Joyce Carol Oates.
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Sexy.
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Titolo originale: Sexy.
Traduzione di: Angela Ragusa.
2006. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Capito cosa? Non c' niente da capire. Non e successo niente. Non devo pensarci. In un gioved di novembre, dopo l'allenamento di nuoto. La storia con il professor Tracy. La storia a cui Darren sar costretto a ripensare mille volte e che gli cambier la vita, facendogli scoprire la cattiveria, l'indifferenza e la vigliaccheria di chi lo circonda. Darren  bello, sportivo, timido. Terribilmente sexy per le ragazze, ma anche per chi assiste ogni giorno ai suoi allenamenti e fotografa il suo corpo mentre emerge dalla piscina, teso, perfetto, indifeso. Ma Darren non sa, non vuole sapere. Non sa nemmeno se  giusto accettare un passaggio dal suo professore, sempre cos gentile con lui. Ma quando Darren verr trascinato nel fango, dovr affrontare molti lati oscuri, e scegliere da che parte stare.
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Da una delle pi grandi autrici del nostro tempo, un romanzo duro e inclemente sull'asprezza dell'adolescenza e sul prezzo da pagare per conquistare, e difendere, la propria identit.
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L'AUTRICE.
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Joyce Carol Oates  nata nel 1938 a Lockport, vicino a New York. Dal 1977 insegna all'Universit di Princeton ed  tra le voci pi insolite e raffinate della letteratura contemporanea di lingua inglese. Ha scritto romanzi, raccolte di racconti e di poesie, lavori teatrali e saggi critici. Tra le sue opere pi importanti: Blonde, L'et di mezzo, Una famiglia americana, Occhi di tempesta, Le cascate.
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Sexy.
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A tutti i Darren.
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Capitolo 1.
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Le cose cambiarono quando comp sedici anni, mise su peso e il suo aspetto cominci ad attirare l'attenzione. E dato che, dalla fine del secondo anno alle superiori di North Falls, il North Falls High, nuotava con la squadra ufficiale della scuola ed era un tuffatore niente male - quel che l'allenatore definiva "promettente" - l'attenzione nei suoi confronti continu a crescere. Tutti non facevano che commentare il suo aspetto attraente. Le ragazze pi grandi, perfino donne di oltre vent'anni, si voltavano a guardarlo. E, addirittura, alcuni insegnanti dicevano scherzando: - Darren Flynn sembra il fratello minore di Keanu Reeves.
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Come no! Darren arrossiva, s'imbronciava e sporgeva il labbro inferiore nel tentativo d'imbruttirsi il pi possibile. Per nascondere i capelli biondi dalle insolite sfumature argentee si calcava sulla testa uno sformato berretto dei Red Sox. S'infilava una sformata felpa viola e crema del North Falls High coi polsini sfilacciati, e ai piedi misura 46 calzava un paio di vecchie Nike sporche e puzzolenti. Quand'era agitato, gli esplodeva un'eruzione di brufoli lungo l'attaccatura dei capelli e sulle spalle, irrefrenabile e pizzicosa come un'orticaria. Le ragazze dicevano che Darren Flynn era sexy, ma timido. Oppure che era timido, ma sexy.
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Sostanzialmente, Darren era un vero maschio. Un atleta. Allegro e rilassato in compagnia degli amici, ma appena si trovava a tu per tu con una ragazza gli compariva sul viso un'espressione strana, come se gli si fosse svuotato il cervello. Quasi sapesse che le ragazze gli giravano intorno come piccole falene tristi attratte dalla luce, che svolazzano e si affollano frenetiche, e quando la luce si spegne restano l a chiedersi: Che cosa... cos' successo? Dove...?
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A Darren Flynn bastava uno sguardo per farti illuminare dentro. Per farti sentire una persona speciale. E poi eccolo che indietreggiava, arrossiva, borbottava qualcosa e se ne andava, lasciandoti li a battere le palpebre come se la luce fosse svanita... dove? A pensare: La prossima volta non ci casco. Che sia Darren a darsi una mossa! E poi, la volta dopo, succedeva esattamente lo stesso. Darren Flynn aveva un modo tutto suo di entrare nella testa di una ragazza.
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Capitolo 2.
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Ma quello che c'era dentro la sua testa, oh, se era strano!
Certi giorni lo detestava.
Sexy, sensuale, ecco come si sentiva. In tensione,
pronto a esplodere.
Focoso. Eccitato.
E la parola scopare gli sgusciava nei pensieri come un
virus incontrollabile. Stava parlando con qualcuno, una
ragazza, un'insegnante, la sua stessa madre, ed ecco che
scopare gli s'insinuava dentro, magari insieme a qualche
disgustosa immagine simil-porno, e allora Darren
avvampava, balbettava, bofonchiava qualcosa e se ne
andava.
Scopare era una parola che sentivi di continuo alla TV
via cavo, e anche altrove, per a casa era proibita (almeno
se sua madre era a portata d'orecchio) perch era
volgare, "da cafoni" e "spregevole". Scopare succhiare
cazzo erano tutte parole che n a Darren n a suo fratello maggiore, Eddy, era permesso pronunciare in casa.
(Anche se il padre non era altrettanto pignolo riguardo
al linguaggio dei figli. Walt Flynn lavorava nell'edilizia
per la contea, e il suo modo di parlare era quel che si
potrebbe definire spregiudicato.)
Ricordatelo sempre, ragazzi: non siamo una famiglia
di cafoni pezzenti. Vi giudicheranno in base al vostro
linguaggio e ai vostri modi. Badate a come parlate!
Edith Flynn si sforzava di usare un tono leggero,
scherzoso, ma ai figli non sfuggiva il tremito nella sua
voce, quasi una specie di paura. E si scambiavano
un'occhiata al di sopra della sua testa, Eddy con una
scrollata di spalle e un sorriso, come per dire: "Povera
mamma, meglio farla contenta."
Per Darren era strano che sua madre se la prendesse
tanto per le parole. In fin dei conti, prima di sposarsi
aveva fatto l'infermiera. C'era da credere che, a un'infermiera,
quel tipo di linguaggio non facesse n caldo
n freddo.
Sesso. Sexy. Sessuale. L'essere umano  una creatura
sessuata aveva letto Darren su Internet, e non riusciva a
togliersi quelle parole dalla testa; era uno strano modo di
pensare, ma non era forse vero? Al secondo anno, a lezione
di biologia, avevano studiato che ogni cosa si riduceva
a "riproduzione della specie", "adattamento e sopravvivenza
della specie": e allora perch affannarsi a
fingere d'essere creature spirituali al novanta per cento?
Come facevano tutte le persone pie, la maggior parte degli
adulti in effetti, anche se era ovvio che "l'essere umano
 una creatura sessuata", giusto? Darren non era il tipo
di studente che in classe alza la mano, e neanche il
tipo che dopo la lezione si trattiene a fare domande. Per
un giorno, arrossendo e balbettando, aspett che tutti
avessero lasciato l'aula per chiedere alla professoressa
Robley che scopo ci fosse nel riprodurre la specie all'infinito,
trasmettendo e ritrasmettendo DNA. Si riduceva
tutto a quello? Non c'era altro? E la professoressa Robley
lo guard sbigottita, come se Darren Flynn si fosse messo
a parlare una lingua straniera, e sorrise e disse che era
una domanda interessante e che gli avrebbe risposto
un'altra volta, quello non era il momento giusto, magari
domani, Darren?
Il giorno dopo, Darren Flynn fu tra i primi a lasciare
l'aula.
Il suo voto in biologia fu B-. Una specie di regalo,
pens Darren.
Sesso, sexy. La sua mente vagolava qua e l, come un
cane capriccioso che strattona il guinzaglio. Tiri indietro
il cane con forza? O gli permetti di trascinarti dove
vuole?
Se ci pensava troppo, finiva per eccitarsi. Se si eccitava,
la sua mano finiva per muoversi in quel modo particolare.
In un certo senso, non sopportava di perdersi.
E si chiedeva: le cose sarebbero peggiorate?


Capitolo 3.

Fu durante il terzo anno al North Falls High che la vita
di Darren Flynn si spezz in due.
Aveva sedici anni, ma a volte si sentiva pi giovane.
Come se ne avesse tredici, o addirittura dodici.
A volte, invece, si sentiva pi vecchio. Stufo, sfinito,
stanco di tutta quella gente che guardava Darren Flynn
aspettando... che cosa?
Bravo, Darren. Per puoi fare di meglio.
Mike Ellroy, l'allenatore della squadra di nuoto, non
faceva che ripeterglielo. Darren sapeva che era un
complimento; di sicuro non lo diceva a tutti. Eppure
gli si conficc in testa. Mentre si issava a fatica, grondante,
fuori dalla piscina, i capelli appiccicati al viso,
risucchiando l'aria come se avesse appena rischiato di
affogare.
... puoi fare di meglio.
Puoi fare di meglio.
Parole che lo facevano arrossire. Deglutire con forza
per cancellare la sensazione di soffocare.
- D'accordo. Grazie. Ci prover.
Darren non era (non ancora) il migliore della squadra.
A sentire l'allenatore, era in una fase di transizione:
migliorava, migliorava di continuo, e va' a sapere dove
lo avrebbe portato il suo "potenziale". Lo specialista di
stile libero pi veloce e competitivo della squadra era
Jimmy Kovaks, un amico di Darren, anche lui iscritto al
terzo anno, ma come tanti ragazzi Jimmy poteva fare
fiasco sotto pressione. Allenamento, allenamento! E poi,
qualcosa succedeva comunque.
Come nell'incontro pi recente, quello con la squadra
del Lebanon High, che l'anno prima era stata campione
del distretto. North Falls era in vantaggio quando
tocc a Darren tuffarsi, una mezza rovesciata; aveva
eseguito il tuffo cos bene - meglio di quanto avesse
mai fatto in una qualunque gara - che la folla era esplosa
in un applauso, ma uno dei giudici l'aveva pensata
diversamente e gli aveva assegnato un punteggio inferiore
a quello di un pretenzioso studente dell'ultimo
anno del Lebanon, uno che aveva gi una borsa di studio
per meriti sportivi alla Ohio University.
Era come una maledizione: Darren avrebbe incasinato
tutto. In qualche modo.
Era terribile essere un tuffatore. Gi sei sotto tensione
quando nuoti, con l'avversario ben visibile alle tue
spalle o davanti a te, che aumenta sempre pi il vantaggio,
ma tuffarsi  mille volte peggio; sei lass, solo davanti
a tutti. Darren saliva sul trampolino avvolto da
una foschia di puro e semplice panico, sforzandosi di
non far tremare le labbra. Di apparire calmo, impassibile.
E poi sulla folla calava quel silenzio, quel senso di
attesa. Centinaia di occhi incollati su Darren Flynn nei
suoi calzoncini da bagno superaderenti con i colori della
scuola.
Non ce la farai, Dar-ren. Sei un disastro, Dar-ren.
Quella voce. Beffarda, infantile. Quando faceva parte
della squadra Juniores non l'aveva mai sentita, ma quest'anno
ce l'aveva sempre nelle orecchie, e non solo sul
trampolino, di continuo. Come se una parte di lui non
volesse permettergli di avere successo. Di essere felice,
di rendere fiero suo padre; come se non volesse gli applausi
e le acclamazioni degli spettatori sulle gradinate.
Quella voce dentro la testa di Darren, la sua nemica.
Chi era?


Capitolo 4.

... A fissarlo con occhi intenti, avidi, non erano soltanto
ragazze o giovani donne, ma anche uomini. Leggeva
nei loro occhi quello che pensavano, e ne era disgustato;
e impaurito ed eccitato, conoscendo il proprio potere.
A parte il fatto che in realt non era davvero suo. A
parte il fatto che in realt non lo voleva. A volte gli uomini
(il solo pensiero lo nauseava, lo schifava, davvero)
erano adulti ben noti in citt, conoscevano la sua
famiglia.
Sesso, sexy. Creatura sessuata.
Aveva imparato a tenere gli occhi bassi. A schivare
ogni possibilit di contatto visivo.


Capitolo 5.

Bravo, Darren! Per puoi fare di meglio.
Che voglia di sporgere il labbro inferiore nella smorfia
pi sgradevole che conoscesse, mostrando la carne
percorsa da venuzze verminose.
Invece diceva sempre: S, signore o: S, signora.
Un ragazzo educato. Di buone maniere, anche se un
po' goffo negli spazi chiusi. Nessuno avrebbe mai sospettato
(sua madre ci avrebbe messo la mano sul fuoco)
che i Flynn non erano una famiglia bene, che non
abitavano in citt ma in aperta campagna, sulla Route
11. E nemmeno (cosa ancor pi importante!) che mai
nessun Flynn era andato all'universit.
Per Darren fu una sorpresa scoprire che il terzo anno
era tanto pi difficile del secondo. Va' a capire perch. Di
sicuro non se l'era aspettato. Invece della biologia insegnata
da una mite signora anziana, c'era chimica, il dominio
del tarchiato, impaziente professor Labrador che scriveva
simboli ed equazioni sulla lavagna cos in fretta da
spezzare il gessetto. C'era storia d'America, un groviglio
di nomi, fatti, date, "saggi". C'era matematica applicata/informatica.
E, per sua massima sfortuna, c'era letteratura
con il professor Tracy e non con la solita Katzman.
Quando Darren era cos sommerso dai compiti da
sentirsi affogare, c'era sempre qualcuno pronto a dargli
una mano. Ragazze, soprattutto.
Fra le ragazze, Molly Rawlings era la sua migliore
amica. Darren la conosceva fin dalle elementari, e gi
dalle medie l'aveva accompagnata a balli e feste. Una
"brava" ragazza. Una ragazza "ricca". (Almeno secondo
i criteri di North Falls.) E, ovviamente, vergine.
Darren si rifiutava di pensare che Molly fosse innamorata
di lui, di pensare che (forse) si stava approfittando
di lei, della sua disponibilit ad aiutarlo con i
compiti.
Non era copiare, non proprio. In fondo lo facevano
tutti.
Darren Flynn non avrebbe mai copiato. Non proprio.
Ci sarebbe rimasto sveglio la notte, se avesse copiato.
Copiare il lavoro di un altro, "plagiare". Non che la cosa
fosse grave di per s, per ti dava un vantaggio ingiusto
sui compagni di classe, sugli amici.
Su questo era d'accordo perfino suo fratello Eddy,
che se la rideva della maggior parte delle regole: non
dovevi mai tradire gli amici.
Gli amici maschi, perlomeno.
Un vero maschio. Un atleta.
Questo significava che non studiavi. Non molto, cio.
Non puntavi a voti davvero alti. Probabilmente saresti
andato all'universit (sempre che i tuoi genitori potessero
permetterselo), per non cominciavi ad agitarti fin dall'inizio
del terzo anno per decidere in quale saresti finito.
Non c'erano problemi se riuscivi a prendere voti decenti
senza sforzarti troppo, ma cominciavano a essercene
se in realt non ci riuscivi, se restavi indietro, una
settimana dopo l'altra. E i problemi Darren li aveva soprattutto
in letteratura e storia: c'era tanto da scrivere,
tali e tante idee e temi da sviluppare e riordinare, che
una parte del suo cervello avrebbe voluto chiudere i
battenti per protesta.
La vita non era cos, giusto? Quanto c' bisogno di
scrivere, della vita?
Quell'autunno, quando ebbe inizio la cosa del professor
Tracy. L'inizio dell'inizio. Darren restava ore ingobbito
sulla tastiera del suo vecchio computer, mettendocela
tutta, spremendosi tanto le meningi da ritrovarsi
con la maglietta inzuppata di sudore. Sforzandosi di
non spedire ogni mezz'ora una e-mail disperata a Molly
Rawlings. Aiuto!
Per lo pi, i suoi pensieri divagavano e puntavano
verso il sesso. E il cibo. O cibo, e poi sesso.
A parte sesso e cibo, non faceva che pensare allo
sport.
Per lui, quell'anno niente era pi importante che far
parte della squadra di nuoto. Era stato il campione di
quella Juniores e, anche se questo non significava molto,
l'allenatore nutriva "speranze" per lui. Aveva detto
a Walt Flynn che Darren era "promettente", che aveva
"potenziale". Che aveva l'atteggiamento migliore mai
visto in un ragazzo della sua et.
In piscina la mente di Darren non divagava. E nemmeno
sul trampolino. Desiderava a tal punto dare il
massimo che aveva l'impressione di uscire dal proprio
corpo.
Dopo, quando tornava a casa, crollava sul letto e
affondava nel sonno come in acque scure e profonde.


Capitolo 6.

Scuola. Lezioni. Voti.
Non era come nella squadra. A scuola vigeva la legge
dell'ognun-per-s.
Alle superiori era chiaro che gli studenti venivano
catalogati: chi era di livello A, chi di livello B, e chi una
schiappa. Non serviva uno scienziato atomico per capirlo,
anche se gli insegnanti facevano del loro meglio
per mostrarsi democratici, incoraggianti. Il padre di
Darren aveva frequentato il North Falls High quando,
cos diceva, gli insegnanti non si preoccupavano troppo
di piacere agli studenti, e se ne prendevano qualcuno in
antipatia non si sforzavano di nasconderlo. E nemmeno
si sforzavano di nascondere se ti avevano catalogato fra
le schiappe.
Darren cominciava a rendersi conto di qualcosa che
fino allora gli era sfuggito. I suoi insegnanti (probabilmente)
gli davano voti pi alti perch era un bravo ragazzo
simpatico a tutti, e un atleta, ed erano un po' dispiaciuti
per lui.
Perfino il professor Tracy. Cos sarcastico e arguto,
ma sorprendentemente gentile con Darren Flynn, che
aveva tanti problemi a "coordinare" i pensieri. Il professor
Tracy lo incoraggiava come si incoraggerebbe un
disabile che prova a entrare in una squadra: All'inizio
i tuoi scritti hanno vigore, Darren, ma via via diventano
impacciati... si rattrappiscono, ecco. Come se qualcosa
bloccasse la tua immaginazione, ti trattenesse. Come se
avessi paura di...
Esatto. Ce l'ho.

Capitolo 7.

- Che diavolo hai per la testa? Sta' su, fratellino.
Eddy Flynn aveva da poco compiuto vent'anni; aveva
smesso di studiare da due, e prendeva sempre in giro
Darren perch era cos serio riguardo alla scuola e alla
squadra di nuoto.
Eddy era un tipo spensierato e simpatico, che fischiettava
sempre fra s, e dalla risata facile. Quando frequentava
il North Falls High aveva giocato come difensore
nella squadra di football della scuola, ma senza mai impegnarsi
veramente: saltava gli allenamenti e le partite, e
alla fine era stato espulso dalla squadra. E nemmeno si
era impegnato nello studio. Con dispiacere dei genitori, i
suoi voti fluttuavano fra C e D, e solo a fatica era riuscito
a diplomarsi. Eddy se la rideva della cricca dei "riccastri"
del NFH che, cos diceva, guardavano dall'alto in basso i
ragazzi come lui. - Perch non abitiamo nella zona SDC
della citt. Perch pap lavora per la contea, e non  un
professore o un preside a quel cazzo di Dartmouth, e
mamma faceva l'infermiera. Perch quei cazzoni si credono
superiori a noi, e se credi che non sia cos, se t'illudi
che facciano un'eccezione per Darren Flynn, allora ti
prendi per il culo da solo, fratellino.
Fratellino! Quel gergo fasullo da neri. A Darren veniva
voglia di prenderlo a pugni.
(Per non prendevi a pugni Eddy Flynn, nossignore.
Eddy era alto quasi uno e novanta, e pesava una quindicina
di chili pi di Darren. Andava in palestra, lui, e
aveva il petto simile a un'armatura. Aveva la struttura
di un idrante, e sotto l'atteggiamento allegro covava un
carattere collerico, impulsivo.)
Ancora pi insopportabili per Darren erano le battutacce
di Eddy su Molly Rawlings.
- Com' farsi fare un pompino da una Brava Ragazza,
fratellino? Sono curioso.
Ogni volta Darren avvampava. Sapeva che avrebbe
fatto meglio a scrollare le spalle e ridere, per sarebbe
stato come tradire Molly, e Molly era sua amica. Ogni
dannata volta, Eddy riusciva a mandarlo in bestia.
- Fottiti, Eddy.
- Fottiti tu, fratellino. Io non ne ho bisogno.
Ogni tanto capitava che uno di quei battibecchi raggiungesse
le orecchie di Edith Flynn.
Che diceva a Darren di non farsi sconvolgere dalle
battute di Eddy.
 geloso di te, Darren. Cerca di capire.
Geloso di me? Ma figurati!
Invece s.
E perch?
Lo sai benissimo perch.
Invece Darren non lo sapeva. Proprio per niente.

Capitolo 8.

A volte capitava che, quando aveva bevuto qualche birra
e aveva la luna storta, suo padre si mettesse a blaterare di
Darren che andava all'Universit del New Hampshire.
Per laurearsi in economia e commercio, magari, o in ingegneria.
Ingegneria meccanica, o civile. Gli ingegneri
guadagnavano bene, e alcuni di quelli che Walt Flynn
aveva conosciuto sembravano tipi a posto.
(Ingegneria! Come se fosse una laurea facile!)
Qualunque cosa  meglio che spaccarsi la schiena
come il tuo vecchio diceva mestamente Walt Flynn.
Sicuro, Darren aveva in mente di andare all'universit.
Da qualche parte.
Semplicemente, non aveva ancora trovato il tempo di
pensarci.
Walt Flynn aveva dovuto lasciare la scuola a diciassette
anni per aiutare la famiglia dopo la morte improvvisa
del padre per infarto. Prima aveva lavorato alle Industrie
Tessili di North Falls, sul fiume Connecticut,
poi, quando avevano chiuso come molti altre industrie
tessili dello stato, aveva accettato un lavoro
temporaneo, o cos credeva, offertogli dalla Corinth
County: riparare e costruire strade, spalare la neve, eliminare
i corpi degli animali spiaccicati dalle automobili.
Da piccolo, Darren lo aveva implorato di lasciare che
lo accompagnasse sul furgoncino con la scritta CORINTH
COUNTY animal patrol, per aiutarlo a togliere le carcasse
dalle strade: di solito si trattava di cervi dalla coda
bianca, procioni, a volte puzzole. Per la madre non gli
aveva mai permesso di immischiarsi in un lavoro cos
"macabro". Adesso era buffo pensare che avesse mai
potuto ritenere affascinante un lavoro del genere, ma
quando sei piccolo ti sembra speciale quasi tutto quello
che fa tuo padre.
Solo pi tardi capisci come stanno realmente le cose.
E tuo padre capisce che hai capito.
Walt Flynn era rimasto deluso dal figlio maggiore,
Eddy, che si era diplomato a fatica e ora trasportava
ghiaia per una cava della zona. Sicuro, Eddy  convinto
di fare soldi a palate ma la verit  che rester infognato a
vita in quel dannato lavoro, e senza neanche copertura
sindacale. Sempre che la cava non fallisca.
Lo diceva fissando Darren con occhi brucianti, feriti.
Uno sguardo che implorava: "Ho bisogno di volerti pi
bene che a Eddy. Dammene un motivo valido."
Il secondo anno, a lezione di biologia avevano studiato
la "selezione naturale", "la sopravvivenza del pi
adatto". La vita era cos, lo vedevi a occhio nudo: i pi
svegli e i pi forti andavano avanti, gli stupidi e i deboli
restavano indietro. A Darren non piaceva pensare che
suo padre fosse fra quelli rimasti indietro, n che pensasse
a se stesso in quel modo. Darren voleva bene al
padre, per gli riusciva difficile parlare con lui.
Perch era soprattutto il padre, a parlare. Neanche gli
sarebbe venuto in mente di chiedere a Darren che cosa
pensava.
Per tutta la vita Darren era stato in competizione con
Eddy per conquistare l'attenzione paterna. Ma adesso -
ed era una sensazione strana - sembrava che al padre
Darren piacesse pi di Eddy. O che volesse farselo piacere
di pi.
Perch non mi sono ancora incasinato la vita. Non ancora.
Per questo c'era tempo. Tutto l'anno successivo, l'ultimo
delle superiori.
Il padre di Darren faceva il possibile per assistere alle
gare di nuoto del figlio, il che, dati i suoi orari di lavoro,
non capitava spesso. Restava senza fiato ogni
volta che lo vedeva nuotare o tuffarsi. Non sembrava
importargli che non fosse il migliore. A lui importava
soltanto che fosse nella squadra e che gli spettatori lo
applaudissero. E da quando, qualche tempo prima, lo
aveva visto vincere di stretta misura i duecento stile libero
durante una combattuta gara contro la squadra
del Pomfret, vecchia rivale del North Falls, si era convinto
che il figlio avesse una concreta possibilit di ricevere
una borsa di studio per meriti sportivi dall'Uni
del New Hampshire. Darren sapeva che quelli erano
castelli in aria: i suoi tempi in piscina non erano eccezionali
nemmeno entro i confini del distretto; e, quanto
a tuffarsi, non era certo il migliore della squadra, che
pure non vinceva un campionato da sette anni... ma
vallo a spiegare a suo padre, che sentiva soltanto quello che voleva sentire. - Hai tutto il tempo che vuoi per
migliorare, Darren. Un anno intero. La caccia ai nuovi
talenti non si aprir fino all'anno prossimo. - Per
giunta, Walt Flynn aveva letto da qualche parte che il
New Hampshire concedeva "borse di studio per studenti
lavoratori" bisognosi di aiuto economico.
Anche Darren l'aveva letto. Per la precisione, aveva
letto che lo stato aveva deciso di tagliare i fondi dell'universit
destinati a borse di studio per studenti lavoratori.
Ma vallo a dire a Walt Flynn. Walt Flynn, con quella
sua espressione da bulldog cocciuto.
- ... Non voglio che sprechi le buone occasioni,
Darren, ecco tutto. Puoi cavartela molto meglio di tuo
fratello e del tuo vecchio, basta che ti sforzi d'essere un
po' pi ottimista.
Forse non voglio cavarmela meglio di te e di Eddy, perci
fottiti!
Ma a voce alta disse: - Si, signore. - E il sangue gli
afflu rovente al viso, come se sapesse che il padre era
in grado di leggergli in fondo al cuore.

Capitolo 9.

 come se vedesse un altro, non me. Un figlio diverso. Pi intelligente,
un atleta migliore. Qualcuno che non lo deluder.

Capitolo 10.

