Veit Heinichen.
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OSTRACISMO.
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Titolo originale: Scherbengericht.
Traduzione di Monica Pesetti.
Edizioni e/o, Roma.

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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
     Fondazione Ezio Galiano onlus
       http:\\www.galiano.it
   ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 Aristides Albanese torna a Trieste dopo
diciassette anni passati in carcere e per molti
 uno scheletro nell'armadio. Il Greco,
infatti,  stato condannato per omicidio
in sguito alle dichiarazioni schiaccianti
di dodici testimoni che hanno deposto
in blocco contro di lui. Ora vuole iniziare
una nuova vita aprendo un locale insieme
all'amico ed ex compagno di cella, il giovane
pakistano Aahrash, ma vuole anche voltare
finalmente pagina.
 Ha intenzione di vendicarsi e lo far
a modo suo, sfruttando la propria
creativit di cuoco per preparare una gustosa
- e indimenticabile - ultima cena.
Questa volta potrebbe essere in pericolo
anche Proteo Laurenti, che durante
il processo ad Aristides ha commesso
un errore ed adesso deve fare i conti con
la propria coscienza e ricostruire in fretta
il legame tra passato e presente, prima
che tutti i falsi apostoli facciano
una brutta fine.
...
L'autore.
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 Tra gli scrittori europei di noir di maggior
successo, Veit Heinichen, scrittore tedesco
che vive ormai da molti anni a Trieste,
ambienta le sue inchieste politicamente
scomode e coraggiose in una citt dove
il noir nordico incontra quello mediterraneo.
Le Edizioni E/O hanno pubblicato anche:
I morti del Carso, Morte in lista d'attesa,
A ciascuno la sua morte, Le lunghe ombre
della morte, Danza macabra, La calma
del pi forte, Trieste. La citt dei venti, scritto
assieme ad Ami Scabar, Nessuno da solo,
Il suo peggior nemico e La giornalaia.
...
Citazioni.

A proposito di politica, non si potrebbe
mangiare qualche coserellina?
TOT.

Tutto ci che viene mangiato  oggetto di potere.
Elias Canetti.

Ci sono due reazioni possibili all'ostracismo della
societ: o un uomo decide di essere migliore, pi
puro e pi cortese, o finisce male, sfida il mondo e
fa cose anche peggiori. Quest'ultima  certo la pi
comune reazione a ogni marchio d'infamia.
John Steinbeck.
...
Ostracismo.

Questo  un romanzo, non ha pretese di verit, ma le conclusioni a cui giunge sono plausibili. Personaggi e luoghi nascono dalla fantasia dell'autore, eventuali somiglianze con persone esistenti o esistite sono involontarie, puramente casuali e prive di ogni riferimento reale.

 Una nuova indagine del commissario salernitano
di nascita e triestino d'adozione.
Un romanzo corale, in cui i personaggi si muovono sullo sfondo
della citt di Umberto Saba, che ha una scontrosa grazia e
in ogni parte  viva, sempre pi terra di confine.
E sempre pi protagonista.
...
La fine dell'esilio.

 Athos la trov solo dopo una lunga ricerca. Dal centro si
era inerpicato in autobus fino al grigio complesso di
cemento alla periferia della citt e poco dopo le undici
aveva optato senza troppa convinzione per entrare in una delle
orribili torri. Writer ribelli avevano decorato con simboli
incomprensibili le nude pareti in calcestruzzo. Anni prima,
quando lo avevano arrestato, imbrattare i muri delle case era
ancora un passatempo raro a Trieste. Sal incerto le scale piene
di spifferi e spinse con il piede la grande porta a vetri che si
apriva su un corridoio interminabile, male illuminato e con il
pavimento in vinile nero. A parte lui, in giro non c'era nessuno.
La solitaria insegna al neon di una farmacia era l'unico dettaglio
che risaltava nell'ambiente, per il resto anonimo. Chi voleva
comprare delle medicine doveva suonare, diceva il cartello.
Svoltato l'angolo pass davanti perfino a uno spartano ufficio
postale, che quella mattina era aperto. Soltanto i graffiti donavano
un tocco di vivacit al desolato squallore generale, ma
considerato il posto dovevano essere stati commissionati:
disegni realizzati con cura e corredati di commenti ironici, che
illustravano in modo caricaturale la fredda struttura architettonica
e i suoi abitanti. Anche i corridoi del carcere in cui aveva
trascorso gli ultimi diciassette anni erano altrettanto spogli,
in compenso per pi puliti e meglio illuminati. Aristides
Albanese non ricordava a quale scala dovesse cercare il campanello.
Oltre duemilacinquecento persone vivevano l, e solo al
settimo ingresso trov il nome, quasi illeggibile: Melissa
Fabiani. Dopo aver suonato invano memorizz il numero dell'appartamento
e si diresse verso il secondo blocco, collegato al
primo e non meno labirintico. Nel corridoio successivo alcune
donne in abiti modesti fumavano sotto l'insegna di un bar che
vendeva anche tabacchi e giornali. La locandina del quotidiano
locale esposta accanto all'entrata titolava: Assolto Tonino
Gasparri. Prescritta l'accusa di corruzione.
 Disgustato, Aristides spost dal bancone il giornale con la
foto del politico in prima pagina e ordin. Le strisciate grigie
sui vetri delle finestre circolari offuscavano la vista sul porto
gi in citt, sulle petroliere e le navi portacontainer in lontananza.
Notare che bicchieri e tazzine uscissero dalla lavastoviglie
fumante lo rassicur.
 Zia Milli era seduta ad un tavolo, impegnata a giocare a carte
con altri anziani, probabilmente l'unica distrazione quotidiana
che si concedeva. La riconobbe subito, nonostante la maschera
per l'ossigeno e il relativo apparecchio portatile piazzato
accanto alla sedia. La donna non prest attenzione al gigante
con la barba e i capelli lunghi che la fissava. Vedendola in
quelle condizioni Aristides rimase sconvolto. Nelle lettere che
gli aveva spedito in carcere ogni settimana non si era mai
lamentata della propria salute. Attese che Melissa Fabiani
calasse l'ultima carta, poi pag il caff e si avvicin al tavolo.
Zia Milli la chiam.
 Lei sollev perplessa la testa e il suo viso si illumin solo
quando lui disse il proprio nome. Si tolse la maschera per l'ossigeno:
le labbra erano truccate dello stesso rosso acceso di un
tempo, quando gli affari andavano a gonfie vele ed i clienti facevano
la fila davanti alla sua camera da letto. E si smaltava
ancora le unghie, bench fosse fragile e malata. La donna si
alz dalla sedia puntellandosi con decisione e lo strinse pi
forte che pot. Le sue braccia arrivavano a malapena a cingere
il collo del gigante.
 Kiki? Sei proprio tu? Con tutti quei capelli non ti si vede
nemmeno la faccia. Gli sorrise radiosa, gli occhi che brillavano
di gioia, poi affond il viso sul suo petto aggrappandosi
ai risvolti della giacca color avorio. Da quanto sei fuori?
Perch non mi hai scritto che uscivi?.
 Zia Milli ripet lui tenendola per le spalle con le sue mani
robuste. Ormai non ci speravo pi nemmeno io, nella riduzione
di pena. Evit di specificare che era in citt dall'estate.
 Vedo che in galera hai iniziato a portarti dietro le posate
personali. I cinesi cucinano anche l?. La donna indic le bacchette
che spuntavano dal taschino insieme a un cucchiaio. E
a quanto pare al fresco non usa radersi. Senza barba eri pi
bello, ma si rimedia facilmente. Spero che almeno non ti sia
fatto fare tatuaggi.
 Dobbiamo cercare qualcun altro, Melissa, o giochi
ancora? domand dal tavolo una voce spazientita.
 La donna fece cenno di no, felice, attir a s Aristides
obbligandolo a chinarsi e gli scocc un sonoro bacio su
entrambe le guance, che gli lasci l'impronta delle labbra rosse
stampata sugli zigomi. Oggi  un grande giorno. Ora mi racconti
tutto, vero, Kiki?.
 Ho fatto la spesa, zia Milli. Da quanto non sentiva quel
nomignolo affettuoso? Solo lei poteva chiamarlo cos. Ti preparo
un pranzo che non te lo sogni nemmeno. Puoi mangiare
tutto?.
 Basta che mi piaccia, Kiki. L'anziana donna lo prese a
braccetto e usc a piccoli passi sul lungo corridoio, l'apparecchio
la segu come un giocattolo su rotelle. Aristides temeva
di sbatterci contro. Il barista grid a Melissa un saluto che lei
non sent, mentre i compagni di gioco parlottavano animatamente
chiedendosi chi fosse quel cinquantenne con la barba, il
completo chiaro e i capelli castani raccolti in una grossa coda
di cavallo che gli scendeva lungo la schiena.
 In ascensore, mentre salivano al penultimo piano del colossale
edificio, la donna parl dei disturbi respiratori di cui soffriva.
Non doveva usare sempre la maschera, la bronchite cronica
le concedeva un'autonomia sufficiente per riuscire a mangiare,
lavarsi e cose simili. Kiki non doveva preoccuparsi,
aggiunse, si trascinava dietro quell'affare da due anni e ormai
non ci faceva neanche pi caso. E, come aveva notato anche
lui, a carte vinceva ancora. Ma era passato un secolo dall'ultima
volta che era uscita da quell'alveare di cemento, del
mondo reale conosceva solo quello che vedeva dal balcone del
suo bilocale. Per fortuna lo sguardo spaziava fino al mare.
 Ti cucino qualcosa di buono, zia Milli disse Aristides,
mentre lei chiudeva la porta d'ingresso con la catenella.
 Per apparecchio io, altrimenti ho l'impressione di non
essere pi buona a nulla. E stai tranquillo, le mie posate sono
pulite. Tu siediti e raccontami tutto. Melissa Fabiani sollev
la maschera per farsi capire meglio, gli indic il divano e si
diresse in cucina, con l'apparecchio che la seguiva ballonzolando.
Aristides Albanese si lisci la folta barba come faceva
ogni volta che si imponeva di non replicare. Quando i piatti
caddero a terra accanto al tavolo frantumandosi in mille pezzi
si rimprover per averle dato retta, ma l'anziana donna tir
fuori la scopa dall'armadio a muro ridendo.
 Chi rompe paga e i cocci sono suoi, Kiki. Ma non importa,
oggi  un giorno fortunato! Lascia, ci penso io. Quando li avr
rotti tutti ti chieder di comprarmene degli altri. Rimettiti
seduto. Poco dopo torn con un posacenere e si accomod
accanto a lui sul divano.
 Ma, zia Milli, nelle tue condizioni non dovresti fumare la
ammon appena la donna si tolse la maschera, accese una sigaretta
super slim e fece due tiri che gli sembrarono pi profondi
delle boccate d'aria che aspirava dall'apparecchio deputato a
tenerla in vita.
  l'unico piacere che mi rimane. Tu in prigione hai
smesso, Kiki? domand Melissa cercando di trattenere un
colpo di tosse.
 Tartufo, zia Milli. Tartufo bianco istriano,  la stagione.
Una volta ci andavi pazza. E i tagliolini li ho fatti io stamani.
 Aristides svit un barattolo di vetro e lo mise sotto il naso
della donna, che inspir a occhi chiusi il profumo del fungo
fresco. Subito dopo diede l'ultimo tiro alla sigaretta, fumata
quasi fino al filtro.
 Mi piace questo odore. Una mia amica diceva sempre che
le ricordava uno scroto non lavato da tre giorni rise tossendo,
poi torn subito seria. Non devi spendere cos tanto. Questo
affare costa una fortuna, e in prigione non ti davano mica uno
stipendio.
 Qualcosa ho guadagnato, non preoccuparti. Oggi si
festeggia. Finalmente ci rivediamo.
 Dopo averle propinato una storia abbastanza plausibile sul
perch fosse stato rilasciato prima di aver finito di scontare la
pena, omettendo il fatto che era fuori gi da tre mesi, Aristides
si alz dal divano mezzo sfondato e and nella piccola
cucina, dove mise una bottiglia di bianco nel freezer del frigo
scarsamente rifornito e alline gli ingredienti sul piano di
lavoro. Resta seduta, zia Milli. Sono capace di arrangiarmi in
qualsiasi cucina. Non ti affaticare, per favore.
 Voglio farti compagnia mentre prepari. Cosa ti davano da
mangiare, Kiki? Una sbobba schifosa, come dicono sempre in
tv?.
 Aristides Albanese aveva suscitato scalpore anche dietro le
sbarre, per a Melissa Fabiani era sfuggita la notizia che il
cuoco condannato a vent'anni per omicidio aveva trasformato
parte della mensa carceraria in un raffinato ristorante. I giornalisti
avevano parlato di lui chiamandolo solo Athos, come lo
avevano soprannominato i compagni di cella per via della
stazza, e non si erano presi la briga di risalire alla sua vera identit.
Cinque anni dopo la condanna di Aristides la direzione
del penitenziario era stata assunta da una donna di idee progressiste
e lui, grazie alle sue arti culinarie, era riuscito a convincerla
che ai detenuti doveva essere offerto un programma di
formazione con il sostegno di una cooperativa sociale. Avere
un obiettivo e disporre degli strumenti necessari per raggiungerlo
dava speranza, e una volta usciti gli ex detenuti si sarebbero
integrati pi facilmente nella vita di tutti i giorni. Poco
dopo la direttrice aveva esaudito anche la richiesta di non cucinare
esclusivamente per detenuti e personale, ma poter aprire
al pubblico un settore della mensa situata dietro il tribunale. Il
progetto non avrebbe avuto costi elevati, aveva spiegato Athos,
i guadagni iniziali sarebbero serviti per l'ampliamento della
cucina e i successivi per il reinserimento sociale degli ex detenuti.
La sua ricetta era stata semplice e convincente. Sotto la
guida di Athos i criminali erano diventati cuochi provetti,
capaci di trasformare gli ingredienti pi comuni in ottimi piatti
presentati con cura, e presto il modello era stato imitato da
altri penitenziari sparsi in tutto il paese. La direttrice si era
opposta soltanto al nome suggerito: Porte aperte. Niente allusioni
tendenziose, perci sopra l'ingresso campeggiava la
scritta Nostalgia. Athos era riuscito addirittura a togliere ai
suoi aiutanti il vizio di sputare nel piatto di agenti, procuratori
e giudici che all'ora di pranzo si presentavano sempre pi
numerosi.
 In tutti questi anni non hai perso la mano, Kiki comment
Melissa Fabiani masticando beata, dopo aver spazzolato
i resti di tartufo con un pezzetto di pane. Era tanto che non
mangiavo cos bene. Ma non hai nessun bagaglio? Puoi dormire
sul divano finch non trovi una sistemazione.
 Non occorre, zia Milli. Ho cinquantaquattro anni e so
badare a me stesso. E poi una volta alla settimana devo presentarmi
dagli sbirri per la firma, vogliono essere sicuri che
sono ancora qui.
 C' un commissariato proprio qui sotto, accanto al supermercato.
Pi comodo di cos.
 Lui scosse la testa. Per i primi tempi sono stato affidato
alla comunit di don Alfredo. Finalmente un prete che fa qualcosa
di buono e in maniera disinteressata. Devo occuparmi dei
profughi che accoglie, cio cucinare per quei poveri disgraziati
che sono sopravvissuti alla traversata in mare. Finch non
trovo un posto mio vivo l.
Di nuovo Aristides Albanese aveva detto una mezza verit.
 Da don Alfredo ci aveva dormito soltanto due volte e, quando
era diventato troppo freddo per dormire fuori e la bora aveva
iniziato a soffiare gelida su Trieste, aveva trovato alloggio nel
piccolo appartamento di Aahrash Ahmad Zardari, un pakistano
di vent'anni pi giovane arrivato in Italia come profugo
nove anni prima e ormai in regola con documenti e permessi.
Aahrash, come lui, era stato un capro espiatorio condannato al
posto di qualcun altro. Scontata la pena era stato affidato a don
Alfredo, un semplice parroco di periferia che nonostante le
proteste del quartiere accoglieva chi era scampato all'inferno.
E Aristides aveva voluto il pakistano come aiutante di cucina
anche in comunit.
 Quando era tornato a Trieste il tempo era ancora bello e,
dopo diciassette anni passati in una cella, Aristides detestava
gli spazi chiusi. Per settimane aveva dormito nei parchi, a
debita distanza dai senzatetto abituali, o al riparo degli scogli
sulla spiaggia, dove di notte non andava nessuno. Evitava di
avvicinarsi ai campi profughi, costantemente sorvegliati e presi
d'assalto da avvocati di dubbia fama, che distribuivano biglietti
da visita nella speranza di arrotondare le entrate con qualche
ricorso contro le richieste di asilo respinte. Non avevano alcun
interesse a vincere i processi in prima istanza, dal momento che
il loro onorario - a carico dello stato - raddoppiava in appello.
 Aristides si teneva alla larga da tutto ci che potesse causargli
problemi. Nel suo completo chiaro non suscitava particolare
diffidenza, bench si portasse dietro tutti i propri averi
in due rigonfi sacchetti di plastica. Allo spuntare del giorno si
lavava nei bagni della stazione o in uno dei giardinetti fuori dal
centro. Con il tempo polizia e carabinieri si erano abituati a
vederlo seduto di notte sui gradini del Grand Hotel, e a un
certo punto avevano rinunciato ai controlli di routine, come se
ormai rientrasse nell'inventario dei beni mobili della citt.
 Aristides svolgeva puntualmente il proprio dovere, la mattina
andava a lavorare nella cucina di don Alfredo e una volta
alla settimana si presentava in questura per l'obbligo di firma.
Il pomeriggio girovagava senza una meta apparente per Trieste
e le zone limitrofe, tanto che dopo un po' nemmeno le persone
oggetto delle sue attenzioni si insospettivano nel trovarsi
davanti casa quell'uomo che trascinava due sacchetti di plastica,
si fermava per un attimo e proseguiva. E se lo vedevano
di nuovo immobile nello stesso posto, al massimo il terzo
giorno facevano il callo alla sua presenza. Quando gli rivolgevano
la parola borbottava qualche frase di circostanza sul
tempo e si allontanava in tutta calma. E quando chiacchieravano
spensierati per strada o al bar non si accorgevano che lui
li ascoltava con attenzione. Presto Aristides impar a conoscere
le loro abitudini. Malgrado gli anni trascorsi in carcere
non provava n rabbia n collera alla vista dei dodici traditori.
Erano degli idioti senza cervello, degli opportunisti. Solo
quando teneva d'occhio il Poeta, un tempo il soprannome di
Elio Mazza, e lo vedeva uscire di casa quattro volte al giorno
con i suoi vestiti logori, il sangue gli pulsava nelle tempie ed il
battito accelerava.
 Se finisco nei guai perch incrocio uno dei compari di
Tonino Gasparri accetto la tua offerta e vengo a stare da te. Lo
sai anche tu che mi odiano, zia Milli.
 Quello l continua a darsi delle arie in giunta comunale,
Kiki. Da poco  stato assolto per uno dei suoi soliti affari
sporchi. Fa parte degli intoccabili. Di recente ho letto sul giornale
che vuole perfino vietare ricette ed ingredienti stranieri nelle
mense degli asili e propinare ai bambini solo piatti italiani.
 Allora deve abolire anche la salsa di pomodoro e il pur di
patate rise Athos. E il cacao. E il cioccolato. Quel porco
fascista dovrebbe accontentarsi di mangiare crauti finch
campa, un tempo la cara vecchia Europa da sola non offriva
molto di pi.
 E dovrebbe anche stare alla larga da Fedora, sua madre 
ungherese rincar la donna.
 La colpa  solo di Gasparri. Diciassette anni, zia Milli,
quasi un terzo della mia vita. Ma prima o poi toccher anche a
lui. Tutti manderanno gi un boccone amaro, parola mia.
 Niente colpi di testa, Kiki. Promettimelo. Si coprono l'uno
con l'altro. Come allora, quando hanno testimoniato in blocco
contro di te per levarti di mezzo. E quello stronzo di uno
sbirro, Laurenti, ti ha piantato in asso e si  piegato agli ordini
del procuratore. Prima del processo eri convinto che avrebbe
fatto chiarezza smascherando il complotto. Dicevi che stava
dalla tua parte.
 Lo sai come funziona, zia Milli. Laurenti era ad un passo
dalla nomina a commissario e non voleva andarsene da Trieste.
Ormai aveva la promozione in tasca, se il procuratore si fosse
opposto lui sarebbe finito in qualche posto sperduto, mentre
la sua famiglia sarebbe rimasta qui. Per questo si  dato per
vinto. Non ce l'ho con lui. Il magistrato, invece, si  lasciato
corrompere.
 Non combinare sciocchezze, Kiki. Non voglio perderti di
nuovo. Non avresti nemmeno il permesso di venire al mio
funerale, non siamo parenti.
 L'anziana donna si copr naso e bocca con la maschera e
inspir rantolando. Aristides le strinse la mano aspettando
che si riprendesse.
 Prima che tu me lo chieda: Dino lavora come cuoco stagionale
in un albergo, in Svizzera o in Austria. Me lo ha detto
qualcuno un sacco di tempo fa, ormai esco poco. Adesso
dovrebbe avere ventiquattro anni, giusto?.
 Aristides annu. Tutto ci che aveva fatto per suo figlio era
stato staccare l'assegno mensile e consegnarlo alla madre. Perfino
in carcere, per undici anni, gli avevano trattenuto gli alimenti
dalla paga, tant' che non gli era rimasto praticamente nulla.
 Con quei denti Fedora sembra un cavallo, ma invece di
pensare a sistemarseli finisce di continuo sui giornali perch
nel suo locale....
 Intendi nel mio locale... la interruppe deciso Aristides
raddrizzando la schiena.
 ...Cpita sempre qualche casino. Lo ha trasformato in un
bar, e regolarmente ci beccano qualche spacciatore o scoppia
una rissa. A quanto pare Gasparri  ancora un cliente fisso. Per
lo meno cos dicono. Non pensare a lei,  solo una perdita di
tempo.
 Come cameriera ci sapeva fare. Era attenta e brava a
vendere.
Soprattutto se stessa, direi.
 Gi quando lavorava per lui come cameriera Fedora Bertone,
con il suo fisico esuberante al pari della dentatura, a fine
turno serviva anche in altro modo i clienti pi facoltosi.
 Lei non c'entra, se ne sono approfittati. Cercava solo un
po' d'affetto ribatt Aristides conciliante.
 Chi, quella? Ci ha ricavato un sacco di soldi da questa
storia, Kiki. Quando ti deciderai ad aprire gli occhi? Ti ha fatto
fesso.
 Dopo che lui era stato condannato la madre di suo figlio
aveva preso in gestione la trattoria. Qualcuno l'aveva aiutata
economicamente, mentre Aristides Albanese, alias Athos,
alias Kiki, si era ritrovato sommerso dai debiti. Per farlo arrabbiare,
ogni tanto anche Fedora lo chiamava Kiki, usando il
soprannome che una volta aveva sentito da zia Milli.
  e rester una squallida sgualdrina bionda sentenzi
Melissa Fabiani. E hai avuto la sfortuna di metterla incinta.
 Un tempo eri bionda anche tu, zia Milli la punzecchi
Aristides.
 Tinta, prego, e solo perch incrementava gli affari. Fdati,
Kiki, ti ha preso in giro. Voi uomini siete cos prevedibili. Sta'
alla larga da Fedora. Non lasciarti fregare un'altra volta.
So cosa voglio, zia Milli. E ho un piano.
 Il tramonto di fine autunno sul mare squarci lo strato di
nuvole grigie ed inond la stanza di una luce giallo uovo quando
Aristides Albanese salut con un abbraccio l'anziana donna,
ringraziandola ancora una volta dello spesso fascio di banconote
che gli aveva elargito, proveniente da una scatola da
scarpe piena zeppa di soldi allineata accanto ad altre uguali
sullo scaffale nello stretto ingresso. Melissa Fabiani continuava
a pagare l'affitto il primo del mese, puntualmente ed in contanti,
all'ufficio postale dieci piani pi in basso, lo stesso dove riscuoteva
l'assegno della modesta pensione che riceveva per posta.
Non aveva mai avuto un conto in banca in vita sua ed era
sempre rientrata nella fascia di lavoratori a basso reddito,
condizione che - pur non corrispondendo neanche lontanamente
al vero - quarant'anni prima le era valsa un alloggio nel complesso
di case popolari appena costruito. Al contrario, l'ubicazione
a uno dei piani migliori di Alcatraz, come veniva
comunemente chiamato il casermone di cemento, ossia quelli
pi alti e con vista sulla citt e sul mare, le era costato anni di
pagamenti in natura. Il responsabile del reparto assegnazioni,
un onesto padre di famiglia, era tra i fedelissimi di Melissa, e la
sistemazione privilegiata gli aveva garantito un bel risparmio in
occasione delle sue visite settimanali.
 Mentre mangiavano, Aristides aveva raccontato a zia Milli
delle difficolt contro le quali doveva combattere a causa dei
suoi precedenti penali. Voleva aprire un ristorante di nuova
concezione, come lo aveva immaginato negli ultimi anni in carcere.
Spese ridotte all'osso e un buon margine di profitto
avrebbero dovuto garantirgli l'indipendenza economica, malgrado
i debiti in cui si trovava immerso fino al collo da quando
aveva trentasette anni. Di certo non poteva intestare il locale a
nome suo, altrimenti glielo avrebbero sequestrato all'istante,
per, se la proprietaria ufficiale risultava essere zia Milli e lui
un semplice dipendente sottopagato, non ci sarebbero stati
problemi. Tutto il resto lo avrebbe coperto con la parte degli
incassi in nero. Al termine del racconto a Melissa brillavano gli
occhi, non era stato necessario insistere a lungo per convincerla.
E cos l'anziana donna avrebbe aperto il suo primo conto
corrente, alla tenera et di ottant'anni.
Scrivimi il tuo numero di telefono, Kiki.
Non ce l'ho, zia Milli. Non voglio un cellulare.
 Lei inarc le sopracciglia, allibita. Ma dovrai pur essere
raggiungibile. Oggi ormai tutti ne hanno uno.
 E buttano via un mucchio di soldi. Non ce l'avevo quando
mi hanno arrestato, non vedo perch dovrei averlo adesso.
Non preoccuparti, mi far vivo io.
 Ora che ci penso, se nel frattempo non me l'hanno rubata,
la mia macchina dovrebbe essere gi in garage aggiunse
Melissa elettrizzata, tanto che dovette premersi la maschera sul
naso e pot proseguire solo dopo una serie di respiri lunghi e
regolari.  ancora immatricolata. Puoi farla revisionare. Devi
solo rimetterti in pari con la tassa di circolazione, sono dieci
anni buoni che non la uso.
 Vuoi dire che hai ancora la Fiat Spider?. Aristides scosse
la testa incredulo. Se avesse avuto un'auto di propriet gliel'avrebbero
portata via all'istante, a prescindere da quanto vecchia
fosse. Ma se restava intestata a zia Milli e non era troppo
costoso rimetterla in sesto, non c'era pericolo.
 Da oltre trent'anni, Kiki. Nera con i sedili in pelle rossa.
Ma temo che non sar sufficiente darle una lavata.
...
Fedelt e tradimento.

 Un pomeriggio di novembre, con la luce che non riusciva
ad aprirsi un varco. La pioggerella sottile, che
cadeva dalla coltre di nuvole quasi nera e bassa sulla
citt, teneva i cittadini al chiuso di case e uffici, solo pochi si
affrettavano con il bavero alzato per le strade grigie. Per il
gigante con la barba che scese dall'autobus sulle Rive non
poteva che essere un bene, ma anche lui si strinse addosso la
giacca chiara e ne alz il risvolto a proteggere il collo. Risal
lentamente via Madonna del Mare, nella parte finale cos incuneata
tra gli alti palazzi che perfino a giugno il sole faticava a
raggiungere l'asfalto. In quei diciassette anni erano spuntati
una casa di riposo, qualche locale, botteghe ed uffici, una scuola
e il museo Joyce. Proprio in quel momento in piazza della Valle
stava aprendo l'enoteca, dove un cliente si faceva riempire bottiglie
di vino sfuso, mentre la trattoria accanto sarebbe rimasta
chiusa fino a sera. Nelle ultime settimane Aristides Albanese
era passato spesso di l e aveva tenuto d'occhio gli edifici dei
primi del XIX secolo, con le facciate concave che riprendevano
l'andamento circolare della piazza. Quando lo avevano sbattuto
in galera erano anneriti dal tempo e dai gas di scarico, ma
adesso avevano provveduto a ripulirli ed erano tornati a essere
candidi. Dovevano aver trovato nuovi inquilini, che avevano
investito nei lavori di ripristino e si erano creati una piacevole
oasi in mezzo alla citt.
 Elio Mazza era stato il primo che aveva scovato. Vedendolo,
Aristides era rimasto sorpreso. Il Poeta, una volta benestante
e cos sicuro di s, era invecchiato precocemente e ridotto pelle
ed ossa, il collo rugoso che spuntava dalla camicia sporca,
l'impermeabile logoro su un completo che in passato era stato
grigio e avrebbe avuto urgente bisogno di essere lavato. Il suo
periodo d'oro era finito da un pezzo. Le guance ed il naso paonazzi
facevano pensare subito alla cirrosi, aveva perso la luce
nello sguardo, sembrava che i ricordi dei tempi che furono gli
avessero inacidito lo spirito come latte andato a male.
 Elio Mazza era in cima alla lista nera di Aristides. Colmo
di astio, nemmeno dopo anni era riuscito a liberarsi dell'immagine
di quell'uomo che di notte lo tormentava in cella. In
tribunale, quando l'avvocato della difesa si era appellato all'infanzia
difficile dell'imputato, il Poeta aveva commentato con
malignit di ricordare il lavoro che faceva la madre. E a ogni
dichiarazione dell'accusa aveva battuto forte le mani fomentando
i compagni, finch il presidente lo aveva costretto a
lasciare l'aula.
 Nella trattoria Pesce d'amare, aperta l'anno prima del processo
da Aristides Albanese in uno dei magazzini del mercato
ortofrutticolo all'ingrosso, la cricca che gravitava intorno al
cosiddetto Poeta era di casa e per loro i soldi non erano un problema.
Il proprietario teneva sempre riservato per quei clienti
speciali un tavolo in fondo al locale, al quale Elio Mazza sedeva
di diritto al posto d'onore e dove potevano fare i loro comodi
senza disturbare troppo il resto della sala. Pi la compagnia
alzava il gomito, pi il finto poeta citava altisonanti grida di battaglia
tratte dal repertorio di Gabriele D'Annunzio al tempo
della sua occupazione di Fiume. Ma il 1919 era lontano, ormai
la citt istriana apparteneva alla Croazia e si chiamava Rijeka.
 A chi la forza? gridava Mazza all'improvviso sollevando
in aria il bicchiere.
A noi! scandivano gli altri in coro tutti convinti.
A chi la fedelt?.
A noi!.
A chi la vittoria?.
A noi!.
 Era rivoltante vedere come imponevano il loro nostalgico
cameratismo agli altri presenti.
 Rientrava nella tattica di quel branco di scimmie urlatrici
imprimere il proprio marchio nei nuovi locali. Aristides soffocava
il desiderio di sbatterli fuori col divieto di rimettere piede
nel suo ristorante. Per aprirlo aveva dovuto chiedere un prestito,
e loro gli assicuravano guadagni a volont. Esponenti del
ceto medio opportunista, uomini con una posizione sicura, che
lo guardavano dall'alto in basso ma non disdegnavano la sua
cucina e facevano onore a vino e grappa. Commercianti, dirigenti
del settore pubblico e funzionari di banca, un avvocato e
un parrucchiere in compagnia della moglie, tutti pi o meno
della stessa et e nessuno sopra i cinquanta. Ogni volta al
momento di pagare si lamentavano e mercanteggiavano uno
sconto, ma poi spendevano e spandevano allegramente. Soltanto
uno non metteva mai mano al portafoglio e viveva sulle
spalle degli altri: Antonio Gasparri, membro della giunta
comunale e per un periodo anche del consiglio regionale.
Ricambiava facendo favori e, sfruttando i propri agganci, aiutava
ad ottenere concessioni edilizie, procacciare sottobanco
posti di lavoro, ricevere autorizzazioni speciali di ogni genere
e, all'occorrenza, trovava il modo di convincere chi di dovere a
chiudere un occhio o divulgare informazioni preziose. Capitava
spesso che si presentasse anche senza la combriccola abituale
per discutere d'affari, ma sempre e comunque a scrocco.
E sempre in fondo alla sala, anche quando il ristorante era
mezzo vuoto. Eccetto Gasparri, tutti gli altri pagavano di tasca
propria, compreso l'istigatore Elio Mazza, che con le sue citazioni
si era guadagnato l'appellativo di Poeta. Erano gli anni
prima delle grandi crisi che avrebbero posto definitivamente
fine alla crescita perenne.
 Quando quel grigio pomeriggio di novembre Mazza usc da
un bar nel cuore della citt barcollando come un marinaio in
mezzo alla tempesta Aristides lo stava aspettando. L'uomo
and a sbattergli contro e imprec, ma non riconobbe il
gigante, bofonchi qualcosa sul bisogno di una pennichella e si
allontan malfermo sulle gambe. Aristides lo segu fino a
piazza della Valle, dove Mazza traffic a lungo prima di riuscire
ad aprire il portone di uno dei palazzi e inizi a trascinarsi
su per le scale aggrappandosi all'antico corrimano in ferro battuto.
Prima che il battente si richiudesse Aristides lo blocc
con il piede, si guard rapidamente intorno e sgusci dentro
raggiungendo la misera soffitta nella quale il Poeta era entrato
senza chiudersi la porta alle spalle.
 Elio Mazza aveva compiuto sessantacinque anni e da sei era
senza lavoro. Ufficialmente aveva perso il posto di portavoce
dell'autorit portuale per colpa dei suoi problemi con l'alcol
nel momento in cui un fresco vento politico aveva spazzato via
gli immobilisti, che fino ad allora avevano impedito ogni tentativo
di ripresa economica facendo il gioco della concorrenza.
Ben presto Mazza non era pi riuscito a pagare le rate del prestito
con ipoteca sulla casa di famiglia, e a quanto pareva aveva
fatto ricorso anche alla cessione del quinto della cospicua pensione.
Di punto in bianco Antonio Gasparri non aveva pi
potuto o voluto tirarlo fuori dai guai. E adesso il Poeta alloggiava
in un bugigattolo nel sottotetto, non abitabile e pieno di
correnti d'aria, con un allaccio della corrente abusivo e le
acque di scarico che finivano nel pluviale della grondaia. Una
piastra elettrica arrugginita era posata su un traballante tavolino
da campeggio che, al pari dello sgabello di legno, sembrava
arrivare dritto da un cassonetto dei rifiuti. Una
lampadina appesa ad una trave del soffitto penzolava sopra il
materasso sepolto da coperte di lana sporche. Accanto bottiglie
di vino e grappa aperte, quelle vuote ammassate sotto il
tavolinetto. Un paio di patate raggrinzite erano rotolate a terra
da un sacchetto di carta. Completavano il quadro qualche scatoletta
e alcuni barattoli con dentro altre cibarie.
 Aristides spinse la porta senza fare rumore, Mazza gli dava
le spalle e quasi non si reggeva in piedi mentre cercava di urinare
in un gabinetto di fortuna. Non sent il gigante che si avvicinava,
ma non trasal quando si volt con la patta aperta e se
lo trov davanti.
 Propriet privata si limit a farfugliare lasciandosi cadere
sullo sgabello.
A chi la gloria? domand sprezzante Aristides.
 A noi biascic Mazza, tentando di sollevare la testa per
guardarlo. Cosa vuoi da me?.
 Sei ridotto piuttosto male. Direi che i tempi d'oro sono
finiti.
Chi sei?. La sua voce era fiacca.
 Il declino del grande Poeta lo schern il gigante ridendo.
Splendore e gloria della patria. Che si piscia sui pantaloni.
Perch sei qui?.
 Devi mangiare, Poeta. Sbronzarsi non basta a riempirsi lo
stomaco.
In casa non ho niente.
 Gi, la scimmia che hai sulla spalla non fa testo. Aristides
raccolse tre patate ed osserv quello che passava il convento.
Ti preparo una cena da re. Mettiti gi, ti chiamo
quando  pronto.
 Elio Mazza si accasci sul materasso senza replicare, ma
nonostante le pessime condizioni in cui versava non si addorment.
Di tanto in tanto il suo sguardo scivolava dalle tavelle e
si posava sull'uomo di fronte a lui, che riempiva d'acqua l'unica
pentola, la metteva sulla piastra arrugginita e infine apriva
una scatoletta di sgombro dopo aver alzato gli occhi al cielo
alla vista della data di scadenza. Poi Aristides svit il tappo
del vasetto di pesto, si sedette sullo sgabello e fiss il Poeta
negli occhi.
 Nella vita tutto torna indietro, Elio disse. Anch'io, come
vedi.
Chi diavolo sei? ripet con un filo di voce il Poeta.
 Prima ero rasato a zero. Ma contrariamente a te non ho
ancora iniziato a perdere i capelli. Li ho fatti crescere insieme
alla barba per diciassette anni. Il resto me lo avete portato via.
Quando l'acqua delle patate inizi a bollire abbass la temperatura
della piastra e gett un'occhiata all'orologio.
Dammi da bere, cos mi torna la memoria.
 Gli intrugli che ti scoli sono l, a portata di mano. Prenditeli
da solo, Elio.
 Il Poeta fu costretto a sollevarsi per riuscire ad afferrare una
bottiglia. Senza fare una piega tracann una lunga sorsata e
rutt. Il suo fiato puzzava di grappa scadente.
Chi sei? Dimmelo, stronzo.
 Sorridendo Aristides scol le patate, le pel e le tagli a
rondelle dello stesso spessore, che dispose a strati inframmezzandoli
con filetti di sgombro fino a formare una specie di
torre affusolata, e termin versandoci sopra il pesto che col
pian piano sui lati. Poi prese quattro grossi semi marrone scuro
da un piccolo sacchetto di stoffa che teneva nella tasca della
giacca, li trit finemente e li distribu sul tortino di patate e
sgombri. Durante i suoi giri di ricognizione aveva scoperto un
arbusto ornamentale nel giardino di una villa a Prosecco. Era
chiaro che la gente non aveva la minima idea di cosa piantava
basandosi esclusivamente sulla bellezza dei fiori. Aristides
apr il rubinetto e si lav a lungo le mani.
 A chi la vittoria? domand sarcastico abbassando lo
sguardo sul relitto d'uomo raggomitolato sul letto.
A noi. Ma viene prima la gloria.
 Ecco qua, il faro della Vittoria per la tua gloria. Il nostro
faro bianco con la cupola di rame. Tutto per te, D'Annunzio, e
per Fiume, la citt dove sei nato. Dai, mangia. O devo
imboccarti?.
 L'uomo si tir su a fatica, pos la bottiglia di grappa sul tavolinetto
e si sedette sullo sgabello con movimenti impacciati.
 "Ogni eccesso della forza  lecito, se vale a impedire che la
Patria si perda" declam il gigante citando il Vate.
 Elio Mazza si sforz visibilmente di riesumare le frasi giuste
dalla memoria provata. Gli and di traverso la saliva, toss, si
raschi la gola. Infine tir in fuori il petto in un repentino moto
d'orgoglio e termin il proclama in tono enfatico: "Voi dovete
impedire che un pugno di ruffiani e di frodatori riesca ad
imbrattare ed a perdere l'Italia. Tutte le azioni necessarie assolve
la legge di Roma".
 Aristides applaud, battendo le mani al rallentatore. Ora
mangia, prima che si raffreddi.
Non mi hai ancora detto chi sei.
 Diciassette anni sono parecchi, Poeta. Cosa  successo nel
1999?.
 Fanculo l'euro. Prima un caff costava mille lire e il vino la
met. Chi sei?.
Mangia.
 Aristides si appoggi al pilastro che sorreggeva la linea di
colmo e attese finch Elio Mazza inizi a infilzare con la forchetta
minuscoli bocconi, diffidente, e poco alla volta demol
l'intera torre da cima a fondo. Non alzava nemmeno gli occhi
dal piatto, era il primo pasto caldo dopo tanto tempo. Solo
dopo aver trangugiato i tre quarti del tortino si port alla bocca
la bottiglia di grappa. Rutt di nuovo e volt la testa verso il
gigante.
Chi sei?.
 Sono passati diciassette anni da quando tu e quei bastardi
dei tuoi amici avete raccontato un mucchio di menzogne in tribunale
per coprire Tonino Gasparri. Ti dice qualcosa?.
 Il Poeta si perse nei pensieri, quindi trasal e spalanc gli
occhi. Albanese. Aristides Albanese. Allora sei uscito. Mi fa
piacere, davvero.
 Eri il pi infame di tutti, e gli altri ti venivano dietro. Ma a
quanto vedo Gasparri si  dimenticato di te, altrimenti non abiteresti
in questa topaia.
Mazza si attacc alla bottiglia e butt gi due lunghe sorsate.
 Non ho avuto scelta. Mi hanno costretto biascic con
sguardo perso.
 Nessuno ti ha costretto. Dovevi a Gasparri il tuo posto di
lavoro con lauto stipendio annesso. Anche se a quanto pare
non te lo sei tenuto a lungo. Il gigante tolse accuratamente le
proprie impronte dalle stoviglie servendosi del canovaccio
sporco. Era buono?.
Mazza si pul la bocca con il dorso della mano. E adesso?.
Adesso pareggiamo i conti, Elio.
 Sei un fallito, Albanese. Sei solo un fallito. Non mi fai
paura.
A chi la forza?.
A noi.
A chi l'ignoto?.
 Quest'ultima domanda D'Annunzio l'aveva aggiunta amareggiato
per la sconfitta dell'impresa di Fiume, terminata nel
Natale di sangue sotto i colpi di cannone del governo italiano
partiti dall'Andrea Doria. Elio Mazza era nato proprio in
quella citt, nel 1951.
 A noi balbett e con un gesto di sfida fece volare il piatto
vuoto dal tavolino.
 Esatto disse Aristides, ricontroll gli oggetti che aveva
toccato e si diresse alla porta. Era ora di andarsene, prima che
negozi e uffici chiudessero e le strade si riempissero di gente
nonostante il brutto tempo.
 Rimasto solo nella mansarda il Poeta, sazio e sbronzo,
raggiunse il materasso vacillando e cerc nelle tasche della giacca
lercia il vecchio cellulare con lo schermo crepato a cui non lo
chiamava mai nessuno. Il credito residuo sulla SIM prepagata
era sufficiente per due telefonate. Bruno Guidoni, il proprietario
dell'appartamento di cui faceva parte quel sottotetto,
rispose subito.
  un pezzo che non ti fai vivo, Elio.  successo
qualcosa?.
 A Mazza ci volle un momento per riuscire a scandire le
parole in maniera comprensibile. Il Greco  tornato.
Sei ubriaco? Deve farsi ancora tre anni.
E se ti dicessi che l'ho visto?.
 Ti risponderei che hai visto male e ti sei confuso con
qualcun altro.
  appena stato qui. Mi ha preparato il pranzo. Era anche
buono.
 venuto da te? Che voleva?.
 Niente di particolare. Ha detto solo che avrebbe pareggiato
i conti. Io ho mangiato, e lui se n' andato.
Sai cosa, Elio? Smaltisci la sbornia e ritelefona domani.
 Guidoni chiuse la chiamata, probabilmente stava giocando
a carte nel solito bar come ogni pomeriggio. Mazza pass in
rassegna i pochi numeri memorizzati in rubrica e, trovato
quello che cercava, lasci suonare a lungo prima che dall'altra
parte si decidessero a rispondere.
 Non  un buon segno sentirti, Poeta. Se hai bisogno di
soldi non ne ho, risprmiati la fatica. La voce di Antonio
Gasparri era fredda e scostante. E non ho neanche tempo da
perdere.
 tornato balbett Mazza.
Chi, Elio? chiese il consigliere.
Il Greco.
Quale greco?.
 Albanese.  fuori. Pensavo che ti sarebbe interessato
saperlo.
Grazie. Verificher. C' altro?.
 Non avresti qualche spicciolo da prestarmi? Oggi sono
riuscito a mangiare un pasto decente solo perch ha cucinato
lui.
Scrdatelo. Te li berresti tutti.
 Non dimenticare che possiedo un documento piuttosto
scottante, Tonino.
 Per me ti ci puoi pulire il culo. Gasparri tronc la conversazione
senza salutare.
 Elio croll sul materasso e piomb immediatamente in un
sonno profondo. Russava a bocca spalancata, cos forte che sembrava
stesse segando le travi del soffitto. Un filo di saliva gli
colava sul colletto della camicia. Schiocc la lingua due volte,
aveva il palato in fiamme. Era gi buio da un pezzo quando si
svegli per un attimo. Si tast i denti con le dita, poi imput il
bruciore alla grappa che aveva trangugiato neanche fosse acqua.
E si riaddorment, incurante della lampadina accesa proprio
sopra la sua testa. Torn di nuovo in s solo verso mezzanotte.
L'intestino in subbuglio lo costrinse ad alzarsi, si appoggi ai
pilastri per raggiungere il water nell'angolo e fece appena in
tempo a calarsi i pantaloni che fu colpito da un violento attacco
di diarrea. Cerc invano la carta igienica, aveva dimenticato di
nuovo di fregarne un po' da qualche bar. Quando stava per
alzarsi i crampi tornarono. E di colpo avvert anche il bisogno di
vomitare. Pass la notte cos, facendo la spola tra il materasso e
il water lurido. All'alba le fitte allo stomaco peggiorarono e vide
tracce di sangue nelle feci. Malgrado il freddo umido e gli spifferi
nel sottotetto Elio Mazza era fradicio di sudore.

 Patrizia e la piccola Barbara hanno un virus intestinale.
Speriamo che non lo passino anche a noi. E sono seriamente
preoccupata per la mamma disse Laura quando Proteo Laurenti
torn a casa dal commissariato. Insiste a mangiare solo
Nutella a meno che non cucini Marco, e lui lavora quasi tutte
le sere. Ho provato a farla ragionare, ma naturalmente non mi
ascolta. Parlaci tu.
 Come se fosse mai servito a qualcosa replic Laurenti. Ma
tentar non nuoce. Patrizia e la bambina devono stare a letto?.
 Di loro mi occupo io,  meglio se non vai a trovarle.
Hanno ancora la febbre, e Patrizia non fa che correre in bagno.
Pare che circoli un'infezione, come sempre in questo periodo.
Fra tre giorni saranno guarite. L'importante  che non ci
ammaliamo anche noi.
 Da qualche anno il mnage familiare di casa Laurenti si era
sensibilmente allargato. Proteo e Laura erano diventati nonni
e, prima del lieto evento, la suocera del commissario si era trasferita
da loro. Laura aveva preso quella decisione insieme alle
sorelle, che in cambio portavano avanti a San Daniele l'azienda
di famiglia, che produceva prosciutti da quattro generazioni
con guadagni considerevoli. Subito dopo la nascita della pronipote,
Camilla Tauris era stata indispensabile, ma negli ultimi
tempi la memoria dell'anziana signora non era pi la stessa e in
certi momenti della giornata era lei ad avere bisogno di aiuto.
Appena non fosse stata pi in grado di lavarsi e vestirsi da sola
e avesse iniziato a dipendere completamente dagli altri, la vita
di tutti i membri della famiglia sarebbe cambiata. Era un'eventualit
che non avevano considerato e discutevano spesso su
chi dovesse prendersi cura di lei, almeno finch fosse potuta
restare con loro. La nipote Patrizia aveva messo le mani avanti
dichiarando di voler riprendere il prima possibile l'attivit di
archeologa subacquea, sempre che non regalasse altri eredi al
suo Gigi, il capitano che tornava sulla terraferma ad intervalli di
tre mesi. Laura sudava freddo solo al pensiero di non potersi
pi dedicare a tempo pieno al dipartimento di arte che dirigeva
alla casa d'aste. E ora Camilla si rifiutava anche di mangiare
qualunque cosa non fosse Nutella, che non doveva assolutamente
mancare sulla lista della spesa. Per fortuna, se cucinava
Marco la nonna faceva un'eccezione e lui, quando poteva, assecondava
i desideri dell'anziana donna. Il figlio minore dei Laurenti
non aveva nessuna voglia di accettare un altro posto fisso
nelle cucine di un ristorante e lavorava come cuoco a domicilio
per facoltosi triestini del ceto medio. Chi riceveva ospiti e
voleva fare bella figura si rivolgeva a lui. Per il ragazzo era una
nuova sfida, doveva andare nelle case e farsi un'idea della
cucina, individuare i gusti dei clienti, essere informato di eventuali
allergie o intolleranze, trattare sul budget e presentare
proposte di menu che venivano modificate fino all'ultimo
minuto. Doveva scegliere dalle scorte dei padroni di casa i vini
da abbinare alle varie portate, oppure suggerirne di pi adatti
e acquistarli. Doveva fissare l'anticipo per procurarsi l'occorrente,
in caso di cene per pi di sedici persone aveva anche
bisogno di un aiutante e, possibilmente, di un cameriere.
Infine doveva farsi pagare in contanti, impresa che a volte si
rivelava pi ardua dell'organizzazione dell'evento in s. Ormai
per Marco si stava facendo un nome. I clienti lo segnalavano
agli amici, e nonna Camilla gli aveva dato i soldi per comprarsi
una vecchia Panda 4x4 con cui trasportare l'attrezzatura.
 Marco non si lamenta, ma so che due persone non hanno
ancora saldato il conto e non rispondono alle sue telefonate. In
compenso per ha ricevuto un'offerta da Gasparri.
Mi auguro che avrai dissuaso tuo figlio dall'accettare.
 Perch avrei dovuto? I clienti sono clienti,  l'unico modo
per sopravvivere nel settore della ristorazione.
 Laura port in tavola un vassoio con il San Daniele di famiglia,
formaggio Jamar, olive, e una bottiglia di malvasia del
Carso. La madre era seduta in poltrona per conto suo e fissava
la televisione con sguardo assente. Proteo prese qualche fetta
di prosciutto tagliato sottilissimo e le si avvicin.
 Da quando non lo fai pi tu, Camilla,  diventato pi
buono la punzecchi. Si scioglie in bocca. Ai tuoi tempi era
sempre troppo salato, si perdeva tutto l'aroma. Assaggia. Sono
curioso di sapere come ti sembra. Trentasei mesi di stagionatura,
e senti com' delicato. Sublime. La imbocc, e la donna
sembr accorgersene a scoppio ritardato.
 Questo non  San Daniele brontol subito dopo. Sa di
plastica. Perch comprate certa robaccia quando il nostro prosciutto
 di prima qualit?.
 Allora prova questo e dimmi da dove viene. Proteo le
diede un'altra fetta.
 Tu non sai neanche cosa sia, il prosciutto. Voi del sud mangiate
solo ricci.
 Almeno quello se lo ricordava ancora. Ogni estate protestava
disgustata quando Proteo si immergeva, armato soltanto
di maschera, boccaglio e guanti, e raccoglieva sul fondale i
frutti di mare irti di aculei su cui l'intera famiglia si avventava
mangiandoli crudi o con la pasta preparata da Marco. La gente
del nord non aveva la cultura di simili prelibatezze, e molti non
erano nemmeno capaci di riconoscere le variet commestibili.
Pur lamentandosi, Camilla continuava a mangiare. Laura li
osservava perplessa, mentre il marito inventava una nuova
storia ad ogni fetta di prosciutto. Una volta era struzzo polacco,
un'altra canguro appena nato, poi un San Bernardo ben frollato
e bufala macellata subito dopo la mungitura. Ecco perch
gli animali erano cos felici. L'anziana donna masticava stoicamente
ogni boccone che il genero le propinava. Infine reclam
con decisione un bicchiere di vino. La figlia protest quando
Laurenti lo pos sul tavolinetto accanto alla suocera, che per
non lo tocc, quasi se ne fosse dimenticata. Ma dopo qualche
minuto lo prese e lo vuot d'un fiato.
Voglio la Nutella disse trotterellando in cucina.
 Non possiamo andare avanti cos. Fin dopo pranzo  autosufficiente,
ma quando  stanca sprofonda nel suo mondo.
Laura sospir. La cioccolata non le  mai piaciuta, quando
eravamo bambini non ce la faceva nemmeno assaggiare.
 Proteo tagli un pezzo di formaggio e se lo mise in bocca
estasiato. Non illuderti che d'ora in avanti le dia da mangiare
tutte le sere. Piuttosto, dimmi chi sono le persone che devono
i soldi a Marco.
 Peccato, le tue storie sono cos belle. La moglie lo guard
con due occhi che avrebbero sciolto anche un cuore di pietra.
Una coppia, entrambi proprietari di un negozio di abbigliamento
maschile in largo della Barriera Vecchia. E poi il consulente
finanziario della banca in piazza della Borsa.
 Da lui c'era da aspettarselo che provasse a truffarlo. Mi
meraviglio che abbia ancora degli amici. Perch Marco non
chiede a noi prima di accettare un lavoro?. Il commissario
conosceva pregi e difetti di molti concittadini, e una bella fetta
dei triestini benestanti era cliente della casa d'aste di Laura.
Ci penso io a far rinsavire quella gente.
 Non immischiarti, Marco deve farsi le ossa da solo obiett
Laura. C' un'altra novit: Livia parla di matrimonio.
 Laurenti sobbalz. Tra tutti gli uomini che poteva scegliere,
la bellissima figlia maggiore, che parlava diverse lingue e da
qualche anno lavorava come segretaria in uno studio legale a
Francoforte, era capitolata proprio davanti al suo capo, Dirk.
L'estate precedente lo aveva portato in vacanza a Trieste. Il suo
italiano era indecente, ma dava per scontato che tutti lo capissero
lo stesso. Sproloquiava senza sosta snocciolando un clich
dietro l'altro sull'Europa meridionale, neanche scrivesse i
discorsi per il suo ministro delle Finanze in sedia a rotelle. E
contemporaneamente riusciva a mangiare e bere come se a
casa sua patisse la fame.
 Vuole sposare un tedesco?. Proteo avrebbe preferito un
connazionale, magari del sud, e il pensiero che la primogenita
si trasferisse per sempre cos lontano gli andava ancora meno a
genio.
 Avrai dei nipoti tedeschi, devi rassegnarti comment
Laura con voce flautata e guard dalla finestra il mare nero,
arrotolandosi con aria colpevole una ciocca dei folti capelli
biondi intorno al dito. Evidentemente era al corrente della
notizia da tempo e aveva aspettato il momento migliore per
comunicarla al marito. Dopo averlo sentito scodellare all'anziana
suocera una favola dietro l'altra, aveva pensato che quel
momento fosse arrivato. Niente paura, Proteo, ti ci abituerai.
E ormai Livia ha l'et giusta.

Carlo? disse al telefono. Sono Gasparri.
 Dottor Gasparri, buonasera. Il procuratore Scoglio era
sul chi vive. Il fatto che il politico lo cercasse non prometteva
nulla di buono. Cosa posso fare per lei?.
 Sei l'unico che pu aiutarmi, Carlo. Ho sentito che il
Greco  tornato a piede libero.
 A chi si riferisce?. Scoglio si infil sotto il braccio la cartella
portadocumenti, si chiuse la porta dell'ufficio alle spalle e
scese lentamente l'ampia scalinata dell'imponente edificio del
tribunale.
 Albanese, Cristo santo. Aristides Albanese, chi senn! 
vero che  fuori?.
Perch non dovrebbe, dottor Gasparri?.
Si era beccato vent'anni. Non sono ancora passati.
 Se ricordo bene, dottore, lei stesso ha molti amici rilasciati
con la condizionale per buona condotta o che non sono mai
finiti in carcere grazie a perizie mediche. Perch per lui
dovrebbe essere diverso?.
 Ma chi viene rilasciato con la condizionale non deve presentarsi
per la firma?.
 Questo non riguarda la procura.  un atto puramente
amministrativo, dottore. Rientra nella pena. Chi rappresenta
un pericolo per la societ, invece, resta dentro.
 Maledizione, Carlo.  vero o no? C'eri anche tu, quella
volta. Devo saperlo. Tonino Gasparri camminava impaziente
su e gi davanti all'unica finestra con vista del suo appartamento
in via Mazzini, da cui si scorgeva un pezzetto di mare
scuro nel buio della sera. Le luci sull'Antica Diga che proteggeva
il Porto Vecchio erano spente da quando il consigliere
aveva fatto avere la gestione del ristorante e dell'esclusivo stabilimento
balneare a un generoso compagno di partito, che poi
aveva dovuto rispondere di bancarotta fraudolenta.
 Il procuratore Scoglio sorrise senza rispondere, ma non
chiuse la chiamata.
 Carlo, sei ancora l? Se il Greco  tornato in citt la faccenda
riguarda tutti noi.
 Le auguro una buona serata, dottore. Scoglio aveva
saputo ci che voleva. Era chiaro che il politico temeva un
faccia a faccia con Albanese. In realt il procuratore non era al
corrente della scarcerazione del cuoco. Sal sul sedile posteriore
dell'auto di servizio e si fece portare a casa, dove come
sempre la moglie lo aspettava per cena, pronta a sindacare sulla
minima mancanza di puntualit. Da due anni tollerava assenze
o smaccati ritardi solo per motivi pi che validi.
 Antonio Gaspard, o come lo chiamavano tutti, Tonino, si
occupava di politica fin dai tempi del liceo, in pratica era una
tara di famiglia. Il nonno era stato un fervente sostenitore della
Repubblica di Sal e, dopo la fine della guerra e il ritiro delle
truppe alleate da Trieste, aveva aderito al partito nato dalle
ceneri del fascismo. Presto gli era subentrato il figlio e successivamente
i nipoti, che avevano seguito le orme del padre. A
quel punto per il partito aveva cambiato nome da un pezzo ed
era diventato parte di una coalizione populista di destra che
aveva governato il paese per decenni. Oggi non era neanche
pi la terza forza in parlamento, tuttavia Tonino Gasparri non
aveva mai perso una carica. Di l a breve avrebbe festeggiato i
quarant'anni di carriera, oltre la met dei quali nella giunta
comunale di Trieste e, durante la quinta legislatura regionale,
anche nel consiglio del Friuli-Venezia Giulia. Era presidente di
numerosi comitati e commissioni che spaziavano dall'urbanistica
alla sanit, dalla politica scolastica e dei trasporti al
turismo. Quell'uomo sembrava vantare competenze in ogni
mbito. E, elemento pi importante, aveva alleati ovunque,
anche nel maggior partito di opposizione, come se insieme - e
dall'alto - potessero plasmare a loro piacimento citt e regione.
I suoi appoggi gli assicuravano risultati di gran lunga superiori
a quelli a cui avrebbe potuto aspirare basandosi solo sulle proprie
capacit. Nel suo curriculum spiccavano studi in economia,
ma correva voce che per la laurea dovesse ringraziare le
amicizie politiche.
 Gasparri era di corporatura esile ed altezza media, non aveva
mai cercato un barbiere in grado di tagliargli i capelli biondicci
in maniera decente, continuando invece ad avvalersi di uno dei
suoi fedelissimi nel direttivo locale. Neppure il suo stile nel
vestire brillava per eleganza e originalit. Se non passava inosservato
lo doveva unicamente alla sicurezza innata che era il
marchio di famiglia e al potere che gli permetteva di imporre -
o impedire - qualcosa in citt. Aveva sempre rifiutato incarichi
di primo piano, che si trattasse della nomina a sindaco o a dirigente
del partito. Ma si poteva star certi che, appena il suo schieramento
politico fosse tornato al potere, avrebbe fatto di tutto
per vanificare il pi in fretta possibile ogni singolo passo avanti
compiuto fin l. Non che gli costasse una gran fatica, del resto i
colleghi degli altri partiti ci tenevano poco quanto lui a rischiare
di perdere il controllo per colpa di troppi cambiamenti.
 Abitava in un sontuoso appartamento che non usava quasi
mai, al quarto piano di un palazzo neoclassico in via Mazzini.
Tonino Gasparri trascorreva la maggior parte del tempo con la
sua combriccola in sale conferenze, uffici, bar e ristoranti. Talvolta
lo si vedeva rincasare in compagnia di qualche donna. E
non era solo Fedora Bertone a mostrarsi compiacente con lui.
 Quella sera Gasparri telefon freneticamente a destra e a
manca. I numerosi impegni del pomeriggio non gli avevano
dato modo di indagare se davvero, come gli aveva detto Elio
Mazza, Aristides Albanese era stato rilasciato e fosse dunque
di nuovo a Trieste. Il giorno prima lo aveva chiamato Bruno
Guidoni, ma nemmeno lui sapeva nulla di preciso. Il procuratore
Scoglio non si era neppure offerto di informarsi e gli aveva
dato del lei mantenendo le distanze. Il suo uomo di fiducia
all'interno della questura non era raggiungibile, e aveva fatto
un buco nell'acqua anche con la prefettura. Tonino Gasparri
era sempre partito dal presupposto che Albanese avrebbe
scontato la pena fino alla fine e non si sarebbe azzardato a
rimettere piede nella citt dalla quale era stato bandito.
 Gasparri cerc la marijuana nella credenza e si roll uno spinello
che avrebbe dovuto calmarlo. Un'abitudine acquisita in
giovent e conservata in barba alle sue consuete prediche sulla
morale. Da studente era stato beccato a spacciare in viale XX settembre,
e gi allora avevano dovuto tirarlo fuori dai guai i suoi
amici influenti. O il padre. L'accaduto non era mai diventato di
dominio pubblico e il procedimento era stato debitamente
archiviato. Gasparri fece due tiri e riflett su come procedere
con Aristides, cercando di indovinare le sue intenzioni. In un
certo senso se fosse tornato per vendicarsi lo avrebbe capito.
Oggi sarebbe stato pi difficile sbarazzarsi di lui in quella
maniera. Certo, i social media e internet avevano preso il
sopravvento e diffamare era diventato un fenomeno di massa -
ogni tanto perfino con un certo successo -, ma quello non era il
suo mondo. Non aveva pi in pugno nemmeno la redazione del
quotidiano locale. Il ritorno del Greco non sarebbe stata una
grande notizia in s, per gonfiata ad arte poteva rivelarsi
un'arma a doppio taglio, nell'eventualit che un articolo ritirasse
in ballo la vecchia storia e pubblicasse i nomi delle persone coinvolte.
Al momento non restava molto altro da fare se non stare
in guardia e tenersi aggiornati a vicenda. Antonio Gasparri trasal
vedendo l'ora, per quel giorno aveva un ultimo appuntamento
inderogabile, e pi tardi i compagni di partito lo
aspettavano al bar Medusa. L potevano parlare liberamente,
della proprietaria Fedora Bertone si fidava da sempre.
 Attravers le Rive di fronte alla chiesa greco-ortodossa di
San Nicol e percorse il lungomare in direzione di Campo
Marzio. Il parcheggio della stazione marittima era chiuso per la
nave da crociera che attraccava la mattina dopo alle sette in
punto. Qualche metro pi in l un uomo robusto e pelato in
giacca di pelle fumava accanto a una Ducati Monster nera.
 Ancora un minuto e me ne sarei andato, Tonino disse a
Gasparri quando si avvicin.
 Scusa, ma ho ricevuto una notizia importante. Il politico
diede una pacca conciliante sulla spalla all'uomo che lo superava
notevolmente in altezza. Sei in ferie, un quarto d'ora in
pi non ti cambia niente. Com' la situazione?.
 Nessun problema. Domattina andr tutto secondo i piani.
Hai portato i soldi, mi auguro, gli altri vogliono tagliare la
corda subito.
 Gasparri sfil una busta rigonfia dalla tasca interna della
giacca. Dieci a testa per loro. Tu avrai la tua parte dopo,
insieme a un premio del centocinquanta percento. Questa faccenda
deve filare assolutamente liscia, lo sai. Non fate errori e
non lasciatevi beccare.
 Tranquillo, gli altri non sanno chi ha dato l'incarico. E da
me non caveranno un ragno dal buco. Il centauro schiacci la
cicca, si mise il casco e accese il potente motore.
 Vuoi un passaggio, Tonino? chiese prima di abbassare la
visiera.
 Non occorre, preferisco andare a piedi.  meglio se poi
sparisci per un paio di settimane. Fa' una crociera o quello che
ti pare. Gasparri indic le barriere che impedivano l'accesso
al parcheggio. Se hai bisogno contattami nel solito modo,
altrimenti ci vediamo su in montagna quando torni. Come
molti triestini anche lui si era comprato da anni una casa a Bad
Kleinkirchheim, in Carinzia, pagandola in nero.
 Il bar Medusa era mezzo vuoto, e gli altri lo aspettavano
impazienti in fondo alla sala, in disparte dal resto dei tavoli.
Appena Fedora gli port un bicchiere Gasparri riassunse in
poche parole gli avvenimenti della giornata. Bruno Guidoni
conferm annuendo.
 Che aspetto ha adesso il Greco? chiese la donna. I suoi
dentoni brillarono alla luce.
Gasparri inarc perplesso le sopracciglia e si rivolse a Guidoni.
 Il procuratore non ha voluto dirmi nulla. Tu ci hai
parlato?.
 L'altro fece cenno di no e prese il cellulare, ma al numero
del Poeta il messaggio automatico del gestore lo inform che il
cliente al momento non era raggiungibile. Guidoni mise in
vivavoce perch sentissero anche i compagni. Ci racconter
domani, quando avr smaltito la sbronza. Immagino che anche
il Greco avr perso qualche capello, come tutti noi concluse.
 Era pelato gi all'epoca rise Fedora mostrando i denti
come un cavallo che nitrisce. Niente avrebbe potuto cozzare di
pi con le forme perfette del suo corpo. Aristides ci scherzava
e spesso la faceva arrabbiare dicendole che a una sfilata
avrebbe lasciato gli uomini senza fiato purch si fosse presentata
con una maschera o il velo. Per continuava a portarsela a
letto. L'aveva rispedita a servire ai tavoli soltanto quando aveva
saputo che aspettava un figlio. E Fedora non glielo aveva mai
perdonato.
 Se  tornato davvero lo scopriremo presto scherz
Gasparri con allegria forzata. Chiunque ha notizie avvisa
immediatamente gli altri. Se invece  uno dei soliti deliri di Elio
Mazza, il Poeta si merita una bella ripassata. Cos magari  la
volta buona che gli si snebbia il cervello.
...
Caduta libera.

 Durante la notte si era alzata una leggera bora che
aveva spazzato via i nuvoloni scuri da sopra la citt e
il golfo adriatico. Alcune settimane prima l'ennesimo
coglione aveva rubato la pipa di bocca alla statua in bronzo di
Umberto Saba e staccato il bastone. Sotto il sole della tarda
mattinata un fabbro in tuta blu dispose gli attrezzi sul selciato
e accese il cannello per saldare le ennesime copie degli oggetti
sottratti al celebre poeta triestino. Come sempre quando si
imbattevano in qualche lavoro in corso, alcuni anziani si radunarono
subito per commentare la perizia degli operai di turno,
che naturalmente non erano pi come quelli di una volta.
Quando il fabbro sollev brevemente la testa per indossare gli
occhiali di protezione appoggiati sulla fronte lo sguardo gli
cadde per un attimo sull'ultimo piano dell'opulento palazzo in
stile Liberty all'angolo di via Dante Alighieri. L'uomo si blocc
rimanendo a bocca aperta, la fiamma ossidrica pericolosamente
vicina alla gamba. Allung il braccio e anche i pensionati
guardarono in alto, ma prima che riuscissero a capire cosa
stesse succedendo un corpo precipit nel vuoto e cadde a terra
con un tonfo sordo, a pochi metri da loro. Si udirono urla spaventate,
per nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi. Aristides
Albanese si fece avanti e si ferm accanto ai curiosi in
terza fila, che superava di tutta la testa. Mentre osservava il
corpo senza vita arriv una volante, e la sirena di un'ambulanza
riecheggi sempre pi vicina. Aristides si apr un varco tra la
folla che si ammassava rapidamente, allung il passo dirigendosi
verso piazza della Repubblica e poco dopo spar. Veniva
dalla questura, due strade pi in l, dove si era presentato puntuale
come al solito per confermare con un autografo settimanale
di non essersi allontanato da Trieste. Prima aveva
concluso le trattative per l'affitto di un locale in largo Piave. In
tasca aveva il contratto da far firmare a zia Milli.

