Jos Saramago.
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Caino.
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Titolo originale: CAIM.
Traduzione di: RITA DESTI.
2010. Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano.
I Narratori
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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A vent'anni dal Vangelo secondo Ges Cristo, Jos Saramago torna a occuparsi esplicitamente di religione con una prova narrativa impeccabile per stile e ironia. Se in passato il premio Nobel portoghese ci aveva dato la sua versione del Nuovo Testamento, ora si cimenta con l'Antico. E per farlo, sceglie il personaggio pi negativo, la personificazione biblica del male, colui che uccide suo fratello: Caino. Capovolgendo la prospettiva tradizionale, Saramago ne fa un essere umano n migliore n peggiore degli altri. Al contrario, il dio che viene fuori dalla narrazione  un dio malvagio, ingiusto e invidioso, che non sa veramente quello che vuole e soprattutto non ama gli uomini.  un dio che rifiuta, apparentemente solo per capriccio e indifferenza, l'offerta di Caino, provocando cos l'assassinio di Abele. Cacciato e condannato a una vita errabonda, il destino di Caino  quello di un picaro che viaggia a cavallo di una mula attraverso lo spazio e il tempo, in una landa desolata agli albori dell'umanit. Ora da protagonista, ora da semplice spettatore, questo simpatico avventuriero un po' mascalzone attraversa tutti gli episodi pi significativi della narrazione biblica: la cacciata dall'Eden, le avventure con l'insaziabile Lilith, il sacrificio di Isacco, la costruzione della Torre di Babele, la distruzione di Sodoma, l'episodio del vitello d'oro, le prove inflitte al povero Giobbe, e infine la vicenda dell'arca di No (alla fine della quale, con un colpo da maestro, l'autore cambia radicalmente il corso della storia umana). Riscrittura ironica e personalissima della Bibbia, Caino  un'eccezionale invenzione letteraria e una potente allegoria che mette in scena l'assurdo di un dio che appare pi crudele del peggiore degli uomini. L'opera maggiore di uno scrittore nel pieno della sua maturit, forse mai cos libero, lucido e vivace.
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L'AUTORE.
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Jos Saramago, nato ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922,  narratore, poeta, drammaturgo e giornalista, premio Nobel per la letteratura nel 1998. Tra i pi grandi romanzieri contemporanei, ha pubblicato: Memoriale del convento (Feltrinelli 1984, UE 2010), L'anno della morte di Ricardo Reis (Feltrinelli 1985, UE 2010), Storia dell'assedio di Lisbona (Bompiani 1990, Einaudi 2000), Una terra chiamata Alentejo (Bompiani 1992, Feltrinelli UE 2010), Il vangelo secondo Ges Cristo (Bompiani 1993, Feltrinelli UE 2010), Cecit (Einaudi 1996, Feltrinelli UE 2010), Viaggio in Portogallo (Bompiani 1996), La caverna (Einaudi 2000), L'uomo duplicato (Einaudi 2003, Feltrinelli UE 2010), Saggio sulla lucidit (Einaudi 2004), Le intermittenze della morte (Einaudi 2005), Il viaggio dell'elefante (Einaudi 2009), Il quaderno (Bollati Boringhieri 2009).
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Per la fede, Abele offr a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino. A causa della sua fede, Dio lo consider suo amico e accett con soddisfazione le sue offerte. Ed  per la fede che Abele, anche se  morto, ancora parla.
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(Ebreo, 11,4)
Libro degli spropositi
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Quando il signore, noto anche come dio, si accorse che ad adamo ed Eva, perfetti in tutto ci che presentavano alla vista, non usciva di bocca una parola n emettevano un sia pur semplice suono primario, dovette prendersela con se stesso, dato che non c'era nessun altro nel giardino dell'eden cui poter dare la responsabilit di quella mancanza gravissima, quando gli altri animali, tutti quanti prodotti, proprio come i due esseri umani, del sia-fatto divino, chi con muggiti e ruggiti, chi con grugniti, cinguetti, fischi e schiamazzi, godevano gi di voce propria. In un accesso d'ira, sorprendente in chi avrebbe potuto risolvere tutto con un altro rapido fiat, corse dalla coppia e, uno dopo l'altro, senza riflessioni e senza mezze misure, gli cacci in gola la lingua. Dagli scritti a cui sono stati via via, nel corso dei tempi, consegnati un po' a caso gli avvenimenti di queste epoche remote, vuoi di possibile certificazione canonica futura o frutto d'immaginazioni apocrife e irrimediabilmente eretiche, non si chiarifica il dubbio su che lingua sar stata, se il muscolo flessibile e umido che si muove e rimuove nel cavo orale e a volte anche fuori, o la parola, detta anche idioma, di cui il signore si era deprecabilmente dimenticato e che ignoriamo quale fosse, dato che non ne  rimasta la minima traccia, neppure un semplice cuore inciso sulla corteccia di un albero con una legenda sentimentale, qualcosa sul tipo ti-amo, Eva. Siccome una cosa, teoricamente, non dovrebbe andare senza l'altra,  probabile che un secondo fine del violento spintone dato dal signore alle lingue mute dei suoi rampolli fosse di metterle in contatto con le interiorit pi profonde dell'essere corporale, le cosiddette parti scomode dell'essere, perch in avvenire, ormai con qualche cognizione di causa, potessero parlare della loro oscura e labirintica confusione alla cui finestra, la bocca, gi cominciavano a spuntare. Tutto pu essere. Chiaramente, per uno scrupolo da buon artefice che andava unicamente a suo favore, oltre che compensare con la dovuta umilt la precedente negligenza, il signore volle accertarsi che l'errore fosse stato corretto, e quindi domand ad adamo, Tu, come ti chiami, e l'uomo rispose, Sono adamo, tuo primogenito, signore. Il creatore, poi, si rivolse alla donna, E tu, come ti chiami tu, Sono Eva, signore, la prima dama, rispose lei superfluamente, dato che altre non ce n'erano. Il signore si ritenne soddisfatto, si conged con un paterno Arrivederci, e riprese la sua vita. Allora, per la prima volta, adamo disse a Eva, Andiamo a letto.
Set, il terzogenito della famiglia, verr al mondo solo centotrent'anni dopo, non perch la gravidanza materna richiedesse tanto tempo per ultimare la fabbricazione di un nuovo discendente, ma perch le gonadi del padre e della madre, i testicoli e l'utero rispettivamente, avevano tardato pi di un secolo a maturare e a sviluppare sufficiente potenza generativa. C' da dire ai precipitosi che il fiat ci fu una volta e mai pi, che un uomo e una donna non sono mica delle macchine automatiche, gli ormoni sono una cosa piuttosto complicata, non si producono cos da un giorno all'altro, non si trovano in farmacia n al supermercato, bisogna dare tempo al tempo. Prima di set erano venuti al mondo, a breve intervallo di tempo fra l'uno e l'altro, dapprima caino e poi abele.
Quello cui non si pu non fare immediatamente cenno  la profonda noia che erano stati tanti anni senza vicini, senza distrazioni, senza un bambino l a gattonare tra la cucina e il salotto, senz'altre visite al di fuori di quelle del signore, e anche queste rarissime e brevi, intervallate da lunghi periodi di assenza, dieci, quindici, venti, cinquant'anni, immaginiamo che poco ci sar mancato che i solitari occupanti del paradiso terrestre si vedessero come dei poveri orfanelli abbandonati nella foresta dell'universo, ancorch non sarebbero stati in grado di spiegare cosa fosse questa storia di orfani e abbandoni.
 pur vero che, un giorno s, un giorno no, e anche quel giorno no con altissima frequenza s, adamo diceva a Eva, Andiamo a letto, ma la routine coniugale, aggravata, nel loro caso, da nessuna variet nelle posizioni per mancanza di esperienza, gi allora si dimostr altrettanto distruttiva di un'invasione di tarli l a rodere le travature della casa. All'esterno, salvo un po' di polverina che fuoriesce qua e l da minuscoli orifizi, l'attentato si coglie a stento, ma all'interno la processione  ben altra, non ci vorr molto che venga gi tutto ci che era parso tanto solido. In situazioni del genere, c' chi sostiene che la nascita di un figlio pu avere effetti rivitalizzanti, se non della libido, che  opera di chimiche assai pi complesse che imparare a cambiare un pannolino, almeno dei sentimenti, il che, bisogna riconoscerlo, gi non  poco. Quanto al signore e alle sue visite sporadiche, la prima fu per vedere se adamo ed Eva avevano avuto problemi nell'installazione domestica, la seconda per sapere se avevano tratto qualche beneficio dall'esperienza della vita campestre e la terza per avvisare che tanto presto non si aspettava di tornare, giacch aveva da far la ronda negli altri paradisi esistenti nello spazio celeste. In effetti, sarebbe riapparso solo molto pi tardi, in una data di cui non  rimasta traccia, per scacciare la sventurata coppia dal giardino dell'eden per il nefando crimine di aver mangiato del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male. Questo episodio, che diede origine alla prima definizione di un peccato originale fino ad allora ignorato, non  mai stato ben spiegato. In primo luogo, persino l'intelligenza pi rudimentale non avrebbe alcuna difficolt a comprendere che essere informato sar sempre preferibile a ignorare, soprattutto in materie tanto delicate come lo sono queste del bene e del male, nelle quali chiunque si mette a rischio, senza saperlo, di una condanna eterna a un inferno che allora era ancora da inventare. In secondo luogo, grida vendetta l'imprevidenza del signore che, se realmente non voleva che mangiassero di quel suo frutto, avrebbe avuto un rimedio facile, sarebbe bastato non piantare l'albero, o andare a metterlo altrove, o circondarlo da un recinto di fildiferro spinato. E, in terzo luogo, non fu per aver disobbedito all'ordine di dio che adamo ed Eva scoprirono di essere nudi. Nudi e crudi, con tutto quanto all'aria, c'erano gi quando andavano a letto, e se il signore non aveva mai notato una mancanza di pudore cos evidente, la colpa era della sua cecit di progenitore, proprio quella che, a quanto pare inguaribile, ci impedisce di vedere che i nostri figli sono, in fin dei conti, tanto buoni o tanto cattivi quanto gli altri.
Mozione d'ordine. Prima di proseguire con questa istruttiva e categorica storia di caino cui, con arditezza mai vista prima, abbiamo messo mano,  forse consigliabile, perch il lettore non si ritrovi confuso per la seconda volta con pesi e misure anacronistici, introdurre qualche criterio nella cronologia degli avvenimenti. Cos faremo, dunque, iniziando col chiarire qualche malizioso dubbio sollevato se adamo sarebbe stato ancora idoneo a fare un figlio all'et di centotrent'anni.
A prima vista, no, se ci atteniamo unicamente agli indici di fertilit dei tempi moderni, ma quei centotrent'anni, in quell'infanzia del mondo, dovevano rappresentare forse poco pi che una semplice e vigorosa adolescenza che persino il pi precoce dei casanova auspicherebbe per se stesso. Inoltre, conviene ricordare che adamo visse fino a novecentotrent'anni, per poco, dunque, non andando a morire annegato nel diluvio universale, giacch trapass nei giorni della vita di lamec, il padre di no, futuro costruttore dell'arca. Quindi, ebbe tempo e occasione per fare i figli che fece e molti di pi se ne avesse avuto voglia. Come abbiamo gi detto, il secondo, quello che sarebbe arrivato dopo caino, fu abele, un giovane biondastro, di bell'aspetto, che, dopo essere stato oggetto delle migliori dimostrazioni di stima da parte del signore, fin nella peggior maniera. Il terzo, come pure si  detto, lo chiamarono set, ma questo non entrer nel racconto che stiamo componendo passo dopo passo con degli scrupoli da storico, ragion per cui lo lasciamo qui, soltanto un nome e nient'altro.
C' chi afferma che fu proprio nella sua testa che nacque l'idea di creare una religione, ma di questi argomenti delicati ci siamo gi occupati altrove nel passato, con una leggerezza recriminabile nell'opinione di alcuni esperti, e in termini che molto probabilmente verranno solo a pregiudicarci nelle argomentazioni del giudizio finale quando, vuoi per eccesso vuoi per difetto, tutte le anime saranno condannate. Ora ci interessa solo la famiglia di cui babbo adamo  la testa, e che brutta testa  stata, del resto non vediamo come definirla altrimenti, giacch bast che la donna gli avesse portato il frutto proibito della conoscenza del bene e del male perch lo sconsiderato primo dei patriarchi, dopo essersi fatto pregare, in verit pi per compiacere se stesso che per vera e propria convinzione, se lo fosse ingurgitato, lasciando noialtri, gli uomini, segnati per sempre da quell'irritante pezzo di mela che non va n su n gi. Come pure non manca chi dice che, se adamo non arriv a ingoiare del tutto il fatale frutto, fu perch il signore gli apparve all'improvviso volendo sapere cos'era successo. Sin d'ora, e prima che ci sfugga definitivamente o la prosecuzione del racconto finisca per rendere inadeguato, perch tardivo, il riferimento, riveleremo la visita confidenziale, semiclandestina, che il signore fece nel giardino dell'eden in una calda notte d'estate. Come al solito, adamo ed Eva dormivano nudi, uno accanto all'altra, senza sfiorarsi, immagine edificante ma ingannevole della pi perfetta delle innocenze. Loro non si svegliarono e il signore non li svegli. Quello che lo aveva portato l era il proposito di emendare un'imperfezione di fabbrica che, alla fine se n'era accorto, imbruttiva seriamente le sue creature e che era, s'immagini, la mancanza di un ombelico. La superficie biancastra della pelle dei suoi beb, che il soave sole del paradiso non era riuscito ad abbronzare, si mostrava troppo nuda, troppo esposta, in un certo qual modo oscena, ammesso che gi allora esistesse questa parola. Senza indugio, non sia mai che dovessero svegliarsi, dio tese il braccio e, lievemente, premette con la punta dell'indice il ventre di adamo, poi fece un rapido movimento di rotazione e l'ombelico apparve. La stessa operazione, praticata successivamente su Eva, diede risultati simili, ancorch con l'importante differenza che l'ombelico di lei sarebbe riuscito alquanto migliorato per disegno, contorni e delicatezza di pliche. Fu questa l'ultima volta che il signore guard un'opera sua e trov che andava bene.
Cinquant'anni e un giorno dopo questo felice intervento chirurgico con cui sarebbe iniziata un'era nuova nell'estetica del corpo umano sotto il lemma consensuale che tutto vi si pu migliorare, ci fu la catastrofe. Annunciato dal fragore di un tuono, il signore si fece presente. Era abbigliato in maniera diversa dalla solita, secondo quella che doveva essere, forse, la nuova moda imperiale del cielo, con una corona tripla sul capo e impugnando lo scettro come un manganello. Io sono il signore, grid, io sono colui che . Il giardino dell'eden cadde in un silenzio mortale, non si udiva n il ronzio di una vespa, n il latrato di un cane, n il pigolio di un volatile, n il bramito di un elefante. Solo un nugolo di storni che si era comodamente insediato in un frondoso ulivo che risaliva ai tempi della fondazione del giardino spicc il volo all'unisono, ed erano centinaia, per non dire migliaia, che quasi oscurarono il cielo. Chi ha disobbedito ai miei ordini, chi si  avvicinato al frutto del mio albero, domand dio, rivolgendo direttamente ad adamo uno sguardo corrusco, parola desueta ma espressiva come quant'altre mai. Disperato, il poveruomo tent, invano, di trangugiare il pezzo di mela che lo denunciava, ma la voce non gli usc, n dentro n fuori. Rispondi, incalz la voce collerica del signore, mentre brandiva minacciosamente lo scettro. Facendo i salti mortali, consapevole di quanto fosse brutto incolpare altri, adamo disse,  stata la donna che mi hai dato per conviverci a offrirmi il frutto di quell'albero e io l'ho mangiato. Il signore se la prese allora con la donna e le domand, Che hai fatto tu, disgraziata, e lei rispose, Il serpente mi ha ingannata e io l'ho mangiato, Falsa, bugiarda, nel paradiso non ci sono serpenti, Signore, io non ho detto che nel paradiso ci siano dei serpenti, dico piuttosto che ho fatto un sogno in cui mi  apparso un serpente, e mi ha detto Allora, come mai il signore vi ha proibito di mangiare il frutto di tutti gli alberi del giardino, e io ho risposto che non era vero, che l'unico che non potevamo mangiare era il frutto dell'albero che sta in mezzo al paradiso e che se lo avessimo toccato saremmo morti, I serpenti non parlano, al massimo sibilano, disse il signore, Quello del mio sogno parlava, E che altro ha detto, si pu sapere, domand il signore, sforzandosi di imprimere alle parole un tono di scherno nient'affatto in accordo con la dignit celestiale dell'abbigliamento, Il serpente ha detto che non saremmo morti, Ah, davvero, l'ironia del signore era sempre pi evidente, a quanto pare, questo serpente crede di saperne pi di me,  ci che ho sognato, signore, che non volevi che mangiassimo del frutto perch avremmo aperto gli occhi e saremmo venuti a conoscenza del male e del bene come li conosci tu, signore, E tu che hai fatto, donna perduta, donna leggera, quando ti sei svegliata da un sogno cos bello, Mi sono avvicinata all'albero, ho mangiato il frutto e l'ho portato ad adamo, che l'ha mangiato pure lui, Mi  rimasto qui, disse adamo, toccandosi la gola, Benissimo, disse il signore, cos l'avete voluto e cos l'avrete, d'ora in poi  finita per voi la bella vita, tu, Eva, non solo soffrirai tutti i malesseri della gravidanza, comprese le nausee, ma partorirai con dolore, e ciononostante sentirai attrazione per il tuo uomo, e lui comander su di te, Povera Eva, cominci male, triste destino sar il tuo, disse Eva, Avresti dovuto pensarci prima, e per quanto riguarda te, adamo, la terra ormai  maledetta a causa tua, e sar con grande sacrificio che riuscirai a trarne alimento per tutta la vita, essa produrr solo rovi e cardi, e tu dovrai cibarti dell'erba che cresce nei campi, solo a costo di molte gocce di sudore riuscirai a rimediare di che mangiare, finch un giorno tornerai a trasformarti in terra, giacch di terra fosti fatto, in verit, misero adamo, tu sei polvere e alla polvere un giorno ritornerai. Detto ci, il signore fece apparire un bel po' di pelli di animale per coprire le nudit di adamo ed Eva, che si strizzarono l'occhio in segno di complicit, ch loro, di essere nudi, lo sapevano sin dal primo giorno, e ne avevano tratto buon profitto. Disse allora il signore, Avendo conosciuto il bene e il male, l'uomo  divenuto simile a un dio, ora mi ci vorrebbe solo che andassi a cogliere anche il frutto dell'albero della vita per mangiartelo e vivere per sempre, ci mancherebbe altro, due di in un universo, ragion per cui scaccio te insieme a tua moglie da questo giardino dell'eden, alla cui porta metter di guardia un cherubino armato con una spada di fuoco, che non lascer entrare nessuno, e ora andatevene via, fuori di qui, non voglio vedervi mai pi davanti a me. Trascinando sulle spalle le pelli puzzolenti, barcollando sulle gambe malferme, adamo ed Eva parevano due oranghi che per la prima volta si fossero messi in piedi. Fuori dal giardino dell'eden la terra era arida, inospitale, il signore non aveva esagerato quando aveva minacciato adamo di rovi e cardi. Proprio come altrettanto aveva annunciato, era finita la bella vita.
La loro prima abitazione fu una caverna angusta, in verit pi che una caverna una cavit dalla volta bassa, trovata in un affioramento roccioso a nord del giardino dell'eden mentre, disperati, vagavano in cerca di un rifugio. L poterono, finalmente, difendersi dalla brutale scottatura di un sole che non assomigliava affatto a quell'invariabile mitezza di temperatura cui erano abituati, costante di notte e di giorno, e in qualsiasi periodo dell'anno. Abbandonarono le spesse pelli sotto le quali soffocavano per il caldo e il cattivo odore, e tornarono all'originaria nudit, ma, per proteggere dalle aggressioni esterne le parti delicate del corpo, quelle che sono solo pi o meno protette fra le gambe, inventarono, utilizzando le pelli pi sottili e col pelo pi corto, quella che in seguito verr a chiamarsi gonna, identica nella foggia tanto per le donne come per gli uomini. Durante i primi giorni, senza neanche un tozzo di pane secco da mettere sotto i denti, patirono la fame. Il giardino dell'eden era uberrimo di frutti, anzi, non vi si trovava nient'altro di godibile, persino quegli animali che, per natura, avrebbero dovuto nutrirsi di carne sanguinolenta perch venuti al mondo per essere carnivori, erano stati, per imposizione divina, sottoposti alla stessa malinconica e insoddisfacente dieta. Quello che non si sapeva era da dove fossero venute le pelli che il signore aveva fatto apparire con un semplice schiocco delle dita, come un prestigiatore. Di animali erano, e grandi, ma vai a sapere chi poteva averli uccisi e scuoiati, e dove. Casualmente, l nei pressi c'era dell'acqua, ma non era che un rivolo torbido, nient'affatto simile al copioso fiume che nasceva nel giardino dell'eden e poi si divideva in quattro rami, uno che andava a irrigare una regione dove si diceva che l'oro abbondasse e l'altro che circondava il paese di cus. Gli altri due, per quanto straordinario sembri ai lettori di oggi, furono subito battezzati coi nomi di tigri ed eufrate. Davanti all'umile fiumiciattolo che laboriosamente si faceva strada tra i rovi e i cardi del deserto, la cosa pi probabile  che quel copioso fiume fosse stato un'illusione ottica creata dal signore stesso per rendere pi gradevole la vita nel paradiso terrestre. Tutto pu accadere. Tutto pu accadere, s, persino l'insolita idea di Eva di andare a chiedere al cherubino che le consentisse di entrare nel giardino dell'eden e raccogliere un po' di frutta per ingannare la fame per qualche altro giorno. Scettico, come qualsiasi uomo, circa i risultati di un provvedimento nato da una mente femminile, adamo le disse di andarci da sola e di prepararsi a subire una delusione, C' quel cherubino di sentinella alla porta con la sua spada di fuoco, non  mica un angelo qualsiasi, di seconda o terza categoria, senza peso n autorit, ma un cherubino di quelli autentici, come vuoi che disobbedisca agli ordini che il signore gli ha dato, fu la sensata domanda, Non lo so, e non lo sapr finch non ci avr provato, E se non ci riuscirai, Se non ci riuscir, non avr perso altro che i passi per andare e venire, e le parole che gli avr rivolto, rispose lei, Questo s, ma finiremo per avere problemi se il cherubino andr a denunciarci al signore, Pi problemi di questi che abbiamo adesso, senza un modo per guadagnarci da vivere, senza cibo da metterci in bocca, senza un tetto sicuro n vestiti che siano degni di tal nome, non vedo quali altri problemi potranno sopravvenirci, il signore ci ha gi castigato scacciandoci dal giardino dell'eden, peggio di questo non immagino cosa potr essere, Su ci che il signore possa o non possa, non sappiamo niente, In tal caso, dovremo forzarlo a spiegarsi, e la prima cosa che dovr dirci  il motivo per cui ci ha fatto questo e a che scopo, Sei matta, Meglio matta che paurosa, Non mancarmi di rispetto, grid adamo, infuriato, io non ho paura, non sono pauroso, E io nemmeno, dunque siamo pari, non c' altro da discutere, S, ma non ti scordare che chi comanda qui sono io, S,  ci che ha detto il signore, convenne Eva, e assunse l'aria di chi non aveva aperto bocca. Quando il sole perse un po' della sua forza, si mise in cammino con la sua gonna ben rassettata e una delle pelli pi leggere sulle spalle.
Andava, come dir qualcuno, tutta a modino, anche se non poteva evitare che i seni, liberi, senza sostegno, si muovessero al ritmo dei passi. Non poteva impedirlo, n del resto ci pens, intorno non c'era nessuno per cui potessero rappresentare un'attrazione, a quel tempo le tette servivano per allattare e poco pi. Era sorpresa di se stessa, della libert con cui aveva risposto al marito, senza timore, senza dover scegliere le parole, dicendo semplicemente quello che, a suo parere, la situazione giustificava. Era come se dentro di lei dimorasse un'altra donna, nient'affatto dipendente dal signore o da uno sposo da lui designato, una femmina che aveva deciso, infine, di fare pieno uso della lingua e del linguaggio che il suddetto signore, per cos dire, le aveva messo in bocca. Attravers il rivo godendosi la frescura dell'acqua che pareva inondarla dall'interno delle vene nel mentre sperimentava, nello spirito, qualcosa che forse era la felicit, o che almeno assomigliava molto alla parola. Lo stomaco le diede un pizzicotto, non era il momento di provare dei sentimenti positivi.
Usc dall'acqua, and a raccogliere delle bacche aspre che, per quanto non alimentassero, illudevano per qualche tempo, poco, il bisogno di mangiare. Il giardino dell'eden ormai  vicino, si vedono distintamente le cime degli alberi pi alti.
Eva cammina pi lentamente di prima, e non perch si senta stanca. Adamo, se fosse qui, sicuramente riderebbe di lei, Tanto coraggiosa, tanto coraggiosa, e in definitiva hai una gran paura. S, aveva paura, paura di fallire, paura di non trovare parole sufficienti per convincere il guardiano, giunse persino a sussurrare a voce bassa, tale era il suo scoraggiamento, Se fossi uomo sarebbe pi facile. Ecco l il cherubino, la spada di fuoco brilla con una luce maligna nella sua mano destra.
Eva si copr meglio il petto e avanz. Che vuoi, domand l'angelo, Ho fame, rispose la donna, Qui non c' niente che tu possa mangiare, Ho fame, insistette lei, Tu e tuo marito siete stati scacciati dal giardino dell'eden dal signore e la sentenza non ha appello, ritirati, Mi ucciderai se cercher di entrare, domand Eva, Per ci il signore mi ha messo di guardia, Non hai risposto alla mia domanda, L'ordine che ho  questo, Uccidermi, S, Dunque, obbedirai all'ordine. Il cherubino non rispose. Mosse il braccio nella cui mano la spada di fuoco sibilava come un serpente. Fu la sua risposta. Eva fece un passo avanti. Resta dove sei, disse il cherubino, Dovrai uccidermi, non rester dove sono, e fece un altro passo, starai qui a custodire un frutteto di frutta marcia che non appetir nessuno, il frutteto di dio, il frutteto del signore, aggiunse. Che vuoi, domand di nuovo il cherubino, il quale parve non capire che la ripetizione sarebbe stata interpretata come un segno di debolezza, Lo ripeto, ho fame, Pensavo che ormai foste lontani, E dove potremmo andare, domand Eva, ci troviamo in mezzo a un deserto che non conosciamo e dove non si vede una strada, un deserto in cui durante questi giorni non  passata anima viva, abbiamo dormito in un buco, ci siamo cibati d'erba, come il signore ha promesso, e abbiamo la diarrea, Diarrea, che cos', domand il cherubino, Si pu chiamare anche cagotto, il vocabolario che il signore ci ha insegnato funziona per tutto, avere la diarrea, o il cagotto, se questa parola ti piace di pi, significa che non riesci a trattenere la merda che hai dentro di te, Non so cosa sia, Vantaggio di essere angelo, disse Eva, e sorrise. Al cherubino piacque vedere quel sorriso. Anche in cielo si sorrideva molto, ma sempre seraficamente e con una leggera espressione di contrariet, come chi chiede scusa del fatto di essere contento, ammesso che quella si potesse definire contentezza. Eva aveva vinto la battaglia dialettica, ora mancava solo quella del cibo. Disse il cherubino, Ti porter qualche frutto, ma tu non dirlo a nessuno, La mia bocca non si aprir, comunque sia, mio marito dovr saperlo, Torna con lui domani, dobbiamo fare due chiacchiere.
Eva si tolse dalle spalle la pelle che aveva indosso e disse, Usa questa per portare la frutta. Era nuda dalla vita in su. La spada sibil con pi forza come se avesse ricevuto un subitaneo afflusso di energia, la stessa energia che port il cherubino a fare un passo avanti, la stessa che gli fece alzare la mano sinistra e sfiorare il seno della donna. Non successe altro, non poteva succedere altro, agli angeli, fintanto che lo sono,  proibito qualsiasi commercio carnale, solo gli angeli decaduti sono liberi di unirsi a chi vogliano e a chi li voglia. Eva sorrise, pos la mano sulla mano del cherubino e se la premette dolcemente sul seno. Il suo corpo era coperto di sporcizia, le unghie nere come se le avesse usate per scavare la terra, la chioma simile a un nido di anguille aggrovigliate, ma era una donna, l'unica. L'angelo entr nel giardino, vi si trattenne il tempo necessario per scegliere i frutti pi nutrienti, altri ricchi d'acqua, e torn curvo sotto un buon carico. Ecco qua, disse, ed Eva domand, Come ti chiamano, e lui rispose, Il mio nome  azaele, Grazie per la frutta, azaele, Non potevo lasciar morire di fame quelli che il signore ha creato, Il signore te ne sar grato, ma  meglio se non gliene parli. Il cherubino parve non avere udito, oppure non ud proprio, occupato com'era ad aiutare Eva a mettersi sulle spalle il fagotto di pelle, mentre diceva, Torna domani con adamo, parleremo di alcune cose che vi conviene conoscere, Ci saremo, rispose lei.