Fu un gioved di novembre, dopo l'allenamento di nuoto.
La cosa del professor Tracy, l'insegnante di letteratura.
La cosa: era cos che in seguito Darren ci avrebbe
pensato.
La cosa, vaga e senza nome.
La cosa che comunque non era successa.
(O s?)
Quella sera l'allenatore era rimasto "disgustato" da parecchi
componenti della squadra, in particolare dall'amico
di Darren, Kevin Pyne, che aveva spanciato praticamente
tutti i tuffi e dopo, per salvare la faccia, si era pure
messo a sghignazzare come se in realt l'avesse fatto
apposta, il che aveva provocato un commento al vetriolo
dell'allenatore a proposito di trasferire Pyne alla squadra
femminile: una battuta che fece ridere tutti, Darren
incluso. Niente era esilarante quanto sentir beffeggiare
qualcun altro. Kevin si era infuriato e, con il viso chiazzato
per l'indignazione, contratto in un broncio infantile,
aveva finito per primo l'allenamento, e quando pi tardi
Darren lo era andato a cercare, il suo armadietto era
chiuso e Kevin non si vedeva da nessuna parte.
- Dov' finito Pyne? Doveva darmi un passaggio a
casa.
Nascose il fatto d'esserci rimasto male, e la sorpresa.
Da un pezzo aveva imparato che era meglio fingersi in
collera che mostrare i propri veri sentimenti.
Gli altri ragazzi sembravano convinti che Kevin gli
avesse tirato un bidone. E scrutavano Darren per vedere
come l'avrebbe presa.
Da quando Kevin aveva compiuto diciassette anni e
aveva preso la patente, aveva un'auto tutta sua. Una
Saab vecchia solo di pochi anni che il padre (un chirurgo
vascolare con uno studio a Hanover) gli aveva passato
con la stessa disinvoltura, cos pensava Darren,
con la quale Walt Flynn avrebbe potuto passare ai figli
un paio di stivali o di guanti diventati troppo piccoli
per lui.
Era invidioso, Darren? No, non lo era! Per, questo
doveva ammetterlo, gli piaceva gravitare attorno a ragazzi
come Kevin Pyne e altri come lui, "stupidi riccastri"
come li definiva Eddy. Ma al diavolo Eddy, era tutta
invidia la sua.
Cos fin di rivestirsi e usc dallo spogliatoio prima
che qualcun altro potesse offrirgli un passaggio. Non
voleva la carit di nessuno, lui!
Del resto anche per Darren l'allenamento era stato un
fiasco. Il suo stile libero era stato uno schifo, il dorso
tutt'altro che eccezionale, i tuffi appena passabili; a
stento si era meritato un cenno dell'allenatore. E in
mattinata aveva preso C- a chimica, ma aveva scrollato
le spalle come se non gliene importasse niente.
In seguito, della cosa che sarebbe successa avrebbe
dato la colpa a Kevin.
Non era la prima volta che Kevin gli tirava un bidone.
Poi, quando si rivedevano a scuola il giorno dopo,
si comportava come se niente fosse. Non chiedeva mai
scusa, al massimo borbottava: Un imprevisto, una telefonata
in tono cos fasullo che ti veniva voglia di ridergli
in faccia, per poi a mensa trattava Darren con
una gentilezza cos lusinghiera che era difficile tenergli
il muso. Dovevi prendere Kevin cos com'era, o smettere
di essergli amico.
- Sbaglio, o costui  proprio Darren Flynn? Con tutta
l'aria di aver bisogno di un passaggio?
Si stava infilando la giacca impermeabile davanti al
suo armadietto nel corridoio del secondo anno, quando
una voce affettata, quasi teatrale, fluttu verso di lui. Si
volt e vide l'insegnante di letteratura, il professor Tracy,
scendere a passo svelto dal primo piano avvolgendosi attorno
al collo una pesante sciarpa di lana rossa.
Darren aveva deciso di andare a casa a piedi. Erano
un paio di chilometri e stava cominciando a nevicare,
ma in fondo non gli dispiaceva l'idea di camminare anche
se il cielo era diventato nero pece e il vento soffiava
pi forte. Naturalmente avrebbe potuto telefonare a
Eddy e chiedergli di fare un salto a prenderlo dopo il
lavoro, per non aveva voglia di ingoiare le battute del
fratello sui suoi stupidi amici riccastri.
- Nessun problema, professore. Grazie.
Tir su la lampo della giacca. Era quella della squadra
di nuoto: viola, con il cappuccio e le lettere NFH in
color crema. Non abbastanza calda per novembre, di sicuro
non per una lunga camminata, per almeno aveva
il cappuccio.
 Sicuro, Darren? Non mi sarebbe di alcun disturbo...
Fuori dall'aula, per rivolgersi agli studenti il professor Tracy
ricorreva a un tono formale, divertito, come
se fossero tutti attori in una commedia della quale lui
soltanto conosceva la sceneggiatura.
Darren bofonchi una risposta vaga e si mise lo zaino
in spalla. Cerc i guanti (merda! Non riusciva a trovarli)
augurandosi che Tracy capisse l'antifona e si levasse
di torno.
- Eri in piscina ad allenarti, Darren? Come butta?
Quel "Come butta?" aveva un suono strano, in bocca
al professor Tracy. Quasi tentasse di parlare una lingua
straniera della quale conosceva le parole, ma non la
pronuncia.
Darren borbott qualcosa che suonava come un "Bene".
Il professor Tracy era uno dei pochi insegnanti a tifare
apertamente per le squadre della scuola. Assisteva
alle partite di pallacanestro e alle gare di nuoto, ed era
un appassionato sostenitore della squadra di hockey
femminile. Si era trasferito a North Falls da soli tre anni,
conquistandosi rapidamente la reputazione di essere
sia amato che esigente. Darren era incapace di calcolare
l'et di un adulto, per credeva che Tracy fosse sui trentacinque
anni. Non pi giovane, ma neanche vecchio.
Aveva una barbetta rossiccia, il viso giovanile leggermente
grinzoso, come sgualcito ai bordi, ed era stempiato,
con i capelli che si sollevavano in ciocche ispide.
Indossava camicie firmate e giacche di lana, e somigliava
vagamente a un attempato studente universitario.
Dietro le lenti incastonate in un'elegante montatura di
metallo, gli occhi erano insieme slavati e intensi. Era un
tipo mingherlino, alto all'incirca un metro e ottanta, e
durante le lezioni non faceva che andare avanti e indietro
tirandosi la barbetta e respirando dalla bocca mentre
parlava. A Darren piaceva il suo senso dell'umorismo.
Era raro che un insegnante facesse ridere di cuore.
Ovviamente il professore era un tipo in gamba. E se
uno studente aveva qualche problema, ma si dimostrava
serio e volenteroso, Tracy era comprensivo.
Alcune delle ragazze pi brave, inclusa Molly Rawlings,
lo definivano ispirato e grandioso. Si sapeva che alcune
sue poesie erano state pubblicate sul "New Yorker", per
sembrava che nessuno le avesse lette.
Mentre uscivano dal portone, il professor Tracy affianc
Darren chiacchierando nel suo modo vivace, saltabeccante,
di un qualche argomento relativo alla scuola,
di scarso interesse per il ragazzo; poi, una volta fuori,
Darren si rese conto scoraggiato che il tempo era peggio
di quanto avesse creduto e, guardando i turbini di fiocchi
umidi che calavano dal cupo cielo novembrino, cap
che avrebbe fatto meglio ad accettare il passaggio.
Si sent a disagio fin dal primo momento.
Perch... perch, uscendo dal parcheggio, il professor
Tracy aveva svoltato con sicurezza a est e solo dopo
aver imboccato Edgewater Street aveva pensato di chiedergli
dove abitava? da che parte? anche se gi puntava
nella direzione giusta.
In seguito Darren avrebbe pensato sbalordito: "Lo sapeva!
Sapeva dove abito."
Altro fatto strano: mentre guidava, il professor Tracy
continuava a smanettare attorno al cruscotto. Riscaldamento,
bocchette di aerazione, radio. Raccomandava a
Darren di allacciarsi la cintura, per piacere, le strade sarebbero
state gelate, e che regolasse pure il sedile se le
sue "lunghe gambe" erano troppo rattrappite. Aveva
abbastanza caldo? troppo caldo? Si scusava per i peli
del cane. E quando Darren bofonchi: - Nessun problema,
professore, sto bene - Tracy aggrott la fronte e
chiese: - Sicuro? - fissandolo serio con la coda dell'occhio.
Strano che un adulto si agitasse tanto per lui,
pens Darren. Specialmente il professor Tracy, sempre
cos formale e compito.
L'auto era una Toyota, un'utilitaria impregnata di un
odore dolciastro: non cibo, sembrava pi una specie di
acqua di colonia, o gel per capelli.
Darren stava pensando che, per arrivare a casa, ci
avrebbe messo al massimo dieci minuti. E com'era stato
gentile Tracy a dargli un passaggio.
Ma era tutto cos... In effetti, Darren si sentiva le "lunghe
gambe" rattrappite. E il professore seduto accanto a
lui sembrava troppo vicino. Indossava un cappotto corto
di cammello e aveva ancora la sciarpa di lana rossa attorno
al collo, e mentre parlava respirava dalla bocca, come
se stesse correndo. Guidava fin troppo lentamente, con
uno stile da vecchia signora, mentre il vento spingeva la
neve granulosa contro il parabrezza.
- Questo vento! Non mi ci abituer mai. Sono sempre
vissuto in citt, e qui  tutto cos rurale... Sei nato
qui, Darren? A North Falls?
Darren borbott un s.
- E anche i tuoi, immagino. Sono di questa zona?
Di nuovo Darren borbott un s.
 Dicono che North Falls sia cambiata negli ultimi anni.
Nuove case, nuovi complessi residenziali lungo il fiume.
Nuovi abitanti che fanno i pendolari su e gi da Hanover.
Pi studenti... Ti piace la nostra scuola, Darren?
Che domanda assurda! Come se Darren fosse in grado
di paragonarla a una qualunque altra scuola.
- S, penso di s.
- Ho sentito dire che sei molto popolare.
Darren scroll le spalle, lo sguardo fisso fuori dal finestrino.
Un rossore opaco gli attravers il viso.
- ... nella nostra classe, e altrove. Sono amico di
Mike Ellroy, e mi ha detto...
In classe il professor Tracy era solito fare discorsetti
pedanti costellati di termini ricercati, ma ora, mentre
guidava, parlava a scatti, ansimando come una madre
ansiosa di fare buona impressione sugli amici del figlio.
- Ti ho visto, sul trampolino. Notevole, davvero. I
giudici avrebbero dovuto assegnarti voti pi alti durante
l'ultimo incontro, la gara con il Lebanon...
Darren deglut a fatica. Quella era l'ultima cosa al
mondo che voleva discutere con il suo insegnante di
letteratura!
- ... Ora non si direbbe, ma un tempo anch'io ero
un nuotatore. Perfino un tuffatore principiante. Non
che potessi "competere"... non ho il fisico adatto. Sai,
corpo asciutto, fianchi stretti, spalle larghe... la cosiddetta
struttura a imbuto. In acqua voi ragazzi siete veloci
ed eleganti come torpedini. Notevole, davvero.
Imbarazzato, Darren continu a guardare fuori dal finestrino.
Pensava a come si sarebbero spanciati dalle risate i
suoi amici sentendo quei discorsi.
Il professor Tracy continu a fargli domande sulle
gare di nuoto e di tuffi, che mostravano quanto poco
capisse di sport. Sembrava che, secondo lui, i nuotatori
fossero nati con un corpo adatto al nuoto; non che
avessero acquisito un corpo adatto al nuoto perch
nuotavano. I suoi complimenti mettevano Darren a disagio,
ma un po' anche lo lusingavano. Nessun altro
insegnante gli aveva mai detto le cose che gli stava dicendo
ora il professor Tracy; in un certo senso era incoraggiante.
Non sapeva che fosse amico dell'allenatore.
In seguito si sarebbe chiesto dove avesse avuto la testa.
Il fatto  che non era un ragazzo sospettoso. Non
era tipo da lambiccarsi sulle motivazioni altrui quando
a stento capiva le proprie.
Erano sulla South Main quando all'improvviso, come
se gli fosse appena venuto in mente, il professor Tracy disse:
- Mi piacerebbe fermarmi un momento al Cowboy
Coffee. Vuoi entrare con me, Darren?
No, Darren non voleva.
- Vuoi che ti porti qualcosa? A quest'ora avrai il livello
degli zuccheri decisamente basso.
No. Grazie.
In realt, Darren era affamato. Se il passaggio glielo
avesse dato Kevin, di sicuro si sarebbero fermati a mangiare
un boccone da qualche parte. Per non gli andava
di dirlo a Tracy.
Il professore parcheggi davanti al Cowboy Coffee, e
in tono di scusa gli assicur che avrebbe fatto in un attimo.
- Lascio in moto. Confido, Darren, che non ti darai
alla fuga con la mia auto!
Lui rise. Era una battuta, giusto?
Il Cowboy Coffee era piuttosto popolare nella zona,
per Darren non c'era mai stato. Non gli piaceva il caff,
specialmente quello di marca esotica. E gli riusciva difficile
pensare che il professor Tracy lo frequentasse.
Forse era difficile pensare che il professor Tracy frequentasse
un qualunque locale. Di sicuro non era un argomento
di conversazione fra i ragazzi, e nemmeno suscitava
la loro curiosit, a differenza dell'allenatore. No,
Tracy non rientrava in quella categoria. Lui suscitava
l'interesse soprattutto delle ragazze, che ne ammiravano
le cravatte "artistiche" e la cosiddetta arguzia, e si
trattenevano in classe dopo la lezione, ansiose di compiacerlo,
in quel modo che alle ragazze sembra venire cos naturale.
Perfino a una come Molly Rawlings.
Molly! Darren si ricord che aveva promesso di telefonarle.
Maledizione, se n'era completamente scordato.
Aveva l'impressione di ferire di continuo i sentimenti
di Molly. I suoi lucidi occhi castani lo guardavano come
se vedessero qualcun altro, qualcuno che lui non era n
desiderava essere. Come quella vecchia canzone di Bob
Dylan: "It Ain't Me, Babe", Quello non sono io, piccola.
Darren si sentiva inquieto, in trappola. Tutto sommato,
avrebbe fatto meglio a farsi una camminata. Aveva
quasi voglia di filarsela prima che Tracy tornasse, per
non poteva; di sicuro il professore lo avrebbe seguito in
auto, insistendo perch risalisse.
Forse domani avrebbe raccontato ai ragazzi di quel
passaggio. O forse no. A loro, qualunque episodio doveva
essere riportato in modo da renderlo buffo, buffo e
volgare, e in fondo a Darren il professor Tracy stava simpatico,
e lo rispettava, e non voleva renderlo ridicolo.
Forse il professore si sentiva solo? perci parlava tanto?
in quel modo nervoso, palpitante? Come sua madre
quando era di malumore e parlava al telefono con qualche
amica; o come suo padre quando aveva bevuto (solo
birra, era questa la debolezza di Walt Flynn) ed era
di quell'umore che innervosiva tanto Darren: Preoccupato
Per il Futuro. La cosa peggiore, con il professor
Tracy e Walt Flynn, era che si comportavano come se
avessero davanti un adulto! Ti confidavano cose che in
realt non ci tenevi affatto a sentire, e in cambio volevano
sapere qualcosa di te. No, no e poi no.
Ma ecco che il professor Tracy gi usciva dal Cowboy
Coffee. Non ci aveva messo molto. Aveva in mano un
sacchetto che conteneva non solo una tazza fumante di
caff alla nocciola, ma anche una bottiglia di gazzosa
all'uva e una ciambella per Darren. - Non potevo concedermi
uno spuntino senza prendere qualcosa anche
per te.
Impossibile resistere. Darren aveva a tal punto l'acquolina
che gli faceva male la bocca.
- Grazie, professore. Gentile da parte sua.
- Era il minimo che potessi fare. Tu sei una presenza
vivace e proficua nella nostra classe di individui talvolta
non esattamente brillanti, e come atleta contribuisci a
rendere fiera la North Falls. Goditela.
Goditela. In quella parola c'era qualcosa, implicava una
specie di gomitata complice che a Darren non piacque.
Per rise ugualmente. Il professor Tracy aveva snocciolato
il suo discorsetto in tono brioso, con la gaiezza
di un presentatore televisivo, ridicolo nella sua artificiosit.
La neve cadeva sempre pi fitta, sospinta con forza
crescente dal vento. La temperatura doveva essere appena
sotto lo zero; alcuni fiocchi erano ghiacciati e tintinnavano
sul parabrezza come chicchi di metallo. Il
professor Tracy attravers con estrema cautela i due o
tre isolati che costituivano il centro di North Falls, reggendo
goffamente la tazza di caff nella sinistra e sterzando
con la destra. Darren si ingozzava avidamente,
ascoltando distrattamente il soliloquio di Tracy che proseguiva
in tono brioso, gaio. Forse certi insegnanti si
sentivano obbligati a parlare cos, fuori dalla classe. Ecco
perch facevi del tuo meglio per scansarli.
Per un momento nella mente di Darren guizz il
pensiero di chiedere l'aiuto del professore per il compito
di letteratura: una "reazione spontanea" di cinquecento
parole sul saggio "Disubbidienza civile" di
Henry David Thoreau. Senza consultare Internet o qualunque
altra fonte, ma scrivendo soltanto i propri pensieri.
Darren aveva tentato pi volte di leggere quel
saggio, ma la sua mente continuava a divagare: come
tentare di farsi strada nella giungla con un coltello da
cucina. Si trattava di Grande Letteratura, d'accordo, e
di Idee Profonde, ma chi se ne fregava?
Quel trimestre i suoi voti in letteratura non erano stati
malaccio. Era la sua prima esperienza con il temuto
professor Tracy, ma con sua sorpresa fino allora aveva
preso B e C+, e un "Promettente!" scarabocchiato con
calligrafia fiorita. Non male per uno che, in prima, era
stato praticamente l'ultimo a imparare a leggere.
Cinquecento parole su Thoreau, entro venerd mattina.
Domani mattina, cio. E lui neanche aveva iniziato.
Per era troppo timido, o troppo riservato, per chiedere
aiuto al proprio insegnante; e poi non sarebbe stato giusto
nei confronti dei compagni.
- ... Vai d'accordo con i tuoi, Darren? Sembri inserito
cos bene.
Darren scroll le spalle in un s.
- Una famiglia compatta, s?
Compatta! Neanche fosse un'automobile.
- A volte capita che, senza rendersene conto, i genitori
mettano sotto pressione i ragazzi della tua et. Che
causino un certo stress.
Stress. L'hai detto.
Lentamente, cautamente, la Toyota aveva attraversato
la citt e si era immessa nella Route 11. I tergicristalli
facevano fatica a spazzare Via il nevischio. - Attento,
professore - esclam Darren, accorgendosi che stavano
deviando verso la linea gialla, e Tracy sterz di scatto
con uno strilletto sorpreso.
- Scusa! Guidare con questo tempo ... be', quasi
ipnotico.
Ufficialmente il limite di velocit sull'autostrada era
di cento all'ora, ma la Toyota avanzava a passo di lumaca,
a meno di quaranta. Gli altri veicoli la affiancavano
per superarla, e gli autocarri con rimorchio sollevavano
schizzi che costringevano il professor Tracy a rallentare
ancora di pi.
- ... a differenza di certi tuoi compagni. La famiglia
compatta  quasi un ricordo del passato. Ormai negli
Stati Uniti il cinquanta per cento dei matrimoni si conclude
con un divorzio! Stupefacente, ti pare? Non  mai
facile, dicono, anche se il divorzio  diventato...
Darren ripul l'ultima briciola di ciambella e la butt
gi con l'ultimo sorso di gazzosa. Pochi minuti prima
stava morendo di fame, ma ora avvertiva un vago senso
di nausea.
- ... Spero di non essermi mostrato troppo indiscreto,
Darren. Ma tu sei un giovanotto fuori del comune.
Non mi riferisco al tuo aspetto... immagino che te lo dicano
fin troppo spesso. Francamente, non  da me giudicare
qualcuno in base all'aspetto.  il tuo portamento...
una sorta di dignit spontanea. Sei insolitamente
maturo per la tua et. Mike Ellroy ti definisce un atleta
"integerrimo". Dice che quando nuoti "ci metti il cuore".
Mi piacerebbe che "ci mettessi il cuore" anche
quando scrivi. Si direbbe che qualcosa ti freni, Darren.
Mi chiedo perch.
L'aria calda soffiava dritto in faccia a Darren, facendolo
sentire a disagio. Gli sembrava che il suo corpo
fosse troppo grande e goffo per la piccola auto. Era
stordito da tutte quelle parole. E dalla scoperta che l'allenatore
lo aveva elogiato.
Gli sarebbe piaciuto pensare che era vero. Almeno in
parte. Era il tipo di ragazzo che, di qualunque squadra
facesse parte, ci metteva il cuore. Ma questo non era in
un certo senso patetico? Tenerci tanto a essere simpatico,
a farsi accettare. A volere che gli altri lo considerassero
uno di loro.
- Allora, Darren? Mi chiedo perch.
Perch cosa? Non aveva seguito il discorso.
- ... quello che scrivi. Nei compiti che vi assegno. 
come se qualcosa ti frenasse.
- S. Suppongo di s.
- Cosa pensi che sia, a frenarti? Sei forse inibito da
qualche argomento?
Inibito. Darren conosceva il significato di quella parola.
Per sembrava strana, applicata a lui.
- Sei forse portato per la recitazione? Il teatro? Ti
stupir, ma spesso gli studenti pi timidi diventano gli
attori pi disinibiti. Suoni per caso qualche strumento?
- Non direi - borbott Darren, a disagio. Era insopportabile,
quell'interrogatorio!
Potendo, gli sarebbe piaciuto suonare la chitarra. L'ultima
volta che erano andati a trovarlo nel Maine, zio
Harvey, il fratello maggiore del padre, gli aveva regalato
una delle sue chitarre acustiche e aveva tentato di insegnargli
a suonarla. Li per li Darren ne era stato entusiasta,
ma dopo che era tornato a North Falls aveva lasciato
perdere; le lezioni costavano, per esercitarsi ci voleva
tempo, e alla fine sua madre aveva chiuso la chitarra in
soffitta. Eppure a volte, in sogno, suonava lo strumento
come un esperto - premendo le corde, accarezzandole e
pizzicandole come aveva visto fare a zio Harvey, quasi
non gli costasse la minima fatica - e si sentiva invadere
da una sensazione di calore e di gioia... E poi si svegliava
e la sensazione svaniva. Si spegneva come una fiamma.
- Darren? Non ti ho messo in imbarazzo, vero? Sto
solo dicendo la verit.
Quale verit? Di che stavano parlando? Darren si dimen
inquieto sul sedile.
Di fianco all'auto sfilavano punti di riferimento familiari
che la neve turbinante rendeva misteriosi e indistinti.
Il North Falls Mobile Home Village, la stazione di
servizio e l'autolavaggio, il supermercato, campi, quelle
che un tempo erano fattorie, e l'orrido cartellone area
commerciale IN vendita - i4 ettari. A quattrocento metri
scarsi sulla sinistra c'era la casa dei Flynn, separata
dall'autostrada da un ettaro di terreno. Darren sollev
una mano per indicarla: - Professore, la mia casa ...
- Professore! - lo interruppe Tracy con un impeto
inatteso. - Perch non mi chiami Lowell?  questo il
mio nome.
Di colpo Darren s'irrigid, lo sguardo fisso oltre il parabrezza
appannato, sconvolto come se l'uomo si fosse
proteso rapido a toccarlo.
- ... Cio, voglio dire... - si corresse goffamente il
suo compagno di viaggio - ... "professor Tracy"  cos
formale. Cos arcaico, in un certo senso antiquato...
Darren si sent avvampare, il cervello un mosaico di
pensieri confusi e furiosi. Che imbecille era stato! Salire
su quell'auto...
Ricord all'improvviso, in un moto di consapevolezza
colpevole, quello che fino allora si era rifiutato di ricordare:
che fra gli uomini intenti a fissarlo avidi durante
le gare di nuoto, a fotografarlo mentre si tuffava,
c'era il suo insegnante di letteratura, il professor Tracy.
- Mi lasci qui, professore. Adesso.
- Non se ne parla! Naturalmente ti accompagno fino
a casa, Darren. Con questo tempo...
Innervosito, il professor Tracy fren bruscamente e
sband nell'altra corsia senza mettere la freccia. Subito,
dietro di loro si lev lo strombazzare rabbioso di un autocarro
e uno stridio agghiacciante di freni idraulici.
Darren trattenne il fiato, preparandosi a un impatto catastrofico,
ma miracolosamente la Toyota riusc ad attraversare
slittando la strada ghiacciata e a imboccare
sana e salva il vialetto dei Flynn.
Darren ne balz fuori con il suo zaino prima ancora
che l'auto fosse del tutto ferma dietro il furgoncino di
Walt Flynn. Doveva fuggire! Forse aveva borbottato un
"Grazie!" a denti stretti; di sicuro non se ne ricordava. E
nemmeno ricordava che cosa gli avesse gridato dietro
Tracy, le sue parole ansiose trascinate via dal vento.
- Darren! Ero cos preoccupata, mi chiedevo...
- C'era allenamento di nuoto, mamma. Te l'avevo
detto.
- Ma... cos tardi? Sono quasi le sei. E con questo
tempo!
- Io e Kevin ci siamo fermati a mangiare un boccone.
Niente di speciale.
Io e Kevin. Sembrava un marmocchio di dieci anni,
che lancia una scusa alla mamma voltando appena la
testa mentre sale le scale al galoppo.
Doveva evitarla, non fermarsi in cucina. Le sarebbe
bastato uno sguardo alla sua faccia sbigottita, e avrebbe
capito tutto.

Capitolo 11.

Capito cosa? Non c' niente da capire.
Non  successo niente.
Non devo pensarci.

Capitolo 12.

Si lav i denti con forza. Con violenza.
Si sciacqu la bocca per eliminare il disgustoso sapore
dolciastro della ciambella.
Non avrebbe pi mangiato ciambelle; il solo pensiero
gli dava la nausea.
Avrebbe voluto vomitarla. Come si diceva facessero
certe sue compagne di scuola. Si ingozzavano di pizza,
gelato, bomboloni al cioccolato, ciambelle, e poi si infilavano
un dito in gola e vomitavano tutto, cos che nessuno
potesse mai sospettare che razza di maiali disgustosi
fossero in realt.
Non devo pensarci.

Capitolo 13.

Il mattino seguente, il cielo era un oceano di luce accecante.
Ogni cosa era ricoperta da una patina di neve gelata.
Cos accecante che Darren Flynn si mise gli occhiali
da sole.
- Ehi, Flynn, che forza!
Le ragazze lo guardavano sorridendo. Per essere un
timidone, Darren aveva una camminata troppo sexy.

Capitolo 14.

Avrebbe voluto non andare a lezione di letteratura,
per non lo fece.
Non avrebbe pi voluto vedere la faccia di quell'uomo
(i suoi occhi lucidi, la sua barbetta rossiccia) in vita sua,
per non lo avrebbe fatto. Durante la lezione avrebbe voluto
stravaccarsi dietro il banco, le braccia incrociate sul
petto in un gesto di sfida, per non lo fece; in linea di
massima, quel giorno a scuola Darren Flynn si comport
come al solito. Occhiali da sole a parte.
Perch Darren era fatto cos: dignitoso, integerrimo.
Maturo.
Fasullo, da cima a fondo.
Per non alz mai gli occhi, non guard mai in faccia
il professore. Neanche una volta in cinquanta minuti.
Senza ridere, e nemmeno sorridere, alle sue battute.
(Che oggi suonavano forzate e nervose e per niente divertenti:
solo le ammiratrici di Tracy, le Brave Ragazze,
ne risero doverosamente.)
- Allora, posso avere le vostre "reazioni spontanee"?
Mi auguro che il compito abbia stimolato la vostra
creativit. Sono ansioso di leggere un paio di capolavori
durante il fine settimana...
Risatine nervose, un brivido di timore.
Darren consegn il compito insieme agli altri. Forse
non era esattamente di cinquecento parole, ma quasi.
Ci aveva provato. Era il tipo di ragazzo che ci provava
sempre, lui. Con il cuore pieno di collera, odio e disprezzo,
per ci aveva provato. Per stampare infine il
foglio alle tre e venti di quella stessa mattina, avvolto
da una foschia di stanchezza e disgusto.
- Grazie, grazie. Grazie.
La campanella suon. Darren Flynn fu il primo a uscire
dall'aula.

Capitolo 15.

Con Kevin era tutto a posto. Era chiaramente pentito.
Be', pi o meno. A mensa spinse una sedia verso Darren,
invitandolo a sedersi al solito tavolo dei ragazzi, vicino
alla finestra. - Ehi, Flynn, come mai gli occhiali scuri?
Fai la celebrit in incognito?
Ceee-le-brrrrri-t, pronunci.
Kevin Pyne. Ross Slaugh. Jimmy Kovaks. Roger Polidari.
I suoi amici. La sua cricca. Poteva contare su di loro.

Capitolo 16.

Non doveva pensarci; nessuno sapeva.
La cosa fra lui e il professor Tracy.
La cosa che non era successa.
(O si?)
Nessuno sapeva, perch non c'era nulla da sapere.
Niente era successo. Era un dato di fatto.
Un dato di fatto! Se qualcuno lo avesse visto sull'auto
del professor Tracy...
Ha detto soltanto: Chiamami Lowell.
No, non mi ha toccato.
... neanche ci ha provato, a toccarmi.
Se lo avesse fatto...
lo avrei ucciso.

Capitolo 17.

Quando Darren aveva dodici anni, ormai quasi fuori
tempo massimo, suo padre gli aveva fatto un Discorsetto
Serio.
A un certo punto, mentre Darren era in settima, il
suo corpo sembr cambiare dalla sera alla mattina. Dalla
TV e dai film aveva appreso alcune informazioni
anatomiche su maschi e femmine. Altre gli erano state
fornite con abbondanza di particolari da Eddy e amici
vari. Cos, quando arriv il momento del Discorso Sul
Sesso, sapeva gi tutto quello che il padre gli avrebbe
detto, pi un paio di cosette che non gli avrebbe detto
mai. Eddy lo aveva avvertito che sarebbe stato tremendo:
niente  pi imbarazzante che sentire tuo padre dire
"Quando avevo la tua et", in pratica l'ultima cosa al
mondo che chiunque vorrebbe sentirsi dire dai propri
genitori.
Eddy rabbrivid. - Sarebbe stato gi abbastanza
brutto se pap avesse detto "farsi una sega", 
ma vederlo arricciare le labbra per pronunciare 
"ma-stur-ba-zio-ne"... mio Dio.
Anche Darren era rimasto paralizzato dall'imbarazzo.
Avrebbe voluto spiegare al padre che a questo servivano
le lezioni di educazione sessuale: a non essere costretto
a sentire i tuoi genitori dire certe cose.
Ma il Discorso Sul Sesso che Walt Flynn aveva fatto a
Darren era stato pi complicato di quello somministrato a
Eddy. Perch con Darren pap aveva affrontato, continuando
a parlare con voce incerta, l'argomento "omosessuali".
All'epoca si faceva un gran discutere degli scandali
esplosi all'interno della Chiesa Cattolica a proposito di
abusi sessuali: alla TV, sui giornali. Lo sapeva perfino
Darren, che di solito non s'interessava ai notiziari. Un
prete dall'altra parte del fiume, a Norwich, era stato
accusato di essere un violentatore seriale. E un altro, a
Boston, aveva abusato di centinaia di ragazzini ed era
stato protetto dai suoi superiori. Darren poteva solo
pensare che il padre fosse stato in qualche modo influenzato
da quelle notizie. Si rifiutava di pensare che
potessero esserci altri motivi.
- Se mai qualcuno ti abbordasse, Darren, o dio-non-
voglia ti toccasse... quando sei in bagno, per esempio, o
in qualunque altro posto, dartela a gambe,  chiaro? Un
uomo, o un ragazzo pi grande, o di qualunque et...
Non che vogliano rapirti o ucciderti, ma... be', potrebbero.
Sai di che parlo, Darren? Omosessuali. Froci, li
chiamano anche, per ora  considerata una parolaccia.
Ai miei tempi li chiamavamo checche. Oggi si usano
termini, come dire, politicamente corretti. Insomma...
Darren ascoltava in un silenzio istupidito, gli occhi
fissi sul pavimento.
- ... Per Eddy non mi sono mai preoccupato granch.
Lui  capace di prendersi cura di se stesso. Nessuno
oserebbe mai dare fastidio a Eddy Flynn! Ma tu...
Darren si morse il labbro, sempre pi imbarazzato.
Incapace di credere alle proprie orecchie.
- ... Un viso come il tuo... e sei cos buono, cos fiducioso.
Hai preso pi da tua madre che dal tuo vecchio
o da tuo fratello, ecco. Non che tu sia femminato...
o si dice effeminato?... macch, per niente. - Suo padre
rise nervosamente, asciugandosi i palmi delle mani
sulle cosce corpulente. Aveva l'aria di chi non sa bene
quello che dice, per sa che c' urgente bisogno di dirlo.
Il suo fiato sapeva di birra.
Cos, nel suo modo zoppicante, Walt Flynn continu
il discorso spiegando a Darren che non doveva fraintendere:
certo, capiva che c'erano leggi per proteggere
tipi del genere. E pure le lesbiche. C'era bisogno di leggi
simili, questo lo capiva. - Ma c' anche bisogno di
leggi per proteggere i ragazzini dai pedofili. Come quei
preti di cui parlano tanto. Io non ho niente contro la
cultura gay, sia chiaro. Mi rendo conto che molti sono
brave persone, persone per bene. Sono nati con non so
quale problema di cromosomi, o di ormoni, e non possono
fare a meno di essere come sono. Certi fanno addirittura
un sacco di operazioni per cambiare sesso, ma
solo in casi estremi. Insomma, non ho niente contro di
loro finch stanno alla larga dai miei figli. E non mi agito
certo se in qualche Chiesa, quella Episcopale per
esempio, hanno preti gay. Ci sono donne sacerdote,
giusto, perch non preti gay? Mi sta bene chiunque parli
chiaro e dica apertamente quello che . Ma che uno si
finga etero, e poi si aggiri nei centri commerciali, nelle
sale giochi, in Internet... nei cessi... be', questo s che
mi d la nausea, e la d a un sacco di altra gente.
Era cos agitato che sembrava parlare soprattutto a se
stesso, incerto e rabbioso e fondamentalmente confuso.
Quanto a Darren, troppo giovane per capire che il padre
desiderava soltanto proteggerlo da qualunque pericolo,
era ammutolito, sopraffatto dall'imbarazzo. Avrebbe
voluto fuggire. O scoppiare in una risata sguaiata, assordante.
Avrebbe voluto dire al padre che sapeva cos'erano i
froci. E le checche. Sapeva cos'erano i gay. E grazie a
Eddy e ai ragazzi pi grandi, sapeva come cavarsela
con loro.
- Allora, Darren... che hai da dire?
Ancora incapace di guardare il padre negli occhi,
Darren scroll le spalle.
- Non  che qualcuno ha mai... s... provato a toccarti?
Ad attaccare discorso? A comportarsi in modo
strano? A me puoi dirlo, Darren. Puoi dirlo a tuo padre.
- Penso di no, pap.
- Come sarebbe: penso di no? Non lo sai? - Il tono
del padre era ansioso, quasi atterrito.
- Non ci ha provato nessuno, pap - si affrett a
rassicurarlo Darren. - Mai.
Mai. Era la sola risposta che Walt Flynn voleva sentire.
Cos aveva tirato un respiro di sollievo. Per un po'
era rimasto seduto goffamente sul letto del figlio, proprio
sul bordo. Dietro di lui il copriletto di velluto era
umidiccio e stropicciato.
Prima di andarsene gli aveva scompigliato i capelli,
come se il figlio fosse ancora un bimbetto.
Darren aveva imparato a non trasalire ogni volta che
il padre faceva cos, ma soltanto a ridere. Allora anche
pap avrebbe riso. Era una sensazione piacevole.