 La chiamata raggiunse Proteo Laurenti pochi minuti dopo
l'arrivo dell'autopattuglia, i paramedici stavano ancora
coprendo con un telo il corpo della donna precipitata. Si era
suicidata oppure era stata uccisa? La procedura doveva seguire
un protocollo preciso. In attesa che il medico legale si recasse
sul posto una seconda volante si era unita alla prima e due
agenti piantonavano l'ingresso del palazzo, chiedendo le generalit
a chiunque uscisse dal maestoso edificio. Il commissario
si avvi a piedi dalla questura insieme all'ispettrice capo, erano
a meno di trecento metri di distanza.
 Intanto il fabbro, senza aver concluso nulla, rimpacchettava
pipa, bastone di bronzo e attrezzi, immortalato da un fotografo
della stampa locale. Avrebbe rimandato il lavoro a un
momento pi consono. Il fotografo si fece largo in mezzo al
capannello di persone e punt l'obiettivo sul cadavere coperto,
poi sulla facciata del palazzo in stile Liberty. Molti riprendevano
la scena con il cellulare e proseguivano in fretta, ma data
l'ora, quasi mezzogiorno, nel giro di un attimo si radunavano
altri curiosi. Un'epoca ingorda di immagini, svuotata da chiacchiere
inutili.
 Un ampio spazio intorno alla vittima era delimitato dal
nastro bicolore con la scritta Polizia scientifica, due tecnici in
tuta bianca contrassegnavano le tracce ed aspettavano che
venisse isolata la scena del crimine per poter iniziare ad analizzare
il corpo. Un arzillo pensionato di ottant'anni suonati
appoggiato a un bastone, con un berretto da marinaio e tra le
labbra una pipa da cui usciva un fumo denso, si limit a scansarsi
di lato. In compenso per richiam l'attenzione di uno dei
poliziotti sul fabbro con la pesante borsa degli attrezzi, che
andava verso il furgone parcheggiato in divieto di sosta in
corso Italia.
 Lui ha visto tutto esclam il vecchio. Poi abbiamo guardato
anche noi.
 L'agente segu l'uomo, mentre Laurenti e Pina Cardareto
svoltavano l'angolo trovandoselo davanti. L'ispettrice capo
interpret correttamente il gesto del poliziotto, sbarr la strada
al fabbro e sfoder il tesserino.
 Un momento, prego disse. Il collega vorrebbe scambiare
due parole con lei.
  un testimone annunci il poliziotto appena li
raggiunse.
 Io non ho visto niente. Il fabbro era bianco come un
lenzuolo.
 Anche niente pu essere d'aiuto. E comunque ci hanno
riferito che ha visto la vittima cadere.
 S,  vero, mi sono perfino bruciato i pantaloni con il cannello.
 volata gi. Che fine orribile. Prima ho sentito sbattere
la testa e dopo una frazione di secondo il resto del corpo. Non
dimenticher mai quel rumore. Posso almeno posare gli
attrezzi?. L'uomo tir fuori dalla tasca le chiavi del furgone.
 Lo interroghi. Anzi, lo convochi in questura disse Laurenti
rivolto a Pina. Ricorder meglio quando si sar ripreso
dallo shock. Io la aspetto all'ingresso del palazzo.
 Il commissario raggiunse i tecnici della Scientifica accanto
alla vittima. Documenti? chiese in tono sbrigativo.
 Nessuno rispose uno degli uomini. Niente borsa e
niente soprabito.
 Durante la sua carriera Laurenti si era occupato di fin
troppi suicidi, effettivi o presunti che fossero. Soprattutto all'inizio,
quando era nuovo in citt. E si era trovato davanti cadaveri
in ogni condizione possibile ed immaginabile: esternamente
illesi o a pezzi, strangolati, avvelenati, annegati, accoltellati,
uccisi con armi da fuoco, impiccati. E resti, putrefatti sotto
cumuli di terra o decomposti dagli insetti in fondo a grotte
buie ed umide.
La donna aveva impiegato pi tempo a cadere che a morire.
 Il viso era ancora giovane, truccato con gusto, il lato sinistro
appariva quasi indenne. I capelli le arrivavano alle spalle, luminosi
e curati, almeno dove non erano impastati di sangue e
materia cerebrale. L'occhio castano spalancato e illeso, sfumato
dall'ombretto, fissava il commissario. Carnagione scura, maglia
di cachemire, una ricercata collana d'oro, mani eleganti fresche
di manicure, con due preziosi anelli alle dita, niente fede.
Scarpe sofisticate, come non ne aveva mai viste nei negozi di
Trieste.
 Quando il telo la copr di nuovo Laurenti si rialz e attese
l'ispettrice capo Cardareto.
 Dal balcone all'ultimo piano, quello all'angolo. Pina
rovesci la testa e indic in alto.
In avanti o all'indietro?.
 Di schiena, ha detto il fabbro. Il corpo era leggermente
piegato, poi si  capovolto e l'impatto  stato frontale. Ma non
 sicuro al cento percento. Oggi pomeriggio viene in ufficio.
Sa cosa significa se quell'uomo ha ragione, Pina?.
 Che non si tratta di suicidio, nessuno si getta di schiena.
Iniziamo dai piani alti. Se il testimone non si  sbagliato non ci
vorr molto a trovare il punto da cui  caduta.
 Pina rivolse un cenno all'agente di guardia davanti all'ingresso
sormontato da due monumentali figure femminili in
pietra a seno nudo, ai lati della grande finestra circolare sottostante
la balconata. Lui si affrett a tenere aperto il portone.
Qualche indizio? domand l'ispettrice capo.
 Davanti alla banca c' una telecamera di sorveglianza. Il
poliziotto punt il dito verso un lampione.
 Un indirizzo esclusivo. Una volta, anni prima, Laurenti era
stato ospite in uno dei piani bassi, invitato da amici di amici
che da parecchio non vivevano pi l. Come tutto il palazzo
l'antico ascensore aveva beneficiato di un dispendioso
restauro. Ogni cosa era signorile, anche il corridoio al sesto
piano. A giudicare dall'esiguo numero di porte gli appartamenti
dovevano avere metrature enormi. Nessuna aveva una
targa con il nome, solo sull'ultima brillavano tre semplici lettere
argentate: ASC. A differenza degli altri, il largo zerbino non
era allineato alla soglia. Pina Cardareto lo spost con la punta
delle dita, affari della Scientifica. Spinse con cautela il pesante
battente blindato, che si dischiuse silenziosamente cogliendola
di sorpresa. L'ispettrice capo estrasse l'arma di ordinanza e
tolse la sicura. Laurenti, che non aveva quasi mai con s la sua,
sorrise indulgente. Pina sgusci per prima nello spiraglio e
assunse la posizione di tiro. Il commissario osserv lo scrocco
bloccato da un copriforo in plastica come se qualcuno,
entrando, si fosse assicurato la via di fuga pi rapida possibile.
Mentre la collega perlustrava le stanze veloce come un fulmine
Laurenti si guard intorno con calma. Ormai non avrebbero
trovato pi nessuno, in ogni caso nessuno che non fosse autorizzato
a esserci. Era chiaro fin dalla prima occhiata che al proprietario
dell'appartamento i soldi non mancavano: ampio
ingresso con luci indirette, parquet antico e soffitti alti,
ambienti luminosi, costose icone del design italiano moderno,
due vasi corinzi in ceramica dipinta su un piedistallo bianco.
Ordine maniacale anche sulla scrivania, quadri di grandi
dimensioni distribuiti sulle pareti in modo da essere valorizzati
al massimo. La macchina per l'espresso in cucina era accesa;
accanto una tazzina con uno sbaffo di rossetto sul bordo. Lo
spazioso salone occupava l'angolo dell'edificio, la porta-finestra
dello stretto balcone era aperta.
 Stia lontana da l raccomand a Pina. Non si avvicin
nemmeno lui, prese il cellulare e chiese ai tecnici della Scientifica
di salire appena terminati i rilievi. Se ci sono tracce le troveremo
sul balcone.
 Not una borsa Gucci appesa al portabiti, la apr e tir
fuori un portafoglio da donna. All'interno contanti, carte di
credito e biglietti da visita con le lettere ASC e lo stesso nome
indicato sulla carta d'identit elettronica: Maggie Aggeliki.
Sotto, la qualifica di presidente e le parole per intero corrispondenti
alla sigla: Aggeliki Shipping Company LTD. La vittima
aveva compiuto da poco trentanove anni. Laurenti sollev
le sopracciglia e si schiar la voce in un modo che col tempo
Pina Cardareto aveva imparato a conoscere.
Cosa ha scoperto, capo?.
 Quando l'identit della vittima sar resa nota si scatener
un putiferio, Pina. Si tratta di un'armatrice inglese ricca sfondata,
ha ereditato la societ dal padre quando era giovanissima.
I media ci andranno a nozze. Una miliardaria. Stiamo parlando
di oltre cento navi. Proprio qualche giorno fa i giornali dicevano
che voleva investire qui da noi. I legali e i manager della
compagnia fanno la spola da mesi. A quanto pare la donna
stava per concludere con l'autorit portuale un accordo relativo
ai moli II e III, di cui aveva bisogno per i traghetti diretti in
Grecia. Ma l'accordo riguardava anche il traffico merci della
UN Ro-Ro e l'ampliamento del terminal container per le navi da
carico. Maggie Aggeliki aveva rilasciato una lunga intervista in
cui accennava alla possibilit di investimenti consistenti. Posti
di lavoro e il ripristino dei magazzini nell'area storica del Porto
Vecchio, a condizione che le venisse garantito un contratto
della durata di cinquant'anni. Sono piovute critiche all'autorit
portuale e proteste da parte dei politici infuriati. Si prepari al
peggio, la notizia finir su tutte le prime pagine pi velocemente
di quanto riusciamo a immaginare.
 Laurenti digit il numero di Rebecca Noventa, la dirigente
della Scientifica. Il commissario non perse tempo in chiacchiere:
Il caso pi spinoso di tutta la tua carriera. Manda gli
uomini migliori. Anzi, vieni di persona. Il minimo errore e ci
esplode una bomba tra le mani.
 Come mai un pezzo grosso come lei non aveva una guardia
del corpo? si inform Pina al termine della breve conversazione.
 Non amava la pubblicit. Non sono state diffuse nemmeno
sue foto recenti. Anche nell'intervista pubblicata sui
giornali c'era solo quella di una delle navi. A Trieste si sentiva
al sicuro. Da queste parti chi vuole che vada in giro con un
gorilla? Giusto qualche politico della Capitale. Verifichi se la
donna era arrivata con un jet privato, potrebbe essere ancora
all'aeroporto. E scopra di chi  l'appartamento. Ora tocca ai
colleghi della Scientifica, anche se dubito che troveranno
tracce, qui ogni cosa  in perfetto ordine. Torni in ufficio e si
metta subito al lavoro, Pina. Si occupi delle telecamere di sorveglianza
e incarichi un paio di agenti di cercare possibili testimoni.
Agli inquilini del palazzo ci pensiamo noi. Io do
istruzioni e la raggiungo appena ho informato il questore, il
procuratore generale ed il prefetto. Niente iniziative personali e
massima riservatezza.

 Alla drogheria Toso in piazza San Giovanni, Aristides
Albanese dovette attendere mentre alcune anziane signore in
pelliccia, che stando al leggero odore di canfora dovevano
essere state tolte dall'armadio solo pochi giorni prima, si rifornissero
di sapone, t e zafferano. Quando arriv il suo turno
chiese dell'olio di ricino - dove altro avrebbe potuto trovarlo
se non l? Molte cose erano cambiate in citt durante i suoi
diciassette anni di assenza, cose che facevano male agli occhi
solo a guardarle. Ma la drogheria Toso era immutabile da oltre
un secolo, aveva superato guerre, crisi e cambi di generazione,
resistito a offerte di acquisto redditizie e, come l'adiacente
Gran Malabar, reagito alle mode passeggere opponendo con
perseveranza una qualit costante. L'unica differenza erano i
visi dei proprietari, adesso solcati da profonde rughe. Uno di
loro gli mostr una bottiglia da duecentocinquanta millilitri e
una da un litro. Aristides prese due bottiglie grandi.
 Oggi per non si propina pi a forza come facevano D'Annunzio
e la sua banda a Fiume comment l'uomo con un
cenno al cucchiaio e alle bacchette che spuntavano dal
taschino della giacca di Aristides.
Fiume? domand lui.
 Fiume, Rijeka ripet l'altro guardandolo attentamente
attraverso le lenti spesse, poi prosegu con un sorriso: Manganelli
e olio di ricino. Acqua passata, grazie a Dio.
 Cos i legionari del Vate avevano massacrato i nemici
durante l'occupazione della citt sul Quarnaro, soprattutto se
appartenevano alla popolazione slava. Mancavano ancora tre
anni alla marcia su Roma di Mussolini.
 Nelle giuste dosi fa bene replic Aristides, pag e usc
dal negozio per salire sull'autobus in piazza Goldoni che lo
avrebbe lasciato davanti alla porta della comunit di don
Alfredo. Dopo la tappa in questura per la firma e gli acquisti
in drogheria doveva rimettersi in pari con il lavoro. Il pranzo
lo aveva preparato il giorno prima e il suo aiutante, Aahrash,
doveva solo scaldarlo, per restava ancora la cena per i trenta
profughi. In autobus ebbe il tempo e la calma necessari per
pianificare il passo successivo, ma il ricordo dell'ultimo giorno
di udienza davanti alla corte d'assise gli fece ribollire il
sangue.

 ...L'imputato  incapace di dominarsi, lo ha confermato
anche durante le deposizioni dei testimoni a carico, che ha
ripetutamente interrotto in malo modo e offeso con ingiurie
scurrili. La mancanza di rispetto mostrata davanti alla corte 
la stessa che caratterizza il suo comportamento abituale e lo
porta ad abbandonarsi in maniera totalmente incontrollata alla
sua spiccata inclinazione alla violenza. Quanto sostiene, ossia
di aver agito per legittima difesa,  stato smentito da tutti i
testimoni. Le dichiarazioni sono concordi nell'attestare che
l'imputato ha agito con improvvisa ferocia e non si trovava in
quella che viene definita una situazione di emergenza. Aristides
Albanese non  credibile quando si difende dicendo,
affermazione peraltro non comprovata, di aver subto giorni
prima pesanti intimidazioni da parte di Olindo Bossi, la
guardia giurata che lui stesso ha ucciso, e perci di essersi sentito
minacciato. L'imputato asserisce inoltre che per ben due
volte il Bossi si sarebbe introdotto prima dell'orario di apertura
nella trattoria Pesce d'amare, di propriet di Albanese, gli
avrebbe puntato una pistola alla tempia e premuto il grilletto.
Evidentemente in entrambi i casi la pistola non era armata,
altrimenti l'imputato non sarebbe qui a raccontarcelo.
Risate nell'aula, il presidente richiam all'ordine.
 Ripeto: il Bossi avrebbe premuto il grilletto di una pistola
non armata. Naturalmente l'imputato non  in grado di fare il
nome di nessun testimone. In compenso dichiara che il Bossi
voleva costringerlo a ritirare la sua dichiarazione contro
Antonio Gasparri, forse dimenticando che Gasparri  gi stato
assolto.
Nuove risate.
 La deposizione dell'imputato non  attendibile gi per il
semplice fatto che Albanese era l'unico teste a carico nel processo
contro Gasparri, ed  noto che lui e Gasparri hanno
discusso pi volte a voce alta davanti ad altri clienti. Poco
prima del diverbio con la guardia giurata Olindo Bossi, Albanese
ha minacciato di cacciare Gasparri e proibirgli di rimettere
piede nel suo locale. Si sentiva escluso dall'allegria dei
suoi clienti. L'uomo in toga nera fece una pausa ad effetto, poi
prosegu con voce benevola: Nel corso dell'udienza Olindo
Bossi, brutalmente aggredito e ucciso dall'imputato,  stato
descritto da superiori e colleghi come un uomo gentile, disponibile
e pacifico, con molti amici e nessun nemico. Il fatto che
la sua pistola, secondo le parole dello stesso Albanese, non
sarebbe stata armata dimostra ampiamente che le presunte
minacce contro l'imputato non avrebbero avuto il minimo
fondamento, sempre che di reali minacce si tratti e non soltanto
di una meschina invenzione. Non sussistono motivi sufficienti
per dubitare della colpa di Aristides Albanese, che in
pi era avvantaggiato da un punto di vista fisico. Quest'uomo
ha ucciso a sangue freddo. La guardia giurata Olindo Bossi
lascia la giovane moglie e due bambini di tre e cinque anni. La
pena possibile  solamente una: ergastolo per omicidio
premeditato.
 L'avvocato dell'accusa, di un pallore cadaverico, aveva un
viso da avvoltoio con zigomi pronunciati, labbra tumide ed
esangui e occhi troppo distanti. Gli articoli di legge citati scorrevano
davanti ad Aristides fumosi come nebbia, le sue mani
si aggrapparono convulse al piano del tavolo, ma il difensore lo
afferr per un braccio obbligandolo a restare seduto in
silenzio, mentre qualcuno dei presenti al processo pubblico in
corte d'assise accoglieva con un applauso la richiesta della
pena. Il presidente riport la calma in aula, poi l'arringa della
difesa sottoline che la disciplina e il lavoro avevano reso l'assistito
un cuoco apprezzato, elenc i premi e i riconoscimenti
ottenuti che ne attestavano la grande sensibilit, ricord il suo
spirito imprenditoriale e lo stress a cui era sottoposto a causa
degli ingenti debiti che aveva dovuto contrarre per aprire la
propria attivit. Era pi che comprensibile, dunque, che di
fronte alle intimidazioni della guardia giurata l'imputato avesse
temuto non solo per il suo futuro professionale ma addirittura
per la propria incolumit fisica. L'assoluzione del politico
Antonio Gasparri citata dall'accusa era irrilevante, poich
dipendeva unicamente dal fatto che l'unico teste a carico era
stato screditato in sguito al suo alterco e all'uccisione della
guardia giurata Olindo Bossi. Era sufficiente esaminare gli atti
delle deposizioni rilasciate dai testimoni: avevano cambiato
opinione uno dopo l'altro, ritrattando le dichiarazioni iniziali.
La difesa chiese di convocare l'investigatore della polizia di
stato. L'ispettore capo Proteo Laurenti avrebbe confermato l'evidente
voltafaccia, tanto pi che gran parte dei testimoni
erano coinvolti in entrambi i procedimenti giudiziari. I due
giudici togati e i sei giudici popolari si ritirarono per deliberare
e l'istanza fu respinta. Il legale di Aristides non voleva e non
poteva appellarsi alla legittima difesa, ma solo allo stato emotivo
o passionale. Fece leva anche sull'infanzia difficile del suo
assistito: Albanese era cresciuto senza padre ed all'et di quattro
anni aveva perso la madre, uccisa in circostanze violente. A
quel punto nell'aula due persone scoppiarono di nuovo a
ridere.
 Lo dica, come si guadagnava da vivere la madre esclam
a voce alta Elio Mazza, soprannominato il Poeta. Pare che
fosse molto richiesta. Pi che un mestiere, la sua era una
vocazione.
Risate di quelli seduti accanto a lui.
 Non fare tanto il moralista ribatt Melissa Fabiani. Da tre
anni aveva superato i sessanta, era sempre perfettamente truccata
e a ogni udienza sedeva in modo che Aristides potesse vederla.
Gasparri, anche tuo padre le faceva visita spesso e volentieri
grid rivolta al politico. Per non parlare di tuo fratello!.
 Il presidente sospese l'udienza, fece allontanare dall'aula
Elio Mazza e inflisse un'ammenda a zia Milli. Dovette richiamare
pi volte all'ordine mentre il Poeta usciva continuando a
fare battute sarcastiche.
 Alla fine del lungo dibattimento la corte accolse le conclusioni
della difesa, ma stabil ugualmente il massimo della pena.
L'unica attenuante concessa fu che Aristides Albanese venisse
assegnato a un carcere in cui avrebbe potuto continuare a svolgere
il proprio lavoro assolvendo materialmente al suo debito
con la societ.
 Alcuni giorni dopo, quando fu trasferito, Aristides era solo
nel furgone blu della polizia penitenziaria. Il paesaggio
uniforme della pianura padana si srotolava veloce davanti ai
suoi occhi, mentre nella sua testa si rincorrevano mille considerazioni
che per non avrebbero comunque influenzato l'esito
del processo.
 Cosa ne sarebbe stato del locale che aveva aperto da appena
un anno? Come avrebbe fatto a estinguere i debiti con la
banca? Da poco era stato introdotto ufficialmente l'euro, che
nel giro di tre anni avrebbe sostituito in modo definitivo la lira.
Con il tasso di cambio fissato per la nuova moneta, nel 1999
Aristides Albanese, all'et di trentasette anni, si ritrovava a
dover pagare duecentocinquantamila euro, somma che aveva
sperato di mettere insieme senza particolari problemi rimboccandosi
le maniche e contando sul rapido successo della sua
trattoria. Ma in aggiunta alla reclusione la corte aveva fissato
un elevato risarcimento da versare alla famiglia della guardia
giurata, non appena Aristides avesse avuto un lavoro regolare
e conseguenti entrate. Nessuno sarebbe stato in grado di procurarsi
una cifra simile in maniera onesta e legale. Tanto meno
un innocente accusato ingiustamente, che aveva agito per legittima
difesa ed era stato vittima dell'ostracismo di amici falsi e
corrotti.
 Quando il furgone attravers il centro della citt e poco
dopo il cancello scorrevole del carcere Aristides fu colto dalla
disperazione. Qualche metro sotto scorta in un cortile recintato
da un alto muro, poi dovette consegnare gli oggetti personali,
fu visitato sommariamente da un medico di poche parole
ed infine un agente gli mise in mano la dotazione carceraria:
lenzuola logore, un asciugamano, un cucchiaio e una forchetta di
plastica. Fin in una cella con quattro detenuti che lo squadrarono
con curiosit e scoppiarono a ridere appena si proclam
innocente. Ma il neoarrivato li batteva sia per stazza sia per
entit della pena, due elementi che presto gli avrebbero assicurato
il rispetto degli altri e reso pi sopportabili le giornate
tutte uguali. Non pass molto prima che Aristides trovasse il
proprio posto nella scala gerarchica del carcere e ricevesse il
soprannome di Athos.
 La sentenza aveva stabilito di assegnarlo al lavoro nella
mensa carceraria, ma la struttura in cui si trovava veniva rifornita
da una ditta esterna. Athos si limitava a distribuire i pasti
e radunare le stoviglie di plastica. Al contrario di quanto faceva
nella sua trattoria non poteva cucinare e, come tutti gli altri,
doveva accontentarsi di cibi grassi e scotti. Avevano sempre lo
stesso sapore e di sicuro garantivano un buon margine di profitto
al grossista, che probabilmente ne consegnava una parte
in contanti al direttore.

 Dove ti eri cacciato? chiese Aahrash quando finalmente
Aristides entr in cucina. Il pakistano aveva gi pelato le
patate, preso il rosmarino nell'orto, tritato l'aglio e i peperoncini
freschi e pulito la verdura. Sul piano di lavoro troneggiava
una montagna di carne rossa confezionata.
 Una donna si  gettata dall'ultimo piano di un palazzo
quasi sotto i miei occhi.  stato terribile. Vicino alla questura.
La buona notizia  che ho il contratto per il nostro locale,
Aahrash.
 andato tutto come avevamo stabilito?.
 Con una piccola modifica. Il proprietario ci d anche
quattro metri quadri di magazzino.
A quanto?.
 Gratis, dobbiamo solo costruire la porta a nostre spese.
Cos abbiamo il posto per la cella frigorifera che non sapevamo
dove mettere disse posando il sacchetto di plastica con
l'olio di ricino.
 Cos'?. Il giovane pakistano osserv le bottiglie,
curioso.
 Gi le mani, non  roba per te.  un olio che dona lucentezza
ai capelli. Alcuni lo mettono sul plo dei cani. Ed 
molto efficace anche per i problemi di digestione. Con questo
vai di corpo che  una bellezza, ma se esageri ti vengono i
crampi.
 Tgliati i capelli, invece di lavarli con questo intruglio.
Cambiando discorso, mi sa che il tizio del supermercato ci ha
consegnato carne di maiale, anche se sa benissimo che....
 L'hai annusata? Aristides prese una vaschetta e dopo
averla esaminata attentamente la apr. Il lavoro manuale lo
distraeva dai brutti pensieri.
 Non ci penso nemmeno. La carne di maiale  impura, non
ti ci mettere anche tu. Se lo becco lo sgozzo. Il minuto Aahrash
fece una smorfia di rabbia e brand un lungo coltello.
 Ma piantala rise il gigante. Non sei credibile come
talebano.
 Con quella barba e quella criniera sei ridotto peggio di
Saddam Hussein quando lo hanno tirato fuori dal suo nascondiglio
sottoterra, Athos. Cos spaventerai i clienti del nostro
ristorante. Datti una ripulita prima dell'apertura. Diciassette
anni sono abbastanza.
 Oltre a occuparsi dei profughi dall'Africa e dal Vicino
Oriente don Alfredo aveva convinto proprietari e gestori dei
negozi della zona a donare alla comunit i generi alimentari in
scadenza o appena scaduti, che sarebbero finiti nella spazzatura.
Aveva dovuto faticare molto per vincere le esitazioni dei
commercianti e ci era riuscito solo con una piccola parte di
loro. Molti avrebbero preferito recintare con una rete metallica
elettrificata alta cento metri l'intero paese, i cui abitanti non
andavano d'accordo nemmeno da nord a sud.
 Sull'etichetta c' scritto manzo, ma non  carne di manzo,
hai ragione tu conferm Aristides. Per non  neanche di
maiale. Non ha un odore particolare, non  grassa e ha un bel
colore. Cos scura potrebbe essere di struzzo. Quelli li mangiate,
no? Vieni, diciamo a don Alfredo di chiamare e chiedere
spiegazioni.

 Il responsabile della comunit era un sessantenne dinamico
con luminosi occhi azzurri e un aspetto sportivo nonostante
l'abito talare. Lo trovarono seduto alla scrivania, chino su una
pila di carte. Ogni giorno dava prova di un carattere fermo e
risoluto, che si trattasse di fornire spiegazioni a polizia o carabinieri
venuti a cercare uno dei suoi protetti perch qualche
idiota del quartiere si era inventato l'ennesima rogna, oppure
di gestire l'orda di persone che da un po' di tempo, tutti i santi
giorni all'ora dell'aperitivo, si riuniva sull'altro lato della strada
con striscioni scritti a mano per gridare che i cosiddetti illegali
se ne tornassero a casa loro, prima bisognava pensare agli italiani.
I migranti economici, che poi non erano altro che criminali,
mangiavano meglio dei legittimi cittadini tartassati
dall'Unione europea, aizzavano i volantini distribuiti da un
uomo con una Panda rossa scassata. Al solito gli italiani venivano
penalizzati, era ora di finirla una volta per tutte. Come se
a quella gente importasse davvero qualcosa dei connazionali
dimenticati dal sistema.
 Per i primi tre mesi la situazione era stata tranquilla, nessuno
si era lamentato perch don Alfredo prestava assistenza.
Poi per la voce era arrivata ad un politico che sperava di guadagnare
voti in vista delle elezioni amministrative, l'estate era
ormai un ricordo, non si poteva pi passare il tempo libero al
mare, ed era nato il comitato dei democratici autoproclamatisi
tali. Antonio Gasparri era riuscito di nuovo a fare il grande
salto nel consiglio comunale e fomentare gli animi garantendo
il rispetto del diritto, dell'ordine, dell'identit nazionale. Don
Alfredo resisteva con caparbia e fiera bont d'animo. Quando
Aristides lo inform della consegna prese subito il telefono,
ma dopo una breve conversazione con il direttore del supermercato
riattacc sorridendo.
 Hai fatto bene a dirmelo, Athos. In effetti mi ha confermato
che  carne di struzzo, viene da un allevamento in
Veneto. La sede centrale l'ha distribuita a tutte le filiali, ma 
stato un fiasco perch nessuno la comprava. Sai com', ci che
il contadino non conosce non mangia. Il direttore non voleva
che la merce restasse invenduta e ha cambiato l'etichetta.
Comunque l'ha mangiata anche lui, pare che sia di ottima qualit
e io gli credo. La sai cucinare?.
Trovami qualcosa che non so cucinare, don Alfredo.
Che non sappiamo cucinare lo corresse Aahrash.
 carne rossa, si prepara come una bistecca.
Ma non puoi mangiarla con le bacchette, Athos.
 I bocconi piccoli sono pi buoni, don Alfredo. Per un
anno ho diviso la cella con un cinese. In cucina basta avere due
coltelli, un cucchiaio e le bacchette. Tutto il resto  superfluo.
Vieni con noi, non ho ancora pranzato nemmeno io. Come la
preferisci, al sangue, media o ben cotta? E se poi non ti piace,
la usiamo per fare un curry o un gulasch. Abbiamo tempo
prima di cena.

 Marietta vigilava come un drago sputafuoco sull'anticamera
piena di fumo. In considerazione della temperatura esterna
aveva optato per quello che secondo i suoi standard era un
pudico dcollet. Durante il semestre invernale il suo istinto di
caccia si placava e il numero degli ammiratori diminuiva,
perci le sue camicette erano pi abbottonate e le gonne pi
lunghe. Incurante di tutti i divieti, fumava come una ciminiera.
Il posacenere piazzato sulle pratiche traboccava di mozziconi
orlati di rossetto. Teneva l'immancabile sigaretta tra le dita con
le lunghe unghie rosso sangue, per le quali avrebbe dovuto
richiedere un porto d'armi aggiuntivo. Gett un'occhiata in
tralice al commissario, che entr e spalanc la finestra. Il capo
non l'aveva informata per prima, contravvenendo a tutte le
regole. Laurenti non aveva neanche avuto il tempo di mangiare
un boccone, ma la cosa non la scomponeva minimamente.
 Mi faresti la grazia di aggiornarmi? gli sibil infuriata
mentre lui puntava verso il suo ufficio. Che quel piccolo
ragno velenoso di ispettrice capo non parli neppure sotto tortura
non  una novit, ma a te dovrebbe interessare che la
baracca funzioni.
 Mi faresti la grazia di portarmi un caff? Dopo ti racconto
cosa  successo.
 Laurenti si era precipitato dal questore per comunicarle
l'accaduto e la dottoressa Quagliarello, appena sentito il nome
della donna morta, aveva incaricato il segretario di fissare
immediatamente una conferenza telefonica con il procuratore
generale ed il prefetto. Aveva messo la conversazione in vivavoce,
introdotto molto brevemente la situazione e lasciato la
parola al commissario. Che adesso, mentre Marietta si sedeva
di fronte a lui sbattendo la tazza sul tavolo, rifer all'assistente
quanto emerso dalla riunione.
  fondamentale mantenere il pi assoluto riserbo,
Marietta. Vale anche per te. Il nome sar reso pubblico solo nel
momento in cui riceveremo disposizioni. Il prefetto contatter
il ministero dell'Interno e l'ambasciata britannica, delle indagini
se ne occupa il procuratore generale, e qui gli unici che
sanno di chi si tratta siamo io, te, l'ispettrice capo Pina Cardareto
e l'ispettore Gilo Battinelli. Nemmeno Rebecca Noventa e
i tecnici della Scientifica conoscono l'identit della vittima. Il
nome in codice del caso  Eufemo.
Che significa?.
 Era uno degli Argonauti, figlio di Europa e Poseidone, il
dio del mare. Ti dice niente?.
Marietta arricci il naso. Solo perch la morta era greca?.
Infatti era inglese.
E la Brexit?.
 S, vabbe', te lo spiego un'altra volta. Ti sei segnata il nome
in codice?.
Eufemismo.
 Ma no, Eufemo! Chiama Pina e Gilo, cos iniziamo. E preparami
un altro caff, per favore.

 Pina Cardareto, la bassa ispettrice capo di origini calabresi,
era carica come una molla, terminato il sopralluogo nell'appartamento
all'interno del palazzo in stile Liberty doveva
essere partita in quarta. Sparpagli sul tavolo una serie di stampate
delle immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza
in piazza della Repubblica.
 Sapevamo l'ora, quindi non ho dovuto cercare molto. Via
Mazzini  una preferenziale, possono circolare solo i mezzi
pubblici e di soccorso. La vede la macchina, capo?. Un'auto
tedesca di grossa cilindrata con targa svizzera, ferma in divieto
di sosta. Il guidatore era seduto al volante, e il leggero fumo
che usciva dal tubo di scappamento indicava che il motore era
acceso.  stata rubata a Milano una settimana fa. Pina prese
il foglio successivo. E qui due uomini escono dall'edificio.
Indossano un casco nero. Uno di loro  grosso come un
armadio.
 Non si fidano del conducente? comment ironica
Marietta, che non avendo la patente si era sempre scelta
uomini con macchine veloci.
 L'armadio si toglie il casco un attimo prima di salire.
Eccolo. Pina pos sulla scrivania un ingrandimento che
mostrava il viso di un tizio robusto e pelato. Era giovane, un
ragazzo.
 stata una scheggia si compliment Laurenti.
 Sto incrociando i dati con il nostro database. Ma ce n' un
altro. Pina salt tre fogli. Quest'uomo ha tagliato la corda in
tutta fretta. Lo hanno notato due testimoni, entrambi pensionati,
che si erano fermati a guardare. Il fabbro ha confermato
le loro dichiarazioni. Un gigante in completo chiaro sovrastava
l'assembramento di curiosi. Aveva la barba incolta e i
capelli legati in una folta coda di cavallo che gli arrivava alla
cintura. Si  fermato per un attimo, poi si  allontanato alla
svelta aggiunse Pina.
 A te non  mai capitato di avere un appuntamento o dover
andare di corsa in bagno?. Marietta scosse la testa. Avr
anche la stazza di un orso, ma non ha l'aria di uno che farebbe
del male a qualcuno.
 Non c'entra, Marietta. A vederti nemmeno tu sembreresti
uno squalo. L'ispettore Gilo Battinelli, atletico, biondo e
amante della vela, le sorrise e sollev una foto. Questo tizio 
uscito di prigione prima del tempo,  in libert vigilata. Viene
a firmare in questura tutte le settimane. Lo so perch una quin-
dicina di giorni fa ho sostituito un collega. Si  fatto diciassette
anni di carcere in Lombardia per omicidio.
Ti ricordi il nome? domand Pina.
 Lo rimedio subito. Gilo prese il telefono sulla scrivania di
Laurenti e digit il numero del collega della polizia giudiziaria.
Roberto, come si chiama quel greco alto e grosso con la barba
lunga che sembra Poseidone?. Rest in attesa. Aristides
Albanese, s, proprio lui. Ok, grazie. L'ispettore riattacc.
Aristides Albanese ripet. Ha firmato stamani alle 11.18.
Non pu essere stato lui.
 Pensa un po' disse Laurenti.  tornato a Trieste. Non te
lo ricordi, Marietta?.
 L'assistente si scost una ciocca di capelli corvini dall'angolo
della bocca e scosse la testa.
 All'epoca non ero convinto al cento percento che fosse
colpevole prosegu il commissario. Marietta, era il cuoco di
Campo Marzio. Ha ucciso una guardia giurata che pare lo
ricattasse. Il suo ristorante si chiamava Pesce d'amare. All'epoca
era pelato e senza barba.
 Ma certo intervenne Marietta. Era l'astro nascente
della scena gastronomica triestina. Il suo locale andava molto
di moda. E la cameriera era Fedora Bertone, una puttana
che poi ha rilevato il locale e lo ha trasformato in un cocktail
bar perch non capisce un accidente di ristorazione.  inutile
che mi guardi cos, Pina. Ho detto puttana perch  la verit.
Le piaceva soddisfare i clienti mise in chiaro battendo il
palmo sulla scrivania. La calabrese le rivolse un sorrisetto
furbo.
 Spero che alla prima occasione ci racconterai di pi disse
Gilo Battinelli, arrivato in citt solo tre anni prima. Aveva
imparato che, una volta preso il via, Marietta non lesinava sui
particolari. Lei non gli rispose nemmeno.
 Non hai saputo tenere testa al procuratore disse in tono
vagamente risentito a Laurenti, con cui lavorava da oltre
vent'anni e di conseguenza era fermamente convinta di conoscere
meglio di quanto lo avrebbe mai conosciuto la moglie in
una vita intera. Ha smosso mari e monti per ottenere la condanna.
Nella faccenda era implicato anche non so quale politico.
Tu eri ancora ispettore capo, Proteo.
 Laurenti era stato promosso a commissario a inizio
dicembre 1999 e per mesi aveva dovuto seguire dei corsi a
Roma, notizia che Laura non aveva accolto con particolare
gioia, perch aveva dovuto occuparsi da sola dei tre figli piccoli
tralasciando il proprio lavoro. All'epoca Marco, l'ultimogenito,
aveva cinque anni, Patrizia sette e Livia nove. Abitavano
ancora in via del Lazzaretto Vecchio, sopra una birreria con un
impianto di condizionamento cos rumoroso che in estate
erano costretti a dormire con le finestre chiuse. Il fascicolo
relativo alla guardia giurata uccisa era planato sulla scrivania di
Laurenti nell'intervallo di tempo tra un corso e l'altro, e
durante l'udienza era stato sentito solo una volta sull'andamento
delle indagini.
 Il politico era Tonino Gasparri. Avevo le mani legate.
Dodici testimoni hanno deposto in maniera unanime contro il
Greco. Nessuno a favore. Lo hanno gettato nella fossa dei
leoni. E nemmeno il suo avvocato si  prodigato granch, non
ha fatto neppure ricorso in appello. E ora il cuoco  di nuovo
in citt. Interessante. Gilo, scopri quando  arrivato e dove
vive. Tu, Marietta, recupera gli atti in archivio. Spero solo che
non combini qualche fesseria.
 Stiamo cercando la macchina disse Pina tornando all'ordine
del giorno.
 Senta se i tecnici della Scientifica hanno gi trovato qualcosa,
poi verifichi se nelle vicinanze del palazzo sono installate
altre telecamere. Gilo, tu controlla dai tabulati del traffico
telefonico quali utenze hanno agganciato le celle della zona.
Appena l'auto verr ritrovata fai un riscontro incrociato. E
avvisami se scopri qualcosa su Albanese. Voglio parlarci di
persona.

 Come ogni giorno il dottor Stefano Marzulli chiuse l'ambulatorio
nel rione di Servla, sul colle alle spalle della Ferriera,
e torn a casa per pranzo. Negli anni precedenti aveva
avuto in cura un numero estremamente elevato di pazienti
affetti da malattie polmonari. In piazza della Valle apr il
garage con il telecomando, ma quel giorno non pot entrare
perch un uomo era riverso sul marciapiede, un braccio inerte
teso in avanti e gli abiti sporchi. Aveva perso una scarpa. Marzulli
imprec, era gi in ritardo per colpa della sala d'aspetto
gremita di pazienti, ci mancava solo l'ubriaco stramazzato in
pieno giorno che gli bloccava l'accesso. Il degrado sociale procedeva
di pari passo con la crisi economica che ormai durava
da un pezzo, lo vedeva ogni giorno in ambulatorio. La gente
risparmiava sui vestiti, sul cibo, sul parrucchiere. Infuriato,
scese dalla macchina e raggiunse l'uomo apostrofandolo senza
per ottenere la minima reazione. Puzzava terribilmente, e a
quanto pareva non era riuscito a controllare i muscoli intestinali.
Lo gir su un fianco e tast la carotide. Il battito era irregolare,
la sclera giallastra. Gli pos la mano sulla fronte, aveva
la febbre alta. Il dottor Marzulli chiam immediatamente
un'ambulanza, rifer l'indirizzo insieme a una valutazione sommaria,
poi accost la macchina al ciglio della strada per
lasciare spazio ai soccorsi. Cinque minuti dopo il suono delle
sirene riecheggi tra gli alti edifici lungo via Madonna del
Mare. Marzulli descrisse rapidamente i sintomi ai colleghi
mentre gli infermieri posizionavano la barella accanto
all'uomo sul marciapiede.
 Quaranta minuti pi tardi rispetto al solito il medico di base
si lav meticolosamente le mani, si tolse le scarpe, si cambi e
si sedette a tavola. La moglie non gli chiese il perch del
ritardo, solo dopo la pasta e l'insalata, mentre prendevano il
caff, Marzulli le raccont l'accaduto, descrivendo l'uomo
meglio che pot.
 Mi sa che  l'alcolizzato che vive nel sottotetto del palazzo
accanto. Non l'hai riconosciuto?.

 Aristides aveva tenuto da parte per zia Milli una bella
bistecca di struzzo che aveva messo a marinare in olio di oliva,
aglio e rosmarino. Gliela serv per cena, cotta a puntino, con
cime di cavolfiore e broccoli saltati in padella. Dopo l'ultimo
boccone l'anziana donna gli sorrise raggiante guardandolo con
gli occhi lucidi. A quel punto Aristides pos sul tavolo il contratto
d'affitto del locale commerciale in largo Piave e le spieg
i dettagli.
 Non  troppo piccolo per un ristorante? domand lei.
Sono solo venti metri quadri. E poi cos vicino al tribunale
dove sei stato condannato.
 Te l'ho detto, pagheranno tutti. Ho avuto abbastanza
tempo per capire come ragionano. Procuratori, avvocati, giudici,
hanno un sacco di soldi eppure sono avari. I poliziotti e i
secondini invece devono stare attenti a quanto spendono. Ma
nessuno di loro ha idea di cosa sia il buon cibo, quindi  facile
farsi notare. Hai aperto il conto corrente, zia Milli?.
 Il primo della mia vita, Kiki. Non avrei mai immaginato di
fare una cosa simile. Una montagna di moduli, non sono sicura
di aver capito tutto. Le banche sono una vera maledizione per
il genere umano. Avresti dovuto vedere le facce degli impiegati
quando ho consegnato loro la scatola. Hanno dovuto contare
per un bel po' rise divertita. Poi mi hanno subissata di
domande per sapere dove avessi preso tutti quei soldi. Erano
abituati a vedermi ritirare i due spiccioli della pensione
minima. Se sapessero quante ne ho ancora, di scatole come
quella.
 Avevano stabilito che, in caso di eventuali domande della
finanza, zia Milli avrebbe risposto di non sentirsi pi sicura a
tenere denaro in casa, con tutte le brutte notizie che si leggevano
sui giornali. Non era certo la prima volta che una persona
anziana nascondeva i risparmi sotto il materasso o dentro la
credenza.
 L'ottantenne Melissa Fabiani ansim e si premette la
maschera sulla bocca, poi gli sorrise di nuovo. Per ora sul
conto ci sono cinquantacinquemila euro. Quando te ne servono
altri me lo dici. Per la delega devi andare di persona, ci
vuole la tua firma. Ricrdati la carta d'identit. Ho richiesto
anche un bancomat e una carta di credito, arriveranno tra una
decina di giorni.
 Aristides guard dalla finestra le luci della zona industriale
e del terminal delle petroliere sotto di loro. Da lass la fiamma
rossa che usciva dalla fornace della Ferriera sembrava quasi
romantica, mentre gli abitanti dei quartieri adiacenti di Servla,
Chiarbola e Valmaura, e perfino quelli di Muggia, protestavano
e rischiavano la salute per colpa delle emissioni nocive.
Puntualmente i vari candidati a sindaco promettevano interventi
risolutivi, che per dimenticavano appena si chiudeva la
campagna elettorale. E adesso Aristides doveva andare proprio
l.
 Allora firma il contratto, per favore. Lo consegno al proprietario,
cos mi d le chiavi e domani possiamo iniziare i
lavori. Torno a trovarti presto, zia Milli.
Quando hai intenzione di aprire?.
 Il primo del mese prossimo. Dobbiamo darci parecchio da
fare.
 Ho sentito che bisogna seguire una marea di corsi per
gestire un ristorante.
 Primo soccorso, sicurezza, igiene e molti altri. Per ho gi
superato tutti gli esami. Aristides si morse la lingua. Per un
pelo non si era lasciato sfuggire di essere in citt dall'estate.
Sei un bravo ragazzo, Kiki. Quando torni?.
Presto, zia Milli. Grazie di tutto.
Hai bisogno di soldi?.
 Non ho ancora finito quelli che mi hai dato l'ultima volta.
E ora c' anche il conto. Ma sono un tipo parsimonioso.
 Non era ancora capace di orientarsi in quel gigantesco complesso
di cemento e fu felice quando finalmente si ritrov in
strada, ai piedi delle torri grigie. Raggiunse la fermata dell'autobus
che lo avrebbe riportato in centro. I negozi avevano
appena chiuso, e lungo il tragitto salivano sempre pi persone.
Tornavano a casa, cenavano, guardavano la televisione e si buttavano
a letto. Oppure erano appena uscite ed andavano a bere
qualcosa in uno degli innumerevoli locali aperti negli ultimi
tempi e sempre pieni.
 Aristides scese dall'autobus sulle Rive e passeggi lungo le
sedi illuminate dei circoli canottieri e gli attracchi a cui erano
ormeggiate centinaia di imbarcazioni da diporto. I triestini
erano noti per l'atteggiamento disinvolto verso qualsiasi forma
di lavoro e stress, simile a quello della gente del sud. Con il
mare davanti casa e l'altopiano alle spalle, le possibilit di
svago erano enormi e la qualit della vita alta. Se poi la bora
assicurava un cielo sereno, i pescatori tornavano con il pescato
del giorno e il vino del Carso scorreva a fiumi, non mancava
proprio nulla. Dunque perch mai rovinarsi l'esistenza per
colpa di uno zelo eccessivo o della falsa fede nel progresso di
alcuni? Gli studenti trovavano tutti i bar che volevano, le
barche appartenevano ai loro genitori e non lontano dal centro
c'erano bellissime spiagge.
 In prigione Aristides aveva pensato spesso alle lunghe
estati, quando nelle giornate pi calde apriva il ristorante solo
la sera e i clienti arrivavano a frotte. Assetati e affamati dopo le
ore passate al mare non badavano a spese, e il clima di spensieratezza
faceva dimenticare per qualche ora le difficolt quotidiane
anche ai pi scorbutici. Ma erano cambiate molte cose nei
diciassette anni in cui era stato tagliato fuori dal mondo. Prima
la disoccupazione nel nord-est era pi bassa, arrivava appena al
quattro percento, mentre oggi i giovani erano costretti loro malgrado
a sperare in un lavoro all'estero perch a casa, nella
migliore delle ipotesi, si sarebbero dovuti accontentare di un
impiego precario pagato una miseria. Le guerre nell'area sud-orientale
del Mediterraneo obbligavano alla fuga milioni di persone,
ignare che in Europa sarebbero state per la seconda volta
vittime della politica. Ogni pretesto sembrava valido per ravvivare
posizioni nazionaliste credute superate. Ormai era vietato
fumare nei locali pubblici, l'abbassamento del limite del tasso
alcolemico aveva portato a un sensibile calo nel consumo di
superalcolici, l'iVA era stata aumentata due volte, il prezzo di
benzina e tabacchi era pi che raddoppiato, i negozi cinesi
erano spuntati come funghi, erano cinesi perfino i gestori degli
pseudo ristoranti giapponesi che andavano tanto di moda.
Aristides si era perso innumerevoli cambi di governo, mentre le
chiacchiere sulla crisi della moneta unica peggioravano ulteriormente
la situazione gi tesa. E nella maggior parte dei casi
non capiva l'andamento del mercato. Un motivo in pi per non
presentarsi dal suo ex avvocato, al quale continuava a far recapitare
la posta, ma che di certo per prima cosa gli avrebbe
comunicato la situazione dei suoi vecchi debiti.
 Mentre il gigante barbuto vestito di chiaro si avvicinava a
Campo Marzio scarsamente illuminato un uomo esile gli pass
davanti squadrandolo con diffidenza. Aristides lo riconobbe
subito, ma continu a camminare imperturbabile cercando di
far finta di nulla. Non avrebbe mai pensato che alla vista di
Gasparri si sarebbe sentito il cuore in gola. Il politico lo aveva
gi staccato di un paio di metri, quando all'improvviso si volt
indietro e gli and incontro circospetto.
 Si  perso? domand in tono risoluto lanciando un'occhiata
al cellulare.
 Aristides scosse la testa con un sorriso e prosegu. Sto
cercando il mio cane.  bianco a macchie nere, per caso lo ha
visto?.
 Dai, Tonino, sbrgati cos entriamo. La voce arrivava
dall'altro lato della strada. Sei venuto a piedi?.
Buona serata salut il politico e attravers.
 Sarebbe stato facile spingerlo in acqua e lasciarlo affogare,
pens Aristides cambiando a sua volta marciapiede.
Gasparri era sparito in un locale insieme agli amici. Nelle
ultime settimane il Greco era passato spesso davanti al
Medusa la sera tardi, senza mai fermarsi. Osserv la sala
affollata dalle vetrate illuminate che aveva pagato lui, come il
resto dell'arredamento rimasto quasi invariato. Il bancone
bianco con il ripiano in marmo era ancora lo stesso di quando
aveva inaugurato la trattoria Pesce d'amare. Come allora
Antonio Gasparri si circondava dei suoi sudditi, ai quali di
tanto in tanto ricordava che se la sarebbero passata molto
peggio se non fosse stato per i favori che lui elargiva a destra
e a manca. E come allora il porco circondava con il braccio i
fianchi della proprietaria. Fedora Bertone, la madre del figlio
di Aristides, Dino, che lei gli aveva sempre tenuto lontano e
ora doveva avere ventiquattro anni. Il Greco aveva saputo
che Gasparri le aveva procurato il denaro necessario a rilevare
il locale e trasformarlo in un cocktail bar. Bench Aristides
l'avesse sempre pagata puntualmente e trattata con i
guanti, anche lei lo aveva pugnalato alle spalle testimoniando
contro di lui in tribunale. Tutti si facevano comprare da
Gasparri.
 Fedora apriva solo la sera e chiudeva parecchio dopo la
mezzanotte, finch il brutto tempo non avesse invogliato la
gente a restare a casa. A oriente la luna stava sorgendo sul
Carso e le stelle scintillavano sul mare - di certo il locale si
sarebbe riempito. Aristides aveva visto ci che voleva e raggiunse
la fermata dell'autobus pi vicina. Poco pi tardi scese
in via Baiamonti, fiancheggiata da anonimi condomini costruiti
all'inizio degli anni Cinquanta per i profughi dalla Jugoslavia.
A quei tempi, italiani dell'Istria e della Dalmazia, ma anche
croati e sloveni che non volevano o non potevano vivere sotto
il regime di Tito, si erano riversati a ovest in centinaia di
migliaia.
 La pizzeria nell'ultimo tratto di strada era ancora affollata,
il bar di fronte spense l'insegna proprio in quell'istante.
Aristides, nel suo completo chiaro, si ferm davanti al portone
di uno dei tanti edifci, con decine di nomi rischiarati dalla
luce fioca della pulsantiera. Non ci mise molto a entrare,
sarebbe stato un gioco da ragazzi anche per il ladro pi sprovveduto.
Attravers l'atrio a passo svelto, super le cassette
delle lettere mezze distrutte ed imbocc le scale proprio
mentre arrivava l'ascensore. Nemmeno la porta d'ingresso al
secondo piano rappresent un problema. Un piccolo corridoio
con un attaccapanni, diverse paia di scarpe con il tacco
alto allineate sul pavimento, un minuscolo orsetto rosa di
peluche usato come amuleto o portachiavi. Quando guard il
grande specchio con la cornice dorata immagin Fedora con
tutti i suoi dentoni che si dava l'ultima occhiata prima di
uscire per andare al lavoro, controllando che la gonna fosse
abbastanza corta e la scollatura abbastanza profonda per
distogliere l'attenzione dai prezzi esorbitanti del suo locale,
che tutti i colori si abbinassero e che le piccole rughe intorno
agli angoli di occhi e bocca fossero sparite sotto il trucco,
infine si legava i capelli biondi e indossava il cappotto con il
collo in finta pelliccia. Il Greco era sicuro che al rientro, quasi
all'alba, Fedora restasse in piedi ancora a lungo prima di buttarsi
a letto, mangiando qualcosa e guardando un film dopo
l'altro sulla pay tv, finch finalmente scaricava l'adrenalina ed
era abbastanza esausta da prendere sonno. Un tempo nemmeno
lui andava subito a dormire quando rincasava a notte
fonda dal ristorante.
 L'appartamento era pulito e ordinato. Alle pareti erano
appese fotografie del Castello di Miramare e del golfo di
Trieste al tramonto, che mostravano Fedora abbracciata ad un
uomo pi giovane. Il salotto e la camera erano collegati da una
porta che probabilmente aveva fatto allargare. Pi della met
della stanza era occupata da un enorme divano sul quale
Fedora sarebbe stata comodamente tre volte. Neanche un libro
in giro, in compenso una serie di cataloghi di un'agenzia di
viaggi: Santo Domingo, Thailandia, Canarie, mar Rosso. Il
letto rotondo lasciava a malapena lo spazio sufficiente per passare,
le lenzuola di satin rosa sembravano fresche di bucato.
Foto di famiglia, del padre e della madre. E molte di Dino, il
figlio di Fedora che era anche il suo. Nella pi recente era
rasato a zero, come Aristides al momento dell'arresto. A
quanto pareva anche lui la considerava la soluzione pi pratica.
Aveva un piccolo tatuaggio sul lato sinistro del collo: coltello,
forchetta e cucchiaio. Zia Milli gli aveva detto che il figlio lavorava
da qualche parte oltralpe, Bad Kleinkirchheim, Salisburgo,
Monaco, St. Moritz - non ricordava di preciso.
Aristides aveva immaginato che facesse il cameriere, ma il
tatuaggio lasciava pensare a un cuoco, proprio come lui. Scosse
la testa con un sospiro, Fedora aveva sempre impedito ogni
contatto tra padre e figlio, nonostante fosse rimasta al Pesce
d'amare. Aristides guard le foto pi a lungo di quanto gli
facesse bene, infine ne mise in tasca una piccola di Dino bambino
racchiusa in una cornice d'argento. Una toeletta laccata
bianca con lo specchio ovale accanto alla porta del bagno,
all'interno la lavatrice in funzione ed una vasca con idromassaggio
che riempiva quasi tutta la stanza. Aristides storse la
bocca in un sorriso amaro immaginando Fedora e Gasparri
che sguazzavano nelle bolle. Mancava solo la paperella gialla di
plastica.
 In cucina il tavolino per due persone era dominato da un
gigantesco barattolo di Nutella, un cucchiaio leccato posato sul
coperchio. La candela consumata e i fiammiferi al centro del
tavolo corrispondevano alla concezione di romanticismo tipica
di Fedora. Una bottiglia iniziata di succo di pesca, una di
Coca-Cola da un litro e mezzo, tre di vino rosso forte. Bottiglie
di spumante vuote appoggiate in terra, sullo sgocciolatoio del
lavello due bicchieri sciacquati in fretta, uno conservava
ancora una traccia del rossetto rosa preferito dalla quarantaseienne.
Aristides si infil i guanti in lattice ed apr i pensili.
C'erano stoviglie sufficienti per servire un pranzo di gala ad otto
invitati. Nel frigo quasi vuoto trov una busta di prosciutto
crudo comprata al supermercato, mezzo salame, un vasetto di
yogurt con la copertura di alluminio leggermente bombata,
due limoni rinsecchiti, ketchup, maionese, stuzzichini salati,
qualche spicchio di aglio vecchio e un vasetto aperto di olive
greche a buon mercato. Nello scomparto portabottiglie prosecco,
champagne, Aperol, Campari e vino bianco. Nel freezer
un piatto pronto da scaldare nel microonde: verdure asiatiche
saltate con riso e petto di tacchino. Nella dispensa rinvenne
due pacchi di spaghetti, dei peperoncini essiccati e una vasta
selezione di infusi e tisane: per digerire, per dormire, per rilassarsi
e per stimolare l'intestino. Su quest'ultimo punto Aristides
avrebbe potuto esserle di aiuto.
 Era chiaro che facendo la spesa Fedora Bertone stava
attenta al prezzo e non alla qualit. A casa mangiava giusto un
boccone per tappare lo stomaco dopo aver chiuso il bar e
ancora troppo su di giri per dormire, ma al tempo stesso
troppo stanca per cucinarsi qualcosa di decente. Aristides
selezion gli ingredienti, li riun sul piano di lavoro e si mise
all'opera. Quella notte Fedora avrebbe trovato ad accoglierla
una lauta cena e si sarebbe lambiccata il cervello per capire chi
l'avesse preparata. E, se tutto andava per il verso giusto,
sarebbe stata sufficientemente affamata da divorarla lo stesso.
Anche se ormai il piatto di spaghetti alle olive con prosciutto
croccante e salsa di yogurt al limone profumata all'aglio
sarebbe stato freddo.
 Aristides era nell'appartamento da sette minuti quando
butt la pasta nell'acqua in ebollizione e pass alla salsa. Tir
fuori una fiaschetta dalla tasca interna della giacca e vers
cinque cucchiai di olio di ricino nel barattolo di Nutella,
mescol con cura e lo rimise dov'era, poi svuot il resto nel
succo di pesca. Scol gli spaghetti, li impiatt con eleganza e
termin con la salsa calda, anch'essa addizionata con il drastico
purgante. Soddisfatto apparecchi al posto dove supponeva
che si sedesse Fedora, poi elimin meticolosamente le
impronte ed ogni altra traccia della sua presenza. Ventuno
minuti dopo essere entrato si richiuse la porta alle spalle e
lasci in fretta l'edificio. Risal a passo sostenuto lungo via dell'Istria
per prendere l'autobus fino a piazza Foraggi, dove
con molta probabilit Aahrash stava cucinando una zuppa
pakistana di lenticchie rosse e riso nell'appartamento che
condividevano.
 Aristides dovette aspettare a lungo alla fermata. Dietro di
lui il cimitero centrale si estendeva nell'oscurit, con i suoi
sette appezzamenti assegnati alle singole confessioni religiose a
partire dal 1800. Il secondo in ordine di grandezza dopo quello
cattolico era il settore ebraico, al quale se ne aggiungevano uno
serbo-ortodosso, uno protestante, uno anglicano e uno musulmano.
La madre di Aristides era sepolta nel settore greco-ortodosso,
anche se stando a zia Milli non spiccicava nemmeno
una parola di greco. Al suo ritorno a Trieste Aristides aveva
risistemato la tomba abbandonata, una semplice lapide
accanto al monumento allo scrittore e diplomatico francese
Paul Morand e alla moglie Hlne Chrissoveloni, discendente
di un'illustre dinastia di banchieri. Aveva estirpato le erbacce e
deposto fiori freschi. All'improvviso al suo fianco si era materializzato
il custode che viveva nella casupola all'entrata e,
quando gli aveva chiesto perch accudisse una tomba di cui
nessuno si occupava pi da vent'anni, lui si era limitato a
rispondere che l riposava una persona che conosceva bene.
 La conoscevano bene in tanti aveva commentato ironico
l'uomo. Lei per  troppo giovane, quella donna  sepolta da
cinquant'anni. Pare che non sia stata una bella morte.
La morte non lo  mai.
Come si chiama?.
 Verr spesso finch resto in citt replic Aristides senza
per dire il proprio nome.
 E quanto resta? chiese il custode. Quanto si ferma a
Trieste?.
Parecchio. Aristides gli volt le spalle.

 Dopo il lavoro mi vedo con alcune amiche per un aperitivo
annunci felice Laura quel pomeriggio, telefonando a
Proteo Laurenti nel bel mezzo di una riunione. Stava preparando
il catalogo per una nuova asta: Arturo Nathan, Gino
Parin, Arturo Rietti - tutti pittori triestini di religione ebraica
vittime del nazismo. Mamma  sistemata prosegu. Oggi
Marco non lavora e le prepara qualcosa da mangiare prima di
uscire. Se vuoi che cucini anche per te, chiamalo.
I miei denti funzionano ancora, grazie.
 La suocera prediligeva piatti dai sapori delicati, tendenti
allo scotto. Preferibilmente sotto forma di purea. Malgrado i
problemi di memoria, quando si trattava di scegliere il menu
era talmente attenta che Laura temeva avrebbe preferito
morire di fame anzich toccare qualcosa di diverso da come se
lo aspettava.
 Il commissario gett una rapida occhiata ai presenti e, senza
posare la cornetta, compose un numero. Quando stacchi hai
tempo di bere qualcosa? domand senza annunciarsi n pronunciare
il nome del suo interlocutore.
Un vecchio caso disse poi, come per scusarsi con i colleghi.
 Non sar invece uno nuovo? si inform Marietta che
aveva drizzato inutilmente le antenne e, al pari di una moglie
gelosa, attribuiva al suo capo una relazione extraconiugale
dopo l'altra.
 Allora, avete trovato la macchina? chiese il commissario
guardando Pina. Abbiamo qualche traccia?.
 All'aeroporto, nella corsia di sosta davanti all'area check-in,
targa del Canton Ticino, rubata a Milano una settimana fa.
Nel frattempo ha girato parecchio,  stata usata per una rapina
vicino a Brescia e successivamente per un furto con scasso nel
porto di Marghera, i ladri si sono introdotti in un ufficio spedizioni
e hanno rubato la cassaforte. Questa volta evidentemente
volevano liberarsi dell'auto. L'abbiamo sequestrata. Per
il momento nessuna impronta. In base all'orario i voli probabili
erano quelli per Londra, Tirana, Roma e Monaco, ma i tre
uomini non sono entrati nel terminal, hanno preso un taxi.
Non  stato un tentativo di depistaggio premeditato, lo sanno
tutti che in aeroporto ci sono le telecamere di sorveglianza.
Oppure a loro non importava. L'ispettrice capo sparpagli le
foto sulla scrivania. Il tizio robusto e pelato aveva il bavero
della giacca nera alzato fino al mento, ma si vedeva lo stesso
che era molto giovane. Gli altri due, entrambi con gli occhiali
da sole, sembravano pi grandi d'et e in confronto a lui
davano l'impressione di essere mingherlini. L'autista del taxi
dice di averli lasciati a Gorizia, davanti alla posta centrale in
corso Verdi. Stanno arrivando le registrazioni delle telecamere.
Scommetto che avevano lasciato l un'altra macchina rubata e
cinque minuti dopo hanno superato il confine.
 Oppure delle moto, visto che indossavano il casco. L'autista
 in grado di fornire una descrizione dei tre? domand
Gilo Battinelli.
 Talmente generica che in pratica si adatta a chiunque.
Pina sbuff seccata. Stringendo, sappiamo solo che uno aveva
qualche anno in pi degli altri, che secondo l'autista erano
sulla ventina. Per il resto i tre corrispondono al classico tipo
mediterraneo, qualunque cosa voglia dire. Nella mia famiglia,
per esempio, sono tutti biondi a parte me. Durante il viaggio
non si sono mai rivolti la parola. Le immagini riprese dalla telecamera
mentre uscivano dal palazzo dell'inglese ci aiutano di
pi. Ho diramato un avviso di ricerca, se ne stavano gi occupando
anche i colleghi di Brescia, Marghera, La Spezia e
Ancona.
 Tranne Brescia, le altre sono citt portuali not Battinelli.
Di cosa sono accusati?.
 Rapine e furto con scasso, un caso di lesioni gravi, ricatti
ed estorsioni. Ma erano sempre in due. Quello pi grosso non
c'era. La cosa strana  che abbiamo soltanto le foto. Niente
dati personali. Probabilmente non sono italiani e nemmeno
immigrati con un visto regolare. Gli accertamenti non sono
ancora finiti, ma ormai ci siamo, non ci metteremo molto a
catturarli.
Sempre che non lascino il paese per non tornare pi.
 Tornano quasi tutti, appena si stufano o si sono mangiati i
soldi intervenne Marietta, che non faceva mistero della sua
avversione per gli europei dell'est. A meno che non avessero il
portafoglio gonfio, nel qual caso diventava un'internazionalista
convinta.
 Non illudetevi, anche a Napoli, Caserta e Reggio Calabria
ci sono nuove leve che prima o poi vengono arruolate. Hai
recuperato il fascicolo di Albanese? domand Laurenti
all'assistente.
 Non ti sei accorto delle ragnatele che ho tra i capelli? ironizz
lei.
 In effetti un ritocchino alla ricrescita male non farebbe
gongol Pina, sebbene anche nel suo taglio maschile a spazzola
si fossero insinuati i primi fili grigi.
 Credevo ti ricordassi del Greco continu Marietta
ignorandola.
 Ma non abbastanza del processo che aveva fatto avviare
contro Gasparri e a cui si era appellato per difendersi. Voglio
gli atti. E anche quelli relativi alla morte della madre, se ci sono
ancora. Si parla di oltre cinquant'anni fa. Be'? Non guardatemi
come se il mondo avesse iniziato a girare solo da quando siete
nati voi protest Laurenti. Pina e Gilo, voi due non eravate
nemmeno nei progetti dei vostri genitori quando la madre di
Albanese  stata uccisa da un cliente. E tu, Marietta, bagnavi
ancora il letto, se mi perdoni l'espressione.
 Figrati. Nel 1966 portavo davvero i pannolini. Dove vuoi
arrivare?.
 Se avessi passato quasi un terzo della mia vita in galera
per colpa di qualcun altro mi girerebbero parecchio. Voglio
semplicemente capire cosa sta succedendo. Tutto qua. Escogiter
un pretesto per avvicinare Albanese senza che si
insospettisca.
 E comunque nel 1999 ero abbastanza grande da ricordarmi
delle lotte per il porto.
 Perch, non continuano forse anche oggi? replic Battinelli.
 all'ordine del giorno che le vecchie cricche tramino
per stroncare sul nascere ogni forma di progresso. Sono sicuro
che ci guadagnano se va tutto a rotoli. I veneziani o gli sloveni
li ricompenseranno a dovere.
 Chi lo dice, Gilo? E quali sarebbero questi poteri forti di
cui non si fa che parlare? Sono solo leggende messe in circolazione
per addossare a misteriose regie occulte la responsabilit
della letarga della gente ribatt Laurenti. Se hai delle prove,
avanti, tirale fuori, cos mettiamo fine a questa storia una volta
per tutte. Ma se invece non ce le hai, evita di fare illazioni che
non puoi dimostrare. Per lo meno fuori dalla questura. Ricrdati
che ci vuole poco a beccarsi una denuncia per calunnia e
diffamazione. Cosa  successo nel 1999, Marietta?.
 Furono sabotati gli approdi del terminal container in
gestione a un consorzio anglo-olandese. Volevano investire per
ampliare il loro giro di affari. Erano giunti a un accordo con
l'autorit portuale, e poco prima che venisse firmato il contratto
di concessione  esplosa una bomba nell'ascensore nella
palazzina degli uffici. A quel punto la faccenda era diventata
troppo rischiosa e si sono ritirati. In sguito l'allora presidente
non fu riconfermato.  stato l'ultimo professionista serio che
abbiamo avuto. Chi  arrivato dopo di lui, lo sappiamo tutti.
Forse a qualcuno verranno i sudori freddi ora che i tempi
stanno cambiando....
 Un rinomato giornalista aveva documentato attraverso una
lunga inchiesta suddivisa in pi parti l'intreccio di decisioni e
influenze imperscrutabili che per decenni era riuscito a impedire
ogni crescita facendo il gioco della concorrenza. Erano
stati ostacolati bandi, e l'ufficio del presidente dell'autorit
portuale si era riempito di persone volenterose ma digiune del
mestiere, mentre i pochi esperti rimasti venivano cacciati l'uno
dopo l'altro. Adesso, per la prima volta in quindici anni, tirava
un vento nuovo, le costellazioni politiche non erano pi le
stesse. Tuttavia esisteva ancora il pericolo che i vecchi poteri
tornassero alla carica prima che le nuove strutture fossero
abbastanza consolidate da non poter pi essere rovesciate.
 Stai forse sostenendo che  questo il movente dell'omicidio
dell'armatrice? chiese Gilo a Marietta, interrompendola.
Le grandi aziende sono legate al management, non al
proprietario. Considerando tutti i soldi che aveva, penserei
piuttosto a una rapina o a un tentativo di sequestro finito
male.
 Contrariamente a te, io non sostengo un bel niente lo
fredd la collega con un sorrisetto cattivo.
 Le allusioni non sono tanto meglio. Questa Maggie Aggeliki
era una donna giovane, che aveva ereditato la societ dal
padre. Voleva investire nel porto e concentrare a Trieste le
sue attivit nel Mediterraneo. Almeno cos hanno scritto i
giornali.
 E voi credete sul serio a macchinazioni e teorie del complotto?
Qui al nord? Capisco in Calabria, dove sono cresciuta
io. Lo sanno tutti che il porto di Gioia Tauro  comandato
dalla 'ndrangheta. Ma quass non ci credo assolutamente.
Pina Cardareto tent di chiudere il discorso.
 Per devi ammettere che gli elementi raccolti finora avvalorano
l'ipotesi di un sicario obiett Battinelli.
 Quando arrivano i rapporti del medico legale e della
Scientifica? domand Laurenti. Se risulta che la donna 
stata spinta dal balcone, nemmeno qui  tutto rose e fiori come
crede lei, Pina.
 Significa che non sospetti pi del Greco anche se  stato
visto sulla scena del crimine? Negli atti  documentato che 
incline ad azioni violente replic Marietta senza guardare il
commissario, attorcigliandosi assorta una ciocca corvina
intorno all'indice.
 Significa soltanto che  ancora tutto da stabilire. E tra
parentesi il Greco non  greco. Solo la madre era per met di
origini greche, ma anche lei era nata qui.

