Premessa.

Storia editoriale e fortuna critica.
Si rende forse necessaria una breve premessa per illustrare la "messa in opera", da parte di Lorenzini, dei romanzi raccolti nel presente volume. Entrambi i libri presentano le caratteristiche di ci che oggi viene definito instant-book: i due romanzi sono figli di una scelta editoriale affrettata, che cercava, appunto, tempestivamente, di cogliere l'attimo fortunato di un filone narrativo divenuto una moda. La rapidit esecutiva e tipografica che ne consegue, confermata da tutta una serie di piccoli refusi, sviste, incertezze o dimenticanze, non necessariamente imputabili nella loro totalit alla penna di Lorenzini, non compromette peraltro in alcun modo n il contenuto n il valore dei romanzi. Una rapidit esecutiva riscontrabile principalmente in Un romanzo in vapore, e testimoniata a suo tempo da Pier Coccoluto Ferrigni, alias Yorick, nel necrologio per Carlo Collodi scritto il 2 novembre 1890 sulla Domenica fiorentina. Qui, Yorick ricordava come l'intenzione, da parte dell'editore, di pubblicare un libretto da vendersi nelle stazioni, per leggere in treno, che potesse divertire servendo nel tempo stesso da Guida in viaggio, avesse necessariamente indotto lo scrittore a redigere il libro di getto, senza quel metodico controllo delle bozze che, invece, Yorick stesso rammentava quale caratteristica del Lorenzini giornalista. Tutto ci, come abbiamo detto, filtra dalle pagine dei romanzi, attraverso quei minimi segnali dovuti alle perdonabili mende di un'esecuzione affrettata, ma, soprattutto, segna il loro destino. Dopo quella prima uscita, infatti, non si avranno altre ristampe (se si esclude la riproposizione antologica di Un romanzo in vapore), visto anche il fallimentare impatto con il pubblico: in particolare, nel caso eclatante dei Misteri di Firenze, rimasti interrotti al primo volume. I due romanzi, dunque, verranno rapidamente dimenticati, messi
da parte o, al pi, considerati dai critici come un trascurabile episodio narrativo nella lunga carriera dello scrittore fiorentino. La riscoperta avvenne successivamente, e in conseguenza della crescente fama postuma di Collodi quale autore del capolavoro Le avventure di Pinocchio. Bisogner aspettare l'antologia collodiana curata da Pietro Pancrazi (Tutto Collodi. Per i piccoli e per i grandi, Firenze, Le Monnier, 1948), per rivedere in stampa alcune pagine dei due libri. Il lungo oblio durer fino agli anni Ottanta del Novecento, quando le ricorrenze dei vari centenari commemorativi (quello della morte dello scrittore 1890-1990, ma, soprattutto, quello della prima edizione in volume di Pinocchio, 1883-1983) avviarono una rinascita degli studi collodiani favorendo, di conseguenza, un riesame dei suoi testi pi rari. Nonostante ci, pur richiamati all'interno di molti studi generali su Collodi, i due romanzi non sono finora stati oggetto di una realmente approfondita e specifica disamina. Si segnaleranno pertanto qui, all'interno delle specifiche note al testo, gli studi che pi hanno contribuito a rilanciare e ampliare l'analisi, e a risvegliare l'attenzione su queste originali, anche se meno frequentate, opere del giovane Lorenzini. Ma, in primo luogo, si dovr tener conto del contributo d'indagine offerto dall'apparato di Note allestite da Daniela Marcheschi per l'edizione mondadoriana delle Opere di Collodi (Milano, 1995), dove, costante,  il richiamo ai due primi romanzi, confrontati ai testi giornalistici cronologicamente precedenti e a tutti quegli scritti di Lorenzini sicuramente debitori a questa prima produzione letteraria. Altrettanto indispensabili, inoltre, le ricerche bibliografiche di Roberto Maini e Piero Scapecchi, che hanno recuperato documenti rari e riproposto schede e apparati bibliografici, relativi ai due romanzi, utilissimi per lo studioso della materia (si vedano, a cura degli stessi, i volumi Collodi giornalista e scrittore, Firenze, S.P.E.S., 1981, e Carlo Lorenzini. Oltre l'ombra di Collodi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1990).