Il giorno seguente, adamo accompagn la donna al giardino dell'eden. Su idea di lei si lavarono come meglio poterono nel rivo e il loro meglio fu pochissimo, per non dire niente, perch l'acqua senza il sapone a darle una mano non  che una misera illusione di pulizia. Si sedettero a terra e a quel punto si vide subito che il cherubino azaele non era tipo da perdere tempo, Non siete gli unici esseri umani che esistono sulla terra, cominci, Non siamo gli unici, esclam adamo, stupefatto, Non farmi ripetere quanto gi detto, Chi  che ha creato questi esseri, dove si trovano, Dovunque,  stato il signore a crearli come ha creato noi, domand Eva, Non posso rispondere, e se insistete a domandarlo la nostra conversazione finisce qui, ciascuno a quel che gli compete, io a guardia del giardino dell'eden, voi alla vostra grotta e alla vostra fame, In tal caso, ben presto saremo morti, disse adamo, a me nessuno ha insegnato a lavorare, non posso zappare n coltivare la terra perch mi mancano la zappa e l'aratro, e se li avessi bisognerebbe che imparassi a maneggiarli e in questo deserto non ci sarebbe nessuno a insegnarmelo, alla fin fine saremmo stati meglio con la polvere che eravamo prima, senza volont n desiderio, Hai parlato come un libro, disse il cherubino, e adamo fu contento di aver parlato come un libro, lui che non aveva mai fatto degli studi. Poi Eva domand, Se gi esistevano degli altri esseri umani, perch allora il signore ci ha creati, Ormai dovreste saperlo che i disegni del signore sono imperscrutabili, ma, se ho ben capito da qualche mezza parola, si  trattato di un esperimento, Un esperimento, noi, esclam adamo, un esperimento, a che pr, Di ci che non conosco per scienza certa non oserei parlare, il signore avr pure le sue ragioni per mantenere il silenzio sull'argomento, Noi non siamo un argomento, siamo due persone che non sanno come poter vivere in futuro, disse Eva, Non ho ancora terminato, disse il cherubino, Allora parla, e che dalla tua bocca esca una buona notizia, foss'anche una sola. Ascoltate, non troppo distante da qui passa una strada frequentata di tanto in tanto dalle carovane che vanno ai mercati o ne tornano, la mia idea  che dovreste accendere un fal che facesse fumo, molto fumo, in modo che si possa vedere da lontano, Non abbiamo niente con cui accenderlo, interruppe Eva, Tu non ce l'hai, ma io s, Che cosa, Questa spada di fuoco, a qualcosa servir finalmente, basta avvicinarne la punta arroventata ai cardi secchi e alla paglia e avrete un fal che si potr vedere dalla luna, figurarsi da una carovana che passa in lontananza, quello cui dovrete stare attenti  non lasciare che il fuoco si espanda, una cosa  un fal, ben altra un intero deserto l a bruciare, finirebbe per appiccarsi al giardino dell'eden, e io mi ritroverei senza lavoro, E se le persone non compaiono, domand Eva, S che compaiono, compaiono, puoi stare tranquilla, rispose azaele, gli esseri umani sono curiosi per natura, quelli vorranno sapere chi ha acceso il fal e con che intenzione l'abbia fatto, E dopo, domand adamo, Dopo sta a voi, a quel punto io non posso nulla, fate in modo di unirvi alla carovana, chiedete che vi assumano solo in cambio di un po' di cibo, sono convinto che quattro braccia per un piatto di lenticchie sar un buon affare per tutti, tanto per la parte committente come per la contraente, quando questo accadr non dovrete dimenticarvi di spegnere il fal, cos sapr che ormai siete andati via, sar la tua occasione di apprendere ci che non sai, adamo. Il piano era eccellente, ci sono al mondo dei cherubini che sono una vera e propria provvidenza, mentre il signore, almeno in questo esperimento, non si  preoccupato affatto del futuro delle sue creature, azaele, il guardiano angelico incaricato di tenerle lontane dal giardino dell'eden, le ha accolte cristianamente, ha garantito loro il cibo e, soprattutto, le ha preparate alla vita con qualche preziosa idea pratica, un vero e proprio cammino di salvezza del corpo, e dunque dell'anima. La coppia si profuse in manifestazioni di gratitudine, Eva vers addirittura qualche lacrima quando abbracci azaele, una dimostrazione d'affetto tutt'altro che gradita al marito, che in seguito non riusc a reprimere la domanda che gli stava scappando dalla bocca, Gli hai dato qualcosa in cambio, Che cosa e a chi, disse a quel punto Eva, sapendo benissimo a chi si riferiva lo sposo, A chi doveva essere, a lui, ad azaele, disse adamo omettendo per precauzione la prima parte della questione,  un cherubino, un angelo, rispose Eva, e altro non ritenne necessario aggiungere. Si crede sia stato in questo giorno che ha avuto inizio la guerra dei sessi. La carovana tard tre settimane a comparire. Ovviamente, non  che si avvicin tutta quanta alla caverna in cui adamo ed Eva vivevano, solo un drappello avanzato di tre uomini che non avevano autorit per negoziare contratti di lavoro, ma che si mossero a compassione di quei miserabili e gli fecero posto sulla groppa degli asini che montavano. Il capo della carovana avrebbe deciso cosa farne. Nonostante questo dubbio, come chi chiude una porta al momento di congedarsi, adamo spense il fal. Quando l'ultimo fumo si dissip nell'atmosfera, il cherubino disse, Se ne sono andati, buon viaggio.
Le cose non gli andarono male. Furono accettati nella carovana malgrado la loro evidente incapacit lavorativa e non dovettero dare troppe spiegazioni su chi erano e da dove venivano. Che si erano perduti, dissero, e, in ultima istanza, era proprio cos. A parte il fatto che erano figli del signore, opera uscita direttamente dalle sue mani divine, circostanza, questa, che nessuno l era in condizione di conoscere, non si notavano particolari differenze fisionomiche tra i due e i loro provvidenziali ospiti, si sarebbe detto, anzi, che appartenessero tutti alla stessa razza, capelli neri, pelle bruna, occhi scuri, sopracciglia accentuate. Quando abele nascer, tutti i vicini si stupiranno del roseo biancore con cui  venuto al mondo, come se fosse figlio di un angelo, o di un arcangelo, o di un cherubino, non sia mai. Il piatto di lenticchie non venne mai a mancare e non tard molto che adamo ed Eva cominciassero a riscuotere un salario, poca cosa, quasi simbolica, ma che rappresentava gi l'inizio di una vita. Non solo adamo, ma anche Eva, che non era certo nata per fare la signora, furono poco alla volta iniziati ai misteri del lavoro manuale, sia in operazioni cos semplici come fare un nodo scorsoio a una corda sia pi complesse come maneggiare un ago senza pungersi troppo le dita. Quando la carovana giunse al villaggio da dove era partita settimane prima per commerciare, prestarono loro una tenda e delle stuoie su cui dormire, e fu grazie a questi e altri periodi di vita stabile che adamo pot, alla fine, imparare a zappare e a coltivare la terra, a lanciare sementi nei solchi, fino ad arrivare alla sublime arte della potatura, quella che nessun signore, nessun dio era stato capace di inventare. Cominci lavorando con degli attrezzi che gli prestavano, poi mise insieme poco alla volta il proprio armamentario e in capo a pochi anni era ormai considerato dai vicini un buon agricoltore. I tempi del giardino dell'eden e della caverna nel deserto, i rovi e i cardi, il rivo di acque torbide, si andarono via via sfumando nella memoria fino a comparire ogni tanto come invenzioni gratuite non vissute, e neppure sognate, ma intuite come qualcosa che poteva essere stata un'altra vita, un altro essere, un altro diverso destino.  pur certo che nei ricordi di Eva c'era un posto riservato per azaele, il cherubino che aveva infranto gli ordini del signore per salvare da morte certa le sue opere, ma quello era un segreto suo, mai confidato a nessuno. E arriv il giorno in cui adamo pot comprare un pezzo di terra, dichiararla sua ed erigere, sul pendio di una collina, una casa di mattoni rustici, dove ormai sarebbero potuti nascere i suoi tre figli, caino, abele e set, tutti l a gattonare, al momento giusto della vita di ciascuno, tra la cucina e il salotto. E anche tra la cucina e il campo, giacch i due maggiori, una volta divenuti grandicelli, con l'ingenua astuzia dei loro pochi anni, si servivano di tutti i pretesti validi e meno validi per farsi portare con s dal padre, in groppa all'asino di famiglia, al suo posto di lavoro. Presto si vide che le vocazioni dei due piccini non coincidevano. Mentre abele preferiva la compagnia delle pecore e degli agnelli, le gioie di caino erano tutte rivolte alle zappe, ai forconi e alle falci, uno, destinato a farsi strada nell'allevamento, l'altro, ad avviarsi nell'agricoltura. C' da riconoscere che la distribuzione della mano d'opera domestica era assolutamente soddisfacente, visto che nel complesso copriva i due settori pi importanti dell'economia dell'epoca. Era voce unanime, tra i vicini, che quella famiglia aveva un futuro.
E lo avrebbe avuto, come ben presto si sarebbe dovuto vedere, con il sempre indispensabile aiuto del signore, che c' apposta per questo. Sin dalla pi tenera infanzia caino e abele erano stati i migliori amici, al punto tale da non sembrare neanche fratelli, dove andava uno, andava pure l'altro, e tutto facevano di comune accordo. Il signore li ha voluti, il signore li ha uniti, come dicevano in paese le madri gelose, e pareva vero. Finch un giorno il futuro ritenne che fosse giunto il momento di presentarsi. Abele aveva il suo bestiame, caino il suo agro, e, come dettavano la tradizione e il dovere religioso, offrirono al signore le primizie del proprio lavoro, bruciando abele la tenera carne di un agnello e caino i prodotti della terra, un mucchietto di spighe e sementi. Successe allora qualcosa fino a oggi senza spiegazione. Il fumo della carne offerta da abele sal in linea retta fino a sparire nello spazio infinito, segno che il signore accettava il sacrificio e se ne compiaceva, mentre il fumo dei vegetali di caino, coltivati con un amore quanto meno uguale, non and lontano, disperdendosi immediatamente l, a poca altezza dal suolo, il che significava che il signore lo rifiutava senza alcun riguardo. Inquieto, perplesso, caino propose ad abele che si scambiassero il posto, poteva darsi che ci fosse una corrente d'aria che forse era la causa della perturbazione, e cos fecero, ma il risultato fu lo stesso. Era chiaro, il signore disdegnava caino. Fu allora che il vero carattere di abele venne a galla.
Invece di compenetrarsi nel dispiacere del fratello e consolarlo, lo schern, e, come se ci non bastasse, si mise a decantare la propria persona, proclamandosi, davanti all'attonito e sconcertato caino, come un favorito del signore, un eletto da dio. L'infelice caino non pot far altro che ingoiare l'affronto e tornare al lavoro. La scena si ripet, invariata, per una settimana, sempre un fumo che saliva, sempre un fumo che si poteva toccare con mano e immediatamente si disfaceva nell'aria. E sempre la mancanza di compassione di abele, le facezie di abele, il disprezzo di abele. Un giorno caino chiese al fratello di accompagnarlo in una valle vicina dov'era voce corrente che si rintanasse una volpe e l, con le sue stesse mani, lo uccise colpendolo con una mascella di giumento che aveva nascosto prima in un cespuglio, dunque con perfida premeditazione. Fu in quel preciso istante, cio in ritardo rispetto agli avvenimenti, che risuon la voce del signore, e non solo risuon la voce ma apparve lui. Tanto tempo senza dare notizie, e adesso era qui, vestito come quando aveva scacciato dal giardino dell'eden gli sventurati genitori di questi due. Ha sul capo la corona tripla, la mano destra impugna lo scettro, una palandrana di ricco tessuto lo copre dalla testa ai piedi. Che hai fatto a tuo fratello, domand, e caino rispose con un'altra domanda, Ero forse il guardaspalle di mio fratello, L'hai ucciso, Proprio cos, ma il primo colpevole sei tu, io avrei dato la vita per la sua vita se tu non avessi distrutto la mia, Ho voluto metterti alla prova, E chi sei tu per mettere alla prova colui che tu stesso hai creato, Sono il signore sovrano di tutte le cose, E di tutti gli esseri, dirai, ma non di me n della mia libert, Libert di uccidere, Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi abele quando era nelle tue mani evitarlo, sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell'infallibilit che condividi con tutti gli altri di, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umilt, solo perch non avresti dovuto osare rifiutarla, gli di, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri verso coloro che dicono di aver creato, Questo  un discorso sedizioso, Pu darsi che lo sia, ma ti garantisco che, se io fossi dio, tutti i giorni direi Benedetti siano coloro che hanno scelto la sedizione perch loro sar il regno della terra, Sacrilegio, Forse, ma in ogni caso mai pi grande del tuo, che hai permesso che abele morisse, Sei tu che l'hai ucciso, S,  vero, io sono stato il braccio esecutore, ma la sentenza l'hai dettata tu, Quel sangue non l'ho fatto versare io, caino avrebbe potuto scegliere tra il bene e il male, se ha scelto il male pagher per questo, Ladro lo  tanto colui che va nella vigna quanto chi sorveglia il guardiano, disse caino, E questo sangue reclama vendetta, insistette dio, In tal caso, ti vendicherai nello stesso tempo di una morte reale e di un'altra che non  giunta a esserci, Spiegati, Non ti piacer quello che sentirai, Tu non te ne preoccupare, parla,  semplice, ho ucciso abele perch non potevo uccidere te, nell'intenzione sei morto, Comprendo ci che vuoi dire, ma la morte  vietata agli di, S, anche se dovrebbero farsi carico di tutti i crimini commessi in loro nome o per causa loro, Dio  innocente, tutto sarebbe uguale se non esistesse, Ma io, giacch ho ucciso, potr morire per mano di chiunque mi incontri, Non sar cos, far un accordo con te, Un accordo con il reprobo, domand caino, a stento credendo a ci che aveva appena udito, Diremo che  un accordo di responsabilit condivisa per la morte di abele, Allora riconosci la tua parte di colpa, La riconosco, ma non dirlo a nessuno, sar un segreto tra dio e caino, Non  vero, forse sto sognando, Con gli di questo accade spesso, Perch i vostri disegni sono, come si dice, imperscrutabili, domand caino, Queste parole non le ha pronunciate nessun dio che io conosca, a noi non verrebbe mai in mente di dire che i nostri disegni sono imperscrutabili, questa  una cosa inventata da uomini che presumono di trattarsi da pari a pari con la divinit, Allora non sar castigato per il mio crimine, domand caino, La mia parte di colpa non assolve la tua, avrai il tuo castigo, Quale, Andrai errante e smarrito nel mondo, In tal caso, chiunque potr uccidermi, No, perch metter un segno sulla tua fronte, nessuno ti far del male, ma, a ripagare la mia benevolenza, tu cerca di non fare del male a nessuno, disse il signore, sfiorando col dito indice la fronte di caino, dove apparve una piccola macchia nera, Questo  il segno della tua condanna, aggiunse il signore, ma  anche il segno che sarai tutta la vita sotto la mia protezione e sotto la mia censura, ti sorveglier dovunque tu sia, Accetto, disse caino, Non potresti fare altro, Quando inizia il mio castigo, Proprio ora, Potr prendere commiato dai miei genitori, domand caino, Questo  affar tuo, nelle faccende di famiglia io non m'intrometto, ma di certo vorranno sapere dov' abele, e suppongo non andrai a dirgli che l'hai ucciso, No, No che cosa, Non prender commiato dai miei genitori, Allora, parti. Non c'era nient'altro da dire. Il signore scomparve prima che caino avesse mosso un passo. Il viso di abele era coperto di mosche, c'erano mosche sui suoi occhi aperti, mosche sulla commissura delle labbra, mosche sulle ferite che aveva subito alle mani quando le aveva alzate per proteggersi dai colpi. Povero abele, che dio aveva ingannato. Il signore aveva fatto una pessima scelta per l'inaugurazione del giardino dell'eden, nella roulette che aveva cominciato a far girare avevano perso tutti, nel tiro al bersaglio tra ciechi nessuno aveva fatto centro. Ad Eva e adamo restava ancora la possibilit di generare un figlio per compensare la perdita di quello assassinato, ma  ben triste davvero chi non ha altro scopo nella vita se non quello di fare figli senza saperne il perch n a che pr. Per perpetuare la specie, dicono quelli che credono in un obiettivo finale, in una ragione ultima, sebbene non abbiano alcuna idea di quali siano e che non si sono mai domandati in nome di cosa la specie dovr perpetuarsi come se fosse soltanto lei l'unica ed estrema speranza dell'universo. Nell'uccidere abele perch non ha potuto uccidere il signore, caino ha gi dato la sua risposta. Non si presagisce niente di buono della vita futura di quest'uomo.
Eppure, quest'uomo che ora sta camminando tormentato, perseguitato dai propri passi, questo maledetto, questo fratricida, ha avuto un buon principio come pochi altri. Potrebbe dirlo sua madre, che tante volte lo ha trovato, seduto sul terreno umido dell'orto, l a guardare un alberello appena piantato, in attesa di vederlo crescere. Aveva quattro o cinque anni e voleva veder crescere gli alberi. Allora lei, a quanto pare ancora pi fantasiosa di suo figlio, gli aveva spiegato che gli alberi sono molto timidi, crescono solo quando non ce ne stiamo l a guardarli,  che si vergognano, gli aveva detto un giorno. Per qualche istante caino se n'era rimasto zitto, a pensare, ma subito dopo aveva risposto, Allora tu non guardare, mamma, di me non si vergognano, ci sono abituati. Prevedendo gi quel che ne sarebbe seguito, la madre aveva sviato lo sguardo e immediatamente la voce del figlio risuonava trionfante,  appena cresciuto,  appena cresciuto, te lo dicevo io di non guardare. Quella sera, quando adamo era tornato dal lavoro, Eva gli aveva raccontato ridendo cos'era successo e il marito aveva risposto, Questo ragazzo andr lontano. Forse ci sarebbe andato, s, se il signore non avesse incrociato la sua strada. Piuttosto lontano, comunque, ci stava ormai andando, anche se non nel senso vaticinato dal padre.
Trascinando i piedi per la stanchezza, avanzava in una landa desolata senza neanche un rudere di casolare in vista o altro segno di vita, una solitudine dilacerante che il cielo coperto contribuiva ad aumentare con la minaccia di un acquazzone imminente. Non avrebbe avuto dove rifugiarsi, se non sotto uno di quei pochi alberi che, lentamente, a mano a mano che camminava, cominciavano a mostrare le fronde sull'orizzonte prossimo. Le ramature, per lo pi scarsamente popolate di foglie, non garantivano una protezione degna di tal nome. Fu allora, nel momento in cui caddero le prime gocce, che caino si accorse di avere la tunica sporca di sangue. Pens che, forse, la macchia sarebbe andata via con la pioggia, ma subito dopo si rese conto che no, meglio dissimularla con un po' di terra, nessuno avrebbe mai potuto sospettare quel che c'era sotto, tanto pi che gente con tuniche sporche e impataccate davvero non ne mancava da queste parti. Cominci a piovere forte, in breve tempo la tunica era tutta zuppa, della macchia di sangue non si scorgeva pi la minima traccia, e inoltre lui avrebbe pur sempre potuto dire, se gli avessero fatto qualche domanda, che si trattava di sangue d'agnello. S, disse caino a voce alta, ma abele non era affatto un agnello, era mio fratello, e io l'ho ucciso. In quel momento non gli sovvenne di aver detto al signore che erano entrambi colpevoli del crimine, ma la memoria non tard ad aiutarlo, perci aggiunse, Se il signore, che, a quanto si dice, tutto sa e tutto pu, avesse fatto svanire da l quella mascella d'asino, io non avrei ucciso abele, e ora potremmo starcene tutti e due davanti alla porta di casa a guardare la pioggia che cade, e abele riconoscerebbe che il signore aveva fatto davvero male a non accettare l'unica cosa che avevo da offrirgli, le sementi e le spighe nate dalla mia pena e dal mio sudore, e lui sarebbe ancora vivo e noi saremmo tanto amici come lo eravamo sempre stati. Piangere sul latte versato non  poi tanto inutile quanto si dice,  in qualche modo istruttivo perch ci mostra la vera dimensione della frivolezza di certi procedimenti umani, in quanto se il latte si  versato, ormai  fatta e adesso non ci resta che pulirlo, e se abele ha fatto una brutta morte  perch qualcuno gli ha tolto la vita. Riflettere mentre la pioggia continua a caderci addosso non  certamente la cosa pi comoda del mondo, ed  forse questo il motivo per cui da un momento all'altro smise di piovere, perch caino potesse avere la possibilit di pensare a proprio agio, di seguire liberamente il corso del pensiero per vedere sin dove lo avrebbe condotto. Non arriveremo mai a saperlo, n noi, n lui, l'improvvisa comparsa, come se uscisse dal nulla, di quanto restava di un casolare lo distrasse dalle sue cogitazioni e dai suoi rammarichi. C'erano segni di coltivazione della terra nel retro della casa, ma era evidente che gli abitanti l'avevano abbandonata ormai da lungo tempo, o forse neanche tanto se teniamo conto della fragilit intrinseca, della precaria coesione dei materiali di queste umili abitazioni, che hanno bisogno di continue riparazioni per non crollare nel giro di una stagione. Se le viene a mancare una mano premurosa, difficilmente la casa resister all'azione corrosiva delle intemperie, specialmente della pioggia che imbeve i mattoni e del vento che continua a rasparla come se fosse fatto di carta vetrata. Alcune delle pareti interne erano cadute, il soffitto era crollato quasi dappertutto, era sopravvissuto solo un angolo relativamente protetto dove l'esausto camminatore si accasci.
A stento si reggeva sulle gambe, non solo per quanto aveva camminato, ma anche perch la fame cominciava a tormentarlo. Il giorno stava quasi per concludersi, ben presto sarebbe scesa la sera. Mi fermer qui, disse caino a voce alta, com'era suo solito, quasi avesse bisogno di tranquillizzare se stesso, proprio lui che in questo momento nessuno sta minacciando, probabilmente non lo sa neanche il signore dove si trova. Malgrado la temperatura non fosse troppo rigida, la tunica bagnata, appiccicata alla pelle, gli causava i brividi. Caino pens che, togliendosela, avrebbe preso due piccioni con una fava, primo perch i tremori sarebbero passati, e poi perch la tunica, essendo fatta di un tessuto pi sul sottile che sullo spesso, in poco tempo si sarebbe asciugata. Cos fece e immediatamente si sent meglio. Vero  che non gli parve bello vedersi l nudo com'era venuto al mondo, ma era solo, senza testimoni, senza nessuno che potesse sfiorarlo. Questo pensiero gli provoc un nuovo brivido, non lo stesso, non quello che era stato provocato dal contatto con la tunica bagnata, bens una sorta di scossa nella zona del sesso, un leggero turgore che non tard a scomparire, come se si fosse vergognato di se stesso. Caino sapeva di che si trattava, ma, nonostante la giovane et, non vi prestava granch attenzione o, semplicemente, aveva paura che potesse venirgliene pi male che bene. Si raggomitol nel suo angolo, avvicinando le ginocchia al petto, e cos si addorment. Il freddo dell'alba lo svegli. Tese la mano per palpare la tunica, vi sent ancora un residuo di umidit, ma, ciononostante, decise di indossarla, avrebbe finito di asciugarsi addosso. Non aveva fatto sogni n incubi, aveva dormito come si suppone dovr dormire un sasso, senza coscienza, senza responsabilit, senza colpa, ma, svegliandosi, alle prime luci del mattino, le sue parole furono, Ho ucciso mio fratello. Se i tempi fossero stati diversi, forse avrebbe pianto, forse si sarebbe disperato, forse si sarebbe preso a pugni sul petto e sul capo, ma, stando cos le cose, col mondo che in pratica  stato inaugurato solo adesso, ci mancano ancora un mucchio di parole per iniziare a tentare di dire chi siamo e non sempre troveremo quelle che meglio lo spieghino, si accontent di ripetere quelle che aveva pronunciato finch cessarono di avere un significato e altro non furono che una serie di suoni sconnessi, dei balbettii senza senso. Soltanto allora si rese conto che, in definitiva, aveva sognato, non esattamente un sogno, ma un'immagine, la propria, lui che rientrava a casa e incontrava il fratello sulla soglia della porta, l ad aspettarlo. Cos lo ricorder per tutta la vita, come se avesse fatto pace con il proprio crimine e non ci fosse altro rimorso che soffrire.
Usc dal casolare e aspir profondamente l'aria fresca. Il sole non era ancora sorto, ma il cielo s'illuminava gi di delicati toni variopinti, quanto bastava perch l'arido e monotono paesaggio che aveva davanti agli occhi, in queste prime luci del mattino, gli apparisse trasfigurato, una sorta di giardino dell'eden senza proibizioni. Caino non aveva alcun motivo per orientare i passi in una direzione precisa, ma istintivamente cerc le orme che aveva lasciato prima di deviare verso quel casolare in cui aveva trascorso la notte. Era semplice, in definitiva sarebbe bastato andare incontro al sole, da quella parte, dove fra non molto si sarebbe alzato. Apparentemente pacificato dalle ore di sonno, lo stomaco aveva moderato le contrazioni, e bene sarebbe stato che si mantenesse in tale disposizione perch speranze di cibo prossimo non ce n'erano affatto, e se  vero che di tanto in tanto compariva qua e l qualche albero di fico, frutti non ne aveva, perch non era il loro momento. Con un residuo di energia che non immaginava di possedere ancora, caino riprese la camminata.  spuntato il sole, oggi non piover, pu anche darsi che faccia addirittura caldo. Non molto tempo dopo, cominci a sentirsi di nuovo stanco. Doveva trovare qualcosa da mangiare, altrimenti sarebbe morto di stenti in questo deserto, e nel giro di pochi giorni si sarebbe ridotto a un mucchio di ossa, e poi ci avrebbero pensato gli uccelli carnivori o qualche muta di cani inselvatichiti che fino a ora non si erano ancora fatti vedere. Era scritto, per, che la vita di caino non sarebbe finita qui, soprattutto perch non sarebbe valsa la pena che il signore avesse perso tanto tempo a maledirlo se poi doveva venire a morire in questa landa. L'avvisaglia venne dal basso, dai piedi affaticati che avevano tardato a percepire che il terreno su cui ora si muovevano era diverso ormai, privo di vegetazione, senza erba n cardi che fossero di ostacolo al passo, insomma, per dirla in poche parole, caino, senza sapere come n quando, aveva trovato una strada. Si rallegr il povero errante, giacch norma ben nota  che una via di transito, strada, sentiero o carrareccia, finir per condurre, prima o poi, vicino o lontano, a un luogo abitato dove sia possibile trovare un lavoro, un tetto e un tozzo di pane che ammazzi questa fame. Animato dall'improvvisa scoperta, facendo, come si suol dire, i salti mortali, and a pescare le forze dove ormai non ce n'erano pi e acceler il passo, sempre aspettandosi di veder comparire una casa con segni di vita, un uomo in groppa a un asino o una donna con una brocca sul capo. Dovette camminare ancora molto. Il vecchio che finalmente gli comparve davanti era a piedi e conduceva due pecore legate con una cordicella. Caino lo salut con le parole pi cordiali del suo vocabolario, ma l'uomo non ricambi, Cos' codesto segno che hai l sulla fronte, gli domand.
Colto di sorpresa, caino ribatt a sua volta, Quale segno, Questo, disse l'uomo, portandosi la mano alla fronte,  un segno che ho dalla nascita, rispose caino, Non devi essere una brava persona, Chi te l'ha detto, come lo sai, rispose caino imprudentemente, Come dice il vecchio ritornello, il diavolo che ti ha segnato, qualche difetto te l'avr trovato, Non sono migliore n peggiore degli altri, cerco lavoro, disse caino tentando di portare il discorso sul terreno che gli conveniva, Lavoro qui non ne manca davvero, tu che sai fare, domand il vecchio, Sono agricoltore, Agricoltori ne abbiamo gi in quantit sufficiente, in questo campo non troverai niente, e inoltre arrivi da solo, senza famiglia, La mia l'ho perduta, L'hai perduta come, Semplicemente l'ho perduta, e non c' altro da raccontare, In tal caso, ti lascio, non mi piacciono n la tua faccia n codesto segno che hai sulla fronte. Stava ormai per allontanarsi quando caino lo trattenne, Non te ne andare, dimmi almeno come si chiamano questi posti, Li chiamano terra di nod, E nod che vuol dire, Significa terra della fuga o terra degli erranti, e tu dimmi, giacch sei arrivato sin qui, da cosa stai fuggendo e perch sei un errante, Non racconto la mia vita al primo che incontro per la strada con due pecore legate con una cordicella, e inoltre non ti conosco, non ti devo rispetto e non ho da rispondere alle tue domande, Ci rivedremo, Chiss, forse qui non trover lavoro e dovr cercare un altro destino, Se sei capace di fabbricare un mattone e tirar su una parete, questo  il tuo destino, Dove devo andare, domand caino, Prosegui diritto su questa via, in fondo c' una piazza, l avrai la risposta, Addio, vecchio, Addio, speriamo che non arrivi a esserlo tu, Sotto le parole che pronunci mi accorgo che ce ne sono altre che taci, S, per esempio, codesto tuo segno non  di nascita, e neppure te lo sei fatto da solo, niente di ci che hai detto  vero, Pu darsi che la mia verit sia per te menzogna, Pu darsi, s, il dubbio  il privilegio di chi ha vissuto molto, sar per questo che non sei riuscito a convincermi ad accettare come certezze quelle che a me sembrano piuttosto falsit, Chi sei tu, domand caino, Attento, ragazzo, se mi domandi chi sono stai riconoscendo il mio diritto a voler sapere chi sei tu, Niente mi obbligher a dirtelo, Stai per entrare in questa citt, resterai qui, prima o poi tutto si verr a sapere, Solo quando dovr essere e non da me, Dimmi, almeno, come ti chiami, Abele  il mio nome, disse caino.
Mentre il falso abele comincia a incamminarsi verso la piazza dove, a dire del vecchio, s'incontrer con il suo destino, accogliamo la pertinentissima osservazione di alcuni lettori vigili, di quelli sempre attenti, che considerano che il dialogo che abbiamo appena registrato come accaduto non sarebbe storicamente n culturalmente possibile, che un contadino con poca e ormai nessuna terra, e un vecchio mai visto e conosciuto non potrebbero mai pensare e parlare cos.
Hanno ragione quei lettori, ma la questione non star tanto nel disporre o non disporre di idee e vocabolario sufficiente per esprimerle, bens nella nostra personale capacit di ammettere, foss'anche solo per semplice empatia umana e generosit intellettuale, che un campagnolo delle prime ere del mondo e un vecchio con due pecore legate con una cordicella, unicamente con il loro sapere limitato e un linguaggio che stava ancora facendo i primi passi, fossero spinti dalla necessit a sperimentare dei modi di esprimere premonizioni e intuizioni apparentemente fuori dalla loro portata. Che i due non pronunciarono quelle parole,  pi che ovvio, ma i dubbi, i sospetti, le perplessit, gli avanti e indietro della discussione ci furono tutti. Quello che abbiamo fatto noi  stato semplicemente trasporre nel portoghese corrente il duplice e per noi irresolubile mistero del linguaggio e del pensiero di quel tempo. Se il risultato  coerente ora, doveva esserlo anche allora, perch, in definitiva, mulattieri siamo e per la strada camminiamo. Tutti, tanto i sapienti quanto gli ignoranti.