 Negli anni in cui Aristides Albanese riscuoteva i primi successi
nel mondo della ristorazione la famiglia Laurenti doveva
fare economia per riuscire a mantenere tre figli con uno stipendio
da ispettore capo. A quei tempi Proteo aveva sentito
parlare della trattoria del Greco, ma non c'era mai stato. Le
guide gastronomiche sui migliori ristoranti della citt avevano
osannato il locale del giovane cuoco, e i rampolli di buona
famiglia erano entusiasti della freschezza degli ingredienti e
delle ricette che, pur richiamandosi alla tradizione, finalmente
sapevano rivisitarla. Ormai chi svolgeva pi lavori manuali che
permettevano di digerire la pesante cucina delle nonne? Solo i
vecchi, a quanto pareva. E loro sostenevano che dal Greco si
mangiava solo moussaka con troppa besciamella o arrosto di
montone fibroso e annegato nell'olio, bench il menu non proponesse
n l'una n l'altro. Aristides serviva pescato fresco del
golfo ed era riuscito a fare in modo che i suoi fornitori di
fiducia iniziassero le consegne da lui. Sperimentava con le
spezie, gli abbinamenti e i tempi di cottura. Poteva sembrare
assurdo, ma perfino il fritto misto l era pi leggero. Pi i
vecchi screditavano le sue innovazioni pi i giovani affluivano
al Pesce d'amare.
 All'epoca dei fatti a Laurenti era sfuggito che dopo la condanna
di Albanese il locale era stato rilevato da Fedora Bertone.
E fino a oggi non sapeva nemmeno che i due avessero un
figlio. Non frequentava il bar di Fedora. Il Medusa era uguale
a tanti - troppi - altri locali in citt. Soprattutto, per, il commissario
evitava la clientela che lo bazzicava. Non voleva n
che Antonio Gasparri e compagnia conoscessero le sue abitudini
n che i loro rapporti andassero oltre il semplice buongiorno
e buonasera. Per i suoi gusti erano troppo ansiosi di
farsi amico chiunque un giorno potesse mettere loro i bastoni
tra le ruote.
 Quella sera per accett l'invito dell'amica Linda Barbagallo,
in assoluto la persona pi informata su quanto succedeva
a Trieste, compreso quello che non faceva notizia.
L'attraente cinquantenne lo accolse scoccandogli un bacio
sulla bocca e subito dopo gli pass le dita sulle labbra per
togliere il rossetto.
 Cipolla, aglio? domand. E io che speravo volessi concederti
una scappatella.
 Scusa, ma non mi reggevo in piedi dalla fame. Per chi
commette un crimine all'ora di pranzo dovrebbe essere prevista
la pena di morte. Lungo il tragitto Laurenti si era fermato
con lo stomaco che borbottava in un fast food turco,
dove aveva trangugiato un piatto di kebabe riso e bevuto una
Coca-Cola. Non aveva ancora digerito le cipolle e la salsa allo
yogurt.
 Nel bar trovarono posto su una panca imbottita ad un tavolino
in una nicchia, non lontano dal bancone. I clienti erano
pochi, il grosso sarebbe arrivato dopo cena. Rifiutarono la
carta dei cocktail e ordinarono una bottiglia di spumante del
Carso a una giovane cameriera con accento dell'est e una
gonna striminzita quanto lo stipendio che presumibilmente
prendeva. Fedora Bertone serviva al banco. Aveva rivolto un
caloroso saluto a Linda e un rapido cenno della testa a Laurenti.
Non aveva certo dimenticato che dopo la morte della
guardia giurata aveva interrogato anche lei in qualit di testimone
e l'aveva accusata di mentire, facendola quasi scoppiare
in lacrime. I suoi metodi erano valsi al futuro commissario una
solenne strigliata da parte del procuratore. Da allora per la
donna non lo aveva pi incontrato. La maggior parte dei triestini
lo conosceva solo dalle foto sul giornale.
 Linda, invece, era la confidente personale di una grossa
fetta delle signore del ceto medio-alto. Le clienti occupavano a
intervalli regolari le poltrone del suo salone di bellezza in corso
Italia e davano libero sfogo alla parlantina. Per lavaggio, taglio,
colore, piega, sopracciglia, manicure, peeling, depilazione ed
epilazione sborsavano somme a tre cifre e durante i trattamenti,
che spesso si prolungavano per ore, si scambiavano una
miriade di informazioni su quanto accadeva in citt, dalle cose
importanti a quelle trascurabili. Nel frattempo le numerose
ragazze che lavoravano nel salone le coccolavano con una
coppa di champagne. Se Linda e il commissario avessero unito
le rispettive conoscenze probabilmente il tenore della cronaca
cittadina sarebbe cambiato, per non si frequentavano pi
molto. Anni prima, quando Laura aspettava  terzo figlio, avevano
intrapreso una relazione saltuaria, terminata bruscamente
quando Linda si innamor di un notaio e convol a nozze.
Quattro anni dopo era una facoltosa divorziata e flirtava
ancora volentieri con Proteo.
 Ho sentito di quella povera donna che si  gettata dal
balcone in via Dante esord. Sembra impossibile che anche
le persone cos ricche abbiano un motivo per togliersi la
vita.
 Noi non pensiamo a un suicidio rivel Laurenti, senza
meravigliarsi che l'identit della vittima, ufficialmente tenuta
segreta, avesse gi fatto il giro di Trieste.
Un incidente?.
 Non ha lasciato un messaggio d'addio od altre indicazioni
che facciano supporre un gesto estremo. Inoltre in zona sono
stati visti alcuni uomini poco raccomandabili. Volevo parlarti
di uno di loro, magari te lo ricordi.
 Sto morendo dalla curiosit. Linda, seduta dritta e composta
come un'elegante gatta di razza, gli aveva posato una
mano sul braccio. Al contrario di quelle delicate delle clienti le
sue erano forti e le unghie senza smalto. E diversamente dalle
signore della buona societ aveva i capelli corti, che mettevano
in risalto il suo profilo e le portavano via poco tempo.
Una volta questo locale era suo.
 Il Greco? esclam la donna a voce un po' troppo alta per
la sorpresa.  uscito di prigione?.
  tornato da tre mesi e cucina i pasti nella comunit di don
Alfredo. Non lo riconosceresti.
  una bella cosa. A quel povero parroco gliene dicono di
tutti i colori. Dovresti sentire i commenti delle mie clienti. E
proprio qui a Trieste, dove nel dopoguerra hanno trovato una
nuova patria quasi centomila esuli dall'Istria, da Fiume e dalla
Dalmazia. La gente, appena se la passa bene, dimentica il proprio
passato.
 Interruppero il discorso quando Fedora Bertone serv lo
spumante. Il suo sorriso era tanto largo quanto falso, e Laurenti
si chiese se per caso avesse sentito l'esclamazione di Linda
e per questo fosse andata di persona al loro tavolo.
 All'epoca lo hai interrogato, no? domand la donna
appena furono di nuovo soli.
 Ho interrogato tutte le persone coinvolte nel caso. Anche
la Bertone, che lavorava per lui come cameriera. All'inizio ero
convinto che Albanese avesse agito per legittima difesa, ma le
dichiarazioni dei testimoni erano talmente inequivocabili che
non ho potuto fare nulla. In pi il procuratore mi ha proibito
di convocarli di nuovo,  stato categorico.
E tu non ti sei imposto.
Me lo rimprovero ancora oggi.
Avresti potuto cambiare qualcosa?.
 Laurenti si strinse nelle spalle. L'avrei scoperto solo se ci
avessi provato.
 Sua zia  stata una delle prime a venire da me, lo sapevi?.
Sulla bocca di Linda si disegn un sorriso enigmatico.
Lasciami fare due conti. Ho aperto il salone a venticinque
anni, lei doveva aver passato da poco i cinquanta. Ma anche a
quell'et guadagnava ancora bene offrendo i suoi servizi. Raccontava
spesso le manie dei clienti, e tutte le donne che in quel
momento non erano sotto il casco pendevano dalle sue labbra.
A volte mi chiedo a quante di loro sia capitato di riconoscere il
marito nelle sue descrizioni.  ancora viva? Saranno almeno
dieci anni che non la vedo.
 Quale zia?. Laurenti ricordava che quando la difesa
aveva parlato dell'infanzia difficile di Albanese aveva nominato
solo la madre.
 La chiamavano Milli. Ma non era parente del Greco, si 
occupata di lui dopo la morte della madre e lo ha cresciuto.
Non l'hai interrogata?.
 Laurenti scosse in silenzio la testa. Cinque persone sotto
l'effetto di qualche sostanza, tre uomini e due donne sui cinquantacinque
anni, entrarono nel locale sfoggiando un buonumore
che rasentava l'eccitazione isterica e si accomodarono al
tavolo vicino al bancone. Il commissario le conosceva tutte e si
gir dall'altra parte.
 Quello laggi ha un fratello pi vecchio di sedici anni, un
avvocato spieg Linda indicando Gasparri seduto di schiena.
 La proprietaria salut il gruppo distribuendo baci e senza
minimamente scomporsi quando il politico allung le mani.
Rise a una sua battuta, poi chiese se prendessero il solito.
 Se non sta attenta un giorno o l'altro morde la guancia a
qualcuno.  sempre stata una mezza fraschetta. Gli occhi di
Linda seguirono la donna che preparava i drink. Ha un figlio
grande, non si sa di preciso chi sia il padre. Anche lui va molto
d'accordo con Gasparri, ma a giudicare dalla statura non pu
essere suo figlio.  un ragazzo alto e ben piantato, rasato a
zero. Lavora come cuoco da qualche parte sulle Alpi e finita la
stagione torna per dare una mano al bar.
 Non sarebbe il primo a non conoscere il padre comment
Laurenti. Bella gente, non c' che dire.
 Il fratello di Gasparri, l'avvocato, era un cliente fisso di
Milli, come del resto il padre prosegu Linda. Quella donna
non dava molto peso al segreto professionale. Raccontava che
gli piaceva essere sottomesso, la pregava di umiliarlo e frustarlo,
come se volesse essere punito per qualcosa. E Milli lo accontentava
senza problemi. Era anche un fan dell'asfissia erotica
per avere un orgasmo pi intenso, ma lei si  sempre rifiutata.
Non voleva correre rischi prendendosi simili responsabilit.
 Saggio da parte sua. Ogni tanto durante questi giochetti ci
scappa il morto. L'ultimo quattro anni fa, un pazzo che si 
impiccato da solo ed  stato ritrovato settimane dopo. In casa
aveva una quantit industriale di gas esilarante, se non altro la
dipartita  stata allegra.
 Ognuno si diverte come pu. Conosci gli altri al tavolo di
Gasparri?.
 Le due donne non sono tue clienti? La rossa si chiama
Claudia Nemech e ha un buon posto nel consiglio regionale. 
responsabile della distribuzione dei contributi, finisce spesso
sui giornali perch pare favorisca gli amici assegnando sovvenzioni
senza bando, mentre le iniziative dell'opposizione
restano senza fondi. Evidentemente gode di qualche protezione
politica. Quello accanto  il marito, ha un impiego simile.
Insieme guadagnano soldi a palate lavorando sei ore al giorno.
La finta bionda con la minigonna lavora in una delle banche in
piazza della Borsa, e l'ultimo era un responsabile dell'azienda
municipalizzata, lo hanno mandato in pensione da un giorno
all'altro. Corre voce che abbia acquistato numerosi appartamenti
in piazza della Valle con il capitale della societ, ma non
ti so dire se sia stato processato od anche solo denunciato. Dove
eravamo rimasti?.
 Ti avevo chiesto se avevi interrogato la zia Milli. Almeno
come teste a discarico.
 C'erano dodici deposizioni che dichiaravano tutte la
stessa cosa, quasi parola per parola. Sarebbero bastate a incriminare
chiunque. E Aristides non ha mai negato di aver spedito
all'altro mondo la guardia giurata. Ha solo sostenuto di
aver agito per legittima difesa, affermazione confutata in
blocco dai testimoni. Per in aula era presente una donna che
quando  stata letta la sentenza ha lanciato un urlo. Poteva
essere Milli.
 Non sar difficile risalire al nome vero. In quegli anni gli
ambienti legati alla prostituzione finivano regolarmente in
prima pagina. Domanda a qualche ex giornalista del Piccolo.
 E Milli ti ha raccontato anche come  morta la madre di
Aristides?.
 Santo cielo, Proteo! Invece di corteggiarmi un po' mi tratti
come se fossi un'informatrice. Perch non rovisti nel vostro
archivio? Comunque, lui aveva quattro anni, andava appena
all'asilo e l'ha trovata in un lago di sangue. Era ancora giovanissima,
 rimasta incinta appena maggiorenne. Il colpevole
non  mai stato catturato, Milli per diceva che era particolarmente
richiesta nelle alte sfere per il suo aspetto da ragazzina.
 Prima in Sacchetta ho visto un tizio strano vestito di
chiaro. La voce di Gasparri si sentiva in tutto il locale.
Capelli lunghi fino al sedere e barba fino alla pancia. Se
avesse portato a spasso un cane non lo avrei nemmeno notato,
ma cos, che vagava solo e senza meta... Lo segnaler alla questura,
c' anche troppa gentaglia in questa citt. Meglio se si
sentono tenuti d'occhio. Tanto per precauzione. Non vogliamo
straccioni nelle nostre strade.
 Di colpo i compagni iniziarono a parlare tutti insieme cercando
di sovrastarsi a vicenda, ognuno di loro si era imbattuto
in quel tipo. Laurenti e Linda rimasero in silenzio per un
attimo e si guardarono intorno in cerca di un angolo pi tranquillo,
ma non c'erano posti liberi.
 Hai trovato il Poeta, Bruno? domand Tonino Gasparri
riconquistando all'istante l'attenzione generale.
 Guidoni, l'uomo che aveva perso il lavoro per appropriazione
indebita ma se l'era cavata con il pensionamento anticipato,
scosse la testa. Sono passato da lui, deve essere successo
qualcosa. Gli sbirri hanno messo i sigilli alla porta. Spero solo
di non avere rogne perch lo facevo dormire nel sottotetto per
piet. Una vicina mi ha raccontato che verso l'ora di pranzo un
uomo  stato caricato su un'ambulanza.
E il Greco?.
 Figuriamoci, il Poeta lo avr visto sul fondo della bottiglia.
Al diavolo anche lui. Nuovo coro di risate isteriche.
 Avvisatemi se lo incontrate aggiunse Gasparri quando si
calmarono. Anche se non credo che si fermer a lungo. La
citt non  pi quella di una volta.
 Linda si accost a Laurenti, pos il braccio sulle sue spalle
e gli accarezz il collo. Accidenti, si direbbe che abbiano una
gran paura di lui bisbigli all'orecchio del commissario.
 Il Greco non pu avere molti contatti prosegu Guidoni,
ma il Poeta giura che  andato da lui, quindi in qualche modo
lo ha trovato. Non mi ha detto cosa voleva, dalla voce aveva
bevuto a sufficienza per tre giorni. Affari suoi. Qualcuno vuole
venire allo stadio con me domenica? Ho dei biglietti
omaggio.
 Parlavamo di sua madre disse Laurenti cercando di
riprendere il filo del discorso. Oggi Aristides ha cinquantaquattro
anni.
Deve essere stato un vero trauma. Abitavano in Cavana.
 Data la sua vicinanza al porto il quartiere nella citt vecchia
oggi tirato a lucido, con i suoi vicoli suggestivi e gli innumerevoli
locali, era il ritrovo della gente di mare che frequentava i
bordelli della zona.
 Fino al 1958 le case di tolleranza erano legali comment
Laurenti. Dopo di che la gente si  arrangiata da qualche altra
parte, in albergo, in macchina o in un angolo buio. Un disastro.
E pensare che nelle intenzioni della senatrice socialista che le
ha abolite doveva essere un modo per impedire lo sfruttamento
delle donne. Invece hanno continuato a essere sfruttate,
per giunta senza pi un minimo di garanzia e rispetto delle
norme igienico-sanitarie.
I politici sono sempre stati incompetenti.
Alla fine gli unici felici sono stati i bigotti.
 A certa gente non  mai importato niente se una di quelle
ragazze moriva. Nemmeno ai clienti abituali come il fratello di
Gasparri. Milli mi ha detto che lei e Melani non avevano neppure
un protettore. Si guardavano le spalle l'una con l'altra e
ricevevano solo a casa. Su richiesta anche insieme, ma la maggior
parte degli uomini non ce la faceva con tutte e due rise
Linda. Molti volevano solo parlare. Non di sesso, di qualunque
cosa. E pagavano regolarmente. Cosa c'entrano queste
vecchie storie con l'inglese morta?.
 Ancora non lo so, Linda. Qui dentro c' un fracasso
infernale.
Vieni da me, Proteo?.
Non so ancora neanche questo sorrise lui.
 Mentre Laurenti pagava il conto Tonino Gasparri si volt
verso di loro con aria noncurante. A quanto pare ha per le
mani un'indagine che le sta molto a cuore, commissario. Credevo
che per divertirsi andasse oltre confine, si corrono meno
rischi di essere scoperti. O per caso sua moglie si  finalmente
decisa a lasciarla?.
 Vedo che se ne intende di tradimenti, Gasparri ribatt
Laurenti con un sorriso. Dovrebbe scrivere un libro.
...
Costruire il futuro.

 Cento anni di galera. Se si sommava il tempo trascorso
in carcere da Aristides, Aahrash e i cinque validi aiutanti
che li affiancavano nei lavori si arrivava ad un
secolo buono. Avevano a disposizione appena venti metri
quadri per ricavare la sala e la cucina, pi i bagni e un magazzino
che ufficialmente non esisteva ed era sfuggito al tecnico
del catasto.
 Il primo del mese successivo si avvicinava a passi da gigante,
e il proprietario - un gentile vecchietto che viveva da solo e a
cui apparteneva l'intero palazzo all'angolo di largo Piave -
aveva consegnato loro le chiavi perch potessero iniziare ad
allestire il locale. Da quasi dieci anni la crisi economica metteva
in ginocchio le piccole aziende finanziariamente deboli, e gli
spazi commerciali sfitti aumentavano mano a mano che ci si
allontanava dalle strade pi frequentate, cos Aristides era riuscito
a spuntare un affitto basso. La posizione era strategica: a
un centinaio di metri dal mastodontico tribunale in cui era
stato condannato, che incombeva sul centro della citt con la
sua mole minacciosa, e intorno una profusione di studi legali,
medici forensi e notai, la sede della RAI, ambulatori, una farmacia,
un'agenzia interinale e l'ufficio di un temuto politico -
tutti avrebbero speso i loro soldi da lui. Sciacalli dorati, li chiamava
tra s da quando aveva letto che erano animali opportunisti,
che cacciavano in branco e si avventavano sulle prede pi
facili. I poliziotti e gli agenti della penitenziaria non erano
ricchi, ma ci sarebbe stato qualcosa anche per loro. E ai numerosi
esercizi commerciali intorno alla piccola piazza non mancava
certo il lavoro. Negozi di frutta e verdura, una norcineria,
una pescheria ben fornita, panifici, supermercati e, a pochi
passi di distanza, anche un bar con uno dei servizi migliori di
Trieste, che si chiamava semplicemente X.
 Nei tre mesi precedenti Aristides aveva seguito tutti i corsi
obbligatori, gli mancava soltanto l'attestato dell'ufficio d'igiene,
per quello doveva aspettare di aver terminato i lavori.
Per i progetti che aveva presentato erano stati accettati. Per
facilitare lui e Aahrash, don Alfredo aveva messo in moto i suoi
contatti tra le autorit competenti superando senza problemi
gli ostacoli burocratici. Il parroco aveva fatto leva sul reinserimento
di due detenuti che avevano pagato il loro debito e nella
sua comunit avevano dato prova del loro talento mettendolo
umilmente a servizio del prossimo.
 Dei venti metri quadri totali sei se ne andavano tra fuochi e
bancone. Dai cinque posti a sedere sull'altro lato, i clienti avrebbero
potuto vedere i cuochi all'opera davanti a loro. Lungo la
parete di fronte erano sistemati tre tavoli alti da bar con gli sgabelli.
Potevano ospitare fino a quindici persone contemporaneamente,
che magari sarebbero state un po' strette, ma avrebbero
mangiato in fretta. Non dovevano prendersela troppo comoda,
in modo da liberare il posto per chi aspettava fuori. Per il caff
c'era uno dei tanti bar vicini. E a primavera avrebbero aggiunto
anche quattro tavolini sull'ampio marciapiede.
 Per prima cosa avevano dipinto l'insegna sulla facciata con
il nome Avviso di garanzia, e sulla grande vetrata era gi
annunciata l'offerta basata sugli ingredienti di stagione: piatti
freschi, saporiti ed espressi. I prezzi erano incredibilmente
bassi, la data dell'inaugurazione, fissata per il primo dicembre,
campeggiava a grandi lettere. In prigione Aristides aveva
comprato di tasca propria montagne di libri dedicati all'eccezionale
variet della cucina italiana e mediterranea fino al
Medio Oriente. Nel corso degli anni aveva potuto sperimentare
in abbondanza ai fornelli del Nostalgia. E la clientela
esterna lo aveva ripagato del suo impegno. Grazie al risalto
dato dai media all'iniziativa del carcere, con il tempo la lista
delle prenotazioni era diventata sempre pi lunga. Il locale
aveva ricevuto un giudizio positivo anche da una rinomata
guida gastronomica, ma senza una valutazione espressa in
punti. Per motivi di ordine sociale, a quanto pareva. Aristides
per era convinto che dipendesse piuttosto dalle pressioni dei
ristoratori della zona, invidiosi del suo successo. Con tutta la
concorrenza che c'era, ci mancava solo che ci si mettessero
anche i delinquenti. A ogni modo i notevoli incassi del
Nostalgia spazzarono via ogni eventuale dubbio dell'amministrazione
penitenziaria. Verso la fine del suo periodo di carcerazione
Aristides aveva ottenuto addirittura il permesso di
uscire per qualche ora due volte alla settimana e fare la spesa
di persona. Spesso aveva convinto l'agente della polizia giudiziaria
che lo accompagnava a dare un'occhiata a bar e ristoranti
lungo il tragitto. Ogni tanto gli capitava perfino di domandarsi
se sarebbe arrivato dov'era adesso anche senza il tempo passato
in prigione. Pensiero che scacciava all'istante appena si
ricordava quanti anni aveva.
 Nel nuovo locale voleva portare avanti la stessa concezione
del Nostalgia, ma ci avrebbero lavorato soltanto lui e Aahrash.
A fine giornata avrebbero comprato a prezzi vantaggiosi tutto
ci che i negozianti di generi alimentari al dettaglio non avevano
venduto o fatto incetta nei supermercati dei prodotti che
il giorno dopo non sarebbero pi potuti stare sugli scaffali
perch avevano superato la data di scadenza. Un bravo cuoco,
predicava di continuo Aristides, era capace di preparare un
buon piatto con qualunque ingrediente, purch fosse di qualit.
I consumi non sarebbero stati troppo elevati perch di
sera, quando la gente tornava a casa dopo il lavoro, avrebbero
chiuso anche loro. Il grosso del fatturato dovevano farlo a
pranzo. Nel pomeriggio, mentre organizzavano il menu per il
giorno dopo, avrebbero venduto al massimo qualcosa di
pronto a chi voleva cenare davanti alla tv.
 Aristides era corso in largo Piave direttamente dalla comunit,
subito dopo aver lasciato ad Aahrash le consegne per il
pranzo. Due dei cinque ex detenuti che si occupavano dei
lavori li aveva conosciuti da don Alfredo, gli altri tre li avevano
portati loro. A intonacare e verniciare le pareti avevano fatto
presto, il bancone invece continuava a dare problemi e non era
ancora pronto, perci per montare i fuochi Aristides si era
rivolto a dei professionisti, anche se costavano di pi. Stoviglie
e bicchieri li aveva ottenuti a buon prezzo da un grossista del
settore, comprando una giacenza di magazzino. Aveva rinunciato
alla lavastoviglie usata: lavare i piatti era compito di
Aahrash, che per il resto doveva solo prendere le comande, servire
ai tavoli e incassare il conto - oltre a preparare la linea
prima dell'apertura. Non avrebbero proposto pi di otto piatti
a rotazione, e anche la scelta delle bevande sarebbe stata contenuta:
due tipi di vino, un bianco e un rosso, acqua minerale,
succhi di frutta e t. Aristides beveva alcolici solo di rado,
Aahrash mai. Il primo perch in prigione era guarito da tutte
le dipendenze, e l'altro perch la sua religione glielo proibiva.
 Verso l'ora di pranzo, quando Aristides guard fuori, code
di macchine erano ferme ai semafori e il viavai di gente era
aumentato. Gli avvocati saltavano agli occhi perch erano
vestiti tutti uguali: gli uomini in abito antracite, camicia chiara
e cravatta sobria, le donne in tailleur. E con l'immancabile
borsa portadocumenti rigonfia, che a seconda del caso appena
dibattuto era cos pesante da sbilanciarli leggermente di lato.
Anche lo stile dei poliziotti in borghese si differenziava unicamente
in base al grado: jeans, scarpe da ginnastica, maglione o
camicia mal stirata e giacchetto per gli agenti, a prescindere dal
sesso, mentre i superiori - generalmente uomini - prediligevano
i completi o lo stile casual chic, barba fatta e capelli in
ordine. A ogni casta la sua divisa.
 Aristides riconobbe uno dei poliziotti appena si ferm sul
marciapiede a studiare la scritta sulla vetrata. A giudicare
dall'abbigliamento Laurenti doveva essere stato promosso. La
pettinatura era ancora la stessa, ma adesso i capelli neri erano
striati di grigio. In compenso era rimasto curioso come un
tempo. Buss alla porta aperta, e gli uomini smisero di lavorare.
Anche loro sapevano distinguere uno sbirro a un chilometro
di distanza.
 Scusate disse Laurenti guardandosi intorno finch vide il
cuoco, come sempre in abito chiaro di seconda mano con le
bacchette ed il cucchiaio che spuntavano dal taschino. Venderete
kebab, hamburger o cibo asiatico?.
 Oh, Madonna si scandalizz Aristides. E perch non
sushi, pizza e alette di pollo? Le do un indizio: neanche insalate
e prosciutto cotto con il cren. Le viene in mente altro?.
 Polmoni di mare, per esempio. Oppure frattaglie. Cervello,
rognone, milza, cuore, fegato. Tutto quello che abbiamo
dentro.
 O magari testicoli di toro, creste di gallo, orecchie di
maiale e zampe di gallina? Pensandoci bene, potrebbe essere
capitato nel posto giusto. Da dove viene?.
Sono cresciuto a Salerno.
 Allora che ne dice di totani con patate e gnocchi alla
sorrentina?.
Laurenti sollev le sopracciglia. Ci sto. Quando aprite?.
 Quando ha letto sulla vetrina. Il primo dicembre, tra due
settimane. Venga a trovarmi.
Ci rivedremo di sicuro. In bocca al lupo.
 Aristides rimase sulle sue. Se un poliziotto diceva che vi
sareste rivisti non sempre era di buon auspicio. O il commissario
intendeva semplicemente prenotarsi per l'inaugurazione?
Di certo non lo aveva riconosciuto.

 Pina e Gilo stanno smantellando non so quale appartamento
annunci Marietta appena il capo entr in anticamera.
Come  andata dal procuratore?.
 Continua a detenere il record mondiale di luna storta ed 
di nuovo in crisi d'identit. Laurenti arrivava dritto dal massiccio
edificio del tribunale che ospitava anche gli uffici della
procura. Scoglio  fuori di s, il procuratore generale non l'ha
informato subito e secondo lui avrei dovuto farlo io. Mi ha
accusato di essere sleale, neanche fosse colpa mia se l'armatrice
era una persona in vista e il suo superiore ha deciso di occuparsi
personalmente della faccenda e gli sta con il fiato sul
collo. Come sempre ha cercato di rifarsela con me assillandomi
perch i tre uomini con l'auto rubata non sono ancora stati catturati.
E quando ha visto la foto del Greco ha perso le staffe,
bench non lo avesse nemmeno riconosciuto finch non ho
pronunciato il suo nome. Ha fatto il diavolo a quattro perch
non lo avevo arrestato e interrogato. Se viene a sapere che sta
aprendo un ristorante a cento metri dal tribunale  la volta
buona che d definitivamente di matto e grida alla persecuzione.
Mi ci  voluta tutta la mia caparbiet per convincerlo
che dobbiamo concentrarci su questi tre tizi e scoprire chi
sono. Albanese non ci scappa, sempre che sia coinvolto davvero
nell'omicidio dell'armatrice e non abbia solo avuto la sfortuna
di trovarsi l per sbaglio.
 Laurenti e il procuratore si conoscevano da una trentina
d'anni, da quando entrambi erano agli inizi. Avevano fatto
esperienza in maniera quasi parallela, e nella maggior parte dei
casi in una simbiosi costruttiva, diventando esperti dei crimini
di frontiera legati al traffico di esseri umani, armi, droga, spionaggio
industriale, indebita percezione, speculazione edilizia,
riciclaggio di denaro sporco, societ fantasma, furto di opere
d'arte ed altri settori della criminalit organizzata. Ma non avevano
mai stretto amicizia, nonostante spesso i figli scorrazzassero
insieme per la citt fino all'alba e in pi di un'occasione
avessero dovuto liberarli dalle grinfie dei colleghi. Qualche
anno prima i due giovani teppisti avevano perfino messo su
una piantagione di cannabis in un terreno abbandonato vicino
casa dei Laurenti. Da allora, nel suo rapporto con il procuratore,
il commissario era sicuro solo di una cosa: non lo avrebbe
pugnalato alle spalle, per quanto vanit e ambizione smodata
creassero una miscela esplosiva. E continuava ancora a chiedersi
come mai all'epoca Scoglio si fosse accanito con tanta
veemenza sulla colpevolezza di Aristides Albanese, impedendo
in ogni modo a lui di mettere alle strette i dodici testimoni.
Che anche il procuratore si fosse lasciato comprare da
Gasparri? Laurenti era ancora arrabbiato con se stesso per non
avergli tenuto testa. Il dubbio che il Greco potesse essere stato
accusato ingiustamente non aveva mai smesso di tormentarlo.
Un ristorante? chiese Marietta. Dove?.
 In largo Piave. Forse chiamarlo ristorante  un po' eccessivo,
 un bugigattolo. Se ti va facciamo un salto
all'inaugurazione.
 Sempre se non devi arrestarlo prima osserv l'assistente
con un sorriso tirato.
Dove hai detto che sono Pina e Gilo?.
 In piazza della Valle. Stanno effettuando una perquisizione.
Un uomo  deceduto in ospedale.
 Se dovessimo perquisire casa a tutti quelli che non superano
la notte in ospedale....
 Evidentemente alcuni elementi fanno pensare che non si
sia trattato di morte naturale. Come al solito Pina  stata di
poche parole, quindi chiedi a lei. Io per ho recuperato gli atti
sulla madre del tuo amico e spulciato il fascicolo sulla guardia
giurata uccisa.
Bossi, se ricordo bene.
 Olindo Bossi, per l'esattezza. Ed  saltata fuori una cosa
che ti interesser parecchio. Trovi un appunto sulla tua
scrivania.
 Se va avanti cos addio pranzo anche oggi. Preparami un
caff, per favore, poi vieni di l e raccontami tutto, visto che
hai gi letto la pratica.
 In ufficio il commissario sfogli i giornali. Riportavano la
notizia di un suicidio in via Dante, ragion per cui il restauro della
statua di Umberto Saba avrebbe dovuto attendere. Mentre controllava
la posta sent delle voci in anticamera. L'ispettrice capo
e l'ispettore erano tornati. Quando entrarono Pina era pallida, e
anche a Gilo Battinelli sembrava essere passata la fame.
 Ne ho viste tante in vita mia, capo sbott la bassa calabrese.
Ogni singolo cadavere, in qualunque stadio di decomposizione,
 meglio di quel buco di soffitta lurido di merda e
vomito. Non ho idea di cosa si fosse mangiato, ma il tanfo batteva
qualsiasi corpo putrefatto. Croll su una sedia lasciando
cadere le braccia come le ali di un cigno che muore.
E tu cosa mi racconti, Battinelli? domand Laurenti.
 Non avrei potuto essere pi chiaro. Spero solo che quel
fetore non ci sia rimasto appiccicato addosso. Non so quante
volte ci siamo lavati le scarpe. Per non parlare delle mani.
L'uomo viveva nel sottotetto di uno dei palazzi in piazza della
Valle. Non credo proprio che pagasse l'affitto. Uno sgabuzzino
pieno di spifferi e sporcizia. Un'enorme quantit di bottiglie
vuote sparpagliate sul pavimento. L'acqua e la luce le prendeva
con un allaccio abusivo alla rete condominiale, e lo scarico di
lavandino e water finiva nella grondaia. In estate dopo un temporale
l dentro doveva puzzare come una fogna. Strano che
nessuno si sia lamentato. Il letto, se vogliamo definirlo cos, era
in condizioni pietose. Al cesso non ci voglio nemmeno pensare,
e anche il resto era ridotto come dopo una rappresaglia di
camicie nere armate di olio di ricino.
 Ma pensa sospir Marietta ostentando meraviglia. Non
avrei mai detto che fossi cos vecchio da ricordarti certe cose.
Complimenti, Gilo, te li porti bene. Era in piedi sulla soglia e
sorseggiava il caff di Laurenti.
 I suoi abiti li abbiamo sequestrati in ospedale e portati a
medicina legale prosegu senza battere ciglio l'ispettore poco
pi che quarantenne.
Suoi di chi? intervenne Laurenti.
 Elio Mazza, sessantacinque anni, ex portavoce dell'autorit
portuale. Lo conosceva?.
 Era stato Gasparri a procurargli il lavoro, e la sua gente ha
gridato allo scandalo quando fu licenziato in tronco insieme ai
vertici. Era uno che seminava zizzania e obbediva ciecamente
al politico. A un certo punto per non se n' pi sentito parlare.
Durante il processo al Greco non ha fatto altro che offendere
Albanese provocandolo in ogni modo, finch il giudice lo
ha fatto allontanare dall'aula. Andate avanti.
 Ieri  stato portato in ambulanza al reparto di terapia
intensiva con febbre alta, grave disidratazione, forti crampi
addominali, difficolt respiratoria e aritmia cardiaca. L'ispettrice
capo si era ripresa. Fegato e reni sono risultati seriamente
compromessi, ha avuto frequenti attacchi di diarrea con
presenza di sangue nelle feci. Secondo i medici il suo organismo
era minato dall'alcol ed era troppo debole per rispondere
a una normale influenza intestinale che chiunque altro
avrebbe superato in tre o quattro giorni.
 Messa cos sembrerebbe morto per cause naturali. Come
mai l'ospedale ha chiamato la polizia?.
 Non  stato un medico, ma l'assistente di laboratorio.
Subito dopo il ricovero ha analizzato il sangue e denunciato un
sospetto avvelenamento. Si sta specializzando in tossicologia
ed  prossimo alla laurea. Stando a quanto ha dichiarato i
camici bianchi non hanno voluto ascoltarlo. Gli hanno consigliato
di guardare meno televisione e lui si  infuriato, non a
torto, se posso dire la mia opinione. Tutti abbiamo avuto un
virus intestinale, ma non ho mai visto una simile porcheria. Va
bene che era ubriaco, ma ha buttato fuori anche l'anima. Sarei
curiosa di sapere come ha fatto a scendere sei piani di scale e
arrivare in strada in quelle condizioni. Un'inquilina ha riferito
che si  lasciato dietro una scia di schifezze fino al portone.
 Gilo Battinelli concord alzando gli occhi al cielo, Marietta
invece tossicchi rumorosamente.
 Non notate niente? domand piccata. Un altro che
aveva legami con il porto. Anche se Mazza non ci lavorava pi,
due morti in due giorni sono un po' troppi.
 Ci vorr un pezzo prima di ricevere i risultati dell'autopsia.
Il corpo dovr essere trasferito al laboratorio di tossicologia
forense di Padova, e purtroppo ci rester chiss per
quanto comment Laurenti insoddisfatto.
  gi l lo inform Pina. Dopo la diagnosi dell'assistente
i medici se la sono fatta addosso, se mi permette l'espressione
poco felice dato l'argomento, e hanno immediatamente caricato
Mazza su un elicottero. Se si fossero svegliati prima
magari sarebbe ancora vivo. Ci hanno avvisati solo perch sperano
che nessuno tiri in ballo la negligenza medica che va tanto
di moda oggi. D'altro canto  vero che al pronto soccorso sono
notoriamente a corto di organico.
 Visto che  morto a Padova forse la sua autopsia avr la
priorit. Avete parlato con il tecnico di laboratorio? Potrebbe
avere qualche sospetto in grado di mettere i colleghi sulla pista
giusta. Da quanto ne so i sintomi sono diversi da veleno a
veleno.
 Pina e Gilo si scambiarono una rapida occhiata che non
sfugg al capo.
Avete trovato qualcosa da Mazza?.
 Alla canna fumaria era appeso un manifesto di D'Annunzio
con il braccio teso e la scritta Vivere ardendo e non bruciarsi
mai.
 In effetti, la tendenza a gettare benzina sul fuoco il Poeta
ce l'aveva. Sempre polemico e sopra le righe. Laurenti ricordava
la sua dichiarazione durante le indagini relative all'omicidio
della guardia giurata. Mazza aveva scalpitato per essere
interrogato per primo. Le sue accuse contro il Greco erano
state drastiche, quasi avesse un conto in sospeso con lui. Evidentemente
era sicuro che gli altri testimoni avrebbero confermato
le sue parole e si era limitato a dettare il passo.
 Pi avanti, quando Laurenti gli aveva fatto notare che a
quell'ora risultava in ufficio e quindi non poteva essere
contemporaneamente anche sul luogo del crimine, Elio Mazza
aveva liquidato l'argomento replicando che a volte capitava di
dimenticarsi di timbrare l'uscita. E a quel punto era stato difficile
obiettare qualcosa contro un'abitudine tuttora diffusa nel
settore pubblico.
 Se era da solo, invece, abbassava immediatamente la cresta
e correva a nascondersi spieg il commissario ai colleghi pi
giovani. Marietta ha ragione. Due morti legati al porto. E proprio
mentre Albanese  di nuovo in citt. Si appunt qualcosa.
Che altro avete trovato?.
 Alcuni libri squinternati del Vate sull'impresa di Fiume e dei
taccuini. E un piatto sporco in frantumi sul pavimento. Dal
colore c'era qualcosa al pesto. Per sicurezza abbiamo lasciato
tutto alla Scientifica.... L'ispettrice capo non era brava a mentire.
 ...E ora aspettate che se la sbrighino i ragazzi in tuta
bianca. Al lavoro, non avete mica finito. Convocate subito l'assistente
di laboratorio. E mettetevi in contatto con i colleghi
delle citt in cui  stata segnalata l'auto rubata per confrontare
le utenze telefoniche che hanno agganciato le celle, cos acceleriamo
le ricerche. Non dimenticate le telecamere a Gorizia.
Io mi studio di nuovo il caso Albanese. E tu non gongolare,
Marietta, ce n' anche per te. Tra mezz'ora voglio un riassunto
di questo. Il commissario tamburell con il dito sulla pratica
relativa alla morte della madre di Aristides, su cui campeggiava
a grandi lettere il nome Melani Albanese.
 Vorr dire che il fascicolo di Bossi dovrai leggertelo da
solo ribatt lei in tono tagliente.

 Nove anni prima l'ingegnere elettronico Aahrash Ahmad
Zardari era fuggito dal Waziristan, nel nord-ovest del suo
paese, una zona di frontiera colpita da continui bombardamenti
in cui i trafficanti di droga afghani opprimevano la
popolazione locale ed i campi profughi dei loro connazionali.
Gli scontri a fuoco con l'esercito pakistano erano all'ordine del
giorno. La corruzione dilagante la faceva da padrona, chi non
accettava compromessi non trovava lavoro. Anche Aahrash si
era dovuto adattare per sbarcare il lunario: prima in un cantiere,
poi due anni in fabbrica come saldatore. In Pakistan non
vedeva prospettive. Fin da piccolo parlava tre delle innumerevoli
lingue diffuse nel paese e, dopo l'universit, anche un perfetto
inglese. Adesso, a trentacinque anni, insieme ad
Aristides iniziava finalmente a gettare le basi per un futuro
stabile che gli avrebbe permesso di dimenticare le umiliazioni
subite in passato.
 Come il Greco, Aahrash era innocente quando era finito in
galera. Il giudice gli aveva appioppato quattro anni perch si
era trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Alcuni
fanatici neofascisti avevano messo su un gruppo di vigilantes
che fomentava l'odio contro gli immigrati e di notte imperversava
per Trieste, dove si concentrava una popolazione che storicamente
riuniva oltre novanta etnie e rappresentava tutte le
religioni d'Europa. I giustizieri, divisi in squadre di almeno
quattro picchiatori armati di manganelli, facevano la ronda nei
quartieri intorno all'Ospedale Maggiore, dove era concentrata
la maggior parte degli stranieri provenienti dal sud-est
europeo, dal Vicino Oriente, dal Nordafrica e dall'Asia centrale.
E questo proprio nella citt che in passato aveva registrato
la pi alta crescita in Europa grazie all'accorta politica
economica e di integrazione, la citt che Karl Marx aveva preso
a esempio in due lunghi articoli pubblicati sul New York Daily
Tribune, paragonando il melting pot della Trieste di met Ottocento
agli Stati Uniti dello stesso periodo, perch entrambi
possedevano il vantaggio di non avere nessun passato. Purtroppo
per la memoria culturale dell'uomo va perduta nel
giro di tre generazioni. Perfino la capacit di conservare i
ricordi di un anfibio come il Proteus anguinus Laurenti, che
vive nelle acque sotterranee del Carso, supera di migliaia di
anni un simile lasso di tempo.
 Quella sera Aahrash stava tornando a casa dalla pizzeria in
cui lavorava, rigorosamente senza l'ombra di un contratto. Era
pi o meno mezzanotte, e le luci alle finestre erano gi spente
perch gli abitanti del quartiere facevano la coda fin dalle sei
del mattino in piazza Garibaldi, che per anni era stata il fulcro
del caporalato. Mentre passava davanti a una birreria tedesca
aveva sentito grida e rumore di cocci provenire dall'interno.
Naturalmente aveva allungato subito il passo, e nello stesso
istante la vetrata gialla a rulli era andata in frantumi. Aahrash
era corso via, ma quattro tizi rasati gli avevano sbarrato la
strada. Indossavano una specie di uniforme con la scritta Protezione
civica in lettere rifrangenti e dopo aver visto il colore
della sua pelle e la barba folta gli si erano gettati addosso.
Quando era crollato a terra uno gli aveva mollato un calcio al
basso ventre ed un altro lo aveva colpito alla testa.
Orgogliosi della vittoria avevano diffuso la notizia su Facebook
promettendo di ripulire la citt. Se non fosse stato per
loro, sostenevano senza il minimo fondamento, le regolari forze
dell'ordine non avrebbero mai catturato il pericoloso criminale
pakistano. Aahrash era finito in tribunale, le dichiarazioni dei
testimoni influirono pesantemente e nessuno credette alla sua
versione. Fu condannato a quattro anni. Il giudice sembrava
annoiato, il difensore d'ufficio non fece neanche il suo dovere
d'ufficio. Gran parte dell'udienza ruot intorno alla fuga di
Aahrash dal proprio paese, ma nessuno rimase colpito dalle
trentacinque notti di marcia ininterrotta attraverso l'Iran e la
Turchia fino in Grecia, per le quali aveva dovuto mettere
insieme ottomila euro. La guida cambiava ogni pochi chilometri,
e durante il giorno il gruppo era costretto a nascondersi.
Nella penisola Calcidica Aahrash aveva saputo della possibilit
di entrare clandestinamente in Italia via mare. Si era cos messo
di nuovo in marcia fino a Patrasso, dove aveva dovuto sborsare
altri tremilacinquecento euro per la traversata. Sul guscio di
noce galleggiante erano stati stipati sessantacinque passeggeri in
piedi anzich i venti annunciati. Africani, iracheni, siriani, bengalesi,
afghani e pakistani come lui. Il comandante improvvisato
era riuscito a superare Itaca, la patria del leggendario Ulisse, poi
aveva perso l'orientamento all'avvicinarsi di una tempesta e,
invece di seguire la rotta pi breve per la Puglia, era risalito
lungo l'Adriatico. Il motore aveva resistito finch aveva potuto,
ma ad un certo punto era morto senza pi riavviarsi. La guardia
costiera italiana e croata risposero alle richieste di aiuto, quella
albanese non reag. Scoppi la burrasca, il vento sollevava onde
alte come montagne. Per due giorni e mezzo l'imbarcazione
rimase in bala di quell'inferno grigio e non affond solo per
miracolo. Aahrash e gli altri bevvero l'acqua di mare e sul
momento bast per sopravvivere. Quando finalmente furono
portati in salvo dalla guardia costiera croata, su segnalazione di
un mercantile turco, erano ancora tutti vivi. A Spalato avevano
ricevuto le prime cure mediche. Le autorit croate li avevano
trattati in maniera civile e senza fare tante storie per i documenti,
sapevano che volevano proseguire verso ovest. Dopo
una settimana Aahrash era ripartito insieme a un gruppetto di
compagni e in sei notti di marcia era entrato nello spazio
Schengen. A quel tempo il confine sloveno non era ancora
recintato, cos aveva potuto coprire l'ultimo tratto in una sola
notte. Da Basovizza, la prima frazione italiana in cui arriv, era
stato un gioco da ragazzi raggiungere Trieste, dove si era presentato
alla polizia. I funzionari, che parlavano inglese come lui,
erano stati gentili, gli avevano spiegato la procedura per la
richiesta di asilo politico e Aahrash era stato ospitato da alcuni
dei numerosi connazionali che vivevano in citt.
 Il giudice e l'avvocato dell'accusa vollero sapere soltanto
come si era procurato gli undicimilacinquecento euro per
pagare gli scafisti. Poi gli chiesero se era musulmano, e Aahrash
rispose di s. Anche se dopo cinque anni parlava bene l'italiano,
non fu chiamato a deporre in relazione all'accusa di
danni materiali e lesioni personali in stato di ubriachezza. Non
gli serv a nulla ribadire pi volte che la sua religione gli vietava
di consumare alcolici. Quattro anni e nessun appello presentato
da parte del difensore che gli era stato assegnato d'ufficio
e veniva stipendiato dallo stato. In ogni caso la prigione in
Italia era sempre meglio dell'incertezza quotidiana lungo il
confine tra Pakistan e Afghanistan. Aahrash accett il proprio
destino. Ebbe la fortuna di capitare in un carcere della pianura
padana gestito secondo criteri avanzati, dove pot studiare per
diventare cuoco. La sua laurea in ingegneria elettronica non fu
presa sul serio, quasi esistessero differenze culturali anche nel
campo dei circiti. Lo chef si chiamava Aristides Albanese,
ma tutti lo chiamavano Athos, come Aahrash continuava a fare
ancora oggi. Era stato l'unico a credere alla sua innocenza e,
quando gli aveva raccontato la propria storia, Aahrash aveva
creduto a lui. Con il tempo Athos gli aveva confidato i suoi
progetti, promettendogli che un domani le competenze acquisite
in carcere avrebbero garantito loro una professione anche
fuori. Aristides aveva lasciato intendere di potersi procurare il
denaro necessario, per dovevano essere molto cauti nelle
spese e non dare nell'occhio con le autorit. Non sarebbero
diventati ricchi, per sarebbero stati liberi e indipendenti.
 Aahrash era stato rilasciato un anno prima di lui. Il pakistano
doveva estinguere una montagna di debiti per permettere
alla famiglia di vivere e, magari, ricomprare le terre con cui
aveva finanziato la sua fuga. Sarebbe tornato subito a casa se,
come sperava, di l a due anni la Lega Musulmana fosse caduta
per essere sostituita dal candidato liberale che aveva messo al
primo posto della sua campagna politica istruzione e sanit -
ma fino ad allora doveva guadagnare, e parecchio anche.
Grazie a Skype e WhatsApp Aahrash si teneva regolarmente in
contatto con genitori e fratelli, ai quali non rivel che l'Unione
europea, in risposta alle pressioni della Germania, stava
vagliando la possibilit di non riconoscere pi lo status di rifugiati
ai migranti provenienti da Pakistan e Afghanistan e
rimandarli nei loro paesi d'origine, ormai ritenuti sicuri.
 Nel pomeriggio, prima di dedicarsi alla cena per i protetti
di don Alfredo, anche Aahrash prese l'autobus diretto in
centro, che a quell'ora era affollato e lo faceva sentire al sicuro.
Si meravigli nel vedere quanto fossero progrediti i lavori
all'Avviso di garanzia. Proprio in quel momento un idraulico
stava installando il lavello, il piccolo piano cottura e la grande
piastra scintillante in acciaio inossidabile erano gi funzionanti.
Il bancone invece doveva essere rimontato il giorno dopo
perch era storto, e mancavano ancora la cella frigorifera e
parte degli arredi.
 Di questo passo finiremo in anticipo annunci Aristides
soddisfatto. Non vedo l'ora di aprire. E ho anche fame.
 Ti va un kitchari o resti fuori? domand Aahrash mentre
il compagno seguiva con lo sguardo una donna che passava in
strada, vestita in maniera classica in tailleur color sabbia e con
i capelli fulvi severamente raccolti.
 Lenticchie rosse o gialle?. Il gigante sollev le sopracciglia.
L'amico cucinava sempre lo stesso piatto. Non so quando
torno. Prima devo sbrigare una faccenda.
 Il riso con lenticchie, cipolle, pomodori, patate ed un profluvio
di spezie era buono, purch non te lo propinassero tutti
i giorni. Ogni tanto Aristides aveva voglia di una bella
bistecca al sangue. In quei casi era pronto ad accantonare per
un attimo il ferreo proposito di risparmiare fino all'osso. Ma
Aahrash, quando non riusciva a procurarsi carne halal in uno
dei pochi negozi specializzati della citt, proponeva esclusivamente
piatti vegetariani e, da uomo di montagna, lasciava che
del pesce se ne occupasse il coinquilino cresciuto in un posto
di mare. Il repertorio del pakistano non era particolarmente
variegato, ma in compenso seguiva alla lettera le indicazioni
dello chef.
 Perch fissi cos quella donna, Athos? Sembra la prima
che vedi in vita tua comment curioso. Non  n giovane n
bella.
 Clmati, la conosco, ecco perch. Alcune persone non
cambiano mai tagli corto Aristides con un sorriso. Quella
sera avrebbe fatto visita a Renata Perego e cucinato per lei.
Domani mi procuro del pesce e ti insegno come si prepara,
cos finalmente impari anche tu. Sono d'accordo con la
pescheria qui vicino, ci daranno quello che non vendono.
Comprese uova, teste e lische, se i clienti chiedono i filetti. Ci
viene un brodo od una zuppa che non hai neanche idea, per
giunta praticamente gratis. La donna che lavora l  una tipa
tosta. Sono andato a contrattare con il proprietario per una settimana
di fila, ma se non fosse stato per lei, che ci ha messo una
buona parola per farci dare una possibilit, non avremmo certi
piatti in menu.
  quella con i guanti celesti? Non si tira indietro quando
c' da faticare. L'ho vista sollevare da sola le casse di pesce.
Guanti celesti?.
S, di gomma. Gli uomini li portano verdi.
Non ci ho fatto caso.  mora, con gli occhi azzurri.
 E come l'hai convinta? Sfoderando le due doti culinarie?
lo punzecchi Aahrash.
 Ricordi la pubblicit della crema per le mani? Quella che
ti faceva tanto ridere.
 Certo. Una donna sta pulendo il pesce, il marito rientra a
casa e inizia ad annusare in giro come un cane da tartufi, poi si
avvicina alle mani della moglie e fa una faccia schifata. Addio
nottata di sesso.
 Esatto, proprio quella. Lei si lava con il limone e poi con
l'aceto, ma niente, alla fine per si mette la crema e il problema
 risolto. Chiunque abbia avuto un'idea simile  un dilettante.
Il pesce fresco non puzza. La gente si beve un sacco di fesserie.
E cosa c'entra con la donna della pescheria?.
 Era lei. L'agenzia pubblicitaria non voleva attori perch lo
spot doveva sembrare autentico.
E tu come lo sai?.
 Le ho offerto un caff. Si chiama Simona. Ha due figli
grandi e vive da sola.
 Basta che non perdi la testa e ti innamori. Ricrdati che
puzza di pesce.
Il pesce fresco non puzza, Aahrash.

 Proteo Laurenti non fu sorpreso di imbattersi nel nome di
Antonio Gasparri mentre sfogliava il fascicolo su Olindo Bossi.
Era pi difficile trovare un procedimento in cui il politico non
fosse implicato. Non lo frenava nemmeno la paura di rendersi
ridicolo: per quanto negativa, i titoli in prima pagina erano pur
sempre pubblicit. Aveva fatto parlare di s anche recentemente,
con la sua proposta di servire solo cibi italiani nelle
mense degli asili. Inoltre, uno dei primi provvedimenti della
nuova giunta sarebbe stato quello di chiudere la Casa delle culture,
un centro alternativo autofinanziato. Gasparri voleva perfino
smantellare le panchine dai giardini pubblici e dalle strade
del centro, cos almeno nessuno ci avrebbe pi dormito. E blaterava
senza sosta dell'urgente bisogno di rafforzare i servizi di
ronda. In compenso, quando si trattava di iniziative che finalmente
avrebbero potuto risvegliare Trieste dal suo prolungato
torpore, faceva il possibile per accentrare il controllo nelle proprie
mani. Agli imprenditori stranieri conveniva lisciare persone
come lui se volevano investire in operazioni di una certa
entit. Chi tentava di scavalcarlo aveva buone probabilit di
vedersi mettere i bastoni tra le ruote dai suoi alleati, e Gasparri
ne poteva contare anche all'interno del principale schieramento
avversario. Da un pezzo ormai tra i triestini era opinione
diffusa che fosse assolutamente irrilevante a quale coalizione
appartenesse il sindaco, di conseguenza l'affluenza alle
urne era piuttosto scarsa. Come se non bastasse bisognava fare
i conti anche con gli uffici tecnici di comune e regione, con la
soprintendenza per la tutela dei beni culturali, la Camera di
commercio e la finanza. Ovunque c'era qualcuno che doveva il
proprio posto a Gasparri. Molte iniziative venivano scoraggiate
a forza di dilazioni strategiche, mentre mastodontici centri
commerciali sperduti in localit fuori mano e altri progetti utili
solo a portare spese in detrazione erano approvati con sorprendente
rapidit. Tanto, all'occorrenza, sarebbe bastato un
attimo a modificare il piano regolatore. E per coloro che, malgrado
tutto, non si lasciavano intimorire e si appellavano alle
leggi, ai vantaggi per il bene comune o al buon senso, c'erano
sempre altri mezzi.
 Olindo Bossi, nato a Trieste nel 1970, veniva da una famiglia
modesta e quando Aristides Albanese lo colp a morte
aveva ventinove anni. La madre faceva la donna delle pulizie e
il padre lavorava nell'azienda municipalizzata. Dopo la scuola
dell'obbligo Olindo aveva fatto il manovale al porto, raggiunta
la maggiore et aveva trascorso quindici mesi negli Alpini in
Alto Adige e poi era tornato al vecchio impiego con un contratto
praticamente blindato. Tutto muscoli, era perfetto per
gli incarichi pi pesanti e faticosi, che andavano dal fissare alle
bitte le cime d'ancoraggio dei mercantili allo scaricare sacchi di
caff dai container per lo stoccaggio. Sei mesi prima della
morte era stato ingaggiato come guardia giurata da un istituto
di vigilanza fondato da un camerata di Gasparri.
 Laurenti prese nota: nel 1999 al terminal container erano
stati compiuti molteplici atti di sabotaggio ai danni del consorzio
anglo-olandese, che avevano avuto ripercussioni sulla
normale attivit del porto. Poco dopo era esplosa una bomba
negli uffici della compagnia marittima, la goccia che aveva
fatto traboccare il vaso. La multinazionale aveva trasferito i
propri affari nel meno problematico porto di Capodistria, a
due passi dal confine. Aristides Albanese aveva dichiarato che
il mandante degli attentati era Antonio Gasparri.
 In quel punto Marietta aveva allegato un documento con
alcune frasi sottolineate: l'edificio con gli uffici era sotto la
responsabilit dell'istituto di vigilanza per cui lavorava Olindo
Bossi, che quella notte era di turno. Laurenti pens che la sua
assistente era davvero in gamba, quando non fumava, si dava
lo smalto o flirtava con i colleghi pi carini.
 Il commissario chiuse il fascicolo, spost indietro la sedia,
allung le gambe sulla scrivania e intrecci le mani dietro la
nuca strizzando gli occhi, come faceva spesso quando si sforzava
di mettere insieme ricordi vaghi e informazioni concrete
per ottenere un quadro completo. Aveva interrogato Aristides
Albanese sulla scena del crimine prima che il cadavere venisse
rimosso, mentre il medico legale e la Scientifica erano ancora
all'opera. La robusta guardia giurata era distesa faccia a terra,
tra il bancone ed il primo tavolo. La giacca dell'uniforme blu
scuro era sollevata sui fianchi e mostrava la fondina alla cintura.
Un sottile filo di sangue era colato sul pavimento di legno
chiaro in corrispondenza della bocca, la mano destra era
chiusa intorno al calcio della pistola. Saltavano agli occhi gli
anfibi sporchi, una negligenza che se indossi una divisa non
dovrebbe essere ammessa.
 Erano le undici di mattina, ma nella trattoria c'erano gi
undici clienti, seduti in silenzio a una lunga tavolata vuota.
Oltre a loro, la cameriera. La sala non era ancora stata preparata
per il pranzo. Dalla cucina arrivavano i rumori di due aiutanti
che trafficavano con pentole e padelle, a quanto pareva
contavano di aprire normalmente nonostante il morto. All'epoca
il Greco era rasato a zero e senza barba - come la guardia
giurata. Anche la corporatura dei due era simile, ed entrambi
erano bianchi come un lenzuolo. Ma sotto la testa del corpo
riverso sul pavimento si era formata una chiazza di sangue.
Olindo Bossi indossava l'uniforme, bench fosse di servizio
solo la sera. Albanese era accasciato su una sedia e ripeteva
disperato che non avrebbe fatto male a una mosca, aveva agito
solo per legittima difesa. L'uomo gli si era scagliato contro
armato di manganello e pistola, pretendendo con la forza che
ritirasse le accuse contro Gasparri. Tutti i presenti potevano
testimoniare, erano entrati nel locale proprio in quel momento.
 Un mese prima, in quella stessa trattoria, la guardia giurata
aveva ricevuto una mazzetta di banconote dal politico, che lo
aveva elogiato per il colpo andato a segno. Aveva bisogno di
persone fidate come lui, aveva detto Gasparri, Aristides lo
aveva sentito distintamente. Era ovvio che si riferiva alla
bomba negli uffici della compagnia marittima. Il Greco aveva
raccontato l'episodio a un procuratore, cliente abituale del
ristorante, che lo aveva persuaso a sporgere denuncia. L'indagine
era passata nelle mani della DIGOS. Gli agenti per non
avevano fatto grandi progressi, e i testimoni avevano ritrattato
uno dopo l'altro, finch era rimasta solo la deposizione di
Albanese. Ma il cuoco non aveva ceduto. Laurenti si era meravigliato
che la stampa non avesse fatto parola della vicenda.
 Sei dei testimoni a discarico erano tra gli undici clienti arrivati
alla trattoria durante l'alterco tra Aristides e Bossi. Invece
la cameriera Fedora Bertone aveva rilasciato una dichiarazione
opposta, affermando che Albanese aveva aggredito la guardia
giurata - lo avevano visto tutti - senza lasciargli la possibilit di
difendersi n di fuggire. Anche lei era stata chiamata a testimoniare
nel primo processo, quello relativo alla consegna di
denaro a Bossi da parte di Gasparri. Elio Mazza aveva detto
subito che Albanese era ossessionato dall'odio verso Gasparri
perch si aspettava un aiuto economico che lo sgravasse dai
debiti contratti per aprire il locale. In sguito Laurenti aveva
convocato pi volte i testimoni singolarmente, mettendoli
sotto pressione. Era certo che avessero concordato una versione
comune e che sarebbe bastato smascherarne uno per
screditarli tutti. Invece, malgrado avesse fatto ricorso ai vari
espedienti del caso, non era riuscito a farli cadere in contraddizione.
Anzich modificare le deposizioni loro si erano chiusi
nel mutismo, quasi a comando, limitandosi a confermare
quanto gi dichiarato. Chi li aveva imbeccati sapeva il fatto
suo. Per gli occhi della cameriera Fedora si erano riempiti di
lacrime quando il commissario aveva insinuato che volesse solo
vendicarsi di Albanese per colpa di un amore finito male. Due
ore dopo Laurenti si era beccato un tale cazziatone dal procuratore
Carlo Scoglio che se lo ricordava ancora oggi. E alla fine
era stato costretto a darsi per vinto.
 Di malumore, il commissario tolse i piedi dalla scrivania e si
alz. Dunque la guardia giurata Olindo Bossi lavorava per
Antonio Gasparri e, stando a quanto segnalato da Marietta, era
di servizio la notte dell'attentato negli uffici della compagnia
marittima. Durante le indagini quell'informazione era stata
taciuta. Laurenti non poteva chiedere spiegazioni al procuratore
che aveva seguito il caso del sabotaggio in Porto Vecchio,
ormai era in pensione da anni e non viveva pi a Trieste. Se al
posto di Albanese ci fosse stato lui, riflett, dopo il processo
sarebbe andato su tutte le furie. Il Greco invece non aveva battuto
ciglio, si era fatto diciassette anni di carcere ed adesso era
tornato nella citt dalla quale era stato cacciato a forza. E,
come allora, ci stava aprendo un ristorante.
 Marietta chiam voltandosi verso l'anticamera. Nessuno
sapeva che Bossi era di servizio al porto. Dove hai preso
questo foglio?.
 L'ho trovato fra i documenti prelevati da Pina nel sottotetto
di Mazza. Viene da un verbale di udienza, e la numerazione
scritta a mano in alto indica che  l'originale. Resta da
capire da quale atto giudiziario sia stato sottratto. Se  nell'archivio
del tribunale deve mancare una pagina. Domattina verifico.
Volevo farlo oggi pomeriggio, ma l'addetto  a una
degustazione di vini. Mi domando perch Mazza lo abbia conservato.
Prima che mi dimentichi, ha appena telefonato il
medico legale.  pronto il referto dell'autopsia di Maggie
Aggeliki.
 Voglio vederlo immediatamente mugugn Laurenti, non
molto soddisfatto. Senza la morte dell'armatrice non avremo
notato certi collegamenti.
 In fondo al fascicolo trov alcuni fogli di giornale ingialliti,
datati 1966, con gli articoli della cronaca locale dedicati all'omicidio
di Melani Albanese. Non lesinavano sui dettagli, avevano
pubblicato perfino una foto del figlio di quattro anni in
pantaloni corti. Efferato delitto nel quartiere a luci rosse annunciava
il titolo. La notizia era introdotta da un'esauriente carrellata
sul passato voluttuoso e debitamente romanzato della citt
vecchia, oggi una zona elegante e ristrutturata, dove almeno
trecento prostitute attendevano marinai e altri bisognosi nei
quarantacinque bordelli registrati, prima che fossero costretti a
chiudere i battenti in tutto il paese nel 1958. La lettura strapp
un sorrisetto a Laurenti. Le case di piacere avevano nomi come
La Francese, Fernanda o Roseta, le ultime due - entrambe in
via del Sale - in diretta concorrenza l'una con l'altra. Quella
considerata pi nobile era Villa Orientale, conosciuta come
"El regno delle oche" in riferimento a un giochino che vi
veniva praticato sovente. Di sicuro Marietta sapeva in cosa
consistesse.
 E naturalmente i giornalisti non avevano dimenticato nemmeno
James Joyce che, in barba alle croniche ristrettezze economiche,
era stato un cliente fisso del Metro Cubo per tutti gli
undici anni trascorsi insieme alla moglie Nora a Trieste, la citt
in cui nacquero i suoi figli e fu sepolto il fratello Stanislaus.
 Il salario delle signorine era stabilito d'ufficio, ma non fu
mai adeguato all'inflazione. Oltre a sborsare met dei loro
guadagni per l'affitto le ragazze dovevano pagare le visite
mediche periodiche obbligatorie ed i prodotti farmaceutici,
lasciare la mancia al personale di servizio e coprire molte altre
spese. La met di quanto restava lo intascavano i tenutari
senza nemmeno alzare un dito. Eppure a quei tempi gli standard
di sicurezza erano pi elevati, veniva garantita protezione
dalle aggressioni violente e fornita assistenza medica a
donne e clienti. Nel 1922 i preservativi pi sottili si chiamavano
Hat, dal latino habemus tutorem, e sulla scatola c'era
impressa l'aquila littoria. Santa Margherita da Cortona era la
patrona delle prostitute, che dal canto loro usavano nomi
d'arte pi evocativi come la Bersagliera, la Garibaldina, la
Zingara o la Muta.
 Questa  morta  un paio d'anni fa comment Marietta
indicando l'ultimo nome. Si era fermata alle spalle del capo
senza che Laurenti se ne fosse accorto. Aveva superato i
novanta. Da lei avresti potuto sapere qualunque cosa sulla collega
uccisa. La conoscevo, come del resto la conoscevano tutti.
Fascista convinta, si dedicava ad iniziare amorevolmente al
mondo dei sensi le giovani leve del partito. Ma ai tempi del
Governo militare alleato annoverava tra i clienti pi assidui
anche gli americani. Era famosa per la sua abitudine di sgranocchiare
con aria annoiata delle noci o una mela mentre gli
uomini sfogavano le loro voglie. Credo che fosse l'unica
rimasta nella citt vecchia dopo la riqualificazione del quartiere.
 Ci abitava anche Melani Albanese. Da' un'occhiata a
questo articolo. Quando l'hanno ammazzata il figlio aveva
appena quattro anni. E c' scritto che di lui si  occupata una
collega della vittima. Melissa Fabiani.  ancora viva?.
Lo scoprir. Cosa vuoi da lei?.
Magari un possibile recapito del Greco.
 L'omicidio di Melani Albanese non  mai stato chiarito.
Probabilmente riaprendo il caso non avremo molte prospettive
in pi.
 Per sarebbe interessante capire almeno che genere di
clientela avesse. Faccio un salto qui vicino. Dammi una sigaretta,
poi te le ricompro.
 Le ultime parole famose... Con tutte le volte che lo hai
detto dovrei trovare un tir carico di stecche sotto casa mia.

 Laurenti chiese da accendere a un africano magrissimo che
aspettava davanti all'ingresso principale la riapertura dello
sportello per i permessi di soggiorno e si diresse verso corso
Italia. Era indeciso su dove andare a mangiare un boccone
veloce. Il primo bar che incontr era frequentato soprattutto
da colleghi che si concedevano una breve pausa, e il commissario
rimase non poco sorpreso nel vedere dalla vetrata, in
compagnia di un ispettore del reparto prevenzione crimine,
Tonino Gasparri che tirava fuori il portafoglio per pagare le
consumazioni. Poco dopo il politico moll una pacca confidenziale
sulla spalla del funzionario in divisa e se ne and. Era
naturale che un personaggio come lui coltivasse buoni rapporti
con la questura e offrisse qualche caff, non c'era nulla di male.
Laurenti stava per proseguire quando anche l'ispettore usc dal
bar.
 Dunque siete vecchi amici, tu e Gasparri, eh? domand
bloccandogli la strada.
 Niente affatto, signor commissario. Ma lui pensa di s, 
convinto di potersi fidare di me e per forza di cose finisce per
farmi capire i fatti suoi. Augusto Colasanto sembrava disorientato
dall'improvviso terzo grado del superiore.
E nello specifico quali sarebbero i fatti suoi?.
 Voleva sapere se una certa persona era stata rilasciata e
aveva fatto ritorno in citt.
Immagino a chi si riferisse, ma dimmelo lo stesso.
 Albanese Aristides.  in libert vigilata e una volta alla
settimana viene a firmare. A Gasparri  bastato questo. Non ha
domandato n dove vive n cosa fa, solo se aveva debiti.
Colasanto sorrise incerto.
E tu che gli hai risposto?.
 Non ho avuto bisogno di mentire, non lo so davvero. L'ispettore
sbirci oltre le spalle di Laurenti, quasi sperasse in un
aiuto provvidenziale.
 Ti ha chiesto di informarti o ha dato per scontato che ci
avresti pensato da solo?.
In che senso, commissario?.
 Quando si far vivo?. Il tono di Laurenti non lasci
scampo al povero malcapitato.
Ho il suo numero di telefono.
 Lo supponevo. Ora fai esattamente quello che ti dico io.
Oppure preferisci passare un bel guaio perch non sei capace
di tenere la bocca chiusa?.
 L'ispettore scosse la testa, muto. Era andato in fumo anche
l'ultimo briciolo di sicurezza.
 Primo, lasci sulle spine Gasparri fino a domani inizi
Laurenti battendo l'indice sul petto del sottoposto. Secondo,
gli comunichi che Albanese non ha debiti. Intesi?.
Sissignore.
Se nel frattempo ti chiama lui lo ignori e non rispondi.
L'ispettore annu diligentemente.
 Quello che succede in questura deve restare in questura. 
violazione del segreto d'ufficio, Colasanto. Ti conviene tornare
al lavoro, non credo tu abbia firmato l'uscita.
 Laurenti volt le spalle al malcapitato e prosegu attraverso
il Ghetto. Con la coda dell'occhio vide l'ispettore entrare difilato
in questura. Il commento sul registro presenze aveva fatto
effetto, anche se era stato un colpo basso. La maggior parte dei
poliziotti non ci vedeva nulla di strano a bere un caff dietro
l'angolo chiacchierando con i colleghi. Lo scambio di informazioni
confidenziali era parte integrante del mestiere.
 Superato il comune pass davanti alla piccola taverna greca
di una sua vecchia conoscenza e decise di concedersi un
pranzo come si deve anzich un tramezzino. Considerando la
marcata deriva a destra della nuova giunta, poteva stare sicuro
che n il sindaco n il suo entourage avrebbero messo piede in
un ristorante che serviva cibo straniero.
 Appena il commissario apr la porta il proprietario gli and
incontro e lo abbracci felice. Si era liberato un tavolo proprio
in quel momento. Laurenti ordin un gyros e un calice di rosso
di Creta. Panagoulis, che aveva pi o meno la sua et e non
beveva mai alcolici, gli port uno Skalani, una cuve di Syrah
e Kotsifali, uno dei vitigni autoctoni dell'isola, e si sedette con
lui.
 Ho sentito della donna che si  buttata dal balcone in via
Dante. Non  esattamente una sconosciuta disse.
 E tu come lo sai? Non abbiamo ancora reso pubblica la
sua identit.
 Allora non vi resta che smentire, sempre che non sia vero.
La comunit greca a Trieste  numerosa e influente. E da bravi
commercianti siamo in grado di fare due pi due. Le voci circolano.
Pensavo fossi venuto per questo.
 Laurenti si infil in bocca un pezzetto di carne e scosse la
testa. Avevo semplicemente fame, Panagoulis spieg masticando.
E volevo fare visita ad un vecchio amico.
Che hai trascurato a lungo.
 Prima delle ultime elezioni questo posto pi che un ristorante
sembrava una sezione di partito.
 D'accordo, vorr dire che da oggi ti aspetto tutti i giorni.
Quelli nuovi non vengono scherz l'uomo. Torniamo a noi.
Qualche mese fa l'Aggeliki  stata qui due volte, poi non l'ho
pi vista.
 Si manger meglio a Londra. Ma se proprio dobbiamo
parlare di greci, me ne viene in mente un altro. Ti ricordi di
Aristides Albanese, quello che aveva la trattoria in Campo
Marzio ed  stato condannato per omicidio?.
 Era greca la madre, e anche lei solo da parte di padre.
Anni fa io e Aristides eravamo nella stessa squadra di basket,
era proprio bravo. Da ragazzo aveva le idee estremamente
chiare e non gli mancava l'ambizione. Con il tempo per si 
montato la testa e ha iniziato a comportarsi come se potesse
cambiare il mondo. Del processo mi ha stupito solo una cosa,
non avrei mai creduto che fosse un tipo violento. Se durante
una partita si scontrava con un avversario si fermava e gli chiedeva
scusa. Faceva diventare matto il nostro allenatore, perch
a volte capitava che intanto prendessimo un canestro. E alla
fine lo ha accusato perfino la sua cameriera. Quella con i dentoni.
Ma non chiedermi se ha ancora rapporti con il figlio,
perch non ne ho idea.
Il figlio? ripet allibito Laurenti.
 Mi sembra si chiami Dino, non so altro. Fedora si fa
vedere al massimo quando ha i postumi di una sbronza e vuole
mangiare qualcosa di decente.
Cosa c'entra lei?.
 la madre, genio. Non l'avevi ancora capito?.
 Scusami un attimo disse Laurenti guardando il display
del cellulare. Il questore. Se Marisa Quagliarello lo chiamava di
persona era successo qualcosa di grosso. Si alz, fece cenno a
Panagoulis che sarebbe tornato subito e usc in strada.
 Una conferenza stampa? Tra mezz'ora? lo sent esclamare
l'amico con voce meravigliata prima che la porta si chiudesse
alle sue spalle.

