REICHS KATHY.

VIRALS.


Traduzione di: Andrea Zucchetti.
Rizzoli Editrice, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Tory Brennan ha il gusto dell'avventura e la passione per la scienza: non potrebbe essere
altrimenti, dal momento che  la nipote di Temperance Brennan, la pi celebre antropologa forense del
mondo. Quando arriva a Morris Island, di fronte alle coste del South Carolina, per andare a vivere
insieme a colui che ha appena scoperto essere suo padre, Tory fa amicizia con un gruppo di ragazzi che
come lei sono fanatici delle esplorazioni scientifiche. Insieme si divertono ad analizzare al microscopio
conchiglie e fossili fino a quando non si imbattono, con orrore, in ossa umane.
Cole Island, quarant'anni prima. Katherine Heaton  una giovane innamorata della natura e
degli animali che ha fatto un'importante scoperta. L'isola ospita alcuni esemplari di aquila calva, una
specie rarissima. Sta per divulgare la notizia quando scompare senza lasciare traccia. La polizia indaga
senza esito. Caso archiviato. Ora, per, Tory ha ragione di sospettare che i resti umani da lei rinvenuti
possano essere quelli di Katherine Heaton. Ma perch la polizia si rifiuta di riaprire il caso? E che fine
hanno fatto i quaderni ai quali la giovane vittima aveva affidato il resoconto della sua emozionante
scoperta? Ma soprattutto, quale misteriosa trasformazione  in atto nel corpo di Tory e dei suoi amici
dal giorno in cui hanno raccolto un cucciolo sottoposto a segretissimi esperimenti nei laboratori
scientifici dell'isola?
In un crescendo di tensione e di colpi di scena, la miscela di suspense, mistero e analisi
scientifica che tanto appassiona i lettori di Kathy Reichs d vita a un thriller coinvolgente, il primo
della serie in cui Tory si rivela da subito degna erede di zia Tempe.
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L'Autrice.
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Kathy Reichs  nata a Chicago, lavora come antropologa forense in Qubec e insegna nel
dipartimento di antropologia dell'universit di Charlotte, nel North Carolina. Tra le pi affermate
autrici di thriller a livello mondiale, ha conquistato milioni di lettori con il personaggio della dottoressa
Temperance Brennan, protagonista anche della popolare serie televisiva Bones. Dei suoi ultimi thriller,
tutti bestseller pubblicati in Italia da Rizzoli e in gran parte disponibili nel catalogo Bur, ricordiamo
Skeleton (2007), Le ossa del diavolo (2008), Duecentosei ossa (2009), Le ossa del ragno (2010) e La
cacciatrice di ossa (2011).
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Questo libro  dedicato alla brava gente e ai cani di Charleston.
Grazie al vicinato per l'accoglienza!
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Prologo.
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Uno sparo  il rumore pi forte dell'universo.
Specialmente se la pallottola  diretta contro di te.
Crac! Crac!
I proiettili squarciarono la volta della foresta. In alto, un fuggifuggi di scimmie urlanti.
Gi in basso, io correvo.
Incurante di tutto, le gambe come pistoni, mi precipitai attraverso il sottobosco. La mente vuota.
Terrorizzata.
Trova il sentiero!
Sagome indistinte mi sfrecciavano accanto nell'oscurit. Alberi. Cespugli. Creature spaventate.
Killer armati? Non ero in grado di dirlo. Andavo a rotta di collo, in uno sprint forsennato. Alla cieca.
Inciampai in una radice e caddi. Un'esplosione di dolore nella gamba.
Alzati! Alzati! Alzati!
Qualcosa di grosso mi super come una saetta nel buio. Rimasi impietrita.
Ben?!?!
Nessuna risposta. Silenzio improvviso.
Aspettare qui significa morire. Muoviti!
Scattando in piedi, mi catapultai nella notte.
Era Hi l davanti? Shelton si era lanciato a razzo verso sinistra, nel fogliame.
Ti prego, fa' che sia Ben quello che mi  appena passato accanto di corsa!
Non avevamo elaborato alcun piano. Perch avremmo dovuto? Nessuno sapeva che eravamo l,
o che cosa stavamo facendo.
Chi diavolo sta cercando di ammazzarmi?
Ero esausta, senza fiato.
In seguito, dopo la mutazione, avrei potuto correre per sempre. Veloce. Instancabile. Perforando
le ombre notturne con la mia vista perfetta. Senza ansimare, persa nell'oscurit informe.
Questi criminali, chiunque fossero, non avrebbero avuto scampo. Non se avessimo scatenato i
nostri poteri. Il mio branco li avrebbe assaliti con ferocia. Pianificando l'attacco senza bisogno di dire
una parola. Inseguendoli di soppiatto, come se fossero dei gattini. E poi sbarazzandosi di loro.
Ma non quella notte. Ero nei guai. Quasi allo stremo delle forze. E me la facevo sotto dalla
paura.
Cos continuai a correre. Pi forte che potevo. I rami mi graffiavano gli arti, mi laceravano la
pelle. Finalmente sbucai in uno spazio aperto.
La spiaggia! Ero vicina.
Una voce sibil dal nulla.
Tory! Quaggi!
Shelton.
Dio, ti ringrazio.
Nella luce delle stelle riuscivo a malapena a distinguere la barca. Saltai oltre il parapetto,
atterrai sulla prua e mi voltai per scrutare la riva. Nessuno in vista. Per il momento.
Dov' Hi? Ben? sussurrai ansante, zuppa di sudore. Ero decisamente in tilt.
Sono qui. Ben spunt dalle tenebre. Un rapido balzo e fu a bordo, scivolando dietro i
comandi. Si blocc con le chiavi in mano, timoroso di avviare il motore. E al tempo stesso di non farlo.
Hi era ancora laggi, da qualche parte.
Restammo seduti in attesa, attanagliati dalla tensione. Il coraggio mi colava fuori dalle scarpe.
Forza, Hi. Fatti vedere. Ti prego, oh, ti prego, ti prego, ti prego...
PARTE PRIMA
ISOLE
1
Tutto inizi con una piastrina di riconoscimento. Be', una scimmia con una piastrina di
riconoscimento. Scegliete voi. Avrei dovuto sentire odore di guai. Ma non ero cos percettiva, allora.
Non mi ero evoluta. Non ancora.
Un attimo.
Sto correndo troppo.
Era un normale sabato mattina a casa, sebbene casa mia sia tutto fuorch normale.  unica...
bizzarra persino. Il che significa che mi si adatta a meraviglia.
Ci sono un sacco di cose interessanti nel posto in cui abito, se adorate quanto me la vita
all'aperto. Non siete amanti della natura? In tal caso forse trovereste la mia tana un tantino... fuori
mano.
Perch io abito su un'isola deserta. Be', piuttosto spopolata, ecco.
Morris Island. La mia casa, lontana da tutte le altre. Un luogo sperduto. Il capolinea della
civilt. Il buco del sedere di Charleston. Non  poi tanto male, se siete inclini alla solitudine. Io lo sono,
comunque. Ho finito per apprezzare il fatto di avere un bel po' di spazio libero attorno.
Morris non  imponente come altre isole, una decina di chilometri quadrati in tutto. La met
settentrionale  un'anonima striscia di collinette di sabbia, che poi raggiungono nel mezzo i dieci,
dodici metri di altezza e si susseguono verso sud mentre l'isola diventa pi ampia. La parte occidentale
 paludosa, orlata di piccole baie poco profonde, soggette alla marea. A est, la sconfinata distesa
dell'Oceano Atlantico.
Dune, acquitrini, spiagge. E pace e silenzio in abbondanza.
Esistono soltanto due strutture moderne sul nostro minuscolo pezzetto di terra emersa. Una  il
complesso in cui vivo, l'altra una strada. La strada. Il nostro unico collegamento con il mondo esterno.
Un sottile nastro d'asfalto a un'unica corsia, senza segnaletica, che si snoda verso sud tra dune e paludi
prima di lasciare Morris, attraversare il Lighthouse Creek e raggiungere Rat Island. Alla fine, a Folly
Beach incontra l'autostrada che, superando Goat Island, porta in citt.
Isola del Ratto, Isola della Capra, Spiaggia della Follia... Dovete rivolgervi alla Charleston
Historical Society per sapere chi ha scelto nomi tanto deliziosi, e dozzine di altri simili.
Era tutto nuovo per me. Fino all'anno prima non ero mai stata pi gi della Pennsylvania. Poi
avevo fatto irruzione nella vita di pap.
Qualche notizia sul mio compagno di stanza...
Christopher Kit Howard  mio padre. Io e Kit siamo a conoscenza di questo fatto da sei mesi
esatti. Quando cio mi sono trasferita in South Carolina per vivere con lui.
Non avevo scelta, dopo quel che era successo alla mamma.
Dopo l'incidente.
Non sono sicura del perch, ma la mamma non aveva mai detto niente di me a Kit. Lui non
aveva idea di essere padre. Invece lo era da quattordici anni.
Kit non ha ancora superato lo choc. Glielo leggo in faccia, a volte. Si sveglia da un pisolino, o si
concede una pausa da una lunga tirata di lavoro, e sobbalza letteralmente nel constatare la mia
presenza. Posso intuire ci che pensa: Quella  mia figlia. Ho una figlia di quattordici anni che vive
con me. Io sono suo padre.
 stato uno choc anche per me, paparino, e sto cercando di superarlo.
Come descrivere il padre che ho appena scoperto di avere? Trentun anni, biologo marino e
ricercatore presso l'istituto su Loggerhead Island. Maniaco del lavoro.
E una frana come genitore.
Forse  tutto troppo nuovo per lui... Sapete, lo stupore di apprendere che hai una figlia
adolescente... O forse si ricorda la propria sfrenata giovent. In ogni caso, non ha la pi pallida idea di
cosa fare con la sottoscritta. Un giorno chiacchiera con me manco fossi uno dei suoi amici, quello dopo
mi tratta come una bambina.
A dire la verit, se il nostro rapporto  complicato, la colpa in parte  anche mia. Non sono certo
una santarellina. E fatico ad abituarmi all'idea di avere un padre.
Perci, eccoci qua. Insieme. Nel bel mezzo del nulla.
Quel giorno stavo classificando per specie delle conchiglie marine. Noioso? Pu darsi. Ma la
scienza  la mia passione. Vivo per capire le cose, per trovare risposte. La mamma diceva sempre
scherzando che era difficile crescere una figlia pi brava della maggior parte dei professori di college.
Cosa ci guadagno? Semplicemente, fare quello che faccio.
Mucchietti di conchiglie erano sparsi sul tavolo della cucina. Esemplari di Architectonica,
Neverita duplicata e Arca zebra, gi puliti e lucidati, scintillavano nella luce del primo mattino.
Presi un'altra conchiglia dal secchio ai miei piedi, facendo attenzione che la miscela d'acqua e
candeggina non mi gocciolasse sui vestiti. Era un casside, facilmente riconoscibile: bianco, a forma di
uovo, con macchioline rosse e marroni che circondavano la superficie esterna scanalata. Soddisfatta
della rara scoperta, lo misi da parte ad asciugare.
Tornai a infilare la mano nel secchio.
L'esemplare successivo era un mistero. Un'arca? Un cuore di mare? Entrambi i molluschi erano
assai comuni sulla costa del South Carolina.
Sebbene fosse rimasta a bagno nella candeggina per quasi due ore, l'esterno della conchiglia era
ricoperto di incrostazioni. Cirripedi e limo nascondevano ogni dettaglio.
Eccellente. Cercavo giusto una scusa per usare i miei attrezzi elettrici. Erano un regalo della
prozia Tempe.
Forse avete sentito parlare di lei.
Ero rimasta di stucco quando avevo scoperto di essere imparentata con la dottoressa
Temperance Brennan, la pi famosa antropologa forense del mondo. In un certo senso  il mio idolo.
Quando Kit me l'aveva comunicato, non gli avevo creduto, ma la notizia era risultata fondata. La
sorella di Tempe, Harry,  mia nonna.
Dunque, ho una celebrit in famiglia. Un'illustre scienziata. Chi l'avrebbe mai detto?
Okay, fino a quel momento avevo incontrato la zia Tempe una volta sola. Ma non per colpa sua.
Dopotutto, al pari di Kit, sapeva della mia esistenza da sei mesi appena.
Il lavoro di zia Tempe  davvero forte. Identifica i cadaveri. Sul serio. Un corpo pu essere
bruciato, decomposto o mummificato, mangiato dai vermi o ridotto a uno scheletro. Non importa. Zia
Tempe determina chi  quella persona. Chi era. Poi, assieme alla polizia, cerca di capire cosa le 
successo.
Mica male, a condizione che non siate deboli di stomaco. Io credo di non esserlo.
Sapere di mia zia mi  servito a capire me stessa. A spiegare perch avverto la necessit di dare
una risposta a qualsiasi domanda, di risolvere qualunque enigma. Perch preferisco leggere di dinosauri
fossili e riscaldamento globale invece che girare per negozi a caccia di borsette.
Non posso farci niente.  nel mio DNA.
La specialit di zia Tempe  ricavare fatti dalle ossa. Quale modo migliore di usare il suo
talento che pulire conchiglie di molluschi morti?
In fondo le conchiglie sono questo. Ossa.
Presi dal mio kit un multiutensile a batteria Dremel, vi fissai la spazzola di setola rotante e
raschiai via delicatamente le incrostazioni sulla superficie. Dopo un po' sostituii l'accessorio con un
disco abrasivo per rimuovere altra sporcizia.
Una volta asportati i cirripedi pi grandi, afferrai la microsabbiatrice Neytech, la collegai a un
piccolo compressore ad aria e ripulii la conchiglia con sabbia di corindone. Quindi utilizzai uno
specillo per eliminare le particelle pi ostinate e lavai via gli ultimi frammenti servendomi di un
idropulsore Water Pik. Infine tornai al multiutensile, questa volta munito di un disco per lucidatura.
Fatto.
La conchiglia marina brillava sul tavolo davanti a me. Un ovale color marrone-rossiccio,
punteggiato di macchioline, con l'interno purpureo. Lungo dieci centimetri. Costole radiali sporgenti
correvano dalla cerniera al bordo.
Controllai due volte sulla mia guida della costa del South Carolina, trovando conferma alla mia
supposizione. Un Dinocardium robustum.
Mistero risolto. Collocai la conchiglia nel mucchietto giusto e affondai di nuovo la mano nel
secchio. Vuoto.
Era tempo di dedicarsi a qualcos'altro.
Decisi di fare uno spuntino. Scovai solo qualche avanzo; Kit non andava al Piggly Wiggly da
pi di una settimana. Soffocai una fitta d'irritazione. Il supermercato si trovava a trenta minuti di
distanza, su James Island, e non ci si passa davanti tutti i giorni.
Cos  la vita dei profughi su un'isola. Un vero sballo.
C'erano dei bastoncini di carota, vecchi, e mi accontentai di quelli. In crisi di astinenza,
tracannai una Coca-Cola Light. So che cosa state pensando. Ma io mi sforzo di mangiare sano.
Lasciatemi almeno la caffeina, vi prego. Al cuore non si comanda.
Controllai il telefono. Erano in ritardo. Nessun messaggio.
Considerai le alternative. In tiv non c'era un cavolo. Nessuna sorpresa. Niente che mi
stuzzicasse nella pila dei libri non letti. Internet era una pizza. Zero novit su Facebook.
Non avevo compiti per quel weekend. Eravamo a maggio inoltrato, e gran parte degli insegnanti
sembrava ansiosa quanto gli alunni di terminare nel modo pi gradevole possibile l'anno scolastico.
Ero in difficolt. A quattordici anni, non potevo saltare in macchina e andarmene da qualche
parte. E dove, poi? A bighellonare in citt con gli amici? Per favore! Tutti quelli che mi trovano
simpatica sono dei rifugiati sull'isola come me.
Mi restavano solo opzioni locali. A dir poco limitate.
Dov'erano finiti, comunque?
Ho gi menzionato che risiedo nel complesso abitativo pi remoto di Charleston? Della Terra?
Nessuno vive nei dintorni. La maggior parte delle carte non riporta nemmeno che Morris Island 
abitata. Il nostro cosiddetto quartiere si compone di dieci case unifamiliari a schiera ricavate in
un'unica struttura di cemento armato di centotrenta metri. Quaranta anime in totale. Nient'altro.
Da l ci vogliono venti minuti per incontrare il primo cartello stradale. A quel punto siete ancora
lontani dal mondo civilizzato, ma perlomeno avete preso la direzione giusta. Io e i miei amici di solito
evitiamo la strada e ci spostiamo in barca.
Impressionati? Dovreste esserlo. Dopotutto quante persone conoscete che abitano in una ex
caserma militare? E non sto parlando di questo secolo. L'edificio  vecchissimo.
Durante la Guerra civile Morris Island presidiava il passaggio meridionale verso il porto di
Charleston. I Confederati vi avevano costruito una fortezza, chiamata Fort Wagner, per bloccare
l'accesso alla punta settentrionale dell'isola. Buona idea. I Ribelli avevano piazzato lass dei grossi
cannoni, controllando l'unica via che gli Yankees potevano usare per raggiungerli.
Fort Wagner, Fort Moultrie su Sullivan's Island e Fort Sumter, una costruzione di calcestruzzo
al centro del porto, costituivano il cuore del sistema difensivo di Charleston contro gli attacchi dal
mare. Nel 1863 l'esercito dell'Unione tent di espugnare Fort Wagner. A guidare l'assalto c'era il 54
reggimento di fanteria del Massachusetts, uno dei primi reparti americani formati da soldati neri. Fu
uno scontro cruento. E, purtroppo, un completo fallimento. Persino il loro comandante venne ucciso.
Una volta ho visto un film sull'episodio. Credo che Denzel Washington abbia vinto un Oscar
per la sua interpretazione. Se l' guadagnato, dato che mi ha fatto piangere. E io non piango spesso.
Forse avrei dovuto parteggiare per i soldati di Charleston, ma sono una ragazza del Massachusetts.
Inoltre non mi schiero a favore degli schiavisti, non esiste proprio. Mi spiace. Viva l'Unione!
Fort Wagner venne abbandonato dopo la guerra, ma la struttura rimase in piedi. Oggi Morris
Island  una riserva naturale tenuta in amministrazione fiduciaria dall'Universit di Charleston. Che tra
parentesi  il datore di lavoro di mio padre, e di chiunque altro viva qui. Quando l'universit aveva
ristrutturato la vecchia caserma del forte, aveva offerto un alloggio gratis ai professori impiegati nel suo
centro di ricerca su Logger-head Island. Quest'ultima  ancora pi piccola e sperduta di Morris.
Pap aveva accettato al volo. Avete mai provato a campare con lo stipendio di un ricercatore?
Continuavo ad aspettare, impaziente. Avevo programmato di scendere a Folly Beach, ma chi
doveva darmi un passaggio non sembrava intenzionato a farsi vivo.
Alla fine decisi di uscire a correre, una delle attivit per cui Morris offre un ambiente ideale.
Salii in camera mia per cambiarmi.
Ogni casa nel nostro piccolo mondo  identica alle altre. Tre piani, pi alta che larga. Qualsiasi
variante dipende esclusivamente dal gusto personale nello sfruttare e arredare gli spazi disponibili.
Nel nostro caso il pianterreno funge da ufficio e garage singolo. Il primo piano  occupato da
cucina, sala da pranzo e salotto. Al secondo ci sono due camere de letto; quella di Kit sul retro, la mia
davanti, affacciata sul prato comune.
L'ultimo piano ha una grossa stanza adibita a centro multimediale di Kit, che io chiamo la Tana.
Si apre su una terrazza sul tetto da cui si gode una fantastica vista sull'oceano. Tutto sommato una
sistemazione decorosa, bench tre rampe di scale possano risultare micidiali.
Mentre mi allacciavo le Adidas, lanciai un'occhiata fuori dalla finestra della camera. Una figura
familiare stava percorrendo a balzi il pontile. Hiram, a tutta velocit. Che, francamente, non  certo
impressionante. Ansimava come un mantice lungo il pendio che porta all'edificio principale. Aveva le
guance rosse e i capelli appiccicati al viso.
Hi non corre per divertimento.
Afferrai le chiavi e schizzai fuori.
Era successo qualcosa.
Una volta all'esterno aspettai che Hi comparisse.
Ero nel terreno comune di fronte alla fila di case. Il sole picchiava sull'erba. Grande la met di
un campo da football americano, il nostro prato  l'unico ampio spazio verde nei dintorni.
Al di l, sulla sabbia, i caratteristici palmetti si curvavano spavaldi verso l'alto. Le piante erano
gli unici oggetti che ostacolavano la vista del mare.
Facendomi schermo con la mano guardai verso ovest. Una leggera foschia mattutina avvolgeva
l'oceano, riducendo la visibilit. Da qualche parte laggi c' Loggerhead, pensai. E Kit, che passava
un altro weekend a lavorare.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, immagino. A ogni modo, di rado trascorre del tempo
con me.
Hi non si vedeva ancora.
Era soltanto maggio, ma le temperature superavano gi i trenta gradi. L'aria era pervasa
dall'odore di erba, palude salmastra e cemento scaldato dal sole.
Lo ammetto, sudo parecchio. E infatti cominciai a sudare. Come fanno quelli del Sud a
sopportare il caldo?
In Massachusetts gli ultimi giorni di primavera sono sempre piacevolmente freschi. Perfetti per
fare della vela a Cape Cod. Era il periodo dell'anno preferito dalla mamma.
Alla fine Hi spunt su un lato del prato, ansante, i capelli e la camicia fradici. Non avevo
bisogno di poteri telepatici per capire che era successo un guaio.
Arranc verso di me, chiaramente esausto. Prima che potessi parlare, alz un dito per implorare
una pausa. Con le mani sulle ginocchia cerc di riprendere fiato.
Un... Rantolo. Minuto... Rantolo. Per favore.
Rimasi in attesa, temendo di vederlo svenire.
Ripensandoci, correre fin quass  stata una pessima idea. Pi che respirare, sembrava
singhiozzare. Ci saranno pi di trenta gradi. Ho i boxer abbrustoliti.
Questo  Hi. Un vero signore.
Hiram Stolowitski abita tre case pi in l della nostra. Il signor Stolowitski, Linus,  un tecnico
di laboratorio a Loggerhead. Un uomo tranquillo e dignitoso. Hi non ha preso dal padre.
Leviamoci da qui. Il suo respiro era un po' meno affannoso. Se mia madre mi vede, mi
trasciner al tempio o qualcosa del genere.
Il desiderio di starsene nascosto non era frutto della paranoia. Gli slanci di devozione religiosa
della signora Stolowitski sfociano sovente in viaggi in auto di quarantacinque minuti fino al centro di
Charleston e alla sinagoga Kahal Kadosh Beth Elohim. Ho dovuto fare pratica, ma alla fine sono
riuscita a pronunciarlo.
Pur pensandola diversamente in materia di fede, la maggioranza degli abitanti di Morris Island
concorda sul fatto di vivere troppo lontano per recarsi regolarmente in chiesa. O al tempio.
Per essere onesti, la chiesa presbiteriana che si presume dovrei frequentare  pi vicina della
sinagoga di Hi. Io e Kit una volta abbiamo partecipato a una funzione. Mi ci sono voluti dieci secondi
per capire che lui non c'era mai stato prima. Non abbiamo fatto una seconda apparizione.
Ho sentito dire che il Signore  piuttosto comprensivo. Me lo auguro.
Ruth Stolowitski dirige anche il programma di sorveglianza della nostra piccola comunit.
Inutile? Assolutamente s. Ma non ditelo a Ruth.  convinta che l'unica cosa in grado di impedire a
Morris Island di essere travolta da un'ondata di criminalit sia la sua assidua vigilanza. A mio avviso, il
totale isolamento funziona abbastanza bene. Chi volete che ci derubi? Un granchio fatto di crack? Una
medusa tossicomane?
Comunque, per sfuggire all'occhio sempre attento di sua madre, io e Hi ci spostammo sul lato
dell'edificio, misericordiosamente in ombra. La temperatura scese di una dozzina di gradi.
Hi non  grasso, ma nemmeno magro. Robusto? Bene in carne? Fate un po' voi. Con i capelli
castani ondulati e una predilezione per le camicie a motivi floreali, non passa certo inosservato.
Quel mattino sfoggiava un intrico di rampicanti giallo e verde sopra un paio di calzoncini
marrone chiaro. La tasca sinistra era strappata. Oh-oh. Meglio che Ruth non se ne accorgesse.
Stai bene, adesso? domandai. La sua faccia da prugna era diventata color lampone.
Una meraviglia replic lui, ancora a corto di ossigeno. Mai stato meglio. Grazie per
l'interessamento. Come farei senza di te?
Hi Stolowitski  un maestro del sarcasmo.
Cosa ti  preso per correre fin qui dall'imbarcadero? Mentre le parole mi uscivano di bocca,
mi resi conto di quanto fosse dissennata la mia idea di fare jogging.
Ben ha fracassato la barca mentre era a pesca di ombrine a Schooner Creek.  finito in acque
basse e si  incagliato. Hi aveva finalmente ripreso fiato. La sua preoccupazione era evidente. 
volato in aria e si  tagliato la gamba su qualcosa. Una brutta ferita, mi sa.
Ben Blue vive nel nostro complesso, ma a volte sta dalla madre a Mount Pleasant. Erano lui e
Hi che stavo aspettando perch mi accompagnassero a Folly Beach.
Quanto brutta? Quando? Dov'? L'ansia mi faceva farfugliare.
 riuscito a portare la barca al bunker, dov'ero io, poi il motore si  spento. Hi sorrise
abbacchiato. Sono tornato qui con la vecchia canoa per cercare Shelton. Pensavo di fare pi in fretta.
Una mossa stupida. Ci ho messo una vita!
Compresi allora perch era stremato. Pagaiare nell'oceano  durissima, soprattutto
controcorrente. Il bunker si trova a un chilometro e mezzo dal nostro complesso. Sarebbe stato pi
intelligente tornare a piedi. Preferii non rigirare il coltello nella piaga.
Che facciamo adesso? domand Hi. Dobbiamo avvertire il signor Blue?
Il padre di Ben, Tom Blue, gestisce il servizio di imbarcazioni che collega Morris a Loggerhead
Island e il traghetto tra Morris e Charleston.
Io e Hi ci scambiammo uno sguardo. Ben possedeva il piccolo motoscafo da meno di un mese.
Il signor Blue era intransigente riguardo alla sicurezza nautica. Se fosse venuto a sapere dell'incidente,
il figlio avrebbe rischiato di perdere il suo bene pi prezioso.
No dissi. Se Ben voleva l'aiuto di suo padre, sarebbe tornato con te.
Passarono alcuni secondi. Sulla spiaggia i gabbiani gracchiavano le notizie aviarie del giorno.
In alto, una fila di pellicani cavalcava il vento, le ali distese per catturare la brezza migliore.
Presi una decisione. Avrei cercato di medicare Ben da sola: se la ferita si fosse rivelata seria,
avremmo chiesto aiuto. Padre arrabbiato o meno. Ci vediamo sul sentiero. Stavo gi correndo verso
casa per recuperare un kit di pronto soccorso. Andremo al bunker in bici.
Cinque minuti dopo sfrecciavamo verso nord sulla pista di sabbia battuta che passa attraverso
alcune grosse dune. Il vento era fresco sulla pelle sudata. I capelli sventolavano dietro di me nel solito,
irriducibile groviglio rosso.
Quando mi ricordai della crema solare, era troppo tardi. La mia pallida carnagione del New
England conosce solo due tonalit di colore: bianco o aragosta. E il sole sviluppa le mie lentiggini.
D'accordo, sar sincera al massimo. Le agenzie di moda non fanno a gara per ingaggiarmi, ma
probabilmente non sono affatto da buttare via. Posso anche ammetterlo, in questa sede. Sono alta gi un
metro e sessantacinque, e spero di crescere ancora. Il fisico snello l'ho ereditato da mia madre.  tutto
quello che mi ha lasciato.
Dal nostro complesso, il sentiero descrive una lunga curva verso nordovest e la punta dell'isola,
Cumming's Point. A sinistra si ergono alte dune. A destra, la spiaggia digrada verso l'oceano.
Alle mie spalle, Hi sbuffava come una locomotiva a vapore.
Devo andare pi piano? urlai senza fermarmi.
Provaci e ti passo sopra ribatt lui. Sono Lance Armstrong. Non mollo mai.
S, certo. E io sono Lara Croft. Rallentai gradualmente, in modo che non se ne accorgesse.
Poich Morris Island  per buona parte composta da dune e paludi, soltanto la met
settentrionale  idonea a lavori di costruzione. Era l infatti che avevano realizzato Fort Wagner, cos
come le altre vecchie installazioni militari. Perlopi si tratta di semplici buche e trincee.
Non il nostro bunker, per. Ragazzi,  la fine del mondo. Lo abbiamo scovato per caso mentre
cercavamo un frisbee. Un autentico colpo di fortuna. Il rifugio  talmente nascosto che bisogna sapere
dov' per trovarlo.  abbandonato da cos tanto tempo che nessuno sembra pi ricordarsene l'esistenza.
E noi vogliamo mantenere le cose come stanno.
Dopo aver pedalato per altri cinque minuti lasciammo il sentiero, girammo attorno a un'enorme
collina di sabbia e ci tuffammo in un avvallamento. Trenta metri pi in l apparve una parete della
casamatta, a malapena visibile tra le dune.
Una dozzina di metri sulla destra dell'ingresso, un sentiero laterale serpeggia verso la spiaggia
sottostante. Scorsi il motoscafo di Ben legato a un palo mezzo sommerso, sulla linea della risacca.
Oscillava al ritmo delle onde basse.
Smontai di sella e lasciai cadere la bicicletta sulla sabbia. In quel momento, un'imprecazione
sorda provenne dal bunker.
Allarmata, mi precipitai all'interno.
Mi infilai dentro a fatica, battendo le palpebre per abituare gli occhi. Il brusco passaggio dalla
luce del sole alla penombra  sempre traumatico.
Come nascondiglio, il nostro  forse il migliore che ci sia.
La camera principale  circa quattro metri e mezzo per nove. Le pareti a travi di legno sono alte
pi di tre metri. Lungo quella opposta all'entrata corre una feritoia che incornicia una fantastica vista
del porto di Charleston. Una sporgenza in legno rende pressoch invisibile l'apertura dall'esterno.
Una seconda stanza, pi piccola, si trova a sinistra della prima. Vi si accede attraverso un
passaggio basso e stretto come l'ingresso. Dalla parete sul fondo, un pozzo crollato conduce nelle
profondit della collina. Fa venire la pelle d'oca. Nessuno entra mai l dentro.
Ben era stravaccato su una vecchia panca, la gamba ferita appoggiata su una sedia. Il sangue
stillava da un taglio sullo stinco.
Mi fiss per un istante, poi: Avevo chiesto Shelton. Ben non spreca mai le parole.
Anch'io sono contenta di vederti.
Dietro di me, Hi scroll le spalle. Tory mi ha trovato prima. Hai mai provato a dirle quello che
deve fare?
Ben rote gli occhi. Occhi scuri, stupendi, con delle ciglia che mi fanno impazzire.
Inarcai un sopracciglio, rivelando ci che pensavo dei loro commenti. Ho portato un kit di
pronto soccorso. Fammi vedere la gamba.
Ben si rabbui, sorvegliando con trepidazione ogni mio movimento. Indovinai cosa nascondeva
quell'atteggiamento da macho. Aveva paura che gli facessi male, ma non voleva darlo a vedere.
Bene. Sei nervoso, fifone.
A differenza del resto di noi, Ben ha gi raggiunto la magica et di sedici anni. Shelton superer
questo traguardo il prossimo autunno e Hi ha appena compiuto quindici anni in primavera. Siamo quasi
giunti al termine di un duro anno da primini, mentre Ben sta finendo il secondo.
Invece di comprarsi una quattroruote come una persona normale, ha investito tutti i suoi
risparmi in un vecchio motoscafo Boston Whaler di cinque metri. L'ha chiamato Sewee.
Non avete afferrato bene il nome, vero? Neppure io, all'inizio.
Ben sostiene di essere in parte un indiano sewee. Io sono scettica, visto che i sewee vennero
assorbiti dalla trib catawba oltre un secolo fa. Come si possono rivendicare simili origini? Ma Ben ha
un bel caratterino, perci  un punto su cui preferiamo non discutere.
Comunque una barca  meglio di niente. Una che non sia un rottame, almeno.
Si pu sapere perch stavi dando spettacolo nella baia? Ero intenta a disinfettare la ferita con
la tintura di iodio. Era un brutto taglio, ma grazie a Dio non servivano dei punti.
Non stavo dando spettacolo. Risucchi bruscamente l'aria mentre gli fasciavo lo stinco.
Cercavo di avvicinarmi alla riva, dove c'erano i pesci. Ho calcolato male la profondit.
Preso qualcosa? domandai innocentemente.
Lui si accigli ancora di pi. Avevo colto nel segno.
E che ne dici di metterti addosso una maglietta, amico? lo punzecchi Hi.
Ben rote gli occhi nella sua direzione.
Hi allarg le mani. Ehi, questo  un bunker di classe.
Dopo aver espresso il suo parere circa il rispetto dell'etichetta nel nostro club, si diresse verso
l'unico tavolo della stanza e si sedette. La seggiola sgangherata si inclin a sinistra. Riconsiderando
l'idea, si spost sulla panca.
Passandosi una mano tra i folti capelli neri, Ben appoggi una spalla muscolosa alla parete. Di
media statura, non ha un filo di grasso. Gli occhi sono marrone scuro, la pelle color rame o bronzo a
seconda della stagione.
Pensavo che Shelton potesse capire come riparare il motoscafo ammise.
Diplomatico. Stava cercando di scusarsi senza chiedere davvero scusa.
 ossessionato dalla sua barca. Intuendo che era pi preoccupato per il danno di quanto non
volesse far credere, accettai il ramo d'ulivo.
Se c' qualcuno che pu aggiustarlo,  Shelton dichiarai.
Ben annu.
Sua madre, Myra Blue, vive in un condominio vicino al porticciolo di Mount Pleasant. Lui e il
padre dividono una delle case di Morris Island. Sebbene lo stato civile dei signori Blue sia poco chiaro,
seguiamo l'esempio di Ben e adottiamo la politica del non fare domande, non parlarne.
La mia congettura? Ben si  comprato il motoscafo perch  pi facile sfrecciare dritti
attraverso il porto fino a Mount Pleasant che arrivarci in macchina.
Ho con me il telefonino dissi. Mando un messaggio a Shelton.
Buona fortuna nella ricerca del segnale mi augur Hi mentre andavo verso l'uscita. Ben
rimase in silenzio, ma avvertivo i suoi occhi scuri sulla mia schiena.
Hi aveva ragione. Il campo  debole su Morris Island, praticamente inesistente nel bunker.
Dopo aver zigzagato per dieci minuti buoni in cima alla duna, l'sms finalmente venne inviato.
Scendendo, sentii con gioia che il cellulare mi segnalava un messaggio in arrivo. Shelton era gi per
strada.
Mentre strisciavo attraverso l'entrata, il mio pensiero corse a Ben. Era piuttosto carino, ma, Dio,
quant'era lunatico! Mi ero trasferita a Morris sei mesi prima. Da allora ci eravamo visti quasi ogni
giorno, eppure non potevo dire di conoscerlo ancora.
Ben mi piaceva? Questo spiegava i nostri amichevoli battibecchi? Flirtavo in segreto? Oppure
era l'unica opzione in una rosa estremamente ristretta?
E se invece ero semplicemente matta?
Su questa nota lieta, sbucai all'interno del bunker.
Hi si era appisolato. Ben era sempre adagiato sulla panca. Attraversai la stanza, saltai nel vano
della feritoia e mi accoccolai in uno dei vecchi alloggiamenti per i cannoni.
Fuori, nel porto, Fort Sumter sembrava una Camelot in miniatura. Be', una Camelot grigia e
schifosa. La mia mente prese a vagare. Pensai a re Art e ai suoi cavalieri. A Kit. Alla povera Ginevra.
Pensai a mia madre. All'incidente.
Feci un respiro profondo. Il ricordo era ancora una ferita aperta che cercavo di non stuzzicare.
La mamma  stata uccisa lo scorso autunno da un automobilista ubriaco. Un meccanico di nome
Alvie Turnbauer  passato con il rosso, centrando in pieno la fiancata della sua Corolla. Lei stava
tornando a casa dopo essere passata a prendere una pizza. Turnbauer aveva appena lasciato il Sully's
Bar and Grill, dove aveva tracannato Corona per tutto il pomeriggio.
Turnbauer  finito in prigione. Mia madre al cimitero, il Resthaven Memorial Garden. E io in
South Carolina.
No. Era ancora troppo presto.
Rivolsi i pensieri ad altre cose. Un paio di sandali che avevo visto al mercato. I colori con cui
mi sarebbe piaciuto tinteggiare la mia camera da letto. Un punto ruvido su un molare che temevo fosse
una carie.
Alla fine, una voce risuon fuori dall'ingresso. Qualcuno ha chiamato un meccanico?
Shelton comparve con un manuale e una cartelletta strapiena di fogli. Ben si raddrizz di scatto.
Shelton Devers  piccolo e magro, porta occhiali spessi e rotondi. Ha la pelle color cioccolata
del padre afroamericano, ma le palpebre e gli zigomi sono della madre giapponese. Entrambi i genitori
lavorano a Loggerhead Island, Nelson in qualit di informatico, Lorelei come tecnico veterinario.
Saggia decisione consultare un esperto. Shelton sollev le braccia. Abbi fede, fratello Ben.
Salver la tua barca.
Un secondo dopo, la sua espressione di burlesca solennit si trasform in un largo sorriso.
Scoppiando a ridere, Ben si alz in piedi, ansioso di mettersi all'opera.
Non c' da sorprendersi che volesse l'aiuto di Shelton, un vero mago quando si tratta di pezzi,
parti o pixel. Adora i rompicapi, i codici cifrati e qualunque cosa abbia a che fare con i numeri. E anche
i computer. Lo si potrebbe chiamare il nostro guru tecnologico. Ed  cos che lui ama definirsi.
Il punto debole di Shelton? Ha paura di qualunque bestiolina strisciante. Dietro sua insistenza,
nel bunker teniamo sempre a portata di mano un insetticida spray. E di sicuro non vincer mai il premio
di atleta dell'anno.
Ben e Shelton aprirono il manuale e le carte sul tavolo, iniziando subito a bisticciare sulla
natura del guasto e la maniera di risolverlo.
Chiss... Se non avessero riparato l'imbarcazione, non saremmo andati a Loggerhead Island
quel pomeriggio. E forse niente di quel che segu sarebbe accaduto.
Ma ci andammo.
E accadde.
Se non riesci a individuare il problema, devi solo ammetterlo. C'era una punta di asprezza
nella voce di Ben. Non voglio altri danni.
Ebbi l'impressione che Shelton fosse infastidito da quella mancanza di fiducia. Il suo corpo si
irrigid. O almeno la met di sotto. La testa e le spalle erano nascoste dentro il motoscafo.
Sto solo vagliando le possibilit, una alla volta. Shelton cacci fuori la testa. Rilassati,
trover la soluzione. Afferrando uno schema, si rituff tra i fili dell'impianto elettrico. Ben incombeva
su di lui, a braccia conserte.
Posso rendermi utile? chiesi.
No. Due voci, una sola risposta.
Tanto meglio.
Mentre Hi poltriva nel bunker, e Ben e Shelton continuavano a litigare, io sedetti sulla spiaggia.
Fuori dai piedi.
Davanti alla sede del nostro rifugio, un affioramento di roccia si protende nell'oceano,
disegnando una curva e creando una caletta nascosta. Lo sperone roccioso protegge la costa, nasconde
il motoscafo e il palo di ormeggio ai natanti di passaggio e soprattutto isola una minuscola spiaggia
lunga non pi di cinque metri.
Gettai uno sguardo allo stretto sentiero che saliva al bunker. Anche stando cos vicino, era
impossibile scorgere la feritoia. Incredibile.
Shelton dice che la casamatta, durante la Guerra civile, faceva parte di una rete di trincee
conosciuta come Battery Gregg, realizzata per difendere il porto di Charleston. Il labirinto per gran
parte non  segnato sulle carte.
Questo posto  nostro. Deve rimanere segreto.
Voci stridule irruppero nei miei pensieri.
L'interruttore della batteria  acceso?
Certo che  acceso. Sento puzza di benzina... Forse il motore  ingolfato. Diamogli un minuto
perch si liberi.
No, no, no. Magari invece il motore non ha abbastanza benzina. Schiaccia la pompetta.
Stai scherzando? Piuttosto, controlla che l'interruttore con la levetta d'argento sia spinto bene
in fondo, altrimenti non si avvier mai.
Stufa, e sentendomi inutile, decisi di raggiungere Hi. Per quanto fuori potesse far caldo, il
bunker restava sempre piacevolmente fresco. A met della salita udii il rombo del fuoribordo, seguito
dagli ululati di esultanza dei meccanici dilettanti. Mi voltai. Ben e Shelton si stavano dando il cinque,
ghignando come due beoti.
Complimenti, squadra di geni dissi. Sono impressionata.
Annuirono simultaneamente con aria da duri. Uomo aggiusta barca! Uomo essere forte!
Che si fa adesso? domandai, sperando cos di evitare che iniziassero davvero a battersi il
petto.
Facciamo un giro con il motoscafo, per assicurarci che funzioni bene sugger Ben.
Potremmo andare gi a Clark Sound.
Non era un'idea malvagia. Del resto, un'uscita in barca era quello che avevamo programmato
per il pomeriggio. Poi, d'improvviso, un pensiero mi balen nella mente.
Che ne dite di Loggerhead? Magari riusciamo a localizzare quei cani lupo. Il branco non viene
avvistato da giorni.
Confessione. Sono una cinofila. Amo i cani, forse pi di quanto non ami gli esseri umani. Anzi,
senza forse. Dopotutto, i cani non sparlano alle tue spalle. N ti mettono in imbarazzo perch sei la pi
giovane della classe. Non guidano l'auto e vengono uccisi.
I cani sono onesti, ed  pi di quanto possa dire di molta gente.
Perch no? replic Shelton. Non mi spiacerebbe vedere le scimmie.
Ben si strinse nelle spalle, pi interessato al viaggio in s che alla destinazione.
Non posso credere che voi buffoni abbiate riparato il guasto. Hi stava scendendo con cautela
verso la spiaggia.
Credici, pagliaccio. Qui c' troppa materia grigia per fallire. Ancora gasato, Shelton batt un
altro cinque con Ben.
Oh, non ne dubito. Hi si stiracchi, sbadigliando. Si trattava di qualcosa di estremamente
tecnico, suppongo. Qualcosa che richiedeva un alto livello di competenza tecnologica. Niente di cos
semplice come stringere un cavetto o spingere una levetta, giusto?
Ben arross. Shelton mostr un improvviso interesse per le sue scarpe da ginnastica.
Un punto per Hi.
Ti va una gita a Loggerhead? gli chiesi.
Ci sto. Le scimmie sono divertenti. Non ti pu capitare niente di brutto con una scimmia,
giusto? Fece una pausa. Be', a meno che lei non ti voglia morto, faccia uso di droghe pesanti o roba
del genere. Allora  una scimmia pericolosa, e pu finire male.
Hi sal a bordo, ignorando i nostri sguardi.
Pochi minuti dopo stavamo filando sulle acque dell'oceano. Devo riconoscerlo: era veramente
fantastico. Anche per chi passa tanto tempo sulle barche come me.
Scommetto che sono l'unica persona di vostra conoscenza che va a scuola in traghetto. Andata e
ritorno. Dal luned al venerd.  l'unico modo ragionevole per arrivarci.
Io e il resto della banda frequentiamo la Bolton Preparatory Academy, nel centro di Charleston,
in una zona con la puzza sotto il naso, dove tutte le case risalgono a prima della Guerra civile e gli
alberi sono drappeggiati di Tillandsia, detta anche muschio spagnolo. Con i suoi muri tappezzati
d'edera e le statue piene di cacche di piccione, la Bolton Prep  pretenziosa come il resto del quartiere.
Non mi dovrei lamentare: dopotutto  una delle migliori scuole private dello Stato. Kit non
potrebbe mai permettersi la retta, ma l'Universit di Charleston si accolla gran parte della somma.
Un'altra agevolazione per i genitori che lavorano a Loggerhead.
Problemino: nessuno a scuola ci trova simpatici.
Gli altri studenti sono tutti straricchi, e non perdono occasione per ricordarcelo. Sanno come
facciamo a essere iscritti, e perch arriviamo ogni giorno assieme. Ho perso il conto degli appellativi
che ci affibbiano.
Piccoli profughi clandestini. Casi da assistenza sociale. Campagnoli.
Poppanti con il fondo fiduciario. Stronzi elitisti. Snob.
Sinceramente, quel giorno ero felice di andare da qualsiasi parte che non fosse la scuola.
Noi abitanti di Morris Island siamo un gruppo compatto. I ragazzi erano gi molto uniti quando
sono arrivata. Soprattutto Ben e Shelton. Hi  un tipo eccentrico. A volte dubito che qualcuno di noi
riesca a capirlo, ma di certo con lui non ci si annoia.
I ragazzi mi hanno accettata subito. Non c'era abbastanza scelta per fare gli schizzinosi. Inoltre,
modestia a parte,  stato chiaro sin dal principio quanto fossi intelligente. Come loro, del resto.
A differenza della gran parte dei nostri compagni di classe, ci piace davvero imparare cose
nuove. Merito dei nostri genitori, presumo. Per me, incontrare dei ragazzi interessati alla scienza  stato
come trovare un tesoro nascosto.
Kit non era entusiasta che i miei unici tre amici fossero maschi. Io facevo presente che non
c'erano altri studenti delle superiori su Morris Island. E poi conosceva tutti i loro genitori. Kit non
aveva nulla da confutare. La sua fidanzata, Whitney,  la sola che tira ancora in ballo la questione.
Bench all'inizio la nostra forse sia stata un'amicizia di convenienza, noi quattro siamo davvero
molto legati. Ovviamente, non avevo idea di quanto lo saremmo diventati. O perch.
Ben scelse la rotta pi lunga per raggiungere Loggerhead, in modo da evitare i fondali bassi. Ci
vuole pi tempo, ma la scorciatoia attraverso le secche di sabbia  troppo pericolosa con la bassa
marea. Meglio non correre rischi.
Shelton si era piazzato davanti, scrutando l'acqua nella speranza di avvistare dei delfini. Io
sedevo dietro con Hi.
Prua e poppa, ricordai a me stessa. I ragazzi passavano ore a imparare i termini nautici. Futuri
pirati? I notiziari dicono che sono tornati in attivit.
Di tanto in tanto la prua si sollevava, per poi ricadere schiaffeggiando la superficie. Gli spruzzi
ci investivano, freschi e salati. Mi godevo ogni goccia d'acqua.
Potevo sentire il mio viso aprirsi in un largo sorriso. La giornata stava prendendo una piega
migliore.
Dopo venti minuti di navigazione in acque aperte, una macchia verde-azzurra si profil
all'orizzonte. La osservai crescere e solidificarsi in una piccola massa di terra emersa.
Rallentammo, accostandoci a una spiaggia bianca come zucchero.
Oltre la striscia di sabbia larga tre metri, le alte chiome degli alberi e il fitto sottobosco celavano
qualunque scorcio dell'interno dell'isola. Le onde sciabordavano sulla riva. Rane e insetti eseguivano
una sinfonia pomeridiana di versi rauchi e ronzii. Ogni tanto le foglie di un ramo frusciavano e un
animale strillava.
In vista non c'era niente che fosse opera dell'uomo.
Ben ridusse la velocit. L'imbarcazione sobbalzava dolcemente mentre contemplavamo in
silenzio il paesaggio.
Un'aura di mistero avvolgeva quel luogo. Qualcosa di primitivo. Indomito. Selvaggio.
Loggerhead Island.
Ehi, attento! Siamo troppo veloci! Frena!
Shelton fece un balzo indietro mentre il Sewee urtava con fragore il molo. Io persi l'equilibrio e
picchiai il sedere sul ponte. Duro.
Lo scafo strisci contro il pontile, stridendo in segno di protesta. Una giornata pesante per il
possente vascello. Aveva tutte le ragioni di reclamare.
Saltai su come una molla e in qualche modo riuscii ad afferrare una cima d'ormeggio attaccata
alla banchina. La barca si stabilizz. Ci fermammo. La manovra di attracco era completata.
Con qualche difficolt, capitano.
Non ci sono freni sulle barche. Ben fece una smorfia, deluso della propria abilit
marinaresca. Parcheggiare  complicato. Ci sto lavorando.
Be', impegnati di pi. Hi si massaggi un ginocchio ammaccato. Per adesso fai schifo.
Io non sarei stata capace intervenni, sperando che Ben non mettesse il broncio.
Invece ridacchi. Non  stata la mia miglior prestazione, ma la barca  okay. Una robusta
pacca sulla spalla. Coraggio, Hiram. Niente danno, niente fallo.
Hi indic il proprio ginocchio.
Ben fece spallucce. Niente sangue, niente fallo?
Sicuro. Ma adesso mi fa male la schiena, quindi hai sempre perso.
Shelton salt sul ponte per assicurare le funi. Qualche rapido nodo, ed eravamo ormeggiati.
Fatto.
Muoviamoci, gente! Pallido come un cencio, Hi sal sul pontile e si incammin barcollando.
Devo fare qualcosa di naturale in questi boschi.
Mal di mare. Meglio stare in guardia.
Sbarcai e seguii gli altri.
Loggerhead Island  un puntino in confronto a Morris. Poco pi di un chilometro quadrato.
Nessun residente. Niente strade. Niente Starbucks. Soltanto alcuni edifici raggruppati nella parte
meridionale. Non fatevi ingannare:  un posto serio. Alta tecnologia. Laboratori modernissimi.
Attrezzature all'avanguardia. Sicurezza ventiquattr'ore su ventiquattro. Un centro di ricerca piccolo,
ma costoso.
Il LIRI, Loggerhead Island Research Institute. Ma Logger-
head basta e avanza.
L'isola prende il nome dalle tartarughe marine che nidificano sulla costa orientale. I primi
abitanti europei furono i pirati, che la giudicarono un posto perfetto per eludere le autorit coloniali.
Barbanera e i suoi compari vi si rifugiarono, accumulandovi scorte tra un assalto e l'altro alle navi
mercantili. O ad altre navi corsare. O forse fecero bisboccia assieme ad altri pirati. Non ne sono ben
sicura.
A ogni modo, questa fase non dur a lungo. Alla fine gli inglesi sgominarono i pirati, e un certo
Lord pens bene di realizzarvi una piantagione di cotone, mettendoci a lavorare degli schiavi,
naturalmente. Stronzo. Ma un giorno gliela fecero pagare. Una grande lezione. Se sei un imbecille che
si compra degli esseri umani, non mettere in piedi un'attivit in un luogo sperduto, dove nessuno pu
venirti in soccorso. Se i tuoi schiavi si ribellano, finisci in pasto ai pesci.
In seguito, Loggerhead venne occupata dall'esercito. Basi, cannoni e via dicendo. Dopodich
rimase deserta per decenni. Negli anni Settanta venne ceduta all'Universit di Charleston, che la riemp
di primati.
Dico sul serio. Oggi gran parte dell'isola  l'habitat di una colonia di scimmie. Centinaia di
macachi rhesus allo stato brado che scorrazzano liberi a terra e sugli alberi. Non che possano scappare
da qualche parte. Dove potrebbero andare a nuoto?
Vero, il centro di ricerca  cintato, ma per tenere i primati fuori, non dentro. La rete  solo
parzialmente efficace. Gli scaltri bricconcelli vi si intrufolano di continuo. Come ninja tascabili.
Loggerhead  davvero un posto strabiliante. Se capiti in mezzo a uno scontro tra macachi, lo
schiamazzo  assordante. Voglio dire, chi non vorrebbe ritrovarsi in un'enorme gabbia piena di
scimmie una volta ogni tanto?
Giusto per essere chiari, l'istituto non testa prodotti o cose del genere. La ricerca riguarda
esclusivamente la medicina veterinaria e l'attivit di osservazione, per esempio si fanno studi
comportamentali. Altrimenti io non ci andrei. N permetterei a Kit di lavorarci.
Piuttosto notevole, eh? Ci sono pochissimi altri luoghi come questo sul continente. Vi arrivano
scienziati da ogni dove. Ci vogliono un sacco di autorizzazioni per avervi accesso.
Be', questo vale per la maggioranza delle persone. Noi ci imbuchiamo senza invito.
Scesi dal pontile su una spiaggia stretta, fiancheggiata da alti promontori rocciosi. I gabbiani si
spostavano al nostro passaggio, sbattendo le ali ed emettendo strida rauche e seccate. Mi guardai
attorno.
Loggerhead ha la forma di un pinguino con la testa rivolta a nordovest. La parte centrale
sporge leggermente, facendo sembrare il pinguino ben pasciuto. I moli, situati all'estremit
meridionale, sembrano allungarsi dal sedere dell'uccello. Dal punto in cui mi trovavo, i lineamenti
morfologici che costituivano le zampe limitavano la mia visuale.
Sulla destra, un picco conico spuntava dall'angolo sud-orientale dell'isola: Tern Point. Un
altopiano soffocato dagli alberi sale brusco verso rupi alte sei metri, che dominano l'oceano. La piccola
baia attraverso la quale eravamo arrivati era chiusa tra il picco e l'altopiano.
La spiaggia e il pontile erano completamente riparati dal mare agitato.
Non c' da meravigliarsi che ai pirati piacesse questo luogo isolato, ideale per nascondere una
nave, all'occorrenza. Yo ho ho!
L'estremit settentrionale dell'isola  un acquitrino che si esaurisce in una breve piana di marea.
Gli ultimi cento metri sono troppo molli e paludosi per poterci camminare. E non sarebbe comunque
consigliabile farlo, vista la presenza degli alligatori.
Se i vertici nord e sud dell'isola sono inospitali, i suoi lati sono splendidi. Nient'altro che sabbia
bianca. Il lido occidentale, stretto e lungo,  soprannominato Chile Beach, spiaggia cilena, per via della
sua forma, ma i vecchi lo chiamano Dead Cat, gatto morto. Ascoltate anche una sola volta il gemito dei
frangenti sui banchi di sabbia e capirete perch. Ma la gemma pi preziosa si trova sulla riva orientale:
Turtle Beach. Pi corta e ampia,  un autentico paradiso. Il posto pi bello del mondo.
Questo per quanto riguarda il perimetro. L'interno dell'isola  occupato da una fitta foresta
intersecata da piccoli corsi d'acqua e popolata dalle scimmie.
Dal pontile su cui eravamo sbarcati un sentiero si inerpica verso nordest, su una ripida altura
che nasconde alla vista il complesso del LIRI. Hi era gi a met strada.
 completamente inutile, in barca osserv Ben.
D'accordo. Hi sta male persino sul traghetto.
Diamogli un secondo per... riprendersi provai.
Sta cercando un posto per vomitare. Shelton era molto meno delicato. Un uomo ha bisogno
di privacy nei suoi momenti di debolezza.
Nessuno trov niente da ridire. Tutti avevamo gi assistito allo spettacolo di Hi che dava di
stomaco, e non ci tenevamo a ripetere l'esperienza.
Hai davvero intenzione di ritrovare i cani? chiese Shelton tirandosi il lobo dell'orecchio, un
tic nervoso. Non c' da scherzare, Tory. L'ultima volta sei stata fortunata. Era una pazzia.
Non aveva tutti i torti. Quello che avevo fatto era stupido. I cani selvatici possono essere
imprevedibili, persino mortali. In particolare i cani lupo. E certamente avevo rischiato grosso. Ma non
credo che c'entrasse la fortuna.
 un dato di fatto: in vita mia non mi sono mai sentita minacciata da un cane o da un lupo. Per
qualche motivo, c' una sorta di empatia tra me e i canidi.  come se parlassimo la stessa lingua. Non
so spiegarlo. Il branco non mi faceva paura. Ero ansiosa di rivederlo. Ma sapevo che gli altri erano
preoccupati all'idea di avvicinarsi troppo.
Shelton ha ragione intervenne Ben. Sarai anche la ragazza che sussurra ai cani, ma non puoi
correre di nuovo un pericolo del genere. Fece saltellare un sasso sulla superficie dell'acqua. Ti
ritenevo spacciata! Non ci avrei creduto, se non l'avessi visto con i miei occhi.
Una scena incredibile convenne Shelton.
Ecco la storia.
Alcuni anni fa, un dottorando in procinto di lasciare una stazione di ricerca nel Montana trov
una piccola femmina di lupo sepolta in un cumulo di neve. Non avendo altra alternativa, e
contravvenendo a tutte le regole, la port di nascosto con s nella nuova sede a cui era stato assegnato:
Loggerhead. In qualche modo perse le tracce della cuccioletta, e una volta ultimato il progetto, non
essendo riuscito a ritrovarla, semplicemente se ne and. Con il passare del tempo, la lupacchiotta
divent una specie di mascotte non ufficiale per il personale dell'istituto. Soprannominata Whisper,
sussurro, si muoveva rapida e furtiva. Compariva silenziosamente per consumare i suoi pasti, poi
svaniva nella foresta.
Whisper crebbe e divenne adulta. Ben nutrita, rimase giocherellona con gli umani e per nulla
aggressiva verso le scimmie. Bench la cosa non fosse mai stata ufficialmente sancita, le era concesso
di vivere dove voleva e di vagare libera sull'isola.
Pi o meno un anno dopo il suo arrivo, entr misteriosamente in scena un maschio di pastore
tedesco. Nessuno sa come fosse giunto a Loggerhead. Nessun paraninfo ne ha mai rivendicato il
merito.
Fatto sta che la signorina Whisper dovette trovare il tipo di suo gusto, perch di l a qualche
mese venne al mondo un cucciolo di cane lupo. Per un anno restarono in tre, poi ci fu un secondo lieto
evento in famiglia. Fui io la prima ad accorgermi del nuovo arrivato, due mesi dopo essermi trasferita,
a novembre. E anche a dargli un nome.
Come ci siamo conosciuti?
Io e la banda stavamo oziando su Turtle Beach quando udimmo un suono lacerante echeggiare
nella boscaglia. Incuriosita, mi infilai guardinga tra le piante, aspettandomi la birichinata di qualche
scimmia. Invece trovai i cani che giravano in cerchio attorno a un buco, uggiolando. Un debole
mugolio proveniva da qualche parte l sotto.
Sentendomi, o forse fiutando il mio odore, il branco si immobilizz. Sei occhi puntati su di me.
Io mi bloccai di colpo, senza muovere un muscolo.
Whisper fiss lo sguardo nella mia direzione, il muso sollevato ad annusare l'aria. Era grossa. Il
capobranco. Un lupo di razza pura. E non sembrava ben disposta nei miei confronti.
Accidenti!
Le mie ghiandole sudoripare cominciarono a funzionare a pieno regime.
Un brontolio profondo risuon nella gola di Whisper. Venne verso di me, le orecchie dritte, il
pelo irto sulla schiena.
Una persona razionale a questo punto sarebbe indietreggiata. Ma quando si tratta di cani io
perdo l'uso della ragione. Qualcosa in quel buco aveva bisogno del mio aiuto, ne ero certa.
Avanzai lentamente, desiderando che Whisper mi capisse.
Fidati di me. Non sono una minaccia.
Potevo vedere il bianco dei suoi occhi, tanto erano spalancati. Arricci le labbra, mostrando gli
incisivi scintillanti. Il brontolio si trasform in un ringhio.
Secondo avvertimento.
Shhhh. Sono un'amica dissi con dolcezza, facendo un altro passo avanti. Do solo
un'occhiata. Non ho cattive intenzioni.
Colsi un movimento con la coda dell'occhio. Gettai uno sguardo di sfuggita.
I miei amici, a distanza di sicurezza, mi stavano osservando increduli.
Ignorandoli, avanzai di un altro passettino.
Whisper balz in avanti, fermandosi a meno di un metro da me.
Un terzo ringhio, a piena gola. E questa volta gli altri cani la imitarono. Un suono feroce,
terrificante.
Una scarica di adrenalina mi attravers il corpo.
Forse  stata una cattiva idea.
Abbassando lo sguardo allargai lentamente le mani. Rimasi immobile, sollecitando Whisper a
comprendere. Sapevo di essere in equilibrio sul filo di un rasoio.
Nessun suono. Nessun movimento.
Il sangue mi pulsava nelle orecchie. Il sudore mi colava lungo la schiena.
Tenendo il capo chino sollevai le palpebre. Lo sguardo di Whisper fiss il mio. Parve esitare,
riflettere alla maniera dei lupi, qualunque essa sia.
Poi, d'improvviso, si gir per tornare dalla sua famiglia. I tre animali guardarono
contemporaneamente il buco, poi me.
Avevo la loro autorizzazione, pensai. O meglio, sperai.
Azzardai un altro passo. Il branco mi osservava intensamente, senza muoversi.
Svelta, Tory, o il tuo permesso scadr.
Avvicinandomi, sbirciai dentro il buco. Un pozzo abbandonato, coperto in passato con delle
assi. Il legno friabile aveva appena ceduto.
Tre metri pi gi, un batuffolo di pelo guaiva penosamente. Due perfetti occhi azzurri
guardavano verso il cielo. Un cucciolo di cane lupo.
Vedendomi, il piccolo si alz, grattando con le zampette la parete di terra, ansioso di riunirsi
alla madre.
Senza pensarci due volte mi misi pancia a terra, agguantai un fusto rampicante, feci dondolare
le gambe oltre il bordo del pozzo e puntai i piedi contro la parete. Aggrappandomi alla corda
improvvisata, iniziai a calarmi.
Un saltello. Due.
Un'ombra si allung su di me. Alzai gli occhi. Tre musi canini sopra la mia testa, gli occhi che
seguivano ogni mia mossa. Giusto per mettermi un po' di pressione addosso.
Ripresi a scendere con cautela.
Tre. Quattro. Cinque.
A met della discesa i miei piedi incontrarono una serie di strette sporgenze. Usandole come
scalini, raggiunsi il cucciolo impaurito, che si mise ad abbaiare per l'eccitazione, smanioso di essere
portato in salvo.
Mi sedetti sul fondo a riprendere fiato. Il mio nuovo amico si accucci su un barile rotto con la
scritta Arachidi bollite Cooper River. Poi mi strisci in grembo, leccandomi la faccia. Adorabile.
Fu allora che gli diedi il nome di Cooper.
Un latrato acuto risuon in alto. Whisper stava diventando impaziente.
Sollevando con cura il mio carico, mi alzai in piedi, valutando le opzioni. La parete del pozzo
era scabra, con pietre e radici sporgenti. Un'ascesa relativamente facile.
Facile se in cima non ti aspetta un branco di canidi pronti a mangiarti per pranzo.
Reggendo il cucciolo con un braccio, iniziai ad arrampicarmi con l'altro. Un piede alla volta.
Piano piano.
Stringendosi a me, il mio passeggero emise un piccolo, buffo abbaio.
Sono d'accordo, Coop. Tieni duro.
Le braccia mi bruciavano quando la mia testa sbuc in superficie. E mi ritrovai muso a muso
con il lupo.
Whisper. Le mascelle a pochi centimetri dalla mia gola.
Con gesti lenti, depositai Coop sul terreno. Mamma lupo lo afferr con i denti per la collottola,
lo sollev e spar con un balzo nella boscaglia.
Altri due lampi. Il branco era scomparso.
Tremando, mi issai fuori dal pozzo e cercai di ripulirmi.
Sorrisi. Missione compiuta. Ed ero ancora viva.
Continuando a spazzolarmi via la terra, guardai i miei compagni. Hi era in iperventilazione. Ben
e Shelton scuotevano lentamente il capo. Il sollievo generale era palpabile.
Tutti e tre mi fecero giurare che non avrei mai pi agito in modo tanto sconsiderato. Lo promisi,
solo per tranquillizzarli. Sapevo che, nelle stesse circostanze, lo avrei fatto di nuovo.
Tornando verso la spiaggia percepii, pi che udire, un fruscio alla mia destra. Due occhi giallo
oro brillavano nell'ombra. Whisper. Mi studi un istante, poi si dilegu nella foresta.
Forse il mio momento pi glorioso.
Erano passati mesi da quell'incontro. Avevo visto di rado Whisper o il suo branco.
Se li avessi ritrovati, si sarebbero ricordati di me? Anche Coop?
S, ne ero sicura.
Con questo pensiero felice, ero pronta ad andare in esplorazione.
Dopo aver concesso a Hi qualche altro secondo per riassestare lo stomaco, superammo l'altura e
scendemmo lungo il sentiero per il centro di ricerca.
E ci cacciammo subito nei guai.
Hi era stato catturato dal nemico.
D'accordo, ho esagerato. Ma non troppo.
Mentre scollinavamo, il complesso del LIRI apparve alla vista in fondo al pendio. Una dozzina
di costruzioni raggruppate all'interno di una recinzione metallica alta due metri e mezzo. Edifici di
vetro e acciaio ospitavano i laboratori di ricerca. Capannoni in alluminio fungevano da depositi per
attrezzature, cibo per le scimmie, provviste varie e veicoli. Il recinto perimetrale aveva solo due
aperture: il cancello pi grande portava al pontile dietro di noi, quello pi piccolo conduceva a Turtle
Beach.
Hi era in piedi accanto all'ingresso principale. Non era solo.
Si  fatto beccare! Facendosi schermo con la mano, Shelton scrutava gi in basso. Ci
prenderemo una bella sgridata.
Merda! La voce di Ben era tesa.  Karsten.
Certamente, pensai. Chi altro?
Ci sta facendo segno di scendere brontol Shelton. Chi vuole darsela a gambe con me?
Sarcastico. Era inutile scappare. Il professor Karsten sapeva chi eravamo. Peggio ancora, conosceva i
nostri genitori.
Puah!
Andiamo dissi, pi baldanzosa di quanto mi sentissi. Karsten sa che abbiamo il permesso di
stare qui, se non infrangiamo le regole. Non capisco perch continua a romperci le scatole.
L'accesso a Loggerhead  essenzialmente vietato agli estranei. Ma poich i nostri genitori sono
dipendenti, il consiglio ci consente di fare delle visite, a condizione di evitare le aree riservate e non
creare problemi.
Al dottor K non sono mai andate gi le nostre gite sull'isola consider Shelton. Pap mi ha
detto che continua a proporre di vietarci l'accesso, ma non riesce a ottenere i voti. Quello stronzo si
comporta come se fossimo dei terroristi.
Hai rotto quel fuoristrada. Ben, impassibile.
Gi. Shelton rote gli occhi.  stato Shelton a romperlo. Non Ben e Shelton, perch Ben 
pi bravo a nascondersi nei boschi. Quindi, solo Shelton. Diede un colpetto sulla spalla all'amico. A
proposito, non c' di che, Blue.
Lo so, ti devo un favore.
Ci avviammo gi per la collina. Su entrambi i lati si scorgevano soltanto alberi. Nessuna
sorpresa. Non esistono strutture permanenti al di fuori del complesso. Alcuni, pochissimi, sentieri
accidentati attraversano l'isola. Sin dall'inizio il LIRI  stato concepito in modo che l'impronta umana
risultasse il pi invisibile possibile. La realt si avvicina molto a quell'idea originaria.
Mentre scendevamo, pensai a tutte le fantastiche ricerche che venivano condotte a Loggerhead.
I primati sono i miei preferiti, ma c' anche un'attrezzata stazione di biologia marina.  l dove Kit
studia i delfini e le tartarughe tanto adorati. La riserva naturale attira ornitologi e botanici. E gli
appassionati di farfalle. La palude  un richiamo per i patiti degli alligatori. Gli archeologi hanno
effettuato degli scavi in alcuni siti sull'altopiano e nell'interno.
Una confederazione di fanatici d'lite. Gente come me.
Quando io, Ben e Shelton raggiungemmo il cancello, Karsten aveva trascinato Hi dentro la
recinzione. Si gir e con un cenno rabbioso ci ordin di avvicinarci.
Accettammo il cortese invito. Non avevamo altra scelta.
Dottor Marcus E. Karsten, professore ordinario e direttore d'istituto, facolt di medicina
veterinaria dell'Universit di Charleston. Amministratore capo del LIRI.
Celebre per il suo lavoro sul virus Ebola, godeva di una reputazione impeccabile nel campo
dell'epidemiologia veterinaria. Sovrintendeva a tutte le ricerche condotte a Loggerhead.
Era anche un perfetto idiota.
Nemmeno il suo aspetto era granch. Vicino ai sessanta. Magro. Occhiali. Capelli radi e scuri
con riporto per nascondere la calvizie incipiente. Camice da laboratorio stirato con tale cura che le
pieghe avrebbero potuto affettare del formaggio.
Gli concedo questo: non ci trattava come ragazzini. Ci trattava come criminali.
Karsten e Hi erano di fronte all'Edificio Uno, la struttura pi grande del centro. Dentro ci sono i
laboratori con le apparecchiature pi complesse e costose. Il padre di Hi lavora l. E pure Kit. Ospita
anche l'ufficio del servizio di sicurezza. Fantastico.
Venite qui e datemi una spiegazione.
Obbedimmo alla prima richiesta, non alla seconda.
Karsten si volt verso Hi. Signor Stolowitski, per quale motivo si aggirava nella foresta?
Il mio aereo  precipitato. Vivo laggi da mesi.
Piantala, Hi! Non  una mossa intelligente.
Questo  terribile. Il tono di Karsten era gelido. Sua madre sar felicissima quando le
comunicher che  sopravvissuto. Cosa ne dice di chiamarla subito?
Hi sgran gli occhi, poi li abbass. Stavo male mormor. Una traversata burrascosa...
Era cos avvilito che provai pena per lui.
E voialtri? Anche voi indisposti? Siete qui per delle cure veterinarie?
Dottor Karsten, per caso abbiamo fatto qualcosa di male? chiese Shelton, ultragentile.
Pensavo potessimo venire sull'isola, in fondo siamo sulla lista approvata. Pu verificare. Aspetteremo
volentieri.
Furbo. Karsten non si faceva mai imbrogliare. Avete il permesso di stare qui solo se non
combinate guai. Ci pass in rassegna con lo sguardo. Ma lo fate sempre.
Mi sentii avvampare di rabbia.
Non ci posso credere. Tutto questo  ridicolo.
Professor Karsten, sono qui per vedere mio padre. Vengo dritta dal molo. E l'ultima volta che
ho controllato, ero a posto con le vaccinazioni. C' qualcosa in particolare per cui ha bisogno di me?
Perch adesso dovrei andare.
Avete presente il rumore di una puntina trascinata su un vecchio disco in vinile? Fu pi o meno
quello che accadde.
Gli altri indietreggiarono di un passo.
Karsten mi squadr. Passarono i secondi. Un'agonia. Poi sogghign. Ah, signorina Brennan. 
sempre una gioia vederla. Mi fiss un altro istante. Quindi, sottovoce: E non somiglia affatto a suo
padre. Una pausa. Ma  tale e quale a Tempe.
Non avrei dovuto sentire. Ma dentro di me gongolai. Karsten conosceva la zia Tempe per
motivi professionali. Non avevo mai saputo i particolari della storia. Non sono sicura se il legame di
parentela giocasse a mio favore oppure no.
All'improvviso il professore torn serio. State alla larga da Turtle Beach,  in corso
un'indagine ecologica. Suppongo che Chile Beach sia aperta. Tern Point  off limits, come sempre.
Gett uno sguardo all'orologio. Soprattutto, non state tra i piedi di nessuno.
Fece per andarsene, poi si blocc.
Signorina Brennan...
Deglutii.
S, signore?
Il dottor Howard  occupato con un paziente. Una tartaruga  stata colpita dall'elica di
un'imbarcazione mentre attraversava il canale. Suo padre non dev'essere disturbato. Un rapido
dietrofront e si allontan.
Uff.
Un triplice sguardo nella mia direzione.
Cosa c'?
Non posso credere che tu sia sbottata in quel modo con il dottor K. Shelton sembrava
scioccato.
Hi ridacchi. Hai pi palle di me.
Grazie, Hi. L'avevo notato.
A ogni modo, ha funzionato disse Ben. Bel lavoro, Tor. Un'ottima scusa, quella di tuo
padre. Sei stata pronta. Lanci un'occhiata verso la parte posteriore del complesso. Ma forse
dovremmo rinunciare all'idea di stanare i cani.
Cani lupo lo corressi. Be', almeno due di loro lo sono. Sbirciai il mio riflesso nella parete a
vetri dell'Edificio Uno. Vedere Kit sarebbe stato bello, ma entrare adesso avrebbe significato sfidare la
sorte.
Spiacente, Kit. Niente visite.
Nemmeno per sogno replicai. Andiamo a cercare il branco.
E qualche scimmia. Voglio vedere le scimmie. Hi era tornato di buonumore.  Won't-you-
take-me-to Monkey Town inton, accennando un passo di danza.
Certo, Hi dissi, gli occhi sempre fissi sul laboratorio. Ti porter nella Citt delle Scimmie.
Per smetti di cantare.
Tremendo convenne Ben. Un gioco di parole terribile, sostituire Funky con Monkey. Non ti
vergogni?
Hi annu gravemente. Ho fatto di meglio.
Forza, tutti in sella! Shelton fece roteare un dito in aria, pronto a mettersi in marcia.
Come i nani di Biancaneve, uscimmo in fila dal cancello posteriore.
Ehi ho, ehi ho, andiamo a esplorar...
L'uomo guardava fuori dalla finestra dell'ufficio di Karsten. Tra gli occhi troppo vicini
spuntava un naso bulboso, percorso da una ragnatela di venuzze.
Mentre osservava i quattro teenager scomparire oltre il cancello di Turtle Beach, faceva
scrocchiare le dita. Nervoso e stizzito al tempo stesso.
Dei teppistelli su Loggerhead? Perch? Che diavolo ci fanno qui?
L'uomo and alla scrivania e lasci cadere il corpo tarchiato nella poltrona in pelle. Si appoggi
allo schienale, poi accese un sigaro.
Era ora di ricordare a Karsten chi comandava.
Qualche istante dopo il professore irruppe nell'ufficio, ignaro della presenza dell'altro. Si
blocc di colpo, sorpreso dall'odore di tabacco.
Vedendo il tizio seduto alla sua scrivania, Karsten si irrigid.
Perch c' una banda di ragazzini che gironzola nella propriet? domand l'uomo
freddamente.
Non posso mandarli via. Il professore deglut. I figli dei dipendenti del LIRI hanno libero
accesso alle spiagge, su autorizzazione del consiglio.
Non sei tu il direttore? Non sei nemmeno in grado di controllare il centro che dirigi?
Karsten fremette di rabbia, ma rimase in silenzio.
Voglio che tutti gli estranei siano banditi dall'isola continu l'uomo. Immediatamente.
Tienili lontani dalla foresta.
Cosa ci fai qui?  una pazzia farci vedere assieme!
Ho preso delle precauzioni. Nessuno lo sa. La voce si fece ancora pi glaciale. E stai attento
al tono che usi. Sono qui perch non ho visto progressi. Forse ti sei dimenticato del nostro accordo.
Ci sto lavorando.
Hai fatto promesse. Hai degli obblighi da assolvere.
Quello che chiedi  assai complicato. Sono cose che non si possono fare in fretta.
L'altro si limit a fissarlo.
Dammi ancora un po' di tempo piagnucol il professore. Ci sono quasi.
Sar meglio per te. So come fare affinch i miei soci rispettino i patti. Puoi giurarci.
L'uomo si alz, tir una boccata di fumo, poi gett il sigaro, ancora acceso, nel cestino della
carta straccia.
Stupiscimi, professore aggiunse. Non hai pi molto tempo.
E usc senza voltarsi.
Un fugace lampo di luce. Subito svanito.
Cos'era?
Era la terza o quarta volta che i miei occhi coglievano quel riflesso. Pensavo provenisse dagli
alberi, ma non ne ero sicura. Scrutai le chiome, cercando un indizio.
Quando una pallina di gomma  cos chiamiamo il frutto sferico e spinoso dello storace
americano  mi centr sulla fronte, compresi.
Ahi! La mia mano si alz di scatto per la sorpresa. Una scimmia mi ha appena colpita!
Ero seduta in una piccola radura, la schiena appoggiata a un albero. Eravamo distanti dal LIRI,
in un settore poco battuto della foresta. Hi era steso accanto a me, beato a godersi l'ombra.
Ben e Shelton stavano cercando il sentiero.
Di nuovo.
Eravamo fuori dai limiti prescritti, ma chi se ne fregava? Seguire il solito itinerario per Dead
Cat era noioso. Cos, quando Ben aveva scorto un vecchio sentiero che si dirigeva verso nord, avevamo
deciso di prenderlo.
'Fanculo, Karsten.
Non eravamo riusciti a localizzare il branco. Non c'era da stupirsi. L'isola era il loro territorio,
e i canidi sono maestri nel muoversi furtivi. Potevano essere ovunque.
L'anno prima, un intraprendente tecnico di laboratorio aveva installato un distributore
automatico di cibo in una caverna sotto Tern Point. Whisper e la sua famiglia si erano subito abituati
alla novit, e per un po' si erano visti solo di rado nei pressi del centro di ricerca.
Finch non era iniziato il concerto notturno di latrati.
Di recente il branco aveva iniziato a girare attorno alla recinzione del LIRI tutte le notti,
abbaiando furiosamente. Nessuno sapeva perch. Le guardie erano terrorizzate.
Questo cambiamento nel loro comportamento mi preoccupava. Se avessero continuato a fare un
baccano del diavolo, avrebbero finito per attirare troppa attenzione. In effetti, non avrebbero nemmeno
dovuto trovarsi l.
Ma c'era un'altra cosa che contribuiva ad accrescere la mia inquietudine. Solo tre componenti
della famiglia comparivano ogni notte. Coop non c'era.
