RICHARD MATHESON.
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GHOST.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Per Ruth Ann. Tu sei mia, mio tesoro e mia moglie, e quando passeremo in un'altra vita, sarai ancora mia.
A. J. Munby, Matrimonio.
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Gioved.
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Giunsero alla villetta poco dopo le quattro di quel pomeriggio. David parcheggi la macchina
sul davanti e lui ed Ellen rimasero seduti in silenzio a fissare le assicelle di legno sbiadito che
rivestivano le pareti esterne, gli infissi piegati e rugginosi e le finestre con un dito di sporco sopra. Alla
fine David disse: Chiss se Roderick e Madeline Usher d stanno aspettando.
Ellen rispose con un debole rumore: se fosse di divertimento, o di dolore, o di entrambi, David
non riusc a capirlo. Si gir verso di lei e le sorrise per confortarla. Vuoi provare un altro posto? le chiese.
Lei lo guard sorpresa. Ma l'agente immobiliare ha detto che non ci sono altri posti.
Non qui, no.
L'espressione di lei si incup. Non a Logan Beach?
Voglio dire... David fece un gesto vago. Piuttosto che stare qui dove non ti senti a tuo
agio. Riusc a rivolgerle un altro sorriso. Sarebbe solo per la notte aggiunse. Di giorno staremmo qui.
Ellen annu distrattamente e torn a fissare la villetta. Non era possibile alloggiare l, si rese
conto David, se non altro perch faceva troppo freddo. Si pieg all'indietro, lasci cadere le mani dal
volante e si volt verso il sordo brontolio della risacca. Strano che quel posto fosse sopravvissuto e l'altro no: era ugualmente vicino all'acqua.
Peccato che l'altra villetta sia andata distrutta disse.
Gi, proprio un peccato replic lei con calma.
David la guard nel tentativo di interpretare la sua espressione. C'era dolore, certo, e sgomento.
C'era anche rassegnazione? Allung una mano e strinse quelle di lei, chiuse in grembo.
Non sto cercando di cambiare il piano disse.  solo che... be', abbiamo fatto un bel po' di
strada, e sarebbe brutto stare in un posto che ci fa venire la depressione.
Lei lo studi, preoccupata. Dove potremmo andare?
Oh... David alz le spalle. Sono sicuro che ci sono un bel po' di posti lungo il Sound. Potremmo...
Si interruppe quando Ellen scosse vigorosamente la testa. No disse. Sono certa che questo andr benissimo. Non abbiamo nemmeno controllato dentro e gi lo condanniamo. Sorrise. Su, andiamo a dare un'occhiata.
Sei sicura?
Sono sicura. Ellen apr lo sportello dal suo lato e scese.
David fece lo stesso e rimase in piedi, sentendosi le gambe ancora addormentate. Si stiracchi e poi rabbrivid quando il vento gelido gli pass sotto la giacca.
Mentre si avvicinavano alla parte posteriore della villetta, David not una fila di alte finestre al secondo piano. Quello deve essere lo studio disse.
Ellen alz gli occhi verso le finestre coperte da pesanti tende.
Da l deve esserci una vista magnifica disse David, scosso da brividi interrotti. Cavolo se fa freddo!
Lo so.
Qualcosa nel suo tono - di sconfitta, di sconforto - lo costrinse a guardarla. Lei se ne accorse e fece uno sforzo per sorridere. Non preoccuparti per me disse. Un po' di nostalgia residua, tutto qui. Ellen si guard intorno, sforzandosi di mostrare ottimismo. Logan Beach non  cambiata poi tanto.
A parte il molo della nostra luna di miele che  stato scaraventato in mare da un uragano.
Questo s che  un peccato disse Ellen. Speravo tanto di rivederlo.
Forse  meglio cos disse lui. Non la fiss direttamente, ma con la coda dell'occhio not il
suo sguardo interrogativo. Volevo dire...
E se avesse un aspetto... differente? azzard lei.
David annu. Meglio che lo ricordiamo com'era... Nel 1960, aggiunse la sua mente. Dio
santissimo, ventuno anni fa. La fitta di dolore fu improvvisa, imprevista. Sul momento la sua maschera
di finzione sembr venire meno. La recuper con ostinata forza di volont. Prese dalla tasca della
giacca la chiave che gli aveva dato l'agente immobiliare e la infil nella porta principale. Quando
l'apr, il fondo della porta strusci sulla moquette consumata.
Vuoi che ti porti dentro in braccio?
Ce la faresti? Ellen represse un sorriso.
Lui la fiss con aria di finta riprovazione. Ma senti che sfacciata disse. Non lo sai che faccio
sollevamento pesi due ore a settimana? Si pieg e la prese con il braccio sinistro sotto le ginocchia e
con il destro in fondo alla schiena. Opl disse.
No, tesoro. Il sorriso di Ellen divenne improvvisamente imbarazzato. Stavo scherzando. Si
ritrasse da lui. Ti farai male alla schiena.
David si raddrizz.
Non vorrai passare a letto la nostra seconda luna di miele, no? chiese Ellen.
Invece  esattamente dove voglio passarla.
In un letto d'ospedale?
Touch disse lui.
Mentre entravano David fece una smorfia. Se  possibile disse dentro fa ancora pi freddo
che fuori.
Ellen sorrise. Sono sicura che un bel fuoco in quel caminetto toglierebbe tutto il freddo.
David annu mentre si guardava intorno. Non  poi cos male disse. Quando Ellen non
replic, la guard. Che ne pensi?
No,  carino disse lei non troppo convinta.
David le fece scivolare un braccio attorno alla vita. Andiamo via disse. Troveremo un altro
posto. Ellen lo guard con aria indecisa. Non ti piace le disse.
S, mi piace.
Invece non ti piace. Di, cerchiamo un altro...
No. Lo interruppe con tale intensit che David trasal. Voglio dire... Ellen sorrise
imbarazzata. Abbiamo deciso di passare la settimana a Logan Beach. Se non lo facessimo non sarebbe
la stessa cosa.
Lo so, ma...
Mi piace, David, davvero.  solo il freddo che... eccola. Indic col dito. La caldaia di cui ha
parlato l'agente immobiliare. L'accendiamo e insieme al caminetto questo posto diventer accogliente
come... Gesticol, non sapendo come concludere.
Come un obitorio a Natale? concluse lui.
Lei lo guard con aria di rimprovero e si mosse nel soggiorno. David la segu con lo sguardo
per alcuni momenti, poi si gir e richiuse la porta, rabbrividendo. Gli sembrava che l'aria avesse una
massa tangibile; la visualizz mentre si insinuava nei suoi polmoni come un liquido congelato. Strinse i
denti quasi a voler frapporre una barriera, poi segu Ellen nel soggiorno poco illuminato.
Il caminetto di pietra con il focolare rialzato si trovava sulla sua sinistra, al centro della parete
occidentale. Sopra la cappa rivestita da ciottoli era appeso un quadro con una barca a vela sballottata
dalle onde di un mare in burrasca. David lo osserv a occhi socchiusi: era un dipinto originale a olio.
Poi pass lo sguardo sulle basse scaffalature di legno ai due lati del caminetto, sopra le quali si
aprivano due piccole finestre protette da tende. Quindi esamin la mobilia: il grosso divano di fronte al
caminetto, le poltrone, i tavoli, le lampade. Gli ricordarono l'arredamento che aveva visto illustrato in
un catalogo Sears-Roebuck del 1937 preso in prestito dal reparto di ricerca della MGM.
Non  brutto per niente disse Ellen.
David la guard. Lo pensi davvero?
Lei gli sorrise. Mi piace.
Benissimo disse lui.
Allora siamo d'accordo. Guardiamo il resto della casa.
Qualcosa nella sua voce - un residuo di quella ansiosa, infantile qualit che lui aveva sempre
amato - lo fece sorridere e lo port a cingerla con un braccio. Fammi strada, Ellen Audrey le disse.
Attraversarono tutto il pavimento ricoperto dalla moquette consumata, fiancheggiarono la
stretta scalinata addossata alla parete ed entrarono nella saletta da pranzo, il cui soffitto era appena
qualche centimetro pi alto della testa di David. Il piccolo ambiente che sembrava davvero un'alcova
aveva una finestra doppia ornata di magnifiche tende, il pavimento a parquet con un tappeto ovale
multicolore che lo ricopriva in gran parte, un tavolo rotondo di acero con quattro sedie a schienale
arrotondato, una leggera lampada di rame brunito sospesa sopra il tavolo e, sulla destra della porta della
cucina, una credenza con uno specchio polveroso appeso sopra di essa.
Di, non  male disse Ellen.
Ah-ah.
David spinse la porta basculante e segu Ellen in cucina.
Oh, bene,  proprio un ambiente caldo e accogliente comment lui osservando la nuvoletta di
vapore gelato che gli usciva dalle labbra.
Apri la porta e lascia uscire il freddo propose lei.
 questo il problema disse David, attraversando la cucina per andare a chiudere lo sportello
del frigorifero. Vide il cavo con la spina arrotolato sopra il frigo. Ecco, e io che volevo qualche
cubetto di ghiaccio.
Puoi usare la punta delle mie dita disse Ellen.
David sorrise e gir una delle manopole della stufa senza nessun risultato. La rigir all'indietro
e pass in rassegna il lavello, il piano cottura, le finestre al di sopra che davano sul Sound, la porta a
vetri con la tendina abbassata, il tavolo giallo di legno con le sue sedie in mezzo al pavimento di
linoleum consunto. Diciamoci la verit disse. Questa  la cucina.
O il congelatore comment Ellen, girandosi con un brivido e tornando nella saletta da pranzo.
David scopr che non riusciva a muoversi, come bloccato dal peso di uno sfinimento. Non
sarebbero mai dovuti tornare a Logan Beach; era stato un inutile capriccio da parte sua. Rimpianse che
non fossero a Sherman Oaks, nella loro casa sulle colline comoda e accogliente. Gli sembrava assurdo
che Mark dovesse starsene da solo l, con loro a un continente di distanza.
Tesoro?
Ellen aveva aperto a met la porta basculante e lo stava fissando incuriosita. Qualcosa che non
va? gli chiese.
No, sto solo... David si costrinse a sorridere e si avvi verso di lei. ...Sognando a occhi
aperti. Non doveva sciupare tutto, per Ellen. Ehi, non abbiamo ancora guardato al piano di sopra.
Ellen gli restitu il sorriso. Diamo un'occhiata disse.
Attraversarono la saletta da pranzo e girarono a destra verso la scalinata avvolta nell'ombra.
Ellen sal per prima. Mentre affrontavano i gradini anch'essi coperti da una moquette consunta, David
osserv la serie di piccoli quadri appesi lungo la scala, ciascuno dei quali rappresentava una scena della
costa o del mare. Devono essere stati dipinti dallo stesso pittore che ha fatto quello sopra il caminetto
disse. Si sofferm a esaminarne uno che raffigurava la spiaggia attorno alla villetta. Indic l'angolo
superiore sinistro. Ecco la casa disse.
Ellen si ferm e guard. Che panorama dev'esserci da l, a picco com' sulla scogliera disse.
Chiss se ci vive sempre la stessa gente disse David. Tanto non lo sapremmo comunque,
anche se li vedessimo.
A met strada c'era un pianerottolo con una porta sulla destra. David sospinse il pomello
ghiacciato di ottone ed entr nella stanza buia. Dio mormor. Ellen disse qualcosa a bassa voce e gli
si avvicin.
Questa  la peggiore di tutte disse lei.
David attravers il pavimento di legno, i suoi passi che emettevano un suono cupo e smorzato.
Afferr un lembo della tenda e guard fuori. Che panorama disse, impressionato. Si vede... si
interruppe quando, voltandosi, not che Ellen era rimasta sulla soglia a braccia conserte e stringeva i
denti. Troppo freddo? le domand. Lei annu tremando.
Gli anelli della tenda, grossi come ciambelle, scivolarono sibilando lungo l'asta mentre David li
faceva scorrere, scoprendo buona parte della finestra. Pass in rassegna l'ampia stanza. Era vuota, a
parte un tavolo di legno addossato alla parete orientale, con la superficie segnata da incisioni di una
spatola e chiazzata da tracce di vernice, e un divano mezzo sfondato addossato al muro accanto al quale
si trovava lui. David osserv il disegno a pigne e aghi sulla fodera del divano, e la coperta ripiegata ai
suoi piedi. Non credo che questa stanza ci servir a molto disse.
Ellen non rispose e lui si gir a guardarla. Lei lo stava aspettando sul pianerottolo della scala.
David lasci lo studio e richiuse la porta quasi con violenza. Le mise un braccio sulle spalle mentre
riprendevano a salire le scale, ed Ellen rabbrivid. Sei proprio gelata disse David.
Il freddo comincia a pesarmi.
Raggiunsero il pianerottolo del primo piano e David apr la porta proprio di fronte a loro,
sussultando all'immagine indistinta di s stesso e di Ellen rimandata dallo specchio dell'armadietto di
un bagno. Eccoli qui, gente disse. Il duo di mattacchioni... Pelle d'oca e Tremarella. Ellen
borbott qualcosa, e sorrise fiaccamente quando lui la guid sulla sinistra e apr la porta della camera
da letto. Ci siamo disse.
L'accompagn nella stanza buia e la fece sedere sul nudo materasso del letto a baldacchino,
anch'esso di acero. Sul telaio del letto c'era una trapunta quadrettata nera e arancione e lui la prese e la
scroll, tossendo per la polvere. Si vede che questa casa  spesso abitata disse. Depose la trapunta
sulle spalle di Ellen e poi gliel'avvolse intorno al corpo e sotto le gambe. Ecco. Si sporse e la baci
sulla punta del naso.  come baciare un pupazzo di neve disse. Le diede una pacca sulla spalla e
guard in giro. Ehi, disse  proprio quello che hai sempre sognato... un caminetto in camera da
letto.
Mettimici dentro e accendimi disse Ellen stringendosi addosso la trapunta e facendosi
piccola.
David attravers la stanza e osserv il caminetto. Credo... disse. Si spost verso la finestra
pi vicina e sollev la tapparella, poi torn al caminetto per guardare meglio. Gi. Mise da una parte
il parascintille, prese un giornale ingiallito dal focolare, appallottol alcune pagine e le dispose sotto il
ciocco di legno mezzo carbonizzato. Sulla cappa c'era una vecchia scatola di fiammiferi: ne accese uno
e tenne la fiamma accanto alla carta, che prese fuoco subito. Lui si ritrasse e rimise a posto il
parascintille, poi si volt. Che te ne pare? chiese.
 come il paradiso disse Ellen.
Sorridendo David torn alla finestra e abbass la tapparella. Guard gi e vide la macchina, e il
solo vederla gli fece desiderare di trovarsi l dentro insieme a Ellen e di tornarsene a tutta velocit verso
il JFK, dove avrebbero potuto lasciarla all'agenzia di autonoleggio e procurarsi un biglietto per il primo
volo diretto a Los Angeles. Lott per soffocare quel desiderio e si volt. Ellen stava in piedi davanti al
caminetto, sempre con la trapunta stretta a s. David le si avvicin e l'abbracci. Va meglio adesso?
le chiese.
Ah-ah.
Bene.
Rimasero per un po' a fissare le fiamme scoppiettanti prima che David parlasse. Funzioner,
El le disse.
Lei sorrise, ma senza convinzione. L'accarezz sulla schiena. Vado a prendere i bagagli
disse.
Ti serve aiuto?
No no. Ce la faccio da solo. Tu pensa solo a riscaldarti.
Lei sorrise. D'accordo.
David lasci la camera da letto sentendosi come un prigioniero in fuga.
Adesso il vento si era quasi calmato. Faceva ancora un freddo cane, ma senza quel vento
impietoso sembrava assai meno spiacevole di quanto lo fosse stato quel pomeriggio. David si sentiva
quasi a suo agio quando sollev il coperchio della cassa di legno dietro la casa. Fece per infilarci una
mano, poi la ritrasse e diede un'occhiata dentro. Non sarebbe bello morire per il morso di un ragno in
occasione della nostra seconda luna di miele, pens. Non vide nulla e infil di nuovo la mano, tirando
fuori diversi ciocchi di legno gi tagliati.
Richiuse la porta della cucina appoggiandocisi contro, attravers la stanza buia, apr con una
spallata la porta basculante e percorse la saletta da pranzo fino al soggiorno. Ellen stava bruciando nel
caminetto delle scatole vuote di cracker. Come lui, aveva indossato pesanti abiti da campeggio.
Sicuro di aver mangiato abbastanza? gli chiese mentre lui scaricava la legna a lato del
focolare.
Pi che abbastanza. David si tolse la giacca e gett sul fuoco uno dei ciocchi, aggiustandolo
con l'attizzatoio. Non risistem il parascintille e si sedettero entrambi sul divano, uno vicino all'altra,
protendendo i piedi verso il caminetto. Mise un braccio sulla spalla di Ellen e lei gli si appoggi
addosso.
Era stata una bella serata. All'inizio avevano pensato di mangiare a Port Jefferson, senza
nemmeno provare a dare una sistemata alla casa fino al mattino successivo, quando avrebbero avuto a
disposizione gas e corrente elettrica. Per la prospettiva di un viaggio di oltre ottanta chilometri, andata
e ritorno, su quelle strade buie e sconosciute gli era sembrata insostenibile, soprattutto visto che
avevano frutta e cracker a sufficienza, avanzati dallo spuntino del pomeriggio. Con quelli avevano
messo su una semplice cena, seduti davanti al caminetto a chiacchierare.
Scommetto che a Linda e Bill piacerebbe disse Ellen.
Gli piacerebbe eccome borbott lui, divertito. Anche se non credo che a Bill piacerebbe
farsi quaranta chilometri in macchina su queste stradine di campagna per raggiungere l'ospedale.
No. Dopo diversi secondi il sorriso di Ellen mor. Spero che il bambino non nasca mentre
non ci siamo disse.
Le hai detto di tenere le gambe incrociate finch non torniamo, no?
Ellen non rispose. David la guard e si accorse che il suo sorriso tradiva una pensosa
malinconia. Si domand se fosse preoccupata all'idea di essere madre di una giovane donna che entro
poco tempo sarebbe diventata madre anche lei. Non che a quel pensiero Ellen avesse mai dimostrato
qualcosa di diverso dal piacere, ma era pur sempre un evento che le ricordava inequivocabilmente la
sua et.
David si appoggi al cuscino del divano. La foga della conversazione sembrava essersi dissolta,
probabilmente per via del silenzio e del crepitare sonnacchioso del caminetto. Tenne lo sguardo fisso
sulle fiamme fino a che si ritrov avvolto dall'oscurit. Era come se fosse all'estremit di una lunga
galleria buia, mentre all'altra estremit il fuoco continuava a bruciare. Pian piano perse lucidit, e
l'oscurit penetr nella sua mente. Ondeggi sul bordo tenebroso del sonno senza far nulla per evitare
la caduta. Si sent le palpebre pesanti e si accorse che si stavano chiudendo.
Tesoro?
Le gambe di David si ritrassero di scatto; sobbalz e si gir a guardarla.
Stavi per addormentarti?
No no. David soffoc uno sbadiglio. Che stavi pensando?
Mi stavo domandando se avessi voglia di fare una piccola passeggiata prima di andare a letto.
Certo disse lui.  una buona idea.
Cinque minuti pi tardi avevano lasciato la casa e stavano camminando verso l'acqua, facendo
scricchiolare la sabbia sotto gli scarponi. Da che parte? chiese David.
Be'... Ellen indic pensierosa in lontananza, verso la scogliera. Da quella parte?
Perch no?
Ellen lo prese sottobraccio. Allora andiamo l disse.
Domani ci faremo una bella e lunga passeggiata, e ci porteremo appresso il picnic disse lui.
Sarebbe magnifico.
Non dissero altro e David cadde in una specie di svagata fantasticheria. Lo scricchiolio della
sabbia sotto i piedi e il ricorrente andirivieni della risacca agivano su di lui come un narcotico. Ben
presto si dimentic di ogni emozione, con la mente sospesa in un vuoto privo di logica. Quando alla
fine Ellen parl, lui non sent le sue parole e la guard, trasalendo. Mmh?
 quello che abbiamo fatto la prima notte ripet lei.
David registr le parole, ma non il loro significato. La prima notte? Trascorsero quindici
secondi buoni prima di capire che si riferiva alla loro luna di miele.  vero disse. L'abbiamo fatto.
Silenzio di nuovo, e insieme a esso il peso di un rinnovato scoramento nella mente di David.
Avrebbe davvero funzionato? Ci sarebbero riusciti, dopo tutto quello che era successo?
Ecco la casa disse Ellen.
David sbatt le palpebre e pieg all'indietro la testa per guardare la sommit della scogliera
davanti a lui. I piani superiori della casa si stagliavano contro il cielo, e in una delle finestre si scorgeva
la luce di una lampada. Chiss chi ci abita disse.
Chiunque sia, adesso probabilmente sar in Europa disse Ellen. O alle Hawaii.
Santo cielo, credi che ci abitino solo d'estate?
Pu darsi. Ellen si tir su il colletto della giacca, rabbrividendo.
Freddo? chiese lui.
Un poco.
Vuoi tornare indietro?
Camminiamo un altro po'.
D'accordo.
Poco dopo raggiunsero la base della scogliera e si ritrovarono bloccati perch la marea era alta.
Si fermarono e David abbracci Ellen mentre entrambi osservavano il mare che si infrangeva sugli
scogli. Per un po' lui cerc di farsi venire in mente qualcosa di cui parlare, ma alla fine rinunci. Non
poteva fard niente; semplicemente non riusciva a vincere quella sensazione di passivo distacco. Ma era
da parte sua o da parte di Ellen?
Credo sia meglio conceder una buona notte di sonno disse alla fine Ellen.
Lo credo anch'io si sent replicare David. Domattina cammineremo un altro po'.
Mentre Ellen si stava lavando il viso e i denti - in precedenza lui era riuscito a ripristinare
l'acqua - David accese un bel fuoco in camera da letto, poi ci si mise davanti spogliandosi il pi
rapidamente possibile e indossando il pigiama. Adesso era contento che Ellen lo avesse convinto a
portarsene un paio di lana. Saltell sul pavimento di legno gelido, scost un angolo delle coperte e vi si
infil, sobbalzando quando sent le lenzuola fredde. Sbatt le gambe per riscaldarle, poi si mise a
sedere a braccia conserte tremando in modo incontrollato mentre si guardava intorno per la stanza
silenziosa.
Si domand quando la casa fosse stata costruita, deridendo che non poteva essere stato prima
dell'inizio degli anni Trenta. Non era per niente un brutto posto, e soprattutto quella stanza era
particolarmente piacevole. Come la saletta da pranzo e, in minor grado, il soggiorno, rivelava qualit e
buon gusto.
Allung la mano e apr il cassetto del comodino, guardandoci dentro. Era vuoto, a parte una
scatola di incenso chiamato Amour Exotica, un nome che lo fece sorridere. Sollev il coperchio e
annus una delle tavolette raggrinzite e brunite, arricciando il naso all'odore.
Abbass il coperchio, infil la scatola nel cassetto e lo richiuse. Si pieg e si accinse a sistemare
uno dei cuscini appoggiati alla testata: in quel momento not una fila di cinque X incise sul legno e
consumate dal tempo. Si domand chi le avesse fatte. Una donna, probabilmente, visto che gli uomini
erano poco interessati a quel simbolo del bacio. Una giovane donna, forse una ragazza, magari in luna
di miele. David si volt e si lasci andare contro il cuscino, visualizzandola in quel letto insieme al suo
novello marito. Avevano appena fatto l'amore e se ne stavano sdraiati fianco a fianco, in una rilassata
indolenza, con le gambe intrecciate e le braccia dell'uomo avvolte attorno al corpo caldo e morbido di
lei. Poi la donna si girava e con l'unghia - o con una forcina, con la pietra dell'anello di fidanzamento -
incideva una X sulla testata, poi un'altra e un'altra fino a che erano l tutte e cinque. Dopo averlo fatto
rivolgeva al marito un sorriso di assonnata soddisfazione e, rannicchiandosi contro di lui, si
addormentava.
Nel caminetto un ciocco di legno cadde gi e and a sbattere contro la grata del parascintille.
David trasal e si volt, poi trasal di nuovo quando vide Ellen in piedi immobile sulla soglia che lo
guardava. Si domand da quanto tempo fosse l. Che stai facendo? le domand.
Niente. Ellen sorrise elusiva e attravers la stanza. Appoggi il candelabro sul comodino e
cominci a togliersi la vestaglia, arricciando il naso. Che  quest'odore? chiese con una smorfia.
Amour Exotica rispose David.
Cosa? Ellen azzard un sorriso.
Incenso. David indic col dito. Nel cassetto del comodino.
Oh. Lei appoggi la vestaglia sul telaio del letto, pass dall'altra parte, si tolse le pantofole,
sal e s'infil sotto le coperte. Oh, mio dio disse.  come trovarsi fra due lastre di ghiaccio.
Da questa parte  pi caldo disse David.
Non voglio portarti il freddo.
Non essere sciocca.
Be'... Ellen scivol subito verso di lui, e il tocco dei suoi piedi ghiacciati sulle caviglie lo
fece sussultare. Scusa disse lei.
David cerc di non fremere per quella insistita pressione gelata dei piedi di Ellen. Allung la
mano e abbotton fino al collo la blusa del suo pigiama bianco e blu, rendendosi conto di quanto lei
apparisse infantile, in quel momento, con il seno piccolo scomparso sotto le pieghe del tessuto di lana e
i capelli biondo scuro tagliati cos corti.
Quando si fu riscaldata, lui scost le coperte, scese dal letto e and verso il bagno. Mi lavo i
denti disse.
Non ti serve la candela? chiese Ellen.
Ah, gi. David si volt, corse verso il comodino e prese il candelabro. Dio, questo
pavimento  gelato! Si diresse di nuovo verso il corridoio, poi devi verso la cassettiera e, mentre
saltellava da un piede all'altro, rovist dentro la valigia, in cerca delle pantofole. Dopo averle trovate le
mise ai piedi e punt verso la porta. Tomo subito disse. Ellen non replic e lui si volt a guardarla.
Ti ritrovo qui?
Lei annu sorridendo. Lavali bene gli disse.
Quando torn, Ellen era sdraiata volgendogli la schiena. David appoggi il candelabro sul
comodino, scalci vie le pantofole e scivol in tutta fretta sotto le coperte; aveva come la sensazione
che il freddo intenso del bagno gli fosse penetrato nelle ossa. Si sdrai e rabbrivid con violenza
parecchie volte, poi cominci a riscaldarsi. Poco dopo sfil la mano sinistra da sotto le coperte, si lecc
le punte dei pollici e spense la fiammella della candela.
Giacque immobile quasi mezzo minuto, poi si appoggi sul gomito destro, si pieg e bad Ellen
alla base del collo. Buonanotte le disse. Le coperte frusciarono quando lei si mosse: con il palmo
della mano gli scompigli i capelli.
Notte mormor Ellen.
Per un po' - ma a lui sembr quasi un'ora - David rimase supino con gli occhi chiusi,
aspettando che giungesse il sonno. Lo sa dio se sono stanco, pens ripetutamente. Con un viaggio da
organizzare in tutti i particolari, aveva vissuto gli ultimi tre giorni a un ritmo frenetico. Adesso tutto era
giunto a compimento: erano l, e lo stimolo di quell'incessante attivit non c'era pi. Gli sembrava
logico presumere che avrebbe preso sonno, dopo averlo fatto cos poco nel corso dell'ultima settimana.
Abbastanza angosciosamente sembrava vero il contrario.
David apr gli occhi e guard il riflesso ondeggiante del fuoco sul soffitto. Al di fuori il mare
continuava a infrangersi sulla spiaggia, gli sembr pi rumorosamente ogni minuto che passava. Come
aveva fatto a convincersi che il suono della risacca fosse rilassante? Ovviamente non lo era. Il
rimbombo delle onde lo metteva in agitazione, come se tentasse di riposare in prossimit di una batteria
di cannoni che faceva fuoco con regolarit. Si ripieg lentamente sul fianco destro. Sai che allegria se
non dovessi dormire per tutta la settimana, si disse. Sarei proprio una bella compagnia per Ellen.
Non riesci a dormire nemmeno tu? gli chiese Ellen.
David trasal per la sorpresa. Sei ancora sveglia?
Mmh-mmh.
Che c' che non va?
Lei esit. Non lo so. Forse ho freddo.
Anche lui esit per qualche secondo, poi scivol verso di lei. Ecco disse. L'abbracci.
Avvicinati a me.
Non voglio impedirti di dormire.
Non lo farai.
Sei sicuro?
S disse lui. Vieni.
Va bene. Ellen si rannicchi contro di lui. A parte i piedi, a David sembr quasi bollente.
Sorrise, pensando quanto fosse strano che una donna potesse essere cos calda, eppure sentire freddo.
Chiuse gli occhi e si sforz di dormire e poi, mentre Ellen se ne stava raggomitolata contro di
lui, si rese conto che per la forza dell'abitudine aveva stretto la mano a coppa sul suo seno destro; sent
attraverso la blusa del pigiama il capezzolo inturgidirsi contro il suo palmo. Ben presto la nuca venne in
contatto con le sue labbra e lui la baci automaticamente. Ellen si dimen appena, sospirando. David
sent il proprio corpo che si tendeva e si schiacci ancor pi contro di lei. In modo quasi indipendente,
gli parve, le sue dita scivolarono sotto la blusa, si fecero strada su per le costole di Ellen e strinsero di
nuovo il suo seno. Manipolando con difficolt la carne, cominci a stringere il capezzolo turgido fra
due dita. Ellen emise un sospiro pesante.
Ci sto provando, davvero disse.
Un'ondata di freddo sembr attraversare il corpo di David e lui smise di accarezzarla.
Te lo avevo detto che non sarebbe stato facile disse Ellen.
Lui sospir. Sii ragionevole, si disse. Capisco replic.
Sono ancora un po'... scossa, David. Per qualche secondo rimase silenziosa, poi parl di
nuovo. Ci prover,  tutto quello che posso dirti.
David la baci su una guancia. Va bene disse. Aspetter.
Lei pose una mano sulla sua e la strinse. Grazie mormor.
Dopo un po', molto lentamente, Ellen cominci ad allontanarsi da lui, centimetro dopo
centimetro. Mentre succedeva, lui fece finta di dormire.
Gli sembr di avere dormito, ma non ne era sicuro. Il tempo aveva perso la sua continuit e lui
non sapeva dire da quanto Ellen si era mossa. Forse era stato proprio il suo movimento a svegliarlo.
Apr gli occhi e la vide che se ne stava del tutto per conto suo, seduta sul letto. C' qualcosa che non
va? farfugli.
Oh, scusami. Non intendevo svegliarti.
C' qualcosa che non va? le chiese di nuovo, stavolta con voce pi chiara.
No, niente.
E allora perch ti sei tirata su?
Oh... Sembrava indecisa. Pensavo di fare una passeggiata.
Adesso?
Lei non rispose, ma dopo qualche secondo scese dal letto, sbuffando per il gelo del pavimento.
Si mosse a tentoni, in cerca delle pantofole, le trov e le infil. David si appoggi sul gomito destro e la
osserv sbigottito. Ellen lo guard e lui ebbe l'impressione di vedere, nella penombra, un leggero
fremito sulle sue labbra. Torna a dormire gli disse.
Non credi che dovresti riposare un po' anche tu?
Lo far fra poco. Ellen raccolse vestiti e scarpe e, dopo avere acceso la candela, punt verso
il corridoio.
Vuoi che venga con te? le chiese David.
No no, riposati rispose lei.
Lui la segu con lo sguardo fino a che non scomparve nel corridoio e poi, quando la porta del
bagno si richiuse, torn ad accasciarsi sul cuscino. La visualizz che si vestiva nel gelido silenzio del
bagno, la sua ombra gelatinosa sulle pareti e sul soffitto. Cavolo, pens.
Sospirando stancamente si volt sul fianco sinistro e guard il fuoco. Bruciava con regolarit, e
il ciocco di legno emetteva fiammelle giallastre che guizzavano come lingue di demoni. Gli pass per
la testa l'idea che Ellen avesse davvero intenzione di farsi un giro in macchina. Sorrise, afflitto e
divertito allo stesso tempo, immaginandola che raggiungeva l'aeroporto e tornava a Los Angeles senza
di lui. Quello s che sarebbe stato uno scherzo da prete, si disse.
Il suo sguardo si spost verso la soglia quando Ellen lasci il bagno e si avvi verso le scale. Sei
sicura di non volere che venga con te?, immagin di sentirsi dire. E poi: Per quanto tempo starai fuori?
Infine: Sii prudente. Quando ebbe deciso che doveva esprimere tutto a voce alta, la porta si era gi
richiusa con un tonfo e lei era sparita. David rotol sul fianco con un sospiro.
Poco dopo emise un altro sospiro di resa, si tir su e scost le coperte. Per diversi secondi
rimase immobile, con gli occhi chiusi, poi con un gemito a mezza bocca fece scivolare le gambe oltre il
bordo del materasso e sussult quando le piante dei piedi toccarono le assi di legno del pavimento. Si
alz in piedi e infil vestaglia e pantofole, mentre un'idea gli si presentava alla mente: andare al piano
di sotto e preparare un po' di caff, poi restare l ad aspettare il suo ritorno con la caffettiera fumante e
un bel fuoco acceso nel camino del soggiorno. Il progetto svan in un istante. Grande idea, si disse, solo
che non c' caff e nessun modo di procurarselo.
Si guard intorno. Be', in ogni caso il fuoco poteva accenderlo, e poteva anche arrostire un po'
di avanzi di cracker, pens sorridendo fra s e s. L'intenzione valeva comunque la pena. Svolt nel
corridoio; gli serviva una candela. Poi si disse che non era necessaria. Avrebbe trovato lo stesso la
strada.
L'oscurit gli appesant gli occhi quando lasci la camera da letto e procedette tastando con la
mano destra finch non trov il corrimano sulla parete. Sfior la superficie gelida di legno e ciabatt
verso la scala, gir a destra e cominci a scendere. Mentre scendeva sollev la mano sinistra e si chiuse
i bordi della vestaglia.
Stava attraversando il pianerottolo dove si apriva lo studio quando all'improvviso sul pavimento
si disegn una sottile lama di luce. Trasal e fece un balzo all'indietro, poi la fiss come istupidito per
qualche secondo prima di rendersi conto che aveva lasciato la porta abbastanza socchiusa, quel
pomeriggio, da far passare la luce. Deglut, si avvicin alla porta e l'apri del tutto.
La luce era quella della luna: doveva essere uscita dalle nuvole che l'oscuravano nello stesso
momento in cui lui aveva raggiunto il pianerottolo. David osserv l'ampia distesa del pavimento sul
quale sembrava essere stato steso uno strato di vernice luminosa. Dopo diversi secondi attravers lo
studio e and alla finestra.
Il panorama lo lasci senza fiato. L'intera spiaggia era ammantata da quel pallido strato
argentato e, anche se la linea di marea era a un centinaio di metri di distanza, il fragore e lo
spumeggiare di ciascuna onda che moriva sulla spiaggia sembravano a portata di mano. Lo sguardo di
David segu la striscia sinuosa della luna che si rifletteva sul Sound fino a perdersi nell'oscurit.
Guard a destra e a sinistra cercando di vedere Ellen... ma non la vide. O non c'era, oppure la
sua vista non era abbastanza forte da permettergli di individuarla oltre una certa distanza. Chiuse gli
occhi per farli riposare. Probabilmente mi servono degli occhiali, pens.
Si domand che cosa dovesse realmente fare. Rimanere l a fissare inutilmente la sabbia e il
mare? Scendere di sotto per riattizzare il fuoco? O tornarsene a letto? Rimase immobile, incapace di
prendere una decisione.
Non seppe mai per quanto tempo rest l a essere osservato. Tutto a un tratto, semplicemente,
sent che qualcuno lo osservava. Si volt e vide una figura in piedi sulla soglia. Credevo che fossi
andata a fare una passeggiata disse.
Non ci fu risposta.
Allora?
Ancora nessuna risposta. David aggrott la fronte. Non vuoi nemmeno parlarmi? domand.
La figura rimase in silenzio.
Ellen? Adesso nella sua voce c'era qualcosa di pi del fastidio: un accenno di inquietudine.
Che succede?
Trattenne il fiato quando una giovane donna fece un passo avanti verso la luce della luna e lo
fiss. Mentre l'iniziale sorpresa declinava, David not che era la donna pi bella che avesse mai visto
in tutta la sua vita: capelli nerissimi lunghi fino alle spalle, lineamenti perfetti, come intarsiati
nell'avorio. Indossava una gonna bianca e un maglione, e aveva una collana con un medaglione
all'altezza della gola. I piedi erano nudi e sporchi di sabbia.
David deglut. Posso esserle utile? si sent domandare.
La donna mormor: Terry?
David la fiss in preda alla confusione. Quando pronunci quel nome per la seconda volta
rispose: No, mi dispiace. Io sono...
Si interruppe rabbrividendo al suono che lei emise: per met gemito, per met convulsa
inalazione. Per un momento ebbe l'impressione che sarebbe scoppiata a piangere.
Lei... vive da queste parti? le domand.
Gli occhi scuri della donna rimasero fissi sui suoi. Non rispose.
Signorina?
Le palpebre si abbassarono, quasi a voler nascondere l'immagine di David: adesso aveva
un'espressione di amaro sconforto. Per un lungo momento rimase immobile e silenziosa, avvolta da un
evidente dolore. Poi riapr gli occhi e lo guard di nuovo. Vivo gi alla spiaggia disse. Oltre la
scogliera. Si avvicin di qualche passo scrutando David come per verificare, per confermare a s
stessa, che non era l'uomo che cercava. David sent crescere il disagio per quell'esame cos
approfondito.
Improvvisamente lei sorrise e David trattenne il fiato per la seconda volta, tanto ne era rimasto
sorpreso. Da quando aveva vent'anni non reagiva pi in quel modo di fronte a una bellezza fisica
assoluta: con la gola stretta e una palpabile irregolarit del battito cardiaco. Quella donna era stupenda,
di una bellezza che si incontra solo nei sogni.
Mi scusi disse lei. Non intendevo fissarla in quel modo.
E io... David lasci a met la frase, spaventato, scoprendo che stava per dire: Mi scuso di
non essere Terry. Si schiar la gola. ...Mi stavo domandando che ci fa qui concluse goffamente.
Ho visto la luce del caminetto al piano di sopra disse la donna e ho pensato... Per un
attimo il dolore le accese il volto, poi sorrise di nuovo. Conoscevo l'artista che viveva qui la scorsa
estate spieg. Stavo passeggiando e ho visto la luce del caminetto e ho pensato...  tornato.
David annu, guardandola. Quando lei non disse altro ebbe un movimento improvviso, come se
uscisse da un sogno a occhi aperti, sentendosi imbarazzato per averla fissata come un adolescente
infatuato. E si chiamava Terry disse, pronunciando le prime parole che gli vennero in mente.
S rispose lei. Terry Lawrence.
Capisco. Stava ricominciando stupidamente a fare di s con la testa. Santo dio quant' bella.
Sussult una seconda volta, lottando per darsi un contegno.  lui che ha dipinto i quadri al piano di
sotto? domand deliberatamente. Quello sopra la cappa del camino, e i quadri pi piccoli lungo la
scala?
La donna annu. S. Non sono belli?
Molto belli. Stavo dicendo a mia... David esit per un istante poi si rese conto che la pausa
era dovuta alla sua riluttanza a menzionare Ellen e continu, prendendosela con s stesso moglie
proprio ieri pomeriggio quanto siano interessanti.
La donna lo guard fisso, costringendolo a deglutire. Alla fine disse: Mi dispiace di continuare
a fissarla.  solo che lei mi ricorda tanto Terry.
David non riusc a razionalizzare, n a soffocare l'ondata di piacere che prov a quelle parole.
Subito la sua mente si riemp di un guazzabuglio di puerili risposte e lui si scopr diviso fra l'abitudine
a nascondere ogni debolezza in fatto di gusti personali e la sollecitazione a dar voce a quelle risposte.
Lei gli risparmi la fatica di dover prendere una decisione chiedendogli: Non vuole sapere
come mi chiamo?
Ma certo, naturalmente. Era davvero la sua voce quella che sent? Cos rauca, cos affettata?
La donna gli si avvicin allungando la mano destra che, alla luce della luna, sembrava quasi
opalescente. Sono Marianna disse.
Come in un sogno David strinse la mano nella sua, adesso cos vicino a lei che rinunci a
cercare di resistere al bisogno di guardarla.
Che c'? chiese lei.
Lei ...
Cosa?
David trattenne il respiro. Sembrava non esserci modo di evitare quelle particolari parole. Cos
vicina com'era, la pelle e i lineamenti del volto sembravano di marmo immacolato.
Lei  molto bella disse.
La stretta di Marianna si intensific appena e lui ebbe la sensazione che le sue dita si fondessero
con quelle di lei. Marianna disse qualcosa, ma David sent solo un suono incoerente. Cosa?
mormor.
Non mi ha detto come si chiama lei.
Oh. Lui trasal, imbarazzato. Mi scusi. Mi chiamo David. Per qualche ragione sembrava
superfluo citare anche i secondi nomi. David e Marianna andava benissimo.
Si rese conto che le stava ancora stringendo la mano e con un timido sorriso la lasci,
rimproverandosi mentalmente. E cos lei... credeva che Terry Lawrence fosse tornato disse.
La ragazza annu. Lo aspettavo.
Allora non  pi in contatto con lui disse David sperando che la sua curiosit non fosse
manifesta come sembrava.
Marianna scosse la testa.
Bene, pens lui, e lo pens con tale rapidit da rimanerne stupito. Sorrise, quasi a mitigare
l'insorgere di quella ingiustificata reazione. Il sorriso che lei gli restitu lo fece fremere: illuminava la
sua faccia di un radioso fulgore. Le piacerebbe vedere un ritratto che ha dipinto di me? gli chiese.
David si rese appena conto di annuire. S rispose.
Allora venga.
Lui non riusc a distogliere lo sguardo da lei mentre lo prendeva per mano e cominciava a fargli
attraversare lo studio. Esistono certi esseri umani, pens, creati dalla natura con tale perfezione da
assurgere al rango di oggetti d'arte. Marianna era uno di questi.
Perch mi guarda cos? gli chiese lei.
David sussult rendendosi conto che in qualche modo si era illuso nel ritenere che non si fosse
accorta del suo esame. Sul momento pens di ricorrere a qualche bugia diplomatica, poi lasci perdere.
Non la guardano cos tutti gli uomini? chiese a sua volta.
La sua reazione fu inattesa. Si ferm e si gir a guardarlo, prendendogli anche l'altra mano.
Allora guardi pure.
Per un momento lui resistette, ammonito da qualche sopita inibizione, poi si arrese e la guard
senza reticenza, soffermando esplicitamente lo sguardo sui distinti elementi del suo viso - la fronte e gli
occhi, il naso e le orecchie, le guance, le labbra, il mento - per poi apprezzare la perfezione
dell'insieme. Col passare dei momenti cominci a provare un desiderio quasi irresistibile di piegarsi
verso di lei e di affondare il volto nei suoi capelli color ebano, di baciarle la guancia, o addirittura le
labbra con tutta la passione possibile. Tutto a un tratto ritrasse le mani, capace appena di mormorare:
Credo che adesso sia meglio finirla.
Perch?
Perch... David sbatt le palpebre e si scosse. Be', perch... L'unica frase che la sua
mente riusciva a evocare era: Perch sono un uomo sposato, e la rigett come troppo trita ed enfatica
per prenderla solo in considerazione. Solo perch si accontent di dire. Mi faccia vedere il quadro.
Marianna lo fiss con una curiosit tutta infantile, poi sorrise, affascinandolo di nuovo. Va
bene disse, e lo condusse verso una parete.
David la guard.  qui?
S.
Una paura disarticolata lo travolse: che lei non fosse cos razionale come sembrava. Il suo
sorriso malizioso mitigava il dubbio. David represse un sorriso e disse: Io vedo una parete.
S, anch'io disse lei. Sempre guardandolo con quel sorriso furbetto tast la pannellatura fino a
che ci fu uno scatto e, nel punto in cui prima c'era la parete, si rivel una porta socchiusa.
David sbirci. Che c' dentro?
Marianna si mosse nel buio. Venga a vederlo disse con voce invitante.
Qualcosa nel suo tono ag sul corpo di David come uno stimolante e all'improvviso lui sent il
desiderio che gli scorreva dentro come un vino inebriante. Fece per parlare, si rese conto che aveva la
gola secca e deglut per schiarirla. D'accordo rispose seguendola.
Silenzio. L'oscurit che gli faceva pulsare gli occhi. David li socchiuse, tentando invano di
individuare la sagoma di Marianna.
Dov'? le chiese.
Lei non rispose. David protese entrambe le mani, cercandola a tentoni come avrebbe fatto un
cieco. Marianna?
Sono qui disse lei.
