Magdalen Nabb.
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L'OLANDESE.
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Titolo originale: Death of a Dutchman.
Traduzione di: Liam J. Nabb.
1994. Rusconi Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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"Non era lei..." Significano qualcosa o no queste ultime parole?
L'orefice olandese consuma la sua agonia disteso su un nudo materasso nel buio del suo appartamento fiorentino, le mani sanguinanti e il cuore straziato. Se il caso venisse archiviato come suicidio, il maresciallo Guarnaccia, sconvolto dal caldo afoso e dai problemi di turisti e terroristi, dovrebbe essere contento, ma invece contento non . Non gli piace il modo in cui l'Olandese  morto e non crede minimamente all'ipotesi di suicidio. Vuole vedere chiaro. Mentre il sostituto prepara l'archiviazione, il maresciallo di nascosto indaga. A forza di insistere, trova due testimoni, ma uno  cieco e l'altra  una novantenne nota in tutto il quartiere per essere una gran bugiarda.
Non c' alcun indiziato n alcun movente. Ci nonostante il maresciallo insiste a cercare la verit. E la verit  proprio come diceva l'Olandese: "Non era lei..." L'Olandese  il primo di questa serie che esce in Italia.
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L'olandese  un capolavoro e lei  una vera professionista, una delle pi originali. Lei sa scavare a fondo nel cuore della gente. Posso fare una scommessa? Un giorno - e non sar molto lontano - le accadr quello che  successo a me: non avr pi bisogno di usare la parola giallo, sar semplicemente una grande scrittrice...
Georges Simenon.
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L'AUTRICE.
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Magdalen Nabb, (Church, 16 gennaio 1947  Firenze, 18 agosto 2007) nata in Inghilterra, decise all'improvviso di trasferirsi in Italia nel 1975, a Firenze, dedicandosi completamente alla sua duplice attivit di scrittrice di storie per bambini e di romanzi gialli che definisce: "storie di crimini ambientate a Firenze che mi permettono, tramite un'indagine, di ritrarre la citt e delineare la psicologia dei suoi abitanti".
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Diede cos vita al personaggio del maresciallo Salvatore Guarnaccia, figura ormai entrata nel ristretto numero dei grandi investigatori ed i suoi romanzi, tradotti in pi lingue, sono stati pubblicati dai maggiori editori in tutto il mondo e dalle sue opere sono stati realizzati anche alcuni serials televisivi.
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Incoraggiata e ammirata fin dagli esordi da Georges Simenon, con il quale ha intrattenuto una fitta corrispondenza, Magdalen Nabb fu una protagonista del panorama letterario mondiale. Al pari delle opere di Simenon, i suoi romanzi uniscono infatti gli ingredienti del thriller a una sottile analisi psicologica dei personaggi e a un'accuratissima ricostruzione di ambiente. Lo stesso Simenon ebbe a dire di Lei: "Quando lessi il suo primo libro, lei era una scrittrice esordiente e per questo sono onorato di potermi considerare il suo padrino. Ora lei non  pi una scrittrice baby, ma una scrittrice di una bravura stupefacente. E non finir qui".
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L'OLANDESE.
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1.
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Ma via, signora Giusti! protest Lorenzini, con il ricevitore lontano dall'orecchio e la mano libera aperta in segno di disperazione. Dall'altra parte della stanza il carabiniere Klaut, biondo, il viso rosa e paffuto, si ferm mentre stava per inserire un nuovo foglio nella macchina da scrivere. Da dove era seduto sentiva ogni parola pronunciata dalla voce che strepitava dall'altro capo della linea. Finita la telefonata stava ancora ghignando.
Due volte oggi e tre ieri disse Klaut.
Ohi-ohi-ohi! si lament il brigadiere Lorenzini riattaccando con una smorfia. Ma poi aggiunse: Poverina!.
L'ultima volta che c'era andato, la vecchia signora lo aveva trattenuto quasi tutta la mattina raccontandogli la storia della sua vita. Ogni volta che lui si alzava per andar via, si interrompeva per inventare una nuova lamentela su qualche vicino. I fiorentini la odiavano, sosteneva lei, perch era milanese. Mentre raccontava le persecuzioni che doveva subire, grosse lacrime le scendevano per le guance e gocciolavano sulle piccole mani pallide, sottili come le zampe di un uccellino.
Ho novantun'anni ! si lamentava. Novantun'anni... sarebbe meglio fossi morta...
Ma no, signora, su. E ogni volta che lo sfortunato giovane si sedeva sul bordo della sedia per calmarla, lei ricominciava con la storia del litigio scoppiato a causa del suo fidanzamento - settantatr anni fa ma sembrava ieri! - e le manine gracili gesticolavano vivacemente, gli occhi luccicanti di malizioso piacere per aver riconquistato la sua vittima.
Vuole che ci vada io? chiese il carabiniere biondo, accennando ad alzarsi.
Meglio di no, non te la caveresti. Avverto il maresciallo. E sempre di l?
S... almeno quando sono rientrato era ancora con quella coppia di americani.
Lorenzini srotol le maniche e agguant il berretto.
Allora mi sa che ci devo andare io... Diede un'occhiata all'orologio. E quasi mezzogiorno. Spero di fare in tempo a mangiare. Ciao, Ciccio.
Il vero nome di Ciccio era Gino Klaut ma a Firenze nessuno lo chiamava cos, forse perch suonava tedesco. Aveva tantissimi soprannomi: Gigi, Ciccio, per il viso paffuto, Polenta, forse perch veniva dal Nord o perch i suoi capelli a spazzola erano color polenta, e Pinocchio, per nessun motivo in particolare, anche se quei movimenti lenti e il suo viso liscio, rubicondo e sorridente erano un po' come quelli di un pupazzo. La sua uniforme non ce la faceva a contenerlo del tutto. Comunque si sistemasse la camicia, le punte del colletto rimanevano sempre girate all'ins.
Gino si era arruolato insieme al fratello, pi vecchio di lui di un anno. Questi gli somigliava molto, solo che era pi alto e snello. Insieme erano detti i ragazzi di Pordenone, soprannome accompagnato sempre da un sorriso. In realt non venivano da Pordenone, ma da un paesino venti chilometri pi a nord, ai piedi delle Dolomiti.
A Gino piacevano tutti i suoi soprannomi. Pi lo prendevano in giro e pi lui gongolava, soddisfatto. Sorrideva anche adesso guardando Lorenzini che usciva in fretta sbattendo la porta. Lorenzini era sempre rumoroso, sempre di fretta. Gino lo guard uscire poi, gli occhi spalancati, la punta della lingua in fuori in un'espressione attenta e concentrata, prese a battere a macchina con due dita tozze.
Di l, nella sala di attesa, le ampie spalle del maresciallo quasi nascondevano i due americani che facevano la loro denuncia. La camicia color cachi mostrava una chiazza di sudore in mezzo alla schiena. Ogni tanto faceva una pausa per passarsi un fazzoletto intorno al collo. All'inizio aveva cercato di spiegare con gesti e parole italiane semplici, che loro non si sforzavano minimamente di capire, che avrebbero dovuto recarsi in un bar tabacchi per comprare un foglio di carta bollata. Finalmente, quando tornarono con il foglio, sudati e nervosi per aver litigato accanitamente con tre baristi che non avevano la licenza tabacchi, aveva dovuto compilare lui la denuncia ricavando laboriosamente ogni dato con ulteriori gesticolazioni. Solo adesso, un'ora pi tardi, arrivati alla descrizione della macchina fotografica rubata, annunciarono che il fatto era avvenuto a Pisa, il giorno prima.
Il maresciallo, rosso in faccia, si volt, grato per l'interruzione di Lorenzini.
Cosa c'?
La signora Giusti, maresciallo.
Di nuovo?
Ma andava sempre cos. A volte non la sentivano per sei o sette mesi, poi arrivavano chiamate tutti i giorni. Una volta aveva telefonato sei volte nello stesso giorno, e sempre con una storia plausibile. Comunque era necessario verificare. Se per caso anche una sola volta non avessero controllato e fosse successo qualcosa, i giornali si sarebbero scatenati: Signora novantunenne muore da sola in seguito a una chiamata d'emergenza ignorata.
Vado a controllare?
Sarebbe meglio - sai un po' di inglese vero?
Un po'. Non bene, ma posso provare...
Ecco, allora cerca di spiegare loro che questo furto andava denunciato a Pisa. Mi hanno tenuto inchiodato qua tutta la mattina e non ho ancora controllato gli alberghi. Passo io dalla signora Giusti...
Il maresciallo si abbotton la giacca e afferr il berretto dall'attaccapanni mentre usciva dalla porta. Si sentiva un po' in colpa per avere mollato gli americani al Lorenzini, ma dato che sapeva un po' d'inglese...
Si sofferm un attimo per mettersi gli occhiali da sole sotto la grande lampada di ferro appesa all'arcata di pietra, e sent chiaramente la voce dell'americano:
Perch eravamo l solo per la giornata! Perch avremmo dovuto sprecare le poche ore che avevamo a disposizione? Il nostro albergo  proprio qui di fronte! Non capisco perch dovete farci perdere tutta la mattina in questo modo!
E tutto il tempo, in sottofondo, la voce della donna che si lamentava incerta: Forse l'ho lasciata davvero sull'autobus....
Pur non avendo capito una parola del dialogo in inglese il maresciallo scosse la testa.
Ma tutti questi stranieri... che ci vengono a fare?
Era luglio, il piazzale in discesa davanti a Palazzo Pitti era zeppo di pullman. Il sole batteva sui tetti di metallo. A passarci in mezzo c'era da prendere un'insolazione.
Il maresciallo segu la striscia d'ombra lungo la facciata del palazzo dove c'erano bancarelle che vendevano cartoline e un venditore di gelati, che si squagliavano prima che si facesse in tempo a pagarli. Vide due ragazze giapponesi che si allontanavano dal gelataio, leccando i loro cornetti e chiacchierando.
Il maresciallo si ferm per dare un colpetto sulla spalla di una di loro. Si girarono tutt'e due fissando il grosso militare con gli occhiali scuri che in silenzio pass loro la guida dimenticata sull'angolo del carretto.
Di sicuro, brontol fra s e s mentre riprendeva il cammino, l'avrebbero data per rubata per poi andare a Milano a fare la denuncia!
Discese il piazzale sul lato opposto, sempre in cerca di ombra vicino all'alto muro di pietra e attravers la via stretta, zigzagando tra le auto ferme in fila. Qualche autista si lamentava suonando il clacson, pi per abitudine che per altro. Era troppo caldo e afoso per mettersi a discutere. Procedeva lentamente da una pensione all'altra. Le sue mani dondolavano staccate dai fianchi, come l'eroe sovrappeso di un film western, e intanto lanciava un'occhiata a ogni auto parcheggiata soffermandosi un attimo pi a lungo su quelle non targate Firenze.
Ogni giorno, tranne nel suo giorno libero, controllava i registri di ogni albergo del suo quartiere, munito della lista di terroristi ricercati. Non era obbligato a farlo e sapeva bene che le operazioni terroristiche erano quasi sempre condotte da abitazioni private, ma lo faceva lo stesso. A volte la ricerca dava dei risultati poich, se si trattava di una riunione oppure di una sosta durante un lungo viaggio, usavano anche gli alberghi e se usavano quelli nel quartiere del maresciallo, lui voleva essere il primo a saperlo. Non era per un accanimento personale, ma aveva i suoi motivi.
Il terrorismo era un fenomeno borghese che lui non era in grado di capire. Capiva le persone che tentavano di rimanere a galla ricorrendo ai furti e alla prostituzione per riuscirci e anche quelli che si arrendevano e andavano a chiedere l'elemosina per strada. Anche quei giovani che si arrendevano prima ancora di cominciare. Attraversando piazza Santo Spirito, alla sua ultima tappa prima di pranzo, vide due tipi del genere accasciati su una panchina sotto l'ombra a chiazze degli alberi. Sembrava che il ragazzo dormisse mentre la ragazza osservava la goccia di sangue scuro che lentamente le scivolava gi per l'avambraccio. In terra accanto alla panchina c'era una siringa sporca, un cucchiaino e mezzo limone strizzato.
Buongiorno, maresciallo. Il proprietario della Pensione Giulia, le maniche della camicia arrotolate, era davanti al portone. Guardava il maresciallo che si faceva strada tra la frutta schiacciata e i piccioni che beccavano intorno alle bancarelle del mercatino.
Nulla di nuovo aggiunse speranzoso.
Salgo lo stesso disse il maresciallo, impassibile, per nulla turbato per la impopolarit delle sue visite. La pensione era al terzo piano.
E questo qua? Il grosso dito del maresciallo indic l'ultimo nome sul registro. Ieri non c'era.
Ieri no...  una che era qui... sar un mese fa...  andata a fare una gita e mi ha chiesto di tenerle la stessa stanza - insomma, non vorr mica sprecare il suo tempo con qualcuno che ha gi controllato il mese scorso...
Un mese fa?
Mi potrei sbagliare... o senn, poteva essere successo quando era il suo giorno libero sicch...
Quale giorno?
Dovrei controllare...
Controlli.
Il proprietario stava sfogliando nervosamente il registro quando si apr una porta dietro di lui e ne usc un uomo piccolo e pimpante che indossava un abito celeste di cotone sgualcito.
Quando vide chi c'era si blocc, ma poi venne avanti, mani in tasca, con finta indifferenza.
Cercava qualcuno, maresciallo?
Il maresciallo lo consider un attimo e poi disse: Lei.
Il piccolo uomo si volt furioso verso il proprietario.
Cretino! Avevi detto che non lo facevi entrare!
E tu avevi promesso di stare in camera! Non sono mica io il cretino.
L'uomo si rivolse al maresciallo che stava fissando i due con i suoi grossi occhi sporgenti privi di espressione mentre telefonava al Comando della Compagnia in via Borgo Ognissanti per una gazzella.
Avevo solo sei mesi da scontare ancora, se ne rende conto? Sei mesi! Tanto valeva rimanere dentro...
Il maresciallo non disse nulla.
Quando arriv la gazzella e tre carabinieri salirono di corsa le scale, disse:
Tranquilli,  solo un tipo innocuo.
Guardarono il maresciallo e poi l'uomo.
Chi ?
Non ne ho idea. Per dice di avere ancora sei mesi da scontare e sembra che non abbia firmato il registro.
Andiamo, andiamo! Mentre lo portavano via, l'uomo si dimenava e bestemmiava rabbiosamente.
Ma che ha? Andiamo!
E arrabbiato, disse il maresciallo per avermelo detto. Credeva che io sapessi gi chi era.
Tutti egoisti disse uno dei ragazzi ammanettando finalmente il latitante.
 vero, sospir il maresciallo vergognandosi un po' del suo trucchetto forse lo siamo.
Poi si gir, appoggiandosi pesantemente sul banco della reception e fiss il proprietario cos intensamente che gli occhi sembravano uscirgli dalla testa.
Stava dicendo? Questa persona  stata segnata un mese fa?
Ieri sera si corresse l'altro, molto pacato.
Niente a che fare con il nostro amico latitante suppongo?
No, no. Solo una turista. Non volevo farla salire...
Certo, certo. Ma uno di questi giorni le servir aiuto e si aspetter che io venga di corsa.
Il suo dito torn al nuovo nome sul registro.
Passaporto inglese... perch non ci ha messo la data di emissione?
Non l'ho messa? Mi devo essere dimenticato...
Era scaduto? Il maresciallo era appoggiato sul banco, proteso verso di lui in modo che si trovavano quasi naso a naso.
No, quello no. Lo devo aver scritto da qualche parte...
Se  cos me lo far vedere quando vengo domani.
Era solo per una notte. Nulla di male.
Fuori, nella piazza gli ambulanti stavano sgomberando tra il forte odore estivo di basilico e pomodori maturi. Le bancarelle erano poche perch era luned mattina. Per lo stesso motivo erano chiuse anche le botteghe degli artigiani. Solo il bar, con fuori i suoi tavolini di ferro verniciati di bianco, era aperto e pieno di turisti.
Il resto della piazza si stava svuotando rapidamente e nuovi odori filtravano attraverso le persiane, tutte chiuse contro il sole di mezzogiorno. Odore di carne arrosto, di aglio soffritto. Il maresciallo si accorse di avere fame. Sull'ultima bancarella del mercatino c'era rimasta una cassetta di legno foderata di erba con dentro una decina di enormi pesche vellutate.
Mille e cinque al chilo disse l'ortolano col grembiule verde seguendo lo sguardo del maresciallo. Afferr un sacchetto di carta marrone. Ecco, duemila tutte, cos se Dio vuole si va tutti a casa a mangiare!
Il maresciallo tir fuori due biglietti da mille. Le pesche erano tante, ma c'erano anche i ragazzi in caserma.
Usc dalla piazza, all'angolo vicino alla chiesa, e attravers via Maggio. La strada era gi deserta, i negozi chiusi. Guard l'orologio, l'una e dieci. Affrett il passo, poi si ferm ricordandosi della signora Giusti. Sentiva il profumo delle pesche, fresche e pesanti nella busta marrone. Aveva caldo, sete ed era stanco. Nella strada c'era silenzio, a parte il rumore di posate e voci di donne. In alto, tra i tetti sporgenti, si vedeva solo una striscia di azzurro. Pens alla vecchietta, seduta da sola, che aspettava... Torn indietro.
Abitava all'ultimo piano, all'angolo vicino alla chiesa. Al piano terra sulla sinistra c'era la bottega di un orefice e a destra un negozio piccolissimo, poco pi di un buchetto, che vendeva fiori. Le saracinesche erano abbassate. Suon il campanello in alto facendo un passo indietro sui rifiuti del mercato. Guard in su, giacch non c'era citofono. Ma il portone si apr immediatamente, come se la signora lo avesse atteso accanto al pulsante. Dentro il portone, sulla sinistra, c'era una porta con un pannello di vetro smerigliato e accanto, su una targa di ottone, c'era inciso Giuseppe Pratesi - Orefice e Gioielliere. L'entrata del fioraio dava direttamente sulla piazza ma l'odore di fiori si sentiva lo stesso, mischiato con quello di metalli fusi e fiamma ossidrica.
Il maresciallo, dopo aver cercato inutilmente un ascensore, cominci a salire le scale buie dove una corda consunta faceva da corrimano. Le pareti erano scalcinate e su ogni piano c'erano due porte verniciate di marrone.
La signora lo attendeva sull'uscio e cominci a piangere appena lo vide, berretto in mano, sull'ultima rampa.
Col fiatone che aveva non tent neppure di interrompere le lamentele mentre la seguiva dentro casa.
Due ore fa ho telefonato! Ma nessuno d retta a una vecchia. Mi potrebbero rubare il poco che mi  rimasto a questo mondo - ma quella strega non riuscir a buttarmi fuori di qui! Non sanno cosa vuol dire essere vecchia e indifesa...
Doveva quasi correre per starle dietro. La vecchietta camminava appoggiandosi a una sedia da cucina, a cui qualcuno aveva attaccato delle rotelline, che precipitava lungo lo stretto corridoio facendo un gran fracasso sul pavimento di cotto.
Le stanze erano tutte sulla sinistra di uno stretto corridoio. La porta della camera da letto era aperta e dentro si vedeva l'arredo scarno. Il maresciallo sapeva da Lorenzini che le altre stanze erano addirittura vuote. Aveva venduto i mobili di valore uno dopo l'altro nel corso degli anni. Si fermarono nella cucina in fondo.
Si sieda. Indic al maresciallo una sedia rigida. Si era gi sistemata sulla grande poltrona di pelle vicino alla finestra, quasi perdendosi, cos minuta, in mezzo a una quantit di cuscini ricoperti di tessuto sbiadito. Davanti a lei c'era un tavolino basso con un centrino. Sopra, il telefono, una lista di numeri scritti grandi in rosso e una lente d'ingrandimento.
E gli occhiali da sole a cosa servirebbero?
Mi scusi. Tolse gli occhiali e se li infil in tasca. Ho quest'allergia...  il sole, mi d fastidio agli occhi...
Qui dentro no di certo!
1In effetti la stanza era buia; la finestra si affacciava su una corte stretta dove il sole non arrivava.
Probabilmente doveva passare le giornate a osservare i vicini, a volte spingendo la sua sedia fino alla camera per guardare la piazza affollata. Quelle otto rampe di scale di pietra... dovevano essere anni che non usciva dal palazzo. Lei cap dal suo sguardo che la commiserava e ne approfitt.
Vede com', alla fine? Chiusa qua dentro da sola, giorno dopo giorno, e mai un'anima che mi venga a trovare. Sono sedici anni che non esco... seduta qua da sola... giorno dopo giorno...
Grandi lacrime cominciavano a scenderle dagli occhi e, da una tasca del vestito, prese un fazzoletto.
Ma signora, la donna del Comune verr, no? Non  lei che le fa la spesa? L'aiuta a lavarsi e a vestirsi, le prepara da mangiare?
Quella befana! Sto parlando di amici, amici che dovrebbero venirmi a trovare, non domestici! Pensa che avrei fatto entrare in casa una cos, se fosse ancora vivo mio marito? Ma oggi non ci sono pi valori. Carne in scatola, ecco cosa ha cercato di propinarmi, ma c' un limite a tutto. Glielo dissi chiaro e tondo...
Era andata ben oltre, ricordava il maresciallo: le aveva tirato la scatola di Simmenthal in testa. Lorenzini era arrivato proprio durante il litigio, a seguito di una chiamata della signora Giusti stessa che si lamentava dei giovani del piano di sotto per lo stereo tenuto a tutto volume. Lorenzini aveva trovato l'assistente sociale in lacrime, con un asciugamano bagnato alla tempia che sanguinava abbondantemente.
Lorenzini era salito insieme agli studenti per cercare di fare pace. Era arrivata anche la coppia del secondo piano per vedere cosa stava succedendo. Il marito era uno spazzino, lavorava di notte e stava cercando di dormire. Nella piccola cucina c'era appena posto per tutte quelle persone ma la signora Giusti, rifer Lorenzini, non era infastidita dalla confusione, anzi pareva proprio a suo agio. Alternava pianti e chiacchiere, contenta dell'attenzione suscitata e che considerava quasi spettarle di diritto.
Tutto sommato, pensava il maresciallo mentre l'esile figura continuava con le sue rimostranze sulle cattiverie dell'assistente sociale, effettivamente aveva novantun'anni e non aveva molte speranze di uscire dal suo appartamento, se non nella bara.
...Dirmi che dovrei essere grata! Grata! Che l'unica persona che vedo in tutta la giornata  una sconosciuta che crede di essere a casa sua, che mi dice cosa dovrei fare e cosa mangiare... Mi ha addirittura tagliato i capelli, sa? I miei bellissimi capelli... cos lunghi, mi ci potevo sedere sopra, sa?
Adesso piangeva sinceramente o almeno sembrava, non si poteva esserne sicuri. Comunque i suoi capelli fini e bianchi, folti per la sua et, erano stati tagliati pari sotto le orecchie, come quelli di una ragazzina.
Forse pensava che sarebbero stati pi pratici mormor il maresciallo un po' a disagio. Del resto avevano dovuto tagliare i capelli anche a sua madre tre mesi prima, dopo l'ictus. L'aveva fatto sua moglie, per, non un'estranea. Era possibile essere cos vanitosi a novantun'anni?
Sulla parete ingiallita della cucina, accanto al ritratto di Giovanni XXIII adornato da una decorazione natalizia e una rosa di plastica, c'era un gruppo di foto di famiglia incorniciate. Cornici di qualit, forse d'argento. Una di queste ritraeva una ragazza bellissima dai lunghi capelli neri, un colletto alto di pizzo e tanti fili di perle al collo. Solo adesso il maresciallo si rese conto che ritraevano la signora Giusti da giovane. Doveva essere stata davvero abituata a molta attenzione, e adesso... C'erano due segni sul muro dove probabilmente erano state altre fotografie. Forse aveva dovuto vendere le cornici d'argento.
Non riuscir a mandarmi via! Non mi faccio buttare fuori di casa come se fossi un cane. Lasciare questo posto agli sciacalli! Le avevo detto che potevano entrare i ladri, ma quella se ne frega! Pensa solo ad andare in vacanza - Ecco il genere di persona che devo far entrare in casa!  questo il tipo di trattamento di cui dovrei essere grata! - Ma non me ne andr e quella l non mi pu obbligare! Glielo dovr dire lei. Detto da lei...
Ma il maresciallo aveva perso completamente il filo.
Non sono sicuro di avere capito. Chi vorrebbe che lei andasse dove?
Le sue chiacchiere sconclusionate lo stavano esasperando. Aveva fame ed era stanco, ma lei era pi vivace che mai, il suo esile corpo in agitazione sulla grossa poltrona, la schiena diritta, gli occhi e le mani in continuo movimento.
Glielo ho gi spiegato una volta, se solo stesse ad ascoltare: sta cercando di scaricarmi per un mese, mettermi in un ospedale mentre lei se ne va in vacanza - come mettere un cane al canile -.
Ho capito... lei dice l'assistente sociale. Ma questo ospedale...
Beh, non  un ospedale, non proprio,  pi una casa di cura. Sulle colline. Dovrebbe essere pi fresco che a Firenze.
Lo sar sicuramente se  in collina - e sa, signora, questa persona, l'assistente sociale... come si chiama?
Cosa vuole che sappia, io?
Comunque avr famiglia, sar costretta a prendere le ferie quando i bambini hanno le vacanze scolastiche.
Allora dovrebbero mandare qualcun altro, invece di spedirmi qua e l come un pacchetto!
Stava piangendo di nuovo. Il maresciallo tir un sospiro. Non riusciva a capire cosa c'entrasse lui in tutto questo ma, pensando alla povera assistente sociale, tent un altro approccio.
Ascolti, signora, disse sporgendosi pesantemente in avanti deve tenere presente che lei, in un certo senso,  una persona eccezionale...
Smise di piangere e cominci ad ascoltare.
A Firenze ci sono altre persone della sua et, ma dubito che si siano tenute in forma come lei, conservando interesse alla vita, lucidit di mente. Sa cosa voglio dire.
I fiorentini? Per carit!
D'estate non c' mai abbastanza personale... Stava procedendo con cautela. E non ci sono molti posti negli... nelle case di cura in campagna. E questione di scegliere a chi offrirli, scegliere chi  in grado di approfittarne...
Bene. Ben detto! E chi  che decide dove va lei in ferie?
Io...
E io decido dove vado io! E certamente non sar un posto come quello.
Ma come fa a sapere, se non c' stata, che...
Ci sono stata.
Ah s? Quando?
Non mi ricordo. Ma non metter pi piede in un posto gestito da una donna come quella.
Quale donna?
La capoinfermiera. Abbass la voce: Una meridionale. Lei mi capisce. Non sono come noi.
Siamo tutti italiani mormor il maresciallo. Lui era siciliano.
Noi s, ma i meridionali no. Sono praticamente africani o arabi. Non hanno voglia di lavorare. Dove sta andando?
Il maresciallo si era alzato.
Se sta pensando dove mettere quella - spero che sia frutta,  l'unica cosa che posso mangiare senza denti, quella e la torta - ma  incredibile quante persone vengono qui a mani vuote. Oppure mi portano roba dura che non posso assolutamente mangiare. S, quella mi sembra frutta.
Pesche. Era vero, non aveva pensato di portare niente, si era quasi dimenticato di venire.
Le metta nel frigorifero. Ne ha portate troppe, andranno a male prima che le possa mangiare. L, dietro a quella tendina.
Faceva diventare matti! Apr il vecchio frigorifero, che fra l'altro aveva anche bisogno di una pulita. C'era un piattino con sopra una pallina di spinaci cotti e mezzo litro di latte. Nient'altro. Mise le pesche in fondo, nel contenitore di plastica.
Non l. Era gi dietro a lui, appoggiata alla sedia con le rotelline. Non mi posso piegare.
Spost le pesche pi in alto. Accanto al frigorifero c'era un vecchio fornello a gas. Un pentolino ammaccato conteneva i rimasugli del caffellatte che l'assistente preparava la mattina.
Lo prepara quella l comment la signora Giusti e io lo riscaldo dopo aver mangiato. Ma oggi mi sono caduti i fiammiferi. Non mi andava di berlo freddo. Non potrebbe, per caso...
I fiammiferi erano in terra fra il frigorifero e il forno. Il maresciallo li raccolse e accese il fornello. Lei guardava in silenzio, preoccupata forse di aver esagerato, dato che il maresciallo non parlava pi.
Non troppo caldo...
La signora torn a sedersi e prese la tazza di plastica colma di caffellatte che il maresciallo le porgeva. Adesso faceva pena.
Ora, signora, me ne devo proprio andare.
Aspetti... Si tir su in piedi allungando una mano verso la sedia con le rotelline. Devo farle vedere una cosa.
Si avvi a piccoli passi, spingendo la sedia rumorosamente lungo il corridoio fino alla camera da letto. Il maresciallo la segu, ormai rassegnato.
Nella grande stanza non c'era niente, tranne uno di quella che doveva essere stata una coppia di alti letti di legno e una cassettiera di compensato. In cima alla testata del letto c'era un piccolo putto che teneva un dito grassottelle sulla bocca come a chiedere silenzio. L'altro letto con il suo puttino, l'armadio, la toeletta e il comodino evidentemente erano stati venduti. Probabilmente la stessa fine era capitata ai tappeti. A fianco del letto c'era una stuoia di poco valore.
La signora Giusti stava rovistando, con qualche difficolt, sotto il materasso.
Mi aiuti...
Il maresciallo alz il materasso e le manine della signora afferrarono una piccola borsa di pelle. Mettendogliela sotto il naso disse:
Ecco! Centomila lire. Non lo dica a nessuno. Rimise la borsettina al suo posto. Sono i soldi per il mio funerale. So che  una persona seria e che mi posso fidare di lei. E come una persona di famiglia. Ormai  l'unica cosa che mi interessi... una sepoltura rispettabile. Lei mi capisce... Lei sa cosa intendo...
Lui sapeva cosa intendeva. Un loculo. E un loculo costava.
Io non ho nessuno. Non voglio essere sepolta in terra, per dieci anni. Lei capisce, la signora Giusti si aggrapp forte al braccio del maresciallo io non ho nessuno... Se non mi seppelliscono per bene, che ne sar delle mie ossa?
Stava nuovamente piangendo.
Adesso che sa dove sono i soldi... ci penser lei... a dire come voglio essere sepolta quando arriva il momento?
Ci penser io.
Non sono ancora ridotta cos male... Eh!, se solo avesse visto come ero bella capirebbe! Non voglio finire buttata su un mucchio di immondizie... deve assicurarsi che prendano la foto che tengo in cucina, non lo dimentichi.
Non lo dimenticher.
Lei  una persona rispettabile, mi posso fidare. Non ho il coraggio di dirlo a nessun altro, per via dei soldi, capisce? Non voglio che me li rubino.
Ci penser io. Non si preoccupi.
Come poteva dirle che era rimasta indietro, che oggigiorno una sepoltura rispettabile le sarebbe costata milioni? La sua preziosa borsetta di soldi sarebbe bastata a malapena per pagare la foto e qualche fiore.
Non sapeva cosa dire.
Devo proprio andare...
Ma ci parler con quella l del Comune? Le spiegher che devo rimanere a difendere le mie ultime lire?
Ma io non c'entro. Non c' nessun motivo perch debba dare retta a me...
Ma non capisce? Sar costretta ad ascoltare, per via di quell'intruso della porta accanto.
Intruso?
Ma s, l'intruso! E per questo che vi ho chiamato! Ho spiegato tutto a quel ragazzo al telefono - le avr detto, no?
S, certo.
Non aveva proprio pensato di chiedere...
L'appartamento accanto... sono anni che non ci abita nessuno, no? E pensa che sia entrato qualcuno?
Ne sono sicura. Cosa crede, che sia sorda?
Non potrebbe essere stato il proprietario?
No, no. Quando ritorna, la prima cosa che fa  venire a trovarmi. L'ho praticamente tirato su io. Me ne sono presa cura io quando mor sua madre, povera donna - sa, il marito era straniero quindi... - Comunque il bambino passava pi tempo in questa casa che nella sua e poi sono io che l'ho curato quando aveva la febbre reumatica - mi chiamava la sua mammina, almeno fino a quando si rispos suo padre - quindi non cerchi di dirmi che era lui - e per questo neanche la sua matrigna perch, a parte il fatto che era straniera, - non olandese, lui era olandese, lei era inglese, - era una brava persona. Quando and via fu un giorno triste per me. Non avevo certo bisogno di assistenti sociali quando avevo lei come vicina. Se per caso tornasse, e lo vorrei tanto, non entrerebbe come un ladro nel mezzo della notte. Verrebbe subito da me!
Il maresciallo segu la vecchietta traballante lungo il corridoio fino alla cucina, tir fuori un fazzoletto per asciugarsi la fronte e poi si rimise a sedere sulla solita sedia.
I suoi occhi caddero sulla lista di numeri di telefono scritti grandi a pennarello, accanto al telefono. Tra il suo numero e quello del pizzicagnolo c'era il 113. Chi sa se qualche volta chiamava la Polizia invece dei Carabinieri. Forse faceva una volta per uno...
Tir fuori un taccuino e una penna.
Quindi ha sentito qualcuno di notte nell'appartamento accanto. Quando?
Ieri notte.  chiaro. Non avrei certo aspettato una settimana prima di chiamarvi!
Ieri notte. A che ora?
La prima volta saranno state le sette e mezzo.
Non  in mezzo alla notte.
Aspetti. Qualcuno  entrato verso le sette e mezzo. Ho sentito chiudere la porta. Ero a letto. Sono sempre a letto per le sette e mezzo perch non ho molto da fare. Non ho la televisione perch mi farebbe male agli occhi, e poi non me la potrei permettere. Allora, nonostante il fracasso nella piazza - che fra l'altro non dovrebbe essere permesso - io vado a letto. Comunque, un po' pi tardi - stavo ancora ascoltando - perch, a dire la verit, speravo ancora che fosse lui o la sua matrigna, ho sentito entrare una seconda persona...
 sicura che non fosse la stessa persona che usciva?
La signora gli lanci uno sguardo gelido.
Entr una seconda persona e poco dopo ci fu una discussione, un violento litigio, roba che si rompeva, forse lanciata. Poi uno dei due se ne  andato. La donna, che era entrata per ultima.
Come fa a sapere che era una donna?
Altro sguardo gelido.
Tacchi alti. Come ha visto, la mia camera da letto  proprio accanto alle scale.
E l'altro?
Un uomo, l'ho sentito quando alzava la voce durante il litigio. Ed  ancora l dentro. Non ho dormito tutta la notte. Ascoltavo e basta. L'ho sentito pi tardi, faceva un sacco di rumore, come se fosse arrabbiato.
Non si  alzata? Per vedere?
Non posso. Riesco a mettermi a letto con l'aiuto di uno sgabello e la mia sedia, ma non mi posso alzare. E troppo alto e ci sono caduta non so quante volte. Lei non pu immaginare cosa vuol dire passare tutta la notte per terra. Uno di questi giorni mi troveranno morta... Devo aspettare che arrivi quella l. Lei ha la chiave. Sono stata tutta la mattina alla porta - a quella non ho detto niente, ho chiamato appena  andata via - ho dovuto chiamare due volte prima che qualcuno mi desse retta, se lo ricordi questo! Dunque. Se fossero dei drogati... oggi i giovani... quell'appartamento  ancora ammobiliato. E se sono entrati l, possono entrare anche qui dentro, e io non lo tollero! Non vado via per un mese lasciando che chiunque possa mettere le mani sulle ultime cose che ho. Per non parlare dei soldi per la sepoltura...
La signora tir fuori il fazzoletto.
Calma, calma, signora. Forse non ha pensato alla cosa pi semplice: l'appartamento potrebbe essere stato affittato, no?
Senza che lo sappia nessuno? E poi lo usa lui stesso. Solo un paio di volte all'anno, ma viene sempre a trovarmi. E poi se avesse deciso di affittarlo, mi avrebbe avvertita... Lui sa quanto ci tenga al tipo di persona...
Va bene, va bene. Se  cos e se lei insiste che c' ancora qualcuno l dentro, andr a vedere.
Lo accompagn alla porta aiutandosi con la sua sedia.
Sulla porta di fronte c'era ancora la targa con il nome, Goossens.
Vede, disse la signora Giusti dietro di lui olandese. La prima moglie era italiana. Ma lui ormai  morto. E il figlio che viene ancora. Lo hanno battezzato Ton, ma io l'ho sempre chiamato Toni.
Il maresciallo suon il campanello. Aspettarono un po' di tempo, ma non vi fu risposta.
Un abusivo risponderebbe alla porta? bisbigli la signora al suo fianco.
Non saprei, disse il maresciallo probabilmente no, se mi avesse visto arrivare. Ma secondo me qui non si tratta di un abusivo.
Suon di nuovo il campanello e poi guard attraverso il buco della serratura, ma non si vedeva nulla. Forse l'ingresso era buio come quello della signora Giusti.
L'altro disse lei impaziente. La vecchia serratura, in basso. Ci si dovrebbe vedere la casa intera.
La vecchia serratura era alta pi di tre centimetri. Si accovacci e guard attraverso il foro. Si tir indietro chiudendo per un attimo gli occhi. Si rimise a guardare. L'ingresso, come quello della signora Giusti, era lungo, stretto e buio. In questo appartamento le porte si aprivano tutte sul lato destro.
Vede qualcosa?
Niente! Si alz. Posso usare il suo telefono?
Allora, ora mi crede?
S.
Anche se non si vede nulla?
Mi sembra di avere sentito qualcosa. E possibile che il proprietario sia partito lasciando un rubinetto aperto?
Mio Dio, no! Lo chiude sempre dal contatore. Chiude tutto.
Hmm. C' un rubinetto aperto l dentro. Dovr usare il suo telefono. Senza un mandato non posso entrare.
Lei no, ma io s. Non volevo entrare da sola.
Sempre aiutandosi con la sedia, prese un mazzo di chiavi che era appeso dietro la sua porta.
Mi ha lasciato le chiavi. Vede com'? Era come un figlio per me. Una volta o due quando  tornato - sempre per affari:  un orefice - ha portato anche la moglie. A lei piace comprare vestiti qui. Hanno quattrini, capisce.
Quando era cos mi telefonava e io aprivo le finestre per dare un po' d'aria alla casa. Oramai non posso fare di pi. Di solito, per, viene da solo e allora... comunque si fida di me e mi ha affidato le chiavi perch io possa tenere d'occhio la casa. Ma io l dentro non ci vado senza di lei.
Pass le chiavi al maresciallo che, dopo un momento di esitazione, apr la porta facendo attenzione a non toccarla con le mani.
Lei aspetti qui. Anzi,  meglio se torna in casa sua.
Era sicuro che appena voltate le spalle la signora l'avrebbe seguito.
Togliendosi il berretto si diresse verso il rumore d'acqua. Non sentiva presenza di vita nell'appartamento. Eppure c'era qualcosa che non andava. Nel bagno vide il rubinetto aperto e residui giallastri che galleggiavano nel lavandino intasato. Qualcuno doveva aver vomitato. Il contenuto della specchiera era stato rovesciato per terra e c'erano vetri rotti dappertutto. C'erano strisce di sangue sulla vasca e sulle piastrelle grigie. Il maresciallo cerc un asciugamano e, non trovandolo, prese il suo fazzoletto e chiuse il rubinetto con un dito.
In fondo al corridoio la porta della cucina era aperta e si poteva capire che anche l c'era un grande disordine. Percorrendo il corridoio sentiva odore di caff. Probabilmente era stato rovesciato. Ci fu un piccolo rumore e il maresciallo si gir di scatto. Forse la signora Giusti. Ma no, non c'era. Torn indietro lungo il corridoio quasi correndo. Per istinto si precipit verso la camera da letto. Era la stanza pi vicina all'ingresso, come nella casa della signora Giusti. Col fazzoletto ancora in mano cerc di aprire la porta, ma era bloccata.
Non sapeva come, ma si immaginava ci che avrebbe visto al di l della porta. Lentamente gir la maniglia, poi spinse in avanti finch il corpo dell'uomo cadde con un tonfo sordo. Il maresciallo entr.
Come spinta dalla stessa intuizione, la signora Giusti stava arrivando lungo il corridoio con la sua sedia rumorosa.
Cos'? Cosa ha trovato? C' un morto?
Il maresciallo distolse lo sguardo da ci che stava vedendo e usc dalla stanza per mandare via la signora.
C' il numero della Misericordia sulla sua lista?
Certo che c', ma che  successo?
Vada a chiamarli, per favore.
Zittita dalla brusca risposta, la vecchia si avvi verso casa sua, poi si ferm per urlare:
Cosa devo dire?  morto?
Il maresciallo accese la debole luce centrale della camera da letto, poi l'abat-jour sul comodino.
Credo di s...
Perch aveva risposto cos quando prima era stato sicuro...?
L'uomo disteso sul pavimento era giovane e molto robusto. Il maresciallo non era sicuro di riuscire ad alzarlo per metterlo sul letto, che era alto. Prese un guanciale, senza federa e con qualche piuma che spuntava fuori dalla stoffa grigiastra. Rigir il corpo e inser il guanciale sotto la testa. Un mazzo di chiavi cadde a terra. Non dava segni di vita. Il viso era color cenere, le labbra bluastre. Per... il maresciallo si chin appoggiando un orecchio al petto. Niente. Forse il polso...
Le mani dell'uomo erano squarciate e vi erano conficcati pezzi di vetro. Erano mani grandi, ma le dita erano affusolate, quasi delicate. Avvolto intorno a una mano c'era l'asciugamano che il maresciallo non aveva trovato in bagno. Quindi aveva cercato di bendarsi le ferite, forse, o almeno di fermare il sangue. Non aveva polso, eppure il maresciallo non era convinto. Qualcosa lo turbava, il piccolo rumore che aveva sentito? Poteva essere stato un topo, qualcosa che cadeva, il corpo che si assestava. Ma quelle mani...
Improvvisamente si alz camminando a lunghi passi verso l'ingresso. La signora Giusti stava rientrando.
Torni indietro! Mi faccia usare il suo telefono.
Stanno gi arrivando...
Non importa... Avrei dovuto pensarci...
Fece il numero della Misericordia e parl velocemente con il Servo.
Avrei dovuto pensarci prima, ma aveva cos tante cose che non andavano... E solo quando mi sono accorto che una delle ferite sanguinava ancora un po'...
L'unit coronarica sar l tra meno di cinque minuti.
Qualcuno stava suonando il campanello con urgenza. La prima ambulanza era gi arrivata.
Ho dato il mio nome disse la signora Giusti mentre si affrettava barcollando verso la porta d'ingresso. E inutile che suonino di l se...
Il maresciallo era di nuovo accanto all'uomo quando entrarono i quattro Fratelli della Misericordia. Uno di loro era molto giovane, avr avuto poco pi di sedici anni. Sembrava molto compunto nella sua veste nera col cappuccio. Non guardava il corpo, ma stava rivolto verso il Fratello pi anziano attendendo istruzioni.
Lo possiamo mettere sul letto per il momento? chiese il maresciallo.
Ci pensiamo noi.
I quattro Fratelli sollevarono l'uomo e lo posero sul letto. Poi quello pi anziano dette un'occhiata al maresciallo, che disse:
Non ero proprio sicuro... C' qualcosa... Ho chiamato l'unit coronarica.
Direi che ha fatto bene. Eccoli che arrivano.
Fuori una sirena urlava, rompendo il silenzio dell'ora della siesta.
Francamente direi che spostarlo potrebbe essergli fatale, ma forse possono fare qualcosa sul posto...
Gli altri tre Fratelli stavano togliendo la cravatta e sbottonando la camicia dell'uomo. Portava una sola panto28 fola. Il giovane gliela tolse delicatamente, poi fece un passo indietro. Il maresciallo lo teneva d'occhio.
E la tua prima chiamata?
S. Era molto pallido, ma calmo. Ogni tanto giocherellava con l'enorme rosario nero che i Fratelli portano come cintura.
Toni! Quello  il mio Toni!
Signora! Accidenti, il maresciallo si era dimenticato della signora!
Venga via da l, faranno tutto il possibile.
No! Io rimango qui. Mi metto da una parte, ma rimango. Se lo fanno rinvenire mi riconoscer. Mi dir cos' successo.
Appoggiandosi alla sua sedia si port verso una delle finestre cercando di aprire le persiane con una mano.
Mi aiuti.
Il medico e il suo assistente erano entrati nella stanza e stavano facendo un rapido esame dell'uomo steso sul letto. Il medico si prepar a fare un massaggio cardiaco, mentre l'assistente accese un monitor portatile.
Il maresciallo apr gli scuri e la finestra poi, con uno strattone, le persiane marroni. La luce del sole lo accec. Si era quasi dimenticato che era ancora giorno. Sotto, una piccola folla si era raccolta sul marciapiede. Chiuse la finestra e spense la luce. Solo allora vide che il letto non era stato fatto. C'era solo un copriletto di cotone. Il materasso nudo sbucava fuori, vicino al guanciale.
Il medico si era fermato e adesso stava sollevando le palpebre del paziente.
Ho paura che sia troppo tardi, disse a bassa voce lo ha trovato lei?
S...
Reagisce debolmente, ma non durer. A parte l'infarto, deve avere preso una dose enorme di sonnifero e fare una lavanda gastrica ora lo ucciderebbe. Quella signora anziana  sua madre?
Una vicina che lo conosce da quando era bambino.
Mi sa che  abbastanza vecchia per essere sua nonna... C' possibilit che rinvenga prima che...?
Non credo. Perch?
Non so... non ci vedo chiaro. Lei s?
Non vorrei pronunciarmi ancora. Comunque, potrei iniettare uno stimolante, vediamo se...
Non gli far del male?
O facciamo cos... o lo lasciamo cadere in coma.
La signora Giusti si spinse verso il letto e il maresciallo le port una sedia, allontanando quella con le rotelline.
Toni! Che ti  successo? Dimmi cosa  successo!
Evidentemente lei lo voleva accarezzare, ma era impressionata dalle mani coperte di sangue coagulato e i capelli sporchi di vomito. La vecchia tir fuori un fazzolettino ricamato per pulire il viso grigiastro con piccoli colpetti. Cos doveva aver fatto quando il suo piccolo Toni aveva la febbre.
Toni...
Pareva che stesse riprendendo un po' di colore. Almeno intorno alle labbra.
Le mani tremolanti e macchiate dalla vecchiaia continuavano a pulire e accarezzare l'uomo come per potergli dare sollievo, qualunque cosa gli stesse succedendo.
Toni, sono io.
Gli occhi parvero socchiudersi, pi per volont della vecchietta che propria.
Evidentemente era incapace di mettere a fuoco i volti che lo circondavano.
Sono io, Toni, la tua mammina.
Ci fu una momentanea contrazione delle labbra e delle mani dell'uomo. Forse stava cercando di parlare o forse era l'effetto del farmaco. La sua bocca era socchiusa e uno dei Fratelli venne avanti e la bagn. Il medico, che si preparava ad andar via, guard il maresciallo scuotendo lentamente la testa.
Il Fratello anziano si era allontanato senza farsi notare ed era tornato con il prete della chiesa di Santo Spirito. Il maresciallo sfior la signora Giusti con una mano.
E arrivato il prete. Ma se suo padre era olandese forse...
No, no.  cattolico. Sua madre... L'ho vestito io stessa per la prima comunione.
Il prete srotol la sua stola e la indoss aggiustandola con cura. Chiam il Fratello pi giovane, dicendo con un sussurro appena udibile:
Mi sai aiutare?
Il ragazzo accenn di s e prese posto accanto al prete che mormor, questa volta al Fratello anziano:
Mi potrebbe trovare un pezzo di stoffa bianca, qualsiasi cosa purch sia pulita... e un po' d'acqua...
Era un uomo anziano e non pareva per nulla turbato da situazioni insolite, abituato com'era a dover dare il benvenuto o l'addio ai suoi parrocchiani con l'aiuto di un vasetto della Nutella sciacquato frettolosamente e un tovagliolino.
Gli fu portata una piccola brocca d'acqua, un pezzetto di pane dalla cucina della signora Giusti e un panno di damasco bianco dalla cassettiera vicino al letto. Stese la stoffa sul marmo del comodino, dispose i suoi recipienti d'argento e accese una candela.
Un raggio di sole polveroso entrava dall'unica finestra non oscurata, illuminando il letto con il suo occupante mezzo nudo e l'esile figura della vecchia piegata su di esso. Il prete con la sua cotta bianca e viola disse un confiteor sottovoce, poi venne avanti entrando nel raggio di luce mentre alzava la pallida mano per concedere all'olandese un indulgenza plenaria e la remissione di tutti i suoi peccati.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
I tre Fratelli si inginocchiarono nell'ombra in fondo al letto con un fruscio delle loro vesti nere e un leggero clic quando i rosari pendenti dalle loro cinture toccarono il pavimento. La pallida massa del maresciallo era appena visibile, immobile nell'angolo opposto della stanza.
Il prete sussurr qualcosa al ragazzo che gli porse un piccolo recipiente d'argento contenente l'olio santo. Unse il pollice e disegn una croce sulle palpebre dell'olandese.
Il Signore ti perdoni ogni colpa commessa con la vista...
Cos sia.
Il ragazzo asciug l'olio con un batuffolo di cotone mentre il prete ungeva le orecchie. e per la Sua pietosissima misericordia...
Un singulto sfugg dalle labbra dell'anziana signora, ma lei probabilmente non se ne accorse. I suoi occhi erano fissi sul volto dell'olandese, non seguiva i movimenti della pallida mano raggrinzita del sacerdote che lentamente toccava prima le labbra socchiuse, poi le narici e infine arriv a prendere il polso che lei stessa teneva.
...Ti perdoni ogni colpa commessa con il tatto...
Una croce d'olio luccicava sul palmo della mano insanguinata. Il ragazzo cominci ad asciugarla. A uno sguardo del prete si spost in fondo al letto per scoprire i piedi tirando gi i calzini di seta.
Per questa Santa Unzione...
Gli occhi della vecchia non lasciarono mai il volto dell'uomo morente. Forse non vedeva l'uomo ma il bambino che aveva curato tanti anni prima, quando era ammalato.
Nella stanza mal illuminata c'era odore di chiuso e mancava l'aria. Il maresciallo non aveva mangiato e bevuto da diverse ore e sentiva la bocca spiacevolmente asciutta. Doveva pensare a come formulare il suo rapporto ma l'atmosfera della stanza insieme al movimento ritmico e al mormorio della voce del sacerdote creavano un effetto ipnotico. Il chiasso dei bambini e dei cani che correvano gi nella piazza sembrava provenire da un altro mondo, un mondo normale, dove la gente si risvegliava dalla siesta per riprendere il lavoro.
Ogni colpa commessa... Cos sia.
Il prete si pul il pollice con un pezzetto di pane e mise le mani sopra un calice d'argento perch il ragazzo potesse versarci sopra dell'acqua.
Signore, abbi piet. Cristo, abbi piet. Padre nostro... continuava la preghiera a bassa voce, e l'unico movimento nella stanza era ora la polvere che girava nel raggio di sole, fino a che non alz la testa per continuare a voce alta: E non indurci in tentazione, ma liberaci dal male.
Ci fu un altro fruscio. I Fratelli si stavano alzando. Era tutto finito e il prete insieme al ragazzo stavano rimettendo a posto tutto quello che avevano usato, compreso il pezzo di pane e il batuffolo di cotone sporco che dovevano essere portati in chiesa e bruciati. L'olandese non dava segno di vita e certamente se ne sarebbe andato da un momento all'altro. Il maresciallo usc silenziosamente dalla camera, sperando di trovare un telefono in una delle altre stanze per telefonare alla Compagnia. Ne trov uno in salotto, dove nella penombra erano distinguibili le forme dei mobili coperti da lenzuola bianche. La linea era interrotta e il maresciallo dovette insinuarsi di nuovo nella camera da letto per chiedere alla signora Giusti le chiavi di casa sua.
Pronto? Guarnaccia, Stazione Palazzo Pitti... s, di nuovo...
Ormai la prima tappa, quella della Pensione Giulia, sembrava far parte di un'altra epoca, cos forte era l'impressione esercitata dall'uomo morente.
Pensate voi ad avvertire la Procura? S... no, non ce n' bisogno. La Misericordia lo porter direttamente all'Istituto di Medicina Legale. Comunque non c' fretta...
Voleva evitare che arrivasse tutta la banda prima che il poveraccio fosse morto. Anche se ora, forse...
Ma l'olandese era vivo. Il prete era andato via. Il Fratello pi anziano era seduto accanto al letto e teneva un braccio dell'uomo moribondo mentre la signora Giusti teneva l'altro. Il maresciallo venne avanti e si mise accanto alla signora chiedendosi come, a quell'et, poteva sopportare tutto questo sconvolgimento.
Signora...
Sto bene. Mi lasci qui con lui.
Forse questa volta l'olandese aveva riconosciuto la sua voce. Non poteva averla vista perch i suoi occhi rimasero chiusi, ma improvvisamente parl con voce decisa, quasi normale:
Mammina?
Sono qui, accanto a te. Non ti preoccupare, andr tutto bene.
Non era lei. Ci fu qualche momento di silenzio. Poi disse, esausto:
Dolore... subito dopo apr leggermente un solo occhio che rimase poi aperto mentre il respiro, con un ultimo rantolo, si ferm.