Nonostante il fallimento della nostra missione, mi stavo godendo l'escursione. A un certo punto
avevamo spaventato un gruppo di scimmie radunate davanti a una mangiatoia automatica. Bench
abbastanza abituate agli esseri umani, erano fuggite precipitosamente sugli alberi, osservandoci da una
certa distanza.
I giovani maschi urlavano e saltavano, mettendo in scena un vero e proprio spettacolo tra i rami.
I piccoli sbirciavano, aggrappati alle spalle o al ventre delle madri. Grandi orecchie. Grandi occhi.
Troppo carini. Le femmine si pulivano a vicenda il pelo, come se si stessero facendo belle per il ballo
studentesco di fine anno.
Fino a quel punto, l'escursione era stata un successo.
Ma dopo l'incontro con i primati il sentiero era diventato pi stretto e appena segnato, per poi
svanire del tutto. Avevamo dovuto ammettere tristemente di esserci persi. Scorgendo una radura,
l'avevamo attraversata nella speranza di ritrovare il sentiero dall'altra parte.
Niente da fare.
Perci mi ero seduta, a farmi bombardare da una scimmia.
Alla fine riuscii a individuare l'aggressore. Una grossa femmina dal pelo grigio-marrone, con
una tacca nell'orecchio. Il tatuaggio sul petto diceva Y-7.
Y-7 non era di buonumore. Passava irrequieta da un ramo all'altro, fermandosi di tanto in tanto
per fare un balzo nella nostra direzione. Digrignava i denti, per la rabbia e la paura.
Si esib in un altro lancio, quindi si ritir.
Ottima mira! Mi massaggiai il braccio. E ottimo braccio. Sgattaiolai dietro l'albero, cercando
riparo.
Sembra che tu abbia un altro ammiratore.
Chiudi il becco, Hi. Diedi una sbirciatina da dietro il tronco, tentando di localizzare
l'assalitrice. Non ho mai visto un comportamento simile in una femmina. Un missile mi sibil
accanto all'orecchio. Che cavolo! C' il suo piccolo nelle vicinanze? Io non lo vedo.
Allungai di nuovo il collo per guardare, e un altro proiettile mi ricacci indietro.
 un po' agitata. Un'affermazione che tendeva a minimizzare.
Eccellente deduzione, Capitan Ovvio. Hi non si era mosso. Una scelta poco furba. Whack! Si
becc un colpo sparato dall'alto.
Imprecando, rotol via, fuori dalla traiettoria di tiro. Agitata? Quella scimmia  idrofoba. Mi
vuole ammazzare. Ha mirato dritto al mio ginocchio ferito. Afferr una pallina di gomma caduta
dall'albero. Se vuoi la guerra, guerra sia.
Si alz in piedi, prese la mira. Vendetta! Non cominciare quello che non puoi finire.
Y-7 schiv facilmente il debole tiro. Rispose al fuoco.
Hi batt in ritirata, ansimando.  una lotta impari. Devo chiamare rinforzi.
E poi eccolo di nuovo! Un repentino sprazzo di luce.
L'hai visto? domandai.
S. Hi si accovacci accanto a me, guardando all'ins. Credo che Donkey Kong abbia
qualcosa al polso.
In alto, Y-7 si lanci con le braccia tese, vol in aria, atterr. Un minaccioso scuotimento del
ramo complet l'esibizione.
Intravidi un altro scintillio.
Ha qualcosa nella zampa. Qualcosa che riflette la luce.
Gi concord Hi. Metallo. Forse vetro.
Eravamo stretti spalla contro spalla dietro il tronco di una quercia della Virginia, non
abbastanza grande per fare da scudo a entrambi. Stipati come sardine nascoste. Due facili bersagli.
All'improvviso, Y-7 balz tra i rami sopra le nostre teste. Restando appesa, tir indietro le
labbra e strill.
Spaventata, caddi all'indietro e mi raggomitolai. I morsi delle scimmie non sono per nulla
piacevoli.
Y-7 scagli quello che aveva in mano.
I rami frusciarono.
Poi silenzio.
Mi tirai su a sedere, togliendo le braccia da sopra la testa. Avevo la maglietta coperta di terra e i
capelli ornati di rametti.
Hi, la prossima volta che vuoi tirare qualcosa a una scimmia, non farlo.
Era solo un frutto.
Era rotolato in fondo a un leggero pendio. Si raddrizz, guardandosi il gomito sbucciato.
Accidenti, non  proprio la mia giornata.
Spinta dalla curiosit, raccolsi il proiettile di Y-7.
Cosa state combinando? grid Shelton. I pionieri erano di ritorno. Si erano persi il nostro
breve scontro a fuoco.
Siamo stati attaccati dalle scimmie rispose Hi, risalendo a fatica il pendio. Il nemico aveva
la superiorit aerea, comunque siamo sopravvissuti. Batt una mano sulla spalla di Ben. Non vi
preoccupate. Gli ho mandato un messaggio. Non oseranno tornare.
Ragazzi, guardate questo! Strofinai il missile di Y-7 con il dito, tentando di ripulirlo dalla
sporcizia. Piatto e sottile, l'oggetto pesava meno di trenta grammi. C'era un minuscolo foro a
un'estremit.
Shelton si avvicin. Hi era tutto preso a spiegare a Ben quanti colpi avesse subito prima di
atterrare il capo della banda di primati. Il suo pubblico sembrava dubbioso.
L'arma preferita di Y-7 era lunga cinque centimetri e larga due e mezzo. Sebbene il novanta per
cento della superficie fosse coperta da una dura crosta, un bordo esterno brillava nella luce del
pomeriggio.
 di metallo, decisamente affermai.
Shelton annu.  praticamente fossilizzato. Scommetto che  stato sepolto, a un certo punto.
Ispezionai con cura l'oggetto. Vi accostai il naso: odorava di ruggine e terriccio.
 un po' ammaccato, ma riesco a distinguere qualche intaccatura dissi. Dei caratteri, forse?
Shelton sorrise. Andiamo, ragazza. Pensa! Un rettangolo di metallo con dei simboli incisi?
Un sorrisetto compiaciuto. Sapeva di cosa si trattava.
Qualcosa tipo un timbro o una matrice? Odio tirare a indovinare.  cos inesatto.
Il sorriso di Shelton si allarg. Usa il cervello. Chi stampa delle cose su piccoli pezzi
d'acciaio?
Naturalmente! E il forellino... Che stupida.
Incontrai il suo sguardo e sorrisi.
Ci sei arrivata! Ci scambiammo un fist bump, pugno contro pugno. Lui si volt verso gli altri.
Ehi, indovinate un po' cosa abbiamo trovato?
Una targhetta dell'esercito spiattellai, battendolo sul tempo. Una piastrina di
riconoscimento.
Shelton conferm con un cenno del capo. Non ci sono dubbi.
Che ci fa quaggi un cimelio della Guerra civile? si stup Ben.
Non dire cavolate lo schern Shelton. Le prime piastrine di riconoscimento metalliche sono
comparse durante la Prima guerra mondiale. Come dotazione standard, intendo dire. Deve risalire al
secolo scorso.
Gli consegnai la targhetta. Era il suo momento, adesso.
Se sapessimo cosa c' stampato sopra, potremmo datarla prosegu lui. Il tipo di carattere
delle informazioni impresse  cambiato nel corso del tempo. Riflett un istante. E anche il materiale
usato per la fabbricazione.
Aggrottai la fronte. Ma Loggerhead  rimasta disabitata per decenni prima di venire acquistata
dall'universit.  stata deserta per gran parte del secolo scorso.
Certo intervenne Hi. Ufficialmente. Ma credi che nessuno venisse qui in cerca di un po'
d'avventura?
Ottima osservazione.
 una perdita di tempo disse Ben. Non riuscirete mai a leggerla. I caratteri saranno ormai
cancellati. Controll l'ora. Rimettiamoci in marcia. Ho trovato la strada per tornare.
 Noi l'abbiamo trovata. Shelton si strinse nelle spalle e gett via la targhetta.
I ragazzi si incamminarono.
Io rimasi a fissare il trofeo di Y-7 posato tra le foglie.
Perch non provare a pulirla? Non  cos diversa da una conchiglia.
Sulla piastrina era scritto il nome di qualcuno. Non tentare di decifrarlo era una pazzia.
La raccolsi e corsi dietro agli altri.
Accidenti!
Se non l'avessi fatto, tutto sarebbe stato diverso. Tutto.
Quel capriccio avrebbe cambiato la mia vita.
Dischiuso la porta a quel che sarebbe avvenuto.
Aperto la via verso qualcosa di mostruoso.
A casa era in agguato la catastrofe.
Terrore. Orrore.
Lei.
La conversazione era sempre la stessa. Chiacchiere vuote. Poi rimproveri. Seguiti da
osservazioni scortesi. Il tutto sempre ammantato da un tono dolce come la melassa.
E si era gi messa in moto.
Guardati, Tory! Stai diventando una bellezza! Hai degli occhi d'angelo!
Oh, mio Dio.
Ma, tesoro, perch non ti metti un prendisole? Una ragazza graziosa come te non dovrebbe
andarsene in giro in t-shirt e calzoncini.
Basta.
Non vedo l'ora di portarti a fare un taglio come si deve. La mia Da'Nae sapr esattamente cosa
fare con quel groviglio di capelli.
Uccidetemi. Uccidetemi adesso.
La cena aveva preso una piega terribile. L'amica di Kit era stata aggiunta alla lista degli
invitati. E senza consultarmi, forse perch i miei sentimenti verso Whitney erano abbastanza chiari.
Fissai insistentemente Kit. Lui tenne gli occhi chini sul piatto.
Grazie per avermi avvisata, stronzo.
Signore e signori, vi presento Whitney Rose Dubois.
Hai pensato a quello che ti ho detto l'ultima volta, tesoro? Fingeva nonchalance. Senza
riuscirci.
S, Whitney. Mi sforzai di essere diplomatica. Non credo faccia per me.
Non fa per te? Batt le ciglia cariche di mascara. Scosse i capelli decolorati. Non fa per te!
Una mano curatissima svolazz per posarsi sulle tette gonfie. Certo che fa per te! Gli occhioni
spalancati comunicavano un'assoluta mancanza di comprensione.
Tentativo fallito. Come potevo spiegarglielo con garbo?
 un'idea assolutamente ridicola. Stupida.
Ecco. Oprah sarebbe stata orgogliosa.
Tory! esclam Kit. Adesso basta.
Soffocai l'impulso di sospirare in maniera teatrale. Grazie per l'offerta, ma non sono
interessata a questa cosa delle debuttanti.
Era un mese che Whitney cercava di convincermi a fare l'ingresso in societ. Non me ne
importava un fico secco. Abiti bianchi. Guanti di raso. Essere esibita tipo bestiame in una fiera. No,
grazie.
La mia mente si affrett a cercare un nuovo argomento. Senza successo.
Ma, amore mio, presto sarai una signorina. Semplicemente, devi essere introdotta in societ!
Whitney punt gli occhi azzurri da bambolina su Kit. Per lei era chiaramente la cosa pi ovvia del
mondo.
Conoscer la societ pi tardi.
Sciocchezze! E Tory, cara, io sono la tua fortuna! Soddisfatta di s, Whitney pos la mano su
quella di Kit. Disgustoso. Ci restano solo sei mesi, ma si d il caso che io abbia una notevole influenza
sul comitato. Sarai scelta di sicuro. Era decisamente raggiante.
Tory, Whitney ti sta offrendo una straordinaria opportunit. Kit tentava di calmare le acque.
Potrai ampliare le tue conoscenze. Si tratta delle migliori famiglie di Charleston.
Provai una fitta di tenerezza per il mio vecchio. In fondo non era una sua idea, e si preoccupava
che passassi del tempo con altre ragazze.
Tuttavia schiacciai quel sentimento come un insetto. Cenare con Whitney mi ricordava soltanto
che la mamma se n'era andata per sempre. Non aveva alcun diritto di fingere di farmi da madre. Aveva
passato i limiti.
Vado a scuola con le loro figlie. Non sono tanto simpatiche.
Ma io posso darti una mano! L'entusiasmo di Whitney era fastidioso. Conosco l'etichetta.
Ti insegner le varie danze. Ti trover degli abiti splendidi da indossare. Si fece pi vicina. Ti
preparer alla perfezione.
Urgeva cambiare argomento.
Kit, ehm... come sta la tartaruga?
Lui batt le palpebre. La... cosa? Oh! La tartaruga finita contro l'elica. Sta bene, solo un
graffio. Quei gusci sono robusti.
Ingoi una forchettata di lasagne cucinate da Whitney. Che, devo ammetterlo, erano squisite.
Grrr.
Le tartarughe marine sono creature magnifiche dissi per mantenere la conversazione su quel
binario. Kit abbocc all'amo.
Gi. Chi guida una barca deve fare pi attenzione. Ma il pilota ha avuto se non altro
l'intelligenza di portarci l'animale. L'intervento  durato circa un'ora, e... Si blocc. Punt la
forchetta verso di me. Aspetta. Chi ti ha detto della tartaruga?
Porca miseria!
Chi... chi me l'ha detto? farfugliai.
Come hai saputo della tartaruga ferita? Kit parlava lentamente, come se si stesse rivolgendo a
una bambina piccola.
Be', siamo andati a Loggerhead questo pomeriggio. Coop  scomparso, e volevo capire cosa
sta sconvolgendo il branco, perci...
Ferma. Siamo? Tu e chi?
Solo io e i soliti ragazzi. Hi, Ben e Shelton.
Un secco tsk da parte di Whitney. Non approvava che fossi in compagnia di tre giovanotti senza
scorta. Ma per piacere...
Non ti ho vista disse Kit.
Siamo andati dritti a Dead Cat. Niente di speciale. Eccoci al punto. Abbiamo scambiato
quattro chiacchiere con il dottor Karsten.
E...? Diffidente.
E cosa? Conosci il tipo. Non avevamo fatto niente. Lui ha attaccato con la solita solfa: Voi
ragazzi combinate sempre guai e siete cos stupidi che finirete per incendiare l'isola. Abbiamo
lasciato il centro e ci siamo fermati un po' a Dead Cat.
Era pi o meno la verit.
Mi dovr sorbire la ramanzina di Karsten?
No, Kit. Tono da presa in giro. Non ti dovrai sorbire nessuna ramanzina di Karsten.
Almeno lo speravo.
Perch ti piace andare su quella vecchia isola puzzolente? Il nasino perfetto di Whitney si
arricci per il disgusto. Poi un pensiero le attravers la mente. A meno che uno non ci vada per lavoro,
come tuo pap. Gir di nuovo i grandi occhi azzurri verso Kit. Un lavoro importante.
L'ho gi detto... volevo controllare i cani lupo. Coop di recente  sparito dalla circolazione, e
gli altri tre sono agitati per qualcosa.
Whitney assunse l'aria di paziente sopportazione del genitore alle prese con la testardaggine
infantile. Credevo che la questione del cane fosse chiusa ribatt tutta sussiego. Tuo padre ha gi
detto come la pensa.
Okay, potrei anche pugnalarla. Probabilmente mi darebbero una medaglia.
Non stavo chiedendo di prendere un cane, Whitney. Kit aveva respinto le mie reiterate
richieste. Sospettavo che ci fosse lei dietro il suo rifiuto. Destesta gli animali. Mi stavo riferendo ai
cani lupo su Loggerhead. Il cucciolo  scomparso.
Di sicuro torner a farsi vivo. Il tono era pi conciliante. Kit sapeva che desideravo un cane
pi di ogni altra cosa al mondo. L'isola non  poi tanto piccola. Forse sta annusando in giro da solo.
Ma non ha senso. I lupi sviluppano relazioni molto strette e mantengono per tutta la vita i
legami sociali. Sono profondamente affezionati alla famiglia, arrivano al punto di sacrificarsi per il
branco. Pi ne parlavo, pi mi sentivo angosciata. Gli altri non lo avrebbero mai lasciato andare via
da solo. Non  ancora cresciuto.
Lupi? Whitney sgran gli occhi. Passi il tempo a giocare con dei lupi? Gir di scatto la
testa verso Kit.  spaventoso! La sbraneranno!
Pap sembrava in trappola. Due donne arrabbiate. Una brutta situazione.
Uno solo in realt  un lupo disse a Whitney. Una femmina. Ed  inoffensiva.
Un lupo inoffensivo?
Vive da anni sull'isola. Il suo compagno  un normale pastore tedesco.
I cuccioli sono cani lupo spiegai. Met cani, met lupi. Coop  il pi giovane. Feci appello
al suo buon cuore, ammesso che ce l'avesse, un cuore.  un cucciolo di pochi mesi.
Vuoi dire un piccolo bastardo selvatico e malato! Qualcuno dovrebbe chiamare
l'accalappiacani. Queste bestie non sono illegali?
Basta. Sono stufa.
Grazie per la cena. Schizzai in piedi. Ho dei compiti da fare.
Mi allontanai sventolando la mano in segno di saluto.
Prima che uno dei due potesse pronunciare una parola, stavo gi salendo le scale.
Due gradini alla volta.
Chiusa al sicuro in camera mia, ribollivo di rabbia.
Al piano di sotto, Kit e Whitney stavano senza dubbio discutendo del problema Tory. Come
tutte le volte, puntuali come un orologio svizzero. Non origliai nemmeno. Ero sicura che la testa mi
sarebbe esplosa.
Bastardi malati? Che cavolo ne sapeva lei?
I lupi sono animali nobili, altruisti. Non lo avevo detto a nessuno, ma mi sarebbe piaciuto
studiare quei bastardi malati per professione. Nella mia lista, occupavano una posizione molto pi
alta di Whitney Dubois.
Non sar mai il suo pony da circo giurai alle statuine di cani allineate sullo scaffale della
libreria.
Non sarebbe accaduto. Non mi sarei messa in ridicolo.
Mollai un pugno a un cuscino.
Calma. Lascia perdere Whitney.
D'accordo, mettermi in ghingheri qualche volta non era poi la cosa peggiore che mi potesse
capitare, dovevo ammetterlo. Mi piace vestirmi di bianco. E le perle sono carine. A scuola avevo visto
le ragazze guardare i modelli degli abiti. Pensavo che avrei fatto la mia figura con quel look. Avrei
persino potuto far voltare pi di una testa.
Inoltre la mia agenda sociale aveva ancora qualche buco libero.
Chiss? domandai rivolgendomi alla stanza vuota. In quella notte speciale, un giovane e
attraente scapolo dell'aristocrazia potrebbe anche scegliere me dall'elenco delle schiave vergini!
Ti stai inventando un film tutto tuo, come al solito! In fondo, quanto pu essere brutto un ballo
delle debuttanti? E, onestamente, hai bisogno di una mano sul fronte delle amicizie femminili. In effetti,
non ne hai nemmeno una.
Sapevo che Kit si sentiva responsabile perch non avevo delle amiche, ma non era colpa sua.
Semplicemente, non ero entrata in sintonia con nessuna delle Mean Girls locali.
Devo fare una confessione: il mio isolamento  in piccolissima parte colpa mia. Certo, le altre
allieve della Bolton Prep sono terribili androidi, orrendi e spregevoli. S, mi punzecchiano di continuo.
Ma io le trovo perlopi frivole e insulse, e non mostro mai il minimo interesse per il loro mondo
superficiale. Perci il disprezzo  reciproco. Inoltre sono intelligente, ci tengo allo studio e affronto
qualunque domanda insidiosa mi venga rivolta per valutarmi. Questo non mi rende ovviamente molto
popolare.
Non mi aiuta nemmeno il fatto di essere la pi giovane del mio corso. Ho appena compiuto
quattordici anni. Saltare una classe mi era sembrato fantastico quando ne avevo dodici. Ma non avevo
considerato quale sarebbe stato l'impatto alle superiori. Adesso sto sperimentando il rovescio della
medaglia. Non potr prendere la patente sino alla fine del terzo anno.
Conoscevo la formula. Per farmi delle amiche dovevo fingere interesse per le stupidaggini che
quelle zucche vuote ritenevano importanti. I ragazzi. Lo shopping. I reality show dove i protagonisti
erano ricchi imbecilli privi di talento.
Riflettendoci, non avere amiche mi dava un'ampia opportunit di leggere.
Ero in fondo alla gerarchia sociale? E allora?
D'altra parte, il gran ballo di novembre era preceduto da una serie di altri eventi, organizzati
ogni mese. Frequentare le debuttanti era un'occasione per farmi delle amicizie con il cromosoma XX.
Ma in tal caso Whitney l'avrebbe avuta vinta. Non potevo permetterlo. Giusto?
Mi appoggiai ai cuscini, le preoccupazioni che mi sgomitavano nella testa per occupare il centro
della scena. Coop. Whisper. Kit. Whitney. Pensare a Whitney era sempre doloroso. Mi faceva tornare
in mente la mamma.
Mia madre, Colleen Brennan, era nata in una piccola cittadina del New England, Westborough.
Lei e Kit si erano conosciuti durante un corso di vela a Cape Cod. Avevano entrambi sedici anni. Forse
lui l'aveva notata perch aveva lo stesso cognome della famiglia di sua madre. O forse no. Brennan 
abbastanza comune. Pi probabilmente era dipeso dal fatto che la mamma era uno schianto. E questo
funziona con la maggior parte dei maschietti.
Kit e Colleen dovevano avere stabilito di non essere imparentati, perch erano finiti a letto
assieme. Momento fantastico. Nove mesi dopo ero venuta al mondo io.
Non so perch la mamma abbia tenuto nascosta la mia esistenza a Kit. Non lo aveva pi rivisto.
Probabilmente non lo giudicava adatto al mestiere di genitore. Chi lo sa? E forse non aveva tutti i torti.
Per un po' io e la mamma avevamo abitato con i suoi genitori, ma erano passati a miglior vita
quando io muovevo i primi passi. Tutto quello che ricordo sono capelli grigi, biscotti e odore di
sigarette. Entrambi avevano i polmoni ridotti come emmenthal svizzero, ma continuavano a fumare.
Non lasciatemi iniziare!
Allevare una figlia da sola deve essere stato duro per la mamma. Non aveva mai finito le scuole
superiori. A causa mia, suppongo. Aveva fatto la cameriera, lavorato in un Walmart e per un breve
periodo in un cinema, che poi aveva chiuso i battenti. Nel frattempo, a scuola io frequentavo i corsi
avanzati perch gli insegnanti mi ritenevano un genio. La mamma non aveva mai dato a vedere quanto
ci la turbasse.
Persa nei ricordi, mi accorsi della suoneria del cellulare solo quando era gi a met. Colta di
sorpresa, frugai nel letto.
Quando trovai il telefonino era troppo tardi. La chiamata era gi nella casella vocale.
Controllai lo schermo: Chiamata persa-Jason Taylor.
Il cuore prese a battermi pi forte.
A parte i ragazzi dell'isola, Jason  la cosa pi vicina a un amico che io abbia alla Bolton Prep.
Frequentiamo assieme due corsi, e questo probabilmente spiegava la telefonata. Schizzava sempre fuori
dall'aula non appena suonava la campanella e si scordava i dettagli dei compiti per casa.
Ero stupita che Jason stesse pensando alla scuola alle otto e mezzo di un sabato sera.  uno dei
ragazzi pi in vista. Perch non era a qualche festa troppo cool per me?
Con i capelli biondi e gli occhi azzurri, somiglia a un dio nordico. Il possente Thor.  anche una
star dello sport e gioca da attaccante nella squadra di lacrosse. Non male per uno studente del secondo
anno.
In parole povere, Jason non fa parte della mia stessa categoria. E in realt non  neppure il mio
tipo. Non so perch. Non  scattata alcuna scintilla tra noi.
 un ragazzo simpatico, comunque. In classe ascolta quando parlo. E non  l'attenzione maligna
e beffarda degli altri studenti pi ammirati. Sembra veramente apprezzare il mio contributo.
Squill il cellulare: un messaggio in arrivo.
TORY. FESTA @ PORTICCIOLO DI CHARLESTON. BARCA DI CHANCE.
TI INTERESSA? J.
Ancora Jason. Alt!
Lessi di nuovo l'sms. S, non era scomparso. Il messaggio era reale.
Ero appena stata invitata a una festa. La festa di una persona popolare. Un evento inaspettato.
Stupefacente.
Mi precipitai al mio Mac per cercare la localit. Patriot's Point. Mount Pleasant. Dannazione,
dannazione, dannazione! Non avevo modo di arrivarci.
Kit mi ci avrebbe portata, se glielo avessi chiesto, ma farmi scaricare l davanti da paparino non
era un'opzione accettabile. Inoltre era un viaggio in auto di quarantacinque minuti. Meglio evitare.
Avrei potuto farmi accompagnare da Ben in motoscafo.
E poi, l'avrei lasciato da solo sul molo?
Poco cortese. Era fuori discussione.
Ero cos impegnata a vagliare le possibili alternative riguardo ai mezzi di trasporto che impiegai
qualche secondo a recepire il resto del messaggio.
Rilessi il testo. La barca di Chance? Inteso come fortuna? Gioco d'azzardo? Uno di quei battelli
casin che viaggiano in acque internazionali per permettere agli yuppie di giocare a dadi?
Ma no! Chance Claybourne! La festa era organizzata sullo yacht di suo padre, ormeggiato nel
porto turistico.
Quindi non era solo una festa, ma la festa.
E io non potevo andarci. Devastante.
Ma anche, sinceramente, un enorme sollievo.
Mi ci volle mezz'ora per mettere assieme la risposta. Lessi ad alta voce la versione definitiva:
Mi spiace, non ce la faccio. Non divertitevi troppo. Faccina che ride, punto esclamativo.
Dopo aver riflettuto ancora un attimo, premetti invio. Erano passati appena dieci secondi, e gi
mi pentivo dello smile. Altri dieci e detestavo l'intero, maledetto messaggio.
Stavo per utilizzare la funzione di richiamo quando la suoneria annunci un nuovo sms. In
preda al panico lasciai cadere il cellulare. Mi tuffai per recuperarlo, temendo il peggio.
BUU! SAR PER LA PROSSIMA VOLTA;).
Una faccina che strizza l'occhio?
Cavolo... Sorrisi, sentendomi meglio. Idiota! Mi riferivo a entrambi.
Poi corrugai la fronte. Un attimo. Per caso Jason ci stava provando?
Datti una regolata! Piantala di analizzare un messaggio di una riga.
Cercai il telecomando, ansiosa di distrarmi. Ma l'aggeggio, come il telefonino, sembrava
volermi sfuggire, nascosto da qualche parte tra le coperte. Mentre rotolavo per controllare tra il letto e
la parete, qualcosa di aguzzo mi punse il posteriore.
Frugai in tasca e ne estrassi la piastrina di riconoscimento.
Ci rivediamo.
Andai nella stanza da bagno, riempii il lavandino di acqua calda, vi depositai la targhetta e
aggiunsi mezzo flacone di sapone liquido di Body Shop, profumato alla papaia. Roba di classe.
Tornata in camera da letto, mi sintonizzai su Discovery Channel. Un documentario sugli squali.
Bello!
Un'ora di carneficine in mare pi tardi, mi ricordai della targhetta. Il lavandino adesso
conteneva una pozza color cioccolata.
Levai il tappo e la fanghiglia scese gorgogliando nel tubo di scarico. La targhetta rimase sulla
ceramica, sempre marrone scuro, indecifrabile.
Feci scorrere l'acqua finch non fu bollente e strofinai con delicatezza il pezzo di metallo sotto
il getto. Nessun risultato. Anche alla luce della lampada da scrivania i caratteri erano illeggibili.
Hmmm.
Avrei potuto utilizzare i miei attrezzi, ma non volevo graffiare il metallo. E la microsabbiatrice
poteva danneggiare la scritta. Il compito richiedeva qualcosa di pi delicato.
Avrei potuto lasciar perdere in quel momento. Buttare via l'oggetto. Ma non lo feci. Volevo
assolutamente sapere che cosa diceva la targhetta. Dovevo saperlo. Sono fatta cos.
Feci delle ricerche e qualche minuto dopo trovai conferma alla mia intuizione. Uno dei
laboratori del LIRI aveva tutto ci di cui avevo bisogno. L'operazione avrebbe richiesto venti minuti al
massimo.
Postai un tweet sulla pagina privata della banda. Alcuni minuti dopo ricevetti tre risposte, tutte
affermative. Saremmo entrati in azione di buon'ora, il mattino successivo.
Ci aspettava una missione segreta.
PARTE SECONDA
CONTAGIO
Umide folate di vento sferzavano la mia fragile mantellina Gap. Una pioggerella costante
picchiettava a ritmo techno sul cappuccio tirato sulla testa. Ancora una volta mi dissi che avrei dovuto
indossare il mio giubbotto North Face. Troppo tardi. Ero gi zuppa.
I capelli fradici mi si appiccicavano al viso e alle spalle, appassiti per via della pioggia,
dell'umidit e del calore soffocante. I rubinetti del sudore stavano facendo gli straordinari.
Ignorando il disagio, cercai di concentrarmi sul compito che dovevo svolgere. Sorveglianza.
Accovacciata dietro un masso su Turtle Beach, con il binocolo di Kit in mano, studiavo
l'ingresso posteriore del complesso di Loggerhead. All'interno della recinzione, una quarantina di metri
pi in l, la propriet sembrava abbandonata.
Campo libero annunciai.
I ragazzi emersero da dietro le rocce, uno dopo l'altro.
Il cielo del primo mattino e le acque agitate dell'Atlantico avevano il colore del peltro. Il sole
doveva ancora perforare la cappa di nebbia bassa.
Un tempo schifoso, ma un'eccellente copertura. Ideale per lo spionaggio.
Il mare mosso aveva quasi mandato a monte la missione. Comunque le previsioni meteo
parlavano di piovaschi passeggeri, escludendo la possibilit di una tempesta. Se non ci fossimo mossi
quel giorno, sarebbe passata una settimana prima di avere un'altra opportunit.
E la mia curiosit era troppo forte per aspettare.
Shelton si era detto d'accordo, influenzando anche la decisione di Ben. Hi, messo in minoranza,
alla fine aveva ceduto. Il sacchetto per il vomito che si era portato dietro gli era servito. Due volte. Una
traversata turbolenta.
Avevamo evitato il molo principale, dirigendoci invece verso una piattaforma a poca distanza
da Tern Point, che a volte gli studiosi di tartarughe usavano per osservare l'attivit riproduttiva sulla
spiaggia. Dopo la stagione della nidificazione, la zona era deserta. La piattaforma non era visibile dagli
edifici, e nessuno ci veniva in una giornata del genere. La segretezza della nostra azione era assicurata.
Perlomeno, lo speravamo.
Il cancello posteriore del LIRI era chiuso, come previsto. La domenica era giorno di vacanza,
perci il battello-navetta effettuava solo due corse, una a mezzogiorno e l'altra al tramonto. Non erano
in molti a lavorare: di solito quelli con pazienti bisognosi di assistenza. Eravamo arrivati poco dopo le
nove, sperando che il centro di ricerca fosse deserto.
Malgrado l'aspetto di citt fantasma, una persona era di certo presente. Sam e Carl, le guardie
della security nel centro, si alternavano nei weekend. Uno dei due era quindi nel gabbiotto della
sicurezza con un occhio sui monitor. O magari con entrambi gli occhi chiusi.
In ogni caso, sapevamo come evitare di farci scoprire. O almeno pensavamo di saperlo. Era la
prima volta che mettevamo in pratica la nostra teoria.
Introdursi all'interno avrebbe dovuto essere facile. Eravamo sul punto di scoprirlo.
L'obiettivo era il Laboratorio Sei, nell'ultimo fabbricato del complesso. Hi aveva sentito il
padre lamentarsi perch Karsten aveva chiuso l'edificio alcune settimane prima, senza fornire
spiegazioni. Le porte adesso erano sempre sprangate.
Strano. I laboratori di Loggerhead di solito funzionavano a pieno regime. C'erano persino delle
liste di attesa. La chiusura avrebbe rallentato gli interventi, limitato la disponibilit delle attrezzature e
irritato il personale.
Qualunque fosse il motivo che aveva spinto Karsten a prendere quella decisione, per noi era una
fortuna. Volevo un nome da quella targhetta, e intendevo ottenerlo.
Intrufolarsi dentro. Uscire di soppiatto. Non farsi beccare.
Hi mi lesse nel pensiero. Siamo ancora in tempo per fare marcia indietro. I miei genitori
andranno su tutte le furie, se ci beccano. A mia madre potrebbe anche venire un infarto.
Non abbiamo bisogno di un'altra sfuriata di Karsten disse Shelton. Ci vieter l'accesso
all'isola per sempre.
Non ci prenderanno. Mi sforzai di sembrare risoluta. Il piano  perfetto.
Malgrado l'apprensione che traspariva dai volti di Hi e Shelton, nessuno dei due voleva tirarsi
indietro davanti all'altro.
Ben invece appariva stoico, come suo solito.
Lasciando ricadere il binocolo sul petto, mi voltai per infondere fiducia nelle truppe. Ero il
capitano. Il leader della squadra.
Prima, il mio uomo di punta. Shelton, tu sei in grado di scassinare una serratura in un
battibaleno. Gli diedi una pacca sulla spalla. Sai di esserne capace. Ti ho visto allenarti centinaia di
volte.
Un debole cenno d'assenso con il capo.
Ben, il registratore digitale per le videocamere di sorveglianza  rotto, giusto? Hai detto che
tuo padre lo sostituir settimana prossima. Un colpetto con il dito sulla tempia. Questo significa
nessun video.
Era fondamentale. Karsten non avrebbe potuto esaminare nessuna registrazione. Dovevamo
soltanto evitare di farci beccare in diretta.
Ben abbozz un sorriso tirato, schernendo la mia imitazione di maestro del crimine. Per tutta
risposta, annuii.
Alzando il binocolo, diedi un'altra rapida occhiata al complesso. Nessun movimento.
Il battello arriver soltanto tra due ore e mezzo. L'isola  deserta, a parte la sicurezza, e quei
bestioni sono sempre distratti. Saremo allo scoperto per pochi secondi. Raddrizzai le spalle. Il piano
funzioner.
La pioggia ticchettava sulle rocce, sulle foglie e sui rami sopra le nostre teste. Percependo
ancora dei dubbi, tentai un trucco mentale da Jedi, decisa a ottenere il consenso.
Io non potrei restare a sorvegliare la barca? sugger Hi speranzoso.
Abbiamo bisogno di te. Shelton era di nuovo a bordo. Tu sei gi stato nel Laboratorio Sei.
Noi no.
Una volta sola frign Hi. Mio padre ha preso una cosa e ce ne siamo andati subito. Alz
una mano per bloccare la mia risposta. So cosa state per dire: sono l'unico in grado di far funzionare il
sonificatore. Una fortuna! Un lungo sospiro. D'accordo, verr.
Allora spicciamoci mi affrettai a dire, per non lasciare spazio a eventuali ripensamenti.
Avrei dovuto fare testamento. Hi si abbass, assumendo la posizione di uno sprinter sui
blocchi di partenza. Okay, datemi il via.
Non statemi addosso quando arriviamo al recinto. Shelton stringeva i suoi attrezzi con tale
forza che temevo potesse romperli. Ho bisogno di spazio per lavorare.
Mi voltai verso Ben. Pronti?
Lui annu. Aveva aperto bocca da quando avevamo messo piede sull'isola? Forse no. Ma ero
maledettamente sicura che fosse pronto.
Un ultimo sguardo al tratto che dovevamo percorrere. Libero.
Via!
Scattammo lungo il sentiero, sollevando spruzzi d'acqua con le scarpe da ginnastica.
Impiegammo venti secondi.
La recinzione  rivestita di nylon verde e sormontata da filo spinato. Scavalcarla era
impensabile. Il cancello consiste in due sezioni della rete munite di cardini e ruote, chiuse con un
robusto lucchetto. Semplice ma efficace.
Shelton appoggi un ginocchio a terra per studiare il bersaglio.
Essendo la pi piccola, la sottoscritta era la vedetta designata. Premetti un occhio contro la rete
e sbirciai dentro la propriet. Ben e Hi si nascosero dietro alcuni cespugli.
Shelton apr il kit di arnesi da scasso che aveva acquistato mesi prima su eBay. Si esercitava
quotidianamente, vantandosi di poter forzare qualunque serratura in meno di trenta secondi. Ma ora
appariva un po' meno sicuro di s.
Rosicchiandomi l'unghia del pollice, lo vidi inserire nel cilindro del lucchetto un piccolo
attrezzo a L, il tensore, e scuoterlo lievemente. Quindi introdusse nella serratura un grimaldello a
mezzo diamante, esercitando al tempo stesso una leggera pressione con il tensore.
Malgrado la pioggerella, la temperatura era impietosa. Sudando per il caldo e la trepidazione,
mi ripromisi di fare una dozzina di docce.
Sentivo un orologio ticchettare nella mia testa. Qualcuno poteva individuare me o Shelton in
qualsiasi momento. Sam o Carl, con insolito senso del dovere, avrebbero potuto gettare un'occhiata ai
monitor di sorveglianza. E noi saremmo stati spacciati.
Sbrigati! sussurrai.  gi passato pi di un minuto!
La lingua tra i denti, gli occhi socchiusi, Shelton si concentr sul compito. Lo osservai muovere
pi volte il tensore e poi spingere sulla serratura.
Alla fine si ud un clic.
Shelton sorrise. Fatto! Tir verso il basso e il lucchetto si apr.
Spinsi con cautela il cancello. Hi e Ben si materializzarono da dietro i cespugli. Lasciai appeso
il lucchetto alla rete, pronto per essere richiuso quando ce ne fossimo andati.
Adesso veniva la parte pericolosa.
Un profondo respiro.
Dopo aver sollevato il pollice per segnalare che era tutto a posto, alzai le dita e contai,
muovendo solo le labbra: Uno, due, tre. Ci catapultammo attraverso il cancello, sfrecciando a sinistra
lungo la recinzione.
Per cinque, terribili secondi ci trovammo allo scoperto sul prato, esposti agli occhi delle
videocamere di sorveglianza e di chiunque potesse passare nel cortile principale. Era inevitabile. Non
c'era alcun riparo. Come topi spaventati, ci precipitammo verso un posto sicuro.
Con l'adrenalina a mille, girammo l'angolo dell'edificio che ospitava il Laboratorio Sei e ci
spalmammo contro la parete posteriore.
Il cuore ci batteva all'impazzata mentre drizzavamo le orecchie per cogliere qualsiasi rumore
che indicasse che eravamo stati scoperti.
Silenzio.
Dopo aver contato fino a sessanta, ci scambiammo un colpetto con i pugni, soddisfatti per avere
superato il primo ostacolo. Eravamo fuori dal campo visivo delle videocamere.
Prendendo il comando, strisciai lungo il retro dell'edificio finch non apparve una rientranza.
La porta di servizio.
Fase due.
Shelton si mise all'opera. La serratura di sicurezza era abbastanza complicata. Usando i suoi
arnesi, gratt sui pistoncini in modo da allinearli nel modo giusto.
Passarono i minuti.
Bingo! annunci infine, facendo scattare la serratura.
La porta si apr verso l'interno, rivelando una totale oscurit.
Una corrente fresca fluiva dalle tenebre, portando con s un odore di disinfettante e aria
condizionata.
Scivolammo all'interno, richiudendoci la porta alle spalle.
Accendi quelle dannate luci! Shelton non ama il buio.
Shhh. Aspetta un attimo bisbigliai.
Tastai la parete e finalmente trovai il quadro degli interruttori. Ne azionai alcuni, accendendo
dei faretti alogeni sul soffitto.
Eravamo in una stanza con i muri di cemento, priva di finestre e completamente vuota, a parte
una breve scala che conduceva a una massiccia porta di legno.
Salii a balzi i tre gradini e provai ad aprire. Il pomello gir.
Andiamo. Feci segno a Hi di entrare per primo. Gli altri ci seguirono.
Non fiatate finch non raggiungiamo il laboratorio.
Un avvertimento superfluo: nessuno era in vena di chiacchierare. Avevamo appena commesso
un reato di effrazione.
Ci ritrovammo in un piccolo atrio piastrellato. Dalla parte opposta c'era l'ingresso principale
dell'edificio. Nell'angolo in fondo a sinistra, una scala stretta portava al primo piano. Una luce grigia
penetrava attraverso le veneziane impolverate, proiettando lame diagonali su pareti verde pallido,
piante di plastica e una fila di sedili di metallo. Un ambiente in squallido stile aziendale, invitante come
un ufficio bagagli smarriti.
Hi indic una porta a due battenti sulla nostra destra. Era aperta. La oltrepassammo di corsa, e
dopo un breve corridoio e un'altra porta doppia entrammo nel Laboratorio Sei.
La stanza non aveva finestre, perci ci arrischiammo ad accendere le luci. Le lampade
fluorescenti sul soffitto rivelarono un locale delle dimensioni di una grande aula scolastica. Al centro
c'erano sei postazioni di lavoro fissate al pavimento, disposte su due file. Ciascuna traboccava di
attrezzature.
Un banco di acciaio inossidabile correva lungo tre pareti. Sopra erano appesi degli armadietti a
vetro, pieni di becher e altri strumenti scientifici. Microscopi. Lenti circolari. Aggeggi la cui funzione
era per me un mistero.
Una struttura in plexiglas occupava la parte destra della stanza. Chiusa e dotata di sistema
d'allarme, custodiva la tecnologia pi costosa. Per fortuna non ci serviva niente che si trovasse
all'interno.
Okay, ci siamo. Shelton tocc Hi con il gomito. Datti da fare. Trova il sonificatore.
Avvicinandosi alla terza postazione di lavoro della seconda fila, Hi lev un coperchio di
plastica da un piccolo apparecchio. Il mio tessoro sibil con voce stridula nella sua migliore
imitazione di Gollum.
L'aggeggio consisteva in una vaschetta bianca con un pannello di controllo a cristalli liquidi.
Grande pi o meno come un forno a microonde, somigliava a una minuscola lavatrice con carica
dall'alto, senza coperchio.
Bello, eh?
Il padre di Hi, Linus Stolowitski,  l'ingegnere meccanico responsabile di tutta
l'apparecchiatura scientifica del LIRI.  un tecnofilo e ha trasmesso al figlio la sua passione.
Un sonificatore in pratica  una pulitrice a ultrasuoni. Hi parlava con voce da chiesa. Da
tempio?
Come funziona? chiese Shelton.
Utilizza gli ultrasuoni per pulire gli oggetti rispose Hi, versando del liquido nella vaschetta.
Immergeremo il campione in tre centimetri di soluzione.
Shelton arricci il naso. Questa roba ha lo stesso odore dei prodotti che si usano per pulire i
vetri.
 una soluzione detergente spieg Hi. Ho regolato la frequenza della macchina per il genere
di oggetto che dobbiamo pulire, e per il tipo di sostanza da rimuovere. In questo caso, metallo e terra.
Shelton sembrava smarrito. Ben annoiato.
 una specie di lavatrice sonar! continu il nostro esperto. Gli ultrasuoni accrescono
l'effetto della soluzione detergente. Fece una pausa. Sapete cosa sono le bolle da cavitazione?
Ovviamente no.
Un sonificatore ha un trasduttore che genera onde ultrasoniche nel fluido. Ci crea delle onde
di compressione che separano il fluido, lasciando milioni di microscopici vuoti o bolle di vuoto.
Questo fenomeno si chiama cavitazione.
D'accordo. Niente male.
Nel nostro caso, le bolle da cavitazione penetreranno nei microscopici fori e nelle fessure
presenti nella piastrina. Poi collasseranno, producendo sacche di energia. La reazione dovrebbe
rimuovere anche le particelle incastrate pi in profondit.
Perci quando queste minibolle esploderanno, elimineranno la porcheria ricapitolai.
Esatto. Hi si stava godendo la sua lezione. Come minuscoli candelotti di dinamite.
Perch la macchina  qui? domand Shelton.
I sonificatori vengono usati per pulire gioielli, oggetti di vetro e di metallo, per esempio
monete e orologi, persino parti di telefoni cellulari. Dentisti, medici e ospedali se ne servono per
ripulire gli strumenti.
E anche gli scienziati. Shelton aveva la sua risposta.
Soddisfatto dei preparativi, Hi tese una mano verso di me. Frodo? L'anello!
Io cavai fuori di tasca una busta di plastica ed estrassi la piastrina di riconoscimento. Notando la
crosta dura come il cemento, la mia fiducia vacill.
Sar meglio che quest'affare funzioni osserv Shelton. Stiamo rischiando il culo per
usarlo.
Quanto ci vorr? domand Ben, gi irrequieto.
Quindici minuti. Anche meno, se non mi state tra i piedi.
Ben gett uno sguardo all'orologio, poi and a farsi un giro, uscendo da dove eravamo entrati.
Shelton si sedette ad aspettare.
Sapendo che avremmo avuto bisogno di qualcosa per esaminare la targhetta una volta pulita,
perlustrai il laboratorio in cerca di strumenti ottici.
Su un banco era fissata una lampada Luxo. La lente d'ingrandimento con il braccio orientabile
era circondata da una lampadina fluorescente circolare. Perfetto. In un cassetto scovai altre lenti e una
torcia a penna. La mia postazione era completa.
Ancora cinque minuti trill Hi. Il suo amore per gli esperimenti aveva la meglio sul timore di
essere scoperto.
Vado a recuperare Ben mi offrii.
Controllai il corridoio e l'atrio: deserti.
Ben? sibilai.
Nessuna risposta.
Valutai l'opportunit di dargli una voce su per le scale, ma decisi che era meglio di no. Non
volevo muovermi a tentoni nel buio, cos tornai nel laboratorio.
Una serie di bip stava annunciando la fine del ciclo di pulitura.
Benissimo! Hi prese la targhetta e la pass sotto il getto di acqua fredda. Io sbirciavo da sopra
la sua spalla.
Gran parte della sporcizia era sparita. Per la prima volta potevo distinguere le incisioni sulla
superficie.
Hi asciug la piastrina con un tovagliolo di carta e me la porse. Eccitata, la collocai sul banco e
accesi la lampada Luxo.
Riesco a leggere qualcosa! Lo confesso, era quasi uno strillo.
Cosa vedi? Shelton mi stava cos appiccicato che potevo sentire il suo deodorante.
La scritta in fondo  pi chiara. Un attimo. Regolai la lente. I caratteri parvero fluttuare, poi
si cristallizzarono, nitidi. C-A-T-T. Poi una O, credo. Non riesco a decifrare il resto.
Cattolico ipotizz Shelton. La religione del soldato veniva indicata sull'ultima riga. Che
altro?
Guardai di nuovo attraverso la lente. Sopra ci sono altre lettere. O, quindi P-O-S. A-ah! Il
suo gruppo sanguigno, giusto? Zero positivo.
Dovrebbe essere. Shelton riflett un istante. Vedi anche dei numeri?
Credo di s. Sulle due righe successive, per  difficile leggerli. Sembra ci sia una sequenza di
nove cifre, e un'altra subito sopra, formata da lettere e numeri. Un rapido conto. Dieci caratteri.
Perch?
Shelton sorrise e alz le mani al cielo. Good morning, Vietnam! disse, met sussurrando e
met urlando, allungando l'ultima parola di una dozzina di sillabe.
Come fai a dirlo? chiese Hi. Non hai nemmeno guardato.
Adesso  il mio turno di fare lezione, babbeo! Raggiante, Shelton gett un braccio attorno
alle spalle dell'amico. Si accinse a fare altrettanto con me, ma si blocc di colpo, imbarazzato. Il suo
gesto spontaneo si trasform in una grattatina sulla testa.
Maschi.
Qui abbiamo un numero di previdenza sociale di nove cifre e un numero di matricola militare
di dieci cifre. Cosa piuttosto rara. Lasciando Hi, addit la piastrina di riconoscimento. Verso la fine
degli anni Sessanta le forze armate sono passate dai numeri di matricola a quelli di previdenza sociale,
ma per alcuni anni sulle piastrine venivano riportati entrambi, per maggior sicurezza. Fece una pausa
teatrale. Questo  accaduto solamente durante la guerra del Vietnam.
Incredibile! esclamai. Un vero colpo di fortuna!
Gi concord Hi. Datemi del matto, ma non potremmo risolvere la questione in un modo
pi semplice? Assunse un'aria pensosa. Per esempio... Non saprei... magari leggendo il nome di
questo tizio?
Giusta osservazione. Tornai alla lente d'ingrandimento.
Per quanto alzassi e abbassassi il braccio, per, non riuscivo a mettere a fuoco le lettere. La
scritta  troppo danneggiata sospirai. I caratteri sono cancellati.
Capovolsi la targhetta. Dei simboli vaghi ondeggiavano sotto la lente.
Il rovescio si vede meglio. Ma le lettere sono al contrario. Riesco solo a leggere una F sulla
riga pi su.
Concentrati sulla prima riga in alto mi incalz Shelton. Dovrebbe essere il cognome del
soldato. Una volta che abbiamo quello, possiamo fare delle indagini online.
Presi la torcia a penna e orientai il fascio luminoso sulla piastrina. Le lettere apparivano come
ombre nel metallo. Funziona. Vedo una N. Poi una C... No,  una O. Cambiai l'angolazione della
torcia. T-A-E. L'ultima  una H.
Invertii mentalmente l'ordine delle lettere. Heaton.
Bene,  gi un inizio. Hi fece un cenno di saluto. Lieto di conoscerti, F. Heaton.
Riassunsi ad alta voce. F. Heaton. Cattolico. Gruppo sanguigno zero positivo. Prestava
servizio durante la guerra del Vietnam.
Non male comment Shelton.
Non male? Io ero elettrizzata. Avevamo raggiunto lo scopo. Ma la scoperta portava a molte
altre domande.
Chi era F. Heaton? Perch la sua piastrina di riconoscimento era sepolta in un'isola disabitata?
E dov'era lui adesso?
Non lo sapevo. Ma ero decisa a scoprirlo.
Era ora di tagliare la corda. La fortuna non poteva durare all'infinito.
Stavamo rimettendo a posto il sonificatore quando Ben irruppe attraverso la doppia porta.
Ben, il nome ...
Mi zitt con un gesto. Ho trovato un altro laboratorio di sopra.  chiuso, per ho l'impressione
che venga usato. Parlava a tutti, ma guardava me. Seguitemi.
Abbiamo quello per cui siamo venuti. Dobbiamo filarcela prima che ci acchiappino.
C' qualcosa l dentro. Qualcosa di vivo.
Come fai a saperlo?
Ho sentito abbaiare.
Una porta d'acciaio, senza finestrella, si parava davanti a noi. Ci sbarrava la strada. Se i pensieri
avessero potuto distruggerla, l'avrei gi incenerita. Volevo superare quell'ostacolo a qualunque costo.
Sembrava nuova di zecca e aveva un sistema di apertura elettronico, con un tastierino a dieci
cifre. Miliardi di combinazioni. Inviolabile.
Non era di sicuro una porta amichevole. Il suo unico scopo era mandarti via. Potevo sentirla
sogghignare. Era ostile. Arrogante. Determinata a restare chiusa.
Dopo la notizia bomba di Ben, mi ero precipitata su per le scale, seguita dagli altri. In cima, un
tetro corridoio conduceva a questa mostruosit. Mi ero fermata di botto.
Ben, sei certo, assolutamente certo, di aver sentito un cane? I miei nervi crepitavano come
armi automatiche.
Un deciso cenno del capo. So quello che ho sentito.
D'accordo. Shelton, fai una delle tue magie.
Shelton si tormentava l'orecchio destro. Mi spiace, Tor, ma  fuori dalla mia portata. Non
posso forzare un sistema senza chiave.
Pensa! Trova un altro modo.
Ci serve il codice. La mia mente cercava febbrilmente una soluzione. Chi ha fatto installare
qui quest'affare, comunque? Non ho mai visto una porta del genere negli altri edifici.
Hi indic il tastierino. Quel mostro  mooolto pi sofisticato dei sistemi di apertura senza
chiave nell'edificio principale. Gli altri non sono nemmeno elettronici, basta premere un pulsante.
Alz le spalle. Probabilmente riuscirei a superare uno di quelli, hanno tutti...
La sua voce si affievol. Strinse gli occhi. Apr la bocca, la richiuse. Si gratt la testa. Spostando
il peso da un piede all'altro fece per parlare, ci ripens. Spost di nuovo il peso del corpo.
Piantala di ballare! gli ordin Ben. Se ti  venuta un'idea, sputala fuori!
Hi fece spallucce.  solo un tentativo, ma prova con 3-3-3-3.
Digitai i numeri e premetti il tasto enter.
Luce verde. Bip. Passate dal via. Ritirate duecento dollari.
Hi, sei un genio! Il mio secondo quasi-strillo.
Come diavolo hai fatto? Shelton sembrava perplesso.
Il default. Hi ridacchi. Quando una persona si trasferisce in un ufficio nuovo, quello  il
codice predefinito. Andrebbe cambiato, ma met delle volte nessuno si prende il disturbo di farlo.
Pass la mano sul telaio della porta. Questa piccolina  nuova. Mi  venuto in mente che forse
gli stessi operai installano tutte le porte nuove e usano lo stesso codice di default. Allora ho pensato che
chiunque avesse ordinato questa complicata serratura poteva essersi dimenticato di cambiare la
sequenza di numeri. Una strizzatina d'occhio. Avevo ragione.
Bel lavoro si compliment Shelton. Meriti una medaglia.
Io entro dissi. Siete sempre con me?
Ben sbuff. Sicuro. Cosa vuoi che sia un'effrazione in pi?
Non proprio rassicurante. Usando il palmo della mano, spinsi la porta.
Lucine colorate brillavano nell'oscurit. I salvaschermo danzavano sui monitor. Le macchine
ronzavano. La stanza possedeva un'energia che suggeriva un utilizzo recente.
Ben azion l'interruttore della luce.
Un gran baccano eruppe nel locale. Sobbalzammo. Il rumore si suddivise in parti riconoscibili.
Latrati. Guaiti. Un raspare di zampe.
Un cane! Mi lanciai avanti per localizzare la fonte di quei suoni.
In un angolo del laboratorio c'era una cameretta sigillata, con le pareti di vetro, simile a una
cabina telefonica, all'interno della quale si trovava una gabbia di medie dimensioni.
Mi accosciai per esaminare la piccola prigione e individuare il recluso.
Attenta! mi avvis Shelton. Non aprire... Sembrerebbe una quarantena.
Non lo stavo a sentire. Il mio sguardo era fisso su un paio di occhi azzurri che avevo gi visto. Il
mondo parve dissolversi. Ero attonita, incapace di comprendere quella scena terribile.
Coop mormorai.
Poi urlai. Coop! C' Coop dentro la gabbia!
I ragazzi si avvicinarono, increduli. Non c'erano dubbi. Ammutoliti, fissavamo l'inconcepibile.
Coop era la cavia di qualche perverso esperimento medico.
Attraverso le sbarre riuscivo a scorgere dei tubicini che spuntavano dalla zampa destra. Portava
un collare elisabettiano per evitare che si strappasse gli aghi. Il fianco era rasato e bendato.
Un mare di emozioni si agitava dentro di me. Rabbia. Paura. Orrore.
Mi sforzai di restare calma. Ispezionai il contenuto della cabina di vetro. Accanto alla gabbia
c'era un'asta per fleboclisi. Dalle sacche appese scendevano i tubicini. La gabbia, con le sbarre
ravvicinate, era chiusa con un semplice chiavistello. Al suo interno c'erano un tappetino sudicio e una
ciotola d'acqua tutta graffiata.
E Coop. Prigioniero.
Ero furibonda. Ricacciando indietro le lacrime, scrutai la targhetta arancione attaccata alle
sbarre. La scritta in neretto diceva:
SOGGETTO A - PARVOVIRUS XPB-19
Oh, no!
Parvovirus. Letale, specialmente per un cucciolo.
Coop adesso era accucciato tranquillo sul pavimento. Mi si spezz il cuore. Posai una mano sul
vetro.
Vedendomi, cerc di sollevare la testa. Gli sforzi fatti in precedenza lo avevano privato di ogni
energia. Si limitava a uggiolare debolmente. Provai di nuovo una fitta al cuore.
Come sei finito qui? Chi ti ha fatto questo?
D'un tratto compresi perch il branco si aggirava attorno al centro di ricerca tutte le notti.
Qualche mostro aveva rapito il loro piccolo.
Un portablocco a molla pendeva da un gancio accanto alla cabina. Lo afferrai, lessi
furiosamente. I fogli somigliavano a una cartella clinica, perlopi incomprensibili. Lo sguardo mi
cadde su un appunto scribacchiato in fondo.
Il soggetto A non risponde alla terapia sperimentale per il parvovirus XPB-19. Destinato a
immediata soppressione.
Il modulo era firmato:
Dottor Marcus E. Karsten.
Le vene mi si gonfiarono per la rabbia, come all'Incredibile Hulk.
Quel bastardo di Karsten intendeva abbattere Coop!
Non permetter che accada! Mai e poi mai!
Devo portarlo fuori di qui dichiarai in tono che non ammetteva repliche. Vi capir, se non
volete aiutarmi.
Shelton picchiett con il dito sul portablocco. Qui dice che  contagioso. La sua voce si
incrin. Non  sicuro.
Il cane dev'essere in quel box per un motivo convenne Ben.
Scossi vigorosamente la testa. Coop ha il parvovirus. Ne ho sentito parlare:  un virus
aggressivo, ma non si trasmette agli esseri umani, solo ai cani. Non  una minaccia per noi.
Ascolta intervenne Hi, in circostanze normali sarei dalla tua parte. Anch'io detesto una
simile porcheria. Ma se il cane sparisce, quando Karsten se ne accorge si scatener l'inferno. Poi, con
un tono di supplica: Ci prenderanno di sicuro.
Feci un respiro profondo e li guardai dritto negli occhi. A dire il vero, non sembravano per nulla
convinti.
Non ci prenderanno. La mia mente brancolava. Che cosa potevo dire? Mi guardai attorno,
riflettendo su quello in cui ci eravamo imbattuti.
Un'intuizione folgorante.
Certo!
Come convincerli, per?
Karsten sta violando le regole. Parlai lentamente, riordinando con cura i pensieri. Tutti
pensano che questo edificio sia chiuso, giusto? Ma dentro abbiamo trovato sistemi di sicurezza e un
laboratorio nascosto. Piuttosto sospetto.
Mentre le parole mi uscivano di bocca, cominciai a credere nella mia teoria. Nient'altro aveva
senso. E questo esperimento segreto? Karsten sta conducendo dei test sui cani. Cani su cui verr
praticata l'eutanasia. Mai sentito di esperimenti del genere a Loggerhead?
Hi si mordicchiava il labbro inferiore. Ben e Shelton, se non persuasi, apparivano perlomeno
titubanti.
Karsten sta portando avanti qualcosa di segreto ribadii, con convinzione. Di clandestino.
Dubito che denuncer mai la scomparsa di Coop. Tanto per cominciare, Coop non dovrebbe nemmeno
trovarsi qui.
Dove lo portiamo? domand Shelton. Se si  beccato qualche malattia canina, non possiamo
lasciarlo libero sull'isola, altrimenti infetter l'intero branco.
Ci avevo gi pensato. Al bunker. Nessuno sa della sua esistenza. Potremo prenderci cura di lui
laggi.
Nessuna risposta.
Dobbiamo almeno dargli una chance. Il parvovirus non sempre  letale.
Vero, ma senza cure veterinarie risultava mortale nella maggior parte dei casi. Questo per non
lo dissi. Assistere Coop non sarebbe stato facile, e non c'erano garanzie che se la cavasse. Non
esistevano cure per il parvovirus, da quanto ne sapevo. Tralasciai di dire anche questo.
Ancora silenzio.
Io voglio provarci. Incrociai le braccia. Mi darete una mano?
Passarono alcuni secondi. Cinque. Dieci. Venti.
D'accordo. Ben fu il primo. Inaspettatamente.
Okay sbuff Shelton. Ma mi auguro che tu abbia ragione, Tor. Non mi sento tagliato per la
prigione.
Hi borbott tra s. Stupido, stupido, stupido! Poi, alzando lo sguardo: Va bene, ma se ci
arrestano scaricher tutta la colpa su voi tre. Mi inventer persino delle balle.
Mi vennero le lacrime agli occhi, per riuscii a mantenere il controllo. Siete i migliori, ragazzi.
Davvero.
Gi brontol Shelton. Adesso per  tempo di muoversi.
Saccheggiando gli scaffali, feci scorta di prodotti medicali, ficcandoli in un sacchetto di
plastica. Quindi aprii un piccolo frigorifero e mi impossessai di alcune sacche di liquido endovenoso.
Notai tre boccette di antibiotici e arraffai anche quelle.
Per ultima cosa presi un trasportino e ne foderai il fondo con un camice da laboratorio, in modo
da renderlo pi confortevole.
Soddisfatta, mi avvicinai alla cella di Coop. La cabina di vetro non era chiusa a chiave. Quando
tirai la maniglia, la porta si apr con un lieve sibilo.
Sganciai le sacche della flebo dal supporto, assicurandomi di non scompigliare i tubicini. Il
piccolo aveva bisogno di essere alimentato; meglio non rimuovere gli aghi dalla zampa.
Infine aprii la gabbia. Degli strani odori si diffusero nell'aria. Respirai dalla bocca,
rammentando a me stessa che Coop non poteva infettarmi.
Mentre Ben lo sollevava, io sistemai il collare e i tubicini. Insieme lo depositammo nel
trasportino.
Tenendo gli occhi chiusi, Coop si accasci, sfinito.
Pronti? domandai.
Pronti. Tutti e tre.
Proprio in quel momento scatt l'allarme.
Un lamento acuto, assordante, pulsava attraverso l'edificio.
Richiusi la porta della gabbia e rimasi immobile, nella vana speranza che il suono si spegnesse.
Purtroppo non fu cos. La sirena ululava a intervalli di tre secondi.
Siamo spacciati. Hi sembrava sul punto di cedere al panico.
Restiamo calmi! scattai. Nessuno ci ha visti. Dobbiamo solo andarcene da qui!
L'allarme continuava a suonare.
Muoviamoci! sibil Ben. In fretta e in silenzio. Torniamo da dove siamo venuti.
Shelton part di corsa lungo il corridoio, seguito da Ben, che stringeva al petto il trasportino con
Coop. Gli avrei dato un bacio. Mi precipitai dietro di loro con il sacchetto dei medicinali.
Hi fu l'ultimo a uscire, tirandosi dietro la porta di metallo.
Il suono della sirena cess.
Voltai bruscamente la testa.
La serratura elettronica ha fatto scattare l'allarme spieg Hi, mortificato. Avremmo dovuto
chiudere la porta.
Troppo tardi, ormai.
Correndo verso le scale, gettai uno sguardo fuori. La pioggia continuava a cadere. L'acqua
scorreva in piccoli rivoli lungo le vetrate e si raccoglieva in pozze nel cortile.
Il cuore mi si gel nel petto.
L'allarme non doveva essere passato inosservato nel gabbiotto della sicurezza. I centotrenta
chili di Carl si muovevano pesantemente nella nostra direzione. L'uniforme azzurro cielo era gi
fradicia.
Carl si sta dirigendo verso i gradini dell'ingresso! sibilai.
Siamo spacciati ripet Hi.
Ben prese il comando. Controller prima il laboratorio al piano di sotto. Ci nascondiamo sulle
scale, aspettiamo che passi, poi schizziamo fuori dal retro... Ci guard uno per uno. Non fate
rumore. Capito?
Obbedimmo. E funzion. Carl ci pass accanto con andatura dondolante, grondando acqua
come un'anatra.
Una volta usciti dalla porta di servizio, proseguimmo rasentando il retro dell'edificio. Giunti
all'angolo, mi girai a controllare. Il cortile era deserto.
Ben copr con il giubbotto il trasportino di Coop, per ripararlo dall'acquazzone. Ci
scambiammo uno sguardo, preparandoci a uno sprint suicida.
Ora! ordinai.
Ci lanciammo avanti.
Arrancai in mezzo a pozzanghere profonde fino alle caviglie, rischiando pi volte di perdere
l'equilibrio. Saette accecanti fendevano il cielo, tagliando con strie luminose il mio campo visivo.
Sentii qualcuno cadere con un tonfo.
Non appena raggiunto il cancello di Turtle Beach, mi voltai e feci segno agli altri di passare. Hi.
Ben e il suo carico. Shelton, coperto di fango. I ragazzi si inoltrarono nel bosco.
Con le mani che mi tremavano, richiusi il cancello con il lucchetto.
Un colpo violento risuon sopra il tamburellare della pioggia. Una porta sbattuta?
Presa dal panico, mi tuffai verso il riparo pi vicino, una sottile striscia di agrifogli ai margini
della foresta. Rotolando sulla pancia, mi girai a guardare attraverso le maglie della rete.
Carl emerse dall'edificio, perlustrando l'area. Il suo sguardo si pos sul cancello posteriore. In
piedi sotto il diluvio, aveva un'aria infelice ma determinata.
Il mio camuffamento non avrebbe retto a un'attenta ispezione. Il minimo movimento avrebbe
tradito la mia presenza. Soltanto la pioggia battente mi aveva protetta, finora.
Mentre la guardia si avvicinava alla recinzione, le nuvole aprirono tutti i rubinetti. Dal cielo
scesero torrenti d'acqua.
Carl alz lo sguardo, pensoso. Scrollando il testone, decise di tornare all'asciutto.
Un miracolo. Ringraziando svariate divinit, sgattaiolai tra gli alberi.
Il vecchio bunker non mi era mai sembrato cos bello.
Requisendo la camera sul retro, mi spogliai e strizzai gli abiti zuppi. Fatica inutile. Fradici erano
e fradici restarono.
Tornai dagli altri nella stanza principale, e insieme allestimmo un improvvisato reparto di
degenza per Coop. Dopodich Ben si sedette sulla panca, un fagotto di asciugamani da spiaggia davanti
a s. Dentro c'era il cucciolo, che un po' sonnecchiava e un po' si leccava in modo apatico il pelo
bagnato.
Il viaggio di ritorno era stato un inferno. La pioggia e l'acqua salata ci inzuppavano mentre il
Sewee lottava contro frangenti che arrivavano all'altezza delle nostre teste. Il mal di mare aveva
mietuto altre vittime oltre a Hi.
Rannicchiata a poppa, avevo fatto del mio meglio per tenere Coop all'asciutto. Eravamo tutti
nervosi. Quando finalmente eravamo entrati nell'insenatura davanti al bunker, avevo mormorato una
preghiera di ringraziamento. A chi l'avessi rivolta, non lo sapevo bene.
E adesso? Hi stava grattando le orecchie esageratamente grandi di Coop. So poco o niente di
come si cura un cucciolo malato.
Riattacchiamo le sacche della flebo dissi. Quando saranno finite, dovremo cambiarle. Il
materiale che avevamo sgraffignato era disposto sul tavolo. Fino ad allora, lo teniamo caldo e idratato,
e cerchiamo di farlo mangiare.
E avremmo sperato.
Non c'era altro da fare.
Coop era sdraiato su un fianco. Faceva pena vederlo. Odiavo non poterlo liberare da quel
collare a imbuto, ma non avevo scelta. Senza, si sarebbe strappato i tubicini della flebo.
Proposi un piano. Faremo un po' per uno. Oggi bader io a lui. Ci vediamo qui domani, prima
della scuola, per stabilire i turni. Portate qualunque prodotto per cani che riuscite a trovare.
Non dobbiamo spifferare niente si raccomand Hi. Questa cosa deve restare segreta,
altrimenti siamo tutti fregati.
Shelton alz la mano. Che succeder quando Coop star meglio?
Se riuscir a sconfiggere il virus, sar immune risposi. Gli troveremo una casa normale. Io
non potevo tenerlo, Kit era contrario. E poi conosceva l'animale. Ma gli avremmo assicurato una vita
serena da qualche parte.
Parlo sul serio. Hi non intendeva mollare. Dobbiamo assolutamente mantenere il segreto.
Tenere la bocca cucita. Facciamo un giuramento di sangue o roba del genere. Qualcosa che ci vincoli.
Shelton ridacchi. Va bene. Fece una pausa. Non dir mai una sola parola sul cane, lo giuro
sulla mia vita.
Idem si accod Ben, beccandosi un'occhiataccia da Hi. Okay, okay! Fece il segno delle
virgolette con le dita. Giuro. Contento?
Abbastanza. Tory?
Lo prometto, Hi. Nemmeno una parola.
Abbassai lo sguardo su Coop, che dormiva nella sua tana provvisoria. Mi prender cura di te
sussurrai. Cerca di guarire.
Fuori rimbomb un tuono.
Il dottor Marcus Karsten era impietrito.
In piedi nel vano della porta del suo laboratorio segreto  la porta in cui aveva mal riposto la
propria fiducia  comprese che i suoi timori erano divenuti realt.
Il soggetto A era scomparso.
Impossibile!
Un'ora prima Karsten era a casa, intento a riesaminare dei documenti. Era squillato il telefono.
Infastidito per l'interruzione, aveva risposto.
Era Carl, dall'istituto. Qualcuno era penetrato nel Laboratorio Sei. Lo stimato professore aveva
sbattuto gi il ricevitore ed era saltato in macchina, in preda al panico.
Si era precipitato al porto turistico, senza alcun rispetto per i limiti e i semafori rossi. Aveva
litigato per noleggiare un'imbarcazione e ordinato al capitano di prendere la rotta pi breve per
Loggerhead Island, nonostante la marea. Aveva pagato doppia tariffa. Ma la rapidit era tutto.
La traversata sotto la pioggia gli era servita per calmare i nervi. In fondo nessuno sapeva del
laboratorio al primo piano. Il suo segreto era al sicuro.
Le guardie non potevano neppure aprire la serratura elettronica che aveva fatto installare.
Nessun altro conosceva la combinazione. Una volta stabilito chi avesse fatto scattare l'allarme, si
sarebbe allontanato alla chetichella per andare a controllare la stanza nascosta.
A poco a poco, la paura di Karsten si era trasformata in rabbia. Qualche tecnico indolente
doveva aver pensato di prendersi il materiale che gli occorreva senza fare la fatica di riempire
l'apposito modulo. Tipico. Chiunque fosse stato, si sarebbe preso una bella strigliata.
Non appena messo piede sul pontile, il professore si era diretto al Laboratorio Sei. I violenti
scrosci di pioggia non miglioravano certo il suo umore.
Carl lo aspettava fuori, sui gradini. Indossava un enorme impermeabile nero che lo faceva
somigliare a una gigantesca palla da bowling con le gambe. Era visibilmente nervoso.
Non appena aveva visto la guardia, Karsten si era accigliato. Questo buffone  quanto di meglio
abbiamo per la sicurezza?
Allora, c' stata un'effrazione? aveva domandato. Hanno portato via qualcosa?
Uhm... noi, ecco... cio, non saprei.
Malgrado la stazza, Carl era alto poco pi di un metro e cinquanta. Karsten torreggiava su di lui,
guardandolo con occhio torvo.
Dottore. Signore aveva aggiunto Carl, tanto per essere sicuro.
Controlla... le... registrazioni... video. Lentamente. Il direttore del centro non aveva tempo
da perdere con i cretini.
Questo  il punto, signore. Carl avrebbe voluto trovarsi in un qualsiasi altro punto del pianeta.
Non possiamo. Il registratore si  rotto la settimana scorsa. Ne abbiamo ordinato uno nuovo, ma non 
ancora arrivato.
Karsten aveva chiuso gli occhi, cercando di controllarsi. Rammentava vagamente un appunto
relativo alla questione. Hai esaminato le serrature?
S, signore. Un terreno pi sicuro. I cancelli erano chiusi. E anche le due porte esterne
dell'edificio.
L'uomo si era grattato la zucca, confuso. Sono anche entrato. Non manca niente, non c'era
nessuno. Una pausa. Non ho potuto ispezionare la zona posteriore, al primo piano.
Non  affar tuo! aveva detto Karsten, pi aspramente di quel che avrebbe voluto. Quell'area
 sicura, te lo garantisco. Nessuno pu accedervi.
Carl era sbiancato. Ma... signore... dottore!  quello il settore violato.
Il professore era rimasto di sale. Cosa?
L'allarme  scattato l aveva biascicato Carl. Il direttore non sembrava avere preso bene la
notizia. Il segnale veniva dalla nuova serratura elettronica di sopra.
La mente di Karsten aveva vagliato le terribili possibilit. Aveva supposto che l'intrusione
riguardasse solo il pianterreno. L'ingresso dell'edificio non era dotato di allarme, ma due delle porte
interne s.
Rifletti, si era rimproverato. I cancelli, chiusi. Le porte, chiuse. Nessun segno di scasso. Eppure
qualcuno aveva fatto scattare l'allarme pi sofisticato del complesso.
Chi altro c' qui?
Nessuno si era affrettata a rispondere la guardia. Ho guardato dappertutto. Non c' anima
viva. La prima navetta del signor Blue arriva solo tra un'ora.
La porta d'acciaio era chiusa quando sei arrivato, vero?
S, signore. Dottore.
Un malfunzionamento del sistema d'allarme, si era detto Karsten.
Era l'unica spiegazione sensata.
Il temporale deve aver attivato il sensore. Vai a finire il tuo rapporto. Io salgo a controllare.
Carl aveva tentennato. Dovrei venire anch'io, per il rapporto, oppure...
Ho detto che puoi andare. La voce del professore non ammetteva repliche. Se avr ancora
bisogno dei tuoi servigi, te lo far sapere.
Questo era stato sufficiente per Carl.
Karsten l'aveva guardato allontanarsi con la sua andatura da papera prima di entrare
nell'edificio.
Il soggetto, aveva pensato correndo su per le scale. Il soggetto dev'essere al sicuro.
Un'occhiata era bastata a far crollare le sue speranze.
Il cane lupo era sparito.
Karsten si sforz di elaborare le proporzioni della catastrofe.
Scassinatori professionisti, pens. Nessun altro avrebbe potuto superare i cancelli, le porte e la
serratura elettronica. Nessun altro sarebbe potuto sfuggire alla cattura cos facilmente, senza lasciare
tracce.
Aveva sempre sospettato che ci fossero dei gruppi interessati a mettere le mani sulla sua ricerca.
Le sue scoperte un giorno sarebbero potute valere milioni di dollari, forse miliardi. Ma come avevano
saputo di questo laboratorio?
Frammenti di un'idea si saldarono con un impatto stridente. Gli intrusi sapevano che le
videocamere non funzionavano!
Mio Dio! Hanno agito dall'interno.
Non hanno idea di quello che hanno fatto.
La mente di Karsten fu invasa dall'orrore. Il soggetto A era infettato con un ceppo sperimentale
di parvovirus. Bench non lo avesse rivelato a nessuno, aveva un tremendo sospetto sull'XPB-19.
Afferr il telefono e compose un numero con le dita tremanti.
Parla il dottor Marcus Karsten.  una questione della massima urgenza.
Silenzio, mentre la chiamata veniva trasferita. Un clic. Due lunghi squilli. Una voce rispose.
S?
Karsten cerc di mantenere la voce calma. Abbiamo un problema.
Qualche minuto dopo, il professore era in piedi, con una morsa allo stomaco e il ricevitore
sempre stretto nella mano. E un unico pensiero: Ho bisogno di un drink.
Le istruzioni che aveva ricevuto erano chiare.
Trova il cane.
Altrimenti...
E pensare che aveva nascosto la parte peggiore, anche a lui. Diavolo, soprattutto a lui! La
notizia era troppo pericolosa per essere condivisa. E anche il suo finanziatore era un uomo troppo
pericoloso.
Karsten frug nelle tasche, trov un mazzo di chiavi e apr un cassetto della scrivania.
Sparpagliando fogli e cartellette, alla fine individu un documento in fondo alla pila.
In basso riconobbe la propria calligrafia. Rilesse l'appunto, sperando dicesse qualcosa di
diverso.
Ma cos non era. Le parole lanciavano la loro accusa dalla pagina.
Occorre usare la massima cautela. A causa della sua struttura radicale, il ceppo di parvovirus
XPB-19 pu essere infettante per l'uomo.
All'ora di pranzo sedevo nella biblioteca della Bolton Prep. Dopo qualche ricerca su Google,
conoscevo il mio avversario. Malvagio. Spietato. Un serial killer che combatteva sporco. Ma la mia
indagine aveva confermato che il nemico poteva essere sconfitto.
Parvovirus. Il flagello dei cuccioli.
I cani non vaccinati sono virtualmente senza difese contro di esso. Il parvovirus  un assassino
senza scrupoli che, dopo essersi insinuato nell'animale, spesso lo uccide nel giro di pochi giorni.
Non finch ci sar io.
Giurai di sottrarre almeno un'altra vittima alle grinfie del microscopico omicida.
Era luned mattina. Il nuovo giorno di scuola mi vedeva con l'uniforme indosso. Cravatta a
scacchi e gonnellina a pieghe abbinata. Camicetta bianca con il colletto abbottonato. Calze nere alle
ginocchia.
Bleah!
Non mi dovrei lamentare. Senza un codice di abbigliamento, i corridoi della Bolton Prep
sarebbero delle passerelle per una sfilata di moda lunga un anno scolastico, a cui io non potrei mai
partecipare. Porto la divisa nel modo corretto, non in maniera provocante, come fanno altre ragazze non
appena capita l'occasione.
Le informazioni che avevo scaricato non erano confortanti. La memoria non mi aveva
ingannata: non esisteva nessuna cura per la parvovirosi canina. Ma le statistiche sulla sopravvivenza
fornivano un barlume di speranza. Mi ci aggrappai con tutte le forze.
Una voce risuon dietro la mia sedia. Ehi, Tory, stai scegliendo i vestiti per il ballo?
Mi voltai, gi sulla difensiva. Per tutto l'anno ero stata oggetto di scherno, ed ero ben
addestrata.
Ma era soltanto Hi, diretto al computer vicino al mio. Indossava il giubbotto della Bolton Prep a
rovescio, per mostrare la fodera di seta blu. Sosteneva che, fin quando portava i capi richiesti, non
poteva essere accusato di contravvenire al codice di abbigliamento. Fine della storia.
L'amministrazione disapprovava, ma dopo un anno di resistenza Hi l'aveva spuntata. Gli insegnanti
ormai si erano quasi rassegnati.
