SANDRA PETRIGNANI.
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Marguerite.
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2014 Neri Pozza Editore, Vicenza.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Questo libro racconta la vita di Marguerite Duras, dallinfanzia, quando  per tutti Nen, agli anni centrali in cui gli amici pi intimi, come Jeanne Moreau, Godard, Depardieu, Lacan, la chiamano Margot, fino al delirio megalomane e alcolico della vecchiaia in cui la scrittrice parla di s in terza persona autocitandosi con il solo cognome: Duras. 
 la storia di una vita irripetibile che si  intrecciata al colonialismo, alla Resistenza, al Partito comunista francese  con ladesione prima, la ribellione e lespulsione poi  al 68, al femminismo, allcole du Regard, alla Nouvelle Vague. La storia di una donna dai moltissimi aggrovigliati amori e di una scrittrice e cineasta che, dopo la vittoria al Goncourt e il successo planetario del romanzo ispirato al suo primo amore  Lamante  ha conquistato, suo malgrado, una sterminata folla di lettori, a volte fanatici fino al culto. La storia, infine, dei trionfi e delle sconfitte di questa donna, del suo impressionante corpo a corpo con la letteratura, della sua autenticit e delle sue mistificazioni, del doloroso attraversamento dellalcolismo, dei deliri dovuti alla disintossicazione, della sua capacit dinnamorarsi e di giocare coi sentimenti e con le parole fino allultimo soffio di vita. Per scoprire, infine, che nessun riconoscimento, nessuna turbinosa passione potevano guarirla dal male di vivere, dalle lontane eppure sempre attive ferite infantili e dalla lucidit con cui, in vecchiaia, avrebbe compreso che nessun amore vale lamore o che scrivere non insegna altro che a scrivere. 
In una linea narrativa fra le pi interessanti dello scenario contemporaneo, quella che trae dal racconto di vite vere materia di autentica letteratura, Sandra Petrignani offre un libro in cui la biografia, il reportage, la descrizione di un personaggio reale commovente e irritante, romantico e spregiudicato, illuminano un destino unico e, insieme, unepoca straordinaria della cultura mondiale. 
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L'Autrice.
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Sandra Petrignani  autrice di due opere di grandissimo successo: La scrittrice abita qui (Neri Pozza 2003) e Addio a Roma (Neri Pozza 2012).  nata a Piacenza nel 1952 e vive a Roma e nella campagna umbra. Tra le sue opere Care presenze (Neri Pozza 2004), Ultima India (Neri Pozza 2006), Navigazioni di Circe (premio Morante opera prima), il Catalogo dei giocattoli (BEAT 2014), Vecchi, Le signore della scrittura, Dolorose considerazioni del cuore, E in mezzo il fiume. A piedi nei due centri di Roma. 
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Marguerite  un romanzo. Bench i personaggi qui ritratti abbiano una corrispondenza con la vita e con lambiente di Marguerite Duras, le caratterizzazioni, i dialoghi, alcuni eventi sono frutto della fantasia dellautrice. Pertanto Marguerite va letto unicamente come romanzo e non come biografia. Anche le citazioni fra virgolette, prese dai libri di Duras o da interviste, sono state quasi sempre  sia pure leggermente  modificate per essere adattate al contesto. E viceversa qualche citazione testuale non viene quasi mai segnalata. Agli appassionati della scrittrice il piacere di riconoscerle.
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Nota. I titoli dei libri e dei film citati sono stati lasciati in francese quando non  stata reperita unedizione italiana.
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Indice.
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Nen.
Margot.
Duras.
La storia di questo libro.
Cronologia per non perdersi.
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Fine indice.
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A tre B: Cate, Cesare, Sara
A Yves D
A Olga Forges Davanzati,
che mi ha regalato Vercors;
che aspettava questo libro
e lavrebbe amato
A Paolo, sempre.
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Quando ammiri uno scrittore, tincuriosisci. Cerchi di carpire il suo segreto. Gli indizi per risolvere lenigma che rappresenta.
Philip Roth, Lo scrittore fantasma.
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Penso che sia sempre molto difficile non farsi i fatti degli altri.
Quanto ti sbagli! disse Jacques. Io trovo che bisogna sempre farsi i fatti degli altri.
Marguerite Duras, I cavallini di Tarquinia.
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Nen.
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Sono cresciuta nellacqua. Mi piace lacqua. Il Mekong a Vinh Long. Il lago di Hanoi. Il mare a Kampot. Ma non so nuotare. Ho paura dellacqua. Sogno di essere uccisa dallacqua. Unonda gigantesca che mi travolge e io non so pi da che parte  la superficie per risalire. Un sogno cos realistico e angosciante. Sta raccontando questo a Grard, quando arriva il telegramma, e della Festa delle Acque a Phnom Penh. Le  tornata in mente allimprovviso. Aveva sei anni. Il padre era stato trasferito da Hanoi in Cambogia per punizione. Aveva trascurato il lavoro, lui cos serio, cos apprezzato. Ma cera tanta invidia intorno a loro. Henri Donnadieu e sua moglie Marie, la sua seconda moglie, avevano raggiunto un posto di spicco nella societ coloniale.
Lui era il direttore della scuola di Hanoi dove insegnava anche Marie, capisci? Un bel privilegio racconta Marguerite. Chiss perch proprio quel giorno si  messa a rivangare cose lontane. Non che Grard sia particolarmente interessato. Parla come a se stessa quel giorno. Il giorno del telegramma.
Marie non era per niente mondana, una donna incapace di stringere amicizie che contano. Si circondava di disgraziati, si trovava bene con gli indigeni di qualsiasi condizione, raccoglieva mendicanti. Cerano state quelle fughe in montagna, oltre il confine, in Cina, per respirare, per evadere dal clima asfissiante estivo che faceva ammalare, quel clima insopportabile del Tonchino, dellAnnam, della Cocincina: lIndocina francese. Henri si era assentato senza permesso per accompagnare moglie e figli sui monti di Yunnanfu, ci volevano tre giorni per salire l in alto. Ed era cominciata la loro rovina. Colpa di Marie. Ecco, era andata cos. Era andata male.
Lei il caldo non lo pativa, lei Marguerite, lei Nen, come la chiamavano da piccola, come hanno continuato a chiamarla i fratelli fino ai tempi delluniversit e oltre, e poi gli innamorati della giovinezza. Nen la chiamava Marie, e la fedele D continuava ancora a chiamarla cos.
Io il caldo non lo pativo, ero piccola, avevo sei anni. Non lho mai patito. Ma i miei genitori s. Loro se ne ammalarono, erano gi malati. Be, questo lo sai.
E Phnom Penh era una citt bellissima. E il loro appartamento dentro le mura della reggia era bellissimo, circondato da una foresta che spaventava Marie. Spaventava la madre, non la figlia. Nen era troppo piccola. Era spavalda. Una bambina di sei anni a cui i fratelli pi grandi avevano insegnato il coraggio. Phnom Penh era deliziosa, ma il clima era atroce in Cambogia, molto pi pesante che ad Hanoi, persino peggiore che a Saigon. Henri si era aggravato. Era afflitto dal paludismo, si era aggravato.
Alla fine della stagione delle piogge cera la Festa delle Acque.
Grard allora ha mostrato interesse.
La Festa delle Acque? chiede incantato dal nome. E lha accarezzata, come fa sempre, quelle lunghe carezze che non sono mai distratte, che sono la naturale espressione dun desiderio costante. Grard  il desiderio, il desiderio  il suo linguaggio, la sua passione, il suo modo di stare al mondo. In contatto. In contatto costante col mondo, con i corpi delle persone, femmine e maschi.  cos Grard Jarlot.
La Festa delle Acque non deve essere cambiata molto negli anni dai tempi di Marguerite Duras. LOriente ha questa lentezza e questa fedelt a se stesso, alle sue cerimonie, ai suoi dei, ai suoi fiori, ai suoi addobbi. Neanche Pol Pot, i khmer rossi e la guerra civile hanno sradicato la Festa delle Acque, Bon Om Tuk, che celebra in novembre linversione del Tonl Sap, quando il fiume cambia il suo corso, rifluisce dal lago omonimo e torna a gettarsi nel Mekong proprio a Phnom Penh e le piroghe gareggiano e le maschere e gli elefanti invadono i larghi argini. Marguerite gliela sta descrivendo.
 a questo punto che arriva il telegramma, quando Grard sinchina per baciarla e le ha gi infilato la mano fra le cosce, dentro i pantaloncini. Non sono a Parigi, sono a Saint-Tropez in vacanza, la prima vacanza insieme. Il telegramma ha fatto un lungo giro per raggiungerli: Marie sta morendo, questo dice. Nel suo finto castello sulla Loira, la madre con manie di grandezza. La madre che di cognome, da ragazza, faceva Legrand e aveva sposato in prime nozze un oscuro professore di nome Flavien Obscur che laveva lasciata vedova dopo due anni.
Nessuna madre di scrittore vale la mia commenta Marguerite. E ora muore, sta morendo. C scritto qui. Allunga inebetita il telegramma a Grard. Sono un po brilli, bevono molto insieme, e separati anche. Bevono sempre. Lei ha cominciato a bere con lui, a certi livelli almeno. Per tenere testa a quella passione, al continuo fare lamore, allinsicurezza che le d un uomo che scopa con tutte, non solo con lei. Un uomo che le vuole tutte le donne. E non si rifiuta nemmeno ai maschi, se capita. Ma questo lavrebbe scoperto pi tardi. Ora devono partire, di corsa.  gi pomeriggio, guideranno tutta la notte alternandosi al volante; dalla costa a Onzain, nella Valle della Loira, sono pi di novecento chilometri.  l che vive sua madre, allo Chteau des Tertres, il Castello dei Poggi, comprato al ritorno definitivo dallIndocina, nel 1950, e a poca distanza dal figlio preferito, Pierre. Manie di grandezza. Lei e quel disgraziato di Pierre.
Cos in macchina corrono come pazzi, bevono il caff corretto che hanno messo nel termos, cantano. Poi, quando Grard si addormenta accanto a lei, Marguerite piange. Pensa che si sia messo a piovere e avvia il tergicristallo. Invece sono le sue lacrime. Allora ride, e piange di pi. Rallenta, senza fermarsi, beve le lacrime perch non ha il fazzoletto, le elimina con il dorso della mano, con la stoffa della camicetta. Ora  di nuovo Nen, a Phnom Penh. 
Sua madre aveva gridato nella notte svegliandoli. Dormivano tutti e tre nello stesso letto, lei e i fratelli, Pierre e Paul. Marie era nello studio del marito e stava tentando di cacciare via un uccello impazzito. Il marito si trovava lontano, in Francia, dove era andato a curarsi. Era l da molti mesi, si stava curando. Sarebbe tornato, sarebbe guarito. Si stava curando. Ma quelluccello non intendeva uscire, sbatteva contro le pareti della stanza, non trovava la finestra, eppure era spalancata. La porta era spalancata. Marie gridava come unossessa, con uno straccio tentava di spingerlo fuori, lo rincorreva e quello si spaventava di pi. I bambini la guardavano, guardavano questa scena. Perch gridava cos? Ma lei gridava sempre, era il suo modo, gridava per nulla. Lei amava gli animali, ma non voleva quelluccello in casa. Porta sfortuna stava gridando. Poi si era fermata di colpo, si era accasciata sulla sedia, la testa fra le braccia inerti sul tavolo.  morto disse. Lo so.  morto.
Henri Donnadieu era morto quella notte, il 4 dicembre del 1921, a cinquantanni, ma il telegramma sarebbe arrivato due settimane dopo. Cos lo seppero ufficialmente dopo quindici giorni, anche se Marie lo sapeva gi perch credeva ai presentimenti. Era arrivata la notizia della morte del marito da pochi giorni e di nuovo urla nella notte. Di nuovo Nen e i fratelli si abbracciavano stretti dentro al letto. Che succede ancora? Erano tre bambini di sette, dieci e undici anni. Nen la pi piccola, Pierre il pi grande. Ascoltarono nel silenzio della notte. Non sentivano pi niente, ma la luce era accesa nellaltra stanza. La madre aveva gridato e acceso la luce. Trattennero il respiro. Ecco che si avvicinava. La videro nel chiarore tremolante di una candela, si sedette pallidissima sul letto e si mise a spiegare. Disse che in quel giorno, il 21 dicembre, era morto anche il nonno, suo padre. Disse che era venuto a dirglielo lui stesso stavolta, senza segni premonitori. Qualcosa laveva svegliata, un rumore in sala da pranzo, un richiamo nel sonno. Era andata nella stanza e laveva visto, dritto in piedi accanto alla tavola che la fissava negli occhi, vestito di grigio, il vestito della domenica, il vestito dei morti. Per non aveva avuto paura. Questo forse lo disse per non spaventare i bambini. No, non aveva avuto paura, laveva chiamato pap mio come faceva da piccola, non aveva avuto paura. Anzi, aveva tentato di avvicinarsi, di abbracciarlo, era talmente vero, talmente... consistente. Ma era gi sparito.
 cos che si diventa matti, quando si comincia a vedere i fantasmi, a temere gli uccelli che entrano in casa, a leggere tutto come un presentimento. O forse Marie Legrand Donnadieu era gi matta da legare, per questo lanno precedente aveva costretto il marito ad assentarsi dal lavoro per portarli in montagna senza valutare le conseguenze, lei che valutava sempre i pro e i contro delle cose e poi seguiva una logica solo sua, con unarroganza che costringeva gli altri a cedere, perch restavano soggiogati da quella determinazione sovrumana come da un mostro incantatore.
Che giorno  oggi? chiede a Grard che ha ripreso il volante. Non so nemmeno che giorno !
Mezzanotte  passata, dunque  il 23 dice lui guardando lorologio. Adesso cerca di dormire. A me ha fatto bene dormire due ore. Mi sento che posso arrivare fino a Onzain senza ridarti la macchina.
23 agosto 1956: non trovi che questa data abbia un suono sinistro? Non ho sonno. Non ho memoria per le date. Dimenticher anche questa.
Io ci sono, sono con te. Smettila, se non vuoi dormire canta. Parla.
Marguerite scoppia a piangere come piangono i bambini, furiosamente.
Non ho mai amato nessuno cos e non sa se parla di sua madre o di Grard. Davvero non sa, tutto si confonde, non sa cosa prova, perch piange. Non  la morte di Marie a sconvolgerla,  qualcosaltro.  la vita. Grard ha accostato per abbracciarla, per tirarsela addosso.  cos piccola, se la tiene in braccio. Lo fa perch smetta quel pianto insopportabile. La bacia e la morde per farle male, perch un dolore fisico la riporter sulla terra. E infatti lei smette.  tumefatta, per le lacrime e per i morsi. I singhiozzi si placano a poco a poco. Ripartono.
Non provo niente dice. Non me ne importa niente che muoia.  passato cos tanto tempo da quando lamavo. Non lamavo pi. La odiavo anzi. Non ha capito niente di me, non ha mai capito niente. Di me e di Paulo, soprattutto di me. Lei  pazza di Pierre. Conta solo lui,  sempre stato cos. Accende una sigaretta, appoggia il braccio nel vuoto del finestrino aperto e guarda fuori la notte. Le parole si perdono, Grard ricostruisce il discorso a spezzoni, ma non la interrompe; poi si concentra sulla strada e quel che racconta Marguerite  un borbottio indistinto di cui gli arrivano chiari i temi, perch li conosce. Sono sempre gli stessi, quelli della sua vita, quelli dei suoi libri. Sette ne ha scritti. Ha quarantadue anni Marguerite e non  ancora guarita dallinfanzia. Lui ne ha nove di meno.
Anche quando  morto mio padre, non ho provato niente. Marie era pazza di dolore, di senso di colpa, perch non era in Francia con lui per curarlo. Ma non poteva avere un altro permesso dal Ministero, ne aveva avuto uno da poco. Ci voleva un mese intero per andare dallIndocina alla Francia. Non si viaggiava in aereo, si doveva andare per mare. E poi non pensava fosse cos grave. Si stava curando. Anche lei si doveva curare, era stata in Francia con lui per curarsi lanno prima e le sue condizioni non erano preoccupanti come quelle di Henri, non abbastanza insomma per ottenere un nuovo permesso. Perci lui era andato solo. Mia madre diceva sempre che Henri era stato il suo unico amore. Io sono cresciuta con lidea che ci dovesse essere un unico amore per tutta la vita. E siccome ne ho avuti gi tanti di grandi amori, allamore non credo pi. Ma ci ricasco sempre. Sempre tutte le volte  un grande amore, e invece  solo desiderio.  cos. Non ho provato niente quando  morto mio padre. Niente. Non me ne sono neppure accorta si potrebbe dire, se non fosse che Marie  impazzita.  diventata pi pazza di prima, insomma. Il primo grande dolore della mia vita lho provato qualche anno dopo, quando  morto il mio cane, un piccolo cane giallo che dei bambini mi uccisero. Allora s, ho saputo cosa vuole dire la perdita e lorrore. Riesco a soffrire di nuovo come allora se ci ripenso, se ripenso a quel cane che amavo. Ero cos sola e amavo stare con lui, e lui amava me. Non mio fratello, me. Adesso  uguale a quando  morto Henri: mia madre sta morendo, forse  gi morta, ma provo solamente un leggero spavento. Per me stessa, forse. Per il destino di fine e scomparsa che riguarda tutti. Non per lei, perch mi mancher, perch non la rivedr.  come se avessi cominciato a non vederla da tanto tempo. Da quando le portai al castello Una diga, che in qualche modo parlava di lei, e lei lo disprezz come aveva disprezzato i miei romanzi precedenti. Ma questa volta era pi grave, perch quel libro era il mio libro, ne ero cos fiera. Sentivo che era un gran libro, che diceva la verit sul colonialismo, sullumiliazione e sulla perdita. E diceva la verit sulle sue illusioni, sul suo coraggio. Per me quel libro era un monumento, un monumento a una donna tremenda, meravigliosa e assurda. Io piangevo mentre lo scrivevo, quando scrivevo di quei bambini che morivano di fame e, ancora vivi, si riempivano di vermi. Era terribile, era cos che vivevamo. In mezzo a questa miseria. Ed era tanto insopportabile che ci fosse un Circolo del Tennis dove andavano i bianchi, mentre i mendicanti morivano nei rigagnoli, che non potevi non diventare comunista un giorno. Lei invece non lo capisce, non capisce il mio comunismo, non capisce perch scrivo quelle cose. E allora decisi che era finita, fra me e lei. Finita. Anche se continuavo ad andare a trovarla nel suo stupido castello.
La voce. La voce di Marguerite. Rotta, profonda. Lunghe pause. Riflessiva. Rauca. Viene da dentro, procede per associazioni. Quella voce erotizza Grard da quando si sono conosciuti,  ci che lha conquistato.  arrivata prima di lei, prima del suo sguardo impassibile, dei suoi occhi orientali, delle sue gambe delicate, dei suoi seni infantili. E ora vorrebbe fermare di nuovo la macchina e fare lamore, e morderla, e picchiarla. Lo schiaccia con la sua intelligenza, con la sua dolcezza, non ha mai incontrato una donna cos intelligente e cos determinata a convincerlo delle proprie idee. Ha idee su tutto, precise, inesorabili. Mai vista prima una tenerezza tanto solida e ferma. In certi momenti la detesta perch lo fa uscire di senno, lo umilia. Marguerite lo ama troppo, lui non lo sopporta. Non la sopporta. Beve il caff e continua a guidare. Fermarsi in albergo. Accelera. Sua moglie  razionale, comprensiva. Prenderanno una stanza in albergo e faranno lamore. Eva non lo lascer mai. E non perch lo ami di pi, anzi semmai il contrario: proprio perch lo ama di meno. Ha tre figli con lei; con una donna diversa da Eva non avrebbe potuto permettersi tre figli. Il loro destino  nelle mani della madre, come quello del marito. Cosa avrebbe fatto senza Eva, Grard Jarlot? Eva capisce tutto, e non  infelice. Ha la sua galleria a Saint-Germain, i suoi pittori. Sa scommettere sugli artisti giusti. Eva  formidabile. Anche adesso. Lui le ha detto: Vado a Saint-Trop. Devo lavorare, ma ho bisogno di una vacanza. Vai con Marguerite? S, stiamo scrivendo insieme quella sceneggiatura dal mio romanzo, sai...
Vuoi che guidi io? Cos dormi ancora un po gli chiede Marguerite.
Se mi fermo, ti salto addosso. Dormir domani, in albergo, quando tu andrai da tua madre.
Lei lo guarda con un sorrisetto malizioso. Scoppia a ridere. Lo bacia sul collo, gli infila la mano nei pantaloni.
Smettila. Vuoi arrivare che  gi morta?
S. No. Non lo so. Non mi riguarda pi. Non lo so. C Pierre con lei. A lei basta.
Ne sei sicura?
S. No. Non so niente della morte. E invece so tutto. Per questo la detesto.
Restano zitti nelloscurit della notte, nella luce dei fari, nel silenzio fra loro.
Devi fermarti, fermati, devo fare pip. Non ce la faccio pi dice lei a un tratto, perentoria. Grard accosta. Scendono nel vuoto della campagna. Lui si appoggia allauto fumando e la guarda allontanarsi. Poi la rincorre.
Aspetta. Non ti lascio andare sola. Anchio, anchio ha la voce affannata. Fermati, aspettami. Marguerite si era gi tolta le mutandine, si era accucciata, ma sinterrompe, si rialza. Conosce quella voce, quellintonazione, quellaffanno. Si stende, lui, sul prato secco dellestate, sugli sterpi che pungono, sotto la luna che permette di vedere nel buio. Lei gli va sopra, in piedi, a gambe larghe, rilassa i muscoli, lascia che scenda quel che resta del liquido che ancora trattiene, che le cola lungo le gambe, che zampilla in un piccolo scroscio finale. Poi singinocchia sopra Grard, sulla sua bocca, ha gli occhi chiusi, la tensione, la disperazione, tutto quello che la sconvolge e a cui non sa dare un nome si scioglie in un piacere senza tempo.  svuotata, sfinita. Grard si slaccia i pantaloni e la inonda del suo liquido caldo, poi le entra dentro e ulula come un lupo alla luna.
Ora ridono, piangono. Che orrore! Come facciamo cos sporchi dice Marguerite. Ti amo dice anche.
Ti amo anchio, tremendamente. Andiamo in albergo, a lavarci, a cambiarci.
Non oso entrare in un albergo! ride a gola spiegata, un riso folle che non riesce a controllare. Anche quando risalgono in macchina, ride. Ha quasi le convulsioni.
Non preoccuparti. Entro io e chiedo una stanza. Poi vieni tu coprendoti con la borsetta. Finiscono il caff nel termos, fumano. Si sentono bene adesso. Cantano Les amants dun jour, un successo di Edith Piaf di quellestate: Ils sont arrivs / se tenant par la main / lair merveill / de deux chrubins... Non conoscono tutte le parole e le inventano, e cambiano la storia e la cameriera dellalbergo a ore non trova gli amanti morti suicidi, come dice la canzone, ma sporchi del loro piscio. E ridono di nuovo. In albergo poi fanno ancora una volta lamore, perch non possono stare in una stanza, sotto una doccia, su un letto senza essere attratti luno dallaltra, in un modo feroce, inesorabile che  se ci fosse qualcun altro presente  ne avvertirebbe tutta la forza di campo magnetico, sentendosi escluso e in imbarazzo. Non possono resistere senza penetrarsi, senza farsi del male. Lui la schiaffeggia, le stringe la gola sottile per farla godere di pi. Lei quasi soffoca, ma gode come mai prima. Non erano mai arrivati a quel punto.
 la follia. Mi uccidi gli sussurra. Si accarezzano adesso, si baciano teneramente. Grard verifica i segni rossi che le ha lasciato sul corpo, sul viso.
Sei cos piccola, come ho potuto farti questo e questo e questo.
Mi uccidi, eppure mi salvi. Mi fai bene. Non puoi saperlo, tu, perch. Non sai niente di me, di te, dellamore. Poi dormono un po sul sesso acquietato. Poi ripartono.
La madre  morta. Ha telefonato al fratello, lo ha svegliato. Glielha detto Pierre:  morta da qualche ora. Forse mentre loro due scopavano in quel prato, o prima, mentre ricevevano il telegramma in ritardo a Saint-Tropez. Marguerite saddormenta di nuovo in macchina, si risveglia. Ha paura che si addormenti anche Grard e lo controlla, lo guarda, lo spia. Pensa che, se questo  amore, lo ama alla follia. Ma non  sicura che sia questo lamore, questo volersi fare male, questo appropriarsi dellaltro, questa guerra dichiarata, questa attrazione di ogni momento senza tregua. Si dicono che  la prima volta che succede: a nessuno dei due era capitato prima di amare cos, con questa violenza.  il primo dei suoi amanti che lammira sul serio, forse  di questo che si vendica Grard, si vendica perch linvidia. Lui scrive sui giornali, per il cinema, scrive di tutto su tutto. Ha scritto anche racconti e due romanzi e vuole scriverne ancora. Vuole diventare un vero scrittore, ma chiss. Sa solo che Marguerite lo . Non  altro che uno scrittore Marguerite. Lei gode a farsi picchiare, gli chiede di ucciderla a volte, mentre fanno lamore. Deve farsi perdonare di essere com, che le importa solo di scrivere. Non ci si pu fidare di lei, gli uomini lo intuiscono questo, e la temono, e la umiliano. Ma almeno Grard adora i suoi libri, non come Robert pieno di cautele e di concessioni, non come Dionys con la sua ironia e le sue critiche altezzose. Non come Marie. Marie era furibonda quando ha letto Una diga sul Pacifico. La figlia le aveva portato la prima copia da Parigi guidando in uno stato di euforia. La madre aveva preso il libro per leggerselo in camera, al piano di sopra, mentre la sua Nen si era messa a giocare a carte con D. A cena Marie era rimasta muta, immusonita. Marguerite si sentiva morire. Aveva pensato di aver scritto il pi grande omaggio che una figlia possa fare a una madre, trasformarla in un grandioso personaggio romanzesco.
Non sono io, come hai potuto aveva gridato la madre fuori di s allontanando il piatto.
Non sei tu e sei tu.  la letteratura! si era difesa Marguerite.
Nen, la mia Nen che poteva diventare un genio della matematica, ridotta a scribacchiare queste porcherie! piagnucolava Marie rivolta a D. Come ha potuto mettere in piazza i fatti suoi in questo modo?
Ma non sono precisamente i fatti miei. Sono un po... diversi. Tu alla fine muori. Sei ancora viva, no? Marguerite per lumiliazione, per la delusione, aveva cominciato a balbettare. Non cera ancora arrivata alla fine del libro, Marie, non sapeva della sua morte.
Ah, muoio! aveva commentato sarcastica.
D prese a sparecchiare scuotendo leggermente il capo, affranta. Marguerite avrebbe voluto gridare: non parla solo di te il mio libro, parla anche della gente come D, che tuo figlio ha violentato impunemente da giovane, parla degli umili, dei poveracci morti per costruire le strade dei francesi, o morti di fame, di lebbra, parla degli animali straziati, dei bambini abbandonati. Tu amavi quei bambini, quegli animali. Tu ti disperavi per loro, tu soffrivi come non ho mai visto soffrire nessuno. Tu avresti dato un braccio per salvarne qualcuno, almeno qualcuno... Ma era tutto inutile. La madre non vedeva questo nel romanzo. Vedeva una donna sconfitta in cui non si riconosceva, vedeva una pazza avida che malmenava sua figlia e le rubava un brillante, un figlio rozzo e analfabeta, una bambina prostituta. Vedeva la storia di una famiglia miserabile, lei che aveva sempre tenuto tanto al decoro.
Io non ho mai suonato come una poveraccia allEden, non vi ho mai costretto a chiedere lelemosina! gridava Marie sbattendo le mani sulla tavola vuota.
 una scena bellissima brontol offesa Marguerite. Ma chiss se lavevano udita, e anche lavessero udita, la madre e D non avrebbero cambiato parere.
Non mi liberer mai di lei, mai, mai, pensa in macchina, mentre Grard guarda la strada guidando. Nemmeno adesso che  morta, nemmeno adesso che non lamo pi. Non glielo aveva detto il suo amico Lacan? Quando ci  mancato lo sguardo innamorato della madre, non baster nella vita alcun successo a risarcirci. Soprattutto per una figlia femmina la mancanza di quello sguardo si traduce in insicurezza profonda, irreparabile, per tutta la vita e nonostante tutto.
Pi che un castello sembra un grande albergo la casa di sua madre con tutte quelle alte finestre schierate su due file come soldati e gli abbaini aggettanti al terzo piano. Grard laccompagna e la lascia in giardino in mezzo a un tripudio di fiori di tutti i colori, sotto il bianco abbagliante della balaustra in pietra che delimita la terrazza davanti alla portafinestra dellentrata.
Ripasso pi tardi le dice stringendola ancora una volta a s per un tempo pi lungo del necessario, un tempo che mette in lieve imbarazzo D e il guardiano usciti ad accoglierla.
D le si appende al braccio, sono alte uguale e minuscole, poco pi di un metro e cinquanta, parla sottovoce mentre salgono la sontuosa scala interna, racconta i dettagli di quella morte nella notte: come Marie teneva stretta la mano di Pierre e quella sua, di D, gi lontana, gi a colloquio con i fantasmi, con uno sguardo pieno di spavento, pieno di qualcosa che non si pu spiegare, una visione forse, un dio, un demonio? Piange D, che la chiama sempre Nen.
Vieni, Nen, non aver paura.  serena, adesso dice spingendo la porta socchiusa della grande stanza al primo piano. Marguerite non ha paura, ma il cuore quasi le si ferma, vorrebbe scappare, tornare in albergo, fra le braccia di Grard. Non vuole vivere questo momento, annunciato da almeno un anno, da quando Marie si  ammalata. Le avevano diagnosticato una grave insufficienza renale, unuremia. Da due anni non si parlavano. Marie aveva chiuso i rapporti dopo Giornate intere fra gli alberi. Aveva gridato di nuovo: Come hai potuto? e Non voglio vederti mai pi. Cos era accaduto che sua madre la buttasse fuori di casa, che decidesse di rompere ogni rapporto con lei, che si urlassero in faccia: Ti odio. Per un libro.
Pierre  seduto accanto al letto principesco dove la madre appare rimpicciolita, vestita di nero come da viva, come ormai da tanti anni, ma senza le collane, i bracciali doro, gli anelli di diamanti. Non aveva mai smesso il lutto dopo la morte di Henri e, da quando era tornata in Europa, i gioielli se li metteva addosso tutti insieme, per risarcirsi di tante passate privazioni. Dove sono finiti adesso? Quelli delle pompe funebri stanno raccogliendo le loro borse, le porgono le condoglianze, scambiano gli ultimi accordi con Pierre sul funerale fissato per il giorno dopo e se ne vanno. Pierre ha gli occhi gonfi, labbraccia.
Nen dice, Nen. Marguerite  rigida,  arrabbiata. Non vuole vivere tutto questo. Non ha niente da dire. Non piange, mentre D ha proposto un caff bello forte ed  sparita anche lei. Si muove come un automa, le capita spesso di essere assente dalla scena della vita, la sua propria vita. Si vede vivere. E dopo non ricorda quasi niente, fa confusione con le date, gli avvenimenti, le parole che sono state dette, su come sono andate davvero le cose. C uno scollamento fra lei e la realt. Che cosa sar mai, dove si trova la realt, poi? Dentro di noi,  l la realt, come sostengono i suoi amici psicanalisti che lhanno convinta a tentare una terapia, anche se lei se ne frega della psicanalisi, lei scrive,  quella la sua psicanalisi. Per sente che non basta scrivere, non come ha scritto finora almeno. Qualcosa deve essere scardinato, qualcosa che faccia fuori la realt come si crede che sia, la realt che si vede in superficie. Si sa che questo tavolo non  un tavolo, non  compatto come ci sembra,  fatto di particelle. E allora che senso ha che io parli di un tavolo, si chiede. E sua madre sul letto, cos adesso? Una cosa da buttar via, da nascondere nella terra. Dov Marie Legrand, Marie Donnadieu, adesso? Le bacia la fronte di ghiaccio. Com possibile questo orrore? Dove sono il sangue, il calore, lamore? Le tocca le mani di cera, quelle dita che lhanno accarezzata, picchiata. Non la rivedr mai pi. Marie, la Madre,  finita per sempre.
Mi dispiace sta dicendo Pierre. Ho fatto di tutto per convincerla a perdonarti. Ma tu non dovevi farmi passare per ladro in quel racconto, uno che deruba sua madre!
Perch, non  stato cos?
Sai bene che no. Ho avuto momenti difficili. Ho momenti difficili. Ho avuto bisogno di soldi da voi. Ma non sono un ladro. E vi voglio bene. Ho amato quella donna pi di ogni altra persona al mondo. Parlando gira la testa verso il cadavere, scoppia in lacrime.
Marguerite si lascia andare esausta sulla chaise longue. Pierre prende una poltroncina e le si mette vicino.
Dobbiamo spiegarci. Almeno noi due dice chinandosi verso la sorella, stringendosi le mani luna con laltra.
Lei non mi ha perdonato di aver toccato te. Tutto il resto me lavrebbe perdonato, ma te, dovevo lasciarti stare. Il suo figlio prediletto!
Di nuovo questa storia, Nen? Non la supererai mai? Non sono io quello che le  stato pi vicino, che si  sempre occupato di lei?
O lei di te?
Non puoi essere gelosa fino a questo punto.  morta, capisci? Morta. Devi comprendere le mie ragioni, devi ascoltarmi. Ho sempre cercato di mettere pace fra voi, sempre. Io sono fiero di te, dei tuoi successi letterari. Ritaglio ogni articolo che ti riguarda, leggo tutto quello che scrivi. Ti ammiro, il ritratto della portinaia in Giornate intere, s, quella Madame Dodin,  meraviglioso. Hai un grande talento. Per, per come la vedo io, per come la vedeva mamma, le allusioni alla tua famiglia nei tuoi libri, in questo ultimo come nei precedenti... questo non  talento,  mancanza dimmaginazione! Che tu utilizzi le nostre vite a modo tuo  offensivo, inaccettabile, insolente.
Arriva D con il vassoio che appoggia sul tavolino. Discretamente si ritira subito, senza servirli. A versare il caff pensa Pierre.
Nella vita succede tutto contemporaneamente, medita intanto Marguerite: lamore fra me e Grard, D da qualche parte nella casa, io e Pierre qui a parlare, la morte di Marie, il fatto che lei continui a essere morta, a smaterializzarsi mentre noi beviamo il caff, i sentimenti di mio fratello per lei, per me, i miei per lui, e fuori un uccello sta cantando e i bambini del custode giocano nel boschetto. Si sente uno scroscio dacqua, cade una foglia con un rumore lieve. La luce cambia in continuazione. Ora una nuvola ha gettato unombra nella stanza. Nei libri invece si procede per successione, come se le cose accadessero in sequenza, ordinatamente, e non insieme; mentre dentro e fuori le persone le cose si affastellano, i pensieri si mescolano. Io voglio scrivere cos: non voglio pi raccontare una storia, ma il suo segreto.
Buono, il caff dice. Il caff di D.
Mamma ha lasciato un testamento dice Pierre imbarazzato. Almeno Marguerite ha colto un imbarazzo nella sua voce, e rimane in silenzio.
Domani, dopo il funerale, possiamo vedere il notaio, se ti trattieni. Vuoi leggerlo? Il testamento intendo...
Marguerite fa cenno di no. Domani. Dice che ora deve raggiungere Grard. Le  sembrato di sentire la macchina. Pierre le spiega di aver comprato una tomba nel cimitero di Nazelles, la cittadina dove vive lui, a una trentina di chilometri. La seppelliranno l.
Va bene dice Marguerite.  giusto che stiano vicini per sempre loro due, pensa, per leternit.
Passa il resto del giorno chiusa in camera con Grard a fare lamore, a dormire, a fumare, a bere, a parlare, a rifare lamore. A un certo punto gli stringe la testa fra le mani per guardarlo negli occhi.
Sono vecchia gli dice. Ho gi quarantadue anni.
S, li hai compiuti il 4 aprile, vedi che mi ricordo il tuo compleanno? Le parole gli escono imprecise perch deve tenere la bocca storta, le unghie di lei gli premono le guance e gli fanno male.
Sarai il mio ultimo amore. Non ce ne saranno altri.
Perch resteremo insieme tutta la vita bofonchia Grard. Marguerite allora lascia la presa ricadendo sul cuscino supina.
Tutta la vita ripete guardando il soffitto.
Verso sera cercano di rimettersi in piedi, lavarsi, vestirsi, prendere unaria normale e scendere a mangiare qualcosa; ma barcollano e ridono sulle scale, dentro il ristorante. Si sentono osservati, ed  eccitante. Fanno una passeggiata lungo la Loira, si incantano a guardare lacqua scorrere sotto gli alberi che piegano le chiome fino a sfiorare il fiume. Marguerite pensa a quanto era largo il Mekong, alle mongrovie, alle foglie ondeggianti dei giacinti acquatici, delle ninfee, che si spostavano tutte insieme al passaggio delle imbarcazioni. Dopo, nel bar, quando tutti se ne sono andati e rimangono solo loro due, fanno suonare il juke-box e ballano a occhi chiusi, luna appoggiata allaltro, dondolando, girando lentamente su se stessi come le figurine di un carillon, quasi senza muovere un passo, quasi dormendo. A un certo punto Marguerite ha sollevato le palpebre e ha visto la loro immagine riflessa nello specchio. Ha avuto un sussulto, come non si trattasse di loro due, come se improvvisamente avvertisse una presenza estranea, unaltra coppia abbracciata in tutto simile, ma sconosciuta. Due fantasmi, due morti.
Richiude gli occhi, continuando a ballare fino a non poterne pi dal sonno.
Non  un sonno tranquillo. Sono venuti a trovarla i ricordi, in sogno e in veglia. Non sa quando sogna e quando invece  sveglia. LIndocina, il bagno coi fratelli nei rac  quei canali dove galleggiavano animali morti e certe volte vedevi passare anche il cadavere di un essere umano  quando era Marguerite Donnadieu, una bambina selvaggia, Marguerite della foresta. Era anche Nen di Duras, la terra del padre. La Tonkinoise lavevano soprannominata i colleghi in ufficio per i suoi occhi orientali, la pelle liscia, la conformazione mignon. Marguerite Duras di Saigon: questo  lei oggi, scrittrice nata nelle colonie, figlia di un francese morto troppo presto, un francese della Lot-et-Garonne, di Villeneuve, nel sud-ovest, che comprer nella zona, a Pardaillan, la casa detta Le Platier, quindici ettari di terra intorno, sei chilometri di distanza dal castello di Duras, quasi in Guascogna. La parola Duras le piace,  un nome nobiliare, perentorio, musicale. Ha risonanze proustiane: nella Recherche Madame Verdurin non sposa forse uno spiantato duca di Duras nel corso della sua scalata sociale? Marguerite odia il suo cognome, Donnadieu, lei con Dio non vuole avere niente a che fare, questo Dio che permette latrocit, la sofferenza degli esseri, lingiustizia. La signorina Donnadieu, laureata in Giurisprudenza, impiegata durante la guerra al Ministero delle Colonie, ufficio Stampa e Propaganda, non esiste pi; ora lei, da quando ha pubblicato il suo primo romanzo,  Marguerite Duras, che ha partecipato alla Resistenza, che  comunista malgrado Stalin, lannessione della Polonia e lavvilente politica culturale dellUrss;  comunista anche se il partito lha espulsa per insubordinazione e immoralit. Lei sar comunista fino alla morte, sar sempre dalla parte degli sconfitti, degli sfruttati, dei deboli e scriver sempre i suoi romanzi, le sue commedie. Come ha sognato da piccola. Voglio scrivere libri. Questo voglio fare da grande aveva detto a Marie sul calesse, mentre andavano a fare un giro allimbrunire, spentasi la calura insopportabile del giorno o durante una di quelle interruzioni dellelettricit cos frequenti la sera a Vinh Long, quando lasciavano scorrere la notte rimandando il momento di andare a dormire, perch il caldo nel letto era veramente intollerabile, e si trattenevano a chiacchierare sul terrazzo. La madre non aveva risposto, si era limitata a sorridere. Aveva dodici anni Nen, era normale sognare alla sua et, era ancora una bambina, bisognava lasciarla dire quella ragazzina intelligente. Aveva tutto il tempo, Marie, per indirizzarla verso una professione consona. Con i figli maschi aveva fallito, lindolente Pierre, il somaro Paul. Invece la femmina era brava a scuola, ci prendeva con i numeri, riportava ottimi voti soprattutto in matematica, avrebbe potuto fare un sacco di soldi nel commercio, sarebbe stata una donna ricca; ricca e indipendente. Ora poteva lasciarla sognare sui romanzi di Delly, su quelle romantiche storie damore che aveva sempre con s, che leggeva e rileggeva avidamente.
Marguerite si rigira accanto a Grard che dorme tranquillo. In sonno o in veglia pensa ossessivamente povera madre, povera madre; le passa e ripassa in testa un verso di... di chi... Malherbe probabilmente, lei era di quel mondo, dove le pi belle cose / hanno il peggior destino..., e ripercorre la sua storia disgraziata, il suo fallimentare amore per il primogenito, la sua straziante determinazione a raggiungere una posizione solida nella vita, la dolorosa catena delle sue sconfitte, la violenza verso la figlia indomabile, quella figlia solitaria, misteriosa, che subiva tutto docilmente, ma non accettava nessun ordine, nessun consiglio. Non cerano minacce, urla, botte che sapevano attraversare il muro della sua muta insubordinazione, quella sua resistenza passiva la rendeva irremovibile.
Povera madre, pensa Marguerite dormendo e poi, la mattina dopo, in piedi davanti alla fossa dove calano la bara ricoprendola di terra. Mai pi assister a una sepoltura, decide, questo osceno sprofondare dei corpi. Meglio bruciarli i morti, come fanno in Oriente, meglio vederne le ceneri svolazzare nellaria, sottrarli ai vermi e ai topi.
Marie aveva amato un solo uomo nella vita, Henri, mentre sua figlia pu contare gi trecento amanti, pi o meno. Quando cerca di ricordarli tutti, anche quelli di una sola notte, Marguerite ne dimentica sempre qualcuno: un giorno arriva a duecentocinquanta, un giorno a trecentotr, ma forse cera chi veniva contato due volte. Se un uomo le piace non sa resistere, deve sedurlo. Una forza perentoria simpadronisce di lei, un desiderio travolgente, quelluomo si trasforma in unossessione. E se si accorge di piacere a qualcuno, il desiderio dellaltro diventa il suo per una forma di riconoscenza. Non sa se  lo stesso meccanismo che muove Jarlot. Sa che per lei gli altri sono sempre temibili, sono davvero linferno come li aveva definiti Sartre, una volta tanto si trova daccordo con lui. Per lei solo gli uomini innamorati sono inoffensivi. Avrebbe poi sperimentato come non fosse esattamente cos, eppure le sue relazioni con quelli con cui era andata a letto le sembravano comunque pi semplici, anche quando il desiderio si era spento in entrambi gi da molto tempo, o magari era durato una notte soltanto. Marie non poteva concepire una vita sentimentale tanto affollata, i pasticci che la figlia faceva con i maschi erano un enigma insolubile; per esempio quel vivere con due uomini o avere un bambino con uno che non  tuo marito, mentre tuo marito ha pure lui unaltra donna ed  andato a vivere per conto suo. Diventava matta Marie, quando Pierre cercava di spiegarle la complicata quotidianit di Nen. E quando era venuta a Parigi da Saigon per conoscere il nipotino, aveva resistito solo qualche giorno in rue Saint-Benot, a casa della figlia. Era il 1950 o il 49? Jean, detto Outa, era nato gi da due o tre anni. Era sicuramente il 49, perch lanno successivo era stato quello in cui lei aveva abbandonato per sempre lIndocina per cominciare una nuova vita, a settantatr anni, una vita da castellana, tanto ormai era questione di pochi anni, di mesi forse e le colonie sarebbero state cancellate.
Ne aveva viste cos tante Marie Donnadieu che tornare a essere francese in Francia alla sua et, cambiare definitivamente scenario, clima, amicizie non rappresentava un sacrificio. Si riavvicinava a Nen e a Pierre, ai nipoti, a quanti rimanevano della sua famiglia dorigine e questo compensava labbandono di Paul, Paulo come preferivano chiamarlo, nel cimitero di Saigon, quel cimitero che aveva subito poi loltraggio della guerra e chiss dove erano finite ormai le povere ossa del figlio. Era morto nel dicembre del 1942 in tre giorni il suo secondogenito, lunico che le era rimasto accanto con costanza, se si escludono pi o meno durature eclissi, sparizioni dovute a repentini innamoramenti che non duravano mai troppo a lungo. Lasciare la tomba di Paulo per sempre  sapeva che sarebbe stato per sempre  aggiungeva un dolore sordo, inconsolabile, alla sofferenza per la sua improvvisa malattia, una polmonite, e per una perdita da cui il tempo laveva medicata senza guarirla.
Era stata una ragazza avventurosa, Marie, innamorata dei libri di Pierre Loti. Per questo avrebbe chiamato Pierre il primogenito: perch doveva il suo destino a uno scrittore. E per questo era una contraddizione tanto pi sorprendente da parte sua non riconoscere valore alla letteratura e combattere le ambizioni artistiche della figlia. O forse la vita le aveva insegnato a non fidarsi degli scrittori. Quanto dolore era derivato dalla sua decisione di partire per tentare la fortuna in Indocina. Ma da giovane la vita le sembrava un tavolo verde su cui bisognava puntare alto per cavarne qualcosa. I suoi erano gente di campagna e commercianti, gestivano una panetteria-pasticceria a Fruges, nella punta nord della Francia. Avevano fatto molti sacrifici per farla studiare e il risultato era un posto da istitutrice mal pagato e una posizione sociale modesta. Non se la fece ripetere due volte la proposta di quellinsegnante in congedo dalla Cocincina, loscuro Flavien che voleva una compagna laggi, a Giadinh, un villaggio a nord di Saigon, dove si era stabilito gi da tre anni. Bisognava fare le cose in fretta  il congedo durava pochi mesi  per trasferire il posto dinsegnante di Marie dalla scuola di Dunkerque a quella di Saigon dove era stata destinata. Per fortuna il governo francese incoraggiava lemigrazione nelle colonie e la burocrazia si mosse rapidamente. Per il fidanzamento Marie Legrand ricevette dal promesso sposo un piccolo solitario luccicante, le bast per innamorarsi di Flavien, i brillanti erano la sua passione, la sua debolezza, il suo miraggio. Flavien non era luomo dei sogni, ma le offriva un futuro tutto da costruire e abbastanza fiabesco perch una ventottenne con la testa sulle spalle potesse con misura ricamarci su. Marie era nata sotto il segno dellAriete, era passionale, intrepida, un po spaccona, graziosa e robusta, pretendeva molto da se stessa e sapeva di potercela fare. Affrontare un mondo tutto nuovo, di cui Flavien le aveva raccontato le miserie quanto le allettanti prospettive, non la spaventava. Era una sfida. E poi che alternativa aveva? Se fosse rimasta in Francia non avrebbe mai sfondato, avrebbe potuto contare solo su una dignitosa esistenza di mezza tacca, e Marie Legrand voleva intensamente diventare ricca. La traversata sul piroscafo Tourane fu un viaggio di nozze da mille e una notte. In prima classe, perch i congedi dei dipendenti, i loro andirivieni fra colonie e madrepatria, come le cure mediche, erano a carico del governo francese e con larghezza. La signora Obscur prov per la prima volta le gioie della classe sociale cui aspirava, colazioni e cene nel ristorante della nave fra camerieri inappuntabili, musica e serate danzanti. Un giorno si mise al pianoforte della sala da ballo e improvvis qualcosa. Subito riusc ad attrarre lattenzione dei viaggiatori oziosi, un capannello di gente ammirata le si affoll intorno, come suona bene, com seducente. E poi gli scali. Marie visit le citt favolose di cui aveva letto e il marito  che gi conosceva quei posti, perch era la quarta traversata che compiva fra andate e ritorni ed era anche lui un lettore di Loti  le faceva da guida con la sua puntigliosa competenza che, una volta tanto, non annoiava la sposina. Aveva solo tre anni pi di lei, ma la sua pacatezza da anziano le dava limpressione di una grande differenza det.
Era il primo marzo 1905 quando sbarcarono. A Marie sembrava di non poter respirare per il caldo, lumidit. Non  ancora niente le disse Flavien. Vedrai pi avanti. Era una minaccia, il primo segnale che non sarebbe stato facile come sperava. Il porto pullulava di accattoni, di storpi. Donne malinconiche, accucciate sui propri talloni sotto cappelli a cono, sorvegliavano le verdure in vendita. Tutto il pittoresco che aveva immaginato le si srotolava intorno, solo meno attraente e tanto pi miserabile di come se lera immaginato. Vedeva i francesi vestiti di bianco, le signore che sfoggiavano ombrellini di pizzo e sembravano fresche e indenni dal clima micidiale. Mi abituer, pensava Marie, proiettandosi in quegli abiti candidi, in una dimora sontuosa circondata da servit indigena. In effetti tutto appariva pi maestoso che in Francia, ma in compenso slabbrato, consunto, finale. Quando un giorno il marito la port in crociera nella baia di Halong ebbe la rappresentazione magnifica, quasi ultraterrena, di quella sensazione angosciante. La barca scivolava nella nebbia dellalba fra gli enormi scogli della baia infinita, che si materializzavano e scomparivano improvvisi al loro passaggio come fantasmi, e Marie aveva limpressione di addentrarsi negli inferi, di lasciare per sempre la terra, di essere davvero arrivata ai confini del mondo.