2.

E la sua valigia?
Portala via con te cos com'. Anche questo, e queste chiavi...
Ehi! Luciani! Stai attento a questi! Cerca di aprire quella persiana che qui la luce... Fate spazio, per favore.  arrivato il medico... L'appartamento era affollato, alcuni portavano via oggetti, altri facevano esami sul posto, tutti alzavano polvere ovunque andavano. Il flash del fotografo illuminava la stanza a intermittenza. Quando sal, il medico legale dovette scavalcare la cassa da morto nera e sgraffiata che bloccava lo stretto corridoio. Non era il professor Forli, ma un uomo pi giovane che era appena diventato il suo assistente. Era molto riservato e formale, non chiacchierava con nessuno mentre lavorava, come invece avrebbe fatto Forli.
Il maresciallo aveva raccontato la sua versione e poi aveva accompagnato la signora Giusti al suo appartamento. Si era poi nuovamente recato nella camera dell'olandese a osservare la Scientifica al lavoro. Era una cosa che non gli piaceva questo smantellare la vita di una persona per esaminarla al microscopio e non sapeva bene nemmeno lui perch era rimasto ancora l. Sapeva di essere di intralcio mentre si spingeva tra i tecnici lungo il corridoio fino alla cucina per guardare un uomo col camice bianco che sistematicamente raccoglieva i resti di un pasto e una caffettiera quasi vuota. C'era polvere di caff ovunque sul pavimento e molto sangue raggrumato sotto il tavolo.
L'ultima persona ad arrivare fu il sostituto procuratore, la giacca del suo completo di lino bianco aperta sventolava sulla camicia a righe un po' stretta sulla pancia. Era senza fiato e rosso in viso per aver fatto di corsa le otto rampe di scale e non poco irritato per essere stato disturbato dopo un pranzo pesante e costretto ad andare in giro con quel caldo.
Allora? Mi dica.
Guardava a malapena l'ufficiale arrivato da Borgo Ognissanti. Il maresciallo torn alla porta della camera da letto per osservare. Non conosceva l'ufficiale, molto giovane e un po' nervoso. Forse era il suo primo caso? In ogni modo, dopo aver fornito il resoconto preliminare al sostituto, continu a dare ordini ai suoi uomini rivolgendo ogni tanto uno sguardo incerto a quest'ultimo come se aspettasse una correzione o una conferma.
In parole povere, un suicidio disse il sostituto dopo aver ascoltato con evidente impazienza il solenne e meticoloso rapporto del medico. Anche se ha fatto un bel pasticcio. Ha cambiato idea a met strada, non crede?
 possibile. Ma ci sono un paio di cose...
Beh! L'autopsia dovrebbe chiarirle. Si rivolse di nuovo all'ufficiale:
Si sa chi ?
Un olandese, anzi un italo-olandese. E nato qui a Firenze. Da madre italiana e padre olandese. Sono tutti e due deceduti per c' una matrigna la quale, secondo la vicina di casa che la conosceva bene, abita in Inghilterra. Ha una moglie e una suocera ad Amsterdam. Stiamo controllando ora i documenti per l'indirizzo.
Bene.
Il giovane ufficiale lanci uno sguardo di gratitudine al maresciallo, fonte di tutte queste informazioni. Il maresciallo rimase silenzioso a scrutare con attenzione ogni oggetto nella stanza. Il sostituto aveva fretta di andare via, ma prima di andarsene gli venne in mente di chiedere:
Un olandese. Non  che ci sar qualche ripercussione diplomatica? Non era mica...?
No, disse l'ufficiale non credo. Era un gioielliere e orefice, piuttosto benestante, nulla di pi.
Bene. Allora avvertiamo la moglie al pi presto possibile. Sar meglio farlo tramite il Consolato Olandese, in via Cavour...
Far scendere la bara metallica dalle scale fu un'impresa. Tutti e quattro i Fratelli erano sudati sotto le loro vesti nere quando arrivarono al piano terra. La folla fece spazio guardando la bara mentre veniva caricata sull'ambulanza. Il maresciallo scese subito dopo e senti mormorare:
Poverina...
Certo, aveva pi di novant'anni...
Comunque dicono che si sia suicidata... o anche peggio... Vedi, ci sono i carabinieri...
I bandoni dei negozi intorno alla piazza venivano aperti fragorosamente. Alle cinque del pomeriggio il caldo era pi intenso che mai e la vampata soffocante che colp il maresciallo quando usc dal portone lo sconvolse. In tanti anni non si era ancora abituato al caldo afoso di Firenze, cos diverso dal caldo secco della sua Sicilia. Il calore non sembrava nemmeno venire dal sole, ma pareva alzarsi a ondate opprimenti dalle pietre riscaldate dei palazzi, imprigionando la citt in una calda nuvola che rendeva l'aria sempre pi appiccicosa e irrespirabile col passare delle ore. Era cos asfissiante che il maresciallo a volte sentiva il bisogno di aprire la finestra per poi rendersi conto di essere gi all'esterno.
Al lato opposto della piazza c'era un bar gelateria invitante ma, quando il maresciallo vi arriv, vide una fila di turisti mezzo svestiti pigiati intorno alla cassa. L'alternativa al fare la fila sarebbe stata sedersi a uno dei tavolini bianchi sotto gli alberi e farsi servire, ma non era da lui. E poi sarebbe costato il doppio.
Uscendo dalla piazza riusc a trovare un bar quasi vuoto. Era un locale piccolo, buio, con in fondo un flipper e sulle pareti scaffali fino al soffitto, pieni di centinaia di bottiglie di tutti i tipi.
Il barista aveva i capelli tagliati a spazzola e portava una giacchetta bord sbiadita e un papillon, come se una volta avesse lavorato in un grande ristorante.
Un caff e un bicchiere d'acqua. Prese un paio di brioches dal contenitore di plastica trasparente sul bancone.
Caldo eh? disse il barista, tanto per attaccare discorso. Si dovrebbe essere al mare, altro che a lavorare con questo caldo. Ma io non ci vado pi in mezzo a tutta quella ressa, con quello che costa poi. Ieri sera al telegiornale hanno detto che oltre al costo della pensione o all'affitto ci vogliono dalle ottanta alle centomila lire al giorno per stare al mare.
Eh, ci credo.
Cinquemila al giorno solo per andare in spiaggia: l'ombrellone, le sdraio e cos via. I gelati per i bambini, il doppio di quello che costavano l'anno scorso. Ma grazie a Dio i miei sono grandi ora, e loro i figli li portano al campeggio.
Buona idea disse il maresciallo con la bocca piena.
E quello che dico anch'io. Comunque, non  pi come una volta.
Davvero. Quanto le devo?
Mille lire precise - ci sono posti di l d'Arno che chiedono il doppio ma per me sono pazzi. Se si fosse tutti cos avidi non so dove s'andrebbe a finire...
Quando arriv alla Stazione di Palazzo Pitti trov tutto tranquillo. L'ingresso della sala d'attesa era vuoto e gli unici rumori erano il ronzio del ventilatore e dei tac sporadici intervallati da lunghe pause pensierose. Non c'era bisogno di chiedersi di cosa si trattasse.
Ehi! Ciccio!
Il maresciallo sorrideva ora, come facevano tutti, anche al solo pensiero della faccia tonda del biondino. Apparve subito, il colletto della camicia sbottonato e la cravatta storta.
Sei solo?
S, maresciallo. Gli altri sono andati con il furgone a Borgo Ognissanti per la posta.
Gi. Toccava a te veramente, no?
S, maresciallo, ma Di Nuccio le ha chiesto un permesso stamattina, si ricorda?
S, s mi ricordo...
Piaceva a tutti andare a prendere la posta. Era l'occasione per salutare qualche vecchio amico o magari per prendere un caff. Bastava chiedere a Ciccio e lui cedeva il suo turno. Quando per si trattava di una scocciatura come per esempio andare a comprare l'acqua, perch magari chi era di turno per fare la spesa l'aveva dimenticata, era sempre Ciccio il primo a dire: ci vado io. Lo stesso quando era il suo giorno libero.
Ciccio aveva assunto un'espressione ansiosa, come se si aspettasse un qualche rimprovero. Il maresciallo pos la sua manona sulla spalla del giovanotto e gli disse lentamente:
Va bene essere buoni... ma troppo buoni... non so se mi spiego...
S, maresciallo. Ma io lo faccio volentieri.
Lo so, lo so. Ma piacerebbe anche a te fare due chiacchiere con gli altri ragazzi una volta tanto, eh?
Ho mio fratello, maresciallo. Gino sorrise con la faccia rosea dalla contentezza.
Era vero che non perdevano occasione per stare insieme. A volte andavano al cinema, altre volte facevano solo una passeggiata in centro. Sergio, il fratello pi grande, era stato ammesso alla scuola sottufficiali, di conseguenza Gino lo venerava pi che mai, se ci fosse stato possibile. Ma non c'era niente che potesse dire il maresciallo per convincerlo a fare la domanda di ammissione.
E mio fratello, quello intelligente diceva. E sempre stato pi sveglio di me.
Ma tu devi pensare al futuro. Non  uno scherzo dover andare in pensione a un'et in cui hai ancora dei bambini piccoli da tirare su.
Ma nessuno mi sposerebbe, maresciallo.  sempre stato Sergio quello che piace alle donne diceva arrossendo pi che mai.
Il maresciallo era sempre premuroso con tutti i suoi ragazzi ma aveva un debole per Gino, che gli ricordava se stesso da giovane. Anche lui veniva da una famiglia contadina, anche lui era sovrappeso, impacciato. Ma mai, rifletteva adesso, cos ingenuo. Per quello bisognava essere uno zoticone del Nord. Prima di arruolarsi Gino non aveva mai visto uno straniero. Comunque era ancora molto giovane, aveva tempo per cambiare.
Mi riposo una mezz'ora. Diede un colpetto sulla spalla del giovane e apr la porta che conduceva al suo alloggio.
Per quell'ora gli altri dovrebbero essere tornati. Dopo dovr uscire per terminare il giro degli alberghi...
Il maresciallo entr nel salotto. Era piacevolmente fresco e oscuro poich le persiane erano rimaste chiuse tutto il giorno. Si tolse la giacca e la camicia, si sedette nella sua poltrona e appoggi i piedi su uno sgabellino. Pensava di aver voglia di dormire ma si rese conto che non riusciva a prendere sonno. Aveva solo bisogno di un po' di tranquillit per rimuginare sulle immagini che aveva nella testa. Alcune gli tornavano alla mente in modo insistente: il corpo dell'uomo rannicchiato dietro la porta, un ragazzo nervoso con la veste nera che tirava gi un calzino di seta nero, residui di vomito che vorticavano nel lavandino sotto il rubinetto aperto... e quel rumorino che lo aveva fatto correre alla camera da letto. L'uomo era ancora cosciente? Magari quel piccolo rumore gli era costato una fatica terribile. Comparvero anche altre immagini: l'uomo che brancolava nell'appartamento ...faceva un sacco di rumore, come se fosse arrabbiato.... Come un animale ferito... E si era, in qualche modo, tagliato le mani e poi aveva cercato di bendarle goffamente con un asciugamano. Suicidio... Come poteva pensare a questo il sostituto? Non era ovvio... Forse non sapeva della donna. Ma si era poi ricordato di raccontare all'ufficiale che la signora Giusti aveva sentito una donna? Se non lo aveva fatto... che errore... come poteva aver dimenticato una cosa cos importante... la donna... Il maresciallo la immaginava con piccoli occhi maligni, le labbra serrate in un ghigno compiaciuto mentre il prete alzava la mano per dare l'assoluzione... Ma non poteva darsi che fosse ancora l. L'olandese aveva detto che non era lei...
Il maresciallo si rese conto, qualche secondo prima che accadesse, che si stava addormentando.
La voce di Di Nuccio lo svegli come fosse una fucilata, nonostante in realt avesse solo parlato sommessamente nell'ufficio. La bocca del maresciallo era asciutta, la testa gli pulsava ed era tormentato da un forte dolore alle braccia e al torace. Alzandosi si accorse di aver dormito con i pugni stretti. Era come svegliarsi da un incubo, anche se non si ricordava di averne avuti. Fece qualche respiro profondo e si incammin vacillando verso il bagno per buttarsi addosso un po' d'acqua fredda e cercare di sbrogliare i pensieri confusi che aveva in testa. Ridicolo cacciarsi in quello stato per nulla. Certo che aveva avvertito l'ufficiale della donna sentita dalla signora Giusti - ma che brutta faccia si era immaginato nel dormiveglia, il solo pensiero gli faceva venire i brividi! Si mise una camicia pulita e and in cucina. Riscald il caff rimasto dal mattino, nella speranza di snebbiarsi e di schiarirsi le idee. Bevve i due centimetri di caff nero bollente in un sorso solo e si mise la giacca. Aveva ancora del lavoro da fare.
Ma il mal di testa e il dolore al torace, conseguenze tangibili dell'incubo, lo accompagnarono per tutta la sera mentre si trascinava da un albergo all'altro lungo strade sporche e soffocanti, su e gi in ascensori foderati di moquette rossa o sfigurati da graffiti, scale odoranti di vernice fresca o di soffritto vecchio, per controllare il solito registro blu nelle hall degli alberghi, dove il rumore delle posate nelle sale da pranzo appena intraviste gli ricordava quanto era tardi e quanto poco aveva mangiato in tutto il giorno.
Il problema disse il maresciallo rivolgendosi alla moglie assente, come spesso faceva,  che non mi piace il modo in cui  morto. Non mi piace per niente... Bene, ora ci va messo il sale...
L'ultimo commento era riferito alla pentola d'acqua che cominciava a bollire. Ci vers un cucchiaio di sale e lo guard spumeggiare e dissolversi, poi fece scivolare un'abbondante manciata di spaghetti dal pacchetto di plastica trasparente e li vers, con un abile giro, nell'acqua bollente. Dei due pasti del suo repertorio culinario aveva scelto spaghetti al pomodoro anzich pane e formaggio sia perch aveva fame, sia perch mettevano allegria e valevano sicuramente il caldo che doveva patire per cuocerli. La notte era calda e soffocante quanto il giorno ed era inutile aprire la finestra per far entrare l'aria calda e le zanzare.
Il maresciallo, tornato tardi dai suoi giri, stava gironzolando per la cucina in canottiera e un paio di vecchi pantaloni color cachi. Prese dall'armadio un nuovo vasetto di conserva di pomodoro con gli odori. La preparava sua moglie ogni estate, poi sistemava i vasetti in una scatola di cartone da portare su a Firenze, in treno. Era l'ultimo vasetto, per in agosto sarebbe tornato a casa per le ferie.
Sopra l'armadietto la televisione era accesa ma con il volume quasi impercettibile. Il maresciallo trovava pi conforto e compagnia nel rumore proveniente dal piano di sopra dove, a giudicare dai mormorii sconnessi e dalle sporadiche discussioni, i ragazzi stavano giocando a carte accompagnati dalla radio di Gino. La radio era un regalo del fratello e, anche se lasciava agli altri la scelta dei programmi, la considerava come la sua propriet pi preziosa.
Dio, che caldo!
Era Lorenzini che apriva la finestra sopra la cucina del maresciallo per poi richiuderla dalla disperazione.
Il maresciallo gratt del formaggio sugli spaghetti al pomodoro, si vers un bicchierino di vino e si sedette al tavolo da cucina, contemplando distrattamente la televisione. Mentre tuffava la sua forchetta attraverso la polvere del formaggio e il pomodoro luccicante il rumore del piano di sopra aument improvvisamente. La voce di Di Nuccio aveva un tono alterato, piagnucoloso e veniva di volta in volta interrotta dai cinici interventi di Lorenzini che gli stava dando una lezione di buon senso fiorentino. Lorenzini si disperava sempre di pi sentendo Di Nuccio che piagnucolava. Pur distinguendo solo qualche parola della loro conversazione, il maresciallo intu che questo doveva segnare la fine dell'ultima storia d'amore di Di Nuccio. L'ottava o forse la nona negli ultimi due anni.
Il maresciallo li aveva visti insieme nella piazza una settimana prima ed era rimasto inorridito pi del solito da quella ragazza. Una creatura secca e inappetibile, con pantaloni neri stretti, una maglietta rosa shocking coperta sul davanti di fantasie luccicanti e una faccia pesantemente truccata, mezzo sepolta in una massa di capelli crespi tinti di biondo.
Guardandoli attraversare la strada gli occhi del maresciallo quasi uscivano dalle orbite per la disapprovazione ma Di Nuccio non lo aveva nemmeno notato, ripiegato com'era sulla ragazza a chiacchierare fitto fitto. La trama di queste storie amorose seguiva sempre lo stesso rigoroso schema: un mese di preliminari durante il quale Di Nuccio andava in giro come un gatto in amore non parlando di nient'altro e annoiando tutti a morte. Poi, un paio di mesi di relativa calma durante i quali la ragazza era nelle sue mani, infine l'ostacolo. L'ostacolo poteva essere costituito da un ipotetico rivale o dalla disapprovazione della mamma. Una volta nominato l'ostacolo, la relazione si interrompeva per circa una settimana e Di Nuccio in questa fase manteneva un cupo silenzio.
Lorenzini, che aveva appena chiesto la licenza per sposare la ragazza con cui era fidanzato da quando era a scuola, si esauriva cercando di far ragionare Di Nuccio.
Di Nuccio aveva confidato al maresciallo che Lorenzini era uno del Nord, senza sentimenti, e che non capiva nulla.
Il maresciallo aveva confidato a Gino che Lorenzini era un romantico e che senz'altro non capiva nulla e che prima o poi, quando Di Nuccio avesse avuto abbastanza avventure da soddisfare la sua vanit, avrebbe trovato una ragazza, magari di famiglia benestante, e l'amore avrebbe trionfato. Gino si accontentava di essere un buon ascoltatore.
Alla televisione stava iniziando un film e il maresciallo si allung per alzare il volume, ma prima che ci riuscisse squill il telefono. Mentre andava in camera da letto, dove riceveva le chiamate quando l'ufficio era chiuso, pens subito all'olandese, accorgendosi di non aver mai smesso di pensarci, come se si aspettasse una chiamata.
Era sua moglie.
Vorrei parlare con il maresciallo! url la donna. Non riusciva ancora a credere che il telefono potesse collegare luoghi a mille chilometri di distanza senza un po' di aiuto da parte sua.
Teresa, sono io. Che  successo?
Non lo chiamava mai se non era per una cosa urgente. Di solito la chiamava lui di gioved. Oggi era luned.
Salvatore! Sei tu? Non  successo niente. Volevo solo chiederti una cosa, non potevo aspettare gioved.
Dove sei? Alle poste?
Da Don Torquato - e non accetta mai di essere pagato per il telefono quindi devo fare presto -.  la mamma.
 peggiorata?
No.  sempre cos. Lo sai che il dottore ha detto che non ci sarebbero stati cambiamenti finch...
Non urlare!
Mi senti? Salva!
S, ma non...
Bene, ascolta: c' stato un cambiamento e sembra che purtroppo Nunziata non possa prendere le ferie d'agosto...
Nunziata, la sorella del maresciallo, abitava con loro e lavorava per mezza giornata in una fabbrica di materiali plastici.
Ma come  possibile, se avevano promesso...
Avevano promesso ma i dipendenti a tempo pieno hanno la precedenza. Sembra che qualcun altro abbia cambiato idea e voglia quelle due settimane - e lo sai cosa vuol dire per noi...
Che non avrebbero avuto tempo per stare insieme con i bambini, niente giornate sulla spiaggia. Senza Nunziata non potevano lasciare la vecchia che non riusciva a muoversi o a parlare.
Ci arrangeremo, mormor in qualche modo...
Aspetta, aspetta! Mi senti? Ho parlato con un'infermiera del Comune e dice che - mi senti?
S, s... ti sento...
E dice che c' la possibilit di trovare un posto in ospedale per mamma se...
No!
S! Dice che se l'avvertiamo subito...
No! Ho detto di no. Non si pu mandarla in giro come se fosse un pacchetto.
Come cosa?
Niente. Ci arrangeremo. Prenderemo qualcuno per stare con lei. Tanto  solo per mezza giornata.
D'agosto?
Troveremo qualcuno... pagheremo...
Con lo stipendio che prendi tu? Non capisco cosa hai contro l'idea di mandarla in un ospedale dove si prenderanno cura di lei per bene e senza pagare niente.
Ma non capisci? Non hai pensato che potrebbe essete l'ultima volta che la vedo?
Ci fu un attimo di silenzio.
Sentiva il contatore che segnava i secondi preziosi. Alla fine disse, dimenticando di urlare:
Pensavo ai bambini. Lo sai quanto ci tengono a quel poco tempo che riusciamo a passare insieme. Non volevo...
L'aveva fatta sentire in colpa. Giorno dopo giorno doveva occuparsi di una vecchia molto malata, che fra l'altro era madre di lui non di lei, e l'aveva fatta sentire in colpa per aver desiderato qualche giorno di riposo. Se solo non gli avesse chiesto di decidere subito. Come poteva spiegare della signora Giusti con il contatore che scattava e magari c'era anche il prete ad ascoltare? Era assurdo, comunque...
Fammici pensare... Te lo dico gioved.
Ma ci sono cos pochi posti, se non ci...
Ti prego, per favore... solo fino a gioved.
Va bene. Salva? Non volevo... Comunque hai ragione. Poverina, potrebbe essere davvero la sua ultima estate. Non la possiamo abbandonare, anche se lei magari non se ne rende neppure conto. Il dottore ha detto che entro un anno, e poi...
E poi tutti e tre verrete a vivere quass.
C' sempre Nunziata...
Siamo gi d'accordo. Andr tutto bene - ma non possiamo parlarne ora, che Don Torquato...
Oddio! Mi scusi! Mi scusi, Padre... Oddio!... Ciao! Buona notte! Salva, mi senti? Ciao! Buona notte!
Buona notte...
La linea non c'era pi.
Lentamente rimise gi la cornetta e si sedette pesantemente sul letto. Il silenzio lo circond. Non le aveva detto nemmeno una parola carina... era sempre cos difficile al telefono. Non aveva neanche chiesto come stavano i bambini. Adesso lei stava sicuramente scusandosi a non finire con Don Torquato e poi sarebbe corsa via gi per la strada mal illuminata, chiedendosi se Nunziata fosse riuscita a mettere a letto i bambini.
Sistemavano la vecchia a letto alle sette e mezzo, lei e Nunziata, portavano insieme il suo enorme corpo a malapena senziente. Ogni mattina alle sei e mezzo la riportavano in salotto, dopo averla lavata e vestita, oppure la mettevano fuori sulla terrazzina fino a che il sole non diventava troppo caldo. Quando Nunziata andava a lavorare, Teresa svegliava i bambini e poi disfaceva il letto della vecchia e cominciava a lavare le lenzuola bagnate. Il pomeriggio faceva la spesa mentre Nunziata stava a casa. Per lei questa era la parte migliore della giornata.
A volte la vecchia piangeva per ore di fila. Chiedeva di essere portata a casa, nessuno capiva perch. Aveva vissuto undici anni in quella stessa casa. Ma non aveva pi idea di chi era o dove era. Teresa continuava le sue faccende dicendo: Ora basta... shh.
Era ancora giovane, sua moglie. Aveva bisogno di riposarsi, di un po' di svago. Lui sapeva che quando si sentiva frustrata e infelice invece di lamentarsi inutilmente si concentrava sui lavori di casa e puliva tutto tre volte di seguito, per sfogarsi. Allora i due bambini tenevano le distanze e non osavano sgarrare.
Ormai non poteva richiamarla. Gioved alle nove sarebbe stata l da Don Torquato ad aspettare la sua telefonata. Fino ad allora non c'era niente da fare... Nemmeno una parola carina...
Torn di nuovo in cucina. Il film alla televisione era a buon punto e lo guard per qualche momento senza preoccuparsi di alzare il volume, sapendo di non avere la pazienza di ritrovare il filo della storia.
Pfff sbuff e lo spense. Forse in qualche maniera contorta stava cercando di scusarsi con sua moglie comportandosi come avrebbe fatto lei quando si sentiva oppressa, come lui in questo momento. In ogni modo si butt al lavoro strofinando energicamente i piatti nel lavandino. Aveva sbagliato a smettere di insistere per quel posto gi a Siracusa? Avevano sempre supposto che era quello che avrebbe fatto ma poi avevano parlato delle scuole per i bambini, delle opportunit... Del resto sua madre era troppo vecchia per spostarsi, e poi l'ictus...
Quando la cucina fu in ordine and nell'ufficio, accese la luce da tavolo e cominci a battere i suoi appunti sull'olandese. Batteva veloce, con due dita. Quando ebbe finito si spinse indietro con la sedia e cominci a rileggerli. L'intera faccenda sembrava essere accaduta un centinaio di anni prima e a qualcun altro. Scroll le spalle, infil i fogli in una cartellina e spense la lampada. Con la mente piuttosto vuota e intorpidita, and a letto e si addorment all'istante.

3.

Oh, Gigi! Amore mio! grid Di Nuccio in falsetto strozzato.
Only youuu! Can make my dreams come true...!
Quella era la voce baritonale di Lorenzini.
Sei bellissimo...! cantarono all'unisono e il battere dei piedi sul pavimento di legno sovrastante finalmente indusse il maresciallo a salire le scale sbuffando e ad apparire sulla porta.
Via, via!
Incespicando un po', Di Nuccio e Lorenzini rimisero Gino con i piedi per terra e poi rimasero zitti.
Pi che una caserma sembra un asilo borbott il maresciallo, cercando di apparire seccato. Ma non poteva non sorridere alla scena che aveva davanti. Gino stava in mezzo agli altri due che avevano le camicie con le maniche arrotolate e i colletti sbottonati, pronti a una calda giornata di lavoro, mentre Gino era impeccabile: i suoi pantaloni cachi avevano una piega perfetta, giacca e cravatta, perfette; i suoi capelli, ancora bagnati dalla doccia, spuntavano a ciuffetti ritti come quelli di un ananas. Perfino il colletto era pi o meno diritto sotto quella faccia tonda tonda.
Tu vai, se devi uscire. E ora che questi due si mettano a lavorare, saranno le otto. E poi dov' che vai?
Con mio fratello. Il sorriso di Gino, che all'arrivo del maresciallo era sparito per lasciare posto all'apprensione, riapparve. La scuola era sospesa per la pausa estiva e questo fine settimana aveva inizio la licenza di Gino: i ragazzi di Pordenone avrebbero fatto insieme il lungo viaggio verso casa.
Andiamo in giro per negozi a cercare i regali da portare a casa...
Il maresciallo non chiese perch indossasse l'uniforme nel suo giorno libero. Sapeva bene che erano gli unici vestiti decenti che avesse mai posseduto. E poi le uniformi erano la sua unica vanit, il che rendeva ancora pi buffo il fatto che non riuscisse mai a indossarle per bene. Nero invernale o cachi estivo, tenuta da combattimento, uniforme da parata, tutte si spiegazzavano tradendo i suoi accaniti tentativi di indossarle dignitosamente. Il tentativo di oggi era il pi riuscito fino a ora. Ma era sicuro che all'ora di pranzo gi sarebbe sembrato come se fosse stato assediato per una settimana.
Gli altri due scesero rumorosamente le scale per andare a fare un controllo ordinario delle munizioni, nel deposito dietro l'ufficio del maresciallo.
Allora, non vai?
S, maresciallo. Ma prima vado gi in piazza a prendere le sigarette per gli altri - e poi ci manca il pane e l'acqua minerale. Se anche lei ha bisogno di qualcosa...
Sempre a fare le commissioni per gli altri.  il tuo giorno libero.
Ma non mi scoccia andare. Davvero.
Era vero, trovava piacere in ogni cosa che faceva, anche la pi insignificante, specialmente per gli altri.
Va bene. No, non mi serve niente - no, aspetta - mi porti dei fiammiferi? Ho aperto l'ultima scatola per fare il caff stamattina.
Gino accett il biglietto da mille e fece un saluto solenne. Il maresciallo restitu il saluto e lo segu sopprimendo un sorriso compiaciuto.
Il rapporto sull'olandese giaceva sulla scrivania dove lo aveva lasciato la sera prima. Rimase un momento in piedi, da solo nell'ufficio, con le sue grosse dita posate leggermente sul fascicolo. L'episodio sembrava molto remoto, cos tanto che il maresciallo sentiva di volere ritornare all'appartamento e ridare un po' di vita alle immagini ormai sfumate. Non era curiosit, e non era in nessun modo suo dovere investigare ulteriormente la questione senza avere ricevuto ordini dai suoi superiori.
Forse era solo perch non gli sembrava giusto che l'uomo venisse immediatamente dimenticato. Che la sua morte, cos lenta e dolorosa, dovesse essere etichettata come un suicidio e poi archiviata.
Sua moglie era stata informata? Qualcuno era tornato dalla signora Giusti a prendere altre informazioni su di lui? Le dita sul fascicolo cominciarono a battere con impazienza... Dopo un attimo si sedette, mise la data sul brogliaccio e poi prese la posta che era stata messa l per lui la sera prima. Gli aveva appena dato un'occhiata prima di battere il suo rapporto. Erano tutte circolari... C'erano due nomi nuovi nella lista dei terroristi ricercati. Entrambi presumibilmente si trovavano a Roma. Tre nomi erano stati tolti.
Il maresciallo tolse dal taschino sul petto la vecchia lista sostituendola con quella nuova, e attacc una seconda copia in bacheca.
Il telefono non aveva squillato. Se insistevano con l'ipotesi del suicidio... ma non potevano, o comunque non fino a che fosse arrivato il rapporto sull'autopsia... E anche allora ci sarebbero state delle formalit. La moglie sarebbe venuta a identificare il corpo? Si chiedeva che fine avessero fatto le chiavi che aveva la signora Giusti.
Quando alle nove non aveva ancora squillato il telefono, il maresciallo fiss per qualche momento, con la mente vuota, lo schermo del televisore a circuito chiuso che copriva l'entrata all'ufficio: mostrava un giardiniere che indicava l'uscita di Boboli a un gruppo di turisti. Poi si prepar a uscire.
Stai tu in ufficio, disse a Lorenzini io vado a fare la prima parte del giro degli alberghi.
Prese il fascicolo e guard il suo orologio.
Dovrei consegnare questo alla Compagnia verso le undici, quindi se hai bisogno di me...
Va bene, maresciallo.
E prender la mia macchina.
Lorenzini sembr un po' sorpreso ma non disse niente. Era vero che n la jeep n il furgone erano adatti a un viaggio in cui dovevi cercare un parcheggio all'ombra ogni dieci minuti, ma di solito il maresciallo andava a piedi.
Guidando gi per il piazzale affollato nella sua Cinquecento gli venne in mente di chiedersi perch non avesse menzionato l'olandese ai ragazzi. L per l non sembrava che ce ne fosse motivo. Solo molto tempo dopo, ripensandoci su, si rese conto che fin dall'inizio, pur inconsapevolmente, aveva avuto l'intenzione di andare fino in fondo a questa storia, senza guardare in faccia a nessuno. In seguito invece avrebbe avuto bisogno dell'aiuto di Lorenzini.
Mentre attendeva di entrare nel flusso del traffico in fondo alla piazza, diede uno sguardo truce a destra e a sinistra.
Non era questo il modo di morire. Solo in una casa vuota e triste, i mobili avvolti di bianco come in sudari. C'era qualcosa di pietoso nel suo tentativo di bendarsi le mani sanguinanti quando aveva cose ben pi gravi... per la signora Giusti aveva detto che era gioielliere e orefice, le mani erano importanti per lui. O forse a quel punto non era pi in s. Comunque non era questo il modo di morire... per nessuno.
Qualcosa che non va, maresciallo?
Era il parcheggiatore che si sbracciava per salutarlo, ma non ricevette in cambio che uno sguardo cupo e assente. Il maresciallo accenn un saluto con la testa e acceler. Non c'era tempo per spiegare. Il parcheggiatore lo guard allontanarsi e borbott:
Che faccia...
Sembra comunque che cominciamo a ottenere dei risultati.
Di solito  una questione di pazienza e di routine comment il maresciallo con un tono gentile.
Giusto. Comunque, con due morti nel giro di una settimana abbiamo dovuto accorciare i tempi...
Quasi tutto quello che il maresciallo sapeva su questo caso lo aveva letto sui giornali, anche se aveva ricevuto dall'antidroga una circolare in merito, in cui si avvisava di tenere gli occhi aperti verso certi segnali.
Tutto cominci quando notarono che i luoghi di spaccio e consumo dell'eroina erano sempre meno frequentati. Un controllo sistematico in giro per la citt non aveva rivelato un nuovo centro, il che poteva significare solo che era stato aperto un posto al chiuso e che questo stava andando molto bene.
Poi una notte era stato trovato morto un ragazzo di diciotto anni, non di overdose, ma di setticemia. Era stato trovato molte ore dopo la sua morte, in una piazza dove sarebbe stato sicuramente notato se fosse morto l durante le ore del giorno. Evidentemente qualcuno ce l'aveva scaricato nottetempo.
Era stato un carabiniere in borghese che, con la scusa di cercare una dose, aveva fatto il giro degli amici e dei ritrovi del ragazzo morto e aveva scoperto il posto della cui esistenza l'antidroga sospettava da tempo. Era in un palazzo abbandonato senza acqua ed elettricit ma a suo modo ben attrezzato. C'era un'ampia provvista di eroina, un cassetto pieno di siringhe nuove e un bidone lercio pieno di quelle usate sporche di sangue. C'era un bilancino di precisione, un fornello appositamente costruito e persino delle matite emostatiche. Nella grande stanza polverosa c'erano sei letti sui quali, avendo pagato dalle trenta alle cinquantamila lire, ci si poteva stendere finch non fosse passato l'effetto flash.
Con la seconda morte l'albergo e i suoi proprietari vennero messi sotto sorveglianza. Degli arresti erano imminenti.
Quello che  veramente incredibile continu il giovane tenente  che ci siano stati cos pochi morti. Tagliano l'eroina con la calce grattata dalle pareti di quello sporco locale.
Il maresciallo rispose con qualcosa di appropriato, chiedendosi come poteva portare il discorso sull'olandese se non lo avesse menzionato prima l'ufficiale. Alla fine indic semplicemente il fascicolo che era sul tavolo in mezzo a loro.
Ah,  l'olandese, no? E venuto apposta?
Passavo di qui ment il maresciallo.
Ma s, certo...
Aveva aperto il fascicolo e ne scrutava il contenuto.
Lei  un amico della signora anziana, mi ricordo... ed  cos che ha scoperto...
Si mise a leggere, in silenzio.
Il maresciallo non lo contraddisse. Sulla parete c'era una foto del comandante generale e un piccolo crocefisso, guard quelli. Ogni tanto si apriva una porta vetrata dall'altra parte del corridoio e dal nucleo operativo usciva un rumore simile a quello di un alveare, che smetteva improvvisamente quando si richiudeva la porta.
Mmm...
Il tenente alz lo sguardo. Siamo riusciti a contattare la moglie.
Ma avr detto che forse si tratta...
Che sia un suicidio? Certamente no. Oggi pomeriggio dovrebbe arrivare il rapporto sull'autopsia - Date le circostanze abbiamo chiesto la priorit. Probabilmente vorranno portare la salma a casa per la sepoltura, e con questo caldo... Beh, non vogliamo ripetere l'episodio della bara che scoppi. Sfortunatamente la donna aspetta un bambino ed  vicina al parto. Dobbiamo occuparci di tutto il pi velocemente e discretamente possibile.
Uno strano momento per...
Prego?
 uno strano momento da scegliere per suicidarsi. Anche lui aspettava il suo primo figlio.
Devono avere prevalso altre considerazioni.
Per prevalere su questo devono essere state delle considerazioni davvero molto forti.
Ascolti, maresciallo, lo vedo da questo rapporto che lei non crede che lui si sia suicidato, ma pare che prima di partire abbia litigato con la moglie e con la suocera. Pare che questo dovesse essere un viaggio d'affari e che le due donne non lo ritenessero necessario. Specie con la gravidanza della moglie a uno stadio cos avanzato. Potrebbe aver provato rimorso.
S, signore.  strano allora che non abbia preso un treno...
Un treno?
Un treno per Amsterdam, signore, per tornare a casa. Se sentiva rimorso...
L'ufficiale sembrava scocciato. Il maresciallo continu, evitando il suo sguardo.
Mi deve scusare, signor tenente. Come dice lei ho un interesse un po' personale in questo caso, come... come vecchio amico della signora Giusti. Il suicidio  un brutto colpo per quelli che restano.
E lei crede che sarebbe un colpo meno duro se diciamo a questa giovane, incinta, che crediamo che ci sia stata una donna con lui nell'appartamento? Crede che cos le andrebbe gi meglio il viaggio del marito?
A dire la verit non ci avevo pensato...
Perch non ci aveva pensato? Si accorse che per lui la donna dell'appartamento non poteva avere quel significato perch... perch l'aveva immaginata come una vecchia, come il volto che aveva creato nel sogno. Cosa c'era nella versione della signora Giusti che poteva far pensare a questo? In ogni modo non c'era niente che potesse usare ora come spiegazione.
Lo sa, disse l'ufficiale con tono pi pacato, vedendo il maresciallo confuso, gli assassini non usano sonniferi. Di solito sonnifero vuol dire suicidio oppure un incidente. E se sar possibile lo classificheremo come quest'ultimo.
Di solito per sono le donne, no?
Le donne?
Che usano i sonniferi per suicidarsi. Gli uomini di solito scelgono un metodo pi attivo, pi violento... l'Arno, un edificio alto, un rasoio...
Diede uno sguardo di sfuggita alla faccia dell'ufficiale. Cos va meglio, pensava. Adesso perlomeno l'ho fatto preoccupare un po'.
Questo  vero ammise l'ufficiale.
Dopo una pausa, continu: C' una cosa che non mi torna, e non glielo voglio nascondere, sono i vestiti....
Il maresciallo stava quasi tenendo il fiato.
Voglio dire i vestiti nella valigia, non quelli che aveva addosso. C'era un abito scuro, talmente poco adatto a questa stagione, e una cravatta nera... come se fosse venuto qui per un funerale. Sua moglie non ci ha potuto aiutare perch, dopo il litigio, ha fatto la valigia da solo. Devo dire che questo non rende pi probabile la sua teoria sulla donna... Certo, se c'era una donna, poteva essere stata una prostituta, dato che era solo in citt...
Mi informer disse il maresciallo a bassa voce, guardando la faccia dell'altro.
Cosa poteva dire? Solo il sostituto procuratore poteva autorizzare un supplemento di indagini. Il maresciallo sinceramente voleva che l'ufficiale non fosse cos giovane, cos evidentemente inesperto. In questi casi era sempre meglio che alcune cose non venissero neanche pronunciate. Comunque un ufficiale non aveva il potere di cambiare la direzione di un'indagine ma, se durante le normali procedure fossero venuti fuori nuovi elementi, poteva agire di conseguenza.
Il tenente ci stava ancora pensando. Forse aveva bisogno di un po' d'aiuto.
Certo, non  che possiamo fare niente, disse il maresciallo alzandosi se il magistrato non decide che c' un caso da risolvere. Ma terr gli occhi aperti durante i miei soliti giri e se c' qualcosa di interessante le far sapere...
S, mi tenga informato.
Il giovane era evidentemente sollevato. Ma era meglio cos, rifletteva il maresciallo, perch poteva essere anche convinto, per il momento, ma non era con la convinzione che poteva sostenere un confronto con il sostituto procuratore. Sarebbe stato un idiota a esporsi pubblicamente senza un briciolo di prove concrete e fino a ora non c'erano n prove n testimoni... per non parlare di un sospettato!
Chiss se ho ragione borbottava fra s mentre sbatteva lo sportello della macchina come gli toccava fare sempre per riuscire a chiuderlo, sul fatto che gli uomini non usano i sonniferi per suicidarsi. Chi lo potrebbe sapere...?
Ieri verso le due. Purtroppo non posso essere pi preciso sull'ora.
La lunga stanza con il pavimento scuro e lucido, le pareti imbiancate, il soffitto a volta, davano all'ambiente un'atmosfera da chiesa. C'era poca luce e un bel fresco piacevole. Il maresciallo fu contento di togliersi gli occhiali da sole.
Non c' problema. Sul foglio della chiamata c' riportata l'ora insieme al nome e l'indirizzo - mi scusi un momento...
Uno dei sette telefoni sulla scrivania stava suonando e il Servo, un uomo di mezz'et dal fare solenne, vestito in tight, alz il ricevitore e parl con voce calma.
E l'indirizzo? S, subito, non si preoccupi. Rimanga l con lei e cerchi di tenerla calma...
Segnal l'emergenza schiacciando un pulsante e scese dalla pedana racchiusa da una vetrata dove si trovava la sua scrivania. A due passi di distanza c'era un lunga panca di mogano sulla quale giaceva un enorme libro aperto sotto una lampada di ferro battuto. Nel tempo che il Servo impieg per arrivare al libro, erano gi apparsi una ventina di Fratelli. Aspettavano in silenzio davanti a lui. Il Servo lesse quattro nomi e pass il foglio della chiamata al pi anziano. I quattro tirarono su i loro cappucci e uscirono fuori, dove gi l'autista era in attesa sull'ambulanza pronta a partire. La sirena si accese e svan in lontananza, i Fratelli rimasti si dispersero verso le panche negli angoli oscuri e ripresero a leggere i loro giornali o a conversare sottovoce. L'unico rumore era stato il fruscio delle vesti nere. L'intera operazione fu conclusa in molto meno di un minuto.
Il maresciallo, che per anni aveva chiamato la Misericordia senza pensarci pi di tanto, ne rimase impressionato.
Molto efficiente mormor.
Abbiamo dell'esperienza, gli ricord il Servo, con appena un accenno di sorriso compiaciuto, ben settecento anni. Allora... verso le due, diceva... ecco qua.
Tir fuori il foglio della chiamata e torn indietro di una pagina nel libro, scorrendo sulle firme con il dito.
Spero di non infrangere qualche regola...
Il maresciallo girava continuamente il berretto tra le mani. Non essendo fiorentino non conosco bene...
Non si preoccupi. L'anonimato  ideale nel lavoro di volontariato ma in un caso come questo... Eccoci qua. Piazza Santo Spirito, me la ricordo questa chiamata - anzi sono contento che si sia messo in contatto, perch ci chiedevamo se... l'uomo  morto e sembrava che non ci fossero familiari, cos non abbiamo potuto chiedere se c'era bisogno di soldi...
In quei casi potete aiutare?
Certo, se c' bisogno.
In questo caso i soldi non sono un problema.
Il maresciallo si fece un appunto mentale di ritornare a sentire per la signora Giusti.
Il problema  se si  suicidato oppure no.
Il Servo alz la testa. Questa  un'accusa pesante da fare.
Lo penso anch'io.  per questo che vorrei l'opinione dei Fratelli che erano l. Gli unici suicidi di cui mi sono occupato sono quelli che i Vigili del Fuoco ripescano dall'Arno.  molto diverso.
Capisco.
Guard di nuovo il libro. Mi dispiace, ma non li trover qui oggi. La maggior parte fanno solo un'ora la settimana. Essendo in quattordicimila non c' bisogno che facciano di pi e la maggior parte  gente che lavora. Le dar i nomi e gli indirizzi di tutti e tre, il ragazzo non potrebbe aiutarla...
Il telefono squill prima che li potesse scrivere.
Tenga... forse lo pu fare lei - sono questi tre.
Si allung per prendere il telefono rosso che era la linea diretta con la Centrale della Polizia.
Misericordia... s... all'angolo di via Martelli e...?
Fuori sugli scalini il maresciallo si ferm per mettersi gli occhiali da sole e controll i tre indirizzi nel suo blocco. Oltre la fila delle ambulanze, dall'altra parte della strada, i turisti sciamavano nell'ombra intorno alla base ottagonale del battistero bianco e verde. La campana del Duomo suonava l'angelus. Decise di rimandare la sua visita fino a dopo pranzo.
Suicidio...? Mi scusi - si accomodi. - Marta! Perch non fai un caff anche per il maresciallo?
No, no grazie... non importa, veramente... l'ho gi preso...
Lo prendo anch'io, mi faccia compagnia. Prendo solo un caff al giorno. La mattina lo trovo troppo forte, preferisco il t, e dopo cena mi terrebbe sveglio. Prenda una tazza ora con me che le far bene. Ha pranzato?
S, ma ho gi...
Ecco qua. Due caff. Zucchero?
Un pochino. Lei  fiorentino?
Una domanda scontata con appena un accenno di ironia. Ormai era abituato al modo perentorio di parlare, al dito alzato e alla frase: S, d'accordo, ma noi, qui a Firenze....
Fiorentino? Sono trecento anni che la mia famiglia vive in questa strada. Prenda un po' pi di zucchero che cosi sar amaro.
Ma non...
Ecco. Allora, cos' che mi voleva chiedere - non per essere scortese, ma  che non sono di quelli che hanno quattro ore per pranzare. Anche d'estate mi bastano un paio d'ore perch non faccio la siesta. Sono i nervi.
O il caff? non si trattenne dal chiedere il maresciallo.
In che senso?
No, niente. Volevo solo la sua opinione. Lei era il fratello anziano su quella chiamata?
S,  vero. Mi sono iscritto durante la guerra quando avevo sedici anni, era il 1940. Poi, chiaramente, due anni dopo fui arruolato. Brutti tempi quelli. I giovani di oggi non hanno idea. Io a sedici anni cominciai come apprendista nella tipografia di mio padre, proprio qui in questo palazzo - non che me ne penta ma non capisco questi che vanno a scuola fino a vent'anni. Quando escono  troppo tardi per imparare qualcosa. Io a quell'et ero un tipografo qualificato. Il problema dell'Italia...
Lo so disse il maresciallo. Non si trova pi un apprendista e quando se ne trova uno bisogna pagare uno stipendio intero, per non parlare dei contributi...
Sperava che questo riassunto potesse evitare un discorso di un'ora.
Quello che volevo era il suo parere sulla morte di quell'olandese, Goossens si chiamava. Era un artigiano come lei. Il sostituto procuratore sembra deciso a classificarlo come suicidio, come stavo dicendo...
Suicidio? disse di nuovo il tipografo, scuotendo la testa e un dito con fare sapiente. No no no no.
Immagino che nel corso degli anni deve aver visto diversi suicidi?
Un bel po', s, ma mai niente di simile a quello.
Crede che ci sia qualcosa sotto?
Non dico questo. In qualche modo sembrava un incidente. Come se avesse preso qualcosa per poi correre in giro per la casa a cercare di rimediare, tagliandosi le mani e cos via. Ma penso che su queste cose le direbbe di pi l'autopsia che io.
S, certo, ma, dato che si trattava di un caso un po' particolare, volevo sapere cosa ne pensasse lei.
Non disse che probabilmente non avrebbe mai visto il rapporto sull'autopsia.
Ha mai saputo di un uomo che si sia suicidato con i sonniferi?
Una volta. Stranamente non fu durante un servizio della Misericordia. Era un nostro vicino, un calzolaio. Comunque una volta prese le pillole e per essere sicuro si infil un sacchetto di plastica in testa. Era dopo l'alluvione, sa, e aveva perso tutto, proprio tutto. Aveva la bottega al piano terra e viveva nel retro - anche noi abbiamo subito dei grossi danni, gi in bottega, ma almeno quass eravamo tranquilli. Certo ci furono dei rimborsi, abbiamo avuto tutti i macchinari nuovi. Ma gli anziani che hanno lavorato da soli per tutta la vita non potevano credere che qualcuno potesse aiutarli, e allora... Comunque il Querci si  ammazzato e forse ha usato i sonniferi perch li aveva sottomano, visto che la famiglia con cui stava li aveva comprati per calmarlo un po'. Probabilmente poi non gli era rimasto nemmeno un attrezzo con cui farsi del male. A dire il vero nel caso di ieri dell'olandese, una cosa molto semplice mi ha fatto pensare a un incidente. Era vestito, capisce...
S,  vero...
Ma completamente vestito, anche la cravatta annodata per bene. Si era messo le pantofole. Ma a parte quello... In qualche modo  naturale, se vuoi morire nel sonno, andare a letto - anche se ne avesse presi troppi per sbaglio, stava comunque andando a letto. Ma eccolo l, completamente vestito, e il letto non era nemmeno fatto. Dicono che l non ci viveva nemmeno, vero?
Chi lo dice?
Il giornale. C'era un articolino stamattina.
Raccolse il giornale sul tavolo vicino alla tazzina del caff e si mise un paio di occhiali con la montatura scura.
Ecco: "Trovato un uomo in fin di vita per una dose eccessiva di barbiturici in un appartamento al quarto piano di piazza Santo Spirito, identificato come Ton Goossens, un uomo d'affari di Amsterdam. Il corpo  stato trasferito all'Istituto di Medicina Legale per l'autopsia".
Nient'altro. Nessun giornalista era arrivato sul posto quindi dovevano aver preso le informazioni dalla caserma, insieme all'elenco quotidiano di scippi e incidenti stradali.
Cerchiamo sempre la boccetta, sa, disse il tipografo ripiegando il suo giornale, perch la dobbiamo portare con noi all'ospedale o all'obitorio.
Boccetta... La boccetta dei sonniferi?
Esatto. In questo caso non l'abbiamo trovata... anche se quando siamo andati via c'erano i vostri uomini. Credo che non l'abbiano trovata nemmeno loro - anche se potrebbe essere stata tra i vetri rotti che hanno raccolto nel bagno. Beh, una volta che si sa di quale farmaco si tratta... Ma sa, probabilmente la causa tecnica della morte sar arresto cardiaco, non crede? Che lo abbia fatto apposta o no, sarebbe pi gentile verso la famiglia... Aveva una famiglia?
S, aveva una moglie che aspetta un bambino da un giorno all'altro, e una suocera.
Aspetta un bambino? Povera creatura...
Una terribile disgrazia disse il giovane conte con un tono pacato e l'erre moscia tipica della sua classe. Il problema  che tutti i domestici sono in campagna, allora non so cosa potrei offrirle... vediamo un po'... oddio, nemmeno un caff...
Il maresciallo sbatt gli occhi sollevato.
Un vinsantino, s...
No, veramente...
Ma il conte era gi in piedi diretto a qualche distante sala da pranzo.
Il maresciallo fece un sospiro, un altro caff, il terzo, pi un enorme gelato gli erano stati offerti per forza dal secondo Fratello che aveva visitato. Era il proprietario di un bar dove facevano il gelato in casa e non aveva voluto offendere rifiutandosi di assaggiarlo.
Era seduto sul bordo di una sedia molto dura coperta da un lenzuolo, circondato da una marea di oggetti multiformi drappeggiati di bianco, come un naufrago sperduto su un lastrone di ghiaccio alla deriva. Guardava, fuori dall'enorme finestra, verso un'insolita veduta della citt, stesa sotto di lui come in un sogno silenzioso, un mosaico in terracotta e ocra dal quale spuntavano masse di marmo bianco e verde le cui decorazioni dorate riflettevano il sole calante. Il fiume, dove era visibile, stava dissolvendo dal verde oliva all'oro nella luce serale. Solo poche ore prima il maresciallo aveva parlato di pescare cittadini disperati da quella stessa acqua che scorreva liscia come olio e ogni giorno il giornale riportava lettere che suggerivano come controllare la popolazione di ratti in continuo aumento...
La visione era incorniciata da tende di seta blu sbiadita lunghe fino a terra. Guardando pi attentamente il maresciallo si accorse che quello che appariva come un disegno di righe orizzontali pi scure era creato dalla seta consunta dalla vecchiaia.
Bello eh? Era tornato il conte. Portava una bottiglia e due bicchieri polverosi su un vassoio d'argento. Si guard intorno cercando di decidere quale fra quelle forme fantasmatiche potesse essere un tavolo. Alla fine pos il vassoio sull'ampio davanzale di legno sotto la finestra.
Godiamo di una delle migliori vedute su Firenze. La campagna mi piace anche, ma rimarrei pi volentieri qui tutta l'estate se mio padre non insistesse che dobbiamo andare tutti... Lei  stato fortunato ad avermi trovato, sa, perch sono in citt solo per prendere dei libri. Leggo molto quando sono in campagna. Ecco, provi questo.  del nostro vigneto ma ne facciamo cos poco che non ne vendiamo...
Molto buono mormor il maresciallo che, poco felice, sorseggiava dal bordo polveroso del bicchiere, apprezzando comunque il gusto particolarmente secco. Si chiedeva dove posare il bicchiere, infine decise di tenerlo in mano e mise il berretto in equilibrio su un ginocchio.
Come dicevo prima, questa non  una visita proprio ufficiale. Sto soltanto cercando di chiarirmi le idee su quello che  successo... Il maresciallo stava sudando un po' e con la mano libera cerc il fazzoletto che aveva nella tasca dei pantaloni. Non aveva nessun diritto di essere l e se per caso, in qualche modo, avesse dovuto dare fastidio a questo giovane, che sembrava invece quasi contento di vederlo, sarebbe bastata una breve telefonata...
Ho solamente pensato che la sua esperienza come Fratello della Misericordia avrebbe potuto aiutarmi...
S, s... Chiaramente non sono un Fratello, non ancora... Ma lei non  di Firenze.
Aveva notato che il maresciallo appariva perplesso.
La capisco. Il suo tono implicava che poteva capitare a chiunque. Era solo questione di fortuna o sfortuna.
Ci sono soltanto settantadue Fratelli, come all'origine: dodici prelati, dodici preti, dodici nobili e ventotto artisti. In realt noialtri Fratelli siamo soltanto assistenti. Mio padre pensava che nella mia posizione non dovevo... lui  uno dei dodici nobili, come sar poi anch'io... ma volevo farne parte subito.  una grande tradizione, sa... e poi uno pu parlare con gli altri Fratelli. Mentre aspettiamo le chiamate ho avuto molte conversazioni interessanti... A me piace incontrare la gente, a lei no?
Il maresciallo era troppo stupefatto per pensare a una risposta, ma quando il giovane si chin per riempire i bicchieri not che stava perdendo i capelli al sommo della testa. Portava un paio di vecchi pantaloni consumati, come quelli che anche lui usava in casa, e una maglietta a righe da ragazzino col collo abbottonato fino in cima, che gli stava piccolissima.
No, no... cos basta.
Il maresciallo cerc di ritirare il suo bicchiere, i suoi occhi erano ancora sui vestiti dell'uomo. Stonavano le scarpe nere, da citt, era forse qualche spensierata concessione all'idea di andare in citt? Ma no. Forse si era cambiato una volta entrato in casa. Quanti anni avr avuto? Molti pi di quanto aveva pensato giudicando dalla maglietta e dall'espressione da ragazzino. Probabilmente pi sui quaranta che sui trenta... stava ancora parlando, interrompendosi a malapena per respirare.
Certo, c' mia sorella ma una volta arrivati in campagna pensa solo ai suoi cavalli e io non sono mai stato abbastanza forte...
Era davvero troppo magro e pallido. Il maresciallo pens un attimo all'evaso della Pensione Giulia.
Era solo ieri? Era stata la sua carnagione a tradirlo...
L'importante era ritornare in argomento. Ma il maresciallo era riluttante a fare una domanda diretta. Sapeva per esperienza che la formulazione della domanda poteva condizionare la risposta, mentre lui aveva bisogno di un parere spontaneo.
E parlare che mi piace, e gli amici. Gli amici sono molto importanti. Questo  uno dei motivi per cui mi sono divertito tanto a scuola, nonostante i problemi che avevo con la matematica. Andavo bene in italiano. Ricordo che Padre Begnini una volta mi disse...
Anche se fuori la sera era ancora luminosa e rosea, nella vasta stanza la luce stava affievolendosi, rendendo ancora pi spettrali i mobili coperti di bianco. Il soffitto era di quelli tradizionali fiorentini, a cassettoni in legno scuro con una rosetta rossa e oro intagliata al centro di ogni cassettone.
Vedo che sta ammirando il soffitto. Mia madre preferisce quelli affrescati del piano di sopra, dovrebbero essere del Bonechi. Io preferisco quelli in legno. Vede, io apprezzo pi l'artigianato di prima qualit che l'arte di terza categoria.
L'uomo che  morto era un artigiano. Quello che ha assistito ieri.
Veramente? Oh, mi dispiace. Voleva parlare di lui mentre io sto dirottando la conversazione su altri argomenti. Penser che sono io il colpevole!
Il colpevole?
Stavo scherzando. Of course, I have a perfect alibi!
Dopo il commento in inglese cominci a ridere, una risatina incontrollata e nervosa.
Mi perdoni disse alla fine. Interpret l'espressione del maresciallo, accigliata per l'incomprensione della lingua, come se fosse uno sguardo di disapprovazione. Sono questioni serie, molto serie, me ne rendo conto. Ho anche pregato per lui e per quello che lo ha fatto.
Il volto del maresciallo rimase inespressivo ma i suoi occhi fissavano il conte mentre parlava.
Cosa le fa pensare che lo abbia fatto qualcun altro? Invece che lui stesso, che si voleva uccidere?
Ma l'ha detto, no? So che non ha detto chi  stato ma cercava di dirci chi non era stato, lo avr sentito anche lei, no? Ha detto: "Non era lei". Chiaramente uno potrebbe pensare...
Certo. Poteva essere che delirasse pensando a qualcosa di totalmente lontano dalla propria morte... per aveva appena parlato con la signora Giusti, come se fosse stato cosciente di dove si trovava. Il maresciallo si rese conto che non sarebbe mai diventato uno Sherlock Holmes. Aveva sentito la frase dell'olandese, ma non aveva voluto interpretarla in quel senso perch sembrava scartare l'unica persona che si sapeva - o si pensava - essere stata nell'appartamento con lui. Tutti, compreso il sostituto procuratore, sembravano convenire su questo, che si trattasse di un suicidio o un incidente, aveva assolto l'unico possibile sospettato. Forse voleva assolvere addirittura sua moglie dalla colpa, dato che avevano litigato.
Sembra improbabile disse il maresciallo a voce alta che se qualcuno avesse cercato di ucciderlo avrebbe sprecato il suo ultimo respiro per dirci chi non era stato...
Poteva essere stato importante per lui salvare qualcuno da un sospetto ingiusto.
Oppure stava mentendo.
Sul letto di morte! Il giovane conte era scioccato.
Forse ha ragione. L'ha colpita qualcos'altro a parte le parole?
Le sue povere mani. Un le sue in un presa stretta, come a bloccare il sangue di ferite immaginarie. Ma pi che altro le sue parole. Certo, ora che ci penso  strano che abbia detto chi non era stato, non era molto d'aiuto... Ma l per l non mi ha colpito in modo particolare. Quello che mi ha davvero colpito in quel momento,  che sembrava sorpreso.