Ecco la piazza. Per la verit, aver definito questo posto una citt  stata un'esagerazione. Un certo numero di case a pianterreno male allineate, un gruppo di bambini l a giocare non si sa a cosa, degli adulti che si muovono come sonnambuli, degli asini che sembrano andare dove vogliono e non dove li conducono, qualsiasi citt che si vanti di tal nome non si riconoscer mai nello scenario primitivo che abbiamo davanti agli occhi, ci mancano le automobili e gli autobus, i segni del traffico, i semafori, i sottopassaggi, i cartelloni pubblicitari sulle facciate o sui tetti delle case, in poche parole, la modernit, la vita moderna. Insomma, tutto andr avanti, il progresso, proprio come si finir per riconoscere in seguito,  inevitabile, fatale come la morte.  la vita. Laggi si vede un edificio in costruzione, una sorta di palazzo rustico a due piani, niente che s'assomigli a mafra, a Versailles o a buckingham, in cui sfacchinano decine di muratori e aiutanti, questi ultimi trasportando mattoni sulle spalle, quelli collocandoli in file regolari. Caino non se ne intende affatto di lavori di alta o bassa muratura, ma se il suo destino lo sta aspettando qui, per quanto amaro possa essere, e questo si viene a sapere sempre quando ormai  troppo tardi per cambiare, non gli resta altro da fare che affrontarlo. Da uomo. Dissimulando alla meglio l'ansia e la fame che gli facevano tremare le gambe, si diresse verso il cantiere. Se per naturale disconoscenza gli operai lo avevano confuso sulle prime con uno di quegli sfaticati che in tutte le epoche dell'umanit si sono sempre attardati a guardare gli altri che lavorano, si accorsero subito dopo che quello l era una delle tante vittime della crisi, un povero disoccupato in cerca di un'ancora di salvezza. Quasi senza che caino avesse bisogno di dire che cosa voleva, gli indicarono il sorvegliante che controllava il gruppo, Parla con lui, gli dissero. Caino and, sal sul trespolo dell'osservatore e, dopo i saluti d'uso, disse che era alla ricerca di un lavoro. Il sorvegliante gli domand, Che sai fare, tu, e caino rispose, Di quest'arte, niente, sono contadino, ma immagino che due braccia in pi potranno essere di qualche utilit, Due braccia, no, dato che del mestiere di muratore non ne sai niente, ma due piedi, forse, Due piedi, si meravigli caino, senza capire, S, due piedi, per pigiare l'argilla, Ah, Aspetta qui, vado a parlare con il capoccia. Stava gi allontanandosi, ma gir ancora il capo per domandare, Come ti chiami, Abele, rispose caino. Il sorvegliante non si fece attendere a lungo, Puoi cominciare a lavorare subito, ti accompagno alla pigiatura dell'argilla, Quanto guadagner, domand caino, I pigiatori guadagnano tutti quanti uguale, S, ma io, quanto guadagner, Questo non riguarda me, in ogni caso, se vuoi un buon consiglio, non domandarlo subito, non  ben visto, per prima cosa dovrai mostrare quanto vali, e ti dico anche di pi, non dovresti domandare niente, aspetta che ti paghino, Se pensi che sia meglio, far cos, ma non mi sembra giusto, Qui non conviene essere impazienti, Di chi  la citt, come si chiama, domand caino, Come si chiama chi, la citt o il suo signore, Tutti e due, La citt, per cos dire, non ha ancora un nome, c' chi la chiama in un modo, chi in un altro, comunque sia questi luoghi sono noti come terra di nod, Gi lo sapevo, me l'ha detto un vecchio che ho incontrato arrivando, Un vecchio con due pecore legate con una cordicella, domand il sorvegliante, S, Di tanto in tanto si fa vedere, ma non vive qui, E il signore di qui, chi , Il signore  una signora e il suo nome  lilith, Non ha un marito, domand caino, Mi pare di aver sentito dire che si chiama noah, ma  lei che governa il gregge, disse il sorvegliante, e subito dopo annunci, Eccoci alla pigiatura dell'argilla. Un gruppo di uomini con la tunica rimboccata e annodata sopra il ginocchio girava in tondo nello spesso strato di una mistura di argilla, paglia e sabbia, calpestandola con determinazione in modo da rendere l'impasto il pi omogeneo possibile in mancanza di mezzi meccanici. Non era un lavoro per cui ci volesse molta scienza, solo gambe buone e solide e, possibilmente, uno stomaco rifocillato, il che, come sappiamo, non era il caso di caino. Disse il sorvegliante, Puoi entrare, devi soltanto fare quello che fanno gli altri, Sono tre giorni che non mangio, ho paura che le forze mi vengano a mancare e finisca per cadere in mezzo all'argilla, disse caino, Vieni con me, Non ho di che pagare, Pagherai dopo, vieni. Andarono insieme in una sorta di chiosco che c'era su un lato della piazza e dove si vendeva roba da mangiare. Per non sovraccaricare il racconto con particolari storici dispensabili tralasceremo di esaminare il modesto menu, di cui del resto non sapremmo identificare, almeno in alcuni casi, gli ingredienti. I cibi avevano l'aria di essere ben conditi e caino mangiava che era un piacere vederlo. Allora il sorvegliante domand, Cos' codesto segno che hai sulla fronte, non sembra naturale, Pu darsi che non lo sembri, ma io ci sono nato, D l'impressione che qualcuno ti abbia marchiato, Anche il vecchio con le due pecore ha detto la stessa cosa, ma si sbagliava, proprio come te, Se lo dici tu, Lo dico e lo ripeter tutte le volte che saranno necessarie, ma preferirei che mi lasciaste in pace, se fossi zoppo invece di avere questo segno, suppongo non me lo fareste notare continuamente, Hai ragione, non t'importuner pi, Non m'importuni affatto, tanto pi che devo ringraziarti per il grande aiuto che mi stai dando, il lavoro, questo cibo che mi ha rinfrancato l'anima, e forse qualcos'altro ancora, Che cosa, Non ho dove dormire, Questo  facilmente risolvibile, ti rimedio una stuoia, e l c' una locanda, parler con il padrone, Non c' dubbio che sei un buon samaritano, disse caino, Samaritano, domand il sorvegliante incuriosito, e che sarebbe, Non lo so, mi  uscito di getto, senza pensarci, e non so neanche cosa significa, Hai pi cose nella testa di quanto il tuo aspetto promette, Questa tunica lurida, Ti cedo una delle mie, e questa la userai solo per lavorare, Per quel po' che conosco di questo mondo non devono esserci molti uomini buoni,  stata una fortuna per me incontrarne uno qui, Hai finito, domand il sorvegliante con un tono un po' secco, come se gli elogi lo infastidissero, Non ne posso pi, non ricordo di aver mai mangiato tanto in vita mia, Adesso, al lavoro.
Ritornarono al palazzo, stavolta attraversando la parte edificata precedente all'ampliamento in corso, e l videro a un balcone una donna vestita con tutto ci che doveva essere il lusso di allora e quella donna, che gi in lontananza era parsa bellissima, li guardava assorta, come se non li vedesse, Chi , domand caino,  lilith, la padrona del palazzo e della citt, speriamo non ti metta gli occhi addosso, speriamo, Perch, Si raccontano certe cose, Che cose, Si dice che sia una strega, capace di rendere folle un uomo con le sue fatture, Che fatture, domand caino, Non lo so n voglio saperlo, non sono curioso, a me basta aver gi visto due o tre uomini che hanno avuto commercio carnale con lei, E allora, Degli sventurati che facevano pena, degli spettri, ombre di quelli che erano stati, Devi essere matto se immagini che un pigiatore d'argilla possa dormire con la regina della citt, Vuoi dire la padrona, Regina o padrona, tant', Si vede che non conosci le donne, sono capaci di tutto, del meglio e del peggio se cos aggrada loro, sono talmente signore da disprezzare una corona per poi andare a lavare al fiume la tunica dell'amante o da travolgere tutto e tutti per arrivare a sedersi su un trono, Parli per esperienza, domand caino, Osservo, niente di pi,  per questo che sono sorvegliante, Eppure, un po' di esperienza dovrai pur avercela, S, un po', ma io sono un uccello dalle ali corte, di quelli che volano basso, E io, allora, che non ho mai spiccato il volo neanche una sola volta, Non conosci donna, domand il sorvegliante, No, Di tempo nei hai tanto, sei ancora giovane. Avevano l davanti la pigiatura dell'argilla. Aspettarono che gli uomini, pi o meno schierati dal centro verso la periferia e che di tanto in tanto cambiavano di posto, quelli dentro all'esterno, quelli fuori all'interno, finissero di fare il giro e gli arrivassero davanti. Allora il sorvegliante disse, toccandolo su una spalla, Entra.
Come tutto, le parole hanno i loro che, i loro come e i loro perch. Alcune, solenni, ci interpellano con aria pomposa, dandosi importanza, come se fossero destinate a grandi cose, e, guarda un po', non erano altro che una leggera brezza che non sarebbe riuscita a muovere la pala di un mulino, altre, parole comuni, parole solite, parole di tutti i giorni, sarebbero arrivate ad avere, in definitiva, conseguenze che nessuno avrebbe osato prevedere, non  per questo che erano nate, eppure hanno finito per scuotere il mondo. Il sorvegliante disse, Entra, e fu come se avesse detto, Vai a pigiare l'argilla, vai a guadagnarti il pane, ma quella parola fu proprio la stessa che lilith, alcune settimane pi tardi, sarebbe arrivata a pronunciare, lettera dopo lettera, quando mand a chiamare l'uomo di cui le avevano detto che si chiamava abele, Entra. In una donna che ha fama di essere disinvolta nel procurare soddisfazione ai propri desideri, pu sembrare strano che avesse impiegato settimane ad aprire la porta della sua camera, ma anche per questo c' una spiegazione, come pi avanti si vedr. In questo periodo di tempo, caino non avrebbe potuto immaginare che idee stava covando quella donna quando, all'inizio accompagnata da un seguito di guardie, schiave e servitori vari, cominci a farsi vedere alla pigiatura dell'argilla. Doveva probabilmente essere come quei possidenti rurali bendisposti che vanno a interessarsi del raccolto in base allo sforzo delle persone che lavorano per loro, incoraggiandole con la loro visita, durante la quale non verr mai a mancare una parola di incitamento e a volte, nel migliore dei casi, una battuta cameratesca che, volente o nolente, far ridere tutti quanti. Lilith non parlava, se non con il sorvegliante, al quale chiedeva informazioni sull'andamento del lavoro e, di quando in quando, apparentemente tanto per dire qualcosa, sulla provenienza dei lavoratori venuti da fuori, questo qui, per esempio, Non so da dove venga, signora, quando gliel'ho domandato,  naturale voler sapere con chi si ha a che fare, ha indicato in direzione di ponente e pronunciato due parole, non pi di due, Che parole, Da l, signora, Non ha spiegato il motivo per cui ha lasciato la sua terra, No, signora, E come si chiama, costui, Abele, signora, mi ha detto di chiamarsi abele,  un buon lavoratore, S, signora,  uno di quelli che parlano poco, fa bene il suo dovere, E quel segno che ha sulla fronte, cos', Anch'io gliel'ho domandato e lui ha detto di averlo sin dalla nascita, Dunque, di questo abele che viene da ponente non sappiamo nulla, Non  l'unico, signora, a parte quelli che sono del posto e che pi o meno conosciamo, il resto sono storie da raccontare, giramondo, fuggiaschi, per lo pi gente di poche parole, pu anche darsi che tra loro si confidino, ma neanche di questo si pu avere la certezza, E quello col segno, come si comporta, Secondo me, agisce come se desiderasse non essere notato da nessuno, Io l'ho notato, mormor lilith parlando fra s e s. Trascorsi alcuni giorni si present alla pigiatura dell'argilla un messo del palazzo che domand a caino se avesse un mestiere. Caino gli rispose che in altri tempi faceva l'agricoltore ed era stato costretto a lasciare le sue terre per via dei cattivi raccolti. Il messo se ne and con l'informazione e torn in capo a tre giorni con un ordine che il pigiatore abele si presentasse immediatamente a palazzo. Cos come si trovava, con la sua vecchia tunica macchiata e ormai divenuta quasi uno straccio, caino, dopo essersi ripulito alla meglio le gambe sporche di argilla, segu il messo. Entrarono nel palazzo da una porticina laterale che dava in un vestibolo dove c'erano due donne l ad aspettare. Si ritir il messo per andare a riferire che il pigiatore d'argilla abele era sul posto, affidato alle schiave. Condotto da queste ultime in una stanza separata, caino fu spogliato e poi lavato da capo a piedi con acqua tiepida. Il contatto insistente e minuzioso delle mani femminili gli provoc un'erezione che non pot reprimere, ammesso che un'impresa del genere fosse possibile. Loro risero e, per tutta risposta, raddoppiarono le attenzioni verso quell'organo eretto che, fra altre risate, chiamavano flauto muto, e che d'improvviso gli si era rizzato fra le mani con l'elasticit di un serpente. Il risultato, viste le circostanze, era pi che prevedibile, l'uomo eiacul all'improvviso, a spruzzi successivi che, inginocchiate com'erano, le schiave ricevettero sul viso e in bocca. Un subitaneo barlume di lucidit illumin la mente di caino, ecco il motivo per cui erano andati a prenderlo alla pigiatura dell'argilla, ma non certo per dare piacere a delle semplici schiave che altre soddisfazioni legate alla loro condizione avrebbero dovuto avere. Il prudente avvertimento del sorvegliante dei muratori era cascato nel vuoto, caino aveva messo il piede nella trappola verso cui la padrona del palazzo lo aveva spinto dolcemente, senza premura, quasi senza farlo notare, come se fosse distratta da una nuvola passeggera, l a pensare ad altro. L'indugio del colpo finale era stato deliberato per dare tempo al seme lanciato nella terra come per caso di poter germogliare da solo e fiorire. Quanto al frutto, era chiaro che ormai non c'era da attendere a lungo perch venisse colto. Le schiave sembravano non aver fretta, adesso concentrate a estrarre dal pene di caino le ultime gocce che si portavano alle labbra sulla punta di un dito, una dopo l'altra, deliziate.
Tutto finisce, per, tutto ha la sua conclusione, una tunica pulita copr la nudit dell'uomo,  ora, parola pi di tutte anacronistica in questa storia biblica, che sia condotto al cospetto della padrona del palazzo, che gli dar un destino. Il messo aspettava nel vestibolo, una semplice occhiata gli bast per indovinare cos'era successo durante il bagno, ma non si scandalizz,  che i messi, per motivi d'ufficio, vedono un mucchio di cose, non c' niente che li stupisca. Inoltre, com'era noto gi a quest'epoca, la carne  supinamente debole, e non tanto per colpa sua, giacch lo spirito, il cui dovere, teoricamente, sarebbe di alzare una barriera contro tutte le tentazioni,  sempre il primo a cedere, a issare la bandiera bianca della resa. Il messo sapeva dove stava per condurre il pigiatore d'argilla abele, dove e perch, ma non lo invidiava, al contrario dell'episodio lascivo delle schiave, che quello, s, gli rimescolava il sangue. L'entrata a palazzo, stavolta, fu dalla porta principale perch qui non si fa niente di nascosto, se la padrona lilith ha scovato un nuovo amante,  meglio che si sappia subito, che non ci si costruisca attorno tutto un gioco di segretucci e maldicenze, tutta una rete di risolini e mormorii, come infallibilmente succederebbe in altre culture e civilt. Il messo ordin a una schiava che stava aspettando fuori dalla porta dell'anticamera, Vai a dire alla tua signora che siamo qui. La schiava and e torn con il messaggio, Vieni con me, disse a caino, e poi, rivolto al messo, Tu vai pure, non sei pi necessario. Cos vanno le cose, che nessuno s'insuperbisca se gli hanno affidato una missione delicata, la cosa pi sicura  che dopo il lavoro gli dicano, Tu vai pure, non sei pi necessario, e i messi lo sanno benissimo. Lilith era seduta su uno scranno di legno lavorato, indossava un abito che doveva valere una fortuna, un vestito che metteva in mostra con modestia minima una scollatura che lasciava vedere la curva dei seni e indovinare il resto. La schiava si era ritirata, erano soli. Lilith lanci all'uomo uno sguardo di apprezzamento, parve gradire ci che vide e infine disse, Starai sempre in questa anticamera, di giorno e di notte, hai l la tua branda e un sgabello su cui sederti, sarai, fin quando non cambier idea, il mio custode, impedirai l'entrata nella mia camera a qualsiasi persona, chiunque essa sia, salvo le schiave che vengono a pulirla e riordinarla, Chiunque sia, signora, domand caino senza alcuna intenzione apparente, Vedo che sei svelto di comprendonio, se stai pensando a mio marito, s, neppure lui  autorizzato a entrare, ma lui gi lo sa, non devi dirglielo, E se comunque una volta volesse entrare a tutti i costi, Sei un uomo robusto, saprai come impedirglielo, Non posso affrontare con la forza chi, in quanto signore della citt,  signore della mia vita, Puoi, se io te lo ordino, Prima o poi le conseguenze ricadranno sulla mia testa, Qualcosa, giovanotto, a cui nessuno sfugge a questo mondo, ma se sei un vigliacco, se hai qualche dubbio o paura, il rimedio  facile, te ne torni all'argilla, Non ho mai pensato che pigiare l'argilla fosse il mio destino, E anch'io non so se sarai, per sempre, il custode della camera di lilith, A me basta esserlo in questo momento, signora, Ben detto, solo per queste parole gi ti meriteresti un bacio. Caino non rispose, stava riconsiderando con attenzione la voce del sorvegliante dei muratori, Stai attento, si dice che sia una strega, capace di far impazzire un uomo con le sue fatture. A che pensi, domand lilith, A niente, signora, davanti a te non riesco a pensare, ti guardo e ti ammiro, nient'altro, Forse ti meriti un secondo bacio, Sono qui, signora, Ma io non ancora, custode. Si alz, si allisci le pieghe del vestito facendosi scivolare lentamente le mani sul corpo, come se si stesse accarezzando, prima i seni, poi il ventre, successivamente l'inizio delle cosce dove si trattenne, e tutto questo lo fece mentre guardava l'uomo fissamente, senza espressione, come una statua. Le schiave, libere da freni morali, avevano riso di pura contentezza, quasi con innocenza, mentre si divertivano a maneggiare il corpo dell'uomo, avevano partecipato a un gioco erotico di cui conoscevano tutti i precetti e le infrazioni, mentre qui, in questa anticamera dove non penetra alcun suono esterno, lilith e caino sembrano due schermitori che affinano le spade per un duello mortale. Lilith non c' pi, era entrata in camera e aveva chiuso la porta, caino si guard intorno e non trov altro rifugio se non lo sgabello che gli era riservato. And a sedervisi, all'improvviso spaventato alla prospettiva dei giorni futuri. Si sentiva prigioniero, lei stessa lo aveva detto, Starai qui giorno e notte, solo che non aveva aggiunto, Sarai, quando io lo decider, il mio toro da monta, un'espressione quest'ultima che sembrer non solo volgare ma anche male applicata al caso, dato che, teoricamente, la monta  roba da animali quadrupedi, non da esseri umani, ma che invece  applicata benissimo perch questi sono gi stati altrettanto quadrupedi di quelli, in quanto sappiamo tutti che quelle che oggi chiamiamo braccia e gambe furono per lungo tempo tutte gambe, finch a qualcuno non venne in mente di dire ai futuri uomini, Alzatevi che ormai  ora. Caino si domanda pure se non sar il caso di fuggire prima che sia troppo tardi, ma  una domanda oziosa, lo sa fin troppo bene che non fuggir, in quella camera c' una donna che sembra godere a lanciargli provocazioni una dopo l'altra, ma che uno di questi giorni gli dir, Entra, e lui entrer, e, entrando, passer da una prigione all'altra. Non  per questo che sono nato, pensa caino.
Non era nato neanche per uccidere il proprio fratello, e malgrado ci lo aveva lasciato cadavere in mezzo alla campagna con gli occhi e la bocca coperti di mosche, proprio lui, abele, che pure non era nato per questo. Caino ci pensa e ci ripensa e non trova spiegazione, si veda questa donna che, malgrado il suo morboso desiderio, com' facile capire, si compiace di continuare a rinviare il momento di concedersi, parola peraltro altamente inadeguata, perch lilith, quando finalmente aprir le gambe per farsi penetrare, non si star concedendo, bens star facendo in modo di divorare l'uomo al quale ha detto, Entra.
Caino ormai  entrato, ha dormito nel letto di lilith e, per quanto ci sembri incredibile,  stata proprio la sua mancanza di esperienza in fatto di sesso che gli ha impedito di annegare nel vortice di lussuria che in un solo istante ha rapito la donna e l'ha fatta esplodere e urlare come un'ossessa. Digrignava i denti, mordeva il guanciale, poi la spalla dell'uomo, del quale ha succhiato il sangue. Diligente, caino s'impegnava sul corpo di lei, perplesso davanti a quei movimenti e quelle grida sregolate, mentre, al tempo stesso, un altro caino che non era lui osservava la scena con curiosit, quasi con freddezza, l'agitazione incontenibile degli arti, le contorsioni del corpo di lei e del proprio corpo, le posizioni che la copula stessa sollecitava o imponeva, fino all'acme degli orgasmi. Non dormirono molto quella prima notte i due amanti. N la seconda, n la terza, n tutte le altre che seguirono. Lilith era insaziabile, le forze di caino parevano inesauribili, insignificante, quasi nullo, l'intervallo tra due erezioni e rispettive eiaculazioni, si sarebbe davvero potuto dire che si trovavano, sia l'uno che l'altra, nel paradiso dell'allah di l da venire. Una di quelle notti noah, il signore della citt e marito di lilith, al quale uno schiavo di fiducia aveva portato la notizia che l si verificava qualcosa di straordinario, entr nell'anticamera.
Non era la prima volta che lo faceva. Marito consenziente quant'altri mai, noah, in tutto il tempo, come si suole dire, di vita in comune, era stato incapace di dare un figlio alla donna ed era stata proprio la consapevolezza di quello smacco continuo, e fors'anche la speranza che lilith finisse per restare incinta di un amante occasionale e finalmente gli desse un figlio da poter chiamare erede, che lo aveva portato ad adottare, quasi senza accorgersene, quell'atteggiamento di condiscendenza coniugale che avrebbe finito, col tempo, per divenire una comoda maniera di vivere, turbata solo dalle rarissime volte in cui lilith, mossa da quella che immaginiamo sia la tanto decantata compassione femminile, decideva di andare nella camera del marito per un fugace e insoddisfacente contatto che non impegnava nessuno dei due, n lui a richiedere pi di quanto gli era dato, n lei a riconoscergli un tale diritto. Mai, per, lilith permise a noah di entrare nella sua camera. In questo momento, nonostante la porta chiusa, la veemenza delle effusioni erotiche dei due partner colpiva il poveruomo come uno schiaffo dopo l'altro, dando luogo, in lui, alla nascita subitanea di un sentimento che non aveva provato prima, un odio smisurato per il cavaliere che montava la cavalla lilith e la faceva nitrire come non mai. Lo uccido, disse noah fra s e s, senza pensare alle conseguenze del gesto, per esempio, come avrebbe reagito lilith se le avessero ucciso l'amante preferito. Li uccido, insisteva noah, ampliando ora il suo proposito, uccido lui e uccido lei. Sogni, fantasie, deliri, noah non uccider nessuno ed egli stesso avr la fortuna di sfuggire alla morte senza per ci fare nulla. Dalla camera ora non arriva pi alcun suono, ma ci non vuol dire che la festa dei corpi sia terminata, i musicisti stanno solo prendendosi un po' di riposo, non tarder che l'orchestra attacchi il ballo seguente, quello in cui la spossatezza far seguito, fino alla notte seguente, al violento parossismo finale.
Noah si  ormai ritirato, portando con s i suoi progetti di vendetta, che accarezza come se coccolasse il corpo inaccessibile di lilith. Vedremo come andr a finire.
Dopo quanto si  descritto,  naturale che a qualcuno venga in mente di domandare se caino non sar stanco, spremuto fino al midollo dall'insaziabile amante. Stanco lo , spremuto pure, e pallido come se fosse sul punto in cui la vita sta per estinguersi.  pur vero che il pallore non  altro che la conseguenza della mancanza di sole, della privazione della benefica aria aperta che fa crescere le piante e ci indora la pelle. In ogni modo, chi avesse visto quest'uomo prima che fosse entrato nella camera di lilith, perennemente diviso tra l'anticamera e la copula, senza dubbio direbbe, ripetendo, senza saperlo, le parole del sorvegliante dei muratori,  un'ombra, una vera e propria ombra. Proprio di questo fin per rendersi conto la principale responsabile della situazione, Hai una brutta cera, gli disse, Sto bene, rispose caino, Sar, ma la tua faccia dice il contrario, Non ha importanza, S che ce l'ha, d'ora in poi farai una passeggiata tutti i giorni, porterai con te uno schiavo perch nessuno t'importuni, voglio vederti con la faccia che avevi quando ti ho notato alla pigiatura dell'argilla, Non ho altra volont se non la tua, signora. Lo schiavo accompagnatore fu scelto personalmente da lilith, ma quello che lei non sapeva  che si trattava di un agente doppio che, sebbene al suo servizio dal punto di vista amministrativo, riceveva ordini da noah. Avremo dunque da temere il peggio.
Nelle prime uscite la passeggiata non fu turbata da alcun incidente, lo schiavo sempre un passo dietro caino, sempre attento a ci che lui diceva, suggerendo il percorso che pensava fosse il migliore fuori dalle mura della citt. Non c'erano motivi di preoccupazione. Finch un giorno le preoccupazioni si presentarono tutte insieme nella figura di tre uomini che li aggredirono lungo la strada e con i quali, come caino si accorse subito, lo schiavo traditore era in combutta. Che volete, domand caino. Gli uomini non risposero. Erano tutti armati, di spada quello che pareva essere il capo, di pugnali gli altri. Che volete, domand nuovamente caino. La risposta gli fu data dal gladio improvvisamente sguainato e puntato contro il suo petto, Ucciderti, disse l'uomo, e avanz, Perch, domand caino, Perch i tuoi giorni sono scaduti, Non potrai uccidermi, disse caino, il marchio che ho sulla fronte non te lo permetter, Che marchio, domand l'uomo che, a quanto pare, era miope, Questo qui, indic caino, Ah, s, ora lo vedo, non vedo per come codesto segno possa evitare che io ti uccida, Non  un segno, ma un marchio, E chi te l'ha fatto, sei stato tu, domand l'altro, No, il signore, Che signore, Il signore dio. L'uomo scoppi in una risata a cui gli altri, compreso lo schiavo infedele, si unirono in vivace coro.
Coloro che ridono piangeranno, disse caino, e rivolgendosi al capo del gruppo, Hai famiglia, domand, Perch vuoi saperlo, Hai figli, moglie, padre e madre vivi, altri parenti, S, ma, Non avrai bisogno di uccidermi perch subiscano il castigo, lo interruppe caino, la spada che hai in mano li ha gi condannati, parola del signore, Non credere di salvarti con queste menzogne, url l'uomo e avanz con la spada in resta.
All'istante l'arma si trasform in un serpente che l'uomo si scroll dalla mano terrorizzato, Ecco, disse caino, hai avuto la sensazione di un serpente ed era una spada. Si chin e afferr l'arma per l'impugnatura, Potrei ucciderti proprio adesso, e nessuno verrebbe in tuo soccorso, disse, i tuoi compagni sono fuggiti, il traditore che mi accompagnava pure, Perdonami, implor l'uomo mettendosi in ginocchio, Solo il signore potrebbe perdonarti se volesse, non io, vattene, avrai a casa il compenso per la tua vilt. L'uomo si allontan a capo chino, piangendo, disperandosi, mille volte pentito di avere scelto la professione di bandito di strada nella variante assassino. Ripetendo i passi che aveva fatto la prima volta, caino torn in citt. Proprio come allora, svoltando un angolo si trov davanti il vecchio con le due pecore legate con una cordicella. Sei cambiato molto, non sembri affatto il vagabondo che veniva da occidente n un pigiatore d'argilla, disse questi, Sono custode, rispose caino, e prosegu per la sua strada, Custode di che porta, domand il vecchio in un tono che voleva essere di scherno, ma che suonava di stizza, Se lo sai, non ti affannare a domandarlo, Mi mancano i particolari, e il succo sta proprio nei particolari, Ti ci puoi impiccare, la corda gi ce l'hai, concluse caino, sar il modo migliore per non rivederti pi. Il vecchio url ancora, Mi vedrai sino alla fine dei tuoi giorni, I miei giorni non avranno fine, rispose caino ormai lontano, intanto bada che le tue pecore non si mangino la cordicella,  per questo che ci sono io, perch loro non pensano ad altro.
Lilith non era in camera, doveva trovarsi su in terrazza, nuda com'era suo solito, a prendere il sole. Seduto sul suo unico sgabello, caino fece un bilancio, un esame di quanto era successo. Era evidente che lo schiavo lo aveva condotto appositamente su quella strada incontro ai banditi che facevano la posta, qualcuno, dunque, doveva aver elaborato il piano per porre fine alla sua vita. Immaginare chi fosse quello che oggi potremmo designare l'autore intellettuale del fallito attentato non era affatto difficile. Noah, disse caino,  stato lui, nessun altro a palazzo e in citt avrebbe interesse alla mia scomparsa. Fu in questo momento che lilith entr nell'anticamera,  durata poco la tua passeggiata, disse. Una sottile patina di sudore le faceva brillare la pelle delle spalle, era appetitosa come una melagrana matura, come un fico cui si fosse ormai crepata la buccia e lasciasse fuoriuscire la prima goccia di miele. A caino venne anche in mente di trascinarla a letto, ma rinunci all'idea, c'erano in questo momento argomenti seri da trattare, magari pi tardi. Hanno tentato di uccidermi, disse, Ucciderti, chi, domand lilith, sussultando, Lo schiavo che hai mandato con me e certi banditi assoldati, Che cosa  capitato, raccontami, Lo schiavo mi ha condotto su una strada fuori citt, l'agguato  avvenuto l, Ti hanno fatto del male, ti hanno ferito, No, Come sei riuscito a liberartene, domand lilith, Non mi si pu uccidere, disse caino serenamente, Sarai tu l'unica persona a crederlo a questo mondo, Infatti.
Ci fu un silenzio che caino interruppe, Non mi chiamo abele, disse, il mio nome  caino, Mi piace pi questo dell'altro, disse lilith facendo uno sforzo per mantenere la conversazione su un tono leggero, proposito che caino annull un attimo dopo, Abele era il nome di mio fratello, che ho ucciso perch il signore mi aveva disdegnato a suo favore, ho preso il suo nome per celare la mia identit, Qui non ci sarebbe importato niente che tu fossi caino o abele, la notizia del tuo crimine non ci  mai arrivata, S, oggi lo comprendo, Raccontami allora com' andata, Non hai paura di me, non ti ripugno, domand caino, Sei l'uomo che ho scelto per il mio letto e con cui mi coricher fra poco. Allora caino apr l'arca dei segreti e rifer il drammatico accaduto con tutti i particolari, non dimenticando le mosche sugli occhi e sulla bocca di abele, come pure le parole pronunciate dal signore, l'enigmatico impegno da lui assunto di proteggerlo da una morte violenta, Non domandarmi, disse caino, perch lo abbia fatto, non me l'ha detto e non credo sia cosa da potersi spiegare, A me basta che tu sia vivo e tra le mie braccia, disse lilith, Vedi in me un criminale che non si potr mai perdonare, domand caino, No, rispose lei, vedo in te un uomo che il signore ha offeso, e, adesso che so come ti chiami realmente, andiamo a letto, potrei ardere di desiderio anche qui se non vieni in mio soccorso, eri l'abele che ho conosciuto fra le lenzuola, ora sei il caino che devo ancora conoscere. Quando il delirio delle ripetute e svariate penetrazioni fece posto alla lassit, all'abbandono totale dei corpi, lilith disse,  stato noah, Credo di s, credo sia stato noah, convenne caino, non trovo chi altri a palazzo e in citt potesse desiderare, tanto quanto lui, di vedermi morto, Quando ci alzeremo, disse lilith, lo convocher qui, sentirai ci che ho da dirgli. Dormirono un po' per dare soddisfazione alle membra stanche, si svegliarono quasi contemporaneamente e lilith, gi in piedi, disse, Rimani pure a letto, lui non entrer. Chiam una schiava che l'aiutasse a vestirsi e dopo, tramite la stessa schiava, mand un messaggio a noah che venisse a parlarle. Si sedette nell'anticamera in attesa e, quando il marito entr, disse senza preamboli, Farai uccidere lo schiavo che mi hai dato per accompagnare caino nella sua passeggiata, Chi  caino, domand noah sorpreso dalla novit, Caino era abele, adesso  caino, e ucciderai anche gli uomini che hanno partecipato all'imboscata, Dov' caino, dato che il suo nome ormai  questo, In salvo, nella mia camera. Il silenzio divenne palpabile. Alla fine, noah disse, Non ho avuto niente a che vedere con ci che dici sia accaduto, Attenzione, noah, mentire  la peggiore delle vigliaccherie, Non sto mentendo, Sei vigliacco e stai mentendo, sei stato tu a istruire lo schiavo su quello che avrebbe dovuto fare, e dove e come, proprio lo stesso schiavo che, ci scommetto, ti  servito per spiare le mie azioni, occupazione in verit superflua perch ci che faccio, io lo faccio alla luce del giorno, Sono tuo marito, dovresti rispettarmi, Pu darsi che tu abbia ragione, realmente dovrei rispettarti, Allora che aspetti, domand noah fingendo un'irritazione che, terrorizzato per l'accusa, era lungi dal sentire, Non sto aspettando niente, semplicemente non ti rispetto, Sono un cattivo amante, non ti ho dato il figlio che volevi,  questo, domand lui, Avresti potuto essere un amante di prima categoria, avresti potuto darmi non uno, ma dieci figli, e comunque non ti rispetterei, Perch, Ci penser sopra, appena avr scoperto i motivi per cui non nutro il minimo rispetto nei tuoi confronti ti mander a chiamare, prometto che sarai il primo a conoscerli, e ora ti chiedo di ritirarti, sono esausta, ho bisogno di riposare. Noah si stava ormai allontanando, ma lei soggiunse ancora, Un'altra cosa, quando avrai acciuffato quel maledetto traditore, e spero non tarderai troppo,  un consiglio che ti sto dando, avvisami perch voglio venire ad assistere alla sua morte, gli altri non mi interessano, Lo far, disse noah e mise il piede sulla soglia della porta, ancora in tempo per udire le ultime parole della moglie, E, se ci sar tortura, voglio essere presente. Rientrata nella camera, lilith domand a caino, Hai sentito, S, Che te n' parso, Non c' dubbio,  lui che ha ordinato di uccidermi, non  stato neanche capace di reagire come avrebbe fatto un innocente. Lilith si mise a letto, ma non si avvicin a caino. Se ne stava sdraiata supina, con gli occhi ben aperti l a fissare il soffitto, e all'improvviso disse, Mi  venuta un'idea, Quale, Uccidere noah,  una follia, uno sproposito senza capo n coda, protest caino, scaccia quest'assurdit dal tuo animo, ti prego, Perch un'assurdit, ci libereremmo di lui, ci sposeremmo, tu saresti il nuovo signore della citt e io la tua regina e la tua schiava preferita, quella che bacerebbe il suolo ovunque tu passassi, quella che, se fosse necessario, prenderebbe tra le mani le tue feci, E chi dovrebbe ucciderlo, Tu, No, lilith, non me lo chiedere, non me l'ordinare, ho gi la mia dose di assassini, Non lo faresti per me, non mi ami, domand lei, ti ho consegnato il mio corpo perch ne godessi a dismisura, perch ne usufruissi senza regole n proibizioni, ti ho aperto le porte del mio spirito prima sprangate, e ti rifiuti di fare qualcosa che ti chiedo e che ci arrecherebbe la piena libert, La libert, s, e anche il rimorso, Non sono donna da rimorsi, questa  roba per deboli, per minorati, io sono lilith, E io sono solo un caino qualunque venuto da lontano, uno che ha ucciso il proprio fratello, un pigiatore d'argilla che, senza aver fatto niente per meritarlo, ha avuto la fortuna di dormire nel letto della donna pi bella e pi focosa del mondo, che ama, vuole e desidera in ogni poro del proprio corpo, Dunque, non uccideremo noah, domand lilith, Se ci tieni tanto, ordinalo a uno schiavo, Non disprezzo tanto noah al punto di farlo uccidere da uno schiavo, Schiavo lo sono anch'io e vorresti che lo uccidessi, Sarebbe diverso, non  schiavo colui che si corica nel mio letto, o forse lo , ma di me e del mio corpo, E perch non lo uccidi tu, domand caino, Credo che, nonostante tutto, non ne sarei capace, Uomini che uccidono donne se ne vedono tutti i giorni, se lo uccidessi tu forse inaugureresti una nuova epoca, Che siano altre a farlo, io sono lilith, la pazza, la dissennata, ma i miei errori e i miei crimini si fermano qui, Allora lasciamolo vivere, gli baster gi il castigo di sapere che noi sappiamo che voleva uccidermi, Abbracciami, calpestami sotto i tuoi piedi, pigiatore d'argilla. Caino l'abbracci, ma entr dentro di lei delicatamente, senza violenza, con una dolcezza inattesa che quasi le strapp le lacrime.