Forse quella gita gli Obscur la fecero insieme ai Donnadieu, Henri e Alice, colleghi e amici. Forse Marie si era sentita subito attratta da Henri, nato nellAriete come lei, a distanza di un giorno, ma di cinque anni pi vecchio. Aveva begli occhi chiari, Henri, carattere e ambizione. Quando mor il direttore della Scuola Normale, dove insegnavano sia lui sia Flavien, fu a Donnadieu che and la successione.
Flavien era una brava persona, forse non particolarmente brillante, devastato dai quasi inevitabili disturbi che affliggevano la maggior parte degli occidentali in Indocina. Presto la sua dissenteria divenne incurabile e ne mor nel 1907, dopo solo ventitr mesi di matrimonio, a trentatr anni. Lasciava una vedova trentenne decisa a non tornarsene in patria sconfitta. Ma intanto succedeva che anche Alice Donnadieu si ammalasse. E allora Marie Obscur la cur con abnegazione affiancando Henri, occupandosi dei suoi due figlioletti, lundicenne Jean e Jacques di sei. Era gi cominciata la loro relazione? Le malelingue sostennero di s; ci sarebbe stata una lettera anonima, dopo la morte di Alice nel 1909, che probabilmente con lintento di stroncarle la carriera accusava Marie di aver ucciso la rivale, ma era uninsegnante stimata, lei, nella comunit e nessuno prender sul serio queste calunnie. I piccoli, comunque, vennero affidati al fratello di Henri, Roger, un pioniere del cercar fortuna in Indocina, rimasto vedovo qualche anno prima; fu questo zio a riportarli con s in Francia. Non andavano daccordo con Marie, forse qualcuno li aveva montati contro di lei. Non lavrebbero amata mai, per tutta la vita. Henri e Marie, invece, colsero lattimo, erano soli tutti e due, ancora sufficientemente giovani e fiduciosi di potersi costruire un futuro insieme. Non erano passati sei mesi dalla scomparsa di Alice che gi si sposavano. Marie voleva diventare madre, un desiderio che Flavien aveva frustrato. 
Nel settembre del 1910 nasce Pierre, nel dicembre 1911 Paul, il 4 aprile del 1914 Marguerite. Sono anni buoni per la signora Donnadieu, ora ha una grande casa ad Hanoi sul bordo del Piccolo Lago, circondata da un parco dove la domenica, sotto il tondo padiglione municipale, si tengono concerti; insegna nella scuola diretta dal marito, ha una bella famiglia. Per arrotondare d lezioni private, prende studenti a pigione.  sempre molto attenta ai soldi e cerca di metterne da parte quanti pu. Ad Hanoi Marie  felice. Il clima  pi sopportabile che a Saigon e si pu scappare in Cina, in montagna, durante le vacanze estive. Da qualche anno in citt  arrivato il cinema e alla programmazione del raffinatissimo hotel Metropole  presente la crema della societ francese. Vanno tutti pazzi per un nuovo giovane artista, Charlot, che piace a grandi e piccoli. Henri e Marie ci portano i bambini, che per preferiscono gli spettacoli di marionette al giardino botanico, sul lago. Marie aspira a far parte della migliore societ, ma resta in disparte. Non  fatta per le chiacchiere mondane, i pettegolezzi, le finzioni.  schietta e diretta, insofferente. Ha fama di avere un caratteraccio nel suo ambiente, ma chi la conosce bene scopre in lei una grazia profonda, simpatia, generosit, spirito. Un po ruvida, forse, eccentrica. Poche smancerie femminili, nessuna concessione allapparenza. Non ama perdere tempo. Si fa cucire gli abiti da una sartina, quando non se li confeziona da s su un modello semplificato di sua invenzione, camicioni larghi che lasciano passare laria e che alloccorrenza stringe in vita con una cintura. Non le piace frequentare il Circolo, si sente fuori posto. Si trova molto meglio con i nativi, piuttosto che con le smorfiose signore francesi. Quando non lavora, e lavora sempre, adora oziare sulla sedia a dondolo in mezzo alle correnti create ad arte aprendo tutte le porte e le finestre di casa. Le piace insegnare il francese ai suoi bambini come ai suoi studenti.  severa e comprensiva insieme. La piccola Nen promette bene, nello studio le d soddisfazione e sta imparando a suonare il pianoforte. La preoccupa invece il suo attaccamento morboso: soffre quando la madre deve allontanarsi, le sta incollata addosso come un cucciolo spaventato e come un cucciolo  sempre alla ricerca di carezze, ed  gelosa dei fratelli. Se Marie  affettuosa con loro o con Henri, Marguerite si butta in mezzo e le prende la mano e non gliela vuole lasciare, e lei  costretta a strattonarla per liberarsene. Questo affetto esagerato la mette a disagio, le toglie il respiro. C violenza nella figlia quando le butta il viso sul ventre e labbraccia in una morsa. Mai sospetteresti una forza del genere in una bambina di cinque anni. La madre, per scostarla, le tira la lunga treccia fino a farle male. Come reagire se non cos? Non  possibile assecondare il desiderio simbiotico della piccola. Anche Henri  daccordo,  necessario reprimere un trasporto tanto esagerato. Nen deve imparare a dividere lamore materno con padre e fratelli, ma ha preso a modello le indigene che si tengono i bambini legati alle spalle mentre lavorano e li attaccano al seno anche quando non sono pi neonati. Perch lei non pu avere quel contatto costante con la madre? La ama disperatamente.
Comunque ad Hanoi sono felici, nella casa sul lago. Poi arriva il trasferimento in Cambogia. Henri ha preceduto la famiglia di qualche mese, mentre la moglie prepara il trasloco. A Phnom Penh tutto precipita, le loro abitudini sconvolte, il loro mondo finito, i paesaggi mutati, a cominciare dalla casa nella foresta, quella foresta spaventosa, piena di respiri animali, di minacce. Lo stato di salute di Henri si  aggravato. Henri, stimato insegnante di matematica, preside di scuola ed ex combattente nella prima guerra mondiale  sia pure nelle retrovie perch gi minato da paludismo e dissenteria croniche  muore. Per la prima volta Marie si sente perduta e in pericolo. Ha superato i quaranta,  sola con tre bambini, con decisioni fondamentali da prendere, con la famiglia dorigine lontana, senza amici di cui fidarsi. La comunit dei professori  turbata, commossa di apprendere la notizia sul Courrier Saigonnais: Monsieur Donnadieu si era saputo conquistare la simpatia di tutti per la sua spiccata coscienza professionale, la sua amabilit e il suo calore accogliente o sullOpinion: ...era diventato una figura conosciuta a Phnom Penh, stimato e amato da ognuno o sullImpartial: ...era riuscito a conquistare laffetto generale con la sua squisita educazione.
Marie comincia a svegliarsi nella notte con il cervello pieno di numeri, di conti che non tornano. La paura della povert, che lha accompagnata ogni giorno della sua vita  anche quando i loro stipendi lievitavano e insieme, lei e Henri, avevano assaporato la sicurezza economica, un certo benessere  li aveva spinti, uguali in questo, a risparmi severi rimandando a domani unesistenza davvero agiata, quando fossero invecchiati e tornati in Francia ricchi. Adesso la paura della povert diventa unossessione costante, un pensiero torturante. Miseria, malattia, solitudine. Ne sono piene le strade di quella parte remota del mondo, i mercati, gli argini. Solitudine, malattia, miseria. Ha tre bambini a cui deve assicurare un futuro, e la pensione di reversibilit sincaglia in incomprensibili complicazioni burocratiche. Impiegher quasi un decennio e molte carte bollate per avere giustizia. Intanto per ci sono soltanto il suo stipendio e i soldi messi da parte, quel che ne resta almeno dopo lacquisto della casa di Hanoi. Leredit di Le Platier deve essere divisa con Jacques e Jean, i figli di Henri e di Alice, che ora hanno ventitr e diciotto anni e sono protetti dallo zio Roger. Malgrado la malattia, Henri non si aspettava di morire, non ha lasciato disposizioni testamentarie. Su quanto potr contare Marie? Prende un congedo, si precipita a Pardaillan con i bambini. Per Nen, che ha otto anni e una viva immaginazione, il viaggio in nave ha il sapore di una favola. La musica nelle sale da ballo, i vestiti eleganti delle signore, la vastit del mare, il clima sospeso della traversata, gli scali in citt dun esotismo diverso da quello cui  abituata: Singapore, Colombo, Madras, Aden, Gibuti, Port-Said. I fratelli si sfidano a ping-pong vestiti di bianco con altri ragazzi della loro et. Tutto ha i contorni di uno sfibrato romanticismo, di uneleganza ricercata, le sete e le trasparenze degli abiti, gli uomini in smoking, le cabine spaziose di prima classe, ammobiliate in modo raffinato, pi confortevoli di una casa. E poi i parenti del nord, la famiglia di Marie, i festeggiamenti dopo i lunghi anni di separazione dallultima volta che si sono visti, quando Nen era una bimba che cominciava appena a parlare.
Passa un mese e partono per il sud, vanno a Pardaillan e mentre Nen assume subito abitudini campagnole e gioca tutto il giorno allaperto con gli altri bambini impregnandosi di luoghi, personaggi, ricordi che si sistemeranno un giorno nei suoi primi romanzi, Marie si separa dolorosamente dai preziosi vasi orientali, dalle statue del Budda, dalle stoffe, i cuscini, largenteria, lantica mobilia con cui aveva arredato la casa di Henri, oggetti rari o comuni spediti dallOriente, scelti da lei uno per uno. Alla fine la trattativa non  sfavorevole ai suoi figli perch a lei spetta met del ricavato della vendita degli arredi e la propriet intera del podere, ma vuoto e inabitabile, con i suoi alberi secolari e le vigne abbandonate, i campi di cui nessuno si vuole occupare.
Cosa avr pensato Marie sulla nave del ritorno in Indocina che fu burrascoso? Nen col mal di mare, i figli maschi annoiati, tutti stremati da una temperatura insopportabile, che i ventilatori negli spazi interni alleviano solo minimamente agitando capelli sudaticci, strapazzando le stoffe leggere sulle spalle delle signore. Avr pensato che ha gi quarantasette anni, che deve escogitare qualcosa per dare una spinta al futuro, suo e dei figli, che il loro destino adesso dipende dalla sua iniziativa. Deve cercare, prima di tutto, di farsi assegnare di nuovo un posto ad Hanoi, cos potrebbe tornare nella sua bella casa sul lago e iscrivere i ragazzi in buone scuole. Riuscir a vendere il podere di Pardaillan? Con il ricavato e i soldi che le restano da parte  le economie di una vita  vorrebbe investire in un progetto ambizioso: diventare possidente terriera, ottenere una delle concessioni dal Ministero delle Colonie, vincere il bando di concorso, rischiare tutto in una grande piantagione, di riso magari. Ragiona cos fra s, sdraiata sulla chaise longue del ponte. Incapace di rimanere ferma per leccitazione, si alza, va verso il parapetto tenendosi con tutte e due le mani nelloscillare spaventoso del piroscafo, nel vento caldissimo e fra gli spruzzi che non bastano a rinfrescarla.  sola, le chaise longue allineate ordinatamente sono vuote. I pochi che si arrischiano l fuori si sentono male, vomitano sporgendosi penosamente dalla ringhiera aiutati dagli inservienti. Marie non guarda nessuno,  ammaliata dallimperioso spettacolo dellOceano Indiano in subbuglio e sente accanto a s Henri che le passa un braccio intorno alle spalle. S, Henri le  accanto silenzioso. Lei sospende il respiro per paura che se ne vada improvvisamente com comparso. Per metterlo a fuoco gira appena il viso, non tanto il viso, lo sguardo. Non vuole spaventarlo, allarmarlo. Lui  di un altro mondo, questo Marie non lo dimentica. Ci vuole delicatezza coi fantasmi. Ne intravede i grandi baffi dalle punte allins, il pizzetto.
Henri sussurra.
Marie le risponde. La voce non viene da lui, le si forma dentro la testa, ma Marie sa che  cos che comunicano i morti. Non hanno voce. Parlano col pensiero e Marie Legrand Donnadieu  in grado di distinguere i pensieri che produce lei da quelli ultraterreni. Henri ha pronunciato chiaramente il nome di sua moglie. Con tenerezza infinita, infinitamente malinconico.
Henri dice di nuovo lei con gli occhi pieni di lacrime. Cosa devo fare, Henri?
Vai avanti.  una buona idea.  una buona idea. La seconda volta Marie ha sentito la frase tremolarle nel cervello o forse dentro il cuore. E anche la presenza impalpabile di Henri ha tremolato, il peso del suo braccio si  alleggerito, come non resistendo a un colpo di vento forte, ne  stato trascinato lontano,  svanito. Lei rimane piegata sul parapetto, prega, piange. Resta in ascolto dei pensieri, ma sono solo i suoi pensieri. Henri non risponde. Allora dice a se stessa che deve seguire lindicazione, preparare la domanda per lufficio del catasto, vendere la casa in Francia, ottenere la concessione. A costo dindebitarsi con i chetties, i banchieri indiani simili a usurai, che prestano a interessi pi alti delle banche senza esigere troppe garanzie.
Non avr la sede di Hanoi. Viene trasferita unaltra volta, per non ad Hanoi come aveva richiesto facendo presente in una lunga lettera  la prima di tante che scrive alle autorit  la sua condizione di vedova con tre figli. Le assegnano un posto di un certo prestigio, ma fuori dal mondo: direttrice didattica di una scuola femminile in una piccola citt della Cocincina, Vinh Long, sul delta di un fiume leggendario, il Mekong. Inutili ulteriori reclami, lettere, proteste e interventi di avvocati. Marie Donnadieu si rassegna. Con la morte nel cuore vende la casa di Hanoi e le sembra di seppellire per sempre, con questo, ogni residuo di felicit, ogni bel ricordo.  ingrassata, ha i capelli bianchi che tiene legati stretti in una piccola crocchia, veste di scuro e sostituisce le scarpe con comode ciabattine locali, salvo rare occasioni, quando va a protestare presso gli uffici amministrativi, per esempio, e si trucca e si ricorda di possedere anche qualche gioiello.
Vinh Long  una citt dacqua e risaie, di uccelli e canne di bamb, di fiori di loto e mongrovie. Il Mekong laggi viene chiamato poeticamente il Fiume dei Nove Dragoni, forma uninfinit di rac, canali e canaletti. Nel cielo si disegnano nuvole dalle forme meravigliose, grandi come montagne, rosate e celestine. Hanno una casa dignitosa a Vinh Long, dove resteranno quattro anni, dal 1924 al 1928, con terrazzi e giardino. C un salone spazioso, col pianoforte che Marie ha ripreso a suonare. Ha ripreso anche a curarsi la pelle che spalma di crema Tokalon e poi tampona con la cipria Houbigan, quando  invitata ai ricevimenti ufficiali. Sono le marche in voga, le user presto anche la figlia, imitandola. La scuola che governa  importante nella zona, ha sotto di s un vicedirettore, sette insegnanti francesi e undici ausiliarie. Forse il fatto che a un certo punto si fa tagliare i capelli secondo la moda  il segno che lo sbandamento  arginato, il lutto compiuto. Ha anche comprato un calesse a doppio tiro. Nen, sempre in pena per lei, pu rilassarsi e abbandonarsi alla sua vita selvaggia con Paulo, fra i rac e le amicizie coi nativi. Vorrebbe parlare la loro lingua e mangiare il loro cibo, che le piace tanto di pi della cucina francese, vestirsi con quei loro pantaloni larghi e la tunica lunga con gli spacchi che indossa per gioco, per scandalizzare la buona societ francese. Ora ha quasi tredici anni. Pierre  stato mandato a studiare in Francia, affidato a un prete di campagna amico di famiglia, e in casa si respira liberi dal giogo dei suoi scherzi feroci, del suo bisogno arrogante di sottomettere i fratelli e di sfidare la madre. Salvo diventare con lei un agnellino piagnucoloso per ottenere il perdono e la conferma di essere il pi amato nonostante tutto. Era gi partito quando Marie aveva tentato di salvare il neonato di una mendicante dandole una piastra purch non se lo vendesse come minacciava. Ma la mendicante glielo aveva consegnato di prepotenza ed era scappata via zoppicando sui piedi feriti, col naso rosicchiato dalla lebbra, urlando parole incomprensibili, ridendo in modo dissennato. Di quel bambino, che era una bambina, uno scheletrino di bambina, si occupavano tutte e tre, la madre, Marguerite e la giovanissima D, a sua volta sottratta alle attenzioni erotiche di Pierre. La figlia della mendicante era cos piccola da sembrare una neonata; aveva invece quasi due anni e non riusciva a camminare, bisognava nutrirla a forza. Avevano fatto di tutto per tenerla in vita, ma si era riempita di vermi e una mattina Nen la trov morta nella culla, soffocata. E fu un trauma enorme.
La mendicante era il contraltare di unaltra donna misteriosa, una signora dallaria aristocratica, Elizabeth Striedter si chiamava, che nellopera di Duras diventer Anne-Marie Stretter. La giovane Marguerite, alle soglie delladolescenza, laveva incrociata per strada, forse a Saigon o a Sadec, ed era rimasta incantata dal suo fascino, dalla sua bellezza algida. Si spostava in automobile, unautomobile costosa, guidata dallautista, e aveva due figlie bionde altrettanto altezzose. Si diceva che un uomo giovane si fosse ucciso per amor suo, perch la Striedter, o Stretter, moglie di un uomo in vista, lamministratore generale, non avrebbe mai lasciato il marito per lamante. E di amanti gliene venivano attribuiti diversi. Ma ci che colpiva la fantasia appassionata di Nen era lo sfinimento malinconico della signora, la sua infelicit incomprensibile. Bisogna sempre tenere nascosto agli amanti lamore per i mariti dir un giorno la scrittrice, divorata dalla stessa malinconia.
Non dava importanza allimmaginazione sentimentale della figlia la vedova Donnadieu, presa da sogni ben pi concreti. Le difficolt pratiche della vita le avevano fatto accantonare, ma non dimenticare, il progetto della concessione approvato dal marito nellincontro miracoloso sul piroscafo. Ma ora, venduta la casa di Hanoi e sul punto di recuperare gli arretrati della reversibilit, la speranza di trasformarsi in proprietaria terriera per garantire a s e ai figli un futuro di rispettabilit e agiatezza diventava possibile, urgente. E fu cos che si mise in marcia per lavventura pi spericolata della sua vita.
Loccasione arriva nel 1927, quando un decreto ministeriale favorisce nellassegnazione delle concessioni i dipendenti in procinto di andare in pensione e desiderosi di radicarsi nelle colonie.  il caso della preside Marie Donnadieu che non esita a farsi avanti. Il primo gennaio dellanno successivo avr ventiquattro anni di servizio, nella sua condizione di vedova di un funzionario le restano tre anni di lavoro. Ha individuato un vasto terreno di quasi duecento ettari sul golfo del Siam, nel sud del Regno Khmer, a una sessantina di chilometri dalla citt di Kampot. Sogna di trasformarlo in unimmensa risaia, ma non ne sottovaluta gli sviluppi turistici. La posizione  magnifica fra il mare e la Catena dellElefante. Gli europei della colonia hanno cominciato ad apprezzare la zona come meta di vacanza: lunghe spiagge bordate di palme, una stazioncina, i monti su cui rifugiarsi durante la grande calura, vaste foreste dove praticare la caccia grossa, una strada di polvere rossa che arriva fino ai templi di Angkor Wat, nel nord del piccolo regno. Marie aveva potuto apprezzare la bellezza del posto durante la permanenza a Phnom Penh. Cos, quando gli agenti del catasto le propongono una concessione molto pi piccola, che ha il vantaggio di essere vicina a Vinh Long, rifiuta senza nemmeno rifletterci. Lei deve diventare favolosamente ricca e solo una grande piantagione glielo pu permettere. Tutte le sere si siede al tavolino a stendere calcoli su calcoli per far quadrare progetti e risorse. Laffitto da pagare al demanio non  alto e in pochi anni, se il raccolto risulter fiorente come prevede, potr dimostrare di aver valorizzato le terre e non le sar difficile riscattarle. La concessione diventer roba sua. Non mette in conto Marie il fallimento, gli imprevisti del destino, la propria ignoranza sulla morfologia del territorio, linsidia dellacqua. Discute ogni passo col fantasma di Henri, sostiene che  lui a indicarle la direzione da prendere, a suggerirle ogni iniziativa. Scrive lettere, si presenta personalmente negli uffici. Alla fine la spunta.
Nel giro di qualche mese la concessione in Cambogia  una realt, e pazienza se da Vinh Long  e poi da Sadec, dove verr trasferita in barba alle sue richieste di essere ridestinata a Phnom Penh  le ci vogliono due giorni di viaggio per percorrere in macchina i seicento chilometri che la separano dalla concessione. Ora ha comprato una Citron decappottabile e Thanh, un giovane cambogiano che ha salvato dagli stenti,  cresciuto abbastanza per farle da autista. Partono la notte e si fermano a Phnom Penh. La mattina dopo si rimettono in viaggio. Ancora duecentocinquanta chilometri e arrivano alla concessione dove Marie segue i lavori di costruzione della risaia, per rimettersi in macchina la notte successiva e tornare indietro. Questo nei fine settimana, quando  libera dallinsegnamento. Destate, invece, porta con s Paulo e Nen e restano sul posto per tutti i mesi della chiusura scolastica. Paulo  entusiasta di andare a caccia. Marie segue i lavori di costruzione con un fervore febbricitante e comunica alla figlia un sentimento di attesa esaltata che la ragazza, ora quattordicenne, condivide con strisciante preoccupazione, soprattutto per la salute della madre che non si risparmia e va soggetta a collassi, quasi piccole crisi epilettiche. Limpresa  grandiosa. La vedova Donnadieu ha creato dal niente a soli due chilometri dal mare un villaggio per i lavoranti, una cinquantina, ingaggiati a Vinh Long perch non si fida dei cambogiani. I vietnamiti sono esperti di risiere e li conosce uno per uno.
La casa padronale la costruisce allinterno, sulla strada per Kampot a diversi chilometri dallacqua, su palafitte perch resti protetta dallumidit e dagli allagamenti dei monsoni.  un grande bungalow di legno in mezzo alle palme, con diverse stanze da letto, un soggiorno, il bagno, la cucina, una veranda spaziosa, la mansarda. Intorno Marie ha creato un giardino pieno di fiori. Ci vogliono quattro ore in barca per raggiungere le piantagioni. Manca solo Pierre, che  tornato dalla Francia dove non ha concluso niente. Preferisce la vita indipendente a Vinh Long, a Sadec, preferisce frequentare le fumerie doppio, buttarsi nel gioco, sperare di vincere soldi, finire col perderli.
Di questo passo in quattro anni saremo milionari ha detto la madre ai ragazzi. Non sa, anche se  convinta di sapere tutto, che quelle terre si trasformeranno nel corso di una sola notte in un deserto di sale. Altro che riso. Il riso, certo,  stato seminato, le piantine verdeggiano rigogliose. Sotto il sole i lavoranti, Marie, i suoi figli, Thanh ne spiano la crescita con orgoglio. Ma non sa  e probabilmente chi sapeva si era ben guardato dallavvertirla  che i suoi possedimenti sono destinati a venire sepolti dalla marea per una parte dellanno. Cos, a eccezione di una piccola area lontana dalloceano, quella intorno alla casa, la piantagione viene sommersa in poche ore dal mare e il raccolto va perduto quasi interamente. Lindomani non possono fare altro che constatare la portata del disastro andando e tornando con la barca e disperandosi per tutte le otto ore necessarie. Schiuma ovunque, sul mare e sulle mongrovie, grappoli di schiuma fin nella foresta, sugli alberi giganteschi.
Marie Legrand Donnadieu non  donna da perdersi danimo. La sera stessa escogita la soluzione. Avrebbe fatto erigere dighe di legno a protezione delle risaie e lanno successivo avrebbero avuto un raccolto ben pi copioso del primo andato a male. Le progetta lei stessa queste dighe, senza consultare nessun perito, contentandosi del parere del suo Henri. Mia madre agisce sempre in virt duna logica superiore e incontrollabile spiegava Marguerite quando le capitava di parlarne. A quel punto si era convinta che Marie fosse folle, completamente, selvaggiamente, teneramente folle.
Dunque, nella stagione secca, ingaggiano il doppio degli operai e in una corsa contro il tempo le dighe sono elevate sotto la supervisione della padrona, cappello coloniale in testa, una canna di bamb in mano, e di Nen e di Paulo, ancora una volta contagiati dalla presunta competenza materna. In fondo ha avuto unidea geniale Marie, si  sbagliata solo sui materiali, perch purtroppo il legno non regge alle frotte voraci dei granchi che, trascinati in massa dalle maree mescolati alla sabbia, ne rosicchiano le basi determinandone il crollo. Cos il raccolto va perduto una seconda volta e con esso i soldi investiti nella faraonica costruzione. A questo punto per non resta che fare un ultimo tentativo, fortificare con mucchi di pietre la base delle dighe. Tutti di nuovo al lavoro e questa volta, sia pure in una piccola parte della piantagione usata come campione, il riso pu crescere indisturbato. Marie ha vinto. Negli anni vedr moltiplicarsi il raccolto, tanto che ne spedir regolarmente interi sacchi in Francia alla figlia durante la guerra. Il suo sogno di agiatezza si era alla fine realizzato. A colpi di lettere e burocrazia era riuscita nel tempo a farsi assegnare definitivamente la propriet resa fiorente dalla sua capacit imprenditoriale. Cerano voluti dieci anni, ma ce laveva fatta. Era una proprietaria terriera, una milionaria.
Questa la vera storia. Questa storia qui, semmai, avrebbe dovuto raccontare Marguerite, se proprio doveva mettere in piazza le vicende di famiglia. Una storia di successo, di coraggio, di capacit, dintelligenza. Invece, la sua Nen laveva dipinta come una miserabile che soccombe sotto la sproporzione di un sogno irrealizzabile. Si era vergognata Marie con i parenti, con gli amici. Sono solo invenzioni letterarie avevano detto comprensivi. Ma chiss, nel fondo dei loro cuori era magari germinato un sospetto. E Pierre ne aveva sofferto pi di lei, povero Pierre, il pi debole dei suoi figli, tutto sommato il pi umano. Diverse volte aveva dovuto tamponare i debiti di gioco di quelluomo infantile capace di rovinarsi in una notte. Il gioco  una malattia; pu una madre abbandonare un figlio al suo destino girandosi dallaltra parte? Era questo che le rimproverava Nen? Nen, che poi nemmeno lei si era mai tirata indietro per soccorrere il fratello. Capita, nelle famiglie, un elemento difficile a condizionare le vite degli altri. Nella loro era stato Pierre.
Pierre, in piedi di fronte alla sorella, le porge il testamento, la mano gli trema. Sono ancora una volta nella camera della madre, gli oggetti stanno intorno intatti, indifferenti e tristi, il grande letto in attesa di un corpo nuovo che vi dormir, che vi far lamore, che vi morir.
Hai bevuto? gli chiede Marguerite. Pierre scuote il capo, si stringe i gomiti nelle mani intrecciando le braccia e sembra ancora pi magro, magro come un orientale. Piange.
Perch piangi?
Pierre continua a scuotere il capo.
Ho fatto di tutto perch ti perdonasse, mi credi? Non riesce a guardarla. Va verso la finestra aperta. Mi dispiace, leggi.
Di nuovo Marguerite prova il desiderio doloroso di non vivere quel momento, di essere lontana. Qualsiasi cosa ci sia scritta in quel pezzo di carta, limportante sarebbe esserne distante, che oggi fosse gi ieri. Prende forza e legge. Pierre, impressionato dal silenzio alle sue spalle, si volta a guardarla. Nen si  appoggiata allo schienale della poltrona, fissa un punto indeterminato nella tappezzeria.
Vuoi impugnarlo? Puoi farlo le dice il fratello.
Ti favorisce in modo scandaloso. Lascia praticamente tutto a te perch tu possa distruggere ancora una volta quello che lei ha costruito.
Non lo far. Pagher i debiti e cambier vita. Voglio sposarmi, sai?
Ah, s, e con chi?
Una ragazza, una parigina. Siamo innamorati.
Capita, s. Dinnamorarsi.
Ma  la donna che mi metter in riga. Ha polso. Ha capito tutto di me.
Marguerite prova a ridere: E ti sposa lo stesso?
Pierre prende la sorella per le braccia, la fa volteggiare nella stanza. Nen, Nen.  la mia ultima chance. Ho quasi cinquantanni esagera, lei venti. Una ragazza serissima, figlia di un medico, bionda, alta. Non le solite donnine che frequento io. Tu, mamma, lei: le mie fate buone. Davvero non ti opponi?  un testamento ingiusto, lo so bene.
Marguerite si sente male, le gira la testa. Vorrebbe gridare: non voglio niente. Ma sta troppo male.
Quando arriva il notaio, la invita lui pure a rifletterci, ma lei non ne pu pi e firma le carte senza pretendere una spartizione equa. Pierre sussurra a occhi bassi: Grazie.
Poi, quando rimangono di nuovo soli, apre un cassettino nascosto nel doppiofondo di uno scrittoio e sparge sulla ribalta i gioielli di Marie, avvoltolati in una pezza di velluto nero. Muovendo agile le dita spinge da parte una spilla e un anello con un dragone scolpito nelloro spiegando che vanno restituiti ai fratellastri, i figli di Alice.
Erano suoi, me lha detto mamma. Ci teneva che tornassero a Jean e a Jacques. E ora scegli lanello che preferisci. Io ne vorrei uno da regalare a Marie-Franoise, ma scegli tu per prima. E prendi anche qualche braccialetto. Sono cos belli.
Marguerite vorrebbe rispondergli tieniti tutto, visto che cos voleva Marie, vorrebbe scappare perch il cuore  sul punto di esplodere, ma le cade lo sguardo su una foto dentro una cornice dargento appoggiata sullo scrittoio. Sono lei e la madre sul divano della casa di Sadec in un momento felice. Marie coi capelli gi tutti bianchi, gli occhi severi e le sopracciglia ancora scure, un bel sorriso dei suoi a bocca chiusa, lo sguardo diretto, il largo viso liscio. Nen labbraccia da dietro, una mano abbandonata sulla sua spalla, la testa contro la testa. Ricorda di colpo la situazione, lallegria di quel giorno. Aveva quindici anni. Ricorda lamore che provava per Marie quel giorno, esattamente quel giorno. Ricorda il calore del corpo materno, il lieve sudore fra le rughe del collo che aveva voglia di baciare e quanto era luminosa la sua carnagione.
Con le mani tremanti si accende una sigaretta.
Voglio questo qui dice indicando un anello di diamanti a rosetta che era il preferito di Marie Donnadieu.
Prendi anche il braccialetto a torciglione. Mamma lo portava sempre. E questa giada incastonata nelloro. A te non piacciono le spille, ma potrai farne un anello.  di un verde cos trasparente! Le aggancia il bracciale intorno al polso, i suoi gesti sono delicati ed esperti, come quelli della commessa in una gioielleria.
Si sentono tutti e due pi tranquilli.
Allora pensi tu a mettere la casa in vendita. Mi raccomando. Io devo andare.
Scendendo le scale, si ferma un attimo ad accarezzare i cani con un dolore fitto. Era come se nella solitudine di quelle bestie senza padrona si concentrasse, in quel momento, tutta la sofferenza orfana del mondo. D le  corsa dietro fino alla macchina per darle ancora un bacio.
Di qualsiasi cosa tu abbia bisogno, io ci sono. Se vuoi venire a Parigi, fammelo sapere le dice Marguerite. Ma  sicura che D preferir rimanere con Pierre fino a quando le sar concesso.
Alla fine delle lezioni non suonava la campanella, sai, nel mio liceo di Saigon, ma il tam-tam. Lo percuoteva un ragazzo dalla pelle molto scura.
Sono di nuovo in viaggio verso il sud, guida Marguerite che intanto racconta. Grard non ne ha mai abbastanza dei suoi racconti. Cera anche questo di diverso con lui. Con Dionys, con Robert si parlava sempre del presente. Di politica, di lavoro, del bambino, dellAlgeria, delle relazioni con gli amici e del governo. Con Grard no, si parlava di Marguerite e del suo passato. Non di Grard, perch Grard non  abbastanza interessante diceva lui. In realt perch voleva restare sfumato, sfuggire alla coerenza di una storia. Tutto ci che riguardava Grard rimaneva nel vago. Invece lui pretendeva di sapere ogni particolare della vita di Marguerite, era curioso soprattutto di quella esotica infanzia indocinese, anche se era capace di unattenzione solo discontinua e a un certo punto, ogni volta, lei aveva limpressione di parlare a se stessa perch Grard aveva staccato il contatto, era in ascolto di chiss quale discorso interiore o semplicemente degli uccelli nellaria. Come adesso che nella testa di Nen risuona il lontano tam-tam della scuola e la sua vita di sedicenne umiliata e offesa. Il cuore le si  spostato in mezzo al petto e fa male, colmo di quei ricordi pesanti e di un dolore recente. Non la morte di Marie, no. Ora a straziarla  la separazione da Dionys, appena decisa, appena prima di partire per Saint-Tropez. Anche se continuer a vivere a rue Saint-Benot e resteranno uniti, e nulla sar davvero diverso. Oppure s? Era finita gi da tempo fra loro, s trattato solo di dirselo. Ma quello che la ferisce maggiormente  la scelta di suo figlio. Ha dieci anni e per la prima volta non ha voluto seguirla in vacanza. Ha preferito mettersi in viaggio con il padre insieme ai Vittorini diretti in Spagna. Stravede per Elio, Outa. Dove saranno adesso? Si ricorderanno di coprirgli i capelli per ripararlo dal sole? Ginetta le ha garantito che avrebbe vegliato lei sul piccolo. Ma Ginetta Vittorini non ha figli,  una donna materna a suo modo, ma avere o non avere avuto bambini fa una grande differenza. Immagina la sofferenza di Marie Donnadieu laggi in Indocina, lontana da due dei suoi figli, la sua lacerazione di madre quando  morto Paulo. Evocare il fratellino  lo definisce sempre cos, anche se aveva tre anni pi di lei  aggiunge angoscia allangoscia. Deve parlarne a Grard, altrimenti sar sopraffatta, adesso, da quel ricordo.
A un certo punto la vita diventa un cimitero, quando le persone che ami, i tuoi punti di riferimento spariscono dice, e subito pensa che lui  troppo giovane per capire, ed  tentata di cambiare discorso. Ma Grard le punta addosso gli occhi bruni in modo interrogativo, laccarezza con uno dei suoi sguardi pi teneri.
A un certo punto, quando? domanda. La morte  un orrore sempre. La morte giovane poi. Quanti anni aveva tuo fratello?
Trentadue.
Praticamente la mia et.
Gli ha gi parlato tanto di Paulo e del loro rapporto morboso, quasi incestuoso da piccoli. Grard era rimasto colpito dalla figura di Joseph nella Diga sul Pacifico e aveva la curiosit di sapere quanto fosse davvero un calco di Paul.
Joseph  un misto dei miei fratelli, quello buono e quello cattivo. Paul era un ragazzo introverso, sottomesso a nostra madre. Ho sempre pensato che avrebbe cominciato ad avere una vita sua solo se Marie fosse morta presto. Mia madre non poteva fare a meno di schiacciare le persone deboli, aveva un carattere... esorbitante.
Ho capito da chi hai preso!
Non sai di che parli. Continuano a litigare cos, per gioco, lungo qualche chilometro, quando inaspettatamente Marguerite infila una strada sulla destra.
Ma che stai facendo? Dobbiamo proseguire dritti verso la costa.
Ho visto il cartello per Bordeaux e mi  venuta una voglia improvvisa di portarti nelle terre di mio padre, a Duras. Sono cresciuta un po anche qui sai, perch dopo la sua morte siamo ritornati in Francia per sistemare leredit. Avevo otto anni.
Marguerite ha adorato il modo euforico in cui Grard ha commentato il cambiamento di programma: E sia. Andiamo a Duras con Duras! e adesso, passeggiando per la fortezza di cui aveva preso il nome, gli stringe la mano non come unamante, ma come la bambina dun tempo, che proprio l con unamichetta, la succube Yvette, aveva giocato a re e principesse nella Sala dei Segreti e quelle parole  Duras, Segreti  le si stampavano nella memoria con la tempesta incantevole dei sentimenti infantili. Salgono sulla torre e fumano controvento nellaria finalmente fresca di quel torrido agosto, dominando la valle del Dropt e indicando a casaccio la direzione di localit che credono di riconoscere. Il fiume, per,  sempre lo stesso, Marguerite non si pu sbagliare, sempre allo stesso posto, e cos il suo affluente, il Riotor, che vi si gettava dentro con un impeto e un fracasso da grandi cascate. E adesso negli occhi le ritorna quellimmagine vista tante volte dalla finestra, e nelle orecchie il rumore dellacqua e del vento fra i pioppi giganti, che in autunno diventavano doro, e nelle narici lodore della terra smossa dopo la pioggia, delle foglie putride che calpestava a piedi nudi, delle stalle, del concime. E ricorda il rollio lento della sedia a dondolo di sua madre sotto il pergolato. A Pardaillan come a Vinh Long come a Sadec come in Cambogia, Marie passava ore a cullarsi sulle sedie a dondolo, erano la sua passione, il suo riposo. Marguerite ne sorride fra s e di nuovo, dopo tanto tempo, prova per sua madre laffetto lancinante di quando era piccola.
Chiedono in giro indicazioni per arrivare a Le Platier, ma continuano a perdersi. Qualcuno li ha avvertiti: cosa ci vanno a fare,  un rudere invaso dalle erbacce, lultimo proprietario  morto. Trovano il passaggio a livello abbassato. Aspettano a lungo sotto il sole. Marguerite scende e si appoggia alla sbarra fumando. Succede cos che il ricordo la travolge mentre passa il treno sollevando polvere e vento. La morte di Bruna.
Chi  Bruna? urla Grard cercando di calmarla.
Torniamo a Saint-Trop. Non voglio pi andare al Platier impone lei quando  di nuovo in grado di parlare.
Bruna era una mucca. Quel giorno Nen aveva avuto il permesso di pascolare le mucche di una vicina e Bruna, la sua preferita, era stata colpita di striscio dal treno, quel treno. Un corno era stato estirpato nellimpatto, pendeva di lato e ne uscivano fiotti di sangue. Lanimale si scuoteva disperato, soffriva atrocemente e la bambina non sapeva cosa fare, piangeva fissando inebetita la macabra scena, accarezzandogli un fianco. Bruna lottava contro quella cosa spaventosa che si stava impadronendo di lei, non voleva morire, lo dicevano chiaramente i suoi occhi, le sue convulsioni. Poi improvvisamente si era arresa, era entrata in unirraggiungibile solitudine ancora viva, ma gi consegnata alla morte. E Nen era diventata consapevole che niente, mai, lavrebbe consolata di quellaffondamento nel nulla, quella trasformazione repentina di un corpo che era stato energia, sensualit, e diventava una cosa inerte, rigida, repellente. E aveva avuto il desiderio cattivo di uccidere il macchinista, di sterminare lintero villaggio.
Aveva provato una furia analoga alla morte di Paul, ricevendo il telegramma con la notizia; cera scritto qualcosa come:  stato richiamato in cielo. Non era di Marie, sua madre non si sarebbe mai espressa in quel modo, doveva essere affranta al punto da non trovare la forza di dettarlo. Nen era straziata, troppo distante da Saigon e impotente. Da quanti anni non lo vedeva? E quanto poco si scrivevano, quanto poco sapeva di lui ormai. Ma la violenza questa volta la volgeva contro se stessa, avrebbe voluto suicidarsi. Stava lavorando a La vita tranquilla e i suoi dialoghi con la morte erano entrati nel libro: Ti ho dato il mio piccolo fratello, quella torcia che era il mio fratellino, e lui s, lhai completamente incenerito. Mentre io sono sempre qui sana e salva nella mia noia paludosa.
Come si fa a sopravvivere, Grard?
Torniamo a Saint-Trop le risponde aiutandola a risalire in macchina. Torniamo sulla costa e cerchiamo di essere felici.
Questo le piace di Grard, la sua capacit di riportarla sulla terra, nel presente, con un gesto, una frase. Non  un intellettuale. O meglio s, lo , ma di un tipo completamente differente dagli uomini che ha amato fin l. Jarlot non spacca il capello in quattro, non si perde in discussioni infinite,  indifferente ai grandi temi, guarda le cose dallalto con un sorrisetto beffardo.  di carne, prima che di testa. La sua esperienza parte e ritorna alla carne.  un ribelle ai codici di qualsiasi genere, anche quelli interni al gruppo dappartenenza. Un dandy. Marguerite  affascinata dalla sua leggerezza e dalla sua generosit, e dalla facilit con cui passa dalla scrittura di una sceneggiatura a quella di un romanzo a quella di un articolo di giornale, e in questo caso lo fa con una libert che la diverte, fregandosene della verit di quanto va raccontando a vantaggio delleffetto da produrre. Sei un immorale lo rimprovera ridendo. Sono un animale risponde lui. E: Immagino cosa penseranno di me i tuoi serissimi amici marxisti... Il guaio  che hai affascinato anche loro. Non c pi una sponda ad arginarti! Dice marxisti come direbbe freudiani, lacaniani, non capisce cosa rappresenta per loro il marxismo: qualcosa che viene prima di tutto, non solo una scelta di parte, ma una patria. E un sogno, una speranza di rigenerazione collettiva, unica possibilit di sopravvivere alla tragedia della guerra, allolocausto. Allinizio non era stata solo speranza, era una certezza. E poi unillusione.
Durante quel lungo viaggio di ritorno si sono fermati ancora una volta in albergo, hanno preso una stanza per riposare e hanno fatto lamore con la tenerezza iniziale che inevitabilmente sfocia in una sopraffazione condivisa, desiderata, richiesta. Forse lui fa sempre lamore cos. Lo nega, ma forse  il suo modo. Sostiene che soltanto con lei gli scatta quel bisogno selvaggio di appropriazione, di punizione, di disintegrazione dei corpi per ricomporne uno solo. A Marguerite del resto accade qualcosa di simile, per la prima volta il sesso  diventato una lotta in cui alla fine le piace soccombere. Fumano e bevono molto, perch senza sigarette e senza alcol non sono in grado di reggere la tensione costante che generano. Tutto quel fare allamore e con tanta sfrenatezza produce in lei una strana riconsiderazione di ogni aspetto dellesistenza. Si lascia andare,  travolta, ma insieme percepisce un movimento interiore verso lalto, come un affogato che risalga verso la luce, verso laria. Quando Grard  dentro di lei, sa precisamente che nessuno lha posseduta cos intimamente e che non  possibile andare oltre. Lui ha toccato un punto che conservava nascosto anche a se stessa e glielha rivelato. Prova una sensazione di morte e di salvezza insieme. Forse di rinascita. Mi uccidi, ma mi fai bene. Mi distruggi e mi salvi. Divento me stessa con te gli dice. Si  messa a scrivere in un altro modo da quando lo conosce, un piccolo romanzo che vuole intitolare come una partitura, Moderato cantabile, in cui intende seguire il desiderio amoroso fino alle sue estreme conseguenze, ma soprattutto vuole comporlo come un pezzo musicale, con la sinuosit di un moto ondoso, interiore. Medita molto sulla scrittura in quei giorni. Tutto ci che ha pubblicato fino ad allora le sembra troppo tradizionale.  suggestionata dalle scoperte di Robbe-Grillet, di Sarraute, di Butor, di Simon. In parte sente che hanno ragione loro, il romanzo deve rinnovarsi. E le piacerebbe ottenere il permesso dal suo editore, Gallimard, di pubblicare quel nuovo libricino con Les ditions de Minuit. Robbe-Grillet la vorrebbe nella sua collana e le ha presentato il direttore di Minuit, Jrme Lindon. Le piace Lindon, anche se la mette un po a disagio. Le piace quella casa editrice minuscola e leggendaria, che ha stampato un libro imprescindibile come Il silenzio del mare di Vercors, e poi gli altri testi della Resistenza, e ora pubblica gli autori per lei pi interessanti, Beckett, Bataille, Blanchot. Ah, quanto le piacerebbe figurare in quel catalogo con Moderato, il testo della sua svolta letteraria, che  tanto  avr il solito pubblico esiguo, perch con lei nemmeno Gallimard riesce a fare il miracolo di superare le cinquemila copie. Non si chiama mica de Beauvoir o Sagan. Lei  Duras! Le piace come la parola del suo nome si forma dentro la bocca costringendo prima le labbra nellaccenno dun bacio, e poi le allarga in un abbozzo di sorriso mentre la erre si arrota in fondo al palato e la lingua si appoggia ai denti invitando al silenzio. Quante cose succedono in una parola cos breve. Quanto sono importanti le parole quando sono precise. E com importante lo sguardo sulle cose quando si scrive. Ha scritto in prima persona, ha scritto in terza persona. Deve scrivere come in uno specchio, guardandosi vivere. Lo far a ogni costo, anche se Robert Antelme e Dionys Mascolo continueranno a bacchettarla sulle dita, a scuoterle lindice davanti al naso, a romperle le scatole con le loro critiche o la loro condiscendenza. Ma  il loro modo di stare al mondo, non ci si pu fare niente. E il mondo  diviso in uomini e donne, e lei  una donna. Non ci si  messo anche Sartre a dirle che scrive male respingendo un suo articolo critico su Le mani sporche per Les Temps Modernes e invitandola a imparare da Simone de Beauvoir che  davvero di primordine? Certo anche Simone  una donna, ma una donna di potere, quindi quasi un uomo. Mi scusi, Jean-Paul, non ho ricevuto una buona educazione io, e me ne frego di Beauvoir gli ha risposto.
Continuer a restare fuori dal regno, a bussare contro la porta chiusa e a sentirsi umiliata. E non conta niente che qualche anno dopo lo stesso Sartre le pubblicher un racconto sulla sua rivista e neppure che il prestigioso Queneau avesse intuito precocemente il suo talento incoraggiandola: Scriva! Solo questo deve fare. Non si possono conoscere le tenebre partendo dal giorno. Sta andando dallo psicanalista, in segreto. Chiss se serve a vincere quel complicato senso di inferiorit che stranamente, sempre pi spesso, si ribalta nel suo opposto. Era cos furiosa quando non le hanno dato il Goncourt nel 50 per Una diga. Era talmente consapevole di meritarlo quel premio. Ma non si vincono i premi letterari perch si meritano. Sono altre le ragioni, politiche, editoriali, dovute alle mode del momento, alle simpatie, alle amicizie. E infatti era stato assegnato a Paul Colin, pubblicato dal suo stesso editore, da Gallimard! Ma chi  Paul Colin? Cosa rester di lui? Le sue vendite stratosferiche dopo aver preso il Goncourt, questo rester, nientaltro; ci avrebbe messo la mano sul fuoco.
Era stato un anno di grandi umiliazioni il 1950. In marzo lavevano cacciata dal partito dopo un processo vergognoso dandole della puttana senza mezzi termini. Eretica e ninfomane, cos lavevano definita. Unaggravante la sua vita sessuale, rispetto alla motivazione con cui espellevano Antelme e Mascolo, loro erano stati considerati eretici e basta. Tutti e tre credevano nel comunismo come in una religione, ma una religione laica, dunque passibile di essere riformata, discussa, corretta perch fatta da esseri umani. Sbagliano facilmente gli esseri umani e rimangono impigliati nei loro sogni ingannevoli. Come poteva gente come loro, uscita dalla Resistenza, decisa a vivere solo a patto di cambiare radicalmente la societ e il mondo, sopportare le derive totalitarie che lUrss riverberava sui partiti comunisti europei? Non si era fatto che discutere negli anni del dopoguerra al numero 5 di rue Saint-Benot, anche se non erano mai stati un gruppo, non erano Bloomsbury, non intendevano imporre uno stile di vita. Erano una manciata di amici e conoscenti di generazioni diverse, e di idee anche diverse in certi casi, che andavano e venivano, a volte restavano a dormire accampandosi sui divani o nella stanza degli ospiti, pure per lunghi periodi come avevano fatto Edgar e Violette Morin per tutto il 46 e il 47. A casa loro si vedevano Calvino, Bataille, Vittorini naturalmente, Dos Passos, Lacan, Semprn, Queneau e qualche operaio o minatore in sciopero che aveva bisogno di asilo. Era compreso, nel contratto daffitto firmato da Antelme, anche un abbaino con lacqua corrente e lelettricit che subaffittarono nel tempo a Romain Gary, a Copi, a Vila-Matas, quando erano giovani, sconosciuti e squattrinati.