4.

Il maresciallo pose la bottiglia di vinsanto sul sedile posteriore della macchina accanto alle paste che il barista gli aveva voluto regalare per forza e a una copia di Le bellezze di Firenze. Ma cosa credono questi, brontol infilandosi con difficolt fra sedile e volante sono un maresciallo, non un frate cappuccino! Il libro gli era stato regalato, per forza, dal tipografo mentre uscivano dal magazzino, passando tra pile di carta tagliata, dove da oltre la pannellatura di vetro smerigliato proveniva odore di inchiostro e metallo e il ritmico suish e clac dei macchinari.
Lo abbiamo stampato qui e allora mi hanno mandato qualche copia - tenga, tenga! Senza complimenti! Potr portarlo alla famiglia in Sicilia. Non lo metto in dubbio, anche la Sicilia  bella... ma Firenze...!
Nonostante il regalo del vinsanto, i saluti del giovane conte erano stati meno esuberanti.
Forse vorr fare un'altra chiacchierata aveva detto speranzoso.
Non credo che sar...
Non deve pensare di non potermi raggiungere solo perch siamo in campagna. Se ci fosse qualcosa di importante, mio padre - Sa come possiamo fare? Domani verr gi, nel caso dovesse parlarmi. Sar qui tutto il pomeriggio. I miei non sarebbero contenti se mancassi a pranzo, sa, ma potrei dirgli che lei potrebbe avere bisogno di vedermi nel pomeriggio. Posso dire cos?
S, penso che lo potrebbe dire...
Erano passati per un lungo corridoio di marmo dove tavolini a forma di mezzaluna, con sopra lampade dorate, si alternavano a sedie di quercia elaboratamente scolpite. Alcune delle stanze che oltrepassarono erano quasi vuote. Passando davanti a una porticina seminascosta nel muro sulla sinistra, il maresciallo ebbe appena il tempo di intravedere un letto singolo sul quale era stato buttato un completo di lino blu scuro prima che il conte si fosse affrettato a chiudere la porta.
La lascio qui.
Il maresciallo era sul pianerottolo del primo piano quando il conte gli diede questo brusco saluto.
Allora, arrivederci e grazie... Ma la porta era gi chiusa.
Rimanevano ancora due alberghi da controllare. Il maresciallo si sentiva stanco mentre percorreva il Lungarno. Pensandoci, non era per nulla sicuro che le sue visite ai Fratelli fossero state utili. Non avevano rivelato indizi concreti proponibili al tenente. I Fratelli della Misericordia erano testimoni affidabili e di esperienza ma non erano ufficialmente riconosciuti come periti. E di sicuro i periti non avrebbero raccontato a lui le loro scoperte. A meno che...
Il maresciallo si ferm davanti a un bar, entr e chiese un gettone. Se c'era una cosa che avesse ottenuto con la sua ultima visita era che l'aveva reso pi determinato. Forse era stato l'aspetto desolato della stanza, con i mobili avvolti da lenzuola bianche, a riportare in vita le immagini morte. Dopo tutto, se qualcuno aveva ucciso l'olandese era stato un omicidio a sangue freddo davvero truce. L'incontro doveva essere stato prefissato dato che l'uomo ci andava solo una volta o due all'anno e nessuno va in giro con dosi enormi di sonnifero...
Mentre aspettava il gettone diede uno sguardo ai turisti che brulicavano nel bar consumando gelati e aperitivi. Da qualche parte della citt... poteva essere uno qualunque di questi, chiunque... vestito come un turista...
Una coppia di turisti di mezza et, sconcertati dallo sguardo ostile del maresciallo, percepibile anche attraverso gli occhiali scuri, uscirono dal locale senza finire i loro aperitivi.
C' qualche problema? chiese il barista, passandogli il gettone.
Come? Che problema ci dovrebbe essere? brontol il maresciallo. Pag il gettone e si avvi verso il telefono.
Il barista lo segu con uno sguardo apprensivo e poi guard il cameriere, il quale scroll le spalle.
Boh! Tanto non sono affari nostri.
Speriamo di no. Posso fare a meno di una sparatoria con i terroristi in questo bar, grazie.
Anche lui cominci a scrutare i turisti dall'aspetto innocente.
Macch! Quelle sono cose che succedono solo a Roma...
Ma per scaramanzia toccarono il metallo del bancone. Il barman stava mettendo cubetti di ghiaccio in tre Martini per un tavolo all'aperto ma teneva comunque d'occhio le ampie spalle del maresciallo.
Di Nuccio? Come? Non sento, c' una confusione qua... Allora prepara un rapporto e manda tutto al Comando, il brogliaccio lo pu preparare Lorenzini. Io far tardi... poi lo firmer quando arrivo. Sar all'Istituto di Medicina Legale e dopo... fammi pensare, la Pensione Annamaria e l'Albergo del Giardino, poi ho finito. Ora, mi raccomando, qualunque cosa capiti in mia assenza non lasciate Gino da solo,  troppo giovane. Allora, a dopo.
Guid in fretta verso Careggi. Con l'avanzare dell'estate c'era gi meno traffico. Arrivato agosto sarebbero rimasti in citt solo i turisti e coloro che li servivano. Fuori, sui larghi viali, gli alberi cominciavano a tingersi d'oro nella luce serale, il cielo era leggermente rosato.
La cittadella ospedaliera era un mondo a parte con i propri ritmi. Al centro c'era un grande piazzale pieno di traffico con chioschi che vendevano giornali, fiori e frutta. Delle insegne indicavano le strade da prendere per raggiungere i diversi ospedali, cliniche, case di cura e i vari centri specializzati. Diverse persone stavano entrando dagli ingressi principali di quasi tutti gli edifici, portando mazzi di fiori.
L'Istituto di Medicina Legale faceva parte della Facolt di Medicina dell'Universit di Firenze. E fu proprio davanti all'ingresso degli studenti che il maresciallo parcheggi, evitando l'ala che conteneva il posto fisso di polizia. All'interno, un largo corridoio piastrellato portava all'obitorio e all'aula magna. Il posto era deserto tranne la portineria dove, al di l dello sportello, una testa grigia spunt da dietro un giornale.
Posso aiutarla? Poi vide l'uniforme del maresciallo. Deve uscire di nuovo dall'ingresso principale, fare il giro dell'isolato. E la seconda a sinistra.
Veramente speravo di poter parlare con il professor Forli, se c' ancora.
S,  ancora qui. Di solito non va mai via prima delle nove. Si gir verso la sua consolle. Che nome devo dire?
No! Non c' bisogno di disturbarlo... tanto non  niente di importante, sa. Aspetter qui per un po' e se esce gli parler. Se no sar per un'altra volta. Non vorrei disturbarlo, se ha da fare...
Da fare ce l'ha di sicuro. Stamani un lavoro di emergenza, e poi tutti questi morti per droga...
D'accordo. Aspetter un po'.
Faccia lei.
Il lavoro urgente sar stato l'olandese? Era pi che probabile. Chi sa dove era adesso in questo grande edificio... Steso in qualche compartimento frigo con l'addome ricucito alla meglio...
Il maresciallo si ricord della lezione di tanti anni prima alla scuola sottufficiali quando dovettero guardare diapositive di incidenti stradali. Lui non era svenuto, ma quello che gli stava accanto s. Tutti si sentirono male per il resto della giornata e nessuno tocc le lasagne surgelate che erano state servite per pranzo.
Come poteva introdurre il motivo della sua visita al professore quando e se questi fosse arrivato? Non aveva un'idea precisa. Sapeva solo che una volta che il professore iniziava a parlare era difficile fermarlo. Era famoso per questo. L'unico problema, pensava il maresciallo mentre vagava lungo il corridoio, era come farlo cominciare prima che gli venisse in mente di chiedere perch il maresciallo fosse l. Alla fine questo non risult affatto un problema.
Il professore apparve avanzando a grandi passi lungo il corridoio, con la giacca del completo di lino bianco appoggiata sulle spalle e una valigetta in una mano. Il maresciallo non fece in tempo ad aprire bocca. Appena il professore lo vide url:
E gi partito, se  l'olandese che cerca! Aveva chiesto la priorit e l'ha ottenuta, nonostante avessimo un altro morto per droga e due incidenti stradali per le mani e come sempre manca il personale...
Quando raggiunse il maresciallo disse:  gi venuto uno dei suoi a ritirare il rapporto poco dopo che ho telefonato, no?.
Part per controllare dal portiere ma il maresciallo disse velocemente: S, s, non c' problema, lo avranno ritirato sicuramente. E che sono stato fuori tutto il pomeriggio e al ritorno mi trovavo a passare qui vicino e allora ho pensato di venire, casomai non l'avessero ancora preso. Non importa....
Un caso interessante, molto interessante. L'ho fatto io stesso insieme a un paio di studenti promettenti. Li ha tenuti molto attenti, un sacco di cose su cui riflettere. Uno di loro ha capito subito. Ha fatto il collegamento non appena stabilita l'ora della morte ed esaminato il contenuto dello stomaco. Naturalmente la faccenda del cuore ha complicato le cose, li teneva in dubbio. Ora, in un caso come questo la prima cosa da cercare...
Il maresciallo aveva giudicato bene il suo uomo. Lo sguardo severo e la quasi eccessiva eleganza da sartoria gli conferivano un aspetto riservato, totalmente diverso dal suo vero carattere. Era un insegnante nato, quando iniziava a esporre una teoria non lo fermava pi nessuno. Stavano camminando lungo il corridoio verso l'uscita ma ora, ogni due o tre passi, il professore si fermava faccia a faccia per bombardare il maresciallo con dettagli tecnici e sparare domande alle quali poi lui stesso rispondeva.
Allora. Una volta stabilita la quantit di barbiturico nel sangue, stabilito che il vomito contiene cibo, caff e barbiturico - mentre nello stomaco ci sono solamente caff e barbiturico - e questi sono arrivati solo fino al duodeno. Tutto questo cosa le dice?
E...
Le dice che ci sono state due dosi. La prima dose subito dopo il pasto. Ha mangiato del prosciutto, del pane, del gorgonzola e una pesca. Poi ha preso il caff. Il caff contiene il barbiturico. Ne assimila un po'. Digerisce una parte del pasto, poi vomita. Perch?
Non lo so... Il maresciallo stesso non era lontano dal vomitare. Nel corridoio c'era un leggero odore di formaldeide. Si erano girati e stavano rientrando di nuovo dentro l'ospedale.
Perch la dose era eccessiva! La gente parla con disinvoltura di donne nevrotiche che prendono giusto la dose di sonnifero per fare un po' di scena ma senza ammazzarsi - perfino un medico avrebbe difficolt a calcolare una dose simile o, se  per questo, anche una dose che ucciderebbe di sicuro e perch?
Ma...
Motivo numero uno: bisogna tenere in considerazione l'organismo dell'individuo. Motivo numero due, la tolleranza. Ed  proprio l che falliscono la maggior parte dei tentativi di suicidio. I farmaci, molti farmaci, danno noia allo stomaco. Prendi una dose enorme di sonniferi e cosa succede? Un'ora dopo, o anche meno, rigetti tutto e sei al punto di partenza - questo se non vieni affogato dal tuo stesso vomito, cosa che  quasi accaduta al nostro amico. C'erano tracce di vomito nei polmoni. Tre: abitudine. Uno che prende sonniferi regolarmente ha pi probabilit di successo se usa una dose abbondante del farmaco a cui lui e il suo stomaco sono abituati, magari combinato con un po' di alcolici.
Il professore camminava a grandi passi. A un certo punto si volt con uno scatto drammatico, schioccando l'indice destro sul palmo sinistro.
Ora, cosa sappiamo dell'olandese, eh? Questa volta non aspett nemmeno il borbottio confuso del maresciallo ma cominci subito a contare i fatti sulle dita.
E in buona salute, questo l'abbiamo visto. Il problema del cuore, in parole povere, era di natura idraulica, non elettrica. Probabilmente causato da una febbre quando era ancora un bambino. Il fegato era in condizioni perfette, non beveva gran che. Polmoni buoni, di tanto in tanto fumava, ma non molto. Faceva del moto all'aria aperta. Ha sempre preso molta aria fresca e i suoi muscoli sono ben tonificati, anche se faceva un lavoro sedentario e al chiuso. Allora, che lavoro faceva?
Era un...
Quale  il primo posto dove cercare indizi?
Le mani... Tent il maresciallo, ricordando le parole del conte: dovevano essere state molto importanti per lui.
Bravo! Giusto! Bene! E un artigiano. Usa regolarmente dei piccoli utensili di metallo e lavora metalli preziosi.  un orologiaio o un argentiere o un gioielliere. So che quelli del vostro laboratorio hanno trovato tracce di polvere di diamante sotto le unghie. Ho trovato delle piccole bruciature appena sopra i polsi, come quelle che si fa sua moglie quando toglie le cose dal forno se non fa attenzione. Abbiamo trovato delle leggere cicatrici di ustioni precedenti della stessa forma e tutte pi o meno nello stesso punto. Allora, non  un orologiaio, vero?
No...
Ovviamente no.  un argentiere, un gioielliere e anche uno che ha molto lavoro - ha un forno per fondere i metalli o forse per smaltare e lo ricarica molto prima che si raffreddi. Certo, i guanti di amianto gli proteggono le mani ma frega i polsi sui mattoni anteriori. Giusto?
Incredibile... mormor il maresciallo.
In una citt piena di artigiani riconoscere queste cose non  un problema. Ma vediamo in particolare il nostro gioielliere: la sua attivit prospera, le cose gli vanno bene, i vestiti che abbiamo mandato al vostro laboratorio erano di ottima qualit, i calzini erano di seta e anche la sua camicia. Non beve quasi mai, che  gi tanto per un olandese. Fuma poco. Porta la fede,  sposato, e anche felicemente, ha con s una foto della moglie. Il problema al cuore non  grave. Sa che  solo un soffio, se peggiora con la vecchiaia pu farsi mettere una valvola artificiale, ma questo non  probabile perch si tiene bene.  felice, sano e prosperoso. Un artigiano che fa un lavoro che gli d soddisfazione e che gli piace cos tanto da continuare a farlo anche quando probabilmente potrebbe condurre gli affari lasciando il lavoro ad altri. Fa molto moto. Non  il tipo da sonnifero. Giusto?
S, disse il maresciallo  proprio quello che sentivo...
Allora, cosa aveva che non andava?
Il maresciallo era stupito. Cosa aveva... ma niente...
E invece s! Si ricordi le mani!
Le ferite? Ma non poteva essersele fatte apposta...
Ferite, ferite! Quelle vengono dopo. Le dita. Le sue dita sono in contraddizione con i polmoni. I polmoni mi dicono che ogni tanto fuma una sigaretta o anche un sigaro, tanto per stare in compagnia. Ma le sue dita erano giallo scuro dalla nicotina! Le dita della mano destra. Tutto recente, niente in profondit. Prima di morire aveva fumato una sigaretta dopo l'altra per ore. Per i polmoni sono praticamente puliti. Secondo me stava accendendo una sigaretta dopo l'altra per il nervosismo, lasciandosele bruciare fra le dita. C'era qualcosa che lo preoccupava.
Aveva litigato con la moglie, ammise il maresciallo lei non voleva che lui facesse questo viaggio. Fra poco avrebbe avuto un bambino. Ma quello che pensavo io  che se questo lo preoccupava cos tanto, perch non  tornato a casa? Non ci si uccide per una cosa cos.
Erano arrivati fino all'ingresso principale e ora sbadatamente tornavano indietro lungo il corridoio.
Certo, disse il professore accigliandosi dipende da qual era lo scopo del viaggio. Voglio dire, il problema potrebbe essere questo, non la moglie.
Ho sentito che era un viaggio di affari...
Se  cos suppongo che stiate cercando la persona con cui doveva trattare questi affari.
Lei crede che si sia ucciso?
Tecnicamente  morto per arresto cardiaco. Sul rapporto ho scritto questo. Non sta a me fare delle dichiarazioni giudiziarie, e se la donna  incinta...
Non sta neppure a me fare dichiarazioni. Volevo solo sapere cosa ne pensava. Quelle ferite sulle mani... aveva cercato di fasciarle... erano cos importanti per lui, le mani, essendo un artigiano.
La seguo. Se era intenzionato a morire, non sarebbe stato importante. Ma sa, a quel punto potrebbe essere stato totalmente confuso. Doveva essere abbastanza stordito dalla prima dose. Ci sono delle anomalie, sono d'accordo. Ha ingerito la prima dose subito dopo il pasto - e questo non mi torna. So che era appena arrivato a Firenze e quindi deve aver comprato le cose che ha mangiato, probabilmente arrivando dalla stazione. Si deve essere fermato in due negozi, in uno per comprare formaggio, prosciutto, caff e pane, e in un altro per le pesche...
Ritorn chiaramente il ricordo del mattino del giorno prima. Il mercato quasi deserto, il forte odore di basilico e pomodori maturi, l'allegro ortolano con il suo grembiule verde che prendeva le grosse pesche dalla cassetta foderata d'erba...
Dunque, il suicida  il tipo di persona che  ossessionato da se stesso, si autopunisce quando le cose vanno male - o abusa del proprio corpo per punire qualcun altro. Di solito si trascura e ha un atteggiamento squilibrato nei confronti del cibo. Il nostro uomo invece si sceglie un bel pasto e, nonostante sia stanco dopo il lungo viaggio, per comprarselo si ferma in due diversi negozi. Comunque, continuando a ipotizzare le cose come le vedo io, mangia e mangia bene. Poi prende il caff, non quello italiano che aveva comprato, ma il caff viennese del quale i vostri uomini pare non abbiano trovato altre tracce nell'appartamento. Ma a questo problema ci arriveremo fra un momento. Ha messo il barbiturico dentro al caff, terza anomalia, a che scopo? Poi non va a letto, quarta anomalia. Vuole morire in piedi e completamente vestito? Poco dopo si sente male. Arriva fino al bagno, apre il rubinetto e comincia a vomitare. Questo  normale. Ha gi assorbito una buona quantit del farmaco e sta l piegato sul lavandino sentendosi malissimo fino ad addormentarsi con la testa nel proprio vomito. Questo  normale. Il lavandino si intasa e si riempie. Si sveglia. E normale, anche se poteva benissimo morire affogato. Poi comincia a frugare nell'armadietto rovesciando tutte le bottiglie di medicine che c'erano. Perch lo fa? Era impiastricciato di vecchie medicine per la tosse e olio per capelli. Cosa sta cercando?
Non lo so...
Io s. Non bisogna mai farsi prendere dalle cose straordinarie cos da non vedere pi quelle ordinarie. Lo dico ogni volta ai miei studenti, ma il novantanove per cento di loro non impara mai a seguire questa semplice regola.
No concord il maresciallo. E vero,  troppo noioso. Ma era una regola d'oro anche per lui.
Due aspirine! Annunci il professore fermandosi improvvisamente. Io dico due, potevano essere tre, ma dubito che fossero di pi. Ci sono tracce sulle pareti dello stomaco e nel vomito. Le ha quindi prese insieme al caff e alla prima enorme dose di barbiturici! E dopo aver vomitato, nello stato confuso e intossicato in cui si trova, comincia a cercare disperatamente nell'armadietto dei medicinali, rompendo tutto quello che trova. Questo cosa le dice?
Mi dice disse il maresciallo un po' irritato quello che gi sapevo. Lui non sapeva del barbiturico. Probabilmente aveva fumato troppo e il viaggio anche... aveva mal di testa e ha preso delle aspirine dall'armadietto...
E poi si  subito sentito male, molto male, e si  accorto di essere intossicato.
Cos ha pensato di essersi intossicato da solo, che l'aspirina non fosse aspirina e non aveva idea di cosa poteva essere. Aveva il telefono staccato cos non poteva chiamare aiuto...
Direi comunque che a questo punto difficilmente sar stato lucido disse il professore. Si reggeva a malapena in piedi. C'erano tagli sui ginocchi che indicano che  caduto pi volte sui vetri rotti nel bagno, dove, secondo il mio assistente, ha perso una delle sue ciabatte. Poi di nuovo in cucina dove ha rovesciato tutto il caff che aveva comprato.
Non era certo scemo e sapeva che doveva cercare di rimanere sveglio. Il caff doveva essere ancora dove lo aveva lasciato appena arrivato - secondo i vostri uomini era rovesciato in cucina soprattutto intorno all'armadietto sulla sinistra. Chiaramente non era in grado di prepararselo...
No, disse il maresciallo a bassa voce ma stava facendo uno sforzo incredibile per sopravvivere.
Comunque forse a questo punto si  arreso: si  seduto al tavolo di cucina e si  addormentato tra i resti della sua cena. I vostri uomini mi hanno portato dei campioni del sangue trovato sotto il tavolo e del vomito prelevato da dove aveva posato la testa. Poi sappiamo che si  svegliato - questo sar stato circa un'ora prima di quando lo avete trovato voi il giorno dopo - ha dormito, diciamo quindici, sedici ore e ha smaltito buona parte del barbiturico. Ma  piuttosto debole, ha perso molto sangue. Va al lavandino - forse ha la nausea - e nel lavandino trova la caffettiera con dentro l'avanzo del caff viennese. E cattivo, freddo, non ce ne  rimasto molto ma deve svegliarsi abbastanza per riuscire a chiedere aiuto. Lo beve e muore. E la fine. Il cuore non regge.
Ma non ha sentito quanto era cattivo il sapore, forse non a questo punto, ma all'inizio?
Lei ha mai assaggiato il cosiddetto caff viennese? Non posso credere che i viennesi lo bevano davvero. Ha un forte sapore di fichi.
Il maresciallo fece una smorfia di disgusto.
Ecco. E questo era molto forte, leggermente zuccherato nella caffettiera, non nella tazza. Dopo ha aggiunto altro zucchero nella tazza. Si ricordi che stava gi male, anche la prima volta, e probabilmente non ci fa molto caso - scommetto per che non gli  piaciuto lo stesso.
E allora perch avrebbe dovuto...
Perch uno mangia o beve una cosa che gli fa schifo invece di sputarla?
Forse... il maresciallo riflett un attimo per educazione.
Esatto, lei crede che ci fosse qualcuno con lui?
Perch mi chiede questo?
Beh, so che ha mangiato e bevuto solamente una persona ma  strano che non siano state trovate altre tracce di quel caff, nemmeno il contenitore. La Scientifica ha trovato un capello sul risvolto della sua giacca. Un capello di donna. Era tinto e messo in piega.
Non crede che potrebbe essere di sua moglie?
So che non lo era, ho visto la sua foto. E una bionda naturale, quasi bianca. Certo, non vuol dire molto. Gli si potrebbe benissimo essere attaccato addosso sul treno. Pensavo solo che se ci fosse stata di mezzo una donna...
Potrebbe anche essere disse il maresciallo con cautela, nel caso che il discorso dovesse arrivare ad altre persone. La signora anziana che abita nell'appartamento accanto dice di avere sentito litigare e poi uscire una donna, ma non ha visto niente... e ha novantun'anni...  tutto molto vago e nessuno vuol contribuire a causare pi dolore alla moglie di quanto gi non debba provare.
Di questo non deve preoccuparsi. Almeno non credo. Ho detto che il capello era tinto e messo in piega, ma a parte questa vanit era un capello grigio.
Veramente?
Certo. Non so se le sar d'aiuto.
Potrebbe essere.
Chiaramente se parla con quelli della scientifica, loro potranno darle altri dettagli.
Un'espressione perplessa si andava delincando sul volto del professore. Il maresciallo lo distrasse subito.
Forse, se questa donna esiste,  la responsabile dello strano caff...
E del barbiturico che c'era dentro - beh,  solo un'ipotesi ma affascinante. In ogni modo, affascinante.
Un'ipotesi? Vuol dire che lei personalmente non crede...?
Esatto mio caro maresciallo, io non credo. Osservo soltanto e anche molto attentamente! Sta a voi interpretare. Il fatto  che la gente si comporta in maniera strana e non sempre  possibile seguire i loro ragionamenti quando sono sotto stress. Il nostro olandese era sotto stress, se lo ricordi questo - tutte quelle sigarette. Era preoccupato. Forse qualcosa gli  andato molto storto. Io le posso dire soltanto quello che  successo, non il perch e nemmeno il come. Per quello che ne sappiamo io e lei potrebbe aver preso quella roba apposta, poi  rinvenuto a causa del vomito, in preda al panico. Poi si  addormentato nuovamente e la mattina dopo ha ripreso coraggio e ha preso un'altra dose.
L'ha sciolta da solo nel caff? Il dottore scroll le spalle. Ci sono persone che odiano prendere le pasticche.
E da dove le avrebbe prese se di solito non... Qualcuno ha controllato?
Non lo so...
Direi che qualcuno dovrebbe farlo, ma questo  di vostra competenza. Comunque, che riusciate a scoprirlo o no, cosa prova?
Niente.
Non crede che si tratti di suicidio, mi sembra di capire.
No, infatti.
Beh, a dire la verit nemmeno io. Ma possiamo solo tenerci ai fatti: uno, quello abbastanza discutibile del capello che potrebbe venire da qualunque parte. L'altro, pi intrigante, quello delle due aspirine - un po' come bagnarsi con un bicchiere d'acqua prima di buttarsi nell'Arno, non crede?
Erano di nuovo vicini all'uscita. Il professore improvvisamente smise di parlare e arross.
Mi scusi! Mi sono accorto solo ora di quanto l'ho tenuta a parlare. E mi aveva anche detto che doveva andare ai laboratori della Scientifica... Ho paura che saranno andati a casa.
Non era urgente borbott il maresciallo.
Scusi, una volta cominciato mi faccio prendere dai discorsi. Mia figlia mi chiama il professore robot. Bene, la lascio andare.
Dopo questa insolita confidenza il professore si volt, tornando verso l'interno dell'edificio. Il maresciallo era troppo imbarazzato per fermarlo ma il portiere lo richiam, quasi automaticamente, senza abbassare il suo giornale.
Professore!
S, cosa c'?
Stava andando a casa.
Il maresciallo usc per primo e si infil in macchina, facendo finta di nulla.
Causa della morte: arresto cardiaco borbott sottovoce, prendendo la strada per il centro.
Lungo le strade, all'imbrunire, si accendevano i lampioncini attorno alle tavole apparecchiate dei ristoranti. I camerieri vi si infilavano in mezzo con piatti carichi ben sollevati. Nell'aria c'era un buon odore di fuochi di legna e bistecche fiorentine abbrustolite sulla brace.
Altri lampioni si accesero lungo l'Arno dove, in lontananza, acqua e cielo si fondevano in un bel blu notte striato di verde. Sotto il ponte Santa Trinit i pipistrelli volteggiavano alla ricerca frenetica di zanzare.
Causa della morte: arresto cardiaco...
Al ponte il maresciallo accost sull'angolo.
Devo dire due parole a quella bella signorina all'angolo... Non scese neppure di macchina, apr solamente lo sportello e chiam: Franca! ehi!.
Venne verso di lui buttando fuori nuvole di fumo come un drago ossigenato. Il suo finto sorriso svan quando vide chi era.
Cosa c'?
Non c' niente. Mi servono delle informazioni.
Allora, che cosa so...?
Il maresciallo era seduto in cucina con i suoi vecchi pantaloni e la canottiera. Era arrivato a casa alle dieci passate e ora era quasi mezzanotte. Aveva sparecchiato il tavolo di formica dopo aver mangiato del pane e formaggio. Prese un foglio di carta da protocollo e un lapis dall'ufficio e si sedette con un'espressione corrucciata. Dopo pi di un'ora il foglio era ancora bianco.
Si ricordava delle sere estive quando andava ancora a scuola. Doveva essere giugno perch c'erano tante lucciole e lui faceva i compiti, il che significava che la scuola non era ancora finita. Dopo che sua sorella era andata a letto, la mamma gli sparecchiava il grande tavolo della cucina. Si ricordava chiaramente la parte ruvida della sedia impagliata che gli lasciava un motivo rosso impresso sul dietro delle gambe. Le voci di suo padre e degli altri uomini che venivano dall'esterno, oltre la finestrina con le sbarre e le persiane ancora aperte. Fuori era gi buio e le lucciole lampeggiavano. Si ricordava come teneva sempre i piedi con calzini appoggiati sulla traversa inferiore della sedia, e la testa un po' china cos da sembrare concentrato sulla lunga poesia che doveva imparare a memoria. Ogni tanto la mamma, indaffarata a rigovernare o a lucidare le loro scarpe, si interrompeva per dire Bravo, studia. Oggigiorno non si va da nessuna parte senza aver studiato. Tuo cugino Carmelo studiava sempre. Carmelo era stato accettato in un seminario religioso, aveva un futuro sicuro. Tu continua a studiare, non vorrai mica passare tutta la vita a zappare la terra come tuo padre!
Non si rendeva completamente conto che per tutto il tempo i grandi occhi del figlio seguivano ogni suo movimento tra il forno, il lavandino e la dispensa. Con le orecchie cercava di captare ogni parola dei discorsi degli uomini seduti fuori sul muricciolo a chiacchierare e fumare sotto le stelle. Erano troppo lontano dal paese per andare al bar.
E ogni volta che sua madre apriva la porta della dispensa, aspettava il leggero odore di trigonella mischiato a quello dei conigli rannicchiati nelle loro gabbie.
A pensarci ora vedeva suo padre come un uomo perfettamente contento fino al giorno in cui si trasfer in paese, dopo essere andato in pensione. L'improvviso cambiamento lo disorient a tal punto che, dopo poco, si ammal e mor. Ora era sua madre che, dopo avere insistito tanto per cambiare casa, non si ricordava pi dove era e piangeva come una bambina per essere portata a casa.
Rimaneva il fatto che in quei giorni lontani non aveva studiato gran che e anche ora non aveva combinato nulla. Il foglio a righe era ancora vuoto.
Il frinire ritmico delle cicale nel giardino di Boboli, dietro a Palazzo Pitti, probabilmente stava contribuendo ad accentuare la sua nostalgia per la campagna. Ma l fuori non c'era nessuno a chiacchierare sotto le stelle. I cancelli venivano chiusi al tramonto. Questa era Firenze. Il maresciallo si alz per chiudere gli scuri e poi si mise a sedere determinato.
Che cosa so? si chiese di nuovo. So che l'olandese  arrivato da Amsterdam in treno - il professore se l'era fatto sfuggire, quindi suppongo che gli abbiano trovato il biglietto addosso. Ha fatto la spesa... era andato da qualche altra parte prima di arrivare a casa? Mi serve l'orario dei treni... devo vedere quel biglietto. Se avessi delle prove concrete potrei chiamare il tenente. Ma non ho niente.
Comunque, se per caso arrivando dalla stazione avesse preso una donna, la Franca me lo far sapere domani. Personalmente ne dubito. Allora arriva all'appartamento e mangia da solo. C'era un piatto solo, questo me lo ricordo. Prende il caff. A questo punto insieme a lui ci doveva essere la donna... verso le otto, secondo la signora Giusti. Lo avr preparato lei il caff mentre lui mangiava, chiss? Non era lei... E se si fosse sbagliato? O non voleva crederci? Non  come mentire. La donna va via dopo il litigio - per cosa litigano? Non so. Forse si addormenta. In ogni modo, non molto tempo dopo comincia a vomitare e perde i sensi. Poi si sveglia mezzo affogato, mette sottosopra l'armadietto delle medicine - no, mi sono dimenticato, ha preso delle aspirine... insieme al caff, forse. E tutto il tempo aveva fumato... per ha mangiato, quindi anche se era ansioso non poteva essere proprio nel panico o in attesa di incontrare un nemico pericoloso. Aspettare qualcuno, per...
Dopo essersi tagliato cerca di fasciarsi, va in cucina per prepararsi del caff, non ce la fa, si addormenta... Si sveglia il giorno dopo, va al lavandino, forse per vomitare. Trova gli avanzi dell'altro caff e lo beve... Ai fichi... assurdo! Poi dove va? In camera... le altre stanze non sembravano essere toccate, e sanguinava, ci sarebbe stato sangue su tutti quei lenzuoli bianchi... In camera, allora. Perch? Per andare a letto? No, stava cercando di tenersi sveglio. Perch allora? Aveva delle chiavi in mano, ma ho sentito dire da uno degli uomini del tenente che non erano di quell'appartamento. Potevano essere della casa ad Amsterdam, ma cosa se ne faceva?
Allora ci deve essere stato un terzo mazzo... Mi lasciava sempre le sue chiavi, cos... Le chiavi dell'appartamento della signora Giusti! Lei ha le sue, perch no? Era il posto ovvio dove cercare aiuto ma probabilmente non aveva idea di che ora fosse e sapeva che se non c'era l'assistente sociale la signora non sarebbe stata in grado di alzarsi per farlo entrare. Se risulteranno essere le chiavi della signora Giusti e che stava andando a cercare aiuto, non proverebbe che non aveva voluto morire?
Certo non provava che la sera prima non volesse morire. Quelli che si suicidano con i sonniferi si aspettano di morire tranquillamente nel sonno, non di passare quello che aveva passato lui.
Comunque il maresciallo scrisse qualcosa sul foglio protocollo: la parola chiavi. Ci disegn un cerchio attorno e lo guard.
Caro maresciallo... il fatto  che la gente si comporta in maniera strana e non sempre  possibile...
Non provava nulla, assolutamente nulla. Anche se era da solo nella propria cucina, il maresciallo arross per la vergogna e l'imbarazzo. Se un uomo come il professore, un uomo colto, praticamente un genio, capace di ricostruire la vita di una persona da qualche segnetto, non intendeva sbilanciarsi sulla tesi del suicidio, chi era lui per insistere...
Un intero esercito di persone competenti, colte, apparvero nell'immaginazione del maresciallo. Il tenente, va bene, era giovane ma aveva fatto il liceo, la scuola ufficiali e sapeva le lingue straniere. Se voleva poteva anche telefonare ad Amsterdam. Aveva uomini a sua disposizione per controllare ogni dettaglio, per non parlare dei computer. Poteva parlare con il sostituto procuratore o il professor Forl come tra persone colte. Non stava seduto al tavolo di cucina con un pezzo di carta e un lapis, dopo aver goffamente girato per la citt tutto il giorno in una macchina cos piccola che quasi non ci si entra e con lo sportello che si chiude solo a sbatterlo tre o quattro volte.
La parola chiavi, l'unico risultato di tutti i suoi sforzi, l isolata sul foglio bianco sembrava deriderlo. Ma la prima cosa da fare non era cercare un movente o qualcosa del genere? Come avrebbe potuto scoprire se c'era qualcuno che avrebbe tratto vantaggio dalla morte dell'olandese? Non poteva. Non aveva nessun diritto di farlo. Non era compito suo dirigere l'indagine.
Ma perch l'olandese era venuto a Firenze? Per un viaggio d'affari... chi doveva incontrare?
Eccoci di nuovo! Non erano affari suoi, non era competente...
Una mosca atterr sul tavolo di formica e cominci a mangiarsi una briciola rimasta l dopo la frettolosa pulizia del maresciallo. Squallido. Il bicchiere e il piatto erano ancora nel lavandino, sporchi. Angosciato tir uno schiaffo forte ma inutile alla mosca, si alz e cominci a lavare i suoi piatti. Poi ripul il tavolo con cura eccessiva. Se ci fosse stata sua moglie almeno non ci sarebbero state cose di questo genere a turbarlo, oltre a tutto il resto... odiava il disordine. Gli impediva di pensare in pace.
Se questo si poteva chiamare pensare...
Il foglio di carta giaceva l con la parola chiavi e con intorno l'inutile cerchio che cercava di dare alla parola pi importanza di quanta ne avesse.
Sei ignorante, ecco cosa sei. Ignorante...
Gett il foglio nel cestino e spense la luce. Attravers il salotto e si rec in ufficio per passare le telefonate alla camera da letto. Per abitudine accese il televisore a circuito chiuso per controllare l'ingresso. Una siepe d'alloro e una distesa di ghiaia pallida sotto la luna... i parafanghi della sua macchinina, del furgone e della jeep. Lo spense. Da sopra non provenivano rumori. La radio di Gino era stata spenta un'ora prima. Dovevano essere tutti a dormire. Prima di spegnere la luce not una pila di scatole di fiammiferi e degli spiccioli accanto al telefono. Ci mise qualche secondo prima di ricordarsi cosa ci facevano l. Li raccolse e spense la luce.
Ignorante ripet andando in camera. Pensava all'umile Gino che aveva piacere di fare dei piccoli favori per gli altri e ammetteva apertamente di non essere intelligente. Non faceva altro che del bene al mondo mentre un presuntuoso come...
Gli assassini non usano sonniferi...
Il tenente avrebbe potuto riprenderlo per la sua sfacciataggine, ma non lo aveva fatto. Era stato piuttosto gentile, controllato. Un ufficiale, un uomo educato.
Aveva ragione, mia madre, disse a se stesso mentre si lavava i denti dandosi un'occhiata torva, aveva proprio ragione...
Steso sul letto, prima di spegnere la luce rimase un momento a fissare i due bambini cicciottelli nella foto sul mobile di fronte a lui.
 che disse alla moglie assente mentre si girava e affondava la testa nel guanciale, sento che mi sarebbe stato simpatico. Era benestante per lavorava con le mani... un artigiano... ecco cosa mi sarebbe piaciuto fare se avessi avuto del talento... e lui non si era dimenticato della vecchia che si era presa cura di lui quando mor sua madre. Non ce ne sono pi tanti cos, di questi tempi. Per in realt non so niente di lui, proprio niente...