Due settimane dopo lilith annunci di essere incinta.
Chiunque avrebbe detto che la pace sociale e la pace domestica regnavano infine a palazzo, coinvolgendo tutti nello stesso fraterno amplesso. Non era cos, trascorsi alcuni giorni caino era giunto alla conclusione che, adesso che lilith era in attesa di un figlio, il suo tempo si era concluso. Quando il bimbo fosse venuto al mondo sarebbe stato per tutti il figlio di noah, e se all'inizio non sarebbero venuti a mancare i pi giustificati sospetti e mormorii, il tempo, questa grande livella, si sarebbe incaricato di limare gli uni e gli altri, senza contare che i futuri storici si sarebbero presi cura personalmente di eliminare dalla cronaca della citt qualsiasi allusione a un certo pigiatore d'argilla di nome abele, o caino, o come diavolo si chiamasse, un dubbio, questo, che gi di per s sarebbe stato considerato motivo sufficiente per condannarlo all'oblio, in quarantena definitiva, secondo quanto supponevano loro, nel limbo di quegli accadimenti che, per la tranquillit delle dinastie, non  conveniente rispolverare. Questo nostro racconto, sebbene non abbia niente di storico, dimostra fino a qual punto fossero in equivoco o malintenzionati i suddetti storici, caino  esistito per davvero, ha dato un figlio alla moglie di noah e adesso ha un problema da risolvere, come informare lilith che  suo desiderio partire. Confidava che la condanna proferita dal signore, Andrai errante e smarrito nel mondo, avrebbe potuto convincerla ad accettare la sua decisione di partire. Alla fin fine, fu meno difficile di quanto si aspettasse, fors'anche perch quel bimbo, formato non pi che da un pugno di cellule titubanti, esprimeva gi un volere e una volont, il cui primo effetto era stato ridurre la folle passione dei genitori a un normale episodio di letto al quale, come gi sappiamo, la storia ufficiale non dedicher neanche una riga. Caino chiese a lilith un giumento e lei diede ordini perch gli fosse consegnato il migliore, il pi docile, il pi robusto che ci fosse nelle stalle del palazzo. E si era a questo punto quando corse in citt la notizia che lo schiavo traditore e i suoi compari erano stati scoperti e acciuffati.
Fortunatamente per le creature sensibili, quelle che distolgono sempre lo sguardo dagli spettacoli scomodi, di qualunque natura essi siano, non ci furono n interrogatori n torture, ci che forse era dovuto alla gravidanza di lilith, giacch, secondo l'opinione di qualificate autorit locali, sarebbero potuti essere di malaugurio per il futuro del bimbo in gestazione, non solo il sangue che inevitabilmente si sarebbe versato, ma anche le urla raccapriccianti dei torturati. Dissero le tali autorit, per lo pi levatrici di lunga esperienza, che i beb, nelle pance delle mamme, percepiscono tutto quanto capita qua fuori. Il risultato fu una sobria esecuzione per impiccagione davanti a tutta la popolazione della citt, a mo' di avvertimento, Attenzione, questo  il minimo che pu capitare a voi tutti. Da un balcone del palazzo presenziarono all'atto punitivo noah, lilith e caino, quest'ultimo in qualit di vittima della fallita aggressione. Fu notato che, contrariamente a ci che avrebbe determinato il protocollo, non era noah a occupare il centro del gruppetto, bens lilith, che in tal modo separava il marito dall'amante, come a dire che, sia pur non amando lo sposo ufficiale, gli sarebbe rimasta legata perch cos pareva desiderare l'opinione pubblica e richiedevano gli interessi della dinastia, e che, se era obbligata dal crudele destino, Andrai errante e smarrito nel mondo, a lasciar partire caino, avrebbe continuato a essere unita a lui dalla sublime memoria del corpo, dal ricordo incancellabile delle splendide ore che aveva trascorso insieme a lui, questo una donna non lo dimentica mai, non come gli uomini, ai quali scivola tutto addosso. I cadaveri dei facinorosi rimarranno appesi proprio l dove si trovano finch non ne restino altro che delle ossa, giacch la carne loro  maledetta, e la terra, qualora vi fossero sepolti, si rivolterebbe in trance fino a vomitarli, una e pi volte. Quella notte, lilith e caino dormirono insieme per l'ultima volta. Lei pianse, lui l'abbracci e pianse a sua volta, ma le lacrime non durarono a lungo, di l a un attimo la passione erotica si impossessava di loro e, orientandoli, nuovamente li disorient fino al delirio, fino all'assoluto, come se il mondo non fosse altro che questo, due amanti che si divoravano a vicenda senza fine, finch lilith disse, Uccidimi. S, forse sarebbe dovuto essere questo il finale logico della storia degli amori di caino e lilith, ma lui non la uccise. La baci lungamente sulle labbra, poi si alz, la guard ancora una volta e and a concludere la notte nel letto del custode.
Malgrado l'oscurit cinerea dell'albeggiare, si vedeva che gli uccelli, non le amabili creature alate che ormai non avrebbero tardato molto a intonare al sole i loro canti, ma quei bruti volatili rapaci, quelli carnivori che vagano da un patibolo all'altro, avevano gi iniziato il loro lavoro di nettezza urbana nelle parti esposte degli impiccati, i visi, gli occhi, le mani, i piedi, la mezza gamba che la tunica non arrivava a coprire. Due civette, allarmate dal rumore delle zampe del giumento, si alzarono in volo dalle spalle dello schiavo, con un tenue fruscio setoso percepibile solo a orecchi esperti. Si infilarono a volo radente in una viuzza stretta, a fianco del palazzo, e scomparvero. Caino spron il giumento con i calcagni, attravers la piazza, chiedendosi se anche adesso avrebbe incontrato il vecchio con le due pecore legate con una cordicella, e, per la prima volta, si domand chi mai potesse essere quell'impertinente personaggio, Forse era il signore, ne sarebbe anche capace, con quel suo gusto di apparire all'improvviso da qualche parte, mormor. Non voleva pensare a lilith. Quando nel suo desolato letto di custode si era svegliato da un sonno inquieto, continuamente interrotto, un repentino impulso lo aveva quasi spinto a entrare nella stanza per un'ultima parola di commiato, per un ultimo bacio, e magari per quant'altro sarebbe potuto succedere. Era ancora in tempo. Nel palazzo dormono, soltanto lilith sar di certo sveglia, nessuno si sarebbe accorto della rapida incursione, o forse le due schiave che gli avevano schiuso le porte del paradiso al suo arrivo, e loro avrebbero detto, sorridendo, Come ti capiamo bene, abele. Dopo avere svoltato al primo incrocio non avrebbe pi visto il palazzo. Il vecchio delle pecore non c'era, il signore, se era lui, gli dava carta bianca, ma n una mappa delle strade, n un passaporto, n raccomandazioni di alberghi e ristoranti, un viaggio come quelli che si facevano anticamente, alla ventura, o, come si diceva allora, come vuole iddio. Caino spron di nuovo il giumento e ben presto si ritrov in aperta campagna. La citt era ormai solo una macchia grigiastra che, a poco a poco, con la distanza che via via aumentava, nonostante il passo contenuto dell'asino, sembrava sprofondare nel terreno. Il paesaggio era secco, arido, senza un filo d'acqua in vista. Davanti a questa desolazione era inevitabile che caino rammentasse la dura camminata fatta quando il signore lo aveva scacciato dalla fatidica valle dove il povero abele era rimasto per sempre. Senza niente da mangiare, senza un filo d'acqua tranne quella che, per miracolo, venne gi finalmente dal cielo quando le forze dell'anima stavano ormai per esaurirsi e le gambe minacciavano di afflosciarsi a ogni passo. Stavolta, almeno, il cibo non gli mancher, le bisacce sono piene fino all'orlo, un pensiero amorevole di lilith che, a quanto pare, non ci si  dimostrata una padrona di casa cos pessima come si sarebbe potuto pensare dai suoi costumi dissoluti. Il male  che tutt'intorno nel paesaggio non si vede neppure un'ombra dove proteggersi. A met mattina il sole  gi fuoco puro e l'aria  tutta un tremolio che ci fa dubitare di ci che gli occhi vedono. Caino disse, Meglio, cos non dovr smontare per mangiare. La strada saliva e saliva, e il giumento, che a ben vedere le cose di asino non ha niente, avanzava a zigzag, ora di qua, ora di l, si suppone che dovesse avere appreso quel geniale trucco dalle mule, che in questa materia di ascensioni alpine la sanno lunga. Qualche altro passo e la salita fin.
E allora, oh sorpresa, oh stupore, oh stupefazione, il paesaggio che caino aveva ora davanti a s era completamente diverso, verde di tutti i verdi mai visti, con alberi frondosi e campi coltivati, riflessi d'acqua, una temperatura mite, nuvole bianche che fluttuavano nel cielo. Si guard indietro, la stessa aridit di prima, la stessa secchezza, l non era cambiato niente. Era come se ci fosse una frontiera, una linea l a separare due paesi, O due tempi, disse caino senza la consapevolezza di averlo detto, proprio come se qualcuno lo stesse pensando al posto suo. Alz il capo per guardare il cielo e vide che le nuvole in movimento dalla direzione da cui siamo venuti si trattenevano in verticale al suolo e subito dopo scomparivano per artifici sconosciuti. C' da tenere in considerazione il fatto che caino  male informato su questioni cartografiche, si potrebbe addirittura dire che questo, in un certo qual modo,  il suo primo viaggio all'estero, dunque  naturale che sia sorpreso, altra terra, altra gente, altri cieli e altri costumi. S, tutto questo pu essere corretto, ma quello che nessuno mi spiega  il motivo per cui le nuvole non possono passare da l a qua. A meno che, dice la voce che parla per bocca di caino, il tempo sia un altro, che questo paesaggio curato e lavorato dalla mano dell'uomo fosse stato, in epoche passate, altrettanto sterile e desolato della terra di nod. Allora ci troviamo nel futuro, ci domandiamo noi, che per abbiamo gi visto dei film che ne trattano, e libri pure. S, questa  la formula comune per spiegare qualcosa tipo quello che sembra esser successo qui, il futuro, diciamo noi, e tiriamo un sospiro di sollievo, ormai ci abbiamo messo il cartellino, l'etichetta, ma, a nostro parere, ci capiremmo meglio se lo definissimo altro presente, perch la terra  la stessa, s, ma i suoi presenti continuano a variare, alcuni sono presenti passati, altri presenti a venire,  semplice, lo capir chiunque. Chi d segni della gioia pi profonda  il giumento. Nato e cresciuto in terre dove il terreno  arido, alimentato a paglia e cardi, con l'acqua razionata o quasi, la visione che gli si offriva rasentava il sublime. Peccato che non ci fosse l nessuno in grado di interpretare i movimenti delle orecchie, questa specie di telegrafo sventolante di cui la natura lo aveva dotato, senza che la fortunata bestia potesse immaginare che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbe voluto esprimere l'ineffabile, e l'ineffabile, come sappiamo,  proprio ci che si trova al di l di qualsiasi possibilit di espressione. Felice lo  anche caino, che gi sogna una colazione in campagna, tra verzure, fugaci rivoletti d'acqua e uccellini l a intonare la loro sinfonia tra i rami. A destra della strada, laggi, si vede un filare di alberi di una certa dimensione che promette un'ombra e una siesta tra le migliori. In quella direzione spron caino il giumento. Il posto sembrava inventato apposta per rinfrescare i viaggiatori stanchi e le rispettive bestie da soma. Parallela agli alberi c'era una siepe di arbusti che occultavano la stretta carrareccia che saliva verso il picco della collina. Alleviato dal peso delle bisacce, il giumento si era dedicato alle delizie dell'erba fresca e di qualche rustico fiore qua e l, dei sapori che non gli erano mai passati per la gola. Caino scelse tranquillamente il menu e mangi proprio l, seduto a terra, circondato da innocenti uccellini che piluccavano le briciole, mentre i ricordi dei bei momenti vissuti tra le braccia di lilith tornavano a scaldargli il sangue. Le palpebre avevano gi cominciato a pesargli quando una voce giovanile, da ragazzo, lo fece sussultare, Padre, chiam il ragazzo, e poi un'altra voce, da adulto di una certa et, domand, Che vuoi, isacco, Abbiamo portato fin qui il fuoco e la legna, ma dov' la vittima per il sacrificio, e il padre rispose, Provveder il signore, trover il signore la vittima per il sacrificio. E continuarono a risalire il pendio. Orbene, intanto che loro salgono lemme lemme, conviene sapere com' iniziata questa storia per comprovare una volta ancora come il signore non sia gente di cui potersi fidare. Circa tre giorni prima, non pi tardi, il signore aveva detto ad abramo, padre del ragazzino che trasporta sulle spalle il fascio di legna, Porta con te il tuo unico figlio, isacco, al quale vuoi tanto bene, recati nella regione del monte moria e offrimelo in sacrificio su uno dei monti che ti indicher. Il lettore ha letto bene, il signore ha ordinato ad abramo di sacrificargli proprio il figlio, e il tutto con la massima semplicit, come chi chiede un bicchiere d'acqua quando ha sete, il che significa che era una sua abitudine, e ben radicata. La cosa logica, la cosa naturale, la cosa semplicemente umana sarebbe stata che abramo avesse mandato il signore a cagare, ma non  andata cos. L'indomani mattina lo snaturato padre si alz presto per bardare l'asino, prepar la legna per il fuoco del sacrificio e s'incammin verso il luogo che il signore gli aveva indicato, portando con s due servitori e suo figlio isacco. Il terzo giorno di viaggio, abramo avvist in lontananza il suddetto luogo. Disse allora ai servitori, Voi restate qui con l'asino che io vado laggi con il bambino, per adorare insieme il signore e poi torneremo da voi.
Vale a dire che, oltre che figlio di puttana quanto il signore, abramo era decisamente un bugiardo, pronto a ingannare chiunque con la sua lingua biforcuta che, in questo caso, secondo il dizionario privato del narratore di questa storia, significa traditrice, perfida, fraudolenta, sleale e altre meraviglie simili. Giunto dunque nel luogo di cui il signore gli aveva parlato, abramo costru un altare e vi depose sopra la legna. Poi leg il figlio e lo mise sull'altare, impugn il coltello per sacrificare il povero ragazzo e gi si accingeva a tagliargli la gola quando sent che qualcuno gli afferrava il braccio, mentre una voce urlava, Che vuoi fare, vecchio malvagio, uccidere tuo figlio, bruciarlo,  di nuovo la stessa storia, si comincia con un agnello e si finisce per assassinare colui che pi si dovrebbe amare,  il signore che l'ha ordinato,  il signore che l'ha ordinato, si dibatteva abramo, Taci, o se qui c' qualcuno che uccide quello sono io, slega subito il ragazzo, inginocchiati e chiedigli perdono, Chi sei tu, Sono caino, sono l'angelo che ha salvato la vita a isacco. No, non era vero, caino non  per niente un angelo, un angelo  questo che  appena atterrato con un grande rumore d'ali e ha cominciato a declamare come un attore che avesse finalmente sentito la sua battuta, Non alzare la mano contro il bambino, non fargli del male, giacch oramai ho visto che sei obbediente al signore, disposto, per amor suo, a non risparmiare neppure il tuo unico figlio, Arrivi tardi, disse caino, se isacco non  morto  grazie a me che l'ho impedito. L'angelo fece una faccia contrita, Mi spiace molto di essere arrivato in ritardo, ma non  stata colpa mia, mentre stavo venendo mi  sorto un problema meccanico all'ala destra, non era in sincronia con la sinistra, e il risultato sono stati dei continui cambiamenti di rotta che mi disorientavano, mi son trovato nelle pesti per arrivare sin qui, e per giunta non mi avevano spiegato bene quale di questi monti era il luogo del sacrificio, se ce l'ho fatta  stato per un miracolo del signore, Tardi, disse caino, Meglio tardi che mai, rispose l'angelo con prosopopea, come se avesse appena enunciato una verit elementare, Ti sbagli, mai non  il contrario di tardi, il contrario di tardi  troppo tardi, gli rispose caino. L'angelo borbott, Un altro razionalista, e siccome non aveva ancora portato a termine la missione di cui era stato incaricato trasmise il resto del messaggio, Ecco ci che ha mandato a dire il signore, Giacch sei stato capace di fare questo e non hai risparmiato neppure tuo figlio, giuro sul mio buon nome che ti benedir e ti dar una discendenza tanto numerosa quanto le stelle del cielo o le sabbie della spiaggia ed essi si impadroniranno delle citt dei loro nemici e, inoltre, attraverso i tuoi discendenti si sentiranno benedetti tutti i popoli del mondo, perch tu hai obbedito al mio ordine, parola del signore. Queste, per chi non lo sappia o finga di ignorarlo, sono le contabilit doppie del signore, disse caino, se una ci ha guadagnato, l'altra non ci ha perso, a parte ci non capisco come potranno mai essere benedetti tutti i popoli del mondo solo perch abramo ha obbedito a un ordine stupido, Questa, noi la chiamiamo obbedienza dovuta, disse l'angelo. Poi, zoppicando sull'ala destra, con l'amaro in bocca per il fallimento della missione, la celestiale creatura se n' andata, anche abramo e suo figlio sono ormai in cammino verso il luogo dove li aspettano i servitori, e adesso, mentre caino sistema le bisacce sulla groppa del giumento, immaginiamo un dialogo tra l'aguzzino frustrato e la vittima salvata in extremis. Domand isacco, Padre, che male ti ho fatto perch tu abbia voluto uccidermi, proprio io che sono il tuo unico figlio, Male non me ne hai fatto, isacco, Allora perch volevi tagliarmi la gola come se fossi un agnello, domand il ragazzo, se non fosse apparso quell'uomo a trattenere il tuo braccio, che il signore lo copra di benedizioni, ora staresti riportando a casa un cadavere, L'idea  stata del signore, che voleva fare la prova, La prova di che, Della mia fede, della mia obbedienza, E che razza di signore  questo che ordina a un padre di uccidere il proprio figlio,  il signore che abbiamo, il signore dei nostri antenati, il signore che c'era gi quando siamo nati, E se quel signore avesse un figlio, farebbe uccidere anche lui, domand isacco, Lo dir il futuro, Allora il signore  capace di tutto, del bene, del male e del peggio, Proprio cos, Se tu avessi disobbedito all'ordine, che sarebbe successo, domand isacco,  costume del signore mandare la rovina, o una malattia, a chi gli  venuto meno, Allora il signore  rancoroso, Penso di s, rispose abramo a voce bassa, come se temesse di essere udito, al signore niente  impossibile, Neanche un errore o un crimine, domand isacco, Gli errori e i crimini soprattutto, Padre, non mi ci trovo con questa religione, Dovrai trovartici, figlio mio, non avrai altro rimedio, e ora devo farti una richiesta, un'umile richiesta, Quale, Che dimentichiamo quello che  capitato, Non so se ne sar capace, padre mio, mi vedo ancora sdraiato su quella legna, legato, e il tuo braccio alzato, col coltello l a brillare, Quello non ero io, nel pieno delle mie facolt non lo avrei mai fatto, Vuoi dire che il signore fa impazzire le persone, domand isacco, S, molte volte, quasi sempre, rispose abramo, Comunque sia, chi aveva il coltello in mano eri tu, Il signore aveva organizzato tutto, all'ultimo momento sarebbe intervenuto, hai visto l'angelo che  apparso,  arrivato in ritardo, Il signore avrebbe trovato un altro modo di salvarti, anzi, probabilmente sapeva pure che l'angelo avrebbe tardato e per ci ha fatto apparire quell'uomo, Si chiama caino, lui, non dimenticare ci che gli devi, Caino, ripet abramo obbediente, l'ho conosciuto che ancora non eri nato, L'uomo che ha salvato tuo figlio dall'essere sgozzato e bruciato sul fascio di legna che egli stesso aveva trasportato sulle spalle, Non lo sei stato, figlio mio, Padre, la questione, per quanto me ne importi assai, non  tanto che io sia morto o meno, la questione  che siamo governati da un signore come questo, altrettanto crudele di baal, che divora i propri figli, Dov' che hai udito questo nome, Si sogna, padre. Sto sognando, disse anche caino quando apr gli occhi. Si era addormentato sopra il giumento e all'improvviso si svegli. Si trovava in un paesaggio diverso, con degli alberi rachitici qua e l, e altrettanto secco della terra di nod, ma secco di sabbia, non di cardi. Un altro presente, disse. Gli parve che questo dovesse essere pi antico del precedente, quello in cui aveva salvato la vita al ragazzino di nome isacco, e ci dimostrava che sarebbe potuto andare tanto avanti come indietro nel tempo, e non per volont propria, poich, per dirla francamente, si sentiva come qualcuno che pi o meno, solo pi o meno, sa dove si trova, ma non dove  diretto. Questo luogo, unicamente per dare un esempio delle difficolt di orientamento che caino sta affrontando, aveva tutto l'aspetto di essere un presente passato da un bel pezzo, come se il mondo si trovasse ancora nelle ultime fasi di costruzione e tutto avesse un aspetto provvisorio. Laggi in lontananza, giungendo davvero a proposito, sulla linea dell'orizzonte, si distingueva una torre altissima a forma di un cono tronco, cio, una forma conica a cui avessero tagliato la parte superiore o che ancora non vi fosse stata messa. La distanza era grande, ma a caino, che aveva una vista eccellente, parve di vedere gente che si muoveva intorno all'edificio. La curiosit gli fece toccare le natiche dell'animale perch accelerasse il passo, ma subito dopo la prudenza lo costrinse a ridurre l'andatura. Non aveva la certezza che si trattasse di gente pacifica, e, quand'anche lo fosse stata, vai a sapere cosa sarebbe potuto accadere a un asino carico di due bisacce di alimenti della miglior qualit davanti a una folla di persone per necessit e tradizione disposte a divorare tutto quanto gli comparisse davanti. Non le conosceva, non sapeva chi fossero, ma non sarebbe stato affatto difficile immaginarlo. Per, non poteva neanche lasciare il giumento l, legato a uno di questi alberi come qualcosa senza valore, poich avrebbe rischiato di non trovare al ritorno n asino n cibo. Dettava la cautela che prendesse un'altra strada, che lasciasse perdere le avventure, insomma, per dirla in breve, che non sfidasse il destino cieco. La curiosit, per, pot pi della cautela.
Dissimul alla meglio l'apertura delle bisacce con i rami di un albero, come se si trattasse di cibo per l'animale, e, alea iacta est, fece rotta verso la torre. A mano a mano che si avvicinava, il rumore delle voci, dapprima tenue, andava via via crescendo fino a trasformarsi in una vera e propria gazzarra.
Sembrano dementi, pazzi completi, pens caino. S, erano pazzi per la disperazione perch parlavano e non riuscivano a intendersi, come se fossero sordi e urlassero sempre pi forte, inutilmente. Parlavano lingue diverse e in alcuni casi si prendevano in giro e si schernivano gli uni con gli altri come se la lingua di ciascuno fosse pi armoniosa e pi bella di quella degli altri. La cosa curiosa, in questo caso, ma caino ancora non lo sapeva,  che nessuna di quelle lingue era esistita in precedenza nel mondo, tutti coloro che ora sono qui parlavano benissimo un solo idioma laggi al loro paese e si capivano senza la minima difficolt. La fortuna fu che s'imbatt subito in un uomo che parlava ebraico, lingua che gli era toccata in sorte in mezzo a quella confusione creata e che caino gi cominciava a conoscere, tra gente l ad esprimersi, senza dizionari n interpreti, in inglese, in tedesco, in francese, in spagnolo, in italiano, in euscaro, alcuni in latino e greco, e persino, chi l'avrebbe mai pensato, in portoghese.
Cos' tutta questa discordia, domand caino, e l'uomo rispose, Quando venimmo a stabilirci qui dall'oriente parlavamo tutti la stessa lingua, E come si chiamava, volle sapere caino, Siccome era l'unica che c'era non aveva bisogno di nome, era la lingua, e basta, Che cosa  accaduto dopo, Qualcuno ebbe l'idea di fabbricare dei mattoni e cuocerli nel forno, E come li facevate, domand il vecchio pigiatore d'argilla sentendo di trovarsi tra la sua gente, Come li avevamo sempre fatti, con argilla, sabbia e pietrisco, come malta usavamo il bitume, E dopo, Dopo decidemmo di costruire una citt con una grande torre, quella l, una torre che arrivasse al cielo, A che scopo, domand caino, Per diventare famosi, E cosa  accaduto, perch mai la costruzione  ferma, Perch il signore venne a vederla e non gli piacque, Arrivare al cielo  il desiderio di tutti gli uomini giusti, il signore avrebbe dovuto piuttosto dare una mano all'opera, Sarebbe stato bello, s, ma non and cos, Allora che fece lui, Disse che una volta che ci eravamo messi a fare la torre nessun altro avrebbe potuto impedirci di fare ci che avessimo voluto, perci confuse le nostre lingue e da quel momento in poi, come vedi, non ci intendiamo pi, E ora, domand caino, Ora non ci sar nessuna citt, la torre non sar terminata e noi, ciascuno con la propria lingua, non potremo vivere insieme come abbiamo fatto finora, Quanto alla torre, sar meglio lasciarla l come ricordo, tempo verr in cui dovunque si faranno escursioni per venire a vederne le rovine, Probabilmente non ci saranno neanche le rovine, c' chi ha sentito dire al signore che, quando ormai non ci fossimo pi, avrebbe mandato un forte vento per distruggerla, e quello che il signore dice, lo fa, La gelosia  il suo grande difetto, invece di essere orgoglioso dei figli che ha, ha preferito dar voce all'invidia,  chiaro che il signore non sopporta di vedere gente felice, Tanto lavoro, tanto sudore, per niente, Che peccato, disse caino, ne sarebbe venuta fuori una bella opera, Infatti, disse l'uomo, ora con gli occhi avidi fissi sull'asino. Sarebbe stato per lui una conquista facile se avesse chiesto l'aiuto dei compagni, ma l'egoismo pot pi dell'intelligenza.
Quando accenn un movimento per mettere mano alla cavezza, il giumento, proprio quello che era uscito dalle stalle di noah con una reputazione di docile, fece una sorta di passo di danza con le zampe anteriori e, volgendo il posteriore, sferr un paio di calci che gettarono il povero diavolo a pecorone. Sebbene avesse agito per legittima difesa, il giumento ebbe immediatamente la consapevolezza che i suoi buoni motivi non sarebbero stati accettati dalla massa che, sbraitando in tutte le lingue che c'erano e ci sarebbero state nel futuro, avanzava per saccheggiare le bisacce e farlo a polpette. Senza neanche aver bisogno dello stimolo dei calcagni del cavaliere part in un trotto vivace e subito dopo in un galoppo del tutto inaspettati, vista la sua natura asinina, da animale sicuro ma al quale, teoricamente, non si poteva chiedere fretta. Gli assalitori dovettero rassegnarsi a vederlo sparire in una nuvola di polvere, che avrebbe finito per avere un'altra importante conseguenza, quella di far transitare caino e la sua cavalcatura in un altro presente futuro in questo stesso luogo, ma privo degli audaci rivali del signore, dispersi nel mondo perch ormai non avevano pi una lingua comune che li mantenesse uniti. Imponente, maestosa, laggi c'era la torre, sul filo dell'orizzonte, anche se incompiuta, pareva in grado di sfidare i secoli e i millenni, ma, tutt'a un tratto, c'era e poi non c'era pi. Si compiva ci che il signore aveva annunciato, che avrebbe inviato un vento talmente forte da non lasciare pietra su pietra n mattone su mattone. La distanza non consentiva a caino di rendersi conto della violenza del ciclone spirato dalla bocca del signore n del fragore dei muri che crollavano uno dopo l'altro, i pilastri, le arcate, le volte, i contrafforti, ragion per cui la torre pareva andar gi in silenzio, come un castello di carta, finch tutto fin in un'enorme nuvola di polvere che saliva al cielo e non lasciava vedere il sole. Molti anni dopo si dir che vi era caduto un meteorite, un corpo celeste, uno dei tanti che vagano nello spazio, ma non  vero, fu la torre di babele, che l'orgoglio del signore non ci consent di ultimare. La storia degli uomini  la storia dei loro fraintendimenti con dio, n lui capisce noi, n noi capiamo lui.