Il comunismo ha creato un nuovo tipo di stronzo ha osservato un giorno Antelme, pacatamente com nel suo stile. Lo dice in contrapposizione allUomo Nuovo, Nuovo Umanesimo, Nuovo Intellettuale in cui tutti loro hanno creduto, e continuano a credere, malgrado la realpolitik sovietica. La constatazione di Robert cade fra gli amici con leffetto di una bomba. Possono continuare a dirsi comunisti se rifiutano di condividere limpostazione dogmatica del partito? O dovrebbero piuttosto creare un movimento dal basso per correggere la deriva repressiva? Il Pcf  contro i pederasti, contro lesistenzialismo, contro tutto ci che nei comportamenti individuali minaccia la seriet, la centralit della famiglia,  contro per principio a quel che viene dallAmerica, fosse la coda di cavallo delle ragazze o la moda delle cenerentole ai piedi o la musica jazz. Il clima di sospetto non risparmia la cultura. Bisogna ripudiare la pornografia di Henry Miller, ma anche lindipendenza di Hemingway o la musica di Bla Bartk, che furoreggia sul grammofono di rue Saint-Benot da quando un amico lha introdotta arrivando con i dischi del compositore ungherese sotto il braccio. Cosa centra limperialismo americano con Faulkner? Da quando Vittorini ha scritto in una lettera aperta a Togliatti che il ruolo degli intellettuali non pu ridursi a suonare il piffero per la Rivoluzione, le idee si sono chiarite anche a Saint-Benot. E per quanto i rapporti del gruppo con Sartre siano altalenanti perch risentono della radicale contrapposizione del filosofo esistenzialista allUnione Sovietica, viene il giorno in cui anche Saint-Benot converge sulla linea sartriana: La politica del partito staliniano  incompatibile con lesercizio onesto del mestiere letterario. Quando Antelme chiede ragione, allinterno della sua sezione, delle voci che cominciano a girare sui gulag che altro non sarebbero se non una nuova declinazione dei lager nazisti, su di lui e i suoi amici pi vicini prendono ad aleggiare i pettegolezzi e i sospetti dei burocrati e degli ortodossi. Le posizioni sirrigidiscono. Qualcuno, come Morin, pensa di abbandonare subito il Pcf, altri, come Mascolo e Antelme, danno battaglia. Ma la sezione a cui sono iscritti, la 722, che  quella storica di Saint-Germain, decide l8 marzo del 1950, con un processo che sar ratificato dal partito tre anni dopo, di espellerli tutti e tre, Dionys, Robert e Marguerite. Anzi tutti e quattro, anche Monique Rgnier, compagna di Antelme, condivide lo stesso destino. Anzi tutti e cinque. Viene espulso con le stesse motivazioni persino il primo marito di Monique, Bernard Guillochon, che non  un intellettuale, ma un operaio, reo secondo gli accusatori di aver accettato il triangolo sentimentale con la moglie e il suo amante.
Le accuse nei dettagli sono: tentativo di sabotare il partito, frequentazioni trotskiste, assiduit in locali notturni ove regna la corruzione politica, intellettuale e morale e si esibisce una nemica del popolo come Juliette Grco. Per le due donne ci sono altre aggravanti: convivere al di fuori del vincolo matrimoniale e avere una condotta sessuale equivoca, dissoluta Monique, ninfomane Marguerite, alla quale non si perdona nemmeno lantico impiego ministeriale nella Commissione per la Carta, che viene descritto negli atti processuali come partecipazione alla censura sotto loccupazione tedesca.
Per lei, iscritta fra i primi al partito,   ancor pi che per gli altri  una ferita irreparabile, la perdita di una comunit zattera, porto, approdo, un dolore enorme, che in pi rimescola mai sopiti complessi di esclusione, ripudio, esilio. Argomenti ridicoli e irrisori. Trovo questa cattiveria nei miei confronti incomprensibile reagisce incredula. In una lettera al segretario della sezione Saint-Germain-des-Prs del 16 gennaio 1950, quando ancora spera in un chiarimento, ha scritto di sentirsi profondamente, organicamente comunista. Non potrei essere altro che comunista. La mia fiducia nel partito  intatta, anche se ammette di non poter cambiare i suoi gusti letterari perch le  fisicamente impossibile rinunciarvi. In aprile, in unaltra lettera, Robert Antelme tenta di difenderla:  a questa compagna, che alcuni miserabili definiscono puttana, che devo la vita dopo il rientro dalla mia deportazione ed  lei che mi ha spinto a militare nel partito. Ma non serve a nulla, come non servono le testimonianze di altri reietti, Mascolo, Morin.
Calmatesi le acque, nel 54, Marguerite, disposta a passare sopra a tutto pur di recuperare lappartenenza perduta, chiede di potersi iscrivere una seconda volta. Le viene rifiutato. E molti anni dopo rielaborer in una commedia, Un homme est venu me voir, i suoi delusi sentimenti rivoluzionari: Cos limpossibilit di cambiare luomo  un aspetto della poesia. Si ha nostalgia della poesia perduta, si ha nostalgia di non poter tenere in pugno la perdita delluomo e, insieme, la sua salvezza.
Le cose, nella loro complicata realt, non stavano in modo molto diverso da come venivano descritte secondo la restrittiva morale del partito; il giudizio naturalmente dipende dallapertura mentale di chi giudica. In rue Saint-Benot Robert e Marguerite occupavano stanze separate, ma erano sposati, almeno lo erano stati fino al 47, fino alla nascita di Jean, quando avevano divorziato ufficialmente. Dionys continuava a vivere da sua madre, non voleva legami di coppia; per la maggior parte delle sere, siccome si tirava tardi a discutere e la metropolitana chiudeva, rimaneva a dormire sul divano. La regola era che in casa non si scopava. Lei e Dionys andavano in albergo e del resto, finiti i primi anni di passione travolgente, il sesso non costituiva pi una necessit imperiosa. Intanto Robert si vedeva con Monique, una collega del Ministero dellIndustria dove aveva mantenuto un impiego fino al 54 quando era passato anche lui a Gallimard, in rue de lUniversit, per lavorare allEncyclopdie de la Pliade, in una stanza vicina allufficio di Mascolo, importante editor della casa editrice. Nemmeno gli amici che frequentavano abitualmente Saint-Benot sapevano i dettagli della loro vita privata e come lapparente triangolo di quel mnage fosse un quadrato o, data la tendenza allinfedelt del terzetto, una figura geometrica dotata di altri numerosi lati. Monique faceva parte della compagnia e si salvavano le apparenze. Cera stata un po di confusione solo alla nascita di Jean. Di chi era figlio insomma? Ma di Dionys,  ovvio, il miglior amico di Robert! Alla festicciola per la nascita del piccolo, Robert era costretto a bofonchiare dentro la folta barba a chi lo complimentava: Ma no, non sono io il padre. Fra gli intellettuali, dopotutto, la fedelt  leccezione, pensava Duras, che ne aveva sedotti tanti, sposati e no. Con Semprn, per, le era andata male, perch aveva perso la testa per unattrice bellissima e non voleva saperne di altre donne, Semprn che poi  intellettuale organico nel partito  non li avrebbe mai difesi e anzi li avrebbe traditi rivelando la loro assiduit nei bistrot di Saint-Germain; almeno questa fu sempre la convinzione di Marguerite.
Sedurli era lunico modo di sottomettere gli uomini, quei macisti. In salotto loro discutevano, lei  che era ancora Nen, dolce miniatura di donna dagli occhi verdi distanti, da sfinge, graziosissima, con le labbra colorate dun rosso cupo e lo smalto alle unghie  taceva molto. Solo ogni tanto imponeva la sua voce bassa, appassionata, per difendere una posizione sempre un po oltranzista, ispirata. Regalandole una copia di Esorcismi, Henri Michaux le aveva scritto nella dedica: A Marguerite Antelme, da sfinge a sfinge, con amicizia.
A modo suo, fra i fornelli e la macchina da scrivere, Nen regnava. Quellappartamento al terzo piano dai soffitti alti e il lucido pavimento di parquet, i grandi stucchi e i caminetti di marmo somigliava pi a lei che al marito. Regnava in mezzo ai tappeti colorati, ai mobili che avevano ereditato dalle famiglie o comprato a pochi franchi dai rigattieri, tra i fiori freschi nei vasi e quelli secchi che maniacalmente preparava e regalava e appendeva qui e l, fra ninnoli e fotografie della sua infanzia indocinese, fra cuscini ricamati e copriletti alluncinetto. Regnava nellerotismo che spargeva intorno e nella rivalit che stabiliva con le altre donne, quelle non disposte a riconoscere la sua supremazia. Regnava su quegli anni felici, esplodendo in risate affascinanti e mettendosi al piano a cantare Ramona o Lamour de moy, anche se non era brava a conservarla la felicit, n a godersela, sempre consapevole della sua consistenza di farfalla, sempre spaventata e in attesa di uninevitabile fine, del dolore che si sarebbe prodotto.
Era lei a fare la spesa per tutti, a ritirarsi in cucina mentre in salotto infuriava una discussione sul piano Marshall, sulle lotte operaie, sulla fine del colonialismo, sul Nobel a Gide. In quattro e quattrotto sfornava pietanze quasi sempre esotiche: riso al curry, frittata alla vietnamita, gazpacho, borc, crema di porri... Mangiavano con gusto e la lodavano con ammirata riconoscenza. Nessuno mai le chiedeva cosa stesse scrivendo, anzi sembrava che ci si dovesse vergognare di unattivit tanto futile. Erano tempi di politica, non di letteratura. Nel partito lo teneva nascosto di essere una scrittrice che aveva pubblicato gi due libri. Alla gente serviva pane, non romanzi. Gli scioperi si moltiplicavano, le manifestazioni per strada si facevano ogni giorno pi dure. Si radicalizzavano le posizioni. Per carit, Robert e Dionys leggevano religiosamente quel che andava scrivendo e commentavano: Geniale, straordinario; poi per si affrettavano a consigliarle: Dovresti cambiare questo, asciugare quello, troppo Hemingway, troppo Faulkner. Insomma, troppa dipendenza dalla letteratura americana! In realt non la prendevano granch sul serio, non capivano quanto scrivere fosse per lei una questione di vita o di morte. Il suo primo romanzo era stato respinto da Denol con la motivazione: Per quanto faccia, non sar mai uno scrittore e tutti pensavano  lei lo sapeva  che alla fine fosse riuscita a pubblicarlo da Plon solo perch Robert si era dato da fare con le sue amicizie. Quando Mascolo era diventato il suo amante nellinverno del 43, lei gli aveva regalato una copia degli Impudents con la dedica: A Dionys che mi ha insegnato a disprezzare questo libro.
Aveva capito presto, da piccola, che le donne appartenevano a un regno inferiore e che le bambine come lei, con quel carattere triste eppure sfrontato, occupavano il gradino pi basso fra le femmine; cos, da subito, si era sentita vicina a tutte le creature pi miserabili della terra. Aveva capito in Cina, quando andavano in vacanza sui monti dello Yunnan, che lessere umano  crudele, pronto a disprezzare, schiacciare, torturare le creature pi deboli, siano donne, animali, vecchi, bambini. L aveva scoperto lorribile destino femminile di avere i piedi deformati dalla nascita perch restassero piccoli e perch fosse tolta per sempre alle donne lindipendenza, anche quella naturale della corsa, del movimento. L aveva sentito raccontare con raccapriccio che gli adulteri venivano sepolti vivi e lapidati uno di fronte allaltra in pubblico, ma mentre al maschio veniva lasciata una possibilit di liberarsi e salvarsi, alla femmina mai.
Quanto a umiliazione, era unintenditrice. Laveva assaporata da subito, tutte le volte che il suo bisogno damore era stato respinto da Marie, tutte le volte che nella sua insignificanza si era paragonata ad altre donne, sempre pi belle, pi sicure, pi comode nei loro vestiti, scarpe, automobili. Come quando camminava su rue Catinat, la strada pi chic di Saigon, e pensava che le altre dicessero di lei: Cosa ci fa questa disgraziata sui nostri eleganti marciapiedi? Lei era ridicola, malvestita, troppo magra, troppo bassa, aveva i capelli mossi e li voleva lisci; li tirava dentro le trecce che arrotolava dietro la testa. La cosa pi bella che hai, questi capelli rossicci, cos morbidi, cos lunghi le diceva la madre e Nen deduceva di non essere bella, non cera altro da ammirare in lei se non i capelli, dal colore indefinito per giunta, non potevi dirli rossi n bruni n castani. Che gli uomini la guardassero non aveva importanza, gli uomini a Saigon guardavano sempre le ragazze bianche. Per loro contava che non fossero native se erano nativi, che fossero giovani se erano occidentali. Decisivo era lo sguardo femminile, lo sguardo delle ragazze della sua et, raffinate, bellissime, alte, vestite di bianco e con la racchetta in mano perch dirette al Circolo del Tennis. Loro erano in gruppo e lei era sola e non giocava a tennis e non andava in piscina e non indossava mai abiti adatti alle situazioni. Si vergognava di sua madre, sempre sciatta, e del proprio corpo sgraziato e delle lentiggini da rossa. Era un incubo camminare per rue Catinat, dove cera la libreria Portail e cera la pasticceria Pagoda e i Grandi Magazzini Charner e la farmacia Irne e lhotel Continental, il pi bello della citt. Camminando passava in mezzo a gruppi ciarlieri di ragazze ridenti e immaginava ridessero di lei. I piedi le diventavano pesanti, le guance rosse, le ginocchia instabili. Si sentiva talmente brutta da suscitare scandalo, le sembrava che tutti parlassero del suo aspetto disprezzandolo, commiserandola per la gonna sbagliata, il cappellino assurdo, la borsetta da signora. Avrebbe voluto scomparire in un rigagnolo, gettarci almeno quella ridicolissima borsetta di sua madre. Invece sinfilava nel cinema Eden e una volta dentro doveva subire il supplizio di unaltra camminata verso i posti anteriori, i meno cari. Solo quando finalmente poteva accomodarsi sulla sedia di paglia e si spegnevano le luci tirava un sospiro di sollievo. Sprofondava in una vita che non era la sua, quella proiettata sullo schermo. Il pianoforte cominciava a suonare e lei ringraziava in cuor suo la grande notte del cinema che rende tutti uguali e lava lorribile sudiciume delladolescenza. Guardando Casanova sidentificava con lattrice del film, una bellissima dama di corte che conosce lamore nella forma di un uomo bruno stupendo, che arriva presagito ma di sorpresa, come il temporale, e la bacia. Nen, sotto lo schermo, sentiva quel bacio sulle labbra, era lei a essere baciata e consolata di ogni precedente umiliazione. Non importava pi se Pierre le aveva detto che nessuno lavrebbe mai sposata  perch era un ragno non una donna  e non importava che a scuola fosse antipatica a tutti, compagne, ragazzi, sorveglianti, perch era arrogante, selvaggia, brusca. Non importava che la madre avesse alzato le spalle quando la figlia le aveva detto per lennesima volta che nella vita voleva scrivere e nientaltro. Quellalzata di spalle indimenticabile lha pugnalata al centro dei sentimenti grandiosi che coltivava e li ha infranti come una pietra infrange una vetrata. Non importava se lindifferenza dei suoi compagni di scuola la faceva soffrire, se li rivedeva in sogno e si svegliava piangendo. Anche per lei un giorno sarebbe arrivato un amante, come arriva il temporale. E lavrebbe trovata carina e portata via, lontano dalla madre e i suoi chetties, da Pierre e il suo oppio, da Paul e la sua caccia.
Quando giungono sulla costa  gi notte e sono stanchi, ma Grard vuole lo stesso andare a ballare. La notte a Saint-Tropez  pi movimentata del giorno da quando impazza il nuovo idolo cinematografico che contende a Marilyn Monroe il primato di icona sexy, la poco pi che ventenne Brigitte Bardot. Sta lasciando Roger Vadim per Jean-Louis Trintignant, ne sono pieni i giornali. La incontrano nelle caves e nei caff della cittadina e Marguerite la osserva. Ne scriver su France Observateur in un articolo in cui la incorona regina con divertimento. Non si sente pi minacciata dalle belle. Si stringe a Grard, che  arrivato come il temporale, ma in carne e ossa. Suonano Blue Moon, ha la guancia sul cuore di lui.  ubriaca e, almeno per la durata della notte, si sente felice.

Margot.

Non deve saperlo brutalmente. Bisogna prepararla dice Dionys Mascolo.
Credo anchio dice Robert Antelme.
Siete pazzi? Marguerite va avvisata immediatamente, prima che venga a saperlo dai giornali o dalla tv dice Eva Jarlot.
Daccordo, ma almeno teniamole nascosto come  morto insiste Dionys.
Perch continuate a trattarla da bambina?  perfettamente in grado di sopportare la verit; ha il diritto di sapere tutto.
Robert  il primo a cedere. S, credo che Eva abbia ragione. Siamo troppo protettivi. In fondo si erano lasciati da due anni.
 stato lui a lasciarla gli ricorda Dionys. Margot ne ha sofferto terribilmente. E poi  in un brutto periodo, tutti questi lutti, e la vicenda Ben Barka.  stata chiamata dalla polizia gi due volte, non si sa a dire che. Difende la sua posizione con sempre minor convinzione. Tanto, pensa,  solo questione di tempo e qualcuno glielo dir che Grard  morto in un albergo di Saint-Germain, mentre faceva lamore.
Una bella morte, quella che voleva. Sar durata un secondo le racconta Dionys in rue Saint-Benot.
E lei chi ?
Una modella dai capelli rossi. Le andava dietro da diverso tempo, pensa che stava per sposarsi, ma Grard  riuscito a sedurla lo stesso. Lei alla fine ha ceduto. Poi  scappata riassume Robert.
 scappata dalla stanza, dallalbergo?
S,  scappata via. Temeva lo scandalo, di non potersi sposare pi... Ma ha telefonato per avvertire la reception. Robert parla, Dionys tace spiando le reazioni di Marguerite, che sembra molto, troppo calma.
Doveva essere emozionatissimo. Lei gli ha ceduto dopo una lunga resistenza ripete parlando fra s, la voce che sale faticosamente dal fondo della gola, quasi per imprimersi bene nella memoria ogni dettaglio.
Si erano conosciuti la scorsa estate precisa Dionys.
Al di l dei vetri cade una pioggia fitta, grigia.  la fine di febbraio del 1966. Non nevica pi come in gennaio, quando tutta la Francia  rimasta paralizzata dalla neve, ma fa ancora molto freddo. Marguerite siede in poltrona, rigida, Dionys le incombe addosso appollaiato sul bracciolo. Robert sul divano di fronte gioca con una penna.
 morto dentro di lei. Se n accorta dal peso di Grard che le ricadeva di colpo addosso. Si  spaventata.  scappata continua a ricostruire Marguerite.
S,  andata cos sospira Robert e si alza in piedi perch deve tornare a casa, da Monique. Gli altri lo accompagnano alla porta. Tornano in salotto, si mettono di nuovo seduti, sul divano stavolta. Dionys le prende le mani fra le sue in silenzio.
Non ci si vedeva da tanto tempo dice Marguerite.
Lo so.
Mentiva troppo per diventare un vero scrittore.
Vuoi dire che mentiva anche a se stesso?
Non poteva fare a meno di mentire. Non parlo solo dei tradimenti. Non si faceva mettere in crisi dalla scrittura, nemmeno incidentalmente, nemmeno per sbaglio. Capisci? Dionys annuisce. Scriveva per essere ammirato, scriveva perch si pensasse di lui che era geniale. Se non spiazza prima di tutto chi scrive, se non  una rivoluzione permanente, la scrittura non  nulla. Capisci cosa intendo?
S. Vieni fuori con me e Solange stasera, non voglio lasciarti sola.
Io voglio restare sola! glielo dice con un lampo severo degli occhi verdi a cui lui sa di non poter opporre altre insistenze. E poi verr certamente Sonia a cena, mi ha telefonato, e forse anche Jeanne. Vedi, non devi preoccuparti. Alla fine non riuscir a rimanere tranquilla.
Un colpo dietro laltro.  dura. Io ancora non posso credere che non rivedremo pi Elio. Niente pi discussioni, vacanze insieme, Venezia. Mai pi a Milano in viale Gorizia. Mai pi. Vittorini era morto il 12 febbraio, di cancro. Lanno precedente, in luglio, si era suicidato un altro amico scrittore, Jacques Audiberti, malato di depressione.
Riesco a dimenticarmi che  morto evoca Marguerite e poi, improvvisamente, mi torna la consapevolezza che non c pi, che non lo trover seduto al Flore, che non mi dar della cekista per ridere, che non legger i miei libri in anteprima e non mi dir mai pi cosa ne pensa con quella sua intelligenza unica, il suo meraviglioso affetto... La voce le si  incrinata pensando a Jacques, Dionys se la stringe a s. Restano a lungo in silenzio. E lei ora non pensa pi a Jacques, non pensa pi a Elio, non pensa nemmeno a Grard, ma al suo amico ex galeotto, Georges Figon, conosciuto in occasione di unintervista sulla situazione carceraria per il France Observateur. Cos intelligente, simpatico, le era diventato carissimo: lesempio migliore per gridare al mondo che un carcerato non  necessariamente un bruto.
Io sai non ho mai creduto che sia stato Figon ad attirare Ben Barka nella trappola del suo rapimento davanti al Lipp. Ma tanto lhanno ucciso, e con quella messinscena ridicola del suicidio.  tutto cos orribile. Sembrava sincero con me...
Limportante  che adesso ti lascino in pace. Che ne sai tu di questi intrighi politici? Solo perch ti sei appassionata a Figon giornalisticamente... o forse anche sentimentalmente?
Marguerite non risponde, abbandonando la testa contro la spalla di Dionys che insiste: La gente non capisce la tua attrazione per le personalit criminali, per i folli, le puttane...
Lei resta zitta, finch suona il campanello.  il fattorino di uno studio cinematografico che viene a consegnare personalmente un biglietto di Alain Resnais.
 impegnato al doppiaggio, non si pu muovere. Mi ha pregato di dirle che ha buttato gi queste righe di corsa, dimpulso spiega il ragazzo.
Penso tanto a te, al tuo dolore. Le immagini di Grard mi scorrono davanti agli occhi mentre guardo lo schermo nel buio. La sua risata, il suo spirito. La sua allegria quando eravamo tutti insieme. Forse sapere che mi dispiace tanto, forse potr servire a qualcosa...
Adesso Marguerite si sente meno forte, con il biglietto fra le dita, in piedi in mezzo al salotto, si accascia contro il petto di Dionys e scoppia in singhiozzi. Lui respira piano baciandole i capelli. Poi rimangono a lungo in silenzio nella stessa posizione.
Senza Grard non sarei diventata Duras, la scrittrice che volevo essere dice. In qualche modo misterioso, attraverso tutto il dolore provato insieme, sono diventata me stessa, a partire da Moderato.
Dionys la stringe ancora pi forte, poi le accende una Gitane senza smettere di farle sentire il suo abbraccio.
 stata la follia, allinizio gli racconta. Lui annuisce. Poi una storia damore come tante altre.
Lentamente si mettono a dondolare come ballando al suono di una musica che non c,  dentro le loro teste, forse la stessa, forse Blue Moon.
Se non avessi avuto la scrittura, sarei diventata pazza, lo sai vero?
Come faccio a saperlo?
Forse lo diventer comunque prima o poi. Malgrado la scrittura. Sar una vecchia pazza che scrive. Lo pensi anche tu, vero?
No, Margot. Non lo so.
Si stacca da lui,  determinata adesso. Si dirige verso lattaccapanni per prendergli il cappotto, Dionys prova a opporre un po di resistenza, ma Marguerite lo sta gi aiutando a infilarselo.
 andata come  andata conclude, la voce arrochita dal fumo che le esce dalle labbra con le parole. Andr come deve andare.
Sulla porta lui esita di nuovo: Mi prometti di non toccare nemmeno un dito di alcol?
Te lo prometto. Cosa mi sono disintossicata a fare, secondo te, per ricaderci alla prima occasione? Adesso vai, Solange ti aspetta e sei in ritardo. Ci vediamo dopo, quando torni, se sono ancora sveglia.
A volte, quando pensava alla sua vita, si diceva: Ho solo cinquantadue anni e ho attraversato esperienze buone a riempire almeno dieci esistenze, lIndocina, la guerra, la Resistenza, gli amori, un figlio, i libri, le sceneggiature, gli articoli, il teatro. Altre volte la frase era: Ho gi cinquantadue anni.  la seconda formulazione che ora le gira in testa mentre fuma guardando attraverso la finestra lanimazione serale di rue Saint-Benot illuminata. Ama la sua via, soprattutto al mattino quando dalla scuola elementare salgono le voci dei bambini durante la ricreazione. Anche Jean aveva frequentato quella scuola, Jean-Outa Mascolo che ha quasi ventanni e deve quel nomignolo a una giornata dagosto in cui, piccolissimo, nella casa di campagna del loro amico Franois Mitterrand, continuava a essere assalito dai voracissimi insetti di cui storpiava il nome. Outa, outa li indicava alla madre disperato. Ora sta faticosamente trovando la sua strada come fotografo. Lho viziato troppo, si ripete ogni volta che pensa al figlio irrequieto, per assolversi subito. Non le sarebbe stato possibile amarlo meno. Le torna in mente, con una sensazione di dolorosa felicit, un vecchio ricordo dolcissimo, il ricordo della prima volta che si  mosso dentro il suo ventre. Era linverno del 1947 e le campane di Saint-Germain-des-Prs avevano battuto le sei svegliandola. Poteva sentire i rumori ovattati provenire dallesterno, i passi degli operai che andavano al lavoro nella via vicina, rue des Saint-Pres, dove stavano costruendo i nuovi edifici della Facolt di Medicina al posto del vecchio ospedale. Nel dormiveglia avvertiva la serena spossatezza che prelude al ritorno della piena coscienza sulla soglia sottile della realt, che piano piano simpossessa di tutte le cose e dei corpi e della percezione. E i suoi pensieri divenivano a poco a poco chiari e netti insieme alle cose. Proprio in quel momento il bambino si era mosso dentro di lei. Si era mosso mentre passavano gli operai, nella precisa realt della strada e per la prima volta nella sua nuovissima esistenza non era pi soltanto unentit sprofondata dentro il corpo materno, ma una persona viva che partecipava alle attivit circostanti, alla concretezza del mondo. Con la fronte contro i vetri freddissimi, considera che, se non avesse perso nel 42 il figlio di Robert Antelme, quel bambino morto alla nascita, e se non avesse abortito a diciotto anni, quando era rimasta incinta di un giovane fidanzato la cui ricca famiglia non voleva saperne di lei, adesso avrebbe tre figli. Le sarebbe piaciuto essere madre tre volte. Il ricordo del bambino non nato e di quello vissuto una mezzora soltanto la strazia ogni volta. Se aveva mai provato qualcosa di simile alla tortura fisica era il suo lontano aborto, che le aveva lasciato la macchia dellassassinio, lonta di un massacro. Lessere diventata marxista non aveva mai corretto la sua profonda convinzione che abortire fosse uccidere e nemmeno aveva guarito il suo pentimento.
Quando arrivano le amiche, Sonia Orwell e Jeanne Moreau, portando pacchetti di cibi allettanti, riempiendo la casa dei loro profumi costosi e di recitata allegria, non si mette a parlare di Grard, ma del suo bambino rimasto soffocato nel parto dopo un giorno e una notte di doglie e sopravvissuto cos poco allospedale Notre-Dame de Bon Secours, e della suora che aveva rifiutato di portarglielo morto, anche solo per un minuto, giusto il tempo di dargli un bacio. Perch questa crudelt? Non farmelo nemmeno vedere... lattimo di un saluto di fronte alleternit...
Sonia e Jeanne cercano di distrarla mentre apparecchiano e le mostrano le pietanze speziate che hanno comprato, amate da tutte tre, e le versano lacqua frizzante, ma non c modo. Marguerite riprende a parlare di quel bambino perduto, del dolore di tanti anni prima tornato per proteggerla un poco, forse, dalla sofferenza attuale.
Cos non ho mai saputo che fine abbia fatto, bruciato, gettato via come un cucciolo abbandonato. La suora mi disse che era diventato un angelo, perch aveva avuto il tempo di battezzarlo, figuratevi.
Perch adesso pensi a questa cosa terribile, Meg? le chiede Sonia toccandosi i capelli biondi ondulati dal parrucchiere, incrinando in una smorfia angosciata il viso rotondo sempre molto attraente. Jeanne si  messa seduta al tavolo da pranzo, dopo aver sparecchiato quanto resta del poco che sono riuscite a mangiare, e mescola le carte da gioco.
Ho visto Bacon a Londra racconta intanto Sonia appena tornata dallInghilterra. Il suo ragazzo, questo George Dyer, si sta distruggendo.  completamente pazzo, sempre ubriaco peggio di Francis, drogato. E lo picchia. Ho trovato Francis con un occhio tumefatto, ma sopporta tutto. A modo loro si amano. Poi, cambiando tono: Sto organizzando un nuovo convegno, proprio a Londra stavolta. Vorrei che tu partecipassi, Meg!
Certo che parteciper, a scatola chiusa. Non posso negare niente al modello della mia Lol, la mia Lolita Valrie Stein! le dice replicando uno scherzo sempre attivo fra loro, prendendole le guance nelle mani cariche di anelli e schioccandole un bacio sulla fronte. E poi adoro le tue amicizie internazionali, come Mary McCarthy, linviterai vero? Mi piacerebbe rivederla. O come quella squinternata di Anas Nin. Mi ha fatto perdere tanto di quel tempo con il suo libro che dovevo sceneggiare...
Jeanne propone: Facciamoci una partita. Ci aiuter.
Non ne ho nessuna voglia brontola Marguerite.
Mi leggi le carte, Jeanne? Credo di essermi di nuovo innamorata. Sarebbe ora che le cose mi andassero bene... si augura Sonia.
A me no, per, niente carte per favore! protesta Marguerite in disparte sulla sua poltrona, mentre le amiche spostano le sedie intorno al tavolo e si sistemano una di fronte allaltra. Non mi sono innamorata di nessuno e se rivenisse fuori lannuncio di una nuova morte non reggerei.
Guarda le teste di Jeanne e di Sonia chine sulle carte, i capelli chiari mandano bagliori di diverso biondo sotto la lampada. Chiss per quale associazione ripensa a una mattina di dieci anni prima, in quella stessa casa. Infilando la chiave nella toppa le era arrivata dallappartamento una musica a tutto volume, ma non se nera stupita in modo particolare. Robert aveva la chiave, e pure Dionys naturalmente, anche se a quellora erano tutti e due al lavoro, alla Gallimard. Ne aveva una copia anche Jacques-Francis Rolland che in quel periodo occupava la stanza della donna di servizio. Dunque Marguerite era entrata senza preoccuparsi, salvo fermarsi subito interdetta di fronte alla scena del suo ospite che stava dando fondo al whisky bevendo a garganella e sganasciandosi insieme a uno sconosciuto. Lo sconosciuto era Grard Jarlot.
Ma che stronzi! grid Marguerite. Lavevo appena comprato.
Ah, s? Terribilmente gentile da parte sua disse Jarlot. E poi: La colpa  mia: avevo bisogno di parecchio whisky per prepararmi a conoscere Marguerite Duras. Non avrei retto senza un po di alcol in corpo, troppa emozione, le gambe avrebbero cominciato a fare cos e si era messo a tremolare sulle ginocchia e le mani cos e agit le dita sotto il naso di lei che scoppiava a ridere.
Be, almeno ne avete lasciato un dito per me?
Rolland con la faccia contrita aveva rivoltato la bottiglia a testa in gi. Non ne usciva nemmeno una goccia, allora Jarlot si era offerto di andarlo a comprare.
Disse torno subito con una luce spensierata negli occhi e, mentre ancora si stava infilando il cappotto, in un attimo era in fondo alle scale.
Accidenti, perdonami Margot, ho incontrato Grard per Saint-Germain e gli ho proposto di venire a bere un bicchiere da te. Non stava nella pelle allidea di conoscerti, adora tutto quello che scrivi. Poi tu non ceri, ci siamo messi a bere aspettandoti e... abbiamo finito la bottiglia!
Era stato Rolland a presentare a Marguerite qualche anno prima un tipo affascinante che sarebbe diventato suo amante, gi amante di Simone de Beauvoir. Si chiamava Jacques-Laurent Bost, uno spilungone che fumava la pipa e portava un lungo ciuffo di capelli lisci sugli occhi, allievo di Sartre, corrispondente di guerra per la rivista di Camus, Combat, e poi critico cinematografico allExpress. Per Marguerite, che viveva ormai con Dionys una fase del rapporto sessualmente tiepida, era stato un colpo di fulmine. Laveva conosciuto a una festa natalizia proprio a casa sua, in rue Saint-Benot, portato appunto da Rolland.
Sotto gli occhi dei gelosissimi Antelme e Mascolo e di Olga, la moglie di lui che era stata musa e amante della coppia Sartre-Beauvoir, aveva flirtato scandalosamente con Laurent. Fu la stessa Simone a immortalare la scena in una lettera al suo amico americano Nelson Algren: ...tutti ubriachi fradici. Meg zompa su Bost, lo placca su un divano e non ne lascia pi la bocca un solo momento per ore... La cosa si era ripetuta qualche giorno dopo a un altro ricevimento. Questa volta Olga non cera, ma cerano Robert e Dionys, il marito, che di nuovo ha reagito male scrive sempre pi divertita Simone ad Algren e cos lex marito, che malgrado si fosse risposato era geloso come una tigre. Luno e laltro per ore avevano tentato di spiegare a Meg che questo Bost non valeva un fico secco: E che! Non  mai stato comunista. Non  mai stato espulso dal Partito! Lei taceva, fingendo di ascoltare, lavorando a maglia, in realt determinatissima ad andare a letto con Bost, nonostante non fosse mai stato comunista. La storia con Bost fu pi seria di quanto la de Beauvoir avesse voglia di credere, si protrasse per un anno e fin di colpo per decisione di lui, proprio quando Marguerite, innamorata follemente, avrebbe voluto stringere il legame. Per Bost aveva litigato con Dionys, che si era allontanato da rue Saint-Benot sperando in una pi rapida soluzione di quella sbandata ingovernabile. Ma quando Jacques-Laurent la lasci, dicendole brutalmente per strada:  finita e per giunta attribuendone la responsabilit proprio alla probabilmente incolpevole Simone (Minaccia di dire tutto a mia moglie se non ti lascio!), Marguerite impazz di dolore e di rabbia. Dionys la port a Venezia su consiglio di Vittorini, perch si distraesse. E tutti e due, Elio e Dionys, a Venezia, vegliavano sullamica, che non facesse qualche sciocchezza. Lei, distrutta, depressa, catatonica, riusciva comunque a scrivere. Rientrata a Parigi consegn alleditore Il marinaio di Gibilterra, dedicato a Dionys, un libro che and malissimo, sebbene Gallimard avesse tentato di lanciarlo come romanzo popolare. E in estate partirono insieme per lItalia, in villeggiatura a Bocca di Magra, di nuovo coi Vittorini. Su quellestate tormentata elabor poi una nuova storia, I cavallini di Tarquinia, in cui comparivano tutti loro e Sonia Orwell, e lo dedic a Ginetta e a Elio, che non si erano offesi per il ritratto di coppia litigiosa che ne aveva dato. Si erano offesi, invece, sia Robert sia Dionys, per motivi letterari, sostenevano, perch non era stata capace di prendere le distanze dalla realt, ma lei era certa che fosse perch vi rielaborava in qualche modo la storia con Bost, che ancora bruciava nei loro altalenanti equilibri. Le liti erano state epiche su quel libro. Dionys era persino arrivato a gettare nel fuoco il manoscritto, per il tuo bene aveva gridato. Il piccolo Outa era corso a recuperarlo e il terrore che il bambino si fosse bruciato li aveva placati: tutti e due intorno al figlioletto che per lemozione, la paura, la confusione era esploso in lacrime. Quanto ad Antelme, per molto tempo dopo la separazione continuava a dire che la sua vita aveva colpevolmente il volto di Marguerite ed era perch quel volto non dovesse arrossire di vergogna che aveva tentato di dissuaderla dal pubblicare I cavallini, una vicenda talmente privata... Ma quella piccola storia di una torrida estate percorsa da noia, tentazioni, incomprensioni di coppia, fatta di dettagli e chiacchiere incessanti, spostamenti minimi dellemotivit nello srotolarsi quotidiano del nulla, aveva diviso la critica in modo anche pi radicale di quanto avveniva ormai a ogni apparizione di unopera di Marguerite Duras e ne aveva confermato laura di autrice originale, inafferrabile, modernissima, la pi dotata della sua generazione aveva scritto qualcuno. Lei percepiva nitidamente di crescere un po di pi a ogni libro. Era una precisa sensazione interiore. E sentiva la stima di alcuni crescere intorno a lei. Certo cerano anche stroncature dure, sarcastiche, insultanti. Il suo amico Queneau non aveva amato Il marinaio di Gibilterra, ed era stato acido, laveva strapazzata dandole della romantica; da quel momento i rapporti fra loro si erano raffreddati e lui si andava lamentando di non essere pi invitato alle famose feste di Capodanno di rue Saint-Benot. Marguerite laveva presa male, molto male, non per lincomprensione ma per latteggiamento supponente, che attribuiva a una vecchia gelosia covata da Raymond da quando la presenza di lei nella vita di Dionys gli aveva un po sottratto lamico. Cera una ferita sempre aperta nel cuore di Marguerite e qualche volta una parola, un gesto sgarbato andavano a incrudelire proprio in quel punto dolente, antico, misterioso, e allora la furia delloffesa scavalcava gli argini e travolgeva ogni cosa, sentimenti affettuosi, gratitudine, collaudate amicizie. La bambina dun tempo, nella sua cieca incapacit di valutazione, nellesagerata sensibilit, nella cocciuta convinzione di essere respinta in modo irreparabile, reclamava i propri diritti e chiedeva vendetta. Pi il suo nome si affermava, maggiormente lo sentiva minacciato, perch pi pesanti si facevano  accanto alle lodi  gli attacchi. Era tranquilla solo con i fedelissimi, quelli che nutrivano per lei qualcosa che andava prendendo  da un libro allaltro, da una posizione pubblica a un articolo sui giornali  la forma del culto. Poich scrivendo non le era possibile mascherare la portata dei suoi veri sentimenti, aveva bisogno nelle interviste di costruire unaltra se stessa, la se stessa Duras, che non era borghese nemmeno un po, una che si vantava di avere alle spalle una vita persino pi difficile di quella capitatale in sorte e parenti romanzeschi, mentre la realt era molto meno eccezionale. Tutto il periodo che veniva prima della Resistenza, prima della consapevolezza politica, avrebbe potuto cancellarlo, da quando si era stabilita definitivamente in Francia lasciando per sempre lIndocina. Guardando indietro a quel periodo caotico aveva limpressione di non averlo vissuto sul serio, come se unaltra persona si fosse incaricata di vivere al suo posto, una giovane donna carina in tacchi alti e tailleur con giro di perle intorno al collo, una borghese. Non si riconosceva in una simile immagine, ammesso che fosse stata davvero la creatura che riaffiorava da vecchie fotografie. Era necessario costruire una leggenda di se stessa, per poterci credere lei per prima, per non specchiarsi in un lago di vergogna, la solita antica vergogna che la segnava. Inventare unaltra biografia, di poco discosta dal vero, ma quel tanto che nel progressivo allontanamento avrebbe messo in fuga i fantasmi, li avrebbe rinchiusi dentro i libri. Nella letteratura era il loro posto. Marie Legrand, poi Obscur, poi Donnadieu era morta, non poteva smentirla, e Pierre... Pierre non era cambiato, aveva avuto due figli con Marie-Franoise, stava divorziando, di nuovo senza una casa, solo, senza un lavoro fisso n fisso indirizzo, spesso malato, assiduo alle corse di cavalli. Pierre le doveva troppo per protestare. Marguerite ne seguiva le vicissitudini da lontano, attraverso un cugino, Paul Rembauville-Nicolle, che da giovane era stato perdutamente innamorato di lei. Ora Pierre si era stabilito a Tours, lei gli mandava soldi attraverso Paul che ne aggiungeva di suoi, e si tirava avanti. No, questo non era romanzesco come piaceva a lei, questo era miserabile e basta. Meglio fare di Pierre un vero delinquente, un collaborazionista persino, uno che denuncia gli ebrei durante loccupazione tedesca, uno della peggior specie. Pierre doveva prendere su di s anche il peggio della vita di Marguerite, quello che alla scrittrice Duras faceva onta.
Parigi durante la guerra. Linverno del 1940 se lo ricorda come uno dei pi freddi della sua vita. Segue il consiglio  dato da Colette in una sua rubrica  di foderare i vestiti con carta di giornale; per fortuna  cos magra che riesce ugualmente ad avere un aspetto grazioso.  sola a Parigi, appena sposata, Antelme  al fronte da qualche parte lungo la Linea Maginot a difendere la Francia, anche se non gli va per niente di morire per Danzica. Si sono sposati il 23 settembre del 1939, di sabato, alle undici del mattino e il giorno dopo anche in chiesa per desiderio di lui che appartiene a una famiglia benestante molto cattolica. Marguerite ha deciso impulsivamente, gli ha inviato un telegramma a Rouen: Voglio sposarti. Torna a Parigi. Stop.  lunico modo per avere il fidanzato accanto a s per un po. E Robert, che non aspettava altro, che da mesi voleva imbrigliare quella ragazza pi grande di lui di tre anni, libera, troppo libera, ottiene un permesso matrimoniale di quattro giorni. Luna di miele allindirizzo di lei, che sar di tutti e due, in rue de Barruel angolo rue Sainte-Flicit, un bel palazzo elegante di sette piani. Fanno lamore ininterrottamente e scherzano sul nome della strada accanto che promette alla loro unione il destino delle favole, ma intanto Robert deve tornare in trincea e lei  di nuovo sola. Per modo di dire. Ha unamica del cuore, France Brunel, che ha conosciuto attraverso una delle sorelle di Robert, e con cui continua ad andare al cinema e a teatro come in tempi normali e che la invita spesso a cena perch pu contare sui viveri che la famiglia le manda dalla campagna. Poi ci sono i maschi che la corteggiano, non smette di frequentarli nemmeno da maritata. Lei  indipendente e fragile, ha bisogno di un uomo accanto, sempre. In Francia  passata da pochissimo una legge che riconosce alle donne il diritto di voto e la capacit giuridica. Marguerite  laureata a pieni voti, lavora ai Servizi informazione e documentazione del Ministero delle Colonie e guadagna un ottimo stipendio che le viene aumentato dopo pochi mesi grazie ai convincenti comunicati che ha scritto per lincremento della produzione di banane nelle colonie francesi. Ha una vita sessualmente spregiudicata, uno spiccato senso di s, ma non sa rinunciare alla protezione maschile. Per ottenerla non pu fare a meno di essere seduttiva. Durante la guerra non ha ancora maturato una coscienza politica, lamore  la sua unica distrazione. Un giorno si sarebbe giustificata con Robert, che aveva sempre sofferto molto dei suoi tradimenti: Non sono fiera di come mi comportavo in quegli anni, no, non lo sono. Ero come tutti. Mi davo da fare per sopravvivere fra paura, pazienza, sopportazione, solitudine. Qualche volta Antelme, prima del matrimonio, quando la relazione era ancora instabile per le incertezze di lei, tornando per poche ore di permesso e non potendo avvertirla, si addormentava sul pianerottolo aspettandola. Marguerite, magari, aveva passato la notte con uno dei suoi amanti, e si ripresentava allalba.
Il primo marzo del 1939 la brillante impiegata del Ministero conosce Philippe Roques, anche lui assunto nello stesso ufficio e presto utilizzato per scrivere, insieme a lei, un libro propagandistico del colonialismo che sar pubblicato da Gallimard col titolo LEmpire franais e che Marguerite si affretter a disconoscere quando comincer a scrivere i suoi romanzi. Roques le piace, condividono lo stesso disgusto quando si trovano in presenza di colleghi che non nascondono simpatie naziste e lo stesso imbarazzo per un lavoro che considerano temporaneo e unicamente alimentare. Sar il primo dei suoi amici a entrare nella Resistenza, e verr fucilato dai tedeschi nel 43. Intrecciano un flirt molto coinvolgente, soprattutto per lei, che non esiter a proporgli, senza sensi di colpa, di farle da testimone di nozze alla fine dellestate. France, la sua amica, amica anche degli Antelme, ne era scandalizzata, ma non si poteva fermare Margot quando sinfatuava di qualcuno; ai rimproveri di France rispondeva con unalzata di spalle, metteva il broncio e concludeva: Non giudicarmi male. Il mio amore per Robert resta intatto, sono certa che lo amer per sempre, quando di tutti gli altri mi sar dimenticata. Ma non posso rinunciare a loro,  pi forte di me, divento matta altrimenti.
Perch mi hai sposato? le chieder un giorno Robert, stremato dalle sue infedelt.
Perch restavi comunque il pi importante. Ed eri il pi buono. E perch eri il pi intelligente di tutti, ma ti faceva orrore sembrarlo.
Poi fu giugno, il 9 giugno del 1940, i tedeschi erano alle porte di Parigi. Era domenica e Marguerite stava andando a pranzo dai suoceri. Robert, intanto, riusciva a sopravvivere miracolosamente alla distruzione del suo reggimento sulla Mosa, riparando in zona sicura ed evitando per un pelo di essere catturato dai nemici, come invece accadde a tanti suoi compagni, fra i quali Mitterrand, futuro presidente della Repubblica, e lo scrittore Jean Lagrolet, un amico dinfanzia che era stato anche un precedente fidanzato di sua moglie. Marguerite non poteva saperlo mentre scendeva nella stazione della metropolitana alla Gare dAusterlitz e ne emergeva a Svres-Babylon per raggiungere la famiglia Antelme in rue Dupin. La citt era deserta, in molti lavevano gi abbandonata. Pensava al marito lontano e le si stringeva il cuore. Ogni giorno arrivavano notizie di un numero imprecisato di caduti. Aveva paura. Che fra loro potesse esserci il suo Robert. In quel vuoto spettrale muoveva passi traballanti sui tacchi alti con la gonna che le ondeggiava intorno alle gambe e si teneva con una mano il cappello che il vento primaverile tentava di rubarle, mentre con laltra stringeva, insieme alla borsa, un sacchetto del riso appena arrivato da Saigon. Soltanto una cosa le era di conforto: quella mattina aveva cominciato a scrivere il suo primo romanzo, una storia piena di ricordi di campagna quando era molto giovane e avevano passato unintera estate dai parenti di Marie nel Pas-de-Calais. Per ora laveva intitolato La famille Taneran, ma forse lo chiamer Maud, col nome della protagonista, o forse Les impudents sul modello de Gli indifferenti di Alberto Moravia. I tempi erano durissimi, presto forse lavrebbero licenziata. Si diceva in giro che le donne sposate sarebbero state rimandate a casa per prime, eppure con quel suo romanzo da scrivere non le importava di perdere il posto, anzi quasi sperava di rimanere disoccupata e di non dover pi scendere quotidianamente a compromessi con una coscienza che un giorno dopo laltro si faceva pi lucida e orientata. Mentre varcava la soglia del portone di rue Dupin, per, si sentiva talmente spersa e sola da ritrovarsi a fare qualcosa che le era estraneo, pregare: Fai che Robert torni a casa. Fai che Robert torni a casa. Fai che Robert torni a casa e insieme a comporre gi, mentalmente, la lettera che invier a Gaston Gallimard appena il suo romanzo sar pronto: il mio nome non le  del tutto sconosciuto, visto che sono la coautrice de LEmpire franais, pubblicato da voi lanno scorso. Ma il manoscritto che le sottopongo oggi non ha nessun rapporto con quel primo libro, che altro non era se non unopera di circostanza. Vorrei adesso debuttare nella narrativa...
Le amiche stanno discutendo a bassa voce sul significato di una carta, Sonia col suo affascinante accento inglese chiede a Jeanne di verificare, dice incredula: Non  possibile, controlla meglio, forse ti sbagli, ma Jeanne, che di niente  sicura come delle sue capacit divinatorie, insiste: Ma no,  inequivocabile, rassegnati. Marguerite sorride del posto enorme che lamore occupa nella vita delle donne e torna a seguire i suoi pensieri. Pensa al supplizio delle infedelt che si erano inflitti lei e Dionys. Ha cominciato lui si dice, io ho solo risposto ai suoi tradimenti, ma non ne  tanto sicura. Non era mai stata in grado di sopportare laffievolirsi del desiderio che mina inevitabilmente la coppia. Non era mai stata fedele a nessuno. Durante la guerra tradiva Robert e aveva sempre tradito i fidanzati precedenti e poi aveva tradito Dionys. Non sapeva resistere al desiderio, a quel momento fatale in cui ti accorgi, dalla voglia irresistibile dellaltro, di essere ricambiato. Gli amori non erano fatti per durare; laffetto, lamicizia s. Ma era bello credere che potessero essere eterni, crederci tutte le volte.
Anche Grard, quando era attratto da una donna nuova, perdeva la ragione se non riusciva a conquistarla; non era possibile sottrarsi alla forza di una passione tanto intensa, esclusiva. Perch quando desiderava una donna, le altre scomparivano completamente e quella donna restava splendidamente sola al centro delle sue ossessioni, era la sovrana delle sue emozioni. Non sapeva sottrarsi al desiderio di qualcun altro per lui; fosse pure un uomo, non poteva sottrarsi. Ma quando Marguerite arriv a capire tutto questo, successe qualcosa di irreparabile che modific radicalmente i loro rapporti. Si trovava sul campo da tennis, Grard Jarlot, durante una partita, stava giocando. Il cuore aveva fatto un salto come volesse bucargli il petto e prendere il volo. Lavevano soccorso e portato in ospedale, dove gli era stata diagnosticata una crisi cardiaca. Aveva solo trentacinque anni. I medici allora gli vietarono di bere, di fumare e di fare lamore per almeno tre anni. Non ce la far mai protest. Ti aiuteremo con i farmaci era stata la sentenza.