David si irrigid mentre le parole ti voglio gli accendevano la mente. Attento, si disse. Si stava
lasciando coinvolgere da quell'atmosfera quasi romantica. Dove? domand, con nella voce una
sfumatura di cocciuta impazienza.
Tutto a un tratto la sua mano afferr quella della ragazza, e la sua presenza lo circond di
nuovo, attirandolo con un magnetismo che lui poteva quasi sentire fisicamente. Una parte di lui se ne
ritrasse, saggiamente preoccupata, ma l'altra voleva tirare la ragazza a s, spinta da una sfrenata
impudicizia, voleva abbracciarla, prendere le sue labbra, chiederle di...
Che c'? domand Marianna mentre lui rabbrividiva.
David trasse un sospiro soffocato. Dov' il quadro? domand a sua volta.
Davvero vuole vederlo?
In pratica, da come lo disse, fu un invito. Lui non vedeva altre possibili interpretazioni. Chiuse
gli occhi e tent di liberare la mano dalla sua, spaventato dal palpito irregolare del proprio respiro. S
rispose. Dov'?
La mano di Marianna si stacc e quella corrente pressoch viva cess di scorrere fra loro. David
si sent avvolgere da un manto di gelo. Proprio qui gli disse Marianna.
Forse  meglio che accenda un fiammifero disse lui.
Sua moglie  arrabbiata con lei?
David trasal. Cosa?
Quando ha pensato che io fossi lei, ha detto: Non vuoi nemmeno parlarmi?
Lui sbatt le palpebre, ricordando. Oh.
Avete litigato?
Ecco... Si sent propenso a risponderle a brutto muso: Non sono affari tuoi! Ma non ne fu
capace e rimase l in un silenzio infelice.
Non importa gli disse Marianna con voce sommessa. Non  obbligato a dirmelo.
Istintivamente David allung la mano nel buio per prendere la sua e rassicurarla, poi la stessa
reazione lo fece irrigidire; allora si controll, tir fuori la scatola di fiammiferi che aveva trovato sulla
cappa del caminetto in camera da letto e ne accese uno. Marianna allontan il volto dalla fiamma,
tradendo una momentanea espressione di pena.
Quando torn a guardarlo, David sent di nuovo quel pizzicorino insistito nella carne, adesso
pi forte che mai. Era quasi incredibile che una donna potesse essere tanto affascinante. La fiss,
imprigionato dalla sua bellezza.
Ecco il quadro disse Marianna indicando. Da come sorrideva era ovvio che capiva lo stato
d'animo di David, e lui si gir da una parte, risentito, s, ma nello stesso tempo riluttante a distogliere
gli occhi da lei.
Da quanto riusc a vedere in quella poca luce il quadro non era riuscito a catturare tutta la grazia
di lei, ma l'essenza c'era, c'era... esit brevemente prima di trovare la parola giusta. C'era lo spirito.
David annu lentamente, senza nemmeno rendersi conto di farlo. Alz il fiammifero per vedere meglio.
Per un attimo fu colpito dalla singolarit di tutta la situazione: trovarsi nel cuore della notte in una
specie di magazzino che odorava di muffa insieme a quella donna, guardare il ritratto di lei alla luce
tremolante di un fiammifero. Poi quella sensazione svan e ancora una volta si scopr tutto solo in un
silenzioso omaggio alla sua bellezza.
Le piace? gli chiese Marianna.
 un bellissimo quadro rispose lui. Quando l'ha dipinto?
L'estate scorsa.
David accese un altro fiammifero e continu a osservare il ritratto, annuendo. Mostrava solo la
testa e le spalle di Marianna. Ti ha mai ritratto nuda? La domanda gli esplose nella mente. E lui la
ricacci indietro, disgustato solo a prendere in considerazione l'idea. Non seppe spiegarsi il perch: era
poco plausibile che dovesse sentirsi possessivo nei confronti di una donna che conosceva da nemmeno
quindici minuti. Poi si rese conto che era la sua bellezza. Vederla era desiderarla.
Si volt. Be', senza dubbio...
Si interruppe, accorgendosi di essere rimasto solo. Sconcertato, si diresse verso la porta e
rientr nello studio. Marianna era davanti alla finestra e guardava fuori. David gett via il fiammifero.
Devo chiudere la porta? chiese.
Direi di s rispose lei, sembrando vaga e apatica. David prov una fitta di preoccupazione.
Senza capire perch si rese conto che aveva bisogno di piacerle. Tenne fissi gli occhi sul suo viso e
allung le mani all'indietro, richiudendo la porta sulla parete, poi le si avvicin. Lei non se ne accorse
nemmeno. David sussult inconsciamente. La sua lontananza lo stava mettendo a disagio. Alcuni
minuti prima il loro rapporto era stato completo, adesso sembrava che lei si fosse ritirata oltre la sua
portata. Impotente si torment la mente in cerca di qualcosa che potesse riportarla indietro. Molto
bello... quel medaglione che porta al collo disse alla fine.
Marianna si gir a guardarlo e, anche se lui fece di tutto per nascondere la reazione, il suo
sorriso affettuoso gli fece scorrere un'ondata di rinnovato piacere per tutto il corpo. Le piacerebbe
guardarlo? chiese lei.
Moltissimo. Sul momento si vide come il personaggio di qualche improbabile e
melodrammatico sceneggiato televisivo che masticava parole scritte da un invisibile - e anche sfrontato
- sceneggiatore. La visione si ecliss quando Marianna si port le mani dietro al collo e lui not, quasi
con un sussulto, l'imponente gonfiore dei suoi seni. Deglut, le prese il medaglione dalla mano e lo
guard. Alla luce della luna not che era d'oro, con una pietra preziosa al centro. Un diamante?
S rispose lei. Me l'ha dato Terry.
David annu, sorridendo. Un sorriso che sent, come lo aveva definito in fin troppe
sceneggiature, coraggioso. Deve amarla molto disse.
Marianna si ritrasse di scatto. Non mi ama per niente disse. Se mi amasse non mi avrebbe
lasciata.
David la fiss, compiaciuto da una parte, ma colto alla sprovvista dall'altra: tutto si sarebbe
aspettato meno che quello. Poi, quando Marianna si volt e si avvi verso la porta, ne rimase sorpreso.
Devo andare disse lei.
Ma... David non concluse la frase, sgomento, rendendosi conto che non aveva nessun diritto
di dar voce alle parole che gli riempivano la mente: Quando la rivedr?
Arrivederci disse Marianna.
Con la mano destra sollevata d'impulso, David fece per seguirla, poi, ancora una volta, si
controll. Non aveva nessuna giustificazione per seguire Marianna. La consapevolezza lo riemp di un
paralizzante senso di perdita mentre la guardava lasciare lo studio e scendere le scale. Dopo un po',
sempre in ascolto, immobile, sent la porta di casa che si richiudeva e tutto a un tratto esal un respiro.
Si volt e and verso la finestra sperando di vederla fuori.
Non vide nulla. Il tempo pass e di fronte a lui c'era solo la spiaggia vuota illuminata dalla luna.
David si sent cedere le spalle. Rimase l ancora per parecchi minuti poi, con un sospiro stanco, ciabatt
attraverso lo studio e ne usc, richiudendo la porta dietro di s. Si sentiva svuotato. La salita verso la
camera da letto gli sembr la fatica pi improba che avesse mai affrontato.
Solo quando si lasci cadere pesantemente sul letto si accorse del medaglione che aveva in
mano. Lo fiss per qualche minuto, sgomento, poi d'impulso infil l'unghia del pollice fra le due met,
immaginando che si potesse aprire; quando infatti si apr con uno scatto David sussult. Accese un
altro fiammifero e guard la fotografia sulla met di destra. Aggrott la fronte. Terry non gli
assomigliava per niente. Lo sguardo si spost sulla foto di Marianna.
Il suono che emise lo spavent. Era simile a quello che potrebbe emettere un giovane alle prese
con gli inattesi tormenti dell'amore.
Venerd
David apr gli occhi e fiss intorpidito il soffitto. Per un po' giacque immobile ascoltando il
rimbombo soffocato della risacca, poi gir la testa per guardare Ellen. Scatt subito a sedere, sorpreso e
preoccupato. Non c'era. E sembrava che non avesse nemmeno dormito l.
Tir gi le coperte e scese dal materasso, poi corse alla pi vicina finestra del lucernario. La
macchina era sparita. David fiss come istupidito le tracce degli pneumatici sentendo una vena che gli
pulsava sulla tempia. Poi si volt di scatto e corse verso il corridoio. Giunto a met strada vide un
foglio di carta appoggiato contro la lampada del comodino e and a prenderlo.
Non volevo svegliarti. Sono andata a Port Jefferson per verificare la situazione del gas e della
corrente elettrica, e per acquistare delle cose buone. Accendi il fuoco, abbi fede e aspetta il ritorno della
tua affez. Ellen.
David sorrise intenerito al bigliettino, ma subito dopo ebbe un brivido di reazione. Per un
momento aveva avuto davvero paura di averla persa. Ecco la misura della mia fiducia, si disse con una
smorfia.
Si accorse che gli si stavano congelando i piedi e si mise a sedere sul letto, infilando le
pantofole. Diede un'occhiata all'orologio e vide che erano appena passate le nove. Doveva essersi
addormentato nel momento stesso in cui aveva toccato il letto la notte prima. Non era stato quello il suo
scopo, non con un aneddoto cos interessante da raccontare, cos suscettibile di rompere il ghiaccio.
Ma poi si domand - e nel tentativo di ricordare aggrott la fronte - se avesse davvero avuto
l'intenzione di raccontarlo a Ellen. Da quanto riusciva a ricordare, il suo atteggiamento, mentre tornava
dallo studio, era stato piuttosto quello di una persona infatuata, con gli occhi sognanti. Forse, data la
circostanza, era stato meglio che fosse crollato prima dell'arrivo di Ellen. Lei avrebbe potuto cogliere il
suono di un'esaltazione malintesa nella sua voce... il che non avrebbe affatto contribuito ad alleviare i
loro problemi di coppia.
Mentre si vestiva gli venne la pelle d'oca su tutto il corpo. Torn a guardare dalla finestra del
lucernario. Il mattino era grigio e senza sole, e si era alzato di nuovo il vento. Venite nella romantica
Logan Beach nella stagione invernale, pens. Che idiota era stato a proporre quel viaggio. Una
settimana a Palm Springs sarebbe andata benissimo.
Stava infilando la camicia quando la catena e il medaglione di Marianna caddero a terra. Mentre
li raccoglieva si rese conto che, fino a quel momento, lui era stato piuttosto portato a giudicare
l'avventura amorosa della notte prima come semplice frutto dell'immaginazione, o al massimo di
un'allucinazione. Adesso, in un attimo, si trov costretto ad accettare l'idea che Marianna esisteva per
davvero. Ma di certo non poteva essere nemmeno lontanamente cos bella da... D'impulso apr le due
met del medaglione per verificare il suo dubbio.
Scroll la testa, sconcertato. Santo dio, lo era! Bellissima come ricordava. Per una volta il
ricordo non aveva esagerato. Solo dopo un bel po' riusc a staccare gli occhi e a guardare l'immagine di
Terry. Ecco la discrepanza. Come facesse Marianna ad affermare che lui assomigliava a quell'uomo era
qualcosa di incomprensibile. David aveva i capelli biondo scuro mentre Terry li aveva neri come quelli
di Marianna. La sua faccia era piena e florida, mentre quella di Terry era magra e scavata. E per di pi -
pens David con maligno compiacimento - abbastanza volpina.
Inoltre, a giudicare dall'espressione poco focalizzata degli occhi di Terry, David giunse alla
conclusione che usava lenti correttive... forse eccezionalmente spesse. David sorrise ed emise un
grugnito. Probabilmente Terry era anche alto nemmeno un metro e sessanta, e magro come un chiodo,
mentre lui superava il metro e ottanta ed era abbastanza robusto da passare per un giocatore di football
ancora in attivit. Proprio una somiglianza sbalorditiva, si disse ironicamente. Praticamente due fratelli
gemelli.
Il suo sorriso svan e scomparve del tutto. David si lasci cadere il medaglione e la catena nel
taschino della camicia. Fin di vestirsi, usc dalla camera da letto e dopo una sosta in bagno scese nel
soggiorno.
Si ferm quando vide la coperta sul divano: dunque era l che Ellen aveva passato la notte.
David fece una smorfia. Doveva essere stata pi stressata di quanto lui avesse immaginato. Si domand
se avesse lasciato apposta l la coperta in segno di accusa, poi decise che un sospetto del genere non era
degno di lui. Ripieg la coperta e la lasci cadere su una poltrona. Povera ragazza, doveva aver sentito
un freddo cane anche cos, gli pass per la testa. Sorrise amaramente. Ragazza? Non ci si rassegna mai.
Gli uomini di mezza et annunciano che passeranno la serata con i ragazzi'; le donne di mezza et
organizzano il bridge con le ragazze'. Scosse il capo.  la prima linea della battaglia pi cruenta,
pens, il genere umano contro il calendario.
Quando il fuoco ebbe preso bene, David cominci a sentirsi oppresso da un senso di
irrequietezza. Cerc di liberarsene calcolando la distanza che poteva aver percorso Ellen. Port Jefferson
distava poco pi di quaranta chilometri, il che significava un totale di circa ottanta, oltre al tempo e agli
altri chilometri percorsi per procurarsi il cibo. David gemette avvilito. Avrebbe anche potuto
risparmiarsi quei calcoli: avevano solo aumentato la sua agitazione. Ellen poteva essere partita pochi
minuti dopo che lui si era svegliato, e in tal caso poteva rimanere assente per ore.
Che doveva fare? Magari poteva provare a pescare, ma non sarebbe stato piacevole a stomaco
vuoto. Leggere? Fece una faccia disgustata. Non gli interessava minimamente. Sospir e si arrese:
rimaneva solo passeggiare. E cos decise che si sarebbe fatto una passeggiata.
Un minuto dopo aveva indossato la giacca e si stava allontanando a passo lento dalla casa,
inspirando l'aria con tanto vigore da farsi venire le vertigini. Un'aria di una purezza cos inebriante era
qualcosa che la valle di San Fernando non poteva offrire. Vivendo laggi ci si dimenticava di quanto
fosse profumata l'aria veramente pulita e ci si abituava all'odore pungente dello smog. Se solo avesse
avuto la possibilit di concedersi un'abbondante colazione, una lunga passeggiata sulla spiaggia non
gliel'avrebbe levata nessuno.
Mentre deviava verso l'acqua pieg all'indietro la testa e guard verso il cielo nuvoloso.
Sembra proprio che debba piovere, si disse, ricordando subito dopo che anche il giorno prima sembrava
che dovesse piovere. Un'altra deformazione dovuta alla California. Come ex abitante di New York il
suo ricordo delle piogge sulla costa orientale era senza dubbio stato deformato dal fatto che a Los
Angeles pioveva pochissimo. Ovviamente non significava che dovesse piovere ogni volta che
compariva qualche nuvola; gli sembrava di ricordare che fosse cos perch aveva subito una spede di
lavaggio del cervello. Abbass lo sguardo e osserv la superficie grigio azzurra del Sound increspata da
piccole onde, poi la desolata distesa di sabbia davanti a lui, pensando: Che cosa potrebbe essere pi
triste di una localit estiva in pieno inverno?
Ormai aveva quasi raggiunto la scogliera e alz gli occhi verso la casa sulla sommit. Chiss
chi ci abita?, si domand. Era una struttura imponente, e probabilmente da lass si poteva godere un
panorama mozzafiato. Gli scrittori dovrebbero vivere in case come quella, pens, andarsene in giro in
vestaglia, sbuffare il fumo della pipa per darsi importanza e progettare grandi romanzi, tutti destinati a
uscire con una legatura di pelle. C'era qualcosa di inappropriatamente arido nella sua casa linda,
moderna e inappuntabile di Sherman Oaks, qualcosa di estraneo alla creativit.
Si scosse con una smorfia per contrastare pensieri cos scoraggianti. Non oggi, pens. Si
concentr sulla grande casa in cima alla scogliera, visualizzandone gli abitanti: un magnate in pensione
con la testa lucida, rendite consistenti e una moglie avvizzita dai capelli canuti che girava per la casa
appoggiandosi a un bastone con il pomo d'argento. No, una diva del cinema che aveva chiuso la
carriera, una dea del continente durante il regno della regina Vittoria, adesso tutta sola con i suoi abiti
sbiaditi e ricordi altrettanto sbiaditi, e la vecchia Babette, la sua dama di compagnia francese, leale e
insopportabile. Che stronzata, pens David. Da troppo tempo lavorava su stereotipi e luoghi comuni.
Magari ci abitava il proprietario di un negozio di ferramenta...
I suoi pensieri si interruppero bruscamente quando not la figura di una donna in piedi sul ciglio
della scogliera, in prossimit della cima di una scalinata di legno che scendeva fino alla spiaggia. Non
l'aveva scorta prima perch se ne stava all'ombra di un pino. Si mise a camminare a passo regolare e la
guard con pi attenzione. Era Marianna? Non poteva dirlo, ma ebbe l'impressione che si trattasse di
una donna pi anziana. Not lo sventolio irregolare di una sciarpa avvolta intorno al collo.
David aggrott la fronte. Non poteva essere Marianna. Gli aveva detto che viveva lungo la
spiaggia, oltre la scogliera. Continu a seguire con lo sguardo la donna mentre camminava. Lo stava
osservando? Non riusc ad appurare nemmeno questo. Forse s, ma che importanza aveva? In quella
zona la vita doveva essere cos noiosa che bastava la visione di uno sconosciuto a passeggio lungo la
spiaggia a riempirle la giornata. David sorrise e scosse la testa, abbassando lo sguardo.
La marea era bassa e mentre costeggiava la base della scogliera quasi verticale, percorrendo un
sentiero fra grandi massi incrostati di cozze, scorse una villetta in fondo alla spiaggia, a meno di un
chilometro di distanza. Allora abita l, il pensiero prese forma spontaneamente, facendolo sussultare.
Non si era nemmeno reso conto di averne dubitato, e invece era successo. Perch?, si domand. Aveva
sentito inconsciamente che lei gli aveva mentito per non vederlo pi?
Raggiunse la sabbia pi compatta e cominci a camminare pi svelto tentando invano di
ignorare l'evidente accelerazione del battito cardiaco. Era combattuto da emozioni ambivalenti: da una
parte condannava la sua ansia adolescenziale di rivedere Marianna, ma contemporaneamente la stessa
esistenza di quell'ansia era per lui una forma di gratificazione. Aveva quarantasei anni, santo dio, e
aveva perso la speranza di provare ancora quel particolare ardore.
Mise da parte quell'idea indesiderata e si invent una scena fra s e Marianna nella quale lui
bussava alla porta e lei l'apriva. Le mostrava il medaglione, sorridendo. Lei diceva deliziata: Be', salve.
Era sola, naturalmente. Una fantasia ingegnosa non avrebbe ammesso altre opzioni... Anche se magari
poteva accettare la presenza di una nonna allettata nell'attico, o di un padre che lavorava di notte e che
in quel momento era beatamente addormentato. Cavolo, no. David riconsider la situazione: era sola.
Un uragano aveva ucciso tutta la sua famiglia. E preparava un caff magnifico.
Era talmente preso da queste immagini donchisciottesche che solo dopo aver quasi raggiunto la
villetta si accorse che le persiane erano chiuse, e che mostravano la patina di un lungo abbandono.
Aggrott la fronte perplesso e aument il passo, per quanto glielo consentiva il decoro. In fondo lei
poteva anche essere l e aver notato che stava arrivando. Ma gli occorsero pochi secondi per rendersi
conto che la villetta era disabitata da anni... Oppure, se qualcuno l'aveva abitata, non si era
minimamente curato dell'estetica. Cosa che quadrava poco con l'immagine che si era fatto di
Marianna.
Tanto per non lasciare nulla di intentato buss ripetutamente alla porta, sia sul davanti che sul
retro, ma sarebbe stato il primo a stupirsi se lei avesse aperto. Gir intorno alla villetta pi volte, e solo
a quel punto si convinse ad accettare l'idea che Marianna gli aveva mentito. Era evidente che non
aveva mai abitato l, e non c'erano altre case in vista, a parte quella grossa in cima alla scogliera. Era
possibile che vivesse lass? Che la donna che aveva visto fosse stata davvero lei? David sospir. Che
importanza aveva dove abitava? Ovviamente non aveva nessuna voglia di rivederlo.
Mentre se ne tornava arrancando verso casa, la sua mente cominci a rimuginare la frase: Lui
sente il peso degli anni. All'inizio lo fece solo sorridere di mesta rassegnazione, poi lo irrit. Infine si
fece forza e cerc di concentrarsi su altre cose, riducendosi peraltro a contare i massi per scacciare quel
pensiero. Anche cos, per, rispuntava ogni volta che abbassava la guardia: Sente il peso degli anni. Lui
sente il peso degli anni. Lui... Oh, piantala!, ordin alla sua mente esagitata. Sei qui per aggiustare le
cose con Ellen.
E smettila di dimenticartene, aggiunse.
L'onda screziata di verde s'incurv, rimase sospesa a strapiombo per un istante, poi precipit
verso la distruzione. Frammenti informi di essa saltellarono in aria mentre il suo cuore pi robusto
s'infrangeva zampillando su per l'erta sabbiosa formando un tappeto di schiuma turbinante che si
ferm, parve esitare per un momento, e poi venne risucchiata all'indietro, perdendo identit sotto
l'attacco poderoso dell'onda successiva.
David rimase in piedi come una statua a fissare l'interminabile sequenza di creste bianche che si
susseguivano rotolando. Quando sent la debole voce che lo chiamava alle spalle ebbe un sussulto
incontrollato e si gir a guardare. Cera Ellen accanto alla casa. David alz il braccio e la salut,
rendendosi conto all'improvviso di avere un gran bisogno di lei. Si avvi verso di lei guardando
l'orologio. Erano le undici e dieci.
Ciao disse lei quando David la raggiunse.
Ciao. La baci sulla guancia e la strinse a s con il braccio destro. Sono contento che tu sia
tornata. La baci ancora, sull'angolo della bocca.
Sul momento il suo saluto di benvenuto sembr confonderla, poi lei sorrise, gli prese la mano e
la strinse. Mi aiuti a scaricare la macchina?
Ci puoi scommettere.
Si avviarono costeggiando la casa, con il braccio di David sempre sulla sua spalla. Freddo
oggi disse lui.
Gi. Per  bello. Ellen lo fiss. Che hai fatto? gli chiese.
Perlopi ho passeggiato.
Hai dormito bene?
Benissimo rispose lui. E tu?
S rispose lei in un tono da cui si capiva che non era vero, ma che stava cercando di non
farglielo pesare. David fu l l per ricordarle che aveva dormito in soggiorno, ma poi lasci perdere.
Che menta pure, pens. Adesso la situazione era passata e non c'era motivo di rivangarla. Quando sei
uscita? le domand.
Un po' prima delle nove.
David annu. Abbiamo acqua e corrente elettrica oggi?
Dal pomeriggio.
Bene.
Starai morendo di fame.
Lui dovette pensarci su. Gi,  proprio cos disse, stupito di non essersene quasi accorto. Ho
una fame da lupi.
Ti preparer un bel piattone di uova strapazzate.
E io me le manger. Un momento... come farai se non c' ancora il gas?
I caminetti sono stati inventati prima delle stufe.
In effetti ammise lui, sorridendo.
Giunsero alla macchina e David apr lo sportello destro, notando l'assortimento di provviste in
due scatoloni sul sedile anteriore: uova, pane, cracker, caff, margarina, formaggio, carne in scatola,
minestre. Ne prese uno e lo sollev. Sembra tutta roba buona disse.
Ellen gli diede una pacca sulla schiena. Ti preparo subito la colazione.
Lui la segu oltre la soglia. Oh, il fuoco si  quasi spento disse Ellen.
Lo ravvivo io.
Non troppo forte.
Nossignore.
Ellen lasci aperta la porta della cucina per farlo entrare. Ce la fai a mangiarti sei uova? gli
domand.
Anche crude. David gir sui tacchi e si avvi verso la porta.
Quando torn in cucina con la seconda scatola di provviste, Ellen stava togliendo da un
sacchetto una bottiglia di Martini mix extra dry. Gliela mostr e David fece un'espressione
compiaciuta. I piccoli piaceri della vita disse. Prese la bottiglia da lei e affond un'unghia
nell'incarto che avvolgeva il collo. Tu ne vuoi? le chiese.
Magari pi tardi.
Sicura?
Dopo che avr cucinato.
D'accordo.
David and in soggiorno con un bel bicchiere di Martini e cominci a berne qualche sorsata
mentre alimentava il fuoco.
Il gin gli fece bene quasi subito. Gi i bordi della visione si erano fatti indistinti, e si era formato
come un cuscinetto fra realt e reazione. Che m'importa di Marianna?, si disse. Sono qui con Ellen
Audrey.  lei il mio amore.
Si volt quando Ellen entr con una grossa padella nera e una forchetta, un cubetto di margarina
e una ciotola di uova sbattute. Mi faccia posto, soldato disse.
Signore! David scatt sull'attenti, salut all'inglese e si fece da parte.
Noto che il suo Martini ha avuto successo disse Ellen.
Sissignore,  cos! Grazie per avermelo chiesto. Posso mettermi sul riposo, signore?
Ellen appoggi la padella sul ciocco ardente e cominci ad aprire la margarina. Se ce la fa a
restare in piedi disse.
Si fotta, signore! David lasci andare uno starnuto esplosivo.
Lei lo guard sorpresa. Ti stai raffreddando? gli domand.
Credo di no. Poi tacque, incresp il naso e fece un altro starnuto. Ma che diavolo! esclam.
Ellen abbass lo sguardo. Hai le scarpe bagnate.
Davvero? David controll. Be', che mi prenda un colpo, sono proprio bagnate. Appoggi il
bicchiere sulla mensola del caminetto, si sedette in equilibrio precario sul bordo del focolare, appoggi
la caviglia destra sul ginocchio sinistro e cominci a sciogliere il laccio. Si sentiva le dita un po'
intorpidite. Lasci cadere la scarpa a terra e lentamente si sfil il calzino. Quando si  un po' brilli i
movimenti sono cos piacevolmente rallentati, pens, cos deliziosamente languidi; o almeno cos
sembrano, il che  poi quello che conta. Senza impazienza si pu anche arrivare a pensare che per
togliersi un paio di scarpe e un paio di calzini ci voglia un'ora di lavoro.
Abbass la gamba destra con studiata lentezza, fece una pausa, poi sollev la sinistra e
appoggi la caviglia sul ginocchio destro. Ben fatto, Cooper, si congratul con s stesso, un'operazione
perfetta. Sciolse il laccio con indolente negligenza e lasci cadere a terra la scarpa. Poi si sfil il
calzino, lo un all'altro, si volt e li tenne sospesi entrambi sulla fiamma. Datti da fare disse al fuoco.
Santo dio disse Ellen. Come hai fatto a inzupparli cos?
Stavo guadando sotto la scogliera.
Ellen borbott qualcosa a bassa voce mentre faceva saltare la padella. David osserv il cubetto
di margarina che sfrigolava da un lato all'altro sollevando una scia di spuma dorata sibilante. Mise da
parte il mucchietto di calzini ancora umidi. Il signor Cooper ha fatto il bucato e adesso si rilassa
disse sollevando le gambe davanti a s, in direzione del fuoco, e stringendole con le braccia. Richiede
alla sua devota moglie che lei smetta di far sciogliere quel finto burro per il tempo necessario a ridargli
il suo Martini extra dry. Prese il bicchiere da lei. La sua fedele moglie accondiscende disse. Lo
sollev. Le propone un drink.
Prima preferirei cuocere le uova.
David sospir. Il signor Cooper accarezza l'idea di bere da solo disse. Lui... ehi, lo sai che
il manico diventer caldissimo.
Lo so, avrei dovuto portare una presa. Ellen appoggi la padella con attenzione, bilanciandola
sulla legna in fiamme.
Te ne prendo una disse David.
No, non a piedi nudi. Lei si volt e corse in cucina.
Nel frattempo David si guard intorno. D'impulso prese la padella e la rigir di qua e di l,
emettendo fischi soffocati mentre ci che rimaneva della margarina scivolava avanti e indietro.
Te la spassi? chiese lei quando torn.
Si fa quel che si pu per divertirsi, s. Lasci bruscamente andare il manico della padella.
Cavolo, quanto scotta! esclam.
Ellen afferr la padella prima che cadesse a terra. L'hai detto tu stesso gli ricord, soffocando
un sorriso.
Non bado mai a quello che dico.
Sta cominciando a fare caldo qui dentro disse Ellen.
Lui la segu con lo sguardo mentre appoggiava la padella e si toglieva la giacca, gettandola sul
divano. Vers le uova sbattute nella padella e cominci a rimestarle con la forchetta. David la osserv
pigramente, sospendendo ogni emozione, con la mente come una bilancia in perfetto equilibrio, in
attesa solo di un peso da una parte o dall'altra che la spostasse in direzione di uno specifico stato
d'animo.
Ellen si chin e la cosa parve funzionare. Tutto a un tratto lui si ritrov a sbirciare dentro la
camicetta il suo seno sinistro sotto la coppa del reggipetto bianco. Avvert un'improvvisa contrazione
all'inguine e, come se ogni altra cosa fosse svanita, fiss il seno, ne esamin la forma e la pendenza,
avvertendone nella testa tutto il peso e il calore, la sua gelatinosa cedevolezza sotto le dita.
Mi stai guardando? chiese Ellen.
Il tuo seno sinistro.
Lei si volt a guardarlo per capire se diceva sul serio. Davvero? gli domand.
Davvero.
Lei grugn qualcosa, compiaciuta. Perch?
Sssh. Sto guardando.
Dopo un po' Ellen lasci andare la forchetta e si raddrizz, slacciando i primi due bottoni della
camicia. Fa' pure con comodo disse.
David rabbrivid mentre Ellen si chinava di nuovo e la camicia si apr, mostrando entrambi i
seni. Li fiss immaginando di sentirli al tatto com'erano - la cucitura delle coppe contro le sue dita, il
gonfiore teso della carne sotto il merletto - poi li visualizz come sarebbero stati se lui avesse slacciato
i ganci del reggiseno e, improvvisamente non pi sostenuti, essi fossero caduti sotto il loro stesso peso,
rivelando i grossi cerchi rossastri dei capezzoli. Si stavano gi inturgidendo? Erano eretti? La semplice
idea gli apparve di una eccitazione travolgente. Poteva quasi sentirne la carnosa durezza sotto le labbra.
Alz gli occhi e vide che lei gli sorrideva. Prima di mangiare? gli chiese.
Invece di mangiare? ribatt lui.
 solo frutto del Martini extra dry.
Mettimi alla prova.
Ellen finse di fare il muso. Si direbbe che parli sul serio.
Parlo sul serio. Era la pi strana sensazione di erotismo che David ricordasse di aver mai
provato: essere in qualche modo irritato con lei e nello stesso tempo desiderarla. In precedenza era
sempre stato incapace di prendere in considerazione il sesso se non andavano d'accordo. Questa
emozione era interamente rimossa dalla personalit. Lo disturbava, ma lui non poteva - forse non
voleva - opporre resistenza. Dio solo sapeva quanto avevano bisogno di sesso in quel momento.
David vuot il bicchiere e si alz di scatto. Perdio, se fa caldo disse sentendo un filo di
sudore che gli scendeva lungo il petto. Appoggi il bicchiere sulla mensola e si tolse la giacca e il
maglione, lanciandoli sopra la giacca di Ellen. Perch non ti togli la camicia? disse.
Ellen lo osserv per alcuni secondi, come valutando la situazione, poi senza dire una parola
appoggi la padella e si sbotton la camicia fino alla vita. Sfil l'orlo inferiore dai pantaloni sportivi e
la alz fino a quando gli ultimi due bottoni non giunsero all'altezza delle spalle. David l'aiut a sfilarla
del tutto e la gett sul divano, sulla pila di altri vestiti. Ellen riprese la padella. Va meglio? chiese.
Non parlare, pens lui, e per poco non lo disse a voce alta. Va meglio disse. Come se fosse
un'entit separata la sua mano destra sollev il bordo del reggipetto sotto il seno destro, poi vi si infil
e cominci a risalire lentamente. Ellen emise un improvviso sospiro e lui sent il seno gonfiarsi tumido
sotto la sua mano, premere per un momento contro la guaina. Se vuoi fare colazione... lo avvis.
David non si prese la briga di replicare. Scivol dietro di lei e afferr i seni con entrambe la
mani a coppa, cominciando a manipolarli e ad accarezzarli.
David...
Tranquilla. David si chin e prese a baciarla sulla nuca e sulla spalla, mentre con le dita le
massaggiava il petto. Ellen si lasci sfuggire un suono di debole disagio, ma non fece nulla per
fermarlo. Lui cominci a mordicchiarle il collo, dapprima dolcemente, poi con sempre maggior
decisione.
Non posso cucinarti le uova come si deve se tu...
Si interruppe quando David si pieg in avanti e le tolse dalla mano la padella. Poi afferr la
presa, tolse la padella dal fuoco e si sporse per appoggiarla al lato del focolare. Mentre lo faceva il
medaglione gli scivol dalla tasca e cadde al suolo.
Che cos'? chiese Ellen. Lo raccolse per osservarlo.
Niente mormor lui, tentando di prenderglielo.
No, davvero, che cos'? chiese lei.
 solo... David scroll le spalle. L'ha lasciato qui una ragazza disse.
Una ragazza?
Lascia perdere. Torn ad abbracciarla. Non importa, pens. Cerc di baciarla sul collo, ma lei
si ritrasse.
Quale ragazza? chiese.
Non lo so rispose lui, provando poi a riavvicinarsi. Dice che vive in una villetta lungo la
spiaggia, ma non  vero.
David cerc di prenderle il medaglione dalla mano, ma lei lo tenne stretto.
Quando l'hai vista? gli domand. Adesso la sua voce era tesa.
Lui sospir. Ieri notte. Andiamo...
Ellen si scost. Quando? chiese.
Mentre tu eri uscita a passeggiare rispose lui, cercando di farla apparire una cosa di nessuna
importanza.
Non capisco.
Di. La cinse con le braccia e ricominci sbaciucchiarla sul collo. Non c' niente da capire,
Ellen Audrey.  venuta, tutto qui. Conosceva l'artista che ha abitato qui.
Ellen si era cos contratta che lui si fece un passo indietro per guardarla. Lo stava fissando con
la faccia inespressiva. Quello sguardo gli provoc un fremito di irritazione, ma lo ricacci indietro. Ha
visto la luce del caminetto dentro casa e ha pensato che fosse tornato. E adesso dimenticati di lei
concluse.
 entrata cos?
S. Adesso la voce di David tradiva una certa irritazione. Mi vuoi fare il piacere di non
pensarci pi?
Si pent subito del suo tono. Quando Ellen parl lo fece con la voce che le tremava leggermente.
Sembri piuttosto ansioso che mi dimentichi di lei.
Lui sorrise forzatamente. Cosa?
Perch non mi hai detto che era stata qui?
Non arrabbiarti, si impose David. Tesoro, sei tornata da cos poco tempo disse. Non ti ho
pi vista da quando sei uscita ieri notte.
Me lo avresti detto se il medaglione non ti fosse caduto dalla tasca della camicia?
La domanda lo colse di sorpresa. Ma certo che te lo avrei detto rispose.
La pausa. Le parole che sapeva stavano per arrivare. Non dirlo, pens.
Come mi hai detto di Julia? chiese lei con voce pacata.
Sapeva che le avrebbe dette, ma rimase ugualmente di stucco. Non vorrai paragonare questo
con...
Ellen non lo lasci finire. Io sto cercando di fare in modo che la nostra riconciliazione
funzioni, David disse. Tu che stai cercando di fare?
Lui si sent sgomento e infuriato allo stesso tempo. Ma che succede qui? domand. Adesso la
pesantezza alla testa si era aggravata, impedendogli di pensare con lucidit.
Sono io che dovrei domandartelo, David disse Ellen.
Lui la fiss, spaventato. Non starai... Non riusc a finire e continu a fissarla. Non starai
davvero pensando che... Nemmeno stavolta riusc a finire.
Me lo avresti detto, David? chiese lei in tono deciso.
S, Ellen, s!
David si pent immediatamente di avere alzato la voce. Si guardarono entrambi in un silenzio
pieno di tensione. Lui sapeva che doveva parlare, che doveva dire qualcosa per porre fine a quel
momento cos angosciante.
Senti cominci. Lo so che sei ancora turbata da ci che  successo, ma questo non ha
nessunissima relazione con...
Lo sguardo scettico di lei lo costrinse a interrompersi, a concludere con un suono di incredulit.
El, andiamo disse poi. Credi davvero che mi sia fatto tutta questa strada fino a quass per una
seconda luna di miele solo per poi spassarmela con una perfetta sconosciuta che... Lasci a met la
frase emettendo un altro suono disgustato. Eppure ci che lei sospettava non era poi cos campato in
aria, lo ammon la sua mente, turbandolo.
Quando parl, la voce di Ellen lo fece rabbrividire. Julia era una perfetta sconosciuta anche per
me.
Oh, andiamo Ellen. Ti prego!
Ho appena dovuto sopportare un anno di bugie e di segreti, David. E sono un po' stanca di
bugie e di segreti.
David si stava arrabbiando di nuovo. Cominci a fare di s con la testa. Tu credi davvero che
qui stia succedendo qualcosa, vero? Credi davvero che mentre te ne stavi fuori a passeggiare io abbia
approfittato dell'occasione per... si interruppe, esasperato. Per l'amor del cielo, Ellen!
La guard sbalordito mentre lei allungava la mano in avanti, lasciava cadere il medaglione nella
tasca della sua camicia e si voltava verso la scala. Ellen disse.
Continu a seguirla con lo sguardo fino a che non sent la porta della camera da letto al primo
piano chiudersi rumorosamente. No farfugli. Non lasceremo che le cose vadano di nuovo a rotoli.
Non lo permetteremo.
Si avvi con decisione verso la scala cercando di farsi venire in mente un modo per rassicurarla.
Al contrario, per, si ritrov a visualizzarsi in tutta la propria inefficienza quando aveva tentato di
risolvere i loro problemi standosene a piedi nudi davanti a lei. Giunto a mezza strada esit,
domandandosi se fosse il caso di infilarsi in tutta fretta calzini e scarpe. No. Scosse la testa e riprese a
salire. Non c'era tempo.
Riprese a salire, due gradini per volta, poi si ferm ansimando davanti alla porta aperta dello
studio. Di fronte a lui c'era Marianna. David la guard a bocca spalancata, con il cuore che picchiava
come un forsennato.
Che succede? chiese lei.
David deglut a fatica. Mi ha spaventato disse. Quasi non riusciva a parlare.
Mi dispiace. Non volevo.
David la guard, frastornato. Da quanto tempo  qui? le chiese.
Solo da un po' rispose lei. Ero venuta a trovarla, ma lei non era in casa. Poi l'ho sentita
arrivare con sua moglie e... Sorrise con un po' di imbarazzo. Temevo che lei avrebbe frainteso,
cos... mi sono nascosta qui.
Oh. David annu vagamente. Santo dio, aveva sentito tutto quello che si erano detti di sotto?
L'idea stessa lo mise in imbarazzo.
Potrei parlarle un minuto? gli chiese Marianna.
David guard in cima alla scala, preoccupato.
Solo per un minuto ripet lei.
Be'... d'accordo. Le sorrise goffamente. Vuole scendere gi o...
Qui va bene.
David esit per un momento, poi annu una volta. D'accordo. Entr nello studio mentre
Marianna si faceva di lato, irrigidendosi appena quando richiuse la porta. La stanza era buia come la
notte prima; senza la luce della luna ancora pi buia. Ha chiuso le tende? le domand.
Se non l'avessi fatto temevo che sua moglie potesse guardare dentro e vedermi.
David grugn annuendo, spostando il peso dei piedi sul legno gelido del parquet.
Perch  a piedi nudi? chiese Marianna.
Mi ero inzuppato le scarpe e le calze.
Perch non si siede sul divano? Possiamo metterci sopra la coperta.
Ecco... David emise un respiro irrequieto. Devo andare da mia moglie, si disse. Tutto questo
 ridicolo.
Coraggio disse lei. David si tese quando la ragazza lo prese per la mano e gli fece attraversare
lo studio fino al divano; anche se adesso era pi disincantato, la sua vicinanza lo turbava non poco.
Si sieda disse lei.
David si sedette. Sollev il piede destro e lo circond con le mani. Santo cielo,  gelato disse.
Li sollevi entrambi gli disse la ragazza.
Obbediente, David si spost all'indietro e sollev entrambe le gambe, appoggiando i piedi sul
divano. Marianna prese la coperta e la apr, scuotendola. David gir la faccia per evitare la nuvola di
polvere. Marianna depose la coperta sui suoi piedi, poi l'avvolse attorno alle caviglie e ai polpacci.
Ecco disse, sedendo accanto a lui.
David sperava che lei non lo vedesse o lo sentisse deglutire mentre gli puntava gli occhi
addosso. Ora che la sua vista cominciava ad abituarsi all'oscurit, si accorse che il buio non era
completo. Dalle tende filtrava luce a sufficienza per diluirlo. Marianna era vestita nello stesso modo,
con la gonna e il maglione che nella penombra apparivano quasi lattiginosi. Ai piedi, invece, adesso
portava dei sandali leggeri.
Allora?, pens David tutto a un tratto. Che vuoi? Ma chiss perch non fu capace di esprimere a
parole il suo pensiero. Ho provato a riportarle il suo medaglione le disse d'impulso.
Marianna si torment oziosamente la gola.  vero. L'ho lasciato qui, giusto? chiese.
David annu appena, domandandosi se lei avesse intenzione di fare commenti a proposito della
sua bugia. Quando non lo fece infil la mano nella tasca della camicia con un gesto di brusca
contrariet e ne estrasse la catena e il medaglione. Eccolo disse.
Grazie, David. Di nuovo quel sorriso. Lui lott per non subirne l'effetto, rabbrividendo
quando le loro dita si sfiorarono. Allora che vuoi?, pens di nuovo, ma anche stavolta non lo disse ad
alta voce.
Io...
Che c', David?
Lui si tese. Niente, pens. Poi, mentre la ragazza lo fissava incuriosita, aggiunse, a disagio: Ho
visto la foto dentro il medaglione e non assomiglio nemmeno un po' al suo... Terry.
Non ho mai detto che gli assomigliasse.
David aggrott la fronte, perplesso, poi si rese conto che era proprio cos. Ecco, lei... ha detto
che io glielo ricordo farfugli.
Infatti disse lei. Moltissimo.
Lui strinse forte i denti. In qualche modo la conversazione stava procedendo come se fosse stato
lui a chiedere di vederla, e non viceversa. Si fece forza e le chiese che volesse. Doveva salire da Ellen.
Ecco disse lei. David trasal quando lei allung la mano. Afferr con circospezione la delicata
catena, contraendo le dita quando il medaglione le cadde dal palmo e gli rimbalz sul polso. Marianna
inclin la testa, si port una mano all'indietro, raccolse i lunghi capelli neri e si scopr la nuca. Me lo
mette, per favore? gli chiese. Contrariato, David si irrigid, poi, non vedendo via d'uscita, strinse le
estremit della catena fra pollice e indice e le port oltre la testa, facendole poi scendere verso la base
del collo. Il medaglione si blocc sul mento di Marianna; con un leggero fremito di compiacimento lei
sollev appena la testa, cos che il medaglione le scivol fra i seni, ondeggiando in piccoli movimenti
da pendolo. David si avvicin tentando, senza successo, di allacciare le due estremit.
Che succede? chiese Marianna.
Non riesco a vedere quello che faccio.
Marianna si premette contro di lui. Ecco. David sent un leggero formicolio quando lei
appoggi la guancia sulla sua gamba allungata: adesso la nuca di Marianna era solo a qualche
centimetro dalla sua faccia, bianchissima anche in quella semioscurit. Lui strinse gli occhi cercando di
vedere l'apertura del gancio. Il profumo dolcissimo dei suoi capelli e della sua pelle cominci a
eccitarlo. Era come se sue labbra fossero irresistibilmente attratte dalla nuca di Marianna.
Come  entrata in casa? le domand nel tentativo di resistere all'impulso di baciarla.
Con una chiave.
Ovviamente. Lui chiuse gli occhi, serrando appena i denti. Non  il momento di baciare la
nuca di una sconosciuta, si disse. Mi scusi, proprio non riesco a vedere le disse poi, rinunciando. Se
potessimo aprire appena le tende...
Marianna si tir su e gli prese dalle dita le estremit della catena. Faccio io disse ritraendo la
mano quasi immediatamente. Allora perch hai chiesto a me di farlo?, pens David.
Perch mi ha detto che abita in fondo alla spiaggia? le chiese.
Ci abito.
Dove? Io ho visto solo una casa ed  chiusa.
Allora  quella sbagliata. La sua voce aveva un che di canzonatorio.
E dov' quella giusta?