 Provoca un incidente e si d alla fuga annunciarono con
enfasi al notiziario di una rete locale, neanche la Corea del
Nord avesse sganciato una bomba atomica. In via di Valmaura,
all'altezza dell'incrocio per la Risiera di San Sabba, il
conducente di una moto con targa straniera ha investito una
donna di ottantadue anni sulle strisce pedonali e ha proseguito
a gran velocit, senza nemmeno rallentare. La donna, gravemente
ferita,  stata trasportata in ospedale, dove i medici lottano
per salvarle la vita. La polizia cerca testimoni in grado di
fornire informazioni sulla dinamica dell'incidente. Per il
momento sappiamo soltanto che probabilmente si tratta di una
Ducati Monster nera, guidata da un uomo di corporatura
superiore alla media. Gli inquirenti hanno sequestrato i filmati
di una telecamera di sorveglianza e stanno effettuando controlli
sulle moto di quel modello.
Aristides aveva acceso il televisore nell'appartamento sconosciuto.
 Entrare nelle case di Elio Mazza e di Fedora Bertone
era stato un gioco da ragazzi perch entrambi vivevano da soli.
Ma durante i lunghi appostamenti si era accorto che Renata
Perego stava ancora insieme a Bruno Guidoni, di almeno dieci
anni pi vecchio. Quel giorno erano al cinema, come tutte le
settimane la coppia andava a vedere un film in viale XX settembre
e prima beveva un prosecco in un bar vicino. Per
doveva sbrigarsi lo stesso.
 Da decenni Renata abitava al quarto piano di un palazzo del
XIX secolo dall'aspetto ben tenuto, che sembrava pervaso dalle
abitudini degli inquilini. Non c'era ascensore, le scale erano
strette, ma pulite e luminose. Le porte di rovere ai vari piani
dovevano risalire all'epoca dello stabile, e le serrature non erano
complicate. Aristides cap al primo sguardo che la maggioranza
dei proprietari aveva preso precauzioni aggiuntive,
tuttavia forzarle sarebbe stato pi facile di quanto immaginassero.
 Nell'appartamento di Renata gli scricchiolii dell'antico parquet
comunicavano ai vicini ogni movimento del visitatore. Il
brusio della televisione li avrebbe tranquillizzati, anche se
qualcuno dovesse aver visto la coppia uscire.
 Due persiani con il pelo marrone chiaro gli corsero
incontro e gli si strusciarono contro le gambe facendo le fusa.
Aristides abbass la prima maniglia che trov e spinse deciso
con il piede i felini miagolanti nel bagno di servizio. Il corridoio
attraversava l'intero edificio, tutte le stanze si sviluppavano
sulla destra e alcune erano comunicanti, separate da
porte a vetri in stile Liberty. L'arredamento era curato, anche
se alle pareti un tempo beige erano visibili sottili crepe negli
angoli pi scuri sopra le finestre, e una nuova passata di colore
male non avrebbe fatto. Di giorno l'ultimo piano doveva essere
inondato di luce, contrariamente agli appartamenti sottostanti,
schermati dalle chiome degli imponenti platani. Il riverbero
dei lampioni invece non arrivava fin lass.
 Quel pomeriggio Renata, che da trent'anni lavorava come
segretaria in uno studio notarile in via Cicerone, vicino largo
Piave, era passata davanti al locale di Aristides e Aahrash
senza far caso alle scritte sulla vetrata. I cambiamenti non le
erano mai piaciuti e durante l'assenza di Aristides da Trieste
non aveva variato nemmeno il modo di vestirsi: abiti di qualit,
in colori sobri e di taglio classico, camicette abbottonate fino al
collo, gonne come minimo sotto il ginocchio e tacchi non
troppo alti. Bench non avesse molto tempo a disposizione
Aristides curios nell'armadio in camera da letto. Le tonalit
andavano dal beige al caramello passando per una serie di
nuance sabbia, caffellatte ed ocra. Ma quando apr i cassetti
della biancheria intima non riusc a credere ai propri occhi. La
donna aveva pi fantasia di quanto sembrasse vedendola in
pubblico e a cinquantotto anni rivelava una spiccata predilezione
per i perizomi in tinte sgargianti.
 Il rigore che la contraddistingueva era invece ristabilito in
cucina. Ante e pensili in rovere con pomelli in ceramica crema
e frigo zabaione. Usava un caff di sottomarca, che preparava
con la moka. Barattoli di porcellana per lo zucchero e il sale,
nella dispensa pacchi di pasta, farina, passata di pomodoro,
scatolette di tonno, latte scremato a lunga conservazione, t
nero in bustine, patate e una gran quantit di altre cose. Non
trovando piatti pronti nel freezer Aristides dedusse che
Renata e Bruno facevano la spesa tutti i giorni e cucinavano
regolarmente. In effetti l'aveva vista spesso entrare nei negozi
lungo il tragitto dallo studio notarile a casa. Nel frigo lo scomparto
per la frutta e la verdura era ben rifornito, e trov tutto
il necessario per preparare una ricetta gustosa in quattro e
quattr'otto. In prigione aveva letto che nel Medioevo per le
crespelle si usavano acqua e vino al posto del latte. Esisteva
una sola persona al mondo che non fosse ghiotta di crespelle?
Erano universali, che si chiamassero crpes, Pfannkuchen, pancakes,
blinis o palacinke, nome che a quanto pareva derivava
dal latino placenta e indicava, appunto, un tipo di focaccia.
 Aristides tir fuori dal frigo un cespo di radicchio rosso di
Treviso e lo appoggi sul piano di lavoro. Accanto alline un
cartoccio di latte fresco gi iniziato, una confezione di gorgonzola
e una pera. Era in orario. Sbatt sei cucchiai di farina,
latte, un uovo e un pizzico di sale fino a ottenere un composto
liscio e omogeneo, poi prese una padella antiaderente, la
imburr e fece friggere i due dischi sottili finch non furono
perfettamente dorati. Lasci appassire il radicchio tagliato a
pezzetti, lo distribu sulle crespelle unendo il gorgonzola e la
pera a dadini, le richiuse a ventaglio con gesti esperti e
aggiunse ancora un po' di formaggio che col sui lati. Dell'olio
di ricino restava il gradevole tocco di lucidit, mentre il condimento
ne mascherava il sapore. Aristides apparecchi il
tavolo in cucina, sistem i piatti nei due posti chiaramente
usati da Renata e Bruno, infine accese una grossa candela di
cera d'api. Lav pentole ed attrezzi e nella fretta gli sfugg di
mano una terrina che si ruppe nel lavello. Raccolse i cocci irritato
per il contrattempo, si gett un'ultima occhiata intorno
per controllare che tutto fosse in ordine e corse lungo il corridoio,
dove inciamp nelle pantofole in feltro di Guidoni. Usc
dall'appartamento mentre dal bagno di servizio all'ingresso
arrivava il miagolio disperato dei gatti e scese a precipizio le
scale, soddisfatto del risultato. Quando spalanc il portone si
ritrov davanti i proprietari che lo fissarono sorpresi. Aristides
distolse lo sguardo in silenzio e tenne aperto il battente
per lasciarli entrare.
 Bruno Guidoni lo ringrazi con un cenno della testa e
riprese il discorso interrotto: Dammi retta, Renata, bisognerebbe
chiedere il rimborso del biglietto. Era una noia mortale.
Mi dispiace, ma non avrei resistito un minuto di pi. Speriamo
che almeno ci sia qualcosa di decente in televisione.
 Lei invece osserv il gigante barbuto attentamente e con
aria interrogativa, poi lo super diretta alle scale. Aristides
sent un brivido freddo lungo la schiena quando svolt in una
buia traversa di viale XX settembre.
 La coppia aveva una relazione gi ai tempi in cui lui gestiva
la trattoria, anche se Guidoni era ancora sposato. Come il suo
amante, Renata - che si esprimeva in un italiano privo di inflessioni
ed era capace di indovinare le parole del notaio prima che
iniziasse a dettare - faceva parte della ristretta cerchia di
Tonino Gasparri. Dopo la denuncia di Aristides in sguito
all'attentato negli uffici del consorzio anglo-olandese aveva
fornito un alibi a Olindo Bossi, sostenendo che la guardia giurata
aveva saltato il turno di servizio e trascorso la notte con lei.
Bruno Guidoni non aveva trovato nulla da obiettare. Ma la
cosa peggiore era che quando Aristides era stato condannato
Renata, pratica di archivi e registri immobiliari, era riuscita a
scovare al catasto il miniappartamento in via del Fortino intestato
a sua madre. La sola eredit lasciata da Melani Albanese
al figlio di quattro anni: due stanze che zia Milli aveva dato in
affitto per provvedere al bambino. Dopo il tradimento di
Renata, Aristides aveva dovuto mettere in vendita il bilocale
per saldare almeno una minima parte dei suoi debiti. Stranezze
del caso, l'immobile era stato ceduto sottocosto direttamente ai
fratelli Carlo e Antonio Gasparri, che erano a conoscenza del
progetto di risanamento del quartiere e si erano accaparrati
numerose propriet a prezzi stracciati.
 Questa volta Aristides l'aveva scampata per il rotto della
cuffia, anche se era rimasto in casa di Renata e Bruno meno di
venti minuti. Allung il passo verso la fermata vicino al Giardino
pubblico e fu l'ultimo a salire sull'autobus. Nonostante lo
sguardo insistente di Renata credeva che n lei n Guidoni lo
avessero riconosciuto e scacci subito il pensiero di tagliarsi
barba e capelli per scrupolo. Un quarto d'ora dopo era sulle
Rive, dove qualche giorno prima aveva incontrato Tonino
Gasparri. Aveva cominciato a piovigginare, per strada non
incroci nessuno. In Campo Marzio il bar Medusa era illuminato.
Aristides si era aspettato che quella sera fosse chiuso e
si domand se la notte precedente Fedora non avesse mangiato
la cena che le aveva cucinato o se la massiccia dose di olio di
ricino non avesse funzionato a dovere. Super lentamente il
locale, sbirciando dalla vetrata. Dietro al bancone un ragazzo
rasato a zero, alto e robusto come lui, preparava i drink dando
indicazioni alla cameriera. Sul collo gli spiccava un tatuaggio:
coltello, forchetta e cucchiaio. Quella vista provoc una fitta di
dolore ad Aristides, che si allontan il pi rapidamente possibile.
Suo figlio Dino sostituiva la madre. Zia Milli non aveva
detto che lavorava all'estero?

 Ho un nuovo progetto annunci fiero Marco durante la
cena, mentre in sottofondo risuonava la sigla del telegiornale.
Solo nonna Camilla era rimasta seduta davanti alla tv, intenta a
mangiare la sua jota.
 L'entusiasmo iniziale di lavorare come cuoco a domicilio
era svanito, Marco si era stufato della sua idea ancora prima
del solito ed era a caccia di alternative. Il conduttore del tg
elenc le notizie principali, il volume era decisamente troppo
alto, ma ormai avevano rinunciato a togliere il telecomando di
mano a Camilla per abbassarlo, tanto un attimo dopo lei lo
avrebbe alzato pi di prima. Davanti a loro, in mezzo alla
tavola, troneggiava una grossa scodella di pasta fumante cucinata
da Marco, di cui tutti in famiglia andavano pazzi: bigoli
con crema di acciughe sott'olio, un po' d'aglio, timo fresco e
mandorle tritate tostate. Una ricetta veloce da preparare,
gustosa ed economica. Patrizia, guarita dall'infezione intestinale,
si era servita un generoso bis e ogni tanto dava qualche
pezzetto alla piccola Barbara, la figlioletta di due anni e mezzo
che le stava accoccolata in grembo e masticava beata cercando
di pasticciare nel piatto con le manine. Quando si profilava
all'orizzonte l'ennesimo lampo di genio del fratello la secondogenita
di Laurenti stava particolarmente all'erta.
 Marco ha un nuovo progetto! esclam divertita. Udite,
udite. Scommetto che al massimo fra tre giorni manda tutto a
monte un'altra volta. Magari adesso ci propone di assumerlo
noi come cuoco a domicilio, cos pu limitarsi a uscire solo di
notte per ubriacarsi e rimorchiare con gli amici.
 No, dico sul serio. Smettila, Patti protest Marco. Sono
sicuro che la mia idea ti piacer. Potremmo perfino diventare
soci.
 Intanto il telegiornale aveva esaurito le notizie di politica
interna e stava passando alla cronaca locale. Uno dei servizi
riguardava un incidente nel quale era rimasta gravemente ferita
una donna anziana, provocato da un motociclista che era fuggito
senza prestarle soccorso.
 Quello l'ho gi visto esclam Camilla in tono concitato
quando, al servizio successivo, la telecamera fece una panoramica
sulla conferenza stampa del pomeriggio in questura
inquadrando il genero. Patrizia si prese la testa tra le mani guadagnandosi
un'occhiataccia della madre Laura, mentre Marco
nella foga non si accorse di niente.
 Dovete sapere che fare il personal chef  orribile prosegu
a voce pi alta. I clienti si rifiutano per principio di accettare
qualunque novit e chiedono sempre e soltanto quello che
mangiano di solito, con l'unica differenza che cos si evitano la
fatica. In pratica vogliono togliersi il pensiero di fare la spesa,
cucinare, servire, sparecchiare e lavare i piatti. Oppure cpita
la padrona di casa che si  innamorata di una ricetta letta su
una rivista e non si fida a prepararla da sola. Ma la vera tragedia
sono quelli che non si prdono una puntata di Master-Chef
e quindi si credono grandi intenditori.
 A un tratto Camilla scoppi in una risata cos fragorosa che
tutti si voltarono verso di lei. Laurenti era inquadrato in primissimo
piano, e la sua testa sembrava tre volte pi grande del
normale. Parlava della morte dell'armatrice, illustrando per
sommi capi la consueta procedura delle indagini. Tranne l'identit
della vittima, che fino a quel momento era stata tenuta
segreta, non c'erano novit. Con tutte le volte che aveva ripetuto
le solite frasi fatte, la redazione avrebbe potuto tranquillamente
mandare in onda immagini di repertorio relative a un
qualunque caso precedente. Camilla sembrava agitata, per
non dava segni di aver riconosciuto il genero. Ma che sciocchezze
dice quello l? Gli inglesi non si tolgono la vita brontol.
Quando hanno occupato la citt erano gli altri che se la
toglievano per colpa loro.
 Stai facendo un po' di confusione, mamma intervenne la
figlia. Laura non riusciva e non voleva accettare il declino di
Camilla. Quello che dici tu era il Governo militare alleato.
Subito dopo la guerra. Nessuno si  tolto la vita per colpa degli
inglesi. E nemmeno degli americani, se  per questo, bench
durante una manifestazione abbiano sparato a un gruppo di
fascisti facinorosi.
 Le manifestazioni dovrebbero essere proibite per legge si
infervor Camilla, mentre il telegiornale approfondiva l'incidente
in via di Valmaura. Che vadano tutti a lavorare come
abbiamo fatto noi.
 Laura si alz, prese il telecomando e cambi canale scegliendone
uno con documentari storici in bianco e nero che
distraessero la madre.
 E ora posso finire di parlare? incalz Marco sulle spine.
Credetemi, so quello che dico. In fondo ci ho cucinato, a casa
di certa gente. Sono degli spilorci incredibili,  pi forte di
loro. Vogliono risparmiare su tutto. Gli ingredienti migliori
sono troppo cari, se portassi in tavola roba scaduta comprata
in offerta non se ne accorgerebbero nemmeno. Niente olio
della Val Rosandra, solo pesce di allevamento, pane confezionato
da scaldare in forno. E il vino! Sauvignon, Sauvignon,
Sauvignon. Non importano la zona di produzione, la cantina e
l'annata, l'essenziale  che abbia una bella etichetta e costi
poco. E hanno anche il coraggio di dire che  buono. In compenso
hanno due macchine, orologi che costano un patrimonio
e gioielli, per i fiori no, quelli si comprano al supermercato.
Come se non bastasse alla fine trovano anche da ridire, tirano
di nuovo sul prezzo e non lasciano nemmeno un euro di
mancia. Oppure ti dicono ripassa domani, e tu l a correre
dietro ai soldi che ti spettano come se stessi chiedendo l'elemosina.
Non ne posso pi.
 Perch non ti decidi a raccontarci questo progetto, invece
di lamentarti e basta?. Ora che aveva ripulito il piatto Laurenti
poteva anche contribuire alla conversazione. Camilla non aveva
avuto poi tutti i torti a criticare il suo intervento durante la conferenza
stampa del pomeriggio in questura. Si era limitato a
confermare l'identit della vittima in risposta alle domande di
un giornalista del maggiore quotidiano locale. Dopo la pausa
pranzo non aveva avuto neppure il tempo di dare una scorsa al
referto dell'autopsia. Prima di concludere aveva menzionato
anche l'auto rubata ferma in via Mazzini con cui i tre uomini si
erano allontanati poco dopo il fatto. Non aveva rivolto un
appello ai possibili testimoni: una volta trasmesso il notiziario le
segnalazioni sarebbero state pi numerose degli abitanti di
Trieste. Accennare ai segni rilevati sul braccio destro, sulle
spalle e sulle clavicole dell'armatrice, compatibili con una pressione
esercitata da una seconda persona, pi robusta e molto
pi forte della vittima, sarebbe servito soltanto a soddisfare
l'immancabile curiosit morbosa e incoraggiare i pettegolezzi.
 Ecco, se nei mesi estivi allestissimo un home restaurant
continu imperterrito Marco, con men degustazione, grandi
vini e tramonti sul mare che non ci costano niente, guadagnerei
un sacco di soldi in un terzo del tempo.
 Ma certo, come no, aperitivo a base di finger food sulla
spiaggia seguito da una cena in terrazza. Almeno in questa casa
ci sarebbe finalmente un po' di vita ironizz Patrizia. Perch
invece non lo fai per noi, una volta tanto?.
 Gratis non lavoro pi per nessuno, Patti. Ascoltate, sarebbero
dai centocinquanta euro a persona in su. In anticipo e
naturalmente in contanti. Tre, quattro volte a settimana a
seconda di com' il tempo, massimo dieci coperti. Diciamo per
quattro mesi all'anno, pi il weekend a pranzo in primavera e
autunno, quando si pu stare all'aperto. Faremmo affari d'oro.
Almeno sessantamila euro a stagione. Non dobbiamo pagare
l'affitto e, togliendo un quarto per la spesa, tutto il resto ci
finisce dritto in tasca.
 Tasse, personale, corrente elettrica, acqua, rifiuti, assicurazioni
e attrezzatura. Quanto ci viene a costare? chiese Laurenti
allarmato. Non voleva estranei in giro per casa, gli
bastavano quelli che incontrava ogni giorno per ragioni di servizio,
e suo figlio per farsi pubblicit avrebbe persino sfruttato
il fatto che il padre era a capo della polizia giudiziaria di
Trieste.
 Ma quali tasse? Stai scherzando, pap?  ovvio che
sarebbe tutto in nero, altrimenti tanto vale che mi cerchi un
altro posto sotto padrone. Marco scosse la testa, incredulo.
Tanta mancanza di buon senso lo sconcertava.
 Te lo compro io, un ristorante tutto tuo comment dalla
sua poltrona la nonna, insolitamente presente. Sei in assoluto
il miglior cuoco in circolazione. Aspetta che muoia e avrai i
soldi che ti servono. Ti nomino mio erede universale, Marco.
 Vacci piano, mamma la rimprover Laura. Marco ha
ancora molto da imparare. Dovrebbe fare esperienza con chef
rinomati. Perch non vai altrove come i tuoi colleghi? A Roma,
Parigi, Londra o Sydney. Troveresti nuovi stimoli.
 Deve restare qui e farmi da mangiare. Le schifezze che
prepari tu non mi piacciono. Marco non ha proprio niente da
imparare. L'anziana signora si alz, si diresse a piccoli passi in
cucina e torn con il barattolo di Nutella.
 Marco approfitt della pausa. Almeno pensateci. Stoviglie
ne abbiamo quante ne vogliamo e non ci serve nessun aiutante.
Patrizia serve in tavola e tu, pap, quando sei libero fai il sommelier.
Mamma si occupa del dessert, che almeno quello lo sa
fare.  tutto calcolato, sar una passeggiata. Allora, ci state?.
Io lavo i piatti si offr la nonna contenta come una pasqua.
 Laurenti non sapeva se ridere o piangere. Vedo gi gli articoli
sui giornali: "Commissario della Polizia di Stato gestisce
ristorante illegale e froda il fisco, anzich garantire la sicurezza
dei cittadini come suo dovere". Davvero non hai pi clienti,
Marco? Fino a poco tempo fa eri entusiasta e dicevi di essere
sommerso dalle prenotazioni.
 Credevo che i poliziotti se ne accorgessero subito quando
uno mente rise Patrizia.
 Si vede che nelle questioni di famiglia sono di parte concluse
Laurenti avvicinandosi alla suocera per toglierle il barattolo
di Nutella, cosa che Camilla consentiva solo a lui.
 Sei un brav'uomo lo ricompens la donna. Peccato che
Laura abbia sposato il tizio della televisione. Domani mi
accompagni a comprare i gerani. E il terriccio. Siamo gi in
ritardo.
 Proteo batt in ritirata, mentre Laura si sedeva accanto alla
madre per spiegarle che non si piantano i fiori a novembre.

 Ti avevo detto di sparire dalla circolazione per un po',
Dino mise in chiaro Gasparri stappando una bottiglia di rum
aejo, regalatagli chiss quando da qualcuno che voleva
entrare nelle sue grazie. Bevi un goccio e raccontami tutto
dall'inizio.
 Il politico era in vestaglia e pigiama, ma si era gi scrollato
il sonno di dosso. Mancava poco alle tre quando il campanello
lo aveva svegliato.
 Ho preferito evitare il telefono, Tonino, non si pu mai
sapere chi ascolta si giustific il ragazzo. E non ce l'ho fatta
a venire prima, ho chiuso adesso il bar. Stasera c'erano pochi
clienti, ma di quelli buoni, pieni di soldi. Stamattina presto mi
ha chiamato mia madre, non si sentiva bene. Io ero in montagna,
ho mollato tutto e sono tornato il pi in fretta possibile.
Aveva fortissimi crampi addominali, vomitava di continuo e
doveva andare in bagno ogni due minuti. In quelle condizioni
non potevo nemmeno portarla dal dottore e siccome non
migliorava ho chiamato la guardia medica. In ospedale le
hanno fatto una flebo e chiesto se avesse mangiato cibi esotici.
Sulla lista ce n'erano un sacco: lime, mango, ananas, alcune
variet di menta e certe spezie. Non credevo che a Cattinara
fossero cos scrupolosi. In pratica devono fare tutte le analisi
per individuare l'agente patogeno. L'hanno stabilizzata e ora la
stanno curando. Se va tutto bene la dimettono domani.
 In questa stagione circola sempre qualche virus intestinale,
l'avr preso da un cliente lo rassicur Gasparri versandogli
altro rum.
 Lei  convinta di essere stata avvelenata. La notte prima
quando  tornata a casa ha trovato un piatto di pasta sul tavolo.
Ha pensato che avessi voluto farle una sorpresa, visto che dopo
il lavoro  sempre affamata. Ma io non c'entro niente.
 Andiamo, Dino, non prenderla sul personale. Cpita
anche ai grandi cuochi di usare per sbaglio un ingrediente avariato.
Un paio d'anni fa ho beccato una cozza che non era
fresca e mi ci sono voluti tre giorni per rimettermi in sesto.
Non  stata una festa, te lo assicuro.
 In un buon ristorante non succede. E comunque ti dico
che non sono stato io. Sono tornato subito a Bad Kleinkirchheim,
ho lasciato il lavoro per ho tenuto la camera. Devo
andarmene il primo del mese prossimo.
 E mentre ti precipitavi di nuovo qui un'ottantenne  finita
sotto la tua Ducati, vero?.
 Dino deglut e abbass gli occhi. Mi dispiace, Tonino. Credimi,
non volevo.
 Speriamo che ce la faccia. Al telegiornale hanno detto che
 messa male. Dov' la moto?.
Nel cortile dietro il Medusa. Da fuori non si vede niente.
Noleggia un furgone e portala all'estero.
Ma non la vede nessuno.
 E ora, Dino? Cos'hai in mente di fare quando Fedora sar
guarita?.
 Gasparri aveva sempre voluto bene a quel ragazzo, non solo
perch era il figlio di Fedora ed era cresciuto senza padre.
Dino, che adesso aveva ventiquattro anni, gli si era affezionato
fin da bambino, e il politico poteva contare su di lui ogni volta
che doveva risolvere qualche faccenda senza fare rumore. Era
discreto come lo era stato Olindo Bossi.
 Non posso stare da mia madre, la casa  troppo piccola,
non c' spazio.
 Per il momento puoi rimanere qui, stanotte dormi sul
divano e domani ti preparo un letto. Ma poi, Dino?.
 Ho bisogno della mia parte, Tonino. Subito. Dopo di che
me ne vado. In Australia o in Argentina.  sempre stato il mio
sogno. Mi hai promesso pi del doppio di quanto hanno ricevuto
gli altri, baster per un bel pezzo.
 Non mi aspettavo che saresti tornato cos presto in citt.
Devo recuperare i soldi. Potrebbero volerci due giorni, nel
frattempo non fare sciocchezze. E cerca di non dare nell'occhio,
nessuno deve sapere che sei qui. La gente chiacchiera.
Dino Bertone era combattuto tra il sollievo e lo scetticismo.
 In passato Gasparri aveva sempre mantenuto la parola data,
ma aveva anche sempre pagato sull'unghia. Prima posso partire
meglio , Tonino ribad. Voglio tagliare la corda appena
mia madre riprender a lavorare, al massimo dopodomani.
 Sai che ci tengo a lei. Stalle vicino finch non si  rimessa
del tutto. Hai altri vestiti a parte la tuta di pelle?.
 Dino scosse la testa.  tutto in Austria. Mi sono messo in
viaggio subito dopo che mi ha chiamato. Era ridotta uno
straccio.
 La polizia controller ogni motociclista un po' pi alto
della media, compresi quelli che vanno a piedi. Domattina ti
procuro una giacca e una camicia, ma i pantaloni devi provarli
in negozio. Non puoi uscire cos, Dino. Tira una brutta aria.
Hai riflettuto su cosa farai adesso che ti sei licenziato? Dicevi
che il lavoro non era male e che oltre allo stipendio prendevi
molte mance.
 Come credi che mi sia comprato la moto, Tonino? Se mi
dai una mano quando torno in Italia apro un ristorante
austriaco con tutti i piatti della tradizione. Hai notato che a
Trieste non ce n' nemmeno uno? Scommetto cento euro che
sarebbe una bomba.
 Ne parliamo un'altra volta. Sono quasi le quattro e ho la
sveglia fra tre ore. Prima di uscire ti lascio una copia delle
chiavi sul tavolo in cucina. Vedi di non perderle.
 Senza soldi non posso andarmene, Tonino. Dino Bertone
si sfil le scarpe. Almeno per quella notte non doveva pi pensare
a niente ed avrebbe dormito in pace.
 Forse domani ti chieder di fare una cosa per me, ora per
ripsati, Dino.
...
Potere, verit, caccia.

 Non aveva mai messo piede in quell'obbrobrio di
cemento armato appollaiato sulla collina che lo
inquietava gi da lontano. L'immenso complesso di
alloggi popolari si ergeva sui resti di un castelliere preistorico,
non lontano da un altro colosso dei primi anni Ottanta, l'ospedale
di Cattinara. Era uno di quei mostri edilizi con cui si cercava
di apparire moderni iniziando a ghettizzare i cittadini
meno avvantaggiati. Crimini architettonici, perpetrati senza
fine - bastava guardare i quartieri che ancora oggi venivano
costruiti nelle periferie delle citt di tutto il mondo.
 Come sta Fedora? L'hai sentita? si era informato Tonino
Gasparri quando aveva portato a Dino un cambio di vestiti.
 Dalla voce sembrava migliorata, ma devo sostituirla
ancora. I medici le hanno fatto le analisi, oggi ci diranno i risultati.
Non si  ripresa del tutto, per il peggio  passato ed  di
nuovo a casa. Dino era felice di avere un programma per la
sera e poter aiutare la madre al bar. E qualcuno aveva gi provveduto
a trovargli qualcosa da fare anche durante la giornata.
 Prendi l'autobus e vai a Rozzol Melara lo aveva istruito
Gasparri, che indossava un sobrio completo grigio senza cravatta.
Ci sei mai stato?.
Dino aveva fatto cenno di no.
 Te la caverai. Ci vivono pi di duemila persone, ma ti
baster domandare. Voglio che trovi una donna. Ormai avr
un'ottantina d'anni, si chiama Melissa Fabiani.  facile che i
pi vecchi la conoscano con il soprannome di un tempo, la
Severa. Da giovane lavorava in Cavana, prima che chiudessero
i bordelli. Con l'et si  specializzata come dominatrice.
E all'improvviso ti  venuta nostalgia?.
 Non dire fesserie. Qualche volta c' stato mio fratello, ma
tienilo per te. Voglio che tu le chieda notizie di una persona.
 Chi?. Pi il politico faceva il misterioso pi la curiosit di
Dino cresceva.
 Un criminale che probabilmente  di nuovo a piede libero.
Non si pu pi fare affidamento sulla giustizia. Se la polizia
arresta un delinquente il giudice lo rilascia. Allora, quando
trovi Melissa Fabiani, la prendi in disparte e le domandi del
Greco. Dille che ti  giunta voce che  stato rilasciato e devi
parlargli con urgenza perch vuoi saldare i tuoi vecchi debiti.
Veramente hai dei debiti con quel criminale?.
In certe situazioni qualche spicciolo fa comodo a tutti.
E perch una vecchia prostituta dovrebbe sapere dov'?.
 Perch  la sua unica parente. Appena scopri qualcosa
vieni da me in ufficio in piazza Oberdan. Non telefonare.
Come dici tu, non si pu mai sapere chi ascolta. Soldi ne hai?.
Per il biglietto bastano. Poi ho l'incasso di ieri.
 Quello  di tua madre. Lascialo qui,  pi sicuro gli aveva
consigliato Gasparri allungandogli cinquanta euro.
 Chi vuoi che abbia il coraggio di aggredire uno come me.
Dino aveva spinto in fuori il possente torace e teso i muscoli.
Una montagna d'uomo, giovane e ben piazzato. Pensa piuttosto
a rimediare la mia parte.
 Dovrei averla entro domani sera. Ora va' e fa' come ti ho
detto.
 Quando scese dall'autobus di fronte all'enorme blocco di
cemento si guard a lungo intorno prima di puntare verso uno
degli orribili ingressi. Spalanc con un calcio il pesante portone
a vetri, che sbatt rumorosamente contro il fermo e vibr.
Imbocc la fredda tromba delle scale salendo i gradini due alla
volta fino all'ampia porta vetrata che dava su un lunghissimo
corridoio, squallido e male illuminato, con il pavimento in
vinile nero. Non incontr un'anima. La desolazione generale
era interrotta soltanto dai numerosi graffiti. Si ferm davanti
alla prima entrata che conduceva ai piani abitati e studi la
miriade di nomi sul citofono, alcuni dei quali difficili da decifrare.
Chiese di Melissa Fabiani a un uomo che stava uscendo,
ma lui non seppe rispondere e si limit a fissargli il tatuaggio
sul collo. Al terzo tentativo andato a vuoto Dino torn all'ufficio
postale e domand se qualcuno conoscesse la donna. Gli
spiegarono che non gestivano loro il recapito della corrispondenza,
perci non potevano aiutarlo. Gli conveniva provare al
bar, punto di ritrovo abituale degli inquilini in l con gli anni.
Dopo una lunga ricerca finalmente Dino Bertone lo scov.
Donne in abiti modesti, alcune in tuta da ginnastica, fumavano
sotto l'insegna del bar tabacchi. Sulla locandina del quotidiano
locale esposta accanto all'ingresso lesse il titolo a caratteri cubitali:
Breaking Bad a Trieste. L'agonia di Elio Mazza. Dino entr
e ordin un caff.
 Le persone sedute ai tavoli erano per lo pi anziane e giocavano
a carte senza troppa partecipazione. Solo di tanto in
tanto, quando qualcuno vinceva e intascava la posta, si scambiavano
qualche bonario sfott prima di iniziare un'altra partita.
A fianco di una signora con i capelli bianchi freschi di
parrucchiere ed il rossetto di un rosso sgargiante era appoggiato
un piccolo macchinario, con un tubo collegato a una maschera
di ossigeno che a tratti la donna si toglieva dalla bocca per
brontolare stizzita qualcosa ai compagni. Incurante dell'et,
sfoggiava unghie smaltate. Vedendo entrare il ragazzo muscoloso
lo aveva squadrato per un attimo. Era troppo giovane per
quel posto e chiaramente a disagio negli indumenti che indossava.
Si sistemava di continuo i pantaloni e la camicia, dovevano
essere nuovi. Quando Dino ordin il secondo caff senza
smettere di osservare i presenti attir l'attenzione del barista.
 Niente paura, l'uomo  un animale abitudinario. Si adatta
in fretta al cambiamento di ambiente comment posando la
tazza sul piattino. Non tutti hanno la fortuna di farsi assegnare
uno di questi appartamenti. Non manca niente. Gi c'
il supermercato, abbiamo anche l'asilo, la farmacia e l'ufficio
postale, e la scuola non  lontana. Giornali, sigarette e articoli
di cartoleria li trovi da me.  come vivere su una nave, non hai
bisogno di uscire. E che gli stranieri ti piacciano o no, se non
altro impediscono che il complesso resti deserto. Certo,
sarebbe meglio se tornassero il prima possibile da dove sono
venuti. Prima o poi qui ci saranno solo musulmani, e a quel
punto vorranno una moschea. Alla fin fine, i soldi per una casa
popolare riusciamo a racimolarli anche noi italiani. Ma intendiamoci,
personalmente non ho nulla contro gli extracomunitari.
In quale ala vivi?.
 Dino lo fiss spaventato, preso alla sprovvista. In realt
volevo dare un'occhiata prima di fare domanda. Una mia
amica abita qui.
 Spero tu l'abbia trovata. All'inizio non  facile capire quale
scala porta ad un dato appartamento. Io conosco tutti gli inquilini,
chi cerchi?.
Oh, non importa, grazie. Magari le faccio uno squillo.
 Non dai corridoi ai piani pi bassi, per. Sono schermati
come un bunker nazista, non li attraversa nemmeno una granata,
figuriamoci il segnale. Fdati, qui dentro ti conviene chiedere
al primo che incontri. Te l'ho detto,  come essere su una
nave. Allora, chi cerchi?.
 Melissa, una donna non pi giovanissima. Un tempo si
faceva chiamare la Severa.
 Il barista scoppi in una sonora risata. Ognuno ha i suoi
gusti, ragazzo, per non esercita pi da un pezzo. Poi grid
all'indirizzo di un tavolo: Non hai mica ripreso a lavorare,
Melissa? Questo giovanotto vuole te.
 Il rotondo cranio rasato di Dino divent paonazzo - se
fosse stata l'ora del tramonto, l davanti all'obl della finestra
avrebbe potuto fare concorrenza allo spettacolo del sole che
calava all'orizzonte.
 Melissa Fabiani si sfil la maschera con un sorriso da orecchio
a orecchio. Sai, Pino replic con voce flebile ma distinta,
 come nuotare o andare in bicicletta, una volta imparato non
si dimentica pi. L'unica differenza  che si allungano i tempi.
Che ci vuoi fare, si invecchia. In compenso abbiamo pi esperienza,
ma oggi quella non te la paga nessuno.
 I compagni batterono le mani, ridendo e scherzando senza
ritegno su come Melissa rimpolpava la pensione. Finalmente
un diversivo! Dino si rese conto che il passato della donna non
era un mistero e lei non aveva mai avuto motivo di tenerlo
segreto. Ora lo fissavano tutti. Sorrise impacciato. Aveva creduto
di poter ottenere le informazioni desiderate da Gasparri
senza farsi notare, un po' come si chiede la strada ad un passante
che un attimo dopo non ricordava pi nemmeno che faccia
avevi.
 Come ti chiami, ragazzo? domand Melissa sollevando la
maschera.
Mario Rossi, signora balbett lui.
Ma pensa, come la met dei miei clienti. E cosa vuoi?.
 Sto cercando una persona. Si sentiva addosso gli occhi
dei presenti.
La cercano tutti, anche se non sempre sanno chi .
Melissa continuava ad esibire un'allegria forzata.
 Mi hanno incaricato di chiederle se il Greco  tornato,
signora. Dino non sapeva che pesci pigliare. Raramente in vita
sua gli era capitato di non avere la risposta pronta, in caso contrario
non sarebbe mai riuscito ad affermarsi nel duro mondo
della ristorazione in cui aveva lavorato fino ad allora.
La citt  piena di greci. Chi ti ha detto di venire da me?.
 Un amico, ma non  importante. Si rivolse imbarazzato al
barista e pos sul bancone i cinquanta euro che gli aveva dato
Gasparri.
 Non li hai spiccioli? ribatt l'uomo in tono inaspettatamente
brusco, rifiutando la banconota anche se avrebbe
potuto cambiarla senza difficolt.
 Melissa si era alzata dalla sua sedia per raggiungere Dino. Il
fido apparecchio la segu avanzando a scatti. Si era interrotto
anche il rumore del macinacaff, si sarebbe potuto sentire perfino
uno spillo che cadeva. Dino e Melissa erano al centro dell'attenzione
generale. La donna si ferm a un passo da lui, alz
la testa e lo guard. Non sperare di cavartela cos facilmente.
Non si getta il sasso per poi nascondere la mano. Bisogna pensarci
prima. Chi fa domande su qualcuno ha i suoi motivi. Sbaglio,
forse? concluse voltandosi verso gli altri.
 I compagni non toglievano gli occhi dal ragazzo, un signore
arzillo sulla settantina si alz e si avvicin di qualche metro.
 Deve essere come dice lei, signora temporeggi Dino gettando
uno sguardo alla porta, gesto che non sfugg a Melissa.
 Toglitelo dalla testa, tu da qui non te ne vai. Chi vuole
sapere se il Greco  stato rilasciato? lo incalz osservando il
tatuaggio.
 Una persona che deve saldare dei debiti, ma se a lui non
interessa io non posso farci nulla aggiunse Dino con un
mezzo sorriso sfrontato, poi si volt verso il barista, immobile
a braccia conserte dietro al bancone. Prendi quei soldi e metti
nel conto le consumazioni del tavolo. Se ancora non ti basta,
pago anche il prossimo giro. Sbrgati.
 Attento, ragazzino lo avvert Melissa battendogli l'indice
sul petto muscoloso. Non sono molti quelli che si interessano
al Greco. Di' a chi ti manda che non se n' mai andato.
Faranno meglio a stare tutti in guardia.  vero, alcuni hanno
dei debiti con lui, e di sicuro si far pagare. Al diavolo Tonino.
A quanto pare il grande Gasparri se la fa sotto a informarsi di
persona. Del resto ce l'aveva moscio anche suo fratello. E ora
tgliti dai piedi. Melissa si risistem la maschera e torn al
suo tavolo senza degnarlo pi di uno sguardo.

 Di certo, soprattutto i lettori di una certa et non dovevano
essersi scandalizzati che spesso il principale quotidiano della
citt dimenticasse il suo primo dovere di informazione, ossia
quello di gettare luce sui reconditi recessi della politica. La
priorit della cronaca non era lo scenario internazionale, ma
piuttosto la necessit di foraggiare il patriottismo di quei lettori
convinti che andasse tutto meglio prima. Di conseguenza lo
strillo d'apertura non era dedicato alla morte di Maggie Aggeliki,
l'armatrice britannica di origini greche, bens alla dipartita
del Poeta, che si era distinto abbastanza a lungo nell'associazione
degli esuli da meritarsi tale attenzione.

Breaking Bad a Trieste. L'agonia di Elio Mazza.
La causa della morte  la ricina come nella serie americana?

 Una foto della vittima, risalente a tempi migliori, corredava
il titolo a effetto e l'articolo nella prima pagina di cronaca, che
non rivelava nulla di nuovo.

 Per due giorni i medici hanno lottato per salvare la vita all'ex avvisatore
marittimo, Elio Mazza, nato nel 1951 a Fiume, deceduto
durante il trasporto in elicottero al reparto tossicologico della clinica
universitaria di Padova. Per oltre quindici anni aveva ricoperto
un ruolo chiave all'interno dell'autorit portuale. Dopo aver
lasciato il lavoro, nel quale aveva profuso il massimo impegno, le
sue condizioni di salute erano progressivamente peggiorate ed il suo
organismo si  ritrovato incapace di superare la grave intossicazione
o infezione. Elio Mazza era conosciuto con il soprannome di
Poeta, appellativo che si era guadagnato declamando i versi patriottici
di Gabriele D'Annunzio. Fino alla fine aveva caldeggiato
strenuamente il ritorno all'Italia di Fiume, in passato orgoglioso
porto del Quarnaro. Le cause della morte non sono ancora state
chiarite. Un eventuale avvelenamento da ricina potr essere accertato
solo con esami mirati della durata di alcuni giorni. Tuttavia
non  da escludere neppure l'ipotesi di una violenta gastroenterite,
infezione come sempre diffusa in questa stagione.

Neanche un accenno alla sua caduta nella spirale dell'alcolismo.
 In un box accanto all'articolo era riprodotta la foto di
un foglio spiegazzato con alcuni versi del Poeta, scritti di suo
pugno. Le sue ultime parole, come recitava la didascalia.
Mazza, da sempre convinto che un giorno la sua patria perduta
sarebbe tornata all'Italia, aveva affidato alla scrittura gli istanti
supremi. Il tratto era nervoso, le lettere vergate in fretta su un
pezzo di carta sporco, le righe fortemente inclinate verso il
basso.

La mia vita per la tua libert, o terra sacra
Possa il mio onore cadere nel fango
Se non combatter fino alla morte
Ora e sempre, in alto le armi per te, o Patria.

 Quell'uomo era un ubriacone che viveva solo come un
cane in quel buco di soffitta dove ha quasi tirato le cuoia, e ora
tutti a piangere per lui comment secca Pina Cardareto,
entrata brandendo il giornale. Scommetto qualunque cosa
che a informare la stampa  stato l'assistente di laboratorio,
anche se il suo nome non compare. Ci ha fatto una testa cos
con gli attentati a base di ricina, da Londra all'Oklahoma a
Tokyo, passando per l'Afghanistan e la Siria. Poi ci siamo
dovuti sorbire anche la lista di tutti i film e telefilm in cui  presente
il veleno. Sembra un maniaco di Breaking Bad, la serie
con il tranquillo professore di chimica che si mette a cucinare
metanfetamina e poi ammazza la concorrenza con la ricina.
Magari anche i vecchi triestini ne traessero ispirazione!.
 Chi fa la spia non  mai visto di buon occhio, nemmeno se
ha ragione. Nel caso abbia cantato alle spalle dei medici gli
conviene restare anonimo o non lavorer mai pi in vita sua
replic Marietta, stranamente docile nei confronti dell'ispettrice
capo. Tanto deficiente per non dev'essere, considerando
che ha messo gli specialisti sulla strada giusta. Quando
ci mandano i risultati?.
 Entro la giornata di oggi. L'opinione pubblica non 
ancora stata informata, ma sono gi scattati tutti i campanelli
di allarme. La ricina rientra nelle armi chimiche. A quanto pare
viene usata specialmente da fanatici di estrema destra, che per
fortuna non hanno le conoscenze necessarie a trasformarla in
un mezzo di distruzione di massa.  efficace solo in determinate
circostanze.
 Patria, nazione, territorio, razza sono i tanti nomi del
mostro che li divorer comment Gilo Battinelli. Sono talmente
esaltati da mettere in pericolo anche se stessi. La tossina
pu essere inalata, assorbita dalla pelle o ingerita. Nessuno di
quegli idioti ha le competenze per usarla, ci metto la mano sul
fuoco.
 Pina concord. Perfino le grandi potenze mondiali hanno
abbandonato l'idea di tenerla nel loro arsenale. La dose letale
varia da persona a persona. Chi supera una leggera intossicazione
sviluppa gli anticorpi. A volte addirittura senza nemmeno
accorgersi di esserne venuto in contatto.
 Non la venderanno mica in farmacia, no? Come si fa a
procurarsela? domand Marietta.
 Me lo sono chiesta anch'io. Il veleno si estrae dal rivestimento
dei semi di ricino. L'assistente di laboratorio sostiene che
basta un occhio allenato a riconoscere la pianta ornamentale,
anche da noi  frequente nei giardini. Ma a ben guardare vale
per molte altre cose. Tra poco i negozi di fiori si riempiranno di
stelle di Natale, che appartengono alla stessa famiglia.
 Questa te la sei inventata, Pina esclam sbalordita
Marietta. Non ci credo.
 Credi pure a quello che ti pare. Chi vive si ferisce. Guarda
il tuo posacenere.
 Non avevate sequestrato le carte di Mazza? intervenne
Laurenti, fino a quel momento rimasto inosservato sulla soglia
del suo ufficio. Chi ha dato quell'orribile poesia al
giornalista?.
Noi no risposero all'unisono Pina e il collega Battinelli.
L'ispettore prosegu: Forse la Scientifica ha dimenticato qualcosa
che  finita in mano alla stampa. A proposito, i tecnici
hanno analizzato i frantumi del piatto e trovato tracce della
tossina insieme a resti di patate, filetti di sgombro e pesto. L'ultimo
pasto di Mazza, corrisponde al contenuto dello stomaco.
Ma c' un altro elemento curioso. Il sottotetto  annesso all'appartamento
sottostante, e gli inquilini che ci abitano non conoscevano
il Poeta. Il proprietario del palazzo  un pensionato di
nome Bruno Guidoni. Lo abbiamo convocato, e dieci minuti
fa ha telefonato per avvisare che non pu venire, ha la
gastroenterite.
 Sembra che sia scoppiata un'epidemia not Marietta in
tono sarcastico. So chi  Guidoni. Lavorava alla municipalizzata,
era il responsabile dell'ufficio tecnico e lo hanno licenziato
perch utilizzava regolarmente gli operai per ristrutturare
i suoi appartamenti. Nel giro di pochi anni avrebbe raggiunto
i limiti di et, quindi lo hanno mandato in pensione anticipata
e il resto  stato messo a tacere. Insabbiato.
Bella gente frequenti, Marietta la provoc Pina.
 L'assistente le lanci un'occhiata di superiorit, ma si
affrett a specificare: Ero amica della moglie, siamo cresciute
nello stesso quartiere e siamo andate nella stessa scuola. Era
molto pi giovane di lui e gravemente malata. Si  sempre
lamentata del marito, che per tutti gli anni di matrimonio aveva
avuto una relazione. Al suo posto lo avrei sbattuto fuori di casa
a calci, ma lei non ne aveva la forza. Scoprire che fregava anche
i datori di lavoro le ha dato il colpo di grazia. Altre
domande?.
 Che ne direste se, invece di punzecchiarvi, una di voi due
alzasse il telefono e chiamasse l'ospedale o l'ufficio d'igiene per
capire se davvero c' in giro questo infausto virus intestinale?
propose Laurenti dalla porta. Avvisatemi appena arriva il
referto autptico di Mazza.
 Ancora una cosa, commissario lo trattenne Battinelli sollevando
un foglio. Mazza aveva un vecchio cellulare con una
SIM prepagata senza credito. Non lo usava da un pezzo e non
riceveva nemmeno chiamate, fino al pomeriggio in cui  stato
trovato riverso sul marciapiede. Ha avuto due brevi conversazioni.
La prima con questo Guidoni.
E la seconda?.
Con Antonio Gasparri.
 Allora non vi siete dimenticati le basi del mestiere. Se la
morte di Mazza dovesse risultare veramente un omicidio od un
tentato omicidio sappiamo con chi fare una bella
chiacchierata.
 Sulla scrivania di Laurenti, oltre al quotidiano locale, erano
radunate tutte le notizie relative alla morte dell'armatrice
Maggie Aggeliki. I tabloid inglesi facevano leva sull'accaduto
per reclamare a gran voce l'uscita dall'Unione europea, il
prima possibile e senza margini di trattativa, rimarcando la
necessit di riconsiderare ogni genere di investimento nel continente.
Ora pi che mai era di basilare importanza sostenere
l'economia britannica e consolidare i porti sul territorio nazionale,
poich la voglia di rivalsa degli europei lasciava presagire
dazi elevati che una potenza marittima internazionale doveva
evitare. Inoltre bisognava rivedere con urgenza la legislazione
riguardante il diritto di soggiorno degli stranieri, che toglievano
il lavoro ai cittadini britannici. In particolare i giovani italiani,
seguiti a ruota dai polacchi, approfittavano a piene mani
della generosit con cui venivano accolti nel Regno Unito,
atteggiamento che doveva finire una volta per tutte. Non una
parola sui disaccordi interni e le innumerevoli sanzioni e i
negoziati che il paese avrebbe dovuto fronteggiare nel caso
avesse abbandonato la UE. Secondo la stampa d'oltremanica
anche l'armatrice Maggie Aggeliki aveva travisato le opportunit
economiche nell'Europa continentale, cosa che del resto
non sorprendeva date le sue radici greche. I manager della
compagnia avevano gi annunciato la loro visita al porto di
Trieste, citt che nel dopoguerra aveva beneficiato della protezione
dell'ONU e fino al 1954 era stata amministrata dalle
truppe anglo-americane, evitando cos di ritrovarsi alla merc
dei comunisti di Tito. E qual era la ricompensa? Nient'altro
che ingratitudine.
 La notizia veniva confermata anche dai giornalisti italiani: i
dirigenti della Aggeliki Shipping Company stavano valutando
la compatibilit dell'accordo con la strategia del consorzio. La
giovane presidente appoggiava l'impresa per motivi personali,
gi il bisnonno infatti - originario di Corf - aveva fatto fortuna
a Trieste quando la citt era il maggiore porto commerciale
della monarchia asburgica. Aristoteles Aggeliki aveva
fondato una flotta mercantile, attualmente attiva in tutto il
mondo, che contava oltre cento navi da carico e portacontainer,
a cui si aggiungevano traghetti e navi da crociera. Il
nipote del fondatore aveva spostato la sede a Londra per
ragioni fiscali, e sei anni prima la holding era stata ereditata
dalla figlia Maggie. Voci influenti nel panorama economico e
politico del nord-est insistevano sulla lungimiranza di chi deteneva
il potere decisionale: la posizione eccellente e la naturale
profondit del golfo di Trieste - che permetteva di fare scalo
anche alle navi pi grandi - parlavano da s, e la vicinanza alle
maggiori aree industriali dell'Europa centrale lo rendevano
praticamente senza uguali, come era stato riconosciuto dalla
stessa armatrice. Inoltre il porto pi a nord nel bacino del
Mediterraneo offriva numerose possibilit di espansione. In
direzione diametralmente opposta andavano invece le considerazioni
di un rappresentante della coalizione di destra, tornato
ai vertici dopo una breve parentesi all'opposizione con l'aiuto
di alcuni sedicenti avversari. Antonio Gasparri sottolineava
con accenti polemici che il porto doveva restare agli italiani e
non essere ceduto agli stranieri. Senza contare che dopo la
Brexit non ci si poteva pi fidare degli inglesi. Gasparri era
sempre stato un acceso detrattore dell'euro, uno di quelli che
auspicava il rapido ritorno alla lira e caldeggiava l'uscita dalla
Comunit europea che rappresentava solo un progetto fallito,
l'egemonia della Germania, la negazione dell'italianit. E
adesso di punto in bianco si riempiva la bocca con il carattere
metropolitano di Trieste, in grado di costruirsi un futuro internazionale
con le proprie forze, senza ingerenze esterne. L'asciutto
commento di un opinionista ironizzava sul nuovo corso
del politico che non aveva nessuna remora a ribaltare tutte le
sue affermazioni passate, in fondo fino a quel momento
Gasparri avrebbe preferito la citt com'era trecento anni
prima, quando era ancora un borgo recintato dalle mura.
 Laurenti prese il referto dell'autopsia effettuata sul cadavere
di Maggie Aggeliki. I segni presenti su spalle e clavicole
erano inequivocabili, ed erano stati lasciati da qualcuno molto
pi alto e robusto di lei. Ma l'armatrice era una donna minuta
di appena un metro e cinquantacinque, il che allargava notevolmente
il campo. Le uniche due persone di una certa stazza
riprese dalle telecamere di sorveglianza erano senza dubbio
Aristides Albanese e il terzo uomo con il casco che aveva
tagliato la corda a bordo dell'auto rubata con targa svizzera.
Sulla maglia della vittima i tecnici della Scientifica avevano rinvenuto
un capello grigio lungo sei centimetri. Il Greco per
aveva una criniera castana notevolmente pi lunga, mentre
l'altro gigante, che nelle riprese dell'aeroporto non indossava il
casco, era rasato a zero. Solo uno dei suoi compagni, molto pi
basso, aveva i capelli grigi nonostante l'et. Sepolte sotto le
carte che invadevano la scrivania di Laurenti c'erano anche le
immagini arrivate da Gorizia, dove il tassista aveva fatto scendere
i tre uomini. Ancora una volta due di loro avevano in
mano il casco. Quando finalmente Marietta gli pos davanti il
primo caff il commissario le mostr le ultime foto.
 Cosa ti viene in mente guardando questi uomini?
domand.
 Che sono tipi poco raccomandabili. Due di loro vanno in
moto, e il terzo  del posto o si sposta in macchina. Non mi
sembra diffcile. Esit un istante, poi avvicin agli occhi una
delle fotografie. Quello basso non ha nemmeno una ruga,
per ha i capelli grigi. Non deve essere cos vecchio come si
direbbe a prima vista. Una specie di lipizzano diventato bianco
troppo presto. E questo... continu passando alla successiva,
ha qualcosa sul collo. Ecco, qui, spunta dal bavero alzato. Hai
una lente d'ingrandimento?.
 Ti sembro Sherlock Holmes?. Laurenti scosse la testa. Da
quando computer e monitor l'avevano avuta vinta, nella maggior
parte degli uffici mancavano anche gli oggetti un tempo
considerati elementari, e la suddivisione del lavoro era diventata
talmente settoriale che per qualunque cosa ci voleva un
esperto. Marietta se la cavava bene con le ricerche in rete e
spesso scovava molte pi informazioni dei colleghi pi giovani,
che quasi non sapevano nemmeno scrivere sulla tastiera con
tutte e dieci le dita.
 Se vuoi la mia opinione sono delle posate, anche se la
giacca copre i manici. Coltello, forchetta e cucchiaio. Pina ha i
file, le chiedo di ingrandire il dettaglio. Questi novellini non si
accorgono di nulla. Ma in fondo non  colpa sua se  un tappo
e arriva a malapena alla scrivania.
 Marietta si dilegu in un lampo, come se avesse aspettato
solo l'occasione giusta per mettere in ridicolo la superiore. La
costante lotta di trincea tra le due donne era destinata a proseguire
finch l'ispettrice capo avrebbe conteso all'assistente di
lunga data il posto al fianco del commissario, permettendosi
addirittura di darle istruzioni di tanto in tanto. Nel corso degli
anni nessun collega maschio aveva mai osato tanto.
 Laurenti sfogli il fascicolo Eufemo cercando le foto di Aristides
Albanese. Un'inquadratura di una della videocamere in
piazza della Repubblica era molto nitida. Saltavano all'occhio
tre dettagli: il Greco superava in altezza tutte le altre persone
in attesa alla fermata dell'autobus, sfoggiava una folta coda di
cavallo e una lunga barba non meno folta, infine indossava un
completo fuori moda con la giacca un po' troppo stretta di
spalle. Malgrado le scarpe consumate non aveva l'aria sciatta.
Poi lo sguardo di Laurenti si pos sul taschino. Il fazzoletto
usato da alcuni come tocco di eleganza era sostituito da un
cucchiaio e una coppia di bacchette. Quando Marietta si ripresent
con l'ingrandimento le consegn la foto e la risped dall'ispettrice
capo perch ingrandisse anche quel particolare.
 E quando mi porti fuori a pranzo? domand lei compiaciuta.
Pina mi caver gli occhi sospir sparendo di nuovo.
 Il primo del mese, Marietta le grid dietro Laurenti.
Quando torni chiama anche gli altri, per favore.

 Don Alfredo aveva lodato il menu proposto per l'Avviso di
garanzia. Ancora una volta il cuoco dimostrava che era possibile
fare molto anche con poco. Il parroco si era offerto di batterlo
al computer, ma Aristides aveva rifiutato ringraziando.
Avrebbe dovuto cambiarlo ogni giorno adattandolo a quello
che trovava nei negozi, inoltre durante i lunghi anni di prigione
aveva avuto tutto il tempo di esercitarsi nella scrittura e il suo
tratto disarmonico si era trasformato in una grafia chiara e
ordinata.
 Secondo me un menu scritto a mano  pi personale, pi
autentico. Non voglio un computer, come non voglio un cellulare.
A due passi dal locale c' una copisteria, Aahrash ci mette
un attimo, la mattina va l e lo fotocopia spieg Aristides in
tono gentile per non offendere la generosit del parroco.
Volevo solo farti vedere quante cose si possono cucinare.
Potrebbe farlo chiunque anche a casa propria, se solo la gente
non fosse troppo pigra per studiare ed informarsi. Da noi non si
butter niente, poco ma sicuro.
 A proposito di Aahrash, lo so che ha un permesso di
lavoro e tu hai intenzione di assumerlo e stipendiarlo. Ma  il
tuo socio, Athos, ed  affezionato a te. Potr tornare in Pakistan
solo quando sar davvero un paese democratico. Non
approfittarti di lui.
 Certo che no. Siamo d'accordo e appena avremo coperto
le spese divideremo gli incassi. Lui prende un terzo, ha detto
che va bene.
 Per il locale lo state allestendo insieme, Athos. Come
pensi di liquidarlo quando se ne vorr andare?. Lo sguardo
del parroco era severo.
 Be', direi che dipende da come vanno gli affari. E non
dimentichiamo che gli arredi e l'attrezzatura ce li metto io.
 Lo so, ti foraggia zia Milli, sei il suo unico erede. Per
dovresti lo stesso mettere in chiaro con Aahrash cosa succeder
una volta ammortizzate le spese. Risolvi il problema prima
che si presenti. Se un giorno litigate potrebbe denunciarti alla
finanza.
 Se  per questo anche tu, don Alfredo. Un minimo di
fiducia ci deve pur essere. Ma hai ragione, gli far una proposta.
Per intendo gestire il locale in modo da fatturare poco,
come facciamo a quantificare una cifra se ufficialmente tutto
quello che guadagniamo lo reinvestiamo nell'attivit? Da me lo
stato non vedr un centesimo in pi dello stretto necessario, mi
 gi costato anche troppo.
 Athos intervenne il parroco posandogli la mano sulla
spalla e guardandolo attentamente negli occhi. Era consapevole
che non l'avrebbe spuntata contro l'ostinazione e l'orgoglio
di Aristides. Dipende da te se essere corretto o meno nei
confronti di Aahrash. In prigione sei diventato un egoista o hai
imparato l'importanza della giustizia? Non metto in dubbio le
tue capacit e sono sicuro che avrai successo. Ma in cambio
Aahrash ti copre le spalle. Ci siamo capiti?.
 Allora ogni anno metter da parte il dieci percento del fatturato
e se dovesse andarsene si prende la met. Va bene
cos?.
 Non spetta a me dirlo, dovete decidere insieme.
Comunque il menu mi piace, quando mi capiter di venire in
citt far un salto da voi. A patto che mi facciate pagare come
tutti gli altri. Cosa c' stasera a cena per i nostri ospiti?.
 In pescheria erano rimasti un mucchio di calamari. Sono
gi puliti, Aahrash deve solo saltarli in padella. E insieme riso
fritto con verdure. Hai gi pensato a chi cuciner quando noi
apriremo il ristorante?.
 Me ne occuper io, Athos. Almeno finch non avr trovato
qualcuno. Ho imparato molto da te.

 Durante il tragitto in autobus Aristides pass in rassegna
soddisfatto la lista dei piatti che voleva appendere alla vetrata
per pubblicizzare il locale, tutti espressi e freschi di giornata.
Pici al pomodoro fatti in casa e conditi con una salsa rivisitata,
torta di cipolle in agrodolce, uova di pesce in savor, sardoni col
becco, pasticcio di pasta, gnocchi di diversi colori, polpette di
seppie con curry e caff, e poi hamburger di pesce, consomm
di pesce, bocconcini di manzo o agnello e pollo con verdure
grigliate, bagna cauda, pappardelle con pesto al timo, zuppa di
ceci, gteau di patate, risotto agli spinaci aromatizzato con
coriandolo fresco e lamelle di mandorle tostate, e un'immancabile
zuppa di lenticchie pakistana su ricetta di Aahrash, che
avrebbe dovuto preparare anche il riso fritto con carne e verdure.
Avevano fissato soltanto due fasce di prezzo, entrambe
particolarmente allettanti.
 Aristides era cos assorto nei propri pensieri che per poco
non dimentic di scendere in piazza Oberdan e, quando salt
sul marciapiede, rischi di far cadere un passante in abito
grigio. Mentre si scusava lo guard in faccia. Era lo stesso
uomo incontrato qualche sera prima sulle Rive, che dopo
averlo squadrato in modo strano era entrato nel bar di Fedora
sull'altro lato della strada. Aristides lo conosceva da oltre
vent'anni.
 Antonio Gasparri inve e lo afferr sgarbatamente per un
braccio, nel tentativo di compensare la differenza di statura
ostentando tracotanza. Sei sempre tra i piedi. Mi segui per
caso? Sappi che, finch circolano indisturbati tipi come te, io
esco di casa senza soldi. Di dove sei?.
Le ho gi chiesto scusa, cosa vuole ancora?.
 E non venirmi a raccontare che ti  scappato il cane. Ce
l'hai i documenti?.
 Mi lasci. Le ho detto che mi dispiace averla urtata, non
l'ho fatto apposta. Il gigante si costrinse a mantenere la calma.
Se preferisce glielo ripeto altre dieci volte, ma a quanto vedo
sta benissimo, perci si calmi, per cortesia.  ridicolo.
 Ridicolo sarai tu, che ti porti dietro cucchiaio e bacchette.
Non mi sembri cinese. O forse sono stuzzicadenti? ironizz il
politico indicando il taschino. E ora va' al diavolo. Non
vogliamo barboni nella nostra citt. Se mi ricapiti a tiro chiamo
la polizia.
 Gasparri gir sui tacchi e spar in uno degli imponenti edifici
degli anni Trenta con cui il Duce aveva voluto cancellare
con un colpo di spugna l'architettura del passato. A destra dell'ingresso
che inghiott il politico una grande targa indicava
nelle quattro lingue ufficiali la sede del consiglio regionale.
Aristides si guard intorno confuso. Era nella strana piazza
intitolata a Guglielmo Oberdan, l'irredentista che ai tempi dei
feroci conflitti nazionalistici aveva cercato di togliere di mezzo
l'imperatore d'Austria con una bomba ed era stato elevato a
rango di martire. Di fronte, dall'altra parte dell'arteria stradale,
c'era il capolinea del tram di Opicina. E al centro del grande
slargo una scultura di Marcello Mascherini ricordava Pino
Robusti, uno studente di ventidue anni arrestato dalle SS e bruciato
nel forno crematorio della Risiera di San Sabba - solo
perch stava aspettando la fidanzata proprio in quel punto e
nel momento sbagliato. Ancora oggi le costruzioni pi recenti
intorno all'ex piazza militare apparivano fredde ed altezzose, e
una traversa dritta attirava automaticamente lo sguardo verso
il mastodontico stabile del tribunale, che dominava su tutto il
resto e aveva dato una svolta tanto drastica alla vita di Aristides.
Nonostante la scenata di poco prima, nei fatti non era
la prima volta che Antonio Gasparri lo scacciava dalla citt.
 Aristides scosse la testa risoluto, come se cos potesse
allontanare i pensieri foschi e concentrarsi di nuovo sui preparativi
per l'apertura dell'Avviso di garanzia, distante solo pochi
metri. Si liber del torpore che lo aveva paralizzato, ma attraversato
il portico del tribunale si blocc di nuovo. In quel
momento suo figlio Dino scese da un autobus tenendo il cellulare
premuto contro l'orecchio e guard il palazzo del consiglio
regionale. Il Greco indietreggi sotto le volte. Pochi istanti
dopo Gasparri usc in fretta dall'edificio e ammicc al ragazzo
con le spalle larghe e la testa rasata, che lo segu. Fecero mezzo
giro della piazza ed entrarono all'Harrs Bar.

 Cosa ci fai qui, Athos? Aspetti l'autobus? Credevo che fossi
impegnato con la ristrutturazione del ristorante. La donna
della pescheria in largo Piave gli rivolse un ampio sorriso - i
lunghi capelli castani non erano raccolti in una crocchia come
quando serviva al bancone, e al posto del pesante grembiule di
plastica indossava un leggero cappotto a tre quarti, gonna e
camicetta. Simona Castelli aveva quarantatre anni, e le mani
arrossate erano l'unico indizio sul mestiere che faceva. Ho
dovuto sbrigare alcune faccende in giro per uffici e ora vado al
lavoro. Per, se hai voglia e tempo per un caff, accetto l'invito.
 Le nuvole scure che offuscavano i pensieri di Aristides si
diradarono. Volentieri, Simona. Che bella sorpresa. Andiamo
al Bar X, cos poi siamo gi in zona.
 Meno male che ti  tornato il sorriso, Athos comment
Simona prendendolo a braccetto. Sotto il portico avevi una
faccia... Brutte notizie?.
 No, Simona, non proprio. Solo che ogni tanto ti tornano
in mente cose a cui non ripensavi da un pezzo e allora cerchi
di riordinare le idee e guardare avanti.
 Ti capisco, non sempre i ricordi sono belli. Anche la mia
vita avrebbe potuto essere diversa, ma quando i miei figli avevano
tre e cinque anni ho perso mio marito. Non che fosse
Rockefeller o il grande amore che sognavo da piccola, per era
bravo con i bambini. Lavorava quasi sempre di notte ed il
giorno si occupava di loro mentre io non c'ero. Ormai sono
grandi e vivono da soli. Tu hai figli?.
 S, uno.... Si interruppe. No, non  esatto. Ho creduto a
lungo di avere un figlio, finch un giorno mi sono reso conto
che mi sbagliavo. Non sono potuto andare nemmeno al suo
battesimo, ventiquattro anni fa, per ho pagato gli alimenti.
Che idiota, eh?. La risata di Aristides non suon del tutto
convincente, ma si perse nel rumore del locale affollato. Non
parliamone pi. Ho imparato la lezione, meglio tardi che mai.
Raccontami dei tuoi ragazzi.
 Giulio, il maggiore, ha ventidue anni e fa il corriere a
Gorizia. Piero invece ne ha venti. Simona bevve un sorso di
cappuccino prima di continuare. Sai,  un ragazzo piuttosto
difficile, non sono mai riuscita a tenerlo sotto controllo. Il tribunale
ha disposto l'affidamento al servizio sociale, in una
comunit alle porte di Milano. Non si fa sentire spesso.  stata
maledettamente dura crescerli e intanto guadagnarmi il pane.
Avevo appena vent'anni ed ero senza lavoro. Impieghi sottopagati
ne trovavo quanti ne volevo, ma posti fissi zero. Ho fatto
le pulizie, la magazziniera, cose cos. Ho un contratto a tempo
indeterminato solo da quando mi hanno assunta in pescheria.
Ma non voglio darti l'impressione di essere frustrata e aver
bisogno di una spalla su cui piangere per le mie disgrazie. Un
sorriso solare le illumin di nuovo il viso mentre posava la
mano sul braccio di Aristides con una luce vivace negli occhi.
In realt  un bel lavoro, ho imparato molte cose sul mare, so
quali sono i pesci di stagione ed il modo migliore per cucinarli.
Ormai sarei capace di distinguerli e pulirli a occhi chiusi. Sono
animali splendidi. E poi sono a contatto con i clienti, alcuni
diventano quasi di famiglia, conosco i loro problemi e loro
conoscono i miei, mi preoccupo se non li vedo per un po' e
scambio sempre due parole con qualcuno. Mi piace alzarmi la
mattina mentre gli altri dormono ancora, lo faccio da una vita.
Gli uomini per non riescono a capirlo.
 Ma se ti correranno tutti dietro, Simona. Aristides non
ricordava pi l'ultima volta che aveva flirtato con una donna.
E, contrariamente alla maggior parte degli ex detenuti, non si
era precipitato dalla prima prostituta appena uscito di prigione.
Solo in due occasioni aveva superato il confine in
autobus per cercare un bordello in Slovenia. Aveva i suoi
motivi per non abbassare la guardia. Nonostante ci, aver
incontrato Simona gli faceva scorrere nelle vene un senso di
benessere dimenticato da tempo. Nella pubblicit di quella
crema per le mani eri cos naturale e convincente che gli
uomini avranno fatto la fila.
 In effetti all'inizio un paio ci sono stati. Ma appena si sono
resi conto che il pesce lo pulivo davvero e non solo in tv se ne
sono andati uno dopo l'altro. Sarebbe stato peggio se dopo la
prima notte mi fossi innamorata di uno di loro. E, detto tra noi,
la crema non risolve granch concluse Simona mostrandogli
le mani arrossate.
Vuoi un altro cappuccino?.
 Lei guard l'orologio.  quasi mezzogiorno, passerei al prosecco.
Mi fai compagnia, Athos? Brindiamo alla nostra amicizia.
Per me niente alcolici, devo restare lucido.
 Aristides chiam il cameriere con un cenno e ordin un
prosecco e un chinotto.
Prima cosa facevi? domand Simona.
 Lavoravo per una cooperativa in Lombardia. Formavo i
detenuti, insegnavo loro un mestiere perch avessero la possibilit
di rimettersi in piedi una volta usciti e non finissero di
nuovo sulla cattiva strada. Tutto sommato c'era una parte di
verit.
E funzionava? Cio, a loro interessava?.
 Di base erano grati di avere qualcosa da fare che li
distraesse dal solito tran tran. Poco alla volta si accorgevano
che potevano imparare molto dai compagni di altri paesi. Non
cucinavamo soltanto piatti italiani, cercavamo di elaborare
ricette creative ed internazionali. E nel frattempo gli stranieri
miglioravano anche il loro italiano,  pi facile con la pratica.
Alcuni erano davvero in gamba.
A che punto  il locale?.
 Oggi sistemiamo l'attrezzatura. Finalmente il bancone 
finito. E nel pomeriggio arrivano i frigoriferi. Non vedo l'ora di
aprire. La notte mi vengono in mente mille cose ancora da fare,
le giornate sono troppo corte. Spero che ti piacer. Pi tardi fai
un salto a dare un'occhiata, cos conosci Aahrash, il mio aiutante
e socio.  pakistano, e proprio lui mi tartassa perch
vuole che mi tagli i capelli e accorci la barba prima dell'inaugurazione.
Dice che altrimenti spavento i clienti. Tu che ne
pensi, Simona?.
  pi facile togliere un capello lungo dal piatto che uno
corto rise allegra. A me piace l'aspetto un po' selvaggio,
perch andando oltre si scopre il lato tenero. Parlando di
affari, per, probabilmente ha ragione lui. Il giusto compromesso
aiuta le vendite. Non devi lasciarti domare, solo addomesticare
quel tanto che serve. Chiss che faccia hai l sotto.
Conosci un bravo barbiere?.
 Ai miei figli i capelli li tagliavo sempre io, per
risparmiare.
 Mi auguro non sia per questo che se ne sono andati di
casa, Simona.
Mettimi alla prova.

  esattamente come temevamo annunci Marietta dopo
aver disertato per quasi due ore la sua scrivania nell'anticamera
di Laurenti.
 Eri a caccia? domand il commissario. Dalla camicetta
aperta di un bottone di troppo aveva intuito che l'assistente si
era sacrificata di nuovo per il bene comune, ricorrendo alla sua
vecchia - e in genere infallibile - tattica per sveltire il flusso di
informazioni istituzionale. Prima di iniziare le ricerche doveva
anche essersi ritoccata il trucco. Le bastava sbattere le ciglia
perch la stragrande maggioranza di colleghi e informatori si
mostrasse servizievole. Laurenti si meravigliava che quella tecnica
funzionasse ancora, nonostante le battutacce che circolavano
da tempo.
 In uno dei fascicoli depositati in tribunale mancava
questo, Proteo. Marietta sventol con aria trionfante il foglio
trovato nel sottotetto dove viveva il Poeta. L'archivista ci ha
messo un secolo a risalire a quello giusto, ma lo conosco bene
ed ero sicura di poter contare su di lui. Un tipo squisito, tra
l'altro adesso  anche divorziato. La pagina non era negli atti
relativi all'omicidio di Olindo Bossi, ma in quelli dei sabotaggi
al porto alla fine degli anni Novanta. Ti confermo che la
guardia giurata era in servizio all'edificio della compagnia
marittima la notte in cui  scoppiata la bomba nell'ascensore.
E ora dimmi che ci faceva nel sottotetto di Elio Mazza.
 Sei stata proprio tu a scoprire che il proprietario dell'istituto
di vigilanza era legato a Gasparri, Marietta. E poi la
denuncia di Albanese che accusava Gasparri di aver consegnato
del denaro a Bossi. Tutti i testimoni che hanno ritrattato.
Se Elio Mazza conservava quel foglio, allora significa che lo
considerava un'assicurazione.
 E poi in preda ai fumi dell'alcol si  dimenticato di
averlo? fece notare Marietta scuotendo la testa. No, secondo
me ormai aveva perso la sua utilit. Pensaci un attimo.  passato
un sacco di tempo dall'epoca dei fatti. Per la morte di
Bossi  stato condannato Albanese, mentre l'attentato  stato
classificato come atto di sabotaggio ed  caduto in prescrizione
da anni.
 Quindi Mazza non poteva pi ricattare Gasparri? Forse
hai ragione. Resta da capire chi ha sottratto il documento per
darlo al Poeta.
 Non sono molte le persone che hanno accesso agli atti. Se
non  stato uno di noi, allora resta solo il....
 Basta cos, Marietta. Non dirlo la interruppe il commissario
allungando la mano. Questo  il referto dell'autopsia. I
medici legali hanno un linguaggio tutto loro. A quanto pare il
fegato di Mazza somigliava a quello stracotto di un maiale da
allevamento intensivo: duro come un sasso e tossico. Stando
all'esame autoptico non sarebbe vissuto a lungo, anche senza
veleno. Dagli esami risultano evidenti tracce di ricina, ma non
 certo che sia stata questa la causa del decesso. L'ispettrice
capo ha messo sotto torchio i tossicologi, per non  saltato
fuori niente di concreto che restringa il campo. Di conseguenza
indaghiamo su un caso di lesioni personali, o al limite
di tentato omicidio, ma non di omicidio.
 Non ho dubbi che Pina li abbia tartassati, quei poveretti
mi fanno pena. Ma la fantasia non  certo il suo forte. Procede
sempre nello stesso modo. Se vuoi ci vado io, a Padova, e
spiego ai medici il problema con la loro perizia. Bisogna saper
stimolare l'ambizione della gente.
 La faccenda  pi complicata. Anche se avessimo un indiziato,
finch non ci sono prove inconfutabili un buon avvocato
lo tirerebbe fuori in un attimo. Il laboratorio di tossicologia 
rinomato, se i medici non si sbottonano hanno i loro buoni
motivi. Nessun magistrato autorizzerebbe una controperizia.
 E cosa facciamo con la polizia inglese? domand
Marietta. Abbozziamo come se nulla fosse?.
Non so di cosa parli.
 Possibile che mi sia dimenticata di portarti l'informativa?.
Anzich tornare alla sua scrivania Marietta inizi a scartabellare
tra le pratiche ammassate su quella di Laurenti. I
manager della Aggeliki Shipping Company intendono metterci
alle costole i loro specialisti. Il questore vuole sapere la nostra
posizione. Adesso.
 Ma chi si credono di essere? Vogliono cacciare tutti gli
stranieri dalla loro isola e non hanno neanche un registro dei
residenti, spiegami come fanno a rintracciare qualcuno. Non
abbiamo bisogno n di Scotland Yard n dei loro 007. Laurenti
chiuse il discorso con un gesto della mano. Appena
finisco di leggere l'informativa lo dico anche al questore. Ora
concntrati e trovamela. Chiama Pina e Battinelli.
Marietta usc e torn poco dopo con il foglio, imbronciata.
 Si era aspettata che il capo lodasse il fiuto dimostrato in
archivio. E c'era un'altra cosa che le frullava per la testa. Passando
da largo Piave ho visto il locale di Albanese.  un buco,
non ho idea di come far a trasformarlo in un ristorante. E ci
vuole una bella faccia tosta a chiamarlo Avviso di garanzia, a
due passi dal tribunale, dal carcere ed in mezzo a tutti gli studi
legali della zona. Ho avuto l'impressione che voglia prendere
in giro l'intero sistema giudiziario. Quella gente non ha il dono
dell'ironia. O magari lo ha fatto apposta per allontanare la
clientela scomoda. Per i piatti che propone invogliano e i
prezzi sono incredibilmente bassi. Certo, dovrebbe tagliarsi
barba e capelli prima di aprire, sembra un selvaggio. Chiss se
indosser quel logoro vestito chiaro anche ai fornelli.
 La nostra esperta di moda  tornata alla carica con il suo
argomento preferito? comment Pina Cardareto entrando
nell'ufficio di Laurenti insieme a Gilo Battinelli. Quanto a lei,
indossava anno dopo anno scarpe da tennis, jeans neri, T-shirt
bianca e felpa grigio scuro con la cerniera aperta, il tutto completato
dai mascolini capelli a spazzola.
 Ti faccio volentieri da personal shopper ribatt Marietta.
E se il Greco va a farsi tosare ci scappa anche una bella parrucca.
Esister pure un modo per renderti pi attraente di un
terrier. In effetti il capo potrebbe sguinzagliarti dietro agli
inglesi, se vengono.
 Non verranno specific Laurenti. Avete fatto progressi
con i sospetti?.
 Risultano solo tre utenze telefoniche che abbiano agganciato
una cella prima in via Mazzini, poi all'aeroporto e infine
a Gorizia prese la parola Battinelli. Tre uomini di et compresa
tra i venti e i ventiquattro anni, due con precedenti
penali quando erano ancora minorenni. Sono fratelli. Giulio e
Piero Bossi, il maggiore vive a Gorizia e fa il corriere, il pi piccolo
 stato affidato dal tribunale al servizio sociale in Lombardia.
Droga e furto con scasso, un classico. Il terzo, Dino
Bertone, ha ventiquattro anni e lavora come cuoco all'estero.
Abbiamo diramato un avviso di ricerca e trasmesso i dati ai colleghi
di Brescia, Ancona, Marghera eccetera.
 Le immagini riprese da altre telecamere a Gorizia
mostrano Bertone e Piero Bossi su una Ducati Monster nera
mentre attraversano il casello della A23 e imboccano l'autostrada
in direzione nord prosegu l'ispettrice capo. Sono
stati fotografati anche dall'autovelox all'altezza di Pontebba,
superavano di quaranta chilometri il limite di velocit, e questa
volta si legge la targa. La moto  stata immatricolata in Austria,
stiamo verificando a chi  intestata.
 Ieri mattina una donna  stata investita in via di Valmaura
da un bolide come quello. Il motociclista ha tirato dritto verso
il centro senza neanche frenare. Da allora la moto non  pi
stata vista. Non conosciamo la targa. Ma se i due sono andati
in Austria, sar stato qualcun altro butt l Marietta. Battinelli
e Pina la guardarono sbigottiti.
 La Carinzia  a due passi. Chi non rispetta i limiti di velocit
e guida come un pazzo ci arriva in un'ora. Battinelli
scorse i suoi appunti. I fratelli Bossi hanno tutte le ragioni per
tornare qui, sono nati a Trieste.
 Avete controllato se vivono ancora all'indirizzo dei genitori?
intervenne Marietta.
 E a te i cognomi dei ragazzi non dicono nulla? chiese
Laurenti.  vero che di Bossi ce ne sono a bizzeffe, ma anche
la guardia giurata uccisa dal Greco si chiamava cos. E la ex
cameriera di Albanese, quella che ha testimoniato contro di lui,
si chiama Bertone. Fedora Bertone. Non era sposata, ma non 
un requisito indispensabile per avere figli. Avanti, tutti al
lavoro. Magari non si tratta di una semplice coincidenza. Pina
e Marietta, voi andate a interrogare la barista.  pi pratico che
ve la sbrighiate tra donne, vi intendete meglio.