5.

Allora ha pensato di chiederlo a me, come il suo amico che  venuto ieri. Lei ha pensato che io lo conoscessi meglio di chiunque altro, ed  vero. Lui  nato in questo palazzo e per qualche anno dopo la morte di sua madre io era l'unica madre che avesse, la sua mammina.
Qualcuno... qualcuno  venuto qui ieri?
Lo sa meglio di me. L'ufficiale che lei ha chiamato l'altro giorno.  tornato qui ieri a fare domande. Sar stato poco prima di pranzo...
Allora, dopo tutto, qualche impressione il maresciallo l'aveva fatta sul giovane tenente. Anche se forse era stato della stessa opinione fin dall'inizio e aveva bisogno solo di essere incoraggiato. La signora stava ridacchiando malignamente tra i suoi cuscini.
Non nascondo che ci sono cose che direi a lei e che a un pischello come quello non racconterei, non che gli voglia male, ma pensi, uno che viene a trovare una signora anziana come me a mani vuote.
L'offerta del maresciallo, un vassoietto di bign assortiti, giaceva aperto sul tavolino messo in mezzo a loro per l'occasione, la carta bianco e oro e il nastro giallo coprivano il telefono.
Devo ammettere che sono sempre stata golosa di dolci... La manina gracile si allung verso i bign. E ormai sono cos poche le cose che riesco a mangiare - guardi! Guardi l! Tutte le mattine la stessa storia.
Qualcuno stava battendo un tappeto alla finestra di sotto. La signora Giusti si sporse in avanti fino a toccare il vetro con la fronte e cont le nuvole di polvere che si alzavano nel cupo cortile.
Tre, quattro, cinque! E quello lo chiama pulito! Io l'avrei licenziata il primo giorno ma quella strega di sotto ha soldi da buttare. Ha solo settant'anni, sa, ma dice di avere una gamba malata cos non pu mai venire su a trovarmi. Pensa forse che dalla mia camera non la veda zoppicare su per la via. E lo sa dov' che va? Al cinema. Ecco dove! Le gambe le fanno troppo male per salire due rampe di scale per passare un'ora con me allora com' che riesce a salire e scendere le sei rampe per uscire? Ma chi crede di essere, vorrei sapere! Crede forse che quando era vivo mio marito avrei anche solo pensato di invitare una cos? Gliel'ho anche detto. Oh, se solo avesse visto come era il mio salotto a quei tempi... e ora  vuoto... sono andati anche i tappeti, erano persiani e anche di valore. Chi crede di essere, solo perch pu permettersi la domestica per un paio d'ore al giorno - e una che non pulisce nemmeno bene - non che quei tappeti valgano qualcosa, si vede anche da qui. Comunque quella non deve pensare che io ho bisogno di lei. Le facevo un favore a invitarla ma la gente non se ne rende conto, non se ne rende conto...
La signora mise il viso incavato tra le mani e si guard attorno, sconsolata, ai patetici resti del suo prosperoso mondo borghese. Le foto nelle loro cornici d'argento, le tristi decorazioni intorno all'immagine del Papa, il traballante tavolo da cucina coperto da una tovaglia incerata a quadretti.
Sono troppo vecchia, troppo vecchia pianse. Dovrei essere morta...  cos che va a finire. A sopravvivere ai propri tempi.
Su signora, via...
Lei non lo sa. Non pu immaginare com'. Io non sono pi nessuno. Sono solo una vecchia, una vecchia qualunque. Non ho nessuna posizione sociale, nessun posto nel mondo, nessun carattere. Non c' rimasto pi niente di me. Non c' rimasto nessuno che mi conosceva quando... Di me non c' da dire nulla se non che ho novantun'anni.
Non  vero che non ha carattere disse sincero il maresciallo, la sua ferocia era infatti rinomata e a volte anche temuta. Ma poi si rese conto che probabilmente lo faceva apposta, era un tentativo per attirare l'attenzione, per essere riconosciuta come una persona e non essere trattata come una vecchietta qualunque.
Ora stava piangendo. Il fazzoletto che tir fuori dalla tasca era vecchio, con il bordo ricamato, tutto strappato e macchiato, ma era ancora leggibile la sua iniziale. Non sapendo cosa fare il maresciallo le offr le paste.
Non mi piacciono quelli al cioccolato disse irritata.
Allora questo, gir il vassoio ce n' rimasto uno alla vaniglia.
Tir su col naso e lo prese, mangiandolo tra i singulti.
Che genere di cose non ha voluto raccontare ieri all'ufficiale?
Solo dei piccoli dettagli, cose di famiglia. Cose che mi sono state dette in confidenza, capisce. Un giovanotto come quello... beh, lei ha famiglia, si vede. Non  il tipo che chiuderebbe sua madre in un ospedale come fanno di questi tempi - sua madre  ancora viva?
S, s,  ancora viva, borbott il maresciallo anche se  in cattiva salute...
Ma lei non la manderebbe in ospedale per andarsene in vacanza?
I suoi vecchi occhi furbi, luccicanti di lacrime, lo stavano trafiggendo diritto nella coscienza. Era sconcertante come alcune donne anche senza conoscere la persona sapessero per istinto quale fosse il punto pi doloroso da toccare.
No, certo che non lo farei...
Forse era quello il tipo di istinto che fa un buon investigatore... l'istinto di sapere quali domande fare a un sospettato, dove fare pressione. Ma comunque lui non aveva un sospettato. Non aveva nemmeno l'istinto. La signora Giusti ce l'aveva e lei sapeva pi di chiunque altro sull'olandese e la sua famiglia. Se solo fosse riuscito a tenerla sull'argomento! Ma no, la signora era gi ripartita con le sue reminiscenze.
Lei avr dei bambini, immagino. Io non ne ho mai avuti. Come gongolava di questo! Era l'unica cosa che alla fine la indusse a parlarmi. Il marito non era meglio - sar stato geloso perch noi eravamo piuttosto benestanti e quella carogna di mia sorella non glielo avr certo fatto dimenticare. Lui era un impiegato delle ferrovie, nulla di pi. Beh, alla fine  diventato una specie di capo reparto. Ma dovevano stare sempre attenti ai soldi, mentre mio marito era un ingegnere ed era anche molto stimato, oltre a essere ben pagato. Ovviamente era anche di buona famiglia, altrimenti non lo avrei sposato. Potevo scegliere, le assicuro, bella come ero. Tutta l'argenteria l'abbiamo avuta in eredit, a parte i regali di nozze, era della sua famiglia da generazioni. Ora non c' quasi pi niente... se avessi avuto dei figli per mantenermi... Non dimenticher mai la festa di battesimo e quel piccolo idiota pomposo del marito, con quel colletto rigido che sembrava strozzarlo... "Ringraziamo il nostro Signore che ci ha mandato un figlio per confortarci nella nostra vecchiaia." Che idiota! E lei rest l smorfiosa con il bambino fra le braccia, senza preoccuparsi di nascondere il suo trionfo. Il figlio fu ammazzato a Roma durante un bombardamento dell'ultima guerra, comunque... Siamo andati via dalla festa di battesimo non appena possibile nei limiti della buona educazione, ma anche se si pu dire che il grande litigio  finito quel giorno non siamo mai diventati intimi.
Cosa provoc il litigio? chiese il maresciallo, per nulla sicuro di cosa stesse parlando ma aspettando il momento di introdurre il discorso dell'olandese.
La gelosia. Dicono che i soldi siano i maggiori responsabili dei problemi nel mondo, ma se questo  vero la gelosia viene al secondo posto e la gelosia tra sorelle  la pi maligna di tutte e la pi irragionevole. Dopo tutto non potevo farci nulla se ero nata bella. Eh! Ero proprio bella.
La signora diede uno sguardo con gli occhi vivaci alla sua foto, come se fosse di qualcun altro.
E le proposte di matrimonio che ho avuto! Lo sa che a diciassette anni ne avevo gi ricevute cinque? Cosa dovevo fare? Rifiutare l'uomo che volevo sposare solo perch mia sorella che aveva tre anni pi di me, non trovava un marito nemmeno a pagarlo oro? Lo chiedo a lei, dovevo rovinarmi la vita? Non che lei fosse brutta sa ma aveva un carattere acido, non aveva allegria. Alla fine le prese di diventare pia, sempre in chiesa e a fare opere di bene. Poi si  presa il primo uomo che le si  offerto. Sembrava un bottegaio' Ma dico! Quando sono tornata a casa a trovarli non resistevo a chiamarlo il suo merciaio - mai in maniera diretta sa prendevo solo un po' in giro. Le chiedevo come stava lui e poi portavo il discorso sulle nuove sete della stagione chiedendole qualche consiglio e poi chiedevo cosa ne pensava lui e se non poteva prendermi qualcosa con lo sconto!
La signora scoppi a ridere sussultando tra i cuscini e il maresciallo si domandava come la sfortunata sorella fosse riuscita a non strangolarla. La signora continuava a chiacchierare e ogni volta che lui cercava di parlare dell'olandese faceva qualche enigmatica affermazione e poi tornava ad altri spiacevoli ricordi. Il maresciallo cominciava a chiedersi come se la fosse cavata il tenente il giorno prima. Sembrava improbabile che fosse riuscito a tirarle fuori qualcosa ma era disposto a scommettere che lei non aveva osato prendersi gioco dell'ufficiale come stava facendo adesso di lui.
Non c'era dubbio che la signora lo stesse facendo apposta perch era indiscutibilmente sana di mente e non divagava inconsciamente. Poteva anche essere, penso pi benevolo che lei cercasse di allungare il pi possibile a sua visita L'assistente sociale stava andando via mentre lui arrivava, dopo aver preparato un pranzo freddo. Ora erano solo le dieci e l'unica prospettiva che aveva la signora era una giornata seduta da sola, a guardare fuori nel cortile cupo. Se aveva qualcosa da raccontare, se ne sarebbe sicuramente approfittata per diluire le informazioni nel maggior numero possibile di visite.
All'inizio aveva sperato che il dolore della morte del suo amato Toni l'avrebbe indotta ad aiutarlo a scoprire cosa era successo ma ora stava incominciando un po' a capire cosa volesse dire avere novantun'anni. Aveva sepolto tutti i membri della propria famiglia e visto andarsene a uno a uno tutti i suoi amici e nemici. Era pronta a morire anche lei stessa. Per lei la divisione tra i vivi e i morti non era la stessa che per una persona giovane. I morti che avevano fatto parte del suo mondo e che l'avevano conosciuta nei suoi giorni migliori erano per lei pi vivi delle generazioni per cui lei non contava. Che l'olandese fosse morto non la sconvolgeva quanto il fatto che ancora una volta era stata lasciata indietro...
Vede, anche l era la stessa cosa, la gelosia.
Mi scusi...
Pensavo che volesse sentire della famiglia di Toni. Ha detto che era venuto per questo.
Allora lo stava prendendo in giro, adesso ne era sicuro! La signora aveva visto il suo sguardo che vagava e immediatamente aveva cominciato a parlare dell'olandese. Ora era evidente che intendeva di nuovo sviare il discorso. Improvvisamente il maresciallo si protese in avanti con le grosse mani sui ginocchi e la fiss negli occhi chiedendo studiatamente:
Geloso di chi?
L'improvviso cambiamento sconcert la signora Giusti, che gli rispose obbediente:
Stavo parlando della matrigna di Toni, la signora Wilkins, cos si chiamava prima di sposare Goossens. Tutti i problemi che aveva con sua sorella, la sorella maggiore, c'era un anno di differenza, era tutto per gelosia e io glielo dicevo. Poteva essere la mia stessa storia tutta da capo, solo che con loro, in un certo senso,  successo due volte. Non che la signora Wilkins la prendesse come l'ho presa io. Non era il tipo che prende in giro o se ne approfitti - via,  inutile fare quell'espressione sorpresa. Conosco i miei difetti: sono sempre stata egoista e non ho mai avuto peli sulla lingua. Tanto vale ammetterlo ora che la mia vita  finita ed  troppo tardi per cambiare. Ma la signora Wilkins era un tipo di persona molto diverso. Da giovane era bella, ma non se ne approfittava, capisce cosa voglio dire. Fu la prima a sposarsi, come ho fatto io, ma lei spos un uomo che non aveva praticamente niente se non idee ed energie da spendere. Non credo che la sua famiglia fosse molto contenta e la sorella era proprio sprezzante. Leggendo tra le righe credo che il giovane Wilkins piacesse anche a lei, ma lei non avrebbe mai sposato uno senza soldi o senza una posizione. Comunque il matrimonio riusc e so che il giovane fece lavori di ogni genere prima che gli venisse quella sua idea.
Quale?
Sarebbero mai arrivati a parlare dell'olandese?
Se mi sta a sentire glielo dico! Pare che nel Nord dell'Inghilterra producano tessuti. Qualcosa come Prato, immagino, una zona industriale dove fanno il cotone e cos via. Beh, come a Prato, la gente del posto pu comprare gli scampoli di stoffa direttamente dalla fabbrica a quasi niente. Gli scampoli e delle pezze con un piccolo difetto, a volte balle intere. Comunque Wilkins era lass in viaggio per conto di una ditta e gli venne l'idea di comprare queste stoffe e di portarle gi al Sud dove abitavano - non mi chieda il nome del posto perch non riuscirei a pronunciarlo. Laggi le poteva vendere al doppio di quanto le aveva pagate ed era sempre pochissimo rispetto ai prezzi dei negozi. Quando la signora Wilkins me ne parlava mi veniva da ridere. Dopo tutto lei aveva davvero sposato un merciaio, no? Era per questo che non le raccontai delle battutine che facevo su mia sorella. Si sarebbe potuta offendere...
Il maresciallo medit sulla signora inglese che era riuscita a tirar fuori quello di buono che c'era nel piccolo cuore avaro della signora Giusti. Doveva essere stata una persona veramente speciale perch nessun altro sembrava sfuggire a quella lingua avvelenata.
E gli and bene?
Gli and pi che bene. Fece una fortuna. All'inizio fu un rischio terribile, perch chiaramente dovette lasciare il lavoro che aveva. Lei aveva dei risparmi, ma non era molto. Avevano solo pochi mesi per riuscirci. Lui cominci portando gi in treno la merce in valigia e lei lo accompagnava per aiutarlo - non era stata tirata su per fare una vita del genere, glielo assicuro. Credo che suo padre fosse un avvocato. Facevano il viaggio a nord tre volte la settimana e poi lui si metteva al mercato con le valigie aperte per terra. Non avevano nemmeno un bancarella. Ma la gente lottava per comprare la sua merce, la signora me lo diceva, lottavano! Era tutta stoffa di prima qualit, capisce, di solito con qualche piccolo, quasi impercettibile, difetto. C'era del broccato, poi della tela per lenzuoli e per asciugamani, tutto... Dopo poco presero una bancarella e poi un piccolo furgone. Non ebbero mai dei bambini ma non appena le cose cominciarono ad andar bene, lui insistette perch lei rimanesse a casa. Lei ne era pi dispiaciuta che contenta perch quei pochi anni tumultuosi in cui erano sempre esausti e spesso non avevano abbastanza da mangiare erano stati anni felici. Per accett di rimanere a casa e dopo poco avevano una casa cos grande da tenerla occupata. Gli affari si ingrandirono sempre di pi e lui prese degli assistenti cos da fare pi mercati alla volta. Ma faceva tutti gli acquisti da solo. Non aveva nessuna voglia di diventare solo un uomo d'affari che lascia tutto il lavoro attivo agli altri.
Il maresciallo cominciava a capire. A parte la differenza di attivit, avrebbe potuto essere stato l'olandese. L'olandese somigliava al padre? Se era cos, poteva capire perch si erano sposati, la signora Wilkins e suo padre. Ma quello doveva essere successo molto tempo dopo...
Allora, cosa gli  successo, a questo signor Wilkins?
Mor piuttosto improvvisamente. Lei era disperata, ma a quel punto avevano passato insieme diversi anni felici. Facevano molti viaggi, che lei amava raccontarmi. Aveva visto il mondo - una volta aveva addirittura navigato sul Congo in una nave mercantile. Se lo immagina? A me non piacerebbe, tutti quei negri e non doveva nemmeno essere granch pulito, ma quando ne parlava i suoi occhi si illuminavano. Eh!... Le ore che abbiamo passato insieme a chiacchierare! Se solo fosse rimasta... Amavano l'Italia pi di ogni altro paese del mondo. La loro prima vacanza vera l'avevano trascorsa qui e dopo, ovunque andassero, passavano sempre un po' di tempo qui, ogni anno. Avevano visto di questo paese pi di quanto probabilmente noi ne vedremo mai. Giravano in macchina fermandosi quando gli pareva. Impararono anche la lingua e leggevano molto. Niente di impegnativo, i racconti e la storia dei posti che visitavano. Mi diceva che non erano mai stati tanto felici come quando si trovavano qui.  naturale. Io non sono mai stata in Inghilterra ma dicono che il tempo  molto grigio e non possono coltivare l'uva per fare il vino. Non che io sia una grande bevitrice di vino e non lo sono mai stata, ma si immagini se non ci fosse per niente... non ci sarebbe civilt...
No, no mormor il maresciallo, cercando di immaginarsi un mondo grigio senza vigneti. Non gli riusciva, gli sembrava improbabile.
Comunque, quando Wilkins mor per un ictus, lei venne a stabilirsi qui. Ne avevano parlato spesso come una cosa da realizzarsi quando lui fosse andato in pensione...
Deve essere stata una donna molto coraggiosa per partire da sola in una circostanza cos triste.
Certo che era coraggiosa. Aveva avuto il coraggio di sposare un uomo che non possedeva nulla contro la volont dei suoi e di lavorare come una schiava insieme a lui quando non era certo abituata... Certo che era coraggiosa - a differenza di qualcuno che conosco io che...
E la sorella, interruppe con fermezza il maresciallo si  sposata come ha fatto la sua, alla fine?
Eh! Le tocc quello che si meritava - non che lei la pensasse cos. Si spos per i soldi, con un uomo molto pi vecchio di lei. Era abbastanza sfacciata da dire alla signora Wilkins che era convinta che lui sarebbe morto di l a poco e che l'avrebbe lasciata ricca! Dopo di che pensava di trovare qualcuno che. le sarebbe piaciuto di pi. Ma la sua avidit non le port nulla di buono. Suo marito si ammal e, invece di morire, rimase malato per undici anni. Venne fuori che era diabetico ma nessuno lo sapeva, finch un giorno si schiacci un dito nella porta. Se lo medic, ma non guariva. Invece inizi a puzzare - cancrena! Si rende conto? Perse una parte del dito e inizi una cura per il diabete ma continu a peggiorare costantemente. Alla fine perse una gamba e stava rapidamente perdendo la vista... Cos, invece di ereditare velocemente i soldi, gli dovette fare da infermiera. Mi fa pena solo pensare che tipo di vita gli fece fare quando lei scopr che non c'erano nemmeno i soldi! Pare che lui si ritenesse uno speculatore e una volta che fu costretto a letto e lei prese in mano gli affari, trov che non c'era altro che un monte di azioni che non valevano nulla. Non aveva altra scelta che scrivere a sua sorella, che a quel punto si era stabilita qui, chiedendole dei soldi. So che rischiavano lo sfratto e l'ipoteca del mutuo. In ogni caso la signora Wilkins le dette dei soldi, non so quanto e anche l'uso della sua casa in Inghilterra... Mi disse che era contenta che ci vivesse qualcuno. Pensava che fosse immorale lasciarla vuota e non sopportava l'idea di venderla. Ma io la avvisai. Le dissi che da quella donna non avrebbe avuto che guai. Avevo gi esperienza in merito.  invidiosa di te, le dissi, c'era gi di mezzo il Goossens, che era un altro motivo di invidia. Ma la povera signora Wilkins, proprio non ci voleva credere. Nella propria sorella non riusciva a vedere del male - delle volte penso che non essendoci del male in lei non riusciva a vederlo nemmeno negli altri. Non conviene essere ingenui in questo mondo. Ma poi, lei non voleva male a nessuno ed era felice.
Dove ha conosciuto Goossens?
Qui, in questa casa. Lei prese l'appartamento qui sotto - non quello sulla destra dove sta la strega, quello sulla sinistra dove ora c' quella giovane coppia. Come ha visto, Goossens e il piccolo Toni abitavano qui di fronte. La sua prima moglie era italiana, ma  morta di cancro quando il bambino aveva solo dieci anni, poveretta. Quando suo padre era gi nel laboratorio, Toni - dovrei chiamarlo Ton, ma non mi viene - passava molto tempo qui con me.
Allora a quei tempi il laboratorio era suo?
Certo che era suo. Lo ha aperto lui. Veniva da Amsterdam dove aveva una ditta, ma era sempre a Firenze, pi che altro per comprare disegni. Era un bravo artigiano e se ne vantava anche, ma non era un artista e i disegnatori di gioielli italiani, mi diceva, sono famosi in tutto il mondo. Lui era un tagliatore e portava le pietre agli artigiani quaggi. Quando conobbe la sua moglie italiana si spos e per un po' andarono a vivere ad Amsterdam, ma pare che lei non ci si trovasse bene. Non era mai stata all'estero prima di allora e parlava solo l'italiano... e poi il freddo... allora, alla fine, mise su il laboratorio qua e compr l'appartamento qui di fronte.
Anche sua moglie lavorava nei gioielli?
Era una disegnatrice. Lui aveva sempre ammirato e comprato i suoi lavori - ma non credo che sia stato un matrimonio di convenienza perch lui non era il tipo. Per anni fu addolorato per la morte di lei. Era una casa triste per il bambino piccolo dopo quella disgrazia. Fu poco dopo la morte della madre che prese una febbre terribile.
Almeno aveva la sua mammina.
Facevo quello che potevo, ma sa, anche allora non ero pi giovane. Pensi che quando mor la mamma di Toni lui aveva dieci anni e io ero gi vedova e ne avevo sessantuno. Goossens faceva ancora molti viaggi avanti e indietro tra Firenze e Amsterdam. Io non potevo correre troppo. Lui prese uno per mandare avanti il laboratorio lass, per non lasciare troppo spesso il bambino, ma doveva sempre portare su i disegni e riportare gi le pietre da tagliare. Al bambino ci badavo io, ma non voleva mai dormire qui. Tornava sempre di l... anche quando aveva la febbre... spesso mi veniva da pensare che non sopportasse di lasciare vuota la casa... come se credesse che un giorno sua madre potesse tornare. A quell'et  difficile concepire il concetto di per sempre. In ogni modo ora capisce perch ho sempre avuto le loro chiavi...
E lei chiese il maresciallo, ricordando la parola cerchiata sul foglio, gli aveva dato - al figlio voglio dire - le chiavi di questa casa?
Certo. Le ha ancora... le aveva... povero Toni... Perch non  venuto da me? Non riesco proprio a capire.
Credo che ci stesse provando. Se non mi sbaglio aveva le sue chiavi nella mano quando l'ho trovato. Le dispiace se mi prendo un bicchiere d'acqua?
Fino a che il maresciallo non fu di nuovo seduto la signora rimase zitta, versando qualche lacrima che questa volta non era di autocommiserazione. Era assorta nei suoi ricordi e non not che la finestra del piano di sotto si era aperta di nuovo e qualcuno stava scuotendo una tovaglia nel cortile ombroso.
E allora, sollecit il maresciallo poi conobbe la signora Wilkins...
Proprio qui in questa casa. Dopo poco la signora si era abituata a passare per sentire se avevo bisogno di qualcosa. Credo che non lasciasse passare nemmeno un giorno senza venire a salutarmi. Non aveva bisogno di lavorare, chiaramente, ma non sopportava di non fare nulla. Un giorno sal per chiedermi cosa ne pensassi dell'idea di dare lezioni d'inglese ai bambini del quartiere. Lo voleva fare gratis, ma su quello ero contraria. Alla gente sarebbe sembrato strano e del resto non c'era comunque da preoccuparsi. Ci sono sempre quelli che poi non pagano mai. Quello che le piaceva era la compagnia e anche l'idea di rendersi utile agli altri. Il suo primo allievo fu il piccolo Toni. Goossens ne fu entusiasta. Non pretendeva che il bambino imparasse l'olandese ma pare che la maggior parte degli olandesi sappiano l'inglese e un giorno Toni avrebbe dovuto prendere il posto del padre e trattare con l'Olanda. Certo, c'erano anche altri allievi, per Toni fu il primo ed  cos che si sono conosciuti lei e Goossens.
E poi la signora divent sua vicina di casa?
Non subito. Le dico una cosa che non racconterei a nessun altro: si sposarono praticamente di nascosto e la signora continu a vivere nel suo appartamento ancora per un anno...
Il maresciallo cercava di trovare una posizione meno scomoda sulla sedia rigida che era davvero troppo piccola per lui. Cominciava a fargli male la schiena. La signora Giusti, invece, non dava segni di cedimento. A volte si sporgeva in avanti gesticolando, a volte si buttava all'indietro tra i cuscini raccontando i suoi ricordi al soffitto.
Fu il bambino, capisce. Era un bambino tranquillo, robusto ma molto sensibile. Aveva il fisico robusto di suo padre ma gli occhi grandi e scuri e il temperamento artistico della madre. Come maestra e allievo andarono d'accordissimo insieme, ma quando il bambino vide quello che stava nascendo tra lei e suo padre si chiuse dentro di s. Fu un periodo delicato per tutti e tre. A volte lei veniva da me in lacrime. Non aveva avuto figli suoi ma aveva sempre desiderato averne uno e il suo cuore fu preso da Toni. Con lui aveva tutta la pazienza del mondo ma in risposta non riceveva nulla - non che lui dicesse mai qualcosa di male, capisce - era sempre educato, si comportava sempre bene. Alla fine cominci a comportarsi cos anche col padre. Erano disperati, tutti e due. Mi chiedevo se cercasse di apparire indipendente temendo che non lo volessero pi con loro. A quei tempi avr pensato molto anche a sua madre.
Chiss? Forse si metteva contro la signora Wilkins perch gli sembrava un tradimento. Non si pu mai sapere cosa succede nella mente di un bambino.
Quanti anni aveva allora?
Avr avuto circa quattordici anni perch quell'estate fin le medie e cominci a lavorare nella bottega del padre. Ci fu subito un cambiamento, forse perch, dopo tutto, sentiva di avere un posto nel mondo del padre. Lavor come uno schiavo, me lo vedo adesso, l al suo tavolo, ora dopo ora a limare, cos disperatamente ansioso di fare tutto bene. Se faceva anche il minimo errore diventava tutto rosso e gli occhi gli si riempivano di lacrime.
Poi, un giorno, non so come, gli si spezz una piccola lima. Invece di dirlo a qualcuno, la nascose. Pass una settimana prima che qualcuno se ne accorgesse - c'erano altri tre artigiani nel laboratorio e tutti tendevano a usare i propri attrezzi - e ogni giorno Toni diventava sempre pi pallido - chiaramente nessuno sapeva perch. Alla fine, gli serviva la lima per un lavoretto che gli era stato chiesto di fare. Era terrorizzato. Suo padre era un uomo solido che non perdeva mai la calma e non aveva mai picchiato il ragazzo in vita sua. Nonostante questo, era sempre un artigiano e anche molto severo sul lavoro. La prima cosa che Toni aveva dovuto imparare era come tenere gli attrezzi. Beh, venne su da me e scoppi a piangere. A ripensarci sembra ridicolo, anche perch dopo venne fuori che era una lima vecchia un po' rotta, che gli avevano dato per fare pratica - anche se lui questo ovviamente non lo sapeva. Sa, se non ci fossi stata io, penso che sarebbe scappato di casa per una sciocchezza cos!
Sono cose che capitano. So di ragazzi che sono scappati anche per meno e in circostanze meno critiche.
Beh, per fortuna lui poteva venire dalla sua mammina. Io gli ero vicina, ma non coinvolta, mi capisce, e poi conoscevo sua madre e credo che questo spieghi molte cose. Riesco ancora a vederlo. Si sedette l a quel tavolo e si sfog, un grande pianto senza lacrime. Non ho mai visto un ragazzo piangere in quel modo... aveva i nervi a pezzi e gli occhi cerchiati di nero... L tutto rannicchiato con la testa sul tavolo...
Era pi reale per lei quel giorno nel lontano passato che la scena avvenuta nella camera da letto, due giorni prima. Ma, guardando il tavolo coperto da una tovaglia incerata dove si era messo a piangere il ragazzo col grembiule nero da apprendista, il maresciallo vedeva la figura rannicchiata dietro la porta, l'asciugamano inutilmente avvolto intorno a una mano.
Sono loro le sole persone a cui voglio bene. La gente che abita da queste parti, come quella strega del piano di sotto...
Com' andata a finire la storia della lima?
Beh, chiaramente si sono accorti che Toni mancava e il padre  venuto qua a cercarlo. Buffo, era un uomo grosso e goffo anche se faceva dei lavori cos raffinati. In un momento di crisi come quello lui rimase l con le sue mani grandi e abili, abbandonate lungo i fianchi. Si vedeva come ogni pianto del ragazzo lo feriva, ma non era un uomo che esprimesse i sentimenti e non sapeva cosa fare. Alla fine versai un bicchiere di vinsanto perch lui lo desse al ragazzo - era cos distratto che cominci a berselo da solo! Dovetti spingerlo verso il tavolo. Toni prese uno o due sorsi e cominci a parlare di quella maledetta lima, cercando di scusarsi. Poi si gett su suo padre e si sciolse in lacrime.
Quella crisi era finita. Dopo, il suo lavoro miglior a vista d'occhio. Come suo padre aveva il gusto per il buon artigianato, ma in lui c'era anche sangue italiano. "Lui  un artista" mi diceva sempre suo padre. "E un artista. Posso insegnargli il mestiere, ma lui sa delle cose che io non so..."
Toni passava ogni momento libero che aveva a disegnare, a progettare ogni genere di oreficeria e montature per i gioielli che vedeva tagliare a suo padre. Disegn un anello che piacque talmente tanto a suo padre che decisero di realizzarlo insieme. Era d'oro e Toni non aveva mai lavorato l'oro - era ancora il suo primo anno e solo da poco gli era stato affidato un piccolo pezzo di argento da lavorare. Fino ad allora aveva fatto pratica solo con il rame. In ogni modo suo padre gli fece fare una parte della montatura - ma poi era un ragazzo con molto talento, su questo non ci sono dubbi e l'oro  molto pi facile da lavorare dei metalli pi duri, " come il burro, mammina," mi diceva sempre "proprio come il burro!".
Era un anello veramente particolare ed  difficile da descrivere...
La signora stava girando le mani una sull'altra come se cercasse nella memoria la forma dell'anello.
Aveva un doppio strato d'oro, un anello largo e semplice coperto da una filigrana leggermente pi larga. Dava l'effetto di seta liscia coperta da un pizzo finissimo, non so se mi capisce, e sul bordo di pizzo c'erano delle pietre minutissime incassate nei lati - ogni pietra era diversa dall'altra e avevano forme strane: una perla a forma di losanga, uno zaffiro brillante poco pi grande di un puntino, un rubino leggermente pi grande e tre diamanti, tutti piccoli, montati tra i due strati d'oro cos da essere appena visibili attraverso il "pizzo".
Deve essere costato un bel po'... disse pensieroso il maresciallo.
Altro che... ma forse non quanto potrebbe pensare. Le pietre erano molto piccole e non di grande valore.  la lavorazione che costa di pi. In due ci hanno messo mesi per finire quel pezzo. Ci lavoravano insieme la sera quando il laboratorio era chiuso. Lo tennero segreto fino a che non fu finito e quelle ore che passarono insieme all'insaputa di tutti devono aver messo a posto il ragazzo. Era proprio il tipo di attenzione di cui aveva bisogno, credo. In ogni modo lo finirono. Era un pezzo unico, irriproducibile per via delle forme particolari delle pietre. Comunque procur loro commissioni per milioni di lire - per diverso tempo rimase in mostra gi nella sala di rappresentanza dietro al laboratorio. I disegni ci sono ancora oggi, anche se la ditta  stata rilevata dal signor Beppe, cos lo chiamano, uno degli artigiani di Goossens che ci ha sempre lavorato.
Ecco un altro argomento su cui il maresciallo sentiva la sua totale ignoranza. Dei diamanti, tagliati o non tagliati, ne sapeva poco pi di quanto non gli potesse dare un'occasionale sguardo alle vetrine del Ponte Vecchio. Un anello poteva avere un valore tale da indurre qualcuno a uccidere per rubarlo? Oppure, quando domenica l'olandese era venuto a Firenze, stava forse trasportando, legalmente o illegalmente, diamanti? Era un commercio internazionale di cui lui non sapeva niente. Questa gente, inglesi e olandesi che sembravano essere di casa in qualsiasi parte dell'Europa... ci andava oltre la sua comprensione. Il suo unico rapporto con gli stranieri era quando perdevano le loro macchine fotografiche. Il resto del tempo lo passava a denunciare i furti di Fiat Cinquecento che non venivano mai ritrovate perch cercarle era come trovare un ago in un pagliaio. Oppure lo passava camminando faticosamente da un albergo all'altro a controllare i registri. Per la seconda volta pens seriamente di lasciare perdere tutto. Sentiva che stava rincorrendo dei fantasmi e che l'unico risultato probabile era di fare una brutta figura. Per il tenente si era scomodato per venire l.
Mi aveva detto si era ricordato all'improvviso che il guaio della signora Wilkins "era successo due volte", vero?
Ed  cos. Vede, quando Goossens mor, naturalmente lasci tutto alla moglie alimentando ancora di pi la gelosia della sorella - ho sempre sostenuto che era uno sbaglio invitarla a venire ad abitare qui.
Ha abitato qui? Come stava economicamente? Era morto il marito diabetico?
S, s, era morto e lei non aveva una lira.
Non c'era un'assicurazione?
Non lo so, non di sicuro. Ma so che non aveva niente. Spesso, dopo che c'era stata una scenata e la signora veniva qua piangendo, io le dicevo che dovevano buttarla fuori, era ridicolo tollerare le sue cattiverie, dicevo, dopo tutto quello che avevano fatto per lei. Ma lei diceva sempre che non poteva, che non si poteva buttare sul lastrico la propria sorella, che lei non possedeva niente. Certo, non era del tutto vero, perch so che continuava a passarle l'assegno che le dava durante la malattia del marito diabetico. Non voleva che la sorella si sentisse dipendente. Alla sorella seccava chiederle i soldi quando le servivano. Ma pensa un po', sprecare tutti questi sentimenti delicati su di una che ti ammazzerebbe per due lire! Comunque sono abbastanza sicura che il fatto che continuasse a darle l'assegno vuol dire che non c'era un'assicurazione. Non fu mai detto apertamente, ma una volta Toni si lasci sfuggire che si era parlato di suicidio, allora forse quelli dell'assicurazione si erano rifiutati di pagare...
A ogni modo  arrivata qua e la casa in Inghilterra fu affittata. "Te ne pentirai" le dissi e credo che se ne sia pentita davvero, anche se non me lo ha mai detto esplicitamente. Pi lei era carina e gentile e pi faceva infuriare sua sorella che voleva essere rispettata e invidiata, non commiserata. Avvenivano scenate tremende, le sentivo da qua. Poi le minacce di suicidio, poi le visite dal dottore - che dovevano essere tutte pagate - malattie immaginarie e ancora altre minacce di suicidio. Ma non le devi credere, le dicevo io. Quelli come lei stanno attenti a non farsi del male, sono quelli che gli stanno intorno che vengono danneggiati. Vivr pi a lungo di noi due, dicevo... Beh, forse in questo mi sono sbagliata...
Per, in linea di principio aveva ragione, pens il maresciallo, anche se ora la signora Giusti sembrava determinata a sopravvivere a tutti i suoi conoscenti.
Cos'era, disse il maresciallo a voce alta che ieri non ha voluto raccontare al tenente?
Ho risposto a tutte le sue domande, questo non lo pu negare.
Ma alcune domande non le ha fatte,  cos?
Un giovanotto come quello... non potrebbe capire i problemi che ci possono essere in una famiglia. Dubito addirittura che sia sposato.
Far pure parte di una famiglia.
Gi. Non l'avevo pensato da questo punto di vista.
Cosa era successo?
Beh, ho sempre detto che nulla  andato per il verso giusto dopo la morte del vecchio Goossens. In una famiglia c' sempre una persona che la tiene insieme, una persona che tutti rispettano, o almeno con la quale nessuno vuole litigare. Poi, quando muore quella persona... Di solito  una donna, ma in questo caso era Goossens. Era un tipo tranquillo e quadrato, non litigava mai...
Toni dava sempre la colpa alla "zia", anche se ammetteva di non avere alcun motivo concreto, ma sono sempre dell'opinione che sono quelle cose che succedono una volta che muore la figura centrale di una famiglia. Fino ad allora tutti i disaccordi e cose del genere sono tenuti sotto controllo, ma dopo che questa persona  morta, presto o tardi escono fuori. Se il vecchio Goossens fosse sopravvissuto... beh, non  andata cos e qualunque fosse stato il motivo che c'era dietro - e non l'ho mai saputo - la signora Wilkins, dovrei dire Goossens - e non voglio sentire una parola contro di lei, qualunque cosa ne pensa... Il fatto  che lei lasci questa casa il giorno del funerale e non  mai pi tornata. Non ho mai saputo dove sta, e nemmeno Toni lo sa. E sono dieci anni, ci pensi! Io non c'ero al funerale. Gi non ero capace di andare in giro e quel giorno non mi disse una parola prima di uscire, nemmeno una parola... Per dei giorni si chiuse in casa sola con il proprio dolore.
La signora si appoggi indietro sui cuscini asciugandosi gli occhi.
Toccava a me far sapere a Toni che la sua matrigna se ne era andata cos. Vede, lui a quel punto lavorava ad Amsterdam. Ce lo aveva mandato suo padre cinque anni prima per imparare a tagliare pietre e per occuparsi degli affari di lass. Toni aveva appena conosciuto Wanda, la ragazza che poi ha sposato e stavano pensando di fidanzarsi, mi ricordo...
C'era stata una discussione? Anche se lui era in Olanda e la sua matrigna era qui, ci poteva essere stato un disaccordo, per telefono o per lettera. Dopo la morte del padre ci potevano essere stati problemi di soldi, no? Questo tipo di cose divide sempre le famiglie.
No. Fu tutto risolto molto equamente. Presero tanto tutti e due e Toni mi giur che non c'era stato alcun litigio, nemmeno una parola cattiva.
Il maresciallo si asciug la fronte con il suo grande fazzoletto bianco. Cominciava a sentirsi mancare la terra sotto i piedi. C'erano troppe complicazioni in quella famiglia e non era del tutto sicuro di fare le domande giuste. Cerc di introdurre un po' di buon senso.
Perch non denunci la scomparsa? Poteva avere avuto un incidente, perso la memoria, o essere diventata un po' strana...
No, non era scomparsa, non in quel senso. Toni ricevette una lettera dagli avvocati inglesi della matrigna che diceva che voleva interrompere ogni tipo di comunicazione con lui e che le cose urgenti potevano essere trattate per mezzo loro. Gli telefon subito ma non riusc a farsi dire nulla se non che si era stabilita in un'altra parte dell'Inghilterra e che si era tenuta in contatto con loro tramite posta, dicendo loro di vendere la casa che fino ad allora aveva voluto affittare. Toni avrebbe voluto andare a cercarla, setacciare l'intero paese, ma Wanda, la sua fidanzata non era d'accordo. Certo, non le si pu dare torto, perch non l'aveva nemmeno conosciuta. Sapeva solo che era la matrigna di Toni e che si era comportata molto male, partendo in quel modo e facendolo stare male. E una ragazza dolce, ma quando si tratta di difendere il suo... Per lei, correre dietro alla matrigna voleva dire solo cercare altri dispiaceri ed  stata irremovibile. Eh, ma lui la prese male, eh, s...
Ma la ragazza aveva ragione, no? Dopo tutto era solo la sua matrigna, non sua madre, e se aveva detto cosi chiaramente che non voleva avere a che fare con lui...
Ma non ha capito! Non ha capito per nulla. Tenga presente che quando la signora Wilkins e Goossens si sposarono, lei era troppo sensibile per trasferirsi nella loro casa, perch non era sicura di come Toni l'avrebbe presa. Aspett quasi un anno, ecco quanto era importante quel ragazzo per lei! Poi venne l'anello. Quando fu finito Toni e suo padre glielo regalarono. L'idea, per, era stata di Toni stesso. Fu come un secondo matrimonio e lei si trasfer la stessa settimana. Fino ad allora nessuno tranne me sapeva che erano sposati.
Beh, dopo quello and tutto bene. Una volta che aveva delle persone a cui pensare era di nuovo come una ragazzina. Teneva la casa e aiutava con il lavoro... e facevano anche dei viaggi tutti insieme. Lei diceva sempre che Dio le aveva dato due vite intere, che stava vivendo la sua giovinezza tutta da capo. E le dir anche un'altra cosa: lei amava Goossens ed erano sempre felici insieme, ma la cosa pi importante di tutte per lei era Toni. Tutta la vita aveva desiderato un figlio, capisce...
Le faccio vedere una cosa... Si allung verso la sedia per camminare ma si accasci nuovamente tra i cuscini. Nel cassetto del tavolo, prenda le fotografie... no, non l'album, le due con la cornice... ecco... ora lo pu vedere da lei.
Erano degli ingrandimenti di foto a colori, fatte in vacanza. In una, Goossens, muscoloso e con i capelli grigi, stava in piedi con un braccio intorno alle spalle della sua mogliettina inglese. Sullo sfondo c'era il mare e un cielo blu intenso ma ci doveva essere del vento perch la donna si teneva indietro i capelli ondulati per non farseli venire sul viso. Nell'altra foto, che evidentemente era stata scattata da Goossens, Toni, un ragazzo robusto sui diciassette anni, con un fisico simile a quello del padre ma con un viso pi fine e con occhi scuri e allegri, stava alzando di peso la sua matrigna e minacciava di buttarla nelle onde che lambivano i piedi del ragazzo. Lui era in costume da bagno ma lei portava un vestito bianco a puntini rossi. Tutti e due morivano dal ridere, il tipo di allegria spensierata tipica di una famiglia felice.
Il maresciallo fiss le foto pi a lungo del necessario. Tra poco sarebbe stato al mare con i suoi bambini, ma quando si fossero abituati a stare insieme abbastanza per quel tipo di risate sarebbe stata l'ora di lasciarli.
Le ho messe nel cassetto per non far stare male Toni quando veniva. Prima erano attaccate al muro. Forse ora le potrei riattaccare, o me lo potrebbe fare lei...
Il maresciallo trov i ganci dove le foto avevano lasciato i segni sul muro e le appese con cura.
No, quella dall'altra parte...  cos che stavano prima... Se guarda abbastanza da vicino, si vede anche l'anello, anche se non si capisce com' fatto perch  coperto dai capelli. Non se lo toglieva mai.
Non aveva detto che era in mostra nella sala clienti?
Lo fu, per circa un mese da che glielo ebbero regalato. Lei era cos orgogliosa del lavoro del ragazzo, capisce, voleva che lo vedessero tutti i compratori stranieri. Spesso li riceveva lei, era cos che aiutava la ditta. Non si stancava mai di vantarsi dei lavori di Toni. Alla fine Goossens appese i disegni nella sala di rappresentanza ma tutti e due insistettero che lei portasse l'anello. Non se lo tolse pi, anche se a volte era preoccupata di mettere su peso e di non poterlo pi togliere per pulirlo - era un oggetto cos delicato, capisce, non come una fede... oddio, se lei fosse ancora qui, allora, non rimarrei sempre da sola con nient'altro che i miei ricordi e quell'appartamento vuoto accanto.
Mi sorprende che non lo abbia venduto comment il maresciallo, pensando alla carenza di case che c'era in citt e a un posto cos grande lasciato vuoto, usato solamente un paio di giorni all'anno.
Non poteva. Il testamento del padre lo lasciava a lui a condizione che ci potesse abitare la matrigna per il resto della sua vita. Non  mai pi tornata ma lui non lo poteva vendere - non che lo avrebbe fatto. Sperava sempre che un giorno sarebbe tornata.
Chi sa, pens il maresciallo, forse lo ha fatto...
Ma riguardando le foto, si trattenne dal pensare a voce alta. Questa non era certo la faccia cattiva che si era immaginato nel dormiveglia! Invece, le chiese:
Ieri, ha raccontato all'ufficiale che Toni nei suoi viaggi portava con s delle pietre?
Lo sapeva gi; forse glielo ha detto Wanda e comunque Toni era un importatore ed esportatore registrato. Lui mi ha detto che Wanda non verr gi per il funerale,  messa male.
Sar sepolto qui? Il maresciallo era sorpreso.
Cos sembra. Immagino che sia una decisione della suocera. Probabilmente la salute di Wanda, cos vicina al parto, non sopporterebbe altri traumi, ma secondo me la suocera ha paura che circolino le voci sul suicidio, anche se quel giovanotto ha detto che sul certificato di morte ci sar scritto "arresto cardiaco". La suocera sta gi arrivando... ma non credo che verr a trovare una vecchia inutile come me. Non viene mai nessuno...
La signora tir fuori il malconcio fazzoletto di pizzo.
Voleva andare al funerale?
Non posso andare da nessuna parte. Non posso neanche scendere le scale. Sono dieci anni che non esco da questa casa.
Probabilmente non era vero, dato che aveva detto di essere gi stata alla casa di cura in collina. Per...
No, no continu la signora singhiozzando. Tanto vale che il prossimo funerale a cui vado sia il mio. Ho visto seppellire abbastanza persone. Preferisco tenermi i miei ricordi. Possono anche non venirmi a trovare se non vogliono... io non ho bisogno di gente come quella stregaccia tirchia del piano di sotto e quella non deve pensare che ho...
Dovrebbe uscire da solo se sta andando via... penso che far una dormitina.
Si era quasi addormentata. Aveva finito la carica come una bambolina meccanica, il suo volto minuto e incavato immerso tra i cuscini. Il maresciallo si allontan in punta di piedi lungo il corridoio.
Al piano di sotto c'era una signora anziana, grassoccia, che lo aspettava alla porta di casa.
Come sta la signora?
Sta dormendo. Il maresciallo esit, non era il tipo da fare prediche. Se non le dispiace, vada a trovarla qualche volta...
Andr stasera alle sei e mezzo, come sempre. Non mi piace pensare che stia da sola la sera prima di andare a letto.... sa com'.  pi che probabile che una di queste notti muoia durante il sonno. Preparo qualcosa di caldo da bere per tutte e due e lo porto su. Quando l'ho messa a letto torno gi in tempo per il telegiornale delle otto che non mi piace perdere - c' qualcosa che non va?
No! No, mi fa piacere sentire...
Ho capito. Le avr raccontato che nessuno la va a trovare, vero? Lo dice a tutti, ma c' sempre qualcuno lass. Ora ce l'ha con me perch ho una gamba malata e un paio di volte sono dovuta andare all'ambulatorio di sera e ho saltato la nostra ora insieme. Non deve credere alle bugie cattive che racconta.  il suo unico passatempo ed  troppo vecchia per impararne un altro. Meglio quello, comunque, che dire a tutti dei suoi soldi. Le ha raccontato...?
Dei soldi per la sepoltura? S.
Vorrei tanto che non lo facesse - eh, finch lo dice a lei va anche bene, ma uno di questi giorni... Scommetto che  stata contenta che sia tornata la signora Goossens dopo tutti questi anni. Questo almeno, la dovrebbe tirare un po' su. Di lei non l'ho mai sentita parlare male.
Signora Goossens? Prima, stupidamente pens alla suocera olandese che veniva gi per il funerale, ma sicuramente voleva dire...
E tornata, ha detto?
Non era su con voi? Pensavo... boh. L'ho solo intravista passare quando ho aperto la porta, allora quando  apparso lei... non so dove altro potrebbe essere andata se non forse alla sua vecchia casa... In effetti non c' motivo perch non dovrebbe...
Ci ha parlato?
No... no, ma poi l'ho solo intravista scendere di corsa e chiaramente ho pensato che era stata a trovare la signora Giusti - beh, se avessi saputo che lei la voleva vedere...
Ma il maresciallo, berretto in mano, stava correndo pesantemente gi per le scale, cercando con una mano gli occhiali scuri.