E cos era finita fra loro, anche se non era finita ancora. Continuavano a vivere lui con Eva e lei con Dionys, persino quando Outa fu messo in collegio per decisione del padre e venne a mancare il motivo principale della convivenza di Duras e Mascolo: un figlio in comune cui bisognava garantire la presenza di entrambi i genitori. Ora non avevano pi bisogno, lei e Jarlot, di vedersi come due clandestini nel loro albergo che affacciava sulle Tuileries. Quando stavano insieme lavoravano tutto il tempo, avevano in comune la scrittura dei film. Almeno tre ne avevano firmati insieme, era stato bello. Non potevano vivere luno senza laltra e per compensare la mancanza di rapporti fisici bevevano ancora pi di prima. Presto Marguerite laveva superato finch, non ancora cinquantenne, le era venuta una cirrosi epatica. Lalcol rimpiazza lavvenimento del piacere diceva, ma non ne prende il posto. Era sempre ubriaca, anche se non lo dava a vedere, perch reggeva lalcol benissimo.
 orribile avere la mia et afferma improvvisamente interrompendo il chiacchiericcio delle amiche.
Non dire cos la prega Sonia. Io ho solo quattro anni meno di te. Fra due ne compio cinquanta e ho gi queste caldane moleste che fanno perdere la testa. Ecco, adesso vorrei spalancare la finestra, sto morendo di caldo.
Ma fa caldo sul serio qui dentro! dice Jeanne alzandosi e andando ad aprire i vetri.
 bene che ti prepari: compiere cinquantanni  orrendo insiste Marguerite.
Che sciocchezza dice Jeanne. Dipende da quello che capita nella vita. E a te in questi ultimi anni, Margot, sono capitate anche cose molte belle. Speriamo che il film dal Marinaio di Gibilterra abbia successo, intanto. Non vedo lora di cominciare le riprese.  uno dei tuoi libri che amo di pi, mi ci ritrovo in pieno. Questo eterno coltivare un sogno che fanno le donne. Mai contente delluomo che hanno, inseguono unidea dellamore che non esiste...
Intanto? Hai detto intanto. Intanto cosa? Intanto che compirai anche tu cinquantanni?
Jeanne Moreau si mette a ridere e sembra la Catherine del film di Truffaut che ha interpretato qualche anno prima. Mi manca pi di un decennio, non riuscirai a spaventarmi le dice facendo il gesto di scacciare una mosca.
Figurati, io sono incondizionatamente per la giovinezza replica Marguerite sorridendo.
Sarebbe bene chiudere la finestra adesso, stiamo gelando sintromette Sonia interrompendo il battibecco e insieme lincanto di una momentanea sospensione dellinfelicit.
Grard  sparito dal mondo, non lo vedr mai pi scandisce Marguerite, cupa di colpo. Emette un piccolo soffio daria e mima la forma di una bolla che esplode.
Andiamo, non lo vedevi da pi di due anni cerca di consolarla Jeanne con dolcezza.
 una cosa insopportabile continua Marguerite. Sono rimasta nella giuria del Mdicis solo per fargli vincere quel premio. Ci teneva talmente tanto! Lui non voleva il Goncourt, non gliene fregava niente di vendere migliaia di copie. No, lui voleva il Mdicis, lui voleva essere uno scrittore stimato, uno scrittore per scrittori. Che un nostro film avesse vinto il Festival di Cannes, non gli importava niente. Lui voleva il Mdicis.
Io penso che non abbia avuto un brutto destino considera Sonia. Aveva ricominciato a fare lamore contro il parere dei medici, aveva vinto quel premio prestigioso grazie a te, si era innamorato ancora una volta. Forse ha deciso freddamente di morire cos.
S dice Marguerite. Non con me, per.
Jeanne si rimette ad allineare le carte sul tavolo in file orizzontali: Vediamo come andr il film del Marinaio, vediamo se la mia storia con Tony durer.
Losey continua a essere convinto che lui avrebbe fatto un film migliore di quel che far il tuo Richardson la burla Marguerite. Chiedi cosa ne pensano le carte.
E cosa ne pensa Vanessa Redgrave! aggiunge con finta malignit Sonia, ma siccome vede rabbuiarsi il viso dellamica nel leggere il responso, scambia una rapida occhiata con Marguerite e tornano una a chiudersi nei propri pensieri, laltra a frugare nella borsetta in cerca di sigarette.
Avremo una storia senza importanza. Non timmaginare che sia una gran passione recita improvvisamente Marguerite a voce alta. Le altre la guardano interdette. Voglio scrivere una commedia intorno a questa frase, questa frase che dicono gli uomini alle donne allinizio delle storie.
Ah, minteressa. La scriverai per me? chiede Jeanne abbandonando le carte e andando ad accoccolarsi ai piedi dellamica. Le abbraccia le ginocchia appoggiandoci il viso,  malinconica anche lei adesso.
Mi piacerebbe molto, ma tu sei sempre impegnata con il cinema, non ti fermi mai gioca coi capelli lunghi di Jeanne continuando a inseguire il pensiero di una nuova commedia.
Tu scrivila lo stesso per me. Poi vediamo.
Avremo una storia senza importanza le aveva detto Dionys allinizio. Grard no, lui non si sarebbe mai sognato di dire una frase del genere. Sinnamorava subito ferocemente, il suo fascino stava nella forza della passione. Era travolgente, contagioso. Per Dionys le era ancora accanto, Grard laveva lasciata nel peggiore dei modi. E ora era morto, e laveva lasciata di nuovo e per sempre. Come suo padre. Come il fratellino, come Marie, e Jacques, e Elio. Come Minette, la sorella di Robert scomparsa in un campo di concentramento. Resta il ricordo di una solitudine vista in sogno, le torna in mente questa frase che ha scritto in un libro, una frase che le piace. In quale libro lha scritta? Alle dieci e mezzo di sera. Dopo Hiroshima e prima del Pomeriggio del signor Andesmas. Deve essere quello, s. In modo automatico va verso la libreria e si mette a cercare.
Che fai? le chiedono le amiche.
Cerco una frase.
Dix heures et demie du soir en t legge Sonia inclinandosi per vedere il titolo del libro che Marguerite ha sfilato dallo scaffale e di cui sta percorrendo velocemente con lo sguardo le prime pagine.
Ecco, mi ricordavo che doveva essere allinizio. Ero molto fiera di quella frase: resta il ricordo di una solitudine vista in sogno. Mi viene in mente ogni tanto. In quel racconto volevo rendere limmagine di una citt, una citt sotto una pioggerellina nebbiosa, una citt che scompare nel grigio. Questo scomparire  lidea esatta di ci che resta delle cose, ci che resta della vita degli altri che se ne vanno. Niente. Non resta niente. Il ricordo di una solitudine vista in sogno.
 bellissimo dice Jeanne.
 tremendo dice Sonia.
Sonia Orwell era stata la persona pi vicina a Marguerite quando Jarlot laveva lasciata per telefono, da un giorno allaltro, mentre lei si trovava negli Stati Uniti per lavoro.
Perch si mente tanto, Sonia, quando ci si ama? le chiede adesso.
Non lo so, Meg. Perch si vuol sembrare diversi da quel che si ? Per non scoprirsi? Perch non sappiamo se siamo amati oppure no? Per poter giocare tutti i destini possibili?
Marguerite le sorride. Suzanna dice misteriosa. La chiamer Suzanna.
Ma chi? chiede innervosita Jeanne che sta seguendo la scena a braccia conserte, in piedi vicino alla finestra.
La protagonista della commedia che devo scrivere per te! Non so da dove  arrivato questo nome, ma  il suo. Suzanna Andler, ti va?
S.
Bello, sembra vero. Sono certa che se cerchi dentro di te, lo scopri da dove ti arrivano i personaggi, con nome e tutto.
Pu darsi, Sonia, ma non me ne frega niente. Va bene cos, piovono dal cielo. Rimane pensierosa per un po. Non credo che scriver questa commedia dopotutto. Il viceconsole mi ha svuotata,  stato un tale tormento. Non riesco a scrivere pi nulla.
Ma ora lhai finito, sei libera,  insensato che continui a sentirti bloccata! protesta Jeanne allargando le braccia verso il cielo.
Le amiche sapevano quanto aveva sofferto durante la stesura del Viceconsole. Le amiche sapevano tutto, e capivano pi degli amanti.
Sullamore hai scritto qualcosa di definitivo, lo sai vero? le chiede Jeanne riprendendo il filo di un assillo suo. Nessun amore al mondo pu competere con lamore. Mi chiedo perch continuiamo a illuderci.
Ma s, lo penso, quindi lavr scritto. Gli uomini non amano parlare dellamore, dobbiamo farlo noi anche per loro.
Jarlot mentiva in continuazione. La prima clamorosa bugia era stata che sua moglie avesse un cancro. Mentire era come una malattia, mentiva anche quando non ce nera bisogno. Questo non gli impediva di esercitare uno spirito sottile, era affascinante, divertente. Lo si vedeva attraversare Saint-Germain nella sua energica falcata dentro scarpe inglesi dalla suola rinforzata, attento allabbigliamento, elegante. Non sbagliava mai gli accostamenti di colore e prediligeva le tinte sobrie, i grigi, i marroni, i cammello. Leggero nella vita come nel carattere, con quel lato gigol che gli faceva sfruttare le donne che amava. Lucido intenditore darte moderna e davanguardia, aiutava Eva nellallestimento delle mostre e scriveva darte con acume sui giornali. Di tutto scriveva con acume e i suoi romanzi erano apprezzati e lui ricercato per il suo buon gusto, lallegria, la simpatia. Aveva consigliato Marguerite nellacquisto di una nuova automobile  andava matta lei per le automobili  facendole comprare una raffinatissima vettura inglese color cielo, la Gazzella della Singer, di cui era appena uscito un nuovo modello con linterno beige e il cruscotto foderato di legno.
Non sembrava invidioso del crescente successo della compagna, anzi ne festeggiava ogni risultato in modo roboante, la consolava delle stroncature esprimendole quelladorazione di cui Margot, come aveva cominciato a chiamarla anche lui, aveva estremo bisogno. Ma soffriva di non sentirsi uno scrittore alla sua altezza. Linfarto laveva colpito nellestate del 1958, un anno per altri versi doro per la scrittrice Duras. Naturalmente, mentre si vive, la percezione della fortuna e della felicit  molto diversa da quel che se ne pu dire alla distanza. I giorni scorrono comunque con il loro fardello di problemi; dopo i divieti medici la complicit sessuale, che non raggiungeva gi da molti mesi lapice degli inizi, cess quasi del tutto, un orgasmo violento avrebbe potuto riscatenare la crisi cardiaca. In compenso non avevano smesso di bere, si aiutavano bevendo. Soprattutto Marguerite. Esagerava. Grard sapeva che, per quel che lo riguardava, prima o poi avrebbe chiuso con lalcol, di colpo e per sempre. E lavoravano. Grard si era buttato a capofitto in un romanzo ambizioso, Un gatto che abbaia, e ogni giorno pretendeva che lei leggesse e giudicasse quel che aveva scritto. Lei lo trovava noioso, zeppo di descrizioni interminabili, il tipico romanzo di un uomo degli anni Cinquanta, ma non glielo diceva. Gli diceva  bello, bellissimo e in fondo era sincera, perch era certa che sarebbe piaciuto a molti critici con quei temi a perdita docchio, come chiamava lei lo stile tutto teso a tenere la lunghezza. Ma non riusciva a convincerlo. Cosa vuoi che ti dica? Geniale? S, lo . Ammirevole, terribilmente complesso. Allora lui se ne compiaceva e si rimetteva al lavoro. E lei si trasformava progressivamente in unalcolista.
Non si contavano le volte che erano andati al Rex a vedere insieme il film che Ren Clment aveva tratto da Una diga sul Pacifico, uscito in tre sale a Parigi. Eppure Marguerite trovava sbagliata la protagonista, Silvana Mangano, che doveva incarnarla sullo schermo, troppo sexy, troppo poco ragazza e sinfuriava per le libert che il regista sera preso sul testo e per si commuoveva per la ricostruzione del bungalow cos simile alla sua vera casa cambogiana e per i paesaggi rimasti immutati. Non era pi tornata in Oriente, non ci sarebbe tornata mai.
Clment! Credevo fosse un autore serio! Ha fatto un film per far piangere le famiglie americane sulla mia pelle! diceva indignata. Grard non era daccordo, ma non voleva contraddirla.
Lascia che cresca la tua fama le rispondeva preveggente. Un giorno te li girerai da te i film dai tuoi libri.
Poi era uscito Moderato cantabile, per le Editions de Minuit, dedicato a lui. Che importanza aveva se la critica borghese laveva demolito? Su Liberation, invece, lavevano definito un Madame Bovary riscritto da Bla Bartk, che le sembr una sintesi perfetta del libro, e il gruppo dintellettuali avanguardisti che si muoveva intorno alla casa editrice le aveva assegnato un premio letterario minore, ma prestigioso, il Prix de Mai. Cera stata la ripresa per la scena di Le square, che due anni prima era stato massacrato dalla critica, ma a cui tutti trovavano somiglianze con il teatro di Ionesco e di Beckett e anzi Beckett in persona le aveva scritto un biglietto gentile che laveva inorgoglita: Signora, non ero andato a vedere la sua pice a teatro. Lho appena ascoltata alla radio.  meravigliosa. Meravigliosa. Lo incontrava qualche volta nei caff di Saint-Germain, un cinquantenne nordico senza calzini e in sandali anche nelle giornate pi fredde, stralunato, bellissimo. Marguerite adorava i suoi romanzi, che erano in pochissimi a leggere, le avevano detto che vendevano fra le trecento e le seicento copie, peggio di lei, era scandaloso! Non poteva negare che il teatro beckettiano fosse un modello di Square. Lidea le era venuta allimprovviso proprio assistendo a una rappresentazione di Aspettando Godot; si era ricordata una scena ai giardinetti pubblici nel dopoguerra, quando vendeva LHumanit in rue Bonaparte, di fronte alla Scuola di Belle Arti, sgolandosi: Leggete LHuma, organo del Partito Comunista! Era stanca e si stava riposando su una panchina con il mucchio di quotidiani accanto a s. Sempre curiosa della gente, delle vite degli altri che non erano lei, persone di altri ambienti, non intellettuali, si era messa a spiare la conversazione fra una ragazza e un uomo di mezza et, due tipi normali, senza nulla che li rendesse interessanti, ignari  come lo era lei in quel momento  che sarebbero diventati, un decennio dopo, i protagonisti della sua commedia, due che chiacchierano di cose minime, senza importanza, senza storia, due di cui non sarebbe rimasta traccia nel cammino dellumanit, ma che erano il cuore della sua idea politica perch rappresentanti del popolo con il loro francese di strada, lo scialletto e le scarpe dalle suole bucate.
Sempre in quel fatidico 1958 cominciavano le riprese di Hiroshima mon amour. Marguerite era rimasta, come tutti, fortemente impressionata da Notte e nebbia, il documentario sullolocausto di Alain Resnais, che ora voleva cimentarsi per la prima volta nel lungometraggio, senza abbandonare limpegno sociale nel quale si era affermato. Aveva avuto una proposta e finanziamenti per un film intorno allesplosione atomica di Hiroshima e preferiva che il punto di vista fosse femminile. A chi rivolgersi per la sceneggiatura? Il primo nome che gli venne in mente fu quello inevitabile di Simone de Beauvoir, ma lo scart subito proprio perch era scontato. Qualcuno gli sugger Franoise Sagan, andava molto di moda e quindi avrebbe sollevato il massimo rumore intorno al film. Resnais, per, era reduce dalla lettura di Moderato cantabile che gli era piaciuto moltissimo, quanto Il marinaio di Gibilterra. A teatro aveva visto Le square gi nella prima messinscena ridotta, quella del 56, e se nera entusiasmato. La sua sceneggiatrice doveva essere Marguerite Duras.
Serano incontrati da lei davanti a due bottiglie di birra e piaciuti immediatamente, a pelle. Cercavano di capire come impostare un film che minacciava di rivelarsi impossibile: dovevano costruire, evitando la retorica, una trama intorno a unimmensa tragedia collettiva.
Bisogner allontanarsi dalla Storia e raccontare singole storie aveva proposto lei.
Mi pare di s; sarebbe improponibile, al di fuori di un documentario, parlare direttamente di Hiroshima. Che si fa? Da dove partiamo?
Ci penso.
Due settimane dopo laveva richiamato. Era pronta con un primo dialogo fra una francese e un giapponese nudi a letto in una stanza dalbergo di Hiroshima. Si amano e parlano della citt, del Museo della Pace che lei ha visitato e che  stato inaugurato da poco. Sar una storia damore. Le storie damore esistono anche quando lumanit  travolta dalla tragedia e dalla disperazione. La gente continua a fare la propria vita, mentre passano in cielo aerei pieni di bombe aveva convenuto Alain, anche adesso che ci crediamo in pace e siamo ostaggi della Guerra Fredda. Marguerite, a quel punto, gli aveva chiesto di tirare dentro al progetto Grard, ma su una cosa il regista era stato irremovibile: non lo voleva come co-sceneggiatore, perch si deve sentire soltanto la voce di una donna. Allora insieme avevano trovato la soluzione, Grard Jarlot sarebbe comparso come consulente letterario. Non aveva alcun bisogno Margot di un consulente letterario, oltretutto Resnais laveva invitata a scrivere pensando al teatro e non al cinema, ma tenersi il suo compagno accanto la faceva sentire ispirata. Ricorreva continuamente al ricordo dellinizio del loro amore. Tu mi piaci. Che evento. Tu mi piaci! e questo li riportava indietro, riaccendeva i sensi addormentati con una nuova tenerezza. Mi uccidi, mi fai bene. Un uomo e una donna che sincontrano in un luogo tragico ognuno con le sue segrete catastrofi e sinnamorano e si fanno del male e si fanno del bene perch appartengono a due universi lontani, ma comunque si sono incontrati e si sono piaciuti e lui  diventato testimone di un segreto sepolto in lei, mai raccontato prima. Lei deve tornare a Parigi, al suo matrimonio, ai suoi figli. Lui deve restare a Hiroshima, dove ha una moglie che ama, un bel lavoro. Ma non riescono a rompere lintimit sconvolgente e dolorosa che si  creata, non riescono a separarsi.
Non voleva, non poteva escludere Grard da qualcosa che lo riguardava cos strettamente e da unimpresa che avvertiva in modo oscuro come una nuova svolta nel suo cammino. Non si sbagliava. A Cannes, nel 59, lanno in cui si afferma la Nouvelle Vague, Hiroshima mon amour si aggiudica un premio internazionale della critica e uno per la sceneggiatura. Soprattutto si trasforma subito in unopera di culto per linvenzione di una nuova grammatica cinematografica nel montaggio raffinato come nella scrittura. Claude Chabrol dichiara che non si vedeva un film cos bello da cinquecento anni. Jean Cocteau lo definisce meraviglioso, Franois Truffaut e Jean-Luc Godard ne sono entusiasti. Lanno successivo sar candidato agli Oscar aprendo a Marguerite la strada per farsi conoscere negli Stati Uniti, anche se le resta lamarezza di non aver firmato un contratto a percentuale e dunque non godr finanziariamente dellinaspettato successo planetario del film.
La mia solita, radicale incapacit di fare i soldi brontolava con gli amici, forse ancora ossessionata dal fantasma materno, dallinsuperabile bisogno di dimostrare a Marie che anche con la scrittura si poteva diventare ricchi, milionari come diceva lei.
Ha ragione Jeanne, pensa Marguerite, sono stati anni importanti, pieni di quelle che la gente comune chiamerebbe soddisfazioni. Innanzitutto ha conosciuto lei, la Moreau, la sua attrice preferita, sul set di Moderato cantabile, anche se il film di Peter Brook, tanto per cambiare, non le  piaciuto. Rigido, falso lha giudicato, al pari della sceneggiatura che lei stessa ha scritto con Jarlot. Ma Jarlot aveva voluto scrivere in un modo tutto visivo, senza profondit. Ne era venuta fuori una storia sovraesposta, un fallimento. Aveva avuto ragione la Sagan  doveva riconoscerlo  a parlare sullExpress di silenzi non eloquenti (terribili al cinema!). Ma che importa, erano gi di nuovo al lavoro su unaltra sceneggiatura. Dopo aver letto la notizia di una donna che aveva creduto di riconoscere in un barbone il marito deportato in Germania nel 44, avevano deciso di farne un film, Linverno ti far tornare, una storia che li riporta ai tempi della guerra. Per Marguerite vuol dire tornare alla vicenda dolorosissima di Robert e di Minette internati in due diversi campi di concentramento. La notte riprende a sognare Marie-Louise, la cara, giovane Minette, come non le succedeva da anni, la vede viva e si dispera, nel sogno, di averla creduta morta per tanto tempo. Quando Georges Delerue viene in rue Saint-Benot, saccomoda al pianoforte e suona la canzone che ha musicato per la scena madre del film, dove si vedono la donna e il barbone ballare lentamente davanti a uno specchio, e lui risponde no a tutte le domande di lei, Margot e Grard si commuovono. Si mettono anche loro a ballare in mezzo al salotto e per un momento tornano a essere quelli che erano stati sulla Loira nei giorni del funerale di Marie Donnadieu: Trois petites notes de musique / qui vous font la nique / du fond des souvenirs / lvent un cruel rideau de scne / sur mille et une peines / qui nveulent pas mourir dice la canzone.  bello il film che ne fa Henri Colpi e avr la palma dOro a Cannes nel 61 insieme a Viridiana di Buuel. Peccato solo, pensa Marguerite, che nella parte di Thrse, la protagonista, ci fosse quella legnosa di Alida Valli. Lei avrebbe voluto Simone Signoret, che aveva rinunciato per correre a Hollywood a riprendersi il marito, Yves Montand, invischiato in un flirt con Marylin Monroe.
Ma s, sono stati anni fantastici, anni generosi. E la cosa pi importante fu lacquisto di una casa tutta sua per la prima volta nella vita, a Neauphle-le-Chteau, una quarantina di chilometri da Parigi. Una casa antica dal tetto spiovente con un giardino alberato e uno stagno. Lo stagno soprattutto laveva conquistata e il fatto che avrebbe abitato dentro mura settecentesche, in una dimora contadina trasformata in villino borghese nel corso del tempo. Era finalmente stato venduto il castello di Marie e vi aveva aggiunto i proventi della riduzione cinematografica della Diga sul Pacifico. Sei matta a comprare una casa cos vecchia le aveva detto Dionys, come sempre daccordo con Robert che la sconsigliava per le spese di ristrutturazione, ci hai pensato? Quanto ti coster alla fine? A Grard invece piaceva, ma Grard seguiva sempre e solo il principio del piacere. A chi dare retta? A se stessa, naturalmente. Lei voleva una patria, una casa tutta per s e per Outa. Poi lavrebbe riempita di gente. Dionys si sarebbe innamorato del giardino seminando i suoi fiori, le sue rose. E sarebbe diventata la meta preferita delle amiche e dei colleghi del cinema per lavorare insieme. Era abbastanza grande per accogliere tutti. Le spese non erano risultate eccessive, aveva ridotto i lavori al minimo e laveva arredata come al suo solito, vecchi mobili scartati da altri o trovati al March au Puces. Aveva comprato anche un pianoforte a tre quarti di coda, marca Erard, che le era costato un occhio. Destate invece si ritrovavano tutti al completo in unaltra grande casa, in affitto nella campagna intorno a Saint-Tropez: Robert e Monique con i due figli, Dionys e Solange, i Vittorini, lei, Outa e Grard, quando scappava dalla villeggiatura in famiglia. Ognuno scriveva in una stanza. Dionys alle prese con la Dichiarazione sul diritto allinsubordinazione nella guerra dAlgeria, frutto dinfinite riunioni primaverili in rue Saint-Benot.
Poi per, improvvisamente, non ne ha potuto pi di Saint-Tropez. Non ne ha potuto pi di quelle vacanze affollate, non ne ha potuto pi del Mediterraneo, del sud, della mondanit della Costa Azzurra. Per caso, nel 63, si era trovata al nord, in Normandia, a Trouville, e si era ricordata di una vacanza di tanti anni prima, con il suo paziente cugino Paul. Cos ha comprato unaltra casa, un appartamento sulla spiaggia atlantica, in un palazzo leggendario, lex Htel des Roches Noires, reso immortale da Proust come Grand Htel de Balbec. Un appartamento al primo piano che affaccia sulla strada e non sul mare, ma pazienza, dal terrazzino che corre lungo un angolo lo vede il mare  non frontalmente  in una prospettiva laterale, ma lo vede. Soprattutto lo sente. Il mare incombe a Trouville, non te ne dimentichi, di notte e di giorno. E vede le rocce nere dove si nascondono gli amanti, come li vedeva durante quella lontana vacanza del 32 in cui era triste e sola, senza amore, senza futuro.
 abominevole quel che ti hanno fatto. Marguerite ricordava bene il commento del cugino, Paul Rembauville-Nicolle, da sempre infelicemente innamorato di lei. Tutti sinnamoravano di lei, irresistibile nei suoi diciottanni. Era stato proprio il cugino a presentarle il compagno di scuola Lecoq, un coetaneo figlio di avvocati che le faceva una corte discreta, le portava regali impegnativi, fiori. Le passava generosamente anche i soldi per andare a teatro con sua madre e il fratellino. Marguerite odiava le ristrettezze in cui si dibatteva la sua famiglia per colpa di Pierre, sempre bisognoso di prestiti per pagarsi la droga e i debiti di gioco. Era stato Lecoq a venirle in soccorso quando in quei primi anni Trenta era scoppiata la tragedia: Betty Fink, la biondissima compagna di Pierre trov la morte in un incidente automobilistico che aveva laria di un suicidio. Era ricca quando Pierre era andato a vivere con lei, ma la coppia aveva prosciugato il patrimonio in una vita dispendiosa, al limite della disonest. Faceva sempre cos, Pierre, disperato di fronte al disastro di cui si sentiva responsabile, perch si era spinto fino al punto di pretendere dallamante riluttante che si prostituisse, e ora si vedeva costretto a chiedere aiuto. Faceva sempre cos, Pierre. Fu Lecoq a farsi carico delle spese dei funerali. Malgrado ci, Marie lo detestava. E ce laveva con la figlia in un annodato umore di frustrazione colpevole. Le dava della puttana, perch si truccava troppo, troppo rosso sulle guance, e perch prendeva soldi da Lecoq, i soldi che la ragazza passava interamente alla famiglia. Un giorno laveva maltrattata anche davanti a lui, a tavola, e laveva insultata con parole irripetibili. Marguerite, poi, quando erano usciti a fare una passeggiata, la giustificava spiegando al fidanzato: Non farci caso, mi vuole bene; ma  fuori di s, talmente addolorata per Pierre che non sa quel che dice. Tutto il giorno, la notte perfino, Marie correva dietro al figlio per salvarlo da se stesso, per impedirgli di frequentare gli spacciatori di Montparnasse e di cacciarsi in guai peggiori. Marguerite avrebbe voluto scappare, sognava di sposare Lecoq. Ma la famiglia di avvocati non vedeva bene un simile progetto, la signora Lecoq aveva fatto seguire da un investigatore privato i due giovani, e quando il figlio prov a parlarle delle sue intenzioni serie con la piccola Donnadieu, era pronta allo scontro, drastica: doveva lasciare quella ragazza indegna di una famiglia perbene, e lo sped in Inghilterra a studiare la lingua. Ci fu ancora una lettera daddio che Marguerite strapp coi denti, quando sua madre tent di impossessarsene, e ci fu una malaugurata conseguenza. Nen era incinta. I Lecoq si fecero carico delle spese per sbarazzarsi del bambino, Marie rest alloscuro. Solo Paul Rembauville rimase vicino alla cugina in quella circostanza. Laccompagn ad abortire, ne asciug le lacrime.
 stato orribile, un assassinio si sfogava Marguerite quando lui la riaccompagn a casa incerta sulle gambe, le mani strette sul ventre dolorante.
Abominevole ripeteva lui costernato.
Ma poi lei si era fatta onore concludendo lanno scolastico col massimo dei voti ed era partita in vacanza con Rembauville, quella vacanza in Normandia di cui conserv per sempre un ricordo dolcissimo. Il cugino le aveva affittato un appartamentino a Trouville e faceva la spola con la fattoria di famiglia a pochi chilometri, dove si producevano il latte fresco e il burro che lui vendeva agli alberghi della costa. Durante il giorno facevano gite a Deauville, la localit balneare pi rinomata, e la sera giocavano al bigliardo al Roches Noires. Quando si accoccolavano sulla spiaggia, al tramonto, di fronte al mare, le nuvole tinte di grigi luminosi e dun malva chiarissimo le ricordavano lIndocina. Allora gli raccontava i colori dei cieli, i verdi dei prati che brillavano come argento sotto il sole e gli descriveva i fiori giganti e i corpi abbronzati di quegli indigeni meravigliosi, poverissimi e sempre allegri.
Si ride tanto laggi gli diceva. Hanno il sole nel cuore, sulle labbra e sui denti. A loro basta. Non sono incontentabili come noi.
Fra un libro e laltro  la disperazione. Anche se non si vede, anche se nessuno intorno se ne accorge. La disperazione non  che Grard sia morto.  che lei non riesca a scriverne. Si  fatta notte, le amiche se ne sono andate, Dionys non  tornato. Sempre pi spesso non torna a dormire. Succeder che si trasferir da Solange, prima o poi, Marguerite lo immagina, lo sa. E perder anche la sua compagnia, quel rapporto speciale che hanno loro due.  notte ed  sola a guardare i lampioni della strada dalle finestre, fumando, senza il conforto dellalcol. Resiste. Era diventata cos gonfia, mostruosa, unaltra. E poi il crollo.
Qualcuno aveva fatto notare a Grard: Questa donna che ami, la lasci bere fino alla distruzione?
Aveva risposto: Io non ce la farei mai a impedirle di bere. Un altro magari.
Come un altro, un altro chi?
Ma s, uno di cui fosse innamorata.
Ha fatto tutto da s, si  disintossicata con la forza della volont, senza ricoverarsi in ospedale,  tornata magra. Non magra come una volta, quando pesava quarantacinque chili, ma magra. Il viso ha ripreso contorni riconoscibili e i grandi occhiali lo fanno sembrare ancora pi minuto. Prima di lei si  disintossicato Grard, chi lavrebbe creduto? Svezzato per la vita dallalcol, convinto dallinfarto. Per il sesso no, non ce lha fatta, piano piano ha ricominciato. Non con lei, per. In effetti lei era diventata orrenda, indesiderabile.
Per Marguerite, che divide con me ricordi immensi, di nuovo per Marguerite eternamente mio amore, le aveva scritto dedicandole la prima copia del romanzo che riusc, dopo una dura lotta, a vincere il Mdicis nel 63. Si era affidata alle capacit di mediazione di Robbe-Grillet Margot per convincere gli altri giurati. Intanto Grard era scappato in Italia perch non sosteneva la tensione. Lamore eterno dur ancora qualche mese, ma lo sapevano da prima che si sarebbero lasciati. Lo sapevano mentre lei cercava di fargli vincere il Mdicis, e intanto sperava ancora una volta inutilmente di vincere il Goncourt con Il pomeriggio del signor Andesmas  quel libro nato da un discorso ascoltato in spiaggia sullacquisto di una casa e dove cera gi una Valrie, quel libro che laveva resa cos soddisfatta di s, quel libro su un padre che aspetta il ritorno della figlia, quel libro sulleterno attendere chi si ama di chi ama.
Succede che lamore a un certo punto non passi pi per i sentieri tranquilli dellintesa, del desiderio, nemmeno della felicit. La sua natura  allora il rifiuto della stabilit, peggio: di ogni concordia, peggio: di ogni soluzione praticabile. La sua natura  allora quella di cercare ferocemente il proprio annientamento. Sono a questo punto lei e Grard quando Marguerite parte per gli Stati Uniti verso la met di febbraio del 1964. Jarlot ha ancora soltanto due anni di vita, ma non lo sa. Nessuno lo sa. Anzi ha una gran voglia di recuperare il tempo perduto. Ha affittato un appartamentino tutto suo in rue de Rivoli dove riprende in pieno lattivit erotica con uomini, donne, amanti fisse, amanti di passaggio. Eva continua a girarsi dallaltra parte. Ha anche lei le sue storie, con i suoi artisti. Marguerite lotta contro lalcol, si riappropria del suo corpo di ragazza, soprattutto scrive dellamore deluso, dellamore spiato. Scrive per la prima volta senza bere. Scrive Il rapimento di Lol V. Stein. Mancava a Lol qualcosa per essere. Era forse il cuore a non essere qui? Parve che non aspettasse pi niente. Scrive di Lola Valrie Stein rapita da se stessa, da quando una rivale, al ballo di Thala Beach, le ha rubato il suo amore, e lAltra  sempre linquietante femme fatale che viene dal passato, la misteriosa Anne-Marie Stretter incarnazione di un alter ego distruttivo, nemico, riflesso di una personalit multiforme, portatrice enigmatica del segreto femminile.
A mezzanotte Lacan vuole vederla, vuole parlarle di Lol in un caff del quartiere perch vuole scriverne. Vuole innalzare un monumento a Marguerite Duras.
Marguerite scende, lo raggiunge nel bar, inquieta. Cosa pu dirgli di Lol oltre quello che ha scritto? Si stringe nel cappotto, si siede. Il maestro la guarda attraverso le lenti. Sorride, appoggia il sigaro sul portacenere, intreccia le mani sul tavolino, sorride. Conosce il gioco della morra cinese: il sasso spunta le forbici, le forbici tagliano la carta, la carta incarta il sasso? le chiede.
Ma... s.
Allora le spiego: lol sono ali di carta, v le forbici, stein la pietra, naturalmente.
Lei non dice niente.
Dimenticavo la o di lol: una bocca aperta nello stupore, nel rapimento.
Le agita lindice sotto il naso. Lincantatrice  Marguerite Duras e noi gli incantati, i rapiti ride, gonfiando le guance, un riso che gli resta dentro senza esplodere. Passano minuti silenziosi in cui lui fuma il sigaro, lei le sue Gitanes.
Insomma riprende avvicinandosi attraverso il tavolino, come ha prodotto il suo inconscio questa Lol, da dove  venuta? Ne ha idea? Giocava alla morra da bambina?
No. Non lo so risponde blindata, svuotando il bicchiere con lacqua minerale.
Jouer  la mourre, jouer  lamour le dice sorridendo.
Mi piacciono i giochi di parole...
Daccordo.  giusto cos. Non indaghi lo psicanalista dove lartista sbarra la strada. Lartista ne sa pi del medico e lei, Marguerite,  la conferma che linconscio  la materia dellarte come della psicanalisi.
Margot torna a casa scombussolata. Chi  Lol? Non lo sa. Quale parte di s? Non lo vuole sapere. Non lha detto al maestro, ma le  capitato, mentre scriveva, di sentirsi terrorizzata, di gridare persino. Perch gridava? Perch aveva paura. Di che? Non lo sa bene. Di perdere la ragione, forse. S, di uscire un po di testa. In quel caff lui continuava a farle domande. Su Marie, sul padre. Su quanto si amavano suo padre e sua madre. Su quanto lei li amava. Non ha risposto. Non conosce le risposte. Aveva amato sua madre enormemente. Poi a un certo punto non laveva amata pi. E suo padre? Laveva conosciuto cos poco, ma doveva aver amato molto anche lui, anche se non se ne ricorda. Ora ha ripreso a sognarlo, ma non lha detto a Lacan. Quando qualche anno prima era andata in analisi, lo psicanalista le aveva suggerito: Scriva,  questa la sua cura. Ha provato a leggere Lacan. Non ci capiva niente e lha lasciato perdere.
Se aveva scritto Il rapimento di Lol in un soffio, in parte a Trouville, in parte a Parigi, in unintera estate, senza fermarsi, le era accaduto il contrario col Viceconsole nei due anni precedenti, quando vivere era diventato la passione della morte come raccontava alle amiche. Due anni di pena, di alcol, di solitudine a Neauphle, di abbandoni del testo e riprese, maledizioni, fantasmi. I fantasmi della mendicante, di Anne-Marie Stretter, e del giovane ebreo-tedesco della sua giovinezza, Frdric Max di Neuilly. Freddie. Era stata cos innamorata di lui, della sua magrezza estrema, dei suoi occhi blu, delle sue ciglia nere, dritte, folte, della sua cultura antica, della sua ebraicit meravigliosa. Leggevano insieme Lecclesiaste, vanit delle vanit, facevano lamore, lui le raccontava di san Girolamo che aveva passato tutta la vita a tradurre la Bibbia, facevano lamore. Divent poi uno stimato orientalista, viceconsole a Bombay. Niente in comune con il viceconsole di Lahore creato dalla sua immaginazione, disperato per amore, ma i personaggi nascono cos, da uno stimolo minimo, da unimmagine potente e poi si allontanano dal modello e vivono di vita propria, superano una soglia dove nemmeno chi li ha inventati pu seguirli, a volte. Il viceconsole laveva allontanata da Grard ancor pi della fine dellamore fisico. Erano stati mesi infernali quelli in cui aveva iniziato a scrivere il romanzo. Alla fine laveva accantonato, laveva odiato. Come si fa a ritornare? Bisogna perdersi. Vorrei che mi indicassero come perdermi. Qual era il posto dello scrittore nel libro? Non riusciva a capirlo. Bisogna sempre sapere da dove viene la voce di chi scrive, quando si scrive.  decisivo! Il suo problema, scrivendo, era di lasciare fare alla storia, che si scrivesse da sola insomma, ma proprio per questo doveva ritagliarsi il suo posto in quel farsi. E disfarsi. Un posto nel libro. Il viceconsole procedeva cos, non procedeva. Lo abbandonava. Scriveva di getto Il rapimento di Lol. Poi Grard, che non ne poteva pi, laveva messa su un treno per Venezia. Era sicuro che l avrebbe ritrovato lispirazione. Aveva bisogno di una citt esotica che la proiettasse a Calcutta, lo scenario del libro. Nelle calli di Venezia Marguerite si aggirava come la sua protagonista, la fragile, sfuggente Anna Maria Guardi, che sposer lambasciatore francese Stretter. A Venezia trovava la musica del libro, composto nelle sue intenzioni come una partitura. Qualcuno al piano strimpellava una canzone evocativa, Indiana Song. Qualcuno ballava Blue Moon, risuonavano gli spari del viceconsole contro i lebbrosi, contro il dolore, la miseria, la follia. Ma lo stesso non ne veniva a capo. Torn, accanton di nuovo il testo. Si mise a scrivere un film con Jarlot, Sans merveille, per Michel Mitrani. Scrivevano insieme frasi come: Stiamo aspettando la fine del nostro amore, vero? S, lo aspettiamo, questo orrore. Amiamo senza meraviglia, senza profondit, senza eternit.
Dunque laddio non arriva inatteso. Eppure s. Inattesa  la modalit. Meg va negli Stati Uniti per la prima volta. Il rapimento di Lol  uscito in contemporanea in Francia e in America in febbraio. Parte in nave. Outa era stato da poco negli States ed era andato in aereo. La madre gli scrive dal transatlantico: Tutte le sere, a mezzanotte, mettiamo indietro gli orologi di settandue minuti  e questo significa che alle undici uno si sente stranamente stanco, non capisce perch al principio, poi si ricorda che  luna di notte per quel nostro nonnetto dorganismo, vecchissimo organismo europeo del bordo della Senna. Di a Dionys che deve prendere la nave per andare a New York, e quanto a te e ai tuoi aerei del cavolo, sappi che la gente che va in America in aereo  come se non ci fosse proprio andata...
Grard non lha accompagnata, doveva fare il trasloco nella nuova casa di rue de Rivoli.  partita con Joe Downing, un pittore quarantenne del giro di Eva Jarlot, originario del Kentucky, che  stato adottato da tutto il gruppo di Saint-Benot e che torna a rivedere la famiglia. La vita sulla nave la riporta alle traversate dellinfanzia e della giovinezza, ogni sera si abbiglia per la cena e i balli. Si diverte moltissimo, conosce persone nuove, non pensa a Grard. A New York alloggia dal suo editore e precipita nei suoi problemi di coppia parteggiando, per, per la moglie, giocando alla saggia consigliera. La citt la sorprende, la stordisce, la esalta. Non pensa a Grard. Gli americani sinnamorano della bizzarra scrittrice francese, del suo spirito, della sua statura piccolina, delle sue scarpe senza tacco, dei suoi gilet che ha gi cominciato a indossare come una divisa. Dalla Francia le scrivono tutti, Sonia dandole notizie del quartiere, Outa che le chiede i jeans in regalo, Grard che non  contento della casa, Robert che le racconta di essere stato a Neauphle a cena con Outa e Dionys, che ha cucinato il couscous.
Con Joe Marguerite attraversa gli Stati Uniti coast to coast, lo accompagna a Chicago e nel Kentucky.  quasi tempo di tornare quando ha la malaugurata idea di telefonare a Grard. Si accorge subito che ha una voce strana, le arriva nel telefono opaca, negligente. Avverte il panico con cui accoglie la notizia del suo ritorno imminente in un silenzio cimiteriale. Si riprende, si destreggia evasivo, ma Margot lo mette alle strette: Perch sei imbarazzato?
Grard boccheggia. Grard che mente sempre non sa mentire sul proprio imbarazzo. Alla fine confessa che ha deciso di lasciarla, che lo avrebbe fatto quando fosse rientrata a Parigi, che non ce la fa ad andare avanti cos, che hanno smesso di amarsi da tanto, che ha incontrato un nuovo amore.
Ecco racconta a Joe, ha avuto il Mdicis, si  rimesso in salute, pu ricominciare a scopare. Non ha pi bisogno di me. Lo dice ridendo, alzando le spalle, ma ne  amareggiata, distrutta. Si sfoga in una lettera a Sonia, Sonia dalla vita sentimentale martoriata, che aveva tentato il suicidio coi barbiturici ben due volte, durante il secondo matrimonio con un omosessuale che non ammetteva di esserlo e dopo la morte del suo grande amore, Maurice Merleau-Ponty, scomparso poco pi che cinquantenne per un ictus nemmeno tre anni prima. Sonia che a trentanni aveva sposato George Orwell quando gli restavano solo pochi mesi di vita, minato dalla tubercolosi, e tutti avevano detto che lo faceva solo per diventarne la vedova, mentre Orwell laveva presa a modello per il personaggio di Julia in 1984 descrivendola come una creatura affettuosa, generosa, ingenua, incapace di credere che una cosa definita felicit semplicemente non esiste. Sonia che  nata a Calcutta, che ha conosciuto Vita Sackville-West, che  amica degli scrittori, degli artisti, degli intellettuali di mezzo mondo. Sonia a cui ha dedicato Il rapimento di Lol V. Stein.
A Sonia scrive che  disperata, che non vuole tornare, perch ha paura di tornare e di incontrare Grard con unaltra e Robert con Monique e Dionys con Solange, e lei... sola. Anche se non crede nella felicit  la pensa come Orwell  lo stesso ha paura di essere troppo infelice. Sonia  desolata, le consiglia di prolungare il viaggio, le promette con il suo invincibile ottimismo che ce la far, che presto sar di nuovo innamorata, anche se adesso non pu nemmeno ipotizzarlo.
Cos Marguerite si trattiene negli Stati Uniti fino alla fine di marzo di quel 1964, giorni in cui fa il bilancio di tutti i suoi fallimenti. Fallita anche come madre,  stata un disastro, pensa. Gli ultimi mesi, prima della partenza, sono stati infernali con Outa che non voleva rimanere in collegio e la tormentava per esserne tirato fuori e non studiava e si ribellava a tutto, a tutti.
Ad accoglierla a Le Havre, quando sbarca, c il clan al completo. Ma non Grard naturalmente. La trovano bene, rilassata, sorridente. Adesso ha solo voglia di rimettersi a scrivere, di riprendere il suo Vicensole. La prima frase che butta gi, chiss perch, la prima frase che automaticamente si mette a battere appena ha infilato il foglio nella macchina : Peter Morgan smette di scrivere. Punto a capo. Lodore di Calcutta di notte  quello del fango e dello zafferano. Passa ancora un anno prima che il punto non richieda nessun a capo, il punto finale del libro: Non ha nientaltro da dirmi signore? Niente, no, direttore. Lo porta a termine a Livorno durante la vacanza alla Quercianella, dai Vittorini. Elio aveva ricominciato a sentirsi male dopo unapparente ripresa. Margot sostituisce Ginetta in modo da non lasciarlo mai solo e le fa piacere salire a chiacchierare un poco con lui nella sua stanza, discutere del titolo da dare al libro, distrarlo con i pettegolezzi sullamore di Jeanne Moreau e Tony Richardson che sta lasciando la Redgrave. E poi gli parla di Outa, a cui Elio  tanto affezionato. Cosa far nella vita? gli chiede, si chiede, e dice a lui, a Ginetta, a loro che non hanno figli, che lamore materno  una calamit, ma una calamit meravigliosa.
Far qualcosa nel cinema, gli piace il cinema le risponde faticosamente Vittorini. Aiutalo, insisti perch trovi il suo posto sul set.
Lho allevato malissimo. Non ha disciplina. Non si sottomette agli orari, a nessuna autorit. Non vuole fare niente. Non fa niente.
Sei sempre stata pazza di lui, lhai viziato come hai fatto con tutti gli uomini della tua vita.
Dopo la morte di Elio le  rimasto questo ricordo finale, questo giudizio perentorio e sornione, detto con laffetto di sempre, e con laria di uno convinto che niente sia veramente grave, che tutto  sempre  possa aggiustarsi.
Cos c riuscita. Lha finito dopotutto quel libro infernale. Lha consegnato alleditore alla fine dellestate e si va a godere le prove di Giornate intere fra gli alberi che debutter in novembre. Ne aveva scritto una riduzione per il cinema per un progetto poi naufragato, come succede spesso col cinema. Poi glielaveva chiesto la compagnia Barrault-Renaud, ma erano su con un altro spettacolo e Marguerite aveva rinunciato a sperare che la pi grande attrice del teatro francese finisse davvero per ridare vita a Marie Donnadieu. Aveva visto Madeleine Renaud, attrice beckettiana per eccellenza, due anni prima in una leggendaria interpretazione di Giorni felici ed era rimasta incantata da lei e dalla pice. Marguerite si preparava a partire per un giro nel sud, nella terra del padre, allinizio dellestate e poi avrebbe proseguito per Livorno, quando aveva ricevuto una lettera di Jean-Louis Barrault:  unopera che va dritta alla pancia, al cuore, alla testa. Brucio dalla voglia di metterla in scena.
Un giorno, durante le prove, Madeleine le si era avvicinata.
Vorrei vedere le foto di sua madre.  possibile? Ne ha?
Qualcuna, s. Vuole venire da me?
Domani allora, va bene? Verso le due? Non c alcun bisogno che lo sappia Louis, a volte trova esagerato il mio modo di prepararmi a una parte. Sa come sono i mariti...
Margot sapeva come sono i mariti.
Madeleine aveva guardato e riguardato le fotografie di Marie. E quelle di Pierre. E di Nen. E si era fatta raccontare tante cose, non le bastava mai.
Quando poi Margot aveva assistito alla prova generale, si era commossa. Madeleine le aveva fatto leggere il biglietto appena ricevuto da Beckett: Solo due parole per augurare a tutti voi Giornate intere gloriose e che questo bel racconto possa risultare in scena formidabile quanto lo Square. Affettuosamente, Sam.
Ma non era la benedizione di Beckett in questo caso a commuoverla. Era che non poteva credere a quel che vedeva, che ascoltava: cera sua madre in palcoscenico, sua madre tornata in carne e ossa. Yves Saint-Laurent, che aveva creato labbigliamento della Renaud ed era seduto accanto a lei, le aveva passato un fazzoletto. La sera della prima continuava a sentirsi angosciata, non era pronta a ritrovarsi davanti Marie. Aveva chiesto a Joe, Joe Downing, che firmava le scene, di portarla a cena prima dello spettacolo. Mangiarono in quasi totale silenzio.
Va bene, adesso possiamo andare allOdeon aveva deciso alla fine.
Si erano infilati nellentrata degli artisti e avevano seguito la rappresentazione da dietro le quinte. Al momento degli applausi Joe aveva dovuto trattenerla, perch stava sgattaiolando via sperando di passare inosservata. Ma Madeleine e Barrault lavevano presa per mano e portata in scena a ricevere la sua dose di applausi. Cera anche Georges Pompidou in sala, il futuro presidente della Repubblica, e cera il suo nuovo amore, Jean Chapot.