Era scritto nelle tavole del destino che caino avrebbe dovuto rincontrare abramo. Un giorno, in occasione di uno di questi repentini cambiamenti di presente che lo facevano viaggiare nel tempo, ora in avanti ora all'indietro, caino si ritrov davanti a una tenda, nell'ora pi calda, presso le querce di mamre. Gli era parso di intravvedere un anziano che gli ricordava vagamente qualcuno. Per accertarsene chiam dalla porta della tenda e allora comparve abramo. Cerchi qualcuno, gli domand questi, S e no, sono solo di passaggio, mi  parso di riconoscerti e non mi sono sbagliato, come sta tuo figlio isacco, io sono caino, Ti sbagli, l'unico figlio che ho si chiama ismaele, non isacco, e ismaele  il figlio che ho avuto con la mia schiava agar. Il vivace spirito di caino, ormai allenato in queste situazioni, si illumin all'improvviso, il gioco dei presenti alternativi aveva manipolato il tempo ancora una volta, gli aveva mostrato prima ci che sarebbe accaduto solo dopo, cio, con parole che si vogliono pi semplici ed esplicite, il famoso isacco non era ancora nato. Non ricordo di averti mai visto, disse abramo, ma entra, sei a casa tua, ti far portare dell'acqua per lavarti i piedi e pane per il viaggio, Per prima cosa devo occuparmi del mio giumento, Conducilo sotto quelle querce, laggi troverai fieno e paglia e c' un abbeveratoio colmo d'acqua fresca. Caino condusse l'asino per la briglia, gli tolse il basto per alleviarlo del caldo che faceva e lo piazz sotto un'ombra. Poi soppes le bisacce quasi vuote pensando a come poter rimediare a una scarsezza di alimenti che stava ormai per divenire allarmante. Ci che aveva udito da abramo lo aveva rinfrancato, ma c' da considerare che non di solo pane vive l'uomo, principalmente lui, abituato negli ultimi tempi a prelibatezze gastronomiche ben al di sopra della sua origine e condizione sociale. Lasciando il giumento ai pi legittimi piaceri campestri, acqua, ombra, cibo abbondante, caino si incammin verso la tenda, buss alla porta per avvisare della sua presenza ed entr. Vide subito che c'era in corso una riunione alla quale, ovviamente, non era stato invitato, tre uomini, a quanto pareva giunti nel frattempo, chiacchieravano con il padrone di casa. Fece per ritirarsi con la discrezione conveniente, ma abramo disse, Non andare via, siediti, siete tutti miei ospiti, e ora, se mi permettete, andr a dare i miei ordini. Subito dopo corse dentro la tenda e disse a sara, sua moglie, Presto, impasta tre dosi della miglior farina e fai delle pagnotte. Poi and dove c'era il bestiame e prese un vitello giovane e grasso, che consegn a un servitore perch lo cucinasse rapidamente. Una volta fatto questo, serv agli ospiti il vitello che aveva preparato, ivi compreso a caino, Mangia con loro l, sotto gli alberi, disse. E, come se non bastasse, a tutti serv anche burro e latte. Allora gli domandarono, Dov' sara, e abramo rispose,  nella tenda. Fu a questo punto che uno dei tre uomini disse, Entro l'anno che viene torner nella tua casa e, a tempo debito, tua moglie avr un figlio. Questo sar isacco, disse caino a voce bassa, talmente bassa che nessuno parve udirlo. Orbene, abramo e sara erano piuttosto anziani, e lei non era pi in et di avere figli. Perci sorrise, pensando, Com' che potr sentire ancora questa gioia se mio marito e io siamo vecchi e stanchi. L'uomo domand ad abramo, Perch sara ha sorriso, pensando di non poter pi avere un figlio a quest'et, forse che per il signore questa  una cosa cos tanto difficile. E ripet quanto aveva detto prima, Entro un anno ripasser nella tua casa e, al termine del giusto tempo, tua moglie avr dato alla luce un figlio. Udendo ci, sara si spavent e neg di aver sorriso, ma l'altro rispose, Hai sorriso, s, signora, ti ho visto bene. A questo punto tutti si accorsero che il terzo uomo era proprio il signore dio in persona. Non si  detto al momento giusto che caino, prima di entrare nella tenda, si era calato sugli occhi la fibbia del turbante per nascondere il marchio alla curiosit dei presenti, soprattutto del signore che lo avrebbe riconosciuto immediatamente, perci, quando il signore gli domand se il suo nome era caino, rispose, Sono caino, in verit, ma non quello.
La cosa naturale sarebbe stata che il signore, dinanzi alla non del tutto abile schivata, avesse insistito e che caino finisse col confessare di essere proprio lui, quello che aveva assassinato il proprio fratello abele e per quella colpa di vagare scontando la pena di errante e smarrito, ma il signore aveva una preoccupazione ben pi pressante e importante che dedicarsi ad appurare la vera identit di un forestiero sospetto.
Si d il caso che gli erano arrivate lass, nel cielo da cui era venuto alcuni istanti prima, numerose lamentele per i crimini contro natura commessi nelle citt di sodoma e gomorra, l vicino. Da giudice imparziale quale si era sempre pregiato di essere, sebbene non mancassero azioni sue a dimostrare esattamente il contrario, era venuto quaggi per mettere in chiaro la questione. Ragion per cui era in procinto di dirigersi a sodoma, accompagnato da abramo, e anche da caino, che aveva chiesto, per curiosit di turista, di poterli seguire. I due che erano venuti insieme a lui, ed erano sicuramente degli angeli di compagnia, li avevano preceduti. Allora abramo fece al signore tre domande, Ma distruggerai gli innocenti insieme con i colpevoli, supponiamo che a sodoma ci siano cinquanta innocenti, distruggerai anch'essi, non sarai capace di perdonare tutta la citt per riguardo verso quei cinquanta che sono innocenti dal male. E prosegu dicendo, Non  possibile che farai una cosa del genere, signore, condannare a morte l'innocente insieme con il colpevole, in tal modo, agli occhi di tutti, essere innocente o colpevole sarebbe la stessa cosa, orbene, tu, che sei il giudice del mondo intero, devi essere giusto nelle tue sentenze. A questo rispose il signore, Se trover nella citt di sodoma cinquanta persone che siano innocenti, perdoner tutta la citt per riguardo verso di loro.
Incoraggiato, pieno di speranza, abramo continu, Giacch mi son preso la libert di parlare al mio signore, pur non essendo io pi dell'umile polvere della terra, permettimi ancora una parola, supponiamo che non arrivino proprio a cinquanta, che ne manchino magari cinque, distruggerai forse la citt a causa di questi cinque. Il signore rispose, Anche se ve ne trover quarantacinque che siano innocenti, non distrugger la citt. Abramo decise di battere il ferro fintanto che era caldo, Supponiamo ora che ce ne siano quaranta che sono innocenti, e il signore rispose, Anche per quei quaranta non distrugger la citt, E se se ne trovassero trenta, Per quei trenta non far del male alla citt, E se fossero venti, insistette abramo, Non la distrugger per riguardo a quei venti. Allora abramo si azzard a dire, Che il mio signore non s'adiri se porr un'altra domanda ancora, Parla, disse il signore, Supponiamo che ci siano soltanto dieci innocenti, e il signore rispose, Anche cos non la distrugger per riguardo a quei dieci. Dopo aver cos risposto alle domande di abramo, il signore si ritir, e abramo, accompagnato da caino, torn nella tenda. Di quello che ancora doveva nascere, isacco, non si sarebbe parlato pi. Quando arrivarono alle querce di mamre, abramo entr nella tenda, per uscirne poco dopo con le pagnotte da consegnare a caino come aveva promesso. Caino, che stava sellando il giumento, si ferm per ringraziare del generoso dono, e domand, Come ti pare che il signore far a contare i dieci innocenti che, qualora ci siano, eviterebbero la distruzione di sodoma, credi che andr di porta in porta a indagare sulle tendenze e gli appetiti sessuali dei padri di famiglia e dei loro discendenti maschi, Il signore non ha bisogno di fare scrutini del genere, lui deve solo guardare la citt dall'alto per sapere cosa vi accade, rispose abramo, Vuoi dire che il signore ha fatto quest'accordo con te per niente, solo per compiacerti, domand nuovamente caino, Il signore ha dato la sua parola, Non mi pare proprio, com' vero che mi chiamo caino, sebbene mi sia chiamato anche abele, che ci siano degli innocenti o meno, sodoma sar distrutta, e forse stanotte stessa,  possibile, s, e non sar solo sodoma, sar anche gomorra e altre due o tre citt della pianura, dove i costumi sessuali si sono altrettanto rilassati, gli uomini con gli uomini e le donne trascurate, E non ti preoccupa ci che potrebbe succedere a quei due uomini che sono venuti con il signore, Non erano uomini, erano angeli, che li conosco bene, io, Angeli senza ali, Non avranno bisogno di ali se dovranno salvarsi, Ma io ti dico che, a quegli angeli, non vedranno l'ora di mettergli le mani e qualcos'altro addosso, e il signore non sar per niente soddisfatto di te, io, se fossi al posto tuo, andrei in citt a vedere come sta andando, a te non farebbero del male, Hai ragione, ci andr, ma ti chiedo di accompagnarmi, mi sentir pi sicuro, un uomo e mezzo valgono di pi di uno, Siamo due, non uno, Io sono soltanto la met di un uomo, caino, In tal caso andiamo, se dovessero aggredirci, due o tre potr ancora farli fuori col pugnale che ho con me sotto la tunica, dopo di che auguriamoci che ci pensi il signore. Allora abramo chiam un servitore e gli ordin di condurre il giumento nella stalla. E a caino disse, Se non hai impegni che ti obblighino a partire oggi stesso, ti offro ospitalit per stanotte come piccola ricompensa del favore che mi farai accompagnandomi, Altri favori mi aspetto di poterti fare in futuro, se saranno in mio potere, rispose caino, ma abramo non poteva immaginare dove volesse arrivare con queste misteriose parole. Cominciarono a scendere verso la citt e abramo disse, Inizieremo andando a casa di mio nipote lot, figlio di mio fratello haran, lui ci metter al corrente di ci che sar successo. Il sole era ormai tramontato quando arrivarono a sodoma, ma c'era ancora molta luce. Videro allora un grande assembramento di uomini davanti alla casa di lot, e tutti urlavano, Vogliamo quelli che sono l da te, mandaceli fuori perch vogliamo dormire con loro, e picchiavano contro la porta, minacciando di sfondarla. Disse abramo, Vieni con me, facciamo il giro della casa e chiamiamo dal portone sul retro. Cos fecero. Entrarono quando lot, dietro la porta sulla facciata anteriore, stava dicendo, Per favore, amici miei, non commettete un crimine del genere, ho due figlie nubili, potete farne ci che volete, ma a questi uomini non fate del male perch hanno cercato protezione nella mia casa. Da fuori continuarono a urlare inferociti, ma tutt'a un tratto i clamori cambiarono tono e ora si udivano solo lamentazioni e pianti, Sono cieco, sono cieco, era ci che dicevano tutti, e domandavano, Dov' la porta, qui c'era una porta e ora non c' pi. Per salvare i suoi angeli dall'essere brutalmente violati, destino peggiore della morte secondo gli intenditori, il signore aveva accecato tutti gli uomini di sodoma senza eccezione, il che dimostra che, in definitiva, non c'erano neanche dieci innocenti in tutta la citt. Dentro casa i visitatori dicevano a lot, Vai via da questo luogo con tutti quelli che ti appartengono, figli, figlie, generi, e quant'altri avrai in questa citt perch noi siamo venuti per distruggerla. Lot usc e and ad avvisare i suoi futuri generi, che per non gli credettero e se la risero di ci che ritennero fosse uno scherzo. Era ormai l'alba quando i messaggeri del signore tornarono a insistere con lot, Alzati e porta via tua moglie e le tue due figlie che vivono ancora con te se non vuoi esser colpito anche tu dal castigo della citt, non  questa la volont del signore, ma  ci che inevitabilmente succeder se non ci obbedirai. E, senza attendere risposta, lo presero per mano, lui, la moglie e le due figlie, e li condussero tutti fuori dalla citt. Abramo e caino li seguirono, ma non li avrebbero accompagnati fin sulle montagne dove gli altri stavano andando su consiglio dei messaggeri, se non fosse che lot aveva chiesto di lasciarli fermare in una piccola citt, quasi un paese, di nome zoar. Andate, dissero i messaggeri, ma non guardatevi indietro. Lot entr nella cittadina quando il sole stava per sorgere. Il signore fece allora cadere zolfo e fuoco su sodoma e su gomorra ed entrambe le distrusse sino alle fondamenta, proprio come tutta la regione con tutti i suoi abitanti e tutta la vegetazione. Ovunque si guardasse si vedevano solo rovine, ceneri e corpi carbonizzati. Quanto alla moglie di lot, si guard indietro disobbedendo all'ordine ricevuto e fu trasformata in una statua di sale. Fino a oggi nessuno  ancora riuscito a capire perch fu castigata in questo modo, quando  cos naturale voler sapere cosa succede alle nostre spalle.  possibile che il signore avesse voluto punire la curiosit come se si trattasse di un peccato mortale, ma anche questo non depone molto a favore della sua intelligenza, si veda cosa  successo con l'albero del bene e del male, se Eva non avesse dato ad abramo quel frutto da mangiare, se non lo avesse mangiato lei stessa, staremmo ancora nel giardino dell'eden, con tutta la noia che era. Al ritorno, casualmente, si trattennero per qualche istante lungo la strada dove abramo aveva parlato con il signore, e l caino disse, Ho un pensiero che non mi abbandona, Che pensiero, domand abramo, Penso che a sodoma e nelle altre citt che sono state incendiate c'erano degli innocenti, Se ci fossero stati, il signore avrebbe rispettato la promessa che mi ha fatto di risparmiargli la vita, I bambini, disse caino, quei bambini erano innocenti, Mio dio, mormor abramo, e la sua voce fu come un gemito, S, sar pure il tuo dio, ma non  stato il loro.
Un attimo dopo, quello stesso caino che era stato a sodoma e si era rimesso in cammino si trov nel deserto del sinai dove, con grande sorpresa, si vide in mezzo a una folla di migliaia di persone accampate alle pendici di un monte. Non sapeva chi fossero, n da dove venissero, n dove andassero. Se lo avesse domandato a qualcuno si sarebbe denunciato immediatamente come straniero, e questo avrebbe potuto solo arrecargli fastidi e problemi. Mantenendosi, come si vede, prudentemente arretrato ha deciso che stavolta non si sarebbe chiamato n caino n abele, non sia mai che il diavolo stesse tramando e portasse l qualcuno che poteva aver sentito parlare della storia dei due fratelli e si mettesse a fare domande imbarazzanti. Meglio tenere gli occhi e le orecchie ben aperti e trarre da s le conclusioni. Una cosa ormai era certa, il nome di un tale mos era sulla bocca di tutti, di certuni con antica venerazione, con una certa impazienza recente della maggioranza. Ed erano questi ultimi che domandavano, Dov' mos, sono quaranta giorni e quaranta notti che  andato sul monte a parlare con il signore e finora nessuna notizia,  evidente che il signore ci ha abbandonato, non vuole pi saperne del suo popolo. La via dell'inganno nasce stretta, ma trover sempre chi sia disposto ad allargarla, diciamo che l'inganno, ripetendo la voce popolare,  come il mangiare e il grattarsi, tutto sta a cominciare. Fra la gente che aspettava il ritorno di mos dal monte sinai c'era un fratello di lui di nome aaronne, che era stato nominato, ancora al tempo della schiavit degli israeliti in egitto, sommo sacerdote. Fu a lui che gli impazienti si rivolsero, Avanti, facci degli di che ci guidino, perch non sappiamo cosa  successo a mos, e allora aaronne, che a quanto pare, oltre a non essere un modello quanto a fermezza di carattere, era piuttosto pauroso, invece di rifiutarsi categoricamente, disse, Giacch  questo che volete, prendete i cerchi d'oro dalle orecchie delle vostre mogli e dei vostri figli e figlie, e portatemeli qui. Cos fecero tutti. Poi, aaronne gett l'oro in uno stampo, lo fuse e ne venne fuori un vitello d'oro. Soddisfatto, evidentemente, della sua opera, e senza accorgersi della grave incompatibilit che era sul punto di creare circa l'oggetto delle future adorazioni, o il signore propriamente detto, o un vitello a fungere da dio, annunci, Domani ci sar festa in onore del signore. Tutto questo fu udito da caino che, mettendo insieme parole qua e l, brani di dialoghi, accenni di opinioni, cominci a farsi un'idea, non solo su ci che stava avvenendo in quel momento ma anche sui suoi precedenti. Lo aiutarono molto le conversazioni ascoltate in una tenda collettiva dove dormivano gli scapoli, quelli che non avevano famiglia. Caino aveva detto di chiamarsi noah, non gli era sovvenuto un nome migliore, ed era stato ben accolto, integrandosi in maniera naturale nelle conversazioni. Gi allora i giudei parlavano molto, e a volte troppo. L'indomani mattina gir la voce che mos stava infine scendendo dal monte sinai e che giosu, suo aiutante e comandante militare degli israeliti, gli era andato incontro.
Quando giosu ud le grida che si levavano dal popolo, disse a mos, Ci sono grida di guerra nell'accampamento, e mos disse a giosu, Ci che si ode non sono gioiosi canti di vittoria, n tristi canti di sconfitta, sono solo voci di gente che canta. A stento sapeva ci che lo aspettava. Entrando nell'accampamento si ritrov faccia a faccia col vitello d'oro e la gente che vi danzava intorno. Afferr il vitello, lo spacc, lo ridusse in polvere e, rivolgendosi ad aaronne, gli domand, Che ti ha fatto questo popolo per lasciargli commettere un cos grave peccato, e aaronne che, con tutti i suoi difetti, conosceva il mondo in cui viveva, rispose, O mio signore, non adirarti con me, sai bene che questo popolo  incline al male, l'idea  stata loro, volevano degli altri di perch erano ormai convinti che tu non tornassi, ed  pi che sicuro che mi avrebbero ucciso se mi fossi rifiutato di fare la loro volont. Allora mos si piazz all'entrata dell'accampamento e grid, Chi  per il signore si unisca a me. Tutti quelli della trib di levi si unirono a lui, e mos proclam, Ecco ci che dice il signore, dio di israele, che ciascuno prenda una spada, ritornate all'accampamento e andate di porta in porta, ciascuno di voi uccidendo il fratello, l'amico, il vicino. E fu cos che morirono circa tremila uomini. Il sangue scorreva fra le tende come un'inondazione che sgorgasse dall'interno della terra stessa, come se sanguinasse, i corpi sgozzati, sventrati, squartati a met, giacevano ovunque, le grida delle donne e dei bambini erano tali che dovevano arrivare alla vetta del monte sinai dove il signore stava probabilmente godendosi la vendetta.
Caino riusciva a stento a credere a ci che i suoi occhi vedevano. Non bastavano sodoma e gomorra rase al suolo dal fuoco, qui, alle pendici del monte sinai, era ormai palese la prova irrefutabile della profonda cattiveria del signore, tremila uomini morti solo perch lui si era irritato per l'invenzione di un ipotetico rivale in figura di vitello, Io non ho fatto altro che uccidere un fratello e il signore mi ha castigato, ora voglio proprio vedere chi castigher il signore per queste morti, pens caino, e subito dopo prosegu, Lucifero sapeva bene ci che faceva quando si ribell contro dio, c' chi dice lo abbia fatto per invidia ma non  vero,  che lui conosceva a fondo la natura maligna del soggetto. Un po' della polvere d'oro soffiata dal vento macchiava le mani di caino. Se le lav in una pozza come se compisse il rituale di scuotersi dai piedi la polvere di un luogo dove fosse stato male accolto, mont sul giumento e se ne and via. Aleggiava una nuvola scura sopra la cima del monte sinai, l c'era il signore.
Per motivi che non  in mano nostra delucidare, quali semplici ripetitori di antiche storie che siamo, passando continuamente dalla credulit pi ingenua allo scetticismo pi risoluto, caino si vide nel bel mezzo di quella che, senza esagerazione, potremmo definire una tempesta, un ciclone del calendario, un uragano del tempo. Per alcuni giorni, dopo l'episodio del vitello d'oro e della sua breve esistenza, si susseguirono con incredibile rapidit i suoi ormai noti cambiamenti di presente, che sorgevano dal nulla e precipitavano nel nulla sotto forma di immagini isolate, sconnesse, senza continuit n rapporto tra loro, in alcuni casi mostrando ci che parevano essere battaglie di una guerra infinita di cui nessuno ormai ricordasse pi la causa prima, in altri come una farsa grottesca invariabilmente violenta, una sorta di teatrino continuo, rude, stridente, ossessivo. Una di quelle molteplici immagini, la pi enigmatica e fugace di tutte, gli mise davanti agli occhi un'enorme distesa d'acqua dove, fino all'orizzonte, non si riusciva a vedere n un'isola n una semplice barca a vela con i suoi pescatori e le sue reti. Acqua, solo acqua, acqua dovunque, nient'altro che acqua che annegava il mondo. Di molte di queste storie non avrebbe potuto caino, ovviamente, essere stato testimone diretto, ma alcune, vuoi che fossero vere o meno, giunsero a sua conoscenza per la ben nota via di qualcuno che le aveva sentite da qualcun altro ed era andato a raccontarle a qualcun altro ancora. Un esempio di queste storie fu lo scandaloso caso di lot e le figlie. Quando sodoma e gomorra furono distrutte, lot ebbe paura di continuare a vivere nella citt di zoar, che era l vicino, e decise di rifugiarsi in una grotta sulle montagne. Un giorno, la figlia maggiore disse alla pi giovane, Nostro padre  distrutto, uno di questi giorni ci muore qui, e da queste parti non si trova un solo uomo con cui sposarci, la mia idea  di far ubriacare nostro padre e poi dormire con lui perch ci dia dei discendenti. Cos fu fatto, senza che lot se ne rendesse conto, n quando lei si coric n quando usc dal letto, e lo stesso avvenne la notte seguente con la figlia pi giovane, n quando si coric n quando usc dal letto, tant'era sbronzo il vecchio. Le due sorelle rimasero incinte, ma caino, grande specialista in erezioni ed eiaculazioni come piacevolmente confermerebbe lilith, sua prima e finora unica amante, disse quando questa storia gli venne raccontata, A un uomo cos tanto ubriaco, al punto di non accorgersi neanche di ci che sta avvenendo, il coso semplicemente non gli si drizza, e se il coso non gli si drizza, allora non potr esserci penetrazione, e, dunque, questa storia di generare, nisba. Che il signore abbia ammesso l'incesto come qualcosa di quotidiano e non meritevole di castigo in quelle antiche societ da lui gestite, non  che debba sorprenderci alla luce di una natura ancora non dotata di codici morali e in cui l'importante era la propagazione della specie, vuoi che fosse per imposizione del desiderio, vuoi per semplice appetito, o, come si dir pi tardi, per fare del bene senza badare a chi. Il signore stesso aveva detto, Crescete e moltiplicatevi, e senza mettere limitazioni n riserve all'ingiunzione, n con questo s, n con questo no.  possibile, quantunque per ora non sia pi che un'ipotesi di lavoro, che la liberalit del signore in questa faccenda di fare figli avesse a che vedere con la necessit di sopperire alle perdite in morti e feriti che subivano gli eserciti propri e altrui un giorno s e l'altro pure, come finora si  visto e certo si continuer a vedere. Basti ricordare ci che  accaduto alla vista del monte sinai e della colonna di fumo che era il signore, la preoccupazione erotica con cui, quella sera stessa, asciugate le lacrime dei sopravvissuti, si fece in modo di generare in tutta fretta nuovi combattenti per impugnare le spade senza padrone e sgozzare i figli di coloro che ora ne erano usciti vincitori. Si veda solo ci che  accaduto con i madianiti. Per una di queste casualit di guerra quelli di madian avevano sbaragliato gli israeliti, i quali, viene a proposito dirlo, nonostante tutta la propaganda in contrario, non poche volte hanno finito per essere vinti nella storia. Con questo sassolino nella scarpa, il signore disse a mos, Devi far s che gli israeliti si vendichino dei madianiti e poi comincia a prepararti perch ormai sta arrivando l'ora che ti riunisca con i tuoi antenati. Sorvolando sulla spiacevole notizia circa il relativo poco tempo che gli sarebbe rimasto da vivere, mos ordin a ciascuna delle dodici trib di israele di mandare in guerra mille uomini e cos radun un esercito di dodicimila soldati che distrusse quello dei madianiti, nessuno dei quali ebbe salva la vita. Tra coloro che furono uccisi c'erano i re della regione di madian, che erano evi, rechem, sur, hur e reba, anticamente i re avevano dei nomi strani come questi, curiosamente nessuno di loro si chiam joo n afonso, o manuel, sancho o pedro. Quanto alle donne e ai bambini, gli israeliti li fecero prigionieri e li portarono via, tali e quali ai bottini di guerra, animali, bestiame e tutte le ricchezze. Portarono tutto a mos e al sacerdote eleazaro e alla comunit degli israeliti che si trovavano nelle steppe di moab, presso il fiume giordano, di fronte a gerico, precisazioni toponimiche che si lasciano qui per dimostrare che non abbiamo inventato niente. Gi al corrente dei risultati della battaglia, mos si adir quando vide entrare nell'accampamento i militari e domand loro, Perch non avete ucciso anche le donne, quelle donne che hanno fatto allontanare gli israeliti dal signore portandoli ad adorare il dio balaam, una malvagit che ha causato grande mortalit nel popolo del signore, vi ordino, dunque, di tornare indietro e uccidere tutti i fanciulli e tutte le fanciulle, e le donne sposate, quanto alle altre, le nubili, tenetele a vostro uso. Ormai niente di tutto questo stupiva caino. Ci che per lui fu una novit assoluta, ragion per cui se ne d puntuale registrazione, fu la spartizione dei bottini, della quale consideriamo indispensabile lasciare notizia per la conoscenza dei costumi del tempo, chiedendo anticipatamente scusa al lettore per gli eccessi di una minuzia di cui non siamo responsabili. Ecco ci che il signore disse a mos, Tu e il sacerdote eleazaro, con i capi dei casati della comunit, conteggerete i bottini che hanno portato, tanto della gente come del bestiame, e divideteli a mezzo, met per i soldati che sono andati in battaglia e l'altra met per il resto della comunit. Dalla parte spettante ai soldati preleverai, come tributo al signore, un capo ogni cinquecento, tanto delle persone come degli animali, buoi, asini o pecore. Dalla parte destinata agli israeliti preleverai uno ogni cinquanta, tanto delle persone come del bestiame, buoi, asini, pecore e di ogni specie di animali, e li consegnerai ai leviti, incaricati della custodia del santuario del signore. Mos fece ci che dio gli aveva ordinato. Il totale del bottino che i guerrieri israeliti avevano raccolto fu di seicentosettantacinquemila pecore, settantaduemila buoi, sessantunmila asini e trentaduemila donne nubili. La met che corrispondeva ai soldati che erano andati in battaglia fu, dunque, di trecentotrentasettemilacinquecento pecore, di cui seicentosettantacinque andarono come tributo al signore, dei trentaseimila buoi ne andarono settantadue al signore come tributo, dei trentamilacinquecento asini ne rimasero sessantuno come tributo al signore, e delle sedicimila donne ne andarono trentadue al signore come tributo. L'altra met, che mos aveva separato da quanto spettava ai soldati e attribu alla comunit degli israeliti, era ugualmente di trecentotrentasettemilacinquecento pecore, trentaseimila buoi e trentamilacinquecento asini e sedicimila donne nubili. Da questa met, mos ne prelev un capo ogni cinquanta, tanto delle persone come degli animali, e li consegn ai leviti incaricati della custodia del santuario del signore, proprio come il signore gli aveva ordinato. Ma non fu tutto. Come riconoscenza verso il signore per aver loro salvato la vita, giacch nessuno era morto in battaglia, i soldati, per il tramite dei rispettivi comandanti, offrirono al signore gli oggetti d'oro che ciascuno aveva trovato nel saccheggio della citt. Tra bracciali, braccialetti, anelli, orecchini e collane, furono circa centosettanta chili. Come viene ampiamente dimostrato, il signore, oltre a essere dotato per natura di un'eccellente testa da contabile ed essere rapidissimo nel calcolo mentale,  quello che si dice ricco. Ancora stupefatto per l'abbondanza di bestiame, schiave e oro, frutto della battaglia contro i madianiti, caino pens,  evidente che la guerra  un affare di prim'ordine, se non proprio il migliore di tutti a giudicare dalla facilit con cui si acquisiscono di punto in bianco migliaia e migliaia di buoi, pecore, asini e donne nubili, questo signore un giorno dovr chiamarsi davvero dio degli eserciti, non gli vedo altra utilit, pens caino, e non si sbagliava.  anche possibile che il patto di alleanza che alcuni affermano esistere tra dio e gli uomini non contempli che due articoli, ossia, tu servi a noi, voi servite a me. Quello su cui non c' dubbio  che le cose sono molto cambiate. Anticamente il signore appariva agli uomini in persona, per cos dire in carne e ossa, si vedeva che provava persino una certa soddisfazione nell'esibirsi al mondo, che lo dicano adamo ed Eva, che dalla sua presenza trassero beneficio, che lo dica pure caino, sebbene in una brutta occasione, giacch le circostanze, ci riferiamo,  chiaro, all'assassinio di abele, non erano le pi adatte a particolari dimostrazioni di contentezza. Ora, il signore si nasconde in colonne di fumo, come se non volesse farsi vedere. Nella nostra opinione di semplici osservatori degli avvenimenti si vergogner di qualche figuraccia che ha fatto, come nel caso dei bambini innocenti di sodoma che il fuoco divino arrost.