6.

La piazza inondata dal sole brulicava di gente. Le urla degli ambulanti, le chiacchiere delle donne e i cani che abbaiavano facevano una confusione travolgente dopo il cupo silenzio in casa della vecchia. Soltanto i cani si muovevano velocemente, rincorrendosi in continuazione intorno alla fontana al centro. Tutto il resto si svolgeva in modo rumoroso ma i movimenti erano come rallentati nel caldo opprimente della tarda mattinata. Gli occhi del maresciallo, protetti dagli occhiali scuri, scrutavano la folla sotto gli alberi, inutilmente, perch a parte una foto di venti anni prima, non sapeva nemmeno come fosse questa donna.
E se lo sapessi brontol irritato con se stesso, non riuscirei a trovarla fra tutti questi. In ogni caso, a quest'ora sar gi a mezzo chilometro...
Rimase l incerto accanto a una bancarella di abbigliamento, non sapendo cosa fare. Un bastardino a chiazze bianche e nere con le zampe corte trotterell verso di lui, gli annus le scarpe, poi si precipit nel buio del portone da dove era uscito. Probabilmente apparteneva al fioraio che aveva il negozietto proprio accanto all'entrata del palazzo della signora Giusti. Il maresciallo torn indietro e guard dentro, togliendosi gli occhiali da sole per adattarsi all'oscurit della stanza piccola e senza finestre. L'odore di verdura fresca fu immediatamente sovrastato dal profumo di fiori. Un uomo con un grembiule nero da artigiano stava seduto con la schiena rivolta verso il piccolo ingresso. Stava preparando dei mazzolini decorati avvolti di carta crespa colorata, alcuni dei quali erano appesi fuori all'ombra di un pezzo di tendina a strisce. Dell'uomo era visibile solo il dietro del collo pallido e paffuto.
Si accomodi disse l'uomo senza alzare la testa.
Ho un po' di fretta disse il maresciallo, sconcertato non tanto dal suo saluto quanto dalla posizione insolita dell'uomo, con le spalle rivolte verso il sole e la gente che passava. Mi chiedevo se qualche minuto fa avesse visto uscire una donna dal portone qui accanto.
L'uomo pos il mazzolino in grembo e, senza una parola, volse le sue orbite incavate e gli occhi chiusi in direzione del maresciallo.
Mi dispiace, non mi ero accorto...
Un uomo del suo mestiere ridacchi il cieco potrebbe anche essersi chiesto perch non mi siedo all'entrata a guardare fuori. Se vuole sedersi, maresciallo, c' uno sgabello dietro di lei.
Riprese in mano il mazzolino e, dal tavolino basso che aveva davanti, scelse altri fiori, tastando con la pallida mano per riconoscerli.
Ci avevo fatto caso, si difese il maresciallo ma non ho avuto il tempo per capire il perch. Lei sa chi sono, mi pare?
Passa di qui ogni giorno. Lei  molto pesante e cammina lentamente - guardandosi intorno, immagino - e, chiaramente, quando la gente dice: "Buon giorno, maresciallo" la sento rispondere. Che cos'altro vuole sapere? Di quella donna che sembra volerla evitare?
Intendeva certamente sfruttare la sua storia come aveva fatto la signora Giusti, non c'erano dubbi. Il maresciallo per, anche se gli avrebbe dato volentieri spago, era ansioso di andare via.
Perdoni un vecchio chiacchierone, maresciallo. Lo sento da come muove i piedi che deve andare via. Stamani una donna con delle scarpe col tacco medio  arrivata all'entrata del portone e si  fermata di colpo. Proprio quando  arrivato lei, la donna  passata in fretta davanti alla mia bottega e quando lei  entrato,  ritornata. Ha passeggiato nervosa su e gi qua fuori per un'ora buona. Poi, dopo aver esitato davanti al portone per un po',  entrata all'improvviso salendo le scale di corsa. Sa, aveva una chiave e allora mi sono chiesto quale fosse il problema. Il problema era che c'era lei. Mi sono anche chiesto chi fosse, perch non era un'inquilina del palazzo, li conosco tutti. Comunque  scesa di corsa quasi subito e dopo meno di un minuto  sceso anche lei, quindi deve averla vista o sentita scendere. Ha a che fare con la morte del signor Toni?
Pu darsi. Sa da che parte  andata?
Forse da quella parte, ma non ci giurerei. L'ho sentita andare verso le bancarelle laggi e poi chiaramente l'ho persa tra la folla. Se la vuole trovare sar meglio che rimanga qui in giro senza farsi vedere. D'altra parte, se voleva entrare in... Mi scusi maresciallo, lo sapr meglio lei come fare il suo lavoro.
Prese un rotolo di carta crespa gialla e cominci a passarselo fra le dita esperte, arricciandone il bordo.
Grazie, le sono grato del suo aiuto, ho bisogno di tutto l'aiuto possibile. Teneva gli occhi sulla strada fuori dal negozio. Lei si ricorda di una certa signora Goossens, o meglio, signora Wilkins?
Certo che me la ricordo. Si sedeva proprio su quello sgabello a chiacchierare con me, specialmente nei primi tempi, quando non conosceva nessuno. Io le insegnavo i proverbi fiorentini e lei li scriveva in un libriccino.
Aveva alzato il pallido volto cieco e accenn un sorriso al ricordo.
Amava i fiori, capisce. Avevamo questo in comune. Conosceva anche tutti i nomi, le piaceva parlare del suo giardino in Inghilterra. Era l'unica cosa che le mancava veramente qua. Dopo aveva pi da fare, dopo che si fu sposata, ma comprava sempre i fiori da me. Non passava mai qui davanti senza dire: "Buongiorno, signor Botticelli, come sta?". E spesso, quando non c'era tanto da fare qui accanto, trovava il tempo per una lunga chiacchierata. Sta tenendo d'occhio la piazza?
Si.
Mi sembrava. Sa il fatto suo, questo lo capisco. A sentire il suo accento lo direi meridionale,  cos?
S.
Mi sembrava. Era una brava persona, la signora Wilkins, Goossens la dovrei chiamare...
E il signor Toni? Sa qualcosa di lui?
So che per domani devo fare una corona per il suo funerale. Alla fine ci tocca a tutti. Se qualcuno cerca di fregarmi o farmi del male,  cos che gli dico: "Ricordati che faccio anche corone per funerali". Ma lo dico tra me e me. Questa di Toni la sto facendo per l'orefice qui accanto. Lui potrebbe dirle molto di pi di Toni. Gli deve molto. Forse gli deve tutto. Domani sar al funerale, insieme a buona parte dei gioiellieri e degli orefici della citt. Se va qui accanto, chieda del signor Beppe.  lui il padrone. Non  lontano da casa, vero? Dalla caserma, voglio dire?
No, piazza Pitti.
Buon per lei, perch fra non molto ci sar un temporale. Quando passa di qui, si fermi qualche volta a fare due chiacchiere.
Certo. Le sono molto grato per il suo aiuto.
Chieda del signor Beppe. Ho un campanellino qua che suono quando sto per chiudere. Viene l'apprendista qui accanto e mi aiuta a mettere a posto. Non  sempre alla stessa ora, perch chiudo appena finisco i fiori. Non  che guadagni una fortuna, questo l'avr capito, ma cos non sono un peso per la mia figliola. Non mi piacerebbe andare in giro a vendere biglietti della lotteria come fanno tanti altri. Io, i fiori li amo, capisce. L'odore, il tatto. Non ho bisogno di vederli.
No.
Chieda del signor Beppe disse di nuovo, cercando un rotolo di nastro d'argento. Io star ad ascoltare. Se torna quella l, casomai non la vedesse, suoner il mio campanello. Vieni qui, Fido, vieni.
Dalla tasca del grembiule tir fuori un biscottino e il cagnolino bianco e nero schizz dentro dall'ingresso assolato, agitando la coda.
Il laboratorio dell'olandese una volta era stato un negozio; per questo aveva la vetrina coperta da grandi fogli di carta velina. Come spesso succede in questi casi c'era un grande strappo all'incirca all'altezza di un uomo seduto. Dopo aver suonato il campanello per rientrare nel portone dell'edificio, il maresciallo apr la porta di vetro smerigliato e, come si aspettava, trov un uomo anziano con un ampio grembiule di tela, seduto vicino allo strappo nella carta, intento a lucidare quella che sembrava una pila di fibbie, e che di tanto in tanto guardava il mondo di fuori.
Buongiorno, disse alzando la testa ma continuando a lucidare, cosa posso fare per lei?
Volevo parlare con il signor Beppe, se c'.
Certo che c'. Passi da quella porta l, attraversi tutto il laboratorio fino al corridoio in fondo.  la prima porta sulla sinistra.  l che riceve i clienti. Ora ci sono due norvegesi con lui, ma se  urgente...
Lo , e se non le dispiace vorrei parlargli qui. Devo tenere d'occhio la piazza.
Se  cos le serve un assistente comment il vecchio con brusco buon senso. Ma si alz in piedi.
Il maresciallo non lo neg, ma sospirando disse: Aspetter qui.
Si chin per guardare attraverso lo strappo nella carta, alzandosi solo quando sent dei rapidi passi dietro di lui. Il signor Beppe venne avanti con la mano tesa. Afferr la grossa mano del maresciallo e non perse tempo con le formalit.
Allora, ci ha portato qualche notizia su Toni?
Non esattamente. Sembra che ne sappia pi lei di me. Ho sentito che il funerale  domani, vero?
E vero, non lo sapeva? Ieri  venuto un giovane tenente a parlare con la signora Giusti e l'ho bloccato. Dopo tutto, qualcuno doveva pur pensare a organizzare il funerale. Wanda, cio sua moglie, non viene. Mi sa che lei sarebbe anche voluta venire ma sua madre ha un carattere molto forte. Non che la figlia non ne abbia preso un po'- si sa difendere -, ma nella sua condizione non pu certo... C' qualcosa che non va?
No. Il maresciallo si raddrizz. No... devo solo tenere d'occhio la piazza.
Ho capito, allora andiamo sull'uscio a parlare, cos si risparmier la schiena.
Preferirei non essere visto... Sono rimasto sorpreso quando ho sentito che lo seppellivano qui.
Non c' da essere sorpresi. So che in piazza dicono che la famiglia ha paura di qualche scandalo, ma su questo la posso rassicurare. Certo, ci potrebbe anche essere qualcosa di vero, visto che si  parlato anche di suicidio, che non  una bella cosa per una famiglia, ma il fatto  che lui da sempre intendeva farsi seppellire qui. Era nel suo testamento, di cui io sono un testimone. Voleva essere sepolto con sua madre e suo padre,  naturale. Da queste parti c' chi lo chiama l'olandese, come chiamavano suo padre, ma Toni  nato e cresciuto qui. Era uno di noi. L'olandese non lo parlava nemmeno, solo il minimo che gli serviva per il lavoro e anche per questo di solito usava l'inglese. Ha visto qualcuno?
No...
Posso chiederle chi sta cercando?
Il maresciallo esit. Sembrava che tutti pensassero alla signora Goossens come a una specie di santa del quartiere. Non sarebbe stato opportuno far sapere che era lei che stava tenendo d'occhio e aveva bisogno di tutte le informazioni che costui gli poteva dare. Alla fine disse:
Voglio vedere se qualche estraneo entra e sale le scale.
Perch non l'ha detto, allora? Posso mandare il mio apprendista fuori nel portone, se poi entra qualcuno pu venire ad avvertirla. Oh! Franco!
Il ragazzo magro col camice nero che sbuc da qualche stanza remota del laboratorio, pulendosi le mani con un cencio, ricord al maresciallo il giovane Fratello che delicatamente puliva l'olio sporco di sangue dalle mani dell'uomo moribondo, qualche mattina prima.
Vai a metterti davanti al portone ordin il signor Beppe, e se chiunque, a parte quelli che ci abitano, cerca di entrare, corri qua a dirlo al maresciallo. Hai spento il bruciatore?
S, ho finito... ma non so se va bene...
Dopo vengo a vedere. Ora vai.
Il ragazzo usc.
Gli sto insegnando a temperare il metallo. Mi ricorda i vecchi tempi quando cominci Toni. Quello che non gli ha insegnato suo padre gliel'ho insegnato io.
Ma lei non pu essere molto pi vecchio di lui, no?
Sei anni di differenza. Avevo vent'anni quando cominci Toni.
Lei era qui anche allora?
Sono qui da quando avevo dodici anni. Ero il primo apprendista di Goossens. Certo, oggi le cose non sono pi come a quei tempi. Allora facevamo gioielli, anche cose veramente speciali. Voglio dire i fiorentini, capisce. Ora non hanno soldi. I nobili sono diventati poveri e i borghesi, quelli disposti a spendere, sono pi che altro interessati a quanto  grossa la pietra che alla lavorazione artistica. Passiamo la maggior parte del tempo a riparare o a rifare la montatura di pezzi avuti in eredit. E delle volte il pezzo non vale il lavoro che c' da fare, ma siccome sono oggetti fatti qui da noi faccio il lavoro a rimessa piuttosto che mandare via vecchi clienti.
Per sembra che vi vada bene. I grandi occhi del maresciallo stavano guardando tutte le apparecchiature che c'erano nella stanza e verso il corridoio che portava ad altre stanze, da dove si sentiva gente al lavoro.
No, no, non dico che ci va male, anzi. Parlo della qualit del lavoro, non della quantit. Oggi le cose belle che facciamo vanno tutte all'estero. Anche ora ho di l due clienti norvegesi che prenderanno tutto quello che gli posso offrire, ma questa roba qua... indic una pila di oggetti dalla forma strana sul tavolo basso dove il vecchio era stato seduto a lucidare. Ora, per quanto riguarda Firenze,  questo il nostro pane quotidiano.
Non capisco bene cosa sono. Fibbie per cinture? No...
Il signor Beppe raccatt uno dei pezzi e lo mise in mano al maresciallo.
 un'iniziale...?
 un'iniziale. E la riconoscer quando la vedr attaccata su una costosissima borsa di pelle o, se  una di quelle piccole, su uno stivale altrettanto costoso.
Il maresciallo la riconobbe bene, ma era il tipo di negozio dove non sarebbe mai entrato a meno che non venisse derubato uno dei suoi clienti miliardari mentre lui passava l davanti.
Non pu immaginarsi quante di queste cose facciamo in un anno - esportano in tutto il mondo, a parte il fatto che hanno anche negozi a Parigi e New York. Il pane, maresciallo. Ributt il pezzo sul tavolo. Ma non  a fare questo che un orefice esperto vuole passare il suo tempo. Ci ho messo mio padre a lucidare a mano, che  gi qualcosa - lui non ha mestiere ma gli piace rendersi utile e a settantadue anni... Lei  sempre ansioso, lo vedo, ma non si deve preoccupare; il ragazzo  affidabile. Si sieda sullo sgabello se vuole. Mio padre  di l con i clienti.
Il maresciallo si piazz sul bordo dello sgabellino cos da poter facilmente vedere fuori nella piazza e scrutare la folla mentre parlava.
Di questi tempi non sono tanti quelli che si possono permettere un apprendista comment. Ieri stavo parlando con un tipografo che diceva che non poteva neanche pensarci...
La sua voce aveva un tono casuale, ma i suoi occhi passavano dalla finestra al signor Beppe, facevano il giro della stanza poi tornavano alla finestra e il suo discorso era tutt'altro che per conversazione.
E nemmeno io, in una situazione normale.  grazie a Toni che mi posso permettere questa e altre cose...
Forse gli deve tutto, aveva detto il cieco.
Questa ditta la comprai da Toni quando decise di trasferirsi definitivamente ad Amsterdam. In effetti la sto ancora pagando, ma a un prezzo cos basso e in un periodo cos lungo... Beh, ho lavorato per il vecchio Goossens per tutta la mia vita e ho insegnato a Toni quasi tutto quello che sapeva. Spesso suo padre era via e io avevo il compito di seguirlo. L'artigiano maestro era troppo occupato. Toni non era il tipo che si dimentica di queste cose. L'unica condizione che ha messo nel contratto di vendita era che dovevo sempre tenere un apprendista.
Deve costarle comunque un bel po'. Ora che lui  morto cosa succede?
I pagamenti dovranno essere fatti a sua moglie.
E l'apprendista?
L'accordo rimane lo stesso. Vede, maresciallo, non tengo il ragazzo perch mi tocca farlo. Questa ditta  importante per me. Ci ho lavorato tutta la vita. Mio figlio sta facendo il liceo scientifico e vuole studiare ingegneria, ma  con la continuit che questa citt  diventata quello che . Se muore l'artigianato perch mancano gli apprendisti...
Cos'altro c'era nel testamento?
Niente di interessante: qualche gioiello alla suocera e lo stesso alla matrigna che ha sempre diritto di abitare nell'appartamento qua sopra come avrebbe voluto il padre. Non aveva altri familiari - ah, c' anche una piccola successione per una signora anziana che abita qua sopra.
La signora Giusti?
S.
Lei ha un'idea sul perch la matrigna se ne sia andata cos all'improvviso?
Non saprei proprio, no...
Non vuole fare ipotesi?
Era una brava persona, a Toni voleva un bene incredibile. Lui la amava tanto.
Per  andata via senza dire una parola - nemmeno a lei ha detto niente?
Davvero. Subito dopo il funerale. Non prese nemmeno le sue cose. Pare che lass ci siano ancora i suoi vestiti.
Al maresciallo venne in mente che forse la donna aveva fatto cos anche dopo la morte del suo primo marito: andare via lasciando tutto dietro di s per ricominciare una nuova vita in un altro paese. Non era improbabile che si fosse risposata. Ma adesso era meglio non dire nulla. Disse invece:
Toni deve esserci rimasto molto male.
Eh, s.
Ma non ha mai dato una spiegazione, che so, una discussione...?
Non ci furono discussioni. Toni non c'era nemmeno quando se ne and. Era ad Amsterdam e neppure lui seppe spiegarselo. Era confuso come lo eravamo tutti noi. All'inizio telefon e scrisse lettera dopo lettera tramite gli avvocati di lei, chiedendo solo di rivederla per una spiegazione. Alla fine Wanda, sua moglie, si impunt. Comunque, non ci fu mai una risposta e allora, pi o meno, si arrese... Anche se ultimamente...
Ultimamente?
Sto pensando all'ultima volta che venne qua, sar stato circa quattro mesi fa. Sembrava che pensasse che ci fosse una speranza di rimettersi in contatto.
Senza dire il motivo?
No, per qualche ragione sembrava sicuro che avrebbe avuto notizie, che lei sarebbe dovuta tornare. Non ho insistito perch era un argomento che non affrontava volentieri. Non l'ha mai superato veramente.
Pensa che potrebbe avere qualcosa a che fare con il bambino che stavano aspettando?
Forse, pu essere. Dopo tutto, in un certo senso, stava per diventare nonna per la prima volta.
Non era cambiato nient'altro nella vita di Toni?
No, che ne sappia io.
E come le era sembrato l'ultima volta che lo ha visto?
Particolarmente felice. Soprattutto per il bambino. Dopo otto anni non ci sperava nemmeno pi.
Otto anni? C'era qualche problema?
Non glielo so dire. So solo che era fuori di s dalla contentezza quando la notizia fu confermata. Ci chiam da Amsterdam.
Eravate sempre in contatto con lui ad Amsterdam? Voglio dire, vi faceva sempre sapere quando sarebbe tornato? La signora Giusti mi ha detto che a volte la chiamava.
S, chiamava anche me, ma non questa volta.
Allora a parte la telefonata per il bambino, non era stato in contatto con lui negli ultimi quattro mesi?
Non ho detto questo. Ho detto che non mi ha fatto sapere che veniva gi. Lo aspettavamo fra due mesi. Tutti gli affari che aveva a Firenze li conduceva attraverso questa ditta. Trattava con altri gioiellieri oltre a me, ma ci incontravamo sempre qui. Combinavo tutto appena mi telefonava. Nel frattempo si pu dire che ci tenevamo in contatto perch gli mandavo la sua posta. Alcune cose arrivano ancora qui, pi che altro cataloghi, bollette e avvisi del Comune, tasse e roba del genere, perch l'immobile era suo, cos recupero anche la posta lasciata in cassetta per l'appartamento di sopra.
Quando gli ha mandato la posta l'ultima volta?
Saranno state circa tre settimane fa. Non la mando di volta in volta, quando ce n' un po' faccio un pacchettino - a meno che non ci sia qualcosa che sembra urgente.
Allora ci poteva essere una lettera della matrigna nell'ultima spedizione?
Non credo. Prima di tutto perch, dopo che si  sposato, Toni le ha mandato il suo indirizzo ad Amsterdam tramite l'avvocato e poi se gli avesse mandato una lettera qui l'avrei notata.
Le apre?
No, ma, come dicevo, mando una lettera da sola, se sembra importante. Avrei sicuramente notato una lettera personale con un francobollo inglese, gli avrei anche telefonato.
Le aveva mai chiesto di farlo?
Non proprio, ma sapevo quanto era importante per lui.
Si ricorda cosa c'era nella posta che ha mandato? Non c'era proprio niente di personale?
Dopo tutto, se c'era qualcosa, non doveva necessariamente essere stato spedito dall'Inghilterra. Se la donna era qui ora, poteva essere gi stata qui anche allora.
Di personale non c'era proprio nulla. Mi ricordo che stavo pensando di aspettare un'altra settimana, ma il ragazzo stava andando alla posta e allora ho deciso di spedire quello che c'era: un catalogo, una lettera di un gioielliere di qui che chiedeva delle pietre - l'aveva lasciata qui e gli ho detto che l'avrei spedita io - e una lettera dal Comune. Nella cassetta non c'era altro.
Qualcuno aveva ordinato delle pietre... Saranno state di valore?
L'orefice sorrise della sua ingenuit.
Certo, erano diamanti. Ma non li avrebbe certo portati gi questa settimana senza avvertirmi, se  a questo che sta pensando. E, poi, non avrebbe avuto il tempo di comprarli e tagliarli.
E la lettera dal Comune?
Boh, non ne ho idea. Non l'ho neanche guardata, quelle buste gialle sembrano tutte uguali.
Il maresciallo si era alzato in piedi e stava giocherellando con il berretto. Era tutto li, ne era convinto. Se solo fosse riuscito ad afferrarlo. Tutti gli elementi per un delitto e anche tutti gli elementi per un litigio in famiglia. Ma tutti continuavano a dire che non c'era stato nessun litigio e nessun delitto. Ogni volta che cercava di afferrare uno di questi elementi esso svaniva come un fantasma alla luce del giorno.
Si rimise a sedere con un tonfo e tir fuori il fazzoletto per asciugarsi la fronte.
Eppure qualcosa c' che ha diviso la famiglia... E perch avrebbe portato con s l'abito nero come se avesse dovuto vestirsi per il proprio funerale...
C' anche chi dice che  cos.
Anche lei? Il maresciallo alz lo sguardo e lo fiss.
No, rispose piano ma questo sta a lei deciderlo.
Non sta a me per nulla! Le grandi mani del maresciallo erano serrate sulle ginocchia per la frustrazione, aveva il viso rosso per il caldo e per una specie di rabbia impotente, come un toro nell'arena che  stato tormentato troppo a lungo. Non sta a me per nulla, e so che se non trovo la risposta prima che lo seppelliscano non la trover pi! Funerali - si torna sempre l.
Come la maggior parte dei problemi familiari. Quelli o i soldi.
E questa famiglia sembra averne parecchi di tutti e due - per non parlare dei diamanti. Se solo avessi pi tempo...
Si volt tirandosi indietro ancora prima di sentire il campanello di avvertimento del cieco e i passi del ragazzo che arrivava di corsa.
Un volto bianco, maligno, stava guardando dentro attraverso lo strappo nella carta a due centimetri da lui.

7.

Il volto spar subito. Ma prima che scomparisse, il maresciallo ebbe il tempo di notare nella sua espressione sia paura che sorpresa. Precipitatosi alla porta, il maresciallo si scontr con l'apprendista che entrava di corsa. Il signor Beppe, che da dove si trovava non aveva visto nulla, usc dietro al maresciallo e vide la donna che quasi di corsa stava raggiungendo l'angolo.
Ouh, maresciallo! esclam sorpreso. Ma quella  la signora Goossens!
Ma anche se aveva sentito, il maresciallo continu il suo inseguimento. Presto, sia lui sia la donna erano spariti dietro l'angolo.
Bene, signora, ansim il maresciallo a se stesso bene... anche se non sapeva bene che cosa.
Una volta fuori dalla piazza la signora rallent un po', procedendo lungo via Mazzetta a un passo pi normale. Forse non sapeva ancora di essere seguita. Comunque, per il caldo che faceva, camminava sempre troppo velocemente e questo la rendeva facilmente individuabile mentre si faceva strada tra i turisti intorpiditi. Raggiunta la piccola piazza San Felice, dove quattro strade si incontravano in un groviglio di traffico bloccato, la signora si guard indietro. Il maresciallo era sicuro di essere stato visto. La donna esit un attimo, poi volt a sinistra.
All'inizio pens che forse avrebbe girato nuovamente a sinistra per tornare in Santo Spirito e invece lei attravers ed entr in piazza Pitti. Per un momento scomparve in mezzo a un gruppo di turisti giapponesi, le uniche persone che camminavano veloci come lei. Quando riusc a rivederla era in pieno sole, a met della salita del piazzale davanti al palazzo.
Sembrava incredibile ma si stava dirigendo verso la sua Stazione, che si trovava al di l dell'arco sull'ala sinistra, ma dopo un attimo di pausa accanto alla bancarella di cartoline la signora entr nell'ingresso principale che portava al cortile, agli ingressi delle gallerie e al giardino di Boboli. Si confuse tra la folla nel buio dell'arcata. Il maresciallo, che l'aveva seguita con affanno su per la salita, ebbe un momento di panico mentre veniva risucchiato dalla folla e la sua vista si offusc. Fino ad allora era stato troppo preso per accorgersi che la sua vista si stava indebolendo sempre pi, ma ora le lacrime gli scendevano sulle guance ed era diventato cieco come una talpa appena uscita da sotto terra. Mandandosi degli accidenti, tuff le mani dentro le tasche in cerca degli occhiali da sole. Quando riusc di nuovo a vedere aveva poche speranze di ritrovare la sua preda. Ma la folla aveva agito a favore del maresciallo. La signora aveva imboccato la grande scalinata che porta alla Galleria Palatina e, arrivata in cima alle quattro rampe, doveva essere stata rimandata indietro perch era senza biglietto. La biglietteria era nel cortile a sinistra delle scale.
La individu mentre cercava di farsi strada in mezzo a una comitiva che saliva seguendo la guida che teneva un bastone con un fazzoletto rosso in cima. Il rumore sotto il porticato era assordante e due turiste con dei tailleur color pastello tiravano il maresciallo per un braccio, pretendendo con voci stridule che spiegasse loro come trovare un qualche incomprensibile luogo. Se le scroll di dosso e si spinse verso il centro della corte come aveva appena fatto la signora Goossens, e sbigottito vide che si dirigeva verso il giardino.
Permesso, permesso!
Il tunnel in pietra che portava al livello del giardino era stretto e i turisti accaldati lo salivano a passo di lumaca, probabilmente grati per qualche momento di ombra. Chiedendo permesso otteneva solo che si fermassero a fissarlo, bloccandogli la strada in maniera ancora pi esasperante. Un giovane grosso in pantaloncini si volt all'improvviso e lo colp in faccia con un enorme zaino dal telaio di metallo.
Permesso!. Fatemi passare, per l'amor di...!
Finalmente fu in cima alla salita sotto il sole abbagliante. Oltre gli alberi la cupola del Duomo tremolava nell'aria calda. Gir a sinistra facendo schizzare la ghiaia e vide la donna che si muoveva velocemente attraverso un gruppo di bambini che venivano nella direzione opposta. Se avesse rallentato mischiandosi con la folla sarebbe stato impossibile seguirla, ma continuava a spingersi avanti quasi correndo.
Allora hai paura di me grugn affannato il maresciallo. Era gi senza fiato e sentiva la ghiaia che bruciava sotto le scarpe. In questo spazio aperto e polveroso l'intensit del sole faceva girare la testa. Il maresciallo era poco entusiasta all'idea di un inseguimento attraverso il giardino. La signora aveva abitato l vicino per anni e probabilmente conosceva il giardino meglio di lui. Sicuramente sarebbe rimasta da questa parte, dove la gente era pi fitta. C'erano almeno tre uscite che avrebbe potuto usare...
E adesso dove stai andando? Rimanendo sul livello pi basso la donna aveva preso la strada che costeggiava il retro del palazzo. Prosegu a sinistra alla biforcazione dove un enorme Pegaso si impennava, bianco e splendente, davanti alla pendenza del prato appena tagliato. Per un momento la perse di vista quando spar dietro la curva, dove una sentinella romana segnava l'inizio di un viale di allori. Perplesso, il maresciallo aument il passo. Era convinto che la signora fosse entrata nel giardino di Boboli per fingere di essere una turista o per far perdere le tracce, ma non ne era pi sicuro. Questa era una zona del giardino poco frequentata e lei doveva saperlo. Poteva anche essere che il tentativo di sfuggirgli nella galleria fosse stato un trucco e che avesse un appuntamento qui.
Beh, cara signora, se hai un appuntamento ci vengo anch'io, se non ti dispiace...
I vialetti coperti dagli allori formavano sulla ripida pendenza un labirinto di sentieri ombrosi. Fermandosi, guard su per il primo viale che sembrava sparire in una oscura infinit. Individu la sua preda che stava salendo con fatica e le and dietro. Alla prima intersezione il vestito chiaro della signora spar verso destra tra il fogliame verde scuro. Quando arriv il maresciallo, era sparita. Si ferm per tirare fuori il fazzoletto e asciugarsi la fronte e la nuca.
A parte il cinguettio di un merlo in amore, invisibile tra l'erba secca e un intreccio di cespugli oltre i confini del vialetto coperto, nel giardino c'era silenzio e il maresciallo ascoltava il proprio respiro affannoso. Gli sarebbe piaciuto sedersi sulla panchina di pietra che vedeva sporgere un po' pi in l, ma il suo istinto gli diceva di continuare. And avanti, piano, ascoltando attentamente fra il lieve scricchiolio dei propri passi. Quando all'incrocio principale usc per un momento alla luce, ne fu cos accecato, nonostante gli occhiali scuri, che il passaggio davanti a lui gli pareva un tunnel buio e indistinguibile. Solo gradualmente riapparvero il tetto di rami intrecciati e le chiazze di luce spenta sulla ghiaia. Poi si ferm.
Aveva sentito dei passi sulla ghiaia accompagnati da un fruscio. Proveniva da qualche parte sul vialetto parallelo a quello dove si trovava lui. Sbirci tra l'intreccio di foglie dal profumo dolciastro. Al di l del piccolo prato che separava i due vialetti vide muoversi un abito chiaro. Non c'era modo di passare, allora cominci a salire il pi silenziosamente possibile verso la fine del vialetto, per poi girare alla prima traversa. La figura era ancora l.
Buongiorno, maresciallo. Cosa la porta da queste parti? Si  preso un giorno di libert?
No. No...
Il giardiniere, con le maniche della camicia bianca arrotolate, stava legando un alberello di alloro a un paletto.
Era il vicino di casa del maresciallo. Smise di lavorare per chiacchierare, mentre il maresciallo si guardava intorno incerto.
Un altro scippatore, eh?
Non proprio. Devo parlare con una signora... una turista... Pensavo di averla vista qui ma mi sono sbagliato.
Una signora un po' anziana? Con un vestito color crema?
S, quella.
Il giardiniere indic con le cesoie. Gli arbusti tagliati emanavano un fortissimo profumo di alloro.
E andata lass. Secondo me si  persa, ma non mi ha neanche risposto quando l'ho salutata e allora l'ho lasciata perdere.
Il maresciallo sal a fatica il vialetto successivo. Non si vedeva un'anima. Nonostante l'ombra delle foglie stava grondando di sudore. La sua camicia e la vita dei pantaloni erano fradicie. Intravide delle macchie bianche tra il verde scuro del fogliame in un vialetto lontano. Allung il passo e si trov davanti una matrona romana che gli sorrideva blandamente con un braccio rotto proteso in avanti.
Accidenti a lei! borbott il maresciallo senza specificare se si riferiva a quella di pietra o a quella di carne e ossa.
Era arrivato in cima al labirinto e l'aveva persa. Non rimaneva altro da fare che ridiscendere. Poteva benissimo aver preso un'altra strada, ma dato che aveva poca o nessuna speranza di trovarla, tanto valeva rimanere all'ombra invece che resistere nel bagliore bianco dei larghi vialetti. Prese il ripido percorso che portava direttamente gi per il centro del giardino. A volte le scarpe slittavano sulla polvere ocra della ghiaia. I sassolini gli entravano nelle scarpe.
Arrivato in fondo si ferm a guardare l'isoletta al centro della vasca. L'acqua intorno era verde e immobile, costellata di pesci rossi. Lungo i bordi della vasca vedeva alberi di limone capovolti, in enormi vasi di terracotta. Il caldo e il silenzio producevano un effetto ipnotico. Il maresciallo aveva voglia di sedersi su una delle panchine e chiudere gli occhi. Distogliersi da quella visione verde e oro per continuare il suo cammino gli cost un dolore fisico. Sarebbe stato gi qualcosa, pensava, trovare dell'acqua da bere per togliersi dalla bocca il sapore di polvere. Ma quando and nella direzione di un rumore d'acqua corrente trov, sotto un pergolato ombroso, un omino verde muschio con pantaloni alla zuava e una giacchetta corta senza maniche che svuotava la sua damigiana di vino sempre piena in un barile tenuto da un fanciullo sorridente. Il cartello sotto le figure di pietra diceva: Acqua non potabile. Con un sospiro, il maresciallo si un al gruppo scultoreo e mise avanti le mani perch l'uomo le riempisse di acqua fresca con cui bagnarsi la testa. Si diresse lungo uno dei sentieri inferiori del labirinto, fermandosi al primo incrocio per ascoltare.
Appena cessarono i suoi passi, ud quelli della donna. Stavano venendo rapidamente verso di lui. Gir l'angolo del sentiero alla sinistra del maresciallo venendogli quasi addosso. Lui rimase l apparentemente impassibile dietro gli occhiali scuri, approfittando della sua prima opportunit di guardarla bene in faccia. Gli occhi erano freddi e senza espressione e le labbra erano ridotte a una sottile e asciutta linea stranamente attraversata da rughe verticali, come se fossero state mummificate in un'espressione di rabbia egoistica. Soltanto una chiazza rossa sul collo e un movimento involontario della testa tradirono il suo nervosismo mentre sbigottita lo evitava e continuava gi per la discesa sollevando delle nuvolette di polvere giallastra.
Il maresciallo la segu di malavoglia, ma con determinazione. Avendola vista da vicino, si rendeva conto che, nonostante i suoi tentativi di pedinamento fossero stati inefficaci, lei questo non lo sapeva. Dava l'impressione di avere corso tutto il tempo, convinta che lui la stesse abilmente seguendo senza farsi vedere. Era quasi d'accordo con il giardiniere che la credeva smarrita. Era possibile che in tutti quegli anni a Firenze non avesse passato un po' di tempo a Boboli? Sembrava cos improbabile... L'unica oasi di verde in quella prigione di pietra... eppure non si orientava... a meno che non stesse cercando qualcuno.
In fondo alla discesa, prima di girare a destra verso il palazzo, la signora ebbe un attimo di esitazione. Il maresciallo accorci le distanze mentre si avvicinavano alla zona dove si raccoglievano i turisti. Era quasi l'ora di pranzo e, vestiti in pantaloncini o in prendisole, si arrampicavano per il lato ombroso delle gradinate dell'anfiteatro fino a raggiungere le panchine di pietra in cima. Tiravano fuori la loro colazione al sacco mentre i gatti magri dagli occhi selvatici si appostavano vicino. La campana del Duomo, visibile attraverso gli alberi, stava suonando l'angelus e il maresciallo cominciava a chiedersi se e quando sarebbe riuscito a mangiare.
Mentre uscivano attraverso il cortile verso il parcheggio esterno, il maresciallo pensava con nostalgia alla penombra fresca e riposante del suo salotto, a togliersi l'uniforme sudata e le scarpe piene di ghiaia, a una doccia e a un pisolino sulla sua poltrona. Ma continu a seguire la donna che guardava ansiosamente l'orologio.
E ora dove stiamo andando...? si chiese il maresciallo mentre la donna si spingeva tra la folla lungo lo stretto marciapiedi di via Guicciardini verso il Ponte Vecchio. Aveva gi deciso che non gli sarebbe affatto piaciuto essere un turista se questo voleva dire trascinarsi in giro cos per tutto il giorno. Attraversarono il ponte tra i negozietti dei gioiellieri. Forse la signora doveva vedere un gioielliere? L'olandese poteva benissimo avere portato dei gioielli con s, forse importati illegalmente... Ma la donna prosegu senza nemmeno un'occhiata ai negozi. Adesso erano in via Por Santa Maria e lei stava guardando di nuovo l'orologio. Se aveva un appuntamento, non era stato in Boboli. Aveva semplicemente cercato di seminarlo.
Prima del mercato del Porcellino la signora gir a destra, entrando in via Vacchereccia, una strada corta che sbucava in piazza della Signoria dove si trova il Palazzo Vecchio con la sua torre di pietra, i merli e gli stemmi araldici. Prima di entrare in piazza la signora si ferm per guardare di nuovo l'orologio. Il maresciallo guard il suo, era mezzogiorno passato. La signora stava ancora esitando. Cercava di apparire tranquilla e guardava con noncuranza la vetrina del caff Rivoire, dove c'erano montagnette di cioccolatini fatti a mano avvolti in carta gialla. Il maresciallo si chiedeva se sarebbe entrata ma, dopo un'occhiata ai prezzi sui pezzetti di cioccolato, la signora torn indietro di qualche metro per entrare in un bar normale.
Il maresciallo, che la guardava dal mezzo della strada, si disse: Bene! e la segu all'interno. Comunque, pens il maresciallo prendendo un panino, siamo ben lontani dal commercio internazionale di diamanti. Sembra che alla santarella non piaccia spendere. Ordin un caff e un'acqua minerale cercando i pochi soldi che potevano essere rimasti nel taschino della giacca. Decise che era una fortuna che la signora non avesse scelto il Rivoire. Il locale era stretto e c'erano solo tre tavoli. A uno di questi era seduta la signora davanti a due tramezzini e una bibita.
Avete un telefono?
In quella nicchia laggi.
Mi d un gettone?
Dall'interno della nicchia riusciva appena a vedere i due tramezzini e una scarpa della donna. Mentre faceva il numero vide la mano, secca come un artiglio, prendere uno dei tramezzini.
Carabinieri Palazzo Pitti.
Sei tu, Gino?
S, maresciallo, dove si trova? Il pranzo...
Lo so, ma non torno. Mangiatelo voi.
Avevano sempre fame. Gino era capace di mangiarsi anche tre piatti di pasta prima di passare al secondo. Ci sono messaggi?
Solo uno.  stato arrestato un drogato mentre cercava di vendere una Cinquecento. Prima  stato arrestato per spaccio quello che gliela stava comprando - l'avrebbe pagata con l'eroina -, ma poi la macchina  risultata rubata, cos per una volta abbiamo ritrovato una Cinquecento.
E il messaggio qual era? Il tono di sorpresa traspariva anche attraverso la bocca piena.
Il messaggio  che dobbiamo cercare il proprietario perch non ha denunciato il furto. Il brigadiere Lorenzini dice che probabilmente non lo far perch la macchina non vale nulla.
Hai controllato...
Il secondo tramezzino era ancora sul piatto, ma il piede era sparito.
maresciallo...?
Riattacc e corse verso la porta lasciando un biglietto da mille sul bancone mentre passava. Se fosse stato un attimo pi lento l'avrebbe persa, ma not subito il passo troppo veloce e il vestito color crema della signora che stava entrando in Palazzo Vecchio. Poi rallent. Se dovevano di nuovo fare i turisti, per lui andava bene. Ma non intendeva sprecare pi energie. Si sarebbe accontentato di aspettarla l. All'interno il cortile oscuro brulicava di turisti che puntavano i loro flash verso il cherubino di bronzo del Verrocchio aggrappato al suo pesce, paffutello sopra l'acqua gocciolante della fontana. Anche se lo sapevano, evidentemente non gli importava che fosse una copia. Degli impiegati stavano uscendo dall'ala del palazzo destinata agli uffici municipali, sul lato sinistro del cortile.
I due vigili di guardia al palazzo guardavano con curiosit il maresciallo sudato e scompigliato, ma il maresciallo diede loro il buongiorno senza offrire spiegazioni e allora continuarono la loro conversazione, interrompendosi ogni tanto per dirigere i turisti verso gli appartamenti monumentali.
Non ne posso pi si lament uno di loro, alzando il suo casco bianco per asciugarsi con un fazzoletto. E come un bagno turco. Sono tre notti che non dormo!
Non durer disse l'altro con tono sicuro. Un rombare di tuoni che si avvicinavano conferm la sua profezia.
Solo allora il maresciallo si ricord le parole del fioraio cieco: Fra non molto ci sar un temporale. Guard ansioso verso il cielo. Era ancora di un azzurro limpido e innocente ma l'aria era pi umida e pesante che mai. Il rombo del temporale era divenuto quasi continuo. Diede un altro sguardo dentro il cortile giusto in tempo per vedere la signora che usciva. Quando lo vide sobbalz, poi si volt, fingendo di esaminare il cherubino di bronzo e l'acqua che colava dalla fontana. Forse avrebbe dovuto seguirla all'interno? Era sembrata una nuova manovra per schivarlo, ma se invece avesse incontrato qualcuno... Era improbabile perch era stata dentro solo per pochi minuti... Per era abbastanza per scambiarsi qualcosa, no?
Gli occhi del maresciallo scrutavano i turisti che uscivano carichi di macchine fotografiche, zaini e guide. Avrebbe dovuto seguirla dentro. Era pi allarmata di vederlo qui di quando si era quasi scontrata con lui a Boboli. Rimase l a fissarla, sapendo che lei lo sentiva anche se era di spalle. Finalmente la donna decise di muoversi e improvvisamente si diresse verso di lui. Teneva le spalle diritte e rigide, ma aveva la testa leggermente piegata nonostante i suoi evidenti sforzi di tenerla su. Una volta che lo ebbe oltrepassato, fece di nuovo quel suo leggero scatto della testa, come per dire: Qualunque cosa stia pensando, io ho tutto il diritto di fare quello che sto facendo! Per, mentre il maresciallo la seguiva attraverso la piazza, c'era qualcosa nell'atteggiamento della signora che la faceva sembrare allo stesso tempo contrariata e frustrata. Forse i suoi sforzi per seminarlo l'avevano fatta ritardare a qualche appuntamento? Troppo tardi per fare quello che doveva fare? All'angolo con via dei Calzaiuoli la donna si ferm. C'era un chiosco dove compr un giornale inglese. Si ferm poi a leggerlo. Il maresciallo si appost in un portone dall'altro lato della strada fissando le parti della signora visibili dietro al giornale. Not che i tacchi delle scarpe color crema erano piuttosto spessi e, come aveva giudicato il cieco, non molto alti. Erano quelli che la signora Giusti aveva sentito sulle scale? Era una donna. Tacchi alti. Beh, non erano molto alti ma abbastanza per distinguerli dalle scarpe di un uomo. Chiss se portava ancora il famoso anello o se era stato abbandonato insieme a tutte le cose che appartenevano alla sua vita precedente? Da quella distanza non riusciva a vedere. Per quanto ancora dovevano sostare su questo angolo? Prima o poi doveva muoversi...
Il maresciallo guard in fondo alla strada verso la piazza del Duomo dove era il campanile. Guard meglio. Il campanile era sparito. Si tolse gli occhiali e li fiss prima di guardare nuovamente in fondo alla strada. Non era stato ingannato, non si vedeva nessun campanile. Il fondo della strada era immerso in una nuvola densa e grigia e la nuvola si muoveva verso di lui, minacciosa. Davanti a essa la gente fuggiva sparpagliandosi nei portoni. La strada era deserta quando il primo gigantesco fulmine sfrecci gi nel centro della strada con un boato assordante. La nube non aveva ancora raggiunto la piazza e il cielo sopra la testa del maresciallo era ancora azzurro. Si guard intorno per un riparo chiedendosi se avrebbe fatto in tempo a raggiungere il Palazzo Vecchio. La donna si era ritirata sotto la tettoia del chiosco ed evidentemente intendeva rimanerci.
Anche il maresciallo arretr in un portone che offriva poco riparo ma che comunque aveva uno scalino alto e la grondaia dell'edificio sporgeva di un metro almeno.
Nonostante tutto, quando la pioggia lo raggiunse gli scrosci addosso infradiciandolo dalla testa ai piedi, facendolo boccheggiare. Si spinse il pi possibile dentro il portone mentre l'acqua passava mulinando sotto i suoi piedi. Nel buio improvviso si accese l'illuminazione stradale per poi nuovamente spegnersi quando un fulmine saett gi per il lato di uno dei palazzi pi alti. Uno o due taxi stavano ancora cercando di circolare lungo via dei Calzaiuoli con i fari accesi, il resto del traffico si era fermato. Adesso non vedeva pi la donna che era nascosta da un gruppo di turisti con indosso degli impermeabili trasparenti dai colori vivaci e che si erano accalcati con lei sotto il chiosco. Strillavano agitati mentre l'acqua grigia scorreva in torrenti intorno alle caviglie e tenevano le mani bagnate sulle orecchie incappucciate a ogni esplosione lacerante che riverberava tra gli alti palazzi.
Il maresciallo conosceva bene la natura di questa bestia. Dopo essersela presa con la grande, altera cupola del Duomo con la sua sfera d'oro che sembrava sfidare il cielo, si dibatteva in giro per la citt, terrorizzando la popolazione e travolgendo ogni cosa al suo passaggio. Poi si avventava sugli alberi alti del giardino di Boboli e saliva gradualmente sempre pi in alto a consumare la sua furia rimbalzando tra le colline che circondano la citt. Avrebbe continuato a lampeggiare e rumoreggiare l per il resto della giornata e per tutta la notte, tornando di volta in volta a colpire le antenne rosse e bianche dei ripetitori radio che si stagliano sulla collina dove si trova il cimitero.
Tornarono le luci e rimasero accese. Il maresciallo si chiedeva se i guardiani stessero gi evacuando Boboli, avvertendo i visitatori di stare lontani dagli alberi che un fulmine poteva spaccare come fiammiferi. Si ricord di aver lasciato la finestra del bagno aperta... Forse poteva raggiungere un telefono prima che il temporale arrivasse a Pitti...
Un paio di piedi, con unghie smaltate di un rosso vivace calzando sandali delicati, stava arrivando schizzando nell'acqua. Una ragazza senza fiato e con il vestito appiccicato addosso salt sullo scalino accanto al maresciallo. Portava un vassoio, ormai allagato, con tre tazzine di caff e dei panini mezzo disintegrati che ci galleggiavano sopra. Probabilmente era una commessa, sorpresa dal temporale mentre tornava con il pranzo per i colleghi. L'acqua le gocciolava dai capelli scuri. Dopo aver guardato un paio di volte su e gi per la strada oscurata si volse verso di lui e disse: Ormai!. Poi salt gi nell'acqua correndo a testa bassa.
Le scarpe del maresciallo si erano riempite dell'acqua che gli scorreva gi dai pantaloni fradici. Tent di asciugarsi la faccia con un fazzoletto ma riusc soltanto a bagnare il fazzoletto. La pioggia all'inizio era stata calda ma ora era diventata fredda e il maresciallo cominci a tremare. Alcuni turisti partirono di corsa con i loro impermeabili iridescenti. Ora la signora Goossens era di nuovo visibile. I suoi capelli ossigenati erano appiccicati al volto pallido per lo spavento e i suoi occhi osservavano il temporale con un'espressione di odio profondo. Pensava forse che fosse una specie di castigo divino? Se cos era, evidentemente lo considerava ingiusto...
Ne ho tutto il diritto... Ma, diritto di fare che cosa? Cosa ci faceva qua dopo tutti questi anni? E se il suo figliastro lo aveva avvelenato lei, che motivo avrebbe potuto avere?
I fulmini erano passati oltre, verso altre strade ed erano visibili solo come dei lividi flash accompagnati da tuoni assordanti che avevano gi provocato al maresciallo un mal di testa tremendo. L'illuminazione stradale diffondeva una luce lugubre che era pi deprimente di quanto lo fosse il buio del temporale. L'odore sulfureo delle scariche elettriche si mescolava con l'odore terroso dell'acqua piovana che grondava dai tetti di terracotta. L'intensit della pioggia non dava segno di diminuire e le fontane e le fogne stavano gi traboccando. L'acqua si rovesciava dalle grondaie per scrosciare sul marciapiede con gran fragore. Si formavano cascate dovunque ci fosse una rottura nelle grondaie, facce di pietra ghignanti vomitavano acqua malevolmente nelle loro vasche gi colme.
Le persone si chiamavano sopra il frastuono del temporale. Solo il maresciallo e la signora si guardavano in silenzio dai lati opposti della strada. Lo sguardo negli occhi della donna era pieno di odio.
Maresciallo? Dove si trova?
Sono in un bar. Questa volta la vedeva completamente mentre aspettava il caffellatte al bancone e si asciugava i capelli col fazzoletto. Ascolta, Gino, vai nel mio appartamento e chiudi la finestra del bagno, se non  troppo tardi per evitare che si allaghi tutto.
E tutto a posto, l'abbiamo gi chiusa, maresciallo. Il brigadiere ha controllato tutta la caserma e ha messo un asse di legno davanti alla grata della cantina. Dice che sar un brutto temporale.
Lo . Non  ancora arrivato l?
No, ma  molto vicino. Sta diventando buio... In sottofondo il maresciallo sentiva gli altoparlanti di Boboli che davano in quattro lingue il loro avvertimento. Per un po'  andata via la corrente ma ora  tornata. Il brigadiere ha detto che sperava che lei si trovasse da questa parte dell'Arno...
No, comunque non sono lontano. Ci vediamo dopo.
Mi immagino che non sia lontano da casa? Dalla caserma, voglio dire.
Come Lorenzini, il cieco aveva sofferto nell'alluvione del '66...
Mentre seguiva faticosamente la signora attraverso il Ponte Vecchio il maresciallo sentiva che tutta la citt era tesa e inquieta. Nelle vetrine dei gioiellieri le luci erano accese e molti dei negozianti stavano sull'uscio del negozio discutendo sulla inadeguatezza dei lavori di dragaggio del fiume e di rafforzamento degli argini, che erano tuttora in atto. Una delle grosse gru gialle era rimasta su un'isola artificiale di sabbia. Alcune persone erano affacciate al parapetto centrale del ponte a guardare la corrente marrone che trascinava con s enormi rami strappati dagli alberi nelle lontane campagne, dove era cominciato a piovere giorni prima.
Mentre sguazzava miseramente lungo via Guicciardini l'unica cosa che avrebbe potuto confortare il maresciallo era che la signora Goossens fosse bagnata quanto lui. Ma dato che lei era piuttosto anziana e che lui non era vendicativo, l'idea non lo confortava affatto. Appena prima di arrivare in piazza Pitti la signora entr in una pensione sulla sinistra e lui la segu senza pensarci. Sarebbe dovuto venire qui comunque se fosse finita con questo folle inseguimento.
Quando il maresciallo arriv alla reception al primo piano del palazzo la signora aveva gi preso la sua chiave ed era sparita. Lui non fece nessuno sforzo per seguirla e quando il portiere perplesso gli mise il registro blu nelle mani gocciolanti, disse semplicemente:
Devo usare il telefono.
Prima di fare il numero apr il registro e copi nel suo taccuino il numero del passaporto inglese e il nome Goossens Teresa. Non gli piaceva che avesse lo stesso nome di sua moglie, anche se tutti dicevano che era cos buona. Era arrivata il giorno prima. Marted.
Stazione di Palazzo Pitti.
Gino? Sono di nuovo io. Devi dire a Lorenzini di venire immediatamente a incontrarmi alla Pensione Giottino. Se non mi trova qui, non importa, deve tornare subito in caserma. Capito?
Pensione Giottino... s, ho scritto tutto. C' un messaggio per lei, vuole che glielo legga?
Dimmi.
Ha chiamato una signora e ha detto... l'ho scritto perch sembrava un po' strano, ha detto: "No, nessuno di noi e ho controllato anche i ragazzi. Nessuno". Ha detto di chiamarsi Franca e che lei avrebbe capito.
S. Grazie.
Riattacc.
Quella non era certo una signora borbott a se stesso, ma apprezzava la discrezione di Franca e lo divertiva l'idea che avesse chiesto anche ai ragazzi. In effetti non riusciva a immaginarsi l'olandese che si portava a casa una prostituta, ma l'idea che fosse andato con uno di quei travestiti... Comunque se si fa un controllo dev'essere a tappeto, altrimenti  inutile.
Qualcosa non va maresciallo?
No rispose il maresciallo.
L'unica cosa che avrebbe voluto evitare era di coinvolgere i ragazzi in questa storia, ma fradicio com'era non poteva continuare e non poteva neanche trascurare il giro degli alberghi.
Fino a che non arrivava Lorenzini non si poteva muovere perch era troppo bagnato per sedersi su una delle brutte poltrone verdi della hall. Aveva gi lasciato delle impronte nere e una pozza d'acqua sulla moquette vicino al banco della reception. Ancora una volta apprezz con sollievo la tirchieria della signora. Gocciolare sulla moquette dell'Excelsior sarebbe stato mortificante.
Lorenzini si precipit di corsa su per le scale come faceva sempre. I suoi occhi grigi brillavano dalla curiosit.
Questa signora qua. Il maresciallo indic il nome sul registro. Se esce dalla sua stanza il portiere - sono sicuro che sta ascoltando anche se  abbastanza educato per fingere di no - ti dir chi . Se esce voglio che la pedini.
Seguirla... L'espressione di Lorenzini era stupita. Pedinarla? Ma... voglio dire... non sono mica dell'investigativa!
Che c'entra questo?
Beh... Lorenzini si guard. Sono in uniforme, maresciallo. Mi noter. Voglio dire, mi devo nascondere nei portoni e roba del genere?
Perch diavolo dovresti fare cos?
Beh... per non farmi vedere.
Il portiere, a bocca leggermente aperta, spostava lo sguardo dall'uno all'altro come durante una partita di tennis. Sia lui sia Lorenzini sobbalzarono quando il maresciallo esplose:
Che diavolo importa se ti vede o no! Io voglio sapere dove va, tutto qua! Voglio sapere dove va! Hai capito?
Sissignore!
Non la perdere di vista!
Sissignore!
E tienimi informato. Io vado a casa. Sono fradicio!
Con questa superflua puntualizzazione usc. Scese le scale con passo pesante, lasciando sbigottiti alcuni ospiti che salivano, borbottando: Mi devo nascondere nei portoni... per l'amor di Dio...!.
La pioggia si era calmata un po' e ormai il maresciallo era talmente bagnato che prima di tornare a casa fin il suo giro degli alberghi. Fece una partaccia al proprietario della Pensione Giulia per non avere ancora trovato la data di rilascio del passaporto dell'ospite di nome Simmons anche se era sicuro di averlo scritto da qualche parte.
Ma, maresciallo, anche se fosse scaduto che potrei farci? Ma veramente, che ci dovrei fare io? Non  mica responsabilit mia se la gente non ha i documenti in regola.
Responsabilit sua! Non sa nemmeno cosa vuol dire questa parola. Ma uno di questi giorni te ne pentirai. Avrai bisogno di aiuto e ti aspetterai che noi accorriamo ad aiutarti.
Beh, comunque, era solo per una notte. Mal di poco disse il proprietario debolmente.
E il maresciallo esplose di nuovo.
Quando, due ore pi tardi, finalmente torn alla caserma, Gino lo stava aspettando alla porta dell'ufficio. C'erano grandi pozze d'acqua sulla ghiaia ma il peggio era passato e aveva gi tolto l'asse che impediva che si allagasse la cantina.
Ma, maresciallo,  tutto bagnato! disse il giovane Gino costernato, maresciallo, sar meglio che glielo dica...
Gino, ragazzo mio, qualsiasi cosa mi devi dire, prima fammi entrare.
Ma...  che ha telefonato Lorenzini e...
L'ha persa! Lo strozzo!
Nossignore, voglio dire non l'ha persa, ma ha detto...
Perch stai parlando sottovoce?
Gino lanci uno sguardo preoccupato dietro di s. Ha detto di dirle che ha dovuto prendere un taxi e che l'ha seguita e che ora lui si trova a Borgo Ognissanti, al Comando, e voleva sapere cosa fare - solo che tutto questo  avvenuto pi di un'ora fa.
Dov' che si trova? E dove diavolo si trova la donna che dovrebbe pedinare? Per piacere, mi vuoi fare entrare!
Gino ancora non si mosse e il maresciallo cominci a spingerlo da parte. Non not la macchina in pi parcheggiata oltre il furgone.
Ma  l che si trova, o che si trovava la signora, e ora c' un tenente...
Il maresciallo gli pass accanto entrando nel suo ufficio. Sull'angolo del tavolo c'era un berretto leggermente chiazzato dalla pioggia con una fiamma d'oro sul davanti e un filo d'argento tutto intorno. Sulla poltrona, con davanti a s il fascicolo e con un dito guantato che su quel fascicolo batteva lentamente, era seduto il giovane tenente, il viso pallido, le labbra increspate.