Non lo definiva proprio un amore. Un giorno del 65 Jeanne le ha presentato questo giovane cineasta che voleva il suo aiuto per la sceneggiatura dun soggetto cinematografico abbastanza interessante. O forse, pi che il soggetto le era sembrato interessante quel ragazzo dai capelli spioventi e il sorriso largo, che aveva lavorato anche in teatro, collaboratore di Raymond Rouleau, di Strehler e che, malgrado i suoi trentacinque anni, aveva fatto in tempo a conoscere Bertold Brecht al Piccolo di Milano. Erano i giorni del Viceconsole. La sua presenza laveva calmata, per questo poi gli aveva dedicato il libro. Per la dolcezza. Perch un pomeriggio grigio e piovoso, mentre scrivevano insieme il film, le aveva preso la mano e se lera portata alle labbra e aveva cominciato a massaggiarle il braccio, su e gi, e a baciarle linterno lungo le vene ammirando la sua pelle liscia, morbida, che era sempre la stessa, la pelle dei suoi sedici anni.
 stato il clima della Cocincina  allora quella parte del mondo si chiamava cos  con la sua costante umidit, a levigarmi la pelle, a tenerla irrorata come un fiore. Ha bevuto talmente tanta acqua il mio corpo, quando ero piccola, acqua piovana, che si  idratato per sempre gli aveva raccontato infilandogli le dita nei capelli. Era cominciata cos. Poi avevano messo in cantiere un secondo film, La voleuse, che sarebbe diventato un successo con Romy Schneider e Michel Piccoli. Chapot le aveva proposto, per i sopralluoghi, di andare insieme a casa di un amico pittore, Jeanik Ducot, che viveva nella Garonne, dove volevano ambientare la storia. A Marguerite sembr il momento giusto per una specie di pellegrinaggio nella terra del padre con i due giovani uomini a fianco. Jeanik era entrato subito nelle sue simpatie. E siccome le piaceva, si entusiasm anche per i suoi quadri, per il suo astrattismo; nel suo cuore prese presto il posto di Chapot. In seguito si sarebbe data parecchio da fare per promuoverne una mostra a Parigi. Ne scrisse la presentazione:  ancora sconosciuto, ha quarantadue anni e dipinge da un decennio, facendo al contempo tanti mestieri diversi senza progettare nessuna carriera dartista.  raro, dai tempi del surrealismo, potersi imbattere in un pensiero cos familiare e generoso... Nonostante il suo appoggio, larte di Ducot si sarebbe persa come le sue tracce nella vita di Marguerite, ma intanto, a Le Platier, la segue nelle sue ricognizioni, la fotografa, lasseconda in modo pi devoto di quanto fosse disposto a fare Chapot, interessato solo al film.  il pittore, mentre il regista li aspetta in un bar, ad accompagnarla a fare benzina alla pompa del fratellastro garagista, che purtoppo non c in quel momento. Sono Marguerite Duras, la sorella di Jean Donnadieu dice al ragazzo che le fa il pieno. Lo saluter da parte mia?
Da quando Lacan le aveva fatto tutte quelle domande sulla famiglia dorigine, pensava molto al padre. Interrogava la sua fotografia, i suoi occhi chiari che fissavano diretti lobiettivo, scopriva di somigliargli. Si rigirava fra le mani la cartolina postale, lultima, la sola forse, che aveva spedito ai figli dalla Francia prima di morire. Era un alcolista anche lui, questo lo aveva capito da mezze frasi di Marie. Probabilmente centrava lalcol nella sua morte precoce, nella sua debolezza a contrastare gli effetti dun clima micidiale.
Non dice niente ai suoi due amici, che la scortano come guardie del corpo, della sua precedente fallimentare incursione a Pardaillan, con Grard, dieci anni prima. Questa volta non hanno difficolt a raggiungere Le Platier, Ducot  pratico della zona e non si smarrisce nel labirinto delle indicazioni suggerite dai paesani. Ma la scena che si apre sotto i loro occhi  desolante: erbacce e rovine in un intrico fitto e a tratti invalicabile. Marguerite evoca il capitolo Il tempo passa, nel libro di Virginia Woolf che le piace di pi, Gita al faro, elenca agli amici le devastazioni raccontate dalla scrittrice inglese. E intanto dice fra s:  la mia gita al faro, questa. Alla fine lho fatta, con tanti morti alle spalle.
Eccoci al Calcutta point! esclama ripercorrendo sgomenta lantica bellezza del giardino ora restituito alla sua natura di giungla.
Che cos il Calcutta point? le chiede Jeanik.
 dovunque la vita torna al suo destino di rovina e di distruzione, dove la giungla trionfa e si riprende ci che le  stato sottratto. A Calcutta, e in generale in Oriente, questo  evidente in continuazione. Ad Angkor Wat, in Cambogia, gli antichi templi sono stati avvolti dalle immense radici degli alberi, sepolti, strangolati dal rigoglio vegetale. Noi occidentali siamo pi attenti a conservare le cose, a tenerle in ordine gli spiega mentre contempla incredula la vecchia vasca ovale invasa dalledera dove il padre allevava pesci esotici. Le sembra tanto pi piccola di come la ricorda. Tutto le appare ridimensionato rispetto alla prospettiva infantile. Solo i ginkgo biloba sono diventati pi alti, pi robusti.
Sono alberi meravigliosi dice agli amici. Resistono a tutto. Hanno resistito agli incendi che ci sono stati qui, guardate. Sapete, persino a Hiroshima sono riusciti a sopravvivere. Non  straordinario?
Le viene improvviso il desiderio di ricomprare il podere e chiede a Ducot di occuparsene. Poi, scontrandosi con mille difficolt, con le resistenze del nuovo proprietario e il prezzo esorbitante, rinuncia. Era successo cos che, avendo un po di denaro da investire, guadagnato col cinema, aveva comprato alla fine lappartamento di Trouville. Henri Donnadieu riprecipit nella nebulosa che era stato, togliendo per sempre alla figlia il sogno di arrivare a conoscerlo, almeno attraverso i suoi luoghi. Finch, anche lei vicina alla morte, avrebbe cominciato a convincersi, nel declino della vecchiaia, che Le Platier fosse casa sua e che avrebbe potuto tornarci un giorno o laltro per rivedere suo padre e parlargli a lungo. Di tutto quello che la vita le aveva tolto. Perch la vita toglie pi di quello che d. Pensava questo, alla fine, malgrado il successo letterario esorbitante, che non si era aspettata n augurata, piovutole addosso con Lamante. Era quello che, in fondo, aveva sempre pensato, anche quando nessuno la leggeva, quando non era ancora Duras.
Marie era riuscita a vendere Le Platier nel 1931. Sbrigate rapidamente le pratiche burocratiche, era salita a Bordeaux sul treno per Parigi con i due figli minori, in prima classe, a spese  come di consueto  del Ministero delle Colonie. Per lei era un addio definitivo, non sarebbe tornata mai pi a Pardaillan, ma non era triste. Il suo destino ormai sidentificava con le vicende della concessione in Cambogia e pensava allegramente ai problemi che le avrebbero risolto i soldi della vendita. Prima di tutto era necessario trovare un appartamento comodo in citt, o almeno nei dintorni, e iscrivere subito la bambina a una buona scuola per farle recuperare il tempo perduto nei vari trasferimenti in modo che potesse comunque prendere il diploma liceale senza ulteriore ritardo. Un altro pensiero piacevole era riabbracciare Pierre allarrivo, che sarebbe venuto a prenderli alla stazione. Nella dolcezza di quei ragionamenti si addorment, seduta accanto a Paulo che si stava accomodando la giacca sotto la testa per prendere sonno anche lui. Nen invece rimaneva sveglia, cullata dal rollio del treno ed eccitata allidea di vedere Parigi per la prima volta. Fantasticava. Aveva diciassette anni e in una casa di Cholon, il quartiere cinese di Saigon, qualche mese prima aveva perso la verginit. Sua madre non lo sapeva, o non voleva saperlo. Era un segreto solo suo, nemmeno il fratellino lavrebbe presa bene, se lavesse scoperto. Dopo quelle carezze di Cholon, quella profonda penetrazione, il suo corpo le pareva diverso e si sorprendeva che non si cogliesse allesterno il cambiamento radicale avvenuto in lei. Un costante languore, una continua eccitazione, una nuova percezione di s e del solco apertosi nel nascondiglio del ventre erano i segni chiari del suo essersi trasformata in donna. Come mai nessuno se ne accorgeva? Proprio nessuno no. Un uomo giovane, sui trentanni, che le era seduto accanto nello scompartimento assopito, era rimasto sveglio come lei, e la guardava, mentre lei guardava il buio attraverso il vetro del corridoio dove non cerano tende. Nen si era voltata quel tanto da incrociarne lo sguardo e in quel preciso momento aveva saputo la vertigine, la resa inevitabile, aveva saputo lincendio, ma senza ancora riconoscerlo, solo intuendolo. Per questo, come se niente fosse, si era messa a parlare con lui sottovoce, molto sottovoce, rispondendo alle sue domande generiche, da dove viene, dove va.
Finch le domande vengono meno e la voce viene meno e le forze e non  pi possibile nemmeno guardarsi e lei si rannicchia sul velluto di due sedili stringendosi al petto le gambe e dicendo con gli occhi gi chiusi: Bisogna dormire, altrimenti domani mattina saremo stanchi, quando arriveremo a Parigi e fra le ciglia lo vede allontanarsi e tornare con una coperta che le stende sopra con delicatezza infinita. Marguerite apre appena gli occhi con un sorriso e lo ringrazia. Dorme, o finge di farlo, in attesa. Non sa di cosa, o lo sa. Quando avverte la mano delluomo che le accarezza i piedi attraverso le calze di seta capisce che stava aspettando proprio questo. Allunga i piedi sopra di lui, lui le spinge la mano lungo le gambe, l dove la pelle  nuda sotto il reggicalze, lungo i fianchi sotto il vestito fino ai seni acerbissimi. Scende lentamente, teneramente; le dita bruciano e si arrestano indecise per un momento sul sesso umido di lei, dentro le mutandine. Poi riprendono a muoversi, la penetrano, la riempiono, le tolgono il respiro costringendola ad allargare un po le ginocchia, non tanto, quanto basta a lasciare al proprio sesso lo spazio immaginario per gonfiarsi, rabbrividire, sciogliersi in tante piccole scosse. Deve fare attenzione a non muoversi, a restare immobile, mentre avverte le scosse di lui, pi eclatanti, e un grido soffocato che non  riuscito a reprimere. Finalmente si addormenta. Quando si risveglia a Parigi, luomo  gi sceso. Il suo posto  vuoto, la coperta scivolata sul pavimento.
Vanves, dove trovano casa in un quartiere residenziale, al numero 16 di uno stretto viale, lavenue Victor Hugo, sesto piano di un grande caseggiato senza ascensore,  un po pi di una periferia,  ancora un paesotto alle porte della capitale, ma servito benissimo come osserva Marie considerando che si arriva facilmente al centro di Parigi sia col treno che viene da Chartres e che ferma alla stazione Montparnasse, sia prendendo la metropolitana alla Porte de Versailles, sia con lautobus che arriva allHtel de Ville, nel quarto arrondissement, sul bordo della Senna. Marguerite  entusiasta del nome della strada  sta giusto leggendo I miserabili  e dellaltezza vertiginosa che le permette di guardare dalla finestra un panorama a perdita docchio fino alle colline di Svres. Non fosse per i problemi che crea subito Pierre, i problemi di sempre, sarebbe un periodo spensierato. Il cugino lha introdotta al suo gruppo di amici cui si aggiungono, in ottobre, i nuovi compagni di scuola, quando comincia a frequentare la severa e rinomata Ecole Scientia a Auteuil. Piace molto ai ragazzi graziosa com, con il viso delicato, rotondo, la bocca piccola tinta di rosso, gli occhi distanti, ironici, verdi, vagamente asiatici, i capelli ondulati, legati in trecce ramate arrotolate dietro le orecchie, che sembrano due petali incollati ai lati del capo, il naso piccolo, dritto, il corpo proporzionatissimo. Be, non sono bella, ma linsieme non  male, cos si vede lei. In estate ha frequentato la piscina Molitor, che dinverno si trasforma in campo di pattinaggio; la invitano alle feste, le piace molto ballare. Tutto il giorno Paulo le fa sentire i dischi che si scambiano col cugino. E poi, matta per Racine e la Comdie Franaise, va a teatro con Marie e al cinema. Un recente successo, Langelo azzurro, con Marlne Dietrich che canta Ich bin die fesche Lola la fa sognare: Sono la sexy Margot canta imitandola davanti allo specchio. Ma quando nel buio del cinema un amico del cugino, che non le piace, si permette di metterle le mani addosso, simbestialisce. Mentre invece un altro innamorato respinto, che le fa le poste sotto casa, suscita la sua piet, perch presagisce le pene damore che oscuramente laspettano.  solo questione di tempo. Presto infatti sinnamorer di Lecoq.
Quando poi scender in piazza con i giovani nel 68 e cercher di ricordare i sentimenti che la agitavano nella giovinezza, non trover niente in comune. Scoprir che ventanni li ha avuti pi tardi, insieme agli studenti ribelli, o almeno  tornata ad averli con uno stato danimo completamente differente. Della Contestazione condivider tutto, il pacifismo, lopposizione a De Gaulle e al ceto borghese, la libert sessuale, la guerra al consumismo, il femminismo, le critiche al Pcf e allUrss, la speranza, mista a paura, del rivendicato azzeramento totale di storia, cultura, abitudini, individualit. Ma quando aveva davvero ventanni era diversa. Parigi nel 34, dopo il suo ritorno definitivo dallIndocina, era percorsa ugualmente da manifestazioni quasi tutti i giorni, cerano scontri di piazza, scioperi duri. Ma lei se ne fregava del clima politico rovente, pensava a studiare, a laurearsi in Legge, la facolt pi prestigiosa, quella dove si preparavano i futuri politici, e a innamorarsi. Guardando le vecchie fotografie, che teneva ammucchiate alla rinfusa in uno scatolone, faceva fatica a sistemare i fatti uno in fila allaltro in una progressione coerente, esattamente come non le veniva facile mettere le immagini in ordine cronologico. Si aiutava osservando bene i vestiti, le pettinature, le persone che si vedeva accanto. Eccola a diciotto anni col baschetto in mezzo ai compagni dellistituto Scientia; decisamente la pi bassa e la pi carina fra le ragazze. Poi abbracciata a Pierre, languida. E poi si ritrova sul ponte della nave Porthos, che da Saigon la riportava in Francia, nellottobre del 1933, sola fra tre ragazzi, suoi compagni di viaggio e con uno, ricorda, aveva intrecciato un delizioso flirt spinto, come laveva sempre definito nel corso degli anni, concluso al momento dello sbarco. Occupavano due cabine di fronte. Durante il giorno facevano la normale vita di bordo senza che nessuno potesse sospettare fra loro una relazione particolare, e di notte sgattaiolavano luno nella cabina dellaltra fra risatine soffocate e immaginosi giochi erotici in cui si fingevano lei una sirena e lui un principe pescatore.
Come mai tornava di nuovo in Francia? Era il suo addio allIndocina. Ma come mai era sola? In unaltra serie di foto prese in sequenza, appare con la madre, testa contro testa, tutte e due molto allegre in un atteggiamento di leggerezza, che fissano lobiettivo o guardano nella stessa direzione verso destra, chiss chi, fuori dallinquadratura. Queste dovevano essere state scattate poco prima di ripartire da Vanves dirette a Saigon insieme, madre e figlia, esattamente un anno prima del viaggio sul Porthos, mentre Pierre rimaneva nella casa di avenue Victor Hugo cercando di lavorare come elettricista e Paul restava per fare il servizio militare non pi rimandabile. Dunque le cose erano andate cos: la madre, che doveva riprendere linsegnamento, richiamata stavolta in una scuola di Saigon, portava Margot con s per iscriverla nel liceo Chasseloup-Laubat a completare il diploma sotto il suo controllo. Archiviato Lecoq e la brutta esperienza dellaborto, sicura del suo fascino e dei suoi risultati scolastici, Marguerite non si sentiva pi il brutto anatroccolo di quando si aggirava per rue Catinat piena di vergogna. Dopo le avventure parigine, dopo la storia con Thuy-L, lamante cinese di Cholon  che nel frattempo, le avevano detto, aveva sposato una giovane donna del suo paese dorigine  riconosceva finalmente di essere una bella ragazza. Sceglieva da s i suoi vestiti studiandoseli nei servizi di moda su La France dAsie o su altre riviste che comprava da Portail. Si esercitava al pianoforte sulle composizioni didattiche di Czerny, riusciva a strimpellare Chopin e Beethoven intestardendosi sulle Variazioni Diabelli, prendeva ottimi voti, e non evitava il Circolo del Tennis n la piscina, anche se a nuotare non imparer mai. Avevano una bella automobile e lautista. Abitavano al centro di Saigon, nellelegante rue Testard, e Marguerite aveva scelto per s una stanza al primo piano dove poteva concentrarsi sui libri isolandosi dai pensionanti che Marie continuava a ospitare, sempre avida di guadagni, e dalle chiacchiere di D che le aveva subito raggiunte da Sadec. Lontane da Pierre, madre e figlia riuscivano a non litigare. Marie si divideva fra la concessione in Cambogia, finalmente in piena produzione, e i suoi doveri dinsegnante in attesa dellimminente pensione, stimata dai superiori e ben pagata. Non si sottraeva pi alla vita mondana della citt. A volte era la stessa Margot a partire in macchina per la Cambogia per portare agli operai gli stipendi, quando gli impegni professionali non lo permettevano a Marie. Le piaceva alternarsi alla guida con lautista vincendo la sua meraviglia e le sue resistenze. Era appassionata di automobili da sempre. La vita procedeva serena.
Un giorno risponde al telefono e dallaltra parte c Thuy-L, che lei chiamava alla francese, Lo.
Sono io dice.
Ciao, Lo!
Sono a Saigon per lavoro, volevo sentire la tua voce. Ho saputo che sei tornata.
Vivi sempre a Sadec?
S e, dopo un silenzio: Vorrei vederti.
No gli risponde, perch non ne ha nessuna voglia, pi nessuna curiosit.
Volevo spiegarti perch mi sono sposato.
Lo so dice Margot. Perch te lo ha imposto tuo padre.
Non sa, anche se pu immaginarlo, quanti soldi quel padre abbia pagato a Marie per allontanare la ragazza francese dal figlio, destinato a un matrimonio convenzionale secondo le antiche tradizioni cinesi.
Le dice che  ancora innamorato di lei, ma in un tono che non la convince. O forse non la convince solo perch lamore  finito, non  pi innamorata. E cos non si vedono n in quella occasione n mai in futuro, fino alla morte.
Un anno dopo, il 3 ottobre del 1933, lei simbarca di nuovo e lascia per sempre lIndocina. Simbarca sul Porthos insieme agli amici della fotografia, per la prima volta senza la madre che  venuta a salutarla sulla banchina con Paulo, tornato a vivere con lei, ora impiegato in banca. Ci sono solo la madre e il fratellino a salutarla. Non c Thuy-L come la volta precedente, nascosto dentro la sua auto, quella sua limousine nera, la Morris Lon Bolle che le era piaciuta pi di lui, prima di lui.
Allarrivo a Marsiglia viene a prenderla un parente di sua madre che la mette sul treno per Parigi e, alla Gare de Lyon,  Pierre che laspetta, tutto elegante, con laria che assume a volte del fratello maggiore protettivo. La loro convivenza nella casa di Vanves per non  facile. A Marguerite non interessano i suoi vizi, il gioco, le corse di cavalli, la cocaina. Non se ne occupa, fa la sua vita e lo lascia in pace. Non sopporta, per, come tratta le donne e in particolare la sua fidanzata del momento che non esita a cedere per soldi a qualche amico e ad abbandonare quando non gli serve pi perch si  ammalata di tubercolosi.  la sorella allora a prendersene cura e la vicenda di questa nuova vittima del fratello la turba cos intimamente che decide di andarsene. Nellestate del 1934 ottiene da Marie il permesso e i soldi per perfezionare linglese di l dalla Manica. Quando torna va a vivere per conto suo, in rue Vaugirard per un po e poi in rue Chomel, in una pensione per ragazze che non costa molto. Mangia con due o tre franchi alla mensa studentesca o nei ristorantini di Saint-Germain. Un giorno si trova con France Brunel al Capoulade, dove sono gli stessi studenti a servire, e un ragazzo identico a Tyrone Power domanda se si pu sedere con loro perch non ci sono tavoli liberi. Si chiama Jean Lagrolet e ha le caratteristiche giuste per piacerle: non  solo il pi bello della Sorbona, appartiene a unantica famiglia,  coltissimo, introverso, tormentato. Dopo pranzo, quando France scappa via perch deve correre a lezione, il nuovo amico invita Marguerite a passeggiare al Jardin du Luxembourg, laccompagna in biblioteca, la scorta fino a casa e la bacia sotto il portone. Le ha raccontato una storia che la intenerisce: la madre  morta dandolo alla luce e suo padre non glielha mai perdonato. Scrive poesie. Prima di lasciarla salire al pensionato, coglie una rosa che sporge da una cancellata e gliela infila in una treccia appena dietro lorecchio.
Il pomeriggio vanno al cinema. Vedono e rivedono La grande illusione. E la sera a teatro, soprattutto al Mathurins, dove Georges e Ludmilla Pitoff mettono in scena autori classici e contemporanei. A volte in platea sono solo in dieci e i Pitoff ormai li riconoscono. Vivr un grande amore, o non vivr affatto! recita Ludmilla, e per Jean e Marguerite diventa il motto della loro promettente giovinezza. Anche se lamore decisivo per Margot non si chiama Lagrolet. Si chiamer Antelme.
 proprio Jean Lagrolet a presentarglielo.  un ex compagno di scuola della sua citt, Bayonne, sud-ovest francese, arrivato nella capitale a studiare Legge con un altro amico, Franz Rosenfeld, che in seguito cambier il nome in Georges Beauchamp per motivi razziali. Sono sempre insieme loro tre e spesso si unisce al gruppo la ragazza di Jean, Nen-Margot-Marguerite, a cui  impossibile resistere: ha qualche anno di pi e lo sguardo provocante,  spiritosa, libera. Si vanta ridendo di ottenere dai professori i voti migliori con una certa espressione degli occhi, con il broncio che sa stamparsi sul viso.  diversa da tutte con quella sua passione per la velocit. Li scarrozza volentieri sulla sua Ford Cabriolet, unauto di lusso che nessuno si chiede come sia finita in possesso di una che non ha nemmeno i soldi per pagarsi la benzina. Per saperlo dovrebbero domandarlo a Pierre, che glielha regalata, cos almeno racconta lei. Pierre li ha conosciuti tutti e, pur essendo di quasi sette anni pi grande, esce spesso con loro, ed  simpatico e seduttivo come la sorella. Da quando non vivono insieme, vanno molto daccordo e Margot gli  grata per quel dono. Pierre ha avuto lauto come pagamento di un debito di gioco e lha passata a lei per fare la pace, perch conosce la sua passione per i motori.
Ho fortuna in questo periodo le dice e si fa prestare lintero assegno che mensilmente Marie le manda da Saigon. La trascina a Deauville, al Casin. Passano una serata folle a bere e vincere al tappeto verde, vincere e bere. Alluscita, ricchi e ubriachi, Marguerite gli giura solennemente che non lo far mai pi, perch pi di una volta ha creduto che le si fermasse il cuore e che potevano anche perdere tutto. E allora?
Avremmo venduto la macchina!
Per festeggiare e perch Pierre se ha un soldo in tasca lo deve spendere, partono per la montagna e da luglio a tutto settembre 1935 se ne vanno in giro per lAustria, in Tirolo, e scendono in Italia. Non erano mai stati cos vicini e allegri, cos insieme. La gente li scambia per amanti. Ma Pierre  Pierre. Finita la vacanza torna alla vita di sempre, agli affari equivoci, alle piccole disonest. E Margot ritorna ai suoi amori.
Forse la storia della Cabriolet non era andata esattamente cos. Forse cera sotto una vicenda ambigua, che aveva trovato in una zona di condivisa perversit un punto dincontro tra fratello e sorella. Gli anni erano passati e persino lei non ricordava esattamente come fossero andate le cose. Il debitore sosteneva che la sua auto eccedeva il debito. Questa espressione la ricordava bene. Pierre glielaveva riferita cos e lei era rimasta colpita dal linguaggio burocratico. Allora il tipo, che si era preso di lei, aveva fatto una proposta. Pierre glielaveva ripetuta ridendo, come non dandole importanza.
Dormire con me senza toccarmi? Nudi nel letto senza fare nulla?
S, Margot, questo. Vuole vederti nuda. Vederti dormire.
Ma  malato,  pazzo? Quando mi ha vista?
Ti ha vista con me.
Che tipo ?
Interessante. Strano. Ma uno a posto, perbene. Non vuole complicazioni sentimentali.
Fammelo conoscere.
Si erano trovati in un caff. A Marguerite era piaciuto. Le era piaciuta la disperazione che gli indovinava in fondo agli occhi azzurri. Le era piaciuto il contrasto fra gli occhi blu e i capelli neri. Il contrasto fra la bellezza e la tristezza. Le piacevano gli uomini belli, le piacevano le persone complicate. E aveva accettato. Pierre aveva dato la sua approvazione: Se la cosa ti diverte.
Dopo la prima notte il patto era onorato. La Cabriolet era sua. Ma luomo le aveva imbandito unaltra proposta. Fare lamore. Lavrebbe pagata. Purch lei si dimenticasse di saper parlare. Doveva tacere e abbandonarsi, lasciare ogni iniziativa a lui. Cos avevano fatto lamore, e non solo la seconda notte, ma una terza e una quarta. Ed erano stati gli incontri forse pi eccitanti della sua vita. Con quel divieto di cedere alla confidenza e quindi allamore, persino allattrazione. Con quei soldi di mezzo, quella riduzione a oggetto di piacere, che in fondo era la verit del sesso. Molti anni dopo, lepisodio  che aveva sepolto in una zona non frequentata di s  sarebbe riaffiorato. In forma di racconto. Aveva trovato un nome alla sindrome di quelluomo, la malattia della morte, quando un altro uomo molto pi giovane di lei lavrebbe amata eppure respinta, facendo riaffiorare quel vecchio episodio. Ma forse nulla era successo realmente, non come laveva descritto almeno, non come le piaceva raccontarselo nella distanza del tempo. Da quelluomo pericoloso che non voleva innamorarsi, ma di cui rischiava lei di innamorarsi infelicemente, era fuggita verso Robert, il suo opposto. Forse, senza quasi rendersene conto, aveva costeggiato un abisso e, sul punto di precipitare, aveva afferrato la mano di un uomo buono, un salvatore.
C un essere-pilota dentro di noi che lavora costantemente allintegrazione dellesperienza attraverso il racconto della nostra esistenza. Non si tratta di prendere coscienza, ma di integrare, interpretare, modificare i fatti della vita. Il mio essere-pilota, il mio essere-scrittore mi racconta la vita e io sono il suo lettore dir un giorno elaborando le sue idee sullo scrivere. Cercare la fedelt al vero  illusorio. Come  illusorio pretendere di ridurre lindividuo a un unico io. C una moltitudine di io dentro la singola persona e gli avvenimenti raccontati attraversano necessariamente la distorsione dovuta alla compresenza di tanti se stessi in questa folla. La modificazione deriva anche dal fatto che ricordiamo avvenimenti passati attraverso la consapevolezza del presente e comunque lessere-pilota non agisce alla luce del sole, ma in una zona dombra interna.  in quel punto oscuro alla coscienza che lessere-scrittore pesca le sue storie e i suoi ricordi filtrati. Talvolta avvelenati. Marguerite, rimasta fredda rispetto a Freud e a Lacan, ha incontrato Jung, ed  stato un colpo di fulmine.
Quando scrive a Robert: Tu sai il piacere che provo a farmi del male, la loro storia  cominciata da pochissimo e in segreto. Si  fatta del male con luomo della Cabriolet? Si fa del male perch  indecisa fra Lagrolet e Antelme, ma sa benissimo che il primo  il tormento e il secondo la pace; sono il buio e la luce. Jean la seduce con uneccezionale bellezza fisica, ma la angoscia con la sua visione fosca del mondo, la sua tristezza nevrotica, la sua indeterminatezza sessuale fra maschile e femminile. Robert  solare, generoso, trasparente, una persona di cui ci si pu fidare, a cui ci si pu affidare. Ancora estate e ancora una vacanza. Al sud questa volta, verso la Costa Azzurra. Sono i soliti quattro, Margot con Lagrolet e Beauchamp e Antelme sempre pi innamorato di lei. Lagrolet avverte lintesa fra la fidanzata e lamico, singelosisce, scatena linferno. Al ritorno saranno minacce di suicidio, chiarimenti, fratture. Finch Antelme porta Marguerite a conoscere la famiglia a Bayonne, a bordo della Cabriolet di lei, mentre Georges Beauchamp carica sulla sua pi modesta Citron un Lagrolet gi meno determinato a morire e lo trascina in viaggio verso lUngheria, attraverso unEuropa sullorlo della bufera hitleriana.
Un giorno del 1966, primavera inoltrata, una compagnia inglese le propone di tradurre e mettere in scena una sua vecchia commedia. Rileggendola per loccasione, per, Marguerite la trova falsa, inaccettabile e decide di riscriverla completamente.  cos che supera il vicolo cieco in cui laveva spinta Il viceconsole. Il titolo del nuovo testo  che non le viene in forma teatrale, ma piuttosto dinterrogatorio poliziesco, dove per linquisitore non  altri che lo scrittore   un gioco di parole: Lamante anglaise che si pronuncia come la menthe anglaise, una pianta di menta coltivata in giardino e sotto il cui cespuglio si nasconde, forse, da qualche parte, la testa tagliata alla vittima di un omicidio. Quando il libro esce, lanno dopo, ha la solita accoglienza divisa nettamente in due, esaltazione da un parte, dileggio dallaltra. Marguerite  a Cannes, segue il festival del cinema per Radio Luxembourg con commenti severi; sinnamora di Blow-up di Antonioni e dellIncidente di Losey. Il resto , secondo lei, con rare eccezioni, buono per limmondezzaio.  furente con la sua casa editrice perch non vede Lamante inglese nelle librerie.  un testo di rottura quello, un grande passo avanti nella sua ricerca letteraria. Non ci hanno creduto abbastanza i Gallimard! Il libro  esaurito e non hanno provveduto in tempo ai rifornimenti. No, non ci credono. Quante copie le hanno fatto perdere? Le riguadagner quelle copie qualche tempo dopo, quando una straordinaria Madeleine Renaud, per la regia di Claude Regy, fa della folle protagonista uno dei suoi personaggi leggendari che laccompagner per il resto della sua carriera in giro nel mondo.  unattrice libera da scadenze istituzionali adesso e si candida lei stessa a recitare Lamante inglese: nel clima incendiario del maggio 68, Renaud e Barrault sono stati epurati. C uno scrittore come ministro degli Affari Culturali, Andr Malraux, gollista fedelissimo che ha disapprovato le simpatie della coppia per gli studenti. Accusa Jean-Louis Barrault di aver permesso loccupazione dellOdeon e lo allontana dalla direzione dello stabile. Ne nasce un putiferio con mobilitazione degli intellettuali impegnati. Il risultato  un successo clamoroso della pice, del libro, di Marguerite, adorata dai giovani rivoltosi. Lei adora loro. Fonda con essi e con linseparabile Maurice Blanchot  ancor pi esaltato di lei per il clima di rinnovamento totale  il Comitato studenti-scrittori che sincontra in unaula dove sul muro sta scritto Intellettuali, imparate a non esserlo e dove tutti hanno uguale diritto di parola e cos, per stendere un comunicato, sono necessari giorni e notti di dibattito. Si lamenta di non trovare il tempo di scrivere, ma  in paradiso. E comunque un nuovo testo, Distruggere, lei disse, quasi si scrive da s per diventare un film. Ne ha buttato gi le prime pagine sul retro di un manifestino pubblicitario a quel festival di Cannes dovera cronista e continua a scriverlo nei ritagli di tempo durante la bufera sessantottesca, fedele a se stessa pi che alla rivoluzione, fedele al senso di estraneit alla vita che avverte correrle sottopelle parallelo agli entusiasmi. Fedele alla libert interiore e materiale del suo essere al mondo, quellanarchia anticonsumista e anticonformista che condivide profondamente con i giovani contestatori. Rifiuta il sistema commerciale cinematografico e preferisce sottrarre Distruggere, lei disse alle mire di case di produzione ricche che non le piacciono. Lei vuole lavorare nella seriet, nel rigore, nella purezza. Crede di poter rinnovare larte portandoci dentro la propria idea metafisica di comunismo, negando ogni giorno lordine della societ che la circonda, ordine istituzionale, umano, economico, filosofico. Spiega agli studenti: La mia unica certezza  il rifiuto. Combatte ogni tentazione di radicamento in questa societ: Se uno considerasse lamore in funzione del suo passaggio nel matrimonio, del suo radicamento insomma, lamore scomparirebbe dalla terra.
Vorrebbe che il film lo girasse Alain Resnais. Sarebbe perfetto per questa storia, pensa. Ha paura a proporglielo, i loro rapporti ultimamente si sono fatti un po falsi perch hanno tutti e due riserve e sospetti sul lavoro dellaltro, ma non se lo dicono apertamente. Alla fine lo chiama.
 una storia dedicata alla giovinezza gli spiega. Distruggere per imporre un nuovo modo di comunicare fra le persone, un nuovo sistema di vita. Il fronte rivoluzionario spostato nella vita interiore.  magnifico.
Lo so le risponde al telefono, calmo, gentile. Ma non posso. In realt non lo sento nelle mie corde.
Hai paura di lavorare con me una seconda volta, vero? Hai voglia e paura insieme.
Non  vero, Margot, non  cos.
S, invece, rinunci al rischio di fare un capolavoro, perch? Vuoi che te lo dica il perch? Perch ci sono io di mezzo! Tu non mi hai perdonato di non aver amato quel che hai fatto dopo Hiroshima, e tu e il tuo gruppo di cineasti intellettuali avete terrore di quel che secondo voi rappresento: lincoerenza, lorgoglio, la vanit, limpegno politico ingenuo, la violenza disordinata, il rifiuto categorico, la maleducazione... vuoi che continui?
No, per piet!
...e per con questo bordello che mi tiro dietro, io faccio dei libri! E penso che i tuoi film sono marginali, non necessari, miseri! E che preferisci a me, alla verit che rappresento, la menzogna di intellettuali coltissimi che non mettono in discussione veramente niente, ma ti garantiscono una cuccia pi larga, meno decisiva, che accarezzano il tuo narcisismo! Non vuoi rischiare, hai paura. Pensi che io non abbia paura? Me ne frego, per, di avere paura, vado avanti lo stesso.
Margot, fermati. Non ti seguo su questo piano. Non sono uno psicanalista.
Tu non vuoi legare il tuo nome al mio. Se Distruggere fosse scritto da uno sconosciuto, lo faresti!
Non  vero!  che non capisco dove vuole arrivare il tuo testo. Troppo ambiguo. Non ci ho capito niente!
Ma non lo sai?  sempre nelle regioni dove non si capisce pi niente che bisogna andare. Perch, la capisci tu la morte? O un uccello? O una risata? Va bene. Tanto peggio. Se non farai questo film, voglio dirtelo, non faremo pi niente insieme. Mai pi.
Se non fossi come sei, non saresti tu. Ciao, Margot, ti voglio bene.
Le tornano in mente allimprovviso le parole di Grard: Lascia che cresca la tua fama. Un giorno te li girerai da te i film dai tuoi libri. Daccordo, la sua fama  cresciuta abbastanza.  tempo di passare dietro la macchina da presa. Come dicono i personaggi di Distruggere, lei disse: la distruzione generale riguarda anche i libri, modo superato di esprimersi.  ora di guardare le cose in unaltra maniera, di sentire in un altro modo. La nuova avventura  molto eccitante. Si lavora in partecipazione, nessuno viene pagato in anticipo, se non i macchinisti e gli elettricisti.  possibile fare cinema con pochi soldi dichiara ai giornalisti che vengono a intervistarla sul set.  una scommessa, in parte gi vinta nel clima che si  instaurato fra noi: un clima fraterno che non sospettavo lontanamente si potesse stabilire fra attori, operai, regista. Fare il lavoro veramente insieme, discuterne passo passo, correggere in corso dopera d una felicit cos violenta che la creazione solitaria diventa subito qualcosa di superato, una cattiva abitudine.
Il film va a due festival importanti, a New York, dove Marguerite e Susan Sontag sono le autrici che suscitano pi attenzione, e a Londra, dove laccoglie Sonia Orwell, attivissima nellorganizzarle incontri a ripetizione con la stampa. In America Marguerite ha rischiato di non poterci arrivare, perch il suo impegno contro la guerra del Vietnam la rende sgradita, ma alla fine riesce a ottenere un permesso di pochi giorni e pu godersi il grande successo del film, anche se deve rinunciare al giro promozionale del libro.
 il delirio per te, Meg! esulta Sonia commentando con lamica e una ristretta rappresentanza del clan  Dionys, Outa e Solange che lhanno seguita a Londra  le critiche sui giornali inglesi.
Ne dubitavi? scherza lei.
Qui ti paragonano al Bergman di Persona, per la scena finale le dice passandole un quotidiano.
Marguerite  particolarmente soddisfatta di quella scena, quel lungo finale. Ogni volta che lo rivede ne resta turbata profondamente. Pensa che non avrebbe potuto esprimere meglio la fine imminente dei rapporti borghesi, il disorientamento della coppia irretita nella consuetudine disastrosa di un mnage fasullo, il ruolo salvifico e disperato insieme, del personaggio di Alissa con i suoi diciottanni, la sua dolcezza, il suo amore universale. E quella foresta che avanza come nel Macbeth, nel frastuono della distruzione e della musica che redime. In Francia il film solleva un grande dibattito in ambiente psicanalitico. A Philippe Sollers che ne d unanalisi complessa, risponde in modo altamente durassiano: Non capisco quel che lei dice. E lo capisco...
Distruggere le ha regalato anche un motivo di sollievo privato. Outa ha ingranato col lavoro, le sembra felice. Lha ingaggiato sul set come fotografo.  stato il prezzo del suo ritorno in Francia, della guarigione. Perch Jean Mascolo, con la sua passione per gli Stati Uniti, aveva scoperto in anteprima il movimento hippy e la rivoluzione psichedelica che si annunciava gi dai primi anni Sessanta. Cos alla fine del 67 si era fatto comprare dalla madre un camper ed era partito con lamico dinfanzia Nicolas, il figlio di Monique Rgnier, in giro per il mondo. Capelli lunghi, maglioncini striminziti, jeans e una gran voglia di provare ogni erba, ogni acido dalla Turchia allAfghanistan, era approdato in Nepal dove il padre aveva dovuto precipitarsi per recuperarlo prima che si lasciasse inghiottire in un gorgo di autodistruzione.
Marguerite gli scriveva nelle lettere la cronaca dei grandi avvenimenti del 68: Parigi  impazzita. Aspettiamo che il regime di De Gaulle esploda. Non ci saremmo mai aspettati niente di simile!!! Ci sono state barricate, battaglie, notti di follia in cui gli studenti si sono comportati da eroi, davvero. Speriamo che non si facciano sobillare dal partito comunista (che non  per niente contento di non aver avuto liniziativa in questi avvenimenti) e che conservino la loro autonomia, la loro libert. Gli inviava ritagli di giornale, lo invitava a tornare presto per non perdersi la festa. Ma lui per tutta risposta parlava di vita priva di senso, dellumiliazione della sua adolescenza, di non avere nessuna speranza di combinare qualcosa nella vita, di non poterne pi di unesistenza i cui ritmi sono determinati da quelli dei genitori e in cui lunica relazione  il denaro.
Per accettare di tornare e disintossicarsi aveva posto le sue condizioni: non voleva pi dipendere economicamente dalla madre. Che gli trovasse un lavoro, cos avrebbe potuto dimostrare di valere qualcosa. Vittorini era stato preveggente: il posto di Jean Mascolo era nel cinema, e nella fotografia.
Marguerite poteva rilassarsi, suo figlio era salvo e lei aveva saputo dare voce a quella generazione ribelle, anche prima di Distruggere, lei disse. Infatti, prima che le piazze fiorissero, che tutto venisse di colpo ribaltato, che finalmente una rivoluzione sannunciava senza armi, senza il solito progetto di presa del potere solo per sostituire un potere a un altro, senza sangue e nella totale irrazionalit, Margot aveva gi messo in scena  curando lei la regia  due brevi atti unici che inneggiavano alla fine del linguaggio, della civilt addirittura, che immaginavano un mondo finale tutto da rifondare e ricostruire, Yes, peut-tre e Le shaga, in cui un personaggio dice: Ne ho le scatole piene degli intellettuali, io. Presagisce con allegria la nuova babele di codici approssimativi, frammentati, inventati, forse nuovi o comunque portatori di novit. Attaccata ferocemente, rivendica con arroganza lesemplarit e limportanza di quei testi perch la parola  un atto politico e i concetti che hanno dato forma a realt come la guerra, la propriet, lio, gli altri vi sono radicalmente messi in discussione. Si loda da sola: Marguerite Duras  senza alcun dubbio riuscita a suscitare la simbiosi fra teatro davanguardia e teatro cosiddetto impegnato. Per la prima volta parla di s in terza persona. Nellinfuriare delle polemiche pochi ci fanno caso, ma  il segnale che, nella moltitudine di personalit che costituiscono il s Marguerite, sta per prendere il sopravvento lio mitomane, lio Duras.

Duras.

Cosa ci fa una bambina sullarmadio?  muta, immobile. La guarda. Guarda Marguerite dallalto dellarmadio con occhi vuoti, chiari.  impressionante la sua fissit. Ha i piedi nudi, le caviglie una sullaltra, ma non dondola le gambe come fanno i bambini seduti in quel modo. Marguerite abbassa il mento per non vederla, ma dopo poco gira di nuovo lo sguardo verso larmadio.  sempre l, stessa posizione. La guarda. Ha i capelli lunghi, sciolti. Capelli castani, ramati. Poi ci sono tutte quelle piccole bestie rotonde, bianche, che invadono il letto, si affollano sulla coperta. Non ha mai visto bestie cos. E quel cane morto, impiccato al termosifone. Lhanno ucciso i nazisti. Lei grida, che altro pu fare. Nessuno lascolta. Yann  stufo di darle retta. Quando proprio non ne pu pi di sentirla urlare, viene e chiede che cosa c. Lei gli dice: tutte quelle bestie sul letto, scuoti la coperta dalla finestra, ti prego! Lui scuote la coperta e la rimette al suo posto. Allora lei dice, supplicando, butta via anche il cane, comincia a puzzare. Qualche volta lui dice che non vede nessun cane, n morto n vivo. Allora lei comincia a frignare e racconta dei nazisti, delle torture che hanno fatto al cane i nazisti. Yann fa un cenno dassenso. Prende il cane dal termosifone e lo butta in strada. Va bene adesso? chiede. Senza aspettare la risposta torna in camera sua. Certe volte le spiega, per lennesima volta, che sono i farmaci a darle quelle visioni e che non deve farci caso, ma ormai non prova quasi pi a tranquillizzarla. Resta zitto e torna in camera sua a non fare niente.
Sono vecchia e sola, pensa Marguerite. Grido. Amer chiunque ascolter questo grido.  ancora innamorata di quella frase. Anche lei  come lartista misterioso di Les mains ngatives  ha impresso e dipinto la forma delle mani nella roccia; la sua roccia sono i fogli di carta. Sono una cretina, sono una pazza. Unalcolizzata. Nemmeno. Sono unalcolizzata che non pu bere se no muore. Sono una stronza, come dice Yann quando si arrabbia. Yann Leme. Yann LAmato.  un gioco di parole il suo nome. Come la menthe anglaise / lamante anglaise. Glielha cambiato, ora  Yann Andra; Andra  il nome di battesimo della madre. Questo nome  indimenticabile gli ha detto. Lui ha accettato, come accetta tutto.  un mantenuto, un innamorato, un figlio, un amante, un secondino, un infermiere, una guardia del corpo, uno schiavo.
Esita ad andare in bagno. In bagno c sempre quella donna, una vecchia rugosa vestita da sera. Tanto vale abituarsi e non farci caso, come dice Yann. Ignorarla. Sta sullo sgabello, gambe accavallate, e fuma pensando ai fatti suoi, ma questa volta, appena Marguerite si siede sul water, si volta a guardarla e scoppia a ridere. Ha qualcosa in braccio, un bambino morto.  raccapricciante. La sua risata interminabile. Marguerite  in camicia da notte, ai piedi ha calzato gli stivali, le prime scarpe che ha trovato a portata di mano. Corre a svegliare Yann, che finge di non sentirla. Gli si siede accanto sul letto, disperata, impaurita.
Sai, quello che ho passato  terribile, non si pu raccontare comincia.
Lo so dice Yann con dolcezza, rassegnato. Ha acceso la luce, si  messo a sedere con le spalle contro il muro.
Sul camino ci sono un gatto e un leone. Non sono proprio un gatto e un leone, sono quasi umani. Non so come abbiano fatto a entrare, le porte e le finestre sono chiuse.
Sar stata la bambina sopra larmadio.
Non credo, non scende mai.
La vecchia del bagno, allora.
Marguerite si tappa le orecchie con le mani: Non hai idea di come rideva. Non riesco a dimenticarla. La sento ancora.
Prima o poi passer, scompariranno tutti. Yann la stringe a s, laccarezza, la bacia.
Questi baci mi rendono la vita, facendomi dimenticare la vita gli dice a voce bassissima. Gli accarezza i capelli castani, quasi biondi, glieli sistema dietro le orecchie, gli prende la faccia nelle mani, lavvicina a s, gli bacia gli occhi, prima uno, poi laltro. Gli bacia le labbra. Sei il bambino dagli occhi grigi, quello della spiaggia di Trouville dove tutto  cominciato. Tace, lo guarda.
Ci ricascher. Ricomincer a bere. Ci sono ricascata gi tre volte afferma scuotendo appena la testa.
Tutto questo per nulla, allora? Yann prova uninfinita tenerezza per quella donna piccola, rattrappita. E uninfinita disperazione.
 una cosa seria dover morire.
Non sei morta, Duras. Sei tornata a casa dallospedale. Ce lhai fatta. Per un pelo, ma ce lhai fatta.
Unimprovvisa allegria, lo sguardo di prima, prima dellospedale, della disintossicazione, delle cure, delle visioni. Marguerite scoppia in un riso irrefrenabile. Sono la regina del nonsenso. Che ti aspettavi?
Ride anche lui. Si appoggia al muro, chiude gli occhi.
Non c una sola goccia di alcol in casa le dice. Nemmeno laceto, non una singola caramella al rum. Non ci ricascherai.
Marguerite torna seria di colpo.  sullorlo del pianto.
Se mi lasci, sono sola, completamente sola al mondo.
Non  vero che  sola. C suo figlio, c Dionys.  vero che ha rotto con tanta gente, che tanta gente non la sopporta pi. Con Robert ha rotto da sei anni, dal 76, da quando ha pubblicato su una nuova rivista di donne, senza chiedergli il permesso  perch lui non lavrebbe concesso e lei lo sapeva  la storia del suo ritorno dal campo di concentramento, la storia terribile del suo corpo scheletrico, disfatto, malato di tifo, che giorno dopo giorno provava ad alimentarsi, vomitava, assimilava qualcosa, riprendeva a vivere. Era stata labnegazione di Marguerite e di Dionys, che quotidianamente lavevano accudito, amato, scaldato, lavato, nutrito, a strapparlo alla morte. Robert glielo aveva sempre riconosciuto, le era grato per questo, ed era grato a Dionys. Marguerite aveva ritrovato il diario di quei giorni terribili in un armadio di Neauphle. Era tutto vero, dallinizio alla fine. E poi era un testo magnifico e la letteratura purifica tutto, ogni tradimento, insolenza, abuso, irriverenza, tutto. Cos laveva pubblicato, senza firmarlo, in due numeri successivi di Sorcires con il titolo Pas mort en dportation, sicura che Robert non se ne sarebbe accorto, non leggeva riviste femministe, e aveva smesso di leggere i libri di Duras dal 71, pi o meno da quando avevano litigato a sangue in un ristorante. Il tema del contendere quella sera  erano presenti anche Monique e altri amici  era stata la questione ebraica. Per la precisione: lidentificazione sempre pi manifesta che Marguerite andava maturando con la causa ebraica come fosse ebrea ella stessa. Ma non lo era. Robert non aveva apprezzato un suo libro, la sua parabola politico-metafisica come lo definiva lei, una specie di rappresentazione mitica della giudeit, Abahn Sabana David  dal nome dei tre personaggi, due maschili, uno femminile, forse parti diverse della stessa personalit  che tante discussioni aveva sollevato alluscita. Soprattutto gli avevano dato fastidio le dichiarazioni pubbliche di Marguerite sulla Shoah. La storia degli ebrei  la mia storia andava dicendo. Per anni non ho potuto attraversare il quartiere ebraico di Parigi senza piangere. Lorrore dello sterminio  un trauma abominevole che bisogna fare proprio. Neanche Robert era ebreo, ma era stato internato, come prigioniero politico, a Buchenwald, poi a Gandersheim, e cos sua sorella, che non era sopravvissuta al campo di Ravensbrck, mentre lui veniva evacuato a Dachau, a marce forzate, dai tedeschi in fuga. Eppure non avrebbe mai parlato dellOlocausto arrogandosi il diritto di sentirsene vittima. Marguerite non si contentava di aver scritto Abahn, moltiplicava i personaggi ebrei nei suoi libri, parlava in continuazione dello sterminio identificandosi col popolo ebraico in un modo che ad Antelme sembrava prevaricante, egocentrico, stoltamente provocatorio. Quella sera, nel ristorante di Saint-Germain, Marguerite si era messa a raccontare il viaggio in Polonia con Sonia Orwell del giugno precedente. Con le lacrime agli occhi rievocava la visita ad Auschwitz. Lui era esploso: Sei andata in Polonia per pubblicizzare la traduzione di un tuo libro, o sbaglio? Magari proprio Abahn Sabana David!