Criteri di edizione.

Riguardo alla presente edizione si sono riprodotti i testi quanto pi fedelmente possibile, attenendoci ad un criterio conservativo, eccezion fatta per alcuni interventi correttivi nei casi di cui diremo in seguito. Si sono pertanto rispettate le seguenti caratteristiche di entrambe le opere
contenute nel presente volume: l'utilizzo sovrabbondante o pi libero rispetto all'uso moderno di segni diacritici e dell'interpunzione (due punti; due punti e lineetta anche quando non si introduca un dialogo, bens un inciso; punti esclamativi; una o due file di puntini di sospensione, che vogliono rendere l'idea di un'ellissi o comunque di uno stacco cospicuo tra le parti narrative per temi diversi e altro); l'uso alternante di corsivi e grassetti, teso a "colorare" la pagina, a scandirne le varie intonazioni; l'uso di parole composte legate da lineetta, tipico della scrittura collodiana; la grafia dei termini stranieri, anche quando il medesimo termine risultava scritto, in uno stesso testo, con differenti grafie; si sono per corretti i casi di minimi refusi.
Oltre alla correzione di banali sviste, refusi, errori tipografici, specificamente segnalati per ogni singola opera, si sono resi necessari altri interventi o mutamenti. I puntini di sospensione, laddove non fossero disposti in una o due file, sono stati uniformati secondo l'uso moderno, nel numero di tre, sebbene nei testi in esame si alternino in un numero variabile da due a cinque, e sebbene tale uso sia tipico della scrittura umoristica di Lorenzini, come appare evidente anche dall'esame dei pochi autografi che ci sono pervenuti (ad esempio, i capitoli finali delle Avventure di Pinocchio riprodotti nel 1983 in Appendice all'edizione critica curata da Ornella Castellani Pollidori), e della tradizione a stampa delle altre opere collodiane. Merita tuttavia osservare che l'autore toscano sembrerebbe operare una distinzione tra i tre puntini di sospensione con valore esclamativo o interrogativo, e i quattro o cinque con valore ulteriore di breve ellissi narrativa.
Riguardo ai segni d'interpunzione,  stato introdotto il punto fermo nei pochi casi in cui era saltato per evidente dimenticanza (evento non raro anche a scorrere le testimonianze autografe), prima dell'acapo o all'interno di dialoghi ove si ricominci con la maiuscola. Si  provveduto inoltre ad aggiungere o sopprimere virgole e altri segni d'interpunzione solo in quei casi in cui lo imponeva il senso.  stato messo fuori parentesi tonda il punto fermo in fine periodo. Si  scelto di inserire in tutti i valori numerici le virgole al posto dei punti (o di altri segni tipografici poco leggibili) per separare i decimali, uniformando cos le oscillazioni tipografiche. Quanto alle lineette di dialogo, si  provveduto a togliere la lineetta di fine dialogo nelle poche eccezioni che
lasciano pensare ad una scelta non intenzionale. Sono state ripristinate, al contrario, nei casi in cui erano cadute tra la battuta di dialogo e l'inciso.
Relativamente agli accenti, sono stati normalizzati, adeguandoli alla moderna prassi editoriale, tutti gli accenti (da grave in acuto) del pronome s e delle congiunzioni e avverbi del tipo: affinch, allorch, anzich, cosicch, dimodoch, essendoch, imperocch, n, perch, perocch, ecc. Sono stati invece soppressi gli accenti errati in termini come: l / s (intesi come note musicali) > la / si', qu >qua; qui > qui; un p > un po'. Stessa scelta normativa adegua gli accenti delle forme verbali del tipo: ripet >ripet', batt > batt", possed > possed; pot > pot', vend > vend, ecc. E nel troncamento merc > merc.
Nel caso delle maiuscole e delle minuscole, pur mantenendo alcune oscillazioni, presenti in particolar modo in Un romanzo in vapore (un caso eclatante  quello del capitolo IV, dove il termine velocipede alterna, nello spazio di poche righe, la forma grafica maiuscolo/minuscolo e corsivo/tondo), abbiamo ritenuto opportuno uniformare secondo l'uso prevalente. Un caso specifico  rappresentato da alcune tipologie presenti nei Misteri di Firenze: i titoli nobiliari (quali Duca, Barone, Lady, Principe, Conte, Contessa, ecc.), in maiuscolo nella maggioranza dei casi, venivano scritti sporadicamente con la minuscola: si sono pertanto corretti questi casi provvedendo alla loro normalizzazione; un identico criterio  stato osservato per i nomi dei mesi, scritti in prevalenza con la maiuscola; prevale invece l'uso della minuscola per i termini signor/signore/signori, e pertanto, l'eccezione, riscontrata in pochissimi casi,  stata corretta (si  tuttavia lasciata la maiuscola nei casi di Signore inteso come Dio, dell'espressione fare il Signore senza quattrini, e dell'enfatizzazione fior di Signoroni),