8.

Il maresciallo non era mai stato cos contento. Il fascicolo di Goossens era aperto davanti a lui sulla scrivania con il contenuto sparpagliato. Stava scrivendo velocemente su un foglio protocollo. Sotto la grande finestra le auto entravano e uscivano con le sirene che si mettevano in funzione o si fermavano mentre attraversavano il cancello automatico della Caserma di Borgo Ognissanti. Dopo il temporale, le ultime ore di sole sembravano di una nuova giornata e il cielo era ampio e sereno mentre si tingeva di rosa. Quando di tanto in tanto la porta della centrale operativa dall'altra parte del corridoio si apriva, lasciando uscire un'ondata di rumore, il maresciallo non alzava la testa, ma uno sguardo soddisfatto gli attraversava il viso. Sentiva che i computer stavano lavorando alacremente in suo favore. Il tenente era andato di l per mettersi in contatto con le autorit francesi e controllare la data in cui la signora Goossens aveva attraversato la Manica. Al maresciallo, che si era arruolato prima che tutto fosse cos computerizzato, sarebbe piaciuto andare con lui. Ma aveva paura di dare noia o di toccare qualcosa che non doveva. A lui i ragazzi l dentro sembravano poco pi che studenti e, guardando dentro mentre passava, si era detto: Eh, oggigiorno abbiamo dei ragazzi istruiti!. Si sentiva orgoglioso di loro come se fossero stati figli suoi.
Bussarono alla porta ed entr un carabiniere portando un vassoio con due caff e dei biscotti.
Li ha ordinati il tenente Mori, maresciallo.
Grazie. Fammi spostare questi fogli cos puoi mettere qui il vassoio.
Si rilass un momento sulla poltrona sorseggiando il caff. Il ragazzo che lo aveva portato era giovane e aveva il viso rubicondo, gli ricordava Gino. Sorrise, come facevano tutti, al pensiero di Gino, alla sua espressione impaurita, quando il maresciallo e il tenente erano usciti dall'ufficio e lo avevano trovato ancora l che cercava di spazzar via l'acqua del temporale davanti all'entrata. Era la faccia che hanno i bambini quando i genitori litigano e sono incapaci di intervenire. Il maresciallo gli aveva dato una pacca sulla spalla, come se avesse voluto dire: Va tutto bene, figliolo.
Perch era andato davvero tutto bene. Il tenente, dopo un preambolo divagante e imbarazzato, alla fine aveva annunciato che la signora Goossens era stata da lui. A quel punto il maresciallo si era preparato al peggio, la sua mente brancolava alla ricerca di una qualche scusa da offrire - non al tenente, ma a sua moglie, dopo il suo improvviso trasferimento. Al momento non si era reso conto di quanto stava rischiando, ma l'imbarazzo del tenente, la sua riluttanza a dire quello che doveva dire gli faceva pensare che la cosa fosse molto pi grave di quanto si era aspettato. Mentre stava seduto l a guardarsi le mani intrecciate, rosso in viso, trovava difficile concentrarsi su quello che gli veniva detto. Alla fine, poich il tenente si gir e gli parl in maniera pi diretta, con tono urgente, una frase chiara raggiunse la coscienza turbata del maresciallo.
Quella donna - la signora Goossens - aveva qualcosa che trovavo profondamente sconcertante. Sentivo che stava nascondendo qualcosa - ma allora perch sarebbe venuta a parlarmi? Nel suo atteggiamento c'era sfida, come se avesse commesso qualcosa, ma convinta di averne avuto il diritto... Non lo so spiegare esattamente, ma sono sicuro che se l'avesse vista...
Ci fu una pausa abbastanza lunga da permettere che le ultime parole arrivassero a segno e che il maresciallo si ricomponesse. Non lo aveva denunciato. Allora non aveva osato. Aveva fatto finta di non sapere di essere stata pedinata e si era presentata al Comando per mettersi dalla parte del giusto. Sembrava tornare sempre a quello...: Sono nel giusto, ne ho il diritto. Lo aveva notato anche il tenente e ne era rimasto altrettanto stupito.
Per tutto il tempo che mi ha parlato, si guardava intorno come se qualcuno dovesse spuntare da un armadio per arrestarla. Non saprei proprio chi...
Il maresciallo rimase zitto.
Lei ammette... dice... di essere venuta a trovare il figliastro, anche se non lo vedeva da dieci anni, ma non potevo certo obbligarla a dirmi perch. Diceva solo che era una questione di famiglia, che riguardava pi che altro lei stessa e che non poteva avere niente a che fare con il suicidio...
Ha detto proprio suicidio?
S. Ma avevo gi accennato all'opinione del sostituto procuratore, quindi davvero non riesco a capire perch avrebbe dovuto essere cos nervosa. Dal modo in cui continuava a guardare la porta sembrava che avesse paura che qualcuno l'avesse seguita fino al mio ufficio...
Il maresciallo fissava la sua scarpa bagnata.
Vedo che lei pensa che stia esagerando. Le confesso una cosa: questo  il mio primo caso... il primo caso di cui mi occupo da solo...
Il maresciallo ricompose i suoi lineamenti in un'espressione di sorpresa.
S, ribad il tenente davvero.
Quanti anni avr avuto? Ventiquattro-venticinque? Ne dimostrava di meno. Forse perch aveva le lentiggini. Il tenente arross leggermente, probabilmente seccato di aver abbassato la guardia, dimenticando di essere un ufficiale che stava parlando con un proprio subordinato e di essersi comportato come un giovane insicuro che chiede aiuto al pi anziano. Il fatto che fosse arrossito gli conquist la simpatia del maresciallo. Non poteva per raccontare quello che il tenente voleva sapere senza scaricargli addosso la responsabilit delle proprie attivit non autorizzate. Invece gli chiese:
Ha parlato con il sostituto procuratore?
Brevemente, prima di venire qui.
E lui cosa dice?
Dice... ha gi mandato la sua richiesta di archiviazione sotto la voce "Nessuna indagine necessaria".
Ho capito.
Pensavo che lei... che quando  venuto da me ieri fosse stato dell'opinione che...
Che l'olandese sia stato ammazzato, signore. S.
Naturalmente ho studiato la questione con attenzione e ci sono una o due cose che non quadrano con un normale suicidio. Se venisse al corrente di altri elementi...
Effettivamente qualche cosa ci sarebbe, signore.
Il giudice istruttore non firmer l'archiviazione del caso fino a dopo il funerale, nell'eventualit che uno dei familiari dovesse presentare una denuncia. In altre parole abbiamo tempo circa fino a domani all'ora di pranzo...
Allora non ci rimane che cercare di fare il possibile, signore, no? Se non le dispiace sar meglio che mi vada a cambiare...
Soltanto ora il tenente not che l'uniforme del maresciallo era fradicia.
Adesso erano le otto e mezzo passate e fuori la luce stava sfumando verso il crepuscolo. Il maresciallo fin il suo caff e accese la luce sulla scrivania del tenente. Sembrava a questo punto che avessero un'ora pi di quanto avevano pensato. Avevano infatti telefonato dal Consolato Olandese per comunicare un messaggio della suocera dell'olandese. Il bambino era nato alle cinque di questo mattino, un maschio, prematuro di due settimane. A causa delle doglie della figlia, la suocera non aveva preso il treno della notte prima, come previsto, ma aveva preso l'espresso Holland-Italien di oggi pomeriggio. Il treno non sarebbe arrivato a Firenze fino alle dieci e trentasei di domani, quindi il funerale era stato posticipato di un'ora, alle undici e trenta. L'orefice, il signor Beppe, si era occupato di tutta l'organizzazione appena il feretro era stato rilasciato dall'Istituto di Medicina Legale. Ora l'olandese giaceva nella sua bara nel laboratorio che era stato appositamente sgomberato e decorato con i fiori del cieco e due candele di cera d'api.
Meglio qui aveva detto l'orefice quando il maresciallo e il tenente si erano fermati per fare le loro condoglianze, lungo la strada per Borgo Ognissanti, che lass. I suoi occhi guardarono momentaneamente il soffitto: Non l'ho mai visto triste in questa stanza.
Non avevano obbiettato.
maresciallo. Il tenente era entrato ora nella stanza con in mano un foglio che mise davanti al maresciallo senza una parola, prima di sedersi dalla propria parte della scrivania.
Beh, dovevamo aspettarcelo, signore disse il maresciallo dopo avergli dato uno sguardo. Nessuno sarebbe abbastanza sciocco da mentire su questo, non dopo avere compilato una carta di imbarco.
Lo so. Il tenente si stropicci gli occhi con le dita tese dal nervosismo.  solo che abbiamo cos poco tempo che ogni falsa traccia deve essere considerata come minuti sprecati.
Nell'esperienza del maresciallo controllare l'ovvio era una parte importante in un'indagine, ma adesso non era certo il momento di dirlo.
Ho fatto una lista di tutto quello che sappiamo disse e di tutte le persone in qualche modo coinvolte - forse dovremo cominciare con la sequenza degli eventi cos come la conosciamo. Se vuole, la leggo a voce alta e lei pu pensare.
Vada avanti. Il tenente alz lo sguardo attraverso le sue dita.
Bene. L'olandese era qui l'ultima volta quattro mesi fa e dal signor Beppe sappiamo che a un certo punto di quella visita aveva detto che la sua matrigna - che non vedeva da circa dieci anni - ora doveva tornare. Non ha detto il perch. Se lo avesse fatto ci avrebbe senz'altro risparmiato un sacco di guai. Dopo che fu partito, gli venne inoltrata la posta ma in quella spedizione non sembra esserci stato nulla d'importante. In ogni caso la signora Goossens dice di essere venuta a Firenze avendo fissato l'incontro con il figliastro tramite lettere tra l'Inghilterra e Amsterdam. Quindi l'olandese parte per un viaggio a Firenze, dicendo a sua moglie che si tratta di un viaggio d'affari. Il signor Beppe e la signora Giusti dicono tutti e due che la moglie ce l'ha con la matrigna, dato che non l'ha mai conosciuta e sa solo che quando  scomparsa ha procurato molto dolore a suo marito. Presumibilmente  per questo che l'olandese non le ha raccontato il vero motivo del suo viaggio. Prese quindi l'espresso Holland-Italien che parte da Amsterdam alle venti e diciannove e che sarebbe dovuto arrivare a Firenze alle sedici e trentatr del pomeriggio del giorno dopo, che era una domenica. Di fatto confrontava i suoi appunti con i dati forniti dal capostazione, il treno fu trattenuto per dieci minuti a Basilea per via del deragliamento di un treno merci e, avendo perso il suo turno, a ogni stazione successiva ha accumulato ulteriore ritardo e alla fine  arrivato a Firenze alle sei e cinquantasei. Da quello che l'olandese ha mangiato sappiamo che si  fermato in almeno due posti per comprarsi la cena. Potremo controllare se ce ne fosse bisogno. Affettati e formaggio eccetera, potrebbe averli presi solo da una rosticceria perch era domenica. Il caff lo potrebbe avere comprato in un bar qualsiasi.
Per quello avremmo bisogno di una fotografia recente di lui, che non abbiamo.
La signora Giusti potrebbe benissimo averne una nel suo album. Ora non possiamo entrare per vederla, sar a letto, ma forse domani...
Allora, non  andato a trovare la signora Giusti quando  arrivato all'appartamento. Questo potrebbe avere a che fare con lo scopo del suo viaggio, che voleva tenere segreto, ma potrebbe anche essere solo perch a quell'ora la signora sarebbe stata gi a letto e non aveva motivo di disturbarla - la signora va sempre a letto prima delle sette e mezzo. La donna misteriosa  arrivata verso le otto. Possiamo presupporre che lei avesse gi mangiato perch non hanno cenato insieme - almeno, non credo proprio che potrebbe avere rigovernato per s e non per lui. Sarebbe sembrato troppo strano. Forse ha preparato lei il famoso bricco di caff mentre lui stava mangiando. E probabile, perch a giudicare da dove  stato trovato il suo piatto sul tavolo come me lo ricordo io, lui le avrebbe dato le spalle mentre lei lavorava al lavandino e al fornello.
Il tenente riflett un istante e poi disse:
Questo farebbe pensare a una persona familiare. Certamente non dev'essere stata una prostituta...
Non lo era. Ho controllato. Certo pu anche darsi che uno di loro stia mentendo ma non vedo perch una prostituta avrebbe voluto ucciderlo.
Per derubarlo? Potrebbe avere avuto con s delle pietre, anche illegalmente...
In quel caso sarebbe rimasta l fino a che non si fosse addormentato per poi derubarlo. Non ci avrebbe litigato per poi andarsene via. Secondo la signora Giusti se ne  andata subito dopo il litigio. Dopo c' stato un po' di fracasso - sar stato l'olandese che metteva sottosopra il bagno. Stava forse cercando la boccetta delle aspirine dalla quale a un certo punto deve aver preso un paio di pasticche. Probabilmente pensava di essersi sbagliato e di avere preso qualcosa di velenoso. Poi nulla fino a che non l'ho trovato io. Ma il patologo ci dice che aveva vomitato, almeno in parte, la prima dose, quindi avendo smaltito la maggior parte del rimanente nel sonno si  svegliato e ha bevuto ancora del caff. Se di proposito o per sbaglio, non possiamo essere sicuri. La donna sconosciuta  svanita nell'aria e, se ha rubato qualcosa, non sapremo mai che cosa. Per delle pietre importate legalmente ci sarebbero documenti di accompagnamento e copie nel suo ufficio ad Amsterdam, ma tali documenti non esistono. Un importatore autorizzato non ha motivo di portarsi in giro la merce illegalmente perch, secondo il signor Beppe, non varrebbe la pena, il che mi sembra ragionevole. Certo questa donna potrebbe avere rubato qualcos'altro, come una lettera compromettente, ma d'altra parte lui non sembra essere il tipo per queste cose e poi avrebbe comunque aspettato che si fosse addormentato per bene. In ogni modo domenica notte lei sparisce. Marted arriva a Firenze la signora Goossens, stranamente su un treno che  composto di carrozze da quasi tutte le citt del nord Europa... si fa registrare alla Pensione Giottino. Aveva un appuntamento con il suo figliastro ma non ci sta dicendo perch.  tutto sbagliato!
Cosa  sbagliato? Il tenente si risvegli dalla contemplazione.
Beh, se... Quando era l'appuntamento secondo la signora?
Beh, non l'ha detto. Naturale, visto che lui era morto quando  arrivata...
Chiss chi  stato a dirglielo?
Il tenente prese un foglio protocollo con degli appunti e lo guard aggrottato.
A parte questo, vede cosa voglio dire? Che se avevano un appuntamento mercoled, o anche gioved sera, perch l'olandese sarebbe dovuto partire sabato per essere qui domenica? Non dovrebbe avere avuto altre cose da fare qui e per di pi sua moglie era arrabbiata con lui per averla lasciata sola. La lettera della matrigna accettava l'appuntamento o lo chiedeva...?
Non era tra le cose che lui aveva qui e la suocera non  riuscita a trovare, tra le carte che aveva a casa, alcun indizio circa il motivo della sua visita.  pi che probabile che se ne sia liberato, considerato anche lo stretto riserbo che aveva mantenuto su tutta la faccenda. Quindi, se la signora Goossens non  arrivata qui fino a marted, il giorno dopo che lui  morto, se veramente, come noi pensiamo, c'era una donna con lui nell'appartamento, allora deve avere avuto un appuntamento anche con lei, non solo con la matrigna. Dopo tutto questa non potrebbe averlo trovato per caso nell'appartamento, dato che ci passa solo un paio di giorni all'anno. Questo potrebbe voler dire che la signora Goossens non c'entra, proprio come dice lei...
Per un momento rimasero tutti e due in silenzio, pensando a quel viso pallido dalle labbra serrate, quello sguardo indignato e sprezzante.
Non ci credo disse il maresciallo testardamente, dando uno sguardo torvo alla carta di imbarco. Picchi sul tavolo con il suo grosso pugno e poi si ricord dove si trovava.
Mi scusi, tenente...
Non fa niente. Mi sento anch'io cos, ma i fatti sono questi. Lei  certo che l'uomo non ha detto altro prima di morire?
Non una parola.  gi tanto che sia riuscito a dire quello che ha detto. Che comunque non ci  molto di aiuto perch se mai trovassimo la signora in questione, ci sarebbe sempre il fatto che lui ha detto: "Non era lei". Il che ci riporta al punto di partenza.
Se fosse vero... s. Ma dato che aspettava la sua matrigna, e nessuno sapeva dell'incontro con quest'altra donna, poteva avere paura che sospettassimo la signora Goossens - come, in effetti, abbiamo fatto -, e lui stava solo cercando di proteggerla.
Potrebbe essere, ma non credo... Il maresciallo assunse un'espressione corrucciata ricordando la voce dell'olandese e il modo in cui un occhio senza vista si era aperto mentre lui moriva. Se fosse stato capace di fare quel ragionamento, e onestamente non credo lo fosse, sarebbe riuscito a essere pi chiaro, a dire che non si trattava della matrigna, o qualcosa del genere. No, sono sicuro che non era quello. E poi - forse non gliel'ho detto, ma fu uno dei Fratelli della Misericordia a notarlo - sembrava sorpreso. E perch mai?
Sorpreso? Il tenente tamburellava con le dita sulla scrivania. Beh... se era sorpreso pu solo significare che era convinto che doveva essere stata proprio lei, perch lei era l'unica persona che aveva visto.
Questo  vero... e ovviamente non pens al caff, altrimenti non ne avrebbe bevuto ancora. Mah, forse deve essere proprio cos allora.
Non mi sembra molto convinto, maresciallo.
No... no, sono sicuro che ha ragione...  solo che non lo ha detto proprio con quel tono... ma mi sa che ha ragione lei.
Il tenente lo guard per un momento ma l'espressione del maresciallo non rivelava niente. Tuttavia fu abbastanza cauto da chiedere:
Non ha altre idee sul perch avrebbe detto cos?
Beh, solo quella, ovvio.
Che sarebbe?
Che la donna non era quella che lui pensava.
Questo s che ci aiuta! Non sappiamo chi era lei e dobbiamo tentare di indovinare chi lui pensava che fosse!
Mi rendo conto che non ci aiuta molto... I grandi occhi del maresciallo giravano per la stanza che ora era tutta buia, a parte un cerchio di luce bianca sulla scrivania disordinata del tenente. E solo che mi sembrava il motivo pi semplice... Voglio dire, non poteva avere voluto dire che non era lei che lo aveva avvelenato, no? Se si fosse suicidato avrebbe potuto dirlo oppure lasciare un biglietto e non potrebbe avere pensato che fosse qualcun altro oltre a questa donna perch lui non aveva visto nessun altro.
Per quello che ne sappiamo noi, no.
Questo  vero. Per quello che ne sappiamo noi... il maresciallo guard i suoi appunti certo non si possono proprio considerare come delle prove. In effetti sono pi che altro dicerie e informazioni generiche.
Infatti. La maggior parte degli elementi che abbiamo dipendono dall'onest di chi ce li fornisce e tra loro saprei nominarne almeno una puntualizz il tenente che si diletta a raccontare elaborate bugie.
La signora Giusti?  vero che molte informazioni le abbiamo avute dalla signora. Ha raccontato bugie anche a lei? Il maresciallo era veramente stupito. Non riusciva a credere che avrebbe osato trattare un ufficiale come aveva fatto...
Mi ha raccontato che la sua assistente sociale ha cercato di derubarla.
Ah s? E di che cosa?
Dei soldi per la sepoltura - ho giurato di non raccontare a nessuno della loro esistenza, ma veramente... Pare che sia entrata nella camera da letto e abbia trovato la signorina con le mani sotto il materasso.
E immagino che non stava certamente facendo il letto come fa tutti i giorni.
Certo che no. Tentato furto. Pare anche, ho sentito, che stia tentando un lavoretto di lento avvelenamento.
Capisco. Il maresciallo cominciava a rendersi conto che, probabilmente grazie alla sua et matura e ai bign, se l'era cavata con poco. Pare comunque che la famiglia dell'olandese sia riuscita a tirare fuori il meglio da lei - per quello che  -; sono quasi convinto che quello che ci ha raccontato su di loro sia la verit, a meno che...
A meno che?
Stavo pensando che, se non fosse cos, allora  stata molto furba. Potrebbe avere inventato la donna misteriosa... anche se, chiaramente,  avvenuto prima che entrassimo l dentro, prima che sapesse che era morto qualcuno.
Oppure no? Il maresciallo si immaginava la vecchietta malvagia che ridacchiava malignamente fra i suoi cuscini, che andava per il corridoio con quel rumore infernale, dicendo, prima ancora di aver visto qualcosa: Che cosa ha trovato? C' un morto?. E tra le mani dell'olandese c'erano le chiavi della signora. Era stato facile supporre che stava andando da lei per chiedere aiuto, ma come potevano sapere che non fosse appena rientrato da l, o che stava per tornarci dopo una visita precedente, magari per sentire cosa gli avesse dato che avrebbe potuto avergli fatto male?
C' qualcosa che non va, maresciallo?
Sto... sto cercando di smettere di pensare alla signora Giusti solo come a una vecchietta, come qualcuno da non prendere in considerazione.  cos che facciamo con gli anziani, come se la loro et li rendesse meno umani, meno che un individuo. Ed  stata la signora stessa ad avvertirmi di questo. Lei vuole attenzione, capisce... non essere amata, solo attenzione.
Ma non penser che...?
Perch no?
Beh, perch...
Perch  vecchia.  questo che sto cercando di spiegarle, signor tenente. So che non mi esprimo molto bene. Non sono mai stato un gran cervello...
La serratura vecchia, in basso. Ci si dovrebbe vedere l'intera casa.
La signora aveva visto qualcosa? C'era stata davvero l'altra donna?
Quando torna, la prima cosa che fa  venire a trovarmi.
E se non lo avesse fatto? Il veleno poteva essere destinato alla donna, chiunque fosse, e l'olandese era morto per sbaglio?
Ma non  che puntualizz il tenente alla sua et non pu avere niente da guadagnare?
Alla sua et non ha nulla da perdere. Riguardo a quello che pu guadagnare, non sappiamo... vendetta, gelosia, anche una piccola eredit.
Di quello sono informato disse il tenente. Nel fascicolo davanti a loro c'era una fotocopia del testamento ottenuto dai legali dell'olandese. Ma per un paio di milioni non si uccide un vecchio amico. Anche se potesse uscire a spenderli, non ci potrebbe fare un gran che. Ci potrebbe comprare qualche vestito nuovo, forse.
Il maresciallo riflett e poi, a voce bassa, disse: Basterebbero per la sepoltura.
Cosa?
Basterebbero per seppellirla. Probabilmente servivano a quello. Credo che ormai sia l'unica cosa alla quale tiene davvero.
Sentiva le manine della signora che stringevano disperatamente il suo braccio.
Che ne sar delle mie ossa?
A una sepoltura rispettabile ci teneva davvero. Chiss... Abbiamo il numero dell'orefice? Quello di casa, voglio dire?
S, l'abbiamo. C' una lista in fondo al fascicolo.
Credo che potremo telefonargli, signore, se lei  d'accordo...
Faccia pure. Non posso dire di condividere i suoi sospetti, ma ha ragione a dire che non dovremmo ignorarla come un possibile sospettato. Comunque non sarebbe difficile scoprire se ha dei sonniferi o un po' di questo caff viennese, dato che non pu uscire per comprarsi niente. Deve veramente ammettere, maresciallo, che  una sospettata piuttosto improbabile. Anche se non sapesse assolutamente niente dei laboratori della Scientifica, avrebbe dovuto rendersi conto che prima o poi l'avremmo scoperta.
Solo se avessimo smesso di trattarla come una vecchia senza importanza. E ci ha telefonato diceva il maresciallo mentre faceva il numero. Ci ha telefonato due volte. E quando sono arrivato da lei mi ha tenuto l a chiacchierare per pi di un ora prima di dirmi che c'era qualcosa che non andava nell'appartamento accanto. E anche se la scoprissimo? Che le potremmo fare? Forse verrebbe mandata in una clinica per anziani, ma le toglierebbero l'eredit, sapendo a cosa le serviva? Lo otterrebbe comunque un posto rispettabile dove mettere le ossa. I funerali! Il maresciallo si batt la mano sul ginocchio. Funerali, litigi e diamanti! E tutto l, se solo... Pronto? Signor Beppe? Mi scusi se la disturbo a casa. Sono il maresciallo Guarnaccia...
Ah! Buonasera, maresciallo.  riuscito a parlarle?
Parlare con...?
La signora Goossens! Da come gli  andato dietro...
Ah, s... ho... eh... Sentiva addosso gli occhi del tenente e teneva i suoi altrove. Era di un'altra questione che le volevo parlare.
L per l non ci aveva pensato, ma era stato fortunato che il tenente avesse lasciato fare a lui la chiamata, altrimenti...
Mi aveva accennato che nel testamento l'olandese aveva lasciato una piccola eredit alla signora Giusti.
 vero, s. Non molto perch lei  molto vecchia, sa, e pensava che non era probabile che lei vivesse abbastanza per reclamarla... Su questo si era sbagliato, pace all'anima sua. Certo, se lei avesse avuto dei discendenti le avrebbe lasciato qualcosa di pi sostanzioso. Ma date le circostanze...
S... Mi dica, era un uomo generoso secondo lei?
Generoso? Le ho gi raccontato quanto gli dovevo. Erano tutti generosi. Anche suo padre, uguale.
E la matrigna?
Anche la matrigna. In particolar modo.
Capisco. Mi stavo solo chiedendo della signora Giusti... Sembra che abbia dovuto vendere quasi tutti i suoi mobili, allora...
Allora si chiedeva perch Toni non l'aiutava? Beh, questo glielo posso dire io. Lo ha fatto. Ma lei non avrebbe preso una lira da lui, nemmeno una lira. E una vecchia un po' bizzarra ed  orgogliosa. Un tempo era piuttosto benestante, capisce, quando era vivo il marito. L'idea di accettare la carit non la poteva mandare gi a nessun prezzo. Quello che fece Toni fu di pagare tutte le bollette tramite un'assistente sociale e pagava anche perch la signora passasse l'estate in un posto fuori in collina cos che non dovesse soffrire il caldo peggiore. Credo che lei fosse convinta che fosse tutto gratis.
La signora non sa niente di questi accordi?
Per quanto ne so io, no. Potrebbe aver avuto il sospetto e aver fatto finta di nulla, non saprei. Comunque, ogni tanto, quando per qualche motivo ha bisogno di un po' di contanti, vende qualche mobile. E inutile dire che non ci ricava niente, ma chi pu fermarla?
E dell'eredit lo sapeva?
Eh, penso di s. Voglio dire, era quello lo scopo, darle un po' di tranquillit. La signora ha questa idea, vede, che con il fatto che non ha pi famiglia non ci sia nessuno per seppellirla. Naturalmente Toni aveva promesso di pensare lui a tutto, ma lei aveva sempre paura che nessuno lo avrebbe avvertito o che gli accadesse qualcosa prima che lei morisse. Ecco il perch dell'eredit. Basta appena per darle una sepoltura decente. Nonostante questo, per,  sempre a cercare delle soluzioni alternative per ogni evenienza. La signora, per esempio, non sa che io sono al corrente del testamento e che Toni aveva promesso di occuparsi di tutto e mi aveva fatto promettere che avrei organizzato io il suo funerale. Ha questi soldi sotto il materasso...
Il maresciallo non riusciva a non sorridere.
La signora  convinta che siano sufficienti?
Allora lo sa anche lei?
Lo so come lei.
Allora sa cosa voglio dire. Dio solo sa quante persone organizzeranno il suo funerale! Se crede che i soldi siano abbastanza oppure no  difficile dirlo. Deve tenere presente che ora lei non ha nessun contatto con il mondo esterno e deve essere impossibile per lei rendersi conto di quanto poco valgano i suoi soldi. Basta pensare a quello che si poteva comprare con centomila lire ai suoi tempi...
Me lo immagino.
In ogni modo, deve avere fatto caso al costo di alcune cose e quindi si sar preoccupata. Mi disse che se era necessario c'erano i mobili rimanenti da vendere. La casa non  sua.
Chi  il proprietario?
Toni. Adesso, la sua vedova. Fu messa in vendita circa cinque anni fa e la compr Toni. C'era sempre il pericolo che il nuovo proprietario cercasse di sfrattarla o almeno di aumentare l'affitto ai prezzi di oggi, che lei non sarebbe stata assolutamente in grado di pagare. Contava di rivenderla dopo che la signora fosse morta.
Ho capito. Allora grazie. Credo che non ci sia altro.
Mi fa piacere esserle stato d'aiuto. Ci sono altre notizie su quello che esattamente  successo a Toni?
Veramente, no. C' qualcuno con la salma?
Abbiamo una donna l per la notte e domani mattina presto ci sar io. Lei ci sar al funerale?
S, credo che ci sar, e anche la signora Goossens - non saprebbe per caso chi le ha detto della morte dell'olandese? Non  stato lei?
Io? Lei sa che l'ho solo vista di sfuggita. Devo ammettere che pensavo che a quest'ora si sarebbe fatta viva con me, ma non lo ha fatto. Immagino che glielo avrebbe potuto dire chiunque in piazza. Certo, c'era anche un trafiletto sul giornale di ieri. Lei sa dove alloggia la signora Goossens? Nell'appartamento non c'. Sono stato su a bussare, non che le si possa fare una colpa...
Sta alla Pensione Giottino in via Guicciardini.
Bene, cos la chiamo e fisso tutto per domani.
La ringrazio di nuovo, e mi scusi per averla disturbata...
Di niente.
Il maresciallo riattacc il ricevitore e incontr lo sguardo fisso del tenente.
Beh, sull'eredit avevo ragione.  per il suo funerale. Ma lei aveva fatto dei piani alternativi. In ogni modo, sarebbe bene dare un'occhiata nel suo appartamento e scambiare due parole con l'assistente sociale. Chiaramente non lo si pu fare ora, star dormendo. Ma domani...
Vedr cosa posso fare. Ma sar difficile, se non impossibile, ottenere un mandato di perquisizione. L'uomo pi giovane arross per la sua impotenza, ma quello che aveva detto era vero.
Forse non sar necessario puntualizz il maresciallo blandamente. Direi che due parole con l'assistente sociale quando arriver domani saranno sufficienti per dirle se potrebbe aver avuto in casa i sonniferi e quello strano caff. O almeno il caff. I sonniferi potrebbe averli messi da parte da anni. Io andr al funerale. Anche senza averlo proprio conosciuto, sento che quell'olandese mi era simpatico. Il suo vero nome era Ton...
Ha altri appunti da leggermi?
Soltanto questa lista delle persone coinvolte. Non sono nemmeno sicuro sul perch l'ho scritta. Forse perch le storie che ha raccontato la signora Giusti mi hanno lasciato pi confusione che chiarezza. Forse lo fa apposta. Perch se...
Vediamo questa lista?
Bene, signore. Primo, l'olandese stesso - padre olandese, madre italiana, tutti e due morti. La matrigna, signora Goossens - tutti concordano nel dire che insieme erano tutti molto felici ma che dopo la morte del vecchio Goossens lei  partita per l'Inghilterra e il suo figliastro non l'ha mai pi vista. Ieri la signora  arrivata per incontrarlo - credo che dovremo scoprire il motivo se vogliamo andare avanti -, ma lui era morto prima che lei entrasse in Italia. Il signor Beppe, in debito con l'olandese, amico da sempre, per quello che sappiamo non trae alcun beneficio dalla morte dell'olandese. Era un testimone del testamento - chi era l'altro, lo sappiamo?
Un altro artigiano dello stesso laboratorio, un vecchio amico di suo padre,  morto tre anni fa.
Bene, ci rimane solo la signora Giusti... Beh, di lei abbiamo gi parlato abbastanza. Per quanto riguarda Amsterdam, c' sua moglie e la suocera che  vedova. Crede che avremo l'opportunit di parlare con la suocera domani?
C' un incontro organizzato nell'ufficio del sostituto procuratore dopo il funerale, con il console o un suo rappresentante. Io sar l, ma in ogni modo dubito che avr qualcosa da aggiungere. A parte tutto, sento che tutta la faccenda  imperniata su qualcosa che  successo qui, ora oppure tanti anni fa, e che queste persone di Amsterdam non c'entrano affatto. Certo, mi potrei anche sbagliare...
Per quel che conta, signore, sono d'accordo con lei. So di non essere competente su queste faccende e non abbiamo nulla da offrire al sostituto procuratore, che invece lo . Vorrei solo sapere cosa lo rende cos sicuro che si tratti di suicidio. Dopo tutto anche il professor Forli ha i suoi dubbi...
S?
Beh, ho... ho avuto questa impressione da come era scritto il rapporto. Per esempio dal fatto che ha menzionato le aspirine...
Mah, ci vuole poco ad avere dei dubbi e, per rendergli giustizia, credo che anche il sostituto ne abbia, per via delle aspirine e perch non c' stata nessuna lettera di commiato. Ma per quanto lo riguarda questi dubbi lo portano a credere a una morte accidentale anzich a un suicidio. Altre possibilit non le sta prendendo neppure in considerazione, non ne ha motivo. Non c' nessun movente, nessun sospettato, nessun indizio, nemmeno delle impronte chiare sulla caffettiera e nessun testimone, a meno che non si tenga conto della signora Giusti che non solo  anziana ma anche bugiarda. Anche se le crediamo ci rimane il fatto che l'olandese era ancora vivo quando la donna misteriosa  andata via e prese un'ulteriore dose il giorno seguente.
Il giovane non aggiunse che il sostituto procuratore lo aveva praticamente accusato di aver cercato di esagerare questo suo primo caso per ambizione e lo aveva trattato con evidente ironia, ma il maresciallo se lo era immaginato.
Di sotto nella strada calda si erano accese le luci, il che significava che erano le nove e venti circa. Una zanzara si pos sui fogli sparsi sotto la lampada da tavolo volando via quando il maresciallo alz la mano.
Ecco tutto, disse il tenente a meno che non ci sia qualcun altro sulla sua lista.
No... Ma ci doveva essere? Quando diceva che la signora Giusti lo aveva confuso era la verit. I personaggi che gli aveva fatto sfilare davanti, inglesi, olandesi, italiani, la maggior parte di essi morti da anni, si erano cos confusi nella sua testa che era difficile distinguere i parenti della signora Giusti da quelli dell'olandese. Sentiva che mancava qualcuno, per l'orefice era sicuro che, oltre alla moglie, la matrigna e la suocera, l'olandese non avesse nessuno. Guard di nuovo la sua lista per poi lasciar vagare gli occhi stancamente sul contenuto del fascicolo. In mezzo a loro c'era una foto a colori, quella presa dal portafogli dell'olandese. Una foto della giovane moglie seduta in un giardino con accanto un cane lupo. Faceva un bel sorriso per la macchina fotografica: la sua fronte era ampia e liscia e i capelli, come aveva detto il professor Forli, cos biondi da sembrare quasi bianchi. Ora doveva essere in un letto d'ospedale da qualche parte lass nel Nord e chiss che cosa le passava per la mente l sveglia in quell'ambiente asettico? Una donna appena divenuta madre senza marito. Forse le avranno dato qualcosa per farla dormire?
Se  sicuro che non ci sia nessun altro, interruppe la voce del tenente, come se anche lui stesse guardando la foto, tanto vale scendere gi a mangiare un panino e poi trover qualcuno che la riaccompagni a Palazzo Pitti.
Preferirei tornare a piedi, signore, sgranchirmi le gambe. Ma il panino volentieri.
Nel bar che dava sul cortile di sotto, il carabiniere che li serv conosceva le abitudini del tenente e gli vers una birra piccola per accompagnare il panino, prima di chiedere:
E lei, maresciallo?
A lui non sarebbe mai venuto in mente di bere birra, ma voleva essere di compagnia e ordin lo stesso.
Un'abitudine del Nord. L'uomo pi giovane alz il bicchiere. Salute, maresciallo.
Non c'erano altri clienti e il barista alz al massimo il volume della sua radio. La luce fluorescente bluastra, l'immacolato pavimento a piastrelle e le file ordinate di bottiglie avevano un'aria desolata a quest'ora di notte quando le pattuglie erano uscite e rimaneva tutto in silenzio.
Ho un ragazzo del Nord con me a Palazzo Pitti disse il maresciallo per riempire il senso di vuoto.
Ma certo! Uno dei ragazzi di Pordenone!
Li conosce?
Tutti ne hanno sentito parlare. Non li conosco personalmente, anche se li ho visti insieme. Ho un amico che insegna alla scuola sottufficiali, il tenente Cecchi. Mi ha raccontato di loro. Pare che passino insieme ogni momento libero. Non vengono proprio da Pordenone, sa, ma da un posto sperduto nelle montagne. Pordenone deve essere stata l'unica citt che hanno visto prima di arruolarsi. In ogni modo, quando sono arrivati, tutto ci che vedevano veniva comparato con "quello di Pordenone", cos il nome  rimasto. E strano, essendo cos inseparabili, che non si siano iscritti insieme alla scuola sottufficiali.
Non riesco a convincere il ragazzo disse il maresciallo con tono triste. E che proprio non ha nessuna ambizione per il futuro.
Beh, se fossi in lei continuerei a provare. Cecchi dice che il fratello va bene. Bene! Pu bastare per oggi. Se le viene in mente qualcosa, qualsiasi cosa, mi telefoni. Altrimenti, ci vediamo domani mattina in piazza Santo Spirito. Devo ammettere che non ho molta voglia di avere un altro tte--tte con la signora Giusti...
Se crede che possa essere d'aiuto, verr presto e salir con lei.
Potrebbe essere davvero di grande aiuto. Sembra che la signora le voglia un gran bene. Allora, se non le dispiace...
Se vado al funerale, sono gi l... il maresciallo scroll le spalle.
Bene, se  deciso. A che ora arriva l'assistente sociale?
Direi che se ci vediamo alle nove e mezzo, dovrebbe essere l.
Ho l'impressione comunque che infastidiremo inutilmente una signora molto anziana.
Potrebbe risultare inutile insist il maresciallo con calma. Ma non deve preoccuparsi di darle fastidio. Come dicevo, l'attenzione le piace.
Comunque, devo dire che preferirei che avessimo qualcosa su questa santa della signora Goossens!
E difficile da credere concord il maresciallo con quella faccia dura, le labbra strette...
Ma... allora l'ha vista?
No, no ment tranquillamente il maresciallo. Sto solo pensando alla sua descrizione, signore, tutto qua.
Ho capito. E sicuro che preferisce tornare a casa a piedi?
Sicurissimo.
Di nuovo, prima di andarsene, assicur al tenente che se gli fosse venuto in mente qualcosa d'importante lo avrebbe chiamato, a qualsiasi ora. Qualcosa gli venne in mente e alle tre e un quarto del mattino. Non chiam per. Che risultasse importante o no, non c'era nulla che potevano farci a quell'ora ammesso che dovesse esser fatto qualcosa. Si era svegliato improvvisamente, non intontito ma anzi ben desto, come se fosse l'ora di alzarsi. Anche se non ne aveva ricordo, mentre dormiva il suo cervello doveva aver comunque lavorato e la persona che mancava aveva preso il suo posto nella lista, svegliandolo. Anche se era ben lucido aveva paura di dimenticarlo nuovamente, cos si gir e accese la lampada accanto al telefono e prese il blocchetto. Ci scrisse: La sorella. Poi si riaddorment.