Dovrei vergognarmene? si era messa a urlare lei. Duras  una scrittrice, caso mai ti fosse sfuggito. E quel libro  un atto politico!  il mio modo, anche, di ripensare ai fatti di Praga. Duras non  uno storico come te.  uno scrittore. Uno scrittore!
Non essere ridicola!
Marguerite allora gli aveva ricordato che intellettuali stimati pure da lui, come Michel Foucault, avevano apprezzato lopera, lavevano capita e difesa da accuse simili alle sue. La lettura di questo libro mi ha talmente emozionato davermi lasciato senza parole. Lei  lo scrittore di cui avevo bisogno le aveva detto Foucault in una lettera privata. Ma Philippe Sollers, che pure poteva annoverarsi fra i suoi ammiratori per i libri precedenti, laveva rintuzzata Antelme, non si era mostrato altrettanto entusiasta, anzi aveva definito iperebraismo romantico quella strana appropriazione-identificazione in cui la scrittura diviene una specie di Bibbia che trasforma lo scrittore in un ebreo pi ebreo di un comune ebreo.
La misura era colma. Robert adesso batteva i pugni sul tavolo, alzava il tono della voce per sovrastare quello di Marguerite. Forse in quelloccasione riversava contro una donna che aveva troppo amato tutto il risentimento di una vita e il fastidio, condiviso da tanti, per latteggiamento esaltato che accompagnava ormai immancabilmente le sue affermazioni.
Sai, preparati lo stava informando adesso, girer un film tratto da Abahn. Sintitola Jaune le soleil, sar ambientato in una colonia sovietica. In Cecoslovacchia, magari. Sar la mia sacralizzazione della stella di David estratta dal suo orrore.
Tu parli sempre e solo di te stessa, quale Cecoslovacchia, quali fatti di Praga, quale impegno! Sei una pasticciona disse Robert in modo conclusivo.
Non aveva voglia di continuare a discutere; era disgustato da lei e da se stesso per aver perso le staffe. Non si riconosceva in unaggressivit tanto fuori controllo. Pure di questo accus interiormente Marguerite. Non aveva altro da aggiungere, si alz e abbandon la tavolata. Non riusc ad addolcire il suo rancore nemmeno lintervento di Dionys il giorno dopo. Ragguagliato da Margot, aveva chiesto a Robert di allontanarsi dagli uffici della Gallimard per fare due passi insieme nel quartiere e parlare dello scontro. Antelme camminava spedito, mani in tasca, lespressione corrucciata. Mascolo gli stava dietro col suo passo danzante, leggero, preoccupato e conciliante.
La tua deportazione cominci  stata per noi unesperienza cos sconvolgente che, in qualche modo, ne siamo stati  come dire  giudeizzati, ebreizzati per sempre.
Lo sai che non ha senso quello che dici gli rispose lamico. Per il semplice fatto che io non sono ebreo! La mia deportazione  qualcosa di diverso dalla deportazione in massa di un intero popolo. Io ero un resistente, un nemico di guerra. Non bisogna confondere le cose.
Daccordo. Ma, vedi, quando tu sei tornato in quelle condizioni allucinanti, nessuno di noi era informato dello sterminio sistematico. E proprio il fatto di non aver capito, di aver avuto bisogno di tempo per deporre lincredulit, per accettare, insomma, che fosse davvero accaduto, che persino bambini incolpevoli fossero stati perseguitati, gasati, distrutti in quel modo disumano... ci ha gettati in unimmensa vergogna.  per questo che ci  parso necessario identificarci con la sorte delle vittime.
Pretenzioso, a dir poco.
S, pretenzioso, forse. Ma quando Margot compie il suo salto metafisico e dice di sentirsi ebrea devi capire che lo fa per difendere il popolo ebraico dalla nostra imperdonabile cecit: non essere stati in grado di leggere lantisemitismo per quello che era, e quindi prevederne, intuirne le conseguenze.
Hai usato il termine giusto: imperdonabile. Non ci si salva con unadesione tardiva, con unidentificazione metafisica. Aveva sottolineato lultima parola per esprimere tutto il suo dissenso.
Il suo malumore inguaribile arriv al punto che, quando Marguerite lo cercava al telefono, Robert faceva cenno a Monique di dire che non era in casa. Capitava che si incontrassero da amici comuni, ma i pochi scambi si erano fatti di circostanza, inautentici. Fino al 1976, quando la situazione si era ulteriormente aggravata perch qualcuno si era preso la briga di portargli, nel suo ufficio alla Gallimard, i due numeri del periodico femminista con il racconto Pas mort en dportation. Antelme si era sentito umiliato, tradito pi profondamente di tutte le volte che Marguerite gli era stata infedele. Se lui aveva scritto un libro sulla deportazione, La specie umana, lo aveva fatto non per descrivere la propria sofferenza, ma quella dellumanit intera, unumanit malgrado tutto invincibile; aveva a ogni riga reso centrale non la disfatta, ma il riscatto; e ora nel resoconto di Marguerite veniva riportato alla larva che era quando gli amici lo avevano raccolto nel campo liberato dagli americani e restituito alla moglie.
Lo posavamo sullasse del gabinetto, poggiavamo un piccolo cuscino l dove le articolazioni erano a nudo sotto la pelle scarnita. Una volta seduto sullasse defecava, una scarica sola accompagnata da un gorgoglio enorme, inatteso, smisurato. Come aveva osato Marguerite fare questo, ridurlo al colore dei suoi escrementi, alla loro puzza? Per diciassette giorni laspetto della merda rest lo stesso. Inumano. Quale totale mancanza di rispetto laveva spinta? Quale idea perversa di letteratura, quale ennesima arroganza, la pi dolorosa per lui? Non aveva descritto solo questo Duras e comunque la precisione dei suoi dettagli andava a costituire un documento sconvolgente sulle dimensioni della sofferenza umana, fisica e morale, sul male e sullamore che restituisce la vita. Ma Robert era troppo coinvolto, troppo ferito ancora e per sempre da quanto aveva sopportato per rendersene conto.
Non le rivolger la parola per il resto dei miei giorni annunci a Monique.
Marguerite amava il libro di Antelme, che avevano pubblicato a loro spese nel 47 durante la breve esperienza di una casa editrice inventata e diretta da loro due, La Cit Universelle lavevano chiamata, chiusa dopo pochi anni per mancanza di fondi. Amava La specie umana, che sarebbe diventato negli anni la testimonianza pi eloquente in Francia della sopraffazione delluomo sulluomo, ma anche della profonda integrit e indistruttibilit della coscienza e della speranza in una creatura nuova, generata dalla resistenza al dolore, e fondazione di unumanit migliore, quella in cui avevano creduto e per la quale avevano combattuto nella militanza comunista. Si ricordava di Robert a Bocca di Magra, mentre cominciava a scrivere: La notte di Buchenwald era calma... Marguerite amava Robert. A volte pensava che era lunico che avesse amato con tenerezza, al di l del desiderio destinato a sciuparsi rapidamente. Robert la proteggeva. Diceva: Posso sopportare tutto, non che ti facciano del male. Ma cera qualcosa di pi importante di Robert per Marguerite Duras: scrivere. E scrivere per lei significava dire la verit estrema, quella nascosta, che affiora quando intorno  il vuoto, il deserto del pensiero, della compagnia, e resta solo la parola, la pi precisa, lunica.
Nella vita viene un momento in cui si mette tutto in dubbio aveva risposto alla lettera di Antelme in cui le comunicava di non volerla rivedere mai pi. Bisogna essere pi forti di quel che si scrive. Perch scrivere  sempre una porta aperta verso labbandono,  gridare senza fare rumore. Sono disposta a pagare qualsiasi prezzo per aver osato uscire e gridare. Anche quello di perderti, perdere te, il pi importante. Aveva strappato subito il foglio in mille pezzi e aveva stracciato la lettera di Robert e aveva buttato i frammenti appallottolati in un angolo, con furia, piangendo. Era nella casa di Neauphle; la gatta distesa sul davanzale era distratta. Per questo non si era accorta di una mosca sul muro. Era una mosca moribonda, si dibatteva appena. Forse il gatto, Ramona, la ignorava perch la sapeva morente, incapace di scappare, di diventare preda e quindi divertente. Ramona agitava lenta la coda e guardava il giardino. Marguerite guardava la mosca. Quando arriv la persona che stava aspettando, Michelle, unamica che doveva girare unintervista per la televisione, non le raccont di Robert, le raccont la fine della mosca.
La mia presenza rendeva quella morte ancora pi atroce. Lo sapevo e sono rimasta. Per vedere. Per vedere di cogliere larrivo della morte, da quale notte...
Michelle non aveva capito limportanza dellavvenimento. Si era messa a ridere quando Marguerite le aveva mostrato il punto esatto dove si trovava la mosca in attesa della fine, rassegnata, perch lo sapeva che stava semplicemente morendo, e lo accettava. Le aveva mostrato anche il cadaverino stecchito che era ancora sul pavimento, caduto dal muro. E Michelle aveva ridacchiato di nuovo, quando Marguerite aveva precisato lora: le tre e venti.
La morte di una mosca  la Morte disse come tra s. Pensava che della morte di un cane, di un gatto, di un cavallo si dice qualcosa, si prova qualcosa. La morte della mosca accade e basta, nella sua terribilit. La fine arriva da qualche parte, da dove? Solo per un caso questa precisa morte ha avuto un testimone che ha potuto raccontarla. Quando Ramona fin schiacciata da una macchina, la pianse per due giorni di seguito e rest ancora pi sola.
Aveva ripensato spesso alla mosca sul muro durante i giorni dellospedale, e aveva ripensato alla morte della mucca Bruna e alla morte di Ramona, ci pensava quando emergeva dal sonno, dalla confusione, dallincoscienza. La morte degli animali  ancora pi desolata di quella degli uomini, perch la si d per scontata. E aveva pensato a Robert, al martirio del corpo che lui aveva attraversato da giovane e di cui lei faceva esperienza adesso, a sessantotto anni. Nessuno poteva venire a trovarla, nemmeno Outa, nemmeno Dionys. Non sapevano neppure dove fosse ricoverata. Lisolamento era totale. Soltanto Yann aveva il permesso di infrangerlo facendo la spola fra rue Saint-Benot e Neuilly e tenendo contatti quotidiani con Dionys per informarlo delle altalenanti condizioni di Marguerite. Se cercava di ricostruire quei giorni  il buco nero di due mesi di ricovero e di terapie, la tortura dei tubicini infilati nella pelle, nelle vene  la memoria le tornava a lampi. Le sembrava uneternit, un lungo sonno interrotto da incubi, da visite indesiderate, quelle immaginarie che poi lavrebbero perseguitata anche a casa, spiandola, spaventandola. Ricordava precisamente come tutto era cominciato.
Con Yann, anzi prima, con India Song. Aveva ripreso a bere dopo il successo del film, nel 75, solito successo da cinphiles, ma pi accentuato, festival in tutto il mondo, mondanit, interviste. Aveva ripreso a bere perch era depressa, perch quella storia aveva rimescolato in lei antichi ricordi di luoghi, di emozioni. Perch le sembrava di non aver detto tutto, di aver lasciato lopera incompiuta. Per questo lanno dopo aveva dovuto girare una specie di suo completamento, Son nom de Venise dans Calcutta dsert. E aveva dovuto inventarsi un nuovo amore, che portasse il suo nome esotico nel deserto della vita. Perch il nome dellamore  sempre esotico. Lamore  sempre con me, diceva, anche nel deserto abominevole, anche se non ho amanti al momento. Lamore  una specie di vocazione. Quel che risulta decisivo  la propensione a innamorarsi, quanto ad amanti in carne e ossa, si pu anche inventarseli. Si corrono meno rischi. Era cos sola in quel periodo nella casa di Neauphle, per colpa sua, lo aveva voluto lei. Robert e Monique non venivano pi e aveva cacciato via anche gli altri che la riempivano nei week-end, il solito clan e spesso pure i Gallimard che si presentavano in tanti e Outa con la sua banda di giovani selvaggi. Non faceva che litigare con Dionys, ma non era possibile litigare davvero con Dionys. La guardava perplesso, in silenzio, e si rimetteva a potare le rose e a ora di pranzo era lei in cucina a preparare per tutti, e poi a sistemare. Questo non lo sopportava, che Solange e Virginie, soprattutto Virginie, non laiutassero.
Sono stanca urlava a Dionys, di a tua figlia di alzare il culo e lavare i piatti!
Dionys, con la sua solita flemma, andava da Virginie. Dai una mano a Margot le diceva con dolcezza. Parlava con dolcezza anche nelle battaglie politiche. Era duro, severo, non smussava le sue posizioni, che erano sempre fra le pi radicali, eppure conservava nel tono quellinclinazione alla dolcezza, perch sperava di convincere lavversario come fosse la sua missione. Virginie se ne fregava. S, dopo e dopo non veniva mai. Basta, aveva cacciato anche loro. E Dionys aveva dovuto abbandonare a malincuore la folla rigogliosa del roseto. Almeno temporaneamente. Sarebbe tornato in seguito a Neauphle-le-Chteau, ma da solo, senza famiglia, quando Marguerite avrebbe deciso di regalare la casa a Outa, cominciando anche lei ad andarci da ospite. Tanto il figlio non apporter nessun cambiamento e lei si trover nei suoi soliti spazi, fra i suoi oggetti di sempre. Finiti ormai i bei tempi dei film girati in casa, con due soldi, quando durante le riprese trasformava Neauphle in un ostello allegro dove attori e macchinisti si accampavano per dormire nelle varie stanze e la gatta Ramona  diventata un totem per tutti  entrava nelle inquadrature, mentre fra una scena e laltra Grard Depardieu pescava nello stagno, Jeanne Moreau apparecchiava, Marguerite si faceva venire unidea per la cena, Lucia Bos preparava il caff con qualcuna delle tante moka Bialetti di tutte le misure, allineate sugli scaffali della vecchia cucina, cuore rustico della casa. Margot laveva incontrata in un ristorante a Parigi; era rimasta folgorata dalla sua bellezza e dallevidente ignoranza, in quella giovane attrice, del proprio potere di seduzione. Laveva voluta assolutamente in Nathalie Granger. Depardieu invece laveva scoperto a teatro. Non aveva ancora recitato nel cinema; era matto, attraente, un po intimidito.
Insomma in quella seconda met degli anni Settanta  molto isolata, con lalcol come unica compagnia. Vede poco Jeanne che  sempre lontana su qualche set. Sonia si  ammalata di cancro al cervello,  in Inghilterra a curarsi e, in pi,  ridotta sul lastrico perch  stata imbrogliata dal suo commercialista; c Francis Bacon accanto a lei che provvede a tutto. Marguerite non ce la fa neppure a sentirla al telefono, la strazia quella vicenda e poi pensa che Sonia sia stata una stupida a farsi fregare in quel modo. Lei non  in grado di accudire nessuno, non pi.  amareggiata. Sinventa una storia damore con un critico che scrive su Le Monde che, fra i pochi, capisce i suoi libri, i suoi film e le dedica ogni volta articoli profondi, entusiasti. Si chiama Cournot, Michel Cournot. Bellissimo uomo. Occhi blu capelli neri. A lei piacciono gli uomini belli,  fatta cos. La bellezza la innamora, negli uomini e nelle donne. Gli regala un libro per la casa editrice per cui lui lavora, Mercure de France, LEden Cinma, ennesima elaborazione della Diga sul Pacifico  destinata al teatro stavolta  e gli invia lettere appassionate. Faccio sempre in modo di custodire un luogo di solitudine e damore. Amare non si sa cosa, n chi, n in che modo, o per quanto tempo. Ma  bene custodire dentro di s lo spazio di unattesa, non si sa mai, lattesa di un amore senza oggetto forse, lattesa di quella cosa l, lamore. Volevo solo dirle che lei rappresenta per me questa attesa. Intanto beve sempre di pi. E gli scrive la verit: Sono una persona infedele. Lamore che provo per lei, lo so che  illusorio e che, attraverso questa preferenza che provo, io amo soltanto lamore.
Suggestionata da questa relazione impossibile, si mette a scrivere La nave Night, una storia erotica senza corporeit fra un uomo e una donna che si sentono solo al telefono, per tre anni. E fa quello che non dovrebbe. Prende la macchina, la notte, e va a bere dai vicini, va a bere nei bar aperti nella zona, anche fuori Neauphle. Scrivere a lei,  come scrivere a me stessa, perch nella relazione con lei, che  cos violenta, io non posso pi passare per i soliti pretesti romanzeschi, costruire insomma. No, non posso che... non so come dirlo. Le lettere che le scrive Cournot di risposta parlano soprattutto dei libri di lei, del sollievo che gli danno quei libri, di come sono importanti per lui. Marguerite le legge e rilegge nella confusione alcolica, poi, quando entrer Yann nella sua vita, le butter via. Lattesa  finita.  arrivato lamore in persona, un altro amore impossibile, definitivo. Lamore a morte.
Yann beve molto anche lui. Bisogna tener testa a quella follia a due, a quellamore sproporzionato. Lei ha sessantasei anni quando la relazione ha inizio, lui ventisette.
Siete un genio assoluto e assolutamente adorabile le dice lui, con il vezzo antiquato, che non abbandoneranno fino alla fine, di evitare il tu a volte. Voi siete il tutto e tutto per me le dice. E lei risponde come la Brnice della sua Csare: Siete il caso disperato del mio ultimo amore. Stanno insieme da due anni quando la situazione precipita, la salute di Marguerite precipita. Troppo quel vino bevuto per consolarsi, per solitudine, per resistere, per scrivere, per non scrivere pi, per accettarsi e accettare laltro, cos diverso, cos meraviglioso e cos persecutorio, cos tenero, cos crudele, imperscrutabile, troppo perch possa non trasformarsi in una valanga che la sommerge, londa del mare che ha sempre temuto e in cui ora affoga.
Era gi successo, nel gennaio del 1980, che la sua salute si ribellasse: un collasso provocato da un cocktail micidiale di antidepressivi e lalcol che ancora le circolava nel sangue sebbene lavesse sospeso quasi completamente da parecchi mesi. Non aveva detto di essere unalcolista al dottore che le stava prescrivendo i sonniferi. A parte linsonnia era contenta di aver perso peso, di aver scritto la storia di Aurlia Parigi, la terza dopo Aurlia Steiner (Melbourne) e Aurlia Steiner (Vancouver). Ancora gli ebrei, il loro sterminio inaccettabile, e lacqua del fiume, del mare, lacqua in cui immaginava dispersi tanti corpi annegati, uccisi, abbandonati al destino anonimo della deriva, della perdita. Mentre girava Aurlia sul barcone che percorreva lento la Senna passando sotto i ponti di Parigi, guardando la citt dal basso nel cambiare della luce per la sera che saddensava, per il giorno che nasceva, le tornava il ricordo della baia di Halong, come glielaveva sempre raccontata sua madre, come lei stessa aveva sperimentato una volta che Marie aveva voluto portarci i figli perch avessero unidea delleternit. Era, quello del barcone parigino, lo stesso ritmo rallentato, lo stesso procedere nel vuoto equoreo in cui comparivano improvvise, nella nebbia infinita della baia, le sagome degli scogli giganti, la stessa ineluttabilit dellandare. Nel film era Parigi con i suoi ponti, le sue luci, le sue strade, i suoi palazzi a comparire e scomparire allo sguardo del viaggiatore spettatore. Non so altro che questo amore che provo per voi, intero, terribile, e voi non siete qui per riceverlo dice la voce del film, la voce di Duras-Aurlia al fantasma del suo ultimo amore, ma soprattutto ai fantasmi degli scomparsi, che sono gli ebrei e sono gli algerini massacrati, buttati nel fiume dalla polizia parigina con violenza inaudita al quai de Conti, in pieno Quartiere Latino, il 17 ottobre del 1961 durante una manifestazione pacifica. Un episodio atroce che si era stampato nella sua coscienza come la ferita sempre aperta di un lutto personale.
La terza Aurlia era nata dal racconto che le aveva fatto Sami Frey, un giovane attore molto amato e utilizzato da Duras sia al cinema sia a teatro, su come era scampato da piccolo alla deportazione. Figlio di ebrei polacchi emigrati a Parigi, era stato nascosto dai genitori fra le lenzuola del bucato in una cesta affidata alla nonna nellappartamento accanto, prima di essere presi dai nazisti per non fare mai ritorno. Anche la nonna, pi tardi, sarebbe finita in un campo di sterminio. Nella sua storia Marguerite trasform Sami in una bambina e quella bambina e Sami continuavano ad abitare la sua insonnia. Oggi al di l dei vetri c la foresta ed  arrivato il vento... scriveva. Non aveva detto al medico di essere alcolista. Non laveva detto per dimenticanza, per ignoranza; e allora le era venuta una piccola sincope e poi altre per tre giorni, finch aveva dovuto arrendersi e chiamare per un ricovero durgenza. Ma nella lunga convalescenza invernale aveva fatto una delle letture pi importanti della sua vita, Luomo senza qualit, tanto da sentirsi contenta di tutto quanto le era accaduto. Senza quella lettura non avrebbe mai trovato lispirazione per scrivere Agatha, ma questo sarebbe successo in seguito. Ora, nellestate 1980, il 29 di luglio, Yann aveva bussato alla sua porta e non se nera pi andato via.
Cos ha ricominciato a bere. Per fortuna aveva smesso con il whisky, solo vino rosso, il vino fa guadagnare tempo sulla morte, diceva sfidando il destino. Fino a tardi la notte bevono e si baciano. Aumentano le dosi di vino e aumentano i baci. Per due anni. E liti e abbandoni e valigie buttate dalla finestra. Vattene, lei a lui. E ritorni, lui da lei. Di giorno scrive a mano un nuovo racconto, La malattia della morte, e glielo detta perch Yann lo batta a macchina, con due dita. Non sa fare di meglio e si sente teso, intirizzito. Ha paura di perdere anche solo una parola, perch la voce di Marguerite  impastata. Capita che dettando lei cambi qualcosa e che, se lui chiede di ripetere, non ricordi la correzione. In un secondo si perdono varianti preziose.  smemorata, camminando barcolla. Di sera si mettono in auto e vanno in giro per bar e si portano lo champagne sulla spiaggia, se sono a Trouville, e ridono e cantano Piaf, si jamais tu partais / cest sr que jen mourrais / que jen mourrais damour / mon amour, mon amour... E cantano A la claire fontaine a squarciagola: il y a longtemps que je taime / jamais je ne toublierai... Gli dice che i deportati cantavano questa canzone durante le marce verso i campi e poi anche gli ebrei andando alle camere a gas. Uninvenzione come tante altre? Marguerite gli racconta storie tutto il tempo, oppure suona India Song al pianoforte e Blue Moon e balla, come una ragazzina.
Lo obbliga a imparare a guidare, lei non ne  pi in grado. Yann detesta guidare, ma prende la patente. Perch sempre devono mettersi in viaggio e girare e girare lungo la costa, a Parigi, al Bois, intorno a Neauphle. La casa  piena di bottiglie vuote. Marguerite beve molto pi di Yann, sei litri di vino al giorno. Lalcol  Dio. Corregge la mancanza di Dio gli dice. Il mondo  vuoto,  insensato, ed ecco, di colpo arriva Dio. Il mondo diventa un posto abitabile, meraviglioso. Beve anche di notte per sconfiggere linsonnia. Non pu prendere sonniferi, ora lo sa. Ma non basta evitare i sonniferi.  ingrassata e non vuole vedere nessuno, non vuole farsi vedere, si vergogna. Mi faccio schifo, eppure mi piace farmi schifo. Guarda che gambe enormi mi sono venute. Dove sono finite le mie belle gambe, snelle, muscolose, gambe da ragazzo? Sento che mi sto disfacendo. Ah, ma c del genio anche in questo disfarsi, in questo progressivo cedimento.
 diventata sensibile in modo parossistico. Piange seguendo le notizie al telegiornale. E quando in settembre sente del massacro di Sabra e Shatila in Libano, si dispera. Non ci credo. Gli ebrei non possono fare questo. Trema, non smette pi di tremare.
Yann vuole chiamare il medico, ma Marguerite si oppone: Non sono malata. Sono solo alcolizzata. Quando una vicina di Neauphle, Michle Manceaux, fra le pochissime persone che lei accetta di vedere, viene a trovarla, le racconta divertita: Pensa, mi succede di vedere la casa tutta sottosopra, le scale rigirate. S, vanno in senso inverso! Io stessa mi sto deformando da tutte le parti, tranne nella testa. In un bagno di alcol, ma continuo a scrivere!
Michle la convince a farsi visitare. Ha un amico medico disposto a venire da Parigi, Jean-Daniel Rainhorn,  ebreo, della Moldavia. Questo la convince e il fatto che, quando lo conosce, le vada a genio. Con dolcezza il dottor Rainhorn le dice che non c tempo da perdere, che si sta uccidendo, bisogna tentare la disintossicazione, subito. Sar doloroso, sar molto duro. Niente da fare, deve finire il suo libro. Daccordo, ma intanto bisogna che riduca la quantit di alcol, se ce la fa. Radicalmente.
Il 20 ottobre 1982 la decisione  presa. Marguerite  determinata. Ha consegnato a Lindon le venti pagine della Malattia della morte. Il dottore ha organizzato con un collega dellOspedale Americano di Neuilly laccettazione in clinica per il giorno dopo. Ma il giorno dopo ancora discussioni. Morir in quellospedale, lo so simpunta Marguerite. Jean-Daniel parlamenta per ore per convincerla.
Ma se questa cura, questo Cold Turkey come si chiama, non dovesse servire a nulla, se le mie analisi risultassero cos brutte che tutto fosse inutile, insomma se si capisse che  troppo tardi ormai per intervenire, voglio tornare a morire a casa  la condizione che pone.
Daccordo simpegna Rainhorn, pur sapendo dentro di s che, se le cose andranno cos, allora sar troppo tardi anche per questo, anche per tornare a casa.
 un gioved. Yann ha chiamato un taxi. Sono le cinque del pomeriggio. Michle e il dottore aiutano Marguerite Duras, che non riesce a camminare senza appoggio, a salire in macchina accanto a Yann. Li salutano. Li guardano partire.
Di tutto questo Marguerite si ricorda benissimo. E anche dellarrivo a Neuilly. Alle otto era nella camera 2327, al terzo piano, in fondo a un largo, bianco, lungo corridoio, proprio lultima porta, garanzia di privatezza. Nessuno sapeva dove si trovava. Nemmeno Dionys e nemmeno Outa, al corrente del ricovero ma non dellindirizzo, come altri pochissimi amici fra i quali Robert e Monique. Robert che non doveva parlarle pi, ma che un giorno aveva mandato i saluti.
Vorrebbe vederti appagata, ha usato questa parola le ha riferito Yann che gli aveva parlato al telefono.
Sono quarantanni che aspetta di vedermi appagata.  fatto cos.
Questo per doveva essere successo verso la fine della cura. Aveva perso il senso del tempo mentre si trovava a Neuilly. Lisolamento faceva parte del Cold Turkey. I contatti coi familiari li teneva Yann. Quella prima sera piangeva, lo ricorda bene. Le era stato concesso un bicchiere di vino. Laveva bevuto ingurgitando alla meno peggio il passato di verdura gi freddo, e piangendo.
Completamente senza vino rischio il coma ha spiegato a Yann.
Continui a piangere ha detto lui imbambolato, improvvisamente consapevole che tutto stava cambiando, che poteva finire male.
No. Si  asciugata le lacrime. Ha guardato dalla finestra. Piover, c un freddo di pioggia, quello che fa venire il raffreddore ai bambini.
Poi ha pensato ai gioielli. Bisognava chiuderli nella cassaforte dellospedale, ma gli anelli non le uscivano dalle dita, gonfie in modo impressionante.
Ho smesso di fumare otto anni fa e ora mi sembra assurda anche solo lidea che qualcuno fumi, che sintossichi cos, per nulla ha detto a Yann che la salutava per tornarsene a casa e sembrava lui il malato. Riuscir anche a smettere di bere.
Il resto era buio, inaudita sofferenza, buio con sprazzi di ricordi spaventosi. Una sonnolenza continua. Ricorda che era tutto azzurro e bianco. Che Yann le leggeva Martin Eden. Che non stava attenta. Che al quarto giorno aveva gi perso tre chili e poteva sfilarsi gli anelli. Che a un certo punto non ha chiesto pi il vino, la disgustava; le piaceva il latte freddo per la prima volta nella vita. Ricorda di essersi affacciata alla finestra e aver visto divertita maialini rosa parcheggiati al posto delle automobili. E i tetti delle case intorno salivano e scendevano. E il suo attore preferito, Michael Lonsdale, a un certo punto era uscito dal televisore e si era messo a camminare come faceva in India Song, a urlare, a recitare brani di Distruggere. E Michle aveva occupato la vasca da bagno, tutta agghindata, camuffata. Ma laveva riconosciuta: che comportamento bizzarro da parte sua! Poi un gattone nero aveva attraversato la stanza, ma non era Ramona. Oh, Ramona, mia amica, sorella, amore mio. Ed era cominciata linvasione degli animaletti bianchi, rotondi. Ed era apparso un uomo impagliato e un altro truccato con il rimmel e il fard sulle guance, e la donna vestita da sera. E non ne aveva potuto pi e si era messa a urlare contro i medici, contro le ragazze, contro Yann che era scappato a Boston con linfermiera di notte, la portoghese. Voglio tornare a casa, mi state uccidendo. Fatemi tornare a casa. Ho un cancro al cervello come Sonia e non volete dirmelo. Sonia era morta a Londra l11 dicembre di due anni prima. Invece la televisione aveva appena annunciato la morte di Jacques Tati, che Marguerite venerava, suo grande amico. Ma Marguerite era diventata sorda, non aveva sentito, non aveva commentato. Anche Pierre era morto. Nel 78, quattro anni prima. Ci pensava spesso nella solitudine dellospedale, lo sognava. Eppure quando era vivo cercava di ignorarlo, proprio come fosse gi morto. Non aveva voluto conoscere sua moglie, quella Marie-Franoise di cui si era innamorato ai tempi della malattia della madre, n i due figli. Nel 64 aveva avuto un tracollo economico, nel 65 Franoise lo aveva lasciato togliendogli i bambini, nel 66 avevano divorziato. Sempre sul lastrico, senza un soldo, senza famiglia. Marguerite non sopporta la gente cos, gente sciagurata che brucia fortune per ingenuit, per malignit, per incapacit. Ha temuto sempre la povert, il peggiore degli incubi. Per non ha mai abbandonato il fratello. Quando il cugino Rembauville-Nicolle le raccont che Pierre aveva lasciato Tours per Parigi e che aveva ricominciato a giocare alle corse, si era spaventata. Per se stessa prima di tutto. Temeva uno scandalo, che i giornalisti lo scovassero, lo intervistassero. Lei che era sempre al centro di scandali, temeva che lui dicesse la verit sulla loro storia familiare, che guastasse la bella costruzione della sua vita leggendaria, la frottola duna madre proletaria, di uninfanzia miserabile. Preg il cugino: Fai qualcosa, assumilo tu, anche a costo di pagargli io lo stipendio! Cos Pierre fu assunto nella compagnia assicurativa di Paul Rembauville e and ad abitare nello scantinato del suo benefattore. Non disturb mai la sorella, si limit solo a scriverle una lettera per ringraziarla di essersi presa cura di lui. Qualche volta, con il nipote Patrice, il figlio del cugino che gli voleva bene, andava fino a Saint-Germain, si sedeva allaperto nel ristorante di fronte al numero 5 di rue Saint-Benot e sperava di vederla passare. Guarda raccontava al ragazzo, l, al terzo piano, vive una grande scrittrice. Laveva riconosciuto Marguerite, una volta, dalla finestra. Ed era scoppiata a piangere e aveva avuto la tentazione di invitarlo a salire, ma non laveva fatto. Le era venuto in mente un ricordo dellIndocina. Aveva tredici anni, quattordici forse. In casa cera il clima spensierato delle grandi pulizie. Le facevano due o tre volte lanno aprendo tutte le porte e gettando a piedi nudi sui pavimenti secchiate dacqua che poi D spingeva fuori con la scopa cantando, insieme ai boys e ai bambini del vicinato che davano una mano a strofinare i tavoli, le pareti. La madre si era seduta al piano, suonava un valzer di Strauss. Lei e Paulo ballavano insieme ridendo, scherzando, felici. Ma Pierre li guardava torvo, cattivo, masticando una pagliuzza. Allimprovviso si era alzato, aveva acciuffato il fratello per le spalle, laveva buttato fuori come un sacco dellimmondizia. Lallegria era morta. Il pianoforte, adesso, taceva. Pierre era tornato in salotto, fermandosi in piedi di fronte alla madre. Aveva ordinato: Suona.
Il 6 novembre era successo qualcosa nella stanza 2327. Non aveva idea che fosse il 6 novembre del 1982. Non sapeva niente di date ormai, non teneva il conto dei giorni. Glielo avevano raccontato dopo. Lei ricorda solo che un giorno le si  rotto il bracciale di giada, regalo della madre per il suo diciottesimo compleanno. Inspiegabilmente. In tre pezzi. Non se ne separava mai.
Probabilmente era incrinato da chiss quanto tempo cercava di calmarla Yann.
Bisogna seppellirlo. Cos sosteneva mamma. La giada porta male quando si spezza. E allora bisogna seppellirla.
Ma  un peccato. Lo faremo aggiustare.
Seppelliscilo!
Va bene. Stanotte, nel giardino di Neauphle.
Quella notte Marguerite era entrata in confusione. I medici si erano allarmati. Sospensione immediata dei farmaci. Lorganismo non reggeva alla mancanza di alcol. Fegato in pessimo stato. Forse la cirrosi aveva raggiunto il terzo stadio. Rischio rosso: encefalopatia. Yann, richiamato in ospedale, si rigirava fra le dita il braccialetto di giada che aveva dimenticato nella tasca della giacca. Aveva dovuto mettere Outa e Dionys in allerta. Erano tutti svegli quella notte.
Mentre non vi amo pi non amo pi altro, altro che voi, ancora. Duras lha scritto ne Luomo atlantico.  attraverso la vostra mancanza di sentimento che ritrovo la vostra particolare qualit. Quella appunto di piacermi. Luomo atlantico  Yann.
Un giorno del 1975 al Lux di Caen danno India Song e, come era di prammatica in quegli anni, al film segue un dibattito in presenza dellautore. Lincontro  organizzato da un gruppo di studenti, fra loro Yann che ha ventidue anni.  alto, magro, languido, occhi chiari. Timidissimo. Non  originario del Calvados, ma della Bretagna, qualche chilometro pi a ovest, dalle parti di Brest.  pazzo di Duras. Solo il suono del suo nome lo fa vibrare. Ma lei  cos pazza di se stessa che non ci fa caso. E poi  abituata alladorazione degli studenti, dei giovani,  il loro mito dal 68. Sale sul palco e parla del film, del viceconsole che grida il suo amore, la sua follia.  molto piccola. Indossa luniforme Duras, come la chiamano: gilet di cuoio, maglione a collo alto, gonna pied-de-poule al ginocchio, stivaletti Weston e ha pesanti occhiali dalla montatura nera sul naso. I capelli corti, spettinati. La bocca molto carnosa. Risponde alle domande sulla sua posizione politica. Non minteressano pi i regimi, i governi, le ideologie. E nemmeno il marxismo. Non credo pi a nulla, solo allindividuo. Non alla societ, ma alla gente che la forma; minteressano le persone una per una, e la loro sopravvivenza, libert, grazia. La loro gioia di vivere. Qualcuno le chiede qualcosa sullinesistenza di Dio. Le risponder come ho risposto a mio figlio quando mi ha fatto la stessa domanda. Che Dio non esista non ci deve rendere disperati, bisogna fregarsene.  luomo che ha creato Dio e la musica e la letteratura. Luomo ha inventato le parole, questa cosa immensa che tiene insieme il mondo. Usciamo dalla prostrazione per linesistenza di Dio dunque, e usciamone sorridendo. Cerca di sembrare ottimista quando parla con i giovani, ma in realt  amareggiata, scontenta, isolata nella lotta contro la societ dei consumi, contro leditoria pericolosamente incline a diventare industria, contro il cinema commerciale, contro linvasione onnipotente della pubblicit per orientare le scelte. Riduce le parole a una suggestiva ambiguit di senso, si produce i film da s, pubblica libri sempre pi simili a film, fa film sempre pi vicini alla letteratura, che non hanno pubblico se non quello dei soliti avanguardisti, degli affezionati disposti a un culto irrazionale o snob o psicanalitico o cinphile, fanatico, iniziatico. Tutti mi conoscono e nessuno mi legge, pensa. La critica parla dei miei film e nessuno va a vederli. Laveva avvertita Sollers, quando ancora poteva contarlo fra gli estimatori. Nichilista attiva, estatica laveva definita. Lei scherza col fuoco, perch parla di un mondo diventato un non-mondo le diceva. Il suo comunismo  pura poesia, totalmente impraticabile, la sua sensibilit  al limite del comunicabile.
Il gruppetto che lha invitata continua dopo lincontro a parlare con lei in un bar. Ma allora non  pi impegnata politicamente? S, lo , con le persone che hanno bisogno, i rifugiati cileni, per esempio, che scappano dalla dittatura di Pinochet, e i cambogiani e i vietnamiti che le raccontano gli orrori di Pol Pot di cui la sinistra preferisce tacere. Le donne. Dice che spesso fa riunioni femministe a casa sua e con le sue amiche cerca di aiutare le rifugiate cambogiane. Adesso Yann le chiede di firmargli la copia di Distruggere, lei disse, che si ritrova in tasca. Lo accontenta velocemente e dice che deve ripartire per Trouville;  con amici cineasti che si alzano pronti ai suoi comandi. Yann trova il coraggio di dirle che vorrebbe scriverle. Lei ne intercetta lo sguardo azzurro, riprende il libro e aggiunge lindirizzo sotto la firma: 5, rue Saint-Benot, Paris.
Quando comincia a ricevere le sue lettere, i suoi bigliettini, anche pi duno al giorno, non si ricorda minimamente di lui. Ne resta colpita, ma non si ricorda. Tanta gente le scrive. Non risponde quasi mai. Per di quel Yann Leme conserva le lettere. Per anni. Senza rispondere. Lui le racconta di s, studente di filosofia demotivato, figlio di divorziati, che un giorno per caso simbatte nei Cavallini di Tarquinia e ne resta folgorato. E non legge altro che Duras. Diventa folle di Duras. Passa ore sul letto ad ascoltare la voce di Jeanne Moreau che canta India Song, il tango composto da Carlos DAlessio per il film, le parole le ha scritte Marguerite. Chanson, toi qui ne veux rien dire, toi qui me parles delle... de cet amour l, de cet amour mort...  innamorato di una ragazza che non lo ama, che si mette con un altro, la ragazza che gli ha fatto scoprire quella scrittrice, quella Duras cos incantatoria, diversa da tutti gli altri autori, anche dal suo adorato Roland Barthes, cui pure scrive, ma almeno Barthes gli risponde. Poi un giorno Marguerite Duras gli invia una plaquette, Luomo seduto nel corridoio e lui ne resta scioccato.  la prima volta che rifiuta un testo di Duras. Ma gli sembra osceno, non gli piace lamore estremo che racconta, la presenza esclusiva dei corpi, e si chiede perch lei glielo abbia mandato, proprio quello. Yann  sentimentale. Non pu dirle che non le  piaciuto e cos sospende di scriverle. Intanto Barthes  morto improvvisamente, a Parigi, investito da un furgone mentre tornava a casa dopo la lezione di semiologia al Collge de France e Yann non pu inviare le sue missive nemmeno a lui.  solo, depresso, pensa al suicidio. Ma gli arrivano altri testi, cinematografici, di Duras: La nave Night, le Aurlia Steiner e Le mains ngatives. C un biglietto: Ho scritto la seconda Aurlia per lei. Non la conosco. Leggo tutte le sue lettere. Le conservo. Sono stata male. Ho smesso di bere. Sto meglio. Voglio riempire il mio tempo facendo film. Sar meno sola.
 estate. Yann legge Libration e cos sa che Marguerite Duras si trova in Normandia, a breve distanza da Caen, nella sua casa alle Roches Noires, nellex Grand Htel proustiano, perch Marguerite da luglio scrive per Lib delle strane cronache che non sono cronache, ma riflessioni personali in cui la storia di quei giorni  la fame in Uganda, gli scioperi in Polonia, la guerra russo-afghana  sintreccia alle descrizioni della pioggia, del vento, del mare e alle vicende quotidiane di una colonia estiva di bambini con le loro sorveglianti, che la scrittrice osserva sulla spiaggia, e in particolare descrive un bambino dagli occhi grigi, al quale d un nome ebraico: David, in cui Yann trova qualcosa di s.  sensibile Yann, avverte come un richiamo, unattrazione di solitudini. Cerca il numero di telefono, cos, senza altra intenzione che risentire quella voce fonda, bellissima. La chiama. E lei inaspettatamente gli propone di raggiungerla. Berremo un bicchiere insieme.
Quando se lo trova di fronte in un completo bianco elegantissimo, che la guarda attraverso gli occhialini rotondi, con in mano un disco della Callas in regalo, la Norma, e una sacca a tracolla, lo avvolge di parole, gli dice quanto le pesino quelle cronache per Libration, non  abituata lei a rispettare scadenze, gli racconta la casa e gliela mostra. Dice guardi che bei caminetti di marmo, li adoro. Dice qui Proust veniva con sua nonna, prima del Grand Htel di Cabourg. Stava dalla parte del mare. Io no, affaccio sul cortile e sulla strada. Ma il mare lo vedo dal balcone che fa un angolo intorno allappartamento. Dice venga a vedere,  stupendo. E gli prende la mano e lo trascina fuori e si affaccia con lui. E poi prende la Peugeot e gli fa fare un giro nei dintorni, Honfleur, Le Havre. In macchina canta La vie en rose. Canta anche lui.
Lei  stonato a un punto che non si pu credere! e ride, ride, ma Yann non si lascia intimidire e continua a cantare e ridono come matti tutti e due.
Di colpo sono le dieci di sera.
Non vorr spendere soldi in albergo, pu dormire qui.
Gli apre la stanza del figlio e lui si sistema e non riparte, nemmeno il giorno dopo e dopo ancora. E il 2 agosto Marguerite  sconvolta: la strage nella stazione di Bologna. Guardano le immagini in tv. Sono stati terroristi di destra, di sinistra? Non si capisce. Ma che importa? Sempre questo gusto profondo, inalterabile di uccidere. Pensi alla rivoluzione di Khomeini in Iran. Rivoluzione, si figuri! Sa in quanti si sono illusi quando la preparava qui in Francia durante lasilo politico? Viveva a Neauphle, lo sa? Ed ecco il risultato: un regime ancora pi sanguinario e repressivo di quello dello sci. Quella notte Yann bussa alla porta della sua camera da letto.
Come sta,  pi calma? le chiede.
No dice lei chiudendo il libro che sta leggendo.
Come fa a leggere con cos poca luce? domanda lui indicando col mento la lampada sul comodino avvolta in una sciarpa che crea una luminosit ovattata intorno al letto, lasciando il resto in ombra.
 meglio se non c tanta luce.
 meglio... perch?
Perch mi piaci.
Mi piaci, che evento? cita lui imbarazzato. Lidea di avere una relazione fisica con Marguerite Duras non gli era passata per la mente, o forse s, ma non aveva voluto prenderla in considerazione. Aleggiava in ogni sguardo, in ogni civetteria, ma non avrebbe mai preso liniziativa. In quei tre giorni hanno fatto tutto quello che voleva lei, che decideva lei. Lui si vedeva vivere in un sogno. Era andato a trovarla come alternativa al suicidio, pensando di trattenersi qualche ora, un pomeriggio. Ed era rimasto. Aveva messo al corrente la madre di quella decisione, al telefono, e sua madre gli aveva sorprendentemente risposto:  ineluttabile,  una storia cos. Non puoi farci niente. Non aveva capito cosa intendesse, ma senza voler approfondire. Aveva battuto a macchina un articolo per Libration che Marguerite gli aveva dettato, in cui riconosceva una segreta allusione a lui. Si era messo al volante della sua auto perch lei pretendeva di insegnargli a guidare. Aveva preparato la zuppa di porri seguendo le sue istruzioni. Quelli che non amano i porri non meritano di esistere. Si era sentito perduto, ma era rimasto.
Non avere paura. Non devi avere paura. Ascoltiamo Casta diva e sar facilissimo. Si alza per accendere il giradischi. La voce di Maria Callas  soffice come la luce. Yann fa lamore come in sogno, meravigliandosi di quanto sia liscia la carne di una donna di sessantasei anni. Il merito  dellacqua piovana con cui ci lavavamo in Indocina. Ha reso la mia pelle morbida per sempre gli spiega. Ha gridato ripetutamente ti amo nellorgasmo, ha detto che sinnamora degli uomini deboli. E ora lo rassicura: Non spaventarti. Gli amori sono sempre illusori. Lascia che io possa amare lamore ancora una volta, attraverso di te.
Yann si era lasciato amare e si era, per la prima volta, innamorato un po di se stesso, lamato da Duras, e della vita eccezionale che gli si prospettava. Ma spesso era lei a farsi venire dubbi, a non sopportare la situazione, quellamore fuori posto, fuori tempo, fuori norma. Allora odiava labulia e la ritrosia di lui, un fannullone, un doppiozero, uno che andava a rimorchiare ragazzi nei bar, un frocio, un ubriacone che tirava tardi la notte a parlare coi barman brasiliani, gli stagionali dellestate a Trouville, lo accusava di essere arrendevole o viceversa gli rinfacciava le sue improvvise impuntature. Allora gli metteva le cose in valigia e metteva la valigia fuori della porta, la scaraventava dalla finestra. Diceva non ne posso pi. Che sta a fare con una vecchia? Se na vada. Mi lasci in pace. Li conosco gli scrocconi, non mi faccio prendere in giro cos, io. Lui se ne andava, ritornava. Non ha dignit, lo sfotteva, ma era contenta. Se invece era lui a rompere, a urlare, a dire basta, non ce la faccio pi, ho voglia di stare solo,  finita, ne ho le palle piene di Duras, di essere sempre a sua disposizione, lei lo implorava. Non andare via. Come faccio senza il mio bambino impossibile. Ti amo. No, hai ragione, basta,  finita. Vivere insieme  tremendo. Tutto questo alcol, sto male. Ma credevo che anche voi mi amaste. Invece ho fatto tutto da sola, mi sono inventata tutto, ho costruito quello che non cera. Vi amo follemente. Vattene, va via.
Yann si rifugiava dalla madre, resisteva due o tre giorni. La richiamava piangendo, voglio tornare, non so che fare di me stesso se voi non ci siete, voglio ballare con voi quella stupida canzone dellestate, Capri, cest fini, in cui due amanti si lasciano e invece noi no, restiamo insieme. Io ti amo, ti adoro. Il mio piacere pi grande  quando mi leggete una pagina appena scritta e il pi grande dolore sarebbe non leggere pi per primo una pagina scritta da voi.
Duras gli ha dedicato la raccolta degli articoli usciti su Libration che raccontano lestate di Solidarnosc e del bambino dagli occhi grigi. Lestate in cui gli ha spiegato che Roland Barthes non vale niente, perch la sua scrittura  fasulla e di quella falsit  morto. Yann ha dovuto mostrarsi convinto: Non vale niente Barthes. Lestate 80, cos ha intitolato la raccolta,  inaspettatamente diventato un best-seller. Settantamila copie. Pazzesco, Duras diventa popolare. E pensare che non voleva raccoglierli quegli articoli. Poi ci ha ripensato, ha ascoltato il suo consiglio. Chi lavrebbe mai detto, Yann ha ragione! Bastano i miei film, condannati alla perdita, smembrati, introvabili, per non aggiungere al mucchio degli scomparsi anche questi piccoli testi. Non vale la pena far carriera in negligenza fino a questo punto. Poi lha anche costretto a entrare nel film ispirato a Musil, Agatha. Ma il giovane bretone non sa recitare e allora lha insultato e poi gli ha detto di restare fermo e ne ha solo inquadrato le mani, il viso, lui che guarda il mare dal balcone.
Nellestate 1980 ha cominciato ad amarlo. E ha cominciato a rieducarlo per farlo invecchiare un po, per sopportare con meno disperazione di non essere giovane come lui, o pi giovane ancora, giovane come quando aveva sedici anni ed era bella pur credendosi brutta, e aveva scoperto la passione, la dittatura del corpo, il desiderio con il suo primo amante, un cinese ricco e bruttino, ma talmente esperto di carezze... Quel desiderio che Yann non prova perch  un bisessuale, perch lei  vecchia, o perch preferisce i maschi o semplicemente perch la vita  ingiusta,  feroce, ma meno male che esistono il mare e lamore.  una fortuna avere unoccasione, loccasione di vivere.
Il 7 novembre tutti tirano un sospiro di sollievo, anche le infermiere e i medici dellospedale. Marguerite Duras ha superato la notte. Si sveglia da un sonno comatoso, in cui ha visto confusamente la figura di un cinese, molto alto per essere cinese.
Ho paura di non poter scrivere mai pi,  la prima cosa che dice, con parole melmose, al limite del comprensibile, fra le lacrime.
Esageri, come sempre dice Yann chinandosi sul letto.
No, i libri avranno meno valore in futuro, non ci si pu fare niente.
Le cure continuano, pesantissime, pericolose; ma lencefalopatia  scongiurata. Loccasione di vivere  tornata, debole e potente. La stanza  affollata di presenze. Gli animaletti tondi al gran completo. Luomo impagliato. Alla donna del bagno hanno tagliato la testa. Il cinese lha invitata a cena. Non se ne vuole andare, abita al piano di sotto.