In fondo alla spiaggia.
David si irrigid. Oltre la scogliera?
Mmh-mmh. Lei sorrise. La trover, David.
Lui rabbrivid all'implicazione di quelle parole. Davvero? disse, facendosi forza.
Lei  arrabbiato con me, vero? Marianna appoggi una mano sulla sua e lo guard fisso negli
occhi.
David sent che doveva rispondere facendole capire di non conoscerla abbastanza bene da
provare sentimenti cos estremi nei riguardi del suo comportamento. Invece si sent respirare a fondo,
in modo quasi doloroso, e mormorare: No.
Il sorriso di Marianna fu radioso. Bene disse. Non voglio che lei sia mai arrabbiato con me.
Mai?, pens David. Che significava? Per poco non glielo chiese, ma si trattenne in tempo.
Le piace questa stanza? gli chiese lei.
Io... credo di s. Sembrava che lo cogliesse sempre in contropiede.
Io l'adoro disse lei. Fin dalla prima notte. Sent le dita di lei che stringevano le sue. Ho
conosciuto Terry sulla spiaggia aggiunse. Stavo facendo una passeggiata e lui era in piedi accanto
all'acqua, guardando lontano. Abbiamo parlato un poco, poi mi ha invitato a casa sua per bere
qualcosa. Ci siamo seduti qui, abbiamo bevuto un po' di vino e abbiamo parlato ancora. Pi tardi
abbiamo fatto l'amore. Proprio su questo divano.
David trasal suo malgrado.
Si  arrabbiato perch gliel'ho detto? chiese Marianna.
Lui deglut, tent di sorridere. No,  che... non sono...
S,  arrabbiato. Si protese verso di lui con un'espressione triste sul viso. Non sia arrabbiato
con me, David.
Non lo sono disse lui. Provava una sensazione alla bocca dello stomaco che non riusciva a
identificare. Poteva magari essere gelosia? Il solo pensiero lo offese. Devo proprio andare, Marianna,
pens. Si fece forza, intenzionato a dirglielo.
Tesoro, mi metteresti un braccio intorno al collo? disse lei.
Qualcosa deflagr dentro di lui... come un globo di ghiaccio che esplodesse. Si rese conto con
un sussulto che si trattava di paura e la ricacci indietro, l'affront. Si stava comportando come uno
scolaretto nervoso. Solo perch gli aveva chiesto di...
Il pensiero s'interruppe mentre guardava il suo braccio che cingeva la spalla di Marianna. No,
aspetta, non intendevo... Cerc di dare il contrordine al movimento, ma ormai era fatto. Marianna si
appoggi a lui con un sospiro. Premette la guancia contro la sua spalla e lo guard dal basso in alto.
Dio santissimo, quant' bella. Cerc di pensare a Ellen in lacrime in camera loro, a Ellen che aveva
bisogno di lui, ma il pensiero non aveva consistenza, si infranse e si dissip nel momento stesso in cui
nacque. C'era solo Marianna, con gli occhi neri fissi nei suoi e le labbra cos vicine che, se si fosse
abbassato appena un po'...
No, un momento, pens.
Ti prego disse lei.
No. David tent di ragionare... ma inutilmente. Il movimento in avanti del suo braccio era
rimasto sospeso, come il gesto di una marionetta impropriamente manipolata. No, pens di nuovo, ma
il suggerimento del suo cervello fu insufficiente a bloccarlo. Il volto pallido di Marianna gli si fece
ancor pi vicino, sollevandosi verso l'alto. Dai, aspetta un momento... Adesso i suoi occhi si stavano
socchiudendo lentamente, adesso il profumo infiammato del suo alito gli giungeva a portata di naso
come una ventata odorosa. Per l'amor di Dio, aspetta! Adesso le labbra di Marianna toccavano le sue,
soffici e disponibili. No! Adesso erano stretti l'uno all'altra, eccitati e desiderosi. Adesso lui sent le
dita della sua mano destra affondargli nei capelli per avvicinarlo ancora di pi. Le ombre turbinavano
attorno a David, quasi avvolgendolo, e facendo di entrambi una specie di crisalide calda e fragrante di
desiderio dalla quale lui non riusciva a liberarsi.
Quando Marianna lo lasci andare, lui si sollev appena, ansimando. Marianna, questo ...
Amami, David.
Qualcosa volteggi nella sua mente: la decisione, come un uccello senza vincoli pronto a
librarsi in volo o a lanciarsi all'attacco verso il basso. Vide il suo sguardo carico di desiderio non celato
quando lei si volt e si appoggi su un ginocchio, guardandolo fisso. Amami, David ripet, e fu
quasi un ordine. No!, pens lui.
David scroll le spalle, impotente, e fece scivolare le braccia attorno al corpo di lei, che gli si
abbandon, con le labbra affamate sulle sue. La strinse con violenza a s, e la pressione dei suoi seni
prominenti lo eccit ancora di pi. Tutto a un tratto Marianna liber il braccio destro e, piegandosi
leggermente di lato, prese la mano di David e se la port al seno sinistro. Lui appoggi il palmo su quel
cono proteso e cominci a palpeggiarlo e massaggiarlo, sentendo attraverso il maglione come il
capezzolo si induriva al suo tocco. Marianna gli lecc le labbra con trasporto, poi con i denti segu la
sua guancia: il suo alito era come fuoco che gli si riversasse sulla pelle. Tutto! gli mormor
all'orecchio.
Si fece all'indietro, senza mai distogliere gli occhi dai suoi, si fece passare il maglione sopra la
testa e lo gett di lato. David si irrigid alla prominenza del busto quando Marianna torn a voltarsi
verso di lui. Presto, tesoro. Le dita gli tremavano mentre sfilava i quattro gancetti dagli occhielli. Le
estremit del reggiseno ricaddero e Marianna se lo sfil, lasciandoselo scivolare in grembo. Le mani
farfugli. David le protese, torpide e tremanti, e lei se le port alla curvatura pendula dei seni, sibilando
fra i denti e socchiudendo gli occhi mentre lui affondava le dita nella carne. Di pi disse lei.
Ansimando, David abbass la testa e cominci a baciarle i seni. Fece scorrere la lingua sui grossi
capezzoli inturgiditi e lei lo port a s quasi con violenza, mentre dalla gola le usciva un gemito
eccitato. Nutriti disse. Le si irrigid la schiena quando David cominci a succhiarla. Mordimi,
fammi male. Adesso le mani di Marianna gli stringevano la testa come artigli d'acciaio. Prendili
ordin. Sono tuoi, tuoi!
David si sent prigioniero di uno scatenato sogno erotico. Come fecero a sfilarsi i vestiti non
seppe dirlo. L'unica cosa che seppe fu che quasi per magia si ritrovarono nudi e Marianna gli stava
offrendo il genere di impetuosa licenziosit che lui aveva immaginato solo nelle sue fantasie pi
inconfessate: senza parole, senza freni, via via pi scatenata, il suo volto bellissimo diventato
animalesco per una sensualit impazzita, le mani e la bocca come creature che banchettavano sulla sua
carne, il corpo eburneo che si torceva, si piegava, gli offriva ogni possibile variet di sensazioni, lo fece
sprofondare sempre pi in un abisso di lussuria divorante... E poi, inarcata su di lui, la schiena piegata
e rigida, i seni tumidi protesi verso l'alto, con sulla faccia un'espressione di dissennato abbandono, gli
prosciug i lombi con una tale violenza da far sembrare a David che il suo sangue si stesse riversando
in quello di lei.
Poi fin e lui si ritrov sdraiato sulla schiena, abbandonato e intorpidito, a guardarla con occhi
rigonfi di saziet. Sempre a gambe divaricate sopra di lui, Marianna si pieg verso il basso e gli fece
scorrere la lingua umida sulle labbra. Ti  piaciuto? mormor.
Lui non riusc a spiccicare parola.
Marianna sorrise. Sembra di s disse. Credo che ti sia piaciuto. Si raddrizz e respir a
fondo, facendo gonfiare i seni tondi e pesanti. Ancora? gli chiese.
Lui la fiss, incredulo. Adesso? chiese a sua volta.
Marianna rise, comprensiva. No, credo che tu abbia bisogno di un po' di riposo disse.
Tu no?
Il suo sorriso si indur e divenne un invito carnale. Io non ho mai bisogno di riposo disse.
David emise un piccolo gemito. Sei pi uomo di me... per cos dire. Si sforz di scacciare il
crescente senso di colpa.
Marianna si alz e si mise in piedi accanto al divano, guardandolo dall'alto in basso. Sono
bella? gli chiese.
Sei la donna pi bella che abbia mai visto in tutta la mia vita.
E mi ami?
David la fiss con espressione vacua. Amarti?
Non importa, lo farai. Marianna si inginocchi all'improvviso e lo bad con possessivo
ardore, mentre con la mano destra gli stringeva i capelli. Sei mio sussurr orgogliosa. Mio.
David osserv in un silenzio intimorito mentre lei si raddrizzava e cominciava a rivestirsi. Tutto
a un tratto gli pass per la mente che Ellen avrebbe potuto raggiungerlo in ogni momento, che poteva
farlo anche adesso. Il suo sguardo preoccupato schizz automaticamente verso l'alto.
Non ha sentito gli disse Marianna.
David trasal. Come fai a...
Lo so disse lei senza dargli il tempo di finire. Stava sorridendo? David non poteva dirlo: il
suo viso era perduto nell'ombra. E tu non devi preoccuparti. Raccolse il reggiseno e se lo infil. Ti
piace il mio corpo? gli chiese, portando le mani all'indietro per allacciarlo.
S. Lui non sapeva bene quale fosse il sentimento che provava in quel preciso istante: la sua
malcelata ansiet che lei se ne andasse contrastava con la paura di non vederla pi... E tutte e due le
emozioni erano complicate da un senso di colpa che non faceva che crescere, e da un senso di
irritazione perch lei sembrava certa che la sua unica preoccupazione fosse quella di non farsi scoprire
da sua moglie. Ebbe voglia di tirarsi su e di dirglielo in faccia... ma si sentiva come se braccia e gambe
fossero appesantite da una patina di piombo. Segu i suoi movimenti mentre si vestiva. In pochi secondi
ebbe finito e si sedette al suo fianco.
Sono felice che ti piaccia gli disse. Perch  tuo. Si chin e lo baci a lungo,
accarezzandogli il corpo con la mano destra. David fremette a quel tocco pensando, quasi con paura:
Non farlo!
Alla fine lei si alz. Non glielo dirai, vero? disse.
David si tese. Era solo l'immaginazione o nella voce di Marianna c'era stata una sfumatura pi
di imposizione che di richiesta?
Non farlo, ti prego disse lei. Rovinerebbe tutto. Gli accarezz la guancia. E tu mi vuoi
ancora, non  vero? Si abbass in tutta fretta e appoggi le labbra sulle sue. Lo farai?
Va bene. David non si sentiva in grado di dirle di no.
Grazie, tesoro. Marianna si rialz. Non te ne pentirai. Una rauca durezza le appesant la
voce quando aggiunse: Ti dar tutto ci che hai sempre desiderato. Tutto.
David sussult quando, senza dire altro, lei si volt e and verso la porta. Aspetta farfugli.
Dovette fare appello a tutte le sue energie per sollevarsi su un gomito, ma prima che potesse parlare
ancora lei era uscita e aveva richiuso la porta dietro di s. Ellen avr sentito?, si domand facendo una
smorfia. Sentir i passi per le scale? Aspett preoccupato il suono della porta di casa che si richiudeva,
ma non lo sent. Almeno se n'era andata senza fare rumore. Si domand se, a dispetto di quanto aveva
affermato, lei non volesse davvero che Ellen sapesse.
All'improvviso David fu scosso da un brivido. Nello studio si gelava... Come se, con la sua
partenza, Marianna si fosse portata via tutto il calore. Si rimise in piedi con tutta la rapidit di cui fu
capace e cominci a rivestirsi, con la pelle d'oca su tutto il corpo. Ma appena ebbe finito le gambe
erano a stento in grado di sostenerlo e lui si accasci con un rantolo spossato, cerc a tentoni la coperta,
la sollev con mani malferme e se la avvolse sulla schiena tremante. Dio, quanto faceva freddo... e
quanto si sentiva stanco! Sbatt le palpebre, preda di una confusione sgomenta. E poi aveva anche una
gran sete: la gola era secca e come ostruita. Doveva bere un bicchiere d'acqua... ma dubit di avere la
forza per alzarsi, figuriamoci quella per attraversare lo studio, uscire e salire la scala fino in camera da
letto. E anche se fosse riuscito a farcela, come avrebbe potuto affrontare Ellen?
Scosse la testa, tentando di sorridere ma sapendo che era un sorriso forzato: a quanto sembrava
il suo senso dell'umorismo lo aveva abbandonato del tutto. Del resto come poteva essere altrimenti?
Aveva appena commesso un adulterio brutalmente sconsiderato, e non era molto divertente. Per quanto
fosse spiccata la propria tendenza a vedere le cose dal lato comico, c'erano delle circostanze in cui non
si poteva trovare nulla di comico. Magari era proprio il suo senso dell'umorismo a non essere
abbastanza terra terra... perch proprio non vedeva nulla di umoristico in quella situazione.
Scosse di nuovo la testa, scoraggiato. Non ci pensare, si disse, bevi qualcosa e vattene a letto.
Sollev la sbarra metallica che era il suo braccio e guard l'orologio. Le due meno venti. Si trovava l
da meno di mezz'ora. Era inconcepibile. Per quanto ricordava, in quel lasso di tempo poteva essere
passato un secolo. Si alz in piedi a fatica, lasciando scivolare al suolo la coperta, fin di vestirsi e
ciabatt come un paralitico attraverso la stanza. Come uno che pattina sul ghiaccio, pens. Nemmeno
quello lo divert.
Credette di non farcela a raggiungere la porta. Quando la sua mano tocc la maniglia gelata, le
gambe vibrarono sotto il peso del corpo, minacciando di cedere da un momento all'altro. Si appoggi
con forza alla porta, respirando a fatica. Dio santissimo, ce l'avrebbe fatta? Era davvero ridicolo. Che
gli aveva fatto quella ragazza? Non si era mai sentito cos esausto in tutta la sua vita. Era questo che
faceva il sesso sfrenato su un uomo? Prov una sensazione informe di risentimento che non conosceva,
che non aveva mai provato con Ellen n con Julia. Quella spossatezza appariva eccessivamente
esagerata.
Che cavolo... farfugli. Strinse i denti e spalanc la porta, incespicando sul pianerottolo,
quindi la richiuse alle sue spalle. Esit per un momento, poi punt verso l'alto, temendo di perdere
l'equilibrio se avesse provato a scendere. E inoltre c'era qualcosa che lo sollecitava a raggiungere
Ellen, un bisogno pressante che non riusciva a identificare. Sapeva solo che non aveva nulla a che fare
con il senso di colpa.
Il primo passo lo terrorizz. Si sentiva come una statua che tentasse di salire la scala. Che mi ha
fatto? Quando si rese conto che erano bastati meno di trenta minuti con lei per ridurlo in uno stato
prossimo al collasso prov un senso di rabbia, oltrech di stupore. Cristo, ho quarantasei anni, non
ottantasei, pens.
Ben deciso a non arrendersi, arranc su per i gradini rimanenti, muovendosi a labbra strette, con
caparbiet, fino a che giunse al piano, dove si concesse un po' di riposo; poi, sentendosi travolgere
dalle vertigini, si diresse a fatica verso il bagno buio che sembrava una ghiacciaia e si gett dell'acqua
fredda sulla faccia. Questo gli diede l'energia per riempire cinque volte il bicchiere e bere;
riconoscente, sent il liquido che penetrava nell'organismo, bagnando i tessuti rinsecchiti.
Ellen era sdraiata sul letto non rifatto, coperta dalla trapunta. Voltava la schiena alla porta e
sembrava addormentata. Anche lei deve essere esausta, pens David mentre ciabattava verso il letto. Vi
si lasci cadere cercando di non gemere, ma non ci riusc. Santo cielo, gli sembrava che la carne e le
ossa si stessero sciogliendo, filtrando dentro il materasso. Dovette chiamare a raccolta ogni energia
residua per sollevare le gambe. Ricadde esanime sul cuscino con un tonfo.
Quasi subito cominci a tremare. Avrebbe dovuto strisciare sotto la trapunta verso di lei, cap,
ma ormai era troppo tardi. Sapeva di non avere pi forza per muoversi. Prese a battere i denti e cerc di
fermarli, senza riuscirci. Sentiva il corpo vibrare, scosso da tremiti convulsi e incontrollabili. Non
aveva mai sentito tanto freddo in vita sua, e si accorse che stava precipitando in un oblio senza luce.
Riusc a sollevare le palpebre quasi inerti quando Ellen si gir. Lo stava guardando con aria
strana. Che c'? gli chiese. Lui non riusciva a parlare. Ellen si fece pi vicina, con un'espressione
vaga e illeggibile. Stai male? chiese.
David ebbe l'impressione di scuotere la testa. Il suo corpo ebbe un sussulto quando un tremito
violento lo travolse.
Tremi tantissimo.
Lo so. Io... David deglut ed emise un debole suono impastato, tutto di gola.
Ellen lo guard per alcuni secondi, come se cercasse di capire che cosa avesse potuto ridurlo in
quello stato. Adesso lui era in grado di interpretare la sua espressione come quella di chi si sforzasse di
mettere da parte la rabbia e il risentimento, privilegiando la preoccupazione. Su, puoi muoverti? gli
domand.
Uh?
Ti copro io con la trapunta.
David non riusciva a muoversi. Ellen dovette tirarla e gliela mise sopra, e il suo peso lo fece
tremare ancora di pi. Che c'? chiese Ellen.
Lui scosse debolmente la testa, con un mormorio che gli agit la gola. Ellen lo fiss in silenzio,
preoccupata, poi d'impulso si avvolse addosso la trapunta e scivol al suo fianco. Si schiacci contro di
lui e David sent la sua mano destra che gli toccava il petto. Sei cos freddo! disse lei. Tutto a un
tratto sembr molto turbata. Oh, David, mi dispiace. Non sapevo che fossi cos sconvolto. Un
raggelante senso di colpa lo trafisse quando si rese conto che Ellen lo riteneva ridotto in quel modo per
quello che era successo fra loro.
Tesoro, stai tremando in modo incredibile. Ellen pass una mano sotto di lui e si sistem
ancora pi vicino. Non si era messa la blusa del pigiama e la sensazione del suo seno sulla pelle gli
suscit una sensazione di freddo perfino maggiore, perch gli ricord il turbamento quasi doloroso nel
quale aveva gozzovigliato fra i seni opulenti di Marianna. Chiuse gli occhi, rabbrividendo mentre si
mordeva il labbro inferiore. Mi spiace, Ellen, pens. Mi spiace. Ti prego, perdonami.
Sssh, tesoro, va tutto bene gli bisbigli lei, e David cap con un sussulto che doveva aver
pronunciato le parole ad alta voce. Non se ne era reso conto. Doveva stare attento per evitare di
rivelarle, senza volerlo, ci che era accaduto. La coscienza trova sempre la sua voce, pens mentre
premeva la faccia contro la spalla della moglie. Nonostante tutto le era grato per il suo calore e per il
suo conforto. Si tenne stretto a lei quasi con disperazione, pensando: Non sarebbe cos se sapesse
quello che  successo. Poi il suo cervello venne rapidamente risucchiato in una piccola morte, quella
del sonno.
Ebbe l'impressione di essersi appisolato per un'oretta, o gi di l. Riapr gli occhi e guard
verso la finestra in preda a una spossatezza intontita. Fuori era buio. Per diversi momenti privi di senso
si sforz di capire la causa di quel buio in pieno giorno. Un temporale? La nebbia? Un'eclisse di sole?
La sua mente intorpidita non riusc a decidersi. Poi la consapevolezza giunse tutta insieme e pens,
sussultando: Cristo,  gi notte. Sollev la mano e l'avambraccio e lesse l'ora sulla sveglia: erano quasi
le sette. Lasci cadere la mano pesantemente sul letto.
Sveglio? David trasal e si guard intorno. Ellen era seduta davanti alla toeletta illuminata
dalla lampada, a gambe incrociate, e stava agganciando le calze alla giarrettiera. La guard sbalordito.
Sotto la vestaglia aperta indossava il suo corsetto nero molto os. La osserv con distaccata curiosit
mentre si piegava per infilarsi delle scarpe nere con i tacchi alti. Dove stava andando? Erano anni che
non la vedeva in corsetto: non le piaceva indossarlo perch era impegnativo. Per un momento ebbe la
sgradevole sensazione che lo avesse mollato e si fosse trovata un altro uomo. Ma chi?
Ellen si raddrizz e si guard allo specchio. Dormito bene? gli chiese. David not che
sorrideva e le sorrise a sua volta, imbarazzato.
Credo di s rispose. Non intendevo dormire cos tanto. Solo che... Scroll le spalle, non
sapendo che dire.
Avevi bisogno di questa vacanza gli disse Ellen. Ci tenevi pi di quanto pensassi.
Direi di s disse lui, annuendo. E accorgendosi all'improvviso che, oltre a tutto il resto, Ellen
si era anche acconciata i capelli. David ebbe un tremito di disagio. Deglut e le chiese: Hai un
appuntamento? Si sforz di farla sembrare una battuta.
Mmh-mmh. Adesso Ellen si era messa a spazzolarsi i capelli, e quel rumore morbido e
frusciante lo fece tremare di nuovo.
A quanto pare quel povero idiota del marito  sempre l'ultimo a sapere disse allora. Ma,
ehm... Si schiar la gola. Lo conosco quel bastardo?
Ellen annu.  un famoso scrittore della televisione.
Un flusso di gratificante piacere sembr riscaldarlo. David sorrise a denti stretti. Buon dio,
aveva davvero creduto che potesse esserci qualcun altro. Le cui iniziali sono?
D.C.
David Copperfield?
Cooper.
David grugn, sdegnato. Il re delle pennichelle, vuoi dire.
Ellen soffoc un sorriso. Quando  sveglio  una persona piuttosto piacevole disse.
David si drizz a sedere. Dove ti porta? chiese.
Oh... Lei fece un gesto vago e grazioso e David not, e fu un'altra sorpresa, che si era anche
laccata le unghie. Non lo faceva da anni. Ellen appariva straordinariamente impeccabile, quasi vistosa,
seduta l con la vita tirata, i fianchi tondi e pieni, i seni ben modellati, le lunghe gambe fasciate dalle
calze di seta scura e il viso truccato con cura. Non lo so concluse. A cena e poi a ballare, immagino.
Qualcosa del genere.
Magari si aspetta qualcosa in cambio l'ammon David. Lo sai come sono fatti quei tipi di
Hollywood.
Ellen si gir a guardarlo. In cambio? disse, con un'espressione da finta tonta.
Come dicono replic lui in moneta sonante.
Lei arricci le labbra quasi stesse riflettendo, poi sorrise educatamente.  uno scambio equo
disse.
Il prezzo  giusto?
Lei annu e si alz in piedi. Cerca di non fallire adesso, si disse David. Mentre Ellen si girava
per farsi ammirare, lui si domand da dove venisse quella paura di fallire.
Esame superato? chiese lei.
Sei bellissima. Sofferm lo sguardo sulla sua figura. Magari non ci andiamo per niente, a
cena aggiunse, sgradevolmente consapevole di esagerare un po' troppo l'effetto che lei gli aveva fatto.
Invece ci andremo disse lei. Devi stare al gioco.
Uffa disse David.
Davvero ti sembro a posto? domand Ellen, preoccupata.
Come un miliardo di dollari in oro.
Sul serio, David.
Tesoro, sei splendida.
Ellen sospir. Sono cos felice disse. Voglio essere bella per te.
David si alz e attravers la stanza, appesantito dal rimorso. La prese fra le braccia e la strinse a
s. Premette le labbra sul suo collo e chiuse gli occhi mentre la fragranza della sua pelle profumata gli
riempiva le narici. Odori di ambrosia mormor.
Va bene?
David la mordicchi con dolcezza sulla spalla e si raddrizz con in volto un'espressione come
di chi volesse misurare le parole. Non  male disse.
Il sorriso di lei era gonfio d'amore. Ne sono felice disse. Voglio piacerti.
Oh... La strinse cos forte che lei ansim. Sei buona disse. Troppo buona.
Lei chiocci, fingendo disappunto. E io che credevo di essere provocante.
Lo sei. La bad sulla pianta del naso. Sei maledettamente provocante. Sei Taide, Jezabel e
Messalina messe insieme.
Non dimenticarti di Clara Bow.
Prendo nota. David le sorrise. E adesso  ora che diventi provocante anch'io. Oppure, come
ci siamo espressi nell'ultima campagna: barba, bagno, balsamo, Spic & Span. E te ne risparmio una per
amor di decenza. Se vuoi scusarmi... Si avvi verso il bagno.
Pochi momenti dopo chiuse la porta e vi appoggi stancamente la schiena. Per favore, non
voglio ferirla, pens di nuovo. Chiuse gli occhi, con la faccia che era una maschera di preoccupazione.
Perch aveva tanta paura? Non lo sapeva, eppure era l, pesante, quasi un macigno sullo stomaco. Si
allontan dalla porta e and verso la finestra. Era troppo buio per vedere il Sound, ma riusciva a sentire
come sempre il fragore attutito della risacca. Da qualche parte l fuori c' Marianna, pens.
Ma non tutta. Il concetto gli giunse con una forza che lo lasci senza fiato. Una parte di lei 
rimasta indietro.
Poteva sentirla, viva, nella sua carne.
Mentre l'auto svoltava a sinistra, Ellen lasci che il movimento la facesse scivolare verso il
marito. David tolse la mano destra dal volante e le strinse la gamba. Lei si pieg di lato per
appoggiargli la testa sulla spalla.  stata una bella serata disse David, compiaciuto quando lei
replic: Magnifica.
Ed era stata magnifica. Dopo aver telefonato a Linda per accertarsi se andava tutto bene e se il
bambino non fosse gi nato, avevano attraversato l'isola con la macchina fino a Bay Shore e avevano
scoperto con sollievo che il ristorante spedalizzato in pesce che ricordavano fin dalla luna di miele
esisteva ancora. Avevano ordinato le stesse cose che si erano godute allora: cocktail, coppette di crema
di molluschi, un'insalata mista in due, poi zuppa di pesce, caff e dessert. Avevano trovato anche lo
stesso vino bianco, con cui avevano brindato nuovamente facendo tintinnare i bicchieri e sorridendosi
dai due lati del tavolo con la luce bassa.
Lontano dalla casa e dai ricordi di Marianna, in quel luogo assodato al loro passato pi felice,
David aveva sentito che quella indeterminata, incomprensibile paura cominciava a diminuire, e al suo
posto rinasceva la speranza. Marianna non sarebbe tornata e lui era giunto alla conclusione che, visto
che si amavano, non c'era un motivo al mondo per cui lui ed Ellen non dovessero risolvere i loro
problemi. Subito dopo si era rilassato, e l'atmosfera riposante, unita ai Martini e al vino, aveva
contribuito a farlo sentire sempre meglio. Almeno cinque volte, nel corso della serata, aveva pensato:
Ce la far, con Ellen.
Dopo cena avevano fatto un giro nel centro dell'isola e avevano trovato un locale con un trio
che suonava musica da ballo. Erano rimasti l per diverse ore bevendo qualcosa e muovendosi
lentamente in cerchio per la sala quasi vuota, ciascuno godendo il calore e la vicinanza dell'altro.
Sono contento che tu abbia avuto questa idea le disse.
Anch'io.
David annu. Bene. Mentre parlava avvert un nuovo attacco di depressione dai contorni
indistinti. Oh Cristo, non di nuovo, per poco non disse ad alta voce. Fu tentato di proporle di non
tornare a casa. Di rimanerne il pi lontano possibile. Proprio l, approfittando del suo fascino, Marianna
si era arrogata il diritto di guadagnarsi un ruolo concreto nella sua vita, ma che per David non contava
niente a paragone con quello di Ellen, e lui non voleva che le cose cambiassero. Tutto a un tratto ebbe
voglia di svoltare e di raggiungere direttamente l'aeroporto, di ritornare prima possibile a casa con
Ellen, alle cose che conoscevano e capivano. Non si erano portati appresso tanti bagagli e potevano
permettersi tranquillamente di perderli. Certo, era un'idea stravagante, ma in quel momento gli
appariva particolarmente desiderabile.
Pensieri profondi? gli chiese Ellen.
David la guard con un sorriso preoccupato. Non troppo disse.
Sembravi lontanissimo.
David le strinse di nuovo la gamba. Rilassati le disse. Sono sempre stato con te.
Bene. Lei lo bad sulla guancia.  l che ti voglio.
Mentre la macchina procedeva lentamente lungo il mezzo isolato che costituiva la zona
commerciale di Logan Beach, David vide le luci accese nell'emporio. Che ne diresti di un po' di
gelato?
Ellen sembr pensarci su. S. David la pungol mentalmente, intenzionato a rimandare, anche
solo per pochi minuti, il loro ritorno a casa. Sent la presa stringersi sul volante, poi rilassarsi quando
lei rispose, tutta contenta: Perch no? David ferm la macchina davanti al negozio e scesero
entrambi. L accanto era parcheggiata una Bentley nera dall'aria curatissima. Lui la osserv,
apprezzando la sua lucida eleganza. Magnifica disse. Prese il braccio di Ellen e la accompagn verso
l'entrata.
Il bancone era sulla sinistra. In fondo c'era il proprietario, che stava parlando con una donna
ben vestita sulla sessantina. Tutti e due volsero lo sguardo quando la porta si apr e la donna sorrise.
Buonasera disse.
Sera, gente li salut il proprietario.
David ed Ellen restituirono il sorriso, annuendo. Buonasera. Sedettero su due sgabelli vicini e
attesero che il proprietario venisse a servirli.
Posso esservi utile?
David guard Ellen. Tesoro?
Oh... vediamo. Corrug un poco il naso. Una cioccolata calda, direi decise.
Facciamo due disse David.
Okay. L'uomo si allontan e David guard Ellen.
Fa un po' troppo freddo per il gelato disse lei, prendendolo sottobraccio.
David si sporse e la bad sulla guancia. Mentre si raddrizzava not che la donna li stava ancora
osservando. Sorrideva, e lui vide che era molto attraente per la sua et, di bell'aspetto e quasi statuaria:
gli fece venire in mente un'attrice.
Scusate disse lei. Non volevo essere importuna,  solo che in questo periodo dell'anno non
ci sono molti turisti. Lo sguardo si spost su Ellen. Non siete di qui, vero?
Ellen ricambi il sorriso. No, siamo di Los Angeles.
Los Angeles. La donna parve impressionata. Siete lontani da casa. Di certo non avrete fatto
tutto questo viaggio solo per visitare Logan Beach.
Ecco, vede, abbiamo passato qui la luna di miele e...
Ah. La donna sorrise e annu. E siete tornati per rivederla.
Proprio cos.
Vi sembra molto diversa?
No. Io non... non mi sembra. Ellen non appariva troppo sicura. Pi o meno  la stessa.
A parte il fatto che la villetta in cui abbiamo passato la luna di miele  stata distrutta da un
uragano aggiunse David.
Oh, mio dio. La donna schiocc la lingua con aria di comprensione. Che cosa terribile.
Naturalmente volevate stare l.
Abbiamo trovato lo stesso un posto carino disse Ellen.
Oh, ne sono felice. A Logan Beach?
S annu Ellen. Proprio vicino all'acqua.  una casa deliziosa.
La donna guard David. Dalle parti della scogliera? chiese.
S.
Mi sembrava di aver visto delle luci disse la donna. Era lei, sulla scogliera, pens David.
Come faceva a esserne cos certo?  sua quella casa proprio in cima? le domand.
S.
L'abbiamo ammirata disse Ellen.  bellissima.
Grazie. La donna pieg la testa una volta. Magari prima di partire verrete a farmi visita.
Sorrise. Mi chiamo Grace Brentwood.
Oh... certo disse Ellen. Mi scusi, non ci siamo presentati. Questo  mio marito, David
Cooper. Io sono Ellen.
Incantata.
Piacere di conoscerla mormor David che, a dispetto dei suoi sforzi, non riusc a impedirsi di
pensare che la signora Brentwood forse conosceva Marianna, o che quantomeno ne aveva sentito
parlare.
Lui  il signor Doty disse loro la signora Brentwood indicando il proprietario del negozio.
L'uomo sorrise mentre appoggiava sul bancone le due tazze di cioccolata.
Piacere di conoscervi, gente disse. Entrambi ricambiarono il sorriso.
Be', sono proprio felice che ci siamo conosciuti in questo modo disse la signora Brentwood.
Anche se avremmo potuto incontrati sulla spiaggia.
Ci va spesso? chiese David.
Sempre. Mi piace passeggiare l.
Allora deve conoscere Marianna, pens David.
Fece un cenno di assenso, chiedendosi quale domanda potesse rivolgerle senza suscitare
sospetti. Dopo un po' gli venne in mente qualcosa. Mentre stavo passeggiando, ieri mattina...
cominci.
Allora  lei che ho visto lo interruppe la signora Brentwood.
S. David sorrise. Comunque sono arrivato a una villetta chiusa lungo la spiaggia.  sua
anche quella?
S. Un tempo veniva usata come residenza sulla spiaggia, ma  chiusa da anni. Adesso sono
rimasta soltanto io e temo di non avere pi l'et per fare nuotate.
Vive sola? chiese Ellen.
A parte la servit rispose la signora Brentwood.
David pens di chiederle se c'erano altre case nei paraggi, ma poi decise che era meglio di no. E
in ogni caso non aveva nessun diritto di fare domande, si disse facendo autocritica. Marianna non
faceva pi parte della sua vita.
Lei sa chi  il proprietario della villetta in cui abitiamo? le domand.
Gente di citt, credo rispose la signora Brentwood. Mai conosciuti. Sorrise. E allora, vi
state godendo la vacanza finora?
S, molto disse lui.
In casa faceva molto freddo finch non  stato riattivato il gas, ma adesso si sta benissimo
aggiunse Ellen.
Bene. Spero che troverete piacevole la vostra permanenza.
Grazie.
Quanto pensate di restare?
Fino a mercoled prossimo, credo.
Capisco.
David bevve un sorso di cioccolata bollente e abbass la tazza. L non ci vive pi nessuno?
chiese.
In modo regolare no.
L'affittano solo per l'estate?
La signora Brentwood alz appena le spalle. Immagino di s.
Chi c' stato l'estate scorsa? La domanda gli attravers la mente come un lampo. Quant'
antica? chiese ancora.
In effetti non me lo ricordo rispose la signora Brentwood. Per mi sembra che sia stata
costruita quando ero ancora una bambina.
David si schiar la gola. Ci ha vissuto un pittore? chiese.
Un pittore?
Un artista. David sent il cuore che aumentava i battiti, come se avesse commesso una gaffe.
Stavamo guardando i quadri di lui nella villetta disse. O di lei aggiunse, sper non troppo
velocemente.
La signora Brentwood sorrise, annuendo. Non ne ho proprio idea disse. Non presto molta
attenzione a chi abita in quella casa, mi dispiace.
David si impose un sorriso e distolse lo sguardo, sorseggiando un altro po' di cioccolata calda.
Per qualche ragione aveva la sgradevole sensazione di essersi esposto troppo, anche se era certo
di non averlo fatto. Il buon vecchio senso di colpa, si disse disgustato. Ascolt distrattamente quando
Ellen disse: Stavamo ammirando i dipinti.
La signora Brentwood diede un'occhiata all'orologio. Santo cielo disse.  passata da un bel
po' l'ora di andare a letto. Scol la sua tazza di t e si alz.
David scese dallo sgabello mentre la signora Brentwood si fermava di fronte a loro e
protendeva la mano verso Ellen. Venite a trovarmi le disse con un sorriso.
Lo faremo rispose Ellen.
Bene. La signora Brentwood porse la mano anche a David, che la prese: la stretta era forte e
decisa. Lo guard intensamente negli occhi e tutto a un tratto lui si sent lo stomaco in subbuglio. Santo
cielo, era possibile che avesse visto Marianna entrare e uscire dalla villetta? Per uno spaventoso istante
la immagin in cima alla scogliera che guardava verso il basso con un binocolo, tenendolo d'occhio. E
se conosceva Marianna? E se Marianna aveva la reputazione di fare cose del genere? Si sent travolgere
da un'ondata di paura. La signora Brentwood sembrava abbastanza benevola, ma se invece aspettasse
solo il momento di parlare con Ellen, di raccontarle ci che sapeva? David deglut a fatica, sentendola
appena mentre diceva: Buonanotte, signor Cooper e puntava verso la porta.
Come in letargo risal sullo sgabello seguendo l'uscita della signora Brentwood con la coda
dell'occhio. Sono proprio una frana in queste cose, si disse cupamente; l'inganno dissimulato non era
davvero il suo forte. Come fosse riuscito a farcela con Julia non riusciva nemmeno a immaginarlo, in
quel momento. Pens di spifferare tutto a Ellen, poi si rese conto che cercava solo la via di fuga pi
facile: la confessione, l'assoluzione.
Quando la porta si fu richiusa, Ellen disse: Bella donna.
Gi.
Da giovane dev'essere stata bellissima.  affascinante anche adesso e deve avere pi di
sessant'anni.
Mmm.
Non sei d'accordo?
Lui lasci andare la mente. Che cosa, che  affascinante o che ha pi di sessant'anni?
Tutte e due le cose.
S e s. Riusc a sorridere.
Credo che tu le piaccia.
David si irrigid. Io?
Da come ti guardava lo stuzzic Ellen.
Io piaccio molto alle vecchie signore disse lui.
Ellen emise un suono divertito e all'improvviso lui si sent di nuovo travolgere da un bisogno
irresistibile: quello di puntare subito verso l'aeroporto e di tornare a casa. Avvertiva sempre pi quella
tormentosa, inarticolata paura che se non se ne fossero andati sarebbe successo qualcosa di terribile.
Non riusciva a vederci dietro una logica accettabile; l'episodio con Marianna si era concluso e di certo
era poco credibile che la signora Brentwood lo avesse spiato e intendesse tradirlo. Eppure lui non
riusciva a scrollarsi di dosso la paura. Se era solo frutto della cattiva coscienza si trattava del peggior
caso di cui avesse mai sofferto in tutta la sua vita.
Tesoro?
David sussult. S?
Ho detto che il proprietario vuole chiudere.
Eh? Si guard intorno e vide che il signor Doty si era infilato il cappotto e stava svuotando il
contenuto del registratore di cassa dentro un sacchetto di carta. Che cosa ti fa pensare che voglia
chiudere? le chiese.
Pagarono le due cioccolate, dissero buonanotte e lasciarono l'emporio. Con il fiato che usciva a
nuvolette dalla bocca si presero sottobraccio e corsero verso la macchina. Freddo disse Ellen.
Questo  un fatto ribatt lui. Apr in tutta fretta lo sportello dal lato del guidatore ed Ellen
s'infil dentro. Rabbrivid e gli si schiacci contro mentre lui entrava a sua volta e richiudeva lo
sportello.
Oooh mormor lei con voce tremante. La mia cioccolata calda si sta trasformando in un
frullato.
David sorrise e avvi il motore, spostando la levetta del condizionatore su Massimo. Si guard
alle spalle e fece marcia indietro, fren, poi ripart.
Credi che dovremmo andarla a trovare? chiese Ellen.
Se ci sar tempo rispose lui. Si domand come avrebbe reagito sua moglie se le avesse
proposto di tornare a casa quella notte stessa. C'era qualcosa che poteva dire per mascherare il fatto che
si sarebbe trattato, n pi n meno, di una fuga meschina? Non poteva parlarle di Marianna, non poteva
citare il suo disagio nei confronti della signora Brentwood. Ellen sarebbe giunta alla conclusione che il
loro tentativo di una seconda luna di miele era un fallimento agli occhi del marito, che intendeva finirla
l. Ed era l'ultima cosa che doveva pensare, di certo non adesso.
Ellen emise un piccolo gemito. Oh, questo corsetto disse.
Ti fa male allo stomaco?
Dovrebbero chiamarlo morsetto.
Toglilo.
Ecco... Lei esit per un momento. So quanto ti piace.
David deglut, rendendosi conto che Ellen parlava sul serio. Lo eccitava sempre fare l'amore
con lei mentre lo indossava. Sent un fremito nella carne, che era contemporaneamente desiderio e
ansiet: non doveva deluderla di nuovo.  vero, disse ma non voglio che ti venga il mal di
stomaco.
Ellen esit di nuovo. Sei sicuro che non t'importa?
Lui le accarezz la gamba. Non finch posso guardare replic.
Sfacciato. Gli tolse la mano dalla gamba. Ci conosciamo appena.
Ci conosciamo benissimo disse lui. Le apri il cappotto, torn ad appoggiare la mano sulla
gamba e fece scivolare l'orlo della gonna verso l'alto, incoraggiato dalla gratificante reazione del
proprio corpo. Permettimi di aiutarti nella rimozione dell'indumento aggiunse.
Molto generoso da parte tua.
Mi piace essere gentile. Tir ancor pi su il bordo della gonna, scoprendo la parte superiore
delle calze e la carne bianca delle cosce. Oh-la-la mormor con voce gracchiarne.
Credo che adesso sia abbastanza caldo disse lei.
L'avete detto voi, madame. David guard di sottecchi mentre Ellen si sfilava il cappotto e lo
gettava sul sedile posteriore. Si sbotton il vestito e cominci a tirar gi la lampo del corsetto. Oh
disse David in tono sconfortato.
Che ti manca?
Niente, quasi.
E allora perch ti lamenti?
Ecco... disse lui credevo che venisse via tutto.
Lei gli diede uno schiaffetto sulla spalla. Ma che dici?
S'il vous plait, madame.
Lei grugn, fingendosi indignata, poi sospir, accondiscendente. Oh be' disse. Relazioni
anglo-francesi, immagino. Lavor sul vestito e lo fece passare oltre la vita, poi sopra la testa e lo
lanci sul retro, sopra il cappotto. Stava cominciando a slacciare le calze dalla giarrettiera quando
David la ferm.
Uh-uh le disse.
Lei lo guard perplessa. Mi stai corteggiando o no? gli chiese.
David allung la mano e regol la manopola della luce, accendendo quella sul tettuccio. Ellen
trasal. David.
 cos che mi chiamo.
Lei si guard intorno, a disagio, poi vedendo oscurit dappertutto, si appoggi all'indietro e
incroci le gambe. Va bene disse. Speriamo solo che non ci sia qualche gendarme a sbirciare dietro
un albero.
David non fece commenti, si limit a guardarla, sentendo il desiderio che montava dentro di lui.
Se solo fosse riuscito a perdersi in quell'istante, ad allontanare tutte le preoccupazioni.
Le chat ti ha mangiato la lingua? chiese lei.
Scoprir ben presto che fine ha fatto la mia lingua, madame.
Non credi che sarebbe meglio spegnere la... cominci Ellen, poi si interruppe quando David
spense la luce. Gir la manopola e spense anche i fari, dirigendo la macchina fuori dalla strada. Ferm
sulla spalletta e gir la chiave a met, spegnendo il motore ma lasciando acceso il riscaldamento.
S? chiese lei, sospettosa.
David si volt verso di lei, gi con il fiato corto. Con movimenti frettolosi si tolse il cappotto e
il maglione. Ellen lo segu con lo sguardo mentre li scaraventava di dietro. Qui? gli chiese,
sforzandosi di sembrare divertita, ma riuscendoci solo in parte.
Perch no? David si pieg di lato e le mise le mani addosso. Ellen non fiat mentre lui le
piegava la testa all'indietro con un bado, facendo scorrere le mani lungo la sporgenza rigida dei suoi
seni. La voleva adesso. A casa non sarebbe stata la stessa cosa.
Ellen era schiacciata sotto la sua bocca e le sue labbra piene si stavano aprendo. Le lingue
cominciarono a giocare e David la tir su, spostandola di lato fino a che non fu a cavalcioni sopra di
lui. Ellen emetteva piccoli gemiti soffocati: frutto, sent lui, sia di preoccupazione che di eccitazione.
Ma non poteva fermarsi: l poteva soddisfarla, l avrebbe funzionato. Le pass le mani sulla
schiena con lente carezze poi, infilando una mano fra i due corpi, trov la chiusura lampo e la tir gi.
Le afferr i seni, li strinse, li massaggi mentre continuavano a baciarsi. Ellen pieg la testa
all'indietro, con il respiro affannoso. Oh dio, lo voglio, tesoro, ma... si interruppe con un rantolo
mentre lui le spingeva la schiena contro il volante, allargava i due lembi rigidi del corpetto e,
sporgendosi in avanti, cominciava a baciarle i seni e a succhiarli. David disse lei, quasi
singhiozzando. Si aggrapp alle sue spalle con dita solide come artigli, poi strinse i denti, si afferr i
seni e li tenne su per offrirli alle sue labbra.
Improvvisamente gli si gett addosso con un gemito allarmato. David drizz la testa e vide i fari
di una macchina che si stava avvicinando. Accecato dalla luce pieg la testa verso il basso e chiuse gli
occhi. Oh Cristo borbott.
