche se in quest'ora lo credi - tutto  mutato, e tu non puoi amarmi pi. Tu m'amavi perch ero pura, lieta, gioconda - non sono pi nulla di tutto ci. Non vi  pi nulla in me della Chrie che amavi. Tu devi dirmi addio e lasciarmi alla mia sorte.

FLORIAN

No! Tu sarai mia. E un giorno - tutto questo ci sembrer un sogno. Avrai altri figli,  figli che potrai amare, figli che ameremo entrambi senza rossore -

CHRIE

selvaggiamente.
E questo! questo sar il paria esecrato, sar lo spettro che s'aggirer vergognoso e umiliato tra quelli pi fortunati di lui!...
No mai! mai! - Sappi che questo essere abborrito e maledetto mi sta nelle viscere profondamente come prima di nascere... mi sta nel cuore, mi sta nell'anima, mi sta nel sangue - pi di te!

FLORIAN

Pi di me!

CHRIE

S, pi di te. Parti Florian, parti - godi della nostra vittoria. Va - e scordami!
La musica trionfante e i clamori di gioia s'avvicinano sempre pi.

FLORIAN

Chrie, Chrie - pensa a ci che fai.

CHRIE

Nulla, nulla di ci che puoi dirmi pu mutare la decisione che ho preso. La mia strada  chiara davanti a me.

FLORIAN

Chrie ti supplico, ti supplico!


CHRIE

Non straziarmi con preghiere vane. Dimmi addio e va.

FLORIAN

Ebbene - sia come tu vuoi. Se per te io non sono pi nulla - vi  ancora chi mi chiama ed ha bisogno di me.

CHRIE

Ah - lo so! lo so!
S'ode fuori l'Inno nazionale del Belgio.
Senti la Brabanonne! il grido del Belgio!.. La nostra patria ti chiama. Va, Florian, va. Da' la tua vita a lei.

FLORIAN

afferrandole le mani.
S! S! a lei! Hai ragione. Non  questa l'ora dei rimpianti - non  questa l'ora degli amori!  l'ora santa e terribile della rivendicazione. Ora di sangue e di gloria!... Addio Chrie! addio.

CHRIE

piangendo.
Addio.

FLORIAN

Penserai a me?

CHRIE

Sempre!


FLORIAN

Anch'io. Sempre. - Come finiva la tua canzone della principessa prigioniera?

CHRIE

con un singhiozzo.
"Io vi voglio adorar fino alla morte".

FLORIAN

"Io vi voglio adorar fino alla morte".
La bacia in fronte ed esce.
CHRIE resta immobile, impietrita.
Dopo un silenzio - lentamente come parlando in sogno.

CHRIE

A quattro passi c' il fiume...
Si avvia verso la porta drappeggiata.
... per lui - e per me.
Apre la porta. Un raggio lunare dalla finestra tonda la illumina tutta. Entra e chiude la porta dietro a s.
Passa qualche momento. La lampada sulla tavola ondeggia e quasi si spegne e la stanza  immersa nell'ombra.
In cima agli scalini appare la figuretta di MIRELLA. Come un'allucinata essa si guarda intorno e i ricordi terribili l'afferrano, agghiacciandola d'orrore. Lenta trasognata soffermando lo sguardo su ogni oggetto noto si avanza silenziosa. Nei suoi occhi tremola il ricordo delle subte atrocit.
Sempre come una sonnambula scende i tre gradini e giunta all'ultimo il suo occhio si fissa sulla porta drappeggiata in faccia a lei. Un'onda di orrore la invade; essa indietreggia; ed ora sta rigida colle spalle alla ringhiera nell'atteggiamento identico del suo passato martirio. - Colle braccia dietro a s, come legata alla ringhiera, fissa lo sguardo di demente sulla terribile porta.
E questa lentamente si muove - si apre. Il terrore di MIRELLA s'accresce fino al parossismo, mentre guarda lenta aprirsi quella porta fatale...
Ed ecco nel vano della porta, illuminata tutta dai raggi lunari che dalla finestra tonda le circondano il capo come di una perfetta aureola - appare CHRIE col bambino tra le braccia. Indossa ancora la sua bianca veste, ma un lungo velo azzurro le cinge la testa.
Vede MIRELLA e s'arresta - immobile come una visione.

MIRELLA

Vedendo l'apparizione, che le sembra divina, cade in ginocchio con un grido.
Ah!
Fa il segno della croce e congiungendo le mani pronuncia con voce estatica:
"Ti saluto, o Maria, piena di grazia..."

CHRIE

Scossa da un brivido immenso.
Mirella! - Sono io!
con un grido.
Luisa!... Luisa!...
A LUISA che appare sugli scalini.
Mirella - ha parlato!...

LUISA

precipitandosi.
Mirella! Mirella!
Singhiozzando bacia le vesti e le mani della sua bambina.

MIRELLA

Come svegliata da un sogno.
M'era parso...
Guarda con estatico sorriso CHRIE col bimbo tra le braccia.
... m'era parso...

LUISA

alzando il braccio con gesto solenne e grandioso verso CHRIE.
Ah! sii benedetta - tu! - E il tuo bambino!
...
CALA IL SIPARIO.
...
IL VALZER DI MIRELLA.
...
.
...
FINE.
...
.
...
NOTE.
...
(1) Nella rappresentazione, il primo atto per ordine della censura finiva con l'entrata in scena dei soldati nemici.
(2) Vedi in fondo al volume: Il Valzer di Mirella.
...
.
...
FINE.