Mi chiedevo perch continuasse a sfidare il potere. La disobbedienza civile non rientrava nel
suo carattere. Pensando a Ruth Stolowitski, la sua ribellione era a dir poco sorprendente.
Quando glielo domandavo, si limitava a rispondere che era il principe della Bolton Prep. A
ognuno il suo.
Stringendo in una mano un grosso panino imbottito, gi mezzo mangiato, con l'altra sfogli le
mie stampate.
Buona idea, cercare un abito adatto. Il tipico sarcasmo di Hi. La reginetta del ballo
dev'essere alla moda. Un modello di Vera Wang, magari? O piuttosto qualcosa di Lauren Conrad?
Grazie replicai asciutta. Tu sarai il mio cavaliere, giusto? Oppure avrai una partita di
campionato, quella sera? Ti capir, abbiamo bisogno del nostro quarterback in campo.
Ti far sapere rispose Hi in tono disinvolto. Potrei uscire a cena con Kristen Stewart. O Bill
Compton. Insomma, con un vampiro, non so ancora quale.
Malgrado le prese in giro, ero contenta di vederlo. Avevamo gli stessi orari e il pi delle volte
trascorrevamo la pausa pranzo assieme. Scherzare con qualcuno su quanto fossimo fighi era pi
divertente che essere impopolari da soli. E anche pi sicuro.
Hi lesse rapidamente alcuni dei fogli. Niente di buono, mi pare osserv, meno allegro di
prima.
Aveva ragione. Coop doveva affrontare una dura battaglia.
Diede un'altra scorsa alle stampate, quindi le pos. Hai trovato qualche notizia positiva?
Poche ammisi, indicando il mio blocco per appunti. La parvovirosi  la malattia infettiva pi
diffusa tra i cani. E anche la peggiore. I cuccioli sono ad alto rischio. Esistono dei vaccini, ma al branco
non sono mai stati iniettati, visto che vive allo stato brado su Loggerhead.
Lui si lasci cadere su una sedia. Ovvio. Addentando il panino, mi fece segno di continuare.
La forma pi comune di parvovirus colpisce l'intestino, ed  conosciuta come enterite.
Mentre parlavo, scorrevo le pagine. I sintomi corrispondono a quelli che presenta Coop...
inappetenza, apatia, vomito, diarrea e febbre.
Come agisce questa canaglia? mi domand, la bocca piena di polpette, formaggio e salsa
marinara.
Il virus invade il rivestimento dell'intestino tenue impedendo l'assorbimento dei nutrienti nel
flusso sanguigno. Inoltre, guarda qua. Richiamai sullo schermo un sito di medicina veterinaria.
L'enterite abbassa il livello di globuli bianchi. Mentre l'animale si indebolisce, il virus attacca
l'apparato digerente, aprendo la strada a infezioni secondarie.
Feci una pausa, prima di aggiungere l'informazione che mi piaceva meno. Secondo alcuni siti,
il tasso di mortalit dovuta a parvovirus non curato  pari all'ottanta per cento.
Per un momento nessuno di noi due parl. Non c'era molto da dire, in realt.
In primo luogo, come ha fatto Coop a beccarsi il virus? Il tono di Hi rispecchiava la rabbia
che provavo.
 esattamente quello che mi domando anch'io.
Avevo esaminato la questione una dozzina di volte. Non volevo fidarmi dell'istinto. Karsten
non aveva infettato Coop intenzionalmente, vero?
Accantonando il pensiero, proseguii. Dobbiamo essere cauti. L'aspetto pi pericoloso del
parvovirus  la rapidit con cui si diffonde. Pu sopravvivere per sei mesi in cucce e gabbie. 
necessario lavare tutto con la candeggina. I nostri vestiti, le scarpe, ogni cosa che sia venuta in contatto
con Coop.
Il virus si trasmette per via aerea? Adesso Hi sembrava preoccupato.
No, per contatto diretto con le feci dell'animale.
Fantastico. Un germe nella cacca di cane! Proprio quello che ci serve. Il resto del panino fin
nel cestino della spazzatura. Anch'io avevo perso l'appetito.
A questo punto me ne vado. Si alz in piedi. Devo studiare per il test di spagnolo. Si
allontan senza fretta, fischiettando il tema di South Park.
Ricorda a Shelton che ci vediamo dopo la scuola. Alla Bolton Prep si facevano due pause
pranzo. Shelton e Ben mangiavano pi tardi. Dobbiamo ancora rintracciare il nostro soldato.
Non mi ero dimenticata di F. Heaton. Speravo che un salto alla biblioteca pubblica avrebbe
risolto il caso. Ben si sarebbe occupato di Coop, mentre io, Hi e Shelton investigavamo.
Senza voltarsi, Hi alz il pollice. Avrebbe riferito il messaggio.
Passai mentalmente in rassegna il reparto di degenza che avevamo allestito per il nostro
paziente. Dovevamo lavare con la candeggina ogni punto in cui vomitava o faceva la cacca. E in
pratica ogni cosa con cui veniva in contatto, compresi le mani, i vestiti e le scarpe di tutti noi.
Quando Coop fosse guarito  e sarebbe guarito , avremmo pulito il bunker da cima a fondo.
Curare il cucciolo non sarebbe stato facile. Gli esperti erano unanimi nell'affermare che i cani
sospettati di aver contratto il parvovirus dovevano essere ricoverati in una clinica veterinaria e
immediatamente sottoposti a terapia. Purtroppo non lo potevamo fare. A meno che non volessimo finire
al fresco.
Perci, contrariamente al parere del web, cercai suggerimenti sull'assistenza domiciliare. Il
trattamento iniziale sembrava mirare a evitare che il cane si disidratasse e a prevenire infezioni
secondarie. Ero contenta del materiale medico che avevamo trafugato. Con le sacche di flebo e gli
antibiotici, eravamo attrezzati come un ambulatorio veterinario.
Tutti i siti raccomandavano di stimolare il cane a mangiare, bench la maggior parte
sconsigliasse gli alimenti solidi, all'inizio. Alcuni suggerivano del riso mescolato a carne trita cotta,
una volta che il paziente fosse stato in grado di tenere il cibo nello stomaco. Decisi di provare la ricetta
quella sera stessa.
Il nostro piano tattico doveva funzionare. Era il massimo che potevamo fare.
Avevo gli occhi umidi mentre pensavo alle probabilit che aveva Coop di sopravvivere.
Basta. Non vorrai essere la ragazza che scoppia a piangere in biblioteca?
Raccolsi i fogli e li ficcai nello zaino.
Stavo per chiudere il browser, quando un pensiero mi attravers la mente: Coop era per met
lupo. Quali effetti aveva il parvovirus su un cane lupo? Il fatto di essere in parte selvatico modificava la
diagnosi?
Le dita volarono sulla tastiera. Cinque minuti di ricerche demolirono il mio ottimismo. Il virus
poteva risultare fatale anche per i lupi e i cani lupo. Il sangue misto di Coop non cambiava nulla.
Scoraggiata, visualizzai sullo schermo alcune immagini di cuccioli. Quei birbantelli
giocherelloni mi fecero subito tornare il sorriso.
E fu cos che venni colta di sorpresa.
Ehi, cos' questa mostra canina? La voce era a pochi centimetri dal mio orecchio.  questo
il motivo per cui non sei venuta alla festa?
 la seconda volta! Mai sedersi dando le spalle alla porta!
Rimasi con gli occhi fissi davanti a me finch il programma di riconoscimento vocale non ebbe
identificato la persona che aveva parlato. Mi si apr una voragine nello stomaco.
Mi girai.
Jason Taylor era chino dietro di me e stava osservando la pagina web che avevo aperto.
Sfoggiava la divisa maschile della Bolton: giacca sportiva blu navy con tanto di stemma, cravatta a
righe, camicia button-down azzurra, pantaloni marrone chiaro, mocassini. Il tutto accuratamente stirato,
annodato e lucidato. E indossato dal lato giusto.
Rapida come una sinapsi, chiusi Firefox. Troppo tardi.
Sul serio, Tory, dovresti passare meno tempo a mangiarti con gli occhi dei bastardini e di pi a
ballare su una barca.
La mia bocca si apr senza che ne uscisse alcun suono. Di cosa stava parlando?
La festa sullo yacht, Victoria. Gli angoli degli occhi di Jason si incresparono. Sabato? Il
messaggino? Ti dice niente?
Ma certo.
Verr il giorno in cui sar meno stupida?
Scusami, sono un po' in trance. Grazie per l'invito, comunque. Cercai di fare la spiritosa. Tu
sei riuscito a restare a galla?
Credo di s. Non  stato niente di speciale, a dire il vero. Non ti sei persa molto. Poi, tra il
serio e il faceto, agitando un dito: Saresti dovuta venire, per.
Il porto  un po' lontano per me.
Lo so. Come vanno le cose sull'Isola di Gilligan? Si accomod sulla sedia lasciata vuota da
Hi.
Lo stile di Jason tendeva alla sfacciataggine. Ricordai a me stessa che era uno dei ragazzi
simpatici.
Un'emozione dietro l'altra risposi. E a Mount Pleasant?
Come al solito.
Il clan dei Taylor abita in una casa a Old Village, uno dei quartieri pi eleganti e alla moda. La
propriet ha un pontile privato con accesso diretto al porto di Charleston. Davvero niente male.
Indicando lo schermo, Jason cambi argomento. Come mai questo album fotografico sui cani
lupo?
Bel lavoro, genio. Non proprio una mossa da mente criminale.
I giornalisti avevano gi diffuso la notizia del sequestro di un cane lupo su un'isola? Non ne
avevo idea. Eppure eccomi l a navigare tra immagini di cani lupo su un computer pubblico.
Idiota. A differenza di Jason, che di certo era in grado di fare due pi due.
Oh, niente. Sembravo fin troppo indifferente.
Riordina le idee!
Onestamente, non so cosa sia mentii. Stavo cercando delle informazioni sui lupi. Per un
compito di inglese.
Parole a vanvera. Faccio schifo a improvvisare.
Jason perse interesse. Peccato non sia per biologia. Potevamo lavorare assieme. Un sorrisetto
malizioso.
Oh-oh.
Sebbene lui sia uno studente del secondo anno, seguiamo lo stesso corso avanzato di biologia. Il
primo giorno ero stata assegnata al suo gruppo di lavoro. Essere una primina in un corso di livello
superiore non  una passeggiata. Per mia fortuna, Hi e Ben sono in classe con me.
In un certo senso, Jason era il mio alleato pi importante alla Bolton Prep. Sembrava trovarmi
simpatica, e questo teneva alla larga alcuni degli altri stronzi. Almeno in sua presenza.
Ma ultimamente aveva manifestato un interesse pi diretto. Non so bene perch, per quelle
attenzioni mi rendevano nervosa. Jason era favoloso, eppure non era il mio tipo.
Invece, il suo amico Chance...
Jason interruppe i miei pensieri. Cosa scriverai sui tuoi amici a quattro zampe? Ululati in
versi?
La mia ricerca di una replica venne troncata da alcuni nuovi arrivi.
Ugh! Dalla padella nella brace.
Jason, vieni? Courtney Holt... bionda, magrissima e incredibilmente stupida. Ero sbalordita
che fosse riuscita a trovare la biblioteca. Indossava l'uniforme da cheerleader, bench non ci fosse in
programma nessuna partita quel giorno. Un classico.
Courtney non era da sola.
Andiamo a vedere la BMW nuova di Madison. Ashley Bodford aveva una borsa di Prada
appesa al braccio abbronzato. Con la mano libera si sistemava i capelli neri perfetti. Suo padre ha
finalmente smesso di fare lo stronzo per i voti.
Accanto ad Ashley c'era Madison Dunkle, bionda solo a prezzo di diligenti e dispendiosi sforzi.
Immaginai che i suoi orecchini valessero pi di casa mia.
Le tre formavano un quadro di perfezione costruita con cura. Il Trio di Racchie, come le chiamo
io.
Il Trio sorrise a Jason; la mia presenza non venne neppure registrata dalle loro limitate, piccole
cellule grigie.
Sicuro rispose lui. Madison non si compra una macchina da... quanto? Un semestre?
Girandosi verso di me, fece qualcosa di impensabile. Tory, ti va di dare un'occhiata al nuovo acquisto
di MD?
Il Trio si raggel. Le facce esprimevano in parti uguali choc, disgusto e fastidio. Jason avrebbe
potuto benissimo scoreggiare invece di invitarmi.
Reprimendo l'impulso di strisciare sotto il tavolo, giurai di nuovo che non mi sarei mai pi fatta
sorprendere alle spalle.
Pensa, in fretta.
Oh, no, grazie. Vedi... Mi impappinai. Devo terminare questa roba sui lupi. Sapere dove
dormono, cosa mangiano.
Il Trio mi fiss.
Lupi? disse Courtney con un risolino. Sei per caso una di quelle ragazze hippy che vivono
nei boschi e non si depilano?
No, no, vive su un'isola intervenne Ashley con disgusto. Tuo padre  capitano su una barca
che pesca gamberi, giusto?
 un biologo marino la corressi, rossa per l'imbarazzo. Lavora per l'universit.
Ignorando i loro sguardi sprezzanti, mi rivolsi a Jason. Ti ringrazio, davvero devo finire qui.
Se lo dici tu. Si pieg verso di me, sussurrando da dietro una mano. Nemmeno io ho voglia
di andarci.
Su, Jason. Madison sorrise con finta dolcezza. La nostra primina ha una ricerca da fare. Non
disturbiamola.
Grazie ribattei scioccamente. Mi piacciono le tue scarpe.
Ci credo. Sono di Ferragamo!
Un'altra voce sgradita risuon alle mie spalle.
C' una riunione in biblioteca? La divertita, strascicata cadenza del Sud di Chance
Claybourne era inconfondibile. Qualcuno vuol essere cos gentile da spiegarmi? Pensavo che Maddy
avesse un'auto nuova da sfoggiare.
Il cuore mi balz in gola. Con l'arrivo di Chance, ero nell'occhio del ciclone sociale della
Bolton. Completamente indifesa.
Chance portava la stessa uniforme degli altri allievi, loro per sembravano ragazzini con
indosso la giacca e la cravatta del padre. Chance no. Nemmeno per sogno.
Se Jason  il giorno, lui  la notte. Un bel tenebroso. Capelli neri accuratamente in disordine.
Occhi marrone scuro sotto sopracciglia incurvate. Capitano della squadra di lacrosse, il giovane signor
Claybourne ha il fisico di un cavallo da corsa.
Decisamente attraente.
Figlio del senatore dello Stato Hollis Claybourne, magnate dell'industria farmaceutica, Chance
 lo studente meglio imparentato della Bolton. I Claybourne sono una delle pi ricche e vecchie
famiglie aristocratiche di Charleston, e possiedono una residenza in Meeting Street da oltre due secoli.
Tra i loro antenati si annoverano sindaci, governatori e persino un candidato alla vicepresidenza. Oh, s.
Nelle loro vene scorre sangue blu.
La stessa storia personale di Chance ha un che di leggendario. Sua madre, Sally Claybourne, era
morta dandolo alla luce, lasciando il marito ad allevarlo da solo. Il termine severo era troppo
morbido per Hollis. Girava voce che il vecchio tormentasse in modo crudele il figlio.
Gran parte delle ragazze della Bolton sente solo due parole: erede universale. In occasione del
suo prossimo compleanno, Chance avrebbe ereditato l'intero patrimonio di famiglia. A quasi
diciott'anni, era un razzo sulla rampa di lancio.
Jason sta chiacchierando con la cervellona che viene a scuola in barca. Courtney faceva fin
troppo per risultare simpatica. Qualcosa sui lupi mannari.
Santo cielo.
Fui sollevata quando arriv anche la ragazza di Chance, Hannah Wythe. Lunghi capelli castano
ramati. Occhi verde brillante. Un vero schianto. Stranamente inconsapevole della propria bellezza.
Un'ottima cosa.
Chance le pass un braccio attorno alla vita, la trasse a s e la baci sulla guancia. Intanto, mi
squadrava come un passante che osserva un randagio.
Hannah era la ragazza pi popolare della scuola. E, una volta tanto, il riconoscimento era
meritato. Una dolce fanciulla del Sud, che non parlava mai male di nessuno. In classe tendeva a restare
concentrata su quel che doveva fare, perci di rado scambiavamo due parole, ma quando capitava si
mostrava sempre gentile.
Hannah e Chance stavano insieme da tre anni, ed erano senza dubbio la coppia reale della
Bolton. Il loro futuro era oggetto di parecchi pettegolezzi, e c'era chi scommetteva sulla data del loro
fidanzamento ufficiale.
Colpa mia, Chance si scus Jason, sempre diplomatico. Mi sono solo fermato a salutare
Tory. Fa biologia con me e Hannah. Siamo nello stesso gruppo di studio.
Tranquillo, nessun problema. Se non ricordo male, hai invitato la signorina Tory lo scorso
weekend, giusto?
Jason annu.
Chance si esib in un profondo inchino, tipico del suo stile al tempo stesso formale e scherzoso.
 un piacere, Tory. Mi rincresce che tu non abbia partecipato. Vuoi unirti a noi questo pomeriggio?
Il Trio ammutol. Nessuno osava ribattere a Chance Claybourne. Ma i loro sguardi ostili mi
trapassarono come raggi laser.
Grazie risposi. Ma sono presa. La prossima volta, magari.
La prossima volta? disse Ashley, caustica. Fino a che ora viaggiano le chiatte? Madison e
Courtney ghignarono malevole.
Adesso basta! scatt Jason. Piantatela di fare le maleducate.
I sorrisetti maligni svanirono. Sapevo che in seguito mi avrebbero fatto a pezzi tra loro. Puttane.
Chance aggrott le sopracciglia, ma per il resto mostr assoluta indifferenza. Gett un'occhiata
all'orologio, impaziente di andarsene. Hannah mi rivolse uno sguardo solidale, restando in silenzio.
Mi dispiace, Tory. Jason sembrava sincero. Credo si sentisse responsabile. Ci si vede
domani in classe.
Sicuro. Un goffo cenno di saluto con la mano. Ciao, ragazzi! Divertitevi.
Madison e le sue accolite si allontanarono, senza degnarsi di salutare un inferiore. Chance e
Hannah mi sorrisero. In pochi secondi ero rimasta da sola.
Chinai la testa sul tavolo.
L'ultima campanella non sarebbe mai suonata abbastanza presto.
Alle tre ero seduta sui gradini davanti all'ingresso della Bolton. Aspettavo impaziente Hi e
Shelton, in ritardo come al solito. Mi tenevano compagnia due leoni di granito, che con aria imponente
e minacciosa facevano la guardia all'edificio gotico di pietra.
Canticchiavo tra me motivi a caso. Stonata. Non ho proprio orecchio musicale.
Il tempo era gradevole, il cielo limpido e la temperatura appena sopra i venticinque gradi. Il
cortile risuonava del canto dei passeri e dei cardinali rossi.
I giardinieri della Bolton si affannano tutto l'anno a seminare, potare e creare graziosi scenari
da cartolina. I vialetti serpeggiano sui prati punteggiati di alberi, lambiscono giardini rocciosi con
panchine di pietra, si snodano attorno a un laghetto. Il luogo  visivamente splendido. I genitori che
sborsano la retta non si aspettano nulla di meno.
Il campus occupa un intero isolato del lungomare sud-occidentale di Charleston, vicino alla
punta della penisola. Un'area che vale una fortuna. L'edificio  circondato da un muro di cinta alto tre
metri, con cancelli di ferro battuto ornati da grifoni di rame.
Broad Street corre dritta verso est dietro il campus, attraverso il cuore della vecchia Charleston.
 una breve passeggiata per raggiungere la Battery, dove i cannoni fuori uso servono soltanto agli
studenti del luogo, che vi si arrampicano sopra. Le propriet pi maestose della citt sono giusto girato
l'angolo.
Poco pi a nord c' il porto turistico, con la sua schiera di yacht ormeggiati. Moultrie Park e il
Colonial Lake si trovano solo a qualche isolato di distanza. Incastonato nella sua nicchia, con una vista
che spazia al di l della baia verso James Island e il Charleston Country Club, il luogo in cui sorge la
Bolton non pu che definirsi privilegiato.
I ragazzi finalmente apparvero. Hi si lamentava di aver smarrito l'iPhone. Vabb. Per la verit,
mi ero goduta il mio breve soggiorno in compagnia di quei gattini di marmo.
Viste le condizioni atmosferiche, optammo per il percorso panoramico. Broad Street.
In primavera Charleston  un unico, enorme giardino; ogni isolato si sforza di superare quello
successivo. Oleandri e querce della Virginia sovrastano le strade ombrose, mescolando i loro profumi a
quelli di azalee, begonie e gelsomini gialli. Alberi di Giuda e sanguinelli in fiore riparano dal sole prati
e viali. Colori e fragranze ti bombardano da ogni dove.
Non riesco a mandar gi queste stupide case scherzai mentre camminavamo.
Cara, ti prego, non criticare lo stile della mia citt replic Hi strascicando le parole. Ha un
suo carattere peculiare.
Carattere peculiare? esclamai. Chi metterebbe mai una casa di traverso?
Le dimore della vecchia Charleston sono lunghe e strette, con il lato pi corto parallelo al
marciapiede. Le porte che danno sulla strada si aprono sul fianco di lunghe verande. Alte di solito due o
tre piani, hanno balconi che si affacciano verso l'interno, su un cortile o un giardino.
Gli abitanti del luogo sostengono che questo stile architettonico si impose per risparmiare
denaro, poich la tassa sugli immobili veniva calcolata in base alla lunghezza della facciata
prospiciente la strada. La verit pi probabile? Nella Low-country del South Carolina fa molto caldo.
Le case rivolte a sudovest catturano le brezze che spirano dal porto, e le verande proteggono le finestre
dal sole cocente.
Personalmente preferisco la storia delle tasse.
In Meeting Street gettai uno sguardo alla mia destra. Poco pi a sud, vicino alla Battery, si
profilava la villa dei Claybourne. La posta di Chance veniva consegnata a uno dei pi lussuosi domicili
della citt.
Svoltando a sinistra passammo davanti al municipio e al campanile bianco della chiesa
episcopale di St. Philip. Proseguimmo nel quartiere commerciale. Le vetrine dei negozi di lusso
esibivano capi di alta moda, mentre ristoratori aggressivi ci chiamavano dalla porta dei loro locali,
esortandoci a banchettare all'interno.
Continuando lungo la Meeting costeggiammo il mercato vecchio, chiamato anche mercato degli
schiavi, sebbene l di schiavi non se ne fossero mai venduti. Oggi  uno dei pi famosi bazar a cielo
aperto del mondo.
Donne gullah, discendenti degli africani sbarcati nel South Carolina, intrecciavano ceste di erba
della pampa sui marciapiedi, sperando di racimolare qualche dollaro dai turisti che, in scarpe da
ginnastica e cappellini con visiera, esaminavano ninnoli e prodotti artigianali sui banchi. Pi in l, dalla
porta d'ingresso dell'Hyman's Seafood, si snodava una fila di clienti in attesa di pranzare.
Altri otto isolati ci portarono in Calhoun Street e alla biblioteca pubblica di Charleston, un
moderno edificio in mattoni e stucco, costruito nel 1998.
Entrammo, attraversammo un atrio ben illuminato e ci fermammo davanti al banco
informazioni, dove stava seduto un ometto con la faccia da topo. Magro, sui trentacinque, capelli neri
impomatati con la riga di lato. Portava un gil di cotone marrone sopra una camicia terra di Siena con
una cravatta gialla a motivi cachemire. I pantaloni di velluto marrone a coste completavano l'insieme
pi monotono mai concepito.
Posso aiutarvi, ragazzi? Il fastidio tir i lineamenti gi tirati di Muso da Topo. Teneva
premuta contro il petto una copia piena di orecchie di Battaglia per la Terra di Hubbard.
 il momento di un po' di adulazione.
S, signore cinguettai. Spero proprio di s. Abbiamo un problema con una ricerca. La mia
insegnante dice che solo il personale della biblioteca pubblica  abbastanza competente per darci una
mano.
Muso da Topo sbuff davanti alla mia ossequiosit, perci rincarai la dose. So che il suo
tempo  prezioso, tuttavia potrebbe dedicarci qualche minuto?
Il volto da roditore si illumin. Nessun disturbo! Il mio nome  Brian Limestone. Pos il
libro. E il vostro?
Io mi chiamo Tory Brennan. E questi sono i miei amici Shelton e Hiram.
Piacere. Ora, di cosa hanno bisogno i nostri giovani studiosi?
Abbiamo trovato una piastrina di riconoscimento dell'esercito spiegai. Vorremmo restituirla
al legittimo proprietario. Ci sembra la cosa giusta da fare.
Fantastico! Che ragazzini premurosi! Limestone salt gi dal suo sgabello e gir attorno al
banco. Ho un'idea. Seguitemi!
Si affrett verso una scala, e noi gli andammo dietro. Salimmo al primo piano ed entrammo
nella Sala del South Carolina.
Vi suggerisco di iniziare da qui ci consigli il bibliotecario. Potete verificare se il vostro
soldato era un cittadino della contea di Charleston. Abbiamo annuari a partire dal 1782, ed elenchi
telefonici dal 1931 in poi. Indic con un gesto la stanza. Se non trovate niente, gran parte dei giornali
cittadini sono microfilmati. I quotidiani pi vecchi risalgono al 1731.
Osservai la grande sala. Non sarebbe stato facile. Ma le ricerche su internet avevano prodotto
un numero impressionante di F. Heaton. Spulciare negli archivi locali, per quanto fosse una sgobbata,
sembrava un piano ragionevole.
Grazie infinite, signor Limestone esagerai. Lei  un genio. Saremmo stati completamente
persi senza il suo aiuto. Un largo sorriso. Sembra un lavoro tagliato apposta per noi!
Chiamatemi se vi serve qualcosa replic lui. Ragazzini adorabili! comment mentre usciva
in punta di pied.
La porta si era appena chiusa, e Hi attacc.
Oh, signor Limestone, grazie a Dio era qui. Mi sarei fatta la pip addosso se non ci fosse stato
lei! Finse di svenire tra le braccia aperte di Shelton. Scoppiarono entrambi a ridere, tra gli sguardi di
disapprovazione delle persone presenti.
Dateci un taglio dissi ridacchiando a mia volta. Ha funzionato, no?
Mi guardai attorno, cercando un posto da dove cominciare.
Sarebbe stato un lungo pomeriggio.
19
Due ore dopo regnava la frustrazione.
Non eravamo approdati a nulla con gli annuari e gli elenchi telefonici. Idem con i certificati di
nascita e le licenze matrimoniali. Cominciavo ad accettare il fatto che F. Heaton, dopotutto, non fosse
uno del luogo.
Hi si era dedicato alle fonti online, senza cavare un ragno dal buco. Shelton stava passando al
setaccio le pagine di necrologi dei giornali, ma era come cercare un ago in un pagliaio. La nostra
fiducia iniziava seriamente a vacillare. Il cognome Heaton era troppo comune, senza avere altre
informazioni.
Restava un ultimo tentativo, peraltro disperato. Sospirando, presi a scartabellare i registri
dell'orfanotrofio di Charleston. Come si dice, tentar non nuoce.
Ai tempi era l'orfanotrofio pi vecchio d'America, prima che lo Stato del South Carolina
decidesse di demolirlo, nel 1951. A termini di legge i registri dovevano restare sigillati per
settantacinque anni, il che significava che gli incartamenti custoditi nella biblioteca si fermavano al
1935. Non stavo certo con il fiato sospeso.
Perci la mia scoperta fu come un fulmine a ciel sereno: un fascicolo ammuffito contrassegnato
dalla scritta Francis P. Heaton. Afferrai la cartelletta consunta e corsi a un tavolo.
Ragazzi! Ho trovato qualcosa! Non c'era motivo di tenere bassa la voce. Eravamo le uniche
persone rimaste.
Shelton e Hi si accalcarono dietro di me mentre aprivo il primo indizio della giornata.
Il contenuto era deludente. Due documenti. Il primo sembrava un modulo standard. Lessi le
scarse informazioni che forniva:
Nome e cognome: Francis P. Heaton
Anno di nascita: 1934
Genitori/congiunti: sconosciuti
Data in cui  stato posto sotto la tutela dello Stato: 15 luglio 1935
Modalit di accettazione: lasciato sulla soglia dell'orfanotrofio
Lo hanno abbandonato sul gradino davanti alla porta? strill Shelton. Che cosa crudele!
Deprimente, direi aggiunse Hi. Del resto, era il periodo della Grande Depressione.
Basta li zittii. C' dell'altro.
Sotto i dati battuti a macchina, qualcuno aveva scritto alcune righe in una grafia antiquata:
Il bambino  stato lasciato fuori dai cancelli dell'orfanotrofio nella notte del 15 luglio 1935.
Un biglietto attaccato alle fasce del piccolo recava solo un nome. Le indagini non sono riuscite a
risalire ai genitori naturali. Il Consiglio si  pertanto assunto la responsabilit di porre Francis P.
Heaton sotto la tutela dello Stato del South Carolina.
Credete si tratti del nostro uomo? chiese Shelton. Francis P. doveva essere sulla trentina
durante la guerra del Vietnam.
Potrebbe essere consider Hi. Cosa dice l'altra pagina?
Il secondo documento era un semplice foglio per raccoglitore. Lo girai, rivelando quella che
sembrava l'annotazione su un diario.
In alto era scritta una data: 24 novembre 1968. Bench pi tremolante, la grafia corrispondeva a
quella del primo documento. L'annotazione era opera della stessa persona che aveva completato il
modulo trent'anni prima.
Una terribile notizia nel giorno del Ringraziamento. Frankie Heaton  stato ucciso in azione il
mese scorso, combattendo nel Delta del Mekong. Un articolo della Gazette riferisce che si  battuto
valorosamente mentre tutta la sua squadra veniva sopraffatta.
Mordendomi il labbro, mi sforzai di continuare a leggere.
Guerra maledetta! Mi si spezza il cuore al pensiero della figlia di Frankie, Katherine. A soli
quindici anni, dopo aver gi perso la madre, ora  a sua volta un'orfana. Possa il Signore benedire
l'anima di Frankie e vegliare su sua figlia.
La firma era illeggibile.
Rimanemmo a fissare il foglio, in silenzio.
Shelton parl per primo. Cos' la Gazette?
Un giornale di Charleston, pubblicato fino ai primi anni Settanta rispose Hi.
Penso che Frankie sia il nostro uomo. Shelton pareva abbattuto quanto me. Ma se  morto
nel Delta del Mekong, come ha fatto la sua piastrina di riconoscimento a finire su Loggerhead Island?
Sua figlia aveva quindici anni nel 1968. Hi fece un rapido calcolo. Oggi dovrebbe averne
cinquantasette.
Allora la targhetta appartiene a lei dissi con veemenza. Dobbiamo trovare Katherine e
restituirgliela.
Hi annu. Proviamo con Google. Abbiamo un nome e un cognome. Dovrebbe funzionare,
stavolta.
I ragazzi andarono verso la fila di computer, ansiosi di allontanarsi dalla mia orbita emotiva. Io
non li seguii. Una tristezza profonda mi aveva invasa, pi intensa di quanto immaginassi. A decenni di
distanza, mi immedesimavo con la figlia di Francis Heaton. Al pari di Katherine, sapevo come ci si
sentiva a perdere la madre. E lei aveva perso anche il padre. Il mondo poteva essere molto crudele.
E Francis? Il bimbo abbandonato davanti a una porta era diventato un uomo che aveva
combattuto per il suo Paese. E aveva pagato il prezzo pi alto. Una cosa indicibilmente triste.
Tory! La voce di Shelton era eccitata. Cavoli, guarda un po' qui!
Mi avvicinai al monitor, e fu un altro choc.
Di male in peggio.
La ricerca con la parola chiave eseguita da Shelton aveva portato a un sito dedicato ai casi di
persone scomparse. Secondo le informazioni, la sedicenne Katherine Heaton era sparita a Charleston,
South Carolina, nel 1969, senza lasciare traccia.
Svanita nel nulla.
Questa roba  legale? Esaminai lo schermo. Stab Network? Che razza di ridicolo blog 
questo?
Non  esattamente la CNN ammise Hi. Vai alla pagina delle fonti.
Sebbene ci fosse un elenco di rimandi, i link non funzionavano. Tuttavia nell'articolo si citava
la Gazette.
Ci precipitammo al lettore di microfilm. Shelton individu e caric la bobina che conteneva i
numeri della Gazette del 1969. Nell'ora successiva venimmo assorbiti dalla saga di Katherine Anne
Heaton.
La scomparsa della ragazza aveva catalizzato l'attenzione di Charleston. Il 24 agosto 1969
Katherine era uscita di casa, diretta al porticciolo di Ripley Point. Da allora, nessuno l'aveva pi vista.
Per settimane la polizia aveva perlustrato invano la zona. A met settembre le ricerche erano state
sospese.
Durante l'inchiesta, la Gazette aveva pubblicato diversi articoli biografici. Katherine era
cresciuta a West Ashley, un modesto quartiere a est della penisola. Aveva frequentato la St. Andrew's
Parish High School, ottenendo ottimi voti e guadagnandosi persino un attestato di merito in scienze. Gli
amici dicevano che aveva intenzione di iscriversi all'Universit di Charleston dopo il diploma.
Lessi in fretta settimane di numeri della Gazette, sperando in un lieto fine. Niente. La vicenda
di Katherine semplicemente si concludeva l.
Poi, una bomba.
Nell'ottobre del 1969 il quotidiano aveva dedicato la prima pagina ai profili dei cittadini della
contea di Charleston caduti in Vietnam. Tra loro c'era Francis Frankie Heaton. Il giornalista
specificava che era il padre di Katherine Heaton, sulla cui scomparsa la polizia continuava a non avere
indizi.
Ragazzi, state a sentire! Secondo una zia, Katherine Heaton portava la piastrina di
riconoscimento del padre per rendergli omaggio.
Ci siamo. Shelton fischi. Abbiamo trovato l'Heaton giusto. Scommetto che la figlia ha
perso la targhetta su Logger-head.
Ma che ci faceva Katherine laggi? mi chiesi ad alta voce. Dalla sua biografia, non
sembrava tipo da avventurarsi su un'isoletta sperduta.
Non l'hanno mai ritrovata? domand Hi.
Non nel 1969. Shelton ripose la bobina del microfilm nella scatola. Dobbiamo passare al
1970?
Caspita, che ragazzi diligenti! Avete avuto fortuna? Ci girammo tutti e tre sentendo la voce di
Limestone.
S, signore. Abbiamo scoperto parecchie cose. Ma ci sono ancora delle domande senza
risposta.
Splendido. La biblioteca chiude tra poco, ma se posso darvi ancora una mano...
Shelton prese l'iniziativa. Ha mai sentito parlare di una ragazza di nome Katherine Heaton?
Qualcosa guizz negli occhi di Limestone. Svan subito. Cos'hai detto? La voce lagnosa si
era alzata di un'ottava.
Katherine Heaton ripet Shelton. Una ragazza del posto, scomparsa negli anni Sessanta. Suo
padre era stato soldato in Vietnam. L'ha mai sentita nominare?
Mi spiace, non posso aiutarvi. Davanti a noi c'era un altro Brian Limestone. Disponibilit e
incoraggiamento si erano dissolti. Ora sembrava inquieto. Scusatemi, ma adesso devo chiudere questa
sala.
Provai a blandirlo. Ci spiace arrecarle disturbo. Volevamo soltanto sapere che cosa  successo
a Katherine. Ci siamo fatti prendere dalla lettura dei vecchi articoli di giornale. Non potrebbe mostrarci
dove trovare altro materiale sulla vicenda?
No, non posso. Sono molto occupato. Pensavo doveste fare un compito per la scuola. Un dito
ossuto ci indic l'uscita. Andatevene, per favore. Tornerete un'altra volta.
Ci scambiammo uno sguardo. Limestone ci stava sbattendo fuori. Sconcertati, raccogliemmo le
nostre cose e uscimmo in fretta e furia dall'edificio.
Una volta all'esterno, mi voltai per lanciare un'occhiata alla biblioteca. Limestone era sulla
soglia e ci osservava.
Chi era quello? domandai. Il gemello malvagio? Non poteva lasciarci il tempo di finire?
Gi convenne Shelton. In un attimo  diventato uno stronzo di prima categoria.
Bibliotecari! comment Hi. Ce l'hanno sempre con i fratelli neri. Meno male che non ho
aperto la mia bocca ebrea.
Proprio cos. Shelton ridacchi. Probabilmente, mentre parliamo, sta indossando lenzuolo e
cappuccio, facendo il saluto davanti a una bandiera nazista. Razzista!
Io sorrisi. Non  neppure un grande ammiratore delle donne.
Stavamo scherzando, ovviamente. Qualunque cosa avesse fatto cambiare atteggiamento a Brian
Limestone, il fanatismo non c'entrava.
L'ilarit lasci il posto a un certo turbamento. L'improvvisa trasformazione del bibliotecario era
inquietante.
Rividi la sua faccia un istante prima che divenisse ostile.
La sua espressione.
Era forse... paura?
20
Il mio corpo sonnecchiava durante il viaggio di ritorno. Non cos il mio cervello, che teneva un
occhio mezzo aperto su quanto mi stava attorno e sulla mia posizione sul sedile dell'imbarcazione, tra
Hi e Shelton.
Avevamo preso il traghetto per un pelo. Per fortuna il padre di Ben aveva aspettato dieci minuti
prima di partire per l'ultima corsa dalla citt.
Mentre rimbalzavamo sulle onde corte, il crepuscolo stava lasciando posto alla sera oscurando
la costa, il porto e Fort Sumter.
La mia psiche addormentata errava tra visioni e ricordi. Sognavo, e al contempo ero cosciente.
Nel sogno vagabondavo di notte nel folto di una foresta. Da sola. L'aria notturna mi gelava le
ossa.
Non avevo paura, per avvertivo la pressante necessit di cercare. Un impulso indefinito ma
irrefrenabile. Era come se mancasse qualcosa, e tutto dipendesse dalla mia capacit di trovarlo. Sentivo
un bisogno, ma non sapevo di cosa.
Una nebbia fitta, alta fino al ginocchio, si spandeva tra gli alberi. La pallida luce della luna
lottava per penetrare l'oscurit. Smarrita, camminavo barcollando nella foschia, gli occhi che
sondavano lo spazio attorno a me in cerca di indizi. Niente.
L'impulso era sempre pi forte... seguire le tracce, determinare, trovare risposte. Ma qual era la
domanda?
Avanzai incespicando ancora per qualche metro, mi fermai. Conoscevo quel posto. Ero nella
radura di Y-7. Proprio nel punto in cui avevamo rinvenuto la targhetta.
La mia mente vagava nel cuore di Loggerhead Island.
Qualcosa mi chiamava dalle profondit del subconscio. Cosa voleva dirmi? Non riuscivo a
captare il messaggio.
D'istinto scrutai il suolo. La densa cortina di bruma nascondeva il fondo della foresta. Dovevo
guardarci sotto, esaminare il terreno.
Non riesco a trovare niente con questa nebbia.
In quel preciso istante, per incanto, la nebbia si apr, liberando la radura. Mi bloccai di colpo,
confusa. Poi un pensiero si fece strada nella mia testa.
Sto sognando. Posso fare tutto ci che voglio.
Meditai di uscire da quella fantasticheria. Sapevo di poterlo fare. L'istinto per mi diceva di
restare, mi suggeriva che l'inconscio stava tentando di comunicarmi qualcosa.
Perlustrai con la mente il paesaggio irreale. Il luogo sembrava esattamente come me lo
ricordavo. Lo percorsi in lungo e in largo, cercando una traccia qualunque capace di destare il mio
interesse. Nada.
La radura stessa?
Mi lanciai verso il cielo. A una cinquantina di metri d'altezza, ruotai su me stessa. Senza
posarmi su nulla, mi libravo a mezz'aria, guardando in basso.
Troppo buio.
Invocai la luce del giorno. Un sole splendente cacci via le ombre. Inondata di raggi luminosi,
la zona mi apparve uguale a com'era in occasione della nostra escursione nel weekend.
Un vero spasso.
Come un uccello rapace ispezionavo il suolo, sperando di unire i puntini nel mio cervello. Ma
cosa stavo cercando?
Mi concentrai, registrando ogni dettaglio. La conformazione del terreno. Le varie tonalit di
verde della vegetazione. L'agitazione di Y-7.
La mia mente girava in cerchio, si sforzava di capire. Qual era il significato?
D'improvviso la forza di gravit riprese il controllo, facendomi precipitare. Presi a battere
convulsamente le braccia. Invano. Cadevo. La terra si avvicinava velocissima per accogliermi.
Un urlo mi echeggi nelle orecchie. Ero io?
Hi fece un salto indietro, levando la mano dalla mia spalla.
Ehi, Tor! Siamo arrivati.
Alzai di scatto la testa. Disorientata, mi guardai attorno.
Il molo di Morris Island. Shelton. Hi. Uno sbigottito signor Blue.
Scusa, mi ero addormentata.
Non c' problema.
Abbass la voce in modo che il padre di Ben non sentisse. Vado a dare il cambio a Ben. Ti
far sapere come sta Coop. Si avvi con passo pesante sul tavolato. A presto.
Mi riscossi dal torpore, quindi salutai Shelton e il signor Blue, che ripart per andare a
recuperare gli ultimi ritardatari su Loggerhead. Incluso Kit, supposi.
Mi avviai stancamente verso casa.
Ore dopo, non riuscivo ancora a chiudere occhio. Frammenti del sogno si susseguivano senza
sosta nella mia testa.
La radura. Perch continuavo a rivedere la radura?
Irrequieta, accesi il Mac, andai su Google Earth e richiamai sullo schermo delle foto satellitari
di Loggerhead Island. La perlustrazione aerea richiese del tempo, ma alla fine individuai un posto
probabile.
Zoomando in avanti, riconobbi l'albero dietro il quale io e Hi avevamo trovato riparo durante il
bombardamento di Y-7. Fremevo per l'eccitazione. Il luogo era quello giusto.
Aumentando al massimo l'ingrandimento ottenni una nitidezza spettacolare. E, ancora pi
sorprendente, l'immagine corrispondeva all'ambiente visto in sogno.
Cos' questa vocina che non smette di ossessionarmi?
Catalogai la scena. Una radura circolare, circa venticinque metri di diametro. La mia robusta
quercia isolata sulla sinistra. Terreno erboso, con un piccolo, lieve avvallamento al centro.
Allora perch quel pss che mi risuonava nella mente?
L'avvallamento?
Lo studiai. Aveva un diametro di due metri scarsi e sembrava ricoperto da una vegetazione pi
scura dell'erba circostante.
O era soltanto l'ombra?
D'accordo. E quindi? Il terreno si infossava leggermente. L'acqua si raccoglieva nel punto pi
basso. La maggiore umidit nel suolo attirava piante differenti.
Mi sfregai gli occhi, pronta a dimenticare l'intera faccenda.
Aspetta!
Il messaggio subliminale lampeggi nella casella di posta in arrivo della mia coscienza.
Una depressione nel terreno. Vegetazione diversa. Due metri di diametro.
Oh, mio Dio!
Per un momento mi scordai di respirare. Poi feci sei profondi respiri, ansimando.
Era mai possibile? Che cosa fare?
Ovvio. Scoprirlo.
Aprii Twitter e chiamai a raccolta la mia ciurma. CHAT ROOM, SUBITO!
Dopodich mi collegai alla nostra pagina web e rimasi in attesa, fissando il monitor.
Andiamo. Andiamo.
Le mie dita tamburellavano sulla scrivania. Cinque minuti. Dieci. E finalmente la banda rispose
all'appello.
Postai: Torniamo su Loggerhead domani pomeriggio. Questione della massima importanza! Vi
spiegher a scuola.
I ragazzi risposero in fretta, in modo conciso e in totale accordo tra loro. Ben obiett che tornare
sulla scena del crimine era un rischio pazzesco. Temerario! Shelton e Hi erano dello stesso avviso. Hi
usava tutte lettere maiuscole per enfatizzare il suo punto di vista.
Non volevo condividere i miei timori online, ma la loro resistenza non mi lasciava altra scelta.
Sparai una raffica di messaggi, lanciando i miei sospetti nell'etere.
Infine restai con gli occhi incollati allo schermo, aspettando le reazioni dei ragazzi. Avevo
bisogno del loro aiuto. La faccenda era troppo grossa perch potessi occuparmene da sola.
Nessuna risposta per trenta secondi buoni. Poi Ben e Shelton promisero che ci avrebbero
pensato su. Dopo un'impressionante sequela di imprecazioni, Hi acconsent a dormirci sopra.
Mi scollegai, fiduciosa che la squadra mi avrebbe appoggiata. O almeno lo speravo. Il mio
sospetto era troppo terribile per essere ignorato. Avrebbero avuto bisogno di altri dettagli, certo, e di
qualche lusinga e moina, ma alla fine si sarebbero fidati del mio giudizio. Dopotutto, ero la nipote della
dottoressa Temperance Brennan. Mi intendevo di certe cose.
Al buio, sotto le coperte, le implicazioni di quella teoria mi atterrivano.
Fai che non abbia ragione.
Avevo mai desiderato una cosa del genere?
Dovevamo tornare laggi.
Dovevamo scavare.
Cercare una tomba.
21
Brian Limestone era inquieto. Bench sconcertanti, le istruzioni ricevute anni prima erano
chiare. Era passato cos tanto tempo che se n'era quasi dimenticato.
Quasi.
Da quel lontano giorno, il suo primo giorno di lavoro, aveva fatto carriera. In effetti Limestone
riteneva di avere buone chance di diventare capo bibliotecario, quando la vecchia signora Wilkerson
avesse finalmente appeso il segnalibro al chiodo.
La vecchia bisbetica avr duecento anni, ormai, pens sarcastico. Di sicuro presto tirer le
cuoia. Allora toccher a me. Avr la mia occasione.
La biblioteca era chiusa. Limestone aveva appena finito di riporre sugli scaffali il materiale
usato dagli utenti.
Era il momento di eseguire gli ordini.
Scese tre rampe di scale e utilizz una vecchia chiave di ottone per entrare in un piccolo ufficio
nello scantinato. Il locale era polveroso e vuoto, a parte uno schedario. Apr il cimelio arrugginito ed
estrasse una cartelletta dal cassetto in fondo.
Quindici anni prima, Brian Limestone era seduto in quella stanza con l'uomo che doveva
sostituire. Fenton Dawkins era un vecchio strambo, possessivo e diffidente. Limestone aveva percepito
la riluttanza con cui gli aveva confidato il suo segreto.
L'accordo era semplice. Un ignoto benefattore versava un compenso annuale di mille dollari al
bibliotecario di riferimento della sede centrale della biblioteca pubblica. Se l'esistenza di questo extra
fosse stata rivelata a qualcuno, il pagamento sarebbe stato subito sospeso.
In cambio del denaro c'era un unico obbligo: vigilanza su un nome specifico.
Katherine Heaton.
Se qualcuno avesse fatto domande sulla signorina Heaton, Limestone doveva ostacolarlo in
ogni modo possibile. Inoltre, se la ricerca su quel nome avesse comunque avuto luogo, doveva tornare
in quell'ufficio e aprire una busta sigillata che conteneva ulteriori istruzioni.
Non c'era altro.
Limestone aveva accettato senza esitare. In fondo, i soldi erano soldi.
Perci adesso sedeva l, stringendo il plico magico. Con mano ferma, strapp un lato della busta
e tir fuori una striscia di carta.
Nove cifre. Battute a macchina, non scritte a mano o stampate con il computer. Torn alla sua
scrivania e compose il numero.
Una voce maschile rispose al terzo squillo.
S?
Mi chiamo Brian Limestone, lavoro alla biblioteca pubblica di Charleston.
Rimase in attesa.
Silenzio di tomba.
Anni fa sono stato incaricato di chiamare questo numero se un certo fatto si fosse verificato.
Oggi  successo.
Ancora nessuna risposta.
Limestone gett uno sguardo al display del telefono, per accertarsi che non fosse caduta la
linea.
Falla finita, togliti il pensiero, si disse. Che vuoi che sia?
Tre studenti sono venuti in biblioteca. Una ragazzina che si chiama Tory Brennan e altri due di
cui non ho afferrato i nomi. Hanno chiesto di Katherine Heaton. Limestone rise nervosamente. La
cosa ha un senso per lei?
Un'altra pausa, poi un leggero clic.
Segnale di libero.
Pronto?
Aspett un attimo prima di sbattere gi il ricevitore. Al diavolo!
Aveva adempiuto al suo compito. Brian Limestone gett via il numero telefonico e se ne torn a
casa dai suoi gatti.
22
Il giorno dopo la scuola sembrava non finire mai. Non riuscivo a levarmi dalla testa il sospetto
che su Loggerhead Island fosse sepolto qualcosa. Provavo a concentrarmi, ma i miei pensieri tornavano
sempre a quell'agghiacciante eventualit.
La mattina presto, prima di prendere il traghetto, ero andata a dare una controllata a Coop.
Aveva sempre un aspetto terribile. Per usare un'espressione appropriata, stava da cani. Mi imposi di
essere ottimista. Ma dovevo ammettere che le cose sembravano mettersi al peggio.
Eravamo all'ultima sacca di soluzione endovenosa e non avevamo speranza di procurarcene
altre. Anche gli antibiotici stavano finendo. Il cucciolo continuava a vomitare quel poco che riuscivamo
a fargli mangiare. Coop doveva superare presto questa fase critica, altrimenti sarebbe diventato troppo
debole per potersi ristabilire.
Con la mente piena di preoccupazioni, non riuscivo a seguire l'ora di biologia. Jason e Hannah
non dicevano niente, ma intuivo che la lora pazienza si stava esaurendo. Cercai di scacciare le
vibrazioni negative. Avevamo del lavoro da sbrigare.
Scusate ragazzi mormorai. Oggi non ci sono con la testa. Cosa stavate dicendo?
Jason sbuff. Non ci sei con la testa?  da mezz'ora che hai lo sguardo fisso nel vuoto. Se di
solito tu non facessi il novanta per cento del lavoro, sarei imbufalito.
 tutto a posto disse Hannah, comprensiva come sempre. Ma abbiamo bisogno di terminare
la ricerca. Dobbiamo presentare i risultati la prossima settimana.
Lo so. Colpa mia. A che punto siamo?
Il nostro progetto consisteva nel confrontare il DNA umano con quello di diverse specie
animali, per stabilire chi fossero i nostri parenti pi stretti.
Secondo i miei calcoli, siamo con l'acqua alla gola. Jason sospir. Guardiamo in faccia la
realt. Ci toccher sgobbare... Chiuse gli occhi con angoscia teatrale. ... nel weekend.
Hannah fece un risolino. Pare di s. Scambiamoci i numeri di telefono.
Era strano memorizzare il numero di Hannah Wythe sul mio cellulare. Lei era popolare,
favolosa, ammirata da tutti. Strano, quasi come commettere una trasgressione.
Autostima a mille, eh, Tory?
Io mi prendo il gene della fibrosi cistica dichiar Jason.  la parte in cui si confrontano gli
esseri umani con scimpanz, gorilla e oranghi. Io comunque scommetto sugli scimpanz.
Io posso occuparmi delle sequenze proteiche che favoriscono la crescita ossea dissi. Nel mio
serraglio ci sarebbero stati maiali, conigli e pecore.
Hannah assent cortesemente. Quindi a me non restano che i livelli di leptina in mucche, cani e
cavalli.
La campanella suon. Una liberazione.
Domenica a casa mia? Jason era gi diretto verso la porta. Possiamo rivedere i risultati e
mettere gi la presentazione.
Okay rispondemmo noi due all'unisono.
La giornata continuava a trascinarsi. All'ora di pranzo mi incontrai con Hi al solito posto, nel
prato fuori dall'ingresso sul retro della caffetteria, su una panchina di pietra. Mangiai un sandwich con
formaggio cremoso e cetrioli. Hi si diede da fare con dei panini vegetariani.
Stavo mettendo via il sacchetto del cibo, quando vidi Jason venire verso di noi.
Che succede, Tory? bisbigli Hi. Atleta famoso in avvicinamento. Dubito stia cercando
me.
Rilassati.
Tory, mi  appena venuta in mente una cosa! url Jason.
C' una prima volta per tutto sussurr Hi.
Shhh. Jason  un tipo simpatico.
Simpatico? Come no! Vedrai che non fa nemmeno finta di salutarmi.
Piombando sul prato davanti alla panchina, Jason rivolse un cenno con il mento a Hi. Come
butta, amico?
Non mi lamento, fratello replic lui con ostentata disinvoltura, appoggiandosi allo schienale
con le mani allacciate dietro la nuca.
Jason trasfer la sua attenzione su di me. Hai un iPhone, giusto?
Annuii, curiosa di scoprire dove volesse andare a parare.
Fantastico! Scarica iFollow. Mi mostr l'icona sul suo cellulare.  un'applicazione GPS
gratuita.
Va bene. Sembrava facile. Devo unirmi a qualcosa?
Jason assent. Al gruppo Bolton Lacrosse. Password: Campioni dello Stato.
Installai l'applicazione. Con me, il gruppo contava sette membri.
Premi Locator disse Jason.
Obbedii. Apparve una mappa della citt, con sette circoletti lampeggianti raggruppati in
corrispondenza dell'indirizzo della scuola.
Vedi quei puntini? chiese. Siamo noi. Quando siamo collegati, le nostre sfere compaiono
sulla mappa ovunque andiamo. Ingegnoso, no?
Decisamente convenni.
Dicevo sul serio. Avevo intenzione di avviare un circolo separato per la mia squadra. Ma perch
Jason voleva che entrassi nel suo gruppo di lacrosse?
Adesso che sei collegata possiamo messaggiare, chattare, condividere documenti, questo
genere di cose. Scambiarci informazioni sul progetto sar una bazzecola. Hannah si  gi connessa.
Ah. Compiti di scuola.
Tory, anche tu!
Chance Claybourne si muoveva cos silenziosamente che faceva quasi venire i brividi. Non lo
avevo proprio sentito avvicinarsi.
Non sarai una maniaca di questa roba, eh? Era in piedi alle spalle di Jason, un'espressione di
rimprovero sul viso perfetto. Perch la gente insiste con questa follia delle nuove applicazioni? Non
esiste pi la privacy?
Anche tu hai un cellulare ribatt Jason.
Vero. Chance tir fuori un telefonino che probabilmente era moderno ai tempi del primo
mandato di Clinton. Mio padre vuole sempre sapere dove sono, perci sono tormentato da questo
volgare aggeggio. Mi fece l'occhiolino. Tre chiamate perse, stamattina.
L'apparecchio di Chance non aveva l'accesso a internet, n funzioni di computer, n un lettore
MP3. Cavoli, non aveva neppure un display a cristalli liquidi! Era un pezzo da museo.
L'attuale ossessione per i cellulari  un'autentica malattia prosegu Chance. Tutti a digitare
dalla mattina alla sera, come robot senza cervello.
Mi dichiaro colpevole. Se non trovo il mio iPhone, nel giro di quindici minuti mi vengono le
convulsioni. Datemi pure della tecnodipendente, ma mi sento nuda, senza. Hi aveva l'aria chiaramente
offesa.
Ho gi sentito queste farneticazioni sbott Jason. Tu preferisci dipingere i messaggi sulle
pareti delle caverne.
La campanella mise fine al dibattito sui pro e i contro delle comunicazioni moderne.
Alla prossima! Chance fece un cenno di saluto mentre si allontanava con Jason.
Stai cominciando ad attirare dei tipi da manicomio comment Hi quando i due furono fuori
portata d'orecchio.
Mm-mm. I miei occhi seguirono Chance di loro spontanea volont.
Almeno non mi hanno snobbato. Bisogna dargliene atto.
Fratello? lo stuzzicai.
Mi ha preso alla sprovvista. Era un po' sulla difensiva.
Tornando dentro l'edificio, cercai di rimuovere la scena dalla mente. Avevamo un lavoro da
sbrigare. Forse una scoperta raccapricciante da fare.
Concentrati. Scordati di Chance Claybourne.
Bisognava far passare ancora qualche ora.
23
Non appena sbarcati dal traghetto Charleston-Morris, corremmo a casa a cambiarci. La
temperatura e l'umidit erano tornate ad aumentare, e non vedevo l'ora di infilarmi una maglietta e un
paio di calzoncini. Blazer e cravatte non sono certo l'abbigliamento pi adatto per andare a scavare una
tomba.
Quando la banda si riun nel prato comunale, il traghetto del signor Blue stava scomparendo
rapidamente dall'altra parte del porto. La costa era libera. Saltammo a bordo del Sewee e ci dirigemmo
verso Loggerhead Island.
C'era la bassa marea, perci non prendemmo la scorciatoia attraverso i banchi di sabbia.
Impiegammo quindici minuti in pi, ma Ben non voleva rischiare di far incagliare il motoscafo. Non
dopo la sua disavventura a Schooner Creek.
Quel giorno gettammo l'ancora al largo di Dead Cat Beach. Era stata un'idea di Shelton.
Approdando a ovest eravamo pi vicini alla radura di Y-7 e, cosa pi importante, avremmo evitato
qualunque eventuale incontro con Karsten al molo principale.
Sguazzai verso la riva, la sacca di tela in equilibrio sulle spalle. Il secondo dono ricevuto dalla
zia Tempe. Ammetto che un set di attrezzi da scavo  un regalo piuttosto originale da fare a una nipote
di cui hai appena scoperto l'esistenza. Del resto la zia, a detta di tutti,  un tipo originale.
Quel dono con me aveva fatto centro. Tempe sembrava capirmi senza nessuno sforzo. Meglio di
Kit, poco ma sicuro.
Una volta sulla terraferma, andammo in cerca del sentiero. I ragazzi si rendevano utili,
trasportando secchi e altro equipaggiamento ingombrante. Tuttavia percepivo la loro impazienza. Non
avrebbero voluto essere su Loggerhead e mi avevano seguita solo sulla fiducia.
A scuola avevo esposto la mia teoria, facendo riferimento alle foto satellitari. Loro avevano
riconosciuto che non ero pazza, ma sospettavo che in fondo mi stessero assecondando. Andava bene
cos. Erano venuti, e tanto bastava.
Laggi fu tutto quello che disse Ben prima di scomparire tra gli alberi. Ci affrettammo a
seguirlo.
Qualche minuto dopo individuammo il sentiero pi stretto che portava verso nord. Ci
inoltrammo in silenzio nella foresta, finch non trovammo la radura. Y-7 e la sua truppa non si
vedevano da nessuna parte.
Dai margini dello spiazzo, i segni che avevano destato i miei sospetti erano a malapena visibili.
L'avvallamento del terreno, un'ombra sottile al centro della radura, aveva un diametro di meno di due
metri. Non c'era da stupirsi che non l'avessimo notato durante la nostra prima visita.
Avvicinandoci all'affossamento, scorsi altri indicatori ambientali di decomposizione. La
vegetazione era pi folta, composta da diverse specie di piante, mentre nel resto della radura dominava
l'erba. Alcune foglie sembravano pi cerose del normale.
Vorrei tanto avere un cane da cadavere sospirai.
Eh? domand Shelton.
Un cane addestrato a segnalare l'odore di corpi umani in decomposizione. Alcuni sono
specializzati nel localizzare gli scheletri anche molto vecchi.
Disgustoso osserv Ben.
Gi che ci sei, non vorresti anche un georadar, sonde per superfici e un metal detector? chiese
Hi. Non potevi procurarteli?
Faremo alla vecchia maniera intervenne Shelton, flettendo un braccio sottile come uno
stecco. Useremo i muscoli!
Esaminai l'avvallamento per stabilire le dimensioni dello scavo, quindi ripulii dai detriti
superficiali un quadrato di tre metri per lato.
L'operazione successiva fu creare una semplice griglia, piantando nel terreno quattro paletti di
legno e unendoli tra loro con dello spago, in modo da formare un perimetro esterno. Dopo avere aperto
un setaccio portatile, estrassi dalla sacca delle pale pieghevoli e le consegnai alle mie riluttanti reclute.
Voi uomini veri potete scaricare lo strato superficiale del suolo nei secchi ordinai. Io mi
occuper di setacciare. Non appena notate uno scolorimento, avvisatemi: passeremo alle cazzuole.
Qualunque cambiamento nella colorazione, nella tessitura e nella composizione del terreno pu
indicare la presenza di un cadavere.
Hi alz una mano.
S?
Sar una bella rottura.
Capito. Adesso scava.
Dopo circa un'ora avevamo rimosso i primi quaranta centimetri. I ragazzi spalavano. Io passavo
il materiale al setaccio, attraverso una rete a maglie di mezzo centimetro, osservando con attenzione in
cerca di frammenti di ossa, pezzi di stoffa, gioielli, qualsiasi cosa non appartenesse al terreno.
La conversazione prosegu pi o meno cos...
Che palle. Shelton.
L'ho gi detto io. Hi.
Tu hai detto che era una rottura. Shelton.
Il concetto  lo stesso. Hi. Quando posso usare il setaccio?
Non mi presi il disturbo di rispondere.
Loro scavavano.
Io setacciavo.
Altre due ore ed eravamo scesi ancora di sessanta centimetri. Niente.
Cominciavo a sentirmi una stupida. I ragazzi erano sempre pi insofferenti.
Il caldo e l'umidit non erano d'aiuto. E nemmeno il fatto che nella radura si erano dati
appuntamento tutti gli insetti morsicatori originari della Lowcountry. E forse anche qualcuno venuto da
fuori.
Stavo schiacciando una zanzara quando udii qualcosa di strano: silenzio. Alzai lo sguardo e mi
trovai davanti tre facce corrucciate. L'interesse per lo scavo si era ridotto a zero.
Hi parl per primo. Non voglio fare il rompiscatole, ma abbiamo scavato un buco di pi di un
metro senza trovare un bel niente.
Qui non c' un cavolo afferm Ben.
Era una scommessa azzardata. Shelton si puntell sulle braccia per uscire dalla fossa. Non
c' mica da vergognarsi.
Ancora quindici minuti supplicai. Per favore, fidatevi del mio istinto. Potremmo essere
vicini.
Quindici, non uno di pi. Ben raccolse la pala.
Stringendosi nelle spalle, Shelton lo imit.
Hi mi scocc un'occhiata come per dire: Stai scherzando, vero?
Hi, diamoci il cambio proposi. Tu setacci, io scavo.
Lui annu, e ci scambiammo di posto.
Arriviamo fino a un metro e trenta, poi basta.
Mentre scavavo, dentro di me si agitava un caleidoscopio di emozioni. Sollievo? Delusione?
Imbarazzo?
Sebbene una parte di me desiderasse avere ragione  per dimostrare agli altri che non ero matta
, un'altra parte non era del tutto scontenta che avessi fatto fiasco. S, volevo risolvere il mistero di
Katherine Heaton. Ma non avevo nessun desiderio di disseppellire i resti di un essere umano
assassinato.
E poi lo vidi. Un ovale scuro che si materializzava nel terreno accanto ai miei piedi.
Afferrai una cazzuola, caddi sulle ginocchia e iniziai ad asportare sottili strati di terra. L'ovale
divenne sempre pi scuro, pi grande.
Accorgendosi della mia eccitazione, Ben e Shelton si fermarono per osservare.
Uno strato.
Un altro.
Tic.
La cazzuola scalf qualcosa di solido.
Agguantai un pennello e con estrema cautela levai il terriccio dalla superficie dell'oggetto.
Un odore di muffa saliva dal suolo. Antico. Organico.
Un brivido mi corse lungo la spina dorsale.
Continuai a spazzolare delicatamente. Emersero delle forme. Minuscoli cilindri disposti in
modo familiare.
Rimasi a fissarli, il cuore che mi martellava nel petto.
Okay, i quindici minuti sono scaduti. Hiram lasci cadere il secchio. Sono stanco morto.
Io avevo sempre lo sguardo fisso. E anche Ben e Shelton.
Tory? azzard Hi. Ti sei offesa? Guarda che nessuno ti incolpa di niente. Se io avessi letto
di pi sui cadaveri, probabilmente avrei pensato la stessa cosa.
Ero incapace di proferire parola.
Ehi, Victoria Brennan! grid Hi. Cosa ti  preso?
Una nuvola pass davanti al sole, gettando nell'ombra il piccolo spazio su cui ero inginocchiata.
I grilli frinivano dai loro nascondigli. Il sudore mi incollava la maglietta alla schiena.
Nulla di tutto questo penetrava in me. La mia mente era inchiodata ai minuscoli oggetti marroni
che avevo davanti.
Mi sforzai di accettare la verit.
Avevo scoperto le fragili ossa di una mano umana.
24
Mi riscossi bruscamente dallo stato di trance.
Sollevai di scatto la testa.
Ho trovato delle ossa.
Dove? Ben lasci cadere la pala e sbirci sopra la mia spalla. Porca vacca! Avevi ragione!
La reazione di Shelton fu meno virile. Scorgendo la macabra scoperta, strill: Una tomba! Una
tomba! e schizz fuori dalla fossa.
Hiram gett una sola occhiata e diede di stomaco.
Crollarono entrambi sull'erba, rossi in volto e ansimanti.
Ben fu l'unico a non perdere il controllo. Umane, vero?
Assolutamente risposi. Ne sono certa. E lo ero. Avevo visto abbastanza illustrazioni dello
scheletro umano per riconoscere carpi, metacarpi e falangi.
Allora bisogna avvertire la polizia. Il tono di Ben era risoluto. Subito.
Il suo senso pratico stemper le mie tumultuose emozioni. S. Ma prima dobbiamo essere
sicuri.
Ben annu. Come?
Voglio vedere di pi delle ossa di una mano. Trassi un respiro profondo. Voglio sapere
esattamente cosa c' sepolto qui.
C' un cadavere e tu vuoi continuare a scavare? L'ansia di Shelton aumentava di secondo in
secondo.  una follia!
Ora devono occuparsene i poliziotti frign Hi. Si incavoleranno se butti all'aria una scena
del crimine. Specialmente se si tratta della giovane Heaton.
Non dirlo! sbottai. Non abbiamo prove che sia lei. Inspiegabilmente, avevo voglia di
colpirlo come se fosse stato un punching-ball.
Scemo che sono. Hi sollev le mani. Scaviamo ancora un po'. Magari si tratta di qualcun
altro.
Shelton e Ben mi fissavano, visibilmente sorpresi. Avevo assalito Hiran perch aveva detto una
cosa ovvia.
Calmati. Chi pensavi di trovare?
Respirai a fondo. Dovevo ammetterlo. Per quanto fosse illogico, non volevo accettare che Hi
avesse ragione. Non ancora.
Scusami, sono stata ingiusta. Solo... ho bisogno di esserne sicura.
Non c' problema replic lui. Non rifletto mai prima di aprire bocca. Tuttavia sembrava
guardingo, come un gatto che girasse attorno a un cane addormentato.
Ben e Shelton non dissero nulla. Ma dalle loro facce compresi che anche loro erano convinti di
avere trovato Katherine Heaton.
So cosa state pensando. Lasciatemi soltanto esaminare le ossa.
Sguardi scettici.
I poliziotti non ci crederanno senza delle prove continuai. Non quegli zoticoni di Folly
Beach. Dobbiamo fotografare la fossa, lo scheletro, qualunque cosa troviamo.
Non possiamo alterare la scena obiett Shelton.
Faremo attenzione promisi. Documenteremo tutto mentre lavoriamo. In questo modo
preserveremo le prove nel caso le scimmie dovessero scompigliare il sito dopo che ce ne siamo andati.
I ragazzi acconsentirono, seppure con riluttanza.
Formulai un piano. Io e Ben avremmo scavato dentro la fossa. I due fifoni sarebbero rimasti sul
bordo, Shelton a trasportare la terra, Hi a scattare foto con l'iPhone.
Due ore di scavo regolare e accurato portarono alla luce uno scheletro completamente
articolato. Scure come foglie di t molto forte, le ossa sembravano reliquie di un tempo antico.
Un'occhiata fu sufficiente a fugare ogni dubbio.
Erano resti umani, seppelliti a quasi un metro e mezzo di profondit.
Mi accovacciai per studiare pi da vicino il cranio.
Oh, Ges!
Indicai un piccolo buco al centro della fronte, circolare e con il bordo aguzzo.
Merda!  un foro di proiettile? chiese Ben.
Credo di s. La mia voce tremava leggermente.
I ragazzi rimasero a guardare mentre ispezionavo lo scheletro da cima a fondo.
Non ci sono traumi nelle altre ossa. Cercher di determinare il sesso.
In che modo? volle sapere Hi.
Sdraiandomi di fianco, osservai l'ileo destro. La forma generale  ampia. Torsi il collo per
vedere la parte inferiore dell'osso. La porzione pubica  lunga, e l'angolo sottostante, dove la met
destra incontra la sinistra, ha la forma di una U, non di una V. Sono caratteristiche femminili.
Ricordando un consiglio presente in uno dei libri della zia Tempe, cercai l'incisura ischiatica.
Senza spostare l'osso, vi infilai un dito. C'era parecchio spazio.
Un gemito enfatico da parte dei ragazzi.
Non fate i bambini dissi. A volte bisogna toccare le ossa.
Be'? domand Ben.
Femmina.
Di che et? Shelton sembrava un pochino pi calmo.
Strisciando vicino al cranio, notai le suture, le linee sottili e contorte tra le singole ossa. Quelle
che riuscivo a vedere erano aperte.
Sbirciai nella bocca.
Dentatura sana. I denti del giudizio non sono spuntati del tutto.
Tornai a rivolgere l'attenzione al tronco. Alle estremit delle ossa lunghe c' una specie di
piccolo cappuccio che si solidifica man mano che si completa la crescita. Si chiama fusione epifisaria.
L'epifisi del femore non  completamente saldata. Lo stesso vale per la clavicola. Bah, direi proprio
che era giovane.
Quanto giovane? chiese Hi.
Meno di vent'anni. Mi sentivo stordita.
Come Katherine Heaton mormor Shelton.
Dare un nome alle ossa rendeva la tragedia reale. Quello non era un esperimento, un'avventura
per un gruppo di studenti delle superiori appassionati di scienza. Ero inginocchiata nella tomba
anonima e solitaria di una giovane donna.
Un'adolescente uccisa molto tempo prima, sepolta e dimenticata.
 ora di chiamare i piedipiatti. Nella voce di Hi non c'era traccia di umorismo.
Annuii. Il sole sta tramontando. Scatta quante pi foto puoi prima che faccia buio.
Io, Ben e Shelton cominciammo a radunare l'equipaggiamento. Stavo tirando fuori dalla terra
una cazzuola, quando udii un lieve tintinnio.
Compresi immediatamente di cosa si trattava.
Filtrando il terriccio tra le dita, vidi l'oggetto che avevo colpito con la paletta.
Santo cielo!
Gli altri si voltarono.
Questo chiude il cerchio. Sollevai la mia scoperta. Scintillava nei lunghi raggi rossicci del
sole calante.
Una seconda piastrina di riconoscimento, identica a quella che avevo in tasca.
Leggibile.
Francis P. Heaton.
Le ultime luci del giorno sbiadirono nel grigio.
Avevo voglia di piangere. Di lasciar scorrere liberamente le lacrime. Ma non potevo. Non in
questa vita. Mai e poi mai.
Serrando la mascella, mi asciugai una lacrima sulla guancia con il dorso della mano. Infilai la
targhetta appena dissotterrata nella busta Ziploc e iniziai a ficcare gli arnesi nella sacca. I paletti. Lo
spago. Una pala. Una cazzuola.
I ragazzi erano a disagio, come lo sono sempre i maschi di fronte alle emozioni femminili.
Incerti su come reagire, su cosa dire, si limitarono a ignorarmi.
Ero pervasa dal dolore. Katherine Heaton era morta. Avevo scoperto i suoi poveri resti. Non ci
sarebbe stato nessun lieto fine.
Inevitabilmente il dolore si tramut in rabbia, poi in ferma determinazione.
Il crimine era ufficiale: un delitto infame. Adesso era il momento di scoprire l'assassino.
Giurai in silenzio, rivolgendomi a Katherine. Qualcuno avrebbe pagato per quell'atto atroce.
Non importava che fossero passati quarant'anni. La giustizia avrebbe vinto.
La mia promessa venne interrotta.
Alcuni uomini armati erano venuti per ucciderci.
25
Avete sentito anche voi? chiese Shelton.
Sentito cosa? Hi rimase impalato con l'iPhone allungato verso la fossa.
Ascoltate.
Restammo immobili e silenziosi, le orecchie tese per captare i suoni della foresta. Era scesa la
sera, e i miei occhi non erano ancora pronti. Riuscivo a malapena a vedere al di l della mano.
All'inizio solo grilli, rane, il ronzio di una zanzara.
Poi uno strepito di urla e strida ben noto.
Mentre la vista si abituava all'oscurit, notai del movimento tra i rami ai margini della radura.
Qualcosa ha spaventato le scimmie disse Ben.
I primati saettavano tra gli alberi, impauriti, incerti su quale fosse la fonte del pericolo. I giovani
maschi strillavano e balzavano nella nostra direzione, per poi girarsi ed esibirsi per la foresta alle loro
spalle.
Sembrano in confusione osserv Hi.
I maschi si comportano cos perch avvertono una minaccia spiegai. Ma non sanno da dove
provenga.
Si sentono minacciati da cosa? domand Ben.
Per favore, possiamo andarcene da qui? Shelton ne aveva decisamente abbastanza.  buio
pesto, le scimmie ci gridano contro e siamo accanto a una tomba aperta.
Calmati lo rassicur Ben. Ho portato una torcia...
Clank. Clank.
Cos'era? sussurrai.
Un rumore estraneo alla foresta. Metallo che urtava metallo, da qualche parte non lontano da
noi.
Sono i cani? Hi sembrava irrequieto quanto Shelton. Qui attorno?
No mormorai. Non abbiamo mai sentito il branco muoversi tra gli alberi. E poi con cosa
avrebbero prodotto quel rumore metallico?
Un fruscio.
Un colpo.
Seguiti da una sfilza di imprecazioni.
Il cuore prese a battermi forte. C'era qualcuno laggi. E noi eravamo l, gli arnesi ancora in
mano, vicino allo scheletro appena dissotterrato della vittima di un omicidio.
Istintivamente ci stringemmo l'uno all'altro.
Le scimmie scomparvero nel fogliame. Chiunque ci fosse nei paraggi, le aveva accidentalmente
spinte verso la radura, mettendoci in guardia.
Il bosco torn silenzioso.
Che facciamo? bisbigli Shelton. Una luna a tre quarti stava sorgendo nel cielo,
permettendomi di vedere i miei compagni. Al di l, solo tenebre.
Feci loro cenno di stare zitti. Dovevamo localizzare la fonte dei rumori. Trattenni il fiato e
ascoltai.
Pop!
Girai la testa.
Pop!
A centottanta gradi dal primo.
Merda! Pi di uno.
Le domande mi turbinavano nella mente.
Perch niente luci? Perch due direzioni? Quanti erano? Chi erano?
Il personale del LIRI non si aggirava sull'isola di notte. Muoversi furtivamente nella foresta
senza una torcia elettrica non era un comportamento normale.
Hi era dello stesso avviso.
Si mette male! Meglio svignarcela!
Zitto! sibil Ben.
Troppo tardi.
Laggi! Una voce maschile. Profonda. Nella radura!
Rami spezzati. Rumore di passi pesanti. Tre fasci di luce che sondavano l'oscurit. Il rombo di
un motore.
I raggi luminosi si avvicinavano.
Via di corsa! dissi, a met tra un sussurro e un urlo. Alla barca!
Non sapevo dove fosse il sentiero, n come trovarlo. Ma di una cosa ero assolutamente certa:
farsi catturare non era un'alternativa.
Con una vaga idea di dove stava Dead Cat, mi lanciai verso gli alberi.
Tre figure emersero dalla vegetazione, sagome nere sullo sfondo ancor pi nero della foresta.
Impossibile che fossero degli scienziati.
Uno degli uomini alz una mano e indic nella mia direzione. Poi si blocc, le braccia tese
davanti al viso.
Crac! Crac!
Sopra la mia testa esplose un ramo. Una scimmia solitaria strill e fugg terrorizzata.
PISTOLA! PISTOLA! PISTOLA!
Consapevole delle pallottole, il mio cervello cedette il controllo della Macchina Tory ai suoi
istinti primordiali. Spronata da una dose massiccia di adrenalina, sprintai nella notte.
Anche se non ho mai finito di raccontare la storia, sapete quello che accadde dopo.
La fuga alla cieca ebbe successo, e riuscii a raggiungere Dead Cat Beach. Io, Ben e Shelton ci
acquattammo a bordo del Sewee, pregando che Hi si facesse vivo.
In preda alla paura, avevo la testa piena di brutti pensieri. Mille domande mi affollavano la
mente.
Che ci facevano dei criminali armati su Loggerhead? Perch ci sparavano contro? Erano a
conoscenza del cadavere? Sapevano chi eravamo?
Un pensiero dominava su tutti: Qualcuno ha appena cercato di ammazzarmi.
Di uccidermi. Morta.
Un assassino mi ha sparato con una pistola, mirando alla testa, cercando di porre fine alla mia
vita.
La realt minacciava di premere il mio pulsante del panico.
Sei scappata. Stai bene.
Ma qualcun altro non ce l'aveva fatta a raggiungere il motoscafo. Dov'era Hi? I secondi
passavano. Osavo appena respirare.
Accendi il motore! Shelton stava tremando.
Lo sentiranno replic Ben.
Hanno gi preso Hi! Shelton sembrava sull'orlo di una crisi isterica. Gli hanno sparato!
Lo scrollai per le spalle. Calmati! Hi arriver sulla spiaggia. Sa dov' la barca. Poi, rivolta a
Ben: Non possiamo almeno levare l'ancora?.
Ben fece come gli avevo detto, poi salt nell'acqua che gli arrivava al petto, cos da tenere
ferma l'imbarcazione.