Abbreviazioni bibliografiche e sigle.

Nelle note di commento e nelle note al testo la bibliografia critica e i dizionari richiamati pi di frequente sono citati in forma abbreviata. Le Opere di Carlo Lorenzini vengono indicate con una sigla accompagnata dal numero del capitolo e, eventualmente, anche dal titolo del capitolo o del paragrafo.

Opere.

AC Gli amici di casa
AG L'Abbaco di Giannettino
AP Le avventure di Pinocchio
CI La coscienza e l'impiego
DCU Divagazioni critico-umoristiche
G Giannettino
GeG La Geografia di Giannettino
GG La Grammatica di Giannettino
LL2 Libro di lezioni per la seconda classe elementare
LL3 Libro di lezioni per la terza classe elementare
LM La lanterna magica
M Macchiette
MF I misteri di Firenze
MI Minuzzolo
NG Note gaie
OM L'onore del marito
ON Occhi e nasi
Pip Pip o lo scimmiottino color di rosa
RC Il regalo del Capo d'anno
RF I racconti delle Fate
RG I ragazzi grandi
RV Un romanzo in vapore
SA Storie Allegre
VIG I Viaggio per l'Italia di Giannettino. parte prima
VIG II Viaggio per l'Italia di Giannettino. parte seconda
VIG III Viaggio per l'Italia di Giannettino. parte terza

Bibliografia critica e dizionari.