Il luogo  lo stesso, ma il presente  cambiato. Caino ha davanti agli occhi la citt di gerico, dove, per motivi di sicurezza militare, non gli avevano permesso di entrare. Si attende da un momento all'altro l'assalto dell'esercito di giosu e, per quanto caino avesse giurato di non essere israelita, gli hanno negato l'accesso, soprattutto perch non ha avuto alcuna risposta soddisfacente da dare quando gli hanno domandato, Chi sei, allora, se non sei israelita. All'epoca della nascita di caino, gli israeliti erano qualcosa che ancora non c'era e quando, molto pi tardi, passarono a esistere, con le disastrose conseguenze ormai fin troppo note, i censimenti celebrati lasciarono fuori la famiglia di adamo. Caino non era israelita, ma non era neanche ittita, o amorreo, o ferezeo, o eveo, o gebuseo. Venne a salvarlo da questa indefinitezza d'identit un maniscalco dell'esercito di giosu che s'invagh del giumento di caino, Hai davvero un buon capo, gli disse, Sta con me da quando ho lasciato la terra di nod e non mi ha mai deluso, In tal caso allora, se sei d'accordo, ti assumo come aiutante per il cibo, a condizione che di tanto in tanto mi lasci montare il tuo asino. A caino l'affare parve ragionevole, ma fece ancora un'obiezione, E dopo, Dopo che, domand l'altro, Quando gerico cadr, Amico, gerico  solo il principio, quella che sta arrivando  una lunga guerra di conquista in cui i maniscalchi saranno non meno necessari dei soldati, In tal caso, sono d'accordo, disse caino. Aveva sentito parlare di una famosa prostituta che viveva a gerico, una tal raab che, dalle descrizioni di chi la conosceva, lo aveva fatto sospirare per un incontro che gli rinfrancasse il sangue, giacch dall'ultima notte trascorsa con lilith non aveva mai pi avuto una donna sotto di s. A gerico non lo lasciarono entrare, ma lui non perse la speranza di riuscire a dormire con lei. Il maniscalco fece sapere a chi di dovere che aveva assunto un aiutante solo per il cibo e fu cos che caino si ritrov inserito nei servizi di appoggio dell'esercito di giosu, curando i guidaleschi degli asini sotto l'esigente guida del capo, asini e solo asini, giacch l'arma di cavalleria propriamente detta non era stata ancora inventata. Dopo un'attesa che a tutti parve eccessiva, si seppe che il signore aveva infine parlato a giosu, al quale, testualmente, ordin quanto segue, Per sei giorni, tu e i tuoi soldati sfilerete intorno alla citt una volta al giorno, davanti all'arca dell'alleanza procederanno sette sacerdoti, ciascuno suonando una tromba di corno d'ariete, il settimo giorno farete sette giri intorno alla citt, mentre i sacerdoti suonano le trombe, quando essi emetteranno un suono pi prolungato, il popolo dovr gridare con tutta la forza e allora le mura della citt crolleranno a terra. Contrastando il pi legittimo scetticismo, accadde proprio cos. In capo a sette giorni di questa manovra tattica mai sperimentata prima, le mura caddero per davvero e tutti si precipitarono dentro la citt, ciascuno attraverso il varco che aveva davanti a s, e gerico fu conquistata. Distrussero tutto quello che c'era, uccidendo a colpi di spada uomini e donne, giovani e vecchi, e pure i buoi, le pecore e i giumenti. Quando caino pot infine entrare in citt, la prostituta raab era scomparsa con tutta la famiglia, messi al sicuro come ricompensa per l'aiuto da lei dato al signore nascondendo nella sua casa le due spie che giosu aveva introdotto a gerico. Quando caino venne a saperlo, perse del tutto l'interesse per la prostituta raab. Malgrado il suo deplorevole passato, non poteva sopportare i traditori, gli esseri pi spregevoli del mondo a suo parere. I soldati di giosu appiccarono il fuoco alla citt e bruciarono tutto quello che c'era, tranne l'argento, l'oro, il bronzo e il ferro che, come al solito, furono portati via per il tesoro del signore. Fu allora che giosu fece la seguente minaccia, Maledetto sia chi tenter di ricostruire la citt di gerico, muoia il figlio pi vecchio a chi ne getter le fondamenta e il pi giovane a chi ne eriger le porte. A quell'epoca le maledizioni erano dei veri e propri capolavori letterari, tanto per la forza dell'intenzione quanto per l'espressione formale in cui si condensavano, se giosu non fosse stata la crudelissima persona che fu oggi potremmo addirittura prenderlo come modello stilistico, per lo meno nell'importante capitolo retorico delle imprecazioni e maledizioni cos poco frequentate dalla modernit. Da l l'esercito degli israeliti marci sulla citt di ai, che per il dolente nome datole non abbia a perderci, dove, dopo aver subito l'umiliazione di una sconfitta, gli fu ben chiaro che con il signore dio non si scherza. Si d il caso che un uomo chiamato acan si era impossessato a gerico di un bel po' di cose che dovevano essere condannate alla distruzione e, di conseguenza, il signore s'adir profondamente con gli israeliti, Questo non si fa, grid lui, chi si azzardi a disobbedire ai miei ordini, si sta condannando da solo. Nel frattempo giosu, indotto da informazioni errate delle spie che aveva inviato ad ai, commise l'errore di non valutare debitamente la forza dell'avversario e sped in battaglia meno di tremila uomini, i quali, attaccati e inseguiti dagli abitanti della citt, si videro costretti a fuggire. Come sempre  successo, alla minima sconfitta i giudei perdono la voglia di lottare, e, sebbene nell'attualit non si usino pi manifestazioni di scoraggiamento come quelle che venivano praticate al tempo di giosu, quando si stracciavano le vesti che avevano indosso e si prostravano, con il viso nella terra e il capo coperto di polvere, il piagnisteo verbale  inevitabile. Che il signore abbia educato male questa gente sin dal principio  evidente dalle implorazioni, dalle lamentele, dalle domande di giosu, Perch ci hai fatto attraversare il giordano,  stato per consegnarci nelle mani degli amorrei e distruggerci, meglio sarebbe stato se fossimo rimasti dall'altra parte del fiume. La sproporzionata esagerazione era evidente, questo stesso giosu che suole lasciare dietro di s una scia di molte migliaia di nemici morti in ogni battaglia perde la testa quando gli muore l'insignificanza di trentasei soldati, che tanti furono quelli che ci rimasero nel tentativo di assalto ad ai. E l'esagerazione continuava, O signore, che potr dire ora, dopo che israele  fuggita davanti al suo nemico, i cananei e tutti gli abitanti del paese ne verranno a conoscenza, e poi ci attaccheranno, e ci distruggeranno, e nessuno si ricorder pi di noi, che farai tu per difendere il nostro prestigio, domand. Allora il signore, stavolta senza presenza corporea n colonna di fumo, si suppone sia stato solo una voce l a risuonare nello spazio, destando echi in tutte le montagne e le valli, disse, Gli israeliti hanno peccato, non hanno rispettato il patto dell'alleanza che avevo stretto con loro, si sono impossessati di cose che erano destinate alla distruzione, le hanno rubate, le hanno nascoste e infilate nei loro bagagli. La voce risuon pi forte,  per questo che non hanno potuto resistere ai nemici, perch anche loro sono stati condannati alla distruzione, e io non star pi al vostro fianco fintanto che non distruggerete ci che, essendo destinato alla distruzione, si trova in vostro potere, alzati, dunque, giosu, e vai a convocare il popolo, quell'uomo a cui, una volta indicato, vengano ritrovate cose che erano condannate alla distruzione sar bruciato con tutto ci che gli appartenga, famiglia e beni. Il giorno seguente, di buon mattino, giosu diede ordine perch il popolo si presentasse al suo cospetto, trib dopo trib. Di domanda in domanda, di indagine in indagine, di denuncia in denuncia, fin per arrivare a un uomo chiamato acan, discendente di carmi, di zabdi e di zerac della trib di giuda. Allora giosu, con parole gentili, melliflue, gli disse, Figliuolo, per la gloria pi grande di dio, raccontami tutta la verit, qui, davanti al signore, dimmi che cosa hai fatto, non nascondermi nulla. Caino, che assisteva confuso tra gli altri, pens, Di sicuro lo perdoneranno, giosu parlerebbe diversamente se l'idea fosse di condannarlo. Intanto acan diceva,  vero, ho peccato contro il signore, re di israele, Parla, raccontami tutto, lo incoraggi giosu, Ho visto tra le spoglie un bel mantello della mesopotamia, c'erano anche quasi due chili d'argento e una sbarra d'oro di circa mezzo chilo, e tanto mi son piaciute quelle cose che me le sono prese, E dove sono adesso, dimmi, domand giosu, Le ho sotterrate, le ho nascoste sotto terra nella mia tenda, con l'argento sotto. In possesso di questa confessione, giosu mand alcuni uomini a perquisire la tenda e l trovarono le varie cose, con l'argento sotto, proprio come aveva detto acan. Le presero, le portarono da giosu e da tutti gli israeliti e le deposero davanti al signore o, per meglio dire, davanti all'arca dell'alleanza che ne faceva le veci. Giosu prese allora acan con l'argento, il mantello e la sbarra d'oro, pi i figli e le figlie, i buoi, i giumenti e le pecore, la tenda e tutto ci che egli possedeva e li condusse nella valle di acor. Una volta giunti l, giosu disse, Giacch sei stato la nostra sventura, poich per tua colpa sono morti trentasei israeliti, che il signore adesso causi sventura a te. Allora tutte le persone li lapidarono e, successivamente, gli diedero fuoco, a loro e a tutto ci che avevano. Ammassarono poi sopra acan un gran mucchio di pietre che c' ancora oggi. Per tale motivo, quel luogo si  chiamato da allora valle di acor, che significa sventura. Cos si plac l'ira di dio, ma, prima che il popolo si disperdesse, si ud ancora la voce stentorea proclamare, Siete avvisati, chi me le fa, me le paga, io sono il signore.
Per conquistare la citt, giosu fece schierare trentamila guerrieri e li istru sull'imboscata che avrebbero dovuto preparare, una strategia che stavolta avrebbe dato i suoi risultati, dapprima una finta per dividere le forze che si trovavano nella citt e subito dopo un attacco su due fronti, irresistibile. Furono dodicimila, tra uomini e donne, coloro che morirono quel giorno, ossia tutta la popolazione di ai, giacch nessuno riusc a scappare, non ci fu un solo sopravvissuto. Giosu fece impiccare a un albero il re di ai e lo lasci appeso l fino al pomeriggio. Al tramonto del sole diede ordine di calare gi il cadavere e gettarlo davanti alla porta della citt. Vi ammassarono sopra un gran mucchio di pietre che  ancora l. Nonostante il tempo trascorso, forse si potrebbero ancora trovare dei massi sparsi, uno qui, un altro l, che ben ci servirebbero a confermare questa deprecabile storia, tratta da antichissimi documenti. Davanti a quanto era appena avvenuto e rammentando ci che era successo prima, la distruzione di sodoma e gomorra, l'assalto a gerico, caino prese una decisione e and a informarne il maniscalco suo capo, Me ne vado, disse, non ce la faccio pi a vedere intorno a me tanti morti, tanto sangue versato, tanti pianti e tante grida, ridammi il mio asino, ne ho bisogno per il viaggio, Fai male, d'ora in poi le citt cadranno una dopo l'altra, sar una marcia trionfale, quanto all'asino, se volessi vendermelo mi faresti un gran piacere, Neanche a pensarci, lo interruppe caino, ti ho gi detto che ne ho bisogno, con le mie sole gambe non arriverei da nessuna parte, Posso rimediartene un altro senza che debba pagarlo, No, sono arrivato sin qui con il mio asino e con il mio asino me ne andr via da qui, disse caino, e, infilata la mano nella tunica, ne trasse un pugnale, Voglio l'asino ora stesso, in questo istante, altrimenti ti uccido, Morirai anche tu, Moriremo tutti e due, ma tu sarai il primo, Aspettami qui, vado a prenderlo, disse il maniscalco, Non pensare di ingannarmi, non torneresti da solo, andiamo entrambi, tu e io, ma ricordati, il pugnale si conficcher nel tuo costato prima che tu possa pronunciare una parola contro di me. Il maniscalco ebbe paura che la furia di caino lo facesse passare all'improvviso dalle parole ai fatti, sarebbe stata una stupidaggine perdere la vita a causa di un giumento, per quanto fosse di bell'aspetto. Si avviarono quindi insieme, bardarono l'asino, caino rimedi un po' di cibo da quel che si stava cucinando per l'esercito, e quando le bisacce furono ben rifornite ordin al maniscalco, Monta, sar la tua ultima passeggiata sul mio giumento. Sorpreso, l'uomo non pot far altro che obbedire, con un salto mont anche caino, e poco dopo erano ormai fuori dall'accampamento. Dove mi porti, domand il maniscalco, inquieto, Te l'ho detto, a fare una passeggiata, rispose caino.
Cominciarono a muoversi e, cammina cammina, quando la sagoma delle tende stava ormai per perdersi di vista, disse, Smonta. Il maniscalco obbed, ma quando vide che caino spronava l'asino per proseguire il viaggio, domand, allarmato, E io, che faccio, Farai ci che vuoi, ma, se fossi al posto tuo, tornerei all'accampamento, Cos lontano, domand l'altro, Non ti perderai, orientati su quelle colonne di fumo che continuano a salire dalla citt. E fu cos, con questa vittoria, che si concluse la carriera militare di caino. Si perse la conquista delle citt di maccheda, libna, lachis, eglon, ebron e debir, dove ancora una volta tutti gli abitanti furono massacrati, e, a giudicare da una leggenda che ha continuato a essere tramandata di generazione in generazione fino ai giorni odierni, non assistette al pi grande prodigio di tutti i tempi, quello in cui il signore fece fermare il sole perch giosu potesse vincere, ancora con la luce del giorno, la battaglia contro i cinque re amorrei. Tolti gli inevitabili e ormai monotoni morti e feriti, tolti le solite distruzioni e i solitissimi incendi,  una bella storia, dimostrativa del potere di un dio al quale, a quanto pare, nulla sarebbe impossibile. Tutta una menzogna. Vero  che giosu, vedendo che il sole declinava e che le serpeggianti ombre della notte sarebbero arrivate a proteggere ci che ancora restava dell'esercito amorreo, alz le braccia al cielo, con la frase gi pronta per la posterit, ma, in quell'istante, ud una voce che gli sussurrava all'orecchio, Silenzio, non parlare, non dire niente, incontriamoci da soli, senza testimoni, nella tenda dell'arca dell'alleanza, perch dobbiamo parlare. Obbediente, giosu affid la direzione delle operazioni al suo sostituto nella scala gerarchica del comando e si diresse rapidamente al luogo dell'appuntamento. Si sedette su uno sgabello e disse, Eccomi, signore, fammi sapere la tua volont, Suppongo che l'idea che ti  nata nella testa, disse il signore che stava nell'arca,  quella di chiedermi di fermare il sole, Infatti, signore, perch non sfugga nessun amorreo, Non posso fare ci che mi chiedi. Un subitaneo stupore fece aprire la bocca a giosu, Non puoi far fermare il sole, domand, e la voce gli tremava perch credeva di pronunciare, proprio lui, una terribile eresia, Non posso far fermare il sole perch  gi fermo, lo  sempre stato da quando l'ho messo in quel posto, Tu sei il signore, tu non puoi equivocarti, ma non  questo ci che i miei occhi vedono, il sole nasce da quel lato, si muove per tutto il giorno nel cielo e scompare nel lato opposto fino a tornare il mattino seguente, Qualcosa si muove realmente, ma non  il sole,  la terra, La terra sta ferma, signore, disse giosu con voce tesa, disperata, No, amico, i tuoi occhi ti illudono, la terra si muove, compie dei giri su se stessa e continua a roteare nello spazio intorno al sole, Allora, se  cos, fai fermare la terra, che sia il sole a fermarsi o che si fermi la terra, per me  indifferente purch possa farla finita con gli amorrei, Se facessi fermare la terra, non finirebbero solo gli amorrei, finirebbe il mondo, finirebbe l'umanit, finirebbe tutto, tutti gli esseri e le cose che vi si trovano, e persino molti alberi, nonostante le radici che li tengono aggrappati al terreno, tutto verrebbe scagliato verso l'esterno come un sasso quando lo liberi dalla fionda, Pensavo che il funzionamento della macchina del mondo dipendesse soltanto dalla tua volont, signore, Ormai fin troppo la sto esercitando, e altri in mio nome, ecco perch c' tanto malcontento, gente che mi ha voltato le spalle, e alcuni che arrivano al punto di negare la mia esistenza, Castigali, Sono fuori dalla mia legge, fuori dalla mia portata, non posso toccarli, la vita di un dio non  poi tanto facile come credete, un dio non  signore di quel continuo voglio, posso e comando che s'immagina, e non sempre si pu andare diritto agli scopi, c' da aggirarli, vero  che ho messo un segno sulla fronte di caino, non l'hai mai visto, non sai chi sia, ma la cosa incomprensibile  che non abbia potere sufficiente per impedirgli di andare dovunque la sua volont lo conduca e di fare ci che ritenga meglio, E noi, qui, domand giosu, con l'idea sempre fissa sugli amorrei, Farai ci che avevi pensato, non ti ruber la gloria di rivolgerti direttamente a dio, E tu, signore, Io spazzer il cielo dalle nuvole che in questo momento lo coprono, questo posso farlo senza alcuna difficolt, ma la battaglia dovrai essere tu a vincerla, Se tu ci darai incoraggiamento sar conclusa prima che il sole tramonti, Far il possibile, giacch l'impossibile non si pu. Prendendo queste parole come un commiato, giosu si alz dallo sgabello, ma il signore disse ancora, Non parlerai a nessuno di quanto si  trattato qui fra noi, la storia che verr raccontata in futuro dovr essere la nostra e non altra, giosu chiese al signore di trattenere il sole e cos egli fece, nient'altro, La mia bocca non si aprir se non per confermarla, signore, Vai e distruggimi questi amorrei. Giosu torn dal suo esercito, sal su una collina e di nuovo alz le braccia, O signore, grid, o dio del cielo, del mondo e di israele, ti imploro di sospendere il movimento del sole verso l'occaso affinch la tua volont possa compiersi senza ostacoli, dammi un'ora di luce in pi, un'ora sola, non sia mai che gli amorrei si nascondano come i codardi che sono e i tuoi soldati non riescano a scovarli nel buio per compiere la tua giustizia, togliendo loro la vita. In risposta, la voce di dio tuon nel cielo ormai spazzato dalle nuvole terrorizzando gli amorrei ed esaltando gli israeliti, Il sole non si muover dal punto in cui si trova per essere testimone della battaglia degli israeliti per la terra promessa, e tu, giosu, vinci questi cinque re amorrei che mi sfidano, e Canaan sar il frutto maturo che ben presto ti cadr fra le mani, avanti, dunque, e che nessun amorreo sopravviva al fil di spada degli israeliti. C' chi dice che la supplica di giosu al signore fu pi semplice, pi diretta, che lui si limit a dire, Sole, fermati su ghibeon, e tu, o luna, fermati sulla valle di aialon, il che mostra che giosu ammetteva di dover combattere anche dopo il tramonto del sole e con non pi che una pallida luna a guidare la punta della spada e della lancia verso la gola degli amorrei. La versione  interessante, ma non viene a modificare affatto l'essenziale, cio, che gli amorrei furono sbaragliati su tutta la linea e che i crediti della vittoria furono tutti per il signore, che, avendo fatto fermare il sole, non ebbe bisogno di aspettare la luna. A ciascuno il suo, com' giusto. Ecco quanto fu scritto in un libro chiamato del giusto, che attualmente nessuno sa dove sia andato a finire. Per quasi un intero giorno, il sole stette immobile l, in mezzo al cielo, senza alcuna fretta di scomparire all'orizzonte, mai, n prima n dopo, vi fu un giorno come quello, in cui il signore, giacch combatteva per israele, diede ascolto alla voce di un uomo.
Caino non sa dove si trova, non capisce se il giumento lo stia conducendo su una delle tante vie del passato o su qualche stretto sentiero del futuro, o se, semplicemente, stia procedendo su qualche altro presente che ancora non si  rivelato. Guarda il terreno secco, i cardi spinosi, i radi arbusti abbrustoliti dal sole, ma terreno secco, cardi e arbusti bruciati  quanto di pi si vede in questi paraggi inospitali. Strade in vista, neanche un segnale, partendo da qui si potrebbe arrivare dovunque o da nessuna parte, come destini che si rinnovassero o qualcun altro che avesse deciso di attendere un'occasione migliore per palesarsi. Il giumento procede sicuro, lui s, sembra sapere dove dirigersi, come se seguisse una traccia, quel sempre confuso andirivieni di impronte di sandali, zoccoli o piedi scalzi che occorre osservare con attenzione per non ritrovarsi a tornare indietro immaginando di avanzare, senza deviazioni, diretti alla stella polare. Caino, che nel passato, oltre che incipiente agricoltore,  stato pigiatore d'argilla,  ora un diligente cercatore di piste che, anche quando indeciso, tenta di non perdere la traccia di chi ci  passato prima, avesse o meno trovato un posto dove trattenersi e a quel punto dire fra s e s, Sono arrivato. Caino avr pure degli occhi buoni, non ne dubitiamo, ma non tanto buoni da consentirgli in questo momento di riconoscere, fra i molteplici segnali, le impronte dei propri piedi, la depressione causata da un calcagno o lo strascinamento provocato da una gamba stanca. Caino qui ci  passato, questo s,  sicuro. Lo scoprir quando all'improvviso gli comparir davanti ci che resta della casa diroccata dove in altri tempi si  protetto dalla pioggia e dove oggi non potrebbe ripararsi perch quanto ancora c'era del tetto ormai  crollato, ora non si vede altro che dei pezzi di muri sbriciolati che, con il trascorrere di altri due o tre inverni, si confonderanno definitivamente con il terreno su cui si erigevano, terra tornata alla terra, polvere tornata alla polvere. Da qui in poi il giumento andr solo dove vogliano portarlo,  finito il tempo in cui era lui l'unica guida in questo viaggio, oppure no, se lo lasciassero sciolto, immaginiamo noi, il ricordo della vecchia stalla forse sarebbe abbastanza potente per condurlo da s nella citt da cui  partito portando sulla groppa quest'uomo non si sa quanti anni fa.
Quanto a caino,  naturale che non si sia dimenticato della strada per arrivare al palazzo. Quando vi entrer, sar in suo potere cambiare rotta, abbandonare gli altri presenti che lo attendono prima dell'oggi e dopo l'oggi, e tornare a questo passato foss'anche per un giorno, o per due, forse di pi, ma non per tutto il tempo che gli resti da vivere, giacch il suo destino deve ancora compiersi, come a suo tempo si sapr.
Caino ha toccato leggermente con i calcagni i fianchi del giumento, l davanti c' la strada che lo porter alla citt, qualunque sia il tipo di vino che gli abbiano servito nel bicchiere, l ad attenderlo,  necessario berlo. Vista da vicino, la citt non sembra si sia espansa, sono le stesse case arroccate sotto il loro stesso peso, sono gli stessi mattoni, solo il palazzo emerge dalla massa grigiastra delle vecchie costruzioni, e, com'era da prevedere, secondo le regole di questi racconti, lo stesso vecchio si trova all'entrata della piazza, dietro l'angolo, con le stesse pecore legate con la stessa cordicella. Dove sei stato, sei tornato per restare, domand questi a caino, E tu, ancora qua in giro, non sei ancora morto, ribatt caino, Non morir fintanto che queste pecore vivranno, devo essere nato per governarle, per impedirgli di mangiare la cordicella che le tiene legate, Altri sono nati per cose peggiori, Parli di te stesso, Forse ti risponder un'altra volta, ora vado di fretta, Hai qualcuno che ti aspetta, domand il vecchio, Non lo so, Mi tratterr qui per vedere se vai via o resti a palazzo, Augurami buona fortuna, Per augurarti buona fortuna dovrei sapere prima ci che per te sia meglio, Cosa che non so neanch'io, Lo sai che lilith ha un figlio, domand il vecchio,  naturale, quando sono partito era incinta, Infatti  vero, ha un figlio, Addio, Addio. Senza bisogno di ordine, il giumento avanz verso la porta del palazzo e l si ferm. Caino si lasci scivolare gi dal basto, porse la briglia a uno schiavo accorso nel frattempo e gli domand, C' qualcuno a palazzo, S, c' la signora, Vai a dirle che  arrivata una visita, Abele, ti chiami abele, mormor lo schiavo, mi ricordo bene di te, Vai, allora. Lo schiavo sal le scale e torn di l a poco in compagnia di un ragazzino che doveva avere circa nove o dieci anni,  mio figlio, pens caino. Lo schiavo gli fece segno di seguirlo. In cima alle scale c'era lilith, tanto bella, tanto voluttuosa come prima, Ho intuito che saresti venuto oggi, disse, perci mi sono vestita cos, perch ti facesse piacere vedermi, Chi  questo ragazzino,
Il suo nome  enoch ed  tuo figlio. Caino sal i pochi gradini che lo separavano da lilith, prese le mani che lei gli tendeva e, un attimo dopo, se la stringeva fra le braccia. La ud sospirare, sent che tutto il suo corpo fremeva, e quando lilith disse, Sei tornato, pot rispondere soltanto, S, sono tornato.
A un cenno, lo schiavo si allontan col ragazzo, lasciandoli soli. Vieni con me, disse lei. Entrarono nell'anticamera e caino not che c'erano ancora la branda e lo sgabello da custode che gli erano stati destinati dieci anni prima, Come hai saputo che venivo oggi se io stesso mi son trovato da queste parti senza accorgermene, Non domandarmi mai come so ci che dico di sapere perch non potrei risponderti, stamattina, quando mi sono svegliata, ho detto ad alta voce, Torner oggi, e l'ho detto perch tu lo udissi, e si  avverato, sei qui, ma non penso di domandarti per quanto tempo, Sono appena arrivato, non  il momento di parlare di partenza, Perch sei venuto,  una storia lunga che non si pu raccontare cos, sulla soglia, Allora verrai a raccontarmela a letto. Entrarono nella camera, dove sembrava non fosse cambiato nulla, come se la memoria di caino, durante la lunga separazione, avesse modificato i ricordi, uno dopo l'altro, per non sorprendersi in questo momento. Lilith cominci a spogliarsi, e per lei sembrava che il tempo non fosse passato. Fu allora che caino domand, E noah,  morto, disse lei con semplicit, senza che la voce le tremasse n lo sguardo si sviasse, L'hai ucciso, domand ancora caino, No, rispose lilith, ti ho promesso che non lo avrei fatto,  morto di morte naturale, Meglio cos, disse caino, Anche la citt si chiama enoch, ricord lilith, Come mio figlio, S, E chi  stato a dare il nome, A chi, Alla citt, Il nome glielo ha messo noah, E perch ha dato alla citt il nome di un figlio che non era suo, Non me lo ha mai detto, e io non gliel'ho mai domandato, rispose lilith, ormai coricata, E noah, quando  morto, domand caino, Tre anni fa, Vuoi dire che per sette anni, agli occhi di tutti,  stato lui il padre di enoch, Si faceva finta, qui lo sapevano tutti che il padre eri tu, anche se, sicuramente, col tempo lo ricordavano solo le persone pi vecchie, comunque sia, noah non lo avrebbe trattato meglio se fosse stato figlio suo, Non sembra neanche l'uomo che ho conosciuto,  come se fossero due persone, Nessuno  una persona sola, tu, caino, sei anche abele, E tu, Io sono tutte le donne, tutti i loro nomi sono miei, disse lilith, e ora vieni, presto, vieni, vieni a darmi notizie del tuo corpo, In dieci anni non ho conosciuto altra donna, disse caino mentre si coricava, E io nessun altro uomo, disse lilith, sorridendo maliziosamente,  vero ci che dici, No, alcuni ci sono stati in questo letto, non molti perch non potevo sopportarli, la mia voglia era di tagliargli la gola quando si liberavano, Ti ringrazio per la franchezza, A te non mentirei mai, disse lilith, e si strinse a lui.
Chetati gli animi, compensati i corpi dalla lunga separazione con interessi altissimi, giunse il momento di mettere ordine nel passato. Lilith gli aveva domandato, Perch sei venuto, ma lui aveva dichiarato gi prima di non sapere come fosse arrivato l, per cui lei modific l'interrogativo, Che cosa hai fatto in tutti questi anni, fu la domanda, e caino rispose, Ho visto cose che ancora non sono accadute, Vuoi dire che hai indovinato il futuro, Non  che l'ho indovinato, ci sono stato, Nessuno pu stare nel futuro, Allora non lo chiameremo futuro, lo chiameremo altro presente, altri presenti, Non capisco, Anch'io all'inizio stentavo a capire, ma poi ho realizzato che, se io ero l, e c'ero per davvero, allora dovevo per forza trovarmi in un presente, quello che prima era stato un futuro non lo era pi, il domani era in quel momento, Non ti creder nessuno, Non penso di parlarne a nessun altro, Peccato per te che non abbia portato nessuna prova, un oggetto qualsiasi di quell'altro presente, Non  stato un presente, ma vari, Fammi un esempio. Allora caino raccont a lilith l'episodio di un uomo di nome abramo a cui il signore aveva ordinato di sacrificargli il proprio figlio, poi quello di una grande torre con cui gli uomini volevano arrivare al cielo e che il signore abbatt con un soffio, subito dopo quello di una citt dove gli uomini preferivano andare a letto con altri uomini e del castigo di fuoco e zolfo che il signore aveva fatto cadere su di loro senza risparmiare i bambini, che non sapevano ancora ci che avrebbero voluto nel futuro, successivamente quello di un enorme assembramento di gente alle pendici di un monte che chiamavano sinai e la fattura di un vitello d'oro che adorarono e perci morirono in tanti, quello della citt di madian che os uccidere trentasei soldati di un esercito denominato israelita e la cui popolazione fu sterminata fino all'ultimo bambino, quello di un'altra citt, chiamata gerico, le cui mura furono abbattute dal clamore di trombe fatte con corni d'ariete e poi la distruzione di tutto quanto vi era all'interno, compresi, oltre a uomini e donne, giovani e vecchi, anche i buoi, le pecore e i giumenti. Ecco ci che ho visto, concluse caino, e molto altro per cui non mi bastano le parole, Credi realmente che quanto hai appena raccontato accadr nel futuro, gli domand lilith, Contrariamente a quel che si suole dire, il futuro  gi scritto, quello che noi non sappiamo  leggere la sua pagina, disse caino mentre si domandava fra s e s dove mai fosse andato a prendere quell'idea rivoluzionaria, E che ne pensi del fatto di essere stato scelto per vivere questa esperienza, Non so se sia stato scelto, ma qualcosa la so, s, qualcosa devo averla appresa, Che cosa, Che il nostro dio, il creatore del cielo e della terra,  assolutamente folle, Come osi dire che il signore dio  folle, Perch solo un folle senza la consapevolezza delle proprie azioni ammetterebbe di essere il colpevole diretto della morte di centinaia di migliaia di persone per poi comportarsi come se non fosse successo niente, a meno che, in definitiva, non si tratti di follia, quella involontaria, quella autentica, ma di pura e semplice cattiveria, Dio non potrebbe mai essere cattivo oppure non sarebbe dio, di cattivo abbiamo il diavolo, Ma neanche pu essere buono un dio che d ordine a un padre di uccidere e bruciare sul rogo il proprio figlio solo per mettere alla prova la sua fede, questo non ordinerebbe di farlo neppure il pi maligno dei demoni, Non ti riconosco, non sei lo stesso uomo che ha dormito in passato in questo letto, disse lilith, Neanche tu saresti la stessa donna se avessi visto quello che ho visto io, i bambini di sodoma carbonizzati dal fuoco del cielo, Cos'era questa sodoma, domand lilith, La citt dove gli uomini preferivano gli uomini alle donne,  per questo sono morti, Tutti, non  sfuggita neanche un'anima, non ci sono stati sopravvissuti, Anche le donne che quegli uomini disprezzavano, domand ancora lilith, S, Come al solito, per le donne, da una parte ci piove, dall'altra ci fa vento, Comunque sia, ormai gli innocenti sono abituati a pagare per i peccatori, Che strana idea del giusto pare che abbia il signore, L'idea di chi non deve mai aver avuto la minima nozione di cosa potrebbe essere in futuro una giustizia umana, E tu, ce l'hai, domand lilith, Io sono soltanto caino, quello che ha ucciso il fratello e che per quel crimine  stato giudicato, Con una certa benevolenza, detto per inciso, osserv lilith, Hai ragione, sarei l'ultimo a negarlo, ma la responsabilit principale ce l'ha avuta dio, quel dio che chiamiamo signore, Non staresti qui se non avessi ucciso abele, pensiamo egoisticamente che da una cosa ne  derivata un'altra, Ho vissuto ci che avevo da vivere, uccidere mio fratello e dormire con te nello stesso letto sono tutti effetti della stessa causa, Quale, Che siamo nelle mani di dio, o del destino, che  l'altro suo nome, E ora, che intendi fare, domand lilith, Dipende, Dipende da che, Se mai arriver a essere padrone di me stesso, se avr fine questo passare da un tempo all'altro senza che la mia volont sia chiamata in causa, far quella che si suole definire una vita normale, come gli altri, Non come tutti quanti, ti sposerai con me, un figlio nostro ce l'abbiamo gi, questa  la nostra citt, e io ti sar fedele come la corteccia dell'albero al tronco cui appartiene, Ma se non sar cos, se la mia sorte continuer, allora, in qualsiasi luogo in cui mi trovi sar soggetto a cambiare da un tempo all'altro, non saremo mai sicuri, n tu n io, del domani, e inoltre, Inoltre, che, domand lilith, Sento che ci che mi accade deve avere un significato, un qualche senso, sento che non devo fermarmi a met strada senza scoprire di che si tratta, Ci significa che non ti tratterrai, che uno di questi giorni partirai, disse lilith, S, credo sar cos, se sono nato per vivere qualcosa di diverso, devo sapere che cosa e a che fine, Godiamoci allora il tempo che ci resta, vieni da me, disse lilith. Si abbracciarono baciandosi, aggrappati l'uno all'altra rotolarono sul letto da un lato all'altro, e quando caino si trov sopra lilith e stava per penetrarla, lei disse, Il segno della tua fronte  pi grande, Molto pi grande, domand caino, Non molto, A volte penso che continuer a crescere, sempre di pi, diffondendosi su tutto il corpo e io mi tramuter in nero, Solo questo mi mancava, disse lilith scoppiando in una risata, cui subito dopo fece seguito un gemito di piacere quando lui, con una sola spinta, la penetr fino in fondo.
Erano passate due settimane appena quando caino scomparve. Aveva preso l'abitudine di fare lunghe passeggiate a piedi nei dintorni della citt, non perch fosse bisognoso di sole e aria aperta come l'altra volta, benefici naturali che in effetti non gli erano mancati negli ultimi dieci anni, ma per sottrarsi all'atmosfera pesante del palazzo, dove, al di l delle ore passate a letto con lilith, non aveva nient'altro da fare, se non, senza risultati cui valga la pena accennare, scambiare qualche frase con quello sconosciuto che era, per lui, enoch, suo figlio.