Ellen si liber da lui con una piroetta, liberando le gambe; mezza piegata sul sedile tir su la
lampo del corsetto. Sar meglio che ce ne andiamo disse, incapace di nascondere l'imbarazzo.
D'accordo. David gir la chiave sul cruscotto e avvi il motore. Accese le luci e inser la
prima. Erano di nuovo sulla strada prima ancora che l'altra macchina fosse passata.
Per quasi un minuto nessuno dei due parl. Poi, mentre Ellen finiva di rivestirsi, David disse:
Mi dispiace, tesoro.
Va tutto bene. Ellen tremava vistosamente. Non  colpa tua.
Ecco, io... David deglut. Io avrei potuto trovare un posto migliore. Se solo avesse potuto
dirle che non si era trattato di una semplice propensione verso l'anticonvenzionale, che aveva paura di
non poterla soddisfare a casa. Tu eri eccitata, vero? le domand.
Non sono di legno, David disse lei, con una risatina appena accennata che per non riusc a
nascondere la tensione nelle parole.
Lo so, tesoro. Volevo solo essere sicuro che non fingessi per farmi contento.
Ellen sospir. Non sono cos smaliziata disse.
David strinse le mani sul volante. Dannazione, pens, era cos splendidamente eccitata. Poi un
presentimento lo raggel. E se per quella sera fosse tutto l? L'idea lo mise a disagio. Mi dispiace, El
disse. Mi dispiace davvero.
Non c' niente di cui devi dispiacerti disse lei. Si strinse addosso il cappotto. E poi
cominciavo a sentire freddo.
Tu non sentivi freddo, pens lui, ma lasci perdere. Accender un bel fuoco in soggiorno
disse.
O in camera da letto.
No, pens David. Non funzionerebbe. Lass le circostanze non sarebbero le stesse. A letto
probabilmente si sarebbero addormentati e basta. E lui doveva soddisfarla quella notte stessa... Doveva
farlo. Si domand fuggevolmente se poteva permettersi di proporle un altro posto isolato dove
parcheggiare, poi decise che era meglio di no. Questa volta gli avrebbe certamente chiesto perch non
voleva tornare a casa... E lui non aveva risposte, a parte qualche vaga scusa sull'atmosfera che non era
di suo gradimento. Tanto, si disse, non esistevano risposte accettabili. Il problema era in lui, non nella
casa. Anzi, l avrebbe potuto far l'amore con lei in condizioni assai pi favorevoli: c'era un
arredamento confortevole, il caminetto, liquori, calore e, cosa pi importante, tempo e intimit.
Confortato, David svolt a sinistra e cominci a discendere la collinetta che portava alla strada
lungo la spiaggia. Guard in direzione della casa in cima alla scogliera e vide che le luci erano tutte
spente. La signora Brentwood doveva essere andata a letto appena rientrata in casa. Il ricordo del suo
volto gli attravers fugacemente il cervello. Chi gli ricordava? Gladys Cooper? Irene Dunne?
Guard Ellen. Adesso senti pi caldo?
Sto bene.
Non si dissero altro finch non furono arrivati a casa. David continu a pensare a qualche cosa
da dire, ma ogni volta decise che forse lei preferiva rimanere in silenzio e che aveva bisogno di tempo
per riprendersi. Sper che si riprendesse del tutto nel momento in cui avrebbe provato a fare l'amore
con lei dentro casa.
Anzi, forse era meglio che si riprendesse anche lui, pens. Al momento il sesso non sembrava
attrarlo troppo. Era incredibile quanto ci mettesse poco il desiderio ad avvampare e poi a svanire del
tutto con la stessa rapidit. In circostanze meno pressanti non avrebbe nemmeno preso in
considerazione l'idea di azzardare un secondo tentativo per ricostruire un legame romantico. Fare lo
sceneggiatore aveva quantomeno il vantaggio di renderlo sensibile ai cambiamenti di umore. Ma da
come stavano le cose sentiva di non avere scelta. Da troppo tempo non faceva l'amore in modo
soddisfacente con Ellen e, a parte lo sgradevole incidente di qualche minuto prima, gli eventi della
serata gli apparivano come i naturali segni premonitori di un rapporto sessuale: sarebbe stato un
peccato sciupare quell'aura di calore e di intimit generata dalle ore trascorse insieme. Doveva essere
stanotte. Avevano cominciato col piede sbagliato, era vero, ma era sempre il momento pi logico.
Quando raggiunsero la casa, David spense il motore e abbracci Ellen. La baci all'angolo della
bocca. Ti amo, El disse.
Lei pieg la testa verso la sua e chiuse gli occhi. Ti amo anch'io mormor. Lo baci sulla
guancia.  stata una serata deliziosa.
Non  ancora finita.
No. Lo disse in tono vago, facendo capire a David che avrebbe dovuto riconquistare il suo
interesse. Desider non avere l'impressione che si trattasse di una faccenda capitale, ma era quello che
provava.
Nessuno pu arrivare in macchina in soggiorno le disse.
Ellen emise un debole suono, ma lui non riusc a capire se fosse divertita o no. Le infil la mano
sotto il cappotto e le accarezz la gamba, facendola sussultare un poco. Madame si sente a suo agio?
le chiese, in parte teso, in parte timoroso.
Prima madame vuole riscaldarsi le ossa disse lei.
Sar fatto. Le diede una pacca sulla gamba. Dentro casa, riscaldata dal fuoco e con in corpo
un paio di Martini, sarebbe andata alla grande.
Ellen raccolse i vestiti e tutti e due corsero verso la porta, con il fiato che usciva a nuvolette.
Mentre lui tentava di aprirla gli caddero a terra le chiavi e per quasi un minuto non riusc a ritrovarle,
per tutto quel tempo diviso fra due impulsi contrastanti: maledire la sfortuna perch Ellen si stava
raffreddando sempre di pi oppure ridere nel vedersi pronto a recitare il ruolo del grande seduttore
quando non riusciva nemmeno ad aprire la porta di casa. Opt per il compromesso del silenzio, trov le
chiavi nella sabbia e apr la porta. Ellen sgattaiol in soggiorno con un fiacco, tremulo gemito, lanci i
vestiti su una sedia e si accost al bruciatore, aprendo il cappotto.
David richiuse la porta e si guard intorno, quasi aspettandosi di vedere Marianna nella stanza.
Un condensato della scena che ne sarebbe seguita gli attravers la mente: Ellen che la vedeva anche lei,
scopriva chi era, veniva a sapere della sua relazione con suo marito. David fu scosso da un brivido. La
solita, vecchia cattiva coscienza, si disse. Attravers il tappeto, and al caminetto, accese diversi vecchi
giornali appallottolati, poi aggiunse legna fino a che le fiamme cominciarono a divampare
rumorosamente, scagliando scintille in tutte le direzioni. Fece un passo indietro, diede una rapida
occhiata al fuoco, poi si gir verso Ellen.
Stava ancora accanto al bruciatore. In piedi, a gambe larghe e con il cappotto aperto. Ti sei
scaldata? le chiese. La sua risposta fu un gemito di piacere.
Lo prendo come un s disse lui, dirigendosi verso la saletta da pranzo. Poi pass in cucina e
accese la luce. Prese un paio di bicchieri dall'armadietto sopra il lavello, tir fuori dal frigo la bottiglia
di Martini e torn in soggiorno.
Mentre versava il liquore guard Ellen, nuovamente compiaciuto di sentire nei lombi lo stimolo
rilassante del desiderio. La pelle delle cosce e della parte superiore del petto appariva di un bianco
latteo che contrastava con il nero del corsetto e delle calze. A braccia larghe, con il cappotto aperto, gli
occhi chiusi e il bacino proteso verso il bruciatore, Ellen gli sembr dannatamente eccitante. Sei uno
schianto le disse.
Lei sorrise.
Tieni. Le porse un bicchiere. Ellen apr gli occhi e lo guard. Per me? chiese. Sembrava
pi un gentile rifiuto che una semplice domanda. David sent che cominciava a irrigidirsi. Per
scaldarti le disse.
Be'... Ellen esit per qualche altro secondo, poi sorrise. Ve bene. Accett il bicchiere e
attese mentre lui versava il Martini per s.
David appoggi la bottiglia sul tavolino accanto al bruciatore e sollev il bicchiere. A noi?
disse, facendo un brindisi.
Ellen fece altrettanto e accost il bicchiere al suo. A noi.
Bevvero entrambi una sorsata ed Ellen fece una smorfia. Non so se riuscir mai ad abituarmi
al Martini disse.
David si fece coraggio e infil il braccio sinistro sotto il cappotto, all'altezza della vita. Si
sporse in avanti e bad la carne tiepida sotto i seni sentendo sulla nuca il calore prodotto dal bruciatore.
Poi si raddrizz e le sorrise. Adesso senti caldo le disse.
Appena appena. Ellen lo fiss negli occhi come in cerca di qualcosa.
Che c'? le domand.
Lei deglut, abbass lo sguardo, poi torn a rialzarlo. Tu mi ami, vero? gli chiese.
Ma certo, io...
Pensaci lo interruppe lei con un tono quasi spaventato. Prima di rispondere, pensaci.
David non cap se fu la paura o la determinazione che lo spinse a posare il bicchiere, ad
abbracciarla e a badarla. All'inizio Ellen si limit a lasciarlo fare, senza mostrare alcuna reazione, poi
lui sent che cominciava a rispondere e, prendendole il bicchiere dalla mano, lo depose accanto al suo.
Ellen fece scivolare le braccia attorno al collo del marito e lo tenne stretto mentre si badavano ancora.
Poi ritrasse la testa, respirando a fatica. Mi ami? gli chiese.
S.
Allora dillo.
David le afferr i capelli con la sinistra e la bad quasi con violenza. Ti amo disse,
meravigliandosi nel sentire la propria voce roca e tremante.
Tesoro. Ellen abbass le braccia e lasci cadere il cappotto. Amami disse in un sussurro.
David la bad a lungo, poi si ritrasse da lei, and verso il divano e lo spost davanti al
caminetto. Gett altra legna sul fuoco e torn di corsa da Ellen, accompagnandola attraverso la stanza.
Senza dire una parola lei si arrampic sul divano, soffiando quando sent il freddo dei cuscini. David
prese i bicchieri e, sistemandosi accanto a lei, gliene porse uno. Bevi le disse.
Obbediente, Ellen mand gi un sorso.
Tutto disse David.
Ellen sollev il bicchiere e lo trangugi fino all'ultima goccia, boccheggiando quando lo ebbe
finito. Per un attimo guard David, poi lanci bruscamente il bicchiere nel fuoco. Anche tu farfugli.
David si scol il liquore e scaravent il bicchiere accanto a quello di lei.
Senza mai lasciare i suoi occhi, Ellen si mise in ginocchio e si sistem a cavalcioni su di lui.
Sar com'era una volta disse. Com'era una volta. Si pieg all'indietro, tir gi la lampo del
corsetto fino in fondo e lo apr, poi lo prese e lo lasci cadere dietro di lei, sul fuoco, si prese i seni con
le mani a coppa e li sollev. Per te disse. Con amore.
David la strinse forte, premendo la faccia contro il suo petto. In quel momento sent una voce
perentoria nella mente. Voleva disperatamente perdersi in Ellen, dimenticando ogni cosa oltre il suo
amore per lei. Sei la mia vita... la mia vita mormor mentre le badava i seni.
Tesoro. Ellen pronunci la parola quasi singhiozzando e lui, sollevando lo sguardo, vide uno
scintillio di lacrime nei suoi occhi. Tremante, cominci a baciarla sulle labbra e sulle guance. Mio dio,
non permettere che la deluda, ti prego, non permetterlo! Inaspettatamente grugn, incapace di
controllarsi, rabbrividendo mentre prendeva quel grugnito per passione, invece che per ci che era. Con
le dita tremanti le apr i vestiti.  troppo! Sent di nuovo quella voce. Non poteva stare con lei, non
riusciva a fronteggiare la crescente eccitazione del suo bisogno. Si sent travolgere dal terrore.
Cominci a tremare, respirando in modo convulso come Ellen, ma per la paura invece che per la
passione. Si sentiva il corpo dilatato, febbricitante, eppure qualcosa lo tratteneva, bloccato e impotente,
consentendo al suo desiderio di crescere ma impedendogli di esprimersi... C'era qualcosa di profondo
dentro di lui, di freddo e velenoso, che aveva intrappolato i suoi organi vitali e non intendeva mollarli.
Ondate di nausea cominciarono ad assalirlo. La stanza cominci a inclinarsi e a deformarsi. La faccia di
Ellen divenne una gelatina pallida davanti ai suoi occhi. Sto male!, pens, colto da un subitaneo terrore.
Era pazzia, era ci che si provava quando la mente collassava. Attese che le urla gli si affollassero nella
gola.
Non giunsero. Improvvisamente fu tutto finito ed Ellen si abbandon contro di lui, ansimante,
con gli occhi chiusi. La vista e il senso dell'equilibrio si riversarono in lui, che si ritrov a fissare il
fuoco con la netta sensazione di non vederlo da chiss quanto tempo. Si sentiva come se si fosse
bruscamente ripreso da una perdita di coscienza. L'ultima volta che si era sentito cos era stato quando
era emerso dalle tenebre del pentotal che gli aveva somministrato un dentista. C'era quello stesso senso
di sconcertata ottusit, come se fosse stato vittima di una duplicazione. Oltre alla raggelante
consapevolezza che, al di l di qualche semplicissima gratificazione fisica, l'aveva delusa ancora una
volta, cos come aveva temuto.
Ellen si sollev lentamente e lo guard. Non ce l'hai fatta, vero? gli disse.
Lui deglut. S rispose. Un poco, all'inizio, ma non sono riuscito ad arrivare fino in fondo.
Oh.
Mi dispiace.
 tutto a posto.
David si sporse in avanti e la baci. Vorrei che l'avessimo fatto insieme le disse. Appoggi la
guancia sulla sua e chiuse gli occhi.  stato bellissimo aggiunse. Davvero. Proprio come una volta.
Non tent nemmeno di fingere con s stesso che lei gli credesse.
David giaceva inerte sulla schiena fissando l'oscurit. Ellen dormiva. Ascolt il suo respiro
lento e profondo. Almeno le aveva offerto una parvenza di sollievo fisico, pens. Non era molto, ma
era pur sempre qualcosa. Quanto a lui, il desiderio rimasto a met pulsava ancora in attesa di
soddisfazione.
Perch non aveva raggiunto la soddisfazione?, si domand di nuovo. Il loro rapporto era giunto
a un tale stato di impasse da far ribellare il suo corpo? Non sembrava esserci nessun'altra spiegazione
accettabile. Le circostanze erano state pi che favorevoli: il calore del fuoco, la luce tremolante, il
rilassamento quasi ipnotico dovuto all'alcol. Il comportamento di Ellen, il suo corpo sensuale. Che
altro poteva volere di pi?
Marianna, gli sugger la mente.
Si dimen appena, arrossendo. Devo dormire, si disse.
Erano a letto da ore, ma lui era ancora sveglissimo. O non riesco a tenere gli occhi aperti o non
riesco a chiuderli, pens disgustato. Rotol sul fianco destro e fiss la finestra dell'abbaino.
Ascolt con crescente irritazione le esplosioni soffocate della risacca in lontananza. Perch
qualcuno non spegne quel dannato rumore?, pens. Strinse i denti ed emise un respiro stremato.
Dov'era Marianna adesso? Rimuoveva la domanda, ma quella continuava a tornare. Non sapeva ancora
dove vivesse. Per un po' aveva creduto che potesse vivere in quella casa in cima alla scogliera, ma
l'incontro con la signora Brentwood aveva smontato quell'idea. E allora dove viveva? Ma che cavolo
di differenza fa?, si domand. Si sforz di svuotare la mente. Sonno, si disse, solo sonno.
Dopo un po' si drizz a sedere con un sospiro rumoroso. Ellen si mosse, poi piomb di nuovo
in un sonno pesante. David si alz, and verso la sedia a dondolo e si sedette sul bordo. Perch diavolo
lo faccio? Gi gli si stavano gelando i piedi, e la stoffa del pigiama diventava fredda sulla pelle. Perch
non se ne tornava a letto, al calduccio?
Invece infil la vestaglia e le pantofole e si mise a sedere accanto alla finestra, guardando fuori.
Sotto di lui il tettuccio argenteo della macchina scintillava alla luce della luna, ricordandogli quanto
doveva essere luminescente il pavimento dello studio sotto quella stessa luce.
E se in quel momento Marianna era proprio l, e lo stava aspettando?
David rabbrivid convulsamente. Avrebbero fatto meglio a tornarsene a casa la mattina
successiva: cominciava a sentirsi di nuovo debole. Aggrott le sopracciglia. Col cavolo che lo far, si
disse. Io me ne resto qui.
E se lei era proprio laggi? Non riusciva a liberarsi da quell'idea. Che avrebbe fatto se fosse
sceso nello studio e l'avesse trovata l? Sarebbe riuscito a respingerla? Nelle condizioni in cui sentiva?
Rabbrivid ripensando al corpo di Marianna, al modo in cui glielo aveva offerto. Si sent travolgere da
un'improvvisa ondata di cieco, irragionevole desiderio, e cerc di combatterlo alzandosi in piedi.
Rabbrivid di nuovo e torn a sedersi, scrutando dalla finestra e picchiettando le dita sulla panca.
Andiamo, andiamo, si disse; in relazione a che cosa, non ne aveva la minima idea. Volt la testa e
diede un'occhiata a Ellen, in qualche modo esasperato dal fatto che lei dormisse cos profondamente.
E va bene, pens tutto a un tratto, se l'ha fatto lei posso farlo anch'io. Si sarebbe vestito e
sarebbe andato a fare una passeggiata. Rimuovendo l'implicazione che aveva in mente, stabilire dove
viveva Marianna, si alz e and verso la sedia a dondolo, sciogliendo la cinta della vestaglia. Si vest in
tutta fretta, senza nemmeno tentare di farlo piano: una parte di lui, si rese conto, desiderava che Ellen si
svegliasse e lo distogliesse da quel proposito.
Lei non si svegli, non si mosse nemmeno. Vestito in meno di un minuto, David si diresse
verso il letto e vi rimase accanto, guardando sua moglie. Era troppo buio perch potesse vederla in
faccia: lei era solo un'ombra, un suono. Non voglio davvero andare, le disse nella mente. Per qualche
ragione aveva paura. Si volt di fretta e lasci la stanza. Adesso avrebbe indossato il giaccone da
campeggio e sarebbe andato a fare una passeggiata lungo la spiaggia. Verso dove?, lo pungol la sua
mente. David la ignor.
Giunto al pianerottolo un impulso lo spinse verso lo studio. Apr la porta ed entr. Incapace di
vedere alcunch si fece strada lungo il pavimento e apr una tenda. Dj-vu!, pens. Quell'istante gli
sembr un'incredibile replica di quello vissuto la notte prima, quando si era trovato l a guardare la
spiaggia illuminata dalla luna, l'infrangersi ribollente delle onde. Da quanto ricordava, anche allora la
bellezza della scena lo aveva lasciato depresso. L'unica differenza sembrava essere che questa volta era
lui che stava uscendo, e non Ellen.
Quando la porta si richiuse con uno scatto, per lui fu come cadere all'improvviso nell'acqua
gelida. Gir con un sussulto su s stesso, il pulsare del suo cuore come un pugno in pieno petto.
Sono tornata disse lei.
David fiss il suo profilo, immobile oltre la portata dei raggi della luna.
 tutta la notte che sono qui gli disse ancora. Ti stavo aspettando.
Qui? La voce di David si sentiva appena.
Ho cercato di tenermi lontana, ma non ci sono riuscita. Sono tornata e ho usato la chiave.
Lui deglut, cercando di riguadagnare il controllo. Quanto tempo fa? le chiese.
Ora non importa rispose lei. Lui osserv a disagio mentre Marianna attraversava lo studio e si
irrigid quando, dopo un attimo di esitazione, gli si strinse addosso facendo scivolare le mani dietro la
sua schiena. David prov di nuovo quell'attrazione magnetica. Tu mi vuoi, non  vero? mormor lei.
Ma non era una domanda.
Lo studio sembrava stranamente caldo, l'aria pesante e con una sorta di fragranza muschiata,
persistente. Adesso sei mio, non  vero? disse lei.
Io...
Lo sei?
David scosse la testa, incapace di parlare. Mentre guardava, muto e sgomento, Marianna fece un
passo indietro, sorridendo, e con languida grazia incroci le braccia all'altezza della vita e si sfil il
maglione. Lui trem quando lo lasci cadere a terra e prese a togliersi la camicia. La fiss in un
silenzio intorpidito, sapendo che non poteva andarsene. Lo sapeva anche Marianna. Si sganci il
reggiseno con un movimento volutamente prolungato, poi si pieg lentamente in avanti e lo lanci
lontano. Si raddrizz e rimase in piedi davanti a lui, pallida, voluttuosa, una bellezza incredibile
bagnata dalla luna. David mormor: Dio.
Marianna protese le braccia e lui vacill verso il suo abbraccio: i due corpi si avvinghiarono
mentre loro si baciavano con selvaggio trasporto. Marianna pieg la testa di lato e le sue labbra si
aprirono sotto quelle di David, che d'impulso le morse il collo. Mio! disse lei in un rantolo.
S.
Dillo, allora!
Tuo. La voce gli usc rauca, deformata dalla passione. Tuo!
Un freddo lancinante gli torse con violenza lo stomaco, facendolo urlare dal dolore.
Improvvisamente debole, si aggrapp a Marianna, ansimando. Che cosa...? farfugli.
Tesoro, tesoro.
Che c'?
Sei mio, adesso. Mio.
Che  stato? La sua era quasi una supplica.
Marianna sorrise e lo accompagn verso il divano.
Il nostro matrimonio rispose.
Sabato
Ellen abbass la parte informativa del New York Times e guard in fondo alla stanza: David
aveva appena disceso l'ultimo gradino e si era fermato l. Bene disse. Erano quasi le due del
pomeriggio.
Nel momentaneo silenzio fra i due sembr accendersi una sfida. Mi dispiace di aver dormito
fino a tardi disse lui. Cerc di darsi un tono spiccio e imperturbato, ma sembr solo stanco.
Non essere sciocco gli disse Ellen.  per questo che siamo qui.
Davvero? Poco manc che David formulasse la domanda a voce alta. Annu una volta e punt
verso la cucina, penosamente consapevole che la sua andatura sembrava quella di un vecchio.
Ellen fece per mettere via il giornale. Non alzarti le disse.
Non m'importa.
Prendo solo il caff le spieg.
Non hai fame?
No. La sola idea di mangiare gli faceva venire la nausea. Far colazione pi tardi.
Vorrai dire pranzo lo corresse lei.
Diciamo una via di mezzo. Rimase lui per primo colpito dal rancore che sentiva nella propria
voce: si ferm e guard sua moglie con un sorriso forzato. Dove hai trovato il giornale? le chiese.
In citt.
Sei stata in citt?
Ho avuto un sacco di tempo disse lei.
Lo stava stuzzicando volutamente? Torn a dirigersi verso la cucina. Attravers la saletta da
pranzo e apr la porta.
In cucina faceva freddo. David fu scosso da un brivido mentre versava un po' di caff in un
bricco e cominciava a riscaldarlo. Pens di prepararsi una fetta di pane imburrato, ma anche quello gli
suon ripugnante. Lo stomaco era teso come un tamburo, e c'era un principio di emicrania che gli
faceva pulsare la testa. Bevve un po' d'acqua dal lavandino, per la quarta volta da quando si era
svegliato.  come un dopo sbornia, pens, solo che difficilmente pu essere stata provocata dal
Martini. La sua sbronza aveva a che fare con la carne di Marianna. Il ricordo di quella allucinata
intossicazione lo fece rabbrividire.
Mise a fuoco la vista sul bricco e si accorse che il caff stava bollendo. Spense la fiamma, lo
vers in una tazza e depose il bricco nel lavello. L'involontario grugnito che emise mentre si sedeva lo
fece trasalire. Si appoggi pesantemente alla sedia, sentendosi il corpo pesante. E aveva dormito per
quasi dodici ore; poco meno di mezza giornata, Cristo santo. Scosse la testa con una smorfia. Stava
cadendo a pezzi. Un altro giorno cos e diventer un relitto da buttare, pens.
Strinse le dita gelate attorno alla tazza. Avrebbe fatto meglio a sedersi nell'altra stanza, dove era
pi caldo, ma non si mosse. Era come se avesse messo radici in cucina. Sospir e bevve un sorso di
caff. Anche alzare le braccia era una fatica superiore alle sue forze. Guard la tazza mentre
l'appoggiava. Era simile a quelle che avevano usato lui ed Ellen all'inizio del matrimonio. A quanto
ricordava, a quei tempi gli erano costate un quarto di dollaro l'una.
Tremava in modo convulso. Dio, questo posto  un frigorifero! Ancora non riusciva a spiegarsi
come lo studio senza termosifone gli sembrasse cos caldo quando lui e Marianna erano insieme.
Garantito, l vado a fuoco, pens amaramente; eppure...
Il pensiero rimase a met quando Ellen entr in cucina. Perch te ne stai seduto qui? gli
chiese. Fa freddo.
Lo so.
Doveva sembrare davvero pietoso, si disse. Il sorriso di Ellen era quasi sofferente. Gli appoggi
una mano sulla spalla e la strinse una volta. Siediti in soggiorno gli disse.
Va bene. David cerc di alzarsi in piedi senza tradire la fatica.
Non prendi altro? disse Ellen.
No.
Ti preparo volentieri un po' di uova e pancetta.
No, no, va bene cos. In effetti non mi sono ancora svegliato del tutto. Voglio dire, il mio
appetito non si  ancora svegliato del tutto, pens, guardingo. Consider l'idea di trasformare il
pensiero in parole. Siediti accanto a me disse, atterrito dalla stanchezza che sent nella propria voce.
Ellen esit. Ecco... Si guard intorno. C' rimasto un po' di caff?
Credo di s.
David la guard che sollevava la caffettiera e la scuoteva. Mentre si muoveva per prendere il
bricco, lui distolse lo sguardo. Ti aspetto fuori disse. Lei non rispose.
Si mise a sedere in una delle poltrone, con la schiena rivolta alla finestra. Abbass gli occhi
sulle mani che stringevano la tazza. La saletta da pranzo dal soffitto basso era buia, piena di ombre.
Guard da sopra la spalla verso la finestra, aggrottando la fronte. Un'altra giornata scintillante, pens.
Torn a voltare la testa emettendo un sospiro sconfortato.
Si guard di nuovo le mani, domandandosi dove fosse Marianna. Ancora a letto, a smaltire nel
sonno l'ultima dissolutezza della notte? Chiuse gli occhi. Semplicemente non poteva crederci, tutto qui.
Sapeva che era successo, eppure gli sembrava, come l'ultima volta, pi il ricordo di un brutto sogno
che di una cosa reale. E non era solo la coscienza afflitta dal rimorso in cerca di una scappatoia. Ci
che era successo era, alla lettera, incredibile. Marianna era un paradosso. Andava e veniva senza avere
la minima consistenza. David la conosceva dal punto di vista fisico, certo, la conosceva con tale brutale
incontinenza che il solo ricordo gli strozzava il respiro. Ma al di l di questo non c'era nulla. Sbatt le
palpebre, incredulo, nel rendersi conto che non ne conosceva nemmeno il cognome. Quando si era
presentata, gli era sembrato normale che lo facesse dicendogli solo il nome. Adesso, tutto a un tratto,
gli sembr irragionevole. Un solo nome, nessun indirizzo, quasi nessuna identit. Lo faceva sentire
ottuso, passivo.
Guard di lato quando giunse Ellen portando una tazza di caff. Vuoi dei dolci? gli chiese.
No, grazie.
Sedette di fronte a lui e si scambiarono qualche sorriso formale. Hai dormito bene? gli chiese.
S, grazie.
No, grazie. S, grazie. Da un momento all'altro, pens David, cominceremo a chiamarci signore
e signora Cooper. Ebbe un debole sussulto. Cosa?
Davvero? ripet lei.
Uh... non troppo bene. Stava per rispondere che aveva dormito come un sasso, ma giunse
alla conclusione che Ellen si sarebbe domandata come mai fosse cos stanco.
Mi dispiace disse Ellen. Ti sentivi male?
Un po'. Il vino a cena mi scombussola sempre.
Lei annu, tacque per alcuni secondi, poi disse: Se non ti senti bene...
Cosa?
Torna a letto.
David avrebbe approfittato al volo di quella proposta, se non lo avesse fatto indispettire. 
tutto a posto replic. Che ti piacerebbe fare oggi?, si sent domandare nella mente. Potremmo fare
quel picnic. Ma non tradusse quei pensieri in parole. Non aveva nessuna voglia di andare a fare un
picnic, e nemmeno di sapere che cosa volesse fare lei. Voleva solo tornarsene a letto e dormire un altro
po'. Voleva che Marianna lo raggiungesse a letto e...
Che ti prende? gli chiese Ellen mentre lui rabbrividiva.
Che intendi?
Stai tremando?
Qui dentro fa freddo. Bevve un sorso di caff. Mi vado a vestire disse. Si gratt la fronte e
fece un sorriso stiracchiato.
E adesso che c'? chiese di nuovo Ellen.
Lui la guard a occhi socchiusi. Come?
Hai anche mal di testa? Il tono di Ellen era formale.
Un po' rispose lui, guardingo.
Forse hai qualcosa che ti butta gi.
Forse.
Sei sempre stato soggetto all'influenza.
Sul serio? Sapeva quanto il suo tono suonasse ostile, ma non se ne preoccup.
Il sorriso di Ellen era remoto. Non  cos? La verit delle sue parole lo infastid ancora di pi.
Pare che questa conversazione non ci porti da nessuna parte disse.
Scusa.
David inal una boccata d'aria, in un gesto che voleva essere di riconciliazione, e la espulse
tremando. Sei in piedi da molto? le chiese, dicendo la prima cosa che gli pass per la mente.
Dalle otto rispose lei.
Significa sei ore lunghe lunghe, no?, si sent ribattere mentalmente. Annu, poi si mise a
sbadigliare senza riuscire a controllarsi.
Ancora stanco? chiese Ellen.
No, non sono stanco.
La faccia di lei era indecifrabile. Hai sbadigliato disse.
 vero. David tent di sorridere. Ogni tanto lo faccio.
Me ne sono accorta. Ellen fiss il caff con un'espressione vuota.
David sospir a fondo. Aveva la sensazione che non gli entrasse aria a sufficienza nei polmoni.
Aggrott la fronte quando si rese conto che aveva ancora bisogno di bere.
David, che c' che non va? chiese Ellen.
Niente. Si mosse a disagio sulla poltrona, sentendosi in trappola, e turbato. Ellen, mi sono
appena alzato. La sua espressione lo rese irritabile. D'accordo,  questa casa disse. Dovremmo
andarcene.
Che differenza fa un posto o un altro? chiese lei. Il problema siamo noi.
David prov un'improvvisa esplosione di paura. Non  cos disse.  questa casa.
Ellen scosse la testa. Non  la casa, e tu lo sai gli disse.  il nostro matrimonio. Chin il
capo. Quello che ne rimane. Adesso le sue mani si aggrappavano al tavolo, e le dita erano rigide,
esangui.
David sent i muscoli contrarsi. Devo passare il resto della mia vita in uno stato di penitenza?
chiese.
Ellen lo guard con aria di sfida. La penseresti nello stesso modo se fossi stata io, e non tu, ad
avere una relazione?
Un senso di irrealt sembr intorpidire la mente di David. Sapeva che lei stava parlando di Julia
ma, spaventosamente, tutto si adattava anche a quanto era successo con Marianna. Non  stata una
relazione disse. Mi ero convinto di volerla sposare.
E allora perch non l'hai fatto? Ellen stava ricacciando indietro le lacrime, quasi infuriata per
la debolezza che le aveva provocate.
Dobbiamo riparlarne ancora? chiese lui, sforzandosi di non lasciarsi trascinare dalla rabbia.
Devo dirtelo di nuovo? E va bene, lo far. Non volevo perdere ci che tu e io condividiamo.
E sarebbe...? chiese lei con voce esitante.
Tanto, Ellen. Se tu...
Ellen non lo lasci finire. Chiamala come ti pare disse.  stata una relazione.
No, non lo  stata scatt lui. Il nostro matrimonio stava cadendo a pezzi quando ho
conosciuto...
Lei lo interruppe di nuovo. Perch stava cadendo a pezzi. Perch?
Che differenza fa adesso?
Voglio sentirlo!
Conosci i motivi bene quanto me. Troppe ore al lavoro. Due figli piccoli. Poco tempo per stare
insieme. Le storie che avevamo alle spalle. Che importanza ha?
Questo significa vedere le cose con chiarezza disse lei, con il tono di voce che diventava
sempre pi duro.
Che vuoi dire?
Voglio dire che siamo quasi due estranei.
Oh, capisco. David riusciva appena a parlare. Immagino di essermi sbagliato in tutti questi
anni, pensando che fra noi ci fosse qualcosa in comune.
Oh! Ellen sussult, frustrata e impotente, poi si riprese. Ma certo che avevamo qualcosa in
comune disse, molto seria. Saremmo rimasti insieme per ventun anni se non ci fosse stato niente? Ma
non era sufficiente. Non siamo mai andati oltre la superficie. Adesso quella superficie sta diventando
sottile, e sotto non c' niente che ci tenga insieme. Non c' il cuore, David, non c' proprio. Io sto per
diventare nonna. Nonna, David. E non so nemmeno bene che cosa significhi essere una moglie.
David si sent come se fosse stato misteriosamente trasportato altrove, e al posto suo ci fosse
qualcun altro che ascoltava quelle parole. Riusciva a riflettere solo sul fatto che Ellen era preoccupata
all'idea di diventare nonna. Sapeva che era solo un frammento della verit, ma era tutto ci a cui
riusciva ad aggrapparsi in quel momento.
Lo sai come mi sento? gli chiese lei, fissandolo con uno sguardo accusatorio. Come una
moglie tradita. Per la seconda volta.
David era gi sconvolto di suo. Questo ulteriore colpo serv solo a contorcergli ancora di pi i
muscoli dello stomaco.
Lo so che non  vero disse lei.  solo che mi sento cos. Perch il modo in cui hai mantenuto
segreta la tua relazione  lo stesso che hai sempre usato per nasconderti a me. Io non ti conosco, David.
Non nel profondo. Sei dolce e gentile e anche... divertente, ma io non ti conosco. Magari  vero anche
il contrario, magari anch'io sono elusiva con te. Non vorrei esserlo, te lo giuro, ma forse lo sono... E
forse questo succede perch non mi hai mai offerto la possibilit di esprimere ci che provo davvero.
Forse ho ricacciato tutto indietro perch sapevo che non volevi sentirlo.
Non abbiamo mai discusso, David! Mai! Non delle cose importanti... quello che siamo, quello
che pensiamo di noi stessi, il nostro matrimonio. Il nostro rapporto  sempre stato come un... un
iceberg. Quella che se ne vede  solo la minima parte, per il resto  quasi tutto sott'acqua. Abbiamo
parlato tanto, ma senza mai dire veramente nulla, senza aver mai indagato o cercato a fondo. Non
abbiamo costruito un rapporto, ne abbiamo evitato uno. Abbiamo messo in scena la nostra vita
matrimoniale, invece di viverla. La voce cominciava a spezzarsi. Lo so che  odioso da parte mia
dirti tutte queste cose dopo ventun anni. Mi fa sentire male dirlo... io ho quarantadue anni, tu
quarantasei, e adesso lo sto dicendo per la prima volta. La prima volta, David.
Il silenzio che segu fu talmente pesante che David ebbe quasi la sensazione di esserne
schiacciato fisicamente. Gli sembrava che il suo corpo fosse un unico pezzo di vetro, fragile, pronto a
infrangersi se solo lui avesse fatto una mossa. La stanza gli appariva sghemba, sul punto di piegarsi. Da
un momento all'altro la poltrona su cui sedeva si sarebbe rovesciata e lui sarebbe caduto, spezzandosi
in una miriade di frammenti. Ellen, aiutami. In qualche recesso della sua mente vuota e istupidita c'era
una voce che implorava.
Ellen chiuse gli occhi all'improvviso, cercando di ricacciare indietro le lacrime che gi le
rigavano le guance. Se le asciug. Mi dispiace disse. Ti chiedo scusa. Non  stato molto bello da
parte mia aggredirti in questo modo quando ti sei appena svegliato. Respir a fondo, scossa da un
tremito. Non volevo farlo aggiunse. Non volevo che andasse a finire cos.
David annu, mormorando: Capisco. Ma non capiva. Si sentiva del tutto disorientato, sciolto
dai suoi ormeggi, con la mente alla deriva travolta da mulinelli di confusione. L'unico pensiero che
riusciva a trattenere, perch lo spaventava a morte, era che, pur senza sapere niente di Marianna, Ellen
aveva in qualche modo avvertito la sua esistenza.
Tutto il resto non riusciva ad affrontarlo. Era troppo grande, troppo schiacciante. Da che parte si
cominciava per recuperare una relazione lunga ventun anni?
L'intera casa sembrava mortalmente silenziosa. L'unico suono era il lontano, incessante fragore
delle onde che colpivano la spiaggia. David ed Ellen sedavano muti, congelati nel loro privato
isolamento. Non c' pi niente da dire, continuava a ripetere il cervello di David. Lui sapeva che non
era cos, che era vero l'opposto. C'era cos tanto di cui parlare, per, che non si sapeva da dove
cominciare. Le cose si erano spinte troppo in l.
Bene disse. La voce era tranquilla, passiva. Date le circostanze non ha molto senso chiederti
che cosa vuoi fare oggi. O domani o... Non riusc a finire e si appoggi stancamente contro lo
schienale della poltrona. Un viaggio di cinque chilometri per recuperare il loro matrimonio, pens, e in
pochi giorni era crollato tutto. Deglut, sentendo freddo e sentendosi male. Sembrava impossibile. Ma
forse era una cosa che non si sarebbe potuta evitare comunque. Forse Marianna aveva semplicemente
affrettato ci che era in ogni caso destinato a succedere.
Guard su, trasalendo, mentre Ellen si alzava e si dirigeva verso il soggiorno. Vado a fare una
passeggiata disse.
Lui annu, anche se sapeva che lei non poteva vederlo. La segu con lo sguardo, la vide prendere
da una sedia il giaccone pesante e infilarselo. Fece per uscire dalla porta, poi si blocc e lo guard con
aria inespressiva, e soltanto gli occhi che mostravano dolore.
L'ho messa gi un po' troppo dura, temo disse. Non  che non abbiamo avuto una vita felice
insieme. O che tu non sei stato un buon marito.  solo che... ecco, adesso stiamo invecchiando. I figli
hanno le loro vite, rimaniamo solo tu e io. Dovrebbe esserci qualcosa nel nostro matrimonio che ci
sostiene... qualcosa che ci accompagni in questi anni difficili. Scosse la testa. E a me sembra che
non ci sia disse in tono infelice. Credo che ci sar un'altra Julia. Si affrett verso la porta e usc.
David se ne rimase seduto, immobile, come paralizzato. Mi sta lasciando, pens. Tese le
orecchie, aspettandosi di sentire il rumore della macchina che veniva messa in moto, poi si rese conto
che la chiave era nella tasca dei suoi pantaloni, al piano di sopra. E allora dove stava andando? A fare
una passeggiata, aveva detto. Ma lui non riusciva a convincersi che sarebbe tornata.
Svuot la mente con uno sforzo di volont e si alz, osservando i propri movimenti come se
fossero quelli di qualcun altro mentre apriva la porta della cucina, andava fino al lavello e si riempiva
un bicchiere d'acqua. Mentre beveva vide Ellen dalla finestra. Stava camminando lungo la spiaggia,
nella direzione opposta rispetto alla scogliera. La osserv mentre si allontanava, con la sua figura che
diventava sempre pi piccola fino a ridursi a un puntolino che poteva quasi stringere fra il pollice e
l'indice. A quel punto distolse lo sguardo.
Torn in soggiorno e sedette sul divano afferrando la grossa copia del Times e mettendosela in
grembo. Ellen aveva spostato il divano nella sua posizione originale. David faticava a ricordare di
essere stato lui a spingerlo verso il caminetto, e di averci fatto l'amore sopra con Ellen. Quei momenti
gli sembravano lontanissimi, ed era incredibile pensare che fosse appena la notte prima. Da quando
erano giunti a Logan Beach il tempo si era rarefatto in modo grottesco. Il momento del loro arrivo gli
appariva come un passato remoto, e la vita a Sherman Oaks aveva tutti i contorni di un sogno che non
si ricorda.
David sospir e sfogli la prima pagina del giornale, alla sezione notizie, fissando le parole
senza vederle. Non abbiamo mai discusso di niente?, pens. Come faceva ad affermare una cosa del
genere? Avevano parlato delle loro famiglie, dei figli, del suo lavoro e delle sue aspirazioni, di quelle di
lei, della vita in generale: di cos tante cose che non riusciva nemmeno a elencarle. Nessuna che
andasse oltre la superficie, per, lo aggred il pensiero.
Fu scosso da un brivido. Per un momento si sent terrorizzato e perduto. Poi la paura cess, e
l'unica cosa di cui fu consapevole fu il desiderio di Marianna. Perch no?, si disse. Doveva passare il
resto della sua vita in una inutile disperazione insieme a Ellen? Al diavolo tutto! farfugli
allontanando con violenza il giornale, che vol in tutte le direzioni.
Rabbrivid di nuovo fissando l'assortimento di pagine sul pavimento. Che c'era in lui che non
andava? Scosse la testa come se dovesse riprendersi da un colpo. Ancora la cattiva coscienza, pens.
Annu, pieno di rancore. Perdio, stava male e non ne poteva pi di sentirsi in colpa. Ricord la morsa
gelida allo stomaco la sera prima, quando aveva detto a Marianna che era suo. Perch non avrebbe
dovuto dirglielo? Perch non doveva essere suo? Anche se in seguito lei gli aveva detto che scherzava,
quando aveva parlato di matrimonio, perch non poteva essercene uno?
Si rimise in piedi, barcollando, e si avvi verso le scale. Si sarebbe vestito, avrebbe scoperto
dove viveva Marianna, le avrebbe detto che...
Ebbe un sussulto quando qualcuno buss alla porta. Marianna! Ma perch avrebbe dovuto
bussare? Le altre volte era sempre entrata senza chiedere permesso.
Forse la porta era chiusa a chiave e lei si era dimenticata la sua, ipotizz mentre attraversava il
soggiorno. Aveva aspettato sulla spiaggia, aveva visto Ellen che se ne andava? David raggiunse la
porta e scopr che era effettivamente chiusa a chiave. Gir la serratura e apr.
La signora Brentwood gli restitu il sorriso. Buon pomeriggio.
Buon pomeriggio. La osserv. Indossava una gonna di tweed e una giacca di pelle chiusa
sulla vita da una cinta, e una sciarpa di seta bianca attorno al collo. Le guance erano arrossate dal vento.
Come va? gli chiese.
Bene. Il suo tono era indeciso. Accett la mano protesa della donna e la strinse una volta.
Posso entrare?
David trasal. Certo, naturalmente. Mi scusi, ero soprappensiero. Si spost di lato. La prego,
si accomodi. Colse la fragranza del suo profumo non appena mise piede in casa. Richiuse la porta e si
gir a guardarla, temendo che fosse venuta a dirgli di aver visto Marianna che entrava e usciva. In
questo momento mia moglie non c' disse.
Lo so disse lei. L'ho vista andar via.
David si impose un sorriso. Adesso era sicuro che fosse venuta per parlare di Marianna.
Dovrebbe tornare presto disse.
Senza replicare, la signora Brentwood diede un'occhiata alla stanza come se cercasse qualcosa.
David cominci ad avvertire un certo disagio. Pensava forse che lui avesse nascosto Marianna in un
ripostiglio o dietro una poltrona?
Vuole accomodarsi... cominci.
Sto bene cos disse lei. Gli sorrise. Allora continu. Come vi trovate in questa casa?
David adott un comportamento guardingo. Anche se quella donna sapeva qualcosa, non
avrebbe lasciato che la verificasse grazie a lui. Bene rispose.  molto piacevole.
S disse lei, guardandosi intorno di nuovo. Una guerra di nervi?, si domand David. Si
costrinse a sorridere mentre lei lo fissava. Non gliel'ho chiesto ieri sera disse.
Non mi  sembrato opportuno, ma ha gi visto il suo fantasma?
Il sorriso di David si fece leggermente interrogativo. Il suo che cosa? chiese. Non era sicuro
di aver sentito bene.
Il suo fantasma.
David sbatt le palpebre. Allora avevo sentito bene.
Dunque non lo ha visto?
David gesticol in direzione del soggiorno, sorpreso quando si accorse che gli tremava la mano.
Qui? chiese.