Capitolo 18.

Evitava i propri occhi nello specchio appannato del bagno.
Chiunque fosse in quello specchio.
Un viso come il tuo. Non come tuo fratello o il tuo vecchio.
Fiducioso. Femminato. Effeminato?
Aspetto. Spalle larghe. Fianchi stretti. Torpedine.
Occhi vergognosi. Occhi colpevoli. Occhi spaventati.
Occhi da evitare.
Passando il rasoio sulle mascelle ispide, insaponate
alla meglio, quasi augurandosi di scorticarsi.
"Oh, Darren!" avrebbe esclamato sua madre. "Come
hai conciato la tua povera faccia!"
Oggi niente scuola per Darren Flynn. Si  scorticato
mezza faccia.

Capitolo 19.

Pochi giorni dopo, alla quinta ora, di nuovo lezione di
letteratura.
D'abitudine il professor Tracy chiedeva ad alcuni
studenti di leggere a voce alta i compiti ritenuti
esemplari, eccezionali. Dopo, la discussione era sempre
accesa.
Quel giorno vi parteciparono praticamente tutti. Tutti
avevano un'opinione su Henry David Thoreau. Tutti,
tranne Darren Flynn, che sedette impassibile, disegnando
piccoli ami da pesca sulla copertina del quaderno.
Aveva smesso di portare gli occhiali scuri, per continuava
a tenere gli occhi bassi, nascosti.
L'argomento della discussione era "Disubbidienza civile"
di Thoreau. Il professor Tracy andava avanti e indietro
davanti alla classe, perch lui ammirava Henry
David Thoreau. L'Abolizionista. Il Ribelle. L'Individualista.
Il Poeta. Con sonora voce drammatica, lesse:
- Le leggi ingiuste esistono: ci accontenteremo di obbedire
a quelle leggi, o faremo ogni sforzo per correggerle,
continuando nel frattempo a rispettarle? O le trasgrediremo
all'istante?
Un brivido sembr attraversarlo mentre pronunciava
la parola trasgrediremo.
Si era preso un brutto raffreddore: gli lacrimavano gli
occhi e aveva il naso paonazzo. Continuava a interrompersi
per soffiarlo.
- Scusate! Che raffreddore odioso.
Forse solo Darren Flynn ci aveva fatto caso: ultimamente
il professor Tracy si tirava pi spesso la barbetta,
era pi irrequieto, e a volte sembrava smarrirsi nelle
sue lunghe frasi arzigogolate, spingendo indietro gli
occhiali che gli scivolavano sul naso.
Non lo sa. Non sa se l'ho detto a qualcuno pens Darren.
Ma perch poi dovrei dirlo a qualcuno? Non  successo
niente.
- Darren? Per piacere, trattieniti un momento alla fine
della lezione.
Con il solito stile fiorito e spiritoso, il professor Tracy
aveva restituito tutti i compiti tranne il suo. Darren sapeva
di aver fatto un pasticcio. Il testo che alla fine aveva
stampato nel cuore della notte non valeva pi di un
D- e per giunta lo aveva consegnato senza rileggerlo.
La campanella squill. Mentre l'aula si svuotava,
Darren si mise lo zaino in spalla e s'incammin lentamente
verso la cattedra. Era stato preso alla sprovvista,
e la cosa non gli piaceva. Erano passati cinque giorni
da quand'era salito sull'auto del professor Tracy, e soltanto
ora cominciava a sentirsi meglio, meno ossessionato,
perch in fin dei conti non era successo niente, e
nessuno lo aveva visto, e fra lui e Tracy sembrava esserci
una specie di accordo: che se ne sarebbero scordati
tutt'e due. Quando si fossero trovati insieme si sarebbero
comportati come se... be', come se niente fosse
successo.
- Ehm! Darren.
Il professor Tracy fissava accigliato il foglio che aveva
fra le mani con intensit fremente, come se meritasse
tutta la sua attenzione. Darren si era fermato a quasi un
metro da lui.
- ... Questo compito, Darren. Inizia in modo cos
promettente! Ma poi sembra che tu perda ogni interesse.
Come se... - Sorrideva nervosamente, tirandosi la
barbetta, lanciandogli un'occhiata quasi timida e distogliendo
rapido lo sguardo dal suo viso chiuso come un
pugno. - Non mi va di giudicarti sulla base di questo
compito, davvero. Quasi alla fine del trimestre. Quello
che ti suggerisco  di riscriverlo. Da cima a fondo. Non
c' bisogno che lo sappia nessuno. Ora straccer questo
esemplare deplorevole... - Strapp il foglio in fretta e
ne gett i frammenti nel cestino. - Ti offro un'altra
possibilit. Per luned.
Questo Darren non se l'era aspettato. Non sapeva
che cosa si fosse aspettato, ma di sicuro non questo.
Aveva sentito le parole ansiose del professor Tracy
raggiungerlo attraverso una cortina rombante. Doveva
essere il sangue che gli pulsava nelle orecchie come
quando nuotava sott'acqua, spingendo ossigeno nei
polmoni.
- Se mi  consentito un suggerimento, Darren: Thoreau
era un anarchico. Potresti cercare il termine anarchico
e definirlo, discuterlo: come sarebbe il mondo se
tutti fossero anarchici? Che accadrebbe alla civilt se
non ci fossero le leggi? Thoreau era un mistico, eppure:
Ogni uomo  la coscienza di se stesso diceva. Quale
sarebbe il risultato di...
La voce del professor Tracy si affievol, incerta. Aveva
il respiro affannoso, come se avesse corso.
No, disse Darren, non aveva intenzione di riscrivere
il compito.
No, grazie, disse Darren.
Darren arretr, aggrottando la fronte. Continuando a
schivare lo sguardo ansioso del professor Tracy.
Dicendo: - Non sarebbe giusto.
- Ma non lo saprebbe nessuno, Darren. Sei stato sotto
stress, temo, e questa  una speciale...
- No. Non lo . Non ho niente di speciale.
- Ma Darren, nessuno lo sapr. Per piacere.
- Lo saprei io, e non voglio.
Si volt di scatto e corse fuori dall'aula. Il rombo nelle
orecchie era cos forte che per un momento temette
di svenire.

Capitolo 20.

- Ehi, tu, guarda dove vai.
- Ma... ma... non ho fatto niente...
- Bada a dove guardi, allora. Checca.
Vacanze di Natale. Erano andati al Multisala del centro
commerciale. Il gay che, Kevin era pronto a giurarlo,
li aveva seguiti nei gabinetti degli uomini vicino alle
scale mobili, era sulla trentina, con un viso molliccio,
borchie luccicanti infilate nei lobi delle orecchie, nella
narice destra e nel labbro inferiore. Indossava una giacca
di pelle nera di un'eleganza a buon mercato, pantaloni
aderenti di pelle nera e stivali di pelle nera con i
tacchi. I capelli tinti, ritti sul cranio in ciuffi irrigiditi dal
gel, erano rasati sulla nuca e ai lati. Mentre apriva un
rubinetto, Darren alz lo sguardo e nello specchio vide
il tizio guardarlo con quello che gli sembr un sorrisetto
ambiguo, viscido, la punta rosea della lingua che
spuntava fra le labbra, e una fiammata gli attravers il
cervello, e c'era Kevin curvo su un orinatoio, e Roger
che si tirava su la lampo, e va' a sapere come and, va'
a sapere chi spinse per primo chi, ma ecco che scoppi
una rissa, e poi il tizio era a terra, sulle mattonelle sporche,
piagnucolando e implorando, e Kevin imprec e
gli tir un calcio, e Roger imprec e gli tir un calcio, e
Darren non imprec ma lo agguant per i capelli unticci
e gli avrebbe spaccato la testa contro la parete di cemento
se gli amici non lo avessero fermato, e poi se la
diedero a gambe soffocando le risate, correndo fuori
dai cessi e nel centro commerciale ormai mezzo vuoto,
e pi tardi Darren avrebbe ricordato come in un sogno
quegli occhi atterriti lucidi di lacrime, il naso grondante,
le labbra spaccate e sanguinanti che imploravano:
- No! Ti prego! Non farmi del male!
Erano le undici di sera passate e il centro commerciale
era quasi deserto. Una guardia giurata di mezza et li
insegu gridando: - Ragazzi! Ehi! Ferma! Fermatevi
subito! - Ma era troppo lento e troppo sfiatato. Per fortuna
non indossavano le giacche del North Falls High,
o il vecchio avrebbe riconosciuto i colori della scuola.
Si nascosero dietro una piattaforma da carico. Il parcheggio
era praticamente deserto. La guardia giurata
aveva rinunciato a inseguirli. Non dovevano fare altro
che tornare alla Saab di Kevin appena fossero stati sicuri
di avere via libera. Kevin aveva il fiatone e sbuffava
nuvolette di vapore nell'aria gelida. Rise, alitando sulle
nocche spellate.
- Ehi, ragazzi! Che forza.

Capitolo 21.

Volevo fargli male? Volevo ucciderlo? ... Non sono stato io.
Forse sarebbe stato di sopra, in camera sua. Avrebbe visto
accendersi le luci esterne. Avrebbe sentito un colpo
deciso alla porta.
Poi, la voce impaurita di sua madre: "Darren? C' un
poliziotto che vuole parlarti."
Oppure: stava lavorando alle Serre Pedersen, nello
spiazzo degli alberi di Natale. Uno dei tanti ragazzi assunti
dal signor Pedersen per i giorni frenetici che precedono
il Natale. Ed ecco che un'autopattuglia s'infilava
nel parcheggio e ne scendevano due agenti: lui stava
portando una bracciata di ghirlande di sempreverdi
quando li vedeva parlare con Pedersen, e tutti e tre gli
adulti lo fissavano, fissavano lui, Darren Flynn, sedici
anni, ricercato perch sospettato di aggressione, e ora
doveva scegliere se arrendersi, o girare i tacchi e fuggire
in preda al panico.
... Non sono stato io. Qualcun altro, non io.

Capitolo 22.

Il giorno della vigilia and a lavorare da Pedersen, a
vendere abeti, ghirlande, stelle di Natale. Aiut il padre
con vari lavoretti e riparazioni in casa, come togliere la
vecchia moquette nell'ingresso e sostituirla con una
nuova di zecca. Aiut la madre a scegliere un abete
"omaggio" dalla serra, a portarlo a casa, a sistemarlo in
soggiorno e a decorarlo. Compr regali per tutta la famiglia.
E per Molly Rawlings. Pagando in contanti, una
banconota dopo l'altra, fino a svuotare il portafoglio.
La mattina dormiva fino a tardi. Certe volte, se la sera
prima aveva lavorato da Pedersen o era uscito con gli
amici, restava a letto fino a mezzogiorno, ma anche cos
si svegliava esausto, stordito.
Se suo padre fosse stato a casa, avrebbe battuto i pugni
sulla porta e lo avrebbe tirato gi dal letto per le nove,
invece sua madre lo lasciava dormire.
Lavori tanto, tesoro. Sei stato cos sotto pressione. La
meriti una vacanza.
Davvero, mamma? Che ne sai, tu, di cosa mi merito?
Ultimamente si sentiva imbarazzato ogni volta che la
madre lo chiamava "tesoro". Anche se non c'era nessun
altro intorno. Era un ragazzo di sedici anni, alto uno e
ottanta abbondanti, un atleta, e per niente effeminato...
Lo metteva a disagio, sentirsi chiamare cos. Da anni
non sentiva la madre chiamare Eddy "tesoro".
I poliziotti non arrivarono mai. E i notiziari locali non
fecero parola dell'aggressione. Pestaggio di omosessuale,
cos l'avrebbero definita. Roba del genere succedeva
a South Boston, a Springfield. E forse anche in
quella parte del New Hampshire, per non se ne sentiva
parlare.
A parte quando Kevin faceva spanciare i ragazzi dalle
risate, inclusi Ross Slaugh e Barry Phelps, che pure
non erano stati presenti, imitando la guardia giurata
con la sua ansante voce in falsetto: Ragazzi! Ooooh,
ragazzi, fermatevi! All'istante!
E ridevano, ridevano come iene.
Il signor Pedersen era un vecchio amico di Walt Flynn
fin dai tempi delle superiori. Faceva lavorare sodo
Darren, per non era mai prepotente o scortese. E due
giorni prima di Natale gli aveva elargito una mancia
inattesa: venticinque dollari.
Era bello lavorare li all'aperto nel freddo luminoso. A
Darren il freddo non dispiaceva. Si divertiva a trasportare
gli abeti fino alle auto dei clienti, chiacchierando e
ridendo con le famiglie, con i bambini. Lo faceva sentire
in pace con se stesso.
Non era cattivo, Darren. Era un bravo ragazzo.
Lo dicevano tutti quelli che lo vedevano da Pedersen:
- Che bravo ragazzo, quel Darren Flynn.
Prov solo pochi momenti di paura. Ogni volta che
vedeva una figura d'uomo con una sciarpa rossa al collo
aggirarsi tra le file di alberi di Natale, o attraversare
il parcheggio, Darren era sul punto di cedere al panico,
di darsela a gambe, ma nessuno di loro si rivel essere
il professor Tracy, perci andava tutto bene.
Forse a gennaio non rientrer a scuola. Forse andr a insegnare
da qualche altra parte. Forse sparir.
La scuola sarebbe rimasta chiusa fino a gennaio. Era
una sensazione strana passare l davanti e vedere i
viali, il parcheggio, le scale e il cortile coperti di neve
fresca.
Si augur che la neve non venisse mai spalata. Niente
pi scuola, niente pi campanelle che squillavano nei
corridoi. Non sarebbe pi stato intrappolato in quel
banco troppo piccolo per le sue lunghe gambe nell'aula
208. E non ci sarebbe pi stato il professor Tracy che
tentava di non guardare Darren, e Darren che tentava
di non guardare il professor Tracy.
Non  stato niente. Non  mai successo. Nessuno ha visto.
Con alcuni compagni di squadra and a nuotare in
una piscina-palestra a Hanover della quale era socio il
padre di Jimmy Kovaks. Era qualcosa che Darren aveva
pregustato a lungo, ma chiss perch gli riusc difficile
concentrarsi. Macinare una vasca dopo l'altra era sempre
stato il suo modo di rilassarsi, ma ora continuava a
distrarsi, sentiva il sangue pulsargli nelle orecchie, e a
un certo punto perse il ritmo delle bracciate. Nuotare a
stile libero gli era sempre venuto spontaneo, ma ora si
scopriva a pensare ogni bracciata.
Quando alla fine si iss gocciolante fuori dalla piscina,
ansimava come se avesse partecipato a una vera gara
che non aveva n vinto n perso. Voleva sfinirsi fino
a disperdere tutti i pensieri nell'acqua dal forte odore di
cloro, lasciandoli traspirare dal corpo come un veleno.
Evit di tornare al Multisala, anche se proiettavano film
che gli sarebbe piaciuto vedere e anche se Molly Rawlings
continuava a chiedergli di portarcela. Evit di tornare al
centro commerciale con la madre per sostituire i regali di
Natale, indumenti della misura sbagliata ricevuti da parenti
vari.
Kevin e Roger insistevano a dire che la guardia giurata
non li aveva visti in faccia, ma solo di schiena;
quando il vecchio era partito al loro inseguimento, in
pratica erano gi fuori dal centro.
E comunque, anche se li avesse visti in faccia, che importanza
aveva?
- Non avrebbe il fegato di accusarci. Non  che una
guardia giurata, un poliziotto in pensione o uno spostato
incapace di trovare un lavoro regolare. Mio padre
trascinerebbe in tribunale sia lui che il centro. Cosa possono
provare? Neanche quel frocio riuscirebbe a identificarci.
E se per caso ci provasse, potremmo sempre dire
che ci aveva abbordato. Sarebbe la sua parola contro la
nostra, un finocchio come quello contro noi tre... chi
volete che creda a lui?
Kevin sogghignava, sicuro di s. Probabilmente aveva
ragione.
Ma Darren non era pronto a tornare al centro. N con
la madre, n con Molly, e di sicuro non con gli amici.
Non ricordava pi l'eccitazione provata mentre la guardia
li inseguiva, ma la fugace, bruciante sensazione che
gli aveva attraversato il cervello quando aveva afferrato
per i capelli il tizio con il piercing al naso, pronto a
sbattergli la testa contro il cemento, e a sbatterla ancora,
fino a che quegli occhi imploranti, atterriti, si fossero
chiusi per sempre.
Vacanze di Natale. Interminabili. Vedi sempre la stessa
gente. Parenti, amici. Visite a orari improbabili. In quel
periodo non apr un solo libro. Avrebbe voluto, ne aveva
tutta l'intenzione, lo aveva promesso ai suoi. Invece
no. Usc con gli amici. Di continuo. And a trovare
Molly Rawlings. La sera di Natale fu invitato a cena
dai Rawlings. Stava simpatico, ai Rawlings. O, almeno,
trovavano simpatico il ragazzo che credevano fosse.
Per Darren era pi silenzioso del solito. La sua mente
divagava. Sorrideva pi del solito. Sorrise finch gli fece
male la faccia. Il signor Rawlings, che insegnava a
Dartmouth, gli chiese come sempre del nuoto, dei tuffi.
Sport: era di questo che parlavano, quando parlavano.
La signora Rawlings, invece, gli chiedeva notizie della
famiglia.
Per un momento, quando apr il regalo che Molly aveva
comprato per lui, Darren prov un moto d'imbarazzo,
sopraffatto dalla sensazione di avere gi compiuto quei
gesti. Il Natale precedente, forse? Qui dai Rawlings? Comunque
ringrazi doverosamente Molly per il maglione
di lana azzurro cielo in tinta con i suoi occhi. (Gli occhi di
Darren non erano azzurro cielo, ma di un azzurro argenteo
che con una certa luce sembrava grigio.) E quando
poi Molly apr il pacchettino che lui le aveva teso, Darren
si sent soffocare dal panico perch si era completamente
scordato quello che c'era dentro.
Era un ciondolo: un piccolo cuore d'argento appeso a
una delicata catenina anch'essa d'argento. Il regalo pi
costoso che avesse comprato quel Natale.
- Oh, Darren.  cos bello. Grazie mille.
Molly annasp per allacciarsi la catenina attorno al
collo. Darren avrebbe dovuto aiutarla, ma le sue dita
erano troppo goffe.
D'impulso, Molly lo baci. Non sulla bocca, ma vicino.
Un bacio che voleva essere spontaneo. Forse lo era.
- Darren, sei l'amico pi meraviglioso... il mio migliore
amico. - Molly rise e arross. - Il mio migliore amico
maschio, voglio dire.
E Darren si sent pronunciare queste parole: - Anche
per me  lo stesso! Voglio dire,  quello... quello
che provo per te.
I genitori di Kevin avevano la loro "capanna" sulle
White Mountains, a Woodstock. Grande il doppio della
casa dei Flynn, in stile ultramoderno, con tronchi e vetrate
di cristallo, e caminetti in pietra. I Pyne andavano
sempre lass a sciare, fra Natale e Capodanno, e quell'anno
Kevin invit Darren a unirsi a loro. Darren non
era uno sciatore eccezionale, per se la cavava. Kevin
sciava molto peggio. Insieme, si diedero alla pazza
gioia. A Woodstock si faceva festa tutte le sere. Non c'era
bisogno di ricevere un invito ufficiale: tutti erano invitati.
Darren conobbe ragazze. Darren si ubriac. Darren si
scaten. Darren vomit e poi non riusc a tirarsi fuori dal
letto fino a met del giorno successivo.
Fu cos che trascorsero gli ultimi giorni dell'anno.

Capitolo 23.

L'Anno Nuovo: il 2004. Quanta neve, i primi di gennaio,
bianca e accecante come un'amnesia.
Aveva motivo di pensare che tutto sarebbe stato come
nuovo, non c'era ragione di ritrovarsi trascinato nel
passato. La sua risoluzione per l'Anno Nuovo era qualcosa
che l'allenatore Ellroy gli ripeteva di continuo:
Focalizza la tua energia. In te stesso. Inspira, espira.
Focalizza.
Non aveva parlato con nessuno del suo bizzarro insegnante
di letteratura, neanche a estranei conosciuti
durante le vacanze. E non aveva rivolto la parola al
professor Tracy da quel giorno di novembre, quando
aveva stracciato il compito e ne aveva lasciato cadere i
pezzi nel cestino.
Era cos che ricordava la scena: era stato lui a strappare
disgustato il compito dalle mani del professore e a
stracciarlo. Lui, non Tracy, e farlo gli aveva lasciato
dentro una sensazione stupenda.
Non sono speciale. Non lo sono.

Capitolo 24.

Il 5 gennaio, quando rientr a scuola, trov due sorprese
ad aspettarlo: avrebbe seguito le lezioni della professoressa
Katzman, non quelle di Tracy, che si svolgevano
ugualmente alla quinta ora; e il suo voto dell'ultimo trimestre
era B.
Lo fiss a bocca aperta. Non B-, ma proprio B. Avvert
una fitta di vergogna: era un regalo, un grande regalo
da parte dell'insegnante.
Al professor Tracy piaceva vantarsi di non distribuire
voti alti come certi distribuiscono semi ai piccioni. Nei
suoi corsi dovevi sudare perfino per un C.E ora, anche se
l'ingiustizia andava a suo vantaggio, Darren ne soffr.
Di solito a North Falls arrivavi a fine anno con l'insegnante
che avevi al primo trimestre. Tracy doveva aver
sistemato le cose in modo da farlo trasferire al corso
della Katzman, un'insegnante meno brillante e meno
popolare di lui, ma comunque competente e non altrettanto
stretta di voti. Era un regalo anche questo: un regalo
d'addio.
Che gratitudine prov! E che sollievo! Non sarebbe
pi stato obbligato a vedere Tracy. La scuola era grande
abbastanza perch potessero evitarsi.
I suoi voti del primo trimestre andavano dal solito A
in educazione fisica a un D+ in matematica. Aveva anche
preso un B- in educazione sanitaria, un corso semestrale
obbligatorio. Quando suo padre vide la pagella,
scosse la testa perplesso. Come aveva fatto Darren ad
avere un voto cos alto in letteratura, una materia nella
quale era sempre stato scarso, e cos basso in matematica?
Letteratura non era forse una materia da femmine,
e matematica da maschi?
Darren non parl dei suoi voti a nessuno degli amici.
Se gli chiedevano qualcosa, scrollava le spalle. Come
per dire che non era andato troppo bene, macchissenefrega.
La maggior parte dei suoi compagni prese diversi C
e qualche raro B. L'unica cosa importante, per non essere
espulsi dalla squadra, era che la media non scendesse
sotto C-.
Anche se non gliene parl, Darren intu che, a parte il
solito B- in educazione fisica, Molly aveva preso una
sfilza di A. Era sempre fra le migliori, pur seguendo
corsi difficili come francese avanzato. Usando tutto il
suo tatto, Molly gli domand che voto gli avesse dato il
professor Tracy, e Darren le rispose con una scrollata di
spalle.
- Per non ti ha bocciato, vero? - insist lei, ansiosa.
- No, sono passato.
- Vorrei che mi avessi permesso di aiutarti un po' di
pi, lo scorso trimestre. Con il saggio su Thoreau, per
esempio...
- S, certo.
-  cos strano, Darren, che ti abbiano trasferito al
corso della Katzman. Perch credi che lo abbiano fatto?
- Ho sentito che volevano pareggiare il numero degli
allievi. Tracy ne aveva troppi pi della Katzman -
ment disinvolto Darren, come se avesse fatto pratica.
- Mi dispiace che abbiano trasferito proprio te. Sentir
la tua mancanza.
- S. Anch'io la tua.
Invece no. Non avrebbe sentito la mancanza di niente
e di nessuno. Non sentiva altro che sollievo, e gratitudine,
per esserne fuori.

Capitolo 25.