9.

Quando alle otto suon la sveglia, un ora pi tardi del solito, il maresciallo era gi sveglio con il cervello funzionante a pieno regime, mentre rimaneva steso a fissare la foto dei suoi bambini sulla cassettiera di fronte a lui.
Sono due disse a voce alta, riferendosi non ai due bambini ma alla signora Goossens e a sua sorella. Una  arrivata marted e l'altra... quando? Domenica o anche prima, mi sa. Sono due, accidenti a loro! Che diavolo stavano tramando? Che genere di influenza poteva avere su di loro l'olandese per riuscire a farle venire quaggi, dopo tutti questi anni? Qualunque cosa sia stata,  per questo che lo hanno ucciso. Deve essere stata una di loro - non la signora Goossens -, hanno controllato la data del suo arrivo e due persone l'hanno identificata: la vicina che la vide scendere le scale e il signor Beppe. Quindi non c'entra, almeno per quanto riguarda l'avvelenamento, ma sicuramente devono avere agito insieme. Hanno fatto in modo che prendesse un appuntamento al quale si aspettava di trovare la matrigna. Per questo aveva detto che non era lei, perch era la sorella. Hanno litigato violentemente. Per cosa? Per quello di cui avevano litigato dieci anni fa... La cosa che nessuno mi voleva raccontare. Tutti giurano che non c' stato nessun litigio ma, Dio buono, tutte le famiglie litigano! Perch questa no? Forse era una questione che li coinvolgeva tutti, il laboratorio e il signor Beppe, la vecchia signora Giusti, tutti, e nessuno ha il coraggio di parlare.  inutile...
Si alz e cominci a prepararsi. Mentre si faceva la barba la sua rabbia cresceva all'idea di cos tante persone che lo stavano ingannando per coprire qualcosa. Specialmente pensando al signor Beppe. Avrebbe giurato che il signor Beppe fosse un uomo onesto. Per era cos insistente nel dire che la signora Goossens era cos buona e generosa e che, anche se era andata via dopo il funerale senza dire una parola, non c'era stato nessun litigio. Aveva detto che non ci poteva essere stato nessun litigio perch allora Toni si trovava ad Amsterdam.
Il maresciallo si tagli.
Ti sta bene grugn a se stesso mentre cercava una matita emostatica nell'armadietto, facendo cadere tutto come aveva fatto l'olandese. Ad Amsterdam, eh! E perch non era al funerale di suo padre? Perch  cos che sembra, se la donna  andata via subito... E non c'era stato un litigio, eh? Forse lass avr trovato una ragazza, ma non si perde il funerale del proprio padre per quello!
Questo voleva dire che il litigio risaliva a prima della morte del vecchio Goossens.... Forse al tempo in cui Toni decise di andare a lavorare lass. Rinunciando alla ricerca della matita emostatica, appiccic sulla ferita un pezzetto di giornale e continu a vestirsi.
Quando entr nella stanza del piantone, alla radio c'era Gino.
Buongiorno, maresciallo.
'Giorno. Lorenzini dov'?
E di l, maresciallo, a battere un rapporto. Qualcuno ha appena denunciato il furto di una Fiat Cinquecento nel parcheggio qui davanti. Lo devo chiamare?
Non importa... sto uscendo. Anzi, gli devo dire una cosa. Lorenzini! chiam il maresciallo.
Comandi! Lorenzini arriv scalpitando.
Voglio che torni alla Pensione Giottino.
Devo di nuovo tenere d'occhio quella signora, maresciallo? Cominci a srotolarsi le maniche.
Esatto. Alle undici e trenta andr a un funerale in Santo Spirito. Io sar in chiesa, quindi una volta arrivata l ci penser io. Non credo che andr prima da altre parti, ma tienila d'occhio lo stesso.
Va bene, maresciallo.
Di Nuccio dov'?
Di sopra, maresciallo.
Digli di non uscire finch non torni. Abbass la voce: Non voglio che Gino rimanga da solo. E troppo giovane....
Mentre usciva, il maresciallo arruff i capelli a Gino e disse: Mi raccomando... mi far sentire.
Sissignore. Torna per pranzo, maresciallo?
Non lo so. Te lo dir quando telefono... A volte pranzava al Circolo Sottufficiali, ma oggi non ci pensava nemmeno.
Il sole bruciava pi splendente che mai dopo che la pioggia del giorno prima aveva ripulito l'aria. Davanti a Palazzo Pitti era visibile il calore che si alzava dai tetti delle macchine e dei pullman. Sciami di turisti giapponesi, sempre i primi a muoversi, si stavano riversando nel portone principale. Il venditore di cartoline stava gi facendo ottimi affari e il carretto dei gelati era appena arrivato. Il maresciallo discese la pendenza facendosi strada tra le auto parcheggiate ed entr nel bar all'angolo della piazza attigua per fare colazione. La guardia giurata della banca di fronte era all'ingresso del bar, appoggiata al frigo gelati. La maggior parte della mattina la passava l, riparato dal sole a guardare la banca e pescando frequentemente nel frigorifero dove teneva la sua bottiglia di acqua minerale.
Non sembra molto allegro stamani. Va tutto bene, maresciallo? disse il barista quando il maresciallo ordin la colazione e prese un cioccolatino dall'espositore sul banco.
Sto andando a un funerale in Santo Spirito.
Ah, disse il barista deve essere l'olandese, vero? Quello che si  suicidato.
Questo non miglior l'umore del maresciallo.
Quando arriv in piazza, il tenente lo stava aspettando e il maresciallo acceler un po' il passo.
Non si preoccupi, maresciallo. Sono arrivato un po' in anticipo. Non che mi aspetti che succeda qualcosa, per... pensavo che, visto che siamo qui, potevamo passare a trovare l'orefice, nel caso che fosse venuto fuori qualcosa di nuovo.
Buona idea, signore... Anche il maresciallo voleva parlare con l'orefice.
L'apprendista era seduto in un angolo buio dello studio. Aveva addosso un completo scuro che probabilmente aveva dalla prima comunione, visto che le maniche gli stavano troppo corte. Si alz quando entrarono.
Il signor Beppe  nel retro, disse sottovoce se volete che lo vada a chiamare...
Ma il signor Beppe li aveva sentiti entrare e apparve subito, venendo avanti per dare loro la mano senza una parola.
L'olandese era stato vestito con l'abito nero che aveva portato con s. La sera prima per qualcuno gli aveva messo dei guanti bianchi per coprire le mani ferite. Fra le dita aveva un rosario nero. L disteso aveva un aspetto solido e proprio olandese. Erano stati gli occhi, scuri e allegri, a tradire la discendenza dalla madre italiana. Quelli e il suo talento artistico. Il maresciallo si fece il segno della croce e poi fece cenno all'orefice di seguirli fuori dalla stanza.
Una volta usciti dalla porta di vetro smerigliato, dopo uno sguardo per chiedere il permesso del tenente, il maresciallo disse:
Mi dispiace tirare fuori questa cosa il giorno del funerale, ma abbiamo pochissimo tempo...
L'orefice segu attentamente le parole del maresciallo, evidentemente perplesso per l'improvviso cambiamento di tono.
Quando mi diceva che la signora Goossens era partita immediatamente dopo il funerale, intendeva in senso letterale? Il giorno stesso?
L'ora stessa sarebbe pi esatto. Per quanto ne so io, non  tornata nemmeno a casa e prima nessuno l'ha vista per tre giorni, i tre giorni in cui fu fatta l'autopsia - si trattava di una morte improvvisa. Si  chiusa in casa e non ha voluto vedere nessuno. Doveva essere profondamente addolorata.
Lei  andato al funerale? Si sarebbe accorto se fosse successo qualcosa, come per esempio un litigio?
No, non ci sono andato.
No?... Il maresciallo fiss lui e poi il tenente, che sembrava confuso quanto l'orefice su dove volesse andare a parare.
Comunque, disse l'orefice non capisco con chi poteva avere litigato. Toni era ad Amsterdam.
Perch?
Perch? Beh, a quel punto ci lavorava. Stava anche facendo la corte a sua moglie. E poi, in ogni caso, lei non lo invit nemmeno a venire, quindi... Mi scusi un attimo...
Un carro funebre si era fermato fuori e stavano scendendo gli uomini delle pompe funebri.
Devo lasciarvi un momento, vogliono sigillare la bara e portarla in chiesa. Da questa parte indic la strada agli uomini. Qui dentro.
Il maresciallo tir fuori un fazzoletto e si asciug la fronte. Non riesco proprio a capire...
Non capisco dove vuole arrivare... Il tenente era fresco e impeccabile nella sua uniforme. Arrabbiato com'era, il maresciallo era gi accaldato e stava sudando abbondantemente, cosa che, con quel caldo, era un disastro. Non c'era speranza di rinfrescarsi fino a quando avrebbe avuto l'occasione di farsi una doccia fredda.
Sto cercando di capire perch l'olandese non era al funerale del proprio padre. Forse ci fu un litigio, forse  avvenuto prima che morisse il vecchio Goossens. Dovrei anche dirle, signore, che ieri sera avevo dimenticato una persona sulla mia lista. Sono stato stupido. Sar perch - non avevo mangiato nulla tutto il giorno tranne un panino.
Mi dispiace, avrei dovuto accertarmi che la sera potesse avere qualcosa di decente da mangiare, ma proprio non c'era tempo - ma com' che non aveva pranzato?
 saltato fuori qualche problema disse il maresciallo irritato. Si mangi le mani. Non poteva continuare cos... forse sarebbe stato meglio dire la verit... Ma se poi finiva male? Ed era il primo caso del tenente...
Chi era la persona che aveva dimenticato?
La sorella. La signora Goossens aveva una sorella che per un periodo ha vissuto con loro, tutti la trovavano antipatica, gelosa e cattiva. Almeno, si corresse secondo la signora Giusti era cos. Comunque, sembra che la signora Goossens l'abbia sempre aiutata. Mi sto chiedendo se adesso non vivano insieme in Inghilterra e se magari fosse proprio la sorella che era qui domenica sera.
Quando l'olandese stava aspettando la sua matrigna?
Esatto. Sar per quello che era sorpreso. Ed ecco che arriva la signora Goossens, la virtuosa, tutta sorpresa di trovare che  morto.
Ma perch, maresciallo? Temo che tutto questo non far una buona impressione sul sostituto procuratore, nemmeno come ipotesi. Perch questa terribile coppia dovrebbe avere ucciso il disgraziato?
A dire il vero, signore, non ne ho la pi pallida idea e per di pi credo che non avremo molte speranze di scoprirlo mai, anche se avessimo avuto un anno per farlo, invece che poche ore. Abbiamo a che fare con persone intelligenti, persone furbe. Che genere di controllo riesce a esercitare la signora Goossens sulle persone di queste parti! Tutti la difendono nonostante la sua scomparsa e nonostante il suo aspetto! Litigi familiari, signore. Sono come il diavolo in famiglie come questa, dove ognuno copre gli altri piuttosto che avere uno scandalo, anche i parenti che odiano.
Forse disse il tenente sarebbe meglio salire a trovare la signora Giusti. Sta diventando tardi. Possiamo almeno trovare il nome della sorella e questo ci aiuter a scoprire quando  arrivata qui e dove ha soggiornato. Comunque, temo che non saremo in tempo.
Probabilmente  gi troppo tardi. La signora Goossens potrebbe essere rimasta per il funerale ma la sorella sar gi partita.
La bara veniva portata fuori. Salirono sulle scale per farla passare. Mentre veniva portata fuori sotto il sole accecante della piazza passando davanti all'orefice e a quelli del laboratorio, la gente che faceva la spesa e gli ambulanti si fermarono per farsi il segno della croce. Un gruppo di turisti tedeschi si ferm a guardare. Uno di loro scatt una fotografia a quel tocco di colore locale.
Il maresciallo sal le scale dietro al tenente.
All'inizio nessuno rispose al campanello. Quando, dopo una lunga attesa, una stressata assistente sociale apr la porta, sentirono la signora Giusti che si lamentava da qualche parte dietro di lei. Non era quel solito pianto recitato, era un suono molto diverso, un lamento ripetitivo, ritmico, come quello di una bambina persa o lasciata da sola per troppo tempo.
 caduta dal letto spieg l'assistente sociale a qualche ora durante la notte.  molto afflitta e si  fatta male a un polso. Cos' che volevate?
Possiamo vedere un momento la signora? chiese il tenente, lanciando uno sguardo infelice al maresciallo che lo aveva coinvolto in questa faccenda.
Se volete, va bene. Magari potrebbe farla tornare in s un pochino. L'ho rimessa a letto...
L'assistente apr la porta della camera.
Vado a prepararle un latte caldo cos posso darle un sedativo.
Le persiane della camera erano chiuse e la luce del sole disegnava una trama a righe sulla coperta bianca e sul pavimento nudo.
Signora Giusti disse il maresciallo sottovoce chinandosi su di lei. Ma la signora non rispose. Il lamento ritmico continuava. Era un suono pi animalesco che umano. Doveva averlo fatto per ore, perch la sua voce era rauca. Una gracile mano con una benda bianca intorno al polso giaceva fuori dalla coperta bianca. Il maresciallo aveva paura di toccarla con la sua mano enorme. Allora sospir di nuovo:
Signora Giusti, siamo venuti a trovarla...
Questa volta ci fu una breve pausa nel ritmo e la vecchia mosse leggermente la testa.
Siamo venuti a trovarla ripet, non sapendo cos'altro dire.
Veramente credo che dovremmo andare via mormor scontento il tenente.
Ma poi la signora sembr accorgersi di loro e lo strano lamento si modul in un pianto umano.
Sono caduta dal letto pianse e mi sono fatta male. Guardi la mia povera mano, la guardi...
Lo so, disse il maresciallo a voce bassa ma ora andr tutto bene.
Siete venuti a trovarmi?
S, siamo venuti a trovarla.
La signora non chiese nemmeno se le avessero portato qualcosa.
Le ho portato del cioccolato disse il maresciallo ma lei continu a piangere, tornando a volte a quello strano lamento, a volte piangendo come una bambina.
Sono dovuta rimanere sdraiata per terra, tutta la notte in terra... e non sapevo nemmeno che ore erano... perch era buio... e pensavo di morire... da sola... in terra...
Ora  tutto finito...
Non voglio morire in terra...
No. Non sta morendo. Ora la signora le porter qualcosa da bere, poi far una bella dormita.
Entr la donna e alz la testa della signora Giusti per farle bere un po' di latte caldo e darle una pasticca.
La signora tiene dei sonniferi? chiese piano il maresciallo.
Per carit, no. Penso che un sonnifero vero la ucciderebbe.  solo un tranquillante molto leggero. Rimbocc le coperte della vecchia. Dopo qualche momento il pianto diminu e smise. Stava dormendo. La mano bendata giaceva ancora fuori dalla coperta.
Sembrava di gran lunga troppo piccola per il letto alto alla vecchia maniera, il suo piccolo viso affondato negli enormi cuscini. Sopra di lei un polveroso putto di mogano li avvertiva di fare silenzio. I tre uscirono nel corridoio in punta di piedi.
Star bene? chiese il tenente. Non ci vorrebbe un dottore?
Non credo, disse la giovane donna ha solo un piccolo livido su una mano. Ho messo la benda per farla sentire meglio.
Cosa  successo esattamente? chiese il maresciallo.
Durante la notte ha fatto la pip nel letto rispose la giovane donna con uno sguardo d'imbarazzo al tenente. A volte succede. Ha cercato di alzarsi per risistemarsi ed  scivolata. Dovrebbe stare in un posto dove la possono guardare sempre, ma  gi un'impresa farla andare via da questa casa per un mese durante l'estate e fra poco saremo molto a corto di personale con l'inizio delle ferie. Speravo che la potesse convincere lei... Sembra che la stimi molto.
Allora anche il maresciallo, come la famiglia dell'olandese, era sfuggito alla lingua avvelenata della signora. Sentiva addosso gli occhi del tenente che dicevano: E voleva accusarla....
Ho fatto quello che potevo, disse il maresciallo ma ha paura di essere derubata.
Si sarebbe mangiato le mani, ricordandosi che la stessa assistente sociale era stata accusata di pescare sotto il materasso.
La giovane donna raccolse il mucchio di lenzuola bagnate e una camicia da notte di nylon, dalla quale il colore era stata lavato via da tempo.
Se non c' altro... vorrei portare questi gi in lavanderia mentre sta ancora dormendo...
Il maresciallo guard con innocente attesa il tenente, che alla fine si sforz di dire: Se potessi farle una o due domande....
Una campana sola stava suonando fuori nella piazza e sentendola il maresciallo borbott vagamente: Sar meglio che scenda....
Piuttosto che vederlo, sent che Lorenzini era entrato in chiesa cercando di non fare rumore. Riusc comunque a rovesciare in terra una pila di volantini della messa dal fondo della panca mentre entrava. Cominciarono a parlare sottovoce.
Allora? L'hai tenuta d'occhio?
S, sempre. Ma  uscita e mi  toccato prendere un taxi. Andr bene? Intendeva dire se sarebbe stato rimborsato.
S, certo. Il maresciallo si rassegn a pagarlo di tasca sua.
Dov' andata?
A Palazzo Vecchio. Ho aspettato fuori per un po', poi ho deciso di seguirla all'interno.
Questo  stato stupido. Dentro sarebbe stato facile perderla.
Di nuovo il Palazzo Vecchio. Allora deve avere avuto un motivo reale...
Non l'ho persa. L'ho vista uscire dall'anagrafe.
Perch avrebbe dovuto andare l? Sicuramente l'Istituto di Medicina Legale avrebbe registrato il decesso, oppure il signor Beppe che aveva organizzato il funerale... anche se avesse voluto una copia del certificato di morte.
Era quello che cercava ieri? Ecco perch era furiosa allora! Nel cercare di perdere il maresciallo aveva fatto tardi. Gli vennero in mente gli impiegati che stavano uscendo mentre loro arrivavano. Strano. Avrebbe dovuto saperlo che chiudeva a mezzogiorno e mezzo...
Non hai saputo che cosa ha chiesto?
Il maresciallo si immaginava la signora Goossens torva in una di quelle file kafkiane con quell'espressione indignata sul volto. Forse non era un certificato di morte del figliastro che cercava. Poteva benissimo essere una copia del suo certificato di matrimonio o qualche altro documento che aveva a che fare con quello che accadde dieci anni fa - il certificato di morte di suo marito?
Non hai visto da quale sportello  venuta?
No. Volevo rimanere per chiedere ma l'avrei persa.
Hai fatto bene.
Il piccolo gruppo di persone si sedette e un paio di loro si volt chiedendosi cosa fosse il brusio che arrivava dal fondo. Tra queste c'era la signora Goossens che fece uno scatto alla vista della mole familiare del maresciallo. Aveva creduto di essersene liberata dopo la sua visita a Borgo Ognissanti nel ruolo della parente in lutto? Una persona nella prima fila rimase in piedi pi a lungo degli altri, una donna vestita molto elegantemente in nero. I suoi capelli mossi erano di un colore biondo finto, un po' rossastro. Sicuramente era la suocera dell'olandese, una protestante, a disagio in una chiesa cattolica. Si alzava o si sedeva sempre un po' dopo gli altri, dopo uno sguardo furtivo intorno a s.
Il maresciallo diede un'occhiata all'orologio.
Torna l, va bene? All'anagrafe, voglio dire - forse ce la fai prima che chiudano. Dovrai correre,  gi tardi. Poi torna subito a Palazzo Pitti. Ti chiamer l.
Lorenzini usc in punta di piedi, questa volta senza far cadere nulla, ma chiudendosi dietro il grande portone con uno schianto che echeggi per tutto l'edificio.
Il maresciallo si infil gli occhiali mentre il corteo funebre usciva nel caldo opprimente di mezzogiorno. Chiedere a chiunque di correre da qualche parte con questo clima era da criminali, ma con un taxi ci avrebbe messo di pi per via del traffico e dei sensi unici. L'indomani mattina sarebbe stato troppo tardi.
C'era un po' di imbarazzo per le auto. Il signor Beppe ne aveva ordinate due, una per la famiglia, una per s e le persone del laboratorio. Gli altri orefici e gioiellieri che erano stati invitati avevano le proprie macchine. La signora Goossens e la suocera olandese non si erano mai conosciute, allora il signor Beppe dovette fare il diplomatico e convincerle a entrare assieme nella prima macchina. Si sistemarono in silenzio su lati opposti del sedile posteriore. Il maresciallo not che da dietro sembravano piuttosto simili, anche se l'inglese era molto pi piccola.
Immagino che quella deve essere la suocera olandese disse una vocina alle spalle del maresciallo.
Si volt. Era il fioraio cieco che stava con la faccia rivolta verso l'alto ad ascoltare. Al cimitero non vengo,  chiaro, ma ho pensato di venire a sentire la cerimonia. Mi sembra che il prete abbia parlato piuttosto bene.
Molto concord il maresciallo, che era stato troppo occupato con Lorenzini per sentire anche sola una parola del breve sermone.
Certo, lei era occupato con altre faccende comment pacatamente il cieco. Ci sono novit, allora?
No... in realt no...
Il cieco lo faceva sentire goffo e distratto, ma ora sembrava lui quello distratto, perch disse:
A dire il vero speravo che venisse la signora Goossens. Anche in circostanze cos tristi, mi sarebbe piaciuto fare una bella chiacchierata come ai vecchi tempi. Certo, sar senza dubbio un viaggio lungo dall'Inghilterra, magari non  stata nemmeno avvertita...
L'abbiamo avvertita, eccome. Il maresciallo apr lo sportello della sua macchina. Ed era nella prima macchina insieme alla suocera. Forse non era dell'umore giusto per chiacchierare.
Nella prima macchina? S, c'era un'altra donna che  entrata prima della suocera... Gir il suo pallido viso in direzione delle auto che cominciavano a muoversi.
Ma si sbaglia, maresciallo. Non era lei.
Ma santo cielo! si infuri il maresciallo sudato, sbattendo ripetutamente e inutilmente lo sportello della macchina. Il cieco stava picchiettando con il suo bastone tra le bancherelle del mercato verso la sua nicchia di fiori. Finalmente la portiera si chiuse e part all'inseguimento del corteo funebre, raggiungendolo dall'altra parte dell'Arno.  tutto calcolato, deve essere per forza cos! Stanno facendo di tutto per confondermi. Nascondono sicuramente qualcosa. Devono essere in combutta con quella maledetta donna. E qualcuno deve avere da guadagnare in tutto questo. Per forza! Beh, se non era lei, era la sorella, e se non era la sorella, era lei. Le accuseremo tutte e due, ecco cosa faremo!
Scal di marcia mentre cominciavano a salire la ripida collina verso Trespiano dove, sopra la cittadella ospedaliera, le antenne rosse e bianche delle radio si stagliavano sulla cima boscosa contro un impressionante cielo azzurro. Le pendenze sottostanti erano coperte dal cimitero.
Quale di loro lo abbia fatto  quasi irrilevante. Per quello che so io potrebbero avere viaggiato ciascuna con il passaporto dell'altra. Ma le avr tutte e due! Il suo pugno si schiant sul volante. Per Dio, le avr tutte e due!
Erano ai cancelli del cimitero.
La bara dell'olandese veniva fatta scivolare nel loculo accanto a quello dei suoi genitori. Il maresciallo stava proprio dietro alla signora Goossens, respirandole sul collo, chiazzato per il nervosismo. Sulla targa che commemorava il vecchio Goossens e la sua prima moglie c'era attaccato un piccolo vaso con dentro dei fiori morti da tanto. Il maresciallo si chiese chi ce li avesse messi. La donna non li guard nemmeno. Quando inizi la chiusura del loculo, il maresciallo si defil verso l'edificio amministrativo e chiese di usare il telefono.
Gino? Ascolta, non torno per pranzo. Lorenzini  arrivato?
Ancora no, maresciallo. C' stata una chiamata per lei da... aspetti... la Pensione Giulia. Il proprietario le vuole parlare. Sembra preoccupato.
Vorrei anche vedere.
Mi scusi...
Niente, dovr aspettare. Se telefona di nuovo, digli che lo richiamo quando torno.
E quand' che torna, maresciallo?
Non ne ho la pi pallida idea. Non ti preoccupare, mi terr in contatto. Ora devo andare. Ciao, Ciccio.
La lucina rossa era stata accesa davanti al loculo e il gruppo del funerale stava venendo verso l'ufficio. Il maresciallo not che fu il signor Beppe a consegnare il certificato di morte insieme alla fotografia. Da questi sarebbero stati fatti l'incisione e l'immagine su ceramica da mettere sul loculo dell'olandese. La signora Goossens aveva ritirato il certificato per il signor Beppe? Avrebbe potuto chiederglielo ieri sera quando le aveva telefonato, ma sembrava improbabile. Era indispensabile prenderlo da una parte appena possibile e chiederglielo.
Il maresciallo riusc a intercettarlo mentre uscivano dal cancello principale del cimitero. Solo il carro funebre era entrato. Le altre macchine erano parcheggiate nello spiazzo di ghiaia fuori sulla pendenza.
 stato lei a ritirare la copia del certificato di morte che ha appena consegnato?
Certo. Ieri. Ho organizzato tutto. Fece per entrare in macchina.
Aspetti... Di cosa  morto il vecchio Goossens?
Problemi al cuore.  morto in ospedale. Perch? C' qualcosa che non va? Scusi, maresciallo, ma si sente bene?
Siamo stati cos tanto in piedi con questo caldo che anch'io non mi sento troppo bene...
No... no, sto bene. Mi dica, la signora Goossens e la sorella... si potrebbe dire che sono simili, voglio dire si assomigliano?
S... forse s.  solo che erano cos diverse di carattere che non ci si faceva caso. La signora Goossens era un po' pi in carne quando stava qua, colpa del mangiare italiano, le piaceva tanto. Non  la persona allegra che era a quei tempi, ma mi sa che nessuno di noi  ringiovanito...
Eccoci di nuovo, pens il maresciallo, asciugandosi distrattamente il collo accaldato. E proprio sicuro che sia lei, eh? chiese a voce alta.
Cosa?
 proprio sicuro che sia lei? Non crede che potrebbe essere la sorella?
Ma poi dov'era quella maledetta donna? La prima macchina stava partendo con dentro la cognata.
Non capisco... la sorella?
S, la sorella! Un'idea indefinita si stava materializzando nella sua mente e con essa anche la nausea. Dov'era andata...?
Ma certo che non  la sorella! Non vedo dove sta cercando di arrivare!
Ecco perch non si sapeva orientare bene a Boboli e perch non sapeva a che ora chiudeva l'anagrafe... Ma era riuscita a metterlo in ridicolo lo stesso! Ma l'idea indefinita era sempre nella sua mente e prima che accadesse sapeva che il signor Beppe lo avrebbe confermato.
Sto cercando di arrivare alla sorella, insistette mi sembra abbastanza chiaro, no?
No, per me no. Non capisco cosa sta dicendo, ma so che non  la sorella, che quella  la signora Goossens! Lo so per lo stesso motivo per cui lo sa anche lei! Il signor Beppe era rosso in faccia. Guard i suoi artigiani in cerca di solidariet in questa situazione ridicola. Stavano tutti guardando da dentro la macchina, anche l'autista.
Me lo ha gi chiesto diverse volte! protest il signor Beppe. La donna  morta, Dio buono,  morta da dieci anni! Le ho raccontato che dopo il funerale la signora Goossens...
Dopo il funerale di lei? Per l'amor di Dio! Pensavo che dicesse il funerale del vecchio Goossens!
No, quello era l'anno prima. Fu dopo quello che la signora Goossens invit qua la sorella e poi la sorella  morta. Se fosse stato il funerale del vecchio Goossens sarei stato l, no? E ci sarebbe stato Toni... beh, tutti qui intorno sanno che la sorella  morta...
Beh, nessuno lo ha detto a me! E dieci anni fa io non ero qui!
Si gir sulla ghiaia ed entr dal cancello correndo pesantemente, passandosi il fazzoletto sul collo mentre andava. Per qualche attimo rimasero a guardarlo, stupiti, finch l'autista non disse: Andiamo?.
Direi di s. Il signor Beppe sal nella macchina che poi si allontan. Tutti, pure l'autista, avevano la testa girata e si paravano gli occhi dal sole per guardare indietro.
La mole color cachi del maresciallo procedeva rapidamente, schizzando ghiaia o ciuffi d'erba quando prendeva delle scorciatoie. Dopo poco si ferm guardandosi attorno. Le tombe si stendevano all'infinito, per dei chilometri. Il posto era deserto sotto il sole implacabile di mezzogiorno. N un grillo n un uccellino interruppero il silenzio di morte tra le montagnette erbose e i vasi incrinati pieni di fiori mezzo marciti. I raggi ardenti battevano sulla schiena del maresciallo dove una grande chiazza di sudore era gi filtrata attraverso la giacca. Ansimava rumorosamente.
Se non arrivo in tempo...
Si avvi nuovamente verso l'edificio amministrativo. Mentre si stava avvicinando url al responsabile che prima gli aveva fatto telefonare. L'uomo usc con una sigaretta in mano e indic la direzione che cercava il maresciallo.
Gli verr un infarto, se non sta attento comment l'uomo tra s, gettando la sigaretta nella ghiaia mentre lo guardava allontanarsi tempestoso. Non gli toccher nemmeno tornare a casa...
Gi da una certa distanza, il maresciallo individu il gruppo dei tre che stava cercando, ma non rallent finch non riusc a distinguere la faccia della donna, finch non fu sicuro che lo avesse visto, e vide che era terrorizzata, troppo terrorizzata per cercare di scappare dal luogo dove i due uomini indaffarati stavano per aprire una tomba.
I due uomini lo notarono solo quando udirono il suo respiro affannoso e allora smisero di lavorare. Lui fece segno di continuare e loro si misero ad aprire la bara. L'ossario stava da una parte in attesa.
Il maresciallo tenne gli occhi fissi su quelli di lei. La signora stava tremando un pochino e il sudore le scendeva in piccoli rigagnoli su ciascun lato del suo viso incipriato. Poteva anche svenire ma era intenzionata a tenere duro, fissando con uno sguardo di disprezzo gli occhiali da sole del maresciallo. Il petto della signora si alzava e si abbassava sotto il vestito nero come se anche lei fosse arrivata l di corsa. Il tintinnio dei lavoratori aveva smesso e tutti e due sapevano, senza guardare gi, che stavano aprendo la bara.
Va bene, signora...?
Gli uomini stavano aspettando. Il maresciallo era determinato a non guardare prima di lei. Voleva vedere la faccia della signora quando avrebbe guardato gi nella bara. Resistette pi che pot ma gli uomini mostrarono segni di impazienza. Non c'era nulla che potesse fare. Lentamente, la signora abbass lo sguardo.
Cosa si aspettava di vedere sul volto della donna? Pentimento? Dolore? Forse solo un accenno di sentimento umano. Fu deluso. Vide stringersi le labbra e ritirarsi il mento in una piccola contrazione mentre si ristabiliva l'espressione familiare sul volto rugoso.
Avevo il diritto...
Va bene, signora?
Lei fece cenno di s, e loro si prepararono a continuare il lavoro.
Il maresciallo diede solo un breve sguardo, sapendo quello che avrebbe visto.
Le ossa della signora Goossens erano pulite, a parte un po' di pelle mummificata. La sua veste di sepoltura, anche se era giallo scura, era rimasta intatta, fino a quando la pala tir su le prime ossa, e a quel punto si disintegr. Quando una delle mani incrociate cadde da una parte a fianco delle costole, i piccoli diamanti, rubini e zaffiri rifletterono il sole brillante dal loro letto di pizzo d'oro.
Distolse lo sguardo mentre i resti venivano spalati senza cerimonie nel piccolo ossario.
Pace all'anima sua disse a se stesso immaginandosela, tanti anni prima, ad ascoltare i proverbi del cieco, le lamentele della signora Giusti, a godere il dono della sua nuova vita... Sent la donna che interrompeva i lavoratori e sapeva cosa stava facendo.
E che Dio mi perdoni per aver malignato sul suo conto. Non immaginavo...
 un parente? disse uno dei lavoratori vedendolo commosso.
No... no...
Di solito c' un prete... borbott il lavoratore con uno sguardo di disapprovazione verso la donna. Lei ora aveva infilato l'anello.
Il maresciallo non li segu per vedere sigillare l'ossario. Aspett, invece, nell'ufficio, dove a suo tempo la donna doveva venire a firmare il registro per confermare che i resti erano stati identificati e permanentemente risepolti. La signora avrebbe potuto farsi prendere dal panico e scappare, ma dopo quello che aveva visto ne dubitava.
Devo usare di nuovo il vostro telefono. Se prima si era chiesto perch, dopo la morte dell'olandese, non aveva lasciato marcire le ossa della sorella in un cimitero comunale, adesso lo sapeva. Senza un mandato, non aveva l'autorit per apporre o rimuovere il sigillo all'ossario.
Funerali, litigi e diamanti. E tutto questo perch la sorella, a parte tutto, era stata troppo tirchia per pagare quello che la signora Giusti chiamava una sepoltura rispettabile. Non doveva aver saputo cosa comportava la sepoltura in terra. Forse da dove veniva lei non c'era l'usanza. E nessuno le aveva spiegato. Tutti avevano supposto che sapesse - ovviamente, dato che lei doveva essere la signora Goossens che aveva vissuto in Italia per tanti anni, e aveva dato una sepoltura rispettabile a suo marito in quello stesso cimitero. Chi si sarebbe permesso di criticare la sua decisione? E poi, chi sapeva, a parte Toni? Sicuramente era stato lui a venire quass per mettere i fiori sulla tomba dei suoi genitori. Lui sapeva, ed era sicuro che la sua matrigna non era il tipo da abbandonare le ossa della sorella quando scadevano i dieci anni...
Pronto? Il tenente Mori, per favore. Lo so che  in riunione con il sostituto procuratore ma  per questo che sto chiamando... sta aspettando... S, s, e faccia presto... Pronto? Pronto? Grazie. Signor tenente? maresciallo Guarnaccia. Devo fare veloce. Sono ancora al cimitero. Ho scoperto tutto, o pi o meno tutto. Quella donna non era la signora Goossens, ma la sorella. La signora Goossens  morta dieci anni fa e la sorella ha registrato la morte col proprio nome... s... s. Non lo so, so soltanto che tra la morte e il funerale si  rinchiusa in casa rifiutando di vedere chiunque. Dopo il funerale  partita senza nemmeno passare da casa. Comunque il figliastro era ad Amsterdam, e nessuno sembra essere stato invitato al funerale. Si era stabilita in Inghilterra, ben lontana da dove aveva vissuto la signora Goossens e ha venduto la casa tramite gli avvocati... Beh, doveva solo imitare la firma, le lettere possono essere scritte a macchina... Comunque sembra che si assomigliassero abbastanza, quindi... Lo so per via dell'anello di cui penso di averle accennato ieri, un pezzo unico che la signora Goossens portava sempre e che non si pot pi togliere una volta che fu ingrassata. Era ancora sul cadavere che ho appena visto esumare. La sorella era troppo avara per pagare un loculo e ovviamente non si rendeva conto di cosa avrebbe comportato una sepoltura gratuita in terra - non so come, forse in Inghilterra non  cos... Il punto  che l'ordine di trasferimento all'ossario fu inoltrato ad Amsterdam dopo essere arrivato qui. Il signor Beppe, l'orefice, recuperava la posta dalla cassetta dei Goossens e la inoltrava ad Amsterdam.
Sar stato Ton Goossens a vedere per primo la lettera del Comune e indubbiamente avr contattato gli avvocati della matrigna. Se l'abbia aperta o no, quella lettera indirizzata alla matrigna, non si sa, ma dopo dieci anni si stava aspettando qualcosa del genere. Ha persino accennato alla possibilit che ora la matrigna potesse farsi viva, parlando col signor Beppe. Sulla tomba dei suoi genitori ci sono dei fiori, il che suggerirebbe che  venuto quass quando era a Firenze e quindi sapeva del tipo di sepoltura... S, sarebbe naturale... esattamente. Era la sua unica occasione di vederla - e non mi sorprenderei se, nel mandarle la lettera, si fosse offerto lui di occuparsi della riesumazione se lei non se la fosse sentita. E quella sarebbe stata la fine, avrebbe visto l'anello. A ogni modo lui doveva essere stato intenzionato a venire quass con lei e lei deve essere stata disperata anche prima che effettivamente si incontrassero e prima che lui la riconoscesse. Deve essere venuta qua perfettamente intenzionata a - no, lo stanno sigillando - come facevo a fermarli? Beh, avremo bisogno di un mandato... Ma c' la prova, l'anello! D'accordo, ma creder alla mia parola, no...?
Incredibile! Come facevano a rifiutare dopo tutto questo...
S. Sissignore. Lo so che pu solo fare il possibile - ma ci sono dei testimoni. La signora Giusti...
Ma la signora Giusti, lo inform il tenente, era ancora stesa come l'avevano lasciata, solo che ora aveva accanto un'infermiera. Non aveva particolari lesioni e sarebbe potuta tornare in s da un momento all'altro, era gi successo altre volte. Ma poteva anche non farcela. Se avesse continuato a vivere c'erano diverse persone che potevano testimoniare il fatto che fosse una bugiarda cronica. Un colloquio con il sostituto procuratore avrebbe potuto essere un'opportunit per fare accuse pi circostanziate.
Il maresciallo era fuori di s.
C' un altro testimone! Uno che conosceva la signora Goossens da anni! Il fioraio cieco della piazza... lui giura che questa donna non  lei. Va bene,  cieco ma... per sente! Pu sempre riconoscere una persona da un'altra, sissignore. Sissignore. Cosa dovrei fare adesso? Bene, signor tenente. La seguir finch posso, ma se lascia il paese...
Se avesse lasciato il paese era finita. Se ora non avevano prove sufficienti per un mandato, potevano scordarsi l'intera faccenda. La sostituzione di persona non era un reato per cui si poteva chiedere l'estradizione e per quanto riguardava l'omicidio non avevano niente di concreto.
Vide in lontananza la donna che si avvicinava. Doveva essere tutto finito. Fece velocemente il numero di Palazzo Pitti.
Non so chi dovrebbe pagarle tutte queste chiamate, si lament l'addetto le mie chiamate le dovrei pagare tutte...
Il maresciallo gett cinquecento lire sul tavolo con uno sguardo torvo.
Gino? Tutto bene, figliolo?
Sissignore. E passato il brigadiere Lorenzini. Voleva parlarle ma  dovuto uscire di nuovo. Ci sono dei testimoni che hanno visto portare via la macchina stamani, una coppia che parcheggiava accanto proprio mentre veniva rubata. Sono appena tornati, quando il parcheggiatore ha visto a che ora avevano parcheggiato, ha detto loro di aspettare ed  venuto a dircelo. Il brigadiere ha lasciato un messaggio, per, nel caso che lei chiamasse... lo leggo?
Non ti preoccupare, non importa.
Ma, maresciallo, lui ha detto che era importantissimo e che doveva saperlo subito... C'era delusione nella voce di Gino.
Lo so, ma ho gi scoperto tutto. Era il certificato di morte di Teresa Goossens...
No, non  quello il nome...
 chiaro... certo che non lo era... come si chiama?
Lewis. Aveva difficolt a pronunciarlo. Joyce Lewis.
Va bene! Che tipo di mentalit doveva avere per registrare cos la propria morte. Non c' altro?
Solo... ha telefonato di nuovo quello della Pensione Giulia. Era arrabbiatissimo.
Ah, s? E per quale motivo?
Perch... Gino era imbarazzato a doverlo ripetere. Ha detto che lei  sempre l a scocciarlo... ha detto cos, maresciallo...
Va bene. Continua.
Ma che quando ne ha bisogno, lei non si presenta. Se telefona di nuovo...
Accidenti a lui, perch i rompiscatole non possono chiamare il qualche volta! ringhi il maresciallo.
Il proprietario della Pensione Giulia telefon nuovamente. Era furioso ma parlava sottovoce:
Se non venite qua vi denuncio! Ha capito? Sono un rispettabile cittadino e ho il diritto di ricevere aiuto quando ne ho bisogno. Pensate solo a dare fastidio alla gente! Ma io la faccio licenziare! Io ho delle conoscenze in questa citt, sono un amico intimo di...
Gino, che non aveva neppure mai sentito parlare delle persone influenti di cui l'uomo diceva di essere amico, non sapeva cosa fare. Se qualche personaggio influente avesse cercato di farlo trasferire, il maresciallo sarebbe stato in grado di impedirglielo? Pensava di s. D'altra parte, aveva sentito casi di persone trasferite improvvisamente. Lui doveva rimanere a Firenze con suo fratello. Non si erano mai separati...
Il telefono squill di nuovo.
Arriva qualcuno o no?
Sono... s... verr qualcuno... Forse Di Nuccio sarebbe...
Allora fate presto, vi dico!  una cosa seria!
Allora credo sia meglio che chiami la Centrale. Le manderanno una gazzella.
Sto chiamando voi, no? Perch siete a due passi. Se mi tocca chiamare la vostra Centrale ve ne pentirete.
Il rispettabile cittadino non disse che non voleva Carabinieri estranei a curiosare nel suo locale. Il maresciallo era un rompiballe ma con lui un po' di elasticit almeno c'era, insomma; il diavolo che si conosce...
Gino mise gi il ricevitore. Forse Di Nuccio...
Di Nuccio, ancora nella sua fase imbronciata e poco comunicativa, stava battendo a macchina con il ventilatore accanto sulla scrivania e la camicia aperta fino alla vita.
Gino si gir e disse:
C' uno della Pensione Giulia che continua a chiamare e vuole che ci andiamo...
Dillo al maresciallo quando telefona borbott Di Nuccio senza alzare lo sguardo dal suo lavoro.
Gliel'ho gi detto, quando ha chiamato prima. Ha detto: magari chiamasse il 113, il rompiscatole... Ma stava scherzando.
E allora cosa aspetti? Se non vuoi andare, riferisci la chiamata a Borgo Ognissanti.
Gino aspettava incerto ma Di Nuccio continu a battere a macchina senza dire altro. Questa settimana era inutile cercare di parlargli.
Abbiamo finito l'acqua minerale azzard timidamente. Quella che hai l  l'ultima bottiglia. Qualcuno dovr andare al bar...
Dann...! Mi hai fatto sbagliare! Di Nuccio non aveva nessuna voglia di scomodarsi a mettersi in ghingheri per andare fuori a cuocersi. Irritato, batt una riga di rumorosi X sul suo errore.
Se rispondi al telefono finch non torna il brigadiere Lorenzini, disse Gino ci vado io.
Il sostituto procuratore non era per nulla contento, glielo dico... non abbiamo ancora avvertito il console che si star chiedendo il perch di tutte queste interruzioni. Mi sa che dovremo dirlo a lui e alla suocera prima che parta. C' altro da parte sua?
Cos'altro si aspettavano? Si chiedeva il maresciallo, ma disse: No, a parte che la donna ha sempre pi paura....
Si trovavano in un self-service per turisti e il maresciallo la teneva d'occhio dalla cassa dove stava telefonando. La signora aveva scelto una variet di cibi dai colori accesi e dall'aspetto poco appetibile. Il piatto davanti al quale era seduta era rimasto intatto, ogni tanto prendeva un sorso d'acqua con la mano tremante.
 cos tesa che se la fermassi ora credo che crollerebbe.
Temo che sia improbabile per il momento. Non siamo riusciti a metterci in contatto con il giudice istruttore e non sappiamo se ha firmato l'archiviazione oppure no. Pare che sia sul treno da Roma.
Allora non l'avr firmata, visto che andava fatto dopo il funerale... Comunque  gi qualcosa, se il sostituto lo sta cercando. Significa almeno che...
Significa almeno che si sta preparando a ogni eventualit. A ogni modo, sembra che non scarti del tutto l'ipotesi.
Gentile da parte sua, pens il maresciallo.
La donna non aveva cominciato a mangiare e qualcuno la stava guardando. Il maresciallo era cosciente del flusso di turisti che passava silenziosamente davanti alla vetrina. Su un piano refrigerato in acciaio inox erano esposte file di coppe di vetro smerigliato che contenevano masse identiche di gelato sintetico con sopra fragole di un rosso acceso.
Chiaramente ha fatto presente... E ancora l, maresciallo?
Signors.
Ha fatto presente che ancora non abbiamo nulla di concreto, che avrebbe potuto aver regalato alla sorella l'anello di cui parlava prima.
Solo che non riusciva a toglierselo. Ricorda?
Questo sarebbe piuttosto difficile da provare, a questo punto. In ogni caso, come prova non ha lo stesso peso della carta d'imbarco della donna. Non  che se l'era dimenticato?
Che aveva smesso di pensarci era vero. Ma se non c'erano pi due sospettate e la donna era entrata in Italia solo marted, il giorno dopo la morte dell'olandese...
Non  possibile che ci sia stato qualche errore?
Mi sa proprio di no. Sappiamo come sono alla dogana e all'ufficio immigrazione francese... in ogni caso ho visto il suo biglietto con quella data.
Ho capito.
Non crede sugger speranzoso il tenente che potrebbe avere un complice, forse un uomo, di cui non sappiamo niente?
No... Il maresciallo la guard. Si stava pulendo la bocca con un fazzoletto. E stava tremando. No, direi che  sola.
Eccoci allora. Ho messo qualcuno a controllare dov' che l'olandese ha comprato da mangiare - sono riuscito a convincere l'assistente sociale a prestarmi una foto dall'album della signora Giusti. Mi sembra che abbia smesso di sospettare la vecchietta?
S.
Beh, faremo il possibile...
In quel faremo c'era qualcosa che comprendeva solo gli ufficiali e i magistrati. Il maresciallo temeva molto di avere perso il suo alleato. Telefon poi a Palazzo Pitti, fissando la donna mentre componeva il numero. Lei era sull'orlo del collasso, ma il suo egoismo di ferro la faceva andare avanti anche mentre i suoi occhi impauriti seguivano ogni movimento del maresciallo. Era lui il suo nemico. Lei non poteva sapere che non aveva l'autorit di toccarla e probabilmente pensava che le sue telefonate si riferissero ad altrettante trappole che le stava tendendo in tutta la citt. Se avesse potuto sentirlo sarebbe rimasta perplessa.
Gino? Ah, sei tu, Di Nuccio. Lorenzini  rientrato?
S, ha appena cominciato il pranzo. Lo chiamo?
Non importa. Digli solo di tenersi pronto, potrei avere di nuovo bisogno di lui. Ma Gino, dov'?
E andato a prendere l'acqua.
Faceva veramente caldo. Le strade erano deserte quando Gino si incammin lungo via Mazzetta verso piazza Santo Spirito, dopo aver lasciato i vuoti al bar all'angolo. Sarebbe passato a prendere le bottiglie di acqua minerale al ritorno. Aveva deciso di passare dalla pensione per tenere buono il proprietario. Se davvero ci fosse stato un problema serio avrebbe telefonato lui stesso alla Centrale.
Cos, pens, avrebbe fatto contenti tutti. Il maresciallo non aveva parlato sul serio quando diceva del 113, aveva detto cos solo perch era arrabbiato per qualcosa. Comunque, era dovuto uscire per prendere l'acqua quindi era solo buon senso...
Il proprietario stava aspettando ansioso di sopra, dietro la porta.
Se l' presa con comodo! Di qua, sono nella numero dieci.
Aspetti disse Gino, perch, per quanto poco conoscesse del mondo, aveva imparato dal maresciallo a essere cauto. Prima mi dica cosa sta succedendo.
L'uomo guard nervosamente verso il corridoio che portava alle camere e mormor:
Ci sono due tipi loschi che si sono chiusi l dentro. Non mi piace per nulla il loro aspetto e sono sicuro che almeno uno di loro  armato, ho intravisto il fodero di una pistola...
Ascolti... ieri sera due giovani hanno preso quella camera. Sono arrivati tardi su un treno da Roma. Ragazzi educati, vestiti bene, anche di bell'aspetto... e pieni di soldi... Quello l'ho visto subito. La camera  stata presa per due notti. Dopo che sono usciti stamattina, sono arrivati questi due tipi loschi. Mi hanno fatto paura, glielo assicuro.
Perch?
Perch? Mah, anche solo per come si comportavano. Hanno incominciato a chiedere della coppia, abbastanza gentilmente, ma quando ho detto che erano fuori ma che aspettavo che tornassero prima di pranzo, si sono guardati un po' stranamente e sono andati a parlare sottovoce nell'angolo laggi. Alla fine hanno detto che avrebbero aspettato. Hanno insistito per aspettarli in camera e dato che non ho un salotto... Beh, non mi piace dire di no. Li ho trovati un po' sospetti, sa cosa voglio dire? Vi ho chiamato subito, sa, quindi se dovesse succedere qualcosa...
Sono l dentro da allora... Hanno insistito che non dicessi niente alla coppia quando rientrava, volevano che fosse una sorpresa. Beh, so per esperienza che razza di sorpresa volevano fare...
Ah, s?
Si fa per dire. Si corresse il cittadino rispettabile. Le cose che ho letto sui giornali...
E che fine ha fatto la giovane coppia quando  tornata? Sono tornati? Gino stava trascrivendo tutto questo sul suo blocchetto.
Beh, li ho avvertiti, no? Non voglio che succeda nulla di male nella mia pensione. Sono andati via subito.
Che ore erano?
Fece il calcolo. Poco pi di un'ora fa. E allora che ho cominciato di nuovo a chiamarvi... Se quei due escono ce l'avranno con me, no?
E questa coppia  andata via senza bagaglio e senza dare una spiegazione su chi potevano essere i due uomini?
Beh, dovranno tornare, chiaramente. Ora sembrava un po' meno sicuro di s. Non mi hanno nemmeno pagato. Da quella finestra li ho guardati andare via. Sono entrati in una Cinquecento e sono andati via.
Poco pi di un'ora fa. Gino guard il suo orologio. La prima volta a che ora sono andati via?
Sul presto... sar stato poco dopo le otto.
Alle otto e mezzo  stata rubata una Cinquecento in piazza Pitti?
Prima aveva detto che erano venuti col treno. Controlla tutti i dettagli normali, diceva sempre il maresciallo.
 vero... Boh, forse l'hanno presa in prestito... Non ci avevo pensato... Cosa far?
Chiamer la Centrale. Cos'altro avrebbe fatto il maresciallo? E dar un'occhiata al suo registro.
Signor tenente? Sono io. Ci sono novit?
Niente. Qualcuno andr ad aspettare l'espresso Ambrosiano in arrivo da Roma per prendere il magistrato. Lei dove si trova adesso?
Di nuovo alla Pensione Giottino, dove  alloggiata la signora. E nella sua stanza, dice di essere andata a fare un pisolino.
Ma la signora non dormiva. Il maresciallo aveva fatto infuriare il proprietario andando a inginocchiarsi davanti alla porta per guardare sfacciatamente attraverso la serratura. La signora era seduta rigidamente sul bordo del letto e guardava diritto davanti a s strizzando un piccolo fazzoletto tra le sue mani da avvoltoio.
Non c' molto che possa fare a meno che il sostituto procuratore non decida... Il tenente sembrava avere i nervi a pezzi. Forse si stava chiedendo se non fosse stato meglio non cacciarsi in tutta questa faccenda?
Il maresciallo insistette. Ma, signor tenente, lei mi ha detto di aver visto il biglietto del treno della signora. Come mai glielo ha fatto vedere?
Credo di aver detto che il funerale era gioved e lei disse che le pareva che la prenotazione per il suo ritorno fosse per mercoled. Lo ha tirato fuori e io ho ne ho approfittato...
Ha approfittato dell'opportunit che la signora le ha offerto, signor tenente. Fin il maresciallo pi cortesemente possibile. Perch non c'era un uomo d'esperienza a occuparsi di questo caso! Non so quanto siano frequenti i voli per l'Inghilterra ma, se ne avesse preso uno il luned, non poteva essere arrivata in tempo per prendere il treno e tornare qui marted?
Non saprei...
Il maresciallo aspett pazientemente.
Parler con il sostituto procuratore. Se lui  d'accordo potremo cominciare a controllare. Naturalmente ci vorr del tempo...
Che non abbiamo. Comunque...
Far il possibile. Nel frattempo, se vuole andare a casa, potrei cercare di farle mandare qualcuno...
Ma il maresciallo doveva tenere duro fino alla fine, anche se avesse dovuto averla vinta la donna. Non era pi una questione di scelta. Non aveva la forza di volont per fare nient'altro che seguire caparbiamente questa signora che lo riempiva di sgomento. L'avrebbe seguita faticosamente finch qualche forza esterna non fosse intervenuta a separarli.
No, disse rimarr qui ad aspettare.