Lei non rispose subito, limitandosi a guardarlo con aria assorta. Alla fine annu. Qui disse.
David ebbe voglia di deglutire, ma decise che non doveva permettersi una reazione cos
rivelatrice. Ecco... disse  affascinante. Si domand perch la cosa lo facesse sentire tanto a
disagio. Avrebbe dovuto parlarcene ieri sera.
Non volevo che sua moglie lo sapesse disse la donna.
Lui sent i muscoli dello stomaco che si agitavano. Perch?
Anche questa volta la signora Brentwood non rispose, e si limit a fissarlo con gli occhi che non
battevano ciglio. In qualche modo lo spaventarono. Il fantasma di chi? si sent chiedere.
Allora ci crede?
Lui rise maldestramente. Be'... disse gesticolando, come se colto alla sprovvista. Non la
conosco abbastanza per sostenere che si sta inventando tutto.
Gli occhi della donna rimasero fissi nei suoi. Il fantasma  quello di una giovane donna disse.
David la guard con aria imbambolata.
Non vuole sapere come si chiama? chiese lei.
Si chiama Marianna, non  vero?, pens David, sbalordito per l'accettazione cos repentina di
quell'idea. Come si chiama? domand.
Marianna.
Oh. Lui annu, mentre due cose gli si presentavano all'improvviso ben chiare nella mente.
Uno, che i fantasmi non esistono. Due, che non aveva nessuna intenzione di rivelare alcunch alla
signora Brentwood. Rafforzato da quella doppia certezza, disse:  un bel nome.
Non l'ha mai sentito prima?
Be', non in relazione a...
E non l'ha vista?
Signora Brentwood... David gesticol e sorrise, educatamente scettico. No, non l'ho vista.
Il suo sorriso si fece pi provocatorio. Delusa?
S disse la donna. Da lei.
David si tese involontariamente. Temo di non capire.
Infatti non capisce.
Non capisco. Stavolta il tono fu un po' pi aggressivo. Magari me lo pu spiegare lei.
Il sorriso della donna, bench con un accenno di derisione, sembrava abbastanza sincero da
essere disarmante. No disse. Non c' niente da spiegare. Se non l'ha vista non l'ha vista. Si guard
ancora intorno, poi torn a fissare lui. Meglio per lei che non l'abbia vista continu. Se succedesse
si accorgerebbe che  piuttosto spiacevole.
Perch,  brutta? Cos andava meglio: una battuta leggera, priva di coinvolgimento.
La signora Brentwood sembr divertita. Brutta? ripet. Tutto il contrario.  la donna pi
bella che abbia mai visto.
Allora lei l'ha vista. David cerc di sembrare interessato.
Lo sguardo di lei parve leggergli dentro, ma con un curioso distacco. Altrimenti come farei a
sapere di lei? disse.
Da quanto mi ha detto ieri sera ho ricavato l'impressione che lei sapesse molto poco della
villetta. Adesso il tono di David era apertamente di sfida.
La signora Brentwood sorrise. So abbastanza disse.
David simul disinteresse.
La vedo mentre passeggio disse lei. Mi osserva.
Qualcosa di perverso nel suo tono spinse David a guardarla con pi attenzione: sentiva di aver
trovato una chiave. Da dove? le chiese.
Dallo studio.
David annu. E lei  l'unica ad averla vista?
Il sorriso della signora Brentwood fu freddo e distaccato. Signor Cooper, ho sessantasette
anni disse. E devo ancora avere la mia prima allucinazione.
David si irrigid. Dunque non ha nessun dubbio che questa... questa...
Marianna gli venne in soccorso lei, ma con l'aria di dirgli: Andiamo, il suo nome non ti 
nuovo.
S disse lui. E lei sa che  un fantasma.
La donna rispose con un altro sorriso.
D'accordo disse David, accondiscendente. Sar prevedibile e le rivolgo la domanda: come
lo sa?
Per la semplice ragione, signor Cooper, che  morta alcuni anni fa.
David non riusc a impedirsi di rabbrividire.
Sembra turbato disse lei.
Ecco... Riusc a imporsi un sorriso tirato. Non capita tutti i giorni... Voleva che lei se ne
andasse, ma nello stesso tempo non se la sentiva di congedarla; a questo punto voleva sentire tutto. 
stata testimone della sua morte? le chiese.
L'ho vista pi tardi rispose la donna. David attese, con lo sguardo sempre fisso su di lei.
Cio, ho visto il suo cadavere aggiunse la signora Brentwood.
Lui fu scosso da un altro brivido, ancora pi forte.
Lei l'ha vista, vero? gli disse la donna.
Cosa? David aggrott la fronte. Le ho gi detto...
So quello che mi ha detto lo interruppe lei. E so anche ci che vedo.
Che vede? Il suo sforzo di sembrare semplicemente incuriosito non ebbe successo.
La sua faccia ripose lei. David si tese quando gli appoggi una mano sul braccio. Lasci la
casa, signor Cooper disse la donna.
Che intendeva dire a proposito della mia faccia?
La signora Brentwood ritrasse la mano con un sospiro. Molto bene, allora, diciamo che non
l'ha vista... cominci.
Signora Brentwood...
D'accordo, non l'ha vista e basta. Gli pass in rassegna la faccia. Sfortunatamente, che
l'abbia vista o no,  stato esposto a lei. E ha sofferto la sua presenza.
Tutto a un tratto David si sent privo di ogni logica, indifeso. Che significa? chiese.
Significa che il suo viso rivela un terribile esaurimento rispose lei. Un esaurimento
provocato dal suo attacco psichico.
David si sforz di recuperare la razionalit. Temo che suoni un po' assurdo disse.
Lei  esausto, vero? gli disse la donna. Lei dorme molto. Ha una sete spaventosa che non
riesce a soddisfare. Si sente il plesso solare pesante e indolenzito. La prego, non si affanni a negarlo.
Non sono qui per discutere, solo per convincerla a lasciare questa casa.
Le parole della signora Brentwood avevano agito su di lui come il bisturi di un chirurgo,
recidendo ci che rimaneva della sua sicurezza. Il fatto che sapesse tutte quelle cose lo atterriva.
Ancora faticava ad accettare l'idea dei fantasmi - un argomento che aveva sempre suscitato in lui uno
scetticismo divertito - ma non riusciva a liberarsi da una raggelante sensazione di paura.
Se ne andr? gli chiese lei. Non c' bisogno di parlarne con sua moglie, se  questo che la
preoccupa. Si inventi qualche altra scusa per andarvene.
Malgrado le sue condizioni tutt'altro che ideali, David trov in quelle parole un che di
crudelmente spiritoso. In quel momento convincere Ellen a partire non era proprio il primo dei suoi
problemi.
C' una piccola locanda, a diversi chilometri lungo la spiaggia disse la signora Brentwood.
Molto carina e pulita. Conosco il proprietario; se vuole posso telefonargli. In ogni caso le suggerisco
di andarci. Sond ancora una volta il suo sguardo. Immediatamente.
David la guard senza dire nulla.
Appena avr lasciato questo posto disse la donna prover un gran senso di pace.
Capisco fu tutto ci che riusc a dire lui.
Spero che capisca davvero, signor Cooper. Sono certa che si fa un vanto di essere un uomo
intelligente. Sono certa che lei  abituato a cercare prove concrete. Non lasci che questo le accechi la
vista. Per quanto tutto possa sembrarle illogico, lasci che il suo intuito abbia la meglio... che sia lui a
prestare credito a me, se non lo fa la sua mente. Ci sar tempo in seguito per approfondire i fatti.
Afferr di nuovo il suo braccio, stringendo le dita. Adesso una sola cosa  importante disse. Che
lasci questa casa.
David deglut a fatica, perch si sentiva la gola secca. Sono il primo a cui dice queste parole?
le domand, in cerca di una risposta.
Assolutamente no rispose lei. Senza entrare in particolari, negli anni passati ho fatto di tutto
perch questa casa non venisse affittata. Mi sono comportata come una rompiscatole, temo... ma per
una buona causa, signor Cooper...
Credevo che non le interessasse chi abitava in questa...
Signor Cooper lo interruppe la donna. Quello  stato ieri sera. Questo  adesso. Mi stia a
sentire. Grazie ai miei sforzi, in molti anni qui c' stata pochissima gente... e solo uno di loro 
stato...
Cosa? domand David quando divenne chiaro che lei non aveva intenzione di continuare.
Io non... La signora Brentwood si fece forza. No aggiunse poi.  giusto che lei sappia. Si
tratta di un giovane che ha vissuto qui un'estate. Contrariamente ai miei consigli  rimasto per quasi
quattro mesi.
E...?
Si  reso necessario allontanarlo con la forza.  stato ricoverato in un ospedale psichiatrico.
David sent una vena pulsargli sulla tempia destra.
Credo che sia rimasto vittima dell'influenza di Marianna continu la donna. E che sia stato
posseduto da lei.
David si irrigid. Posseduto?
Invasato spieg lei. Marianna dominava la sua mente.
David strinse i denti. Non  vero, si disse. Non se la sarebbe bevuta. Una volta da solo avrebbe
sistemato tutto.
Vede, Marianna  uno di quegli spiriti definiti terreni gli spieg la signora Brentwood.
Probabilmente la forza psichica pi insidiosa a cui l'uomo possa essere soggetto. Perch, anche se non
sono vivi, gli spiriti terreni scelgono di stabilirsi insieme ai vivi, tentando di controllarli e di servirsi di
loro. Rifiutano l'aldil, portati come sono a credere - anzi, in molti casi, del tutto convinti - di essere
ancora vivi, e che nulla  cambiato.
Come fa a sapere tutte queste cose? le chiese David.
Dopo aver finalmente accettato l'esistenza di Marianna, rispose lei e le assicuro che mi ci 
voluto un bel po' di tempo, cos come ce ne vorr a lei, mi sono presa l'impegno di sapere. Per
proteggere coloro a cui poteva capitare di abitare in questa casa.
Perch mai doveva prendersi la briga di proteggerli?
Il sorriso della signora Brentwood fu quasi sofferente. Perch un essere umano si prende la
briga di proteggerne un altro? gli chiese.
Mi dispiace disse lui, senza essere del tutto sicuro che gli dispiacesse davvero.
La signora Brentwood si guard intorno con una specie di smorfia sulle labbra. Adesso devo
andare disse. Non mi piace stare in questa casa. Si costrinse a sorridere. Arrivederci, signor
Cooper. Quando si trover alla locanda, venga a trovarmi.
La prima impressione di David dopo che la porta si fu richiusa con un tonfo fu quella di
risvegliarsi come da un sogno che lo aveva lasciato frastornato. Chiuse gli occhi, poi li riapr. Era stata
davvero l la signora Brentwood? Aveva davvero detto quelle cose che adesso gli affollavano la mente?
Si sentiva oppresso da un senso di irrealt, e non sapeva da che parte stare. Non era abbastanza per
rifiutare tutto. Non quando l'evidenza dei fatti sembrava travolgerlo.
Il modo in cui aveva conosciuto Marianna. Il modo in cui ogni volta giungeva a lui, sempre lo
stesso: abbigliamento estivo in pieno inverno. Piedi nudi, sandali. Quando lui usciva fuori lo faceva
sempre con abiti pesanti e scarpe. Se lei viveva veramente sulla spiaggia, come faceva a non sentire
freddo, con quei vestiti cos leggeri? Il che lo portava a un'altra considerazione: non l'aveva mai vista
all'esterno e non aveva mai trovato la cosiddetta casa lungo la spiaggia'.
E perch si trovavano sempre al buio o in penombra? L'unica occasione in cui l'aveva vista
quasi alla luce del giorno era stata il giorno precedente, quando Marianna era entrata dalla porta e poi -
dietro sua insistenza - erano saliti nello studio, dove non c'era luce. Quella strana sensazione allo
stomaco, la sua innaturale spossatezza. Come l'aveva chiamata la signora Brentwood? Esaurimento
psichico? Quella spaventosa morsa allo stomaco la notte prima! Il nostro matrimonio.
Oh, mio dio farfugli, colto da un repentino, terrorizzato senso di repulsione.
Ebbe un brivido, ma subito reag. Stronzate! disse rabbiosamente. Si stava comportando
come un credulone senza cervello. Potevano esistere infinite spiegazioni pi che legittime. La signora
Brentwood era stata cos dannatamente melodrammatica da fargli perdere del tutto il senso della
misura, e da tenerlo inchiodato l; non aveva mai usato il cervello, nemmeno una volta. Erano stati i
suoi occhi, decise.
Be', adesso quegli occhi se n'erano andati... e le contraddizioni cominciavano a venir fuori.
Un fantasma con un corpo di carne calda? Un fantasma con cui si poteva fare l'amore? Un
fantasma con dei vestiti addosso, costretto poi a toglierseli? Un fantasma in possesso di una catena con
un medaglione che lui poteva tenere in tasca per tutta la notte? Passava forse attraverso le pareti?
Evaporava? No, non lo faceva. Usava le porte come chiunque. Saliva le scale producendo un rumore di
passi piuttosto udibile. Respirava, Cristo!
David emise un suono disgustato. Come aveva fatto presto la signora Brentwood a ingannarlo.
Perch lo avesse fatto, lui non lo sapeva, e non sapeva nemmeno come si fosse accorta che era stanco e
assetato, e che gli dolevano i muscoli dello stomaco. Era sicuro che ci fosse pi di una spiegazione.
Magari aveva tirato a indovinare. No, era improbabile. Meglio attenersi ai fatti. Aveva notato che lui
non lasciava quasi mai la casa, aveva visto il modo in cui camminava, l'aspetto che aveva, ed era
giunta alla conclusione, abbastanza logica, che fosse stanco. Aveva visto Marianna entrare e poi
andarsene. Da questo era ovvio dedurre che gli avrebbero fatto male i muscoli dello stomaco, che
sarebbe stato stanco e assetato. Soprattutto se Marianna si portava appresso una certa reputazione.
E a proposito di fatti, David si rese conto all'improvviso che la signora Brentwood era stata
piuttosto avara nel fornirgliene. Senza entrare in particolari, aveva detto. Quello sembrava il succo del
suo approccio. In sostanza gli aveva semplicemente raccontato che Marianna era il fantasma di una
ragazza morta anni prima, nient'altro. In quale anno? Come? E perch? Chi era il giovane che a quanto
sembrava aveva perso la ragione in quella casa? Quando era successo? Dove lo avevano ricoverato? Si
trovava ancora l? E perch solo gli uomini dovevano essere vittime della volont di Marianna? Che
cosa aveva fatto la signora Brentwood per evitare che la casa venisse affittata? Aveva parlato con il
titolare dell'agenzia? Con il proprietario? Aveva tentato di farla dichiarare inagibile?
Non gli aveva fornito spiegazioni per nessuno di questi fatti... non gli aveva fornito una data,
un nome, una ragione. Al contrario, gli aveva fornito solo dramma e mistero. David non aveva la
minima idea del perch lo avesse fatto o di quale fosse la verit... ma un'idea ce l'aveva chiara:
Marianna non poteva essere un fantasma. Era certo che la signora Brentwood gli avesse mentito.
Perch non se ne era reso conto in quel momento? Quant'era vero iddio, roba del genere l'aveva vista
tante di quelle volte alla televisione o nei filmacci di serie B. Ormai sarebbe dovuto esserne immune.
Perch non lo era?
La risposta era semplice, naturalmente. Non era automatico che uno applicasse nella vita i
criteri di giudizio che esercitava nel giudicare un'opera flmica. Se avesse assistito sullo schermo alla
recita della signora Brentwood l'avrebbe smascherata subito. Invece se l'era trovata davanti in carne e
ossa... una donna reale che pronunciava parole reali. O che almeno a lui erano sembrate reali.
A quale altra conclusione poteva giungere? Quante volte, nella sua vita, aveva incontrato
qualcuno cos abile nel mentire da convincerlo che stesse dicendo la verit? L'ultimo che ricordava era
un ragazzo conosciuto al liceo, bravissimo nel raccontargli balle sulle sue conquiste femminili. Se l'era
bevuta quella volta e se l'era bevuta adesso; l'unica differenza era che la sua credulit, in quest'ultimo
caso, era durata di meno. Non che per questo si sentisse particolarmente stupido. Era normale partire
dall'ipotesi che la gente dicesse la verit quando parlava. Non era il segno di un'attitudine a un ingenuo
ottimismo, ma semplicemente un presupposto ragionevole... e di fondo accettabile.
Un presupposto che veniva meno solo quando ci si imbatteva in una persona come la signora
Brentwood. David sapeva, specialmente adesso, che era suscettibile di creare, per omissione -
argomenti evitati, discussioni sfiorate - un'atmosfera di parziale raggiro. Ma lui non aveva mai creato
una struttura di menzogne deliberate per approfittarsi di Ellen, o di chiunque altro; e non era nemmeno
capace di capire fino in fondo qualcuno che facesse a lui una cosa del genere.
Il fatto che in teoria la signora Brentwood potesse davvero credere a quello che aveva detto
serviva solo a rendergli pi inquietante il problema. A giudicarla dal di fuori sembrava sana di mente
quanto lui. Di certo un'occasionale stranezza negli occhi o un fuggevole tremito rivelatore nella voce
non erano sufficienti a suggerire l'idea di anormalit.
Eppure era pi semplice accettare una cosa del genere, che l'idea dei fantasmi. Quest'ultimo era
un concetto che lui non era disposto a prendere per buono: offendeva e sfidava ogni logica in cui
credeva. Poteva anche cambiare atteggiamento mentale e prendere in considerazione l'ipotesi che la
signora Brentwood fosse pazza, ma non ammetteva il concetto della vita dopo la morte. Se solo avesse
avuto a disposizione qualche fatto sul quale costruire quel nuovo atteggiamento, qualcosa di tangibile
che gli servisse da pietra angolare. Un solo fatto.
Quasi in risposta, David si sent attrarre la vista dal quadro appeso sopra il caminetto. Il quadro,
pens. D'improvviso fece schioccare le dita, si gir e corse verso la scala, salendo i gradini due a due.
Ecco un fatto che poteva accertare!
Entr nello studio e si mosse lungo la parete orientale cercando il profilo della porta, con le
tende aperte che lasciavano entrare luce a sufficienza per vedere. Dopo diversi minuti trov le fessure
parallele e fece scorrere le dita su e gi lungo quella di destra, come aveva fatto Marianna. Individuato
il fermaglio lo premette e la porta si socchiuse di scatto. La apr del tutto ed entr. Mentre entrava fece
una smorfia all'odore, un miscuglio di polvere, umidit e muffa. La notte di gioved non gli aveva dato
fastidio: era incredibile quanto potesse fare l'eccitazione della novit.
Respirando dalla bocca si diresse verso il quadro e lo port in una zona dove c'era un po' pi di
luce. La delusione gli fece aggrottare la fronte. Questa volta il quadro non aveva il minimo fascino.
Non che fosse brutto, ma adesso gli appariva evidente che il pittore aveva completamente fallito nel
catturare la bellezza di Marianna.
Fece scorrere la punta di un dito sulla superficie: era ricoperta da una patina di polvere
grigiastra. Guardando pi da vicino riusc a distinguere un reticolo di minuscole crepe nel dipinto.
Anche considerando l'alto tasso di umidit e l'accumulo di polvere, era difficile capire come un quadro
potesse invecchiare in modo cos radicale nello spazio di pochi mesi. Deglut e rimosse la polvere
nell'angolo inferiore destro. Si vedevano le lettere L.T., e sotto una data scritta in numeri. David si
avvicin ancora di pi, socchiudendo gli occhi. 7-10... Strofin la tela, poi ritrasse improvvisamente la
mano con un rantolo soffocato.
L'ultimo numero era 37.
David?
Rantol di nuovo, e si volt cos di scatto che per poco non cadde. Piegato nel buio fiss a
bocca aperta il profilo di Marianna che si stagliava sulla soglia, sentendosi riempire da un'ondata di
raggelante paura, una paura allo stato primordiale. Braccia e gambe erano come gelate, bloccate. Non
riusciva a pensare.
Ho dovuto aspettare finch non se ne fosse andata gli disse. Altrimenti... si interruppe, poi
mormor: David?
Lui non aveva lingua. La sua mente lottava per tornare a funzionare.
Che c'? Adesso Marianna sembrava preoccupata. Stai bene?
David si riemp i polmoni dell'aria fetida di quel magazzino. Torna... farfugli.
Cosa?
Lui deglut a fatica. Torna indietro disse. Non riconobbe la sua voce.
Marianna rimase immobile, in silenzio, per un po': cinque secondi? Dieci? David non ne aveva
idea. Alla fine indietreggi. David attese finch non ci fu uno spazio di parecchi metri fra lei e la soglia,
poi si fece forza sulle gambe tremanti e and verso lo studio. Sentendosi improvvisamente debolissimo,
si appoggi alla parete.
David, che c'? chiese lei.
Lui scosse la testa fiaccamente. Perch mi appari cos?, sent che si domandava la sua mente.
Per adesso c'era luce. Non si trovavano al buio e Marianna era davanti a lui, palesemente corporea. La
convinzione andava e veniva nella sua testa.
Che ti ha detto?
Lui trasal. Cosa?
Che ti ha detto di me?
David si fece coraggio. Perch quel... Gli manc di nuovo la voce. Ingurgit aria in modo
convulso. Perch quel quadro  datato 1937?
Allora  cos. Il sorriso di Marianna era duro, amareggiato. Ti ha detto che sono un
fantasma.
Lui la guard terrorizzato; la sua mente torn a fare retromarcia.
Non  vero?
Be'... David non riusciva a formulare un pensiero. Come un macchinario inceppato il suo
cervello continuava a tentare inutilmente di funzionare, emettendo solo cigolii.
Marianna si spost in direzione del divano. Vi si accomod, all'ombra della tenda, e fiss la
stanza. David la guard sconcertato.
Speravo... cominci lei.
David attese. Cosa? chiese poi alla fine.
Marianna si gir verso di lui. Di non dovertelo dire.
Dire...?
Marianna sospir. Vieni a sederti vicino a me.
David non si mosse, e dopo diversi secondi Marianna distolse di nuovo lo sguardo. Le hai
creduto, a ogni sua parola disse.
Marianna... David chiam a raccolta tutta l'aria che poteva. Mi stai dicendo che...
...Che non sono ci che ha detto? Scosse la testa, scoraggiata. David, devo dirtelo io?
Marianna, non le ho creduto, nemmeno un po'. Pensi che potrei dar credito a una cosa del
genere? Per quel quadro  datato 1937. Dimmi perch.
Perch quello  l'anno in cui  stato dipinto.
David si sent la testa che turbinava di nuovo. Il tuo ritratto? le chiese.
Ho ventitr anni, David.
Ma... mi hai detto...
Ti stavo prendendo in giro.
Perch?
Non ti conoscevo. Marianna scroll le spalle. Non ero sicura di volerti conoscere.
David sent i muscoli del petto e delle braccia che cominciavano a distendersi. E Terry
Lawrence? domand.
Che vuoi sapere di lui?
L'hai conosciuto l'estate scorsa?
S.
Quanti anni ha?
Ventisette.
Marianna...! David la fulmin con lo sguardo, infuriato e sconcertato. Come fa ad avere
ventisette anni? Per l'amor del cielo, potrebbe avere un figlio di quell'et!
L'espressione di lei era tollerante. S, potrebbe disse.
Oh, per... sibil David, disgustato da s stesso. Si sentiva un idiota. La classica
dimostrazione di un modo di pensare preconcetto, si disse. Frequentava da troppo tempo la dialettica
del cinema. Attravers lo studio e sedette accanto a lei. E la donna nel quadro?
Mia madre.
La signora Brentwood. La rivelazione gli inond la mente. Non era un'attrice che gli
ricordava. Allora vivi in cima alla scogliera.
Marianna annu.
Perch mi hai detto di no? No, lascia perdere, lo so. Non eri sicura di volermi conoscere.
Lei scosse la testa. Non era questa la ragione.
E allora qual era?
Non volevo che conoscessi lei. Incurv le spalle. Ma adesso l'hai conosciuta.
Sembrava cos avvilita che, d'impulso, lui appoggi una mano sulla sua. Non ha importanza
la rassicur.
Davvero? Marianna guard su, tutta ansiosa. Non  cambiato niente?
David fece per rispondere, poi si trattenne: avrebbe preso in considerazione quella parte pi
tardi. Dimmi perch tua madre ha tentato di farmi credere che tu sei un... Concluse con uno sbuffo
di derisione. La parola stessa lo faceva indignare.
Marianna lo guard fisso, e lui sper che non gli facesse notare che aveva cambiato argomento.
Perch l'ha fatto? la incalz.
Per spaventarti e farti scappare da me.
David not che aveva ancora la mano appoggiata su quella di lei e la ritrasse. Perch? chiese.
Cos sarei stata di nuovo sola.
Non capisco.
Marianna distolse il viso. Mi odia, David disse. Mi odia da cos tanto tempo che... Scosse
la testa. Che non ricordo nemmeno quando  cominciato.
Perch dovrebbe odiarti?
Marianna sembr angosciata. Cosa posso dire che non mi faccia apparire cattiva? chiese. Poi
lo guard in faccia.  mia madre, David. Non voglio parlare male di lei.
Ma lei ha parlato male di te.
Lo so, ma... Scosse di nuovo la testa. Non  normale. Le cose che crede...
A proposito dei morti?
Marianna rabbrivid. Ti prego.
Scusa. David le diede un colpetto sulla schiena, poi ritrasse contrariato la mano mentre il
bisogno di accarezzarla cresceva in lui. Sent i muscoli dello stomaco che si tendevano e oppose
resistenza: sapeva esattamente che cosa significasse. Perch ti odia? le chiese.
Perch sono giovane rispose lei. Perch... L'espressione sul suo volto divenne tormentata.
Dice che ho la bellezza che lei ha perso.
David sussult. Adesso l'immagine era tristemente completa: una donna bellissima, ma egoista
e vendicativa, che nutriva rancore nei confronti della figlia perch le ricordava che stava invecchiando:
gelosia che si era trasformata in odio e alla fine in pazzia vera e propria. Era ci che aveva letto negli
occhi della signora Brentwood, che aveva sentito tremare nella sua voce... un'astiosa cattiveria che
ribolliva dentro di lei.
Ha spaventato e fatto scappare anche il figlio di Terry Lawrence? le chiese.
Probabilmente rispose lei in un sussurro.
David aggrott la fronte. Allora perch vivi con lei?
Devo farlo.
Perch?
Lei si guard le mani. Ho paura che se me ne vado...
Si uccider? concluse lui dopo diversi secondi.
Marianna chiuse gli occhi.  malata, David.  molto malata.
Improvvisamente gli si schiacci addosso. Stringimi, ti prego lo implor. Lui esit mentre la
ragazza premeva il corpo contro il suo. Ho bisogno di te. Ti prego, non aver paura di me.
Paura? Rise nervosamente. Santo dio, non penserai ancora che ho paura di te? La cinse con
le braccia. Marianna. Povera, infelice bambina, pens. Ecco ci che era: una bambina in un corpo di
donna, terrena pi che carnale, nel senso pi angoscioso, perch dalla carne tentava solo di ricavare
tutto il conforto e la gioia possibili. Buon dio, pens infelicemente: lui, con il suo mondo di problemi,
era stato cos sciocco da entrare nel suo. Marianna aveva bisogno di tanto aiuto e di tanta
comprensione, di cos tanto amore che l'intera vita di un uomo pi giovane, interamente dedicato a lei,
poteva non bastare. Quanto a lui...
Chiuse gli occhi e prov la familiare irruzione del senso di colpa. Quant' irresponsabile la
carne, pens. Quant' negligente e ingorda. Non avrebbe mai dovuto immischiarsi con lei. Facendolo
aveva solo reso pi confuso lo schema ingarbugliato della sua vita.
Si irrigid mentre Marianna si strofinava contro di lui. Amami, David bisbigli lei. Fammi
dimenticare.
No. Lo disse senza nemmeno pensarci.
Marianna si drizz subito a sedere, guardandolo sgomenta.
Volevo dire... David si interruppe, sentendosi quasi male per essere stato cos brusco. Non
ti basta dimenticare i problemi, Marianna. Devi risolverli. Si disprezzo da solo per averle parlato in
quel modo, ma era pur sempre la verit. Devi affrontare la realt e...
No! url lei con una violenza cos esplosiva che David fece un salto all'indietro. Non voglio
farlo! Non voglio farlo! Lo fiss con gli occhi che mandavano fiamme, e l'odio che le lesse in volto lo
terrorizz. Fino a quel momento non aveva mai capito fino in fondo il significato dell'espressione
sentirsi gelare il sangue'.
Io voglio il tuo corpo farfugli. Voglio dimenticare.
David la fiss come istupidito, rendendosi conto - gli sembr per la prima volta - che Marianna
era virtualmente come un libro chiuso, per lui. La sua reazione era stata cos repentina, cos violenta e
inaspettata che immediatamente ebbe di nuovo paura di lei.  pazza, pens. Non riusciva a credere di
trovarsi in una posizione del genere. Che ci faceva l, in nome di dio?
Oh, David. Ovviamente lei aveva notato la sua espressione, perch adesso il suo tono era
sofferto, quasi pentito. Quando gli prese le mani, David fu scosso da un brivido. Mi dispiace, tesoro.
Ti prego, perdonami. Gli bad le mani e se le port alle guance.  solo che ti amo a tal punto che
quando mi respingi perdo la testa.
Marianna...
Ti prego, fa' l'amore con me, David.
Lui non riusciva a parlare.
Sar bello per te. Ecco, senti quanto sono morbida. Gli premette le mani contro i seni. Lo sai
che sono tua. Fa' con me quello che vuoi. Si spost all'indietro. Ecco, mi tolgo il maglione, cos
potrai vederli.
Marianna, no! disse David a denti stretti, e chiudendo gli occhi. La nausea gli ribolliva nello
stomaco. La voleva, anche adesso. Dio santissimo, anche adesso! Balz in piedi e corse verso la porta,
poi si ferm e si gir. Me ne vado, Marianna. Tomo a casa con mia moglie.
Emise un sospiro pieno di dubbioso sconforto. Mi vergogno di aver reso la tua vita pi
dolorosa di quanto gi non sia. Di averti usata per... trovare sollievo alle mie stesse manchevolezze. Ti
chiedo perdono con tutto il cuore, ma devo andare. La mia prima responsabilit  quella nei riguardi del
mio matrimonio. Vorrei poterti aiutare, ma non posso. Tu hai bisogno di molto pi di quanto io possa
mai offrirti.
Si guardarono in silenzio.  un fantasma, pens lui, il pietoso fantasma di ci che sarebbe
potuta essere. Ti prego, non odiarmi disse ancora. Non ho mai avuto intenzione di farti del male,
posso giurartelo.
Cominci a sentirsi irrigidire quando lei si alz e attravers lo studio. Si ferm davanti a lui.
Imprevedibilmente sorrise: quel sorriso che lo aveva stregato. Io non ti odio, David disse in tono
quasi allegro. Si mise in punta di piedi e lo baci sulla guancia. Ti auguro buon viaggio.
La guard mentre si allontanava, con un miscuglio di emozioni che facevano a pugni dentro di
lui: dolore, rimorso e, a dispetto di tutto, delusione per quel suo congedo cos indifferente. Sent nella
mente la sua voce che ripeteva quelle parole:  solo che ti amo a tal punto che quando mi respingi
perdo la testa. Se parlava sul serio come poteva...?
Chiuse gli occhi, facendo una smorfia. Vanit delle vanit, pens. Sospir e attese il rumore
della porta che si chiudeva. Quando giunse li riapr, ascoltando il suono dei suoi passi lungo le scale.
D'impulso si mosse verso la porta e l'apr. La sent camminare in soggiorno. La porta d'ingresso si
richiuse. David non era preparato alla fitta di dolore che gli provoc. Marianna gli sarebbe mancata.
Era malata, e la sua era solo un'infatuazione. Aveva fatto la scelta giusta, ma gli sarebbe mancata lo
stesso. Com'era quella frase dal Cirano? Le si applicava alla perfezione. Quel vento di tremenda e
gelosa bellezza che soffia su di me... quel fuoco oscuro, quella musica.'
Marianna disse in un sussurro. E poi: Addio.
Stava aspettando in soggiorno quando rientr Ellen. Mentre lei apriva la porta, David si alz dal
divano. Ellen si ferm e lo guard, curiosamente sorpresa. Poi deglut.
Ciao.
Lei non rispose.
David esit, gesticolando in direzione del divano. Vuoi sederti?
Senza dire una parola, Ellen attravers la stanza e si accomod. David sedette accanto a lei.
Silenzio. Lui liber un sospiro sofferto. Andiamocene a casa disse.
Ellen lo guard insospettita.
 stato uno sbaglio venire qui.
Forse no.
Lui trasal. Cosa?
Sarebbe meglio se non ci fossimo detti niente?
Lui sospir, poi, dopo diversi secondi, scosse la testa. No,  meglio che ci siamo parlati.
Per... ecco, adesso abbiamo detto quello che dovevamo dire, il problema  venuto alla luce. Non
potremmo risolverlo a casa?
Lei non parl.
Questo non  il posto adatto disse lui.  vero, non si pu avere qui quello che non abbiamo
pi a casa.
 questo che stavamo cercando di fare, secondo te?
S. Lui annu lentamente. Credo che in qualche modo sentissimo che quello che avevamo
perso potesse essere ancora qui, a Logan Beach.
Lei lo fiss un poco, prima di abbassare lo sguardo. Forse hai ragione.
Allora andiamocene a casa.
Casa. Pronunci la parola come se per lei rappresentasse chiss quale meta impossibile.
David le prese la mano. Possiamo sistemare tutto le disse.
Ma abbiamo voglia di farlo? Lo guard con un'espressione quasi implorante. Oppure
lasceremo perdere e tireremo avanti come prima?
David scosse la testa. Anche se lo volessimo non sarebbe possibile.
Sembri quasi deluso.
No. Lui sorrise tristemente. Be' s, forse un po'.  stato un periodo sereno.
E irreale.
Direi di s. La guard con aria interrogativa. Allora non ti penti del cambiamento?
Mi pento che sia giunto cos tardi rispose lei. Mi pento che non lo abbiamo fatto prima.
David tolse la mano, sentendosi gravare da un'ondata di scoramento. Da come parli sembra
che il nostro matrimonio sia stato un'impostura.
Non intendevo questo. Adesso il tono di Ellen era pi blando, anche se ancora non del tutto
placato.  solo che negli ultimi anni la finzione si  fatta dolorosa. E questo ha portato a Julia. Si
drizz. Come ti ho detto prima: probabilmente mi sono espressa in modo troppo duro. Volevo solo
farti capire che avevamo un problema che non si poteva pi ignorare.
D'accordo. David annu una volta. Non lo ignoreremo pi. Lo risolveremo, ma a casa. Non
qui.
Ellen sembr turbata. Non possiamo nemmeno cominciare a risolverlo, qui?
Credo di no. David scelse con cura le parole. Ci... distrae, e non  un luogo familiare.
Ellen non replic e lui si domand, quasi con paura, che cosa stesse pensando. Non ti sembra
giusto? le chiese. Volerlo risolvere a casa propria?
Non vuoi nemmeno parlarne?
Adesso, intendi?
S.
Be'... ma certo. Non voglio dire che dobbiamo prendere un aereo entro venti minuti. Non
os incalzarla di pi, temendo che la sua ansia sembrasse eccessiva. Intendevo solo che sarebbe il
caso di andarsene in giornata. Tornare a casa e cominciare a lavorarci sul serio.
Ellen sospir. Se senti che  tanto importante.
Allora... Se solo ci fosse un'alternativa, pens. Si illumin quando gliene venne in mente
una. Senti, non dobbiamo tornare subito a casa, se  questo che ti preoccupa. Possiamo andare in un
altro posto...
Lei lo interruppe. A che scopo?
David si sent irrigidire. Ecco... Si strinse nelle spalle. Cos non saremmo costretti a tornare
di corsa.
Ma... Lei gesticol, esasperata. Perch non qui, allora?  qui che... abbiamo chiarito le
cose.
David emise un respiro tremante.  solo che qui non mi piace.
Perch? Perch qui i nostri problemi sono venuti al pettine?
No. David sembrava in difficolt. Cio, forse. Non lo so.
Ellen sospir, sconfitta. Oh, David. Si fiss le mani.  il posto in s e per s che ti mette in
agitazione?
Lui non rispose.
O  il problema?  da quello che vuoi tirarti fuori? Alz lo sguardo. In modo permanente,
intendo.
David chiuse gli occhi. Gli sembrava di avere un peso spaventoso sulle spalle e le incurv,
quasi fosse davvero cos. E tu? le chiese.
Lei non rispose. D silenzio riemp la stanza.
Non lo so rispose alla fine Ellen. Mi sento... estranea, in qualche modo. Come se avessi
ottenuto il mio scopo e non mi importasse pi nulla di quello che voglio.
David la guard, sorpreso e sconfortato: non l'aveva mai vista con quell'aria cos smarrita.
Ebbe voglia di riprenderle la mano, di consolarla, ma qualcosa gli imped di farlo.
Pi parliamo disse lei e pi provo la sensazione che il nostro matrimonio, negli ultimi anni,
sia stato una specie di fallimentare gioco degli indovinelli... Ognuno di noi due si sforzava inutilmente
di capire che cosa l'altro cercasse di trasmettergli. Si gir verso di lui. Ma anche cos, non mi sono
mai sentita tanto lontana da te come mi sento adesso.
David la guard alzarsi e attraversare la stanza. Si ferm ai piedi della scala. Vado su a
preparare le valigie gli disse con voce stanca. Torniamo a Sherman Oaks. Discuteremo del divorzio.
David rabbrivid. No.
Ellen lo guard in silenzio. Lui cominci a domandarsi vagamente se non avesse qualche
problema di vista, perch Ellen sembrava luccicare. No disse di nuovo, stavolta con un filo di voce.
Scosse la testa, fissandola come attraverso una patina gelatinosa.
Lei sembr galleggiare attraverso la stanza. Gli tocc le guance con aria interrogativa.
David?
No.
Non vuoi che vada cos?
No.
Vuoi che continuiamo?
David ebbe solo la forza di protendere la mano in cerca di lei.
David. Tutto a un tratto Ellen fu accanto a lui, fra le sue braccia, stringendolo a sua volta, con
la guancia premuta contro la sua e le lacrime che le rigavano la faccia.
Non lasciarmi, El la supplic.
Non lo far, non lo far.
Ho bisogno di te. Ti prego, non lasciarmi.
David. Oh, amore mio. David, David. Non ti lascer. Non se hai bisogno di me, mai se hai
bisogno di me. Gli baci il volto e le labbra con gioia.
David affond la faccia nei suoi capelli e la tenne stretta. Questo  giusto, pens. E quella
giustezza sembr permeargli la mente e il corpo di un calore tonificante. Lei  il mio amore, l'anima
mia. Come poteva essersene dimenticato? Era cos chiaro. La passione che provava per lei era del tutto
differente da quella che aveva provato per Julia, e di certo per Marianna. Anche questa era fisica,
eppure in qualche modo trascendeva la carne, aggiungendovi la dimensione della sua mente. Forse
della sua anima.
Eccola!, pens. Se ne rese conto tutto a un tratto, quasi con paura. Ecco la soluzione, la
combinazione, la Risposta: aggiungere significato agli appetiti del corpo offrendogli la motivazione
dell'amore disinteressato, esprimendo lo spirito attraverso la carne. Ci aveva gi pensato prima, ma
adesso lo sapeva per certo. Trem al concetto... con tale violenza che Ellen lo guard preoccupata.
Che c'?
Niente. David si strinse a lei, ridendo nervosamente. Niente? Mio dio, tutto! Scosse la
testa, meravigliato. Era quella l'ispirazione? Era quella la sensazione della liberazione dell'io di cui
aveva letto? Il suo corpo sembrava non andarsene pi per i fatti suoi: era sempre con lui, ma
tranquillamente al suo posto, non pi al comando. Non era pi lui che dominava, era un semplice
strumento da tenere sotto controllo sul quale David poteva suonare la musica che voleva. Chiuse gli
occhi provando un senso di vertigini. Di certo tutta questa euforia non poteva continuare.
Infatti non continu. Simile a un mantello sgargiante che gli fosse stato gettato sopra e poi
rimosso, quella sensazione si sollev, and oltre di lui. Era nuovamente in grado di vedere. Guard
Ellen. Caspita disse.
Caspita? Lei sorrise.
Ho appena fatto un viaggio nel cosmo.
Non...
Non capisci? Nemmeno io, ma  stato grande. La tenne stretta. Ed  stato tutto per causa
tua. Non so come, ma  stato cos.
Ellen sussurr il suo nome e gli si aggrapp. Ti amo tanto.
Oh, io non ti amo soltanto disse David. Esisto grazie a te. La baci sulle labbra. Qualsiasi
cosa significhi. Non chiedermelo, non lo so. La sensazione se n' andata. Per l'ho avuta ed  stato
meraviglioso. Davvero. Vorrei che l'avessi avuta anche tu.
Si alz e la tir su. La realt era tornata, ogni cosa era al suo posto. Muoviamoci disse.
Raccogliamo le nostre cose e torniamocene a casa. Abbiamo tanto da fare.
Va bene, amore.
Si diressero verso la scala, abbracciati. Ma guardaci disse lei. Asciug le lacrime dagli occhi
di David, poi dai suoi. Stiamo piangendo come due fontane.
 un pianto d'amore disse lui. E anche notevole, pens. Fino a quel momento non aveva mai
creduto che sarebbe stato capace di pronunciare parole del genere senza provare imbarazzo. Adesso
riusciva solo a pensare quanto fossero vere. Andr tutto bene disse. Troveremo la risposta.
Voglio trovarla disse Ellen. Insieme a te.
Oh, certamente insieme a me. Cos  scritto. La baci dolcemente sulla guancia.
Cominciarono a salire le scale. Incredibilmente David aveva un passo energico. Non si sentiva
pi stanco. Su, soffiati il naso disse porgendole il fazzoletto.
Non riesco a togliermi il pensiero disse Ellen. Ecco, credevo che fosse tutto finito, che tu
non mi amassi pi, che volessi andartene.
Io ti amo disse lui. Non ti lascer mai.
Ellen lo strinse forte a s. Non farlo.
Mai. E ne era convinto. Era incredibile quanto si sentisse positivo, sicuro di s. Un'altra frase
abusata, si disse. Abusata ma giusta. Era come se un peso gli fosse stato tolto dalle spalle. Ecco come si
sentiva: alleggerito, fiducioso. Quando passarono davanti allo studio non prov il minimo turbamento.
Era tutto finito: un episodio distruttivo, eppure illuminante. Non ne provava rimpianto, adesso, se non
per il fatto che aveva fatto del male a Marianna.
Sorrise. C' un aspetto positivo: saremo l quando nasce il bambino.
Lei annu, sorridendo a sua volta. David la guard pi attentamente. Poi parli di me disse,
preoccupato. Sei tu che sembri stanca.
Lo sono, solo un po'. Ellen appoggi la testa sulla spalla del marito mentre finivano di salire
le scale.  il sollievo, credo. Sono stati giorni duri.
Lo so. La strinse a s.
Entrati in camera da letto, David not quanto l'espressione di Ellen stesse diventando smarrita.
Sei sicura di star bene? le chiese.
Certo. Gli diede un buffetto sulla guancia.  una semplice reazione. E poi quella
passeggiata. Continuavo a camminare convinta che non ci fosse pi un domani. Non avrei dovuto
alzarmi cos presto.
Povera piccola. David la condusse verso il letto. Ecco, siedi. Alle valigie ci penso io.
Lei non fece obiezioni, sprofondando sul materasso con un gemito. Oh mormor, poi gli
sorrise. Mi sento un po' fiacca, vecchio mio.
Che hai mangiato stamattina?
Un biscotto di farina d'avena.
Ellen Audrey. David si pieg verso di lei e la baci sulla fronte. Appena fuori di qui ci
fermeremo a una trattoria e tu ti farai una bella, abbondante colazione piena di calorie.
Non ho proprio fame. Ellen sospir. Sono solo un po' stanca. Fece per alzarsi, ma David la
trattenne. Penso io alle valigie disse.
Non voglio che faccia tutto da solo.
Non c' poi cos tanto da fare. Ecco. Si inginocchi e le sfil le scarpe, poi si rialz, le
sollev le gambe e le port sopra il letto. Ellen ricadde su cuscino con un grugnito di stanchezza. Che
bello disse. Protese la mano e strinse la sua. Mi riposo solo un po'. Dopo ti dar una mano con i
bagagli.
Non preoccuparti.
Lascia perdere anche tu disse Ellen. Di, sdraiati accanto a me. Faremo le valigie pi tardi.
David si sedette vicino e le accarezz i capelli. Voglio tornare a casa con te le disse.
Abbiamo tante cose da dirci.
Ti amo, David.
Lui si pieg e la baci con dolcezza. E io amo te disse. Un giorno ti dir quanto.
Dimmelo adesso!
No, no. Ti monteresti la testa.
Il sorriso di Ellen era assonnato. Di, fammela montare un po'.