Poteva finire cos. Avrebbe dovuto finire cos. Ma non
fin cos.
- ... E poi mi dice di fermarmi alla fine della lezione.
E mi tende il compito tenendolo fra due dita, come
se puzzasse. E sopra c' un'enorme F rossa. Ehi dico
io, e sono davvero sorpreso. Mi pareva di aver fatto
un buon lavoro; ci ho lavorato un sacco. E lui, con
quella vocetta da frocio: Sono sicuro che tu ci abbia lavorato
un sacco, Jimmy, per le tue abitudini. Sfortunatamente,
tutto il tuo lavoro  stato estrarre queste sbrodolatine
dall'onnipresente Mister Google.
Jimmy Kovaks era cos fuori di s che in pratica azzann
le parole sbrodolature e onnipresente. Aveva gli occhi
che sprizzavano scintille e le narici che fremevano
d'indignazione. Dei cinque ragazzi stretti attorno a un
tavolo da McDonald's era l'unico a non mangiare di
buona lena. Aveva staccato un boccone dal suo cheeseburger,
per poi rimetterlo sul vassoio e piantare i gomiti
sul tavolo agitando le dita unte.
Gli altri ragazzi erano Kevin Pyne, Ross Slaugh, Roger
Polidari e Darren Flynn. Era un venerd sera di fine gennaio,
ed erano passate settimane dall'ultima volta che
Darren aveva visto il professor Tracy. Sapeva che Jimmy
aveva avuto qualche problema con lui, per non conosceva
i particolari. Adesso, mentre Jimmy continuava a
parlare, Darren abbass gli occhi e ascolt atterrito.
- ... Cos non solo mi affibbia una F. Non solo non mi
permette di riprovarci. Non mi lascia spiegare che ero
sotto pressione e che non  che volessi proprio copiare
tutta quella roba da Internet. Perch in parte l'avevo
stampata, capite, e poi la stampata era finita in mezzo a
quello che avevo scritto io. Ma quando ho provato a spiegarglielo,
lui mi ha fatto: Il tuo compito  puro e semplice
plagio, dall'inizio alla fine, Jimmy. Pensi d'essere alla
scuola materna? Che sia tutto un gioco? Tu imbrogli, e io
dovrei fingere di non accorgermene? E io: A chi sta
dando dell'imbroglione, professore? Non si permetta di
darmi dell'imbroglione. E allora...
- Gli hai davvero detto cos? Forte!
- ... allora lui fa: Un imbroglione  un imbroglione.
Non c' altro da discutere, Jimmy.
Aveva un'espressione cos stravolta che gli amici fecero
fatica a non ridere. Jimmy batt un pugno sul tavolo,
sparpagliando patatine fritte sul vassoio e quasi rovesciando
la Coca-Cola maxi di Kevin. - E ora Tracy
vuole bocciarmi, e se lo fa, sono fuori dalla squadra per
il resto dell'anno.
Fuori dalla squadra. In pratica una condanna a morte.
Jimmy Kovaks era uno dei migliori nuotatori della
squadra. L'anno prima aveva sviluppato una bracciata
possente, e il suo stile libero era buono quanto quello di
Darren. Per, a differenza di Darren, di rado Jimmy
perdeva fiducia in se stesso; anche quando doveva affrontare
avversari davvero in gamba, sembrava non
rendersene conto e nuotava fino all'ultima vasca come
un pesce impazzito. Cos, anche se arrivava secondo, si
conquistava l'ammirazione del pubblico. Per forza dovevi
ammirarlo, uno cos deciso a vincere da sfinirsi,
uno che a fine gara doveva essere tirato fuori di peso
dalla piscina.
Secondo Darren, di tutta la squadra soltanto Jimmy
aveva una possibilit di vedersi assegnare una borsa di
studio per meriti sportivi.
Kevin chiese a Jimmy se i suoi genitori fossero andati
a parlare con Tracy, e Jimmy disse che s, sua madre c'era
gi stata, e suo padre avrebbe partecipato a una riunione
con il preside Newlove.
Kevin annu. - In una situazione del genere l'intervento
di un padre pu fare una grossa differenza. Specialmente
con uno come Newlove, sempre preoccupato
di pararsi il culo.
Anche Kevin era stato bidonato da Tracy: aveva rimediato
solo un C-, anche se era sicuro di essersi meritato
come minimo un B-. Si era ammazzato di lavoro,
sull'ultimo compito, ma Tracy si era rifiutato di alzargli
il voto. - Mi dice: Se lo facessi con te, Kevin, dovrei
farlo con tutti i miei studenti. E sono quasi cento. E io:
No che non dovrebbe, professore! Basta che nessuno
lo sappia. E lui mi guarda con espressione strana e fa:
Sarebbe il nostro segreto, Kevin?  questo che vuoi dire?
E io penso: "Questa checca ci sta provando, ragazzi!"
e ho una gran strizza, per faccio finta di niente e
gli dico tutto disinvolto: S, professore, in tono davvero
rispettoso; e allora lui mi guarda e spinge il compito
verso di me e dice: Mi dispiace, Kevin. Non posso
alzarti il voto onestamente, e non lo alzer disonestamente.
E non sono solito mantenere segreta una qualunque
transazione fra me e un qualunque studente.
Il viso di Kevin era paonazzo quanto quello di
Jimmy. Tutti concordarono che si, era proprio uno
schifo che una checca disgustosa come Tracy avesse
tanto potere sulla vita di uno studente.
Di colpo Kevin si volt verso Darren, che era rimasto
in silenzio per buona parte della conversazione. - Ha
fregato anche te, vero Darren? Che voto ti ha rifilato?
Per quanto preso alla sprovvista, Darren ebbe la presenza
di spirito di scrollare le spalle e abbozzare una
smorfia imbronciata. Kevin e gli altri gi sapevano, o credevano
di sapere, che i suoi voti dell'ultimo trimestre
non erano certo cosa di cui vantarsi. E di sicuro adesso
non avrebbero insistito. Darren Flynn era uno di loro.
A quel punto l'argomento della conversazione si spost
sul fatto che Tracy fosse o meno una checca.
- Non  sposato, giusto?
- E se anche lo fosse? Mica proverebbe qualcosa. Ci
sono un sacco di tizi, tizi sposati, che a una certa et diventano
froci.
- Che cosa! Ehi, non mio padre!
- No, certo che no, non i nostri padri. Ma altri, uomini
adulti, sulla quarantina...
- Certo che Tracy  strano! Ha un cagnolino, uno spaniel.
Un tipico cane da froci, lo sanno tutti. Abita vicino a
mia zia, e lei lo vede sempre quando lo porta a spasso. Si
d un sacco di arie, neanche fosse una specie di aristocratico.
Non fa che usare paroloni e ha sempre quell'aria superiore.
Ci gode, a umiliare i maschi. Invece ha un occhio
di riguardo per le femmine. Una come Molly Rawlings.
 chiaro che le favorisce. Lo strano  che Tracy  un appassionato
di sport. Assiste a tutte le nostre gare. Ha una
macchinetta digitale che  una forza, e non fa che scattare
foto a ripetizione, per  come se ce l'avesse con gli atleti.
Ci tratta come persone qualunque. - Il tono di Roger
Polidari era sempre pi indignato. - Non faccio eccezioni
dice ai giocatori di football, ai ragazzi che l'anno
scorso hanno vinto il campionato di pallacanestro della
circoscrizione, a ragazzi come noi. Sul serio! L'anno scorso,
all'inizio del corso, ha detto proprio cos... un vero discorso
da checca.
A quel punto anche Barry Phelps e Drake Hardin si
erano uniti a loro, avvicinando le sedie al tavolo. Barry
era un giocatore di pallacanestro, un tipo alto, dinoccolato
ed eccitabile, sempre pronto a dimostrare rumorosamente
la propria solidariet. Drake era pi silenzioso,
con capelli scuri e ispidi che spuntavano come aculei dalla
fronte bassa. Come Darren, Drake abitava fuori citt,
per era riuscito ad aggregarsi a un ragazzo popolare. A
differenza di Darren, Drake non era particolarmente popolare,
un tipo decisamente poco simpatico, e uno dei
pi scarsi giocatori della squadra di pallacanestro.
Quando erano insieme, si trattavano con educazione
reciproca, per Darren sapeva che Drake sparlava di lui
dietro le spalle e si faceva beffe del lavoro di suo padre
(Ronda Carogne! Sai che gusto!). E ogni volta che
Darren lo incrociava, non poteva fare a meno di pensare:
Questo tipo mi odia.
- Sicuro! - disse Barry, sputacchiando per l'eccitazione.
- Tracy ce l'ha con noi. Ci sono le statistiche a
provarlo: lo sapevate che l'anno scorso met squadra
ha rischiato la sospensione per colpa sua? Invece va
pazzo per l'hockey femminile. Le femmine mica le discrimina,
no? I pregiudizi ce li ha contro gli atleti come
noi. Dai retta a me, Jimmy: citalo per "pregiudizio". Di'
a tuo padre che minacci di querelarlo, parlo sul serio.
- Querelarlo per cosa? - sbuff Jimmy disgustato.
- Il bastardo ha stampato tutta la roba che avevo copiato
da Internet per infilarla nel compito: l'avevo tirata
fuori da cinque siti diversi, ma quello stronzo li ha trovati
tutti. Dice che  una "prova inconfutabile". Un
"plagio". E non ha intenzione di alzarmi il voto.
- Per se glielo ordina Newlove dovr farlo per forza,
no?  il preside, no? Potrebbe sbatterlo fuori a calci.
- Newlove non lo farebbe mai. Non vuole problemi
con la stampa.
- Potrebbe finirci lui, nei guai. Essere sbattuto fuori
a calci pure lui.
- Questi vecchi stronzi che si atteggiano a Dio! E silurano
la carriera di un bravo ragazzo.
Ormai Jimmy era fuori di s. Aveva persino gli occhi
lucidi. Come quando in piscina esibiva improvvisi scatti
di energia, simili a piccole esplosioni, ora, in compagnia
di amici fidati, la sua indignazione erompeva in
zampilli di rabbia. - E volete sapere qual  la cosa peggiore,
ragazzi? La volete sapere? - E gli amici a dire:
- S, s, qual  la cosa peggiore? - E Jimmy, le labbra
tremanti, quasi piangendo: - L'allenatore ce l'ha con
me! Con me! Gli ho raccontato tutto, e quando lui  andato
a parlare con Tracy, quello gli ha mostrato la sua
"prova inconfutabile", e ora l'allenatore ce l'ha con me.
Dice che non capisce come abbia potuto essere cos imbecille,
cos stupido, "plagiare" Internet in quel modo,
cos cretino da illudermi che uno come Tracy, col suo QI
da genio, non avrebbe fiutato il trucco. - Sospir con
una smorfia, sollev il cheeseburger ormai freddo, ne
stacc un boccone e continu a ripetere masticando: -
Riuscite a crederci, ragazzi? L'allenatore ce l'ha con me.

Capitolo 26.

Darren se ne rese conto solo a distanza di settimane: 
stato allora. Quella notte. L'inizio.
Non era riuscito a impedirlo; ma che avrebbe potuto
fare?
Non c'era niente che Darren Flynn avrebbe potuto fare.
Niente che Darren Flynn avrebbe potuto dire.
Infatti, tutto quello che Darren disse, pulendosi la
bocca con un tovagliolo macchiato, infilandosi nell'aspra
conversazione degli amici, fu: - Tracy che scatta
foto digitali? Di ragazzi in costume da bagno? Qualcuno
dovrebbe starci attento.

Capitolo 27.

Una settimana dopo quella sera da McDonald's, l'allenatore
diede una strigliata all'intera squadra. Li fissava
con occhi di fuoco. - Kovaks  fuori dalla squadra per
il resto della stagione - disse disgustato. - Newlove
me l'ha appena comunicato. La decisione  definitiva.
Non c' pi niente da discutere.
Fece una pausa. Si vedeva una vena pulsargli nella
fronte a cupola. Considerato che quel pomeriggio Kovaks
non era con loro, non si poteva dire che la notizia li avesse
colti di sorpresa. Per l'aria fremeva di tensione, di paura.
- E sapete di chi  la colpa? Perch Kovaks  fuori
dalla squadra?
Nessuno os aprire bocca. Darren strinse le braccia
attorno alle ginocchia nude, tremando. La puzza di cloro,
che quando nuotavi non avevi il tempo di notare, li
avvolgeva opprimente come un gas tossico.
- Che hai da sogghignare, Pyne? Tu sei pappa e ciccia
con Kovaks. Hai qualcosa da dirci?
Kevin rise nervosamente e bofonchi qualcosa di incomprensibile.
- Cos', Pyne, stai masticando un chewing-gum?
Parla.
- Ho detto:  stato il professor T-Tracy.  colpa sua
se Jimmy  fuori dalla squadra. '
- Il professor T-Tracy. - Il tono dell'allenatore divent
perfino pi disgustato. C'era quasi da credere
che si stesse divertendo. Non era da Kevin balbettare,
ma davanti al coach, perfino a un tipo tosto come lui
potevano cedere i nervi. - No. Non  stata colpa del
"professor T-Tracy".  stata colpa di Jimmy Kovaks. 
fuori dalla squadra, e ha lasciato i suoi compagni nelle
peste, ci ha fregati per il resto della stagione per colpa
di qualcosa che ha fatto lui, tutto da solo.  chiaro? Avete
capito tutti? - Si raddrizz in tutta la sua altezza
(che non era granch, s e no uno e ottantacinque) e si
piant le mani sui fianchi come un sergente istruttore.
- Qualcosa che ha fatto Kovaks di sua spontanea volont.
Il vostro caro amico KOVAKS.
Avrebbe voluto aggiungere altro, si capiva da come
muoveva la bocca, invece gir i tacchi e se ne and. Nel
ricordo, Darren lo vedeva allontanarsi zoppicante, ferito.

Capitolo 28.

All'inizio fu per vendicare Jimmy Kovaks. E l'intera
squadra. Poi, via via che la voce si spargeva, vorace come
un incendio nell'erba secca, saltarono fuori altri vecchi
rancori contro il professor Tracy.
Mi ha bocciato!
Ha bocciato anche me!
C'erano ragazzi dell'ultimo anno che ancora ce l'avevano
con lui per i voti bassi dell'anno precedente.
C'era il tesoriere della terza che lo odiava perch gli
aveva dato B-, "sabotando" la sua media. E i giocatori
di football cui Tracy aveva "mancato di rispetto",
e Roger Polidari che nell'ultimo compito aveva preso
D-: - E non era un "plagio". Era tutta farina del mio
sacco.
C'era Barry Phelps, che insisteva a dire che Tracy
aveva un "pregiudizio" contro gli atleti e doveva essere
"tolto di mezzo".
E Drake Hardin, che non aveva mai seguito il corso
di Tracy, ma era totalmente solidale con il suo amico
Barry.
E Kevin Pyne. Sembrava che Kevin Pyne fosse dappertutto,
sempre.
Niente di serio. Solo chiacchiere. Stronzate.
... Non devo immischiarmi.
Perch Darren Flynn avrebbe dovuto sapere, o anche
solo ascoltare i suoi amici che complottavano per vendicarsi
del professor Tracy?
( cos che ne parlavano: "vendetta", "vendicarsi".)
(Come in una specie di videogame, tutto un bang
BANG BANG BUUMBUUM!)
Ormai Darren non frequentava pi il suo corso, e di
questo era profondamente grato. Quando il discorso virava
su Tracy, sulla sua ultima spiritosaggine ai danni di
qualcuno, sull'ultimo cattivo voto assegnato a chi si meritava
di pi, sulla voce assurda e inverosimile di Tracy
che frequentava i bar gay (a Burlington, Vermont?) o la
sala giochi del centro commerciale, la mente di Darren
divagava. A volte piantava in asso gli amici con la scusa
di avere qualche impegno: per esempio in mensa, quando
il loro tavolo era gremito di dodici, a volte anche
quindici ragazzi chiassosi e sghignazzanti che attiravano
l'attenzione di tutti.
Attenzione invidiosa, Darren lo sapeva.
E c'erano anche occhi puntati su di lui: Non  una forza,
quel Darren Flynn? Com' carino, Darren Flynn!
Gli piaceva essere invidiato, questo doveva ammetterlo.
Era qualcosa che ti dava la carica quando eri a
terra. Rendeva pi scattante il passo, ti faceva tenere la
testa pi alta di quanto probabilmente avresti fatto se
fossi stato solo e nessuno ti avesse guardato.

Capitolo 29.

- A lezione di letteratura sentiamo la tua mancanza,
Darren.
Il viso di Darren avvamp. Non avrebbe chiesto a
Molly se davvero il professor Tracy aveva detto che
sentiva la sua mancanza.
Nel corso della Katzman di solito Darren prendeva voti
decenti. Era risaputo che la Katzman era di manica
molto pi larga del professor Tracy. Era risaputo che le
sue lezioni erano LENTE. Ti permettevano di sonnecchiare,
digerendo il pranzo con tutta calma. La professoressa
Katzman era una donna tozza con un petto abbondante
e un sorrisetto perennemente afflitto. Uno di
quegli insegnanti anonimi, insignificanti, che ti scordi
appena fuori dall'aula.
Darren rimase sorpreso scoprendo quanto poco avessero
da dire gli studenti nel corso della Katzman. Usavano
la stessa antologia adottata dal professor Tracy,
American Vistas, ma in pratica non si discuteva quasi
mai di quello che leggevano, e nessuno esprimeva mai
una qualsiasi opinione. Sembrava che niente avesse
grande importanza. Di sicuro non i personaggi dei romanzi,
n quello che Robert Frost aveva voluto realmente
esprimere con la poesia "La strada non presa".
La Katzman era una persona pratica, una veterana dell'insegnamento,
pi anziana del professor Tracy, e durante
l'ora di lezione non faceva che descrivere trame e
temi per preparare gli studenti all'esame finale. Parlando
con Molly, Darren osserv che nella sua nuova aula
la lancetta dei minuti si muoveva due volte pi lentamente
che nell'aula di Tracy.
- Si direbbe che anche tu senta la nostra mancanza,
Darren - replic Molly.

Capitolo 30.

...  una checca,  evidente. Basta guardarlo.
Una checca ha quello che si merita. Se lo va a cercare.
Pervertito... perofilo...
Pedofilo...
Come certi preti cattolici di cui parlano tutti, quelli
che insidiano i ragazzini.
Tracy  il nemico; nutre pregiudizi.
 lui il nemico, non noi.
Ha una vita segreta,  chiaro. Ce l'hanno sempre,
quelli.
Sicuro: qui attorno ci sta attento. Sa che farebbe una
brutta fine, se lo scoprissero.
Per  sempre l che ti guarda strano.
(Non  che ci ha mai provato con qualcuno, a scuola?
Neanche una volta?)
(Non che si sappia. Non ancora.)
Fu Kevin ad avere l'idea. Procurarsi qualche rivista porno
per gay, meglio ancora se con foto di ragazzini, e lasciarla
con un biglietto sulla scrivania di Tracy, o sul parabrezza
della sua auto, cos avrebbe capito d'essere stato smascherato.
Per fu Drake Hardin a suggerire di non lasciare
quella roba dove Tracy potesse trovarla - perch si sarebbe
limitato a gettarla via e a stare in guardia - ma d'infilarla
in una busta chiusa e spedirla al preside Newlove
con un biglietto tipo: "Sono un povero ragazzino vittima
delle molestie sessuali di Tracy." - Cos  sicuro che finisce
nei guai. Non ne sapr niente finch Newlove non lo
chiama. Per una volta sar lui a restare fregato.
Darren era all'oscuro di tutto. Pi o meno.
E comunque erano solo chiacchiere. Stronzate. Non li
potevi prendere sul serio, quei discorsi.
Non posso farmi coinvolgere.
Era febbraio, quando si procurarono le riviste. Ritagliarono
qualche pagina di foto a colori, disgustose, da vomitare.
Ragazzi nudi e uomini nudi. Soprattutto ragazzi
nudi. Alcuni giovanissimi. Che schifo! Roba da pervertiti,
cos orribile che a una persona normale veniva
la pelle d'oca, la nausea, al solo guardarla.
Chiunque si eccitasse con quella roba doveva essere
un MANIACO.
Un MANIACO fatto e finito, che non meritava di stare
al mondo.
Una decina di foto porno in tutto. Infilate in una busta
indirizzata a JOHN newlove, preside. Insieme alle foto
c'era un messaggio in stampatello, scritto con pennarello
rosso e calligrafia infantile su un foglio strappato
da un quaderno:
Tracy mi ha distruto la vita
Mi verghogno tanto
Non sono nella vostra squola. Ho 11 anni
VOLIO MORIRE.
A una cert'ora dopo le cinque del pomeriggio dell'11
febbraio 2004, Kevin Pyne in compagnia di tre amici -
Roger Polidari, Barry Phelps, Drake Hardin - infil
quella busta (ben chiusa) sotto la porta dell'ufficio del
preside. Dopodich si allontanarono con tutta calma nel
corridoio deserto e scarsamente illuminato, e uscirono
dalla scuola. Su di giri, eccitati. Forse anche un po' spaventati.
Anni di telefilm polizieschi li avevano resi astuti;
sapevano di non dover lasciare impronte sui fogli, e
si erano ben guardati dal leccare la colla sulla busta per
evitare di lasciarvi tracce del loro DNA. Avevano evitato
di scrivere il biglietto al computer, perch sapevano
che era possibile risalire all'origine di una stampata.
Kevin Pyne era il cospiratore capo, colui che aveva
scritto in stampatello il biglietto con il pennarello rosso
e, con l'aiuto degli altri, ne aveva deciso l'ispirato contenuto.
Fu per Drake Hardin a dire, mentre risalivano
sulla Saab di Kevin: - Merda! Facevamo meglio a spedire
tutto alla polizia.
E Kevin Pyne, girando la chiavetta dell'accensione,
replic con calma, come se ci avesse gi pensato anche
lui: - Lo faremo. La prossima volta.

Capitolo 31.

Due settimane dopo, una sera Eddy si appoggia allo stipite
della porta di Darren e lo guarda in modo strano.
- Ehi, fratellino, chi hai a letteratura?
Lo stesso insegnante che Eddy aveva avuto qualche
anno prima, rispose Darren: la Katzman.
Eddy sembr deluso. - Oh, quella. Mi ero scordato
il nome.
Era tardi per le abitudini di casa Flynn, le undici passate.
Eddy doveva alzarsi alle sei, ma era stato fuori
con la sua ragazza, Ruthie; non aveva cenato a casa, e
Darren sentiva odore di birra nel suo alito, e un profumo
pungente che doveva essere quello di Ruthie e lo
faceva sentire al tempo stesso eccitato e indignato.
- Perch t'interessa?
- Ho sentito certe chiacchiere su uno dei vostri prof
di letteratura. Uno arrivato dopo che mi sono diplomato,
credo.
Darren s'irrigid. Sapeva che, se avesse mostrato il
minimo segno d'interesse, Eddy sarebbe diventato subito
evasivo.
Era fatto cos, Eddy: dispettoso, sempre pronto a
stuzzicarlo. Come se la coscienziosit del fratello minore
fosse per lui fonte di continuo divertimento. Come se
l'ansia che la madre provava per lui, e la delusione del
padre, non facessero che irritarlo.
- ... Il nome non posso dirlo,  confidenziale. Per
ora. Forse, soltanto forse, c' sotto una faccenda davvero
disgustosa.
Darren non ci mise molto a capire: un amico del fratello
era un giovane agente di polizia alla Centrale di
North Falls. Doveva essere da lui che Eddy aveva saputo
dell'indagine.
Disgustosa. Non poteva riferirsi che al sesso. Sesso disgustoso,
da pervertiti.
- Non sembri interessato, fratellino - insist Eddy.
- Hai l'aria dubbiosa.
Darren rise, sforzandosi di apparire convincente. Come
se fosse certo che era tutto uno scherzo.
Quando Eddy era arrivato, Darren era curvo sulla
sua scrivania - non una scrivania vera e propria, ma un
robusto tavolo di pino grezzo che il padre aveva messo
insieme per lui anni prima - e si sforzava di capire, attraverso
la foschia di una leggera emicrania, alcune formule
chimiche: venerd c'era compito in classe. (Adesso
era mercoled. Se era in alto mare, meglio scoprirlo subito
e sapere su cosa chiedere aiuto a scuola domani.)
Per continuava a vedersi passare nella mente sprazzi
dell'allenamento di nuoto pomeridiano: aveva iniziato
alla grande con il dorso (lo stile migliore: hai la faccia
fuori dall'acqua, puoi respirare senza calcolare ogni
boccata), ma poi si era distratto e il suo stile libero era
stato scadente, e l'unico commento dell'allenatore ai
suoi tuffi era stato: - Continua cos, Darren: ci sei vicino
- quasi sospirando, come se spingesse un masso su
una collina. Da quando Kovaks ne era fuori, sembrava
che la squadra si fosse come sgonfiata. Kovaks era
chiassoso, esplosivo, un po' strambo, per si sentiva la
sua mancanza. Ultimamente avevano perso di stretta
misura un incontro con il White River High che in teoria
avrebbero dovuto vincere. E a marzo li aspettavano
avversari pi forti.
A dispetto di quello che aveva detto l'allenatore, la
colpa veniva affibbiata a Tracy. Tutti avevano notato
che il professore non aveva assistito all'incontro con il
White River.
Non ne aveva avuto il coraggio. Lo avrebbero sommerso
di fischi.
O peggio.
A Darren non era stato spiegato esattamente cos'avevano
intenzione di fare, o avevano gi fatto, Kevin e gli
altri. Aveva detto chiaro e tondo che voleva restarne
fuori.
Non voleva entrarci. Qualunque cosa fosse.
(Anche se sapeva che Drake Hardin, e Kevin, erano
coinvolti. Diventavano sempre pi intimi, quei due. Li
vedeva davanti all'armadietto di Kevin che chiacchieravano
e ridevano. Che complottavano.)
Quella sera, poi, Darren aveva difficolt a concentrarsi
anche per un altro motivo: c'erano una mezza
dozzina di e-mail in attesa di risposta, tutte di ragazze,
inclusa Molly Rawlings, che gli mandava di continuo
brevi messaggi di una riga, come un uccellino cinguettante
in un angolo della stanza: "Ciao, Darren! Oggi a
scuola ho sentito la tua mancanza."
Non che Darren evitasse Molly di proposito. Semplicemente,
sembrava dimenticarsi sempre di lei.
Ora, per quanto Eddy cercasse di stuzzicare la sua curiosit
con vaghi accenni alla faccenda "confidenziale",
"disgustosa", Darren si limit a ridere e a scuotere la testa
come se fosse tutto un grosso scherzo. - Sei un bravo
ragazzo tu, fratellino - disse Eddy con inattesa dolcezza.
- Prendi le cose sul serio, come  giusto che sia.
Darren avrebbe ricordato a lungo quella strana osservazione.
E avrebbe anche ricordato la data: 25 febbraio 2004.

Capitolo 32.

Non ci avrebbe pensato. No.
Aveva altro cui pensare, aveva la sua vita. Un bravo ragazzo:
cos lo giudicava il fratello, e anche gli altri, molti
altri. A scuola non aveva motivo di vedere Tracy: mai, mai
pi. La classe della Katzman era al primo piano, subito
davanti alle scale; anche quella del professor Tracy era al
primo piano, ma al capo opposto del corridoio.
Le prime voci presero a circolare luned.
Stava succedendo qualcosa di strano, ma che cosa?
Un'indagine, riunioni segrete nell'ufficio del preside?
Una studentessa che dava una mano in biblioteca raccont
alle amiche di avere sentito due bibliotecarie parlare
di qualcuno che doveva prendere un "congedo per
malattia"... "Esaurimento nervoso", forse?
Sempre pi spesso circolava il nome del professor
Tracy. Un tempo apprezzato per i suoi commenti spiritosi
e la sua arguzia, ora si diceva apparisse nervoso,
distratto, trasandato, neanche si fosse vestito al buio.
Fa lezione come al solitoconfid Molly Rawlings
a Darren - e i suoi occhi guizzano verso la porta, come
se si aspettasse che da un momento all'altro entrasse
qualcuno. Parla, e perde il filo del discorso;  cos triste,
davvero. Poi, di colpo, riacquista tutta la sua energia e
continua a parlare fin dopo il suono della campanella, e
noi restiamo seduti ad aspettare che finisca perch ci dispiace
mostrarci scortesi e piantarlo in asso... C'era una
delle sue poesie sul "New Yorker"; mia madre me l'ha
messo da parte.  bella, ma in un certo senso misteriosa.
Vuoi leggerla?
Tir fuori dalla borsetta un ritaglio di giornale, ma
Darren non aveva tempo di leggere la poesia. Non proprio
in quel momento.

Capitolo 33.

- Darren? Telefono.
Sua madre usc a chiamarlo sul vialetto. Darren stava
riportando i bidoni della spazzatura vuoti sotto la tettoia
dove parcheggiavano la macchina. Era in camicia
di flanella e jeans, e c'erano quattro gradi sotto zero.
Qualcuno lo cercava? Al telefono?
Ragion in fretta: nessuno degli amici lo avrebbe chiamato
a quel numero, quello dei genitori. Lui aveva la sua
linea personale, e poi con gli amici comunicava via e-mail.
- Chi , mamma?
Fin di spingere i bidoni contro il lato della casa.
Grandi, brutti, scomodi bidoni di plastica arancione
sporchi e puzzolenti. Aveva il cuore in gola, e tutto il
suo istinto da atleta gli diceva di stare in guardia. Di
proteggersi, di fare attenzione, di tenersi pronto.
Quando rientr, la madre lo inform che, chiunque
avesse chiamato, non aveva lasciato n nome n numero
di telefono.
- Stavolta non era una delle tue ragazze - gli disse
scherzando. - Sembrava un uomo. Anziano, dalla voce.
Darren scroll le spalle e usc dalla cucina.
Non ci avrebbe pensato. Non voleva pensarci.

Capitolo 34.

Quella sera ricevette un'e-mail da Itracy:
5 marzo 2004
Caro Darren,
puoi chiamarmi appena ricevi questa mail?
Mi mette a disagio, telefonarti.
 urgente. Il mio numero ...
Lowell Tracy
Darren non telefon. Darren non rispose all'e-mail.
Darren schiacci il tasto cancella.

Capitolo 35.

6 marzo 2004
Caro Darren,
faccio appello a te anche se mi rendo conto che  un
favore enorme da chiedere a un ragazzo giovane.
Saresti disposto a testimoniare a favore del mio
"carattere"? Ti spiegher meglio di cosa si tratta,
naturalmente. Ti assicuro che ogni tua dichiarazione
resterebbe strettamente confidenziale.
Lowell Tracy
Darren lesse il messaggio pi volte. Il cuore gli batteva
cos forte che aveva paura di svenire. Si sentiva
soffocare. Gli sembrava di avere bocca, naso e polmoni
pieni d'acqua, torrenti d'acqua che gli scorrevano dentro
come serpi infuriate.
Schiacci il tasto cancella. Chiuse il programma di
posta elettronica. Spense il vecchio, malandato computer
e and a dormire.

Capitolo 36.

7 marzo 2004
Caro Darren,
questa sar l'ultima volta che mi appello a te, te lo
prometto.
Mi appello a te quale tuo ex insegnante e, spero,
amico.
Mi appello a te come chi  crudelmente e crudamente
inquisito da poliziotti e altri cosiddetti professionisti
decisi a strapparmi un'assurda confessione
di crimini che mai ho commesso n pensato
di commettere contro giovani come te. Sto lottando
per salvare la mia carriera contro autorit della
scuola che mi esortano a usufruire di un temporaneo
congedo per malattia al fine di evitare un
"possibile scandalo".
Ti chiedo soltanto, Darren, di deporre una breve
testimonianza a mio favore, a favore della mia persona.
Non dovresti fare altro che dire la verit ai
poliziotti ignoranti e pieni di pregiudizi decisi a distruggermi,
nonch a quel codardo di John Newlove,
preside del North Falls High, e al pusillanime e ambiguo
avvocato assegnato a questo caso dal Consiglio
dell'istruzione di North Falls.
Ti baster, Darren, dire che mai, nella mia veste di
insegnante, ho tradito la fiducia in me riposta. Non
mi sono mai "approfittato" dei miei studenti.
Perch NON L'HO FATTO! E tu sai che NON L'HO
FATTO.
In quest'ultima settimana ho proseguito l'attivit
didattica nonostante sia sottoposto a pressioni crescenti.
Non so quanto ancora potr sopportare una
tale persecuzione. Ho fatto del mio meglio per
comportarmi come se niente mi avesse ferito. Come
se non fossi stato accusato di crimini orribili da
fonti anonime.
Mi aiuterai, Darren? Basterebbe una tua parola, la
parola di chi  tanto stimato a scuola, per impressionare
favorevolmente coloro che mi hanno eletto
loro nemico.
(Ti scrivo questo messaggio a tarda notte, giacch
potrei non essere capace di scriverlo di giorno.)
Sinceramente,
LT

Capitolo 37.

8 marzo 2004
Gentile professor Tracy,
d'accordo. Lo far. Dir che lei  stato il migliore
insegnante che abbia mai avuto. Al di fuori di questo,
della sua vita fuori dalla scuola, non so niente.
Non posso dire altro.
Sinceramente,
Darren Flynn
... Si svegli aggrovigliato nelle lenzuola sudate, il
fiato corto, affannoso, come se avesse nuotato contro
corrente. Confuso, scopr di essersi addormentato vestito:
si era solo sfilato le scarpe. Fuori era ancora buio,
le cinque e mezzo del mattino. La lampada sulla scrivania
era accesa; strano che non l'avesse spenta. Vide
baluginare il salvaschermo del computer. A passi incerti
and a controllare le e-mail, timoroso di quello che
avrebbe potuto trovare, e vide il patetico messaggio
composto cos lentamente e penosamente ore prima e
mai spedito.
D'accordo. Lo far. Dir che lei  stato
Spost il cursore su invio. Esit, il cuore che batteva
come una creatura vivente intrappolata nel petto.
 questo che vuoi? Essere implicato? Testimoniare a favore?
Non farti coinvolgere. Imbecille!
Spost il cursore su cancella.
Sei sicuro di voler cancellare? S/No?
S. Ne era sicuro.

Capitolo 38.