All'improvviso, si ritrov che varcava la porta di una citt dove non era mai stato. Immediatamente pens che non aveva un centesimo n vedeva alcun modo immediato di ottenerlo, dato che l non lo conosceva nessuno. Se fosse uscito per la sua passeggiata portandosi il giumento, il problema economico sarebbe stato risolto, poich un animale come quello qualsiasi acquirente avrebbe convenuto che valeva quanto il suo peso in oro. Domand a due uomini l di passaggio qual era il nome della citt, e uno rispose, Questo posto si chiama terre di uz. Il tono naturale, senza traccia di impazienza, incoraggi caino a far loro un'altra domanda, E dove potrei trovare lavoro, aggiungendo come a doversi giustificare,  che sono appena arrivato, non conosco nessuno. Gli uomini lo guardarono dall'alto in basso, non trovarono che avesse un aspetto da mendicante o vagabondo, si soffermarono solo un attimo a guardargli il segno sulla fronte, e il secondo disse, Il proprietario pi ricco di questi posti e di tutto l'oriente si chiama giobbe, vai a chiedergli di darti un lavoro, potresti essere fortunato, E dove potr trovarlo, domand caino, Vieni con noi, ti accompagneremo noi, ha tanti di quei servi che uno in pi o uno in meno non gli far differenza,  cos tanto ricco, Immensamente ricco, immagina cosa significa essere padrone di settemila pecore, tremila cammelli, cinquecento coppie di buoi e cinquecento asine, I poveri hanno molta immaginazione, disse caino, anzi, si potrebbe dire che non abbiano altro, ma confesso che a tanto non sono in grado di arrivare.
Ci fu un silenzio e poi uno degli uomini disse come per caso, Noi ci siamo gi conosciuti, Anch'io ho una vaga idea, disse caino esitante, Ti chiami caino ed eri a sodoma quando la citt fu distrutta, abbiamo buona memoria, S,  vero, ora ricordo, Ormai lo sai, il mio collega e io siamo angeli del signore, E che valgo io perch due angeli del signore abbiano voglia di darmi una mano in questo frangente, Sei stato buono con abramo, l'hai aiutato perch nella casa di lot non ci accadesse niente di male e questo merita una ricompensa, Non so neanche come ringraziarvi, Siamo angeli, se non facciamo del bene noi, chi lo far, domand uno di loro. Per prendere coraggio, caino fece due respiri profondi prima di parlare, Se il vostro incarico a sodoma era distruggere la citt, qual  la missione che ora vi ha portato qua, Non possiamo rivelarla a nessuno, avvis uno, Be', non  un segreto, disse l'altro, e per tutti non lo sar pi quando le cose accadranno, e inoltre, quest'uomo ha gi dimostrato di essere di fiducia, Ti assumi la responsabilit della rivelazione, immagina che arrivi e corra a raccontarlo a giobbe, La cosa pi probabile  che non gli crederebbe, Be', fai come vuoi, io me ne lavo le mani. Caino si ferm e disse, Non vale la pena che stiate a discutere a causa mia, se vi va raccontate, se non vi va non raccontate, io non costringo n chiedo. Davanti a questa indifferenza persino l'angelo reticente si arrese, Racconta, disse all'altro, e subito dopo, fissando caino con uno sguardo severo, ordin, E tu, giura che non dirai a nessuno ci che stai per udire, Lo giuro, disse caino, alzando la mano destra. Allora l'altro angelo cominci, Giorni fa, come accade di tanto in tanto, tutti gli esseri celesti si sono riuniti al cospetto del signore ed era presente anche satana, e dio gli ha domandato, Da dove vieni ora, e satana ha risposto, Sono andato a spasso e a fare un giro sulla terra, e il signore gli ha fatto un'altra domanda, Non hai notato il mio servo giobbe, non ce n' altri come lui al mondo,  un uomo buono e onesto, molto religioso e non fa niente di male. Satana, che aveva ascoltato con un mezzo sorriso, sprezzante, ha domandato al signore, Pensi che i suoi sentimenti religiosi siano disinteressati, non  forse vero che tu, proprio come una muraglia, lo proteggi da tutti i lati, lui e la sua famiglia e tutto ci che gli appartiene. Ha fatto una pausa e proseguito, Ma prova ad alzare la mano contro quello che  suo e vedrai se non ti maledir. Allora il signore ha detto a satana, Tutto ci che gli appartiene  a tua disposizione, ma lui non potrai toccarlo. Satana ha ascoltato e se n' andato via, ed eccoci qua, A che scopo, domand caino, Perch satana non ecceda, perch non oltrepassi i limiti che gli ha indicato il signore. Allora caino disse, Se ho ben capito, il signore e satana hanno fatto una scommessa, ma giobbe non pu sapere di essere l'oggetto di un accordo di giocatori tra dio e il diavolo, Proprio cos, esclamarono gli angeli in coro, A me non sembra mica tanto pulito da parte del signore, disse caino, se ci che ho udito  vero, giobbe, nonostante sia ricco,  un uomo buono, onesto, e per giunta molto religioso, non ha commesso alcun crimine, ma sar castigato senza motivo con la perdita dei beni, il signore sar forse giusto, come affermano tanti, ma a me non sembra, mi fa ricordare sempre quello che  accaduto con abramo al quale dio, per metterlo alla prova, ordin di uccidere il figlio isacco, secondo me, se il signore non si fida delle persone che credono in lui, allora non vedo perch queste persone debbano fidarsi del signore, I disegni di dio sono imperscrutabili, neanche noi, che siamo angeli, possiamo penetrare nel suo pensiero, Sono stanco di questa filastrocca che i disegni del signore sono imperscrutabili, rispose caino, dio dovrebbe essere trasparente e limpido come un cristallo invece di questo continuo spavento, di questa paura costante, insomma, dio non ci ama,  lui che ti ha dato la vita, La vita me l'hanno data mio padre e mia madre, unirono carne a carne e sono nato io, non mi risulta che dio fosse presente all'atto, Dio  in ogni dove, Soprattutto quando fa uccidere, uno solo dei bambini morti come tizzoni a sodoma basterebbe per condannarlo senza remissione, ma la giustizia, per dio,  una parola vana, ora far soffrire giobbe per via di una scommessa e nessuno gliene chieder conto, Attenzione, caino, tu parli troppo, il signore ti sta sentendo e prima o poi ti castigher, Il signore non sente, il signore  sordo, da ogni dove si levano suppliche, sono poveri, infelici, sventurati, tutti l a implorare quel soccorso che il mondo gli ha negato, e il signore gira loro le spalle, ha cominciato col fare un'alleanza con gli ebrei e ora ha stretto un patto col diavolo, per questo non valeva la pena che ci fosse dio. Gli angeli protestarono indignati, minacciarono di lasciarlo l senza lavoro, al che il dibattito teologico ebbe termine e la pace fu pi o meno fatta. Anzi, uno degli angeli arriv anche a dire, Credo che il signore apprezzerebbe di discutere con te di questi argomenti, Forse un giorno, rispose caino. Giunti alla porta della grande casa di giobbe, uno degli angeli chiese di parlare col fattore, che non si present personalmente, ma mand un rappresentante a chiedere cosa volevano, Lavoro, disse l'angelo, non per noi, che siamo di altri luoghi, ma per questo nostro amico che  appena arrivato e vuole rifarsi una vita nelle terre di uz, Tu che sai fare, domand il delegato del fattore, Un po' me ne intendo di asini, sono stato aiutante di un maniscalco nell'esercito di giosu, Molto bene,  una buona raccomandazione, ti mander uno schiavo e t'inserirai ora stesso, ho solo bisogno che tu mi dica come ti chiami, Sono caino, E da dove vieni, Dalle terre di nod, Non ne ho mai sentito parlare, Non sei il primo, chi dice terre di nod, dice terre di niente. Allora uno degli angeli disse a caino, Sei affidato, ormai hai un lavoro, Finch durer, rispose caino con un sorriso spento, Non pensare al peggio, soggiunse il delegato del fattore, chi ha avuto un giorno la fortuna di entrare in questa casa si  ritrovato con un lavoro per tutta la vita, non c' uomo migliore di giobbe. Gli angeli si accomiatarono da caino con un abbraccio per tornare al loro compito di controllori dell'esecuzione degli ordini del signore, in definitiva, chiss se tutto questo non giunger ad avere un epilogo migliore di quello apparentemente promesso.
Purtroppo fu peggio di tutto quanto ci si sarebbe potuto attendere. Munito della lettera di pieni poteri che gli era stata concessa, satana attacc contemporaneamente su tutti i fronti. Un giorno in cui i figli e le figlie di giobbe, sette maschi e tre femmine, erano a tavola a bere vino in casa del fratello maggiore, un messaggero, proprio il nostro ben noto caino, che, come sappiamo, lavorava con gli asini, and a dire a giobbe, I buoi aravano e le giumente pascolavano l accanto quando, all'improvviso, sono comparsi i sabei e hanno rubato tutto e passato a fil di spada i servi, solo io l'ho scampata per portarti la notizia. Mentre caino stava ancora parlando arriv un altro messaggero e disse, Il fuoco di dio si  abbattuto dal cielo, ha bruciato e ridotto in cenere le pecore e gli schiavi, solo io l'ho scampata per portarti la notizia. Non aveva ancora finito di parlare questo che ne arriv un altro, I caldei, disse, divisi in tre bande, si sono gettati sopra i cammelli e li hanno portati via dopo aver passato a fil di spada i servi, solo io l'ho scampata per portarti la notizia. Stava ancora parlando questo, quand'ecco che ne entr un altro e disse, I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo del vino a casa del fratello maggiore, quando all'improvviso si  levato un ciclone da oltre il deserto e ha investito i quattro lati della casa che  crollata loro addosso uccidendoli tutti, solo io sono riuscito a scamparla per portarti la notizia. Allora giobbe si alz, si stracci il mantello e si rase il capo, dopo di che, prostrato a terra, disse, Nudo sono uscito dal ventre di mia madre e nudo torner in seno alla terra, il signore mi ha dato, il signore mi ha tolto, benedetto sia il nome del signore.
La sciagura di questa infelice famiglia non si fermer qui, ma, prima di proseguire, ci siano consentite alcune osservazioni.
La prima, per manifestare stupore per il fatto che satana potesse disporre a suo piacimento dei sabei e dei caldei a uso dei propri interessi privati, la seconda per esprimere uno stupore ben pi grande per il fatto che satana fosse autorizzato a servirsi di un fenomeno naturale, come nel caso del ciclone, e, peggio ancora, e questo, s, inspiegabile, per il fatto che avesse usato proprio il fuoco di dio per bruciare le pecore e gli schiavi che le sorvegliavano. Dunque, o satana pu molto di pi di quanto pensassimo, o siamo davanti a una situazione gravissima di complicit tacita, quanto meno tacita, tra il lato maligno e il lato benigno del mondo. Il lutto era caduto come una pietra tombale sulle terre di uz, giacch i morti erano nati tutti nella citt, ora condannata, vai a sapere fino a quando, a una miseria generale in cui il meno povero non era certamente giobbe. Pochi giorni dopo questi infausti avvenimenti si svolse nel cielo una nuova assemblea degli esseri celesti e satana era di nuovo fra loro. Allora il signore gli disse, Da dove vieni tu, e satana rispose, Sono andato a fare un altro giro nel mondo e a percorrerlo tutto, Hai notato il mio servo giobbe, domand il signore, non c' nessuno come lui sulla terra, uomo integro, retto, timorato di dio e lontano dal male, e che persevera sempre nella virt, nonostante tu mi abbia istigato contro di lui perch lo affliggessi senza che lo meritasse, e satana rispose, L'ho fatto con il tuo accordo, se giobbe se lo meritava o non se lo meritava, non era affar mio n mia  stata l'idea di tormentarlo, e prosegu, Un uomo  capace di dare tutto ci che possiede e persino la sua stessa pelle per potersi salvare la vita, ma prova ad alzare la tua mano contro di lui, fa' che subisca la malattia nelle sue ossa e nel suo corpo e vedrai se non ti maledir faccia a faccia. Disse il signore,  a tua disposizione, ma a condizione che gli risparmi la vita, Questo mi basta, rispose satana e and direttamente dove si trovava giobbe che ricopr, in meno tempo di quanto ce ne voglia a dirlo, di piaghe orribili dalla pianta dei piedi alla cima dei capelli. Bisognava vederlo, quello sventurato seduto in mezzo a una strada polverosa mentre si raschiava il pus delle gambe con un coccio di tegola, come l'ultimo degli ultimi. La moglie di giobbe, dalla quale finora non abbiamo udito una parola, neanche per piangere la morte dei dieci figli, pens che ormai fosse ora di sfogarsi e domand al marito, Sei ancora saldo nella tua rettitudine, io, se fossi in te, se mi trovassi al posto tuo, maledirei dio anche se dovesse derivarmene la morte, al che giobbe rispose, Stai parlando come un'ignorante, se riceviamo il bene dalla mano di dio, perch non dovremmo ricevere anche il male, fu la domanda, ma la moglie rispose adirata, Per il male c'era satana, che il signore ci si presenti ora come suo concorrente  cosa che non mi sarebbe mai passata per la mente, Non pu essere stato dio a ridurmi in questo stato, ma satana, Con l'assenso del signore, disse lei, e aggiunse, Ho sempre sentito dire dagli antichi che le scaltrezze del diavolo non prevalgono sulla volont di dio, ma ora dubito che le cose siano proprio cos semplici,  pi che sicuro che satana non dev'essere altro che uno strumento del signore, quello incaricato di portare a termine i lavori sporchi che dio non pu firmare col proprio nome. Allora giobbe, al culmine della sofferenza, forse, senza confessarlo, incoraggiato dalla moglie, ruppe la diga del timore di dio che gli sigillava le labbra ed esclam, Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse,  stato concepito un uomo, quel giorno si tramuti in tenebra, che dio dall'alto non gli dia attenzione n su di esso brilli la luce, che di lui s'impossessino le tenebre e l'oscurit, che le nuvole lo avvolgano e le eclissi lo spaventino, che non si menzioni quel giorno tra i giorni dell'anno, n si conti tra i mesi, che sia sterile quella famosa notte e in essa non si oda mai un solo grido di gioia, che si oscurino le stelle del tuo crepuscolo, che invano tu aspetti la luce e non veda schiudersi le palpebre dell'aurora poich non mi hai chiuso il varco del ventre di mia madre, impedendomi di giungere a vedere tanta miseria, e fu cos che giobbe continu a lamentarsi della propria sorte, pagine e pagine di imprecazioni e lamenti, mentre tre amici suoi, elifaz il temanita, bildad il suchita e zofar il naamatita, gli facevano discorsi sulla rassegnazione in generale e il dovere, per ogni credente, di seguire a capo chino la volont del signore, qualunque essa fosse. Caino aveva ottenuto un lavoro, roba da poco, badare agli asini di un piccolo proprietario, a cui dovette ripetere mille volte, a lui e ai suoi parenti, com'era andata quella storia dell'attacco dei sabei e del furto delle giumente. Supponeva che gli angeli fossero ancora l in giro a raccogliere informazioni sulla sventura di giobbe per portarle al signore, che doveva essere impaziente, ma, contrariamente alle sue aspettative, furono loro che gli apparvero per felicitarlo di essere scampato alla crudelt dei nomadi sabei, Un miracolo, dissero. Caino ringrazi com'era suo dovere, ma il privilegio non poteva fargli dimenticare i gravi motivi di lamentela contro dio, che erano in aumento, Suppongo che il signore sar felice, disse agli angeli, ha vinto la scommessa contro satana e giobbe, nonostante tutto quanto stia soffrendo, non lo ha rinnegato, Lo sapevamo tutti che non lo avrebbe fatto, Anche il signore, immagino, Il signore primo fra tutti, Ci vuol dire che ha scommesso perch aveva la certezza che avrebbe vinto, In un certo senso, s, Dunque, tutto  rimasto com'era, in questo momento il signore non sa di giobbe pi di quanto ne sapesse prima, Infatti, In tal caso, allora, spiegatemi perch giobbe  lebbroso, coperto di piaghe purulente, senza figli, rovinato, Il signore trover modo di compensarlo, Risusciter i dieci figli, eriger le pareti, far tornare gli animali che non sono stati uccisi, domand caino, Questo non lo sappiamo, E che far il signore a satana, che, a quanto pare, sembra aver fatto un cos cattivo uso dell'autorizzazione che gli  stata data, Probabilmente, niente, Come, niente, domand caino in tono scandalizzato, anche se per le statistiche gli schiavi non contano, c' un mucchio di altra gente morta, e ora sento che probabilmente il signore non far niente, Nel cielo le cose sono sempre andate cos, non  colpa nostra, S, quando in un'assemblea di esseri celesti  presente satana, c' qualcosa che il semplice mortale non capisce. La conversazione si concluse l, gli angeli se ne andarono e caino cominci a pensare che avrebbe dovuto trovare una strada pi dignitosa per la sua vita, Non rimarr qui per il tempo che mi resta a badare agli asini, pens. Il proposito era meritevole di considerazione e lode, ma le alternative erano nulle, a meno che non tornasse nelle terre di nod e occupasse il suo posto nel palazzo e nel letto di lilith. Sarebbe ingrassato, le avrebbe dato altri due o tre figli, e, ora gli stava venendo in mente, avrebbe potuto andare a vedere come stavano i genitori, se erano ancora vivi, se stavano bene. Ci sarebbe andato sotto mentite spoglie perch non lo riconoscessero, ma quella gioia nessuno gliel'avrebbe tolta. Gioia, si domand fra s e s, per caino non ci sar mai gioia, caino  colui che ha ucciso il fratello, caino  colui che  nato per vedere l'inenarrabile, caino  colui che odia dio.
Gli mancava, per, un asino che lo portasse. Sulle prime pens ancora di lasciar perdere gli asini e andarci a piedi, ma, se il passaggio da un presente all'altro avesse tardato, lui non avrebbe potuto far altro che vagare a piedi in quei deserti orientandosi con le stelle quando fosse notte e aspettando che comparissero quando fosse giorno. Inoltre, non avrebbe avuto nessuno con cui chiacchierare. Contrariamente a quello che in genere si pensa, l'asino  un gran chiacchierone, basta pensare ai diversi modi che ha di ragliare e sbuffare e alla variet di movimenti delle orecchie, mica tutti quelli che montano giumenti ne conoscono il linguaggio, ecco perch poi si verificano certe situazioni apparentemente inspiegabili come quando l'animale si piazza in mezzo alla strada, immobile, e da l non si muove neanche se lo prendono a bastonate. Si dice allora che il somaro  ostinato come un asino mentre, in definitiva, si tratta piuttosto di un problema di comunicazione, come tante volte succede anche tra gli umani. L'idea di andare a piedi non dur quindi molto a lungo nella testa di caino. Gli occorreva un asino, anche se avesse dovuto rubarlo, ma noi, che poco alla volta lo conosciamo sempre meglio, sappiamo che non lo far. Nonostante sia un assassino, caino  un uomo intrinsecamente onesto, i giorni dissoluti trascorsi in concubinato con lilith, ancorch censurabili dal punto di vista dei preconcetti borghesi, non sono stati sufficienti a corrompere il suo innato senso morale dell'esistenza, si veda quanto coraggiosamente abbia affrontato dio, anche se,  giocoforza dirlo, il signore non se n' neanche accorto fino a oggi, a meno che non si rammenti la discussione che hanno avuto davanti al cadavere ancora caldo di abele. In questo andirivieni di pensieri, a caino sovvenne la salvifica idea di comprare uno degli asini a cui badava, ricevendo in moneta sonante solo la met della paga e lasciando l'altra met nelle mani del proprietario come pagamento in acconto. L'inconveniente sarebbe stato la lentezza della procedura di liquidazione, ma caino non aveva fretta, non c'era al mondo nessuno ad attenderlo, neanche lilith, per quanto il suo corpo, nervoso e impaziente, continuasse a rigirarsi nel letto. Il padrone degli asini, che non era una cattiva persona, fece i conti a suo modo, cos da favorire gli interessi di caino, che non ne ebbe il minimo sospetto, tanto pi che le matematiche non erano mai state il suo forte. Non ci vollero molte settimane perch caino si vedesse, finalmente, investito nel possesso del suo giumento. Poteva partire quando voleva. Alla vigilia del giorno stabilito decise di andare a vedere come stava il suo vecchio padrone, se le piaghe gli fossero ormai guarite, ma ebbe il dispiacere di vederlo seduto a terra, davanti alla porta di casa, l a raschiarsi le ferite alla gamba con un coccio di tegola, proprio come il giorno in cui la maledizione gli si era abbattuta sul capo, che maledizione, e tra le peggiori, fu che dio lo avesse abbandonato nelle mani di satana.
Grande nave, grande tormenta, dice il popolo, e la storia di giobbe lo dimostra davvero fin troppo bene. Discreto come conviene a un fuggiasco, caino non si avvicin per augurargli miglioramenti per la sua salute, in definitiva, questo padrone e questo dipendente non erano neanche arrivati a conoscersi,  proprio questo il brutto della divisione in classi, ciascuno al proprio posto, possibilmente dov' nato, cos non ci sar modo alcuno di fare amicizia tra provenienti da mondi diversi. In groppa all'asino che ormai gli apparteneva di diritto, caino torn al suo posto di lavoro per approntare l'equipaggiamento di viaggio. A paragone con il giumento che era rimasto nella scuderia del palazzo di lilith, quel magnifico pezzo d'asino che aveva risvegliato l'avidit del maniscalco a gerico, la nuova cavalcatura  pi una sorta di ronzino in pensione che un esemplare da sfilata. Eppure, persino la meno esigente delle indipendenze di giudizio dovr riconoscere che  solido di gambe, ancorch le abbia sottili e un po' sbilenche. Nell'insieme, come sta pensando il suo vecchio padrone che  venuto a salutarlo alla porta, caino non sar poi tanto mal servito quando il giorno seguente, di buon mattino, si metter in viaggio.
Non dovette fare molta strada per lasciare il triste presente delle terre di uz e ritrovarsi circondato da verdeggianti montagne, da lussureggianti valli dove mormoravano rivoli dell'acqua pi pura e cristallina che gli occhi umani abbiano mai visto e la bocca assaporato. Questo, s, sarebbe potuto essere il giardino dell'eden di nostalgica memoria, adesso che ormai sono passati tanti anni e i brutti ricordi, con l'aiuto del tempo, si sono andati pi o meno stemperando. E tuttavia si coglieva, nell'incantevole paesaggio, qualcosa di posticcio, di artificiale, come se si trattasse di uno scenario preparato appositamente per un fine impossibile da svelare a chi arrivi in groppa a un banale ciuco e senza una guida michelin. Caino aggir una rocca che gli occultava buona parte del panorama e si ritrov all'imbocco di una valle meno alberata, ma non meno attraente di quelle viste in precedenza, dove si estendeva una costruzione di legno che, dall'aspetto delle varie parti e dal colore dei materiali, assomigliava molto a una barca o, per essere pi precisi, a una grande arca la cui presenza l era alquanto intrigante perch una barca, se barca era, si costruisce, teoricamente, in riva all'acqua, e un'arca, tanto pi di quelle dimensioni, non  cosa da lasciare in una valle, in attesa non si sa di che. Curioso, caino decise di andare ad appurarlo alla fonte, in questo caso le persone che, o per proprio uso e consumo, o su commissione di terzi, stavano costruendo l'enigmatica barca o la non meno enigmatica arca. Incammin il giumento verso il cantiere, dove salut i presenti e tent di attaccare discorso, Bel posto, questo, disse, ma la risposta, oltre a tardare, fu data nel modo pi sintetico possibile, un s puramente confermativo, indifferente, disinteressato, senza impegno. Caino prosegu, Chi viaggiando capiti da queste parti, come nel mio caso, tutto si aspetterebbe di trovare tranne una costruzione di una tale grandezza, ma l'insinuazione intenzionalmente lusinghiera cadde nel vuoto. Si vedeva che le otto persone che lavoravano all'opera, quattro uomini e quattro donne, non erano disposte a fraternizzare con l'intruso e non facevano niente per dissimulare il muro di ostilit con cui si difendevano dai suoi approcci. Caino decise di smetterla di tergiversare e attacc, E questa che state facendo, cos', una barca, un'arca, una casa, domand. Il pi vecchio del gruppo, un uomo alto, robusto come un sansone, si limit a dire, Casa non ,  arca neanche, ribatt caino, perch non c' arca senza coperchio, e il coperchio di questa, se esistesse, non ci sarebbe forza umana che riuscirebbe ad alzarlo. L'uomo non rispose e fece per ritirarsi, ma caino lo trattenne all'ultimo istante, Se non  una casa n un'arca, allora pu essere solo una barca, disse, Non rispondere, no, disse la pi anziana delle donne, il signore se la prender con te se parlerai pi del dovuto. L'uomo assent con un cenno del capo e disse a caino, Abbiamo molto da fare e le tue chiacchiere ci distraggono dal lavoro, ti chiedo di lasciarci e proseguire per la tua strada, e concluse con un tono leggermente minaccioso, Come potrai ben vedere con i tuoi occhi, qui siamo quattro uomini forti, io e i miei figli, Molto bene, rispose caino, vedo che le antiche regole dell'ospitalit mesopotamica, sin da sempre rispettate nelle nostre terre, hanno perso tutto il valore per la famiglia di no.
In quel preciso momento, in mezzo a un tuono assordante e ai corrispondenti fulmini pirotecnici, il signore si manifest.
Era in abito da lavoro, senza il lussuoso vestiario con cui riduceva all'obbedienza immediata quelli su cui intendeva far colpo senza dover ricorrere alla dialettica divina. La famiglia di no e lo stesso patriarca si prostrarono all'istante sul suolo disseminato di travi di legno, mentre il signore guardava sorpreso caino e gli domandava, Che ci fai qui, non ti ho mai pi visto dal giorno in cui uccidesti tuo fratello, Ti sbagli, signore, ci siamo visti, anche se tu non mi hai riconosciuto, a casa di abramo, tra le querce di mamre, quando andavi a distruggere sodoma,  stato un bel lavoro, quello, pulito ed efficace, soprattutto definitivo, Non c' niente di definitivo nel mondo che hai creato, giobbe credeva di essere in salvo da tutte le sventure, ma la tua scommessa con satana lo ha ridotto in miseria e il suo corpo  tutta una piaga, proprio come l'ho visto quando sono partito dalle terre di uz, Ora non pi, caino, ora non pi, la sua pelle  guarita completamente e le greggi che aveva sono raddoppiate, ora possiede quattordicimila pecore, seimila cammelli, mille coppie di buoi e mille giumenti, E come ha fatto a ottenerli, Si  piegato alla mia autorit, ha riconosciuto che il mio potere  assoluto, illimitato, che non devo rendere conto se non a me stesso n reprimermi per considerazioni di ordine personale e che, questo te lo dico ora, sono dotato di una coscienza talmente flessibile da trovarla sempre d'accordo con qualsiasi cosa io faccia, E i figli che giobbe aveva e sono morti sotto le macerie della casa, Un particolare cui non va data troppa importanza, avr altri dieci figli, sette maschi e tre femmine come prima, per sostituire quelli che ha perso, Proprio come le greggi, S, proprio come le greggi, i figli non sono altro che questo, greggi. No e la famiglia si erano ormai alzati da terra e assistevano sgomenti al dialogo tra il signore e caino, che sembrava piuttosto quello tra due vecchi amici che si fossero appena rincontrati dopo una lunga separazione. Non mi hai detto che ci sei venuto a fare qua, disse dio, Niente di particolare, signore, tra l'altro, non  che ci son venuto, mi ci sono trovato, Proprio come ti sei trovato a sodoma o nelle terre di uz, E anche sul monte sinai, e a gerico, e alla torre di babele, e nelle terre di nod, e al sacrificio di isacco, Hai viaggiato molto, a quanto pare, Infatti, signore, ma non certo per mia volont, anzi, mi domando se questi continui cambiamenti che mi hanno portato da un presente a un altro, ora nel passato, ora nel futuro, non siano anch'essi opera tua, No, io non ho niente a che vedere con questo, sono abilit primarie che mi sfuggono, trucchi per pater le bourgeois, per me il tempo non esiste, Ammetti allora che ci sia nell'universo un'altra forza, diversa e pi potente della tua,  possibile, non ho l'abitudine di discutere trascendenze oziose, ma sappi una cosa, non potrai allontanarti da questa valle, e non ti consiglio di tentarlo, d'ora in poi le uscite saranno sorvegliate, a ciascuna di esse ci saranno due cherubini con spade di fuoco e l'ordine di uccidere chiunque si avvicini, Come quello che hai messo alla porta del giardino dell'eden, Come lo hai saputo, I miei genitori ne parlavano molto. Dio si rivolse a no e gli domand, Hai raccontato a quest'uomo a cosa servir la barca, No, mio signore, che mi cada la lingua di bocca se mento, ho la mia famiglia come testimone, Sei un servo leale, ho fatto bene a sceglierti, Grazie, signore, e, se mi consenti la domanda, che ne faccio ora di quest'uomo, Portalo con te nella barca e aggregalo alla famiglia, avrai un uomo in pi per dare dei figli alle tue nuore, spero che ai loro mariti non importi, Ti prometto che non gliene importer, anch'io far in modo di compiere la mia parte, sar pure vecchio, ma non tanto da girare la faccia davanti a un bel pezzo di donna. Caino decise di intervenire, Si pu sapere di che state parlando, domand, e il signore rispose come se ripetesse un discorso gi preparato in anticipo e imparato a memoria, La terra  totalmente corrotta e piena di violenze, vi trovo solo corruzione, poich tutti i suoi abitanti hanno seguito delle strade sbagliate, la cattiveria degli uomini  grande, tutti i loro pensieri e desideri tendono sempre e unicamente verso il male, mi pento di aver creato l'uomo, poich per causa sua il mio cuore sta soffrendo amaramente, la fine di tutti gli uomini mi  giunta davanti, in quanto essi hanno riempito la terra di iniquit, io li sterminer, e altrettanto far con la terra, quanto a te, no, ti ho scelto per iniziare la nuova umanit, e cos ti ho comandato di costruire un'arca di legni resinosi, di dividerla in compartimenti e calafatarla con bitume all'interno e all'esterno, ti ho ordinato che la sua lunghezza fosse di trecento cubiti, e ci sono, che la larghezza fosse di cinquanta cubiti e l'altezza di trenta, che in alto vi facessi un lucernaio a un cubito dalla cima, che mettessi la porta dell'arca da un lato e vi costruissi un piano inferiore, un secondo e un terzo piano, giacch mander un diluvio d'acqua che, inondando tutto, eliminer al di sotto del cielo tutti gli esseri viventi che esistono nel mondo, tutto quanto c' sulla terra morir, ma con te, no, ho fatto un patto di alleanza, al momento giusto entrerai nell'arca con i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli, e di tutte le specie di esseri viventi porterai nell'arca due esemplari, maschio e femmina, perch possano vivere insieme con te, dunque, di ciascuna specie diversa di esseri viventi, siano essi volatili, quadrupedi o altri animali, verranno con te due esemplari, devi anche raccogliere e immagazzinare i diversi tipi di cibo che ciascuna specie suole mangiare, come provviste per te e per tutti gli animali. Questo fu il discorso del signore. Allora caino disse, Con queste dimensioni e il carico che avr dentro, l'arca non potr fluttuare, quando la valle comincer a essere inondata non ci sar spinta dell'acqua capace di sollevarla dal suolo, col risultato che annegheranno tutti quelli che vi siano dentro e l'attesa salvezza si trasformer in una trappola, Non  questo che dicono i miei calcoli, rettific il signore, I tuoi calcoli sono sbagliati, una barca deve essere costruita vicino all'acqua, non in una valle circondata da montagne, a una distanza enorme dal mare, quando  terminata la si spinge in acqua ed  il mare stesso, o il fiume, se di fiume si trattasse, che s'incaricano di sollevarla, forse non sai che le barche fluttuano perch ogni corpo immerso in un fluido subisce una spinta verticale e verso l'alto di intensit pari al peso del volume del fluido spostato,  il principio di archimede, Permettimi, signore, di esprimere il mio pensiero, disse no, Parla, disse dio, palesemente contrariato, Caino ha ragione, signore, se resteremo qui in attesa che l'acqua ci sollevi finiremo per morire tutti annegati e non potr esserci un'altra umanit. Corrugando la fronte per pensare meglio, il signore gir e rigir l'argomento e fin per giungere alla stessa conclusione, tanto lavoro per inventare una valle che non era mai esistita prima, e in definitiva per niente. Allora disse, Al caso c' un buon rimedio, quando l'arca sar pronta mander i miei angeli operai per trasportarla nell'aria verso la costa pi vicina,  molto peso, signore, gli angeli non ce la faranno, disse no, Tu non conosci la forza di cui sono dotati gli angeli, con un solo dito solleverebbero una montagna, la mia fortuna  che siano tanto disciplinati, se cos non fosse avrebbero gi organizzato un complotto per depormi, Come satana, disse caino, S, come satana, ma per lui ho gi trovato il modo di farlo contento, di tanto in tanto gli lascio tra le mani una vittima con cui intrattenersi, e questo gli basta, Proprio come hai fatto con giobbe, che non ha osato maledirti, ma reca nel cuore tutta l'amarezza del mondo, Che ne sai tu del cuore di giobbe, Niente, ma so tutto del mio e qualcosa del tuo, rispose caino, Non ci credo, gli di sono come pozzi senza fondo, se ti ci sporgi dentro non riuscirai a vedere neanche la tua immagine, Col tempo tutti i pozzi finiscono per prosciugarsi, arriver anche la tua ora. Il signore non rispose, ma guard fissamente caino e disse, Il tuo segno sulla fronte  pi grande, sembra un sole nero che stia spuntando dall'orizzonte degli occhi, Bravo, esclam caino battendo le mani, non sapevo che ti fossi dato alla poesia,  come dico io, tu non sai niente di me. Con questa afflitta dichiarazione dio si allontan e, pi discretamente che all'arrivo, svan in un'altra dimensione.