David fece scorrere un dito lungo il profilo del suo naso. Diciamo solo che senza di te non
sarei nessuno.
Non  vero.
 cos. David scosse la testa. Non sarei nessuno, davvero. La bad ancora. Adesso
riposati un poco disse. Io preparo i bagagli e dopo ce ne andiamo.
D'accordo. Gli accarezz la guancia. Sar bello tornare a casa. Sbadigli. Forse sarebbe
meglio chiamare Mark.
Gli telefoneremo dall'aeroporto. David sogghign. Gli daremo la possibilit di liberare casa
dalle sue donne.
Lei sorrise. Che cosa orribile mormor.
Adesso riposati. L'accarezz sulla guancia.
Ellen si gir sulla spalla per toccare una delle cinque X incise sulla testata. Chiss chi le ha
fatte disse con un filo di voce.
Non lo so, amore. David si alz in piedi, and verso l'armadio e apr lo sportello. Tir fuori
le due valigie dal ripiano e si volt. Dovrebbe esserci un volo verso le cinque o le sei che
possiamo...
Si interruppe e, dopo avere appoggiato le due valigie sopra la cassettiera, and verso il letto.
Ellen si era gi addormentata. Le sorrise. Un angelo, pens. Lo era davvero. Rabbrivid al pensiero che
era stato sul punto di perderla. Come aveva potuto essere cos cieco?
La ricopr delicatamente con la trapunta. Lei non si mosse. Povera bambina, pens. Tutto questo
doveva proprio averla debilitata, fisicamente e mentalmente. Avrebbe rimediato lui.
Sorridendo si volt e and verso la cassettiera. Depose a terra una delle valigie e apr l'altra
sopra la cassettiera, cominciando a infilarci le cose di Ellen. Piccola Ellen Audrey, pens. Accarezz i
suoi vestiti mentre li riponeva nella valigia. Era la donna giusta per lui, ed era allucinante pensare che
aveva rischiato di perderla per Marianna. Che incubo sarebbe stato.
Amen borbott.
La stanza era silenziosa, a parte il fruscio dei vestiti che venivano riposti in valigia. Anche il
pulsare della risacca sembrava remoto e attutito. David cominci a pensare alla sua fiammata di
esultanza, domandandosi quale bizzarria chimica l'avesse suscitata. Adesso era passata, era facile
rivederla criticamente. Non che non fosse stata elettrizzante: erano stati momenti che non avrebbe
voluto perdersi per niente al mondo. Ma era piuttosto improbabile che fosse avvenuta nell'ambito
dell'ispirazione. Lui era David Cooper, scrittore per la televisione, non un mistico portato
all'elevazione celeste.
Era pi ragionevole che fosse stato colpito da un improvviso rigurgito di gratificazione per
essere riuscito a recuperare il rapporto con Ellen. In fin dei conti era da molto tempo che avevano
problemi coniugali. Aggiungiamoci Julia, aggiungiamoci la sua relazione con Marianna in quella stessa
casa, seguita dal senso di colpa e dalla depressione. Nulla di strano, dunque, che dopo aver fatto la pace
con Ellen in quel modo cos inaspettato, David si fosse sentito illuminato da un'esplosione di luce
interiore, e sollevato dall'espiazione di quella pesante colpa e dal senso incombente di depressione.
Non che adesso si sentisse del tutto purificato, ma almeno aveva l'impressione di essersi
liberato da un grosso fardello. A tal punto che adesso lo colpivano percezioni di ogni tipo laddove,
prima, c'era stata solo indifferenza.
Perch mai, per esempio, a parte in rare occasioni, negli ultimi anni non era mai stato capace di
manifestare in termini concreti il suo amore per Ellen? All'inizio del loro matrimonio, quando facevano
l'amore c'era sempre stata un'atmosfera di romantica tenerezza. Certo, poteva essere stata ingannevole,
ma ci avevano creduto entrambi.
Poi quell'atmosfera era venuta meno, cos come era successo ad altre coppie: la realt si
dimostrava sempre crudele verso il sentimento alimentato dal sogno. Nel loro caso, per, il venir meno
dell'atmosfera non si era tradotto nella solita noia, ma in una divisione all'interno del rapporto. A
livello mentale tutto era continuato come prima: a lui Ellen piaceva, ne apprezzava la compagnia ed era
orgoglioso di essere suo marito.
D'altro canto il loro rapporto fisico aveva cominciato ad andare alla deriva per conto suo,
separandosi dalla sostanza basilare del loro matrimonio fino a diventare virtualmente una relazione in
s. Una relazione non in grado di rigenerarsi, tuttavia. Non abbastanza vitale da crescere o maturare.
Una relazione nella quale - per mantenerla viva - lui si era trovato costretto a creare continui stimoli per
rinvigorirla. Col tempo era diventata per lui, pi che l'appagamento totale dei sensi, una ricerca di
variazioni erotiche.
Aveva avvertito questa sensazione pi volte, ma l'aveva ricacciata indietro ed era riuscito a
convincersi che si trattava di emancipazione sessuale, adulta e non forzata. Il fatto che col tempo la
ricerca fosse divenuta sempre pi sregolata lo aveva semplicemente reso pi rigido, pi cocciutamente
convinto che avesse una sua giustificazione.
Non c'era da stupirsi, allora, se Marianna lo aveva attratto, essendo null'altro che l'obbiettivo
ultimo di quella ricerca: era solo un'esotica libertina che non gli richiedeva nessuna responsabilit
emotiva, che voleva e incoraggiava soltanto l'appagamento dei propri desideri. David scosse la testa. E
lui era stato il suo complice, remissivo e disponibile.
Perch?
Forse perch non aveva perso la capacit di esprimere l'amore in termini fisici, seppure l'aveva
mai posseduta. Che c'era di sorprendente? I suoi genitori si erano separati quando lui aveva dieci anni.
Unico figlio, era stato cresciuto da una madre iperprotettiva. Si era dedicata a lui, certo, ma visto che
suo padre le suscitava ribrezzo, e visto che era una donna timida e riservata, le era sembrato opportuno
fare del sesso un argomento da evitare; da evitare, aveva sentito lui come bambino, perch era troppo
volgare e ripugnante per prenderlo in considerazione... E dal momento che David si identificava con la
madre, era diventato troppo volgare e ripugnante anche per lui. Un segreto. Un tab. Lei era stata una
madre premurosa e amorevole, ma non si erano mai considerati nemmeno lontanamente come maschio
e femmina. Lo scisma era stato completo. Da una parte c'era l'amore, diretto e pulito, dall'altra c'era il
sesso, tortuoso e, in modo implicito, sudicio. David era cresciuto senza mai pensare che i due potessero
essere uno solo. A quel punto, dopo tanto tempo, era stato costretto a costruire un tessuto connettivo fra
i due, poich sapeva che l'uno senza l'altro era inadeguato e vuoto. Il sesso doveva essere pi che un
accoppiamento fra due animali non imparentati. Doveva essere lo scambio estremo di amore fra un
uomo e una donna.
Sbatt le palpebre e si scopr a guardare il suo riflesso nello specchio della cassettiera. E adesso
dove doveva andare?, chiese all'immagine incupita dell'uomo che aveva davanti a s.
Avanti, spero mormor.
Fin di preparare i bagagli in tutta fretta. Sistem le due valigie ben stipate e chiuse in
prossimit della porta e torn verso il letto. Ellen dormiva come un sasso, e il suo respiro era profondo
e regolare. Gli venne voglia di svegliarla e di partire subito per casa insieme a lei, ma non ne ebbe il
cuore. Aveva un'aria cos pacifica. L'avrebbe lasciata riposare un altro po': ne aveva bisogno.
Sedette sulla sedia a dondolo e controll l'orologio. Quasi le quattro e mezza. Respir
nervosamente. Stava gi scendendo il buio. Forse avrebbe fatto meglio a svegliarla, dopotutto.
Considerando che per raggiungere l'aeroporto occorreva da un'ora a un'ora e mezza, e che dovevano
anche fare una sosta in trattoria, non rimaneva poi molto tempo. Da quanto ricordava doveva esserci un
volo per Los Angeles verso le sette. Era improbabile che sarebbero riusciti a prenderlo se non l'avesse
svegliata subito.
Oh, be'. Si strinse nelle spalle. Che cos'era qualche ora in pi o in meno? Probabilmente c'era
un volo pi tardi. La cosa importante era che stavano per tornare a casa. Si rilass e guard il volto di
Ellen. Ti amo cos tanto, pens. Com'era bello sentirsi in quel modo dopo tanti anni. Gli faceva
sembrare la prima infatuazione che aveva provato per lei infantile e superficiale. Questa sensazione si
basava sulla conoscenza, l'altra su una fantasticheria autogratificante.
Chiuse gli occhi e ascolt il rimbombo attutito della risacca. Non voglio pi sentirla per un bel
po' di tempo, si disse. Per un attimo prese in considerazione l'idea di scendere a caricare la macchina,
portando via tutto dalla casa, a parte loro due. Sbadigli. Poteva aspettare finch Ellen non si fosse
svegliata. Sorrise fra s e s. Mark sarebbe rimasto sorpreso nel vederli, e anche Linda. Chiss se sar
un maschio o una femmina, si domand. Nonno Dave, quell'adorabile vecchio sciocco. Emise un
suono divertito. Lui nonno. Ridicolo. Si sentiva troppo giovane. Stava tornando a casa insieme alla sua
moglie bambina. Per ricominciare di nuovo. Anni davanti a loro. Felicit. Soddisfazione. Ellen. Casa.
Stasera.
Drizz la testa e scrut nel buio. Che diavolo...?
Si guard intorno, spaventato, poi alz il braccio sinistro che si era addormentato, incastrato
com'era fra il corpo e il bracciolo della poltrona. Sbatt pi volte le palpebre e mise a fuoco la vista
sulle lancette dell'orologio. Erano le nove e ventuno. Oh. Cristo. Si alz facendo scricchiolare le
ossa, arranc verso il pi vicino comodino e accese la lampada.
Ellen dormiva ancora, sempre nella stessa posizione. David allung la mano per svegliarla, poi
la ritrasse. Prima avrebbe caricato la macchina e avrebbe dato una sistemata alla casa: l'avrebbe
lasciata dormire fino all'ultimo. Si volt e and verso le valigie. Giunto l esit, domandandosi se
invece non fosse meglio partire l'indomani mattina. Per quando avessero raggiunto l'aeroporto di certo
non avrebbero trovato voli disponibili.
No, dannazione, sarebbero partiti adesso. Se non c'era un volo fino alla mattina successiva
avrebbero preso una camera in affitto nelle vicinanze. Visto come si sentiva, era disposto anche a
starsene seduto tutta la notte in sala d'attesa, se fosse stato necessario. Raccolse le valigie e usc in
corridoio, ne pos una per accendere la luce, poi la riprese e cominci a scendere le scale.
Dopo aver attraversato il soggiorno apr la porta di casa e port fuori i bagagli. L'aria era
immobile e fredda: ben sotto lo zero, calcol. Mentre apriva il bagagliaio della macchina e caricava a
bordo le valigie l'alito gli usciva in nuvolette bianche. Il rumore che fece lo sportello quando lo
richiuse gli sembr forte e secco.
Torn di corsa dentro casa, tremando, e accese una delle luci del soggiorno. Mentre si muoveva
per la stanza in cerca delle loro cose cominci a rendersi conto di quanto fosse affamato; non era
strano, considerando quanto poco aveva mangiato negli ultimi giorni. Raccolse maglioni, giacche,
alcuni biscotti di farina di avena. Prese a sgranocchiarne uno e port tutto verso la porta, appoggiando
ogni cosa a terra.
Ne avrebbe fatto un mucchio e lo avrebbe caricato in macchina pi tardi.
Fece un altro giro per la stanza con tutta la rapidit possibile, svuotando i portacenere nel
caminetto, risistemando mobili e cuscini e lasciando la grossa copia del Times sopra il focolare, in
modo che un futuro inquilino potesse servirsene per accendere il fuoco. Lo fece sentire strano pensare
che probabilmente altri uomini avrebbero risieduto in quella casa, avrebbero incontrato Marianna e ne
sarebbero rimasti coinvolti. Si scosse. E con questo? Tanto non erano affari suoi. Si guard intorno.
Adesso la stanza era in ordine. Rimanevano la cucina, il bagno e la camera da letto.
And in cucina, accese la luce e raccolse la scatola di cartone che avevano usato per gli avanzi.
La port in soggiorno, ne svuot il contenuto nel caminetto e lo accese. Poi torn in cucina, appoggi
la scatola sul tavolo e cominci a riempirla con le provviste che erano rimaste. Forse sarebbe meglio
lasciarle qui, pens. Di sicuro non potevano portarle sull'aereo. Per poteva passare molto tempo prima
che arrivasse un altro inquilino, e non poteva lasciarle l a marcire. Svuot il frigorifero e l'armadietto
degli alimentari, mentre il suo stomaco brontolava alla vista del cibo. Se solo avesse avuto il tempo di
friggersi qualche uovo, prepararsi dei toast e un po' di caff...
Rimosse a forza il pensiero. Anche Ellen avrebbe avuto fame, e dunque doveva aspettare finch
non avessero trovato un posto in cui mangiare. Dove comunque l'atmosfera sarebbe stata molto pi
idonea per un buon pasto. Stacc la spina del frigorifero, rimosse i vassoi del ghiaccio e li mise nel
lavello.
Oh, cavolo. C'erano dei piatti da lavare: li guard irritato. Sospir, poi mise il tappo allo
scarico e fece scorrere l'acqua fino a che non divenne calda, aggiungendo una capsula di sapone
liquido. Fiss la superficie schiumosa fino a quando non ebbe ricoperto i piatti, poi chiuse il rubinetto,
li lav e li asciug, infilandoli sullo scolapiatti.
Dopo essersi asciugato le mani si volt verso il tavolo e prese un biscotto al cioccolato dalla sua
confezione dentro la scatola. Diede un'occhiata alla cucina. Non c' male, pens. Grugn, cupamente
divertito, mentre gli passava per la testa un pensiero: tutte le discussioni che sua madre e suo padre gli
avevano nascosto ogni volta che entrava in cucina, e tutte quelle che sua madre non gli aveva permesso
di avere con lei. Lo aveva odiato, quell'atteggiamento evasivo, eppure aveva fatto la stessa cosa con
Ellen... Aveva evitato di discutere con lei per mantenere un'atmosfera pacifica, sia pure in modo
ingannevole. Scosse la testa. Le cose ti logorano, si disse, anche quelle che disprezzi.
Sollev la scatola e si spost sulla soglia prima di dare un'ultima occhiata alla stanza. Era pulita
e ordinata. Tanti saluti, cucina, pens. Ricord il primo momento in cui ci erano entrati: era come una
ghiacciaia. E l'indomani pomeriggio, spento il riscaldamento, sarebbe tornata come allora. Spense
l'interruttore con il gomito sinistro, indietreggi verso la porta e sistem la scatola a terra davanti alla
porta di casa.
Mentre si dirigeva verso le scale not le due tazze di caff sul tavolo della saletta da pranzo e,
brontolando, cambi direzione, le raccolse e le port in cucina, mettendole nel lavello. Le laver
qualcun altro, pens.
Ellen non si mosse quando David sedette sul letto accanto a lei. Tesoro? Le appoggi una
mano sulla spalla e la scosse dolcemente. Sua moglie non reag e allora la scosse pi forte. Ellen?
Lei gemette appena, girando la testa sul cuscino.
Coraggio, tesoro. La scosse ancora.  ora di andare a casa.
Ellen farfugli qualcosa che lui non riusc a capire, poi si addorment di nuovo. David storse la
bocca. Ellen? Le diede un buffetto sulla guancia. Forza,  ora di andare.
Lei si gir sul fianco, volgendogli la schiena. David attese qualche secondo, poi la rigir verso
di lui. Svegliati, amore mio.
Le palpebre di Ellen fremettero, aprendosi in parte. Lo fiss intontita.
 ora di andare.
Lei grugn, sempre guardandolo fisso. Dopo pochi secondi le palpebre si richiusero.
Ellen?
Lei riapr gli occhi.
Non vuoi andare?
Che ora ?
Lui controll l'orologio. Quasi le dieci.
Ellen grugn.  tardi.
Lo so che  tardi. Ecco perch dobbiamo...
Si interruppe, sbalordito. Ellen aveva chiuso di nuovo gli occhi.
Ellen?
Stanca. Si gir nuovamente sul fianco.
David la fiss in silenzio. Per un momento ebbe la sgradevole sensazione che non sarebbero
riusciti a partire prima di gioved, che lui avrebbe rivisto Marianna e che avrebbe perso tutto ci che
aveva guadagnato. Spaventato, allung di nuovo la mano e scosse con violenza sua moglie, poi lasci
perdere. In effetti non aveva proprio senso partire adesso. Ellen era palesemente molto stanca, e forse
era meglio garantirle una buona notte di sonno prima di andarsene.
Ridacchi. L'avrebbe lasciata dormire, per svegliarla all'alba. In quel modo avrebbero potuto
essere a Los Angeles al pi tardi per il primo pomeriggio.
Per un po' la guard, poi decise che tanto valeva scendere gi a friggersi qualche uovo. Si alz,
spense la lampada e usc in corridoio. Prese dal bagno gli articoli da toeletta e scese lentamente le scale.
Ormai non aveva importanza quando sarebbero partiti, questo era sicuro. Anzi, partire di mattina
sarebbe stato ancora pi rilassante.
Sistem gli articoli da toeletta sulla pila di abiti, riport in cucina la scatola con le provviste e
accese la luce. Aggrott la fronte all'idea di dover usare di nuovo la padella, un piatto e una tazza, le
posate, la spatola, la caffettiera. Si sarebbe preparato un sandwich.
Sedette al tavolo, prese due fette di pane bianco dalla loro confezione e frug nella scatola in
cerca di qualcosa per farcirlo. Mentre lo faceva la mano si richiuse sul collo della bottiglia di Martini.
Buona idea, pens. Lo tir fuori, fece per alzarsi per prendere un bicchiere, poi sedette di nuovo. Oh
no, non ci pensare nemmeno. Avrebbe bevuto direttamente dalla bottiglia. Perdio, avrebbe anche
spalmato il burro con un dito, cos non avrebbe dovuto lavare il coltello. Sorrise mentre svitava il tappo
e mandava gi un sorso.
Gli colp lo stomaco con violenza. Cavolo. Strinse i denti e, soffiando, mise gi la bottiglia.
Guard di nuovo nella scatola e trov del formaggio. Poi riprese la bottiglia e tracann un'altra sorsata.
Adesso andava meglio. Il calore della prima si stava gi diffondendo lungo lo stomaco e la pancia.
Attizza il fuoco, amico. Bevve ancora, stavolta pi a lungo.
Sbatt le palpebre e infil un pezzo di formaggio fra le due fette di pane. Niente margarina, cos
si sarebbe risparmiato anche il dito. Diede un morso. Il sandwich era amaro e lo fece tossire. Si ripul la
bocca con un sorso di Martini. Arriva la ciucca, evviva, evviva!, inton la sua mente sulle note di una
canzoncina che gli avevano insegnato alle elementari, chiamata Arriva la mucca. Chiuse gli occhi e
sent l'effetto anestetico dell'alcol irradiarsi per tutto il corpo e la testa. Santo dio, il Martini era ottimo,
e la sua lingua internazionale. Signori del Consiglio Generale, si disse, da questo momento propongo il
Martini come il cocktail delle Nazioni Unite. Ufficializzate la cosa e vi garantisco pace universale in
ventiquattro ore.
Mand gi un altro lungo sorso dalla bottiglia e l'appoggi. Riprese il sandwich e lo studi a
lungo. Non mi attiri gli disse, mettendolo via. Comunque non aveva pi molta fame. Si port la
bottiglia alle labbra e si pieg all'indietro sospirando. Dopo diversi secondi raddrizz la testa e bevve
ancora. Quanto ce n'era stato dentro la bottiglia? Ne era rimasto poco pi di un dito.
Addio, dito. Se lo scol tutto. E pensare, signore e signori all'ascolto, annunci che ero
venuto qui per farmi due uova strapazzate. Adesso sono io un uovo strapazzato. Credetemi sulla parola,
un concetto del genere lascia di stucco. E adesso torniamo alle Avventure di nonno Dave.
Fece un singhiozzo, aggrott la fronte. Chiedo scusa. Il mento gli ricadde sul petto. Dopo un
po' appoggi le braccia sul tavolo e vi pos la testa. Mi faccio un pisolino mormoro. Prenda
appunti. Mio dio, signorina Blodgett, non l'ho mai vista senza vestiti addosso. David si agit sulla
sedia, traendo un profondo sospiro. Mi sento nervoso, pens. Voglio qualcosa, ma che cosa?
Me?
David balz su con un rantolo.
Alle tue spalle.
Si volt. La porta basculante era aperta. Nella saletta da pranzo, appena oltre la soglia,
Marianna lo fissava. David sent i muscoli dello stomaco che si torcevano.
Era nuda.
La guard, incapace di muoversi. Lei inspir, e si suoi seni si gonfiarono, mostrando i capezzoli
scuri e turgidi. Sono venuta a salutarti gli disse in tono canzonatorio.
Lui scosse la testa.
Perch no? Non c' nessun pericolo. Tua moglie dorme. Ho controllato, dorme
profondamente. Abbiamo un sacco di tempo per dirci addio.
David prov il bisogno istintivo di ritrarsi. Sto andando a casa.
Ma certo. Sono venuta solo per salutarti.
Impotente, lui lasci scorrere lo sguardo sul suo corpo. Eccolo, guardami disse lei. David
rabbrivid mentre Marianna si metteva una mano a coppa sotto ogni seno e lo sollevava. Per te disse.
Solo un'ultima volta. I suoi denti erano serrati, le sue palpebre semichiuse. Sai che lo vuoi. Solo
un'ultima volta. Non c' nessun pericolo. Indietreggi lentamente.
No, non lo far, pens lui. Ma la sua mente era come un bambino, di fronte alla crescente
certezza della sua carne. Tent di scuotersi, ma il cervello aveva perso il controllo del corpo. Si alz,
frastornato, e percorse ondeggiando il pavimento verso di lei.
Mi vuoi, non  vero?
Un'ultima volta, pens. Non c' pericolo. Per domani mattina sar partito. Un'ultima volta, solo
una.
Lo vuoi, David?
S. Solo un'ultima volta. Allung la mano verso di lei. Marianna si ritrasse e lui la segu a
passo incerto fino al soggiorno, dove inciamp nel mucchio dei suoi vestiti. Ormai non aveva pi
mente: era corpo, carne, desiderio sfrenato.
Ecco, seguimi. Seguimi come un animale.  questo che siamo. Animali. Ed  tutto ci che
conta, essere animali e goderne. Si lasci cadere sulle ginocchia, appoggi i palmi delle mani a terra.
Prendimi come un animale disse.
Posseduto, David la raggiunse a passo malfermo: il suo profumo di muschio era come una
nebbia attorno a lui, gli saturava il cervello mentre la stanza ruotava, diventava buia. Solo Marianna
davanti a lui, bianca, lussuriosa: un animale. Si liber dei vestiti come se fossero scorie inutili. Non
farmi aspettare gli ordin Marianna. David cadde in ginocchio dietro di lei. Adesso! url lei.
Poi tutto si perse nel desiderio cieco, impazzito, mentre la lussuria di lei gli divorava il corpo e,
per quanto ne sapeva e per quel poco che gli importava, anche l'anima.
Domenica
Svegliarsi non fu come era ogni volta: galleggiare verso l'alto attraverso un abisso di
sonnolenza fino a romperne la superficie e guadagnare la coscienza. Questa volta fu diverso. Per quelle
che gli sembrarono ore rimase sommerso, librandosi su un limbo torbido fra il sonno e la veglia.
Avvertiva il mondo al di sopra, ma non riusciva a sollevarsi fino a esso. Ogni volta che si sentiva
risalire, qualcosa lo trascinava gi di nuovo. N vivo n morto, giaceva sospeso in un vuoto senza
rumori.
Alla fine ci fu un suono: qualcosa a distanza, onde che si infrangevano, uno scrosciare di
pioggia sferzata dal vento sul vetro di una finestra. Lentamente David sollev le palpebre appesantite.
Sul soffitto tremolavano delle ombre che mutavano forma come gelatina. La testa si volt di qualche
centimetro poi, incontrollata, ricadde di lato. Lui fiss la finestra sopra la libreria di destra: era
ricoperta da un reticolo d'acqua in continuo movimento. Gli schemi fluttuanti lo avvilupparono in una
nebulosa, passiva sottomissione.
Tent di tirarsi su e scopr che non ne era capace. Non posso muovermi. Il pensiero colava come
sciroppo fra le fenditure del suo cervello. Pens di guardare l'orologio, ma era legato a una sbarra
d'acciaio che era stato il suo braccio. Sbatt le palpebre e abbass lo sguardo, fissando inebetito una
fila di libri. Il suo corpo continuava a dormire, ma lui sentiva che la mente si stava ridestando.
Quella mattina presto (era ancora mattina, adesso?) si era svegliato scoprendosi rannicchiato
come un feto e nudo, sul tappeto. Travolto dai brividi era riuscito faticosamente a mettersi in piedi e a
vestirsi; i vestiti erano sparpagliati per tutta la stanza. Poi si era accasciato su una poltrona e si era
riposato per un po' prima che una sete torturante lo costringesse ad alzarsi di nuovo e a trascinarsi in
cucina, dove aveva trangugiato cinque bicchieri d'acqua di fila, lasciandola sgocciolare sul mento e
lungo i vestiti. Dopo di che era tornato in soggiorno ed era crollato sul divano, perdendo subito
conoscenza.
Che ora era? Si costrinse a sollevare il braccio, gemendo per lo sforzo che comportava. Il
quadrante dell'orologio si mostr indistinto ai suoi occhi, poi lentamente si mise a fuoco. Le nove e
sedici. Il braccio ricadde pesantemente, le palpebre si richiusero. Il cervello fece una specie di capriola
all'indietro, rovesciandosi in un movimento protratto. Lo costrinse a invertire la marcia, sollevando di
nuovo le palpebre. Non doveva dormire.
Una volta, durante un addestramento di base, aveva affrontato un commilitone del suo reparto
in un incontro di pugilato. L'uomo lo aveva colpito pi volte allo stomaco e il mattino successivo lui si
era sentito come si sentiva adesso, con i muscoli molli, arrossati e doloranti. E aveva anche sete di
nuovo: si sentiva la carne della gola come essiccata. Si domand se avesse la forza per andare a bere un
bicchiere d'acqua. Era come se ogni muscolo fosse racchiuso nel piombo. Non riusciva a capire dove
finiva il suo corpo e dove cominciava il divano: erano tutti e due fusi insieme in una massa
pesantissima. E c'era qualcos'altro: un dolore sulla parte posteriore della gamba sinistra. Solo dopo
essersi concentrato cap che era il muscolo sciatico a dolergli, con quella sensazione di mal di denti
nella carne' di cui aveva sofferto per sedici mesi nel 1967-68, quando il disco era scivolato fuori quasi
alla base della colonna vertebrale.
David chiuse gli occhi con una smorfia. Tutto il dolore messo insieme non bastava a dissipare il
senso di colpa che provava. Per l'ennesima volta aveva tradito la fiducia di Ellen, e la sua mente aveva
perso un'altra battaglia. Perso?, pens amaramente. Non c'era stata lotta. Solo quando le esigenze della
sua carne erano state soddisfatte si era fatta viva la sua mente, come un servo vigliacco che si era tenuto
nascosto mentre il suo padrone era in pericolo, per poi rispuntare, umile e contrito, una volta passata
l'emergenza.
Cerc di alzarsi: dovevano andarsene da l. Ma non riusc nemmeno a mettersi seduto. Le
membra erano paralizzate come quelle inanimate di un paraplegico. Lott con tutta la volont che
aveva, riuscendo appena a muoversi. Alla fine si accasci all'indietro, stremato e senza fiato. Com'era
possibile sentirsi cos stanchi?
Lei  esausto, vero? Lei dorme molto. Ha una sete spaventosa che non riesce a soddisfare. Si
sente il plesso solare pesante e indolenzito. La signora Brentwood sapeva davvero? A dispetto di oltre
quarant'anni di logica ostinata, era concepibile che Marianna fosse un fantasma?
E va bene. Lo disse cocciuto, a denti stretti. Doveva prenderlo in considerazione perch era
concepibile. Non importava ci che lui pensava o credeva: c'erano delle prove a sostegno.
Il giorno in cui erano arrivati, Ellen aveva scelto di non entrare nello studio. E non aveva dato
l'impressione di soffrire particolarmente il freddo. Eppure, una volta dentro casa, era stata colta dai
brividi, a tal punto che lui aveva dovuto coprirla e accendere il fuoco.
Una prova.
Quando Marianna lo aveva sedotto per la prima volta, lui aveva provato la sensazione
schiacciante di fare qualcosa di sbagliato. Certo, poteva semplicemente trattarsi della coscienza sporca.
Allo stesso tempo, per, poteva essere qualcosa d'altro, sepolto dentro di lui, che reagiva a una
trasgressione, alla cancellazione dell'etica umana.
Quell'involontaria contrazione al plesso solare quando Marianna era presente, pi forte ogni
volta che si avvicinava. Non era una cosa immaginata: sapeva che gli era capitata per davvero. E che
cos'era, poi? Semplice tensione? O qualcosa di completamente diverso? Quella sensazione che aveva
provato quando si era recato da Ellen dopo il primo incontro con Marianna. Soltanto senso di colpa?
Oppure, insieme alla colpa, il bisogno di conforto da parte di un bambino spaventato?
Una prova.
Perch si era sentito tanto sollevato quando avevano lasciato la casa venerd sera? Non c'era
bisogno di girarci intorno: aveva provato una grandissima sensazione di liberazione. Era stato solo
perch si era sentito rassicurato, perch non correva il pericolo che Ellen potesse incontrare Marianna?
O la separazione aveva provocato una paura che gli era penetrata fin nelle viscere? Ricordava
benissimo di aver pensato, all'emporio e poi in macchina, che se fossero tornati a casa gli sarebbe
accaduto qualcosa di terribile. Semplice apprensione? O il presentimento di un pericolo maligno?
Il vero e proprio terrore che aveva provato, temendo di non riuscire a soddisfare Ellen. Non gli
era mai capitato prima. Si era trattato di una specie di crisi d'ansia? O, invece, aveva sentito di essere a
corto di energie vitali? Perch aveva tentato di sedurla in macchina? Non soltanto per ottenerne uno
stimolo erotico. Ricordava chiaramente di aver pensato che doveva farlo l, che in casa non poteva
soddisfarla. Ricordava l'orribile sequenza di momenti, pi tardi, quando si era convinto che stava per
impazzire. Non c'era stata una ragione logica, per tutto ci, nemmeno una.
Una prova.
Quel senso di estasi, quello stato di incredibile liberazione. Si era convinto che fosse solo
sollievo per aver risolto il problema con Ellen. E se invece fosse stato perch Marianna lo aveva
lasciato andare? Ellen non era stata colta subito dopo da una grande stanchezza, al punto di mettersi a
letto e di addormentarsi, impedendo che potessero lasciare la casa?
Qui per la prova non era inconfutabile. Nulla suggeriva che Marianna potesse avere effetto
anche su sua moglie. Ellen non la conosceva nemmeno, non aveva niente a che fare con lei. David
chiuse gli occhi, sconfitto. Perch lottare? Era lui il problema: la sua insufficienza, il suo fallimento.
Non poteva cavarsela buttando tutto sull'occulto. Sarebbe stato pi facile credere che Marianna non
esisteva nemmeno, che era stata tutta un'allucinazione.
Si aggrapp anche a quella pagliuzza prima di rendersi conto, con un triste sorriso, che
difficilmente la signora Brentwood poteva aver sofferto di quella stessa allucinazione. Non che lui non
fosse il soggetto ideale per una fantasia erotica: di mezza et, depresso, alle prese con seri problemi
coniugali. Ma non era quello il problema. Era lui: assolutamente sano ma, sotto certi aspetti, piuttosto
imperfetto. Anche lui era terreno, legato alla carne, complice fin troppo arrendevole delle sue costanti,
inesorabili pulsioni.
Rumore di passi per le scale. David trov chiss dove la forza per alzarsi. Era Marianna? Non
aveva molte ragioni per supporre che si trattasse di lei, ma ebbe paura che fosse cos, che potesse
trovarsi al piano di sopra con Ellen, che le avesse raccontato tutto. Le dita graffiarono lentamente il
cuscino del divano mentre i passi si avvicinavano.
Ellen si ferm e lo guard sorpresa. Ehi, ciao.
Ciao. David tent di sembrare calmo, di restituirle il sorriso mentre lei attraversava la stanza.
Come stai? le chiese.
Bene.
Ellen sedette accanto a lui. Quasi fosse un gesto casuale, invece che l'agonizzante spostamento
di due pesi insostenibili, la cinse con entrambe le braccia. Ellen lo baci sulla guancia. Buongiorno.
Giorno, El.
 proprio una giornata favolosa per partire, eh?
Lui grugn. Davvero.
Hai dormito?
Non molto.
Oh. mi dispiace. Gli strinse la mano. Dove hai dormito? Qui gi?
Gi. Sper che non gli domandasse perch. Perlopi il gatto sonnecchia.
Ellen lo bad ancora sulla guancia. Dormirai stasera.
Lui non riusciva a visualizzare cos lontano.
Scusami se ieri pomeriggio mi sono addormentata in quel modo disse Ellen. Dovevo essere
pi stanca di quanto credessi.
 tutto a posto. Ne avevi bisogno.
Lei studi la sua faccia. Da quanto tempo sei sveglio?
Un'ora o due.
Cos tanto. Sembr di nuovo sorpresa. Allora hai mangiato.
David esit. No.
Non hai mangiato?
Ho preso un po' di caff.
Vuoi mangiare qualcosa prima di partire?
Partire, pens lui. L'idea stessa gli sembrava non solo impegnativa, ma in qualche modo
irrealizzabile.
Potremmo fermarci lungo la strada per l'aeroporto, se preferisci si affrett ad aggiungere
Ellen.
Oh, perch non mangiare qui, allora? replic lui. Finiamo le provviste.
Oh. Ellen esit, poi annu. D'accordo, cucino io. Si guard intorno. Dov' la tua tazza?
Lui la fiss senza capire.
Non hai detto di aver preso un po' di caff?
Ah, s. L'ho lavata dopo aver finito.
Lei annu di nuovo e si alz. Mentre puntava verso la cucina, David avvert una fitta dolorosa di
paura. Che c'era che non andava in lui? Non voleva mangiare a casa, voleva andarsene. Uh...
Ellen si volt. S?
Mi porteresti un po' acqua? le chiese.
Lei rimase immobile.
Che c'? le chiese ancora.
C' qualcosa che non va?
No. Per poco non trasal, sentendo il tono della propria voce allegro in modo grottesco.
Perch me lo chiedi?
Era solo un'impressione.
No.
Ellen lo studi per qualche altro secondo, poi and in cucina. Si volt quasi subito. Forse
sarebbe meglio che telefonassi per prenotare il volo mentre preparo la colazione.
Non c' nessuna fretta.
Ellen lo studi di nuovo. Facendogli domandare se non apparisse stanco come negli ultimi
giorni. Scandagli ansiosamente il cervello in cerca di qualcosa da dire, per convincerla che andava
tutto bene. Si stava ancora sforzando quando Ellen si gir ed entr in cucina.
Quando la porta si fu richiusa, David si accasci contro lo schienale, completamente privo di
forze. Chiuse gli occhi e lasci ciondolare goffamente la testa. Se solo fosse riuscito a dormire. Reag
con un sussulto al pensiero, drizz la testa e guard deciso il caminetto. Era una cosa che non doveva
fare.
Aggrott la fronte, confuso. Non riusciva proprio a spiegarsi perch avesse proposto proprio lui
di fare colazione a casa. Non solo era una perdita di tempo prepararla, ma poi ci sarebbero stati piatti e
pentole da lavare... ed erano gi quasi le dieci. Dobbiamo andare, pens. Cerc di alzarsi per
andarglielo a dire, ma non ne fu capace.
Quando Ellen torn con un bicchiere d'acqua, lui pens:
Magari sarebbe meglio stare qui per oggi e disdire tutti i servizi. Per poco non lo disse a sua
moglie, ma si trattenne in tempo. Nervosamente prese il bicchiere. Grazie. Mentre beveva sent gli
occhi di Ellen fissi su di lui.
Sei sicuro di non voler mangiare lungo la strada? gli chiese.
Dobbiamo consumare quel cibo si sent rispondere David, stupito dalla logica infantile della
risposta. Voglio dire... c' tempo. Tanto abbiamo gi perso il volo del mattino.
Ce n' uno di pomeriggio?
Immagino di s.
Non abbiamo un orario con noi?
Non mi pare.
Oh. Ellen annu, ovviamente contrariata. E non credi che sia necessario prenotare un volo?
C' tempo.
David aveva la sgradevole sensazione di sembrarle un vecchio. Mentre lei lo fissava, ruppe il
silenzio con la prima cosa che gli pass per la mente. Mi dispiace di aver finito il Martini, ieri sera.
All'inizio Ellen non replic, poi disse: Non lo sapevo.
Non hai visto la bottiglia vuota?
No.
Andiamo. Gli stava mentendo, questo era evidente. Sapeva che Ellen non approvava il fatto
che lui bevesse.
Che vuoi dire?
Non puoi diplomaticamente far finta di non averla vista.
Ellen sembr perplessa. David, non l'ho vista. Che stai cercando di dire?
Lui la fiss istupidito. Dopo un po' deglut. Niente.
Ellen sedette accanto a lui. Sono sicura che c' qualcosa che non va disse.
Perch?
Perch... Aggrott la fronte come se la risposta fosse talmente ovvia da non richiedere una
spiegazione. Vuoi dirmi che non c'?
Proprio cos. David trasse un respiro tremante. Non c' niente.
Si sforz di pensare a qualcos'altro da dire, ma senza riuscirci: la sua mente era come un
caleidoscopio roteante, con frammenti di pensiero che si affollavano in interminabili, fugaci
combinazioni. Lei continu a fissarlo con tale intensit da costringerlo ad aggrapparsi a una di esse.
Come mai non ti metti pi la camicia da notte?
Cosa?
Non hai sentito?
Ho sentito.
E allora?
Non vedo che cosa abbia a che fare con...
Ogni cosa ha a che fare con qualcosa. David distolse lo sguardo, poi torn a fissarla con
rabbia. Non vuoi rispondere, vero?
Pensi davvero che sia vitale per te saperlo adesso?
Lo .
E va bene disse lei. Non me la metto pi perch tu non vuoi che lo faccia.
Ma di che stai parlando?
L'ho portata per un sacco di tempo, David. Un sacco di tempo. Ho cercato di sembrare pi
carina che potevo per te. Scroll le spalle. Ma fra... si interruppe.
Cosa?
Niente.
Fra cosa?
David, non  n il tempo n il luogo giusto. Dobbiamo partire.
David strinse i denti in modo spasmodico. Fra cosa?
Ellen chiuse gli occhi e respir a fondo, quasi per prendere forza. Fra una notte in cui non
t'importa niente di quello che indosso e la notte successiva in cui vuoi che mi vesta come una puttana,
semplicemente era diventato del tutto inutile mettermi una camicia da notte.
Volevo che tu... David sembrava esterrefatto.
Lo neghi? Adesso Ellen aveva gli occhi spalancati, piantati su di lui con aria di sfida. Il
corsetto nero? Reggiseni ridottissimi? Calze di seta nera? Scarpe nere con i tacchi alti? Come pensi che
mi facessero apparire?
Magari come una donna eccitante replic lui. Magari no. La guard con freddezza.
Dormivi con quella roba addosso una notte s e una notte no, vero?
La indossavo ogni volta che me lo chiedevi.
E a volte anche quando non te lo chiedevo.
Perch sapevo che tu volevi cos.
Per ti facevano ribrezzo.
Non ribrezzo, per l'amor del cielo! Pensi che sia una bacchettona?
Hai detto che ti facevano ribrezzo.
Tu, l'hai detto! Ellen fu scossa da un brivido di furia repressa. Quello che voglio dire 
che... ogni tanto mi sarebbe piaciuto sdraiarmi accanto a te in una bella camicia da notte di pizzo.
Starmene l e basta, mentre tu mi tenevi fra le braccia. Calma e rilassata. Tua moglie. La tua ragazza!
Le si ruppe la voce e lei si alz di scatto. Vado a preparare la tua colazione.
Al diavolo la mia colazione!
Adesso non la vuoi pi? Lo disse in modo tranquillo, senza la minima traccia di emozione.
Adesso non la voglio pi.
Lei annu una volta. Allora non c' nessuna ragione per non partire, giusto?
David sent i muscoli dello stomaco che si tendevano.
Tu vuoi partire, vero? chiese Ellen.
Lui non aveva una risposta.
Tu vuoi partire, vero?
Le rivolse un sorriso velenoso. Te lo dir quando lo sapr rispose.
David si sent circondato da un silenzio tale che ebbe l'impressione di poter ascoltare il rumore
di ogni singola goccia di pioggia che picchiettava contro la finestra, e di identificare ogni singola
ondata che si infrangeva sulla spiaggia. Si ostin a guardarla fisso negli occhi fino a che il volto di
Ellen divenne sfuocato.
Quando lei si gir e disse qualcosa, David fu colto di sorpresa.
Che cosa?
La voce di lei era calma. Ti ho chiesto dov' la mia giacca.
 in macchina.
E le chiavi?
Lui deglut. In macchina.
Ellen annu una volta, in modo molto formale. Grazie. Mentre si dirigeva verso la porta,
David avvert uno spasmo doloroso al cuore. Non andartene!, pens.
Lei si volt a guardarlo.
Vado al pi vicino telefono gli disse con calma. Chiamer casa per sapere come stanno
Mark e Linda. Poi chiamer l'aeroporto e prenoter un volo. Dopo di che torner per vedere se sei
pronto a partire. Fece una pausa. Se non lo sarai disse andr a casa senza di te. Richiuse
rumorosamente la porta e scomparve.
David ebbe voglia di correre verso la porta, di aprirla e di gridarle dietro: Non volevo!
Torniamo a casa adesso! Poi sent il rumore del motore che veniva avviato e seppe che era troppo tardi.
Era solo in casa.
No. Si guard intorno, atterrito. C'era Marianna? Pronta nuovamente a farsi strada verso di
lui? Rimase a lungo seduto, sconvolto all'idea. Solo col passare dei minuti, e visto che non succedeva
niente, chiuse gli occhi e lasci andare le spalle, rilassato.
Ma dur poco. Come poteva rilassarsi, in una situazione del genere? Cerc di capire che cosa
gli stava succedendo, ma non riusc a trovare un senso. Voleva andarsene, eppure aveva proposto a
Ellen di preparargli la colazione. Voleva tornare a casa, eppure si era comportato come uno che non
avesse nessuna intenzione di farlo. Avrebbe voluto dire delle cose precise, ma non ci era riuscito.
Tirando le somme, aveva agito in modo contrastante con i suoi desideri al punto di pronunciare parole
che contraddicevano apertamente la sua volont. In breve stava dimostrando tutti i sintomi di una
persona sotto controllo. Ma il controllo di chi? Di Marianna? Non lo avrebbe accettato: era troppo
distante da tutto ci in cui credeva. Il che lasciava un'unica possibilit: il conflitto proveniva
direttamente dal suo subconscio.
La sua mente stava cedendo.
No. Si costrinse ad alzarsi e a muoversi verso la cucina, sforzandosi di ignorare la fitta di
dolore alla gamba, data l'andatura rigida e strascicata che era costretto ad assumere. Non c'era niente
che non andava nella sua mente. Era il senso di colpa che lo faceva agire in quel modo.
Si ferm di scatto, piegandosi mentre una macchina si fermava all'esterno. Era tornata! Un
sorriso ansioso prese forma sulle sue labbra mentre si avviava verso la porta. Mi dispiace, Ellen.
Torniamo a casa subito. Le dita si chiusero sul pomello e tirarono.
Rimase immobile quando la signora Brentwood corse alla porta e si ferm. Mi aspettava?
chiese con un mezzo sorriso.
Io... David scosse la testa, incapace di concludere la frase.
La donna entr in casa, con l'impermeabile che lo sfior frusciando e facendolo sussultare.
Non chiude la porta? gli domand, voltandosi verso di lui.
David deglut e la richiuse.
Ho incrociato sua moglie.
David attese.
Sta andando via, vero?
S.
E partite tutti e due?
David non seppe che rispondere.
Partite tutti e due, signor Cooper?
S.
La donna sembr sollevata. Quando ho visto la vostra macchina ancora parcheggiata fuori,
questa mattina...
David si domand come mai provasse tanta animosit nei riguardi di lei.
Signor Cooper?
Che c'?
Lei parte?
David sent la pelle tirarsi sugli zigomi. Vuole che glielo metta per iscritto?