Da quel momento gli eventi precipitarono.
Il luned mattina il preside Newlove annunci in tono
cupo alle classi di Tracy che il professore aveva chiesto
un "congedo per malattia a tempo indeterminato" e
present loro la nervosa, sorridente giovane donna che
lo avrebbe sostituito.
La supplente sembrava ignorare tutto del professor
Tracy Quando, a met della prima lezione, un ragazzo
alz la mano e le chiese se ci fosse qualcosa di vero nelle
voci che circolavano, che il professore era stato arrestato
per crimini a sfondo sessuale, lo fiss sbigottita
fra le risatine nervose della classe.
- Professoressa? Cos' successo al professor Tracy?
- Non ne ho la minima idea.
Nella sonnolenta quinta ora della professoressa
Katzman, quello fu l'unico intervento che risvegli un
certo interesse.
Lanciando un'occhiata al viso dell'insegnante, Darren
vi scorse una specie di soddisfazione sussiegosa.  contenta.
Lo odia.  gelosa di lui.
Nessuno sapeva dove fosse il professor Tracy. Alla fine
delle lezioni parecchie auto cariche di studenti passarono
davanti alla sua casa in Meridian Avenue, dove abitava
in un appartamento in affitto, ma le veneziane di
tutto il primo piano erano abbassate.
- Che sia rintanato l dentro?
- No, scommetto che se n' andato.
- Ma non l'avevano arrestato?
- E con questo? Sar uscito su cauzione.
In effetti Lowell Tracy non era stato arrestato. Ai genitori
che telefonavano agitati al Dipartimento di Polizia
di North Falls, una poliziotta spieg con voce cordiale
che al momento non venivano rilasciate informazioni
su Lowell Tracy.
Tutte le domande a proposito di indagini su crimini a
sfondo sessuale incontrarono un cortese ma fermo: "No
comment."
Darren non era fra i ragazzi che erano passati in auto,
strombazzando e ridacchiando, davanti alla casa del
professor Tracy. Avevano fatto il giro dell'isolato per
poi ripassarci davanti ridendo come pazzi. Ma sapeva
che era l che stavano andando. - Fareste meglio a lasciarlo
in pace - aveva detto, aggrottando la fronte. -
La cosa si  spinta troppo oltre.
- Lasciare in pace chi? - aveva replicato Kevin in
tono innocente. - Cos' che si  spinto troppo oltre?
- Lo sai.
- Cos' che so? Chi sa cosa? Tu?
- L'allenatore ha detto che non era colpa sua...
- Cos' che non era colpa di chi? Di che blateri,
Flynn?
Kevin si port la mano contro l'orecchio, beffardo.
Darren gli diede uno spintone e fece per tirargli un pugno,
ma Kevin indietreggi ridendo. Intervennero gli
altri e tutto fin in pochi secondi: un incendio spento sul
nascere. Darren si allontan in fretta, spingendo alla
cieca una porta che dava all'esterno.
Insieme a Kevin c'erano Roger Polidari, Jimmy Kovaks,
Barry Phelps, Drake Hardin. Sapeva che, mentre se ne
andava, lo seguivano sogghignando con lo sguardo. Sapeva
che ridevano di lui.
Sembrava che adesso Drake fosse sempre in mezzo a
loro. Appiccicato a Kevin Pyne come a Barry Phelps.
Bastardi. Quanto li odio.
- ... C' una lista, capisci. Delle vittime di Tracy. Bambini
delle elementari, per lo pi. Mia zia dice che in una
casa vicino a quella di Tracy abita un ragazzino di nove
anni...
- La lista! Hai saputo che ci sono sei ragazzi della
nostra scuola?
- Sei? Io avevo sentito dieci.
- Tipi che non sospetteresti mai. Sai... quelli della
squadra di nuoto? Kovaks, Polidari, Pyne...
- Stronzate, quelli non sono gay.
- Certo che no, ma Tracy ha provato ad adescarli. A
ricattarli con i voti.
- Pyne ha parlato con la polizia, per in teoria nessuno
dovrebbe saperlo.
- Credevo che avesse parlato con il procuratore distrettuale.
- ... nel caso ci fosse un processo.
- Ci sar un processo?
- Drake Hardin dice che Tracy ci ha provato anche
con lui, che l'ha abbordato una sera al centro commerciale.
Dice che non lo ha riconosciuto, non sapeva che
era uno studente di qui, e ha cercato di adescarlo in un
cesso, gli ha fatto gli occhi dolci nello specchio...
- Drake Hardin! Quell'imbecille.
- Il che dimostra quanto sia disperato Tracy. Quanto
fosse disperato, cio.
La mattina dell'11 marzo il preside Newlove convoc
un'assemblea per annunciare che le voci secondo le
quali il professor Tracy era stato licenziato dal Distretto
Scolastico di North Falls erano "assolutamente prive di
fondamento".
- Come credevo di aver messo in chiaro - disse -
il professor Tracy  in congedo per malattia a tempo indeterminato.
Non posso dirvi altro. Con ogni probabilit
sar di nuovo fra noi prima della fine del trimestre.
Parlava a scatti, come se avesse qualcosa conficcato
in gola.

Capitolo 39.

- ... alla tua scuola, non so che indagine su crimini
sessuali... roba da gay... che succede?
- Non saprei, pap. Girano un sacco di chiacchiere,
ma...
-  coinvolto qualcuno dei tuoi amici?
- No, pap. Non proprio.
- Non proprio? Come sarebbe?
- Voglio dire no. Non sono coinvolti.
- Ho sentito che sono andati a parlare con la polizia.
Era stata una specie di imboscata. Walt Flynn aveva
chiesto al figlio di accompagnarlo a fare acquisti alla segheria.
Era vero, in effetti doveva comprare un po' di
roba, per aveva anche diverse domande da porre a
Darren, a distanza di sicurezza dalle orecchie materne.
- Sai con quanta facilit si sconvolge tua madre.
Quanto  emotiva. E questa roba disgustosa, questa roba
da gay, ne sente parlare dalle amiche ogni volta che
squilla il telefono, e ne ho sentito parlare anch'io. Quello
che voglio sapere, Darren, ...
- Te l'ho gi detto, pap. Non ne so niente.
- Ho telefonato al padre di quel tuo amico, Kevin
Pyne. Lui non  stato per niente amichevole.
- Hai telefonato al padre di Kevin? Perch?
- Perch gira il nome di Kevin. Perch lo hanno visto
alla stazione di polizia. Perch voi due siete amici.
Ecco perch.
- Che ha detto il signor Pyne?
- Ha detto: Non mi  permesso discutere di questa
faccenda. E ha messo gi il telefono. - Walt Flynn imprec,
definendo l'uomo con una parola che Darren
non gli aveva mai sentito usare prima d'allora.
- Vorrei che non avessi telefonato al signor Pyne,
pap. Non ha niente a che fare con...
- Con che cosa? Che cosa?
- Con qualunque cosa.
- Qualunque cosa cosa?
- Te l'ho detto, pap. Non lo so. A scuola si dicono
un sacco di stronzate...
- Questo tizio, questo Tracy... non era il tuo professore
lo scorso semestre? Come andava?
- Bene.
- Che tipo ?
- ... un insegnante. A posto.
Un'espressione meditabonda comparve negli occhi
di Walt Flynn. Si schiar la gola e chiese: - ... effemi-
nito? Effeminato?
Darren scroll le spalle. Era un incubo, e aveva paura
di scoppiare a ridere.
- Voglio dire, ecco, insomma...  gay?
Il viso di Darren era completamente inespressivo. Le
mascelle serrate come tante volte a scuola, soprattutto
alle medie. Quando ti sforzi cos tanto di non ridere che
praticamente ti senti scoppiare le arterie nella testa.
- Lo scorso trimestre hai preso B in letteratura.
Niente male, eh?
- Gi.
- Cosa?
- Ho detto: gi, credo di si.
- Per te, almeno. Di solito sei fisso sul C.
L'enfasi sul per te. Un'allusione non troppo sottile.
Come per dire: "Sei cos stupido, tu. Come hai fatto, tu,
a prendere pi di C?"
 Vuoi che chieda scusa, pap? Perch non ho preso C?
- Non usare quel tono con me, Darren. Non  il momento.
- Non sto usando nessun tono! Non...
- Non c' sotto niente, vero?
- Sotto cosa?
- Non fare il finto tonto! Non sono la tua adorante
madre, io. Il fatto  che hai preso B in letteratura; io non
ho mai preso un voto del genere, e quanto a Eddy ha
preso sempre e solo D. Perci mi chiedo...
- Pap, non capisco che accidenti vuoi sapere. Tutta
questa storia mi fa venire voglia di vomitare.
- A te! Fa venir voglia di vomitare a te! E a me no,
forse? A me, che sono tuo padre!
Darren si morse con forza il labbro inferiore.
Meglio non ridere.
- Il fatto  che oggi, al lavoro, ho sentito dire che
questi ragazzi, quelli che stanno testimoniando, hanno
dietro fior d'avvocati. Sono ragazzi ricchi, loro. Qualunque
cosa venga fuori, saranno protetti. I loro nomi
non compariranno sui giornali o alla TV, puoi scommetterci.
Ma uno come te...
- Come me? Che c'entro io? Qualcuno parla di me?
-  quello che vorrei sapere, Darren.
- Perch dovrebbero parlare di me? Io non sono andato
alla polizia. Non ho niente da dire ai poliziotti.
Walt Flynn lo fiss accigliato. - Se vengo a sapere che
sei coinvolto in queste porcherie, in qualunque modo...
Darren si premette un pugno contro la bocca per
bloccare la risata che gli saliva in gola gorgogliando come
vomito. Da dieci minuti buoni erano parcheggiati
col motore acceso in un viottolo sconnesso dietro la segheria.
Il furgoncino schizzato di fango - un Chevy del
'93 - di Walt Flynn era il tipo di ferrovecchio dove potevi
morire per tutto il monossido di carbonio che filtrava
nell'abitacolo mentre il motore continuava a sputacchiare
nell'aria gelida. Darren si sforz di tenere la bocca
chiusa. Se avesse ceduto a un attacco di risa, o peggio
ancora di vomito, il padre lo avrebbe riempito di
schiaffi. Si sentiva cos stravolto, cos strano. Gli sarebbe
piaciuto poterne parlare con qualcuno, ma con chi?
E pens: Forse il professor Tracy avrebbe capito. Ormai 
troppo tardi.
Chiuse gli occhi, sentendosi di colpo debole. Affondava
in una piscina come un corpo impregnato d'acqua
sconfitto dalla gravit, e intanto il suo vecchio continuava
a sgridarlo; sembrava l'allenatore, quando gli urlava
di tirare il culo fuori dall'acqua e piantarla di perdere
tempo.

Capitolo 40.

14 marzo 2004
kev, ke  'sta stronz d te che 6 andato a parlare
agli SBIRRI??? ke  'sta LISTA ke dicono in giro?
dobbiamo parlare
darren
Ma, a quanto pareva, Kevin la pensava diversamente.
Non rispose all'e-mail di Darren, e nemmeno telefon.

Capitolo 41.

... ed ecco che Darren avvista Kevin in corridoio, vicino
all'armadietto. Kevin gli lancia un'occhiata nervosa, di
sfida. Ed ecco Darren chiudere con un colpo secco il proprio
armadietto. Calcarsi in testa il solito berretto sformato.
Farsi largo fra sciami di studenti per raggiungere
Kevin prima che lui riesca a svignarsela.
Senza gli altri a spalleggiarlo, Kevin non era poi cos
arrogante.
- Mio padre ha detto che sei andato a parlare agli
sbirri.  vero?
Kevin scroll le spalle con aria evasiva.
- A proposito di Tracy. Hai testimoniato contro
Tracy? Che ne sai tu, di Tracy?
Darren cominciava ad attirare l'attenzione degli studenti
nel corridoio.
Ma non se ne curava.
- Abbassa la voce - protest Kevin. - Cristo!
Kevin era alto quasi quanto lui, per pi robusto, con
un viso infantile perennemente imbronciato e sopracciglia
stranamente ispide.
- ... una lista, capisci? Qualcuno l'ha passata alla
polizia. Qualche settimana fa qualcuno ha presentato
un reclamo contro Tracy; l'ha accusato di mostrare roba
porno, roba gay, ai ragazzini... di bazzicare le sale giochi.
Un ragazzo delle medie che aveva molestato ha
tentato di uccidersi. Gli sbirri vogliono scoprire con
quanti ragazzi l'ha fatto. Insomma... - Era chiaro che
la vicinanza di Darren lo metteva a disagio. - Questa
merda ci  sfuggita di mano! All'inizio era uno scherzo,
lo sai! Mica facevamo sul serio, Jimmy e io. Cio, ce l'avevamo
con Tracy, questo s, ma non era una cosa seria,
lo sai... - concluse in tono vago. Indietreggi, allontanandosi
da Darren. - C' una lista, capisci? Non so da
dove l'abbiano tirata fuori, gli sbirri. Non gliel'ho data
io! Ti chiedono nomi, nomi di ragazzi che Tracy potrebbe
avere abbordato, per io di nomi non ne ho fatti,
giuro! Secondo Jimmy  stato Newlove, o lo strizzacervelli
della scuola, perch erano ansiosi di collaborare. E
ora ci convocano alla stazione di polizia, per resta tutto
"confidenziale". Non  cos brutto, in realt. Ti trattano
con rispetto. Puoi chiedere che sia presente un avvocato.
O tuo padre, o tua madre. Siamo minorenni, capisci,
non possono interrogarci senza la presenza di un
adulto. - Kevin rise nervosamente, strofinandosi il naso
col pugno.
Darren aveva la nausea. Si chiedeva se poteva credere
alle parole di Kevin. Stringeva i pugni per controllare
la voglia di spaccargli la faccia.
- Non  che hai fatto il mio nome?
Ti ho detto di no! Non ho fatto nomi. Li avevano gi.
E poi arriv Ross Slaugh e tir una pacca sulle spalle
a Darren. Erano amici fin dalla quinta elementare: era
un tipo a posto, Ross. Con lui c'era Mikey Eimer, un ragazzo
basso, muscoloso, con un fisico da lottatore. Ragazzi
che Darren conosceva da anni, erano praticamente
cresciuti insieme. Andavano alla mensa: ora di pranzo.
- Vieni con noi, Flynn?
- Non posso. Grazie.
I ragazzi si allontanarono. Kevin non si volt. Il corridoio
si stava svuotando. Darren rimase immobile. Una
regola della scuola proibiva di tenere in testa berretti da
baseball, ma Darren si era calcato a tal punto il suo berretto
dei Red Sox che sentiva il bordo segargli la fronte.
Una lista! Darren Flynn sarebbe stato su quella lista.
Era passata una settimana da quando il professor
Tracy era "sparito" dal North Falls High. Darren avrebbe
voluto sparire come lui.

Capitolo 42.

Darren deglut a fatica. Lo sapeva.
Appena rientr a casa. Dalla porta sul retro, nella cucina
illuminata dove sua madre preparava la cena. Moll
lo zaino su una sedia, gli occhi lucidi per il vento freddo,
umido, tagliente. La madre lo guardava con un'espressione
che non le vedeva da anni: ansiosa, come se il suo
bambino fosse caduto, facendosi molto male.
- ... telefonato la polizia. Vogliono parlare con te.
Oh, Darren!
Darren stava abbassando la lampo della giacca impermeabile
del North Falls High. La lanci sulla panca
accanto alla porta sul retro, dove si accumulavano giornali
e altra spazzatura cartacea.
- Tranquilla, mamma. Non ho ammazzato nessuno.
Rise: una risata rauca, fasulla. Sua madre continu a
fissarlo con l'aria di chiedersi se stesse dicendo la verit.
Era tardi, quasi le sei del pomeriggio. Sollevato, Darren
vide che il furgoncino non era nel vialetto d'ingresso.
Suo padre non era ancora rientrato.
E neanche Eddy. C'era soltanto la mamma.
Diglielo. Dille tutto.
... niente da dire! Niente.
Il passaggio che Tracy gli aveva offerto quella sera.
La sosta al Cowboy Coffee. Il suo chiacchiericcio nervoso,
eccitato, che Darren aveva ascoltato con orecchio distratto.
In fondo, l'unica cosa che il professore avesse
fatto, o detto, di inappropriato era stato chiedergli di
chiamarlo per nome...
Per si era subito rimangiato quella richiesta. Darren
poteva quasi convincersi di non averla mai sentita.
- Non  stato niente. Proprio niente.
- Che cosa, Darren?
- Non hanno niente. Niente da chiedermi.
- Che succede, Darren? Il poliziotto che ha telefonato
si  rifiutato di spiegarmi. Ha detto solo di richiamare,
di fissare un'ora per andare alla Stazione di Polizia.
Mi sono arrivate alle orecchie voci cos strane, sconvolgenti,
si continua a parlare...
- Sono tutte sciocchezze, mamma. Te l'ho detto, non
 niente.
- Ma tu come lo sai, Darren?
Si strofin le nocche sugli occhi. Come lo sapeva?
Be'... lo sapeva e basta.
Dopo le lezioni si era trattenuto a scuola per farsi
qualche vasca. Quel pomeriggio non aveva allenamento,
e in piscina c'erano solo pochi ragazzi e nessuno dei
suoi amici. Era cos su di giri che aveva continuato a
nuotare per quaranta minuti di fila, praticamente senza
fermarsi, sbuffando e ansimando alla ricerca d'aria come
un delfino spiaggiato. Gli altri nuotatori, fra cui diverse
ragazze, dapprima lo avevano osservato con ammirazione,
meraviglia, divertimento, e infine ansia crescente.
Darren! Basta, smettila.
Era riemerso dalla piscina barcollante, esausto. Gli occhi
arrossati, la nausea per tutta l'acqua che aveva ingoiato.
- Pap ancora non lo sa?
- No. Per sar a casa fra poco.
- Immagino... dobbiamo proprio dirglielo?
- Darren! Naturalmente! Non possiamo nascondergli
una cosa del genere. - La mamma s'interruppe e si
asciug gli occhi. - Verrebbe a saperlo comunque.
Vero: Walt Flynn sarebbe venuto a saperlo.
A North Falls, con una popolazione di 8300 abitanti,
le notizie viaggiavano in fretta. E le notizie sgradevoli,
le brutte notizie, le notizie di disastri e di umiliazioni,
viaggiavano ancora pi in fretta.
- Non avere quell'aria preoccupata, Darren. Pu accompagnarti
tuo padre, o posso farlo io. Anche se l'agente
ha detto che la nostra presenza potrebbe inibirti,
impedirti di dire tutto quello che sai,  permesso. Dopotutto
sei minorenne.

Capitolo 43.

Al mattino Darren controll le e-mail. Durante la notte
era arrivato un messaggio di Itracy.
Aveva promesso che non lo avrebbe pi fatto, che
non gli avrebbe pi scritto!
- Lo odio. Perch non mi lascia in pace...
16 marzo 2004
Caro Darren,
perdonami, avevo promesso di non fare pi appello
a te. Per ho saputo che fra non molto potresti essere
interrogato dagli agenti di North Falls.
Ti prego, Darren, testimonia a mio favore. Non dovrai
fare altro che dire la verit. Ti ho sempre rispettato
e
Darren schiacci cancella, in fretta. Era una mail
troppo lunga.

Capitolo 44.

L'espressione sulla faccia di Walt Flynn! Ma aveva creduto
al figlio: non c'era niente sotto, niente di cui preoccuparsi.
O almeno: voleva credergli.
Quello che davvero sembr sconvolto, fu Eddy.
Come se in parte credesse... che cosa? Che il suo fratellino
fosse gay?
- Ehi, fratellone,  solo una formalit - gli disse
Darren, deglutendo a fatica. - Hanno convocato un
sacco di ragazzi, lo sai.
Eddy si pass una mano fra i capelli tenuti ritti dal
gel. Non si radeva da dodici ore e aveva un'aria decisamente
trascurata.
- Sicuro, Darren. Giusto.
- Insomma, hanno convocato tutta la squadra di
nuoto. Non significa niente.
Eddy si sforz di sorridere. Eddy stava facendo uno
sforzo per credere a Darren, al suo fratellino.

Capitolo 45.

Non possono costringermi. Non sanno niente.
Non c' stato niente.
Era spaventato, e risentito. Per disse ai genitori che
ci sarebbe andato da solo a parlare con la polizia. Non
aveva bisogno di un passaggio, e non aveva bisogno
che nessuno stesse con lui: - Ho sedici anni. Non sei.
L'appuntamento con l'agente Forrester era fissato per
il 18 marzo, alle quattro del pomeriggio. Ci and a piedi
alla fine delle lezioni: quasi un chilometro e mezzo
dal centro della citt.
Non ricordava molto di come fossero passate le ore a
scuola. Non poteva fare a meno di chiedersi se gli altri lo
guardassero in modo strano. Molly Rawlings. Gli insegnanti.
Nel corridoio davanti all'ufficio del preside aveva
incrociato Newlove, che gli aveva rivolto un cenno di saluto:
il sorriso forzatamente amichevole, gli occhi ansiosi.
E tutti si chiedevano: "Darren Flynn  sulla lista?"
Si diceva che il professor Tracy fosse "partito".
No; era "nascosto", rintanato nel suo appartamento
in Meridian Avenue.
Si diceva che avesse fallito la prova della macchina
della verit organizzata dalla polizia di North Falls.
No: l'aveva superata.
Si diceva che negli ultimi giorni avesse telefonato e
spedito mail a parecchi studenti, facendo appello a loro
perch lo aiutassero.
Darren non chiese mai notizie del suo ex insegnante.
Per non poteva fare a meno di chiedersi, a disagio, se
fosse l'unico in tutta la scuola a non averlo mai fatto.
- Darren Flynn? Vieni avanti. Accomodati, prego.
Gli batteva forte il cuore, come quando saliva sul
trampolino. Ma l'agente Forrester, che lo scrutava al di
sopra delle mezze lenti, era un uomo dall'aria cordiale,
e l'agente Tyding una donna sorridente pi o meno dell'et
della madre di Darren, con capelli chiari dal taglio
elegante, pi scuri alle radici. Kevin aveva detto che i
poliziotti ti trattavano con rispetto, e anche Darren ebbe
quell'impressione. Almeno all'inizio.

Capitolo 46.

FLYNN, DARREN JAMES
16 anni, terzo anno, North Falls High.
INDIRIZZO: Route 11, C.P. 182, North Falls, New
Hampshire.
GENITORI: Walter e Edith Flynn.
RAPPORTI CON L. TRACY: ex studente.
INTERROGATO DA: agenti investigativi Forrester e
Tyding. 18/3/04, 19/3/04.
Ti ha mai avvicinato in modo allusivo?... sessualmente?
No.
Ti ha mai parlato in modo tale da suggerire...
Ve l'ho detto: no.
Ti ha mai chiesto di fermarti a parlare con lui dopo
la scuola?
... S, forse. Ma solo riguardo...
Riguardo cosa, Darren?
Roba di scuola. Compiti.
Quante volte te lo ha chiesto, Darren?
Ti rifiuti di rispondere, o non ricordi?
Un paio di volte, credo.
Dunque hai incontrato il tuo insegnante di letteratura,
Lowell Tracy, dopo la scuola, nel suo ufficio, un
paio di volte lo scorso trimestre.
No. Cio, ecco,  stato in aula. Alla fine della lezione.
Non dopo la scuola? Solo alla fine della lezione?
... Ve l'ho detto.
E in quelle occasioni eri solo con Lowell Tracy...
Non eravamo soli! La porta era aperta; c'erano altri
studenti che uscivano, o entravano per la lezione
successiva. Un gran, viavai...
Insomma... erano normali incontri studente-insegnante?
Penso di si. Certo.
In queste occasioni Lowell Tracy ha mai fatto allusioni
di tipo sessuale?
Ve l'ho detto: no.
Nessuna allusione di tipo sessuale?
No!
Non ti ha toccato in modo allusivo o sessuale?
No.
Per ti ha toccato, vero, Darren? Vero?
No, niente affatto. No!
Non ha mai detto qualcosa, o fatto gesti, che potrebbero
essere interpretati come inappropriati nell'ambito
del rapporto fra un insegnante e uno studente
di sedici anni?
Ve l'ho detto e ripetuto: no.
Per altri ragazzi sostengono altrimenti. E alcuni
di loro sono tuoi amici, Darren.
Non lo so.
Cos' che non sai? Se sono tuoi amici, o...?
Non lo so e basta! Non so niente di questa storia.
Proprio niente, Darren?
No!
(Il colloquio del 18/3  stato interrotto bruscamente. L'interrogato
era agitato.)
(Colloquio del 19/3)
Darren, hai detto che Lowell Tracy non ti ha mai invitato
a casa sua a North Falls. Sai dov' la sua casa?
No.
Non ti ha mai invitato a casa sua.
No! Non l'ha fatto.
Ti ha mai parlato della sua casa, di cosa poteva
esserci... cibo, droghe, liquore, video, giochi, in modo
tale da farti venire voglia di andarlo a trovare?
No. Assolutamente no.
Ti ha offerto regali, Darren? Soldi?
No!
Sembri stupito, Darren. O sconvolto?
S... suppongo di s.
Ti stupisce che Lowell Tracy sia stato accusato di
avere offerto regali e soldi a diversi ragazzi? Ti sconvolge?
Che il tuo nome sia stato associato al suo?
[Pausa] Il mio nome... associato al suo?
Sei sicuro di non essere mai andato a casa di
Lowell Tracy?
Vi ho detto di no. Cio, s, ne sono sicuro.
Non ci sei mai andato.
Non ci sono mai andato.
Non ti ha mai mostrato materiale pornografico?
Riviste, video? A casa sua, o altrove?
No!
Per sei salito sull'auto di Lowell Tracy, vero, Darren?
Vero?
No.
Non sei salito sull'auto di Lowell Tracy? Mai?
No!
Invece si. Sei salito sull'auto di Lowell Tracy, Darren,
non  cos? Almeno una volta? O pi d'una?
Continuo a dirvi di no. [Pausa] Penso di non voler
pi rispondere.
Non sei mai salito sull'auto di Lowell Tracy?
No.
Non sei mai rimasto solo con Lowell Tracy, fuori
dalla scuola, sulla sua auto?
... No.
Non ne sembri sicuro, Darren.
Forse ti ha dato un passaggio a casa? Quante volte?
Darren, come reagiresti se ti dicessi che sei stato
visto in compagnia di Lowell Tracy, il novembre scorso,
voi due soli, sulla sua auto?
Chi... chi lo ha detto?
 vero, Darren?
No...
La madre di uno dei tuoi compagni di scuola ti ha
identificato come il ragazzo che ha visto sull'auto di
Lowell Tracy davanti al Cowboy Coffee una sera di
fine novembre 2003. Sostiene di avere incontrato
Lowell Tracy nel locale, di aver cercato di fare conversazione
con lui, ma di averlo visto agitato, nervoso...
meno cordiale del solito.
Poi, quando  uscita dal locale poco dopo Tracy, ha
notato la sua auto parcheggiata l davanti e... Decisamente
c'era Darren Flynn, insieme a lui... L per l
la cosa mi ha sorpresa, per non ne ho parlato con
nessuno. Pensavo, be'... non so cos'ho pensato. Il fatto
 che non sono una persona sospettosa.
Allora, Darren cosa dici...
Darren, non c' niente di cui vergognarsi. Se
Lowell Tracy ha abusato del suo potere, se ha sfruttato
la sua posizione per molestarti, per farti proposte
indecenti o approfittarsi di te, non  colpa tua.
Devi soltanto dirci la verit. Questo colloquio  assolutamente
confidenziale, nessun nome sar reso pubblico,
e anche se si arrivasse a un processo, i nomi
dei minorenni che hanno testimoniato contro Lowell
Tracy resteranno strettamente...
(L'interrogato lascia bruscamente la stanza; colloquio interrotto.)

Capitolo 47.

Di' la verit. Di' quello che sai.
Segui la tua coscienza. Non devi mai mentire!
Difendi i tuoi diritti.
E mai, mai fare la spia!
Quando Darren aveva dieci anni, in quinta, suo padre
lo aveva portato a pranzo da McDonald's. Solo
Darren e il suo pap.
L'occasione era una Chiacchierata con Pap. Per fu
una bella chiacchierata, la migliore di tutte le Chiacchierate
con Pap.
All'epoca, Darren era magrolino e la sua altezza rientrava
a stento nella media. Aveva un viso dalle ossa sottili,
quasi femmineo, e piangeva con facilit. Nel giro di
due anni sarebbe diventato uno dei ragazzi pi alti della
sua classe e uno degli atleti migliori. Non ancora,
per. Spesso tornava da scuola piangendo; i ragazzi pi
grandi si divertivano a stuzzicarlo e a tormentarlo:
- Dar-ren! Dar-ren! - Si vergognava, non avrebbe voluto
che il padre lo sapesse, ma naturalmente la mamma
gliene aveva parlato.
Walt aveva incitato il figlio a lottare per affermare i
propri diritti. Niente fughe, niente pianti. - Solo i
vigliacchi se la prendono con i ragazzi pi piccoli. Vogliono
farti scappare via in lacrime, ma con te non funzioner.
Ti mostrer come reagire.
Erano tornati a casa, e Walt aveva impartito a Darren
la sua prima lezione di boxe.
Per un ragazzino di dieci anni era fantastico che il
padre gli insegnasse a tenere i pugni sollevati come un
pugile, a rannicchiarsi per proteggersi faccia e corpo. A
tirare di sinistro a tutta velocit. Svelto! Cos da confondere
e distrarre l'avversario mentre lo martelli con il
destro, il braccio pi forte. - Colpisci pi forte che
puoi. Colpisci finch puoi.
Pap era stato paziente, sforzandosi di non ridere
mentre Darren gli agitava contro i pugni tenendo gli
occhi chiusi. Non usarono mai guantoni da boxe: non
erano lezioni cos formali. Quello che importava era la
strategia, l'atteggiamento. - Colpisci con tutte le tue
forze, Darren, e con furia. Travolgi l'avversario; non lasciargli
la possibilit di restituirti i colpi. - Walt gli
sugger di comportarsi come se fosse un invasato senza
la minima paura. Gli spieg che, se qualcuno lo colpiva
o lo feriva, non doveva dirlo agli insegnanti. - Non
vorrai farti la reputazione di spia. Credi a me: servirebbe
solo a peggiorare le cose. Se dovessi trovarti davvero
nei guai, vieni da me. Me ne occuper io.
E in ogni modo, dopo quelle istruzioni, Darren non
ebbe pi bisogno di chiedere aiuto al padre. Aveva imparato
a difendersi, e questo gli piaceva.
Fino a quel momento. Sei anni dopo. Adesso non aveva
la minima idea di come difendersi. N di chi fosse il
nemico.
Aveva tentato di dire ai poliziotti la verit, per quanto
possibile. Rispondendo alle loro domande aveva pensato
soprattutto a proteggere se stesso: non aveva intenzione
di difendere Tracy, ma nemmeno di accusarlo.
(Dannazione, gli sarebbe piaciuto dire agli agenti che
quelle di Kevin Pyne e degli altri erano tutte bugie! Ma,
era ovvio, non poteva. Non fare la spia.)
(Gli sarebbe piaciuto dire ai poliziotti che il professor
Tracy era un brav'uomo, e che se anche una volta ci
aveva provato con lui, aveva subito fatto marcia indietro
e gli aveva chiesto scusa. Era un crimine, questo?
Era una cosa tanto orribile? Ma, era ovvio, non poteva.)
Per Darren fu un colpo sapere di essere stato visto
sull'auto del professor Tracy, quella sera di novembre.
Quell'unica volta! Era un incubo! La madre di un compagno
di scuola che usciva dal Cowboy Coffee proprio
in quel momento. Decisamente c'era Darren Flynn, insieme
a lui... L per l la cosa mi ha sorpresa, per non ne ho
parlato con nessuno...
E ora, invece? Ora che il professor Tracy era indagato,
e giravano voci di crimini sessuali, di perversioni? Si
chiese chi fosse quella donna. Come faceva a essere cos
sicura di aver visto proprio lui e non un qualunque altro
ragazzo? Come aveva fatto a riconoscere la faccia di
Darren Flynn attraverso il parabrezza appannato e i
turbini di nevischio?
Aveva ceduto al panico durante l'interrogatorio. Gli
agenti lo avevano preso in castagna. Sicuro: si erano atteggiati
a cordialoni, come se avessero una gran simpatia
per lui, e rispetto, anche quando si era chiuso a riccio
e si era comportato da idiota. Per erano convinti
che mentisse, erano convinti di avere una testimone
pronta a smentire la sua affermazione di non essersi
mai trovato da solo con il professor Tracy sulla sua auto...
L'agente Tyding gli aveva detto che non c'era
"niente di cui vergognarsi", ma non era vero; c'era tutto
"di cui vergognarsi" se eri un ragazzo di sedici anni,
un atleta atterrito alla sola idea d'essere associato a un
insegnante frocio.
Darren Flynn, un nome su una lista.
- Allora, fratellino? Com' andata alla Centrale?
Il pugno di Eddy sulla spalla, un po' troppo forte.
Eddy che sorride, sforzandosi di non sembrare a disagio.
Probabilmente, pens Darren, aveva saputo
qualcosa dal suo amico poliziotto... in particolare, aveva
saputo che il figlio minore di Walt Flynn era stato interrogato.
Per il colloquio in s sarebbe rimasto strettamente
confidenziale. Darren aveva un disperato bisogno di
crederci.
Assicur a Eddy che era tutto a posto. Che andava
tutto bene.
- Adesso  finita? O ti richiameranno?
-  finita. Non torner alla Centrale.
Eddy esit. Aveva altro da dire, ma sembrava che
non avesse le parole per farlo.
Ehi, fratellino, lo so che non sei una checca. Non sei un
frocio.
Sei il mio fratellino, accidenti! Non potresti mai essere un
frocio.