Dove diavolo  finito? Si perde sempre!
Shelton non aveva tutti i torti. Hi poteva essere ovunque. Pi aspettavamo, pi il nostro destino
diventava incerto.
E c'era un'altra cosa che mi preoccupava.
Avevo lasciato il kit da archeologo vicino alla tomba.
Frugai nella memoria. Sulla sacca non c'erano le mie iniziali, e conteneva solo
equipaggiamento. Non c'era niente che la collegasse a me.
Trascorsero cinque minuti. Sette. Un migliaio. Non potevamo restare l per sempre. Prima o poi
dovevamo andarcene.
Stavo perdendo ogni speranza, quando Hi sbuc fuori dalla boscaglia. Il volto pallido si
distingueva appena alla luce della luna, mentre con gli occhi cercava freneticamente il motoscafo.
Malgrado gli sforzi di Ben, il Sewee si era allontanato dalla riva. Agitammo le mani nell'acqua,
sollevando degli spruzzi per attirare l'attenzione di Hi. La sua testa si gir verso il mare mentre si
acquattava, preparandosi a lottare o a fuggire. Io e Shelton ci sbracciavamo nell'oscurit.
Il sollievo si dipinse sul suo viso. Attravers la striscia di sabbia e si gett tra i frangenti. Ben
risal a bordo, quindi si allung per issarlo oltre il parapetto.
Non ve ne siete andati! Hi boccheggiava e sputava acqua. Oh, Dio, ti ringrazio! Grazie, Dio!
Grazie, grazie!
Non ti avremmo mai lasciato qui, amico disse Shelton. Il pensiero non ci ha nemmeno
sfiorati.
Stai mentendo, ma non importa! Hi si lasci cadere sul ponte. Voi ragazzi siete i migliori.
Ero sicuro che ve la foste filata.
Ben gir la chiave di accensione e il motore si avvi. Chiunque si trovasse nelle vicinanze lo
avrebbe sentito.
Restammo a guardare, terrorizzati.
Nessuno spunt fuori dal sottobosco.
Ben abbass la leva dell'acceleratore e ci allontanammo a tutta velocit dall'isola, lasciando
pallidi nastri di spuma sulla nostra scia.
26
Dobbiamo andare subito alla polizia!
Era la terza volta che Hi lo ripeteva. Era seduto a braccia conserte, la schiena appoggiata alla
parete del bunker.  una faccenda troppo grossa per noi.
E con cosa? ribatt Shelton. Hai perso l'unica prova che avevamo!
Per un breve istante, Hi si limit a fissarlo. Quindi parl, lentamente. Ho soltanto attraversato
di corsa una foresta nera come la pece, di notte, mentre dei killer mi sparavano addosso. Quindi ho
dovuto tuffarmi nell'oceano e raggiungere a nuoto il motoscafo. Allarg le mani. Sono desolato, non
capisco proprio come ho fatto a smarrire il telefonino!
Lo so, lo so disse Shelton. Ma avevi scattato le foto, e adesso non abbiamo niente da
mostrare agli sbirri.
C' un dannato scheletro umano in mezzo al bosco! esplose Hi. Penso che possa bastare,
no?
Dopo la nostra fuga, Ben aveva pilotato il Sewee dritto al bunker. C'erano parecchie cose di cui
discutere e avevamo bisogno di privacy.
Me ne stavo seduta sul pavimento, accarezzando la schiena di Coop. L'ultima sacca di
soluzione salina era vuota, perci gli estrassi l'ago dalla zampa e gli levai il collare elisabettiano. Il
lupacchiotto cominci a rosicchiare di gusto l'odiato oggetto.
Sembrava stare meglio, aveva persino messo nello stomaco un po' di cibo solido. Aveva anche
pi energia. Cercavo di mostrarmi distaccata, senza riuscirci. Il miglioramento del cucciolo serviva a
bilanciare l'orribile esperienza che avevamo appena vissuto.
Perch stasera? chiese Ben. Domani non va bene lo stesso? Non voglio disturbare mio padre
cos tardi senza motivo.
Hi fece una smorfia. Senza motivo? Ti sei gi scordato delle ossa? Si guard attorno,
aspettandosi sostegno. Ma su questo punto ero d'accordo con Ben.
Ben ha ragione dissi. Se confessiamo questa sera, i nostri genitori ci costringeranno a
ripetere la storia un centinaio di volte. Poi ci toccher andare gi a Folly Beach e convincere anche i
poliziotti. Sono troppo esausta per rispondere a un fuoco di fila di domande, adesso. Domattina andr
benissimo.
C' qualcuno che fa il turno di notte alla centrale di Folly? domand Ben.  un piccolo
dipartimento di polizia.
Nessuno lo sapeva. Folly Beach  una cittadina tranquilla.
Quei tizi non sono esattamente agenti alla CSI osserv Shelton. Senza uno straccio di prova,
non ci crederanno mai. E neppure i nostri genitori.
Annuii. Saranno pi disposti ad ascoltarci la mattina.
D'accordo si arrese Hi. Immagino che Katherine Heaton non andr da nessuna parte.
Non appena ebbe pronunciato quelle parole, si fece piccino. Sul suo viso era evidente il
rammarico. Lo bloccai con un gesto della mano prima che potesse scusarsi. Eravamo tutti stanchi.
 importante che le nostre versioni combacino feci presente. Per quanto possibile,
racconteremo la verit, tralasciando l'intrusione nel laboratorio. Diremo solo che la prima targhetta era
leggibile, quando l'abbiamo trovata.
Le piastrine di riconoscimento!
Frugai nelle tasche. Vuote. Dov'erano finite?
Oh, no!
Ricordai di averle infilate nella sacca. Che era rimasta nella foresta.
Merda! Ho lasciato le targhette assieme agli arnesi.
E allora? disse Ben. Useranno il DNA per identificare il corpo.
Scrollai la testa. Se i poliziotti trovano la prima targhetta, si accorgeranno che qualcuno l'ha
ripulita. Karsten se ne accorger sicuramente.
Abbiamo pulito il sonificatore prima di battercela? domand Shelton. Altrimenti questo
potrebbe condurre a spiacevoli collegamenti.
Domani dovremo guidare la polizia alla tomba disse Ben. Quando arriviamo nella radura,
recupera subito la tua sacca. Gli adulti saranno indaffarati con il cadavere. Dovrai solo cogliere l'attimo
propizio.
Buona idea concord Shelton. I piedipiatti non hanno bisogno di entrambe le targhette,
comunque.
Ragazzi, c' ancora una questione di minore importanza. Il dito di Hi picchiettava sulla
panca. Chi diavolo ha tentato di ammazzarci?
L'argomento che finora avevo evitato.
Rilassati gli consigli Ben.
Rilassarmi? La voce di Hi tocc un acuto senza precedenti. Una squadra della morte ha
appena cercato di farmi fuori! E mi dovrei rilassare? Che cavolo ci facevano laggi?
Ci seguivano? chiese Shelton. Mi pare impossibile. Siamo arrivati con la nostra barca.
Forse l'incontro  stato casuale ipotizz Ben. Bracconieri a caccia di scimmie?
Non avevo preso in considerazione questa eventualit. Doveva esserci un mercato nero delle
scimmie. La risposta poteva essere cos semplice?
Shelton scosse il capo. Uno di quei tipi ha urlato: Laggi, come se fossimo noi il bersaglio.
Non necessariamente noi obiettai. Magari si riferiva alla radura. Forse sapeva che  un posto
frequentato dalle scimmie.
Oppure... Hi strascic la parola. Sapevano che c'era il cadavere. E perch noi eravamo l.
Terrificante. Possibile? Come faceva qualcuno a essere al corrente del nostro piano? Il mio
cervello correva in tondo.
Affrontiamo la questione domani proposi. Racconter tutto a Kit a colazione, poi passeremo
da voi.
Tre cenni d'assenso.
Ricordatevi disse Ben. Abbiamo trovato la targhetta di identificazione, siamo andati in
biblioteca e abbiamo osservato le foto satellitari. Capito?
Rispondemmo tutti di s.
Ma Hi non aveva ancora terminato. Per la cronaca, mi sembrate fin troppo tranquilli, tenuto
conto che qualcuno ha appena tentato di ucciderci.
Falla finita, Hi! Ne avevo abbastanza per quella sera. Ci penseremo domani. Come prima
cosa.
Hi si accigli, ma rimase in silenzio. Finalmente.
Non c'era altro da dire, cos tornammo al motoscafo. Speravo di riuscire a prendere sonno.
Il mattino successivo si prospettava molto burrascoso.
27
Tesi l'imboscata a Kit prima del caff mattutino. Non avevo scelta. Erano gi le sette. Gli altri
mi stavano aspettando.
Lui rimase seduto in silenzio, dimenticandosi dei suoi Frosted Flakes. Quando ebbi finito, si
sforz di elaborare le mie parole. Dopo molti, interminabili secondi, ritrov la favella.
Qualcuno vi ha sparato, ieri sera? Su Loggerhead Island?
Feci di s con la testa.
Avete rinvenuto un cadavere? Era incredulo. L'avete disseppellito?
Cenno d'assenso numero due.
Un'altra pausa. Poi Kit si sfreg gli occhi. Tory, se questo  collegato al fatto che non passo
abbastanza tempo con te, mi dispiace. So di non essere il migliore...
Non me lo sono inventato! Abbiamo dissotterrato uno scheletro. Poi dei delinquenti si sono
avventati su di noi sparando. Forse per ucciderci, forse per cacciarci via. Non lo so. Ma  quello che 
successo.
Okay, okay. Kit si gratt la fronte. Hai visto chi erano?
No. Erano vestiti di nero ed era buio pesto.
E secondo te il corpo che avete trovato appartiene a quella Keaton, la ragazza scomparsa?
Heaton. Katherine Heaton. Lo so che  lei. Non gli dissi com'ero giunta a questa conclusione.
Prima dovevo recuperare la targhetta incriminata.
Un terzo intervallo, mentre la mente di Kit lottava per rimettersi in pari.
Allora dobbiamo andare alla polizia decise. Subito. Preparati, io vado a parlare con gli altri
genitori. Dopodich andremo in macchina a Folly Beach. Mi spiegherai tutto per strada.
Dell'ora successiva ho un ricordo confuso.
Kit inizi con gli Stolowitski. Ruth non prese bene la notizia. Dopo aver torchiato Hi, si
convinse che una banda di assassini mascherati si accingeva ad assaltare Morris Island.
Shelton aveva gi raccontato tutto al signor e alla signora Devers. Lorelei accett di
accompagnare Kit e Ruth alla stazione di polizia di Folly Beach.
Kit raggiunse il padre di Ben sul molo, intento a preparare la sua imbarcazione. Quando venne
informato dei fatti, Tom Blue guard di traverso il figlio, ma acconsent a incontrare il gruppo su
Loggerhead dopo la prima corsa del mattino.
Folly Beach si estende per una decina di chilometri lungo un cordone litoraneo a quindici
minuti dal centro di Charleston. Lungi dall'essere una localit per ricchi,  un rifugio per giovani hippy
in cerca di belle onde per fare surf e appartamenti a buon mercato vicino al mare.
Poich l'unica strada di Morris Island attraversa la cittadina, il dipartimento di polizia di Folly
Beach ha la responsabilit di far rispettare la legge anche da noi. Loggerhead Island invece  una
propriet privata, perci la giurisdizione  meno chiara. Ma Folly sembrava il posto migliore per
presentare la denuncia.
Trovammo la centrale al pianterreno del municipio, un edificio in stucco rosa con le imposte
bianche e blu. Il luogo somigliava pi a un'agenzia che affitta case per le vacanze che non alla sede
della pubblica amministrazione.
Il dipartimento occupa poco spazio. Nella bassa stagione le cose sono tranquille, ma con
l'arrivo dell'estate affluiscono i turisti e i telefoni cominciano a squillare. C' soltanto un pugno di
agenti a tempo pieno.
Otto del mattino. Mercoled. Primavera inoltrata. Eravamo gli unici cittadini presenti.
Se Tom Blue si era mostrato scettico, il sergente Carmine Corcoran era decisamente sospettoso.
E per nulla felice di vederci.
Corcoran era un omone sui quarantacinque anni, con i basettoni e un paio di baffi neri e ispidi.
Struttura fisica imponente, anche se sembrava una specie di sacco di fieno umido.
Lui e Kit si strinsero la mano. Il sergente gli indic una sedia di metallo davanti alla scrivania,
poi ne apr altre due per Lorelei e Ruth. I tre adulti si accomodarono.
Io e i ragazzi ci allineammo lungo la parete. Per un osservatore esterno sarebbe stato difficile
capire se eravamo l per denunciare un crimine o perch eravamo accusati di averne commesso uno.
Nel modo pi conciso possibile, Kit rifer della nostra avventura degli ultimi giorni e delle ossa
che avevamo scoperto.
Il sergente Corcoran lanci uno sguardo al suo panino con uova e pancetta mangiato a met,
sospir e scosse la testa.
Signor Howard disse strascicando le parole. Questa  una storia inverosimile.
Professor Howard sbottai. E non  una storia inventata.  la verit.
Kit mi fece segno di tacere. Sergente, non siamo venuti qui per farle perdere tempo. Questi
ragazzi hanno trovato qualcosa, e qualcuno gli ha sparato.
Questo  ci che affermano loro. Corcoran sistem il notevole posteriore sulla sedia troppo
piccola. Professor Howard.
D'accordo. Il mio intervento non era servito.
I ragazzini spesso si sbagliano prosegu il sergente. Riceviamo chiamate incredibili di
continuo. Sono sempre falsi allarmi.
Tutti e quattro raccontano la stessa storia replic Kit. Li interroghi, se vuole.
Corcoran fece un mezzo sorriso. Non la prenda sul personale, ma ho avuto modo di constatare
che i professori universitari e i loro figli sono particolarmente inattendibili. Inclini a esagerare,
diciamo.
Non  il nostro caso. Il tono di Kit era gelido.
L'altro lo ignor. Bench questo ufficio tecnicamente abbia la responsabilit di vigilare su
Morris Island, non abbiamo n i fondi n il personale per svolgere inutili ricerche su Loggerhead.
L'isola  propriet dell'Universit di Charleston. Dovrebbe occuparsene la sicurezza del campus.
Kit apr la bocca, la richiuse. Cambi strategia. Sto denunciando un possibile omicidio. Si
rifiuta di indagare?
Non mi fraintenda, professor Howard. Per la prima volta, notai una certa esitazione
nell'atteggiamento di Corcoran. Proteggere Morris grava gi abbastanza sulle risorse del dipartimento.
Mi sottrae tempo e uomini. Occuparmi anche di Loggerhead  fuori discussione.
Grava sulle risorse del dipartimento? La voce di Ruth fendette l'aria come una mannaia. I
suoi uomini non hanno mai nemmeno messo piede nella nostra comunit. Il nostro servizio di vigilanza
 l'unica protezione che abbiamo!
Salt in piedi e afferr il bordo della scrivania. Il sergente si tir indietro, ma si pent subito e
raddrizz le spalle.
Mio figlio dice che un uomo gli ha sparato. Il tono di Ruth era stridulo. Lei muover le
chiappe e far delle indagini, oppure, com' vero Dio, sar nell'ufficio del sindaco prima che lei possa
dire be'.
Dieci minuti dopo eravamo a bordo di un'imbarcazione della polizia.
28
Il resto della mattinata fu un vero disastro.
Il viaggio dur trenta minuti. Il sergente Corcoran rimase nella cabina del pilota, per evitare
Ruth. Noi abitanti di Morris Island ci ammassammo a prua.
Lentamente, Loggerhead si materializz davanti a noi. E con essa un problema serio.
Per la miseria grugn Kit.
Marcus Karsten camminava avanti e indietro sul pontile. Scorgendo l'imbarcazione della
polizia, si ferm, intrecci le dita sul torace e attese. Un uccello rapace pronto a piombare sulla preda.
E Karsten aveva compagnia. Linus Stolowitski, Nelson Devers e Tom Blue. Era chiaro che i tre
padri avevano gi messo al corrente l'agitato professore. Il terzetto se ne stava in silenzio a distanza di
sicurezza.
Cos' questa assurdit? domand Karsten, prima ancora che avessimo assicurato i cavi di
ormeggio. Questi ragazzini... sput fuori la parola ... affermano che ci sono dei cadaveri sulla mia
isola?  ridicolo!
Il volto di Kit si indur. Fui presa da un'ondata di simpatia nei suoi confronti. Non doveva
essere piacevole per lui. Ma sapevo che presto avrebbe avuto la rivincita.
Dottor Karsten replic Kit, in tono gentile ma fermo, i ragazzi insistono nel dire che hanno
rinvenuto uno scheletro umano nei boschi. Se  cos, potrebbe trattarsi di un crimine. Non avevamo
altra scelta se non avvertire le forze dell'ordine.
La faccia di Karsten divent talmente rossa che pensai potesse esplodere.
Di nuovo intervenni anche se nessuno me lo aveva chiesto.
Lasci solo che le mostriamo quella tomba!
Tory! Kit mi fulmin con lo sguardo, poi fiss di nuovo il suo capo.
Il professore punt entrambi gli indici nella mia direzione, pronto a sbranarmi. Poi parve
ripensarci.
D'accordo. Il tono era glaciale. Ci faccia strada, signorina Brennan. Ma sar meglio per lei
che abbia ragione. Per il suo bene.
Ci avviammo di nuovo verso il sito dello scavo. Non c' il due senza il tre.
La mia banda marciava in testa, seguita da Karsten e da un sergente Corcoran che colava
sudore. Il gruppetto di sventurati genitori chiudeva la fila.
Di l a poco, Ben localizz la radura. E la situazione precipit.
Come previsto dal nostro piano, mentre il gruppo si radunava attorno alla fossa, io mi avvicinai
furtivamente alla sacca. Dentro, gli attrezzi erano ammucchiati alla rinfusa, ancora sporchi di terra. A
una perquisizione sommaria, le piastrine di riconoscimento non saltarono fuori.
Oh, mio Dio! esclam Ruth Stolowitski. Ci sono delle ossa l sotto!
Linus offr il braccio alla moglie.
In un silenzio funereo, gli altri sbirciarono nella fossa. Non avevamo protetto il sito con della
tela cerata, e le folate di vento avevano coperto i resti con un sottile strato di terriccio.
Umane? Non mi dite stronzate? Corcoran aveva cambiato di colpo atteggiamento.
Te l'avevo detto, pensai. Provai subito una fitta di rimorso. Non c'era alcun motivo di essere
compiaciuta.
Tornai a concentrarmi. Dove accidenti erano finite le targhette? Ero sicura di averle messe nella
sacca, che era esattamente come l'avevo lasciata.
Bene. Il naso e gli occhi di Karsten erano tirati, come se stesse effettuando un esperimento
sgradevole. Professor Howard, per favore, vada gi a verificare la scoperta.
Kit salt dentro la tomba, facendo attenzione a non calpestare i resti. Io scossi rapidamente il
capo in direzione dei ragazzi, ottenendo in risposta sguardi interrogativi. Mi strinsi nelle spalle.
Come facevo a saperlo? Le piastrine erano sparite.
Passarono alcuni secondi prima che Kit emettesse il suo verdetto.
Ehm, ragazzi, credo che abbiate commesso un errore. Sembrava... imbarazzato?
Un errore? Impossibile. Mi morsi la lingua per non pronunciare quest'ultima parola.
Di sicuro era troppo buio per vedere chiaramente. Kit evitava di guardarmi.  facile
confondersi.
Confondersi? Cosa stai dicendo? Lo scheletro  proprio l!
Mi precipitai verso la fossa. Gli altri mi seguirono.
Se gli occhi possono davvero uscire dalle orbite, i nostri lo fecero.
Lo scheletro era scomparso. Al suo posto c'era un mucchietto di vecchie ossa di scimmia.
Chiunque si sarebbe accorto che non appartenevano a un essere umano.
Che diavolo...? strill Shelton.
Non  quello che abbiamo trovato! urlai. Abbiamo portato alla luce i resti di una giovane
donna con un foro di proiettile nel cranio. Non ho mai visto queste ossa prima d'ora!
Hi e Ben annuivano, muovendo la testa come quei pupazzetti da tenere in macchina, altrettanto
sbalorditi.
Santo cielo! Il sergente Corcoran mi lanci un'occhiata perfida. Ossa di scimmia su un'isola
popolata di scimmie. Ma pensa un po'. Scroll il capoccione, disgustato. Piccoli scienziati...
Karsten sbuff. Al pari del sergente, sembrava gioire della nostra disgrazia.
La madre di Hi era insolitamente silenziosa. I genitori di Shelton parevano sollevati. Tom Blue
si limitava a scuotere la testa. La nostra credibilit si era disciolta come neve al sole.
Qualcuno ha scambiato le ossa!
I killer! farfugliai. Hanno preso lo scheletro e messo al suo posto le ossa di un animale!
Killer? mi schern Corcoran. Insiste ancora con queste assurde fantasie terroristiche?
Tory intervenne Kit, era buio pesto, giusto? Forse eri suggestionata dopo aver letto di quella
ragazza scomparsa, e...
Proiettili! Indicai gli alberi. Il tizio ha colpito un ramo. Le pallottole saranno ancora l.
Mi fiondai verso le piante. I ragazzi mi vennero dietro. I grandi non si mossero.
Esaminammo freneticamente il fogliame.
Niente danni. Niente pallottole. In sottofondo sentivo mio padre che cercava di placare Karsten
e Corcoran.
Tory, guarda! A ore undici. Lo vedi, vicino al tronco? Qualcuno ha segato un ramo e coperto il
punto con la linfa.
Shelton aveva ragione. Avrei voluto urlare per la frustrazione.
Quei tizi hanno preso le targhette disse Ben con calma. Ecco perch non le hai trovate.
Poi hanno sostituito lo scheletro con le ossa di scimmia. Facendoci fare la figura degli scemi.
Hi fischi. Mi aspetta una sgridata coi fiocchi.
Non un'altra parola finch non ci capiamo qualcosa ordinai. Chiaro?
I ragazzi assentirono. Qualcuno molto abile stava lavorando contro di noi. Non potevamo
andare avanti alla cieca e cadere in un'altra trappola.
Demoralizzati, tornammo dagli adulti.
Trovato niente? domand Kit.
Scossi il capo.
Sono sicura che eravate spaventati disse Lorelei comprensiva. In mezzo alla foresta, al buio.
Qualsiasi rumore forte poteva sembrare un colpo d'arma da fuoco.
Shelton annu docilmente. Non c'era motivo di controbattere.
Hiram Moshe Stolowitski tuon Ruth. Sei in un grosso guaio, giovanotto!
Hi rote gli occhi, rassegnato al suo destino.
Andiamoci piano intervenne Kit.  stato un errore in buona fede.
Buona fede o no, questa marachella mi ha rovinato la mattinata. Corcoran si volt verso
Karsten. In futuro, dottore, veda di tenere la sua casa in ordine.
Non sono stato io a invitarla qui ribatt Karsten, fremendo di rabbia. E adesso la invito a
togliere il disturbo. Subito.
Rendendosi conto di avere esagerato, il sergente si avvi pesantemente lungo il sentiero, seguito
dal resto del gruppo.
C' un'altra questione aggiunse il professore alle nostre spalle. Lo scorso weekend si 
verificata un'effrazione al Laboratorio Sei.
Ci girammo, chiaramente in apprensione. A parte Ruth, tutti i genitori lavoravano, con diverse
funzioni, per il LIRI.
Svolger un'inchiesta prosegu il direttore del centro di ricerca. Mi aspetto da ognuno la
massima collaborazione.
Naturalmente rispose Kit. Gli altri adulti annuirono.
Tanto per cominciare, voglio sapere perch questi ragazzini vengono qui cos spesso. Cosa
combinano. Dove vanno.
Feci per protestare. La mano di Kit mi strinse con forza la spalla. Afferrai il messaggio.
Per adesso, aggiungo solo questo. Karsten sorrise freddamente. Se io avessi fatto una
stupidaggine, tipo, diciamo, rubare qualcosa, proverei a mettere le autorit su una falsa pista.
I suoi occhi penetranti si fissarono su di me.
Sospettava qualcosa. E voleva che io lo sapessi.
E quale modo migliore per sviare i sospetti continu, che inventarsi una storia su una banda
di predoni armati e mascherati che si aggirano sull'isola?
Detto questo ci super, facendosi largo a spintoni, e si allontan a grandi passi sul sentiero.
29
Durante il viaggio di ritorno non smettevo di rimuginare. Non riuscivo a capacitarmi di quel che
era successo. Lo scheletro era scomparso. Eravamo stati umiliati.
In cosa eravamo incappati? Chi avevamo di fronte?
La sorte peggiore era toccata a Hi. Ruth lo stava arrostendo sulla graticola, sottoponendolo a un
fuoco di fila di domande precise. Lui cercava di fornire risposte evasive.
Lorelei Devers era convinta che, a causa del nervosismo, avevamo immaginato tutto. Per
avvalorare la tesi della madre, Shelton rimarc quanto caotica e allarmante fosse stata quella sera.
Lorelei se la bevve.
Provai una fitta lancinante di tristezza. Dov'era la mamma, per consolarmi? Perch dovevo
sempre badare a me stessa, cavarmela da sola?
Le lacrime spuntarono dietro le palpebre. Il dolore improvviso si diffuse, minacci di
sopraffarmi. Scrollai la testa, cercando di scacciare i pensieri. Non volevo arrivare a quel punto. Non
davanti agli altri.
Ben era seduto al mio fianco. Kit era rimasto su Loggerhead e Tom stava pilotando
l'imbarcazione, perci eravamo da soli. Un po' di fortuna in un giorno infausto.
Dopo la rivelazione di Karsten, Kit era parso meno disposto a credere alla mia versione dei fatti.
Non apertamente dubbioso, comunque diffidente. Aveva detto che, una volta a casa, dovevamo
parlare. Non aspettavo certo con impazienza quella conversazione.
Abbiamo fatto la figura dei cretini borbott Ben.
Dei perfetti idioti convenni. E adesso Karsten sospetta che siamo noi i responsabili
dell'effrazione. Una bella scarogna.
Quei tipi devono essere venuti sull'isola per dissotterrare i resti di Katherine Heaton. E noi gli
siamo capitati tra i piedi.
Lo credo anch'io. Hanno trafugato lo scheletro e le targhette, poi hanno collocato nella fossa le
ossa di scimmia per screditarci. Sospirai. Quei bastardi hanno cancellato ogni traccia di Katherine.
Tanto tempismo per mi lasciava perplessa.
Dopo quanto? Quarant'anni? chiesi. Perch adesso? Perch rimuovere i resti di Katherine
proprio ieri, appena ventiquattr'ore dopo che avevamo saputo della sua scomparsa?
Ben scosse il capo. Nessuna risposta.
Ripensai agli ultimi giorni. Non credo alle coincidenze. Qualcosa mi turbava.
Le sinapsi si misero in moto nel mio cervello. Immagini. Suoni.
Forse.
Tenni la teoria per me. Mi servivano prove.
Era met pomeriggio quando tornammo a Morris. Avevamo perso un intero giorno di scuola.
Mi stiracchiai, sfinita. Non vedevo l'ora di fare un sonnellino.
Ma la banda aveva bisogno di analizzare il fiasco di quel giorno. Di dare un senso al
melodramma che era appena andato in scena.
Ma come? Sgattaiolare al bunker era impossibile.
Sto inviando un sms a Shelton e Hi perch scarichino iFollow dissi a Ben. Scarica il
programma anche sul tuo laptop. iFollow consente le videoconferenze in tempo reale. Stasera, dopo
cena, potremo riunirci online.
Lo far.
Mentre Ben armeggiava con il cellulare, lanciai il messaggio nel cyberspazio. Ci volle un
attimo.
Hi sbirci il telefonino nuovo che si era procurato, attento a non mettere sul chi vive sua madre.
Dieci secondi, poi sollev il pollice dietro la schiena.
Shelton lesse il mio messaggio dalla tasca, e fissando lo sguardo nel vuoto annu in modo quasi
impercettibile.
Io mi appoggiai all'indietro, analizzando la mia teoria. Dovevo essere sicura.
D'ora in avanti non avrei pi agito stupidamente.
A cena dribblai le domande di Kit. Raccontare la verit era inutile. Non mi avrebbe mai creduta.
Ho sbagliato. Ero spaventata.
Sbagliato? Gli occhi di mio padre si strinsero. Nel riconoscere delle ossa?
Feci spallucce.
Distratto dai suoi problemi, Kit non insistette. Aveva il viso tirato. Essere strapazzati dal
proprio capo ha questo effetto, immagino.
Ne riparleremo promise.
La cena termin in silenzio.
Non appena fui al sicuro in camera mia, accesi il Mac. Due cliccate di mouse e iFollow part
con un arabesco di colori e una musichetta a ritmo dance.
Quando la funzione GPS si apr, sette circoletti lampeggianti apparvero sulla mappa di
Charleston. Uno volteggiava sopra Mount Pleasant.
Ciao, Jason. Com' l'acqua?
Cambiai il mio stato online in assente. Non avevo tempo di intrattenermi con Jason. La mia
banda aveva affari urgenti da sbrigare.
Passai da Bolton Lacrosse a Bunker. Avremmo dovuto scegliere un nome migliore per il nostro
gruppo.
Lo schermo GPS adesso mostrava quattro puntini ammucchiati su Morris Island. Anche online,
il nostro quartiere sembrava tristemente isolato.
Ping. Ping. Ping.
Uno dopo l'altro, i membri della banda si collegarono.
Videoconferenza digitai.
Lo schermo si divise in quattro settori.
In ogni riquadro apparve una faccia, tipo sigla della Famiglia Brady. La mia era in alto a destra.
Imbarazzata, mi lisciai i riccioli in disordine.
Piantala di agghindarti, Miss America disse Hi.
Forse dovresti cominciare scherz Shelton.
Hi era in alto a sinistra, con un pigiama di Chuck Norris abbottonato fino al mento. La luce
della sua camera da letto era spenta, per sfuggire al radar di Ruth.
Il volto di Ben era sotto il mio. Si trovava nella sua stanza dei giochi, accanto a un malconcio
tavolo da biliardo.
Shelton mi guardava dall'ultimo riquadro; sullo sfondo i suoi poster di Guerre stellari. Aveva i
capelli bagnati e lo sguardo stanco.
Andai dritta al punto. Qualcuno in biblioteca ci ha spiati.
Shelton sgran gli occhi. Gli altri due annuirono.
Ha un senso disse Ben.
Hi era dello stesso parere. Sappiamo della Heaton da un giorno, e qualcuno ruba le sue ossa?
Non pu essere un caso.
Come faceva la spia a sapere che avevamo intenzione di scavare? domand Shelton. O
dove? Non ne abbiamo mai accennato in biblioteca.
Ottime domande, a cui non sapevo dare una risposta.
Forse qualcuno ha copiato la nostra ricerca ipotizzai. Dopo aver spiato il nostro lavoro in
biblioteca.
Il killer ipotizz Hi. Ficcatevelo bene in testa. Stiamo parlando del killer. Chi altro poteva
sapere della tomba? Chiunque ci abbia seguiti, probabilmente  anche l'assassino di Katherine
Heaton.
Questo interruppe momentaneamente la conversazione.
Immagini e suoni mi balenarono nella mente. Sagome scure in una foresta buia. Due forti
detonazioni.
E il bibliotecario? sugger Shelton. Di colpo  diventato strano, irascibile.
Katherine  scomparsa nel 1969 ricordai. Limestone  troppo giovane. E poi ho
l'impressione che sia un fessacchiotto.
Tuttavia, il suo comportamento non convinceva nemmeno me. Accantonai l'argomento,
ripromettendomi di tornarci sopra pi tardi, e condivisi con i miei compagni la seconda teoria.
Karsten era furibondo, oggi.
 sempre arrabbiato osserv Ben.
Vero ammisi. Ma lo era fin troppo, come se nascondesse qualcosa. E sembrava quasi
sconvolto per il fatto che ci fosse con noi un poliziotto.
Karsten ha il controllo di Loggerhead da anni. Hi seguiva il mio ragionamento.
Tiene tutti lontano dai boschi. Anche Shelton.
E conduce degli esperimenti segreti. Ben stava arrivando alle giuste conclusioni.
Eccellenti osservazioni dissi. Pensate a cos'ha fatto a Coop. E per lui  facile accedere alle
ossa di scimmia.
E chi altro potrebbe spostare dell'equipaggiamento pesante dentro e fuori dalla foresta cos in
fretta? domand Hi.
Segu un silenzio carico di disagio, interrotto da Shelton.
Quindi pensi che Karsten sia il killer?
Il principale indiziato risposi. Abbiamo bisogno di prove.
 tutto inutile afferm Hi, contando con le dita. Primo, non sappiamo chi ci ha pedinati.
Secondo, non abbiamo nessuna prova contro Karsten. Terzo, siamo gi abbastanza nei guai. Pos le
mani sulla scrivania. Inoltre non ho intenzione di farmi impallinare.
Eravamo arrivati al punto. Il motivo per cui avevo convocato quella riunione.
Hi aveva ragione, ma non me ne importava. Sentivo di avere un legame con Katherine Heaton
che non potevo ignorare. Aveva bisogno di un avvocato. Io.
Io non mi arrendo dichiarai. Katherine ha perso la madre, come me. Poi anche il padre. Non
la abbandoner.
Lei mi assomigliava. Non si  mai data per vinta. Me lo dice il cuore.
Io ci sto. Quella ragazza  stata uccisa. Nessuno si  battuto per lei. Dovremmo farlo noi.
Semplice. Dritto al sodo. In poche parole, Ben Blue.
Detesto essere quello pratico e non eroico, ma in questo caso non possiamo tirarci indietro.
Shelton giocherell col lobo dell'orecchio. I killer forse sanno chi siamo. Dobbiamo beccarli prima
che loro becchino noi.
La testa di Hi cadde sulla scrivania. Ci picchi sopra tre volte con la fronte. Poi, senza alzare lo
sguardo: D'accordo. Del resto, chi vuole vivere per sempre?.
Siamo una squadra, amici. Avvertii un moto d'orgoglio. Siamo pi in gamba di quei
mascalzoni. Possiamo sconfiggerli.
Cosa facciamo adesso? Hi si era raddrizzato. Non abbiamo indizi.
Sorrisi. Che programmi avete stanotte, signori?
Tre grugniti.
Il mio sorriso si allarg.
30
Perch tutte le tue idee brillanti implicano un reato?
Hi aveva un aspetto ridicolo con la camicia nera a maniche lunghe, i pantaloni neri e il
passamontagna. Immaginavo che grondasse di sudore, l sotto.
Eravamo tutti e quattro acquattati tra i cespugli di azalea che orlavano il vicolo dietro la
biblioteca pubblica di Charleston. Erano le 00.42. Se Kit avesse scoperto che ero fuori, mi avrebbe
rinchiusa in casa per tutta l'estate.
Avevo gi descritto a grandi linee il mio piano, ma prima che i ragazzi potessero sollevare
obiezioni, Kit aveva bussato alla porta. Io avevo chiuso il Mac, ero saltata sul letto e avevo finto di
dormire.
Lo avevo sentito esitare, quindi ritirarsi nella sua camera. Di l a poco, russava come un orso.
Mi dispiaceva ingannare mio padre. Per il suo bene, speravo che non ci prendessero. E anche
per il mio.
Alle mie spalle, Shelton sussurr: La biblioteca sar dotata di sistemi di sicurezza, vero?. Era
la quinta volta che lo diceva.  un edificio abbastanza nuovo.
Non lo sapremo finch non forzerai la serratura ripetei. Se qualcosa si mette a suonare, ce la
diamo a gambe.
La notte era calda e umida. Le nuvole coprivano la luna, la nebbia ammantava la citt.
Condizioni ideali per un tentativo di effrazione.
Un'autopattuglia gir pigramente attorno all'isolato, poi svolt a est in Calhoun Street. Era la
terza volta che la vedevamo passare.
Muoviamoci! sibil Ben.  la nostra occasione!
Ci fiondammo verso una porta isolata che dava sul vicolo. Speravo che il sistema d'allarme non
fosse al di l delle nostre possibilit, ma la serratura sembrava nuova e inattaccabile.
Ragazzi. Hi indic una finestra a pianterreno, una decina di metri pi in l.
Una finestra socchiusa.
Sgattaiolammo lungo il muro.
Inserendo le mani nello spiraglio, Shelton sollev il telaio scorrevole. Trattenemmo il fiato.
Niente sirene o campanelli d'allarme. Un colpo di fortuna per la banda di ladri.
Uno alla volta ci intrufolammo attraverso l'apertura. Ben abbass il vetro dietro di noi, quindi
accese una torcia elettrica.
Ci trovavamo in una stanza quadrata. Al centro c'era un lungo tavolo su cui erano posati una
dozzina di libri e una tazza mezza vuota, piena di mozziconi di sigaretta bagnati.
Grazie, signor Nicotina mormorai. Il fumatore si era dimenticato di chiudere la finestra.
Malignamente, mi augurai che fosse Limestone.
Tornai a concentrarmi sulla missione. Qualcuno doveva aver dato un'occhiata al materiale che
avevamo visionato luned. In quale altro modo avrebbe potuto conoscere le nostre intenzioni?
Ma come dimostrarlo? Come identificare lo stronzo?
Impronte digitali.
Il piano era un salto nel buio. Tuttavia, se avevamo un nemico, dovevamo saperlo.
Specialmente se questo nemico aveva una pistola ed era pronto a usarla.
Seguimmo Ben al piano di sopra, guardandoci attorno in cerca di videocamere di sorveglianza.
Non vedendone nessuna, acquistai fiducia. Ci sarebbero bastati pochi minuti.
Entrando nella Sala del South Carolina, ci precipitammo verso il lettore di microfilm. Utilizzato
di rado nell'era di internet, era probabile che nessuno si fosse servito di quel pezzo d'antiquariato dalla
nostra visita di due giorni prima.
Nessuno a parte chi ci dava la caccia, speravo.
Be', proviamoci. Accesi la lampada portatile a ultravioletti che avevo preso dalla cassetta
portautensili di Kit e la passai sui comandi.
Nessun miracolo.
A cosa serve tutto questo? chiese Ben.
I polpastrelli hanno delle creste e dei solchi microscopici che consentono di migliorare la
presa. La voce di Hi era smorzata dal passamontagna. Il disegno  unico per ogni persona.
Questo lo so replic Ben. Voglio dire, come si rilevano?
Le dita sudate e unte lasciano impronte su quasi ogni superficie. Stavo riesaminando i
comandi.
Ancora niente.
Se ne possono vedere alcune a occhio nudo, ma  raro. Le impronte invisibili vengono definite
latenti. Sono quelle che sto cercando.
Il lettore di microfilm era di metallo scuro e lucido, ideale per rilevare le impronte latenti. Feci
scorrere il piccolo fascio di luce azzurra sulla superficie.
Nessun risultato.
Passando alla fase due, presi dalla tasca una boccetta di polverina grigia e un pennello
magnetico. Se  presente un'impronta, le minuscole particelle di questa polvere aderiranno all'unto e
al sudore, evidenziando le creste spiegai.
Spolverai con delicatezza i comandi. Nada. Provai con la superficie esterna della macchina.
Nisba. Lo schermo. Zero. Avevamo fatto cilecca.
Leviamo le tende consigli Shelton. Escogiteremo qualcos'altro che comporti meno rischi
di finire al fresco.
Un pensiero improvviso.
Dove sono le nostre impronte? Dovrebbero restare per settimane su una superficie del genere.
Forse il custode ha pulito la macchina sugger Hi.
Oppure qualcun altro, per cancellare le sue disse Ben.
Merda!
Ci eravamo introdotti illegalmente in un edificio pubblico per niente. Ero sul punto di
ammettere la sconfitta, quando ebbi un'altra idea.
Controlliamo il microfilm della Gazette prima di andarcene. Nessun altro l'avr tirato
fuori.
Con un gemito, Hi corse a recuperare la bobina.
Non toccarla! sibilai.
Usando il passamontagna per coprirsi le mani, Hi estrasse la bobina giusta dallo scaffale e la
pos sul tavolo.
La esaminai alla luce ultravioletta.
Niente.
Delusa, controllai il lato opposto.
Un ovale si illumin di bianco.
Soffocando un urlo di gioia lo cosparsi di polvere. L'impronta emerse in ogni minimo dettaglio.
Che mi venga un colpo! esclam Ben sottovoce.
Prelevala e tagliamo la corda. Shelton mi porse un rotolo di scotch e una scheda.
Con cautela premetti una sezione del nastro adesivo sopra l'impronta coperta di polvere. Quindi
levai lo scotch e lo appiccicai alla scheda. Un disegno spiraliforme grigio si trasfer sul cartoncino.
Finalmente qualcosa andava per il verso giusto.
Per un nanosecondo.
Tump.
Una portiera sbattuta.
Hi si precipit alla finestra.
Maledizione!
Una luce lampeggiante rossa e blu gli inondava la faccia.
Fuori! strill. La polizia!
31
Mi buttai a terra, strisciai fino alla finestra e sbirciai oltre il davanzale.
C'erano due autopattuglie parcheggiate. Tre agenti esploravano con le torce l'esterno della
biblioteca.
Come cavolo...? Non riuscii a dire altro. Mi sembrava irreale.
Stavolta la faccenda era seria. Eravamo davvero nei pasticci. Quelli erano poliziotti in carne e
ossa, e noi avevamo commesso un reato grave. I nostri genitori non avrebbero potuto tirarci fuori
pagando una cauzione.
Un allarme silenzioso? Hi aveva la testa sepolta tra le mani. Sensori di movimento? Poteri
paranormali?
Cielo, siamo i ladri peggiori del mondo! Shelton era steso sul pavimento, sopraffatto dalla
corsa sulle montagne russe degli ultimi giorni. Lasciamo perdere, io mi arrendo!
Ben gli moll uno scappellotto sulla testa per comunicargli la sua opinione circa la resa. Poi,
curvo in avanti, sgattaiol fino alla porta per controllare l'atrio.
Altri due piedipiatti davanti. Non possiamo andarcene da l.
Raggiunse l'uscita di emergenza in fondo alla sala. La porta era aperta.
Come topi che scappano dalla gabbia, scendemmo di volata al pianterreno e scivolammo nella
stanza da cui eravamo entrati.
Udii un tintinnio di chiavi provenire dall'ingresso principale. Un cigolio di cardini. Delle voci.
Chiusi la porta.
Sbirri nel vicolo! sibil Shelton. Gi!
Mi gettai a terra.
Un'autopattuglia stava percorrendo la strada a passo d'uomo, la radio che gracchiava. Si ferm
davanti alla nostra finestra. Un potente fascio luminoso penetr attraverso il vetro. Luci blu e rosse
turbinavano sulle pareti.
Rimasi immobile sul pavimento, respirando appena. Ringraziando tutte le divinit che
conoscevo  e Ben  per aver richiuso la finestra.
Il faro scandagli gli angoli del nostro nascondiglio. Il cuore mi batteva nel petto come un
martello. Tenevo la guancia premuta contro la vecchia moquette che sapeva di muffa. Il naso inalava
decenni di polvere.
Pass un'eternit. Ero certa che ci avrebbero scoperti. La stanza era troppo piccola per
nascondere quattro adolescenti.
Alla fine, la macchina della polizia ripart lentamente.
Nessuno di noi si mosse.
Il rumore di una maniglia che veniva abbassata. Poi dei passi echeggiarono nell'atrio.
L'adrenalina fece un altro giro completo nel mio corpo.
Poliziotti. Dentro l'edificio. Perlustravano una stanza dopo l'altra.
La porta non aveva una serratura. Agitai freneticamente la mano verso gli altri.
Recepirono il messaggio.
I lampeggianti blu e rossi svanirono. Il vicolo torn buio mentre l'autopattuglia svoltava
l'angolo.
Ben balz in piedi e sollev la finestra. Io sgusciai fuori, attraversai di corsa la strada e mi tuffai
tra i cespugli sul lato opposto.
Hi fece altrettanto. Poi Shelton. Ben usc per ultimo. Lo vidi lottare per chiudere la finestra. Il
telaio si abbass, bloccandosi quando mancavano pochi centimetri.
Il cuore mi batteva all'impazzata.
Muoviti! Vieni via di l!
Alla fine rinunci e si precipit verso i cespugli. Era a met del vicolo quando un'altra
automobile della polizia spunt da dietro l'angolo, il proiettore che fendeva l'oscurit.
Ben irruppe tra le azalee e continu a correre. Io, Hi e Shelton lo seguimmo, senza voltarci
indietro.
Incuranti del buio e della nebbia, correvamo a perdifiato nella notte. Persino Hi: il terrore di
essere arrestato aveva la meglio sulle deficienze fisiche.
A due isolati dalla biblioteca sentimmo l'urlo di una sirena. Un'autopattuglia ci sfrecci
accanto. La nebbia? Chiss. Sta di fatto che gli agenti non si accorsero degli esausti teenager che si
scapicollavano per le strade.
Peccato non ci fosse nessuno a cronometrarci. Senza dubbio avremmo stabilito i nostri primati
personali.
Dieci minuti dopo eravamo a bordo del Sewee, trafelati e sbuffanti, il sudore che copriva ogni
centimetro dei nostri corpi. Ben avvi il motore, Shelton sleg le cime di ormeggio e ci allontanammo
nel grigio che avvolgeva il porto. Il mare era liscio come una tavola. Silenzioso. Piatto. Un regalo
gradito che compensava gli affanni dell'ultima ora.
Mi stavo godendo quel momento di serenit, quando Shelton sbuff, poi si mise a ridacchiare.
Saremo anche delle schiappe come scassinatori, per di sicuro siamo degli assi a scappare!
La sua ilarit fu contagiosa. Hi scoppi a ridere, poi rimase senza fiato e fin per tossire.
Questo non fece che rendere la situazione ancora pi buffa. Risi anch'io, e perfino Ben prese a
sghignazzare nel vento mentre pilotava il motoscafo. La tensione repressa evapor nella notte.
Scivolai accanto a Hi.
Stai bene?
Quando lui rialz la testa, aveva gli occhi contratti e la mascella storta in maniera innaturale.
Fece per parlare, ma le labbra rimasero immobili. Per un attimo le pupille brillarono alla luce della
luna.
Poi gli occhi rotearono all'indietro.
Hi! strillai.
Croll in avanti, privo di sensi. Lo agguantai prima che sbattesse il capo per terra.
Ben! urlai. Hi ha qualcosa che non va!
Ben spense il motore e si affrett a raggiungermi a poppa. Sebbene fosse incosciente, Hi
respirava normalmente.
Ha picchiato la testa? Mi sforzai di ricordare come si interveniva nei casi di commozione
cerebrale.
Hiram, svegliati, amico! Shelton gli schiaffeggi le guance, quindi gli strofin le braccia.
Non esattamente una roba da WebMD, il famoso servizio d'informazione medica online. Lo allontanai
con gentilezza.
Le palpebre di Hi si sollevarono lentamente, rivelando occhi... diversi. Le iridi marroni erano
scomparse, sostituite da globi dorati divisi in due da pupille nerissime.
Indietreggiai d'istinto, inciampai e caddi sul tavolato della barca.
Che cos'era?!?!?
I suoi occhi hanno qualcosa! mormorai.
Ben e Shelton mi guardarono. Erano troppo lontani per aver notato il cambiamento. Si
avvicinarono, temendo il peggio.
Hi batt le ciglia, si raddrizz. Le iridi erano tornate castane. Che sensazione strana. Scroll
la testa, cercando di riordinare le idee. Sono svenuto?
Gi rispose Shelton.  tutto okay? I tuoi occhi funzionano bene?
Hiram alz e abbass le palpebre. Naturalmente. Poi la sua voce si alz di tono. Un
attimo... perch? Qualcosa non va? Ho un occhio in fuori o roba del genere? Ditemelo!
Shelton e Ben lanciarono uno sguardo nella mia direzione.
Niente, Hi, colpa mia lo tranquillizzai. Dev'essere stato uno scherzo della luce. Scusami!
Non volevo spaventarti.
Era vero. I suoi occhi sembravano normali. Qualunque cosa avessi visto, era sparita. O non era
mai esistita.
Questo  quello che capita quando un ciccione si mette a correre per un chilometro e mezzo
lo punzecchi Shelton.
Non mi sembra che tu faccia parte della squadra di atletica, amico.
Andiamocene a casa. Ben torn al volante. Sono le due passate, e domani c' scuola.
 tutto a posto, vero, Tory? Hi aveva bisogno di rassicurazioni. Lo avevo spaventato a morte.
Ci puoi scommettere. Abbiamo un'impronta digitale e non ci siamo fatti catturare. A
postissimo, direi.
Lui si appoggi all'indietro e chiuse gli occhi. Strano sospir. Non ero mai svenuto. E
adesso mi sento alla grande.
Tentai di bloccarla, ma l'immagine mi riapparve nella mente. Iridi dorate, pupille nere. Occhi
senza fondo. Primordiali. Ricordavano una creatura diversa.
All'improvviso mi sentii esausta. La mia mente divenne confusa, sembr curvarsi, poi riprese di
colpo la sua forma. L'energia torn a scorrere in me.
Provai a muovermi. Non ci riuscivo. Impotente, mi accasciai contro lo schienale del sedile.
Avevo le palpebre pesanti.
Nelle profondit del mio corpo, fu come se dei legami si spezzassero, per poi rigenerarsi,
rinascere.
Spalancai gli occhi. Qualcosa era cambiato. Potevo avvertirlo in ogni fibra del mio essere. Ma
cosa? Era avvenuto un mutamento. Feci un rapido esame dentro di me per capirne la natura. Non trovai
nulla.
Mi sentivo leggera. Potente. La stanchezza spazzata via da un'ondata di forza viscerale.
Il motoscafo filava veloce sulle acque placide. Una luna quasi piena fluttuava in alto sopra di
noi. La osservai rapita, ammaliata dalla sua bellezza. Sentii un richiamo che non avevo mai udito
prima.
Mi voltai verso Hi. Anche lui fissava il cielo, gli occhi luccicanti. Compresi che avvertiva lo
stesso influsso.
Un nome mi affior alle labbra.
Whisper dissi, senza sapere perch.
Whisper.
Il nome rest un istante sospeso nell'aria, poi si dissolse nell'oscurit di quella mite notte di
primavera.
PARTE TERZA
INCUBAZIONE
32
La sveglia suon per dieci minuti prima che aprissi gli occhi.
Biiip! Biiip! Biiip!
Kit picchi alla porta della mia camera, per ricordarmi che perdere due giorni di scuola di fila
non era accettabile.
Sono alzata! mentii.
Rimasi immobile sotto le coperte, ancora sfinita dopo l'avventura della notte precedente,
architettando scuse per restarmene a letto. Le articolazioni mi facevano male. La testa pesava una
tonnellata. Sperai di non ammalarmi.
Altri due colpi alla porta.
Tory! Muoviti!
Uffa.
Un piede sul tappeto. Due. Movimenti lenti, tipo zombie. Gli occhi si rifiutavano di stare aperti.
Portai faticosamente a termine la routine mattutina, poi dovetti correre per non perdere il traghetto.
I ragazzi non avevano un aspetto migliore del mio. Ben e Shelton, imbronciati e scorbutici, non
erano in vena di fare conversazione. Hi ronfava, crollando di tanto in tanto sulla spalla di Ben, che lo
allontanava.
A scuola, il tempo scorreva al rallentatore. Di solito seguivo volentieri le lezioni, ma quel
giorno avrei voluto un tasto per l'avanzamento veloce. Dovevo parlare a Jason dell'impronta digitale.
Durante l'ora di biologia? No. La mia richiesta era insolita, ai limiti dell'illegalit. Non era il
caso di parlarne in gruppo. Inoltre, dovevo fare un po' di lavoro preparatorio.
Mi incontrai con Shelton e Hi in biblioteca, nella pausa pranzo. Ben non aveva maneggiato il
lettore di microfilm, quindi la sua assenza era giustificata.
Ci servono le nostre impronte per una verifica dissi.
Presi un tampone per timbri, girai il dito indice nell'inchiostro e lo premetti su una scheda su
cui scribacchiai le mie iniziali. Shelton e Hi mi imitarono.
Rammentami perch lo stiamo facendo... disse il primo.
Per essere certi che l'impronta misteriosa non appartenga a uno di noi risposi. Non vorremo
mica dare la caccia a noi stessi, giusto?
Hai idea di come analizzare le impronte? domand Hi.
Mi sono documentata. Ne esistono di tre tipi: cappio, spirale e arco. Usando la lente
d'ingrandimento, esaminai le schede. Voi avete entrambi dei cappi. Shelton, le tue linee vanno da
sinistra verso il centro del polpastrello, poi tornano a sinistra.
Le mie no. Hi stava sbirciando la sua scheda da sopra la mia spalla.
Le tue vanno nella direzione opposta, ma  sempre un cappio.
Fratelli separati da piccoli? chiese Hi.
Shelton sbuff.
No, solo cittadini comuni dissi. Due terzi della popolazione hanno il cappio.
Io voglio la spirale protest Hi. Suona pi fico.
Le spirali presentano un cerchio completo al centro di ogni impronta. Sollevai il mio
cartoncino. Eccone una. Meno di un terzo della popolazione possiede questo tipo di impronta.
Perci l'ultimo disegno dev'essere piuttosto raro not Hi.
Gi. L'arco caratterizza meno del cinque per cento della popolazione.
E il vincitore della notte scorsa ... La voce di Shelton sembrava un rullo di tamburo.
Piazzai l'impronta misteriosa sotto la lente.
Un tizio con un arco! esult Hi.
Il che ci esclude dissi.
Hi dispose le quattro schede una accanto all'altra. Ed  enorme! Troppo grande per essere una
delle nostre dita.
Un'impronta cos perfetta dev'essere recente osservai. Shelton, sei certo di aver rimesso a
posto di persona la bobina del microfilm? Non l'hai lasciata su un carrello, vero?
Sicuro al centodieci per cento.
Allora l'impronta  stata lasciata dal nostro persecutore.
Scattai una foto con il cellulare, poi controllai l'ora. Venti minuti alla fine della pausa. Era
tempo di cercare Jason.
Ma di Jason nessuna traccia.
Guardai ovunque: nei corridoi, nel prato, in palestra, nella caffetteria. Tutto inutile. Gli studenti
non dovrebbero lasciare il campus durante le ore di lezione, ma gli addetti alla sorveglianza spesso
girano la testa dall'altra parte. Soprattutto se si tratta di ragazzi ben imparentati.
Immaginando che Jason se la fosse filata al Poogan's Porch per mangiarsi delle polpette di
granchio, decisi di avvicinarlo dopo l'ultima ora. Avevamo trigonometria insieme.
Il pomeriggio si trascin avanti con la lentezza di un corteo funebre. Durante trigonometria,
l'omino del sonno mi pass a trovare. Due volte rischiai di sbattere la faccia sul banco. Contavo i
secondi che mancavano al suono della campanella.
Driiin!
Saltai su come se fossi caricata a molla.
Jason! Mi affrettai a raggiungerlo nell'atrio. Aspetta!
S, signora! Un ampio sorriso. Sempre al suo servizio.
Hai un attimo di tempo?
L'allenamento inizia tra dieci minuti. Fino ad allora sono tutto tuo.
La squadra di lacrosse della Bolton difendeva il titolo di campione dello Stato e stava
disputando i play-off anche in quella stagione. Jason era il miglior marcatore della squadra.
Bersaglio acquisito. Via.
Ma con orrore mi accorsi di non sapere come formulare la richiesta.
Lui aspettava con un'espressione divertita. Le parole mi frullavano nella testa quando apparve
Ben.
Ti pu aiutare? chiese, ignorando Jason.
L'ho beccato solo adesso risposi.
Presumo stiate parlando di me. Tu sei Ben, giusto?
Gi. Nessun sorriso. Nessuna domanda.
Jason inarc le sopracciglia, stupito.
Che succede? Cercai di riscaldare l'atmosfera gelida.
Voi due vi conoscete?
Nessuna risposta. Gli occhi di Jason rimasero incollati a quelli di Ben. Il clima era sempre pi
imbarazzante.
Ma i giovani rampolli della nobilt di Charleston crescono imparando le buone maniere.
L'educazione di Jason ebbe la meglio.  un piacere conoscerti disse, bench non lo intendesse
affatto.
Terminati i convenevoli, riport la sua attenzione su di me. Ben non esisteva pi.
Ho un problema dissi in fretta. Speravo che tuo padre potesse darmi una mano.
Dopo il diploma alla Citadel, l'accademia militare di Charleston, con gran costernazione della
sua famiglia il padre di Jason aveva voltato le spalle alla tradizione ed era entrato nella polizia. Aveva
lavorato anni come poliziotto di quartiere, poi era diventato detective, e in seguito era stato assegnato
alla squadra omicidi. Attualmente  a capo dell'unit crimini violenti.
Il mio vecchio? La voce di Jason denotava una certa sorpresa. Hai sparato a qualcuno?
Niente del genere. Mi lanciai nella storia che avevo inventato. Mi hanno rubato il laptop.
Colpa mia, sono stata una stupida. L'ho lasciato sui gradini dell'ingresso mentre correvo in giro a
recuperare la posta. Quando sono tornata, era sparito.
Qualche sospetto?
No, per il ladro ha lasciato una traccia. Tirai fuori la scheda con l'impronta digitale. L'ho
presa da una lattina che ho trovato dove stava il Mac.
Una spiegazione un po' zoppicante. Andai avanti.
Mi chiedevo se tuo padre non potesse farla controllare.
L'hai prelevata tu? Sul serio? Jason pareva divertito. Chi sei, Jack Bauer di 24?
Mi strinsi nelle spalle. Un dono di famiglia.
La maggior parte della gente impara a pescare o cose del genere. Rest un attimo pensoso.
Hai denunciato il furto?
Qui sta il punto. Questa parte era la pi insidiosa. Speravo di controllare l'impronta prima.
Il ladro potrebbe essere un vicino di casa.
Imbarazzante.
Gi. Preferirei riavere indietro il computer senza che qualcuno venga arrestato. Siamo molto
legati su Morris Island.
Sar dura. Jason corrug la fronte. Mio padre pu inoltrare la richiesta, ma il modulo deve
riportare il numero del caso. Seguendo la prassi corretta, ci vorranno settimane.
E fuori dall'orario di lavoro?
Jason scosse il capo. Quelli del laboratorio fanno dei favori solo in caso di emergenza, e si
aspettano qualcosa in cambio. Non credo di poterti aiutare.
Ben rote gli occhi. Jason gli scocc uno sguardo che non riuscii a interpretare.
Mi sono persa qualcosa tra questi due?
Grazie comunque dissi. Credo che...
Aspetta! Jason schiocc le dita. So chi pu darti una mano. Prima che potessi replicare,
url: Chance! Vieni qui un secondo!.
Mi sal di colpo la pressione.
No, no farfugliai. Non disturbare Chance. Non  una faccenda importante!
Tranquilla disse Jason.  l'uomo che fa al caso nostro.
Chance ci raggiunse. Hannah era aggrappata al suo braccio come un uccello esotico.
Stai di nuovo molestando Tory? Mi strizz l'occhio, quindi si gir verso Ben. Non credo
che ci conosciamo.
Lui  Ben lo present Jason. Un tipo in gamba. Parla un po' troppo, per.
Ben lo guard in cagnesco.
Intervenni per allentare la tensione. Questo  il mio amico Ben Blue.
Chance... Jason mi interruppe. Ci serve qualcuno con una certa influenza. Tu sei la persona
giusta.
Mentre ascoltava la storia del finto furto, Chance sembrava... che cosa? Annoiato?
Ma  terribile. Si lev un pelucco invisibile dalla manica della giacca. Mi auguro che
catturino il colpevole.
Jason mi diede un colpetto con il gomito. Fagli vedere.
Con riluttanza, mostrai la scheda con l'impronta digitale, sperando che la scena non fosse strana
come sembrava.
Suppongo che qualcuno della SLED possa dargli un'occhiata mormor. Gioco a golf con il
figlio del direttore. Credo che mio padre abbia sponsorizzato la loro iscrizione al club.
Si riferiva alla South Carolina Law Enforcement Division, l'equivalente statale dell' FBI.
Ma ne vale davvero la pena? Non avrebbe potuto apparire meno entusiasta, se non sotto
potenti sedativi.
Chance! lo rimprover dolcemente Hannah. Se puoi dare una mano a Tory, devi farlo. Non
 un grosso problema, vero?
No, certo. Gli amici di Jason sono miei amici. Mi fece un altro dei suoi occhiolini brevettati.
Doveva esercitarsi ogni mattina mentre si annodava la cravatta. Ma non lo diremo a mio padre, vero?
Terr le labbra cucite. Non ci potevo credere. Grazie mille!
Nessun disturbo. E non tenere cucite quelle labbra graziose. Spero avremo tue notizie pi
spesso, ora che siamo complici in una cospirazione. Si gett un'occhiata sospettosa alle spalle.
Io restai a fissarlo, completamente nel pallone.
Hannah emise un risolino.
Ignoralo. Gli diede un pugnetto.  un inguaribile donnaiolo.
Mi dichiaro colpevole. Chance ridacchi, poi, rivolto a Jason: Vai all'allenamento?.
Jason annu e si gir verso di me. A presto, Tor.
A presto.
Ben. Un ripensamento insincero. Jason e Chance uscirono dalla porta principale.
Ben fumava di rabbia.
Stronzi pieni di soldi borbott quando il terzetto era troppo lontano per sentire.
Mi morsi la lingua. Avevo imparato a non contrariarlo quando aveva la luna di traverso.
Ma Chance mi rimase impresso nella mente.
I suoi occhi. Avevano indugiato su di me? E quelle strizzatine? Erano solo per mettersi in
mostra? Quanti ammiccamenti ci volevano perch significassero qualcosa?
Basta. Stavo fantasticando sul ragazzo pi popolare della scuola? Ero patetica.
Forza, uomo tutto d'un pezzo scherzai. Andiamo a cercare il leggendario computer rubato.
Ben non perse il suo cipiglio. Come vuoi.
Okay, allora.
Il viaggio di ritorno verso casa fu un vero spasso.
33
Il mattino seguente mi svegliai sorridendo.
Venerd. Sempre una bella cosa. E mancavano solo due settimane alle vacanze estive. Presto
avrei potuto finalmente liberarmi dell'etichetta di primina.
Ma il mio sorriso aveva poco a che fare con il calendario.
La sera prima avevo assistito a un miracolo: Coop correva in giro, scodinzolando felice. Dopo
dieci minuti di salti contro le pareti aveva ripulito la sua ciotola, spingendomi con il muso per avere
altro cibo.
Un forte appetito significava che si stava ristabilendo. Il suo sistema immunitario aveva
sconfitto il virus. Euforica, gli riempii la ciotola tre volte.
Ma non tutto era roseo sul fronte della salute. A differenza di Coop, mi sentivo debole e fiacca.
Temendo di essermi beccata l'influenza, buttai gi una pastiglia di zinco gluconato con un infuso di
echinacea. Attacco preventivo.
E non era la mia unica preoccupazione.
Karsten ci aveva convocati tutti e quattro per un colloquio con il servizio di sicurezza di
Loggerhead. Le conseguenze avrebbero potuto essere spaventose.
A scuola, quel mattino, non c'era niente di speciale. Avevamo lezione di biologia, dunque non
avrei visto n Jason n Hannah. Meglio cos. Non avevo terminato di confrontare i DNA per la ricerca.
Presi mentalmente nota di ultimare il lavoro prima dell'incontro di domenica.
All'ora di pranzo la banda si riun al pontile, come ordinato. Il signor Blue ci fece salire
frettolosamente a bordo, quindi part alla volta di Loggerhead. Noi ci raggruppammo vicino al
parapetto, troppo in ansia per starcene seduti.
Per l'intera mattinata avevo evitato di pensare all'imminente interrogatorio, ma adesso
cominciavo ad avere la tremarella.
Hi aveva le idee molto chiare sulla questione.
Vi siete ficcati bene in testa che non possiamo combinare casini? Le nostre versioni devono
corrispondere. Perfettamente. Alla lettera.
Ho capito. Shelton rote gli occhi. Abbiamo trovato una piastrina di riconoscimento
dell'esercito. Siamo andati in biblioteca, dove abbiamo saputo di Katherine Heaton. Poi Tory ha notato
qualcosa di strano nel terreno, perci abbiamo scavato e scoperto quelle che alla fine erano delle ossa di
scimmia. Facile.
E ci siamo spaventati come degli imbecilli. Persino le virgolette mimate da Ben erano
sarcastiche. E abbiamo immaginato colpi d'arma da fuoco e crani umani.
Per non correre rischi, avevamo deciso che la strategia migliore era quella di recitare la parte
degli stupidi. Nessuno avrebbe creduto a quello che era realmente accaduto, perci dire la verit era
inutile. Au contraire, avrebbe suscitato maggiori sospetti.
Feci un cenno d'approvazione con il capo.
Hi si batt la mano sulla fronte per la frustrazione. No, no!
E adesso cos'hai? chiesi.  tutto quello che possiamo dire.
Dettagli! abbai lui. Per rendere una bugia verosimile, i particolari sono indispensabili. Pi
siamo vaghi, meno sembreremo credibili.
Lo guardammo.
Hi sospir. Quanta pazienza...
Per prima cosa ci serve un alibi per sabato. E soprattutto dobbiamo convincere Karsten che
abbiamo commesso un errore in buona fede, con quelle ossa.
Ce la caveremo disse Shelton. Quell'uomo non  un sensitivo.
Davvero? Hi allacci le mani dietro la schiena, ruot su se stesso e si piazz davanti a
Shelton. Tu! tuon come un sergente istruttore. Dov' la targhetta che avete trovato?
Cosa? uggiol Shelton. Noi... l'abbiamo persa.
Dove?
Nei boschi. Mentre scappavamo.
Dove nei boschi? Scappavate da cosa?
Oh, ehm... Tory ha lasciato cadere la targhetta mentre fuggivamo da... qualcosa.
Da qualcosa? incalz Hi. Hai visto degli uomini armati o no?
Uhm... no. Mi sembra di no.
Ti sembra?
Era buio. Shelton era in difficolt. Mi rendo conto adesso che non c'era nessuno.
Allora che cosa hai sentito?
Be', ecco... dei colpi. Come di rami che si rompono. Le risposte di Shelton erano sempre
meno convincenti.
Quanti? Da che direzione?
Molti. Da tutte le parti.
Hi inarc le sopracciglia. Hai sentito molti colpi simili a rami che si rompono, provenienti da
ogni parte?  questa la tua storia?
Aspetta... no, non da ogni parte. Da... da sinistra.
Hi puntava sul bersaglio come un missile Patriot. Quanti erano gli uomini che ti davano la
caccia?
Tre rispose Shelton senza pensarci.
Hi piomb sull'obiettivo. Pensavo avessi immaginato quei tizi armati!
Oh, no... Insomma, credevo di averli visti, in effetti... farfugli Shelton. Il sudore gli
bagnava l'attaccatura dei capelli. Okay, basta!
Tu! Hi indic Ben. Cosa avete trovato nella fossa?
Ossa replic Ben.
Quante? Quali?
Ben apr la bocca, poi la richiuse.
Il foro di proiettile prosegu Hi. Dov'era?
Nel cranio.
Hi si accost alla faccia dell'amico. Ma il cranio della scimmia non aveva nessun foro di
proiettile!
Giusto... Pensavo ci fosse un buco nel cranio, per mi sbagliavo.
Pensavi? Non sai dire se c' un buco in qualcosa?
Ben rest un attimo in silenzio. Urlami ancora in faccia, amico, e ne far uno nel tuo, di
cranio.
Ignorandolo, Hi si gir verso di me.
Dov'eri alle nove di sabato mattina?
Eh? Non avevo pensato al sabato. Ero a casa mia. Dormivo.
Tuo padre pu confermarlo? Era a casa anche lui, vero?
Ops.
No, me n'ero dimenticata, mi trovavo nel bunk...
Non posso dire nemmeno questo.
Ero con Ben, sulla sua barca risposi in modo poco convincente.
Da sola?
Merda! Cosa avrebbero detto gli altri?
Pu darsi.
Pu darsi!?! Hi lev le braccia al cielo.
Siamo fottuti mormor Shelton.
D'accordo, Hi dissi. Mi hai convinta. Esponi la tua idea.
I dettagli sono fondamentali. Fece segno di avvicinarci. Teniamo bene a mente quelli
cruciali. E se Karsten ci fa delle domande che non abbiamo previsto, o diciamo Non lo so, o ci
inventiamo qualcosa che gli altri non debbano confermare.
Punt il dito verso Shelton. Nessuno ha visto degli uomini nei boschi. Niente luci, niente voci,
niente di niente.
Va bene.
Diciamo di avere sentito due colpi prosegu Hi. Simili a schiocchi di frusta. Capito?
Schiocchi di frusta.
Capito conferm Shelton. Poteva essere una scimmia tra gli alberi. Magari un ramo che si 
spezzato, chi pu dirlo?
Esatto. Ma lasciamo che siano loro a trarre le conclusioni. Noi limitiamoci a fare la parte degli
stupidi. E gli schiocchi di frusta provenivano dal lato opposto della radura. Niente di pi specifico,
okay?
Passammo tutti in modalit di memorizzazione. Per fortuna eravamo bravi in questo genere di
cose.
Ed  Tory che ha perso la targhetta, quindi gestir la cosa come meglio crede. Noialtri cosa
risponderemo?
Non lo so risposero in coro Ben e Shelton.
Perfetto. Hi gett uno sguardo all'orologio. Abbiamo circa trenta minuti. Per fortuna vostra
ho fatto qualche ricerca.
Il resto della traversata lo passammo ad apportare piccoli ritocchi al nostro alibi.
Pregavo soltanto di non combinare qualche casino.
34
Signor Stolowitski. Karsten diede un'occhiata a un blocco per appunti. Lei  il primo.
Hi si alz ed entr nella sala riunioni. All'interno c'erano tre sedie attorno a un tavolo
pieghevole. Il professore si sedette su un lato, accanto a Carl. Hi prese posto di fronte a loro.
Il professore non perse tempo. Dove si trovava sabato mattina?
Carl era appoggiato sugli avambracci nel tentativo, poco riuscito, di apparire minaccioso.
Sabato mattina? Mi faccia pensare. Hi alz gli occhi verso il soffitto. Oh, giusto! Sono
andato alla festa dei cani con Shelton, Ben e Tory. Abbiamo raggiunto il porto turistico con il
motoscafo di Ben, poi abbiamo camminato fino a Marion Square.
Appoggi il mento sui pugni.
Me lo ricordo perch piovigginava, e i cani ululavano come matti. Un grosso dobermann si 
liberato del guinzaglio e ha fatto inciampare Ben, che  cascato in un'enorme pozzanghera. Da
spanciarsi dalle risate! Si  dovuto comprare una t-shirt nuova a una bancarella che vendeva solo
magliette con sopra stampati degli animali. Era cos arrabbiato...
Karsten lo interruppe. A che ora siete arrivati alla festa?
Hmmm. Dovevano essere circa le otto e mezza. Tory voleva comprare dei dolcetti per cani da
un venditore di specialit per animali. Il tizio era rimasto senza, ma ha detto che il suo socio avrebbe
portato delle barrette di cioccolato bianco alle nove. So cosa sta pensando... Il cioccolato fa male ai
cani. Per il venditore ci ha detto che solo il cacao  pericoloso, e il cioccolato bianco non ne
contiene.
Karsten apr la bocca, ma Hi era un fiume in piena.
Comunque, ne abbiamo comprato un po' da dare ai cani abbandonati. Non potevamo adottarne
uno, ma pensavamo che almeno...
Zitto!
Karsten sollev una mano per bloccare il torrente di parole che usciva dalla bocca di Hi. Carl
aveva smesso da un pezzo di prendere appunti.
Quanto tempo vi siete fermati a questa festa dei cani? Prima di rispondere, si ricordi che
verificher ogni sua affermazione.
Nessun problema. Hi si appoggi allo schienale della sedia, le dita intrecciate dietro la testa.
Mi pare che ce ne siamo andati verso mezzogiorno, quando l'ultimo dei levrieri  stato adottato.
Quella grassona del North Carolina...
Non mi interessa! Il professore fumava dalle narici. Fece una pausa, come se riflettesse tra s.
Per curiosit, come si sentiva pi tardi?
L'espressione di Hi era sorpresa. Cosa? Bene. Perch?
Cos, tanto per sapere. Gli occhi di Karsten si posarono sul blocco. Quando siete tornati a
casa?
Hi scosse la testa e riprese l'esasperante, dettagliato resoconto.
Saranno state le dodici e mezza. Poco dopo che la signora grassa se n' andata con il suo cane.
Siamo stati alla mostra canina... Un barboncino nano ha vinto il primo premio come migliore di
razza. Sorrise. Avrebbe dovuto vederlo!
Quindi ve ne siete andati dalla festa dei cani alle undici? domand Karsten con aria
indifferente.
No, signore.
Shelton si tormentava come suo solito il lobo dell'orecchio, gli occhi fissi sul tavolo. Era
almeno mezzogiorno. Anzi, mezzogiorno e mezza. Me lo ricordo perch  stato dopo che la cicciona
con la maglietta del North Carolina aveva preso il levriero, ma prima della mostra canina.
Carl sbadigli, ma notando lo sguardo di disapprovazione del direttore del centro chiuse di
scatto la bocca.
Chi ha vinto? Karsten finse di mostrare un minimo di interesse.
Un barboncino rispose Shelton. Migliore di razza.
Il professore cambi argomento. Ha visto tre uomini nel bosco sabato sera, giusto?
Se devo essere onesto, ero cos spaventato che non sono sicuro di cosa ho visto. Shelton
continuava a tenere gli occhi bassi. Rammento delle scimmie che correvano in giro.
Ma ha raccontato che degli uomini armati vi davano la caccia. Karsten era chiaramente
irritato. Vi hanno sparato, cos ha dichiarato.
Ho sentito due colpi forti, crac crac, tipo gli schiocchi di una frusta. Shelton si strinse nelle
spalle. Non so cosa abbia prodotto quei rumori. So soltanto che mi sono messo a correre.
Che assurdit  questa? scatt Karsten. Lei non ha visto nessuno quella sera?
Mi dispiace, signore. Shelton sapeva fare l'agnellino come nessun altro. Ho paura del buio,
lo chieda a mia madre. Mi agito sempre quando scende la sera.
Allora perch  scappato se nessuno la inseguiva? lo incalz Karsten.
Abbiamo scoperto quelle ossa al tramonto. Tory ha detto che erano umane. Si immagina la
fifa? Poi abbiamo udito dei rumori che venivano dall'altra parte della radura. Per la prima volta,
Shelton alz lo sguardo. Cosa posso dire? Mi sono spaventato. Sono un fifone. Sono fuggito a gambe
levate.
Niente uomini armati? Niente colpi d'arma da fuoco? Il professore sollev le mani, frustrato.
Adesso mi sta dicendo che nessuno vi dava la caccia? Che quindi tutto questo non  mai successo?
Scusi mormor Shelton. Credo che la mente mi abbia giocato un brutto scherzo. Dopotutto,
non  stato ritrovato nessun proiettile, no?
Dove ha ormeggiato l'imbarcazione? chiese Karsten.
Charleston City Marina disse Ben. Darsena centotrentaquattro.
Ha una ricevuta?
No. Il posto  pagato in anticipo per il traghetto.
L'istituto paga per la darsena?
Ben rispose con un'alzata di spalle.
Il direttore rimase in silenzio per un lungo istante. Ben aspett. Annoiato, Carl giocherellava
con il distintivo.
Si  ammalato di recente? domand Karsten infine.
No. Sorpresa.
Nessun problema di salute?
No. Adesso Ben sembrava sospettoso.
Karsten pass ad altro. Lei ha affermato di aver visto un teschio umano.
Ben non rispose.
Il professore picchi una mano sul tavolo. Dunque?
Era una domanda?
Non faccia il furbo, signor Blue. Avete trovato un teschio o no?
Era buio.
Karsten lo guard con occhio torvo. C'era un foro di proiettile nel cranio, come ha asserito in
precedenza?
Non l'ho mai detto.  stata Tory.
C'era un foro o no?
Era buio.
Karsten fece due profondi respiri dal naso. Una narice fischi.
Ben rest in attesa.
Carl intervenne con la sua prima domanda della giornata.
Quando siete arrivati alla festa dei cani, qual  stata la prima cosa che  accaduta?
Karsten pareva infastidito, ma rimase ad ascoltare.
Ben socchiuse gli occhi.
Allora? insistette Carl.
Un cane mi ha fatto inciampare. Sono caduto in avanti e ho rovinato la maglietta. Mi  toccato
comprarne una orribile a una bancarella.
Cosa c'era stampato su quella maglietta?
Ben esit.
Karsten si pieg in avanti, sperando in un passo falso.
Ben sorrise.
Dei cani.
 tutto sibil il professore.
Tory Brennan.
Karsten mi aveva lasciata per ultima. Per innervosirmi e trarne vantaggio, ne ero sicura. Ma non
sarei caduta nel suo tranello.
Felice di rivederla. Si accomodi.
Presi posto sulla sedia che scottava. Mi sentivo pronta. Ci eravamo esercitati come matti.
Fai pure del tuo peggio, stronzo.
Prima di iniziare, voglio essere chiaro. Karsten si tolse gli occhiali e li pul sulla cravatta. So
che i suoi amici stanno mentendo.
Gulp.
Era iniziata la resa dei conti. Quello non era soltanto un colloquio per raccogliere
informazioni, ma un interrogatorio in piena regola.
Le loro storie sono... Karsten scelse con cura le parole. Perfette. Inattaccabili. Inforc di
nuovo gli occhiali. Provate e riprovate.
Non capisco replicai candida come un agnellino. Ci siamo divertiti alla festa dei cani, se 
questo che intende.
Gli occhi del professore sembravano raggi laser attraverso le lenti macchiate d'unto.
Carl, esci.
L'ordine colse la guardia alla sprovvista. Il mio supervisore ha detto che dovevo essere
presente...