La signora Brentwood trasal. Santo dio, che aggressivit. Siamo gi arrivati all'aggressivit.
Le dita di David sembrarono richiudersi di loro volont fino a che le unghie non scavarono la
pelle. Immagino che significhi qualcosa disse.
Significa, mio caro signore, che se lei non riesce a lasciare questa casa oggi, potrebbe non
lasciarla mai pi. Sano di mente, intendo.
Dopo qualche momento lui ridacchi sotto i baffi e si volt.
Mi stia a sentire! La donna lo afferr per un braccio. Lei  posseduto! Per quanto quest'idea
le possa sembrare folle, lei  posseduto, e la sua volont  quasi scomparsa. Gli affond la punta delle
dita nella carne fino a fargli male. Le conviene ascoltarmi, signor Cooper. Non esiste sulla terra
avversario pi spaventoso di un morto che non vuole riposare. Marianna  un'anima frustrata e
contorta. Per tutta la vita non ha pensato che ai piaceri della carne. Terry Lawrence non aveva alcuna
importanza per lei, se non rifornirla di un altro corpo da potere usare... proprio come adesso sta usando
il suo. S, so anche questo aggiunse mentre lui si irrigidiva.
Prima di morire, Marianna ha avuto un'interminabile serie di amanti, ognuno pi disgustoso
del precedente... E poi, verso la fine, si  abbandonata del tutto alla lussuria con uomini che erano pi
animali che umani... bruti, degenerati. L'ultimo di loro - un operaio alcolizzato che era gi stato in
carcere una decina di volte per abusi sessuali - la picchi con tale violenza che, quasi impazzita, lei si
tolse la vita: ruppe con le mani una delle finestre dello studio, si tagli le vene e si lasci morire
dissanguata. Questa  la creatura che la controlla, che l'affascina. Oh, non lo neghi. Mi risparmi questo,
almeno. Lasci la casa e basta.
David si sent vacillare, con il pavimento che gli si sollevava sotto i piedi. Tutto questo solo
perch Marianna  giovane? disse, sulla difensiva. Solo perch Marianna ha la bellezza che lei ha
perso? Scosse la testa. Quanto deve odiarla. La sua stessa figlia.
Oh. La donna lo disse come se fosse un gemito di dolore. Santo dio, santo dio... di nuovo?
Un sorriso amaro si disegn sulle sue labbra. Be', ma perch mi stupisco? disse. Non  la prima
volta. E naturalmente lei le ha creduto. Naturalmente...  una bugiarda cos abile. Come non
crederle?
Con questo vorr dirmi, immagino, che lei non  sua madre.
La risata della signora Brentwood fu aspra, dura.
Mio caro signore disse. Marianna era mia sorella.
Nuovamente quella sensazione che il pavimento gli si sollevasse sotto i piedi, che oscillasse.
David la ricacci indietro.
Non avevo intenzione di dirglielo prosegu la donna. Anzi, lei  il secondo inquilino di
questa casa a cui lo abbia detto. Fece una pausa. L'altro  stato il povero sventurato che impazz.
Non serv a niente dirglielo, naturalmente. Non credette a una parola di ci che gli dissi.
Nemmeno io, signora Brentwood.
A quel punto lei sembr arrendersi, e la sua espressione divenne quella di un avversario che ha
perso ogni interesse nella battaglia. David la incalz, sfruttando il vantaggio.
Trovo alquanto sospetto che ancora una volta lei non mi abbia fornito una sola prova
concreta disse. Certamente esiste... specialmente se lei  sua sorella. Un certificato di morte, per
esempio. Articoli sul giornale.
Esistono disse lei. Li ho a casa.
Dove senza dubbio rimarranno disse David con decisione. Senza essere visti da nessuno a
parte lei.
La signora Brentwood alz le spalle.
Mi perdoni se le parlo cos francamente disse. Ma lei deve avermi preso per un idiota. Un
fantasma fatto di carne? Che respira? Un fantasma con cui posso fare l'amore?
La mancanza di reazione della donna lo lasci interdetto. Quant' spiacevolmente ignorante
disse lei. Ma del resto come ci si pu aspettare che uno come lei sappia che c' tutta una letteratura in
materia, piena di casi comprovati di fantasmi le cui apparizioni - a tutti i cinque sensi dei testimoni -
erano quelle di esseri viventi? Il suo sorriso lo fece sentire un babbeo. Respiro e sesso compresi
concluse lei.
David rabbrivid. E naturalmente tutti indossavano dei vestiti le disse in tono beffardo, ma
senza troppa convinzione. Salivano le scale e aprivano le porte.
E sollevavano oggetti e creavano ombre e strangolavano la gente aggiunse la donna.
Esattamente.
La signora Brentwood sollev le mani, quasi per addolcirlo. Facciamo finta per un momento
che non voglia dissuaderla riprese. Ma deve essere evidente anche a lei che se Marianna non solo
non si prende la briga di farle sapere che  un fantasma, ma sceglie anche di non crederlo lei stessa, di
conseguenza si mette e si toglie i vestiti davanti a lei, anche se potrebbe altrettanto facilmente farli
apparire e scomparire in pochi secondi. Apre le porte quando potrebbe, se solo lo volesse, passare
attraverso di esse come vapore. Sale le scale anche se  in grado di spostarsi da un posto all'altro in un
attimo.
La mente di David si riavvolse su s stessa, impotente, e lui cerc altri elementi di difesa,
trovandone solo uno. Per fortuna era irrefutabile. Glielo sbatt in faccia. E pu anche sfilarsi una
catena e un medaglione dal collo e lasciarli per tutta la notte in mio possesso?
Santo dio, ancora quel sorriso.
Un apporto, signor Cooper... un oggetto materializzato che pu esistere per un periodo
indefinito di tempo. In questo caso un oggetto prelevato da casa mia... dove si trova in questo
momento, chiuso dentro un cofanetto di gioielli in camera di Marianna. Gesticol distrattamente. Ma
naturalmente questa  una bugia. Me la sono inventata in questo momento. Lo fiss un altro secondo
prima di afferrare il pomello della porta.
Un'ultima bugia prima di andarmene disse. Mi  appena venuta in mente, ed  cos originale
che non posso fare a meno di offrirgliela. Lo sa perch si sente esausto? Perch le fa male il plesso
solare? Perch  cos disidratato? Questo la divertir. Perch lei sta agendo come un medium. Il corpo
con cui ha... fatto l'amore, come lei si  educatamente espresso, consisteva in ogni minimo dettaglio di
cellule del suo stesso corpo. Non  una bugia meravigliosa? Aspetti, c' di meglio. Lei lo ha sempre
saputo. La sensazione che provava era quella di una sollecitazione al plesso solare. E adesso addio. Si
diverta.
Lasci la porta socchiusa, cos che il vento freddo penetr all'interno schizzando il pavimento
di pioggia. David attravers faticosamente la stanza e la richiuse lentamente. Poi si volt, and verso la
poltrona pi vicina e vi si accasci. Non  vero, si disse. Era stata solo psicologia di bassa lega, quella
per cui un bugiardo ti racconta una bugia dicendoti che  una bugia allo scopo di sottintendere che
invece  la verit. E comunque di bugie si trattava: tutte, dalla prima all'ultima. Doveva essere cos
perch...
Rinunci. Semplicemente non sapeva pi che cosa credere. Tutto ci che rimaneva nella sua
mente era la disgustosa nozione che lui poteva aver fatto tutto da solo, che addirittura aveva fatto
l'amore con la sua stessa carne. Se era vero significava che aveva portato a compimento, alla lettera,
ci che aveva fatto in tutti quegli anni sotto il profilo emotivo... privilegiando pi di ogni altra cosa la
gratificazione personale.
Dio... Chiuse gli occhi, consapevole delle lacrime calde che gli rigavano le guance, eppure
sentendole appena. Devo lasciare questo posto. Strinse i denti. Se solo fosse riuscito a resistere fino al
ritorno di Ellen. Allora poteva lasciarsi tutto alle spalle, ricominciare da capo. Tieni duro, implor a s
stesso. Lei sta tornando, sar qui fra poco. Cerca di resistere.
Alz la testa di scatto quando la porta di casa si richiuse. Si era addormentato? Fiss Ellen
mentre attraversava la stanza e si fermava di fronte a lui. Si sentiva la mente vuota.
Il bambino  nato ieri sera disse Ellen. David fece per parlare, ma lei lo interruppe. Il parto 
stato difficile e Linda  ancora in ospedale, in condizioni gravi.
David la guard senza dire nulla. S, certo, pens. Partiamo subito. Quanto gravi? chiese.
Ellen aggrott la fronte. Ha importanza? chiese a sua volta. Modificher la tua decisione di
partire o no?
Ti ho fatto una domanda.
Potrebbe morire, David. Sentendo che le si spezzava la voce, lui si accorse all'improvviso -
come poteva essergli sfuggito? - che sua moglie stava lottando per ricacciare indietro le lacrime. Mio
dio, El, mi dispiace, pens; ma certo che partiamo. Invece rimase seduto in silenzio, guardandola.
Parla, si disse, senza capire se si riferisse a lei o a s stesso.
David, hai intenzione di partire? gli chiese.
No rispose lui. Un'ondata di panico gli sferz la mente. Volevo dire s!, pens. Ma certo,
voglio partire!
Ellen sembr sgomenta. Anche se lei si trova in ospedale? gli domand, guardandolo poi
come se si trovasse di fronte un impostore. Anche se potrebbe morire?
Vattene da qui si sent replicare David. Non sono io, pens atterrito. Non intendevo questo,
El. Io voglio andarmene, ma...
Non ti capisco, David. Cominci a piangere. Sul serio, non ti capisco pi.
David voleva disperatamente saltare su, gettarle le braccia al collo, consolarla, portarla
all'aeroporto e tornare a casa insieme a lei. Proprio mentre sentiva di volere questo, gli giunse la sua
stessa voce, fredda, che diceva: Peccato. Ellen, aiutami!, pens.
Mio dio mormor Ellen. Ma che ti sta succedendo?
Lascia che ti informi disse lui a voce bassa, allusiva. Non sono io!, url la sua mente.
Finalmente so quello che voglio. Non te, non il matrimonio... non voglio essere marito, padre... che
noia. Sent le labbra ritrarsi in un sogghigno. No, pens. Che dio mi aiuti, no.
Sesso farfugli. Lussuria. Capisci cosa intendo? Depravazione. David sent i muscoli delle
braccia che si tendevano, li sent che lo aiutavano a sollevarsi dalla poltrona. Ellen si ritrasse con
un'espressione di raccapriccio sul volto. Hai afferrato la situazione? Sono stufo della tua bigotteria da
santarellina. (No!). Voglio donne. Donne: di tutti i tipi che riesco a trovare, vecchie o giovani non
importa. Voglio rimpinzarmene, grufolare nel fango insieme a loro. (No!) Puttane! Troie! Vacche!
Le parole gli scaturivano dalla bocca come acido; sentiva il suo corpo in preda alle convulsioni mentre
la inseguiva per la stanza. Voglio oscenit! Orge e corruzione! Sudiciume! Profanazione! La sua
voce sal di tono fino a diventare stridula, quella di un pazzo. Che Dio ti stramaledica, levati dai piedi
prima che ti uccida!
Mentre la incalzava, Ellen perse l'equilibrio e cadde all'indietro sulla scala, sbattendo la testa.
Le mani di David, simili ad artigli, si unirono piegando all'indietro le dita e lui incespic sulle gambe
di Ellen e piomb di peso sul ginocchio sinistro, emettendo un urlo animalesco quando avvert una fitta
bruciante sulla rotula. Accecato dal dolore scagli la testa all'indietro, stringendo i denti. L'oscurit lo
avvolse e lui si lasci cadere sul fianco destro, tenendosi il ginocchio con le dita paralizzate. Alzati! gli
ordin una voce. Drizz la testa. Ellen giaceva scomposta ai piedi della scala e lo fissava con
un'espressione inorridita negli occhi. Oh mio dio, pens lui, allungando una mano tremante. Ellen.
Riusciva appena a parlare, con una voce torbida e affaticata... ma almeno era la sua. Portami via di
qui. C' qualcosa di orribile in questa casa. Non io. Risucchi l'aria, sibilando. Ti prego, portami a
casa aggiunse in un bisbiglio rauco.
Lei stava annuendo. Oppure no? David sbatt le palpebre e la guard a occhi socchiusi. S,
stava annuendo lentamente mentre si rimetteva faticosamente in piedi. D'accordo disse. Cominci a
risalire la scala all'indietro, con andatura barcollante. D'accordo.
David ricadde sul fianco, con la guancia appoggiata sulle assi di legno gelide. Andr tutto bene,
pens. Lei capisce, lei sa che non ero io a dire quelle cose. Pi tardi le spiegher tutto, pi tardi. Chiuse
gli occhi, sentendosi pervadere da un senso di rassicurazione. Sent anche i muscoli delle braccia e
delle gambe che si scioglievano. Rilassati, pens. Ormai  finita. Giacque immobile, ascoltando il
suono della pioggia. Il piacere dell'abbandono lo inond come una brezza riscaldata dal sole.
Magnifico, pens; quasi una ripetizione di quello stato d'animo ottimistico che aveva provato
quando...
Si tir su di scatto. All'improvviso il rilassamento del suo corpo lo terrorizzava. Santo dio,
quasi non sentiva pi nemmeno il dolore alla gamba! Si alz in piedi e, zoppicando, risal la scala il pi
in fretta possibile. Non era vero, non poteva esserlo. Ellen? la chiam, terrorizzato. Ellen?
Appena oltrepassata la soglia della camera da letto incespic sulla giacca di lei e si raggel,
fissandola a bocca spalancata. Ellen era appoggiata alla testata del letto, per met bocconi, per met
seduta. Si era sfilata la gonna fin sui fianchi, sbottonata la camicia e, respirando pesantemente, con gli
occhi sgranati e accesi da una luce di bramosia, si stava tirando su il reggiseno. I seni ricaddero liberi:
Ellen li afferr subito e cominci a dimenarsi sul materasso. Mentre David osservava allibito, lei si
port i seni all'altezza della bocca, abbass il mento e prese a leccarsi i capezzoli turgidi con gli occhi
semichiusi, emettendo suoni di gola simili ai grugniti di un animale. David attravers la stanza, sempre
fissandola incredulo. Giunto al letto, Ellen alz lo sguardo e poi, con un sorriso lascivo, torn ai suoi
seni, baciandoli e leccandoli con spudorata intensit. La presenza di lui sembrava solo averla eccitata di
pi.
Ellen... David si sentiva tanto imbarazzato quanto sgomento. Mai, nella sua vita, aveva visto
una donna che faceva l'amore con s stessa, figuriamoci sua moglie. Quella vista lo innervos e lo
spavent, anche se non riusciva a reprimere del tutto un fremito di distorta eccitazione. Ellen, non
farlo farfugli.
Lei guard su. Perch? Vuoi farlo tu? Prima che lui potesse replicare qualcosa, Ellen abbass
la testa e ricominci.
Ellen! David l'afferr per le mani e gliele tenne strette. Lei drizz la testa e lo incener con lo
sguardo. Lasciami disse con una voce maligna, rauca.
Ellen, non sai quello che stai facendo.
La sua risata gli raggel il sangue. Idiota disse lei. Sei tu che non lo sai. Inaspettatamente si
liber le mani con uno strattone e torn a stringersi i seni. Li tenne su e si guard con un'espressione di
bramoso desiderio. Avere un corpo disse. Riuscire a sentirlo e ad accarezzarlo. Un corpo vero.
L'orrore lo trafisse fin nell'anima. Stravolto, quasi incapace di muoversi, osserv sua moglie
che si dimenava sul letto, abbandonandosi alla sua folle autoadorazione. David sent le proprie labbra
muoversi senza emettere alcun suono, sent la parola che prendeva forma nella gola. Alla fine giunse.
Marianna? Si pieg in avanti nel tentativo di distinguere qualcosa nella sua faccia. Sei tu, vero?
Lei abbandon la nuca contro la testata del letto e gli sorrise. David prov un senso di nausea
allo stomaco. Vero?
Lei si limit a sorridere ancora e chiese: Chi?
Lui rabbrivid. Non farlo.
Chi  Marianna?
Accidenti a te! Le parole gli uscirono quasi in un singhiozzo.
Immobile, lei torn a guardarsi il corpo, tirando i piedi all'ins fino a sollevare le ginocchia e il
bacino. Il mio corpo disse.
Marianna!
Lei lasci cadere il tronco e, piegando all'indietro la testa, guard su, divertita. Non so chi sia
questa Marianna, lo rimprover ma direi che non ti piace nemmeno un po'.
David la supplic. Non fare questo, ti prego, non farlo.
Fare cosa?
Lui chiuse gli occhi, tremando convulsamente. Marianna, lasciala.
Vuoi sapere una cosa? disse lei. Scommetto che sono in grado di spiegarti cosa significano
queste cinque X. Secondo me significano che qualcuno se n' fatte cinque in un'ora. Per me significa
questo, ci scommetti?
Marianna, per l'amor del cielo!
Perch continui a chiamarmi cos? disse lei. Sono tua moglie. Gli sorrise lascivamente.
Hai detto che volevi sesso, depravazione. Ci penser io... ti dar tutto quello che vuoi. Orge e
corruzione,  cos che hai detto. Bene. Lo voglio anch'io. Perch no? Perch dovrei essere ancora
virtuosa? Strinse i denti con ferocia e, sollevando le anche, si sfil le mutandine, scaldandole via. 
questo che vuoi? Prendilo, allora! Saziatene! Adesso sei sposato a una puttana, a una vacca! Con il
viso deformato e tutto rosso per l'eccitazione, allung le mani verso di lui, mani simili ad artigli
esangui pronti a ghermirlo. Grufola nel fango insieme alla tua troia! ringhi.
David fece un salto all'indietro, sbiancando, con un'espressione stordita e confusa sulla faccia.
Ellen mosse le gambe sul materasso, si mise dritta e si lanci verso di lui. Adesso! disse
rabbiosamente. Lo voglio adesso! David le afferr i polsi e ingaggi una lotta furibonda con lei,
terrorizzato nel vedere il suo viso contorto e demoniaco e nel sentire il fiume di oscenit che le usc
dalla bocca. Basta, Ellen! Ma non era Ellen. Era Marianna, doveva esserlo. Per lui non ne era sicuro
e mentre lottava con lei, in un panico crescente, attese che fosse lei a smettere, che scoppiasse a
piangere al ritorno della coscienza, che si smascherasse da sola. Sempre pi disperato cerc sul suo
viso un qualsiasi segno rivelatore.
Non giunse. Incapace di controllarlo fisicamente, cominci a insultarlo, invadendogli la mente
con le volgarit pi atroci che lui avesse mai sentito. Tutta quella brutalit gli indebol la presa a tal
punto che lei riusc a liberare una mano e ad artigliargli la faccia. David emise un rantolo mentre le
unghie gli graffiavano ferocemente la guancia. Il dolore provoc un ritorno di energia nelle sue braccia:
l'afferr di nuovo e le strinse i polsi con tutta la forza che aveva, cercando di farla piangere, di farla
cedere. Se era Ellen... ma non lo era... ma se lo era... anche se forse non poteva esserlo... la sua mente
ondeggiava disordinatamente avanti e indietro, incapace di deridersi.
Invece di piangere, lei smise di lottare e gli si gett addosso, facendogli credere che forse si era
arresa. Poi ricominci a dimenarsi. Strappami i vestiti farfugli. Fammi male. Gli lecc il collo.
Violentami disse.
Con un debole gemito quasi delirante, David la allontan, facendola scivolare e cadere. Lei
rotol subito sulla schiena e spalanc le gambe stringendosi le mani dietro il collo. E va bene, amore
mio, dammelo. Snud i denti, sollev i fianchi, li abbass, poi li sollev di nuovo. Coraggio,
bastardo, vai!
David gir su s stesso e corse via sbandando verso il corridoio. Mentre oltrepassava la porta
vide una chiave che sporgeva da sotto la maniglia: si pieg, afferr la chiave al volo e si richiuse la
porta alle spalle, cancellando l'immagine di lei che si era alzata in piedi con un'espressione
indemoniata negli occhi. Gli tremavano le dita, e fece appena in tempo a girare la chiave nella toppa
prima di sentire che dall'altra parte lei aveva afferrato la maniglia. Fammi uscire, brutto figlio di
puttana! url. Se non vuoi darmi tu quello che cerco, lascia almeno che mi trovi qualcun altro!
Picchi sulla porta con i pugni. Accidenti a te, apri questa porta, fottuto bastardo!
Le gambe di David cedettero; tremando si lasci cadere sulle ginocchia e si appoggi alla
parete. Santo dio, santo dio, ma che aveva fatto? Se era Marianna le aveva davvero spalancato la strada
per giungere fino a Ellen e possederla. Peggio ancora, se invece era Ellen aveva perso la ragione per
colpa del suo egoismo e della sua crudelt. Scosse la testa, impotente. No, non poteva essere cos. La
mente non cedeva cos facilmente. Sbatt il pugno contro la porta, facendo una smorfia per il dolore.
Non poteva essere cos!
Dentro la camera da letto Ellen tempestava la porta di pugni urlando come un'ossessa. David
strinse i denti e si tir su. Non era Ellen. Doveva convincersi di quello. Per non perdere il lume della
ragione doveva credere che in camera da letto c'era Marianna, all'interno del corpo di sua moglie. Il
che significava che a questo punto c'era una sola persona in grado di aiutarlo.
Si fece forza e scese la scala, infil la giacca e corse fuori verso la macchina. La chiave era
ancora nel cruscotto. Avvi il motore e risal la collinetta in direzione della strada.
La mente tradisce, pens. Pi di una volta l'istinto lo aveva ammonito che c'era qualcosa di
sbagliato in Marianna. Ogni volta, per, lui aveva ripiegato automaticamente su ci che aveva scelto di
credere come logico, lasciando che la cosiddetta razionalit lo allontanasse ulteriormente dalla verit
ogni giorno che passava. Sussult al pensiero, le dita aggrappate al volante. E ogni giorno che passava
Marianna aveva rafforzato la presa su di lui.
Era stato davvero cos?
David si impose di fermare il pendolo per evitare che oscillasse di nuovo verso la logica'. Era
Marianna che stava combattendo.  lei si disse biascicando le parole.
Si era appena immesso sulla strada in cima alla collina quando vide la Bentley sulla curva
davanti a lui. Grazie a dio disse. Suon il clacson, sterz sulla destra della strada e si ferm. Mentre
tirava il freno a mano e spegneva il motore, la signora Brentwood accost la Bentley sull'altro lato
della strada e si ferm. David scese dalla macchina, chiuse rumorosamente lo sportello e attravers di
corsa la strada sferzata dalla pioggia. La signora Brentwood abbass il finestrino mentre lui correva.
Sta andando alla casa? le chiese David.
Le stavo portando quelle cose che mi ha chiesto di vedere.
Ormai non hanno pi importanza disse lui.
Perch? Che  successo?
David si fece forza. Si  impossessata di mia moglie.
La signora Brentwood lo fiss a bocca aperta. Oh, no mormor.
Tomo alla macchina e le vengo dietro disse David. Gir sui tacchi, riattravers la strada e
torn alla macchina. Avvi il motore, si volt a guardare, poi si immise sulla strada e fece
un'inversione a U. Mentre ripartiva aggrott la fronte, avvertendo il peso di una indefinibile sensazione
di allarme. La macchina della signora Brentwood era sempre immobile nello stesso posto, con il
motore ancora spento.
Accost da dietro e attese ansiosamente; poi, vedendo che la donna non aveva intenzione di
muoversi, usc e corse verso di lei. Questa volta lei non abbass il finestrino. Rimase seduta immobile
guardandosi le mani strette in grembo.
Signora Brentwood?
La donna non rispose e non si volt. David la fiss mentre una sensazione di gelo gli
paralizzava l'intestino. Cerc di aprire lo sportello, ma era bloccato. Fece una smorfia e gir dall'altra
parte, provando con lo sportello del passeggero, che si apr. Che le prende? domand.
Lei lo guard senza parlare.
Che c', signora Brentwood?
Le sue labbra si mossero, ma non ne usc alcun suono. David si affrett a entrare e richiuse lo
sportello. Signora Brentwood, che succede? le chiese.
Ecco le sue... cose disse lei armeggiando dentro la borsa. David fu l l per dirle che non era
il caso, poi decise che aveva bisogno di una conferma. Prese la busta spiegazzata dalla sua mano, l'apr
e ne tir fuori un foglio ripiegato e un ritaglio di giornale ingiallito dal tempo.
Prov un senso di strana irrealt, standosene l seduto in macchina, con la pioggia che
tamburellava sul tettuccio, a leggere sotto la luce fioca e grigiastra il certificato di morte di Marianna
Catherine Brentwood. Deglut e osserv il ritaglio di giornale, il cui titolo recitava: Tragedia in paese e
il sottotitolo: Marianna Brentwood muore in un incidente.' Mentre leggeva il breve resoconto ebbe la
sensazione ancora pi strana, e pi irreale, di non essere ancora del tutto convinto, di non avere modo
di sapere con certezza se la Marianna citata fosse quella che conosceva lui. Da gioved si trovava
avviluppato in una ragnatela di menzogne e di contro menzogne. Questa poteva essere l'ultima della
lista.
Scroll la testa per allontanare quella sensazione. Era una prova, e lui doveva crederci. Si volt
verso la signora Brentwood e le disse: Va bene. Le restitu le carte. Adesso andiamo.
Con esasperante lentezza lei fece scivolare il certificato e il ritaglio di giornale dentro la busta,
che poi ripose nella borsa. Il clic del fermaglio fece trasalire David. Allora? disse.
La donna si gir verso di lui emettendo un respiro tremante e costringendosi ad assumere
quell'aria sicura di s che aveva sempre. Allora cosa, signor Cooper? replic.
David apr la bocca, sbalordito, ma per diversi secondi non riusc a parlare. Alla fine lo fece,
quasi con violenza. Allora cosa? Non ha intenzione di venire in casa con me?
Lei non rispose.
Ovviamente lei ha fatto uno studio sui... fantasmi le disse. Aveva ancora qualche problema a
pronunciare quella parola. Deve sapere come si fa a metterli a riposo. Non esiste qualche genere di...
rituale? Un modo per...
Gli manc la voce, intimidito dall'espressione di totale distacco negli occhi della donna.
Allora, esiste? le chiese.
La signora Brentwood distolse lo sguardo. Non esiste.
Fu come se delle mani invisibili gli avessero afferrato la testa e la stessero schiacciando. David
la fiss a bocca spalancata. Non esiste?
No.
Ma dev'esserci qualcosa.
Non conosco nessun rituale del genere disse lei. E adesso scenda, se non le dispiace.
David ebbe come la sensazione che la macchina si stesse ribaltando su un fianco. Signora
Brentwood, negli ultimi giorni non ha fatto che mettermi in guardia da Marianna. E adesso mi vorrebbe
dire che...
Lei non ha voluto darmi retta, signor Cooper lo interruppe. E adesso  troppo tardi.
Troppo tardi? David si sentiva completamente inebetito, nuovamente irreale. Mi sta dicendo
che...
Le sto dicendo che non posso fare niente.
Senza preavviso, la furia esplose dentro di lui. Be', io non ci credo!
La signora Brentwood chiuse gli occhi. Gliel'ho detto che...
E io le sto dicendo che non le credo! Lei sapeva abbastanza da rispondere a ogni domanda che
le ho posto! Che fine ha fatto tutta quella conoscenza?  svanita? Non le diede il tempo di replicare.
Io credo che sappia benissimo come liberarsi di lei!
Se sapessi come liberarmi di lei non crede che lo avrei fatto anni fa?
David la fiss avvertendo l'insorgere di una pungente sensazione di consapevolezza. Non lo
so disse, scrutandola negli occhi. Non ne sono cos sicuro.
Lei rabbrivid.  libero di pensarla come vuole replic a bassa voce. E adesso per favore
scenda dalla macchina.
Lei sa disse David. Lei sa, ma non vuole farlo.
Signor...
Lei sa ma non vuole farlo.
Scenda da questa macchina, signor Cooper!
Non  cos? la incalz lui. Lei sa, ma non ha intenzione di fare niente!
E va bene! sbott la donna, la sua faccia improvvisamente una maschera di rabbia. Io so
come liberarmi di lei, ma non voglio farlo! Lei ha ragione! Non lo far!
Perch?
La signora Brentwood strinse forte le labbra tremanti e lo fiss.
Perch? url David.
Perch non voglio darle la pace! url di rimando la donna.
David salt sul sedile, stordito dal rancore che sent nella sua voce. Non voglio darle la pace
ripet lei. Perch dovrei? Lei l'ha forse mai data a me? C'era una sola cosa al mondo che volevo:
Terry Lawrence. Dovevamo sposarci, lo amavo alla follia.
Ma lo voleva anche Marianna... lo desiderava, cio. Non le bastava potere avere qualsiasi
uomo volesse. No, doveva anche rubarmi il fidanzato. Doveva portarmi via Terry, corromperlo e
distruggerlo. S! Distruggerlo! Lui aveva orrore per l'acqua, non sapeva nemmeno nuotare. Eppure, per
compiacerla, prese lezioni di vela. Dio del cielo, di vela! Io lo avvisai di non farlo, lo implorai, ma no.
Era il suo galoppino, il suo schiavo devoto, faceva sempre quello che gli chiedeva lei.
Cos Marianna lo fece uscire una volta di troppo; ci fu una burrasca, la barca si capovolse e lui
si ritrov in balia delle onde. Non lei, naturalmente. Era una nuotatrice provetta e raggiunse la spiaggia
senza problemi. Tent di salvarlo? Non lo fece. Lo lasci annegare. Tanto che importanza aveva per
lei? Un corpo con cui giocare, tutto qui. E c'erano tanti altri corpi che poteva avere.
Il suo sorriso fece rabbrividire David.
Darle la pace? disse lei. Glielo dico io quello che le dar: quello che continuo a darle da
oltre quarant'anni. Giustizia. Non c' nessun proprietario in citt, signor Cooper: sono io la proprietaria
di quella villetta... E ogni volta che capita qualche inquilino maschio lo lascio stare per un po' di
giorni, facendole credere che riuscir a conquistarlo. Poi lo metto in guardia e mando all'aria i piani di
Marianna, la privo dell'unica cosa per la quale esiste. Giustizia, signor Cooper. Una punizione meritata.
E non far niente perch finisca. Niente!
Allora non era per me mormor David, scosso. Lei non era preoccupata di salvarmi. Era
solo interessata ad accertarsi che Marianna rimanesse sola.
 proprio cos afferm la donna. Lasciarla sola  l'unica cosa per cui io esisto.
E l'uomo che impazz?
La signora Brentwood serr la bocca, ostinata.  stata una sua scelta disse. Cos come lei ha
fatto la sua.
Mia moglie non ha fatto nessuna scelta, signora Brentwood. Vuole punire anche lei?
La sua sicurezza sembr incrinarsi, ma lei si riprese. Certamente Marianna la lascer quando la
novit di possedere di nuovo un corpo verr sopraffatta dai suoi stessi limiti.
E quando dovrebbe succedere, signora Brentwood?
Non ne ho idea.
Un giorno? Una settimana?
Le ho detto...
Un mese? Un anno? Dieci anni? Venti?
Forse! disse lei, quasi in un ringhio.
David sent i suoi muscoli tremare di furia repressa. E nel frattempo, signora Brentwood?
La donna non rispose e lui le piant addosso uno sguardo sprezzante. Perch un essere umano
si prende la briga di proteggerne un altro? disse, citando le sue stesse parole. Poi scosse la testa,
disgustato. Deve proprio avermi ritenuto uno stupido disse. Apr lo sportello e scese rapidamente.
Quando scivol dietro il volante della macchina sent che la rabbia lo stava abbandonando. Fu
la paura a farlo star male, mentre seguiva con lo sguardo la Bentley che girava e puntava verso la
scogliera. Era come se avesse perso ogni energia. Mio dio. Si pass una mano tremante sugli occhi.
Oh, mio dio, mio dio.
Che doveva fare?
Rimase in ascolto dietro la porta per parecchi minuti prima di girare la chiave ed entrare
velocemente nella stanza.
Lei era di nuovo a letto, ora completamente nuda e sdraiata sulla schiena, con la faccia truccata
in modo pesante, quasi grottesco. Aveva tolto lo specchio a muro da sopra la cassettiera e lo aveva
sistemato in fondo al letto, appoggiato al bordo di legno. Tutta intenta ad ammirarsi, non si guard
nemmeno intorno. David sfil la chiave, richiuse la porta e la blocc dall'interno. Attravers la stanza
infilandosi la chiave nella tasca dei pantaloni.
Mentre se ne stava in piedi accanto al letto, guardandola, i suoi comportamenti divennero via
via pi lascivi. Lui prov solo un senso di disperazione. Non era Ellen a fare quelle cose. Eppure, a
meno che in qualche modo non fosse riuscito a costringere Marianna a identificarsi con s stessa, non
poteva esserne del tutto sicuro. Soffoc un'ondata crescente di panico. Se era davvero Marianna (e lui
doveva crederlo) adesso era limitata alla mente e al corpo di Ellen e il suo raggio d'azione come
avversaria si era considerevolmente ridotto.
Si fece coraggio e cominci. Un passo per volta, si disse, per prima cosa l'identificazione.
Marianna?
Lei continu a osservare il suo riflesso facendo scorrere entrambe le mani lungo il corpo in
lente, insistite carezze. David si sent drizzare i peli del corpo. Non l'avrebbe chiamata Ellen. Era
chiaramente ci che lei voleva.
Tanto vale che mi guardi le disse.
Lei spost lo sguardo. D'accordo, sto guardando. Gli angoli della bocca si piegarono mentre
conteneva un sorriso. E anche tu.
Devo usare il sesso. L'idea gli giunse improvvisa. David si irrigid, temendo per un attimo che
lei potesse cogliere i suoi pensieri. Ma non poteva, non adesso. Allora azzard un sorriso. Perch non
dovrei guardare? le chiese.
Lei ricambi il sorriso e questo gli fece capire che aveva guadagnato un minimo di vantaggio.
Proprio cos disse lei. Perch non dovresti? Sono tua moglie.
David lasci correre, non raccogliendo la provocazione. Marianna stava giocando con lui,
questo era ovvio. Non doveva pi permetterle di fargli perdere il controllo. Era solo una ragazza di
ventitr anni e poteva gestirla benissimo, se si concentrava. Ringrazi il cielo che si fosse messa
addosso tutto quel trucco. Modificava il suo aspetto al punto da ricordargli sempre che non era Ellen.
Si sforz di sembrare interessato mentre guardava quello che lei si stava facendo con il medio
della mano destra. Ti piace? gli chiese lei.
Uh-uh. David sent i muscoli dello stomaco che pulsavano. Facile.
Vuoi farlo tu?
Lui emise un sospiro che voleva sembrare di complicit. Magari.
Allora togliti i vestiti.
David non pot fare a meno di deglutire e lei lo schern. Nervoso? Con tua moglie?
Se fossi mia moglie te ne andresti a casa da tua figlia! L'accusa gli lacer la mente. Ricacci
indietro la rabbia, ma cap che lei aveva notato il suo cambiamento di espressione. Oh lo rampogn
lei. Sei arrabbiato?
No.
Be', allora deciditi, amore disse lei. Oppure dammi la chiave cos potr trovarmi qualcun
altro con cui giocare.
David rabbrivid. Che ne diresti dello studio? le chiese.
Lo studio?
Lo faremo l disse David. Un'ondata di impotente preoccupazione lo travolse. A che sarebbe
servito?, si domand mentre la guardava mettersi seduta, con un sorriso sulle labbra. Se insisti disse
lei. Il sorriso scomparve. Per vedi di fare del tuo meglio. Appoggi le gambe sul lato del letto e
scese. David l'abbracci mentre lei gli si premeva contro. Subito cominci a respirare pi rapidamente
e si mise a mordicchiargli il lobo dell'orecchio. Sicuro di volere aspettare? disse lei in un bisbiglio.
 pi bello nello studio. Dovette sforzarsi per impedire alla sua voce di tremare.
Perch? lo stuzzic lei.
Te lo dir quando ci saremo.
Dimmelo adesso. Si strofin contro di lui. Fammelo vedere.
David si sent di nuovo impotente. Tutto a un tratto si scost e and verso il comodino. Apr il
cassetto e prese la scatoletta di incenso. Bruceremo questo disse, tentando di sembrare interessato.
La guard con improvvisa curiosit, domandandosi che cosa avrebbe detto.
Che cos'? chiese lei.
Lo sai che cos'!, avrebbe voluto gridarle. Fremette, reprimendo il desiderio di farlo. Non ti
ricordi?
Lei gli prese la scatola dalla mano. Amour Exotica lesse.
Lo bruciamo?
Lei alz le spalle. Perch no?
David si guard intorno, sforzandosi di non tradire il suo disappunto. Chiss dov' disse.
Che cosa?
Il bruciatore.
Oh.
Se fosse riuscito a coglierla in trappola... bastava che lei lo trovasse e questo avrebbe
dimostrato che sapeva dov'era. Si volt a guardarla. Magari potremmo cercarlo sugger.
Il sorriso che lesse sulle sue labbra fu inequivocabile: aveva capito benissimo che lui stava
giocando al gatto e topo. David si irrigid, poi recuper il controllo. Forse non lo sapeva davvero e lui
non doveva mollare. Cerchiamo disse.
La segu con la coda dell'occhio mentre si muoveva per la stanza, tentando di convincersi che
ci che stava facendo aveva un significato. Si irrigid di nuovo quando lei alz la panca sulla destra
della finestra e ci guard dentro. Qui niente disse. Sembrava annoiata. David sussult nel rendersi
conto che rischiava di spingere troppo in l la provocazione. Il problema sembrava insuperabile e per
un attimo fu tentato di rinunciare. Tenne duro e and verso l'altra panca. Mentre la sollevava si sent
addosso il peso di una nuova sconfitta. Il bruciatore era l dentro. Fece una risatina, infil la mano e lo
prese. Oh, bene. L'hai trovato disse lei.
Lui annu seccamente. Adesso scendiamo.
Davvero lo vuoi? chiese lei. Dal tono David cap che in effetti la cosa la lasciava del tutto
indifferente.
Ci vuole il sesso, pens lui, deciso. Una volta risvegliato il corpo, la mente diventava
vulnerabile. Lo so bene, si disse con amarezza mentre si avvicinava a lei e la prendeva fra le braccia.
Ne sono sicuro disse.
La bad sulla bocca e prese a brancicare il suo corpo. All'improvviso gli si present una nuova
paura. E se fosse invece che poi sarebbe diventata vulnerabile la sua mente? Lott per controllare le
risposte della carne. Avvicin la guancia alla sua e la tenne stretta, fingendo per un momento che stesse
davvero abbracciando Ellen, con tutto l'amore che provava per lei.
Mi stai facendo male scatt lei.
David la lasci e la guard fisso. Dio, non ce la faccio, pens.
Non credo che tu voglia fare qualcosa disse lei disgustata. Dammi quella maledetta chiave e
andr a trovarmi un uomo.
David contrasse i muscoli. O io o nessuno replic. Non ti lascer uscire di qui.
Per un attimo fu certo che lei stesse per aggredirlo e si prepar all'attacco, irrigidendo il corpo.
Non ci fu nessuna reazione. Anzi, inaspettatamente, lei lo guard con un'espressione a met fra
il broncio e l'irritazione. Allora fa' qualcosa disse.
Sollevato, David le mise un braccio sulla spalla e la condusse verso la porta. Andiamo disse.
Lei non disse nulla. Sono a un punto morto, pens David, atterrito. Se si lasciava coinvolgere al
punto di eccitarla poteva perdere il controllo e non ottenere nulla. Se invece manteneva il controllo
rischiava di non suscitare in lei nessuna reazione. Ricacci indietro la disperazione, per l'ennesima
volta. Non poteva arrendersi adesso. Per un momento prese in considerazione l'idea di rivolgersi a un
prete; ma non era sicuro che sarebbe stato di qualche utilit, e poi non se la sentiva di lasciarla sola
troppo a lungo. Ancor meno se la sentiva di portarla con s, per paura che lei potesse scappare e
perdersi per sempre. Non aveva altra scelta se non quella di fare ci che stava facendo: andare avanti
per tentativi, sperando che gli si presentasse qualche inattesa opportunit.
Senti freddo le disse.
No, non sento freddo.
Non vuoi metterti addosso una vestaglia o qualcosa del genere?
In quella luce l'occhiataccia che lei gli rivolse, unitamente al mascherone che era la sua faccia,
quasi lo terrorizzarono. Sembrava artefatta... come una specie di spettrale caricatura della vita.
Evitando i suoi occhi and verso la porta e la apr, tentando in quei momenti di recuperare il coraggio.
Doveva andare avanti per amore di Ellen: non c'era altro modo.
Hai dimenticato come ci si trucca le disse, voltandosi.
Il che significa...
Niente.
Le labbra di lei si dischiusero, dubbiose, dandole l'aspetto di un'indossatrice imbronciata. Se a
te non va bene gli disse ce ne sono tanti altri a cui piace.
Per la prima volta da quando era salito al piano di sopra e l'aveva trovata a letto avvert nella
rabbia di lei un atteggiamento difensivo. Non sapeva esattamente cosa significasse, ma lo rinvigor:
archivi l'informazione per riutilizzarla eventualmente pi tardi. Non essere cos suscettibile le disse.
Le appoggi un braccio sulla spalla, sospingendola in corridoio. Mentre si avviavano verso le scale
abbass la mano e le strinse un seno, compiacendosi per l'immediata reazione di lei: occhi socchiusi,
labbra tese. Ti piace? le disse.
Non voglio aspettare mormor lei.
Nello studio  pi bello disse David.
Tu... Gli rivolse un'occhiataccia. Bastardo.
Lui si sforz di non mostrare il crescente senso di speranza che provava. Le sorrise e la bad
sulla guancia. Che brutto modo di rivolgersi a un uomo che sta per amarti le disse.
Non  l'amore che voglio.
No. David deglut. Non lo .
E non  nemmeno quello che vuoi tu.
Oh? Cominciarono a scendere le scale. E che voglio?
Grufolare rispose lei.
Oh, s. David chiuse nuovamente le dita sul seno, facendola ansimare. Tutto a un tratto lei si
gir e lo cinse con le braccia, schiacciando le labbra sulle sue. Dovette aggrapparsi alla ringhiera per
non cadere mentre lei gli si avvinghiava addosso.
Qui disse lei in un filo di voce. Sulle scale.
David le oppose tutta la propria forza di volont. Lo studio disse.
Lei si liber con uno scatto, gli afferr un braccio e lo trascin gi per le scale, verso il
pianerottolo dello studio. Spalanc la porta e lo scaravent dentro.
Fu come entrare all'interno di un tamburo rotto, o questa fu l'impressione che ebbe.
Tutt'intorno la pioggia picchiava sul tetto e sulle finestre con tale forza da coprire il fragore delle onde.
David rabbrivid. L'aria era gelida. Non avrai freddo? le chiese.
No. Lo trascin verso il divano. David si domand, con improvvisa paura, se davvero lei
fosse congiunta alla carne di Ellen. Non sentiva freddo, ma se per questo fosse stato il corpo di Ellen ad
ammalarsi? Cerc di non pensarci mentre lei gli faceva attraversare la stanza. Inaspettatamente si sent
trafiggere la mente da un'immagine di Linda. Potrebbe morire, pens. La ricacci indietro. Un passo
per volta. Era tutto ci che poteva fare.
Apro le tende disse lei. Lo lasci e tir di lato una delle tende facendo penetrare la grigia
luminosit del giorno, che filtr attraverso il vetro striato dalla pioggia disegnando sulle pareti e sul
pavimento una gelatinosa trama di luci e ombre. Lei si gir e torn ad afferrargli le braccia,
trascinandolo verso il divano e mettendosi seduta.
David ritrasse la mano e sollev il bruciatore dell'incenso. Stai dimenticando questo disse.
Al diavolo! Cerc di farglielo cadere dalla mano, ma lui la evit. Ti avviso disse lei. Lo
voglio e lo voglio adesso. La malvagit nella sua voce lo raggel, ma David riusc a non mostrarlo.
Bisogna farlo bene disse. Credevo che ti piacesse l'incenso.
Lei non rispose, e mentre David appoggiava il bruciatore a terra, ne rimuoveva il tappo e vi
inseriva dentro una delle tavolette raggrinzite sent tutta l'improvvisa furia ardere in lei. Prese la scatola
di fiammiferi dalla tasca, ne accese uno e lo avvicin all'incenso. Quando le prime esalazioni gli
giunsero alle narici per poco non vomit. Era lo stesso odore denso e muschiato che sentiva ogni volta
che si trovava con Marianna.
Si volt di scatto. Nella luce tremolante lei gli sembr una specie di mostruosa bambola troppo
cresciuta. Devo dirti una cosa... Ellen cominci.
Gli occhi di lei si socchiusero.
Ho avuto una relazione disse. Con quella Marianna di cui ti ho parlato. L'abbiamo fatto su
questo divano.