 Dopo aver finito di lavare i piatti del pranzo nella comunit
di don Alfredo, Aahrash sal sull'autobus diretto in citt.
Quella mattina era arrivata l'attrezzatura del ristorante, bisognava
lavare anche quella e sistemarla studiando una collocazione
funzionale per i vari utensili. Ogni cosa doveva essere a
portata di mano: bicchieri e posate vicino ai clienti, piatti e scodelle
vicino ai fuochi e al lavello per poter ripulire tutto il
prima possibile. La fornitura acquistata all'ingrosso bastava
per il triplo dei coperti che era possibile allestire in sala. Avrebbero
lavorato solo in due, non c'era spazio per un altro aiuto,
e in qualche modo dovevano smaltire il flusso continuo di stoviglie
sporche nelle quattro ore di punta, tra le undici e le tre.
La mattina avrebbero preparato la linea, organizzando il necessario
per il servizio. Il Greco era riuscito perfino a convincere
Aahrash a toccare la carne di maiale. Mentre l'autobus percorreva
la lunga via Flavia avvicinandosi al centro il pakistano
rifletteva sul numero di ricette che poteva inserire nel menu
senza che il locale venisse bollato come etnico. Insisteva a suggerire
piatti vegetariani a costi contenuti tipici dell'Asia meridionale
ed occidentale, ma Athos diceva che sarebbe stato
limitante concentrarsi troppo su una cucina specifica. Alla fine
si erano messi d'accordo per una o due proposte al giorno, in
base agli ingredienti disponibili. Dovevano assolutamente evitare
di essere relegati in un angolo con aggettivi come indiano,
asiatico o turco.
 In viale D'Annunzio l'autobus inizi a riempirsi e, vedendo
salire un tipo in abbigliamento paramilitare che sovrastava gli
altri passeggeri, Aahrash rabbrivid. Da un anno, da quando
era tornato a Trieste, temeva di imbattersi di nuovo nei vigilantes.
L'uomo, che si era fermato un paio di metri pi avanti,
era sulla quarantina. Incurante del freddo, indossava un gilet
di pelle che metteva in mostra le braccia magre ma muscolose
ricoperte di tatuaggi e tamburellava nervosamente con le dita
sul finestrino insultando chiunque non gli andasse a genio.
Passava in rassegna i presenti con l'espressione di chi vuole
attaccare briga ad ogni costo, e tutti distoglievano lo sguardo.
Mano a mano che la gente saliva dalla porta anteriore le persone
in piedi nel corridoio venivano spinte verso Aahrash,
seduto in fondo. Tre file lo separavano dall'uscita, ma in
quella calca era impensabile scendere di corsa. Con la coda
dell'occhio si accorse che l'uomo lo fissava. Era sicuro che se
fossero stati soli lo avrebbe aggredito - o forse sarebbe stato
lui stesso a giocare d'anticipo. Aahrash non era particolarmente
robusto, per era abituato al lavoro manuale e capiva le
cose al volo. All'altezza di piazza Goldoni scesero in molti, il
pakistano e il tatuato si squadrarono. Aahrash cerc di avvicinarsi
all'uscita, ma quando not che l'altro non si spostava di
un millimetro nonostante le proteste generali cambi idea.
Con gesto rapido strapp il martello di emergenza dai sigilli,
raggiunse l'uomo caricando il braccio e gli assest un violento
colpo sulla rotula, seguito da un secondo in rapida successione.
Sorrise nel vederlo strabuzzare gli occhi e spalancare la
bocca, dalla quale usc un urlo strozzato. Nell'istante in cui il
tatuato si chin portandosi le mani alle ginocchia, Aahrash gli
affibbi una spallata sul naso e scese. Gett il martello nel
cestino accanto alla fermata, per sicurezza si volt rapidamente
indietro e allung il passo. Pochi metri dopo gli si
affianc una donna sui trent'anni con i capelli rossi che lo
prese per un braccio. Spaventato, il pakistano stava per reagire
d'istinto, ma si accorse in tempo che la sconosciuta non
rappresentava un pericolo.
 Hai fatto bene! approv lei sorridendo. Sono giorni che
quello stronzo sale sull'autobus e non fa che provocare, in
cerca di un malcapitato su cui sfogare la propria rabbia. Era
ora che qualcuno gli desse una lezione. Per sta' attento a non
farti vedere dalle persone sbagliate. Da dove vieni?.
 Dal Pakistan, ma vivo qui da molti anni balbett Aahrash
spiazzato e, mentre l'autobus ripartiva, guard il tatuato che
gesticolava minaccioso, paonazzo in viso.
 Devo andare al lavoro, altrimenti ti avrei offerto un caff
lo salut la donna, allontanandosi in fretta prima che ad Aahrash
venisse in mente una frase sensata per attaccare bottone e
trattenerla.
 Rimase a fissarla a lungo prima di dirigersi verso largo Piave
svoltando in via Cesare Battisti. La fermata successiva non era
molto distante, e voleva evitare di incontrare altri passeggeri
presenti sull'autobus. Non tutti sarebbero stati dalla sua parte
come quella giovane donna, anzi.

 Telefona a questo numero e se risponde qualcuno riattacca.
Non parlare. Erano gi le sei di pomeriggio quando
Aristides consegn il pezzo di carta al compagno. Aahrash
aveva uno smartphone con cui armeggiava di continuo, anche
se sosteneva che gli serviva solo per comunicare con la famiglia
in Pakistan. C' un modo per non far vedere chi chiama?.
 Certo. Aahrash digit rapidamente la stringa. Mal
d'amore?.
Tu pensa solo a telefonare.
 Quando ti deciderai a comprati un cellulare? Ti accompagno
e ti aiuto a sceglierlo.
 Tutti si chiedono come fate a permettervi questi aggeggi,
voi poveri profughi.
 Ma per favore, ormai non costano niente. Per lo meno in
confronto a quanto ci  toccato sborsare per il viaggio. Se non
avessimo avuto un telefono durante la traversata dalla Grecia
saremmo annegati tutti. E noi due non ci saremmo mai conosciuti.
Aahrash sbirci l'amico per capire se l'eventualit gli
avrebbe causato un dispiacere. E poi come fanno i clienti a
ordinare take-away se siamo senza telefono?.
 Senti un po', vecchio talebano, qui da noi esistono ancora
le linee fisse con i cavi veri. Sono pi che sufficienti.
Per i cellulari sono utili. Si fa prima.
 Pi che altro si fa prima a finire in galera. Non hai idea di
quanti idioti ho incontrato che si sono lasciati beccare perch
hanno spifferato tutto al telefono. Altri li hanno fregati i computer.
Fa' quello che ti ho detto: chiama e non dire una parola,
io vado. E sbrgati, devi tornare in comunit a preparare la
cena, altrimenti chi li sente, quelli. Ricrdati, basta saltare i
calamari e scaldare il riso. Aristides mise gi il canovaccio
con cui aveva scrupolosamente asciugato il lavello, mentre il
pakistano digitava il numero e lasciava suonare. Non rispose
nessuno.
Riprovo tra un po', Athos? domand.
 No, non occorre. Grazie. Il cuoco si infil la giacca, prese
le borse della spesa e, dopo aver tirato gi la saracinesca
insieme all'amico, la chiuse a chiave.

 Venti minuti pi tardi Aristides attravers l'angosciante
fortezza in calcestruzzo di Rozzol Melara, salut Melissa
Fabiani e sollev i sacchetti di plastica.
 Indovina cosa ti ho portato, zia Milli. Stasera grande
abbuffata. Guarda che bel pesce. Lo ha preso oggi un sub con
la fiocina, qui c' ancora il foro. Glielo aveva fatto vedere
Simona nel pomeriggio, quando era andata a trovarlo all'Avviso
di garanzia. Dopo aver ammirato il locale gli aveva regalato
l'orata, che un appassionato di pesca aveva lasciato in
negozio alla chiusura.
 Bellissimo. Ora per siediti, ti devo parlare. Si pu sapere
perch non ti compri un telefono? Stamani  venuto uno a cercarti.
O meglio, a chiedere informazioni su di te.  entrato al
bar e si  piazzato al bancone. Se il barista non avesse detto a
voce alta che voleva me, non so se avrebbe avuto il coraggio di
rivolgermi la parola. Quindi mi sono insospettita ancora di pi.
Non avrai mica combinato qualcosa? Sei appena uscito, Kiki.
Melissa teneva in mano la maschera dell'ossigeno e lo osservava
preoccupata.
 Sapresti descriverlo, zia Milli? Che aspetto aveva, che et
gli daresti?. Aristides era in piedi sulla soglia della cucina.
Melissa, seduta al tavolo, frug nel pacchetto di super slim e
tir fuori una sigaretta.
 Alto almeno quanto te e rasato a zero com'eri tu tempo fa.
Sulla ventina. La giacca gli tirava sulle spalle, o forse era la
camicia. I vestiti sembravano nuovi, non faceva che toccarli e
sistemarseli. Si capiva che di solito indossa abiti diversi. Quanti
anni avevi quando ti sei tagliato tutti i capelli, Kiki? chiese
rimettendosi la maschera sulla bocca senza smettere di
guardarlo.
 Ventiquattro. Era pi pratico, la mattina perdevo poco
tempo e la sera quando facevo la doccia ancora meno. Inoltre
non avevo pi il problema del barbiere. Adesso per al solo
pensiero di eliminare diciassette anni con un colpo di forbice
mi viene la pelle d'oca. Hai notato altro?.
 Per qualcosa dovresti fare per quella foresta, Kiki.
Spaventi le donne. Melissa toss e spense la sigaretta fumata a
met, inspir qualche boccata di ossigeno e pos la maschera.
Aveva un tatuaggio sul collo. Delle posate. Mai vista una cosa
simile, e dire che i miei clienti avevano disegnato addosso di
tutto. Qualche idea?. L'anziana donna ebbe un nuovo accesso
di tosse.
 Purtroppo s, e non mi piace per niente. Aristides
aspett che il respiro di Melissa tornasse regolare, combattuto
se dirle o meno la verit.
 Parla, allora. Lo sai che non mi spavento tanto
facilmente.
 Dino. Mio figlio, zia Milli. Ho scoperto da poco che ha un
tatuaggio come quello. Il fatto che mi cerchi non promette
nulla di buono. Lo sai che sua madre lo ha tenuto lontano da
me fin dalla nascita. E frequenta brutte compagnie. L'ho visto
gi in citt con Gasparri.
 Non mi meraviglia. Gliel'ho anche detto in faccia. Ha raccontato
che voleva saldare dei debiti perch gli era giunta voce
che eri fuori.
 La scusa peggiore che poteva inventare. Il primo uomo
sulla faccia della terra che si offre spontaneamente di restituire
dei soldi. Commovente. Cos chiunque gli d le informazioni
che cerca.
 Pi o meno quello che ho risposto io. E ho aggiunto che il
Greco non se n'era mai andato e si sarebbe preso da solo
quanto gli spettava, poteva starne certo, perci gli conveniva
togliersi dai piedi, e di corsa anche. Era sbalordito che una vecchia
decrepita come me lo trattasse in quel modo. Non vedeva
l'ora di darsela a gambe.
 Aristides non cap bene se Melissa stesse tossendo di
nuovo o ridendo. Ottimo lavoro, zia Milli. Questi sciacalli
sono forti solo in branco. Quando si spalleggiano fanno i gradassi,
ma da soli tremano di paura. Il brutto  che sono ogni
giorno di pi.
 Ringrazia di non averne ancora incrociato nessuno, o per
lo meno di non essere stato riconosciuto nonostante barba e
capelli. La donna indic il giornale sul tavolo con la notizia
della morte di Elio Mazza in prima pagina. Anche lui era uno
di loro.
 La spia di Gasparri. Deve essersi ubriacato a morte. Come
lo preferisci il pesce? Hai mangiato a pranzo?.
 In genere mi scaldo qualche piatto pronto, almeno non
corro il rischio di fare la fine del nostro amico. Non sanno se si
 tolto la vita scegliendo un modo orribile o se  stato avvelenato.
Dicono anche che potrebbe trattarsi di un attacco ai
danni di un marchio alimentare, e in questo caso dovremmo
aspettarci altre vittime.
 Pi la gente si spaventa pi i giornali vendono. I lettori si
crogiolano nelle loro paure. Comunque con le norme igieniche
non si scherza. Meglio non guardare nel frigo degli altri.
Insomma, come la vuoi, questa orata? Semplice semplice grigliata
in padella su un po' di sale grosso, oppure al forno con
patate, olive e pomodori? Altrimenti la sfiletto e preparo un
bel brodo con la lisca e la testa. Poi per a toglierlo dal fuoco
quando  pronto devi pensarci tu. Mi conviene iniziare, ci sono
ancora un sacco di cose da fare.
 Preferisco i filetti. Li mangio meglio e la sera non sono
troppo pesanti. Magari con un'insalata. E il brodo mi resta per
domani, ci metto un po' di riso. Oh, Kiki, sono cos felice che
sei di nuovo qui.

 Verso le nove di sera, dopo quasi un'ora di viaggio sul 44,
Aristides scese a Prosecco. Sul marciapiede di fronte alla fermata
alcuni uomini fumavano fuori dal bar Katja ridendo tra
loro. Lo guardarono - il gigante con la barba lunga e il completo
chiaro dava nell'occhio anche al buio -, ma lui attravers
la strada principale e spar in uno dei vicoli fiancheggiati da alti
muri in direzione della chiesa di San Martino. Super in fretta
il centro storico e poco dopo si ritrov tra le villette pi nuove,
ben distanziate l'una dall'altra e circondate da giardini curati.
Case senza un'anima, anonimi edifici costruiti negli ultimi
trent'anni i cui abitanti, gente arrivata dalla citt, non si interessavano
granch alla vita del paese dall'aria gi slovena, limitandosi
tutt'al pi a fare la spesa nelle vecchie botteghe.
Durante le sue ricognizioni estive Aristides Albanese si era
spinto un paio di volte fin l e aveva osservato una di quelle
propriet, vicinissima alla caserma dei carabinieri, studiando le
abitudini delle persone che ci vivevano. Sperava che l'alto
arbusto ornamentale non fosse stato potato e avesse ancora i
rami carichi di frutti. Il suo piano era nato proprio lass,
quando aveva visto per caso la pianta di ricino e il suo desiderio
di vendetta aveva assunto una forma concreta. Aveva
letto molti testi di botanica e sapeva che il potente veleno contenuto
nei semi era difficile da identificare, perch medici e
tecnici di laboratorio raramente se lo trovavano davanti. Un
mese dopo aveva raccolto qualche seme. Ma per finire il lavoro
doveva fare rifornimento. Per una dose come quella somministrata
al Poeta erano necessari quattro semi. Gliene servivano
altri.
 Edvard Bosich e la moglie Loriana Carlini, entrambi sessantunenni,
avevano comprato la casa quindici anni prima. Erano
parrucchieri, il loro negozio in centro a Trieste faceva ottimi
affari e non era quasi cambiato di una virgola dagli anni Cinquanta.
Lo avevano rilevato da ragazzi, e una fetta della clientela
abituale del gestore precedente - esponenti non pi
giovanissimi del ceto medio conservatore - era rimasta fedele
nonostante il passaggio di consegne. Parrucchiere, dottore,
dentista e bar non si cambiano mai volentieri. Anche Antonio
Gasparri, che da bambino la madre portava dai Bosich a
tagliarsi i capelli, continuava a frequentare il salone - e da
sempre poteva contare sul voto dei due coniugi. In pi Edvard
era con lui nella segreteria del partito. Non sempre marito e
moglie tornavano subito sul Carso dopo il lavoro: due volte a
settimana Loriana giocava a bridge, mentre Edvard partecipava
a qualche riunione politica o a un incontro trasversale
della loggia massonica durante il quale, insieme ai fratelli, decideva
a porte chiuse il destino della citt e dell'universo intero.
 A settembre Aristides aveva notato che la coppia teneva
una chiave di emergenza sotto un mattone accanto alla compostiera.
Alle nove ed un quarto varc il cancello del giardino,
si infil un paio di guanti in lattice ed apr la porta d'ingresso.
L'allarme non scatt. Con un sospiro di sollievo accese la luce
e trov subito la cucina perfettamente attrezzata. Sul tavolo
vide un piatto con alcune fancli z dusho avanzate dal pranzo, le
fritle con l'anima tipiche della zona in quel periodo. Ne
mangi una masticando di gusto e dovette trattenersi per non
finirle tutte. Un giorno avrebbe imparato anche lui a preparare
quelle delizie, che con il passare del tempo rischiavano di
essere dimenticate.
 Con un frigo cos ben fornito Aristides non aveva che l'imbarazzo
della scelta, anche se Bosich e la moglie mostravano
chiaramente una spiccata predilezione per la carne. Appoggi
sul piano di lavoro un pezzo di filetto e lo tagli a dadini che
avrebbero stuzzicato l'appetito di chiunque, anche nel caso
avesse gi mangiato. Li rosol brevemente in olio di oliva caldo
e, fuori dal fuoco, insapor con un pizzico di pepe fresco
appena macinato, poi accese il forno a duecento gradi e sbriciol
le fritle sulla carne per gratinarla. Dopo aver messo la
padella nel forno guard l'orologio appeso alla parete. Era in
orario. Usc in giardino e alla luce della finestra munita di cancelletto
identific la pianta di ricino, che dalla sua prima visita
era cresciuta e ormai arrivava quasi a tre metri di altezza.
Raccolse una ventina di frutti che mise in un sacchetto di plastica
e torn di corsa in cucina. Erano passati sette minuti esatti
dall'ultima volta che aveva controllato l'ora. Soddisfatto, tir fuori
la dadolata di carne dal forno, la dispose in maniera invitante
su un piatto e aggiunse due spiedini di legno.
 Aveva gi svitato la fiaschetta con l'olio di ricino quando gli
venne in mente che il cibo doveva essere tiepido, perch a una
temperatura troppo elevata la molecola si sarebbe scomposta
annullando gli effetti. Il Greco modific all'istante il suo piano,
prese un seme e ne raschi il rivestimento con un coltello spargendolo
sulla carne. La dose era talmente scarsa che non
poteva in alcun modo essere letale, e anche alla vista non si
notava niente di strano.
 Spense la luce e, mentre chiudeva a chiave, sent il rumore
di una macchina che si avvicinava e il lampeggiante del cancello
automatico si illumin. Aristides riusc per un pelo a
nascondersi dietro un sommacco tinto di rosso dall'autunno
prima che Edvard e Loriana raggiungessero la porta d'ingresso.
La donna raccontava raggiante di come aveva vinto una
partita dopo l'altra, quella doveva essere proprio la sua sera
fortunata. Appena entrarono in casa Aristides si precipit
fuori dal giardino. Smise di correre solo quando raggiunse il
centro del paese ed intravide la fermata poco lontano. Si tolse i
guanti, li gett in un cestino e riprese fiato. Riflett concitato
per capire se era arrivato tardi o magari aveva perso troppo
tempo a cucinare e raccogliere i semi. Oppure se i Bosich avevano
fatto uno strappo alla regola ed erano tornati in anticipo
rispetto al solito. Era la seconda volta che rischiava di farsi scoprire,
non doveva succedere pi.
 C'erano poche persone sul 44 che scendeva verso Trieste
percorrendo la strada piena di curve. Aristides sbadigli, era
stata una giornata lunga e aveva fame. Infilando la mano nella
tasca della giacca sfior con le dita la chiave della villa sul
Carso. Solo allora not la minuscola etichetta adesiva con il
nome dei proprietari. Mentre aspettava l'altra linea in piazza
della Libert gett le chiavi nel cestino della fermata.
...
Decisioni.

 Un altro comunista in meno disse tra s Antonio
Gasparri dopo aver preso il giornale.
Con Fidel Castro muore il XX secolo titolava l'articolo.
Accanto una foto del novantenne, per alcuni un grande rivoluzionario
e per altri un tiranno sanguinario. Nelle tre pagine
seguenti una serie di brevi contributi ripercorreva la vita dell'uomo
che poteva essere considerato l'ultimo baluardo del
comunismo dai tempi della Guerra fredda. La lunghezza dei
suoi discorsi era leggendaria: il primato andava a quello che si
diceva essere durato sette ore e dieci minuti. E leggendaria era
stata anche la visita del papa polacco all'Avana, avvenuta circa
un anno prima. Due vegliardi consapevoli del proprio potere a
consulta tra loro.
 Un giornalista ricordava che il figlio maggiore del Lder
Mximo aveva frequentato due seminari di ingegneria gestionale
all'International Centre for Theoretical Physics di Trieste,
e che nel 1986 Castro aveva cercato di sottrarre alla citt la
sede dell'International Centre for Genetic Engineering and
Biotechnology, un'altra istituzione delle Nazioni Unite. Il
leader cubano aveva anche avuto modo di ammirare il capoluogo
insieme al collega jugoslavo Tito dal vicino castello di
San Servolo, poco oltre il confine con la Slovenia. "Ah, Trieste
es muy linda" pare fosse stato il suo commento.
 Una decina di anni prima Gasparri era stato due settimane
a Cuba insieme a sei amici, ma non spinto da un improvviso
interesse per la rivoluzione o la cultura del paese. Il gruppetto,
infatti, era partito carico di dollari in banconote di piccolo
taglio con cui pagare le ragazze che, di ritorno a casa dalle
mogli, aveva rievocato con battute volgari. Ora il costo di certi
servizi sarebbe salito alle stelle, pens il politico chiudendo il
giornale e fin il caffellatte rimasto nella tazza, che beveva con
molto zucchero. Prima di pranzo doveva "andare in Jugo" -
come molti triestini della sua generazione, anche Gasparri continuava
ad usare un'espressione superata da un quarto di secolo.
Da anni aveva fondato una societ a responsabilit limitata
nella bilingue Capodistria, o pi esattamente Koper, intestata
al figlio minore della vedova di Olindo Bossi. Il ragazzo, all'epoca
minorenne, continuava a non sapere niente di quella fortuna,
dato che Gasparri figurava come amministratore unico.
La sede della ditta consisteva in una cassetta delle lettere con il
nome di un consulente fiscale, in compenso aveva un proprio
conto corrente di cui il fisco italiano non conosceva l'esistenza.
Con la progressiva digitalizzazione del mondo e gli accordi
sullo scambio di informazioni tra i vari stati era pi difficile
spostare capitali, soprattutto quando provenienza e causale di
pagamento dovevano rimanere ignote. Difficile s, per non
impossibile. Follow the money era il motto sempre pi attuale
degli investigatori, ma perch mai Gasparri avrebbe dovuto
offendere chi voleva solo dimostrare la propria riconoscenza
per l'appoggio disinteressato del suo rappresentante politico?
Nessuno ormai teneva pi certe somme sotto il cuscino. E
anche lui doveva mantenere la parola e consegnare il prima
possibile a Dino i venticinquemila euro che gli spettavano. Il
ragazzo scalpitava, non si sentiva al sicuro in citt, e aveva promesso
di sparire appena la madre Fedora si fosse rimessa e non
avesse pi avuto bisogno del suo aiuto. Dino dormiva ancora,
aveva chiuso il bar all'alba. Lo sentiva russare rumorosamente
nella camera per gli ospiti.
 qAnche la sera precedente Tonino Gasparri aveva incontrato
al Medusa gli amici ancora in buona salute che gli restavano.
Ma, anzich essere allegri e chiassosi come al solito, avevano
confabulato tra loro a voce bassa. La morte di Elio Mazza li
aveva scossi e non sapevano quando si sarebbe svolto il funerale.
La procura avrebbe restituito la salma solo dopo aver
fugato ogni dubbio sul referto autoptico e l'avvelenamento da
ricina. Dino, che doveva farsi dare informazioni sul Greco da
Melissa Fabiani su al Quadrilatero di Melara, non aveva cavato
un ragno dal buco. E bisognava chiarire anche la storia della
gastroenterite di Fedora Bertone, Renata Perego e Bruno Guidoni.
L'eventualit che fossero stati contagiati dal Poeta era da
escludere, tutti avevano assicurato che non lo vedevano da un
pezzo. E tutti avevano trovato un'appetitosa cena pronta, ma
nessun segno di effrazione su porte e finestre. Fedora aveva
creduto che fosse una sorpresa del figlio Dino, mentre Renata
e Bruno avevano pensato l'uno all'altra e scherzato su chi dei
due fosse il cuoco misterioso.
 Tonino Gasparri salut alcune persone che incroci in via
Mazzini mentre raggiungeva il garage sotterraneo dell'edificio
neoclassico in cui parcheggiava la sua Audi. Salito in macchina
gli suon il cellulare. Edvard Bosich era costretto ad annullare
l'appuntamento dell'amico al salone perch n lui n la moglie
si sentivano bene. Loriana era stata addirittura ricoverata in
ospedale con un inizio di disidratazione. Edvard stava meglio,
aveva solo assaggiato il piatto ancora tiepido che li attendeva al
rientro a casa, invece lei non aveva mangiato niente durante le
partite di bridge e aveva una fame da lupi. No, la porta era
chiusa a chiave come sempre e l'allarme era inserito, in pi
tutte le finestre avevano le inferriate. Poi Bosich disse che
doveva correre di nuovo in bagno e tronc la comunicazione.
 Gasparri accost al ciglio della strada. Se quanto diceva il
parrucchiere era vero bisognava prendere una decisione. Ci
sarebbe stato da sporgere denuncia, per non poteva presentarsi
alla polizia dicendo che da giorni aveva una strana sensazione.
Gli avrebbero riso dietro. Compose il numero del
procuratore Scoglio, ma al decimo squillo a vuoto rinunci.
Ultimamente gi una volta il magistrato aveva mantenuto le
distanze quando gli aveva chiesto notizie del Greco, dandogli
del lei come a un estraneo. Se c'era qualcuno disposto ad ascoltarlo,
quello era Laurenti, nonostante le loro controversie. Il
giornale scriveva che seguiva il caso di Mazza indagando sull'ipotesi
di lesioni personali e tentato omicidio. Di conseguenza
il commissario doveva essere interessato a ogni possibile
indizio, compresi quelli che venivano da Gasparri. Al ritorno
da Capodistria gli avrebbe telefonato. Percorse la sopraelevata
lungo il Porto Nuovo, dove erano appena attraccate tre enormi
navi portacontainer e un treno carico di semirimorchi usciva
dal terminal, diretto in Germania. Da mesi la stampa segnalava
il rapido aumento del volume delle merci in arrivo e in partenza,
che aveva creato a Gasparri non poche difficolt. Al
momento non aveva pi il controllo della situazione. Se ci si
metteva anche la Aggeliki Shipping Company, intenzionata ad
investire sul potenziamento delle infrastrutture, alcuni concorrenti
nell'alto Adriatico avrebbero avuto notevoli problemi e la
sua influenza si sarebbe ulteriormente ridotta. Un'eventualit
inaccettabile.
 Dopo pochi chilometri super il confine a Rabuiese, mentre
un numero insolitamente alto di agenti della polizia di frontiera
e della guardia di finanza effettuava controlli a campione
sui veicoli che transitavano in direzione opposta. Dovevano
aver ricevuto qualche segnalazione in merito a immigrati clandestini
in viaggio verso ovest lungo la rotta balcanica. Oppure
il crimine organizzato aveva colpito da qualche parte in Slovenia
e voleva far entrare droga o armi via terra sfruttando l'apertura
del confine con l'Italia.
 A Capodistria Gasparri lasci l'auto nel grande parcheggio
sterrato davanti a porta della Musa e si diresse alla filiale dell'UniCredit,
dove il direttore della filiale lo accolse a braccia
aperte. Non dovette passare dallo sportello per il prelievo e il
denaro gli venne contato sotto gli occhi mentre beveva un caff
comodamente seduto in poltrona. Ma fu costretto a chiedere
banconote di taglio pi piccolo, i biglietti da cinquecento in
Italia non erano ben visti.
 Faccia attenzione, dottor Gasparri. Di recente sull'autostrada
italiana falsi agenti della guardia di finanza hanno derubato
persone che avevano appena ritirato in una banca
slovena.
 Li hanno presi al quarto tentativo, direttore. I rapinatori
vivevano in Lombardia. Ora  tutto tranquillo. Tra venti minuti
sono a Trieste, non pu succedermi nulla.

 Bella casa, signora Bertone. Come si sente oggi? disse
Marietta con tutta la gentilezza di cui era capace senza sembrare
troppo falsa. Mancava il mazzo di fiori, poi il quadretto
delle forze dell'ordine vicine ai cittadini sarebbe stato perfetto.
 L'ispettrice capo Pina Cardareto, al suo fianco sul mastodontico
divano rosa e a disagio come un pesce fuor d'acqua, la
lasciava parlare. Da quando viveva in quella citt aveva imparato
che le mature triestine single si intendevano tra loro.
Doveva essere perch attingevano allo stesso repertorio di ipocrisie.
Fosse dipeso da lei se la sarebbe data a gambe gi dopo
i convenevoli. La barista bionda era seduta di fronte a loro, la
tuta da ginnastica rosa accentuava il pallore del viso struccato.
Aveva gli occhi cerchiati, si vedeva chiaramente quanto fosse
provata. E aveva fatto entrare le due poliziotte con una certa
riluttanza.
Purtroppo posso offrirvi soltanto del succo di pesca.
 Volentieri, grazie disse Marietta, mentre Pina rifiutava
con un cenno. Fedora spar brevemente in cucina.
  molto che abita in via Baiamonti? Non cpito spesso da
queste parti si inform Marietta iniziando a gettare la rete.
 Quando mio figlio  diventato indipendente mi sono trasferita
in un appartamento pi piccolo. Cucina, soggiorno,
camera e bagno sono pi che sufficienti. In questa zona i prezzi
sono buoni. Fedora le riemp il bicchiere. Con il lavoro che
faccio non ho certo bisogno di una reggia, non ci sono praticamente
mai. E preferisco vivere da sola, la sera resto al bar fino
a tardi e di giorno voglio dormire, mica servire qualcuno anche
a casa.
E quando  malata il locale resta chiuso?.
 Ammalarsi  un lusso da dipendenti. Un libero professionista
pu permetterselo al massimo quando  in vacanza. A
meno che non cpiti qualcosa di veramente serio come  successo
a me. Con la gastroenterite non si scherza, il mio medico
mi ha mandata perfino a fare le analisi a Cattinara. Ma suppongo
che non siate qui per questo.
  ancora presto per dirlo, signora. Ha gi ricevuto gli esiti
dal laboratorio?  libera di non rispondere, senza una diposizione
del giudice non possiamo obbligarla. Per immagino che
abbia visto il telegiornale. Del resto, quando non si pu uscire,
guardare la televisione  uno dei pochi modi per passare il
tempo. Marietta sorrise e bevve un lungo sorso di succo di
frutta senza alzare gli occhi sulla bionda vestita di rosa. Se
Mazza resta un caso isolato non c' nulla di cui preoccuparsi.
 Fedora teneva lo sguardo fisso davanti a s. Sembrava rigirarsi
in bocca le parole, valutando se parlare o no. All'inizio i
sintomi erano leggeri e sono durati poco. Mi  venuta voglia di
un caff con una fetta di pane e Nutella. Stavo meglio, volevo
recuperare il sonno perduto, ma all'improvviso ho avuto un
secondo attacco, pi forte del primo. Non riuscivo a muovermi
dal bagno. Non mi sono neanche accorta che in ospedale mi
hanno fatto una flebo, poi una lavanda gastrica e chiss che altro.
Sono stata dimessa solo verso sera. Nessuno ha voluto dirmi
nulla di preciso, mi hanno consigliato solo di andarci piano con
i lassativi. Il bello  che non ne ho mai preso uno in vita mia. La
gente si mette in testa strane idee. Sono magra di mio, l'unico farmaco
che si pu trovare in questa casa  l'aspirina.
 Quindi nel frattempo il bar  rimasto chiuso? intervenne
Pina. Il suo tono era asciutto, e il viso con gli zigomi marcati
accentuava l'impressione di durezza.  difficile per una
donna mandare avanti un'attivit in proprio, anche se naturalmente
 sempre meglio che essere alle dipendenze di un uomo.
Vivendo in questa citt mi sono accorta che le triestine non
accettano ordini da nessuno.
 Fedora accenn un sorriso tirato.  vero, ma ho un figlio
grande che quando  qui mi d una mano.
 Quanti anni ha? domand con voce flautata Marietta, in
vena di chiacchiere.
Ventiquattro. L'ho cresciuto da sola....
Ma allora doveva essere giovanissima quando lo ha avuto.
 Ero pi giovane di lui adesso. Desideravo un figlio con
tutta me stessa, al padre invece non importava. Un buono a
nulla, non voleva legami. Uno di quelli che ti promettono mari
e monti, ma in realt vogliono solo portarti a letto senza pensare
al domani. Per gli  toccato lo stesso pagare gli alimenti
finch Dino non ha iniziato a guadagnare qualche soldo.
Almeno quello. Le labbra di Fedora si piegarono in una
smorfia carica di odio. Mi sono rimboccata le maniche, non
avevo altra scelta. La mattina portavo il bambino all'asilo, poi
facevo la spesa e andavo al lavoro, il pomeriggio lo lasciavo dai
miei genitori e tornavo al lavoro. Lei ha figli?.
 Non ho mai voluto un uomo in giro per casa ammise
Marietta in tutta sincerit. Non per pi di una notte. Per ne ha
cinque mio fratello minore, e mi bastano quelli. Aspetti, ho qui
una fotografia. Frug nella borsa e, con grande sorpresa di Pina,
ce l'aveva davvero. L'ispettrice capo non aveva mai pensato all'assistente
di Laurenti come a una persona con una famiglia, eppure
adesso indicava i cinque nipoti adolescenti dicendo qualche
parola su ognuno di loro. Sono scatenati, non stanno fermi un
minuto. Per fortuna suo figlio ha superato questa fase, Fedora
aggiunse mentre la donna le riempiva di nuovo il bicchiere.
 Ringraziando il cielo  sempre stato bravo, non mi ha mai
dato particolari problemi nemmeno a quell'et. Forse sentiva
che sua madre faceva tutto il possibile per lui. Credo che se ci
fosse stato il padre sarebbe stato pi difficile. Da lui ha preso
solo la corporatura. Un attimo. La barista si alz, and in
camera da letto e torn con due portaritratti d'argento.
Strano, non trovo pi la foto di quando era piccolo. Qui
siamo a Miramare. Chi non sa che  mio figlio pensa che sia il
mio amante. L'altra invece, dove indossa la giacca da chef, me
l'ha portata qualche mese fa. Ora che si rade a zero ha un altro
punto in comune con il padre.
 Sicch  un cuoco prese la parola Pina indicando il collo
del ragazzo su cui si vedeva chiaramente il tatuaggio.
 Dino  un ragazzo serio e volenteroso. L'altra sera, quando
sono rientrata e ho trovato la cena sul tavolo, ho pensato che
avesse voluto farmi una sorpresa. Era squisita, ma c'era qualcosa
che non andava. Altrimenti non saprei spiegare perch
sono stata male. Se avessi saputo che sareste venute da me non
avrei buttato via nulla. Avreste potuto far analizzare gli avanzi.
Chiunque sia entrato qui deve essersi portato via anche la foto
di mio figlio da bambino.
 Ha parlato con Dino, gli ha chiesto se aveva preparato lui
quel piatto?.
 S, certo. Ma era ancora in Austria, lavora nelle cucine di
un albergo. L si guadagna di pi.  venuto subito qui per
occuparsi di me. E finch non sono guarita del tutto mi sostituisce
al bar.
 Meno male che il viaggio non  lungo, in macchina si fa
presto intervenne di nuovo Pina.
 Da Bad Kleinkirchheim sono poco pi di duecento
chilometri.
E pu prendere un permesso quando vuole?.
 Gli danno le ferie due volte all'anno, a fine stagione. Sono
stata fortunata ad ammalarmi proprio adesso.
Per quanto deve restare ancora a casa?.
 Pensavo di tornare al lavoro oggi, ma  meglio se aspetto
ancora un giorno.
 Poteva andare molto peggio. E comunque c' suo figlio.
Noi qui abbiamo finito, signora. Marietta si accorse che l'ispettrice
capo stava per chiedere qualcosa su Dino e si alz
decisa. Siamo passate da lei solo perch l'ospedale ci ha
comunicato altri casi di avvelenamento. Se le venisse un'idea su
chi pu averle cucinato la cena ci contatti immediatamente.
 Altri casi? Intendevano di certo il povero Elio Mazza.
Fedora Bertone era curiosa e le si leggeva in faccia. Era uno
dei miei clienti fissi... Ma allora  vero che  stato....
 I risultati degli esami non ci permettono di escludere nessuna
ipotesi, per questo dobbiamo interrogare chiunque presenti
gli stessi sintomi, signora. Mi creda, non abbiamo mai
avviato indagini per un semplice disturbo intestinale. Grazie
dell'ospitalit, le auguro di rimettersi presto.
 Fedora Bertone si avvicin alla finestra e segu con lo
sguardo le due donne dirette alla macchina. Che coppia.
Quella bassa in abbigliamento sportivo gesticolava irritata,
mentre quella pi vecchia con la gonna attillata e un top
troppo scollato raggiungeva il lato passeggero prendendosi la
testa tra le mani.
 Questa si chiama mancanza di professionalit. La prossima
volta lascia condurre gli interrogatori ai pi alti in grado.
Si vede lontano un miglio che non sei una vera poliziotta
tuon Pina abbassando leggermente il finestrino, poi mise in
moto infuriata. Come diavolo si fa ad andarsene proprio
quando salta fuori che il ragazzo  qui a Trieste?.
 Lo so che avresti preferito perquisire l'appartamento rigirandolo
come un calzino. E sarebbe stata l'idiozia pi grande
che poteva venirti in mente, perch cos avremmo messo in
guardia Dino Bertone, quando invece sappiamo benissimo
dove trovarlo. Lo incastriamo appena mette piede al bar, senza
inseguimenti e sparatorie da film americano. Hai troppa adrenalina
in circolo, mia cara. I tuoi metodi da carro armato sono
solo uno spreco di energia. E se sei troppo nervosa accosta che
guido io, ho gi la nausea.

 Da qualche anno, quando il flusso dei migranti attraverso i
Balcani era aumentato di nuovo e lo Stato Islamico mirava a
diffondere insicurezza in Europa con attentati terroristici,
molti poliziotti erano stati mandati di rinforzo a Trieste. Quasi
tutti giovani, appena usciti dalla scuola allievi. Di questa iperattivit
fine a se stessa bisognava ringraziare i paesi nordeuropei,
che in vista delle elezioni avevano alzato fili spinati e
andavano a caccia di voti facendo leva su una strategia della
paura fondata sull'ottuso populismo. Come se cos potessero
combattere le cause dei focolai che obbligavano miriadi di persone
a fuggire dall'Asia meridionale, dal Vicino Oriente o dall'Africa,
come se l'immigrazione si lasciasse arrestare con la
stessa facilit con cui si chiude un rubinetto. Studi obiettivi si
basavano gi da tempo sull'evidenza che il numero dei
migranti non sarebbe diminuito per i decenni successivi. Con
il ritorno in auge degli estremisti di destra che promettevano di
salvare il mondo i disaccordi tra gli stati europei impedivano
ogni soluzione lungimirante. E nel frattempo anche alcuni dei
grandi partiti avevano iniziato a seguire la stessa deriva.
 Nel dubbio le persone venivano rimbalzate da un paese
all'altro, nonostante mancasse un'acquisizione unitaria dei dati.
In questo modo eventuali sospetti venivano espulsi su due piedi
da uno degli stati Schengen senza che nulla impedisse loro di
entrare in quello vicino. Sembrava che la sicurezza fosse una
questione puramente nazionale. Anche Trieste e l'entroterra
figuravano tra i possibili obiettivi di un attacco terroristico,
dall'oleodotto transalpino dipendeva infatti l'approvvigionamento
petrolifero di Austria, Germania meridionale e Repubblica
Ceca. Nell'agosto del 1972 l'organizzazione palestinese Settembre
Nero, che un mese dopo sarebbe stata responsabile del
massacro alle Olimpiadi di Monaco, aveva piazzato delle
bombe nel deposito in Val Rosandra facendo esplodere
quattro delle dodici cisterne, dalle quali si sollevarono colonne
di fumo alte chilometri.
 Su decisione del governo, alle pattuglie di carabinieri e
polizia di frontiera si erano uniti nuclei militari muniti di mezzi
blindati che passavano a stento nelle strette strade dei paesi
fiancheggiate da alte case in pietra, guadagnandosi le battute
ironiche degli abitanti. Fin dalle guerre turche quella parte
d'Europa era particolarmente abituata alle migrazioni dei
popoli, che non si interrompevano nemmeno nel XXI secolo. I
controlli simbolici al confine con la Slovenia venivano continuamente
intensificati. Osservando l'attivit dei funzionari in
uno degli edifci non lontani dal posto di blocco veniva da
chiedersi quale arcano criterio seguissero per scegliere i veicoli
in transito da controllare. Polizia e guardia di finanza si avvalevano
di cani addestrati a riconoscere dall'odore esplosivi,
droghe e da qualche anno anche soldi in contanti. Non di rado
gli animali rispondevano a nomi che testimoniavano il caustico
umorismo dei loro padroni in divisa.
 Acab era un labrador femmina di quattro anni con il pelo
lucente e lo sguardo mansueto, che amava le pietre preziose,
l'oro e il denaro perch trovarli significava ricevere ricompense
particolarmente ghiotte dal suo conduttore. Era entrata nell'unit
cinofila proprio quando in tutta Europa comunicati
stampa annunciavano l'assoluzione di un hooligan che allo
stadio aveva indossato una maglietta nera con l'acronimo di All
Cops Are Bastards scritto a grandi lettere bianche. Molti si
sarebbero indignati, invece Enrico Belvedere, ufficiale trentacinquenne
della guardia di finanza, aveva deciso di battezzare
proprio cos il suo labrador, suscitando l'ilarit dei colleghi. Fu
per puro caso che un tardo pomeriggio perquis un'Audi blu in
arrivo dalla Slovenia, perch il conducente discuteva con il
poliziotto che gli aveva fatto cenno di uscire dalla fila. Antonio
Gasparri ebbe la scalogna di imbattersi in agenti troppo nuovi
del posto per conoscere il suo nome ed il suo ascendente. Altri,
dopo un'occhiata ai documenti, forse lo avrebbero lasciato
proseguire senza ulteriori controlli. E, se avesse avuto ragione
il detto popolare secondo il quale pecunia non olet, difficilmente
il fiuto sviluppato di Acab avrebbe identificato le banconote
nuove nella busta con il logo della banca che il politico
si era infilato nella tasca interna sinistra della giacca a Capodistria.
Sotto il suo sguardo indignato il labrador si gust dimenando
la coda la meritata ricompensa elargita da Enrico
Belvedere, che aveva consegnato il ritrovamento al suo diretto
superiore. Poco dopo entrambi si misero all'opera intorno alla
macchina del politico, ma il cane non abbai neanche una
volta.
 Somme di denaro superiori ai diecimila euro devono
essere dichiarate, lei ha venticinquemila euro nella busta di una
banca slovena e trecentoquattro euro nel portafoglio recit il
funzionario come da regolamento e chiese a Gasparri di
seguirlo nel prefabbricato grigio. Dobbiamo confiscare il
denaro e sequestrare il veicolo. Anche se nel suo caso possiamo
benissimo rinunciare al fermo.
 Non  come crede si difese Gasparri agitando le mani.
Sono solo andato a fare benzina. I soldi li avevo gi con me,
non li sto introducendo illegalmente in Italia. Conosco la legge.
Per noi che viviamo qui fare un salto oltre confine  normale.
Non possiamo mica essere discriminati per le nostre abitudini.
 Purtroppo la legge  pragmatica e anche molto chiara.
Dovr pagare le relative tasse ed una multa, contro la quale
naturalmente potr fare ricorso spieg impassibile l'agente
seduto di fronte a lui. La sua dichiarazione verr messa a
verbale.
Ma quella busta  solo un pezzo di carta.
 Con dentro un bel po' di pezzi di carta rettific l'altro
battendo l'indice sulle mazzette di banconote. Iniziamo con i
dati personali.
 Gasparri rispose alle domande di rito, insofferente. Certo,
era stata una leggerezza da parte sua lasciare i soldi nella busta,
del resto per nessuno aveva mai osato controllarlo. Era a dir
poco increscioso. Davvero doveva sottostare a una simile
umiliazione?
 Be', dottor Gasparri, possiamo anche procedere diversamente
convenne il funzionario dopo una pausa. Ai fini delle
indagini  irrilevante che lei debba partecipare a una seduta del
consiglio regionale.  libero di decidere, tuttavia credo che
sarebbe meglio se cooperasse. Per il momento abbiamo evitato
la perquisizione personale e l'esame radiografico. In caso di
fondato sospetto siamo autorizzati anche a somministrare un
lassativo sotto controllo medico, per escludere che il soggetto
abbia ingerito merci illegali.
 Non sia cos fiscale, per la miseria! Non chiuderebbe un
occhio nemmeno davanti a sua madre e la costringerebbe a
restare in mutande.
 Si sbaglia, signore. In quel caso se ne occuperebbe una
collega.
 Gasparri rimase per un'ora abbondante nel prefabbricato
senza riscaldamento rispondendo alle domande solo quando
obbligato. Neg con foga di possedere un conto all'estero, in
qualit di politico era suo preciso dovere incentivare l'economia
locale. Quando usc di nuovo alla luce del sole con la
copia della denuncia trov ad aspettarlo un taxi che lo avrebbe
riportato in citt. Ormai aveva perso l'inizio della riunione e
durante l'interrogatorio gli era toccato ignorare le telefonate.
Prima di tutto doveva andare a casa e spiegare a Dino che
avrebbe dovuto aspettare per avere la sua parte, e subito dopo
voleva parlare con il suo avvocato. Almeno i soldi e la macchina
dovevano essere sbloccati all'istante, a prescindere da
quanto salata fosse la multa.

 Forza, commissario, si impegni esclam il procuratore
Scoglio dietro la scrivania ingombra di pratiche, come un maestro
a un alunno che non si applica. Mi sta dicendo che sa chi
sono i tre uomini e non li ha ancora arrestati? L'opinione pubblica
si aspetta risultati concreti. Perch sta tergiversando?.
 Ieri sera non siamo riusciti a contattarla. Abbiamo bisogno
dell'autorizzazione per intercettare i telefoni dei ragazzi.
Laurenti era in tribunale dalle sette e mezzo, ma Scoglio era arrivato
in ufficio molto pi tardi del solito e, altro elemento
anomalo, sembrava addirittura di buonumore. La cosa davvero
strana per era che fischiettava tra s una canzone di Natale. A
fine novembre. Nessuno aveva mai sentito fischiettare il procuratore
- inveire ed imprecare, quello s, a volont. Una canzone
di Natale, poi. Si era riconciliato con la moglie? Aveva
avuto una promozione?
 Ragazzi, commissario? Sono probabili assassini che hanno
anche compiuto diverse rapine, e lei ne parla come parlerebbe
dei nostri figli?. Scoglio ritrov in fretta la disposizione d'animo
che pi gli era congeniale, dai suoi occhi svan la luce
natalizia, il suo colorito riprese le consuete tonalit di rosso,
mentre una ciocca dei radi capelli biondi gli ricadeva scomposta
sulla fronte. A quanto pareva gli intensi ritmi di lavoro
non gli avevano lasciato il tempo di andare dal barbiere. Si dia
da fare. Li prenda e non avr bisogno di intercettazioni, che tra
l'altro tengono inutilmente occupato l'organico. Sono stati
localizzati?.
 Sembra che uno sia tornato in citt, ma catturarlo adesso
significherebbe mettere sull'avviso gli altri. Perch correre
questo rischio? Non sappiamo neanche quale dei tre fosse a
casa dell'inglese.
 Gli interrogatori esistono apposta. Non si comporti come
se fosse un principiante, per favore. E che mi dice del Greco,
Laurenti? Ha risolto qualcosa almeno con lui?.
 Non abbiamo niente contro quell'uomo. Ed  greco
quanto noi due.
 Se venissi dal sud come lei sarei cauto con certe affermazioni.
Inoltre Albanese era presente sul luogo del crimine, sono
parole sue.
 Era appena stato da noi per la firma e non ha mai violato
le condizioni della libert vigilata. Se non avessimo tirato fuori
dai guai i nostri figli con ogni mezzo a quest'ora sarebbero
nella stessa situazione. A proposito, il suo ha ancora il vizio
delle canne?.
 Scoglio fece un respiro profondo. Nei momenti critici funzionava
sempre ricordargli i suoi punti deboli. In realt Laurenti
era convinto che anche Marco fumasse marijuana
esattamente come prima, se non altro per aveva smesso di coltivarla
nel giardino di casa o in quello dei vicini. Inoltre la legge
in materia era parecchio pi tollerante rispetto a quando il
commissario aveva tolto i due ragazzi dalle grinfie di colleghi
troppo zelanti. Li tenevano d'occhio da un pezzo, forse nella
speranza di danneggiare gli scomodi padri, ma con l'intervento
di Scoglio erano stati costretti a battere in ritirata.
 Laurenti si chin in avanti sulla scrivania e fiss il procuratore
negli occhi. Allora, autorizza le intercettazioni
telefoniche?.
 Ormai la polizia  viziata. Invece di andare per strada, lei
e i suoi uomini vi affidate alla tecnologia, che  molto pi
necessaria nelle indagini contro il crimine organizzato.
 E facciamo bene. Commissioni pagate sottobanco, tangenti
per partecipare a bandi truccati. Lo sa anche lei che oggi
in questa citt non  cos semplice smuovere le acque. Troppi
delatori, troppa mania di mantenere l'ordine. Si  mai chiesto
chi ci guadagna e come?.
Scoglio non trov argomentazioni valide per contraddirlo.
 Era vero, lo sapeva anche lui che a Trieste era difficile gestire
imprese di successo senza la complicit della politica. Al contrario,
guadagnavano soldi a palate quelli che facevano ostruzionismo,
costringendo le aziende a trasferirsi in Veneto o
magari in Slovenia, che a detta di un loro politico conservatore
era il paese pi corrotto d'Europa. Non che mancassero le
leggi e le prescrizioni necessarie, ma fra amici ci si aiutava in
altro modo, una mano lavava l'altra.
 Maggie Aggeliki voleva investire nelle infrastrutture del
porto. Come gli olandesi anni e anni fa, quando Albanese ha
sporto denuncia e in cambio  stato messo a tacere. Se dovesse
ripetersi la stessa storia, questa volta la responsabilit sarebbe
solo mia e sua. I manager della Aggeliki sono sul piede di
guerra, vogliono addirittura portarsi dietro dall'Inghilterra
degli investigatori specializzati.
 E va bene, Laurenti. Ha vinto lei. Fra un'ora avr l'autorizzazione
firmata. C' altro?. Al procuratore si era visibilmente
gonfiata una vena del collo.
 Ho l'impressione che il ritorno di Albanese abbia fatto
innervosire molte persone. Mi auguro che lei non sia tra
queste.
Perch mai la cosa dovrebbe innervosirmi?.
 Scoglio tamburellava impaziente con le dita sul piano della
scrivania. Laurenti si alz e raggiunse con un placido sorriso la
porta.
 Qualche giorno fa sono andato nel locale di Fedora Bertone.
C'era anche Gasparri, accompagnato da una parte del
suo codazzo. Discutevano con una certa agitazione del fatto
che Albanese fosse stato da Mazza. Si chiedevano se il Poeta
avesse detto la verit o se invece fossero solo i deliri di un alcolizzato.
Come sempre non si preoccupavano minimamente
degli altri clienti, si sarebbero potuti sentire a un isolato di
distanza.
 Forse erano contenti per il Greco. Un tempo frequentavano
il suo ristorante.
 Dodici testimoni hanno deposto contro di lui in malafede.
L'accusa li ha lasciati fare, e neppure io sono andato fino in
fondo. Albanese  stato condannato a vent'anni e ne ha scontati
diciassette.
La legge  legge. Ha paura, commissario?.
 Neanche un po', procuratore. Per nel frattempo Mazza 
morto, gli altri se la fanno letteralmente addosso, e io mi
ritrovo a dirigere il primo commissariato preposto alle epidemie
di gastroenterite.
 Laurenti se ne and dall'ufficio senza salutare. Mentre percorreva
l'interminabile corridoio e scendeva l'ampia scalinata
tra le solenni colonne in marmo del tribunale canticchi il tormentone
natalizio che gli aveva messo in testa Scoglio. In via
del Coroneo incontr il responsabile dell'archivio.

 A cosa state lavorando? Perch siete venuti da me?
domand con aria preoccupata l'ultracinquantenne quando
entrarono al Bar X su largo Piave. Di chiare origini meridionali,
con la sua testa pelata sembrava il nipote di Telly Savalas.
 Allora sei tu che hai accompagnato Marietta nella visita
guidata rise Laurenti davanti a un caff. Dice che sei di
nuovo scapolo. Attento, non ha piet.
 Ormai con le donne ho chiuso, Proteo. Non sarai mica
geloso? E comunque dice anche che sei l'unico uomo di Trieste
a resistere alle sue grazie. Insomma, di cosa vi state
occupando?.
 Se non te l'ha detto nemmeno Marietta... comment Laurenti
con un mezzo sorriso malizioso.
 Lo sai che amministro la memoria della citt e la conosco
piuttosto bene. Marietta ha flirtato con me in maniera sfacciata,
per non sono riuscito a scucirle di cosa si tratta esattamente.
 La tua  pura curiosit o voglia di dare una mano?
Dovresti sapere che esiste il segreto d'ufficio.
 E tutti sappiamo che l'elasticit delle cose produce un
effetto fionda capace di portarti lontano sentenzi il custode
degli atti.
 Sempre se non ti catapulta contro il primo muro. Qualcun
altro ha chiesto del fascicolo di Aristides Albanese nel caso
Olindo Bossi?.
 No. Ma c' qualcosa che non quadra. In realt Marietta
cercava il procedimento contro Antonio Gasparri. L'ho capito
dal foglio che aveva con s. Voleva sapere a quale atto apparteneva
e, caso strano, proprio quello non era al suo posto.
Interessante, non ti pare?.
 E lo avete trovato lo stesso?. Laurenti lasci sul bancone
le monete per pagare i due caff.
 Relativamente in fretta. Non era un errore di classificazione,
qualcuno lo aveva messo deliberatamente nel posto sbagliato.
Non sono molti quelli che si raccapezzano in archivio. I
giudici si basano sul materiale presentato dagli avvocati, e i
procuratori lo lasciano sulla scrivania. Al limite si impolvera le
mani qualcuno con grande esperienza. A parte me, pochi sono
in grado di orientarsi in quel labirinto.
Chi ti sostituisce quando non ci sei?.
 Con questa mania dei tagli alle spese, piuttosto di assumere
una seconda persona preferiscono rinviare un processo o
rallentare un'indagine. Quando non ci sono io la chiave la tiene
la direzione amministrativa. Cpita di rado che un caso sia
tanto urgente da non poter aspettare il mio ritorno. Per non
mi hai ancora detto a cosa state lavorando. Solo il gulasch  pi
buono riscaldato.
O la ribollita. Hai visto il locale che apre qui di fronte?.
 Ci passo davanti tre volte al giorno. Il proprietario  un
tipo assurdo con i capelli che gli arrivano alla cintura. Ma il
menu mi incuriosisce, ogni tanto ci vuole qualcosa di nuovo.

 Con le sue colonne doriche la facciata della Camera di commercio
in piazza della Borsa, sede di una delle borse merci pi
antiche del mondo, somigliava ad un tempio greco. Da duecento
anni le coppie di statue allegoriche ai lati dell'ingresso rappresentavano
Asia, Africa, America ed Europa, i continenti che
avevano dato origine alla ricchezza della citt, ma la maggior
parte dei triestini ci passava davanti senza neppure vederle.
 L'addetta, ormai sull'orlo della disperazione, si era decisa a
stampare la conferma dell'iscrizione al registro delle imprese
solo quando Aristides le ebbe ripetuto in tutti i modi possibili
che non aveva n un computer n un accesso a internet e mai
li avrebbe avuti. Incredula, aveva tentato di fargli capire che
con un simile atteggiamento non avrebbe fatto strada, perch
nel giro di pochi anni ogni cosa sarebbe diventata digitale, e
probabilmente anche lei avrebbe perso il posto che considerava
sicuro. Gli immigrati dai paesi poveri costavano meno, gi
adesso gli italiani erano svantaggiati. Sua figlia aveva una
laurea, eppure non trovava uno straccio di lavoro per colpa
degli extracomunitari. Aristides aveva preferito non entrare
nel merito di quello sfogo dettato dalla frustrazione e si era
limitato a obiettare che molte cose sarebbero anche potute
diventare digitali, ma non il cibo e la buona cucina.
 Dopo aver attraversato di nuovo il pronao con le colonne il
Greco si blocc e si guard intorno in cerca di una via di fuga.
Tonino, fermo accanto alla fontana del Nettuno al centro della
piazza, gesticolava infuriato parlando con un'altra vecchia
conoscenza di Aristides. Temette una discussione in pubblico,
ma appena lo vide il politico gli volt le spalle, prese l'interlocutore
per il gomito e lo guid verso corso Italia, alla banca in
cui l'uomo lavorava come consulente finanziario.
Gianmaria Gatti era coetaneo di Antonio Gasparri. Aveva
antenati pugliesi, era basso e secco, con un viso grigio come i
capelli e il completo che indossava. Padre di tre figli adulti, era
da sempre il tesoriere del partito di Gasparri e quando doveva
andare incontro a una richiesta rimediava regolarmente una
donazione da qualche suo cliente. Anche lui e la moglie Mila
Antonuzzi un tempo frequentavano abitualmente il Pesce d'amare,
e anche loro al processo avevano mentito a sangue
freddo. Abitavano al piano nobile di un antico palazzo di propriet
dello stato in via Principe di Montfort, decisamente
troppo grande per due persone. Aristides li aveva spiati a
lungo. Dopo anni di liti con i vicini una delle stanze sul retro
era stata rivestita di materiale isolante, cos Gatti poteva indulgere
alla sua passione per il violino senza rischiare una
denuncia per disturbo della quiete pubblica. I toni della sua
disputa con Gasparri erano tutto tranne che moderati, e il bancario
respingeva con veemenza le pretese del compagno di
partito.
  assolutamente impossibile fu la prima frase captata da
Aristides. Si era mosso nella stessa direzione dei due ed attendeva
all'angolo della galleria commerciale, che rimandava
amplificate le loro parole. Sei libero di ritirare qualunque
somma dal tuo conto e farci quello che ti pare. Ma se supera i
tremila euro sono costretto a comunicarlo per la legge contro
il riciclaggio. Sarei passibile di pena se....
 Poi proseguirono. Gasparri non cedeva: picchiett il dito
sull'orologio e cont sulle dita, probabilmente elencando i
numerosi favori che aveva fatto all'altro da quando si conoscevano.
Il piccolo Gatti era sempre pi imbronciato, scosse energicamente
la testa e alla fine si allontan senza salutare. Poco
dopo spar nella bussola della banca.

 Tenendosi sul marciapiede opposto Aristides Albanese
segu a grande distanza Gasparri in largo della Barriera Vecchia,
dove lo vide entrare in un negozio storico al pianoterra di
un antico edificio annerito dai gas di scarico. Il cuoco conosceva
anche il proprietario. I nonni di Cristiano di Bella avevano
fatto fortuna specializzandosi in abbigliamento maschile
di alta gamma, e il nipote portava avanti l'attivit di famiglia
con la stessa incuria che riservava alla manutenzione dell'edificio
di cinque piani. La facciata era segnata dal vento e dagli
anni, e le doppie finestre antidiluviane dietro le imposte rovinate
dalle intemperie dovevano deludere ogni speranza di
riscaldare le stanze degli appartamenti in affitto. Non era una
rarit che fossero proprio i cittadini a cui i soldi non mancavano
a trascurare la citt e contemporaneamente lamentarsi
perch le cose andavano meglio prima. Solo le vetrine erano
allestite con la precisione maniacale di sempre. I prezzi degli
abiti esposti mettevano subito in chiaro che si trattava di capi
sartoriali, refrattari a ogni moda passeggera. Chi voleva vestiti
prodotti in serie che costassero poco l era nel posto sbagliato.
Cristiano di Bella aveva dieci anni pi di Gasparri e gestiva il
negozio insieme alla moglie Elisa, bench avessero raggiunto
entrambi l'et della pensione. Non avevano figli e si sarebbero
ritirati solo quando gli acciacchi fossero diventati troppi o la
loro clientela si fosse estinta. La coppia trascorreva spesso la
serata al circolo nautico sulle Rive, in cui era ormeggiato il loro
lussuoso yacht. E anche se da parecchio tempo non avevano
pi nulla da dirsi, in estate uscivano nel golfo e al massimo
un'ora pi tardi gettavano l'ncora lungo la costa, dove li raggiungevano
alla spicciolata gli amici sulle rispettive barche e
dopo pranzo trascorrevano il pomeriggio giocando a carte.
Al Greco bast vedere da lontano Gasparri che entrava dai
di Bella. Da decenni i clienti di certi negozi erano abituati,
dietro congruo sconto, a pagare senza chiedere lo scontrino. E,
se Aristides aveva capito bene la discussione in corso Italia,
Gasparri aveva urgentemente bisogno di contanti. Era improbabile
che all'improvviso si fosse dato al gioco od avesse perso il
suo patrimonio speculando in Borsa, il motivo doveva essere
un altro. Forse in quel momento tentava la fortuna con il commerciante,
che avrebbe potuto aiutarlo semplicemente infilando
una mano nella cassaforte. Cos'era successo? La fantasia
di Aristides galoppava. Il politico pensava forse di risarcirlo
offrendogli dei soldi a patto che lasciasse di nuovo la citt? Per
lui aveva in serbo una bella sorpresa. Doveva soltanto modificare
il suo piano.

 Il Greco sal sul primo autobus che lo avrebbe portato alla
comunit di don Alfredo, dove Aahrash doveva essere gi alle
prese con le verdure. Ma quando arriv vide il parroco con una
faccia da funerale che camminava nervosamente avanti e
indietro, il cellulare all'orecchio. A giudicare dai brandelli di
conversazione stava parlando con un avvocato e appena si
accorse di Aristides gli fece cenno di aspettarlo nel suo
ufficio.
 Cosa avete fatto? Hanno arrestato Aahrash tuon don
Alfredo. Un'ora fa. Lesioni personali dolose. Ieri, su un
autobus in via Carducci. Gli sbirri sono piombati qui e lo
hanno portato via con i polsi ammanettati dietro la schiena. Ci
 preso un colpo a tutti. Si pu sapere in che pasticci vi siete
cacciati?.
 Ma scherzi? Aahrash  la persona pi mansueta che abbia
mai conosciuto. Non reagiva nemmeno in galera. L'ha denunciato
qualcuno?.
 E tu, Athos? Eravate dentro insieme. Chiss cosa avete
combinato. Aspetto solo che vengano a prendere anche te.
Con chi eri al telefono?.
 Con il nostro avvocato di fiducia, quello che segue tutte le
faccende della comunit. Gratis. Non uno dei soliti squali. Sta
cercando di parlare con Aahrash, ma non si sa nemmeno se 
in questura, al commissariato di San Sabba o a quello di
Muggia.
Gli sbirri, hai detto? Non i carabinieri?.
 La polizia di stato, Athos. Ora va' in cucina e pensa al
pranzo, dobbiamo tranquillizzare gli ospiti. Due volevano
andarsene, ma sono riuscito a calmarli. Hanno paura. E la fame
peggiora la situazione.
 Aahrash non aveva ancora preparato niente. Gli spicchi
d'aglio, il prezzemolo e i peperoncini freschi erano intatti
accanto al tagliere. Aristides aveva in mente un pilaf con l'agnello
ricevuto il giorno precedente da un grossista, che
doveva smaltire una partita di carne surgelata appena scaduta.
Per i tempi di cottura erano troppo lunghi, cos su due piedi
doveva ripiegare su un piatto di pasta veloce. La maggior parte
dei profughi era abituata ai cibi piccanti, inoltre gli spaghetti
aglio, olio e peperoncino, se cucinati in grandi quantit, costavano
meno di un euro a testa. Riemp d'acqua la pentola pi
grossa che aveva a disposizione e si mise al lavoro. Tempo un
quarto d'ora e avrebbe servito in tavola, poi poteva occuparsi
di Aahrash insieme a don Alfredo. Il pakistano gli aveva raccontato
di aver incontrato sull'autobus uno dei vigilantes esaltati,
per non aveva accennato a una lite. Solo a una ragazza
carina con i capelli rossi, con la quale aveva scambiato due
parole.