Subito! Il professore indic la porta. Oppure pulirai le gabbie delle scimmie fino al giorno
della pensione!
Scrollando la testa, Carl usc strascicando i piedi.
Accidenti!
Mi preparai a sostenere l'assalto. Sudando. Grazie dell'aiuto, ghiandole!
Quando la porta si richiuse, Karsten parl in tono pacato.
Non la torchier come ho fatto con gli altri, signorina Brennan. Sarebbe tempo sprecato.
Dottor Karsten, ho commesso un errore. Mi sforzai di apparire imbarazzata. Ero confusa. 
stato spaventoso trovare qualcosa di morto al buio. Mi sono fatta prendere dal panico.
Non credo neppure per un secondo che lei abbia confuso qualcosa.
Si metteva male.
Lo sa come ho conosciuto sua zia Temperance? Disinvolto, neanche stessimo chiacchierando
al bar.
Scossi il capo. Non era quello che mi aspettavo.
Abbiamo lavorato assieme in Sudan, cinque anni fa. Partecipavamo agli scavi nel sito di
Tombos, una localit dell'antica Nubia. Il professore premette i palmi sul tavolo. La dottoressa
Brennan  un'esperta di scheletri antichi. Lei la idolatra. Ha letto i suoi libri.
Si protese in avanti. Potevo sentire l'odore di amido del camice da laboratorio, vedere gli
enormi pori sul suo naso. Lei non scambierebbe mai delle ossa di scimmia per resti umani.
Sicuramente!
Cercai in fretta una risposta, ma il mio cervello era come sabbie mobili. Non mi ero preparata
per un attacco diretto.
Si  sentita poco bene ultimamente, vero? Il tono di Karsten era duro.
Poco bene?
Febbre? Mal di testa? Disorientamento? Spossatezza?
Niente affatto.
Karsten sbott.
Dov' il cane?
Una scarica di adrenalina.
Coop! Lo sa!
Eh? La mia voce si incrin.
Dov' il cane? Karsten batt i pugni sul tavolo. Basta con i giochetti. Lo voglio indietro.
Immediatamente!
Non so di che sta parlando mormorai.
La smentita suonava falsa, persino a me. Considerai l'idea di scappare, ma decisi che era
inutile.
Lo avete portato via da soli? sibil Karsten. Come avete fatto a entrare nel laboratorio?
Non risposi. Per un terribile istante pensai di essere sul punto di svenire.
Chi vi ha detto di cercare un cadavere proprio l? Un dito ossuto picchiett sul tavolo. In
quel punto preciso? Gli guizzava negli occhi una luce maligna. State lavorando con qualcuno, lo so.
Silenzio.
Karsten si spost indietro sulla sedia, raddrizz le spalle e respir a fondo. Quando torn a
parlare, la voce era fredda e modulata.
Se crede che io sia uno sciocco, signorina Brennan, ha sbagliato persona. Vi smascherer, e
recuperer l'animale.
Quella calma gelida mi intimoriva pi dell'ira. Ma la collera teneva a freno la mia paura. Date
le circostanze, ero sicura che quell'uomo avrebbe soppresso Cooper.
D'improvviso balzai in piedi e mi allungai sul tavolo. La mossa colse di sorpresa il vecchio
bastardo.
Forza, si faccia sotto sibilai a pochi centimetri dalla sua faccia.
Prima che lui potesse reagire, la porta si spalanc e Kit irruppe nella stanza.
Perch mia figlia viene interrogata da sola?
Abbiamo finito. Karsten si alz.  libero di riportare a casa i ragazzini.
Detto questo, il vecchio bastardo pass accanto a mio padre e scomparve nel corridoio.
Stai bene, bambina? Kit era livido di rabbia. Lanci uno sguardo truce verso il corridoio
lungo il quale Karsten si era allontanato. Sospettai che fosse sul punto di compiere qualche gesto che
avrebbe messo a rischio la sua carriera.
Sto bene. Stavamo chiacchierando di quella faccenda dello scavo. Niente di importante.
Sei sicura, Tor?
Assolutamente. Karsten non  poi cos cattivo. La bugia mi fece rivoltare lo stomaco, ma non
volevo che Kit facesse qualcosa di cui poi si sarebbe pentito. Torniamo a casa. Ho un sacco di
compiti.
Mio padre esit un istante, poi: D'accordo. Ne riparleremo pi tardi.
Raccolsi le mie cose e uscii dalla stanza con le gambe che mi tremavano. Riuscii a tenere duro
per tutto il viaggio di ritorno.
A fatica.
35
Il direttore del LIRI era furibondo. E anche decisamente spaventato.
Il dottor Marcus Karsten sedeva nel suo ufficio, accarezzando con aria assente il teschio di
scimpanz che usava come fermacarte. Se l'era procurato anni prima, mentre svolgeva ricerche sul
virus Ebola nella giungla dello Zaire. La sua solida presenza gli ricordava i passati successi. Gli
infondeva fiducia nei momenti difficili.
Come adesso.
Sollev il teschio e fiss le orbite vuote. Tutta la mia vita ha ruotato attorno ai virus killer,
riflett. Che vuoi che sia uno in pi nella collezione?
Continu ad accarezzare il cranio lucido, cercando di calmare i nervi. Senza risultato.
Non c'era verso di indorare la pillola. Gli interrogatori erano stati un disastro. I ragazzini si
erano preparati e non ne aveva cavato niente.
Ripose il cranio sulla scrivania, sempre agitato. Lui, l'adulto con un intelletto superiore, aveva
perso le staffe. Peggio, non era riuscito a prendere in castagna quei piccoli delinquenti. Le loro versioni
combaciavano fin nei minimi dettagli.
Una dannata festa dei cani? Ma per favore! Stavano mentendo.
E avevano pronunciato il nome di Katherine Heaton.
Un brivido gli corse lungo la schiena. Cosa sapevano quei teenager della ragazza scomparsa?
Le dita di Karsten tamburellavano sulla scrivania. Nel grande bovindo alle sue spalle, la luce
pomeridiana svaniva nella sera.
Tanta impudenza era strabiliante. Avevano chiesto l'autorizzazione per scavare? Nemmeno per
sogno. Erano andati avanti con il loro piano. Sulla sua isola!
Sapevano che avrei detto di no, quindi mi hanno semplicemente ignorato. Teppistelli insolenti.
Ma perch scavare l? In quel punto e non in un altro? Erano guidati da qualcuno? Chi? Doveva
scoprirlo prima che causassero altri guai. Guai seri.
Tory Brennan.
Le dita del professore iniziarono a tamburellare a un ritmo pi lento, poi tornarono a posarsi
sulla superficie fredda e consolante del teschio.
La ragazzina era la chiave di tutto. Sfrontata. Saputella. E s, anche brillante, doveva
riconoscerlo. Aveva un'intelligenza stupefacente per una della sua et.
Ed  un tipetto duro. Quell'impertinente marmocchia mi ha preso in giro, ha osato provocarmi.
Il ricordo lo fece infuriare. Premette le mani tremanti sulle ossa parietali dello scimpanz.
E ho perso il controllo, ho cercato di intimidire un'adolescente. Una mossa stupida. E mandare
Carl fuori dalla stanza? Pura demenza. Fare il prepotente  stato un errore madornale.
Il dottor Howard potrebbe creare dei problemi. D'ora in avanti devo stare pi attento.
L'universit far delle domande, verr a sapere del laboratorio segreto.  inevitabile. Non
posso far star zitto Carl per sempre.
Devo procedere con cautela. Tenere lontani gli sguardi indiscreti.
E devo ritrovare quel maledetto cane.
Karsten osserv il sole color mandarino sparire dietro la foresta verde e nera. Uno spettacolo
mozzafiato, ma non riusciva a liberarsi dell'ansia, della sensazione di un destino incombente.
Continuava a rivedere gli occhi della ragazzina dopo il suo scatto d'ira. C'era qualcosa, in
quegli occhi. Non paura. Non confusione. Non panico.
Qualcosa di pi pericoloso. E molto familiare.
Rabbia. Tory Brennan era furente.
Cosa poteva suscitare una simile rabbia in un'adolescente?
La paura per qualcosa che amava.
Le mani del professore strinsero con forza il teschio.
Il cane.
La piccola Brennan sapeva dove si trovava il soggetto A. In pratica lo aveva ammesso.
Karsten non aveva scelta. Doveva riprendersi l'animale il pi in fretta possibile. Il suo
finanziatore non era un tipo comprensivo, n si faceva scrupoli a usare la forza.
Nel gioco in cui era coinvolto non erano previste seconde possibilit.
36
Carl ha detto che parlavo troppo. Simpaticone!
Hi era seduto sul pavimento, impegnato in una lotta con Coop. Il cucciolo si rotolava e
ringhiava, dando il meglio di s.
C' poco da ridere, amico. Shelton stava versando nella ciotola una scatoletta di cibo per
cani. Karsten mi ha tartassato per bene. Stavo quasi per tradirmi.
Annusando un odore buono, Coop si avvicin con passo felpato per indagare.
Sospetta di noi disse Ben.
Sistemata come al solito nel vano della feritoia, io riflettevo sull'opportunit di informare gli
altri su quanto era accaduto durante il mio interrogatorio. Ben aveva ragione. Karsten mi aveva
accusata apertamente.
Fare i tonti funziona osserv Shelton. I miei non sospettano niente.
Abbiamo sempre il dottor Coglione di cui preoccuparci. Hi, sempre poetico.
Ci eravamo trovati dopo cena. Nelle sere del weekend i nostri genitori ci lasciavano liberi di
fare quello che volevamo. Cos, mentre ci pensavano alla spiaggia, noi eravamo riuniti nel bunker.
Shelton sorrise. I tuoi consigli sono stati utili. Karsten ha voluto sapere anche i pi piccoli
particolari. Ben che inciampa e cade, la grassona, persino il barboncino. L'ho visto davvero
incavolato.
Hi inchin il capo senza alzarsi. Le balle sono la mia specialit. Se vivessi a casa mia, saresti
anche tu un maestro.
Il vecchio stronzo mi ha persino chiesto dove avevo ormeggiato la barca intervenne Ben. La
cosa pi strana  stata quando mi ha domandato se mi ero ammalato. Cercava di confondermi, credo.
Un piccolo campanello d'allarme mi risuon nel cervello.
Cos'ha detto esattamente? chiesi.
Solo questo. Si  ammalato di recente? Ora che ci ripenso, me lo ha domandato due volte.
Buffo, ha fatto la stessa domanda anche a me disse Hi. Mi ha preso alla sprovvista. Ma ho
mentito e ho risposto di no. Non volevo accennare al mio svenimento dopo la fuga per le vie di
Charleston.
Anche a me. Shelton fece l'imitazione di Karsten. Si  sentito poco bene in seguito, signor
Devers? Sintomi influenzali? Niente del genere? Fece roteare gli occhi. Perch gli interessava,
comunque?
Di certo aveva uno scopo replicai. Ha sollevato l'argomento anche con me.
Un'accusa, pi che una domanda. Ma non lo dissi.
Perch pensare che potessimo non stare bene? Shelton tolse un pezzetto di cibo dai baffi di
Coop.
O preoccuparsene? aggiunse Ben.
Non saprei. Non era del tutto vero. L'effrazione ha avuto luogo durante un temporale. Forse
ha immaginato che gli scassinatori potessero essersi buscati un raffreddore.
Gli altri mi guardarono come se fossi suonata.
Per la verit, io non mi sono sentito troppo bene. Hi sembrava un pochino nervoso. Perch
sono svenuto sulla barca?
Non ti preoccupare. Anch'io mi sento a terra. Una risatina forzata. Del resto, abbiamo avuto
una settimana intensa.
Non ero pronta a rendere pubblico il mio piccolo malessere.
D'accordo confess Shelton con riluttanza. Non volevo dirlo, ma ieri mi  successa una cosa
strana.
Restammo tutti in attesa.
Mi hanno ceduto le gambe. Stavo facendo la doccia, e un attimo dopo mi sono ritrovato per
terra, incapace di muovermi. Sentivo un caldo incredibile. E poi... puf, ero di nuovo normale.
Santo cielo! L'attacco di Shelton somigliava al mio.
Come ti sei sentito dopo? indagai.
Bene, in perfetta salute.
 quello che  accaduto anche a me! strill Hi. Sono caduto come un sasso, ho avvertito un
gran bruciore dentro di me, poi d'improvviso  passato tutto. Ma da allora mi sento esausto.
Ben? Non ero ancora pronta a confessare.
Niente. Forte come un toro.
Pu essere una coincidenza. Non seminare il panico.
Probabilmente era solo un attacco influenzale dissi. Siamo stati sotto la pioggia tutto il
giorno.
Shelton e Hi annuirono, ma sembravano turbati. Questo chiudeva la questione. Avrei tenuto
segreto il mio mancamento, per ora.
Idem per le accuse di Karsten. Non c'era bisogno di creare apprensione senza motivo.
Cambia argomento.
Se Karsten avesse delle prove contro di noi, le avrebbe usate. Finch teniamo la bocca
chiusa... Lanciai uno sguardo al cucciolo ... e Coop resta nascosto, saremo al sicuro.
Ecco, questo sembrava infondere fiducia.
Con tempismo perfetto, Coop arriv di corsa e spinse Shelton con il muso per avere una
grattatina dietro le orecchie. Quando Shelton si prest gentilmente a soddisfare la sua richiesta, il
cucciolo si gir a pancia in su, scodinzolando. Era assolutamente adorabile.
Che si fa adesso con il lupacchiotto? chiese Ben.
Iniziamo a cercargli una casa. Sebbene detestassi l'idea di staccarmi da lui, Coop era una
pistola fumante. Se Karsten lo avesse scovato, noi saremmo finiti dritti in riformatorio.
Dobbiamo trovare qualcuno di fidato dissi. Fuori citt, in un posto dove Karsten non possa
incontrarlo per caso.
E per quanto riguarda Katherine Heaton? domand Shelton. Non ho nessun programma per
domani, ma mi piacerebbe essere avvisato se dobbiamo rapinare una banca o qualcosa del genere.
Divertente commentai. Dovresti scrivere per i Simpson.
Ci penser su. La Heaton?
L'impronta digitale  l'unico indizio che abbiamo. Se facciamo fiasco, sono a corto di idee.
Fare assegnamento su Chance Claybourne! Ben scroll la testa. Fantastico.
Non  poi tanto male replic Shelton. Per essere uno che appena nato aveva gi un fondo
fiduciario.
Addio. Hi si alz in piedi. Me ne vado a letto prima di sentirmi peggio. Sono gi abbastanza
paranoico cos.
Ero della stessa idea.
Mentre uscivamo in fila, arruffammo a uno a uno il pelo di Coop. Uggiolando, lui si
acciambell sul cuscino.
Dovevamo procurarci una porta al pi presto. Da un giorno all'altro Coop si sarebbe messo a
saltellare tra le dune. Un bel problema.
Sogni d'oro, piccolo.
Seguii gli altri fuori, nella notte.
37
Il sabato arriv accompagnato da minacciose nubi temporalesche. Attesi che mio padre fosse
uscito, poi saltai gi dal letto.
E trovai un biglietto attaccato alla porta. Kit voleva fare due chiacchiere subito dopo il
lavoro.
Fantastico. Me la sarei davvero spassata.
Pazienza. Quel giorno avrei trascorso un po' di tempo con Coop. Presto avremmo dovuto darlo
via, e volevo assorbire dal cucciolo tutto l'affetto che potevo.
Una pioggerella leggera prese a cadere mentre pedalavo verso il bunker. Aumentando
l'andatura, girai attorno all'ultima duna, lasciai gi la bici e corsi verso l'ingresso.
Una macchia grigia sbuc fuori dal nulla e mi fin tra le gambe. Incespicai e caddi lunga distesa.
La sagoma scomparve in un cespuglio di avena marina.
Con il cuore che batteva all'impazzata, mi guardai attorno. Attraverso gli steli setosi intravidi
un musetto grigio immobile. Zampe magre. Orecchie flosce.
Qualche secondo dopo, Coop balz sulla mia caviglia, ringhiando e tirandomi il fondo dei
pantaloni.
E tu da dove salti fuori? Gli grattai la testa. Dovresti riposare.
Il lupacchiotto strofin il muso sulla mia mano, gli occhi scintillanti di energia. Emettendo un
guaito di finta minaccia, pos la testa sulle zampe anteriori e sollev in aria il posteriore.
Lo zio Hiram ti ha lasciato libero? Oppure sei uscito a fare un giretto di tua iniziativa?
Lo spinsi dentro il bunker. Nessuna traccia di Hi, bench avesse promesso di aiutarmi a
disinfettare l'ambiente.
Okay, amico mio. A quanto pare qui ci siamo soltanto tu e io.
Il cucciolo rotol sulla schiena. Io mi chinai ad accarezzargli la pancia, felice che tutti i sintomi
della malattia fossero scomparsi.
 ora di sterilizzare questo tugurio.
Il fisico di Coop avrebbe ospitato il virus ancora per una settimana. Poich era contagioso,
dovevamo accertarci che non si propagasse.
Usai della candeggina per bagnare le pareti e pulire a fondo i pochi arredi. Quindi ficcai in una
borsa le coperte del cane, le avrei lavate in seguito.
Fuori, versai altra candeggina sulla latrina di Coop. Non molto ecologico, lo riconosco, ma il
parvovirus pu sopravvivere nel terreno fino a sei mesi. Non volevo che qualche beagle a passeggio tra
le dune si prendesse la malattia.
Il nostro cagnolino se ne stava raggomitolato in un angolo, ignorando la mia frenesia igienica.
Avevo appena finito di strofinare il pavimento, quando mi venne un capogiro. Mi appoggiai al
muro e chiusi gli occhi.
Il senso di vertigine peggior.
Cominciai a tossire. Dapprima lentamente, poi con colpi rapidi, soffocanti. Gli spasmi mi
provocavano fitte dolorose fin nel cervello. I bulbi oculari mi pulsavano. Lacrime calde mi rigavano le
guance.
Dev'essere colpa delle esalazioni di candeggina. Prendi una boccata d'aria fresca.
Mi diressi barcollando verso l'ingresso.
Il mio stato di coscienza era alterato. La stanza si inclinava come una nave in mare. Avvertii
una curiosa sensazione di leggerezza, poi qualcosa di duro contro la faccia. In un angolino della mente
realizzai che ero caduta per terra.
Passarono i secondi. Ore?
La realt torn pian piano a fuoco.
Mi resi conto di avere una specie di lumaca rosa attaccata al naso.
Bleah! Diedi un colpetto con la mano. Basta!
Coop ritir la lingua. Indietreggi. Si mise ad abbaiare.
Cibo adesso. Scatoletta.
Va bene. Un secondo.
La testa continuava a girarmi e avevo un gusto metallico in bocca.
Fregandomene delle buone maniere scatarrai sul pavimento, senza riuscire a cancellare il sapore
acido.
Mi tirai faticosamente in piedi. Il cervello era come un groviglio di spaghetti. Avevo il respiro
affannoso.
Poi arriv il secondo attacco.
Un boato nella testa mi fece crollare in ginocchio. Pressione a mille. Dolore. Sudore freddo.
Persi conoscenza.
Alla fine, la crisi pass. Ripresi i sensi.
Cosa cavolo...?
Mi preparai per un nuovo attacco.
Niente.
Mi massaggiai le tempie, tastai il corpo in cerca di eventuali danni.
Le membra erano tutte dove dovevano essere.
E mi sentivo benissimo. Piena di energia. Pi forte. Pi vigile. Come se avessi bevuto un
espresso doppio.
Come sul motoscafo. Che diavolo mi sta succedendo?
Coop prese a guaire con forza e insistenza, poi si alz sulle zampe posteriori, appoggiandosi
con quelle anteriori al mio fianco.
Lo so. Gli grattai le orecchie. Hai fame.
Dar da mangiare al cucciolo era pi semplice che pensare, cos aprii una scatoletta e versai il
contenuto nella ciotola. Stavo per posarla sul pavimento quando mi arriv un messaggio dal mio
rilevatore di follie.
Per la miseria!
Fissai Coop.
Coop fiss me.
Non  possibile.
Mi hai parlato?
Non appena le parole mi uscirono di bocca, mi sentii ridicola. Coop non conosceva la mia
lingua, non aveva parlato ad alta voce. Un cane non ha le corde vocali richieste dal linguaggio umano.
Eppure il cucciolo aveva fatto... qualcosa.
Vero, la mia memoria era simile alla ricotta. Ma quella sensazione viscerale non mi
abbandonava: io e il cane eravamo in qualche modo collegati.
Coop pieg la testa, mugol, mi tocc la mano con il muso per richiamare la mia attenzione. Il
ritardo nel servire il pasto non era apprezzato.
Misi da parte la ciotola, presi la testa del cucciolo tra le mani e parlai lentamente.
Hai ordinato il pranzo? Dentro la mia testa?
Un uggiolio. Slurp.
Smettila di comportarti come una matta. Sei svenuta. Te lo sei sognato.
Scuotendo il capo, posai a terra la ciotola. Agitando la coda, Coop vi si avvent sopra,
affamato.
Scusa, piccolo mormorai in tono amorevole, accarezzandolo. Mammina ha le
allucinazioni.
L'assenza di Hi mi preoccupava. Non era da lui. Stava male di nuovo?
Con la pancia piena, Coop si addorment di botto. Qualche minuto dopo salivo di slancio i
gradini d'ingresso di casa Stolowitski.
Due colpi alla porta. Nessuna risposta.
Aspettai, sapendo che Ruth era solita controllare l'intero pianeta prima di aprire.
Una tenda scostata. Uno sferragliare di catene. Lo scatto di diverse serrature.
 un piacere vederti! L'abbraccio mi trascin oltre la soglia. Vuoi qualcosa da mangiare?
Per un attimo mi irrigidii tra le braccia della signora Stolowitski. L'immagine della mamma mi
attravers la mente. Quand'era stata l'ultima volta che qualcuno mi aveva abbracciata? Di certo io e Kit
non eravamo ancora arrivati a quel punto.
Accantonai quei pensieri. Non era il momento.
No, grazie risposi, sciogliendomi dalla stretta. Hiram  in casa?
Sta oziando nella sua camera disse Ruth.  un tale dormiglione. Poi, ad alta voce, verso le
scale: Costringilo a sfruttare in modo produttivo il sabato, una volta tanto!.
Lo far.
La porta di Hi si apr prima che potessi bussare. Facendomi segno di entrare, la richiuse in fretta
e si lasci cadere sulla sua poltrona reclinabile, pallido e con il fiato corto.
Mi si contrasse lo stomaco nel vederlo in quello stato.
Hai un aspetto terribile dissi.
Credimi, mi sento anche peggio. La testa mi rimbomba come una canzone di Lady Gaga.
Anche a me. Gli raccontai del malore, omettendo la telepatia canina. Avevo bisogno di
risposte, non di sguardi stupiti.
Sei svenuto di nuovo? chiesi.
No. Hi schiv i miei occhi. Ho avuto... altri problemi.
Gli feci cenno di proseguire.
Chiamiamoli correre al cesso e chiudiamo qui il discorso. Non dirlo a mia madre... sai come
fa.
Nessun problema. Forse ci siamo beccati un virus.
Hai sentito Shelton?
Scossi il capo. Ci vado adesso.
Probabilmente ci siamo presi la peste gemette Hi. Dobbiamo rassegnarci e andare dal
medico?
Vediamo prima come stanno gli altri. Resta online.
Non mi muovo da qui. Indic il bagno. Quel water  il centro del mio universo.
Puah. Che schifo.
Suonai a casa dei Devers, due porte pi in l.
Nessuno venne ad aprire.
Provai di nuovo.
Non c'era anima viva in casa.
Stavo mandando un messaggino a Shelton, quando scorsi Ben sul pontile, intento a ormeggiare
il Sewee. Lo raggiunsi.
Ehi dissi. Ti senti bene?
S. Perch, non dovrei?
Gli riferii dei miei svenimenti e degli imbarazzanti disturbi di Hi. Lui indietreggi, coprendosi
la bocca con la mano.
Mi terr a debita distanza. Ho gi abbastanza problemi.
Grazie per la solidariet.
Ma il fatto che Ben non avesse nessun sintomo era rassicurante. Forse io e Hi non eravamo stati
colpiti da niente di serio.
Per avvisami se non ti senti bene aggiunsi.
D'accordo. Adesso smamma, che sei contagiosa. Non ho nessuna voglia di beccarmi
l'influenza suina.
Ti auguro di prenderti quello che si  preso Hi replicai, e mi girai per tornare verso casa.
Non vedevo l'ora di farmi una dormitina.
38
Non era destino che potessi concedermi un sonnellino. Kit alla fine non era andato a
Loggerhead. Quando rientrai era appostato in soggiorno, armato di domande che non potevano
aspettare.
Siediti, Tory mi disse, battendo la mano sul divano, accanto a s.
Finsi che fosse tutto a posto. Non potevo rivelare le mie condizioni. Ossessionato com'era dal
timore di non essere un buon genitore, avrebbe potuto compensare esagerando con le premure, e io non
avevo voglia di essere trascinata dal dottore. Ero troppo stanca.
Ignorando l'invito mi accomodai su una poltrona, a gambe incrociate.
Kit pass sopra a quel minimo atto di ribellione. Gli ultimi giorni sono stati pazzeschi
attacc. Adesso voglio la verit. Cosa sta succedendo?
La domanda mi indispett. Perch quell'improvviso interesse per la mia vita?
Te l'ho gi spiegato. Se vuoi i dettagli, chiedi al tuo amico Karsten.
Un colpo basso, ma non mi importava.
Ci che  accaduto dispiace pi a me che a te. Un rossore gli si diffuse sul viso. Rabbia?
Disagio? Non avrei saputo dirlo.
Un silenzio imbarazzato, poi: Sto cercando di aiutarti.
Perch?
Sono tuo padre.
Grazie, Kit. Calcai l'accento sul suo nome. Ma sei rimasto un po' indietro sulla tabella di
marcia. L'interrogatorio era ieri.  troppo tardi per fare il superpap, ormai.
Lui aveva l'aria di uno che si era appena preso uno schiaffo. Perch ero stata cos stronza?
Scusami, Tory. Sembrava sinceramente addolorato. Non sapevo che saresti stata messa sotto
torchio come una sospettata. Non lo avrei mai permesso.
La frase non pareva richiedere una risposta, quindi rimasi zitta.
So che non posso sostituire tua madre. Sto facendo del mio meglio.
Silenzio. Stavolta perch non mi fidavo di quello che avrei potuto dire.
Presenter un reclamo luned afferm lui. Il comportamento del dottor Karsten  stato del
tutto improprio.
No!
La mia lingua lunga rischiava di metterlo nei guai.
Non  stato niente di importante, te lo assicuro. Mi spostai sul divano con il mio miglior
sorriso di plastica. Sono stata un po' birichina. Non piantare casini al lavoro, per favore.
Sembravi terrorizzata in quella sala riunioni. Karsten non ti avrebbe dovuto interrogare da
sola.
Ho avuto una reazione eccessiva. Una disinvolta alzata di spalle. Comunque con noi ha
finito.
Spetta a te decidere.
Preferisco lasciar perdere, davvero.
Il volto di Kit si rilass, e lui riprese il solito atteggiamento di autocritica. Tanto meglio.
Probabilmente avrei causato pi problemi di quanti ne avrei risolti.
Il mio sorriso questa volta fu sincero. Kit era abbastanza simpatico quando era se stesso. E, per
essere onesti, ero io il motivo principale per cui lo era di rado.
Ma mi devi spiegare cos'hai combinato in questi ultimi giorni. Assunse un tono paterno.
Forza, vuota il sacco. Inizia con quella festa dei cani.
Attenendomi alla versione concordata con il resto della banda, mi mossi in punta di piedi tra gli
eventi della settimana precedente. Era difficile credere che sette giorni prima non avessi mai sentito
parlare di Katherine Heaton.
Lui rimase ad ascoltare, fece qualche domanda, sembr prendere per buona la mia storia.
Quando terminai, scroll la testa.
Pare che tu abbia attraversato un periodo difficile. E io me lo sono perso, visto che sto sempre
al lavoro. Mi dispiace di non esserti stato vicino. Prometto, sar pi disponibile.
Ehi, non c' problema.
Non appena avr ultimato i test di salinit continu, faremo qualcosa assieme. Affare
fatto?
Affare fatto. Fare assieme che cosa, per esempio? Adesso sono stanca, vado a schiacciare un
pisolino.
D'accordo. Whitney verr a cena, quindi non sparire.
Fantastico. L'ultima cosa di cui avevo bisogno.
Forse stasera non ...
Lui stronc sul nascere la mia obiezione con un gesto della mano. L'ho gi invitata, e non mi
sembra il caso di disdire. Gli occhi di Kit divennero quasi imploranti. Non  poi tanto male, vero?
Non  te che sta cercando di trasformare in un orso ballerino.
Ah! Sbuff. Questo dimostra quanto poco la conosci.
A parte il tintinnio delle posate, la cena si trascinava avanti in silenzio. E io mi guardavo bene
dall'interromperlo, sapendo che la gran dama alla fine avrebbe sferrato l'attacco.
Mi domandai come avrebbe fatto. Per vie traverse, accennando casualmente a qualche nuovo
vestito che aveva visto? Oppure con un affondo diretto?
Una cosa era certa: Whitney stava prendendo la mira. Ero la sua nuova Barbie. Voleva
agghindarmi e fare di me la protagonista dei suoi giochi.
E io stavo decisamente male. Emicrania. Febbre. Naso gocciolante. Senso di nausea.
Sopravvivi alla cena. Tutto qui.
Whitney aveva cucinato a casa sua. Mentre ero a tavola, fantasticai sul suo viaggio in auto da
Tradd Street a Morris Island. Immaginai una brusca frenata, una pentola che si rovesciava, gamberetti e
polenta che imbrattavano gli interni immacolati della sua Mercedes e l'abitino di Laura Ashley.
Crudele? Senza dubbio. Comunque un'immagine allettante.
Di solito mangio come un peso massimo, quella sera per il solo pensiero del cibo mi dava il
voltastomaco.
Il sonnellino non era stato ristoratore. Non appena avevo posato la testa sul cuscino, la stanza
aveva preso a girare. Avevo le budella in subbuglio. A intervalli di pochi minuti ero costretta a
strisciare fino alla tazza di ceramica. Dopo l'ultima escursione purgativa in bagno mi ero rannicchiata
nel letto in posizione fetale finch Kit non mi aveva chiamata per la cena.
Perci adesso stavo risistemando il contenuto del piatto senza mettere niente in bocca, sperando
che Whitney, per ispirazione divina, avesse piet di me.
Non ebbi una tale fortuna.
Tory! Buone notizie! annunci d'un tratto con la tipica pronuncia affettata di una bellezza del
Sud.
Un tuffo al cuore.
Il comitato ha accettato di prendere in considerazione la tua richiesta per il gran ballo della
prossima stagione.  quasi fatta!
Ha gi accettato? Non aveva nemmeno chiesto il mio permesso!
Whitney prosegu, ignorando la mia espressione costernata.
E non  finita qui! Potrai partecipare alle attivit di quest'anno come giovane debuttante. Non
 favoloso?
Non ritroveranno mai il suo cadavere.
Sembra fantastico intervenne Kit. Avrai la possibilit di frequentare le tue compagne di
scuola. Pronunci di getto la frase successiva. Non ho perso tempo e ti ho iscritta.
Mi ha iscritta? Che diavolo gli  saltato in mente? Aprii la bocca per protestare, ma il mio
fisico aveva altri programmi.
Puntini di luce mi esplosero dietro le palpebre. Millepiedi invisibili mi strisciarono sulla pelle. I
muscoli si incendiarono, poi si bloccarono. Sentii il mio corpo vacillare, la testa urtare il pavimento di
legno.
Kit accorse al mio fianco. Tory, che cos'hai? Parlami!
Cercai di scacciare la nebbia che mi avvolgeva la mente. Dovevo fuggire prima di fracassarmi
una volta per tutte.
Sto bene. Spingendo via mio padre, mi alzai in piedi. Sono scivolata dalla sedia. Proprio
stupida, eh?
Gli occhi di Kit erano sgranati. Quelli di Whitney ancora di pi.
Devo chiamare un dottore? O Lorelei?
No! Allontanai Kit. Ho preso troppo sole, tutto qui. Ho solo bisogno di stendermi.
Whitney lanci a mio padre uno sguardo che significava: Te l'avevo detto. Poi: A questa
povera bambina servono delle attivit femminili. Passa troppo tempo a correre tra le dune.
Lui alz una mano per farla tacere. Non  questo il momento...
Ma Whitney in missione  una forza inarrestabile. I suoi occhi erano puntati su di me.
Girando attorno a Kit, mi prese la mano tra le sue. Ti chiedo solo di venire al ballo di
mercoled, tesoro. Senza nessun obbligo. In cuor mio, so che ne rimarrai entusiasta. La voce grondava
miele. Ti far un sacco di bene, vedrai.
Non avevo la forza di lottare.
Come vuoi, ma adesso ho bisogno di dormire.
D'accordo, piccola, vatti a riposare. Kit mi arruff i capelli, in una rara manifestazione di
affetto paterno. Pi tardi verr a controllare come stai.
Rimettiti presto, cara mi augur Whitney, un sorriso trionfante sul volto. La festa ti piacer,
te lo garantisco!
Mi avviai su per le scale con le gambe tremanti, ansiosa di scappare.
39
Cercavo di fuggire, ma i miei piedi erano di piombo.
Gli inseguitori erano sempre pi vicini, mostri senza volto decisi a divorarmi. Muovevo
inutilmente le gambe, continuando a perdere terreno.
Disperata, caddi carponi. Le anche e la colonna vertebrale si riallinearono. Le ossa si piegarono,
si spostarono. I muscoli di braccia e gambe si rassodarono.
Su quattro zampe, schizzai via come un razzo, lasciando indietro le creature demoniache.
Sfrecciavo nell'erba, il vento che mi sibilava nelle orecchie.
L'ebbrezza della velocit mi strapp un suono dalla gola.
Mi svegliai di soprassalto.
Avevo ululato nel sonno?
Mi stirai. Stropicciai gli occhi. Lentamente le immagini svanirono.
Anche i miei sogni sono folli.
La sveglia segnava le undici in punto.
Impossibile. Controllai l'ora sul cellulare. S, avevo dormito per tutta la notte e buona parte del
mattino.
Valutai le mie condizioni fisiche. Erano decisamente peggiorate. Tutti i sistemi erano sotto
attacco.
La testa mi si stava spaccando in due.
Lo stomaco era in subbuglio.
I polmoni congestionati.
Era ufficiale: mi ero beccata qualcosa di serio.
Tirai via le coperte e scivolai fuori dal letto.
SNAP.
Un'esplosione di luce nella testa.
Poi... che cosa? Niente.
Niente fitte. Niente lampi. Niente dolore.
Altol.
Un odore improvviso, nauseante, mi travolse. Mi guardai attorno confusa.
Arrivava a ondate dalla stanza da bagno. Non era un profumo unico, ma un cocktail di grasso,
lavanda, menta e rosa.
Strano. Non avevo mai notato prima quello sgradevole miscuglio. N avevo comprato nessun
prodotto nuovo, o cambiato le abitudini. Il lezzo era insopportabile. Chiudendo la porta, mi ripromisi di
pulire il bagno da cima a fondo.
Pi tardi.
Adesso, caffeina.
Scesi le scale strascicando i piedi.
Mentre attraversavo il soggiorno, un altro odore mi invest le narici. Un tanfo disgustoso
proveniva da sotto il tavolino. Rabbrividendo, mi tappai il naso.
C'era un cadavere in giro? La fonte dell'odore doveva essere potente se me n'ero accorta dalla
parte opposta della stanza. Facendomi coraggio, spostai di una quindicina di centimetri il tavolino verso
sinistra.
Sul pavimento giaceva un pezzo marrone di lattuga. Lo raccolsi, annusai. Il puzzo di marcio mi
fece lacrimare gli occhi. Mi si strinse lo stomaco.
Ripugnante.
Non aveva senso. Una singola foglia di lattuga che emanava un fetore simile? Com'era
possibile?
SNIP.
Uno scoppio di scintille nel cervello mi fece barcollare. Riuscii a restare in piedi.
Ges!
Il naso si chiuse. L'odore putrido si spense come la fiamma di una candela.
Che cavolo succede?
Avvicinai il pezzetto d'insalata alle narici. Niente. D'impulso, tornai in fretta al piano di sopra.
Anche la fragranza floreale del sapone detergente era svanita.
Perplessa, scesi di nuovo le scale e mi lasciai cadere sul divano. La testa riprese a ronzare.
Chiusi gli occhi e feci vagare la mente.
SNAP.
Un lampo.
Una fitta di dolore.
L'aria mi esplose dai polmoni.
Udii una specie di picchiettio, dapprima sommesso, poi accompagnato da un ronzio pulsante,
tipo quello di un tagliaerba messo in moto.
Girai la testa a sinistra, a destra, tentando di localizzare la fonte del rumore. Il frastuono veniva
dalla cucina. Gli occhi mi pizzicavano mentre guardavo lungo il corridoio. All'improvviso tutti i
dettagli si cristallizzarono in un'immagine dalla nettezza straordinaria.
Rimasi di sasso. Era come se vedessi la cucina attraverso un teleobiettivo. Potevo leggere gli
ingredienti dei Cheerios a sei metri di distanza dalla scatola.
Il picchiettio e il ronzio divennero frenetici. Quindi un nuovo suono simile a un risucchio, a uno
sgocciolio.
Con gli occhi spalancati, esplorai la cucina. Focalizzai lo sguardo. I rumori provenivano dalla
finestra.
Zip!
La mia vista pass a un livello pi alto di risoluzione. Individuai una mosca che perlustrava il
davanzale. Linee scure si intersecavano sulle ali di cellophane. I suoi occhi erano composti da un
migliaio di minuscole protuberanze rosse.
L'insetto esplorava con le zampette pelose. La proboscide succhiava e sondava. Le ali
vibravano mentre cercava di risolvere l'enigma rappresentato dal vetro.
Restai a bocca aperta.
Posso sentire una mosca dall'altra parte della casa. Riesco a vedere le particelle di sporcizia
attaccate alle sue antenne.
SNIP.
La vista mi tremol, ritorn normale. Dopo la nitidezza degli ultimi momenti, i miei soliti dieci
decimi sembravano restituirmi immagini confuse, sfocate.
Tesi le orecchie. Niente ronzii o picchiettii.
Mi precipitai verso la finestra. La mosca era l, ma i suoi movimenti adesso erano appena
percepibili. Le ali e gli occhi parevano soltanto ali e puntini rossi.
Inebetita, sollevai il telaio scorrevole. L'insetto vol via, ignaro della mia confusione mentale.
Non perdere la testa. Sei chiaramente malata.
Olfatto. Vista. Udito. Non funzionava bene niente.
Quale poteva essere la causa di quelle illusioni sensoriali?
Il mio sistema operativo si era guastato e non sapevo come riavviarlo. Decisi di contattare la
banda. Immediatamente.
Tossendo e sudando, corsi su per le scale e accesi il computer. Due icone lampeggiavano. Hi e
Shelton erano connessi.
Le mie dita volarono sulla tastiera: ANCHE VOI VI SENTITE STRANI? IO SONO K.O.
Shelton rispose per primo: STO DA CANI. VOMITO ANCHE L'ANIMA. ?
Poi Hi: STO MORENDO. DATE CI CHE POSSIEDO AI POVERI.
Oh, mio Dio! Non ero soltanto io.
Digitai: PASSATE SU IFOLLOW. VIDEOCONFERENZA.
Cambiai programma e attesi. Passarono i minuti. Cliccai per tornare indietro. Trovai due
messaggi non letti.
Shelton: TROPPO STANCO. TORNO A LETTO. MAGARI PI TARDI.
Hi: INCHIODATO AL CESSO. NON DICO ALTRO. CIAO.
Tutte balle.
Chiusi il computer. Una doccia? Mi sembrava una cosa normale. Sicura.
Dovetti rinunciare.
Formicolio in tutto il corpo. Smorfie. Un mugolio primitivo. Poi, come in precedenza, ogni
sintomo scomparve.
Mi sedetti sul pavimento della camera da letto. Le braccia strette attorno alle ginocchia. Colavo
di sudore.
Ma cosa sta accadendo?
Un piccolo sospetto si insinu nella mia mente con una logica spietata, indifferente al
turbamento che creava.
Lo sai, mi sussurrava una vocina. Sei stata tu a scatenarlo.
L'intrusione nel laboratorio di Karsten. L'esperimento.
Cooper.
No. Il parvovirus canino non si trasmette agli esseri umani. Il cane non costituiva nessun
pericolo per noi.
Coop era la cavia di un esperimento segreto, continu la vocina. Chiss di cosa era portatore?
Era cos? Il virus era mutato? L'infezione di Coop era pi sinistra di quel che immaginavo?
Fermati! ordinai a me stessa a voce alta. Smettila di essere paranoica. Pu trattarsi di una
coincidenza.
Ma io non credo alle coincidenze.
Perch ci eravamo ammalati tutti assieme? Coop era l'unico denominatore comune? Cos'erano
quelle assurde reazioni?
Ben per non si era ammalato. Eppure aveva portato fuori il cucciolo dal laboratorio, era stato
esposto tanto quanto noi.
Piantala con gli atteggiamenti teatrali. Hai cose pi importanti da fare.
Un pensiero, sbucato dal nulla, mi attravers la mente.
Il gruppo di studio! Dovevo incontrarmi con Jason e Hannah a mezzogiorno.
Un'occhiata all'orologio. Le undici e quarantacinque. Non avevo possibilit di farcela. Peggio
ancora, non aveva svolto la ricerca. Me ne ero completamente dimenticata.
Non che avesse importanza. Non ero in condizioni di vedere nessuno. Dovevo annullare
l'appuntamento.
Composi un messaggio, cercando di apparire contrita.
JASON, MI SPIACE TANTO, MA SONO A LETTO CON L'INFLUENZA. CONCIATA
MALISSIMO. NON POSSIAMO VEDERCI OGGI. TI PREGO, SCUSAMI CON HANNAH. VI
PORTER IL LAVORO LUNED. PERDONAMI PER AVERTI AVVISATO COS TARDI. TORY.
Inviai l'sms. Trascorsero alcuni minuti. I miei occhi erano incollati al cellulare.
Finalmente la risposta.
OKAY, VEDI DI RIPRENDERTI. A PRESTO, J.
Dopo aver analizzato ogni possibile sfumatura del messaggio, il mio cervello timbr il
cartellino in uscita.
Chiusi gli occhi e mi addormentai.
Le due e quarantacinque.
Fantastico. Finora ero stata sveglia per ben mezz'ora in tutto il giorno. Non era certo la mia
domenica pi produttiva.
Scesi di sotto con passo malfermo, realizzando di avere una fame da lupi. Niente colazione.
Niente pranzo. Nessuna sorpresa.
Rovistai nel frigo, ma non avevo voglia dei miei soliti yogurt, verdura, frutta. Mosse da volont
propria, le mie mani afferrarono un pacchetto di carne di manzo tritata.
SNAP.
I nervi sprizzarono scintille come cavetti per batteria. Un gong mi risuon nella testa.
Senza pensarci, lacerai l'involucro e affondai le dita nel macinato. Le ghiandole salivari erano
impazzite. Presi una manciata di carne e me la ficcai in bocca.
Per un attimo, pura e semplice estasi. Poi le papille gustative entrarono in funzione.
Puah!
Sputai il boccone mezzo masticato nel lavello.
Carne cruda? Che schifo!
E tuttavia per un breve istante avevo ferocemente desiderato di divorare quei due etti di manzo.
Pi di qualsiasi altra cosa al mondo.
D'accordo. Sei impazzita. Ormai  appurato.
Feci un respiro profondo, cercando di riconquistare il controllo.
Calma. Calma.
Quando mi decisi ad alzare lo sguardo, una versione distorta del mio viso si rifletteva nel
rubinetto. La scintillante superficie cromata deformava i lineamenti come lo specchio in una casa dei
fantasmi.
Solo che non mi divertivo affatto. Gli occhi erano di un intenso, primordiale colore dorato.
No!
Scivolai sul pavimento, serrai le palpebre. Le lacrime mi scorrevano sulle guance.
Non pu essere reale sussurrai a fior di labbra.
SNIP.
Un tremore violento mi scosse il corpo. E finalmente l'onda d'urto pass.
Riaprii gli occhi e mi fiondai davanti allo specchio del bagno.
Un paio di iridi verdi mi fissarono. Normali. Tirai un sospiro, ma il sollievo fu di breve durata.
Avevo qualcosa che non andava. Qualcosa di grave, forse letale.
Tornai con il pensiero al misterioso legame che sentivo con Coop. Quell'attimo di affinit e
reciproca comprensione. Di intimit.
Cosa mi sta succedendo? mormorai.
Alla mia domanda rispose solo il silenzio.
40
Il luned mattina arriv troppo, troppo presto. Alla prima ora entrai in classe incespicando,
mezza morta.
Jason e Hannah mi aspettavano alla nostra postazione di lavoro, con i portatili accesi. Tremavo
all'idea di dover dare cattive notizie.
Ragazzi, mi spiace tanto, ma non ho i miei dati. Crollai sulla sedia. Avevo promesso di
portarli oggi, lo so, ma sono stata male tutto il weekend.
Hannah aggrott le sopracciglia. Non apr bocca.
Jason agit i pugni, fingendo indignazione.
 oltraggioso! Contavamo su di te per fare bella figura!
Mi metter al lavoro il prima possibile, lo giuro. Soffiai via una ciocca ribelle dalla fronte.
Se aveste passato un fine settimana come il mio, mi capireste.
Non ti preoccupare disse Jason. La presentazione  venerd. Metteremo la tua parte per
ultima, ed esporrai la tue scoperte come meglio credi.
Cerca solo di guarire. L'interesse di Hannah sembrava sincero. Questa  la cosa pi
importante.
Ringraziai con un sorriso. Sottrarmi agli impegni scolastici non  nel mio stile. Sentirmi in
colpa s. Mi rodeva la coscienza da quando mi ero alzata.
Cosa c' in programma oggi? m'informai.
Dobbiamo osservare gli effetti degli stimoli olfattivi sull'attivit dei gerbilli spieg Jason.
Ci hanno assegnato due profumi.
Hannah lesse le istruzioni. Uno: collocare una boccetta di profumo dentro la gabbia. Due:
attendere cinque minuti. Tre: misurare per quanto tempo il gerbillo utilizza la sua ruota. Sembra
facile.
Occupiamoci del roditore, allora disse Jason.
Inserii nella gabbia il primo profumo: lavanda selvatica. Un effluvio calmante si diffuse
nell'aria.
Il soggetto del nostro esperimento, soprannominato Herbie, fiut la boccetta e subito si
raggomitol, tranquillo.
La lavanda ha un effetto soporifero sul nostro piccolo amico not Jason.
Controllammo gli orologi. Passarono cinque minuti.
Tempo scaduto annunci Jason. Avanti con la seconda essenza, prego.
Hannah cambi le boccette. La nuova fragranza era al pompelmo.
Gli estratti di agrumi dovrebbero favorire l'energia dissi.
Non ne ha spesa molta, finora osserv Jason. Forza, Herbie, datti una mossa.
Io e Herbie la pensavamo allo stesso modo. Non dormivo bene da giorni. Le mie palpebre si
abbassarono.
Errore. La stanza cominci a ruotare in maniera ormai familiare.
No! Non qui!
SNAP.
Il dolore mi spacc in due il lobo frontale. Il calore si irradi dal petto agli arti. La vista si
annebbi.
Mi massaggiai le tempie, cercando di resistere. Il sudore mi imperlava la fronte.
Tory? Stai bene? Hannah pareva preoccupata.
Una risatina stentata. Parlare era difficile. Solo un po' di debolezza postinfluenzale.
Mi raddrizzai, sperando che l'aula smettesse di girare. Ma il cervello se ne andava per conto
suo, come se si fosse liberato da una catena.
Il profumo di pompelmo era insopportabile; mi bombardava le narici e mi faceva pizzicare la
gola.
Provai un senso di nausea. Non c'era tempo per scusarsi. Dovevo squagliarmela alla svelta.
Mentre mi accingevo a correre in bagno, colsi un movimento con la coda dell'occhio. Herbie si
stava allenando sulla sua ruota.
I sintomi svanirono.
D'un tratto vedevo soltanto il gerbillo.
Mi chinai accanto alla gabbia, gli occhi fissi sul corpicino marrone che correva sbuffando.
Fiutai un odore di pelo, di frammenti di legno e di una secrezione simile a muschio.
Un'ondata di saliva mi bagn le gengive e la lingua.
Tor? Jason mi pos una mano sulla spalla. Cos'hai? Vuoi andare in infermeria?
Tutti i miei sensi erano concentrati sul roditore.
Che d'improvviso mi not.
Qualcosa nel cervello di Herbie fece scattare un segnale d'allarme. Abbandonando la ruota, si
rifugi nella tana.
La mia mano si allung di scatto, colpendo la gabbia. Jason la afferr prima che si schiantasse
sul pavimento.
Tory, ferma! Cosa fai?
SNIP.
Una porta cerebrale si chiuse.
Gli odori scomparvero.
Scrollai la testa, tentando di riordinare le idee.
Tornai alla realt.
Gli altri studenti mi stavano guardando, alcuni apertamente, altri fingendo di non farlo. Poi
inizi il tiro al bersaglio.
La tipa che viene a scuola in barca ha un attacco di panico. Il bisbiglio di Madison suscit dei
risolini nel suo entourage.
Ha paura dei topi sussurr Ashley. Devono esserci eserciti di topi sulla sua sudicia isola.
 un gerbillo, idiota.
 solo un'imbranata sibil Courtney. Le ragazzine sono sempre cos.
Le guance mi bruciavano per l'umiliazione.
Il calore si propag dal volto al cervello, causando un secondo attacco di nausea. Mi coprii la
bocca. Ero troppo frastornata per correre via, perci restai in attesa che il contenuto dello stomaco
ridecorasse il pavimento.
Hannah venne in mio soccorso. Mi prese per mano e mi pass un braccio attorno alle spalle con
fare protettivo.
Andiamo a sciacquarci la faccia.
Chiusi gli occhi, lasciandomi guidare. A ogni passo, mi dovevo concentrare per non vomitare.
Signora Davis? disse Hannah. Tory non si sente bene. L'accompagno in bagno.
Senza fermarsi mi condusse in fretta fuori dal laboratorio di biologia, lungo il corridoio e dentro
uno dei gabinetti. Si tenne a debita distanza mentre io rigettavo e sputavo. A un certo punto infil un
pacchetto di fazzoletti di carta sotto la porta.
Con gli occhi che lacrimavano e il naso che colava, finalmente riemersi.
Hannah mi aspettava accanto al lavandino, un flacone di collutorio in mano.
Va meglio? chiese.
S. Non so davvero come ringraziarti. Non ce l'avrei mai fatta senza di te.
Grazie di cosa? Mi diede un colpetto affettuoso sul polso. Non stai bene, e quelle ragazze
sono gi abbastanza maligne senza bisogno di offrire loro uno spettacolo.
Mentre mi risciacquavo la bocca, mi pass altri fazzoletti.
Non gli sono molto simpatica, eh? domandai mentre mi asciugavo il mento.
Fregatene. La gelosia tira fuori il peggio dalle persone.
Gelosia? La scelta del termine mi aveva scioccata.
Non apprezzano le attenzioni che ti rivolge Jason. Ridacchi. Non gli va gi che tu sia la
sua preferita.
Ugh. Jason era un problema intricato che non avevo ancora risolto. Era interessato a me, ma io
ero interessata a Chance. Una situazione imbarazzante. Hannah non sarebbe stata cos gentile se avesse
saputo che avevo una cotta per il suo ragazzo.
Lei sembr percepire il mio disagio, anche se non la causa. Per fortuna.
Ignorale continu. Quelle tre sono frivole e meschine, di rado vedono qualcuno al di fuori
della loro cerchia privilegiata. Sono terribilmente immature.
Ma tu no. Sei stata grande e, credimi, lo apprezzo molto. Esitai. Che diavolo? Quest'anno 
stato duro.
Spero bene di non essere come loro! Hannah scoppi a ridere, esibendo una dentatura
perfetta. Comunque per me  pi facile. Io ho Chance.
Sembra molto simpatico. Neutrale come la Svizzera.
Siamo innamorati. Un giorno ci sposeremo. Di nuovo quella bianchissima fila di perle.
Chance e io siamo fatti l'uno per l'altra.
Sono felice per voi. La maggior parte di me era sincera. Il novanta per cento. Be', il
settantacinque.
Suon la campanella.
Mi asciugai ancora un po' le mani e il viso.
Che aspetto ho?
Sei bellissima. Hannah mi prese per il braccio. Andiamocene insieme. Il terribile terzetto
non ricomincer a prenderti in giro.
Uscimmo fianco a fianco.
E ci imbattemmo in Jason e Chance.
Tory, stai meglio? Jason si stacc dalla parete.
Quella giornata era gi stata abbastanza complicata. Non riuscivo a controllare il mio corpo,
non avevo idea di cosa potesse tradirmi da un momento all'altro. Di sicuro non avevo proprio bisogno
di Jason Taylor.
Allontanandomi da Hannah, e stringendole il braccio in segno di ringraziamento, chinai la testa
e mi avviai lungo il corridoio.
Sto bene, grazie!
Non alzai lo sguardo finch non entrai in infermeria.
41
L'infermiera Riley mi esamin la lingua. Mi controll le pupille. Mi infil un termometro in
bocca.
Per quanto si desse da fare, nessuno dei miei sintomi riapparve. Gli organi vitali risultavano
perfettamente normali. Sconcertata, mi diede due analgesici e mi risped in classe.
Il suo insuccesso non era sorprendente, visto che non le avevo detto la verit. Non potevo certo
rivelarle cosa mi era accaduto veramente. Come avevo perduto il controllo.
La seconda ora era in pieno svolgimento. Corso avanzato di letteratura inglese. Consegnando il
mio pass, mi sedetti tra Hi e Shelton. Sembrarono entrambi sollevati di vedermi.
Il signor Edde, un ispanico alto e magro con un'acconciatura afro, stava discutendo i pregi del
pentametro giambico. Cercai di concentrarmi sulla lezione.
Tory. Un sussurro. Tor!
Girai gli occhi a destra. Il cellulare nuovo di Hi era nascosto tra le pagine del libro. Senza
abbassare lo sguardo, stava digitando un messaggio.
Con noncuranza feci scivolare fuori il telefonino dalla borsa. Lo accesi.
L'sms di Hi conteneva un link.
Mi collegai. Una chat room apparve sullo schermo.
Sollevai gli occhi. Il signor Edde era molto severo riguardo ai cellulari in classe. Ne aveva gi
sequestrata una dozzina quel semestre.
Gli di mi erano favorevoli. Dopo averci detto di leggere un capitolo sulla poesia del
diciassettesimo secolo, il prof gir attorno alla cattedra. Un breve sguardo indagatore, dopodich si
sedette, inclin indietro la sedia e si concentr su uno schema di parole incrociate.
L'aula si fece silenziosa. Fingendo di essere assorta in John Milton, rivolsi la mia attenzione al
cyberspazio.
Due avatar in agguato. L'immagine di Napoleon Dynamite, il protagonista dell'omonimo film,
era Hi, mentre Shelton era rappresentato dall'abominevole uomo delle nevi che si mangiava un
gigantesco robot. Non chiedetemi perch.
Il mio avatar  un lupo grigio in bianco e nero  era l'unico altro personaggio presente.
Hi aveva gi postato un messaggio.
NAPOLEON: DOV'ERI FINITA? ERO IN ANSIA!!!
Muovendomi con circospezione, risposi.
LUPO: INFERMERIA. NON HO PARLATO, MA HO QUALCOSA CHE NON VA.
QUALCOSA DI BRUTTO!
NAPOLEON: ANCH'IO. NON SOLO INFLUENZA. COSE STRANE.
UOMO DELLE NEVI: STO PEGGIO. IMPAZZISCO!
Lanciai un'occhiata alla mia sinistra. Il piede di Shelton batteva per terra come se stesse
giocando a Rock Band.
A destra, Hi si era tolto la giacca e aveva slacciato il primo bottone della camicia. Ansimava
come un vecchio e continuava a grattarsi le braccia.
La speranza fece i bagagli e se ne and. Il misterioso morbo non aveva colpito solo me.
Avevamo preso qualcosa tutti e tre assieme. Qualcosa di grave.
Digitai rapidamente, sorvegliando il signor Edde con un occhio.
LUPO: BISOGNA INCONTRARCI. OGGI. BUNKER. NON UNA PAROLA FINO AD
ALLORA.
Ai miei lati, le dita presero a danzare. Sperando che l'insegnante restasse concentrato sul
cruciverba, abbassai lo sguardo.
UOMO DELLE NEVI: STO TROPPO MALE. SPAVENTATO. FORSE MEGLIO
AVVERTIRE LA MAMMA.
NAPOLEON: PROBLEMA. NIENTE BAGNO AL BUNKER.
Avvertii un pizzico di irritazione. Non si rendevano conto dell'origine della malattia? Non
potevamo avvertire i nostri genitori. Non con Karsten che ci stava con il fiato addosso.
Le mie dita volarono sul touchscreen.
LUPO: ANCHE SE STIAMO MALE, DOBBIAMO PARLARE! IN PRIVATO. BUNKER.
DOPO LA SCUOLA. IMPORTANTISSIMO!
LUPO: NON PARLATENE! NEMMENO TRA VOI!
Il prof abbass le gambe anteriori della sedia, segno che stava per mettere via il cruciverba. La
conversazione era finita.
Lasciai cadere il cellulare nella borsa. Hi fece scivolare il suo nel taschino. Inarcai un
sopracciglio. Allora?
Hi si pass le mani tra i capelli, poi annu.
Shelton si contorse, corrug la fronte, fece un rapido cenno con il mento.
Tutti d'accordo.
Adesso bisognava tener duro per il resto della giornata, una lezione dopo l'altra.
Una brezza leggera spirava nel porto turistico, recando con s un odore di acqua salmastra,
ortensie e gasolio. Le vele bianche splendevano nel sole del pomeriggio.
La temperatura toccava i trentadue gradi e il tasso di umidit sfiorava il novanta per cento. Non
era certo una giornata ideale per stare all'aperto.
Non appena saliti a bordo del battello, Hi e Shelton si erano diretti nella cabina
semiclimatizzata. Non avevamo pi parlato dopo la lezione di letteratura inglese, e non lo avremmo
fatto finch non fossimo stati al sicuro nel bunker.
Nessuno dei due aveva l'aria contenta, comunque non si erano ribellati. Non ancora. Senza
dubbio, pi tardi mi sarei beccata una sfilza di improperi.
Mi stavo mangiucchiando l'unghia del pollice, scrutando ripetutamente il molo. Dove si era
cacciato Ben? Non lo vedevo dall'ora di biologia. Aveva saltato entrambi i corsi pomeridiani che
frequentavamo assieme. La buona salute di cui continuava a godere era il mio asso nella manica. Se si
fosse ammalato anche lui, sarebbe stato il panico.
Proprio in quel momento, lo vidi percorrere a grandi falcate il pontile. Il signor Blue part non
appena le scarpe del figlio toccarono il ponte.
Benvenuto a bordo, signore. Posso mostrarle la sua cabina? scherzai.
Ignorandomi, Ben si lasci cadere sulla panchina di poppa, allung le gambe e si appoggi allo
schienale.
Restai in attesa. Inutile mettergli fretta.
Alla fine disse: Mi sento da schifo.
Merda.
Cos'hai?
Mi fa male tutto. La testa, i polmoni, i piedi, persino i denti. Non ha alcun senso.
Ce l'aveva, ed era terribile.
E c' di peggio.
Mentre parlava, osservava la scia a V lasciata dall'imbarcazione. Sopra, i gabbiani si tuffavano
in acqua nella speranza di raccattare qualche avanzo.
Il mio corpo  completamente fuori fase. Continuo a entrare e a uscire da una specie di trance.
Ieri, in garage, di colpo il mio cuore  impazzito, sentivo delle fiamme scorrermi nelle vene. Stavo per
cadere, cos mi sono aggrappato a uno scaffale di metallo fissato al muro.
Ben evitava il mio sguardo. Mio padre ha un vecchio motore Z28 che sta usando per rimettere
a posto una Camaro. Comunque, lo scaffale si  staccato e il motore stava per cascarmi addosso.
I suoi occhi finalmente incontrarono i miei. Quell'affare pesa una tonnellata. Avrebbe potuto
uccidermi.
E cos' successo?
L'ho afferrato. Incredulit. Un lampo di calore, ho allungato le braccia e ho afferrato quel
dannato motore. L'ho persino rimesso sullo scaffale. Sembrava che avesse rivisto centinaia di volte
quella scena nella mente. Pare impossibile, eh?
No mormorai. Ho molte cose da dirti.
42
Coop mi mordicchiava le dita. Aveva voglia di giocare, ma non era il momento. Avevo appena
vuotato il sacco. Su tutto.
Be', quasi.
Questo  quanto  successo. O almeno, quello che ricordo.
Riuscivi a vedere i disegni sulle ali di una mosca? domand Shelton. Dalla parte opposta
della casa?
E un miliardo di piccole lenti che formavano il suo occhio.
Questo batte quello che  accaduto a me. Shelton aveva la giacca della divisa posata sulle
ginocchia. Temevo che i ragazzi si sarebbero dileguati se fossero passati da casa a cambiarsi. Mi si 
offuscata la vista, cos mi sono levato gli occhiali. E di colpo... dieci decimi. Per pochi secondi, per.
Io mi sentivo normale fino a ieri sera ammise Ben. Poi  stato come essere investito da un
treno merci. Niente super-udito o superolfatto, solo strani desideri. Impulsi irresistibili. E mi si incasina
il cervello.
Nient'altro? chiesi.
A volte mi sembra di avere gli arti in fiamme. Quando il bruciore si spegne, mi sento pi
forte... potrei sfondare un muro. Scroll la testa. E poi vomito, perdo i sensi, non funziona pi
niente.
Farei volentieri cambio con i tuoi sintomi afferm Hi. Io non riesco a lasciare la tazza per
pi di qualche minuto. E devo essere svenuto almeno venti volte. Punt il dito verso di me. Hai
parlato di odori? A momenti ci restavo secco mentre mangiavo del formaggio cremoso. Non toccher
mai pi quella roba.
Senza alcun dubbio, Hi era quello conciato peggio. Aveva patito ogni sofferenza immaginabile.
 come se fossi stato vittima di un'intossicazione alimentare e al tempo stesso soffrissi di
malaria e dermatite brontol. E anche febbre cerebrale. E sentite questa: dalla terrazza sul tetto ho
osservato un topo correre nell'erba del giardino. Gli ho visto il cerume nell'orecchio da cinquanta metri
di distanza. La cosa peggiore  che avevo una voglia matta di mangiarmelo. Si sfreg la fronte. Solo
per un secondo, comunque, lo giuro!
Ti capisco. Carne cruda, ricordi? Rabbrividii. E mi hai visto mentre tentavo di acchiappare
Herbie.
Hi annu.
Bench ostentassi una certa spavalderia, dentro di me tremavo. La storia di Hi mi ricordava un
particolare che non avevo rivelato.
Non ero pronta a parlare degli occhi dorati.
A volte sento i rumori pi impercettibili. Shelton si tir il lobo dell'orecchio. Ieri mattina mi
hanno svegliato le linee elettriche. Gi, riuscivo a sentire la corrente. E gli attacchi arrivano e se ne
vanno senza preavviso. Uno schiocco nella testa, poi un altro botto. Una pausa. Sono stufo di perdere
conoscenza.
Il silenzio cal nel bunker.
Mi alzai in piedi, decisa a dire come stavano le cose.
Abbiamo contratto una malattia.
Hi e Shelton si accasciarono, Ben strinse i pugni.
Inutile prenderci in giro continuai. Ciascuno di noi ha esperienze diverse, ma i sintomi sono
troppo simili per essere ignorati.
Contai con le dita. Affaticamento. Emicranie. Nausea. Febbre. Congestione. Vampate di
calore. Sudori freddi. Fitte di dolore.
Svenimenti intervenne Hi.  iniziato tutto con quelli.
Ben e Shelton approvarono con un cenno del capo.
Svenimenti aggiunsi. Era rimasto solo un dito piegato nel mio palmo. E tutto quello che
innescano. I nostri sensi si amplificano.  come se le nostre menti si chiudessero di scatto per un breve
istante e diventassero... confuse.
Non potevo dire pazze. O primordiali. Non ancora.
Non ho mai sentito niente del genere osserv Ben.
E di qualunque cosa si tratti, non riusciamo a controllarla disse Hi.
Esitai. Una volta pronunciate, non avrei potuto rimangiarmi quelle parole.
Credo che abbiamo preso qualcosa da Coop.
Silenzio. Poi tre voci simultaneamente.
Com' possibile? Ben.
Hai detto che non potevamo essere contagiati dal parvovirus! Shelton.
Siamo fottuti! Hi.
Non so cosa sia accaduto, ma Coop dev'essere il vettore;  il nostro unico legame comune.
Mi voltai verso Shelton. Il parvovirus canino non pu infettare gli esseri umani: ho ricontrollato.
Dev'essere qualcos'altro.
E cio?
Non lo so. Ma non facciamoci prendere dal panico. Mi sforzavo di apparire fiduciosa. Pu
darsi che non sia niente di serio.
Non hai nemmeno un'ipotesi? tent Shelton.
No ammisi. Non voglio mentire. Non ho mai sentito parlare di nulla che assomigli alle
nostre condizioni. Di qualunque cosa si tratti, dev'essere estremamente raro.
Fantastico comment Hi. Un virus sconosciuto. E noi siamo i primi a esserne contagiati.
Potremmo definirci Virals.
L'esperimento di Karsten. Ben aggrott le sopracciglia. I test segreti. Non sappiamo cosa
riguardino.
Annuii. Lo scopriremo.
I ragazzi mi fissarono.
Io proseguii, ostinata. Stiamocene tranquilli per qualche giorno, finch non recuperiamo le
forze. E manteniamo il segreto sul nostro stato. Probabilmente non siamo contagiosi.
Perch no? Shelton pareva scettico.
Nessun altro si  ammalato, n a casa n a scuola. In ogni caso, stiamocene un po' in disparte.
Se la malattia dovesse essere contagiosa, meglio non rischiare di diffonderla.
Mantenere il segreto? Il tono di Shelton si alz. Forse stiamo morendo!
Eccoci qua.
Karsten sa che abbiamo preso Coop.
Cosa? In coro.
Raccontai loro per filo e per segno il mio interrogatorio. Le accuse. Perch si era interessato alla
nostra salute.
Tre facce scioccate.
Quindi non possiamo andare da un medico aggiunsi. Karsten non aspetta altro.
Perch non ci hai detto niente? Ben sembrava arrabbiato.
Mi dispiace, non volevo creare il panico. E poi lui non ha nessuna prova. Una scusa un po'
inconsistente. Lo sapevo.
Hi abbass la testa.
Shelton apr la bocca per parlare.
Non gliene lasciai il tempo.
Teniamo duro ancora per qualche giorno. Se non miglioriamo, consulteremo un dottore.
Promesso.
Shelton sollev il medio e l'indice. Due giorni. Non di pi, poi lo dir a mia madre.
D'accordo.
Supponiamo di guarire. Lo sguardo di Hi pass da me a Shelton a Ben. Che facciamo
dopo?
Risposi con feroce determinazione.
Scopriamo cosa diavolo sta combinando Karsten.
43
Chiusi con forza la porta dell'armadietto.
Era ora di pranzo.
Shelton e Hi mi intercettarono mentre andavo in mensa. Ci trascinammo faticosamente lungo il
corridoio: avevamo un aspetto pietoso.
Il mattino era iniziato con una conferenza sul tema del risparmio energetico. Tempo due ore, e
mi sentivo perfetta per usufruire del programma di assistenza sanitaria pubblica per gli anziani.
Ci eravamo sistemati tutti e quattro in fondo alla sala, respirando con una mano davanti alla
bocca nella speranza di evitare di infettare l'intero corpo studentesco.
In ragione del programma le due pause per il pranzo erano state unite e in mensa avrebbero
servito un menu speciale a base di verdure biologiche e polli allevati a terra. Per la prima volta
quell'anno non mi ero portata il pranzo da casa.
Shelton stava ancora da cani, e lo stesso Hi. Nessun nuovo disturbo, ma il persistere della
malattia non faceva certo bene al loro morale.
Anch'io mi sentivo da schifo, per lo tenni per me. Perlomeno non avevo assalito un altro
roditore.
Ben ci aspettava all'ingresso della mensa. Entrammo tutti assieme.
La fila era lunga, ma avanzava in fretta. Dopo aver fatto la nostra scelta, requisimmo un tavolo
in un angolo, vicino all'uscita di emergenza.
Mi buttai sugli ortaggi. Carote. Taccole. Piselli. Asparagi al burro. Se quella lista di vivande
fosse diventata standard, avrei smesso di portarmi il cibo da casa.
Stavo dando la caccia a un pisello nel piatto quando un mugolio strozzato interruppe il corso dei
miei pensieri. Alzai lo sguardo proprio mentre Shelton lasciava cadere la forchetta. Si port le mani alla
testa e le palpebre si abbassarono di colpo.
No mormor. Non qui.
Shelton, stai per...
Il tintinnio prodotto dalla forchetta di Ben mi fece voltare di scatto.
I suoi occhi erano vacui; bollicine di saliva gli spuntavano da un angolo della bocca.
Ben? mormorai.
Nessuna risposta.
Ehi! Blue! Un po' pi forte.
Dall'altra parte del tavolo, Hi moll le posate.
Pollo sussurr. Poi la sua mano spazz via le verdure dal piatto. Frammenti di zucca e
zucchine imbrattarono il tavolo.
Hi? Hiram?
Senza darmi retta agguant una coscia di pollo, strapp via un pezzo di carne e se lo cacci in
bocca.
Accanto a me, Ben rosicchiava un'altra coscia, triturando carne e ossa con i denti. Osservai del
sugo colargli lungo il mento e sporcargli la camicia.
Perlustrai con lo sguardo la sala, orripilata. Finora nessuno sembrava essersi accorto del
dramma che stava avendo luogo al nostro tavolo. Ma non sarebbe durata a lungo. Hi e Ben facevano un
casino incredibile.
Stavo ponderando un piano d'azione, quando Shelton afferr un petto di pollo con i denti e
cominci a scuoterlo selvaggiamente.
Chinai gli occhi sul piatto.
SNAP.
Fu come se dentro di me scorresse dell'olio bollente e il mio cervello deragliasse.
Oh, no!
L'odore di pollame soverchiava ogni altra sensazione. Istintivamente mi ficcai in bocca un
pezzo di carne. Il sapore era indescrivibile. La saliva mi inondava la lingua.
Fermati! FERMATI!
Chiudendo gli occhi mi piantai le unghie nei palmi delle mani, con forza, fino a farmi male, nel
tentativo di riacquistare il controllo.
Battendo le ciglia per scacciare la nebbia, mi guardai attorno. I ragazzi stavano facendo a
brandelli il pollo con le mani e con i denti, dimentichi delle buone maniere.
E poi le vidi.
Le iridi di Shelton erano di un intenso color zafferano.
Controllai Hi e Ben. Il cuore prese a battermi all'impazzata. I loro occhi brillavano dello stesso
splendore dorato.
Signore del cielo!
E non smettevano di ingozzarsi, ignari della scena da Re Leone di cui erano protagonisti.
Dovevo fare qualcosa. Il nostro tavolo era un caos di posate sparpagliate, ossa frantumate, ortaggi
spiaccicati. Qualcuno ci avrebbe notato da un momento all'altro. Saremmo diventati gli zimbelli della
scuola per sempre.
La mia mente non riusciva a trovare una soluzione. Il trucco delle unghie con me funzionava,
ma non sapevo come far tornare in s gli altri. In mancanza di un'idea migliore, feci l'unica cosa che
avrebbe svuotato la sala.
Contro ogni mio principio, azionai l'allarme antincendio.
Un urlo lacerante scatur dagli altoparlanti.
Mi allontanai con un balzo dalla scatoletta, gi in preda ai sensi di colpa.
Il falso allarme continuava a strillare, deciso a non farsi ignorare.
Avevo i timpani ipersensibili, e la sofferenza era quasi insopportabile. Un gemito mi sal dalla
gola. I ragazzi si tapparono le orecchie, impazziti dal dolore, dimenticandosi del cibo. Shelton cadde
sul pavimento e si rannicchi su se stesso.
Gli altri studenti balzarono in piedi; conoscendo la routine della Bolton, sapevano che non si
trattava di un'esercitazione. Con un acciottolio di vassoi e alcune grida, la folla spaventata si affrett
verso la porta principale. In quella fuga precipitosa, nemmeno una persona guard dalla nostra parte.
Nel giro di pochi secondi eravamo gli unici rimasti nella mensa.
Filiamocela!
Mi fiondai attraverso l'uscita di emergenza, cercando disperatamente di sfuggire al suono della
sirena che mi spaccava la testa.
SNIP.
A met del cortile le ginocchia mi cedettero come se mi avessero sparato alle gambe. Caddi
nell'erba, rotolai due volte, mi fermai.
Lentamente ripresi coscienza della realt. Insegnanti che correvano. Studenti che si radunavano
qua e l. E i miei amici stesi l accanto, ansanti, ammutoliti.
Fui la prima ad aprire bocca.
A voi  piaciuto il pollo? domandai. Il mio era un po' secco.
Silenzio di tomba.
Poi delle risate nervose risuonarono attorno a me.
Musica per le mie orecchie doloranti.
44
Il giorno seguente non avevo la minima intenzione di andare a scuola.
Feci scorrere l'acqua nella doccia, sbatacchiai dei flaconi, finsi di prepararmi. Kit se la bevve.
Usc presto per andare al lavoro, ignaro del mio piano. Non appena la porta d'ingresso si chiuse, me ne
tornai a letto.
I ragazzi non furono altrettanto fortunati. Mi spiace, amici.
Eravamo d'accordo di aspettare un altro giorno prima di presentarci a un pronto soccorso o a un
reparto psichiatrico. Qualunque dei due facesse al caso nostro.
La scuola era comunque l'ultimo dei miei pensieri.
Quella sera era in programma un ballo, il mio primo evento da aspirante debuttante. Con
Whitney e Kit cos eccitati all'idea, non potevo fare marcia indietro. A parte il funerale della mamma,
non avevo mai temuto cos tanto una riunione di persone in vita mia.
Dormii tutta la mattina, fino al primo pomeriggio. Mi svegliai ancora un po' fiacca, ma senza
quel senso di opprimente spossatezza. Forse ero in via di guarigione.
Cercando di distrarmi, andai a trovare Coop al bunker. Purtroppo i miei pensieri finivano
sempre per tornare al ballo. Cosa avrei indossato per l'occasione?
Le altre ragazze avrebbero sfoggiato costosi abiti griffati. Splendide mise da tappeto rosso. Io
non avevo niente che ci andasse nemmeno lontanamente vicino. Un fatto che Madison e la sua
congrega di streghe non avrebbero certo mancato di rimarcare.
Alle 15.27 aprii l'armadio, scoprendo quanto avessi sottovalutato Whitney.
Il vestito in pratica salt dalla gruccia, eseguendo una piroetta. Un capo di Marchesa. Rosa
pallido, senza spalline, con motivi dorati. Doveva costare un migliaio di dollari.
Constatai con orrore che era della mia misura. Sotto l'abito era posato un portagioie che
conteneva due oggetti: un braccialetto d'argento di David Yurman con perle alle estremit e una
collana con solitario.
Rimasi a fissare il tutto. Atterrita.
Whitney voleva abbigliarmi come una bambola. Una bambola dal gusto discutibile.
Rosa? Mi guardai nello specchio: capelli rossi, occhi verdi, carnagione chiara. Quella donna mi
aveva mai vista?
Non era certo una mise che permetteva di fare tappezzeria. Diceva Guardami forte e chiaro.
Esattamente quello che non volevo.
Duplice dilemma. Non avevo nient'altro da mettermi. Ignorare il vestito avrebbe urtato i
sentimenti di Whitney.
Non avevo scelta. Doppia fregatura.
Il viaggio in auto da Morris Island fu una tortura. Gli infiniti suggerimenti di Whitney, i goffi
complimenti di Kit... Non vedevo l'ora di arrivare al ballo, solo per sfuggire a quei due.
I gioielli sono miei, naturalmente. Ho preso l'abito in prestito da un'amica che ha una boutique
in King Street. Whitney era nel suo elemento. Lo restituiremo la settimana prossima. Daisy ha detto
che ci avrebbe prestato tutto ci che la piccola e dolce debuttante potesse desiderare. Non si  mai vista
al mondo una tale generosit, vero?
Smisi di ascoltare il suo eccitato vaniloquio. L'intera faccenda era un incubo, un grosso incubo
rosa.
Fenworth House  una classica dimora di Charleston, tutta imposte, verande, ferro battuto. Il
superbo edificio sorge in Queen Street, accanto all'antico Deposito delle Polveri e al Museo d'Arte
Gibbes. Dietro mia insistenza, Kit mi scaric sul marciapiede. Per nulla al mondo avrei fatto il mio
ingresso sottobraccio a lui.
Avevo le farfalle nello stomaco quando attraversai le porte di quercia intagliate. Mi sentivo
come un gigantesco pasticcino alla fragola, traballante sui tacchi, tintinnante per via dei costosi gioielli
di Whitney.
Un pensiero spaventoso: E se tutti gli altri sono in jeans?
Non avevo nulla di cui preoccuparmi. Le debuttanti erano agghindate come se Brad Pitt dovesse
fare una capatina l, in cerca di una ragazza da portare alla notte degli Oscar.
E nessuna era vestita in rosa.
Oh, gaudio!