Capitolo 48.

Tre giorni dopo Lowell Tracy era morto.
Alle dieci e otto minuti della sera del 22 marzo Molly
Rawlings telefon a Darren per comunicargli la notizia
saputa da un'amica della madre. Parlava con un tale affanno
che per un momento Darren non riusc a capire
cosa dicesse.
- ... Un incidente, stasera! Non lontano da te, sulla
Route 11! Dicono che fosse diretto a nord,  finito su un
tratto ghiacciato e ha perso il controllo dell'auto, l'auto 
slittata e si  schiantata, pi o meno due ore fa. Non  terribile,
Darren? Non  tragico? Sembra che la morte sia
stata istantanea... grazie al cielo! Quel pover'uomo! Una
persona cos meravigliosa! Non riesco a crederci...  successo
vicino al vecchio centro commerciale, a neanche un
paio di chilometri da casa tua; oh, Darren, forse hai perfino
sentito le sirene...
No: Darren non aveva sentito niente. Ne era sicuro.
Rimase seduto sul bordo del letto, stordito. Uno dei pi
grossi traumi della sua vita.
- Morto...
Una parola cos secca: morto.
Dovevi quasi fare uno sforzo per capirne il significato.
Significava: Scomparso. Significava: Non lo rivedr mai
pi.
Significava:  colpa tua.
Molly piangeva, alla fine della telefonata. Per Darren
fu sconcertante sentirla cos sconvolta, cos agitata; mai
fino allora l'aveva sentita piangere: Molly era una ragazza
cos equilibrata, solare, una Brava Ragazza Cristiana.
Darren avrebbe voluto confortarla in qualche
modo. - Dai, Molly, su. Molly, non piangere... - Come
se fosse lei la persona colpita, quella che aveva avuto
una disgrazia, non il professor Tracy.
Quanto a lui, era intorpidito, freddo. Si sentiva la faccia
rigida, come se l'avessero imbottito di Novocaina.
Aveva la mente completamente vuota, come lo schermo
di un computer spento.
Di solito nei fine settimana i Flynn andavano a letto
per le undici. Anche se, ultimamente, ogni tanto Eddy
passava la notte fuori (dalla sua amica divorziata,
Ruthie, continua fonte di sorrisi forzati e lacrime per la
signora Flynn). A volte Darren restava sveglio fino a
tardi, in camera sua, per aveva comunque bisogno di
dormire almeno otto ore. Quella notte scese furtivamente
al pianterreno nel soggiorno buio per accendere
la TV e guardare il notiziario delle undici.
Azzer il volume e si accucci davanti allo schermo
sfarfallante.
Non una parola su Lowell Tracy, non quella notte.

Capitolo 49.

Al mattino lo sapeva tutta North Falls.
Il pomeriggio sulla prima pagina del "Lebanon
Standard" comparve un articolo che tutta North Falls
lesse.
La notte scorsa Lowell S. Tracy, 36 anni, residente a
North Falls e dal 2001 professore di letteratura e teatro
al North Falls High, ha perso la vita in un incidente sulla
Route 11. Non risultano coinvolte altre auto. La polizia
ritiene che, intorno alle 21,45, Tracy abbia perso il controllo
della vettura a causa del ghiaccio. Un automobilista
di passaggio ha chiamato il 911, ma Tracy era gi
morto all'arrivo dell'ambulanza.
Il professor Tracy, attualmente in congedo, era nativo di
Brookline, Massachusetts, si era laureato stimma cum
laude nel 1988 presso la Tufits University e aveva conseguito
il dottorato in letteratura inglese e pedagogia presso
la Boston University.
La scorsa notte, la Corinth County aveva diramato un
avviso agli automobilisti per avvertirli che una combinazione
di neve, grandine e basse temperature rendevano le
condizioni di guida particolarmente rischiose.
La foto che accompagnava l'articolo mostrava Lowell
Tracy senza la caratteristica barbetta che gli dava un
aspetto cos baldanzoso, sicuro di s. Nella foto aveva
pi capelli, occhiali con una montatura diversa, e rivolgeva
un sorriso quasi interrogativo alla macchina fotografica,
come se si fosse appena sentito chiamare per
nome. Darren fu stupito di come sembrasse giovane.
Era strano pensare che un tempo Lowell Tracy era
stato un adolescente.
- Dunque era questo qui. Tracy.
La voce di Walt Flynn era piatta, neutra. Batt l'indice
sulla foto sorridente.
Darren usc in fretta dalla cucina prima che il padre
potesse aggiungere altro.

Capitolo 50.

Sulla Route 11, a nord della citt: perch?
Alle nove e quarantacinque di un luned sera: perch?
In condizioni di guida "rischiose": perch?
Al North Falls High si sarebbe detto che il professor
Tracy aveva "fatto fuori" la macchina.
Fatto fuori era un termine da duro, pronunciata con
soggezione e rispetto.
Fatto fuori, in un incidente dov'era coinvolta una sola
auto, significava schiantarsi a tutta velocit.

Capitolo 51.

Le ragazze piangevano senza ritegno. La maggior parte
dei ragazzi invece se ne stava seduta in disparte, senza
una lacrima, ma in rispettoso silenzio.
Per la seconda volta in poche settimane il preside
Newlove convoc frettolosamente un'assemblea straordinaria
per un annuncio che riguardava il suo collega
Lowell Tracy. Newlove appariva ferito, stordito, mentre
stava ritto sul podio e fissava gli appunti a occhi socchiusi.
Il funerale di Lowell Tracy si sarebbe svolto in
forma privata a Brookline, in Massachusetts, ma a maggio
o giugno la scuola avrebbe organizzato una cerimonia
funebre in sua memoria; si augurava che vi partecipassero
molti studenti.
Correva voce che, sull'onda dell'indignazione per la
campagna omofobica in atto contro il professor Tracy,
al North Falls High si fosse costituito un gruppetto di
studenti gay e lesbiche. Diversi studenti, dal primo all'ultimo
anno, avevano avuto il coraggio di venire allo
scoperto nonostante l'ostile cultura "da duri" di North
Falls. Darren li vide seduti tutti insieme in prima fila:
sei, sette ragazzi e tre ragazze. Non c'era che dire: avevano
fegato.
Sollevato, constat di non conoscerne neanche uno.
Darren era uno dei ragazzi seri e con gli occhi asciutti.
Uno dei pi silenziosi.
Seduto nella fila davanti alla sua, Kevin Pyne si volt
diverse volte a guardarlo di sottecchi, come per dire:
"Non  colpa mia! Non  possibile che questo sia colpa
mia!" Darren lo ignor.
L'assemblea dur poco, neanche un quarto d'ora. Il
preside non era mai apparso cos scosso e incerto. S'interruppe
parecchie volte, fissando con occhi vacui gli
appunti stretti nella mano tremante. (Sarebbe crollato e
si sarebbe messo a piangere? Un brivido di inquietudine
attravers il pubblico. Niente fa pi paura, niente ti
fa venire voglia di nasconderti pi che vedere crollare un
adulto.) Ma, con sollievo generale, il preside Newlove
riusc a superare quella dura prova.
Era doveroso lasciare la sala in silenzio e in ordine,
una fila dopo l'altra. Darren Flynn aveva un modo tutto
suo di sgusciare davanti agli altri, come un pesce che
nuotasse rapido fra altri pi lenti, pi torpidi. Gli bastarono
tre, quattro falcate per uscire in corridoio, dove
poteva respirare.
- Ehi, Darren...
Era Barry Phelps, un altro pesce veloce.
- ... triste, eh? Chi se lo sarebbe aspettato...
Barry scosse la testa, senza sapere che dire. Darren
non aveva intenzione di aiutarlo.
- Secondo te  stato, be'... davvero un incidente? Insomma,
che ci faceva, sulla 11? Perch era proprio l?
Darren deglut a fatica. E si allontan in fretta.
Si teneva alla larga dai ragazzi. E loro si tenevano alla
larga da lui. Tranne che durante gli allenamenti in piscina;
allora era costretto a vederli. Se voleva restare
nella squadra.
Molly Rawlings era ferma davanti all'armadietto aperto
e si asciugava gli occhi. Il corridoio era affollato; studenti
diretti alla lezione della prima ora, che sarebbe
iniziata in ritardo per via dell'assemblea. Il primo impulso
di Darren fu di evitare Molly; gli occhi lucidi di
emozione della ragazza lo avrebbero visto migliore di
quello che era.
Ma vederla cos sconvolta suscit in lui un improvviso
impeto di affetto. Voleva proteggerla. Le si avvicin
e le strinse un braccio, tentando di confortarla. - Ehi,
Molly. Non fare cos. - Nel corridoio gli altri studenti
li osservavano interessati. Non era da Darren Flynn,
che aveva fama d'essere un tipo riservato, fermarsi davanti
all'armadietto di una ragazza e tanto meno mostrarsi
cos apertamente affettuoso. Per tutta risposta,
Molly pianse ancora pi forte, il viso contratto come
quello di una bambina sofferente.
Qualcosa le oscillava scintillante dal collo: un piccolo
cuore d'argento familiare a Darren.
- ... Proprio non capisco perch gli si sono rivoltati
tutti contro!  successo cos in fretta!...  stato cos crudele,
cos... odioso. Dovremmo amarci l'un l'altro, e
perdonare, non odiare. Le cose orribili che dicevano del
professor Tracy, come se fosse tutto uno scherzo, senza
dargli la possibilit di difendersi... E ora dicono che
l'ha fatto apposta, che non  stato un incidente, che 
molto peggio... non ci credo! Il professor Tracy non
avrebbe mai fatto male a una mosca, tanto meno a se
stesso... Aveva un senso dell'umorismo cos meraviglioso!
Era un insegnante meraviglioso! Amava la scuola.
Ce lo ha detto tante volte. Era severo perch ci prendeva
sul serio, diceva. E tu gli piacevi, Darren, diceva
che sentiva la tua mancanza nella nostra classe, gli
mancavano la tua "posatezza", il tuo "carisma"...
Darren la strinse fra le braccia, lasciandola piangere,
consapevole delle proprie mani sulla sua schiena e sulle
spalle morbide, dei suoi lucidi capelli ondulati, di
una sfumatura castana che se avesse chiuso gli occhi
non sarebbe riuscito a ricordare. Le guance gli bruciavano
come se lo avessero schiaffeggiato. Posatezza e
carisma!
Assurdo. Non era vero, giusto? Le persone vedevano
negli altri quello che volevano vedere, non quello che
c'era realmente.
Vedevano, e s'innamoravano di quello che vedevano.
Non di quello che gli altri erano davvero.
Perfino mentre piangeva, Molly era ottimista, speranzosa.
Parlando del servizio funebre in memoria di
Tracy, disse che avrebbe chiesto di leggere una poesia
del professore e di ricordare quale insegnante "meraviglioso,
una continua fonte d'ispirazione" fosse stato.
- Lo farai anche tu, Darren? Dirai anche tu qualcosa
sul professor Tracy?
- S, certo.
Aveva gli occhi asciutti, per gli bruciavano come se
avesse nuotato in una piscina piena di cloro.

Capitolo 52.

Recuper dal cestino delle e-mail il messaggio di Itracy
che non aveva mai finito di leggere.
16 marzo 2004
- E!';
Caro Darren,
perdonami, avevo promesso di non fare pi appello
a te. Per ho saputo che fra non molto potresti essere
interrogato dagli agenti di North Falls.
Ti prego, Darren, testimonia a mio favore. Non dovrai
fare altro che dire la verit. Ti ho sempre rispettato
e onorato. Forse ho provato per te qualcosa
che non hai gradito, n forse compreso, per
non ho agito di conseguenza, Darren. (L'ho fatto?)
Ti ho messo in imbarazzo, lo so. Ma ancora di pi
ho messo in imbarazzo me stesso.
Quanto ai motivi di questa persecuzione, ho i miei
sospetti. I miei elevati parametri di giudizio costituiscono
una minaccia per alcuni studenti. Costoro
hanno cospirato per distruggermi. Forse sono stato
cieco. Cocciuto. So che le mie pretese culturali erano
motivo di scherno al North Falls High.
I poliziotti continuano a ripetere che i miei accusatori
sono minorenni e perci i loro nomi devono restare
segreti. Le "prove" addotte a mio carico sono
pura e semplice pornografia del genere pi grottesco,
volgare, nauseante.
Perfino le mie poesie sono state usate contro di me.
Sentirle leggere ad alta voce da un poliziotto ignorante!
Se la situazione non fosse cos spaventosa, giudicherei
tutto questo una farsa delle pi esilaranti.
Ho accettato di essere interrogato dai poliziotti di
North Falls di mia volont e (sbagliando) senza la
presenza di un avvocato. Lunghi incontri estenuanti
che hanno lasciato me sfinito e gli agenti pi che mai
decisi a strapparmi una confessione. Sempre di mia
volont ho accettato di sottopormi per ben due volte
alla macchina della verit: la prima ero cos nervoso
che i risultati sono stati inconcludenti; la seconda,
negativi, ossia avevo superato la prova.
Ma non  sembrato che questo facesse alcuna differenza
per i miei persecutori. (Hanno detto che i
risultati della macchina della verit non sono accettati
dai tribunali!)
Se si arrivasse a un'udienza pubblica, o addirittura
a un processo, i miei accusatori conserverebbero il
diritto di mantenere l'anonimato. Ho supplicato
quel codardo del nostro preside di concedermi la
possibilit di affrontarli per controbattere le loro
accuse, ma lui ha rifiutato:  troppo timoroso di
eventuali querele da parte dei genitori.
E cos sono diffamato senza alcuna possibilit di difendermi.
Vivo nel peggiore degli incubi!
Non ci sar udienza, non ci sar processo. Non
sopporter una simile pubblica umiliazione.
Faccio appello a te, Darren. Ma se non desideri
parlare a mio favore, posso capirti. Forse  chiedere
troppo.
Dio sia con te.
Sinceramente,
Lowell Tracy
Un avvertimento? Una specie di biglietto d'addio.
Non ci sar processo. Non sopporter.
Darren lesse e rilesse il messaggio. Disgustato con se
stesso perch non lo aveva letto prima. Quando Lowell
Tracy era ancora vivo.
Avrei potuto aiutarlo. Perch non l'ho aiutato?
Perch era un vigliacco, ecco perch. Perch temeva
quello che avrebbero detto gli altri. Quello che avrebbe
detto suo padre.
E non poteva denunciare i suoi amici. Non poteva e
basta.
Era un vero maschio, un atleta. Altrimenti, che cos'era?

Capitolo 53.

Il giorno dopo, con la posta, arriv una busta per
Darren Flynn. Non c'era l'indirizzo del mittente. Darren
la trov in mezzo a bollette e pubblicit varia sul tavolo
della cucina, dove l'aveva lasciata sua madre.
Darren non riceveva mai posta. Non si poteva fare
una colpa a Edith Flynn se era curiosa.
- C' posta per te, Darren. Chiss che roba ...
Gli manc il fiato. Agguant la busta alla cieca e sal
a chiudersi in camera.
La apr con dita tremanti. Nome e indirizzo erano
scritti ordinatamente in stampatello. Non sapeva
che cosa ci fosse dentro, per sapeva chi gliel'aveva
mandata.
Fotografie. Scattate durante le gare di nuoto. Sbalordito,
si vide comparire in ogni foto. Sul trampolino,
pronto a tuffarsi, a met tuffo, mentre emergeva boccheggiando
dall'acqua increspata. Sul bordo della piscina,
nell'aderente costume viola della squadra, mentre
fissava accigliato qualcuno (l'allenatore?) che era stato
tagliato fuori dall'inquadratura. Insieme agli altri ragazzi,
tutti con l'asciugamano attorno al collo. E Darren
di profilo, mentre si avvicinava alla piscina, un ragazzo
alto, dinoccolato, dai capelli biondo argento, gambe
lunghe, spalle larghe da nuotatore, vita stretta.
Allontan le foto, disgustato.
Sapeva chi le aveva scattate. Chi gliele aveva spedite.
Non c'erano biglietti, nella busta, per lo sapeva.

Capitolo 54.

Rimase assente da scuola per il resto della settimana.
Non era malato, assicur la madre. Per di certo sembrava
malato: la pelle scottava, gli occhi erano arrossati.
-  che non ce la faccio a sopportarli. "Povero
Tracy", bla bla bla. Stronzi ipocriti.
- Darren! Che modo di parlare!
Edith Flynn era sconvolta: il figlio minore era cos
astioso e volgare. E una parola inattesa, detta da lui:
ipocrita.
Puzzava di rabbia. Non si radeva da diversi giorni e
aveva la mascella ricoperta da una luccicante peluria
chiara, simile a una lanugine di fili di ferro. Aveva gli
occhi iniettati di sangue come se avesse nuotato a lungo,
anche se non era stato in piscina.
Quando Edith tese una mano per accarezzarlo, lui si
scost bruscamente.
- Forse sei malato, tesoro. Non sei pi tu.
Darren rise in quel modo che serviva sempre ad allentare
la tensione.  Allora chi sarei, mamma? Mike Tyson?
Infil stivali e impermeabile con cappuccio, e si inoltr
nei campi dietro casa, allontanandosi dalla Route 11.
C'era da percorrere pi di un chilometro e mezzo per
arrivare al fiume, costeggiato da sentieri di ghiaia che
la neve aveva reso sconnessi e impraticabili.
Il fiume, il Connecticut, era ghiacciato fin da novembre
e coperto da strati ondulati di neve.
Era fine marzo, ma il freddo era ancora intenso.
Niente vento, ma l'aria era gelida. Dalla sua ultima
camminata, il sole aveva percorso un bel tratto nel cielo.
Si sentiva che l'inverno era alla fine, che si avvicinava
la primavera.
La passeggiata era riuscita a farlo sudare, e una lacrima
oleosa gli scorse sulla guancia. Risal la scarpata verso
il vecchio ponte di ferro che attraversava il fiume, vicino
al ponte della ferrovia. Il tepore aveva scongelato
l'acqua, che ora scorreva rapida e nera sotto di lui; d'inverno,
invece, era completamente nascosta sotto la neve
e potevi solo immaginare quel nero invisibile, traditore.
Si appoggi alla balaustra e guard in basso. Era cos
stanco!
Ogni tanto sentiva un'auto passare alle sue spalle, facendo
scricchiolare il vecchio ponte.
... parla a mio favore, Darren... dire la verit.
Non lo aveva fatto. Non aveva detto niente ai poliziotti.
Neanche ci aveva provato.
Ogni sua parola aveva avuto un suono sbagliato. Falso.
Perfino la verit era sembrata una menzogna. E
quando gli agenti lo avevano incalzato, aveva ceduto al
panico ed era, fuggito. Gli sarebbe stato impossibile
spiegare a quei due del professor Tracy, gli mancavano
le parole giuste. Del resto le parole non gli venivano
mai facili; quando si trattava di parlare, era come un
nuotatore novellino gettato in acque turbinose. Nuota o
affoga. Nuota a pi non posso, o affoga.
Non era stato abbastanza coraggioso. E ora avrebbe
dovuto vivere con quella consapevolezza.
Probabilmente il professor Tracy lo aveva saputo.
Che Darren era un vigliacco. Lo aveva addirittura perdonato.
Dio sia con te.
- Lo sapeva. Certo.
Non gli bast stracciare le foto. Dovette anche bruciarle.
In un campo dietro il garage, dove nessuno le avrebbe
mai scoperte. Rabbrividiva al solo pensiero che suo
padre o Eddy le vedessero. Avrebbe preferito morire.
Era disgustoso guardarsi cos, attraverso gli occhi di
Lowell Tracy. Guardarsi in quel modo. Darren nell'aderente
costume da bagno. L'inguine, i fianchi. Lo stomaco
piatto e muscoloso, l'ombelico.
Non sono io. Nessuno di questi  Darren Flynn.
Era strano. Non riusciva a identificarsi con il ragazzo
nelle foto. A guardarlo, gli avresti dato diciannove,
vent'anni. Non sembrava un ragazzino. Mai avresti
pensato che lungo l'attaccatura dei capelli e sulle spalle
aveva innumerevoli brufoli causati, a sentire l'allenatore,
dalla tensione nervosa. Mai avresti pensato che il
cuore gli martellava nel petto muscoloso e che in fondo
alle budella aveva sempre il terrore di mandare tutto a
rotoli. Sembrava sicuro di s, sorridente, a suo agio con
i compagni; perfino sul trampolino aveva un'espressione
calma, impassibile.
La maschera pubblica di Darren Flynn, pens. E tanto
da nascondere.
- Stronzate.
Quando rientr a casa, sua madre stava salendo in auto.
Gli fece un cenno e aspett che la raggiungesse.
Per un terribile momento si scord di avere distrutto
le foto e temette che la madre le avesse trovate.
- Fa troppo freddo per andare fuori, Darren. Hai
fatto una passeggiata, vero? Ma sei ancora febbricitante,
debole...
Darren bofonchi una risposta, scostandosi i capelli
dagli occhi.
- Sono cos in ansia, tesoro. Hai fatto tante assenze da
scuola... non  da te. E ultimamente sei cos chiuso,
diverso... Non ha a che fare, vero... - Edith Flynn batt le
palpebre e deglut, costringendosi a sorridere - ... con
quell'incidente a scuola? Voglio dire, certo che s, per forza,
quell'uomo... e la polizia che ti ha interrogato...
Di nuovo Darren bofonchi una risposta, asciugandosi
il naso.
- Vorrei tanto che ti confidassi con me, tesoro. So
che con tuo padre a volte pu essere difficile, per sai
che con me puoi parlare, sempre. Lo sai, vero?
- Come no, mamma.
Si sforz di sorridere, di rassicurarla. Sua madre era
cos ansiosa, e lui l'amava.
Soltanto pi tardi si rese conto che Edith Flynn stava
per uscire a cercarlo in auto. Era rientrata insieme a lui,
non poteva esserci altra spiegazione.
Uscire a cercarlo! Come se avesse qualche possibilit
di riuscirci, se lui avesse voluto sparire.

Capitolo 55.

L'incontro con il St John era la settimana successiva.
Darren manc due volte agli allenamenti. Andava
avanti e indietro tutto solo nella piscina, cos su di giri
da non volersi pi fermare. Con gli occhi della mente
non vedeva i nuotatori del St John, ma quelli olimpici, e
lui stava nuotando per qualificarsi alle Olimpiadi; metticela
tutta, Darren, mettici il cuore, nei quattrocento
stile libero che perderai... sei destinato a perdere, ma il
pubblico andr in delirio. Non sei che un ragazzotto
del North Hampshire, di un'oscura scuola di una cittadina
che nessuno ha mai sentito nominare, anche se hai
un allenatore di prim'ordine, per non  famoso, non
c' mai stato nessuno anche solo lontanamente famoso
a North Falls, New Hampshire.
Mettici il cuore, quando nuoti! Che altro hai, da
metterci?
Le sue bracciate erano sempre pi affannate. Gli
mancava il fiato. Aveva petto, gambe, braccia coperti da
una peluria ruvida che avrebbe dovuto radere prima
della gara... sempre che avesse deciso di nuotare con la
squadra. E aveva i capelli troppo lunghi, trasandati.
Quello che ammirava nei nuotatori davvero in gamba
era la loro capacit di non perdere mai il ritmo durante
una gara, di non farsi distrarre dalla competizione, e
anche la facilit con la quale si voltavano, eseguivano la
capriola e sfrecciavano sott'acqua e riemergevano praticamente
nello stesso momento; ha eseguito quei movimenti
migliaia di volte, eppure ogni volta ha paura di
sbattere la testa contro il cemento e spaccarsi il cranio.
Fanculo Dar-ren!  un pezzo che ha smesso di tuffarsi.
Non lo sopporta: salire sul trampolino, esporsi. Nuotare
va bene, nuotando non sei in piena vista, puoi nasconderti
in acqua, per adesso aveva perso il conto
delle bracciate, era confuso, la vista offuscata e continuava
a nuotare solo perch (pazzesco! eppure era proprio
cos) non ricordava pi come fermarsi. Prima un
braccio e poi l'altro, e i piedi che battevano l'acqua.
Quasi singhiozzando, ora; ogni respiro gli bruciava i
polmoni. Il cuore martellava. L'odore di cloro lo stordiva,
neanche fosse una sniffata di eroina, e poi l'allenatore
arriv di corsa, urlando con una voce tonante che
non gli aveva mai sentito prima: - Sei pazzo, Flynn?
Esci da quella piscina prima di ammazzarti.

Capitolo 56.

Molly gli telefon quel fine settimana.
La sua voce era sommessa, elettrizzata: - Puoi fare un
salto da noi, oggi pomeriggio? Ho una sorpresa per te.
Una sorpresa per te. Sembrava una bambina piccola,
tutta eccitata.
Per Darren fu quasi un colpo sentire l'amica di un
umore cos diverso dal suo. Quanto a lui, si sentiva cos
gi che, se avesse sputato, la saliva sarebbe stata color
cenere.
Quella settimana, quando non era andato a scuola
per due giorni di fila, Molly gli aveva mandato due email
per chiedergli se stava bene. Darren non le aveva
risposto.
Eddy doveva andare in citt e cos gli diede un passaggio
fino alla casa dei Rawlings. Era una grande casa
coloniale bianca in Church Street, con imposte scure e
un portoncino rosso con un batacchio a forma d'aquila.
Nel vialetto d'ingresso erano parcheggiate la Mercedes
Benz della signora Rawlings, la Land Rover del signor
Rawlings e la piccola Volkswagen sportiva del fratello
maggiore di Molly. Eddy fischi fra i denti come se fosse
impressionato.
- Eccoti arrivato, fratellino. Non scordare di pulirti
le scarpe, mi raccomando.
Darren rise. Era una battuta, giusto?
Molly doveva essere in attesa nell'ingresso perch
apr il portone mentre lui stava ancora percorrendo il
vialetto lastricato, e grid allegramente: - Guarda chi
c', Darren! Questa  Pandora.
Fra le sue braccia si contorceva un piccolo spaniel color
caramello con umidi occhi neri.
-  il cane del professor Tracy. D'ora in poi star con
noi.
La voce di Molly era trafelata, con una sfumatura di
sfida.
Il cane del professor Tracy! Non sapeva che Tracy
avesse un cane, si sent dire Darren...
(Invece s. Quella sera, nell'auto, gli aveva detto
qualcosa a proposito dei peli di cane sul sedile.)
Molly era pi felice di quanto Darren l'avesse vista
da un pezzo. Aveva i capelli stretti in una coda di cavallo;
indossava un maglione a collo alto, e il ciondolo
d'argento vi scintillava sopra. Lo invit a entrare. Aveva
sistemato la cuccia di Pandora, un cestino imbottito,
in soggiorno vicino al camino. Il cane era lo spaniel pi
piccolo che Darren avesse mai visto.
- ... La vicina di casa del professor Tracy, quella che
abita al pianterreno... erano molto amici, sai... insomma,
questa signora fa parte di un comitato insieme alla
mia mamma, e stava raccontando di quando il professore
era uscito quella sera, lasciando Pandora da lei, dicendo
che sarebbe rimasto per qualche giorno fuori citt, e a
questa signora sarebbe davvero piaciuto tenerla, per le
creava troppi problemi, e i genitori del professore sono
troppo vecchi per occuparsi di un cane, o sono allergici, e
allora... insomma, adesso Pandora rester con noi, vero
che resterai qui? - Molly rise mentre il cagnolino dal pelo
ondulato saltava a leccarle il viso.
Pandora si mostr quasi altrettanto amichevole con
Darren. Si slanci a leccargli le mani, scodinzolando eccitata.
- Sei una vera coccolona, eh? - rise Darren,
conquistato.
I Flynn avevano avuto un cane per nove anni, un incrocio
di pastore tedesco. Quando era morto, pochi anni
prima, ne avevano sofferto tanto che la madre di
Darren aveva giurato: - Mai pi!
- Pandora era disperata - prosegu Molly. - Sentiva
la mancanza del professor Tracy, uggiolava e guaiva,
e solo da stamattina ha cominciato a calmarsi un po'.
Ha bisogno di sentirsi sicura che la sua nuova famiglia
non l'abbandoner. Se i cani potessero capire! Cercherei
di spiegarle che il professor Tracy  dovuto andare via e
non ha potuto portarla con s. Potrei dirle che le vuole
bene e sente la sua mancanza, ma non  qui.
Darren si accoccol sui talloni, e quando il piccolo
spaniel gli si tuff scodinzolando fra le braccia, affond
il viso nel suo collo peloso. Non avrebbe permesso a
Molly di vederlo piangere! Si morse il labbro inferiore,
con forza, e il momento di debolezza pass.
Molly abbass la voce come per non farsi sentire da
Pandora. Tocc il polso di Darren, che sent un fremito
percorrergli la leggera peluria sul braccio.
A quanto diceva Eddy, se una ragazza o una donna ti
tocca, significa che vuole essere toccata da te.
- Il funerale  stato ieri. Non credo che ci sia andato
nessuno di North Falls.
Funerale. Per un momento Darren non cap a che cosa
si riferisse.
- ... Solo i parenti del professore e i suoi vecchi
amici. Se aveva amici qui, suppongo che i parenti a
Brookline non li abbiano voluti al funerale.
- Non puoi dare loro torto.
- Non saprei... Non sono stati i suoi amici a dire cose
tanto tremende su di lui.
Gli occhi di Molly luccicavano per l'emozione. Sembrava
non capire, rifiutarsi di capire, che anche gli amici
possono tradirti. Non per quello che fanno, ma per
quello che non fanno.
Darren le strinse una mano, e le dita di Molly si chiusero
attorno alle sue. Era cos appassionata, cos piena
di speranze, affettuosa come lo scodinzolante piccolo
spaniel color caramello. Con una fitta di colpa, Darren
pens che Molly era una persona davvero generosa.
Un'amica migliore di quanto lui si meritasse. Avrebbe
voluto amarla; forse avrebbe potuto amarla. Forse era
amore, quello che provava per Molly Rawlings.