Artusi
Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene, Torino, Einaudi, 1994.
Beccaria
Gian Luigi Beccaria, Sicuterat. Il latino di chi non lo sa: Bibbia e liturgia nell'italiano e nei dialetti, Milano, Garzanti, 1999.
Bertacchini 1961
Renato Bertacchini, Collodi narratore, Pisa, Nistri-Lischi. Bertacchini 1993
Renato Bertacchini, Il padre di Pinocchio. Vita e opere del Collodi, Milano, Camunia.
L'Italia superiore: L'Italia centrale: L'Italia meridionale:
Caffarelli-Randaccio
Enzo Caffarelli-Roberto Randaccio, Collodi onomasta e i nomi toscani delle Avventure di Pinocchio, in Il Nome nel testo, Atti del X Convegno internazionale di Onomastica e Letteratura, Universit degli studi di Pisa (19-20 febbraio 2004), Pisa, ETS, 2005, pp. 209-227.
Castellani Pollidori
Ornella Castellani Pollidori, Sotto il segno di Pinocchio, in Lettere Italiane, 4 (1984), pp. 498-544.
Collodi giornalista e scrittore
Collodi giornalista e scrittore, a cura di Roberto Maini e Piero Scapecchi, Firenze, S.P.E.S, 1981 [catalogo della Mostra tenuta presso la Biblioteca Marucelliana di Firenze dal 10 ottobre al 30 novembre 1981],
Conti
Giuseppe Conti, Firenze vecchia. Storia, cronaca aneddotica,
costumi:1799-1859, Firenze, Bemporad, 1899.
Dei
Carlo Battisti-Giovanni Alessio, Dizionario Etimologico italiano, Firenze, Barbra, 1950-57, 5 voll.
De Lorenzi
Antonio De Lorenzi, Collodi con/senza misteri, Ravenna, Longo, 1991. Fanfani-Arla 1911
Pietro Fanfani-Costantino Arla, Lessico dell' infima e corrotta italianit. Corretto e aggiuntovi un supplemento da Costantino Arla, 3a ed., Milano, Carrara, 1911.
Fanfani 1863
Pietro Fanfani, Vocabolario dell'uso toscano, Firenze, Barbra. Fanfani-Rigutini 1893
Pietro Fanfani-Giuseppe Rigutini, Vocabolario italiano della lingua parlata. Nuovamente compilato da Giuseppe Rigutini, Firenze, Barbra.
Ghidetti
Enrico Ghidetti, Il sogno della ragione. Dal racconto fantastico al romanzo popolare, Roma, Editori Riuniti, 1987.
Giusti 1884
Giuseppe Giusti, Raccolta di proverbi toscani. Nuovamente ampliata e pubblicata da Gino Capponi, Firenze, Successori Le Monnier.
Giusti 1980
Giuseppe Giusti, Poesie, a cura di Nunzio Sabbatucci, Milano, Feltrinelli 1980, 2 voll.
Lapucci
Carlo Lapucci, Dizionario dei proverbi italiani, Milano, Mondadori, 2007.
Marcheschi
Daniela Marcheschi, Collodi ritrovato, Pisa, ETS, 1990.
Martini
Ferdinando Martini, Confessioni e ricordi (Firenze Granducale), Firenze, Bemporad, 1922.
Migliorini 1968
Bruno Migliorini, Dal nome proprio al nome comune, ristampa fotostatica dell'ed. del 1927 con un Supplemento, Firenze, Olschki.
Migliorini 1983
Bruno Migliorini, Storia della lingua italiana, 6a ed., Firenze, Sansoni. Oltre l'ombra di Collodi
AA.VV., Carlo Lorenzini. Oltre l'ombra di Collodi, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1990.

Opere.

Carlo Collodi, Opere, a cura di Daniela Marcheschi, Milano, Mondadori (I Meridiani), 1995 [seguir la sigla di riferimento all'opera del Collodi presa in esame, il numero delle pagine, il numero della nota].
Pananti
Filippo Pananti, Il poeta di teatro. Romanzo poetico, Firenze, Stamperia Piatti, 1824.
Panzini
Alfredo Panzini, Dizionario moderno, 4a ed. rinnovata e aumentata, Milano, Hoepli, 1923.
Perrot
Jean Perrot, Le Secret de Pinocchio. George Sand & Carlo Collodi, Clamecy, Editions In Press, 2003.
Petrocchi
Policarpo Petrocchi, Novo dizionrio universale della lingua italiana, Milano, Treves, 1887-91, 2 voll.
Pittno
Giuseppe Pittno, Frase fatta capo ha. Dizionario dei modi di dire, proverbi e locuzioni, Bologna, Zanichelli, 1992.
Randaccio 2006
Roberto Randaccio, Lessico collodiano, Olbia, Taphros [verr specificato, in corsivo, il titolo del saggio a cui si fa riferimento e il numero della pagina].
Repetti
Emanuele Repetti, Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, Firenze, Tip. Mazzoni, 1833-45, 5 voll.
Tempesti 1980
Fernando Tempesti, Chi era il Collodi. Com' fatto Pinocchio, in Carlo Collodi, Pinocchio, 2a ed., Milano, Feltrinelli.
Tempesti 1988
Fernando Tempesti, Collodiana, Firenze, Salani.
Tommaseo-Bellini
Niccol Tommaseo-Bernardo Bellini, Dizionario della lingua italiana, Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1865-79, 4 voll. Toscani dell'Ottocento
Toscani dell'Ottocento. Narratori e prosatori, a cura di Enrico Ghidetti, Firenze, Le Lettere, 1995.
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...
FINE.