10.

Gino fece un'ultima telefonata.
Di Nuccio? Sono Gino... alla Pensione Giulia. Visto che passavo di qui... Ascolta, puoi controllarmi due nomi sulla lista?
Non c'era bisogno di dire quale lista. Lesse a voce alta i nomi sul registro.
Ci sono? Si pensa che siano a Roma,  quello che mi ricordavo di aver letto. S, qui, o almeno lo erano... ancora nulla, a parte chiamare la Centrale e in ogni caso sono fuggiti, ma ci sono due uomini che saranno gli agenti che li stanno pedinando... No, a parte per dirgli che sono fuggiti a bordo di una Cinquecento... S, deve essere quella perch coincide con l'ora in cui  stata rubata, quindi se mi dai il numero di targa... s, l'ho scritto. Li avverto subito cos li possono seguire, poi aspetter qui gli uomini della Centrale e spiegher loro tutto. Bene, ci vediamo dopo.
Gino strapp il pezzetto di carta dove aveva scritto il numero di targa dal blocchetto accanto al telefono.
Mi faccia vedere la stanza, presto!
In lontananza si sentiva appena il rumore delle sirene.
Non ho nessuna colpa in tutto questo si lamentava il proprietario che adesso era totalmente in preda alla paura. Io vi ho chiamati subito. Sono a posto.
I due corsero lungo la squallida striscia di tappeto che portava alla stanza numero dieci. Il rumore delle sirene stava aumentando.
I due agenti della Digos avevano aspettato nella camera per due ore. Erano tesi. Sentirono nello stesso momento lo stridio frenetico delle sirene e dei passi che arrivavano di corsa. La coppia che stavano pedinando aveva sei omicidi sulle spalle e si sapeva che a volte usavano anche mitragliatori. Il primo agente aveva gi sparato due colpi prima che la porta si aprisse improvvisamente. L'altro spar una frazione di secondo dopo. Prima che facessero in tempo a vedere Gino, gi apparve un piccolo foro rosso come un terzo occhio tra i due azzurri, sorpresi.
Cretino! grid uno degli agenti a Gino mentre cadeva all'indietro sbattendo la testa bionda contro la cornice della porta. Cretino!
L'altro, fuori di s dallo spavento, stava ancora sparando inutilmente contro il muro.
L'ultima telefonata del maresciallo fu fatta dalla stazione alle due e dieci. La donna era apparsa improvvisamente al banco della reception della pensione. Il volto era pieno di chiazze rosse, ma aveva un'espressione molto decisa. Ancora prima di chiamare un taxi il maresciallo sapeva che avrebbe cercato di andarsene sfidandolo a fermarla. Quando l'impiegato ebbe tentato invano di trovarle un posto sul volo del pomeriggio la signora chiese un taxi per andare in stazione. Anche se il biglietto che aveva mostrato al tenente aveva la cuccetta prenotata per mercoled, era valido per tre mesi.
Sono io, Guarnaccia. Siamo alla stazione. La signora sta partendo.
A che ora?
Adesso, pi o meno. Ha ancora importanza?
Potrebbe essere. Abbiamo scoperto che  arrivata domenica scorsa a Pisa con l'aereo. Non risultano pi voli di ritorno dopo l'ora in cui  morto l'olandese, quindi non potrebbe essere ripartita fino al luned al pi presto. Questo significa che, per arrivare in tempo a prendere il treno che ha preso, deve essere tornata a Londra in aereo. Significa anche che domenica notte deve avere dormito da qualche parte. Stiamo controllando ogni posto possibile, ma ora siamo pi che altro in mano alla fortuna, per trovare il posto giusto al pi presto. Il treno del magistrato arriva alle due e tredici. Il treno della donna a che ore parte?
Tra circa venti minuti.
Ho capito. Sembra che non abbiamo molte speranze. Continuer comunque. C' sempre la possibilit che il treno della donna arrivi in ritardo.
 gi in ritardo.
Era proprio l il problema. L'aveva seguita alla stazione dove era andata a cercare di cambiare la sua prenotazione per la cuccetta.
Mi dispiace, ma le prenotazioni per questo treno sono chiuse. E stato tolto dal computer. Comunque, le cuccette per Calais sono esaurite da due giorni, quindi...
Se la donna avesse protestato o perso la calma, l'impiegato avrebbe cominciato a servire qualcun altro, ignorandola, ma lei rest l a fissarlo, paralizzata. Era arrivata fino a l, evidentemente non era capace di pensare un'altra mossa e neppure di tornare indietro. Captando questo, l'impiegato si sent in dovere di dire qualcosa.
Vuole che controlli il treno di domani sera?
La signora lo fissava incerta. Prendendo il suo silenzio per un consenso, digit il codice e aspett che uscisse dalla macchina il cartoncino stampato, quando questo si verific, disse:  completo anche quello, mi dispiace, signora.
La donna rimase l, incapace di distogliere il suo sguardo dall'impiegato. Desiderava che lui le trovasse un treno. L'impiegato si gratt la testa guardando il cartoncino.
Non pu restare un altro paio di giorni? le chiese, volendo tirarle un po' su il morale. Non le piace Firenze? Rimanga un altro po' da noi e vedr per quando riesco a trovarle una cuccetta... Il fine settimana  difficile, ma spesso il luned  pi tranquillo... Che ne dice? Addirittura, riconoscendo il suo accento, cerc di chiederle in inglese: Do you like Florence? Beautiful city? A few days more, eh?.
Il maresciallo si era messo da un lato dello sportello a pochi centimetri da lei. Vide una perla di sudore rompersi sulla sua tempia e scorrere gi verso il collo. La fila dietro a lei aveva cominciato a interessarsi al caso e adesso un uomo dall'abito bianco si spinse fino allo sportello per dare il suo consiglio.
Ma, se  una questione urgente, la signora non pu viaggiare senza cuccetta?
 vero, aggiunse una donna l'ho fatto anch'io, e non  poi cos male. Solo fino a Parigi, comunque...
Non su questo treno disse l'impiegato facendo no col dito. Solo cuccette. Comunque pu aspettare che arrivi il treno e parlare con il capostazione... per, se vuole posso controllare la carrozza per Amsterdam, c'erano un paio di posti l'ultima volta che... Cosa c' che non va? Non abbia paura, non la voglio mica spedire in Olanda! Tutti i vagoni viaggiano insieme fino a Thionville, in Francia. Potrebbe cambiare con un vagone normale quando ricompongono il treno domani mattina.
Poverina, guardala, non sembra in condizione...
Viaggiare diventa peggio ogni anno...
E anche vestita di nero. Secondo me deve essere in lutto...
Qual  il problema? Un altro ferroviere aveva raggiunto il suo collega dietro lo sportello. Tieni, alle tre verr qualcuno a prendere questo biglietto. Io vado. Cos' che ha bloccato tutto qua?
Questa signora vuole prendere l'espresso Italia-Olanda delle diciannove e quarantuno stasera, ma le cuccette per Calais sono tutte prenotate.
Va bene, il biglietto  valido per tre mesi. Dovr prenderlo quando c' posto.
Lo so, ma  pieno anche domani sera, e anche domani l'altro, e... Indic l'abito nero della signora e il viso chiazzato, cos distinguibile tra tutti gli altri sani e abbronzati, con abiti leggeri ed estivi.
Aspetta un attimo. Il secondo impiegato usc dalla biglietteria e riapparve dopo pochi secondi con una soluzione.
L'espresso duecento, l'Italia-Olanda delle tredici e trentasette, non ci sono cuccette, ma trover posto e pi a nord verranno aggiunte delle cuccette. Pu cambiare carrozza a Milano.
Ma sar gi partito, no...?
Avrebbe dovuto. Ma ha settanta minuti di ritardo. Non  ancora arrivato...
Il maresciallo era stato costretto a perderla di vista mentre telefonava. Non che fosse importante, a questo punto. Dopo avere riattaccato si fece strada lentamente in mezzo alla folla e alle piante di palma in vaso, fino al cartellone che mostrava la composizione dei treni principali.
Tredici e ventisette... binario dieci... speriamo che sia da questa parte... no... Basilea... Amsterdam... bagagli... Oberhausen... ecco qua... Milano, ma prima classe... seconda... sette vagoni e probabilmente mezzo chilometro da fare a piedi...
Ma ancora non si chiese se stava perdendo il suo tempo o no.
Mentre procedeva lentamente lungo il binario verso il fondo della piattaforma, pens che il tenente sembrava avere cambiato nuovamente idea ed era di nuovo tutto preso dalla faccenda, il che era strano.
Il maresciallo non poteva sapere che, per puro caso, un giovane giornalista, che si trovava in Caserma alla ricerca di qualche storia, aveva visto e riconosciuto il console olandese che usciva da un incontro con il sostituto procuratore. Con un minimo di sforzo era riuscito a scoprire l'intera storia.
C' tutto disse per telefono, tutto agitato, al suo redattore. Litigio in famiglia, eredit incalcolabili, scambio di identit, svelato un mistero durato dieci anni...
Gi venivano preparati i titoli per l'indomani:
MORTE MISTERIOSA
DI UN COMMERCIANTE INTERNAZIONALE DI DIAMANTI!
SEGRETO DI FAMIGLIA SEPOLTO CON IL CADAVERE!
Il giornalista, insieme a un paio di colleghi, si era precipitato al cimitero, a casa dell'orefice e di nuovo al Comando dei Carabinieri, dove avevano messo in un angolo il sostituto procuratore e il tenente. Il sostituto procuratore aveva praticamente strappato il fascicolo di mano al tenente.
Naturalmente stiamo indagando su questo caso gi da qualche giorno...
E avete una traccia?
Diciamo che abbiamo una serie di indicazioni e le stiamo verificando tutte molto attentamente.
Pensate che ci sar un arresto? Cosa impedir a questa donna di lasciare il paese?
Per il momento, purtroppo, niente.
E dato che sapevano tutti che non c'erano treni fino alle diciannove e quarantuno, si erano tutti precipitati all'aeroporto di Pisa.
Espresso duecento, delle tredici e ventisette da Roma, per Basilea, Lucerna, Francoforte, Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Calais  in arrivo al binario undici, viaggia con settanta minuti di ritardo...
Il maresciallo non era pi solo. Il segretario del magistrato che stava aspettando che arrivasse da Roma l'Ambrosiano lo vide e venne a chiedere se era l per lo stesso motivo. Poi arriv il magistrato stesso e tutti e tre si trovavano sul binario undici quando entr in stazione l'espresso Italia-Olanda. L'archiviazione non era stata firmata.
Mentre parlavano, tutti e tre guardavano in continuazione gi per il binario, chiedendosi se da un momento all'altro sarebbe arrivato il mandato.
La donna sal sul treno.
La piattaforma si riemp improvvisamente di carretti di giornali, panini e bibite. Un carrello elettrico stava trainando un lungo convoglio di bagagli. C'era un enorme mucchio di posta da caricare sul treno. Ci sarebbe voluto un po' prima che il treno ripartisse. La gente saliva e scendeva o vagava per i corridoi, bloccandoli con bagagli ingombranti. Venne una ragazza e chiese al maresciallo in tedesco: Il vagone per Oberhausen? forse pensando che fosse una specie di ferroviere.
Il maresciallo indic il cartello con scritto Milano poi disse: Pi avanti, la prossima carrozza.
Alla Centrale, il tenente camminava nervosamente su e gi. Ogni tanto si fermava a una delle consolle per chiedere: Ancora niente?.
Niente. Vuole che provi anche in periferia?
Credo di no... Aspetta! Chiss se avr avuto il coraggio di usare il suo vecchio passaporto? Non per viaggiare, ma in qualche pensioncina... Sar scaduto, dato che era ufficialmente morta da dieci anni e, anche se avesse avuto il tempo, cosa improbabile, non avrebbe certo avuto il coraggio di cercare di rinnovarlo. Ha avuto cos poco preavviso della riesumazione. Provaci! Perch se domenica sera si fosse registrata con un nome falso la prenderemo, e se decide di dire che era il suo vero nome la prenderemo per essersi registrata alla Pensione Giottino sotto un nome falso!
Cominciarono a controllare con il nome Simmons, il nome da sposata della sorella della signora Goossens, saputo un'ora prima dall'orefice. Se avessero potuto arrestarla per falsa identit avrebbero avuto il tempo per investigare sull'intero caso. Era l'unica cosa che li poteva aiutare.
Il maresciallo teneva l'informazione che serviva al tenente nel taschino della sua giacca, ma non sapeva che la stavano cercando e non sapeva il nome della donna da sposata. La conosceva solo come Joyce Lewis, come gli era stato mal pronunciato per telefono da Gino.
Adesso i passeggeri erano chiusi dentro i vagoni e molti di loro si sporgevano dai finestrini, allungando gi le braccia per toccare le mani di coloro che erano venuti a salutarli. Il carrello della posta si stava allontanando mentre quello del venditore di panini era gi scomparso. Il treno era cos lungo che erano necessari tre controllori che segnalavano in serie, ognuno con un acuto fischio e tenendo alto il segnale verde, per farlo partire. Cominci a scivolare all'indietro fuori dalla stazione, all'inizio quasi silenziosamente. L'ultima occhiata che il maresciallo ebbe della donna fu di lei seduta eretta e ancora molto tesa, con lo sguardo fisso davanti a s. Era come ipnotizzata dal suo sguardo e non riusc a non girarsi a dare un rapido sguardo nella direzione del maresciallo. Lui vide uno sguardo trionfante in quegli occhi impauriti.
Il treno acquist velocit mentre i vagoni scorrevano interminabilmente davanti a lui... La maggior parte del treno era sparita dietro una curva lontana quando gli ultimi viaggiatori, quelli nei vagoni che andavano ad Amsterdam e Basilea, cominciavano a gridare e gesticolare i loro saluti.
Il segretario del magistrato offr al maresciallo un passaggio. Questi lo ringrazi e disse che preferiva camminare. Era cos stanco che avrebbe voluto chiamare Lorenzini per dirgli di portare la sua macchina.
Allora era finita. Sentiva solo stanchezza e sollievo. Il suo unico desiderio era di tornare alla sua Stazione, dai suoi ragazzi, al suo mondo. Si era sforzato come un pesce fuori dall'acqua, cercando di cavarsela con gente che non capiva e con un lavoro per il quale non aveva n il cervello n l'addestramento. Beh, era inutile cercare di dare la colpa a qualcun altro, se l'era andato a cercare.
Non sapeva, n gli importava se i suoi sospetti fossero stati fondati oppure no.
Cos'era che lo fece guardare in su mentre attraversava l'Arno? Si era totalmente dimenticato del conte. Comunque era l alla finestra del primo piano, che guardava fuori speranzoso. Sicuramente il suo pallido viso sar stato l anche ieri, come aveva promesso. Ma adesso il maresciallo era troppo esausto per occuparsi di lui. Forse domani...
Procedeva pesantemente lungo via Maggio e stava per prendere a sinistra quando si ricord della chiamata dalla Pensione Giulia. Certo, poteva telefonare quando tornava alla Stazione, ma forse era meglio passarci subito, almeno quando tornava poteva rilassarsi nella sua poltrona e dimenticarsi di tutti.
Attravers sul lato destro di via Maggio e continu a camminare. La strada era silenziosa nel caldo, i negozi erano ancora chiusi. Non c'era nemmeno un'anima a vedere la figura pesante, che lentamente procedeva lungo lo stretto marciapiede. O quando si ferm per una breve consultazione del suo blocchetto nero, riprendendo il cammino pi veloce e determinato di prima.
State indietro, per favore! State indietro! Vuole passare, maresciallo? State indietro! Non c' niente da vedere. Da questa parte, maresciallo...
Cos' successo?
L'intero lato della piazza era affollato di curiosi che si spingevano per vedere. C'erano molte auto blu e macchine dei Carabinieri e della Polizia e anche un'ambulanza con gli sportelli posteriori aperti...
Il carabiniere davanti alla Pensione Giulia sembrava turbato. Era molto pallido.
Non lo sa? Ma credevo che fosse uno dei suoi ragazzi... Non l'hanno chiamata?
Ma il maresciallo stava gi correndo su per le scale.
La folla dentro la pensione sembrava peggio di quella fuori, anche se erano tutti l in veste ufficiale. C'era il prefetto, che parlava velocemente sottovoce a qualcuno che il maresciallo non aveva mai visto prima. Fotografi e tecnici si spingevano dallo stretto corridoio verso la reception tenendo le loro attrezzature sopra le teste per facilitarsi il passaggio. Il maresciallo cominci a spingere nella direzione opposta. Nessuno lo not. Nessuno gli parl.
Il rumore nella camera numero dieci era assordante. C'erano molti uomini in uniforme, tutti ufficiali. I due agenti della Digos erano ancora l. Uno dei due aveva la faccia bianca. Era seduto sul bordo del letto con in mano un piccolo bicchiere. Il proprietario si muoveva da un gruppo di persone all'altro raccontando la sua lagnanza a chiunque era disposto ad ascoltarlo:
Spero che ve ne rendiate conto! Io sono coperto! Qualunque cosa succeda...
L'unico spazio libero era vicino alla porta, dove il corpo di Gino era steso e coperto da un panno grigio, bloccando l'ingresso. Si vedevano un po' dei suoi capelli disordinati color granturco che spuntavano dalla coperta. Con cos tanto rumore e movimento nella stanza nessuno prestava attenzione alla forma sotto la coperta, tranne un ragazzo biondo, alto, con l'uniforme. Stava l accanto con le mani sulle orecchie come se non sopportasse di sentire le parole che stava urlando con voce rauca e ripetitiva, sopra a tutte le altre voci intorno a lui.
 mio fratello...  mio fratello!
Un ufficiale cerc di portarlo via, ma il ragazzo lo scroll e poi lo afferr per il bavero e gli grid in faccia:
 mio fratello!

11.

Il silenzio si chiuse intorno al maresciallo. Aveva acceso la luce del salotto e si era sprofondato nella sua poltrona, ma la luce sembrava inspiegabilmente cupa e il silenzio sembrava premere da sopra, da dove nessun rumore proveniva da Di Nuccio e Lorenzini. Forse avrebbe dovuto andare su a trovarli ma non se la sentiva. Anche loro stavano seduti ad ascoltare il silenzio che di solito veniva riempito dalla radio di Gino?
Il maresciallo aveva portato la radio, assieme a tutti gli altri effetti personali di Gino, alla scuola sottufficiali. Il fratello era in infermeria sotto sedativo. Quando si fosse ripreso a sufficienza avrebbe fatto il viaggio di ritorno a Pordenone in treno assieme al corpo del fratello. Un altro ragazzo sarebbe stato mandato per prendersi cura di lui fino a quando non fosse stato in grado di tornare alla scuola, se mai sarebbe tornato. Era inutile farlo andare a casa in licenza. Questo avrebbe soltanto procurato alla famiglia altro lavoro e spese isolando il ragazzo dai suoi amici, che erano i soli in grado di capirlo.
Il fagotto degli effetti personali di Gino non ammont a molto quando il maresciallo lo pos sulla scrivania dell'aiutante maggiore. Il maresciallo pens di potersi sfogare un po'.
Sto cercando di capire disse. Sto cercando... ma tutti questi scandali di cui si sente parlare... Politici e gente cos, che pare ci stiano derubando da anni... Tra quelli e questi mocciosi viziati di terroristi che credono di conoscere tutte le risposte e che sono troppo intelligenti per fregarsene se uccidono qualcuno di noi comuni mortali, pur di ottenere quello che vogliono... Beh, quello che mi chiedo  cosa c'entra un ragazzo come Gino? Perch  toccato a lui? Lei non lo conosceva... non era n intelligente n ambizioso... ma era un ragazzo buono...
Il maresciallo rimase seduto in silenzio a guardarsi le grosse mani.
Era un carabiniere disse l'aiutante maggiore con voce calma. Ha fatto del suo meglio. Non  stato il primo a morire in servizio e non sar l'ultimo.
Non era affatto quello che intendeva il maresciallo, ma non aveva n la capacit n trovava le parole per spiegare cos'era che gli sembrava tutto sbagliato. Non aveva nulla a che fare con il morire in servizio, niente a che fare con Nei Secoli Fedele. Aveva a che fare con il fatto che a pagare, qualunque cosa stessero cercando di fare, erano sempre le persone come Gino. Ma dato che non riusciva a spiegarlo, disse: S, signor maggiore....
Capisco il suo sgomento, ma con i tempi che corrono... Sembra di essere nel Far West... Comunque, anche se questo caso  finito tragicamente, so che i controlli che fa sugli alberghi della sua zona sono molto apprezzati. Spesso ci sono stati cos utili... Beh, non vorremmo che per via di questo li abbandonasse...
Il maresciallo lo fiss con occhi febbrili.
Non capisce, disse lentamente non capisce che anche se poteva servire per altre cose... vede, era proprio per evitare questo che li facevo.
Adesso erano le otto di sera. Non riusciva a decidersi a mangiare qualcosa. Non si era fatto la doccia n si era cambiato l'uniforme sudata. Non sarebbe andato in cucina e non avrebbe acceso la televisione perch non voleva vedere il telegiornale. Rest seduto l, sprofondato nella sua poltrona, con la mente vagante.
Fu il telefono a svegliarlo dal suo torpore. Rispose nell'ufficio.
 lei, maresciallo?
Chi parla?
Sono io
E chi sarebbe io? Non aveva l'umore giusto per queste cose.
Io! La signora Giusti!
Signora! Ma credevo...
Lo so! Credeva che fossi sempre a letto alle sette e mezzo. Beh,  vero, ma non stasera. Ho da fare!
Credevo disse il maresciallo cautamente che si fosse fatta male a una mano...
E vero. E tutta bendata. Se mi avesse visto stamattina... la gente non sa cosa vuol dire cadere alla mia et...
Si interruppe da sola per piangere un po', poi tir su col naso e continu:
Ho deciso che lei aveva torto.
Non...
Si sta facendo un sacco di confusione per niente - anche se  il suo lavoro, di questo mi rendo conto. Comunque, nonostante tutto quello che ha detto, ho deciso di partire. Dopo tutto, fino a ora ci sono andata tutti gli anni e non  mai successo niente. Non vedo il motivo di rimanere seduta qui tutta l'estate mentre tutti gli altri se ne vanno in vacanza, solo perch mi potrebbero derubare.
No...
Ah, no. Non dico che non  bene essere cauti, l'ho detto anche alla donna del Comune, le ho detto che il maresciallo sta solo facendo il suo lavoro, ma sta esagerando, e lei mi ha dato ragione. Spero che non si sia offeso?
No, signora, no...
Allora va bene. Ecco cosa vorrei che facesse: mi verranno a prendere luned mattina dopo le dieci. Quindi vorrei che passasse di qui tra le nove e le dieci cos le do le mie chiavi e io non mi dovr preoccupare perch lei potr tenere d'occhio le cose, entrare a controllare quando passa di l, e cos via.
Ma non...
Per, mi raccomando, non tocchi nulla!
Ma...
Qualche volta potr telefonarle da lass. E le mander una cartolina - c' un piccolo negozio e un bar. Non  un ospedale, sa.  pi come una casa di riposo per le vacanze.  molto selettiva. Non possono prendere molte persone, ma io sono un caso speciale.
S, me ne rendo conto. Beh, sono sicuro che si trover bene...
Lo so.  sicuro che non si  offeso?
No, no! Per carit...
Bene. Vede, sar un po' cattiva, ma mi piace fare a modo mio. Fece una risatina e poi riattacc.
Dopo pochi secondi il telefono suon di nuovo.
Sono di nuovo io... mi sono dimenticata di dire: sua signoria dal piano di sotto  salita per dirmi che avete arrestato quella donna che avevo sentito nell'appartamento accanto. Mi potr raccontare tutto quando viene. Buona notte!
Buona notte!
Il maresciallo si sedette sulla poltrona. Faceva caldo nel piccolo ufficio.
Dieci alle nove. Avrebbe dovuto almeno cambiarsi. Dio solo sapeva quali storie ingarbugliate stavano girando per la piazza, o chi le aveva messe in giro. La signora non aveva neppure menzionato l'olandese, come se lo avesse gi dimenticato. Le sue reazioni emotive duravano poco, come quelle dei bambini. Era solo egoismo? O era perch aveva novantun'anni? Nulla sembrava toccarla perch nulla poteva influire sulla sua vita, che era finita. Che colpa le si poteva dare se le sua maggiore preoccupazione era per il proprio funerale...
Di nuovo il telefono interruppe i sui pensieri.
Non una terza volta!
Ma era il tenente Mori.
Sicuramente avr sentito. Chi l'avrebbe detto? Ufficialmente ci  toccato aprire un'indagine completamente nuova perch il giudice istruttore aveva firmato l'archiviazione appena arrivato in ufficio! Sono stato al telefono con Chiasso per quasi un'ora - pensavo che le avrebbe fatto piacere, dato che se n' occupato fin dall'inizio. Credo che sarebbe una buona idea se potesse...
Mi dispiace, signor tenente, il maresciallo fu costretto a interromperlo ma non capisco cos' che  successo.
Non...? Ma... non ha visto il telegiornale delle otto?
No... no, non l'ho visto...
Chiaramente hanno dato la notizia in breve, ancora l'intera storia non  uscita. La cosa pi clamorosa  che la donna ha aggredito un brigadiere sul treno!
Cosa ha fatto!
Nessuno sa perch lo abbia fatto. E un mistero assoluto. Nello scompartimento c'erano altre persone, ma tutti dicono la stessa cosa: non c'era assolutamente nessun motivo apparente. L'uomo non le aveva parlato n l'aveva guardata o neppure vista. Ovviamente,  successo tutto molto velocemente...
Pare che quando il treno  entrato nella stazione di Chiasso si sia fermato per pi dei soliti dieci minuti o quel che . Una pattuglia di Carabinieri  salita sul treno per fare un controllo sui passeggeri e sui bagagli... Da quando le Brigate Rosse hanno sequestrato quel treno lo facciamo abbastanza spesso, pi che altro al Nord.
Secondo i testimoni - non erano ancora arrivati al vagone per Calais - uno di loro, questo brigadiere,  andato avanti e si  piazzato fuori dal loro scompartimento a chiacchierare con il capotreno, di spalle a loro. La donna sembr perdere improvvisamente la testa. Si  alzata, ha aperto la porta e si  avventata sullo sfortunato brigadiere, colpendolo freneticamente sulla schiena con i pugni e urlandogli istericamente. Se lo immagina come sar stato sorpreso! Comunque non gli ha fatto granch. Pare che sia un tipo grosso, un po' come lei. In ogni modo l'ha presa un po' male. Dice di non avere mai visto in tutta la sua vita tanto odio violento su di un volto... e come se non bastasse gli ha spaccato un paio di occhiali da sole nuovi che teneva dietro la schiena quando lei gli  saltata addosso. Nessuno  riuscito a capire com' cominciato...
Al maresciallo venne un brivido. Sicuramente l'aggressione era mirata a lui. Forse la signora credeva che lui fosse salito sul treno. Magari si era rilassata pensando che tutto fosse finito e non c'era da sorprendersi se le erano saltati i nervi alla ricomparsa di quelle ampie spalle in uniforme.
Immagino che avr negato tutto?
Niente affatto! L'unico problema  stato quello di trovare un interprete e di portarlo il pi velocemente possibile nell'ufficio del capostazione per scrivere tutto. Un po' di italiano lo parla ma pi che altro si stava sfogando in inglese. Non negava nulla, anzi, continuava a insistere di essere dalla parte del giusto... pensavano tutti che fosse pazza. In effetti erano abbastanza sicuri che si stava inventando tutta la storia. Potrebbe essere pazza davvero, per avere fatto una cosa del genere! Dopo tutto... ha raccontato la sua storia aspettandosi compassione!
 andata praticamente come aveva pensato lei. La sorella  morta di ictus dieci anni fa. Erano sole in casa quando  successo. Il figliastro era su ad Amsterdam. Pare anche che, malgrado la morte risalisse alle sette di sera, l'ambulanza non fu chiamata fino a tardi la mattina dopo. Sostenne che erano andate a letto presto e avevano dormito fino a tardi e che aveva trovato la sorella morta nel letto. Dato che non ci furono dubbi, dopo l'autopsia, che la causa della morte fosse un ictus, immagino che non ci avranno dato troppo peso. In effetti deve essere rimasta sola tutta la notte insieme al cadavere a studiare il suo piano. Non crede che potrebbe essere davvero fuori di senno?
 fuori di senno per la rabbia perch l'abbiamo presa borbott il maresciallo. Lui era fermamente convinto dell'esistenza del bene e del male e nessun rapporto psichiatrico poteva riuscire a rimuovere questa convinzione.
Se avesse sentito quello che mi hanno raccontato... il modo in cui la donna urlava a tutti i presenti. Avevo il diritto di fare quello che ho fatto. Avevo il diritto a un po' di felicit nella mia vita. Per undici anni ho badato a mio marito malato che non era buono a nulla, che mi ha lasciata senza un soldo dopo tutto quello che avevo fatto per lui! Che mi ha fregato l'assicurazione sulla vita con un'overdose di sonniferi solo per dispetto. Mentre quella l aveva tutto.
Ha addirittura accusato la sorella di essere responsabile della morte del vecchio Goossens.  su di lei che dovreste indagare, non su me. Chiedetele se il suo primo marito sarebbe stato vivo ancora oggi se lei non avesse insistito per viaggiare cos tanto. Il suo cuore non reggeva, l'ho sempre detto, ma sua signoria voleva le sue vacanze e lui era abbastanza scemo da darle tutto quello che chiedeva, lo non sono mai stata da nessuna parte, sa?
A volte parlava della sorella come se fosse stata ancora viva. Pu immaginare che all'inizio non hanno creduto alla sua storia. Comunque ha insistito a raccontarla, dicendo ogni tanto: Avevo il diritto a qualcosa dopo tutti quegli anni di sofferenze. Quella lasci tutto a lui, tutto! E lui avrebbe dovuto continuare a mantenermi. Figurarsi se l'avrebbe fatto. Gli uomini sono tutti uguali, la mia lezione l'ho imparata. Lui non era meglio degli altri, troppo occupato a correre dietro a qualche donna lass per pensare a me.
Questo sar stato l'olandese, immagino...
Eh, s, pover'uomo, disse il maresciallo e l'avrebbe mantenuta anche se non gli fosse stato chiesto...
Gli vennero i brividi a pensare a quella notte in cui doveva averla abbracciata, credendo che fosse la sua matrigna. Sicuramente sar stato uno dei suoi capelli quello che avevano trovato sulla giacca. Quanto ci sar voluto prima che si sia accorto? Non molto, a giudicare da quando era scoppiato il litigio secondo la signora Giusti. Ma a quel punto doveva avere gi bevuto il caff. Come se n'era accorto? Intanto, avr notato che non portava l'anello...
E ancora l, maresciallo?
S, ci sono.
Il tenente sembrava un po' deluso per la mancanza di entusiasmo del maresciallo, ma dopo quello che era successo a Gino sembrava tutto cos lontano. Quello che non era chiaro per ora, era che cosa fosse andato storto.
La signora lasci l'Italia il giorno seguente e vi torn marted. Poteva assistere alla riesumazione di mercoled per ripartire senza correre il rischio di farsi vedere al funerale dell'olandese. Dovevano essere queste le sue intenzioni perch abbiamo controllato con quelli del cimitero. La signora aveva fissato un appuntamento per mercoled. Le era stato detto di presentarsi con una copia del certificato di morte, ma pare che non si sia presentata. Pi tardi ha fissato un altro appuntamento per gioved dopo il funerale. Ma nessuno sa perch, tanto meno perch  venuta da me...
Era pi che probabile, pens il maresciallo, che, quando la vide per la prima volta, la signora stesse cercando di entrare nell'appartamento perch l dentro c'erano dei documenti che le servivano ma, senza saperlo, lui le aveva bloccato la strada.
Poi, senza saperlo, le aveva impedito di arrivare a Palazzo Vecchio prima che chiudessero gli uffici del Comune ed era stata costretta ad aspettare un giorno. Cos era stata costretta anche a presentarsi al funerale.
Poi il maresciallo arriv sulla scena della riesumazione e vide l'anello.
Sembrava che la signora avesse veramente sfortuna. Nessuno le aveva spiegato cosa comportava la sepoltura in terra, credendo che lo sapessero tutti. E cos non s'aspettava neanche la lettera del Comune, finita poi nelle mani di Ton Goossens, il quale aveva tanto atteso una simile opportunit per una felice riunione. Un monte di sfortuna. Comunque per dieci anni aveva vissuto la vita e speso i soldi della sorella.
Prima o poi avrebbe spiegato tutto anche al tenente, ma non ora... ora non ce la faceva...
Si sente bene, maresciallo?
Si... sto bene.
Mi dispiace... non ci pensavo... Era uno dei suoi ragazzi, vero?
Uno dei miei ragazzi, sissignore.
Non lo avevo dimenticato. Pensavo solo che le avrebbe fatto piacere sapere... Beh, che aveva ragione.
Sissignore. La ringrazio, signor tenente.
Domani avr bisogno di lei. Stiamo riprendendo il controllo degli alberghi da dove abbiamo interrotto. Crediamo che potrebbe avere usato il suo vecchio passaporto in qualche pensioncina dove non fanno troppe storie... domenica notte deve avere dormito da qualche parte.
Il suo nome da sposata era veramente Simmons?
S, Lewis da ragazza e Simmons da sposata - perch? Pensa che ci potr aiutare?
Ha dormito alla Pensione Giulia. Sul registro c'era il numero del suo passaporto ma mancava la data di rilascio. Avrei controllato oggi pomeriggio, ma poi...
Quando il tenente riattacc, il maresciallo si accorse di sentirsi meglio. Forse era perch aveva parlato con qualcuno, aveva riempito il silenzio per un po'. Non era che si sentisse granch meglio per aver avuto ragione. Non sentiva di avere ragione pi di prima. Si sentiva soltanto pi solo.
Nonostante tutto si convinse che doveva fare la doccia. Una volta che fu in pigiama, fu convinto di sentirsi perfettamente normale e di cavarsela bene.
In effetti aveva lasciato le luci dell'ufficio accese. Aveva proprio dimenticato che non aveva mangiato niente. Aveva dimenticato anche qualcos'altro.
Il telefono cominci di nuovo a squillare.
Chi pu essere a quest'ora? Ritorn nell'ufficio in pigiama e fu sorpreso di trovare le luci accese.
Pronto?
Salva! Cos' successo? E da quasi un'ora che sto aspettando!
Era gioved. Non aveva chiamato sua moglie. Doveva esser stata tutto questo tempo in casa del prete ad aspettare.
Teresa...scusami... Da che parte poteva cominciare per spiegarsi? Non hai visto il telegiornale?
No, ero per strada, stavo venendo qua.  successo qualcosa? Salva!
No, no, io sto bene.  uno dei miei ragazzi...
Quando ebbe finito di raccontare, lei disse: Non devi fartene una colpa.
Certo rispose il maresciallo mentendo, ma pensava: se solo fossi stato qui....
Per distrarlo, lei disse: I ragazzi non vedono l'ora... vogliono comprare un pallone da spiaggia nuovo....
Gliene porto uno io... Ascolta, riguardo la mamma, le ferie gli avevano riportato in mente la signora Giusti se credi che l'idea dell'ospedale sia buona... Beh, in fin dei conti sei tu che fai tutto il lavoro e hai bisogno di riposo...
Ah, me l'hai fatto dimenticare! Con questa terribile faccenda del ragazzo... Dopo che le avevo detto che eri contrario all'idea dell'ospedale, Nunziata  andata a parlare con il suo capo. Questo, chiaramente, non poteva farci niente, perch le ferie erano gi state tutte fissate. Comunque, si  data un po' da fare, credo che si sia messa a piangere, beh, dopo tutto gli era stato promesso. Comunque, proprio mentre era l  entrata nell'ufficio una donna che voleva prendere le ferie subito invece che in agosto. Pensa! Il bambino della donna doveva entrare in ospedale.  un cattivo vento... Beh, col fatto che Nunziata era l non poteva che darle le due settimane d'agosto... Allora, vedi, avevi ragione. Era meglio aspettare, come avevi detto tu.
Perch sentirsi dire che ancora una volta aveva ragione lo faceva sentire ancora pi depresso? Per qualche motivo stava pensando al neonato, steso in uno di quei lettini di metallo verniciati in un qualche ospedale di Amsterdam. Avr ereditato il talento del padre? Che differenza poteva fare, per il suo tragico ingresso nella vita, se un qualche ignoto carabiniere in Italia aveva ragione su quello che era successo a suo padre? Il maresciallo sentiva che stava contagiando la moglie con la sua depressione. Per distrarla, le fece un riassunto, il pi breve possibile, della storia dell'olandese, dell'anello, della sorella cattiva. Nel riassumerlo suonava non solo remoto, ma anche strano. Ma funzion. Sua moglie ne fu intrigata.
Mi racconterai tutti i dettagli, quando torni a casa?
Certo, se ti interessa. E probabile che lo leggerai prima sui giornali...
Secondo me  affascinante. Specialmente la storia dell'anello... e il modo in cui questa gente viaggia.. devono avere soldi... e anche talento, pensa. Che famiglia interessante!
Eh, s.
Ma sembrava tutto cos lontano.
Non li hai trovati affascinanti? Dopo tutto non  che ti capita spesso di avere a che fare con un affare cos.
Pens di nuovo al bambino nella sua culla, al ragazzo italo-olandese con il suo camice nero da artigiano che piangeva al tavolo da cucina e suo padre in piedi accanto a lui, grande e grosso ma incapace di gestire i sentimenti, alla signora Goossens seduta tra i fiori del cieco a parlare dei ricordi del suo giardino inglese, alla donna che guardava gi nella bara senza trasalire, a una ragazza bionda con il suo cane in un giardino olandese... e a sua madre che probabilmente stava viaggiando verso il Nord sull'espresso Italia-Olanda...
S, forse hai ragione disse infine. Sono una famiglia affascinante,  solo che, beh, concluse incerto il maresciallo non ho mai parlato con nessuno di loro... Credo che ora sar meglio darci la buonanotte.
E dato che per telefono non riusciva mai a dire niente di affettuoso, disse: Dormi bene!.
...
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...
FINE.