Il salone da ballo sembrava uscito dritto da Via col vento. Tende di broccato incorniciavano
finestre alte fino al soffitto, enormi lampadari di cristallo pendevano sopra acri di legno di quercia,
piccoli tavoli coperti da tovaglie di lino circondavano la pista.
I musicisti accordavano gli strumenti su un palco a un'estremit della sala. Sassofoni. Trombe.
Tromboni. Piatti e corni risuonavano cercando la perfetta intonazione.
Un lungo tavolo occupava la parete sulla destra, imbandito con vasi di gigli, porcellane, grandi
coppe di punch e stuzzichini ammassati su eleganti vassoi d'argento. Polpette di granchio. Minuscoli
filetti alla Wellington. Capesante avvolte nel bacon. Niente male come banchetto!
Tory!
Jason era accanto al buffet. Con lo smoking nero e la fascia di seta, somigliava a James Bond.
Versione Daniel Craig.
Ciao.
Wow! Hai un aspetto ridicolo.
Le mie guance avvamparono.
Stupido vestito da bambola! Stupida Whitney!
Jason fischi d'ammirazione. Scherzo, sei uno schianto. Per favore, vestiti cos pi spesso.
Sono strabiliato. Url verso la parte opposta del salone. Chance, guarda chi c' qui!
Tory, mio Dio! Chance indossava uno smoking bianco con le code. Su chiunque altro?
Ridicolo. Su di lui? Perfetto.
Afferr una polpetta di granchio, squadrandomi come un collezionista d'arte che valuta un
dipinto.
Sei una donna coraggiosa osserv. Ci vuole del fegato per entrare qua dentro cos.
Cos come?
Sei indiscutibilmente la ragazza pi graziosa nella sala. Le altre signorine saranno furiose.
Lo aspettavo... Eccolo! L'occhiolino.
Non farti sentire da Hannah dissi senza riflettere. Sei gi promesso.
Il mio stomaco fece una capriola all'indietro. Stavo flirtando con Chance? Mi aveva dato di
volta il cervello? Perch non afferravo il microfono e mi mettevo a cantare la Macarena, gi che c'ero?
Lui inarc le sopracciglia, quindi incresp le labbra, divertito. Per fortuna la mia principessa
non  ancora arrivata. Anzi, sar meglio che vada fuori ad aspettare la sua carrozza. Vogliate
scusarmi.
Detto questo, si dilegu.
Non sapevo che fossi una debuttante disse Jason.
Aspirante debuttante lo corressi. Questo  il primo evento a cui partecipo. Non ho la pi
pallida idea di cosa devo fare.
Allora, mademoiselle, stasera sar la sua guida. Fece un inchino.
Il mio viso dovette tradire la confusione.
Questa sera proviamo i passi di danza per il grande ballo. Le serve qualcuno che faccia coppia
con lei. Mi concede l'onore di essere il suo cavaliere? Formale.
Oh! In tal caso, nobile signore, accetto volentieri.
Non avevo mai preso una lezione di danza in vita mia. Sarebbe stato un disastro.
Delle voci sussurrate mi giunsero alle orecchie.
Maddie, guarda!  la ragazza che vive sull'isola.
Accidenti, Courtney Holt. Se c'era una racchia in agguato, le altre due non potevano essere
lontane.
Cosa ci fa con Jason? bisbigli Ashley.
Non mi voltai, perch non si accorgessero che origliavo la loro conversazione. Jason, ignaro,
stava saccheggiando il buffet.
Poveretto. Forse dovremmo salvarlo. Il risolino di Madison era pura malignit. Che ci fa
qui, comunque?
 un'aspirante debuttante, riesci a crederci? mormor Ashley. Mia madre fa parte del
comitato... mi ha detto che  stata quella Dubois a farla entrare. Non so come.
Per ... carina. Courtney, sorpresa. Molto carina, per la verit. Non ho mai notato che
fosse tanto graziosa.
E cos la ragazzina ha un vestito prese atto Madison. Chi l'avrebbe detto?
Piuttosto audace vestirsi di rosa osserv Ashley.
E le sta anche bene aggiunse Courtney. Ha pure un bel braccialetto.
Ero stupefatta. La diabolica trinit mi giudicava carina? Il mondo si era ufficialmente messo a
girare al contrario.
Dur poco.
Se la puttanella ha in mente di provarci con Jason, la distruggo. Il risentimento di Madison
era lampante. Quella ragazzina non ha la nostra classe.
Diedi un'occhiata in giro, con aria indifferente. Il Trio era radunato accanto al palco, ad almeno
venti metri di distanza. Non si trovava vicino a me.
No! Ti prego, mio Dio. Non qui.
Cercai di cogliere qualche segno di un attacco imminente, pronta a darmela a gambe.
Stranamente, mi sentivo bene. Benissimo, anzi. A parte l'udito sovrumano, non erano avvenuti
altri cambiamenti. Non ancora, almeno.
L'orchestra attacc I've Got You Under My Skin di Sinatra.
Nella sala, le debuttanti si unirono ai loro cavalieri.
Pronta per un fox-trot? Jason mi offr il braccio.
Accidenti.
Pronta. Non lo ero affatto, ovviamente.
In quel momento Hannah entr fluttuando nella sala, indossando un elegante abito bianco con
una semplice fusciacca blu. Dovevo cederle il titolo di pi bella della serata.
Madison si avvicin lentamente, il seno che lottava per sfuggire dal vestito di Vera Wang.
Balliamo, Jason?
Mi spiace, Maddy rispose lui, guidandomi verso la pista. Tory  nuova e le ho promesso di
aiutarla.
Madison batt le ciglia stracariche di mascara, sorpresa. Sicuro. Nessun problema.
In realt il problema c'era. Ed era mio.
Io e Jason ci fermammo un attimo per prendere il tempo, poi partimmo.
All'inizio non feci che pestargli i piedi. Andavo in una direzione quando lui ne prendeva
un'altra. Mi impappinavo quando cercava di farmi girare. Madison sogghignava da sopra la spalla del
suo cavaliere di seconda scelta, divertita dalla mia goffaggine.
Ma ben presto il mio naturale senso del ritmo entr in funzione, e iniziai a seguire agevolmente
il mio accompagnatore.
Contro ogni aspettativa, cominciavo a divertirmi.
A met del terzo pezzo Jason mi fece girare pi in fretta. Io seguii il movimento e tornai contro
il suo petto. Lui invert la rotazione e ci ritrovammo fianco a fianco con le braccia tese. In quel preciso
momento, Chance ci pass accanto.
Jason mi lasci la mano, cattur Hannah con un movimento fluido, e lo slancio mi port tra le
braccia di Chance.
Affidandomi all'istinto, riuscii a prendere subito il tempo con il mio nuovo cavaliere.
Avvertimi la prossima volta! esclamai ridendo.
E rinunciare al divertimento? Nemmeno per sogno.
Chance era un ballerino anche migliore di Jason. E mi teneva molto pi vicino a s. Non che mi
lamentassi.
A met del brano mi guid in una nuova sequenza di passi.
Non la conosco protestai.
Lui diresse i nostri movimenti con scioltezza. Io lo seguii, aggiungendo persino di mia iniziativa
un arabesco finale.
Non dubitavo che ci saresti riuscita disse. Sei la ballerina pi brava in questa sala.
Un'altra piroetta. I nostri corpi si riavvicinarono.
E sempre la pi graziosa sussurr.
Eh?
Questo andava oltre un corteggiamento amichevole. Giusto? Non avevo pietre di paragone.
La musica raggiunse un crescendo, poi cess.
Chance si inchin, mi strizz l'occhio e si allontan per andare a recuperare Hannah.
Io mi precipitai al tavolo del buffet e tracannai una coppa di punch. Pompelmo e melone. Puah!
Ma avevo bisogno di buttar gi qualcosa. Avevo le guance in fiamme e il polso accelerato.
Sicura di non aver mai ballato il fox-trot prima d'ora? Jason apparve accanto a me.
Annuii, non fidandomi della mia voce.
Be', hai un talento naturale. Si infil in bocca una pallina di cioccolato.
L'orchestra inizi a suonare My Favorite Things e le coppie tornarono a riunirsi.
Vediamo come te la cavi con il valzer. Jason mi afferr la mano e mi tir verso la pista.
Un po' troppo in fretta.
Un po' troppo forte.
SNAP.
Il fuoco divamp nel mio corpo. Diviso in un milione di schegge di ghiaccio. Il dolore era
intenso.
Mi liberai con uno strattone.
Mi premetti i palmi sulle guance.
Va tutto bene? Jason mi strinse la spalla. Vuoi un po' d'acqua?
Non toccarmi!
Guidate da una volont propria le mie mani colpirono il petto di Jason, che vol all'indietro e
urt con la testa la parete. Lo osservai scioccata mentre cadeva a terra.
SNIP.
La mia mente torn lucida.
Avvertii un vuoto allo stomaco.
Santo cielo!
Jason! Mi precipitai accanto a lui. Mi spiace tanto!
Il poverino si massaggi la parte posteriore del cranio, chiaramente confuso. Cos' successo?
Ti ho spinto. Pensai in fretta. Ho avuto un attacco di emicrania.  stato un riflesso.
Scappa!
Scusami, sai, ma devo andare.
No, aspetta. Rimani farfugli lui. Sei piuttosto forte aggiunse, rialzandosi faticosamente in
piedi.
Mi guardai attorno. Eravamo l'unica coppia che non stava ballando. Nessuno mi aveva vista
atterrare un atleta di oltre ottanta chili, spedendolo a cinque metri di distanza. E senza sforzo.
Mi dispiace, devo proprio andare.
Okay. Jason si ravvi i capelli. Ti accompagno fuori. Ti posso dare un passaggio a casa.
La canzone termin. Perlustrai con lo sguardo la sala. Chance, Hannah e Madison ci stavano
osservando. Per nessun motivo potevo andarmene assieme a Jason. Le malelingue si sarebbero
scatenate.
Grazie, adesso sto bene. Ci vediamo presto.
Prima che lui potesse obiettare, infilai la porta.
Fuori, sui gradini d'ingresso, esaminai la situazione. Come diavolo avrei fatto a tornare a
Morris Island? Niente macchina. Niente traghetto. Un taxi mi sarebbe costato cinquanta dollari.
Kit e Whitney erano andati al cinema, e sarebbero passati a prendermi alle undici. Di certo
avevano spento i telefonini.
Guardai l'orologio: le nove e venti.
Fantastico. Sarei stata bloccata l per quasi due ore.
Una limousine si ferm accanto al marciapiede, davanti all'ingresso. Mentre riflettevo sulle mie
limitate opzioni, la portiera dalla parte del conducente si apr e scese un uomo in abito scuro. Stava
parlando al cellulare.
Mi guard. Io guardai lui.
Alla luce del lampione vidi che era basso e robusto, con gli occhi azzurri e i capelli grigi tagliati
a spazzola. Una cicatrice bianca gli segnava la mascella destra.
Richiuse il telefono. Signorina Brennan?
S? dissi, sorpresa.
Il signor Claybourne mi ha chiesto di accompagnarla a casa.
Il signor Claybourne?
Il giovane signor Claybourne. L'uomo apr una delle portiere posteriori dell'automobile e si
fece da parte. Per un attimo pensai che potesse battere i tacchi.
Chance doveva averlo avvisato non appena ero uscita. Ergo, si preoccupava per me.
Mi scusi, il suo nome?
Tony Baravetto. Un po' burbero. Sono l'autista personale di Chance Claybourne.
Quel tizio era un perfetto estraneo. Sono sospettosa per natura, e non intendevo salire sulla
limousine fidandomi solo della sua parola.
Mi scusi, potrei dare un'occhiata al suo cellulare?
Perplesso, Baravetto mi porse l'apparecchio. Controllai: l'ultima chiamata ricevuta era di
Chance Claybourne.
Che fare?
Be', hai un altro modo per tornare a casa?
La ringrazio, signor Baravetto. Apprezzerei molto il passaggio.
Scivolai in casa, mi richiusi la porta alle spalle e andai dritta verso la mia camera.
Kit e Whitney erano avvinghiati sul divano in soggiorno. Sentendo il rumore dei miei passi si
affrettarono a staccarsi, sistemandosi i capelli e i vestiti.
Disgustoso. Chi  l'adolescente qui?
Non eravate al cinema?
Non c'era posto. Kit, imbarazzato, svi l'argomento. Sei tornata presto. Hai trovato un
passaggio?
Annuii.
 stato favoloso? cinguett Whitney. Voglio sapere tutto fin nei minimi particolari.
Non  stato male. Vado a letto. Buona notte.
Ignorando le loro suppliche, salii le scale tanto velocemente quanto me lo consentiva l'abito. Mi
buttai sul letto. Mi rilassai per la prima volta dopo molte ore.
Poi mi girai a pancia in gi e urlai nel cuscino. Che serata!
Durante il viaggio di ritorno, avevo analizzato il mio attacco al ballo. Ormai li chiamavo cos, a
seconda del contesto. L'attacco sul battello. L'attacco della mosca sulla finestra. L'attacco in mensa.
L'attacco al ballo.
Perch arrivavano? Erano casuali? Oppure erano innescati da qualcosa?
L'episodio di quella sera era stato diverso dagli altri.
Uno schiocco nel cervello, a cui per non era seguito un blackout. E nessun sintomo aveva
riguardato i sensi, a parte l'udito amplificato. Poi avevo dato una dimostrazione di pura forza, come
Ben quando aveva afferrato il motore nel suo garage.
Tutto considerato, il cambiamento era stato leggero. Gestibile. Cavolo, persino utile.
Le modalit stavano mutando? Come? Perch?
Qualcosa di incredibile era accaduto al nostro corpo. Qualcosa ancora sconosciuto al mondo,
temevo. Qualunque virus avessimo contratto, aveva alterato il nostro fisico.
Il nostro cervello? Il DNA?
Non ne avevo idea. Ma sapevo che ci aveva trasformati.
Modificati in profondit.
Eravamo dei Virals, come aveva detto Hi.
Ero determinata a capire. A trovare delle risposte.
In un modo o nell'altro.
45
Quella notte, la tempesta che infuriava dentro di me si plac. I miei sogni furono tranquilli, non
turbati da immagini inquietanti.
Mi svegliai piena di energia, per la prima volta da una settimana a quella parte. Niente mal di
testa, congestione, febbre o dolori. Tutti i miei sistemi funzionavano a dovere.
Evviva!
La banda si era messa d'accordo per ritrovarsi prima della scuola. Speravo che anche gli altri
avessero buone notizie.
Venti minuti dopo essermi alzata, mi infilavo nel bunker. L'umore della truppa era distante anni
luce da quello dell'ultimo incontro.
Hi e Shelton stavano agli angoli opposti della stanza, lanciandosi una pallina da tennis. Cooper
correva tra loro, cercando di afferrarla. Ben era seduto al tavolo e osservava le acrobazie del cucciolo.
Salve, ragazzi.
Ce l'hai fatta disse Hi. Solo cinque minuti di ritardo.
Shelton fece cadere la pallina. Coop vi si avvent sopra e rotol sulla schiena per mordere la
preda. Sembrava felice e in ottima salute.
Come state? domandai.
Alla grande! Lo sguardo di Shelton non era pi tormentato. Nessun disturbo.
Forte come un toro rispose Ben. Qualunque malattia abbia preso, l'ho sconfitta.
In splendida forma gli fece eco Hi. Grazie a Dio.
Anche Cooper scoppia di salute. Shelton solletic la pancia del cucciolo. Non  vero,
piccolo fuggiasco?
Coop si dimen per rialzarsi e si scagli contro il petto di Shelton. I due iniziarono a lottare.
Hi, tornato se stesso, forn un colorito commento dell'incontro Uomo contro Cane che si
disputava sul pavimento. Persino Ben era allegro. Un mezzo sorriso gli arricciava gli angoli delle
labbra.
Detestavo guastare quel clima gioioso, ma bisognava prendere delle decisioni.
Sono contenta che vi siate ristabiliti dissi. Credo che il peggio sia passato.
Meno male fece Hi. Le mie tenere chiappe non ne possono pi di trascorrere tanto tempo
sul... trono.
Il peggio? Con l'indice, Shelton spinse gli occhiali sul ponte del naso. Questo sottintende
che c' dell'altro?
Dobbiamo assicurarci che la nostra guarigione sia effettiva spiegai. Per esserne certi,
occorre scoprire cosa ci  successo veramente.
Perch? chiese Ben. Quel che  stato  stato.
Potrebbe non essere finita.
Descrissi l'attacco al ballo. Mi ascoltarono senza interrompermi.
La crisi  arrivata senza preavviso conclusi. Ma non ho perso i sensi.
Che idea ti sei fatta? domand Hi.
Non sappiamo se questi attacchi continueranno a verificarsi. Cercai le parole giuste. Gli
effetti collaterali, le reazioni... non so bene come definirli.
A me inizia sempre con una scossa nella testa intervenne Shelton.
Annuii. Non sono sicura se lo sento o lo percepisco, ma qualcosa mi schiocca dentro il
cervello. Dopodich avvengono tutti quei fenomeni strani, poi un altro schiocco e torno normale.
Proprio cos concord Hi. La mia vista  impazzita di nuovo ieri sera. Il primo segnale 
stato quello che hai descritto tu.
Questi lampi devono avere una specie di interruttore disse Ben. Qualcosa che li innesca.
Lampi.
Una descrizione perfetta.
In definitiva, abbiamo bisogno di risposte affermai. E c' un solo posto dove cercarle.
Merda! Hi chiuse gli occhi. Dobbiamo tornare l, vero?
Soltanto io e Ben lo rassicurai. Non possiamo andarci tutti. Desteremmo troppi sospetti.
Per me va bene dichiararono Shelton e Hi all'unisono.
Andare dove? volle sapere Ben.
Su Loggerhead. Dopo la scuola. Frustai l'aria con la mano. Niente di complicato. Ci
introduciamo nell'ufficio di Karsten e frughiamo tra le sue carte.
Pff sbuff Ben. Pensavo si trattasse di qualcosa di pericoloso.
Voi siete matti. Due aspiranti suicidi. Shelton si tir due volte l'orecchio.
Pu darsi replicai. Ho un compito da affidare anche a te e a Hi.
E quale? Hi sembrava rassegnato. Rubare una macchina? Invadere la Russia?
Nella rete non ci sono abbastanza informazioni sul parvovirus. Secondo quanto abbiamo
appreso, non dovevamo essere a rischio di contagio. Dobbiamo saperne di pi: voi due andrete alla
biblioteca di biomedicina dell'Universit di Charleston a fare qualche ricerca.
Hi e Shelton parvero sollevati che il loro incarico fosse legale.
Setacceremo la biblioteca da cima a fondo promise con entusiasmo Shelton.
E non mi sono dimenticata di Katherine Heaton aggiunsi. Sto ancora aspettando che Chance
mi dica qualcosa riguardo all'impronta digitale.
I ragazzi annuirono, impegnandosi a portare a termine le indagini.
Sull'attenti, Virals! tuon Hi, come se fosse un sergente che abbaia ordini alle nuove reclute.
Abbiamo delle missioni da compiere!
46
Un'ora dopo indugiavo sui gradini d'ingresso della Bolton, temendo quello che mi aspettava
all'interno.
Jason era nella mia stessa classe, alla prima ora. La sera precedente l'avevo piantato in asso,
davanti a tutti i suoi amici. Senza parlare del fatto che l'avevo mandato al tappeto.
Era furioso? Cosa avrebbe detto? L'incontro prometteva di essere superimbarazzante.
I corridoi della Bolton sono sempre un brusio di pettegolezzi. Di solito riesco a sottrarmi alla
luce dei riflettori, ma stavolta era poco probabile. La storia del Mostro Rosa di certo era gi in cima alla
playlist.
L'insegnante di biologia aveva deciso di spiegare. Niente lavoro di gruppo. Un vero colpo di
fortuna. Visto il corteggiamento di Chance, volevo vedere Hannah ancor meno di Jason.
E non avevo ancora completato il confronto dei DNA. La ricerca andava presentata il giorno
dopo.
Jason guard verso il mio banco diverse volte. Io tenevo la testa china, gli occhi inchiodati al
laptop. I miei appunti erano talmente dettagliati da poterli vendere a un editore.
Non appena suon la campanella, schizzai fuori dalla porta. Per il resto del mattino rimasi
defilata.
Durante l'intervallo per il pranzo mi nascosi nel laboratorio di informatica, lavorando alla mia
parte della relazione. Confrontare le sequenze di DNA richiese gran parte dell'ora di pausa. Quando
ebbi terminato, inviai per e-mail i risultati a Jason e Hannah.
Avete ricevuto della posta! Visto? Non vi sto evitando!
Percorrendo i corridoi, colsi dei commenti sussurrati, notai dei sorrisetti nascosti. La mia fuga
dal ballo non era passata inosservata.
Inevitabilmente, la fortuna si esaur. Dopo l'ultima campanella Jason mi becc mentre tentavo
di svignarmela dalle porte principali.
Tory! Fermati un attimo!
Mettersi a correre? Era cattiva educazione.
Cos lo aspettai, sforzandomi di apparire naturale.
Dove sei stata tutto il giorno? chiese lui. Ti ho cercata ovunque.
Scusa, dovevo finire la ricerca sul DNA. Ti ho mandato i risultati sul tuo account gmail.
Oh, fantastico. Si pass una mano sulla nuca. Volevo parlarti di qualcos'altro.
Ecco, ci siamo.
Chance ha bisogno di vederti, dice che  una cosa importante. Riguarda l'impronta che gli hai
dato.
Si trattava di questo? Non sapevo se essere sollevata oppure offesa.
Lui sembrava sconcertato dal mio silenzio. Ti interessa ancora quell'impronta, giusto?
S. Assolutamente. Grazie. E prima che potessi mordermi la lingua: Pensavo volessi parlare
del ballo.
Imbarazzo. Cosa cavolo ti  saltato in mente?
Adesso che ne parli, te la sei filata presto. Jason rise. Scusami se sono cos maldestro.
Non hai niente di cui scusarti. Perch voleva scusarsi? Sono io che devo scusarmi, per averti
spinto.
Non sapevo soffrissi di emicranie disse lui. Non avrei dovuto afferrarti cos bruscamente...
quelle cose possono essere terribili.
Gi.
Non riesco a credere di essere inciampato. Ho in testa un bernoccolo grande come un kiwi.
Ridacchi. Dico a tutti che mi sono fatto male giocando a lacrosse, per salvare la faccia.
Ripresi fiato. Jason non si era reso conto di cos'era realmente successo. Se nessun altro aveva
visto la scena, ero al sicuro.
Comunque prosegu, Chance vuole vederti domani, prima dell'allenamento, per darti le
informazioni. Ti va bene?
Certo. Apprezzo molto il suo aiuto, diglielo. E ringrazialo per il passaggio di ieri sera. Il signor
Baravetto  stato un dono del cielo.
Nessun problema. E non ti preoccupare di quelle pettegole.
Dunque non l'avevo fatta franca.
Ah, davvero? Finsi indifferenza. Gira qualche voce?
Niente di che. Jason aveva supposto che ne fossi gi al corrente. A quelle ragazze piace
sfottere le persone. Le fa sentire meglio con se stesse.
Dimmi pure. Posso reggere il colpo. Bugia.
 una sciocchezza. Jason sospir, visibilmente a disagio. Alcune di loro hanno detto che eri
scappata come Cenerentola perch dovevi restituire il vestito prima della chiusura del negozio.
Mi sentii avvampare. Era un'umiliazione. Peggio ancora, in un certo senso era la verit.
Avrei voluto sprofondare. Trasferirmi in un'altra citt. Morire. Ma la rabbia spinse da parte
l'imbarazzo.
Chi l'ha detto?
Lascia perdere. Eri bellissima. E loro erano soltanto invidiose.
Per favore, Jason. Chi?
Madison e le sue amiche, Courtney e Ashley.
Di nuovo il Trio. Qualunque cosa facessi, quelle tre ce l'avevano con me.
Non permetter che la passino liscia.
Contente loro... Comunque, grazie per avermelo detto. Un sorriso forzato. Riferisci a
Chance che ci vedremo qui domani, se a lui sta bene.
Sar fatto. Ti saluto. Si allontan di qualche passo, poi si volt. E fregatene delle stronzate
di Madison. Nessuno le d retta.
Ti ringrazio.
Camminando verso il porto, giurai di fargliela pagare. Ero stufa che il Trio sparlasse di me.
Ma non oggi.
Oggi dovevo commettere un reato.
47
Hi e Shelton camminavano a passo spedito lungo Beaufain Street. Equipaggi di canottaggio
vogavano sul Colonial Lake, un lago artificiale di forma ovale che si allungava per un intero isolato. Le
anatre sguazzavano nell'acqua a gruppetti chiassosi di due o tre. Presi com'erano dalla loro missione, i
due ragazzi non facevano caso a tutto questo.
Nei pressi della zona commerciale, le case unifamiliari lasciarono il posto a villette a schiera
disposte in file ordinate. Sui davanzali le fioriere traboccavano di petunie, tageti e lantane. Le api
facevano gli straordinari nel caldo sole pomeridiano.
Svoltando a sinistra sulla King, Hi e Shelton raggiunsero il campus universitario, tre edifici
quadrati in pietra accanto a costruzioni in vetro e mattoni. Sotto le antiche querce e le magnolie, i cani
inseguivano i frisbee lanciati dagli studenti del college.
Un cartello diresse i ragazzi verso un imponente edificio all'estremit orientale del parco.
Niente svenimenti oggi? chiese Shelton mentre si affrettavano lungo il vialetto.
No, ma ho avuto un lampo. Per qualche istante sono riuscito a leggere la chiave degli esercizi
sulla scrivania del signor Hallmark. Ed ero seduto in ultima fila.
Io ne ho avuto uno uditivo. In bagno ho sentito un rumore lacerante, come di una sega
elettrica. Era Kelvin Grace che si tirava gi la cerniera dei pantaloni, a tre metri di distanza. Incredibile,
eh?
Pazzesco.
Nella biblioteca di biomedicina chiesero informazioni e vennero indirizzati nell'ala di medicina
veterinaria. L si divisero gli argomenti e si misero all'opera. Due ore dopo confrontarono le loro
scoperte.
Ho spulciato un miliardo di riviste mediche disse Shelton. Nessuna malattia ha sintomi che
corrispondono ai nostri. Alcuni non li ho neppure trovati.
Ecco quello che ho raccolto sul parvovirus. Hi scompigli dei fogli sul tavolo. Questi
microrganismi sono tra i pi piccoli virus presenti in natura, con un solo filamento di DNA. Parvus in
latino significa piccolo.
Affascinante osserv Shelton, impassibile. E questo come ci aiuta?
Specie differenti hanno ceppi differenti. Cani, gatti, maiali, persino visoni. E senti qua. Hi
lesse dai suoi appunti. I parvovirus sono specifici per le forme di vita che infettano, ma questa  una
caratteristica alquanto flessibile.
Flessibile? Che vuol dire?
Significa che i virus non sono specifici per una specie in modo assoluto. Il parvovirus canino
di solito colpisce solo cani, lupi e volpi. Ma alcuni ceppi possono infettare altri animali, per esempio i
gatti.
Perci, se la versione canina pu contagiare i gatti, perch non le persone?
Hi si strinse nelle spalle. Tory comunque aveva ragione. Il parvovirus canino non dovrebbe
mai essere infettante per gli umani.
Allora siamo in un vicolo cieco. Shelton sospir. Sar meglio continuare a cercare.
Le ombre si infittirono, si allungarono fino a diventare frecce scure sui tavoli di legno al centro
della sala. Shelton stava quasi per rinunciare quando incapp in un nuovo indizio.
Hi, da' un'occhiata a questo.
Hiram si pieg per leggere la pagina della rivista sotto il dito puntato dell'amico.
Gli esseri umani non possono venire infettati dal parvovirus canino, ma possono contrarre
virus della stessa famiglia. Shelton sembrava eccitato.
Davvero?
Ce ne sono tre tipi: dependovirus, bocavirus ed eritrovirus. A quest'ultimo genere appartiene il
parvovirus B19.
B19 ripet Hi, sfregandosi la fronte. Mi dice qualcosa.
La sua scoperta  avvenuta nel 1975 prosegu Shelton.  il primo parvovirus di cui sia stata
dimostrata la trasmissibilit all'uomo. Non esiste ancora nessun vaccino. L'ultima epidemia si  avuta
nel 1998. Sollev lo sguardo. Colpisce perlopi i bambini. Gli attacchi epidemici si verificano di
solito negli asili e nelle scuole.
Che effetti ha?
Shelton scorse di nuovo l'articolo.  responsabile di qualcosa noto come quinta malattia o
sindrome della guancia schiaffeggiata. Alz un sopracciglio. Sembrano nomi inventati. A ogni
modo, pare che il B19 causi un'eruzione cutanea per qualche settimana.
Non  quello che  accaduto a noi.
Shelton continu a leggere. Il B19 si propaga per via aerea, attraverso le goccioline
respiratorie infette. Colpi di tosse, presumo. I soggetti colpiti possono accusare febbre e
affaticamento.
Questo mi suona familiare.
Shelton annu. Una volta all'interno dell'ospite, il B19 invade le fabbriche di globuli rossi
nel midollo osseo. I sintomi compaiono alcuni giorni dopo il contagio e durano una settimana. Gli
individui infetti sono contagiosi solo prima della comparsa dei sintomi.
Noi abbiamo preso il virus da Coop not Hi. I cani possono contrarre il B19?
Shelton diede una rapida scorsa alla pagina. No, infetta unicamente gli esseri umani.
Quindi  un altro vicolo cieco.
Non so, mi sembra importante. Probabilmente ci  sfuggito qualcosa.
Facciamo una copia dell'articolo, poi controlliamo le fonti citate.
Le ombre divennero grigie, poi nere, mentre Shelton e Hi consultavano tutte le fonti che
riuscivano a trovare. Ogni riferimento portava a un altro e a un altro ancora. Ma niente cattur la loro
attenzione.
Alle dieci di sera, attraverso l'impianto interfonico una voce compassata comunic che la
biblioteca stava per chiudere.
Siamo sul punto di scoprire qualcosa, lo sento disse Hi. Per non so di cosa si tratti.
Cominciamo a mettere al corrente gli altri.
Buona idea.
Venne trasmesso un secondo avviso, decisamente pi gelido del precedente.
I ragazzi si diressero verso l'uscita.
48
Io e Ben eravamo fuori dall'ingresso del LIRI. Respiravamo a fondo, cercando di calmare i
nervi tesi.
L'ultima cosa di cui avevamo bisogno era uno dei nostri... lampi.
Un fantastiliardo di cose poteva andare storto. Ma non vedevo alternative. Karsten aveva le
risposte che ci servivano.
Se il vecchio caprone  ancora qui, siamo fregati. Ben, sempre ottimista.
Vedrai che non c'. Sar all'acquario, ormai. E nel caso ci fosse, tiriamo fuori la nostra scusa e
ce ne andiamo.
Volevo mostrarmi sicura di me, ma Ben non aveva tutti i torti. Buttare all'aria l'ufficio di
Karsten sarebbe stato difficile, con lui seduto alla scrivania.
Per fortuna avevamo valutato quell'evenienza.
E se ha riconosciuto la mia voce? Ben era stato restio a fare la telefonata.
La persona che chiamava doveva sembrare adulta. Non potevo essere io. Inoltre, parli cos di
rado che probabilmente non ha idea di come sia la tua voce.
Non era stato semplice concepire la prima fase del piano. Per avere qualche chance di successo,
dovevamo attirare Karsten lontano dall'isola.
L'ispirazione mi era venuta leggendo la sua biografia online.
Il dottor Marcus Karsten era direttore emerito e consulente in medicina veterinaria del South
Carolina Aquarium. Grazie a questa informazione, ingannarlo era stato un gioco da ragazzi.
Malgrado il nervosismo, Ben sorrise. Karsten andr su tutte le furie quando scoprir che non
c' nessuna emergenza pinguini.
Oh, s! Dovevamo muoverci in fretta. Paranoico com'era, il direttore non ci avrebbe messo
molto a capire di essere stato allontanato di proposito da Loggerhead e si sarebbe affrettato a tornare
sull'isola. Per allora, noi dovevamo avere gi tagliato la corda.
Pronto? Sciolsi i muscoli delle braccia e saltellai sulla punta dei piedi.
Pronto conferm Ben.
Entrammo decisi nell'edificio principale e ci dirigemmo al gabbiotto della sicurezza. Alla
scrivania era seduto Sam. Piccola parentesi. Sam  meno lunatico di Carl. E fisicamente  l'opposto.
Magro come un chiodo e pelato come una palla da biliardo, somiglia pi a un cadavere che a una
guardia.
Alz con riluttanza gli occhi dalla rivista di armi che stava leggendo. Fantastico! Ecco i
rompiscatole. Siete qui per appiccare un incendio al centro?
Salve. Sfoderai il mio sorriso pi affascinante. Dobbiamo consegnare a mio padre dei
documenti.
Lasciateli nella cassetta. Lo sguardo di Sam torn sulle pagine di Guns & Ammo.
Non posso. Devono essere faxati entro trenta minuti. Altrimenti non potremo andarci.
La guardia sospir, tese una mano. Gli porsi i moduli.
Un camp di matematica? Risatina. Bisogna vaccinarsi per un camp di matematica?
Domanda migliore: perch andarci?
Ah-ah. Possiamo farlo, per favore? Saremo fuori dai piedi in un battibaleno.
Sam esit, forse preoccupato dal pessimo umore mostrato di recente dal direttore. Infine annu.
Siete fortunati. Il dottor K al momento non c'. Restituendo i documenti, ci fece segno di
passare. Non registro il vostro ingresso, ma spicciatevi. Non voglio beccarmi una lavata di capo per
colpa vostra.
Grazie. Attraversammo velocemente l'atrio prima che potesse ripensarci.
Niente registrazione sussurr Ben. Quel tonto ci ha fatto un favore.
 tempo di furti. Spicciamoci!
Salimmo le quattro rampe di scale che portavano all'ufficio di Karsten. Kit prendeva sempre
l'ascensore. Non potevamo rischiare di imbatterci nel caro paparino.
Al quarto piano, in fondo a un breve corridoio, una porta doppia di vetro smerigliato dava
accesso a un'anticamera e all'ufficio del direttore.
L'ultimo ostacolo era di fronte a noi: il Cerbero.
L'intolleranza al rumore di Karsten era leggendaria. La sua segretaria, Cordelia Hoke, era
l'unico dipendente a lavorare in quella sorta di santuario. Se fossimo riusciti a eludere il Cerbero,
avremmo avuto buone probabilit di successo.
Per il momento avevamo bisogno di un nascondiglio.
Ben mi tocc con il gomito, indicando uno sgabuzzino. Ci infilammo dentro e sbirciammo
attraverso la piccola finestrella.
Pass un minuto. Cinque. Dieci. Cominciai a sudare. Ovvio.
Alla fine, il Cerbero spinse la porta e si diresse con andatura dondolante verso l'ascensore.
Come avevamo previsto. Incallita fumatrice, Cordelia Hoke sgusciava fuori dieci minuti dopo lo
scoccare di ogni ora. Due sigarette, pi una telefonata al fidanzato camionista. Avevamo almeno
quindici minuti.
La cosa buffa era che le abitudini del Cerbero erano note a tutti quelli che lavoravano al LIRI,
escluso il suo capo.
Non appena le porte dell'ascensore si chiusero, ci fiondammo nell'ufficio di Karsten.
Conto alla rovescia. Dodici minuti.
Da dove iniziamo? bisbigli Ben.
File, incartamenti, tutto quello che pu contenere un elenco dei progetti.
L'ufficio era decisamente spartano. Una libreria in un angolo, piena di opere di consultazione.
Una scrivania. Un classificatore. Un attaccapanni.
Karsten evidentemente custodiva la maggior parte delle sue carte altrove. Ma non potevamo
accedere al laboratorio segreto. Dovevamo trovare qualcosa l dentro. E in fretta.
Sedetti alla scrivania e cominciai dal computer. Quando premetti il pulsante destro del mouse,
sullo schermo apparve una richiesta di password. Naturalmente.
Provai con il classificatore. Chiuso.
Ancora dieci minuti mi avvis Ben.
Rovistai nei cassetti della scrivania. Tre contenevano materiale di cancelleria. Penne. Post-it.
Una punzonatrice. In un altro c'erano cavi di alimentazione e cavetti per computer.
Dall'altra parte della stanza, Ben stava frugando nella libreria.
Niente, finora m'inform. Otto minuti.
Ci serve la chiave del classificatore dissi. Probabilmente le sue carte sono l.
Ben allarg le mani con aria rassegnata.
Ignorandolo, passai in rassegna la scrivania di Karsten. Monitor. Mouse. Stampante. Un
contenitore di metallo pieno di penne e graffette. Un piccolo orologio.
Il cranio di uno scimpanz.
Eh?
Lo sollevai e lo feci ruotare. Udii un tintinnio. Lo inclinai e iniziai a scuoterlo. Una piccola
chiave cadde dal foro alla base del cranio.
S!
Lo posai, infilai la chiave nella serratura e la girai. Il cassetto si apr.
Ben si inginocchi accanto a me. Insieme, facemmo passare i faldoni.
Sei minuti. La sua voce era sempre pi tesa.
Controllai un raccoglitore dopo l'altro.
Attrezzature. Spese. Valutazione del personale.
Ecco! Ben aveva in mano una cartella con l'etichetta: Progetti attivi-LIRI. Dentro c'era un
documento di analisi contabile; l'ultima voce era stata inserita quella settimana stessa.
Diedi una rapida scorsa al contenuto. Il Laboratorio Sei aveva una sua colonna. In quella
sezione era stampata la dicitura: Chiuso-fuori servizio. La chiusura risaliva alla met di febbraio.
Lo sapevo sussurrai. Il progetto di Karsten non  registrato. L'universit non  al corrente
dell'esperimento con il parvovirus.
A che gioco stava giocando il professore?
Ben apr l'ultimo cassetto. All'interno c'erano dei raccoglitori privi di etichetta. Li facemmo
scorrere frettolosamente, drizzando le orecchie per cogliere i segnali del ritorno del Cerbero.
Tre minuti sibil Ben. Meglio filarcela.
Cos' questa? Una cartelletta conteneva delle distinte di versamento relative ad assegni. Il
conto bancario era intestato al dottor Marcus E. Karsten.
Wow! Questo  di cinquantamila dollari! Ce n'erano a dozzine. Ciascuno dello stesso
importo. Tutti gli assegni sono stati fatti dalla stessa societ, la Candela Pharmaceuticals.
Guarda. Ben mi mostr l'ultima distinta in fondo. Il primo versamento  stato effettuato sei
mesi fa.
Gli assegni sono intestati a Karsten, non all'universit osservai. La cosa deve essere
collegata, in qualche modo.
La porta esterna si apr, poi si chiuse con uno scatto. Udimmo il Cerbero canticchiare appena
fuori dall'ufficio.
Mi infilai una distinta in tasca, poi, cercando di fare meno rumore possibile, richiusi il
classificatore e feci scivolare di nuovo la chiave nel cranio.
Quindi ci avvicinammo furtivamente alla porta e sbirciammo fuori.
La scrivania della segretaria era tra noi e la porta esterna. Cordelia Hoke era seduta, intenta a
scartare una confezione di cioccolatini Godiva.
Eravamo in trappola.
Non potevamo aspettare un'ora. Karsten sarebbe tornato. Ci avrebbe sorpresi. Avrebbe
chiamato la polizia. A quella prospettiva, il mio cuore acceler i battiti.
D'improvviso, una vampata di calore. La sensazione di cadere in un lungo tunnel tenebroso.
SNAP.
Saette di luce mi balenarono nel cervello.
Udivo il rumore della carta stagnola tra le dita del Cerbero. Sentivo l'aroma di cioccolato, noci
e caramello. L'odore di poliestere sudato. Il profumo Chantilly.
I miei occhi erano puntatori laser. Vedevo particelle merlettate di polvere fluttuare nell'aria. Gli
acari attaccati alla scrivania di legno. Minuscoli solchi nel cranio di scimpanz.
Ben, accanto a me, contraeva le mani. I nostri sguardi si incontrarono. Le sue iridi erano dorate.
Come le mie.
D'un tratto seppi cosa fare. Ben annu, senza che avessi bisogno di parlare. Dischiusi la porta.
Mi acquattai.
Lui si rannicchi dietro di me, pronto a scattare.
Cordelia Hoke si chin per raccogliere qualcosa sotto la scrivania.
Come il vento del deserto, ci lanciammo fuori dall'ufficio. Sfrecciammo accanto al Cerbero.
Scivolammo silenziosi gi nell'atrio. E ci trovammo fuori. Liberi.
Sorpresa dal repentino spostamento d'aria, Cordelia Hoke lanci un'occhiata verso l'ingresso.
La porta doppia si stava lentamente richiudendo.
Strano...
Il Cerbero si alz in piedi e allung la testa nel corridoio.
Vuoto.
Con un'alzata di spalle, torn alla scrivania e al gravoso compito di scartare cioccolatini.
49
Lasciata la biblioteca, Shelton e Hi si incamminarono verso il porto, una passeggiata di non pi
di un quarto d'ora.
Non mi piace girare in citt di notte disse il primo. Non c' quasi anima viva.
Sono appena le dieci e siamo nel quartiere turistico replic il secondo. Hai paura di essere
rapinato da una nonnina del New Jersey?
Dico soltanto che  buio.
Io non mi preoccupo. Hi indic le facciate dei negozi. Mi sento al sicuro tra Abercrombie e
Lacoste.
A met dell'isolato i lampioni si spensero, facendo piombare il marciapiede nell'oscurit.
Okay mormor Shelton. E adesso?
Continua a camminare, fifone.
Hi acceler il passo. Qualche secondo dopo scorse due uomini vestiti di nero fermi all'angolo
tra la King e la Hasell. Nessuno dei due parlava.
Senza dire una parola, i ragazzi si bloccarono.
Shelton... L'allarme silenzioso di Hi era scattato. Qualcosa non va, qui.
Qualcosa non va...
Prendiamo un'altra strada.
Un'altra strada mi sembra un'ottima idea.
Attraversarono la King e si diressero a est lungo Hasell Street. Era la direzione sbagliata, ma a
nessuno dei due importava di fare il giro lungo.
Il mio tempio  l avanti disse Hi. Possiamo tagliare al prossimo isolato.
Alla sinagoga K.K. Beth Elohim svoltarono e scrutarono nell'oscurit alle loro spalle.
La strada era deserta.
Ecco cosa ottengo a prenderti in giro si lament Hi. Adesso sono spaventato senza motivo.
Shelton rise. Gi, non siamo esattamente Jason Bourne, eh?
Sentendosi due stupidi, girarono a destra. Due isolati pi a sud raggiunsero il mercato vecchio.
Al buio la struttura somigliava a un gigantesco serpente marino che strisciava al centro di Market
Street, creando stretti vicoli su ambedue i lati.
Merda! esclam Hi.
I due uomini erano dalla parte opposta di Market Street. Uno stava fumando. Entrambi
osservavano i ragazzi.
Porca miseria! sussurr Shelton. Muoviamo le chiappe!
Si affrettarono lungo il vicolo, verso la parte settentrionale del mercato. Dopo aver svoltato, la
struttura nascondeva alla loro vista la coppia di loschi individui.
Stiamo andando nella direzione sbagliata! La voce di Shelton tremava per lo sforzo della
camminata spedita.
Non voglio ritrovarmi davanti quei tipi. E tu?
Shelton non si prese il disturbo di replicare.
Continuarono verso est, superando la parte pi vecchia del mercato, buia e deserta.
All'incrocio successivo si fermarono, lanciando un'occhiata alle loro spalle.
E quasi se la fecero addosso.
Gli uomini erano nel vicolo che costeggiava il lato meridionale del mercato. Li osservavano
come predatori pronti ad avventarsi sul loro pasto.
Muoviamoci bisbigli Shelton.
Bay Street sugger Hi. Facciamo tutto il giro.
Dei passi risuonarono sull'acciottolato. I ragazzi si voltarono.
I due tizi avevano attraversato per raggiungere il vicolo a nord e si dirigevano verso di loro. La
distanza si stava riducendo rapidamente.
Hi e Shelton si scambiarono uno sguardo. Combattere o fuggire? Risposta scontata. Tesero i
muscoli, preparandosi a darsela a gambe.
Il mondo scomparve.
Buio.
Caduta nel vuoto.
SNAP.
Una scarica elettrica li attravers. Tutto ci che li circondava divenne di una nitidezza
cristallina.
I passi si fecero pi veloci. Gli inseguitori erano sempre pi vicini.
Corri! url Shelton.
I due ragazzi scattarono come levrieri. I passi echeggiavano subito dietro. La caccia era
cominciata.
Gli occhi di Hi adesso penetravano l'oscurit simili a visori notturni. All'interno del mercato
not una chiazza pi scura tra le ombre.
Tagli a destra, afferrando Shelton, che cambi agilmente direzione. Scivolarono
contemporaneamente nella struttura nera come la pece, acquattandosi dietro un tavolo capovolto.
Trattennero il fiato.
Gli inseguitori si fermarono poco lontano. Avevano il respiro affannato, che alle orecchie dei
ragazzi suonava come un vento impetuoso. Potevano fiutare il sudore, percepire l'agitazione dei due.
Dove diavolo sono finiti?
Maledizione! Io penso alla strada, tu controlla qui dentro. Non ci devono sfuggire!
Si divisero. Uno si allontan verso est, l'altro venne verso di loro. La ghiaia scricchiolava sotto
le suole come popcorn scoppiato.
Poi silenzio.
Hi e Shelton videro l'uomo bloccarsi. Forse per abituare gli occhi all'oscurit?
Venite fuori. La voce era acuta, nervosa. Vogliamo soltanto parlarvi.
Lo sconosciuto fece un passo avanti.
Un leggero scatto metallico ruppe il silenzio.
Le orecchie ipersensibili dei ragazzi registrarono il rumore.
I loro occhi si incontrarono. Un alone dorato circondava le pupille.
E finalmente compresero.
Era stato alzato il cane di una pistola.
Non voglio farvi del male. La voce ora proveniva da destra. Riuscivano a vederne
chiaramente il proprietario. Alto, le braccia e le gambe muscolose strizzate nel tessuto nero aderente.
L'uomo avanz adagio, brancolando nel buio, una mano tesa davanti a s. L'altra impugnava la
pistola.
Shelton e Hi condivisero lo stesso pensiero: Il nostro nemico non pu vedere. Noi s.
Esplorarono lo spazio circostante con gli occhi scintillanti. Cercando qualsiasi cosa potesse servire
come arma.
Laggi.
Appoggiate alla parete dietro di loro c'erano due scope con un robusto manico di legno.
Muovendosi in perfetto silenzio, i ragazzi si armarono.
Aspetta.
Aspetta.
Il criminale giunse infine all'altezza del loro nascondiglio. La pistola si spostava da una parte
all'altra davanti al corpo. Dilettantesco. Stupido.
Shelton si fece pi vicino. Il manico della scopa saett tra le gambe dell'uomo, che incespic
ma in qualche modo riusc a mantenere l'equilibrio.
Con un gesto fulmineo Hi sferr una botta alla mano tesa dello sconosciuto. La pistola cadde
sui ciottoli, rimbalzando lontano, nell'oscurit.
Shelton lo colp al petto senza indugiare, e il tizio si pieg in due con un gemito.
Hi cambi la presa sul manico della scopa; lo fece ruotare di trecentosessanta gradi e glielo
abbatt sulla testa.
Il legno si schiant sul cranio.
L'uomo croll a terra. Rimase immobile.
Non c'era tempo per festeggiare.
I guerrieri balzarono fuori dal nascondiglio.
Sfrecciarono di corsa nelle strade buie.
Non rallentarono finch raggiunsero l'acqua.
50
Dove siete stati? Sono ore che vi aspettiamo!
Sfogarmi mi faceva bene. Avevo ancora il livello di adrenalina alle stelle.
Ci dispiace si scus Hi. La ricerca ha richiesto pi tempo del previsto. E i sicari ci hanno
rallentati.
S, come no. Alzai gli occhi al cielo.
 vero. Due tizi hanno cercato di farci fuori! Shelton era su di giri pi di quanto non lo fossi
io. Ne abbiamo messo fuori combattimento uno, e l'altro l'abbiamo seminato.
Lui e Hi si diedero il cinque.
Ben sollev una mano. Fermi. Spiegateci tutto.
Parlando uno sopra l'altro, raccontarono la storia.
Chi vi dava la caccia? chiese Ben.
Gli stessi tipi che ci hanno sparato addosso a Loggerhead rispose Shelton.
Perch?
Sappiamo che la Heaton  stata assassinata, perci ci vogliono morti. Giusto?
Forse. Non ne ero tanto sicura. Be', si prendono troppo disturbo per un delitto avvenuto
quarant'anni fa.
Tory, questa volta abbiamo usato il nostro... lampo disse Hi. Il cambiamento ci ha dato dei
poteri. Supersensi e superforza.
 stato incredibile aggiunse Shelton.
Non siete gli unici. Ben raccont la nostra avventura al centro di ricerca.
Quindi Karsten deposita in banca dei soldi che riceve per condurre degli esperimenti segreti?
Shelton fischi. E noi ci siamo capitati in mezzo.
Qualunque cosa stia facendo, la documentazione relativa al progetto non  nel suo ufficio
dissi. Dev'essere nel laboratorio. Voi ragazzi avete trovato qualcosa di utile?
Pu darsi.
A turno, Shelton e Hi illustrarono le loro scoperte.
Dunque, alcuni parvovirus si trasmettono tra specie diverse ricapitol Hi. Ed esistono ceppi
che possono contagiare gli esseri umani. Ma la forma umana non infetta i cani, e quella canina non
infetta le persone.
Qualcosa mi turbava. Cosa? La risposta era sepolta da qualche parte nella mia scatola cranica.
Come si chiama la forma umana del virus? domandai.
Parvovirus B19 rispose Hi. Lo scienziato che gli ha dato il nome aveva trovato il primo
campione nella sua diciannovesima capsula di Petri.
B19 ripetei a bassa voce. Era quello il messaggio che continuava a tormentarmi? Perch? Il
nome era estremamente generico.
Tuttavia la risposta si rifiutava di salire in superficie.
Chiusi gli occhi.
Pensa. Pensa.
Niente da fare.
In quel momento Coop irruppe nel bunker. Adesso che aveva riacquistato forza e vivacit, gli
permettevamo di correre libero tra le dune.
Mi corse incontro, disegnando degli otto tra le mie gambe.
Ehi, Coop! Basta! esclamai, rischiando di cadere.
Con la coda bassa, il cucciolo and a raggomitolarsi sotto il tavolo, guaendo sommessamente.
Gli accarezzai la schiena, mormorando paroline di conforto. Detestavo spaventarlo. Aveva gi
sofferto abbastanza per colpa di Karsten.
Gli stavo grattando le orecchie quando finalmente il messaggio subliminale si fece strada nella
mia mente.
B19.
Ma certo!
Ragazzi! urlai. So cosa ci  successo! Karsten deve aver...
Il pelo si drizz lungo la schiena di Coop, che prese a ringhiare, gli occhi puntati verso l'entrata
del bunker.
Mi voltai di scatto.
Una specie di raschio all'esterno, poi il rumore inconfondibile di qualcuno che strisciava
attraverso l'apertura.
Un'ombra comparve sul pavimento.
Indietreggiammo in un angolo, incapaci di credere che qualcuno avesse scoperto il nostro
nascondiglio segreto. Chiunque fosse, eravamo in trappola.
Una sagoma emerse, si raddrizz, ci guard con occhio torvo.
Era l'ultima persona che mi sarei aspettata di vedere.
51
Tory Brennan.
Karsten sput il mio nome come se fosse qualcosa di amaro sulla lingua.
Io lo guardai a bocca aperta, attonita.
Il nostro bunker era praticamente invisibile. Come aveva fatto a scovarlo?
I ragazzi osservavano in silenzio, l'aria abbattuta. Era finita. Avevamo perso.
Cos  qui dentro che progettate i vostri furtarelli. Karsten sogghign, divertito dal proprio
spirito. Davvero originale.
Gli occhi del direttore dell'istituto si spalancarono, poi si ridussero a due fessure. Seguii il suo
sguardo.
Fino a Coop.
Il cucciolo si era piazzato davanti a me, le zampe divaricate, le orecchie abbassate, il pelo irto.
Le labbra erano arricciate, rivelando i denti bianchi e splendenti.
Teneva gli occhi fissi su Karsten mentre un ringhio basso gli saliva dalla gola.
Allora  vero. La voce del professore tremava di rabbia. L'avete preso voi.
S risposi con calma. Siamo stati noi.
Accarezzai la testa di Coop. Era sempre teso, attento a ogni movimento, pronto ad attaccare.
Chi vi ha detto di farlo? Karsten si guard attorno e si lasci cadere su una sedia. Le sue
scarpe da ginnastica gialle erano imbrattate di fango. Per chi lavorate?
Di che s-sta p-parlando? Il nervosismo faceva balbettare Shelton. Non n-non lavoriamo
p-per n-nessuno.
Puttanate! L'uscita di Karsten mi sconcert. Non lo avevo mai sentito usare espressioni
volgari. Come avete fatto a superare le porte, ad aprire le serrature? Non insultate la mia intelligenza
sostenendo che avete agito da soli.
Spiacente, ma  la verit. Incrociai le braccia. Non eravamo nemmeno l per il cane. Ma
quando lo abbiamo trovato, non avevamo scelta.
Allora perch vi siete introdotti nel laboratorio? Come avete fatto? Voglio sapere tutto.
Subito!
Non vedendo altre alternative, obbedii.
Gli raccontai della scimmia che ci aveva aggrediti. Della targhetta incrostata. Del sonificatore.
Della scoperta casuale del laboratorio segreto. Di come fossimo venuti a conoscenza della storia di
Katherine Heaton. Di come avessimo rinvenuto lo scheletro e poi qualcuno ci avesse sparato
nell'oscurit.
Karsten rimase a lungo silenzioso. Quando torn a parlare, il suo tono era pi pacato.
Avete davvero trovato il cadavere?
S conferm Ben.
Katherine Heaton. Osservai la sua reazione. Ma degli uomini armati ci hanno cacciato. Sulla
sua isola.
Gli occhi del professore sembravano vagare lontano.
Katherine Heaton mormor. Tutti gli anni che ho passato su Loggerhead... e lei  sempre
stata l.
Ero sorpresa. La sua tristezza pareva autentica.
Ciononostante, lo incalzai.
Era furibondo perch avevamo portato la polizia sull'isola. E per lei  facile procurarsi delle
ossa di scimmia. Questo fa di lei un sospettato.
Stupida ragazzina! Il tono di voce era di nuovo aspro. Io e Katherine eravamo compagni di
classe alla St. Andrew's High. Era un'amica, amava anche lei la scienza. Un dito ossuto penetr l'aria
verso di me. Ero distrutto quando scomparve. Non parlare di cose di cui non sai nulla!
Sono dispiaciuta. Lo ero davvero. Le sue parole sembravano sincere. Ma resta il fatto che
qualcuno ha seppellito Katherine Heaton su Loggerhead Island. E questo qualcuno ci ha impedito di
rivelare che avevamo trovato i suoi resti.
Per un attimo, Karsten parve riflettere tra s.
Non ho idea di chi possa essere stato. La morte di Katherine probabilmente  un caso destinato
a restare irrisolto. Si alz in piedi. Voi ragazzi avete commesso un reato grave. Non immaginate
nemmeno quanto.
Non siamo i soli ribatt Hi. Il suo perverso esperimento non era autorizzato.
Karsten si raddrizz gli occhiali sul naso. Ma davvero?
Certo. Abbiamo trovato delle prove questo pomeriggio. Non riuscii a trattenermi. Si 
divertito all'acquario?
Il professore si irrigid.
Andai avanti, rincarando la dose.
Non annota i suoi spregevoli test sul registro ufficiale. Tirai fuori dalla tasca la distinta di
versamento. E si porta a casa dei soldi extra. Come la mettiamo, dottor Karsten?
Il suo volto era cinereo. Le mani strette a pugno tremavano.
Per la prima volta ebbi paura. Quell'uomo era pazzo? Disperato? Eravamo da soli laggi,
lontani chilometri da chiunque potesse venire in nostro soccorso.
Invece di dare in escandescenze, il professore si lev gli occhiali e si strofin gli occhi. Quando
se li rimise, dietro le lenti spesse c'era un uomo diverso.
Avete ragione mormor.
Prego?
Il mio progetto era segreto, illegale. Inspir a fondo. Espir. Spero soltanto di non aver
causato un danno irreparabile.
Come torturare un cucciolo innocente? domandai.
Lui guard Coop, che rispose con un ringhio.
Perch l'ha fatto? chiese Ben.
Karsten scosse il capo. Non mi credereste.
Ci metta alla prova.
Per salvare milioni di canidi da una morte prematura. Per mettere a punto una cura contro il
parvovirus, non solo un vaccino. Le labbra sottili si incresparono in un sorriso amaro. E s, per
guadagnarci una fortuna.
Come prima, il suo atteggiamento mut senza preavviso. Picchi un pugno sul palmo.
Ho preso ogni precauzione! Quella porta doveva essere impenetrabile. Nessuno sapeva del
laboratorio, a parte me.
Se quello era il suo scopo, perch non chiedere l'approvazione? volle sapere Shelton.
Perch aggirare le regole?
Lo so io il perch.
Otto occhi si girarono verso di me. Avevo la sensazione che Karsten cercasse di leggermi nel
pensiero.
Il dottor Karsten ha creato un nuovo virus. Un ceppo sperimentale molto pericoloso. Un ibrido
di parvovirus canino e parvovirus B19.
Il direttore del LIRI parve rimpicciolirsi, contrarsi su se stesso. Come ci sei arrivata?
mormor.
Abbiamo visto il portablocco a molla vicino alla gabbia di Coop. Ha infettato il cucciolo con
qualcosa chiamato parvovirus XPB19. Lanciai un'occhiata a Shelton e Hi. Stasera abbiamo saputo
dell'esistenza di un ceppo umano che si chiama parvovirus B19. Non ci vuole un genio per fare due pi
due.
Lui non prov neppure a protestare.
I nomi potevano essere una coincidenza proseguii. Ma so che non  cos.
E come? chiese il professore a bassa voce.
Perch l'abbiamo preso, dottor Karsten. Siamo stati contagiati. Allargai le braccia. Lei ci ha
trasformati in Virals.
52
Vi siete ammalati? Karsten impallid. Descrivetemi i sintomi.
Mosse un passo nella mia direzione, ma un ringhio di Coop lo ricacci sulla sedia.
Cosa vi sentite? Mi studi come un insetto su uno spillo. Ditemelo! Non tralasciate niente.
Nessuno parl.
Sono l'unico che pu aiutarvi implor. Dovete credermi. Non ho mai avuto intenzione di far
del male a qualcuno. Sapete quanto abbia cercato di mantenere la sicurezza.
Gi disse Hi sbuffando. Veda di cambiare il codice di default la prossima volta.
Default? Cosa? Quel codice doveva essere generato casualmente!
Ignorandolo, guardai gli altri.
Come possiamo fidarci di lui? chiese Shelton scettico.
Fu Karsten a rispondere. Siete stati infettati con una pericolosa variante di parvovirus. Tese le
mani in avanti. Ci che ho fatto  stupido, lo ammetto. Ma ormai  successo. Dobbiamo accertarci che
le vostre vite non siano a rischio.
Shelton pareva sempre dubbioso. Non riuscivo a interpretare l'espressione di Hi e Ben.
Unendo le dita delle mani, il professore parl come se stesse tenendo una lezione.
La supposizione di Tory  esatta. Ho inserito il DNA del parvovirus canino nel codice genetico
del B19. Stavo cercando un meccanismo per indebolire la forma canina.
Ci guard, uno dopo l'altro.
Non sapr mai se questo approccio avrebbe avuto successo. Ho distrutto il nuovo ceppo subito
dopo la scomparsa del cane. E anche la documentazione.
Perch? domandai.
I test indicavano che il virus era potenzialmente infettante per gli esseri umani. Non avevo
seguito il protocollo corretto. Sono stato preso dal panico. Erano in ballo le mie credenziali.
Le sue credenziali? sbott Hi.
Permettetemi di rimediare! Il tono di Karsten era quasi supplichevole.
Dobbiamo dirglielo fece Ben.
Un secondo dopo, Hi e Shelton assentirono con un cenno.
Raccontai a Karsten ogni cosa. Gli svenimenti. La nausea. La spossatezza. I brividi e i sudori
freddi. Le sue spalle si curvavano un po' di pi a ogni dettaglio.
Siete ancora soggetti a svenimenti? chiese quando ebbi terminato.
No rispondemmo.
E i sintomi influenzali? Spariti anche quelli?
Annuimmo.
Karsten tir un sospiro di sollievo.
Ci sono degli effetti collaterali aggiunsi, modificando subito il suo umore.
Effetti collaterali?
Noi li chiamiamo lampi.
Gli descrissi i nostri poteri. Come i nostri sensi si potenziassero e le percezioni diventassero pi
acute. Le manifestazioni di forza e velocit. Gli occhi dorati.
Karsten quasi cadde dalla sedia. Lo afferrammo appena in tempo.
Stupefacente. La sua testa ciondolava da una parte all'altra. Stupefacente ripet.
Okay, dottore tagli corto Hi. Siamo stupefacenti. Ma che facciamo?
Potete utilizzare queste abilit straordinarie a vostro piacimento?
No risposi. I lampi vanno e vengono in modo casuale.
Probabilmente non  cos replic lui. Dalle vostre descrizioni, gli episodi sembrano essere
innescati da un forte input sensoriale. E dallo stress.
Che significa? domand Shelton.
Credo che i vostri poteri vengano attivati dalla stimolazione della porzione limbica dei vostri
cervelli.
Cio? chiese Ben.
La neuroanatomia  molto complicata.
Anch'io.
Intuendo la minaccia nel tono di Ben, Karsten fece una pausa per riordinare le idee.
Il sistema limbico comprende una struttura chiamata ipotalamo, che controlla il sistema
nervoso autonomo tramite la produzione e il rilascio di ormoni. L'SNA influisce sulla frequenza
cardiaca, la digestione, la respirazione, la salivazione, la traspirazione e il diametro delle pupille, tra le
altre cose.
Quindi? lo press Ben.
Sospetto che il virus abbia alterato il vostro DNA. Credo che tale alterazione abbia causato un
cambiamento nel modo in cui funziona il cervello.
Il cuore mi balz in gola.
Karsten continu, ignaro dell'ansia che le sue parole stavano generando.
Situazioni di forte stress possono scatenare reazioni ormonali nel corpo umano. Questo 
normale. Ma per voi sembra esserci un livello del tutto nuovo. Quando siete minacciati, o spaventati,
sperimentate capacit fisiche e sensoriali compatibili con le abilit naturali dei lupi. Karsten deglut.
In qualche modo, il mio ceppo ibrido di parvovirus ha inserito il DNA canino nella vostra mappa
genetica.
Il silenzio cal nella stanza. Un silenzio soprannaturale che saliva fluttuando dai passaggi
sotterranei del bunker, che arrivava dal cielo, dal mare e dalle dune. I nostri cuori battevano forte
all'unisono.
Quando vi riuscii, parlai con il poco di voce che potevo tirar fuori.
 in grado di curarci?
Non lo so ammise il professore. Ma avete la mia parola che non smetter mai di provarci.
D'improvviso Coop emise un ringhio basso e minaccioso. Mi spostai tra il cane e il professore.
Il cucciolo mi ignor; i suoi occhi erano di nuovo puntati sull'ingresso del bunker.
Che succede, piccolo?
La testa di Coop si gir verso di me, poi torn a voltarsi in direzione dell'entrata. Le sue
orecchie erano piatte, i muscoli tesi. Abbai tre volte in modo aggressivo.
Restammo tutti immobili.
Udimmo delle voci all'esterno.
Molte voci.
53
Zitti sussurrai. Tenete fermo Coop.
Strisciai attraverso l'apertura. Ci che vidi fuori mi gel il sangue.
Delle sagome scure, una delle quali impugnava una pistola. Il gruppetto si trovava a sei metri
dal bunker, impegnato in un'accesa discussione.
Tornai dentro.
Abbiamo compagnia. Sono in tre. Almeno uno  armato.
Amici suoi? chiese Hi a Karsten.
No. Punt un dito tremante verso Shelton e Hi. Ho seguito voi due dal pontile di Morris.
Non ho idea di chi siano queste persone.
Non c' un'uscita sul retro. Ben strinse i pugni. Siamo bloccati qui. Gli salteremo addosso
quando entrano.
Ti ha dato di volta il cervello? Shelton si afferr l'orecchio. Potrebbero avere tutti delle
armi!
Abbiamo alternative? scatt subito Ben. Siamo in trappola.
La feritoia? domand Karsten.
Scossi la testa. Il salto  troppo alto, e sotto ci sono soltanto rocce.
Il direttore del LIRI indic con il mento l'ingresso della camera sul retro. Cosa c' l?
Un'altra finestra e un tunnel crollato rispose Hi.
Un tunnel? Senza esitare, il professore scomparve nell'altra stanza.
Lo seguimmo.
Karsten raggiunse il passaggio abbandonato e pass una mano sopra le assi che bloccavano
l'apertura.
Sento una corrente d'aria disse. Non siete mai entrati in questo pozzo?
Nemmeno per sogno replic Shelton. Potrebbe crollare da un momento all'altro.
Una voce maschile url all'esterno.
D'accordo, ragazzi! Stridula, come ghiaia che scivola lungo uno scarico. Non costringeteci
a stanarvi!
Coop ringhi. Gli passai un braccio attorno al collo, temendo che volesse lanciarsi contro gli
intrusi.
Non c' campo! Shelton pestava freneticamente sui tasti del cellulare. Non prende!
Se avessimo un lampo, potremmo suonarle a quei tizi. Ben afferr una tavola di legno.
Non diciamo assurdit! Questi uomini potrebbero essere dei professionisti. Karsten corrug
la fronte, pensoso. Nel pozzo. Subito!
Ci inseguiranno obiett Ben. L'ingresso principale  stretto. Devono entrare uno alla volta.
Possiamo tendergli un'imboscata.  la nostra migliore possibilit.
Niente discussioni! Karsten mi spinse avanti. Li bloccher qui mentre voi scappate
attraverso la galleria. Sbrigatevi.
Mi chiesi perch i killer non avessero ancora fatto irruzione. Forse avevano avuto la stessa idea
di Ben. Qualunque fosse la ragione, non avrebbero indugiato a lungo.
Mentre Shelton e Hi toglievano e gettavano da parte le assi, Ben liberava dalle pietre
l'imboccatura del tunnel. Dopo un minuto si era creato un varco largo una sessantina di centimetri.
Al di l regnava la pi completa oscurit.
Io l dentro non ci vado. Shelton aveva gli occhi sbarrati. Non se ne parla proprio.
 l'unica via d'uscita gli dissi.
Non sappiamo dove sbuca. Era praticamente in lacrime. Sempre ammesso che sbuchi da
qualche parte. Il passaggio potrebbe essere ostruito. Un vicolo cieco!
Crac.
Siamo armati, piccoli porcellini grid una voce. Uscite, immediatamente. Altrimenti faremo
come il lupo cattivo. Soffieremo, sbufferemo e impallineremo il vostro culetto!
Nel passaggio! ordin Karsten.
Che ne sar di lei?
Non  me che vogliono. Evit il mio sguardo. Me la caver.
Grazie. Non lo contraddissi.
Era pi semplice cos.
Andate, adesso.
Ben si infil nel varco, seguito da Hi e da Shelton. Spingendo Coop davanti a me, entrai per
ultima.
Il passaggio piegava bruscamente verso il basso. Tra le nostre teste e il soffitto, non pi di
quindici centimetri.
Gettai un'occhiata dietro di me. Karsten stava chiudendo l'apertura con dei detriti.
Perdonami, Tory.
L'imbocco si oscur e ci ritrovammo avvolti in una tenebra paurosa.
Cinque metri pi gi, un grosso masso ci sbarrava la strada. Con l'aiuto di Hi e Shelton, Ben
riusc a spostarlo di qualche centimetro.
Delle voci concitate risuonarono nel tunnel. Coop ringhi, e dovetti stringergli il muso tra le
dita.
Crac! Crac!
Thud.
Per poco non strillai.
Quaggi! url la voce stridula. C' una specie di pozzo.
Strisciai attorno al masso. Alle mie spalle sentii il rumore dei detriti che venivano rimossi. Fui
colta dal panico.
SNAP.
L'oscurit si divise in particelle che si allontanavano lentamente. Mi pulsava la testa.
Lanciai uno sguardo da sopra la spalla. Due figure lottavano per sollevare un masso all'entrata
della galleria.
Le mie orecchie captarono un debole scricchiolio. Ruotai la testa per localizzarne il punto di
origine.
Veniva dall'alto.
Guardai sopra di me.
Il cuore mi and in fibrillazione.
Una ragnatela di crepe si stava lentamente disegnando sul soffitto.
D'un tratto, lo scricchiolio si trasform in un rombo.
Ragazzi, correte!
Davanti a me, otto occhi gialli brillavano nel buio. Ben. Shelton. Hi. Coop.
Tutti capirono al volo. Ci catapultammo lungo il tunnel, scavalcando rocce e travi cadute.
Il rombo esplose in un boato.
Piovevano zolle di terra. La polvere mi accecava e mi intasava i polmoni. Le lacrime mi
scorrevano sulle guance.
Coprendomi la bocca con una mano, continuai a correre.
Qualcosa si schiant dietro di me. Caddi sulle ginocchia, tossendo e ansimando. Una ventata di
aria umida mi invest mentre il tunnel piombava nell'oscurit.
54
Battendo le palpebre per schiarire la vista, guardai alle mie spalle. Una solida parete di terra
sigillava la galleria a pochi passi dal punto in cui ero inginocchiata. Eravamo sfuggiti per un pelo al
crollo.
Il buio era assoluto. Malgrado la vista potenziata, non riuscivo a vedere niente.
State tutti bene?
I ragazzi risposero di s, e Coop abbai.
Muoviamoci, allora dissi. Ormai possiamo andare in una sola direzione.
Avanzammo incespicando, totalmente concentrati sui punti d'appoggio e sul respiro,
rifiutandoci di prendere in considerazione le eventualit pi terrificanti.
E se il tunnel non avesse avuto nessuno sbocco? Se i nostri inseguitori ci avessero aspettati
all'uscita? Cos'era quel tonfo seguito agli spari? Che ne era stato di Karsten?
Concentrati! Devi uscire!
La galleria si biforcava.
Da quale parte? La voce di Shelton, alla mia sinistra.
Sento dell'aria fresca che viene da destra disse Hi. E mi sembra di fiutare un profumo di
erba.
Annusai a mia volta.
Hi aveva ragione. Nuovi odori si erano aggiunti alla miscela di polvere, muffa e legno marcio.
Erba e sabbia umida.
Il cuore mi batteva forte contro le costole.
Stavo per parlare quando percepii un lieve movimento, poi udii distintamente un breve latrato,
infine: Oof!.
Anche Coop vota per andare a destra annunci Hi. Almeno penso sia questo il motivo per
cui mi  venuto addosso.
D'accordo approv Ben.
L'oscurit nascondeva gli ostacoli finch non erano a pochi centimetri di distanza. Procedemmo
con cautela, inciampando su pietre, travi, un'infinit di oggetti non identificabili.
Una tripla dose di adrenalina mi circolava in corpo. La mia testa sembrava troppo piccola per
contenere il cervello. Sondavo il buio con tutti i sensi.
Non dovevamo dargli retta... lo sapevo che il soffitto sarebbe crollato... non riesco a
respirare...
Cos'era?
Shelton, hai detto qualcosa?
No. La sua voce tremolava.
Sconcertata, tentai di ritrovare il filo che avevo perso.
Niente da fare. Svanito.
Eppure mi era sembrato Shelton. Tornai a concentrarmi.
Equilibrio. Respiro.
Un'imboscata... potevamo suonarle ai bastardi...
Dovrei sentire solo odore di polvere... Erba? Sono proprio uno scherzo della natura...
Oh, mio Dio!
Stavo ascoltando i pensieri degli altri Virals.
Nella mia testa. Impossibile.
Provai di nuovo, senza riuscire a riconnettermi, a riaprire qualunque canale di comunicazione si
fosse chiuso. Mi sforzai di sentire le loro voci, ma senza successo.
L'hai perso, Tor.
Concentrazione. Piedi. Polmoni.
Cattivo odore... pericolo... mordi, sbrana... salva il branco...
Coop! Ne ero certa. Voleva difenderci.
Afferrai il cucciolo e me lo strinsi al petto.
Calore... madre-amica... protezione...
Cercai di inviare un messaggio dal mio cervello al suo.
Ti protegger, piccolo. Ce la caveremo. Te lo prometto.
Il cucciolo emise un guaito, mi strofin il muso sulla faccia. Gli diedi un bacio sulla testa.
Che cavolo era? Ben si blocc di colpo.
Proteggere chi? domand Shelton.
Tory, succede qualcosa di strano disse Hi. Dove sei? Stai parlando con me?
Sono qui risposi.
Mi avevano sentita tutti? Lanciai un messaggio di prova.
Sono qui anch'io.
Ehi! Shelton e Hi.
Sei dentro la mia testa! Ben pareva scioccato. Vattene!
Non riuscivo a crederci. I Virals potevano sentirmi!
Poi la sensazione svan.
Mi sforzai di ristabilire il contatto. Inutile, come cercare di aggrapparsi a un sogno.
Inviai un altro messaggio. Nessun collegamento. Dannazione.
Cosa hai appena fatto? chiese Hi.
Non lo so.
Fallo ancora.
Non ci riesco.
Lasciai andare Coop, che si lanci avanti nell'oscurit. Lo sentii abbaiare. Procedemmo a
zigzag verso di lui.
Qualche minuto dopo le tenebre si diradarono leggermente. Quella promessa di luce ci attir
come un faro.
Una scala! grid Ben.
Ci precipitammo in avanti.
Alla fine della scala si scorgeva uno squarcio di cielo notturno trapunto di stelle. Un raggio di
luna filtrava dall'apertura.
Una via d'uscita. Quasi urlai di gioia.
Shelton saggi un paio di volte la solidit dei pioli, quindi inizi ad arrampicarsi, seguito da Hi.
Poi fu la volta di Ben, che teneva Coop su una spalla. Salii dietro di lui, pronta ad agguantare il
cane se il mio amico fosse scivolato. La scala terminava in un bunker talmente piccolo da contenerci a
malapena tutti e cinque. La feritoia era rivolta a nord, verso il porto.
Il mio lampo continuava a bruciare.
Respirai l'aria notturna, i sensi all'erta, la paura che svaniva.
Dove siamo? domand Hi.
Dall'altra parte di Morris Island, verso Schooner Creek. Ben stava scrutando il terreno.
Dev'essere una delle colline di sabbia.
Eravamo appollaiati in alto sopra la battigia. Da quella posizione si dominava la punta nord
dell'isola, illuminata dalla luna. Grazie alla vista canina, il paesaggio era illuminato a giorno.
Guardate!
Shelton indic un punto a nordest, verso la sede del nostro club. Duecento metri pi in l,
quattro uomini erano impegnati a caricare un grosso fagotto su una barca a motore.
Ges, lo vedete quel sacco? La voce di Hi si incrin.
La forma. Le dimensioni. Lo sforzo degli uomini.
Piantai i denti nel labbro inferiore.
D'un tratto l'imbarcazione fu sollevata da un'onda e il fagotto barcoll di lato. Gli uomini si
affannarono a sorreggerlo. Un angolo dell'involucro scivol via.
E apparve una scarpa da ginnastica gialla.
Mi si mozz il fiato in gola.
Il dottor Marcus Karsten.
Gli spari. Il tonfo sul pavimento.
No! Non poteva essere vero. Karsten era l'unico che aveva capito. Il solo in grado di invertire il
processo che aveva modificato i nostri corpi.
Fui sul punto di gridare per la disperazione. La morte di Karsten chiudeva una porta. La nostra
ultima speranza era stata uccisa.
Ma perch? Che tipo di minaccia rappresentava? E per chi?
Gli uomini finalmente issarono a bordo il loro macabro carico. Accesero il motore e presero il
largo.
Osservammo la barca scomparire all'orizzonte, con gli occhi dorati che scintillavano
nell'oscurit.
PARTE QUARTA
INTUITO
55
Tornai alla mia postazione di lavoro, reduce da un fiasco a dir poco clamoroso.
Jason non disse nulla, ma aveva la mascella tesa. Hannah evit il mio sguardo. In fondo
all'aula, Madison e le altre streghe sogghignavano e bisbigliavano tra loro.
La mia relazione era stata un vero disastro. Mi ero impaperata durante le spiegazioni, avevo
confuso le cifre, dimenticato il significato delle mie scoperte.
Persino la signora Davis mi guardava di traverso.
Insomma, avevo combinato un gran casino, eppure quasi non me ne importava. Dopo la
catastrofe della notte prima, tutto il resto mi sembrava futile.
Karsten era morto. Assassinato. Non c'era pi nessuno che potesse aiutarci, ormai.
Concentrarmi sui compiti in classe? Ero una specie di mutante, e uomini mascherati mi
braccavano. Ero venuta a scuola unicamente perch avevo paura di stare a casa da sola.
Non avevo detto nulla a Kit. Come avrei potuto? Non avevamo il corpo di Karsten.
Cos come non avevamo quello di Katherine Heaton.
I Virals erano d'accordo nel non ripetere l'errore commesso in precedenza. Eravamo stufi di
adulti che ci consideravano matti. O bugiardi.
Restava per il fatto che qualcuno ci voleva morti.
Il nodo che avevo nello stomaco si strinse ancora di pi.
Perch?
Lo sai perch. Perch avete trovato Katherine Heaton.
Ma per quale motivo il killer insisteva? Lo scheletro era sparito. Nessuno credeva alla nostra
storia. Non avevamo lo straccio di una prova. Non potevamo identificare nessuno.