 Quando il commissario entr in ufficio Marietta era bianca
come l'intonaco alla parete. Spense la sigaretta fumata fino al
filtro e ne accese a ruota un'altra, senza neanche lanciargli la
sua solita occhiataccia perch non l'aveva avvisata prima di
uscire.
 Se posso permettermi, hai un aspetto orribile. Hai mangiato
qualcosa che ti ha fatto male? domand Laurenti indicando
la tazza sulla scrivania. In tanti anni che lavoravano
insieme non le aveva mai visto bere t. Avrebbe preferito darsi
malata piuttosto che rinunciare al caff, specialmente d'estate,
dopo una notte brava sulla spiaggia, con troppo vino di dubbia
qualit in ancor pi dubbia compagnia.
 Aspettavo solo che tornassi per potermene andare a casa.
Se ci arrivo. Ho cercato l'elenco dei testimoni nel processo
Albanese, sono gli stessi citati nella denuncia del Greco contro
Gasparri, dal primo all'ultimo. Poi io e Pina siamo state da
Fedora Bertone. Forse mi sono beccata qualcosa l, anche se
non ho toccato nulla. Non si  ancora rimessa. Dino deve
essere in citt, la sostituisce al bar. Ci ha fatto vedere qualche
foto, non ci sono dubbi che si tratti di lui. Ovviamente l'ispettrice
capo l'avrebbe torturata seduta stante fino a farle sputare
l'indirizzo del figlio. L'ho fermata per un pelo. Lo incastriamo
stasera, quando apre il locale. Meno sospetta meglio , non sei
d'accordo anche tu? Scusa, torno subito. L'assistente balz in
piedi e si precipit fuori, il ticchettio dei tacchi si allontan di
corsa lungo il corridoio.
 Laurenti prese i due fogli con i nomi dei testimoni, and nel
suo ufficio e si sedette alla scrivania. Scorse rapidamente le
comunicazioni interne. L'anziana donna investita da un motociclista
veniva tenuta in coma farmacologico, e i pareri dei
medici non promettevano niente di buono. Gli uomini ricercati
per l'omicidio di Maggie Aggeliki erano ancora a piede
libero, quando i colleghi di Gorizia si erano presentati nel piccolo
appartamento in cui abitava uno dei fratelli Bossi lo avevano
trovato vuoto. Da allora l'indirizzo era tenuto
costantemente sotto sorveglianza nell'eventualit che il ragazzo
si fosse fatto vivo. Giulio Bossi non si era presentato al lavoro
sostenendo di essere malato.
 L'ultimo foglio era una lista stilata dall'ufficio d'igiene relativa
ai casi di sospetto avvelenamento che avevano in cura.
Non si poteva certo parlare di epidemia. Laurenti sent tornare
Marietta. Era ridotta uno straccio, ma rimase in piedi sulla
soglia, dove la raggiunse Pina Cardareto.
 Volevo solo dirti di confrontare l'elenco dei testimoni con
quello dei ricoverati spieg l'assistente reggendosi allo stipite.
 Io invece ti dico che  stato il succo di pesca intervenne
l'ispettrice capo. C'ero anch'io a casa di Fedora Bertone, per
non ho bevuto nulla e sto bene.
 Allora arresti immediatamente il succo di pesca, Pina.
Aggressione ai danni di un agente di polizia. Laurenti diede
un'occhiata alla lista dell'ufficio d'igiene. Ma guarda un po',
adesso anche Loriana Carlini. Il marito Edvard Bosich  nella
segreteria del partito insieme a Gasparri. Ottimo lavoro,
Marietta. Le corrispondenze sono evidenti. Dovr fare una
chiacchierata con il Greco.
 Ho diramato un ordine di cattura per Dino Bertone, capo.
Lo prenderemo prima di sera lo inform la collaboratrice pi
alta in grado.
 Richiami le truppe, Pina la apostrof Laurenti, e per un
attimo il viso di Marietta si rischiar. Sequestri questo succo
di pesca, piuttosto, visto che  tanto sicura, e lo faccia analizzare
in laboratorio. E mandi qualcuno dal procuratore. Sono
riuscito a strappargli l'autorizzazione per mettere sotto controllo
i tre telefoni, e ormai dovrebbe essere pronta. Si assicuri
che i colleghi inizino all'istante la sorveglianza. Dobbiamo cercare
di far incontrare Dino e i fratelli Bossi. Stasera si apposti
con Battinelli davanti al Medusa e tenga d'occhio sia lui che i
clienti. Quando chiude il bar stategli alle costole, cos scopriamo
dove alloggia. E tu, Marietta, fatti accompagnare al
pronto soccorso, dar disposizioni perch ti visitino subito evitandoti
la coda. Se  tutto a posto fila a casa, non voglio rivederti
finch non sei di nuovo in forma.
 Un'altra cosa. Marietta deglut tenendosi lo stomaco.
Telefona alla finanza. Sembra che abbiano fermato Gasparri
mentre.... Gir sui tacchi e corse di nuovo lungo il corridoio.
 Perch non aiuta la sua collega? chiese Laurenti a Pina,
ancora immobile sulla soglia quasi ci avesse messo le radici.
Se si sentisse male lei, Marietta le starebbe accanto. Almeno
chiami un'ambulanza che la porti in ospedale. Poi mi mandi
Battinelli, dopo di che pu andare.
 L'ispettrice capo si dilegu senza fiatare. Era dell'opinione
che non fosse possibile dare un sostegno psicologico a chi si
sentiva male, perch partiva del presupposto che per tutti le
manifestazioni di compassione fossero fastidiose quanto lo
erano per lei. E alla fine dovevi anche ringraziare, invece di
pensare solo a guarire. Senza contare che in ogni caso l'assistente
di Laurenti non avrebbe accettato un gesto di solidariet
da parte sua. Tuttavia chiam l'ambulanza e attraverso la porta
chiusa avvis Marietta che sarebbe arrivata a momenti.
 Quando l'ispettore Gilo Battinelli si affacci allo studio il
commissario parlava con un collega della guardia di finanza
tenendo il telefono bloccato tra l'orecchio e la spalla. Avevano
gi collaborato anni prima, in un caso di omicidio nell'ambiente
dei trafficanti di droga che usavano i pescatori per portare
la merce oltremare. Da allora si scambiavano informazioni
per la via pi breve, aggirando la prassi burocratica. Laurenti
indic una sedia all'ispettore e continu ad ascoltare prendendo
qualche appunto. Il tenente colonnello Michele Carminati
lo aveva ragguagliato sul caso Gasparri. Naturalmente era
alquanto improbabile poter procedere contro il maggior politico
locale per venticinquemila euro. Il suo avvocato aveva
fatto cadere accuse ben pi gravi, l'ultima per gli assurdi rimborsi
spese presentati in qualit di membro del consiglio regionale:
pneumatici invernali per la sua macchina, un frigorifero
per l'ufficio, salati conti dal barbiere nonch compagno di partito
Bosich, champagne e Franciacorta, pi viaggi, alberghi e
ristoranti. Cifre astronomiche addebitate in posti che non avevano
niente a che fare con la sua attivit politica. Per Gasparri
poteva stare certo che gli sarebbe arrivato un avviso di accertamento
fiscale. E che il giorno seguente il suo nome sarebbe
finito sul giornale. A questo ci avrebbe pensato di persona il
commissario con una soffiata al caporedattore. Il collega della
finanza chiese se c'erano novit sul caso Aggeliki. Laurenti
ricapitol lo stato delle indagini e fu sorpreso di sapere che la
guardia di finanza aveva aperto un fascicolo sulla compagnia
della defunta armatrice. Michele Carminati raccont di una
frode IVA organizzata dallo stato britannico ai danni dell'Unione
europea. La truffa, che ammontava ad almeno due
miliardi di euro e coinvolgeva i porti di Dover e Felixstowe,
riguardava importazioni di materiale tessile dalla Cina e, anche
se il traffico dei container era organizzato da spedizionieri
internazionali, la Aggeliki Shipping Company deteneva la
quota principale del volume dei trasporti. Al telefono il tenente
colonnello rest sul vago, ma le sue parole gettarono una luce
completamente nuova su quanto accaduto in via Dante. Negli
ultimi anni i dirigenti aziendali si erano appigliati fin troppo
spesso alla scusa che non potevano conoscere nei dettagli tutti
gli affari conclusi dai loro manager. Carminati aggiunse che i
suoi dati venivano dall'OLAF, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Gli inglesi per avevano contestato solamente l'ammontare
dell'importo complessivo, non il fatto in s. Di sicuro la
vicenda sarebbe stata tenuta in considerazione nei negoziati
per la Brexit, per poi arenarsi da qualche parte, come al solito.
Laurenti e Carminati si salutarono dandosi appuntamento per
l'aperitivo.

 Battinelli, guida tu disse Laurenti lanciandogli le chiavi
della macchina. Io ti faccio da navigatore. E aziona i
tergicristalli.
 Mentre percorrevano la sopraelevata lucida di pioggia in
direzione del confine un traghetto stava entrando in porto. Da
tempo il controllo passeggeri era estremamente scrupoloso, ed
era aumentato anche quello a campione su camion e container.
Gli addetti alla sicurezza erano abituati a fermare ogni settimana
persone che cercavano lo stesso di entrare in Italia senza
documenti validi. La maggior parte veniva registrata e rimandata
indietro da dove era venuta. Albania e Turchia erano paesi
terzi considerati sicuri. Chi riusciva ad arrivare da don Alfredo
poteva almeno sperare di restare nell'Europa occidentale e
riprendere presto il proprio viaggio.
 Battinelli e Laurenti raggiunsero la zona periferica con le
sue case basse e, appena svoltarono nella strada della comunit
in cui don Alfredo aveva accolto una cinquantina di profughi,
videro gi da lontano una volante ferma davanti alla chiesa che
svettava sul resto.
 I colleghi di San Sabba. Sembra che ci sia qualche problema
disse l'ispettore scendendo.
 Avevano parcheggiato tra l'auto di servizio e una vecchia
FIAT con la carrozzeria sfregiata da graffi. Sul cofano campeggiavano
le due rune delle SS. Alla staccionata di fronte alla
comunit erano appesi cartelli in parte scritti a mano con
slogan offensivi contro gli immigrati illegali. Quelli della Lega
Nord erano inequivocabilmente razzisti, ma nessuno aveva
preso provvedimenti. I neofascisti rivendicavano anche la
difesa di Dio, patria e famiglia, valori a cui nessuno ormai
teneva pi, indipendentemente da come votava alle elezioni. E
non poteva mancare qualche svastica, disegnata al contrario.
Senza dubbio il parroco era un uomo con i nervi saldi.
 La porta della canonica era aperta. Quando Laurenti e Battinelli
entrarono don Alfredo li guard da sopra le spalle dei
due agenti in divisa davanti a lui. Solo la sua statura avrebbe
meritato il rispetto dell'intero vicinato, per quanto l'uomo di
Dio non dovesse certo essere incline alla violenza. Il commissario
aveva visto una sua foto sul giornale in un articolo sulle
tensioni nel quartiere e, pur non essendosi mai incontrati, era
chiaro che anche il parroco lo aveva riconosciuto. Si poteva
sempre contare sull'affidabilit dei media.
  qui per Aahrash Ahmad Zardari, commissario?
domand con voce gentile don Alfredo stringendogli la mano.
Allora deve essere grave.
Di chi sta parlando?.
 Uno dei due cuochi che lavorano qui intervenne un
agente. Lo abbiamo arrestato stamattina. Una denuncia per
lesioni personali.
 Allora fate quello che dovete fare. Laurenti si rivolse a
don Alfredo. Come si chiama l'altro?.
Aristides Albanese rispose il parroco. Perch?.
Vorremmo fargli un paio di domande.
 Don Alfredo sembr allarmato. Alz entrambe le mani,
come se volesse proteggersi. Sia Aahrash che Athos sono perfettamente
reinseriti nella societ. Mi hanno dato un grande
aiuto, fin dall'inizio. Senza di loro non avrei potuto mettere in
piedi questo posto e accogliere i profughi.
 Se volesse darci un taglio ci farebbe un favore brontol in
tono scortese il secondo agente, ma si zitt intercettando lo
sguardo del commissario.
 Magari credono in un Dio diverso, ma sono persone pacifiche
ed indifese prosegu il parroco. Cosa volete da Aristides?
 sospettato anche lui? La denuncia per era solo
contro Aahrash.
Adesso Albanese  qui? domand l'ispettore Battinelli.
 In cucina. Ma aspettate almeno che abbia servito il pranzo.
I nostri ospiti sono ancora scossi dall'improvviso arresto del
loro compagno. Don Alfredo lanci un'occhiata severa ai due
poliziotti arrivati con la volante. Intimidire cos la gente serve
solo a rafforzare i pregiudizi verso l'autorit dello stato. Finora
Aahrash non ha avuto una bella esperienza con la nostra democrazia,
ma ci nonostante non aggredirebbe mai qualcuno, se
non per difendersi.  con me da oltre un anno,  puntuale e
serio, ed  su un'ottima strada per costruirsi una nuova vita. E
a un tratto fa irruzione un intero commando neanche ci fossero
degli ostaggi da liberare.
 Le assicuro che abbiamo lo stesso senso del dovere che ha
lei, signor parroco mise in chiaro l'agente pi vecchio con sorriso
sarcastico. Non  un tipo loquace, commissario
continu rivolto al superiore. Si rifiuta di fornire informazioni sul
pakistano appellandosi all'obbligo di riservatezza.
Cosa volete sapere?.
 Ho detto tutto ci che potevo. Don Alfredo era calmo
ma risoluto. Questi signori non si sono degnati nemmeno di
comunicarmi dov' Aahrash. Con quello che ha passato ha
bisogno di un avvocato fidato, non uno nominato d'ufficio.
Dove si trova? domand Laurenti.
 Da noi in commissariato, deve essere sottoposto a interrogatorio
rivel contrito l'agente.
Da quando?.
  in stato di fermo da stamani alle otto, aspettiamo la convalida
del giudice.
 Sono passate pi di cinque ore. C' un motivo per arrestare
quell'uomo?.
 Recidiva, commissario. Ha gi scontato quattro anni di
reclusione per lesioni personali.
Cosa dice la denuncia?.
 Ha aggredito un passeggero inerme su un autobus della linea
20 in corrispondenza della fermata in via Carducci. Secondo il
referto del medico di base la prognosi  di tre settimane.
Testimoni?.
Nessuno.
Come mai ve ne occupate voi se  successo in centro?.
La vittima dell'aggressione abita in via di Valmaura.
E si  trascinata in commissariato nonostante le ferite?.
I due agenti annuirono in silenzio.
Quando ha sporto denuncia?.
Il giorno dopo.
 Il suo protetto non sembra poi cos pacifico, don
Alfredo.
 Aahrash  gi stato condannato una volta per un reato che
non aveva commesso. Era innocente ed ha passato quattro anni
in carcere. I testimoni appartenevano ai gruppi di vigilantes
che spadroneggiavano in citt. Forse se li ricorda, si facevano
chiamare Protezione civica.
Si sono sciolti da un pezzo.
 Ha letto i cartelli sull'altro lato della strada, commissario?.
Il parroco indic la finestra. I profughi vengono
accusati di essere terroristi, stupratori, ladri, assassini e truffatori.
 un chiaro incitamento alla violenza.
Perch non li togliete? chiese Battinelli.
 Cos ci arriva anche una denuncia per danni materiali?
No, tutti devono vedere gli eccessi di queste persone che si
sono allontanate dalla retta via e amano pi se stesse che il loro
prossimo. Ha notato la mia macchina?.
 La FIAT con la carrozzeria graffiata? domand Laurenti, e
don Alfredo conferm con un cenno della testa. Immagino
che abbia presentato una denuncia contro ignoti.
 No, commissario. Non ho tempo per queste cose. E la
polizia avr impegni pi urgenti che dare la caccia ad un
vigliacco che non ha nemmeno il coraggio di farsi vedere.
L'auto  vecchia, a chi vuole che importi.
 Ne approfitti adesso che i colleghi sono qui. Se capitassero
altri incidenti ogni indizio sarebbe importante. Inoltre le consiglio
di installare una telecamera di sorveglianza. Non  particolarmente
costosa.
Ho bisogno di ogni centesimo per i profughi.
Allora ne metta almeno una finta.
A che serve se non funziona?.
  pur sempre un deterrente. E ora mi dica dov' la cucina,
dobbiamo parlare con Albanese.
 In fondo al corridoio, l'ultima porta. Ma la prego di non
spaventare ulteriormente i nostri ospiti, commissario.
 Raccogliete la denuncia ordin Laurenti agli agenti. E
lei, don Alfredo, pu comunicare al vostro avvocato dove si
trova Aahrash. Mi faccia sapere come va.
 Battinelli apr la porta al capo. Uno stretto corridoio conduceva
ad un edificio basso con il tetto piano, che un tempo
doveva essere stato un magazzino o il laboratorio di un artigiano.
Fu sufficiente seguire il profumo, pi intenso a ogni
passo. Nel refettorio arredato in maniera provvisoria con
mobili di seconda mano i posti occupati erano poco pi della
met. Nessuno fece caso a loro quando entrarono nella cucina
sulla destra. Il gigante con la folta coda di cavallo era di spalle,
affaccendato al lavello. Battinelli lo chiam per nome e lui si
volt, riconoscendo Laurenti. Un gran sorriso gli si allarg
sulla faccia coperta dalla barba.
 Lo sapevo che prima o poi saresti venuto, commissario
disse Aristides Albanese mentre strappava un foglio di carta
assorbente da uno spesso rotolo per asciugarsi le mani. Hai
fame? Arrivi proprio al momento giusto, gli altri hanno finito
di mangiare ed  avanzata un sacco di roba. Oggi alcuni dei
profughi sono da voi in questura per il permesso di soggiorno
e altri sono gi ripartiti, ma in base alla mia esperienza stasera
sar di nuovo tutto pieno. Spaghetti preparati dal maestro in
persona e insalata. Niente menu di cinque portate, questo  il
massimo che posso offrirvi dopo che avete arrestato il mio aiutante.
Sei qui per questo? E chi  il modello abbronzato
insieme a te?.
 L'ispettore Battinelli lavora con noi da qualche anno.
Perch quando sono passato dal ristorante hai fatto finta di
nulla?.
 Volevo metterti alla prova per vedere se mi riconoscevi. Tu
non sei cambiato da allora, capelli grigi a parte.
Non preoccuparti, sapevo benissimo chi eri, Albanese.
Allora perch non lo hai detto?.
 Volevo metterti alla prova anch'io, mio caro. Puoi farti
crescere i capelli e la barba finch ti pare, ma i lineamenti
restano quelli. Come gli occhi, del resto. Li ho visti abbastanza
da ricordarmeli. Ma se davvero vuoi aprire un locale dovresti
cercare di avere un aspetto pi civile. Laurenti non fece
parola delle riprese delle videocamere in via Dante e in piazza
della Repubblica subito dopo che Maggie Aggeliki era stata
spinta gi dal balcone. Se avesse incrociato Aristides per
strada sarebbe rimasto colpito da quell'uomo singolare, ma
probabilmente non lo avrebbe riconosciuto.
 Non ti ci mettere anche tu. Da quando ho visto come
tagliano i capelli in carcere non mi fido di nessuno con le forbici
in mano. Ma ora accomodatevi. Va bene l, al primo tavolo.
Mangio con voi, cos siete sicuri che non vi avveleno. La risata
del Greco suonava sincera. Consegn caraffa d'acqua e bicchieri
di plastica a Battinelli, poi piatti e posate a Laurenti. Lui
prese zuppiera e insalatiera e serv i suoi ospiti. In galera cucinavo
tutti i giorni raccont. Ma avevo a disposizione ingredienti
migliori. Qui dobbiamo sperare nella generosit dei
negozianti che non se la fanno addosso appena incontrano dei
profughi, per giunta in prevalenza musulmani. Non come
quegli stronzi che attaccano i cartelli davanti alla porta. Venite
nel tardo pomeriggio e vi godrete lo spettacolo. Se non piove
si radunano ogni santo giorno, tra l'ora dell'aperitivo e quella
di cena. Hanno gi emesso la loro sentenza di condanna. Per lo
meno finora non sono passati ai fatti, ma non sarei pronto a
scommettere che durer. Vi piace?.
 S, grazie. Anche se la pasta si  raffreddata rispose
Battinelli.
 Devo dedurne che cucinando in carcere hai digerito la tua,
di condanna?.
 Niente giochetti, Laurenti. Cosa vuoi sapere di Aahrash?
Ormai lo conosco da una vita. Gli ho insegnato io a cucinare
quando eravamo dentro.  un ragazzo intelligente, sensibile e
fedele come un cane. Non farebbe mai del male a qualcuno. Lo
hanno fregato, come hanno fregato me. Due innocenti condannati.
Qui a Trieste. Dovrebbe darti da pensare.
 Mi ha dato anche troppo da pensare, Aristides. Non
potevo tirarti fuori, per quanto dubitassi delle dichiarazioni dei
testimoni. Nessuno  stato smentito.
 Complimenti. Sbaglio o era in dubio pro reo? Ma non ce
l'ho con te. Il gigante si chin in avanti sul tavolo puntando il
dito contro Laurenti. Anche se non hai fatto tutto quello che
potevi per evitare che mi incastrassero. Del resto perch avresti
dovuto sbattere contro un muro di gomma e rischiare la carriera
solo per salvare uno come me? Con qualcun altro per ho
ancora un conto in sospeso: come mai quel maledetto procuratore
non vedeva l'ora che mi togliessi di mezzo?.
Non  questo il motivo per cui siamo qui, Greco.
Finalmente veniamo al sodo, commissario.
 Per puro caso sulla mia scrivania sono finite due liste di
nomi, alcuni dei quali corrispondono a persone ricoverate
negli ultimi giorni.  l'elenco dei testimoni nel tuo processo, o
meglio nel tuo e in quello contro Gasparri, che hai accusato di
essere il mandante dell'attentato agli uffici della compagnia
marittima ad opera di Olindo Bossi. Se leggi i giornali saprai
anche della morte di Elio Mazza. Non  stato un bel modo per
andarsene. E altri si sono presentati in ospedale con sintomi
molto simili.
 Vedo che sei passato all'ufficio d'igiene. O adesso ti occupi
di contraffazioni alimentari? La gente  troppo pigra per cucinarsi
da sola cibi decenti e poi si stupisce se sta male.
 Nemmeno i pigri condiscono i loro piatti con l'olio di
ricino intervenne Battinelli.
Sai cos'? colse la palla al balzo Laurenti.
 Se so cos'? Lo sanno tutti. Si dice che grazie a D'Annunzio
le camicie nere lo facevano bere ai loro nemici, poi li
mandavano via con i polsi ammanettati dietro la schiena e i
pantaloni legati in vita e in fondo alle gambe. Sono storie vecchie,
cosa c'entro io?.
 Gli intossicati sono le stesse persone che per due volte
hanno deposto contro di te. Per il momento sei su dodici:
Fedora Bertone, Edvard Bosich, la moglie Loriana Carlini,
Renata Perego e Bruno Guidoni. Pi naturalmente Elio
Mazza, il Poeta, come lo chiamavano. Nel suo caso era ricina
allo stato puro, che  letale. Uno dei veleni pi potenti che esistano.
E fatalit tu sei stato rilasciato da poco, sei tornato a
Trieste ed avresti tutte le ragioni di volerti vendicare. Diciassette
anni sono tanti.
 Ti capisco, Laurenti. Aristides si appoggi rilassato allo
schienale della sedia. Sei uno sbirro e segui la pista pi semplice.
Ma andiamo, un attacco di diarrea me lo chiami vendetta?
 ridicolo. E ti dir di pi: perch dovrei rischiare di
finire di nuovo in galera dopo averci passato quasi un terzo
della mia vita?.
Hai un alibi per gli ultimi cinque giorni?.
 Certo che s. La mia routine  monotona. A pranzo e a
cena vengo qui per cucinare, poi mi occupo del ristorante che
aprir a breve e infine torno a casa, due stanze in piazza
Foraggi, ceno e vado a letto.
Pu testimoniarlo qualcuno?.
 Quello che avete sbattuto dentro stamattina, Aahrash
Ahmad Zardari. Ma non farti strane idee, commissario, ci limitiamo
a dividere l'appartamento.  solo il mio socio.
 Dove hai trovato i soldi per il locale? Se ricordo bene hai
una montagna di debiti.
 Sono un semplice dipendente. La proprietaria  un'anziana
signora dotata di spirito imprenditoriale e grande umanit.
Io e Aahrash non saremo pagati chiss che, ma almeno
abbiamo la possibilit di lavorare nel nostro settore. Nella mia
situazione  facile finire di nuovo in galera. Una somma del
genere non si guadagna onestamente. Ma con umilt e determinazione
 possibile sfuggire al sistema.
 Verificheremo il tuo alibi, Aristides. E spero per te che
regga. Adesso, alla tua et, non potresti pi sperare nelle attenuanti
perch hai avuto un'infanzia difficile. Diciassette anni fa
ti  andata bene solo perch Elio Mazza ha offeso tua madre
davanti alla corte.
 Un altro omicidio che la polizia non ha mai chiarito, Laurenti.
I tuoi predecessori non si sono nemmeno presi la briga
di interrogare i suoi clienti. Avevano paura di pestare i piedi a
gente che conta. E dopo cinquant'anni nessuno riapre il
caso.
Probabilmente hai ragione. Grazie della pasta.
 Occupati di Aahrash, per favore. Lo ha denunciato uno di
quei vigilantes razzisti.  gi stato arrestato una volta per colpa
loro. L'ha incontrato sull'autobus e si  dovuto difendere. Stava
venendo al locale, mi ha raccontato tutto. Una ragazza con i
capelli rossi lo ha fermato e addirittura si  complimentata con
lui. Fa' in modo che non finisca di nuovo dentro.
 Purtroppo capelli rossi non  un nome. Ci vediamo al pi
tardi all'inaugurazione del locale, Greco. Promettimi di non
combinare casini.
 Per caso tornate in citt? si inform Aristides. Sono in
ritardo. Nel pomeriggio devono allacciarmi il telefono. Piove e
mi fareste proprio un gran regalo.
 Battinelli annu, era una buona occasione per continuare a
parlare con Albanese. Laurenti invece scosse la testa.
Abbiamo da fare, prendi l'autobus.
 Almeno datemi uno strappo fino alla fermata. Sono
pronto in un attimo.
 Quando uscirono in strada alla staccionata era appeso un
nuovo cartello. Basta accoglienza! recitava a caratteri cubitali.
Meglio il gas.

 Sembravate in confidenza, da quanto vi conoscete?
domand l'ispettore dopo aver fatto scendere Aristides.
In che anno ti sei diplomato?.
Nel 1995, perch?.
 Ecco, pi o meno da allora, Gilo. Anche se nel frattempo
ci siamo un po' persi di vista.
Adesso dove andiamo?.
Al cimitero greco.
 Credevo che volesse risolvere la questione del pakistano.
Le sembra giusto che gli austriaci chiudano i confini e ci rimandino
indietro tutti i profughi? prosegu Battinelli chiacchierando
senza sosta. Tanti saluti allo spazio Schengen. Hanno
blindato persino il Loiblpass, bench da l non transiti nessuno
a parte quelli che ci vivono. Gli agenti controllano perfino i
bollini autostradali prima di Tarvisio. Giorno e notte. Ci pensa
se un giorno in Italia la polizia di stato dovesse anche incassare
il pedaggio? Siamo a corto di personale gi adesso.
 Alcune cose in Austria vanno in modo diverso. Che ci
facevi da quelle parti?.
Un giro con due amici. Conoscevano un bel posto.
 Immagino. Siete stati in missione segreta in uno dei tanti
bordelli della Carinzia. Senza italiani fallirebbero.
 I media avevano diffuso la notizia che di recente alle porte di
Villaco aveva aperto un club di settemila metri quadri battezzato
con l'esplicito nome di Wellcum, che metteva a disposizione
perfino un servizio navetta per i gruppi. Evidentemente, nonostante
la crisi economica, in giro c'erano ancora abbastanza fessi
che dopo la gitarella amavano vantarsi come Gasparri e soci al
ritorno da Cuba. Laurenti era al corrente delle lamentele dei colleghi
che chiedevano collaborazione. Anche loro dovevano
effettuare indagini all'estero, purch dopo aver superato gli ostacoli
burocratici superassero le barriere linguistiche.
 Il crimine organizzato invece non si preoccupava dei confini,
che anzi rappresentavano uno strumento importante per
gli affari. Ai clienti non interessava se certi locali servivano a
nascondere traffici di esseri umani, armi e droga, trasferimenti
di denaro o riciclaggio. E a quanto sembrava ogni tanto perfino
all'ispettore piaceva dimenticare il proprio mestiere.
 La maggior parte delle ragazze arriva da Europa dell'est,
Africa e Asia continu Battinelli saccente, quasi cercasse di
giustificare la scampagnata. Pochissime sanno cosa le aspetta,
altre invece scelgono consapevolmente questo lavoro. Vengono
trasferite da un paese all'altro e poi, se non riescono a uscire
dal giro da sole, finiscono su una strada.
 Raccontalo a qualcun altro che il tuo era un viaggio
umanitario.
 Cos' di preciso questa storia di cinquant'anni fa? si
affrett subito a svicolare l'ispettore.
 So che ti piace rovistare tra le vecchie pratiche, Battinelli,
per questo ti ho portato con me. Diamo un'occhiata alla tomba
di Melani Albanese, sempre se la troviamo.
 Un'auto dei carabinieri era ferma nel piccolo parcheggio
davanti al semplice ingresso in pietra bianca, racchiuso dalle
semicolonne e sovrastato dal nome del cimitero in greco e in
italiano. I due agenti avevano al massimo trent'anni e i capelli
scuri tagliati in stile militare. Indossavano il giubbotto antiproiettile,
uno era seduto al volante con la portiera semiaperta,
l'altro camminava avanti e indietro accanto alla
macchina parlando al telefono, si sarebbe detto con la moglie.
Avevano l'incarico di sorvegliare l'entrata del cimitero
ebraico, sull'altro lato della strada. Battinelli spense il motore,
e i due uomini salutarono con un cenno della testa. Chi appartiene
alle forze dell'ordine riconosce i colleghi anche quando
sono in borghese.
 Contrariamente a quanto indicato nell'orario, scritto anche
bello grande, il portale era chiuso a chiave. L'ispettore suon
pi volte il campanello, ma ci volle un po' prima che il custode
della comunit greca da cui dipendeva il cimitero si affacciasse
sulla soglia della stretta casupola con tre finestre. A giudicare
dalla sua espressione aveva sperato che con quel tempaccio
nessuno lo avrebbe disturbato e sarebbe potuto restare in panciolle
al caldo. E a giudicare dai capelli grigi schiacciati lo avevano
svegliato dal pisolino pomeridiano.
 L'unica parola che Laurenti distinse nel borbottio scocciato
del custode fu kalispera. Spesso, di primo acchito, i membri
delle diverse comunit etniche presenti a Trieste usavano la
loro lingua madre. Istinto naturale, linea di demarcazione o
semplice arroganza? In quelle situazioni il commissario non
sapeva mai per quale delle tre ipotesi propendere.
 Potrebbe dirci dove si trova la tomba di Melani Albanese?
domand.
Conosco tutte le tombe una per una. Perch la cerca?.
 Curiosit, nient'altro. Sembra che ai suoi tempi fosse
celebre.
 Per cinquant'anni nessuno ha chiesto notizie di quella
donna, fino a un paio di mesi fa la sua lapide era invasa dalle
erbacce e serviva per appoggiarci gli annaffiatoi, poi a un tratto
riceve visite quasi con la stessa frequenza di quando era viva.
 Lei non sembra affatto cos vecchio da saperlo per esperienza
personale. Ci accompagna, per favore?.
Piove.
Non ha un ombrello?.
Vede quelle rose laggi? A destra, accanto alla cappella.
L'uomo fece un passo avanti e strinse il collo del cardigan.
Sulla pietra tombale bagnata, ai piedi di un grosso pino, il
rosso cupo dei tre fiori freschi risaltava nell'aria plumbea. 
quella.
 Trieste era legata alla Grecia da quando esistevano le navi,
se non da prima. Gli studiosi affermavano che, in epoca antecedente
alla Tergeste romana, al posto del foro sul colle di San
Giusto sorgesse un'acropoli. E gi Virgilio narrava nell'Eneide
di come Antenore, il futuro fondatore di Patavium, ossia
Padova, avesse superato le Bocche del Timavo, il punto in cui
il fiume riaffiorava in superficie dopo il tratto sotterraneo.
Dalle risorgive sarebbero salpati anche gli Argonauti alla
ricerca del vello d'oro, dopo aver risalito dal mar Nero il
Danubio, poi la Sava, e da l trasportato l'Argo oltre le montagne
fino alle acque dell'Adriatico. La comunit greca era
influente, aveva dato alla citt abili mercanti, imprenditori e
benefattori che avevano contribuito in misura cospicua alla sua
immensa ricchezza. E, a dispetto dell'atteggiamento sprezzante
degli abitanti del nord, possedeva tuttora imprese e propriet
ragguardevoli.
 Laurenti indic alcune tombe al giovane ispettore. Le pi
antiche erano datate 1829, e certi epitaffi erano scritti in due
lingue, con i nomi in greco seguiti dalla traslitterazione italiana.
Strade, palazzi e musei di Trieste erano intitolati a quei
defunti.
 Il commerciante di tessuti Demetrio Carciotti, committente
del grandioso palazzo omonimo e finanziatore del Teatro
Verdi, si chiamava Kartsiotis ed era arrivato nel 1775 da
Smirne, l'odierna Izmir in Turchia. Gli Economo si chiamavano
Oikonomou, e gli avi del barone de Ralli, a cui l'imperatore
Francesco Giuseppe aveva conferito il titolo ereditario,
erano originari dell'isola di Chio. In molti casi per le famiglie
mantenevano i cognomi originali, ancora oggi conosciuti da
tutti in citt, come Sofianopoulo, Xydias, Haggiconsta, Stavropulos.
E uno dei medici legali che avevano incrociato la strada
di Laurenti si chiamava Constantinides, in quel caso nel corso
dei secoli la K iniziale doveva essersi mutata in C. Lo aveva
conosciuto anche il giovane ispettore Gilo Battinelli, che
invece associava la maggior parte delle altre iscrizioni soltanto
alla toponomastica triestina.
 Le rose erano vere, non quelle di plastica che si cambiano
una volta all'anno. Qualcuno le aveva deposte sulla tomba da
non pi di un paio di giorni. E la semplice lapide non era stata
pulita molto tempo prima, il nome e le date di nascita e morte
si leggevano chiaramente: Melani Albanese 1944-1966. Al vaso
era appoggiata la foto di un bambino piccolo racchiusa in una
cornice d'argento.
 lei? domand Battinelli.
Il commissario annu e prese la foto.
La madre di Albanese, quello da cui siamo appena stati?.
Laurenti annu di nuovo, osservando l'immagine.
Era giovanissima. Come  morta?.
 Assassinata con pi di trenta coltellate. Un bagno di
sangue.
Perch?.
Cose che capitavano in quell'ambiente.
E il colpevole? chiese l'ispettore.
Non  mai stato individuato.
  passato parecchio tempo. Cinquant'anni sono tanti,
ormai non si trover pi granch. Anche se  incredibile la
quantit di materiale conservata nei laboratori della
Scientifica.
 All'inizio Battinelli era stato uno dei funzionari di una
squadra investigativa che, quando lo svolgimento del normale
servizio lo permetteva, indagava sui casi di omicidio irrisolti
dalla fine della guerra in poi. Molti non erano classificati negli
archivi, ma tutti avevano un punto in comune: erano avvenuti
in circostanze poco chiare e, malgrado i colleghi dell'epoca in
genere avessero fatto un ottimo lavoro, l'ispettore aveva il
dubbio che non di rado le indagini fossero state intenzionalmente
sviate. Per motivi spesso politici. Come per la morte del
collezionista Diego de Henriquez, per esempio, o l'omicidio di
Gaetano Perusini, un ricchissimo professore di Storia delle tradizioni
popolari. Alcuni testimoni interrogati da Battinelli,
infatti, erano del parere che in entrambi i casi il movente fosse
da ricercare proprio nell'ambiente politico. Sia dell'omicidio
che del successivo occultamento.
La madre di Albanese era una prostituta? domand.
Aristides aveva quattro anni quando  morta.
Vuole che esamini il fascicolo?.
 Lo abbiamo gi letto io e Marietta.  sulla mia scrivania.
Ma quello che fai nel tuo tempo libero non mi riguarda, Gilo.
Laurenti prese la foto e la infil nella tasca della giacca.
Questo  Dino Bertone, suo nipote. Il figlio di Aristides.
 Il commissario si volt, ma prima di lasciare il cimitero
buss di nuovo alla casupola del custode. Ancora una volta ci
volle molto prima che lui andasse ad aprire. Dal televisore a
tutto volume arrivavano frasi di un talk-show che dava in pasto
al pubblico i problemi di coppie infelici. E ancora una volta
l'uomo li guard indispettito. Laurenti lo precedette senza
lasciargli il tempo di dare libero sfogo al suo malumore.
Chi si occupa della tomba?.
Non ho idea di come si chiami.  un tipo poco socievole.
Allora siete in due. Saprebbe descriverlo?.
Se proprio devo.
Ci provi.
 Viene tutte le settimane. Il custode stringeva ancora la
maniglia, non vedeva l'ora di richiudere la porta.
Poi?.
  alto aggiunse sollevando il braccio in aria. Indossa un
vecchio completo chiaro e ha la barba.
Poi?.
 Una coda di cavallo che gli arriva alla cintura. Non saprei
dire l'et. Troppi capelli.
 Non si sforzi, non sia mai che si stanchi troppo replic
Battinelli spazientito.
Non importa, Gilo. Sappiamo chi .
All'improvviso gli occhi dell'uomo si accesero di curiosit.
E chi ?.
Lo chieda a lui la prossima volta che lo vede.
 Laurenti piant in asso il burbero custode e raggiunse il
piccolo parcheggio, dove il carabiniere con la mitragliatrice a
tracolla supplicava ancora la moglie al telefono. Le assicurava
con voce accorata che la amava, che non aveva mai fatto quello
di cui lo accusava, che non avrebbe mai potuto farlo e in ogni
caso non lo avrebbe fatto pi. Era troppo impegnato per
accorgersi degli ascoltatori importuni. Come riuscisse a sorvegliare
l'ingresso del cimitero ebraico era un mistero.
 Perch ha portato via quella foto, capo? domand Battinelli
mettendo in moto.
 Marietta e Pina hanno detto che Fedora Bertone non trovava
pi una fotografia del figlio da piccolo ed era convinta che
l'avesse rubata il cuoco misterioso.
 Allora possiamo incastrarlo esclam l'ispettore. Ci
saranno le sue impronte sopra.
 Non credo che ci servano. E adesso parti. Laurenti
sprofond sul sedile e strinse gli occhi riducendoli a due minuscole
fessure. Un sorriso gli aleggiava sulle labbra. Conosco
bene Albanese. Non perdiamolo di vista.
Ma  in libert vigilata.
 Finch si limita a rubare una foto di suo figlio non ci interessa.
Sono faccende private.
Cos'era quella storia di D'Annunzio?.
 Santo cielo,  un bene che gli uomini riescano a superare
le pagine pi nere della storia, ma  desolante che voi giovani
non le conosciate nemmeno pi. Cos, invece di imparare dal
passato, si finisce per dimenticare, e tutto quello schifo pu
ricominciare da capo.
S, per che c'entra D'Annunzio?.
 Appunto, come volevasi dimostrare. Durante la sua
assurda occupazione di Fiume ha inventato la maggior parte
dei simboli fascisti adottati due anni dopo da Mussolini. Dal
saluto romano al fez, dalle divise agli slogan. E ai nemici politici
toccavano manganelli e olio di ricino. Fattelo raccontare
dagli anziani della nostra comunit slovena. A Fiume i legionari
di D'Annunzio si lasciarono andare alle pratiche pi dissolute.
Donne, alcol e droghe, con tanti applausi al Vate.
Senza dubbio era molto pi creativo di Mussolini, al quale ha
spianato la strada. Narra la leggenda che si sia fatto asportare
due costole perch lo intralciavano nelle sue pratiche di
autoerotismo.
 Fico, come Marilyn Manson comment divertito Gilo
Battinelli.
E chi sarebbe?.
 Non importa minimizz l'ispettore. Povero commissario,
non era certo colpa sua se era troppo vecchio per quel genere
di musica. E secondo lei funziona? La cosa delle costole.
 Provaci e fammi sapere. La suoneria del cellulare ricord
a Laurenti che anche lui aveva dei superiori. Il segretario del
questore lo inform di essere convocato dalla dottoressa Quagliarello.
Immediatamente. Dal tono del passacarte il mondo
intero avrebbe intuito lo stato d'animo del capo. Solo miss
Moneypenny era capace di non lasciar trapelare l'umore di M
di fronte all'agente segreto doppio zero. Aziona lampeggiante
e sirena. Sono atteso ai piani alti. Dopo vai al commissariato di
San Sabba e occupati del pakistano. E interroga la vittima dell'aggressione,
cos controlliamo anche se  in casa, visto che
risulta in malattia per tre settimane. Ho l'impressione che lui e
i due colleghi di stamani si conoscano un po' troppo bene.

 Aristides placc la Panda rossa del tecnico che aveva gi
messo la freccia per uscire dal parcheggio. Maledisse il commissario
per non avergli dato un passaggio dopo che per giunta
gli aveva fatto perdere un sacco di tempo con le sue illazioni.
Se c'era una cosa di cui bisognava essere infinitamente grati su
questa terra era un tecnico della compagnia telefonica che
faceva il proprio lavoro e arrivava davvero all'orario stabilito:
se non fosse immediatamente sceso di sua spontanea volont,
il cuoco sarebbe stato pronto anche a tirarlo fuori di peso dal
finestrino. Poco dopo la linea era stata attivata e il piccolo
locale disponeva di un telefono fisso modello base. Gli estintori
erano installati da giorni e perfettamente a norma, la cassetta
del pronto soccorso era appesa al suo posto e alla parete
dietro la porta c'erano anche degli appendiabiti. Prima dell'apertura
avrebbe dovuto fare qualche prova di collaudo insieme
ad Aahrash e incrementare le scorte di sale, pepe, olio, aceto,
detersivi, disinfettanti e tovaglioli di carta. Aristides poteva
solo sperare che il pakistano venisse rilasciato in fretta e non
prendesse subito il largo. Per un innocente, due arresti erano
due arresti di troppo.
 Inoltre, dopo tutte le critiche che si era dovuto sorbire nell'ultimo
periodo, Aristides aveva deciso di rifarsi il guardaroba.
Chiuse a chiave il locale e si diresse in un grande
magazzino di viale XX settembre, dove dopo una lunga ricerca
finalmente trov il reparto da uomo. Il commesso, poco pi
che un ragazzino, stava chiacchierando allegramente con due
colleghe e non accenn nemmeno a dargli una mano. In compenso
il terzetto squadr con diffidenza il gigante barbuto nel
logoro completo chiaro fuori moda. La taglia XXXL non offriva
una vastissima scelta, tuttavia Aristides si appoggi sul
braccio una selezione di pantaloni, T-shirt scure, camicie e
anche qualche maglione leggero, tutti muniti di placca antitaccheggio,
ed entr in una cabina di prova. Era consentito portare
solo tre capi alla volta, ma non vide il cartello. Riusc a
fatica a spogliarsi nello spazio angusto e appese i vestiti all'unico
gancio presente. Il terzo paio di pantaloni era giusto di
lunghezza, ma troppo largo in vita. Se li misur in una taglia
pi piccola ed erano troppo corti. Senza toglierseli and allo
stender e tent a occhio con altri quattro modelli appoggiandoseli
sui fianchi. Opt per due e torn nella cabina. Forse
sarebbe bastato farli sistemare da un sarto. Aristides non
sapeva pi dove mettere tutta quella roba. Pieg con cura i
pantaloni e li pos insieme alle stampelle sul pavimento
davanti al camerino dividendoli in due gruppi, quello che
andava bene da una parte e quello che scartava dall'altra. A
scegliere T-shirt e maglioni fece prima, e ripet l'operazione di
smistamento. Si stava provando la seconda camicia, nera e con
il collo alla coreana, quando sent le voci di due uomini e un
attimo dopo la tenda fu aperta di scatto senza il minimo
riguardo. Un addetto alla sicurezza in divisa scura era fermo
alle spalle del commesso, magro come un chiodo e con i capelli
pieni di gel, che indicava indignato il gigante.
 Ecco, guarda. Il cartello dice chiaro e tondo che non si
possono portare in cabina pi di tre capi alla volta. E questo
straccione che fa? Appende il suo vestito lercio e butta tutto il
resto a terra.
Aristides gli pass davanti e si osserv allo specchio.
Devi pagare! abbai il commesso.
Calma, ragazzino. Non sono ancora uscito dal negozio.
 S, ma ora gli altri indumenti sono sporchi. Il ragazzo,
tanto ottuso quanto insicuro, evit di rivolgersi direttamente a
lui. Non posso pi venderli.
 Allora fai attaccare pi ganci nelle cabine. E lava il
pavimento.
Per c' scritto che non si pu entrare con pi di tre capi.
L'addetto alla sicurezza rest in disparte senza intervenire.
 Doveva aver visto ben di peggio. E molto probabilmente
sapeva riconoscere al primo sguardo un ex detenuto.
 Pagher solo quello che compro. Il Greco chiuse la tenda
e prese la camicia successiva, ma anzich togliersi dai piedi il
commesso torn alla carica e si ritrov davanti il petto nudo e
villoso di Aristides che, un braccio infilato nella manica, lo
sovrastava di almeno una spanna.
 Non ci credo, la misura senza niente sotto si infervor.
Cos se poi non la prende, il prossimo cliente che la prova si
becca la rogna.
 Pensa che mi sono anche misurato i pantaloni senza le
mutande sbott Aristides alzando la voce. E non mi lavo da
un mese.
 Tre studentesse con i jeans strappati ad arte ridacchiarono
mantenendosi a distanza, una scatt subito una foto con il
cellulare.
Aristides tir la tenda e si rimise il suo vecchio completo.
 Non te l'hanno mai insegnato che i clienti non si scelgono,
ragazzino? continu. I clienti ti capitano, e oggi ti sono capitato
io.
Per un attimo cal un gradevole silenzio.
 Questi sono per te disse uscendo dalla cabina e depositando
la pila degli indumenti scartati tra le braccia del commesso
sconcertato. Datti da fare. Quelli che andavano bene
li consegn all'addetto alla sicurezza. Portali tu in cassa, cos
siamo sicuri che non li rubo.
 Poco dopo si allontan con due grosse borse. Punt dritto
al ristorante, dove inaugur la linea fissa nuova di zecca con la
prima telefonata. Fino a quel momento avevano fatto battute
sul suo abbigliamento solo persone che non intendevano mortificarlo.
Aahrash, don Alfredo, zia Milli e Simona della
pescheria - nemmeno il commento del commissario era stato
offensivo. L'esperienza appena vissuta nel grande magazzino,
invece, lo port a riconsiderare il proprio aspetto. Al telefono
non rispondeva nessuno. Aristides premette il tasto di
ripetizione.
 Simona?. Si schiar la voce, impacciato. Indovina un
po', ti chiamo dal locale.
Athos, sei tu?.
S.
 Che bello sentirti! Non conoscevo il numero, per quello
prima non ho risposto.
 Hanno allacciato la linea solo un'ora fa. Scusa se ti
disturbo, ma volevo chiederti una cosa.
 Tutto quello che vuoi, Athos. Dalla voce sembrava
contenta.
Conosci un buon barbiere?.
Mi stai dicendo che finalmente ti sei deciso? rise Simona.
 Vorrei qualcuno serio, che sappia il fatto suo. Non uno
sbruffone patito di moda che fa tutti tagli uguali.
 Cerchi un dentista o un barbiere? Io sono sempre andata
dai Bosic. Per non da Edvard, dalla moglie Loriana. O forse
non ti piace il mio taglio?.
 Aristides le fu grato della sua allegria. Non dirlo neppure,
Simona. I tuoi capelli mi piacciono moltissimo. Bisogna prendere
un appuntamento?.
 Magari telefona, per sicurezza. Ti do il numero. Il salone 
a due passi, in via Mazzini. Oggi per  chiuso, sarei voluta
andare anch'io.  strano, non era mai capitato, ma vedrai che
riapriranno presto. Basta chiamare, e nel giro di un paio di
giorni ti trovano un posto. Con quella criniera ti conviene chiedere
di Loriana.  una che sa ascoltare, il marito invece non sta
zitto un attimo.
 Non volevo aspettare cos tanto, mi sarebbe piaciuto
essere in ordine per l'inaugurazione. E dovrei accorciare anche
la barba. Insomma, sistemarla un po'.
 Se hai fretta ci penso io. Te l'ho detto che per quasi
vent'anni ho tagliato i capelli ai miei figli, e non si sono mai
lamentati.
Davvero tu....
 Certo, Athos. Simona rise di nuovo. Per i capelli non ci
sono problemi, la barba per non l'ho mai fatta. E comunque
non dovresti avere fretta.  meglio procedere per gradi, finch
non sei soddisfatto. Male non far di sicuro.

 Dopo la riunione dal questore Laurenti torn in ufficio e
trov l'anticamera deserta. Svuot il posacenere di Marietta e
diede un'occhiata alle comunicazioni di servizio. Una nota dell'ispettore
Colasanto, la fonte di Antonio Gasparri.
 Sulla copertina del fascicolo Eufemo un post-it giallo con
un promemoria scritto dall'ispettrice capo lo informava che un
top manager della Aggeliki Shipping Company era atteso dal
questore alle sedici insieme ad alcuni funzionari delle forze
dell'ordine ed era richiesta anche la sua presenza. Il commissario
imprec tra i denti perch Pina Cardareto non lo aveva
avvisato subito: ecco spiegata la telefonata del segretario del
questore, con tanto di convocazione immediata. Non gli era
rimasto neanche il tempo per prepararsi a dovere.
 Era arrivato per ultimo, quando era entrato i convenevoli
erano gi stati scambiati. Intorno al tavolo riunioni dell'enorme
ufficio, con il numero d'inventario attaccato in bella
vista ad una delle gambe, oltre al questore, l'ufficiale dei carabinieri
pi alto in grado e il comandante della guardia di finanza,
sedevano tre uomini in costosi completi su misura. L'inglese si
riconosceva a prima vista, mentre gli altri due erano avvocati
dello studio legale milanese che rappresentava la compagnia in
Italia. Il pi giovane faceva anche da interprete. Le conoscenze
linguistiche di Laurenti, per quanto non eccelse, gli avevano
permesso di seguire a grandi linee il manager biondo, invece
dalle facce dei colleghi era chiaro che non capivano una parola.
Nemmeno Marisa Quagliarello, che per corporatura, colore
dei capelli e labbra all'ingi da maschera tragica ricordava la
cancelliera tedesca. Solo il rappresentante della guardia di
finanza aveva ascoltato attentamente l'intervento dell'inglese,
che sollecitava una rapida conclusione delle indagini, perch
ormai l'azienda, da sempre lontana dai riflettori, era costretta a
combattere quotidianamente con i giornalisti, in contrasto con
la politica di invisibilit meditica voluta dalla defunta presidente
Maggie Aggeliki. Il comandante aveva scartabellato un
fascicolo, mentre il commissario riassumeva per sommi capi lo
stato delle operazioni e prospettava l'imminente fermo dei tre
principali sospettati che erano riusciti a rintracciare. Restavano
ancora da chiarire il movente e l'identit dei mandanti.
Quando Laurenti aveva esortato il manager a rivelare qualche
dettaglio in pi sui progetti della compagnia rispetto a quanto
divulgato dai mezzi di comunicazione Renzo Rovere della
Luna, l'avvocato pi anziano, aveva risposto senza aspettare
che la domanda venisse tradotta al suo cliente. Aveva preteso
di essere tenuto costantemente al corrente e vedere il referto
del medico legale, sottolineando in tono melodrammatico che
la compagnia da lui rappresentata era disponibile a collaborare
se le autorit mettevano da parte l'orgoglio e autorizzavano
l'intervento di investigatori esterni. La sosia della cancelliera
tedesca lo aveva lasciato parlare, ma subito dopo lo aveva
rimesso al suo posto in tono pacato e si era rivolta direttamente
al manager, obbligando l'assistente a tradurre.
 La mancanza di fiducia nei confronti degli organi del proprio
paese espressa dal suo avvocato ne dimostra la grande
professionalit. Senza dubbio rientra nel suo lavoro procacciarsi
il maggior numero possibile di incarichi remunerativi.
Ci non toglie che la richiesta di far svolgere le indagini alla
compagnia, o di partecipare alle nostre, sia non solo poco ortodossa,
ma addirittura assurda. Tuttavia, per far luce sulla situazione,
abbiamo bisogno di rivolgere alcune domande a lei e ai
suoi collaboratori, perci le siamo grati di essersi presentato
spontaneamente senza costringerci a convocarla.
L'avvocato Rovere della Luna aveva protestato immediatamente.
 Il mio mandante non pu esprimersi su questioni che
riguardano gli affari. La sede legale dell'azienda  nel Regno
Unito.
 Marisa Quagliarello non si era lasciata confondere ed aveva
continuato a tenere lo sguardo fisso sul manager. L'Aggeliki
Shipping Company ha intenzione di espandersi nel porto di
Trieste, e il nome dell'azienda compare anche in un'indagine
dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode. E per poter far luce
sulla morte della sua presidente dobbiamo prendere in considerazione
ogni indizio.
A quel punto era intervenuto il tenente colonnello Carminati.
 Il comandante della guardia di finanza aveva esposto senza
soluzione di continuit e in perfetto inglese le risultanze in suo
possesso. Rovere della Luna era congestionato in volto, mentre
il manager si era lasciato andare con disinvoltura contro lo
schienale togliendo la parola ai suoi legali. Senza scomporsi
aveva tagliato corto accennando all'enorme giro d'affari gestito.
Una commissione governativa del suo paese aveva fatto cadere
da tempo le accuse che erano state mosse alla compagnia.
 Allora Carminati gli aveva fatto notare che la merce cinese
in questione veniva ridistribuita dalla Gran Bretagna attraverso
porti in Italia, Germania e Spagna, di conseguenza il procedimento
rientrava nella sfera di competenza di Bruxelles e non
era da escludere una citazione in giudizio. La bordata aveva
avuto l'effetto di tappare provvisoriamente la bocca almeno
agli avvocati milanesi.

 Di nuovo in ufficio il commissario chiam Pina Cardareto
per farsi aggiornare. L'ispettrice capo era di cattivo umore. In
tutti quegli anni non aveva lasciato una singola volta che le
emozioni prendessero il sopravvento, si era sempre mostrata
consapevole della propria posizione adeguandosi alla gerarchia
senza lamentele. Il suo stato d'animo si manifestava al
massimo negli schizzi che disegnava con rapidi tratti su un
foglio di carta o nei brevi testi teatrali che scriveva durante le
sere solitarie nel monolocale arredato in maniera spartana.
Nessuno dei colleghi sapeva molto della sua vita privata. Dava
l'impressione di vivere completamente sola e di non tollerare
neppure la vicinanza di un animale domestico. In compenso la
sua presenza in ufficio non conosceva limiti. Di certo non era
di quelli che passavano il tempo a chiacchierare ed allo scadere
dell'orario di servizio si precipitavano a indossare un'altra
pelle: in palestra, in un coro, magari nel comitato del carnevale,
o con gli amici al bar. Di fatto l'ispettrice capo sembrava
incarnare le caratteristiche ideali del funzionario statale
modello: in servizio ventiquattr'ore su ventiquattro, reperibile
giorno e notte, libero da legami sociali e perfino dalle seccanti
limitazioni imposte da una famiglia. Agenti come Pina Cardareto
si trovavano giusto nei film o nei romanzi polizieschi di
terz'ordine.
 Nel caso voglia sapere se abbiamo arrestato il succo di
pesca, per quanto spettasse a quelli della Scientifica, stia pure
tranquillo, commissario part in quarta l'ispettrice capo,
impalata davanti alla scrivania. Non ha opposto resistenza, e
le analisi di laboratorio dovrebbero arrivare a breve. La Bertone
in compenso ha fatto una scenata che preferirei non dover
riferire nei dettagli. C' altro?.
 Cosa succede, a un tratto si sente sprecata per la normale
procedura, Pina? Si sieda.
 No, ma gestire tre donne isteriche in un giorno solo,
anzich arrestare un sospetto che pu provocare altri danni o
addirittura darsi alla fuga, non corrisponde alla concezione che
ho del mio mestiere.
 Chi sarebbe la terza?. Laurenti indic di nuovo la sedia
davanti alla scrivania. Notizie di Marietta?.
  a casa, si sta risposando. Domani cercher di rimettersi
a comandare.
Insomma, chi  la sua terza amica?.
 Anche se lei non apprezza le iniziative personali ho interrogato
Simona Castelli, la madre degli altri due sospetti.
La vedova di Olindo Bossi, la guardia giurata?.
 Il telefono del figlio maggiore ha agganciato brevemente
una cella prima di sparire di nuovo, ma forse adesso sappiamo
dove si trova. Era l'antenna di Santa Barbara e Chiampore,
sopra Muggia. Sono sicura che Giulio Bossi  oltreconfine, a
Capodistria o Isola. Altrimenti sta usando la rete mobile slovena.
In ogni modo ha chiamato la madre, ma solo per dirle
che stava bene. Sarebbe interessante se avesse lasciato l'Italia.
In Slovenia non possiamo procedere da soli.
Prepari una richiesta di collaborazione.
 Ho gi provveduto. Era rigida come un soldato
sull'attenti.
E come  andata con la madre?.
  stata dura. Gliel'ho detto, tre donne isteriche in un solo
giorno sono troppe.
Si sieda una buona volta e mi racconti.
 Sono andata a cercarla nella pescheria in largo Piave. I
clienti facevano la fila e il proprietario si  innervosito quando
ha visto il tesserino, ma lei se l' presa comoda. E intanto tutte
le casalinghe che erano l mi fissavano con la stessa espressione
dei pesci in bella mostra sul ghiaccio. Simona Castelli ha
annunciato a voce alta che la polizia non mollava mai e importunava
una cittadina incensurata anche mentre lavorava, solo
perch quasi vent'anni prima le avevano ammazzato il marito.
Stavano tutti dalla sua parte, tranne il proprietario. Non ha
cercato nemmeno di nascondere la rabbia all'idea che il suo
negozio venisse coinvolto nella vicenda. Morale della favola la
Castelli ha detto di non avere notizie dei figli, e non mi aspettavo
certo una risposta diversa. Terminato il rapporto Pina si
sedette e pos sulla scrivania la richiesta di collaborazione per
i colleghi sloveni, che Laurenti firm senza nemmeno leggere.
 Ha dato disposizioni per la sorveglianza di Dino
Bertone?.
 Non le garantisco che lo lascer andare anche stasera,
capo.
 Lei  troppo impaziente, Pina. Laurenti osserv i bicipiti
dell'ispettrice capo, scolpiti dalle arti marziali, che si delineavano
sotto la maglietta e non riusc a trattenere un sorriso.
La soddisfazione immediata si ottiene al massimo in un
duello, quando l'avversario  a terra. Avvisi anche l'ispettore
Battinelli.
  gi andato via. Ha studiato il fascicolo sulla morte della
madre di Albanese e voleva fare un salto su a Rozzol Melara
per interrogare una testimone all'epoca dei fatti. Come se avessimo
tempo da perdere con scartoffie di cinquant'anni fa.
 Gli omicidi non cadono in prescrizione, Pina. Per lo
chiami e lo faccia venire con lei, nel caso Dino Bertone si
accorgesse di essere sorvegliato. Le propongo un accordo:
prima di saltargli alla gola mi telefoni e mi dica dove va. A qualunque
ora. E se davvero tentasse di fuggire, allora  autorizzata
ad arrestarlo. Ci siamo intesi?.

 Fino a quel momento Gilo Battinelli aveva guardato con
disgusto il mostro di cemento in cima alla collina sopra la citt,
ma non ci aveva mai messo piede. Non ce n'era stato motivo.
Da quando aveva preso servizio a Trieste nel complesso di case
popolari non erano avvenuti n omicidi n reati di una certa
gravit. Aveva letto solo segnalazioni relative a branchi di cinghiali
che dal bosco vicino si avventuravano fin l in cerca di
cibo. Il collega in uniforme, che lo aveva accompagnato con
l'auto di servizio e lo aspettava davanti alla prima torre, gli
aveva spiegato da quale ingresso entrare e come arrivare all'appartamento
di Melissa Fabiani al penultimo piano. Era gi
buio, e Battinelli sperava che l'ottantenne fosse ancora sveglia.
Le persone anziane, credeva, andavano a letto con le galline.
Leggendo il fascicolo sull'omicidio di Melani Albanese, recuperato
dall'ufficio di Laurenti appena tornato in questura, non
gli ci era voluto molto a capire che quella donna era l'unica
testimone in vita e forse, con un pizzico di fortuna, aveva
ancora una buona memoria. I writer si erano sfogati sulle
pareti con graffiti che Battinelli non capiva, ma se non altro
davano un tocco di colore alla grigia tristezza complessiva.
L'ispettore si sorprese di avere il battito accelerato quando suon
al campanello con il nome di Melissa Fabiani. Aveva preso l'ascensore,
perci non aveva fatto nessuno sforzo, eppure si sentiva
come se stesse seguendo una pista calda in un'indagine
appena aperta. Suon di nuovo, e dall'interno dell'appartamento
rispose una voce.
Arrivo, Kiki. Sempre impaziente, eh?.
 Quando la donna scorse Battinelli l'espressione sul suo viso
pesantemente truccato cambi all'istante. Cerc di richiudere
la porta, ma l'ispettore blocc il battente con il piede e le
mostr il tesserino. Melissa Fabiani si appoggi una maschera
per l'ossigeno sulla bocca. Nel suo sguardo si leggeva la paura.
 Ispettore Battinelli, signora. Non si preoccupi, vorrei farle
solo qualche domanda spieg tentando di rassicurarla.
  successo qualcosa a Kiki? domand Melissa dopo due
lunghi respiri. Si  messo nei guai?.
Chi  Kiki, signora?.
 Mio figlio. O mio nipote. Lo chiami come vuole.
Aristides Albanese. La donna inspir profondamente.
 Non sono qui per lui, signora. Si tratta di sua madre,
Melani Albanese.
Ma  morta da un pezzo, a chi interessa pi?.
 Pu darsi che il caso venga riaperto. Prima per ho
bisogno di avere alcune informazioni da lei. Posso entrare?.
 Esitante, la donna si spost di lato e lo invit con un gesto
del braccio. Chiuse con cautela la porta e lo segu a piccoli
passi, la maschera in mano, trascinandosi dietro l'apparecchio.
Gli offr una sedia al tavolo del soggiorno, sul piano c'era una
foto incorniciata di un ragazzo rasato con le spalle larghe.
 questo Kiki? chiese Battinelli.
 Per me  come un figlio, ispettore. L'ho cresciuto io dopo
la morte della madre. Ho iniziato a chiamarlo cos da bambino,
per come rideva, e non ho mai smesso. Credevo che fosse lui,
viene quasi tutti i giorni a prepararmi la cena. Allora, cosa
vuole sapere?.
 Ho notato che la sua  l'unica testimonianza messa agli atti
nel caso di Melani Albanese. Ricorda le sue dichiarazioni?.
Sono vecchia, ma la testa mi funziona bene.
 Pesc una sigaretta dal pacchetto e l'accese. Dopo due tiri
a pieni polmoni toss e si mise la maschera. Battinelli aspett.
 L'omicidio rimasto irrisolto  avvenuto nell'ambiente della
prostituzione, signora prosegu quando Melissa si tolse la
maschera. Oggi per prima cosa verrebbero interrogati tutti i
clienti della vittima. Come si sono svolte le indagini
all'epoca?.
 Melani aveva appena ventidue anni. Quando ha iniziato il
mestiere mi sono presa cura di lei. Non avevamo protettori,
magnaccia o come diavolo si chiamano quelle carogne. Ci stavamo
vicine a vicenda. Se una riceveva visite gli uomini che
volevano l'altra pazientavano per un po'. Tanto erano pochi
quelli che restavano pi di mezz'ora. Mentre lei era con un
cliente le tenevo il bambino.
E il giorno che....
 ...Che l'hanno scannata come un animale?  stata l'unica
volta che non ho rispettato i patti, ispettore. Ero dal parrucchiere
e quando sono tornata l'ho trovata in quelle condizioni.
Ha visto le foto?.
 Battinelli annu, i rilievi fotografici non avevano risparmiato
nessun dettaglio della scena del crimine. Visto che eravate
cos legate non le hanno chiesto se avesse dei sospetti?.
 L'anziana donna scosse decisa la testa. Tu non puoi
saperlo, giovanotto, ma anche se aveva ventidue anni Melani
sembrava una scolaretta di quindici. A certi uomini la cosa piaceva
parecchio, e non solo a quelli pi maturi come forse penserai.
Anche ai coetanei con la testa piena di fantasticherie
romantiche, che per non avevano il coraggio di corteggiare le
ragazze della loro et. La maggior parte aveva una paura matta
delle colleghe pi esperte come me. I sentimenti non erano
compresi nel prezzo. E ora chiediti chi aveva i soldi per andare
regolarmente da una puttana. Quelli che lavoravano al porto e
i marinai potevano permetterselo una o due volte al mese, e
sempre nel giorno di paga.
Sta dicendo che erano ragazzi di buona famiglia.
 O i loro padri. Ogni tanto venivano insieme e si davano il
cambio. Credimi, a quei tempi eravamo pi disinibiti. La
risata della donna sembrava genuina, ma si spense dietro la
maschera in un accesso di tosse. Cosa che non le imped di
allungare di nuovo la mano verso il pacchetto di sigarette.
 Quindi, se non ho capito male, i clienti di Melani Albanese
non sono mai stati interrogati.
 Io non l'ho detto,  una tua conclusione, giovanotto. Ma
se nel fascicolo non hai trovato nulla sar andata cos. Non ho
molto altro da aggiungere. Il caso  stato chiuso dopo un paio
d'anni concluse Melissa, continuando a dargli del tu come a
qualunque uomo con cui avesse avuto a che fare in vita sua.
Ma ricorda almeno chi erano, questi clienti?.
 Negli occhi di Melissa Fabiani pass una luce divertita,
seguita da una risata allegra. Le puttane sono come i preti,
ragazzo mio. Il loro successo negli affari dipende da quanto
sanno tenere la bocca chiusa. E le donne come me concedono
sempre l'indulgenza.
 Per in tribunale, durante il processo ad Aristides Albanese,
non  rimasta in silenzio, signora.
Santo cielo, cos'avr mai detto?.
 Ha insultato il padre ed il fratello maggiore di un testimone
sostenendo che erano clienti fissi di Melani Albanese.  stata
richiamata all'ordine e multata.
Improvvisamente Melissa batt la mano aperta sul tavolo.
 Ancora la storia di Gasparri. Per lo meno non ho mentito. Si
rimise la maschera senza distogliere gli occhi dall'ispettore.
Fra Antonio e Carlo Gasparri ci sono quindici, se non addirittura
vent'anni di differenza. Il secondogenito  nato per sbaglio,
dopo una volta che il padre ha dormito di nuovo nel letto
coniugale. Carlo aveva perso la testa per Melani. Grattava alla
sua porta come un gatto in amore. La voleva solo per s, ma lei
lo faceva pagare come tutti gli altri. Abbiamo riso spesso delle
scenate di Carlo Gasparri. Il figlio illuso, convinto di poter
comprare il mondo con i soldi del padre. Vedi, ragazzo,
purtroppo voi uomini non avete un gran repertorio, altrimenti in
fondo sareste una bella invenzione.
 Lo ha raccontato ai colleghi che si occupavano del caso?
domand Battinelli corrugando la fronte.
 Eccome, ma se hai letto il verbale della mia deposizione ti
sarai accorto che su questo non c' neanche una parola. Non
hanno scritto niente, nonostante le mie proteste. Non volevano
avere problemi. E vuoi sapere un'altra cosa? Adesso sono
stanca e non ho ancora mangiato nulla.