Ma linfermiera gli ha detto  meglio di no perch alla fine della cena rotolo sempre sotto al tavolo. Ride. Si guarda allo specchio. La faccia si  riempita di rughe peggio di prima. Mi scambieranno per Nathalie Sarraute! E ride. Ride.
Finch viene il giorno del ritorno a casa.
Sar una lunga convalescenza dice il dottore. E dice di non preoccuparsi per le allucinazioni, passeranno.
 delirium tremens, si chiama cos?
No la rassicura il medico. Le sue visioni non sono legate allalcol. Si tratta piuttosto di panico dellimmaginazione. Vengono dalla fantasia, dai suoi ricordi. Probabilmente potrebbe trovare una spiegazione per ognuna di esse, come si fa con i sogni.
Panico dellimmaginazione, le piace questa definizione.
Quando  di nuovo in rue Saint-Benot, Outa viene a trovarla. Le si agita intorno nervoso. Le fa domande a raffica. Le sistema i cuscini dietro le spalle. Non sono morta perch ti saresti disperato troppo. Solo io so quanto mi ami, anche se ce lhai sempre con me e mi urli contro in continuazione. Siamo uguali io e te, due selvaggi.
Viene Dionys. Si siede accanto al tavolo accavallando le gambe, sparge tabacco nella cartina della sigaretta. Si fa sempre la sigaretta da s. I capelli bianchi, lisci, portati un po lunghi, gli piovono ai lati della fronte in due frange che si vanno diradando. Indossa una camicia rosa pastello e una giacca verde bottiglia, sportiva, che gli sta bene, di lana morbida, di buona fattura. I bottoni alti della camicia sono sganciati e lasciano vedere la pelle chiara, glabra, allentata dallet eppure attraente.
Invecchiando diventi ancora pi bello gli dice lei. Bisogner che cominci anchio a vestirmi Saint-Laurent. Che fortuna hanno gli uomini!
Solo quelli che studiano Heidegger. Lecca la cartina delicatamente, accende la sigaretta. Questa giacca non  Saint-Laurent, ho uneleganza naturale, come sai... Hai visto la sciarpa che riprende i colori della giacca e della camicia? Me lha regalata Virginie. Gli stessi colori, precisi!
Sono contenta che stai dentro i miei film, cos quelli che vedono Jaune le soleil o La femme du Gange sanno come ti muovi, come cammini, per sempre. Mi  sempre piaciuto il tuo modo dinoccolato di spostarti nello spazio: assente da te stesso. Ci siamo amati molto noi due.
Si erano conosciuti nel novembre del 1942. Si sentiva cos triste Marguerite, confusa; aveva perso il bambino di Robert qualche mese prima. Con difficolt provava ad avere notizie di sua madre e di Paulo dallIndocina occupata dai giapponesi. Non riusciva a pubblicare il suo primo romanzo e questo la rendeva folle di frustrazione. Voleva diventare scrittrice con determinazione assoluta, dedicarsi esclusivamente alla letteratura, ma non ne aveva il tempo. Dopo aver perso il posto al Ministero delle Colonie, dopo un breve periodo di disoccupazione, era stata nominata, grazie alle amicizie importanti che si era fatta, segretario di una neonata Commissione di Controllo della Carta, da cui dipendeva lintera editoria parigina. Il ventiseienne Dionys Mascolo lo conobbe cos: era stato inviato da Gaston Gallimard a discutere i titoli che avrebbero ottenuto la carta per essere pubblicati. Quella commissione, nelle intenzioni del governo di Vichy, sarebbe dovuta diventare un organo di censura, ma Marguerite era stata abile a infilarci dentro i suoi amici intellettuali, collaborazionisti e non, che leggevano seriamente le opere e decidevano in base a motivazioni di valore, non politiche. Presto vintrodusse anche laffascinante, delicato, intelligente Dionys.
Per lei  un colpo di fulmine. Le piace tutto di lui anche il fatto che  figlio di gente modesta. Compagno di scuola di un nipote di Gaston Gallimard,  stato assunto in casa editrice come fattorino e ha fatto carriera con la sola forza del suo genio autodidatta. Lui non sa resistere al fascino femminile,  un conquistatore suo malgrado che vive con la madre e non ha intenzione di legarsi; cos intreccia facilmente avventure sentimentali con signore sposate. Marguerite per non lo attira solo sessualmente;  colta, divertente, travolgente. Presto pretende che lui conosca Antelme perch  sicura che si piaceranno. E infatti i due uomini diventano amici, riuscendo a disinnescare lordigno esplosivo dei sentimenti complicati che provano per la stessa donna. Robert ha da tempo unaltra relazione fissa, ma  comunque molto legato alla moglie. Vive con lei, ne  geloso come un padre o un fratello maggiore, sempre preoccupato del suo benessere. Dionys  innamorato non solo di Marguerite, ma dellorganizzazione della sua vita, dellambiente trasgressivo di rue Saint-Benot. Non ha un temperamento possessivo;  sedotto dalla possibilit di un rapporto affettivo diverso da tutti quelli avuti fin l. E poi con le donne  sempre un po passivo, finisce col subirne la volont, quando  tanto pi forte della sua. Lattrazione che provano  reciproca, irresistibile, non dar fuoco solo a una storia damore, ma a un sodalizio. E a cementarla per la vita  in agguato la Storia. Infatti il loro rapporto si costruisce fin dallinizio su due modalit, leros e la politica. E quando leros si spegner, rester la politica a tenerli uniti, persino sotto la forma del disinganno per il crollo dei vecchi ideali. Non sarebbe bastato un figlio a Dionys per garantire la sua fedelt a un rapporto comunque tempestoso. Invece, senza mai cedere alladorazione che spesso lei imponeva, rest dalla parte di Marguerite per sempre, difendendola e giustificandola in privato e in pubblico, anche quando tutti se nerano allontanati, stremati dai suoi attacchi ingiusti, dai suoi risentimenti, dalla sua violenza alcolica.
Quando si trattenevano nel loro albergo, dopo aver fatto lamore, e lui abbandonava la testa sul suo cuore per ascoltarne il battito, lei gli accarezzava i capelli castani e gli raccontava le risaie dellinfanzia, il Mekong, il caldo, i mendicanti, i tormentosi lamenti animali nel buio della notte, le scodelline piene dacqua messe sotto le zampe dei tavoli e dei letti per fermare la scalata di ragni e formiche, che potevano essere ragni e formiche temibili, voraci, mortali. Gli raccontava di sua madre che preferiva il figlio grande e gli spiegava che per questo lei aveva un disperato bisogno di risarcimento, per questo lui doveva assolutamente preferirla a tutte le altre, che sarebbe morta di dolore se avesse scoperto che la tradiva. Perch gli vuoi cos bene, e a noi no? Perch deve essere sempre lui il pi amato? aveva chiesto una volta a Marie intrufolandosi nel suo letto sotto la zanzariera. La madre, rifacendole mollemente le trecce per la notte, non aveva negato, le aveva risposto: Non lo so perch.
Si rialzavano controvoglia, si rivestivano, guardavano Parigi dalla finestra. Dicevano: Com brutta questa citt da quando la Francia ha rinunciato a se stessa. Dovremmo prendere le armi, liberarci, liberarla.
Antelme e Marguerite conoscevano Franois Mitterrand dai tempi delluniversit. Sapevano della sua evasione dai campi tedeschi, dove era finito come prigioniero di guerra dopo la disfatta lungo la linea Maginot e sapevano della sua evoluzione politica, di come intendeva organizzare un movimento nazionale di prigionieri di guerra e di deportati e dei suoi passaggi a Londra per ottenere appoggi dagli inglesi. Sapevano che era lui Morland, leggendario capo della Resistenza. Lo sapevano perch, quando Franois aveva bisogno di nascondersi, ricercato dalla Gestapo e dalla polizia francese, era da loro, insospettabili dipendenti di ministeri, nella loro soffitta, che trovava rifugio. Cos, la sera in cui rientrando in casa Marguerite sorprese insieme, non solo Mitterrand e Antelme, ma anche Mascolo, che parlottavano infreddoliti intorno al fuoco, e aspir nellaria il profumo di sigarette inglesi che a Parigi non si trovavano da anni, cap per una folgorazione improvvisa che era arrivato il momento. Quella sera erano entrati nella Resistenza.
Se nelle interviste le chiedevano della felicit, Marguerite tornava a quegli anni. Non era la felicit della giovinezza, almeno non solo. Era la felicit della politica o della giovinezza e della politica insieme. Volevamo il bene della gente e di noi stessi e questo infondeva un sentimento di pienezza impareggiabile. Era la libert, anche solo sotto la forma di unaspirazione, di una speranza. Eravamo pronti a uccidere e a distruggere, anche se poi non labbiamo fatto, perch eravamo profondamente intellettuali, e gli intellettuali non lo fanno. Ma infrangere la legge s, si poteva, si doveva fare, quando era una legge inaccettabile. Che bella parola: infrangere. E si rischiava la vita per questo. E ci si sentiva con fierezza dalla parte giusta. Non eravamo eroi, solo gente perbene, di cui ci si poteva fidare. E infatti non erano stati loro a entrare nella Resistenza, era stata la Resistenza ad andarli a cercare. Ma Robert viene catturato dopo pochi mesi, il primo giugno del 1944. Sono tanti gli arresti in quei giorni. Il gruppo di Morland ha urgenza di riunirsi, per decidere come reagire. Lappuntamento  in rue Dupin, a casa di Marie-Louise Antelme. Mitterrand  in ritardo, perch viene da un altro incontro. Prima di salire chiama dallufficio postale per precauzione: Minette, tutto a posto? Marie-Louise, pistola alla tempia, dovrebbe rispondere s, vieni pure. Invece continua a ripetere: Ha sbagliato numero mettendo in guardia il compagno. In realt  soprattutto lui, Morland, che Charles Delval, commissario di polizia al servizio dei tedeschi, sta cercando. Ma prende chi trova, Antelme appunto, sua sorella, altri che non riescono a scappare. Non cerano in rue Dupin n Madame Leroy  Antelme era Leroy, ma Delval lo ignorava  n Masse, nome di battaglia di Dionys. Da quel momento comincia una lunga tortura, lattesa di Robert e di Minette.
Poi succede che un giorno Marguerite si trova in un ufficio di polizia dentro il Ministero degli Interni. Fa la fila per avere il permesso di inviare pacchi di alimenti ai parenti prigionieri. Lattesa  estenuante. A un certo punto ferma un bel tipo che passa nel corridoio e con il suo modo seduttivo gli chiede qualche informazione. Quel tipo  Delval e le rivela di essere stato lui in persona ad arrestare gli Antelme. Mio marito e mia cognata non centrano con la Resistenza mente Margot, e insiste per avere il permesso di spedire i pacchi. Lo avr, perch Delval intercede, la raccomanda a un collega che le dar una mano. E il commissario esce subito, apparentemente, dalla sua vita, per rientrarvi per un mese dopo, quando una mattina sincontrano per caso per strada in una situazione pericolosa. Lei deve fare da intermediario in quella via di Parigi fra due resistenti perch non si sono mai visti prima; si accorge di Delval in bicicletta che le fa un cenno. Si sente perduta,  senzaltro l per arrestarla. Sussurra ai compagni: Siamo fottuti, ma si sbaglia.  abbigliata con cura, come sempre, gonna corta, giacca stretta in vita dalla cintura. Va verso il poliziotto ondeggiando per la paura e per i tacchi alti. Gli chiede con leggerezza come sta e se ha notizie di suo marito. Fa un gesto spavaldo con la testa, buttandola indietro, spingendo in alto le labbra. Lui la invita a bere qualcosa nel pomeriggio promettendo di portarle le informazioni che cerca. Comincia fra loro un gioco snervante di sospetti e seduzioni, attrazione da parte di lui, attrazione e disgusto da parte di lei. I suoi amici partigiani, per decisione di Morland, col benestare di Dionys, la incoraggiano al rischio, pur senza farle mai mancare la loro sorveglianza, sperando possa estorcere qualche importante rivelazione. E infatti Delval si vanta con lei di aver fatto arrestare disertori, resistenti. Di averli fatti uccidere. A Marguerite piace il pericolo, correre sullorlo del desiderio negato, del desiderio impossibile, dellodio, della passione, politica e sentimentale. Si sente una spia, Mata Hari al servizio del popolo, della liberazione. Prova anche a offrirgli denaro per ottenere la restituzione di Antelme. Lui rifiuta, ma garantisce di intercedere, di evitargli la fucilazione. Tiene ben in vista la pistola e le manette. Ma non le usa per lei, n politicamente n eroticamente. Sono un suggerimento costante di quel che potrebbe succedere fra loro, di politico, di erotico. La invita al ristorante, in tanti ristoranti diversi della citt, in pubblico sempre. Alla fine il plotone desecuzione sparer, ma su di lui. A guerra finita, alla resa dei conti, quando le dichiarazioni di Madame Leroy durante il processo saranno decisive per la sua sorte, per la sua fine. Anche se Marguerite non nasconde niente, nemmeno che Delval le ha confidato di aver salvato la vita a una coppia di ebrei, commosso dal disegno del loro figlioletto appeso al muro. Non sar sufficiente a salvargli la vita.
A guerra finita, per, non finisce lincubo. Di Robert e Minette non si hanno notizie. Margot passa giornate intere accanto al telefono o allhotel Lutetia, dove  stato istallato un Servizio ricerca dei sopravvissuti e dei morti nei campi. Il 7 maggio del 1945 le forze armate tedesche che ancora resistevano si arrendono incondizionatamente sul fronte occidentale. Il giorno dopo viene sancita ufficialmente la fine della guerra. Parigi  in festa. La voce di De Gaulle alla radio grida: I giorni del pianto sono finiti. I giorni della gloria sono tornati. Per la morte di Roosevelt ha imposto il lutto nazionale; per i deportati che non fanno ritorno niente. Marguerite pensa che non glielo perdoner mai. Se non arrivano notizie di Antelme, arriva invece la verit raccapricciante sulle condizioni di vita nei lager, i sopravvissuti raccontano, i soldati che per primi hanno visto lindicibile raccontano. Marguerite riempie un diario in quei giorni. Scrive per tenersi vigile, per non abbandonarsi al desiderio di annientamento. Non mangia pi, non dorme pi. Va al Lutetia. Scrive: Una delle pi grandi nazioni civili del mondo, capitale della musica di tutti i tempi, ha assassinato undici milioni di esseri umani in modo metodico, perfetto: unindustria di stato. Robert  fra quei morti? E Marie-Louise? Se lorrore nazista viene considerato un destino tedesco, non un destino collettivo, luomo di Belsen sar ridotto a vittima di un conflitto locale. Una sola risposta per tale crimine: trasformarlo nel crimine di tutti. Condividerlo. Come si condivide lidea di uguaglianza, di fraternit. Per sopportarlo, per tollerarne lidea, condividere il crimine.
Poi una mattina di giugno il telefono suona.  Mitterrand, chiama dalla Germania, dove  in missione per partecipare a nome della Francia allapertura dei campi. Mi ascolti bene, Margot. Robert  vivo, si calmi. S.  a Dachau. Faccia attenzione, mi ascolti con molta attenzione. Robert  allo stremo, fino a che punto non pu immaginarlo.  questione di ore, non glielo nascondo. Qui sopravviverebbe tre giorni, non uno di pi. Bisogna che Dionys e Beauchamp partano oggi stesso, subito, stamani, per Dachau. Dica loro questo: vadano immediatamente al mio ufficio, l riceveranno uniformi di ufficiali francesi, buoni per la benzina, lasciapassare. Non si pu fare diversamente. Se seguiamo la trafila ufficiale sar troppo tardi. Era successo che Mitterrand a Dachau, cercando Robert, di cui aveva letto il nome nella lista dei prigionieri, si era sentito chiamare: Franois, e a stento aveva riconosciuto il suo amico in un essere nudo, scheletrico, che stava tentando di farsi la doccia.
Georges e Dionys arrivano con la vecchia Citron di Beauchamp, ma  vietato portare i detenuti fuori dal campo; gli americani, che si aggirano con maschere antigas per proteggersi dal contagio, temono leventualit di unepidemia di tifo. Allora i due amici vestono Antelme con una tuta mimetica, che portavano celata sotto una delle loro uniformi, e gli infilano in testa la bustina militare. Se lo mettono in mezzo e passano senza destare sospetti davanti al posto di guardia, faticando solo per impedire a Robert di alzare la bustina, come era condizionato a fare in presenza dei guardiani di Dachau. Missione compiuta, grande gioia annunciano poi da Verdun, in un telegramma a Marguerite il 12 giugno. E il giorno dopo Antelme  in rue Saint-Benot, ma pi morto che vivo e comincia il lungo martirio della sua ripresa, lenta, incerta, raccontata da Duras nelle cronache di Sorcires che tanto lo avrebbero fatto arrabbiare, e molto tempo dopo in un libro, Il dolore. Ma a quel punto Robert, rimasto invalido per un intervento alla carotide non riuscito e per anni ricoverato allospedale militare fino alla fine, era distante dalle cose del mondo e dalla letteratura.
Succedeva anche altro nei giorni della Liberazione, che faceva soffrire Marguerite. Sincaric Mascolo di restituire gli oggetti e i documenti di Delval alla moglie Paulette: erano stati sequestrati quando i partigiani avevano fatto irruzione nel loro appartamento. La vedeva per la prima volta? Se lo chiese Marguerite constatando che Dionys tardava a tornare. Le telefon verso sera per avvertirla che avrebbe cenato da sua madre. Da quando era iniziata lattesa snervante di Robert, non riuscivano a fare lamore. Il corpo era diventato sacro, inviolabile. Eppure lei continuava a desiderare Dionys in modo che avrebbe definito doloroso se i confini del dolore non si fossero dilatati in una nebulosa che tutto confondeva e aggrovigliava privando le cose, come i sentimenti, di confini e di senso. Aveva sottratto una fotografia dai documenti di Delval che Dionys le aveva mostrato prima di restituirli. Vi appariva Paulette. Scoprire la sua eleganza, i suoi capelli scuri avvolti in una crocchia pesante, la carnagione luminosa la metteva in subbuglio. Era snella, Paulette, magnifica nel drappeggio morbido della tunica nera dalla scollatura profonda, con balze di tulle sulle spalle che le davano una grazia abbandonata, pieghevole, da uccello morto, come avrebbe scritto ventanni dopo tratteggiando labbigliamento della rivale di Lol V. Stein, quella fatale Anne-Marie Stretter che la straziava e incantava dallinfanzia. Una sera Marguerite aveva seguito Dionys fin sotto le finestre di Paulette. Come Lol tanti anni dopo, aveva intravisto le figure di due amanti abbracciati, o li aveva solo immaginati. Aveva immaginato Paulette nuda sotto i capelli neri e se nera tornata sui suoi passi, sconvolta da una tristezza infinita, una solitudine irrimediabile, una sensazione di morte imminente. Ma non era in grado di essere gelosa. In modo oscuro prendeva la decisione interiore di condividere Dionys con Paulette, di risarcirla cos del marito che le era stato tolto e del flirt equivoco e mortale che aveva intrecciato con lui. Intanto Robert riprendeva le forze. Si tornava alla normalit e Dionys confessava allamico di essersi innamorato della vedova Delval. Robert not che a Margot sembrava non importare, non faceva domande, lasciava che Mascolo sparisse per ore, per giorni, senza indagare; cos lui si sent autorizzato a sperare. Tent un riavvicinamento coniugale. Non era forse la prova damore pi grande la dedizione quotidiana di Marguerite? Non doveva la salvezza a lei, soprattutto alle sue cure, alle sue pappette, alla sua sorveglianza quando sgattaiolava verso il frigorifero per ingozzarsi, spinto da una fame che era uguale a quella del campo e se ci fosse riuscito, nelle sue condizioni, ne sarebbe morto? Erano ancora marito e moglie, bastava sentirsi di nuovo sposati, bastava volerlo. Le propose di tornare insieme.
Sei stata e sarai sempre la donna della mia vita.
Voglio un figlio da Dionys.
Dopo un anno sono tutti e tre iscritti al partito comunista, Robert ha una nuova compagna, Monique Rgnier che va con Marguerite a distribuire LHumanit in mezzo alla neve. Sono felici di non occuparsi soltanto di se stessi. La casa di Saint-Benot  piena di amici, di progetti. Mascolo ha buon gioco a sostenere che non si riconosce nella coppia, istituzione borghese, luogo di menzogna condivisa come la definisce anche Margot, e che ognuno ha diritto alla propria libert. Cos porta avanti senza sensi di colpa, ma senza esibirlo, il suo doppio legame. Lei per a volte pensa di non farcela.
Io mi riconosco solo nellamore che provo per te gli dice. Continuer sempre a esserne schiava e a soffrirne. Non vedo sbocchi.
Lo sbocco arriva nellautunno del 1946, quando scopre di essere incinta. Non sillude di riaccendere la passione in Dionys, ma ora non ne ha bisogno come prima. Il miracolo del concepimento la riempie in senso materiale e metaforico. Per la prima volta la vita ha una giustificazione animale, semplice e sacra; il rapporto con la creatura che le cresce dentro  felicit pura, appagamento. Cosa possono capirne gli uomini, in fondo sono tutti omosessuali, impotenti a vivere fino alle estreme conseguenze la passione per una donna. Comprendono soltanto chi  uguale a loro, solo in un altro uomo trovano un vero confidente. Temono le donne, le sentono lontane, incomprensibili, abitanti di un mondo in cui solo ogni tanto, loro, gli uomini, quando non possono farne a meno, si avventurano.
Adesso  autosufficiente, pacificata. Per  completamente alloscuro di qualcosa che potrebbe distruggere, almeno in parte, la sua felicit. Non sa, e non lo sapr mai, che in quello stesso periodo anche Paulette d alla luce un bambino. Dionys non intende riconoscerlo, ma simpegna a contribuire al suo mantenimento. Ha subto passivamente questa gravidanza; durante la relazione con la Delval ha comunque continuato a frequentare altre donne: tutte sinnamorano di lui e lui si lascia facilmente conquistare, quasi per una forma di gentilezza, a volte. Ma adesso si sente con le spalle al muro.
Prendi una decisione gli dice severamente Antelme, preoccupato per Margot. In verit non ha molti dubbi su quel che decider Dionys. Non ce lo vede a separarsi dal suo entourage, rivelando di essersi innamorato della vedova di uno che prendeva ordini dalla Gestapo. E infatti Dionys resta con Marguerite. Sar Paulette a metterlo alla porta. Quando scopre lesistenza dellaltro bambino, non vuole rivederlo pi e dir di non averlo mai amato, ma di essere stata con lui, allinizio, solo per salvare il marito.
Robert, sollevato, fa generosamente le valigie e va ad abitare per conto suo, anche se Marguerite vorrebbe lasciare tutto intatto per non trovarsi a vivere sola e senza lappoggio e la compagnia dellunico uomo di cui davvero si fida. Perch Mascolo traccheggia e rimane a vivere dalla madre. Ma poi nasce Jean e la paternit opera un richiamo irresistibile, persino per lui. Tanto pi che Marguerite, nella sua nuova allegria di madre e di militante, pronta ad avventure extraconiugali che lo ingelosiscono,  tornata a essere desiderabile, la compagna colta e spiritosa di cui lintellettuale Dionys non sa fare a meno, una donna femminile nel senso pi tradizionale, e insieme volitiva, sagace, dura come un maschio.
Ora vivono insieme e quando lui, insospettito dallinteresse di un possibile rivale, le chiede: Hai tanta voglia di tradirmi? lei risponde spavalda: Esattamente come te.
E tu che ne sai se ne ho voglia o no?
Da come guardi le altre. E poi so che le cose sono identiche per te e per me.
Allora Dionys finisce di arrotolarsi la sigaretta, laccende con calma, liberandosi le labbra da un residuo di tabacco, e riflette ad alta voce: Sai, non la sopporto tanto questidea.
Io invece la sopporto. La sopporto benissimo.
Duras si rifiuta, in una tristissima fine di ottobre del 90, di andare al funerale di Antelme. Come si era rifiutata di accompagnare gli amici a trovarlo nel reparto di lunga degenza agli Invalides. Tutti l intorno a carpirgli un cenno per gridare al miracolo. Ci ascolta! Vuole rispondere! Maledetti! Lasciatelo in pace!  la persona che ha avuto pi influenza su tutti noi. Non parlava, e parlava. Non dava consigli, e nulla si poteva fare senza il suo parere. Era lintelligenza in persona, e detestava esprimersi facendo pesare la sua intelligenza.
Preferiresti saperlo abbandonato in ospedale, solo tutto il tempo? cercava di farla ragionare Dionys. Andiamo a trovarlo anche per Monique, per suo figlio, per aiutarli.
Ma lei non ragiona, lei pensa che con Robert da tanto tempo non si  potuta sedere mano nella mano, come fa con Dionys, per parlare del passato. Il viaggio a Cuba; quando fantasticavamo di restare a vivere l... E la guerra dAlgeria e il Manifesto dei 121. Glielo abbiamo messo in culo a quello stronzo di De Gaulle!
Eravamo in uno stato di indignazione permanente conferma lui.
Ti ricordi quando Saint-Germain era una specie di borgo? Quanto era bello vivere a Parigi allora.
Dionys annuisce: Cerano tutti quei negozietti di frutta e verdura, e le bancarelle sui marciapiedi, e ci si conosceva e salutava tutti.
Prima che arrivassero gli esistenzialisti e aprissero i locali notturni. Non si dormiva pi!
Per non era male andare a sentire il jazz.
E andare a ballare.
Io mi ricordo di quel ristorante con le tovaglie di carta, qui in rue Saint-Benot...
Bisogna riconoscere che Sartre lha capito prima di tutti che la politica di Stalin era incompatibile con lidea che avevamo della politica, era incompatibile con una dimensione artistica dellesistenza.
Dionys annuiva imbronciandosi, serrando le labbra: Io lho capito per ultimo, dopo tutti voi. Volevo disperatamente credere che il comunismo fosse compatibile con la libert intellettuale, che fosse realizzabile.
Il tempo era passato, la vita stava passando con le sue infernali sorprese. Marguerite aveva subto altre ospedalizzazioni ed era stata di nuovo per morire, di enfisema, alla fine del 1988. Dopo due mesi di ricovero, le sue condizioni erano peggiorate e si era deciso per una tracheotomia.
Vorrebbe cancellarne il ricordo, ma non pu. Le torna in gola  dove adesso per parlare appoggia un apparecchio  il senso di soffocamento, di affogamento di quei giorni interminabili. Non si risveglia dallanestesia, o cos sembra. Affonda, affonda in una specie di coma dove crede di gridare e non grida, crede di morire ma non muore, sogna, delira in silenzio, combatte con i soliti fantasmi, urla ma nessuno lascolta. Sono ostaggio di medici e infermiere, pensa, liberami Dionys, per piet. Portami via, strappa questi fili, uccidimi. Outa non lo farebbe mai, non ci sei che tu Dionys. Dionys, soffro, ho paura, non ce la faccio. Dei cani si ha piet, un cane non lo faresti soffrire cos. Duras  finita, non scriver mai pi, uccidi questo fenomeno da baraccone, questa scrittrice planetaria che vuole solo pace. Ti prego, Dionys.
Dionys si china su di lei e cos Yann e cos Outa. Non sentono le sue parole. Vedono solo un corpo che lossigeno gonfia e sgonfia come un pupazzo, vedono lacrime colare dagli occhi, ma i medici dicono che non significano niente, non significa che Marguerite stia piangendo.  unespressione meccanica dellemotivit.
Dionys prende il figlio in disparte: Mamma non avrebbe voluto restare in vita cos...
Lo so, e preferirebbe morire piuttosto che diventare unameba come Robert. Ma non ce la faccio, non dar mai il permesso. Non staccher la spina. Se lei muore io mi uccido grida Outa. Dionys tace. Yann tace. I medici, interrogati ancora una volta, allargano le braccia. Non c pi niente da fare. Hanno tentato limpossibile. Duras non risponde alle cure,  un vegetale.  diventata irraggiungibile alle terapie, alle parole, alle carezze. Outa corre a comprare un registratore, cinfila una cassetta di Chopin, i Notturni. Piange e ascolta la musica con la mano della madre nella sua. Ha scritto due pices con quel titolo Duras, La musica e La musica deuxime, perch la musica  stata importante nella sua vita come lamore, come la politica. Le parla anche: Gli scrittori non sono mai dove si vorrebbe che fossero, non pensi questo tu? Non me lhai detto cento volte? Dove sei adesso? Non siamo amici io e te? Non si fa questo al migliore degli amici, lunico che ti capisce davvero. Non devi mollare. Non si molla per paura, cazzo. Non tu! Che fai, lasci a met La pioggia destate? Non  possibile, non pu rimanere incompiuto, non proprio questo libro! Questo romanzo  anche un po mio. Ernesto  il nostro personaggio, Ernesto sono io o no? Ernesto  meraviglioso,  divertente,  geniale. Uno che manda a fanculo la scuola, le convenzioni, il mondo intero. Ti ricordi quando abbiamo girato Les enfants? Dicevi: Riveler una nuova Duras perch c di mezzo la tua leggerezza, il tuo me ne fotto di tutto, i tuoi brothers e le tue sisters. E cos  stato. Credevi di non riuscire a fare altri film e ti ho dato lidea di Ernesto. E ora che quei bambini diventano La pioggia destate, un libro fantastico, che fai tu, getti la spugna? Outa si mette a leggere i fogli che gli ha passato Yann: Senza capire, i bambini capivano, non lhai scritto tu? Spazi oscuri, paure indecifrabili: sono parole tue! E le cose che pu dire il vento certe volte, le cose che pu urlare... le riconosci queste frasi, le vuoi lasciare senza una conclusione? Tutte le paure dei bambini venivano di l, da Dio, dagli dei. Tutte le paure venivano da Dio e quelle paure, il pensiero non poteva placarle, perch il pensiero faceva parte della paura. Sta succedendo lo stesso pure a te, non  vero? Vedi, lavevi previsto, perch sei una bambina anche tu. Ernesto e Jeanne, i brothers e le sisters amavano la crudelt della madre... Come te, come me. Ne sappiamo qualcosa di crudelt delle madri, io e te. Ma non abbandonarmi adesso, non ancora. Quanto abbiamo viaggiato insieme noi due, non dovremmo partire pi? E come ti  venuta lidea de Lamante, te ne sei dimenticata? Stavamo realizzando un libro insieme, finalmente, mio e tuo, un libro fotografico. Ti ricordi com andata, te ne ricordi o no, mascalzona? Ridi, eh? Non rispondi? Svegliati, per dio! Dimmi qualcosa, svegliati!
Quante volte glielo aveva proposto. Lei non trovava mai il tempo, cera sempre un libro, un film, un progetto che la distoglieva. E finalmente aveva detto di s, si era messa a dettare a Yann le didascalie alle foto di famiglia che Outa aveva pescato nelle sue vecchie scatole e che avrebbe inframmezzato con fotografie in tema, fatte da lui sui vari set dei film di Duras, stabilendo un legame fra arte e vita. Marguerite aveva gi trovato un titolo o persino due, La photo absolue o Limage centrale e le didascalie erano molto di pi, erano testi che, tutti insieme, andavano costruendo ununica narrazione intorno a una fotografia mancante, una foto assoluta, una foto centrale che nessuno aveva scattato, ma che ora scatenava nella scrittrice una valanga di ricordi e di interpretazioni, le permetteva di riscrivere la propria esistenza a partire da quel giorno lontano in cui tutto era cominciato, tutto il suo futuro di donna che scopre la legge del desiderio.  ci che non c o non accade che fa scaturire una storia, non lepisodio in s, ma tutto ci che gli sta intorno e non si vede. La fotografia mancante era limmagine di lei sedicenne, con i tacchi alti, un vestituccio di seta lisa addosso e in testa un cappello maschile di feltro rosa col nastro nero, affacciata al traghetto che la portava da Vinh Long a Sadec, da Sadec a Saigon. Quel giorno aveva conosciuto il suo primo amante, il cinese che la inseguiva nei sogni e nei deliri della disintossicazione, il cinese alto e ricco che laveva invitata sulla sua Lon Bolle nera, una macchina grande come una stanza dalbergo e che aveva al dito un brillante incastonato nelloro, un uomo che poteva cambiare il destino di una ragazza di pochi mezzi, ma che era pur sempre un cinese, mentre lei era bianca. E nella societ coloniale del tempo una relazione cos era uno scandalo enorme, fra un trentenne e una sedicenne, fra un ricco e una povera, ma soprattutto fra un cinese e una bianca. Ed era un grande romanzo. Ora Marguerite lo capiva, ora le risultava chiarissimo. Non poteva bruciare per le didascalie di un libro fotografico una storia cos, la sua storia. Lo disse al figlio e apriti cielo. Outa si sentiva tradito, era fuori di s per la rabbia e la delusione.  tipico di Duras andava dicendo. Riprendersi quel che ti ha regalato!
Ma Lamante ha una favolosa storia davanti a s. Jrme Lindon lo intuisce appena comincia a leggere il manoscritto: Presto fu tardi nella mia vita. Decide di rischiare ed esce con una tiratura significativa per una casa editrice piccola com pur sempre Minuit: venticinquemila copie che vanno esaurite in pochi giorni, complici due importanti trasmissioni, una televisiva e una radiofonica, interamente dedicate al romanzo e allautrice, Apostrophes e France Culture, e grazie alla stampa che abbandona, per la prima volta compatta, le solite riserve e le consuete ironie su Marguerite Duras. Poi verr il Premio Goncourt 1984 a restituirle quello che le era stato negato ai tempi di Una diga sul Pacifico. E poi le traduzioni nel mondo intero, Lamante  un successo internazionale che supera in pochi anni il milione e mezzo di copie.
Toh commenta lei, Duras sta diventando cosmica! La riconoscono tutti quando va a fare la spesa. Finalmente pu comprare un appartamento a Outa nella non lontana rue de Rennes e un monolocale per Yann nella stessa rue Saint-Benot, dove per Yann non vuole trasferirsi. Ma la grande popolarit non le si addice, la fa arrabbiare, presto se ne stanca. La strada diventa il luogo dellesecuzione capitale perch non pu aggirarvisi nellanonimato, non pu gironzolare tranquilla, sconosciuta, come ha sempre fatto. Vogliono parlare con me, di me, come se il mio tempo gli appartenesse, come se spettasse a me intrattenerli su di me. Si stanca di tutte le stupide discussioni sui giornali e in tv se il suo sia o non sia un successo giusto, allaltezza della sua fisionomia di scrittore sofisticato. Se lei era pi Duras prima o  pi Duras adesso. Finisce che se la prende col suo editore che ha fatto troppa pubblicit a sua insaputa. Lei odia la pubblicit,  ideologicamente contraria. Cos lo punisce e d Il dolore a un altro editore, Pol, che  nato da poco e le ha offerto di dirigere una collana, dove ha potuto pubblicare nuovi autori e autrici in cui crede e che ha intitolato Outside.  una prima incrinatura nel rapporto con Jrme Lindon e sua figlia Irne, con i quali comunque pubblica ancora altri libri. Occhi blu capelli neri  un nuovo successo. Centomila copie vendute in quindici giorni. Questa piccolissima donna  immensa scrive Paris Match. Gli affezionati della Duras precedente allAmante, la ritrovano, gli altri la leggono avidamente alla scoperta dei segreti che distilla sullamore passione, sullerotismo acceso e respinto da un altro amante, questa volta omosessuale.  la storia di un amore, il pi grande e terrificante che mi sia stato concesso di scrivere  il suo avvertimento al lettore. Si tratta di un amore perduto. Perduto, da perdizione.  dedicato a Yann Andra che a sua volta, qualche anno prima, ha pubblicato un libro su di lei, M.D., resoconto letterario e toccante della disintossicazione di Duras del 1982, storia damore vista da lui, ondeggiare che non pu avere fine... oscillazione sullorlo dellistante o, in altre parole, il pericoloso costeggiare la morte che Marguerite mette in atto. La coppia della vecchia scrittrice e del giovane ambiguo, non solo sessualmente agli occhi della gente, suscita curiosit. Perch lui sta con lei? Chi ha circuito chi? Marguerite risponde con Occhi blu capelli neri, un libro in cui ritorna ragazza: la protagonista  giovane come luomo elegante, alto e sottile di cui sinnamora. Lui talvolta, di notte, si mette i vestiti di lei, si trucca e danza. Non pu fare lamore con una donna. Fra loro resta il ricordo ossessivo di ci che non avviene.  Yann Andra il modello di questo racconto, pensano tutti. Forse s, ma anche no. Dentro c la memoria di un amore lontano, occhi blu capelli neri, di qualcuno che la voleva senza volerla, che voleva pagarla perch lei non sinnamorasse. E qualcun altro pi vicino nel tempo, occhi blu capelli neri, che si  limitata a sognare. E qualcuno che lha voluta e poi non lha voluta pi. Sono cos le storie che si scrivono, catalizzatori di dettagli, costruzioni di mostri di Frankenstein fatti di tanti pezzi diversi, brandelli di corpi e di parole dette o solo immaginate. Sono cos le storie. Che lei sia andata davvero dietro le rocce a incontrare sconosciuti nel buio come racconta nel romanzo, a farsi toccare nelloscurit da mani senza volto, ha importanza?  importante che labbia scritto, che abbia impresso ancora una volta sulla carta la sproporzione delle parole, la loro povert davanti allenormit del dolore e che ancora una volta abbia catturato linaccessibile bellezza del mare.
S, pensa da chiss quale luogo dello spazio e del tempo, dal fondo del coma dove la raggiunge il richiamo di suo figlio. S. Les enfants  un film pieno del talento rimosso di Outa, mi ha riconciliato con lui e con me stessa.  il mio cinema, qualunque sia la sua grazia o la sua disgrazia diceva ai giornalisti. Lontano anni luce dalla roba televisiva che va di moda adesso. Anche questo film, cos diverso dal solito, percorso dalla levit gentile di un periodo sereno della vita,  il mio cinema. Ha rivelato unironia nuova, un modo diverso di dirigere gli attori, di osservarli, di lasciare che si esprimessero senza privarli della parola, senza avvolgerli nel mio solito nero. Il nero che adesso avvolge me, fluttuante in chiss quale placenta, incapace di tornare a galla. Non lo sapete che non so nuotare? Perch mi avete buttato in mare, come faccio a salire in superficie? Il cinema  finito  non vi  chiaro?  non girer pi nulla, mai pi. A sprazzi la memoria ritorna, a poco a poco, e la fa ridere  quando su Le Monde ha messo in guardia gli eventuali spettatori dellUomo atlantico:  fatto per la maggior parte di nero, non andate proprio a vederlo, perch  stato girato ignorando totalmente la vostra esistenza; e quando si  scagliata contro i critici, in televisione, coglioni, imbecilli, se non ladorano  e la fa disperare, perch non sa dove si trova, in quale nebbia, in quale baia di Halong  destinata a perdersi nel nulla, per sempre, senza fine forse. Non leggete Duras, se non siete in grado di capirla, ha detto in televisione. Non hanno compreso la sua Emily L., niente hanno compreso. Io non so nemmeno se esisto, ma so di essere uno scrittore. Scrivere  anche non sapere quello che si fa, essere incapaci di giudicarlo, sono parole di Emily, per una cosa  certa: non c un altro libro al mondo pari a quello. Quanta fatica richiede scrivere, inimmaginabile... Eppure  una delle pochissime occupazioni ancora interessanti...
Per questo si deve risvegliare, per tornare a scrivere.
A volte lacqua si dimentica di gelare. Le hanno raccontato di questo fenomeno naturale, lacqua non gela sempre a zero gradi. Se  perfettamente immobile, se  molto pulita, la temperatura deve scendere sotto lo zero, prima che geli. Come acqua che ha dimenticato di gelare, Marguerite si  dimenticata di soffrire, si  dimenticata di morire. Era stata respinta in fondo allabisso, a contorcersi inascoltata, a urlare senza far rumore. Non aveva detto tante volte che proprio questo si fa quando si scrive? Si urla senza produrre suono. Lei nel fondo della vertigine gridava uccidetemi, ma nessuno la sentiva. Dionys! Che state facendo con quel dannato registratore? Outa, mi vuoi ascoltare? Non sarebbe ora che ti tagliassi i capelli?
Lha detto con una voce bassa e cavernosa, ma lha detto. Jean Mascolo non sta sognando, ha capito bene e vede che sua madre gli sorride e poi vede che sorride a Michlle Laverdac, la sua compagna pittrice, in piedi accanto a lui. Marguerite la ama perch le piacciono i suoi quadri, non perch  la compagna del figlio. Lavora tanto coi neri, Laverdac, lavora a distruggere e a far riaffiorare le immagini, e passa e ripassa sulla tela come uno scrittore con le parole, accende, spegne, corregge, modifica, cancella. E nella cancellazione la figura ritorna, avvicinandosi sempre di pi alla forma che lartista ha dentro la mente. Solo lei sa quando  il momento di fermarsi, quando pu dire:  finito. Il quadro  questo, questo il segno finale. Marguerite vorrebbe che fosse cos anche la vita, una cancellazione totale per ricominciare da capo, da zero. Tutta lumanit sulla spiaggia, nel deserto, dopo aver tutto distrutto; e da quel deserto ripartire.
Accorrono le infermiere, accorrono i medici. Capita a volte che dal coma si torni, che si riacciuffi la propria vita. Duras torna in superficie, continua a vivere, minuscola, bambolina avvizzita col peso di quando era una ragazzina sul traghetto del Mekong, non toccher pi nemmeno una goccia di alcol, parler con lapparecchio sulla gola che amplifica la voce. Ci vuole altro che il coma per farla fuori. Duras sopporta la riabilitazione, unulteriore tortura. E poi  di nuovo dentro la sua automobile, sono passati nove mesi, come una gravidanza, e vede di nuovo sfilare gli alberi da sotto, il colore degli alberi, le foglie scheggiate dal sole. Mi ero dimenticata tutto questo verde dice quando attraversano il Bois.
Che anno ? Il 1990. Sta finendo di scrivere La pioggia destate. I brothers e le sisters le mettono allegria. Ride quando detta il testo a Yann, ride anche lui, ridono insieme. Ed ecco: ho capito che tutto  vanit. Vanit delle vanit dice Ernesto. In maggio muore il cinese, che un giorno le aveva telefonato dopo il successo del libro. Le aveva detto ciao, sono ancora vivo, mia moglie no, ma noi due s, e lo saremo per sempre a questo punto. E lei gli aveva risposto allora sei vero, siamo esistiti sul serio, non mi sono inventata tutto, perch ogni tanto, vedi, ho limpressione di non avere avuto una vita, una vita vera intendo, ma soltanto una vita scritta. No, ha detto lui, non hai inventato niente,  ancora tutto l, rue Catinat a Saigon, e la casa con le persiane azzurre a Sadec, la casa di mio padre che ci ha separati perch io sposassi una cinese come me; ci vivo io adesso.
Che anno ? Il 1992.  uscito il film dellAmante. Oh, non un film di Duras, un film di Jean-Jacques Annaud. Deve avermi scambiato per Karen Blixen! Annaud deve aver avuto in mente La mia Africa di Sydney Pollack, non un film di Duras! Ecco il risultato: una boiata romantica e patinata su sfondo esotico che  piaciuta a tutto il mondo e le ha fatto vendere unaltra palata di copie. Le piace solo la voce narrante di Jeanne Moreau. Si sono perse di vista, ma si amano sempre, prudentemente da lontano. Il cinese  bellissimo e la ragazzina  bellissima, una specie di miss Francia bambina, non come i protagonisti reali, quelli chi li avrebbe presi in considerazione. Solo un artista o uno scrittore. Avevano una potenza sessuale da far crollare le dighe, tutte le dighe sul Pacifico che col tempo sarebbero state costruite, ma non erano belli. Erano esseri umani che si sono amati con la forza estenuata di chi cede di fronte a una volont pi grande, la volont feroce di un padre e di una madre che si mettono daccordo per separarli, o solo quella della vita che separa gli amanti senza fare rumore, come dice la canzone di Piaf. Se avesse potuto filmare lei quella storia  ne avesse avuto ancora lenergia  avrebbe girato un film dei suoi, di quelli pieni di buio. Perch cos  la vita,  pi quello che non vedi di ci che vedi, pi quello che non capisci, di te e degli altri, di ci che riesci a spiegarti. Il buio al cinema  come lo spazio bianco fra le parole, o fra riga e riga, non puoi eliminarlo senza essere finto come scrittore e come regista. E se non pu fare un film, non le resta che scrivere allora. Questo s, pu ancora tentarlo. Ancora e sempre. E dicano pure che torna sulla sua autobiografia indocinese per vendere di pi, non contenta di quanto ha venduto gi. Come se gliene importasse qualcosa del successo commerciale, come se Lamante della Cina del Nord fosse una replica dellAmante.  un lungo romanzo, non sanno contare le pagine i suoi detrattori? Non lo vedono che Duras  tornata a scrivere un romanzo lungo? Vorr pur dire qualcosa. Vuol dire che non aveva detto tutto, vuol dire che non poteva andarsene senza farlo. Perch quella  la sua storia, lunica storia che valeva la pena di scrivere, lunica che lei ha raccontato fin dallinizio  fin da Una diga sul Pacifico  e bisognava raccontarla integralmente. La madre sar contenta adesso. Non ci voleva credere che si pu diventare ricchi con la letteratura, e invece  hai visto Marie, Marie Legrand, Marie Donnadieu?  valeva la pena di recitare una parte nella commedia umana inventata da Marguerite. Valeva la pena vivere.
Quel romanzo ha provocato la rottura con Minuit. Cos  stato pubblicato da Gallimard. Cosa credevano i Lindon, padre e figlia, che Duras  invecchiata e non sa quel che fa? Non era la copia definitiva quella che aveva consegnato, era una prima stesura, ma non si aspettava di ritrovarsi fra le mani un testo irriconoscibile. Come avevano potuto sopprimere una trentina di pagine, apportare correzioni che stravolgevano il senso del libro?
Sono solo suggerimenti cercava di calmarla al telefono Jrme. Inutilmente. Duras urlava e piangeva, agitando nellaria il manoscritto che avrebbe dovuto approvare, pieno di correzioni non sue. Piangeva, insultava, malediva con la sua voce meccanica. Aveva ancora abbastanza energia ed era lucida, non una vecchia rincoglionita cui si poteva riscrivere un romanzo per farne la copia dissanguata del best-seller che li aveva arricchiti. Fine di unamore, dellamicizia, della fiducia, in un attimo Duras butta tutto alle ortiche, il passato, la complicit, ladorazione portata ai Lindon. Non sente ragioni, sospettosa, ferita, disperata. Cos Lamante della Cina del Nord va a fare la fortuna di Pol, centotrentamila copie vendute in pochi giorni.
Ma si sente sempre pi sola. Ormai esce pochissimo, non vede nessuno, sta molto in casa, a Parigi, con quel secondino di Yann; raramente si spingono fino a Neauphle. Di cosaltro potrebbe scrivere se non di lui, allora? Ancora un romanzo, che racconta la storia tra il giovanissimo Yann Andra Steiner e la donna che scriveva libri ed era vecchia e sola come lui in quellestate grande come lEuropa. Gli d per titolo il suo nome mescolato al cognome di un suo personaggio, Aurlia, perch li ama entrambi dello stesso amore, straziato, assoluto.
Tu vuoi scrivere, Yann, scriverai. Non era male M.D., continua. Continuerai, anche dopo di me. Bisogna buttar fuori la scrittura, maltrattarla, sono parole di Emily L., lo sai? Certo che lo sai, tu sai tutto di Duras, la conosci a memoria. Non bisogna moderare niente, n precipitazione n lentezza, lasciar tutto allo stato di apparizione. Perch cosa siamo se non questo? Apparizioni.
Che anno ?  il 1996. Ancora scrive Duras, piccole frasi che lascia cadere sul quadernetto di Yann, parole che gli dice ogni tanto perch lui le trascriva nel loro libro comune, Le livre  disparatre che per il suo destino di scomparsa non potr esistere.
 cos duro morire.
A un certo punto della vita le cose finiscono.
Ho paura.
Non so dove sto andando.
Non c nessun ultimo bacio.
Scrivere tutta la vita tinsegna a scrivere. Non ti salva da niente.
Me ne vado con le alghe.
Non c pi Duras.
 finita. Non ho pi niente. Non ho pi bocca, pi viso.  atroce.
Amo sempre mia madre, non c niente da fare, la amo sempre.
 curioso come ti ami sempre anche quando non ti amo.
Come fare a vivere un poco, ancora un poco.
Vanit delle vanit.
Ancora si fa portare al Bois qualche volta, ma  spaventata dalla velocit, o quella che a lei sembra velocit. Rallenta, Yann, o salto gi dalla macchina. Mi vuoi ammazzare? Poter cantare ancora una volta Blue moon ad alta voce...
1914-1996: cos star scritto accanto al suo nome nei libri di letteratura, nelle enciclopedie, nelle tesi che compileranno su di lei gli studenti, sulla sua tomba al cimitero di Montparnasse. Una vita lunga riassunta in due misere date, e in mezzo? C stato tutto lamore, soltanto quello, tutto lamore. E un essere umano inconsolabile. Se ha intitolato un libro a Yann  perch potesse anche lui vivere per sempre, Yann Andra Steiner, il bambino dagli occhi grigi. Purch tu, bambino, venga davvero allappuntamento che ci siamo dati fra dieci anni. Una sorgente, sai, a un certo punto si esaurisce. Anche se non ti va, anche se, come ho scritto in quel libro, ti piacerebbe che non finissi mai di raccontare.