Capitolo 57.

L'estate prima Darren aveva seguito il Campionato Nazionale
USA di Nuoto. Si era svolto a College Park, nel
Maryland, e un certo Michael Phelps ne era stato il
campione assoluto. Aveva vinto cinque dei quattordici
titoli individuali maschili: il primo nuotatore nella storia
a riuscirci in una competizione a livello nazionale. E
questo dopo aver vinto quattro medaglie d'oro al Campionato
Mondiale di Nuoto a Barcellona, in Spagna.
A College Park, Phelps aveva stabilito il record mondiale
sui duecento metri individuali misti. Il suo tempo
era stato 1 minuto e 55,96 secondi.
Darren lesse e rilesse quei dati, rifiutandosi di pensare
al proprio tempo migliore sui duecento metri.
L'allenatore diceva di non paragonarsi mai con campioni
come Phelps, ma di tenerli solo come esempio di
dove  possibile arrivare se prendi il nuoto sul serio, se
ti alleni sul serio.
Darren rise. Se prendi il nuoto sul serio! Se ti alleni
sul serio!
Phelps nuotava a farfalla, a dorso e a stile libero. Si
diceva che avesse punti deboli, il che significava che
avrebbe potuto fare perfino meglio.
Sul davanzale accanto al tavolo del computer, Darren
aveva fissato con il nastro adesivo un ritaglio di giornale
dove compariva una foto dell'ossuto, orecchiuto, sorridente
Phelps che mostrava le sue medaglie d'oro e
d'argento. Quel che si dice un vero maschio, senza dubbio.
Somigliava un po' a Jimmy Kovaks.
Darren aveva imparato a memoria le dichiarazioni di
Phelps:
Mi piace sentirmi sotto pressione. Mi manda su di giri.
Odio fallire. Odio perdere. Mi piace la competizione. Mi
piace gareggiare. Voglio battere tutti i record possibili.
Voglio nuotare pi veloce che posso, in ogni gara.
Mi sforzo d'essere una persona normale, come tutte le altre.
Non penso che sia difficile. Ma non tutti i ragazzi
della mia et fanno quello che sto facendo io ora.
Phelps aveva appena compiuto diciott'anni.

Capitolo 58.

In pratica stavano bloccando il marciapiede dietro la
scuola, bordato da cumuli di neve frastagliati. I passanti
erano costretti a girargli intorno, ma loro neanche se
ne accorgevano. Era strano vedere due atleti discutere
con tale foga, senza ridere, uno di fronte all'altro.
- ... Nessuno voleva che morisse, Darren!  solo che
la cosa  sfuggita di mano.
- Allora dillo. Dillo a Newlove. Dovrebbe venire
fuori quello che avete fatto.
- Non parlare cos! Sono stati Kevin e Drake, soprattutto.
 stato Drake ad avere l'idea di spedire quelle
porcate alla polizia. Non l'avremmo fatto, se non fosse
stato per lui.
- Quali porcate?
Jimmy Kovaks scroll le spalle. Il viso sgraziato da
adolescente aveva un'espressione afflitta mentre tentava
di non incrociare lo sguardo di Darren, anche se ce
l'aveva proprio davanti.
- Non lo so! - rispose evasivo. - Non le ho viste,
non esattamente. Cio, ho visto le porcherie che hanno
infilato sotto la porta di Newlove, per non so cosa avevano
scritto. Era uno scherzo, Darren! Come uno di quegli
scherzi idioti che trasmettono in TV; ce la stavamo ridendo
alla grande. Chiunque con un briciolo di cervello
avrebbe capito che era una montatura, che non era vero.
- Cos' che avete spedito alla polizia? Che cosa?
- Non lo so! Non ci ho avuto a che fare, io. La roba
che hanno infilato sotto la porta di Newlove, quella l'ho
vista. Porcherie tirate fuori da non so che rivista porno.
Ma la roba che hanno spedito alla polizia, quella non
l'ho vista. - Jimmy fece una pausa, il fiato che formava
nuvolette di vapore. Sembrava un nuotatore che tentava
disperatamente di rimontare all'ultima vasca.
- Nessuno voleva che Tracy morisse! Ce l'avevo con
lui, d'accordo, ma mica lo odiavo. Kevin s, invece, e
anche Drake, non so perch. Tracy non li ha mai bocciati!
Drake neanche aveva mai seguito il suo corso, e ora
va a dire in giro che Tracy lo aveva abbordato, come se
ne andasse fiero, mentre  una balla. Per, se glielo
chiedi, giura che  vero.  come se lui e Kevin avessero
finito per credere alle loro stesse invenzioni.
Nella scuola stava suonando una campanella, ma n
Jimmy n Darren sembrarono sentirla. - Non puoi
metterti a fare lo scemo con gli sbirri, amico! - prosegu
Jimmy abbassando la voce. -  come in aeroporto:
fai una battuta su una bomba, e sei fregato. Arrivano le
guardie di sicurezza e ti fanno spogliare, ti perquisiscono
da capo a piedi, ti interrogano, e poi arriva l'FBI e ti
arresta. Sono fatti cos, gli sbirri. Qui a North Falls ti sono
addosso in un lampo. Appena hanno ricevuto la roba
che Kevin e Drake avevano spedito, dicendo che veniva
da un ragazzino di undici anni molestato da Tracy,
sono piombati a scuola, e Newlove se l' fatta sotto nel
giro di cinque minuti. Pensiamo che sia stato lui a dare
la lista agli sbirri, la lista con i nomi. Kevin dice che lui
non ha messo in mezzo nessuno, ma va' a saperlo! Forse
l'ha fatto. A Newlove ha raccontato che Tracy cercava
di rimorchiare i ragazzi, gli atleti soprattutto, dicendo
che avrebbe dato loro voti pi alti se lo assecondavano.
O che li avrebbe bocciati, se non lo facevano.
- Ma tu avresti potuto dire qualcosa, Jimmy -
obiett Darren, disgustato. - Quando i poliziotti ti
hanno interrogato.
- C'era mio padre con me! Non potevo!
- Come, non potevi?  contro la legge mentire alla
polizia. Vedere rovinare la vita di una persona, la carriera
di un insegnante, e restare zitto; non riesco a credere che
tu abbia fatto una cosa del genere, Jimmy! Kevin  una
carogna, e Drake una specie di maniaco, ma tu...
- Non sapevo che sarebbe finita cos! Chi avrebbe
potuto pensare una cosa del genere? Era un gioco,
chiunque poteva capire che era uno scherzo, invece gli
sbirri esagerano sempre tutto, e l'ufficio del procuratore,
quegli esperti di crimini sessuali,  colpa loro, volevano
credere a tutti i costi a quelle porcherie su Tracy.
Non lo hanno arrestato, questo no, ma qualunque cosa
lui abbia detto per discolparsi deve avere peggiorato le
cose. Lo sai com'era, con quel suo fare indisponente.
Una persona cos, non penseresti mai... - Jimmy fece
una pausa, l'espressione sempre pi afflitta. - Mi dispiace,
Darren. Mi dispiace davvero.
- Allora di' qualcosa. Potresti...
Jimmy scosse la testa. - Non posso, Darren, lo sai. E
neanche tu. Gli altri negherebbero tutto; sarebbe la nostra
parola contro la loro. Non possiamo fare la spia ai
nostri amici. Non possiamo. Gli sbirri e i funzionari
della Procura si sono fatti un'idea ben precisa e non
hanno intenzione di cambiarla; secondo loro, il fatto
che Tracy si sia ucciso  un'ammissione di colpevolezza.
Ecco come la pensano. Come la pensa mio padre.
Tracy  morto, Darren, ma noi dobbiamo vivere qui.
Guardandosi attorno, Darren si rese conto che ormai
lui e Jimmy erano soli. Il parcheggio e il marciapiede
erano deserti. Si era scordato dove si trovavano: dietro
la scuola. Un edificio a due piani di mattoni scuri, non
vecchio ma consumato dalle intemperie. Un edificio simile
a una fabbrica, o a una prigione.
Dentro trillava un'altra campanella.
- Accidenti! Siamo in ritardo.
Jimmy corse verso il portone. Darren non lo segu.
Era una giornata di sole e di vento. Gi marzo, ma ancora
inverno. La neve umida caduta durante la notte aveva
steso su ogni cosa una scintillante patina di ghiaccio.
Decise di non entrare subito a scuola. Raggiunse i margini
del parcheggio, percorse per un paio di chilometri la
strada d'accesso che correva dietro la scuola, fino alla
scarpata della ferrovia, e l c'era il fiume Connecticut
ghiacciato e in apparenza privo di vita, e gli colava il naso
e il vento gli faceva lacrimare gli occhi e doveva pisciare,
e a scuola sarebbe finito nei guai: saltare di nuovo le
lezioni dopo essere mancato per due giorni la settimana
prima. Era solo, eppure gli sembrava di sentire ancora
Jimmy che lo supplicava. In un certo senso, Jimmy gli
sembrava pi reale di quanto lo fosse lui stesso. Conosceva
Jimmy Kovaks dai tempi delle medie ed erano
sempre stati amici, sia pure non amici stretti; ma ora, che
strano, aveva l'impressione che Jimmy fosse come un
fratello, se lo sentiva pi vicino del suo stesso fratello, di
Eddy, per non sapeva perch. Ce l'aveva a morte con
Jimmy, giusto?
"Non posso, lo sai. E non puoi neanche tu".

Capitolo 59.

Che scena! Come certe scene alla TV, per pi goffa e
pi stupida, e senza risate registrate che ti aiutino a capire
quando in teoria dovrebbe essere divertente.
Dice che vuole parlare al preside Newlove, e la segretaria
lo guarda allarmata e diffidente e gli chiede se ha
un appuntamento, e come mai, visto che  uno studente,
non  in classe, e se non  in classe dov' il permesso
siglato da un insegnante per autorizzarlo ad andare in
giro durante le lezioni, e Darren sorride educatamente e
ripete che vuole parlare con il preside Newlove per piacere,
e bada bene a sillabare preside New-love come se
fosse un nome davvero importante, come se Newlove
non fosse un imbecille e un patetico codardo che non si
merita il rispetto di nessuno, ed ecco che arriva un'altra
donna e si pianta dietro il bancone col ripiano di formica
alto fino alla vita, quello che non si dovrebbe mai superare
senza averne il permesso, e gli parla con voce
pi brusca e pi allarmata della prima, e gli chiede: come
si chiama? come si chiama?, e la migliore strategia 
fare il finto sordo, la supera e basta, e va verso la porta
chiusa con sopra la targa john l. newlove, preside, e poi
bussa e una voce dentro dice qualcosa, e Darren apre la
porta senza aspettare d'essere invitato, e ora s che le
due donne si agitano come chiocce starnazzanti, ed ecco
il preside in persona, John L. Newlove, che si alza
dalla sua sedia dietro la scrivania e guarda a bocca
aperta Darren Flynn come se fosse un vendicatore cyborg
o peggio ancora un matto stile Columbine(1) armato
di bazooka e pronto a spazzarlo via, perci Darren 
svelto a sollevare le mani, a mostrare che  disarmato,
innocuo, vuole solo fare un paio di domande al preside,
e il preside Newlove balbetta che non  il momento
adatto, non  il momento giusto, e Darren dice che s,
invece,  il momento giusto, per forza  il momento
giusto, il professor Tracy  morto da una settimana, e le
labbra di Newlove tremano mentre balbetta che non
pu parlare con lui del professor Tracy, gli dispiace
davvero tanto ma proprio non pu, e nemmeno delle
indagini, gliel'ha consigliato l'avvocato di non dire una
parola su quell'argomento, e Darren gli spiega che 
importante, che ha qualcosa di importante da dire sul
professor Tracy, e Newlove sbarra gli occhi e poi si tuffa
a chiudere la porta in faccia alle due donne scioccate,
smaniose, non vuole che sentano, e Newlove dice a
Darren che non pu diffondere notizie riservate, non
pu e non vuole, gli dispiace moltissimo, e Darren dice
che si tratta delle accuse contro il professor Tracy, che
erano tutte false, bugie inventate da studenti in cerca di
vendetta, e Newlove si preme le mani sulle orecchie,
sembra che stia male, gli occhi mezzi chiusi, e dice no!,
non posso discutere di quest'argomento, esci subito da
qui, subito, chiamer la sicurezza, telefoner al nove
uno uno, e Darren dice ma non le importa signor Newlove,
non le importa che il professor Tracy sia morto?,
che sia, be', morto?, e Newlove scuote la testa come se
non avesse sentito, la scuote tanto che gli tremano le
guance, e ora Darren si accorge che quell'uomo  logorato
dalla stanchezza, occhi infossati e lenti bifocali appannate
e capelli scoloriti che ricadono dal verso sbagliato
mostrando una strisciata di cranio sudaticcio; e
quasi implorante, ora, Newlove ripete: non posso! non
posso! e non voglio! questo  un incubo, insisto perch
tu esca da qui all'istante, Darren Flynn, tu sei un bravo
ragazzo, un bravo studente e un bravo cittadino della
nostra comunit, sei sempre stato un ragazzo popolare,
un atleta di prim'ordine, dovresti esserne fiero, Darren,
tanti ragazzi vorrebbero essere atleti del tuo calibro e
cos pochi ci riescono, sono disposto a ignorare quest'infrazione
alla disciplina per devi andartene o dovr
sospenderti, espellerti, questo comportamento
aberrante finir sul tuo curriculum, non sarai ammesso
a nessun college n universit, cos metti a rischio il tuo
intero futuro, Darren Flynn, mi senti? lo capisci? o devo
chiamare i tuoi genitori? devo?  questo che vuoi, figliolo,
che metta in agitazione i tuoi poveri genitori innocenti?
che siano coinvolti anche loro? vuoi sconvolgere
anche loro? o uscirai subito da quest'ufficio e cercherai
di dimenticare, come far io, questo sfortunato
incidente, questo tragico equivoco? Ti supplico, Darren
Flynn, ascolta la voce della ragione...
E di colpo Darren capisce che non c' speranza.
Proprio cos. Nessuna speranza. Avrebbe dovuto
saperlo.
Ha continuato a nuotare al limite delle proprie forze,
puntando alla cieca, disperatamente, verso i confini di
cemento della piscina, dove eseguir la capriola e si girer,
sbagliando i calcoli e spaccandosi il cranio; ma
Darren Flynn ha un controllo della situazione maggiore
di quanto si possa pensare,  pi sveglio e pi furbo di
quanto si possa pensare, ed ecco:  finita.
- D'accordo, preside. Mi scusi.
Newlove lo guarda a bocca aperta, incredulo. Ansimando
come se fosse intrappolato su un tapis roulant
che corre a tutta velocit. Povero vecchio, sembra proprio
che stia per avere un infarto.
- Tu... tu capisci, Darren? Spero che tu...
Darren ride. - Come no.

Note.
1. Liceo di Denver, Colorado, divenuto famoso per il massacro attuato
da due studenti che, la mattina del 20 aprile 1999, entrarono a scuola
armati di fucili e bombe a mano uccidendo dodici alunni e un insegnante
e ferendo ventiquattro persone, per poi togliersi la vita.

Capitolo 60.

La mattina della gara con il St John.
Mercoled 31 marzo.
Darren non ha ancora deciso. Anche se quella sensazione
d'ansia crescente, pronta a scaricarsi, significa che
si sta preparando.
Dopo la terza ora - laboratorio di chimica - aspett
che l'aula si svuotasse per chiedere serio al professor
Labrador: ma la chimica del cervello  la stessa cosa
dell'anima? e quando il professor Labrador scoppi a
ridere, lo guard ferito, chiedendo: cosa c' di buffo,
professore?, e il professor Labrador (che in seguito
avrebbe riferito l'episodio in sala professori, dove i colleghi
avrebbero scosso la testa chiedendosi che-sta-succedendo-a-Darren-Flynn)
rispose in fretta che non c'era
niente di buffo,  una domanda perfettamente legittima
per richiede una risposta complessa e ora non  il momento
adatto, sta per iniziare la quarta ora, perci magari
in un'altra occasione, d'accordo Darren?
Darren scrolla le spalle e si trascina via.
Come no.

Capitolo 61.

L'ultimo ragazzo al mondo dal quale mi sarei aspettato
un risultato del genere. Era questo, si diceva, il
commento dell'allenatore Ellroy dopo che Darren aveva
sbalordito gli spettatori nuotando come un invasato
durante l'incontro con il St John e vincendo ben tre gare,
inclusi i quattrocento stile libero. Anche dopo che
Darren aveva assicurato l'inattesa vittoria (di due punti)
sul St John e dato al North Falls High qualcosa da festeggiare.
Darren Flynn! Aveva rimontato alla grande in tutte e
tre le gare. Alla fine dei quattrocento era cos sfinito che
in pratica era strisciato fuori dalla piscina, e due compagni
di squadra avevano dovuto aiutarlo a raggiungere
la panchina fra gli applausi del pubblico.
Per tutta la settimana era corsa voce che Darren Flynn
non avrebbe partecipato all'incontro. Continuava a saltare
le lezioni, a non andare a scuola senza neanche presentare
un certificato medico. Non lo si era visto neanche agli
allenamenti di nuoto. L'allenatore era sconvolto e preoccupato.
Era stato costretto a escluderlo dalle gare di tuffi,
ritenendo che fosse troppo rischioso permettergli di affrontare
i tuffatori, di gran lunga pi abili, del St John.
Per aveva deciso che Darren poteva almeno nuotare.
Con Jimmy Kovaks fuori dalla squadra, e gli altri cos
demoralizzati, c'era bisogno di tutti; alla peggio, sarebbe
arrivato ultimo, e in fondo qualcuno doveva pur
arrivare ultimo, no?  lo spirito della gara, dopotutto.
Per ogni vincitore, molti sono gli sconfitti; cos  la vita.
Giusto?
L'allenatore era di umore filosofico. Si aspettava di
perdere, e di perdere di brutto. La filosofia va bene per
i perdenti; se sei un vincitore, non hai tempo per queste
stronzate.
Comunque, nonostante tutta la sua filosofia, quasi
diede in smanie quando finalmente Darren arriv. L'ultimo
dei dodici a presentarsi in piscina.
Non si era rasato il corpo come gli altri. Visto che
non era peloso quanto alcuni dei ragazzi pi sviluppati,
aveva pensato (cos disse, scrollando le spalle) che i
suoi tempi non ne avrebbero patito granch. Ma quello
che lasci tutti sbalorditi fu che neanche si era curato di
tagliarsi i capelli; semplicemente, li aveva stretti sulla
nuca in una striminzita coda di cavallo lunga cinque
centimetri.
- Che roba , Flynn? Va di moda lo stile magnaccia?
Voleva essere una battuta. O forse non del tutto.
Sembr che Darren neanche lo sentisse. Continuava a
serrare e rilasciare i pugni. L'allenatore not che aveva
il respiro affannato, corto, e si augur che i nervi non
gli cedessero, che non crollasse, che non facesse una
piazzata davanti a tutti.
Quell'anno, la squadra del St John era in testa alla
classifica del distretto e aveva sconfitto ogni rivale, inclusa
la squadra campione dell'anno prima, il Lebanon
High. La squadra del NFH era chiaramente in svantaggio.
Nell'incontro dell'anno precedente il nuotatore di
punta del St John aveva sconfitto Jimmy Kovaks. E potevano
anche contare su due tuffatori eccellenti. Vedevi
i ragazzi del St John pavoneggiarsi, sicuri di s, sicuri
d'essere i migliori. Molti spettatori erano venuti apposta
da St John, una cittadina sul fiume Connecticut,
venticinque chilometri pi a nord, per sostenere rumorosamente
la loro squadra. E infatti, nelle prime gare, i
cento e i duecento individuali misti, il St John batt alla
grande il NFH. E poi, nei duecento dorso, la squadra
del NFH - capeggiata da Darren Flynn, che mai prima
d'allora aveva partecipato a una gara di dorso - batt
alla grande il St John. Era incredibile, sconvolgente, l'allenatore
non credeva ai propri occhi. Dieci minuti pi
tardi, un'altra sorpresa: Darren arriv primo nei trecento
stile libero. Ma la sua prova pi stupefacente la offr
nei quattrocento metri quando, dopo una partenza deludente,
risal dalla quarta posizione alla testa del gruppo:
all'inizio era sembrato sfiatato, aveva eseguito goffamente
la prima capriola, ma poi cominci a nuotare
con inatteso, frenetico vigore, e nell'ultima vasca guadagn
stabilmente terreno fino a superare il nuotatore
di punta del St John, mentre gli spettatori scattavano in
piedi urlando. Si libr al di sopra delle grida assordanti,
nel corpo e al tempo stesso fuori dal corpo. Mettici il
cuore! Il cuore! Sentiva la voce di un uomo, la voce del
suo insegnante di letteratura, e sentiva il tocco del professor
Tracy sulle spalle scattanti, la sua benedizione:
Dio sia con te.
Sembrava non si fosse reso conto che la gara era finita.
Lo stavano aiutando a uscire dalla piscina. Aveva le
gambe molli. La vista offuscata. Le luci sul soffitto erano
circondate da aloni scintillanti. Da come gli rimbombavano
le orecchie, sembrava che fosse scattato l'allarme
della scuola. Sarebbe scivolato, se Ross Slaugh non
lo avesse sorretto. Sua madre, che da due settimane
non aveva il permesso di toccarlo, lo abbracci senza
curarsi del fatto che fosse fradicio. Suo padre lo stritol
in un enorme abbraccio. E c'era Eddy, che rideva e gli
tirava pugni affettuosi. E i compagni di squadra, le loro
facce trasformate dal trionfo. Anche quella di Kevin,
che lo odiava dal profondo del cuore. E l'allenatore, che
scuoteva la testa, sbalordito: sarebbe rimasto sotto
shock per giorni, se non per il resto della stagione.
Sforzandosi di riprendere fiato, di non andare in iperventilazione.
Il cuore continuava a martellargli nel petto.
La folla ad acclamare. Vide Molly Rawlings sbracciarsi
a salutarlo. E poi il cronista sportivo del "Lebanon
Standard" lo blocc per chiedergli in tono aggressivo:
allora, Darren Flynn, che effetto fa? che effetto fa a un
perdente arrivare fino in cima? e Darren, alzando la voce
per farsi sentire al di sopra del frastuono: - La squadra
dedica la vittoria di questa sera alla memoria del
professor Tracy, il nostro insegnante di letteratura morto
in un incidente d'auto il 22 marzo. Questa vittoria  in
suo onore. Il professor Tracy era un sincero... - Darren
si asciug gli occhi arrossati, irritati dall'acqua piena di
cloro -... un sincero sostenitore della squadra.
Il giorno dopo, sulla prima pagina del "Lebanon
Standard", comparve:
SPETTACOLARE VITTORIA
DELLA SQUADRA DI NUOTO DEL NFH
IN MEMORIA DI UN AMATO INSEGNANTE DI LETTERATURA

Capitolo 62.

Erano le vacanze di Pasqua. Era aprile, una stagione
nuova. La crosta di ghiaccio che ricopriva il fiume si
era sciolta, come se non fosse mai esistita, e l'acqua
scorreva rapida e scura e infida fra le sponde fangose
tappezzate d'erbacce. Darren aveva preso l'abitudine
di fare lunghe passeggiate solitarie, a volte per un paio
d'ore, in riva al fiume. Gli servivano per schiarirsi le
idee, per pensare al futuro. Pensare a quello che suo
padre si aspettava da lui, a come sbrogliarsela con i ragazzi,
se voleva restare nella squadra. Dopo la gara
con il St John, Darren Flynn era diventato un eroe locale:
nei negozi e per strada, sconosciuti lo avvicinavano
per stringergli la mano e ringraziarlo, certi ragazzini
addirittura gli chiedevano l'autografo! Tutta quell'attenzione
gli faceva piacere, ma sapeva che non sarebbe
durata. Bastava pensare a come la gente cominciava a
dimenticare il professor Tracy e il trattamento che gli
avevano riservato. Dopo l'esibizione di Darren durante
l'incontro con il St John, quando si era ripreso abbastanza
da recuperare il solito senso dell'umorismo, l'allenatore
Ellroy gli aveva detto: - Adesso dovrai impegnarti
per superare il tuo stesso record, Flynn. - Era
un pensiero nuovo, e in un certo senso metteva paura.
Per non sono obbligato. Non lo sono, se non voglio. Posso
lasciare la squadra. Non sono schiavo della squadra. Posso...
Acceler il passo, fino a sudare. Gli piaceva sentire il
cuore battere un po' pi svelto, il sangue scorrere un
po' pi veloce, e la sensazione di non sapere che avrebbe
fatto adesso, e del resto a chi importava, a parte
Darren Flynn?

Capitolo 63.

Lo squillo del telefono, e una voce bassa, roca, sensuale,
quasi familiare: - Ti ricordi di me, Darren? Jill Brockmeier.
Darren  preso cos alla sprovvista da riuscire solo a
borbottare: - Come no!
Le universit hanno chiuso per le vacanze di primavera.
Per tutta la settimana  un succedersi di feste organizzate
da universitari tornati in citt e ansiosi di rivedere
gli amici e i vecchi compagni di scuola, e ad alcune
sono invitati anche gli studenti pi popolari - pi
in vista - del North Falls High.
Come se il nome Darren Flynn comparisse su una lista
segreta.
- Allora, Darren! Ho sentito cose strepitose su di te.
L'incontro di nuoto con il... come si chiama, Lebanon
High...
- St John.
- Giusto! A quanto pare sei stato fantastico. Insomma...
Jill gli ha telefonato per invitarlo a una festa la sera
successiva, pu passare da lei a qualunque ora dopo le
nove. Sar una superfesta, gli dice. Strepitosa. Spera
tanto che lui possa venire.
Darren si tiene sul vago. Darren non ne  sicuro. Be',
forse. Darren chiede se pu portare qualcuno.
- Chi?
 una domanda quasi scortese. Darren sospetta di
aver offeso Jill Brockmeier.
- Una compagna di scuola, Molly Rawlings...
Un'altra pausa. A Darren sembra quasi di vedere la
smorfia che contrae il viso di Jill Brockmeier. Un viso
piuttosto attraente, gli sembra di ricordare... a meno
che, chiss come, non la confonda con l'agente Tyding.
Tyding! Lei e Forrester lo hanno fregato alla grande,
chiudendolo in un angolo dal quale era stato incapace
di tirarsi fuori. Sapevano che mentiva, ma la cosa non
aveva avuto seguito. Dopo la morte del professor Tracy
era finito tutto, come un brutto sogno che l per l ti
sembra vero e spaventoso, ma che cominci a scordare
appena ti svegli, e dopo un po' quasi non riesci a ricordare
perch ti eri sentito cos disperato quando c'eri intrappolato
dentro.
- Va bene, Darren. Se vuoi.
Poi Jill dice a Darren che adesso frequenta il secondo
anno all'universit del New Hampshire a Durham; 
associata alla Chi Omega ed  indecisa se specializzarsi
in economia o ambiente. Gli dice che adora la UNH
per le mancano tanto i vecchi amici delle superiori. Ha
sentito un sacco di "cose eccitanti, super" su Darren. Di
nuovo gli chiede, abbassando un poco la voce, se davvero
si ricorda di lei: l'ultimo anno alle superiori usciva
con Emory Slaugh. Era stata una delle cheerleader.
Adesso Darren ricorda, vagamente, Jill Brockmeier.
Sono due anni che non la vede n pensa a lei, e proprio
non sa come interpretare quella telefonata.
Jill gli d il suo indirizzo: 82 Holland Drive, sopra il
Valley Golf e il Country Club. Darren non ha mai messo
piede in Holland Drive; e nemmeno  mai stato al
Country Club, anche se Molly Rawlings, i cui genitori
sono soci, ce lo ha invitato un paio di volte. Sa che i
Brockmeier sono una famiglia in vista, a North Falls.
Quando dice alla madre dov' invitato, lei lo guarda
sbalordita. I Brockmeier!
Dopo aver riagganciato, Darren ripensa a Jill Brockmeier,
una cheerleader che, quando lui frequentava il
secondo anno, aveva cercato di rimorchiarlo. Forse per
scherzo, o forse sul serio; Darren non lo aveva mai capito.
Non solo era pi grande di lui, ma la sua prorompente
sensualit lo aveva intimidito. In effetti era intimidito
dalla maggior parte delle ragazze, comprese
quelle della sua et.
Gli amici ne erano stati impressionati. E invidiosi.
Kevin lo aveva preso in giro. - La Brockmeier ha
una cotta per te, Darren. Dacci sotto.
Ma lui non lo aveva fatto. Non Darren Flynn.