 Non aveva pi molto tempo. Era stato un grave errore strategico
non puntare fin dall'inizio a raggiungere simultaneamente
il maggior numero possibile di obiettivi. La fatica di
entrare di nascosto nelle varie case, cucinare, preparare la
tavola, rimettere in ordine e scomparire senza farsi vedere era
troppa. Come sempre teoria e pratica avevano seguito due
strade diverse, ma non gli era venuto in mente nessun altro
modo per scompaginare la cricca dei falsi testimoni. Aristides
ce l'aveva con se stesso. La visita a sorpresa del commissario,
che lo aveva sospettato apertamente, non era un buon segno.
Se non cambiava metodo non sarebbe riuscito ad arrivare a
tutti e dodici. Poteva sperare di avvicinarsi sensibilmente al
risultato solo se quella sera avesse colpito su pi fronti. Non
poteva pi rimandare, e per gli altri doveva avere pazienza.
Una volta calmatesi le acque, quando i nemici si fossero sentiti
al sicuro, avrebbe potuto saldare i conti ancora in sospeso. Il
procuratore invece era un caso a s, per lui avrebbe dovuto
escogitare qualcosa di completamente diverso.
 Come il resto dell'alta societ triestina, anche il consulente
finanziario Gianmaria Gatti, appassionato d'opera, la sera
sarebbe andato al Teatro Verdi insieme alla moglie Mila Antonuzzi,
che non aveva preso parte alla congiura ma nemmeno
dissuaso il marito. A partire dal sindaco, gli uomini continuavano
a presentarsi in abito nero, bench in citt come Milano
pochi si preoccupassero ancora dell'etichetta e ormai cravatte
e papillon non rientrassero pi nel dress code. Mila Antonuzzi
invece si infil a forza in un vestito che le sarebbe andato
stretto anche vent'anni prima, con un dcollet che non
avrebbe sfoggiato neppure Sophia Loren. La gelosia del marito
glielo concedeva soltanto nelle occasioni speciali, e la premire
del Rigoletto senza dubbio lo era. Soprattutto perch inaugurava
la stagione dell'opera, a cui la coppia era abbonata da
decenni con due posti in platea.
 Lo spettacolo iniziava alle otto e mezzo, ma era d'obbligo
arrivare in anticipo per mettersi in mostra, scambiare frasi di
circostanza, tenersi pronti per vecchi e nuovi affari e sorridere
alle telecamere della tv locale. Aristides sapeva dal programma
che la rappresentazione sarebbe durata due ore e
mezza, compreso l'intervallo tra il secondo e il terzo atto. Non
doveva affannarsi temendo che Gatti e la moglie tornassero a
casa all'improvviso.
 In teoria poteva andare sul sicuro anche con Antonio
Gasparri. Il giornale scriveva che il Consiglio della regione
autonoma Friuli-Venezia Giulia si sarebbe riunito per dibattere
l'approvazione del biotestamento con conseguente
rinuncia all'accanimento terapeutico. Il Vaticano conservava la
propria influenza in gran parte del paese, ma nel nord-est a statuto
speciale, dove su molte questioni la decisione finale spettava
al consiglio regionale, l'autorit della chiesa era
circoscritta. Tuttavia Antonio Gasparri e camerati avrebbero
difeso a spada tratta la posizione conservatrice, perch i tentacoli
cattolici arrivavano lontano e non concedevano indulgenze
a chi non era allineato. Dopo la seduta Gasparri avrebbe
bevuto un bicchiere con gli amici di partito per scaricare l'adrenalina.
E di solito, dopo le prime, faceva un salto anche al
caff del teatro.
 Invece con Claudia Nemech e il marito Raoul Castagna la
questione si complicava parecchio. Aristides aveva scoperto
che due volte all'anno facevano una vacanza in qualche localit
esclusiva come i mari del sud, Saint Martin nei Caraibi o
le Seychelles. Durante il resto dell'anno ricoprivano incarichi
dirigenziali nel consiglio della giunta regionale con orari lavorativi
ridicoli opponendosi a ogni cambiamento politico.
Insieme potevano bloccare una delibera o come minimo rallentarla.
Claudia Nemech era responsabile dell'assegnazione
dei contributi a istituzioni e associazioni culturali, e il marito
Raoul dirigente alle finanze. I loro posti auto davanti al
palazzo di rappresentanza della Regione erano riservati giorno
e notte e soprattutto a due passi dall'appartamento in cui vivevano,
dietro il palazzo vescovile. Dall'esterno davano l'impressione
di essere una coppia solida e senza problemi
economici, ma fuori dall'ufficio ognuno si faceva gli affari
suoi. Tutte le sere uscivano di casa quasi alla stessa ora per
incontrare l'amante di turno. Era impossibile prevedere
quando sarebbero rientrati.
 Aahrash era ricomparso verso le diciotto, mentre il Greco
abbassava la saracinesca dell'Avviso di garanzia dopo aver passato
l'intero pomeriggio a togliere polvere, lavare pavimenti e
pulire piastrelle. Il pakistano era abbattuto e furioso insieme, e
se non avesse dato almeno un'occhiata al locale avrebbe perso
la speranza di potersi costruire un futuro a Trieste. In pi
moriva di fame. Gli avevano concesso solo una bottiglietta
d'acqua, e la situazione non era migliorata finch non era arrivato
l'avvocato della comunit di don Alfredo. Quando poi si
era presentato anche un ispettore della questura chiedendo di
vedere la denuncia l'iter si era notevolmente sveltito. Le accuse
nei confronti di Aahrash non erano cadute, ma dato che aveva
un domicilio e un lavoro fisso era stato rilasciato. Di fronte ai
colleghi l'ispettore Battinelli aveva dichiarato che la vicenda
era legata ad un caso su cui stava indagando la questura e convocato
Aahrash per la mattina dopo. Qualunque cosa pur di
non restare un minuto di pi tra quegli sbirri che non si sforzavano
nemmeno di mascherare la loro avversione per gli
stranieri.
 Aristides invit il compagno in un piccolo ristorante turco
un paio di strade pi in l. Non ci misero molto a stabilire che
cucinavano meglio loro, gli occhi di Aahrash brillarono di
nuovo e di colpo gli torn il buonumore. Finito di mangiare il
gigante lo accompagn alla fermata dell'autobus e lo sped a
casa in piazza Foraggi. Gli disse di non aspettarlo, avrebbe
fatto un salto dalla loro finanziatrice. Ma anzich andare da zia
Milli nel mostro di cemento sulla collina attravers a piedi il
centro.
 Appostato in un ingresso poco illuminato Aristides controllava
il pesante portone di rovere sul marciapiede di fronte.
Non era una strada molto frequentata, pass solo un uomo
grasso con il talare nero che spar velocemente in un edificio
della curia. Raoul Castagna era uscito gi da dieci minuti e si
era allontanato in piazza Hortis, dove Aristides lo aveva perso
di vista. Ma sapeva che era diretto al grattacielo di Campo
Marzio dalla sua segretaria, che abitava in un appartamento
agli ultimi piani con vista sul Molo VII e sul terminal per la
Turchia.
 Con Claudia Nemech il Greco doveva regolare anche
un'altra vecchia faccenda. Dopo che Fedora gli aveva dato il
benservito, senza per rinunciare al posto di cameriera al Pesce
d'amare, Aristides aveva iniziato una relazione con Claudia,
che lo aspettava fino alla chiusura per portarlo a casa sua. La
loro storia era durata meno di sei mesi, poi Raoul Castagna
aveva iniziato a farle la corte. Ricopriva gi una carica di rilievo
alla regione e promise a Claudia di darle una mano. Quando
seppe di Aristides perse le staffe e diede in escandescenze.
Oltre a essersi semplificata la vita, con la sua falsa testimonianza
Claudia Nemech si era assicurata la carriera.
 Finalmente anche lei usc dall'edificio in piazzetta Santa
Lucia. Aristides la segu a distanza. Come tutte le sere la
donna and verso le Rive, dove lo yacht dell'amante parecchio
pi giovane beccheggiava dolcemente sulle onde, spazioso e
riscaldato. Il Greco aveva assistito spesso a quella scena, perci
fece dietrofront e poco dopo, al terzo piano, forz la porta di
casa della distinta coppietta.
 Non era mai stato in una cucina del genere. Tutt'al pi l'aveva
vista nelle pubblicit di qualche periodico lifestyle, letto
da chi magari poteva comprarsi gli accessori a prezzi stratosferici
ma non il talento necessario per usarli. Superfici scintillanti,
pensili e cassetti che si aprivano e chiudevano al minimo
tocco, quasi da soli, infine un bancone all'americana - non
meno sofisticato e con sgabelli su entrambi i lati - che lo separava
dall'ampia sala. Una cucina come quella sarebbe stata esagerata
anche per un ristorante di lusso. I proprietari non dovevano
usarla granch, ogni cosa sembrava appena installata.
Aristides scosse la testa leggermente schifato: per lui la cucina era
l'equivalente dell'officina per un meccanico.
 Accese tutte le luci, e un chiarore soffuso inond le stanze
in apparenza prive di lampadari. Si infil i guanti in lattice e
ispezion frigoriferi e dispense per capire se ci fosse qualcosa
di utile. Anche la costosa attrezzatura era come nuova, solo un
paio di macchie di caff accanto alla macchina per l'espresso
dimostravano che l'appartamento era effettivamente abitato. E
in uno dei tre lavelli c'erano due calici da vino usati. Le poche
provviste disponibili erano di prima qualit e rivelavano che
Raoul Castagna e Claudia Nemech viaggiavano molto.
Aristides decise in fretta e tuff una confezione chiusa di code di
gambero surgelate in una ciotola piena di acqua calda, mise
una pentola sul piano cottura a induzione per sbollentare i vermicelli
di soia e mescol miele, zenzero, peperoncino e salsa di
soia. Scol la pasta e la allarg sul piano di lavoro per districarla,
tolse le code di gambero dalla confezione e le infilz su
lunghi spiedini di legno, avvolgendoci poi intorno i vermicelli.
Mentre scaldava l'olio in padella lav con un rispetto quasi
reverenziale le stoviglie che aveva usato e le lustr con la massima
cura. Infine fece friggere gli spiedini e li lasci asciugare
per un attimo su carta assorbente. Trov una coppetta bianca
per la salsa e un vassoio scuro per servire. In tutto era passato
poco pi di un quarto d'ora. Il gigantesco tavolo disegnato da
Carlo Scarpa con la spessa lastra di vetro gli sembr l solo per
bellezza, perci scelse di apparecchiare sul bancone. I padroni
di casa dovevano per forza passarci davanti. La leggerezza e la
freschezza promesse dal piatto erano quelle che conoscevano
dai buffet nei resort di lusso dove trascorrevano le vacanze.
Come ultimo tocco Aristides aggiunse alla salsa l'olio di ricino
e un solo seme tritato finemente. In fondo non voleva ucciderli.
Uscendo dall'appartamento non spense le luci. Il primo
dei due a rincasare doveva pensare che lo spuntino fosse opera
dell'altro.
 Fino a via Principe di Montfort erano trecento metri. In
quel palazzo le serrature erano pi semplici rispetto a quelle
che aveva dovuto forzare in precedenza. E Aristides era gi
stato in quella casa prima di essere messo al bando. In uno dei
suoi rari giorni liberi Gianmaria Gatti e consorte lo avevano
invitato a un piccolo concerto privato che si era rivelato un
mezzo disastro, con i venti ospiti che si tappavano pi o meno
discretamente le orecchie. Il modo in cui il consulente finanziario
suonava il violino era pessimo al pari del prosecco a
buon mercato offerto al termine dell'esibizione. Gi allora una
stanza sul retro era stata rivestita di materiale isolante, Aristides
lo aveva scoperto per caso cercando il bagno nel tentativo
di sfuggire alle dubbie doti musicali dell'anfitrione.
 Il frigorifero della coppia era rifornito come quando i tre
figli, ormai adulti, vivevano ancora con i genitori. Se dopo il
Rigoletto, per chiudere in bellezza la serata, Gatti e la moglie
avessero bevuto un bicchiere con gli amici al bar del teatro
sarebbero tornati a casa verso l'una, e a quel punto non avrebbero
pi avuto molta fame. Aristides scelse di preparare una
tempura con le tante verdure a disposizione. Tagli finocchi,
cipolle, porri e carote e divise i broccoli a cimette. Lavor la
farina con met quantit di acqua frizzante fredda e un pizzico
di sale, poi incorpor due albumi montati a neve,
aggiunse dei cubetti di ghiaccio e mescol mentre l'olio raggiungeva
la temperatura. Prese le bacchette dal taschino della
giacca, immerse le verdure nella pastella prima di friggerle e,
quando furono dorate, le lasci asciugare sulla carta da
cucina. Assaggi tre pezzetti e si reput soddisfatto del risultato.
Dispose la tempura su un vassoio che lasci in bella vista
sul ripiano. Non abbond con l'olio di ricino, ma in compenso
questa volta trit due semi. Avrebbero fatto effetto
anche nel caso marito e moglie avessero rimandato lo spuntino
al giorno dopo.
 I pesanti ingressi del Verdi erano ancora chiusi, e nella
piazza regnava un'atmosfera di religioso raccoglimento. Solo
molto pi tardi il caff del teatro avrebbe registrato l'incasso
pi alto del mese, per il momento gli unici clienti erano due
uomini in frac, simili a pinguini smarriti. Ai piaceri dell'arte
preferivano quelli del bancone. In via Mazzini l'asfalto era nero
e bagnato, doveva essere passata una spazzatrice. La parte
finale della strada, vicino alle Rive, era avvolta da un silenzio di
tomba. Nonostante la posizione centrale in quel tratto non c'erano
n bar n alberghi. Il portone del palazzo in cui abitava
Gasparri era quello che gli aveva dato pi problemi. Aristides
si era introdotto nella corte interna passando dai locali sfitti al
pianoterra e aveva sfruttato i mobili vecchi di cui si era sbarazzato
un inquilino per arrampicarsi fino alla finestra delle scale,
che avrebbe dovuto essere sostituita da tempo. L'appartamento
al quarto piano era talmente ingombro di mobili Biedermeier
da far pensare che il proprietario avesse il terrore
degli spazi vuoti. Modellini di navi sopra i canterani e tavoli
invasi da carte che probabilmente Gasparri si era portato a
casa dall'ufficio. Affacciandosi in una stanza Aristides si
blocc sulla soglia. All'attaccapanni erano appesi un casco e
un'enorme tutta da motociclista, il letto per gli ospiti era
disfatto. Non aveva calcolato che il politico potesse avere
visite. Doveva sbrigarsi, correva il rischio di essere scoperto.
Raggiunse la cucina, che dava sulla corte. Vide un grosso recipiente
di verdura fresca su una mensola, e dal contenuto del
frigorifero cap che Gasparri faceva la spesa nei piccoli negozi
della zona. Potenziali elettori. Aristides si mise subito al
lavoro. Riemp una ciotola di acqua fredda, vi spremette il
succo di un limone ed aggiunse anche la buccia. Pul due carciofi
togliendo le punte e le foglie pi esterne fino al cuore,
pel i gambi, li divise a met per il lungo ed elimin la barba
con un cucchiaio. Tagli tutto rapidamente a fette sottili e le
butt nell'acqua. Prepar una citronette, scol i carciofi, li
sistem su un vassoio e li cosparse con l'emulsione aggiungendo
qualche scaglia di parmigiano per mascherare il sapore
dei semi di ricino, che questa volta us in quantit. Quando
usc si tolse i guanti in lattice e li gett in un cestino sulle Rive.
Una volante lo super rallentando brevemente mentre svoltava
sul Canal Grande e proseguiva tranquillo per la sua strada.
A mezzanotte entr senza fare rumore nel bilocale in piazza
Foraggi. Aahrash dormiva per smaltire lo stress provocato
dagli sbirri. Il Greco and in camera sua, si sedette sul letto e
accese il televisore. I notiziari locali mostravano immagini del
Teatro Verdi all'apertura della stagione dell'opera, e tutti quelli
che contavano facevano in modo di essere inquadrati. Le
donne con le profonde scollature sulla pelle rugosa, gli uomini
impettiti occupati in animate conversazioni. Non voleva nemmeno
immaginare l'odore che spandevano nel foyer. James
Joyce, che aveva vissuto a Trieste per undici anni, lo aveva
descritto nell'unico testo in prosa in cui la citt era chiaramente
riconoscibile. Contro ogni previsione Aristides aveva
trovato il libro nella biblioteca del carcere e da allora era
capace di recitare la sarcastica descrizione quasi parola per
parola: Puzzo stantio di ascelle, annusamento d'arance, petti
sudaticci di unguenti, acqua di resina, fiato di cene all'aglio solforoso,
fetide scoregge fosforescenti, gaggia, lo schietto sudore delle
donne maritate e maritabili, la puzza saponosa degli uomini...
...
Giustizia e potere.

 Quella sera al Medusa la clientela scarseggiava, e Dino
Bertone chiuse poco dopo le undici, anche se spesso
il locale della madre iniziava a riempirsi solo verso
mezzanotte. Era impaziente di vedere Tonino Gasparri, incassare
finalmente i soldi che gli spettavano e sparire per un lungo
periodo. La mattina seguente all'alba voleva recuperare la
moto nascosta nel cortile dietro il bar, dove Giulio, il maggiore
dei fratelli Bossi, lo avrebbe aspettato alle cinque in punto. Poi
avrebbero raggiunto il confine per la strada pi breve e due ore
pi tardi sarebbero arrivati a casa di Dino a Bad Kleinkirchheim,
pronti a prenotare i biglietti per la Thailandia. Fedora
gli aveva comunicato che dal giorno dopo avrebbe ripreso il
suo posto dietro al bancone. Al telefono gli aveva raccontato di
aver buttato nella spazzatura tutto il cibo che aveva in casa,
perch una delle due poliziotte si era presentata di nuovo e
aveva sequestrato il succo di pesca, sembrava che dopo averlo
bevuto la collega avesse presentato sintomi analoghi ai suoi.
 Tonino Gasparri non rispondeva alle chiamate, probabilmente
era ancora impegnato in qualche riunione politica. Dino
gli mand il terzo messaggio della serata e si avvi verso l'appartamento
in via Mazzini facendo una piccola deviazione per
via Torino, murata di locali come un bagno di piastrelle e piena
di gente fino alle prime luci del mattino, con somma felicit dei
residenti. Quella sera per c'era meno movimento anche l.
Dino non si accorse delle due persone che lo seguivano.

 Pina Cardareto e Gilo Battinelli, che sorvegliavano il bar
fermi in macchina sull'altro lato della strada, erano stati sollevati
che le luci del Medusa si spegnessero molto in anticipo
rispetto al solito, cos forse il turno di notte sarebbe stato pi
corto di quanto avessero temuto. Ma vedere il ragazzo che si
allontanava a piedi costringendo loro a fare altrettanto aveva
strappato all'ispettrice capo una colorita imprecazione in dialetto
calabrese, che il collega aveva dovuto farsi tradurre e ripetere
tre volte prima di riuscire a padroneggiarla.

 Dino entr in Cavana, la zona della citt vecchia un tempo
paradiso degli uomini di mare affamati d'amore ed oggi
completamente restaurata e abitata da morigerati cittadini. Conosceva
la barista di una piccola osteria, dalla quale si fece dare
un whisky torbato. Con suo grande disappunto per la donna
stava gi flirtando con un altro cliente e non era in vena di
chiacchierare con il grosso ragazzo rasato. Dino pag e si
diresse in via Mazzini, dove spar dietro il pesante portone in
rovere di uno dei palazzi neoclassici. Poco dopo mezzanotte
apr la porta dell'appartamento di Gasparri e si meravigli di
non trovarla chiusa a chiave, bench il politico gli avesse ripetuto
pi volte che ormai anche a Trieste era consigliabile dare
la doppia mandata. Da quando gli stranieri si abbattevano sul
paese come le onde del mare in tempesta, sosteneva, nessuno
era pi al sicuro nemmeno a casa propria. Dino accese la luce,
appese la giacca e and in cucina per prendere una bottiglia di
vino bianco dal frigo. Fu sorpreso di vedere sul tavolo un vassoio
di insalata di carciofi, che per giunta sembrava preparata
da poco. Le doti culinarie di Gasparri erano limitate, doveva
averla comprata gi pronta alla gastronomia dietro l'angolo e
poi aver ricevuto una telefonata urgente di lavoro che gli aveva
impedito di mangiarla. Felice, Dino se ne serv tre abbondanti
cucchiaiate e stapp il vino. Era buona, la stagione dei carciofi
era appena iniziata. Si ripropose di cercare la ricetta su
internet, non era uno dei piatti tipici austriaci che cucinava ad
occhi chiusi.

 Quando al quarto piano si spensero le luci l'ispettrice capo
Pina Cardareto richiese per telefono l'elenco degli abitanti del
palazzo e, in piedi al buio, prese appunti con gesti impacciati su
uno scontrino recuperato nella tasca della giacca. Si fece ripetere
pi volte nome e cognome di Gasparri, con tanto di data di
nascita, per essere sicura che non ci fossero errori. Poi disse alla
centrale di mandare una volante che riaccompagnasse Battinelli
a prendere la macchina in Campo Marzio. Era chiaro che per
quella sera Dino Bertone non sarebbe pi uscito.
 Il fatto che nel pomeriggio Laurenti l'avesse autorizzata a
telefonargli a qualunque ora l'aveva rabbonita. Digit il suo
numero, ma dovette provare due volte prima che si decidesse
a rispondere. Il commissario addirittura si scus, evento pi
unico che raro.
 Mi dispiace averla fatta aspettare, Pina, ma sono nel bel
mezzo di una discussione con mio figlio. Se ne avesse uno
anche lei capirebbe cosa significa.
 Possiamo intervenire, commissario? Ora conosciamo il
suo nascondiglio. Non indoviner mai chi lo ospita.
 Dopo che l'ispettrice capo gli ebbe rivelato il nome Laurenti
rimase in silenzio per un attimo, come se volesse gustarsi
la notizia fino in fondo.  in casa anche lui?.
 No, capo. Le luci si sono accese solo quando  entrato
Dino.
 Sperava che il commissario ordinasse l'arresto del cuoco od
almeno li facesse sostituire, invece la incaric di continuare a
tenere d'occhio il palazzo insieme a Battinelli fino a nuovo
ordine. L'ispettrice capo batt il piede in un gesto di stizza e si
ritir nell'ombra del portone, aspettando che il collega tornasse
con l'auto di servizio, dove se non altro sarebbe stata al
caldo. Avrebbero fatto i turni, uno sarebbe rimasto sveglio
mentre l'altro riposava sul sedile reclinato. Pina non riusciva a
rassegnarsi all'idea che aspettare con le mani in mano fosse
parte integrante del suo mestiere.

 Dino aveva svuotato quasi tutta la bottiglia e divorato l'insalata
di carciofi quando rientr anche Tonino Gasparri. Aveva
il viso grigio e stanco, la fronte corrugata per la preoccupazione,
e non erano serviti a tirarlo su di morale nemmeno i
drink al caff del teatro, dopo l'accanito dibattito sull'introduzione
del testamento biologico. Avvilito, salut Dino che gli
vers il vino rimasto blaterando qualcosa a proposito di un'insalata
di carciofi. Gasparri si allent la cravatta e si lasci
cadere su una sedia al tavolo della cucina, mentre il giovane
cuoco toglieva i piatti ripuliti fino all'ultima briciola e si sedeva
di fronte a lui.
 Mia madre  guarita annunci in tono serio. Domani
ricomincia a lavorare. Mi ha detto di salutarti. Ha provato a
chiamarti tutto il giorno. E anch'io. Hai preso i soldi?.
 Non immagini neanche le seccature che ho avuto per
colpa tua, ma alla fine ce l'ho fatta rispose fiacco Gasparri, e
si alz puntellandosi al tavolo. Poco dopo torn e gett una
busta gonfia davanti a Dino. Il denaro che gli aveva prestato
Cristiano di Bella, il proprietario del negozio di abbigliamento.
Cos'hai intenzione di fare?.
 Ormai non c' pi bisogno di me al bar. Parto domattina.
Il ragazzo pass velocemente in rassegna le banconote. Non
occorre che le conti, vero, Tonino?.
E dove vai?.
 Raccolgo le mie cose in Austria e salgo su un aereo per la
Thailandia. Da Vienna o da Monaco.
Hai gi il biglietto?.
Lo faccio domani. Prendo il primo volo disponibile.
Quanto ti fermi?.
 Be', non ho nessuna fretta. I soldi basteranno per un bel
po'. Forse trovo qualcuno che cerca un cuoco. Oppure apro
un locale mio. Cucina viennese, per i turisti. Altrimenti torno e
con il tuo aiuto ne apriamo uno qui. Non c' bisogno di complicarsi
la vita. Quando ti svegli me ne sar gi andato. Mi far
vivo, magari un giorno vieni a trovarmi. In Thailandia c' il
sole, e le ragazze sono giovani e costano poco.
 Non contattarmi direttamente, Dino, chiama tua madre.
Sai perch.

 Acab, un cane dal fiuto finissimo in dotazione alla guardia
di finanza, oggi ha dato prova delle sue doti al valico di
Rabuiese. Il volume del televisore era talmente alto che
anche la suocera di Laurenti poteva seguire il notiziario senza
difficolt. Durante un controllo di routine al confine il
labrador retriever ha trovato venticinquemila euro che un
uomo cercava di introdurre illegalmente nel paese. I cani di
questa razza sono rinomati per il fiuto eccellente, e da molti
anni vengono addestrati dalle forze dell'ordine a rintracciare
esplosivi, sostanze stupefacenti, denaro, pietre e metalli preziosi.
Per tutelare l'indagine in corso non  stata resa nota l'identit
del conducente fermato, ma sembra che si tratti di un
cittadino italiano. La guardia di finanza proceder con gli
accertamenti del caso.
 Dopo il meteo Patrizia spense la tv e chiam tutti per la
cena.
 Anche quella sera Marco non lavorava e si era dato da fare
a casa, per la gioia della famiglia. Perfino nonna Camilla
mangi senza tante storie sia l'insalata di carciofi che la zuppa
di carciofi. Volle addirittura il bis, e alla fine Marco si sedette
a tavola sorridendo e dichiar ufficialmente aperta la stagione
dell'ortaggio che avrebbe proposto ai suoi clienti in innumerevoli
varianti. La sorella Patrizia era orgogliosa di lui e fece
assaggiare un piccolo boccone anche alla figlioletta Barbara,
che per si mostr meno entusiasta della primizia e arricci le
labbra. Laura e Proteo si scambiarono uno sguardo interrogativo
senza capire l'euforia del figlio. Certo, la nonna gli mangiava
letteralmente dalla mano ed era una soddisfazione di per
s, ma quell'esplosione di fiducia dopo tutte le lamentele degli
ultimi giorni era quanto meno sospetta. Che il buonumore di
Marco dipendesse dalle canne?
 Ok, lo ammetto sbott infine il ragazzo. Vi ho usati
come cavie. Non avevo idea di come si cucinano i carciofi e con
qualcuno dovevo pur provare. Adesso so che  possibile
basarvi un intero menu. Ora vi toccano gratinati, poi grigliati,
marmati, fritti e volendo anche al vapore. E per finire....
 ...Una bottiglia di Cynar che aiuta la digestione, ma piantala.
Patrizia si alz e avvicin un biscotto alla bocca della piccola
Barbara. A me piacciono, ma per lei sono troppo amari.
 I cibi amari fanno bene intervenne la nonna. Se ripenso
alla guerra... Quelli s che erano tempi duri. Marco avrebbe
tirato fuori qualcosa di buono anche dalle bucce di patata
aggiunse dando dei colpetti affettuosi sulla mano del nipote.
Sapessi cosa ci toccava mangiare. Se si mangiava.
 Clmati, mamma cerc di placarla Laura prima che
rivangasse vecchi aneddoti. I racconti dell'anziana donna si
gonfiavano di anno in anno, un giorno o l'altro avrebbe sostenuto
di aver guidato la Resistenza e sconfitto i tedeschi da sola.
Laura mise nel piatto della madre l'ultimo mestolo di zuppa.
La guerra  finita. Possiamo mangiare quello che vogliamo.
Poi si volt verso il figlio. Quindi hai trovato dei nuovi
clienti? Dicevi che qui la gente  troppo ignorante per capire il
tuo talento.
 Una coppia ricca sfondata che abita dietro il palazzo
vescovile. Dovreste vedere la cucina. Tutto ultimo modello,
tutto scintillante. Mica come da noi. Dico sul serio, abbiamo
bisogno di piatti nuovi. Per non parlare di pentole, padelle e
coltelli.
 Nel corso di una vita si mettono insieme delle cose, Marco.
Non sempre uno butta via quello che ha. Io so slo che ti piace
cucinare ma non rigovernare comment severa Laura lanciando
un'occhiata preoccupata al marito. Se avesse iniziato a
parlare anche lui la conversazione avrebbe preso una brutta
piega. Proteo, va' a prendere un'altra bottiglia di vino, per
favore disse per evitare complicazioni. Poi, quando lui obbed
e si allontan con un sorrisetto ironico, chiese al figlio: E
insomma questa coppia vuole un menu a base di carciofi?.
 Mi manca solo il dessert rispose Marco prima di dedicarsi
alla portata successiva, ammonticchiando i piatti sporchi
in una pila sempre pi alta in un angolo del lungo piano di
lavoro. Durante i molti anni trascorsi nelle cucine dei ristoranti
aveva assimilato l'arroganza dei cuochi pi anziani, che per
principio non lavavano neanche una forchetta. Non si poteva
pretendere che un artista si piegasse a compiti di bassa manovalanza.
Senn cosa ci stavano a fare gli aiuti?
 Forza, racconta. Chi sono? domand Laurenti di ritorno
con la bottiglia stappata.
 Marito e moglie rispose a voce alta Marco dalla cucina.
Lavorano in Regione. Festeggiano un anniversario, non ho
capito quale. E sono i miei primi clienti che non si preoccupano
di spendere. Avete idea da quanto tempo aspetto un'occasione
simile? E s che a Trieste i ricchi non mancano.
 Il cellulare di Proteo suon di nuovo, anche questa volta sul
display comparve il numero dell'ispettrice capo. Il commissario
usc sulla terrazza, cadevano le prime gocce di pioggia.
Ora possiamo intervenire? Gasparri  tornato a casa.
 Resti dov', Pina. Mi faccio vivo io. Laurenti chiuse la
conversazione senza aspettare risposta e stava per chiamare il
procuratore, quando l'addetto alle intercettazioni lo inform
che Giulio Bossi aveva contattato ancora la madre agganciando
la stessa cella, subito prima del confine con la Slovenia. Simona
Castelli gli aveva domandato se andava tutto bene, perch proprio
all'ora di pranzo una poliziotta dai modi spicci aveva
chiesto di lui e del fratello Piero. Giulio diceva di aver lasciato
il posto di corriere a Gorizia e voler tornare a Trieste. Poi aveva
aggiunto che gli servivano un costume da bagno e qualche
vestito. E il passaporto.
 Laurenti ringrazi e telefon in ufficio. La pioggia sempre
pi fitta non lo disturbava, le gocce scivolavano sul maglione,
solo i capelli erano gi bagnati. Il giovane funzionario del turno
di notte rispose con voce assonnata dopo parecchi squilli. Il
commissario diede disposizioni di trasmettere le fotografie dei
fratelli ricercati a due pattuglie in borghese che dovevano
appostarsi in via dei Giacinti, nel quartiere proletario di
Roiano dove abitava Simona Castelli. Se vedevano uno dei
ragazzi dovevano avvisarlo immediatamente, ma procedere
all'arresto solo nel caso di un reale pericolo di fuga, non
quando il maggiore dei due entrava in casa della madre. Non
era da escludere che lo raggiungesse anche l'altro.
 Conosci un certo Dino Bertone, Marco? domand al
figlio rientrando in casa, mentre si sfilava il maglione e lo usava
per asciugarsi i capelli. Dovrebbe avere pi o meno la tua
et.
 In tavola trov ad accoglierlo una casseruola vuota, nel frattempo
i carciofi al vapore erano stati spazzolati dalla maggioranza
femminile della famiglia. La cena si era protratta fino a
mezzanotte, perfino nonna Camilla era ancora sveglia e adesso
giocava a carte con Laura e Patrizia.
 Ah, quello che cucina solo la viennese. Ha fatto pratica nel
ristorante dove ho iniziato anch'io. La capa ha avuto compassione,
altrimenti lo avrebbe sbattuto fuori dopo una settimana.
 un armadio di quasi due metri, quando si muoveva buttava
gi tutto. Due anni fa  sparito dalla circolazione. Un ex collega
crede che abbia un lavoro stagionale da qualche parte
all'estero. In Baviera, Alto Adige, Svizzera o Austria. Perch?.
 Pensavo che forse potrebbe insegnarti a cucinare per una
famiglia numerosa in modo che ci sia da mangiare per tutti. Io
ho ancora fame. E comunque l'Alto Adige non  all'estero.
 Eppure quando parlano non si capisce nulla. Ma se mi
chiedi di lui vuol dire che ha combinato qualcosa.  grave?.
 Domani guarda il telegiornale. Io devo andare. Laurenti
si diresse in cucina e recuper pistola e caricatore in mezzo ai
sacchetti del ghiaccio nell'ultimo scomparto del freezer.
Portava con s l'arma di ordinanza solo di rado e prima la teneva
nel cassetto del comodino, ultimamente per non si fidava pi
della suocera. L'anno prima, d'estate, l'aveva presa in barba a
tutti i divieti. Per pulirla, a sentire lei. Non si sapeva bene
come, ma era riuscita ad inserire il caricatore, togliere la sicura e
piantare una pallottola nel parquet della camera da letto.
 Nessuno si dimostr solidale con lui perch doveva uscire
di nuovo a quell'ora e per di pi sotto la pioggia. In macchina
avvis Pina Cardareto e Gilo Battinelli che li avrebbe raggiunti,
poi chiam il procuratore, che dalla voce stava gi dormendo.
In sottofondo distinse le urla della moglie, sempre pi
smorzate mentre il magistrato si allontanava in fretta.
 Scoglio era piuttosto alterato e non tent nemmeno di
nasconderlo. Laurenti cerc di indovinare se dipendesse dal
sonno interrotto o dal fatto che Dino Bertone alloggiasse proprio
a casa di Antonio Gasparri. Il commissario aveva ancora il
sospetto che anche il procuratore si fosse lasciato corrompere
durante il processo al Greco. Non ci si liberava mai del passato.
Neppure con un omicidio.

Dino si svegli di soprassalto appena suonarono alla porta.
 Si infil di volata tuta e casco, attravers la cucina e usc sul
piccolo balcone affacciato sulla corte interna. Gasparri lo
aveva fatto aggiungere senza autorizzazione edilizia anni
prima, quando si era trasferito nell'appartamento e lo aveva
ristrutturato. La soprintendenza per la tutela dei beni culturali
non avrebbe permesso nemmeno a lui di deturpare una parte
del palazzo. La pioggia batteva contro i vetri, sferzata dallo scirocco.
Quando Dino si richiuse la porta-finestra alle spalle il
campanello suonava ancora. Sent la voce di Gasparri, che percorreva
il corridoio a passo svelto imprecando per quella visita
ad un'ora tanto inopportuna.
 Dino era pronto a svignarsela anche senza l'aiuto del
padrone di casa. Sal sulla ringhiera e con un salto azzardato
atterr sul tetto dell'edificio adiacente, pi basso di un piano.
Scivol sulle tegole bagnate e riusc appena in tempo ad aggrapparsi
a una parabola. Le gambe penzolavano nel vuoto oltre la
grondaia. A forza di muscoli riusc a tirarsi su e avanz carponi
verso un abbaino, che probabilmente veniva usato per la manutenzione
ed era solo accostato. Sospir di sollievo nel sentire
sotto i piedi il pavimento asciutto. Blocc l'abbaino dall'interno
e prese il cellulare dalla tasca per guardarsi intorno con la
torcia. Era in un solaio, pieno di scatole di cartone impolverate
e vecchi mobili, con una porta fatta di assi di legno inchiodate
insieme che apr con due calci. Inizi a scendere i gradini in
pietra consumati senza accendere l'interruttore delle scale.
C'era odore di muffa, le pareti illuminate dal cono di luce non
venivano imbiancate da un pezzo, e a ogni rampa era sempre
pi chiaro che quello non era un posto abitato da gente ricca.
Da qualche parte era acceso un televisore, dietro una delle
porte sottili qualcuno litigava in una lingua sconosciuta. Due
piani pi gi cucinavano qualcosa a base di cavolo e aglio, e nell'atrio
erano accatastati giornali gratuiti e volantini pubblicitari
che il giorno dopo uno degli inquilini avrebbe consegnato porta
a porta. Dino non si aspettava che in centro esistesse ancora un
condominio del genere - le persone pi povere erano state relegate
in periferia da tempo. Sulle cassette delle lettere non erano
scritti i nomi, perci non riusc a capire se quelli che vivevano l
fossero stranieri o italiani. Dischiuse il portone e vide che dava
su una traversa di via Mazzini, i muri dei palazzi riverberavano
i lampeggianti delle auto della polizia. Le prospettive non erano
molto rosee, la zona era troppo ordinata e troppo borghese, i
residenti andavano a letto presto, a quell'ora non poteva pi
mescolarsi tra i passanti. Solo il buio della notte senza luna gli
garantiva un'esigua protezione. Corse verso via Genova, in quel
punto fiancheggiata da palazzi in prevalenza adibiti a uffici, e si
avvicin lentamente alle Rive. L'eco di uno sparo risuon nell'aria
fendendo pioggia e vento, e Dino si irrigid. Troppo lontano,
per il momento non aveva nessuno alle calcagna. Il vero
problema era il lungomare, non offriva riparo, era quasi impossibile
attraversare, proseguire fino a via Ottaviano Augusto e
raggiungere il Medusa senza essere scoperto. Si tolse il casco
nero, chiam un taxi davanti all'ex Hotel de la Ville, oggi sede
della Fincantieri, e lo aspett sotto l'arco a tutto sesto che sovrastava
l'ingresso principale. Arriv quasi subito. Dino chiese
all'autista di accompagnarlo al grattacielo di Campo Marzio e
gli lasci una lauta mancia per compensare il breve tragitto.
Mentre guardava allontanarsi le luci posteriori del taxi il portone
si apr alle sue spalle. Spaventato, si spost di lato.
 Cosa ci fai qui, Dino? domand l'uomo sulla sessantina
con la cerata che era uscito e lo fissava curioso.
E tu, Raoul? ribatt pronto il ragazzo.
 Castagna era uno dei sodali di Antonio Gasparri e da
sempre cliente fisso del bar di sua madre. Dino sapeva anche
che la segretaria di Raoul abitava proprio nel grattacielo.
Spieg imbarazzato che aspettava un amico per andare a bere
qualcosa. L'altro borbott un saluto frettoloso dicendo che si
sarebbero visti la sera dopo al Medusa e si allontan.
 Erano passate da poco le due quando Dino Bertone entr
nel bar senza accendere le luci. Chiuse a chiave la porta, poi
and nel piccolo cortile sul retro e asciug la sella della moto.
Pi tardi avrebbe avvisato Giulio Bossi di prenotare su internet
un biglietto del pullman per Vienna. Sarebbe passato a prenderlo
a Lubiana, Maribor o Graz. Ora doveva pensare a
tagliare la corda. Spinse la moto in strada e la accese. Abbass
la visiera del casco e si diresse verso la sopraelevata che portava
al confine superando il porto, ma imbocc la prima uscita.
Avrebbe lasciato la citt passando dalle strade secondarie per
evitare le principali frontiere con la Slovenia, che di sicuro
erano state informate dalla polizia. La maggior parte degli abitanti
del luogo conosceva i valichi alternativi usati prima di
Schengen. Compreso Dino, che spesso da piccolo andava in
Istria con gli amici della madre. All'altezza del supermercato in
via di Valmaura avvert una fitta allo stomaco al ricordo dell'anziana
donna sulle strisce pedonali che aveva investito
rischiando di cadere.

 Finalmente Antonio Gasparri, scalzo, con un paio di boxer
a fiori e una felpa, si affacci alla porta socchiusa. L'ispettrice
capo si agevol da sola e la spinse con un calcio cos violento
che per poco il contraccolpo non schiacci l'uomo contro la
parete. Pina gli pass davanti di gran carriera ignorando le sue
proteste, problemi del suo superiore che aveva cincischiato
prima di darle il via libera. Se Laurenti non avesse perso tempo
a quell'ora lei avrebbe gi sbattuto dentro Dino Bertone.
Pistola in mano, continu ad aprire a calci una porta dopo
l'altra, seguita dal collega Battinelli che irrompeva nelle stanze
guardandosi intorno. Sul tavolo in cucina c'erano due bicchieri
sporchi, nel lavello qualche piatto. Proseguirono oltre. A parte
la camera di Gasparri, sul retro c'era solo una piccola stanza
con il letto disfatto e le coperte gettate a terra. Il materasso era
ancora caldo. Sul pavimento una bottiglia d'acqua mezza
vuota. Su una sedia un paio di pantaloni e una giacca taglia
forte. All'attaccapanni una fascia lombare da moto. I due poliziotti
sentirono una discussione concitata nell'ingresso. Il capo,
le mani intrecciate dietro la schiena, fronteggiava serafico
Gasparri facendogli domande su Dino Bertone, mentre il politico
urlava minacce e pronosticava spiacevoli conseguenze. Il
commissario lo lasci sfogare, cit senza scomporsi qualche
articolo del codice e ripet il motivo della perquisizione:
rischio di fuga di un pericoloso criminale.
 La porta dell'appartamento era ancora aperta, una corrente
d'aria improvvisa invest il corridoio. Pina si volt di scatto e si
precipit in cucina. Il vento aveva spalancato la porta-finestra,
e solo allora si accorse del balcone abusivo. Valut la situazione
a colpo d'occhio. Sotto, il vuoto. Il cornicione era troppo in
alto anche per un gigante. Una parabola pendeva sbilenca sul
tetto dell'edificio vicino, alcune tegole erano sconnesse e
scheggiate. Battinelli la segu e si interruppe a met frase osservando
a bocca aperta l'ispettrice capo che, come in un film,
planava a braccia e gambe divaricate sul tetto accanto e balzava
di nuovo in piedi. Insegnavano anche quello agli allenamenti di
arti marziali? La collega lo guard un istante indicando in
basso, poi strisci verso il lucernario, stacc una tegola e la
sbatt contro il vetro retinato che per non si ruppe. Pina non
ebbe un attimo di esitazione ed estrasse l'arma. Prese la mira e
uno scoppio squarci la notte. L'ispettrice capo Cardareto
forz l'abbaino e scomparve.
 Battinelli si fece largo tra i due litiganti e raggiunse la porta
d'ingresso. Pina lo sta seguendo. Vado con lei, quel tizio 
troppo grosso. Qui pu sbrigarsela da solo, commissario
grid precipitandosi fuori. Il rumore dei suoi passi si perse gi
per le scale.
 Incuranti delle raffiche di pioggia un paio di persone erano
ferme davanti al portone in via Mazzini. Battinelli corse fino
all'angolo e individu l'entrata del condominio adiacente.
Nessuna traccia di Pina. Sotto gli occhi dei curiosi l'ispettore sal
in macchina e part in quarta. Svolt sulle Rive senza accendere
n i fari n il lampeggiante n la sirena, e accanto al Canal
Grande distinse la sagoma della collega bagnata fradicia.
 Tu dove ti nasconderesti se la polizia ti stesse dando la
caccia? domand Pina lasciandosi cadere sul sedile del passeggero
e asciugandosi il viso con il dorso della mano. I suoi
capelli somigliavano a un letto di chiodi. Taglio da carcerato.
 Al posto di Dino dalla madre o in mare. Non  ancora cos
freddo.
No, lui ha una moto da qualche parte.
Con questo tempo?.
 Rischia il carcere, figrati se lo spaventano due gocce
d'acqua. Affronterebbe anche il diluvio universale. Vai al
Medusa. E lascia il lampeggiante spento.
 Battinelli fece inversione intorno a un'isola spartitraffico e
schiacci a fondo l'acceleratore. Dopo neanche due chilometri
imbocc contromano il senso unico, raggiunse il Medusa e
inchiod davanti all'ingresso. Pina era gi scesa e scuoteva inutilmente
la porta. Battinelli le indic il passo carrabile accanto.
Il cancello era solo accostato, entrarono lentamente con le
pistole spianate. Tranne alcune cassette di bottiglie e una montagna
di rifiuti il cortile era vuoto, l'entrata sul retro chiusa.
Nel caso Dino Bertone si fosse trincerato all'interno avevano
bisogno di rinforzi. L'ispettrice capo chiam due volanti.
 Appena arrivano noi ce ne andiamo, Gilo lo avvis. Ci
penseranno loro a controllare dentro. Sono sicura che  gi
fuggito.
Il confine non  lontano.
 E non sar tanto idiota da scegliere uno dei due valichi
principali. Io passerei dalle vie secondarie. Con la moto pu
anche tagliare per i boschi.
 Dovrebbe avere una Enduro e conoscere bene i sentieri
sul Carso, con una moto da strada come la sua non ce la fa.
 La prima pattuglia si avvicin a gran velocit con il lampeggiante
acceso, l'ispettrice capo ordin di sorvegliare le due
entrate del locale ed aspettare i colleghi prima di fare irruzione.
Poi lei e Battinelli partirono in direzione della sopraelevata.
 Perch stiamo andando da questa parte? chiese Pina
diffidente.
 Per uscire il pi in fretta possibile dalla citt e intanto controllare
che Bertone non sia in via Baiamomi dalla madre.
 Pina telefon alla centrale chiedendo di informare la polizia
di frontiera e comunicare a tutte le auto in servizio di cercare
una Ducati Monster con targa austriaca.

 L'avvocato Carlo Gasparri aveva settantadue anni e ormai
esercitava solo per vecchi amici e alcuni clienti che da decenni
si avvalevano della sua assistenza. Tra loro il fratello Antonio,
pi giovane di sedici anni, che pi di una volta aveva tolto dai
guai, grazie alle sue solide conoscenze delle disposizioni di
legge, ma anche agli agganci all'interno dell'apparato giudiziario.
Da ultimo aveva dimostrato che la normativa regionale
non fissava regole in merito alle note spese dei consiglieri, e
dopo aver ottenuto l'assoluzione i due fratelli si erano fatti
grandi risate ubriacandosi con i vini pi costosi, di cui naturalmente
il minore aveva chiesto il rimborso.
 Ma che Tonino avesse bisogno della sua consulenza due
volte nel giro di ventiquattr'ore era un fatto senza precedenti.
Se per giunta ne aveva bisogno prima dell'alba c'era di che
preoccuparsi.
 Gli squilli avevano svegliato la moglie Elvira, fidanzata con
Carlo dai tempi della scuola e discendente di un'antica dinastia
di spedizionieri triestini. Era andata a rispondere, poi aveva
portato il telefono al marito ancora a letto e gli aveva preparato
il t, mentre lui si vestiva spiegando soltanto che il fratello
aveva un problema e lo stavano interrogando in questura.
Carlo gli aveva raccomandato di limitarsi a fornire le generalit,
promettendogli che sarebbe arrivato pi in fretta che
poteva. Da via di Romagna in genere andava a piedi fino all'ufficio
di fronte al tribunale e la sera tornava a casa con il tram,
ma stavolta chiam un taxi. Un po' perch pioveva a dirotto e
un po' perch conosceva Tonino abbastanza da sapere che perdeva
facilmente le staffe, rischiando di dire cose che poi si
sarebbero potute ritorcere contro di lui.
 Quando scese davanti all'imponente palazzo della questura
vide che sul lato dell'anfiteatro romano tutte le luci al terzo
piano erano accese. Come sempre Carlo Gasparri indossava un
tre pezzi scuro. Gi da ragazzo dava grande importanza all'abbigliamento
formale e si vestiva in maniera sportiva solo
quando seguiva a debita distanza il padre fino a una delle case
malfamate nella citt vecchia, da cui usciva mezz'ora pi tardi
sistemandosi il nodo della cravatta. Qualche anno dopo inizi
a entrare anche Carlo, con i soldi che estorceva al genitore promettendogli
in cambio di non raccontare niente n alla madre
n ad altri. E ben presto si innamor di una giovanissima
ragazza greca di nome Melani. Prima di farle visita si preparava
con cura scegliendo il completo migliore e profumandosi
copiosamente con il dopobarba di pap, ma quella sfrontata
non prendeva sul serio le sue dichiarazioni d'amore eterno.
Anzi, quando lui la palpava impacciato e alla fine cercava
anche di baciarla, lei lo umiliava con battute e risate.
 Carlo Gasparri pass dall'ingresso laterale della questura,
l'unico piantonato anche di notte, si qualific e fu accompagnato
al terzo piano da un agente di poche parole dall'aria
stanca. Strinse impassibile la mano a Laurenti, fece un cenno al
fratello e chiese il motivo del fermo.
 L'elenco diventa sempre pi lungo: resistenza e oltraggio a
pubblico ufficiale, favoreggiamento, distruzione di prove, istigazione
a delinquere. Senza contare il traffico illegale di valuta
denunciato ieri. Il tono del commissario era quasi indifferente.
In sottofondo ticchettava la tastiera della poliziotta che
digitava i dati dell'avvocato per il verbale.
 Quello rientra nella sfera di competenza della guardia di
finanza, commissario. Carlo si rivolse al fratello: Hai rilasciato
dichiarazioni in proposito?.
 Tonino scosse la testa, poi ringhi: Questa  usurpazione
di funzioni pubbliche!  abuso di potere! Aggiungiamoci
anche disturbo del riposo e violazione di domicilio. Devi
richiedere subito un provvedimento disciplinare, Carlo. Non
intendo tollerare simili soprusi.
 Il fratello lo zitt con un movimento della mano. Laurenti
sorrideva come una sfinge. Era quello che si aspettava. Tacque
anche la tastiera alla scrivania accanto.
 Bene, la ascolto. L'avvocato si appoggi comodamente
allo schienale, in plateale attesa.
 Antonio Gasparri ha dato alloggio a un uomo di nome
Dino Bertone, sospettato di omicidio e ricercato con un mandato
di cattura internazionale.
 Il mio cliente non lo sapeva. Il codice penale non proibisce
l'ospitalit. Avete trovato il sospetto nel suo appartamento?.
 Tonino sogghignava soddisfatto, neanche avesse in mano il
biglietto vincente della lotteria. La sua espressione si rannuvol
appena il commissario prosegu.
 Conosce la parola favoreggiamento? Il suo cliente ha temporeggiato
prima di aprire. L'uomo pu essere fuggito al
nostro arrivo, il suo letto era ancora caldo.  saltato sul tetto
dell'edificio accanto dal balcone. Il laboratorio sta analizzando
gli indumenti rinvenuti e le impronte digitali.
 Allora ne riparliamo quando arriveranno i risultati.
Antonio Gasparri ha un domicilio fisso ed  un personaggio
pubblico, non ci sono le premesse per il rischio di fuga e l'inquinamento
probatorio. Avevate un regolare permesso di perquisizione
firmato dal giudice?.
 Periculum in mora. Suo fratello resta qui, avvocato.
L'interrogatorio del testimone non pu essere rimandato. Dino
Bertone  fortemente indiziato di omicidio. E sa anche lei che
il confine  a due passi.
La polizia slovena non  stata informata?.
 Domanda retorica. Ora procediamo con l'interrogatorio.
Il fatto che lei sia qui in veste di avvocato dimostra che le 
chiara la gravit delle accuse. Conosciamo entrambi le formalit
burocratiche, e l'orario impietoso non cambia la procedura.
Laurenti fece cenno alla collega che riprendeva con le
domande.
Da quanto conosce Dino Bertone?.
 Il mio cliente non fornisce informazioni riguardanti terze
persone.
Quali sono i suoi rapporti con Dino Bertone?.
Idem, commissario.
 Ha legami di parentela diretta o acquisita con Dino
Bertone?.
Rispondi, Tonino.
No.
Doppio ticchettio sulla tastiera.
Ha ospitato Dino Bertone nel suo appartamento?.
Rispondi solo s o no.
S disse Tonino riluttante.
Altro doppio ticchettio sulla tastiera.
Per quanto tempo?.
Carlo guard il fratello.
Sospetta inottemperanza alla comunicazione di ospitalit.
 Annoiato, il commissario rivolse un cenno di assenso alla
collega.
 Soltanto per questa notte dichiar Tonino con un filo di
voce. Si vedeva che faticava a contenere la rabbia.
 Verificheremo. Ha parlato al telefono con Dino
Bertone?.
 No,  passato e mi ha chiesto se poteva dormire da
me. Con questo tempo non si lascia in strada nemmeno un
cane.
Laurenti sorrise, non occorreva approfondire quel punto.
 Dall'analisi dei tabulati telefonici avrebbe comunque scoperto
la verit. Prima che venisse da lei, quando ha visto Bertone
l'ultima volta?.
 Antonio Gasparri attese un comando del fratello. Mesi
fa.
Quando?.
Lavora in un ristorante in Austria.
Quando lo ha visto l'ultima volta?.
 Laurenti fu interrotto da una breve telefonata. Mentre
ascoltava continu a tenere gli occhi fissi su Gasparri e quando
pochi secondi dopo riattacc senza aver detto una parola il suo
sguardo si spost sul fratello Carlo.
 Esistono testimoni per quasi tutto ci che facciamo. Il
problema  quando si presentano alla polizia o addirittura
vengono arrestati. A quel punto non ci sono pi solo le nostre
dichiarazioni. E sa anche lei quanto sia facile cadere in contraddizione.
Ma torniamo alle domande. Quali erano i suoi
rapporti con Maggie Aggeliki, la presidente della Aggeliki
Shipping Company? continu interpellando Antonio
Gasparri.
 Taci intervenne l'avvocato. Dove vuole arrivare con
questa domanda?.
 Laurenti era perfettamente consapevole che prima o poi
avrebbe dovuto rilasciare Gasparri, si trattava solo di ritardare
quel momento il pi a lungo possibile, nella speranza che lo
stress inducesse il politico a commettere qualche sciocchezza.
Erano decenni ormai che il commissario ricorreva di proposito
agli interrogatori fiume. Chi li dirigeva si stancava meno velocemente
di chi li subiva. Il procuratore Scoglio era stato informato,
presto lo avrebbe chiamato a rapporto. Magari nel
frattempo la ricerca dei tre sospettati di omicidio avrebbe dato
qualche nuovo risultato. Pina era sparita. Laurenti sapeva
benissimo che quando l'ispettrice capo fiutava l'odore del
sangue non mollava la preda finch non l'aveva azzannata. Per
fortuna con lei c'era Gilo Battinelli, che si sperava riuscisse a
tenerla a freno scongiurando il peggio.
 E poi mancava ancora la risposta dei colleghi sloveni alla
richiesta della guardia di finanza di rendere note le coordinate
bancarie del politico. Che il denaro arrivasse da una filiale dell'UniCredit
si capiva dalla busta in cui era stato trovato, ed era
molto probabile che fosse quella di Capodistria.
 L'accusa di essere il mandante di un omicidio  piuttosto
pesante, avvocato. Ma a questo arriveremo tra un attimo disse
Laurenti. Le lancette del suo orologio indicavano che erano
quasi le sei. Si diresse alla porta dell'ufficio prima che Carlo
Gasparri potesse replicare. Il caff lo prendete con o senza
zucchero?.
 L'addetta al verbale fu grata dell'interruzione, scatt in
piedi e segu il commissario in anticamera. Prepararono i
quattro caff senza parlare, dalla porta aperta arrivava il bisbiglio
ininterrotto dei due fratelli, sovrastato dal rumore della
macchina per l'espresso.
 Su cosa basa una simile affermazione? domand l'avvocato
quando tutti furono di nuovo seduti ai propri posti.
 Il mondo  diventato trasparente, non  certo una novit.
Al giorno d'oggi pi nessuno  in grado di tenere segreti i
propri contatti. Chi non ha nulla da temere si sente al sicuro.
Come sempre, l'azione penale verr notificata al suo cliente
dalla procura, dottor Gasparri. Laurenti si alz.
Chi si occupa del caso?.
 Scoglio, il procuratore Carlo Scoglio, caro avvocato
rispose in tono neutro il commissario guardando un punto
imprecisato oltre le spalle dei due fratelli. Il guizzo negli occhi
di Tonino Gasparri non gli sfugg lo stesso. La notizia sembr
aver risvegliato nel politico un barlume di speranza.

 Don Alfredo aveva il sonno leggero da quando gli onesti cittadini
del quartiere avevano eletto la parrocchia e la comunit
a campo di battaglia della loro guerra nazionalista. Ma quello
che lo svegli era un frastuono infernale. Una moto di grossa
cilindrata sfrecciava nelle strade strette scalando a ogni curva
per poi accelerare di nuovo al massimo. Da giovane, durante la
guerra, per qualche anno era stato parroco a Teramo, e quello
strepito gli ricord la sirena antiaerea installata sul campanile
del duomo, una delle poche in tutta Italia ad essersi conservate.
Si gir sulla schiena tirandosi le coperte fino al mento, ma
anzich diminuire il rombo del motore aumentava sempre di
pi e quando cess di colpo, proprio davanti alla comunit,
don Alfredo si alz e si avvicin al buio alla finestra. Una
grande ombra nera guizz per un attimo accanto alla sua macchina
e subito dopo svan. Il parroco indoss in fretta il talare
sopra il pigiama, si infil i sandali e corse lungo il corridoio,
spalanc la porta d'ingresso e accese la plafoniera esterna. Non
credeva ai propri occhi. Sotto un casco e una giacca di pelle
neri vide la chiazza chiara del sedere di un gigante che andava
di corpo vicino alla FIAT emettendo grugniti gutturali, la mano
destra appoggiata al cofano decorato dalle due rune delle SS.
Continu imperterrito a fare i suoi comodi, indifferente alla
luce improvvisa e alle veementi proteste di don Alfredo.
 Ora basta! grid il parroco indignato. Vttene subito o
chiamo la polizia.
 L'intruso non si mosse: o con il casco in testa non sentiva o
contava sulla mansuetudine del servo di Dio fermo sulla soglia.
 Furioso, don Alfredo prese il cellulare. Non si era mai
rivolto alle autorit e solo il giorno precedente, su insistenza
del commissario, aveva denunciato i danni alla sua vecchia
auto ai due agenti che ore prima avevano portato via Aahrash.
L'addetto in centrale si fece dare nome ed indirizzo, tuttavia non
sembr particolarmente colpito dalla notizia che qualcuno
usasse la strada come bagno pubblico. Solo quando don
Alfredo descrisse la moto nera come il diavolo e il suo pilota,
l'agente gli intim di tornare immediatamente in casa e chiudersi
dentro. Avrebbe mandato subito una volante.

 Pina Cardareto e Gilo Battinelli sentirono la comunicazione
mentre percorrevano a velocit sostenuta via Baiamonti,
deserta e bagnata dalla pioggia. Durante il tragitto avevano
deciso di perlustrare le strade secondarie fino al piccolo posto
di frontiera di Prebenico ed erano in contatto radio con la
centrale e le auto di pattuglia. Pina rispose ripetendo l'indirizzo
della comunit, Battinelli sterz bruscamente e schiacciando
l'acceleratore scese lungo l'ampia via Flavia, il
percorso pi breve per arrivare da don Alfredo. A quell'ora
non dovette accendere lampeggiante o sirena, superarono solo
un paio di furgoni. Quindi la loro idea di lasciare la sopraelevata
non era stata poi cos campata in aria. La zona industriale
era un labirinto pieno di camion in sosta, che avrebbero
garantito un'ottima copertura ad un fuggiasco in moto. E da l
si raggiungevano i quartieri periferici, i cui abitanti erano
poco interessati alle vicende del centro citt. Giunti nelle vicinanze
della canonica Pina chiese al collega di spegnere i fari e
abbass a met il finestrino tendendo l'orecchio. Gocce
d'acqua le schizzavano sul viso, ma lei non ci faceva nemmeno
caso. Le sembr di sentire il rombo di un motore, e dalla
curva davanti a loro saett un cono di luce che si avvicinava
rapidamente in senso opposto. Gilo azion il lampeggiante e
ferm la macchina di traverso, Pina scese di corsa ed estrasse
l'arma. La moto fren e scart di lato sul marciapiede. Pina
balz sul cofano di un'auto parcheggiata mentre il motociclista
le sfilava davanti. L'ispettrice capo si lanci, colp di striscio
il casco con un calcio saltato e atterr oltre una
staccionata. La moto stacc gli specchietti di due macchine,
poi si spense. Per un attimo l'avviamento gir a vuoto.
Battinelli inizi a correre puntando la pistola, Pina arriv dall'altra
direzione, a una quindicina di metri di distanza. Il motore si
riaccese ed il bolide nero si rimise in carreggiata. Trovandosi di
fronte la poliziotta diede gas. Battinelli vide Pina volare a
mezz'aria a gamba tesa e colpire in pieno la visiera del motociclista,
che stacc le mani dal manubrio e venne scagliato
all'indietro, mentre la moto andava a sbattere contro la fiancata
di un'auto posteggiata poco pi in l. Nelle case vicine si
accesero le luci, alle finestre spuntarono le prime teste.
Nessun sonno  abbastanza profondo da vincere la curiosit.
Almeno ad arrestarlo pensaci tu comment l'ispettrice
capo sfilandosi la giacca anche se pioveva ancora. A quanto
pareva capitava anche a lei di sudare ogni tanto. Puzza come
una fogna.
 La maglietta a maniche corte lasciava scoperti i bicipiti scolpiti
di Pina che, contrariamente a Braccio di Ferro o all'imperatrice
Sissi, non aveva il tatuaggio di un'ncora, ma quello di
un cuore rosso sangue sbarrato da una croce nera sotto cui si
leggeva la scritta Basta amore. Era pronta a mandare di nuovo
al tappeto l'uomo di almeno quaranta centimetri pi alto di lei
se avesse creato problemi al collega. Dino Bertone per sembrava
non essersi ancora reso conto di cosa fosse successo.
Sedeva intontito sull'asfalto bagnato e batteva i denti nonostante
la pesante tuta di pelle. Si era tolto il casco, che aveva
posato accanto a s. Aveva il viso rigato dalla pioggia, lo
sguardo perso nel buio della notte. Gilo lo ammanett storcendo
il naso, disgustato.
 Arriv una volante con il lampeggiante acceso, e don
Alfredo si avvicin di corsa sotto l'ombrello. Gli abitanti della
casa pi vicina, schierati davanti alla staccionata, parlottavano
fitto tra loro. Uno fotografava la scena con il cellulare.
 Cos'ha fatto quel ragazzo? domand una donna con un
impermeabile sopra la camicia da notte. Sulla punta delle ciabatte
rosa danzavano due gattini di peluche.
 Deve andare in bagno rispose Pina, poi si gir dall'altra
parte e fece un cenno ai due agenti.  il ricercato. Chiamate
un'ambulanza e rimanete qui con lui. Non perdetelo di vista
un istante e state in guardia.  sospettato di omicidio. Dopo
quel volo deve essere portato in ospedale, anche se a parte i
problemi intestinali secondo me non ha nulla. Si rivolse al
parroco, con il pigiama che spuntava dall'abito talare ed i piedi
nudi nei sandali.  lui?.
 La moto  quella, e dalla stazza direi di s. Aveva il casco,
non l'ho visto in faccia.
Adesso torni a casa, veniamo da lei domattina.
Pina raggiunse l'auto di servizio e sal dal lato passeggero.
 Non ce l'avrei fatta a caricare Bertone in macchina con noi
disse a Battinelli che ingranava la marcia.
 Possibile che se non meni qualcuno minimo una volta al
mese non sei contenta? comment lui.
 Al mio posto tu come avresti reagito? Gli avresti sparato?
Sempre che fossi riuscito a centrarlo. Il lampeggiante dell'ambulanza
che stava arrivando le illumin a intermittenza il
viso. Selezion il numero di Laurenti, furono sufficienti due
brevi frasi per aggiornarlo.
 Una spazzatrice stradale puliva a passo d'uomo via del
Teatro Romano quando parcheggiarono di fronte all'ingresso
laterale della questura. Pina afferr l'ispettore per un braccio
prima che scendesse. Entrambi seguirono con lo sguardo i due
uomini che uscirono e si allontanarono in silenzio. Uno di loro
era Antonio Gasparri.

 Le ho portato il giornale, procuratore, nel caso non lo
avesse ancora letto. Ci sono due articoli che dovrebbero
interessarle.
 Scoglio aveva la pessima fama di essere un mattiniero militante,
ma proprio quel giorno si era fatto desiderare ed aveva
convocato Laurenti a rapporto solo poco prima delle nove. E
non fischiettava nemmeno pi le melodie natalizie. Aveva
dovuto recuperare il sonno perso per colpa della sua telefonata
in piena notte?
 I giornali peggiorano costantemente. Cosa ci sar mai di
tanto interessante? Le notizie alla stampa le passiamo noi. Il
procuratore giocherellava con la sua stilografica Montegrappa
fissando il commissario con l'aria di chi aspetta solo di essere
provocato.
 In effetti che la sua vecchia conoscenza Antonio Gasparri
porti somme illegali dall'estero non sorprende nessuno
concesse Laurenti abbozzando un sorriso. Ma che si faccia beccare
 una prova della sua inettitudine. Ha scelto la stessa
strada dei trafficanti di hashish da due soldi, doveva avere
troppa fretta per pensare a qualcosa di meglio. Oppure dava
per scontato che per lui le leggi non valessero come per tutti gli
altri. Ma non  questa la cosa curiosa. Degno di nota  piuttosto
il fatto che l'ho interrogato per tutta la notte e lei non ha
risposto alle mie chiamate, dottor Scoglio concluse con finta
formalit.
 Dopo che i fratelli Gasparri se n'erano andati Laurenti
aveva letto il giornale in santa pace al bar cercando di svegliarsi
con altri tre caff. Intanto Pina Cardareto e Gilo Battinelli
stendevano il verbale della loro nottata - iniziando dalla perquisizione
in via Mazzini e finendo con l'arresto di Dino Bertone.
All'improvviso al fianco di Laurenti si era materializzato
Augusto Colasanto, il confidente di Gasparri all'interno della
questura. Aveva guidato le operazioni in via dei Giacinti, dove
Giulio Bossi era caduto in trappola.
 L'abbiamo preso, commissario aveva annunciato versando
due bustine di zucchero nel cappuccino. Stava chiaramente
cercando di guadagnare punti. Non immaginava che lo
stessimo aspettando. Non avevo mai visto un ragazzo cos giovane
con tutti quei capelli grigi.  rimasto nascosto nel buio
finch la madre non  uscita di casa, poi l'ha raggiunta alla fermata
dell'autobus. Quando sono saliti lei gli ha consegnato un
costume da bagno e il passaporto che teneva in borsa. Lo
abbiamo fatto scendere in piazza della Libert, non ha nemmeno
cercato di fuggire. Anzi, sembrava quasi sollevato che
fosse finita.
Ora dov'? aveva chiesto il commissario.
Dall'ispettore Battinelli.
 Bene. Non si era complimentato oltre con il sottoposto,
ma aveva accettato che Colasanto pagasse il suo ultimo caff.
Poi era tornato in ufficio per prepararsi all'incontro con il procuratore,
portandosi via il giornale dal bar.
 La vera sorpresa  nella cronaca locale, dottor Scoglio
prosegu continuando a sorridere. Tra poco in pausa pranzo
avremo maggiore scelta. Apre un nuovo locale, proprio davanti
al suo ufficio. Il giornalista fa i salti di gioia. Laurenti sfogli
il giornale e lo apr alla pagina giusta. Deve anche aver seguito
un corso accelerato di inglese oppure ha scopiazzato da
internet. Senta qui: "Ristorante fast-casual propone piatti
espressi preparati in front cooking con la rapidit di un locale
quick service" lesse accentuando di proposito i tanti termini in
inglese. Poi prosegu: "La selezione del giorno non  molto
ampia, ma i prodotti sono freschi e il locale offre anche un servizio
di take-away, ponendosi a un livello intermedio tra il fast
food e il casual dining. Si paga cash o con carta di credito, il servizio
 easy ma attento. Al cuoco Athos e al suo aiutante Aahrash
assegniamo fin da ora un rating AA+". Questa s che  una
bella notizia. Tra l'altro  a due passi.
 Cosa significa questo teatrino, Laurenti? Invece dei verbali
si  messo a leggere le guide gourmet?.
 Aspetti, non  mica finita. Il locale ha un nome fantastico,
le piacer. Si chiama Avviso di garanzia e apre domani o
dopodomani.
 Ora possiamo finalmente venire al punto, visto che stanotte
mi ha buttato gi dal letto?. Il procuratore strinse le
labbra. Allora, chi  questo pazzo, commissario?.
 Uno che ho conosciuto parecchio tempo fa. Ma non lo
considero affatto pazzo, dottore. A differenza di Scoglio,
Laurenti non aveva chiuso occhio e, come sempre quando non
si reggeva in piedi dalla stanchezza, non riusciva a tenere a
freno il sarcasmo. Sapevo gi da un po' che il Greco voleva
costruirsi un nuovo futuro. Insieme a un pakistano, suo compagno
di cella per quattro anni.
Quale greco?.
 Aristides Albanese in persona, procuratore. Praticamente
sulla soglia del tribunale, all'angolo con largo Piave. Devo
ammettere che sono colpito. Potremmo andare insieme all'inaugurazione.
L'ho interrogato giusto ieri, per non  saltato
fuori niente. A quanto pare  pulito. Laurenti era convinto
del contrario, ma da padre di tre figli aveva imparato che a
volte era meglio gustare in silenzio i propri trionfi. Scoglio ci
sarebbe arrivato lo stesso.
 Non  greco, lo ha detto lei. E quello sarebbe pulito? Lo
racconti a qualcun altro. Ha talmente tanti debiti che non si
rimetter mai in piedi.
 Quindi non vuole venire con me? Eppure il giornale ne
parla gi benissimo.
 In segno di amicizia? Non mi far certo portare in un
locale gestito da Albanese. Ci vada da solo. E comunque
perch lo ha interrogato?.
 Mi chiedevo se ci fosse un legame tra l'elenco dei testimoni
nei suoi due processi e l'improvvisa cattiva digestione di
certi signori. Tutte persone che all'epoca hanno testimoniato
contro di lui. Forse c'entra qualcosa anche la morte di Elio
Mazza, il Poeta.
La fantasia le sta prendendo la mano, commissario.
 Assolutamente no. Si sono sentiti male solo ex testimoni.
Il tono di Laurenti non aveva pi niente di allegro, il suo
sguardo severo gravava sull'uomo seduto di fronte a lui. Sono
sicuro che verranno segnalati altri casi di avvelenamento da
ricina. E credo che sia in grave pericolo soprattutto lei.
 Le ha dato di volta il cervello, commissario?  seriamente
convinto che il Greco si vendichi provocando attacchi di
diarrea? Ma perch non se ne va in pensione?.
 E poi chi la protegge?  stato lei a volere a tutti i costi che
Aristides Albanese finisse sotto processo. E non  stato soddisfatto
finch non lo hanno condannato. Non mi meraviglierei
se avesse escogitato un piano su misura per fargliela pagare.
 Tenga bene a mente due cose si infuri Scoglio alzandosi,
la mano sinistra appoggiata sulla scrivania e l'indice della
destra puntato contro Laurenti. Primo, anche quella volta mi
sono attenuto al codice penale, ed  vergognoso insinuare il
contrario. Secondo, con la sua deposizione ha contribuito
anche lei all'andamento dell'udienza. E ora la pianti con i
vaneggiamenti e si decida a venire al punto.
 Antonio Gasparri ha nascosto in casa sua l'uomo sospettato
dell'omicidio di Maggie Aggeliki.  accusato di favoreggiamento
e istigazione a delinquere, in pi ha trasferito somme
illegali dalla Slovenia. Per non parlare dei reati di resistenza,
offesa e minaccia a pubblico ufficiale. Ma a questo siamo abituati.
Siamo riusciti lo stesso ad arrestare il suo complice, Dino
Bertone, vicino alla comunit di don Alfredo, dopo che era
fuggito dall'appartamento di Gasparri saltando gi dal balcone.
Adesso  in terapia intensiva....
 Si pu sapere perch diamine dovete sempre sparare?
Questo atteggiamento non fa che aizzare la stampa contro le
autorit giudiziarie dello stato.
 Nessuno ha sparato, dottore. Bertone  stato ricoverato
per intossicazione. Scoglio sgran gli occhi quasi stesse guardando
la morte in faccia. Ma ha buone probabilit di cavarsela.
Negli ultimi giorni i medici hanno imparato un sacco di
cose sul trattamento della ricina. E poi  cos grosso che difficilmente
la dose sar letale. La cena per non era per lui,
era....
Per chi? Forza, commissario, non si faccia pregare!.
Per Antonio Gasparri, suppongo.
 Suppone? Ma per favore, questa storia comincia a diventare
davvero assurda.  sempre stato un investigatore scrupoloso,
estraneo a ogni genere di congettura, e di punto in bianco
vuol farmi credere che il Greco si sarebbe introdotto a casa di
Gasparri per servirgli una cena avvelenata? E perch mai lui
avrebbe dovuto mangiarla?.
 Gasparri nega categoricamente di aver preparato o comprato
un'insalata di carciofi. Dino Bertone ha detto ai medici
di averla trovata sul tavolo della cucina. La dose era abbastanza
elevata da agire in fretta. Siamo riusciti a catturarlo prima che
fuggisse oltre confine proprio perch si  sentito male.
 La smetta, Laurenti. Vedo gi i titoli sui giornali: Arrestato
per cacarella. Tutto il paese rider di noi.
 Probabilmente una di queste cenette  costata la vita ad Elio
Mazza. Non ci trovo nulla di divertente.
 Santo cielo, commissario! Ci sono gi troppi svitati a
Trieste, non ci si metta anche lei.
 Perfino la mia assistente ha manifestato gli stessi sintomi.
Ha bevuto un succo di frutta a casa di una testimone, lo stanno
analizzando in laboratorio.
 La sua assistente  nota per mettersi in bocca qualunque
cosa. Scoglio rise da solo alla sua battuta di pessimo gusto.
 Antonio Gasparri ha ritirato da un conto estero il denaro
sequestrato dai colleghi della finanza.  ovvio che serviva a
pagare Bertone per l'omicidio dell'armatrice britannica. La sua
corporatura corrisponde ai risultati dell'autopsia. Il medico
legale sostiene che la donna sia stata spinta dal balcone da una
persona forte e molto pi alta di lei. I segni riscontrati su
braccia, spalle e clavicole non lasciano dubbi.
 Eviti di trarre conclusioni affrettate per quanto possano
sembrare giuste, commissario. Se davvero la Aggeliki Shipping
Company  coinvolta nella frode IVA ai danni dell'Unione
europea anche gli inglesi potevano avere interesse alla morte
della sua titolare.
 Laurenti aveva l'impressione che Scoglio cercasse una scappatoia
per uscirne pulito. Bastava che Antonio Gasparri fosse
disposto a usare ogni mezzo per salvarsi e si ritrovava appeso a
un filo. Non sarebbe stato il primo a essere sacrificato dietro
promessa di una sensibile riduzione della pena.
 Alle quattro e mezzo di stamattina abbiamo catturato uno
dei compari di Dino Bertone. Giulio Bossi ha telefonato alla
madre avvisandola che sarebbe passato a prendere il passaporto.
Il terzo sospettato  ancora in fuga. Si tratta del fratello,
Piero Bossi. Doveva scontare una condanna a due anni in
Lombardia per reati in materia di stupefacenti, ma dopo
qualche mese  stato disposto l'affidamento in prova al servizio
sociale ed  fuggito.
  sempre cos, noi ci ammazziamo di fatica per beccarli e
un attimo dopo un giudice irresponsabile li rimanda fuori.
Laurenti non si lasci distrarre. Gasparri  assistito dal fratello
Carlo. Come si dice? Fortunato chi ha un medico e un
avvocato in famiglia. Fa comodo anche ai politici.
Chi sono questi due fratelli Bossi?.
 Davvero non le ricorda niente? La madre  Simona
Castelli, e il padre Olindo Bossi.
Quello ucciso da Albanese?.
 Del minore le ho gi parlato, l'altro faceva il corriere a
Gorizia e da un giorno all'altro non si  pi presentato al
lavoro.  molto giovane, ma ha tutti i capelli grigi. Come il
capello trovato dalla Scientifica nell'appartamento dell'armatrice.
E indovini un po' chi  Dino Bertone?.
Non si chiama Bertone anche la cameriera del Medusa?.
 Fedora Bertone faceva la cameriera nel ristorante di Aristides
Albanese, il Medusa invece l'ha comprato dopo che
qualcuno le ha dato una grossa mano a procurarsi i soldi. E chi
 il padre di suo figlio?. Laurenti non riusciva a smettere di
sbadigliare. Ormai era in piedi da quasi trenta ore e si sentiva
le ossa rotte. In ufficio sarebbe potuto crollare dieci minuti per
ricaricarsi, invece doveva impedire che il procuratore, al quale
all'improvviso brillavano gli occhi, avesse la meglio.
 Il Greco, naturalmente. La voce di Scoglio simulava una
tranquillit che non aveva. Che legami ci sono fra i tre
sospettati?.
 Non ha ancora capito, dottore? Hanno quasi la stessa et
e si conoscono da quando erano bambini. Si chieda piuttosto
che legami ci sono fra Dino Bertone ed AntonioGasparri.
 Moderi i toni, commissario. Lo so benissimo che da tempo
Gasparri ha una relazione con Fedora Bertone.
 Non le sembra che sia il momento di sbattergli sotto il
naso un mandato di arresto?. Laurenti non riusc a trattenere
l'ennesimo sbadiglio.
 Scoglio fece un respiro profondo, poi picchi la mano
aperta sulla scrivania. Solo quando raccoglier prove inconfutabili
e mi presenter un verbale scritto. Anche se dovesse
avere ragione lei, non dobbiamo lasciare niente al caso. In tribunale
l'impianto probatorio deve essere solido.
 Data l'importanza del caso credevo che volesse gestire lei
gli interrogatori come al solito, dottor Scoglio. A maggior
ragione in questo frangente. Laurenti si alz. In genere lei
non ha paura di nessuno.
 Sparisca e non si faccia pi vedere finch non avr tutta la
documentazione necessaria, commissario. Compresi i risultati
del laboratorio e i tabulati telefonici.
Potrebbe essere una faccenda lunga.
Non mi giocher certo la testa per lei.
Nessuno glielo sta chiedendo.
Al lavoro, Laurenti. Abbiamo chiacchierato abbastanza.
 Il commissario torn in questura a piedi, incurante della
pioggia. Chiamava un'auto di servizio solo quando andava di
fretta. Si ferm a comprare un ombrello da uno dei tanti senegalesi
che vendevano cianfrusaglie varie. Appena iniziava a piovere
l'assortimento degli ambulanti cambiava come per magia e
al posto di braccialetti, occhiali da sole ed accendini spuntavano
gli ombrelli. Il commissario amava camminare. Il movimento e
l'aria aperta gli facevano bene, in pi cos si teneva al corrente
delle novit. A volte anche i piccoli dettagli erano cruciali: quali
negozi storici avevano chiuso e quali nuovi di zecca avevano
aperto, chi parlava con tizio, chi aveva tagliato i ponti con caio.
Ogni tanto, scambiando convenevoli con qualche faccia conosciuta,
veniva a sapere cose che non gli sarebbe mai passato per
la testa di chiedere direttamente. Fece una sosta in piazza San
Giovanni per l'ennesimo caff della mattina. Anche al Malabar
i clienti scarseggiavano per colpa del brutto tempo. Walter, uno
dei due proprietari, era chino sul giornale aperto sopra il bancone
e leggeva un articolo sul referendum costituzionale indetto
dal premier. Vedrai, saremo il primo paese democratico ad
avere in una sola legislatura due capi del governo, se non addirittura
tre, due presidenti della Repubblica e due riforme elettorali
fallite senza che siano mai state indette nuove elezioni. Ma
tanto non cambia nulla, lo stato fa quello che gli pare e va avanti
lo stesso. Resta tutto come prima, n meglio n peggio. L'unica
cosa che la gente non capisce  che i politici continueranno
sempre a predicare perch c' chi ci casca. Te lo ricordi II gattopardo
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa? "Noi fummo i
Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti,
le iene; e tutti quanti, Gattopardi, sciacalli e pecore,
continueremo a crederci il sale della terra".
 Quando Laurenti sal al terzo piano della questura l'odore
di fumo si sentiva fino in corridoio. Marietta sedeva da sola in
anticamera e si dava lo smalto, come faceva ogni volta che si
annoiava.
Sei gi guarita? domand il commissario.
  una cura che consiglio a tutti, dopo ti senti leggero come
una piuma. L'assistente raddrizz la schiena, spinse il seno in
fuori e si circond la vita con le mani, come se volesse mostrare
i risultati di tre mesi di dieta. Poi si rimise comoda. Cosa 
successo? Non c' nessuno.
 Immagino che Pina e Battinelli siano nella stanza degli
interrogatori a spremere uno dei tre assassini dell'armatrice. Il
primogenito di Olindo Bossi.
Lo hanno preso?.
 Lui e Dino Bertone. Mentre tu dimagrivi nel sonno noi
non abbiamo chiuso occhio per tutta la notte.
 A proposito, l'ospedale ha registrato tre nuovi casi di avvelenamento
da ricina. Non sono gravi. Ti leggo i nomi?.
 Tre in un colpo solo? Il Greco si  dato da fare, complimenti.
Chi manca ancora all'appello?.