L'assassino non aveva niente di cui preoccuparsi. Non c'era pericolo che il caso Heaton venisse
risolto.
Tuttavia eravamo dei bersagli.
Mi sta sfuggendo qualcosa.
Chi avrebbe corso il rischio di uccidere dei ragazzini? Era una pazzia. L'omicidio di quattro
studenti della Bolton Prep avrebbe occupato le prime pagine per mesi. Le autorit avrebbero impiegato
nell'inchiesta qualunque risorsa disponibile. Per il colpevole, le probabilit di essere arrestato sarebbero
state altissime.
Stavamo forzando la mano all'assassino. Ci significava che eravamo vicini alla verit.
Ma come? Non avevamo niente. Zero. Nada.
Tornai con la mente al faccia a faccia con Karsten. Le sue risposte avevano svelato il mistero
della nostra malattia. Finalmente avevo capito perch il mio corpo era ingovernabile.
Un virus aveva incasinato il mio codice genetico.
Rabbrividii.
Dentro di me, nel nucleo delle mie cellule, il DNA di un lupo si era mescolato al mio. L'idea mi
terrorizzava. Cosa sarebbe successo in seguito? E se avessi perso totalmente il controllo?
Ma ho dei poteri, ricordai a me stessa. Posso fare cose che gli altri non sono in grado di fare.
Ho i lampi!
Purtroppo non sapevo in che modo attivare e disattivare quei poteri. Non avevo idea di come
usarli. E il dottor Karsten non avrebbe mai potuto tener fede alla sua promessa di aiutarci. Non ne
aveva pi la possibilit. Aveva sacrificato la sua vita per salvare le nostre.
Noi Virals avremmo dovuto cavarcela da soli.
C'era un'unica linea d'azione sensata da seguire. Risolvere il caso Heaton. Trovare le prove.
Scoprire gli assassini prima di diventare le prossime vittime. Forse allora avremmo ottenuto le risposte
che Karsten si era portato con s nella tomba.
Ma il tempo stringeva.
Dopo l'ultima campanella, attesi Chance sui gradini dell'ingresso. Era in ritardo.
Camminavo nervosamente avanti e indietro. L'impronta digitale era il nostro unico indizio. Se
Chance avesse fallito, non avrei saputo che pesci pigliare.
Mi sentivo inutile. Gli individui che ci davano la caccia erano l fuori da qualche parte.
Potevano tornare a farsi vivi da un momento all'altro.
Passarono i minuti. I leoni di pietra mi osservavano, impassibili.
Finalmente Chance emerse dall'edificio. Al posto del suo solito sorriso c'era un'espressione
corrucciata.
Tory, ho delle notizie. Indic con un cenno del mento una panchina sul prato. Andiamo a
parlare laggi.
Malgrado l'ansia che mi divorava, non mancai di notare quanto fosse attraente. La divisa della
squadra di lacrosse metteva in risalto i suoi muscoli.
Non lasciarti distrarre. La tua vita potrebbe dipendere da questa informazione.
Ho sentito quelli della SLED esord. Hanno trovato una corrispondenza per l'impronta.
Di chi ?
Aprii il mio blocchetto a spirale e tenni sospesa la biro sopra il foglio bianco. Il sudore la
rendeva scivolosa tra le dita.
Un tizio di nome James Newman. Secondo la SLED si tratta di un delinquente del luogo che
ha legami con il crimine organizzato in tutto il Sudest.
Chance pos un palmo sulla mia mano che stringeva la penna.  un tipo poco raccomandabile,
Tory. Pericoloso.
Quel contatto mi fece fremere, ma non mi lasciai deconcentrare. Quelli della SLED sanno
dove vive, o cosa sta combinando ultimamente?
No, ma a quanto pare ha una fedina penale lunga come un elenco telefonico. Negli anni 
passato da piccoli furti e aggressioni a rapine, traffico di droga, forse addirittura omicidi. Le sue dita si
strinsero sulle mie.  un individuo con cui  meglio non avere a che fare per un semplice laptop
rubato. N per nessun altro motivo.
Mi limiter a fare una denuncia alla polizia dissi, ma il mio cervello stava gi cercando la
maniera di scovare Newman.
Chance gett un'occhiata ai miei appunti. Non voglio ficcare il naso nei tuoi affari, ma
qualunque cosa ti frulli nella testa, ti consiglio di lasciar perdere. Da quel che so, questo tipo non va
certo in giro in cerca di computer abbandonati. Se si trovava su Morris Island, era l per motivo.
Verissimo. Ma non posso dirti quale.
Hai ragione ammisi. Scorder l'intera faccenda. Meglio non stuzzicare un nido di vespe.
Chance mi fiss negli occhi, come se volesse sondarmi dentro. Turbata, distolsi per prima lo
sguardo.
Lui prese ad accarezzarmi dolcemente la mano.
Per favore, stai lontana da questo tizio, Tory. Mi piaci, e rimarrei sconvolto se ti accadesse
qualcosa di male.
Non mi fidavo abbastanza di me stessa per parlare.
So che non sei tipo da tirarti indietro. Ma Jimmy Newman  un criminale. Si fece pi vicino e
aggiunse in tono grave: Potresti correre un serio pericolo.
Il mio polso acceler.
Lascer perdere, te lo prometto.
Un sorriso si disegn sul suo viso. Dio, com'era bello.
Prima che potessi reagire, lui mi tir verso di s, mi baci sulla guancia, mi lasci andare.
Intelligente come sempre.
Detto questo, si alz in piedi e si allontan.
Io era impietrita.
Chance Claybourne mi aveva appena dato un bacio.
Santo cielo!
56
Mi guardai attorno per sincerarmi di essere nell'universo giusto.
E scorsi Hi, con la giacca alla rovescia, salire alla chetichella i gradini.
Accidenti!
Fermati! Vieni qui!
Lui si raddrizz, si gir lentamente e si trascin fino alla panchina.
Ehi, ciao disse fingendo indifferenza. Non ti avevo vista.
A chi la racconti, Hiram? Misi le mani sui fianchi. Perch quell'aria imbarazzata? Cosa
pensi di avere visto?
Non tu e Chance che pomiciavate come due sposini, se  questo che intendi. Sorrise, poi, in
tono di rimprovero: Vergogna, vergogna! Le brave ragazze non si comportano cos!.
Non  come credi. Sentivo la faccia ardere fino alla punta delle orecchie. O forse s. Non lo
so. Mi coprii gli occhi con la mano e sbirciai attraverso le dita. Ha iniziato lui!
Non sono affari miei replic Hi. E comunque non ti preoccupare. Sar una tomba. Ho gi
dimenticato tutto.
Grazie. Per tua informazione, non ho l'abitudine di rubare fidanzati.  lui che ci ha provato
con me. Pausa. Almeno credo.
Sicuro. Mi strizz l'occhio. Se lo dici tu.
Grrr.
Che ti ha detto dell'impronta il tuo spasimante?
Guardai il bloc-notes, contenta di cambiare argomento. L'ha lasciata un tizio che si chiama
James Newman, uno stronzo del posto legato alla malavita organizzata.
Malavita organizzata? Hi aggrott le sopracciglia. Brutta cosa. Dove bazzica?
Non lo so, ma dobbiamo trovarlo.
Giusto, i poliziotti non ci riescono, quindi lo facciamo noi.
Non abbiamo scelta. Il tipo ha spiato le nostre ricerche in biblioteca. Questo fa di lui l'unica
pista che abbiamo nel caso Heaton.
Gi... Hi si sedette accanto a me. Ma forse ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata.
Newman probabilmente lavora per qualcun altro, giusto?  questo qualcuno che dobbiamo scovare.
D'accordo. E come?
Movente rispose Hi. Dobbiamo scoprire perch Katherine  stata uccisa.
Non faceva una grinza. E sembrava pi sicuro che dare la caccia a un pericoloso criminale per
le strade di Charleston.
Quindi dovremmo indagare sulla scomparsa di Katherine osservai. Trovare qualcosa
sfuggito alla polizia nel '69.
Abbiamo gi controllato i giornali. Dove possiamo cercare ancora?
Un pensiero mi balen nella mente.
E la famiglia di Katherine?
Suo padre era orfano. E la madre  morta dandola alla luce.
La ragazza aveva solo sedici anni quando Frankie Heaton  rimasto ucciso in Vietnam. Deve
aver vissuto con qualcuno mentre lui era in guerra.
Un famigliare della madre, magari? Hi pareva dubbioso.
Chiunque fosse, se quella persona  ancora viva, potrebbe ricordare qualche dettaglio del
giorno in cui Katherine  sparita.
Hi si gratt il mento. Torniamo alla biblioteca pubblica?
Ho un'idea migliore.
Cos' la DOE Network? chiese Hi.
Un'organizzazione che indaga sui vecchi casi di persone scomparse. Eravamo nel laboratorio
informatico della Bolton. Casi irrisolti.  un tentativo azzardato, ma potrebbero avere del materiale su
Katherine Heaton.
Dopo esserci registrati, navigai nel sito web e inserii il nome di Katherine. Un link apparve
sullo schermo.
S!
Cliccai due volte per aprire il file. Era un compendio del caso. Lo lessi trattenendo il fiato.
La denuncia di persona scomparsa venne presentata da una certa Sylvia Briggerman.
Controllo subito.
Hi si spost sul terminale vicino ed esegu una ricerca. C' una Briggerman sull'elenco
dell'area di Charleston. Un indirizzo di Centerville, su James Island. Devo telefonare?
Annuii.
Hi digit il numero, rimase in ascolto, riattacc.
 una casa di riposo. Non posso mettermi in comunicazione con la sua stanza senza un codice
d'accesso.
Guardai l'orologio: 15.45.
Con l'autobus saremo a Centerville in meno di trenta minuti.
Dovevo aiutare Shelton con Coop disse Hi. Il piccolo  tutto solo nel nuovo bunker che gli
abbiamo trovato.
Shelton si arranger. Questo  pi importante replicai. La signora Briggerman potrebbe
essere l'ultima persona ad aver visto Katherine viva.
L'autobus ci scaric nei pressi di James Island Park, un sonnacchioso dedalo di vialetti bordati
di alberi che serpeggiavano attraverso la palude salmastra. Camminammo per mezzo chilometro,
svoltammo a sud su Riverland, poi a sinistra in una stradina privata.
Fiancheggiato da enormi salici, il viale d'accesso era ombroso e piacevolmente fresco.
Oltrepassammo pigri ruscelli e sponde coperte di canne, silenziose a parte il gorgoglio dell'acqua e il
ronzio degli insetti.
Un paio di aironi ci osservavano senza battere ciglio in mezzo alla spartina, le zampe lunghe e
secche che sparivano nell'acqua. Hi lanci loro un richiamo, senza ottenere risposta.
Il paesaggio era quello tipico della Lowcountry: placido, sereno e afoso come una sauna.
Malgrado l'odore salato della palude, mi godevo l'esercizio fisico. Le peripezie delle ultime due
settimane avevano scompaginato il mio consueto programma di jogging. Speravo di tornare alle
normali abitudini il pi presto possibile.
Ammesso che qualcuno non mi sparasse prima.
In pochi minuti raggiungemmo la nostra destinazione, un grappolo di piccole palazzine strette
tra la palude e il fiume Stono. La casa di riposo Shady Gardens era all'altezza del suo nome. Il muschio
spagnolo che pendeva dall'alto manteneva la propriet perennemente all'ombra.
Quando arrivammo all'ingresso, le porte si aprirono con un sibilo. Venimmo investiti dall'odore
di aria condizionata e disinfettante per mani.
Ci avvicinammo a una scrivania e chiedemmo di Sylvia Briggerman.
Incontrammo subito un ostacolo.
Roberta Parrish portava una divisa bianca da infermiera e una targhetta di ottone con il nome. I
capelli erano tinti con una tonalit arancio. Le ciglia finte strisciavano sulle palpebre come piccoli
centopiedi pelosi.
Vedendoci, ci rivolse un sorriso di circostanza.
L'orario di visita  appena terminato disse, battendo i centopiedi. Temo dovrete tornare
domani.
Non  proprio possibile vedere Sylvia oggi? domandai. Mi rincresce recare disturbo, ma
siamo venuti fin qui dal centro con l'autobus.
La donna scosse la testa, le labbra arricciate verso l'alto. Come saprete, la signora Briggerman
 affetta da demenza senile. Non bisogna disturbare la sua routine.
Capisco perfettamente dissi con estrema cortesia. Ma ci basterebbero pochi minuti.
Siete parenti?
S, signora intervenne Hi. E non riusciamo mai a vedere la prozia Syl. Si gir verso di me.
L'ho detto a pap che sarebbe meglio se fosse pi vicina al centro. Qui  troppo difficile venirla a
trovare.
Questo cattur l'attenzione della Parrish.
Su, su, non agitatevi. Dovevo solo accertarmi che foste dei famigliari. Gett un'occhiata
all'orologio. Sono sicura che c' ancora tempo per una visita veloce.
Cribbio, grazie! Hi sembrava raggiante. Adesso capisco perch i nostri genitori hanno scelto
questo posto.
L'infermiera ci condusse fuori dall'edificio principale, fino a una serie di appartamenti che si
affacciavano sul fiume. Si capiva che cercava di nascondere il fastidio.
Andremo all'inferno per questo sussurrai. E se la prozia Syl fa saltare la nostra copertura?
Soffre di demenza bisbigli Hi. Non si accorger della differenza.
 orribile.
In questi posti le persone adorano ricevere visite. Anche di falsi congiunti.
Lo ripeto, finiremo all'inferno.
Faremo qualcosa di carino, tipo riempirle le vaschette del ghiaccio o sprimacciarle i cuscini.
Hi alz le spalle. Stiamo cercando di risolvere un caso di omicidio, per amor del cielo! Ci perdoner,
vedrai
Siamo arrivati. La Parrish buss a una porta azzurro vivo. Sylvia, cara! Ci sono visite!
La porta si apr.
Sylvia Briggerman era alta un metro e cinquanta e indossava un completo che avrebbe reso
orgogliosa Lucille Ball. Doveva aver superato da un pezzo gli ottanta.
Cosa? Gli occhi di Sylvia erano enormi dietro le spesse lenti bifocali. Visite?
I tuoi pronipoti sono qui. La Parrish parlava lentamente, a voce alta. Sono venuti a trovarti.
Dalla citt.
Non ho un nipote.
Fantastico. Eravamo gi stati smascherati.
Poi il viso della vecchia signora si illumin. Katherine?
Oh, Dio. No.
Era troppo crudele. Non potevo farlo.
Hi mi diede un colpetto sulla schiena. Un altro. Un calcetto sul tallone.
S, zia Sylvia. Bruciavo di vergogna. Sono io. Ti ricordi di me, vero?
Naturalmente. Che stupida! Sylvia si rivolse all'infermiera. Non lasci mia nipote sulla
soglia. La faccia entrare assieme al suo amichetto.
La Parrish ci fece segno di andare avanti.
Sono certa che ti riconoscer mormor mentre Hi le passava accanto. La sua memoria va e
viene.
Lui annu con aria solenne. La ringrazio. Sta facendo uno splendido lavoro. Non mancher di
farlo presente ai miei genitori.
Era ufficiale. Eravamo due esseri spregevoli.
Torner fra pochi minuti. La Parrish chiuse piano la porta.
Il salotto di Sylvia era di uno scioccante giallo canarino. Una libreria occupava una parete e in
un angolo c'era una macchina per la lettura automatica. Divano e poltrone. Un tavolino. Un vecchio
televisore. Fiori finti su ogni superficie orizzontale.
L'anziana signora sedette sul sof coperto dalla plastica, sistemandosi la gonna. Quando sollev
lo sguardo, le sopracciglia erano inarcate per la sorpresa.
Salve, posso aiutarvi?
Salve, signora Briggerman. Basta con le bugie. Mi chiamo Tory Brennan, e questo  il mio
amico Hiram. Siamo venuti per sua nipote, Katherine.
Oh. Sylvia si abbass le maniche del vestito. Dov' Katherine? Oggi non l'ho vista.
Non lo sappiamo risposi con cautela. Anche noi la stiamo cercando.
Vero, fino a un certo punto.
 molto indaffarata. La signora sorrise. Sta sempre sulla spiaggia. Vuole andare al college,
sapete? Per studiare scienze ambientali. Non so bene cosa siano, ma sono sicura che Frankie ne sarebbe
fiero.
Frankie  suo fratello? chiese Hi. Pensavo fosse cresciuto in orfanotrofio.
Certo che s, giovanotto. E anch'io.
Sylvia indic una fotografia in bianco e nero appesa sopra la libreria. Due ragazzini accanto a
un'altalena, vestiti con abiti frusti ma ben rattoppati. La femminuccia era un po' pi grande, e teneva
per mano il maschietto. Entrambi sorridevano come se fosse la mattina di Natale.
Io e Frankie non siamo consanguinei, ma siamo cresciuti assieme lo stesso. Per noi andava
bene cos. Katherine mi chiama sempre zia Syl.
Cosa stava facendo Katherine l'ultima volta che l'ha vista?
Sta lavorando alla sua ricerca scientifica rispose Sylvia. Quella che lei e Abby devono fare
per la scuola. Le grinze sul suo naso si fecero pi profonde. Spero che Katherine arrivi presto. Non
dovrebbe saltare la cena.
Chi  Abby? Speravo che la mente della donna non scivolasse in un'altra epoca.
Abby Quimby  la migliore amica di Katherine. Non la conoscete? Fanno tutto assieme.
Hi tent un'altra strada. Qual  la spiaggia preferita da Katherine? Magari  andata l per la
ricerca.
Gli occhi celesti parvero offuscarsi. Trascorsero diversi secondi. Poi finalmente: Salve. Posso
aiutarvi?.
Salve, signora Briggerman. Sorrisi. Stavamo parlando di Katherine.
Katherine non  qui.
Guardai Hi. Era ora di levare il disturbo. Lui annu.
Grazie per il tempo che ci ha concesso, signora dissi. Possiamo fare qualcosa per lei prima
di andarcene?
S, una cosa ci sarebbe. Con sorprendente agilit l'anziana donna si alz e usc dalla stanza
strascicando i piedi.
Io e Hi ci scambiammo un'occhiata. Lui si strinse nelle spalle. Qualche momento dopo, Sylvia
riapparve. Aveva in mano un maglioncino azzurro.
Per favore, potete darlo voi a Katherine quando la vedete?  il suo preferito. Non voglio che si
buschi un raffreddore.
Cosa fare? Non potevo prendere il maglioncino. Ma come dirle di no?
Mentire alla vecchia signora mi faceva star male. Non ricordava che l'amata nipote era
scomparsa tanti anni prima. Mi si spezzava il cuore.
Sentii una stretta allo stomaco, gli occhi velarsi di lacrime.
Dovevo scappare.
Subito.
SNAP.
Una scarica elettrica mi attravers. I miei occhi si inumidirono, bruciarono, si accesero di una
luce dorata. I sensi divennero di colpo pi acuti.
Hi se ne accorse e fece un passo avanti per bloccare la visuale a Sylvia.
Signora Briggerman, com' messa a cubetti di ghiaccio? Sar meglio controllare le vaschette.
Cubetti di ghiaccio?
Hi guid in cucina la confusa vecchietta.
Un orologio ticchettava in modo assordante. Il frigorifero rombava nella stanza accanto.
D'istinto accostai alle narici il maglioncino di Katherine e inalai a fondo.
Da principio, solamente lana e polvere. Poi dalle pieghe si lev un delicato miscuglio di aromi.
Shampoo. Sudore. Clearasil.
Una vaga immagine prese forma nel mio cervello.
Si dissolse.
Archiviai quelle sensazioni per riesaminarle in seguito.
Toc toc.
Okay, ragazzi. La Parrish era dietro la porta. Sylvia adesso deve riposare.
SNIP.
Il lampo pass. La testa si svuot.
Ma l'odore caratteristico del maglioncino di Katherine si era impresso nel mio cervello.
Lanciai uno sguardo a Hi, accennando con il capo verso la porta.
Arrivederci, zia Syl! disse lui a voce alta. Torneremo presto!
Sylvia riprese posto sul divano e allarg la lunga gonna di raso attorno a s. Senza dar segno di
essersi accorta che ce ne stavamo andando, si appoggi allo schienale, chiuse gli occhi e inizi a
russare.
Lasciai il maglioncino accanto a lei.
Durante il viaggio di ritorno in autobus cercai Abby Quimby sull'iPhone. Ne trovai due.
Composi il primo numero. Disconnesso.
Provai con il secondo. Una donna rispose al terzo squillo.
Abby Quimby?
S? Pi curiosa che diffidente.
Non persi tempo.
Katherine Heaton? La signora Quimby sembrava scioccata. Non la sento nominare da
quarant'anni. Mio Dio, l'hanno trovata?
No, mi spiace. Detestavo mentire, ma dovevo essere cauta. Sto aggiornando dei vecchi casi
irrisolti per la DOE Network. Pensavo che magari lei potesse avere qualche informazione...
Sarei felice di aiutarla, ma ho gi detto alla polizia tutto ci che sapevo. Il giorno in cui 
scomparsa, io e Katherine dovevamo vederci per il pranzo. Non si  mai fatta viva.
Sylvia Briggerman mi ha detto che stavate lavorando a una ricerca scientifica.
S. La donna fece una pausa. Sa, non penso di aver accennato alla ricerca nella mia
deposizione. Nessuno me l'ha mai chiesto e non mi sembrava importante.
La prego, mi dica cosa ricorda.
Dovevamo svolgere un'indagine ecologica. Un compito abbastanza semplice, in realt. Ma io
e Katherine volevamo studiare una specie in pericolo d'estinzione. Era il 1969, e il movimento per la
protezione della natura muoveva appena i primi passi. Katherine perlustrava le spiagge in cerca di
opportunit interessanti.
Ricorda dove aveva intenzione di andare il giorno della sua scomparsa?
Oh, buon Dio! La voce della Quimby si alz di tono. Il faro di Morris Island! Me n'ero
dimenticata. Adesso lo rammento con chiarezza. Non sono sicura di averlo detto all'agente che mi ha
interrogata. In quel momento ero sconvolta.
Il cuore prese a battermi pi forte. Non si faceva menzione del faro di Morris Island nel
rapporto.
Il faro non era gi stato disattivato nel '69? chiesi.
S, sostituito con quello su Sullivan's Island. Katherine voleva vedere quali specie di uccelli
nidificassero laggi.
Riflettei un istante. Il faro di Morris Island era su un cordone litoraneo piuttosto distante dalla
costa anche con la bassa marea.
Come pensava di raggiungere il faro?
Teneva un kayak sul retro del suo furgoncino. Pausa. Fu questo particolare a rendere la
scomparsa tanto sospetta. Se l'imbarcazione si fosse rovesciata e lei fosse annegata, il furgone sarebbe
rimasto dove l'aveva parcheggiato.
E non  stato cos?
No. Non l'hanno mai ritrovato.
Attesi, sperando che le venisse in mente qualcos'altro.
Aspetti. L'eccitazione si spense nella voce della donna. Adesso che ci penso, i poliziotti
avevano controllato anche il faro durante le ricerche, ma senza risultato.
Sa se Katherine ci arriv veramente?
No.
Silenzio all'altro capo della linea, poi: Sa, Katherine aveva trovato una specie che le
interessava. Purtroppo non ha pi importanza... che la sua anima sia benedetta.
Quale specie? domandai.
Non ne ho la pi pallida idea. Katherine aveva lasciato un messaggio a mia madre, ma senza
fornire dettagli. Poi  svanita nel nulla.
Qualcun altro potrebbe saperlo?
Ne dubito. La Quimby fece una risata che suonava di autocritica. Eravamo destinate a
diventare due famose biologhe. Tenevamo segrete le nostre grandi idee. Pausa. Dopo la scomparsa di
Katherine rimasi a casa da scuola per alcune settimane. Non ho pi ripensato al progetto. Ancora
silenzio, quindi aggiunse: Vorrei che qualcuno avesse ritrovato il suo quaderno degli appunti.
Un quaderno? Drizzai le orecchie.
Katherine annotava tutti i suoi pensieri. Portava il diario con s dappertutto. Se avesse scoperto
qualcosa, lo avrebbe sicuramente scritto sul quaderno.
Avevo esaurito le domande.
La ringrazio, signora Quimby. Aggiungeremo queste informazioni al file di Katherine.
Mi spiace di non averle potuto dire di pi. La donna sospir. La polizia ha cercato ovunque,
senza trovare una sola traccia.
Ci  stata molto utile la rassicurai. Grazie ancora. Le diedi il mio numero. Se le venisse in
mente qualcos'altro, la prego di chiamarmi.
Sicuro! E mi faccia sapere se ci sono nuovi sviluppi.
Naturalmente.
Be'? chiese Hi quando ebbi riattaccato.
Gli feci un riassunto della conversazione.
La ricerca scientifica  un elemento nuovo osservai. La polizia ne era all'oscuro nel '69.
Non mi pare rilevante. Hi si gratt il mento. Sappiamo che la Heaton perlustrava le spiagge
in cerca di specie a rischio di estinzione. Le autorit forse non ne erano al corrente, ma secondo gli
articoli di giornale le ricerche si erano ugualmente concentrate sulle paludi e sulle coste.
Lo so. Tuttavia  l'unica informazione di cui gli investigatori non erano in possesso.
Ignoravano che Katherine cercasse qualcosa di specifico.
Quindi qual  la nostra prossima mossa?
Abby Quimby ci aveva fornito un'unica traccia.
Il faro dissi. Magari risveglieremo un fantasma.
Perch dobbiamo andare laggi, adesso? Shelton, al solito, era nervoso. Quell'affare sta
cadendo a pezzi.
Ci eravamo riuniti a bordo del Sewee, ormeggiato al pontile di Morris Island. Il nostro bunker
era fuori discussione. Troppo rischioso. Ben e Shelton avevano sistemato Coop nel nuovo rifugio in
fondo al passaggio. Speravo che il cucciolo non si avventurasse troppo lontano.
Katherine potrebbe essere andata al faro dissi. Forse  l che l'hanno aggredita.
Ma il suo corpo era sepolto su Loggerhead obiett Ben. Questo noi lo sappiamo, anche se
nessuno ci crede. Che importa se si era fermata al vecchio faro?
A quanto dice Abby Quimby, Katherine prendeva nota di tutto. Se recuperiamo il suo
quaderno degli appunti, forse otterremo le risposte che ci servono.
Dobbiamo andare a cercare un diario di quarant'anni fa? Ben era visibilmente dubbioso.
Non parlerai sul serio. E comunque i poliziotti avevano ispezionato il faro.
Non sapevano dei piani di Katherine replicai. Forse non hanno guardato attentamente. Forse
 sfuggito loro qualcosa.
Una pista debole intervenne Shelton. E poi  come cercare un ago in un pagliaio.
 la mia unica idea affermai. A meno che non vogliamo dare la caccia a un avanzo di galera
dal grilletto facile.
Sarebbe il caso di andare alla polizia brontol Shelton. Dire ai nostri genitori dell'omicidio
di Karsten. Dovranno crederci quando salter fuori che  scomparso.
I piedipiatti non si fidano di noi osserv Ben. Abbiamo gi gridato al lupo una volta,
ricordi? E mentre ce ne stiamo qui a discutere, gli assassini potrebbero scovarci di nuovo.
Andiamo e torniamo dal faro nel giro di un'ora propose Hi. Leviamoci il pensiero.
Aggiudicato. Ben accese il motore.
Il faro di Morris Island si erge come una vecchia sentinella decrepita al largo della punta
meridionale dell'isola. Il cordone litoraneo su cui poggia  spesso sommerso, cos il mare di tanto in
tanto inonda il pianterreno. Vento e pioggia hanno staccato gran parte della vernice.
C'era l'alta marea, perci Ben punt dritto alla base della torre.
Alzai lo sguardo verso i quasi cinquanta metri di pietra che si andavano sgretolando, un
pinnacolo tetro e solitario circondato dall'oceano. Buio e vuoto, il faro sembrava meditare tristemente.
Era risentito per essere stato abbandonato? Per avere perso la sua battaglia con gli elementi?
 la cosa pi deprimente che abbia mai visto, pensai.
 grande. Tendevo a minimizzare.
Hi annu. Quando hanno costruito questo mostro?
Nel 1876. Shelton possedeva ovviamente un libro sui fari della Carolina. Questo faro ne
sostitu uno pi vecchio distrutto durante la Guerra di secessione, che a sua volta ne aveva rimpiazzato
uno ancora pi vecchio, costruito nel 1673.
 ancora in funzione?
No,  stato chiuso nel 1962. In origine era stato eretto sulla terraferma, ma da allora il livello
dell'acqua  cresciuto.
E adesso sorge da solo nel mare. Hi fischi. Bizzarro.
C'era anche una casa del guardiano, ma l'hanno demolita negli anni Trenta quando il faro 
stato automatizzato.
Chi  il proprietario? domandai.
Lo Stato rispose Shelton. Un'organizzazione non profit spera di poterlo restaurare, ma per
ora  chiuso al pubblico.
Quindi  meglio sbrigarci fece notare Ben. Non voglio essere arrestato per violazione di
propriet.
Di recente gli ambientalisti avevano installato un argine d'acciaio attorno al faro per
proteggerlo dalle maree sempre pi alte. La barriera somigliava a un gigantesco filtro del caff che
spuntava per due metri e mezzo dalla superficie del mare. All'interno l'acqua era stata riportata al
livello precedente.
Ben ancor il Sewee lungo l'argine. Scavalcammo e seguimmo l'unica passerella fino alla base
del faro. Dopo una breve scala di mattoni, raggiungemmo l'ingresso.
Un grosso cartello diceva: PERICOLO-VIETATO L'ACCESSO.
Il vento mi sferzava i capelli e i vestiti mentre osservavo Shelton che forzava il lucchetto. Avrei
tanto voluto essermi portata dietro un giubbotto.
Finalmente la serratura scatt e ci infilammo all'interno.
Il pianterreno sembrava il fondo di una gabbia per uccelli. Una che non veniva pulita da secoli.
Legnetti. Penne. Escrementi. L'odore pungente di ammoniaca era insopportabile.
Cosa sono? Shelton stava fissando delle scatolette grigie appese alla parete della torre, da cui
partivano dei fili che si diramavano fino a coprire alcune fessure nella pietra.
Estensimetri. Probabilmente servono a monitorare le crepe per assicurarsi che non si
allarghino. Hi indic altri due dispositivi simili. Controllano anche quanto pende la torre. Un sistema
di allarme preventivo nel caso in cui l'intera baracca decida di crollare.
Confortante comment Ben.
Una scala di metallo arrugginito saliva a spirale all'interno della torre. Guardai verso l'alto. I
gradini sparivano oltre il soffitto, una trentina di metri sopra di me.
Saliamo dissi.
 sicuro? Shelton saggi il muro. Mi d l'impressione che potrei abbatterlo.
Questo faro  in piedi da un secolo replic Hi. Credo possa reggere il peso di un gruppo di
teenager. Anche di uno grasso come me.
Muoviamoci, non abbiamo tutto il giorno li interruppe Ben.
Inizi a salire. Le sue scarpe producevano un debole rumore metallico. Briciole di ruggine
cadevano a terra.
Lo seguimmo in fila indiana: io, poi Shelton, infine Hi.
Salendo, passai accanto a finestre lunghe e strette, prive di vetri. Gli uccelli spiccavano il volo
dai davanzali consumati, spaventati dalla nostra invasione.
Quando giunsi in cima, ero senza fiato. Mi ripromisi di tirare fuori al pi presto le mie scarpe da
corsa.
La scala terminava in un piccolo locale rotondo. Il pavimento era cosparso di vecchi nidi, gusci
d'uovo rotti e detriti sparpagliati dal vento. Diversi inquilini si misero a gracchiare prima di volare via
dalla finestra.
Questo posto puzza come un pollaio si lament Ben.
 la stanza di guardia. Shelton si tapp il naso. Qui c'erano le macchine che facevano
ruotare la lanterna.
E questa dove porta? Hi si era avvicinato a un'altra scala sul lato opposto del locale.
La stanza della lanterna dovrebbe trovarsi un piano pi su. Shelton indic un'apertura a met
della rampa. Da l si pu raggiungere la galleria. Ma io non ci vengo.
Tre sguardi vuoti.
La galleria  un ballatoio di metallo che circonda la torre spieg Shelton.
Figo! Salii fino all'apertura e uscii fuori.
Mi si mozz il fiato in gola.
Il sole basso proiettava raggi rosa e gialli sull'oceano verde-azzurro. Sotto di me, la costa
incontrava il mare come una tovaglia di lino spiegazzata. Potevo vedere la nostra minuscola comunit
su Morris Island, e pi in l Fort Sumter e Sullivan's Island.
Alla mia sinistra, la cittadina di Folly Beach somigliava a una fila di casette del Monopoli
disposte lungo la spiaggia. Qua e l, una finestra o la luce di un portico mandavano bagliori gialli nel
tramonto rosato. Guardai in alto dietro di me. Il faro era sormontato da una specie di gigantesca gabbia
per uccelli che terminava con una cupola di ferro. Lo spazio interno era vuoto. Guardinghi, i gabbiani
osservavano dalla struttura metallica quell'ospite indesiderato.
Immaginai il potente fascio luminoso che un tempo squarciava l'oscurit, guidando i naviganti
nel porto di Charleston. Doveva essere una vista stupenda.
Hi e Ben emersero sul ballatoio.
Per la miseria! Ben guard il suo motoscafo che ballonzolava sulle onde gi in basso.
Sbianc in volto.
Shelton, vieni a vedere! url Hi.
Grazie, ma non ho voglia di crepare precipitando da lass.
Non sai cosa ti perdi.
Girai attorno alla torre, ammirando il panorama. Violazione di propriet o meno, sarei rimasta l
per sempre.
Dobbiamo andare. Ben aveva la fronte bagnata. Evitava di guardare sotto. Qui non c'
niente, e un'imbarcazione potrebbe passare da queste parti in qualsiasi momento.
C' ancora una zona da controllare dissi.
Rientrai e mi affrettai a salire nella stanza della lanterna. Pi piccola di quella sottostante, c'era
a malapena lo spazio per girarsi. La struttura di ferro si innalzava sopra di me, priva di vetri, aperta
verso il cielo. Niente arredi. Niente attrezzature. Solo gabbiani incolleriti. Non indugiai.
Ci arrendiamo? chiese Hi.
S. Avevamo ispezionato il luogo con cura. La torre era un guscio vuoto. L'escursione era stata
un fallimento.
Gemendo in modo esagerato, i ragazzi intrapresero la lunga discesa.
Tempo sprecato, pensai. Non eravamo pi vicini alla verit sulla morte di Katherine di quanto
lo fossimo all'inizio. Gli assassini sarebbero rimasti a piede libero.
Mi fermai a osservare le teste dei ragazzi mentre scendevano la scala a spirale. Eravamo stati
stupidi a ritenerci in grado di risolvere il caso. Un gruppo di cervelloni adolescenti non poteva mettere
nel sacco un omicida! Il nostro avversario probabilmente se la stava ridendo. Un altro punto a favore
dei cattivi.
Strinsi i pugni, ribollendo di frustrazione. Ero furibonda.
SNAP.
Il puzzo di volatili mi fece quasi perdere l'equilibrio. Non riuscivo a pensare, n a respirare. Mi
venne da vomitare. Trattenni il fiato. Avevo urgente bisogno di aria fresca.
Senza riflettere tornai di corsa sulla galleria per sfuggire a quelle esalazioni nocive. Una volta
all'aperto, respirai a pieni polmoni. Troppo in fretta. Una miriade di puntini mi danzava davanti agli
occhi. La mia visione si dilat, per poi restringersi in un tunnel lungo e buio.
Terrorizzata all'idea di cadere, mi sedetti sul ballatoio, le mani strette alla ringhiera.
Un respiro profondo. Due. Tre. Quattro.
A poco a poco la mia mente si liber, l'oscurit svan. Gettai uno sguardo verso l'acqua.
Wow!
Il mondo si estendeva davanti a me con una spettacolare minuzia di dettagli. Riuscivo a vedere
gli oggetti pi piccoli con la precisione di un laser. Le particelle di vapore che formavano le nuvole. Le
goccioline sospese sopra la cresta spumeggiante delle onde. Un verme che si contorceva nel becco di
un passero. La finestra della mia camera da letto.
Il mio sguardo volava sul porto di Charleston. Le luci adesso brillavano ovunque. Rettangoli
gialli nelle case lungo la Battery. Strisce di neon arancio e blu nei pressi del mercato vecchio. Un
semaforo che passava dall'arancione al rosso.
In mezzo all'odore acre di ammoniaca, le mie narici ne colsero milioni di altri. Sale. Alghe.
Vegetazione marcia. Gasolio.
E tra questi, uno nuovo. E tuttavia familiare.
Sollevai il mento. Fiutai.
L, in quella direzione. Fluiva dalla stanza di guardia.
Strisciai verso l'apertura, allungai il collo all'interno e annusai. L'odore andava e veniva, a
malapena percepibile sotto il nauseante tanfo di rifiuti.
Sussultai nel riconoscerlo. L'avevo sentito solo una volta prima di allora.
Eccitata, inspirai attraverso le narici. Il tanfo di escrementi aviari mi fece lacrimare gli occhi.
Me li asciugai, continuando a seguire le tracce, a cacciare, a localizzare.
L'odore proveniva dal pavimento accanto alla piccola scala che conduceva al ballatoio. Se non
mi fossi seduta in quel punto, non ci avrei mai fatto caso.
Corsi dentro e iniziai a raspare con le mani, togliendo foglie e sterco. Quella porcheria mi
copriva le dita e si incuneava sotto le unghie. Repressi a fatica un conato di vomito.
Una quindicina di centimetri pi sotto trovai una grata d'acciaio, ostruita da anni di detriti.
Un rumore mi fece sobbalzare.
Mi voltai di scatto.
Tory, che stai facendo? Ben era ansimante e rosso in volto. Sono dovuto tornare indietro fin
quass.
SNIP.
Battei le palpebre. Scossi il capo.
Accidenti, ho perso il lampo.
Ne hai avuto uno qui? Come mai?
 successo e basta. Aiutami a sollevare questa roba. Ho fiutato qualcosa l sotto.
Ben non fece obiezioni. Insieme spostammo la grata. Sotto c'era altra immondizia. Scavai con
le mani, setacciai Dio solo sa cosa.
Le mie dita si chiusero su un oggetto solido. Con il cuore che mi martellava nel petto, lo portai
alla luce.
I resti di uno zaino. Verde sbiadito. Incrostato di sale e limo secco.
Met della tela era marcita, ma riuscii a distinguere delle lettere ricamate sul lembo: K. A. H.
Cosa mi dici adesso, Blue? Mi appoggiai alla parete.
Che mi venga un colpo. Ben scroll la testa, meravigliato. Ce l'hai fatta, Tory. Hai trovato
lo zaino di Katherine.
Durante il viaggio di ritorno ero in preda all'eccitazione.
Ce l'avevo fatta. Contro ogni probabilit. Avevo ritrovato lo zaino di Katherine Heaton.
Ed  bastato un piccolo lampo.
Ridacchiai compiaciuta.
Avevo il morale alle stelle; mi pareva impossibile, come se avessi teso una mano all'indietro nel
tempo. Pensandoci, non era poi lontano dal vero.
Il sole scompariva all'orizzonte mentre solcavamo le onde. Il cielo sbiadiva in un color indaco e
le stelle iniziavano a far capolino. Un pellicano si lev in volo, preparandosi per andare a dormire o per
un ultimo spuntino.  in serate come questa che adoro la Carolina.
Contemplai incantata il paesaggio, piena di fiducia. Ce la possiamo fare. Possiamo risolvere
questo mistero.
Nonostante la mia euforia, mostravo un certo autocontrollo. Del resto, non avevo nemmeno
dato una sbirciatina nello zaino. Dovevamo essere cauti. Non era stato aperto da oltre quarant'anni.
Chiss in che condizioni era il diario.
Sempre ammesso che ci fosse un diario, l dentro.
Doveva esserci. Non avevo salito un miliardo di gradini, rischiato di vomitare, scavato nella
sporcizia e scoperto un oggetto andato perso ai tempi del primo sbarco sulla luna solo per ritrovarmi a
mani vuote.
Era ormai quasi notte quando arrivammo al molo di Morris Island. Mi alzai con lo zaino fetido
di Katherine stretto al petto e attesi con impazienza che i ragazzi legassero le cime.
Era tempo di aprirlo e svelare il mistero.
Dove andiamo? chiesi.
Da me propose Shelton. Pap ha trasformato il garage in un laboratorio. Smonta i computer,
perci  rifornito di pinzette, guanti e roba del genere. Inoltre i miei sono in citt a vedere La Bohme.
Torneranno tra qualche ora.
Ben gett un'occhiata alle mie braccia. C' anche un lavandino? Una canna dell'acqua?
Che ridere.
Perfetto dissi. Facci strada.
Cos conciata? Nemmeno per idea comment Shelton.
Prima datti una ripulita propose Hi.
Forza, ti aspettiamo rincar Ben.
Feci una linguaccia, ma corsi a casa a lavarmi.
Ogni appartamento di Morris Island ha un box singolo, ma i Devers non ci parcheggiano mai la
macchina. Le pareti sono tappezzate di scaffali metallici. Ogni centimetro di spazio  occupato da
scatole di plastica debitamente etichettate, che contengono viti, fili, spinotti, cavetti, adattatori e circuiti
stampati. Il laboratorio di Nelson sembra un negozio di elettronica RadioShack stipato in una cabina
telefonica.
Dieci minuti pi tardi, dopo aver fatto una doccia ed essermi cambiata, raggiunsi i ragazzi nel
garage. Erano radunati attorno a un tavolo da disegno. Avevano mantenuto la parola: lo zaino non era
stato toccato.
Il mio aspetto lindo fu accolto da uno scroscio di applausi. Ben lanci anche un fischio.
Molto meglio afferm Shelton.
Non saprei. Hi mi squadr. Gli escrementi aviari aggiungevano un certo je ne sais quoi.
Molto divertente replicai.
Signore... Shelton si fece da parte con un inchino. Cedo a lei l'onore, in virt delle sue
maggiori conoscenze del protocollo scientifico.
Be', grazie disse Hi. Adesso, per favore, apriamo quest'affare?
Posizion una lampada con lente d'ingrandimento sopra il sacco di tela. La luce fluorescente
inond il piano del tavolo.
Hai fiutato questo zaino? Shelton era ancora incredulo. Sotto una grata nel pavimento?
Attraverso quindici centimetri di cacca d'uccello?
Che posso dire? Feci spallucce. Ho annusato il maglioncino di Katherine nell'appartamento
di Sylvia, e ho captato il medesimo odore nella torre. Ho avuto un lampo in entrambe le occasioni.
Stupefacente comment Shelton. Vorrei provarlo anch'io. Sembra fantastico.
Credimi, non lo  affatto. La puzza di volatili mi ha quasi uccisa. Ma dovevo ammettere che
la mia abilit di segugio mi aveva esaltata. Quei lampi si erano rivelati utili, dopotutto. Molto utili.
Pronto? domandai.
Pronto. Infilandosi un paio di guanti di lattice, Hi frug all'interno del sacco crostoso. Un
sorriso gli si allarg in faccia mentre estraeva con cautela un quaderno per appunti che pareva sul punto
di sbriciolarsi da un momento all'altro.
Un tuffo al cuore. Vittoria!
Per quanto fosse incredibile, avevamo trovato un indizio sfuggito alla polizia.
Io l'avevo trovato, grazie.
La copertina era rotta, le pagine gonfie e ondulate. Quando Hi sollev un angolo, dalla costola
usc della polvere.
Stai attento! lo rimproverai. La carta si disintegra.
Credi che non lo sappia? Hi pos il quaderno, quindi scroll delicatamente lo zaino.
Conteneva una matita e un fermacapelli. Nient'altro.
Si riesce a leggere qualcosa? Mi appiccicai a lui, ansiosa di vedere se le pagine erano intatte.
Stai indietro! Non riesco a lavorare cos! Mi allontan.
A malincuore arretrai di un passo, per poi avvicinarmi di nuovo.
Utilizzando delle pinzette, Hi gir la copertina.
Il tributo imposto dalla natura era stato devastante. Acqua piovana. Spruzzaglia salata.
Escrementi di uccelli. Gli abusi avevano reso gli appunti indecifrabili.
Hi sfogli il quaderno con cura, un foglio per volta. Era illeggibile.
Sembrava una beffa crudele che fossimo riusciti a localizzare il diario di Katherine dopo
quarant'anni e non potessimo leggere una sola riga.
Qui c' qualcosa annunci Hi con voce eccitata. Guardate!
Era arrivato in fondo. Gli ultimi due fogli si erano conservati meglio degli altri.
Hi stava indicando quello che pareva lo schizzo di un uccello. La didascalia era troppo
imbrattata per risultare comprensibile.
Cos'? Shelton inclinava la testa da una parte all'altra. Un tordo? Un picchio?
Un'aquila afferm Ben con convinzione.
Come fai a esserne sicuro? Guardai le linee sinuose, a malapena visibili sulla pagina
macchiata. Per me avrebbe potuto essere qualunque volatile.
Il corpo  ombreggiato in maniera uniforme, ma la testa e la coda sono bianche spieg Ben.
E osservate il becco. Gli artigli.  un'aquila calva.
Perch Katherine disegnava delle aquile? domand Shelton.
Chi lo sa? ripose Ben. Forse era superpatriottica.
C' scritto qualcosa sul retro della pagina disse Hi. Penso di poterlo decifrare.
Guardando attraverso la lente, lesse ad alta voce:
Le ho trovate! Una colonia di aquile di mare testabianca. Tre enormi nidi, su in alto, in un
boschetto di pini palustri, nei pressi del fiume Stono. Chi avrebbe immaginato che delle aquile calve
vivessero su Cole Island? Una specie a rischio di estinzione, sulla nostra soglia di casa!  perfetto per
la nostra ricerca scientifica. Abby ne sar entusiasta! L'universit probabilmente mander delle
persone a studiare...
Il resto dell'annotazione era cancellata.
Aquila calva. Ben alz il pugno in segno di vittoria. Ve l'avevo detto.
Cole Island? Shelton corrug la fronte, pensoso. Non ci sono aquile calve su Cole Island.
Cavolo, non ci sono nemmeno degli alberi l, figuriamoci delle aquile. Non c' niente, a parte una
fabbrica.
L'appunto risale al 1969 gli ricord Hi. Le cose sono cambiate da allora. Qualche idiota
avr abbattuto gli alberi.
Byte di dati si collegarono nel mio cervello.
Oh, no! Mi portai una mano alla bocca. Dannazione!
Che c'? s'inform Hi.
Ben e Shelton si limitarono a fissarmi.
Non avete capito? Tutto adesso aveva un senso. Brutale e tragico.
Capito cosa? chiese Ben.
So perch Katherine Heaton  stata uccisa.
Si sarebbe potuto sentir cadere uno spillo sul pavimento.
Per un istante fui sopraffatta dalla terribile verit. Non riuscivo a parlare.
Be'? Hi incroci le braccia. Illuminaci, agente Scully.
Katherine aveva trovato degli esemplari di una specie in pericolo di estinzione su Cole Island
dissi. E non una specie qualunque. Aquile calve. Il simbolo degli Stati Uniti d'America.
Allora? Tutti e tre assieme.
Aveva fatto una scoperta importante continuai. Erano gli anni Sessanta. L'epoca dei figli dei
fiori. Tutti all'improvviso si impegnavano per salvare la Terra. Proteggere gli habitat era uno dei temi
caldi.
Ma era una buona cosa. Shelton era chiaramente perplesso. Non ti seguo.
Presi a camminare su e gi, pensando a voce alta. Forse qualcuno non era contento di sapere
che una specie a rischio viveva su Cole Island.
La presenza di una colonia di aquile avrebbe rappresentato un problema se i proprietari
avessero voluto valorizzare la terra osserv Ben. Spostare o uccidere gli uccelli non sarebbe stata una
buona pubblicit.
O forse i rapaci venivano allevati illegalmente sugger Shelton.  contro la legge possedere
o vendere un'aquila calva senza autorizzazione.
E uccidere un'aquila  un reato aggiunsi. La legge tutela perfino i nidi.
Ragazzi ci interruppe Hi. Ho trovato un altro pezzo scritto. Nell'ultima pagina. C' un
appunto in cima, e alcuni scarabocchi in fondo.
Picchiettai sulla sua spalla. Lui fece una smorfia, ma si tir indietro. Mi avvicinai al tavolo e
lessi al resto del gruppo:
Mi mancano ancora due posti da perlustrare. Magari trover altre aquile. Sarebbe magnifico!
Ma poi basta. C' un tipo che spunta fuori ovunque vada. Non l'ho mai visto prima. Mi fa venire la
pelle d'oca. Forse ho passato troppo tempo su spiagge remote! Kiawah Island, poi il faro di Morris.
Quindi, sayonara!
Oh, Dio! Hi sembrava sconvolto.  terribile.
Qualcuno la seguiva mormorai, sopraffatta dalla tristezza. Perch non  tornata dritta a
casa?
E l'ultima parte? domand Ben. Quella in fondo?
 pi difficile da decifrare. Puntai di nuovo la lampada sul foglio. Pare la stessa grafia, ma
pi tremolante.
Lessi la breve annotazione tra me. La rilessi.
Questa volta non riuscii a frenare le lacrime, che presero a scorrere sulle mie guance.
E? chiese Hi.
Non risposi.
Tory? Shelton mi pos una mano sulla spalla. Allora?
Mi feci da parte. I ragazzi mi guardarono confusi. Poi Shelton si accost al tavolo e lesse ad alta
voce:
Credo ci sia qualcuno di sotto. Non so chi sia, ma ho paura. Non dovrebbe esserci nessuno qui,
a parte me. Vado a metter via il diario, per ogni evenienza. Forse posso nascondermi anch'io.
La mia mente era annebbiata dal dolore. Chiusi gli occhi. Non serv. Continuavo a vedere quelle
ultime parole scritte con mano tremante.
Sentii Ben dare un pugno alla parete. Hi muovere i piedi. Shelton portare una mano al lobo
dell'orecchio. Ero consapevole di tutte queste cose, ma era come se fossi distante. Da un'altra parte.
Immaginai gli ultimi momenti di Katherine, mentre scribacchiava quelle frasi. La vidi
precipitarsi a nascondere il diario, poi voltarsi per affrontare l'aggressore. Avvertii la sua disperazione
nel rendersi conto di essere intrappolata in cima a un faro deserto. Da sola. Senza via di scampo.
Era stata uccisa nel posto pi solitario del mondo.
Mi asciugai le lacrime con il palmo della mano, sconvolta, disgustata. La scena nella mia testa
era cos reale che avevo l'impressione di trovarmi l.
Non volevo piangere. Volevo piangere per sempre.
Poi la collera prese il sopravvento.
Okay. Va bene cos. La rabbia servir pi del dolore.
Odiavo quel bastardo. Un mostro senz'anima circolava libero per le strade, pensando di averla
fatta franca. Insensibile. Soddisfatto di s. Privo di sensi di colpa.
Rinnovai la mia promessa a Katherine. A me stessa. Prender l'assassino. Lo smascherer. Lo
assicurer alla giustizia.
Gliela far pagare.
Il mattino seguente mi svegliai presto, con un'idea in testa. Ma prima dovevo occuparmi di
Cooper.
Una camminata di dieci minuti mi port sulla costa occidentale di Morris Island. Mi orientai,
localizzai il bunker e salii la scala che conduceva all'interno.
Coop mi salut uggiolando e dimenando la coda in modo forsennato. Alzandosi sulle zampe
posteriori, cerc di leccarmi la faccia.
Gli strinsi teneramente la testa fra le braccia, inalando il caldo odore di cucciolo. Poi presi la
sua corda e lo sfidai a un tiro alla fune. Lui accett con energia.
Per alcuni minuti dimenticai i miei problemi. Coop era cresciuto e ormai era abbastanza forte
per andarsene in giro liberamente. Per fortuna si limitava a girovagare nella parte occidentale dell'isola,
disabitata. Nessuno dei vicini aveva riferito di aver avvistato un cane randagio. Tuttavia il nostro
cagnolino aveva bisogno di una sistemazione permanente.
Presto gli promisi. Non sarai bloccato qui per sempre.
Avrei voluto fermarmi di pi, ma non c'era tempo. Scivolai fuori dal bunker mentre il cucciolo
divorava la colazione.
Sarebbe stata un'altra giornata particolarmente calda. A met strada ero gi fradicia di sudore.
Non appena ci fu campo, chiamai gli altri Virals. Ci trovammo nel prato davanti a casa.
I genitori di qualcuno di voi sono fuori? domandai.
Hi alz la mano. I miei sono andati alla sinagoga. Staranno via fino a mezzogiorno.
Allora useremo il tuo computer.
Cosa dobbiamo cercare? chiese Shelton.
Chi aveva i diritti di propriet su Cole Island nel 1969. Forse il proprietario sapeva delle
aquile, o magari pu dirci chi aveva accesso all'isola.  un inizio.
Buona idea approv Shelton. Possiamo usare il PIS.
PIS? ripet Hi. E sarebbe? Un sito di incontri online per imbranati?
Spiritoso. Sto parlando del sistema di informazioni sulle propriet della contea. Permette di
accedere ai registri immobiliari e di ottenere notizie su atti, linee di confine e roba del genere. I
proprietari di Cole Island dovrebbero essere inseriti nell'elenco.
Allora, a te la parola dissi.
Ci precipitammo nella camera da letto di Hi.
Aspettate un secondo. Hi cominci a spostare libri, piatti e pile di indumenti sporchi per farci
spazio. Fate come se foste a casa vostra.
Sei un maiale. Ben sollev un piatto unto. Questa pizza dev'essere vecchia di almeno nove
settimane.
Ecco dov'era finita! Hi gett la fetta avanzata nel cestino. Probabilmente  ancora buona,
ma perch correre rischi?
Ripugnante. Ben si trasfer sul lato opposto della stanza.
Le porgo le mie scuse, signore. Non aspettavo visite questa mattina.  libero di accomodarsi
dove preferisce.
Spicciamoci intervenni. Non abbiamo tutta la giornata.
S, signora. Hi fece il saluto militare. Immediatamente, signora.
Accese il Mac, poi si fece da parte.
Shelton apr la home page della contea di Charleston e selezion Visiona un lotto di terreno.
Una cartina in bianco e nero apparve sullo schermo.
 una mappa dell'area di Charleston spieg. Mostra i confini delle propriet.
Cole Island  a sudovest di Folly dissi. Sull'estuario dello Stono.
Ingrandisco la zona. Shelton aument lo zoom finch non comparvero i singoli lotti. Cole
Island era un unico blocco indiviso. Cole  una singola propriet immobiliare disse. Accedo ai dati
del proprietario.
Clicc e le informazioni apparvero sul lato destro dello schermo.
Tombola! Poi Shelton fischi. Questo non ti piacer, Tory.
Non mi piacer cosa?
Cole Island  attualmente posseduta dalla Candela Pharmaceuticals, Inc. Mi guard. Ti dice
nulla?
 l'azienda farmaceutica che finanziava l'esperimento di Karsten risposi. Qualcuno della
Candela firmava gli assegni per lui.
Ma cosa hanno a che vedere le ricerche segrete sul parvovirus con le aquile calve? chiese Hi.
O con Katherine Heaton? aggiunse Ben.
La Candela deve possedere lo stabilimento su Cole Island precis Shelton.
Perch questo non dovrebbe piacermi? insistetti.
Non ho ancora finito ribatt Shelton. Ho fatto solo una pausa a effetto.
Sputa il rospo lo esort Ben.
Indovinate un po' chi ha venduto Cole Island alla Candela?
Chi? domandai.
Hollis Claybourne. Shelton picchiett con il dito sullo schermo. E a quanto pare ci ha
ricavato un bel gruzzolo.
Claybourne? Ben aggrott le sopracciglia. Stai parlando del padre di Chance?
Proprio lui. Il senatore dello Stato H.P. Claybourne, padre del golden boy della Bolton Prep. E
c' dell'altro. Provate a indovinare quando Hollis ha effettuato la vendita?
Quando? Avevo un brutto presentimento.
Il 4 gennaio 1970. Pochi mesi dopo la scomparsa della Heaton.
Piuttosto sospetto comment Hi. Katherine sparisce dalla circolazione, poi Hollis vende
l'isola.
Questo non prova niente feci presente. Potrebbe trattarsi di una coincidenza.
Ancora quella dannata parola.
Be', in effetti la cosa  sospetta disse Shelton. La notte scorsa ho cercato in rete e non ho
trovato un solo accenno a proposito di aquile che vivevano su Cole Island. Ovviamente, nessuno ha mai
riferito della loro presenza.
Mi sforzai di dare un senso all'intera faccenda.
Il padre di Chance Claybourne, Hollis, era il proprietario di Cole Island all'epoca in cui
Katherine Heaton stava svolgendo la sua ricerca per la scuola. Katherine aveva scoperto che alcune
aquile calve nidificavano sull'isola. Subito dopo la ragazza era scomparsa. Alcuni mesi pi tardi Hollis
Claybourne aveva venduto per un sacco di soldi la sua propriet alla Candela Pharmaceuticals.
Che significava tutto questo?
Possiamo sapere qualcosa di pi sulla Candela? chiesi.
Controllo il database delle societ. Le dita di Shelton volarono sulla tastiera. Centro! La
Candela  registrata nel South Carolina. Posso accedere ai documenti archiviati.
Quello. Indicai un file PDF. Articolo emendativo, datato 5 gennaio 1970. Un giorno dopo
l'acquisto dell'isola da parte della Candela.
Shelton clicc per aprire il file. Wow! Secondo il documento, Hollis Claybourne diventa
dirigente della societ ed entra nel consiglio d'amministrazione. Lo hanno nominato vicepresidente.
Perci Hollis vende Cole Island alla Candela e il giorno successivo ottiene un posto da
dirigente disse Hi. Un grande affare.
E nessuno ha mai parlato delle aquile osserv Ben.
Le aquile che adesso sono sparite aggiunsi.
Sostituite da una stupida fabbrica. Le labbra di Shelton erano arricciate per il disgusto.
Branco di stronzi!
Ben incroci le braccia. I Claybourne sono in qualche modo coinvolti nell'omicidio della
ragazza.
Chance non era nemmeno nato all'epoca dei fatti. Per qualche motivo mi sentivo in dovere di
difenderlo. E non possiamo dimostrare che la vendita dell'isola sia collegata all'assassinio di
Katherine.
Spero davvero che Chance sia all'oscuro di tutto intervenne Hi. Perch ha analizzato la
nostra impronta. Potrebbe fregarci.
Ottima osservazione.
Mi portai le mani alle tempie. Lasciatemi riflettere.
I ragazzi rotearono gli occhi, ma si zittirono. Conoscevano il mio metodo per concentrarmi.
Chiusi gli occhi, estraniandomi dal mondo. Mi focalizzai sulle variabili. Analizzai i dati.
Lentamente, il mio cervello mi forn il risultato.
Non mi piaceva, ma la logica era ineccepibile.
Ben forse ha ragione.
Ignorai la sua esultanza.
Dunque... Hollis uccide Katherine per impedirle di rivelare la presenza delle aquile. Quindi
vende Cole Island alla Candela in cambio di un mucchio di quattrini e una posizione privilegiata nella
societ. Katherine viene seppellita dove non pu essere scoperta. Nessuno viene a sapere degli uccelli.
Riesaminai la teoria da tutte le angolazioni, poi annuii.  logico. Ma tutto questo  accaduto molto
tempo fa. Chance non dovrebbe saperne niente.
Non dimenticare gli assegni a Karsten disse Hi. Hollis  un pezzo grosso della Candela. 
probabile che fosse al corrente dell'esperimento segreto con il parvovirus.
Perci secondo voi Hollis Claybourne sta cercando di farci fuori? chiese Shelton. E sono i
suoi uomini a essere entrati nel bunker?
Tutto quadra mormorai. Gli indizi puntano su di lui.
Ma  un miliardario! Un senatore dello Stato. Shelton si lev gli occhiali e li pul nella
maglietta. Perch uccidere qualcuno, allora o adesso?
Non ne ho idea risposi. Ma tutto  cominciato quando abbiamo scoperto i resti di Katherine.
Soltanto il suo assassino avrebbe avuto interesse a darci la caccia. E Hollis Claybourne ha le risorse per
assoldare dei sicari che facciano il lavoro sporco.
Non volevo crederci. Il padre di Chance era il nostro principale indiziato? Una follia. Eppure i
fatti puntavano in un'unica direzione.
Perch Hollis avrebbe dovuto eliminare il dottor K? domand Shelton. Se stava
sovvenzionando l'esperimento sul parvovirus, gli serviva vivo.
Per coprire le sue tracce? sugger Ben. L'esperimento di Karsten era illegale. Forse il
professore minacciava di denunciarlo.
O forse Karsten era solo nel posto sbagliato al momento sbagliato ipotizz Hi. Danno
collaterale.
Ne ho abbastanza. Ero stanca di essere presa in giro. Finalmente abbiamo un sospettato.
Piantiamola con le congetture, ora abbiamo bisogno di prove.
Dubito che Hollis sia disposto a confessare disse Ben. L'ha fatta franca per quarant'anni.
Allora ci procureremo le prove da soli dichiarai. Oggi stesso.
I ragazzi accettarono a malincuore di aspettarmi al porto turistico di Charleston. D'altronde non
c'era alternativa. La mia copertura avrebbe funzionato solo se avessi agito con il supporto degli altri
Virals.
 rischioso disse Shelton. E se ti imbatti in Chance? O peggio ancora in Hollis?
Racconter che volevo scambiare quattro chiacchiere. Chance pensa di piacermi, perci non
sospetter nulla.
Hi sfoder un sorriso che andava da un orecchio all'altro, ma non fece commenti.
A ogni modo mi affrettai ad aggiungere, questo weekend  a Greenville per le finali del
campionato di lacrosse. E con l'assemblea legislativa riunita in seduta, Hollis dovrebbe trovarsi a
Columbia. Oggi  la nostra migliore occasione.
Non sappiamo se la Bolton ha vinto ieri sera obiett Hi. Se la squadra ha perso, Chance
potrebbe essere gi tornato.
Sono ancora l. Attivai iFollow sul cellulare. Il GPS indica che il gruppo Lacrosse si trova
ancora a Greenville. Tutti quanti. La squadra dev'essere andata avanti nel torneo.
Forza Griffins! esclam Hi.
Chance non fa parte del tuo gruppo iFollow rimarc Ben. Non sappiamo dov', n come
rintracciarlo.
Vero. Con il suo cellulare dell'et della pietra, Chance non poteva scaricare l'applicazione, se
anche l'avesse voluto. Cosa di cui del resto dubitavo.
Ma Hannah  ancora a Greenville. Indicai lo schermo. Non sarebbe rimasta senza di lui.
Ben aggrott la fronte, ma assent.
Qualcuno ci sar pure all'interno della casa intervenne Hi. Claybourne Manor ha quaranta
fottute stanze! La villa pulluler di maggiordomi ninja!
Ci avevo gi pensato. Gira voce che Hollis sia uno spilorcio. Jason una volta ha detto che
durante il weekend il personale  ridotto all'osso. Il posto dovrebbe essere quasi vuoto.
Quasi non vuol dire completamente sottoline Ben.
Lo so, ma devo correre il rischio. Siamo a corto di alternative.
Mi misi in spalla lo zainetto; ci avevo infilato il diario di Katherine e la distinta di versamento
di Karsten. Nel caso mi avessero arrestata, volevo avere con me delle prove. Mi sarebbero servite, visto
che non mi illudevo di vincere una battaglia di credibilit con Hollis Claybourne.
Stai attenta si raccomand Shelton. Se qualcuno ti ferma, digli che pensavi che la villa fosse
un museo.
Se ti acchiappa Chance, recita la parte dell'innamorata cotta. Hi mi fece l'occhiolino.
Funziona sempre.
Innamorata cotta? Ben corrug la fronte. Di cosa sta parlando?
Niente. Auguratemi buona fortuna. Stupido Hi.
Presi Broad Street e girai a destra sulla Meeting, verso la Battery. Ville enormi sorgevano su
entrambi i lati della strada. L'aria odorava di ricchezza, nobilt e privilegi. Mi sentivo un'intrusa.
Mentre camminavo, riesaminai il mio piano. Penetrare all'interno, curiosare in giro, tagliare la
corda. Semplice, no? Questa volta, se avessi trovato qualcosa di incriminante, sarei corsa dritta alla
polizia. La posta in gioco era troppo alta.
Non riuscivo a smettere di pensare alle annotazioni sul diario di Katherine. Immaginai
l'emozione di trovare delle aquile calve sulla costa del South Carolina.
Ma la poveretta non aveva avuto la possibilit di condividere la sua scoperta. Qualcuno l'aveva
fatta tacere. Per sempre. E in seguito Cole Island era stata venduta, gli alberi abbattuti. Addio aquile.
Qualcuno doveva sapere di quegli uccelli. Eppure non c'erano servizi giornalistici, n articoli,
n fotografie. Il diario di Katherine era l'unica testimonianza della loro esistenza.
Se Hollis Claybourne aveva saputo delle aquile prima di vendere l'isola, era il principale
indiziato per la sua morte. Avevo bisogno di qualcosa che dimostrasse che ne era a conoscenza.
Il pensiero di quanto mi accingevo a fare mi atterriva. Chiunque avesse assassinato la Heaton,
probabilmente aveva ucciso Karsten, e stava cercando di ammazzare anche me. Poteva trattarsi di
Hollis.
E io stavo per introdurmi di nascosto in casa sua.
Qualcos'altro mi preoccupava. Una domanda da un milione di dollari. Chance era al corrente di
tutto questo?
Arrivai all'altezza della residenza dei Claybourne.
Cominciava lo spettacolo.
Claybourne Manor  un edificio storico. Ha persino un sito web. Prima di lasciare Morris Island
avevo studiato la galleria di immagini per farmi un'idea della configurazione del luogo.
Costruita poco dopo la Guerra civile, la casa era stata progettata sullo stile di una villa italiana
del diciannovesimo secolo. Ogni centimetro fatto a mano. Lampadari di cristallo. Mensole di caminetti
in legno intagliato. Modanature elaborate. Una dimora degna di una famiglia reale. E sul trono si era
sempre seduto un Claybourne.
Ripassai le informazioni recuperate in rete. Alta tre piani, la casa aveva quaranta stanze, due
dozzine di caminetti, sei bagni e un salone d'ingresso lungo quindici metri.
E io avevo intenzione di farci una capatina e perlustrarla da sola. Davvero una bella pensata.
Un muro alto tre metri circonda la propriet di due acri, mentre un cancello di ferro battuto
blocca l'accesso al viale d'ingresso.
Esaminai il cancello passandoci davanti come una turista curiosa.
Al centro della struttura in ferro, decorata con motivi a spirale, campeggiava lo stemma dei
Claybourne, uno scudo grigio con tre volpi nere circondate da tralci neri e rossi. Sopra, formando un
arco, il motto di famiglia: Virtus vincit invidiam. La virt sconfigge l'invidia.
Ma per favore!
Sbirciai attraverso le sbarre.
Una guardia era curva dentro un gabbiotto accanto al viale, lo sguardo fisso su un piccolo
televisore in bianco e nero. Senza rallentare, continuai lungo l'isolato.
Una ventina di metri dopo il cancello il muro formava un angolo e proseguiva per tutta la
lunghezza della propriet. I vicini di casa avevano piantato del sommacco affinch nascondesse i
mattoni. Uno stretto sentiero correva tra il muro e gli arbusti.
Trassi un profondo respiro, guardai da entrambi i lati, poi mi affrettai lungo il sentiero. A una
quindicina di metri dal marciapiede c'era un cancello di servizio.
Proprio dove mi aspettavo che fosse.
Mi inginocchiai e mossi i mattoni alla base del cancello. Uno era staccato. Lo sollevai con uno
strattone. Nel terriccio c'era una chiave.
Sorrisi come lo Stregatto.
Le cose che vieni a sapere in classe, se tieni le orecchie ben aperte! Grazie, Jason.
Aprii il cancello il pi silenziosamente possibile. Rimisi a posto la chiave ed entrai,
ritrovandomi nel giardino all'italiana della residenza.
Non potevo pi tirarmi indietro. Stavo violando una propriet privata. Di nuovo.
Cespugli di sanguinella fiancheggiavano un vialetto di ciottoli. Al di l, su entrambi i lati, si
estendevano prati ben curati. Il tappeto erboso era costellato di statue: accigliati testimoni di picnic,
feste all'aperto e partite a croquet di generazioni di Claybourne.
In mancanza di un piano migliore, imboccai un sentiero che portava a una gigantesca fontana in
pietra con la statua di un putto nudo. L'acqua zampillava dal suo enorme corno e una foglia gli copriva
i genitali. Che buon gusto!
La fontana era situata al centro di uno spiazzo da cui si dipartivano dei sentieri verso i quattro
punti cardinali. Io arrivavo da est. Il percorso alla mia sinistra andava a sud, in direzione dell'ingresso
principale della villa. Imboccai quello che portava a nord e al retro della casa.
Finora niente allarmi. Ero ancora invisibile ai radar.
Il vialetto si inoltrava serpeggiando nella propriet, bordato da siepi alte quasi due metri.
Sentieri pi stretti incrociavano il mio, conferendo al giardino l'aspetto di un labirinto. Ben presto persi
l'orientamento.
Il mio cuore prese a palpitare pi forte. S, ero nascosta, ma non vedevo niente. Potevo
imbattermi in qualcuno a ogni svolta.
Raggiunsi un'altra fontana, con l'acqua che sgorgava dalla bocca di tre delfini. Nella vasca
nuotavano delle carpe. Su tre lati c'erano delle panchine di pietra, e una siepe torreggiante circondava il
tutto.
Da che parte?
Girai a sinistra, sperando fosse la direzione giusta. Il sentiero divenne pi ampio, poi termin in
un piccolo prato che correva lungo il retro della villa.
Bingo! Una porta. Dritto davanti a me.
Mi guardai attorno. Nessuno in vista.
Sgattaiolai avanti e premetti la schiena contro la parete di mattoni dell'edificio principale.
Saggiai il pomello della porta, che ruot.
Un respiro profondo.
E mi intrufolai dentro Claybourne Manor.
Ci volle un momento prima che i miei occhi si abituassero all'ambiente.
Ero in fondo a uno stretto corridoio di servizio, con scaffali e armadi su entrambe le pareti.
Avanzai a passo spedito, tendendo le orecchie. Nessuno dei Claybourne probabilmente usava quel
passaggio, ma la servit s. Spiegare la mia presenza sarebbe stato a dir poco complicato.
Dopo una decina di metri il corridoio girava a destra, per poi terminare davanti a un piccolo
uscio, non pi alto di un metro e venti. Sentendomi come Alice, dischiusi la porticina e sbirciai.
Davanti a me c'era il famoso salone d'ingresso.
La luce del sole scintillava sul pavimento di marmo bianco e creava dei prismi riflettendosi nei
lampadari di cristallo appesi sei metri pi su. Tavoli dorati, disposti lungo le pareti, sostenevano statue,
vasi e sculture, ciascuna delle quali valeva probabilmente pi dell'intero portafoglio di titoli di Kit. Lo
spazio era abbastanza grande da accogliere un'intera famiglia di Wookie.
Alla mia sinistra si stagliavano le imponenti porte d'ingresso, giganti di quercia che avrebbero
potuto resistere a un attacco missilistico. A destra, il marmo bianco attraversava il centro dell'edificio
come un'autostrada a quattro corsie.
Chiusi alle mie spalle la porticina, che si confuse con la parete. Non avrei mai saputo come
riaprirla.
Secondo il sito web, la scala principale era all'estremit opposta del salone. Per raggiungere il
primo piano avrei dovuto percorrere l'autostrada di marmo.
Be', proviamoci.
Avanzai furtivamente, oltrepassando una grande sala da pranzo, un salotto e una stanza
panoramica con un pianoforte a coda Steinway. Alle pareti erano appesi i ritratti dei Claybourne
defunti, ciascuno con l'aria pi arcigna di quello precedente.
Il cuore mi martellava nel petto, gli occhi non smettevano di muoversi. Mi trovavo decisamente
in una zona pericolosa.
Il salone terminava in un atrio circolare sormontato da una magnifica cupola di vetro colorato,
venti metri sopra la mia testa. I colori dell'arcobaleno danzavano sul pavimento di marmo. Dipinti
murali adornavano le pareti, orlate di affreschi e modanature intagliate. Sembrava una stanza del
Vaticano. Per un attimo rimasi a bocca aperta, come una turista.
Al centro, esattamente sotto la cupola, c'era una statua alta due metri e mezzo di Milton
Claybourne, l'architetto della villa. Milton aveva l'espressione accigliata, il volto bendato, un
moschetto in mano.
Un tipo allegro sussurrai. E anche modesto.
In fondo al salone, una scalinata tipo Versailles saliva maestosa tra due balaustre di legno
lucido. Mi affrettai a raggiungerla.
Il corridoio del primo piano correva parallelo al salone sottostante. Su ambedue i lati si aprivano
delle porte.
Rispetto al piano di sotto, illuminato a giorno, l era notte fonda. Pareti rivestite da pannelli di
mogano. Niente finestre. Luci fioche, distanti l'una dall'altra. Le ombre nascondevano gli angoli e
coprivano la moquette rosso scuro.
Avevo un obiettivo preciso: lo studio privato di Hollis Claybourne. L'istinto mi diceva che
doveva essere l da qualche parte.
Una porta si apr lungo il corridoio. Con il cuore che batteva a mille, cercai freneticamente un
riparo.
Provai a nascondermi in un armadio a muro per la biancheria, ma non c'era abbastanza spazio.
La porta invisibile si richiuse.
Tentai con una seconda maniglia.
Il cigolio dei cardini risuon come un urlo nel silenzio.
Mi fiondai all'interno e chiusi la porta. Rimasi immobile, coprendomi la bocca con le mani
tremanti.
Udii dei movimenti nel corridoio. Un acciottolio di oggetti di porcellana. Poi, pi lontano,
un'altra porta che veniva aperta e richiusa.
L'aria mi esplose dai polmoni. Vicino. Troppo vicino.
Mi voltai per ispezionare il mio rifugio. Il sollievo si trasform in paura, poi in eccitazione.
Mi trovavo nella camera da letto di Chance.
Non c'erano dubbi. Le pareti erano tappezzate di fotografie. Chance a Londra, a Parigi, a
Venezia. Chance in tenuta da baseball, da tennis, da golf. Chance e Hannah seduti su una coperta in
spiaggia.
In una grossa libreria erano esposti trofei e cimeli vari. Sul cassettone troneggiava una foto
incorniciata. Una splendida Hannah in abito bianco, con una rosa in mano.
Bleah!
Guardai nell'armadio. Uniformi della Bolton appese a un vasto assortimento di grucce. Scarpe
italiane di pelle ammucchiate sul fondo. Costose cravatte di seta appallottolate su un ripiano.
Chance, sei un tipo un po' disordinato mormorai. Che sorpresa.
Curiosai tra i libri. Saggi, perlopi.
Mi tenni alla larga dal cassettone. Persino io ho dei limiti. E se la porta si fosse spalancata
all'improvviso, l'ultima cosa che volevo era essere sorpresa con in mano un paio di mutande di Chance
Claybourne.
Alla fine mi avvicinai alla scrivania. Cavetti staccati aspettavano il ritorno di un computer
portatile. Fogli e libri erano sparsi alla rinfusa. Una stampante era posata accanto a uno scanner,
entrambi scollegati. Una tazza con il logo della Citadel, l'accademia militare, conteneva penne ed
evidenziatori.
Una busta di carta di Manila attir la mia attenzione. Sigillata in origine con del nastro rosso,
era aperta su un lato. Notai un logo con l'acronimo SLED.
Il rapporto sull'impronta digitale.
Estrassi dalla busta un foglio, al quale era fissato con un fermaglio un biglietto scritto a mano:
Ecco le informazioni. Mi devi un favore! Ci vediamo sul campo da golf, Chip.
Aggrottai le sopracciglia. Perch Chance non mi aveva dato il rapporto?
Rilassati. Probabilmente aveva promesso di non consegnarlo ad altri. E non voleva che mi
mettessi a cercare un pericoloso delinquente come Newman.
Incuriosita, esaminai il documento. Vidi una fotocopia dell'impronta digitale che avevo
prelevato dal lettore di microfilm. Accanto c'era una foto segnaletica.
Per poco il foglio non mi cadde di mano per lo choc.
Quella faccia! La conoscevo. I capelli tagliati a spazzola. La mascella segnata da una cicatrice.
Lessi ogni parola due volte.
Nel rapporto non veniva identificato nessun James Newman. Il nome non veniva menzionato da
nessuna parte. L'impronta apparteneva a qualcun altro.
Qualcuno che avevo incontrato una volta sola.
Tony Baravetto. L'autista personale di Chance Claybourne. L'uomo che mi aveva
accompagnata a casa la sera di quel disastroso ballo.
Cosa significava tutto questo?
Lo sapevo bene.
Chance mi aveva mentito.
Una dopo l'altra, le tessere del mosaico si ricomposero.
Baravetto ci aveva seguiti in biblioteca.
Baravetto aveva scoperto che sapevamo di Katherine Heaton.
Baravetto lavorava per Chance Claybourne, figlio di Hollis Claybourne, il nostro indiziato
numero uno per l'omicidio di Katherine Heaton.
Poi, una terribile, inevitabile conclusione.
Chance Claybourne stava forse cercando di uccidermi.
Chance mi aveva presa in giro. E io avevo abboccato. Avevo divorato amo, lenza e
galleggiante.
Come una scema che si era presa una cotta.
Lui era interessato soltanto a proteggere il segreto di suo padre. Aveva flirtato con me per
distrarmi, allontanarmi dalla verit. E io ci ero cascata.
Il volto mi bruciava per la vergogna. Ma quanto ero stata stupida! Chance probabilmente
pensava di potermi manovrare come un burattino.