Capitolo 64.

- Darren Flynn? Ciao.
Una ragazza bionda con occhi fluorescenti ingranditi
dal mascara, Jill Brockmeier probabilmente, spalanca il
portone della casa illuminata a giorno da dove escono a
valanga assordanti decibel di musica dal battito frenetico,
trascina Darren nell'ingresso e si solleva sulla punta
dei piedi (nudi) per sfiorargli una guancia con labbra
sorprendentemente fresche. Un gesto che lo innervosisce;
di rado qualcuno lo bacia sulla guancia, parenti di
sesso femminile a parte.
- Ross! Ki-Ki! Ciao!  fantastico rivedervi!
Se Darren non sapesse che quella  Jill, forse non la
riconoscerebbe. Ha i capelli cortissimi, tinti biondo-cenere
come Madonna qualche anno fa, per le sopracciglia
sono castano scuro e il rossetto, di uno strano colore
purpureo,  sbavato dai baci distribuiti agli ospiti e
dalla bottiglia di birra che di tanto in tanto si porta alle
labbra. Anche se  una serata di aprile, e l'aria  ancora
fresca, Jill indossa una scintillante canotta trasparente e
niente reggiseno, e aderenti jeans firmati cosparsi di
borchie luccicanti. Ha le unghie dei piedi dipinte di blu
come quelle delle mani, e un anello enorme a ogni dito.
Darren la guarda praticamente a bocca aperta, e Ross
gli tira una gomitata e ride. - Vieni, andiamo a prenderci
qualcosa da bere.
Darren  venuto alla festa insieme a Ross Slaugh e a
una certa Ki-Ki, una che frequenta l'ultimo anno al
NFH. Ha deciso di non invitare Molly Rawlings, pensando
che non  il tipo di festa adatto a lei: finirebbe
per sentirsi fuori posto, vorrebbe tornare a casa. E pensando
anche che...
Per Jill Brockmeier sembra essersi scordata di lui. 
in arrivo un branco di ragazzi pi grandi, ragazzi che
Darren non conosce, e Jill strilla e li saluta con baci e
abbracci come una bimbetta il giorno di Natale. Uno
dei ragazzi la bacia dritto sulle labbra e le d una strizzata
al sederino sculettante.
Darren segue Ross in un'altra stanza, una specie di
soggiorno situato pi in basso dell'ingresso e rimbombante
di suoni. Sono appena le nove e venti, e l dentro ci
sono gi una cinquantina di persone con i loro riflessi
spettrali sulle vetrate di cristallo che danno sulla terrazza.
Su un cornicione di pietra che percorre l'intera stanza,
sotto il pi grande schermo TV che Darren abbia mai
visto, c' una tinozza piena di birra e ghiaccio. Tutt'attorno
il pavimento di piastrelle  una pozza d'acqua.
Darren  minorenne, e per legge un minorenne non
potrebbe assumere bevande alcoliche, ma Darren non
se ne fa un problema. Nell'ultimo anno ha imparato ad
apprezzare la birra.
La cosa da fare era bere in fretta, stordirsi, ubriacarsi.
A Dartmouth le feste delle confraternite erano in pratica
vomitori. E non erano soltanto i ragazzi a sbronzarsi.
Giravano storie d'ogni tipo su ragazze ubriache che saltavano
addosso a ragazzi appena conosciuti...
Darren si ritrova spintonato qua e l tra la folla; nessuno
lo conosce.  invisibile. Un liceale mortificato dalla
scoperta che il novanta per cento degli ospiti di Jill
sono pi grandi di lui, universitari, alcuni addirittura
sui venticinque anni.  raro che Darren si senta a proprio
agio alle feste, per  abituato come minimo a essere
riconosciuto. Le ragazze del NFH gli girano attorno
come piccole falene svolazzanti attratte dalla luce.
Qui le ragazze per lo pi neanche si accorgono di lui.
Alcune hanno un'aria familiare, compagne di scuola di
Jill al North Falls High, ma altre sono perfette sconosciute.
Si chiede perch Jill lo abbia invitato, e perch
lui abbia accettato il suo invito.
Peggio ancora, ai margini della festa ha avvistato un
gruppetto di suoi compagni di scuola, fuori posto quanto
lui in quell'ambiente. Kevin Pyne, Roger Polidari,
Barry Phelps e, torvo e scuro come uno scarafaggio,
Drake Hardin. Perch Jill ha invitato anche loro?
Darren prova una fitta di disgusto. Come se Jill lo
avesse tradito.
Ross punta verso gli amici, contento di vederli. Darren
resta indietro. Offeso, imbronciato. Si attacca a una bottiglia
di birra. Pensando che fra poco se la svigner;
tanto lui le odia, le feste. Quando era ospite della "capanna"
dei Pyne sulle White Mountains, una sera che i
padroni di casa non c'erano, lui e Kevin si erano ubriacati,
e poi Darren aveva vomitato l'anima. E a Woodstock,
alle feste organizzate da gente che neanche conosceva,
si era ubriacato quasi altrettanto. In quei momenti
una specie di follia si impadroniva di lui, una
sensazione chiassosa e sciocca, pericolosa come un palloncino
sempre pi gonfio, sempre di pi, fin quasi al
punto di scoppiare. Ma quello che pi gli faceva paura
era che sul momento non aveva paura. Gli bastava
qualche bicchiere, e pi niente poteva spaventarlo.
Avrebbe fatto meglio a tornare a casa a piedi. In fondo
erano solo tre chilometri. Tre chilometri sono niente
per un atleta in buone condizioni. Tanto, da quando 
successa la cosa del professor Tracy, sta meglio da solo.
 cos che ci pensa. La cosa del professor Tracy. Non riesce
a pensarci in altri termini, tipo: la morte del professor
Tracy.
I suoi vecchi amici, i ragazzi della squadra:  come se
ne fossero contaminati. Infetti. Perfino Jimmy Kovaks,
che pure gli sta simpatico. E Mikey Eimer, con il quale a
volte ha pranzato alla mensa. Polidari ce la mette tutta
per mostrarsi amichevole, e Phelps  un tipo a posto;
Darren sa che sono dispiaciuti per Tracy e si sentono in
colpa per quanto  successo, anche se non ne parleranno
mai a nessuno. Per Kevin Pyne si tiene alla larga, e
di sicuro si tiene alla larga quello psicopatico di Drake
Hardin.
La casa degli Hardin  sulla Route 11, a neanche un
chilometro dai Flynn, e la signora Hardin  una conoscente-amica
della mamma di Darren. L'altro giorno,
tornando da un giro di acquisti, a Edith Flynn sarebbe
piaciuto fermarsi un minuto dagli Hardin, ma subito
Darren aveva protestato che no, lui doveva assolutamente
tornare a casa.
- Solo un momento, Darren. Puoi entrare anche tu.
Cos saluti Priscilla. Forse ci sar anche Drake. Un tempo
eravate amici, ricordi? Non facevate che andare in
bici insieme. Cos' successo?
Darren rabbrivid. I ricordi di sua madre erano completamente
sbagliati: non era mai stato amico di Drake
Hardin. Non sul serio. Forse quando avevano dieci,
undici anni. Forse per un po' alle medie. Ma non per
molto.
 successo che Drake Hardin  uno squilibrato, mamma.
 successo che odio Drake Hardin con tutto me stesso.
A scuola si limitava a evitarli. Kevin era abbastanza
furbo da stargli alla larga. Darren frequentava altra
gente, ora, amici meno stretti che per lo pi facevano
parte della cerchia di Molly Rawlings. La supplente
che aveva sostituito il professor Tracy si era rivelata
un'insegnante in gamba e piaceva a tutta la classe: collaborava
con il Club Teatrale, come aveva fatto il professor
Tracy, e anche alla compilazione dell'annuario
scolastico. Darren aveva partecipato a qualche riunione
del club insieme a Molly. Da quando era successa
la cosa del professor Tracy, continuava a pensare
che gli sarebbe piaciuto scrivere qualcosa per il teatro,
oppure una canzone; aveva sempre sognato di
prendere lezioni di chitarra e cantare canzoni scritte
da lui... Comunque a scuola di solito se ne stava
per conto suo. Era incredibile quanto riuscivi a lavorare,
a concentrarti, se non perdevi tempo a ciondolare
con gli amici, a dire spiritosaggini e a fare l'idiota. Dopo
la scuola il professor Labrador era pi disponibile
che a lezione e sempre pronto ad aiutare gli studenti
che, come Darren, erano in difficolt. In effetti la chimica
aveva senso. Era prevedibile. Se la affrontavi per
gradi, riuscivi a capirla. All'ultimo compito aveva preso
82.
Per Darren non ha ancora scoperto se l'anima  qualcosa
pi di semplici reazioni biochimiche. In cuor suo sa
che, se tornasse a chiederglielo, il professor Labrador riderebbe
di nuovo o diventerebbe serio, e vago, e cambierebbe
argomento.
Due ragazze hanno attaccato discorso con Darren.
Sembra che lo trovino divertente. Un liceale? Del terzo
anno? Come Jill, anche loro fanno parte della "sorellanza"
Chi Omega di Durham; chiedono a Darren a quale
college pensa di iscriversi. C' un tale chiasso, nella
stanza, che Darren deve alzare la voce quando risponde
senza battere ciglio che suo padre  andato a Harvard,
perci probabilmente dovr andarci anche lui, anche se
in realt preferirebbe andare a Durham insieme agli
amici e ottenere l'ammissione alla Deke e spassarsela
per quattro anni. Le ragazze si inclinano un po' di pi
verso di lui, impressionate. Una gli dice in tono di approvazione:
- Deke  una forza - e l'altra, accostandosi
al suo orecchio, in un enfatico sussurro al profumo
di birra: - Deke  forte.
Darren cerca un bagno.  spintonato da sconosciuti,
ma sente nella nuca una specie di tiepido ronzio;  un
po' brillo. A tratti intravede Jill in mezzo alla folla, la
sua testa biondo-cenere che ondeggia e sobbalza, la
sua voce rauca ed eccitata, ma lei non lo vede mai. Si
chiede dove sono i signori Brockmeier: Fuori per la serata?
Partiti per il fine settimana? Per i criteri di North
Falls, la casa all'82 di Holland Drive  spettacolosa. Poco
ma sicuro, sulla Route 11 non si trova niente del genere.
 a piani sfalsati, costruita in buona parte con un
materiale simile alla pietra, impreziosita da vetrate di
cristallo, stucchi e una terrazza di raffinato metallo
scintillante che si affaccia sui terreni del Country Club.
Darren sa che la madre darebbe un braccio per vedere
l'interno di casa Brockmeier: i lunghi, bassi divani di
pelle, le mattonelle dell'ingresso, caminetti che sembrano
sospesi a mezz'aria, e un'incredibile quantit di
specchi con cornici cromate, tappeti tessuti a mano e
vasi pieni di candidi gigli. Nel bagno dalle mattonelle
color ciliegia, che finalmente  riuscito a individuare
sul retro, c' una pianta in un portavaso di porcellana:
fiori cos perfetti che, non fosse per il profumo, li crederesti
di cera.
(Qualcuno ha spento nel vaso un mozzicone di sigaretta.
Darren lo prende e lo getta nel gabinetto.)
Il bagno  sgargiante e dall'aria costosa, ma decisamente
in pessime condizioni: schizzi di pip sul sedile
del gabinetto, e una pozza sul pavimento.
Darren si sta lavando le mani e guarda con aria tetra
il proprio riflesso nello specchio sopra il lavandino,
quando sente voci soffocate e risate in corridoio, davanti
alla porta. E poi ecco un colpo violento, una voce maschile:
- Aprite! Squadra anti-vizio!
Rabbioso, Darren apre la porta di scatto. Sa che  Kevin
Pyne, che ghigna con aria di sfida. E Drake Hardin, contratto
in una goffa posizione da pugile.
Il fiato di Kevin sa di birra. - Un semplice controllo,
Hyrtn! - biascica. - Chi c' qui con te? - e Drake che
pigola: - Pensavamo te lo stessi facendo succhiare da
qualche bel ragazzo, Flynn - e Kevin: - Chi succhia
chi? Casomai, sarebbe Flynn a succhiarlo. - Darren li
scosta bruscamente, disgustato, ed esce in corridoio.
L'adrenalina gli scorre impetuosa nelle vene; il cuore
batte rapido, preparandosi a lottare. Vorrebbe allontanarsi
da quei due, ma Kevin lo afferra per un polso,
ghignando: - Ti hanno visto, Flynn! Nell'auto del frocio! Il
tuo amichetto frocio, Tracy, quello che si  ammazzato!
Darren non crede alle proprie orecchie. Lo sanno!
Allora lo sanno tutti! Ma ancora cerca di evitare una
zuffa. Ha paura della propria collera, di quel desiderio
di colpire, di ferire, di uccidere. Non pu permettersi
di perdere il controllo; in quel momento confuso,  alla
madre che pensa: come si vergognerebbe Edith Flynn
se si cacciasse nei guai proprio stasera. Proprio in quella
casa.
Cos cerca di tornare in sala, nel vivo della festa. Si libera
dalla stretta sudaticcia di Kevin. E poi Kevin ansima:
- Meglio che non mi volti le spalle, Flynn! Meglio
che non mi manchi di rispetto! - e Darren: - Togliti di
mezzo, tu non sei mio amico. Non dopo quello che hai
fatto a Tracy - e Kevin, con aria di sfida: - Cosa ne
sai, tu, di quello che ho fatto? Non sai niente, Flynn!
Nessuno lo sa,  con-fi-den-zia-le.
E infine, tutto diventa ancora pi confuso.
Mescolato alla musica assordante. Voci alte e risate
come schegge di vetro.
Darren tenta di allontanare Kevin, poggiando la mano
aperta sul suo petto robusto e spingendolo, e Kevin
lo spinge di rimando. E c' Drake che cantilena come
un demente: - Ehi, Flynn! Flynn Frocio! Flynn checca
finocchia! - E poi Kevin parte all'attacco, afferrando
Darren alle spalle, per i capelli, e Darren trasale e si
volta goffamente e gli molla un rapido destro al plesso
solare, da infarto se tirato a dovere, e anche se
non ha la velocit per un pugno del genere, e nemmeno
l'esperienza,  un attacco cos veloce e inatteso che
Kevin quasi finisce a terra. Drake grugnisce e agguanta
Darren, tentando di bloccargli la testa. Ma ormai la
zuffa interferisce con la festa. Accorrono in molti, tentando
di separarli. Drake si dimena e finisce col sedere
per terra. Darren  ancora in piedi ma stordito, la faccia
coperta di sangue.
La bionda Jill Brockmeier con i suoi occhi fluorescenti
si slancia furibonda verso di loro. Schiaffeggia Kevin
e prende a calci Drake, e poi gli svuota una bottiglia di
birra sulla testa, sui capelli ispidi come aculei. - Fuori!
Via! Tutti e due! - A Drake sibila, sprezzante: - Non
ho invitato te, neanche ti conosco. Fuori di qui, prima
che chiami la polizia. Sparisci, animale! - Qualcuno
aiuta Darren a rimettersi in piedi, un ragazzo pi grande
che non ha mai visto prima: - ... Calma, amico. La
battaglia  finita. - Darren vorrebbe dire che non gli
serve aiuto, ma gliene manca il fiato; l'ondata di adrenalina
gli fa ancora martellare il cuore. Jill li guida in una
stanza silenziosa, lontano dalla festa, e accende una
lampada su un tavolo. - Portalo qui. Siediti, Darren.
Sei al sicuro. - Darren vorrebbe dirle che sta bene, che
non ha bisogno d'essere protetto, ma Jill  fuori di s, si
china su di lui a esaminargli il viso. Afferra una manciata
di Kleenex da una scatola su uno scaffale e li usa
per togliergli il sangue dalla faccia. - Quelle bestie.
Quei teppisti. Non riesco a credere che una cosa del genere
sia successa alla mia festa.
E poi, quasi senza rendersi conto di come sia successo,
Darren  tutto solo nella stanza. Jill gli ha consegnato
la scatola di Kleenex e se n' andata. Il rimbombo
della musica sembra rifluire. Si sentono voci agitate,
porte sbattute. L'occhio destro di Darren comincia a
gonfiarsi, e cos pure le labbra. Devono essere le labbra
a sanguinargli, almeno crede. E ha un dolore pulsante
dentro la testa. Col calare del flusso di adrenalina, comincia
a sentirsi da schifo. Conosce quella sensazione,
ed  gi abbastanza brutta dopo una gara di nuoto, dove
non c' scambio di colpi e (in teoria) non un vero e
proprio dolore fisico.
Niente fughe, niente pianti.
Colpisci pi forte che puoi.
Si sente uno straccio, ma sa che, se Walt Flynn fosse
stato presente, non si sarebbe vergognato di suo figlio.
Gli viene da ridere ripensando a Jill Brockmeier che
versa la birra in testa a Drake Hardin. Da schiantarsi! E
lo chiama animale. Tutti al North Falls High ne parleranno
e ne rideranno per un pezzo. "Animale"... neanche
brave ragazze come Molly Rawlings potranno resistere,
evitare di bisbigliare e ridacchiare ogni volta che
vedranno Drake Hardin.
Nonostante il dolore alla bocca, Darren non riesce a
trattenere una risata.
Continua a premersi manciate di fazzoletti di carta
sulla faccia. Jill avrebbe dovuto portarlo in un bagno,
non in uno studio. Si accorge che il sangue  gocciolato
su una scrivania. Non una scrivania normale, come
quelle degli insegnanti a scuola, ma un ovale di legno
lucido che ha il bel colore brunito degli ippocastani.
Quel sangue pu pulirlo con i fazzoletti, per
un po'  gocciolato anche su fogli con l'intestazione
novapharmaceuticals, INC., pieni di colonne di numeri.
Sulla scrivania c' un computer incredibile, elegantissimo,
diverso da qualunque altro computer Darren
abbia mai visto. Quello dev'essere lo studio del signor
Brockmeier. Farebbe meglio ad avvertire Jill che ha
sporcato di sangue gli appunti finanziari del padre.
Ma forse non rivedr pi Jill.  quasi pronto per andarsene
a casa, e non ha intenzione di tornare in sala a
cercarla.
Se solo non avesse la testa cos pesante! Le palpebre
continuano ad abbassarsi. Spera solo che, quando arriver
a casa, i suoi siano gi a letto. Forse pap fingerebbe
di mantenere la calma alla vista della sua faccia ammaccata,
ma non mamma. Devi proteggere tua madre
da cos tante cose... per, adesso, ne vale la pena.
Domani, be'... ci penser domani. Inutile preoccuparsi
del domani prima che arrivi, giusto?
- Darren? Oddio, sei vivo?
Jill Brockmeier lo strattona, ansiosa. Darren sussulta,
alza a fatica la testa dalla scrivania. Non riesce a crederci,
si  addormentato!... o qualunque cosa sia stata, somigliava
a una specie di letargo, di coma.
("Che ora ?" si chiede. Il suo orologio sembra rotto.
Da qualche altra parte della casa arriva ancora musica a
tutto volume, rimbombante, per dev'essere parecchio
tardi.)
Jill lo scuote di nuovo, incitandolo ad alzarsi. Sembra
in un vago stato di panico, come se si fosse scordata di
lui fino a quel momento. Emana un odore di ansia profumata,
sudore e birra. La sottile canotta trasparente 
fradicia. Si scusa con Darren, lo chiama tesoro, dolcezza,
amore. Si potrebbe quasi credere che  sincera. Lo
aiuta a salire lentamente una scala. Darren vorrebbe andare
a casa, Darren  sicuro di stare bene, ha smesso di
sanguinare, si  riposato,  a posto, ma Jill  irremovibile,
deve assolutamente farsi medicare. Gli ha passato
un braccio attorno alla vita, per impedirgli di perdere
l'equilibrio, o di allontanarsi da lei. Per essere una ragazza
cos sottile, tutta nervi,  incredibilmente forte. E
ha una volont perfino pi forte.
- Devi farti medicare, tesoro. Non posso rimandarti
a casa con l'aria d'essere sopravvissuto a un disastro
aereo.
Jill barcolla sulla punta dei piedi (nudi).  pi bassa
di lui, e dall'aspetto la si potrebbe credere pi giovane,
ma Darren non ci casca. Jill Brockmeier  molto, molto
pi grande di lui.
Lo porta in un bagno di scintillanti mattonelle color
corallo e specchi a parete, e lo fa sedere su uno sgabello
imbottito davanti al lavandino per potergli lavare teneramente
il viso gonfio e sanguinante. - Oddio!
Quest'occhio. E la bocca. Pensare che sei cos bello,
Darren. Cos sexy.  assurdo. - Jill ride con la sua risata
roca, di gola. Rabbrividisce. - Mi auguro che tuo
padre non quereli il mio. Prometti di non dirgli cos'
successo? - Anche Darren ride e risponde che no, non
lo far, sicuro, promesso. - Sul serio, Darren. Pap mi
ammazzerebbe, se sapesse che quei due si sono intrufolati
qui e hanno pestato uno dei miei ospiti. -
Darren la rassicura: suo padre non  tipo da querele,
non si fida degli avvocati. E Jill dice che in effetti suo
padre  avvocato, per Darren ha ragione: mai fidarsi
di un avvocato. - Mai fidarsi di nessuno, se puoi farne
a meno. Promettimelo, Darren! Sei cos giovane. -
Darren non capisce la logica del discorso, per ride lo
stesso:  una battuta, probabilmente. La faccia gli pulsa
di dolore, ma ride comunque. Si guarda timidamente
nello specchio e inorridisce alla vista dell'occhio gonfio,
dei lividi, le labbra che sembrano carne tritata, il
naso sanguinante.
Eppure Jill Brockmeier, che lui a stento conosce, lo
trova attraente, sexy
 assurdo!  tutto cos assurdo.
Ed  anche sconvolto vedendo i propri indumenti
sporchi di sangue. Il costoso maglione azzurro che Molly
Rawlings gli ha regalato per Natale e che ha indossato
per la prima volta. Dovr farlo sparire:  cos chiazzato
di sangue che non potr mai pi tornare pulito.
Jill gli pulisce le ferite sul viso, le tampona con un liquido
bruciante e le copre con vari cerotti: grandi, bianchi
cerotti quadrati. Tenta perfino di bendargli la testa,
ma l'effetto  troppo comico. Inzuppa d'acqua fredda
un piccolo asciugamano, glielo preme contro il naso
che ancora non smette di sanguinare e gli ordina di inclinare
indietro la testa. Gliela prende fra le mani e la
spinge indietro, come potrebbe fare sua madre. Darren
vorrebbe divincolarsi ma ci rinuncia: Jill  cos decisa, 
pi facile lasciarla fare. Non somiglia affatto a Molly
Rawlings o a una qualunque altra ragazza di sua conoscenza.
Fissa ammirato i corti capelli biondi dal taglio
elegante, e in quella luce abbagliante ne scorge le radici
scure. Una spallina della canotta luccicante, trasparente,
 scivolata su una spalla; Darren intravede il piccolo
seno fermo, i capezzoli grandi come bacche, un accenno
di clavicola sotto la pelle color crema. La nudit di
Jill sembra quasi inconsapevole; Darren vorrebbe proteggerla,
e ne  eccitato al tempo stesso.
Darren vorrebbe tornare a casa. Darren  agitato, accaldato.
Un flusso di sangue caldo all'inguine, di colpo
si sente a terra. - Non vorrai andare subito a casa,
Darren! - protesta Jill in tono offeso. - Continua a
sanguinarti il naso. - Lo bacia, dapprima leggermente.
Darren le stringe i fianchi e Jill barcolla contro di lui ridendo.
Darren  cos eccitato che comincia a tremare.
La pulsazione nella testa  svanita; dal cervello, tutto il
sangue scorre impetuoso verso il basso. Jill gli passa le
mani sul corpo, stuzzicandolo. Lo fa alzare e lo guida,
barcollante e semiaccecato, in camera sua, per forza
dev'essere la sua camera. Darren ha il fiato corto, si aggrappa
a Jill, tentando di tenere le labbra incollate alle
sue. Ha un'impressione confusa di grandi manifesti lucidi:
Grand Canyon, Grand Tetons, Yosemite, Joshua
Tree Monument. La stanza  molto pi grande della
sua. Ci sono vestiti sparsi sul pavimento. Odore di cipria,
di cosmetici. Un letto con baldacchino e gonfi cuscini
patchwork e, una vista che lo fa intenerire, diverse
bambole di pezza.
Bambole che Jill scaraventa a terra senza tanti complimenti.
Insieme ai cuscini. Per la seconda volta nel
giro di un paio d'ore, Darren perde il controllo. La vita
gli viene strappata e scaraventata chiss dove, per
poi essergli restituita lasciandolo stordito, confuso,
sbalordito.
Come arrivare primo ai quattrocento stile libero. Molto
al di l della normale chimica del cervello. Come se l'anima
gli si fosse trasformata in una cortina fiammeggiante.
Quasi singhiozzando di gratitudine si affloscia
sulla sudata, ridente ragazza bionda che si contorce sotto
di lui.
- ... C' un ragazzo che vedo spesso a Durham, ma
stasera non  qui, siamo in una fase "di transizione",
per mi sa che tutto sommato sia una fase "terminale",
e tu che mi dici di te, Darren Flynn, avrai certo la ragazza...
Jill  raggomitolata contro di lui in un atteggiamento
vulnerabile, da bimba piccola, le gambe snelle piegate
e un braccio appoggiato sul petto di Darren, che si sente
a disagio con quelle lucide unghie blu a pochi centimetri
dal viso. Darren  steso immobile, stordito, su
questo letto sconosciuto, soffice come zucchero filato,
con l'impressione d'essere precipitato da una grande
altezza.
- ... o ragazze. Un sacco di ragazze. Puoi dirmelo,
sai. Non mi offendo.
Per Darren non sa che dire. Si rende conto che quello
 un vero e proprio interrogatorio. No, risponde, non
ce l'ha, la ragazza; per ha una grande amica, che  una
ragazza.
Jill vuole sapere come si chiama. Darren dice che 
una faccenda personale.
- In tal caso, evita di dirle il mio nome - replica Jill,
piccata.
Darren pensa che Molly Rawlings sia l'unica ragazza
che gli piaccia davvero, e che la rispetta, e che  troppo
buona per lui. Troppo seria. Non gli sarebbe possibile
fare con Molly quello che ha appena fatto con Jill
Brockmeier; rischierebbe di offenderla, e questo non
potrebbe mai farlo.
Poi Jill cambia argomento e gli chiede cos'ha intenzione
di fare l'estate prossima: rester a North Falls?
- No. Andr via.
- Dove?
- A trovare mio zio, nel Maine.
- Nel Maine dove?
Darren esita. Lo mette a disagio essere interrogato in
quel modo. Una ragazza come Jill - comincia a capirlo
solo ora - potrebbe mangiarti vivo... tipo quell'insetto,
la mantide religiosa. La femmina della specie divora il
maschio dopo l'accoppiamento!
- A nord di Portland. In una fattoria.
- Una fattoria? Nel Maine?
Jill medita sull'informazione come mediterebbe su
una qualche idea particolarmente eccentrica, come uno
yogurt di sardine; la reazione istintiva di una ragazza
normale sarebbe una smorfia sdegnosa, ma Jill cerca di
capire che tipo di possibilit offra una fattoria nel Maine,
dal momento che quel fusto di Darren Flynn  deciso a
passarci l'estate.
Fino a quel momento Darren non ha pensato granch
all'estate. Tranne che in modo vago, con ansia e timore,
per chiedersi come gli sarebbe stato possibile
evitare i ragazzi, gli avvoltoi ansiosi di spettegolare
del professor Tracy, evitare il disgusto e la rabbia che
prova per chi si nutre dell'infelicit altrui, e l'estate lo
intrappolerebbe nel solito trantran di North Falls...
Ma ora di colpo ha un'idea: Andr a trovare zia Midge
e zio Harvey nella loro fattoria sulla costa del Maine,
a Spruce Head, un centinaio di chilometri a nord di
Portland. Quando lui ed Eddy erano pi giovani ci
avevano passato un bel po' di tempo. Si erano divertiti,
quelle estati a Spruce Head, aiutando zio Harvey
nella fattoria; era un lavoro faticoso e non erano pagati,
ma Darren amava quel posto e non aveva mai capito
perch da un paio d'anni avessero smesso di andarci.
Zio Harvey era il suo parente preferito;  molto pi
tranquillo del fratello maggiore, Walt. Alleva vacche
da latte, coltiva patate e granturco nella corta stagione
del Maine. Ha una barca a motore con la quale va a pesca
di merluzzi e spigole Sull'Atlantico increspato.
Ogni volta che telefona a Walt, si fa passare Darren e
gli chiede scherzando come va la chitarra, ha trovato il
tempo di prendere lezioni?
- ... Questo posto davvero fantastico a Boothbay
Harbor  di certi amici di mio padre.  una specie di albergo,
enorme, con uno yacht di dodici metri e due barche
a vela. - Jill chiacchiera in tono animato, piantandogli
un gomito sul petto, ma Darren non le presta attenzione,
sta pensando elettrizzato che chieder a suo
zio di dargli lezioni di chitarra, potrebbero suonare insieme,
loro due. Darren sta pensando che, pi di qualunque
altra cosa al mondo, vuole imparare a suonare
la chitarra e comporre le proprie canzoni.
Ha tante cose da dire!
Ma poi Jill si accorge che  distratto e gli infila bruscamente
un dito fra le costole. Il luccichio della sua
pelle ricorda a Darren un velo di mica tritata finemente.
Gli chiede: - Magari posso venirti a trovare, Darren?
Se vado a Boothbay?
Ormai Darren ha un occhio cos gonfio che  quasi
chiuso, e teme anche di avere il naso rotto. Per si sente
pi felice di quanto sia stato da un pezzo.
Darren ride. - Come no.
...
.
...
FINE.