 Aristides arriv in comunit verso le dieci e quando and
da don Alfredo lo trov pi stanco e preoccupato del solito. Il
buon pastore aveva perso qualche ora di sonno. Lui invece era
in perfetta forma e di ottimo umore. Adesso all'appello mancavano
solo il commerciante Cristiano di Bella, l'avvocato
Francesco Giuseppe Manara, che tutti chiamavano Franz
Josef, e Guido Sillich, ufficiale di stato civile. Anche loro
diciassette anni prima erano stati clienti fissi del Pesce d'amare.
Se la situazione si fosse fatta troppo rischiosa forse li avrebbe
perfino risparmiati. La punizione peggiore per i gregari era
essersela cavata, ma vivere costantemente con la paura che il
passato presentasse loro il conto. L'unico a cui non avrebbe
concesso la grazia era il procuratore Carlo Scoglio. Per il
momento l'aveva fatta franca, per gli conveniva non sentirsi al
sicuro.
 Hanno consegnato qualcosa? Altrimenti c' di nuovo
curry di pollo e riso disse. Aahrash dovrebbe aver finito di
preparare la carne. Con le ossa ci facciamo un bel brodo per
stasera, ci mettiamo anche i tuorli d'uovo e il succo di limone
come in Grecia. D sostanza, con questo tempo da lupi. E la
pelle la friggiamo, cos viene bella croccante. Vuoi che per te
cucini qualcosa di diverso, don Alfredo?.
 Va bene quello che decidi tu, Athos. Sono arrivati nuovi
ospiti, non abbiamo pi neanche una branda libera. Cinquantasei
persone.
 Non  la prima volta che siamo strapieni. C' qualche altro
problema?.
 Ho passato una nottataccia. Un pazzo in moto  piombato
qui sotto la pioggia a catinelle ed ha fatto i suoi bisogni proprio
accanto alla mia macchina. Non credevo che saremmo arrivati
a questo punto. In confronto i cartelli e gli striscioni qui
davanti sono uno scherzo. Prego che qualche fanatico non ci
aggredisca o dia fuoco alla comunit.
Hai chiamato gli sbirri?.
 S, e il bello  che sono venuti. Lo hanno perfino inseguito
e catturato a qualche isolato di distanza.
Chi era?.
 Non so il nome. Ha ventiquattro anni,  alto e massiccio
come te, con la testa rasata. Hanno detto che  all'ospedale. Fa
il cuoco all'estero. Ora mettiti al lavoro, ho bisogno di riposarmi
un po'.
Aristides non fece altre domande, sper solo di sbagliarsi.
 Aahrash era seduto su uno sgabello in cucina e leggeva il
giornale. Non eri mai tornato a casa cos tardi come ieri lo
accolse in tono brusco.
 E allora? Non siamo mica sposati, quindi non fare la
moglie isterica ribatt Aristides. Hai preparato la linea?.
 Basta che non combini qualche casino. Se mandi all'aria i
nostri progetti la mia maledizione ricadr in eterno su di te,
puoi starne certo. Hai visto il giornale? domand il pakistano.
C' un articolo sull'inaugurazione. Peccato che non abbiano
messo una nostra foto, si vede solo il locale dall'esterno.
 Meglio,  questa la pubblicit di cui abbiamo bisogno. Ho
detto io al giornalista di non pubblicare foto di noi due, ci
mancava che usasse quelle segnaletiche. Alla gente deve interessare
ci che cuciniamo. Da' qua.
 Pur non avendo capito molte delle espressioni alla moda
Aristides sorrise gongolante. Don Alfredo l'ha letto?.
 Non credo rispose Aahrash. Altrimenti di sicuro
avrebbe detto qualcosa. Anch'io l'ho visto per caso perch
l'uomo seduto davanti a me sull'autobus leggeva il giornale.
Sono sceso alla prima fermata apposta per comprarlo.
 Il Greco sfil la pagina e la port al parroco, che nonostante
i brutti pensieri fu felice per loro. Era convinto che il giorno
dopo all'inaugurazione sarebbero stati presi d'assalto. Per sicurezza
consigli di preparare il doppio dei drink e degli stuzzichini
che avevano preventivato: quando c'era qualcosa di gratis
i triestini non se lo lasciavano dire due volte. Promise che
avrebbe fatto un salto anche lui, per benedire il locale al
momento di sollevare la saracinesca per l'apertura ufficiale.
 Come sempre quando c'erano di mezzo ricette asiatiche
Aahrash prese le redini della cucina, mentre Aristides gli
alleggeriva il lavoro passando ingredienti a comando e lavando
l'attrezzatura mano a mano che veniva usata. Il riso pilaf era
perfetto nonostante l'enorme quantit preparata per soddisfare
i numerosi ospiti. Il Greco mise al loro posto i vassoi, prepar
piatti, posate e caraffe d'acqua, poi apr la sala mensa.
Vide molte facce nuove, segnate dagli strapazzi del lungo
viaggio. La maggior parte dei profughi proveniva ancora dall'Asia
meridionale, soprattutto dal Pakistan e dall'Afghanistan,
ma era aumentato di nuovo l'afflusso dalla Siria. Gli africani
erano in minoranza. Gli ultimi arrivati si guardavano intorno
spaesati, passavano in rassegna i tavoli e infine seguivano i
compagni pi pratici al bancone dove Aristides li serviva. In
molti casi non capiva cosa dicevano. Erano affamati e alcuni si
ripresentavano poco dopo, ma quello che c'era doveva bastare
per tutti, compresi i cuochi che a fine turno si riempivano un
piatto ciascuno.
 Cosa facciamo questo pomeriggio? chiese Aahrash versando
il t che aveva preparato per loro due. Msala chai leggermente
zuccherato con cardamomo, cannella e zenzero,
secondo la tradizione di famiglia.
 Oggi  la prova del nove. Aristides si alz. Appena
abbiamo finito qui facciamo il giro dei negozi che ci hanno
promesso la merce invenduta o vicina alla scadenza. Li ho avvisati
ieri. Per dobbiamo sbrigarci, molti chiudono all'una e
mezzo. Quando abbiamo tutto cuciniamo ogni singolo piatto
del menu, solo cos capiremo se siamo davvero una squadra.
Domani non ci possiamo permettere di sbagliare. Se va storto
qualcosa si sparge la voce, e a quel punto tanto vale chiudere
subito.
 Se fossi in te mi comprerei dei vestiti nuovi. Non puoi
stare ai fornelli con il tuo solito completo.
 Ricominci a fare la moglie petulante, Aahrash. So badare a
me stesso, e resterai sorpreso. Pi tardi ci consegnano le ultime
bevande. Spero che la spina per il vino funzioni. Dopo ho un
impegno e poi vado da zia Milli. Deve essere la prima ad assaggiare
i nostri piatti. In fondo il locale  suo, noi siamo solo dei
dipendenti.
 Posso venire anch'io, Athos?. Lo sguardo di Aahrash era
incerto. Mi piacerebbe conoscerla.
Ci penser, vecchio talebano. Non voglio che si spaventi.
 Se non si  spaventata vedendo te non c' pericolo. E per
favore non chiamarmi talebano, specialmente davanti ad altre
persone. Lo sai che basta niente a essere bollati.

 Cominciavo a pensare che mi avresti dato buca nonostante
le belle promesse esclam il proprietario della pescheria
tirando fuori una grossa scatola isotermica dalla cella
frigorifera.
 Non ti preoccupare, da domani siamo fissi qui e vengo
prima. Puntuale tutti i giorni, tranne il luned che siete chiusi.
 Aristides si era presentato verso le quattro. Le vasche in
acciaio inox erano gi pulite e brillavano come nuove. Simona
non c'?.
 Sta poco bene. Guarda, ti ho messo da parte tutti gli scarti
dei clienti che vogliono solo i filetti. Sollev per la coda la carcassa
di una spigola, lunga pi di mezzo metro. Tra le lische era
rimasta ancora un po' di carne sfuggita al coltello. C' anche
il nero di seppia. Queste invece sono le uova per la bottarga.
Sei capace a essiccarle?. L'uomo prese uno spesso sacchetto
di plastica. E infine il pesce di paranza, che tra l'altro  il pi
saporito. Ma ormai la gente non  pi capace di cucinare, vuole
solo sogliole, orate e dentici, il resto non sa come si fa.
 Aristides aveva l'acquolina in bocca. Il proprietario della
pescheria aveva modi spicci, per era affidabile e vendeva solo
prodotti freschi e di qualit. Una zuppa di pesce non poteva
mancare sul menu dell'Avviso di garanzia. Il Greco contratt
un prezzo abbastanza alto da invogliare il commerciante a fare
ancora affari con lui, ma allo stesso tempo incredibilmente
basso. Dopotutto se non gli avesse comprato le eccedenze
avrebbe dovuto buttarle.
Simona ha detto cos'ha?.
 No, ma spero che domani torni. C' del tenero, eh? Non
soffiarcela,  un grande aiuto per me e mia moglie.
Domattina venite all'inaugurazione?  alle undici.
 A quell'ora di solito il negozio  pieno, anche se con
questo tempo non si sa mai come va la pesca. Magari passiamo
pi tardi. Sono curioso di vedere come te la cavi. Batt le
nocche sul coperchio della scatola. Questa devi pulirla bene e
riportarmela sterilizzata.
 Aahrash dal canto suo recuper un ricco bottino di pane e
verdure. La sera, prima di andare da zia Milli, avrebbero
rastrellato i vari supermercati e fatto incetta dei prodotti deperibili
a met prezzo perch a ridosso della data scadenza, come
salumi e formaggi confezionati, latticini di ogni genere e surgelati.
La mattina seguente di buon'ora i due cuochi avrebbero
preparato il menu del giorno e scritto su carta la lista dei piatti
disponibili. Li preoccupava solo il lotto di contenitori per il
take-away. Costavano troppo poco, chiss se avrebbero tenuto
finch i clienti arrivavano a casa o in ufficio. Dopo aver stabilito
insieme ad Aahrash il piano di lavoro, Aristides and al
suo appuntamento. Voleva arrivare puntuale alle quattro. L'amico
lo guard scettico quando prese una bottiglia di prosecco
dal freezer. In tutti gli anni che lo conosceva aveva bevuto
tanto alcol quanto un musulmano osservante: neanche un
goccio.

 Quattro fermate dopo piazza Dalmazia Aristides scese dall'autobus
nel quartiere di Roiano, davanti a un caseggiato dei
primi anni Settanta accanto all'ex caserma della polizia stradale.
Via dei Giacinti non era lontana, e alle quattro in punto
suon al civico che gli era stato indicato, senza sapere quello
che era successo all'alba. Simona ci mise un po' a rispondere al
citofono, e il silenzio che segu quando lui disse chi era lo lasci
sorpreso. Si era aspettato un'accoglienza decisamente pi calorosa,
in fondo ogni volta che si incontravano per caso lei si illuminava
di gioia. Dopo qualche altro secondo che gli sembr
lunghissimo il portone si apr con uno scatto elettrico. Non
sapeva quale fosse l'interno e inizi a salire le scale spoglie. L
gli appartamenti dovevano costare poco. Al terzo piano vide
una porta in laminato bianco accostata. Buss piano,
chiamando Simona.
 Vieni pure rispose lei con voce spenta. Sono in
soggiorno.
 Il Greco tolse la bottiglia di prosecco dalla tasca ed entr
nel corridoio rivestito di moquette. Due porte a destra e due a
sinistra, l'ultima aperta. La stanza era semplice e non molto
spaziosa, ma arredata in maniera piacevole. Sul tavolino, un
piccolo vaso con tre fiori e una pila di romanzi fantasy in edizione
tascabile. Simona era rannicchiata in un angolo del
divano in tessuto beige. Spettinata e senza trucco. Indossava
un paio di jeans e una felpa. Quando alz la testa per guardarlo
lui si accorse che aveva gli occhi rossi.
 Scusa, Athos. Avevo dimenticato il nostro appuntamento
disse in tono piatto.
 Non voglio disturbarti. Semmai torno in un altro
momento, Simona. Mi hanno detto che stavi poco bene, posso
fare qualcosa?.
Per chi  la bottiglia?.
Per te. So che ti piace il prosecco.
 Aprila, allora. I bicchieri sono di l. Forse un po' di vino 
quello che mi ci vuole.
 Anche la cucina era senza pretese, ma provvista di tutto
l'occorrente per mettere a tavola quattro persone. Aristides
non riusc a trattenersi e sbirci nel frigo. Verdure, pappardelle
fresche, cipolle, aglio, limoni, tonno sott'olio, un vasetto di
capperi, parmigiano, ravanelli, insalata, formaggio spalmabile e
una bottiglietta con un liquido ambrato da usare con parsimonia:
colatura di alici di Cetara, una variante del garum degli
antichi Romani. Spaghetti conditi con due cucchiaini di colatura,
olio extravergine di oliva, peperoncino fresco, aglio e
prezzemolo tritato erano un piatto goloso e velocissimo.
Purtroppo per era un ingrediente troppo caro per il suo locale. A
quanto pareva Simona era una brava cuoca. Prese due bicchieri
dalla credenza e torn in soggiorno.
 Ti ho sentito aprire il frigo, la tua deve essere deformazione
professionale. Soddisfatto?.
 Ho visto solo che apprezzi i buoni ingredienti. Un giorno
preparo un menu completo tutto per te. Cos'hai? Non sembri
malata. Stapp la bottiglia e le riemp il bicchiere, per s
invece vers soltanto due dita.
 Non vale protest Simona. Cos bevo solo io. Su, dobbiamo
farci forza disse brindando. Il suo sorriso era triste
come la voce.
  successo qualcosa? domand Aristides sedendosi
nella poltrona di fronte a lei.
 Stamani sono uscita come al solito prima delle cinque per
andare al lavoro. Il capo arriva presto con il pesce comprato al
mercato, e io lo sistemo nelle vasche con il ghiaccio mentre lui
scrive sulla vetrina l'offerta del giorno. Ma non sono arrivata
lontano. Mio figlio maggiore mi aspettava nascosto al buio
accanto alla fermata e mi ha fatto cenno di non avvicinarmi a
lui. Credo che Giulio immaginasse cosa rischiava, allora per
mi chiedo perch sia venuto. Sull'autobus si  messo davanti a
me dandomi le spalle ed ha allungato la mano dietro la schiena.
Gli ho consegnato il passaporto e una sacca con le cose per il
mare, che mi aveva chiesto di preparargli. Alla stazione sono
saliti quattro uomini, due per ogni porta dell'autobus. Quando
siamo ripartiti lo avevano gi circondato, buttato a terra e
ammanettato. L'autobus si  fermato e lo hanno caricato su
un'auto della polizia.  successo tutto troppo in fretta, non ho
potuto fare niente. Ho telefonato un sacco di volte in questura
e siccome non mi davano spiegazioni sono andata di persona,
per mi sono scontrata lo stesso contro un muro di silenzio.
Continuo a chiamare ogni ora, ma niente. L'uomo al centralino
mi mette in linea e nessuno risponde. Quando mi sono lamentata
ha detto che provava a passarmi un altro numero e non
hanno risposto neanche l. Non so a chi rivolgermi. Giulio ha
solo ventidue anni, non ha un carattere facile, lo ammetto, per
 un bravo ragazzo. Se lui e suo fratello avessero avuto un
padre sarebbe stato tutto diverso.
 Conosco solo una persona in questura ment Aristides,
che il giorno dopo doveva presentarsi di nuovo per la firma settimanale.
Non posso chiamarlo, ma se mi cpita di incontrarlo
chiedo notizie di tuo figlio.
 Non potranno mica trattenerlo in eterno. Simona tir su
col naso, poi lo guard e si sforz di sorridere. Scusa, con
questo casino mi  proprio passato di mente che dovevamo
vederci.
 Rimandiamo a un'altra volta, Simona. Mi dispiace solo di
non poterti aiutare.
 Mi aiuta gi che tu sia qui. Versami ancora un po' di vino.
E anche per te, hai bisogno di coraggio per quello che sei
venuto a fare. Sollevarono i bicchieri in un brindisi. Il bagno
 in fondo al corridoio. Se vuoi che ti tagli i capelli, prima devi
lavarli.
 Quando se lo ritrov davanti a torso nudo, con un telo
avvolto intorno alla testa come un gigantesco turbante, Simona
scoppi a ridere.
 Asciugati la barba, cos inzuppi il tappeto. A quella ci pensiamo
dopo. E dimmi se vuoi tenere i capelli per ricordo.
 Gli pos le mani calde sulle spalle nude spingendolo a
sedere nella poltrona e gli tolse il telo dalla testa. Distric i
lunghi capelli attorcigliati e fece un passo indietro per ammirarli
in tutto il loro splendore. Aristides li portava sempre raccolti,
legandoli in modo che la coda non scendesse oltre i
fianchi.
 Santo cielo, quanto sono lunghi sospir Simona prendendo
le forbici. Per favore, Athos, chiudi gli occhi.

Mashallah, ma come ti sei conciato? esclam Aahrash.
 Lasci cadere il coltello con cui stava diliscando il pesce come
gli aveva insegnato Aristides e si batt i palmi sulle cosce,
sbellicandosi dalle risate. E meno male che il talebano sarei io.
Ti manca solo la bandana dello Stato Islamico e il pugnale in
mano. Spero che con tutto quello che hanno tosato ci farai un
maglione. Hai sofferto molto?.
 Aristides era rimasto da Simona pi a lungo di quanto
avesse preventivato ed era arrivato in ritardo all'Avviso di
garanzia. Aveva anche fatto un salto a casa e indossato per la
prima volta i vestiti nuovi. In jeans neri e camicia nera alla
coreana si era presentato da Aahrash, che non riusciva a darsi
un contegno. Ora i capelli gli arrivavano alle spalle e la barba,
prima lunga fino all'ombelico, era ridotta a cinque centimetri e
perfettamente curata. La reazione del compagno gli fece perdere
con effetto retroattivo il coraggio racimolato per affrontare
il grande passo. Tir fuori una bottiglia di prosecco dal
freezer.
 Il colletto lo hai copiato da don Alfredo? continu a sfotterlo
il pakistano.
 Sai che ti dico, frocetto? Oggi avevo in programma due
cose replic il Greco piantandosi davanti ad Aahrash e chinando
la testa per guardarlo negli occhi. La prima l'ho fatta e
la seconda  che mi prendo una bella sbronza.
Volevi andare da zia Milli.
 Allora ci portiamo via la bottiglia.  pronta la cena? Cosa
aspetti?.
 Aahrash fece il possibile per tornare serio e indic due
buste di plastica piene di contenitori per il take-away.

 Non erano molte le fermate fino al grigio casermone che
dominava la citt. Aristides sedeva al finestrino accanto all'amico
con i sacchetti sulle gambe. Non apr bocca per l'intero
tragitto, osservava la sua immagine riflessa sul vetro cercando
di capire se il nuovo look gli piacesse o no. Quando pensava a
Simona ogni dubbio svaniva, ma appena riaffiorava il ricordo
degli ultimi diciassette anni rabbrividiva.
 Ormai aveva imparato a orientarsi nel complesso di
cemento e arriv per la via pi breve alla porta di zia Milli, che
apr con inaspettata rapidit. Appena lo vide l'anziana donna
richiuse immediatamente, e la sentirono mettere la catenella.
 Aristides suon di nuovo, chiamandola. Zia Milli, non
aver paura. Sono io, Kiki. Sono stato dal parrucchiere. Zia
Milli, sono io.
Finalmente la catenella venne sfilata e la porta si dischiuse.
Melissa Fabiani sbirci poco convinta, poi si decise e la
spalanc.
 Che diavolo ti  successo, Kiki? domand mettendosi la
maschera per l'ossigeno. Lo fissava ad occhi sgranati. Mi hai
fatto prendere un colpo.
 Zia Milli, mi hai ripetuto fino allo sfinimento di darmi una
ripulita. Domani inauguriamo il locale e volevamo che tu
assaggiassi il menu. Ci lasci entrare?.
 Stavi meglio prima sentenzi la donna mentre si spostava
di lato per farli passare. E lui chi ? domand squadrando
Aahrash, con la barbetta di tre giorni e i luminosi occhi azzurri,
che le dava la mano.
 Secondo te, zia Milli? rise Aristides. I talebani hanno
conquistato Trieste. Questa  l'ultima bottiglia di vino che
sono riuscito a salvare. E da domani addio anche alla carne di
maiale. Niente pi prosciutto di Praga, Kaiserfleisch, pancetta
con la senape ed il cren, e tanto meno stinco e salsicce. Non
dimenticare il velo quando esci di casa. Tutti gli infedeli
saranno impiccati in piazza Unit d'Italia o gettati in mare
come san Giusto, per con pi zavorra ai piedi, per evitare che
qualcuno torni a galla e diventi un martire. Adesso ogni uomo
ha il diritto a quattro mogli, anche se dubito che con quattro
triestine si possa avere una vita felice. Ti sei mai chiesta perch
in questa citt arrivano a cent'anni quasi solo le donne?.
 Sei ubriaco, Kiki? Non ti ho mai visto cos. Non sapendo
se ridere o se piangere Melissa si rimise la maschera. Poi
aggiunse esitante:  il tuo amico Aahrash? Mi hai parlato
tanto di lui, era ora che me lo facessi conoscere. Sorrise di
quel gigante che aveva cresciuto come un figlio e si lasci servire
dai due uomini.
Perch ti chiama Athos, Kiki?.
 E tu perch mi chiami Kiki, zia Milli? replic lui versandole
il prosecco.
 Lo sai. Era il modo in cui ridevi da piccolo, quando ti
facevo il solletico. Kikikiki. Ieri non ti ho visto, sono stata in
pensiero.
Non posso venire tutti i giorni, te l'ho detto.
 In compenso  venuto uno della polizia. Un bel giovanotto,
slanciato, capelli biondi. Mi ha fatto domande sul passato.
Sulla morte di tua madre, Kiki. Mi dispiace, ma  giusto
che tu lo sappia. Credevo fosse finita, invece gli ho dovuto
descrivere tutto, ha voluto sapere chi erano i miei clienti e
quelli di Melani. Si capiva che era andato a ripescare gli atti e
li aveva spulciati a fondo. Ha accennato anche al tuo processo
e ai commenti in aula. Mi ha ricordato di aver detto a Gasparri
che suo padre e suo fratello erano innamorati di Melani. In
effetti in tribunale la tensione si tagliava con il coltello, Elio
Mazza  stato allontanato e io mi sono beccata un'ammenda
dal giudice. Ma mi sai dire per quale motivo gli sbirri hanno
ritirato fuori una faccenda vecchia di cinquant'anni? Ci sei di
mezzo tu? Hai insistito perch riaprissero il caso? Credi sia
stato uno dei Gasparri? Che sono senza scrupoli lo sanno tutti,
ma arriverebbero anche a uccidere?.
 Ti giuro che io non c'entro niente, quanto  vero che mi
chiamo Aristides Albanese. Della famiglia Gasparri conosco
solo Tonino e lo reputo capace di parecchie cose, se ne va del
suo potere. All'epoca non mi sono reso conto di quello che
succedeva in aula. Ora che me ne hai parlato ricordo vagamente
qualcosa, ma l per l era tutto confuso e annebbiato.
 Melissa Fabiani scosse la testa, ma non distolse lo sguardo
da Aristides mentre si rimetteva la maschera per l'ossigeno e
faceva due lunghi respiri regolari.
 Le piacciono le nostre ricette, signora? domand il pakistano
scaldando un'altra porzione nel microonde. La donna
aveva davanti un piatto con quadrucci all'uovo conditi con una
salsa di pomodoro scaduta che avevano insaporito con timo e
spezie.
 Nessuno mi ha mai chiamata signora, ragazzo. E dammi
del tu. Poi scoppi a ridere prima di aggiungere: Anche se
mi sono capitati degli idioti che volevano essere sottomessi e
umiliati e mi chiamavano padrona. Da loro, in via del tutto
eccezionale, accettavo il lei. Anzi, li obbligavo a usarlo.
 Aahrash ti ha chiesto solo un commento sulla cena. A sentirti
si direbbe che ti manca il tuo lavoro.
 Certi ricordi sono belli, Kiki. Tu non puoi saperlo disse
rivolta al pakistano, ma Kiki  sempre stato un cuoco di
talento. Spero che gli darai una mano. Il brodo con i ceci era
ottimo.
Quello per l'ho fatto io, signora rettific Aahrash.
 Basta, chiamami Milli. Ma senza zia, quello  permesso
solo a Kiki. Mi ha raccontato che ti ha insegnato il mestiere.
Cos'altro avete portato di buono?.
 I due amici tornarono in citt contenti della serata. Zia Milli
si era profusa in lodi sperticate ed aveva promesso di andare
all'inaugurazione del locale perch non voleva perdersi la
benedizione di don Alfredo. Per la prima volta dopo anni
sarebbe uscita dal Quadrilatero. Aristides si era offerto di
pagarle un taxi che l'avrebbe lasciata proprio davanti al ristorante,
ma lei aveva insistito per prendere l'autobus. Le previsioni
meteo annunciavano che nella notte si sarebbe alzata la
bora, spazzando via le nuvole e portando il bel tempo.
 Devo chiederti una cosa, Athos tergivers Aahrash
quando scesero in piazza Foraggi. Qual  il tuo vero nome?
Athos, Kiki o Aristides, come hai detto prima da zia Milli?.
Milli, solo io posso chiamarla zia.
...
La giustizia  servita.

 Signore misericordioso, tu che hai accettato l'ospitalit
degli uomini e l'hai ricompensata in abbondanza, noi ti
preghiamo. Benedici questo luogo, al servizio degli
ospiti, degli amici, cos come degli estranei. Fa' che qui si
adempia con gioia al dovere di ospitalit, concedi a tutti noi di
comprendere che su questa terra siamo solo ospiti di passaggio
e, quando verr il momento, accompagnaci alla mensa nella
casa del Padre. Ti ringraziamo per la tua misericordia e per
aver regalato in questo giorno la luce del sole ai nostri fratelli
Athos e Aahrash. Possa la stessa luce risplendere anche nei
loro cuori. Amen.

 Dopo il grigiore degli ultimi giorni il cielo limpido sembrava
la fragile promessa di un nuovo inizio. Erano passate da
poco le undici quando don Alfredo abbracci i due cuochi e
poi zia Milli. Melissa Fabiani aveva rifiutato la sedia che era
stata portata per lei, lacrime di commozione le rigavano le
guance incipriate e scivolavano ai lati della maschera per l'ossigeno
sotto la quale respirava con affanno. Nella mano sinistra
si consumava una sigaretta, con l'altra aveva preso a braccetto
Simona, che Aristides le aveva presentato per prima e ora sorrideva
emozionata. Un'improvvisa folata di vento le spettin i
capelli castani, e per un attimo la donna dimentic le sue
preoccupazioni. La sera precedente era finalmente riuscita a
sapere perch il figlio maggiore era stato arrestato, e per lo
meno adesso Giulio non era pi abbandonato a se stesso. L'avvocato
Carlo Gasparri le aveva promesso di fargli immediatamente
visita in carcere. Simona Castelli non sapeva che fosse
ricercato anche il figlio minore.
 Alle otto di mattina il Greco si era gi recato in questura per
la firma settimanale. Con il tempo i rapporti con l'agente di
servizio erano diventati quasi amichevoli, si conoscevano, avevano
bisogno l'uno dell'altro. Il poliziotto aveva scherzato sul
suo nuovo abbigliamento e sul taglio di capelli, per aveva concluso
dicendo che era un importante passo avanti quando un
ex detenuto cercava chiaramente di reinserirsi nella societ.
Aristides aveva chiesto di Laurenti e l'agente aveva telefonato
nel suo ufficio, ma il commissario non era ancora arrivato,
come lo inform Marietta. Alla domanda su perch volesse
vederlo, il Greco era rimasto sul vago accennando a una sua
vecchia conoscenza, poi aveva salutato l'agente con una stretta
di mano e si era affrettato in largo Piave, dove il pakistano era
gi al lavoro da un pezzo.
 Dopo la benedizione di don Alfredo, Aristides e Aahrash
sollevarono insieme la saracinesca dell'Avviso di garanzia tra gli
applausi dei presenti, sparirono all'interno e indossarono i grembiuli.
Mentre il gigante distribuiva prosecco il pakistano sistem
i primi vassoi sul bancone di fronte alla cucina. L'evento aveva
richiamato alcuni commercianti, qualcuno che aveva letto la
notizia, semplici curiosi e qualche cliente dei bar della zona e
della farmacia di fronte. Il giornalista pelato responsabile della
rubrica gastronomica, dalla cui penna era nato l'encomio sulla
fiducia, era alto quanto Athos ma due volte pi grosso. Nell'enorme
mano riusciva a tenere contemporaneamente il piatto con
una doppia porzione ed il bicchiere. Era passato anche l'archivista
del tribunale, e l'affluenza aument quando i primi clienti uscirono
dalla piccola sala ormai piena fermandosi a bere e mangiare
sull'ampio marciapiede. Durante la pausa pranzo il ristorante fu
preso d'assalto. Due degli ex compagni di prigione di Athos e
Aahrash, gli stessi che li avevano aiutati con i lavori di ristrutturazione,
radunavano piatti e bicchieri vuoti.

 E tu vorresti andare davvero in quell'assurdo locale che 
stato incensato prima ancora che aprisse? Fast-casual, lo hanno
definito. Una specie di mordi e fuggi senza tante pretese,
neanche fosse una sveltina. Marietta era partita in quarta,
come sempre doveva protestare per principio, ma alla fine
avrebbe accompagnato il commissario, che considerava sotto
la sua personale tutela. Per giunta non si sono inventati nulla
di nuovo. Pensa a tutti i buffet che da secoli servono trippa,
pancetta, testina di maiale, stinchi, wrstel e tutte le altre schifezze
di cui si rimpinza Pina senza ingrassare di un etto. Perch
non chiedi a lei di accompagnarti?.
 Laurenti le scrocc due sigarette e fum fissando il Teatro
Romano dalla finestra, con le solite file di profughi in attesa
che la coda davanti all'ingresso avanzasse per potersi avvicinare
agli sportelli dedicati al permesso di soggiorno. Lasci
brontolare Marietta, senza prestare troppa attenzione al suo
sproloquio.
 Il giorno prima era tornato a casa in anticipo e aveva dormito
fino all'ora di cena. Marco era riuscito a spillare a un
pescatore alici e calamari, che aveva dorato con una leggera
panatura per conservarne tutto il sapore e lasciarli morbidi, cos
poteva mangiarli anche nonna Camilla. Aveva portato in tavola
un enorme vassoio, accompagnato da una tipica insalata: radicchio
triestino, cipolla e fagioli. La famiglia si era avventata sulla
montagna di fritto, mentre Proteo andava e veniva dalla cucina
per fare rifornimento di vino bianco del Carso freddo di frigo.
Un simile banchetto non aveva bisogno n di antipasto n di
dessert. Mentre la moglie Laura e la figlia Patrizia giocavano a
carte con Camilla il commissario aveva aiutato il figlio a sparecchiare,
offrendosi addirittura di riordinare la cucina. Dopo
tutto il trambusto e le chiacchiere degli ultimi giorni dedicarsi a
un'attivit pratica e concreta era un toccasana. Marco, comodamente
appoggiato allo stipite della porta, gli aveva tenuto
compagnia raccontandogli dei suoi nuovi clienti, che avevano
rimandato la serata. Claudia Nemech e Raoul Castagna non stavano
bene, avevano un disturbo gastrointestinale.
 Gli altri pazienti ricoverati per avvelenamento erano stati
dimessi, invece le condizioni di Dino Bertone erano ancora
preoccupanti. Non era in pericolo di vita, secondo i medici
aveva superato la fase critica grazie alla sua costituzione, per
non si era rimesso completamente. Appena si fosse stabilizzato
sarebbe stato trasferito nel carcere annesso al tribunale. Fino
ad allora due agenti piantonavano la stanza d'ospedale del
ragazzo, il cui polso sinistro era ammanettato alla struttura del
letto.
 In prigione sarebbe iniziato l'interrogatorio. La maggior
parte dei detenuti resisteva finch si rendeva conto di non
avere vie d'uscita e allora iniziava a sperare di cavarsela pi a
buon mercato vuotando il sacco. A quel punto, se il pubblico
ministero prestava il suo consenso, l'avvocato difensore richiedeva
il patteggiamento. E chi veniva arrestato per la prima
volta era pi malleabile e pi facile da ammorbidire. Laurenti
era sicuro che, se Dino Bertone parlava, finalmente sarebbe
venuto anche il turno di Antonio Gasparri.
Marietta infil le sigarette in borsa e si mise la giacca.
Devo chiamare un'auto? si inform.
 Andiamo a piedi le rispose il capo. Sono due passi, ce la
puoi fare.  una visita privata, in fondo non risulta nulla contro
Albanese. Sar contento di vederci.
 A volte riesci ancora a stupirmi. Come fai a dire che non
risulta nulla contro di lui? domand Marietta mentre scendevano
le scale perch l'ascensore non arrivava. O era fuori servizio
per l'ennesima volta o era bloccato al piano dal
chiacchierone di turno. Le analogie tra la lista degli intossicati
e i testimoni al suo processo sono evidenti.
 Dipende dai punti di vista. Gli far un discorso serio, ma
non abbiamo nessuna prova.
 All'ultimo minuto Marietta volle passare a prendere un
appuntamento dalla sua parrucchiera in via Spiro Tibaldo
Xydias. Quando arrivarono all'Avviso di garanzia, verso l'una
e mezzo, la ressa era diminuita e molti curiosi tornavano in
fretta al lavoro. L'archivista del tribunale - noto buongustaio -
era fermo sul marciapiede e parlava in disparte con il procuratore
Scoglio, la cui curiosit aveva chiaramente avuto la meglio
sui princpi. Ma non aveva in mano n un piatto n un bicchiere
e gettava di continuo occhiate sospettose alla vetrata del
locale. Non pot esimersi dal rivolgere almeno un cenno della
testa a Laurenti, subito travolto da Linda Barbagallo, che si
profuse in baci e abbracci ignorando Marietta. Le due donne
non erano mai diventate amiche, e l'assistente del commissario
considerava la proprietaria del salone di bellezza - snella e flessuosa
come un giunco - una rivale di cui essere gelosa.
Aristides usc un attimo per accompagnare una fragile e
truccatissima signora con la maschera per l'ossigeno. La aiut
a salire su un taxi, disse qualcosa all'autista e gli consegn dei
soldi. Quando l'auto part salut con la mano l'anziana donna.
 Laurenti lo raggiunse. Che fine hanno fatto barba e
capelli, Greco? domand ridendo. Non vorrai mica fare
ritorno alla civilt dopo esserne rimasto fuori per diciassette
anni?.
 Ti sbagli, commissario. Voi eravate fuori, io ero dentro. Di'
pure al procuratore che pu avvicinarsi, non lo avveleno. In
ogni caso non qui, alla luce del giorno e davanti a testimoni.
 Attento che qualcuno non ti prenda in parola.  gi tanto
che Scoglio ti degni dell'onore di essere qui.
 Ma quale onore.  da mezz'ora che ci guarda in cagnesco.
I miei ragazzi si sono gi fatti un esame di coscienza. Se ora
vedono anche te pensano al peggio e se la danno a gambe.
Entra a mangiare qualcosa. Oggi  tutto gratis.  arrivata un
sacco di gente, ma eravamo preparati. Ce n' per tutti.
E dire che ne hai messi fuori gioco parecchi.
 Non cambi mai, eh, commissario? Ma almeno il primo
giorno non rovinarmelo.
 Noi due non abbiamo finito, Aristides. Quando chiudi
vieni nel mio ufficio.
 Che tu ci creda o no ti ho cercato in questura stamani alle
otto.
Mi riesce difficile immaginare che volessi costituirti.
 Infatti. Hai visto la donna che  appena andata via in taxi?
 mia zia Milli. Melissa Fabiani, vive su al Quadrilatero. Era la
persona pi legata a mia madre, mi ha cresciuto lei. Un tuo collega
 andato a cercarla e l'ha messa in agitazione. Le ha fatto
domande sul giorno in cui  stata uccisa. Cosa sta succedendo?
Ho il diritto di saperlo.
 Era l'ispettore Battinelli, si occupa da tempo di omicidi
irrisolti. Le nuove tecnologie permettono di effettuare analisi
che in passato erano impensabili. Ammesso che all'epoca i colleghi
abbiano raccolto materiale sufficiente e che sia stato conservato
in maniera idonea. Non so com' la situazione per
quanto riguarda tua madre. Se vuoi, pi tardi glielo chiediamo
e ce lo spiegher.
 Ormai a chi dovrebbe importare, considerando che al
momento giusto  stato fatto il possibile per insabbiare la
vicenda?. Aristides cerc d'istinto di lisciarsi la barba come
faceva sempre quando rifletteva, poi chin la testa disorientato
fissandosi il petto.
 A me, per esempio. E anche all'ispettore Battinelli, ha un
debole per i vecchi casi. La legge parla chiaro, Aristides: il reato
di omicidio non cade in prescrizione. Lo stato ha il dovere di
ristabilire la giustizia processando chi ha commesso il crimine.
 Belle parole, commissario. Anche se trovate qualcosa per
poter riaprire il caso  necessaria l'approvazione del procuratore
e del giudice. E nessuno di voi ha interesse a dare addosso
a un collega. Neppure se  morto e sepolto.
 Se arriver il momento ti dir cosa fare per ottenere la riapertura
del caso. Ma senza un avvocato non provarci nemmeno.
Non tutti vogliono arrivare alla verit, c' chi si  messo
il cuore in pace e non intende ricominciare da capo.
 Questa  l'ultima cosa di cui ho paura. La mia vita  stata
distrutta due volte, solo la verit pu rimediare ai danni. Il
cuoco serr le mascelle e il suo sguardo duro si pos su una
donna in tailleur color sabbia, che osservava lui e Laurenti.
Sembrava turbata, si allontan di qualche passo e rovist nervosamente
nella borsa tirando fuori il telefono. Mentre parlava
continuava a lanciare rapide occhiate ai due uomini.
 La conosci? domand il commissario a cui non era sfuggita
l'espressione di Aristides.
Altroch, e a quanto pare non  felice di vedermi.
 Non hai niente di cui preoccuparti, hai scontato la tua
pena. Chi ?.
 Lavora in uno studio notarile qui vicino. Scusa, ma adesso
devo tornare in cucina.
E la conosci bene, Aristides?.
 Anche se non si direbbe indossa perizomi di tutti i colori.
Giallo, turchese, rosa, dipende da come si alza la mattina.
 Laurenti osserv sbalordito il cuoco che si allontanava, e
Marietta lo raggiunse con due calici di prosecco.
Cos'hai combinato per farlo scappare a quel modo?.
 colpa della donna ferma all'angolo. La conosci?.
 Ma certo,  Renata Perego. Fa parte della cricca di
Gasparri. Il suo nome  sulla lista degli intossicati, e all'epoca
hai interrogato anche lei come testimone nel processo contro
Albanese. Be', direi che si  ripresa.
 Ha appena fatto una telefonata. Sembra che aspetti qualcuno,
voglio capire chi. Vado un attimo dal procuratore e ti
raggiungiamo dentro.

 Pochi minuti dopo Scoglio rimpiangeva di non aver tagliato
subito la corda. Appena lui e il commissario si avvicinarono al
bancone il Greco gli diede la mano con un sorriso smagliante
e gli present Aahrash. Al magistrato non rest che fare buon
viso a cattivo gioco e in un lampo si ritrov davanti un bicchiere
di prosecco e un piatto di fettuccine da cui saliva un
irresistibile profumo di timo. Quando entr anche la moglie di
Laurenti con Marco e Patrizia, che lo salut calorosamente e
gli domand come stava suo figlio, Scoglio si arrese e riusc a
spremere perfino un mezzo sorriso. Marco era sulle spine,
temeva che il padre dell'amico gli facesse il terzo grado sulle
canne che fumavano insieme.
 Come mai siete qui tutti e tre? Cos' questa novit?
domand Laurenti.
 In genere i figli uscivano ognuno per conto suo, e Laura
passava il pomeriggio nel suo ufficio a preparare aste o valutare
oggetti portati da qualche erede nella speranza di ricavarne
una fortuna. Dall'aria felice della moglie il commissario cap
che era in arrivo una sorpresa.
 Abbiamo visitato due spazi commerciali in affitto che mi
ha suggerito una mia amica agente immobiliare. Molto carini
entrambi, ma uno era troppo fuori mano e l'altro troppo caro,
calcolando che andrebbe ristrutturato da cima a fondo.
Per farne cosa?.
 Il ristorante di Marco, naturalmente! Sai, Proteo continu
Laura tirando il marito in disparte, mamma si  fissata
che vuole dargli i soldi per mettersi in proprio, allora ho pensato
che iniziare a concretizzare un po' la faccenda potrebbe
aiutarlo a farsi un'idea di cosa significa affrontare un progetto
del genere. Se mi limito a parlargli di pianificazione e gestione
aziendale, investimenti, costi di realizzazione, crediti e rimborsi,
lui mi liquida dicendo che sono le solite esagerazioni di
noi vecchi, che complichiamo sempre tutto e non vogliamo
capire che al giorno d'oggi le cose sono cambiate. Ma se si
impegna seriamente, allora  meglio che apra una sua attivit
piuttosto che continuare a lavorare per gli altri, no? Perch il
talento ce l'ha, lo hai detto anche tu. Dobbiamo....
 Laura intervenne Proteo per arginare quel fiume in piena,
fino a pochi giorni fa ti raccomandavi che facesse ancora esperienza
e gli consigliavi di andare in giro per mezzo mondo.
  vero. Ma gurdati intorno, Proteo. Ora anche questi due
hanno un ristorante, che tra l'altro  un gioiellino. E non si
mangia nemmeno male. Insomma, io Marco lo capisco.
 Laura si interruppe di colpo a un segno di Laurenti, che le
strinse un braccio per farle capire di allontanarsi. La donna in
tailleur color sabbia era entrata con piglio deciso e si faceva
largo verso il bancone, dove Scoglio chiacchierava con Marco
e Patrizia dando le spalle all'ingresso. Subito dopo si rivolse a
voce alta all'uomo che la seguiva, puntando il dito contro
Aristides.
 lui, sono pronta a giurarlo.
 Certo che sono io. Chi ti aspettavi, Renata?. Il Greco sorrise,
ma il linguaggio del corpo diceva che era teso. Hai portato
anche Antonio Gasparri. Come va? Mi fa piacere che siate
venuti a vedere il locale. Non siete i primi dei miei ex clienti
fissi. Senza lasciar loro il tempo di imbastire una scusa gli
piazz due calici di prosecco in mano e un piatto con tre
assaggi sotto il naso. Ogni giudizio  ben accetto. Abbiamo
appena aperto e vogliamo migliorare. Poi torn in fretta ai
fornelli come se fosse molto impegnato, ma si limit a rimestare
lentamente in una pentola. Che Gasparri fosse l, sano
come un pesce, poteva significare solo una cosa: non aveva
mangiato l'insalata di carciofi. Aristides ci aveva grattugiato
sopra una dose di semi di ricina sufficiente a mandarlo come
minimo in ospedale. Intanto Aahrash teneva d'occhio il compagno
senza farsene accorgere. Avevano valutato ogni possibile
eventualit, tranne che potesse scoppiare una rissa.
  stato a casa nostra, Tonino. Sono sicura. Siamo tornati in
anticipo e lui stava uscendo dal palazzo. Ora si  tagliato i
capelli, ma non ho dubbi. Fa' qualcosa. Il Greco ci ha avvelenati
tutti. Deve tornare da dove  venuto. In galera.
 Aristides si sforzava di mantenere la calma. A pochi metri
Laurenti seguiva con attenzione la scena per vedere come
sarebbe andata a finire. Si era voltato anche il procuratore Scoglio.
Gasparri e Renata Perego erano al centro del locale,
Aristides dietro il bancone. Prima o poi qualcuno avrebbe
dovuto fare la mossa successiva.
 Non vi piace? intervenne a sorpresa il pakistano in tono
leggermente troppo aggressivo. Era chiaro che aveva capito al
volo la situazione. Ma non avete assaggiato niente. Possiamo
offrirvi qualcos'altro? Una tempura di verdure, magari. 
leggerissima.
 Chiudi la bocca, talebano lo aggred Antonio Gasparri e
allung il braccio per indicare il Greco urtando un piatto che
and in frantumi sul pavimento. Chi sei? domand infuriato.
In questi giorni non hai fatto che capitarmi tra i piedi.
Ti ho gi detto che in questa citt quelli come te non li
vogliamo.
 Uno degli ex detenuti sgusci con scopa e paletta tra il politico
e il bancone e raccolse i cocci.
 Mangia disse il Greco riempiendo un altro piatto e
affrontando Gasparri. Mangia, se hai il coraggio. Davanti a
me, al procuratore ed al commissario. Sono tutti qui.
Chi sei?.
 Renata ha ragione, Tonino. Ha sempre avuto buon occhio.
Anche quando ha trovato l'appartamento di mia madre che ti
sei accaparrato tu per due lire. Quella era l'ultima cosa che
potevate portarmi via. Ora non ho pi niente. Tu invece te la
fai sotto. Forza, mangia. Aahrash, servi gli gnocchi al procuratore.
E i sardoni col becco. Poi riemp il bicchiere a Scoglio,
perch non gli saltasse in testa di andarsene proprio sul pi
bello.
 Laurenti si stacc dalla parete. Anche per me e mia
moglie, grazie disse mettendosi accanto al politico. Perch
prima ha dato del talebano al signore, dottor Gasparri? La
vedo agitato, non avr mica voluto offenderlo? Non rifiuti in
maniera cos indelicata l'ospitalit che le viene offerta. Porta
male. E ultimamente non mi sembra che stia attraversando un
periodo molto fortunato.
 Il procuratore sorrise all'improvviso, come se Laurenti gli
avesse dato l'imbeccata.  vero, Tonino, stare a stomaco
vuoto rende nervosi. Mangia, qui non ti avvelener nessuno
concluse prendendo una forchettata di gnocchi e aggiunse a
bocca piena: Di certo non in un locale con questo nome.
 La reazione di Scoglio meravigli anche Laurenti. Gasparri
gir sui tacchi e usc. Renata Perego indugi per un paio di
secondi, bevve un sorso di prosecco e lo segu impettita.
 Quasi come i pistoleri nello stallo alla messicana
sghignazz Patrizia a voce troppo alta all'orecchio della madre.
Anche loro sparano tutti insieme, ma di solito ne resta in
piedi solo uno.
 Proteo e Laura approfittarono dei piatti lasciati dai fuggitivi,
mentre il procuratore dava una pacca sulla spalla a Marco
promettendogli che alla prossima festa di famiglia lo avrebbe
ingaggiato come cuoco a domicilio, cos una volta tanto la
moglie si sarebbe potuta riposare.
 Ci vediamo dopo, Aristides. Vieni entro le sei, ti aspetto
gli ricord Laurenti. Era ora di andarsene. Pina aveva telefonato
per informarlo che le condizioni di Dino Bertone si erano
drasticamente aggravate.
 Il commissario salut in fretta sentendo la sirena dell'auto
di servizio, il cui lampeggiante si rifletteva sulle pareti bianche
del locale. Aristides, Aahrash e i loro aiutanti si tranquillizzarono
solo quando fu uscito. Marietta torn in questura a piedi,
come sempre doveva coordinare l'ufficio in assenza di
Laurenti.

 L'agente al volante pot finalmente togliersi lo sfizio di correre
come un pazzo fendendo il traffico intenso fino all'ospedale,
sul colle vicino al Quadrilatero. Di solito in presenza di
un superiore era tenuto a una guida pi civile.
 L'ispettrice capo aspettava Laurenti davanti alla stanza di
Dino Bertone. Interrogava i due piantoni cercando di rinfrescare
loro la memoria. Era un compito ingrato doversene stare
seduti su una sedia in corridoio in mezzo al viavai di medici,
pazienti e infermieri a girarsi i pollici senza per mai abbassare
la guardia. Gli agenti sostenevano di aver lasciato passare solo
le persone autorizzate e non cambiarono versione nemmeno di
fronte alle minacce di Pina che prospettava loro le pene
dell'inferno.
 In ogni modo la stanza di Dino Bertone era vuota. Appena
era peggiorato i medici avevano allertato l'elisoccorso. Nelle
forme pi gravi l'avvelenamento poteva portare a ricadute
impossibili da prevedere, spieg il primario, il corpo umano 
un sistema complesso. Il paziente era stato affidato alle cure
degli specialisti di Padova.
 Secondo lei  opera di qualcuno che si  travestito da
medico, Pina? domand Laurenti mentre tornavano in questura.
L'ipotesi che non si fosse trattato di una ricaduta, ma che
un ignoto avesse somministrato a Dino Bertone una seconda
dose di veleno era a dir poco plausibile.
 Chi ci guadagnerebbe a toglierlo di mezzo,
commissario?.
 Antonio Gasparri di sicuro. Se Dino confessa di aver ricevuto
da lui l'incarico di buttare gi dal balcone l'armatrice
finisce dentro. E ci resta per un bel pezzo.

 Aristides Albanese si present puntuale alle sei. Non fu
ricevuto subito, Pina Cardareto era ancora nell'ufficio del
commissario per fare rapporto sul secondo interrogatorio a
Giulio Bossi. Questa volta il ragazzo con i capelli grigi era stato
assistito da un attempato avvocato di nome Carlo Gasparri
che, a dispetto dell'et, si era rivelato un osso duro. Battinelli
aveva redatto il verbale. L'ispettrice capo aveva condotto l'interrogatorio
partendo dal giusto presupposto che l'avvocato
avrebbe suggerito al suo cliente di limitarsi a fornire informazioni
che riguardavano esclusivamente lui. Infatti l'aveva interrotta
sia alla domanda sul padre Olindo Bossi, la guardia
giurata uccisa per il cui omicidio era stato condannato il
Greco, sia a quelle sulla sua adolescenza e sulle persone che
frequentava. Il ventiduenne si era rifiutato di parlare anche dei
rapporti con la madre ed il fratello minore. La situazione si era
sbloccata solo quando Pina aveva mostrato alcune immagini
registrate dalle telecamere di sorveglianza, brevi sequenze selezionate
con cura che mostravano Giulio in via Dante mentre
saliva sull'auto rubata con la targa svizzera, poi all'aeroporto e
infine a Gorizia, dove lui e i suoi degni compari erano perfettamente
riconoscibili perch non indossavano pi il casco.
 Non sono stato io. Ho solo fatto un favore a un amico si
era difeso d'istinto il ragazzo prima che l'avvocato riuscisse a
fermarlo. Giulio era avvampato come un bambino sorpreso a
rubare la marmellata.
 Carlo Gasparri aveva fatto sospendere immediatamente
l'interrogatorio chiedendo di visionare le prove. E aveva impedito
al suo assistito di firmare il verbale. Ormai era finita, lo
sapeva anche lui. Giulio Bossi non avrebbe resistito ancora a
lungo. Una volta fermato il fratello Piero si sarebbero traditi
l'uno con l'altro, tirando in ballo anche Dino Bertone, qualora
fosse sopravvissuto.

 Siediti disse Laurenti quando Aristides Albanese entr.
 andata bene, no? Sei contento del tuo successo?.
 Gente ce n'era, ma se sar davvero un successo lo vedremo
quando il locale non sar pi una novit. Richiedimelo fra tre
mesi. Per non mi hai fatto venire per questo.
 Volevi sapere cosa aveva scoperto Battinelli sulla morte di
tua madre. Il commissario chiam l'ispettore, che si ferm
accanto alla scrivania e rifer che nell'ufficio reperti era conservata
una sorprendente quantit di materiale relativo a casi
passati. I colleghi della Scientifica avevano fatto rilievi scrupolosi
anche durante le indagini su Melani Albanese, catalogando
tra l'altro un lungo coltello per sfilettare, ritenuto la probabile
arma utilizzata per l'omicidio. A patto che venissero stanziati i
fondi per le analisi di laboratorio era possibile ricavarne nuovi
dati. Avevano a disposizione perfino alcune provette con tracce
biologiche rinvenute sotto le unghie della vittima e strisce di
nastro adesivo con una serie di impronte digitali, che per non
erano in ottime condizioni. Battinelli non aveva idea di quanto
tempo ci volesse per effettuare gli esami, gli specialisti si occupavano
di materiale cos vecchio solo quando non avevano tra
le mani nulla di pi urgente.
 Come ti dicevo, se intendi far riaprire il caso ti consiglio di
rivolgerti a un avvocato ripet Laurenti, poi sembr riflettere
per un attimo. Semmai ti do io il nome giusto. Prima per pensa
bene se davvero lo vuoi. Non  solo una questione di soldi.
Di cosa, allora?.
 Devi capire se sei disposto a cambiare la tua vita, Aristides.
Conoscere la verit sulla morte di tua madre potrebbe
destabilizzarti. In fondo sei riuscito ad andare avanti per
cinquant'anni.
In che senso cambiare la mia vita?.
 Dovresti imparare ad avere fiducia negli organi giudiziari
e lasciare che facciano il loro lavoro. E soprattutto dovresti
imparare a non farti giustizia da solo. Ecco cosa intendo.
Laurenti apr un cassetto. Lo sapevi che la notte scorsa Gasparri
aveva un ospite?.
 Aristides lo fiss spalancando gli occhi e non rispose. Il
commissario prese la piccola cornice d'argento con la foto di
Dino da bambino che aveva portato via al cimitero e la pos in
silenzio sulla scrivania.
 Chi ? domand il Greco quando si accorse che Laurenti
non avrebbe parlato di sua spontanea volont.
 Il nome  scritto dietro, ma non hai bisogno di leggerlo, lo
conosci benissimo.
 La mano di Aristides cerc di nuovo l'appiglio della barba,
accontentandosi di lisciare quel poco che ne restava. I suoi
occhi si arrossarono leggermente, la sua espressione invece non
cambi. Non tenermi sulle spine, commissario disse dopo
essersi schiarito la voce.
 Sopra ci sono le tue impronte. Fino a pochi giorni fa la
foto era ancora a casa di Fedora Bertone, sul comodino. E ora
ascoltami con molta attenzione. Il tono di Laurenti era diventato
severo. L'omicidio di Elio Mazza, detto il Poeta, non 
dimostrabile perch il suo organismo era troppo debilitato.
Probabilmente sarebbe bastata un'influenza a mandarlo
all'altro mondo. Per presentava tracce di ricina nel sangue, e
questo  sufficiente per lasciar supporre un tentato omicidio o,
come minimo, il reato di lesioni personali. L'unica cosa certa 
che per uccidere un adulto di corporatura media  necessaria
una dose maggiore di veleno. D'altro canto chi ha agito poteva
essere al corrente delle sue cattive condizioni di salute ed immaginare
che anche un quantitativo minimo sarebbe stato letale.
I medici non possono essere accusati n di negligenza n di
aver sbagliato la diagnosi. Nessun tribunale accetterebbe una
simile imputazione. Mi segui?.
Albanese teneva testa allo sguardo del commissario.
 La lista dei casi di avvelenamento  lunga. In ospedale
distinguono tra intossicazione da ricina e massiccia assunzione
di olio di ricino. La prima comporta un'accusa di tentato omicidio,
la seconda quella di lesioni personali. Entrambi i reati
sono passibili di pena. In nessuna delle abitazioni sono state
ritrovate impronte digitali e, a parte Mazza, nel frattempo
quasi tutti gli altri si sono rimessi.
 Laurenti si alz e usc lasciando solo il Greco. Marietta gli
allung il pacchetto di sigarette senza fiatare. La brace si rifletteva
sul vetro della finestra, nel buio si intravedeva solo la
sagoma del Teatro Romano. Dopo cinque tiri il commissario
pass la sigaretta all'assistente e torn nel suo ufficio.
Aristides teneva tra le mani la foto del figlio.
 Cosa  successo a Dino? domand senza guardare
Laurenti.
  stato trasferito in una clinica specializzata. Se si salva ti
salvi anche tu. Se non ce la fa sarai ritenuto responsabile.
 Il Greco scatt in piedi terrorizzato. Rimise in fretta la foto
sulla scrivania, come se scottasse. Apr la bocca, ma Laurenti lo
ferm con un rapido gesto della mano.
 Parlavamo di riaprire il caso di tua madre. Ti consiglio di
fare altrettanto con il tuo processo e chiedere la revisione della
sentenza. I tempi cambiano. All'epoca tutti i testimoni erano
stati comprati. Devi sperare solo che Dino sopravviva. Se lui
confessa l'omicidio della manager inglese Gasparri va dritto in
prigione. Ti sorprender, ma per tuo figlio era una specie di
figura paterna. Avrebbe fatto qualunque cosa per lui. E l'ha
fatta. Gasparri pu considerarsi fortunato di finire dentro,
almeno non rischia che tu lo avveleni. Non  grosso come
Dino, con quella dose sarebbe morto. Con lui in carcere vincerai
facilmente un nuovo processo per l'omicidio di Olindo
Bossi. Senza il loro protettore, oggi i testimoni cadranno uno
dopo l'altro. E probabilmente puoi domandare un cospicuo
risarcimento. A loro e allo stato.  comunque una vendetta,
ricordatelo. Sia che venga compiuta di persona sia che, in
maniera pi intelligente, si aspetti la condanna dei colpevoli. E
ora sparisci, Aristides. E prega per Dino, senn passeranno
altri vent'anni prima che tu possa occuparti di nuovo della
tomba di tua madre.
 Il Greco si alz a fatica. Fiss il commissario per un lungo
momento, poi si diresse alla porta.
Scusa disse con le dita chiuse a pugno sulla maniglia.
 E di cosa? Io dovrei esserti grato. Quelli come te mi garantiscono
il posto di lavoro. Prendi la foto.

Alla televisione trasmettevano un documentario su Abdus
Salam, il fisico pakistano insignito del premio Nobel che nel
1964 aveva fondato a Trieste l'International Centre for Theoretical
Physics. L'iCTP era un centro di ricerca all'avanguardia
e richiamava studiosi e specialisti da tutto il mondo. Era sostenuto
anche dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica,
che svolgeva nei suoi laboratori importanti ricerche. Per la
citt era un onore ed una fortuna essere stata scelta da Abdus
Salam come sede del suo istituto, al quale ne erano seguiti
molti altri. Il documentario in occasione del ventesimo anniversario
della morte del fisico faceva anche qualche rapido
accenno alla sua vita privata.
 A una certa et una donna ha anche il diritto di rimanere
vedova decret di punto in bianco Camilla, seduta in poltrona
con il barattolo di Nutella in grembo mentre il resto della
famiglia cenava.
 Laura rimase con la forchetta a mezz'aria, Proteo Laurenti
sgran gli occhi, Marco e Patrizia scoppiarono a ridere cos
forte da coprire il resto della frase della nonna.
 Cos'hai detto, mamma? domand Laura preoccupata.
Non vorrai mica insinuare che avresti ucciso pap? E non
rimpinzarti di quella roba, per favore.
 Tuo padre era un brav'uomo e se n' andato troppo
presto. Camilla mangi un'altra cucchiaiata di crema alle nocciole.
Si era rifiutata di sedersi a tavola perch aveva cucinato
la figlia.
Proteo si pass le mani sul viso come se fosse stanco morto.
 Se la suocera lo vedeva ridere gli avrebbe tenuto il broncio per
giorni e giorni. E doveva avere un occhio di riguardo anche per
Laura, il suo arrosto di vitello in crosta di erbe aromatiche era
tenero e succoso, lo aveva cotto in forno a bassa temperatura
per tutto il pomeriggio. E, tra parentesi, le patate al rosmarino
erano uno dei piatti preferiti di Camilla, che avrebbe potuto
masticarle senza problemi. Laura modificava sempre, e sempre
senza successo, ogni singola ricetta in base ai gusti e alle esigenze
della madre, che con grande probabilit avrebbe elogiato
anche un coccodrillo in decomposizione se solo lo avesse
preparato Marco.
 Si sta vendicando perch oggi l'abbiamo lasciata sola
sussurr Laurenti a voce non sufficientemente bassa.
 Una donna normale non pu sopportare voi uomini per
una vita intera protest Camilla. Secondo te perch il
novanta percento degli ultracentenari sono donne? Solo a
Trieste ce ne sono quasi duecento, era scritto sul giornale.
 Le statistiche cambiano ogni giorno, Camilla ribatt
Proteo. Non cantare vittoria troppo presto.
 Comunque puoi campare pi di cent'anni soltanto se sei
vedova, altrimenti muori prima dalla disperazione. Quando gli
uomini arrivano ai settanta hanno fatto il loro, ecco come la
vedo.
 Be', mi resta ancora qualche annetto concluse Laurenti
con un sorrisetto ironico. Come ti libererai di me, Laura?.
 Sua moglie si alz e strapp a forza la Nutella di mano alla
madre. Ci penser, amore.
 Ti aiuto io esclam Marco. Un pizzico di veleno al
giorno nel cibo e tanta pazienza. Ti beccano solo se hai fretta.
 Laurenti scosse la testa con decisione. La fai troppo semplice.
Ti scoprono durante l'autopsia, al pi tardi.
 Non se il medico incaricato di certificare il decesso attribuisce
la morte a cause naturali lo corresse il figlio.
 Io farei in un altro modo intervenne Patrizia. Ci sono
due opzioni: o rompi i coglioni alla tua dolce met fino a farle
venire un infarto od allenti i dadi delle gomme prima che prenda
la macchina per andare dall'amante. Niente impronte digitali,
nulla.
 Ringraziate che non esiste il carcere preventivo, altrimenti
dovrei arrestarvi entrambi.
 Uffa, pap, non capisci mai quando uno scherza lo rimprover
Patrizia guardandolo di traverso.
Il fatto che tu difenda Marco dovrebbe insospettirmi.
 Laura nascose il barattolo di Nutella in cucina, e nonna
Camilla alz il volume offesa. Quando la figlia torn e lo riabbass
se ne and a piccoli passi.
 Siamo fortunati che si  dimenticata tutte le ricette e non
cucina pi comment Laurenti, poi si rivolse al figlio: Ti 
piaciuto il rinfresco dal Greco?.
 Nulla di che rispose Marco. Dalle spezie si capisce che
c' anche un cuoco pakistano. Per questo il sapore  un po'
diverso, ma sono cose che sa fare chiunque. A proposito, ho
pensato a come organizzer il mio ristorante.
 Ah, s?. A Laura brillarono gli occhi. La visita ai locali in
affitto dava gi i suoi frutti? Il figlio era finalmente tornato con
i piedi per terra?
 Rivoluzioner il concetto di spesa. Comprer solo prodotti
in offerta o sul punto di scadere. Se la gente vuole spendere
poco manger di conseguenza. Tanto cosa volete che ne
capiscano i clienti, e poi come cucino io non cucina nessuno.
...
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...
FINE.