Lei lo guard fisso, visibilmente confusa.
Niente da dire? le chiese. Non t'importa? Ti lascia indifferente il fatto che abbia commesso
adulterio proprio qui, dove stai seduta tu?
Perch dovrei...
Ti importa?
No! ringhi lei. Perch dovrebbe importarmi?
Posso rivederla e a te non importa? Lei storse la bocca, guardandolo in un silenzio
sconcertato. Non te ne importa niente?
No!
David fu scosso da un brivido. No, certo che no. Perch tu non sei mia moglie.
Il volto di lei si deform. Lurido...!
David la spinse all'indietro mentre lei cercava di alzarsi.
Ti sei tradita le disse, sforzandosi di sembrare compiaciuto e sicuro di s. Spero che tu non
sia cos stupida da fingere ancora di essere mia moglie.
Atterrito, David vide l'espressione di rabbia che si dissolveva dalla faccia di lei. Alla fine gli
sorrise. Ma io sono la tua dolce mogliettina gli disse.
David la studi, sentendosi confuso e sconfitto. Non aveva ottenuto nulla. Finch lei continuava
a fingere di essere Ellen, lui non avrebbe mai potuto sapere con certezza che non lo era. Quando se ne
rese conto rimase sconvolto.
 per questo che mi hai portato qui gli chiese lei. Per convincermi che non sono tua
moglie? Emise un suono di dileggio. Sei proprio un idiota.
David non poteva fermarsi. Disperato, sedette accanto a lei e le prese la mano. Lei la allontan.
Stammi a sentire le disse.
Non puoi costringermi disse lei, tentando di alzarsi. David la prese per un polso.
Tu non vai da nessuna parte! La tenne stretta. Tanto vale che mi stia a sentire, perch non
lascerai questa casa.
Il sorriso di lei fu appena accennato, sprezzante. Che vuoi fare? chiese. Incatenarmi al
muro?
Non uscirai.
Il polso disse lei. Se non allenti la presa me lo spezzerai. David ebbe la netta impressione
che avesse quasi voluto dire: glielo spezzerai. Allegger la pressione, ma continu a stringerla. Allora
stammi a sentire le disse.
Ti ascolto. Lei sbadigli, guardando verso la finestra.
So che sei Marianna.
Mmh-mmh.
So che sei eccitata all'idea di possedere nuovamente un corpo, di sentirlo e di... vederlo.
Allung la mano libera e le gir la testa in modo che lo guardasse in faccia. Ascoltami aggiunse.
S, s, s.
Avere un corpo  una cosa meravigliosa, ma ancor pi meraviglioso  avere una mente,
un'anima. Che tu ancora possiedi. Ma la metti sempre pi a repentaglio ogni minuto che passi in questa
casa... e dentro mia moglie.
Le sollev il braccio. Questo non  tuo disse. Non  il tuo corpo, tu lo sai. Tu sei morta,
Marianna. Puoi mentire quanto vuoi, ma sai bene che non sei viva, che illudi te stessa fingendo di
esserlo. Per l'amore della tua anima, lascia mia moglie e molla la presa su questo mondo. Non ne fai
comunque pi parte.
Zitto disse lei. Zitto. Zitto. Zitto!
Ti sto dicendo la verit Mari...
Zitto!
David fremette di un'eccitazione repressa. Era riuscito a penetrare in lei. La lascerai? le
domand. Fa' almeno questo. Non puoi restare a tempo indefinito dentro di lei.
Malgrado la sua collera, lei riusc a sorridere. Credo che tu sia uscito di senno disse. Come
fai a parlarmi cos? A tua moglie?
David si irrigid per la rabbia. E va bene disse. Se  questo che vuoi. Torn a stringere le
dita sul polso. Allora senti questo. Lo so che cosa vuoi. Per te questo corpo non  altro che uno
strumento per fare sesso. Bene, ho brutte notizie per te, Marianna...
Ellen.
Marianna! grid lui. Non avrai mai la possibilit di usare questo corpo. Ti controller ogni
secondo... ti terr legata tutto il giorno, e la notte ti drogher cos potr dormire. Finch resterai in
questo corpo non avrai mai un altro uomo. Mi capisci, Marianna? Mai! Non avrai nemmeno occasione
di toccarlo!
La sua espressione gli disse che l'aveva spaventata. Prima che potesse riprendersi, la incalz:
Farai meglio a lasciarla, Marianna, e a lasciarla adesso. Se non lo fai ti prometto un incubo. Prima
almeno avevi questa casa. Potevi entrare e uscire quando volevi, e aspettare. Magari sarebbe capitato
un uomo, magari potevi controllarlo. Adesso no, Marianna. Allora dovevi vedertela solo con tua
sorella, adesso dovrai farlo anche con me. Io sono fuori dalla tua portata, ma tu non sei fuori dalla mia.
Questo non  un corpo in cui sei entrata, Marianna,  una prigione. E io sono il tuo carceriere. Sarai
confinata qui dentro, tutta sola, e l resterai, te lo prometto. Aspettati un'interminabile agonia,
Marianna. Un'interminabile agonia e nient'altro...
Si interruppe, quasi senza fiato, quando la testa di lei si pieg in avanti. Fu l l per cadere e
David l'afferr al volo, con il cuore che gli batteva forte. Cosa...? La fiss sgomento, senza sapere
che fare, e quando lei gli si accasci addosso trasal. Con dita tremanti le sollev il mento e la guard.
Aveva gli occhi chiusi, e la bocca spalancata. Con un gemito di terrore appoggi due dita sotto il seno
sinistro, sollevato ma nuovamente confuso quando sent il battito regolare del cuore.
Rabbrividendo la lasci cadere all'indietro e si tir su. Concitatamente, nervosamente, le
sollev le gambe e le depose sul divano, piegandosi poi per spostare il suo corpo inerte fino a che non
fu del tutto adagiato. Afferr la coperta e gliela mise addosso, avvolgendogliela intorno.
Stava per rimettersi a sedere per massaggiarle i polsi quando lei riapr gli occhi. Singhiozz e,
piegandosi, si sporse verso di lui, aggrappandosi alle sue gambe. David.
Lui la fiss come inebetito, poi si affrett a far scorrere una mano tremante sulla sua guancia.
Ellen?
S.
Oh...! La trasse a s quasi con violenza, emettendo un gemito di sollievo dalla gola. El...
tesoro.
David...
La baci sulle guance, sulle labbra, sul collo. Grazie a dio, grazie a dio.
Che  successo? Mi sono addormentata?
Lei esit. S disse ti sei addormentata. Be', qualcosa di pi, ma te lo spiegher pi tardi.
Adesso andiamocene da qui.
Lei sbatt le palpebre. Mi sento cos fiacca.
Non mi stupisce.
Che  successo?
Oh... Le sorrise debolmente.  una lunga storia, El, una lunga storia. Si pass il dorso
della mano sulle guance umide. Ti racconter tutto sull'aereo.
Stringimi, David.
S. La prese fra le braccia, stringendola forte quasi per proteggerla da ogni pericolo. Dio,
come sono felice che tu sia tornata, El. Sono tanto felice che tu sia tornata.
Tornata? chiese lei.
Il rumore che David emise fu in parte una risata, in parte un gemito costernato, alla prospettiva
di doverle spiegare che cosa era accaduto. Dovr raccontarti tutto pi tardi, amore. Adesso non ho la
forza di farlo, proprio non ce l'ho.
Va bene. Ellen gli strofin le mani sulla schiena. Va bene, tesoro. Fu scossa da un brivido.
Ho freddo disse.
Lo so.
Ellen si guard intorno, perplessa. Perch siamo qui? domand.
 parte della storia, El. E che storia... non ci crederai.
Lei rabbrivid di nuovo. Tanto freddo mormor. Si tocc sotto la coperta. Non ho niente
addosso disse confusa.
Andiamo, ti rivestirai.
Lei si alz, poi ricadde all'indietro. Non posso disse. Mi sento debolissima. Cominci a
battere i denti. E ho tanto freddo. Lo guard con aria implorante. Vieni vicino a me. David? Ti
prego.
S, tesoro. Lui si affrett a sdraiarsi accanto a lei, tirando la coperta sopra entrambi. Ellen si
spinse contro di lui con un gemito, infilando le braccia sotto il suo corpo. David reag con un sussulto.
Sei proprio gelata.
Sempre tremando, lei gli si strofin addosso e David si gir a guardarla. Ellen fece scivolare la
gamba destra sulla sua gamba sinistra e si schiacci contro di lui pi forte che poteva. Sei cos caldo
disse.
Oh, El. La strinse con vigore, a occhi chiusi, la guancia premuta contro la sua. Grazie a dio,
pens, l'incubo era finito. Adesso potevano tornare a casa, vedere Mark e...
David trattenne il fiato, ricordando. Riapri gli occhi e disse: Sar meglio che...
Si interruppe. Lei gli stava sorridendo.
Ellen?
Che c', tesoro?
Sar meglio mettersi in viaggio.
Ma certo. Lo baci con dolcezza. Amore?
Che c'?
Prima di andare...
S?
Faresti... faresti l'amore... con me?
Qualcosa nel modo in cui lo disse fece raggelare David. La guard negli occhi con una
sensazione sgradevole che gli formicolava nella testa.
Che c', tesoro?
Lui non riusciva a parlare.
Non lo vuoi?
Fare... l'amore? le chiese.
Ti prego.
La rabbia zampill con violenza dal profondo del suo essere, come un getto d'acqua ghiacciata.
Si ritrasse di scatto, teso e pallido in volto.
Che c', David?
Basta con questa pagliacciata disse, con voce bassa e tremante.
Pagliacciata?
David balz in piedi, fulminandola con lo sguardo. Brutta puttana disse.
Non capi...
Piantala, Marianna!
Che c'? Lei lo fiss a bocca spalancata.
 finita! Basta! So chi sei!
David, ma che ti prende?
Sono un cretino, ecco che mi prende scatt lui. Avrei dovuto immaginarlo che non ti saresti
arresa tanto facilmente. Si chin verso di lei, guardandola male. E tu avresti dovuto immaginare che
non sei abbastanza intelligente da condurre il gioco fino in fondo.
David...
Falla finita! Accidenti a te! Non ci casco pi, lo capisci? Ti sei spinta troppo in l. Pensi
davvero che mia moglie avrebbe parlato di sesso mentre forse nostra figlia sta morendo in ospedale?
Fare l'amore' disse. Non riesci nemmeno a dirlo in modo convincente.
A questo punto lei non fece alcun tentativo di ribattere.
Tu e il tuo grande amore per Terry Lawrence continu David, in tono sprezzante. La sola
cosa che ami  la carne. Le sedette accanto e torn a stringerle i polsi. Be', non  cambiato niente. Ti
terr dentro casa, e con la porta chiusa a chiave notte e giorno.
Lei si irrigid. Oh?
S, proprio oh. Marianna, non hai via di scampo.
Magari me ne inventer una disse lei.
Davvero, Marianna?
Sono Ellen, tesoro, sono tua moglie. Sorrise. Perch adesso non mi leghi al divano?
Sei convinta che alla fine riuscirai a liberarti di me, vero?
Lei non rispose e David annu. Be', forse ce la farai disse. Forse  meglio escogitare un
piano diverso.
Il suo sorriso svan. Lo guard insospettita.
Forse  meglio che ti faccia rinchiudere in un istituto psichiatrico disse David.
Lei fece per parlare, ma lui la interruppe subito. Credimi,  possibile disse. Un sacco di
gente a Los Angeles conosce mia moglie, sa come si comporta. Scosse la testa, quasi a volerla
commiserare. Non riusciresti a mai convincerli. Quando vedranno come ti comporti tu si metteranno
in fila per farti sbattere in manicomio.
Strinse la presa sui polsi. Lo sai che significa essere chiusa in manicomio, Marianna? Lascia
che te lo spieghi. Non sar come se ci fossi io a tenerti d'occhio. Prima o poi commetterei un errore.
Trascurerei qualcosa, mi addormenterei, potrei distrarmi e tu ne approfitteresti per scappare. Ma da loro
non scapperai, Marianna. In un istituto psichiatrico ci sar una gran quantit di personale che ti terr
sotto controllo, e sotto chiave. Gli dir che sei violenta, che hai tendenze suicide. Ti metteranno la
camicia di forza e ti sbatteranno in una stanzetta con le sbarre alle finestre. Non ci saranno uomini. Gli
dir che sei una psicopatica sessuale. Non vedrai mai pi un uomo. Le si avvicin ancora di pi E ti
sottoporranno a terapie spaventose. Elettroshock, bagni nell'acqua gelata. Supervisione continua e
isolamento. Oh, non ti piacer, Marianna. Non ti piacer per niente.
In compenso continu se lasci mia moglie io la porter via e tu potrai riavere questa casa
tutta per te. A questo punto non mi interessa affatto la tua anima, non me ne frega un accidente. Per
quanto mi riguarda puoi restare qui per sempre. Tua sorella non vivr a lungo. Quando sar morta non
avrai pi interferenze e potrai fare quello che ti pare.
Si concesse una pausa. Deriditi disse poi. Sto perdendo la pazienza. Fa' la tua scelta: questa
casa e la libert... oppure segregata a vita.
Lei rabbrivid con violenza. Sto vincendo!, pens David. Deciditi! ripet in tono autoritario.
Il sorriso di lei fu un tale shock per David che la sua faccia si sbianc prima ancora che potesse
fare qualcosa per impedirlo.
Bene disse lei, stringendosi nelle spalle. Se  questo che vuoi fare di me non posso fermarti.
Se preferisci avere tua moglie rinchiusa in una camicia di forza e confinata in una stanza con le sbarre
alle finestre, io non posso impedirlo.
Marianna...
Non sono Marianna, tesoro. Hai commesso un errore. Sono Ellen, tua moglie. La sua
espressione addolorata non aveva nulla di vero. E mi farai rinchiudere aggiunse. Mi imprigionerai
per il mio bene.
David si rese conto che stava tremando, ma non poteva farci nulla. Marianna lo aveva sconfitto
di nuovo. Sapeva benissimo che lui non avrebbe mai fatto rinchiudere Ellen in un manicomio, e che la
sua minaccia era stata solo un inutile bluff. Santo dio, non c' via d'uscita, pens angosciato.
Ore c', tesoro?
D'accordo disse lui. Non ti far rinchiudere.
Oh. Lei lo guard con finta preoccupazione. Era una buona idea.
Ce l'ho lo stesso, una buona idea.
Oh, s. Tenermi qui legata... no, chiusa a chiave, giusto? Proprio cos. Mi terrai in uno
sgabuzzino di giorno e mi drogherai di notte. A parte che, come hai detto tu stesso, prima o poi ti
capiter di distrarti. Commetterai un errore, trascurerai qualcosa. Dopo me ne andr. Prender la
macchina e mi trasferir a Port Jefferson, magari addirittura a New York.
Eh?
Proprio cos. Eh? Eh, David? Andr in un bar e rimorchier un uomo, magari due. Mi
piacerebbe. Due alla volta. Gli fece un gesto osceno con la lingua.  quello che mi hai insegnato tu,
vedi. La tua Ellen non  pi una santarellina. Assagger il vino della vita e ne godr... fino in fondo...
David, piccolo David.
Port Jefferson disse lui. New York.
Fa' pure, legami al divano gli disse lei. Chiudimi in uno stanzino. Drogami.
Port Jefferson, New York, pens lui. Cera qualcosa. Ho intenzione di farlo le disse. Studi la
sua faccia e tutto a un tratto gli venne in mente. Ma non qui concluse. Si alz in piedi, la tir su e
cominci a sospingerla verso la porta.
Che cosa credi di fare? Colta alla sprovvista, la sua voce trad un allarme improvviso. Aveva
ragione! Lei fece per ritrarsi. Che stai facendo?
Ti riporto a casa, che altro?
Lei si irrigid. Cosa?
 semplice. Non capisci? Sent i suoi piedi nudi che frusciavano sulle assi di legno del
pavimento mentre cercava di resistere. Ti porto a casa.
Tu non mi porti da nessuna...
Invece s! la interruppe. Fuori da questa casa!
Lei scatt troppo velocemente perch David riuscisse a evitare il colpo: barcoll quando il
palmo della mano gli colp la guancia. Per poco non lasci la presa, mentre lo studio turbinava intorno
a lui e il buio minacciava di occultargli la vista. La sent gridare: Lasciami! E reag alla cieca,
colpendola. Lei ricadde all'indietro, rantolando, mentre le mollava uno schiaffone in piena faccia.
Non puoi andare via, vero? url. Hai paura di lasciare questa casa!
Lei tent di colpirlo di nuovo, ma questa volta David la blocc con il braccio sinistro,
trasalendo quando i polsi entrarono in collisione. Lei emise un sibilo e lasci cadere la mano. Anche se
la sua faccia era gi segnata dal dolore, lui la schiaffeggi una seconda volta. Con un grido strozzato lei
annasp e si pieg di lato. David la tir all'indietro con tale violenza da farle rimbalzare la testa. Poi
cominci a trascinarla verso il corridoio. Vediamo quanto sei tosta quando ti trovi a un centinaio di
chilometri da qui disse. Magari a mille... tremila!
Lei gli si scagli addosso, con la faccia deformata dalla rabbia e dal dolore. David si ritrov a
lottare con una pazza scatenata, che graffiava, scalciava, mordeva e urlava con un odio senza limiti.
Affront lo scontro con ostinazione e alla fine riusc a bloccarla, piegandole il polso destro dietro la
schiena finch lei non si immobilizzo. Sei Marianna, vero? le chiese.
Lasciami andare.
Sei Marianna, vero?
Che Dio ti maledica! Le torse il polso. Era il braccio di Ellen, ma doveva farlo. Lei url.
Lasciami, bastardo!
Lo sei?
Lei strinse i denti e cominci a mugolare orrendamente.
E va bene. La sospinse verso la porta. Allora ti riporto a casa.
Lei si dimen come una pazza, e il suo mugolio aument d'intensit fino a uscirle dalla bocca in
un urlo straziante. David si fece forza per sopportare quel suono spaventoso e continu a spingere.
Ormai erano quasi alla porta.
No! url lei. Non portarmi fuori di qui!
Sei Marianna, vero?
Non portarmi fuori di qui!
Sei Marianna, vero?
S! S! S! Cominci a piangere in modo incontrollabile e David si ferm. Grazie a dio,
pens.
Per favore, lasciami disse lei in tono supplichevole.
David allent la presa, ma non la lasci. Allora vattene da mia moglie.
Non posso.
Le torse di nuovo il braccio. Puoi.
Lei scosse la testa, gemendo.
Esci da lei o giuro che ti porter fuori da qui.
Resta qui lo implor lei. Far qualsiasi cosa.
Libera mia moglie!
Non posso! Le parole le uscirono in un urlo di dolore mentre lui le torceva il braccio.
Dannazione a te, vattene da lei! disse David, infuriato.
Lei ebbe una reazione improvvisa, quasi automatica, che lo colse di sorpresa: con il gomito
sinistro lo colp con violenza sulla guancia. David url e barcoll sulla destra, mettendosi una mano
sulla faccia. Il dolore alla guancia e all'occhio era lancinante.
Non lo far! esplose lei. Non riuscirai mai a costringermi! Sono troppo forte per te! Poso
fare tutto quello che voglio! Sono stata io a farti andare dietro tua moglie, quella mattina, poi ti ho fatto
fermare in modo da poter usare il tuo corpo per i miei comodi. Ogni volta che hai tentato di prenderla,
io te l'ho impedito! Io ti controllo! Tu non puoi fare niente che io non voglio che faccia! Vuoi sapere
perch ti ho detto addio in modo cos spensierato? Perch sapevo che non te ne saresti mai andato! Ho
fatto addormentare tua moglie e ti ho avuto di nuovo! Posso fare tutto quello che voglio! Tutto!
Non adesso! replic lui con voce tremante, ancora mezzo accecato dal colpo. Tu sei in quel
corpo ed  tutto ci che hai; e adesso conosco il tuo segreto. Hai paura di lasciare l'area che conoscevi
quando eri viva. Ma io posso costringerti ad allontanarti. And verso di lei, ancora stordito.
Lei indietreggi, fulminandolo con lo sguardo. Sta' lontano da me.
E tu esci da lei ribatt lui.
Va bene! Un sorriso spaventoso le pieg le labbra all'indietro. Uscir. Ma se non posso
avere questo corpo, non potrai averlo nemmeno tu! Ruot su s stessa e corse verso la finestra.
David fece per correrle dietro, poi si trattenne. Tremando in modo incontrollato la vide
avvicinarsi alla finestra e ridergli in faccia. Va bene! ripet. Chiuse le mani a pugno come se volesse
sbatterle contro il vetro. Lui non riusciva a respirare, e il suo cuore batteva in modo cos forte da
scuotergli tutto il corpo. Si costrinse a restare immobile.
Lei appariva sconcertata. Ovviamente si aspettava che David provasse a prenderla.
Allora? le chiese. Che stai aspettando?
Lei spalanc la bocca e David, a dispetto del dolore e della paura, cap di aver giocato bene
ancora una volta. Lei desiderava troppo il corpo di Ellen per distruggerlo.
Va bene! disse allora per la terza volta. Si volt e sollev le mani. David si irrigid,
sporgendosi in avanti, ma dopo un po' torn a raddrizzarsi, liberando il fiato in uno sbuffo che
sembrava di vapore. Non puoi disse.
Il singhiozzo che la travolse fu pietoso, e allo stesso tempo agghiacciante. Oh dio gemette.
Oh dio, oh dio. Vivere di nuovo. Essere di nuovo nella carne. Nessuno conosce... lo strazio, il
tormento! Senza corpo! Inutile! Dio! Si mise a urlare. Io voglio il mio corpo! Prendetevi pure la mia
anima, ma ridatemi il mio corpo!
Singhiozzando come una pazza si accasci sulle ginocchia, afferrandosi al davanzale della
finestra. David non aveva mai sentito suoni simili a quelli in tutta la sua vita, e pens, nonostante tutto:
Che Dio l'aiuti,  disperata. Qualsiasi cosa avesse fatto a lui era nulla a paragone di ci che aveva fatto
a s stessa. Come faceva, sua sorella, a odiare una creatura cos degna di compassione? Legata alla
terra, pens: che descrizione terribile! Avere l'eternit davanti a s eppure, di propria iniziativa, crearsi
una prigione dove alloggiare l'anima in un'eterna desolazione. Senza dubbio quello doveva essere
l'inferno.
Si avvi a passo esitante verso il punto in cui lei se ne stava inginocchiata e si accucci accanto
a lei. Marianna?
Lei non riusc a smettere di piangere.
Vattene le disse. Non restare pi in questo posto. Qui non c' altro che dolore.
Lei scosse la testa.
S disse David. Sei stata qui troppo a lungo. Non profanarti ancora. Vattene.
Non posso.
Perch no?
Non posso, non posso.
Perch, Marianna?
Ho paura.
Di che cosa?
Dell'oscurit. Alz la testa e guard su con un'espressione terrorizzata. L'oscurit disse.
La punizione.
Come fai a sapere...
Lo so! url lei. Lo so che c' l fuori! L'oscurit! Io ne ho paura! Non voglio andarci da
sola! Si volt verso di lui, con le guance luride di lacrime e gli occhi sgranati per il terrore. Qualsiasi
cosa tu mi faccia, non ci andr da sola.
Lui deglut a fatica, con la gola secca. E se non fossi sola? le chiese. Si sentiva nuovamente
irreale.
Se... non fossi sola?
Lasceresti mia moglie se venissi con te? Lo cap all'improvviso: era l'unica risposta, lo
sapeva. Lei era come una bambina... spaventata, irrazionale. A questo punto non poteva pi fare
affidamento su nessuna minaccia. Capiva che in lei c'era solo terrore, e capiva anche che c'era un solo
modo per scacciarlo, un solo modo per salvare Ellen.
Lei lo stava fissando, con un'espressione di dubbiosa speranza sulla faccia. Verrai con me?
David si fece coraggio per affrontare le ondate di vertigini che gli facevano pulsare il cervello.
Lo far disse.
Lei rabbrivid. Mi terrai... per mano? gli chiese.
Lo far. David si rialz, sentendosi stordito e strano, con l'imminenza della morte che lo
avvolgeva come una nuvola. Ma non era spaventato: era questa la parte pi strana di tutte. Si sentiva
come si era sentito quel giorno: ispirato, al di l di tutto. Allung la mano e prese la sua, aiutandola ad
alzarsi. Adesso lasciala disse. Vieni con me. Mi prender cura di te.
Non mentirmi lo preg lei. Per favore, non mentirmi. Aveva un'aria cos spaventata, da
bambina atterrita, che David raccolse il fiato e le sorrise, mentre chiudeva a pugno la mano sinistra e la
spingeva dentro il vetro della finestra.
Il taglio fu profondo, ma lui quasi non lo sent. Guard gi e vide il sangue che gli spillava dalla
mano. Oh disse, scosso da un brivido. Chiuse gli occhi e le tenne stretta la mano. Perdonami, pens.
Prese di nuovo fiato e strinse i denti. Adesso cominciava a sentire il dolore. Ellen. Lo faccio per te,
pens. Ti amo e ti dono la mia vita. Per te bisbigli. Poi abbass il braccio e dopo diversi momenti
riapr gli occhi. Lasciala adesso le disse.
Impallid di botto.
Lei gli stava sorridendo.
Che c'? farfugli.
Lei gli guard il polso.
Che c'? David sent che cominciava a perdere la lucidit.
Stai sanguinando, David.
Lasciala!
Lei liber la mano con uno strattone. Ho cambiato idea disse.
David per poco non perse l'equilibrio, ma si fece forza.
Mi sono appena resa conto che quando te ne sarai andato io potr avere il corpo tutto per me
disse lei.
Marianna... David scatt in avanti, malfermo sulle gambe, ma lei si ritrasse con un
sogghigno. La stanza sembr roteare e lui stramazz a terra con un urlo, rantolando nella pozza di
sangue in cui atterr. No! Cerc di rialzarsi, ma non ci riusc. Marianna, ti prego..!
Oh disse lei simulando preoccupazione. Povero David! Sta per morire. Sogghign di
nuovo. E io rester tutta sola con questo magnifico corpo. Mia sorella non potr pi allontanare gli
uomini da questa villetta. Potr avere tutti quelli che voglio.
Qualcosa si accese nella mente di David... un barlume ondeggiante di chiarezza. La villetta
disse. Si rialz in piedi con uno sforzo. La villetta...
S, la villetta disse lei. Questa meravigliosa, splendida villetta.
La stanza turbinava intorno a David mentre si avviava verso di lei, ma la mente diventava pi
chiara di momento in momento: mentre il sangue e la vita fluivano dal suo polso, la lucidit continuava
stranamente a crescere. Hai parlato di Port Jefferson, di New York le disse. Ma le cose non stanno
veramente cos, eh? Non potresti raggiungerli in macchina. Anzi, non puoi nemmeno uscire e
raggiungere la macchina, vero?
Un'espressione di guardinga resistenza le irrigid la faccia mentre si ritraeva da lui. Di che stai
parlando? Cerc di sembrare sprezzante, ma senza riuscirci: la paura le deformava la voce.
Sei prigioniera qui. Adesso la lucidit era al massimo: non c'erano dubbi nella sua mente.
Anche nel corpo di mia moglie, non puoi lasciare la villetta. Si rendeva conto di parlare a denti
stretti, e di respirare affannosamente. Ma sapeva, sapeva. Tu sei morta qui e, qualsiasi cosa tu voglia
fare, sei costretta a rimanere qui.
Sei un idiota disse lei per tutta risposta. Ma era impallidita, e continuava a indietreggiare.
Con un'improvvisa esplosione di forza, provocata solo dalla volont, le si lanci addosso. Lei
cerc di fare un salto all'indietro, ma i piedi nudi scivolarono sulle assi di legno e perse l'equilibrio,
ricadendo su un ginocchio. David le afferr il polso destro con la mano destra e la tir su. Che stai
facendo? gli chiese lei, con un filo di voce.
David non disse nulla, ma cominci a sospingerla verso la finestra rotta. Dal pavimento sembr
che l'oscurit volesse aggredirlo, ma lui resist. Avrebbe fatto questo, poi sarebbe morto. Era l'unica
cosa che aveva la forza di fare.
Che stai facendo? chiese ancora lei. Cerc di resistergli, ma non ci riusc. C'era nella sua
volont una forza irresistibile che travalicava l'estrema debolezza del suo corpo. Adesso prese a
trascinarla, con gli occhi fissi sulla finestra e il polso sinistro che lasciava una traccia irregolare di
sangue sul pavimento.
No. Lei cominci a dimenarsi, a scalciare. No!
S! Il ruggito della sua voce la fece cedere tutto d'un tratto. Ci liberiamo di te!
Marianna tent di urlare la sua protesta, ma non ebbe il tempo di farlo. Il suo urlo trad tutto
l'orrore lacerante, assoluto, mentre David la trascinava sul divano, la stringeva a s e poi balzava
all'indietro, fracassando la finestra e precipitando insieme a lei nel buio e nella pioggia, verso la sabbia
bagnata. La tenne sopra di s in modo che quando avessero toccato terra lui sarebbe morto e lei si
sarebbe salvata.
Qualche secondo pi tardi ci fu l'impatto, poi il dolore e l'oscurit che lo avvolse.
Epilogo
David guardava la camera da letto. Attraverso la finestra poteva vedere il riverbero verdazzurro
della piscina e, pi sotto, lo scintillio delle luci della citt. Quanto si sentiva lontano da quella villetta di
Logan Beach. Gli sembrava un altro mondo. L'unica prova tangibile della sua esistenza era la cicatrice
rosso scura sul polso.
A parte questo, tutto il resto gli sembrava solo un sogno indistinto e in via di cancellazione. Un
fantasma nella sua vita? La sua vita era qui, a Sherman Oaks. Con Ellen, che al momento si stava
facendo la doccia. Con Mark, che stava passando la notte con un amico a Malibu. Con Linda e Bill, e
con il suo nipotino, Peter David, che proprio quel pomeriggio aveva tenuto in grembo e che aveva riso
tutto allegro fra le sue braccia. Quelli erano gli elementi portanti della sua esistenza, concreti e ben
definiti.
Si guard il polso. La cicatrice sarebbe diventata meno vistosa col tempo, e col diminuire del
ricordo. Anche adesso, dove mesi dopo, lui non riusciva a ricordare nei dettagli quella notte: era stata
troppo stravolta, troppo bizzarra. E poi erano seguite ore di oscurit, dal momento in cui aveva perso i
sensi a quello in cui si era risvegliato in una stanza d'ospedale con il polso ricucito e fasciato ed Ellen
seduta accanto al suo letto che lo osservava preoccupata, e che piangeva mentre lui sorrideva. La
caduta non le aveva procurato in pratica nessun danno, solo un brutto contraccolpo; chiss come era
riuscita a portarlo fino a un pronto soccorso.
I ricordi pi duraturi cominciavano in quel momento, e il pi nitido era il volo di ritorno in
aereo, quando aveva raccontato a Ellen la storia di Marianna e tutto ci che era accaduto nell'intervallo
da gioved pomeriggio in poi. Le oltre quattro ore a bordo dell'aereo erano state, se possibile, pi
dolorose dei quattro giorni a Logan Beach perch David era stato costretto a guardare la faccia di sua
moglie che rifletteva, uno dopo l'altro, tutti i dolori e i tormenti che lui aveva vissuto sulla pelle in
quell'arco di tempo.
Da quel giorno il loro matrimonio aveva perso qualcosa: non sapeva che cosa... una scintilla,
forse. In altre parole il loro matrimonio era molto pi solido. Non c'erano pi segreti; nessuno, almeno,
di cui David fosse consapevole. Adesso parlavano, si comunicavano i loro problemi e davano voce alle
loro differenze, alle loro opinioni. Il matrimonio sembrava sicuro. Se qualcosa era venuto a mancare,
lui aveva dovuto accettarlo come qualcosa di sacrificabile. Perch non aveva nessuna intenzione di
tornare a come stavano prima le cose. In mancanza di un'espressione migliore, la scintilla' poteva
essere scomparsa, ma al suo posto c'era una profondit di comprensione e di reciproco rispetto che
prima era assente. E per come la vedeva lui, questo non poteva essere che un miglioramento.
David non pensava pi in termini di io'. Si sforzava lucidamente di non preoccuparsi mai di s
stesso... e non si era assolto dalla parte di colpa che ancora provava per la storia con Marianna. La
responsabilit ricadeva su di lui... forse non del tutto, ma anche quella parte, grande o piccola che
fosse, non poteva lavarla via come se niente fosse. Ovviamente non avrebbe mai saputo in che
percentuale il suo crollo rovinoso fosse dovuto all'influsso di Marianna, e in che percentuale a una sua
carenza personale. Tutto ci che sapeva - e lo sapeva in modo indubitabile - era che, se non fosse stato
per il suo particolare stato d'animo, ci che era accaduto sarebbe potuto anche non avvenire affatto.
Marianna era l che aspettava, certo, ma la sua attesa si rivolgeva a un tipo determinato di uomo. E lui
era stato quel tipo.
Con l'aiuto di Dio non si sarebbe mai pi permesso di esserlo.
Si gir sul fianco, guardando la porta della stanza da bagno. Ellen aveva chiuso la doccia e
sarebbe uscita da un momento all'altro. Si domand se quella notte avrebbero fatto l'amore. Anche
quell'area del loro rapporto era migliorata, bench la scintilla' fosse scomparsa anche da l. La
scintilla', decise all'improvviso, era un romanticismo immaturo. Molto bene, allora, non erano cos pi
accecati dalla passione come lo erano stati da giovani. Per c'era attenzione e pazienza, dolcezza,
comprensione. C'era saggezza e cameratismo.
E c'era autocontrollo... la consapevolezza che i desideri fisici dovevano essere sottomessi alla
mente, una consapevolezza che lui aveva impiegato un bel po' di tempo ad accettare. Era stato molto
pi semplice lasciare che il corpo parlasse per s, visto che aveva sempre qualcosa da dire e che era
facile seguire le sue indicazioni. Cos facile, in effetti, che col tempo erano diventate una dipendenza.
Ma per il corpo non c'erano individui, non c'erano personalit di cui preoccuparsi. Per il corpo
c'era solo la sensazione nuda e cruda. Con chi quella sensazione si manifestasse non faceva alcuna
differenza. Il corpo era un animale che richiedeva di alimentarsi con regolarit e lui aveva sempre
soddisfatto quella fame, senza porsi domande. Adesso doveva domare la bestia... cosa che non sarebbe
stata semplice, perch David si era abituato al suo arbitrio. Eppure doveva farlo... in fin dei conti si
trattava solo di un animale. Non possedeva sottigliezza n logica: si eccitava e provava desideri. Se la
mente non era in grado di controllare una simile creatura, allora tanto valeva che la mente non
esistesse.
Adesso la sua ambizione era di imprigionare in via definitiva quell'animale dentro la mente.
Non distruggerlo, non spezzarne lo spirito e trasformarlo in un ottuso facchino. La sua natura selvatica
era ancora in parte allettante e quella parte aveva tuttora una sua vitale bellezza, semplicemente doveva
tenerlo confinato, riuscire a liberarlo solo quando lo decideva lui. La gabbia non doveva essere cos
fragile da consentire all'animale di uscirne a suo piacimento e di invadere il suo territorio mentale,
diventando un predatore incontrollabile. Doveva avere i suoi limiti. All'interno di questi poteva
muoversi liberamente, ma quei limiti dovevano esistere.
Da una parte il corpo e dall'altra la mente, pens. E tutte le complicazioni scompaiono: pi
semplice di cos... L'uomo aveva un corpo per diritto di nascita, ma anche una mente con cui
controllare quel corpo e trascenderlo. Con la mente l'uomo poteva fare del rapporto con una donna
qualcosa di magnifico. L'unione delle loro menti (e delle loro anime, forse) era infinitamente pi
importante dell'unione dei loro corpi. Il loro rapporto fisico doveva essere in realt una manifestazione
nella carne del loro rapporto pi elevato... un'espressione del loro amore.
Qualunque cosa di meno era, a vari gradi, autodistruzione reciproca.
David torn a distendersi sulla schiena, sorridendo fra s e s. Capire il problema non significa
risolverlo, si disse. Un minimo di comprensione non crea la persona intera, contrariamente alle
sceneggiature che proprio lui, dio lo perdonasse, aveva scritto. Lo aspettavano ancora anni di lavoro, e
ci sarebbero state probabilmente delle ricadute, ma almeno adesso aveva una direzione in cui muoversi
e non aveva la minima intenzione di deviare da essa.
La porta del bagno si apr e lui si tir su, guardando la sua Ellen. Adesso aveva i capelli pi
lunghi (con sua grande sorpresa, aveva dovuto chiederle solo una volta di lasciarseli crescere e lei
aveva accettato subito), tinti in modo leggero (in onore al loro nuovo rapporto, gli aveva detto) e
indossava una lunga camicia da notte di un azzurro pallido. Appariva fresca e pulita, e David prov un
improvviso desiderio nei suoi confronti. Si drizz a sedere, spost le gambe oltre il bordo del materasso
e le disse: Vieni qui.
Ellen attravers la stanza e si ferm davanti a lui, in piedi. S?
Siediti.
Va bene. Si sedette e David le pose un braccio sulle spalle, affondando la faccia nel collo di
lei. Hai un buon profumo mormor.
Davvero?
Mmm. Cominci a baciarle la nuca, all'inizio in modo casuale, poi con ardore crescente.
Ellen gli scompigli i capelli.
Ti amo, El disse lui.
Anch'io ti amo.
Quelle erano solo parole, pens David. Dico sul serio, El. Non sono solo chiacchiere. Con gli
occhi chiusi, strofin la faccia contro il collo di Ellen. Non hai idea di quanto ti amo. Non ne hai idea
perch da molto, troppo tempo non te lo dico. Ma  vero, ti amo. Tu sei la mia gioia... la mia felicit.
Sei la mia vita, El.
David... Debole, incerto.
Parlo sul serio, El.
Lo so.
Lo spero. Voglio che tu mi creda. So che  passato tanto tempo, troppo, ma adesso te lo sto
dicendo, perci, per favore, credimi.
Qualcosa sembr spezzarsi dentro di lui. Oddio, quanto ti amo, El.
Rialz la testa e premette le labbra su quelle di lei, abbracciandola pi forte. Le bad le guance
e gli occhi, la fronte e le tempie, le orecchie, di nuovo il collo. Non riusciva a smettere di badare la sua
pelle calda e profumata. Ti amo tantissimo mormor. Ellen, Ellen.
Era chiaro che lei era rimasta colpita... ma era anche sorpresa, e un po' confusa. David non la
biasim. Per tanti anni non era stato espansivo, ma adesso non riusciva a controllarsi. Non c'era
nessuna scelta razionale: era tutto spontaneo, un fluire di emozioni, mentre il desiderio e l'amore lo
avviluppavano completamente. Lei era la vita. Non poteva esistere senza Ellen, era tutto per lui.
El, sdraiati accanto a me. Ti prego, sdraiati accanto a me.
S, amore, s. Si rialz e lo guard dall'alto in basso. Devo togliermi la camicia da notte?
gli chiese.
S. Voglio sentirti vicina a me. David si sdrai e la osserv. Lei fremette quando il tessuto di
seta scivol sopra i seni con i capezzoli gi turgidi. Gett la camicia da notte in fondo al letto, spense la
lampada pi vicina e si sdrai accanto a lui. David rabbrivid mentre lei gli si schiacciava addosso e
faceva scivolare le mani sotto le sue braccia per aggrapparsi alla schiena. Si baciarono con passione: un
bacio fra due amanti che si incontravano per la prima volta.
Ellen.
S.
Tu mi ami?
S.
Ti prego, dimmelo. Dimmi che mi ami. Le mani chiuse a coppa afferrarono i suoi seni mentre
la fissava negli occhi, quasi supplichevole. Dimmi che mi ami. El, per favore, dimmelo.
S, s.
Allora dillo. Voglio sentire le parole, ne ho bisogno, El. Per favore, dimmi che mi ami.
Adesso gli occhi di Ellen erano lucidi: una lacrima cadde lungo la guancia e gli bagn la mano.
Ti amo, David. Ti amo, ti amo, ti amo.
Quella che lo attravers fu la sensazione pi violenta che avesse mai provato. In un istante la
sua identit sembr svanire e lui ed Ellen furono una cosa unica pi grande della loro somma. L'amore
che fece con lei non ebbe nulla di compiaciuto o di individualistico: ci che sarebbe potuto essere
semplice carnalit ed egoismo era adesso divenuto devozione. Le sue azioni erano le stesse ma,
motivate com'erano da un'amorevole attenzione, portarono ogni percezione a un'altezza che lui non
aveva mai raggiunto prima, un livello di consacrata emozione che lo stord e lo esalt.
E poteva salire ancora!
Non seppe con certezza quanto tempo trascorse. A giudicare dall'orologio poteva essere stato
non pi di un minuto... ma per lui fu un'eternit assoluta. Al termine della quale raggiunsero insieme il
culmine della loro mutua ascesa, aggrappati l'uno all'altra, tremando, piangendo, mugolando un'estasi
che non si poteva esprimere perch prodotta da mente e corpo all'unisono, un'estasi cos potente da
fermare il mondo e il tempo e la vita stessa finch non ne ebbero sperimentata la bellezza fino in fondo.
Solo allora suoni e visioni ripresero il sopravvento, la terra riprese il suo vorticoso girare e la
vita ricominci. David la tenne stretta a s, sentendo l'alito del suo respiro sopra la spalla. Questo  il
matrimonio, giunse il pensiero, un'unione e un legame. Nessuna scintilla rimasta? Per poco non rise,
tanto adesso l'idea gli sembrava insensata. Dio del cielo! La sua mente annasp di fronte alla verit... o
a quella vaga idea di verit che era riuscito a percepire.
 stato amore mormor.
S replic lei, sempre in un mormorio.
 stato amore... tutto amore.
Lo so.
Ci ameremo sempre, sempre.
S.
Intendo sempre, Ellen. Non solo adesso o qui. In eterno. Questo  solo l'inizio. Io ci credo, El.
Ci credo davvero.
Lei lo baci con infinita tenerezza e rispose, con un filo di voce: Ci credo anch'io.
Era seduta al tavolino da toeletta e si stava applicando un pesante strato di rossetto. Quando
ebbe finito, mise gi il rossetto e fece scorrere le mani fra i capelli folti e nerissimi. Non male disse.
Non se ne accorgeranno mai. Esamin le sue fattezze allo specchio. Il trucco era un po' eccessivo,
ma nessuno lo avrebbe mai capito.
Tir indietro i lembi della veste da camera e osserv il suo corpo riflesso nello specchio. Ecco
il problema disse. Si sollev i seni bianchi e cadenti, affondando le dita nella loro bulbosa
morbidezza. Li odio disse. Poi aggrott la fronte. Perch sei diventata cos vecchia? farfugli.
Emise un sospiro. Oh, be'. Almeno sono reali.
Sorrise sdegnosamente al riflesso della sua faccia.  stato cos stupido da parte tua, Grace
disse. Scosse la testa. Venire qui ad aiutarli. Precipitarti in quel modo, con la tua stupida croce e la
Bibbia. Rise. Se solo avessi aspettato qualche secondo sarei stata sola di nuovo, e alla tua merc. Ma ora...
Si richiuse la vestaglia.  un corpo brutto, ma  reale, Grace. Credo che lo terr.
Si alz, and alla finestra e guard fuori, verso la spiaggia. Era il genere di giornata che
preferiva: nuvolosa e fredda. Magari presto qualcuno sarebbe capitato alla villetta: un uomo... o una
donna, non importava. Pens al servitore di Grace. Era spaventosamente vecchio, ma... Emise un
suono di superficiale apprezzamento. Magari la settimana prossima, quando sarebbe venuto con le provviste.
Ridacchi piano, ricordando l'espressione sconvolta sulla faccia di Grace quando si era precipitata nello studio solo per vedere che David e la moglie erano volati dalla finestra e che ad aspettarla, sorridente, c'era l'unica persona che lei evitava da anni. Ricord come Grace avesse fatto un passo indietro scuotendo la testa, lasciando cadere la Bibbia e la croce, con uno sguardo di cieco terrore negli occhi. Che splendida vendetta era stata lanciarsi contro di lei con un urlo di trionfo.
E prenderla.
Si volt e attravers la stanza. Adesso si sarebbe preparata qualcosa per cena. Mangiare di nuovo era sempre un divertimento. Magari pi tardi un uomo sarebbe passato di l e lei avrebbe potuto invitarlo a entrare. E far fare al corpo di Grace pi cose di quante lei ne avesse mai solo sognate.
O invece hai sognato di farle? disse, divertita. Magari questo  proprio ci che hai sempre voluto.
Rise mentre attraversava il corridoio. Sar meglio che sia cos, disse perch rimarrai qui per tanto, tanto tempo, sorellina.
La risata gelida di Marianna riemp la villetta mentre lei scendeva per la scala.
...
.
...
FINE.