Gli chiede allora se vuole conoscere la fine della storia. Lui fa cenno di no, che non vuole.
...
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...
FINE.
...
.
...
La storia di questo libro.
.
La storia di questo libro comincia con un altro libro. Sintitola La scrittrice abita qui, pubblicato alla fine del 2002. Raccoglie racconti di viaggio alle case-museo di alcune fra le pi importanti scrittrici europee del Novecento, da Virginia Woolf a Colette, da Grazia Deledda a Marguerite Yourcenar, da Alexandra David-Nel a Karen Blixen. Visitando i loro luoghi, muovendomi fra i loro oggetti, i loro scaffali, tavoli, tappeti, ninnoli, ricordi, fotografie incorniciate, scrivanie ne ricostruivo le vite, i cavalieri, larte, gli amori. Purtroppo Marguerite Duras non pot essere compresa nellelenco perch non disponeva di un suo museo. Era una delle mie scrittrici predilette e non potevo scriverne: lidea che sosteneva e dava coesione al libro infatti, la sua magia se vogliamo, era proprio il pellegrinaggio, il fatto che un lettore potesse, volendo, ripercorrere i miei passi, visitare a sua volta i luoghi di cui parlavo e avere un suo particolare incontro con quelle autrici attraverso le loro case.
Cos, a malincuore, Duras fu esclusa. Ma continuavo a voler scrivere di lei, a modo mio, un modo narrativo non saggistico. Come affrontarla? Da che parte, se non avevo un oggetto concreto intorno a cui lavorare, come una casa appunto? Sono passati gli anni. Un giorno un giovane diplomatico, Cesare Bieller, di passaggio a Roma, mi chiede se ci possiamo incontrare. Ha amato La scrittrice abita qui, mi dice. Sta per partire per il Vietnam dove, presso lambasciata italiana, sar il responsabile per la cultura. Accetter il suo invito a presentare il mio libro ad Hanoi per la comunit italiana e quella francese? Il paese di Marguerite Duras butta l per attirarmi. Da anni mi propongo di andarci. E vorrei arrivare in Cambogia, nei luoghi del disastro di Marie Legrand, la madre della scrittrice, dove aveva impiantato la sua fallimentare risiera (ancora mi fidavo della leggenda che la stessa Duras aveva creato intorno alla madre e alle sue spericolate imprese). I luoghi di Una diga sul Pacifico dice pronto Bieller. S, quelli.
Alla fine del 2007 Cesare pubblica Voci care, una raccolta di sue conversazioni letterarie con il biografo francese Jean Chalon, e me lo dedica: a Sandra Petrignani che ascolta le voci delle cose. Mi racconta anche di aver conosciuto Jean-Outa Mascolo, il figlio fotografo di Marguerite Duras, in occasione di una mostra di suoi scatti sui luoghi materni organizzata ad Hanoi dallo stesso Bieller, che ormai si  felicemente insediato nel primo incarico della sua carriera diplomatica. Sapendomi in partenza per Parigi, dal lontano Vietnam dove mi aspetta a fine febbraio, mi lancia il numero di telefono di Outa. Ha gli aculei, ma fossi in te proverei a incontrarlo, mi scrive
Il 4 gennaio del 2008 sono a Parigi, telefono a Mascolo e gli spiego il libro a cui sto pensando. Ho ancora le idee confuse e dunque gli racconto qualcosa di simile ai capitoli della Scrittrice abita qui: i viaggi, le case, le vite. Lui impiega diverso tempo a dirmi che non pu passare lesistenza a parlare di sua madre con tutti quelli che vogliono scriverne nel mondo, e che comunque delle case degli scrittori se ne sono gi occupati in tanti. Gli do subito ragione e non insisto. Aggiungo solo che credo ci siano momenti giusti e momenti sbagliati perch le cose avvengano o meno e che probabilmente questo  un momento sbagliato. Minterrompe bruscamente e minvita a raggiungerlo per il week-end nella casa di Neauphle-le-Chteau, dove sar con qualche amico. Venga sabato a pranzo dice. Purch io abbia una macchina, altrimenti non vede come potrei raggiungerlo. Io ho la macchina! Non  la mia,  di un amico parigino, Yves Dappe, che mi asseconda nelle mie follie sulle tracce degli scrittori.
Bene. Percorriamo una ventina di chilometri verso ovest, superiamo Versailles, ancora una ventina di chilometri e, sabato 5 gennaio intorno alluna, Yves e io siamo davanti alla casa di Duras a scattare fotografie allo stagno dove i bambini dinverno vengono a pattinare, al salice piangente che accarezza lacqua, al muschio che copre vellutato lantico muretto, al tetto molto spiovente. La prima volta che ho una casa mia raccontava Marguerite allamica giornalista Michelle Porte nelle conversazioni raccolte in Marguerite Duras. I miei luoghi. A Parigi aveva sempre preso appartamenti in affitto. Mentre lacquisto di Neauphle, nel 57, le d limpressione di abitare una casa di famiglia, di esserci nata: Lho talmente costruita a mia immagine che ho limpressione che mi appartenga... da prima di me.
Bussiamo alla porta. Troviamo la casa piena di Michle e Michel, ma Outa non c.  in piscina ci dice una Michle, mentre il suo innamorato, un Michel architetto, mi guarda divertito e intenerito dalla mia emozione di trovarmi l. Nessuno si preoccupa del pranzo, ma non importa. Michle Laverdac, una pittrice molto amata da Duras e compagna storica di suo figlio, sincarica di farmi visitare la casa.  rimasto tutto identico minforma. Outa non ha cambiato niente, salvo qualcosa al piano superiore dove dorme e ha il suo studio. Lavande e fiori secchi dappertutto, quelli del giardino che Marguerite raccoglieva in mazzi e lasciava essiccare. E tutto il bric--brac del suo modo di arredare: lampade instabili, poltroncine di vimini, letti-sof in ogni stanza con copriletti di fortuna, oggetti folcloristici riportati dai viaggi. Mobili affastellati in affettuosa baraonda. Nellultima stanza in fondo, col pavimento a riquadri alternati bianchi e neri, c, un po isolato, quasi nascosto in un angolo, il pianoforte a coda che le cost una fortuna. Lo suonava lei, lo suona Outa, lo suonava meglio di tutti il padre di Outa, Dionys. Ci divertiamo molto col pianoforte confidava Duras a Michelle Porte. Suoniamo a quattro mani fino alle tre del mattino. E ammetteva anche: Alla gente piace credere che io suoni, ma io non suono. Quando qualcuno suona molto bene, sono allo stesso tempo incantata, affascinata e disperata.
Sediamo in cucina a chiacchierare, laltra Michle, amica di Outa dai tempi della scuola, racconta che lei invece non era per niente simpatica a Duras perch si truccava troppo e, lavorando da Dior come stilista, era sempre elegante, quindi aveva rapporti piuttosto difficili con la scrittrice, che poteva essere molto sgarbata e aveva atteggiamenti mascolini. Marguerite faceva la facile equazione: bionda, curata, uguale scema, per cui non aveva nessun interesse per me e io me ne tenevo volentieri alla larga.
In cucina, che  una stanza di passaggio proprio in mezzo alle due ali della costruzione, quella antica e quella pi recente, vedo su una mensola unintera collezione di moka Bialetti di tutte le misure. Riconosco parecchie inquadrature di Nathalie Granger, il film con Jeanne Moreau e Lucia Bos, girato interamente in questa casa, e il tavolo dove sedevano Duras e Depardieu, nella fioca luce delle lampade ovattate e quella scarsa del giorno filtrata da una tenda, mentre leggevano la sceneggiatura del film nelle immagini di Le camion. Quando mi indicano la camera da letto di Marguerite, mi meraviglio della mancanza di privatezza. Anche questa ha laria di una stanza di passaggio. Il letto-sof, a una piazza e mezza,  accostato a due pareti, ad angolo, pieno di cuscini  sulle fodere colorate prevale il rosa  sparsi contro il muro bianco sopra il copriletto di seta bianca a fiorellini rosa. Accanto, una grande specchiera antica appesa al muro, in parte intralciata da un tavolino basso, largo, rotondo, tinteggiato di bianco ma un po scrostato, usato come comodino e ricoperto con una tovaglietta bianca, pure tonda, lavorata alluncinetto e con le frange. Nella specchiera si riflette una piccola scrivania. Sul solito pavimento a riquadri c un grande tappeto antico, molto bello, molto consunto. Le stanze di Neauphle sono un po tutte concepite cos: piene di letti e tavolinetti e poltroncine per ospitare il maggior numero possibile di persone. Le migliori affacciano sul giardino, grande, alberato, un giardino giungla, un giardino foresta come quelle, tante, che compaiono nei libri e nei film di Duras. Non vado pi in un bosco da sola...  un posto inquietante,  un luogo molto molto antico, e tutti i boschi in principio risalgono alla preistoria, sono luoghi probabilmente abitati dagli spiriti, in un certo modo, non mi vergogno a dirlo.
Sono circa le tre quando arriva Outa. Prepara croque-monsieur per chi li vuole e intanto parla a raffica pi che con me con Yves, che  allaltezza delle sue battute per me incomprensibili. Si chiacchiera del pi e del meno, pochissimo di Marguerite. Per Outa racconta di aver conosciuto, nel suo recente viaggio in Vietnam, luomo che ha lavorato per otto anni alla costruzione di una diga sul Pacifico, cosicch quelle terre finalmente danno da vivere a un sacco di gente che prima moriva di fame. Il sogno di mia nonna pu dirsi finalmente realizzato. Quando ci salutiamo mi consiglia di tornare a Parigi per la fine del mese, per assistere al teatro Lucernaire a una bella edizione del Dolore e con loccasione potrei vedere anche il suo appartamento in rue de Rennes, in cui ha trasferito i mobili di rue Saint-Benot, la casa storica di Duras a Parigi, dove ha vissuto in affitto con Robert Antelme e poi con Dionys Mascolo e poi con Yann Andra fino alla morte. Dice che in rue de Rennes ha cercato di riprodurre la stessa disposizione dei mobili di rue Saint-Benot, per quanto possibile.
Dunque il 30 gennaio sono di nuovo nella capitale francese. Non incontro Jean Mascolo, ma una sua assistente che si chiama Michle pure lei, Michle Kastner, e mi ritrovo su pavimenti scricchiolanti di parquet, vecchi tappeti persiani scoloriti, in mezzo a drappi buttati a coprire poltrone e divani, in un affastellarsi di mobili belli o solo utili o solo comodi, con effetto di amabile baraonda. Riconosco, come a Neauphle, i quadri emozionanti di Laverdac alle pareti. Il polveroso disordine campagnolo  qui sostituito da una patina di dcor borghese, ma  solo una patina. Lidea di Duras dellabitare  emotiva e pratica: le cose, una poltrona sfondata, uno scialletto trasformato in paralume, una vecchia credenzina, stanno l perch servono, perch gli anni le hanno trasformate in tiepide cucce, perch sono semplicemente un ricordo da cui  impensabile separarsi. E cos il visitatore di passaggio si sente subito accolto, avvolto, circuito. Sprofonda con tutto se stesso dentro unaltra vita, immagina, sincuriosisce. Oltre le grandi finestre dipinte di bianco con la ringhierina esterna, sta Parigi, grigia e festosamente severa, i suoi rumori, i suoi caff, il suo caos allettante.
 stato a Parigi, tanti tanti anni fa, che mi sono innamorata di Marguerite Duras. La conoscevo gi, avevo cominciato a leggerla alla fine dei Settanta, sullonda del femminismo; mi era capitata fra le mani ledizione einaudiana del Pomeriggio del signor Andesmas: lavevo letto con ammirazione, con sorpresa, ma senza desiderio di approfondire. Si parlava molto di Duras, era quel che si dice unicona soprattutto per il mondo del cinema. Nell81 era stata invitata a Roma a Palazzo Braschi, proiettavano i suoi film; devo aver visto l Hiroshima mon amour, il film di Resnais con la sua sceneggiatura. Dal 68 la frase mi piaci, che evento ricorreva nelle tumultuose relazioni sentimentali dei giovani impegnati del tempo. Trovai il film meraviglioso. Desiderai leggere qualcosaltro di Duras. E fu Il rapimento di Lol V. Stein, ancora una volta ammirazione e disorientamento. Ma dopo venne Il vicensole. Mi risuonarono echi woolfiani, uno sbandamento emotivo fortissimo dentro immagini che non avrei dimenticato mai pi: landare affamato della mendicante incinta, le sue piaghe, la sua demenza, il suo esilio; e lesilio del viceconsole, diverso eppure simile nel dolore, il dolore che tutto accomuna nellunificante tragedia degli esseri di essere; la bellezza ambigua e triste di Anne-Marie Stretter, la moglie dellambasciatore a Calcutta; il chiacchiericcio contemporaneo di tutti sul viceconsole alla festa; un ondeggiare di voci, di pensieri; e il pianoforte che suona e Anne-Marie Stretter o Anna Maria Guardi, che balla sul crinale dellet, della bellezza che passa. A volte mi dico che mi sono messa a scrivere per causa sua dice Marguerite a Michelle Porte. Mi ero gi imbattuta in questo personaggio nel Rapimento e sapevo che ricompariva in un film, India Song. Cos, quando verso la fine degli anni Ottanta, trovandomi a Parigi, scopro che lo proiettano in matine al Centre Pompidou, vado di corsa. Ritrovo la mendicante che cerca indicazioni per perdersi, il viceconsole che spara sui lebbrosi e che urla il suo amore non corrisposto, i bastoncini dincenso, la bicicletta abbandonata accanto al campo da tennis, la bicicletta di Anne-Marie, la misteriosa Anne-Marie che adesso, nel film,  morta. Ma prima di morire fa ancora in tempo a spargere la malia seduttiva del suo vestito rosso da sera, scollato, le spalline incrociate, il suo fascino fatale. Qualcuno ha detto che India Song  il film pi femminile che sia mai stato girato. Probabilmente  cos, un film che descrive bene limmaginario sentimentale e sessuale di una donna romantica. La scena in cui lestenuata Delphine Seyrig balla con il viceconsole e poi si fermano e la regista ne inquadra la schiena nuda, con le mani del cavaliere sulla pelle, quella scena parla del modo esatto in cui una donna desidera essere abbracciata da un uomo. Che storia. Che amore. Dicono che abbia lasciato tutto per seguirla... Si  suicidato... In nessun altro libro, come nel Viceconsole, avevo trovato descritto con uguale disperazione quello che poi mi avrebbe attratto e respinto in tanti viaggi fatti in India: la verit sulla condizione umana imbandita senza complimenti, la contrapposizione insopportabile di miseria e ricchezza, lusso e abiezione, il senso ineluttabile della disgrazia di vivere, linutilit salvifica dellamore. Se il conclamato Moderato cantabile mi sembr un libro di passaggio, furono poi Il dolore e Una diga sul Pacifico a convincermi definitivamente sulla potenza dellimmaginario durassiano. Un giorno avrei messo fra i suoi libri che preferisco anche il sorprendente e quasi finale La pioggia destate, dove la disperazione riesce a diventare leggera, ambientato in una periferia terrificante, non identificabile, il luogo meno letterario che si possa immaginare. Hanno definito Duras una grande scrittrice damore, la Piaf della letteratura; ma mentre sembra imbandire sempre lo stesso valzer, la stessa sinuosa danza fra due amanti vagamente suicidi, esplora vertiginosi orizzonti interiori in un ventaglio di temi e ispirazioni molto ampio. Se penso alla malia che sprigiona anche un breve racconto come Alle dieci e mezza di sera, destate, con quella notturna scandalosa complicit stabilita dalla protagonista con il ricercato che fugge sui tetti nel gioco sottile di allarmanti proiezioni psichiche, difficilmente trovo altri narratori capaci di affondare la scrittura in zone tanto recondite e altrettanto capaci di mettere a rischio, quasi, lincolumit mentale del lettore. Da scrittori cos, certo, ci si difende.  un istinto primordiale. Da scrittori cos si accetta un libro come Lamante con sincero, planetario sollievo. Ah, ecco, una pura e semplice storia damore, finalmente! (Anche se, a ben analizzare, non  solo questo.) E che una scrittrice inafferrabile sia stata capace di comporre una piccola grande storia popolare a me sembra stigma di eccellenza.
Dunque nel febbraio del 2008 sono ad Hanoi e da Hanoi scendo a Ho Chi Minh, lantica Saigon, con Sara Bentivegna, compagna di viaggio. Bieller ci scorta fin quasi alla frontiera pi meridionale con la Cambogia e ci lascia proseguire da sole. Come la mendicante seguiamo il Mekong. A Saigon individuo, anche se la maggior parte dei luoghi hanno cambiato nome, quello che era il Corso della vecchia citt, rue Catinat, e riconosco il cinema Eden, che  rimasto un cinema, ma vi proiettano film porno, e il liceo Chasseloup-Laubat dove ha studiato la brillante studentessa Nen Donnadieu. Ledificio ha cambiato nome, ma  ancora una scuola. Nellimmenso cortile transitano gli studenti, nelle aule i banchi sono quelli di una volta, di legno, leggermente inclinati. Ma sulla strada, dove lamante cinese veniva a prenderla con la sua limousine nera grande come una stanza dalbergo,  impossibile parcheggiare oggi: il traffico  quello caotico, rumoroso, asfissiante di tutta lAsia che rincorre in modo violento e incontrollato la modernit. I clacson suonano sfrenati, i motorini sfrecciano contromano, le poche biciclette procedono insensate; uno scenario comune allOccidente, ma parossistico, decuplicato.  la stessa di sempre la cattedrale tardo-ottocentesca della Misericordia, dove Nen andava a messa tutte le domeniche con la madre, dove si tennero le esequie del fratello Paulo, alla fine del 1942, morto perch cera la guerra e scarseggiavano i farmaci che avrebbero potuto guarirlo dalla polmonite.  sempre lo stesso lhotel Continental, con i suoi rivestimenti in legno, il quieto giardino interno, i sobri elegantissimi arredi coloniali, lalbergo dei grandi inviati di guerra, lalbergo dove Graham Greene nella stanza 214 scrisse Un americano tranquillo, e dove sono passati Tagore, Andre Malraux, Somerset Maugham, Charlie Chaplin. Ha lo stesso charme, ma un po pi fermo nel tempo, del Metropole di Hanoi, dove Marie e Henri Donnadieu andavano a vedere i primi film muti e dove sbarcavano i grandi scrittori, gli attori, i cantanti dopera allora circonfusi di gloria e di leggenda.
A Cholon, la chinatown di Saigon,  inutile cercare latmosfera raccontata da Duras nellAmante, ma non importa, ci perdiamo ugualmente nelle viuzze intorno al mercato cercando qualcosa che somigli alla casa degli incontri passionali fra Lo e la giovanissima Marguerite quando avevano limpressione di fare lamore in pubblico perch attraverso le persiane passavano le ombre della gente di fuori, i rumori, le chiacchiere, il chiasso della citt. A Sadec c un museo chiamato Casa dellAmante, e tutti credono sia questa la casa del libro, invece  la dimora di famiglia che Lo (Thuy-L) ha ereditato dal padre. Tanti stucchi dorati e ceramiche, mobili intarsiati, vetrinette, cineserie, lacche rosse, lacche nere. Foto alle pareti che dimostrano quanto poco fosse avvenente il vero eroe, il vero amante. Sono delusa, non circola il fantasma di Duras qua dentro, ma lo stesso festeggiamo. Ci sediamo a prendere un t offerto dalla casa con ghiottissimo zenzero candito. Nelle fotografie scattate da Cesare Bieller vedo che Sara e io chiacchieriamo animatamente. Ricostruiamo lamore di Duras per il cinese, analizziamo gli ingredienti semplici e universali dei grandi successi letterari, quando sono autentici, non manovrati dalle case editrici. Pi cinematografico un altro museo, la villetta dalle persiane azzurre dove Annaud gir il film. Anche qui una quantit di statuette cinesi, una vasca in giardino con ranocchie di pietra e un vecchio guardiano che ripete come un disco la storia di due giovani innamorati divisi dalle famiglie, Giulietta e Romeo in Vietnam.
Marguerite la ritrovo di pi sul Mekong, nei rac, nei mercati, nelle canoe leggerissime ritagliate in un unico pezzo di legno, nei bambini scalzi, nella desolazione dei cani scheletrici, nel fluttuare dei giacinti dacqua sul fiume, quel fiume largo e bello che racconta lei e che ora, solcato di barche fragorose, osservo dal balcone dellalbergo a Vinh Long, un due stelle nuovo nuovo, dignitosamente spazioso, vuoto e triste, il migliore della citt priva di turisti. Lo attraversiamo anche, il fiume, pi tardi, insieme alla gente del posto, in mezzo alle loro verdure, al pesce appena pescato, alle canne di bamb e altre mercanzie.
Trascino i miei amici nella scuola diretta da Marie a Vinh Long, dove se la ricordano ancora e conservano in una vetrinetta un suo vecchio servizio da t, un piatto dipinto. Una sera salutiamo Cesare, che torna indietro, con una cena alcolica in onore di Duras. Io racconto Marguerite per loro, la sua vita movimentata, i suoi molti amori, ma non so se sono almeno riuscita a convincerli a leggerne lopera. Le vestigia in cui ci siamo imbattuti non sprigionano il fascino che mi aspettavo, il fascino della letteratura. Io ho lavorato dimmaginazione, loro hanno visto paccottiglia orientale, interni clamorosamente fasulli per ammiratori di bocca buona.
Il giorno dopo ci attendono cinque ore di viaggio in macchina verso la frontiera di Ha Tien, una cittadina vuota, acquosa, collosa, dove cambieremo auto e autista. Il Vietnam ci consegna alla Cambogia. Ci figuriamo ai confini del mondo, abbandonate, sperdute, immerse in una lingua di cui non comprendiamo una parola, uniche straniere. Mi sento in colpa con Sara per averla coinvolta in un viaggio insensato di cui stento io stessa a cogliere il valore. Forse, dopotutto, gli scrittori basta incontrarli nei libri che hanno scritto.
Superare i controlli alla dogana  unimpresa lenta per noi come per il corteo di frontalieri carichi di mercanzie, sia a piedi sia in bicicletta sia nei camion colmi allinverosimile. Le poche automobili sono piene zeppe di persone. Per risparmiare benzina cinforma un ragazzo che funge da guida e soprattutto da traduttore perch lautista parla solo la sua lingua, forse nemmeno una lingua, un dialetto. Il passaggio da un paese allaltro  impressionante, come andare indietro nel tempo. La strada che percorriamo adesso non  asfaltata, una stretta strada di polvere rossa che costeggia per chilometri risaie a perdita docchio, seminate di rare capanne in piccole oasi alberate. Poi il paesaggio cambia, i colori si accendono. Palme e banani. Il verde delle foglie, il rosso dellargilla, il marrone dei tronchi, lazzuro del cielo. Non pi risaie, ma giungla. Capanne di legno e bamb. Come se non esistesse il cemento. Calessi elementari, tirati da uno o due cavalli, qualche motorino scoppiettante, biciclette rudimentali. Se si tolgono i ciclomotori, era questo il paesaggio che attraversavano Marguerite, il fratello, sua madre per andare alla concessione di Kampot. Anche noi, come loro, faremo sosta a Phnom Penh prima di buttarci a sud verso lOceano Indiano, che qui confonde le sue acque col Pacifico, nome maestoso e letterario, preferito da Duras per il suo primo grande romanzo.
So dare solo indicazioni vaghe alla guida. Nellalbergo di Phnom Penh nessuno sembra aver mai sentito nominare la scrittrice francese che ha vissuto in una risaia nei pressi di Kampot. Non resta che metterci in marcia e sperare di trovarla con le nostre forze e laiuto dei fantasmi in cui credeva la madre. Ci avviciniamo alla zona. Ormai la nostra guida e lautista si sentono coinvolti nelle ricerche. Si fermano a chiedere indicazioni ai vecchi lungo la strada. Chiss cosa domandano. Io mi ricordo che il villaggio meno distante dal bungalow di Marie Donnadieu si chiama Prey Nop. La guida conosce un magnifico ristorante nei pressi, alto sul mare, tenuto da un mezzo francese, Claude. Decide di portarci l, perch  quasi ora di pranzo. Forse Claude ne sa qualcosa di risaie e dighe sul Pacifico. Io dispero di arrivare a capo del mio sconclusionato peregrinare. Sara tace, ma non ne pu pi,  evidente, di farsi sballottare per strade sterrate per vedere che, alla fine? Un ciuffo di terra dove quella matta della madre della Duras aveva impiantato una fallimentare risiera in mezzo alloceano. Non ha letto il romanzo, ma la storia glielho raccontata io nei dettagli, suggestionata dalla leggenda accreditata dai primi biografi. Non avevo ancora affrontato i documentatissimi due volumi di Jean Vallier, Ctait Marguerite Duras (lopera sarebbe stata completata nel 2010, ma il primo tomo era gi disponibile da quattro anni). Continuavo a ripetere a Sara che Una diga sul Pacifico  un grande romanzo che tutti dovrebbero leggere, cercando di motivarla nella ricerca. Ma eravamo sfiancate dal caldo e dalla frustrazione e ottenevo solo qualche perplesso mugugno. Poi la fortuna si  voltata dalla mia parte. Claude, un uomo bello e gentile, dai tratti misti franco-asiatici, oltre a imbandirci del pesce squisito nel suo fresco ristorante allaperto con vista a perdita docchio sul Golfo della Thailandia, sa chi  Duras e conosce bene lintera storia della concessione Donnadieu. Non ha idea di dove si trovi, ma la sua amica Corinne s. Prova a chiamarla al telefono. Corinne  in viaggio; gli dice di chiamare un ingegnere che lavora alle dighe, David Vincent, francese anche lui. Mi tornano in mente le parole di Outa Mascolo, quando raccontava di aver conosciuto, nel suo recente viaggio in Vietnam, qualcuno che da otto anni stava costruendo la diga sul Pacifico! Mi maledico per non avergli chiesto il recapito, magari si trattava della stessa persona; mi sarei risparmiata ritardi e incertezze. Comunque anche David Vincent non  a Kampot, torna gioved, siamo solo a marted. Claude spiega la situazione e ottiene un altro numero di telefono. Me lo annoto: 016 929147. Appartiene a un giovane ingegnere che lavora con Vincent, Ham Samnang. Ci aiuter. E parla francese, e ci d appuntamento a Prey Nop, nella piazza del mercato.
La piazza del mercato  un guazzabuglio di bancarelle, pezze buttate in terra con sopra di tutto, non sembra il luogo migliore per darsi un appuntamento. Comincio a sospettare che sia stata una mossa astuta dellingegnere per sottrarsi a una seccatura. Cos compongo il suo numero certa che non risponder, che si sia gi dato alla macchia, e invece sento subito la sua voce: mi chiede di passargli lautista, sintenderanno meglio. Risaliamo in macchina, dopo pochi metri vediamo un giovane cambogiano molto pallido, molto magro, dai capelli molto bruni, molto lisci, che ci fa segno di fermarci. Lo prendiamo a bordo e ci avviamo seguendo le sue indicazioni. Lungo la strada noto grandi cartelloni pubblicitari che celebrano i lavori delle dighe, risposta  forse  alle forti proteste degli ambientalisti che denunciano pericoli di smottamenti, deperimento delle acque del Mekong e altre plausibili sciagure.
Non  il momento di fare polemiche. Dopo pochi minuti di percorso ci inoltriamo nella giungla. Samnang dice ecco, ci siamo. Ma dove siamo? Una radura nella foresta a qualche chilometro dal mare. Tre donne che sembrano musulmane per come sono abbigliate, tutte coperte compreso uno spesso fazzoletto in testa con questo caldo, ci osservano dalla loro capanna, si dondolano nelle amache che hanno legato alle palafitte. Qualche gallina razzola in giro. Lingegnere ci mostra il punto esatto dove sorgeva il bungalow che andiamo cercando. Non ne  rimasto nulla, soltanto le rovine dei pilastri che lo sorreggevano. Una stele ricorda in cambogiano e in francese, con caratteri a tratti illegibili per la corruzione del tempo, che qui sorgeva la casa dove abit Marguerite Duras e che questo posto ispir lopera Un barrage contre le Pacifique. Be, meno male, cominciavo a temere di essermi inventata tutto.
Alla fine di agosto sono di nuovo in Francia. Ho un altro appuntamento con Jean Mascolo, a Trouville questa volta, nel cuore della Normandia. Ancora una casa di Marguerite, alle Roches Noires, grande spiaggia proustiana. Compare in alcuni suoi film, come La femme du Gange e Lhomme atlantique. Lha comprata nel 63 avendone abbastanza delle estati in Costa Azzurra, troppo affollata, troppo mondana. Mi avvicino a Trouville da Caen, dove sono andata a consultare le carte di Duras, conservate allImec (lInstitut mmoires de ldition contemporaine). Il grande atrio al pianoterra ha mantenuto laspetto della hall dellantico maestoso albergo, fra le alte colonne stanno tavolini bassi circondati di poltrone. Grandi specchiere amplificano gli spazi nei corridoi dei piani.
Questa volta Outa  in casa, con linseparabile Michlle Laverdac, ed  cordiale e persino affettuoso. Di ottimo umore, mi fa lui stesso da guida. Si vanta di non aver modificato nulla e, per dimostrarmelo, mi indica alcune fotografie in cui Duras compare in quelle stanze, fra i suoi mobili.  vero, tutto  rimasto identico. Sedie e divanetti di vimini, tavoli rotondi, tovagliette e scaffali bianchi, tendine alluncinetto, conchiglie appoggiate sui davanzali. Ora Outa mimpone giocoso di scattare una fotografia in cui lui compare con unimmagine in mano, mostrata in primo piano, che riproduce la madre nella sua stessa posizione, mise en abyme. Eseguo. Penso a quanto Jean deve somigliare a Duras con la sua imprevedibilit, i suoi sbalzi dumore, il suo fare perentorio. Laverdac  una persona attraente, socievole, mi porta sul balcone dove Marguerite amava affacciarsi a guardare il mare e da dove adesso noi guardiamo la scalinata che scende direttamente alla spiaggia e che le  stata intitolata. Raggiungo Outa in una cucina microscopica e gli chiedo notizie di Yann Andra con una certa cautela perch non mi sembra che i rapporti fra loro siano idilliaci. Non lo erano quando Margot era viva e non lo sono stati dopo, quando Yann ha bloccato per vie giudiziarie un libricino di sessanta pagine, pubblicato da Mascolo nel 99, di ricette della madre  che era piuttosto brava ai fornelli  arricchito da foto scattate da lui e da altri fotografi delle varie sale da pranzo nelle diverse case.
 ingrassato molto e scrive libri spirituali,  diventato buddista mi racconta. Poi fa un rapido calcolo di quanto deve passargli annualmente: il dieci per cento dei diritti dautore di Duras. Mia madre ha fatto un sacco di sciocchezze, e questa  la peggiore, insieme a quella di averlo designato suo esecutore letterario.  sempre in mezzo a problemi economici. Non cercher Yann. Ho letto i suoi libri su Duras, M.D. e Questo amore. Li ho amati; penso che non possa aggiungere niente a quanto ha detto scrivendo. Preferisco interrogare i luoghi.
Il pellegrinaggio prosegue nella Loira. Il castello di Onzain, dove  vissuta ed  morta Marie Donnadieu, quando  tornata definitivamente in Francia, c ancora.  diventato un magnifico albergo accanto a un boschetto fiorito di ciclamini. Non  davvero la dimora di una poveraccia come lha descritta sua figlia. Si pu capire il risentimento di Marie. Altre testimonianze ne rendono un ritratto piuttosto distante dal personaggio di Una diga o di Giornate intere fra gli alberi o dellAmante: una donna simpatica, generosa, allegra. Pi a sud, arrivo fino a Duras, visito il castello a cui la scrittrice ha rubato il nome, percorro gli altri dieci chilometri che mi separano da Pardaillan, zona paterna. L, in mezzo alla campagna, cera il podere Le Platier, dove  morto Henri Donnadieu. Ma non lo trovo, anzi veramente nemmeno lo cerco. Improvvisamente non ne posso pi di Duras.
Per anni, non so perch, abbandono il progetto di scrivere su di lei.
Recentemente, di nuovo a Parigi, mimbatto in due suoi libri che non avevo letto, lautobiografico Les petits chevaux de Tarquinia e Lamante anglaise. Riesce ancora una volta a sorprendermi. Resto incantata dai dialoghi quotidiani dei Cavallini; mi appassiono al finto noir dellAmante inglese, allinterrogatorio inesorabile e inconcludente che  la sua struttura. Siamo condannati allimpossibilit di raggiungere una qualche verit nella vita; a volte fingiamo di attingervi scrivendo libri con finali chiarificatori, come succede, per forza, nei polizieschi classici dove lassassino deve essere scoperto e acciuffato. Questo ci consola, ci d un momentaneo sollievo. Marguerite accresce linquietudine, non spiega niente, avvicina gli incubi, esplora il vuoto, illumina i frammenti di materia, di vita, che vi nuotano dentro. Vuoto e insensatezza ci appartengono pi intimamente di qualsiasi posticcia interpretazione della realt. Penso che Duras sia un genio, perch non puoi classificarla in nessun altro modo, perch  uno dei rarissimi scrittori che ha inventato una lingua solo sua, subito riconoscibile. La cantilena Duras, lhanno definita.  facile imitare la cantilena o certi moduli di questa lingua, ma  inimitabile la totalit dellopera.  stata una scrittrice totalmente libera; prigioniera solo, ma inevitabilmente, di se stessa. E per questo si  ripetuta senza ripetersi. Il suo cinema  una forma, molto originale, di letteratura per immagini e testo.
E allora mi metto a scrivere. Voglio solo renderle omaggio. Raccontare di uno scrittore come non ce ne possono essere pi. Non sar un libro di viaggio e non avr forma biografica. Sar un ritratto da lontano, messo insieme per macchie di colore. Sar un romanzo. Ma perch parlo al futuro? Eccolo qua,  fatto:  un romanzo. Avete appena finito di leggerlo, no?
Nota
Nel reinventare la vita di Marguerite Duras mi sono servita, nel tanto che  stato prodotto intorno a lei, soprattutto della biografia pi recente, documentata e completa, Cetait Marguerite Duras di Jean Vallier, edita da Fayard. Fondamentali sono stati anche i due libri gi citati di Yann Andra, M.D. (Feltrinelli) e Questo amore (Archinto). Molti spunti sono venuti da altre importanti opere, come Marguerite Duras (Gallimard) di Laure Adler; Une autre enfance (Le bord de leau ditions) di Alain Vircondelet; Duras, vrit et lgendes (Editions di Chne) di Alain Vircondelet e Jean Mascolo; La passione sospesa di Leopoldina Pallotta della Torre (Archinto); Il cinese e Marguerite (Sellerio) di Angelo Morino; La couleur des mots (interviste su otto film) di Dominique Noguez, edito da Benot Jacob; Les parleuses (interviste) di Xavire Gauthier (ditions de Minuit); Autour du Groupe de la Rue Saint-Benot de 1942  1964. Lesprit dinsoumission, DVD realizzati da Jean Mascolo e Jean-Marc Turine (Benot Jacob vido); A propos de Dtruire dit-elle, intervista di Jean-Claude Bergeret allegata al DVD del film edito da Benot Jacob vido. Per le suggestioni fotografiche: Louvre matrielle (Imec diteur) di autori vari e Photographic Impressions of French Indocina. Vietnam, Cambodia and Laos in 1930 (White Lotus) di Charles Robequain.
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Cronologia per non perdersi.
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1872 Nasce a Villeneuve-sur-Lot, nei pressi di Duras, Henri Donnadieu, padre di MD.
1877 Nasce a Fruges Marie Legrand, madre di MD.
1895 Henri sposa in prime nozze Alice Rivire.
1899 Nasce il primo figlio di Henri e Alice, Jean.
1904 Nasce il secondo figlio di Henri e Alice, Jacques.
Henri si trasferisce in Indocina.
In novembre Marie sposa in Francia Flavien Obscur.
1905 Marie e Flavien si stabiliscono in Indocina.
La famiglia di Henri lo raggiunge a Saigon.
1907 Muore Flavien Obscur.
1909 In maggio muore Alice.
In ottobre Marie e Henri si sposano.
1910 Nasce Pierre, fratello maggiore di MD.
1911 Nasce Paulo, secondo fratello di MD.
1914 MD nasce a Giadinh (Saigon) il 4 aprile.
1916 Nasce a Parigi Dionys Mascolo.
1917 Nasce a Sartne Robert Antelme.
I Donnadieu si trasferiscono da Saigon ad Hanoi.
1918 Nasce a Calcutta Sonia Brownell (poi Orwell).
1920 Henri va a insegnare a Phnom Penh, in Cambogia, seguito successivamente dalla famiglia.
1921 Henri muore in Francia, a Pardaillan, nel podere di campagna Le Platier dove era tornato per curarsi.
1922 Viaggio in Francia di Marie con i tre figli.
1923 Nasce Grard Jarlot.
1924 Ritorno di Marie e figli a Phnom Penh.
Marie ottiene un nuovo incarico dinsegnamento a Vinh Long (130 km a sud di Saigon).
1927 Marie ottiene 190 ettari di terra in concessione nel sud cambogiano per impiantarvi una grande risiera.
1928 Nuovo incarico di Marie a Sadec, 25 km da Vinh Long.
MD  iscritta al liceo di Saigon Chasseloup-Laubat.
1929 Pierre  mandato a studiare da elettricista in Francia.
MD conosce il cinese Thuy-L, detto Lo, con il quale avr unappassionata storia damore per tutto il 1930.
1931 Marie in Francia con Paulo e MD per vendere Le Platier.
Sinsediano a Vanves (Parigi) in avenue Victor Hugo 16.
MD frequenta la scuola di recupero Scientia a Auteuil.
Muore la fidanzata di Pierre, Betty.
1932 MD supera brillantemente gli esami di fine anno.
Incinta di un giovane francese, abortisce.
Va in vacanza a Trouville col cugino.
In ottobre torna a Saigon con la madre.
1933 Conclude il liceo Chasseloup-Laubat con ottimi voti.
In ottobre simbarca per il ritorno definitivo in Francia.
Va a vivere nella casa di Vanves con Pierre.
Siscrive alla Sorbona, facolt di Giurisprudenza.
1934 Studia linglese a Twickenham, in Inghilterra.
Al ritorno si sistema da sola in rue Vaugirard 4 e, in seguito, in un pensionato in rue Chomel 5.
Sinnamora di Frdric Max, modello del Viceconsole.
1935 Si fidanza con Jean Lagrolet, incontrato alluniversit.
1936 Conosce Robert Antelme.
1937 Lascia Lagrolet per Robert Antelme.
Simpiega al Ministero delle Colonie.
1939 Sposa Antelme. La coppia vive in rue Paul Barruel 26.
1940 Esce da Gallimard, scritto con Philippe Roques, LEmpire franais, che in seguito MD disconosce.
1942 In maggio MD perde il bambino appena nato.
Diventa responsabile della Commissione di Controllo della Carta destinata alle case editrici.
Si trasferisce col marito al 5 di rue Saint-Benot.
In novembre conosce Dionys Mascolo.
In dicembre muore a Saigon il fratello Paulo.
1943 Esce da Plon Les impudents, dedicato A mio fratello, Jacques D. che non ho conosciuto.
MD e Dionys diventano amanti.
1944 In gennaio lascia il lavoro.
In marzo entra nella Resistenza con Robert e Dionys.
In giugno Robert  arrestato dal commissario Delval e internato a Buchenwald.
In agosto, tramite Mascolo, MD conosce Edgar Morin.
In dicembre pubblica con Gallimard La vie tranquille, la dedica del romanzo  A mia madre.
1945 8 maggio, fine della Seconda guerra mondiale.
In giugno Antelme viene ritrovato a Dachau.
Dionys intreccia una relazione con Paulette Delval.
1946 MD, Antelme e Mascolo siscrivono al Pcf.
MD e Antelme fondano Cit Universelle Editions.
In dicembre, Antelme conosce Monique Rgnier.
Dionys ha un figlio da Paulette, ma se ne separa.
MD conosce Sonia Brownell, attraverso Dionys.
1947 Il 24 aprile MD e Robert divorziano.
Esce Lespce humaine (Cit Universelle) di Antelme.
Il 30 giugno nasce Jean (Outa) figlio di MD e Dionys.
1948 In novembre Dionys va a vivere in rue Saint-Benot.
1949 Marie passa lestate in Francia a casa della figlia.
In dicembre MD, Antelme, Rgnier, Mascolo non rinnovano la tessera del partito comunista.
Sonia Brownell sposa George Orwell.
1950 Marie torna definitivamente in Francia.
In marzo MD e i suoi amici vengono espulsi dal Pcf.
Esce Un barrage contre le Pacifique (Gallimard), dedicato a Robert.
Antelme e Monique Rgnier vanno a vivere insieme.
1951 Antelme comincia a lavorare alla Gallimard.
Nasce Frdric, figlio di Monique e Robert; lei ha gi un figlio, Nicolas, che cresce insieme a Outa.
1952 MD ha un lungo flirt con Jacques-Laurent Bost, ex amante di Simone de Beauvoir.
Esce Le marin de Gibraltar (Gallimard).
Marie sinstalla nel castello di Onzain nella Loira.
Nasce in dicembre, in Bretagna, Yann (Leme) Andra.
1953 Robert e Monique si sposano.
Esce Les petits chevaux de Tarquinia (Gallimard), dedicato a Ginetta ed Elio (Vittorini).
1954 Esce Des journes entires dans les arbres (Gallimard).
1955 Esce Le square (Gallimard).
Il gruppo di Saint-Benot si schiera contro le feroci repressioni del governo francese in Algeria.
1956 Comincia la relazione fra MD e Grard Jarlot.
Marie muore in agosto.
Le square viene messo in scena per la prima volta.
1957 Pierre si sposa con una parigina, Marie Franoise.
Lespce humaine viene ripubblicato da Gallimard.
MD comincia a collaborare col France Observateur.
Acquisto della casa di Neauphle-le-Chteau.
1958 Esce Moderato cantabile (Minuit), dedicato a G.J.
Un barrage diventa un film di Ren Clment.
Jarlot ha una prima crisi cardiaca.
1959 Il film di Resnais, Hiroshima mon amour, sceneggiato da MD e presentato fuori concorso a Cannes, vince due premi speciali.
1960 Manifesto dei 121 contro la guerra dAlgeria redatto da Dionys con Maurice Blanchot e lo scrittore surrealista Jean Schuster.
Esce da Gallimard la sceneggiatura di Hiroshima.
Esce Dix heures et demie du soir en t (Gallimard).
MD entra nella giuria del Prix Mdicis.
Outa, in collegio fuori Parigi, non studia e si dispera.
1961 Une aussi longue absence, film di Henri Colpi, scritto da MD con Jarlot, vince il festival di Cannes ex aequo con Viridiana di Buuel.
1962 Esce Laprs-midi de M. Andesmas (Gallimard).
MD comincia la faticosa stesura del Vice-consul.
Conosce, appena uscito di prigione, Georges Figon, detenuto per aver sparato contro la polizia.
1963 Acquisto della casa al mare, a Trouville.
Jarlot vince il Prix Mdicis con il romanzo Un chat qui aboie (Gallimard).
Prima disintossicazione di MD per abuso di alcol.
Outa abbandona il collegio senza concludere gli studi.
1964 Primo viaggio (febbraio-marzo) di MD negli Usa.
Esce in Francia e negli Usa Le ravissement de Lol V. Stein (Gallimard). La dedica  Per Sonia.
Fine, a met marzo, della relazione con Grard Jarlot.
1965 Esce Thtre I (Gallimard) prima raccolta di testi teatrali (Les eaux et les forts, Le square, La musica).
MD conclude a Livorno Le vice-consul.
Journes entires diventa uno spettacolo memorabile della compagnia Renaud-Barrault.
MD ha una storia con il cineasta Jean Chapot.
1966 Figon, al centro di un intrigo politico, viene assassinato.
Viaggio di MD a Pardaillan con Chapot e il pittore Jeanik Ducot.
Si dimette dal Prix Mdicis.
Muoiono Jarlot e Vittorini.
Pierre divorzia.
Esce Le vice-consul (Gallimard): Per Jean C.
MD comincia a imparare il mestiere di regista girando insieme a Paul Seban il film tratto da La musica.
1967 Dionys lascia rue Saint-Benot e va a vivere con Solange Leprince, sua compagna da sette anni, che poi sposa e da cui ha la figlia Virginie.
Esce il film di Toni Richardson tratto da Le marin de Gibraltar con Jeanne Moreau e Vanessa Redgrave.
In estate viaggio a Cuba di MD con Dionys e Solange.
Esce Lamante anglaise (Gallimard): Per Jean Schuster.
1968 Outa  partito in camper con Nicolas Rgnier verso Oriente in cerca davventura e di droga, Dionys va a recuperarli in Nepal.
MD fonda con Blanchot il Comitato studenti-scrittori.
Esce da Gallimard Thtre II (Suzanna Andler, Des journes entires dans les arbres, Yes, peut-tre, Le shaga, Un homme est venu me voir).
In dicembre strepitoso successo dellAmante anglaise interpretata da Madeleine Renaud.
1969 Prima esperienza di MD da regista col testo di Dtruire, dit-elle (Minuit), dedicato a Dionys Mascolo.
Comincia a diventare licona del cinema davanguardia.
1970 Esce Abahn Sabana David (Gallimard).
1971 MD trae da questo testo il film Jaune le soleil.
Viaggio in Polonia e ad Auschwitz con Sonia Orwell.
Prima pesante frattura con Robert Antelme.
1972 Escono Lamour (Gallimard), il film Nathalie Granger, lalbum per bambini Ah, Ernesto.
1973 Esce il testo teatrale India Song (Gallimard).
1974 Esce il film La femme du Gange.
1975 Esce il film India Song, invitato a molti festival.
MD conosce Yann Andra a Caen.
1976 Esce il film Son nom de Venise dans Calcutta dsert.
Lite definitiva con Antelme per il racconto Pas mort en dportation.
1977 Amicizia epistolare con Michel Cournot.
Esce LEden Cinma (Mercure de France), nuovo trionfo teatrale di Madeleine Renaud.
Escono i film Le camion e Vera Baxter.
1978 Muore Pierre.
1979 Escono per Mercure de France le sceneggiature del film Le navire Night e dei cortometraggi Csare, Le mains ngatives e le tre Aurlia Steiner.
1980 In gennaio MD viene ricoverata durgenza per collasso.
Muore Sonia Orwell di tumore al cervello.
Esce Lhomme assis dans le couloir (Minuit).
Esce in giugno Les yeux verts, un numero dei Cahiers du cinema su MD, interamente curato da lei.
Yann Andra va a trovarla a Trouville. 
Cominciano a vivere insieme.
Esce Lt 80 (Minuit), dedicato a Yann Andra.
1981 Viaggio di MD a Roma con Outa per partecipare allOmaggio a Marguerite Duras in Palazzo Braschi.
Esce Agatha, libro (Minuit) e film.
Esce Outside (Albin Michel): scritti giornalistici.
1982 Escono da Minuit Lhomme atlantique (di cui MD fa anche il film) e La maladie de la mort.
Realizza per la tv italiana Dialogo di Roma.
Il 21 ottobre  ricoverata allOspedale Americano di Neuilly per una cura disintossicante.
Il 10 novembre pu tornare in rue Saint-Benot.
1983 Scrive e mette in scena per e con Madeleine Renaud Savannah Bay (Minuit), spettacolo epocale.
Esce da Minuit M.D. di Yann Andra.
Antelme operato alla carotide resta semiparalizzato.
1984 Esce Lamant (Minuit) Per Bruno Nuytten, giovane e bravissimo direttore della fotografia.
MD vince il Premio Goncourt.
Litiga con Minuit.
Esce il terzo volume di Thtre che raccoglie adattamenti teatrali da Henry James e August Strindberg.
1985 Esce Le douleur (Pol) con dedica: Per Nicolas Rgnier e Frdric Antelme.
Esce La musica deuxime (Gallimard).
Esce il film Les enfants.
1986 Escono da Minuit Les yeux bleus cheveux noirs, dedicato a Yann Andra, e la plaquette in copie numerate La pute de la cte normande.
1987 Esce Emily L. (Minuit), dedicato a Jean Mascolo.
Ospedalizzazione di quindici giorni di MD per enfisema.
Esce da Pol La vie matrielle.
1988 In autunno viene di nuovo ricoverata.
1989 Allinizio dellanno subisce una tracheotomia.
Dopo mesi di riabilitazione, a giugno viene dimessa.
1990 In gennaio esce La pluie dt, dedicato al medico Herv Sors.
Muore in Vietnam, in maggio, Thuy-L.
In ottobre muore Robert Antelme.
MD rompe definitivamente con Minuit.
1991 Esce Lamant de la Chine du Nord, dedicato a Thanh.
1992 Esce il film Lamant di Jean-Jacques Annaud.
Esce Yann Andra Steiner (Pol).
1993 Esce crire (Gallimard).
Esce Outside 2 col titolo Le monde extrieur (Pol).
1995 Esce Cest tout (Pol): frasi di MD raccolte da Yann.
1996 Il 3 marzo MD muore a Parigi.
1997 Muore Dionys Mascolo.
1999 Esce Cet amour-l (Fayard) di Yann Andra.
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FINE.