Stuzzicato da una discussione in cui, nell'opinione di qualsiasi osservatore imparziale, non aveva fatto certo un figurone, il signore decise di cambiare i piani. Farla finita con l'umanit non era quella che si sarebbe potuta definire una faccenda urgente, l'obbligata estinzione dell'animale-uomo avrebbe potuto attendere due o tre o anche dieci secoli, ma, una volta presa la decisione, dio cominciava a sentire una specie di prurito sulla punta delle dita che era segno d'impazienza. Decise dunque di mobilitare la sua legione di angeli operai con effetto immediato, ossia, invece di utilizzarli solo per portare l'arca al mare com'era previsto, li mand ad aiutare l'esausta famiglia di no che, come si pu osservare, era ormai pi morta che viva in quel lavoro immane. Pochi giorni dopo comparvero gli angeli, schierati in fila per tre, e immediatamente si misero all'opera. Il signore non aveva esagerato nel dire che gli angeli avevano molta forza, bastava vedere qui la naturalezza con cui si mettevano sottobraccio le spesse tavole di legno, come se fosse il giornale del pomeriggio, e le portavano, se c'era bisogno, da un capo all'altro dell'arca, trecento cubiti o, in misura moderna, centocinquanta metri, praticamente una portaerei. La cosa pi sorprendente, per, era il modo come introducevano i chiodi nel legno.
Non usavano mica il martello, mettevano il chiodo in posizione verticale, con la punta all'ingi, e, col pugno chiuso, gli sferravano sulla capocchia un colpo secco, con cui il pezzo metallico penetrava senza alcuna resistenza, come se, invece di entrare in quella durissima quercia, si trattasse di burro in estate. Pi stupefacente ancora era vedere come levigavano una tavola, vi posavano sopra la palma della mano, che poi muovevano avanti e indietro, senza produrre un solo truciolo o la minima traccia di segatura, la tavola, semplicemente, si andava riducendo di spessore fino ad arrivare alla misura giusta. E se c'era da aprire un foro per introdurvi un perno, il semplice dito indice gli bastava. Era uno spettacolo vederli lavorare cos. Non c' da stupirsi, dunque, che l'opera fosse progredita con una celerit prima inimmaginabile, non c'era neanche il tempo per apprezzare i cambiamenti. Durante questo periodo, il signore apparve solo una volta. Domand a no se tutto stava andando bene, s'interess di sapere se caino continuava ad aiutare la famiglia, e certo che s, signore, aiutava, prova ne sia che aveva gi dormito con due delle nuore e si accingeva a dormire con la terza. Il signore gli domand anche come procedeva quella faccenda di radunare gli animali che sarebbero andati nell'arca, e il patriarca disse che una buona parte era gi stata raccolta e che, non appena il lavoro dell'arca fosse terminato, avrebbe riunito quelli che ancora mancavano. Non era vero, era soltanto una piccola parte della verit. C'era in effetti un certo numero di animali, tra i pi comuni, in un recinto allestito all'altra estremit della valle, pochissimi se li confrontiamo col piano di raccolta stabilito dal signore, cio, tutte le bestie viventi, dal panciuto ippopotamo alla pulce pi insignificante, senza dimenticare quel che vi fosse al di sotto, ivi compresi i microrganismi, che pure sono importanti. Importanti, in questo ampio e generoso senso, lo sono altres alcuni animali di cui si parla molto in certi circoli ristretti che coltivano l'esoterismo, ma che nessuno ha mai potuto vantarsi di aver visto. Ci riferiamo, per esempio, all'unicorno, all'araba fenice, all'ippogrifo, al centauro, al minotauro, al basilisco, alla chimera, a tutto quel bestiario difforme e composito che non ha che un'unica giustificazione per esistere, quella di essere stato prodotto da dio in un momento di stravaganza, proprio come il comune ciuco, fra i tanti che pullulano in queste terre. S'immagini l'orgoglio, il prestigio, il credito che no avrebbe acquistato agli occhi del signore se fosse riuscito a convincere uno di questi animali a entrare nell'arca, preferibilmente l'unicorno, supponendo che mai lo si riesca a trovare. Il problema dell'unicorno  che non se ne conosce la femmina, dunque non c' modo che possa arrivare a riprodursi per le vie normali della fecondazione e della gestazione, anche se, a pensarci meglio, forse non ne ha bisogno, in definitiva, la continuit biologica non  tutto, basta gi che la mente umana crei e ricrei quello in cui oscuramente crede. Per tutti i compiti che ancora mancano da eseguire, e cio la raccolta completa degli animali e il rifornimento di commestibili, no si aspetta di poter contare sulla competente collaborazione degli angeli operai i quali, onore sia reso loro, continuano a lavorare con un entusiasmo degno di tutti gli encomi. Gli uni con gli altri, non mostrano alcuna riluttanza a riconoscere che la vita in cielo  quanto di pi noioso sia mai stato inventato, sempre quel coro degli angeli l a proclamare ai quattro venti la grandezza del signore, la generosit del signore, e pure la bellezza del signore. Ormai  tempo che questi e gli altri angeli comincino a sperimentare le gioie semplici della gente comune, mica dev'esserci sempre bisogno, per una maggiore esaltazione dello spirito, di appiccare fuoco a sodoma o soffiare nelle trombe per abbattere le mura di gerico. Almeno in questo caso, dal punto di vista privato degli angeli operai, la felicit sulla terra era del tutto superiore a quella che si poteva avere nel cielo, ma il signore,  chiaro, essendo tanto invidioso com', non avrebbe dovuto saperlo, pena di esercitare sui pensieri sediziosi le pi dure rappresaglie senza badare a gradi angelici.  stato grazie alla buona armonia regnante tra il personale che stava lavorando all'impresa dell'arca che caino ha potuto ottenere che il suo asino, una volta giunto il momento, sia fatto entrare per la cosiddetta porta del cavallo, e cio come passeggero clandestino, scampando all'annegamento generale. Ed  stato ancora grazie a questo cordiale rapporto che  riuscito a venire a conoscenza di certi dubbi e perplessit degli angeli. A due di loro, coi quali aveva stabilito dei legami che sul piano umano sarebbero facilmente classificati come di cameratismo e amicizia, caino ha domandato se davvero pensassero che, sterminata questa umanit, quella che le far seguito non finir per ricadere negli stessi errori, nelle stesse tentazioni, negli stessi farneticamenti e crimini, e quelli hanno risposto, Noi siamo solo degli angeli, ne sappiamo poco di questa sciarada indecifrabile che voi chiamate natura umana, ma, per dirla con franchezza, non vediamo come potr risultare soddisfacente la seconda esperienza quando la prima si  rivelata questa distesa di miserie che abbiamo davanti agli occhi, nella nostra sincera opinione di angeli, riassumendo, e considerando le prove date, gli esseri umani non si meritano la vita, Pensate davvero che gli uomini non si meritino di vivere, domand caino, turbato, Non  questo che abbiamo detto, ci che abbiamo detto, e lo ripetiamo,  che gli esseri umani, visto il modo in cui si sono comportati nel corso dei tempi conosciuti, non si meritano la vita con tutto quello che, malgrado i suoi lati oscuri, che sono molti, essa ha di bello, di grande, di meraviglioso, rispose uno degli angeli, Dunque, dire una cosa non  lo stesso che dire l'altra, aggiunse il secondo angelo, Se non  lo stesso, lo  quasi, insistette caino, Sar, ma la differenza sta in questo quasi, ed  enorme, Che io sappia, noi non ci siamo mai domandati se meritassimo o meno la vita, disse caino, Se lo aveste pensato, forse non vi trovereste nell'imminenza di scomparire dalla faccia della terra, Piangere non vale la pena, non si perder granch, rispose caino dando voce al suo cupo pessimismo nato e formatosi in successivi viaggi negli orrori del passato e del futuro, se i bambini che a sodoma morirono bruciati non fossero nati, non avrebbero dovuto lanciare quelle urla che ho udito mentre il fuoco e lo zolfo si riversavano gi dal cielo sulle loro teste innocenti, La colpa ce l'avevano i genitori, disse uno degli angeli, Non era un motivo per cui i figli dowessero patirne, L'errore  credere che la colpa dovr essere intesa allo stesso modo da dio e dagli uomini, disse uno degli angeli, Nel caso di sodoma qualcuno ce l'ha pur avuta, ed  stato un dio assurdamente frettoloso quello che non ha voluto perdere tempo a separare per il castigo solo quelli che, secondo i suoi criteri, stavano praticando il male, e inoltre, angeli, dov' mai nata quest'idea peregrina che dio, solo perch  dio, debba governare la vita intima dei suoi credenti, stabilendo regole, proibizioni, interdizioni e altre baggianate dello stesso calibro, domand caino, Questo non lo sappiamo, disse uno degli angeli, Di queste cose, ci che ci raccontano  quasi nulla, a ben dire noi serviamo solo per i lavori pesanti, aggiunse l'altro in tono di lamentela, quando sar il momento di sollevare la barca e portarla al mare, ci puoi scommettere fin d'ora che non vedrai n serafini, n cherubini, n troni, n arcangeli, Non mi sorprende, cominci col dire caino, ma la frase gli rimase a mezz'aria, sospesa, mentre una specie di vento gli fustigava le orecchie e all'improvviso si ritrov all'interno di una tenda. C'era un uomo coricato, nudo, e quell'uomo era no che l'ubriachezza aveva trascinato nel pi profondo dei sonni. C'era un altro uomo che stava avendo con lui un rapporto carnale e quell'uomo era cam, il pi giovane dei suoi figli, padre, a sua volta, di Canaan. Cam vide quindi nudo il proprio padre, maniera ellittica questa, pi o meno discreta, di descrivere ci che di sconveniente e riprovevole stava succedendo l dentro. Il peggio, per, fu che il figlio peccaminoso and poi a raccontare tutto ai fratelli, sem e iafet, che si trovavano fuori dalla tenda, ma questi, compassionevoli, presero un mantello e, tenendolo sollevato, si avvicinarono al padre camminando all'indietro, in modo da non vederlo nudo. Quando no si sveglier e si accorger dell'oltraggio che gli era stato fatto da cam, dir, facendo ricadere sul di lui figlio la maledizione che ferir tutto il popolo cananeo, Maledetto sia Canaan, egli sar l'ultimo degli schiavi dei suoi fratelli, benedetto sia sem dal signore mio dio, che Canaan sia suo schiavo, che dio faccia crescere iafet, che i suoi discendenti abitino con quelli di sem e che canaan serva loro da schiavo. Caino ormai non sar pi l, lo stesso repentino soffio di vento lo ha trasferito alla porta dell'arca nel preciso momento in cui si stavano avvicinando no e suo figlio cam con le ultime notizie, Partiamo domani, dissero, gli animali sono ormai tutti nell'arca, i commestibili immagazzinati, possiamo levare l'ncora.
Al varo dio non and. Era occupato con la revisione del sistema idraulico del pianeta, verificando lo stato delle valvole, stringendo qualche madrevite montata male che gocciolava dove non doveva, provando le diverse reti locali di distribuzione, sorvegliando la pressione dei manometri, oltre a un'infinit di altre grandi e piccole incombenze, ciascuna delle quali pi importante della precedente e che solo lui, come creatore, ingegnere e gestore dei meccanismi universali, era in condizione di portare a buon fine e confermare con il suo sacro ok. La festa, per gli altri, per lui, la fatica. In momenti del genere si sentiva, pi che un dio, un capomastro degli angeli operai, i quali, in questo preciso ed esatto istante, centocinquanta a tribordo dell'arca, centocinquanta a babordo, coi loro abiti da lavoro di un bianco brillante, aspettavano l'ordine di tirar su l'enorme imbarcazione, non diremo all'unisono perch non si sarebbe udita alcuna voce, poich tutta quest'operazione  opera della mente, ma come se lo pensasse un sol uomo con il suo unico cervello e la sua unica volont. Un attimo prima l'arca stava l a terra, l'attimo dopo era salita all'altezza delle braccia alzate degli angeli operai come in un esercizio ginnico con pesi e manubri. Entusiasmati, no e la famiglia si affacciarono alla finestra per ammirare meglio lo spettacolo, col rischio che qualcuno cadesse gi di sotto, come pens caino. Una nuova spinta e l'arca si ritrov in una regione superiore dell'aria. Fu allora che no lanci un grido, L'unicorno, l'unicorno. In effetti, galoppando in senso longitudinale all'arca, correva quell'animale senza pari nella zoologia, con il suo corno a spirale, tutto quanto di un biancore abbagliante, come se fosse un angelo, quel cavallo favoloso della cui esistenza tanti avevano dubitato, e alla fin fine era l, quasi a portata di mano, sarebbe bastato far scendere l'arca, aprirgli la porta e attirarlo con una zolletta di zucchero che  la prelibatezza che la specie equina predilige,  quasi la sua perdizione. All'improvviso l'unicorno, cos com'era apparso, scomparve. Le grida di no, Scendete, scendete, furono inutili. La manovra di discesa sarebbe stata logisticamente complicata, e a che pr se ormai lui si era eclissato, vai a sapere dove sar in questo momento. Intanto, a una velocit ben superiore a quella dello zeppelin hindenburg, l'arca solcava l'aere in direzione del mare, dove infine atterr con un fondale sufficiente dando origine a un'onda enorme, un vero e proprio tsunami, che arriv sulle spiagge, distruggendo le barche e le casupole dei pescatori, facendone annegare un bel po' e mandando in rovina le arti della pesca, come un avvertimento di ci che sarebbe seguito. Ma il signore non cambi opinione, i suoi calcoli potevano anche essere sbagliati, ma, siccome la prova del nove non era stata fatta, gli rimaneva ancora il beneficio del dubbio. Dentro l'arca, la famiglia no rendeva grazie a dio e, per festeggiare la riuscita dell'operazione ed esprimere la sua riconoscenza, sacrific un agnello al signore, che l'offerta, com' naturale, conoscendo i precedenti, lasci deliziato. Aveva ragione, no era stato una buona scelta come padre della nuova umanit, l'unica persona giusta e onesta di allora, qual era lui, avrebbe emendato gli errori del passato e scacciato dalla terra l'iniquit. E gli angeli, dove sono gli angeli operai, domand improvvisamente caino. Non c'erano. Eseguita in maniera cos perfetta e completa l'incombenza del signore, i diligenti operatori, con la semplicit che li contraddistingueva e di cui ci hanno dato non poche dimostrazioni sin dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti, erano rientrati nelle caserme senza aspettare la distribuzione delle medaglie. L'arca,  bene ricordarlo, non ha timone n vela, non funziona a motore, non le si pu dare la carica, e condurla a remi sarebbe letteralmente impensabile, neanche le forze di tutti gli angeli operai disponibili nel cielo sarebbero in grado di farla muovere con quel sistema. Navigher dunque in base alle correnti, si lascer spingere dai venti che eventualmente spirino in coda, le manovre marinare saranno minime e il viaggio un lungo riposo, salvo le occasioni di attivit amatoria, che non saranno poche n brevi e per le quali il contributo di caino, a quanto abbiamo potuto capire,  di quelli esemplari. Ce lo dicano le nuore di no che non poche volte hanno abbandonato nel cuore della notte il letto dove giacevano coi rispettivi mariti per andare a coprirsi, non solo con il mantello che copre caino, ma con il suo giovane ed esperto corpo.
Trascorsi sette giorni, numero cabalistico per eccellenza, si aprirono infine le saracinesche del cielo. La pioggia cadr sulla terra, senza sosta, per quaranta giorni e quaranta notti.
Dapprincipio non parve notarsi la differenza dell'effetto delle cataratte che si riversavano continuamente gi dal cielo con un ruggito assordante. Era naturale, la forza di gravit incamminava i torrenti verso il mare dove, a prima vista, sembrava che vi scomparissero, ma non tard che le fonti dell'oceano profondo saltassero a loro volta e l'acqua cominciasse a risalire alla superficie a fiotti e spruzzi alti come delle montagne che apparivano e scomparivano, fondendosi con l'immensit del mare. In mezzo a questa furiosa convulsione acquatica che pareva voler inghiottire tutto, la barca riusciva a resistere, ondeggiando da un lato all'altro come un tappo di sughero, e raddrizzandosi all'ultimo istante quando il mare pareva ormai sul punto di trangugiarla. In capo a centocinquanta giorni, dopo che le fonti del mare profondo e le saracinesche del cielo era come se si fossero chiuse, l'acqua, che aveva coperto tutta la terra fino alle vette delle regioni montuose pi alte, cominci a ritirarsi lentamente. Nel frattempo, per, una delle nuore di no, la moglie di cam, era morta in un incidente. Contrariamente a ci che abbiamo detto prima o dato a intendere, nella barca c'era una grande necessit di manodopera, non di marinai, questo  sicuro, ma di personale di pulizia. Centinaia, per non dire migliaia di animali, molti dei quali di grossa stazza, occupavano le stive strapiene e tutti cacavano e pisciavano che era un inno al signore. Pulire tutta quella roba, trasbordare tonnellate di escrementi tutti i giorni era una prova durissima per le quattro donne, una prova fisica prima di tutto, giacch ne venivano fuori esauste, quelle poverette, ma anche sensoriale, con quell'insopportabile fetore di merda e urina che impregnava la pelle. Fu uno di questi giorni di tempesta terrificante, con l'arca che veniva sbatacchiata dalla tormenta e gli animali che si pigiavano uno sull'altro, che la moglie di cam, scivolando sul pavimento lurido, and a finire sotto le zampe di un elefante. La lanciarono in mare cos come si trovava, insanguinata, sporca di escrementi, misere spoglie umane senza onore n dignit. Perch non l'avete pulita prima, domand caino, e no rispose, Avr un sacco d'acqua per lavarsi. Da questo momento in poi e sino alla fine della storia, caino lo odier a morte. Si dice che non c' effetto senza causa n causa senza effetto, dando quindi l'impressione che i rapporti tra una cosa e l'altra dovranno essere in ogni momento, non solo palesi, ma comprensibili in tutti i loro aspetti, sia conseguenti che subconseguenti. Non ci arrischiamo a suggerire che si debba includere in questo quadro generale la spiegazione del cambiamento di atteggiamento della moglie di no. Potrebbe aver pensato semplicemente che, in mancanza della moglie di cam, qualcun'altra avrebbe dovuto occuparne il posto, non per assistere il vedovo nelle sue notti ora solitarie, ma per ripristinare l'armonia regnante in precedenza tra le femmine pi giovani della famiglia e l'ospite caino, o, con parole pi chiare e dirette, se lui aveva a disposizione tre donne prima, non c'era motivo perch non dovesse continuare ad averle. Non lo sapeva mica, costei, che nella testa dell'uomo ronzavano certe idee che rendevano assolutamente secondaria la questione. In ogni caso, siccome una cosa non pareggia l'altra, caino accolse con simpatia gli approcci di lei, Qui dove mi vedi, malgrado l'et, che non  pi quella della prima giovent, e pur avendo partorito tre figli, mi sento ancora assai appetibile, e tu che ne pensi, caino, gli aveva domandato. Era da un bel po' di tempo che aveva smesso di piovere, l'enorme massa d'acqua s'intratteneva ora a macerare i morti e a spingerli dolcemente, nella sua eterna oscillazione, verso la bocca dei pesci. Caino si era affacciato alla finestra per guardare il mare che brillava sotto la luna, aveva pensato un po' a lilith e a suo figlio enoch, entrambi morti, ma distrattamente, come se non gliene importasse granch, e fu allora che ud sussurrare al suo fianco, Qui dove mi vedi. Da l si trasferirono, lui e lei, nel cubicolo dove caino era solito dormire, non aspettarono neppure che no, ormai tra le braccia di morfeo, si assentasse dal mondo, e quando ebbero finito, l'uomo dovette riconoscere che la donna aveva ragione nel giudizio che aveva dato su se stessa, era fatta proprio di stoffa buona, e mostrava di avere, in certi momenti, un'esperienza acrobatica cui le altre non erano riuscite neanche ad avvicinarsi, o per mancanza di vocazione naturale, o per inibizione causata dalla prestazione tradizionale dei rispettivi mariti. E, posto che stiamo parlando di mariti, si dica subito che cam fu il secondo a scomparire.
Era salito in coperta per sistemare alcune assi che con il dondolio stridevano e gli impedivano di dormire, quando qualcuno si avvicin, Mi dai una mano, domand lui, S, fu la risposta, e fu spinto in mare, una caduta dall'altezza di quindici metri che parve interminabile, ma subito dopo fin. No sbrait, s'arrabbi, disse che, dopo tanto tempo di pratica nella navigazione, solo un'imperdonabile mancanza di attenzione per il lavoro poteva spiegare l'accaduto, Aprite gli occhi, pretese imperiosamente, guardate dove mettete i piedi, e prosegu, Abbiamo perso una coppia, e ci sta a significare che dovremo copulare molto di pi se vogliamo che si compia la volont del signore, secondo cui dovremo essere noi i padri e le madri della nuova umanit. S'interruppe per un attimo e, rivolgendosi alle due nuore che gli restavano, domand, Qualcuna di voi  incinta. Una rispose che s, era incinta, l'altra che non ne era sicura, ma forse, E chi  il padre, Per me, ci scommetto che  caino, disse la moglie di iafet. Per me anche, disse la moglie di sem, Pare impossibile, disse no, se ai vostri mariti viene a mancare la potenza genetica, la cosa migliore  che andiate a letto solo con caino, proprio come, del resto, avevo gi pi o meno previsto sin dall'inizio, concluse.
Le donne, compresa la moglie dello stesso no, sorrisero fra s e s, lo sapevano loro il perch, quanto agli uomini, non gli era piaciuta affatto la pubblica reprimenda, ma promisero, se glielo consentivano, di essere pi diligenti in avvenire.  curioso che le persone parlino con tanta leggerezza del futuro, come se lo avessero in mano, come se fosse in loro potere allontanarlo o avvicinarlo secondo le convenienze e le necessit di ciascun momento. Iafet, per esempio, vede il futuro come una successione di copule ben riuscite, un figlio all'anno, e non poche volte gemelli, lo sguardo compiacente del signore sul suo capo, tante pecore, tante coppie di buoi, insomma, la felicit. Non sa, poveretto, che la fine  vicina, che uno sgambetto lo far precipitare nel vuoto senza giubbotto salvagente, l a sbracciare fra le angosce di un'inutile disperazione, urlando, mentre l'arca si va allontanando maestosamente incontro al suo destino. La perdita di un altro membro dell'equipaggio afflisse no a un massimo indescrivibile, l'auspicata concretizzazione del piano del signore si trovava seriamente a rischio, vista la situazione, che s'imponesse la necessit di duplicare, se non addirittura triplicare il tempo indispensabile a un ragionevole ripopolamento della terra. Sempre pi diventava necessaria la collaborazione di caino, ragion per cui no, giacch lui non sembrava intenzionato a muoversi, decise di fargli un discorso da uomo a uomo, Lasciamo perdere le giravolte e le mezze parole, disse, devi metterti immediatamente all'opera, d'ora in poi sar quando vuoi e come vuoi, queste preoccupazioni mi stanno uccidendo, io non posso essere di grande aiuto per il momento, Quando vuoi e come vuoi, che significa questo, domand caino, S, e con chi vuoi, rispose no, esibendo la sua migliore espressione da intenditore, Inclusa tua moglie, volle sapere caino, Insisto che tu lo faccia, la moglie  mia, posso farne ci che mi aggrada, Tanto pi che si tratta di un'opera buona, insinu caino, Un'opera pia, un'opera del signore, assent no con l'adeguata solennit, In tal caso, cominciamo subito, disse caino, falla venire da me nel cubicolo dove dormo e che nessuno venga a disturbarci, accada quel che accada e si oda quel che si oda, Lo far, e che sia fatta la volont del signore, Amen. Non mancher chi pensi che il malizioso caino si stia divertendo in questa situazione, giocando al gatto e al topo con i suoi innocenti compagni di navigazione che, come il lettore avr ormai sospettato, sta eliminando uno dopo l'altro. Sar in equivoco chi creda che sia cos. Caino si dibatte nella sua rabbia contro il signore come se fosse imprigionato nei tentacoli di un polpo, e queste sue vittime di ora non sono altro, come lo era gi stato abele nel passato, che altrettanti tentativi di uccidere dio. La prossima vittima sar proprio la moglie di no, che, senza meritarselo, pagher con la vita le ore di piacere passate tra le braccia del suo futuro assassino con la benedizione e la connivenza del marito stesso, a tal punto era arrivata la deliquescenza dei costumi di questa umanit ai cui ultimi giorni stiamo assistendo. Dopo la ripetizione, e comunque con alcune variazioni pi o meno sottili, di un bel po' di eccessi di delirio erotico di cui fu protagonista principalmente la donna ed espressi, come sempre, con mormorii, gemiti e subito dopo grida incontrollabili, caino la condusse tenendola per mano alla finestra per prendere il fresco della notte e da l, infilandole le mani fra le cosce ancora frementi di piacere, la fece precipitare in mare. Delle otto persone che componevano la famiglia di no restavano ora, oltre allo stesso patriarca, suo figlio sem e la moglie e la vedova di iafet. Due donne servono ancora molto, pensava no con il suo indefettibile ottimismo e la sua incrollabile fiducia nel signore. Non manc tuttavia di mostrare la sua meraviglia per l'inspiegabile scomparsa della moglie e la manifest a caino, Era affidata totalmente alle tue cure, non capisco come possa essere successa questa disgrazia, al che caino rispose domandandogli, Ero forse la guardia del corpo di tua moglie, forse che me la portavo appresso legata per la caviglia con una cordicella come se fosse una pecora, Non dico questo, si scherm no, ma lei dormiva con te, avresti potuto accorgerti di qualcosa, Ho il sonno pesante. La discussione non and oltre, in realt, non si poteva certo dare a caino la responsabilit del fatto che la donna si fosse alzata per andare a urinare fuori, alla brezza notturna, e l, colta per esempio da un capogiro, fosse poi rotolata gi in uno scolo e scomparsa nelle acque. Cose che capitano. Il livello dell'immenso mare che copriva la terra continuava a scendere, ma nessuna vetta di nessuna montagna aveva rialzato il capo per dire, Eccomi, il mio nome  ararat e sto in turchia. Comunque fosse, per, il grande viaggio stava per giungere alla fine, era tempo di iniziare a preparare la conclusione, lo sbarco o quel che dovesse succedere. Sem e la moglie caddero in mare nello stesso giorno in circostanze che resteranno da spiegare, e lo stesso accadde alla vedova di iafet, che ancora la vigilia aveva dormito nel letto di caino. E ora, sbraitava no strappandosi i capelli nella pi nera disperazione, tutto  perduto, senza donne per concepire non ci sar vita n umanit, meglio sarebbe stato accontentarci di quella che avevamo, che gi conoscevamo, e insisteva, in preda al dolore, Con che faccia potr presentarmi davanti al signore con questa barca piena di animali, che potr fare, come vivr il resto della mia vita, Sdraiati qua sotto, gli disse caino, nessun angelo verr a prenderti fra le braccia. Qualcosa risuon nella voce con cui lo disse che ricondusse no alla realt, Sei stato tu, disse, S, sono stato io, rispose caino, ma te non ti toccher, morirai per mano tua, E dio, che dir dio, domand no, Vai tranquillo, a dio ci penso io. No fece la mezza dozzina di passi che lo separavano dal bordo e, senza una parola, si lasci cadere.
Il giorno seguente la barca tocc terra. Si ud allora la voce di dio, No, no, esci dall'arca con tua moglie e i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli, tira fuori dall'arca anche gli animali di tutte le specie che sono l con te, gli uccelli, i quadrupedi, tutti i rettili che strisciano sulla terra, perch si sparpaglino nel mondo e dovunque si moltiplichino. Ci fu un silenzio, poi la porta dell'arca si apr lentamente e gli animali cominciarono a uscire. Uscivano, uscivano e non la smettevano di uscire, alcuni grandi, come l'elefante e l'ippopotamo, altri piccoli, come la lucertola e la cavalletta, altri ancora di media misura, come la capra e la pecora. Quando le tartarughe, che erano le ultime, si stavano allontanando, lente e compenetrate com' nella loro natura, dio chiam, No, no, perch non esci. Provenendo dall'interno buio dell'arca, sulla soglia della grande porta comparve caino, Dove sono no e i suoi, domand il signore, Laggi, morti, rispose caino, Morti, come, morti, perch, Tranne no, che  annegato di sua spontanea volont, gli altri li ho uccisi io, Come hai osato, assassino, contrastare il mio progetto,  cos che mi ringrazi per averti risparmiato la vita quando uccidesti abele, domand il signore, Doveva pur arrivare il giorno in cui qualcuno ti avrebbe messo davanti al tuo vero volto, E la nuova umanit che avevo annunciato, allora, Una c' stata, un'altra non ci sar e nessuno ne noter la mancanza, Tu sei caino, e malvagio, infame uccisore del tuo stesso fratello, Non tanto malvagio e infame quanto te, ricordati dei bambini di sodoma. Ci fu un lungo silenzio. Poi caino disse, Adesso puoi anche uccidermi, Non posso, dio non si rimangia la parola, morirai di morte naturale nella terra abbandonata e gli uccelli rapaci verranno a divorare la tua carne, Si, dopo che tu avrai prima divorato il mio spirito. La risposta di dio non si riusc a sentire, e anche le parole seguenti di caino andarono perdute, la cosa pi naturale  che siano stati l a ragionare l'uno contro l'altro una e pi volte, ci che si sa per certo  solo che continuarono a discutere e che stanno ancora discutendo. La storia  finita, non ci sar nient'altro da raccontare.
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FINE.