Adesso vedrai! Hai fatto il furbo con la ragazza sbagliata!
Sapevo cosa dovevo fare. Trovare delle prove. Distruggere i Claybourne.
Ficcai il rapporto nello zaino.
Ero furiosa con Chance. E con me stessa.
Lasciai montare la rabbia, ricordando quanto fossi stata ottusa, ingenua, infantile.
Qualcosa balen nella mia testa. Digrignai i denti.
Un ringhio cupo mi sal dalla gola.
SNAP.
Il lampo mi percorse le vene, riempiendomi di energia e feroce determinazione. I miei sensi
divennero di colpo pi potenti.
I miei occhi scintillavano di una luce dorata.
Aprii piano la porta e annusai il corridoio. Tra i tanti odori, quello di tabacco bruciato. Seguii la
scia verso la scala.
Hollis Claybourne fumava il sigaro; l'odore mi avrebbe guidata fino al suo studio. Avanzai
furtiva lungo il corridoio, gli occhi che perforavano l'oscurit.
Un fruscio.
Il cuore mi balz in gola. Mi bloccai. Piegai la testa. Il rumore era debole ma cresceva
d'intensit e veniva dritto verso di me.
Alla mia sinistra c'era un enorme armadio. Mi acquattai nella sua ombra e attesi.
Qualche secondo dopo pass una domestica: la sua gonna ondeggiava seguendo i movimenti
del corpo.
Il mio cuore torn nel petto.
Senza il lampo non l'avrei mai sentita.
Proseguii verso la scala, continuando a fiutare. Seguendo la traccia olfattiva, salii al secondo
piano.
Mi ritrovai in un lungo corridoio con piccoli candelabri d'ottone alle pareti, tappezzate di scuri
dipinti murali: uomini a caccia, uomini in battaglia, uomini in parrucca che firmavano documenti con
penne d'oca.
L'odore di fumo proveniva dalla seconda porta sulla destra. Scivolai all'interno.
La camera era imponente. Nella parete in fondo si aprivano finestre alte fino al soffitto,
incorniciate da tende di velluto rosso legate con cordoni dorati. Le altre pareti erano occupate da
librerie che salivano fino alle travi a vista, sei metri pi su. Una passerella con la ringhiera in ferro
battuto correva lungo il perimetro dello studio, tre metri sopra il pavimento. Vi si accedeva per mezzo
di una scala a chiocciola situata nell'angolo a sinistra.
Al centro della stanza quattro poltrone in pelle erano disposte a semicerchio attorno a un
tavolino, davanti a un enorme caminetto di pietra. Dietro c'era una gigantesca scrivania, sulla quale
facevano bella mostra di s alcune foto di Hollis che sorrideva o stringeva la mano a personaggi
famosi. Souvenir di una vita passata nell'alta societ.
E adesso?
Lo studio di Hollis Claybourne faceva apparire piccolo il Colosseo.
Rovistai sulla scrivania, senza trovare niente di sospetto.
Provai con una cassettiera di legno sotto un arazzo che raffigurava il generale Custer a Little
Big Horn. I cassetti contenevano indumenti che risalivano all'epoca della Guerra civile. Costumi per
rappresentazioni storiche.
Perlustrai la stanza con la mia vista laser. In circostanze diverse mi sarei divertita. Hollis
Claybourne era un collezionista. Oltre a libri e fotografie, gli scaffali erano zeppi di maschere tribali
africane, statuine inuit, marionette indonesiane e sculture provenienti da ogni angolo del globo. Una
collezione raffinata, in cui si riconosceva l'occhio dell'intenditore.
Ma non conteneva nulla che mi potesse servire.
Strinsi i pugni per la frustrazione.
Cosa ti aspettavi? Una cartelletta con la scritta Prove incriminanti?
Chiusi gli occhi, alla disperata ricerca di un piano. Ero da sola nello studio di Hollis. Non mi
sarebbe mai pi capitata un'occasione simile.
Il naso colse un odore di terra grassa, del tutto fuori posto in quell'ufficio immacolato. E
qualcos'altro. Non organico. Chimico.
Spalancai gli occhi. Conoscevo quell'odore. Terriccio. Metallo. Un profumo penetrante di
soluzione detergente.
Le piastrine di riconoscimento! Erano l, da qualche parte.
Rimasi immobile. Annusai.
Le mie narici captarono di nuovo il segnale olfattivo.
In alto.
Mi precipitai verso la scala a chiocciola e raggiunsi lo stretto soppalco. Rasentando gli scaffali,
percorsi la parete interna per tutta la sua lunghezza, poi girai a sinistra, verso le finestre. La passerella
finiva nell'angolo opposto rispetto alla porta d'ingresso.
Incassato nel muro c'era un armadietto di legno. L'odore proveniva da l. Provai a tirare la
piccola maniglia d'argento.
Lo stipo era chiuso a chiave.
Ci vogliono le maniere forti.
Piegai un braccio e vibrai un colpo di taglio con la base del palmo. Il pannello frontale si
incrin, ma non cedette. Ignorando il dolore, sferrai una seconda botta. L'anta and in pezzi. Una
pioggia di frammenti cadde sul pavimento.
Osservai gli effetti del mio operato. Il legno era spesso quasi tre centimetri. Nemmeno Mike
Tyson sarebbe riuscito a spaccarlo. Io invece l'avevo sfondato con un paio di colpi.
SNIP.
Un capogiro mi fece crollare sulle ginocchia.
I miei sensi si attenuarono, tornarono normali.
Maledizione!
Rialzandomi ispezionai l'interno dell'armadietto. Conteneva tre oggetti.
Il primo era una vecchia istantanea in bianco e nero. Ritraeva un giovane Hollis Claybourne
accanto a un boschetto di pini palustri, mentre indicava un paio di aquile che scendevano in picchiata
nel cielo.
Cole Island! Il bastardo sapeva delle aquile.
Sotto la foto c'era una cartelletta gialla con dentro dei documenti legali. Li sfogliai. Atti relativi
alla vendita di Cole Island alla Candela. Un contratto di assunzione. Prove, ma nessuna pistola
fumante.
Sull'ultimo ripiano era posata una piccola scatola di velluto. La aprii.
Conteneva due targhette identificative militari, una incrostata, l'altra che brillava come se fosse
nuova.
Francis P. Heaton. Cattolico. 0 positivo.
Figlio di puttana sibilai.
Qualunque persona sana di mente avrebbe distrutto le piastrine. Ma non Hollis Claybourne.
Quella carogna egotista le conservava nella sua bacheca dei trofei, come un altro souvenir.
L'ira torn a pervadermi. Le targhette simboleggiavano l'omicidio di Katherine. E Hollis le
teneva in una scatola per ammirarle a suo piacimento.
Era un mostro.
La porta scricchiol. Dei passi sfiorarono la moquette.
Che diavolo stai facendo?
Tory? Chance indossava ancora la divisa da lacrosse.
Sei tu?
Colta con le mani nel sacco.
Avevo la mente vuota.
Che... che ci fai qui? farfugliai.
Che ci faccio qui? Io ci vivo, qui.
Chance entr nella stanza. Cercai di ostruire la sua visuale dell'armadietto, ma la passerella e la
moquette sottostante erano cosparse di schegge di legno. Era impossibile che non se ne accorgesse.
Se ti stai chiedendo come mai sono tornato a casa prima,  perch stamattina abbiamo perso.
La sua espressione da confusa si fece accigliata. Gli altri possono vedere le finali anche senza di me.
Non mi interessa.
Hai lasciato l Hannah? Ero ancora in modalit panico. Non sapevo come tirarmi fuori dai
guai.
Sforzandomi di apparire disinvolta, tornai indietro lungo la passerella, girai l'angolo e mi
avvicinai alla scala.
L'ho scaricata a casa dieci minuti fa. I suoi occhi non mi lasciavano un attimo. Hai provato
a chiamare? Ha dimenticato il cellulare nella macchina di Jason.
Ops.
Non avevo considerato questa eventualit.
Attravers la stanza e si appoggi alla scrivania del padre, le braccia conserte.
Da quella posizione, sarebbe arrivato alla scala prima che io potessi raggiungere il pavimento.
Mi fermai al centro della passerella, giusto sopra il caminetto.
Cosa ci fai lass? Il suo sguardo guizz verso lo stipo. Perch hai fracassato l'armadietto di
mio padre?
Avrei dovuto trovare una scusa. Dire una bugia. Fare la finta tonta. Scoppiare a piangere.
Ma fremevo di rabbia. Hollis Claybourne era un mostro, e suo figlio mi aveva ingannata.
Piantala, Chance! Le mie mani afferrarono la ringhiera. Sei un bugiardo. E adesso ne ho la
prova.
Cos' questa storia? Il suo volto si rabbui. Ho cercato di aiutarti, ragazzina.
Aiutarmi? sbottai. Mentendo? Trattandomi da idiota?
Ti ho detto tutto quello che so. Gli occhi scuri dicevano il contrario.
Jimmy Newman? Sogghignai. Balle! Dov' il tuo scagnozzo, Baravetto? Sta
accompagnando qualcuno a casa?
Senza dire una parola Chance torn sui suoi passi e chiuse la porta.
Ero in trappola.
Lui and verso una poltrona e si sedette, accavallando le gambe. Il suo sguardo si alz di nuovo
su di me.
Cosa pensi di avere scoperto? Il tono vellutato adesso era freddo come l'acciaio.
So che tuo padre  un assassino.
Come osi! Fece uno scatto in avanti, ma riacquist subito la calma. Sei fortunata che sia a
Columbia. Se fosse stato lui a trovarti qui...
Avrebbe ammazzato anche me?
Chance non replic, ma cominci a dondolare nervosamente il piede sollevato da terra, facendo
danzare le stringhe della scarpa da ginnastica.
So di Cole Island continuai. Dell'accordo con la Candela Pharmaceuticals. Tuo padre ha
ucciso una ragazza di nome Katherine Heaton perch l'affare non andasse in fumo.
Non sei in grado di dimostrarlo.  un'assurdit. Indic l'armadietto rotto. E tu hai
commesso un reato. Anzi, pi di uno.
Un'assurdit? Davvero? Sollevai le targhette.
Il piede inizi a ballare a velocit doppia.
E non  tutto. Ero partita in quarta. Ho ritrovato il diario di Katherine Heaton. So che aveva
scoperto una piccola colonia di aquile calve su Cole Island. Ecco il motivo per cui tuo padre l'ha
assassinata.
Le labbra di Chance erano una linea dura, sottile. Rest un attimo in silenzio, poi: Hai ragione.
Complimenti.
Ero sbalordita. Di pi. Stava ammettendo che il padre era colpevole di omicidio e che lui era al
corrente del crimine.
Conosci gi la verit disse. E sei troppo intelligente per farti abbindolare ancora. Quindi non
tiriamola per le lunghe. Lo confesso. Il vecchio bastardo ha fatto fuori quella Heaton.
E tu lo sapevi?
Mi ha chiamato qui nel suo studio due settimane fa. Lanci un'occhiata alla scrivania, come
se dietro immaginasse di vedere il padre. Mi ha raccontato tutta la storia. Le aquile. La vendita. Una
certa ragazza che si era messa in mezzo e che era stato costretto a eliminare. Scosse il capo. Era cos
pratico, indifferente... La morte della Heaton non significava niente per lui. Incredibile.
Ma perch ucciderla? La mia voce si incrin. Aveva solo sedici anni.
A parte Cole Island, non gli era rimasto nulla. Rise mestamente.  una frana come
investitore. Nel 1969 aveva gi dilapidato il patrimonio di famiglia ed era indebitato fino al collo.
Soltanto il nome dei Claybourne teneva lontani i creditori.
Questo non giustifica un omicidio.
Lui ha sostenuto che si  trattato di un incidente. Chance evitava di guardarmi. Ha detto che
non aveva intenzione di ucciderla.
E tu gli hai creduto?
Nemmeno per un secondo.
Perch l'hai coperto, allora?
Katherine Heaton non avrebbe dovuto essere l! Picchi un pugno sul bracciolo della
poltrona. Cole Island era una propriet privata. Se avesse rivelato la presenza delle aquile, avrebbe
mandato a monte la vendita. Mio padre non poteva permetterlo. La posta in gioco era troppo alta.
Poteva trovare un'altra soluzione obiettai. Forse gli uccelli potevano essere trasferiti da
un'altra parte.
Chance scosse la testa. La pubblicit avrebbe obbligato la Candela a fare marcia indietro. Per
mio padre questo avrebbe voluto dire niente denaro e niente lavoro. Il nostro futuro dipendeva
interamente da quella vendita.
Lo guardai dall'alto, disgustata. Perci era tutta una questione di soldi.
Altrimenti pap sarebbe stato costretto a vendere Clay-bourne Manor!
E allora?
Allora? Chance alz lo sguardo, atterrito. Sin dai tempi della Guerra civile, il padrone di
questa casa  stato un Claybourne. Appartiene a noi e a nessun altro. Non avremmo mai potuto
venderla. Sarebbe dato un disonore.
Per la prima volta stavo vedendo il vero Chance. E mi faceva venire la nausea.
Il denaro non  tutto affermai.
Lui fece una risata amara. Hai mai conosciuto mio padre? Non accetterebbe di sentirsi
degradato. Preferirebbe morire piuttosto che condurre una vita da piccolo borghese.
Mi fai schifo! Non riuscivo a credere alle mie orecchie. Approvi quello che ha fatto.
Bada a come parli. Punt un dito verso di me. Io non sono mio padre. Sono diverso da lui.
Stronzate. Hollis ha commesso un omicidio, e tu lo stai aiutando a farla franca.
Chance annu. Queste cose sono successe quando aveva ventiquattro anni. Un giorno dovr
rispondere delle sue azioni. Ma ormai quel che  stato  stato. Non ho nessuna intenzione di giocarmi
l'eredit per fatti accaduti prima che io nascessi.
Allora sei uguale a lui!
Detto da te, mi ferisce.
Vai all'inferno! Mi ribolliva il sangue. Mi hai presa in giro tutto il tempo. Fingendo di
interessarti a me. Dicendomi che ero la ragazza pi graziosa della sala. Per favore! Non te ne  mai
fregato niente di me. Hai manipolato i miei sentimenti per proteggere te stesso.
Lui si strinse nelle spalle. E ha funzionato.
Mi hai mentito.
Ti ho solo dato un nome falso replic con disinvoltura. Avevi l'impronta digitale del mio
autista. Che altro avrei dovuto fare?
Ma perch ce lo avete messo alle costole?
Abbiamo una talpa alla biblioteca pubblica. Ha avvisato mio padre delle vostre ricerche sulla
Heaton. Hollis ha incaricato Baravetto di scoprire cosa sapevate esattamente.
Una talpa nella biblioteca? Quel viscido spione di Limestone!
E naturalmente Hollis non ha condiviso niente di tutto questo con suo figlio. Chance
contrasse i muscoli della mascella. Dio non voglia che abbia pi fiducia in me che nel mio autista.
Per alla fine te l'ha detto osservai. Sei colpevole quanto lui.
Solo quando  stato costretto. Il rapporto di Baravetto lo ha reso nervoso. Probabilmente ha
deciso che ero abbastanza uomo per disseppellire uno scheletro. Altrimenti mi avrebbe tenuto
all'oscuro.
Povero piccolo lo canzonai. Cos addolorato per i problemi di paparino.
Chance mi guard in cagnesco, poi sogghign. La storia del computer rubato me l'ero proprio
bevuta, sai? Non ho capito cosa stavi combinando finch non ho visto il rapporto. Agit un dito.
Molto astuta.
Questo non  uno scherzo! urlai. Hai tentato di uccidermi quella sera a Loggerhead.
Ucciderti? Niente affatto. Ho sparato sopra la tua testa.
Gi, come no.
 la verit. Mio padre mi aveva ordinato di recuperare lo scheletro, nient'altro. Siete capitati
tra i piedi, perci abbiamo dovuto spaventarvi. Il piede nervoso aveva ricominciato a ballare. Non
riuscivo a credere che aveste gi trovato le ossa. Meno male che non abbiamo aspettato un'altra sera. A
proposito, grazie. Il famoso occhiolino di Chance. Ci avete risparmiato una bella fatica.
Vaffanculo! L'unica ragione per cui sono ancora qui  che sei un pessimo tiratore.
Su, non fare la drammatica. Sorrise. Ti sono piaciute le ossa di scimmia?  stata una mia
idea. Hollis mi ha detto dove trovarle. Conosce delle persone al LIRI.
Spie a Loggerhead?
Chi?
Chance ignor la domanda. Le ossa erano dentro una scatola vicino al pontile. Si mise a
ridere. Avrei tanto voluto essere presente quando hai portato l la polizia.
Lo trovi divertente? Hai ucciso il dottor Karsten a sangue freddo.
Il sorriso sarcastico svan dal suo volto. Cosa?
Basta con i giochetti! So che sei un assassino. Ero l.
Non ho ammazzato nessuno. Te l'ho detto: ho mirato sopra le vostre teste. Siete stati fortunati
che c'ero io laggi. Mio padre era furioso perch vi ho permesso di scappare.
Non a Loggerhead. Sto parlando di quando siete entrati nel bunker.
Quale bunker? Chance corrug la fronte. Aspetta, mi stai dicendo che qualcuno  stato
ucciso?
Adesso ero confusa.
Gioved notte. Tu e i tuoi scagnozzi avete sparato al professor Karsten su Morris Island.
Non ho mai messo piede a Morris Island.
Questo non aveva senso.
Non hai seguito Hi e Shelton nel mercato, quella sera?
Il mercato? Chance si alz con un balzo e si port ai piedi della scala.  uno scherzo? Di
cosa stai parlando?
Il suo tono. La sua espressione. Non so perch, ma sembrava realmente all'oscuro della morte
di Karsten.
Gioved notte ci siamo trovati con... un amico a Morris Island. Una persona adulta. Lo
scrutai con attenzione. Sono arrivati degli uomini armati, vestiti esattamente come te a Loggerhead.
Non ero l, te lo giuro. Era davvero scioccato. Cos' accaduto?
Siamo fuggiti. Il nostro amico  rimasto indietro. Le mie dita si strinsero sulla ringhiera.
Quei bastardi l'hanno ammazzato.
Per un lungo momento, Chance rimase a fissare il vuoto. La mano destra era scossa da un
tremito.
Non ne so niente disse seccamente. Niente.
Quando alz la testa, il suo sguardo era duro, risoluto.
Dammi lo zaino ordin.
Eh?
Lo zaino. Indietreggi di qualche passo per vedermi meglio. Hai trovato il diario della
Heaton. Scommetto che ce l'hai qui con te. Lo voglio. E anche il rapporto sull'impronta digitale. E
tutto quello che hai rubato dall'armadietto. Il gioco  finito.
Stupida, stupida, stupida. Perch ho portato il diario con me?
Hollis ha ucciso Katherine scandii. E probabilmente ha ordinato l'assassinio di Karsten.
Qualcuno denuncer la sua scomparsa. La polizia far delle indagini. Alla fine il suo cadavere sar
ritrovato. La verit verr a galla, non importa quello che fai.
Lui scosse la testa. Ti sbagli. Una volta distrutte le prove, compreso lo scheletro, il passato
rester sepolto. Dimenticati di questa faccenda.
Tuo padre sta cercando di togliere di mezzo me e i miei amici!
Ci penser io a fermarlo. La voce di Chance esprimeva una sicurezza che non traspariva dal
suo volto. Ma non sacrificher il buon nome della mia famiglia per un omicidio avvenuto pi di
quarant'anni fa. E non mander mio padre in prigione.
Era inutile. Non mi avrebbe mai aiutata.
I miei occhi cercarono una via di fuga, senza trovarne nessuna. La scala era l'unico modo per
scendere.
Reagisci.
Chiusi gli occhi. Concentrai ogni fibra del mio essere nel tentativo di attivare i miei poteri.
Invano. Non riuscivo a innescare un secondo lampo.
Tory.
Riaprii gli occhi. Chance mi stava fissando.
Lo zaino. Subito! Sorrise in modo sinistro. Non rendiamo la cosa sgradevole.
Pensa solo a sopravvivere.
Scesi la scala. Lui tese una mano. Gli consegnai lo zaino e le targhette. Che altro potevo fare?
Bene. Chance annu. Adesso esci da casa mia e tieni la bocca chiusa. Questo sar il nostro
piccolo segreto.
Ero stata congedata. Lui non si prendeva nemmeno il disturbo di accompagnarmi fuori. Sapeva
di aver vinto.
Andai verso la porta.
Mi voltai.
Lui fece un salutino con la mano.
Io scappai il pi in fretta possibile.
La ragazzina, Tory Brennan, pass di corsa accanto alla Bentley.
Hollis Claybourne per poco non inghiott il sigaro. Fece scrocchiare le dita. Le vene pulsavano
nel naso enorme.
La puttanella era entrata in casa sua!
Il cervello lavor febbrilmente. Doveva rincorrerla? Era ancora vicina. Avrebbe potuto risolvere
il problema di persona.
No. Troppo pericoloso. Non poteva rischiare di catturarla alla luce del giorno.
Se ne occuper chi so io, pens. E non posso restare qui! Ho bisogno di un alibi.
Hollis picchi il pugno sul divisorio che lo separava dall'autista.
Cambio di programma disse. Torniamo al Congresso.
Vuole tornare indietro, signore? chiese l'autista. Ma siamo appena arrivati.
Subito, imbecille!
Hollis si era pentito di aver assunto quello stupido nipote di Baravetto, ma aveva bisogno di
persone fidate. Era in ballo la sua intera carriera.
Mentre la Bentley faceva retromarcia lungo il viale, tir fuori il cellulare dalla giacca e
selezion un numero.
Due squilli, poi: S?.
Quella ragazza, la Brennan abbai Hollis. Lei e i suoi amici vanno sistemati
immediatamente. Io sar a Columbia.
Ud un sospiro. Tronc sul nascere l'eventuale risposta.
E stavolta non tollero errori.
Sta mentendo disse Shelton. Per forza.
Ben assent con un cenno del capo.
Hi si spost a disagio sul sedile.
Eravamo a bordo del Sewee, ormeggiato al pontile di Morris Island. Nessuno di noi aveva la pi
pallida idea di cosa fare.
Un'ora prima ero sgattaiolata fuori da Claybourne Manor, umiliata.
La camminata per le vie della citt mi era sembrata non finire mai.
Gli altri Virals erano parsi sollevati nel vedermi. Gli avevo raccontato del totale fallimento della
mia missione. Nessuno aveva aperto bocca durante la traversata del porto.
Penso che Chance abbia detto la verit azzardai. Io gli credo.
Ma ha ammesso che suo padre ha ucciso Katherine Heaton ribatt Shelton. Poi ha ammesso
di averne trafugato i resti. Ha persino ammesso di averci sparato! Lev in alto le mani. Chi altro vuoi
che abbia ammazzato il dottor K?
Non confesser mai di averlo fatto osserv Ben. Il suo ego non  cos grande.
Ma perch lasciare andare Tory? domand Hi. Se aveva intenzione di farci fuori tutti nel
bunker, perch non eliminare almeno lei adesso che l'aveva presa in trappola?
Per paura di essere beccato rispose Shelton. Immaginava che Tory ci avesse detto della sua
visita a Claybourne Manor. E comunque si era impossessato di tutte le prove. Perch non avrebbe
dovuto lasciarla andare?
Cosa avrei dovuto fare? Prenderlo a calci nel sedere? ribattei, sulla difensiva.  due volte
me!
Ma ero imbarazzata. Come una stupida, avevo consegnato a Chance il diario di Katherine.
Hai provato ad attivare i tuoi poteri? chiese Hi. Hai steso Jason al ballo. Chance non  tanto
pi grosso.
Ci ho provato, ma non ha funzionato. Scossi il capo, frustrata. Ho avuto un lampo poco
prima che lui comparisse all'improvviso.  cos che ho trovato lo studio di Hollis e le targhette. Ma
quando  passato, non sono riuscita a farlo tornare.
Hai fatto la cosa giusta disse Ben. Non avevi scelta.
E adesso? sospir Hi. Chance potrebbe piombarci addosso in qualsiasi momento.
Era sincero, davvero. Ne sono convinta ribadii. Non credo che abbia cercato di ucciderci.
Tory inizi Ben. Tu pensi che lui sia...
Statemi a sentire! Mi sporsi in avanti. Chance ha confessato di aver scambiato le ossa. Suo
padre gli aveva indicato esattamente dove andare. Ma come avrebbe potuto trovare il nostro bunker?
Ci ha seguiti ipotizz Shelton. Come ha fatto Karsten.
Scossi la testa. Io e Ben non avevamo nessuno alle costole quando siamo tornati da
Loggerhead, quella sera. Ne sono certa. E Karsten ha detto di aver pedinato voi due dal pontile. Ha
giurato di non aver visto nessun altro. Qualcosa non quadra.
Hi si gratt il mento. Allora i killer hanno scovato il bunker in un altro modo.
Ma come? insistetti.  praticamente impossibile da localizzare se non sai dov'.
E ora la verit. Ben guard ognuno di noi. Nessuno di voi ha mai parlato a qualcuno del
bunker?
No.
Assolutamente.
Non l'ho detto ad anima viva.
Neppure io afferm Ben. A questo punto, sono confuso.
Dobbiamo capire chi era al corrente dell'ubicazione del bunker dissi. E in che modo l'ha
saputo. Non saremo al sicuro finch non l'avremo scoperto.
Ma non abbiamo pi in mano nessuna prova. Nemmeno lo scheletro di Katherine fece notare
Shelton. Siamo impantanati.
Non possiamo lasciar vincere i Claybourne dichiarai.
No convenne Ben. Non possiamo.
Okay, Tory. Sei tu il comandante. Hi fece il saluto militare. Che facciamo?
Chance mi ha detto che avrebbe distrutto ogni cosa risposi. Il diario, le piastrine di
riconoscimento, i resti di Katherine.
Dunque ha ancora lo scheletro ragion Hi.
Esatto.
So gi come andr a finire brontol Shelton.
Dobbiamo recuperare tutto dissi. Trovare le ossa di Katherine. Vincere.
Ma dove le avr nascoste? domand Ben.
A Claybourne Manor. Dove, se no?
Sta per dire questa notte, vero? Shelton lasci cadere il mento sul petto. Ogni volta che
penso per stasera ho finito, Tory dice che dobbiamo espugnare qualche fortezza.
Coraggio. Esibii un sorriso malizioso. Questa volta agiremo a modo nostro.
Faremo vedere ai Claybourne cosa succede a mettersi contro i Virals.
Maledizione!
Rimisi a posto il mattone e mi allontani di qualche passo dal cancello. La chiave  sparita.
Le due del mattino. Eravamo davanti al muro di cinta di Claybourne Manor, vestiti tutti di nero,
stile ladro acrobata. La luna piena rischiarava il sentiero. Per nostra fortuna le piante di sommacco ci
nascondevano dai tiratardi che passavano sul marciapiede.
Chance non  uno stupido sussurr Hi. Ha immaginato com'eri entrata.
Scavalcheremo dissi.  l'unica possibilit.
Shelton sollev lo sguardo verso le punte di ferro che sormontavano il muro alto tre metri. Sei
fuori di testa?
Corda. Tesi una mano.
Ben estrasse dal suo zaino un rotolo di corda di nylon, la cima dell'ancora di rispetto del Sewee.
La annodai formando un cappio di sessanta centimetri.
Ci penso io. Ben gett il lazo verso una punta direttamente sopra di noi. Manc il bersaglio.
Altri due tentativi. Entrambi falliti.
Posso provare?
Ben mi pass la corda.
Feci roteare il lazo sopra la testa, quindi effettuai il lancio. L'anello di corda vol in aria e
atterr con precisione su una punta. Tirai con forza per stringere il cappio.
Camp di equitazione mormorai. Medaglia d'argento nel tiro con il lazo.
Ragazzi, sveglier il mondo intero se scalo quel muro disse Hi. Dubito di riuscirci.
Tu no replicai. Ben?
Impaziente, Ben afferr la corda con entrambe le mani.
Aspetta! Mi girai verso gli altri. Non ce la faremo senza i nostri poteri. Dobbiamo attivarli.
Come? sussurr Shelton. Non mi basta volerlo. I lampi arrivano solo quando sono molto
spaventato.
La polizia! Hi si gett a terra.
Ci buttammo gi tutti.
Oh, merda! gemette Shelton. Poi nei suoi occhi lampeggi una luce dorata.
Hi si rialz, spazzolandosi via la terra dalla pancia. Mi ringrazierai dopo.
Strinse gli occhi. Quando li riapr, due iridi giallo oro ardevano nell'oscurit.
Stronzo! Shelton gli diede una spinta. Come riesci a farlo cos facilmente?
Penso solo a quanto sia folle tutto questo. E... voil! Mi trasformo in lupo. Hi si strinse nelle
spalle. Non funziona sempre.
Era il mio turno.
Chiusi le palpebre e cercai di far montare la rabbia. Ripensai all'omicidio di Katherine.
All'attacco al bunker. All'esperimento su Cooper.
Niente. Nessun lampo.
Allora pensai a Chance. Le strizzatine d'occhio. I sorrisi. A come mi stringeva a s mentre
ballavamo. A quando mi aveva accarezzato la mano e baciato sulla guancia.
Prendendosi gioco di me.
L'ira divamp come un incendio.
Scintille mi esplosero nel cervello.
La mia vista divenne di colpo pi acuta. Potevo sentire le lumache strisciare nel pacciame, le
onde frangersi sulla diga marittima a diversi isolati di distanza. Il mio naso leggeva l'aria come una
carta stradale.
Avvertii una fiammata color ambra sprigionarsi dalle mie orbite.
Non ci riesco. Ben serr i pugni. Niente da fare!
Ben?
Quando si volt, gli appioppai un ceffone cos forte da farlo cadere di lato.
Alzandosi, mi afferr con entrambe le mani, affondandomi le dita nelle braccia, gli occhi
sfolgoranti di fuoco giallo.
Trattenni il fiato.
Grazie disse, digrignando i denti. Bel lavoro.
Non c' di che. Puoi lasciarmi, adesso.
Lui obbed.
Agguantando la corda, Ben inizi ad arrampicarsi sul muro. Giunto in cima afferr una punta di
ferro con ogni mano, pieg le ginocchia e spicc un balzo. I piedi volarono sopra la sua testa, i polsi
ruotarono, e per un istante rimase in equilibrio in una verticale perfetta, i bicipiti tesi sotto il peso del
corpo. Alla fine si diede slancio con le mani e complet il salto mortale, sparendo alla vista.
Al di l del muro, sentimmo le sue Nike toccare il suolo.
Wow! esclam Shelton.
Ero d'accordo. Gran parte dei campioni olimpici non sarebbe stata capace di fare altrettanto.
Un rumore metallico, poi il cancello si apr. Entrai senza dire una parola, seguita da Hi e
Shelton.
Drizzai le orecchie. Nient'altro che foglie e insetti.
Muovendomi con rapidit guidai i Virals attraverso il giardino. Grazie alla luna piena e alla mia
supervista, il parco sembrava illuminato a giorno.
Sorpresa! La porta da cui ero entrata in precedenza non era chiusa a chiave. Chance non era
stato abbastanza prudente.
Il corridoio di servizio era buio e deserto. Una volta arrivati in fondo, feci capolino dalla
porticina di Alice. Il salone d'ingresso era silenzioso come una tomba.
Caspita bisbigli Hi. Un appartamentino niente male.
Gli occhi di Shelton guizzavano in tutte le direzioni.
Ben era taciturno, vigile.
Percorremmo il salone, salimmo le scale e ci intrufolammo nello studio di Hollis Claybourne.
Iniziai a fiutare nella stanza, ma Hi mi precedette.
Da quella parte. Indic la scrivania.
Incredibile.
C'era tutto. Il rapporto sull'impronta digitale. Il diario di Katherine. Le piastrine di
riconoscimento. La distinta di versamento a Karsten. Le prove erano l in bella mostra. Rifiuti in attesa
di essere gettati via.
Chance era stato pigro. E mi aveva sottovalutata. Peggio per lui: avrebbe pagata cara la sua
presunzione.
Ficcai i documenti nello zaino e mi infilai le targhette in tasca.
Filiamocela sibil Shelton.
Non abbiamo ancora finito dissi. Dobbiamo trovare le ossa di Katherine prima che Chance
le distrugga.
Dove? sussurr Hi. Questo posto  grande come un aeroporto.
Se tu abitassi in un'antica villa signorile, dove nasconderesti uno scheletro? chiesi.
In cantina? azzard Hi.
Esatto. Questa casa  stata costruita prima dell'avvento dell'elettricit e dei frigoriferi. Deve
avere un sacco di locali interrati adibiti a magazzino.
Mi misi lo zaino in spalla. Dobbiamo trovare le cucine. Probabile che l ci sia un accesso per le
cantine.
Ben controll il corridoio. Libero.
Mentre scendevamo la scala, i miei occhi penetravano con facilit le ombre. Le orecchie
captavano dozzine di orologi ticchettanti. Le narici classificavano un vasto assortimento di odori strani.
Ma niente di utile.
Non incontrammo nessuno. La residenza sembrava deserta; pregai che restasse cos.
Al piano terra venni investita da una tempesta di odori di cibo.
Laggi. Scivolammo nella sala da pranzo, poi, dopo un breve corridoio, raggiungemmo una
grande porta bianca, superata la quale ci trovammo in un'enorme cucina.
Le piastrelle grigie delle pareti e del pavimento riflettevano la luce lunare che penetrava da due
bovindi. Moderni elettrodomestici d'acciaio inossidabile erano disposti attorno a un piano di lavoro in
legno, grande abbastanza per tagliare a pezzi un alce.
Psst! Shelton indic una porta in un angolo, a malapena visibile.
Provai ad aprirla.
Il pomello mi gir in mano.
Sgattaiolammo lungo uno stretto corridoio che portava a un cancello di ferro. Attraverso le
sbarre si poteva scorgere un'antica scala di pietra che scompariva nelle tenebre. Dal basso proveniva
odore di muffa.
Le cantine devono essere l sotto dissi.
Aprendosi, il cancello sferragli e cigol. Sgusciammo oltre, lasciandolo socchiuso per timore
che il rumore potesse far scattare un allarme.
Saggiando i gradini con i piedi scendemmo lentamente. Alla cieca. Malgrado la vista
potenziata, avevo bisogno di qualche pixel di luce per vedere.
La scala sembrava interminabile. Quando arrivai in fondo, la mano che avevo fatto scivolare
lungo il muro era fredda come il ghiacco e io stavo tremando.
Buio completo. Inalai con forza tra gli odori di pietra umida, polvere vecchia e ferro
arrugginito, cercando di individuare quello caratteristico della morte. Invano.
Ben mi pass una torcia elettrica. La accesi. Gli altri fecero altrettanto.
Quattro pallide lame di luce danzarono nell'oscurit.
Eravamo all'ingresso di un'enorme grotta di pietra sostenuta da pilastri di cemento. Al centro
c'era una mezza dozzina di sedie dallo schienale alto, disposte attorno a un tavolo rotondo di quercia.
Ai lati, su due credenze erano collocati bicchieri di cristallo e vari apribottiglia. Al di l del tavolo, due
file di grandi botti di legno.
Lentamente sondai il locale con la torcia.
A sinistra e a destra, file e file di scaffali pieni di bottiglie di vino impolverate, divisi da
passaggi simili alle scansie di una biblioteca.
Puntai la torcia verso uno dei corridoi. Il fascio di luce si affievol prima di raggiungere la
parete. Ne controllai un altro. Identico risultato.
Qua dentro potrebbe ubriacarsi il mondo intero osserv Hi. Ci saranno almeno diecimila
bottiglie.
Concentriamoci disse Ben. Dobbiamo scovare i resti di Katherine e tagliare la corda.
Dividiamoci proposi. Le ossa devono essere quaggi. Ben, tu e Hi cercate nei corridoi a
destra. Io e Shelton andremo a sinistra.
Mi si  spenta la torcia. Shelton sembrava gi in preda al panico.
Usa il cellulare gli consigliai. Fa abbastanza luce, se hai la vista potenziata.
Mi diressi a sinistra, fiutando l'aria come un segugio, decisa a captare l'odore delle ossa.
Questa  una pazzia. Shelton era qualche centimetro dietro di me. Sto annusando in giro
nella cantina di Hollis Claybourne in cerca di uno scheletro. Due settimane fa, la mia preoccupazione
pi grande era la squadra del fanta-baseball.
Aveva ragione. Le cose avevano preso una piega folle. Per un attimo mi chiesi se la nostra vita
sarebbe mai tornata normale.
No. Ci eravamo trasformati in modo radicale. Non c'era modo di tornare indietro.
Fai bene attenzione dissi. Procederemo per file alternate. Tu controlli questa e io quella
successiva. Andremo avanti cos finch non saremo in fondo alla cantina.
Va bene ribatt Shelton. Ma non appena torniamo a casa, sporger reclamo per la
distribuzione delle torce.
Controllai un corridoio dopo l'altro, senza risultato.
Mi ero sbagliata?
No. E non intendevo andarmene da Claybourne Manor senza i resti della povera Katherine.
Ragazzi! Quaggi!
Mi affrettai verso il suono della voce di Hi.
Era accanto al tavolo, la torcia puntata su una botte. Ci sono passato vicino due volte prima di
percepire l'odore.
La mia pila illumin un piede di porco appoggiato a un pilastro. Ben lo afferr e se ne serv per
aprire il coperchio.
L'odore di morte mi provoc un conato di vomito.
Dentro la botte giaceva un mucchietto di ossa umane, e in mezzo un cranio con un piccolo foro
sulla fronte.
Lo scheletro di Katherine!
Ero elettrizzata.
Hollis Claybourne era spacciato!
Uno scricchiolio.
I minuscoli peli su collo e braccia si drizzarono.
Mentre giravo la testa verso la scala, tutte le lampadine della cantina si accesero.
Battei le palpebre, ma la repentina esplosione di luce mi costrinse a chiudere gli occhi.
Il mio lampo svan.
Quando riaprii gli occhi, Chance era in fondo alla sala. Indossava una maglietta bianca e un
paio di calzoncini da ginnastica. Aveva i capelli arruffati: evidentemente si era appena svegliato.
Ed era armato.
Bastardi! La pistola, una Sig Sauer 9mm, tremava nella sua mano. Lucente. Letale. Non
potevate proprio lasciar perdere, eh?
Il cuore mi si ferm. Lo sguardo di Chance era quello di un pazzo.
Andate tutti laggi. Agit la pistola in direzione del tavolo. Subito!
Facemmo come ci aveva detto, alzando le mani e cercando di evitare movimenti bruschi.
I cellulari. Lasciateli sul pavimento.
Obbedimmo di nuovo. Lui li gett contro la parete con un calcio.
Lanciai un'occhiata furtiva ai miei compagni. Niente iridi dorate. Eravamo dei bersagli inermi.
Posso ammazzarvi tutti! Nessuno sa che siete qui. Nessuno trover mai i vostri corpi.
Diresse la pistola verso di me.
Non saresti dovuta tornare, Tory. Ti ritenevo abbastanza intelligente da capire che avevi perso.
Mi sbagliavo.
Chance...
Zitta! Sta' zitta! Le sue pupille tremolavano come se fosse fatto di metamfetamine. Aveva il
volto bagnato di sudore. Non commetter due volte lo stesso errore. Dimostrer a mio padre che si
sbaglia su di me.
Mi si avvicin. Aveva le nocche bianche tanto stringeva l'impugnatura della Sig. Eppure la
canna tremava.
Ebbi un tuffo al cuore.
E adesso? Provare a scappare? Cercare di farlo ragionare? Tentare di neutralizzarlo?
Chance respirava dalle narici, facendosi forza, preparandosi a uccidere.
Era finita.
E lui, con mio grande stupore, abbass l'arma.
Ma chi voglio prendere in giro? mormor. Non posso giustiziare quattro persone. Non sono
mio padre.
Nessuno di noi si mosse.
Stavo per parlare quando il cancello cigol di nuovo.
Chance? La voce di Hannah, in cima alla scala. Sei l in cantina?
Hannah! urlai. Vieni gi!
Chance alz la mano tremante. No! Non...
Hannah, ti prego! Abbiamo bisogno d'aiuto!
Dei passi leggeri e frettolosi si avvicinarono.
Chance si volt, la pistola nascosta dietro la schiena.
Cosa sta succedendo qui? Hannah indossava un paio di pantofole pelose a forma di orsetto e
un baby-doll di seta. Nonostante la gravit della situazione, mi domandai se i suoi genitori sapevano
dove passava la notte.
I ragazzi dell'isola si sono introdotti in casa. Chance sudava freddo. Una specie di scherzo.
Non starlo ad ascoltare! gridai. Suo padre  un assassino! Ne abbiamo la prova, e lui stava
per distruggerla.
Guarda! Hi prese dalla botte il cranio di Katherine.
Ha una pistola! strill Shelton.
Una pistola? Hannah guard il fidanzato. Davvero? Cos'hai dietro la schiena?
Chance fulmin Shelton con lo sguardo, ma abbass l'arma sul fianco.
Mio Dio! Hannah sgran gli occhi, spaventata. Chance, tesoro, cosa ti salta in testa? Dammi
subito quell'oggetto orribile!
Ma...
Subito!
Hannah tese una mano curatissima. Per un istante, sembr che lui volesse rifiutarsi. Poi, con un
sospiro, le consegn l'arma.
Respirai per la prima volta dopo un lungo momento. Eravamo salvi.
Hannah sollev la Sig Sauer, con un'espressione indecifrabile. Quindi tir indietro il carrello,
inserendo un colpo in canna. E la punt dritta alla mia testa.
Sei davvero una ragazza stupida, Tory.
Il suo sorriso perfetto era quanto di pi malvagio ci potesse essere.
Vai a prendere due pale, tesoro. Abbiamo dei corpi da seppellire.
Avevo gli occhi sbarrati. Gli altri Virals erano rimasti di sasso, increduli.
Hannah teneva la Sig puntata su di me. Fissai la canna, immaginando la sensazione dei proiettili
che mi laceravano la carne.
Hannah? Chance sembrava confuso. Cosa stai facendo? Metti gi quella pistola.
Non ci penso nemmeno. Il tono dolce e strascicato era diventato freddo come l'acciaio.
Credevi davvero che ti avrei permesso di rovinare tutto?
Di cosa stai parlando? si stup Chance. Stai attenta. Non sai maneggiare una pistola.
La so usare meglio di quanto pensi. Molto meglio, in effetti.
Sei stata tu mormorai. I pezzi del puzzle stavano andando al loro posto. Hai guidato i killer
al nostro bunker. Hai sparato a Karsten!
Non essere ridicola! Hannah ridacchi. Non ho sparato a nessuno.  stato Baravetto ad
ammazzare quello stupido scienziato. Io sono stata a guardare.
Baravetto ha ammazzato qualcuno? Pareva che Chance avesse appena ricevuto un pugno in
faccia. Che ci facevi assieme al mio autista?
Oh, tesoro... Hannah scosse la testa. A volte sei proprio un bambino. Qualcuno doveva pur
sistemare il casino combinato da tuo padre. E tu, mio caro, non hai lo stomaco per questo genere di
cose.
Come ci hai trovati? Ben faticava a trattenere la rabbia. Come hai fatto a localizzare il
bunker?
Gli occhi di Hannah guizzarono verso di me.
E tutto mi fu chiaro.
iFollow dissi. Io e lei facciamo parte del gruppo di Jason. Ci siamo entrate per scambiarci
informazioni sulla ricerca di biologia. Non mi sono mai disconnessa, perci il GPS mi ha seguita
ovunque portassi il cellulare. Anche al bunker.
Brava, ci sei arrivata. Troppo tardi, sfortunatamente per te. Hannah fece un cenno con la
canna della Sig. Lascia lo zaino sul tavolo. Subito!
Mi levai lo zaino di spalla e lo posai.
Indietro ordin lei. Tutti quanti.
Arretrammo di qualche passo. Hannah avanz, agguant lo zaino, poi indietreggi fino ai piedi
della scala.
Seguirti non  stato facile spieg. Non c' campo a Morris Island. Il segnale va e viene. Ma
ci siamo riusciti. Un altro sorriso. E sempre grazie a iFollow sapevo che ti trovavi qui, stanotte.
Chance mosse un passo verso Hannah. Lei punt la pistola nella sua direzione, bloccandolo.
Non capisco. Gli occhi del giovane Claybourne erano fissi sulla canna. Come fai a
conoscere gli affari di mio padre?
Ho origliato. L'ho sentito parlarti di Cole Island e Katherine Heaton. Aggrott le
sopracciglia. E anche dirti quello che andava fatto. Ma tu non gli hai dato retta. Agit un dito in
segno di rimprovero. Qualcuno doveva assicurarsi che tu non rovinassi il nostro futuro.
Avevo la situazione sotto controllo! sbrait Chance.
Hannah mi scocc uno sguardo. Siamo onesti, tesoro... Flirtare con una povera ragazzina?
Pensavi davvero che il tuo fascino bastasse a tirarti fuori da questo casino?
Non ti dovevi immischiare nelle questioni private dei Claybourne! Una vena si stava
gonfiando sulla fronte di Chance.
Ah, s? Quindi te ne saresti occupato tu? Non hai il fegato per fare quello che  necessario. Per
agire come tuo padre tanti anni fa. Gli sventol in faccia la pistola. Sei un debole. Io no.
Non parlarmi in questo modo! La vena sembrava sul punto di scoppiare. Non puoi capire.
Sei un idiota. Io sono molto pi in gamba di te. Chiedi a paparino.
Chance rimase impietrito. Cosa intendi dire?
I due si fissarono a lungo, senza distogliere lo sguardo. Ne approfittai per dare un'occhiata di
soppiatto in giro per la cantina, in cerca di qualcosa di utile. Scorsi il piede di porco accanto alla botte
con le ossa.
Con circospezione mi spostai di qualche centimetro.
Credi forse che potrei dare degli ordini agli uomini di tuo padre senza la sua autorizzazione?
La voce di Hannah era venata di disprezzo. Dio, quanto sei ottuso. Incroci le braccia. Sono andata
da Hollis e gli ho detto che non eri in grado di gestire questa... situazione. Lui era d'accordo.
Come hai osato! sbott Chance. Non ne avevi il diritto!
Non potevamo permettere che la tua debolezza di carattere mettesse a rischio il patrimonio dei
Claybourne. O il mio posto in famiglia.
Gli occhi di Hannah scivolarono su di noi.
Questi ficcanaso hanno visto e sentito cose che non avrebbero dovuto n vedere n sentire.
Fece un mezzo sorriso. Ma non ti preoccupare, Chancey caro. Sbrigher io il lavoro sporco.
La mia mente cercava febbrilmente una soluzione.
Devi temporeggiare!
Baravetto ha ucciso il dottor Karsten dissi. Perch? Potevate lasciarlo andare.
Hannah si strinse nelle spalle. Perch non rispondere? Presto saremmo morti.
Non potevamo consentire che un adulto credibile parlasse con la polizia. E Karsten sapeva
troppe altre cose. Trovarlo assieme a voi nel vostro nascondiglio  stato un vero colpo di fortuna.
Altre cose?
L'esperimento sul parvovirus? azzardai.
Hannah spalanc gli occhi. Chi ve ne ha parlato? Neppure Chance ne  al corrente.
Guarda nello zaino le dissi. Ho trovato le distinte di versamento. La Candela
Pharmaceuticals pagava Karsten perch conducesse delle ricerche illegali. Sappiamo tutto.
Un'altra alzata di spalle. Vero. Hollis lo pagava perch mettesse a punto una cura per la
parvovirosi canina. Il prossimo grande affare della societ farmaceutica. Si gir verso Chance. Tuo
padre  proprio un bastardo senza scrupoli. Se Karsten non fosse riuscito a trovare una cura, voleva che
creasse in laboratorio un nuovo virus.
Che vuoi dire? domandai.
Hollis si sarebbe accontentato di una nuova malattia che soltanto un prodotto della Candela
potesse curare. Voleva un virus che infettasse i cani, per vendere ai proprietari dei nuovi farmaci.
Quell'uomo  un genio degli affari.
Un piano spregevole. Il professor Karsten non avrebbe mai accettato.
Chi lo sa? Hannah liquid l'argomento come se fosse una mosca fastidiosa. Il luminare ha
fallito e ne ha pagato il prezzo. Esattamente come capiter a voi.
Mi rivolsi a Chance. Non permettere che lo faccia.
Non vi aiuter. Gli occhi della ragazza si strinsero. E stai lontana, Tory. Ho visto quanto sei
forte al ballo. Hai spedito Jason al tappeto.
Hannah, dammi la pistola disse Chance con fermezza. Non so come mio padre sia riuscito a
farti il lavaggio del cervello, ma gliela far pagare. Andr alla polizia.
Lavaggio del cervello? ripet lei con voce stridula. Pensi che sia cretina? Che la docile,
graziosa Hannah non possa aver fatto tutto questo da sola?
Gli punt di nuovo la Sig in faccia. Non sono cretina, Chance. Nessuno mi ha indotta a fare
qualcosa con l'inganno. Mi sto semplicemente prendendo quello che  mio.
E sarebbe? Il tono di Chance era glaciale. Tu non sei niente, adesso. Tra noi  finita. Non
metterai mai pi piede in questa casa.
Hannah scoppi a ridere. Sei ancora convinto di poter decidere qualcosa?
Colto alla sprovvista, lui si limit a fissarla.
Mi avvicinai ancora un po' al piede di porco.
Io e tuo padre abbiamo un accordo, tesoro. Conta su di me per risolvere la faccenda, non su di
te. Mi ritiene degna di essere una Claybourne pi di quanto non lo sia tu.
Ti ha dato di volta il cervello disse Chance. Tu non sei una Claybourne.
Ma lo diventer ribatt lei. Tuo padre me l'ha promesso. Sar tua moglie ed entrer a far
parte di questa famiglia, proprio come abbiamo sempre sognato.
Il suo viso si indur.
 una decisione che non spetta pi a te.
Tu sei pazza. La voce di Chance tremava di rabbia. Non ti sposer mai. Non dopo questo.
Non mi importa cos'ha detto mio padre.
E invece sar cos!
Chance indietreggi.
Hannah stava perdendo il controllo. Poteva spararci da un secondo all'altro.
Allungai la mano verso la botte. Le mie dita sfiorarono il piede di porco.
Non preoccuparti, tesoro. L'espressione di Hannah si addolc. Andr tutto bene, te lo
prometto. Una volta tolti di mezzo questi impiccioni, ci lasceremo alle spalle questa brutta storia.
Sfoder il pi seducente dei sorrisi. Sar una mogliettina perfetta, vedrai.
Teneva gli occhi fissi su Chance. Per un attimo, parve dimenticarsi della nostra presenza. Era il
momento di agire.
Attiva i poteri.
Chiusi gli occhi e immaginai me stessa.
Tory Brennan, quattordici anni. Alta. Magra come un chiodo. Pelle lentigginosa. Capelli rossi.
Occhi verde smeraldo.
L'immagine si incresp.
Aggiunsi dei tratti della personalit. Testarda. Intelligente. Spericolata. Leale.
Scavai nei ricordi. Film e popcorn con la mamma. Il primo, imbarazzato incontro con Kit. I libri
di zia Tempe che leggevo in spiaggia.
La Tory di fantasia si solidific nel mio cervello. La riconobbi.
Accantonando questa immagine, cercai l'altro lato della mia psiche. Il mio io pi profondo,
guidato da istinti primordiali presenti nei miei geni.
Braccai il lupo dentro di me.
La testa mi girava.
Apparve il tunnel.
Al suo ingresso c'era una figura in attesa. Coop, che saltava e si dimenava per l'eccitazione.
Fissai l'attenzione sul cane lupo.
Il cucciolo abbai, poi si volt e si mise a correre. Lo seguii nei recessi della mia mente.
Il tempo e lo spazio divennero confusi. Strane impressioni emersero dalle mie cellule grigie.
Lappavo con la lingua l'acqua fresca di un ruscello tra i boschi. Strappavo con i denti la carne da una
carcassa calda e immobile. Lanciavo ululati al cielo illuminato dalla luna.
SNAP.
Una scarica elettrica mi attravers il corpo. Il mondo divenne pi nitido. I miei occhi arsero di
una fiamma dorata.
Mi accesi.
Urlai dentro di me.
Virals! Lampo! Adesso!
I ragazzi sussultarono all'impatto del mio messaggio. Percepivo i loro pensieri: erano deboli
voci che ondeggiavano sulla superficie di un lago.
Trasmisi di nuovo il messaggio con tutta la forza della mia volont.
LAMPO! SUBITO!
Ben si afferr la testa. Shelton cadde su un ginocchio. Hi ansim.
Tutti e tre mi guardarono.
Gli occhi scintillanti.
Non chiedetemi come, ma li avevo costretti ad accendersi.
Ora eravamo una forza. Potevamo contrattaccare.
Il viso di Hannah si gir nella nostra direzione, seguito dalla pistola.
Inspir.
Cos'hanno i vostri occhi? Il suo sguardo saettava dall'uno dall'altro. Ehi, cosa state
facendo?
Distraetela!
Hi si fiond verso la fila di scaffali pi vicina. Scomparve.
Fermo!
Hannah si lanci in avanti ed esplose tre colpi verso il passaggio.
Crac! Crac! Crac!
Il vetro and in frantumi attorno a Hi. L'odore di polvere da sparo pervase l'aria.
Hi cadde e rimase immobile a terra. Una macchia rossa si allarg sotto il suo ventre.
Chance era paralizzato.
Hi! grid Shelton.
Agguantai il piede di porco. Mi sembrava leggero come una piuma. Lo feci ruotare e lo scagliai
verso Hannah.
Cacciando un urlo, lei si gett di lato per schivarlo. La barra di ferro urt con fragore lo scaffale
alle sue spalle, mandando in mille pezzi le bottiglie. L'odore di vino si un a quello di zolfo e fumo.
Ben part alla carica e atterr Chance con una spallata. Raggiunse la scala e picchi un pugno
sugli interruttori della luce.
La cantina piomb nell'oscurit.
Alzandosi su un ginocchio, Hannah fece fuoco due volte.
Crac! Crac!
Le scintille volarono mentre i proiettili rimbalzavano sulla pietra.
Sparpagliatevi!
Mi catapultai a sinistra, verso il fondo della cantina.
Crac! Crac!
Le pallottole mi sibilarono accanto mentre Hannah sparava alla cieca alle mie spalle.
Mi infilai in una scansia, poi mi bloccai.
Rifletti!  un vicolo cieco.
All'improvviso udii colpi e poi gemiti. Shelton? Ben? Feci dietrofront, decisa ad aiutare
chiunque si trovasse nei guai.
Voci strozzate risuonavano nel buio.
Dammi la pistola! ansim Chance. Non ti lascer commettere un delitto!
No! replic Hannah, ansando. Mollala!
Qualcosa urt con forza il muro. Avanzai, i supersensi in stato di massima all'erta.
Crac!
Hannah lanci un grido.
Virals, tornate al tavolo! Chance ha bisogno di aiuto!
Strisciai fino alla doppia fila di botti. Le luci si riaccesero. Mi fermai, pronta a cercare un
riparo. Ma soltanto le lampadine sopra il tavolo erano illuminate. Il resto della cantina restava avvolto
nell'ombra.
Sentii singhiozzare.
Sbirciai sopra una delle botti. C'era una credenza tra me e il tavolo. Sei metri pi in l, la scala
era appena visibile nell'oscurit.
Chance era sdraiato in modo scomposto sul primo gradino, una chiazza scura sulla maglietta.
China su di lui, Hannah piangeva istericamente.
Impugnava sempre la Sig Sauer.
Lui si tocc il fianco, poi si guard le dita insanguinate. Gli occhi rotearono all'indietro, la
mano ricadde floscia e Chance giacque immobile.
No! gemette Hannah.
Ero allibita. Chance era ferito, forse morto. E lei stringeva ancora la pistola.
Virals! Mi serve un diversivo!
Pass un secondo. Poi Ben balz fuori dal passaggio alla mia destra e attravers come un razzo
lo spazio aperto.
Hannah sollev la testa. Il suo volto era pallido, i capelli scarmigliati.
Sei stato tu a fare questo! strill, spianando l'arma con entrambe le mani.
Crac! Crac! Crac!
Ben si tuff tra gli scaffali, sul lato opposto. Hannah lo insegu vacillando.
In quel mentre Shelton comparve alle sue spalle.
Quaggi, puttana! grid, scagliando una bottiglia verso la sua testa.
Lei cadde in ginocchio e il missile le vol sopra, frantumandosi rumorosamente. Shelton saett
ululando attraverso la stanza, scomparendo tra gli scaffali dall'altra parte.
Hannah si rialz in piedi, esplose altri due colpi.
Crac! Crac!
Entrambi mancarono il bersaglio. Il vino scorreva sul pavimento di pietra.
Stupidi marmocchi! grid, frustrata. Vi ammazzer tutti quanti! Fece due passi in direzione
di Shelton.
Un'ombra enorme gli oscur il viso.
I suoi occhi guizzarono verso l'alto.
Troppo tardi.
Hi si lanci dalla cima dello scaffale pi vicino come un tozzo dirigibile.
Lei si tir frettolosamente indietro, gli occhi grandi come frisbee.
La colp sulla spalla, ma lo slancio lo fece finire contro il muro.
La pistola scivol sul pavimento.
Hi scroll la testa, stordito.
Hannah fu la pi lesta a recuperare la Sig Sauer, si raddrizz davanti a Hi, dando la schiena al
tavolo. E a me.
Il mio amico non poteva scappare da nessuna parte.
Lei alz l'arma.
Io scavalcai con un volteggio la botte, atterrai sulla credenza e da l saltai sul tavolo. Mi curvai
per frugare nel fusto aperto. Le mie dita si strinsero su un femore di Katherine Heaton.
Hannah si gir verso di me. Era a poco pi di tre metri di distanza.
Il tempo rallent.
Due passi, poi mi lanciai dal bordo del tavolo.
Hannah spar due volte.
Crac! Crac!
Mi contorsi a mezz'aria.
Le pallottole mi passarono a pochi centimetri dalla testa.
Non appena ebbi toccato terra, rotolai e saltai in piedi davanti a lei.
Sbigottita, punt la pistola verso il mio viso.
Premette il grilletto.
Clic.
Scarica.
Con un movimento fulmineo della mano mollai un ceffone alla Sig, mentre con l'altra
abbattevo la testa del femore sulla tempia di Hannah.
I suoi occhi si spensero.
Sferrai un'altra botta, questa volta brandendo l'osso di Katherine come se fosse una mazza da
baseball. Hannah si accasci priva di sensi.
Lasciai andare a terra la mia macabra arma e caddi in ginocchio. Avevo il respiro affannoso e le
guance rigate di lacrime. Non riuscivo a capacitarmi di quello che avevo appena fatto.
SNIP.
Il lampo si affievol e si spense. Ero troppo esausta per preoccuparmene.
Niente male, Tor. Hi si appoggi alla parete; anche il fuoco nei suoi occhi era svanito.
Quelle erano mosse da Matrix. Ma un vero eroe avrebbe schivato tre pallottole.
Shelton e Ben sbucarono dagli scaffali. I loro occhi erano tornati normali.
Bel lavoro. Ben raccolse il femore. Giustizia poetica, direi.
Hiram! Shelton gli corse al fianco. Non stai sanguinando? Credevo ti avesse colpito!
 vino rosso. Quando l'ho visto scorrere da tutte le parti, mi sono finto morto. Fece una
smorfia mentre Shelton gli dava un colpetto sulla pancia. Ma non mi lancer pi da uno scaffale. 
stato piuttosto stupido.
Certo, Superman! Shelton gli diede una pacca sulla spalla. Per sei stato fantastico, sai?
Hi ridacchi. Nessuno pu battere il Blob volante!
Gettai uno sguardo a Chance. Aveva tramato contro di noi, ma alla fine aveva cercato di
salvarci. Come Karsten.
Ben gli appoggi due dita sulla gola. C' battito.
Chiamo un medico! Corsi verso il mucchio di cellulari e recuperai il mio.
Non c' campo! Mi diressi verso la scala. Shelton, tu e Hi occupatevi di Chance. Ben, lega
Hannah e metti al sicuro le prove. Io chiamo un'ambulanza.
E la polizia aggiunse Shelton.
E la polizia convenni.
Mi precipitai su per i gradini e lungo il corridoio.
Non appena entrai in cucina, un braccio si strinse attorno al mio collo e una mano mi tir
indietro la testa. Una pistola contro la gola mi costrinse ad alzare il mento.
Vai da qualche parte? Il sussurro stridulo era vicino al mio orecchio. A quanto pare devo
pensarci io a fare pulizia.
Baravetto mi trascin in un angolo, lontano dalla finestra.
Mai mandare un ragazzo a fare il lavoro di un uomo.
La canna dell'arma si spost sul lato del cranio.
SNAP.
Gli appioppai una gomitata nelle costole.
L'aria esplose dalla bocca di Baravetto. Il braccio allent leggermente la presa.
Piegando una gamba gli sferrai un calcio all'indietro, nelle parti basse.
Lui cacci un urlo e cadde in ginocchio.
Afferrai un mattarello dalla parete.
Smack!
Baravetto stramazz a terra. Gli mollai una seconda randellata, tanto per essere sicura.
SNIP.
Cominci a girarmi la testa. Le stelle danzavano dietro le palpebre.
Uscii fuori barcollando, sperando che ci fosse campo.
Biiip!
Composi il 911. L'operatore mi chiese se si trattasse di una chiamata d'emergenza.
Un'ambulanza ansimai. Dei terroristi stanno attaccando Claybourne Manor!
Poi crollai priva di sensi sull'erba.
Tory! Hi mi scuoteva la spalla. Stai bene?
Battei ripetutamente le palpebre.
Cheee? fu tutto quello che riuscii a dire.
Ero distesa sotto una gigantesca magnolia, a una dozzina di metri dalla porta della cucina. Tutte
le finestre della villa erano illuminate. Luci rosse e blu lampeggiavano da qualche parte oltre il muro di
cinta.
Ti stavamo cercando! La faccia di Hi era bianca come la pancia di una rana. Tieni duro.
Vado ad avvertire gli altri che stai bene e torno con un medico.
Aspetta. Mi tirai su a sedere, sforzandomi di riordinare le idee. Prima dimmi cos'
successo.
I poliziotti sono qui. Hi mi aiut ad alzarmi in piedi. Abbiamo trovato Baravetto in cucina e
ci siamo spaventati. Non sapevamo dov'eri.
Sono svenuta. Tutto mi stava tornando in mente. Oddio, Chance! Come sta?
Sta... bene. Hi aggrott le sopracciglia. Voglio dire,  vivo.
Ma?
Il proiettile l'ha colpito di striscio. Si riprender in fretta.
La sua voce si affievol.
Ma? lo incalzai.
Ma non risponde a nessuno. Si limita a fissare il vuoto. Penso che questa storia l'abbia
scombussolato mica male.
Per non parlare di quello che Hannah ha detto, pensai. E fatto.
Quanto sono stata qui fuori priva di sensi?
Forse trenta minuti rispose Hi. Gli agenti hanno fatto irruzione non molto tempo dopo che
eri salita di sopra. Pensavano che l'edificio fosse sotto attacco o qualcosa del genere. Ci hanno tenuti in
manette fino a pochi minuti fa.
Hanno arrestato Hannah? E Baravetto?
Hi annu. Quando i paramedici l'hanno rianimata, ha cominciato a dare i numeri, a imprecare
contro tutti. Sorrise. Specialmente contro di te.
Sconvolgente.
Ha perso completamente la testa prosegu lui. In pratica, ha ammesso ogni cosa. Ecco
perch ci hanno lasciato andare.
Benissimo. Che parlasse pure, cos sarebbe finita al fresco.
Baravetto era incosciente quando l'hanno trovato. Cosa cavolo gli hai fatto?
Gli ho dato un calcio nelle palle, poi l'ho colpito in testa con un mattarello. Due volte.
L'hai conciato per le feste. Del resto, se lo meritava. Per tua informazione, Hannah ha
dichiarato che  stato lui a uccidere Karsten. Ha persino rivelato ai piedipiatti dove si trova il
cadavere.
Mio Dio... cosa pensava?
Fidati, non pensava.  isterica. Strilla, piange, confesserebbe qualsiasi cosa pur di salvarsi il
culo. Fischi. Credo si pentir di aver avuto la lingua tanto lunga.
Se i poliziotti recuperano il cadavere di Karsten, ci saranno abbastanza prove per condannare
lei e i suoi complici.
Hanno trovato la pistola di Baravetto. Probabilmente  l'arma del delitto.
Perfetto. Auguro a tutti e due un lungo soggiorno in una comoda cella.
Anche Hollis forse avr questo onore osserv Hi. Quando Hannah si sar calmata, il suo
avvocato cercher senza dubbio di patteggiare. Sai com'... le autorit vogliono il pesce pi grosso.
Hai consegnato le prove?
Tutte. La foto con le aquile, l'atto di vendita dell'isola, il rapporto sull'impronta digitale, lo
scheletro e il diario di Katherine. Ma non siamo riusciti a trovare le piastrine di riconoscimento.
Battei la mano sulla tasca. Sono qui dentro.
Abbiamo raccontato a un certo detective Borken l'intera storia.
Cosa? Mi raddrizzai di scatto.
Non ti preoccupare mi rassicur Hi. Non abbiamo fatto menzione dell'esperimento di
Karsten o di quello che ci  accaduto.
Panico improvviso.
Avete dato alla polizia anche la distinta di versamento?
No, no. Non vogliamo certo che qualcuno ficchi il naso nella ricerca segreta condotta da
Karsten, giusto?
Mi rilassai. Avete fatto bene.
Ripensai all'affermazione di Hannah secondo cui Hollis aveva assoldato il professore affinch
realizzasse un nuovo virus contagioso per i cani. Non riuscivo a crederci.
Hi mi lesse nel pensiero. Karsten stava usando i soldi di Claybourne per mettere a punto una
cura per la parvovirosi canina. Non avrebbe mai creato una nuova malattia. Ne sono certo.
Annuii, sperando che avesse ragione.
Quindi, per quanto riguarda i nostri poteri... L'intrusione nel laboratorio, il virus di Coop, la
malattia, i lampi... Avete tenuto segreto tutto questo, vero?
Il mio amico sorrise. Naturalmente. Nessuno sa dei Virals, o di cosa sono in grado di fare.
Deve rimanere un segreto.
Neppure Chance e Hannah?
Non credo sospettino qualcosa risposi. Tutto  successo troppo in fretta in quella cantina. E
se ci accusano di avere dei poteri magici, li prenderanno per matti.
Lo spero. Non mi piace l'idea di essere sezionato come un topo da laboratorio. Se la gente
venisse a sapere quello che possiamo fare...
Non lo diremo mai a nessuno. Neppure ai nostri genitori.
D'accordo. Hi lanci un'occhiata alla villa. Sei pronta ad affrontare le conseguenze delle
nostre azioni?
Cio?
Hi sbuff. Dimenticavo che eri svenuta. Sono arrivati i nostri genitori. Sono al cancello
principale.
Il mio gemito fu molto eloquente.
Tory! Kit arriv di corsa lungo il viale d'accesso. Stai bene? Venni stritolata da un
abbraccio inatteso.
 tutto a posto risposi. Ma ho alcune cose da spiegarti.
Shelton e Ben erano l vicino, intenti a parlare con i loro genitori. Ben rote gli occhi sopra la
spalla del padre. Shelton mi salut con la mano, sorridendo da un orecchio all'altro. Erano sani e salvi,
e impegnati a giustificarsi.
Perch vi siete introdotti nella residenza dei Claybourne? volle sapere Kit. Chi  quell'uomo
in manette? Che diavolo sta succedendo?
Ti racconter tutto, Kit, te lo prometto. Feci un respiro profondo. Ma per prima cosa devi
sapere che il dottor Karsten  stato assassinato.
Il dottor Marcus Karsten? Assassinato? Mio padre sembrava scioccato. Aspetta, come fai a
saperlo?
Dicevamo la verit. Abbiamo trovato i resti di Katherine Heaton. Indicai Baravetto, chiuso in
un'auto della polizia. Quell'uomo e Chance Claybourne hanno rubato lo scheletro dalla fossa che
abbiamo scavato su Loggerhead.
Perch?
Perch Hollis Claybourne aveva ucciso quella povera ragazza nel 1969.
Kit mi fissava attonito.
Io andai avanti.
Karsten ci ha seguiti su Morris Island alcune notti fa, per discutere dell'intrusione nel
laboratorio. Era convinto che fossimo stati noi.
Kit si accigli.
E ci ha salvato la vita mi affrettai ad aggiungere. Il tizio nella macchina della polizia ha
cercato di ucciderci, di seppellire per sempre la verit sulla scomparsa di Katherine. Il professore 
morto per consentirci di scappare.
Chi  la ragazza che hanno arrestato? domand Kit.
La fidanzata di Chance, Hannah Wythe risposi. Ha organizzato l'attacco che ha portato
all'uccisione di Karsten. Ha tentato di farci fuori, stanotte, e ha accidentalmente ferito Chance. Sta
bene, mi hanno detto.
Kit rimase in silenzio per un lungo momento. Alla fine disse: Non capisco.
Emisi un grugnito. Ti racconter ogni cosa, lo prometto, ma non ora. Mi hanno dato la caccia,
mi hanno sparato, ho dovuto mettere fuori combattimento due persone... Sono sfinita.
Okay. Vedevo centinaia di domande nei suoi occhi, ma si trattenne. Il detective ha detto che
posso riportarti a casa. Pi tardi in mattinata dovremo passare in centrale per rilasciare una deposizione.
Voi ragazzi avete scatenato un putiferio.
Aveva ragione.
Parcheggiate in strada c'erano quattro ambulanze e una dozzina di auto della polizia. Per non
parlare di un'autopompa dei vigili del fuoco. Diversi furgoni dei media erano gi arrivati sul posto.
Uno scandalo per Claybourne Manor.
Camminando lungo il viale, scorsi una figura familiare seduta su una lettiga. Chance aveva lo
sguardo fisso nel vuoto.
Kit, aspetta un secondo.
Mi avvicinai a Chance.
Ehi dissi gentilmente. Sono io, Tory.
Lui non mosse un muscolo, non batt ciglio.
Sei un vero bastardo. Per hai cercato di salvarmi la vita. Per quello che vale, ti ringrazio.
I suoi occhi restarono vacui, il suo volto inespressivo.
Scuotendo il capo, raggiunsi mio padre nel viale.
I grilli intonavano il loro coro nella calda notte di Charleston. In alto, una colomba tubava
sommessamente.
Sbadigliai.
Era ora di tornare a casa.
Epilogo
Il sole ardeva al culmine del suo arco mentre Ben ancorava il Sewee davanti a Turtle Beach.
Scavalcai il bordo dell'imbarcazione, impaziente di bagnarmi. Una brezza leggera mi scompigliava i
capelli. L'odore del sale e della sabbia si mescolava a quello del mirto e dei palmetti.
Eravamo tornati su Loggerhead Island.
Ero rimasta confinata in casa per due settimane, ed era magnifico trovarsi di nuovo all'aria
aperta. Confessare una mezza dozzina di reati era bastato a Kit per decretare la punizione. E non gli
avevo ancora raccontato tutto.
I servizi dei media erano stati divertenti. Hollis Claybourne era stato arrestato sui gradini della
sede del Congresso dello Stato, accusato degli omicidi di Katherine Heaton e Marcus Karsten, oltre che
di svariati altri reati.
Anche Hannah e Baravetto erano stati incriminati per l'assassinio di Karsten. Su di loro
pendevano pure quattro capi d'imputazione per tentato omicidio. E il nipote di Baravetto, l'altro
tirapiedi di Claybourne, era finito in manette. Girava voce che Hannah avrebbe testimoniato contro i
suoi complici.
Il cadavere di Karsten non era stato rinvenuto. Secondo Hannah, l'avevano gettato in mare. La
sua auto era stata ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto di Charleston. Uno dei tre doveva averla
portata l da Morris Island la notte della sua morte.
Chance era stato accusato di profanazione di resti umani e intralcio alla giustizia, ma aveva
evitato imputazioni pi gravi. Il ragazzo era ancora in stato catatonico. Nessuno sapeva se avrebbe mai
lasciato l'ospedale psichiatrico.
Sguazzando verso la riva, ammirai il panorama. Ho avuto gi modo di dirlo: Turtle Beach  il
posto pi bello del mondo.
Avevamo gi fatto una tappa, quel giorno. All'inizio della settimana, l'esame del DNA aveva
confermato che lo scheletro era quello di Katherine Heaton. Quel mattino i suoi resti erano stati
seppelliti all'Holy Cross Cemetery.
Alla funzione erano presenti poche persone. Un vecchio prete, il detective Borken, Sylvia
Briggerman, accompagnata da un'infermiera, Abby Quimby. E naturalmente i Virals.
Avevo infilato le piastrine di riconoscimento di Francis Heaton in una catenella nuova e le
avevo deposte nella bara.
Riposa in pace, Katherine.
Tory! url Hi dal motoscafo. Dacci una mano con questo botolo!
Stava cercando di convincere Cooper a saltare in acqua. Il cucciolo di venti e passa chili non era
affatto ansioso di fare il bagno. Ridendo, tornai verso il Sewee. Coop guaiva, ma si lasci sollevare. Mi
lecc persino la faccia. Coraggio, amico mio.
Lo trasportai per alcuni metri e lo depositai nell'acqua. Uggiolando, corse verso la spiaggia e si
scroll. Poi, con il naso alzato e le orecchie piatte, scomparve nella boscaglia.
Quando fummo tutti a riva, ci guardammo attorno. Non c'era traccia del lupacchiotto.
Mi sa che se n' andato. Shelton sembrava deluso. Quel piccolo ingrato non si  neppure
voltato indietro.
Una cacofonia di latrati eruppe tra i cespugli. Quattro animali sbucarono fuori, rotolando e
saltando in una gigantesca danza. Una lupa. Un pastore tedesco. Due cani lupo. Quattro code che
sventolavano come bandiere di segnalazione.
D'un tratto, Whisper fiss lo sguardo su di noi. Con il pelo dritto, ringhi e si piant davanti al
suo cucciolo.
Ben indietreggi tra le onde. Ehi, questo non mi pare un benvenuto.
E cos  questo il nostro destino. Hi, sempre drammatico. Sbranati da mamma lupo. Bel
piano, Tory.
Mentre ce ne stavamo l immobili, Coop morsic per gioco il fianco della madre. Whisper
abbass gli occhi. Coop abbai, quindi le scivol accanto e mi si avvicin con passo felpato.
Whisper tese i muscoli. Non interfer.
Mi appoggiai su un ginocchio. Coop mi piazz le zampe anteriori sulle spalle e mi lecc la
guancia. Io strofinai la faccia sulla sua testa.
Whisper si accucci. Inclin la testa. Drizz le orecchie.
Sospirai sollevata. Coop si era fatto garante per i suoi amici bipedi. La madre sembrava scettica,
ma accondiscese.
Sorrisi, felice e triste al tempo stesso.  ora che tu ti riunisca alla tua famiglia, piccolo mio.
Coop abbai, gir in cerchio, poi torn di corsa dal branco. I canidi scomparvero nel
sottobosco.
Indugiammo un altro po', sperando di vederlo ricomparire. Non fummo fortunati. Ma ero restia
ad andarmene.
Sta meglio qui mi consol Ben. Ha un sacco di spazio, nessuno gli d fastidio... Sar
felice.
Annuii, malinconica. Forse Coop si sarebbe dimenticato di me.
Pronta? chiese Hi. Sono in punizione. Ho dovuto supplicare per ottenere un'esenzione
speciale e fare questa gita.
Pronta. Non lo ero affatto.
Un fruscio di foglie. Coop sbuc fuori dalla vegetazione, seguito da presso dal resto della
famiglia. Senza esitare trotterell verso di me e si sedette ai miei piedi.
Bau! Bau!
Okay, amico. Lo accarezzai.  la mamma a occuparsi di te, adesso. Lo spinsi dolcemente
verso il branco.
Il cucciolo corse via e inizi a sguazzare verso il motoscafo. Mi precipitai a recuperarlo.
Cooper! Gli passai un braccio attorno al collo e mi inginocchiai nell'acqua. Che stai facendo,
piccolo? Non vuoi andare con la tua famiglia?
Mi lecc la faccia, poi si liber del mio abbraccio e riprese ad avanzare verso l'imbarcazione.
Cosa gli  preso? domand Hi. Vuole nuotare fino in Inghilterra?
Gettai uno sguardo a riva. La famiglia del cucciolo aspettava ai margini della boscaglia. Mentre
la osservavo, Whisper lanci dei latrati acuti. Guardai dietro di me. Coop stava ancora sguazzando
verso il motoscafo. Presi una decisione. Kit avrebbe dovuto farsene una ragione.
Aiutatelo a salire sulla barca dissi. Ha fatto la sua scelta. Fa pare del nostro branco, adesso.
Ben e Hi sollevarono il cucciolo fradicio oltre il parapetto. Si scroll, spruzzando tutti di acqua
salata.
Saltai a bordo e strinsi a me il suo corpo bagnato. A riva, Whisper e gli altri si dileguarono nella
foresta.
 questo che siamo? Shelton sorrise. Un branco?
Certo rispose Hi. Un branco con i superpoteri. E un oscuro segreto.
Tory pu darmi ordini dentro la testa osserv Ben. Se questo non ci rende uniti, non so cosa
potrebbe farlo.
Siamo un branco. Arruffai il pelo di Coop. Siamo legati dal nostro DNA modificato.
Siamo i Virals. Hi tese la mano. Una famiglia.
Virals. La mano di Shelton copr quella di Hi.
Virals La mano di Ben si un alle altre.
Virals. La mia si pos in cima.
Sorrisi, poi urlai nel vento.
E Dio aiuti chiunque osi mettersi contro i Virals!
Gli altri ulularono in segno di approvazione.
Anche Coop.
...
FINE.